MESE AL SACRO CUORE_2008
1
Giugno - IL DIVIN CUORE DI GESÙ
-
Il Cuore di Gesù! Una ferita, una corona di spine, una croce, una fiamma. -
Ecco quel Cuore che tanto ha amato gli uomini!
Chi
ci ha dato quel Cuore? Gesù stesso. Egli ci aveva dato tutto: la sua dottrina,
i suoi miracoli, i suoi doni di grazia e di gloria, la santa Eucaristia, la
Madre sua Divina. Ma l'uomo divenne ancora insensibile a tanti doni. - La sua
superbia gli
fece
dimenticare il cielo, le sue passioni lo fecero scendere nel fango. Fu allora
che Gesù stesso gettò uno sguardo pietoso sull'umanità; apparve alla sua
prediletta discepola, S. Margherita M. Àlacoque e le manifestò i tesori del
suo Cuore.
-
O Gesù, a tanto può giungere la tua infinita bontà? E a chi mai tu doni il
tuo Cuore? All'uomo ch'è tua creatura, all'uomo che ti dimentica, ti
disubbidisce, ti disprezza, ti bestemmia, che spesso ti rinnega.
-
O anima cristiana, non ti scuoti dinanzi alla sublime visione di Gesù che ti
dona il suo Cuore? Sai tu perché Egli te lo ha dato? Perché tu potessi
riparare la tua ingratitudine, l'ingratitudine di tante anime. Oh, quale
schianto, per un cuore sensibile, questa parola: ingratitudine! È una lama
d'acciaio che ferisce il Cuore di Gesù.
E
tu non senti tutta l'amarezza di questa parola?
-
Gettati ai piedi di Gesù. Ringrazialo per averti dato il dono preziosissimo
del suo Cuore; adoralo insieme agli angeli del cielo e alle anime che sparse nel
mondo si sono fatte sue vittime.
Offri
a Lui il tuo cuore. Non temere, Gesù già conosce le tue piaghe. Egli è il
buon Samaritano che vuole risanarle.
Proponi
a te stesso di voler riparare ogni giorno le tue ingratitudini, le ingratitudini
degli uomini.
Questo
mese deve essere per te una continua riparazione a Gesù. Solo così potrai
corrispondere al desiderio del suo Cuore e assicurarti i suoi tesori di grazia e
di gloria.
2
giugno - FONTE DI SALVEZZA
-
In ogni pagina del Vangelo il Cuore di Gesù parla della fede. Per la fede Gesù
guarisce le anime, risana i corpi e risuscita i morti. Ogni suo miracolo è un
frutto della fede; ogni sua parola è un incitamento alla fede. Non solo, ma,
Egli vuole la fede come condizione necessaria per salvarti: - Chi crederà e sarà
battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato (Mc 16,16).
La
fede ti è necessaria, come il pane che mangi, come l'aria che respiri. Con la
fede sei tutto; senza la fede sei un bel niente. Hai tu quella fede viva e ferma
che non cede dinanzi a tutte le critiche del mondo, quella fede salda e profonda
che all'occasione saprebbe affrontare anche il martirio?
Oppure
la tua fede è languida come una fiammella vicina a spegnersi? Quando nelle
case, nei campi, nelle officine, nelle botteghe, nei ritrovi pubblici, si deride
la tua fede, senti il coraggio di difenderla senza rossore, senza rispetto
umano? Oppure patteggi con la tua coscienza? Quando le passioni ti assalgono
ferocemente, ti ricordi che con un atto di fede diventi invincibile perché Dio
combatte per te e con te?
-
Quando ascolti letture o discorsi indegni di un'anima credente, senti tu il
dovere di condannare le une e gli altri? Oppure taci, e lasci dire, con una
segreta compiacenza? Ricordati, che la fede è una gemma preziosa e le pietre
preziose non si gettano nei rifiuti. La fede è come una lampada, se infuria il
vento, se cade la pioggia, se manca l'aria, la fiammella si spegne. Sono la
superbia, la disonestà, il rispetto umano, i pericoli prossimi che fanno
perdere la fede. Fuggili, come fuggiresti un serpente.
-
Ma la lampada non sta accesa se manca l'olio. Come pretenderai di conservare la
fede senza le buone opere? Senza le buone opere la fede è morta. Sii generoso
nell'esercizio della carità. Nell'ora del pericolo grida con gli Apostoli: -
Salvaci, o Signore; noi periamo! Ad ogni ora, ripeti la pia giaculatoria:
Signore, aumenta la mia fede.
3
giugno - LA CORONA DI SPINE
-
Se osservi il Divin Cuore, provi un sentimento di pena. È trafitto nel mezzo,
è circondato da spine, gronda sangue. È il simbolo della vita di Gesù.
Nato in mezzo alle sofferenze, abbraccia il dolore, stringe una croce, la
porta al calvario, E muore crocifisso.
Gesù
valorizza il dolore e ne forma una scuola. Lo mette sotto la figura della croce
e poi ci dice: - Chi vuol venire dietro di me, prenda la sua croce (Mt.
16,24). È una parola un po' triste, un po' amara, ripugnante alla natura umana,
ma è così. Il dolore cristiano è dato per purificare, per santificare le
anime.
Guarda
i Santi; essi non ebbero che un sospiro... il sospiro della croce, la sete dei
patimenti.
Davanti
a due corone, l'una di gigli e l'altra di spine, presentatele dal suo Angelo
custode, S. Gemma Galgani non esita nella scelta: - Voglio quella di Gesù. Ecco
la gioia dei Santi. La follia della croce! Ecco la domanda ed il dono di Gesù a
tutte quelle anime che vogliono seguirlo, amarlo, ripararlo. - Osserva se hai
una croce. Nessuna croce sulla terra, nessuna corona in cielo. E come porti la
tua croce? La porti insieme a Gesù, con calma, con rassegnazione, con gioia?
Oppure la trascini brontolando, masticando amaro. Ti abitui a vedere Gesù nei
patimenti? Cerchi Gesù nelle noie, nelle pene di ogni giorno, di ogni ora?
Non
dire che la tua croce è troppo pesante, superiore alle tue forze! Ogni male ha
i suoi dolori; ogni croce ha i suoi tormenti. Credi forse che Dio non conosca le
tue forze?
La
croce ch'Egli ti dà è proprio quella che va bene per te. Cerca di avere
devozione per la tua croce; amala come l'amarono i Santi, come l'ha amata Gesù.
Pensa che quella Croce che un giorno fu maledetta sul Calvario, oggi viene
incensata ed adorata su tutti gli altari.
-
Non lamentarti mai della tua croce, nè in casa, nè fuori. Parla, soffri con
Lui. Solo ai piedi del Crocifisso o del Tabernacolo fa il tu sfogo. Sarà il
pianto della fede, il lavacro del pentimento. Ricordati che si acquista di più
in un sol giorno di patimenti che ci vengono da Dio dal prossimo, che in dieci
anni di patimenti scelti da noi. Sali al Calvario con Gesù e nell'ora
dell'agonia, quando deporrai nelle sue mani quella croce che ti fu dolce
compagna in vita, sentirai da Lui quella consolante parola: - Rallegrati, o
servo buono e fedele! Tu fosti fedele nel poco, ma io voglio esaltarti nel
molto. Entra nel gaudio del tuo Signore!
4
giugno - L'AMORE DI DIO
-
Gesù ti ama... e ti dona il suo Cuore simbolo dell'amore. Su quel Cuore divampa
una fiamma che vuole estendersi ed infiammare tutti i cuori. Gesù ti ama!
Sono
venuto, Egli dice, a portare il fuoco dell'amore sulla terra e che altro posso
desiderare se non che questo fuoco divino si accenda? Gesù ti ama! E,
nell'ebbrezza del suo amore per te, sale la croce; da quella croce ti dona la
sua Madre, il suo sangue, le sue piaghe, i suoi Sacramenti, tutto. Gesù ti
ama! e dal Tabernacolo ti grida: - Io sarò sempre con voi. Venite a me voi
tutti che siete affaticati e stanchi ed io vi ristorerò. Ama tutti, anche i
poveri peccatori, anche i suoi carnefici.
-
Contempla ora te stesso. Come corrispondi all'amore di Gesù? Lo ami con tutto
il tuo cuore, con tutte le forze?
Se
Gesù ti rivolgesse quella domanda che già rivolse a S. Pietro: - Mi ami tu? -
che cosa gli risponderesti? Non avresti forse da accusare poca, o nessuna
corrispondenza? Non avresti anzi da vergognarti di certi amori troppo sensibili,
troppo profani?
Al
mattino, appena ti svegli, hai un pensiero per Gesù? Durante la giornata hai
per Gesù qualche pia giaculatoria? I tuoi sguardi, i tuoi discorsi, i tuoi atti
sono per Gesù? E quando vai a letto alla sera, ti addormenti nel Cuore di Gesù?
Il tuo cuore non può restar vuoto: o è pieno di Dio, o è pieno del demonio.
Vuoi tu amare davvero Gesù?
-
Ebbene ricordati che l'amore non vive di parole, ma di opere. Chi suggerisce
alla madre quegli accenti e quei sacrifici per il suo figliuolo? L'amore! Ama
dunque ed il tuo amore troverà mille modi, mille mezzi per manifestarsi col tuo
Dio.
Ascolta
il grido pietoso di Gesù: - L'Amore non è conosciuto, l'Amore non è amato!
- Fa che questo rimprovero non sia per te. Ama il tuo Gesù per la sua bellezza,
per la sua bontà. Amalo per le sue perfezioni, e per i suoi benefici. Amalo per
le sue promesse e per le sue glorie.
5
giugno - I COMANDAMENTI DI DIO
-
Gesù ha parlato chiaro: Mi ami tu? osserva i miei comandamenti. Vuoi salvarti?
osserva i miei comandamenti. Di qui dunque non si può scappare: per voler
bene a Gesù e per salvarti, bisogna che tu faccia quello ch'Egli comanda:
osservare i suoi santi comandamenti. Egli li ha confermati, li ha imposti, li ha
osservati.
A
te non resta che ubbidire. Sì, bisogna ubbidire. Ma l'ubbidienza deve essere
completa; bisogna osservarli tutti e sempre. Dio non ha dato nè cinque nè
sette comandamenti; ne ha dati dieci e tanto vale andare all'inferno per
trasgredirne uno, come per trasgredirli tutti. In galera non si va per tanti
delitti; basta un delitto solo.
-
Bisogna osservarli sempre. Che importa se non c'è nessuno che vede? Vede Iddio
e basta. Che importa se sia tempo di carnevale o se sia il giorno della festa?
Il Signore non ha messo un limite alla sua legge e non possiamo metterlo noi.
Nota però la sua bontà.
Egli
ti dà un giogo che al tempo stesso è la tua fortuna. Le ali sono un peso per
l'uccello, ma senza le ali non potrebbe volare.
Del
resto Gesù stesso ti dà il mezzo per alleggerire il tuo peso: prega e vedrai
che i comandamenti di Dio saranno per te un peso leggero, un giogo soave.
Esamina ora te stesso, dinanzi alla legge di Dio. Egli ti ha dato una lingua:
come l'adoperi tu? Per lodarlo o per bestemmiarlo? Per dire una parola di pace e
di carità, oppur per mentire, per mormorare, per calunniare, per
scandalizzare il tuo prossimo?
Egli
ti ha dato un cuore: lo conservi onesto e puro, oppure i tuoi pensieri, i tuoi
affetti, i tuoi desideri, sono tutt'altro che onesti? Hai forse l'odio nel
cuore contro il tuo prossimo? Quale rispetto hai per i tuoi genitori, per i tuoi
superiori, per i vecchi, per la roba altrui?
Come
santifichi la festa? Forse ascoltando una Messa, e poi abbandonandoti a lavori
non necessari, a svaghi illeciti senza intervenire ad altre devozioni, senza
ascoltare la parola di Dio?
Trovi
forse qualche macchia da nascondere? Fa presto. La confessione ti aspetta per
purificarti. Mettiti dunque sulla buona strada e prosegui. Sarà la via
dell'amore a Gesù. La via del cielo.
6
giugno - L'AGONIA DEL CUORE GESÙ
-
Anche Gesù piange! Rammenti l'orto degli ulivi? Là il Cuore di Gesù fu
esposto al dolore, alla paura, alla tristezza. Qui Gesù ti rinnova quella
triste scena. Domanda adoratori, ha sete di anime, ed è solo, abbandonato,
dimenticato. Solo nella notte. Solo nelle lunghe giornate. Sempre solo. Verrà
forse qualcuno a trovarlo?
Pazienza
essere dimenticato, ma tradito no, è troppo! Egli vede gli increduli, gli empi,
i bestemmiatori. Egli vede le irriverenze, gli scandali, i sacrilegi, le sacre
ostie rubate, profanate. È mai possibile? Amare l'uomo fino a morir per lui e
poi ricevere il bacio di Giuda, dover scendere nel suo cuore sacrilego!
-
Come si fa a non essere triste? È la tristezza del Cuore di Gesù. Vivere nel
Tabernacolo per l'uomo ed essere abbandonato da lui. Voler essere suo cibo e
subirne il rifiuto. Soffrire per l'uomo ed essere da lui schiaffeggiato.
Spargere per lui il sangue e spargerlo inutilmente.
Invano
il Signore ha chiamato adoratori al suo altare. Invano ha chiamato le anime
alla S. Comunione. Ha manifestato i suoi desideri, ha stabilito la sua legge, ha
fatto le sue promesse e le sue minacce, eppure tanti uomini si ostinano a stare
lontani da Lui, fino alla morte.
Chi
salva un'anima, salva la propria. Egli è triste! E cerca un amico. Vuoi tu
essere l'amico di Gesù? Vieni dunque a piangere, a pregare con Lui. Egli ti
cerca e ti chiama. Non puoi sempre venire alla chiesa? Anche da lontano, nella
tua casa, durante il tuo lavoro, tu puoi mandare il tuo cuore in chiesa, ai
piedi del Tabernacolo, a tenere compagnia a Gesù, a pregarlo, a ripararlo.
7
giugno - IL PECCATO MORTALE
-
Rammenti la scena pietosa dinanzi al sepolcro di Lazzaro? Lazzaro muore e Gesù
è lontano. Quando viene a Betania, Lazzaro è sepolto da quattro giorni,
cadavere putrefatto. Gesù che amava tanto quel caro amico, si fa condurre al
suo sepolcro. Piange, freme in ispirito e poi alza gli occhi al cielo; prega e
grida: - Lazzaro, vieni fuori. - E Lazzaro ritorna alla vita.
Sai
tu, perché Gesù dinanzi al cadavere di un amico piange, freme, prega? Perché
Lazzaro era già cadavere. Ecco la tua immagine quando ti addormenti nel peccato
mortale. Non bastano più gli inviti dell'angelo custode, le preghiere della
mamma, i consigli degli amici, le correzioni del confessore. Ci vuole un
miracolo di Gesù. È Gesù stesso che deve piangere, deve fremere, deve pregare
per te, deve alzare la sua voce. E tu così facilmente ti abbandoni al peccato
mortale?
Non
ricordi come Dio ha punito Adamo ed Eva? Non temi i rigori dell'inferno, giusto
castigo del peccato? Non piangi davanti al Cuore di Gesù che muore in croce per
te, per cancellare i tuoi peccati?
-
Ebbene, con un peccato mortale perdi tutto, tutto è perduto. Tu sei sensibile a
tutti gli affetti più teneri e delicati. Non senti dunque più nulla ad
offendere Dio, a calpestare la sua volontà, a metterlo di nuovo in croce? Sulla
tua fronte è scolpita l'immagine di Dio e tu la strappi per gettarla nel fango?
Egli
ti presenta il suo Cuore e tu lo metti sotto i piedi per calpestarlo. Ma pensa
un po'... se Gesù ti mandasse una sofferenza, una malattia. Non sai che anche
le disgrazie temporali spesse volte sono un castigo del peccato? - Gesù passa
e ti grida: O anima, sorgi dal sepolcro in cui sei caduta. Detesta il tuo
peccato, confessalo, lavora a distruggerlo, mettiti sul buon sentiero. Perché
non vorrai ascoltare l'invito pietoso del Cuore di Gesù? Perché vorrai
continuare nei tuoi peccati? Non sai che quell'amicizia, quell'odio, quella
lettura, quel divertimento, quella passione, ti fanno perdere la serenità, ti
conducono all'inferno?
Vuoi
vivere nel peccato? Nel peccato morrai.
8
giugno - LO SCANDALO
-
Il cuore più dolce e più mite della terra è il Cuore di Gesù. Ma questo
Cuore divino non può restare indifferente di fronte alla rovina di tante anime
ed è allora che si commuove, e grida: - Guai!... guai al mondo per gli
scandali!...
Per
chi scandalizza uno di questi fanciulli, sarebbe meglio che gli fosse appesa una
pietra
al
collo e fosse gettato nel profondo del mare. Gesù lavora per la salvezza
delle anime: lo scandaloso ruba le anime a Gesù per darle al demonio. Gesù
muore in croce, per redimere i peccatori: lo scandaloso fa scempio
dell'innocenza, distrugge, e rovina l'opera della redenzione.
Dice
sant'Agostino che tanti inferni soffrirà lo scandaloso quante sono le anime
ch'egli ha assassinato. Tanti tormenti, i più atroci, egli proverà quanti
sono i peccati suoi e quelli commessi dagli altri causa del suo scandalo.
-
Non hai nulla da osservare, da correggere in te? Esaminati bene e cambia vita;
sei sull'orlo dell'abisso. La Maddalena fu scandalosa, ma riparò e divenne
santa. Fa anche tu così.
-
Ripara il Divin Cuore di Gesù... Hai fatto tanto male? Mettiti a fare tanto
bene ed a farlo pubblicamente; frena la tua curiosità, mortifica i tuoi
sensi, frequenta i Sacramenti.
Prega!...
Prega per te perché il Signore dimentichi la tua vita passata e ti conservi la
sua santa grazia.
Prega
anche per le povere anime che hai tradito, che hai scandalizzato. Di' con
tutto il tuo cuore: - Miserere mei Deus. Abbi misericordia di me, o Signore!
9
giugno - IL PECCATO VENIALE
-
Al tribunale di Anna, Gesù riceve uno schiaffo da un servo e nella mitezza del
suo Cuore divino esclama: - Se ho parlato bene, perché mi percuoti? Il peccato
veniale deliberato è uno schiaffo a Gesù; non lo mette in croce come fa il
peccato mortale, ma è pur sempre un torto, un'ingiustizia, un'offesa.
Che
diresti di un servo che ubbidisse ai comandi del padrone, ma disprezzasse i suoi
desideri, i suoi consigli? Che diresti di un figlio che desse uno schiaffo a sua
madre? Ebbene tu fai peggio con Gesù quando commetti il peccato veniale.
Hai
sentito parlare di quel brutto male che è l'Aids? Pochi sanno di averlo e
finiscono col morirne. Così avverrà di te... L'abitudine del peccato veniale
è una malattia spirituale. Tu trascuri i piccoli difetti, le colpe leggiere;
ma al sopraggiungere di una forte tentazione finirai col cadere nel peccato
mortale. Non è forse questa la storia di tutti i giorni? Pensa ancora, alla
minaccia di Gesù: - io scruterò con la lucerna, ti domanderò conto di ogni
atto, di ogni pensiero, anche di una parola oziosa. E non temi? Non rifletti che
il Purgatorio è creato apposta dalla giustizia di Dio per purificare il
peccato veniale?
-
Rammenta tutto e, se non vuoi arrossire, lascia almeno che arrossisca il tuo
Angelo custode. No, così non puoi andare avanti. Devi correggerti, se vuoi
piacere al Cuore di Gesù, se vuoi ripararlo. Oseresti ripararlo dei peccati
altrui, mentre tu stesso ne sei pieno fin sopra i capelli?
Prendi
di mira il peccato veniale più grave in te e al quale ti senti più inclinato e
che commetti con maggior frequenza; sarà forse l'amor proprio, la maldicenza,
l'ira, la vanità, una certa sensibilità, la poca diligenza nei tuoi doveri.
Cercalo
tu stesso ed eliminalo sempre con le pie giaculatorie, con atti opposti di virtù,
con l'esercizio della presenza di Dio. Nonostante la tua buona volontà, cadrai
ancora; ma non scoraggiarti. Ripara subito ogni caduta, ed avanti con maggior
coraggio!
La
Chiesa dona cento mezzi per riparare il peccato veniale: l'uso dell'acqua
benedetta, la recita devota del Padre Nostro, l'assistere alla S. Messa,
l'osservanza delle opere di misericordia, la Benedizione col SS. Sacramento.
-
Ma vi è un mezzo prioritario: la S. Comunione. Se vai alla S. Comunione con
mille peccati veniali, ma con retta intenzione e con la grazia di Dio, ritorni
purificato come un angelo. Che decidi dunque? Hai in mano la medicina e non
vorrai prenderla?
10
giugno - LA MORMORAZIONE
-
Prendi la vita di Gesù e leggila da capo a fondo: non sentirai da Lui neppure
una parola di mormorazione. Il suo Cuore è sempre lo stesso: ha una parola
dolce per i giusti e per i peccatori, una parola di tenerezza per i suoi
traditori, una parola di perdono per i suoi carnefici.
Su
tutti stende il suo manto benigno di carità. Gesù anzi odia così tanto la
mormorazione che vuole stabilire appositamente una regola speciale:
-
Non giudicate - Egli dice - se non volete essere giudicati.
Nella
misura con la quale giudicate gli altri sarete giudicati anche voi. E perché
osservi la pagliuzza nell'occhio di tuo fratello e non badi alla trave che sta
nell'occhio tuo?
Orbene
che cosa fai quando mormori? Nascondi i tuoi stessi difetti, ti figuri una
colomba, un agnellino, e metti in piazza i difetti altrui. Volesse il cielo che
la tua lingua rispettasse almeno quanti ti fanno del bene, o sono migliori di
te! Quante volte invece non risparmi neppure le persone più pie, più venerande
e più sacre, coprendole di ridicolo, svisando i fatti, cambiando circostanze, e
mettendo in dubbio le stesse buone azioni e intenzioni!
-
Che dire poi quando copri la mormorazione col manto della lode e della
compassione? Che dire quando non potendo intaccare le azioni altrui inventi
nuovi difetti, o critichi la stessa virtù? Che dire finalmente quando la tua
mormorazione va anche più innanzi e diventa giudizio temerario, peggio, diventa
calunnia?
Il
ladro è meno colpevole di te, perché tu con la tua lingua rubi l'onore e
la pace alle famiglie, che nessun oro di questo mondo può pagare.
Non
sai che la restituzione dell'onore altrui è ben difficile e che per conseguenza
tu con le tue calunnie ti metti sulla strada che porta diritto all'inferno?
Pensa un po' a tutte le anime che hai avvelenato con la tua lingua. Pensa a
tutte le maldicenze che hai fatto nei negozi, nell'ufficio, nella scuola, nelle
lunghe giornate di lavoro, nelle fredde serate d'inverno.
Pensa
a tutte le mormorazioni che hai fatto sulle strade, in casa tua, tornando dalla
chiesa, e magari anche in chiesa dinanzi a Gesù! Tu hai voluto condannare gli
altri ed intanto la condanna di Gesù già ti pesa sul cuore!
-
Fa il tuo proposito di parlare bene di tutti, sempre, dappertutto. Quando non
potrai parlar bene, scusa almeno le azioni altrui con la buona intenzione,
oppure taci. Il silenzio è d'oro.
Prega
il Divin Cuore di Gesù che ti aiuti a tenere in freno la tua lingua.
11
giugno - IL RISPETTO UMANO
-
A Gesù non piacciono le mezze misure, le anime insipide. Egli vuole i cristiani
d'un pezzo solo; ha il cuore aperto per tutti, anche per i peccatori più
ostinati, ma non vuol saperne del rispetto umano. Più volte Egli ci ha detto
che non possiamo servire a Dio e al mondo; Egli anzi ci ha parlato chiaro che,
se vorremo accontentare il mondo, non saremo con Lui, saremo anzi contro di
Lui... e ti par poco? Pregare il Signore e poi voltargli le spalle per
accontentare il mondo, per accontentare il demonio? Sicuro! Il rispetto umano ti
fa voltare le spalle a Dio, perché ti impedisce di fare il bene. Quante buone
devozioni tu tralasci per paura di esser deriso! Quante volte non vai alla S.
Comunione, non reciti il Rosario, non saluti le immagini della Madonna, per
timore di esser burlato!
Quante
volte puoi sollevare il tuo spirito col canto di pie canzoncine ed invece butti
fuori delle musichette, per paura che ti ridano dietro. Passa Gesù in
Sacramento? Ti guardi attorno e non hai il coraggio di inginocchiarti, Non è
forse così? Pensa a tutto il bene che hai tralasciato di fare per causa del
rispetto umano e vedrai se è un peccato da nulla.
-
Tu sai che bisogna fuggire i discorsi cattivi; eppure quanti ne facesti contro
la fede e la religione, contro la purità, e contro la carità, non avendo il
santo coraggio di allontanarti o almeno di tacere.
Tu
sai che certe amicizie sono un pericolo continuo per l'anima e comprendi che non
ti lasciano tranquillo in coscienza, e non ti senti la forza di spezzare quella
triste catena. Quante volte non hai osservato i precetti della Chiesa per
sfuggire alle critiche di qualche mala lingua!
Non
è forse vero che, con un po' di coraggio, avresti dato il buon esempio e ti
saresti acquistato dei meriti, mentre invece facesti tu stessa il male e fosti
pietra di scandalo per gli altri?
Non
sai che col rispetto umano diventi vile dinanzi a te stesso che comprendi le
necessità di fare il bene e vuoi fare il male? Diventi schiavo dinanzi al
mondo, perché rinneghi la tua volontà per fare quella degli altri? Diventi
ingrato dinanzi a Dio perché vivendo dei suoi benefici, ti vergogni di
comparire sua creatura?
Vinci
te stesso. Se tu sei povero, il mondo non ti arricchisce; se sei infermo, non ti
risana. Il mondo troverà sempre da criticare e da ridire, faccia tu bene o
faccia tu male. Dei tuoi atti, tu non devi dare ragione al mondo, ma a Dio.
Non devi seguire del mondo, ma di Dio. In tempi di libertà abbi il coraggio di
gridare: - Viva la vera libertà di fare il bene e di fuggire il male!
12
giugno - LA CONFESSIONE
-
Il Cuore di Gesù è un cuore di padre e come il padre è sempre pronto a
perdonare le colpe del figliuolo, così quel Cuore divino volle trovare il mezzo
col quale tu potessi sempre e dappertutto trovare il perdono dei tuoi peccati.
Si
presentano a Gesù 10 lebbrosi ed Egli dice loro: - Andate, mostratevi ai
sacerdoti. - Essi ubbidiscono e sono subito risanati. Gesù volle così
prepararci a quel giorno nel quale istituendo il sacramento della Confessione
disse ai suoi discepoli: - Riceverete lo Spirito Santo. A chi rimetterete i
peccati, saranno rimessi e saranno ritenuti a chi li riterrete.
Lo
stesso Concilio di Trento chiama la Confessione seconda tavola di salvezza dopo
il naufragio. E tu non la stimi? Non pensi che senza la Confessione ti è
impossibile ottenere il perdono dei tuoi peccati e ritornare all'amicizia di
Dio? La Confessione è la medicina più sicura per resistere. Vuoi perseverare
nel bene? La Confessione è il mezzo più adatto. Vuoi santificarti? La
Confessione è la scala più sicura. È provato che la misura dell'aumento
nella vita spirituale è data dalla confessione frequente fatta bene.
Considera adesso come usi tu della Confessione. Anzitutto riguardo al tempo.
Ogni giorno la polvere si deposita sulla tua anima, ogni giorno pecchi. Ti
confessi spesso, ogni settimana, o almeno una volta al mese? Pensi che nella
notte potresti morire improvvisamente? E riguardo al modo, come ti confessi tu?
ti prepari con la preghiera, con un po' di esame?
Nella
tua Confessione, porti l'umiltà e la prudenza? Ascolti gli avvisi del
confessore? Cerchi di metterli in pratica? Se devi correggere qualche cosa a
questo riguardo, correggi subito e, se ti è necessaria, fa presto una
Confessione generale. Non aspettare domani; il tempo è nelle mani di Dio.
13
giugno - OCCASIONI PERICOLOSE
-
Finora dal Divin Cuore abbiamo attinto quelle parole che condannano il
peccato. Ora Gesù vuol suggerirci anche il mezzo con cui possiamo evitare il
peccato. Questo mezzo è la fuga delle occasioni pericolose. Non c'è via di
scampo. Vuoi fuggire il peccato? Devi necessariamente fuggire le occasioni.
Prega pure, confessati fin che vuoi, ma se non fuggi le occasioni pericolose,
sarà tutto fiato sprecato. Esamina ora la tua coscienza: ti trovi forse
impelagato in qualche occasione prossima di peccato ?
Quali
sono le compagnie che frequenti? Vi si trovano forse persone con le quali ti
permetti delle confidenze che fanno gemere il tuo Angelo custode? Si trova
forse qualche persona che ti insinua dei dubbi sulla fede, ti sussurra parole
che ripugna sentirle, ti allontana dalle tue opere di pietà e di carità, ti
invita a darti al bel tempo?
Quali
sono i tuoi divertimenti? Sono forse certi teatri dove gli occhi perdono la
verecondia, dove le passioni si sollevano impetuose, dove si è anche testimoni
di atti tutt'altro che delicati? Sono forse certi ritrovi dove non si sfoggia
altro che vanità e leggerezza?
Quali
sono i libri, le riviste ed i giornali che leggi? Sono seri, morali, religiosi,
oppure troppo facilmente causano mollezza, incensano il vizio, e mettono in
ridicolo la stessa virtù, la religione, la famiglia, il sacerdozio? - Vesti
dignitosamente oppure porti abiti che sono causa di tentazioni?
Puoi
affermare sinceramente che sei già lontano da tutte queste occasioni
pericolose? Ebbene consolati e prosegui con coraggio: il S. Cuore è con te. Non
puoi dirlo? Allora sappi che sei sull'orlo del precipizio; puoi cadervi da un
momento all'altro.
Fatti
animo: a tutto c'è rimedio, purchè lo si voglia. Vuoi tu il rimedio? Contro
il fuoco non si ragiona, ma si fugge. Di fronte alle occasioni pericolose non
ragionare, fuggi.
Prega
il Cuore di Gesù che te ne dia la forza. Di' col povero lebbroso: - Signore,
se vuoi, puoi guarirmi.
14
giugno - LE TENTAZIONI
-
Gli Apostoli un giorno gli si avvicinarono e gli dissero: - Maestro, Tu ci
inviti sempre a pregare; noi siamo ignoranti, insegnaci Tu. E Gesù, sempre
buono, rispose: - Quando pregate dite cosi: Padre nostro che sei nei cieli, - ed
insegnò la stupenda preghiera del Padre Nostro.
Orbene
sai perché Gesù volle che si pregasse anche il Divin Padre a non indurci in
tentazione? Perchè Egli sapeva che il demonio ci avrebbe tentati sempre e
voleva appunto che noi domandassimo l'aiuto celeste per non soccombere mai
alla tentazione. Anzi Egli stesso permise che il demonio lo tentasse per darne a
noi l'esempio.
-
Per irrobustire il corpo ci vogliono gli esercizi ginnici: per rendere robusta
l'anima è necessario ch'essa superi i pericoli e le insidie che il demonio le
tende. Tu devi guadagnarti dei meriti per il cielo. Orbene ad ogni vittoria
sulle tentazioni, tu puoi contare in paradiso un maggior grado di gloria.
Rammenti
che cosa disse l'Arcangelo a Tobia? - Perché tu eri accetto a Dio, fu
necessario che la tentazione ti mettesse alla prova.
Il
Divin Cuore di Gesù ti ha suggerito anche i mezzi mediante i quali la
tentazione non ti farà mai male: - Vegliate e pregate per non cadere in
tentazione. Sei tentato? Non addormentarti nella tentazione, ma schierati subito
contro di essa da qualunque parte ti venga.
Ad
ogni vento di tentazione abbi pronta una preghiera di santi rimedi che salgono
diritti al cielo, oppure recita le devote giaculatorie. Se puoi, anche un bel
segno di croce. Mettiti dunque all'opera. Prega ogni giorno il Sacro Cuore che
ti allontani dalla tentazione in vita, ma specialmente nell'ora della morte.
15
giugno - IL VALORE DELLA PREGHIERA
-
Gesù invita, raccomanda, impone la preghiera, lega ad essa ogni grazia, ogni
benedizione, perfino l'eterna salvezza. Egli stesso prega dovunque e sempre; nel
Tempio e nell'Orto degli ulivi, sul monte e sulle acque, sulle piazze e nelle
sinagoghe.
Se
tu comprendessi la necessità e la potenza della preghiera. Se tu sapessi che la
preghiera è la debolezza di Dio e la forza dell'uomo! San Tommaso non comprende
una questione difficilissima: prega e la preghiera lo illumina. La Maddalena
ha l'anima coperta di peccati: prega ai piedi di Gesù e la preghiera la
purifica.
-
S. Pietro corre il pericolo di sommergersi nelle acque e prega; la preghiera lo
fortifica. Marta e Maria pregano piangendo dinanzi a Gesù nell'ora del dolore e
la preghiera le consola.
Pregano
gli Apostoli nel Cenacolo e la preghiera fa scendere lo Spirito Santo con i
suoi doni celesti. E tu, quando preghi? Dici bene le orazioni del mattino e
della sera? Preghi quando hai bisogno di lumi speciali, nelle tentazioni, nei
pericoli, nelle cadute?
-
Prega per te, per la tua famiglia, per chi ti vuol bene e chi ti vuol male.
Prega per tanta povera gioventù, per i peccatori, per i moribondi, - per le
anime sante del Purgatorio.
Non
dimenticare mai nelle tue preghiere il Papa, il tuo Vescovo, il tuo Parroco, i
Sacerdoti, i Missionari di qualche Istituto di tua conoscenza e le vocazioni
religiose.
Nelle
tue preghiere dà largo campo alla meditazione. Essa è il principio di ogni
bene (S. Agostino). È la via più facile e più spedita per l'acquisto della
perfezione (S. Ignazio).
Che
se talvolta nella preghiera non proverai nessun interesse, ricordati che non
devi cercar il tuo interesse, ma quello di Dio.
Che
importa a te se la medicina è insipida quando produce egualmente il suo
effetto? Prega il Cuore di Gesù che ti insegni a ben pregare.
16
giugno - RISPETTO ALLA CHIESA
-
Lo zelo più santo ha le sue manifestazioni più sublimi; non può permettere,
deve anzi rimuovere tutti gli ostacoli che si frappongono alla gloria di Dio.
Ecco il Divin Cuore di Gesù acceso dallo zelo più ardente per la gloria del
Padre; per Lui opera, per Lui soffre, a Lui rende grazie.
-
Hai della Chiesa il concetto più vero, e più santo? Sei fermamente persuaso
che la Chiesa è veramente la casa di Dio, il luogo dove stanno gli Angeli per
far corona a Gesù Eucaristico, il luogo dove Dio si manifesta più
chiaramente alle anime? E se di ciò sei pienamente convinto, con quale
intenzione ti rechi alla chiesa?
Forse
per essere veduto e stimato? E in chiesa come ti comporti? Appena entrato, c'è
l'acqua benedetta; la prendi per fare un devoto segno di croce? Non sai che con
l'uso devoto dell'acqua santa puoi acquistare preziose indulgenze e cancellare i
peccati veniali? Prima di
metterti
al posto, pieghi il ginocchio a terra per adorare Gesù? Ti raccogli un
momento, cacciando via ogni pensiero di interesse, di lavori, di faccende
domestiche?
O
forse sei stato causa di scandalo? Ti permetti forse in chiesa, di ridere, di
scherzare? Ti perdi fino al punto da far discorsi indegni nella casa di Dio? Ti
unisci agli Angeli nel cantare le lodi del Signore e della Madonna, nel recitare
l'Ufficio, o forse cerchi la lode tua, della tua voce?
Ti
mostri attento alla spiegazione del Vangelo, del Catechismo, segui con interesse
tutte le cerimonie? Oppure sei sempre distratto, sempre indifferente? E prima di
partire, lasci il tuo cuore a Gesù? Prega il Divin Cuore che dimentichi il
tuo passato e ti faccia più devoto per l'avvenire.
17
giugno - SEMINARE OPERE DI BENE
-
Il Divin Cuore di Gesù ha parlato chiaro e forte: Tutta la legge divina si
compendia in due comandamenti: l'amor di Dio e l'amore del prossimo. Senza di
questi due amori è impossibile piacere al Signore, è impossibile entrare nel
cielo.
Pochi
però comprendono bene in che consista l'amore del prossimo. Si crede che per
amare il prossimo basti non odiarlo, non fargli del male. No ciò sarà da
semplici uomini, non da buoni cristiani. L'amore è operativo e deve manifestarsi
facendo al prossimo quello che vogliamo o desideriamo sia fatto a noi. La prova
generosa e meritoria di quest'amore viene data dall'esercizio delle opere di
misericordia.
Gesù
ritiene come fatto a sè tutto ciò che si fa ai poveri in nome suo. E quando
qualche persona amica o conoscente è inferma, cerchi una mezz'ora di tempo
per visitarla, per dirle una buona parola, per consolarla nei suoi dolori, per
animarla alla pazienza, alla santa rassegnazione alla volontà di Dio?
-
Non sempre si potrà fare l'elemosina materiale; si può però sempre dare
all'afflitto una parola di conforto: è come un balsamo applicato ad una
piaga. Talvolta sarai stato offeso; hai tenuto il broncio, ti sei forse subito
vendicato, oppure ti sei ricordato che la miglior vendetta è il perdono? Così
ha fatto Gesù, così hanno fatto i Santi.
Perdona
sinceramente, dimentica le offese ricevute, se vuoi che il Signore perdoni e
dimentichi le tue.
Forse
sarai anche costretto a vivere e a lavorare con persone di carattere e di
tendenze contrarie alle tue. Ebbene sopporta pazientemente i difetti altrui, e
sarai sopportato tu pure. Vedi con quanti mezzi puoi dimostrare al prossimo il
tuo amore, in quanti modi puoi arricchirti di meriti? Che se nulla di tutto ciò
puoi fare, ricordati che la preghiera è sempre a tua disposizione.
È
Gesù che te lo dice: Pregate per coloro che vi perseguitano e vi calunniano.
Anche per i morti tu puoi sempre pregare, specialmente per le anime del
Purgatorio più abbandonate, per quelle che forse soffrono per colpa tua, per
quelle che tu puoi aver offeso, danneggiato. Per tutte queste opere il S. Cuore
ti suggerisce un ricordo. Tienilo bene a mente: Quando fai un'opera buona,
tienila nel segreto del tuo cuore.
18
giugno - CURA DELLA GIOVENTÙ
-
Il S. Cuore ama tutti, ma ha un amore tutto speciale per i giovani. Un giorno
alcune madri si fanno largo tra la folla e vogliono a tutti i costi che Gesù
benedica i loro bimbi. Gli apostoli sono infastiditi, ma Gesù dolcemente li
rimprovera e dice:
-
Lasciate che i fanciulli vengano a me.
Gesù
vede intorno a sè delle madri addolorate e piangenti, ha un pensiero ben più
alto che le proprie sofferenze e dice loro:
-
O figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma su voi stesse e sui vostri
figli.
-
Hai tu dei figli, dei fratelli, dei nipoti? Vedi come oggi cresce la gioventù!
Non sono più le figlie modeste e caste di un tempo, dedite al lavoro ed alla
pietà, amanti della riservatezza e della modestia. Oggi, salvo poche eccezioni,
crescono leggere, vanitose, volubili, piene di pretese, inclini all'arroganza,
alla frivolezza e alla sfrenata libertà.
Sono
il pianto di tante famiglie e, non di rado, il disonore della casa. E tanti
poveri giovani? Già buoni nella fanciullezza, giunti alla pubertà incontrano
la prima crisi. Il negozio, l'officina, il lavoro, i campi, lo studio,
diventano una necessità di vita, ma anche un evidente e grave pericolo. Il
contatto con compagni già immersi nel vizio, l'accendersi delle passioni, gli
incentivi provocatori di certe letture e di certi divertimenti, a poco a poco
offuscano tutta la bellezza della virtù.
-
Genitori molli e deboli, incapaci di un atto di fermezza e di fierezza
cristiana, genitori sempre pronti a difendere e ad accontentare i propri
figli, che non sanno mai vedere un difetto nei loro figli, pronti a magnificarne
le virtù ad ogni passo! talvolta anche pietra di scandalo alle loro stesse
creature. Disse troppo bene Gesù:
-
O madri, piangete anzitutto su voi stesse e poi sui vostri figli.
Anche
S. Monica piange sul perduto Agostino, ma intanto prega, lo veglia, lo segue
dappertutto, esercita continuamente su di lui il suo fascino di dolcezza e di
fermezza e finalmente lo converte. E tu, come ti comporti con la gioventù che
ti circonda?
Ricordati
che la goccia perfora la pietra. Se la tua parola sarà sempre suggerita dalla
pietà e dal dovere, data a tempo opportuno, con la naturale dolcezza di cuore,
con la soavità dei modi, con la fermezza del carattere e dell'autorità
paterna, sarà difficile una caduta. Se avvenisse, sarà di breve durata. La
risurrezione sarà pronta.
Prega,
insisti come la Cananea per la figlia indemoniata. Grida con Giairo:
-
Signore, la mia figliola è morta, ma vieni, imponi su di lei la tua mano e vivrà.
Tu
sai che il Cuore di Gesù ha troppo cara la conversione e la cura della
gioventù; l'ha promesso e la sua promessa è sacra.
19
giugno - SIATE UMILI DI CUORE
-
Quando il Divin Cuore di Gesù volle insegnarti qualche cosa di se stesso,
ti disse una sola parola: - Imparate da me che sono mite ed umile di cuore.
Deve
dunque avere un gran valore questa umiltà se Gesù la stimò a tal punto da
anteporla a tutte le altre virtù. Egli raccomanda la castità, la carità,
l'ubbidienza, ma a nessuna di queste virtù fa il privilegio che fa all'umiltà
con queste parole: Imparate da me..
Qui
i Santi hanno ben compresa questa sublime dottrina e non cercarono la
santità se non per mezzo dell'umiltà, ben persuasi che l'umiltà è il
fondamento di tutte le virtù, il principio di ogni gloria. La Madonna stessa
confessa di aver ricevuto i più insigni favori dal Signore, ma per un motivo
solo: perché il Signore vide l'umiltà della sua ancella.
È
umiltà il non voler accettare le osservazioni altrui, il non poter soffrire il
carattere altrui, il lodarti del poco bene che hai fatto, di quel piccolo
successo che hai ottenuto?
È
umiltà il deprimerti se non ottieni quello che desideri? Povero uomo, credi di
essere umile, ma sei troppo pieno di te stesso. Tu non sei umile, ma superbo.
Abbassati, nasconditi.
-
Gesù disprezza i superbi e ti dice che il tuo grado di gloria in cielo
corrisponderà al tuo grado di umiltà sulla terra. Prega col cieco del Vangelo:
- Signore, fate che io veda! Recita sempre la devota giaculatoria: - Gesù,
mite ed umile di cuore, rendi il mio cuore simile a1 tuo.
20
giugno - LA CASTITÀ
-
Il Divin Cuore di Gesù è l'emblema dell'innocenza. Egli vuol essere
l'Agnello senza macchia che si pasce in un giardino di gigli. Nella sua vita
terrena, Gesù sceglie un precursore, però martire della castità; pone le sue
confidenze in un discepolo, ma è vergine. Sullo stesso Calvario vuole una
fioritura di gigli: la verginità immacolata, la verginità conservata, la
verginità riparata. Egli promulga la beatitudine della purezza e crea un
esercito di Vergini: si fa loro Sposo, loro corona.
Per
conservare al giglio candore e profumo, lo circonderà di una palma e griderà
al mondo: Beati i puri di cuore perché vedranno Iddio. E la Chiesa santa amerà
la castità come l'ornamento più delicato e soave dei suoi ministri, dei suoi
religiosi... ed i Santi, sposandola in tutto il suo splendore, la
magnificheranno come la virtù angelica... creatrice degli angeli sulla terra.
-
Ami tu la bella virtù della castità? E se l'ami, come cerchi di praticarla, di
conservarla? Preferisci intorno a te tutto ciò che è bello, è lindo, cerchi
le cose candide e pulite. Fai altrettanto per la virtù della castità? La tua
mente non ha da rimproverarsi certe compiacenze... certi desideri cattivi
?... Moderi la tua fantasia troppo sfrenata... troppo birichina? Soffochi nel
tuo cuore certe simpatie troppo sensibili... forse anche sensuali? La tua
lingua è sempre castigata, è sempre corretta? In quei divertimenti, in quelle
letture, con quelle persone, in quel tale ambiente. La tua castità è sempre
uscita salva, invulnerabile?
Tienila
cara, come la pupilla degli occhi tuoi. Frequenta una compagnia onesta e
timorata, fuggi certi ritrovi, cerca buone e sante letture, mortifica i tuoi
sensi, specialmente gli occhi e la lingua, frequenta i santi Sacramenti ed
abbi la devozione più ardente per la Madonna Immacolata... per il Cuore di
Gesù.
Gesù
e Maria sono la più bella custodia della castità. Con la castità tu diventi
padrona dei tesori di Dio; con la castità sei sicura di possederlo.
21
giugno - LA MORTIFICAZIONE
-
È il comando di Gesù! Comando duro per i cristiani deboli e troppo attaccati
alle proprie comodità. Comando dolce e soave per quelle anime le quali sentono
la bellezza della perfezione, gustano le dolcezze intime della vita cristiana.
Gesù l'ha detto:
-
Chi vuol seguirmi, deve rinnegare se stesso.
Dunque
per seguir Lui, per essere veri cristiani, dobbiamo correggere i nostri
difetti, mortificare le nostre passioni e i nostri sensi. Il primo medico di
noi stessi siamo noi. Sei tu che devi impegnarti a fondo, scoprire le tue
passioni, indagare i tentennamenti del tuo cuore, la deviazione dei tuoi sensi.
E
per conoscerti proprio bene devi fare l'esame di coscienza ogni giorno,
quando sei libero da occupazioni materiali. Come regoli le tue
passioni? Regna nel tuo cuore la superbia, l'avarizia, la collera,
l'indifferenza nel fare il bene, l'invidia del bene altrui? Sotto la scusa della
prudenza e della cortesia, non nascondi forse il rispetto umano. Come mortifichi
i tuoi sensi?
-
Come mortifichi il cuore? Covi forse simpatie sospette, odii irriducibili?
Impegna dunque tutta la tua volontà. Dovrai fare dei sacrifici, ma Gesù e il
cielo non meritano sacrifici? Cadrai forse ancora; non scoraggiarti. Da solo sei
buono a nulla, nel Cuore di Gesu puoi tutto. Pregalo in modo da venirti in
aiuto. Domandagli la grazia di conoscere la tua passione dominante, il tuo
difetto principale, e combattilo senza misericordia.
Pensa
che vi sono persone che baciano la terra, mangiano poco, assaporano sostanze
amare, pregano con le mani sotto le ginocchia, preferiscono le posizioni
scomode. - Esse tanto mortificate e tu così poco! Il Divin Cuore ha promesso il
fervore alle anime tiepide. Digli dunque con uno slancio di fede: - Ch'io
conosca te, o mio Dio, ch'io conosca me, per disprezzare me e amare te solo.
22
giugno - LA PERSECUZIONE
-
Chi più pesante, chi più leggera, tutti abbiamo una croce personale; ma ve
n'è una comune a tutti quanti i buoni cristiani: la croce predetta da Gesù.
Quando salì la montagna delle Beatitudini, ebbe due parole che furono una vera
rivelazione per i suoi discepoli:
-
Beati voi quando vi oltraggeranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno di
voi ogni male per causa mia.
Come?
L'essere perseguitati per amore di Gesù è dunque una beatitudine?
Rallegratevi allora ed esultate perché grande è la vostra ricompensa nei
cieli.
Consolati!
Quando il padre tuo, il fratello, la sorella e fors'anche la madre, escono con
una parola pungente, e magari anche con una parolaccia, non abbandonarti
all'ira o all'avvilimento, ma sorridi nel tuo cuore, manda uno sguardo al
cielo, offri la derisione ricevuta a Gesù e ripeti con tutta la tua fede:
-
Grazie, o Gesù, converti questa spina in una gemma per la mia corona.
Pazienta
sempre con calma, con gioia, ma anche con santa fermezza nelle tue opere di pietà.
Alla tua dolcezza serena, alla tua perseveranza nel bene, Dio tiene forse legata
la conversione di quell'anima che ti fa crudelmente soffrire. Ed il mondo?
Rammenta le parole d'inferno che tante volte ti si gettano in faccia.
Rammenta
le frecciate, i disprezzi, le ironie, le imprecazioni, la canzonatura, a cui sei
fatto segno. So che tante volte non puoi parlare con quella persona, non puoi
passare per quella strada, non puoi andare in quella famiglia, non puoi portarti
al lavoro ed alla chiesa, senza dover trangugiare una parola amara,
un'insolenza, dispetto, senz'essere messo in ridicolo.
Se
così non fosse, non saresti amato da Gesù, non avresti quella pietà per la
quale appunto sei schernito. Fatti venire in mente il Divin Cuore coronato di
spine e disprezzato; ricordati di Gesù sulla croce beffeggiato dai carnefici, e
i tuoi patimenti ti sembreranno rose.
-
Rammenta le sue parole: Voi piangerete e vi lamenterete ed il mondo godrà, ma
la vostra afflizione si cambierà in gioia. Se la tua pena è forte, non
lamentarti con nessuno; fa il tuo sfogo ai piedi del Tabernacolo. Gesù solo ti
suggerirà quelle parole che hanno creato i martiri...
23
giugno - DI FRONTE A TANTO MALE
-
Quando S. Giovanni Battista dal fondo della prigione mandò due suoi discepoli a
Gesù per domandargli se fosse veramente il Redentore promesso, Gesù per tutta
risposta si appellò ai frutti del suo zelo: - Andate e riferite a Giovanni che
i ciechi vedono, gli storpi camminano, i morti risorgono, i poveri sono
evangelizzati. Gesù vuole la nostra salvezza: Egli vive e opera per noi; per
noi muore sulla croce.
Non
ti senti infiammato da queste parole di Gesù? Gesù brucia di zelo. E tu?
Guarda il mondo. Non ti senti il cuore preso da una morsa, di fronte a tanto
male dei nostri giorni? Non piangi al vedere intorno a te tanta rovina di anime,
tanto scempio dell'innocenza? Non senti il fremito imperioso di seguire
l'invito di Gesù e di unirti alle anime buone e generose per far argine a tanto
male, per offrire le tue forze e la tua vita a zelare la gloria di Dio e la
salvezza delle anime?
È,
forse troppo piccolo il campo che Gesù ha affidato al tuo zelo? I ciechi
vedono. - Quante anime intorno a te sono piene di mille pregiudizi sulla
religione e sulle eterne verità. Ti impegni nel dir loro una parola di fede,
nel cancellare i loro errori? Ricordi la parola di Gesù che il buon seme presto
o tardi germoglierà?
-
Semina molto, semina a larghe mani il bene; non andrà perduto in terra,
fruttificherà sempre per il cielo. Gli storpi camminano. - Quanti difetti
nelle persone che tu conosci, che tu ami! Quante cattive inclinazioni, e forse
quanti scandali! Tu sai che la carità fraterna obbliga tutti alla fraterna
correzione.
Il
lavoro tante volte sarà ingrato: tante volte non sarai corrisposto o
corrisposto malamente; altre volte, per raffreddarti nello zelo, prenderanno
la scusa che sei un po' gracile, che perdi troppo tempo, che devi metterti in
società, che non devi fuggire le convenienze del mondo, che devi attendere al
tuo lavoro, alla tua casa. Che importa? Il premio sarà proporzionato non al
frutto, ma alla fatica. D'altra parte perché il bene sia meritorio deve
esplicarsi in mezzo alle difficoltà.
Tante
volte sarai anche biasimato. Che importa? Non devi piacere agli uomini, ma a
Dio. Spesso dovrai fare dei sacrifici. Che importa? Dio li vede, li conta ad uno
ad uno e basta. Lavora! Tu devi essere l'apostolo della tua famiglia, della tua
parrocchia. I tuoi parenti, gli amici, i conoscenti, i poveri, i fanciulli,
sono il popolo che devi convertire, che devi correggere, condurre al bene, e
sempre edificare col tuo buon esempio.
24
giugno - AZIONI UTILI
-
Quali sono stati i due più grandi desideri del Cuore di Gesù? La gloria del
Padre e la salvezza delle anime. Per la gloria del Divin Padre Gesù dodicenne
si incontra nel tempio coi Dottori; per la sua gloria percorre l'intera
Palestina benedicendo e sanando tutti, e quando giunge l'ora del supplizio,
alza gli occhi al cielo e prega: Padre, io t'ho glorificato in terra dove ho
compiuto l'opera che mi hai affidato. Padre, io ho manifestato il tuo nome agli
uomini che mi hai dato. Santificali nella verità. Non prego soltanto per
essi, ma anche per quelli che crederanno in me.
Con
queste poche parole, Gesù spiega la sua grande missione: dare la maggior gloria
all'Eterno Padre e salvare le anime perdute.
Proponi
di offrire ogni giorno al Signore tutte le tue azioni e di farle con l'unico
fine di dar gloria a Lui, di piacere a Lui, di meritare per te, di salvare
qualche povero peccatore, di suffragare le sante anime del Purgatorio.
Rinnova
ogni tanto questa pia intenzione, specialmente nelle azioni che fai per
abitudine.
Quando
t'accorgi che nelle tue parole, nelle tue opere, nella felice riuscita delle
tue imprese, si insinua un sentimento di mondana compiacenza, rettifica subito
la tua intenzione con questo pensiero: che merito ho io, se il Signore si serve
di me per compiere un po' di bene?
A
Te solo, o Signore, sia tutto l'onore e la gloria. In quelle azioni poi che non
riescono bene, non agitarti. Di' a te stesso: il Signore ha voluto umiliarmi;
sia fatta la sua santa volontà. S. Paolo avverte di offrire al Signore le
azioni più comuni, più indifferenti: il cibo, il lavoro, il riposo.
Anche
per queste azioni puoi meritare, se sono fatte in grazia di Dio; anche in queste
azioni, se le compi con retta intenzione puoi guadagnarti meriti su meriti.
Vorrai
dunque cercare la paglia, mentre puoi mettere in serbo l'oro più fino? D'ora
innanzi il tuo impegno deve essere questo: tutto per la Gloria di Dio e per la
salvezza delle anime.
25
giugno - LA PRESENZA DI DIO
-
Ascolta le esortazioni di Gesù: - Quando fai l'elemosina, ricordati che il
Padre tuo vede nel segreto: non sappia la tua sinistra quello che fa la destra.
Quando preghi, entra nella tua camera e chiudi l'uscio che il Padre tuo vede in
segreto. Quando digiuni, il tuo digiuno non si manifesti agli uomini, ma al
tuo Padre celeste il quale vede ogni cosa. Dio vede tutto intorno a te... dentro
di te. Anche le minime cose nascoste agli uomini non sfuggono al suo sguardo
divino.
Nessuno
può penetrare nei segreti del tuo cuore. Dio sì. Quando credi di essere solo,
vi è sempre un occhio che vede i tuoi pensieri. Un orecchio che sente le tue
parole, una mano che scrive le tue azioni. Dio ti vede! È un pensiero che
spaventa! Dio ti vede dappertutto, anche quando fai il male.
-
È un pensiero che consola! Il mondo non si cura di te, talvolta ti disprezza;
Dio no. Egli vede le tue mortificazioni, i tuoi piccoli sacrifici, i tuoi atti
di zelo, di umiltà, di carità, di pazienza.
Consolati
dunque: Ogni tua azione, ogni tua giaculatoria è scritta in cielo; Ogni tua
lacrima è una gemma per la tua corona. Com'è bella, com'è divina questa vita
d'unione con Gesù!
Fa
dunque il tuo proposito per domani, per tutta la tua vita. Al mattino appena
ti svegli manda il tuo primo pensiero al Cuore di Gesù ed alla Vergine
Immacolata; vestiti con modestia e rifletti: sei alla presenza di Dio.
Pensa
ch'Egli ti sta vicino per santificare le tue fatiche, quando lavori; per
benedire il tuo cibo, quando mangi; per scrivere le tue parole, quando muovi la
lingua; per santificare ogni tuo respiro, ogni palpito del tuo cuore. In ogni
ora, in ogni momento, pensa alla sua divina presenza in te; proprio in te. Ed
alla sera l'ultimo tuo pensiero sia per Dio.
26
giugno - DEVOZIONE ALLA MADONNA
-
Gesù prima di morire detta il suo testamento. In mezzo agli strazi dell'agonia,
contempla il discepolo prediletto e gli dice: Eccoti tua Madre. Il solenne
testamento è dunque sigillato dal sangue di Gesù. Per ultima sua volontà,
Maria diventa la Madre di tutti.
Gesù
che amava divinamente la sua mamma, si mostrò sempre obbediente e sottomesso a
Lei; che nei momenti più solenni della sua vita chinava la fronte per ricevere
la benedizione materna, che volle sempre il proprio cuore palpitante vicino al
cuore della Madre, compie l'estremo sacrificio e dice: Ecco tua Madre.
Maria
è la Regina del cielo e della terra. L'ha arricchita di tutti i doni di natura,
di grazia e di gloria. L'ha fatta Immacolata e Vergine Madre, perché sua Madre.
E perché tale, la volle in cielo, anima e corpo. Di lassù come Madre di Dio
tutto può, come Madre
tua
adottiva tutto vuole. Ricorda le nozze di Cana.
Gesù
non vorrebbe operare il miracolo, Maria desidera e così avviene.
-
Tutte le grazie del Signore vengono a te per mezzo della Madonna. E se la
stimi, come cerchi di amarla? Un figliuolo che dice di amare la sua mamma e poi
l'offende, non è sincero; è un cattivo figliuolo. E tu non offendi forse la
Madonna col peccato? Quando commetti un peccato, tutte le creature gridano
vendetta contro di te, ma la Madonna, no. Essa piange per te, per te invoca
sempre la divina misericordia.
Le
offri ogni giorno il tuo cuore? La onori al mattino ed alla sera con la recita
delle tre Ave Maria? La saluti tre volte al giorno con la preghiera
dell'Angelus? E prima di metterti a letto, prendi fra le mani la sua corona, la
corona del Rosario?
Ricordati,
che il santo Rosario è il termometro della tua devozione a Maria. Se tu
incominci a tralasciare il Rosario, il tuo amore alla Madonna diventerà
tiepido e freddo; finirai col dimenticarla. O anima buona, ama la Madonna; è
l'amore più bello e più santo dopo quello di Dio.
27
giugno - IL PREMIO FINALE
-
Che bel premio ti ha riserbato il S. Cuore! Vi è un momento in cui il solo
pensiero fa rabbrividire: il momento della morte.
A
questo pensiero l'uomo trema, si agita; deve pure affrontarlo, o col timore, o
con la disperazione nel cuore. Gesù invece ti sorride e vuole assicurarti la
morte santa, la morte del giusto. Tra le promesse ch'Egli fece a S. Margherita
Alacoque, volle ricordare questo punto: Il mio cuore sarà per i miei devoti il
più sicuro asilo in vita e specialmente in punto di morte.
Vuoi
dunque, affrontare la morte con la calma del giusto, con la pace dei Santi?
Cerca di credere in Gesù, di vivere in Gesù, di amare Gesù. Allora sarà
proprio Lui che ti dirà quella dolce parola: Oggi sarai con me in paradiso. Io
stesso voglio essere la tua grande mercede. Il sacerdote ti somministrerà
l'Olio Santo. Lo riceverai con venerazione: ti toglierà le ultime macchie del
peccato.
I
tuoi occhi sono sempre stati modesti, le tue labbra pie, le tue mani sempre
pronte alla giustizia ed alla misericordia, quell'Olio Santo manderà i suoi
profumi al cielo.
Saranno
profumi di grazia e di gloria. Non sei tu che hai sempre invocato le benedizioni
del cielo?
-
Della imminente comparsa del Divin Giudice? Ma non è lo stesso Gesù che deve
giudicarti? Non è Lui che vuole essere per te l'oceano della misericordia e
della tenerezza infinita? Parti, o anima cristiana, sussurrerà il sacerdote:
parti!
Vengano
ad incontrarti i cori degli Angeli, la schiera degli Apostoli, l'esercito dei
Martiri, dei Confessori e dei Vergini. Venga S. Giuseppe, il dolce Patrono dei
moribondi. Venga Maria, la Vergine Immacolata, il casto sogno della tua
giovinezza, la Madre dell'amore e della santa speranza. Venga Gesù, l'Agnello
che si pasce tra i gigli, il Re della gloria. Manderai l'ultimo respiro, e
spiccherai il volo tra i Santi del cielo.
Recita
quando ti è possibile la preghiera della buona morte. E sarai sicuro che, come
scrisse di sè S. Teresina: «Gesù provvederà alle spese di viaggio e al
biglietto per entrare in paradiso».
28
giugno - LA SANTA MESSA
-
Il Divin Cuore di Gesù si fa vittima! Suonano le campane, il sacerdote va
all'altare, il grande Sacrificio incomincia, Gesù si fa vittima per tutti nella
S. Messa. Che cos'è la S. Messa? È il sole della terra. Che sarebbe della
terra se mancasse il sole? È il medesimo sacrificio della croce.
Nella
S. Messa non sei più tu che preghi, è Gesù che prega per te, che prega in te.
E tu lo sai che la sua preghiera ha un valore infinito. Che cos'è la S. Messa?
È la lode e la gloria alla SS. Trinità, la letizia degli Angeli, la via del
perdono dei peccatori, la forza e la grazia dei giusti, il refrigerio delle
anime del Purgatorio, il beneficio della Chiesa, il rimedio e la medicina contro
le tue spirituali infermità.
-
S. Isidoro, povero contadino prima di andarsene nei campi, voleva inebriarsi
di questo balsamo di adorazione e di amore. S. Zita, povera serva, lesinava sul
tempo delle provviste, per ricavare il tempo di ascoltare la S. Messa. Ed un
giovane missionario Dehoniano dello Zaire scriveva dicendo che i suoi cristiani
impiegavano ore o mezze giornate di cammino per trovarsi presenti alla
celebrazione del S. Sacrificio.
E
come ascolti la S. Messa? degnamente? È l'atto più sublime di religione che si
compia nel mondo. Accompagnati, nell'ascoltarla, alla Madonna, al tuo Angelo
custode, ai tuoi Santi Protettori, alle anime del purgatorio.
-
La devozione non consiste nel recitare meccanicamente preghiere e rosari, deve
venire dal cuore. Quando il cuore sarà veramente compreso dell'eccellenza
della S. Messa allora anche sul labbro ti fioriranno quegli accenni di amore e
di fede che tanto piacciono a Gesù.
Allora
anche il corpo nella sua compostezza diventerà adoratore ed offerente col
sacerdote. Allora tu vedrai nella S. Messa ripetersi la passione e la morte di
Gesù.
Allora
sì che la S. Messa ti apporterà tutti quanti i suoi frutti: ti saranno rimessi
i peccati veniali; acquisterai la forza di pentirti dei mortali e di evitarli;
riceverai benedizioni spirituali e temporali per te e per i tuoi cari;
suffragherai i tuoi poveri morti e otterrai la grazia di ben vivere e di ben
morire.
29
giugno - IL SANTISSIMO SACRAMENTO
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Una dolce parola esce dal Tabernacolo: - Venite a me voi tutti che siete
affaticati e stanchi ed io vi ristorerò. Chi è che parla così? Il cuore di
Dio. A chi parla?
A
te povera creatura debole inferma. Perché ti chiama? Per essere la tua forza,
il tuo ristoro. Gesù si è fatto vittima per te nella S. Messa. Desidera che
tu lo riceva nella S. Comunione. Vuole anche essere visitato da te, vuole
parlare da solo col tuo cuore.
-
Come pratichi questo desiderio del S. Cuore? Vai quando puoi in chiesa ad adorarlo,
ad offrirgli te stesso, a prendere la forza e la virtù? A fare la Comunione
spirituale? Gli chiedi perdono delle tue colpe passate, dei peccati della tua
famiglia, dei tuoi parenti? Lo ripari per tante anime ingrate, per tanti
peccatori moribondi? Non hai domande da fargli? Non hai bisogno di aiuto nelle
tue imprese? Non desideri vincere la tua tiepidezza, il tuo orgoglio? Non hai
pene da versare nel Divin Cuore? Non hai noie che ti disturbano, dispiaceri che
ti amareggiano la vita?
Non
hai gioie da fargli sapere? Di' tutto a Gesù; è Lui che vuol sentire ogni
cosa da te, proprio da te. Non hai nessuno da raccomandargli? Neppure la tua
famiglia, i tuoi amici?
-
Di' a Gesù i loro nomi, i loro bisogni. Metti ai suoi piedi qualche povera
anima lontana da te, lontana da Lui. Non sai che Gesù si commuove al ricordo
dei poveri peccatori? Vedi come si sta bene ai piedi di Gesù? Non dirmi che non
hai tempo. Prova a fare qualche visita a Gesù Sacramentato, magari di pochi
minuti. Non hai proprio tempo? Ebbene fai un altro proposito: almeno ogni giorno
una visita spirituale. Dalla tua casa, dai campi, dalla scuola, dal negozio,
dallo studio, raccogliti internamente e manda il tuo Angelo custode a salutare
Gesù.
Pregalo
che gli porti il tuo cuore affinché si consumi d'amore davanti al
Tabernacolo, come un grano d'incenso, come la fiammella della lampada. Ti
sorriderà benedicente, anche da lontano.
30
giugno - LA COMUNIONE RIPARATRICE
-
Se vuoi amare il Divin Cuore devi fare la S. Comunione più spesso. Non sei
degno? - E per farla una volta all'anno ti senti degno? Non sei perfetto. Ma la
Comunione non è un premio; è un mezzo per giungere alla perfezione. Hai
molti difetti? - Appunto per correggerli, tu hai bisogno della Comunione. Non
sono i sani che hanno bisogno di essere curati, ma gli ammalati - Non sai che la
Comunione cancella da sè tutti i peccati veniali e preserva dai mortali ?
-
Ho desiderato tanto di mangiare questa Pasqua con voi. Chi mangia la mia carne
avrà la vita eterna ed io lo risusciterò nell'ultimo giorno.
Non
ti bastano queste promesse di vita eterna? Ne vuoi una più solenne? Ascolta. Un
giorno apparve il S. Cuore a S. Margherita Alacoque e le disse: -
Nell'eccesso della misericordia del mio Cuore io ti prometto che a tutti
quelli che si comunicheranno il primo venerdì di ogni mese, per nove mesi
consecutivi, accorderò la grazia della penitenza finale; essi non moriranno in
mia disgrazia, ma riceveranno i santi Sacramenti e il mio Cuore in quell’ora
estrema sarà il loro sicuro asilo.
-
Il S. Cuore ha fatto la sua grande promessa. Passeranno i cieli e la terra ma la
sua parola non passerà. Vuoi morire nella grazia di Dio confortato dai santi
Sacramenti con la speranza del cielo? Fa' la S. Comunione per nove mesi
consecutivi al primo venerdì d'ogni mese. Ma tu vorresti essere più delicato,
essere un'anima riparatrice, farti vittima per Gesù. Ebbene non essere egoista.
Va' a ricevere Gesù per darne a Lui tutta la gloria, per riparare tanti
scandali, per salvare tanti poveri peccatori. Va' almeno alla domenica.
Così,
col paradiso assicurato ricamerai anche le più belle gemme di quella corona che
un giorno il S. Cuore porrà sulla tua fronte glorificata.