"IL
SANGUE DI CRISTO E LA CHIAVE DEL PARADISO." (S. Tommaso
d’Aquíno )
"Se al mio Sangue
chiedi la purezza, ti purificherà l'anima, il cuore, l'occhio, lo spirito,
trasfondendo in te la mia stessa purezza."
"L'anima che
stabilisce la sua dimora nelle mie piaghe, e specialmente in quella del
Costato, è difesa da ogni tentazione: a poco a poco si attutiscono in essa le
esigenze della vita naturale, perde la conoscenza delle cose caduche per
ricordare soltanto quelle eterne."
“Ogni volta che l'anima bacia le ferite del Crocifisso merita che io baci le piaghe della sua miseria e dei suoi peccati”.
Io ricompenso con sette mistici doni, quelli dello Spirito Santo, atti a distruggere i sette peccati capitali, quelli che baciano per adorazione le piaghe sanguinanti del mio Corpo."
"Immergi ogni preghiera, ogni azione, ogni pensiero, ogni palpito, ogni atto nel Sangue delle mie piaghe: usciranno santificati e saliranno come fiamma di amore a Dio, e scenderanno come pioggia di espiazione nel purgatorio."
1
luglio. LA FESTA DEL PREZIOSISSIMO SANGUE
Proprio all'inizio di questo mese, dedicato a
celebrare le glorie e i benefici del Preziosissimo Sangue di Gesù, la Chiesa ci
ha fatto celebrare fino a qualche tempo fa, in onore di questo Sangue, una
festa solenne, quasi a coronamento del mese del S. Cuore.
L'origine di questa festa non è antica: risale a Pio
IX, il cui pontificato fu una delle epoche più gloriose per lo sviluppo di
questa devozione. Già si celebrava in qualche luogo una festa del Preziosissimo
Sangue nel venerdì della quarta settimana di quaresima, ma fu Pio IX a voler
istituire una festa universale alla prima domenica di luglio, come un monumento
alle vicissitudini della S. Sede e come un "Te Deum" perpetuo di
ringraziamento per l'ottenuta liberazione dall'esilio di Gaeta. La festa fu poi
fissata da S. Pio X al primo luglio.
II significato di questa solennità che si celebrava
è del tutto affine a quello del S. Cuore, con cui aveva in comune il Vangelo
della Messa. C'è un'intima relazione tra il Cuore e il Sangue, non solo perché
dal Cuore di Gesù, trafitto dalla lancia, sgorgò acqua e Sangue: ma anche
perché il primo calice nel quale quel Sangue divino fu consacrato e vivificato,
fu proprio il Cuore dei Verbo incarnato. La S. Messa esalta l'efficacia
redentrice del Preziosissimo Sangue e ci invita a dissetarci alle fonti divine
delle piaghe di Gesù, affinché il suo Sangue sia pegno per noi di vita eterna.
Fioretto: Esperimenta l'efficacia purificatrice dei
Preziosissimo Sangue in una buona Confessione e tieni sotto controllo le
disordinate passioni ricevendo spesso a larghi sorsi, nella santa Comunione,
quel Sangue che fa germogliare la verginità nei cuori.
ORIGINE DELLA CONFRATERNITA DEL PREZIOSISSIMO SANGUE.
Fin dal 1600 in più luoghi della Spagna esistevano già confraternite
dei Preziosissimo Sangue. Ce n'era una anche a Ravenna e un'altra fu eretta a
Roma sotto Gregorio XIII. Ma il pontificato di Pio VII fu la grande epoca della
storia di questa devozione. Albertini, Vescovo di Terracina, Bonanni, Vescovo di
Norcia e S. Gaspare del Bufalo eressero in Roma, nella chiesa di S. Nicola in
Carcere, un'arciconfraternita a cui ne furono in seguito aggregate altre sparse
in tutto il mondo.
2 luglio. STORIA DELLA DEVOZIONE
AL PREZIOSISSIMO SANGUE
"In un certo senso - scrive P. Faber -
tutta la storia della Chiesa è la storia della devozione al Preziosissimo
Sangue", perché è la storia della predicazione del Vangelo e
dell'amministrazione dei sacramenti. Come devozione speciale e separata è
certamente esistita nella mente e nel cuore dell'apostolo Paolo; lo si può
vedere dall'insistenza con cui ne parla nelle sue lettere. S. Paolo si può
chiamare a ragione il "dottore del Preziosissimo Sangue" e può essere
considerato come l'iniziatore della sua speciale devozione. La forza della sua
missione apostolica scaturiva proprio da questa devozione.
Fra i santi Padri della Chiesa abbiamo S. Giovanni
Crisostomo in Oriente e S. Agostino in Occidente, che possono essere considerati
come tra i più notevoli esempi di una speciale devozione al Preziosissimo
Sangue. II grande zelo che ardeva nel Crisostomo e l'entusiasmo divenuto in S.
Agostino una vera passione, per il Sangue di Gesù che operò la nostra
redenzione, spiegano la preminenza di questa devozione nei loro scritti.
Le rivelazioni di S. Geltrude sono piene delle più
soavi e profonde espressioni riguardo al Preziosissimo Sangue di Gesù. Ma
questa devozione pare aver preso la sua forma moderna e la sua consistenza in S.
Caterina da Siena, che può essere giustamente chiamata la ‘profetessa del
Preziosissimo Sangue’ (P. Faber).
Fioretto: Recita adagio le litanie del Preziosissimo Sangue,
in cui sono raccolte le sue principali glorie e i suoi preziosi benefici.
ESEMPIO In S. Lubgarda e in S. Angela da Foligno, che pure
ebbero la grazia di essere invitate da Gesù stesso a posare le loro labbra sul
suo costato aperto, il ricordo del Preziosissimo Sangue è intermittente. In
S. Caterina sarà invece un pensiero costante, l'ansia di ogni ora, un'idea
fissa, un bisogno irrinunciabile. Fino a un certo punto le sue lettere
cominceranno così: "lo vi scrivo nel prezioso Sangue...". Al suo
confessore, Raimondo da Capua, raccomanda: "Immergetevi nel Sangue di Gesù
Crocifisso, bagnatevi in quel Sangue, inebriatevi con quel Sangue, crescete e
fortificatevi in quel Sangue". "In mezzo ai miei lavori - scriveva
ancora - voglio essere accompagnata da quel Sangue".
3 luglio. L'OGGETTO DEL CULTO
DEL PREZIOSISSIMO SANGUE
L'oggetto primario del culto al Preziosissimo
Sangue è la persona adorabile di Gesù, l'oggetto secondario è il suo Sangue.
II motivo generale è come per il S. Cuore: la dignità
divina di Cristo, a cui quel Sangue appartiene; mentre il motivo speciale del
culto al Preziosissimo Sangue sta nel fatto che Dio ha voluto che quel Sangue
fosse il prezzo della nostra redenzione.
Dio poteva redimere l'umanità anche senza
l'Incarnazione. Ma anche dopo aver deciso l'Incarnazione Dio poteva far sì che
fossero sufficienti le prime lacrime del Bambino Gesù, oppure le poche gocce di
Sangue versate nel momento della circoncisione.
L'infinita Giustizia, Sapienza e Bontà che è Dio ha
invece voluto che la nostra redenzione fosse condizionata ai versamento di tutto
il Sangue dell'Uomo-Dio. Ed era quel Preziosissimo Sangue che rendeva gradito
a Dio il sangue delle vittime dell'Antica Alleanza, le quali vittime erano delle
figure anticipatrici del vero Agnello che avrebbe tolto i peccati dei mondo.
Guai a noi se Gesù non fosse venuto sulla terra a
redimerci!
Il Sangue di Cristo non solo ci ha riscattati, ma è anche la sorgente di ogni grazia, il prezzo di ogni favore che ci viene da Dio.
Quale profonda gratitudine e quale grande amore
dovremmo sentire per questo prezioso tesoro da cui ci è venuto e da cui
possiamo aspettarci ogni bene!
Fioretto: Rifletti sul fatto che sei stato comprato da Cristo
e che, quindi, sei cosa sua e a lui solo devi servire. Stai vivendo per Gesù
Cristo, o per il mondo, per le creature e per le tue passioni?
ESEMPIO Francesca della Madre di Dio, suora carmelitana, un
giorno, prima di ricevere la Santa Comunione, fu profondamente colpita da queste
parole contenute nel libro dell'Apocalisse: "Egli ci ha amato e ha lavato i
nostri peccati col suo Sangue". Subito dopo il Signore le disse
internamente. "Io ho versato il mio Sangue per i vostri peccati e ora vengo
nella S. Comunione a lavare le altre macchie che vi sono rimaste". E
ricevuta la Comunione vide la sua anima tutta ricoperta del Sangue di Gesù.
Signore, pietà Signore, pietà
Signore, pietà Signore,
pietà
Padre dei cielo,
che sei Dio abbi pietà di noi
Figlio redentore
del mondo, che sei Dio abbi pietà di noi
Spirito Santo,
che sei Dio abbi pietà di noi
Santa Trinità,
unico Dio abbi pietà di noi
Sangue di Cristo,
Unigenito dell'eterno Padre salvaci
Sangue di Cristo, Verbo
di Dio incarnato salvaci
Sangue di Cristo, profuso nella
flagellazione salvaci
Sangue di Cristo, versato sulla
croce salvaci
Sangue di Cristo, prezzo della
nostra salvezza salvaci
Sangue di Cristo, senza il quale
non c'è perdono salvaci
Sangue di Cristo, presente
nell'Eucaristia salvaci
Sangue di Cristo, vincitore dei
demoni salvaci
Sangue di Cristo, fortezza dei
martiri salvaci
Sangue di Cristo, vigore dei
confessori salvaci
Sangue di Cristo, che generi i
vergini salvaci
Sangue di Cristo, sostegno nei
pericoli salvaci
Sangue di Cristo, aiuto degli
oppressi salvaci
Sangue di Cristo, conforto nel
pianto salvaci
Sangue di Cristo, sollievo dei
moribondi salvaci
Sangue di Cristo, pace e
dolcezza dei cuori salvaci
Sangue di Cristo, pegno di vita
eterna salvaci
Sangue di Cristo, che liberi le
anime del purgatorio salvaci
Sangue di Cristo, degnissimo di
ogni onore e gloria salvaci
Agnello di Dio che togli i
peccati del mondo perdonaci, Signore
Agnello di Dio che togli i
peccati del mondo esaudiscici, Signore
Agnello di Dio che togli i
peccati del mondo abbi pietà di noi
4 luglio. IL PREZIOSISSIMO
SANGUE E' IL PREZZO DELLE ANIME
II pregio di una perla preziosa si valuta dal
prezzo che si è disposti a pagare per averla; e quanto più alto è il prezzo,
tanto più quella perla è considerata preziosa.
Ora, la nostra anima non è stata comprata con l'oro
o con l'argento, ma con un prezzo inestimabile, infinitamente più alto, cioè
col Sangue Preziosissimo che il Figlio di Dio ha sparso per noi in alcuni
momenti della sua vita e soprattutto sulla croce alla fine della sua esistenza
terrena. Quanto è grande dunque la dignità della nostra anima!
Già tanto preziosa perché creata a immagine e
somiglianza di Dio, è resa ancora più preziosa dalla sua redenzione, perché
riscattata da Gesù a prezzo del suo Sangue e della sua vita. Quanto siamo
costati al Signore!
A nulla ci serviranno gli onori, le ricchezze, i piaceri se poi perdiamo l'anima. Ecco l'affare più importante di cui dobbiamo occuparci in questa vita: salvare la nostra anima, per redimere la quale Gesù ha tanto sofferto.
Anche noi dobbiamo saper soffrire con coraggio e, se
ci è possibile, volentieri, per amore suo e per salvarci, altrimenti a nulla ci
servirà il suo Sangue.
"Quel Dio che ti ha creato senza di te - ci dice S. Agostino - non può salvarti senza di te".
Fioretto: Recita la terza parte del Rosario meditando i
misteri dolorosi.
ESEMPIO Il Ven. Buonsignore Caccinguerra, amico e compagno
di S. Filippo Neri, era entusiasta di questa devozione. Un giorno, mentre si
lamentava al pensiero che i pagani, gli ebrei e i musulmani non potessero
approfittare del Sangue del Salvatore, nostro Signore gli apparve col Sangue
sgorgante dal suo costato e gli disse: "E' per tutti e per chiunque ne
vuole".
Quando lo stesso S. Filippo Neri istituì a Roma la
visita alle sette chiese, intendeva offrire al fedeli la possibilità di una
devozione alle sette principali effusioni del Sangue di Gesù e assegnò una
effusione speciale di quel Sangue a ognuna di quelle sette chiese.
MISTERI
DOLOROSI
Primo mistero: L’agonia
del Getsemani
“Gesù
andò con i suoi discepoli in un luogo chiamato Getsemani e cominciò a provare
tristezza e angoscia” (Mt 26, 36-37). “Ed entrato in agonia, pregava
più intensamente e il suo sudore divenne come gocce di sangue che scorrevano
fino a terra” (Lc 22,43-44).
Padre nostro, Ave Maria (10
volte), Gloria, Gesù mio.
Secondo Mistero: La flagellazione
“Quelli ancor più gridavano: Crocifiggilo!
Allora Pilato,
volendo tare il popolo, liberò Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù,
lo consegnò perché fosse crocifisso” (Mt 15,13-15). Padre
nostro, Ave Maria (10 volte), Gloria, Gesù mio.
Terzo Mistero: L’incoronazione di spine “I
soldati lo condussero nell’atrio del Pretorio. Lo rivestirono di porpora e,
intrecciata una corona di spine, gliela conficcarono sul capo. Si misero poi a
salutarlo: Salve, o Re dei Giudei!” (Mc 15,16-18). Padre nostro, Ave
Maria (10 volte), Gloria, Gesù mio.
Quarto Mistero: La “Via Crucis”
“Presero
dunque Gesù e lo condussero via. Ed egli, portando la croce, uscì verso il
luogo chiamato Calvario, in ebraico Golgota, dove lo crocifissero” (Gv 19,
16-17). Padre nostro, Ave Maria (10 volte), Gloria, Gesù mio.
Quinto Mistero: Crocifissione e morte di Gesù
“Quando fu mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra, fino alle quindici” (Mc
15,33). “Gesù gridando a gran voce disse: Padre, nelle tue mani affido il
mio spirito. Detto questo, spirò” (Lc 23,46). Padre nostro, Ave Maria (10
volte), Gloria, Gesù mio. Salve
Regina.
Gesù mio, perdona le
nostre colpe, preservaci dal fuoco dell’inferno, porta in cielo tutte le
anime, specialmente le più bisognose della tua misericordia.
Salve Regina, madre di misericordia, vita, dolcezza e speranza
nostra, salve. A te ricorriamo, esuli figli di Eva; a te sospiriamo gementi e
piangenti in questa valle di lacrime. Orsù dunque, avvocata nostra, rivolgi a
noi gli occhi tuoi misericordiosi. E mostraci, dopo questo esilio, Gesù,
il frutto benedetto del tuo seno. O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria
5
luglio. IL IL PREZIOSISSIMO SANGUE E IL PECCATO
"Chiunque commette il peccato è schiavo del peccato" (Gv 8, 34), cioè cade sotto il dominio tirannico del demonio, in balìa del potere malvagio di colui che "li ha presi nella rete perché facessero la sua volontà" (2 Tm 2, 26).
Questo dominio del diavolo si è attuato nel trionfo
del paganesimo, nel quale egli, sotto nomi diversi, era adorato come un dio. Si
è rivelato anche nei molti casi di possessione diabolica, in cui, non contento
di possedere le anime, si impadroniva anche dei corpi e li tormentava. Ma è
venuto Gesù a vincerlo. E' venuto a lavare le nostre colpe, che sono l'unica
cosa che può dare al demonio un vero potere su di noi.
II Preziosissimo Sangue di Gesù non solo cancella le
nostre colpe, ma rimedia anche agli orribili mali causati dal peccato. Per il
peccato sono entrate nel mondo la morte temporale, la morte spirituale e la
morte eterna. II peccato spoglia l'anima della grazia santificante e la rende
ripugnante agli occhi purissimi di Dio, la rende deforme e schiava dei demonio.
E oltre a ciò offende la maestà del Signore e provoca la sua divina giustizia.
Ora, chi può rimediare a tanti mali se non il Sangue di Cristo, balsamo
salutare che sana ogni ferita dell'anima? Solo il Sangue di Gesù calma lo
sdegno di Dio, ci riconcilia con la divina giustizia, ci purifica da ogni colpa
e ci ridona i meriti perduti. Quanto è grande la bontà di Gesù che ci dona,
col suo Sangue, così tanti e così grandi rimedi! Quanto devo turbarmi se
considero il numero, la gravità e la malizia dei miei peccati! Ma se rivolgo
uno sguardo alle piaghe dei Crocifisso che gronda Sangue... quanto diventa
facile confidare nella sua misericordia e nel suo perdono!
Fioretto: Fa devotamente il pio esercizio della "Via
Crucis".
ESEMPIO Si legge di Osanna da Mantova che aveva una
devozione così grande al Preziosissimo Sangue che ogni volta che vedeva sangue
umano veniva rapita in estasi.
S. Maria Francesca delle Cinque Piaghe (Napoli) fu comunicata dall'arcangelo Raffaele con il calice, che per un po' venne a mancare al sacerdote sull'altare. E stata, questa, una risposta al vivissimo desiderio che ella aveva di quel Sangue e un premio per questa sua devozione.
VIA CRUCIS
Il
Venerdì Santo, 30 Marzo 1923, Gesù dettò a Josefa le preghiere dette alla
Via Crucis
“Vieni
a contemplarmi durante il doloroso cammino del Calvario, dove sto per spargere
il mio Sangue, adoralo ed offrilo al mio Padre celeste affinché serva per la
salvezza delle anime”.
1° STAZIONE - Ascolta come pronunciano contro di Me la sentenza di morte. Considera con quale silenzio, con quale pazienza e con quale mansuetudine la riceve il mio Cuore.
Anime che cercate d'imitare la mia condotta, imparate a mantenere il silenzio e la serenità di fronte a ciò che vi mortifica e contraria.
«Eterno
Padre, ricevi il sangue Divino che Gesù Cristo Figlio tuo ha sparso nella sua
Passione. Per le sue Piaghe, per il suo Capo trapassato di spine, per il suo
Cuore, per tutti i suoi Meriti perdona alle anime e salvale».
Baciando la terra:
«Sangue
Divino del mio Redentore, io Ti adoro con profondo rispetto e grande amore, per
riparare gli oltraggi che ricevi dalle anime».
2° STAZIONE - Guarda la Croce che mettono sulle mie spalle. II suo peso è grande, ma l'amore che sento verso le anime è molto più grande. Anime che mi amate, confrontate la vostra sofferenza con l'amore che mi portate, e non permettete che l'abbattimento spenga la fiamma di questo amore.
«Eterno
Padre, ricevi il sangue Divino che Gesù Cristo Figlio tuo ha sparso nella sua
Passione. Per le sue Piaghe, per il suo Capo trapassato di spine, per il suo
Cuore, per tutti i suoi Meriti perdona alle anime e salvale».
Baciando la terra:
«Sangue
Divino del mio Redentore, io Ti adoro con profondo rispetto e grande amore, per
riparare gli oltraggi che ricevi dalle anime».
3° STAZIONE - Il peso della Croce mi fa cadere a terra, ma lo zelo per la salvezza delle anime mi fa risollevare, prendere nuovamente animo e proseguire il cammino.
Anime che ho invitato a dividere il peso della mia Croce, vedete un po' se il vostro zelo per le anime vi infonde nuova energia per andare avanti nel cammino dell'abnegazione e della rinuncia di voi stesse, oppure se l'eccessivo amor proprio atterra le vostre forze e non vi lascia sopportare il peso della Croce.
«Eterno
Padre, ricevi il sangue Divino che Gesù Cristo Figlio tuo ha sparso nella sua
Passione. Per le sue Piaghe, per il suo Capo trapassato di spine, per il suo
Cuore, per tutti i suoi Meriti perdona alle anime e salvale».
Baciando la terra:
«Sangue
Divino del mio Redentore, io Ti adoro con profondo rispetto e grande amore, per
riparare gli oltraggi che ricevi dalle anime».
4° STAZIONE - Qui incontro la mia Santissima e diletta Madre. Considera il martirio che soffrono i nostri due Cuori! Tuttavia il dolore dell'uno e dell'altro si uniscono vicendevolmente, e l'amore per quanto doloroso, trionfa.
Anime che camminate per lo stesso sentiero e che avete di mira gli stessi intenti, la vista delle vostre sofferenze vicendevoli vi animi e vi fortifichi affinché l'amore trionfi. L'unione nel dolore vi sostenga, e vi faccia abbracciare generosamente le spine del cammino.
«Eterno
Padre, ricevi il sangue Divino che Gesù Cristo Figlio tuo ha sparso nella sua
Passione. Per le sue Piaghe, per il suo Capo trapassato di spine, per il suo
Cuore, per tutti i suoi Meriti perdona alle anime e salvale».
Baciando la terra:
«Sangue
Divino del mio Redentore, io Ti adoro con profondo rispetto e grande amore, per
riparare gli oltraggi che ricevi dalle anime».
5° STAZIONE - Considera come Simone di Cirene accetta questo peso crudele e penoso per un meschino interesse e come il mio Corpo va perdendo le forze.
O anime se vi vengono meno le forze alla vista della lotta continua contro la propria natura, considerate che portate la mia Croce, non già per un piccolo premio o per un godimento terreno e passeggero, ma per acquistare la vita eterna e per procurare la stessa felicità ad altre anime.
«Eterno
Padre, ricevi il sangue Divino che Gesù Cristo Figlio tuo ha sparso nella sua
Passione. Per le sue Piaghe, per il suo Capo trapassato di spine, per il suo
Cuore, per tutti i suoi Meriti perdona alle anime e salvale».
Baciando la terra:
«Sangue
Divino del mio Redentore, io Ti adoro con profondo rispetto e grande amore, per
riparare gli oltraggi che ricevi dalle anime».
6° STAZIONE - Considera la carità con cui questa donna (la Veronica) viene a tergere il mio volto, e come per amore vince ogni rispetto umano.
Ah! non permettete che un futile
timore di perdere la reputazione o la fama vi impedisca ora di tergere il mio
volto con atti di generosità e di amore. Vedete come il sangue lo inonda!
«Eterno
Padre, ricevi il sangue Divino che Gesù Cristo Figlio tuo ha sparso nella sua
Passione. Per le sue Piaghe, per il suo Capo trapassato di spine, per il suo
Cuore, per tutti i suoi Meriti perdona alle anime e salvale».
Baciando la terra:
«Sangue
Divino del mio Redentore, io Ti adoro con profondo rispetto e grande amore, per
riparare gli oltraggi che ricevi dalle anime».
7° STAZIONE - La Croce va esaurendo le mie forze. Il cammino è lungo e penoso; nessuno si avvicina per porgermi aiuto: e il mio affanno è tale che cado una seconda volta.
Anime che camminate alla mia sequela,
non perdetevi di coraggio se nella vostra vita senza consolazioni umane e
piena di aridità vi vedete private di ogni consolazione spirituale. Prendete
animo alla vista del vostro Modello sul cammino del Calvario. Vedete, è la seconda
volta che cade, ma si rialza e prosegue il cammino fino al termine. Se volete
attingere un po' di forza, venite e baciategli i piedi!
«Eterno
Padre, ricevi il sangue Divino che Gesù Cristo Figlio tuo ha sparso nella sua
Passione. Per le sue Piaghe, per il suo Capo trapassato di spine, per il suo
Cuore, per tutti i suoi Meriti perdona alle anime e salvale».
Baciando la terra:
«Sangue
Divino del mio Redentore, io Ti adoro con profondo rispetto e grande amore, per
riparare gli oltraggi che ricevi dalle anime».
8° STAZIONE - Vedendomi in tale stato di ignominia le donne di Gerusalemme piangono.
Il mondo piange dinanzi alla
sofferenza: ma Io vi dico, o anime che mi seguite per il cammino stretto, che
un giorno, il mondo vi vedrà camminare per ampie e fiorite praterie, mentre lui
e i suoi seguaci cammineranno sopra il fuoco che essi stessi si preparano coi loro
godimenti.
«Eterno
Padre, ricevi il sangue Divino che Gesù Cristo Figlio tuo ha sparso nella sua
Passione. Per le sue Piaghe, per il suo Capo trapassato di spine, per il suo
Cuore, per tutti i suoi Meriti perdona alle anime e salvale».
Baciando la terra:
«Sangue
Divino del mio Redentore, io Ti adoro con profondo rispetto e grande amore, per
riparare gli oltraggi che ricevi dalle anime».
9° STAZIONE - Considera che quasi sono prossimo al Calvario e cado per la terza volta. Così darò forza a quelle povere anime che, in pericolo di morte eterna, si rammolliranno col Sangue delle ferite che produce questa terza caduta: otterrò loro grazia per rialzarsi e giungere ad ottenere la vita eterna.
Anime che desiderate imitarmi, non ricusate mai il più piccolo atto, anche se vi produce nuove ferite. Non importa! Questo sangue darà la vita ad un'anima! Imitate il vostro Gesù che avanza verso il Calvario!
«Eterno
Padre, ricevi il sangue Divino che Gesù Cristo Figlio tuo ha sparso nella sua
Passione. Per le sue Piaghe, per il suo Capo trapassato di spine, per il suo
Cuore, per tutti i suoi Meriti perdona alle anime e salvale».
Baciando la terra:
«Sangue
Divino del mio Redentore, io Ti adoro con profondo rispetto e grande amore, per
riparare gli oltraggi che ricevi dalle anime».
10° STAZIONE - Considera con quanta crudeltà mi spogliano delle vesti! Contempla come Io rimango in silenzio e in un totale abbandono!
Lasciatevi spogliare di quanto
possedete, sia dei beni che della propria volontà. In cambio lo vi rivestirò
con la tunica della purezza e coi tesori del mio Cuore.
«Eterno
Padre, ricevi il sangue Divino che Gesù Cristo Figlio tuo ha sparso nella sua
Passione. Per le sue Piaghe, per il suo Capo trapassato di spine, per il suo
Cuore, per tutti i suoi Meriti perdona alle anime e salvale».
Baciando la terra:
«Sangue
Divino del mio Redentore, io Ti adoro con profondo rispetto e grande amore, per
riparare gli oltraggi che ricevi dalle anime».
11° STAZIONE - Già sono giunto sulla cima dove mi daranno la morte. Già mi stendono e mi inchiodano sulla Croce! Non ho più nulla... Neppure la libertà di muovere una mano... un piede... Non sono i chiodi che mi trattengono, ma l'amore! Perciò dalle mie labbra non cade né un lamento né un sospiro.
Voi siete inchiodate sulla croce e siete trattenute dai chiodi. Non lagnatevi, non mormorate quando questi chiodi benedetti vi lacerano le mani e i piedi.
Venite e baciate i Miei: qui
troverete la forza.
«Eterno
Padre, ricevi il sangue Divino che Gesù Cristo Figlio tuo ha sparso nella sua
Passione. Per le sue Piaghe, per il suo Capo trapassato di spine, per il suo
Cuore, per tutti i suoi Meriti perdona alle anime e salvale».
Baciando la terra:
«Sangue
Divino del mio Redentore, io Ti adoro con profondo rispetto e grande amore, per
riparare gli oltraggi che ricevi dalle anime».
12° STAZIONE - La Croce è la mia compagna sul cammino del Calvario, sulla Croce esalo l'ultimo respiro.
Anime che avete avuto la croce per compagna inseparabile durante la vostra vita, siate certe che su di essa esalerete il vostro ultimo respiro: ma è però anche certo che essa sarà la porta per cui entrerete alla vita.
Baciate costantemente questo
pegno sacro e benedetto: abbracciatelo con tenerezza ed amatelo come il più
grande dei vostri tesori.
«Eterno
Padre, ricevi il sangue Divino che Gesù Cristo Figlio tuo ha sparso nella sua
Passione. Per le sue Piaghe, per il suo Capo trapassato di spine, per il suo
Cuore, per tutti i suoi Meriti perdona alle anime e salvale».
Baciando la terra:
«Sangue
Divino del mio Redentore, io Ti adoro con profondo rispetto e grande amore, per
riparare gli oltraggi che ricevi dalle anime».
13° STAZIONE - Considera la carità con cui Giuseppe d'Arimatea si incarica di calare il mio corpo dalla Croce. Lo depone fra le braccia di mia Madre. Essa lo adora e lo bacia; lascia cadere le sue lacrime sul mio volto e su tutte le mie membra. Poi lo consegna a quelli che dovranno imbalsamarlo e deporlo nel sepolcro.
O anime tutte venite. Prendete il mio corpo, imbalsamatelo con gli aromi delle vostre virtù! Adorate le sue piaghe! Baciatele e lasciate che le vostre lacrime cadano sul mio volto! E poi mettetemi nel sepolcro del vostro cuore.
E dite anche una parola di conforto alla cara Madre mia e vostra.
«Eterno
Padre, ricevi il sangue Divino che Gesù Cristo Figlio tuo ha sparso nella sua
Passione. Per le sue Piaghe, per il suo Capo trapassato di spine, per il suo
Cuore, per tutti i suoi Meriti perdona alle anime e salvale».
Baciando la terra:
«Sangue
Divino del mio Redentore, io Ti adoro con profondo rispetto e grande amore, per
riparare gli oltraggi che ricevi dalle anime».
14° STAZIONE - Considera con quanta delicatezza mi mettono nel sepolcro. È nuovo e quindi puro senza la più leggera macchia.
Anime che mi siete unite cercate tutte le delicatezze che vi suggerirà l'amore, affinché il vostro cuore sia puro e ben adorno per seppellirmi nell'amore tenero, forte, costante e generoso. Ora bacia e adora le mie Piaghe, e recita il "Miserere".
«Eterno
Padre, ricevi il sangue Divino che Gesù Cristo Figlio tuo ha sparso nella sua
Passione. Per le sue Piaghe, per il suo Capo trapassato di spine, per il suo
Cuore, per tutti i suoi Meriti perdona alle anime e salvale».
Baciando la terra:
«Sangue
Divino del mio Redentore, io Ti adoro con profondo rispetto e grande amore, per
riparare gli oltraggi che ricevi dalle anime».
6
luglio. IL PREZIOSISSIMO SANGUE ANIMA DEL SACRIFICIO
Non c'è nulla di più necessario dello spirito di
sacrificio per chi tende, com'è dovere di tutti, al proprio perfezionamento.
"Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua
croce e mi segua" (Mt 16, 24).
Se la vita cristiana consistesse soltanto in
preghiere e pratiche di pietà, sarebbe abbastanza facile e piacevole; ma la
santità si nutre anche di spirito di sacrificio ed è proprio da questo che
l'uomo maggiormente rifugge.
Ebbene, la devozione che più di ogni altra ci
suggerisce lo spirito di sacrificio, ci incoraggia a portare la croce e a
rassegnarci perfettamente alla volontà di Dio è la devozione al Preziosissimo
Sangue.
Se guardiamo devotamente Gesù Crocifisso che gronda
Sangue dalle sue piaghe, se pensiamo al suo capo coronato di spine, al suo corpo
torturato da tremendi flagelli, al suo costato aperto, con quale coraggio
rifiuteremo la sofferenza? Sentiremo il cuore così riscaldato e riconoscente
fino a saper gioire nelle nostre sofferenze e ci sarà facile bere a quel calice
un po' delle amarezze che Gesù ha bevuto prima di noi, molto più di noi e per
noi.
"Se la tentazione di ribellarci farà tumulto dentro di noi, il Sangue di Gesù - dice S. Giovanni Crisostomo - sarà la medicina celeste che ci donerà la pace". E quale sollievo interiore sentiremo considerando che nel suo Sangue ha trasformato in fonte di meriti le nostre sofferenze, dando loro un valore infinito, così che un breve soffrire ci frutta un eterno godere!
Fioretto:
Contempla almeno per cinque minuti un Crocifisso.
ESEMPIO Nella vita della Ven. Anna di Gesù, compagna di S.
Teresa, si legge che una volta nella Comunione si sentì la bocca piena di
dolcissimo Sangue sgorgato dall'Ostia. Un'altra volta ebbe una visione della
gioia che un numero incalcolabile di anime beate del cielo hanno trovato grazie
a quel Sangue.
Portentoso è pure il caso della sete misteriosa di
S. Clara da Rimini, una sete che veniva soddisfatta solo dal Sangue di Gesù
ricevuto nella S. Comunione.
7 luglio. IL PREZIOSISSIMO
SANGUE ARRICCHISCE L'ANIMA
S. Geltrude nelle sue ammirabili estasi vide
scorrere, dalle santissime piaghe di Gesù, come un fiume larghissimo, il
Sangue divino che feconda la Chiesa. Tutte le virtù che adornano le anime, per
essere meritevoli di vita eterna devono trarre splendore da questo Sangue. Come
infatti potrebbe un'anima meritare qualcosa se Gesù non avesse sparso il suo
Sangue? Le nostre preghiere non salirebbero al cielo e le nostre penitenze non
sarebbero gradite a Dio, se non fossero avvalorate da questo Sangue sparso per
noi. E come il sole dà luce a tutta la terra e tutto vivifica, e senza di esso
non vi sarebbero che tenebre, così le anime, senza questa sorgente di luce e di
vita eterna sarebbero nelle tenebre e nell'impossibilità di meritare anche il
più piccolo dono dal Signore.
L'umiltà sarà esaltata grazie al Sangue che Gesù
ha sparso in mezzo a mille umiliazioni. La pazienza verrà coronata in cielo
grazie ai patimenti che Gesù ha sopportato versando il suo Sangue per noi. La
purezza risplende grazie a questo Sangue e l'anima che la possiede è simile, già
in questa vita, agli angeli dei cielo grazie all'Agnello immacolato che si è
sacrificato sulla croce. La carità, poi, grazie a questo Sangue si infiamma e
rende l'anima gradita a Dio per quell'amore ardentissimo di Gesù che nel suo
Sangue ci ha redenti.
Oh Sangue benedetto, fa che tutti conoscano quale tesoro incomparabile si racchiude in te!
Fioretto: Recita cinque volte il "Padre nostro" in
onore delle cinque piaghe di Gesù.
ESEMPIO Nella vita della carmelitana Margherita da Beaume,
l'apostola della devozione a Gesù Bambino, si legge che spesso vedeva il Sangue
di Gesù nelle anime. Queste anime ne erano così abbellite e nobilitate che
Margherita non tollerava che qualcuno ricevesse dei rimproveri, anche giusti,
tanta era la riverenza che nutriva verso ogni anima, anche se colpevole, per il
Sangue di Gesù che in essa scorgeva.
Suor Benedetta d'Egershelm dopo la Comunione sentiva
spesso il Sangue di Gesù scorrere nella sua gola. Questo Sangue bruciava in lei
ogni residuo di peccato fino a renderla un purissimo vaso di santità.
8 luglio IL PREZIOSISSIMO SANGUE
FONTE DI PACE
II potere salvifico del Preziosissimo Sangue
di Gesù è stato intravisto e preannunciato dai profeti.
Sette secoli prima della venuta di Gesù, il profeta
Isaia aveva predetto che, nella pienezza dei tempi, con la venuta del Messia, le
anime avrebbero attinto nella gioia interiore alle acque di soavità che
sarebbero scaturite dalle fonti del Salvatore.
Queste acque sono le celesti consolazioni che si
ricavano dal Sangue Preziosissimo di Gesù, Sangue che scaturisce da tante fonti
quante sono le sue santissime piaghe.
Quale anticipo di paradiso pregustano le anime che
coltivano una sincera e costante devozione al Sangue divino di Gesù!
Queste anime possiedono il tesoro della grazia santificante attinta nella partecipazione ai santi Sacramenti, esperimentano la pace dell'anima e gli angeli e la loro Regina, Maria Santissima, le ammirano con sguardo di amore.
Gustano poi una gioia ancora più grande: la speranza
del paradiso che sanno di poter un giorno godere grazie ai meriti guadagnati dal
Sangue di Gesù.
Non priviamoci delle gioie celesti che questo balsamo
salutare dona ai nostri cuori!
Fioretto: Durante il giorno ripeti più volte la seguente
giaculatoria: "Mio Dio, tutte le Messe che si celebrano oggi nel mondo
te le offro per i peccatori che sono in agonia e che moriranno in questo giorno.
II Sangue Preziosissimo di Gesù Redentore ottenga loro misericordia e
salvezza" .
ESEMPIO Singolare fu la devozione di S. Filippo Neri al
Preziosissimo Sangue di Gesù.
Celebrando la S. Messa era solito mettere molto vino
nel calice perché le sacre Specie durassero in lui più a lungo, e fu osservato
che molte volte dopo la consacrazione il calice appariva pieno di vero Sangue.
Per cui non desta meraviglia che nel comunicarsi bevesse quel Vino consacrato
con tale affetto da versare abbondanti lacrime di commozione e di
consolazione.
9
luglio. IL PREZIOSISSIMO SANGUE CONFERMA LA FEDE
Nel santo Battesimo il Signore ha infuso nell'anima
nostra il prezioso dono della fede e dalle tenebre ci ha chiamati alla sua
ammirabile luce. Dono prezioso che ha dato a noi, a preferenza di tante altre
anime che brancolano lontane dalla fede, fuori da quell'arca di salvezza che è
la Chiesa.
II Battesimo è il dono che ci fa figli di Dio e ci
otterrà il paradiso, se sapremo tradurlo in opere buone. E' per meritarci
questo dono e per suggellare le cose che aveva insegnato con la parola e con
l'esempio che Gesù ha sparso il suo Sangue.
La devozione a questo Sangue divino conserverà nel
nostro cuore la fede ricevuta nel Battesimo, la alimenterà e la renderà sempre
più salda. I martiri trovarono la forza di dare la loro vita, in difesa della
fede, perché sorretti dal pensiero che anche Gesù aveva dato la sua vita per
testimoniare fino in fondo le verità che aveva insegnato. Quanti cristiani,
uomini e donne, bambini e adulti, vergini e sposati, hanno sacrificato la vita
animati dalla fede in quel Sangue divino!
E noi, come imitiamo questi esempi? Nelle nostre opere siamo coerenti con la fede che professiamo? O invece ci accontentiamo di una fede debole e moribonda perché non nutrita dalle opere buone?
Non facciamo forse, almeno qualche volta, come le
vergini stolte di cui parla il vangelo, che tennero la lampada della fede senza
l'olio della carità?
Fioretto: Recita adagio e attentamente il "Credo".
ESEMPIO S. Eleazaro, conte di Ariano (Avellino) fu provato
da Dio con grandi tribolazioni. spogliato dei suoi beni, perseguitato da
calunnie infami, trovò la forza di sopportare tutto con eroica pazienza.
Interpellato dalla moglie che gli chiedeva quale fosse il segreto di tanta
forza, rispose: "Quando mi si presenta qualcosa di disgustoso mi nascondo
nelle piaghe di Gesù, penso a quanto egli ha sofferto per me e non mi allontano
da questi pensieri finché in quelle ferite e in quel Sangue non sento
alleggerita e confortata ogni mia pena". Nato in Provenza, morì a soli
quarant'anni nel 1323 e fu sepolto ad Apt, accanto alla sua sposa, la beata
Delfina.
Credo nello
Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione
dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen.
10 luglio. IL PREZIOSISSIMO
SANGUE FORTIFICA LA SPERANZA
“Mentre viviamo in questo esilio - dice S.
Bernardo - la nostra anima è come in un mare tempestoso”. Il ricordo delle
colpe passate, il timore del severo giudizio di Dio e la nostra debolezza ci
molestano e possono spingerci fino allo scoraggiamento. Ma se pensiamo spesso e
con tanto amore al Sangue divino che l'Agnello immacolato presenta al Padre suo
per ottenerci la salvezza, allora ci sentiremo rasserenati e confortati.
Offriamolo pertanto all'eterno Padre questo Sangue, riceviamolo spesso nei
sacramenti, invochiamolo nei momenti difficili, usiamolo come scudo
inespugnabile contro tutte le tentazioni e correremo speditamente sulle vie
del Signore, confidando vivamente che chi ci ha dato il suo Sangue ci darà
anche la forza di non cadere e ogni aiuto necessario per rimediare ai nostri
difetti.
Allora, pur vedendo le nostre imperfezioni e continuando a odiare il peccato, avremo la pace nel cuore, saremo nell'umiltà e grazie al Sangue di Gesù vinceremo ogni tentazione e salveremo la nostra anima.
Fioretto: Recita con devozione "Atto di speranza".
ESEMPIO Nel sec. Xlll viveva nel convento di Bevagna (Perugia)
un vecchio religioso di nome Giacomo, di grande umiltà. Sinceramente si credeva
il più miserabile degli uomini e cadeva spesso in una grande angoscia per il
timore dell'inferno. Passava i giorni e le notti ai piedi di un grande
Crocifisso, unico ornamento della sua cella, tremando al pensiero dei suoi
peccati. Quel Crocifisso gli era caro perché dono di sua madre. Un giorno,
mentre era prostrato a terra, gravato dalla solita angoscia per i suoi peccati,
vide sgorgare dal petto trafitto di Gesù uno zampillo di Sangue che gli coprì
il volto e le mani e sentì una voce che diceva: "Giacomo, questo Sangue
sia per te pegno sicuro di vita eterna". In un istante scomparve la sua
angoscia e una grande pace gli inondò l'anima. Quando, perì numerosi miracoli
che avvenivano alla sua tomba, si volle collocare il suo corpo in un luogo più
onorevole, fu trovato intatto e con ancora visibili le tracce lasciate dal
Sangue miracoloso.
Come il Beato Giacomo da Bevagno, operiamo per la
nostra salvezza con timore e tremore, ma conservando anche una grande fiducia
nel potere infinito del Sangue di Gesù.
11 luglio. IL PREZIOSISSIMO
SANGUE INFIAMMA LA CARITA'
Per salvarci, il Figlio di Dio è sceso dagli
splendori di gloria che aveva in cielo con il Padre e con lo Spirito Santo, è
venuto sulla terra e si è fatto simile a noi.
Con noi ha condiviso gioie e dolori. Non basta; col
suo Sangue ci ha redenti. Un giorno disse: "Io offro la mia vita per poi
riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie, ma la offro da me stesso" (Gv
10, 17-18).
Dunque, la vita non l'hanno tolta a Gesù contro la
sua volontà, ma l'ha donata lui liberamente, per amore.
Come potremo, davanti a questa certezza di fede, non
sentire un grande amore per il Figlio di Dio che si è fatto Figlio dell'uomo e
fratello nostro? Saremo più ingrati degli animali che sentono e dimostrano
riconoscenza per i loro benefattori?
Se non ci sentiamo animati da un forte amore per il
Signore Gesù è perché non riflettiamo abbastanza alle tante meraviglie
operate dal suo amore a vantaggio nostro e pagate con il suo sacrificio.
Domandiamoci spesso: Perché tanto Sangue? Perché Gesù ha voluto accettare tanto dolore? La risposta della fede è semplice e consolante: Gesù ha voluto soffrire e morire per liberarci dal potere di Satana e donarci il paradiso.
E anche se ora Gesù è asceso al cielo ed è alla
destra del Padre, a godere la gioia e la gloria che ha meritato per sé, ha
lasciato alla Chiesa l'inestimabile dono del suo Sangue perché noi possiamo
attingervi a nostro vantaggio e raggiungerlo in paradiso.
Fioretto: Recita attentamente l’Atto di carità".
ESEMPIO Trovandosi S Francesco Caracciolo vicino alla morte,
dopo aver fatto con profonda umiltà la confessione generale e dopo aver
ricevuto gli ultimi sacramenti, preso in mano il Crocifisso ripeteva:
"Sangue di Gesù che sei stato sparso per me, tu sei mio; lo voglio,
Signore, dammelo, che è mio, non negarmelo". E baciando le sante piaghe di
Gesù continuava: "Sangue Preziosissimo del mio Gesù, tu sei mio e solo
per te e con te io spero di salvarmi". Econ questi sentimenti serenamente
spirò.
12 luglio. IL PREZIOSISSIMO SANGUE SOLLEVA LE ANIME PURGANTI
Dio, giusto giudice, trattiene nel purgatorio
quelle anime che partirono da questo mondo non perfettamente purificate; solo
quando si sono liberate dalle scorie dei loro peccati le ammette alla gioia
eterna del paradiso. Ma, da Padre pieno di amore qual'è, desideroso di vederle
presto liberate da tante pene, mette nelle nostre mani il prezzo della loro
liberazione. Quale conforto, quale refrigerio, quale sollievo offre a quelle
anime il Sangue Preziosissimo di Gesù!
In molti modi si può applicare alle anime del
purgatorio il Sangue di Gesù, ma quanto è più efficace se si applica per
mezzo del sacrificio della Messa! Quante anime si possono liberare da quel
carcere di dolore con una sola Messa! Com'è possibile dunque non sentire il
dovere di aiutarle? Quante volte il Signore ha fatto vedere, ad anime
privilegiate, altre anime che festanti salivano al cielo dal purgatorio,
proprio mentre durante la Messa si offriva il Sangue divino per loro!
Dobbiamo prenderci a cuore la liberazione delle anime che soffrono in purgatorio. La carità non va esercitata solo verso i fratelli dell'al di qua, ma anche verso i fratelli bisognosi dell'aldilà. Se grazie a noi arriveranno in paradiso prima del tempo prefissato, certo non si dimenticheranno di chiedere a Dio misericordia e ogni altra grazia a nostro vantaggio.
Fioretto: Fa celebrare una S. Messa per tutte le anime del
purgatorio.
ESEMPIO Quando era ancora studente a Colonia, il Beato
Enrico Susone fece con un altro frate il patto che, morendo uno dei due, l'altro
avrebbe celebrato la Messa, potendolo, ogni lunedì in suffragio dell'anima
dell'amico, e questo per un anno.
Morto l'amico, il Beato Enrico fece per lui molte preghiere, ma non celebrò le Messe. Un giorno l'amico defunto gli apparve lamentandosi per l'infedeltà alla promessa. Al Beato Enrico che lo rassicurava dicendogli di aver sempre pregato per lui, l'altro rispose: "Sangue, Sangue, Sangue domando! Perché non hai celebrato le Messe che mi avevi promesso e che sono tanto preziose per noi?".
Il Beato Enrico allora comprese e si scusò. Provvide
poi a celebrare regolarmente le Messe che liberarono l'amico dalle pene del
purgatorio.
13
luglio. IL PREZIOSISSIMO SANGUE NELLA CIRCONCISIONE
Gesù sparse le prime gocce del suo Sangue otto
giorni dopo la sua nascita, quando, secondo la legge degli Ebrei, fu circonciso
e gli fu imposto il nome Gesù, che significa Salvatore. Poche gocce, ma quanto
eloquenti e preziose!
Gesù è impaziente di versare il suo Sangue per noi
e così si assoggetta al rito imposto da Dio ai figli di Abramo come segno di
alleanza.
Quel primo Sangue versato ci dice che Gesù ha voluto
unirsi strettamente a noi e stringere con noi un patto di amore per la nostra
eterna salvezza.
Quelle prime gocce di Sangue furono sparse in
obbedienza a quel rito che era sacro per tutti gli Ebrei. Come insegna la
Bibbia, il primo peccato compiuto dall'uomo nel paradiso terrestre fu un peccato
di disobbedienza; le prime gocce di Sangue furono sparse da Gesù in obbedienza
alla legge di Dio, per riparare la colpa di ribellione compiuta dai nostri
progenitori.
Ammirabile riparazione e quale lezione per noi che siamo spesso ribelli a Dio! Impariamo ad apprezzare l'obbedienza a Dio come condizione indispensabile perché i meriti di Gesù siano applicati alle nostre anime.
Fioretto: Recita il "Dio sia benedetto".
ESEMPIO S. Maria Maddalena de' Pazzi in un'estasi vide presentarsi
davanti a Dio i santi protettori della città di Firenze con molti altri santi.
Ognuno di questi supplicò il Signore di concedere ai fiorentini il perdono
delle loro colpe, ma Dio sembrava non ascoltare le loro preghiere. Con lo
stesso rifiuto il Signore rispose alla supplica degli angeli custodi.
Vide allora presentarsi a Dio le anime buone che erano sulla terra e unire alle loro preghiere l'offerta del Preziosissimo Sangue versato da Gesù per gli uomini. Contemporaneamente sentì riecheggiare le parole di Cristo. "Chiedete e vi sarà dato".
Solo allora Dio si mosse a pietà e concesse quanto
le preghiere del cielo e della terra da sole non avrebbero potuto ottenere.
14 luglio. IL PREZIOSISSIMO
SANGUE NELL'ORTO DEL GETSEMANI
Si avvicinava l'ora in cui il Figlio di Dio si
sarebbe sacrificato per noi peccatori tra le più atroci sofferenze. Gesù esce
dal cenacolo e si reca al Getsemani e là, tutto solo, abbandonato anche dai
suoi discepoli, prostrato a terra prega e offre se stesso in sacrificio di
espiazione per i nostri peccati. Una tempesta di tristezza e di paura invade il
suo cuore alla vista dei peccati di tutti gli uomini di tutti i tempi e di tutti
i luoghi e alla vista dei tormenti che avrebbe dovuto sopportare per espiarli.
L'angelo gli presenta il calice colmo delle amarezze che dovrà bere per placare
la giustizia divina. Gesù esclama: "Padre, se vuoi, allontana da me questo
calice!". Ma subito aggiunge: "Tuttavia non sia fatta la mia, ma la
tua volontà". II pensiero dei tormenti lo spaventa, ma non lo ferma: andrà
fino in fondo.
Poco dopo, quasi impaziente di pagare il prezzo della
nostra salvezza, per la forte tensione in cui si trova comincia a sudare
Sangue: le gocce gli sgorgano dalla fronte, scendono sul volto, scorrono sulla
veste e vanno fino a terra.
Quale grande insegnamento ci dà Gesù grondante Sangue nel buio, nel silenzio, nella solitudine di quella notte! Ci insegna a trovare la forza di dire a Dio, soprattutto nei giorni dei dolore: "Sia fatta sempre e fino in fondo, Signore, la tua volontà".
Fioretto:
"Non lamentarti quando qualcosa ti fa soffrire.
ESEMPIO
"Prima di inviare l'ultimo castigo agli Egiziani, Dio ordinò agli Ebrei
che mangiassero l'agnello e col suo sangue segnassero le porte delle loro
abitazioni, così che l'angelo sterminatore, passando, risparmiasse le loro
case.
Se quel sangue, solo per il fatto che era il simbolo del Sangue del vero Agnello che toglie i peccati del mondo, bastò a salvare gli Ebrei, quanto più il Sangue di Cristo sarà in grado di salvarci dalla rovina eterna!
Nei
paesi delle vicinanze di Roma, dove predicò l'instancabile apostolo della devozione al
Preziosissimo Sangue, S. Gaspare del Bufalo, non era raro trovar scritto sulle
porte delle case. "Viva il Sangue di Gesù Cristo".
15 luglio. IL PREZIOSISSIMO
SANGUE NELLA FLAGELLAZIONE
Gesù è tra le mani dei suoi carnefici.
Spogliato delle sue vesti è legato a una colonna e quei disgraziati, armati di
flagelli, si danno il cambio nel percuotere il suo Corpo divino. In poco tempo
è tutta una piaga, non ha più l'aspetto di un uomo. Ecco avverate le parole
del profeta Isaia: "Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che
ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia" (Is
53, 3).
E come non sentirci colpevoli se si ascoltano le
altre parole di Isaia: "Per l'iniquità del mio popolo fu messo a
morte" (Is 53, 8)? Dunque, anche per i miei peccati e per i tuoi peccati
Gesù è morto! Ognuno può dire: “Anch'io ho ucciso Gesù”!. I peccati non
uccidono meno delle armi e delle mani.
Ma quali sono le colpe che il Signore ha voluto più
espressamente espiare con la barbara flagellazione che ha subìto? Sono i
peccati che nascono da una disordinata sensualità. Con un diluvio di acqua Dio
ha purificato il mondo da tante sozzure; così ora, con un diluvio di Sangue, il
Sangue Preziosissimo di suo Figlio, oltre a riparare l'enormità delle colpe, ci
mostra anche il rimedio pronto ed efficace per guarire dai nostri mali.
Quanto sono costati a Gesù i piaceri peccaminosi con cui noi ci siamo macchiati! Impariamo a mortificare la carne e a custodire i sensi. E laviamo le nostre colpe col Sangue di Cristo nella Confessione sacramentale.
Fioretto: Scegli liberamente una qualche mortificazione.
ESEMPIO La vista del Crocifisso è un grande incitamento a
perdonare le offese. S. Filippo Neri, non riuscendo a convincere un giovane a
perdonare una grave offesa che aveva ricevuto, prese un Crocifisso e, rivolto al
penitente, gli disse: "Guarda e pensa quanto Sangue ha sparso il Signore
per te e con quanta prontezza e generosità ha perdonato ai suoi crocifissori".
Toccato da quell'immagine di dolore del suo Salvatore e dalle convincenti parole
di S. Filippo, quel giovane non oppose più alcuna resistenza e con animo
sinceramente pentito disse al confessore: "Padre, sono pronto a perdonare
qualunque torto subìto".
16 luglio. IL PREZIOSISSIMO SANGUE NELLA CORONAZIONE DI SPINE
Quei perfidi carnefici che straziarono il
corpo di Gesù non furono contenti finché non ebbero esaurito tutti i mezzi per
rendere il più dolorosa possibile la passione del Signore.
Gesù aveva detto che era re e che era venuto in
questo mondo per impiantare il suo regno. "Orrenda bestemmia! - gridarono -
Noi non abbiamo altro re che Cesare. Questo falso re va punito come
merita".
Intrecciarono perciò una corona di acutissime spine
e tra bestemmie e derisioni si avvicinarono a Gesù e a viva forza gliela
calarono sul capo premendola con violenza.
Altre ferite, altro dolore, altro Sangue, oltre a
quello già versato. Gesù è scosso dalla testa ai piedi per la dolorosa
agonia.
Ecco che cosa hanno fruttato al Signore Gesù i
nostri pensieri peccaminosi!
Umiliamo la nostra superbia e purifichiamo la nostra mente da qualunque cattivo pensiero.
E
sia per noi motivo di gioia se talvolta possiamo partecipare alle sue
umiliazioni.
Rinunciamo al mondo. E come Gesù dal mondo fu odiato e deriso, così accettiamo anche noi le contraddizioni, le incomprensioni e il disprezzo che il mondo ci regala.
Fioretto: Ripeti più volte, oggi, questa giaculatoria: "Signore,
donami l'umiltà del cuore e la serenità nelle umiliazioni".
ESEMPIO S. Camillo de' Lellis, il grande apostolo degli
ammalati, per poter trovare conforto nella sua ultima agonia e affrontare serenamente
il giudizio di Dio, volle avere davanti agli occhi il ricordo della passione di
Gesù e dei dolori di Maria. Fece perciò dipingere per tempo un Crocifisso
dalle cui piaghe colava abbondante Sangue e ai piedi del quale stava la Vergine
Madre che intercedeva a suo vantaggio. In quel quadro volle essere dipinto anche
lui, prostrato a terra. Dalla sua bocca ha voluto che uscissero queste parole:
"Signore, perdona al tuo servo che hai redento col tuo Preziosissimo
Sangue". E fu proprio contemplando quel Sangue, versato per lui, e fonte
di consolante fiducia, che rese l'anima a Dio.
17 luglio. IL PREZIOSISSIMO
SANGUE SULLA VIA DEL CALVARIO
Fin qui Gesù ha sparso il suo Sangue in
alcuni luoghi precisi: l'orto del Getsemani, ai piedi della colonna dove è
stato flagellato e nel pretorio dove fu coronato di spine.
Ora il Signore vuole estendere la presenza di quel
Sangue a tutti i luoghi, perché tutti gli uomini possano godere dei mirabili
benefici del suo contatto.
La strada percorsa da Gesù è tutta insanguinata. I
suoi santi piedi nudi inciampano e lasciano tracce di Sangue sulla terra: ne è
intrisa la polvere e ne sono macchiate le pietre sulle quali passa.
La Veronica, mossa a compassione per tanto dolore,
asciuga il volto di Gesù dal sudore e dal Sangue.
Gesù cade per ben tre volte e le ferite si riaprono.
Vedendo sua Madre, Gesù prova una stretta al cuore e
il suo Sangue scorre più abbondante.
Tracce di Sangue vanno a finire sui soldati, sulla
folla, sulle vie di Gerusalemme, sul sentiero del Calvario, sulla veste che
indossa e sulla croce che porta.
Pensiamo alla generosità di quel Dio che versa il
suo Sangue per salvare le anime e lo versa anche per quelle anime che non
vogliono salvarsi! Gesù ha sparso il suo Sangue per la conversione dei
peccatori, ma noi ne godremo il beneficio solo se sapremo corrispondere al suo
amore col nostro impegno.
Fioretto: Fa la "Via Crucis" (anche in casa, se non
ti è possibile in chiesa).
ESEMPIO La Beata Chiara di Montefalco ebbe fin da piccola
una devozione così grande al Crocifisso e un grande desiderio di soffrire per
amore suo, che a soli sei anni già si flagellava. La passione di Gesù era
l'argomento su cui più frequentemente e più volentieri meditava. Spesso
diceva: "Quando si è visto Gesù sulla croce, com'è possibile pensare ad
altro?". Ottenne dal Signore di partecipare alle amarezze della sua
passione e che nel suo cuore si imprimessero sensibilmente tutti gli strumenti
della passione, come fu possibile constatare dopo la sua morte.
LA VIA CRUCIS
CON LA BEATA ALEXANDRINA DA BALASAR
PRIMA
STAZIONE: Gesù è condannato a morte.
“Pilato lo diede nelle loro mani perché fosse crocifisso; presero dunque Gesù
e lo condussero via” (Gv 19,16).
Vedo e odo la
grande moltitudine che a una voce senza pietà per me grida chiedendo la mia
crocifissione. Le mie orecchie odono scandire: Muoia! Muoia! Sia crocifisso!
Muoia! Sia crocifisso! Quali urla, quelle della folla! Ricevo la sentenza di
morte. Gloria al Padre.
SECONDA
STAZIONE: Gesù è caricato della croce.
“Ed egli, portando su di sé la croce, uscì verso il luogo detto Cranio, in
ebraico Golgota” (Gv 19,17).
E’ tale il peso
che mi sento sprofondare sotto terra. Non porto solo la croce, ma il mondo
intero: pochi amici, quasi solo nemici, quasi solo nemici! Gloria al Padre.
TERZA
STAZIONE: Gesù cade per la prima volta.
“Guardai attorno e nessuno che mi aiutasse; attesi ansioso e nessuno che mi
sostenesse” (Is 63,5).
Cado sotto il peso
della croce. Mi sembra di perdere la vita. Perderla per dare la vita a tutti mi
dà tanta forza: riprendo a camminare. Gloria al Padre.
QUARTA
STAZIONE: Gesù incontra sua Madre.
“Gesù vide la Madre lì presente” (GV 19,26).
Mi viene incontro
la mamma, ci guardiamo intensamente. Io cammino sempre. Con me ella pure
cammina, guidata dal mio sguardo che le ha ferito il cuore e l’anima… Non
trascino solo la croce, ma anche il dolore di lei. Gloria al Padre.
QUINTA
STAZIONE: Gesù è aiutato dal Cireneo.
“Or mentre lo conducevano al patibolo, presero un certo Simone di Cirene e gli
posero addosso la Croce” (LC 23,26).
Ad ogni passo mi
sembra di spirare. Vogliono qualcuno che porti la Croce. C’è chi la porta,
non per amore, ma forzato. Ma io gli dispenso tanto amore. Mi viene tolta la
Croce, ma io sento come se ne portassi il peso. Gloria al Padre.
SESTA
STAZIONE: La Veronica asciuga il Volto di Cristo.
“In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno dei più
piccoli, l’avete fatta a me” (Mt 25,40).
Mi viene incontro
una donna che ha compassione del mio dolore. Con quale delicatezza e amore mi
pulisce il volto intriso di sudore, di sangue, di polvere! Il mio volto e
l’amore del mio cuore restano impressi nella tela. Gloria al Padre.
SETTIMA
STAZIONE: Gesù cade per la seconda volta.
“Consegnò la sua vita alla morte, e fu annoverato tra i malfattori” (Is
52,12).
A metà del cammino
grave è la caduta. Le labbra mi si aprono sanguinanti e baciano la terra che,
ingrata, mi ferisce. Gli sguardi dell’anima mia si estendono sull’umanità.
Gloria al Padre.
OTTAVA
STAZIONE: Gesù parla alle donne piangenti.
“Figlie di Gerusalemme, non piangete per me, ma piangete per voi stesse e per
i vostri figli” (Lc 23,28).
Mi seguono alcune
donne. Piangono amaramente. Le guardo con compassione e mormoro loro: “Non
piangete per me, ma per voi. Le vostre colpe sono la causa dei miei dolori”.
Gloria al Padre.
NONA
STAZIONE: Gesù cade per la terza volta.
“Quasi esanime a terra mi ha ridotto; già mi vanno accerchiando i cani in
frotta” (Sal 22,17).
E’ il mondo, è
il cielo contro di me: cado. Di nuovo il furore degli aguzzini mi strascina con
forza. Ma dal mio cuore, sgorga solo amore e solo compassione per loro. Gloria
al Padre.
DECIMA
STAZIONE: Gesù viene spogliato delle vesti.
“Divisero le sue vesti, tirarono a sorte la sua veste per sapere a chi di loro
dovesse toccare” (Mt 15,24).
Mi spogliano con
tanta furia da strapparmi brandelli di carne: quali dolori violenti! Esser
spogliato in pubblico! Sono molte le risate di scherno! La mamma vuole coprirmi
col suo manto. Gloria al Padre.
UNDICESIMA
STAZIONE: Gesù viene crocifisso.
“Fu crocifisso insieme ai malfattori, uno alla sua destra e uno alla sua
sinistra” (Lc 23,33).
Mi distendono sulla
Croce. Porgo io mani e piedi per essere crocifisso. E’ un abbraccio eterno
alla Croce, all’opera della redenzione. Gloria al Padrte.
DODICESIMA
STAZIONE: Gesù muore sulla Croce.
“Quando Gesù ebbe preso l’aceto esclamò: Tutto è compiuto! Poi, chinato
il capo, rese lo spirito” (Gv 19,30).
Si fa buio sul
Calvario. “Padre, pedona loro, che non sanno ciò che fanno”. “Padre,
Padre mio, persino Tu mi hai abbandonato? !” “Figli miei, ho sete di
voi!””Madre mia, accetta il mondo, è tuo: è figlio del mio sangue, è
figlio del tuo dolore”. “Tutto è compiuto” “Padre, a te consegno il mio
spirito, è per te il mio ultimo sospiro”. Gloria al Padre.
TREDICESIMA
STAZIONE: Gesù viene deposto dalla Croce.
“E Giuseppe d’Arimatea prese io corpoe lo avvolse in un bianco lenzuolo” (Mt
27,59).
La Madre, con Gesù
morto tra le braccia! L’amore portò Gesù a dare la vita. La Mamma continua
la missione, la stessa missione d’amore: amare noi come Gesù. Gloria al
Padre.
QUATTORDICESIMA
STAZIONE: Gesù viene deposto nel sepolcro.
“Giuseppe lo mise in un sepolcro scavato nella pietra, dove nessuno ancora era
stato messo” (Lc 23,53).
L’amore unito
alla grazia, unito alla vita divina, trionfò sul dolore e sulla morte. Fu un
essere umano che soffrì, una vita divina che vinse. Gloria al Padre.
Preghiamo:
sopra il popolo che ha commemorato la morte di Cristo tuo Figlio, nella speranza
di risorgere con lui, scenda, Signore, l’abbondanza dei tuoi doni: venga il
perdono e la consolazione, si accresca la fede e l’intima certezza della
redenzione eterna. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Preghiamo
anche per le intenzioni del Papa: Pater, Ave, Gloria.
18
luglio. IL PREZIOSISSIMO SANGUE NELLA CROCIFISSIONE
Gesù è giunto sul Calvario dopo un viaggio penoso
col duro tronco della croce sulle spalle. Lo spogliano con sua grande
umiliazione e dolore e lo inchiodano senza pietà su quel legno, squarciando le
sue mani. Quindi innalzano quel palo a cui è fissato dai chiodi e lo posano sul
paio verticale già piantato a terra in precedenza.
Per Gesù è una scossa violenta che moltiplica il
dolore.
E' poi la volta dei piedi, inchiodati come le mani
con pochi colpi, senza pietà. Le ferite si allargano, il Sangue scorre e bagna,
per redimerla, questa terra di peccato.
Lì, ai piedi di quella croce, sta la Vergine Madre,
straziata da un tormento troppo grande, eppure composta nel suo dolore. Piange
in silenzio. Piange anche per colpa mia e tua. Soffre e offre il suo dolore,
unito a quello del Figlio, perché il Padre perdoni le nostre colpe.
Lì, sotto quella croce, c'è anche Giovanni: non
comprende fino in fondo il perché di quella morte, ma non si ribella. Soffre e
adora. Il sole si oscura e Gesù, in un mare di dolore, offre il suo Sangue
all'eterno Padre per la nostra salvezza.
Prostriamoci e adoriamo. Chiediamo a Gesù che il suo Sangue scenda sul nostro capo, non a nostra condanna, come sul capo degli Ebrei, ma a nostra salvezza.
Fioretto: Leggi su uno dei vangeli il racconto della
crocifissione di Gesù.
ESEMPIO La Beata Cristina di Spoleto meditava un giorno sui
dolori di Gesù. Giunta col pensiero alle orribili piaghe fatte dai chiodi nei
piedi dei Signore, disse a se stessa: "Oh, ingrata! Ecco quanto soffre Gesù
per te e quanto Sangue versa per amore tuo! E tu che cosa fai per amore suo e
per ricambiare tanta bontà?" Detto questo, prese un grosso chiodo e si
trafisse un piede da parte a parte, felice di poter rendere a Gesù sangue per
Sangue.
Certo il Signore non vuole questo da noi, ma un po'
di mortificazione la chiede a tutti, in modo che senza causare danni al nostro
corpo, possiamo trame vantaggi per l'anima..
L'«Hecce Homo».
1 - Allora Pilato prese Gesù e lo flagellò.
2 E i soldati, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo e lo avvolsero in una veste di porpora;
3 poi, si avvicinavano a lui e dicevano: «Salute, o re dei Giudei!». E gli davano schiaffi.
4 Pilato uscì di nuovo e disse a loro: «Ecco, io ve lo conduco fuori, affinchè sappiate che io non trovo in lui nessuna colpa».
5 Uscì dunque Gesù, portando la corona di spine e il vestito di porpora. E Pilato disse loro: «Ecco l'uomo!».
6 Quando i pontefici e le guardie lo videro, gridarono: «Crocifiggilo! Crocifiggilo!». Pilato soggiunse: «Prendetelo voi e crocifiggetelo, perchè io non trovo in lui nessuna colpa».
7 Gli risposero i Giudei: «Noi abbiamo una legge e secondo essa costui deve morire, perchè si è fatto Figliuol di Dio».
8 Udite queste parole Pilato s'impaurì maggiormente
9 e rientrato nel pretorio domandò a Gesù: «Donde sei tu?». Ma Gesù non gli diede risposta.
10 Pilato gli disse: «Non mi parli? Non sai che ho il potere di farti crocifiggere e il potere di liberarti?».
11 Gesù gli rispose: «Tu non avresti nessun potere su di me se non ti fosse dato dall'alto. Per questo colui che mi ha consegnato a te ha un peccato più grave».
12 Da quel momento Pilato cercava di liberarlo. Ma i Giudei gridavano dicendo: «Se lo liberi non sei amico di Cesare! Chi si fa re, si dichiara contrario a Cesare».
13 Pilato, inteso ciò, fece condurre fuori Gesù e si sedette in tribunale, nel luogo chiamato «Litostroto», e in ebraico «Gabbata».
14 Era [il giorno della] Parasceve della Pasqua e verso all'ora sesta. E disse ai Giudei: «Ecco il vostro re!».
15 Ma essi gridarono: «Via, via, crocifiggilo!». Pilato domandò loro: «Debbo crocifiggere il vostro re?». I pontefici risposero: «Noi non abbiamo altro re che Cesare».
16 Allora lo consegnò a loro, perchè fosse crocifisso.
Gesù al Calvario.
Presero dunque Gesù e lo
menarono via.
17 E portando egli la sua croce, si avviò verso il luogo detto «del Teschio», ma in ebraico «Golgota»;
18 dove lo crocifissero insieme con due altri, di qua e di là, e Gesù nel mezzo.
19 Pilato scrisse pure una tabella, e la mise sulla croce. E c'era scritto: «GESÙ IL NAZARENO RE DEI GIUDEI».
20 Ora, molti Giudei lessero questa tabella, perchè il luogo ove Gesù era stato crocifisso era vicino alla città, e l'iscrizione era in ebraico, in greco e in latino.
21 Ora i pontefici dei Giudei dissero a Pilato: «Non scrivere: "Re dei Giudei", ma che egli ha detto: "Io sono il re dei Giudei"».
22 Pilato rispose: «Ciò che ho scritto, ho scritto».
23 I soldati poi, dopo aver crocifisso Gesù, ne presero le vesti e ne fecero quattro parti, una per ciascun soldato; presero pure la tunica. Ora la tunica era senza cuciture, tessuta tutta d'un pezzo da cima a fondo.
24 Perciò dissero tra loro: «Non la stracciamo, ma tiriamo a sorte a chi tocca». E ciò perchè si adempisse la Scrittura che dice: «Hanno diviso tra loro le mie vesti, e sulla mia tunica hanno gettato la sorte». Questo dunque fecero i soldati.
Maria e Giovanni sotto la
croce.
25 Presso la croce di Gesù stavano la madre e la sorella di sua madre, Maria di Cleofa, e Maria Maddalena.
26 Gesù, vedendo la madre e vicino a lei il discepolo ch'egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio».
27 Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre». E da quel momento il discepolo la prese con sè.
Agonia e morte di Gesù.
28 Dopo ciò, Gesù sapendo che tutto era compiuto, affinchè si adempisse la Scrittura, disse: «Ho sete».
29 C'era quivi un vaso pieno di aceto. Quelli, messa una spugna piena d'aceto su un issopo, gliel'accostarono alla bocca.
30 E Gesù quando ebbe preso l'aceto disse: «È finito». E chinato il capo, rese lo spirito.
Il colpo di lancia.
31 Allora i Giudei, perchè i corpi non restassero in croce durante il sabato, perchè era la Parasceve, e quel sabato era giorno solenne, chiesero a Pilato che si spezzassero loro le gambe e fossero rimossi.
32 I soldati perciò vennero, e spezzarono le gambe al primo e poi all'altro dei crocifissi con lui.
33 Ma venuti a Gesù, siccome videro che era già morto, non gli spezzarono le gambe;
34 ma uno dei soldati gli aperse il costato con una lancia, e subito ne uscì sangue ed acqua.
35 Chi vide ha attestato; la sua testimonianza è vera: ed egli sa di dire la verità, affinchè crediate anche voi.
36 Queste cose, infatti, avvennero affinchè si adempisse la Scrittura: «Nessun osso gli sarà spezzato»;
37 ed anche un'altra Scrittura che dice: «Vedranno chi hanno trafitto».
La sepoltura di Gesù.
38 Dopo ciò Giuseppe d'Arimatea, discepolo di Gesù, benchè occulto, per timore dei Giudei, pregò Pilato di prendere il corpo di Gesù, e Pilato glielo permise. Egli dunque venne a prendere il corpo di Gesù.
39 Nicodemo che era venuto la prima volta a Gesù di notte, venne anch'egli portando circa cento libbre d'una mistura di mirra e d'aloe.
40 Presero dunque il corpo di Gesù, e lo avvolsero in lenzuoli con aromi, secondo il modo di seppellire in uso presso i Giudei.
41 Ora nel luogo ove egli era stato crocifisso, era un orto e nell'orto un sepolcro nuovo dove nessuno era stato ancora deposto.
42 Ivi deposero
Gesù a causa della Parasceve dei Giudei, perchè il sepolcro era vicino.
19 luglio. IL PREZIOSISSIMO SANGUE NELL'APERTUTA DEL COSTATO
Morto Gesù sulla croce, uno dei soldati
romani che stavano sul Calvario impugna una lancia e scaglia un colpo spietato e
violento contro il Costato dei Salvatore: lo squarcia, apre il Cuore e da quella
ferita, come ci assicura l'apostolo ed evangelista S. Giovanni che era presente
sotto la croce, scaturisce acqua e Sangue, simbolo, secondo l'interpretazione di
S. Agostino, dei sacramenti che ci purificano e ci alimentano spiritualmente.
Questo Cuore aperto è il riparo in cui sono chiamati
a rifugiarsi sia i giusti che i peccatori; nel suo Cuore Gesù ci invita a
nasconderci per evitare il castigo meritato con le nostre colpe e per lavarci
dai nostri peccati.
Accogliamo il suo invito, rifugiamoci nella piaga di
quel Cuore che tanto ci ha amato.
Gesù ci assicura: "Io vi offro il mio Cuore,
basta solo che voi mi doniate una lacrima, un atto di dolore per avermi offeso.
Non è molto quello che vi chiedo: soltanto un po' di amore in cambio dell'amore
infinito che io vi ho donato e continuo a donarvi".
Quanto poco basta per avere il perdono del Signore!
Eppure, troppi negano al loro Dio anche questo poco. Tutto vogliono, tutto
pretendono, ma non sanno dar nulla in cambio al loro Signore.
Cerchiamo di non far parte anche noi di questa folta
schiera di approfittatori.
Fioretto: Recita cinque volte il "Padre nostro" in
onore delle cinque piaghe di Gesù.
ESEMPIO La Beata Osanna da Cattaro, colpita un giorno da
fortissima febbre, ha cominciato a lamentarsi per il brutto stato di salute in
cui si trovava. Le apparve allora Gesù, tutto piagato e grondante Sangue e le
disse. "Figlia mia, perché ti lamenti tanto per questo tuo piccolo male e
non piuttosto per i grandi dolori che io ho sofferto per te?".
La beata Osanna ne fu così colpita che da quel
momento, a chi le esprimeva sentimenti di compassione, vedendola molto soffrire,
rispondeva: "Quanto ha sofferto Gesù! Come possiamo noi lamentarci per i
nostri dolori?".
20 luglio. IL PREZIOSISSIMO
SANGUE E IL BATTESIMO
Dal costato aperto di Gesù sgorgano le ultime
gocce di Sangue miste ad acqua; è la porta della vita divina che si apre: da
qui ricevono la loro efficacia i sacramenti. In quell'acqua è significato il
sacramento dei Battesimo, che è quella fonte che ci lava dal peccato e ci
genera alla vita della grazia.
Ma da dove l'acqua attinse e ottenne tanta potenza
per la purificazione delle nostre anime?
Risponde l'abate Ruperto: "Dal Sangue
Preziosissimo che Gesù ha versato per noi".
Dall'unione dell'acqua col Sangue del Redentore
derivano gli effetti prodotti nell'anima dal Battesimo.
E questi sono gli effetti che il Battesimo produce in
noi: ci genera alla vita di grazia, ci fa diventare figli adottivi di Dio, ci
rende fratelli di Gesù, ci inserisce come membra vive nella Chiesa e ci fa
eredi del paradiso.
Quanto è grande la bontà di Gesù! Quanto è
efficace il suo Sangue divino!
Ma noi sappiamo mantenere quella vita di grazia che
ci è stata donata nei Battesimo? O col peccato contaminiamo la nostra anima
lavata dal Sangue di Gesù?
Ci ricordiamo in ogni situazione della grande dignità
che abbiamo acquistato diventando figli di Dio?
Se siamo fratelli di Gesù, se siamo membra della sua
Chiesa, se siamo eredi del paradiso... che cosa possiamo desiderare di più
grande in questa vita?
Non attacchiamo perciò il nostro cuore alle povere
cose di questo mondo, che tanto promettono e ben poco danno!
Fioretto: Rinnova le tue promesse battesimali.
ESEMPIO Il Beato Serafino da Ascoli, cappuccino, non
contento di passare notti intere a meditare sulla passione di Gesù e intere
settimane senza cibo per amore di Cristo, aggiungeva anche il sacrificio del
proprio sangue. Per assomigliare di più al suo Signore, spesso si flagellava
così duramente da rendere il suo corpo tutto una piaga.
21
luglio. IL PREZIOSISSIMO SANGUE E LA CRESIMA
La vita dell'uomo sulla terra è una continua lotta e
dobbiamo combattere con molta fortezza per ottenere la corona di gloria che il
Signore ci ha promesso. Combattere contro il mondo ingannatore che con le sue
molte vanità ci tende lacci da ogni parte, contro le passioni disordinate che
ci portiamo dentro a causa del peccato originale, contro il demonio che - come
dice S. Pietro - "come un leone ruggente va in giro cercando chi
divorare" (1 Pt 5, 8).
Inoltre è necessario un continuo esercizio delle
virtù per crescere nella perfezione.
Prevedendo il Signore tutti questi pericoli e
conoscendo tutti i nostri bisogni, ha voluto fortificarci col sacramento della
Cresima che ci dà le armi per combattere e vincere.
Questo sacramento riceve la sua efficacia dal Sangue
potentissimo di Gesù ed è per questo che il vescovo, nell'amministrarlo, segna
la fronte del cresimando con il segno della santa croce, già consacrata dal
Sangue di Cristo.
Ma perchè talvolta siamo così deboli nella lotta?
E' perchè ci dimentichiamo troppo spesso che anche
Gesù ha combattuto contro le tentazioni del demonio e non ricorriamo più alle
armi spirituali che il Signore ci ha consegnato col sacramento della Cresima.
Soprattutto non ricorriamo al Sangue di Gesù in cui
è racchiusa la sorgente di ogni forza.
Fioretto: Testimonia la tua fede con semplicità, con
spontaneità, ma anche con fermezza, in ogni situazione.
ESEMPIO La Beata Giovanna di Dio parve avere fin dalla prima
infanzia la devozione alla passione di Gesù, tanto che al venerdì si asteneva
dal prendere il latte dalla madre. Un giorno, contemplando il Sangue che
scendeva dalle piaghe di Gesù, si lamentava perché non le era concesso di
spargere almeno una parte del suo sangue per Colui che lo aveva sparso tutto per
lei. Le apparve allora un angelo a consolarla dicendo: "Gesù accetta come
fossero sangue le lacrime che si versano meditando sulla sua passione".
22
luglio. IL PREZIOSISSIMO SANGUE E LA CONFESSIONE
C'era a Gerusalemme una piscina detta "Probatica"
che aveva cinque portici sotto i quali c'erano infermi di ogni genere. Questi
infermi aspettavano la venuta dell'angelo del Signore. Al movimento
dell'acqua, provocato dall'angelo, il primo che si immergeva veniva guarito.
Questa piscina era il simbolo dei sacramento della
Confessione, che attinge la sua efficacia dal Sangue che Gesù ha versato per
noi. Con la differenza che alla piscina veniva guarito un solo infermo, mentre
nella Confessione tutti i cristiani possono guarire dalle loro infermità
spirituali.
Come già il buon ladrone, ogni volta che noi
riceviamo l'assoluzione dal sacerdote beneficiamo della morte di Gesù. Non
sette volte sette, ma settanta volte sette il Signore ci perdona le offese che
gli abbiamo fatto. Dunque, quando siamo in peccato non stiamo lontani da lui, ma
cerchiamo con umiltà e con tanta fiducia il suo perdono.
Fioretto: Confessati al più presto, anche se non hai colpe
gravi e preparati alla Confessione nel migliore dei modi.
ESEMPIO Le reliquie del Sangue di Gesù hanno contribuito più
di ogni altra causa al diffondersi di questa devozione. La tradizione ci
racconta che Longino, il soldato che colpì il costato di Gesù, fu ricambiato
con grande misericordia da parte del Signore. Alcune gocce di quel Sangue
divino, cadutegli negli occhi, lo guarirono da una penosa infermità e gli
aprirono gli occhi dell'anima alla fede. Riconoscente, raccolse un po' di quel
Sangue e lo conservò gelosamente in una ampolla. Nell'anno 35, perseguitato
dagli Ebrei, si rifugiò nell'Isauria, poi ad Antiochia, quindi a Roma e infine
a Mantova, dove predicò il vangelo e morì martire il 2 dicembre del 38, dopo
aver nascosto il prezioso tesoro in un orto ove ora si erge la magnifica chiesa
di S. Andrea.
Nell'804, su indicazione venuta dal cielo, la
preziosa reliquia fu ritrovata accanto al corpo del martire. Sulla cassetta di
piombo contenente l'ampolla era scritto: "Sangue di Gesù Cristo".
Saputa la cosa, Carlo Magno, pregò il Papa Leone III di far verificare la cosa,
perché era desideroso di venir ad adorare la preziosa reliquia, come poi fece
con grande seguito di principi e cavalieri. L'esempio di Carlo Magno fu imitato
da papi, da principi e da re.
23 luglio. IL PREZIOSISSIMO
SANGUE E L'EUCARISTIA
L'Eucaristia
è per eccellenza il sacramento del Preziosissimo Sangue: in essa riceviamo il
Sangue dei Redentore non misticamente come negli altri sacramenti, ma realmente.
Come già una volta moltiplicò il pane nel deserto per sfamare migliaia di
persone, così in questo sacramento Gesù moltiplica se stesso in modo che
ogni fedele possa nutrirsi del suo Corpo, dissetarsi del suo Sangue e fare con
lui una cosa sola. A Gesù non è bastato morire per noi, perdere il suo Sangue:
quel Sangue ha voluto donarcelo. La S. Comunione col Corpo e Sangue di Gesù ci
purifica dai peccati veniali e dalle nostre mancanze quotidiane, ma anche ci
preserva da quelle colpe in cui potremo cadere. Se meditassimo più a fondo su
queste verità, riceveremmo più spesso la S. Comunione. E soprattutto, con
quale rispetto, con quale adorazione, con quanto amore ci accosteremmo a Gesù
Eucaristia!
Fioretto: Per una volta almeno accostati all'Eucaristia
facendo prima un digiuno un po' più lungo di quello minimo voluto dalla Chiesa.
ESEMPIO Nel 925 Mantova era assediata da truppe straniere.
Per evitare profanazioni la reliquia del Sangue di Gesù fu divisa in due parti,
una presso S. Andrea e l'altra nella chiesa di S. Paolo. Col passare degli anni
però si perse il ricordo di questi luoghi. Dopo molte preghiere nel 1049 lo
stesso S. Andrea lo svelò al beato Adalberto di Mantova. La cristianità fu in
festa e avvennero vari miracoli. Papa Leone IX con molti vescovi venne a Mantova
per venerare la reliquia. Avrebbe voluto portarla a Roma, ma impedito dal
popolo, ne riportò una piccola parte che collocò a S. Giovanni in Laterano e
che Pio IX pose in un artistico reliquiario.
Il 1479 fu ritrovata l'altra parte della reliquia,
quella nascosta nella chiesa di S. Paolo e che ora si conserva nella cattedrale.
Nel 1562 una parte fu data alla chiesa di S. Barbara in Mantova. Nel 1848 i
soldati austriaci che alloggiavano in S. Andrea profanarono e asportarono la
reliquia conservata in quella chiesa. Nel 1876, per compensare la perdita subita
dalla chiesa di S. Andrea, si prese una parte dalla reliquia della cattedrale e
un'altra da quella conservata in S. Barbara e si costituì di nuovo il prezioso
tesoro che in processione fu portato in S. Andrea.
24 luglio. IL PREZIOSISSIMO
SANGUE E IL MATRIMONIO
L'apostolo Paolo parlando di questo sacramento
lo definisce "grande" in rapporto a Cristo e alla Chiesa, della cui
stretta unione è un'immagine viva. Ma quando Gesù fece sua sposa la Chiesa?
Gesù è il nuovo Adamo e come il primo Adamo ebbe da Dio la sua sposa, che fu
tratta dal suo Costato mentre era immerso in un sonno profondo, così Gesù ebbe
in dono dal Padre la sua sposa, la Chiesa, che fu tratta dal suo costato mentre
era immerso nel sonno della morte sulla croce.
Questo sposalizio di Gesù con la sua Chiesa è reso
visibile dal Matrimonio che l'uomo celebra con la sua sposa. Gesù benedice
l'offerta che l'uomo e la donna fanno di sé l’uno all'altro e l'offerta del
loro amore a lui. Nel sacrificio della Messa il Signore sparge il suo Sangue
sugli sposi perché da questo Sangue possano attingere la capacità di amarsi e
di amare insieme Dio e il prossimo come lui ci ha amati.
Se viviamo nella verginità, uniamoci a lui più
strettamente. Se siamo sposati santifichiamo la nostra unione per essere
immagine vivente dell'unione di Gesù con la Chiesa, sua sposa.
Fioretto: Recita tre volte il "Padre nostro" per le
famiglie.
ESEMPIO In Spagna si venera un Crocifisso che ha il braccio
destro schiodato e abbassato. Ai piedi di questa immagine di Gesù un giorno un
peccatore ha confessato le sue colpe, ma il confessore esitava ad assolverlo. Lo
ha poi perdonato ed ha aggiunto. "Ma bada di non ricadere". Il
penitente promise, ma era debole e ricadde. Tornò allora dal sacerdote che lo
accolse con severità: "Questa volta non ti assolvo". Il penitente
replicò. "Quando ho promesso ero sincero, ma sono debole. Padre, mi dia il
perdono del Signore". Anche stavolta il confessore lo perdonò, ma disse.
"E' l'ultima volta!". Qualche tempo dopo il penitente ritornò, ma il
sacerdote gli disse seccamente. "Tu ricadi sempre, il tuo proposito non è
sincero". "E' vero, padre, io ricado spesso, ma è perché sono
debole. Sono un malato, ma il mio pentimento è sincero". "No, non c'è
perdono per te!". Dal Crocifisso si è sentito allora un singhiozzo. Il
Cristo ha schiodato la mano destra e, alzandola, ha tracciato sul capo di quel
peccatore il segno dell'assoluzione. Contemporaneamente una voce disse al
sacerdote: "Tu non hai versato il tuo sangue per lui!".
25 luglio. IL PREZIOSISSIMO
SANGUE E IL SACERDOZIO
Col sacramento dell'Ordine sono creati i
sacerdoti il cui compito è quello di consacrare, di offrire l'Ostia immacolata,
di istruire il popolo sulla dottrina di Gesù, in una parola: di far rivivere
nella Chiesa lo stesso Gesù e il suo ministero di salvezza. Il sacerdote, per i
poteri che ha, può essere collocato più in alto degli angeli.
Gesù ha fondato il Sacerdozio ministeriale
nell'ultima cena, quando, istituita l'Eucaristia, ordinò agli apostoli di fare
altrettanto. In quell'occasione Gesù comunicò per la prima volta a dei
semplici uomini il suo Sacerdozio. Da allora non ha mai lasciato mancare
sacerdoti alla sua Chiesa, perchè offrissero a tutti i meriti e la grazia che
ci ha guadagnato col suo Sangue. Ministro dunque del Sangue di Cristo!... questo
è ogni sacerdote. Quale grandezza si nasconde in un povero uomo!
Nel sacrificio della Messa il Signore Gesù continua
a offrire, per le mani dei sacerdote, il suo Preziosissimo Sangue con gli stessi
scopi per cui lo ha versato sulla croce e cioè: a)
- per dare a Dio degna adorazione (fine latreutico); b)
- per ringraziarlo dei suoi benefici (fine eucaristico); c)
- per placare la giustizia divina (fine espiatorio); d) - per ottenere le grazie di cui abbiamo bisogno
(fine impetratorio).
Fioretto: Recita tre volte l"Ave Maria" alla Regina
degli apostoli per tutti i sacerdoti.
ESEMPIO Il Beato Francesco Lippi da Siena, rimasto orfano in
giovane età, si diede a una vita libertina. Dio, che lo voleva salvo, lo colpì
con la cecità, ma gli ha aperto gli occhi dell'anima. Francesco fece un
pellegrinaggio a S. Giacomo di Compostella in Spagna e là ottenne la
guarigione. Datosi a una vita di penitenza, fu invitato dalla Madonna a entrare
come laico fra i Carmelitani.
Un venerdì, mentre meditava la passione del Signore, gli apparve Gesù trafitto in croce con le piaghe grondanti Sangue che gli disse: "Guarda, Francesco, quanto ho sofferto per gli uomini e pensa a quanto è grande la loro ingratitudine!". A queste parole il beato si sentì venir meno. Prese i flagelli e si percosse a sangue per scontare i peccati suoi e degli uomini e da quel giorno portò con sé il Crocifisso per aver sempre presenti i dolori del suo Salvatore.
Ave, o Maria, piena di grazia,
il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto
del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
26 luglio. IL PREZIOSISSIMO
SANGUE E L'UNZIONE DEI MALATI
Anche
nel tempo della malattia e soprattutto negli ultimi momenti della nostra vita il
Sangue di Gesù ci offre salvezza. Gesù agonizzante nel Getseman! ci dà
un'immagine di quel supremo momento in cui la nostra anima si separerà dal
corpo. Dolori per il corpo e per l'anima: le ultime decisive tentazioni.
Anche per Gesù fu dura lotta, tanto che pregò il
Padre suo di allontanare da lui quel calice colmo di amarezza. Pur essendo Dio
non cessava di essere uomo e di soffrire come uomo.
Per noi sarà più dura, perché ai dolori si
aggiungerà il timore del giudizio di Dio. Dove troveremo la forza di cui avremo
bisogno in quei momenti? La troveremo nel Sangue di Gesù, nostra unica difesa
nell'ultima prova.
II sacerdote pregherà su di noi e ci ungerà con
l'Olio di salvezza, perché la potenza del demonio non vinca sulla nostra
debolezza e gli angeli ci portino tra le braccia del Padre. Per ottenerci
perdono e salvezza il sacerdote non farà appello ai nostri meriti, ma ai meriti
guadagnatici dal Sangue di Gesù.
Quanta gioia, pur nel dolore, al pensiero che, grazie a quel Sangue, potrà aprirsi anche per noi la porta del cielo!
Fioretto: Pensa spesso alla morte e prega perché ti sia
concessa la grazia di una morte santa.
ESEMPIO Nella vita di S. Francesco Borgia si legge questo
terribile fatto. Il santo stava assistendo un moribondo e, prostrato a terra
accanto al letto con un Crocifisso, con calde parole esortava il povero
peccatore a non rendere inutile per sé la morte di Gesù. Ad un tratto il
Crocifisso cominciò a grondare Sangue vivo dalle piaghe: un miracolo voluto da
Dio per invitare il peccatore ostinato a chiedere perdono di tutte le sue colpe.
Tutto fu inutile. Allora il Crocifisso staccò una mano dalla croce e, dopo
averla riempita del suo Sangue, l'avvicinò a quel peccatore, ma ancora una
volta l'ostinazione di quell'uomo fu più grande della misericordia del Signore.
Quell'uomo morì col cuore indurito nei suoi peccati, rifiutando anche quel dono
estremo che Gesù aveva fatto del suo Sangue per salvarlo dall'inferno.
27
luglio. IL PREZIOSISSIMO SANGUE E IL GIUDIZIO DI DIO
Quanto tremendo, o Signore, sarà il tuo giudizio! Tu
che hai trovato macchie anche negli angeli e davanti al quale nemmeno i cieli
sono puri! "Povero me! Che farò -diceva il santo Giobbe - quando tu, o
Signore, verrai a giudicarmi?".
E io, Signore, che farò? Come mi insegna S. Maria
Maddalena de' Pazzi, mi coprirò col tuo Sangue, Signore.
Quando sarò davanti a te, ti pregherò di non
guardare i miei peccati, ma i meriti di questo Sangue santissimo. Sarà questo
Sangue a distogliere i tuoi occhi dai miei peccati, questo Sangue invocherà
il perdono per me peccatore.
Beata l'anima che, nel momento dei giudizio, comparirà
davanti a Dio rivestita di questo Sangue! Attenderà la sentenza con fiducia,
certa che vedrà cancellate dal Sangue di Gesù tutte le sue colpe. Presenterà
davanti al trono di Dio i meriti di questo Sangue e in virtù di questi meriti
sentirà risuonare una sentenza di vita eterna.
Ma guai a quell'anima che disprezza o ignora questo Sangue! In nient'altro potrà sperare salvezza. Quale sentenza potrà aspettarsi se non quella dell'eterna condanna? Tremenda, ma certa, certissima verità, questa!
Fin che ancora siamo in tempo, in questa vita, purifichiamoci immergendoci in questo mare del Sangue Preziosissimo di Gesù, col più sincero dolore, con fermo proposito, per evitare la terribile sentenza della condanna eterna.
Fioretto: Ripeti spesso: "O
buon Gesù, il tuo Sangue mi salvi nel giorno dei giudizio".
ESEMPIO S. Domenico vide una volta la Beata Vergine Maria
aspergere col Sangue di Cristo i fedeli che erano accorsi per ascoltare le sue
prediche.
Un'altra volta vide un fedele che nella vita fu devoto di Maria al tribunale di Dio: la bilancia pesava dalla parte della condanna. La Madonna versò allora una goccia del Sangue di suo Figlio sul piatto della misericordia. E' bastato questo perchè la bilancia cambiasse posizione: quell'anima fu salva.
28
luglio. IL PREZIOSISSIMO SANGUE E LA PERSEVERANZA
Considera come il gran dono della perseveranza
finale, dono che non possiamo meritare, si può ottenere solo chiedendolo
incessantemente a Dio in virtù del Preziosissimo Sangue di Gesù. Come potrà
perdersi un'anima che sta già nelle mani dei Salvatore?
Chi potrà strapparmi dal Cuore del mio Gesù, se
sinceramente ho cercato di vivere in lui tutta la mia vita, con grande devozione
al suo Preziosissimo Sangue?
Gesù sembra dirmi: "Tu sei opera delle mie
manie lo sei doppiamente perché ti ho creato e poi ti ho redento col mio
Sangue. Non voglio perderti, perché mi sei costato troppo!':
Solo attraverso il Preziosissimo Sangue di Gesù
raggiungeremo sicuramente il porto della vita eterna, perché, come dice S.
Paolo: "In Cristo Gesù, voi che un tempo eravate i lontani siete diventati
i vicini grazie al Sangue di Cristo" (Ef 2, 13).
Approfittiamo dunque, fin che siamo in tempo, di
questo Sangue prezioso e per la sua potente intercessione chiediamo a Dio quanto
ci è necessario.
E con profondo timore ricordiamo che se il Sangue di Cristo non ci frutterà redenzione, sarà causa, dopo averne abusato, di una peggiore dannazione.
Fioretto: Offri al Signore una mortificazione e recita la
"Salve Regina" per chiedere la grazia della perseveranza finale.
ESEMPIO Un giorno, mentre S. Matilde meditava e pregava in
onore delle innumerevoli piaghe di cui è stato ricoperto nostro Signore, Gesù,
apparendole con le braccia stese e tutte le piaghe aperte, le disse:
"Quando ero sulla croce tutte le mie piaghe erano aperte e ognuna di esse
era una voce che intercedeva presso il Padre per la salvezza degli uomini.
Queste piaghe continuano anche ora a supplicare Dio per placare la sua collera
verso i peccatori. Sappi che non c'è mendicante che provi tanta gioia nel
ricevere l'elemosina quanta ne provo io quando sento una preghiera che mi viene
indirizzata in onore delle mie sante piaghe. E ti assicuro che una tale
preghiera, se detta con fervore e devozione, mette l'anima in stato di
salvezza".
Salve,
o Regina,
madre di misericordia; vita, dolcezza e speranza nostra, salve. A te ricorriamo,
noi esuli figli di Eva; a te sospiriamo gementi e piangenti in questa valle di
lacrime. Orsù dunque, avvocata nostra, rivolgi a noi quegli occhi tuoi
misericordiosi. E mostraci, dopo questo esilio, Gesù, il frutto benedetto del
tuo seno. O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.
29 luglio. IL PREZIOSISSIMO
SANGUE E LA MADONNA
"La devozione al Preziosissimo Sangue -
dice il Padre Faber - ha questo di proprio: che lungi dall'usurpare il posto
alle altre devozioni, col suo crescere procura maggior spazio a tutte le altre e
le ravviva. Questa devozione si associa nel modo più naturale alla devozione a
Maria Santissima e fa entrare i misteri di Maria nei misteri di Gesù. In
particolare ha un nesso specialissimo con l'Immacolata Concezione di Maria,
quale fonte del Preziosissimo Sangue. Non a caso queste due devozioni ebbero un
grande sviluppo simultaneo per opera del Papa Pio IX, che definì il dogma
dell'Immacolata e stabilì la festa del Preziosissimo Sangue. L'Immacolata
Concezione è la prima e la più grande vittoria della Redenzione operata da
Cristo, è la più antica e la più sublime conquista del Preziosissimo Sangue
di Gesù."
D'altra parte, se il Preziosissimo Sangue è causa
dell'immacolata Concezione, perché Maria fu preservata dal peccato originale e
da ogni altro peccato in vista dei meriti di Cristo, ne è anche effetto. E'
infatti dal corpo purissimo di Maria che è scaturito il Preziosissimo Sangue di
Gesù. Perciò la devozione a Maria e specialmente quella della sua Immacolata
Concezione è parte integrante della devozione al Preziosissimo Sangue.
Maria dunque è un dono del Preziosissimo Sangue e questo, a sua volta, è dono di Maria. II Sangue di Cristo è il Sangue di Maria. Gesù è stato la vittima generata, nutrita, preparata da Maria in vista del grande sacrificio. Vista sotto questa luce, quanto ci diventa più amabile la Madonna e come ci sembra ancora più prezioso il Sangue di Gesù!
Fioretto: Recita le litanie del Preziosissimo Sangue.
ESEMPIO Si legge nella vita della Serva di Dio Suor Maria
Minima di Gesù Nazareno che, postasi un giorno a mensa, vide entrare nel
refettorio un agnellino che, correndo, le si avvicinò e si accovacciò sul suo
grembo. Questo episodio portò la sua mente a Gesù, Agnello immacolato, che,
datosi senza lamento in mano ai carnefici, versò per noi tutto il suo Sangue
innocente. A questo ricordo fu tale la sua commozione che si sciolse in lacrime
di gioia e di riconoscenza e per quel giorno non prese cibo.
Signore, pietà Signore, pietà
Signore, pietà Signore, pietà
Padre dei cielo, che sei Dio abbi
pietà di noi
Figlio redentore del mondo, che
sei Dio abbi pietà di noi
Spirito Santo, che sei Dio abbi
pietà di noi
Santa Trinità, unico Dio abbi
pietà di noi
Sangue di Cristo, Unigenito
dell'eterno Padre salvaci
Sangue di Cristo, Verbo
di Dio incarnato salvaci
Sangue di Cristo, profuso nella
flagellazione salvaci
Sangue di Cristo, versato sulla
croce salvaci
Sangue di Cristo, prezzo della
nostra salvezza salvaci
Sangue di Cristo, senza il quale
non c'è perdono salvaci
Sangue di Cristo, presente
nell'Eucaristia salvaci
Sangue di Cristo, vincitore dei
demoni salvaci
Sangue di Cristo, fortezza dei
martiri salvaci
Sangue di Cristo, vigore dei
confessori salvaci
Sangue di Cristo, che generi i
vergini salvaci
Sangue di Cristo, sostegno nei
pericoli salvaci
Sangue di Cristo, aiuto degli
oppressi salvaci
Sangue di Cristo, conforto nel
pianto salvaci
Sangue di Cristo, sollievo dei
moribondi salvaci
Sangue di Cristo, pace e
dolcezza dei cuori salvaci
Sangue di Cristo, pegno di vita
eterna salvaci
Sangue di Cristo, che liberi le
anime del purgatorio salvaci
Sangue di Cristo, degnissimo di
ogni onore e gloria salvaci
Agnello di Dio che togli i
peccati del mondo perdonaci, Signore
Agnello di Dio che togli i
peccati del mondo esaudiscici, Signore
Agnello di Dio che togli i
peccati del mondo abbi pietà di noi
30 luglio. IL PREZIOSISSIMO
SANGUE E LA MADONNA
"La devozione al Preziosissimo Sangue -
dice ancora Padre Faber - rende la devozione a Maria parte integrante della
nostra devozione a Gesù e fonde insieme le due devozioni. Pone Maria così
intimamente sul piano della Redenzione e allo stesso tempo ne esalta talmente il
suo singolare splendore che il più sublime linguaggio dei santi, riguardo a
Maria, ci appare scontato e facilmente comprensibile."
"La devozione al Preziosissimo Sangue veste
Maria di nuova gloria: in questa devozione Maria esalta Gesù e Gesù esalta
Maria. Chi trova un nuovo punto di vista dal quale Maria possa ricevere nuova
gloria, ha trovato un nuovo mezzo di santificazione e una nuova forza per
amare."
Guardiamo dunque a Maria più frequentemente da
questo punto di vista, sotto questa nuova luce: Maria "frutto" e nello
stesso tempo "fonte" del Preziosissimo Sangue.
Ricordiamoci più spesso che questo Sangue, che è
scaturito dal suo sangue, è stato posto da Dio nelle sue mani, affinché
continui, come già faceva sulla terra e specialmente sul Calvario, a offrirlo
all'eterno Padre per implorare misericordia e perdono per tutti i suoi figli
bisognosi di salvezza.
Offriamolo anche noi al Padre quel Sangue, e
offriamolo facendolo prima passare dalle mani santissime di Maria, perché lei
ottenga misericordia per tutti i peccatori e purificazione per tutte le anime
del purgatorio.
Fioretto: Recita il santo Rosario.
ESEMPIO Un giorno S. Paolo della Croce, mentre era in chiesa a pregare, rimase ferito ad un piede per un banco sfuggito di mano ad alcuni ragazzi che stavano aiutando il sacrista. Il santo, senza scomporsi, alzò il banco, lo baciò e continuò a pregare. Appena uscito di chiesa uno dei suoi religiosi, che lo ha visto zoppicare, lo pregò di fasciarsi la ferita sanguinante, ma il santo rispose. "Queste sono rose! Gesù ha sofferto molto di più e io merito molto di peggio per i miei peccati". E, continuando nelle sue occupazioni quotidiane, non volle degnare neppure di uno sguardo la sua ferita.
IL SANTO ROSARIO
Nel
nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
Io credo in Dio, Padre
onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico
Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da
Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese
agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla
destra di Dio, Padre onnipotente; di là verrà a giudicare
i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione
dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita
eterna. Amen.
Gloria al Padre
al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio
ora e sempre nei secoli dei secoli.
Gesù mio,
perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco
dell’inferno, porta in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose
della tua misericordia.
Salve Regina, madre di misericordia, vita, dolcezza e speranza
nostra, salve. A te ricorriamo, esuli figli di Eva; a te sospiriamo gementi e
piangenti in questa valle di lacrime. Orsù dunque, avvocata nostra, rivolgi a
noi gli occhi tuoi misericordiosi. E mostraci, dopo questo esilio, Gesù,
il frutto benedetto del tuo seno. O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria
MISTERI GAUDIOSI
Primo Mistero: L’annunciazione “L'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città
della Galilea chiamata Nazareth, a una Vergine (di nome Maria). L'angelo,
entrato da lei, disse: "Ti saluto, piena di grazia; il Signore è con te...
Darai alla luce un figlio, cui porrai nome Gesù” (Lc 1,26-28.31).
Padre nostro, Ave Maria (10 volte), Gloria, Gesù mio.
Secondo Mistero: La visita a Elisabetta “Maria
si pose in viaggio, e andò in fretta in una regione montuosa, in una città
della Giudea. Entrata in casa di Zaccaria, salutò Elisabetta, che appena udì
il saluto di Maria fu ripiena di Spirito Santo” (Lc 1,39-40).
Padre nostro, Ave Maria (10 volte), Gloria, Gesù mio.
Terzo Mistero: La nascita di Gesù
“Giuseppe e Maria salirono da Nazareth a Betlemme e, mentre erano là, Maria
diede alla luce il figlio suo primogenito; lo avvolse in fasce e lo adagiò
in una mangiatoia” (Lc 2,6-7).
Padre
nostro, Ave Maria (10
volte), Gloria, Gesù mio.
Quarto Mistero: La presentazione di Gesù al Tempio
“Portarono Gesù a Gerusalemme per presentarlo al Signore, secondo ciò che è
scritto nella Legge del Signore: “Ogni maschio primogenito sarà consacrato al
Signore” (Lc 2,22-23). Padre nostro, Ave Maria (10 volte),
Gloria, Gesù mio.
Quinto Mistero: Gesù ragazzo ritrovato nel Tempio.
“Il fanciullo Gesù rimase in Gerusalemme,
senza che i suoi genitori se ne accorgessero. E avvenne che lo trovarono tre
giorni dopo, nel Tempio, seduto in mezzo ai dottori della Legge e intento ad
ascoltarli e a interrogarli” (Lc 2,43-46). Padre nostro, Ave Maria (10
volte), Gloria, Gesù mio. Salve Regina.
MISTERI DOLOROSI
Primo mistero: L’agonia
del Getsemani
“Gesù
andò con i suoi discepoli in un luogo chiamato Getsemani e cominciò a provare
tristezza e angoscia” (Mt 26, 36-37). “Ed entrato in agonia, pregava
più intensamente e il suo sudore divenne come gocce di sangue che scorrevano
fino a terra” (Lc 22,43-44).
Padre nostro, Ave Maria (10
volte), Gloria, Gesù mio.
Secondo Mistero: La flagellazione “Quelli
ancor più gridavano: Crocifiggilo! Allora
Pilato, volendo tare il popolo, liberò Barabba e, dopo aver fatto flagellare
Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso” (Mt 15,13-15). Padre
nostro, Ave Maria (10 volte), Gloria, Gesù mio.
Terzo Mistero: L’incoronazione di spine “I
soldati lo condussero nell’atrio del Pretorio. Lo rivestirono di porpora e,
intrecciata una corona di spine, gliela conficcarono sul capo. Si misero poi a
salutarlo: Salve, o Re dei Giudei!” (Mc 15,16-18). Padre nostro, Ave
Maria (10 volte), Gloria, Gesù mio.
Quarto Mistero: La “Via Crucis”
“Presero
dunque Gesù e lo condussero via. Ed egli, portando la croce, uscì verso il
luogo chiamato Calvario, in ebraico Golgota, dove lo crocifissero” (Gv 19,
16-17). Padre nostro, Ave Maria (10 volte), Gloria, Gesù mio.
Quinto Mistero: Crocifissione e morte di Gesù
“Quando fu mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra, fino alle quindici” (Mc
15,33). “Gesù gridando a gran voce disse: Padre, nelle tue mani affido il
mio spirito. Detto questo, spirò” (Lc 23,46). Padre nostro, Ave Maria (10
volte), Gloria, Gesù mio. Salve
Regina.
MISTERI
GLORIOSI
Primo
Mistero: Gesù è risorto “L'angelo
disse alle donne: Non temete! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È
risorto: non è
qui. Ecco il luogo dove l'avevano deposto” (Mc 16,6).
Padre nostro,
Ave Maria (10
volte), Gloria, Gesù mio.
Secondo Mistero: L’Ascensione di Gesù
“Il Signore Gesù, dopo aver loro parlato" (Mc
16, 19), “alzate le mani al cielo, li benedisse. Mentre li benediceva,
si staccò da loro e si sollevò su nel cielo” (Lc 24,50-51), ove
siede alla destra del Padre. Padre nostro, Ave Maria (10 volte),
Gloria, Gesù mio.
Terzo Mistero: Il dono dello Spirito Santo
“Al
compiersi dei giorni della Pentecoste, tutti i discepoli erano riuniti nello
stesso luogo. E apparvero loro lingue come di fuoco, che si spartivano, posandosi
ognuna su ciascuno di essi. E tutti furono ripieni di Spirito Santo” (At
2,1.3-4). Padre nostro, Ave Maria (10 volte), Gloria, Gesù mio.
Quarto Mistero: L’Assunzione di Maria al Cielo “Maria
è stata assunta in cielo: si rallegrino le schiere degli Angeli” (Liturgia).
“Tutta splendente entra la figlia del Re; il suo vestito è intessuto d'oro”
(Sal 44,14). Padre nostro, Ave Maria (10 volte), Gloria, Gesù
mio.
Quinto Mistero: L’incoronazione di Maria Regina del Cielo e della terra
“Un
grandioso segno apparve nel cielo: una donna ammantata di sole, sotto i suoi
piedi si trova la luna e sul capo ha una corona di dodici stelle” (Ap
12,1). Padre nostro, Ave Maria (10 volte), Gloria, Gesù mio.
Salve Regina.
31
luglio. LA MADONNA DEL PREZIOSISSIMO SANGUE
Le relazioni fra il Sangue di Gesù e Maria
Santissima sono meravigliosamente espresse dalla statua della Vergine di Batz
(Francia) e dal titolo con cui è venerata: "Madonna del Preziosissimo
Sangue".
Eletto parroco, chiesi al vicario generale se in
quella parrocchia vi fosse qualche Madonna venerata con speciale devozione. -
"C'è nel portico della chiesa - mi rispose - un'antica statua di legno del
XVI secolo. Le affido questa Madonna: la faccia amare dai suoi parrocchiani':
Appena preso possesso della mia parrocchia ho rimesso
nelle mani della Vergine i miei poteri, mettendo al collo della statua di Maria,
che si trova nel mio ufficio, la stola pastorale e dichiarandomi suo
viceparroco. Organizzai una novena e consacrai la parrocchia alla Madonna.
Qui tutti sanno che il parroco non è che il
viceparroco della Vergine Maria. Proposi a tutti l'idea di mettere in maggior
onore la statua che è nell'atrio della chiesa e tutti si sono meravigliati che
in precedenza nessuno ci abbia mai pensato. La statua raffigura la Madonna
seduta con il Figlio sulle ginocchia. II Bambino Gesù tiene nella sinistra un
calice in cui zampilla a larghi fiotti il Sangue che esce dalla piaga aperta in
anticipo nel suo costato. La mano sinistra della Vergine preme sui margini della
piaga quasi per far zampillare più abbondantemente il Sangue. Gesù guarda chi
passa e con la mano destra indica a tutti la ferita del suo costato. Sembra che
dica: "Ecco il calice del mio Sangue che viene sparso per voi, in
remissione dei vostri peccati. Chi berrà di questo Sangue avrà la vita
eterna".
La Vergine con la mano destra benedice chi entra e
sembra dire: "Ecco il Sangue in cui troverete salvezza".
Non avendo l'autorizzazione a cambiare di posto alla
statua e d'altra parte non essendo quello il luogo migliore per favorirne la
devozione, ho fatto dipingere un quadro che la riproducesse artisticamente.
Questo quadro in breve tempo è diventato oggetto di culto e di grande venerazione
da parte dei fedeli ed è già stato sorgente di grazie e di prodigi.
Gli afflitti vengono a chiedere conforto, le anime
buone a domandare un maggior amore alla passione di Gesù e alla S. Eucaristia,
i più zelanti le confidano il desiderio che a nessuna Messa si partecipi senza
il dovuto rispetto al Sangue di Cristo, i sacerdoti pregano per implorare più
fervore nella celebrazione del Santo Sacrificio, una maggior osservanza del
precetto della Messa festiva e una più alta frequenza alla Comunione per i loro
fedeli. E infine tutti chiedono che il Sangue redentore di Gesù, per
intercessione della Vergine Maria, impedisca lo spargimento di sangue a causa di
guerre o di violenze.
Lo devo alla Madonna del Preziosissimo Sangue un
forte rinnovamento nella vita eucaristica dei miei fedeli.
Fioretto: Tieni in maggior considerazione l'acqua benedetta,
simbolo del Sangue di Gesù, conservala in casa e con essa fa spesso con
devozione il segno della croce.