MESE
A DIO PADRE_2007
Tratto
da: “TI SALVA L'AMORE di Dio di Cristo e il tuo” di
P. SAVINO PALERMO
INTRODUZIONE
- Ogni uomo sente il bisogno di amare e di essere amato: sia egli santo o
perverso, freddo ragionatore o passionale, intelligente o deficiente.
Sogna
un amore che sia donazione e possesso, pieno e insaziabile, attuale ed eterno.
Ma già le prime esperienze d'amore, da adolescente, da giovane, gli rivelano che anche nell'amore egli è ignorante, limitato, instabile, e, peggio, egoista e peccatore.
Solo
se egli incontra Cristo, se arriva a conoscere, a intuire ed esperimentare
l'amore di Cristo per lui, nel Vangelo, nella intimità della preghiera, nella
Chiesa e nei sacramenti, potrà apprendere l'amore e giungere alla salvezza,
alla felicità dell'amore.
Dio,
infatti, nell'uomo Cristo Gesù, non solo ci ha rivelato e donato il suo amore
salvifico, ma nel Cuore di Lui ci ha offerto anche un filtro purificatore, un
modello e uno stile, un innesto e una sintonia superiore per il nostro amore.
Beato
l'uomo che incontra, comprende e vive l'amore di Cristo: anche i suoi amori più
banali e terrestri acquisteranno senso e finalità superiori.
LETTURA
BIBLICA - “ Poi, nell'ultimo giorno, il più solenne della festa, Gesù
levatosi in piedi, esclamò ad alta voce: Chi ha sete venga a me e beva.
Dall'intimo di chi crede in me, come dice la Scrittura, scaturiranno fiumi
d'acqua viva. Diceva questo dello Spirito che dovevano ricevere coloro che
avevano creduto in lui; perché non era ancora stato dato lo spirito, non
essendo ancora glorificato Gesù ». (Giov. 7, 37-39)
CONCLUSIONE
- Il nostro bisogno di amare e di essere amati è legittimo e deve essere
appagato. Dio ci ha creati così: per amore per l'amore. Ma chi di noi non
avverte in se stesso e non vede negli altri quanto spesso il bisogno
esistenziale dell'amore arrivi a un appagamento esiziale, cioè disastroso?
Allora è necessario un ripensamento, una conversione del nostro amore,
sull'esempio dei santi: Maria Maddalena, convertendosi, non cessò di amare e di
farsi amare; ma per Cristo e sullo esempio di Lui il suo amore divenne santo,
cioè nobilitante, salvifico e beatificante. Entriamo anche noi nel modo di
amare di Cristo, illuminandoci nell'assidua lettura del Vangelo, rafforzandoci
con i sacramenti della confessione e dell'eucarestia, liberando ogni giorno il
nostro amore dalla prepotenza, dalla sfrenatezza, dall'arbitrio insofferente
di ogni giusta legge umana o divina.
PREGHIERA
COMUNITARIA
INVITO
- Rivolgiamo fiduciosi la preghiera a Dio, nostro Padre, dator d'ogni bene,
perché susciti in noi un grande amore, nella riconoscenza e nella gioia.
Preghiamo
insieme e diciamo: Ti ringraziamo, Signore.
INTENZIONI
- Per tutti i beni che hai effuso nel mondo, che ci nutrono e ci sviluppano; per
tutte le meravigliose bellezze della natura che ci incantano e ci allietano, Per
la vita che ci hai donato, per i giorni che ci concedi, per l'amore, l'amicizia
e la compagnia che ci fai godere nella nostra casa e nel mondo, Per le piante e
gli animali, che continui a creare per noi, per il sole, la luna e le stelle,
per le sorgenti e le pianure, per le montagne e i mari che conservi e rinnovi
per noi, Per l'intelligenza, i sensi e il cuore che ci hai dato per comprendere,
godere, amare e rispettare la tua Creazione e Te, Sommo Bene.
(Altre
intenzioni personali…)
PREGHIERA
DI CONCLUSIONE - Dio, nostro Padre, che a noi e a ogni generazione di uomini fai
trovare questa eredità ricca' e meravigliosa del tuo Creato, mentre accogliamo
ogni bene come segno del tuo amore, ti ringraziamo con tutta l'anima; e ti
preghiamo di formarci un cuore pronto e generoso verso i fratelli più
bisognosi.
Te
lo chiediamo per il Cuore di Cristo, tuo Figlio. Amen.
INTRODUZIONE
- Anche per l'uomo, fare significa manifestare se stesso, le proprie doti e
abilità, la propria personalità e ricchezza interiore. Anche l'uomo opera per
amore di qualcuno o di qualcosa: della famiglia o della verità, della società
o del progresso, della giustizia o dell'arte, della scienza, della civiltà, e
non soltanto per dovere o bisogno di sostentamento. Tanto più Dio: Egli crea e
opera nell'universo per irradiare la sua infinita ricchezza di sapienza,
bellezza, bontà e sopratutto per comunicare ad altri esseri il suo Amore. Ha
creato l'uomo a sua immagine, gli ha formato un cuore dilatabile e insaziabile,
capace e bisognoso della felicità stessa di Dio. Dio è Dio perché è amore,
se fosse onnipotente, santo, giusto, generoso, creatore e ordinatore
dell'universo, ma non per amore e con amore, non sarebbe Dio, sarebbe un idolo.
Come anche l'uomo, quando agisce per non so quali « nobili » ideali, ma senza
amore, è piuttosto un mostro che un uomo.
Nella
Creazione ammiriamo come un vasto dilagare di luce, di calore, di fremiti di
energie incontenibili, di esseri infinitamente piccoli, infinitamente
grandi..., ma avvertiamo in ogni cosa un solo palpito esistenziale: l'Amore di
Dio!
MEDITAZIONE
BIBLICA - In principio Iddio creò il cielo e la terra. La terra era una cosa
senza forma e vuota: una tenebra ricopriva l'abisso e sulle acque si moveva lo
spirito di Dio. Iddio disse: « Sia luce e la luce fu. Vide Iddio che la luce
era buona e separò Iddio la luce dalle tenebre; e Iddio chiamò la luce Giorno
e la tenebra Notte...
Poi
Iddio disse: « Produca la terra animali viventi secondo la loro specie: animali
domestici, rettili, bestie selvagge della terra, secondo la loro specie...
E
Iddio vide che tutto era buono.
Poi
Iddio disse: « Facciamo 1'uome a nostra immagine, a nostra somiglianza: domini
sopra i pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sugli animali e su tutta la
terra »... Maschio e femmina li creò. E Iddio li benedì e disse loro: «
Prolificate, moltiplicatevi e riempite la terra, assoggettatela e dominate...
». (Gen. I, 1-5; 24-28)
CONCLUSIONE - Il nostro Dio, altissimo e trascendente, non è rimasto solo e solitario, chiuso in sé, circondato di vuoto e di nulla.
Noi
siamo stati chiamati a partecipare a tutti i suoi immensi beni. Godiamo e
amiamo!
E
imitiamo Dio. Anche noi, se fossimo ricchi o potenti o sapienti o superiori agli
altri, apriamoci, comunichiamo ai fratelli i beni che abbiamo. Chi si tenesse
distaccato e distante dagli altri, solo e chiuso in se stesso a godere quello
che crede di essere o di avere, s'impoverirebbe di giorno in giorno e si
condannerebbe alla solitudine e alla incomunicabilità, che sarebbe una triste
tomba anticipata.
Chi
si apre, chi comunica, chi dà, al modo di Dio e per amore di Dio, si
arricchisce.
PREGHIERA
COMUNITARIA
INVITO
- Rivolgiamo fiduciosi la preghiera a Dio, nostro Padre, dator d'ogni bene,
perché susciti in noi un grande amore, nella riconoscenza e nella gioia.
Preghiamo
insieme e diciamo: Ti ringraziamo, Signore.
INTENZIONI
- Per tutti i beni che hai effuso nel mondo, che ci nutrono e ci sviluppano; per
tutte le meravigliose bellezze della natura che ci incantano e ci allietano, Per
la vita che ci hai donato, per i giorni che ci concedi, per l'amore, l'amicizia
e la compagnia che ci fai godere nella nostra casa e nel mondo, Per le piante e
gli animali, che continui a creare per noi, per il sole, la luna e le stelle,
per le sorgenti e le pianure, per le montagne e i mari che conservi e rinnovi
per noi, Per l'intelligenza, i sensi e il cuore che ci hai dato per comprendere,
godere, amare e rispettare la tua Creazione e Te, Sommo Bene.
(Altre
intenzioni personali…)
PREGHIERA
DI CONCLUSIONE - Dio, nostro Padre, che a noi e a ogni generazione di uomini fai
trovare questa eredità ricca' e meravigliosa del tuo Creato, mentre accogliamo
ogni bene come segno del tuo amore, ti ringraziamo con tutta l'anima; e ti
preghiamo di formarci un cuore pronto e generoso verso i fratelli più
bisognosi.
Te
lo chiediamo per il Cuore di Cristo, tuo Figlio. Amen.
INTRODUZIONE
- Nella Bibbia la creazione intera è ammirata e goduta con commozione come
una profusione di beni che l'Onnipotente ha imbandito per tutti.
I
cieli e la terra, con le miriadi di meraviglie e di beni che contengono, sono
per l'uomo, per ogni uomo. Egli è un minuscolo essere, che nasce nudo, debole
e di breve vita, tanto che non arriva a conoscere e a godere tutto, ma l'immensa
« eredità » della terra e dei cieli è sua. Per poca che l'uomo si guardi
attorno e consideri, avverte dentro di sé, per intelligenza e volontà, che un
potere di signore e dominatore gli è stato dato, sente di poter disporre delle
piante e degli animali, dei pesci e degli uccelli e degli stessi mondi luminosi
che gli danzano sul capo, nel firmamento. Ma egli ne rimane anche sorpreso e
commosso e, se non fosse deformato da tristi e corti pensamenti, adorerebbe
estasiato l'Amore divino, immenso e gratuito. Purtroppo, qui, sentiamo anche più
acute le ingiustizie della terra, che ci limitano e ci ostacolano il possesso e
il godimento di tanti beni disponibili per tutti e di tutti; ma di chi la colpa?
di chi ha imbandito il banchetto della Natura o di chi, partecipandovi, ne
monopolizza posto e doni? Le ingiustizie possono venire da chi è donatore
volontario, generosissimo e imparziale? non vengono forse da chi è povero e
tende, perciò, all'egoismo, all'accaparramento prepotente?
MEDITAZIONE
BIBLICA - O SIGNORE, Signor nostro, quanto è grande il tuo Nome per tutta
quanta la terra: hai posto sui cieli la tua magnificenza! (...)
Quando
contemplo i tuoi cieli, opera delle tue dita, la luna e le stelle che i hai
disposto, che cos'è l'uomo, ché ti icordi di lui o il figlio dell'uomo, ché
ne debba aver cura? Eppure tu l'hai fatto per poco da meno di Dio, l'hai
coronato di gloria e maestà, gli hai dato il dominio dell'opera delle tue mani,
ogni cosa hai posto sotto i suoi piedi (... )
O
Signore, Signor nostro, quanto è grande il tuo Nome per tutta quanta la terra! (Salmo
8) CONCLUSIONE - Il dominio e il potere dell'uomo sul creato non dovrebbero
insuperbirlo, ma renderlo più buono, lieto e riconoscente. Quando con una
macchina dominiamo e sfruttiamo a nostro vantaggio le energie della natura,
quando gustiamo un grappolo d'uva o un bicchiere di vino, quando uscendo al
mattino ci sentiamo rinascere con un sorso d'aria pura e fresca, quando godiamo
per un bagno di luce e di calore al sole o contempliamo un panorama sereno e
suggestivo, dovremmo sentirci tutti un po' santi e poeti, per cantar
riconoscenza a Dio. E ognuno di noi, nell'ambito delle sue possibilità, deve
operare per combattere le ingiustizie sociali e la fame e far cessare la
schiavitù del bisogno, della miseria, della dipendenza dal ricco e dal potente.
Ogni uomo abbia, per giustizia e amore, il godimento dei beni che gli spettano
per « eredità naturale » da Dio, nella creazione; a meno che non voglia
lavorare.
PREGHIERA
COMUNITARIA
INVITO
- Rivolgiamo fiduciosi la preghiera a Dio, nostro Padre, dator d'ogni bene,
perché susciti in noi un grande amore, nella riconoscenza e nella gioia.
Preghiamo
insieme e diciamo: Ti ringraziamo, Signore.
INTENZIONI
- Per tutti i beni che hai effuso nel mondo, che ci nutrono e ci sviluppano; per
tutte le meravigliose bellezze della natura che ci incantano e ci allietano, Per
la vita che ci hai donato, per i giorni che ci concedi, per l'amore, l'amicizia
e la compagnia che ci fai godere nella nostra casa e nel mondo, Per le piante e
gli animali, che continui a creare per noi, per il sole, la luna e le stelle,
per le sorgenti e le pianure, per le montagne e i mari che conservi e rinnovi
per noi, Per l'intelligenza, i sensi e il cuore che ci hai dato per comprendere,
godere, amare e rispettare la tua Creazione e Te, Sommo Bene.
(Altre
intenzioni personali…)
PREGHIERA
DI CONCLUSIONE - Dio, nostro Padre, che a noi e a ogni generazione di uomini fai
trovare questa eredità ricca' e meravigliosa del tuo Creato, mentre accogliamo
ogni bene come segno del tuo amore, ti ringraziamo con tutta l'anima; e ti
preghiamo di formarci un cuore pronto e generoso verso i fratelli più
bisognosi.
Te
lo chiediamo per il Cuore di Cristo, tuo Figlio. Amen.
INTRODUZIONE
- L'ordine che ammiriamo nella natura, le sue bellezze meravigliose, la sua
continuità sempre antica e sempre nuova per la forza giovanile che la
conserva e la rinnova, rivelano e proclamano la Provvidenza piena d'Amore di Dio
Creatore. Dopo averle create, Dio non ha abbandonato a se stesse le sue
creature: chi ama resta vicino, resta fedele. Per amore, Dio resta vicino con la
sua onnipotenza creatrice, conservatrice e rigeneratrice; resta fedele: non
dimentica, non trascura, non distrugge, né permette che altri distrugga.
Neppure l'uomo, oggi, col suo potere tecnico e scientifico, talvolta terribile,
riuscirà mai, nei suoi furori d'odio o per sbaglio, a distruggere neppure una
goccia d'acqua; potrà trasformare, violentare, inquinare, sciupare, come un
bambino fa col suo giocattolo, ma non potrà mai distruggere, né rovinare la
natura oltre il limite che Dio può tollerare, nel suo amore per le sue creature
e per l'uomo stesso. Anche la storia umana, talvolta orribile e buia,
progredisce sempre, non regredisce mai, anche quando ai contemporanei sembra
fare brutti passi indietro, segue un filo, tesse una trama a volte invisibile o
sottile o complicata per chi la vede mentre si fa, ma sempre in modo progressivo
e provvidenziale; e i cristiani sanno che tutti i fili della storia
s'intrecciano in vista di un progetto finale, già abbozzato con la Creazione,
la Redenzione e l'Apocalisse.
MEDITAZIONE
BIBLICA - Poi il Signore Iddio piantò un giardino in Eden, ad oriente, e quivi
pose l'uomo, che aveva formato: e il Signore Iddio fece germogliare dal suolo
ogni specie di alberi piacevoli di aspetto e buoni a mangiare. ( ... )
Il
Signore Iddio prese dunque l'uomo e lo pose nel giardino di Eden perché ne
fosse il custode. (Gen. 2, 8-15) Con la sua parola il Signore ha fatto le sue
opere, e le creature obbediscono alla sua volontà. Dio ha disposto nell'ordine,
le meraviglie della sua sapienza,
poiché
egli è prima dei secoli e per tutti i tempi; non gli si può aggiungere né
togliere nulla
né
ha bisogno del consiglio di alcuno. Quanto son belle tutte le opere sue! (Eccl.
42 e 43)
CONCLUSIONE - Godiamo gioiosamente di tutti i beni che la Provvidenza del Creatore mette a nostra disposizione, dal sorgere del sole allo spuntar delle stelle; e attraverso la meraviglia che destano in noi salga la riconoscenza e l'adorazione. Godiamo della natura senza violentarla, senza sciuparla, senza inquinarla e, quasi, con religioso rispetto. Contrastano scandalosamente con la Provvidenza, piena d'amore, la nostra superbia, l'abuso della libertà, l'ignoranza, l'accidia e la pigrizia e la sfacciata pretesa che Dio regoli a nostro comodo ogni evento, per esempio, che piova sul nostro campo quando vogliamo noi, che il sole splenda ardentemente quando noi ci prendiamo le vacanze al mare e che anche l'acqua potabile ci piova, per così dire, nel bicchiere e in tavola. Il cristiano e anche l'uomo moderno sanno che bisogna essere collaboratori di Dio: lavorare, trasformare, derivare, scavare nuove sorgenti, di beni e di energie, inventare, conoscere e studiare per meglio usare; non temere la sovrapopolazione ma piuttosto l'ignoranza e l'irrazionalità e l'egoismo nella promozione e distribuzione dei beni. Insomma ogni cristiano, ogni uomo, ogni società ben organizzata dovrebbero prendere coscienza di essere un dito, una mano della Provvidenza e dell'Amore di Dio.
PREGHIERA
COMUNITARIA
INVITO
- Rivolgiamo fiduciosi la preghiera a Dio, nostro Padre, dator d'ogni bene,
perché susciti in noi un grande amore, nella riconoscenza e nella gioia.
Preghiamo
insieme e diciamo: Ti ringraziamo, Signore.
INTENZIONI
- Per tutti i beni che hai effuso nel mondo, che ci nutrono e ci sviluppano; per
tutte le meravigliose bellezze della natura che ci incantano e ci allietano, Per
la vita che ci hai donato, per i giorni che ci concedi, per l'amore, l'amicizia
e la compagnia che ci fai godere nella nostra casa e nel mondo, Per le piante e
gli animali, che continui a creare per noi, per il sole, la luna e le stelle,
per le sorgenti e le pianure, per le montagne e i mari che conservi e rinnovi
per noi, Per l'intelligenza, i sensi e il cuore che ci hai dato per comprendere,
godere, amare e rispettare la tua Creazione e Te, Sommo Bene.
(Altre
intenzioni personali…)
PREGHIERA
DI CONCLUSIONE - Dio, nostro Padre, che a noi e a ogni generazione di uomini fai
trovare questa eredità ricca' e meravigliosa del tuo Creato, mentre accogliamo
ogni bene come segno del tuo amore, ti ringraziamo con tutta l'anima; e ti
preghiamo di formarci un cuore pronto e generoso verso i fratelli più
bisognosi.
Te
lo chiediamo per il Cuore di Cristo, tuo Figlio. Amen.
INTRODUZIONE
- Gli uomini si agitano, ma Dio li conduce. Gli uomini intraprendono mille
imprese, ma solo quelle che entrano nel disegno progettato da Dio valgono. Più
che per il presente o per il passato, i fatti umani della storia hanno senso se
si aprono a un futuro. Quale futuro? Quello voluto da Dio, indicato nella Bibbia
e insegnato dalla Chiesa: il regno eterno di Dio, in cui Dio sarà tutto in
tutti per Amore e colmerà il cuore dell'uomo.
La
storia d'Israele è la storia sacra per eccellenza e fa tipo per tutti gli altri
popoli e per tutta l'umanità: in essa vediamo come Dio si pone davanti a un
popolo e lo chiama a un futuro sacro: chiama Abramo dalla terra pagana di Ur,
chiama le dodici tribù di Giacobbe dall'Egitto alla Terra Promessa; con la
speranza animata dai profeti, prepara alla Pienezza dei Tempi, ai Beni Messianici;
il Messia annuncia: « Il regno di Dio è vicino, convertitevi »; la Chiesa
fonda ed estende dalla terra il regno di Dio, cominciando a realizzare fin d'ora
la promessa escatologica cioè finale, quando Cristo, centro e chiave della
storia umana, raccoglierà i suoi, li presenterà al Padre e Dio sarà tutto
in tutti e comincerà anche per l'uomo il settimo giorno eterno della pace,
della gloria, della beatitudine nell'Amore.
MEDITAZIONE
BIBLICA - Questa, o carissimi, è già la seconda lettera che vi scrivo, e tanto
con la prima quanto con questa, non mi propongo altro che eccitare, con i miei
avvertimenti, la vostra retta intelligenza, affinché vi ricordiate di quanto i
santi profeti già annunciarono e del comandamento del Signore e Salvatore
insegnatovi dai vostri apostoli, questo sapendo in primo luogo, che negli ultimi
giorni verranno degli uomini beffardi, schernitori, che vivono secondo le loro
passioni e diranno. « Dov'è la promessa della sua venuta, poiché da quando i
padri sono morti, tutto è rimasto come era fin dal principio della creazione ».
(...) Ma una cosa, o carissimi, dovete ignorare: un giorno davanti al Signore è
come mille anni e mille anni come un solo giorno. Il Signore non tarda nel
compiere la sua promessa, come taluni si credono accusandolo di essere lento, ma
è paziente verso di voi, perché non vuole che alcuno perisca, ma che tutti
giungano al ravvedimento. ( ... )
Noi
attendiamo, secondo la sua promessa, « cieli nuovi e terra nuova », in cui
abiterà la giustizia. Per questo, o carissimi, nella attesa di tutte queste
cose, procurate di essere da lui trovati senza macchia e senza colpa in pace. (2
Pietr. 3, 1-14)
CONCLUSIONE
- Si deve prevedere il fine e la fine di ogni cosa, di ogni nostra azione.
Chi
non conosce il fine e la fine della sua vita, della storia umana, deve farne
diligente ricerca, subito e a lungo, se fosse necessario. Dovrebe almeno
inventarli, perché senza tale conoscenza, senza la Fede e la Speranza
cristiana, la visione del mondo e della propria vita resta inquietante,
angosciosa, non solo per la morte inevitabile, ma per la vita stessa, che non
avrebbe senso. Il cristiano supera l'angoscia e l'inquietudine perché ha chiaro
nella mente e nel cuore le intenzioni finali di Dio creatore, redentore e
amore; e con l'azione, quanto più possibile impegnata, coopera a tessere in
questo mondo la trama del disegno divino, che riesce a intuire dai segni dei
tempi.
PREGHIERA
COMUNITARIA
INVITO
- Il nostro Dio ha tanto amato gli uomini da sollecitarne l'amicizia e
scegliersi tra essi un popolo tutto suo. Rivolgiamogli fiduciosi la preghiera
perché ogni uomo corrisponda all'Amore di Dio, secondo il dono che ha
ricevuto. Preghiamo insieme e diciamo: Per il Cuore di Cristo tuo Figlio,
ascoltaci, o Signore.
INTENZIONI
- Perché nella Chiesa sorgano sempre numerosi e generosi amici di Dio, come
Abramo, Giacobbe e Mosè, per rinnovare la Fede, la Speranza e la Carità,
preghiamo:
Perché
in ogni cristiano aumenti la consapevolezza che con il battesimo è stato
chiamato alla tua amicizia e al tuo amore, e a formare con i fratelli il tuo
popolo santo, noi ti preghiamo: Perché ognuno di noi, almeno talvolta, nella
preghiera e nel generoso adempimento dei suoi doveri, possa sentire con esperienza
viva la tua amicizia e il tuo amore, noi ti preghiamo. (Altre intenzioni
personali…)
PREGHIERA
DI CONCLUSIONE - Dio nostro Padre, che accondiscendi anche con noi fino all'amicizia
e all'amore, ti preghiamo: Lo Spirito Santo renda i nostri cuori come il Cuore
del tuo Figlio Gesù, aperti all'amore tuo e per tutti i nostri fratelli. Amen.
INTRODUZIONE
- L'amore di Dio non è vago, generico, indistinto, uguale per tutti; se fosse
così, non sarebbe un amore personale. Tutt'altro! nella Bibbia esso si rivela
talmente concreto, sentito, sempre diverso e sempre grande, come un vero
rapporto da persona a persona, che ci appare sconvolgente e incredibile. Ma
quante volte l'amore, anche quello umano, non appare sconcertante e
incredibile? Nessuna religione ha mai potuto raccontare, e neppure il cristianesimo
ha forse esperimentato, tra Dio e l'uomo, un rapporto d'amore, divenuto amicizia
autentica, come avviene nellAntico Testamento per Abramo, Isacco, Giacobbe, Mosè
e certi profeti. Dio li fece suoi amici e li chiamò tali. E per amore di questi
suoi amici, protesse e salvò anche i loro amici, il loro popolo, che poi
strinse a sé con Alleanza d'Amore. Veramente non c'è altro dio come il nostro
Dio, che ami tanto le sue creature da renderli suoi amici e SUO popolo, per
sempre, con Alleanza eterna.
MEDITAZIONE
BIBLICA - La parola del Signore fu rivolta ad Abramo, in visione, e disse: «
Non temere Abramo, io sono il tuo scudo! la tua ricompensa sarà assai grande ».
E
Abramo pensava: « Signore, Iddio, che cosa mi darai tu? Io me ne vo senza prole
e il figlio di Meseq, Eliezer, Damasceno sarà egli la mia casa? ». Quindi
soggiunse: « Ecco tu non mi hai dato prole, ed ecco, un mio domestico sarà mio
erede ».
Ma
tosto la parola del Signore gli fu rivolta, dicendo: « No, non sarà lui il tuo
erede, ma anzi, colui che uscirà dalle tue viscere, egli sarà il tuo erede! »
Poi lo condusse fuori e gli disse: « Guarda il cielo e conta le ste
, se ti riesce contarle ». E soggiunse: « Così sarà la tua progenie
Egli credette al Signore e il ~ignore glielo ascrisse a giustizia. (Gen. 15,
1-6) CONCLUSIONE - Anche nel nuovo Testamento Gesù chiama « amici » i
suoi primi seguaci e li costituisce popolo di Dio, suo corpo mistico, suoi
fratelli e figli adottivi del Padre suo. Il cristiano deve approfondire e vivere
sempre meglio nel mondo questa verità che è pure una meravigliosa realtà,
innestata in lui col battesimo e che si sviluppa con i sacramenti e le opere di
giustizia e di amore. E nella preghiera e unione a Dio ogni cristiano può e
dovrebbe arrivare all'esperienza profonda dell'amicizia con Cristo e dello amore
con Dia Padre e lo Spirito Santo.
PREGHIERA
COMUNITARIA
INVITO
- Il nostro Dio ha tanto amato gli uomini da sollecitarne l'amicizia e
scegliersi tra essi un popolo tutto suo. Rivolgiamogli fiduciosi la preghiera
perché ogni uomo corrisponda all'Amore di Dio, secondo il dono che ha
ricevuto. Preghiamo insieme e diciamo: Per il Cuore di Cristo tuo Figlio,
ascoltaci, o Signore.
INTENZIONI
- Perché nella Chiesa sorgano sempre numerosi e generosi amici di Dio, come
Abramo, Giacobbe e Mosè, per rinnovare la Fede, la Speranza e la Carità,
preghiamo:
Perché
in ogni cristiano aumenti la consapevolezza che con il battesimo è stato
chiamato alla tua amicizia e al tuo amore, e a formare con i fratelli il tuo
popolo santo, noi ti preghiamo: Perché ognuno di noi, almeno talvolta, nella
preghiera e nel generoso adempimento dei suoi doveri, possa sentire con esperienza
viva la tua amicizia e il tuo amore, noi ti preghiamo. (Altre intenzioni
personali…)
PREGHIERA
DI CONCLUSIONE - Dio nostro Padre, che accondiscendi anche con noi fino all'amicizia
e all'amore, ti preghiamo: Lo Spirito Santo renda i nostri cuori come il Cuore
del tuo Figlio Gesù, aperti all'amore tuo e per tutti i nostri fratelli. Amen.
INTRODUZIONE
- Con Abramo ha inizio la rivelazione esplicita della volontà e dell'Amore di
Dio per il piano della salvezza. In tutta la storia religiosa dell'uomo e anche
del cristianesimo, non si trova un esempio più puro e più commovente del
rapporto d'amore, divenuto amicizia, tra Dio e Abramo. Gradualmente Dio lo
invita, lo attira, gli ordina, gli confida, lo fa collaboratore di un grande
disegno religioso, testimone e firmatario dell'Alleanza divina, padre di una
grande nazione religiosa fino al Messia e oltre. E Abramo, sensibile alla voce
interiore dello spirito, di Dio, non esita a fare un passo decisivo e
compromettente, ogni volta: dalla terra pagana di Ur dei Caldei alla terra
promessa da Dio, ma non precisata; dalla sterilità di Sara alla fede che avrà
un figlio a ottanta anni; e così altre volte, fino alla prova del Moria, fino
alla benedizione divina e alla promessa che avrà una discendenza più
numerosa dei granelli di sabbia del mare o del deserto e più brillante delle
stelle del cielo. Spesso Dio quasi scherza con Abramo o gli fa delle sorprese a
lieto fine, proprio come talvolta avviene tra amici, anche trattandosi di cose
serie o grandi.
Nel
seguente passo biblico è commovente l'amore di Dio, disposto alla generosità
anche con i peccatori di Sodoma, e quasi bisognoso di confidarsi con Abramo.
MEDITAZIONE
BIBLICA - Il Signore intanto pensava: « Potrò io celare ad Abramo quello che
sto per fare, dal momento che Abramo dovrà diventare un popolo grande e potente
e in lui saranno benedette tutte le genti della terra? L'ho scelto infatti
affinché ordini ai suoi figli e alla sua casa dopo di lui, di osservare la via
del Signore e di agire con rettitudine e giustizi affinché il Signore compia in
favore di Abramo quello che gli ha promesso ». Soggiunse poi il Signore: « Il
clamore che giunge a me da Sodoma e da Gomorra è grande e il loro peccato è
molto grave ». (...) Abramo invece, rimasto ancora davanti al Signore, gli si
accostò e gli disse: « Faresti tu perire così il giusto insieme con l'empio?
Se in quella città vi fossero cinquanta uomini giusti, li faresti tu perire
insieme agli altri? Oppure non perdoneresti tu a quel luogo per amore dei
cinquanta giusti che vi potrebbero essere? Lungi da te una tal cosa! » E il
Signore rispose: « Se io trovo nella città di Sodoma cinquanta giusti, Io per
amor loro perdonerò tutta la città ». (Gen. 18,
17-26)
CONCLUSIONE - Abramo è divenuto « amico di Dio » per dono gratuito e libero, ma anche il suo amore a Dio e agli uomini, per amor di Dio, fu molto grande; ne diede prova in molti modi: fece offerta dei suoi beni ai pellegrini e ai penitenti, nel suo corpo incise a sangue il segno dell'obbedienza e dell'appartenenza al Signore, fece offerta della sua anima quando si mostrò pronto ad eseguire gli ordini di Dio, con indicibile strazio interiore. È un modello per noi. È il padre della nostra fede. I suoi esempi sono pratici e gli apostoli S.Paolo e S. Giacomo ce li hanno spiegati con forza: la fede senza le opere è morta; le opere senza la fede son paglia. Qualunque sia la nostra condizione di vita e il nostro lavoro, solo con la fede e con le opere possiamo piacere a Dio e potremo entrare nell'esperienza viva della sua amicizia divina. Gesù stesso ce l'assicura, senza incertezze o sfumature: se uno mi ama e osserva i miei comandamenti, il Padre ed io verremo in lui.
PREGHIERA
COMUNITARIA
INVITO
- Il nostro Dio ha tanto amato gli uomini da sollecitarne l'amicizia e
scegliersi tra essi un popolo tutto suo. Rivolgiamogli fiduciosi la preghiera
perché ogni uomo corrisponda all'Amore di Dio, secondo il dono che ha
ricevuto. Preghiamo insieme e diciamo: Per il Cuore di Cristo tuo Figlio,
ascoltaci, o Signore.
INTENZIONI
- Perché nella Chiesa sorgano sempre numerosi e generosi amici di Dio, come
Abramo, Giacobbe e Mosè, per rinnovare la Fede, la Speranza e la Carità,
preghiamo:
Perché
in ogni cristiano aumenti la consapevolezza che con il battesimo è stato
chiamato alla tua amicizia e al tuo amore, e a formare con i fratelli il tuo
popolo santo, noi ti preghiamo: Perché ognuno di noi, almeno talvolta, nella
preghiera e nel generoso adempimento dei suoi doveri, possa sentire con esperienza
viva la tua amicizia e il tuo amore, noi ti preghiamo. (Altre intenzioni
personali…)
PREGHIERA
DI CONCLUSIONE - Dio nostro Padre, che accondiscendi anche con noi fino all'amicizia
e all'amore, ti preghiamo: Lo Spirito Santo renda i nostri cuori come il Cuore
del tuo Figlio Gesù, aperti all'amore tuo e per tutti i nostri fratelli. Amen.
INTRODUZIONE
- La figura religiosa di Giacobbe può apparire più sfocata di fronte a quella
di Abramo e Isacco. Ma l'amore di Dio con lui, figlio di Isacco, figlio di
Abramo, è stato continuo ed è divenuto pure viva amicizia, che si è «
umanizzata » tanto che un giorno Giacobbe osa lottare con Dio, come con un
angelo, e vince e ottiene la benedizione che tanto bramava. L'amore e l'amicizia
di Dio lo ispira in ogni circostanza della vita e purifica il suo senso
religioso e quello del suo clan da ogni feticismo e idolatria e superstizione. E
lo eleva a una condizione più spiritualizzata di Dio, la quale precede e
prepara le vette mistiche di Mosè e dei profeti. Nella tribù di Giacobbe il
piano della salvezza, cioè dell'amore salvifico di Dio si approfondisce e
comincia anche a dilatarsi fino all'Egitto, dove « Israele » scenderà in
tempo di carestia.
MEDITAZIONE
BIBLICA - Iddio disse a Giacobbe: « Levati, sali a Betel e dimora colà.
Costruisci un altare a Iddio che ti apparve quando fuggivi dalla presenza di tuo
fratello Esaù ». E Giacobbe disse alla sua famiglia e a quanti aveva con sé:
« Gettate via tutti gli dei stranieri, che avete con voi, purificatevi e
cambiatevi le vesti. Poi ci leveremo e saliremo a Betel; lì io farò un
altare al Dio che mi esaudì nel giorno della mia angoscia ed è stato con me
nel viaggio che ho percorso ». Consegnarono a Giacobbe tutti gli dei stranieri
che avevano con sé e tutti gli anelli che portavano agli orecchi, e Giacobbe li
sotterrò ai piedi della quercia che era vicino a Sichem. (...) Iddio apparve
di nuovo a Giacobbe nel suo ritorno da Paddan Aram e lo benedi. E Dio gli disse:
« Il tuo nome è Giacobbe, ma d'ora in poi tu non dovrai più chiamarti
Giacobbe, ma il tuo nome sarà Israele e lo chiamò Israele. E Iddio gli disse
ancora: «Io sono Iddio Onnipotente. Sii fecondo e moltiplica: un popolo, anzi
un insieme di popoli discenderà da te; perfino dei re usciranno dai tuoi
lombi». (Gen. 35, 1-11)
CONCLUSIONE - L'umanità si avvicina a Dio per conoscenza graduale.
Anche
ognuno di noi deve progredire nella conoscenza e nell'amore di Dio ogni giofno,
liberando la nostra idea di Dio da ignoranze e pregiudizi, purificando il nostro
sentimento religioso da pretese più vicine alla magia che alla fiducia in Dio,
da timori o presunzioni che non onorano Dio, da amuleti materiali o ideali, ai
quali anche l'uomo moderno troppo spesso crede e ricorre. Dobbiamo adorare Dio,
in spirito e verità, non come lo immaginiamo o lo vogliamo noi, ma come Lui
si manifesta a noi nella coscienza illuminata, nella rivelazione della Bibbia,
nell'insegnamento della Chiesa. Anche in tarda età, per progredire nella
conoscenza e nell'amore di Dio, dovremo liberarci da incrostazioni di abitudini
non più coscienti, di deformazioni umane, di nuove e spesso più meschine
ignoranze e pigrizie nel conoscere, servire e amare Dio.
La
nostra maturazione umana cammina di pari passo con la nostra maturazione
religiosa.
PREGHIERA
COMUNITARIA
INVITO
- Il nostro Dio ha tanto amato gli uomini da sollecitarne l'amicizia e
scegliersi tra essi un popolo tutto suo. Rivolgiamogli fiduciosi la preghiera
perché ogni uomo corrisponda all'Amore di Dio, secondo il dono che ha
ricevuto. Preghiamo insieme e diciamo: Per il Cuore di Cristo tuo Figlio,
ascoltaci, o Signore.
INTENZIONI
- Perché nella Chiesa sorgano sempre numerosi e generosi amici di Dio, come
Abramo, Giacobbe e Mosè, per rinnovare la Fede, la Speranza e la Carità,
preghiamo:
Perché
in ogni cristiano aumenti la consapevolezza che con il battesimo è stato
chiamato alla tua amicizia e al tuo amore, e a formare con i fratelli il tuo
popolo santo, noi ti preghiamo: Perché ognuno di noi, almeno talvolta, nella
preghiera e nel generoso adempimento dei suoi doveri, possa sentire con esperienza
viva la tua amicizia e il tuo amore, noi ti preghiamo. (Altre intenzioni
personali…)
PREGHIERA
DI CONCLUSIONE - Dio nostro Padre, che accondiscendi anche con noi fino all'amicizia
e all'amore, ti preghiamo: Lo Spirito Santo renda i nostri cuori come il Cuore
del tuo Figlio Gesù, aperti all'amore tuo e per tutti i nostri fratelli. Amen.
INTRODUZIONE
- Si considera Mosè come liberatore e condottiero, legislatore e profeta.
Eppure egli è prima di tutto l'intimo confidente delle intenzioni liberatrici
di Dio, è il fiduciario e il collaboratore di Dio nell'opera di redenzione del
suo popolo, è l'uomo religioso che ha goduto e sofferto un'indicibile
esperienza mistica di Dio, tra i bagliori di fuoco del cielo e gli scotimenti
della terra, tra gli entusiasmi e gli ammutinamenti del suo popolo « di dura
cervice ». Desiderò vedere e vide la gloria di Dio, sia pure da « tergo »;
osò perorare la causa del suo popolo infedele con Dio adirato e ne ottenne il
perdono. Tutta l'impresa e l'opera nazionale, religiosa di Mosè, narrata nel
Pentateuco, rivelano più l'amore che l'onnipotenza miracolosa di Dio, più
l'amore eroico, fraterno di Mosè che la sua potenza di condottiero e
legislatore. Dio libera Israele e lo esalta sugli Egiziani, lo nutre e lo
disseta nel deserto, lo colpisce e lo guarisce, solo e sempre per amore, per
fedeltà alla promessa fatta ai suoi amici Abramo, Isacco e Giacobbe. E tale
amore ha l'indice e il vertice nell'amicizia personale con Mosè. Ecco come Mosè
stesso lo dichiara al popolo in uno dei suoi discorsi, che ad ogni parola
vibra di quella esperienza mistica.
MEDITAZIONE
BIBLICA - (E ora, Israele, ascolta!) Il Signore Iddio tuo è un Dio pietoso;
egli non ti abbandonerà, né ti distruggerà, non dimenticherà il patto che
giurò ai padri tuoi.
Ed
infatti interroga pure i tempi antichi, che furono da prima di te, da quando Dio
creò l'uomo sopra la terra, e da una estremità dei cieli all'altra: ci fu mai
popolo che udisse la voce di un Dio che parla di mezzo al fuoco, come l'hai
udita tu, e rimanesse vivo? Ci fu mai un dio che provasse di venire a prendersi
una nazione di mezzo a un'altra con prove, con segni, con portenti e con
battaglie, con mano potente e con braccio disteso e con grandi terrori, come
fece per voi il Signore Iddio vostro, in Egitto, sotto i vostri occhi? A te sono
state fatte vedere queste cose, affinché tu riconosca che il Signore è Dio e
che non ce ne sono altri fuori di Lui. Dal cielo egli ti ha fatto udire la sua
voce per educarti... Il Signore si è compiaciuto di voi e vi ha scelti non
perché eravate un popolo più numeroso di tutti gli altri popoli, anzi siete
di numero inferiori ad ogni altro popolo, ma perché il Signore vi ama.
(Deut. 4, 31-36/7, 7-8)
CONCLUSIONE
- L'amore e l'amicizia di Dio resero Mosè il più grande, il più forte
liberatore, condottiero e legislatore, ma anche, come dice la Bibbia, « il più
mansueto di tutti gli uomini che erano sulla terra ». Troppi, anche tra i
cristiani, temono che l'amore di Dio e del prossimo sia un sentimento che renda
teneri e deboli; invece esso rende forti più della morte, sicuri più della
potenza, amabili fino a piegare l'ira e la giustizia severa degli uomini e anche
di Dio. Noi non sappiamo amare abbastanza, non ci lasciamo amare da Dio e dal
prossimo e per questo non siamo forti e amabili, come pur vorremmo.
PREGHIERA
COMUNITARIA
INVITO
- Il nostro Dio ha tanto amato gli uomini da sollecitarne l'amicizia e
scegliersi tra essi un popolo tutto suo. Rivolgiamogli fiduciosi la preghiera
perché ogni uomo corrisponda all'Amore di Dio, secondo il dono che ha
ricevuto. Preghiamo insieme e diciamo: Per il Cuore di Cristo tuo Figlio,
ascoltaci, o Signore.
INTENZIONI
- Perché nella Chiesa sorgano sempre numerosi e generosi amici di Dio, come
Abramo, Giacobbe e Mosè, per rinnovare la Fede, la Speranza e la Carità,
preghiamo:
Perché
in ogni cristiano aumenti la consapevolezza che con il battesimo è stato
chiamato alla tua amicizia e al tuo amore, e a formare con i fratelli il tuo
popolo santo, noi ti preghiamo: Perché ognuno di noi, almeno talvolta, nella
preghiera e nel generoso adempimento dei suoi doveri, possa sentire con esperienza
viva la tua amicizia e il tuo amore, noi ti preghiamo. (Altre intenzioni
personali…)
PREGHIERA
DI CONCLUSIONE - Dio nostro Padre, che accondiscendi anche con noi fino all'amicizia
e all'amore, ti preghiamo: Lo Spirito Santo renda i nostri cuori come il Cuore
del tuo Figlio Gesù, aperti all'amore tuo e per tutti i nostri fratelli. Amen.
IN'T'RODUZIONE
- I profeti dell'Antico Testamento sorsero a parlare a nome di Dio e ad agire in
mezzo a un popolo caduto in profonda miseria civile e politica e, spesso, anche
religiosa. Essi contestarono senza esclusione di colpi le aberrazioni religiose
del politeismo sempre rinascente, le contaminazioni morali derivate dalla
politica e ogni forma di irreligione o di superstizione. Invitavano re e popolo
alla penitenza, cioè al ritorno al Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe,
perché non v'è altro Dio e Dio ama il suo popolo fino alla gelosia, la più
tremenda. Sono essi, i profeti, a scoprire e a indicare al popolo e ai suoi
capi, negli avvenimenti storici più arruffati, la trama del disegno di Dio che
ama e vuol soccorrere, a suo tempo. Negli anni più tristi della decadenza e
della deportazione, sono essi che sostengono il popolo con la fiducia nell'aiuto
di Dio, che verrà dopo il castigo e la purificazione e con la sicura promessa
di una redenzione eterna, più alta di quella politica e civile. Purtroppo, più
spesso, l'incomprensione affligge i profeti, amareggia e provoca Dio, rovina
profeti e popolo. Ma anche quando predicono e minacciano sciagure, i profeti rivelano
l'amore bruciante di Dio.
MEDITAZIONE
BIBLICA - Ascoltate o cieli e presta attenzione, o terra, perché il Signore ha
parlato: « Figli ho allevato e cresciuti ed essi si sono ribellati contro di
me. Perfino il bue conosce il suo possessore e l'asino la greppia del suo
padrone, ma Israele non mi ha conosciuto, il popolo mio non ha avuto
comprensione ». (...) Udite l'insegnamento del nostro Dio, popolo di Gomorra
(cioè simile a quello di Gomorra)! Che cosa importa a me l'abbondanza dei
vostri sacrifici? Non continuate a portare offerte vane! L'incenso mi reca
disgusto; (...) io ritraggo il mio sguardo da voi; io non ascolto; anche se
moltiplicate le preghiere, le vostre mani sono piene di sangue. Lavatevi,
purificatevi, togliete dinnanzi ai miei occhi la malizia delle vostre opere,
cessate dal fare il male. Apprendete il bene, cercate la giustizia, sollevate
l'oppresso... Fossero pure i vostri peccati color di carminio, come la neve
diverranno bianchi, se fossero rossi come porpora, diverranno come candida
lana. (Isaia, 1, 2-18)
CONCLUSIONE - Anche oggi, Dio manda dei « profeti » e sono essi i più formidabili contestatori dei vizi e delle aberrazioni, e i più appassionati animatori della Speranza e dell'Amore, nell'uomo moderno. E anche oggi la voce dei « profeti » cade invano, per l'incomprensione causata da una certa ignoranza boriosa, da certe abítudini di autosufficienza, da certi personalismi mentali e di condotta, per cui uno vive e crede solo nel mondo di valori e di convinzioni che è riuscito a raccogliersi personalmente, diffidando degli altri. Troppi uomini moderni, per l'autosufficienza o per delusione e pessimismo, si chiudono in se stessi, arrivano a credersi spiriti forti e anche chiaroveggenti e rifiutano ogni voce di profeta e di Dio stesso. Eppure, proprio loro hanno più bisogno e inconscio desiderio di essere animati dalla Speranza e dall'Amore. Ma anche noi!
PREGHIERA
COMUNITARIA
INVITO
- Rivolgiamo con fiducia la nostra preghiera a Dio, nostro Padre, che in ogni
tempo ha mandato i suoi profeti a richiamare gli uomini alla conversione e
all'amore. Preghiamo insieme e diciamo: Per il Cuore di Cristo tuo Figlio,
ascoltaci, o Signore.
INTENZIONI
- Perché sorgano anche oggi nella Chiesa e nel mondo, profeti generosi che
sappiano richiamare alla conversione e all'amore e suscitino operosa la Speranza
cristiana, preghiamo: Perché la Chiesa sia liberata dai falsi profeti, che con
zelo apparente e dottrine di superbia turbano il popolo di Dio e scandalizzano
il mondo, preghiamo: Perché ognuno di noi sia docile alla voce di quel profeta
interiore che ci è dato nella nostra coscienza, preghiamo: Perché nella
Chiesa e nel mondo cresca il rispetto e l'obbedienza per i « profeti ordinari
» costituiti in autorità da Dio nella S. Gerarchia, nella Società e nella
Famiglia, preghiamo. (Altre intenzioni personali…)
PREGHIERA
DI CONCLUSIONE - Signore, Dio nostro, mentre ti chiediamo perdono per aver tante
volte chiuse le orecchie e il cuore alla tua voce che si manifestava nella
nostra coscienza o per mezzo dei tuoi « profeti », ti preghiamo di formarci un
cuore nuovo più docile, più umile, più pronto e generoso, come il Cuore di
Gesù, tuo Figlio. Amen.
INTRODUZIONE
- Elia non è un profeta scrittore, non ci ha lasciato nessun libro scritto di
suo pugno; eppure le sue parole, registrate da altri, sembrano scritte col
ferro, col fuoco e col sangue, tanto è grande l'impeto d'amore di Dio che si
manifesta in lui e per mezzo di lui.
Egli
si sentiva divorare dall'amore di Dio e del suo popolo: ripeteva spesso: « Io
sto al servizio di Dio » e « Sono arso di gelosia per il Signore, perché i
figli di Israele hanno disertato... » Per mezzo di Elia, Dio richiama alla
fedeltà e all'amore. E talvolta il Profeta compie atti spietati, come quando
-sgozzò, presso il torrente Cison, i quattrocentocinquanta falsi profeti che
traviavano il popolo con i perversi culti della natura e di Baal. In lui
l'amore di Dio si rivela qual è per sua natura: forte più della morte,
esclusivo, assoluto e quindi giustamente geloso, per la gloria di Dio e il bene
dell'uomo.
MEDITAZIONE
BIBLICA - In seguito si levò il profeta Elia, come fuoco, la sua parola
bruciava come fiamma. Con la parola del Signore chiuse il cielo e per tre volte
ne fece discendere il fuoco. O Elia quanto glorioso sei per i prodigi! Chi potrà
dire di rassomigliarti? Hai strappato un uomo alla morte. Precipitasti dei re
nella rovina. Tu fosti elevato in un turbine di fuoco, in un carro tirato da
cavalli di fuoco. Tu fosti designato per riprovare il tuo tempo, per placare la
collera davanti al giudizio divino, per ricondurre il cuore dei padri verso i
figli, e ristabilire le tribù di Giacobbe. Beati quelli che - ti potranno
vedere e coloro che si sono addormentati nell'amore... (Eccl.
48, 1-11)
CONCLUSIONE - Dio ci ama fino alla gelosia. Nel cuore umano la gelosia è troppe volte una meschinità causata da insicurezza, sospetto malevole ed egoismo esasperato. Nel cuore di Dio è il vertice della sua bontà per le sue creature: senza il suo amore noi non potremmo essere né felici, né pieni di quei beni, spirituali e materiali, che tanto bramiamo, ma che illusoriamente cerchiamo lontano da Dio. Se Dio non ci amasse fino alla gelosia, ci abbandonerebbe quando ci allontaniamo da Lui, e noi cadremmo tanto facilmente nel vuoto: dei sentimenti fatui, dei beni di sogno, di tutta un'esistenza fabbricata con sforzi ma con la polvere inconsistente. Buon per noi che Dio ci corre dietro, come una mamma, anche quando noi fuggiamo lontano da Lui.
Ma non abusiamone, perché è un peccato contro lo Spirito Santo.
PREGHIERA
COMUNITARIA
INVITO
- Rivolgiamo con fiducia la nostra preghiera a Dio, nostro Padre, che in ogni
tempo ha mandato i suoi profeti a richiamare gli uomini alla conversione e
all'amore. Preghiamo insieme e diciamo: Per il Cuore di Cristo tuo Figlio,
ascoltaci, o Signore.
INTENZIONI
- Perché sorgano anche oggi nella Chiesa e nel mondo, profeti generosi che
sappiano richiamare alla conversione e all'amore e suscitino operosa la Speranza
cristiana, preghiamo: Perché la Chiesa sia liberata dai falsi profeti, che con
zelo apparente e dottrine di superbia turbano il popolo di Dio e scandalizzano
il mondo, preghiamo: Perché ognuno di noi sia docile alla voce di quel profeta
interiore che ci è dato nella nostra coscienza, preghiamo: Perché nella
Chiesa e nel mondo cresca il rispetto e l'obbedienza per i « profeti ordinari
» costituiti in autorità da Dio nella S. Gerarchia, nella Società e nella
Famiglia, preghiamo. (Altre intenzioni personali…)
PREGHIERA
DI CONCLUSIONE - Signore, Dio nostro, mentre ti chiediamo perdono per aver tante
volte chiuse le orecchie e il cuore alla tua voce che si manifestava nella
nostra coscienza o per mezzo dei tuoi « profeti », ti preghiamo di formarci un
cuore nuovo più docile, più umile, più pronto e generoso, come il Cuore di
Gesù, tuo Figlio. Amen.
INTRODUZIONE
- Isaia è più che un profeta, è stato chiamato l'evangelista dello Antico
Testamento. Aveva una personalità umana e religiosa assai ricca.
Egli
ha previsto e descritto i tempi messianici con ricchezza sorprendente di
particolari e li ha annunciati con forza e ardore religioso che miravano- a
sostenere la speranza del suo popolo e ad aprirne l'animo alla fede e all'amore
in Dio. Dio ama, purifica e salva anche quando castiga. Il Messia si farà servo
e propiziazione e salvatore per noi, nella sofferenza.
Ma
egli ci rivelerà anche i tratti della tenerezza e della dolcezza di Dio per
noi: sarà l'Emanuele, cioè Dio-con-noi, ci sarà dato come figlio bambino che
allieta la casa, dove nasce. Sarà come un germoglio di primavera spuntato su
tronco vecchio, sarà il principe della pace: allora il lupo abiterà con
l'agnello, le spade saranno trasformate in vomeri e le lance in falci, una
nazione non alzerà più la spada contro un'altra. Sarà il principe della
clemenza: non spegnerà il lucignolo che dà gli ultimi guizzi di fiamma, non
spezzerà la canna debole, anzi « distruggerà la morte per sempre; asciugherà
le lacrime di ogni viso ».
Ma
Isaia avvertiva anche con accoramento: « Se non credete, non sopravvivrete ».
Solo « chi crederà non cadrà ». « Mettete la vostra fiducia nel Signore per
sempre, perché egli è la rocca eterna ».
MEDITAZIONE
BIBLICA - Nella conversione e nella quiete è la vostra salvezza, nella tranquillità
e nella fiducia è la vostra forza. (...) Il Signore attende il tempo di usarvi
misericordia e perciò egli si leva per usarvi pietà, perché è un Dio di
giustizia il Signore; beati coloro che sperano in lui. Sl, popolo di Sion, non
piangere; egli ti userà pietà, udendo la voce del tuo pianto; quando ti udrà
avrà pietà di te. (Isaia 30, 15-20)
CONCLUSIONE - Tutto il messaggio di Isaia suscita una grande fiducia nell'amore di Dio, ma non solo come intimo sentimento religioso, ma anche come impegno nell'amore al prossimo: « imparate a fare il bene, cercate la giustizia, aiutate l'oppresso, difendete la giustizia dello orfano, proteggete la vedova ». Le opere di misericordia corporale e spirituale saranno anche i segni che riveleranno il Messia: illuminare i ciechi, raddrizzare gli storpi, dar l'udito ai sordi, sciogliere la lingua ai muti. Le stesse opere e mille altre, non come miracoli o interventi straordinari, ma come soccorso e servizio fraterno di ogni giorno, devono essere compiute dal cristiano, secondo la sua professione, per amore.
PREGHIERA
COMUNITARIA
INVITO
- Rivolgiamo con fiducia la nostra preghiera a Dio, nostro Padre, che in ogni
tempo ha mandato i suoi profeti a richiamare gli uomini alla conversione e
all'amore. Preghiamo insieme e diciamo: Per il Cuore di Cristo tuo Figlio,
ascoltaci, o Signore.
INTENZIONI
- Perché sorgano anche oggi nella Chiesa e nel mondo, profeti generosi che
sappiano richiamare alla conversione e all'amore e suscitino operosa la Speranza
cristiana, preghiamo: Perché la Chiesa sia liberata dai falsi profeti, che con
zelo apparente e dottrine di superbia turbano il popolo di Dio e scandalizzano
il mondo, preghiamo: Perché ognuno di noi sia docile alla voce di quel profeta
interiore che ci è dato nella nostra coscienza, preghiamo: Perché nella
Chiesa e nel mondo cresca il rispetto e l'obbedienza per i « profeti ordinari
» costituiti in autorità da Dio nella S. Gerarchia, nella Società e nella
Famiglia, preghiamo. (Altre intenzioni personali…)
PREGHIERA
DI CONCLUSIONE - Signore, Dio nostro, mentre ti chiediamo perdono per aver tante
volte chiuse le orecchie e il cuore alla tua voce che si manifestava nella
nostra coscienza o per mezzo dei tuoi « profeti », ti preghiamo di formarci un
cuore nuovo più docile, più umile, più pronto e generoso, come il Cuore di
Gesù, tuo Figlio. Amen.
INTRODUZIONE
- Nella vita e nella missione del profeta Geremia s'impersona la tragedia
dell'amore divino, offerto e non accettato. Il Profeta annuncia l'amore di Dio
per il suo popolo con accenti appassionati, con paragoni presi dall'amore
nuziale o di fidanzamento, come tra un uomo e una donna. Dio ama anche chi gli
è stato infedele, chi l'ha tradito, non perché egli sia debole o bisognoso,
ma perché è superiore alla miseria della persona amata. Per rendere più
convincente il suo annunzio, il Profeta non teme l'impopolarità tra i suoi e la
persecuzione dei capi politici, pur di annunciare loro la verità che potrebbe
salvarli; non evita minimamente i pericoli gravi, che lo minacciano: viene
arrestato, gettato in prigione in una fossa fangosa, e poi, liberato, segue la
sorte degli scampati alla distruzione di Gerusalemme, li accompagna in Egitto,
lui che ne li aveva sconsigliati, ma che non si sentiva il cuore di
abbandonarli. E in Egitto avvenne l'epilogo della tragedia: mori, forse ucciso
dai suoi, a sassate. Tragedia dell'amore non amato; tragedia di un grande
spirito, trasparente figura del Cristo sofferente, « agnello mansueto condotto
al sacrificio ». Geremia si sentiva affascinato, anzi egli dice « sedotto »
dall'amore di Dio e del suo popolo. Aveva avuto l'esperienza mistica di quanto
poi egli scrisse: « Di un amore eterno io ti ho amato, per questo ti ho
conservato il mio favore. Metterò la mia legge in loro e la scriverò nei loro
cuori; allora io sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo ».
MEDITAZIONE
BIBLICA - Allora il Signore rivolse la parola a Geremia e gli disse: « Ecco io
sono il Signore di tutti i mortali: che cosa ci può essere di impossibile per
me? (...) Ecco, io li radunerò da tutti i paesi nei quali li avrò dispersi...
Li ricondurrò in questo luogo, per abitarvi con tutta sicurezza. Io li avrò
per mio popolo ed essi mi avranno per loro Dio. Anzi darò loro un altro cuore e
un modo di vivere, sì che mi temano in ogni tempo per il bene loro e dei loro
figli dopo di loro. Farò con essi un patto eterno e non cesserò di
beneficarli: metterò nei loro cuori il mio timore, affinché non si distacchino
da me. Troverò la mia gioia nel fare loro del bene e li stabilirò saldamente
in questa terra, con tutto il mio cuore e con tutta l'anima mia ». (Ger.
32, 37-41)
CONCLUSIONE - Per ogni uomo, del passato, del presente e del futuro, tutta la vita si annoda felicemente o tragicamente, qui, in questo punto, nell'Amore. L'Amore, dono generoso di Dio, come bellezza, vita, felicità stessa di Dio, da oggi e per sempre. L'amore verso gli altri, come comunione fraterna di vita, di beni, di ideali, di sforzi per un medesimo comune destino: avvicinarsi e aprirsi sempre di più all'Amore eterno di Dio. La fedeltà a questo dono e a questo impegno d'Amore non è facile: viene spesso messo a dura prova ogni giorno dalle mille traversie che ci preoccupano, ci esasperano, ci innervosiscono nella ricerca ansiosa e individualistica della soluzione dei nostri problemi, della casa, del lavoro, della salute, della libertà, della giustizia, dell'indipendenza dagli altri, dello stesso amore per una persona, da accettare o da respingere. Eppure, tutto potrebbe essere, non dico più facile, ma più semplice e chiaro se fossimo dominati da due sole certezze. Prima: Dio mi ama di un amore eterno e prova gioia a farmi del bene; seconda: tutto si può risolvere, se amo gli altri e se amo con gli altri.
PREGHIERA
COMUNITARIA
INVITO
- Rivolgiamo con fiducia la nostra preghiera a Dio, nostro Padre, che in ogni
tempo ha mandato i suoi profeti a richiamare gli uomini alla conversione e
all'amore. Preghiamo insieme e diciamo: Per il Cuore di Cristo tuo Figlio,
ascoltaci, o Signore.
INTENZIONI
- Perché sorgano anche oggi nella Chiesa e nel mondo, profeti generosi che
sappiano richiamare alla conversione e all'amore e suscitino operosa la Speranza
cristiana, preghiamo: Perché la Chiesa sia liberata dai falsi profeti, che con
zelo apparente e dottrine di superbia turbano il popolo di Dio e scandalizzano
il mondo, preghiamo: Perché ognuno di noi sia docile alla voce di quel profeta
interiore che ci è dato nella nostra coscienza, preghiamo: Perché nella
Chiesa e nel mondo cresca il rispetto e l'obbedienza per i « profeti ordinari
» costituiti in autorità da Dio nella S. Gerarchia, nella Società e nella
Famiglia, preghiamo. (Altre intenzioni personali…)
PREGHIERA
DI CONCLUSIONE - Signore, Dio nostro, mentre ti chiediamo perdono per aver tante
volte chiuse le orecchie e il cuore alla tua voce che si manifestava nella
nostra coscienza o per mezzo dei tuoi « profeti », ti preghiamo di formarci un
cuore nuovo più docile, più umile, più pronto e generoso, come il Cuore di
Gesù, tuo Figlio. Amen.
INTRODUZIONE
- Ezechiele cominciò il suo ministero profetico a trenta anni circa. Deportato
a Babilonia, dopo la conquista di Gerusalemme compiuta da Nabucodonosor, si
stabilì a Tel-Abid, in mezzo a una colonia di connazionali esiliati. Aprì loro
la sua casa, che divenne un centro di animazione spirituale e. religiosa. La sua
parola mirava sempre a rinverdire la Speranza nel popolo esiliato: Dio ci
castiga, perché ci ama; la sua giustizia la sentiamo pesante e quasi
inesorabile, ma è purificazione, liberazione e preparazione necessaria
all'Amore che ad ogni costo ci vuole santi, fedeli, degni della Promessa che Dio
fece ad Abramo, a Isacco, a Giacobbe. Al compimento della Promessa, nei tempi
messianici, Dio stesso si farà pastore del suo popolo, farà sparire dal paese
le bestie feroci, le pecore dimoreranno tranquille anche nel deserto o nelle
selve e Dio abiterà in mezzo a loro.
MEDITAZIONE
BIBLICA - Allora la parola del Signore mi fu rivolta, dicendo: Figlio dell'uomo,
ai tuoi fratelli, ai deportati con te, a tutta quanta la casa d'Israele, gli
abitanti di Gerusalemme vanno dicendo: Voi andate pure lontano dal Signore: a
noi è stata data in possesso la terra. Di' pertanto, così dice il Signore
Iddio: Se li ho mandati lontano fra le genti, se li ho dispersi in terre
straniere, sarò io per loro un santuario per poco tempo, nelle terre dove hanno
emigrato. Di' pertanto: così dice il Signore Iddio: Vi raccoglierò dimezzo
alle genti e vi radunerò dalle terre, in cui siete stati dispersi, e a voi darò
la terra d'Israele. Ed essi vi entreranno e toglieranno da lei tutti i suoi
idoli e tutte le sue abominazioni. Darò loro un altro cuore e metterò nel loro
intimo uno spirito nuovo; toglierò dal loro petto il cuore di pietra, e darò
loro un cuore di carne, affinché seguano i miei statuti e osservino le mie
leggi e li mettano in pratica, e saranno il mio popolo ed io sarò il loro Dio. (Ez.
11, 14-21)
CONCLUSIONE – E’ una verità luminosa e confortante anche per noi sapere che anche nel dolore, nell'insuccesso, nell'umiliazione, meritata o inevitabile conseguenza della nostra condizione umana, spesso misera e sempre stretta tra tanti limiti, Dio non ci condanna, mai ci abbandona, ma ci purifica, ci rende più saggi e ci arricchisce o ci prepara beni più grandi di quelli a cui miravamo noi. « Dio non turba mai la gioia dei suoi figli, se non per prepararne loro una più certa e più grande » (A. Manzoni).
L'uomo
moderno, di ogni condizione, anche il sacerdote, il religioso, anche il santo,
forse, ha un estremo bisogno di questa speranza, di questa certezza.
PREGHIERA
COMUNITARIA
INVITO
- Rivolgiamo con fiducia la nostra preghiera a Dio, nostro Padre, che in ogni
tempo ha mandato i suoi profeti a richiamare gli uomini alla conversione e
all'amore. Preghiamo insieme e diciamo: Per il Cuore di Cristo tuo Figlio,
ascoltaci, o Signore.
INTENZIONI
- Perché sorgano anche oggi nella Chiesa e nel mondo, profeti generosi che
sappiano richiamare alla conversione e all'amore e suscitino operosa la Speranza
cristiana, preghiamo: Perché la Chiesa sia liberata dai falsi profeti, che con
zelo apparente e dottrine di superbia turbano il popolo di Dio e scandalizzano
il mondo, preghiamo: Perché ognuno di noi sia docile alla voce di quel profeta
interiore che ci è dato nella nostra coscienza, preghiamo: Perché nella
Chiesa e nel mondo cresca il rispetto e l'obbedienza per i « profeti ordinari
» costituiti in autorità da Dio nella S. Gerarchia, nella Società e nella
Famiglia, preghiamo. (Altre intenzioni personali…)
PREGHIERA
DI CONCLUSIONE - Signore, Dio nostro, mentre ti chiediamo perdono per aver tante
volte chiuse le orecchie e il cuore alla tua voce che si manifestava nella
nostra coscienza o per mezzo dei tuoi « profeti », ti preghiamo di formarci un
cuore nuovo più docile, più umile, più pronto e generoso, come il Cuore di
Gesù, tuo Figlio. Amen.
INTRODUZIONE
- Il profeta Osea ci rivela che l'amore di Dio è tanto grande che non può
essere vinto o scoraggiato neppure dal tradimento e dal grave traviamento
d'Israele, paragonabili all'adulterio e alla prostituzione di una donna sposata.
Per rendere più evidente e scandalosa la vergognosa infedeltà del Popolo
eletto e gridare con dolore l'amarezza di Dio-Amore, Osea si sentì obbligato a
unirsi in matrimonio con una prostituta dal nome simbolico di « carbone -
bianco » e ai figli spuri diede nomi allusivi ai peccati d'Israele e ai
castighi che gli sovrastavano. Il Profeta è talmente preso dall'amore di Dio
per sé e per il suo popolo, ne ha provato una tale esperienza mistica, che ne
parla or con le sfumature più delicate della tenerezza or con la forza della
passione più prepotente: come un dolce rapporto di padre e figlio, di sposo e
sposa; come impeto potente di passione, di possesso, di gelosia, di odio quale
risvolto d'amore ferito; e come condono, riconciliazione e amore misericordioso.
Evidentemente, una simile concezione di Dio e dell'amore di Dio è considerata
improbabile e scandalosa dalla fredda ragione umana dei filosofi o degli stessi
libertini, che più di tutti soffrono il bruciore e la schiavitù della carne;
ma il Dio della Bibbia non è l'Ente Supremo; è Amore Supremo, che scende per
far risalire, si « umanizza », per « divinizzare ».
MEDITAZIONE
BIBIACA - (Parole del Signore): « Quando Israele era bambino io l'amai, e
dall'Egitto chiamai il mio figlio. Ma più li chiamavo, più si allontanavano da
me: ( ... ) Ad Efraim io insegnavo a camminare tenendolo per mano. Ma essi non
compresero che io mi prendevo cura di loro. Io li menavo con legami di bontà,
con vincoli d'amore; ero per loro come chi si porta un bambino alle guance, mi
chinavo su lui per dargli da mangiare.
Ritornerà
in Egitto, Assur sarà il suo re, perché non si son voluti convertire. La
spada farà strage nella loro città. (...) Il mio popolo è duro a convertirsi;
chiamato a guardare in alto, nessuno sa sollevare lo sguardo. Come potrei
abbandonarti, Efraim, come consegnarti ad altri, Israele? (...) Il mio cuore si
commuove dentro di me, tutte le mie viscere fremono. Non darò sfogo all'ardente
mia ira, non distruggerò Efraim, perché sono Dio e non uomo; sono il Santo in
mezzo a te, e non amo distruggere ». (Os. 11, 1-9)
CONCLUSIONE
- Convinciamoci che Dio non è una divinità e neppure, come hanno detto i
filosofi, la ragione prima ed ultima di tutto, ma lontana, solitaria, in sé,
indifferente, perché impassibile. Il nostro Dio, il vero Dio, ha un cuore
sensibilissimo, tenerissimo che ama e vuol essere amato, per il bene nostro.
Apriamoci a tanto amore e apriamo anche altri cuori alla conoscenza e
all'amore di Dio. E quando ci scandalizziamo o ci scoraggiamo e « perdiamo »
la fede perché Dio tace sulle ingiustizie del mondo; e quando specialmente
nei confronti degli altri, sollecitiamo impazienti l'intervento giustiziere di
Dio, ricordiamoci l'ammonimento chiaro di Osea e di Dio stesso: Dio è Dio e non
uomo, istintivo, irascibile, vendicativo, che si lascia provocare e vincere dal
male. Dio preferisce la paziente attesa e che il peccatore si ravveda, si
converta e viva.
PREGHIERA
COMUNITARIA
INVITO
- Rivolgiamo con fiducia la nostra preghiera a Dio, nostro Padre, che in ogni
tempo ha mandato i suoi profeti a richiamare gli uomini alla conversione e
all'amore. Preghiamo insieme e diciamo: Per il Cuore di Cristo tuo Figlio,
ascoltaci, o Signore.
INTENZIONI
- Perché sorgano anche oggi nella Chiesa e nel mondo, profeti generosi che
sappiano richiamare alla conversione e all'amore e suscitino operosa la Speranza
cristiana, preghiamo: Perché la Chiesa sia liberata dai falsi profeti, che con
zelo apparente e dottrine di superbia turbano il popolo di Dio e scandalizzano
il mondo, preghiamo: Perché ognuno di noi sia docile alla voce di quel profeta
interiore che ci è dato nella nostra coscienza, preghiamo: Perché nella
Chiesa e nel mondo cresca il rispetto e l'obbedienza per i « profeti ordinari
» costituiti in autorità da Dio nella S. Gerarchia, nella Società e nella
Famiglia, preghiamo. (Altre intenzioni personali…)
PREGHIERA
DI CONCLUSIONE - Signore, Dio nostro, mentre ti chiediamo perdono per aver tante
volte chiuse le orecchie e il cuore alla tua voce che si manifestava nella
nostra coscienza o per mezzo dei tuoi « profeti », ti preghiamo di formarci un
cuore nuovo più docile, più umile, più pronto e generoso, come il Cuore di
Gesù, tuo Figlio. Amen.
INTRODUZIONE
- Troppe volte è stato ripetuto che nell'Antico Testamento Dio si rivela
severissimo e terribile, più giudice che padre, più pronto all'ira e al
castigo che alla misericordia. Non è così; il capitolo undicesimo del profeta
Osea basterebbe a convincercene: Dio, anche nella giustizia, non reagisce come
un uomo, con un senso giustiziere tagliente e inesorabile; Dio non si vendica,
neppure quando è bestemmiato. Dio fa come Gesù sulla croce: perdona loro,
perché non sanno quello che fanno. Quella idea di Dio severissimo è una nostra
impressione; non accade spesso che l'uomo si lascia impressionare e ricorda di
più un. atto di forza, di giustizia, che mille tenerezze? La lettura biblica
che segue è certo una delle più sublimi, prima del Vangelo del Buon Pastore
che ama e dà la vita per le sue pecorelle; in tutti e due i passi Dio proclama
il suo amore che si fa teneramente e fortemente pastore, guida, difensore,
medico, salvatore, bene supremo.
MEDITAZIONE
BIBLICA - Così dice il Signore, Iddio: « Ecco io stesso cercherò le mie
pecore e ne farò la rassegna. Come un pastore passa in rassegna il suo gregge
se si trova in mezzo alle sue pecore che erano state disperse, così io passerò
in rassegna le mie pecore e le radunerò da tutti i luoghi dove erano state
disperse nei giorni nuvolosi e di caligine. (...) Le ricondurrò nella loro
terra e le farò pascolare sui monti d'Israele e nelle valli, in ogni luogo
abitato del paese. Le condurrò in ottime pasture e il loro ovile sarà sui
monti alti d'Israele. ( ... ) Io stesso condurrò le mie pecore al pascolo e le
farò riposare, dice il Signore, Iddio. Andrò in cerca della pecora perduta e
ricondurrò all'ovile la smarrita; fascerò quella ferita e curerò quella
malata; avrò cura della grassa e della forte, le pascerò con giustizia. ( ...
) Io giudicherò fra pecora e pecora, fra montoni e becchi. (...) Io giudicherò
fra pecora grassa e pecora magra. (...) Io salverò le mie pecore e non saranno
più oggetto di preda. Susciterò su di loro un Pastore che le pascerà, David,
mio servo. Egli le condurrà al pascolo e sarà il loro pastore. Io, Signore,
sarò il loro Dio e David sarà principe in mezzo a loro: io, il Signore, ho
parlato. E stringerò con loro il patto di pace!... (Ez.
34, 11-25)
CONCLUSIONE - Sono commoventi queste dichiarazioni di Dio, pastore pietoso e giusto. Accostale a quelle che già conosci di Gesù, il novello David. Esse hanno avuto conferma di verità nel sacrificio della Croce: « Io sono il buon pastore e conosco le mie (pecore) e le mie conoscono me, come il Padre conosce me ed io conosco il Padre; e per le mie pecore do la mia vita. Ed ho altre pecore che non sono di questo ovile, anche quelle bisogna che io guidi e daranno ascolto alla mia voce, sicché si avrà un solo gregge e un solo pastore ».
Lasciamoci
penetrare salutarmente da questa conoscenza amorosa di Dio e di Cristo. Senza
incertezze senza timori senza pregiudizi illuministici o positivistici o, come
oggi si dice, di secolarizzazione, cogliamo e assecondiamo quel moto interiore
della coscienza, che è la voce di Dio e di Cristo che ci invitano a conoscerli,
a credere, a confidare nel loro amore. Troppi uomini moderni sono tristi nella
vita, perché non sanno che lungo il loro cammino, li accompagna un Pastore, un
Donatore di Sangue, Cristo Gesù, mandato da Dio Padre.
PREGHIERA
COMUNITARIA
INVITO
- Rivolgiamo con fiducia la nostra preghiera a Dio, nostro Padre, che in ogni
tempo ha mandato i suoi profeti a richiamare gli uomini alla conversione e
all'amore. Preghiamo insieme e diciamo: Per il Cuore di Cristo tuo Figlio,
ascoltaci, o Signore.
INTENZIONI
- Perché sorgano anche oggi nella Chiesa e nel mondo, profeti generosi che
sappiano richiamare alla conversione e all'amore e suscitino operosa la Speranza
cristiana, preghiamo: Perché la Chiesa sia liberata dai falsi profeti, che con
zelo apparente e dottrine di superbia turbano il popolo di Dio e scandalizzano
il mondo, preghiamo: Perché ognuno di noi sia docile alla voce di quel profeta
interiore che ci è dato nella nostra coscienza, preghiamo: Perché nella
Chiesa e nel mondo cresca il rispetto e l'obbedienza per i « profeti ordinari
» costituiti in autorità da Dio nella S. Gerarchia, nella Società e nella
Famiglia, preghiamo. (Altre intenzioni personali…)
PREGHIERA
DI CONCLUSIONE - Signore, Dio nostro, mentre ti chiediamo perdono per aver tante
volte chiuse le orecchie e il cuore alla tua voce che si manifestava nella
nostra coscienza o per mezzo dei tuoi « profeti », ti preghiamo di formarci un
cuore nuovo più docile, più umile, più pronto e generoso, come il Cuore di
Gesù, tuo Figlio. Amen.
INTRODUZIONE
- Molti uomini, anche tra i cristiani, anche tra quelli che si professano atei
o indifferenti, ancor oggi paventano Dio come giudice severo e inesorabile e,
per così dire, « automatico »: pronto a colpire, prima o poi, l'uomo che ha
commesso certi sbagli. Non sono pochi quelli che oggi pensano, con scetticismo o
con angoscia, che il male fatto rimane e che il perdono, ricevuto nel
confessionale o nella coscienza, non cambia nulla, è un semplice conforto, e
sfogo da alienato. Simili concezioni sono ingiuriose per Dio e non fanno onore
alla intelligenza dell'uomo. Proprio quando nelle pagine dell'Antico Testamento
Dio, per bocca dei profeti, minaccia o infligge terribili castighi, proclama
anche alto e rassicurante: « Io sono Dio e non uomo!... lo sono il Santo e non
amo distruggere! » (Os. 11, 9). E quando anche nel Nuovo Testamento, due
apostoli, crederanno di interpretare una reazione di Gesù invocando fuoco dal
cielo su un villaggio che l'aveva rifiutato, Gesù risponde deciso e ammonitore:
« Non sapete di che spirito siete. Il Figlio dell'uomo è venuto non per
perdere le anime, ma per salvarle ». La giustizia di Dio quando giudica
assolve, quando castiga purifica e guarisce, quando corregge salva, perché la
giustizia in Dio è amore.
MEDITAZIONE BIBLICA - La parola del
Signore fu rivolta a Giona una seconda volta, dicendo: « Alzati e va' a Niníve,
la grande città, e annunzia loro quanto io ti dirò ». Giona si alzò e se ne
andò a Ninive... e predicava, dicendo: « Ancora quaranta giorni e Ninive sarà
distrutta ». I cittadini di Ninive credettero a Dio e bandirono un digiuno e
vestirono il cilizio dal più grande fino al più piccolo di loro. (...) Poi fu
proclamato in Ninive un decreto: « ... ognuno si converta dalla sua malvagia
condotta e dalla iniquità che è nelle sue mani. Chi sa? forse Dio potrebbe
cambiarsi e ripentirsí, distogliere l'ardore della sua ira e non farci perire
». E Iddio vide le loro opere... si pentì del male che aveva detto di fare e
non lo fece. Ma ciò fu per Giona di grande tristezza e ne rimase indignato...
Giona uscì dalla città... si fece un riparo di frasche e ci si mise sotto
all'ombra, in attesa di vedere ciò che sarebbe avvenuto nella città. E il
Signore Iddio fece spuntare una pianta di ricino... per far ombra sulla testa di
Giona. E Giona provò una grande gioia per quel ricino. Ma il giorno dopo... Dio
fece venire un verme a rodere il ricino e questo seccò. E quando il sole si fu
levato... il sole colpì la testa di Giona che si sentì venir meno e chiese di
morire. E Iddio chiese a Giona: « Ti sembra bene essere così sdegnato per una
pianta di ricino? (...) Tu senti compassione per quella pianta di ricino per cui
non ti sei per niente affaticato... ed io non dovrei aver pietà di Ninive nella
quale più di centoventimila creature umane non sanno distinguere tra la mano
destra e la sinistra? » (Gion. 3, 3-10 / 4, 1-11)
CONCLUSIONE - Chi di noi non si sorprende talvolta con i sentimenti di Giona? Spesso ci vogliamo attenere a una decisione dura anche quando qualcosa è cambiato a favore del nostro fratello. Il nostro senso di giustizia è spesso una sottile vendetta, una « legittima » barbarie « civile » e il nostro giudizio che vuol essere netto, è un freddo fil di spada.
Siamo
imitatori di Dio: la giustizia deve essere una forma di amore, per capire, per
aiutare, per correggere, per salvare, non per condannare, per far scontare, per
allontanare.
INTRODUZIONE
- Tutti i fatti della Bibbia, Antica e Nuova, s'intrecciano e tessono un'unica
trama: l'alleanza tra Dio e Israele, tra Dio e La Chiesa, tra Dio e l'uomo
redento. Dio che aveva creato l'uomo volle anche stringere un patto con lui: gli
chiedeva di non piegarsi agli idoli, ai beni della terra, di non farsi dio a se
stesso, ma di riconoscere Lui solo Dio e Signore e Dator d'ogni bene, di
ricercare i beni superiori della giustizia, della santità, di seguire
fedelmente i giudizi della coscienza, che il Decalogo ha poi esplicitato a
tutti. Da parte sua Dio offriva un amore di predilezione a Israele, l'avrebbe
costituito popolo eletto e segno prototipo tra i popoli; offre la salvezza
eterna e la sopraelevazione dell'uomo in Cristo, mediante il quale avrebbe
offerto a tutti gli uomini una speranza certa di felicità divina. Che penserà
di tutto questo, l'uomo moderno, filosofo o uomo della strada che egli sia? Il
filosofo, forse, penserà: che Dio è questo, che scende a patti? È debole! E
l'uomo della strada, che vive alla giornata, forse dirà: se questo Dio scende a
patti, è segno che ha bisogno! Ebbene, se si vuole, sì, Dio è un debole, ma
per amore: chi ama non disdegna di scendere, di adattarsi alla persona amata e
vuole portarla su, vuole elevarla. Così è la trascendenza di Dio! Se si vuole,
sì, Dio ha bisogno, ma di amare: non può fare a meno di amare: è la sua
natura, è la sua ricchezza.
MEDITAZIONE
BIBLICA - Ascolta Israele: il Signore Iddio nostro è l'Unico! Amerai dunque
il Signore Iddio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta l'anima tua e con tutto
il tuo potere. Queste parole che oggi ti ordino, siano sempre nel tuo cuore,
inculcale ai tuoi figli, parlane quando te ne stai in casa tua, quando cammini
per la via, quando ti corichi e quando ti alzi. (...) Quando il Signore, Iddio
tuo, ti avrà introdotto nella terra che giurò ai padri Abramo, Isacco e
Giacobbe, di darti nelle città grandi e belle... quando avrai mangiato e sarai
sazio, guardati bene dal dimenticare il Signore, che ti ha tratto dall'Egitto,
dalla casa della schiavitù. (...) E quando in avvenire, tuo figlio ti
domanderà: Come mai il Signore, Iddio nostro, vi ha dato queste istruzioni,
queste leggi e queste prescrizioni? Tu gli risponderai: Eravamo schiavi di
Faraone in Egitto, e il Signore ci trasse dall'Egitto con mano potente... E il
Signore ci comandò di mettere in pratica tutte queste leggi, affinché temiamo
il Signore Iddio nostro e ce ne venga del bene... (Deut.
G, 4-9; 20-21; 24-23)
CONCLUSIONE - L'Alleanza Antica e Nuova, nel Sangue Redentore, è tuttora una trama d'amore di Dio Padre, di Gesù Cristo, dello Spirito Santo, per Israele, per la Chiesa, per noi. In essa, ognuno di noi è chiamato a vivere il suo rapporto con Dio in un modo personale, sociale, interiore. Liberiamo il nostro senso religioso dalla superstizione che si nutre delle suggestioni dell'ignoranza; liberiamoci della presuntuosa autosufficienza di un certo ateismo moderno, per il quale alcuni oggi credono di bastare a se stessi e di non aver bisogno di Dio o temono che Dio 1:. schiacci con la sua potenza o li coarti con le sue imposizioni. Il nostro Dio fa alleanza con l'uomo per amare, per liberare, per fargli trascendere i suoi stessi limiti e pesi terrestri.
PREGHIERA
COMUNITARIA
INVITO
- Rivolgiamo con fiducia la nostra preghiera a Dio, nostro Padre, che in ogni
tempo ha mandato i suoi profeti a richiamare gli uomini alla conversione e
all'amore. Preghiamo insieme e diciamo: Per il Cuore di Cristo tuo Figlio,
ascoltaci, o Signore.
INTENZIONI
- Perché sorgano anche oggi nella Chiesa e nel mondo, profeti generosi che
sappiano richiamare alla conversione e all'amore e suscitino operosa la Speranza
cristiana, preghiamo: Perché la Chiesa sia liberata dai falsi profeti, che con
zelo apparente e dottrine di superbia turbano il popolo di Dio e scandalizzano
il mondo, preghiamo: Perché ognuno di noi sia docile alla voce di quel profeta
interiore che ci è dato nella nostra coscienza, preghiamo: Perché nella
Chiesa e nel mondo cresca il rispetto e l'obbedienza per i « profeti ordinari
» costituiti in autorità da Dio nella S. Gerarchia, nella Società e nella
Famiglia, preghiamo. (Altre intenzioni personali…)
PREGHIERA
DI CONCLUSIONE - Signore, Dio nostro, mentre ti chiediamo perdono per aver tante
volte chiuse le orecchie e il cuore alla tua voce che si manifestava nella
nostra coscienza o per mezzo dei tuoi « profeti », ti preghiamo di formarci un
cuore nuovo più docile, più umile, più pronto e generoso, come il Cuore di
Gesù, tuo Figlio. Amen.
INTRODUZIONE
- L'amore, per sua natura, non può restare chiuso in sé: tende a effondersi,
ha bisogno di dare, di darsi e, perfino, di sacrificarsi, se è necessario.
E
Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo figlio per noi. Quando noi non
pensavamo più a Dio, alienati come eravamo da Lui e da noi stessi, Egli ebbe
compassione di noi e per primo ci venne incontro. Quando il Figlio di Dio venne,
gli uomini non l'accolsero come meritava, molti anzi hanno congiurato insieme,
tenebre con tenebre contro la luce, per rifiutarlo, per soffocarlo e, oggi,
dichiarano morto, Dio e il suo Figlio.
Tremendo
mistero dell'ostinazione o della cecità umana! ma forse va compreso, spiegato e
aiutato a risolversi, con profonda compassione: a chi è nel buio, la luce
riesce abbagliante; a chi è sazio nella società opulenta, riesce pesante
concepire idee e realtà superiori, trascendenti; a chi è nell'angoscia, per
disperazione o per odio, l'amore appare debolezza, rassegnazione illusoria o
sconfitta accettata. Eppure Dio, con divina ostinazione, porta all'uomo l'amore,
perché di questo ha veramente bisogno, e per convincerlo, abituarlo
all'amore, gli si avvicinò da Uomo a uomo, da Dio Uomo.
MEDITAZIONE
BIBLICA - O miei cari, amiamoci l'un l'altro, perché l'amore è da Dio, e
ognuno che ama è da Dio e conosce Iddio. Colui che non ama non ha conosciuto
Iddio, perché Iddio è amore. E l'amore d'Iddio verso di noi si è dimostrato
in questo: nell'avere Iddio mandato nel mondo il Figlio suo, l'Unigenito,
affinché si viva per mezzo di Lui. In questo consiste l'amore: che noi non
abbiamo amato Iddio; ma che egli ha amato noi e ha mandato il suo figlio,
vittima di espiazione per i nostri peccati. Miei cari, se così ci ha amato
Iddio, anche noi dobbiamo amarci l'un l'altro. Nessuno ha mai veduto Dio; se ci
amiamo l'un l'altro Iddio abita in noi e il suo amore è perfetto in noi. Da
questo conosciamo che noi siamo in Lui ed egli in noi, perché ci ha dato del
suo Spirito. E noi abbiamo veduto e attestiamo che il Padre ha mandato il suo
Figlio, come salvatore del mondo. (1 Giov. 4, 7-14)
CONCLUSIONE - Non vi è un fatto storico più grande dell'Incarnazione di Dio, per amore.
Chi
ha letto il Vangelo e ci crede, non può più ormai essere sorpreso o
meravigliato da nessun altro avvenimento, per quanto imprevedibile o
straordinario possa essere. E anche chi si rifiutasse di credere
all'Incarnazione, non sentirà mai più una verità o una notizia o un'utopia,
se così la si vuol chiamare, più sconvolgente di questa. E tutti e due, chi
crede e chi non vuol credere, dopo l'accettazione o il rifiuto, non potranno
più vivere come prima: l'Amore, ogni amore, non lascia indifferenti, provoca
una risposta. Se ci sono dei « cristianucci » tranquilli, non sconvolti dal
Vangelo, se ci sono degli atei così detti indifferenti, è segno che tutti e
due sono o assonnati o piuttosto corti e tardi a capire o di sensibilità e
volontà fiacca.
PREGHIERA
COMUNITARIA
INVITO
Rivolgiamo con fiducia la nostra preghiera a Dio, .nostro Padre, che ha tanto
amato il mondo da dare il suo Figlio per noi. Preghiamo insieme e diciamo: Per
il Cuore di Cristo tuo Figlio, ascoltaci, o Signore.
INTENZIONI
- Perché la Chiesa senta profondamente e manifesti al mondo la presenza
vivificante del Verbo Incarnato, preghiamo: Perché ogni cristiano giunga
all'esperienza personale della « benignità e dell'umanità » del nostro Dio
fatto uomo, preghiamo: Perché comprendiamo e ci convinciamo che il Vangelo di
Gesù, anche se molto esigente e austero, proviene dall'Amore, preghiamo: Per
chi è avvilito, ostinato, disperato o si sente impotente a liberarsi dal male e
dal peccato, perché possa provare l'amorevolezza divina nella misericordia e
nella salvezza, preghiamo. (Altre intenzioni personali…)
PREGHIERA
DI CONCLUSIONE - Dio, nostro Padre, ascolta la preghiera dei tuoi figli, che
mentre ti ringraziano con tutta l'anima dell'amore che tante volte e in tanti
modi hai manifestato loro, ti chiedono di essere ardenti di quella carità che
li attira al Cuore di Gesù e li impegna nelle opere a favore dei fratelli.
Amen.
INTRODUZIONE
- Con l'Incarnazione, Dio si è messo dentro la nostra pelle, per vivere tutta e
semplicemente la nostra condizione umana. Gesù, toccato dal destino umano fatto
di sofferenza fisica e morale, ha sentito salire fino al Cuore il dolore
dell'umanità: dei lebbrosi, dei paralitici, dei ciechi, dei sordi, della vedova
di Naim, del padre Giairo, delle sorelle di Lazzaro e dello stesso ladrone in
croce. Il suo cuore si commosse e Gesù pianse anche, come un uomo, quasi fosse
anche lui schiantato dall'imperscrutabilità del male e della morte. E l'Amore
che non si rassegna mai e tutto tenta, oltre a insegnare e ad assicurare la
salvezza finale, operò anche dei miracoli per dare al dolore un sollievo
immediato anche se non definitivo. I miracoli di Gesù e di Dio non sono
dimostrazioni di verità o soluzioni di questioni difficili a beneficio degli
intellettuali: sono segni dell'Amore. E’ vero che la Chiesa e Gesù stesso si
sono appellati spesso ai miracoli come argomento di credibilità, ma l'occasione
e il movente del miracolo, nella Bibbia e nella Chiesa, è sempre l'Amore.
MEDITAZIONE
BIBLICA - Gesù dunque andò e trovò Lazzaro che già da quattro giorni era
nella tomba. Or, Marta, quando sentì che Gesù veniva, gli andò incontro,
mentre Maria stava seduta in casa. Marta disse dunque a Gesù: « Signore, se tu
fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto, ma so. ancora che qualunque
cosa chiederai a Dio, egli te la concederà ». Gesù le disse: « Tuo fratello
risorgerà ». Gli rispose Marta: « Lo so che risorgerà nella risurrezione
dell'ultimo giorno ». Gesù le disse: « Io sono la Resurrezione e la Vita;
chi crede in me, anche se fosse morto, vivrà, e chi vive e crede in me, non
morrà in eterno. Credi tu questo? » Gli risponde: « Sì, Signore, io
credo... » e ciò detto andò a chiamare sua sorella Maria. Essa, udito questo,
si alzò in fretta e venne da lui... appena l'ebbe veduto si gettò ai suoi
piedi e disse: « Signore, se tu fossi stato qui, non sarebbe morto mio fratello
». Gesù, allora, vedendola piangere e piangere anche i Giudei che le erano
venuti dietro, ebbe un fremito nel suo spirito, si turbò in se stesso e disse:
« Dove l'avete posto? » Risposero: « Signore, vieni e vedi ». Gesù pianse.
Esclamarono perciò i Giudei: « Guarda come l'amava! ». Allora Gesù, di nuovo
fremendo in se stesso, giunse al sepolcro... Gesù disse: « Togliete la
pietra ». (...) Levarono dunque la pietra. (E Gesù) con gran voce gridò: «
Lazzaro, vieni fuori ». E colui che era morto uscì subito... (Giov.
11, 17-44)
CONCLUSIONE - Molti non credono ai miracoli di Gesù, dei santi, della Chiesa cattolica, forse perché non comprendono bene quegli altri miracoli che capitano tutti i giorni, sotto i nostri occhi e le nostre mani: il cammino del sole e delle stelle, il germogliare di un chicco di grano e il suo moltiplicarsi per cinquanta, per cento nella spiga, il formarsi di un'altra vita nel grembo materna e mille altri. Apriamoci, senza prevenzioni, a penetrare le meraviglie dello universo, della natura attorno a noi e dentro di noi: tutto è segno dell'amore di Dio per noi: d'un amore sensibile e fattivo, immediato e per l'eternità.
PREGHIERA
COMUNITARIA
INVITO
Rivolgiamo con fiducia la nostra preghiera a Dio, .nostro Padre, che ha tanto
amato il mondo da dare il suo Figlio per noi. Preghiamo insieme e diciamo: Per
il Cuore di Cristo tuo Figlio, ascoltaci, o Signore.
INTENZIONI
- Perché la Chiesa senta profondamente e manifesti al mondo la presenza
vivificante del Verbo Incarnato, preghiamo: Perché ogni cristiano giunga
all'esperienza personale della « benignità e dell'umanità » del nostro Dio
fatto uomo, preghiamo: Perché comprendiamo e ci convinciamo che il Vangelo di
Gesù, anche se molto esigente e austero, proviene dall'Amore, preghiamo: Per
chi è avvilito, ostinato, disperato o si sente impotente a liberarsi dal male e
dal peccato, perché possa provare l'amorevolezza divina nella misericordia e
nella salvezza, preghiamo. (Altre intenzioni personali…)
PREGHIERA
DI CONCLUSIONE - Dio, nostro Padre, ascolta la preghiera dei tuoi figli, che
mentre ti ringraziano con tutta l'anima dell'amore che tante volte e in tanti
modi hai manifestato loro, ti chiedono di essere ardenti di quella carità che
li attira al Cuore di Gesù e li impegna nelle opere a favore dei fratelli.
Amen.
INTRODUZIONE
- Tutto il messaggio di Gesù, quello esplicito della sua predicazione e
quello implicito nei mille particolari del suo comportamento, della sua vita,
non ha lo scopo di dare all'uomo, al cristiano, una perfetta e completa dottrina
morale e teologica, ma vuole piuttosto suscitare in lui una piena forma di vita:
l'amore. Per Gesù la vita ha senso e valore solo se viene dall'amore, se è
vissuta nell'amore e per amore, se trabocca e sfocia nell'amore, se riesce a
suscitare amore, sia quando si piega verso le altre persone, sia quando vuole
elevarsi al di sopra di se stessa e degli altri, per essere più perfetti, come
è perfetto il Padre che sta nei cieli. Gustiamo la dolcezza e la verità di
queste parole che Gesù per primo ha vissute.
MEDITAZIONE
BIBLICA - Vi dò un comandamento nuovo, che vi amiate a vicenda: amatevi l'un
l'altro, come io ho amato voi. Da questo conosceranno tutti che siete miei
discepoli, se avrete amore gli uni verso gli altri. (Giov. 13, 34-35)
Come il Padre ha amato me, così io ho amato voi. Perseverate nell'amor mio. Vi
ho detto queste cose affinché la mia gioia dimori in voi e la gioia vostra sia
piena. (Giov. 15, 9) Non soltanto per questi prego, crederanno in me, per
la loro cosa sola, come tu sei in me, anche loro siano una cosa sola affinché
sian perfetti nell'unità. ma prego anche per quelli che parola, affinché siano
tutti una o Padre, ed io in te, affinché in noi... Io in essi e tu in me, .. (Giov.
17, 20-23)
In
questo si rendono manifesti i figli d'Iddio e i figli del diavolo: chiunque
non pratica la giustizia non è da Dio, come non lo è chi non ama il proprio
fratello. (...) Noi sappiamo che siam passati dalla morte alla vita, perché
amiamo i fratelli. Chi non ama rimane nella morte. Da questo abbiamo conosciuto
l'Amore, poiché Egli ha dato la sua vita per noi. Noi pure dobbiamo dare la
vita per i fratelli. (1 Giov. 3, 10-16) Se uno dicesse: « Io amo Iddio
» e odia il suo fratello, è un bugiardo, perché chi non ama il suo fratello
che vede, non può amare Iddio che non vede. E noi abbiamo ricevuto da lui
questo comandamento, che chi ama Iddio, ami anche il proprio fratello. (1
Giov. 4, 19)
CONCLUSIONE
- Questo messaggio cristiano è inquietante!
Gli
spiriti che si credono forti lo prendono per una dottrina sentimentale; gli
spiriti che si credono sapienti, lo considerano poco avveduto; i politici e gli
uomini d'affari, lo trovano ingenuo; e l'uomo comune, tra le mille angustie
esasperanti della vita di oggi, giudica impossibile una vita nell'amore. Eppure,
per ognuno di questi uomini, calcolatori come il ricco stolto (Luc; 12, 16
...) viene il momento in cui si troveranno con le mani vuote: la loro vita
svanirà in polvere e fumo quando avvertiranno la voce che dice: « Insensato!
Questa notte stessa ti verrà richiesta la vita; e quello che hai preparato, per
chi sarà? ». (Luc. 12, 20) Solo chi ama, sa per chi sono la sua vita e
i suoi beni.
PREGHIERA
COMUNITARIA
INVITO
Rivolgiamo con fiducia la nostra preghiera a Dio, .nostro Padre, che ha tanto
amato il mondo da dare il suo Figlio per noi. Preghiamo insieme e diciamo: Per
il Cuore di Cristo tuo Figlio, ascoltaci, o Signore.
INTENZIONI
- Perché la Chiesa senta profondamente e manifesti al mondo la presenza
vivificante del Verbo Incarnato, preghiamo: Perché ogni cristiano giunga
all'esperienza personale della « benignità e dell'umanità » del nostro Dio
fatto uomo, preghiamo: Perché comprendiamo e ci convinciamo che il Vangelo di
Gesù, anche se molto esigente e austero, proviene dall'Amore, preghiamo: Per
chi è avvilito, ostinato, disperato o si sente impotente a liberarsi dal male e
dal peccato, perché possa provare l'amorevolezza divina nella misericordia e
nella salvezza, preghiamo. (Altre intenzioni personali…)
PREGHIERA
DI CONCLUSIONE - Dio, nostro Padre, ascolta la preghiera dei tuoi figli, che
mentre ti ringraziano con tutta l'anima dell'amore che tante volte e in tanti
modi hai manifestato loro, ti chiedono di essere ardenti di quella carità che
li attira al Cuore di Gesù e li impegna nelle opere a favore dei fratelli.
Amen.
INTRODUZIONE
- L'amore di Dio e di Cristo per noi è spesso immaginato come grande, vero,
santificante e salvifico, ma anche troppo grande e quindi distante, superiore e
senza tenerezza. Al contrario, l'Amore Divino è tanto sceso fino a noi, che non
solo si è incarnato, ma si è anche « umanizzato », cioè si è avvicinato al
modo nostro di amare, fino a giungere all'amarevolezza e alla tenerezza, di un
padre, di una madre, di un amico. Per essere convinti e commossi e sorpresi e
conquistati dalla benignità e dalla tenerezza « umana » di Dio Padre e di Gesù,
basta leggere con calma alcune pagine della Bibbia: quelle dello amore più che
materno di Dio, scritte da Isaia (49, 14-15) o da Osea o nel Cantico dei
Cantici; quelle della pecorella smarrita, del Buon Pastore, dell'amicizia di Gesù
con la famiglia di Lazzaro, delle tenerezze di Gesù per i bambini,
dell'adultera salvata dalla lapidazione, della Samaritana, della vedova di Naim,
della vite e i tralci, del discorso d'addio all'ultima cena, del perdono
dall'alto della croce ai carnefici. Ora ripensiamo profondamente la pagina del
figliuol prodigo, nella quale l'amore, la generosità paziente, il perdono, la
tenerezza paterna di Dio emergono con tutta forza e commozione.
MEDITAZIONE
BIBLICA - Gesù disse ancora: « Un uomo aveva due figli. E il più giovane
disse al padre: Padre, dammi la parte dei beni che mi spetta. E il padre divise
tra i figli i suoi beni. Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, messa
insieme ogni cosa, se ne parti per un paese lontano, e là scialacquò tutto il
suo patrimonio, vivendo dissolutamente.
Quando
ebbe dato fondo a ogni cosa, in quella regione venne una tremenda carestia ed
egli cominciò a sentir la miseria. Allora se ne andò e si mise a servizio di
un uomo di quel paese, il quale lo mandò nei suoi campi a badare ai porci.
Avrebbe voluto perfino riempirsi il ventre delle carrube che mangiavano i porci!
Non ricevendo nulla da nessuno, rientrando in se stesso, disse: Quanti mercenari
di mio padre hanno pane in abbondanza, ed io, qui, muoio di fame... Mi alzerò e
andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato contro il cielo e in faccia a
te! Non son più degno di essere chiamato tuo figlio: trattami come uno dei tuoi
mercenari. E alzatosi, andò da suo padre. Lo vide il padre, mentre era ancora
lontano, e ne ebbe pietà; allora correndogli incontro, gli si gettò al collo e
lo baciò. E il figlio gli disse: Padre, ho peccato contro il cielo e in
faccia a te, non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Ma il padre
ordinò ai suoi servi: Portate subito la veste più bella e rivestitelo,
mettetegli un anello in dito e i calzari ai piedi. Prendete il vitello grasso,
ammazzatelo, si banchetti e si faccia festa; perché questo mio figlio era morto
ed è ritornato in vita, era perduto e si è ritrovato. (Luc.
15, 11-24)
CONCLUSIONE - Mai come oggi l'uomo ha bisogno di amore e perfino di tenerezza, ma di quella dell'animo, non di quella goduta a contatto di pelle: di questa ne trova e ne ha troppa. L'uomo di oggi servito e asservito dalla tecnica, minacciato dalla scienza, soffocato, in alcuni paesi, dalla sicurezza sociale, dalla culla alla tomba, in cerca di benessere e felicità nell'attivismo, nei consumi, in una vita sempre più lunga e più opulenta, sta perdendo il calore dell'animo, nel contatto amichevole tra persona e persona e con Dio, di cui crede di poter fare a meno; sta perdendo il sentimento della pietà e della compassione e quindi del perdono, dato o ricevuto, sta perdendo quel fiore dell'amore, che è la tenerezza, l'amorevolezza. Solo a contatto con Dio, con Gesù, potrà riacquistarlo.
PREGHIERA
COMUNITARIA
INVITO
Rivolgiamo con fiducia la nostra preghiera a Dio, .nostro Padre, che ha tanto
amato il mondo da dare il suo Figlio per noi. Preghiamo insieme e diciamo: Per
il Cuore di Cristo tuo Figlio, ascoltaci, o Signore.
INTENZIONI
- Perché la Chiesa senta profondamente e manifesti al mondo la presenza
vivificante del Verbo Incarnato, preghiamo: Perché ogni cristiano giunga
all'esperienza personale della « benignità e dell'umanità » del nostro Dio
fatto uomo, preghiamo: Perché comprendiamo e ci convinciamo che il Vangelo di
Gesù, anche se molto esigente e austero, proviene dall'Amore, preghiamo: Per
chi è avvilito, ostinato, disperato o si sente impotente a liberarsi dal male e
dal peccato, perché possa provare l'amorevolezza divina nella misericordia e
nella salvezza, preghiamo. (Altre intenzioni personali…)
PREGHIERA
DI CONCLUSIONE - Dio, nostro Padre, ascolta la preghiera dei tuoi figli, che
mentre ti ringraziano con tutta l'anima dell'amore che tante volte e in tanti
modi hai manifestato loro, ti chiedono di essere ardenti di quella carità che
li attira al Cuore di Gesù e li impegna nelle opere a favore dei fratelli.
Amen.
INTRODUZIONE
- Tutta le vita di Cristo è rivelazione dell'amore suo e di Dio. Ma di Dio egli
ha parlato non tanto con i titoli di creatore, padrone, signore, giudice,
infinito, onnipotente e giusto, quanto piuttosto come di un Padre, come Amore.
Perciò, a un certo punto il Nuovo Testamento arriva all'espressione
esplicita, semplice e inequivocabile: « Dio è Amore » (1 Giov. 4, 16).
E questo è il culmine della Redenzione, è il tutto della vita di Dio e per la
vita dell'uomo. L'Antico Testamento era arrivato alla conoscenza profonda e alla
dichiarazione che Dio è colui che è: l'Esistente in sé e per sé; il Nuovo
Testamento, mediante la parola e la vita di Cristo ci fa penetrare nel cuore
stesso della esistenza di Dio, l'Amore. Sono molte le occasioni in cui Gesù ci
ha invitati e istruiti a riconoscere Dio come Padre e ad avere per lui
sentimenti di figli. Meditiamo per esempio, con intelletto d'amore, questi passi
del Vangelo.
MEDITAZIONE
BIBLICA - Quando pregate, non fate come gli ipocriti, i quali hanno piacere di
pregare in piedi nelle sinagoghe o negli angoli delle piazze, per essere veduti
dagli uomini. (...) Ma tu... entra nella tua camera... e prega il Padre tuo
che è nel segreto, e il Padre tuo che vede nel segreta, te ne darà la
ricompensa. E quando pregate non moltiplicate vane parole, come i pagani, che
credono di essere esauditi a forza di parole. Non siate simili a loro, perché
il Padre vostro sa di che cosa avete bisogno, prima che gliela chiediate. Voi
dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli... (Mat.
6, 5-9)
Amate
i vostri nemici, pregate per coloro che vi perseguitano, affinché siate figli
del Padre vostro che è nei cieli; perché egli fa sorgere il suo sole sopra i
cattivi e sopra i buoni e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti... Siate dunque
perfetti com'è perfetto il Padre vostro celeste. (Mat. 5, 44-48)
Osservate gli uccelli: non seminano, non raccolgono, non hanno né dispensa né
granaio e Dio li nutre. Considerate i gigli del campo, come non filano, non
tessono, eppure io vi dico che nemmeno Salomone in tutta la sua gloria non fu
mai. vestito come uno di loro. Or voi non state a cercare che cosa mangerete,
né cosa berrete; non agitatevi l'animo (...): il Padre vostro sa che ne avete
bisogno. (Luc. 12, 24-30)
Le
parole che io vi dico, non le dico da me, ma il Padre che dimora in me, è lui
che fa le opere. Credete a me, che io sono nel Padre e il Padre è in me... (Giov.
14, 10)
CONCLUSIONE - È molto vicino a una forma di religione fredda, teista, musulmana, chi di Dio si è fatto una idea e lo rispetta come l'Essere Supremo, l'Onnipotente, l'Assoluto e simile, senza arrivare, specialmente nella preghiera, nella fiducia, negli adempimenti della propria vocazione, a un rapporto filiale. Il cristiano deve conoscere, credere, amare Dio come Padre, in Gesù Cristo lo deve sentire come fratello redentore e nello Spirito Santo come amico, confidente e consigliere.
PREGHIERA
COMUNITARIA
INVITO
Rivolgiamo con fiducia la nostra preghiera a Dio, .nostro Padre, che ha tanto
amato il mondo da dare il suo Figlio per noi. Preghiamo insieme e diciamo: Per
il Cuore di Cristo tuo Figlio, ascoltaci, o Signore.
INTENZIONI
- Perché la Chiesa senta profondamente e manifesti al mondo la presenza
vivificante del Verbo Incarnato, preghiamo: Perché ogni cristiano giunga
all'esperienza personale della « benignità e dell'umanità » del nostro Dio
fatto uomo, preghiamo: Perché comprendiamo e ci convinciamo che il Vangelo di
Gesù, anche se molto esigente e austero, proviene dall'Amore, preghiamo: Per
chi è avvilito, ostinato, disperato o si sente impotente a liberarsi dal male e
dal peccato, perché possa provare l'amorevolezza divina nella misericordia e
nella salvezza, preghiamo. (Altre intenzioni personali…)
PREGHIERA
DI CONCLUSIONE - Dio, nostro Padre, ascolta la preghiera dei tuoi figli, che
mentre ti ringraziano con tutta l'anima dell'amore che tante volte e in tanti
modi hai manifestato loro, ti chiedono di essere ardenti di quella carità che
li attira al Cuore di Gesù e li impegna nelle opere a favore dei fratelli.
Amen.
INTRODUZIONE
- Dopo averci gradualmente rivelato Dio come Padre, se stesso come fratello
redentore, Cristo giunge a rivelarci e a donarci lo Spirito Santo.
Lo
Spirito Santo è la terza persona divina; noi non riusciamo a comprenderne il
mistero, cioè la verità profonda, lumínosissima, nobilissima e nobilitante
per noi, ma possiamo dire con parole che balbettiamo, che lo Spirito Santo è il
flusso e il riflusso dell'Amore personale tra il Padre e il Figlio, del Padre
per il Figlio e del Figlio per il Padre e insieme di tutte e tre le divine
persone, reciprocamente. Ed è anche il flusso e riflusso d'amore ineffabile tra
le Tre Divine Persone e l'uomo. Se l'uomo può concepire un retto pensiero e
un atto d'amore per Dio, è lo Spirito Santo che lo ispira, lo muove, lo
sostiene, e lo rende capace di quel palpito vitale, santificante e salvifico, di
cui parla S. Paolo: « Abba »! Padre! Ecco alcuni passi sublimi
dell'insegnamento di Gesù agli apostoli e degli apostoli a noi, sullo Spirito
Santo Amore.
MEDITAZIONE
BIBLICA - Se mi amate, osservate i miei comandamenti. Ed io pregherò il Padre
che vi darà un altro Consolatore, perché resti con voi per sempre, lo spirito
di verità che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce,
ma voi lo conoscete perché abita con voi e sarà in voi. Vi ho detto queste
cose, mentre sto ancora con voi. Ma il Consolatore, lo Spirito Santo che il
Padre vi manderà nel mio nome, egli vi insegnerà ogni cosa e vi farà
ricordare tutto quello che io vi ho detto. (Giov. 14, 15-27) Lo Spirito
viene in aiuto della nostra debolezza, perché noi non sappiamo domandare quello
che si conviene, ma lo Spirito stesso intercede per noi con gemiti
inesprimibili; e colui che scruta i cuori, sa che cosa desideri lo Spirito,
perché egli intercede secondo Dio per i Santi. (Rom. 8, 26-27)
CONCLUSIONE - Conosciamo lo Spirito Santo dall'insegnamento di Gesù e della Chiesa; ma siamo coscienti anche di, possederlo? L'abbiamo ricevuto mediante il sacramento della cresima, che non si deve considerare una bella cerimonia compiuta e conclusa tanti anni fa: la cerimonia è passata, ma gli effetti del sacramento rimangono in noi, essi formano come un « sigillo », sono il segno dello Spirito Santo in noi, a sviluppo della nostra fisionomia spirituale « cristiana », cioè sempre più simile a Cristo. E lo Spirito Santo sviluppa la nostra personalità cristiana operando con i suoi sette doni: sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, scienza, pietà, timor di Dio e maturando in noi i frutti più dolci della virtù cristiana: amore, gioia, pace, benignità, longanimità.
PREGHIERA
COMUNITARIA
INVITO
Rivolgiamo con fiducia la nostra preghiera a Dio, .nostro Padre, che ha tanto
amato il mondo da dare il suo Figlio per noi. Preghiamo insieme e diciamo: Per
il Cuore di Cristo tuo Figlio, ascoltaci, o Signore.
INTENZIONI
- Perché la Chiesa senta profondamente e manifesti al mondo la presenza
vivificante del Verbo Incarnato, preghiamo: Perché ogni cristiano giunga
all'esperienza personale della « benignità e dell'umanità » del nostro Dio
fatto uomo, preghiamo: Perché comprendiamo e ci convinciamo che il Vangelo di
Gesù, anche se molto esigente e austero, proviene dall'Amore, preghiamo: Per
chi è avvilito, ostinato, disperato o si sente impotente a liberarsi dal male e
dal peccato, perché possa provare l'amorevolezza divina nella misericordia e
nella salvezza, preghiamo. (Altre intenzioni personali…)
PREGHIERA
DI CONCLUSIONE - Dio, nostro Padre, ascolta la preghiera dei tuoi figli, che
mentre ti ringraziano con tutta l'anima dell'amore che tante volte e in tanti
modi hai manifestato loro, ti chiedono di essere ardenti di quella carità che
li attira al Cuore di Gesù e li impegna nelle opere a favore dei fratelli.
Amen.
INTRODUZIONE
- Nella rivelazione della vita delle Tre Divine Persone, la Bibbia raggiunge le
tre vette sublimi, inebrianti di mistero d'Amore: della Paternità, della
Fraternità, dell'Amicizia di Dio con l'uomo. Queste altezze, poi, sembrano
inabissarsi nell'uomo con l'Incarnazione, con la Redenzione, con 1'inabitazione
delle Tre Divine Persone in noi. E da tutta la Rivelazione, sembra questo il
fine e la conclusione di tutto: Dio in noi e noi in Dio, uniti ma non confusi,
compenetrati, ma non mescolati, come sole nel cristallo e cristallo nel sole.
È un mistero, cioè una verità abbagliante, che dà le vertigini, ma è la
via, la logica, la conclusione dell'amore: l'amore vuole l'unione, la
compresenza, la comprenetazione, pur nella distinzione delle personi amanti;
amare è comunicarsi, scambiarsi, quasi, l'esistenza. Con le Tre Divine Persone
l'uomo riceve tutto e dà quello che ha ricevuto. Dio è in noi e noi in Dio, a
somiglianza del Padre che è nel Figlio e del Figlio che è nel Padre,
nell'amore dello Spirito Santo.
MEDITAZIONE
BIBLICA - Voi conoscerete che io sono nel Padre mio e voi in me ed io in voi.
Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva è quello che mi ama; e chi ama
me, sarà amato dal Padre mio, e io pure l'amerò e gli manifesterò me stesso.
(...)
Se
uno mi ama osserverà la mia parola, e il Padre mio lo amerà e verremo a lui e
dimoreremo in lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole. E la parola che
avete ascoltata non è mia, ma del Padre che mi ha mandato. Vi ho detto queste
cose mentre sto ancora con voi. Ma il Consolatore, lo Spirito Santo, che il
Padre vi manderà nel mio nome, egli vi insegnerà ogni cosa, e vi farà
ricordare tutto quello che vi ho detto. (Giov. 14, 20-26)
CONCLUSIONE - Solo Cristo-Uomo e alcuni mistici hanno compreso e vissuto questa vertiginosa e inebriante realtà dell'esistenza cristiana: Dio in noi. Noi la crediamo cosa inaudita, sbalorditiva e, quindi, chissà quanto vera! Ma noi siamo troppo meschini, siamo fasciati di ignoranza e anche la nostra immaginazione è corta e infantile. Noi ci crediamo incapaci, ci sentiamo a disagio non solo a queste altezze divine, ma anche quando fossimo librati e liberi negli spazi stellari o quando nuotassimo nelle cristalline profondità del mare. Siamo poveri vermiciattoli, (non ci si offenda), abituati a trascinarci, a strisciare sulla crosta terrestre! Eppure il nostro destino si svolge in alto e nelle profondità: siamo in Dio e Dio è in noi; siamo nei cieli di Dio e conteniamo Dio negli abissi del nostro essere umano. Prendiamone coscienza, almeno nella preghiera, nei momenti di solitudine, di meditazione e di pace: per l'onore che Dio ci fa e la beatitudine che vi possiamo trovare.
PREGHIERA
COMUNITARIA
INVITO
Rivolgiamo con fiducia la nostra preghiera a Dio, .nostro Padre, che ha tanto
amato il mondo da dare il suo Figlio per noi. Preghiamo insieme e diciamo: Per
il Cuore di Cristo tuo Figlio, ascoltaci, o Signore.
INTENZIONI
- Perché la Chiesa senta profondamente e manifesti al mondo la presenza
vivificante del Verbo Incarnato, preghiamo: Perché ogni cristiano giunga
all'esperienza personale della « benignità e dell'umanità » del nostro Dio
fatto uomo, preghiamo: Perché comprendiamo e ci convinciamo che il Vangelo di
Gesù, anche se molto esigente e austero, proviene dall'Amore, preghiamo: Per
chi è avvilito, ostinato, disperato o si sente impotente a liberarsi dal male e
dal peccato, perché possa provare l'amorevolezza divina nella misericordia e
nella salvezza, preghiamo. (Altre intenzioni personali…)
PREGHIERA
DI CONCLUSIONE - Dio, nostro Padre, ascolta la preghiera dei tuoi figli, che
mentre ti ringraziano con tutta l'anima dell'amore che tante volte e in tanti
modi hai manifestato loro, ti chiedono di essere ardenti di quella carità che
li attira al Cuore di Gesù e li impegna nelle opere a favore dei fratelli.
Amen.
INTRODL7IONE
- La morte di Cristo in Croce, sospeso tra cielo e terra, respinto dagli uomini
e come abbandonato da Dio, suo Padre, non è avvenuta per necessità di
circostanze e di cause concorrenti e fatali e quindi inevitabili, a quel punto.
Se voleva, poteva liberarsene: anche Pilato, che ne aveva il potere, lo
desiderava, e Lui, anche solo come uomo, ne aveva i diritti e le prove. Volle
invece « dare il suo corpo », « versare il suo sangue », per gli uomini, di
cui era il migliore e il capo. Per questo aveva detto: « Nessuno ha amore più
grande di colui che sacrifica la propria vita per i suoi amici ». Ed è stato
anche scritto che chi dà la vita per un altro, ritroverà la sua vita e salverà
quella dell'altro. Dalla morte ignominiosa di Gesù siamo stati salvati per
sempre, dal nulla maligno della colpa e del male, in cui eravamo caduti,
dimenticando Dio, allontanandoci da Dio. La Croce è il segno certo,
inequivocabile, irrefutabile che Dio in Cristo ha amato l'uomo, si è chinato,
si è immerso e quasi annientato fino in fondo alla nostra triste condizione,
per innalzarci fino in cima alla dignità e alla gloria sua. L'amore di Dio e
di Cristo non è una dottrina: è un'azione di salvezza, di santificazione, di
sopraelevazione dell'uomo.
MEDITAZIONE
BIBLICA - Dio non ha risparmiato il suo proprio Figlio, ma l'ha consegnato per
tutti noi... (Rom. 8, 32) Abbiate in voi quel medesimo sentimento che fu
in Cristo Gesù, il quale pur essendo in forma di Dio,... annientò se stesso,
prendendo forma di schiavo, divenuto simile agli uomini; e ritrovato nel
sembiante come un uomo, umiliò se stesso, divenuto obbediente fino a morte,
anzi a morte di croce. Per questo anche Dio lo esaltò e gli donò il nome che
è sopra ogni nome... (Filip. 2, 5-10) Disprezzato e respinto dagli
uomini, uomo di dolore ed esperto nel soffrire... I nostri mali egli ha portato
e i nostri dolori egli ha sopportato, e noi, l'abbiamo considerato un- battuto,
colpito da Dio e umiliato. Ma egli è trafitto per le nostre prévaricazioní,
è colpito per i nostri peccati. Il castigo che ci avrebbe apportato la salute
è ricaduto su di lui e nelle sue piaghe è guarigione per noi. Tutti noi come
pecore andavamo errando, ognuno andava per la propria strada, e il Signore ha
colpito in Lui il peccato di noi tutti... Giustificherà molti il giusto mio
Servo, portando egli stesso i loro peccati. (Isaia 53, 3-6 e 11) Dio dà
prova del suo amore verso di noi proprio in questo, che mentre eravamo ancora
dei peccatori, Cristo è morto per noi. (Rom. 5, 8 )
CONCLUSIONE - Dovremmo vivere, come S. Paolo, mossi in tutto da questa « idea fissa »: « ... il Figlio di Dio mi ha amato e ha dato se stesso per me ». Per essere degni di questo amore, tutto dovremmo fare, sopportare, soffrire, affrontare, intraprendere, senza pigrizia, senza scoraggiamenti, senza pessimismi, senza calcoli egoistici. E ora, è anche più che giustificato e doveroso l'amore a ogni uomo, qualunque egli possa essere: è Cristo che vive e soffre e fatica e muore in lui, per redimerlo dall'abbandono, dalla miseria, dal fondo, forse, della disperazione, per farlo risalire alla liberazione e alla salvezza. E noi dobbiamo cooperare.
PREGHIERA
COMUNITARIA
INVITO
- Riconoscenti a Dio Padre, che dal Cuore del suo Figlio crocifisso ha fatto
sgorgare per la Chiesa e per il mondo la Salvezza e l'Amore, preghiamo insieme e
diciamo: Per il Cuore di Cristo tuo Figlio, ascoltaci, o Signore. Perché la
carità divina effusa nella Chiesa e nei nostri cuori mediante lo Spirito Santo,
cresca e si espanda nell'impegno cristiano per la giustizia, la pace e la
fratellanza, preghiamo: Perché sappiamo attingere nell'Eucaristia la forza e la
generosità per testimoniare l'Amore nel nostro ambiente sociale, preghiamo
Perché dal santo Sacrificio della Messa attingiamo la forza di amare a
qualunque costo, qualunque persona, anche i nemici, preghiamo: Perché nell'ora
del dolore e di fronte al male, che c'è nel mondo, non ci venga meno la fede
e la speranza cristiana, ma si rafforzi la fiducia nell'aiuto divino e la
forza dell'amore superi le provocazioni del male, preghiamo:
(Altre
intenzioni personali…)
PREGHIERA
DI CONCLUSIONE - O Dio, nostro Padre, che nel Cuore di Gesù ferito dai nostri
peccati, ci hai aperto tesori di Amore infinito, ti preghiamo: crea in noi un
cuore nuovo, pronto alla riparazione e impegnato a ricostruire un mondo migliore
nel tuo Amore. Amen.
INTRODUZIONE
- L'amore vuole, e crea, un rapporto profondo tra le persone che si amano. Il
rapporto profondo arriva a richiedere l'unione, la più intima possibile. Troppe
persone, terrestri e carnali, si credono arrivate all'unione d'amore con
l'abbraccio, con il bacio, con l'unione fisica; ma questi sono segni e gesti e,
per così dire, l'anticamera inferiore e lontana dell'unione d'amore. L'unione
che vuole l'amore è la compenetrazione delle menti, dei cuori, degli animi, di
tutto il proprio mondo interiore con il mondo interiore dell'altro, in donazione
trasparente, senza segreti, in abbandono fiducioso senza riserve, in dono totale
di sé, sicuro di essere ricevuto e goduto, di ricevere e di godere. E in questa
unione, chi si dà si arricchisce e chi riceve potenzia la sua capacità di
donarsi. Gesù all'ultima cena, prima di separarsi dai suoi, desiderò ardentemente
questa unione, per la nostra santificazione. Si donò a noi anche col suo corpo
che avrebbe dato sulla Croce, col sangue che avrebbe sparso generosamente per
noi. Ascoltiamo da Gesù stesso, come gli apostoli, questo patto e dono e unione
d'amore.
MEDITAZIONE
BIBLICA - Io sono la vera vite... Rimanete in me ed io in voi.
Come
il tralcio non può da sé portare frutto, se non rimane unito alla vite, così
nemmeno voi, se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci, chi rimane in
me ed io in lui, questo porta molto frutto; perché senza di me non potete far
niente. Se uno non rimane in me, è gettato via come il sarmento, e si secca e
poi viene raccolto e gettato nel fuoco a'bruciare. (Giov. 15, 1-6) Quando
fu giunta l'ora, si mise a tavola insieme ai suoi apostoli. E disse loro: « Ho
desiderato tanto di mangiare questa Pasqua con voi, prima di soffrire! »
Poi prese il pane, rese le grazie, lo
spezzò e lo distribuì loro dicendo: « Questo è il mio corpo che è
sacrificato per voi; fate questo in memoria di me ». E prese pure il calice,
dopo aver cenato, dicendo: « Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue
che è sparso per voi ». (Luc. 22, 14-20) (Gesù disse ai Giudei): « Chi
mangia la mia carne e beve il mio sangue, ha la vita eterna, e io lo risusciterò
nell'ultimo giorno. Perché la mia carne è veramente cibo e il mio sangue è
veramente bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue, rimane in me ed
io in lui. Come il Padre che vive, ha mandato me, ed io vivo per il Padre, così
chi mangia me, vivrà anch'egli per me ». (Giov. 6, 54-57)
CONCLUSIONE - L'Eucaristia, come sacrificio e come Comunione, perpetua l'unione santificante e salvifica, nell'Amore, di Cristo e dei cristiani. Essa è dono supremo dell'Amare, è unione, nutrimento, sviluppo dell'Amore. Con Essa si rinnova l'Incarnazione, si attua la redenzione, si consuma anticipatamente l'Amore, già prima della visione e unione beatifica del Cielo, sia pure nel mistero e nel sacramento. L'Eucaristia indica chiaramente al cristiano quale deve essere il suo rapporto con Dio e con Cristo, unione intima, compenetrazione di vita, nella santità dell'unità stessa con Dio. L'uomo moderno soffre la solitudine, l'incomunicabilità, si sente solo in mezzo alla moltitudine, nelle grandi città, negli isolati popolosi, forse perché non è aperto e in comunione con Dio.
PREGHIERA
COMUNITARIA
INVITO
- Riconoscenti a Dio Padre, che dal Cuore del suo Figlio crocifisso ha fatto
sgorgare per la Chiesa e per il mondo la Salvezza e l'Amore, preghiamo insieme e
diciamo: Per il Cuore di Cristo tuo Figlio, ascoltaci, o Signore. Perché la
carità divina effusa nella Chiesa e nei nostri cuori mediante lo Spirito Santo,
cresca e si espanda nell'impegno cristiano per la giustizia, la pace e la
fratellanza, preghiamo: Perché sappiamo attingere nell'Eucaristia la forza e la
generosità per testimoniare l'Amore nel nostro ambiente sociale, preghiamo
Perché dal santo Sacrificio della Messa attingiamo la forza di amare a
qualunque costo, qualunque persona, anche i nemici, preghiamo: Perché nell'ora
del dolore e di fronte al male, che c'è nel mondo, non ci venga meno la fede
e la speranza cristiana, ma si rafforzi la fiducia nell'aiuto divino e la
forza dell'amore superi le provocazioni del male, preghiamo:
(Altre
intenzioni personali…)
PREGHIERA
DI CONCLUSIONE - O Dio, nostro Padre, che nel Cuore di Gesù ferito dai nostri
peccati, ci hai aperto tesori di Amore infinito, ti preghiamo: crea in noi un
cuore nuovo, pronto alla riparazione e impegnato a ricostruire un mondo migliore
nel tuo Amore. Amen.
INTRODUZIONE
- L'uomo in preghiera mostra qualche cosa d'infinitamente vero, profondo, alto,
pieno. L'uomo in ginocchio, coglie in profondità la consapevolezza di sé,
s'innalza al di sopra di sé, pensandosi in relazione a Dio e con Dio e ne
riporta una pienezza interiore, che è luce e fiducia, amicizia e amore con Uno
più grande di sé, con l'Unico, l'Eterno, l'Amore. Gli apostoli videro molte
volte Gesù passare le notti in preghiera, trasfigurato ed estasiato e assai
più vero e misterioso di quando, di giorno, trattava con gli uomini. Per questo
gli chiesero: « Maestro, insegna anche a noi a pregare ».
MEDITAZIONE
BIBLICA - (Quando pregate, dite:) « Padre nostro che sei nei cieli, sia
santificato il tuo Nome, venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà, come in
cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i
nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in
tentazione, ma liberaci dal male ».
CONCLUSIONE
- Certamente, l'amore vero si dimostra a fatti e non tanto a parole. Ma è anche
certo che nella preghiera abbiamo i momenti privilegiati di amore con Dio e di
Dio.
Nella
preghiera, fatta non tanto di domande, quando piuttosto di rapporto personale, a
colloquio diretto con Dio Padre, con Gesù, con lo Spirito Santo, in adorazione,
ringraziamento, disponibilità e ascolto e in religiosa contemplazione, si
preparano le opere, che poi, compiute, si offrono in testimonianza d'amore. Chi
non prega, non si prepara ad amare a fatti con slancio, con zelo; e dopo le
opere, chi non prega, diviene facilmente o un filosofo soddisfatto in una certa
sua onestà o un « umanitario » contento di fare un generico bene alla società
o un accorto calcolatore dei vantaggi propri: senza la preghiera, insomma, non
ci liberiamo dal cerchio soffocante del nostro piccolo mondo egoista. E il
cristiano sa anche che talvolta le opere a favore degli altri o non bastano o
non servono: allora non rimane altra opera d'amore veramente valida che pregare
per i prossimi che ci stanno a cuore. A Pietro deciso a fare di testa sua,
durante i giorni della Passione, giovò la preghiera di Gesù, non i suoi
preavvisi: « Simone, Simone,... ma io ho pregato per te, affinché la tua fede
non venga meno... » (Luc. 22, 31)
PREGHIERA
COMUNITARIA
INVITO
- Riconoscenti a Dio Padre, che dal Cuore del suo Figlio crocifisso ha fatto
sgorgare per la Chiesa e per il mondo la Salvezza e l'Amore, preghiamo insieme e
diciamo: Per il Cuore di Cristo tuo Figlio, ascoltaci, o Signore. Perché la
carità divina effusa nella Chiesa e nei nostri cuori mediante lo Spirito Santo,
cresca e si espanda nell'impegno cristiano per la giustizia, la pace e la
fratellanza, preghiamo: Perché sappiamo attingere nell'Eucaristia la forza e la
generosità per testimoniare l'Amore nel nostro ambiente sociale, preghiamo
Perché dal santo Sacrificio della Messa attingiamo la forza di amare a
qualunque costo, qualunque persona, anche i nemici, preghiamo: Perché nell'ora
del dolore e di fronte al male, che c'è nel mondo, non ci venga meno la fede
e la speranza cristiana, ma si rafforzi la fiducia nell'aiuto divino e la
forza dell'amore superi le provocazioni del male, preghiamo:
(Altre
intenzioni personali…)
PREGHIERA
DI CONCLUSIONE - O Dio, nostro Padre, che nel Cuore di Gesù ferito dai nostri
peccati, ci hai aperto tesori di Amore infinito, ti preghiamo: crea in noi un
cuore nuovo, pronto alla riparazione e impegnato a ricostruire un mondo migliore
nel tuo Amore. Amen.
INTRODUZIONE
- L'Antico Testamento ci mostra l'amore di Dio nella creazione, nella
provvidenza, nell'amicizia con i Patriarclîi e nella predilezione per
Israele, nell'accesa parola dei profeti e nella promessa della Redenzione. Il
Nuovo Testamento ci mostra Dio che, per amore dell'uomo, s'incarna, compie
miracoli, si fa maestro e pastore buono, si lascia crocifiggere e squarciare il
Cuore, ci dona i sacramenti e la Chiesa, per assicurarci la salvezza. Tutto
vero, tutto confortante e nobilitante: Eppure, ogni giorno una realtà tremenda
di dolori e di mali contrasta e sembra smentire tanto amore di Dio: le guerre,
gli odi di parte, le ingiustizie di ogni genere, tante vite umane calpestate,
tanti cuori traditi!
E
Dio? non vede? non interviene? ama e lascia soffrire, soccombere quelli che
ama?
Viene
per tutti il momento in cui questi interrogativi mettono alla prova, in modo
formidabile, ogni fede, ogni speranza, ogni amore. Perché l'uomo chiede subito
conto a Dio, quando un male lo colpisce? Non sarebbe più onesto chiedere conto
prima a noi stessi e, semmai, agli altri nostri soci? Dio, sommo dator d'ogni
bene, nobilissimo nei suoi sentimenti, che gusto potrebbe trovare nel male,
nella sofferenza altrui? Anche l'uomo, che pure è meschino, per poca e buona
educazione che abbia, è superiore spesso a quella specie di giustizia che è
la vendetta e non vuol provare il gusto amaro di far soffrire gli altri!
L'amore
di Dio e di Cristo per noi rimane tanto più grande in quanto hanno avuto
compassione del nostro male peggiore, la morte e la dannazione e l'hanno espiato
per noi; e ora, nei mali che soffriamo ci confortano; non ce ne liberano,
ordinariamente, ma ci sostengono e ci assicurano la vittoria finale, se sappiamo
sopportare la nostra croce.
MEDITAZIONE
BIBLICA - Gesù veduta la folla, salì sul monte... Allora aprì la sua bocca
per ammaestrarli e disse: « Beati i poveri in ispirito, perché di essi è il
regno dei cieli. Beati gli afflitti, perché saranno consolati. Beati i miti
perché erediteranno la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della
giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché otterranno
misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati i
pacificatori, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati quelli che sono
perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati sarete voi, quando vi oltraggeranno e perseguiteranno e falsamente diranno
di voi ogni male per cagion mia. Rallegratevi ed esultate, perché, grande è
la vostra ricompensa nei cieli ».
CONCLUSIONE
- Ha un cuore Dio! Si prende cura più di un uomo solo, per quanto povero e
disprezzato, che del sole o dell'equilibrio degli immensi ammassi stellari. E se
si cura di un passero, quanto più non gli starà a cuore l'uomo, fatto a
immagine sua? Dobbiamo credere dunque che le sofferenze del cuore umano sono
viste e permesse da Dio in modo tutto diverso dal nostro: un modo che i nostri
occhi velati di pianto non vedono chiaro, che la nostra intelligenza turbata
dalla sensibilità non riesce a capire e che la nostra volontà e il nostro «
senso di giustizia » non riesce ad ammettere. Ma chi crede, supererà tutto il
male e il dolore. A chi soffre, un istante sembra un'eternità; un'ingiustizia
personale o familiare o nazionale sembra la fine del sistema, dello equilibrio
del mondo e del cosmo; un dolore, un'offesa, uno sbaglio altrui, anche piccolo,
ma ingiusto, , appare come il tradímento più nero e la fine di ogni
credibilità e fiducia negli altri e in Dio stesso.
Ma
così, non ci accorgiamo che a un male aggiungiamo altro male o l'aggraviamo.
Il
rimedio sta nel contrario; credere, amare, sperare, prima di tutto in Dio, che
è abbastanza potente per trarre il bene anche dal male. Ed educarci all'amore:
amare Dio datore e rimuneratore di ogni bene; e da Lui riceveremo la forza di
amare gli altri e noi stessi, così così come siamo: fallibili.
PREGHIERA
COMUNITARIA
INVITO
- Riconoscenti a Dio Padre, che dal Cuore del suo Figlio crocifisso ha fatto
sgorgare per la Chiesa e per il mondo la Salvezza e l'Amore, preghiamo insieme e
diciamo: Per il Cuore di Cristo tuo Figlio, ascoltaci, o Signore. Perché la
carità divina effusa nella Chiesa e nei nostri cuori mediante lo Spirito Santo,
cresca e si espanda nell'impegno cristiano per la giustizia, la pace e la
fratellanza, preghiamo: Perché sappiamo attingere nell'Eucaristia la forza e la
generosità per testimoniare l'Amore nel nostro ambiente sociale, preghiamo
Perché dal santo Sacrificio della Messa attingiamo la forza di amare a
qualunque costo, qualunque persona, anche i nemici, preghiamo: Perché nell'ora
del dolore e di fronte al male, che c'è nel mondo, non ci venga meno la fede
e la speranza cristiana, ma si rafforzi la fiducia nell'aiuto divino e la
forza dell'amore superi le provocazioni del male, preghiamo:
(Altre
intenzioni personali…)
PREGHIERA
DI CONCLUSIONE - O Dio, nostro Padre, che nel Cuore di Gesù ferito dai nostri
peccati, ci hai aperto tesori di Amore infinito, ti preghiamo: crea in noi un
cuore nuovo, pronto alla riparazione e impegnato a ricostruire un mondo migliore
nel tuo Amore. Amen.
INTRODUZIONE
- Ognuno di noi tenta di affermarsi nella vita, di farsi valere per qualche
merito. Per questo ognuno si sceglie una via: quella della potenza politica o
della ricchezza o della scienza o della tecnica o quella, mettiamo, della stessa
sapienza e delle virtù che rende l'uomo sicura e ricco di sé. Ma la storia
dell'uomo ci rivela quanto siano fallaci e illusorie queste vie, che troppi
uomini, ripetutamente a ogni generazione, imboccano e percorrono affannosamente
per essere grandi, per essere felici. Già da giovani, nell'ardore e nell'impeto
dell'avvio, si scontano le prime delusioni: una passione amorosa, per esempio,
che sembrava promettere tanto, si riduce a fuoco di paglia. E da anziani, i
politici, in fondo alla via, si accorgono che la loro potenza è stata una
ragnatela di parole e di polvere; i ricchi si trovano più asserviti di quando
erano poveri; gli scienziati si sentono più ignoranti e impotenti degli
illetterati davanti ai rebus della natura, sempre più vasti e complicati; i
tecnici si trovano come prigionieri e minacciati dai loro congegni e ordigni; i
filosofi e gli storici trovano che la loro vita lungi dall'essere sicura e ricca
di sé, ha preso solo una patina di onestà e di onorabilità e i grossi
problemi restano affliggenti. Anche l'uomo comune, della strada, che pur sentiva
nell'anima una segreta attesa: che la vita gli portasse qualcosa che non
riusciva a immaginare, alla fine si ripiega sconfortato come un filo d'erba dopo
una giornata di calura estiva. Purtroppo ci si accorge tardi, verso la fine, che
sola l'uomo che ama ed è amato, vale, si sente sicuro e ricco, dentro di sé;
si sente pienamente se stesso e gode. Viene il tempo in cui ci si accorge che
ogni altra opera, ogni altro bene, senza l'amore, è una moneta convenzionale di
carta, inflazionistica o addirittura falsa.
Anche
per Dio, solo l'amore è credibile, solo l'amore conta.
MEDITAZIONE
BIBLICA - Aspirate a doni più alti, anzi vi insegno una via che sorpassa ogni
altra. Se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma l'amore non ho,
solo un bronzo echeggiante, un cembalo sonoro. Avessi pur la profezia e
conoscessi i misteri tutti e tutta la scienza, possedessi una fede da
trasportare le montagne, ma l'amore non ho, io sono un niente. Distribuissi a
bocconi i miei beni, e il mio corpo dessi a bruciare, ma se l'amore non ho,
niente mi giova. L'amore è paziente, benigno è l'amore, non invidia, non si
vanta l'amore, non si gonfia, non è indecoroso, non va in cerca del suo, non si
adira, non mal pensa, non vuole il soppruso, ma gode della verità. Tutto scusa,
tutto crede, tutto spera, tutto soffre. L'amore mai tramonterà! Le profezie?
passeranno. Le lingue? taceranno. La scienza? finirà. Quando verrà ciò che è
perfetto, l'imperfetto svanirà... Ora rimane fede, speranza, amore, tutt'e tre;
ma di queste più grande è l'amore. (1 Cor. 13, 1-13)
CONCLUSIONE - In fondo, ogni nostro cruccio o infelicità deriva da questo: non amiamo, non siamo amati o non ci lasciamo amare. Ci accorgiamo anche che ogni nostra opera, anche grande e onesta, ma senza amore, desta negli altri o invidia o timori o rivalità o contestazione o sopportazione mal contenuta o distanza o avversione o indifferenza. Solo l'amore ci concilia tutti, fa accettare tutto, da tutti, anche con i nostri difetti, anche quando commettiamo sbagli. Un solo gesto d'amore al mio vicino giova e fa progredire l'uomo più di una scoperta scientifica, più di una impresa spaziale, perché l'amore scopre e suscit nell'altro un senso nuovo di vita, una voglia nuova di viv e, di camminare insieme, di lavorare insieme. E in mezzo a elli che si amano, si rende presente Dio.
PREGHIERA
COMUNITARIA
INVITO
- Riconoscenti a Dio Padre, che dal Cuore del suo Figlio crocifisso ha fatto
sgorgare per la Chiesa e per il mondo la Salvezza e l'Amore, preghiamo insieme e
diciamo: Per il Cuore di Cristo tuo Figlio, ascoltaci, o Signore. Perché la
carità divina effusa nella Chiesa e nei nostri cuori mediante lo Spirito Santo,
cresca e si espanda nell'impegno cristiano per la giustizia, la pace e la
fratellanza, preghiamo: Perché sappiamo attingere nell'Eucaristia la forza e la
generosità per testimoniare l'Amore nel nostro ambiente sociale, preghiamo
Perché dal santo Sacrificio della Messa attingiamo la forza di amare a
qualunque costo, qualunque persona, anche i nemici, preghiamo: Perché nell'ora
del dolore e di fronte al male, che c'è nel mondo, non ci venga meno la fede
e la speranza cristiana, ma si rafforzi la fiducia nell'aiuto divino e la
forza dell'amore superi le provocazioni del male, preghiamo:
(Altre
intenzioni personali…)
PREGHIERA
DI CONCLUSIONE - O Dio, nostro Padre, che nel Cuore di Gesù ferito dai nostri
peccati, ci hai aperto tesori di Amore infinito, ti preghiamo: crea in noi un
cuore nuovo, pronto alla riparazione e impegnato a ricostruire un mondo migliore
nel tuo Amore. Amen.
INTRODUZIONE
- A Cristo crocifisso e già morto, un soldato vibrò un colpo di lancia, che
gli squarciò il petto e ne aprì il cuore, per essere sicuro della sua morte.
Ma questo accertamento divenne la rivelazione finale e compendiosa di tutta
l'opera di Dio e di Cristo. Le labbra aperte della ferita del cuore hanno
rivelato tutto il segreto intimo di Dio-Padre e dell'Uomo-Dio: l'Amore. Tutto è
stato fatto per Amore e dall'Amore, niente è stato fatto senza Amore. Il cuore
di Gesù è il simbolo più eloquente, più immediato di tutto l'amore divino
per l'uomo e anche del più puro e degno amore umano per Dio. Il Cuore e la
Persona di Cristo sono il luogo d'incontro di Dio e dell'uomo, e quindi della
riconciliazione, del culto perfetto, della redenzione, dell'Amore divino che
scende, dell'Amore umano-divino che sale. Nel Cuore e nella Persona di Cristo,
l'amore umano e l'amore divino si annodano e palpitano all'unisono. Quando il
Verbo, entrando in questo mondo, disse: « Ecco io vengo, o Dio, per compiere la
tua volontà »; quando pronunciava la parabola del Figliuol prodigo o parlava
del Buon Pastore, quando diceva: « Ho compassione di questo popolo » e
provvedeva alle folle stanche o affamate o malate; quando piangeva su
Gerusalemme e la richiamava; quando dalla Croce perdonava ai crocifissori e
assicurava il paradiso al buon ladrone; quando con tutto il suo spirito si
abbandonava al Padre per la vita e per la morte, a pieno compimento della sua
volontà d'amore, era sempre il Cuore dell'Uomo-Dio, era l'Amore divino e umano
che palpitava per gli uomini e per il Padre.
MEDITAZIONE
BIBLICA - Era la Parasceve, e affinché non rimanessero in croce i corpi
durante
il sabato, molto più ch quel sabato era giorno di grande solennità, i Giudei
chiese a Pilato che fossero loro rotte le gambe e fossero portati via. I soldati
dunque andarono e ruppero le gambe al pri ío e all'altro che erano stati
crocifissi con lui. Quando fu la Volta di Gesù, vedendo che era già morto, non
gli ruppero le gambe; ma uno dei soldati, con una lancia gli apri il costato;
subito ne uscì sangue ed acqua. E chi vide, lo attesta, e la sua testimonianza
è vera. Ed egli sa di dire il vero, affinché voi pure crediate. Difatti,
questo è avvenuto affinché si adempisse la Scrittura: « Non gli spezzerete
alcun osso ». E un'altra Scrittura dice ancora: « Volgeranno gli occhi a
colui che hanno trafitto ». (Giov. 19, 31-37)
CONCLUSIONE - In questi ultimi anni è diminuita molto la devozione e il culto del S. Cuore. Ne è stata attribuita la causa all'insistenza di certi devoti e teologi sul « cuore fisico » di Gesù e alle esagerazioni sentimentali. Ma indebolendosi la devozione al S. Cuore, si è raffreddata anche la carità nella Chiesa, l'amore nel mondo; e la stessa Fede ha perso oggi dove lo slancio, dove la sicurezza, dove addirittura lo spirito e l'esistenza, anche nelle anime consacrate. Già ai tempi del Giansenismo e dell'Illuminismo il culto del S. Cuore, cioè dell'Amore Incarnato, fu provvidenziale. Anche oggi, pensiamo, non sarà né la sociologia religiosa, né la pastorale d'insieme o organica, né altre riforme e innovazioni pur necessarie, che ridaranno alla Chiesa l'ardore della carità e dello zelo, e al mondo l'animazione della Fede e della Speranza, ma solo l'Amore divino e umano che si incontrano e partono dal Cuore di Cristo. Reinventiamo con slancio la devozione e il culto dell'Amore: è l'essenza del cristianesimo, è la speranza e la salvezza del mondo, è la gioia dell'uomo e del cristiano.
PREGHIERA
COMUNITARIA
INVITO
- Riconoscenti a Dio Padre, che dal Cuore del suo Figlio crocifisso ha fatto
sgorgare per la Chiesa e per il mondo la Salvezza e l'Amore, preghiamo insieme e
diciamo: Per il Cuore di Cristo tuo Figlio, ascoltaci, o Signore. Perché la
carità divina effusa nella Chiesa e nei nostri cuori mediante lo Spirito Santo,
cresca e si espanda nell'impegno cristiano per la giustizia, la pace e la
fratellanza, preghiamo: Perché sappiamo attingere nell'Eucaristia la forza e la
generosità per testimoniare l'Amore nel nostro ambiente sociale, preghiamo
Perché dal santo Sacrificio della Messa attingiamo la forza di amare a
qualunque costo, qualunque persona, anche i nemici, preghiamo: Perché nell'ora
del dolore e di fronte al male, che c'è nel mondo, non ci venga meno la fede
e la speranza cristiana, ma si rafforzi la fiducia nell'aiuto divino e la
forza dell'amore superi le provocazioni del male, preghiamo:
(Altre
intenzioni personali…)
PREGHIERA DI CONCLUSIONE - O Dio, nostro Padre, che nel Cuore di Gesù ferito dai nostri peccati, ci hai aperto tesori di Amore infinito, ti preghiamo: crea in noi un cuore nuovo, pronto alla riparazione e impegnato a ricostruire un mondo migliore nel tuo Amore. Amen.