MEDITAZIONI
sui tratti del Volto del Padre
Dio
è Uno e Trino cioè è Unità perfetta delle Tre Persone Divine. La Trinità
Divina quindi è creatrice di ogni forma di vita che esiste. Ogni vivente è in
unità con il Creatore nel suo essere, in diverso grado, pur essendo distinto
nella sua propria individualità.
Il
diavolo e i suoi simili pur essendo stati creati dall'unità divina, per loro
volere si sono separati e sono causa di separazione per tutti coloro che per
loro propria volontà scelgono di seguirli.
Il
peccato altro non è che la separazione voluta dall'uomo in origine (Adamo ed
Eva) dalla Volontà divina. Ogni uomo, dopo i nostri progenitori, nasce nel
peccato e per questo Dio ha disposto un Disegno di Salvezza per tutti gli
uomini in Cristo Signore. Questa Volontà divina è segnata dall'Unità del
Mistero d'Amore.
Perché
noi possiamo ritrovare tutta la pienezza della dignità che il Padre ha previsto
per noi è necessario che la nostra volontà ritorni ad uniformarsi alla Volontà
Divina. Ecco il ritorno del figliol prodigo che sarà accolto a braccia aperte
dal Padre di ogni misericordia. (Luca 15,11-32: leggiamo questa parabola
cercando di comprendere le differenze tra la volontà Divina e la volontà
umana)
Deduco
che la radice di tutti i mali sia la nostra cattiva volontà. Credo anche di
dire il vero ad affermare questo perché Gesù Cristo stesso disse nel Santo
Vangelo che noi siamo cattivi. (Matteo 7,11) Lo stesso Gesù in altra parte del
Santo Vangelo afferma che Dio solo è Buono (Luca 18,19) e da cioè deriva che
solo la Volontà di Dio è buona.
Quando,
e cioè sempre, devo scegliere tra il bene e il male in effetti devo fare la
scelta tra la mia volontà cattiva e la Volontà Buona di Dio.
Anche
ciò che a me può sembrare buono in effetti può non esserlo perché ogni mio
giudizio proviene da me che giaccio ancora nel peccato e quindi può essere
errato.
Solo
nella Volontà Divina ho la certezza assoluta di non cadere in errore.
L'importanza quindi di ritornare al Padre a chiedere perdono e ad offrire a
Lui la mia volontà perché ne disponga secondo il suo Volere (la sua Volontà
è il mio unico Bene, che ci creda o no) è l'unica certezza di fondare il mio
cammino spirituale sulla roccia di Cristo che fino alla fine disse al Padre:
"Non la mia ma la tua Volontà sia fatta".
Gesù
Cristo è Dio ed è venuto nel mondo per redimerci e per essere la stessa Via
che noi dobbiamo percorrere per ritornare nell'Unità di Dio, poiché siamo suoi
figli e siamo destinati da sempre a ritornare nel seno del Padre (nella sua
Santissima Volontà creatrice nell'Unità)
Nel
primo e nel secondo comandamento c'è tutto il programma di santificazione di
ogni cristiano che cerca di seguire le orme di Cristo. Il rispondere in modo
radicale alla chiamata cristiana (il "SI" totale ad imitazione di
Maria) ci offre l'opportunità di ricevere abbondanza di grazia perché il
Signore compia in noi quanto noi non possiamo. Disse Gesù: "Senza di me
non potete far nulla" (Gìovannì 15,5).
Gesù
disse anche: "In verità, in verità vi dico, il Figlio da sé non può
fare nulla se non ciò che vede fare dal Padre; quello che egli fa, anche il
Figlio lo fa" (Giovanni 5,19). Tutto questo è riferibile al grande mistero
dell'Unità, che è e che sempre sarà, poiché l'Unítà è Dio nella sua
Santissima Volontà.
Cosa
significa per noi essere stati creati ad immagine e somiglianza di Dio? E cosa
significa essere fìgli di Dio? A questo quesito potrebbero esserci risposte
all'infinito...
Al
primo comandamento ci chiede di amare Dio con la totalità dei nostro essere.
Leggiamo
Matteo 22,37-40: "«Maestro, qual è il più grande comandamento della
legge?». Gli rispose: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta
la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il più grande e il primo dei
comandamenti. E il secondo è simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te
stesso. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti»".
Amare
Dio sopra ogni cosa. Metterlo al primo posto. Se è già molto difficile amarlo
più dei propri cari e specialmente dei figli per i quali ognuno ha un amore
viscerale, quando più difficile è metterlo al di sopra dell'amor proprio!
Eppure Gesù come prima condizione per seguirlo indica il rinnegamento di sé
stessi. Da ciò appare evidente che se non cerchiamo di rinnegare noi stessi
con tutte le nostre forze non possiamo dire di chiamarci cristiani. Ma dal rinnegamento
di noi stessi, e cioè della nostra volontà, che è dura lotta che continuerà
fino all'ultimo giorno, avremo la capacità di accogliere la sovrabbondanza di
grazia che il Signore ci dona. Non dimentichiamo che il Padre ci dona Cristo,
cioè la Grazia fatta Persona e noi abbiamo scarsa capacità di accogliere
proprio perché siamo ripieni di noi stessi. Guardiamo continuamente l'umiltà
di Maria!
Così,
come la Parola si accoglie nel silenzio, ugualmente la Volontà di Dio si
accoglie nella negazione della nostra propria volontà.
Di
fatto la nostra volontà a causa del peccato d'origine ha l'inclinazione
continua ad allontanarsi dalla Volontà divina anche se noi ci sforziamo di
tendere a Dio. Come diceva l'apostolo Paolo in noi vive il male e il bene.
È
soprattutto nel bisogno e nella sofferenza che avvertiamo il bisogno di Dio e
non ci rendiamo conto di quanto questo bisogno è continuo, incessante ed
eterno.
Gesù
pregò il Padre chiedendogli che i suoi fossero uno con Lui così come Lui era
Uno con il Padre.(Giov. 17,21). Con questo Egli aveva chiesto tutto - è
interessante soffermarsi anche su un passo precedente e cioè Giov. 17,3:
"Questa è la vita eterna: che conoscano te, l'unico vero Dio e colui che
hai mandato, Gesù Cristo." Mi domando: quanto io desidero conoscere Dio?
Poiché da soli non possiamo nulla è facile credere che dal nostro desiderio
procederà la grazia della conoscenza di Colui che desidera essere conosciuto
e amato... Sant'Agostino giustamente scrisse che non si può amare chi non si
conosce. L'affermazione di Gesù è molto incisiva: la vita eterna è conoscere
il Padre e il Figlio. In questo punto della Scrittura Gesù non esplicito
della terza Persona divina, lo Spirito Santo, ma lo farà in seguito. La
conoscenza di Dio deve essere fondata sulla Sua Parola che è viva e attiva per
coloro che credono. Non è quindi una sterile istruzione intellettuale ma è
esperienza del Dio vivo e vero. è Lui la vita eterna che siamo chiamati ad
accogliere nell'umiltà. La Sua Volontà si deve incontrare con la nostra.
Cammin
facendo ci rendiamo conto di come l'Unità sia vera ed effettiva perché Dio
non può fare nulla al di fuori di Sé, tutto fa per Sé e tutto ama in Sé e
per Sé.
Tutto
tende a Dio, anche chi, per libero arbitrio, si allontana. In effetti la
separazione non è mai totale perché nulla potrebbe esistere se fosse
totalmente separato da Dio. Infatti non esiste nulla oltre a Dio. Anche ìl
diavolo ha matrice divina, così come anche il peggior peccatore porta in sé la
vita e quindì la scintilla divina. Dìo è Vita.
La
grandezza dei mistero dell'unità di Dio ci appare più evidente nella
Santissima Eucaristia. Ogni atomo della Santa Ostia contiene Dio tutto intero.
Dio non si può dividere perché rimane sempre Uno e completo in Sé. Allo
stesso modo Dio è inseparabile da tutte le sue creature. Nella Santissima Ostia
Dio è Presente nella pienezza della sua Divinità, del Suo Amore, della sua
Natura Unica e Trinitaria.
Gesù
ha assunto, per redimerci, la natura, i peccati, la vita intera di ogni persona.
Lo ha fatto per ricongiungerci al Padre (alla sua Santissima Volontà) dal quale
ci eravamo separati con il peccato. Nonostante la nostra ribellione il Padre non
ci ha mai abbandonato perché Lui non può abbandonarci. (Dio è Amore Eterno)
Gesù
Cristo ha preso su di Sé le nostre infermità e ci ha redenti e ricongiunti.
Gesù
Cristo è vivo e presente in ogni uomo. Gesù Cristo è vivo e presente in me.
Gesù
Cristo è presente in tutta la creazione poichè tutto è stato fatto per mezzo
di Luì e senza dì Lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste.
(Giovanni 1,2-3)
Tutto
è Uno. Tutto ciò che esiste è Unità perché questa è la Volontà di Dio
Uno e Trino che vede riunito in Sé in Eternità e Amore tutto il creato. Noi
viviamo in Lui e per Lui.
Il
mistero dell'Unità è il mistero dell'amore e della creazione continua.
Nell'unità è vita e beatitudine e noi siamo chiamati a vivere uniti al Cristo
per conoscere con Lui il Padre e il mistero di salvezza e di gloria al quale
siamo destinati. Ognuno di noi ha il Maestro interiore.
Chi
cerca trova - dice il Signore - cosa andiamo cercando? Io cerco Gesù e mi
chiedo dove e quando posso trovarlo. Posso trovarlo sempre e ovunque.
(rinnegando me stesso, prendendo la croce di ogni giorno e cercando di seguirlo)
Questo
Egli vuole: la nostra santificazione. Per diventare santi abbiamo bisogno di
essere ripieni di Lui: Gesù Cristo.
Gesù
non è lontano: è qui adesso. Sempre presente, sempre accessibile. È dentro
e fuori di noi. Chi trova Gesù trova il Suo Regno eppure Lui stesso dice che è
difficile entrare nel Regno di Dio. (Marco 10,24)
Per
molti di noi Gesù Cristo si può paragonare alla perla preziosa nascosta nel
cuore. Diventiamo dunque cercatori di perle. Cerchiano la perla in noi e in
contemporanea le perle che sono nascoste nel nostro prossimo. Chi è il nostro
prossimo? Ogni persona senza esclusioni (senza separazioni).
Poiché
il Dio vivente, il Dio con noi, è sempre e ovunque dobbiamo cercarlo ora e qui.
La
più breve regola di vita cristiana dovrebbe essere: AMA, ORA, QUI.
Poiché
se non c'è Amore non c'è Dio. Se non siamo capaci di amare sempre cerchiamo
di amare sempre, perché così cercheremo sempre Dio, e Dio si lascia trovare da
coloro che Lo cercano.
Ama
il prossimo tuo come te stesso. Quando avremo la conoscenza del mistero
dell'unità comprenderemo che tutto ciò è vero e reale: se vivo in Cristo e
Cristo vive in tutti, ognuno è parte di Cristo e ognuno è parte dell'altro.
Il Corpo Mistico.
Siamo
membra di Cristo e siamo membra gli uni degli altri. Da ciò ne consegue che se
faccio del male al prossimo faccio del male a Cristo e faccio del male a me
stessa.
Se
insulto il prossimo insulto Dio e insulto me stessa. Se non accolgo il
prossimo non accolgo Dio e non accolgo me stessa. L'origine della Vita è Dio, e
Dio è Amore e Unità. Per questo non posso dire di amare Dio se non amo il
prossimo. È cosa certa che se non amo il prossimo non amo realmente me stessa.
Questo è l'Ordine Divino e non potrà mai mutare.
Ecco
quindi che nel rinnegamento di me stessa, nel desiderio continuo della Volontà
di Dio, la grazia del Signore trova posto nel mio cuore e lo converte. Nella mia
perseveranza il Signore porterà a compimento l'opera di conversione. La santità
è essere uniformati in Cristo alla Volontà del Padre. Lo Spirito Santo opera
incessantemente a tal fine in tutti i cuori pur lasciandoci quel libero
arbitrio che può essere sia ancora di salvezza che causa di perdizione. La
scelta tra il bene e il male non si fa una volta per sempre, ma si rinnova tutti
giorni della vita terrena.
Ho
parlato di presente riferendomi a questa generazione, ma l'Unità di Dio prevede
la comunione con tutto quello che esiste e che per ora sfugge ai miei sensi.
Ecco quindi che si apre la porta del trascendente: sono unita alle realtà
celesti: i nostri fratelli del Cielo, cioè gli angeli, i santi, le anime dei
purgatorio...
E
siamo pure uniti a tutte le generazioni passate e a tutte quelle che verranno.
Ecco
perché abbiamo ereditato il peccato originale. Se non fosse vero il mistero
dell'unità ognuno dovrebbe rendere conto solo per sé stesso.
In
questa logica la nostra conversione diventa sempre più importante ed urgente:
la grazia che umilmente possiamo ricevere è bene di condivisione e porta
vantaggio a tutti. Non è esagerato dire tutti perché l'Umanità è Una ed è
unita a Dio e a noi in Cristo. Per lo stesso motivo dobbiamo considerare che il
nostro peccato porta svantaggio a tutti.
Abbiamo
una grande responsabilità e nel medesimo tempo il Signore ci invita a
diventare come bambini per essere da Lui portati in braccio. (Salmo 130)
Molto
spesso l'avversario delle anime nostre ci porta a giudicare i fratelli per
scusarci del nostro essere cattivi. Lo ha fatto con Adamo ed Eva e continuerà
a farlo fino alla fine. Dobbiamo essere attenti a non lasciarci ingannare.
Ci
è stata donata la vita per convertirci e per seminare il bene nell'eternità.
Il tempo è prezioso e noi siamo preziosi perché valiamo il Sangue di Dio
morto in Croce per noi.
GESÙ
CRISTO È LA NOSTRA VIA, LA NOSTRA VERITÀ E LA NOSTRA VITA.
Il
Cuore squarciato del Salvatore è la Porta aperta del Regno di Dio: nel suo
Sangue viene sigillata la Redenzione, viene ricostruita l'Unità e l'Amore del
Dio tre volte Santo viene glorificato! Sia Benedetto Dio e sia benedetta la
Madre di Dio!
Signore Gesù Cristo, accoglimi per sempre nel Tuo Sacro Cuore. Signore, Dio fedele, incendia il mio cuore col fuoco del Tuo santo amore.
Signore
Gesù, liberami da me stessa e consacrami alla Tua Santissima Volontà.
(15.11.2006)
Matteo
6:24 "Nessuno può servire due padroni; perché o odierà l'uno e amerà
l'altro, o avrà riguardo per l'uno e disprezzo per l'altro. Voi non potete
servire Dio e Mammona."
Dopo
il distacco dalle cose del mondo, ci troviamo di fronte a Dio e aneliamo ad
essere da Lui consumati nell'unione trasformante.(Deuteronomio 4:24
"Poiché il SIGNORE, il tuo Dio, è un fuoco che divora, un Dio geloso.) Ci
troviamo quindi l'Uno di fronte all'altra e mentre tendiamo a Dio con tutti i
nostri più santi desideri, ancora non viviamo stabilmente nella carità e
siamo soggetti a molti peccati veniali, imperfezioni e scrupoli. Abbiamo tanta
sete di Dio e cerchiamo ristoro presso di Lui, con fede viva che il Signore al
momento opportuno ci donerà la grazia che attendiamo dal suo Sangue sparso per
la nostra salvezza.
In
questo stato abbiamo due padroni: l'io ancora vivo e scalpitante e Dio, la meta
alla quale aneliamo. Abbiamo desiderio infinito di Dio, per trovare in Lui
riposo, in quanto ci accorgiamo che il nostro cuore solo in Lui può riposare.
Ma siamo ancora nel pieno dei combattimenti contro noi stessi perché
desideriamo sempre più rinnegarci, riconoscendo nel rinnegamento la prima
necessità per seguire Colui che attira sempre più fortemente i nostri cuori. (Matteo
16,24) Ma il rinnegamento di noi stessi è una battaglia durissima e solo in
Cristo possiamo essere vincitori. Noi infatti non possiamo nulla in noi stessi
(tranne commettere peccati) e il Signore, nella sua Misericordia, ci partecipa
(nella misura in cui aderiamo alla sua Volontà) della Sua vittoria sul male e
sul peccato.
In
questa fase dunque ci troviamo come di fronte a Gesù crocifisso: per essere
con Lui dobbiamo crocifiggere noi stessi. Non ci sono più sconti o mezze
misure: o siamo con Lui o siamo contro di Lui. "Chi non è con me è contro
di me..." (Matteo 12,30)
O
siamo i crocifissori o siamo i crocifissi con Cristo.
Il
cristiano autentico, senza ipocrisie, è davvero un crocifisso nella sua volontà
perché la rinuncia più grande che ci è chiesta è la rinuncia a noi stessi.
È lo stesso cammino che hanno fatto tutti i santi prima di noi e che permette
al Signore di trasfondere in noi la Sua Stessa Volontà e la sua stessa Vita. In
Cristo tutto ci è possibile, e la Sua Missione sulla terra fu proprio quella
di redimerci, di restituirci la nostra dignità perduta di figli di Dio e di
togliere ogni elemento di separazione causato dal peccato, affinchè si realizzi
la perfetta unione con Dio, nostro Padre. Il prezzo da pagare è stato il Sangue
di Gesù Cristo, che per noi è diventato Via, Verità e Vita e in Lui anche noi
dobbiamo necessariamente accogliere la Croce di Salvezza. Nessuno quindi cerchi
di fuggire la croce. L'apostolo Paolo si vanta della Croce di Cristo e
dice:" Noi predichiamo Cristo crocifisso, scandalo per i Giudei, stoltezza
per i pagani (1 Corinzi 1,23) Gesù è sempre con noi. Ricordiamo spesso che Lui
è sempre con noi, e cerchiamo di vivere alla sua santissima Presenza. ("E
sappiate che io sarò sempre con voi, tutti i giorni sino alla fine del
mondo."Matteo 28,20 ).
Cristo
Gesù è la nostra salvezza sempre e in tutto.
Quando
compiamo delle opere buone dobbiamo stare molto attenti di non sentirne un
intimo compiacimento, perché tutto il bene che possiamo fare è dono di Dio e
noi dobbiamo sempre dare gloria a Dio ritenendoci servi inutili. Anzi,
ringraziamo il Signore se ci dona la grazia di poter compiere buone opere per il
nostro prossimo. Nella via spirituale è sempre in agguato il peccato di
vanagloria, molto deleterio per il cammino. Non dobbiamo mai "rubare"
la gloria a Dio perché solo Dio è buono (Matteo 19,17).
Solo
a Lui ogni onore e gloria.
Per
quanto invece le nostre croci personali e quotidiane, consideriamole sempre
come Dono di Dio: sono infatti indispensabili per correggerci e per fortificarci
nelle nostre debolezze. Il Signore ci conduce verso la perfezione quindi è
ovvio che, con il Suo aiuto, dobbiamo superare tutti gli ostacoli che sono
dentro di noi. Non dimentichiamo anche che abbiamo molti peccati da espiare e
non dimentichiamo neppure che ogni giorno che sorge noi commettiamo peccati e
ne commetteremo fino all'ultimo giorno.
Questo
però non ci deve scoraggiare perché cerchiamo sempre la Misericordia di Dio
che è data in misura sovrabbondante agli umili.
Non
dubitiamo mai della Bontà di Dio.
Il
Signore ordinariamente ci conduce giorno dopo giorno servendosi proprio della
nostra quotidianità, che a volte noi possiamo trovare così opprimente o
addirittura senza senso. Può accadere che sentiamo nel cuore un coraggio da
leoni per cui ci sentiremmo di fare grandi cose per il Signore... e poi cadiamo
proprio nelle piccole cose di ogni giorno. Gesù ci ricorda che chi è fedele
nel poco è fedele anche nel molto. Non possiamo assolutamente pensare che il
Signore voglia sostituirci la croce che ci ha affidato per darcene un'altra
secondo i nostri gusti. E quale sarebbe poi? La croce che il Signore ci dona
ogni giorno ci appartiene: è nostra, come un abito fatto su misura. Fidiamoci
di Dio e non nutriamo insensate fantasie.
Giusto
è il Signore in tutte le sue vie, santo in tutte le sue opere. (Salmo 144,17)
Ordinariamente
il Signore ci mortifica e ci prova con molte tribolazioni. In virtù della
nostra fede dobbiamo trarre il massimo profitto per una giusta crescita
spirituale e anche come preghiera di intercessione per i nostri fratelli. La
retta coscienza, l'adempimento dei proprio dovere per amore di Dio, la preghiera
umile e riconoscente, sono "talenti" che il Signore farà fruttificare
prodigiosamente a nostro vantaggio e a vantaggio di tutto il Corpo Mistico.
Sono le nostre "monetine di rame" che il Signore moltiplica in modo
prodigioso perché il nostro Dio non ci chiede cose troppo difficili.
Qualcuno
ha detto che: "Nel Nome del Signore vale tanto pelar patate quanto
costruire cattedrali." Pensiamo a Maria: anche la sua vita, secondo la
logica umana non fu proprio nulla di straordinario, bello e desiderabile, anzi
fu ricca di povertà e tribolazioni. Eppure tutta la sua vita fu vissuta per la
gloria di Dio. Ed è proprio questo lo "straordinario": fare cose
ordinarie uniti al Signore che ... fa nuove tutte le cose! È la sua grazia
che trasforma ogni cosa.
Nella
Scrittura troviamo sempre "pane" per la nostra fame spirituale:
quello che ci serve lo troviamo nella Parola di Dio. Per vincere le nostre
resistenze interiori, le nostre ribellioni, dovute alla nostra natura decaduta,
per fronteggiare serenamente le contrarietà della vita, attingiamo alla bella
esortazione di San Paolo: "Quel che fate, qualunque cosa sia, fatelo
volentieri, come per il Signore e non per gli uomini." (Colossesi 3,23)
Aggiunge poi :"Perciò è Cristo che dovete servire".
È
molto facile, soprattutto per noi che viviamo nel mondo dimenticare queste
verità. Non dobbiamo invece dimenticare che apparteniamo a Cristo, e in questa
logica, in Lui viviamo, ci muoviamo ed esistiamo. Siamo suoi sempre e in tutto
quello che facciamo, diciamo o pensiamo. Quindi non facciamo le cose per noi
stessi ma per Dio e per il prossimo nell'amor di Dio.
Sarebbe
buona cosa chiedere a Dio di farci sempre più luce sulla Verità: la Sua Santità
e la miseria della nostra anima. Quando il Signore ci fa comprendere lo stato
della nostra anima, noi ne proviamo dolore acerbissimo, ci umiliamo e corriamo
ai suoi piedi a chiedere misericordia, ed Egli con il Suo Perdono ci guarisce.
Siamo sempre i suoi piccoli figli malati e non dobbiamo mai dubitare del Suo
Amore.
Teniamo
fisso lo sguardo su Gesù Crocifisso: l'Amore Incarnato che noi abbiamo
trafitto. Da Lui impariamo ad attingere alla Fonte dell'Amore e soprattutto
impariamo a perdonare per essere a nostra volta perdonati. Non giudichiamo per
non essere giudicati e prostriamoci umilmente ai suoi piedi per chiedere
misericordia per noi e per il mondo intero. Poiché siamo membra gli uni degli
altri. Siamo tutti peccatori e tutti fratelli, figli dello stesso Padre.
"Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto" (Giovanni 19,37)
Possiamo crederlo o non crederlo, ma ognuno di noi è in parte responsabile
della passione e morte di Gesù.
Ritornando
quanto detto all'inizio, ci rendiamo conto di quanto sia importante rendersi
conto che ogni volta che non rinneghiamo noi stessi, noi rinneghiamo Gesù. Non
meravigliamoci di Pietro, perché anche noi Lo rinneghiamo innumerevoli volte.
Ogni
volta che non mortifichiamo la nostra volontà noi andiamo contro di Lui. Ogni
volta che scegliamo noi stessi, quello che ci fa piacere e che ci dà
soddisfazione, quello che crediamo giusto, secondo le nostre umane
valutazioni, noi siamo traditori di Colui che diciamo di seguire. Siamo
cristiani immaturi, ma dobbiamo voler crescere nella fede, nella speranza e
nella carità.
È
una grande responsabilità portare il nome di cristiani. Per questo un Padre
della Chiesa disse: "Cristiano, diventa ciò che sei"! Sembra un
paradosso eppure più cerchiamo Dio e più Lo troviamo. Più Lo troviamo e più
Lo cerchiamo. Non c'è misura fissa dell'esser cristiani, ma ognuno deve
raggiungere la pienezza della statura di Cristo al quale è chiamato. Solo il
Signore conosce questa misura, a noi tocca di dirGli il nostro "SI" e
rinnovare il nostro: "Eccomi" ad ogni sorger del sole.
Santa
Teresa dei Bambin Gesù diceva che abbiamo solo l'oggi per amare il Signore e
per cercare di esserGli fedeli. L'oggi è il tempo dell'incontro di Dio con noi
e di noi con Lui. Il Dio che è, che era e che viene è sempre lo stesso. Come
ci trova quando viene? Molto spesso ci trova troppo occupati e preoccupati nelle
nostre faccende temporali. Troppo spesso non Lo stiamo aspettando e non siamo
vigili nella fede.
Pensavo
a Gesù che dormiva sulla barca (Matteo 8,24) e ho fatto questa considerazione:
Gesù è sveglio anche quando dorme mentre io dormo anche quando sono
sveglia!!
Alleniamoci
ad amare Gesù Cristo. In Lui c'è tutto quello che il nostro cuore desidera.
Come
amarlo? Lui è l'Onnipotente e noi siamo così fragili... dobbiamo arrivare ad
amarlo con il suo stesso Amore, affinchè Lui stesso ami in noi.
Prima
di tutto guardiamolo ed ascoltiamolo. Guardiamo Gesù Crocifisso.
Gesù,
Colui che dona l'acqua viva, sul legno della Croce dice:"Ho sete!"
Dopo
essere stato obbediente all'Amore fino alla morte e alla morte di croce dice
ai presenti che ha sete. Siamo noi presenti? O meglio vogliamo essere presenti?
L'evento storico svolto duemila anni fa ha visto la persona fisica di Gesù
Cristo come protagonista e nello stesso modo non si può più ripetere. Ma dal
punto di vista spirituale, la Passione e morte del Signore è un evento
incessante. C'è chi ha detto che fino a che esisterà il mondo Cristo sarà in
agonia. Ora Gesù soffre la sua Passione nella Chiesa, sua sposa. Noi siamo la
Chiesa. La Verità è sempre presente e sempre attuale, e non diventa mai
vecchia, ma sempre si rinnova perché è la Vita stessa. Per questo dovremmo
considerare quelle parole: "Ho sete" come rivolte a noi personalmente.
Gesù
chiese da bere anche alla samaritana. Cioè volle chiedere da bere alla
peccatrice per poterle donare l'acqua viva che spegne ogni sete dell'uomo.
Sembra proprio che Gesù chiese con l'unico scopo di dare.
La
sete di Gesù sulla Croce fu oggetto di meditazione dei santi di ogni
generazione. Di cosa ha sete il Signore? Cosa possiamo fare noi per spegnere la
sua sete?
È
forse una domanda che può trovare molte risposte. La prima è che Gesù ha sete
del nostro amore in tutte le sue componenti, e cioè della fiducia, della
confidenza, dell'amicizia, e della compassione perché stiamo guardando un
Uomo crocifisso per i nostri peccati. È facile pensare che Gesù fu crocifisso
per i peccati di tutta l'umanità e sentirci in un certo senso estranei.
È
per questo che dobbiamo mettere a fuoco che Gesù è stato crocifisso per i
miei peccati. Sono di fronte a un Dio che si è fatto Uomo ed è venuto nel
mondo per soffrire e morire per me, per salvarmi. Oppure posso dire che io ho
tradito, insultato, percosso, deriso, flagellato e ucciso Dio che si è reso
presente nella seconda Persona della Santissima Trinità: Gesù Cristo!
Sono
parole forti... chiediamo allo Spirito Santo di illuminarci.
Per
prima cosa, con cuore contrito, chiediamo perdono al Signore come fece il buon
ladrone, ma si rende anche necessaria la riparazione. Viene da pensare cosa
mai può essere la nostra croce di fronte a quella di Gesù e di fronte ai
nostri molti peccati commessi. È davvero poca cosa. Saremmo meritevoli di
castighi ben più grandi. Ricordiamo che il castigo di Dio non è una pena senza
senso, o quasi una vendetta come potremmo intenderla noi, bensì una
purificazione, cioè una guarigione dalle nostre infermità spirituali. Dio è
sempre Amore e opera solo nell'Amore e per Amore.
"Buono
e pietoso è il Signore, lento all'ira e grande nell'amore." (Salmo 102,8)
Gesù
sulla Croce pare abbia sete della nostra compassione. Ci chiede di patire con
Lui,(unendo la nostra croce alla Sua) per Lui (per amor suo) e in Lui (come
spose spiritualmente unite allo Sposo Celeste) perché, come membra del Corpo
Mistico e membra gli uni degli altri siamo chiamati a collaborare, ognuno
secondo la sua chiamata, all'Opera di Redenzione. Siamo chiamati a riparare.
Siamo chiamati a vivere in Cristo e a partecipare della Sua Missione, per la
Grazia che Egli ci dona. Perché possiamo essere Uno con Lui così come Lui è
Uno con il Padre Celeste. ('Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano
anch'essi in noi una cosa sola" Giovanni 17,21)
Gesù
sulla Croce ha sete di amore e di anime. Ha sete della nostra carità e dei
nostri peccati. Perché ha sete dei nostri peccati? La Croce è la follia
d'amore del nostro Dio, che gioisce nel perdonarci, che gioisce nel guarirci,
che gioisce nel salvarci e nel redimerci. Molti però non conoscono il Signore,
e noi, come membra gli uni degli altri dobbiamo svolgere il nostro incarico di
intercessori. Per questo, insieme ai nostri peccati dobbiamo portare al Signore
i peccati dell'umanità chiedendo perdono per noi e per tutti i nostri fratelli.
E cerchiamo di vivere come piace a Dio. Allora la nostra umile preghiera
penetrerà le nubi (Siracide 35,17) e otterrà grandi benefici per tutti. In
questa logica, tutti, ma proprio tutti possiamo "far del bene" fino
agli estremi confini della terra... e anche oltre!
Poco
importa quindi la nostra realtà temporale, quando siamo chiamati ad operare
efficacemente nella dimensione soprannaturale. Qualsiasi vita ordinaria
diventa straordinaria se viviamo uniti al Signore!
Dobbiamo
anche ricordare che i nostri peccati recano danno all'intero Corpo Mistico e
questo ci deve stimolare ancora di più ad essere sempre più decisi per
proseguire nel cammino verso la perfezione, anche se sappiamo che il nostro
Dio è "esigente" e non gradisce la tiepidezza. Chi segue Gesù deve
aspettarsi dolori e persecuzioni e deve essere coraggioso, confidando sempre
nel Suo Signore.
Inseriti
nel mistero trinitario, anche noi, siamo figli nel Figlio e quindi dobbiamo
accogliere la Volontà di Dio. La Volontà di Dio è ben espressa da Gesù
quando dice: "perché non sono venuto per condannare il mondo, ma per
salvare il mondo." (Giovanni 12,47.) E l'apostolo Paolo dice anche:
"Questa parola è sicura e degna di essere da tutti accolta: Cristo Gesù
è venuto nel mondo per salvare i peccatori e di questi il primo sono io. (1
Timoteo 1,15).
Possiamo
quindi, come ci dice l'apostolo Paolo prendere la nostra parte di sofferenze.
"Prendi
anche tu la tua parte di sofferenze, come un buon soldato di Cristo Gesù"
(2 Timoteo 2,3) E questa è la seconda condizione per camminare alla sequela di
Cristo.
Prendere
ogni giorno la nostra croce, significa accoglierla come Dono di Dio e unirla
alla Croce di Cristo perché porti frutti di vita eterna. La nostra croce è il
mezzo per santificarci e per vivere uniti a Cristo nella sua Missione di Figlio
dì Dio, Salvatore e Redentore. La nostra croce ci permette, di riparare le
nostre e altrui offese fatte a Dio. A ciascuno secondo la grazia e missione
ricevute dal Signore. La nostra croce è il dono più grande che Dio ci fa dopo
il dono della vita e della grazia.
È
ovvio che la nostra natura aborrisce la sofferenza, ed è per questo che
dobbiamo chiedere al Signore che ci doni l'amore per la croce.
Sbagliamo
quando chiediamo al Signore di toglierci la croce, sbagliamo quando cerchiamo
di evitare le tribolazioni e le contrarietà della vita. Noi viviamo male perché
siamo carenti di amore. Ancora una volta dobbiamo ricordare che Gesù è la
nostra salvezza. Domandiamo a Lui la grazia di amare la croce che Dio ci dona,
così come Lui ha amato la Croce che il Padre gli ha donato. Se avremo il cuore
pieno di amore nulla ci sembrerà troppo difficile, nulla ci sembrerà troppo
faticoso, nulla ci sembrerà impossibile... di quanto il Signore ci chiede per
il nostro e altrui bene.
Dice
Gesù: Poi, a tutti, diceva: "Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi
se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua." (Luca 9,23)
Cosa
dobbiamo fare o come dobbiamo fare per seguire Gesù? Sarà Lui stesso a farcelo
comprendere giorno dopo giorno. Non dimentichiamo che il Signore ci dona ogni
giorno quello di cui abbiamo bisogno. Lui è Padre e come tale provvede a noi,
suoi figli. Non dobbiamo quindi preoccuparci del futuro perché è nelle Sue
mani. Dobbiamo piuttosto essere vigili nella fede e operosi nella carità per
essere sempre svegli. Dobbiamo pregare incessantemente. È necessario vivere il
tempo presente in pienezza, uniti a Lui. Dobbiamo camminare umilmente con il
nostro Dio cercando sempre la sua Volontà e confidando in tutte le necessità
nel suo amore e nella sua provvidenza. Il Signore sa meglio di noi quello di
cui abbiamo bisogno e ce lo dona al momento opportuno. Sbagliamo quando pensiamo
che il Signore non ci ascolti perché abbiamo fretta di essere esauditi. Il
Signore è sempre Perfetto in tutto quello che fa e arriva sempre al momento
opportuno.
Teniamo
lo sguardo fisso su Gesù e impariamo da Lui anche ad essere pazienti, sempre e
in tutto.
Faremo
cosa gradita al Padre Celeste, se uniti a Gesù, pregheremo con il cuore e con
la vita per la conversione del mondo, la salvezza delle anime e la
santificazione della Chiesa.
Confidando
sempre nell'aiuto della grazia, rinnoviamo il nostro "Eccomi" con
piena fiducia nel Signore. Guardando a Gesù Crocifisso possiamo davvero
crederLo degno della nostra piena fiducia. Noi non sappiamo per quali Vie vorrà
condurci, ma siamo certi del suo Amore. Già molte volte abbiamo gustato la Bontà
di Dio. "Gustate e vedete quanto è buono il Signore; beato l'uomo che in
Lui si rifugia"! (Salmo 33,9)
Molte
volte, noi che abbiamo famiglia, siamo tentati anche a preoccuparci troppo.
Noi mamme in modo particolare siamo tentate a preoccuparci troppo per i nostri
figli e le nostre eccessive preoccupazioni, se abbiamo fede, non hanno ragione
di essere.
Noi
amiamo i nostri figli con tutto il nostro cuore e daremmo la vita per loro, ma
non dimentichiamo che Gesù ha effettivamente dato la vita per i nostri figli.
Noi abbiamo fatto sacrifici per i nostri figli, ma non abbiamo versato il sangue
per loro. Gesù si. Gesù ama ì nostri figli molto di più di quanto li
possiamo amare noi. Gesù più di noi desidera il loro bene temporale e
spirituale. Gesù è anche Onnipotente e provvederà a loro il meglio secondo la
sua infinita Sapienza. Fidiamoci di Dio sempre e in tutto!
Per
questo, troviamo riposo nella fede in Dio. Lui è il nostro Creatore e noi
siamo le sue creature. Cerchiamo piuttosto ogni giorno la Volontà di Dio per
camminare alla sequela di Cristo, nostro Salvatore.
La
Santa Vergine, nostra Madre, ci ottenga le grazie di cui abbiamo bisogno e ci
tenga per mano nel cammino della vita. La Madonna ci custodisca nel Suo Cuore
Immacolato perché possiamo crescere spiritualmente e diventare, in Cristo,
cristiani maturi, a gloria dì Dio Padre!
Invochiamo
spesso lo Spirito Santo, lo Spirito d'Amore affinchè stabilisca nel nostro
cuore il Regno di Dio. Se non siamo felici come vorremmo essere è perché ci
manca l'Amore! Se i nostri cuori fossero colmi di Amore Divino saremmo felici
anche nelle tribolazioni della vita presente. Per questo continuiamo a cercare
l'Amore, a cercare DIO! Chi cerca trova! (Matteo 7,8)
Ti
amo, Signore, mia forza, Signore, mia roccia, mia fortezza, mio liberatore; mio
Dio, mia rupe, in cui trovo riparo; mio scudo e baluardo, mia potente salvezza.
(Salmo 17,2) (05.03.2007)
Il
Signore ci ha dato un angelo custode che ha l'incarico di custodirci nel
nostro cammino terreno. Gli angeli in Cielo sono servitori di Dio e ognuno ha un
incarico ben specifico. Così, gli angeli custodi, pur essendo tutti simili,
sono tutti meravigliosamente diversi, come le anime alle quali prestano
assistenza. L'angelo è un Fratello che vive insieme a noi e non ci abbandona
mai. In un certo senso possiamo dire che è un fratello, con il quale cresciamo
insieme. Infatti, l'angelo è creatura spirituale e, possiede già un grado di
purezza nella gerarchia angelica, ma, gioisce delle nostre buone azioni e si
rattrista per le nostre cattive azioni. Così, si può dire che lui aumenta la
sua beatitudine se noi operiamo nella carità. Non parlo di gloria, ma di
beatitudine e di Luce. L'angelo del bimbo appena nato, è diverso da quando
consegnerà l'anima al giudizio divino, al termine della vita terrena. Potrà
avere acquistato luce, e forse non ne avrà persa perché l'angelo per natura
sua opera sempre nella carità, anche se le parole dell'apostolo Paolo possono
suscitare questo dubbio. ("Non sapete che giudicheremo gli angeli?" -
1 Corinzi 6,3)
Gli
angeli custodi sono molto differenti. I più luminosi e potenti sono riservati
a coloro che hanno missioni speciali, nella Chiesa, quindi per primi i Sacerdoti
e i religiosi. Anche i laici però se accettano pienamente la Volontà di Dio
sono protetti da angeli molto potenti perché li aiutino a portare a termine la
loro missione. Ordinariamente il Signore dà molto più del necessario in
grazie spirituali, per cui dobbiamo dedurre che se procediamo lentamente nel
nostro cammino verso Dio è principalmente dovuto alla nostra scarsa fede. È la
fede infatti che ci porta ogni bene e che ci permette di superare tutti gli
ostacoli. L'ostacolo principale è sempre quello della paura e viene
regolarmente fomentata dall'accusatore. La mente umana tende a considerare le
cose in modo statico, invece tutta l'economia divina è dinamica: altrimenti
non si potrebbe parlare di Vita Eterna.
La
Scrittura giustamente dice che Dio opera incessantemente. (Ma Gesù dichiarò:
"Mio Padre opera senza interruzione e così faccio anch'io."
Giov.5,17).
Tutto
il cammino spirituale è volto alla definitiva unione trasformante con la
Trinità, in Cristo Gesù.
Il
Signore opera nell'anima in modo a noi sconosciuto, ma a volte ci è dato di
intuire piccole luci e questo ci fa esultare nel nostro Dio e cantare le sue
Misericordie.
Quando
l'uomo si decide definitivamente per Dio, rinunciando per sempre a Satana e
quindi al peccato, il Signore comincia a operare con potenza nella sua anima.
Il
seme del Santo Battesimo comincia a germogliare e a crescere. L'anima è stata
attirata dal Padre Celeste, come dice Gesù: "Tutti quelli che il Padre mi
dà si avvicineranno a me; e chi si avvicina a me con fede io non lo respingerò."
(Giov. 6,37), e ancora: "Nessuno può avvicinarsi a me con fede se non lo
attira il Padre che mi ha mandato. E io lo risusciterò l'ultimo giorno."
(Giov.6,44 ). L'anima per ascoltare il richiamo del Padre ha già passato molte
tribolazioni e sofferenze, che sono oltremodo benedette perché le recano ora la
grazia di questa prima conversione. L'anima infatti, con l'aiuto della Vergine,
si avvicina a Gesù e nasce in lei il desiderio di conoscerLo, amarLo e
servirLo. Gesù, da parte Sua, serve l'anima con molte attenzioni d'amore e la
fa riposare nella sua Pace.
L'anima
può avere la conoscenza intima che, con le gradualità necessarie il buon Dio
la unisce più strettamente al suo angelo custode, perché abbia maggior
condivisione con la sua luce, che riceve nella misura del suo grado di fede.
L'anima cerca di crescere nella fede, riconoscendo in essa il bene più prezioso
che le è stato donato, anche se lo Spirito Santo le ha elargito altri Doni.
L'anima spesso può intuire che il Signore voglia condurla verso l'innocenza
tipica dei bambini, cioè le lava la veste battesimale che ha sporcato con i
molti peccati commessi.
C'è
uno stato spirituale in cui l'uomo si potrebbe chiamare angelo terrestre, perché
è molto unito al suo angelo custode e ne assume parte delle peculiari
caratteristiche spirituali. L'anima quindi riceve delle grazie che le danno un
anticipo di beatitudine: avverte un naturale distacco dalle cose dei mondo e
un dolce desiderio di Dio. Si sente guidata e opera con naturalezza perché le
opere buone le vengono spontanee e le buone parole sgorgano naturalmente dal suo
cuore. Sente viva la grazia in lei e riconosce che il Signore ha preso dimora
presso di lei e Gli rende la gloria dovuta. A volte però, perché non
insuperbisca, il Signore le nasconde la luce e l'anima soffre e si umilia perché
riconosce la sua debolezza e la Misericordia che Dio le concede. È questo un
tempo in cui il Signore adopera molte tenerezze all'anima per farla innamorare.
San
Giovanni della Croce (Cantico. Spirituale 20-21,10) cita: "Nella
trasformazione di amore succede all'anima quanto accade agli Angeli, i quali
stimano perfettamente le cose dolorose senza sentirne il dolore, esercitano le
opere di misericordia e di compassione senza provare compassione."
L'anima
ha già salito un gradino verso Dio. Era stata creata "poco meno degli
angeli" (salmo 8,6) ed ora si trova ad essere spiritualmente simile agli
angeli. È l'anima che ha ricevuto la salvezza e l'eredità del Crocifisso: il
paradiso. È un'anima che vive stabilmente nella grazia ed è ammaestrata dal
Signore. In questo stato è soggetta alle tentazioni, ma il demonio non può più
vincerla. Gesù la difende come Sua proprietà perché l'anima si è donata
totalmente a Lui. Ci sono anche le prove, con le quali il Signore la fa
crescere come a Lui piace. Ogni cammino è unico, ma tutti sono simili.
L'anima
comprende le parole dell'Apostolo Paolo: "Non dimenticate l'ospitalità;
alcuni, praticandola, hanno accolto degli angeli senza saperlo" (Ebrei
13,2) e comprende anche le Parole di Gesù quando invita all'accoglienza
dicendo: "Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui
che mi ha mandato." (Matteo 10,40).
L'anima
vive tranquilla e serena come un bimbo in braccio a sua madre. (salmo 131)
L'anima
sa che potrebbe fermarsi qui, ma il suo desiderio di Amore (poiché è già
infiammata di amore divino) le "impone" di fare il passo successivo:
rinunciare alla beatitudine già acquisita per rendersi simile al Figlio di
Dio.
Più
che altro ella desidera essere assimilata dal Cristo, per poter con Lui
contribuire alla gloria di Dio Padre. La sete di Dio che prima era dolce ora
diventa tanto forte da essere dolorosa. Così, se fino ad ora, aveva operato con
misericordia pur non provando compassione, ora desidera ardentemente sentire
quella compassione che guadagna anime al cielo. Le sembra di aver vissuto fino
ad ora una fase di preparazione perché solo ora comincia ad avvertire con frequenza
la fatica, il dolore e le tribolazioni annunciate dal Signore a coloro che
vogliono seguirLo. Tuttavia sceglie liberamente di percorrere con il suo
Signore la via della croce perché urge la necessità di ricambiarGli l'amore
ricevuto. L'anima cerca in ogni modo di rinnegare sé stessa per poter seguire
il Suo Signore e sempre cerca la Volontà di Dio.
È
scritto: "Io ho detto: «Voi siete dèi, siete tutti figli dell'Altissimo».
(Salmo 81,6), ed è la stessa Parola che Gesù ricorda nel Vangelo secondo San
Giovanni in 10,34.
In
queste parole l'anima riconosce la chiamata universale alla santità poiché
tutti siamo Figli di Dio, chiamati ad essere perfetti. L'anima comprende che
deve partecipare della stessa Vita dell'Amato sulla terra perché solo in Lui è
riconosciuta figlia del Padre Celeste e quindi potrà partecipare della Sua
stessa gloria in Cielo.
Il
passaggio a quella che potremmo definire una "seconda conversione"
non è senza dolore, anzi, l'anima si sente portare via uno alla volta i beni
spirituali che credeva di possedere. Tutto quello che prima faceva con estrema
dolcezza ora le costa fatica e tutto le sembra contrario. Se riconosceva nel
periodo precedente "il giorno" ora si sente più che mai in una
"notte" in cui si sente smarrita, non sa dove va e corre continuamente
il rischio di inciampare. Si sente sola. Ci sono momenti in cui anche il
Signore si nasconde e a lei sembra di essere ripudiata.
Nella
fede sa che ciò non è possibile, pur tuttavia sente nel suo intimo
l'abbandono di Dio e si sente morire di dolore. Sente che nessuno può capirla,
solo Gesù, ma anche Lui sembra che l'abbia vomitata dalla sua bocca. (Ap. 3;16)
Il
Signore conduce l'anima verso il suo centro e lei comprende l'infinita Santità
di Dio e guardando sé stessa inorridisce perché scopre che possiede le radici
di tutti i peccati. Allora le sembra di essere un sepolcro imbiancato, come dice
Gesù agli scribi e ai farisei: ..."rassomigliate a sepolcri imbiancati:
essi all'esterno son belli a vedersi, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di
ogni putridume. (Matteo 23,27).
Ora
l'anima si sente degna solo dell'inferno, tuttavia ha gustato quanto è Buono il
Signore, e ricorda le meraviglie che ha compiuto per lei, in lei e attraverso
lei. Oltre la fede sente viva speranza che il Signore la porterà, per vie
sconosciute, all'agognata meta e si abbandona totalmente alla Sua Volontà, per
essere come creta nelle mani del Vasaio. (Siracide 33,13)
Concludendo,
l'anima ha notato di essere stata condotta in queste due fasi:
una
prima conversione, in cui
Dio le ha donato Perdono, Salvezza e divino Riposo. Si è sentita
spiritualmente simile agli angeli. Questa fase è durata diversi anni. Le è
sembrato come un fidanzamento con lo Sposo Celeste.
una
seconda conversione in cui
è chiamata ad essere sposa del Salvatore con viva partecipazione della Sua
stessa Vita e quindi alla stessa Missione. In questa fase dovrà accogliere il
dolore come fonte dalla quale sgorga l'Amore. Sarà infatti resa partecipe
dell'Amore di Gesù per il Padre e per i fratelli. Questa trasformazione la
immetterà nella Trinità come figlia nel Figlio. Con l'abbandono alla Volontà
Divina, l'anima raggiungerà la perfezione richiesta dal Padre Celeste, in
Cristo Signore. (10.03.2007)
Giov.12,44-45: Gesù allora gridò a gran voce; «Chi crede in me, non crede in me, ma in colui che mi ha mandato; chi vede me, vede colui che mi ha mandato.
Il
Volto del Padre è manifestato pienamente da Gesù, Colui che è venuto nel
mondo per la redenzione degli uomini, facendoci conoscere l'Amore del Padre.
Contemplare
il Volto del Padre possiamo pensare che sia come conoscerLo nella sua natura
divina, nella sua Santità con tutti i suoi Attributi. La conoscenza di Lui
possiamo averla solo tramite la fede e l'amore, come dono dello stesso Spirito
Santo inviatoci dal Padre e da Gesù.
È
impossibile conoscere Dio se Lui stesso non si rivela a noi e possiamo
conoscere il Padre solo attraverso Gesù. Lui stesso infatti dice:
«Io
sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di
me". Giov. 14,6 e ancora :"Io e il Padre siamo una cosa sola». Giov.
10,30 e "Chi vede me vede Colui che mi ha mandato". Giov.12,45 Sarebbe
interessante, leggendo con molta attenzione il Santo Vangelo, ripercorrere
tutta la vita di Gesù, soffermarsi nei singoli versetti, cercando di sondarne
il significato più profondo e cercando in essi di scoprire il Padre che si
nasconde nella Vita del Figlio e ugualmente si manifesta nella Vita del Figlio.
Infatti, si nasconde per glorificare il Figlio e ugualmente si manifesta
attraverso la Parola del Figlio. Appare evidente la dinamica dell'Amore che si
"occupa" di umiliarsi per glorificare l'amato. Così fa il Padre e ugualmente
fa il Figlio. Tra Padre e Figlio questa dinamica è incessante e subito pensiamo
alla Terza Persona Divina: lo Spirito Santo.
Noi
dobbiamo cercare per trovare. Qui si misura l'interesse che abbiamo di conoscere
Colui che chiamiamo nostro Dio. E qui misuriamo anche l'amore del nostro
cuore, perché, se si ama una persona, si desidera conoscerla sempre di più e
stare il più possibile insieme a lei. Gesù, che amò il Padre con tutto Sé
stesso, potè dire di essere una cosa sola con Lui, perché l'amore unisce e trasforma.
A
dire il vero, noi siamo abituati a recitare le formule di professione di fede,
le formule di preghiera più belle e più profonde senza pensare bene a cosa
stiamo dicendo. Per questa ragione Dio dice: «Poiché questo popolo si avvicina
a me solo a parole e mi onora con le labbra, mentre il suo cuore è lontano da
me e il culto che mi rendono è un imparaticcio di usi umani" Isaia 29,13
Dio
vuole il nostro cuore per renderlo simile al Suo Cuore. Infatti siamo stati
creati ad immagine e somiglianza di Lui, il nostro Creatore.
Vorrei
subito puntualizzare che Dio è sì il nostro Creatore, ma non l'Unico creatore
del nostro essere: noi stessi infatti siamo chiamati a collaborare con Lui per
creare la nostra persona, e non solo. Ci abbiamo mai pensato a questo? Eppure
vediamo bene che le nostre libere scelte sono molto importanti per la nostra
vita fisica e spirituale e sono importanti anche per coloro che sono in contatto
con noi. Siamo membra di un unico Corpo e ogni nostro pensiero, parola e azione
non può rimanere circoscritto a noi, ma si propaga per vie a noi non ancora
note.
Il
Padre vuole la nostra collaborazione. Vuole regnare nel Regno dei Cieli insieme
a noi. Il Regno dei Cieli è dentro di noi già da adesso anche se siamo
ancora in cammino. Consideriamo che in Cristo il Padre ci ha dato tutto e che
nulla ci manca per ottenere non solo la salvezza presente e futura, ma per
occupare quel posto in Cielo, con quel grado di santità che Lui ha pensato per
noi. Dobbiamo diventare imitatori di Dio, come ci insegna l'apostolo Paolo
"Fatevi miei imitatori, come io lo sono di Cristo." 1 Corinzi 11,1 Ora
sappiamo bene di essere peccatori e sappiamo anche che siamo lontani dalla
perfezione, ma dobbiamo avere fede e speranza certa in Gesù Cristo che ci
conduce al Padre. Il Padre poi, non è lontano da noi perché se viviamo in
grazia siamo inabitati dalla Santissima Trinità. Il nostro Dio, quindi, è
nascosto, ma è nascosto dentro di noi, cosicché ognuno lo possa cercare.
Il
Padre Celeste vuole essere cercato, conosciuto e amato dai suoi figli.
Ma
noi desideriamo conoscere il Padre? Poniamoci seriamente questa domanda!
Viviamo
ogni giorno la contraddizione del peccato e dell'apparente lontananza da Dio e
la nostra fede viene messa a dura prova. Noi siamo il popolo di Dio e dovremmo
essere felici di esserlo invece siamo un popolo triste e scoraggiato... Questo
non fa onore alla nostra fede e al nostro Dio.
Molto
spesso poi ci dipingiamo un'Immagine di Dio che non ha nulla a che vedere con
la Verità. Ci costruiamo un idolo e facciamo cadere in errore anche coloro che
cercano davvero il Volto di Dio. Ben lo dice Gesù "Guai a voi, scribi e
farisei ipocriti, che chiudete il regno dei cieli davanti agli uomini; perché
così voi non vi entrate, e non lasciate entrare nemmeno quelli che vogliono
entrarci." Mt 23,13
Qual
è dunque il Volto del Padre che ci viene manifestato da Gesù Cristo?
Quando
però verrà lo Spirito di verità, egli vi guiderà alla verità tutta intera,
perché non parlerà da sé, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annunzierà
le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve
l'annunzierà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto
che prenderà del mio e ve l'annunzierà. Giov 16,13-15.
Chiediamo
dunque l'aiuto dello Spirito Santo per comprendere le Scritture e per conoscere
il Padre e il Figlio.
Il
nostro Dio, Onnipotente e Creatore di tutte le realtà visibili e invisibili
è capace di annichilirsi fino alla morte per amore di noi figli. Un Amore
inimmaginabile che si lascia crocifiggere, un Amore che non è mai sazio di
amare, un Amore che non si vergogna di mendicare il nostro amore, un Amore che
non si stanca mai di avere Misericordia e di cercare i peccatori per chiamarli
alla conversione, per guarirli e per renderli felici.
Anzi,
spesso Dio lamenta che il suo amore paterno non ha trovato adeguata
corrispondenza:
Dice:
Ho allevato e fatto crescere figli, ma essi si sono ribellati contro di me"
(Is 1, 2).
Con
spirito di piccolezza evangelica proviamo ad accostarci al mistero insondabile
di Dio.
Cerchiamo
il Suo volto come dice il Salmo (26,8): "Di te ha detto il mio cuore: «Cercate
il suo volto»; il tuo volto, Signore, io cerco." perché è un'esigenza
del cuore amante.
Ovviamente il nostro "ritratto" sarà simile a quello che i bambini appena scolarizzati fanno del loro papà quando la maestra chiede loro di disegnarlo. Sappiamo bene che di Dio possiamo averne solo una conoscenza confusa, imperfetta e molto limitata. Ma più desideriamo conoscerlo e più Lui stesso ci donerà Luci nel fondo dell'anima.
Immaginiamo
che il Padre si rispecchi in noi, inondandoci dei suoi divini splendori perché
sappiamo e crediamo che Egli ci ama di Amore Misericordioso e Fedele, per mezzo
di Gesù Cristo, il nostro Salvatore. Meditiamo il Prologo di San Giovanni:
In
principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio.
2
Egli era in principio presso Dio:
3
tutto è stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui niente è stato fatto di
tutto ciò che esiste.
4
In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini;
5
la luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l'hanno accolta.
Troppo
spesso non accogliamo il Dio che viene, che viene continuamente per salvarci.
Troppo spesso non guardiamo Lui, ma guardiamo noi stessi. Dice infatti la
Scrittura: "Guardate a lui e sarete raggianti, non saranno confusi i
vostri volti". Salmo 33,6
E
nel Prologo si san Giovanni si legge ancora:
10
Egli era nel mondo, e il mondo fu fatto per mezzo di lui, eppure il mondo non lo
riconobbe.
11
Venne fra la sua gente, ma i suoi non l'hanno accolto.
12
A quanti però l'hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio: a
quelli che credono nel suo nome,
13
i quali non da sangue, né da volere di carne, né da volere di uomo, ma da Dio
sono stati generati.
14
E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi, e noi vedemmo la sua
gloria, gloria come di unigenito dal Padre, pieno di grazia e di verità.
Per
accogliere Dio è necessario non guardare noi stessi, ma guardare a Lui. È
necessario essere umili e semplici. Non è sempre facile, ma Gesù Cristo ci ha
ottenuto la pienezza individuale di grazia, come si dice ancora nel Prologo di
San Giovanni:
16
Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto grazia su grazia.
17
Perché la legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per
mezzo di Gesù Cristo.
18
Dio nessuno l'ha mai visto: proprio il Figlio unigenito, che è nel seno del
Padre, lui lo ha rivelato.
è assolutamente necessario credere alla Parola di Dio! Ed è assolutamente necessario leggerla come Parola Vivente, perché trascende gli avvenimenti storici ed è Eterna, sempre attuale per ogni generazione! Attraverso la sua Parola, Dio parla a tutti gli uomini di tutti i tempi. Dice infatti Gesù: "Il cielo e la terra passeranno ma le mie parole non passeranno" Marco 13,31
Cerchiamo
quindi il Volto del Padre che Gesù rispecchia in modo perfettissimo.
Dio è Luce per cui dobbiamo pensare alla gioia e alla pace del cuore. Gli occhi di una persona felice o serena sono splendenti e sulle sue labbra si trova facilmente il sorriso. Molto spesso le Immagini Sacre raffigurano un Padre vecchio, con l'aspetto burbero e temibile. Credo che siano rappresentazioni molto sbagliate. Come può essere vecchio Colui che è Vita eterna?
Ma
c'è anche un'altra osservazione da fare: quando noi siamo per troppo tempo
tristi o preoccupati e nel nostro volto traspare questo, noi siamo ripiegati
su noi stessi e non stiamo rispecchiando il Volto del Padre! Anche Gesù pianse
perché viveva le emozioni proprio come noi, ma poi la sua tristezza si
trasformò in gioia perché Lui era UNO con il Padre!
Il
Padre è la fonte della Pace e della Gioia. Il Padre è la fonte di ogni Bene.
Guardiamo
Gesù e cerchiamo in Lui il Volto del Padre. Se meditiamo con attenzione tutto
il Vangelo secondo San Giovanni noteremo di come Gesù insiste nella sua Unità
con il Padre, e di come Lui ci vuole uniti a Sé per essere tutti uniti al
Padre.
Dio
assume la natura umana nella Persona di Gesù Cristo che è vero Dio e vero
Uomo.
Si
può vedere il Volto del Padre anche in Gesù Bambino? Io direi di si.
Il
Padre è la fonte della vita, della santità, dell'amore, della bellezza,
della misericordia... è l'Onnipotente che viene in mezzo a noi come un piccolo,
bisognoso bambino. Lo fa per amarci e per ricevere il nostro amore. Forse non
sempre riusciamo a mettere a fuoco che Dio desidera ricevere il nostro povero
amore. Lo desidera con desiderio infinito e bruciante, come solo Dio sa
desiderare. Dio viene a mendicare il nostro amore. Il Padre Celeste, in Gesù
neonato e con Gesù neonato, non parlava e chiedeva l'amore col pianto, come
tutti i bambini.
Non
sappiamo molto della divina infanzia di Gesù, sappiamo però una cosa
importante: ubbidiva volentieri ai suoi genitori.
Anche
l'obbedienza è un frutto dell'albero dell'Amore. Il Padre Onnipotente, in Gesù
e con Gesù, obbedisce volentieri alle sue sante creature. (Giuseppe e Maria).
Il
Padre Onnipotente, in Gesù e con Gesù, riceve il battesimo di conversione al
fiume Giordano per opera di Giovanni Battista. Abbiamo mai provato a leggere il
Santo Vangelo con questa chiave di lettura? Possiamo ritenere di essere nella
verità? Gesù dice: " In verità, in verità vi dico, il Figlio da sé non
può fare nulla se non ciò che vede fare dal Padre; quello che egli fa anche il
Figlio lo fa" Giov.5,19
Dopo
il battesimo Gesù viene condotto dallo Spirito nel deserto per essere tentato
dal diavolo.
Voglio
farvi notare la prima risposta che Gesù dà al tentatore: "Non di solo
pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio". Matteo
4,4
Ci
crediamo veramente? Queste non sono parole di uomini, ma Parole vive di nostro
Padre!
Il
Padre, in Gesù e con Gesù, predicava la buona novella e curava ogni sorta di
malattie e di infermità nel popolo. (Matteo 4,23). Chi andava da Gesù? Dice il
Signore: "Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha
mandato". Giovanni 6,44.
E
ancora: "Sta scritto nei profeti: E tutti saranno ammaestrati da Dio.
Chiunque ha udito il Padre ed ha imparato da lui, viene a me". Giovanni
6,45.
L'iniziativa
d'amore è sempre del Padre, e viene compiuta dal Figlio.
Ascoltiamo
il discepolo di Gesù: "Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta
la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti»."
Luca 5, 5.
Che
cosa ci chiedono il Padre e li Figlio? Con quale ricompensa? Ascoltiamo Gesù:
«Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!» Luca
11,28
Il
Padre Celeste, in Gesù e con Gesù, ci insegna ad essere figli di Dio, per
trovare la beatitudine. Ogni insegnamento che Gesù fa alle folle o ai
discepoli, è un tratto dei "ritratto" che stiamo abbozzando di Dio.
Perché Dio ci dona sempre Se stesso.
Cos'è
la fede? La fede è una fiducia assoluta in Dio, il Dio che ha voluto parlare
all'uomo mediante le Sacre Scritture, e rivelarsi in Gesù Cristo; un Dio che
ci ama tutti, e che ha dimostrato il suo amore fino alla Croce! Egli ci ha amati
mentre ancora noi non Lo amavamo e ha offerto la propria vita per chiunque
mette tutta la propria fiducia in Lui.
Applicata
alle opere, la fede è la radice e l'albero mentre le opere sono i frutti.
Cerchiamo
il Volto del Padre nella Sua Parola accogliendola con fede e Amore.
Matteo
6,30: "Ora se Dio veste così l'erba del campo, che oggi c'è e domani verrà
gettata nel forno, non farà assai più per voi, gente di poca fede?"
Matteo
8,10: "All'udire ciò, Gesù ne fu ammirato e disse a quelli che lo
seguivano: «In verità vi dico, presso nessuno in Israele ho trovato una fede
così grande."
Matteo
8,13: "E Gesù disse al centurione: «Va, e sia fatto secondo la tua fede».
In quell'istante il servo guarì."
Matteo
8,26: "Ed egli disse loro: «Perché avete paura, uomini di poca fede?»
Quindi levatosi, sgridò i venti e il mare e si fece una grande bonaccia."
Matteo
9,2: "Ed ecco, gli portarono un paralitico steso su un letto. Gesù, vista
la loro fede, disse al paralitico: «Coraggio, figliolo, ti sono rimessi i tuoi
peccati»."
Matteo
9,22 : "Gesù, voltatosi, la vide e disse: «Coraggio, figliola, la tua
fede ti ha guarita». E in quell'istante la donna guarì."
Matteo
9,29: "Allora toccò loro gli occhi e disse: «Sia fatto a voi secondo la
vostra fede»."
Matteo
14,31: "E subito Gesù stese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di
poca fede, perché hai dubitato?»."
Matteo
15,28: "Allora Gesù le replicò: «Donna, davvero grande è la tua fede!
Ti sia fatto come desideri». E da quell'istante sua figlia fu guarita."
Matteo
16,8:
"Accortosene, Gesù chiese: «Perché, uomini di poca fede, andate
dicendo che non avete il pane?"
Matteo
17,20: "Ed egli rispose: «Per la vostra poca fede. In verità vi dico: se
avrete fede pari a un granellino di senapa, potrete dire a questo monte:
spostati da qui a là, ed esso si sposterà, e niente vi sarà
impossibile."
Matteo
21,21: "Rispose Gesù: «In verità vi dico: Se avrete fede e non
dubiterete, non solo potrete fare ciò che è accaduto a questo fico, ma anche
se direte a questo monte: Levati di li e gettati nel mare, ciò avverrà."
Matteo
21,22: "E tutto quello che chiederete con fede nella preghiera, lo
otterrete»."
Siamo
dunque chiamati a credere che la fede in Dio è la fonte della beatitudine
presente e futura.
Quando
abbiamo poca fede, abbiamo paura! Questo accade perché confidiamo in noi
stessi.
Matteo
8,26: "Ed egli disse loro: «Perché avete paura, uomini di poca fede?»
Quindi levatosi, sgridò i venti e il mare e si fece una grande bonaccia."
Matteo
10,28: "E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno
potere di uccidere l'anima; temete piuttosto colui che ha il potere di far
perire e l'anima e il corpo nella Geenna. " Matteo 14,26: I discepoli, a
vederlo camminare sul mare, furono turbati e dissero: «È un fantasma» e si
misero a gridare dalla paura."
Matteo
14,27: "Ma subito Gesù parlò loro: «Coraggio, sono io, non abbiate paura»."
Aggiungiamo
ora questi versetti con San Paolo:
"E
voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete
ricevuto uno spirito da figli adottivi per mezzo del quale gridiamo: «Abbà,
Padre!»."
Romani
8,15
Come
gli apostoli preghiamo dicendo: Signore, aumenta la nostra fede! Luca 17,6
Quanto
ci ama il Padre Onnipotente? Nella nostra limitatezza non riusciremo a
comprenderlo in questa vita, però siamo certi che Dio si fida di noi e lo fa
perché ci ama e anche perché noi possiamo a nostra volta avere fiducia in Lui,
imitando. Non può esserci amore senza fiducia.
Contempliamo
l'Ostia Divina. Dio tanto ci ama che si mette nelle nostre mani e lasciandoci
liberi di farne ciò che vogliamo. Si può immaginare un Amore più grande? Sa
benissimo che siamo peccatori e che non Lo amiamo quanto dovremmo eppure Lui non
si sottrae, non si protegge, non si nega, ma TUTTO si dona con infinito Amore.
A
proposito dell'Eucaristia, Dono d'Amore del Padre, scrive Anastasio
Ballestrero: "Io penso alla coerenza di Dio Padre che nel dare agli uomini,
per un eccesso di amore, il Figlio suo, si è spinto oltre ogni limite: lo ha
dato; ha voluto che diventasse non soltanto partecipe della natura umana, ma
ha voluto diventare, di questa natura, nutrimento vivificante e trasformatore.
E’
una profezia e una memoria l'Eucaristia! É una profezia per l'impazienza di
amore di Dio Padre, di Dio Figlio, di Dio Spirito Santo; è una memoria per
quanto Gesù ha fatto e continua a fare; è la memoria di una Presenza che nella
visibilità dell'Incarnazione è chiusa, ma nella continuità del Mistero
continua ad essere mistero di salvezza."
Perché
Dio rimane tanto solo nel Tabernacolo?
Davanti
al Santissimo Sacramento, le nostre parole sono sempre inadeguate. È un Mistero
d'Amore troppo grande e insondabile e che ci fa comprendere la nostra miseria.
Davanti
al nostro Dio che si fa Pane, possiamo solo inginocchiarci, lodare, contemplare,
adorare, ringraziare e riparare.
Chiediamo
anche che si compia in noi la preghiera di Cristo: "perché tutti siano
una sola cosa. Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in noi una
cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato. E la gloria che tu hai
dato a me, io l'ho data a loro, perché siano come noi una cosa sola. Io in
loro e tu in me, perché siano perfetti nell'unità e il mondo sappia che tu mi
hai mandato e li hai amati come hai amato me. Giov. 17,21-23
Dopo
aver ricevuto o adorato l'Eucaristia torniamo alla vita di tutti i giorni
ricordandoci che non è possibile conoscere il Padre, se non per mezzo di Gesù
che è vivo e presente in ogni fratello.
Dopo
averlo incontrato in Chiesa, il Signore ci aspetta fuori, per incontrarci
continuamente nella quotidianità.
Ricordiamo
la sua Parola: "Qualunque cosa avete fatto al più piccolo l'avete fatta a
me" (Mt 25,40). Egli si nasconde sotto le spoglie di ogni nostro prossimo,
che diviene così - come Gesù - via per andare al Padre, per conoscere il
Padre. È così semplice da essere quasi incredibile: per arrivare a Dio,
passare per l'uomo con tutte le implicazioni che la vita personale e sociale
comporta. È così semplice che Gesù ha voluto avvertirci. È una verità,
Egli ci dice, che solo i semplici afferrano, i piccoli. E con ciò la strada è
aperta veramente per tutti: per gli adulti, gli anziani, i sapienti, i furbi, se
sanno farsi piccoli, accantonando tutta la loro scienza ed esperienza di vita,
per mettersi umilmente all'ascolto del Signore, e vivere la sua Parola. Infatti,
la fede senza le opere è senza valore. (Giacomo 2,20)
La
conclusione di questi spunti di riflessione, che cercano i tratti del Volto del
Padre, ci porta, in Cristo, al volto dell'uomo, di ogni uomo e anche di noi
stessi in quanto siamo creati ad Immagine e Somiglianza del nostro Dio, che è
venuto ad abitare in mezzo a noi.
Dio, nostro Padre, nel suo grande Amore, ci conduca alla perfezione cristiana perché possiamo, come dice la Scrittura, contemplare il Suo Volto. "Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio" (Matteo 5,8)