MEDJUGORJE: IL MESSAGGIO MARIANO CHE INSEGNA A VIVERE LA CONSACRAZIONE

"Sono venuta per insegnarvi a vi­vere la Consacrazione". La Madonna a Medjugorje

PARTE PRIMA

MEDJUGORJE UN MESSAGGIO D'AMORE PER IL NOSTRO TEMPO

"Dio mi ha mandata a voi per in­segnarvi ad amare". La Madonna a Medjugorje

 

1. Consacrazione e amore - Scegliendo ancora una volta di tornare fra noi apparendo a Medjugorje, la Vergine Maria è venuta ad insegnarci a vivere la consacrazione, a vivere l'amore, come più volte ha affermato ai veggenti. Dio è amore e l'amore è da Dio (1 Gv 4, 8.7). Egli so­lo, quindi può darci e farci vivere l'amore perché la nostra vita ne sia trasformata, vivificata, trasfigurata e noi possiamo river­sare sul mondo l'amore stesso che Dio ci dona. Ma in questo piano di speciale predilezione, Dio stesso ha scelto, incarnandosi in Maria, di fare di lei la nostra maestra, la nostra mamma. Maria ha accettato questo compito nei confronti di ognuno di noi, sotto la croce. E da allora non si è mai stan­cata di intervenire, in tutti i modi, nella nostra storia, per per­mearla, appunto, di amore divino. Maria desidera darci amore e farci vivere di amore e per amore. Sa che noi non ne possiamo fare a meno. Senza amore non si vive e il mondo ha bisogno di amore per affrontare e su­perare le sue tentazioni, le crisi, i conflitti, le lontananze, per ri­trovare la radice del suo esistere. Siamo all'inizio del terzo Millennio: siamo arrivati all'Era dello Spirito Santo, un'era in cui Maria ha un ruolo speciale e determinante nel formare i suoi figli ad immagine del Figlio. "Cari figli, oggi vi invito all'amore: figlioli, senza l'amore non potete vivere né con Dio né con i fratelli. Perciò vi invito tutti ad aprire i vostri cuori all'amore di Dio che è tanto grande e aperto per ognuno di voi. Dio, per amore dell'uomo, mi mandò in mezzo a voi per mostrarvi la via della salvezza, la via dell'a­more. Se prima non amate Dio, non potete amare il prossimo, né colui che odiate. Perciò, figlioli, pregate! E, attraverso la preghiera, scoprirete l'amore" (aprile 1995). Cominciamo così queste riflessioni sui Messaggi di Medjugorje, mettendoci in ascolto di Maria, aprendo il cuore al suo invito, lasciandoci prendere docilmente per mano. Facciamolo con fiducia e con umiltà. Il giudizio sulle apparizioni di Medjugorje spetta certamente alla Chiesa. Il criterio fondamen­tale di tale giudizio saranno i frutti di conversione, perciò e ne­cessario che il popolo cristiano possa fare esperienza di questi Messaggi e provare ciò che essi suscitano nella vita di ognuno. Per fare questa esperienza il cristiano deve essere informato dei fatti e deve conoscere i Messaggi. Questo piccolo libro è invito a farlo ancora, di nuovo, e a non abituarci alle parole della Vergine che, dopo vari anni, rischiano di scivolare sulle nostre anime. Lasciamo, invece, che vi incidano ancora, aprendoci ad un amore sempre più grande e puro.

Pratica Spirituale: Dedichiamo oggi il nostro rosario alle intenzioni della Vergine Maria per ognuno di noi.

 

2. Medjugorje, meta di un lungo cammino materno - Maria non lascia mai i suoi figli. Il suo Paradiso lo passa pensando a noi, a portarci fin Lassù, a ricordarci tutti i mezzi per non perderci, a richiamarci all'amore e alla vera vita. Le apparizioni, piccole e grandi, sono state innumerevoli, nella storia. A volte si è trattata di un'unica apparizione, altre volte di ripetute apparizioni che hanno portato avanti un mes­saggio articolato e dettagliato, uno legato all'altro, uno prope­deutico all'altro, per insegnarci la pedagogia di Maria, tutta volta alla nostra formazione spirituale. Ricordiamo brevemente le principali apparizioni, rimandando all'approfondimento di ognuna. Ripensiamo alla manifestazione della Madonna della Medaglia Miracolosa, a Parigi: qui la Vergine ha insegnato una breve preghiera di affidamento a lei: O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te. Con questo ci ha invitato a ricorrere a lei, a guardarla come la dispensatrice delle grazie, ad accogliere il dono speciale di una Medaglia che la raffigura con le braccia aperte pronta a inondarci di grazie che la sua onnipotenza supplice ottiene continuamente per noi. Sulla Medaglia vediamo anche il suo cuore strettamente unito a quello di Gesù: due Cuori, palpitano di amore per noi e in essi noi possiamo trovare la nostra salvezza. Poi a La Salette, Maria ci ha ricordato l'importanza della conversione, della santificazione della festa, del tempo da dedi­care alla lode e al ringraziamento di Dio pur in mezzo agli im­pegni di ogni giorno. Ha predetto gravi mali nel mondo che di­mentica il suo Dio e vuole andare avanti da solo, rinnegandolo. Ma su tutto ha fatto trionfare la promessa di aiuto e di sostegno, se ci pentiamo e confidiamo in lei nella lotta contro il peccato. A Lourdes si è mostrata come l'Immacolata Concezione, la Sposa dello Spirito Santo, Colei che possiede, vive e fa vivere l'amore, invitando alla preghiera e alla penitenza per vincere le tentazioni e per vivere secondo il piano salvifico di Dio. A Fatima ci ha mostrato il suo Cuore che richiede unione d'amore al suo dolore e partecipazione, con la penitenza e i sa­crifici, alla redenzione di Gesù. Qui ha detto a Lucia: "Gesù vuole servirsi di te per farmi conoscere e amare. Egli vuole sta­bilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato". Poi fece vedere il suo Cuore coronato di spine, amareggiato per i peccati dei figli e per la loro dannazione eterna. Ecco allora, an­cora, un accorato richiamo all'amore, alla fede, al pentimento. Questo messaggio, sotto varie forme e sottolineature, è sem­pre lo stesso e continua a Medjugorje, insistente, accorato, pie­no di preoccupazione materna e di amore tenero per noi suoi fi­gli: "Anche oggi vi invito tutti alla preghiera. Sapete, cari figli, che Dio concede grazie speciali nella preghiera. Perciò cercate e pregate perché possiate comprendere tutto ciò che qui vi of­fro. Io vi invito, cari figli, alla preghiera del cuore. Sapete che senza preghiera non potete comprendere tutto ciò che Dio vuo­le realizzare attraverso ciascuno di voi. Perciò pregate! Desidero che attraverso ognuno di voi si realizzi il disegno di Dio: che si accresca tutto ciò che Dio vi ha dato nel cuore. Perciò pregate perché la benedizione di Dio possa proteggere ognuno di voi da tutto il male che vi minaccia. Io vi benedico, cari figli!" (aprile 1987). Sì, la nostra crescita spirituale avviene principalmente nella preghiera, grazie alla preghiera. Chi prega bene sarà "come un albero piantato lungo corsi d'acqua, che darà frutti a suo tempo e le sue foglie non cadranno mai, riusciranno tutte le sue ope­re". (Salmo 1, 3). Nella preghiera la benedizione di Dio ci dà forza contro il male e la benedizione di Maria ci assicura l'aiuto della sua in­tercessione.

Pratica Spirituale: Dedichiamo oggi un tempo speciale alla preghiera per avere la grazia di comprendere i disegni di Dio su di noi.

 

3. La scelta del tempo e del luogo - All'inizio delle apparizioni, Medjugorje era un piccolo vil­laggio sconosciuto, neppure segnato sulle carte geografiche. Ora il villaggio è tra le località più conosciute in tutto il mondo.  Succede sempre così per i luoghi che la Vergine sceglie e che diventano per questo fari di luce per il mondo. Il paese si trova nel comune di Citluk, lontano circa trenta chilometri da Mostar, in Erzegovina, stato indipendente dell'ex Jugoslavia; ma al tempo della prima apparizione lo stato apparteneva ancora alla Confederazione iugoslava governata da un regime comunista. Il nome di Medjugorje significa "tra i monti" e difatti è si­tuato ai bordi di un piccolo altopiano carsico, circondato da col­line. Qui Dio lascerà un Segno indistruttibile e permanente del­le apparizioni della Madonna, come lei ha promesso. Questo segno concluderà un'epoca e ne aprirà un'altra che ancora non riusciamo ad immaginare, ma che sarà l'era del trionfo del Regno di Dio, l'era della Civiltà dell'amore. A partire dall'ap­parire di quel segno il mondo verrà rapidamente purificato. Ma la Madonna ha detto di non aspettare quel segno per convertirsi, perché mancherà il tempo. Medjugorje, quindi, nel piano di Dio, è il segno dei tempi nuovi. Nel paese ci sono tre punti cercati da tutti i pellegrini. C'è il Podbro, il colle, delle prime apparizioni, c'è il Krizevac, monte della Croce: è il monte della via Crucis e della Croce che domi­na tutto il paesaggio. Ricorda che come Gesù Cristo ha salvato il mondo con la croce, così noi possiamo salvarci solamente rinnegando noi stessi e portando la nostra croce quotidiana. C'è poi la chiesa parrocchiale e i primi due punti è qui che invitano, vicino a Gesù Eucarestia. La vita dei pellegrini si svolge su questi tre punti. Tutto si fa preghiera e il resto viene quasi di­menticato. Tutti, prima delle apparizioni, dicevano che la chiesa par­rocchiale era esageratamente grande. Ora è assolutamente in­sufficiente e la santa Messa vespertina di ogni giorno dell'anno ha un'assemblea pigiata all'inverosimile. La parrocchia è tenuta dai Frati Minori Francescani ai quali la popolazione è molto af­fezionata perché nei secoli della dominazione musulmana e negli anni del regime comunista, i francescani furono la loro di­fesa e il loro conforto, rischiando con la vita e dando la vita per il popolo ad essi affidato. Nessuno qui vive la fede solo per tradizione perché è stato difficile conservarla e difenderla nei decenni passati. Molti so­no stati martiri della fede! E questa fede è costata l'emargina­zione, lo sfruttamento, la degradazione sociale, la persecuzione. Per questo adesso la fede è personale, ferma, forte, costante, ca­pace di reggere l'uomo e di guidarlo all'incontro con Dio. Maria ha scelto di venire in questo piccolo angolo della terra, fra gente semplice e povera, quella che sempre preferisce e da qui continua ancora a mandarci il suo messaggio di pace e di amore, capace di renderci veri figli di Dio e veri figli suoi. Sentiamo ancora l'eco delle sue parole: "Cari figli, vi vo­glio invitare ad incominciare da oggi a vivere una vita nuova. Cari figli, voglio che comprendiate che Dio ha scelto ognuno di voi nel suo grande piano d'amore per l'umanità. Voi non potete capire quanto grande sia la vostra persona nel disegno di Dio, perciò, cari figli, pregate affinché nella preghiera com­prendiate ciò che voi dovete fare secondo il piano di Dio. Io so­no con voi perché possiate tutto realizzare". (gennaio 1987). A Medjugorje il piano di Dio per noi passa attraverso la consa­crazione a Maria. Docili a questo richiamo, esprimiamo la no­stra lode e il nostro ringraziamento.

Pratica Spirituale: Preghiamo perché possiamo essere docili di fronte alle parole e alle esortazioni della Vergine Maria per lasciarci condur­re da Lei a vivere la Consacrazione.

 

4. Le apparizioni e i veggenti - Il 24 giugno 1981, a passeggio in una stradina ai piedi del Podbro, sei ragazzi videro una signora che poi si rivelò essere la Madonna. I ragazzi fuggirono spaventati. Tutti dissero la cosa in casa: i più pensavano ad una allucinazione, ma nessuno pensò che i ragazzi volessero ingannare perché erano da tutti ritenuti sinceri e onesti. 1 veggenti sono Vicka, nata nel 1964, Mirjana, nata nel 1965, Maria nel 1965, Ivan nel 1966, Jakov nel 1971. Tornarono il giorno dopo e la Madonna apparve ancora, co­sì pure nei giorni seguenti. Si presentò come Regina della Pace. La cosa fu risaputa in tutta la zona e venne alle orecchie del­la polizia che circondò la collina in modo che nessuno, compresi i veggenti, vi poterono salire. Dopo di allora le apparizioni av­vennero in una cappella nella chiesa parrocchiale. Poi seguirono ogni giorno nella canonica, e in seguito nel coro della chiesa. È da notare che la Madonna appare dove sono i veggenti. Al gruppo dei sei veggenti si aggiungono due ragazze Jelena e Marijana che dal 1983 ricevono le locuzioni interiori, cioè sentono la voce della Madonna nel cuore e la vedono, ma in modo diverso dagli altri. Per mezzo di loro la Madonna con­duce un gruppo di preghiera. Nei primi anni le apparizioni du­ravano molto, poi si fecero via via più brevi. Ai sei ragazzi la Vergine ha dato da trasmettere alla gente, dei segreti che saran­no svelati a suo tempo, delle cose personali e altre notizie che riguardano il futuro del mondo e della Chiesa. A Vicka la Madonna ha raccontato la sua vita a Nazareth. Tale racconto, scritto su un quaderno, è stato terminato nel 1985. La Madonna le ha indicato a quale sacerdote consegnare il racconto e quan­do potrà essere pubblicato. Anche ciò che riguarda il futuro del­la Chiesa e del mondo per ora rimane segreto. Questi ragazzi, ora adulti, sono sempre sottoposti a moltissimi esami da medici, psichiatri, psicologi e teologi e sono sem­pre stati trovati normali, sani e sinceri. Le apparizioni di cui go­dono i veggenti sono tridimensionali: essi hanno rapporti con la Madonna così come li hanno con altre persone: possono toccar­la, le parlano, la ascoltano, ma quando la toccano provano un senso diverso da quando toccano un'altra persona: sentono co­me una dolce corrente che attraversa tutto il corpo. Il corpo non presenta resistenza. Essi dicono che scivolava via. Mentre ve­dono la Madonna sono in stato estatico. La sua voce è come una musica ma non si riesce a spiegarne l'armonia. I veggenti dicono che la Vergine è bellissima, radiosa, im­mersa in un alone di luce, e qualche volta intorno al capo ha una corona di stelle splendenti. Jelena una volta le ha chiesto: "Madonna mia, perché sei così bella?". E la Madonna le ha ri­sposto: "Sono bella perché amo". Ha i capelli scuri, un poco ricci, la carnagione scura, i pomelli rosati, gli occhi azzurri. Dimostra circa venti anni. Indossa una lunga veste grigia e un manto bianco. Nelle solennità gli abiti e il velo sono più splen­denti. 1 suoi modi sono molto familiari. Si presenta con un "Sia lodato Gesù Cristo" che è il saluto tipico dei cattolici croati e si congeda con una benedizione. Accoglie qualche richiesta di grazie e reagisce con lieta spontaneità alla spontaneità dei veggenti. Parla in lingua croata e comunica sempre pace e gioia, che i veggenti sanno trasmet­tere a coloro che incontrano. Le apparizioni durano da anni. Mai si era verificata una cosa del genere. Sappiamo solo quello che ha detto la Madonna: "Queste sono le ultime apparizioni per l'umanità. Quando l'umanità sarà rinnovata, perché si do­vrà rinnovare, non avrà più bisogno di apparizioni, perché cre­derà come un tempo".

Pratica Spirituale: Con il cuore ringraziamo la Madonna per questa lunga e continua presenza fra noi.

 

5. "Io sono la Regina della Pace" - Con questo nome la Madonna si è presentata ai veggenti e questo è in verità il tema di tutta la sua azione riguardante le ap­parizioni e i messaggi a Medjugorje. Comunque si dispongano e si enumerino gli elementi dei messaggi, la pace ha il posto centrale fra di loro. La pace è il messaggio più importante della Signora perché la fede, che la Madonna molto sottolinea, in fondo è soltanto la radice su cui matura la pace. La conversio­ne, la preghiera, il digiuno sono in rapporto con la fede e questa genera la salvezza che si risolve nella pace, culmine di tutte le promesse messianiche e di ogni azione di Cristo. Una veggente così racconta. "Abbiamo chiesto alla Signora come si chiamava. Tutti noi sappiamo che è la Madonna, ma ha il suo nome e aveva promesso di dircelo. Ma prima che lei ce lo dicesse, noi glielo abbiamo chiesto. Allora lei ha risposto: "Io sono la Regina della pace". Esattamente queste parole. E il 6 agosto 1981 sul cielo di Medjugorje stava scritto a chiare lettere MIR che significa Pace. Chiunque a quell'ora si trovava all'a­perto e guardava in alto, ha visto la parola. Tutti hanno confer­mato di aver visto la stessa cosa. La Vergine si è fatta vedere con una grande Croce scura in mano mentre diceva: "Pace, Pace, Pace e solo Pace! ". Poi ha ripetuto per ben due volte: "La Pace deve regnare tra Dio e l'uomo e tra gli uomini". A noi interessa molto la pace in senso politico, che le armi tacciano. Anche alla Madonna sta a cuore questa pace, ma essa dice che questa pace può essere ottenuta solo con un'altra pace, quella che si trova nel cuore dell'uomo. Il mondo deve cammi­nare sulla via della conversione per raggiungere la pace. La Madonna dice: "Io sono venuta a dire al mondo che Dio esiste e che in Dio c'è la vita. Quelli che troveranno Dio, troveranno la pace e la vita: perciò chiedo la conversione ". La pace del cuore, dello spirito, della coscienza. La pace con Dio, col prossimo, con le cose e le situazioni della vita. Tutti i messaggi ci indicano la via che dobbiamo percorrere per otte­nere la grazia della pace. La pace di Dio esclude non soltanto la guerra, ma anche l'ingiustizia, la paura, l'angoscia, la miseria, la malattia e la stessa morte. È esperienza della storia e testimo­nianza di Dio che solo può darcela. Dio stesso è pace e in Gesù è diventato la nostra pace. Per questo la pace è opera di Dio e dono di Dio al mondo attraverso la mediazione materna di Maria.

Pratica Spirituale: Scegliamo di fare un'opera di pace, di riconciliazio­ne, di comunione, in ascolto dell'insegnamento di Maria.

 

6. I mezzi per vivere la pace - La Madonna ripetutamente ha detto che la pace è frutto del­la nostra conversione. Finché persisteremo nella negazione di Dio e in un modo di vivere contrario alla sua legge, non potre­mo avere la pace. La Madonna dice: "Convertitevi. Dite a tutti i miei figli, a tutte le mie figlie, dite a tutto il mondo e al più pre­sto che io desidero la conversione. L'unica parola che vi dico è Convertitevi!". Questo messaggio, tanto ripetuto, è per tutti, ma special­mente per coloro che pensano di essere già convertiti per il fatto che compiono qualche pratica religiosa. È sulla strada della conversione chi tenta ogni giorno di regolare la sua vita sul Vangelo. In questo cammino di conversione e importante dare il giusto valore al Sacramento della Confessione. Fin dall'inizio delle apparizioni la Madonna ha consigliato di introdurre nella parrocchia la consuetudine della confessione mensile. La par­rocchia ha recepito l'indicazione: ogni mese si celebra la gior­nata della riconciliazione, preceduta da giornate di preparazio­ne: qui si insiste molto sulla preparazione alla confessione. Perché tante confessioni non ci convertono? Perché le no­stre confessioni non sono sufficientemente preparate. Purtroppo tanti cristiani vanno alla confessione soltanto per elencare i pro­pri peccati e i propri problemi. In che cosa consiste allora la preparazione? Consiste nella riflessione sulla Parola di Dio, nella preghiera fatta col cuore, nel chiedere la forza della vo­lontà per decidere di farla finita col peccato. Consiste nel pre­parare il proprio intimo ad accogliere l'assoluzione per essere totalmente liberi dal peccato. Cosa disse Gesù alla Maddalena? Le sono stati rimessi i suoi molti peccati perché ha molto ama­to. La preparazione è la nostra decisione a convertirci. Altri mezzi per vivere la pace sono la preghiera, il digiuno, la Messa, il Rosario, la Consacrazione. Di ognuno parleremo ancora in seguito. I mezzi che la Madonna propone sono i mez­zi tradizionali della vita cristiana. La novità sta nel viverli uniti a lei, uniti al suo amore, col suo cuore, consacrandoci a lei che conosce la strada per farci arrivare alla meta della pace e dell'intima unione con Dio.

Pratica Spirituale: Proponiamoci di fare una confessione mensile dopo una approfondita preparazione.

 

7. La presenza di Maria - Il messaggio più profondo della Madonna a Medjugorje non sono solo le sue parole, ma la sua continua presenza. Essa imita la presenza viva e operante di Dio in mezzo al suo popolo e la presenza incarnata del Verbo. Maria si fa straordi­nariamente presente nella nostra vita e la sua prolungata pre­senza indica l'importanza della sua pedagogia, tutta tesa nell'insegnamento a fare la volontà di Dio amandolo e metten­dolo al primo posto nella nostra vita. È così, stando a lungo fra noi, che lei ci introduce nel terzo millennio, nell'era che la ve­drà protagonista della storia umana, in unione con lo Spirito Santo, vivificatore e perfezionatore dei cuori. Ma questa continua e materna presenza dà molto fastidio a Satana, il nemico personale di Maria e dei suoi figli. L'Apocalisse ci dice che Satana vomita un fiume di acqua die­tro alla Donna per poterla travolgere. Questo fiume è simbolo di tutte le opposizioni a lei, alla sua presenza e al suo ruolo nel­la Chiesa e nella vita dei cristiani; è il simbolo delle opposizioni alla devozione mariana del popolo cristiano, dell'opposizione, specialmente, al Rosario. Ma la Madonna è Madre e la Madre si trova sempre dove i figli sono in pericolo! Consacrarsi alla Madonna allora significa accogliere con gioia e con riconoscenza questa presenza e dirle: "lo ti prendo come mia madre e ti affido la mia vita". E, la­sciare a Maria la propria vita, vuol dire lasciarsi condurre da lei a Gesù. È questo che vuole la Madonna! Si comporta come a Cana di Galilea quando la sua premurosa e attenta presenza ha cambiato le cose e ha riportato la gioia. Oggi come allora ella ci ripete: "Fate tutto quello che Egli vi dirà". È allora molto importante fare quello che anche Maria ci di­ce che è l'eco della voce di Gesù! Se la ascoltiamo non rendiamo vana la sua presenza tra noi. La Madonna sta davanti a cia­scuno di noi, sta davanti ad ogni famiglia, davanti alla Chiesa, davanti al mondo e vuole condurci a Gesù. Ma non costringe nessuno, ci invita soltanto. A tutti la continua presenza di Maria dice: "Pregate perché il mondo accetti il mio amore": questo è molto importante, per­ché accettare la Madonna come Madre significa anche consa­crarsi a lei. Consacrarsi vuol dire questo: accettare Maria come madre, accettarla nella famiglia, accettarla in tutte le situazioni della vita e far passare tutto attraverso il suo Cuore. Ogni sua parola, e tutta la sua presenza, ha un solo scopo: Ella vuole edu­carci tutti. Non sappiamo quando finiranno le apparizioni, ma la scuola dell'amore non finisce mai. Le apparizioni private sono sempre date alla Chiesa, durante la storia, quando gli uomini di­menticano qualcosa. Le apparizioni vengono e ci ricordano ciò che è necessario per vivere di Dio e con Dio. Ecco perché la presenza di Maria è un dolce e forte continuo richiamo. A tor­nare a lei e attraverso di lei al Signore, perché la nostra vita ab­bia un senso e la meta divenga più vicina.

Pratica Spirituale: Ringraziamo Maria per la sua presenza accanto a noi offrendole il dono della nostra giornata.

 

8. I messaggi inseriti nella Parrocchia - Una delle tante novità delle apparizioni della Madonna a Medjugorje è la chiamata di tutta una parrocchia a collaborare con lei nella realizzazione dei piani di Dio. Il suo piano pastorale ha dato ottimi risultati. Il vescovo Franic ha detto: "Vorrei che tutte le parrocchie della mia diocesi fossero come Medjugorje". Chiunque vuole impegnarsi seriamente nel condurre alla vi­ta cristiana comunità e singole persone non potrà non tenere in considerazione il metodo della Madonna. La parrocchia è di­ventata segno nella Chiesa, anche se tanti ancora si ostinano ad ignorare questo segno. Ma questo segno è anche un merito e perciò siamo tutti chiamati a guardare e a benedire per tanti frutti di grazia che vi si manifestano. I primi due anni delle apparizioni servirono alla Madonna a proclamare i grandi messaggi, a risvegliare molti dal torpore, ad aprire gli occhi di tanti. Fatto questo, ha raccolto nel suo cuore i generosi che volevano corrispondere più degli altri, per diventare esempio agli altri e per meritare grazie per la comuni­tà e per la Chiesa. La Madonna disse: "La vostra esperienza servirà anche agli altri". Il primo gruppo si è costituito dopo il secondo anniversa­rio, sotto la guida di padre Tomislav. Più tardi è sorto anche un altro gruppo per i più giovani. All'inizio del 1985 un parroco italiano, tramite Jelena, ha chiesto se fosse opportuno un Gruppo di preghiera per la parrocchia. La Madonna rispose: "Si, è molto opportuno e non solo in quella parrocchia". Da allora sono cominciati i gruppi di preghiera che si rifan­no alla spiritualità delle apparizioni della Madonna. L'esperien­za dice che i gruppi di preghiera sono davvero provvidenziali! Uno dei segni della loro utilità è il cumolo di difficoltà che ogni gruppo incontra per sorgere e per continuare la sua azione se­condo i desideri di Maria. La Madonna a Medjugorje ha voluto il gruppo perché fosse lievito della comunità parrocchiale. E di fatto il gruppo ha preceduto di un anno il cammino di fede che ora fa tutta la parrocchia. 1 gruppi nascono con l'aiuto o almeno col consenso del parroco a meno che si tratti di gruppi limitati a una sola famiglia o una stretta cerchia di amici, ma, anche in questo caso, è bene che il parroco ne sia informato perché il gruppo è sempre per la parrocchia. Esso si santifica per la comunità parrocchiale, si fa carico della realtà della parrocchia, pregando e facendo penitenze per questo scopo, prepara e stimola i propri membri a diventare operai nella vigna della comunità. Bisogna tenere presente che il demonio tenta di creare divisioni all'interno e attorno ai gruppi, perché la divisione rende sterili anche le preghiere più belle, le penitenze più austere e le atti­vità più zelanti. Perciò il gruppo non deve mai accettare divisio­ni: i tentativi degli altri non dividono se non vengono accolti. Il gruppo deve aiutare i suoi membri ad estendere l'orizzonte del­la carità alla Chiesa universale e all'intera umanità: la carità non deve avere limiti!

Pratica Spirituale: Cerchiamo di formare un gruppo familiare ben in­serito nella parrocchia per rispondere meglio alle richieste della Madonna.

 

9. La parrocchia di Medjugorje - Tramite Jelena la Madonna ha detto che desiderava avere tutta la parrocchia attorno all'Eucarestia, una sera alla settima­na, per compiere un cammino spirituale. Lei avrebbe dato un messaggio. Nel marzo del 19841a Madonna ha iniziato i suoi messaggi per aiutare la parrocchia a percorrere la strada di un Esodo pasquale. Queste sono sinteticamente le linee del cammino spirituale. La Madonna chiama la parrocchia attorno all'Eucarestia. L'Eucarestia fa la Chiesa. Noi invece, molto spesso pensiamo che occorrano iniziative diverse per invigorire o guarire le no­stre parrocchie. La parrocchia è una famiglia, una unità vivente, nella quale le singole persone devono farsi carico di ognuna delle altre. Il cemento di tale unità è la carità fraterna. Quanto insiste la Madonna sulla carità! Ci sono persone che vivono male, che non credono, che non amano? Allora bisogna pregare e digiunare di più per questi fratelli. La parrocchia, porzione del Corpo di Cristo, non deve avere emarginati, estranei o forestieri: tutti sono figli di Dio e figli della Madonna, ugualmente amati. Le verità della fede, la vita religiosa, le feste, i riti devono incarnarsi nella realtà umana della vita quotidiana. Nei messaggi entrano con naturalezza i raccolti, le piogge, le stagioni, le preoccupazioni, i problemi grossi e piccoli. La parrocchia ha una sua santità, un suo meri­to, un suo peso, un ruolo nei piani della salvezza: quanto è importante questo per noi, spesso preda dell'individualismo! La parrocchia deve santificarsi per la Chiesa universale e per l'umanità. I mezzi fondamentali della vita parrocchiale so­no: la piena partecipazione alla Liturgia, la Parola di Dio, i Sacramenti, la preghiera e il digiuno. Per ottenere questi risulta­ti sarebbe auspicabile che alla guida di ogni gruppo parrocchia­le ci fosse proprio il parroco o un sacerdote da lui incaricato. L'animatore del gruppo deve possedere il buon senso cristiano che scaturisce dalla sana dottrina da sempre insegnata dalla Chiesa riguardo alla fede e alla morale. Inoltre il moderatore, più degli altri, deve farsi docile all'azione dello Spirito Santo e deve avere un particolare rapporto filiale con la Vergine Maria. Il suo compito principale è quello di creare nel gruppo l'at­mosfera dell'amore vicendevole perché ogni fratello sia aiutato a manifestare i propri pensieri, ispirazioni ed esperienze per l'utilità comune. Uno dei grandi vantaggi del gruppo per la for­mazione delle persone è l'occasione dell'esercizio dell'amore fraterno. Tale esercizio ci è necessario più dell'allenamento ad un atleta. La stessa preghiera riceve valore solo dall'amore fra­terno.

Pratica Spirituale: Chiediamo a Maria l'aiuto per crescere nell'amore fraterno all'interno delle nostre famiglie, dei gruppi e delle comunità parrocchiali.

 

10. La diffusione dei messaggi - Durante le apparizioni, qualche volta, la Madonna ha par­lato della diffusione dei messaggi. Una volta ha detto: "Fateli sapere a tutti e al più presto". Un'altra volta: "Non vergognate­vi dei miei messaggi, ma diteli a tutti quelli con i quali vi in­contrerete". "Cari figli, oggi vi invito a decidervi, se desiderate vivere i messaggi che vi sto dando. Desidero che siate attivi nel vivere e nel comunicare i messaggi agli altri. In modo partico­lare, cari figli, desidero che tutti siate il riflesso di Gesù il qua­le illuminerà questo mondo infedele che cammina al buio. Desidero che tutti siate luce a tutti e che testimoniate la luce. Cari figli, voi non siete chiamati al buio, ma alla luce, perciò vivete la luce con la vostra vita" (giugno 1986). La diffusione dei messaggi è opera di carità, è apostolato, perché la conoscenza dei messaggi, in molte persone, dà frutti inaspettati di bene. Quante persone, dopo aver letto qualche in­formazione sulle apparizioni, si sono decise a pregare di più, a fare penitenza, a vivere meglio i comandamenti, a ricercare la Parola di Dio! Vi sono persone che sembrerebbero disinteressa­te a queste cose, mentre in realtà sono anche loro assetate di salvezza: perché non fare di tutto per offrire anche quest'acqua che Maria ci dona? L'importanza di questi messaggi si rifà a ciò che la Madonna ha detto anche a Fatima nel 1917: "Il mio Cuore Immacolato trionferà!". Il fatto che trionfi sempre di più dipende dalla nostra con­versione. La conversione annulla i castighi di Dio, li addolci­sce, e anche la conversione di pochi è preziosa nelle mani della Madre della misericordia. La conversione può essere facilitata anche dalla diffusione di questi messaggi! La conversione pro­duce due immensi beni: la salvezza eterna delle persone e il modo giusto di vivere qui sulla terra. Chi vive per la salvezza cerca di realizzare la giustizia, la concordia, il perdono, la mise­ricordia e tutto ciò che va sotto il nome di bontà. Se tutte le per­sone vivessero così sulla terra regnerebbe la pace. Quindi cer­chiamo di dare ascolto alla voce della Regina della Pace! Cerchiamo di conoscere e di vivere i suoi messaggi, cerchiamo di dare alla nostra esistenza un'impronta più mariana, perché è lei che vuole guidarci sulla via della salvezza unendoci sempre più intimamente al suo Figlio Gesù. Accogliamo con riconoscenza le parole di Maria, ringrazia­mo per questa straordinaria e lunga presenza fra noi, facciamo conoscere anche agli altri le sue parole d'amore e di grazia e of­friamoci a lei senza riserve. Maria ci prenda come suoi veri fi­gli e faccia della nostra vita uno strumento e un segno di bene nel nostro ambiente, un raggio di bene e di speranza che rag­giunga tutto il mondo, in una catena di confidenza e di fiducia.

Pratica Spirituale: Impegniamoci a conoscere meglio i Messaggi della Madonna a Medjugorje e a farli conoscere il più possibile. 

 

PARTE SECONDA

MEDJUGORJE

UN MESSAGGIO CHE CI CONDUCE ALLE FONTI DELL'AMORE

"Figlioli, vi invito tutti ad amare, non con amore umano, ma con l'amore di Dio". La Madonna a Medjugorje

 

11. Alle fonti dell'amore - Dio è amore e l'amore è da Dio. Per darci il suo amore Dio ha mandato a noi il Figlio che ha istituito la Chiesa e i mezzi di grazia necessari per farci vivere l'amore e la riconciliazione con Lui. La Madonna nelle sue apparizioni, ci ricorda e ci invita a vivere nella Chiesa e a servirci dei mezzi di grazia. Come ripeteremo spesso, il programma di Medjugorje è fat­to di fede, conversione, preghiera, digiuno e tutto questo richia­ma l'ìnsegnamento di Gesù e della Chiesa. La vita cristiana consiste nell'amare e vivere Gesù. La Madonna, Madre del di­vino Amore, ci insegna a trasformare i mezzi di grazia in amore per Gesù, in vita di Gesù. Ella perciò non viene mai per cam­biare il piano di Dio espresso anche attraverso la Tradizione, ma insegna a viverla. Il vero rinnovamento, infatti, non sta nel cambiare, ma nel vivere il piano di Dio e nel realizzarlo sempre più perfettamente. Le apparizioni hanno grande e universale significato perché impegnano tutta la Chiesa. Maria è Mediatrice di grazia appun­to come Madre di Dio e Madre della Chíesa.Con le sue appari­zioni ella conferma il suo ruolo di serva di Dio per la salvezza del mondo e dimostra che è per l'uomo e a servizio dell'uomo. Dio così si inserisce nella storia del mondo con l'aiuto di lei. Tra il principio e la fine c'è il tempo, la storia e la vita della Chiesa: in questo tempo si svolge l'azione salvifica di Dio e questo avviene anche attraverso le apparizioni della Vergine. Le sue non sono apparizioni per la sua gloria, ma per quella di Cristo. Servono alla fede in Cristo e in Dio, promuovono la devozione eucaristica, guidano alla conversione e al generale rafforzamento della vita cristiana. Le apparizioni aiutano a vedere più facilmente e a scorgere i segni dei tempi e a giudicarli con più esattezza. Le manifestazioni della Signora infondono forza, approfondiscono la fede, rafforzano la speranza, aumentano l'amore, danno sicurezza, slancio e gioia, a condizione che i redenti accolgano l'azione di Dio attraverso di lei, collaborino con lei e rispondano in accor­do con lei. Le apparizioni rafforzano la fede nella presenza di Dio e nel­la sua azione nella storia del mondo, illuminano, testimoniano e avvicinano i beni escatologici che la Chiesa aspetta. La salvez­za, non c'è dubbio, viene da Cristo, ma la presenza di Maria ci convince che egli vuole servirsi di lei. La Madonna a Medjugorje, sulla linea della tradizione della Chiesa e mettendo­ne in evidenza tutti i mezzi di salvezza, sveglia gli addormenta­ti, rafforza i deboli, ammaestra gli sconcertati, consola i dispera­ti, cerca i perduti e conduce gli smarriti alla casa paterna. La via della salvezza non si può trovare né seguire senza di lei. Bisogna che i messaggi di Maria siano tradotti nella vita. Solo così si può affrontare il trionfo dell'amore e della pace.

Pratica Spirituale: Accostiamoci con fede all'insegnamento di Maria e seguiamola valorizzando tutti i mezzi della grazia a nostra disposizione.

 

12. La Fede e l'amore - La fede ha un'importanza fondamentale nella vita cristiana per aderire a Dio, per avere la salvezza e la vita divina, per vin­cere il mondo e ciò che c'è nel mondo. La fede di Maria vince l'infedeltà di Eva e ha vinto tutte le eresie. È per questo che è lei che può aiutarci a vivere di fede in ogni momento della no­stra vita. È lei che vuole sostenere la nostra fede con il suo insegnamento e le sue esortazioni materne. È lei che può difendere la nostra fede da tutti gli attacchi del nemico. Il più importante messaggio della Signora di Medjugorje è proprio la fede: questo è evidente nei molti suoi incitamenti e raccomandazioni. Che questo le stia a cuore più di tutto è com­prensibile perché con la fede l'uomo riceve in dono la vita per l'eredità eterna. D'altra parte in molti uomini la fede è impalli­dita e ha cessato di ordinare e formare la loro vita. Questo ha condotto a grandi peccati e divisioni tra gli uomini, ma anche in tutto il creato. Con l'incredulità l'uomo si è separato da Dio e così si è totalmente impoverito. È divenuto vittima non solo della sua debolezza e dei suoi peccati, ma anche del suo potere, attirando su di sé una moltitudine di mali. L'unica salvezza dell'uomo sta nel fatto che Dio è vivo, che il suo amore non è cessato e che egli continua ancora ad offrire all'uomo la sua vi­ta. Maria viene a testimoniare tutto ciò e ad annunciare la gran­de speranza che si nasconde solo nella fede. Questo richiede che la fede si conosca meglio e la si accolga più responsabilmente. Essa è collegata con la parola di Dio nel­la quale Dio rivela se stesso e l'intenzione di darsi in dono agli uomini, così che essi diventino partecipi della sua vita con tutte le conseguenze che ne derivano. Noi abbiamo bisogno di fede, di rafforzare la nostra fede, di non perdere la fede in mezzo alle vicende del mondo. Le diffi­coltà della vita, le delusioni dovute agli insuccessi, la paura del futuro, le minacce in tanti diversi campi, possono portare a sce­gliere gli dei inventati dall'uomo: il potere, la ricchezza, il pro­gresso, la forza che però si mostrano prima o poi impotenti e di­struttivi. Essi non salvano l'uomo ma lo annientano. Il rivolgersi a Dio con la fede è rivolgersi verso la vera sal­vezza. Questo è il messaggio che la Madonna ripete costante­mente a Medjugorje: "Desidero invitarvi ad avere più fede efiducia in Dio che vi ama senza misura" (agosto 1996). E la fede non è solo quella intellettuale per cui crediamo in Dio e in tutto quello che Egli ci ha rivelato, ma soprattutto la fede praticata, vissuta, per cui le verità rivelate, che noi crediamo con la nostra mente, diventano la guida e la norma del nostro pensare, amare, agire, e della nostra condotta. Questo ci chiede Maria e a questo invito accorato noi vogliamo rispondere con fiducia e con amo­re di figli.

Pratica Spirituale: Con fede e amore recitiamo lentamente il Credo.

 

13. La nostra conversione e l'amore - Uno dei più importanti messaggi della Madonna a Medjugorje è la richiesta della conversione degli uomini. Ella ripete che la Pace è frutto della nostra conversione. L'uomo che si allontana da Dio, sorgente e scopo della sua esistenza, cade nella contraddizione con sé e con il mondo, si perde e non riesce più a raggiungere lo scopo della vita. Per questo ciò che pensa e intraprende si volge contro lui stesso. Essendo il peccato il rifiuto e l'allontanamento da Dio, il rime­dio contro di esso e le sue conseguenze sta nel ricercare il volto di Dio e nel tornare a Lui. Ma come la decadenza è iniziata con il cuore e la volontà dell'uomo, così anche il ritorno deve iniziare con essi. Questo richiede un radicale cambiamento di orientamento che si chia­ma appunto conversione. La vera conversione è "lavare il cuo­re", cambiare intenzioni e comportamenti. L'uomo da solo non può togliersi il peccato e le sue conseguenze, ma lo può con l'aiuto di Dio. Questo lo obbliga a servirsi dell'aiuto. In ciò sta la possibilità della conversione. Qui non si tratta solo di regolare i rapporti tra il peccatore e Dio, ma anche di migliorare i rapporti con tutti gli uomini. Il peccato di chiunque aumenta il comune peso dei peccati. Così anche le conversioni individuali influiscono positivamente sulla situazione degli uomini, del mondo e della società. Il peccato aggrava, la conversione migliora. È per questo che senza una personale conversione è impos­sibile cambiare in meglio lo stato del mondo. È inutile aspettare dalle cause esterne quello che può venire soltanto dal cuore dell'uomo. La Madonna a Medjugorje invita tutti a convertirsi. Nessuno ne è esentato. La conversione è un libero, totale, personale atto per cui l'uomo cambia profondamente e si accorda con la volontà di Dio. Tutte le altre opere e sacrifici, al posto della conversione, sono inutili (Isaia 1, 13). I più grandi portavoce della conversio­ne, nella storia della salvezza, sono stati i profeti. Adesso Maria, Regina dei profeti, continua ad invitarci a tornare a Dio con tutto il cuore. Le apparizioni della Madonna sono le giuste occasioni perché ognuno rifletta su se stesso e accolga il mes­saggio salvifico di lei e di Dio alla conversione. Montagne di peccati spariscono nell'oceano dell'amore di Dio! "Figlioli, io desidero che gli uomini si convertano e vedano in voi, me e mio Figlio Gesù" (maggio 1996). La conversione è sempre dono di Dio, frutto della Grazia. Le nostre parole, da sole, non saranno mal capaci di convertire altre persone. Ma se gli altri potranno vedere in noi almeno un pochino della fisio­nomia di Maria e di Gesù, cioé, se ci vedranno mettere in prati­ca gli insegnamenti e i precetti del Vangelo, si sentiranno attrat­ti e spinti alla conversione. Le parole possono smuovere, ma è l'esempio che trascina. "Figlioli vi invito ad aprirvi a me e a decidervi per la con­versione" (giugno 1996). Aprirci a Maria vuol dire aprire il cuo­re a lei, togliere tutto ciò che le dispiace e le impedisce di gui­darci verso la santità; è lasciare che lei entri nei nostri pensieri, nei nostri sentimenti, nei nostri orientamenti, nella nostra con­dotta, perché il suo invito è un invito alla santità. Maria guiderà allora la nostra vita verso Dio e la conversione nostra ne sarà la logica conseguenza: questa è la volontà di Dio che ci ripete Maria: la nostra santificazione!

Pratica Spirituale: Preghiamo Maria di ottenerci il dono di una com­pleta conversione e di aiutarci a vivere secondo il disegno di Dio e i suoi insegnamenti, in ogni aspetto della nostra vita.

 

14. La Preghiera e l'amore - Preghiera. È questa la parola pronunciata più frequentemen­te dalla Madonna a Medjugorje. Essa ricorre in quasi tutti i messaggi. Questo fatto ci sottolinea che la preghiera è l'azione più im­portante di tutte. Lo dice anche il Vangelo, ma noi spesso non ci facciamo caso. Quando saremo nell'aldilà vedremo il danno enorme prodotto dalla trascuratezza della preghiera, ma allora che potremo fare più? Adesso è il momento di cambiare. Ascoltiamo la Madonna che con tanta pazienza continua ad in­citarci alla preghiera! Così Padre Slavko, a Medjugorje, diceva ai pellegrini italia­ni: "Perché la Madonna continua a dirci di pregare? Si può dire che ogni sua apparizione è un invito alla preghiera, perché? Perché la preghiera è l'unico modo nostro per incontrare Dio, per incontrare Gesù. Lei è la Madre di Gesù e la Madre nostra, perciò fa il suo dovere che è quello di farci incontrare con Gesù, perché solo se lo incontriamo noi siamo salvi. Maria con­tinua a fare quello che ha fatto a Cana di Galilea. Era presente lei e anche Gesù, ma Gesù non era ancora conosciuto per quello che era: lei lo fece conoscere. Fatto questo, si ritira dicendo al servi: "Fate quello che Egli vi dirà!". La sua presenza è un forte invito a noi anche perché ci met­tiamo in comunicazione con Gesù Cristo. Ma la sua presenza è anche un rimprovero per noi tutti che abbiamo dimenticato, che non crediamo abbastanza alla presenza di Gesù nelle nostre chiese. La Madonna ha detto a Jelena: 'Io vi sono più vicina durante la santa Messa che durante l'apparizione". Fare la Comunione è più che essere veggenti! Ma noi questo lo credia­mo? Se non ascoltiamo l'invito della Madonna a pregare davve­ro, non incontreremo mai il Signore. Maria ci dice: "La pre­ghiera deve diventare il nutrimento quotidiano, gioia e pace in­teriore, sollievo nella stanchezza per il troppo lavoro... Ma perché sia così, la preghiera deve essere: preghiera col cuore, preghiera di un cuore che ama, preghiera di chi si abbandona totalmente a Dio, dì chi desìdera Dio, di chi anela a Dio ". Questo è il punto centrale di tutti i consigli della Madonna riguardo alla preghiera: dialogo con Dio, con Gesù, con lei stes­sa, ma per arrivare, sempre ad incontrare Dio! Perciò la pre­ghiera non può essere una pura e semplice recita di formule: la cosa è molto più seria e importante. Nel gennaio del 1986 ci ha dato il seguente messaggio che riassume molte sue esortazioni: "Cari figli, anche-oggi vi invito a pregare. Voi cari figli non sarete in grado di comprendere quanto valga la preghiera finché non direte a voi stessi: adesso è il tempo della preghiera, adesso nessun'altra cosa è importante, adesso per me nessun'altra cosa è importante quanto Dio. Cari figli, dedicatevi alla preghiera con particolare amo­re, così Dio potrà darvi le grazie ". Ma quali preghiere dobbiamo fare? Tutte! La Santa Messa, l'adorazione al Santissimo Sacramento, la devozione al Cuore di Gesù, il culto della Croce e della Passione, la devozione allo Spirito Santo, la lettura della Bibbia, il Rosario... Maria racco­manda moltissimo la preghiera allo Spirito Santo e dice: "Molta gente prega in modo sbagliato, chiede delle cose, ma pochi chiedono il dono dello Spirito Santo. Chiedete prima di tutto il dono dello Spirito Santo, perché chi ha questo ha tutto!". E dice ancora: "Un fiore non può crescere bene senza ac­qua. Così voi non potete crescere bene senza la benedizione di Dio. Chiedete ogni giorno la benedizione di Dio per poter cre­scere e per poter fare i vostri lavori": la benedizione di Dio do­na lo Spirito Santo.

Pratica Spirituale: Scegliamo un tempo di preghiera e chiediamo insi­stentemente lo Spirito Santo.

 

15. La preghiera del cuore - Per cercare di capire cosa la Madonna intende con il termine di "preghiera del cuore" leggiamo alcuni suoi messaggi e co­minciamo a vedere cosa vuole insegnarci. "lo vi invito, cari fi­gli, alla preghiera del cuore. Sapete che senza preghiera non potete comprendere ciò che Dio vuole realizzare attraverso ciascuno di voi. Perciò pregate!" (aprile 1987). Il cuore è la parte più intima e vitale di noi stessi, è il simbolo di tutti i nostri sentimenti, desideri, aspirazioni, speranze, propositi. Il cuore è quella parte impalpabile ma essenziale di noi stessi che orienta tutta la nostra vita. Può orientarla verso il male, come dice Gesù: "Dal cuore provengono i propositi mal­vagi, gli omicidi" ecc. (Mt. 15, 19), ma può e deve orientarla verso il bene, verso Dio. Pregare col cuore significa dunque pregare con tutto il no­stro essere orientato verso Dio, aperto a Dio, desideroso dell'in­contro vivo e vivificante con Dio. Significa desiderare Dio, amare Dio, mettersi in sintonia con Lui e volere ciò che Egli vuole. Significa dire non solo con le parole, ma con la più inti­ma convinzione e con il più vivo desiderio: "Sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà". Significa sforzarsi di adeguare tutta la propria vita a queste esigenze che ci ha suggerito Gesù stesso. È chiaro che pregare così vuol dire identificare la nostra vo­lontà con quella di Dio in tutto. Ed è chiaro che una preghiera così non può non essere esaudita. Solo se preghiamo così pos­siamo comprendere tutto ciò che Dio vuole realizzare attraverso di noi. Dio, innanzitutto, programma per noi la nostra santità e quindi la nostra salvezza e felicità eterna, attraverso vie diverse che sono le più conformi alle attitudini, alle doti, alle inclina­zioni, alla vocazione che ciascuno ha. Nella preghiera possiamo conoscere la via migliore che Dio ha tracciato per noi. Ma Dio ha un piano di bene e di salvezza anche per gli altri e questo si deve realizzare pure mediante noi, con il nostro ap­porto, con la nostra disponibilità agli altri, con la nostra pron­tezza alla rinuncia, al sacrificio, alla comprensione, al perdono, al servizio con il nostro amore soprannaturale. Ecco alcuni altri inviti materni: "Oggi vi invito alla pre­ghiera del cuore. Durante questo tempo di grazia desidero che ognuno di voi si unisca a Gesù. Senza la preghiera incessante non potete sentire la bellezza e la grandezza della grazia che Dio vi offre" (febbraio 1989). "Cari figli, vi invito alla preghie­ra con il cuore affinché la vostra preghiera sia un dialogo con Dio. Io desidero che ognuno di voi consacri più tempo a Dio" (settembre 1990).

Pratica Spirituale: Decidiamo di dedicare alla preghiera un tempo specifico della nostra giornata e apriamo sempre di più il cuore agli in­segnamenti della Mamma Celeste.

 

16. Il Rosario e l'amore a Maria e a Gesù - "Cari figli, Dio mi ha dato questo tempo come dono a voi per poter insegnarvi e guidarvi sulla via della salvezza. Ora, cari figli, non comprendete questa grazia, però presto verrà il tempo quando rimpiangerete questi messaggi. Perciò, figlioli, vivete ogni parola che vi ho dato durante questo tempo di gra­zia. Rinnovate la preghiera affinché la preghiera diventi gioia per voi. In modo particolare invito coloro che sono consacrati al mio Cuore Immacolato a diventare esempio per gli altri. Invito tutti i sacerdoti e religiosi a pregare il Rosario e ad inse­gnare agli altri a pregare. Figlioli, il Rosario mi è particolar­mente caro. Attraverso il Rosario voi aprite i vostri cuori ed io posso aiutarvi!" (agosto 1997). Perché i semi di santità che sono i messaggi della Madonna producano frutti di santità nella nostra vita, dobbiamo essere perseveranti nella preghiera, anzi, dobbiamo rinnovare conti­nuamente la nostra preghiera, cioé dobbiamo di giorno in gior­no cercare di renderla migliore: più attenta, più sentita, più umile, più fiduciosa, più conforme ai desideri e alle raccomanda­zioni di Gesù che ci ha insegnato a chiedere prima di tutto i be­ni spirituali: "Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia" (Mt 6, 33). Allora la nostra preghiera sarà esaudita e diventerà fonte di gioia'per noi, come ci ha promesso Gesù: "Chiedete e otterrete, perché la vostra gioia sia piena! "(Gv. 16, 24). Così noi diventiamo punto di riferimento e di esempio per gli altri. La consacrazione al Cuore Immacolato di Maria suppone e attualizza la consacrazione a Cristo derivante dal Battesimo e ci aiuta a vivere di giorno in giorno l'esortazione di San Paolo: "Offri te stesso come esempio in tutto di buona condotta" (Tt 2, 7). Viviamo in tempi in cui, molto spesso, la preghiera è in cri­si. È quindi necessario che specialmente coloro che sono consa­crati vivano di preghiera, non solo di quella ufficiale della Chiesa, quale è la preghiera liturgica, ma anche della preghiera personale e popolare, specialmente il Santo Rosario che è nello stesso tempo preghiera mentale e vocale ed è preghiera essen­zialmente biblica. L'assiduità e la fedeltà, anche materiale, ai tempi e alle formule della preghiera aiuta a migliorarne la qua­lità e rende capaci di insegnare anche agli altri a pregare. Il Rosario è preghiera particolarmente cara alla Madonna e anche a tutti i veri devoti di lei. Padre Pio recitava innumerevoli Rosari ogni giorno, Papa Giovanni era fedelissimo al Rosario quotidiano intero di quindici misteri. Papa Giovanni Paolo Il in uno dei suoi primi discorsi in piazza San Pietro nell' ottobre del 1978 dichiarò: "11 Rosario è la mia preghiera prediletta. Preghiera meravigliosa!". Nel Rosario apriamo i nostri cuori alla meditazione, sempre nuova e inesauribile, dei misteri della nostra redenzione e nel­l'umile e fiduciosa supplica tante volte ripetuta alla Madonna, perché preghi per noi poveri peccatori; il nostro cuore si purifi­ca e diventa disponibile perché Maria possa essere davvero ri­fugio dei peccatori, mediatrice di grazia e aiuto dei cristiani.

Pratica Spirituale: Recitiamo con calma il Santo Rosario per ciò che sta più a cuore a Maria e per ciò che maggiormente vogliamo racco­mandare alla sua intercessione potente.

 

17. La preghiera e la vita d'amore - "Desidero guidarvi verso la preghiera del cuore. Solo così capirete che la vostra vita è vuota senza la preghiera. Voi sco­prirete il senso della vostra vita quando avrete scoperto Dio nella preghiera" (luglio 1997). Pregare non vuol dire sforzarci di convincere Dio ad accet­tare il nostro punto di vista, a fare la nostra volontà, a conceder­ci proprio quello che gli chiediamo noi, perché noi possiamo fa­cilmente sbagliarci e chiedere cose dannose o per lo meno non utili. Pregare vuol dire chiedere a Dio che ci aiuti ad accettare quello che lui vuole, a fare la sua volontà, perché egli vuole so­lo il nostro massimo bene e non si sbaglia mai. Se non chiedia­mo questo la nostra vita è vuota perché non si può realizzare il piano di Dio su di noi che è quello di arricchirci di bontà, di virtù, si santità, in preparazione alla pienezza di vita del cielo. La nostra vita ha un senso pieno e una preziosità infinita so­lo se noi realizziamo questo piano che Dio ha su di noi, nella diversità dei carismi che Egli ha dato a ciascuno. Questo noi lo possiamo scoprire e capire solo nella preghiera che ci mette in contatto diretto, personale, a tu per tu con Dio. "Cari figli, oggi vi invito a comprendere che senza amore non potete capire che Dio deve essere al primo posto nella vita. Per questo, figlioli, vi invito tutti ad amare non con amore umano, ma con l'aiuto di Dio. Così la vostra vita sarà più bella e non interessata" (set­tembre 1997). Noi, con la preghiera, dobbiamo coltivare, esercitare, svi­luppare l'amore soprannaturale per non cadere nella morte spi­rituale. Il centro della vita, allora non è più il nostro io, lo scopo non è solo quello di soddisfare le sue attrattive e le esigenze egoistiche. Se fosse così si perderebbe di vista Dio, mentre, se vogliamo che la nostra vita sia ben ordinata e ricca di bontà, di soddisfazione e di gioia, Egli deve essere al primo posto. San Francesco di Sales scriveva: "Iddio richiede questo da noi: che fra tutti gli amori il suo sia il primo nel nostro cuore, il più caro". Quando l'amore a Dio ha il primo posto nel nostro cuore, allora tutta la nostra vita si orienta spontaneamente verso di Lui e noi troviamo la nostra gioia nel compiere la sua volontà. L'amore umano è interessato, egoistico, dà per ricevere. L'amore soprannaturale, quello che dobbiamo chiedere nella preghiera con insistenza, è invece disinteressato, oblativo, porta ad offrire, a dare, a dare a Dio la propria adorazione, il rispetto, la docilità, l'obbedienza, l'affetto filiale, l'adesione alla sua vo­lontà, ai suoi disegni. La vita vissuta in questo amore è una vita pienamente realizzata e quindi, pur essendo disinteressata, è una vita ricca di soddisfazioni, capaci di ripagare i sacrifici fatti per vivere nell'amore soprannaturale; è una vita bella, gioiosa, alla quale sono chiamati tutti quelli che vogliono essere veri se­guaci di Gesù Cristo.  Figlioli, che la preghiera sia per voi vita!" (ottobre 1997). Per poter fare tutto e solo quello che il Signore ci dice è neces­sario che noi viviamo continuamente in uno stato di preghiera che è apertura a Dio, attenzione, rispetto, adorazione, sottomis­sione e amore a Lui. Tutto questo non può limitarsi al breve tempo in cui recito una formula di preghiera, ma deve estender­si a tutta la giornata, ad ogni momento della giornata. Perciò tutto quello che faccio e che mi capita lo indirizzo a Dio, lo offro a Lui: la preghiera vocale e mentale, ma anche il lavoro, il compimento dei doveri del proprio stato, la croce che fa sentire il suo peso, la gioia che mi dilata il cuore, insomma tutta la trama della vita è accettata dalle mani di Dio e compiuta per suo amore, offerta a Lui. È così che tutta la vita diventa pre­ghiera e la preghiera diventa l'espressione continua della vita orientata verso Dio.

Pratica Spirituale: Offriamo ogni giorno la nostra vita al Signore per le mani di Maria e rinnoviamo ripetutamente, col cuore, questa offerta di amore.

 

18. Il digiuno e l'amore - Tra i messaggi della Madonna a Medjugorje si trova anche quello del digiuno. È un messaggio straordinario anche se la pratica del digiuno è sempre stata conservata nella Chiesa. Ma in questi ultimi tem­pi il digiuno è diventato sempre più raro fino quasi a sparire dall'uso. La Madonna non comanda, raccomanda! E i motivi per rac­comandare il digiuno oltre che nell'esempio di Gesù e nella pratica della Chiesa, dobbiamo vederli nel contesto del tempo odierno. Esso non è fine a se stesso, naturalmente, non ha il senso pagano del disprezzo del corpo e delle cose materiali, perché Dio ha creato tutte le cose per il bene dell'uomo e perciò tutto ciò che è creato porta in sé il sigillo dell'amore di Dio e del suo "Tutto è buono". Il vero motivo e valore del digiuno sta nel senso che esso è un mezzo col quale l'uomo verifica, con­ferma e assicura la propria padronanza su se stesso. Il digiuno gli rende possibile e insieme gli garantisce che la sua adesione alla fede in Dio è sincera e sicura. Nessuno infatti può darsi ad un altro se prima non si possiede. Chi è schiavo non si appartie­ne. E un uomo non è schiavo solo del peccato, ma di molte pas­sioni. La temperanza nel cibo e nelle bevande è virtù, l'intem­peranza è già passione. Il digiuno allora aiuta l'uomo a darsi liberamente a Dio e al prossimo nella fede e nell'amore, vince la tendenza alla menta­lità consumistica che porta a consumare anche ciò che non è ne­cessario, violando la giustizia ed esaltando l'egoismo. Frutto del digiuno è una maggiore condivisione con chi è nel bisogno, una maggiore vita di preghiera, una più grande sensibilità per gli altri e un ridimensionamento delle proprie esigenze. Il digiuno aiuta la corporeità dell'uomo ad inserirsi nel pia­no di fede. È questo che la Madonna vuole sottolineare e vuole aiutarci a realizzare perché qui si trova un grande mezzo di con­versione. Questo fu praticato nella parrocchia di Medjugorje fin dai primi mesi delle apparizioni: ogni famiglia digiuna per uno o due giorni, il mercoledì e il venerdì, a pane e acqua; ma la Madonna insiste anche su altri tipi di digiuno, complementari a questo: digiuno dal peccato, dal fumo, dall'alcool e dalla televi­sione. "Cari figli, oggi vi invito a cominciare col digiuno di cuore: ci sono tanti che già digiunano, più che altro perché tut­ti digiunano: questa quindi è diventata un'abitudine che nessu­no desidera interrompere. Cari figli, digiunate e pregate di cuore" (settembre 1984). Il digiuno col cuore è molto importante per la conversione, per la pace, perché si realizzino i disegni di Dio, per vincere le tentazioni, per essere ascoltati nelle preghiere, per vivere una buona disposizione a pregare. "Cari figli, anche oggi vi invito al digiuno e alla rinuncia" (marzo 1998). Il digiuno e la rinun­cia sono due pratiche ascetiche inculcate specialmente nel periodo quaresimale, ma non devono essere limitate a questo pe­riodo particolare del tempo liturgico, insegna la Madonna a Medjugorje. Sono pratiche importanti e necessarie sempre, nel­la nostra vita cristiana. Il digiuno principale, che è un comandamento, consiste nell'astenersi dal peccato. Ma è importante anche il digiuno corporale che consiste nell'astensione parziale e temporanea dal cibo, perché questa ci purifica e ci aiuta a disciplinare il cor­po e a sottometterlo all'anima. La Bibbia ci dice che il digiuno, unito alla preghiera e alle opere di carità, fatto con amore e per amore, è gradito a Dio ed è uno dei mezzi più efficaci per otte­nere le grazie. Il digiuno è pure un'ottima preparazione per vincere le ten­tazioni, come ci insegna Gesù che per quaranta giorni prega e digiuna nel deserto, prima di affrontare e vincere le tentazioni del demonio (Mt 4, 2).

Pratica Spirituale: Prendiamo la decisione di accogliere l'invito di Maria e programmiamo il nostro tempo di digiuno.

 

19. La Penitenza e l'amore - Il Sacramento della Penitenza o Confessione è entrato a far parte delle esortazioni della Madonna fin dall'inizio delle appa­rizioni e questo ne dimostra l'importanza fondamentale nella nostra vita di fede: "Cari figli, vi invito ad aprire la porta del vostro cuore a Gesù, come il fiore si apre al sole. Gesù deside­ra riempire i vostri cuori di pace e di gioia. Non potete, figlioli, realizzare la pace se non siete in pace con Gesù. Perciò vi invi-

to alla Confessione, affinché Gesù sia la vostra verità e pace. Perciò pregate per avere la forza di realizzare ciò che vi dico. Io sono con voi e vi amo" (gennaio 1995). Noi abbiamo aperto la porta del nostro cuore a Gesù nel momento in cui abbiamo ricevuto il Battesimo e gli altri Sacramenti. Se siamo in grazia di Dio, Gesù è nel nostro cuore. La Madonna ci invita ad accettare la sua presenza santificante in noi, ad aprirci alla sua presenza e a far sì che nulla in noi of­fenda questa presenza. La pace e la gioia in senso pieno e per­fetto le avremo solo in Paradiso, ma l'anima in grazia, l'anima che frequentemente ricorre al sacramento della Penitenza, può già gustarne un preludio in questa vita. È in una vita di riconci­liazione e di pentimento che si trova la felicità perché questa può darcela solo il Signore, non le persone né le cose. Ma che cos'è che ci può impedire di essere in pace con Gesù? Non solo il peccato grave, che offendendo Dio grave­mente ci priva della grazia santificante e quindi ci espone al pe­ricolo della dannazione eterna, ma anche il peccato leggero o veniale, perché è sempre un'offesa fatta a Dio, anche se non ci priva della sua grazia. Dobbiamo sforzarci di eliminare qualsia­si peccato, anche piccolissimo, se vogliamo essere in pace con Gesù e avere pace e gioia nel cuore. La Confessione è il grande dono che Gesù ci ha fatto la sera stessa della resurrezione, quando ha detto agli apostoli: 'Pace a voi!' e ha dato ai loro successori il potere di assolvere dai pec­cati, per togliere dal cuore ogni traccia di male, per quanto pic­cola possa essere, perché questo offende Dio e ci impedisce di avere per lui un amore sincero privandoci della pace del cuore. È vero che dei peccati leggeri noi possiamo ottenere il per­dono con un atto di sincero pentimento, senza bisogno di con­fessarli. Ma, a parte il fatto che avere un pentimento perfetto non è sempre facile, la Confessione non solo rimette i peccati commessi, ma in più dà anche la grazia sacramentale, cioé una forza soprannaturale e aiuti speciali per non ricadere più nel peccato. Il precetto della Chiesa ci invita, come minimo, a confessar­ci almeno una volta l'anno. Una buona regola, indicata con chiarezza anche dalle pratiche dei primi nove venerdì del mese e dei primi cinque sabati, è una frequenza mensile. Questo è quanto ha raccomandato la Madonna a Medjugorje.

Pratica Spirituale: Dopo aver recitato l'Atto di dolore, andiamo a con­fessarci appena possibile proponendoci di seguire l'invito della Madonna.

 

20. La Santa Messa e l'amore a Gesù - "Cari figli, Dio desidera farvi santi perciò attraverso di me vi invita all'abbandono totale. La Santa Messa sia per voi la vi­ta. Comprendete che la chiesa è la casa di Dio, il luogo in cui vi riunisco e desidero mostrarvi la strada che conduce a Dio" (aprile 1988). Questo messaggio è un ulteriore invito alla santità. La mag­gior parte dei cristiani non conosce la Messa, non la capisce e perciò non la apprezza e non la vive. Molti cristiani, anche fra i migliori, la considerano una pratica di pietà, ma invece la Messa deve essere la nostra vita! Al centro della Messa sentia­mo queste parole: "Questo è il mio corpo, questo è il mio san­gue: fate questo in memoria di me". È come se Gesù ci dicesse: "Fatevi anche voi Eucaristia. In sostanza fate ciò che ho fatto io: offrite e immolate anche voi il vostro corpo in sacrificio, co­me vedete che ho fatto io". Allora la Messa diventa la norma di tutta la nostra vita e la nostra vita di ogni giorno diventa la Messa che noi celebriamo in ogni momento. La chiesa è la casa di Dio e Gesù, Dio fatto uomo, vi abita giorno e notte con la sua presenza personale, viva, anche se na­scosta nel mistero dell'Eucarestia. Siamo davvero persuasi di questa presenza viva e vera? E allora come si spiegano tante mancanze di rispetto, tante superficialità e come si spiega che andiamo raramente in chiesa e vi rimaniamo pure brevemente? Dobbiamo avere più fede nella presenza reale di Gesù nelle no­stre chiese anche se non lo vediamo con gli occhi del corpo: ve­diamolo con la luce della fede! Preghiamo allora il Signore perché aumenti la nostra fede e in questo contiamo sull'aiuto costante di Maria. "Cari figli, io non posso aiutarvi se voi non vivete i comandamenti di Dio, se non vivete la Messa, se non evitate il peccato" (ottobre 1993). Sentiamoci fortemente impegnati su questi tre punti e fra gli al­tri proprio nel vivere la Messa. Nella prima parte della Messa, Liturgia della Parola, è Dio stesso che ci parla e nel Vangelo è Gesù. La parola è sempre vi­va, attuale, valida e impegnativa oggi, in tutte le circostanze della vita di ogni giorno. La seconda parte, Liturgia Eucaristica, attualizza la passione e morte di Gesù in croce, cioé rende attuale, misticamente pre­sente a noi oggi, la redenzione di Gesù. Rende misticamente presenti anche noi sul Calvario, insieme a Maria, a Giovanni, al­le pie donne e mette a nostra disposizione i frutti della salvezza. Dobbiamo partecipare alla Messa con queste convinzioni e con sentimenti di attenzione, adorazione, compartecipazione, gratitudine e amore, quelli che avremmo avuto se fossimo stati presenti sul Calvario insieme a Maria, mentre Gesù moriva sul­la croce. Ecco perché la Messa ha un valore inestimabile! "Figlioli, la Santa Messa non sia per voi un'abitudine, ma sia vita. Vivendo ogni giorno la Santa Messa voi sentirete il bi­sogno della santità e crescerete nella santità" (gennaio 1998). Fra tutte le preghiere la Santa Messa è la più grande, la più per­fetta, la più completa e la più efficace. Qui è Gesù stesso che prega con noi e per noi e ci si rende presente. Alla Messa non si partecipa per abitudine, assistendovi pas­sivamente. Vi si partecipa attivamente facendo nostri i vari sen­timenti e atteggiamenti di preghiera che in essa si susseguono e cercando poi di vivere questo nelle occupazioni della giornata. La Santa Messa così vissuta, più di ogni altra preghiera, ci fa sentire il bisogno della santità e ci fa crescere in essa.

Pratica Spirituale: Partecipiamo alla Messa ogni volta che possiamo e uniamoci così più profondamente alla morte e resurrezione di Gesù, uniti al Cuore di Maria.

 

21. L'adorazione eucaristica e l'amore - "Cari figli, oggi vi invito ad innamorarvi del SS. Sacra­mento dell'altare. Adoratelo, figlioli, nelle vostre parrocchie e così sarete uniti con tutto il mondo. Gesù vi diventerà amico e non parlerete di lui come di qualcuno che appena conoscete. L'unità sarà per voi gioia e diventerete testimoni dell'amore che Gesù ha per ogni creatura. Figlioli, quando adorate Gesù, voi siete vicini anche a me" (settembre 1995). Questo invito così chiaro ed esplicito ad adorare Gesù nel SS. Sacramento segue un altro messaggio del marzo del 1984 quando la Madonna disse: "Cari figli, adorate senza interruzio­ne il SS. Sacramento dell'altare. Io sono sempre presente quando i fedeli sono in adorazione. In quel momento si ottengono grazie particolari ". Prima dell'invito ad adorare c'è questa volta l'invito ad in­namorarci del SS. Sacramento ed è logico perché l'adorazione è una conseguenza dell'amore. Se non c'è amore non ci può esse­re neanche adorazione. Ma perché bisogna essere innamorati dell'Eucaristia? Perché, a differenza degli altri Sacramenti, è una Persona viva e vera. Gli altri Sacramenti sono soltanto dei segni, dei mezzi de­gni del massimo rispetto e venerazione e amore, ma sono mez­zi, elevati da Gesù alla dignità altissima di trasmetterci, di con­ferirci la grazia di Dio. L'Eucarestia, invece, è Gesù stesso, in persona!, oggi come 2000 anni fa, nascosto nel segno visibile del pane e del vino. Ma è proprio lui, qui in mezzo a noi, come lo era allora in mez­zo ai suoi discepoli. Di questo noi siamo certamente convinti nella nostra mente, ma questa convinzione non si dimostra sem­pre nella nostra condotta. Spesso il cuore è lontano, è assente e se succede questo come possiamo essere innamorati del SS. Sacramento? Nell'Ostia consacrata, chiusa nel tabernacolo, c'è Gesù vivo con tutto il suo Amore Infinito per noi. La prima cosa che dob­biamo fare è cercare di essere davvero convinti e coscienti che quel Cuore divino, pieno d'amore per noi, è davvero sempre presente nell'Eucarestia. Da questa convinzione e da questa consapevolezza sgorgheranno l'amore, l'amicizia e l'adorazio­ne. Gesù nel SS. Sacramento merita tutta la nostra adorazione fatta soprattutto di gratitudine e di amore. Gesù resta presente nel tabernacolo per esserci sempre vici­no e a disposizione, non solo per ricevere la nostra adorazione, ma per ascoltare ed esaudire le nostre richieste e concederci grazie spirituali e materiali di cui abbiamo continuamente bisogno. Dal tabernacolo egli continua a dirci: "Venite a me voi tut­ti che siete affaticati e stanchi ed io vi ristorerò" (Mt 11, 28). Se ci impegnamo a fermarci spesso in adorazione davanti al Tabernacolo siamo uniti a tutti i fedeli del mondo che si trova­no in adorazione davanti all'Eucarestia. Maria è stata sempre unita a Gesù e continua ad essere vici­na a Lui in Cielo e ovunque Gesù si trova, quindi anche in tutti i Tabernacoli del mondo. Quando ci rechiamo in chiesa per adorare Gesù, troviamo sempre lei che ci aspetta, che ci ispira, ci guida e presenta a Gesù le nostre adorazioni e le nostre sup­pliche avvalorandole con la sua materna intercessione. Quando ci accostiamo all'Eucarestia, allora chiamiamo Maria accanto a noi, chiediamole il suo Cuore per amare Gesù e per adorarlo, facciamo la comunione con lei e lasciamoci pre­parare all'incontro con Gesù da Colei che lo ha amato e lo ama più di ogni altro. Uniti a Maria il nostro amore sarà più puro e più profondo e Gesù troverà in noi, come in sua Madre, un cuo­re sul quale riposarsi.

Pratica Spirituale: Facciamo un'ora di adorazione a Gesù, accanto a Maria sua e nostra Madre.

 

22. La Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria e l'amore - Direttamente la Madonna, a Medjugorje, comincia a parlarne nel 1988, ma tutto il suo messaggio: presenza, atteggiamento, contenuto, non ci mostra altro che lei è venuta e continua a veni­re per insegnarci che cosa è la consacrazione e come si vive. La Consacrazione al suo Cuore è il mezzo, la via per vivere l'Amore, per vivere tutti i mezzi di grazia con amore, per porta­re l'amore nella vita e raggiungere Dio-Amore. "Cari figli, vi invito a consacrarvi al mio Cuore Immaco­lato. Desidero che vi consacriate personalmente, come famiglie e come parrocchie, in modo che tutto appartenga a Dio attra­verso le mie mani" (ottobre 1988). La Consacrazione non è solo una formula, una preghiera, ma è anche un cambiamento radicale. Nella Messa, con la consacrazione, pane e vino cambiano e diventano Corpo e Sangue di Gesù. Nella nostra vita, con la consacrazione tutto il nostro modo di vivere deve cambiare e da naturale deve diventare soprannaturale. Non solo ci impegnamo a vivere in grazia di Dio ma tutto quello che facciamo, voglia­mo farlo per compiere la volontà di Dio, per fargli piacere, per amore suo, e tutto offriamo a lui. C'è una consacrazione perso­nale che impegna il singolo individuo; c'è una consacrazione familiare che vuole elevare e santificare tutta la vita della fami­glia, i rapporti degli sposi fra loro, ispirati a reciproco rispetto, umiltà, benevolenza, comprensione, e i rapporti tra genitori e fi­gli; c'è poi la consacrazione di una famiglia più estesa come può essere la parrocchia, che impegna tutti i membri ad aiutarsi a vicenda a vivere in Dio e per Dio. Facendo la nostra consacrazione a Maria e per mezzo di Maria, la Madonna esercita la sua missione di Mediatrice di tut­te le grazie e ci aiuta a vivere in Dio e per Dio. Noi ci consa­criamo al Cuore materno di Maria con il nostro amore di figli che ci porta necessariamente ad imitarla non già nei suoi privi­legi che sono unici e irripetibili, ma nelle sue virtù di creatura umana che ebbe una vita umile e modesta, come la nostra, quin­di perfettamente imitabile. Ci consacriamo a Maria per appartenere a Dio attraverso di lei, con l'impegno di imitarla nel suo atteggiamento di apertura a Dio, di ascolto attento della sua Parola, custodita, meditata nel cuore e vissuta. Cerchiamo di vivere la sua disponibilità e pron­tezza nel compiere sempre e in tutto la volontà di Dio, ripeten­do con il cuore: "Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto" (Lc 1, 38). Ci consacriamo al Cuore di Maria con la generosità e il fer­vore nell'accogliere i suoi materni inviti ripetuti nel corso dei secoli e specialmente nelle apparizioni di questi ultimi tempi a Medjugorje. Affidiamo a Lei la nostra vita mettiamoci nelle sue mani e nel suo Cuore, lasciamoci guidare qui sulla terra perché ogni passo ci renda più vicino il Cielo. Amiamo Dio con il Suo Cuore e vivremo eternamente la gioia che lei ci promette.

Pratica Spirituale: Rinnoviamo la nostra Consacrazione a Maria o prepariamoci a farla con gioia. 

 

PARTE TERZA

MEDJUGORJE

UN MESSAGGIO CHE INSEGNA COME SI AMA

"Cari figli, vi invito a pregare, affinché dai vostri cuori sgorghi una fonte di amore su tutti gli uomini". La Madonna a Medjugorje

 

23. Amare Dio e il prossimo col Cuore di Maria - La Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria ci dona il suo Cuore per amare Dio e i fratelli come lei li ama. Maria vuo­le infatti aiutarci a vivere d'amore. "Cari figli, oggi vi invito all'amore. Figlioli, senza l'amore non potete vivere né con Dio né con i fratelli. Perciò vi invito tutti ad aprire i vostri cuori all'amore di Dio che è tanto grande ed è aperto per ognuno di voi. Dio, per amore dell'uomo, mi mandò in mezzo a voi per mostrarvi la via della salvezza, la via dell'amore. Se prima non amate Dio, non potrete amare il prossimo, né colui che odiate. Perciò, figlioli, pregate! E attraverso la preghiera scoprirete l'amore" (aprile 1995). L'amore è il clima naturale, normale, necessario, in cui na­scono, maturano, si sviluppano e si realizzano tutte le cose buo­ne. "Dio è amore, chi rimane nell'amore dimora in Dio e Dio dimora in lui" (1 Gv 4,16). E quindi, chi ha Dio presente nel suo cuore, da Dio riceve la spinta, l'aiuto, la forza per fare il bene. Chi invece non ama, non ha Dio presente nel suo cuore e perciò non produce nulla di spiritualmente buono. Ma bisogna ricordare che l'amore vero non consiste nel sentimento, ma nelle opere, nella condotta, nel comportamento. Infatti Gesù ha detto: "Chi accoglie i miei co­mandamenti e li osserva, questi mi ama" (Gv 15, 21). "In questo consiste l'amore, nell'osservare i suoi comandamenti" (1Gv 5, 3). Quanto più mi sforzo di osservare i comandamenti, anche nelle cose piccole, tanto più dimostro di avere un vero, concre­to, sincero amor di Dio! Nel febbraio del 1985 la Madonna ha detto: "Cari figli, oggi vi invito a vivere le seguenti parole: Io amo Dio! Cari figli, con l'amore voi potete conseguire tutto, anche ciò che ritenete im­possibile". Nel maggio del 1986 aggiunge "Cari figli, oggi vi invito tutti a vivere l'amore verso Dio e verso il prossimo nella vostra vita. Senza l'amore, cari figli, voi non potete fare nulla ". Nel novembre del 1986 ci ha rivolto queste parole: "Cari figli, decidetevi per l'amore, affinché l'amore prenda il sopravvento in tutti voi: non però l'amore umano, ma l'amore divino!". L'amore è indispensabile in ogni rapporto con gli altri. L'amore è apertura, disponibilità, dono di sé. Dove non c'è amore c'è egoismo, che è chiusura verso gli altri e ricerca di se stessi, della propria soddisfazione. L'egoismo accarezzato, as­secondato, porta a mettere il proprio io al primo posto, in quel posto che spetta soltanto a Dio e tende ad escludere Dio dai propri pensieri, dalla propria vita. È chiaro quindi che senza l'amore non si può vivere in comunione con Dio e non si può neanche avere un rapporto di fraternità, di solidarietà e di con­divisione con il nostro prossimo. Se non amiamo Dio non abbiamo nessun valido motivo umano per amare coloro che ci sono estranei, coloro che magari ci sono antipatici e tanto meno coloro che ci hanno fatto o con­tinuano a farci del male. Per questi ultimi proviamo istintiva­mente un senso di astio, se non di odio vero e proprio. Ma se in­vece amiamo Dio sinceramente, sentiamo il dovere e anche il bisogno di amare tutti coloro che Dio ama, anche i nemici, ap­punto perché Dio li ama come ama noi. È per aiutarci in questo cammino che Dio continua a man­dare Maria in mezzo a noi, perché i suoi messaggi possano far breccia nel nostro cuore.

Pratica Spirituale: Offriamo la nostra giornata, con le gioie e i dolori, per ottenere da Dio, per intercessione di Maria, il dono di riuscire ad amare.

 

24. L'amore, la fiducia e l'abbandono in Dio - Cari figli, vi invito all'abbandono totale in Dio. Pregate, fi­glioli, che satana non vi faccia la agitare come fa il vento con i rami. Siate forti in Dio! Desidero che il mondo, attraverso di voi, conosca il Dio della gioia. Non preoccupatevi, non abbiate paura: Dio vi aiuterà e vi mostrerà la strada. Io vi amo e desi­dero che vi abbandoniate anche a me, affinché io possa con­durvi verso Dio" (maggio1988). La Madonna ci invita ad un amore, ad una fiducia, ad un ab­bandono totale a Dio, cioè a lasciarci guidare da lui in tutto, ad accettare tutti gli avvenimenti come permessi da lui per il no­stro bene, anche quando ci impongono la croce; a prendere la sua Parola come norma di vita, come guida del nostro pensare e agire con una fiducia illimitata in lui, con la certezza che egli vuole soltanto il nostro bene e che, facendo la sua volontà, noi realizziamo davvero il nostro bene. Satana non può sopportare la nostra fiducia e il nostro ab­bandono in Dio e perciò cerca di turbarci, di gettarci nell'agita­zione, come il vento che scuote i rami. Per resistergli dobbiamo essere forti. Non forti confidando unicamente nelle nostre risor­se naturali, ma confidando in Dio. Se viviamo nell'abbandono in Dio non dobbiamo temere nulla: Dio stesso ci guiderà, ci mostrerà la strada, come dice Maria. La strada l'abbiamo chiaramente indicata nel Vangelo dove Gesù ci dice: "Io sono la via, la verità e la vita" (Gv 14, 6). Già nell'antico Testamento Dio aveva promesso: "Io vi insegnerò la via buona e giusta" (libro dei Re). Per avere fiducia e per vivere nell'abbandono come un bambino si abbandona nelle braccia della mamma, la Madonna ci raccomanda l'amore: non un amore calcolato, dettato dalla simpatia, dall'interesse, ma un amore come il suo, soprannaturale, che comprende tutti, perché Dio ama tutti e vuole la salvezza di tutti. La Madonna ci ricorda poi che le apparteniamo, perché sia­mo stati affidati a lei nella persona di Giovanni. E la Madonna ha preso sul serio questa maternità e perciò si prende cura di noi. Capiremo questo nella misura in cui preghiamo e ci affidia­mo a lei per essere guidati, presi per mano e teneramente con­dotti verso Dio, verso la nostra vera felicità! "Cari figli, oggi vi invito all'abbandono totale a Dio. Tutto ciò che fate, tutto ciò che possedete, datelo a Dio affinché egli possa regnare nella vostra vita" (luglio 1988). L'abbandono, l'amore, la fiducia in Dio è l'atteggiamento fondamentale di Maria ed è lo stesso che ella vuole far nascere nei nostri cuori. La Madonna non ci invita ad un abbandono passivo, ma ad un abbandono attivo. Tutto quello che abbiamo è dono di Dio. Dunque, tutto quello che facciamo con questi doni dobbiamo offrirlo a Dio attraverso le mani e il cuore di Maria, nel rispetto della sua volontà, con sentimenti di profon­da gratitudine per i suoi doni e di sincero amore. È così che Dio e Maria regneranno davvero nella nostra vita.

Pratica spirituale: Con gratitudine abbandoniamoci al Signore reci­tando una preghiera di amore e di fiducia.

 

25. L'amore, la preghiera e il perdono in famiglia - "Cari figli, anche oggi sono con voi e vi invito a scoprire l'amore nei vostri cuori e nelle vostre famiglie; affinché Dio possa vivere nei vostri cuori, dovete amare" (novembre 1995). La presenza materna vigilante premurosa di Maria con noi vicina a noi, è una preziosa grazia di Dio perché noi da soli sia­mo troppo deboli e incostanti nel nostro cammino verso Dio e rischiamo di perdere la strada o di stancarci e fermarci su que­sto cammino. La presenza materna di Maria, con i suoi esempi, con le sue sollecitazioni, con la sua preghiera di intercessione ci incorag­gia e ci dà forza e fiducia, aiutandoci a capire che il nostro cuo­re è fatto per amare Dio e il prossimo, a cominciare dal prossi­mo più vicino che sono i nostri familiari. In famiglia, soprattutto, dobbiamo vivere l'amore e la pre­ghiera perché Dio che è Amore si trova solo là dove si vive di amore e di rapporto filiale con lui. Per sentire la presenza di Dio che vive e agisce nei nostri cuori dobbiamo amare vera­mente, sinceramente, concretamente tutti, a cominciare dalla nostra famiglia fino a fare del mondo stesso la nostra famiglia! Così infatti ci dice San Giovanni: "Figlioli, non amiamo a paro­le né con la lingua, ma con i fatti e nella verità" (1Gv 3, 18). "Cari figli, oggi vi invito al rinnovamento della preghiera nelle vostre famiglie, affinché la famiglia diventi la gioia del mio Figlio Gesù" (gennaio 1992). La Madonna ci invita a rinnovare la preghiera nel senso di darle più importanza, più consistenza, più spazio, più partecipa­zione intima, più fervore, più fede, più speranza, più perseve­ranza, specialmente nelle famiglie. Qui è indispensabile la pre­ghiera privata, personale, ma è indispensabile anche quella comunitaria e la prima comunità, voluta da Dio stesso, è pro­prio la famiglia. La famiglia è il primo e più importante gruppo di preghiera. La famiglia, unita nella preghiera, supera meglio le difficoltà e diventa una gioia per Gesù, come desidera Maria. In famiglia, per questo, bisogna saper organizzare meglio il proprio tempo. Bisogna eliminare le cose inutili o anche dannose e trovare più tempo da dedicare al Signore. Solo la preghiera assidua fatta in famiglia aiuta a capire i disegni di Dio e ottiene la forza di accettare con fede e portare con for­za e fiducia le croci, anche le più pesanti, nella certezza che "tutto concorre al bene di coloro che amano Dio" (Rm 8, 28). "lo sono con voi e vi invito tutti, figlioli, a perdonare innan­zi tutto in famiglia e poi potrete perdonare agli altri" (gennaio 1996). "Innanzi tutto in famiglia" perché la famiglia è la prima comunità che più sta a cuore a Dio e i membri della famiglia sono il primo prossimo che ognuno di noi ha. Dio vuole che l'amore per gli altri abbia il suo primo sviluppo fra i membri della famiglia che egli particolarmente benedice, per estendersi poi anche al di fuori. Nella continua convivenza familiare sono possibili divergenze, attriti, screzi...: solo la comprensione, la pazienza, il perdono reciproco possono conservare l'unione dei cuori nella famiglia e ci rendono capaci di perdonare anche gli altri.

Pratica Spirituale: Cerchiamo di trovare un modo per pregare insie­me in famiglia e di vivere all'interno di essa il perdono reciproco.

 

26. L'amore verso Dio e i fratelli - "Cari figli, oggi vi invito affinché ciascuno di voi cominci di nuovo ad amare prima Dio che ha salvato e redento ognuno di voi e dopo i fratelli e le sorelle che vi sono vicini" (novembre 1995). "In questo sta l'amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è Lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati" (1Gv 4, 9-10). L'amore di Dio è così potente che trasforma noi, creature umane, in figli di Dio. Dobbiamo perciò accettarlo questo amore, se vogliamo essere intimamente uniti a lui. Dobbiamo amare lui e il prossi­mo perché se il primo comandamento è "amerai il Signore Dio tuo" il secondo è simile al primo: "amerai il prossimo tuo come te stesso" (Mt 22, 39). L'amore al prossimo consiste nel comportamento che ab­biamo verso gli altri: "Desidero avvicinarvi sempre più a Gesù e al suo Cuore ferito affinché siate capaci di capire l'amore senza misura che si è dato per ognuno di voi. Per questo, cari figli, pregate affinché dai vostri cuori sgorghi una fonte di amore su ogni uomo e su quelli che vi odiano e vi disprezzano" (novembre 1991). Il Cuore ferito di Gesù, circondato di spine, sormontato dal­la croce e squarciato dalla lancia, è il simbolo più eloquente e più toccante dell'amore senza misura che egli nutre per noi. Questo ci aiuta a capire, per quanto è umanamente possibile, quello che leggiamo nel Vangelo: "Dio ha tanto amato il mon­do da dare il suo Figlio Unigenito, perché chiunque crede in Lui non muoia, ma abbia la vita eterna" (Gv 3,16). Maria desidera avvicinarci a Gesù e al suo Cuore ferito per farci comprendere l'immensità dell'amore divino per noi e per spingerci a ricambiarlo concretamente nella nostra vita, non so­lo evitando il peccato, causa della sua Passione e morte in cro­ce, ma sforzandoci di seguirlo nei suoi esempi, nei suoi inse­gnamenti, accettando il suo invito: "Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro Celeste" (Mt 5, 48). Si dice che il cuore è fatto per amare. L'amore sgorga spon­taneo verso le persone alle quali siamo legati da vincoli di pa­rentela, di amicizia, di simpatia, di riconoscenza, mentre è diffi­cile amare quelli che ci odiano e ci disprezzano. Ma se abbiamo un vero amore per Dio, dal nostro cuore sgorgherà una fonte di amore, non sensibile, non di simpatia istintiva, ma di benevo­lenza, verso tutti, anche verso quelli che non vi amano, perché così Dio vuole. "Vi invito a diventare gli apostoli dell'amore e della bontà" (ottobre 1993). Noi dobbiamo sforzarci di essere buoni non so­lo per noi stessi, ma con tutti perché siamo solidali con tutti gli uomini nostri fratelli. E perciò dobbiamo essere apostoli, cioè diffusori della bontà e dell'amore nella società e nel mondo in cui viviamo. Gesù ci dice che dobbiamo essere come "il lievito che una donna prende e mescola in tre misure di farina, finché tutta la massa sia fermentata" (Mt 13, 33). La vocazione cristia­na è vocazione ad essere fermento di bontà e di amore sopran­naturale nella società in cui ci troviamo.

Pratica spirituale: Facciamo un gesto concreto di amore verso Dio e verso il nostro prossimo.

 

27. L'Amore verso Dio e la lotta contro satana - "Cari figli, voi siete pronti a commettere il peccato e a met­tervi nelle mani di satana, senza pensare. Io vi invito perché ciascuno di voi si decida coscientemente per Dio e contro sata­na" (maggio 1987). Siamo pronti a commettere il peccato, cioè siamo sempre in pericolo di commetterlo. Certamente non vogliamo, di proposi­to, commetterlo, ma tutto, dentro di noi e attorno a noi, congiura nel farci vedere il peccato attraente, gratificante, nel persua­derci che non è poi un male così grave, che Dio non può offen­dersi per così poco, che in fondo noi non vogliamo assoluta­mente offendere Dio, ma vogliamo solo prenderci quella piccola soddisfazione che ci pare legittima. Questo succede specialmente per i peccati veniali, quelli che chiamiamo leggeri, che debilitano la nostra anima e ci fan­no perdere il senso del peccato, esponendoci al pericolo di met­terci nelle mani di satana, che vuole indurci al peccato grave, alla rottura con Dio. Dobbiamo perciò fare una scelta chiara, ra­dicale, per Dio contro satana e combattere il nemico con l'aiuto di Maria, perché nella lotta possiamo riportare la vittoria pro­messa ai figli di Dio. "Cari figli, io non desidero che satana vi ostacoli sulla via della santità" (luglio 1987). La santità è il nostro massimo be­ne. Satana lo sa meglio di noi e per questo fa di tutto per ostaco­larci e impedirci di camminare sulla strada della santità. Cerca di ingannarci presentandoci il male come una cosa piacevole, grati­ficante: "Satana seduce tutta la terra" (Ap 12, 9) e insinua in tan­ti cuori il pensiero che la Misericordia di Dio non può punirci per cose così piccole come sono i nostri peccati. Ma Gesù ha detto: "Il diavolo è stato omicida fin dal princi­pio, non vi è verità in lui, è menzognero e padre della menzo­gna": noi dobbiamo credere a Dio e non a satana. "Desidero proteggervi da tutto ciò che satana vi offre e attraverso cui vi vuole distruggere " (marzo 1990). Satana ci offre tante occasioni seducenti per distruggerci. Non ci presenta mai il male in quanto tale, perché sa che noi lo respingeremmo. Ma ci presenta il male come se fosse un bene come una cosa utile, piacevole, buona. Qui comincia la nostra dura lotta! Tutte le tentazioni satana ce le presenta con un aspetto che ci seduce perché noi lo accogliamo. Tutte le tentazioni sono menzogne e inganni, come fu la prima tentazione ad Adamo ed Eva. Essi non solo non divennero come dei, ma furono distrutti in tutti i beni soprannaturali che Dio aveva loro dato. Satana vuole distruggere anche noi, ma Maria ci è vicina per proteggerci, a patto che noi ci rendiamo conto della sua vi­cinanza e ci rivolgiamo a lei per avere la sua protezione. 'In questo tempo satana vuole creare disordine nei vostri cuori e nelle vostre famiglie. Figlioli, non cedete, non dovete permette­re che egli diriga voi stessi e la vostra vita" (gennaio 1994). Satana crea disordine inducendoci al peccato, impedendoci di progredire nella vita spirituale, indebolendo la nostra anima e facendola cadere più facilmente nel peccato grave. Egli crea di­sordine facendo leva sulle nostre difficoltà, incomprensioni, fa­cendoci vedere in modo esagerato i difetti degli altri e impeden­doci di vedere i nostri. Molte famiglie, così, vanno in rovina. L'imperativo "non cedete!" significa che dipende da noi ce­dere a satana o respingerlo. Non è fatale, non è inevitabile il di­sordine che egli vuole seminare. Dipende da noi, con l'aiuto so­prannaturale, respingere i suoi assalti. Satana cerca di prendere la direzione della nostra vita, ma Maria ci ripete che non siamo soli in questa lotta. La nostra preghiera ci assicura il suo aiuto e la sua vittoriosa presenza.

Pratica Spirituale: Uniti a Maria rinnoviamo con fede le promesse battesimali.

 

28. L'amore e la pace - "Cari figli, oggi vi invito alla Pace. Sono venuta qui come Regina della pace e desidero arricchirvi con la mia pace ma­terna. Cari figli, io vi amo e desidero guidarvi tutti verso la pa­ce che solo Dio può dare e che arricchisce ogni cuore. Vi invito a diventare portatori e testimoni della mia pace in questo mon­do senza pace. Vi benedico con la mia benedizione materna" (luglio 1990). La pace è certamente un dono di Dio, ma è un dono che noi dobbiamo cercare, dobbiamo meritare creando le condizioni perché essa possa stabilirsi, consolidarsi e crescere in noi. Ha quindi senso e valore concreto l'invito alla pace. È un invito a togliere tutti gli ostacoli che impediscono la pace e a coltivare nel nostro cuore tutti i sentimenti e le disposizioni che la favori­scono. Sant'Agostino dice che la pace è la tranquillità dell'ordine, cioè la tranquillità che è insita nell'ordine, che deriva dall'ordi­ne. E ordine, nei confronti di Dio, è sottomissione alla sua vo­lontà, amicizia, rispetto, amore, ascolto, obbedienza ai suoi co­mandamenti. Frutto di tutto questo è la pace intima e profonda del cuore. Maria è Regina della pace perché è la creatura che più perfettamente di tutte le altre, è vissuta in questo ordine con Dio. Perciò la Madonna vuole e può guidarci verso la pace che solo Dio può darci. La pace viene da Lui e noi ne abbiamo un grande bisogno. Chiediamo a Maria di ottenercela! Che il mondo sia senza pace lo vediamo tutti: c'è egoismo, c'è divisione, c'è violenza, c'è odio e perciò non c'è pace. Il mondo vive senza Dio, senza amore, nel disordine che è la ne­gazione della pace. Noi dobbiamo essere testimoni e portatori della pace perché questo è il desiderio di Gesù che Maria viene a ricordarci: "Beati gli operatori di pace!" (Mt 5, 9). Il mondo è senza pace, ma la desidera, la cerca: la pace è un bene sommo e tutti i cuori ne sentono il bisogno, il fascino, il desiderio, ma molti la cercano dove non la si può trovare: nel denaro, nei beni di consumo, nell'autonomia da ogni legge mo­rale, lontano da Dio. Questa è una ricerca inutile perché, come dice Sant'Agostino, "O Signore, tu ci hai fatti per te e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in te". Anche la benedizione di Maria è ancora un riferimento alla pace la benedizione, infat­ti, è la benevolenza di Dio che si effonde e si riversa nei nostri cuori con tutte le sue grazie che, come frutto immediato, produ­cono la pace, come ci assicura il salmo 28: "Il Signore benedirà il suo popolo con la pace". Si possono avere ricchezze, stima, successo, ma la pace non deriva da tutto questo. Il dono di un cuore non turbato, senza timore, in pace, viene da Dio e noi lo otteniamo per intercessione della Regina della pace, in un rap­porto di unione filiale a lei che ci unisce al Cuore di Gesù.

Pratica Spirituale: Recitiamo il Santo Rosario per le intenzioni della Regina della Pace, per ottenere la pace in noi, nei nostri cari e in tutto il mondo.

 

29. L'Amore e la gioia - "Cari figli, desidero che ognuno di voi sia felice, ma nessu­no, con il peccato, può esserlo, perciò, cari figli pregate e nella preghiera riconoscerete la nuova strada della gioia. La gioia si manifesterà nei vostri cuori e in tal modo sarete gioiosi testi­moni di ciò che io e mio Figlio desideriamo da ognuno di voi" (febbraio 1987). Il nostro cuore ha sete di gioia, di felicità. È Dio la gioia inf­mita ed è fonte inesauribile di gioia. Dio ci ha creati a sua im­magine e somiglianza, quindi ci ha creati felici. Maria, che in Dio è piena di grazia e quindi piena di esultanza, desidera che anche noi, suoi figli, siamo nella gioia. Anche noi lo desideria­mo, ma tante volte cerchiamo la gioia, la felicità, dove non c'è. Nei beni terreni troviamo spesso solo delusione e nel peccato troviamo amarezza e rimorso. Infatti il peccato ci separa da Dio che è felicità infinità e sorgente di ogni consolazione. La gioia vera, intima, del cuore, che nessuno ci può rubare, può venire solo da Dio. La preghiera, l'amore, sono le strade che ci portano a Dio, ci mettono in contatto diretto con lui che è la nostra gioia. Queste sono vie sicure, fondamentali, che dob­biamo percorrere se vogliamo essere davvero felici, pienamente felici. La gioia che Dio effonde nel nostro cuore non potrà ri­manere nascosta perché trasparirà anche esteriormente nella se­renità della nostra vita, del nostro comportamento, comunican­dosi a coloro che avviciniamo. Così diventeremo testimoni gioiosi di quella santità che Gesù e Maria desiderano da noi e che è sorgente di serenità, di pace e di gioia anche in mezzo alle amarezze e alle prove della vita. "Pregate perché la vostra vita sia un gioioso ringraziamen­to che scorre dal vostro cuore come un fiume di gioia. Figlioli, ringraziate senza sosta per tutto ciò che possedete, per ogni piccolo dono che Dio vi dà, così che sempre la benedizione del­la gioia di Dio scenda sulla vostra vita" (agosto 1988). Non solo con le parole dobbiamo esprimere a Dio il nostro ringraziamento e la nostra gioia per tutto quello che ci ha dato e continua a darci. Il vero ringraziamento è quello della vita, del­la condotta. lo esprimo davvero e concretamente la mia gratitu­dine a Dio se vivo nella volontà di Dio in tutte le cose. Quanti sono i doni di ogni giorno, piccoli e grandi!: la salute, il tempo, la possibilità di lavorare, le soddisfazioni, le gioie. Nulla è da attribuire al caso, neanche la cattiveria delle creature che ci fan­no soffrire ingiustamente. Quel che Dio stesso non ci manda, lo permette perché sa trarre il bene anche dal male. "Apritevi a Dio e date a lui tutte le vostre difficoltà e le vo­stre croci, affinché lui possa trasformare tutto in gioia" (luglio 1989). Se apriamo il cuore a Dio nella fiducia, nell'amore, nella preghiera, allora egli prenderà su di sé le nostre difficoltà e le nostre croci e allora non verrà mai meno la nostra gioia interio­re, anche in mezzo alle sofferenze e ai problemi della vita. La gioia è dono di Dio a coloro che si abbandonano fiduciosi in lui. La Madonna vuole che ognuno di noi sia felice. Seguiamo la via che ci indica e il nostro cuore conoscerà che cos'è la vera gioia che la Madre vuole regalare ai suoi figli. La lode e il ringrazia­mento si trasformeranno in gioia, ogni sì detto col cuore sarà un seme di gioia che crescerà e che nessuno potrà toglierci mai!

Pratica Spirituale: Ricerchiamo i motivi di gioia nella nostra vita e con gratitudine lodiamone e ringraziamone Dio e Maria.

 

30. L'amore e la vita eterna - Una delle verità più dimenticate ai nostri tempi è la vita eterna. Eppure tutta la rivelazione ci dice che la vita terrena de­ve essere vissuta per la vita eterna. La Madonna non poteva non ricordarci questa verità. Le sue stesse apparizioni sono una testimomanza di quella realtà. Nel 1981 a cinque veggenti di Medjugorje Maria ha fatto vedere il Paradiso e il Purgatorio. In un'altra occasione li ha fatti vedere al sesto veggente. Due di loro, quindici giorni dopo, sono stati portati fisicamente in Paradiso e in Purgatorio. Quattro di loro hanno visto pure l'Inferno. Oggi, una stragrande maggioranza di gente, quando muore, va in Purgatorio, secondo quanto la Madonna ha detto ai veggenti. Un numero pure grande va all'inferno. Soltanto un piccolo numero va direttamente in Paradiso senza dover passare per il Purgatorio. La Madonna dice: "Vi conviene rinunciare a tutto pur di es­sere portati direttamente in paradiso, al momento della vostra morte". "Cari figli desidero che ognuno di voi sia felice qui sulla terra e che ognuno di voi sia con me in Cielo" (maggio 1987). Una madre non può desiderare altro che il maggior bene possibile per i suoi figli. Maria che è la migliore di tutte le ma­dri, desidera per noi il bene massimo, cioè la santità, che è con­dizione per entrare nella felicità piena del Paradiso. Abbiamo tutti una santità iniziale che consiste nel vivere in grazia di Dio, ma dobbiamo crescere e mirare al conseguimento della santità completa che consiste nel seguire e nell'imitare Gesù in tutto, nell'avere in noi gli stessi suoi sentimenti. Dio non ha creato l'uomo per condannarlo alla tristezza, ma perchè viva nella gioia: in una gioia che comincia già su questa terra e che continuerà poi eternamente in Cielo dove non ci saranno più separazioni, malattie, pene, ma dove tutto sarà pieno di gioia e di amore, nella visione beatifica di Dio, accanto alla Mamma Celeste che trova la sua felicità nell'avere accanto a sé per sempre tutti i suoi figli. "Cari figli miei, oggi desidero invitarvi tutti a far sì che ognuno di voi si decida per il Paradiso" (ottobre 1987). Oggi il mondo pensa a costruirsi un paradiso in terra, molti non pensano più dov'è il vero Paradiso! È il modo di vivere di chi di cristiano non ha più niente e che si insinua anche in chi crede ancora. Ma noi abbiamo la certezza più assoluta che esi­ste una vita preparata da Dio per coloro che lo amano: una vita che, se vogliamo, sarà piena di gioia, in eterno. La Madonna viene a ricordarci che il Paradiso esiste e che è lo scopo della nostra vita. Dobbiamo sottrarci alla suggestione dei beni e del benessere di questo mondo e, pur accettando con gratitudine le legittime gioie che Dio ci concede nel cammino terreno, dob­biamo deciderci per il Paradiso, orientando tutte le nostre aspet­tative, le nostre speranze e i nostri desideri verso il cielo. "Cari figli, io sono con voi e desidero guidarvi verso il Cielo, sulla mia stessa strada" (agosto 1990). La strada percor­sa da Maria è quella che noi conosciamo dal Vangelo: la strada dell'umiltà, della discrezione, del nascondimento, dell'ascolto e della meditazione della Parola di Dio, della piena disponibilità a Dio e al prossimo, del sì detto non solo nel momento della gioia, ma anche nel momento dell'immolazione. La strada di Maria, che noi siamo invitati a percorrere, è la strada della san­tità cristiana, la strada che ci porta al Cielo e che porta fin d'ora anche il Cielo quaggiù.

Pratica Spirituale: Con gioia e speranza in ciò che ci aspetta, recitiamo col cuore il Regina Coeli.

 

31. Medjugorje e gli ultimi tempi della Chiesa - La Madonna più volte ha detto che queste di Medjugoije sa­ranno le sue ultime apparizioni perché sta per venire un tempo in cui il cuore dell'uomo finalmente tornerà a Dio. Questo è un periodo di preparazione ad un tempo nuovo e a questa prepara­zione la Vergine si sta dedicando ormai da molti anni offrendo al mondo i suoi accorati messaggi. La devozione a Maria, infatti è necessaria negli ultimi tem­pi. Di questo aveva già scritto San Luigi Maria Grignion di Montfort nel Trattato della Vera Devozione, del quale riportia­mo qui alcuni brani: "L'Altissimo e la sua Santa Madre inten­dono plasmare dei santi. Queste grandi anime colme di grazia e di zelo saranno prescelte da Dio a opporsi ai suoi nemici che frementi si leveranno da ogni parte. Saranno devotissime alla Madonna, illuminate nelle ispirazioni, nutrite col suo latte, gui­date dal suo spirito, fortificate dal suo braccio" (48). "La salvezza del mondo ebbe inizio per mezzo di Maria; per mezzo di Maria dovrà avere anche il suo compimento. Nella prima venuta di Gesù, Maria quasi non compare... nella secon­da venuta invece, Maria sarà conosciuta, sarà rivelata dallo Spirito Santo allo scopo di far conoscere, amare e servire Gesù per mezzo di lei. Lo Spirito Santo non avrà più motivo di na­sconderla, come durante la sua vita e dopo la prima evangeliz­zazione" (49). "Negli ultimi tempi Dio desidera rivelare e manifestare Maria come suo capolavoro... Maria è stata la via della prima venuta di Gesù e lo sarà anche della sua seconda venuta, ben­ché in modo diverso. Maria è il mezzo sicuro, la via diritta e immacolata per andare a Gesù e trovarlo in pienezza: per mez­zo suo arrivano a possederlo i grandi santi chiamati a risplende­re in santità. Chi trova Maria trova la vita, cioè Gesù che è via, verità e vita. Non si trova però senza cercarla, non la si può cer­care senza conoscerla, perché non si cerca e non si desidera ciò che non si conosce. Bisogna dunque che Maria sia più cono­sciuta che mai, per la conoscenza e per la gloria della Trinità. "Maria deve risplendere più che mai in questi ultimi tempi, in misericordia, potenza e grazia. In misericordia per ricondurre e accogliere amorosamente i peccatori e i lontani che si conver­tiranno e ritorneranno alla Chiesa. In potenza, contro i nemici di Dio. Maria sventerà i loro tentativi di sedurre e di far cadere con promesse e minacce i loro oppositori. Deve infine riplende­re in grazia per animare e sostenere i valorosi soldati e i fedeli servi di Gesù, zelanti nella diffusione del suo regno. Maria inol­tre deve essere "terribile come schiere a vessilli spiegati" (Ci 6, 3) di fronte al diavolo e ai suoi satelliti, soprattutto in questi ul­timi tempi, perché il diavolo "ben sapendo che gli resta poco tempo" (Ap 12, 12) e più poco che mai, per rovinare le anime, raddoppia ogni giorno i suoi sforzi e le sue offensive" (50). (I figli di Maria, negli ultimi tempi) "conosceranno la gran­dezza di questa Regina, si dedicheranno totalmente al suo servi­zio come figli schiavi d'amore. Potranno sperimentare le sue dolcezze e la sua bontà materna, l'ameranno teneramente come figli di predilezione. Conosceranno allora la misericordia di cui essa è colma, la necessità del suo soccorso, ricorreranno in ogni cosa a lei come a loro cara avvocata e mediatrice presso Gesù. Essi sperimenteranno che Maria è la via più facile, più sicura, più breve, più perfetta, per raggiungere Gesù. Si offriranno a lei anima e corpo, senza alcuna riserva, per essere totalmente di Gesù" (55). La Madonna è l'eterno dono di Dio agli uomini: lei cammina con noi e ci guida verso la meta.

Pratica Spirituale: Scegliamo di appartenere completamente a lei e at­traverso di lei a Gesù, vivendo più intensamente la nostra Consacrazione. 

Tratto da: Mater Divinae Gratiae – “Medjugorje il messaggio Mariano che ci insegna a vivere la Consacrazione” – 4/2000