MESE AL SACRO CUORE_2008

1 Giugno  IL DIVIN CUORE DI GESù

Il Cuore di Gesù! Una ferita, una corona di spine, una croce, una fiamma. Ecco quel Cuore che tanto ha amato gli uomini!

Chi ci ha dato quel Cuore? Gesù stesso. Egli ci aveva dato tutto: la sua dottrina, i suoi miracoli, i suoi doni di grazia e di gloria, la santa Eucaristia, la Madre sua Divina. Ma l'uomo divenne ancora insensibile a tanti doni. La sua superbia gli

fece dimenticare il cielo, le sue passioni lo fecero scendere nel fango. Fu allora che Gesù stesso gettò uno sguardo pietoso sull'umanità; apparve alla sua prediletta discepola, S. Margherita M. àlacoque e le manifestò i tesori del suo Cuore.

O Gesù, a tanto può giungere la tua infinita bontà? E a chi mai tu doni il tuo Cuore? All'uomo ch'è tua creatura, all'uomo che ti dimentica, ti disubbidisce, ti disprezza, ti bestemmia, che spesso ti rinnega.

O anima cristiana, non ti scuoti dinanzi alla sublime visione di Gesù che ti dona il suo Cuore? Sai tu perché Egli te lo ha dato? Perché tu potessi riparare la tua ingratitudine, l'ingratitudine di tante anime. Oh, quale schianto, per un cuore sensibile, questa parola: ingratitudine! è una lama d'acciaio che ferisce il Cuore di Gesù.

E tu non senti tutta l'amarezza di questa parola?

Gettati ai piedi di Gesù. Ringrazialo per averti dato il dono preziosissimo del suo Cuore; adoralo insieme agli angeli del cielo e alle anime che sparse nel mondo si sono fatte sue vittime.

Offri a Lui il tuo cuore. Non temere, Gesù già conosce le tue piaghe. Egli è il buon Samaritano che vuole risanarle.

Proponi a te stesso di voler riparare ogni giorno le tue ingratitudini, le ingratitudini degli uomini.

Questo mese deve essere per te una continua riparazione a Gesù. Solo così potrai corrispondere al desiderio del suo Cuore e assicurarti i suoi tesori di grazia e di gloria.

 

2 giugno FONTE DI SALVEZZA

In ogni pagina del Vangelo il Cuore di Gesù parla della fede. Per la fede Gesù guarisce le anime, risana i corpi e risuscita i morti. Ogni suo miracolo è un frutto della fede; ogni sua parola è un incitamento alla fede. Non solo, ma, Egli vuole la fede come condizione necessaria per salvarti: Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato (Mc 16,16).

La fede ti è necessaria, come il pane che mangi, come l'aria che respiri. Con la fede sei tutto; senza la fede sei un bel niente. Hai tu quella fede viva e ferma che non cede dinanzi a tutte le critiche del mondo, quella fede salda e profonda che all'occasione saprebbe affrontare anche il martirio?

Oppure la tua fede è languida come una fiammella vicina a spegnersi? Quando nelle case, nei campi, nelle officine, nelle botteghe, nei ritrovi pubblici, si deride la tua fede, senti il coraggio di difenderla senza rossore, senza rispetto umano? Oppure patteggi con la tua coscienza? Quando le passioni ti assalgono ferocemente, ti ricordi che con un atto di fede diventi invincibile perché Dio combatte per te e con te?

Quando ascolti letture o discorsi indegni di un'anima credente, senti tu il dovere di condannare le une e gli altri? Oppure taci, e lasci dire, con una segreta compiacenza? Ricordati, che la fede è una gemma preziosa e le pietre preziose non si gettano nei rifiuti. La fede è come una lampada, se infuria il vento, se cade la pioggia, se manca l'aria, la fiammella si spegne. Sono la superbia, la disonestà, il rispetto umano, i pericoli prossimi che fanno perdere la fede. Fuggili, come fuggiresti un serpente.

Ma la lampada non sta accesa se manca l'olio. Come pretenderai di conservare la fede senza le buone opere? Senza le buone opere la fede è morta. Sii generoso nell'esercizio della carità. Nell'ora del pericolo grida con gli Apostoli: Salvaci, o Signore; noi periamo! Ad ogni ora, ripeti la pia giaculatoria: Signore, aumenta la mia fede.

 

3 giugno LA CORONA DI SPINE

Se osservi il Divin Cuore, provi un sentimento di pena. è trafitto nel mezzo,  è circondato da spine, gronda sangue. è il simbolo della vita di Gesù. Nato in mezzo alle sofferenze, abbraccia il dolore, stringe una croce, la porta al calvario, E muore crocifisso.

Gesù valorizza il dolore e ne forma una scuola. Lo mette sotto la figura della croce e poi ci dice: Chi vuol venire dietro di me, prenda la sua croce (Mt. 16,24). è una parola un po' triste, un po' amara, ripugnante alla natura umana, ma è così. Il dolore cristiano è dato per purificare, per santificare le anime.

Guarda i Santi; essi non ebbero che un sospiro... il sospiro della croce, la sete dei patimenti.

Davanti a due corone, l'una di gigli e l'altra di spine, presentatele dal suo Angelo custode, S. Gemma Galgani non esita nella scelta: Voglio quella di Gesù. Ecco la gioia dei Santi. La follia della croce! Ecco la domanda ed il dono di Gesù a tutte quelle anime che vogliono seguirlo, amarlo, ripararlo. Osserva se hai una croce. Nessuna croce sulla terra, nessuna corona in cielo. E come porti la tua croce? La porti insieme a Gesù, con calma, con rassegnazione, con gioia? Oppure la trascini brontolando, masticando amaro. Ti abitui a vedere Gesù nei patimenti? Cerchi Gesù nelle noie, nelle pene di ogni giorno, di ogni ora?

Non dire che la tua croce è troppo pesante, superiore alle tue forze! Ogni male ha i suoi dolori; ogni croce ha i suoi tormenti. Credi forse che Dio non conosca le tue forze?

La croce ch'Egli ti dà è proprio quella che va bene per te. Cerca di avere devozione per la tua croce; amala come l'amarono i Santi, come l'ha amata Gesù. Pensa che quella Croce che un giorno fu maledetta sul Calvario, oggi viene incensata ed adorata su tutti gli altari.

Non lamentarti mai della tua croce, nè in casa, nè fuori. Parla, soffri con Lui. Solo ai piedi del Crocifisso o del Tabernacolo fa il tu sfogo. Sarà il pianto della fede, il lavacro del pentimento. Ricordati che si acquista di più in un sol giorno di patimenti che ci vengono da Dio dal prossimo, che in dieci anni di patimenti scelti da noi. Sali al Calvario con Gesù e nell'ora dell'agonia, quando deporrai nelle sue mani quella croce che ti fu dolce compagna in vita, sentirai da Lui quella consolante parola: Rallegrati, o servo buono e fedele! Tu fosti fedele nel poco, ma io voglio esaltarti nel molto. Entra nel gaudio del tuo Signore!

 

4 giugno L'AMORE DI DIO

Gesù ti ama... e ti dona il suo Cuore simbolo dell'amore. Su quel Cuore divampa una fiamma che vuole estendersi ed infiammare tutti i cuori. Gesù ti ama!

Sono venuto, Egli dice, a portare il fuoco dell'amore sulla terra e che altro posso desiderare se non che questo fuoco divino si accenda? Gesù ti ama! E, nell'ebbrezza del suo amore per te, sale la croce; da quella croce ti dona la sua Madre, il suo sangue, le sue piaghe, i suoi Sacramenti, tutto. Gesù ti ama! e dal Tabernacolo ti grida: Io sarò sempre con voi. Venite a me voi tutti che siete affaticati e stanchi ed io vi ristorerò. Ama tutti, anche i poveri peccatori, anche i suoi carnefici.

Contempla ora te stesso. Come corrispondi all'amore di Gesù? Lo ami con tutto il tuo cuore, con tutte le forze?

Se Gesù ti rivolgesse quella domanda che già rivolse a S. Pietro: Mi ami tu? che cosa gli risponderesti? Non avresti forse da accusare poca, o nessuna corrispondenza? Non avresti anzi da vergognarti di certi amori troppo sensibili, troppo profani?

Al mattino, appena ti svegli, hai un pensiero per Gesù? Durante la giornata hai per Gesù qualche pia giaculatoria? I tuoi sguardi, i tuoi discorsi, i tuoi atti sono per Gesù? E quando vai a letto alla sera, ti addormenti nel Cuore di Gesù? Il tuo cuore non può restar vuoto: o è pieno di Dio, o è pieno del demonio. Vuoi tu amare davvero Gesù?

Ebbene ricordati che l'amore non vive di parole, ma di opere. Chi suggerisce alla madre quegli accenti e quei sacrifici per il suo figliuolo? L'amore! Ama dunque ed il tuo amore troverà mille modi, mille mezzi per manifestarsi col tuo Dio.

Ascolta il grido pietoso di Gesù: L'Amore non è conosciuto, l'Amore non è amato! Fa che questo rimprovero non sia per te. Ama il tuo Gesù per la sua bellezza, per la sua bontà. Amalo per le sue perfezioni, e per i suoi benefici. Amalo per le sue promesse e per le sue glorie.

 

5 giugno I COMANDAMENTI DI DIO

Gesù ha parlato chiaro: Mi ami tu? osserva i miei comandamenti. Vuoi salvarti? osserva i miei comandamenti. Di qui dunque non si può scappare: per voler bene a Gesù e per salvarti, bisogna che tu faccia quello ch'Egli comanda: osservare i suoi santi comandamenti. Egli li ha confermati, li ha imposti, li ha osservati.

A te non resta che ubbidire. Sì, bisogna ubbidire. Ma l'ubbidienza deve essere completa; bisogna osservarli tutti e sempre. Dio non ha dato nè cinque nè sette comandamenti; ne ha dati dieci e tanto vale andare all'inferno per trasgredirne uno, come per trasgredirli tutti. In galera non si va per tanti delitti; basta un delitto solo.

Bisogna osservarli sempre. Che importa se non c'è nessuno che vede? Vede Iddio e basta. Che importa se sia tempo di carnevale o se sia il giorno della festa? Il Signore non ha messo un limite alla sua legge e non possiamo metterlo noi. Nota però la sua bontà.

Egli ti dà un giogo che al tempo stesso è la tua fortuna. Le ali sono un peso per l'uccello, ma senza le ali non potrebbe volare.

Del resto Gesù stesso ti dà il mezzo per alleggerire il tuo peso: prega e vedrai che i comandamenti di Dio saranno per te un peso leggero, un giogo soave. Esamina ora te stesso, dinanzi alla legge di Dio. Egli ti ha dato una lingua: come l'adoperi tu? Per lodarlo o per bestemmiarlo? Per dire una parola di pace e di carità, oppur per mentire, per mormorare, per calunniare, per scandalizzare il tuo prossimo?

Egli ti ha dato un cuore: lo conservi onesto e puro, oppure i tuoi pensieri, i tuoi affetti, i tuoi desideri, sono tutt'altro che onesti? Hai forse l'odio nel cuore contro il tuo prossimo? Quale rispetto hai per i tuoi genitori, per i tuoi superiori, per i vecchi, per la roba altrui?

Come santifichi la festa? Forse ascoltando una Messa, e poi abbandonandoti a lavori non necessari, a svaghi illeciti senza intervenire ad altre devozioni, senza ascoltare la parola di Dio?

Trovi forse qualche macchia da nascondere? Fa presto. La confessione ti aspetta per purificarti. Mettiti dunque sulla buona strada e prosegui. Sarà la via dell'amore a Gesù. La via del cielo.

 

6 giugno L'AGONIA DEL CUORE GESù

Anche Gesù piange! Rammenti l'orto degli ulivi? Là il Cuore di Gesù fu esposto al dolore, alla paura, alla tristezza. Qui Gesù ti rinnova quella triste scena. Domanda adoratori, ha sete di anime, ed è solo, abbandonato, dimenticato. Solo nella notte. Solo nelle lunghe giornate. Sempre solo. Verrà forse qualcuno a trovarlo?

Pazienza essere dimenticato, ma tradito no, è troppo! Egli vede gli increduli, gli empi, i bestemmiatori. Egli vede le irriverenze, gli scandali, i sacrilegi, le sacre ostie rubate, profanate. è mai possibile? Amare l'uomo fino a morir per lui e poi ricevere il bacio di Giuda, dover scendere nel suo cuore sacrilego!

Come si fa a non essere triste? è la tristezza del Cuore di Gesù. Vivere nel Tabernacolo per l'uomo ed essere abbandonato da lui. Voler essere suo cibo e subirne il rifiuto. Soffrire per l'uomo ed essere da lui schiaffeggiato. Spargere per lui il sangue e spargerlo inutilmente.

Invano il Signore ha chiamato adoratori al suo altare. Invano ha chiamato le anime alla S. Comunione. Ha manifestato i suoi desideri, ha stabilito la sua legge, ha fatto le sue promesse e le sue minacce, eppure tanti uomini si ostinano a stare lontani da Lui, fino alla morte.

Chi salva un'anima, salva la propria. Egli è triste! E cerca un amico. Vuoi tu essere l'amico di Gesù? Vieni dunque a piangere, a pregare con Lui. Egli ti cerca e ti chiama. Non puoi sempre venire alla chiesa? Anche da lontano, nella tua casa, durante il tuo lavoro, tu puoi mandare il tuo cuore in chiesa, ai piedi del Tabernacolo, a tenere compagnia a Gesù, a pregarlo, a ripararlo.

 

7 giugno IL PECCATO MORTALE

Rammenti la scena pietosa dinanzi al sepolcro di Lazzaro? Lazzaro muore e Gesù è lontano. Quando viene a Betania, Lazzaro è sepolto da quattro giorni, cadavere putrefatto. Gesù che amava tanto quel caro amico, si fa condurre al suo sepolcro. Piange, freme in ispirito e poi alza gli occhi al cielo; prega e grida: Lazzaro, vieni fuori. E Lazzaro ritorna alla vita.

Sai tu, perché Gesù dinanzi al cadavere di un amico piange, freme, prega? Perché Lazzaro era già cadavere. Ecco la tua immagine quando ti addormenti nel peccato mortale. Non bastano più gli inviti dell'angelo custode, le preghiere della mamma, i consigli degli amici, le correzioni del confessore. Ci vuole un miracolo di Gesù. è Gesù stesso che deve piangere, deve fremere, deve pregare per te, deve alzare la sua voce. E tu così facilmente ti abbandoni al peccato mortale?

Non ricordi come Dio ha punito Adamo ed Eva? Non temi i rigori dell'inferno, giusto castigo del peccato? Non piangi davanti al Cuore di Gesù che muore in croce per te, per cancellare i tuoi peccati?

Ebbene, con un peccato mortale perdi tutto, tutto è perduto. Tu sei sensibile a tutti gli affetti più teneri e delicati. Non senti dunque più nulla ad offendere Dio, a calpestare la sua volontà, a metterlo di nuovo in croce? Sulla tua fronte è scolpita l'immagine di Dio e tu la strappi per gettarla nel fango?

Egli ti presenta il suo Cuore e tu lo metti sotto i piedi per calpestarlo. Ma pensa un po'... se Gesù ti mandasse una sofferenza, una malattia. Non sai che anche le disgrazie temporali spesse volte sono un castigo del peccato? Gesù passa e ti grida: O anima, sorgi dal sepolcro in cui sei caduta. Detesta il tuo peccato, confessalo, lavora a distruggerlo, mettiti sul buon sentiero. Perché non vorrai ascoltare l'invito pietoso del Cuore di Gesù? Perché vorrai continuare nei tuoi peccati? Non sai che quell'amicizia, quell'odio, quella lettura, quel divertimento, quella passione, ti fanno perdere la serenità, ti conducono all'inferno?

Vuoi vivere nel peccato? Nel peccato morrai.

 

8 giugno LO SCANDALO

Il cuore più dolce e più mite della terra è il Cuore di Gesù. Ma questo Cuore divino non può restare indifferente di fronte alla rovina di tante anime ed è allora che si commuove, e grida: Guai!... guai al mondo per gli scandali!...

Per chi scandalizza uno di questi fanciulli, sarebbe meglio che gli fosse appesa una pietra

al collo e fosse gettato nel profondo del mare. Gesù lavora per la salvezza delle anime: lo scandaloso ruba le anime a Gesù per darle al demonio. Gesù muore in croce, per redimere i peccatori: lo scandaloso fa scempio dell'innocenza, distrugge, e rovina l'opera della redenzione.

Dice sant'Agostino che tanti inferni soffrirà lo scandaloso quante sono le anime ch'egli ha assassinato. Tanti tormenti, i più atroci, egli proverà quanti sono i peccati suoi e quelli commessi dagli altri causa del suo scandalo.

Non hai nulla da osservare, da correggere in te? Esaminati bene e cambia vita; sei sull'orlo dell'abisso. La Maddalena fu scandalosa, ma riparò e divenne santa. Fa anche tu così.

Ripara il Divin Cuore di Gesù... Hai fatto tanto male? Mettiti a fare tanto bene ed a farlo pubblicamente; frena la tua curiosità, mortifica i tuoi sensi, frequenta i Sacramenti.

Prega!... Prega per te perché il Signore dimentichi la tua vita passata e ti conservi la sua santa grazia.

Prega anche per le povere anime che hai tradito, che hai scandalizzato. Di' con tutto il tuo cuore: Miserere mei Deus. Abbi misericordia di me, o Signore!

 

9 giugno IL PECCATO VENIALE

Al tribunale di Anna, Gesù riceve uno schiaffo da un servo e nella mitezza del suo Cuore divino esclama: Se ho parlato bene, perché mi percuoti? Il peccato veniale deliberato è uno schiaffo a Gesù; non lo mette in croce come fa il peccato mortale, ma è pur sempre un torto, un'ingiustizia, un'offesa.

Che diresti di un servo che ubbidisse ai comandi del padrone, ma disprezzasse i suoi desideri, i suoi consigli? Che diresti di un figlio che desse uno schiaffo a sua madre? Ebbene tu fai peggio con Gesù quando commetti il peccato veniale.

Hai sentito parlare di quel brutto male che è l'Aids? Pochi sanno di averlo e finiscono col morirne. Così avverrà di te... L'abitudine del peccato veniale è una malattia spirituale. Tu trascuri i piccoli difetti, le colpe leggiere; ma al sopraggiungere di una forte tentazione finirai col cadere nel peccato mortale. Non è forse questa la storia di tutti i giorni? Pensa ancora, alla minaccia di Gesù: io scruterò con la lucerna, ti domanderò conto di ogni atto, di ogni pensiero, anche di una parola oziosa. E non temi? Non rifletti che il Purgatorio è creato apposta dalla giustizia di Dio per purificare il peccato veniale?

Rammenta tutto e, se non vuoi arrossire, lascia almeno che arrossisca il tuo Angelo custode. No, così non puoi andare avanti. Devi correggerti, se vuoi piacere al Cuore di Gesù, se vuoi ripararlo. Oseresti ripararlo dei peccati altrui, mentre tu stesso ne sei pieno fin sopra i capelli?

Prendi di mira il peccato veniale più grave in te e al quale ti senti più inclinato e che commetti con maggior frequenza; sarà forse l'amor proprio, la maldicenza, l'ira, la vanità, una certa sensibilità, la poca diligenza nei tuoi doveri.

Cercalo tu stesso ed eliminalo sempre con le pie giaculatorie, con atti opposti di virtù, con l'esercizio della presenza di Dio. Nonostante la tua buona volontà, cadrai ancora; ma non scoraggiarti. Ripara subito ogni caduta, ed avanti con maggior coraggio!

La Chiesa dona cento mezzi per riparare il peccato veniale: l'uso dell'acqua benedetta, la recita devota del Padre Nostro, l'assistere alla S. Messa, l'osservanza delle opere di misericordia, la Benedizione col SS. Sacramento.

Ma vi è un mezzo prioritario: la S. Comunione. Se vai alla S. Comunione con mille peccati veniali, ma con retta intenzione e con la grazia di Dio, ritorni purificato come un angelo. Che decidi dunque? Hai in mano la medicina e non vorrai prenderla?

 

10 giugno LA MORMORAZIONE

Prendi la vita di Gesù e leggila da capo a fondo: non sentirai da Lui neppure una parola di mormorazione. Il suo Cuore è sempre lo stesso: ha una parola dolce per i giusti e per i peccatori, una parola di tenerezza per i suoi traditori, una parola di perdono per i suoi carnefici.

Su tutti stende il suo manto benigno di carità. Gesù anzi odia così tanto la mormorazione che vuole stabilire appositamente una regola speciale:

Non giudicate Egli dice se non volete essere giudicati.

Nella misura con la quale giudicate gli altri sarete giudicati anche voi. E perché osservi la pagliuzza nell'occhio di tuo fratello e non badi alla trave che sta nell'occhio tuo?

Orbene che cosa fai quando mormori? Nascondi i tuoi stessi difetti, ti figuri una colomba, un agnellino, e metti in piazza i difetti altrui. Volesse il cielo che la tua lingua rispettasse almeno quanti ti fanno del bene, o sono migliori di te! Quante volte invece non risparmi neppure le persone più pie, più venerande e più sacre, coprendole di ridicolo, svisando i fatti, cambiando circostanze, e mettendo in dubbio le stesse buone azioni e intenzioni!

Che dire poi quando copri la mormorazione col manto della lode e della compassione? Che dire quando non potendo intaccare le azioni altrui inventi nuovi difetti, o critichi la stessa virtù? Che dire finalmente quando la tua mormorazione va anche più innanzi e diventa giudizio temerario, peggio, diventa calunnia?

Il ladro è meno colpevole di te, perché tu con la tua lingua rubi l'onore e la pace alle famiglie, che nessun oro di questo mondo può pagare.

Non sai che la restituzione dell'onore altrui è ben difficile e che per conseguenza tu con le tue calunnie ti metti sulla strada che porta diritto all'inferno? Pensa un po' a tutte le anime che hai avvelenato con la tua lingua. Pensa a tutte le maldicenze che hai fatto nei negozi, nell'ufficio, nella scuola, nelle lunghe giornate di lavoro, nelle fredde serate d'inverno.

Pensa a tutte le mormorazioni che hai fatto sulle strade, in casa tua, tornando dalla chiesa, e magari anche in chiesa dinanzi a Gesù! Tu hai voluto condannare gli altri ed intanto la condanna di Gesù già ti pesa sul cuore!

Fa il tuo proposito di parlare bene di tutti, sempre, dappertutto. Quando non potrai parlar bene, scusa almeno le azioni altrui con la buona intenzione, oppure taci. Il silenzio è d'oro.

Prega il Divin Cuore di Gesù che ti aiuti a tenere in freno la tua lingua.

 

11 giugno IL RISPETTO UMANO

A Gesù non piacciono le mezze misure, le anime insipide. Egli vuole i cristiani d'un pezzo solo; ha il cuore aperto per tutti, anche per i peccatori più ostinati, ma non vuol saperne del rispetto umano. Più volte Egli ci ha detto che non possiamo servire a Dio e al mondo; Egli anzi ci ha parlato chiaro che, se vorremo accontentare il mondo, non saremo con Lui, saremo anzi contro di Lui... e ti par poco? Pregare il Signore e poi voltargli le spalle per accontentare il mondo, per accontentare il demonio? Sicuro! Il rispetto umano ti fa voltare le spalle a Dio, perché ti impedisce di fare il bene. Quante buone devozioni tu tralasci per paura di esser deriso! Quante volte non vai alla S. Comunione, non reciti il Rosario, non saluti le immagini della Madonna, per timore di esser burlato!

Quante volte puoi sollevare il tuo spirito col canto di pie canzoncine ed invece butti fuori delle musichette, per paura che ti ridano dietro. Passa Gesù in Sacramento? Ti guardi attorno e non hai il coraggio di inginocchiarti, Non è forse così? Pensa a tutto il bene che hai tralasciato di fare per causa del rispetto umano e vedrai se è un peccato da nulla.

Tu sai che bisogna fuggire i discorsi cattivi; eppure quanti ne facesti contro la fede e la religione, contro la purità, e contro la carità, non avendo il santo coraggio di allontanarti o almeno di tacere.

Tu sai che certe amicizie sono un pericolo continuo per l'anima e comprendi che non ti lasciano tranquillo in coscienza, e non ti senti la forza di spezzare quella triste catena. Quante volte non hai osservato i precetti della Chiesa per sfuggire alle critiche di qualche mala lingua!

Non è forse vero che, con un po' di coraggio, avresti dato il buon esempio e ti saresti acquistato dei meriti, mentre invece facesti tu stessa il male e fosti pietra di scandalo per gli altri?

Non sai che col rispetto umano diventi vile dinanzi a te stesso che comprendi le necessità di fare il bene e vuoi fare il male? Diventi schiavo dinanzi al mondo, perché rinneghi la tua volontà per fare quella degli altri? Diventi ingrato dinanzi a Dio perché vivendo dei suoi benefici, ti vergogni di comparire sua creatura?

Vinci te stesso. Se tu sei povero, il mondo non ti arricchisce; se sei infermo, non ti risana. Il mondo troverà sempre da criticare e da ridire, faccia tu bene o faccia tu male. Dei tuoi atti, tu non devi dare ragione al mondo, ma a Dio. Non devi seguire del mondo, ma di Dio. In tempi di libertà abbi il coraggio di gridare: Viva la vera libertà di fare il bene e di fuggire il male!

 

12 giugno LA CONFESSIONE

Il Cuore di Gesù è un cuore di padre e come il padre è sempre pronto a perdonare le colpe del figliuolo, così quel Cuore divino volle trovare il mezzo col quale tu potessi sempre e dappertutto trovare il perdono dei tuoi peccati.

Si presentano a Gesù 10 lebbrosi ed Egli dice loro: Andate, mostratevi ai sacerdoti. Essi ubbidiscono e sono subito risanati. Gesù volle così prepararci a quel giorno nel quale istituendo il sacramento della Confessione disse ai suoi discepoli: Riceverete lo Spirito Santo. A chi rimetterete i peccati, saranno rimessi e saranno ritenuti a chi li riterrete.

Lo stesso Concilio di Trento chiama la Confessione seconda tavola di salvezza dopo il naufragio. E tu non la stimi? Non pensi che senza la Confessione ti è impossibile ottenere il perdono dei tuoi peccati e ritornare all'amicizia di Dio? La Confessione è la medicina più sicura per resistere. Vuoi perseverare nel bene? La Confessione è il mezzo più adatto. Vuoi santificarti? La Confessione è la scala più sicura. è provato che la misura dell'aumento nella vita spirituale è data dalla confessione frequente fatta bene. Considera adesso come usi tu della Confessione. Anzitutto riguardo al tempo. Ogni giorno la polvere si deposita sulla tua anima, ogni giorno pecchi. Ti confessi spesso, ogni settimana, o almeno una volta al mese? Pensi che nella notte potresti morire improvvisamente? E riguardo al modo, come ti confessi tu? ti prepari con la preghiera, con un po' di esame?

Nella tua Confessione, porti l'umiltà e la prudenza? Ascolti gli avvisi del confessore? Cerchi di metterli in pratica? Se devi correggere qualche cosa a questo riguardo, correggi subito e, se ti è necessaria, fa presto una Confessione generale. Non aspettare domani; il tempo è nelle mani di Dio.

 

13 giugno OCCASIONI PERICOLOSE

Finora dal Divin Cuore abbiamo attinto quelle parole che condannano il peccato. Ora Gesù vuol suggerirci anche il mezzo con cui possiamo evitare il peccato. Questo mezzo è la fuga delle occasioni pericolose. Non c'è via di scampo. Vuoi fuggire il peccato? Devi necessariamente fuggire le occasioni. Prega pure, confessati fin che vuoi, ma se non fuggi le occasioni pericolose, sarà tutto fiato sprecato. Esamina ora la tua coscienza: ti trovi forse impelagato in qualche occasione prossima di peccato ?

Quali sono le compagnie che frequenti? Vi si trovano forse persone con le quali ti permetti delle confidenze che fanno gemere il tuo Angelo custode? Si trova forse qualche persona che ti insinua dei dubbi sulla fede, ti sussurra parole che ripugna sentirle, ti allontana dalle tue opere di pietà e di carità, ti invita a darti al bel tempo?

Quali sono i tuoi divertimenti? Sono forse certi teatri dove gli occhi perdono la verecondia, dove le passioni si sollevano impetuose, dove si è anche testimoni di atti tutt'altro che delicati? Sono forse certi ritrovi dove non si sfoggia altro che vanità e leggerezza?

Quali sono i libri, le riviste ed i giornali che leggi? Sono seri, morali, religiosi, oppure troppo facilmente causano mollezza, incensano il vizio, e mettono in ridicolo la stessa virtù, la religione, la famiglia, il sacerdozio? Vesti dignitosamente oppure porti abiti che sono causa di tentazioni?

Puoi affermare sinceramente che sei già lontano da tutte queste occasioni pericolose? Ebbene consolati e prosegui con coraggio: il S. Cuore è con te. Non puoi dirlo? Allora sappi che sei sull'orlo del precipizio; puoi cadervi da un momento all'altro.

Fatti animo: a tutto c'è rimedio, purchè lo si voglia. Vuoi tu il rimedio? Contro il fuoco non si ragiona, ma si fugge. Di fronte alle occasioni pericolose non ragionare, fuggi.

Prega il Cuore di Gesù che te ne dia la forza. Di' col povero lebbroso: Signore, se vuoi, puoi guarirmi.

 

14 giugno LE TENTAZIONI

Gli Apostoli un giorno gli si avvicinarono e gli dissero: Maestro, Tu ci inviti sempre a pregare; noi siamo ignoranti, insegnaci Tu. E Gesù, sempre buono, rispose: Quando pregate dite cosi: Padre nostro che sei nei cieli, ed insegnò la stupenda preghiera del Padre Nostro.

Orbene sai perché Gesù volle che si pregasse anche il Divin Padre a non indurci in tentazione? Perchè Egli sapeva che il demonio ci avrebbe tentati sempre e voleva appunto che noi domandassimo l'aiuto celeste per non soccombere mai alla tentazione. Anzi Egli stesso permise che il demonio lo tentasse per darne a noi l'esempio.

Per irrobustire il corpo ci vogliono gli esercizi ginnici: per rendere robusta l'anima è necessario ch'essa superi i pericoli e le insidie che il demonio le tende. Tu devi guadagnarti dei meriti per il cielo. Orbene ad ogni vittoria sulle tentazioni, tu puoi contare in paradiso un maggior grado di gloria.

Rammenti che cosa disse l'Arcangelo a Tobia? Perché tu eri accetto a Dio, fu necessario che la tentazione ti mettesse alla prova.

Il Divin Cuore di Gesù ti ha suggerito anche i mezzi mediante i quali la tentazione non ti farà mai male: Vegliate e pregate per non cadere in tentazione. Sei tentato? Non addormentarti nella tentazione, ma schierati subito contro di essa da qualunque parte ti venga.

Ad ogni vento di tentazione abbi pronta una preghiera di santi rimedi che salgono diritti al cielo, oppure recita le devote giaculatorie. Se puoi, anche un bel segno di croce. Mettiti dunque all'opera. Prega ogni giorno il Sacro Cuore che ti allontani dalla tentazione in vita, ma specialmente nell'ora della morte.

 

15 giugno IL VALORE DELLA PREGHIERA

Gesù invita, raccomanda, impone la preghiera, lega ad essa ogni grazia, ogni benedizione, perfino l'eterna salvezza. Egli stesso prega dovunque e sempre; nel Tempio e nell'Orto degli ulivi, sul monte e sulle acque, sulle piazze e nelle sinagoghe.

Se tu comprendessi la necessità e la potenza della preghiera. Se tu sapessi che la preghiera è la debolezza di Dio e la forza dell'uomo! San Tommaso non comprende una questione difficilissima: prega e la preghiera lo illumina. La Maddalena ha l'anima coperta di peccati: prega ai piedi di Gesù e la preghiera la purifica.

S. Pietro corre il pericolo di sommergersi nelle acque e prega; la preghiera lo fortifica. Marta e Maria pregano piangendo dinanzi a Gesù nell'ora del dolore e la preghiera le consola.

Pregano gli Apostoli nel Cenacolo e la preghiera fa scendere lo Spirito Santo con i suoi doni celesti. E tu, quando preghi? Dici bene le orazioni del mattino e della sera? Preghi quando hai bisogno di lumi speciali, nelle tentazioni, nei pericoli, nelle cadute?

Prega per te, per la tua famiglia, per chi ti vuol bene e chi ti vuol male. Prega per tanta povera gioventù, per i peccatori, per i moribondi, per le anime sante del Purgatorio.

Non dimenticare mai nelle tue preghiere il Papa, il tuo Vescovo, il tuo Parroco, i Sacerdoti, i Missionari di qualche Istituto di tua conoscenza e le vocazioni religiose.

Nelle tue preghiere dà largo campo alla meditazione. Essa è il principio di ogni bene (S. Agostino). è la via più facile e più spedita per l'acquisto della perfezione (S. Ignazio).

Che se talvolta nella preghiera non proverai nessun interesse, ricordati che non devi cercar il tuo interesse, ma quello di Dio.

Che importa a te se la medicina è insipida quando produce egualmente il suo effetto? Prega il Cuore di Gesù che ti insegni a ben pregare.

 

16 giugno RISPETTO ALLA CHIESA

Lo zelo più santo ha le sue manifestazioni più sublimi; non può permettere, deve anzi rimuovere tutti gli ostacoli che si frappongono alla gloria di Dio. Ecco il Divin Cuore di Gesù acceso dallo zelo più ardente per la gloria del Padre; per Lui opera, per Lui soffre, a Lui rende grazie.

Hai della Chiesa il concetto più vero, e più santo? Sei fermamente persuaso che la Chiesa è veramente la casa di Dio, il luogo dove stanno gli Angeli per far corona a Gesù Eucaristico, il luogo dove Dio si manifesta più chiaramente alle anime? E se di ciò sei pienamente convinto, con quale intenzione ti rechi alla chiesa?

Forse per essere veduto e stimato? E in chiesa come ti comporti? Appena entrato, c'è l'acqua benedetta; la prendi per fare un devoto segno di croce? Non sai che con l'uso devoto dell'acqua santa puoi acquistare preziose indulgenze e cancellare i peccati veniali? Prima di

metterti al posto, pieghi il ginocchio a terra per adorare Gesù? Ti raccogli un momento, cacciando via ogni pensiero di interesse, di lavori, di faccende domestiche?

O forse sei stato causa di scandalo? Ti permetti forse in chiesa, di ridere, di scherzare? Ti perdi fino al punto da far discorsi indegni nella casa di Dio? Ti unisci agli Angeli nel cantare le lodi del Signore e della Madonna, nel recitare l'Ufficio, o forse cerchi la lode tua, della tua voce?

Ti mostri attento alla spiegazione del Vangelo, del Catechismo, segui con interesse tutte le cerimonie? Oppure sei sempre distratto, sempre indifferente? E prima di partire, lasci il tuo cuore a Gesù? Prega il Divin Cuore che dimentichi il tuo passato e ti faccia più devoto per l'avvenire.

 

17 giugno SEMINARE OPERE DI BENE

Il Divin Cuore di Gesù ha parlato chiaro e forte: Tutta la legge divina si compendia in due comandamenti: l'amor di Dio e l'amore del prossimo. Senza di questi due amori è impossibile piacere al Signore, è impossibile entrare nel cielo.

Pochi però comprendono bene in che consista l'amore del prossimo. Si crede che per amare il prossimo basti non odiarlo, non fargli del male. No ciò sarà da semplici uomini, non da buoni cristiani. L'amore è operativo e deve manifestarsi facendo al prossimo quello che vogliamo o desideriamo sia fatto a noi. La prova generosa e meritoria di quest'amore viene data dall'esercizio delle opere di misericordia.

Gesù ritiene come fatto a sè tutto ciò che si fa ai poveri in nome suo. E quando qualche persona amica o conoscente è inferma, cerchi una mezz'ora di tempo per visitarla, per dirle una buona parola, per consolarla nei suoi dolori, per animarla alla pazienza, alla santa rassegnazione alla volontà di Dio?

Non sempre si potrà fare l'elemosina materiale; si può però sempre dare all'afflitto una parola di conforto: è come un balsamo applicato ad una piaga. Talvolta sarai stato offeso; hai tenuto il broncio, ti sei forse subito vendicato, oppure ti sei ricordato che la miglior vendetta è il perdono? Così ha fatto Gesù, così hanno fatto i Santi.

Perdona sinceramente, dimentica le offese ricevute, se vuoi che il Signore perdoni e dimentichi le tue.

Forse sarai anche costretto a vivere e a lavorare con persone di carattere e di tendenze contrarie alle tue. Ebbene sopporta pazientemente i difetti altrui, e sarai sopportato tu pure. Vedi con quanti mezzi puoi dimostrare al prossimo il tuo amore, in quanti modi puoi arricchirti di meriti? Che se nulla di tutto ciò puoi fare, ricordati che la preghiera è sempre a tua disposizione.

è Gesù che te lo dice: Pregate per coloro che vi perseguitano e vi calunniano. Anche per i morti tu puoi sempre pregare, specialmente per le anime del Purgatorio più abbandonate, per quelle che forse soffrono per colpa tua, per quelle che tu puoi aver offeso, danneggiato. Per tutte queste opere il S. Cuore ti suggerisce un ricordo. Tienilo bene a mente: Quando fai un'opera buona, tienila nel segreto del tuo cuore.

 

18 giugno CURA DELLA GIOVENTù

Il S. Cuore ama tutti, ma ha un amore tutto speciale per i giovani. Un giorno alcune madri si fanno largo tra la folla e vogliono a tutti i costi che Gesù benedica i loro bimbi. Gli apostoli sono infastiditi, ma Gesù dolcemente li rimprovera e dice:

Lasciate che i fanciulli vengano a me.

Gesù vede intorno a sè delle madri addolorate e piangenti, ha un pensiero ben più alto che le proprie sofferenze e dice loro:

O figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma su voi stesse e sui vostri figli.

Hai tu dei figli, dei fratelli, dei nipoti? Vedi come oggi cresce la gioventù! Non sono più le figlie modeste e caste di un tempo, dedite al lavoro ed alla pietà, amanti della riservatezza e della modestia. Oggi, salvo poche eccezioni, crescono leggere, vanitose, volubili, piene di pretese, inclini all'arroganza, alla frivolezza e alla sfrenata libertà.

Sono il pianto di tante famiglie e, non di rado, il disonore della casa. E tanti poveri giovani? Già buoni nella fanciullezza, giunti alla pubertà incontrano la prima crisi. Il negozio, l'officina, il lavoro, i campi, lo studio, diventano una necessità di vita, ma anche un evidente e grave pericolo. Il contatto con compagni già immersi nel vizio, l'accendersi delle passioni, gli incentivi provocatori di certe letture e di certi divertimenti, a poco a poco offuscano tutta la bellezza della virtù.

Genitori molli e deboli, incapaci di un atto di fermezza e di fierezza cristiana, genitori sempre pronti a difendere e ad accontentare i propri figli, che non sanno mai vedere un difetto nei loro figli, pronti a magnificarne le virtù ad ogni passo! talvolta anche pietra di scandalo alle loro stesse creature. Disse troppo bene Gesù:

O madri, piangete anzitutto su voi stesse e poi sui vostri figli.

Anche S. Monica piange sul perduto Agostino, ma intanto prega, lo veglia, lo segue dappertutto, esercita continuamente su di lui il suo fascino di dolcezza e di fermezza e finalmente lo converte. E tu, come ti comporti con la gioventù che ti circonda?

Ricordati che la goccia perfora la pietra. Se la tua parola sarà sempre suggerita dalla pietà e dal dovere, data a tempo opportuno, con la naturale dolcezza di cuore, con la soavità dei modi, con la fermezza del carattere e dell'autorità paterna, sarà difficile una caduta. Se avvenisse, sarà di breve durata. La risurrezione sarà pronta.

Prega, insisti come la Cananea per la figlia indemoniata. Grida con Giairo:

Signore, la mia figliola è morta, ma vieni, imponi su di lei la tua mano e vivrà.

Tu sai che il Cuore di Gesù ha troppo cara la conversione e la cura della gioventù; l'ha promesso e la sua promessa è sacra.

 

19 giugno SIATE UMILI DI CUORE

Quando il Divin Cuore di Gesù volle insegnarti qualche cosa di se stesso, ti disse una sola parola: Imparate da me che sono mite ed umile di cuore.

Deve dunque avere un gran valore questa umiltà se Gesù la stimò a tal punto da anteporla a tutte le altre virtù. Egli raccomanda la castità, la carità, l'ubbidienza, ma a nessuna di queste virtù fa il privilegio che fa all'umiltà con queste parole: Imparate da me..

Qui i Santi hanno ben compresa questa sublime dottrina e non cercarono la santità se non per mezzo dell'umiltà, ben persuasi che l'umiltà è il fondamento di tutte le virtù, il principio di ogni gloria. La Madonna stessa confessa di aver ricevuto i più insigni favori dal Signore, ma per un motivo solo: perché il Signore vide l'umiltà della sua ancella.

è umiltà il non voler accettare le osservazioni altrui, il non poter soffrire il carattere altrui, il lodarti del poco bene che hai fatto, di quel piccolo successo che hai ottenuto?

è umiltà il deprimerti se non ottieni quello che desideri? Povero uomo, credi di essere umile, ma sei troppo pieno di te stesso. Tu non sei umile, ma superbo. Abbassati, nasconditi.

Gesù disprezza i superbi e ti dice che il tuo grado di gloria in cielo corrisponderà al tuo grado di umiltà sulla terra. Prega col cieco del Vangelo: Signore, fate che io veda! Recita sempre la devota giaculatoria: Gesù, mite ed umile di cuore, rendi il mio cuore simile a1 tuo.

 

20 giugno LA CASTITà

Il Divin Cuore di Gesù è l'emblema dell'innocenza. Egli vuol essere l'Agnello senza macchia che si pasce in un giardino di gigli. Nella sua vita terrena, Gesù sceglie un precursore, però martire della castità; pone le sue confidenze in un discepolo, ma è vergine. Sullo stesso Calvario vuole una fioritura di gigli: la verginità immacolata, la verginità conservata, la verginità riparata. Egli promulga la beatitudine della purezza e crea un esercito di Vergini: si fa loro Sposo, loro corona.

Per conservare al giglio candore e profumo, lo circonderà di una palma e griderà al mondo: Beati i puri di cuore perché vedranno Iddio. E la Chiesa santa amerà la castità come l'ornamento più delicato e soave dei suoi ministri, dei suoi religiosi... ed i Santi, sposandola in tutto il suo splendore, la magnificheranno come la virtù angelica... creatrice degli angeli sulla terra.

Ami tu la bella virtù della castità? E se l'ami, come cerchi di praticarla, di conservarla? Preferisci intorno a te tutto ciò che è bello, è lindo, cerchi le cose candide e pulite. Fai altrettanto per la virtù della castità? La tua mente non ha da rimproverarsi certe compiacenze... certi desideri cattivi ?... Moderi la tua fantasia troppo sfrenata... troppo birichina? Soffochi nel tuo cuore certe simpatie troppo sensibili... forse anche sensuali? La tua lingua è sempre castigata, è sempre corretta? In quei divertimenti, in quelle letture, con quelle persone, in quel tale ambiente. La tua castità è sempre uscita salva, invulnerabile?

Tienila cara, come la pupilla degli occhi tuoi. Frequenta una compagnia onesta e timorata, fuggi certi ritrovi, cerca buone e sante letture, mortifica i tuoi sensi, specialmente gli occhi e la lingua, frequenta i santi Sacramenti ed abbi la devozione più ardente per la Madonna Immacolata... per il Cuore di Gesù.

Gesù e Maria sono la più bella custodia della castità. Con la castità tu diventi padrona dei tesori di Dio; con la castità sei sicura di possederlo.

 

21 giugno LA MORTIFICAZIONE

è il comando di Gesù! Comando duro per i cristiani deboli e troppo attaccati alle proprie comodità. Comando dolce e soave per quelle anime le quali sentono la bellezza della perfezione, gustano le dolcezze intime della vita cristiana. Gesù l'ha detto:

Chi vuol seguirmi, deve rinnegare se stesso.

Dunque per seguir Lui, per essere veri cristiani, dobbiamo correggere i nostri difetti, mortificare le nostre passioni e i nostri sensi. Il primo medico di noi stessi siamo noi. Sei tu che devi impegnarti a fondo, scoprire le tue passioni, indagare i tentennamenti del tuo cuore, la deviazione dei tuoi sensi.

E per conoscerti proprio bene devi fare l'esame di coscienza ogni giorno,  quando sei libero da occupazioni materiali. Come regoli le tue passioni? Regna nel tuo cuore la superbia, l'avarizia, la collera, l'indifferenza nel fare il bene, l'invidia del bene altrui? Sotto la scusa della prudenza e della cortesia, non nascondi forse il rispetto umano. Come mortifichi i tuoi sensi?

Come mortifichi il cuore? Covi forse simpatie sospette, odii irriducibili? Impegna dunque tutta la tua volontà. Dovrai fare dei sacrifici, ma Gesù e il cielo non meritano sacrifici? Cadrai forse ancora; non scoraggiarti. Da solo sei buono a nulla, nel Cuore di Gesu puoi tutto. Pregalo in modo da venirti in aiuto. Domandagli la grazia di conoscere la tua passione dominante, il tuo difetto principale, e combattilo senza misericordia.

Pensa che vi sono persone che baciano la terra, mangiano poco, assaporano sostanze amare, pregano con le mani sotto le ginocchia, preferiscono le posizioni scomode. Esse tanto mortificate e tu così poco! Il Divin Cuore ha promesso il fervore alle anime tiepide. Digli dunque con uno slancio di fede: Ch'io conosca te, o mio Dio, ch'io conosca me, per disprezzare me e amare te solo.

 

22 giugno LA PERSECUZIONE

Chi più pesante, chi più leggera, tutti abbiamo una croce personale; ma ve n'è una comune a tutti quanti i buoni cristiani: la croce predetta da Gesù. Quando salì la montagna delle Beatitudini, ebbe due parole che furono una vera rivelazione per i suoi discepoli:

Beati voi quando vi oltraggeranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno di voi ogni male per causa mia.

Come? L'essere perseguitati per amore di Gesù è dunque una beatitudine? Rallegratevi allora ed esultate perché grande è la vostra ricompensa nei cieli.

Consolati! Quando il padre tuo, il fratello, la sorella e fors'anche la madre, escono con una parola pungente, e magari anche con una parolaccia, non abbandonarti all'ira o all'avvilimento, ma sorridi nel tuo cuore, manda uno sguardo al cielo, offri la derisione ricevuta a Gesù e ripeti con tutta la tua fede:

Grazie, o Gesù, converti questa spina in una gemma per la mia corona.

Pazienta sempre con calma, con gioia, ma anche con santa fermezza nelle tue opere di pietà. Alla tua dolcezza serena, alla tua perseveranza nel bene, Dio tiene forse legata la conversione di quell'anima che ti fa crudelmente soffrire. Ed il mondo? Rammenta le parole d'inferno che tante volte ti si gettano in faccia.

Rammenta le frecciate, i disprezzi, le ironie, le imprecazioni, la canzonatura, a cui sei fatto segno. So che tante volte non puoi parlare con quella persona, non puoi passare per quella strada, non puoi andare in quella famiglia, non puoi portarti al lavoro ed alla chiesa, senza dover trangugiare una parola amara, un'insolenza, dispetto, senz'essere messo in ridicolo.

Se così non fosse, non saresti amato da Gesù, non avresti quella pietà per la quale appunto sei schernito. Fatti venire in mente il Divin Cuore coronato di spine e disprezzato; ricordati di Gesù sulla croce beffeggiato dai carnefici, e i tuoi patimenti ti sembreranno rose.

Rammenta le sue parole: Voi piangerete e vi lamenterete ed il mondo godrà, ma la vostra afflizione si cambierà in gioia. Se la tua pena è forte, non lamentarti con nessuno; fa il tuo sfogo ai piedi del Tabernacolo. Gesù solo ti suggerirà quelle parole che hanno creato i martiri...

 

23 giugno DI FRONTE A TANTO MALE

Quando S. Giovanni Battista dal fondo della prigione mandò due suoi discepoli a Gesù per domandargli se fosse veramente il Redentore promesso, Gesù per tutta risposta si appellò ai frutti del suo zelo: Andate e riferite a Giovanni che i ciechi vedono, gli storpi camminano, i morti risorgono, i poveri sono evangelizzati. Gesù vuole la nostra salvezza: Egli vive e opera per noi; per noi muore sulla croce.

Non ti senti infiammato da queste parole di Gesù? Gesù brucia di zelo. E tu? Guarda il mondo. Non ti senti il cuore preso da una morsa, di fronte a tanto male dei nostri giorni? Non piangi al vedere intorno a te tanta rovina di anime, tanto scempio dell'innocenza? Non senti il fremito imperioso di seguire l'invito di Gesù e di unirti alle anime buone e generose per far argine a tanto male, per offrire le tue forze e la tua vita a zelare la gloria di Dio e la salvezza delle anime?

è, forse troppo piccolo il campo che Gesù ha affidato al tuo zelo? I ciechi vedono. Quante anime intorno a te sono piene di mille pregiudizi sulla religione e sulle eterne verità. Ti impegni nel dir loro una parola di fede, nel cancellare i loro errori? Ricordi la parola di Gesù che il buon seme presto o tardi germoglierà?

Semina molto, semina a larghe mani il bene; non andrà perduto in terra, fruttificherà sempre per il cielo. Gli storpi camminano. Quanti difetti nelle persone che tu conosci, che tu ami! Quante cattive inclinazioni, e forse quanti scandali! Tu sai che la carità fraterna obbliga tutti alla fraterna correzione.

Il lavoro tante volte sarà ingrato: tante volte non sarai corrisposto o corrisposto malamente; altre volte, per raffreddarti nello zelo, prenderanno la scusa che sei un po' gracile, che perdi troppo tempo, che devi metterti in società, che non devi fuggire le convenienze del mondo, che devi attendere al tuo lavoro, alla tua casa. Che importa? Il premio sarà proporzionato non al frutto, ma alla fatica. D'altra parte perché il bene sia meritorio deve esplicarsi in mezzo alle difficoltà.

Tante volte sarai anche biasimato. Che importa? Non devi piacere agli uomini, ma a Dio. Spesso dovrai fare dei sacrifici. Che importa? Dio li vede, li conta ad uno ad uno e basta. Lavora! Tu devi essere l'apostolo della tua famiglia, della tua parrocchia. I tuoi parenti, gli amici, i conoscenti, i poveri, i fanciulli, sono il popolo che devi convertire, che devi correggere, condurre al bene, e sempre edificare col tuo buon esempio.

 

24 giugno AZIONI UTILI

Quali sono stati i due più grandi desideri del Cuore di Gesù? La gloria del Padre e la salvezza delle anime. Per la gloria del Divin Padre Gesù dodicenne si incontra nel tempio coi Dottori; per la sua gloria percorre l'intera Palestina benedicendo e sanando tutti, e quando giunge l'ora del supplizio, alza gli occhi al cielo e prega: Padre, io t'ho glorificato in terra dove ho compiuto l'opera che mi hai affidato. Padre, io ho manifestato il tuo nome agli uomini che mi hai dato. Santificali nella verità. Non prego soltanto per essi, ma anche per quelli che crederanno in me.

Con queste poche parole, Gesù spiega la sua grande missione: dare la maggior gloria all'Eterno Padre e salvare le anime perdute.

Proponi di offrire ogni giorno al Signore tutte le tue azioni e di farle con l'unico fine di dar gloria a Lui, di piacere a Lui, di meritare per te, di salvare qualche povero peccatore, di suffragare le sante anime del Purgatorio.

Rinnova ogni tanto questa pia intenzione, specialmente nelle azioni che fai per abitudine.

Quando t'accorgi che nelle tue parole, nelle tue opere, nella felice riuscita delle tue imprese, si insinua un sentimento di mondana compiacenza, rettifica subito la tua intenzione con questo pensiero: che merito ho io, se il Signore si serve di me per compiere un po' di bene?

A Te solo, o Signore, sia tutto l'onore e la gloria. In quelle azioni poi che non riescono bene, non agitarti. Di' a te stesso: il Signore ha voluto umiliarmi; sia fatta la sua santa volontà. S. Paolo avverte di offrire al Signore le azioni più comuni, più indifferenti: il cibo, il lavoro, il riposo.

Anche per queste azioni puoi meritare, se sono fatte in grazia di Dio; anche in queste azioni, se le compi con retta intenzione puoi guadagnarti meriti su meriti.

Vorrai dunque cercare la paglia, mentre puoi mettere in serbo l'oro più fino? D'ora innanzi il tuo impegno deve essere questo: tutto per la Gloria di Dio e per la salvezza delle anime.

 

25 giugno LA PRESENZA DI DIO

Ascolta le esortazioni di Gesù: Quando fai l'elemosina, ricordati che il Padre tuo vede nel segreto: non sappia la tua sinistra quello che fa la destra. Quando preghi, entra nella tua camera e chiudi l'uscio che il Padre tuo vede in segreto. Quando digiuni, il tuo digiuno non si manifesti agli uomini, ma al tuo Padre celeste il quale vede ogni cosa. Dio vede tutto intorno a te... dentro di te. Anche le minime cose nascoste agli uomini non sfuggono al suo sguardo divino.

Nessuno può penetrare nei segreti del tuo cuore. Dio sì. Quando credi di essere solo, vi è sempre un occhio che vede i tuoi pensieri. Un orecchio che sente le tue parole, una mano che scrive le tue azioni. Dio ti vede! è un pensiero che spaventa! Dio ti vede dappertutto, anche quando fai il male.

è un pensiero che consola! Il mondo non si cura di te, talvolta ti disprezza; Dio no. Egli vede le tue mortificazioni, i tuoi piccoli sacrifici, i tuoi atti di zelo, di umiltà, di carità, di pazienza.

Consolati dunque: Ogni tua azione, ogni tua giaculatoria è scritta in cielo; Ogni tua lacrima è una gemma per la tua corona. Com'è bella, com'è divina questa vita d'unione con Gesù!

Fa dunque il tuo proposito per domani, per tutta la tua vita. Al mattino appena ti svegli manda il tuo primo pensiero al Cuore di Gesù ed alla Vergine Immacolata; vestiti con modestia e rifletti: sei alla presenza di Dio.

Pensa ch'Egli ti sta vicino per santificare le tue fatiche, quando lavori; per benedire il tuo cibo, quando mangi; per scrivere le tue parole, quando muovi la lingua; per santificare ogni tuo respiro, ogni palpito del tuo cuore. In ogni ora, in ogni momento, pensa alla sua divina presenza in te; proprio in te. Ed alla sera l'ultimo tuo pensiero sia per Dio.

 

26 giugno DEVOZIONE ALLA MADONNA

Gesù prima di morire detta il suo testamento. In mezzo agli strazi dell'agonia, contempla il discepolo prediletto e gli dice: Eccoti tua Madre. Il solenne testamento è dunque sigillato dal sangue di Gesù. Per ultima sua volontà, Maria diventa la Madre di tutti.

Gesù che amava divinamente la sua mamma, si mostrò sempre obbediente e sottomesso a Lei; che nei momenti più solenni della sua vita chinava la fronte per ricevere la benedizione materna, che volle sempre il proprio cuore palpitante vicino al cuore della Madre, compie l'estremo sacrificio e dice: Ecco tua Madre.

Maria è la Regina del cielo e della terra. L'ha arricchita di tutti i doni di natura, di grazia e di gloria. L'ha fatta Immacolata e Vergine Madre, perché sua Madre. E perché tale, la volle in cielo, anima e corpo. Di lassù come Madre di Dio tutto può, come Madre

tua adottiva tutto vuole. Ricorda le nozze di Cana.

Gesù non vorrebbe operare il miracolo, Maria desidera e così avviene.

Tutte le grazie del Signore vengono a te per mezzo della Madonna. E se la stimi, come cerchi di amarla? Un figliuolo che dice di amare la sua mamma e poi l'offende, non è sincero; è un cattivo figliuolo. E tu non offendi forse la Madonna col peccato? Quando commetti un peccato, tutte le creature gridano vendetta contro di te, ma la Madonna, no. Essa piange per te, per te invoca sempre la divina misericordia.

Le offri ogni giorno il tuo cuore? La onori al mattino ed alla sera con la recita delle tre Ave Maria? La saluti tre volte al giorno con la preghiera dell'Angelus? E prima di metterti a letto, prendi fra le mani la sua corona, la corona del Rosario?

Ricordati, che il santo Rosario è il termometro della tua devozione a Maria. Se tu incominci a tralasciare il Rosario, il tuo amore alla Madonna diventerà tiepido e freddo; finirai col dimenticarla. O anima buona, ama la Madonna; è l'amore più bello e più santo dopo quello di Dio.

 

27 giugno IL PREMIO FINALE

Che bel premio ti ha riserbato il S. Cuore! Vi è un momento in cui il solo pensiero fa rabbrividire: il momento della morte.

A questo pensiero l'uomo trema, si agita; deve pure affrontarlo, o col timore, o con la disperazione nel cuore. Gesù invece ti sorride e vuole assicurarti la morte santa, la morte del giusto. Tra le promesse ch'Egli fece a S. Margherita Alacoque, volle ricordare questo punto: Il mio cuore sarà per i miei devoti il più sicuro asilo in vita e specialmente in punto di morte.

Vuoi dunque, affrontare la morte con la calma del giusto, con la pace dei Santi? Cerca di credere in Gesù, di vivere in Gesù, di amare Gesù. Allora sarà proprio Lui che ti dirà quella dolce parola: Oggi sarai con me in paradiso. Io stesso voglio essere la tua grande mercede. Il sacerdote ti somministrerà l'Olio Santo. Lo riceverai con venerazione: ti toglierà le ultime macchie del peccato.

I tuoi occhi sono sempre stati modesti, le tue labbra pie, le tue mani sempre pronte alla giustizia ed alla misericordia, quell'Olio Santo manderà i suoi profumi al cielo.

Saranno profumi di grazia e di gloria. Non sei tu che hai sempre invocato le benedizioni del cielo?

Della imminente comparsa del Divin Giudice? Ma non è lo stesso Gesù che deve giudicarti? Non è Lui che vuole essere per te l'oceano della misericordia e della tenerezza infinita? Parti, o anima cristiana, sussurrerà il sacerdote: parti!

Vengano ad incontrarti i cori degli Angeli, la schiera degli Apostoli, l'esercito dei Martiri, dei Confessori e dei Vergini. Venga S. Giuseppe, il dolce Patrono dei moribondi. Venga Maria, la Vergine Immacolata, il casto sogno della tua giovinezza, la Madre dell'amore e della santa speranza. Venga Gesù, l'Agnello che si pasce tra i gigli, il Re della gloria. Manderai l'ultimo respiro, e spiccherai il volo tra i Santi del cielo.

Recita quando ti è possibile la preghiera della buona morte. E sarai sicuro che, come scrisse di sè S. Teresina: «Gesù provvederà alle spese di viaggio e al biglietto per entrare in paradiso».

 

28 giugno LA SANTA MESSA

Il Divin Cuore di Gesù si fa vittima! Suonano le campane, il sacerdote va all'altare, il grande Sacrificio incomincia, Gesù si fa vittima per tutti nella S. Messa. Che cos'è la S. Messa? è il sole della terra. Che sarebbe della terra se mancasse il sole? è il medesimo sacrificio della croce.

Nella S. Messa non sei più tu che preghi, è Gesù che prega per te, che prega in te. E tu lo sai che la sua preghiera ha un valore infinito. Che cos'è la S. Messa? è la lode e la gloria alla SS. Trinità, la letizia degli Angeli, la via del perdono dei peccatori, la forza e la grazia dei giusti, il refrigerio delle anime del Purgatorio, il beneficio della Chiesa, il rimedio e la medicina contro le tue spirituali infermità.

S. Isidoro, povero contadino prima di andarsene nei campi, voleva inebriarsi di questo balsamo di adorazione e di amore. S. Zita, povera serva, lesinava sul tempo delle provviste, per ricavare il tempo di ascoltare la S. Messa. Ed un giovane missionario Dehoniano dello Zaire scriveva dicendo che i suoi cristiani impiegavano ore o mezze giornate di cammino per trovarsi presenti alla celebrazione del S. Sacrificio.

E come ascolti la S. Messa? degnamente? è l'atto più sublime di religione che si compia nel mondo. Accompagnati, nell'ascoltarla, alla Madonna, al tuo Angelo custode, ai tuoi Santi Protettori, alle anime del purgatorio.

La devozione non consiste nel recitare meccanicamente preghiere e rosari, deve venire dal cuore. Quando il cuore sarà veramente compreso dell'eccellenza della S. Messa allora anche sul labbro ti fioriranno quegli accenni di amore e di fede che tanto piacciono a Gesù.

Allora anche il corpo nella sua compostezza diventerà adoratore ed offerente col sacerdote. Allora tu vedrai nella S. Messa ripetersi la passione e la morte di Gesù.

Allora sì che la S. Messa ti apporterà tutti quanti i suoi frutti: ti saranno rimessi i peccati veniali; acquisterai la forza di pentirti dei mortali e di evitarli; riceverai benedizioni spirituali e temporali per te e per i tuoi cari; suffragherai i tuoi poveri morti e otterrai la grazia di ben vivere e di ben morire.

 

29 giugno IL SANTISSIMO SACRAMENTO

Una dolce parola esce dal Tabernacolo: Venite a me voi tutti che siete affaticati e stanchi ed io vi ristorerò. Chi è che parla così? Il cuore di Dio. A chi parla?

A te povera creatura debole inferma. Perché ti chiama? Per essere la tua forza, il tuo ristoro. Gesù si è fatto vittima per te nella S. Messa. Desidera che tu lo riceva nella S. Comunione. Vuole anche essere visitato da te, vuole parlare da solo col tuo cuore.

Come pratichi questo desiderio del S. Cuore? Vai quando puoi in chiesa ad adorarlo, ad offrirgli te stesso, a prendere la forza e la virtù? A fare la Comunione spirituale? Gli chiedi perdono delle tue colpe passate, dei peccati della tua famiglia, dei tuoi parenti? Lo ripari per tante anime ingrate, per tanti peccatori moribondi? Non hai domande da fargli? Non hai bisogno di aiuto nelle tue imprese? Non desideri vincere la tua tiepidezza, il tuo orgoglio? Non hai pene da versare nel Divin Cuore? Non hai noie che ti disturbano, dispiaceri che ti amareggiano la vita?

Non hai gioie da fargli sapere? Di' tutto a Gesù; è Lui che vuol sentire ogni cosa da te, proprio da te. Non hai nessuno da raccomandargli? Neppure la tua famiglia, i tuoi amici?

Di' a Gesù i loro nomi, i loro bisogni. Metti ai suoi piedi qualche povera anima lontana da te, lontana da Lui. Non sai che Gesù si commuove al ricordo dei poveri peccatori? Vedi come si sta bene ai piedi di Gesù? Non dirmi che non hai tempo. Prova a fare qualche visita a Gesù Sacramentato, magari di pochi minuti. Non hai proprio tempo? Ebbene fai un altro proposito: almeno ogni giorno una visita spirituale. Dalla tua casa, dai campi, dalla scuola, dal negozio, dallo studio, raccogliti internamente e manda il tuo Angelo custode a salutare Gesù.

Pregalo che gli porti il tuo cuore affinché si consumi d'amore davanti al Tabernacolo, come un grano d'incenso, come la fiammella della lampada. Ti sorriderà benedicente, anche da lontano.

 

30 giugno LA COMUNIONE RIPARATRICE

Se vuoi amare il Divin Cuore devi fare la S. Comunione più spesso. Non sei degno? E per farla una volta all'anno ti senti degno? Non sei perfetto. Ma la Comunione non è un premio; è un mezzo per giungere alla perfezione. Hai molti difetti? Appunto per correggerli, tu hai bisogno della Comunione. Non sono i sani che hanno bisogno di essere curati, ma gli ammalati Non sai che la Comunione cancella da sè tutti i peccati veniali e preserva dai mortali ?

Ho desiderato tanto di mangiare questa Pasqua con voi. Chi mangia la mia carne avrà la vita eterna ed io lo risusciterò nell'ultimo giorno.

Non ti bastano queste promesse di vita eterna? Ne vuoi una più solenne? Ascolta. Un giorno apparve il S. Cuore a S. Margherita Alacoque e le disse: Nell'eccesso della misericordia del mio Cuore io ti prometto che a tutti quelli che si comunicheranno il primo venerdì di ogni mese, per nove mesi consecutivi, accorderò la grazia della penitenza finale; essi non moriranno in mia disgrazia, ma riceveranno i santi Sacramenti e il mio Cuore in quell'ora estrema sarà il loro sicuro asilo.

Il S. Cuore ha fatto la sua grande promessa. Passeranno i cieli e la terra ma la sua parola non passerà. Vuoi morire nella grazia di Dio confortato dai santi Sacramenti con la speranza del cielo? Fa' la S. Comunione per nove mesi consecutivi al primo venerdì d'ogni mese. Ma tu vorresti essere più delicato, essere un'anima riparatrice, farti vittima per Gesù. Ebbene non essere egoista. Va' a ricevere Gesù per darne a Lui tutta la gloria, per riparare tanti scandali, per salvare tanti poveri peccatori. Va' almeno alla domenica.

Così, col paradiso assicurato ricamerai anche le più belle gemme di quella corona che un giorno il S. Cuore porrà sulla tua fronte glorificata.