MARIA, ROSA MISTICA A MONTICHIARI – FONTANELLE

Storia – Messaggi – Devozioni.

Presentazione

Dal 17 aprile 1966 la località Fontanelle di Montichiari (Brescia) è diventata un santuario a cielo aperto, dove Maria, la Madre di Dio, venerata sotto il titolo di "Rosa Mistica", elargisce grazie spirituali e materiali ai fedeli e sollecita preghiere e sacrifici per la santificazione della anime consacrate a Dio e al servizio della Chiesa. Quel luogo be­nedetto dalla Madonna è diventato ben presto meta di pellegrinaggi dall’Italia e dall’estero, la cui frequenza andò presto intensificandosi. Ciò avvenne specialmente quando l'iniziativa di un gruppo di sacer­doti e laici tedeschi (attualmente "Opus Rosa Mystica" di Essen) me­diante un piccolo libro, pubblicato nel 1974 con l'approvazione del Vescovo di Ratisbona e poi tradotto in diverse lingue. diffuse largamente la conoscenza delle apparizioni di Maria Rosa Mistica a Pieri­na Gilli e degli avvenimenti di Montichiari.

La terza edizione della versione italiana, aggiornata sulla quinta edizione tedesca, porta il nome dell'autore, Alfons Maria Weigl e il ti­tolo: Maria "Rosa Mistica”; Montichiari - Fontanelle, Libreria Propa­ganda Mariana, Roma, 1982.

Non è necessario sottolineare il bene che ha fatto questo libro non solo per una retta informazione, ma anche e specialmente per una equilibrata e illuminata devozione verso Maria, Rosa Mistica e Madre della Chiesa.

Essendo esaurito questo libro da parecchi anni ed essendo urgen­te rispondere alle richieste di migliaia di pellegrini italiani si pensò che valesse la pena di comporre un 'opera nuova, e cioè il presente li­bro, piuttosto che ristampare l'opera del Padre Weigl. Ciò per due motivi anzitutto la morte di Pierina (1991), cessato il pericolo di man­care di discrezione, rendeva opportuna una biografia abbastanza completa della veggente, basata sul diario autografo in secondo luogo gli anni successivi al 1982 (data dell'ultima edizione italiana del libro del padre Weigl) fino al presente furono ricchi di fatti riguardanti la diffusione nel mondo della devozione a Maria Rosa Mistica, così da rendere indispensabile darne notizia. Inoltre si apprezzi il fatto di po­ter riprodurre nel suo tenore italiano originale le testimonianze di Pie­rina Gilli, piuttosto che dipendere da una loro traduzione tedesca.

Quest'opera si presenta diversamente strutturata rispetto a quella del padre Weigl. L 'esistenza di una specie di autobiografia di Pierina ha dato modo d'inserire le apparizioni nel contesto vitale, oltre che cro­nologico, in cui esse avvennero. Tuttavia sia nello scritto di Pierina sia nelle notizie raccolte e riportate nel libro, non si da la descrizione completa delle apparizioni, per non interrompere il filo narrativo.

Gli altri quaderni di Pierina riportano, a forma di diario, sotto le rispettive date, alcune circostanze con la descrizione particolareggiata delle apparizioni e il testo dei dialoghi intercorsi tra lei e la Madonna. Da questi quaderni è desunta la seconda parte del libro che delle mol­tissime apparizioni riporta in forma abbreviata le più importanti, quelle cioè contenenti i messaggi della Madonna e le sue richieste con le finalità e le caratteristiche della devozione che desidera introdurre. Altre numerose apparizioni riguardano personalmente Pierina e po­tranno venire pubblicate in avvenire.

Vi sono altre notizie che riguardano anche fatti straordinari e grazie ricevute, le quali non sono state raccolte da altre testimonianze e si trovano riferite nella parte terza del presente libro.

Moltissime lettere, provenienti anche da nazioni extra-europee, at­testano i benefici della devozione a Maria Rosa Mistica. Di queste let­tere un numero necessariamente limitato tra le più significative è ri­prodotto in traduzione nella parte quarta in "Notizie dal mondo".

Ma le descrizioni dei messaggi mariani e le informazioni qui rac­colte non devono alimentare la curiosità, ma trasformarsi nel sincero e deciso impegno per una coraggiosa professione di vita cristiana, so­stenuta dalla fiducia nella sollecitudine della nostra Madre celeste, per una preghiera più assidua, unita alla valorizzazione di sacrifici e sof­ferenze per la Santa Chiesa e la salvezza di tante anime fuorviate o di­sorientate. Solo così il presente libro avrà raggiunto il suo scopo.

Associazione "Rosa Mistica"

 

PRIMA PARTE

NOTIZIE SULLA VITA DI PIERINA GILLI

 

LA GIOVINEZZA (1911 - 1944)

 

Pierina Gilli nacque il 3 agosto 1911 a Montichiari (Brescia), in lo­calità S. Giorgio e morì quasi ottantenne il 12 gennaio 1991 ancora a Montichiari in località Boschetti.

Il  padre, Gilli Pancrazio, era contadino. La madre, Bartoli Rosa (morirà nel 1962) allevò nella povertà e nel timor di Dio nove figli avuti da un primo (tre figli) e da un secondo matrimonio dopo la mor­te del primo marito nel 1918 in conseguenza della prima guerra mon­diale.

Scrive Pierina nel suo diario:

"Io fui la prima di nove figli, io la prima a godere la gioia, la felicità, le carezze dei miei genitori. Il giorno 3 agosto 1911 fu l'alba della mia venuta terrena, e battezzata il 5, festa della Madonna della Neve; in detto giorno la mamma mi consacrò alla vera Mamma del Cielo. affinché la sua materna protezione mi conservasse bianca e pura come la neve. Quante volte la mia cara mamma me lo ripeteva, per spronarmi ad es­sere buona e a non fare capricci, che io ero stata consacrata alla Ma­donna e perciò dovevo amarla tanto".

(Pierina Gilli prima di entrare nell’Istituto delle Ancelle della Carità)

Nulla di straordinario nella fanciullezza di Pierina. Tuttavia ap­parteneva alla categoria delle anime privilegiate dal carisma di rivela­zioni private; anime caratterizzate dalla semplicità, dalla povertà e dal­la sofferenza.

Sofferenze che per Pierina furono dapprima connesse con la po­vertà e la salute cagionevole, e poi divennero laceranti, pagando in prima persona per il messaggio affidatole da Maria "Rosa Mistica": pre­ghiera, sacrificio, sofferenza.

La prima grande sofferenza fu quando a sette anni vide tornare il padre stremato dalla prigionia alla fine della prima grande guerra. Era tornato non per essere la gioia della famiglia, ma per morire poco do­po all'ospedale.

Dal 1918 al 1922 visse nell'Orfanotrofio delle Ancelle della Carità dove a otto anni ricevette la prima S. Comunione. A undici anni, pur continuando a frequentare la quarta elementare, dovette tornare in fa­miglia: la madre per responsabilità verso i figli si era risposata ed un nido di bimbi aveva bisogno delle cure della sorella maggiore.

Quando Pierina aveva dodici anni la povertà costrinse la famiglia a traslocare in un altro cascinale in coabitazione con un'altra famiglia. Fu qui che la sua purezza fu esposta ad insidie che la fecero immen­samente soffrire, ma che superò per un intervento evidente della gra­zia divina.

Il padre dell'altra famiglia quando trovava sola la ragazza ormai dodicenne le usava attenzioni che ben presto rivelarono le sue vere intenzioni. Pierina non voleva dirlo alla mamma per non provocare di­scordie tra le due famiglie. Dall'altra parte la mamma con i bambini nei pomeriggi restava nella stalla a sferruzzare e a cucire come usa­vano i contadini, e mandava Pierina in cucina ad accendere il fuoco e a preparare la cena.

La povera figliola da una parte temeva d'incontrare da sola quel­l'uomo, e dall'altra parte non volendo obbedire si esponeva a rim­proveri e anche a busse, passando per disubbidiente e ostinata. Un giorno, credendo che l'uomo fosse lontano, si portò in cucina can­tando le litanie della Madonna, quando improvvisamente si sentì af­ferrata alle spalle e gettata a terra. Con uno sforzo sovrumano e in­vocando la Madonna riuscì a svincolarsi e a fuggire, mentre si sentiva minacciare: "Se parli ti uccido!"

Ancora terrorizzata disse tutto alla mamma che la baciò in fronte, come a riparazione per averla trattata da disubbidiente, e per l'avve­nire s'impegnò a vigilare, evitando a Pierina le incombenze in cui si sarebbe trovata sola. Fu in quell'occasione che a Pierina per la prima volta nacque il proposito di farsi suora. Ma l'adolescenza non è l'età delle decisioni definitive. Pierina nel suo diario descrive con sempli­cità la crisi che ebbe ad attraversare verso i diciassette anni, quando frequentava lo stabilimento. La preghiera non era più l'intima sua con­solazione; trascurava le pratiche di pietà. Specialmente era dominata dalla vanità, illudendosi di essere ammirata per il vestito e il portamento. Una collana di corallo bianco regalatale da una zia, dopo es­sere stata lo sfoggio di una giornata di festa, fu l'occasione di un profondo rimorso. Aiutata dai consigli severi del confessore, superò quella crisi. La collana trasformata in corona del rosario rimase per tut­ta la vita di Pierina il ricordo dell'impegno di essere tutta del Signore.

Ma un'altra prova l'aspettava. A diciotto anni fu impiegata all'Asi­lo Comunale come assistente dei bambini. Il lavoro era abbastanza sti­mato e dopo qualche tempo Pierina ebbe una proposta di matrimo­nio da parte di un giovane onesto e ben intenzionato. Il confessore volle mettere alla prova Pierina, affermando che quella era la sua stra­da. Per Pierina furono due mesi di intimo tormento, perché sentiva di non essere fatta per il matrimonio e che il Signore la voleva tutta per se. Finalmente il confessore le disse il suo vero pensiero, conferman­dola nella sua vocazione.

A vent'anni Pierina stava per coronare il proprio desiderio ed es­sere accettata tra le postulanti delle Ancelle della Carità, quando fu colpita da pleurite, seguita da lunghi mesi di convalescenza. Dopo di che non era in condizione di poter entrare fra le postulanti, alle quali era richiesto un lavoro impegnativo. Trovò invece un lavoro adatto alle sue forze a Carpenedolo come domestica del sacerdote, Don Giu­seppe Brochini che aveva la mamma ottantenne e cieca. Rimase in quel servizio fino all'età di 26 anni (dal 1931 al 1937). Furono per lei anni sereni, unita al sacerdote e all'anziana madre nella preghiera, nel­la meditazione, nella lettura spirituale.

Alla morte della madre del sacerdote, volle licenziarsi per segui­re la sua vocazione. Ma ancora non fu possibile per la malferma sa­lute.

In seguito rimase per due anni come inserviente a Brescia nella Casa di Cura "Villa Bianca" con le Suore della Carità di S. Antida Thouret.

A 29 anni, non sentendosi adatta al servizio nel reparto degli uo­mini, si licenzia ed ottiene di essere assunta all'Ospedale Civile di De­senzano del Garda, dove prestano servizio le Ancelle della Carità. Vi passa quattro anni, gli anni della guerra, in relativa serenità.

   

IL PRIMO PERIODO DELLE APPARIZIONI (1944 - 1949)

Il 14 aprile 1944, all'età di 33 anni Pierina Gilli entra in Conven­to come postulante delle Ancelle della Carità e viene mandata come infermiera all'Ospedale dei Bambini in Brescia.

Il primo dicembre dello stesso anno Pierina è colpita da menin­gite. È’ l'inizio delle tribolazioni gravissime in connessione con la pri­ma fase delle apparizioni dalla fine del 1944 alla fine del 1947.

Trasportata all'infermeria del Ronco cadde in uno stato d'inco­scienza durante il quale ricevette gli ultimi sacramenti. Se ne aspetta­va la morte, quando nella notte del 17 dicembre 1944 le apparve S. Maria Crocifissa Di Rosa, la Fondatrice delle Ancelle della Carità, che le spalmò sulla testa e sul dorso uno speciale unguento e la guarì, pur richiedendo una lunga convalescenza.

I particolari di questa apparizione vengono descritti in seguito in questo libro. Rimandata a casa

(S. Maria Crocifissa Di Rosa. Fondatrice delle ancelle della Carità di Brescia)

per la gracilità della salute, offrì que­sto sacrificio per la salvezza delle anime consacrate dell'Istituto.

Tuttavia nel luglio successivo (1945) sentendosi bene riprese il servizio a Desenzano del Garda.

Ma il male ritornò il 17 dicembre 1945: sospetta meningite, otite, coliche renali. Fu trasportata all'Ospedale di Montichiari perché fosse più vicina a casa nell'eventualità della morte.

Le cose volsero per il meglio e l'anno successivo alla fine di apri­le 1946 ritornò come infermiera all'Ospedale di Montichiari. Ma il be­nessere durò poco: a metà novembre 1946 Pierina fu colpita da for­tissimi dolori e vomito, sintomi di una occlusione intestinale, per la quale era imminente l'intervento chirurgico.

Fu nella notte tra il 23 e il 24 novembre che apparve a Pierina di nuovo S. Maria Crocifissa Di Rosa, ma questa volta con la Madonna che portava tre spade confitte nel petto. I particolari sono narrati più avanti nella seconda parte del libro.

L'anno successivo Pierina fu assalita da coliche renali fortissime, cistite assai dolorosa fino a giungere a un collasso cardiaco. Il 12 marzo 1947 aveva perso conoscenza ed era in fin di vita. Con le suore la assistevano la mamma e le sorelle in attesa di vederla spirare. Invece la videro improvvisamente alzarsi a sedere sul letto, tendere le brac­cia verso una direzione e parlare con una persona invisibile, dopo di che ricadde sul letto e aperse gli occhi come si svegliasse dal sonno. Era effettivamente guarita tanto che tre giorni dopo riprese servizio. Quello che era avvenuto è narrato da Pierina stessa. Le era apparsa S. Maria Crocifissa con queste parole:

“Il Signore voleva portarti in Paradiso, invece ti lascia ancora sulla ter­ra. Fino a dicembre offrirai le tue sofferenze per la conversione di una nostra Religiosa... Accetti questo?".

 

Pierina rispose: "Si, generosamente".

Continuò: Davanti agli uomini non hai più niente, ma tu avrai sempre le medesime sofferenze".

Pierina domandò: "Sempre la nuda croce?".

Rispose: "Si, il Signore in cambio di questo ti da la conversione dei pec­catori!" E Pierina: "Quale grazia! Sono tutti salvi! Grazie, grazie!".

Da questo momento cominciano per Pierina le sofferenze più profonde, e non soltanto fisiche. Sentendosi impegnata per la conver­sione di quella religiosa, commette l'imprudenza di chiedere al Signo­re di farle sentire tutto quello che passava in quell'anima da converti­re. Ed ecco che si sente cambiata: per due mesi prova suo malgrado una strana indifferenza verso le cose sacre e un'avversione inspiega­bile verso la Madre Superiora, il Confessore e le altre suore. Passati questi due mesi ai primi di maggio incominciano le persecuzioni dia­boliche che Pierina descrive minutamente giorno per giorno nel suo diario. Evidentemente i demoni vogliono spaventarla e scoraggiarla, perché lasci perdere quelle anime. Pierina infatti d'accordo col Con­fessore e la Superiora e confortata dalle apparizioni di Santa Crocifis­sa, dorme in terra su una coperta e digiuna tre giorni a pane ed ac­qua. Le appare ripetutamente un demonio dall'aspetto mostruoso. Al­tri demoni l'assalgono e la picchiano in tutto il corpo. Le suore di guardia costatano il divincolarsi e le piaghe sul corpo di Pierina, sen­za tuttavia

(La statua di S. Maria crocifissa Di Rosa che si animò In basso il purificatoio con alcune gocce di sangue

Ben visibili coperto con un velo)

vedere i demoni. Furono loro le prime a percepire rumori spaventosi che rivelavano la presenza dei demoni. Più volte il demo­nio si è presentato sotto l'aspetto di una suora per persuadere Pierina a sospendere le sue penitenze. Inoltre Pierina è tormentata da ascari­di nell'intestino, che le provocano conati di vomito e soffocamento.

Queste persecuzioni durano un mese e raggiungono il culmine la notte del primo giugno con la visione dell'inferno, nel quale Pierina distingue in tre reparti diversi tre categorie di religiosi, anime consa­crate e sacerdoti, corrispondenti alle tre spade della visione e alle tre intenzioni per le quali deve pregare e soffrire.

Ma dopo la visione dell'inferno in quella stessa notte del primo giugno 1947 alle ore tre e quindici Pierina fu visitata dalla seconda ap­parizione della Madonna con tre spade infisse nel petto.

L'apparizione, che sarà descritta con le parole di Pierina nella se­conda parte di questo libro, aveva lo scopo di confermare il signifi­cato delle sue sofferenze e di proporre all'Istituto delle Ancelle una devozione specifica in questo senso riparatore.

Nei giorni seguenti Pierina continuò a sentire dolori lancinanti al­la testa, allo stomaco, al fegato, con sintomi di flebite alla gamba si­nistra, che spesso la costringevano a letto.

Dall'11 giugno al 12 luglio quasi quotidianamente aveva la visita di S. Maria Crocifissa, che la consigliava e confortava.

Riportiamo alcune frasi che spiegano il carattere delle sofferenze della veggente.

Pierina: "Perché mi avete detto che sarei guarita, mentre sono ancora ammalata?"

La Santa mi rispose: Non si può forse soffrire senza essere ammalati?". Soffrivo immensamente, perciò mi lamentai di nuovo:

"Perché mi dite che guarisco e poi soffro ancora come prima e più di pri­ma?". Mi rispose: 'Nostro Signore tratta così le anime per abituarle a staccarsi da sé stesse. Ama Gesù e non lamentarti".

Pierina soffriva dunque per i sintomi dolorosi di malattie che non aveva. Queste visite di S. Maria Crocifissa ebbero anche lo scopo di preannunciare e preparare spiritualmente la grande apparizione che doveva avvenire il 12 luglio, ma per punizione causata da una non sufficiente preparazione spirituale, avvenne il 13 luglio.

L'apparizione del 13 luglio 1947 è descritta con le parole di Pierina, e riportata nella seconda parte di questo libro.

Questa è la prima apparizione veramente programmatica, della quale le precedenti sono una preparazione. La Madonna che appare con tre rose, bianca, rossa e gialla-oro sul petto al posto delle tre spa­de, esprime i suoi desideri: porta una nuova devozione per gli Istitu­ti religiosi, cominciando da quello delle Ancelle della Carità. La devo­zione consiste in preghiere (rosa bianca), sacrifici (rosa rossa), peni­tenze (rosa giallo-oro), rispettivamente per la conversione di tre cate­gorie di anime consacrate infedeli alla propria vocazione. Inoltre il giorno 13 di ogni mese doveva essere santificato e preceduto da 12 giorni di preghiere speciali e festeggiato in modo particolare negli Isti­tuti religiosi.

Notiamo che la devozione proposta dovette sembrare indiscreta ai superiori religiosi, ponendo il dito su una piaga che era meglio re­stasse in sordina. Ciò doveva inclinarli a contestare l'attendibilità del messaggio di Pierina. Ma le grandi defezioni moltiplicatesi negli anni successivi danno ragione di questa proposta d'intercessione e di ripa­razione spinta fino all'eroismo del sacrificio.

Comunque per il momento Pierina non ebbe dal Confessore, Don Luigi Bonomini, il permesso di rivelare il contenuto dell'apparizione.

Il 6 settembre la Madonna bianco vestita con le tre rose apparve a Pierina nella Cappella della Casa Provincializia delle Ancelle a Mompiano. Si trattava di un messaggio privato:

“Da questo momento avrai tante umiliazioni, anche dall'Istituto, sarai incompresa”; insieme con l'ordine di recarsi a Brescia nella Cap­pella della Casa Madre. Qui la Madonna apparve ancora con l'incari­co di informare la Madre Generale, con l'affermazione che il miraco­lo richiesto dai Superiori "non avverrà" e con un messaggio per il Ve­scovo: radunare le rappresentanti di tutte le religiose della Diocesi, due per ogni Istituto: A loro, che non mi vedranno, manifesterò quanto desidero".

Pierina non è creduta e viene trattata con severità.

Il 22 ottobre si verifica un segno miracoloso, forse non un mira­colo come esigevano i Superiori, comunque l'effetto di questo venne subito vanificato.

Ecco ciò che avvenne.

Nella Cappella dell'ospedale di Montichiari verso le ore 19 in at­tesa del miracolo la Superiora, avvertita da Pierina, aveva chiamato i sacerdoti della Parrocchia; insieme vi erano i medici, gli infermieri e le suore con qualche ammalato. Nella Cappella a sinistra si trovava una statua di gesso in una nicchia: rappresentava S. Maria Crocifissa Di Rosa con in mano un Crocifisso. Durante la recita del Rosario, Pie­rina vide improvvisamente un raggio luminoso partire dal tabernaco­lo verso la statua. Allora si portò davanti alla statua e si mise in gi­nocchio. La statua divenne un'apparizione vivente ed anche il Croci­fisso si mostrava palpitante, anzi più grande di come era nelle mani della statua. La Santa Fondatrice disse:

"Guarda quanto Sangue perduto inutilmente!" e la invitò a recitare:

"Gesù mio, misericordia, perdonate i nostri peccati".

Intanto dal costato di Gesù usciva Sangue vivo. Pierina allora, istruita dalla Santa, si alzò, prese dall'altare il purificatoio che abitual­mente si trova vicino al tabernacolo, salì su una sedia per essere più vicina al Crocifisso e distendendo il purificatoio raccolse alcune goc­ce di quel Sangue. Poi riportò il purificatoio sull'altare e vedendo che l'apparizione era scomparsa, lasciando la solita immagine dietro il cri­stallo della nicchia, s'inginocchiò davanti all'altare recitando il "Mise­rere" mentre i presenti, che in silenzio avevano assistito ai gesti, si affollavano per vedere le macchie di sangue sul purificatoio.

A questo punto la Madonna con le tre rose apparve di nuovo a Pierina: i presenti compresero e rimasero in attesa.

 

Ecco le parole della Madonna:

"Per l'ultima volta vengo a chiedere la devozione già raccomandata al­tre volte. il mio Divin Figlio ha voluto lasciare le tracce del suo prezio­sissimo Sangue per testimoniare quanto grande è il Suo amore per gli uomini, dai quali è ricambiato con gravi offese. Prendi il purificatoio e mostralo ai presenti".

Pierina prese il purificatoio e lo distese davanti a tutti, poi disse:

"Ecco le gocce del Sangue del Signore!" e lo ripose sull'altare.

 

La Madonna continuo:

"Sia coperto con velo bianco e poi sia esposto per tre giorni in mezzo al­la Cappella assieme alla statua di S. Maria Crocifissa Di Rosa, che sarà miracolosa per la devozione dei fedeli. Sia riferito a Mons. Vescovo il fat­to testé avvenuto e si dica a lui che si verificheranno conversioni e risveglio di fede.

Io mi sono interposta come Mediatrice tra gli uomini e in particolare per le Anime Religiose e il mio Divin Figlio, stanco delle offese continua­mente ricevute, voleva esercitare la sua giustizia". Poi continuò:

“Desidero vivamente che l'Istituto delle Suore Ancelle della Carità sia il primo ad onorarmi col titolo di Rosa Mistica”.

Quale protettrice di tutti gli Istituti religiosi assicuro la mia protezione per un vivo risveglio nella Fede e perché le anime elette ritornino al pri­mitivo spirito dei loro Fondatori".

Dopo una pausa di silenzio aperse un po' le braccia e con esse il manto in segno di protezione, lasciando vedere le tre rose sul pet­to. Piegandosi verso Pierina le disse come saluto e ricordo:

"Vivi di amore!". Poi lentamente scomparve.

Subito dopo, portata nella piccola sacrestia, Pierina fu "assalita" come lei stessa scrive:

"I Reverendi Sacerdoti mi tempestarono di domande e in più si aggiun­se che anche i Signori Medici mi volevano visitare e scrutare da ogni parte".

Fu portata in sala operatoria:

"Passai qualche ora come zimbello nelle mani dei Signori Dottori, per­ché non erano convinti di ciò che era avvenuto. Perciò erano un po' agitati e i ferri che adoperavano per controllare mi facevano male, ma eb­bi sempre forza e coraggio di lasciar fare, affinché si convincessero del­la verità".

Il  Vescovo, Mons. Giacinto Tredici, fu informato la sera stessa dal Confessore, che era uno dei presenti. Il purificatoio fu esposto e ve­nerato da pie persone per tre giorni come aveva ordinato la Madon­na; ma qualche tempo dopo fu portato in Curia per essere sottoposto ad analisi; non se ne seppe più nulla.

Notiamo che le parole della Madonna:

"Per l'ultima volta vengo..." si riferiscono alla richiesta della nuo­va devozione fatta all'Istituto delle Ancelle.

D'ora innanzi non verrà più nelle case delle Ancelle; le altre ap­parizioni avverranno nella Chiesa parrocchiale (il Duomo) ed avranno come destinatari non solo gli Istituti religiosi, ma tutto il popolo cri­stiano.

Si leggano i particolari delle quattro apparizioni in Duomo come li descrive Pierina, nella seconda parte di questo libro.

La prima delle apparizioni in Duomo avvenne il 16 novembre 1947, dopo la S. Messa del mattino ed ebbe carattere strettamente per­sonale. Aveva lo scopo di preparare le successive.

La seconda, per cui furono avvisate la Superiore dell'Ospedale ed altre suore che si recarono appositamente in Duomo con Pierina, pre­senti due sacerdoti, avvenne nel pomeriggio del 22 novembre.

La Madonna rivelò un segreto personale che riguardava solo l'av­venire di Pierina, un messaggio per il Papa ed inoltre un "Segreto" da sigillare e tenere nascosto fino a nuovo avviso.

La Madonna parlò della profanazione del luogo dove Ella nel 1944 presso Bonate (Bergamo) era apparsa ad Adelaide Roncalli, una bambina di sette anni.

Già nell'apparizione precedente aveva deplorato la mancanza di fede e l'abbandono in cui era lasciato il posto, frequentato da gente di malaffare. Ora ordinava che per tre giorni si facesse un pellegri­naggio riparatore da Ponte San Pietro al luogo delle apparizioni. Im­portante l'appuntamento per l'8 dicembre, quando la Madonna sareb­be tornata a mezzogiorno per l' "Ora di Grazia".

La notizia di questa futura apparizione si diffuse, provocando grande attesa nel popolo e maggior preoccupazione nelle Autorità Diocesane.

Il 7 dicembre, ancora in Duomo, la Madonna apparve prima del previsto, presenti solo Pierina, la Superiore dell'Ospedale e il Confes­sore. Con la Madonna vi erano Francesco e Giacinta, i due bambini che avevano visto la Madonna a Fatima. In quest'apparizione la Ma­donna afferma il nesso tra Fatima, Bonate e Montichiari. La Madonna a Fatima chiede la consacrazione dell'umanità, a Bonate la consacra­zione delle famiglie, a Montichiari la fedeltà delle anime consacrate al­la propria vocazione.

L'8 dicembre, mentre il Duomo andava riempiendosi di una folla impressionante, le autorità della Curia volevano proibire a Pierina di recarsi all'appuntamento, ma infine cedettero.

Nuova in quest'apparizione fu la visione del S. Cuore di Maria e l'istituzione dell' "Ora di Grazia" a mezzogiorno dell'8 dicembre, con l'ordine di far pervenire al Papa il desiderio della Madonna che que­sta devozione fosse estesa a tutto il mondo.

La reazione del popolo fu positiva. Avvennero anche alcune gua­rigioni miracolose. Ma per Pierina incominciò un periodo burrascoso, proprio come per una barca sballottata dai flutti in cerca di un punto di approdo.

Le autorità della Curia impedirono che Pierina avesse contatti con la popolazione. Fu subito portata lontano, a Brescia, dove rimase na­scosta quel giorno. Ricondotta alla sera all'Ospedale di Montichiari vi rimase senza che lo si venisse a sapere, e il 23 o 24 dicembre per in­teressamento del Confessore Don Luigi Bonomini, fu mandata a Bre­scia presso l'Istituto femminile delle Ancelle in Contrada S. Croce, do­ve rimase tre mesi sempre con l'abito di probanda o postulante.

Ai primi di gennaio 1948 fu chiamata e interrogata dalla Commis­sione composta da Don Agostino Gazzoli, il Cancelliere, che sarà sem­pre contrario all'autenticità delle apparizioni, Mons. Zani, Mons. Bosio poi Vescovo di Chieti, e Mons. Bosetti, poi Vescovo di Fidenza.

Fu anche visitata da medici specialisti. A quanto pare nella Com­missione alcuni erano favorevoli, per cui non si arrivò a nessuna con­clusione. Fu esortata a vivere ritirata, ancora con l'abito di probanda.

All'inizio di Giugno 1948 fu allontanata da Montichiari, ospite di una buona signorina, Martina Bonomi, che la ospitò nella sua casa di Castelpocognano (Arezzo). Dovette però non solo deporre l'abito di postulante, ma anche la propria identità, presentandosi col nome di Rosetta Chiarini. Nessuno doveva sospettare dove fosse Pierina Gilli.

Nel diario, Pierina, esprime tutta la sua amarezza:

"..per far scomparire ogni traccia della mia esistenza, affinché le perso­ne non sapendo più nulla di me, non avrebbero più disturbato nessuno".

Rimase in quell'esilio fino alla fine di novembre, soffrendo spes­so di coliche renali, curata con calmanti, ma senza che intervenisse il medico perché non si scoprisse la sua vera identità.

Ebbe molto a soffrire nonostante qualche apparizione di S. Maria Crocifissa e la bontà e gentilezza della Bonomi.

Alcuni fenomeni mistici accrebbero le sue sofferenze fisiche, fa­cendole percepire nel proprio corpo i dolori della Passione di Cristo. Richiamata a Brescia per nuove interrogazioni, che avvennero alla fi­ne di febbraio 1949, fu obbligata a rimanere a casa presso la madre e i familiari, i quali erano coinvolti nelle umiliazioni che Pierina dovet­te subire da parte di gente che la derideva come fosse un'illusa, una pazza, un'isterica. Allo scopo di essere interrogata fu poi tenuta se­gregata per quaranta giorni in un luogo a tutti sconosciuto a disposi­zione della Commissione esaminatrice, formata da tre persone, due medici e Mons. Gazzoli.

Esasperata dalle insistenze con cui volevano la sua ritrattazione, disse che era pronta a dare la vita, ad accettare qualunque castigo per sostenere la verità delle visite della Madonna. Alla fine, alla presenza del Vescovo, le fu proposto di giurare sul Vangelo. Giurò e firmò le carte che avevano preparato. Probabilmente il vescovo, Mons. Giacin­to Tredici, non era del parere negativo della Commissione.

Scrisse Pierina nel diario:

“Mons. Vescovo mi volle da sola nel suo studio, ove ebbe parole di confor­to, invitandomi a diventare buona e a farmi santa. Mi chiese che in­tenzioni avevo. Gli risposi. Ho poca salute e non so dove debbo andare. Mi consigliò di non rimanere a casa per la gente, ma che sarebbe stato meglio ritirarsi presso qualche casa di Suore".

Scrisse ancora nel diario:

“Allora si cercò, si bussò a parecchi Conventi. Venni rifiutata da ogni casa, da ogni porta...; il mio nome era un terrore... Nessuno mi voleva".

Allora un gruppo di pie persone con la Signorina Bonomi e la Si­gnorina Maria Bergamaschi si offrì per pagare la retta giornaliera pres­so un Collegio, dove Pierina rimase nascosta in una stanzetta. Solo la Superiora andava a visitarla.

Le signorine benefattrici erano in amicizia col Padre Giustino Car­pin, Superiore dei Padri Francescani Conventuali, dai quali dipendeva il Convento delle Suore Francescane del Giglio di Brescia. Informato della situazione di Pierina, il Padre Carpin, d'accordo con la Superio­ra, Suor Agnese Lanfaloni, decise di accoglierla provvisoriamente in Convento; era il 20 maggio 1949.

Dopo una ventina di giorni venne a trovare Pierina il Provinciale dei Conventuali, Padre Andrea Eccher, il quale le chiese se stava vo­lentieri in quella casa di Suore. Alla sua risposta affermativa, il Pro­vinciale col Padre Giustino dissero: "Resta pure con noi”.

Leggiamo nel diario:

"Quanta gioia ho provato! Finalmente avevo trovato una casa!".

La barca di Pierina dopo tante traversie era approdata in un por­to sicuro.

 

IL LUNGO PERIODO DELLE ATTESE (1949 - 1960)

 

Presso le Suore Francescane del Giglio di Brescia Pierina rimase 19 anni, accolta per carità, prestando servizi anche di infermiera no­nostante lei stessa avesse bisogno di essere curata.

Furono infatti molte le malattie che l'afflissero specialmente nei primi anni di questa permanenza.

Non doveva diventare suora ma vivere nel Convento in perfetta ubbidienza. Ciò dietro consiglio di Don Gerolamo Lanzetti, Padre Spi­rituale del Seminario.

Aveva a sua disposizione una camera decente, con una bella statua della Madonna sul cassettone, ed inoltre vicina alla Cappella. Altro mo­tivo di conforto l'aver incontrato la Signorina Lucia Mazzotti allora tren­tenne, che rimase per tutta la vita compagna nelle preghiere, nella de­vozione alla causa di "Rosa Mistica" e che con grande dedizione assi­steva Pierina nelle sue malattie. Specialmente ebbe i consigli e il confor­to di Santa Maria Crocifissa Di Rosa che le appariva frequentemente.

Ma dal diario si apprende che molto più frequenti furono i momenti di sofferenza dovuti a malattie. Ritornarono le coliche renali con altri di­sturbi che condussero Pierina ad un momento di estremo sconforto.

Il 5 gennaio 1950 alla sua presenza il medico curante disse al Su­periore che per impegni non poteva più assisterla e lasciava ad un al­tro il compito. Uscito poi dalla camera senza chiudere la porta, disse al Superiore a voce alta che Pierina era peggio di un'isterica, gettan­do anche fango sulla sua virtù, così che da parte dei Superiori si co­minciò a pensare se non fosse il caso di allontanare quell'ospite che oltre tutto dava tanto da fare alla casa. Pierina che aveva sentito tutto e che poi si accorgeva di non essere più trattata come prima, invoca­va "disperatamente" la Madonna. Dove sarebbe andata se nessuno la voleva? Per fortuna. o meglio per grazia divina, pochi giorni dopo fu affidata alle cure di un medico di coscienza, il Dottor Adolfo Battisti, il quale mise in evidenza la falsità delle insinuazioni del medico pre­cedente ed anche in seguito ebbe a testimoniare la forza e la pazien­za con cui Pierina sopportò sia i dolori sia le umiliazioni causate da una forma morbosa sofferta dal 1951 sino all'inizio del 1953, con la formazione successiva di numerosi ascessi disseminati in diverse par­ti del corpo, per cui furono necessarie circa quaranta ampie incisioni con drenaggio e medicazioni delle cavità residuate.

Altre sofferenze non meno gravi di natura morale furono provo­cate dai rapporti col Padre Confessore, il Padre Giustino Carpin, suo primo benefattore per l'accettazione nella casa. Si venne subito a crea­re una situazione paradossale, che si prolungò per anni e anni. Santa Maria Crocifissa apparendo a Pierina le aveva comunicato, ed in se­guito ebbe più volte a confermare, che il Padre Giustino doveva es­sere il suo Confessore, a cui doveva dare piena confidenza, rivelan­dogli tutte le esperienze soprannaturali, comprese le sue frequenti ap­parizioni e i suoi messaggi. Se non ché il Padre Giustino si dimostra­va profondamente scettico; quando Pierina doveva rivelare queste esperienze che pure erano tanta parte delle sue preoccupazioni, la­sciava cadere il discorso e non dava nessun aiuto.

Tanto che Pierina fu spinta una volta a confessarsi così:

"Padre, le faccio la confidenza che non ho confidenza in Lei".

In particolare Santa Maria Crocifissa più volte tornò alla carica per convincere Padre Giustino a chiedere il permesso ai suoi Superiori per accompagnare Pierina a Roma e manifestare al Papa il Messaggio co­municato dalla Madonna a Montichiari. La risposta di Padre Giustino era sempre la medesima:

"Se S. Maria Crocifissa non fa un miracolo, non mi prendo nes­suna responsabilità".

Pierina poté andare a Roma durante l'Anno Santo il 22 maggio 1950, ma senza il Confessore; furono dieci giorni di continue coliche renali e dovette tornare sul treno degli ammalati. Vi si recò ancora senza il Confessore per interessamento della Signorina Bonomi ed eb­be l'udienza da Pio XII a Castelgandolfo l'8 agosto 1951.

Ecco come narra il fatto nel diario:

“Arrivato che fu al nostro gruppetto composto da tre persone, la Signori­na Martina Bonomi, io e un Signore di Roma, il Santo Padre ci chiese di dove eravamo. La Signorina disse: 'Di Brescia" e rivolgendosi verso di me, disse: "Questa è Gilli Pierina di Montichiari, ecc. (Dovette richia­mare i fatti delle apparizioni). Allora Lui si mise la mano alla fronte e dopo un attimo, disse: “Ah, si, ricordo!” Poi verso di me disse: "Figliola, hai corrisposto alla grazia della Madonna? Sei diventata più buona?". Io arrossii, ma non fui capace di dir nulla, perché era vero che non avevo corrisposto alla grazia, mentre nel mio cuore nutrivo il desiderio di mi­gliorare... Allora Lui con sorriso di tanta dolcezza mi disse: "Brava fi­gliola, cerca di corrispondere e per questo ti do la nostra paterna bene­dizione". Mi mise le sue mani venerabili sulla testa e con formula in la­tino mi benedisse con il bacio dell'anello.

Ero tanto tranquilla, non ebbi un momento di emozione trovandomi da­vanti al Papa, perché l'ho trovato tanto umile e paterno. Nonostante questo non mi è stato possibile dire del Messaggio della Madonna, per­ché ero attorniata da varie persone".

Secondo una testimonianza che fu anche stampata:

“Il Santo Padre infine si piegò sulla veggente, che gli stava davanti ge­nuflessa, ed umilmente le disse: "Per favore, cara figliola, prega anche per Noi".

Durante questo periodo molti interventi di S. Maria Crocifissa eb­bero lo scopo di condurre avanti Pierina nel cammino di perfezione. Ricordiamo solo il voto di "Uniformità alla Volontà di Dio" proposto dalla Santa il 22 ottobre 1951 nel senso di non lamentarsi mai di ciò che al Signore piacerà darle della sua Croce; voto eseguito col per­messo del Confessore l'11 febbraio 1952 durante la S. Comunione.

Ricordiamo pure la preghiera eroica del 6 febbraio 1952:

"Gesù ti offro con tutto il cuore e con tutte le forze dell'animo mio il sa­crificio di non essere creduta dai Superiori, anzi aiutami a desiderare di essere disprezzata dagli uomini, purché tu sia glorificato e amato.

Rivolgi, o Gesù pietoso, lo sguardo sulla mia povera anima; santificata e rendila vero strumento a tuo compiacimento".

Pierina ebbe anche una visione di Gesù che le chiese l'adora­zione notturna dal giovedì al venerdì e la Via Crucis quotidiana per la conversione dei peccatori; era il 27 febbraio 1952, Mercoledì delle Ceneri.

Ricordiamo altre apparizioni di S. Maria Crocifissa per l'importan­za che avranno per il seguito degli avvenimenti. In particolare per quanto riguarda l'apparizione della Madonna a Fontanelle; già il 13 maggio 1951 S. Maria Crocifissa predice che la Madonna renderà mi­racolosa la Fonte e che quel luogo diverrà proprietà dei Padri Con­ventuali.

Il 15 maggio la Santa indica la data dell'apparizione, cioè dopo due mesi precisi dal giorno in cui Pierina sarebbe stata ricevuta dal Papa col Padre Confessore ed avrebbe portato al Papa il Messaggio. Da ciò si deduce che tutte queste predizioni sono condizionate. In realtà il Padre Confessore non vorrà mai eseguire questo compito e di conseguenza l'apparizione a Fontanelle sarà rimandata di 15 anni.

Così devono essere intese come condizionate le predizioni del 22 maggio 1951:

"Quel luogo verrà di loro proprietà, sorgerà una maestosa chiesa sopra la fonte, alla destra di essa un Convento dei Frati Conventuali, con un educandato di giovani aspiranti: alla sinistra un Ospedale".

Ma Pierina realisticamente osserva che se non avviene un mira­colo, il Padre Giustino non muoverà i Superiori e i Confratelli, e non se ne farà niente. La risposta di S. Maria Crocifissa conferma il carat­tere condizionato della magnifica descrizione:

"La Madonna non ritirerà mai ciò che ha promesso (cioè la venuta alle Fontanelle e la benedizione della Fonte), non sarà concessa la mer­cede delle grazie agli operai inoperosi e timorosi".

In realtà i Padri Conventuali rinunceranno alla proprietà che nel 1976 passerà all'Istituto di Don Orione.

Per la cronaca ricordiamo che dal 13 maggio al primo giugno 1953 Pierina fu di nuovo a Castelpocognano questa volta con l'amica Lucia; durante questo soggiorno in Toscana poté visitare il santuario francescano della Verna. Soffrì anche di partecipazione mistica ai dolori della passione, con piaghe e lividure che non riuscì a tener na­scoste alle amiche devote.

Nel diario da questo punto in avanti non furono più ricordate gra­vi malattie o infermità. Il 25 aprile 1955 fu pellegrina a Loreto. Altre notizie: nel luglio del 1954 il Padre Confessore incaricava il Padre Ila­rio Moratti (ancora vivente, 1994) di seguire la messa in iscritto ordi­nata del diario di Pierina che fino allora si trovava su fogli sparsi. Nel marzo 1960 al Padre Ilario fu affidato il Segreto in busta sigillata.

Notiamo che nonostante le contrarietà subite da Pierina, la causa di "Rosa Mistica" non era perduta e ciò per merito di Mons. France­sco Rossi, che dal luglio 1949 al 1971 fu Parroco Abate di Montichia­ri, Fu lui che eseguendo il volere della Madonna espresso nel 1947 fe­ce eseguire la statua di "Rosa Mistica”; la fece portare processional­mente per le vie del paese e la collocò per qualche tempo sulle quat­tro mattonelle nel centro del duomo di Montichiari, dove la Madonna aveva posato i piedi nell'apparizione dell'8 dicembre '47.

In seguito la statua fu trasferita in una cappella laterale. Si legga la lunga testimonianza di Mons. Rossi nella terza parte di questo libro.

Prima che finisse la residenza di Pierina a Brescia presso le Suo­re del Giglio, incominciò nel 1960 il secondo periodo delle appari­zioni della Madonna.

 

IL SECONDO PERIODO DELLE APPARIZIONI (1960 - 1966)

 

Erano 13 anni da quando Pierina aveva visto per l’ultima volta la Madonna. La mattina presto del 5 aprile 1960 stava pregando nella sua camera, quando improvvisamente le apparve la Madonna come l'ave­va vista nel 1947.

Per la sorpresa Pierina non sa parlare, ma nota nella mano della Madonna un foglio scritto in cui riconosce la propria calligrafia Pen­sa al "segreto" e incomincia a temere di aver sbagliato a consegnare lo scritto al Padre Ilario. Ma la Madonna la rassicura...

"Figlia, non temere; hai consegnato al religioso Padre Ilario Moratti il se­greto del mio amore. Sia lui come il religioso Padre Giustino Carpin so­no testimoni del mio Messaggio. Li accompagno con la grazia e la bene­dizione del mio Figlio Gesù".

Pierina allora chiede se si deve rivelare il Segreto.

Risponde la Madonna:

Non è ancora giunto il tempo. Verrò io ad avvisarti; ora prega, fa pre­gare, ripara e dammi tanti sacrifici affinché gli uomini si convertano".

Il dialogo poi continua con l'invocazione della benedizione privi­legiata per l'Ordine dei Conventuali e per le Suore Francescane del Giglio ed altre esortazioni spirituali.

La Madonna apparve ancora il 6 dicembre 1961 e il 27 aprile 1965, al principio e alla fine dei lavori del Concilio Vaticano Il, con una visione uguale ambedue le volte, che Pierina riesce a descrivere confusamente.

"Le vidi nella mano destra un pallone di luce rossa pallida, la punta era rivolta verso l'alto e dentro si vedevano come tante mani giunte, mentre nella sinistra aveva un altro pallone di luce bianca e dentro si vedeva come una Chiesa. il cui campanile formava la medesima punta e sopra spiccava la parola "Pace".

La spiegazione fu data solo la seconda volta: i due palloni sono il simbolo del Concilio Ecumenico che risponde alla preghiera di tut­to il mondo per la pace e l'unità di tutti.

In questa seconda apparizione la Madonna permette che Padre Giustino faccia conoscere il Segreto a Padre Ilario Moratti e a Mons. Luigi Novarese, il Fondatore dei Silenziosi Operai della Croce.

Mons. Novarese ha una sede nella Rocca di Maria, a Montichiari e l'apparizione esprime la sua approvazione per questo centro.

Una parte del Messaggio dovrà essere da loro rivelata, ma solo nell'apparizione del 27 febbraio 1966 saranno determinate le circo­stanze che, come vedremo, non si verificheranno.

Il 27 febbraio 1966 la Madonna, dopo intimo preavviso, appare nella stanza di Pierina, presenti Lucia e il Padre Carpin, il Confessore di sempre. La Madonna preannuncia la sua venuta alle Fontanelle la domenica in Albis, 17 aprile 1966, per rendere miracolosa l'acqua, e dà le disposizioni al riguardo: partecipazione del popolo, partendo processionalmente dal Duomo di Montichiari, presenza del Padre Giu­stino Carpin e di Padre Ilario, che avrebbero rivelato ai presenti par­te del Segreto. Poi da quella domenica si sarebbero portati gli amma­lati all'acqua miracolosa, il luogo sarebbe stato meta di guarigioni e di conversioni.

Pierina si preparò durante la Quaresima all'avvenimento, ma informati come si doveva il parroco e il vescovo, venne la proibizio­ne da parte della Curia alla mobilitazione del popolo. Quel giorno non vi doveva essere concorso di popolo alle Fontanelle.

Il 17 aprile Pierina con solo l'amica Lucia si portò da Brescia al­le Fontanelle, ed ebbe l'apparizione della Madonna, che discese ver­so l'acqua e la toccò in due punti per renderla miracolosa. Tutto l'av­venimento è descritto con le parole stesse di Pierina nella seconda parte di questo libro. Così pure per le tre altre apparizioni alle Fonta­nelle.

Infatti la Madonna apparve ancora il 13 maggio, chiedendo che fosse fatta una vasca per gli ammalati riservando l'altra fonte per be­re. La si doveva chiamare "La Fonte della Grazia".

Apparve ancora il 9 giugno, festa del Corpus Domini, chiedendo che il frumento del campo adiacente fosse mandato a Roma dal Papa e a Fatima, trasformato in particole per le Sante Comunioni.

Chiese che fosse fatta una pensilina con una sua statua, e che la statua vi fosse portata processionalmente il 13 ottobre. Ormai sul po­sto veniva gente, andava senza preavviso.

Nell'ultima apparizione alle Fontanelle, il 6 agosto, la Madonna chiese l'Unione Mondiale della Comunione Riparatrice il 13 ottobre di ogni anno. Notiamo che questi desideri della Madonna: la vasca, la pensilina, la statua, l'invio del frumento a Roma e a Fatima furo­no in realtà eseguiti per interessamento del Parroco Mons. Francesco Rossi.

Ma questa del 6 agosto fu l'ultima volta in vita sua che Pierina poté vedere le Fontanelle. Infatti pochi giorni dopo, il 24 agosto 1966, il Cancelliere della Curia, Don Agostino Gazzoli si recò nel convento ove stava Pierina col suo Segretario e, alla presenza della Superiora, le disse che per volontà del Vescovo le si proibiva di recarsi alle Fon­tanelle.

Di questo atto di ubbidienza fu scritto un verbale firmato da Pie­rina e dai tre presenti come testimoni.

Così fu concluso il secondo periodo delle apparizioni.

(La Madonna il 9 giugno 1966, disse che il grano di questo campo doveva essere trasformato in particole da inviare a Roma e a fatima)

 

LA MISSIONE DEFINITIVA DI PIERINA

IL TERZO PERIODO DELLE APPARIZIONI (1966 - 1991)

Nella prima apparizione alle Fontanelle la Madonna ebbe un messaggio speciale per Pierina fissandole la sua missione definitiva:

"Ora qui è la tua missione in mezzo agli ammalati e bisognosi".

La stessa cosa la Madonna ribadì nella successiva apparizione av­venuta nella camera a Brescia il 15 novembre 1966. Perciò Pierina si decise a chiedere udienza al Vescovo per avere il permesso di recar­si abitualmente o risiedere presso le Fontanelle. Fu ricevuta il 17 novembre. Scrive Pierina:

“Mi disse sempre con dolcezza paterna: 'A Montichiari vai pure, sia alla tua famiglia, in Chiesa, anche a trovare gli ammalati privatamente, ma alla Fonte per adesso atteniamoci alle disposizioni gia date". Allora io gli dissi: 'Monsignore, ubbidisco". Lui mi lasciò e mi benedisse con queste buone parole: "Sono contento della tua buona disposizione, la Madonna ci aiuterà". E così terminò l'udienza".

Questo mezzo permesso fece nascere in Pierina il pensiero che avrebbe potuto stabilirsi a Montichiari per essere meno lontana dalle Fontanelle. Una circostanza fece maturare questo progetto. Il 25 apri­le 1968 mentre a Montichiari alla Rocca di Maria Madre della Chiesa si inaugurava ufficialmente il complesso per i Sacerdoti anziani del­l'Opera "Volontari della Sofferenza" o "Silenziosi Operai della Croce", fondata da Mons. Luigi Novarese, Pierina si trovava nella casa della sorella, dalla quale si godeva una vista bellissima della Rocca, e si era messa a strappare l'erba nell'orto. Scrive:

“A un certo momento, sebbene io volessi essere generosa nella rinuncia... entrò nel mio animo un certo senso di nostalgia del luogo, il dolore di sentirmi abbandonata... Subito mi ripresi e chiesi perdono alla Madon­na. Alzando gli occhi verso l'ex castello vidi sopra di esso un arcobale­no. In mezzo ad esso si presentò tutta raggiante la Madonna. L'appari­zione espresse tutta la sua compiacenza per la realizzazione di Mons. Novarese proprio a Montichiari, oggetto delle sue predilezioni".

In quello stesso anno Pierina, con espressioni di gratitudine per la lunga ospitalità ricevuta, si accomiatò dalle Suore del Giglio e si sta­bilì a Montichiari, in una casa non lontana dal Duomo.

Non sappiamo dal diario il giorno preciso, ma già il 12 ottobre 1968 un'apparizione è datata da Montichiari, in casa.

Qui Pierina rimase circa due anni. Nel frattempo da parte di devoti benefattori si procedette alla costruzione di una casa con terreno adiacente che fu donata alla veggente. La casa si trova in località Bo­schetti, non vicino alla Fonte, ma neppure molto lontana, per il perdurare della proibizione.

Dal diario non risulta la data precisa.

Nell'apparizione del 27 luglio 1969 la Madonna esprime il suo de­siderio riguardo a questa casa, che chiama "Casa della Fonte"; vuole che intervenga Mons. Rossi, con l'approvazione del Padre Giustino e l'aiuto di ”cuori caritatevoli”.

Durante l'apparizione del 17 gennaio 1971 Pierina accenna alla casa in costruzione e la Madonna desidera che vi sia una Cappella pri­vata cioè un Oratorio dove Pierina potrà pregare e far pregare i visi­tatori e i pellegrini.

Finalmente il 25 luglio 1971 l'apparizione avviene proprio nella cappella della casa nuova. La Madonna presenta a Pierina un pro­gramma:

"Pierina, desidero che qui sia il cenacolo della preghiera comune e sia diffuso l'invito alla recita del Rosario... Di a tutti i figli che qui conven­gono, che amino il Signore e diffondano questo amore alle anime... Pie­rina la tua missione... Preghiera e carità, consolare è carità, l'amore nel perdono è squisita carità".

Dai particolari di questo colloquio risulta che il vecchio Confes­sore, il Padre Giustino Carpin, ha superato il suo lungo scetticismo, e la Madonna gli esprime riconoscenza per quello che ha fatto. Risulta anche il fatto che da poco, Mons. Rossi ha rinunciato alla parrocchia.

Rimarrà a Montichiari addetto alle confessioni, fino alla morte nel 1977, e sarà sempre un sostenitore della causa di Rosa Mistica.

Intorno a questo tempo appare un attivissimo propagatore della devozione a Rosa Mistica. È il Padre Taddeo Laux del Collegio Salva­toriano di Bad Wurzach. Incominciò a guidare pellegrinaggi tedeschi alle Fontanelle, e continuò fino al 1994 anno della sua morte. Si spe­cializzò nel far eseguire statue di Rosa Mistica, propagando la devo­zione della Madonna pellegrina con queste statue.

Il suo zelo fece arrivare le statue non solo a Roma, ma in Argen­tina e in Brasile e fino in Australia. Di conseguenza vi furono delle chiese dedicate a Rosa Mistica.

Tornando a Pierina ricordiamo che in tutto questo periodo, cioè finché visse, ebbe il dono inestimabile di frequenti apparizioni della Madonna. Il più delle volte si trattava di messaggi per situazioni par­ticolari. Spesso erano anche incoraggiamenti a proseguire l'opera, be­nedizioni per chi si dava da fare come il Padre Taddeo. Naturalmen­te tutti i messaggi costitutivi della devozione a Rosa Mistica erano già stati dati nel 1947 e nel 1966.

Non è possibile descrivere tutte queste numerose e nuove appa­rizioni. Alcune di maggiore utilità sono riferite nella terza parte di que­sto libro.

La casa di Pierina era un punto di riferimento per i pellegrini. La veggente era sempre pronta non solo a intercedere in favore di chi domandava preghiere, ma anche a consolare, a consigliare, a fare opera di conversione. In particolare assisteva gli ammalati, che poi an­davano o venivano portati alla Fonte. E ciò per anni e anni.

Nel frattempo il terreno in cui si trovavano le Fontanelle venne comperato in esclusiva proprietà dell'Opera nel 1975. Ma i Padri Fran­cescani Conventuali, che fin allora avevano guidato spiritualmente Pie­rina, non si sentirono di continuare l'Opera, e la proprietà passò nel­la mani dei Figli di Don Orione, (1976), i quali potrebbero erigere sul posto qualche cosa come un piccolo Cottolengo, una volta che ne ri­cevessero l'autorizzazione.

Tornando a Pierina, gli ultimi suoi anni furono afflitti da varie in­fermità finché fu costretta a passare le giornate sulla carrozzella. Alla fine del 1990 si aggravò; si spense serenamente il 12 gennaio 1991.

 

SALUTO A PIERINA

Pubblichiamo il saluto che dal Duomo di Montichiari un fratello le ha rivolto prima che il feretro venisse tumulato."Rivolgiamo l'ultimo saluto a Pierina. Noi che abbiamo vissuto ac­canto a lei, abbiamo potuto capire la sua semplice e profonda spiri­tualità basata sull'offerta silenziosa di ogni suo istante di vita.

Ella ha saputo portare la sua croce con Gesù. Ora cara Pierina la salita del Calvario è ultimata e noi ti pensiamo nel gaudio del Nostro Signore. Dal tuo esempio di immolazione silenziosa e continua, molti dei qui presenti, hanno tratto insegnamento e sostegno nell'affrontare le difficoltà e le incomprensioni della vita presente.

il tuo “pazienza” che formulavi di fronte ad ogni sofferenza, fos­se morale o fisica, ci faceva intendere che la croce deve gravare solo sulle spalle di colui cui Gesù l'affida, senza che gli altri abbiano a por­tarne indirettamente il peso.

La tua sofferenza infatti non pesava su chi ti stava vicino, ma sempre trovavi parole e preghiere per lenire gli altrui dolori, per dare speranza e fiducia. Tutta la tua vita è stata una offerta unita al sa­crificio di Gesù ed a quello della Sua SS. Madre Maria, perché la Chie­sa sempre più bella in tutti i suoi membri, soprattutto negli apostoli, splenda d’Amore per il suo Dio.

Ringraziamo il Signore e la Vergine Santa di averci donato que­sta creatura tanto semplice, ma che nella sua umiltà ha saputo inse­gnarci la via per giungere all 'intimità con Dio.

Grazie a Te, o Pierina! Ora che puoi contemplare finalmente il volto di Dio insieme con la Vergine Santa, intercedi perché ognuno di noi possa giungere alla Beatitudine Celeste e, fin da questa valle di la­crime, possiamo sentire la voce di Gesù che dice: "Beati voi che soffri­te, beati voi che siete nel dolore, perché grande sarà la vostra gioia in Cielo".

Lode e Gloria a te o Signore Gesù, per tutti i secoli dei secoli! Amen! Alleluia!"

 

TESTAMENTO SPIRITUALE DI PIERINA GILLI Morta a Montichiari il 12 gennaio 1991.

 

Io sottoscritta Pierina Gilli desidero lasciare in scritto quelle cose che mi stanno a cuore af­finché si possano fare con il permesso dei Pierina Gilli, la fortunata Rev.di Superiori. Se morissi fuori del Paese di Montichiari desi­dero che il mio funerale sia fatto nel Duomo di Montichiari, terminate le esequie desidero che un Rev.do Sacerdote legga quanto segue.

Chiedo pubblicamente perdono a tutti se involontariamente non ho dato quell'esempio edificante che da me avrebbero atteso. Chiedo a tutti la carità di una preghiera per suffragare la mia anima. Promet­to che ricambierò questa carità appena avrò la grazia di essere vicina alla Madonna; per tutti chiederò grazie e benedizioni, in modo spe­ciale per il Papa, il nostro Vescovo, per il nostro Parroco e Sacerdoti della nostra parrocchia, per tutti i sacerdoti, religiosi e religiose.

Chiederò infine grazie per i miei cari parenti, benefattori e con­cittadini di Montichiari, pregherò la Madonna che li aiuti per essere degni della grazia di predilezione che hanno avuto da parte della Ver­gine Maria SS. la quale ha scelto questo paese per distribuire le grazie sul mondo intero.

È’ mio desiderio infine che prima che la mia salma esca dal Duo­mo, se è possibile, venga dal popolo cantata la canzoncina alla Ma­donna, Oh Maria nostra Speranza, ecc, ecc.

Per tutto questo mi rimetto alle disposizioni dei Rev.mi Superiori.

In fede Pierina Gilli 6 gennaio 1983

 

SECONDA PARTE

MESSAGGIO D’AMORE DI “ROSA MISTICA” “PREGHIERA, SACRIFICIO, PENITENZA”

 

LA PRIMA APPARIZIONE DI S. MARIA CROCIFISSA

17 DICEMBRE 1944

Pierina Gilli a 33 anni, il 14 agosto 1944, era entrata come po­stulante tra le Ancelle della Carità, ma dopo tre mesi di servizio come infermiera all'Ospedale dei Bambini, a Brescia, era stata colpita da una grave forma di meningite e ricoverata in isolamento all'Infermeria del Ronco.

Dopo dodici giorni di incoscienza, ricevuti per quanto possibile gli ultimi sacramenti, mentre si aspettava la sua morte, ebbe la prima apparizione di Santa Maria Crocifissa Di Rosa (allora Beata), fondatri­ce delle Ancelle della Carità, proprio nel giorno della sua festa, il 17 dicembre.

Dal diario di Pierina:

"La mattina del 17 dicembre 1941, primo ricordo dopo dodici giorni, sentii aprire la porta della mia stanzetta e aprendo gli occhi guardai e vidi entrare una suora vestita di nero che io credevo fosse la Rev.da Ma­dre della casa, perché io non conoscevo nessuna suora di quella casa. Poi tale suora mi si avvicinò e mi disse:

"Come stai, Pierina?" Io risposi: “Mi fa molto male la testa”. Ella mi dis­se: "Questo vasettino (perché teneva fra le mani un vasettino bianco) me lo diede una Signora per ungerti. Il male che provi alla testa ti conti­nuerà ancora un po'... avrai una nuda croce da portare, poi guarirai" (indi mi fece cenno di mettermi sul fianco destro, Ella stessa (la Suora) mi unse la parte ammalata (dorso e testa).

Io la ringraziai ed Ella mi sorrise e uscì dalla stanza. Dopo breve tempo entrò in stanza un 'altra suora vestita in bianco e questa era l'infermie­ra; vedendomi con gli occhi aperti (perché da quaranta ore ero in com­pleto stato comatoso) si avvicinò chiedendomi come mi sentissi. Io rispo­si.. "Sto meglio!" Allora ella mi domandò se volevo fare la S. Comunione, mi offrì un caffè e si meravigliò quando mi vide sedere sul letto senza bisogno di aiuto alcuno e sentendomi parlare liberamente.

Prima che la suora partisse la pregai di chiamarmi la Rev.da Madre, perché volevo ringraziarla... In realta nè la Rev.da suora infermiera nè alcuna altra suora era stata presso di me per prestarmi tale medica­mento. Allora compresero le suore che non poteva essere stata che la Beata Suor Maria Crocifissa Di Rosa, loro Fondatrice, che appunto in ta­le giorno festeggiavano".

 

Sarà la Santa Fondatrice a procurare i primi incontri con la Ma­donna "Rosa Mistica" e in seguito innumerevoli volte apparirà a Pierina per confortarla e consigliarla.

(Maria “Rosa Mistica” benedice i suoi figli dalla Cappella della fonte)

 

LA PRIMA APPARIZIONE DELLA MADONNA CON TRE SPADE INFISSE NEL PETTO 24 NOVEMBRE 1946

 

CIRCOSTANZE. Pierina era in servizio come infermiera all'Ospe­dale di Montichiari con le Suore Ancelle della Carità.

A metà novembre 1946 fu colpita da fortissimi dolori e vomito, sintomi di occlusione intestinale, per la quale era imminente l'inter­vento chirurgico.

Dal diario di Pierina:

"La notte dal 23 al 24 novembre, proprio quando mi sentivo mancare la vita, verso le ore tre sentii avvicinarsi qualcuno. Allora apersi gli occhi per vedere chi fosse, e con mia grande sorpresa vidi una suora che io ri­conobbi, quella vista l'anno prima al Ronco, la quale mi domandò co­me mi sentivo. Io risposi che ero molto preoccupata, perché mi sentivo morire e perché sapevo di venir sottoposta ad un grave intervento, sa­pendo che era tanto difficile e pericoloso, perciò (temevo) di non poterlo superare.

Allora quella suora (Beata Maria Crocifissa) mi disse di chiamare la Rev.da Madre e altre cinque suore, le quali avrebbero dovuto recitare il S. Rosario e io in quel frattempo sarei guarita, ossia mi si sarebbe sbloc­cato l'intestino. Poi con la mano sinistra la Beata mi fece cenno di guar­dare in un angolo della stanza. Allora io vidi in quel momento una bel­lissima Signora come trasparente, vestita di color viola e un velo che le copriva la testa e scendeva fino ai piedi, di color bianco; teneva le brac­cia aperte e così si potevano vedere tre spade che le erano confitte al pet­to in corrispondenza del cuore.

La Beata M. Crocifissa allora mi disse che quella Signora era la Madon­na, la quale chiedeva a me preghiere, sacrifici e sofferenze per riparare i peccati di tre categorie di anime consacrate a Dio.

Primo: per le anime religiose che tradiscono la loro vocazione,

Secondo: per riparare il peccato mortale di queste anime,.

Terzo: per riparare il tradimento dei sacerdoti che si rendono indegni del loro Sacro Ministero.

Particolarmente mi raccomandò la santificazione dei sacerdoti, dicen­domi: "Se questi saranno santi, tante anime si santificheranno".

Mentre la Beata Maria Crocifissa così parlava, la bella Signora si avvi­cinò alquanto ed io potei vedere due grosse lacrime scendere dagli occhi e sentii la sua dolce voce che diceva: "Preghiera, sacrificio e penitenza". Mentre contemplavo quelle dolci e soavi figure all'istante scomparvero".

Le tre spade con la loro interpretazione sono la chiave che spie­ga la finalità delle gravissime sofferenze di Pierina prima di vedere le tre spade sostituite da tre rose.

Il messaggio particolare per Pierina diventerà una proposta di "Rosa Mistica" per tutte le comunità religiose: preghiera, penitenza, sofferenza per riparare ed eliminare le infedeltà delle persone consa­crate.

Si noti che in questa prima apparizione la Madonna è vista da Pierina "come trasparente" cioè come un'immagine in visione.

Nelle apparizioni successive la Madonna sarà vista come Santa Maria Crocifissa, cioè come persona presente.

 

LA SECONDA APPARIZIONE DELLA MADONNA CON TRE SPADE INFISSE NEL PETTO 1 GIUGNO 1947

 

CIRCOSTANZE. Dopo un mese di penitenze da parte di Pierina infermiera all'Ospedale di Montichiari, e di persecuzioni da parte dei demoni, la stessa notte della terribile visione dell'inferno.

Dal diario di Pierina, con qualche omissione:

"Verso le ore tre e quindici del 1° giugno 1957 fui svegliata da un legge­ro rumore. Apersi gli occhi e vidi nell'angolo della mia stanzetta una suora vestita di nero. La riconobbi. Svegliai la Madre e la suora dicen­do loro: "C'è la Madre Fondatrice".

Mi alzai, mi posi in ginocchio; ed ecco a destra della Beata mi apparve la Madonna non più "trasparente" ma come persona vivente, vestita di viola, con un grande velo bianco che la ricopriva dal capo ai piedi, con le braccia aperte, così che io potevo osservare tre spade confitte nel petto.

La Beata Fondatrice era inginocchiata a sinistra. Domandai alla San­tissima Vergine che si mostrasse anche alla Madre e alla suora presenti.

La Madonna rispose: “Di' loro che ci vedranno più belle in Paradiso". Così dicendo stese le braccia in avanti in segno di protezione e guar­dandomi sorrise.

La Beata allora mi disse: "La penitenza che hai compiuto in questi gior­ni è stata richiesta dalla Madonna per riparare le offese che riceve il Si­gnore dalle anime consacrate che vivono in peccato... Le tue grandi sof­ferenze insieme alla visione dell'inferno hanno avuto lo scopo di farti conoscere la gravità del peccato mortale nelle anime consacrate a Gesù ed elette dal suo amore. Le sofferenze di questi giorni sono valse a strap­pare dal potere del demonio alcune nostre religiose. Ne rimane ancora "una" per la quale sono necessarie ancora preghiere, sacrifici, peniten­za. Continuerai a dormire per terra nelle notti dal giovedì al venerdì, fino agli esercizi spirituali del secondo gruppo...

Dirai ancora alla Superiora Generale che nel nostro Istituto venga ono­rata la Vergine santissima formando tra le religiose tante rose viventi. Ci siano cioè in ogni comunità tre suore che si offrano come mistiche rose.

Prima: Rosa Bianca, e cioè spirito di preghiera per riparare le offese che danno a Nostro Signore le religiose che tradiscono la vocazione.

Seconda: Rosa Rossa, e cioè spirito di sacrificio per riparare le offese che danno a Nostro Signore le religiose che vivono in peccato mortale.

Terza: Rosa Giallo-oro, cioè spirito di immolazione totale per riparare le offese che danno a Nostro Signore i sacerdoti Giuda, ed in particolare per la santificazione dei sacerdoti.

Queste tre rose saranno quelle che faranno cadere le tre spade dai Cuo­ri Santissimi di Gesù e Maria".

La visione adagio scomparve, lasciandomi tanta pace nell'anima".

 

PRIMA APPARIZIONE DELLA MADONNA CON TRE ROSE SUL PETTO 13 LUGLIO 1947

 

Dal diario di Pierina con omissioni:

"Erano pressappoco le ore quattro del mattino del giorno 13 luglio (nel­la camera all'ospedale di Montichiari). Ero già in preghiera essendo già

stata avvertita per tempo dalla Beata Suor Maria Crocifissa, che sarebbe venuta la Madonna. Assieme con me avevo qualche suora.

In questo frattempo venne la Beata la quale mi invitò a recitare l'atto di dolore, poi dopo un po' di silenzio, volse il capo verso destra in segno di attesa come aspettasse qualcuno. Ed ecco ad un tratto di nuovo quel leg­gero fruscio, che non so a che cosa paragonarlo, come a un delicato vento che viene verso la persona, il quale per se stesso dà già un senso di gioia senza rendersi conto del perché.

Dopo questo dolce avvertimento, vidi una bellissima luce, brillantissima, che si divise in mezzo come una nube che lascia trasparire i raggi del sole. Ecco, in mezzo a questa luce vidi apparire una bellissima Signora, vestita di bianco, come di un raso finissimo, che nello stesso splendore della candida veste aveva riflessi di luce argentei.

Un manto pure bianco, fissato sotto la gola come da un gancio, le scen­deva dal capo ai piedi, lasciando intravedere sulla fronte qualche ciuf­fetto di capelli ondulati di color castano chiaro. Sia il manto che il ve­stito erano uguali di candore e il bordo leggermente ricamato in oro. Di­co ricamato, perché era la formazione di un ricamo, ma formato da un'altra trasparenza di luce color d'oro, che formava come un ricamo.

Appena la vidi non mi vergognai di trovarmi alla sua presenza piena di peccati, anzi il suo sguardo così pieno di bontà m'infuse nell'animo tan­ta gioia, che non potei fare a meno di esclamare:

"Oh! Com'è bella!" Mi figuravo di avvicinarmi a Lei, affinché mi portas­se con sé in Paradiso (...) Dal suo sguardo capii che il mio desiderio di andare con Lei non era accettato. Allora fui io la prima a rivolgere la parola. Nonostante avessi la certezza che fosse la Madonna, volli chie­dere:

'Ditemi in canta, chi siete voi?". Che sorriso di compiacenza mi fece! Col suo atteggiamento così maestoso invitava alla confidenza e con grande dolcezza mi rispose:

"Io sono la Madre di Gesù e la Madre di tutti voi" (...) Quale volto para­disiaco era quello della Madonna! Tante persone che ho visto, mai nes­suno l'ho trovato uguale. Era tanto bello, con lineamenti molto fini, d'un colorito roseo e occhi scuri. Mi è impossibile capire la sua età. L 'aspetto della persona non era di giovinetta; il suo delicato viso era si giovane, ma dalla maestà personale si potrebbe giudicare di 20-25 e anche 30 anni.

(...) Così dicendo la Madonna aprì le braccia che fino allora teneva con­giunte. Nell'aprire le braccia e con esse il manto mi mostrava che le tre

spade, che l'altra volta aveva puntate sul cuore, ora non vi erano più. Infatti al posto di esse spiccavano tre bellissime rose: bianca, rossa e l'al­tra gialla con riflessi oro.

Mi venne spontaneo di abbassare gli occhi e vidi tre spade ai piedi del­la Madonna, in mezzo a tante rose del medesimo colore di quelle che aveva sul petto.

Alzando nuovamente gli occhi vidi che le rose si erano diramate e avevano formato come una nicchia e la Madonna si trovava dentro a que­sto bellissimo roseto, mentre prima l'avevo vista solo con la luce attorno.

Di quanta gioia fui invasa nel vedere che la Madonna non aveva più le tre spade conficcate nel cuore.

(...) Riprese a dirmi con un tono di voce "autorevole" con cui trasmetteva un comando che Essa aveva ricevuto dal Signore:

“Nostro Signore mi manda per portare una nuova Devozione Mariana in tutti gli Istituti e Congregazioni religiose, maschili e femminili, e an­che ai sacerdoti secolari” (...) Quando io le chiesi la spiegazione dei sa­cerdoti secolari (perché a dire il vero io credevo che Frati e Preti fossero una sola cosa), subito la Madonna mi fece un sorriso che ispirava mag­gior confidenza (...) e mi rispose:

"Essi sono coloro che vivono nelle loro case, pur essendo Ministri di Dio, mentre gli altri vivono nei Monasteri o Congregazioni".

Qui il suo sguardo si alzò, lo diffuse come abbracciasse una cosa lonta­na e sempre con il sorriso continuò a dire: "Prometto a quegli Istituti re­ligiosi o Congregazioni che più mi onoreranno: che saranno da me pro­tetti, e avranno maggior fioritura di vocazioni e meno vocazioni tradite, meno anime che offendono il Signore col peccato grave, e grande santità nei Ministri di Dio".

(...) Come dissi, il suo sguardo non era diretto solo verso di me, ma era come parlasse a tante persone, e disse:

“Desidero che il giorno 13 di ogni mese sia la Giornata Mariana, alla quale siano premesse preghiere speciali di preparazione per 12 giorni”.

Qui cambiò la sua espressione, diventò triste: "Tale giornata deve essere di riparazione per le offese commesse contro Nostro Signore dalle anime consacrate che con le loro colpe fanno penetrare nel mio cuore e nel cuore del mio Divin Figlio tre pungenti spade".

(...) Riprese il suo delicato sorriso e continuò a dire: "In tal giorno farò

scendere sugli Istituti o Congregazioni religiose che mi avranno onorata abbondanza di grazia e santità di vocazioni.

Tale giorno sia santificato con particolari preghiere, quali la S. Messa, la S. Comunione, il Rosario, l'Ora di Adorazione.

Desidero che il giorno 13 luglio di ogni anno sia festeggiato da ogni Istituto che in ogni Congregazione o Istituto religioso ci siano anime che vivono con grande spirito di preghiera, per ottenere che nessuna vocazio­ne venga tradita" (Qui pareva che la rosa bianca che era sul petto spic­casse di più per dimostrare questo significato).

Dopo un momento di pausa, sempre ferma nel suo atteggiamento e con le mani giunte continuò:

“Desidero pure che vi siano altre anime che vivano di generosità ed amore ai sacrifici, alle prove, alle umiliazioni, per riparare le offese che riceve Nostro Signore dalle anime consacrate che vivono in peccato mor­tale”. (Qui la rosa rossa che era puntata sul petto della Madonna, pare­va che spiccasse di più e dimostrasse il suo significato).

Poi la Madonna fece ancora un attimo di pausa e riprendendo disse:

“Desidero ancora che altre anime immolino totalmente la loro vita per riparare i tradimenti che riceve Nostro Signore dai sacerdoti Giuda” (Qui pure la rosa giallo-oro dava viva espressione di sé stessa).

(...) Dopo un po' di pausa la Madonna continuò, sempre con tanta de­licatezza e dolcezza, a dire:

"L'immolazione di queste anime otterrà dal mio materno Cuore la san­tificazione di questi Ministri di Dio e abbondanza di grazie sulle loro Congregazioni.

Desidero che questa mia nuova devozione sia estesa a tutti gli Istituti re­ligiosi".

Qui la Madonna stette un po' silenziosa. Poi con un sorriso di compia­cenza e con lo sguardo verso la Beata Suor Maria Crocifissa disse:

"Ho scelto questo Istituto per primo, perché la Fondatrice di esso è la 'Di Rosa" la quale ha infuso nelle sue Figlie lo spirito di carità, così che que­ste sono come tante roselline, simbolo di carità". Qui fece un sorriso di gioia: "Ecco perché mi presento circondata da un roseto".

Allora io a nome della Madre Superiora domandai alla Madonna un miracolo esterno in testimonianza della sua venuta.

La Madonna mi rispose con mestizia:

“Io non farò alcun miracolo esterno. il miracolo più evidente avverrà quando queste anime consacrate che da tempo e specie nel periodo del­la guerra si sono rilassate nello spirito, così da tradire la loro vocazione e attirare con le loro gravi colpe castighi e persecuzioni, come avviene attualmente contro la Chiesa, cesseranno di offendere gravemente No­stro Signore e torneranno a rivivere il primitivo spirito dei santi Fonda­tori".

La Madonna rimase in silenzio e lasciò la parola alla Beata Suor M. Crocifissa e le fece cenno di parlare con un gesto tanto delicato.

(...) Mentre la Beata Suor M. Crocifissa parlava e faceva le ultime rac­comandazioni, la Madonna ancora più sorridente e tanto umile pareva palesare che il suo compito di Messaggera era terminato, ma ci indica­va con leggero accenno, di fare ciò che la Di Rosa ci veniva a racco­mandare (...).

Adagio, adagio la luce si affievolì e la bella figura della Madonna e di Suor M. Crocifissa si tolsero ai miei occhi".

 

PRIMA APPARIZIONE NEL DUOMO DI MONTICHIARI 16 NOVEMBRE 1947

 

CIRCOSTANZE. Era domenica e Pierina dopo la S. Messa delle 7 e la S. Comunione si era fermata per il ringraziamento.

I Sacerdoti Don Luigi Bonomini suo confessore e Don Virgilio Seneci, addetto alla Parrocchia, erano appena usciti dai confessionali ed altra gente stava ancora nella Chiesa, principale di Montichiari, chiamata comunemente "il Duomo".

Dal diario di Pierina:

“Ad un tratto un forte lampo di luce mi tolse la vista del libro e sponta­neamente guardai cosa era successo in chiesa... Con mio grande stupo­re vidi la Madonna distante e molto in alto, vorrei dire sull'altare mag­giore della chiesa, perché la luce di cui era circondata mi toglieva di ve­dere ciò che era d'intorno.

Io mi trovavo in prossimità dell'altare del SS. Sacramento. Mi venne la spontaneità di uscire dal banco e di portarmi in mezzo alla chiesa e av­visai pure con gioia le persone che mi erano vicine che vi era la Ma­donna. (..) Era Rosa Mistica. Uguale nella bellezza e nel candore come

le altre volte. Solo che mi era più lontana, come dissi, in alto, in mezzo ad un giardino pieno di rose bianche, rosse e gialle.

Allora m'incamminai in mezzo alla chiesa, volevo andarle vicino. Men­tre facevo i passi, anch'Essa mi si avvicinava. Ad un tratto una forza m immobilizzò e mi costrinse ad inginocchiarmi. (Più tardi quando la Madonna sparì, si constatò che io ero proprio nel punto centrale della Chiesa). (…) Ero abbastanza vicina quando mi rivolse la parola, però era molto triste. A stento sentii la voce; era come affranta da un grande lavoro o dolore, come ormai le sue forze fossero diminuite, e disse:

"Nostro Signore, il mio Divin Figlio Gesù è stanco di ricevere grandi offe­se dagli uomini per i peccati contro la purità. Egli vorrebbe mandare un diluvio di castighi. Sono intervenuta perché avesse ancora misericordia, perciò chiedo preghiera e penitenza in riparazione di questi peccati".

Poi la Madonna mi fece cenno con la mano di avvicinarmi, obbedii tra­scinandomi in ginocchio sul pavimento, perché sentivo che non avevo la forza di alzarmi. (...) Mi fermai un po' ed Ella mi fece cenno di avvici­narmi di più, e disse:

"In segno di penitenza e di purificazione fa' con la lingua una croce so­pra quattro mattonelle unite e queste mattonelle vengano poi chiuse per ricordo della mia visita, onde non siano calpestate".

Mi abbassai e con la lingua feci le quattro croci sulle mattonelle. Poi la Madonna mi fece cenno di scostarmi un pochino indietro. Appena fui andata indietro di qualche passo, la Madonna scese sul pavimento pro­prio dove io avevo tracciato le croci. (...) Riprese Lei stessa la parola dicendo:

"Raccomando che il purificatoio sia coperto con il velo bianco, perché non venga toccato da altre mani e resti un privilegio per la Cappella del-l'ospedale! Ecco perché a Bonate Nostro Signore, il mio Diletto Figlio Ge-sù ha ritirato le sue grazie, perché il luogo consacrato anziché essere meta di preghiera, è stato profanato ed è diventato peste di peccati contro la purità, e si nega la realtà della mia presenza".

(...) La Madonna diede ancora come un sospiro di sollievo, come avesse vinto una vittoria, e disse meno triste:

"Raccomando vivamente ai sacerdoti che si esercitino con carità nel rac­comandare che gli uomini non commettano più peccati contro la pu­rità. Io darò la mia grazia a coloro che ripareranno questi peccati".

Allora io mi sentii spinta alla confidenza e le dissi: "E allora siamo per­donati?".

Mi rispose con un leggero sorriso: "Si, purché non si facciano più questi peccati".

Chiesi la benedizione su Montichiari, sull'Italia, sul mondo, sul Papa, sui sacerdoti, sulle anime religiose.

La Madonna alzò e stese le mani in segno di protezione, sorrise, e ricon­giunse le mani. Poi io le chiesi di portarmi presto in Paradiso. Sorrise, ma non rispose. Rimase un po' in silenzio e poi parlandomi piano mi racco­mandò di pregare, di far penitenza, di essere generosa nei sacrifici che Nostro Signore mi chiede. Poi sorridendo e alzando le braccia disse:

"Se tu sarai generosa, otterrai maggiori grazie anche su tutto il mondo". Poi piano, piano ricongiunse le mani e con lo sguardo rivolto a me si allontanò.

Non avrei voluto che se ne andasse via, ma poi un altro lampo di luce me la tolse dagli occhi".

 

SECONDA APPARIZIONE NEL DUOMO DI MONTICHIARI - 22 NOVEMBRE 1947

 

CIRCOSTANZE. Il 22 novembre verso le ore 12.30 Pierina fu avver­tita da una voce interna mentre pregava nella Cappella dell'Ospedale, che alle quattro pomeridiane la Madonna l'avrebbe incontrata in parrocchia.

Avvertì subito la Superiora, la quale fece avvisare il confessore e gli altri sacerdoti. Quando Pierina con cinque suore all'ora fissata si portò in Duomo, trovò che già vi erano i sacerdoti e altre persone: aveva appena avuto termine una riunione di Azione Cattolica.

Dal diario di Pierina:

'Mi misi a recitare il Santo Rosario. Non ero ancora a metà che fui col­pita agli occhi da un lampo di luce e in alto luminosissima vi era la bel­la Madonna bianco vestita in mezzo al tappeto di rose; tutto era ugua­le come la mattina del 16 settembre.

Dissi subito: “C'è la Madonna” ed uscii dal banco dove mi trovavo con le suore; mi portai in mezzo alla navata e subito mi inginocchiai.

Contemporaneamente come l'altra volta la Madonna discese dall'alto, si avvicinò e puntando il dito della mano destra mi disse:

"In segno di penitenza e di purificazione fa' con la lingua quattro cro­ci su quelle mattonelle unite" (Erano le stesse in cui la Madonna era gia scesa).

Ubbidii e la Madonna discese in terra per la seconda volta.

(...) Mi sorrise e alzando gli occhi al Cielo e poi inchinandosi legger­mente verso il santo tabernacolo (in un altare laterale), si rivolse verso di noi e disse:

"Scendo in questo luogo perché qui vi saranno grandi conversioni. Rac­comando che queste mattonelle siano chiuse, affinché non vengano cal­pestate". Qui con voce bassa ma piena di bontà e confidenza mi comu­nicò un segreto personale, riguardante il mio avvenire, un Messaggio al S. Padre e un altro segreto. Mi raccomandò di mettere tutto in iscritto e di mantenere il segreto che dovrà essere svelato solo alla mia morte, an­zi più sorridente mi disse:

"Verrò io ad avvisarti quando dovrai svelano". Fece un po' di pausa e con volto pieno di tristezza e con gli occhi semichiusi dal dolore disse:

"In questo tempo i cristiani della tua Nazione Italiana sono quelli che of­fendono di più Nostro Signore, il mio Divin Figlio Gesù, con i peccati contro la santa purità". Poi aprendo gli occhi e chinandosi verso di me, disse:

"Perciò il Signore chiede a te preghiera e generosità nei sacrifici".

Risposi "Sì". Qui vedendo la sua confidenza verso di me, ricordai la rac­comandazione che mi aveva fatta un Rev.do sacerdote, di chiedere alla Madonna la spiegazione circa la prima e la terza categoria di anime re­ligiose, perciò le dissi:

"I Rev.di sacerdoti non sanno bene la differenza che passa fra l'una e l'altra categoria" (...) A stento, come le costasse fatica a ripeterlo, disse:

"La prima categoria è costituita dalle anime religiose sia femminili che maschili che tradiscono la loro vocazione: queste ultime, però, le ma­schili sono quelle che non hanno ancora ricevuto l'Ordine Sacro.

La terza categoria riguarda invece i sacerdoti consacrati che tradiscono Nostro Signore come Giuda".

Allora io le dissi: "Essi tradiscono Nostro Signore per l'attacco al danaro, o proprio come Giuda?". Seria rispose:

"Proprio come Giuda".

Ormai mi sentivo di esserle tanto vicina con la confidenza e le chiesi:

"Cosa dobbiamo fare per eseguire il vostro ordine di pregare e fare pe­nitenza?".

Tacque alcuni minuti e poi continuò: "Penitenza, cioè accettare gior­nalmente tutte le piccole croci, anche il lavoro in segno di penitenza". (...) Con questa sua delicatissima espressione di vera e amorosa mam­ma mi infervorò nel chiedere ancora e le dissi:

'A Bonate che cosa si dovrà fare in riparazione dei peccati commessi?". Mi rispose: "Si facciano pellegrinaggi per tre giorni consecutivi dalla chiesa di Ponte S. Pietro al luogo delle apparizioni in segno di peniten­za e di riparazione. Questa cosa sia riferita direttamente al Vescovo di Bergamo". Rimase poi un po' in silenzio, poi prese un aspetto di trionfo, come più luminosa, e con voce lieta disse:

"il giorno 8 dicembre, a mezzogiorno verrò ancora qui in Parrocchia, sarà l'Ora di Grazia". Mandò uno sprazzo di luce più intensa e disse:

"Sia diffusa la voce della mia venuta". Fui meravigliata, ossia mi trovai in una grande sorpresa e non mi vergognai a chiederle:

"Spiegatemi in canta, che cosa vuoi dire Ora di Grazia?". Sorrise e mi rispose: 'L'Ora di Grazia sarà un avvenimento di grandi e numerose conversioni. Questo tu lo dirai personalmente a Monsignore Vescovo di Brescia". Poi si fece nuovamente seria ed accentuando parola per paro­la, come fosse la più delicata raccomandazione, disse:

"Raccomando che il sacro Purificatoio sia sempre coperto con un velo bianco, affinché non venga più toccato da altre mani". Poi stette in silenzio; allora io le domandai:

"Che cosa dobbiamo fare in questi giorni in preparazione a questo av­venimento?" (dell '8 dicembre). Rispose con compiacenza:

"Preghiera e penitenza. Si reciti ogni giorno per tre volte il salmo Mise­rere con le braccia aperte". Poi chinandosi verso di me e sorridendomi disse:

"Che cosa desideri tu dal Signore?". "Per me niente; domando il perdo­no dei nostri peccati".

La Madonna mi sorrise soddisfatta e disse: “Prometti di non fare più peccati?". Mi sentii come fossi già diventata più buona e con slancio le risposi: "Si, a nome di tutti prometto che non faremo più peccati".

(...) Allora io dopo un po' di paura le chiesi una preghiera particolare per alcune persone ammalate fisicamente e altre spiritualmente che mi erano state raccomandate dai loro cari. La Madonna con il suo dolce sorriso mi disse:

"Le grazie spirituali verranno concesse. Anzi chi porterà sopra queste quattro mattonelle lacrime di pentimento, otterrà per mezzo mio dal Si­gnore mio Divin Figlio Gesù, grande misericordia". Qui la Madonna alzò gli occhi al Cielo e con voce di supplica, scandendo le parole, disse:

'Anime indurite, gelide come questo marmo, saranno toccate dalla gra­zia divina e diventeranno fedeli e vere amanti del Signore"

(…) Per questo complesso di cose sì belle mi sentii spinta a chiederle:

"Perché venite sopra queste mattonelle?". Rispose sempre con la sua deli­catezza, ma un po' mesta nel pronunciare le parole: "Perché queste al­meno non saranno profanate dai peccati come avviene in altri luoghi delle mie apparizioni. Raccomando che il giorno 8 dicembre queste mat­tonelle siano protette alla distanza di tre metri intorno".

Mi sorrise a lungo e adagio adagio si sollevò. Allora io mi affrettai a dir­le: "Vi aspettiamo allora il giorno otto dicembre?". Mi sorrise, ma non ri­spose più nulla. Poi una nube di luce me la tolse completamente".

Notiamo che erano presenti come la volta precedente il Confes­sore e Don Virgilio, i quali anche questa volta in sacrestia si fecero rac­contare ogni cosa, tranne i segreti, e rimasero increduli e preoccupati.

 

TERZA APPARIZIONE NEL DUOMO DI MONTICHIARI

7 DICEMBRE 1947

 

Era la vigilia della grande e pubblica apparizione promessa per l'8 dicembre; era domenica e molti parenti erano venuti all'Ospedale a salutare Pierina.

Mentre conversava con loro, sentì la voce interna che le diceva di andare in Parrocchia per mezzogiorno perché sarebbe venuta la Madonna.

Licenziati in anticipo i parenti, avverti la Superiora Suor Luigia Ro­manin, la quale all'ora fissata accompagnò Pierina. Si stava chiudendo la chiesa e, usciti i sacrestani, rimase Pierina con la Superiora e il con­fessore. Loro tre recitarono il Miserere con le braccia aperte e inizia­rono il S. Rosario.

Dal diario di Pierina:

“Ad un tratto fui colpita da un chiarore. Capii che era quello della Ma­donna, uscii dal banco e mi inginocchiai subito vicino alle mattonelle, convinta che la Madonna sarebbe venuta lì. È Infatti ebbi l'impressione che fosse già lì ad aspettarmi. Poi non era sola: il suo manto candido, aperto, era sostenuto ai lati, a destra da un bellissimo bambino, vestito pure lui di bianco, con un nastro bianco che gli cingeva la fronte; a si­nistra una bellissima bambina pure lei vestita di bianco, con un nastro bianco che le cingeva la fronte e il capo, con i folti capelli abbandonati sopra le spalle, che davano maggior risalto alla sua angelica bellezza.

Entrambi avevano i vestitini lunghi. Pensai che quei bambini fossero due angioletti, tanto erano belli. La Madonna era tanto sorridente. Pre­se Lei la parola e guardandoci disse:

"Sono venuta per portare a voi tre, grazie e benedizioni, per compen­sarvi del lavoro e dei sacrifici che dovrete compiere per questa mia cau­sa". Poi chinandosi verso di me, disse:

'Ma da parte tua occorre ancora tanta preghiera e generosità nei sacri­fici".

Le risposi: "Si, lo farò" (...) Lo sguardo della Madonna era così pene­trante, che anche senza la mia parola capiva tutti i miei sentimenti. Dis­se ancora la Madonna: "Quest'apparizione deve rimanere in segreto tut­ta la giornata. Fate un sacrificio e non dite niente a nessuno" (…). L'as­sicurai dicendole:

"Si, lo farò; non lo diremo a nessuno".

La Madonna, più trionfante, vorrei dire come Mamma che vuoi dare una qualche cosa in regalo di sorpresa, mi disse:

'Domani verrò a mezzogiorno e ti farò vedere una piccolissima parte del Paradiso. (...) Voglio però da te il sacrificio di tenere gli occhi chiusi, per unirti a tutte le altre anime che vivono solo di fede".

Le risposi: "Si, anche questo sacrificio, purché Voi mi aiutiate, perché so­no molto miserabile; tante volte prometto e poi non sono capace di man­tenere"

La Madonna, come soddisfatta della mia rinuncia, disse: "Ti darò io l'avviso". Risposi:

"Volentieri". Qui la Madonna sprigionò maggiormente la luce con un'e­spressione di bontà e di amore.(…) Con questa sua celestiale manife­stazione di bontà, disse:

“Domani farò vedere il mio Cuore Immacolato che dagli uomini è poco conosciuto. A Fatima feci diffondere la devozione della consacrazione al mio Cuore. A Bonate cercai di farlo penetrare nella famiglia cristiana. Invece qui a Montichiari desidero che la devozione giù accennata "Ro­sa Mistica'; unita alla devozione al mio Cuore, venga approfondita ne­gli Istituti religiosi, affinché le anime religiose attirino grazie abbondan­ti dal mio materno Cuore. Con questa apparizione per la santificazione delle anime religiose chiudo il ciclo delle apparizioni. Qui la Madonna stette silenziosa; allora io le dissi: "Sentite, Madonna cara, fate un mi­racolo domani perché tanti vogliono assicurarsi della realtà della Vostra presenza". Sorrise a questa mia domanda e rispose: 'Domani ti dirò quello che si dovrà fare riguardo alle quattro mattonelle. Riferisci ai Rev.di Sacerdoti di questa parrocchia che la cassetta delle elemosine non va bene sulle quattro mattonelle. Si metta almeno una piccola asse, così che le mattonelle non siano calpestate".

Qui io le chiesi: "Riguardo al segreto manifestatomi vi chiedo se lo pos­so svelare almeno al Rev.do confessore". La Madonna mi rispose: "Per ora mettilo in iscritto, sigillato al sicuro. Prima della morte verrò io ad avvisarti per svelarlo".

Poi la Madonna si chinò su di me e tenne la voce come sospesa, come non volesse farsi sentire da altre persone; mi disse cose riguardanti il confessore, che doveva essere un Rev.do Religioso e cose che riguardava-no il mio avvenire. Vedendo che la Madonna accettava la mia confi­denza, le dissi ancora:

"Madonna cara, ci sono tante persone che si raccomandano a Voi, am­malati, familiari che hanno soldati che si trovano in Russia e desidera­no sapere se i loro cari sono ancora vivi".

Alquanto più triste rispose: "Occorrerà pregare tanto per la conversione della Russia".

Le domandai ancora: "Perché dalla Russia non si permette che ritorni­no almeno quelli che sono ancora vivi?". Più triste di prima mi rispose:

"Perché in Russia non c'è più umanità. I sacrifici, le sofferenze, anche il martirio di questi soldati sono quelli che attirano sull'Italia tranquil­lità e pace".

Io le dissi: "Vi raccomando in particolare alcuni Sacerdoti. Essi dicono che d'ora in poi saranno dei veri Sacerdoti, sono pentiti dei peccati com­messi! Dicono che vi ameranno e vi faranno amare!". La Madonna sor­rise con compiacenza senza rispondere. Io continuai: "Benedite i supe­riori dell'Istituto delle Ancelle. Me lo concedete, Madonna cara?".

La Madonna continuava a sorridere e dimostrava compiacenza delle domande che le facevo, anche se non mi rispondeva; mi lasciava certa che ascoltava i miei desideri. Poi mi sentii incuriosita dalla presenza dei due bimbi e domandai alla Madonna: "Chi Sono i bambini che avete ac­canto?". Mi rispose con dolcezza: "Giacinta e Francesco" (I due piccoli veggenti di Fatima). Mi sorprese ed esclamai: "Giusto! Giacinta e Fran­cesco! Perché?". Mi rispose la Madonna con un'espressione rassicurante:

“Essi ti saranno compagni in ogni tua tribolazione. Hanno sofferto anch’essi, benché più piccoli di te". Allora io dissi loro: "Bambinelli cari, aiuterete anche me?". Sia la Madonna come i bambini mi sorrisero, co­me avessero accettato la mia supplica, e mi rispose la Madonna: "Sì" (…) Poi io le feci un'altra domanda: “Allora vi aspettiamo a mezzogiorno in punto? Fate almeno guarire qualche ammalato?". La Madonna sorrise ancora, ma non mi rispose. il suo silenzio non mi scoraggiava, anzi mi pareva che mi spronasse a chiedere di più (...) e perciò le volli chiedere anche la benedizione, dicendole:

“Madre" (il perché la chiamai cosi non lo so spiegare, Ella mi dimostrò di essere contenta). “Madre, a tutti noi tre qui presenti date la benedizione, proprio perché possiamo farci santi e santificare altre anime".

La Madonna che fin qui teneva le mani giunte, le allargò e le stese in avanti sopra di noi in segno di protezione, volse gli occhi al Cielo ed esclamò: "Sia benedetto il Signore!". Poi adagio, adagio con i bambini si sollevò dalle mattonelle e scomparve nella nube di luce (...) Subito dopo il Rev.do Confessore mi domandò se la Madonna faceva dei miracoli. Dissi che non mi aveva risposto a questa domanda. Molto serio mi disse:

"Come si fa domani con la ressa di gente che c'è già a Montichiari, che aspetta il miracolo della Madonna? Cosa ne sarà?". Povero sacerdote, che pena dimostrava di avere! Ed io non lo potevo assicurare, perché la Madonna non mi aveva detto nulla. La lotta durò così fino a tardi. Sa­cerdoti, dottori, autorità continuavano ad assalirmi di domande, di an­sietà o di contrarietà: non ebbi mai un minuto di pace per godere da so­la il dolce e celeste ricordo di Maria".

 

LA QUARTA ED ULTIMA APPARIZIONE NEL DUOMO DI MONTICHIARI 8 DICEMBRE 1947

 

CIRCOSTANZE. Era la festa dell'Immacolata Concezione e Pieri­na con le suore si era recata in Parrocchia per la S. Messa e la S. Comunione. Tornata all'ospedale non ebbe il tempo di raccogliersi in preparazione al grande avvenimento perché fu chiamata in parlatorio da Don Agostino Gazzoli, mandato dal Vescovo per proibire a Pieri­na di recarsi in Duomo. Altre autorità si aggiunsero, sacerdoti, pro­fessori e per tutta la mattinata la povera donna dovette sostenere i rimproveri e le ingiunzioni di quelle persone autorevoli che temeva­no una brutta figura (se non fosse avvenuto) di fronte alla folla che già si raccoglieva intorno e dentro la chiesa in attesa di qualche fatto straordinario.

Finalmente alle 11,30 Pierina con una forza che lei stessa non seppe spiegarsi disse decisamente:

"Ora bisogna che io vada!".

Tutti si guardarono in viso e gliela diedero vinta. Vollero che fos­se accompagnata dalla mamma e dalla Superiora dell'Ospedale e che li ricordasse tutti alla Madonna.

La chiesa era piena all'inverosimile; si parlò di migliaia di persone. Dal diario di Pierina:

“Appena fui al posto desiderato dalla Madonna (al centro) dove voleva uno spazio largo alcuni metri, iniziai la recita del Santo Rosario, ma appena giunta alla seconda decina fui mossa da impulso interno inter­ruppi il S. Rosario per recitare il salmo 'Miserere'; e i presenti accompa­gnarono a voce alta. Finito, volli riprendere la corona. Ebbi tempo di di­re solo qualche Ave Maria, che un vivo chiarore si presentò ai miei oc­chi e nel medesimo tempo sentii la gioia che quello era della Madonna. Invece in quel momento mi apparve una grande scala tutta bianca, lun­ga circa una quindicina di metri o forse più, e larga pressappoco cin­que metri. I lati erano ornati di tante rose bianche, rosse e gialle, che formavano una ringhiera (cioè una sponda) per chiudere la scala dal­le due parti. Alla sommità della scala, in mezzo come ad un tappeto di fittissime rose, in una nicchia sempre di rose degli stessi colori, con i pie­di appoggiati sul tappeto, bianco vestita, con le mani giunte, molto splendente stava la bella Madonna "Rosa Mistica".

Questa volta non vidi le tre rose sul petto (…). Non potei fare a meno di esclamare:

"Oh! La Madonna!" Ella sorridendo, volse gli occhi al Cielo e lentamen­te, scandendo parola per parola, con voce melodiosa non conosciuta sul­la terra, disse:

"Io sono l'Immacolata Concezione". Poi maestosamente fece qualche passo in avanti e disse: "là sono Maria di Grazia, Madre del Divino Figlio Gesù Cristo".

Ancora fece qualche passo in avanti e disse:

"Per la mia venuta a Montichiari desidero essere chiamata "Rosa Mistica".

Quanto era bella! (…). Qui rimase ferma e silenziosa; allora io le dissi.

“Madonna cara, non scendete su queste mattonelle? Perché?". La Ma­donna sorrise come per farmi capire che avrebbe accondisceso al desi­derio. (…) Con dolcezza rispose alla mia domanda:

“Desidero che ogni anno il giorno 8 dicembre si pratichi a mezzogiorno l'Ora di Grazia Universale; con questa pratica si otterranno numerose grazie spirituali e corporali". Le risposi di si. Poi vidi la Madonna scen­dere lentamente la scala fino a più della metà circa, press'a poco dalle mattonelle alla distanza di sette o otto gradini. Per la prima volta vidi i suoi piedi, li distinsi bene; non portava né calze né scarpe, erano nudi e si posavano sui gradini della bianca scala. (…) Vedendola circondata da tanta bellezza, mi pareva che fosse come una grande festa per Lei e mi venne in mente che c'era pure tanta gente per festeggiarla, e allora io le dissi a nome di tutti:

“Madonna, non siete contenta di questa dimostrazione da parte dei fe­deli?". Sorridendo rispose: "Si". Lo pronunciò con grande sorriso e gioia. Allora io ebbi la convinzione che eravamo tutti amati da Lei, e pia per­donati dai nostri peccati, e le dissi.

"Chiediamo perdono dei nostri peccati, purché fermiate la Divina Giu­stizia".

La Madonna... con tanta benevolenza, chinandosi verso di noi, mi ri­spose:

“Nostro Signore, il mio Divino Figlio Gesù, concede la sua pia grande misericordia, purché i buoni continuino sempre a pregare per i loro fra­telli peccatori". (…) La Madonna alzò un po' gli occhi come cercasse qualcuno per dargli un comando e disse:

"Sia riferito al pia presto possibile al Sommo Padre della Chiesa Cattolica, Papa Pio XII che desidero che quest'Ora di Grazia sia conosciuta ed estesa a tutto il mondo". Le risposi.

"Glielo diremo". Continuò: "Quelli che non potranno portarsi nella loro

Chiesa, pur restando nelle proprie case, a mezzogiorno, pregando otter­ranno da me grazie".

(…) Io le volli dire:

“Madonna, imploriamo la Vostra benedizione sopra noi tutti qui pre­senti e specialmente su questo paese". La Madonna mi sorrise; stette un poco in silenzio e poi, scandendo piano piano le parole, disse:

“Desidero che queste quattro mattonelle siano chiuse da un cancelletto di ferro e con le offerte ricevute sia fatta una statua somigliante (qui sorrise) a “Rosa Mistica”; con tre gradini sotto i piedi, e sia portata pro­cessionalmente per il paese. Per quelle vie ove passerò seminerò grazie spirituali e guarigioni. Poi la statua sia deposta sopra le quattro matto­nelle".

Appena ebbe finito di parlare, prese un atteggiamento severo, alzò l'in­dice della mano destra quasi in segno di ammonizione, ed io fui presa da un vivo sgomento, perché non l'avevo mai vista al alzare la mano. Seria in viso e dolente disse:

“Ah! Bonate, Bonate; manca fede". Allora io domandai.

"C'è qualche cosa da rifèrire?". La Madonna mantenendo sempre un aspetto serio non rispose. Non arrivai a capire il motivo esatto della tri­stezza che dimostrava sul suo volto, se era per colpa della bambina o per colpa degli uomini. Ad ogni modo pensai più alla piccola e allora dissi alla Madonna:

"Fate che quella bambina diventi buona, diventi santa". La Madonna sorrise senza rispondere è il suo sorriso aprì l'animo mio a nuova confidenza, tanto che non pensai più alla sua severità e le feci subito questa domanda:

“Madonna, vi domando una grazia particolare per due Sacerdoti, per tutti gli ammalati che si sono raccomandati a me, che desiderano esse­re risanati e promettono di usare bene la loro vita".

Con una dolce espressione mi rispose:

“Alcune guarigioni saranno concesse". Nuovamente le dissi:

"Vi raccomando l'Istituto delle Ancelle, questa Comunità che è stata la culla dei Vostri desideri". Oh! quale sorriso di compiacenza mi fece (…). Mi rispose:

"Le Suore Ancelle per mezzo della loro Santa Fondatrice hanno ottenu­to da me abbondanza di grazie". Siccome nella precedente apparizione pareva avesse dimostrato che fosse l'ultima sua visita, le dissi:

“È questa l'ultima volta che venite?". Rispose: "Si, verrò da te prima del­la tua morte, per far svelare il segreto che manifèsterai al Rev.do Con­fessore".

Rispose "Grazie". Ero gia contenta sapendo che prima di morire, sareb­be venuta ancora (…). Le chiesi.

“Mi spiegate il significato di questa grande scala?". Come brillava di gioia celestiale; pareva che finalmente fosse giunto il momento che Ella desiderava. Mi rispose con grande gioia:

"Chi su questa mattonella pregherà e verserà lacrime di pentimento tro­verà una scala sicura per ottenere dal materno mio Cuore protezione e grazie".

(…) Adagio allargò le braccia, mentre prima le aveva tenute chiuse, e con esse pure il manto si aprì. Quale meraviglia! Sul suo petto spiccava il suo Cuore, nel quale erano puntate le tre rose, bianca, rossa e gialla. Una luce così viva, raggiante e penetrante usciva da quel Cuore, che io ne rimasi abbagliata e quasi accecata, al punto che la Madonna scom­parve al mio sguardo. (…) Mi colpì la luce, perché era così forte quando uscì dal suo Cuore. Ma fu tanto penetrante nel mio interno, che mi riempì di un'immensa gioia, per cui non potei fare a meno di gridare con entusiasmo:

"Oh! il Cuore Immacolato di Maria!". Appena ebbi pronunciato queste parole di gioia, la luce rossa che avevo negli occhi e che me li oscurava, cominciò a diminuire e così adagio adagio potei acquistare la vista e ri­vedere la Madonna, che piena di bontà e con voce molto calma, disse:

"Ecco il Cuore che tanto ama gli uomini, mentre la maggior parte di es­si lo ricambia con oltraggi".

Anche queste parole furono pronunciate da Lei con tanta effusione di amore per noi tutti, che io mi sentii colpita e a nome di tutti volli ricambiare la sua manifestazione di amore e le dissi:

"O Madonna cara, promettiamo che vi ameremo, che non faremo più pec­cati". (…) La Madonna con un sorriso tutto pieno di dolcezza mi disse:

"Quando buoni e cattivi saranno uniti nella preghiera, otterranno da questo Cuore misericordia e pace. Per ora i buoni per mezzo mio han­no ottenuto dal Signore la misericordia che ha fermato un grande fla­gello". Poi nuovamente ricongiunse le mani, coprendo l'amabile suo Cuore. il suo atteggiamento pareva che dimostrasse di voler chiudere dentro qualche cosa anche del mio. Infatti piegandosi con gesto molto materno, mi rivelò qualche cosa del mio avvenire di sofferenza, delle umiliazioni che avrei subito per causa sua. Capivo che le costava tanto a dirmi queste cose, ma poi volle confortarmi promettendomi la sua pro­tezione nella prova e la sicurezza del premio eterno. Erano le sue ulti­me parole! (…) Il suo sorriso era di addio: cominciò a muoversi, capii che stava lasciandomi. Oh! Non avrei voluto, ma Lei cominciava ad al­lontanarsi indietreggiando con la persona sempre rivolta a noi. (…) “Madonna bella, le dissi, vi ringrazio. Beneditemi, benedite il mio pae­se, l'Italia, tutto il mondo; in modo particolare il santo Padre, i Sacer­doti, i religiosi, i peccatori".

Il suo sorriso lasciava comprendere che non ci avrebbe lasciati soli, e ci benediceva. Poi adagio adagio si tolse dai miei occhi e con Essa anche la magnifica scala. (…) Docilmente ho lasciato fare... mi condussero via subito a Brescia fino a sera inoltrata, per portarmi poi a Montichiari na­scostamente. (…) Tra una domanda e l'altra di cui continuavano a tem­pestarmi, capirono il mio dolore, perciò ebbi il coraggio di chiedere di essere portata in chiesa a pregare. Fui ascoltata e mi portarono nella cappella dove è venerata S. Maria Crocifissa. Entrata rividi il posto ove la Madonna il dieci agosto era venuta. Diedi sfogo al mio dolore".

(Presso la “Fonte della Grazia”sorride vigile una statua di “Rosa Mistica”)

 

LA PRIMA APPARIZIONE ALLE FONTANELLE

17 APRILE 1966: DOMENICA IN ALBIS

 

CIRCOSTANZE. Fontanelle è una località in aperta compagna che dista da Montichiari 3 chilometri. Il suo nome è dovuto alle sorgenti che scaturiscono in quel luogo.

Nel 1966 Pierina aveva 54 anni ed era ancora ospite presso le Suore Francescane del Giglio a Brescia, dove aveva a sua disposizio­ne una camera personale, nella quale dal 5 aprile 1960, dopo 13 an­ni dall'apparizione dell'8 dicembre 1960, la Madonna era tornata ad apparire più volte. Il 27 febbraio 1966 circa alle ore 14.30 si trovava nella stanza con Pierina l'amica Lucia Mazzotti e il Padre Ilario Morat­ti che sostituiva il Confessore Padre Giustino Carpin, riuniti in attesa dell'apparizione già preannunciata a Pierina.

La Madonna apparve nell'aspetto abituale di "Rosa Mistica" e die­de questo avvertimento:

"Pierina, nei giorni 12, 14, 16 aprile dopo Pasqua farai il pellegrinag­gio di penitenza, partendo dalla Chiesa fino alle Fontanelle. Sia diffusa la voce di questa penitenza. La Domenica in Albis (17 aprile) il mio Di­vino Figlio Gesù Cristo mi invia ancora una volta sulla terra, a Montichiari, per portare all'umanità grazie copiose. Quella fonte sarà poi miracolosa.

Da quella domenica in poi siano sempre portati gli ammalati, e tu per

prima comincerai a porgere loro il bicchiere dell'acqua e a lavare loro le piaghe.

Questa sarà la tua nuova missione d'azione e d'apostola, non più na­scosta, non più ritirata.

La domenica in Albis, appena io sarò stata e l'acqua sarà diventata una fonte di purificazione e di grazia, desidero venga subito pubblicamente manifestato ai presenti quella parte del "segreto" che i tre Rev.di respon­sabili desiderano e anche quella parte del Messaggio che riguardava il Papa, dove accennai al nuovo Apostolo "Paolo”; l'attuale Papa".

 

Alludeva al segreto e al messaggio per il Papa rivelati il 22 no­vembre 1947, subito messi in iscritto e sigillati, poi rivelati al Padre Giustino Carpin, al Padre Ilario Moratti e a Mons. Luigi Novarese, fon­datore dei Silenziosi Operai della Croce, nella Rocca di Montichiari.

La manifestazione dei segreti alle Fontanelle in realtà non avven­ne perché gli avvenimenti non si svolsero come voleva la Madonna. Infatti il Vescovo Mons. Luigi Morstabilini, temendo che molta folla ri­manesse delusa, proibì ogni pubblicità.

Pierina fece i tre pellegrinaggi con l'amica Lucia e la mattina del 17 aprile (con i mezzi pubblici) si portò a Montichiari. Accompagnata dalla sola Lucia dalla Chiesa si portò alle Fontanelle pregando.

Dal diario di Pierina:

(Il Crocefisso presso la scala percorsa da Maria Rosa Mistica)

 

"Continuammo sempre a pregare, recitando la corona del Santo Rosa­rio. Ad un tratto sentii un venticello che portò in me una gioia celestia­le: mi annunciava la venuta della Madonna!

Mi trovavo scostata dalle Fontanelle e precipitosamente mi avvicinai. Ad un tratto una forza mi fece inginocchiare sopra un gradino della scala molto rustica che porta a scendere dalla strada alla fonte.

Una forte luce illuminava tutto e vedevo la bella Madonna Rosa Mistica. Mi venne spontaneamente da dire:

"Oh! Finalmente siete venuta" (aveva temuto che non venisse, data la mancanza della pubblicità da Lei voluta).

Sorridendomi disse: "Il mio Divino Figlio Gesù è tutto amore. Mi ha in­viata a rendere miracolosa questa sorgente". Poi disse:

"In segno di penitenza e di purificazione dai un bacio sul gradino (lo diedi subito) poi, "Scendi qualche gradino, fermati, dai ancora un ba­cio e scendi" (lo diedi e scesi ancora).

La Madonna scendeva maestosamente anche Lei la scala e le vedevo i piedi nudi, mentre li appoggiava sui gradini, con la sua luce vedevo i gradini di marmo bianco.

Il suo atteggiamento nello scendere la scala era come quello dell'8-12-1947, solo con la differenza che qui mi era pia vicina. (Io le dissi di non scendere perché era troppo brutta la scala). Poi continuò:

"Per la terza volta dai ancora un bacio al gradino e qui sia messo un Crocifisso" (con la mano sinistra mi indicò il posto).

"Gli ammalati e tutti i miei figli, prima di prendere o bere l'acqua, chie­dano perdono al mio Divino Figlio con un bel bacio di amore".

La Madonna poi si portò vicina alla fonte e mi disse:

"Con le mani prendi del fango". Mi alzai, lo cercai, trovatolo lo presi e (mentre ero) inginocchiata vicino alla fonte, mi disse:

"Lavati con l'acqua. Questo è per insegnare che il peccato nell'anima dei figli diventa fango, ma lavati con l'acqua della grazia, diventano puri­ficati e degni delle grazie".

Qui la Madonna si chinò e toccò l'acqua della fonte in due punti, poi salì in alto con un grande splendore. Io pure la seguii e inginocchiatami la vidi aprire le braccia e con esse il manto che (si era allargato e) te­neva uno spazio grande che si vedeva sotto alla sua destra la Chiesa di Montichiari e la Rocca di Maria; alla sua sinistra invece si vedeva come un enorme casamento.

Molto splendente e maestosa mi disse:

"Sia manifèstato a tutti i miei figli ciò che il mio Figlio Gesù volle nel 1947 in Chiesa espressi i Suoi desideri ed i miei Messaggi". Risposi.

“Si, se mi ascoltano".

“Desidero e ripeto che qui vengano gli ammalati e tutti i miei figli, (so­spesa) vengano alla fonte miracolosa".

Risposi. "Si"

“Desidero che il Rev.do Mons. Abate Don Francesco Rossi inviti i fedeli ad andare prima in Chiesa e poi a recarsi costì.

Questo è per dimostrare riconoscenza al Signore per quanto amore ha avuto per Montichiari"

Risposi: "Sono contenta”; poi chiesi se sarebbe venuta ancora. Mi sorrise, ma non rispose. Poi disse:

"Ora qui è la tua missione in mezzo agli ammalati e bisognosi".

Vedevo che stava allontanandosi, le dissi di fermarsi ancora e cominciai a raccomandarle delle intenzioni e tutto quello che avevo scritto e por­tavo sul cuore. Ormai mi lasciò. Tanto contenta ero, perché aveva man­tenuto la promessa.

Subito feci avvertire il Rev.do Mons. Abate il quale a sua volta fece av­vertire Mons. Vescovo. Rispose che io rientrassi al mio posto".

(Pierina aveva scritto sul posto il colloquio con la Madonna e le sue richieste, e aveva mandato lo scritto al Vescovo per mezzo di Lucia).

 

LA SECONDA APPARIZIONE ALLE FONTANELLE

13 MAGGIO 1966

(La vasca dove si immergono gli ammalati in preghiera fiduciosi di ottenere la guarigione)

 

Dal diario di Pierina:

“Alla mattina mi svegliai di soprassalto verso le ore cinque. Subito nel mio animo sentii la voce della Madonna e compresi che mi aspettava al­le Fontanelle. Feci avvertire il Rev.do Confessore per avere il permesso.

Arrivata al luogo prediletto dalla Madonna trovai che c'erano parecchie persone e assieme cominciammo a pregare. Circa verso mezzogiorno ec­co all'improvviso la Madonna! Sempre uguale in tutto.

Sorridente disse:

"Sia diffusa la voce della nostra venuta alla fonte". Io le risposi:

"Come faccio, se me lo impediscono?".

Rispose: "Qui è la tua missione gia da me richiesta". Io le dissi.

“Madonna se non fate un miracolo, i Superiori non mi credono, fatelo!". Ella sorrise, ma non rispose. Rimase un po' in silenzio, poi disse:

"Il mio Divino Figlio è tutto amore; il mondo va in rovina (sospesa). Ho

ottenuto ancora misericordia e per questo mi ha inviata nuovamente a Montichiari a portare le grazie del suo amore".

Rimase un po' sospesa.

"Per salvare l'umanità occorre: fare preghiera, sacrificio, penitenza". Io risposi.

"Si allora non disubbidisco?". Sorrise; rimase un po' sospesa e disse:

“Desidero che qui sia fatta una vasca comoda per immergere gli am­malati, quest'altra fonte deve essere riservata per bere". Con le mani ac­cennò il posto. Io risposi.

"Si, lo riferisco". Poi le chiesi:

"Venite ancora?". Sorrise ma non rispose. Io ugualmente le dissi. "Gra­zie" per il bel sorriso che mi fece. Raccomandai persone e intenzioni e poi le dissi.

"Come desiderate sia chiamata la Fonte?". Rispose:

"La Fonte della Grazia". "E il vostro Nome?".

Rispose: "Rosa Mistica".

Qui aprì le braccia e con esse il manto enormemente grande. Subito chiesi la sua benedizione. Sorrise e disse:

"Io sono venuta per portare amore, misericordia, pace nelle anime dei miei figli, e raccomando di non gettare fango sulla carità". Qui le sue parole erano pronunciate molto adagio. Io le risposi.

"Si, grazie" e poi le dissi:

“Mi spiegate il significato del Vostro manto che distendete?". Rispose con tanta maestà:

“È per significare l'amore mio che abbraccia tutta l'umanità". Io le dissi ancora:

"Cosa desiderate sia fatto alle Fontanelle?".

Rispose: "Opere di bene per gli ammalati che qui converranno". Le dissi:

"Grazie!". E mi sentii piena di un grande amore verso la Madonna; al­lora le mandai un bacio per tutti gli uomini della terra. Lei mi sorrise a lungo e adagio spari".

 

LA TERZA APPARIZIONE ALLE FONTANELLE

9 GIUGNO 1966, FESTA DEL "CORPUS DOMINI"

 

Dal diario di Pierina:

"Erano circa le ore dieci del mattino e stavo scrivendo. Ad un tratto sen­tii in me un impulso, una voce interna che mi disse:

"Oggi ti attendo alle Fontanelle".

Cercai di avvertire il Rev.do Padre Confessore per avere il permesso di recarmi al luogo dell'appuntamento con la Madonna.

Arrivata sul posto nel pomeriggio, mi appartai scostata dalla fonte, per­ché c'era già gente. Dovetti aspettare circa due ore prima che la Ma­donna venisse. Però mantenne la promessa e venne circa le ore tre e mezza, con un cielo molto celeste. Bella e tanto sorridente, disse:

"Oggi il mio Divino Figlio Gesù Cristo mi ha inviata nuovamente".

"Oggi è festa del Corpo del Signore. Festa dell'unione! Festa dell'amore!" Allargando le braccia disse:

"Quanto desidererei che questo grano diventasse Pane Eucaristico... in tante Comunioni riparatrici". (Accennava al frumento maturo nel cam­po adiacente). Con maestosità e alzando gli occhi al Cielo, disse:

“Desidererei che questo grano trasformato in tante particole arrivasse a Roma e per il 13 ottobre raggiungesse Fatima".

Le dissi: ”Ma tutto lo debbono dare?". Mi rispose:

"Sia riferito ai Signori Proprietari del campo che siano generosi nell'of­frire questo grano. E si trovino altri cuori generosi, affinché si adempia ciò che desidero".

Io risposi: "Si".

"Desidero che qui sia fatta una pensilina con una statua con lo sguar­do sulla Fonte". Io dissi:

“Non lo capisco, Madonna". Lei allora mandò una forte luce e vidi la pensilina con la Madonna nella posizione descritta.

Allora io le dissi:

"Come un portico!". Sorrise e disse:

"Per il 13 ottobre la statua sia portata qui processionalmente; però pri­ma desidero che il popolo di Montichiari si consacri al mio Cuore". (so­spesa). "Raccomando ai figli di Montichiari che si rendano degni delle grazie che il mio Divino Figlio Gesù concede loro, perciò si emendino dai loro peccati e ritornino ad essere degli esemplari cristiani (sospesa), di esempio al mondo. Montichiari è il paese che il mio Divino Figlio vuo­le prediligere con l'inviarmi a portare le sue grazie".

Io allora le chiesi se la consacrazione doveva essere fatta al mattino o al trasporto della statua. Rispose:

"Prima che sia portata costì la statua". "Si, grazie, io le dissi, fate un mi­racolo". Sorrise ma non rispose. Qui la vidi muoversi, la pregai di fer­marsi ancora e rimase. Raccomandai persone e sacerdoti; chiesi la be­nedizione sui proprietari del campo (sorridendo e con la testa accenna­va di si). Chiesi se veniva ancora: non rispose. Dopo una pausa di si­lenzio disse:

“A te chiedo nuovamente tanta generosità; avrai tanto da soffrire, ma nulla andrà perduto. Io sarò sempre con te". Risposi. "Io sono contenta". Poi mi lasciò. Le persone presenti erano desiderose di conoscere i desi­deri della Madonna e raccontai loro ogni cosa".

 

QUARTA E ULTIMA APPARIZIONE ALLE FONTANELLE

6 AGOSTO 1966, FESTA DELLA TRASFIGURAZIONE

 

Dal diario di Pierina:

“Dopo aver sentito nel mio cuore l'invito insistente che la Madonna mi aspettava alla Fonte, feci avvertire il Rev.do Padre Confessore e con il suo permesso partii subito.

Arrivata alla Fonte (trovai che) c'era gente. Appena seppero della mia presenza si fermarono, perché capirono che ci sarebbe stata l'apparizio­ne della Madonna. Infatti venne. Come mi dissero le persone presenti, saranno state le ore tre e mezza del pomeriggio. Appena la Madonna fu venuta, non cominciò subito a parlare, rimase li un po' in silenzio, poi disse:

"Il mio Divino Figlio Gesù mi ha inviata nuovamente per chiedere l'u­nione mondiale della Comunione riparatrice, e questo sia il giorno 13 ottobre".

Dopo la mia affermazione, continuo:

"Sia diffusa a tutto il mondo la notizia di questa santa iniziativa che de­ve incominciare quest'anno per la prima volta e sia sempre ripetuta ogni anno".

Io dissi: "Si, grazie. E se lo impediscono?". Sorrise e continuò:

“A quei Rev.di sacerdoti e fedeli che faranno questa pratica eucaristica è assicurata l'abbondanza delle mie grazie".

Poi con tanta maestosità disse:

"Si cerchi di far arrivare del grano al diletto figlio Papa Paolo e si dica che è stato benedetto dalla nostra visita. (Spiccò qui maggiormente il suo sorriso). È grano della sua terra bresciana - Montichiari - e si dica ciò che il mio Divino Figlio Gesù Cristo desidera, e anche per Fatima".

Le risposi: "Grazie". Poi io le chiesi.

"Cosa si deve fare del grano che rimane?". Rispose: "Col grano che ri­mane siano fatti panini e in un giorno fisso vengano distribuiti qui al­la Fonte in ricordo della nostra venuta. E questo sia di ringraziamento da parte dei figli che lavorano la terra".

Io risposi: "Grazie". Rimase un po' in silenzio. Continuò mandando più splendore:

"Dopo che io fui assunta in Cielo, mi sono sempre interposta come Me­diatrice tra il mio Divino Figlio Gesù Cristo e tutta l'umanità!... Quanti favori!... Quanti castighi ho fermato!... Quanti colloqui ho avuto con le anime!... Quante visite feci ancora sulla terra a portare messaggi".

Qui fece ancora pausa, ma triste continuò:

“Ma gli uomini continuano ancora ad offendere il Signore! Ecco perché del mio desiderio dell'unione mondiale della Santa Comunione Ripara­trice".

Con un sorriso continuò:

“È un atto di amore e riconoscenza da parte dei figli verso il Signore". Io risposi. "Si". Continuando la Madonna a parlare disse:

"Ho scelto questo luogo di Montichiari perché nei figli che lavorano la terra c’è ancora umiltà come in una povera Betlemme. Poi questo luogo ove ci sarà sempre preghiera, si trasformerà in tante grazie".

Io le dissi riguardo alla pensilina, perché non avevano capito. Rispose:

"Un po' staccata dalla Fonte".

Le chiesi.

“Madonna, perché non date un appuntamento della vostra venuta?".

Rispose: "Il popolo stesso lo ha già confermato".

Io le chiesi nuovamente per il miracolo. Sorrise ma non rispose. Allora le raccomandai tante intenzioni per tutti e per prima le offersi la ripara­zione e le mandai un bacio per tutti i presenti e gli assenti.

Mi fece un sorriso tanto amorevole, che mi lasciò capire che era conten­ta di questo atto di affetto. Poi adagio si ritirò".

 

Notiamo che l'espressione alquanto oscura "il popolo stesso lo ha già confermato" sembra voler dire che il popolo, o un certo numero di persone era intervenuto senza che fosse preavvisato. In realtà se fosse stato preavvisato, sarebbe intervenuta una proibizione, come per la prima apparizione del 17 aprile. Invece una parte dei fedeli aveva potuto essere presente alle altre tre apparizioni appunto perché non erano state preannunciate. Pierina invece intese quelle parole nel sen­so che il popolo aveva capito che la Madonna sarebbe venuta il 13 ottobre, fissato come dedicato alla S. Comunione riparatrice. Ma pre­sto con immenso dispiacere comprese che né la Madonna né lei stes­sa si sarebbero trovate mai più alle Fontanelle. Infatti, come è narra­to nelle notizie della sua vita (parte prima), il 24 agosto accettò per ubbidienza di firmare un verbale che le proibiva di recarsi alle Fonta­nelle. Notiamo ancora che il desiderio della Madonna riguardo al gra­no da mandare a Roma e a Fatima fu perfettamente soddisfatto, cer­tamente per l'intervento del Parroco Abate Mons. Francesco Rossi. Paolo VI benedisse personalmente quel frumento che fu usato per la Santa Comunione, ed una parte fu portato a Fatima dal vescovo Mons. José Pereira Venancio.

 

ALTRE APPARIZIONI DOPO IL 1966 - L'UBBIDIENZA

 

Era il 15 maggio 1969, festa dell'Ascensione. Pierina non si trova­va più a Brescia presso le Suore del Giglio, ma a Montichiari in una casa del centro, in attesa di una sistemazione definitiva nella casa che i benefattori facevano costruire per lei.

L'apparizione è importante non solo per le parole della Madonna ma anche per le domande di Pierina.

Dal suo diario:

"Tornando dalla Santa Messa (come) di consueto mi portai all'altarino della Madonna a finire la preghiera prima di cominciare i lavori do­mestici. Ad un tratto una luce mi invase e capii che era la luce della Ma­donna. Mi sorrise e poi mi disse:

"Sia gloria al Signore". Poi rimase in silenzio. Allora io, vedendo che non accennava a parlare, presi confidenza e le dissi.

"Grazie, Madonna, che venite a trovarmi. Scusatemi se ora vi faccio una domanda a nome di (alcune) persone. Perché non mi avete più fat­to il richiamo che voi venivate ancora alla Fonte? E invece siete venuta qui?".

Sorrise con una espressione dolce e disse:

“Dio è amore". Io le dissi.

“Madonna, non lo capisco!". Sorrise e mi rispose:

"Io sono stata mandata dal Signore non per dare dei comandi, ma per manifestare i Suoi desideri (sospesa). Oh! quanto desidera che siano adempiuti dai figli ". Rimase un po' in silenzio e continuò:

“Alla Fonte io ci sono sempre ad accogliere le preghiere recitate con tan­to amore dai figli devoti e adempio la volontà del Signore di spandere le sue grazie con il mio amore materno".

Le dissi: "Grazie". Molto maestosa continuò:

“Mi sono unita all'ubbidienza che hai fatto al tuo Rev.mo Vescovo Luigi Morstabilini, per imitare l'esempio che ci ha dato per primo il Divino Figlio Gesù Cristo: si umiliò e si fece ubbidiente fino alla morte di croce. Figlia, l'ubbidienza è umiltà, tante volte è sacrificio, ma Dio nostro Si­gnore sa poi dare all'anima pace e docilità, che è il vero amore di Lui.".

Io allora le dissi.

“Ma allora anche Voi che siete la Madonna, avete ubbidito al mio Ve­scovo? È per questo che siete venuta qui?". Sorrise e non rispose. Io le dis­si: "Glielo devo dire al mio Vescovo?".

"Si, digli a nome mio che per Lui il mio Divino Figlio Gesù Cristo ha ri­servato grazie particolari, specie per i suoi Sacerdoti, figli prediletti. (…) Vedi, figlia mia, è tempo di richiamo... L'ubbidienza è pace che viene dal Signore... il contrario è discordia e rovina delle anime! Figlia, prega e dammi tanto amore da portare al Signore!". Risposi:

"Si, Madonna, ve lo prometto. Poi vi raccomando il santo Padre, il mio Vescovo, i miei Superiori, gli ammalati, specie i lebbrosi. E aiutatemi a consolare tante mamme che piangono per i loro figli, perché prendono strade cattive; salvateli". Rispose:

"Si, a tutti la benedizione del Signore". Allora le chiesi.

“Madonna, è vero che verrà la distruzione del mondo e della Chiesa?".

Rispose:

"Bisogna pregare e fare penitenza, affinché le anime ritornino al Si­gnore con l'amore e con la concordia". Mentre si ritirava disse:

"Ti lascio la benedizione del Signore e la mia materna protezione". Poi mi lasciò.

Quanta pace di Paradiso entrò nel mio animo; avrei desiderato che fos­se rimasta per sempre. Quanto sarà bella la Patria celeste!...".

 

LA MEDAGLIA

 

Le narrazioni che seguono sono riprodotte dal Diario e in parte abbreviate ad opera del RA.M. WEIGL e pubblicate da lui nel libro MARIA ROSA MISTICA. Montichiari - Fontanelle, Libreria Propaganda Mariana, Roma 1977, pp. 42-62.

 

L'apparizione del 19 maggio 1970 ebbe un suo particolare signi­ficato. Maria SS. apparve, come sempre, nel suo candido manto, il Cuore ornato con tre rose (bianca, rossa e giallo-oro). Al braccio de­stro un grande rosario che terminava con una medaglia invece della croce. Quindi, stendendo ambedue le braccia, la SS. Vergine mostrò una medaglia rotonda e dorata sulle due palme delle mani. Su quella della mano destra Pierina vide incisa la figura di Maria in piedi, in ci­ma alla scala con le mani giunte e con il capo, come sempre, china­to in avanti sulla sinistra, circondato di rose. Molte rose erano pure ai suoi piedi, sparse per la scala. Sull'orlo della medaglia della mano de­stra vi era scritto: Rosa”; su quello della sinistra Mistica”. Quindi a tergo di una delle medaglie Pierina osservò distintamente una bella chiesa a cupola con tre grandi porte. Sopra vi era la scritta:

”Maria Madre della Chiesa"

A questo punto la Madre celeste prese a parlare e disse:

“Desidero sia fatta coniare una medaglia come questa e con le due iscrizioni. il Signore mi ha inviata in questo luogo da Lui prescelto per portare il dono del suo amore, il dono della fonte delle grazie e quello della medaglia del mio amore materno. Oggi sono qui per far cono­scere questa medaglia, dono dell'amore universale e che sarà portata dai figli sul loro cuore ovunque andranno. Prometto a questi miei fi­gli la mia protezione e la mia grazia materna. Questa è l'ora in cui si cerca di annientare il più possibile la venerazione che mi si deve. La medaglia del mio amore materno farà si che i figli miei mi abbiano sempre con sé. Io sono la Madre del Signore, la Madre della umanità. Vi sarà il trionfo dell'amore universale! La benedizione del Signore, as­sieme al mio amore, accompagneranno sempre tutti i figli che ricorre­ranno a me".

 

IL SANTO ROSARIO

 

Il 17 gennaio 1971 la SS. Vergine tornava per dire:

 

"Un Rosario detto con devozione è un richiamo per qualsiasi interces­sione, è contemplazione dei misteri della…, il Padre Nostro è la pre­ghiera di unione..., la preghiera del Signore..., la preghiera di glorifica­zione della Santissima Trinità con la recita del Gloria Patri...

Dì ai miei figli di recitare il Santo Rosario..., anello di fede e di luce e legame di unione, di gloria, di intercessione".

 

In seguito, il 25 luglio dello stesso anno, la Madonna celeste co­sì si esprimeva:

"Pierina, questo è un luogo di preghiera; vi invito ancora al Santo Ro­sario, che è tanto ben accetto al Signore.

Sappiano tutti i miei figli, che hanno aderito al mio desiderio con la Comunione riparatrice, che io li ricambierò con grande abbondanza di grazie e a quelli che vengono alla fonte e mi onorano con la loro devo­zione, di loro che recitino il Santo Rosario.

In questo luogo i cuori uniti palpitano di un unico slancio d'amore fra cielo e terra.

Quante grazie verranno concesse! Io vedo e benedico tutti e tutto".

 

L'11 aprile 1973 Pierina stava pregando il Santo Rosario nel suo oratorio, quando improvvisamente vide che la celeste Madre, apparsa in quel momento, si univa alla sua preghiera per avvalorarla visibil­mente.

Le labbra della SS. Vergine si muovevano realmente al Padre No­stro, mentre al Gloria Patri il suo capo si inchinava leggermente.

Durante le Ave Maria, invece, taceva.

 

"TANTI MIEI FIGLI VIVONO NELLE TENEBRE"

 

Mentre si succedono le apparizioni, le loro motivazioni esprimo­no sempre più il dolore e le preoccupazioni della Madre Celeste.

In quella del 17 gennaio 1971 Ella raccomandava a Pierina:

"Prega, prega, o figlia, e fa pregare; tanti figli miei vivono nelle tenebre. Non si vuole più il Signore Iddio. Oh, la Chiesa del mio Divino Figlio in quale lotta si trova! perciò io stendo il manto del mio amore sopra l'u­manità perché c'e urgenza di preghiera d'amore e di preghiera di espia­zione... L 'umanità corre verso la sua grande rovina...

Quante anime perdute!... Povera Chiesa del mio Divino Figlio Gesù Cri­sto! Pregate, o figli, fate penitenza... Questo è il mio accorato richiamo, l'avvertimento della Madre del Signore".

E continuava:

"Figlia mia, questo è il tempo in cui bisogna unirsi in preghiera e in amore attorno al Signore. Egli è abbandonato e oltraggiato da tanti suoi figli. Noi vogliamo anime fedeli e vigorose, pronte a testimoniare e a di­mostrare che il mio Divino Figlio si è immolato sulla croce e ciascuno comprenda quanto e come il Cuore di Gesù sia pieno di amore e di mi­sericordia.

Io sono venuta qui per parlare dell'amore che si deve al Signore; per ri­chiamare le anime a questo amore a Dio e a quello verso il prossimo. Questo è il mio appello, questo è il messaggio della Madre del Signore".

Il 5 agosto 1972 la SS. Vergine apparve a Pierina con l'aspetto as­sai addolorato e le disse:

"Oh, come è triste vedere i miei figli, che si allontanano da Dio loro Pa­dre...

Io intercedo per portare all'umanità tutto il mio amore col richiamo del­la bontà... il mio Cuore è quello di una Madre addolorata che dice: fi­gli miei, amate il Signore! Smettete di offenderlo così crudelmente! Figlia mia, non tacere, ma parla di questo mio invito alla preghiera, affinché i figli ritornino alla fede e all'amore verso Dio. I tempi si vanno facendo oscuri, sconvolgenti, pieni di terrore, ma se pregate e fate penitenza, il mio Cuore di Madre otterrà ancora dal Signore il ritorno della luce, del­l'amore, della pace sopra il mondo intero, poiché la misericordia del Si­gnore non manca mai ed è sempre operante con la redenzione. Ora è giunto il tempo di agire, dato che si vuole denigrare perfino l'opera di Dio e disconoscere che Egli mi prescelse per sua Madre. Si, io sono la Ma­dre del Signore e di tutta l'umanità.

Amatevi l'un l'altro, figliuoli, e la pace trionferà".

 

ROSA MISTICA E CORPO MISTICO

 

È importante l'apparizione del 22 luglio 1973.

Pierina Gilli racconta:

"Erano circa le 9.30 ed io sedevo nella mia piccola cucina intenta a scri­vere qualche lettera. Fuori, imperversavano lampi e tuoni, quando, al­zando gli occhi, osservai che nella adiacente cappella della Madonna si era accesa la luce. Dapprima pensai fosse questo uno scherzo del tem­porale e mi mossi per andare a spegnerla, ma quale e quanta fu la mia sorpresa allorché vidi la Madonna in piedi presso l'altare! Mi inginoc­chiai subito per ringraziarla di tanta grazia, mentre Ella, sorridendo, mi disse:

"Ora e sempre... il Signore mi ha inviata per portare il suo amore all'u­manità con la sua misericordia. Ed io invito i miei figli ad ascoltare i palpiti del mio cuore.

Desidero che si compiano i miei desideri. Fontanelle deve diventare un faro di luce, di fede, di preghiera e di penitenza".

 

Pierina chiese allora quali preghiere si dovessero dire e quali pe­nitenze si dovessero fare. Maria SS. le rispose così:

"Preghiere di fede, preghiere d'amore, preghiere di lode, preghiere per ot­tenere grazie" e aggiunse: Recitate il Santo Rosario!".

Detto ciò, la Vergine tacque un momento, poi continuò:

"Si, anche qui a Fontanelle desidero penitenza in espiazione di tutti i pec­cati degli uomini. Animati da questi sentimenti, fate a piedi il sentiero che dal ponte reca a Fontanelle, non smettendo mai di pregare. Iniziate su­bito questa pia devozione; solo poca gente l'ha praticata fino ad oggi".

 

La Madonna precisò poi che questo atto di espiazione venisse ef­fettuato non solo singolarmente, ma anche in gruppo e in processio­ne come nei pellegrinaggi.

A questo punto la veggente osò chiedere alla Celeste Madre per­ché mai si fosse manifestata come "Rosa Mistica" e quale significato avesse tale appellativo.

Rispose la SS. Vergine:

"Rosa Mistica non ha in sé nulla di nuovo. Rosa Mistica fui chiamata in quell'istante in cui il mio Divino Figlio Gesù si è fatto uomo. In Rosa Mi­stica è simboleggiato il "Fiat" della Redenzione e il "Fiat" della mia col­laborazione.

Io sono l’Immacolata Concezione, la Madre di Gesù Signore, la Madre della Grazia, la Madre del Corpo Mistico: la Chiesa!

Ecco perché il mio Divino Figlio mi invitò a venire a Montichiari nel 1947 ed io allora venni, posando i miei piedi al centro del duomo, in mezzo a tanti miei figli... e ciò per dimostrare che io sono la Madre del Corpo Mistico, la Chiesa. Fu quello, allora, soltanto un avvertimento e un invito alla preghiera rivolto a tutti i figli. Penitenza..., espiazione, dissi in quei giorni, poiché stavano per venire tempi oscuri, pieni di ateismo e di affievolimento dell'amore verso il Signore e verso questa vostra Madre".

 

Mentre la celeste Madre così parlava, i suoi occhi erano pieni di lacrime. Dopo aggiunse:

"La grazia del Signore e la sua misericordia infinita per la Chiesa fa­ranno rifiorire ancora Rosa Mistica! E se si darà ascolto a questo mater­no invito, Montichiari sarà il luogo dal quale la mistica luce si irradierà su tutto il mondo. Si, tutto questo si avvererà!".

 

Pierina, continuando il racconto dell'apparizione, dice:

"Io ascoltai quel giorno tante cose mirabilmente divine e dissi - Vergine bella, perché non fate un miracolo in modo che l'autorità ecclesiastica possa prestare fede a queste apparizioni? -

"E la SS. Vergine di rimando:

"Quanti favori ho gia elargiti in questi tempi presenti! Quante grazie ho distribuito! Ora e sempre! Ma il miracolo più evidente sarà il ritorno dei figli alla vera fede, al vero amore verso il Signore.

Seguiranno quindi la riconciliazione e la pace per il mondo intero". Do­po alzando gli occhi e le mani al cielo, Maria SS. riprese a dire: "Io in­voco dal Signore abbondanti benedizioni su tutti i miei figli, che si ado­perano per diffondere il mio amore, la mia opera, affinché mi si rico­nosca; su tutti quelli che si impegnano con coraggio a realizzare i miei desideri, come ho gia manifestato. A tutti questi figli io prometto il mio amore materno con le grazie del Signore".

 

La veggente conclude il suo racconto:

"Con queste parole la Madonna scomparve quella volta, lasciando in me una gioia da non poter paragonare a nessun 'altra gioia di questo mondo.

Io attinsi nel mio cuore nuovo coraggio per accettare con la più genero­sa disposizione d'animo tutte le umiliazioni e tutte le prove pur di rag­giungere il compimento dei desideri della Madonna".

 

È’ opportuno sottolineare e chiarire il simbolismo della rosa. Essa è una e molteplice: i suoi molti petali sono disposti in bell'ordine co­sì da creare nel loro insieme un'armonia di unità. Così è per natura adatta per rappresentare la molteplicità dei membri e l'unità in Cristo del Corpo Mistico, che è la Chiesa.

Maria è la Madre della Chiesa, ma nello stesso tempo è l'imma­gine e la personificazione della Chiesa anzi l'inizio di tutta la Chiesa nel momento dell'Incarnazione.

Dunque: Maria, Madre della Rosa e Rosa Lei stessa.

 

GLI ANGELI 29 GIUGNO 1974

 

Era la festa dei Santi apostoli Pietro e Paolo, giorno onomastico di Pierina. Ella racconta ancora:

”Erano circa le 10 antimeridiane ed io pregavo nella mia cappella, re­citando il Santo Rosario. Pregavo appunto per la mia buona benefattri­ce Maria Maletti, la quale da mesi era gravemente inferma ed aveva tanto da soffrire. Quasi inaspettatamente apparve durante questa pre­ghiera la cara Madonna. Che gioia! Subito accolse questi miei pensieri e suppliche per l'ammalata grave e disse, ancor prima che io potessi par­lare, piena di gioia e di bontà, mentre puntò la mano verso il cielo:

"Sarà presto con me in Paradiso" (Veramente questa mia buona bene­fattrice morì pochi giorni dopo).

"Tutti i sacrifici e sofferenze, che sono santificati dalla buona intenzio­ne, diventano grazie sovrabbondanti per tutto il mondo e per l'anima stessa sovrabbondante merito per il cielo".

 

Poi, continua la Gilli.

Raccomandai alla Madonna diversi ammalati e molte suppliche che mi erano state affidate. Al che Ella mi rispose:

"Io vi sono sempre molto vicina col mio amore materno". Dopo io dissi:

"Cara Madonna, per il 13 luglio, anniversario di una vostra apparizio­ne, verranno molti pellegrini alle Fontanelle, per passarvi una notte di preghiera e di riparazione, specialmente per i Sacerdoti e i consacrati e per ottenere buone vocazioni".

Mentre ancora parlavo, la Madonna mi mostrò in un quadro una grande folla e disse:

“Dì a questi miei figli che li amo tanto e che le loro preghiere e sacrifici d'amore saranno ricompensati anche su questa terra con grazie sovrab­bondanti, ma soprattutto saranno ripieni di gioia nel cielo, quando ve­dranno risplendere con grande meraviglia questi loro sacrifici d'amore per la Santa Chiesa".

 

Pierina continua:

“Ad un tratto mi si fece davanti un'apparizione di parecchi anni ad­dietro (13 gennaio 1951), molto importante, dove si era mostrata una porta di luce d'oro sulla quale le iscrizioni: "Fiat della creazione, Fiat della redenzione, Maria della corredenzione".

Quella volta non avevo avuto soltanto quella meravigliosa visione, ma nello stesso tempo avevo sentito cantare e salmodiare un coro meravi­glioso. Allora chiesi:

"Cara Madonna, quella volta ho sentito cantare un coro meraviglioso. Erano questi i Santi Angeli del cielo?". A tale domanda la SS. Vergine ri­splendette con grande maestà e disse:

"Veramente si, questi erano gli Angeli santi.

"Felice l'uomo, che si affida alla protezione del suo Angelo custode ed ascolta le sue ispirazioni, perché l’Angelo custode ha sempre una gran­de cura per l'anima affidatagli.

Quando poi l'anima consegue la felicità eterna come premio meritato, egli viene a prenderla; con Lui e i cori degli angeli essa può aggiunger­si nel gaudio celeste a Dio Padre onnipotente".

A queste parole, il manto della SS. Vergine improvvisamente si aprì e di­venne infinitamente immenso come l'universo e come mai l'avevo visto. Vidi pure migliaia e migliaia di Angeli santi, i quali distesero e forma­rono questo. Erano piccoli, grandi e straordinariamente forti e potenti Angeli, schierati in fondo come il mare senza sponde. Portavano mera­vigliosi vestiti corone cerchi attorno alla fronte. Essi stesero ed allarga­rono il manto di Maria sopra l'universo smisurato. Sotto di loro vidi, vi­cinissimo gli Angeli santi, una folla su una grande pianura. Tra questi vi erano Vescovi, molti sacerdoti, religiosi e molti uomini, donne e bam­bini. Potei riconoscere distintamente alcuni di essi, soprattutto un Ve­scovo  e parecchi sacerdoti e conoscenti, ma gli altri in gran parte mi era­no sconosciuti.

Tutti insieme, Angeli e uomini, cantavano in coro:

"Santo, Santo, Santo il Signore! Amore, onore e gloria a Lui per tutta l'e­ternità! Maria, Madre di Dio, Madre di Grazia, sii anche Tu sempre glo­rificata dal cielo e dalla terra"!

 

Pierina Gilli soggiunge:

“Non so quanto tempo durò questa grandiosa visione celeste. Fui presa da un sì grande ardore d'amore che non ebbi nemmeno la forza di pen­sare e domandare qualche cosa. Però quando mi accorsi che la Ma­donna si voleva allontanare, la pregai, come di consueto, di darmi la sua benedizione.

Ella alzò prima le mani verso il cielo, segnò solennemente con la mano destra la Santa Croce e disse:

"La benedizione del Signore scenda sopra di te, sopra tutti i figli che mi amano, sugli oggetti di devozione che hai con te, e questa benedizione, unita al mio amore materno, vada specialmente a queste persone, che recitano con diligenza il Santo Rosario e portano la mia medaglia sul loro cuore".

Congedandosi, disse con voce solenne:

"Vivi d'amore! (amore verso Dio e il prossimo) ".

 

E Pierina esclamò commossa:

"Oh, cosa sarà una volta il cielo? Signore, ti ringrazio per la tua im­mensa bontà".

 

LA CHIESA 8 SETTEMBRE 1974

 

Scrive Pierina Gilli:

"Erano circa le ore 13 e stavo recitando il Santo Rosario nella mia cap­pella. Allora apparve improvvisamente la Madre celeste. Come sempre, piena di bellezza, piena di luce, piena di bontà. Ella mi disse:

"Io sono Maria, la Madre della Chiesa. Per questa Chiesa, per il Santo Padre, per i sacerdoti e per tutti i figli della Chiesa chiedo preghiera, pre­ghiera, preghiera, affinché ritorni nei cuori il vero amore al Signore e la vera carità".

 

Pierina:

Io risposi. "Si, Madonna cara. Col vostro aiuto voglio farlo e lo riferirò".

 

Qui ad un tratto Pierina vide una chiesa con cinque cupole ro­tonde; in quella di mezzo spiccava, verso l'alto, una colonnetta a for­ma di raggiera. Allora Pierina domandò alla Vergine Maria il significa­to di quella chiesa e questa rispose amabilmente:

"Il Signore mio Divino Figlio Gesù Cristo, per il dono che ha fatto all'u­manità di inviarmi nel luogo delle Fontanelle, desidera che la chiesa venga costruita così...

Il Significato: abbraccia i continenti della terra".

 

Dopo una pausa, la Madre di Dio, continuo:

“Invocate specialmente la protezione del Santo Arcangelo Michele, affinché protegga la Chiesa contro tutti i minacciosi agguati e la difenda. Difatti, mai la Chiesa si è trovata in tanto pericolo come oggi. Io intervengo continuamente per lei. Anche da questo piccolo luogo si diffonderà la luce".

Ad un tratto la SS. Vergine risplendette con maggiore maestà e disse:

"Veramente la luce del Signore verrà!".

 

Pierina allora riprese a dire:

"Madonna cara, vi ringrazio per tutto il vostro grande amore per noi, ma come faccio a dire ai Superiori ecclesiastici i vostri desideri?".

La Madonna rispose con grande bontà:

“Ho già parlato al cuore di figli amati e li ho incoraggiati ad essere nuo­vamente messaggeri del mio amore, dei miei messaggi e della carità".

Pierina riprende:

“A queste parole, la Madonna mi fece vedere all'istante un quadro. Vidi cioè vicino alla Madonna il santo Padre, numerosi Vescovi (uno di loro lo riconobbi chiaramente) e così pure numerosi sacerdoti, alcuni dei quali riconobbi distintamente, così pure molti religiosi e laici: una grande folla di gente, sulla quale la Madonna posò il suo sguardo con gioia. Piena di gioia anch'io, domandai alla Madonna per tutti la santa be­nedizione, e la Madonna rispose:

"Sono sempre vicina ad essi per fortificarli con le grazie del Signore, ma dì anche a loro che preghino ancor di più con amore, si sacrifichino e riparino".

A questo io risposi.

"Vi ringrazio, Madonna cara. Come desidererei che foste amata di più, da tutti venerata! Perciò chiedo il vostro aiuto, perché io stessa sono co­sì piccola e misera".

Sorrise la Madonna con grande bontà fece con la mano destra un com­movente ed amorevole gesto per dirmi:

"Io ti aiuterò". Poi congiunse le mani, alzò gli occhi al cielo e diede co­me sempre la santa benedizione:

"La benedizione del Signore scenda su questo luogo. Valga anche per tutti coloro, che tu vuoi rinchiudere nel tuo cuore".

Poi risplendette ancor più solenne e disse:

"Sia lodato, amato e glorificato il Signore dal cielo e da ogni luogo di questa terra!".

Pierina Gilli conclude il racconto:

"Poi scomparve. Oh, quanto è buona la Madonna! Si dovrebbe avere la lingua degli Angeli, per lodare degnamente la Madre celeste".

 

In questo tempo furono affissi dei nuovi manifesti alle porte del duomo di Montichiari contro le apparizioni di "Rosa Mistica".

Mons. Rossi, già Prevosto e Abate mitrato, commentò autorevol­mente il fatto il 20 settembre 1974, come si accennerà più avanti.

Ecco le sue parole:

"Questa dichiarazione contro la veridicità delle apparizioni di "Rosa Mi­stica" in Montichiari offende gravemente ogni verità, giustizia e carità, soprattutto per quanto riguarda la traduzione in lingua tedesca".

 

LE STATUE DI ROSA MISTICA 23 NOVEMBRE 1975

 

È la festa di Cristo Re. Pierina Gilli racconta:

“Nella cappella, verso le ore 19, stavo mettendo a posto i fiori, che erano stati portati dai pellegrini, quando apparve, completamente inaspettata, la cara Madonna. Lei mi chiamò e mi disse:

"Figlia, va ad annunciare a tutti i miei figli il mio amore per loro. Dì lo­ro che il mio Divino Figlio Gesù Cristo mi da le grazie da donare a tut­ti loro, poiché a sua Madre Egli concede tutto".

Qui la sua voce si fece maestosa e proseguì

"In verità, io sono la Madre dell'umanità. Pierina, i sacrifici e le pre­ghiere che da tante persone sono state offerte al Signore, hanno ottenu­to grandi grazie. il mondo doveva essere colpito da un grande castigo per il suo indurimento nel peccato... (pausa). Però, la sua grande ed infinita misericordia ha trionfato ancora una volta.

Miei buoni figli, pregate e fate sacrifici per tutti. Con questo le anime vengono salvate".

Pierina Gilli:

A questo punto potei chiedere:

“Madonna cara, vi prego, vorreste dirmi qualcosa circa le statue della

Madonna pellegrina, che furono portate a Roma?".

Rispose la SS. Vergine:

“Davanti a queste statue si è pregato ed io sono adesso particolarmente presente nella città del mio amato figlio Papa Paolo VI, il padre della Chiesa. In verità, ovunque io sosto mediante quelle statue, porto con me le grazie del Signore e l'amore di questo Cuore materno. Io porto la lu­ce dentro i cuori, dove ancora ci sono le tenebre, perché essi compren­dano l'amore che io ho rivelato a Montichiari... Collaborate col mio amore, donate col mio amore, sacrificatevi col mio amore... Così voi sa­rete un giorno uniti a me per sempre. Quale grazia sarebbe più grande di questa: vivere completamente con me? Ciò non vale solo per te, Pieri­na, ma allo stesso modo anche per tutti i miei figli che mi amano. Su voi tutti scenda la benedizione del Signore con la luce della fede, la luce del­la speranza e la luce dell'amore".

Pierina Gilli conclude:

"Con queste parole la cara Madonna sparì e lasciò nel mio cuore una nuova vampa d'amore per tutti gli uomini".

 

LE DISCESE DI MARIA SULLA TERRA 13 FEBBRAIO 1976

 

Pierina racconta:

“Mentre pregavo apparve inaspettatamente nella mia cappella, alle ore 9.30 circa, la SS. Vergine e disse:

"Vengo ancora una volta per dirti di propagare ancor più il mio mes­saggio d'amore. Da secoli discendo in continuazione su tanti luoghi del­la terra. Se dopo la mia Assunzione in cielo non fossi discesa continua­mente sulla terra, per raccogliere attorno a me i miei figli gran parte del mondo, senza il mio materno e amoroso intervento, sarebbe divenuto freddo e arido verso il Signore. I miei figli hanno bisogno di questo mio intimo amore materno, poiché nella loro fragilità si allontanano così fa­cilmente dal Signore, il nostro onnipotente Dio e Padre.

Questo è il motivo della mia venuta. Ogni volta che io discendo su que­sta terra per portare il messaggio di amore, innumerevoli cori di angeli movimentano il cielo e mi si stringono intorno come una grande corona.

D'altra parte, però, tanti dei miei figli sulla terra non accolgono e rimangono sordi al nostro invito di tornare ad amare di più il Signore.

Pierina, ripeti continuamente ai miei figli, particolarmente amati i sa­cerdoti, che amino! Dì loro che annuncino ovunque, in ogni direzione, questo invito della Madre del Signore. Che essi non lascino andare per­duto quello che in tanti secoli ho gia fatto e che ancora faccio per sal­vare i miei figli così in pericolo... il Signore deve essere amato, lodato e glorificato con tutta la forza della fede e dell'amore".

Pierina Gilli:

“Adesso posso domandare: “Madonna cara, mi hanno raccomandato tante intenzioni, che io dovrei presentarvi". E Lei risponde con tanta bontà:

“Dì a tutte queste persone, che con cuore generoso hanno accolto il mio messaggio di amore, che otterranno dal Signore grazie del tutto partico­lari... Con coraggio si adoperino per dare al luogo di Fontanelle, bene­detto dalla nostra presenza, più dignità e devozione... Questo posto sarà sempre un luogo di preghiera. Diventerà un faro della fede e dell'amore per gli ammalati e per i bisognosi (con grande maestà continuò a dire):

Io interverrò, le nubi spariranno e la magnificenza del Signore, che mi ha mandato anche a Montichiari, trionferà".

Sorridendo, la SS. Vergine riprese:

“Avanti! Fiducia e coraggio! Sì saranno onorati quelli che hanno co­raggio... Gli ammalati e i bisognosi attendono l'opera dell'amore".

Pierina:

“A queste parole la Madre celeste allargò il suo manto ed io vidi, come già nella sua prima apparizione del 17 aprile 1966, alle Fontanelle, una grande chiesa e numerose grandi costruzioni. Ringraziai la Madonna, che mi disse sorridendo dolcemente:

"Ecco, questo è l'amore del Signore. Io desidero che esso compenetri tut­to il mondo. Ancora una volta ripeto:

Miei figli, amate il Signore e questa sua Madre. Amatevi tutti vicende­volmente di un sincero amore fraterno.

Andate alla Santa Messa, radunatevi nelle chiese in preghiera, accosta­tevi fervorosamente ai santi sacramenti per ottenere la grazia della fe­deltà e dare al mondo l'esempio di veri cristiani.

Fate tutto ciò se volete salvarvi: Preghiera, sacrificio, penitenza".

 

(Il grande Crocefisso collocato in mezzo al campo per desiderio della Madonna)

 

LA CROCE IN MEZZO AL CAMPO 20 APRILE 1976

 

In questa apparizione Pierina vide ad un tratto una grande Croce di luce e chiese alla Vergine Santissima:

 

"Perché questa Croce?". La Madonna rispose:

"In mezzo al campo, ove si trova la piccola cappella, sia messa una grande Croce..., sia essa per tutti i figli che vengono a pregare, per chie­dere grazie, richiamo di luce della fede..., di carità e di speranza..., per­ché da questo luogo, unita al mio Divino Figlio Gesù Cristo, il mio Cuo­re e le mie braccia sono sempre aperti per dare grazie..., per salvare spe­cialmente i peccatori... Venite, figli, qui ho aperto la fonte del perdono e dell'amore... E voi, figli prediletti, che soffrite e lavorate per questo luogo, abbiate la ricompensa del mio amore materno. Questo è il tempo..., l'o­ra, in cui desidero spandere sopra tutta l'umanità il mio amore e la misericordia del Signore".

 

In seguito a questa richiesta di Maria una grande Croce fu pian­tata nella spianata prospiciente la Cappella o Edicola. Ciò fu eseguito per opera del Padre Taddeo Laux e di un pellegrinaggio tedesco.

 

MI CHINO PER RICEVERE LE VOSTRE ANGOSCE

6 GIUGNO 1976

 

Era la festa della Pentecoste e la SS. Vergine Maria disse alla for­tunata veggente:

"Pierina, dì a tutti i figli che vengono qui a pregare, e ripeti il mio invi­to di Madre... Figli, amate, il Signore..., pregate, pregate, pregate e fate sacrifici per avere la salvezza eterna..., amatevi da buoni fratelli..., e io vengo per portare la pace nelle vostre anime e la concordia nei vostri cuori...

Il grande Cuore del mio Divino Figlio Gesù Signore ha dato nelle mie mani il potere delle sue divine grazie, per distribuirle alle anime con la luce dello Spirito Santo...

Io sono la vostra Madre che mi inchino sempre per ricevere le vostre an­gosce, le vostre suppliche e preghiere, per presentarle al Signore mio Divino Figlio Gesù, che come scambio d'amore da a questa Madre il pote­re di intervenire dando le sue grazie, per spanderle sopra il mondo...

Io sono Maria, Mediatrice di grazie... Pierina, fa' conoscere a tutti que­sto dono regale, che ho avuto dal Signore Gesù! Sono Madre d'amore e vengo per consolare..., per salvare...

Su tutti i figli, che mi amano e mi fanno amare, scenda la particolare benedizione di grazie...".

 

TERZA PARTE

 

TESTIMONIANZE

 

LE TESTIMONIANZE DI MONS. FRANCESCO ROSSI

PARROCO-ABATE DI MONTICHIARI DAL 1949 AL 1971

 

Le testimonianze furono raccolte dal Padre Taddeo Laux che ven­ne innumerevoli volte a Montichiari guidando pellegrinaggi dalla Ger­mania, fino all'anno della sua morte (marzo 1994).

Furono pubblicate nel già citato libro di Padre Alfons Maria Wegl, Maria, "Rosa Mistica", Montichiari, Fontanelle, Edizione Italiana, Li­breria Propaganda Mariana, Roma, 1977, pp. 91-97.

Riportiamo queste testimonianze, utili anche per essere informati su ciò che si fece a Montichiari in seguito alle apparizioni.

Grande importanza ha il giudizio di Mons. Francesco Rossi, che per 22 anni è stato Prevosto-Abate Mitrato di Montichiari, dal 1949 al 1971, come abbiamo già detto nel cap. IV del presente libretto.

Egli è stato testimone oculare di molti degli avvenimenti accadu­ti nel periodo delle apparizioni, sia per quanto riguarda la veggente ed il suo ambiente, sia per quanto riguarda la posizione e gli atteg­giamenti dell'autorità diocesana.

Mons. Francesco Rossi è volato al cielo il 3 aprile 1977, Domeni­ca delle Palme, alle ore 22, dopo avere speso l'ultima sua fatica pa­storale nelle confessioni al duomo. La Vergine SS. ”Rosa Mistica" di cui è stato leale e autentico apostolo, l'avrà certamente presentato a Gesù come uno dei suoi figli più grandi.

Il nome di Mons. Rossi resterà scolpito a caratteri d'oro nella sto­ria delle apparizioni della Madonna "Rosa Mistica" a Montichiari, ove egli è stato un pastore santo ed amato, come si è visto nei solenni fu­nerali celebrati nello stesso duomo, con la partecipazione del Vesco­vo diocesano Mons. Morstabilini, di numeroso clero e di una grande folla di fedeli.

Durante un colloquio avuto con due sacerdoti il 21 giugno 1973, Mons. Rossi dichiarò quanto segue:

"Quando 18 dicembre 1947 apparve la Madonna, per la prima volta, nel duomo di Montichiari a Pierina Gilli, alla presenza di centinaia di persone, io, purtroppo, non ero presente, perché a quel tempo ero anco­ra parroco a Gardone. Tuttavia avevo sentito parlare delle apparizioni. Solo nel luglio 1949 divenni parroco di Montichiari e vi rimasi per ben 22 anni, fino al 1971. Per mezzo dei sacerdoti del luogo, dei miei cap­pellani e soprattutto dei parrocchiani, venni quindi a conoscenza dei particolari, assai precisi, specie per quanto riguarda i tre miracoli otte­nuti durante la prima apparizione. Nel duomo stesso, e seduta stante, ot­tennero la guarigione un bambino poliomielitico, una giovane tuberco­lotica di 26 anni, che poi si fece suora, e una terza di 36 anni minora­ta fisicamente e mentalmente".

Pertanto Mons. Rossi conclude affermando:

"Sono assolutamente convinto della autenticità di queste apparizioni". E prosegue dicendo: "Quando ero parroco feci collocare nel mezzo del duomo, sotto la cupola, nel punto dove la Madonna aveva posato i suoi piedi, alcuni inginocchiatoi. Non che dubitassi delle apparizioni, ma mi sembrava cosa poco riguardosa che qualche donna, per esprimere il sen­timento della sua devozione, si gettasse per terra, coprendo di baci quel tratto di superficie della chiesa, tanto venerato.

In seguito, giunse un giorno il Vescovo per visitare la parrocchia. Egli mi consigliò di togliere quegli inginocchiatoi. Io li tolsi ed in quel posto col­locai un grande vaso. Su consiglio di Pierina, incaricai una nota fab­brica di statue di legno di Ortisei, in Val Gardena, di scolpire una sta­tua della Madonna. Trovai colà uno scultore, certo Caio Perathoner; pa­dre di ben otto figli, persona molto religiosa, al quale dissi di scolpirmi una statua della SS. Vergine secondo le mie istruzioni e, possibilmente, di lavorare stando in ginocchio, come usavano fare gli scultori di una volta. Si narra appunto che Fra Angelico ed altri sommi di quei tempi dipingessero i loro quadri stando inginocchiati.

Quando venne il giorno della consegna della statua, Perathoner era rag­giante, poiché asseriva che quella Madonna era la più bella di quante fino allora avesse fatte.

Venne collocata sull'altare, in una nicchia laterale del duomo. Da quanto potei osservare durante i miei 22 anni di parrocchiato, posso af­fermare che quella statua ha il potere di emanare sensazioni celestiali. Anche gli uomini vi si inginocchiano davanti profondamente scossi. Al­tri piangono e molti si convertono.

Pierina Gilli si espresse dicendo che quella statua assomigliava molto alla Madonna apparsale, senza però raggiungere quell'indescrivibile fascino e quella sovrumana bellezza propria della Vergine stessa. Inoltre chiese che, prima di collocarla nel duomo, la statua venisse portata, per lo spazio di due settimane, quale Madonna “pellegrina", intorno a Montichiari.

In una di quelle processioni avvenne un fatto straordinario. Un uomo, che da tempo soffriva per una infezione purulenta ad un orecchio, atte­se il passaggio della statua e riuscì a toccarla, tenendo nella mano un batuffolo d'ovatta, che quindi introdusse subito nell'orecchio ammalato.

Quando poco dopo tolse l'ovatta dall'orecchio, la trovò inzuppata di pus con dentro una piccola scheggia d'osso. Da quell'istante fu completa­mente guarito".

 

LA POSIZIONE DELL'AUTORITA' DIOCESANA

 

Continua Mons. Rossi:

"Il Vescovo Mons. Giacinto Tredici non prese mai alcuna posizione ri­guardante le apparizioni, ma la mia impressione personale è che egli le ritenesse autentiche, e nel 1951, durante una sua visita pastorale, dichiarò in duomo, davanti ai fedeli ivi accorsi, che se non vi erano state ancora le prove assolute del carattere soprannaturale del fenomeno, esi­steva però un numero considerevole di fatti inspiegabili per la ragione umana.

Mons. Tredici costituì a suo tempo una commissione d'inchiesta, ma se­condo la mia ferma opinione, codesta commissione iniziò i lavori con uno spirito di contestazione del tutto negativo, e non arrivò ad assolve­re il proprio compito. Ed ecco come, e perché:

- Nessun miracolo venne preso in considerazione ed esaminato;

- nessun testimone venne interrogato;

- un medico affermò persino che Pierina Gilli era una morfinomane, calunnia questa assolutamente diffamatoria".

Ecco a proposito la dichiarazione della Gilli "In occasione di quella visita medica mi fu chiesto quali malattie avessi avuto prima di allora. Perciò risposi di aver sofferto a causa di calcoli renali e di aver fatto uso di calmanti per lenire i forti dolori, ma quando dissi tutto questo ai me­dici, il loro verdetto era gia stato pronunziato; verdetto in cui io ero bol­lata come morfinomane".

La commissione d'inchiesta tenne in considerazione soltanto il suddetto referto, mentre volle ignorare la dichiarazione fatta dal Primario di una clinica psichiatrica di Brescia, il Prof Onarti, il quale attestò che la Gil­li era perfettamente sana e normale".

Mons. Rossi dichiara ancora:

"Venni a sapere che la Gilli aveva redatto a suo tempo una relazione su tutti gli eventi delle apparizioni da inviare al Santo Padre Pio XII. Co­desta relazione però non giunse mai nelle sue mani, perché vi furono dei sacerdoti che ne impedirono l'inoltro.

Pierina Gilli, afferma sempre Mons. Rossi, ha molti nemici.

Frattanto "nessun componente la commissione d'inchiesta è ancora in vita, all'infuori di uno solo. D'altro canto, Pierina ha anche moltissimi sostenitori. Primi fra tutti il Vescovo Mons. Tredici, amico personale di Papa Roncalli, Mons. Tredici ha sempre temuto l'ottusita degli avversari.

Mons. Rossi prosegue il suo racconto:

"Per conto mio affermo con assoluta convinzione l'autenticità delle ap­parizioni. Quando per la durata di 22 anni si è stato parroco in un luo­go, si ha la possibilità di fare molta esperienza; si sentono, si osservano molte cose. Mi ritenni perciò in diritto e in dovere di abbellire il duomo con una statua della Madonna. Debbo confessare che ogni qualvolta mi avvicino ad essa posso sperimentare una sensazione meravigliosa di grande lucidità.

Quando poi, in seguito, la SS. Vergine apparve a Fontanelle, feci sì che il luogo si presentasse decoroso e degno di tanta grazia. Feci costruire la piccola cappella e chiamai il figlio dello scultore Perathoner d'Ortisei (quello stesso che aveva giù scolpito la grande statua del duomo), per af­fidargli l'ordinazione di una seconda statua da collocarsi a Fontanelle. Feci costruire anche una pensilina per i pellegrini e una comoda vasca per i bagni. Con ciò io credo di aver sufficientemente testimoniato circa l'assoluta veridicità dei fenomeni di Montichiari".

Mons. Rossi sottolinea ancora:

"Ogni giorno che passa mi convinco sempre più di quanto ho afferma­to circa i fatti di Montichiari. Giornalmente vengo a conoscenza di stu­pefacenti miracoli, conversioni e sovrabbondanza di grazie. Inoltre di­chiaro qui apertamente che il precedente Vescovo diocesano, Mons. Gia­cinto Tredici, era anch'egli convinto della veridicità del fenomeni, che ebbero inizio nel 1947 egli morì nel 1964.

Per un lungo spazio di tempo, cioè per 17 anni, Mons. Tredici ebbe dun­que la possibilità di toccare i fatti con mano, rendendosi personalmente conto di tutto ciò che era avvenuto a Montichiari. Purtroppo egli trala­sciò di combattere gli avversari".

 

A tal proposito Pierina Gilli afferma:

"Ho riferito personalmente a Sua Eccellenza il Vescovo circa le appari­zioni, previo il giuramento sul Santo Vangelo. Ciò dimostra che sua ec­cellenza il Vescovo era intimamente convinto che io dicessi la verità, altrimenti non mi avrebbe esposta ad una prova così impegnativa. Egli mi ritenne del tutto normale, e mi usò tanta cordialità e benevolenza".

 

GIUDIZIO DI P. ANTONIO M. ARTOLA

 

Padre Antonio Maria Artola, dei Passionisti, nato a Villabona-Ama­sa in Guipuzcoa, Spagna, 1929, è teologo e biblista, autore di opere ed articoli di valore, professore prima all'Università Pontificia di Sala-manca e poi alla facoltà teologica di Bilbao e alla Cattedra di Teolo­gia della Croce presso il Pontificio Ateneo 'Antonianum" di Roma.

Studioso di spiritualità, segue con attenzione e interesse il movi­mento spirituale di Maria "Rosa Mistica", particolarmente dopo aver letto il libretto pubblicato nel 1977 in lingua italiana.

Egli scrive:

"San Giovanni della Croce si esprime così nell'Operetta PAROLE DI LUCE E D'AMORE (Ed. Postulazione Generale dei Carmelitani Scal­zi, Roma 1967, p.1084):

"Il Signore ha sempre manifestato agli uomini i tesori della sua sapien­za e del suo spirito, ma li svela ancor maggiormente oggi in cui la ma­lizia scopre di più il suo volto".

Questa profonda sentenza del mistico spagnolo offre un'adeguata spiegazione al fenomeno delle numerose manifestazioni straordinarie di Dio ai nostri giorni. Se i tempi del mistico spagnolo erano brutti e perciò il Signore apriva i tesori della sua sapienza e del suo spirito, che dire del­la malizia dei tempi attuali? E che dire della generosità di Dio nelle sue opere di salvezza oggi?

È in tale contesto che abbiamo sentito il messaggio di Maria Rosa Misti­ca. Si direbbe che in questi anni il nemico ha scatenato una terribile battaglia, il cui obiettivo è l'attacco al cuore della Chiesa. E il cuore del­la Chiesa sono i sacerdoti e le anime consacrate. Indebolito infatti il sa­cerdozio, diminuite le vocazioni, tutti i mali sono giù possibili nella Chiesa.

Il grande messaggio e la grande speranza che porta nuovamente ai no­stri giorni la Vergine Maria, Madre della Chiesa, è questa offerta di par­ticolari grazie per la santità sacerdotale e religiosa, di nuove vocazioni, di fervore di vita nei consacrati per mezzo di una cosa molto racco­mandata dalla Chiesa: l'intensificazione della pietà mariana".

 

GIUDIZIO DI P. GABRIELE M. ROSCHINI

 

Padre Gabriele M. Roschini, dei Servi di Maria (Castel S. Elia, Vi­terbo 1900-Roma 1977), fu un teologo e mariologo di fama interna­zionale, fondatore della Facoltà Teologica 'Marianum" dei Servi di Maria, Consultore della S. Congregazione per la Dottrina della Fede e della S. Congregazione per le Cause dei Santi.

Ricoprendo egli tali delicati incarichi, dopo aver goduto dell'ami­cizia con i Pontefici Pio XII e Giovanni XXIII, si asteneva dall'espri­mere pubblicamente giudizi su cose sulle quali la Chiesa non si era ancora pronunziata.

Privatamente, però, aveva espresso più volte il suo giudizio posi­tivo sulle apparizioni di Maria "Rosa Mistica", seguendo specialmente negli ultimi anni (1975 - 1977) il movimento di diffusione del mes­saggio della Vergine di Montichiari, che si manifestava sia con l'accre­scersi dei pellegrinaggi italiani ed esteri sia con la pubblicazione del libretto tradotto dal tedesco nel 1977. Di tutto questo è testimone P. Carmelo Naselli, dei Passionisti, al quale il venerato Padre ha ma­nifestato quanto segue:

"Sono fermamente convinto - e da parecchio - dell'autenticità delle ap­parizioni di MARIA ROSA MISTICA a Montichiari (1947) e Fontanelle (1966). il suo messaggio fa riflettere, specialmente noi consacrati e ministri della Chiesa.

Perciò esige molta attenzione, molta fede, molta semplicità di cuore. La Chiesa ne trarrà allora un beneficio immenso per sé e per il mondo.

Ho potuto anche conoscere, anni fa, Pierina Gilli, una donna umile e sincera, una testimone fedele e credibile di quanto la Madre di Gesù e della Chiesa le ha detto, chiesto e promesso".

 

L'ATTEGGIAMENTO DI ALTRI VESCOVI

 

"Oltre a Mons. Vescovo Tredici - testimonia sempre Mons. Rossi - altri Vescovi oriundi della diocesi di Brescia si dissero convinti dell'autenti­cità delle apparizioni, e precisamente:

Mons. Bosio, arcivescovo di Chieti, gia professore di teologia morale a Brescia; Mons. Del Signore, Vescovo di Pesaro, sulla cui richiesta la Gii­li si recò nella sua sede vescovile per ben due volte, Mons. Guglielmo Bo­netti, Vescovo di Fidenza (Parma), ora tutti defunti,. Mons. Almici, Ve­scovo di Alessandria, tuttora vivente e del quale fui compagno di scuola e sono sempre buon amico. Debbo fare pure il nome di Mons. José Pe­reira Venancio, già Vescovo di Fatima e più volte ricordato in questo libretto. Egli era convinto della credibilità delle apparizioni e, al riguar­do, si espresse così durante il Congresso dell’Armata Azzurra svoltosi a Roma dal 20 al 25 novembre 1973:

“Anch'io mi trovavo a Montichiari, in occasione della inaugurazione del castello di Maria (1965). Celebrai la Santa Messa nel duomo e nel 1966 ebbi in consegna il grano di frumento, che portai a Fatima. Io stes­so ho distribuito, con quel frumento, migliaia di comunioni a pellegrini, religiosi e seminaristi".

 

GUARIGIONI MIRACOLOSE DURANTE L'APPARIZIONE DELL'8 DICEMBRE 1947

 

Pierina Gilli nel suo diario non narra gli avvenimenti che accom­pagnarono l'apparizione e i commenti che ne seguirono perché, ap­pena finita l'estasi, fu letteralmente sequestrata, per toglierla da ogni contatto col popolo e subito portata a Brescia. Naturalmente l'appari­zione rimase invisibile alla folla che gremiva la chiesa, ma nel grande silenzio si udivano le parole che la veggente rivolgeva alla Madonna. L'entusiasmo di gran parte della gente fu accresciuto da alcune guari­gioni miracolose, le quali furono subito conosciute, registrate in se­guito debitamente testimoniate. Si trovano pubblicate nel libro del sa­cerdote tedesco Alfons Maria Weigl, Maria "Rosa Mistica". Montichia­ri, Fontanelle, I Edizione Italiana aggiornata sulla V Edizione tedesca, Libreria Propaganda Mariana, Roma, 1977, pp. 20-27.

 

Di questo libro riproduciamo quanto segue:

Nel corso dell'apparizione avvennero due guarigioni miracolose: un bambino di circa 5-6 anni, il quale a causa della poliomelite non pote­va camminare e neppure reggersi in piedi, e una giovane di circa 26 anni, che da dodici anni soffriva di una grave forma di tubercolosi e da nove anni non riusciva a pronunciare una parola.

Ebbene, entrambi questi due poveri esseri umani guarirono istantanea­mente e completamente. La giovane, che da nove anni era muta, intonò all'istante, con voce chiara e forte, un canto di giubilo e da allora non ebbe alcuna difficoltà di parola. In quanto al bambino, che venne por­tato in chiesa sulle braccia dei genitori, lo si vide a un tratto reggersi in piedi e camminare da solo. Poco dopo venne mostrato alla folla da un balcone di un palazzo prospiciente la chiesa e tutti poterono costatare con grande commozione l'avvenuta guarigione.

Il bambino si muoveva sul balcone a suo agio, saltando di qua e di là. Egli stesso raccontò di aver veduto in chiesa la Madonna sorridente. I due miracolati poi sono sempre stati in buone condizioni di salute.

Il bambino, divenuto grande, si è sposato e la giovane si è fatta suora, offrendo la sua vita in espiazione per i consacrati.

Un terzo miracolo accadde ancora a Montichiari, non nel duomo ma in una casa privata. Mentre in chiesa avveniva l'apparizione, una povera donna di circa 36 anni acquistò la guarigione. Essa non era completa­mente minorata nel cervello, ma neppure del tutto normali non poteva parlare e - cosa ben peggiore - non riusciva a controllare i propri bisogni.

Suo padre, quel mattino, si era recato in chiesa per assistere alla Messa e pregare la Madonna. La poveretta in casa era vigilata dalla cognata, che si offriva talora di accudirla e tenerle compagnia.

Stava lei appunto recitando il Santo Rosario, mentre in duomo la gente era intenta alla preghiera, quando all'improvviso esclamo:

"Oh, Madonna cara, se tu veramente appari nel nostro duomo, fa' gua­rire questa povera infelice!".

In quello stesso momento, la donna completamente guarita e fuori di sé dalla gioia, si univa alla cognata nella recita del Rosario.

Impossibile descrivere la commozione del padre, allorché al suo ritorno in casa trovò la figlia guarita.

Questo fu il miracolo che destò il maggior stupore fra la popolazione, ri­conosciuto anche dai medici come il più importante e significativo, in quanto doveva escludersi del tutto qualsiasi suggestione di massa.

Dopo alcuni anni la miracolata morì ma vive tuttora un suo fratello, il quale è in grado di fornire ogni testimonianza al riguardo".

 

LA MISSIONE DI PIERINA

 

Da una lettera di Pierina al Vescovo Mons. Luigi Morstabilini, ot­tobre o novembre 1971: la minuta disponibile non è datata.

"Ecc.za Rev.ma Mons. Vescovo!

Dopo giorni di preghiera e consigliatami, rispondo al Suo scritto. Anzi­tutto debbo precisare una cosa... che non mi sono mai trovata nella disubbidienza col ricevere gente. Come sa Ecc. Rev. ma l'udienza che ebbi da Lei il 24-6-69, quando le portai il Messaggio della Madonna e al me­desimo tempo mi parlò della gente che veniva da me..., io le risposi che riguardo alle Fontanelle ho sempre ubbidito, ma in merito alle persone... qui c'e di mezzo la carità... Perché io faccio dire a tutti solo tre Ave Ma­ria e poi cerco di consolare chi soffre... mamme che piangono perché hanno i figli che si perdono... spose abbandonate... parenti di sacerdoti che... A loro cerco di dare conforto portandoli alla fiducia nella grazia del Signore e della Madonna... Lei mi disse:

“Alle Fontanelle no, non ci devi andare, questo in casa tua lo puoi fa­re"

Dal 6 agosto 1966 la gente non mi ha più vista al luogo delle grazie di Maria che continuamente fa e nemmeno non ho più dato al pubblico Messaggi della Madonna!

Ecco il perché mi trovo tranquilla di coscienza... (non ho mai disubbidito); ho cercato solo di fare del bene al prossimo che soffre.

Certo non posso negare alla gente di aver visto e parlato con la Madon­na; ne sono indegnissima, ma questa è la verità e fino che vivo non po­trò mai negare una si grande grazia.

- Poi riguardo al consiglio che Lei Rev.mo Mons. Vescovo mi da di tro­varmi un'altra sistemazione in città..., questo ha una grande difficoltà finanziaria. Ho solo di pensione Lire 23.000 mensili.

- Poi la gente verrebbe ancora a trovarmi, come aveva dato inizio quando ero dalle Rev.de Suore.

- Ritirarmi ancora presso un Convento come ho fatto gia per 20 anni, ora ho 59 anni di età e non mi sentirei più di fare tale passo sia mo­ralmente che spiritualmente... Solo il Signore conosce certe cose che io ho passato in quei 20 anni, per amore di Lui ho saputo accettare fino a quando si è manifestata la Sua Volontà di ritornare al mio paese.

Mi dispiace Ecc. Mons. Vescovo a non poter eseguire un suo desiderio... ma se Ella Rev. ma desidera un colloquio ben volentieri mi sento onora­ta e a voce potrei spiegare ben altre cose che io subisco... ma per amore del Signore sono sempre pronta a perdonare chi lancia calunnie e da nel medesimo tempo dispiaceri non solo a me, ma alla Madonna e fa­stidi ai Ven.ti Superiori.

Oh! Se ci fosse più carità, più comprensione, più amore nei figli prediletti del Signore... quante cose spiacevoli non succederebbero... Ancora prima che io ricevessi il Suo scritto ero gia avvertita delle disposizioni che Ella Rev.ma doveva prendere nei miei riguardi con la venuta del nuovo Parroco... Pazienza! tutto per amore del Signore!... Anzi anche del nuo­vo Rev. mo Parroco io sarò sempre ossequiente parrocchiana...

Nell'attesa di una Sua gentile risposta o colloquio offro preghiere alla Madonna affinché l'aiuti e la consoli nel Suo delicato lavoro Vescovile e dia tante grazie sopra la Sua amata diocesi, specie su Montichiari.

Inginocchiata ai Suoi piedi umilmente imploro paterna benedizione nel Signore.                                        Dev. ma diocesana Gilli Pierina

 

MIRACOLI E SEGNI SOPRANNATURALI

 

Come abbiamo riferito in precedenza, durante l'apparizione dell'8 dicembre 1947 nel duomo di Montichiari, accaddero tre miracoli sorprendenti; un quarto ebbe luogo prima del collocamento della statua di Maria SS. nel duomo.

La statua, infatti, era stata portata in processione prima di essere collocata in chiesa. Il regolare procedimento necessario all'indagine sulle guarigioni miracolose, verrà preso in esame, speriamo, dalle competenti autorità ecclesiastiche.

Nel frattempo sono pervenute informazioni su altri numerosi mi­racoli, degni di una precisa e severa documentazione; si tratta di fat­ti, a cui non siamo in grado di dare una spiegazione naturale.

Ne riferiamo sommariamente alcuni.

 

ALCUNE GUARIGIONI MIRACOLOSE

 

Una signora di Firenze venne guarita dal cancro. In seguito la stessa signora consegnò a Pierina Gilli il certificato medico, che con­fermava la completa guarigione.

Un uomo di Dolzano aveva subito un grave infortunio e in con­seguenza non sarebbe stato in grado, per la durata di un anno, di la­vorare e avrebbe dovuto servirsi delle stampelle. Dopo essersi im­merso nella fonte di Fontanelle, guarì e poco dopo poté riprendere il suo lavoro normale. Si unì dopo al pellegrinaggio di ringraziamento, raggiante di commozione e di gioia.

Un tedesco arrivò un giorno a Fontanelle ammalato di polmoni­te; dopo aver bevuto l'acqua della fonte che la SS. Vergine aveva toc­cato con le sue stesse mani, guarì all'istante.

Una ragazza sedicenne, accompagnata dai genitori, si recò dalla Gilli, lamentandosi di forti dolori al petto. Si misero allora tutti in pre­ghiera davanti alla statua di "Rosa Mistica" nell'oratorio, poi si recaro­no alla fonte per bere. Quindi un medico, mediante una radiografia, constatò con terrore che un ago lungo 4 cm stava infitto nel polmo­ne della giovane, in prossimità del cuore.

Quell'ago stava già da 13 anni nel torace e precisamente in se­guito ad un intervento chirurgico. Per salvare la poveretta vi era solo una possibilità: estrarre l'ago. Mentre i medici stavano per estrarlo, l'a­go si spezzò in due parti, agevolando così l'opera dei chirurghi. L'o­perazione ebbe dunque pieno successo e la ragazza si ristabilì in sa­lute entro poco tempo.

I medici parlarono di un vero miracolo e si rallegrarono per l'ot­timo esito di quel rischioso intervento chirurgico. I due pezzetti del­l'ago, della lunghezza di 2 cm l'uno, vennero consegnati a Pierina co­me prova indiscutibile della grazia ricevuta.

Il 15 agosto 1973 i genitori con la figlia si recarono a Montichia­ri per un doveroso atto di ringraziamento a "Rosa Mistica".

Il 15 ottobre 1972, con un grande autobus di pellegrini, arrivò a Montichiari una signora sulla sessantina, che soffriva di una grave for­ma di artrite. Già da parecchi anni aveva mani e piedi storpiati e deformati dalla malattia. Le sue estremità erano come irrigidite con grossi nodi duri.

Scesi dall'autobus, quei pellegrini si affrettarono verso l'oratorio di "Rosa Mistica", trattenendosi a lungo in preghiera per ottenere la gua­rigione della povera signora. Ed ecco che, davanti agli occhi di tutti, la poveretta venne guarita istantaneamente e completamente; cessò l'intorpidimento degli arti, che tornarono normali e non furono più necessarie le scarpe ortopediche.

Raggiante di gioia e piangendo lacrime di riconoscenza, essa si avviò a piedi nudi e senza stampelle verso l'uscita dell'oratorio.

Un'indescrivibile commozione pervase tutti i presenti, che si profusero in ringraziamenti a "Rosa Mistica" per aver operato un miraco­lo subitaneo ed evidente.

 

 

MIRACOLOSA GUARIGIONE DELLA MADRE DI UN SACERDOTE

 

Il fatto è accaduto a Malavicina, in provincia di Mantova. Oliva Sudiro Zanotto, di 80 anni, venne miracolata e guarì da una gravissi­ma forma di eczema, che le aveva deturpato in 42 anni di malattia, braccia, gambe e viso, sfigurandola così da farla sembrare una leb­brosa.

Tutti i rimedi si erano rivelati inutili, nonostante le amorevoli cu­re del figlio medico e malgrado numerose degenze in cliniche e ospedali. Il miracolo della guarigione avvenne nottetempo: una sera, come al solito, l'ammalata si coricò e al mattino appresso, svegliandosi, si accorse, stupefatta, di essere guarita. Ciò avvenne nel settembre 1968. I familiari della miracolata vollero allora dare a quella guarigione lar­ga pubblicità. Prima però, attesero il verdetto dei medici, per avere l'assoluta certezza della scomparsa del male.

Professori, medici, infermiere, che ebbero in cura la signora Oli­va Sudiro, hanno riconosciuto unanimemente che solo un miracolo poté ridarle la salute.

Un giorno, noi desiderammo conoscere di persona la fortunata si­gnora e la trovammo nella sede parrocchiale di Malavicina, dove ella viveva con il figlio sacerdote, parroco del luogo.

"Tutta la mia vicenda - così ella ci disse con commovente semplicità -sta nel fatto che io da 42 anni ero molto ammalata e nessuno mi pote­va guarire. La Madonna vi è riuscita in una sola notte! Io stessa ne so­no ancora stupefatta. La mia malattia - così continua la Sudiro - ebbe inizio nel 1927 dopo la nascita di mio figlio, che è divenuto medico in che modo io me la sono buscata non lo so da principio si gonfiarono le mani, poi il viso e le gambe, la pelle si copri di pustole, provocando un insopportabile prurito il sangue non circolava più, si formava il pus e anche le gambe si coprirono di ferite purulente. Dovevo fasciarle conti­nuamente per evitare che insudiciassero la biancheria.

Siamo povera gente, non avevamo il denaro necessario per il medico e non potevo stare a lungo in ospedale.

Continuai a lavorare in casa, cercando rimedio nelle erbe medicinali, che invece di giovarmi mi recarono danno. il periodo peggiore era du­rante l'estate, avevo notti insonni e a stento reprimevo il lamento. Di giorno dovevo lavorare nei campi,. avevo un figlio in seminario e il più giovane studiava medicina, per cui il denaro era più che necessario, ed io d'altro canto non volevo intralciare le loro aspirazioni. Col lavoro nei campi, le ferite erano soggette alla polvere e al sole, perdevo le unghie dei piedi e anche quelle delle mani, il gonfiore del viso mi chiudeva talmente gli occhi da non poter vedere più nulla.

Soltanto la fede in Dio mi aiutò a sopportare tale croce. Se oggi penso a quello che ho passato, non riesco a comprendere come ho potuto so­pravvivere senza impazzire. Quando mio figlio si laureò in medicina, mi portò dagli specialisti, fui portata negli ospedali, senza ottenere il minimo giovamento. In seguito mi ammalai pure di diabete. Un giorno si scopri che dai miei piedi si staccavano brandelli di carne e così anche dalle mani, sembravo una lebbrosa e non avevo il coraggio di uscire di casa.

Nel settembre 1968 ebbi la visita di un frate che, nel vedermi, in quello stato tanto pietoso, mi offrì una bottiglietta d'acqua miracolosa della Madonna di Montichiari.

Io non conoscevo questa località né i fatti cola avvenuti, straziata dai continui dolori, decisi di tentare e mi lavai con l'acqua offertami le fe­rite alle gambe, al viso e alle mani.

Quella sera mi addormentai subito e mi svegliai all’Ave Maria; dopo tan­ti anni, era quella la prima notte che trascorrevo in un sonno profondo.

- Mi sento meglio, - dissi a mio marito. - Voglio alzarmi e andare a Messa.

- Tu non uscirai, - egli mi rispose, - sai bene che non riesci a reggerti sulle gambe

Ma io misi i piedi a terra e mi rizzai, mi sentivo bene e andai in chie­sa. Intuivo che qualcosa di strano era accaduto in me e, arrivata a ca­sa, mi tolsi le bende. Con immenso stupore vidi che le piaghe erano spa­rite e le ferite giù cicatrizzate, tutto il male era scomparso; anche le brac­cia e le mani erano guarite e anche il viso era tornato normale.

Mio figlio e mio marito mi guardavano stupefatti e quasi increduli. Io ri­petevo:

“È stata la Madonna! È un vero miracolo! Non potevo persuadermi che una tale grazia fosse toccata proprio a me".

 

La Signora Sudiro terminò così il suo racconto, mentre mi mo­strava le mani e le braccia del tutto normali.

 

ALTRE GUARIGIONI MIRACOLOSE

 

Nel luglio 1974 vennero alle Fontanelle due sacerdoti cecoslo­vacchi. Uno soffriva di sclerosi multipla, l'altro, da anni, di un grave male alla spina dorsale.

Tutti e due pregano prima nella cappella, poi davanti alla fonte. Il secondo scende con grande fatica nella vasca dove confluisce l'ac­qua della fonte, ed è istantaneamente guarito. Pieno di gioia, innalza

le mani, si getta in ginocchio, esegue senza fatica tutti i movimenti di ginnastica.

Due sacerdoti tedeschi, un parroco e il suo cappellano assieme ad altre persone, sono testimoni oculari di questa guarigione. Con im­mensa commozione e gioia, il sacerdote cecoslovacco confessa che da anni non soffriva soltanto di grandi dolori, ma che non si poteva nem­meno muovere. Ora non sente più niente e non sa più cosa fare dal­la contentezza. Continuamente fa tutti i movimenti immaginabili per convincersi che è realmente guarito.

Il sacerdote cecoslovacco, affetto da grave forma di sclerosi mul­tipla, scende pure nella vasca. Anche lui prega con tanta fiducia, ma non viene guarito. Al vedere il suo confratello guarito, è preso da amarezza, ma lentamente comprende che la sua sofferenza è volontà di Dio. Sempre di più gli viene la certezza che la Madonna gli donerà forza per portare la croce secondo la volontà di Dio, per la sua sal­vezza e quella degli altri.

Nell'eternità comprenderà ancora di più che a lui è stata donata nel Mysterium Crucis una grazia più grande che al suo confratello.

Un altro miracolo avviene ad una giovane zingara ventenne, che giunse a Fontanelle assieme al marito.

Dopo il parto di un figlio è sempre sofferente e cammina curva come una vecchia. I medici non l'hanno potuta aiutare, anzi è peg­giorata sempre più. Perciò qualcuno la consiglia ad andare a Fonta­nelle e chiedere la guarigione alla Madonna.

Pierina Gilli prega pure con lei e l'esorta ad andare alla fonte mi­racolosa e fare il bagno nella vasca. La donna obbedisce e con l'aiu­to del marito entra nell'acqua, prega con fiducia e viene quasi istan­taneamente guarita.

La Domenica in Albis 1974 viene a Montichiari un impiegato del­le Poste di Rovereto, di Òi anni. Egli racconta:

"Quattro anni fa fui portato all'ospedale di Rovereto. Mi sentivo male da morire. Dopo diverse visite mediche fu fatta la diagnosi: cancro linfatico in stato avanzato. Sentivo che stavo male. I miei congiunti mi porta­rono 1' acqua delle Fontanelle, che la Madonna ha toccato due volte con le sue mani e della quale Ella stessa nella sua apparizione aveva detto:

“Dono a questa sorgente le mie grazie".

Con grande fiducia presi l'acqua e pregai con i miei la Madonna "Rosa Mistica". La guarigione segui quasi istantaneamente e i medici erano fuori di sé quando non videro più nessun male. Contro la prassi medi­ca mi diedero più tardi anche l'attestato medico per iscritto, che qui ri­porto:

 

Ospedale Civile di Rovereto Divisione Chirurgica generale

 

Primario: prof dr. Mario Reich

Verona, 273.1970

Copia Referto istologico

 

L'esame istologico della linfoghiandola del sig. Gino Giori dimostra so­stituite le strutture della linfoghiandola da un tessuto tumorale formato da cellule di stirpe istiocitaria, di dimensioni superiori a quelle di un linfocita, irregolari, con discrete oscillazioni volumetriche e accompa­gnate ad una discreta quota di connettivo reticolare.

Sulla base dei reperti suddetti, ritengo si possa concludere con la diagnosi di reticolosarcoma.

Fto: prof. Natucci

 

Ero giacente in una grande sala dell'ospedale, nella quale c'era una fi­la di malati con la stessa mia malattia (cancro). Tutti sono morti. Io so­lamente sono stato guarito. Da quattro anni il mio stato di salute è sem­pre uguale e mi sento benissimo.

Vengo diverse volte all'anno a Montichiari, per ringraziare la Madonna per la meravigliosa guarigione concessami".

 

La signora Rina Di Puppo, di 32 anni, domiciliata a Bolzano, Via della Roggia 5, fu dai medici dichiarata affetta da Pemphigus e rico­verata nella clinica di S. Orsola a Bologna, nel settembre 1965.

Le furono praticate tutte le analisi e tutte le cure del caso per la durata di tre mesi.

Tornata a casa per un breve periodo, l'ammalata venne nuova­mente ricoverata in clinica a Bologna per altri due mesi. Tornò quin­di in famiglia, ma il suo male si aggravò, le piaghe si diffusero per tut­to il corpo ed ella dovette ritornare in clinica, per altri due mesi, dopo di che venne trasportata all'ospedale civile di Bolzano. Il suo sta­to fisico era assai grave e si temeva dovesse soccombere da un'ora al­l'altra.

L'ammalata rimase in quell'ospedale per ben sei mesi. Seguì in ef­fetti un leggero miglioramento e la povera Rina poté tornare final­mente in famiglia. Ai primi di marzo 1969, però, il male era ricom­parso e in forma talmente grave che la paziente non era più in grado di nutrirsi.

Il suo corpo era un'unica piaga e il suo caso venne alla fine di­chiarato inguaribile dai medici.

Passarono più di due anni, quando nell'agosto 1970, una rivista pubblicò un caso di guarigione miracolosa con l'acqua delle Fonta­nelle di Montichiari.

Allora una buona persona, fattane provvista, ne portò una por­zione alla signora Di Puppo.

Fu allora che avvenne l'impensabile e accadde il grande miraco­lo, che ridonò la gioia dell'esistenza alla povera ammalata.

La signora Rina lavò con quell'acqua il suo corpo, ne bevette, sor­seggiandola a stento, poiché non tollerava nessun alimento; quindi co­minciò ad alzarsi, a muoversi, e venne dimessa dall'ospedale di Bol­zano clinicamente guarita.

Essa è ora in ottimo stato di salute, convinta che la sua guarigio­ne è veramente completa e che le fu concessa per intercessione del­la SS. Vergine "Rosa Mistica". Perciò desidera rendere pubblica questa grande grazia.

Riportiamo alcuni attestati, procurati, garantiti e firmati dal sacer­dote Don Cornelio Bertagnolli di Bolzano.

 

1.  Allegato

Conferenza di S. Vincenzo De' Paoli - Parrocchia S. Pio X - Bol­zano

                                                                   Bolzano, 12.8.1972

 

Attesto di aver conosciuto questo caso ed averlo anche seguito.

                                            La Presidente        La guarita

Ft. Elvia Zago  Fto Rina Di Puppo

2. Allegato

Ospedale Civile di Bolzano - Via Druso, 189 - Tel. 45.253 Dr. Franco Torregrossa - Medico Chirurgo, Specialista in Dermatologia, Assistente nel Rep. Dermatologia

 

Ospedale Civile di Bolzano

Rep. Dermatologia Primario:     Prof. Dr. Francesco Galla

 

Oggetto: Ricovero della sig.ra Rina Di Puppo

Bolzano, 8.8.1)72

 

La signora Rina Di Puppo è stata ricoverata qui con la diagnosi di Pemphigus volgare ("Pemphigus vulgaris') e cioè nel reparto per Malattie veneree - Dermatologia di questo Ospedale civile di Bolzano, dal 5.7.1966 al 15.1.1967; dal 4.4.1967 al 2.5.1967 al 2.9.1967; dal 1.3.1968 al 30.11.1970.

 

Ospedale civile della citta di Bolzano Fto: Dr. Franco Torregrossa

 

E siccome stiamo parlando di fatti straordinari e miracolosi, vo­gliamo anche segnalare che sui luoghi delle apparizioni molti visita­tori percepiscono talora, tutt'ad un tratto, un meraviglioso profumo di fiori.

 

GUARIGIONI DI PERSONE INDEMONIATE

 

Una signora molto scossa nei nervi, incapace di lavorare, venne liberata da un fastidioso spirito maligno e muto. Nessuno aveva potu­to ridarle pace. Giunta, però, a Fontanelle, venne subito liberata mi­racolosamente da quella ossessione.

Anche un giovane aviatore milanese, in età di 40 anni, vessato dai demoni, venne graziato a Fontanelle.

Un altro caso serio capitò allorché una giovane signora, di 32 an­ni si recò un giorno da Pierina Gilli, accompagnata da suo marito. Non appena entrò nell'oratorio, la giovane cominciò a bestemmiare e la Gilli pensò si trattasse ancora di ossessione demoniaca. Senza per­dere la calma, recitò tre Ave Maria e poi comandò:

"Smettila di bestemmiare Dio e la Madonna. Questo è un luogo sa­cro, vattene via di qui!".

A questo punto, la giovane che aveva tanto strepitato crollò; si calmò senza più ricordarsi di nulla, e piena di stupore e di gioia disse:

"Ora tutto mi sembra più facile, così leggero, mi sento liberata da un peso tremendo".

In seguito Pierina venne a sapere che la giovane signora era da tempo angosciata dal timore di avere un bambino e questa angoscia la tormentava tanto da renderle la vita simile a un inferno. Un giorno senti parlare delle apparizioni di Montichiari. Con l'ultima speranza, prima di cadere nella più cupa disperazione, quella famiglia si recò con la povera ammalata a Montichiari. Giunta che fu nell'oratorio di Pierina, il demonio la lasciò libera e definitivamente se ne parti da quell'anima.

Pierina, dopo avvenuta l'evidente liberazione condusse i due gio­vani sposi davanti alla statua di "Rosa Mistica", dove essi promisero commossi fino alle lacrime, di vivere con l'aiuto di Dio una vita vera­mente cristiana.

Passato qualche mese, i due sposi vollero ritornare a Montichiari ed in quella occasione annunciarono con viva gioia di essere in tre­pida attesa di un bambino. Nacque, infatti, una bambina che,in se­gno di riconoscenza, venne chiamata Maria Grazia.

 

Il  13 luglio 1974, giorno di "Rosa Mistica", una signora ricevette la seguente grazia:

"Soffrivo terribilmente di una ossessione diabolica. Ad un tratto sentivo un fetore diabolico talmente insopportabile da farmi vomitare, credendo di soffocare e di morire. Mi prese una grande paura della morte che non posso nemmeno descrivere. Non solo sentivo io un tale fetore, ma anche mio marito ed i presenti, sebbene per essi non fosse così forte e terribile come per me. Non appena qualcuno aveva la forza di fare una croce, spariva tutto. E non era solo il fetore la cosa più terribile per me, ma an­cora di più quella che io non potevo sopportare nemmeno la luce. Potevo resistere solamente in una stanza tutta oscura. Poi vennero cose ancora più terribili: la tentazione del suicidio, la disperazione più nera, la pau­ra della dannazione. Non posso nemmeno descrivere cosa ho sofferto.

Anche i miei congiunti hanno sofferto un vero inferno con me. Ora so­no guarita e liberata e posso solo ringraziare, ringraziare...".

 

Così il racconto della donna.

L'autore di questo libro è a conoscenza di altri casi analoghi, per i quali finora non è avvenuta alcuna liberazione. Sembra che si tratti di una specie di "ossessione di riparazione” una delle più pesanti e difficili vocazioni alla riparazione che esista.

Santa Teresa la Grande chiama questi stati "notte oscura dell'ani­ma", o forse è la partecipazione al grido disperato del Signore sulla croce: 'Mio Dio, mio Dio, perché mi hai abbandonato?".

Questo grido disperato del Signore sulla croce non era soltanto uno sfogo, ma ancora più: riparazione e salvezza per tanti. Così de­vono essere vedute queste eccezionali vocazioni alla riparazione.

 

AIUTI SPIRITUALI E CONVERSIONI STRAORDINARIE

 

A Montichiari si recano anche molti seminaristi, studenti di teolo­gia in gravi crisi di vocazione, parecchi dei quali decisi ormai ad ab­bandonare la chiamata al sacerdozio, a causa delle tristi condizioni in cui si dibatte la Chiesa di oggi.

Giunti, però, presso "Rosa Mistica" di Montichiari svaniscono i loro dubbi e ritrovano forza e coraggio per proseguire nella vocazione scelta.

Alcuni di essi sono già stati ordinati sacerdoti e confidano sempre nell'aiuto della SS. Vergine, perché continui la protezione divina su di loro e tenga sempre accesa in essi la luce e la gioia ditale vocazione.

 

SACERDOTI E RELIGIOSI RINNOVATI NELLA VOCAZIONE

 

Un giovane sacerdote, consacrato da appena un anno, cadde ben presto in una grave rilassatezza spirituale e morale, a causa di troppe insidie di donne senza coscienza.

Dopo aver commesso peccati gravi, egli pensò che fosse meglio abbandonare il suo ministero sacerdotale.

Ricorse allora a Pierina, la quale maternamente lo incoraggiò a non disperare, e assieme pregarono a lungo davanti. alla statua di "Ro­sa Mistica" Madre della misericordia e rifugio dei peccatori.

Poco dopo, il giovane sacerdote ricevette la grazia, cioè la forza della conversione. Con una santa confessione, la potenza del maligno venne stroncata e quel sacerdote si mantenne sempre fedele ai prin­cipi propri della sua alta vocazione.

Un religioso di circa 30 anni, già sacerdote da alcuni anni, dopo un serio dissenso con i suoi superiori, abbandonò con grande ama­rezza il suo ordine.

Da un paio di anni non celebrava più la Santa Messa, mentre dal lato economico era riuscito a farsi una buona e sicura posizione. Cio­nonostante, non gli riusciva mai di trovare la vera pace e tranquillità necessarie.

Un giorno, sentendosi più inquieto del solito, si recò da Pierina a Montichiari, dove trovò la forza di confidarsi con lei. Quel colloquio costò all'ex frate un sacrificio enorme; gocce di sudore gli bagnavano il volto ed infine non poté trattenersi da un pianto disperato.

Pierina cercò di confortarlo più che le fu possibile e gli disse:

"Padre, lei è rimasto sacerdote di Dio ora e sempre. Confidi nella misericordia e nell'aiuto della Madre della misericordia".

Il povero sacerdote, singhiozzando, rispose:

"Oh, che cosa ho mai fatto?!".

Pierina lo condusse davanti alla statua di "Rosa Mistica”; dove pregarono a lungo; egli fece in seguito una sincera confessione. Pri­ma di ripartire, Pierina gli chiese una benedizione sacerdotale, che egli le impartì con lacrime di riconoscenza.

Tre mesi dopo, superate molte e gravi difficoltà, egli poté rien­trare nel suo Ordine ed ora vive in grande umiltà e spirito di espia­zione.

Il 13 luglio 1974, giorno dedicato a "Rosa Mistica'; si trovano fra i pellegrini due chierici religiosi, ambedue decisi a lasciare la loro vo­cazione. Stanno tutto il giorno a Montichiari, vedono i numerosi pel­legrini coi loro pensieri e con le loro pene e vengono presi dall'at­mosfera di preghiera e fiducia che ivi regna. La sera dichiarano a Pie-

rina Gilli, prima di partire, che in quel giorno è avvenuto interna­mente in essi un cambiamento totale, che prima di venire non avreb­bero creduto possibile.

Quella giornata di preghiera a Montichiari ha donato ad essi ben chiara e rinnovata la vocazione per il sacerdozio e la vita religiosa.

Felicissimi lasciarono Pierina. Una vocazione salvata al sacerdozio di due giovani è forse un miracolo di grazia più grande che la guari­gione di una malattia.

Ma questi due religiosi non sono gli unici ad aver salvato la loro vocazione.

 

"ROSA MISTICA" SUSCITA NUOVE VOCAZIONI

 

Parlando delle apparizioni del 1947, abbiamo rilevato l'importan­za del messaggio di "Rosa Mistica”; che prometteva nuove vocazioni alla Chiesa, nelle diocesi e negli istituti religiosi. Alcuni fatti lo con­fermano.

Racconta, infatti, Pierina Gilli:

“Alcuni mesi fa venne da me una suora e si lamento:

"Io sono la maestra delle novizie nella nostra congregazione religio­sa, ma non ho più novizie e nemmeno aspiranti. Che cosa devo fa­re?".

Pierina la esortò a pregare con coraggio, impegno e fiducia as­sieme alle consorelle, Maria "Rosa Mistica", perché Ella ha veramente promesso nuove e buone vocazioni. Inoltre le promise anche la sua preghiera e il suo sacrificio. La maestra delle novizie partì assai confortata nella sua fiducia verso la Madonna. Non passò molto tem­po, infatti, che, raggiante di gioia tornò a Montichiari per ringraziare "Rosa Mistica" con tre giovani aspiranti, che inaspettatamente erano entrate nella sua congregazione. Tutte e tre hanno fatto poi la vesti­zione.

Un altro caso analogo: La superiora di un monastero di clausura racconta:

“Da tredici anni non entrava nessuna postulante nella nostra comunità.

Da quando abbiamo letto il libretto: 'Maria, Rosa Mistica'; abbiamo fat­to con grande fiducia una novena a "Rosa Mistica" per ottenere voca­zioni. All'ultimo giorno della novena si presentarono inaspettatamente due buone candidate, che sono gia entrate nella nostra congregazione.

Per noi tutte ciò è una meravigliosa ed evidente grazia di "Rosa Mistica" che ha ascoltato la nostra supplica".

 

UN PROFESSORE CONFERMA LA SUA CONVERSIONE

 

Un professore, certo A.L.P., si convertì davanti alla statua di "Ro­sa Mistica" a Fontanelle, il 27 settembre 1970. Poco dopo, egli tenne davanti ad un circolo di amici un'ampia e circostanziata descrizione di tanto suo improvviso cambiamento.

Riportiamo qui solo alcuni brani tra i più significativi:

"Vi promisi un giorno - egli disse - di raccontarvi com’è avvenuta la mia conversione. Premetto, pero, che ciò non deve servire ad influenza­re chicchessia.

Dio cerca continuamente di salvare le anime delle sue creature e più ancora quelle che si sono maggiormente smarrite, allontanandosi dal suo Cuore amoroso, fuggendo alla folgorazione della sua luce, perché es­se comprendano che solo nel raggio di quella luce riconosceranno tosto i loro peccati. In quanto a me non so dire precisamente per quanto tem­po siano durati la mia negazione di Dio, il mio scherno, il mio cinismo. fo lapidai il suo Divin Corpo, incoronai di spine il suo capo, lo flagellai crudelmente con il mio pessimo carattere e la mia vita peccaminosa. Feci, purtroppo, rivivere al Crocifisso la sua Passione pia orrenda, rimet­tendolo in croce infinite volte.

Ero un peccatore immerso nelle tenebre piu profonde, in procinto di precipitare nell'eterno abisso, se una mano pietosa non mi avesse risol­levato.

La Provvidenza mi aveva, però, messo accanto una sposa assai buona. Oh, quanto ella ha sofferto! Quante furono le sue umiliazioni! Ella fu vittima della mia esistenza peccaminosa. Dio soltanto e la Madonna sanno ciò che lei ha sofferto per causa mia. Con fede e fiducia inesau­ribili ella implorò la mia conversione, recitando il Santo Rosario. Spesso mi chiedeva di pregare, di ascoltare qualche Santa Messa, di accostarmi ai Santi Sacramenti, di accompagnarla ad un pellegrinaggio. Ma pia lei cercava di indurmi a queste pie pratiche, più io divenivo intrattabile.

Un giorno, per avere un po' di pace e poterle dimostrare che in qualche cosa l'accontentavo anch'io, l'accompagnai ad un piccolo santuario, ri­dendo dentro me stesso come cosa insensata e proponendomi di burlar­mi di lei sulla via del ritorno, tormentandola perciò sempre di più.

Il 27 settembre 1970, dunque, accompagnai mia moglie ad un piccolo santuario, dove, si diceva, era apparsa la Madonna e precisamente in località Fontanelle di Montichiari. Entrai nella cappella con aria sprez­zante ed arrogante e subito notai con interesse, davanti a me, la sta­tua di una Madonna alta circa due metri, rivestita di un bianco man­to. Meravigliato, mi soffermai un attimo presso quella statua, che, non esito a dichiarano, era di una bellezza e perfezione rare. Ero colpito dalla dolcezza di quegli occhi, che erano nel contempo anche molto tristi. Compresi tosto che qualcosa di inimmaginabile era avvenuto dentro il mio cuore, qualcosa di completamente nuovo. Pensai allora che nessun artista avrebbe potuto scolpire un simile capolavoro senza una mano divina che lo guidasse in continuazione. Ebbi perfino la sensazione che gli occhi di quella statua fossero vivi e mi seguissero nei miei passi.

Tutto ciò mi causava anche un certo timore perché, dopo tutto, mi rico­noscevo indegno di tanto favore. Ma quello sguardo mi seguiva inesora­bile ovunque io volgessi i miei passi. Poi tutt'ad un tratto, sentii che le mie gambe si piegavano e, senza volerlo, mi trovai in ginocchio sulla so­glia della cappelletta.

Tutta la mia arroganza, la mia superbia e ambizione erano scomparse ed io piangevo. Piangevo lacrime amare di pentimento.

Sentivo che dentro di me era accaduto qualcosa di straordinario, che non potevo né comprendere né spiegare. Seguì quindi un primo tempo, in cui dovetti sostenere una lotta tremenda fra il mio orgoglio e il continuo richiamo dell'amore materno di "Rosa Mistica" e in quei momenti mi parve persino di vedere delle lacrime su quel bellissimo viso. Ciò che provai in quel punto non lo posso descrivere. Rividi come in un baleno tutto il mio passato obbrobrioso e vergognoso, sentendo una indicibile amarezza e pentimento. Mai nella mia vita ebbi una commozione così profondamente sentita: avevo compreso di aver ottenuto una grazia. Gioivo dentro me stesso perché mi sentivo come invaso da una vera pa­ce e tranquillità, sommerso nell'infinito amore di "Rosa Mistica".

Lasciai quella cappella come un essere nuovo. In un primo tempo non dissi nulla a mia moglie. I giorni che seguirono furono per me una con­tinua riscoperta di Dio, della sua infinita misericordia e del suo amore.

Il sacramento della confessione valse ad accrescermi, la gioia interiore e mia moglie non tardò molto da accorgersi del mio cambiamento.

Da allora ci recammo ambedue, pia volte, in pellegrinaggio a "Rosa Mi­stica" di Montichiari con il cuore traboccante di riconoscenza.

                Firmato: A.L.P."

 

UN PASTORE PROTESTANTE A MONTICHIARI

 

Nell'apparizione del 22 luglio 1973 la Madonna aveva detto:

'”l miracolo pia evidente sarà il ritorno dei figli alla vera fede, al vero amore verso il Signore, al quale seguirà l'unione dei figli e la pace per il mondo intero".

Non è questo forse l'adempimento ed ancor più la chiara spiega­zione della promessa fatta a Fatima dalla SS. Vergine, che già nel 1917 aveva promesso:

“Alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà e ci sarà la pace?".

Un giorno viene da Pierina Gilli un uomo, che tiene nelle mani una edizione in lingua tedesca del libretto "Maria, Rosa Mistica". Sa qualche cosa d'italiano. Ad ogni modo Pierina comprende cosa egli vuol dire e domandare. Le fa capire che è un pastore protestante te­desco, e poi le rivolge la domanda decisiva:

"Cosa dice la Madonna del problema dell'unita della fede (e dell'unita delle chiese cristiane?)".

Pierina confessa:

"Prima ero sconcertata per questa domanda veramente inaspettata, ma dopo mi comportai come spesso mi capita quando mi viene rivolta una domanda imprevista, alla quale non posso rispondere sul momento. Ele­vo una breve preghiera al cielo:

“Madonna cara, dammi ora la risposta giusta". fo feci anche in questo caso e mi venne come un lampo d'ispirazione.

Dissi allora a questo pastore protestante:

"Lei è venuto da me attraverso un giardino e ha visto certamente la bel­la e bianca statua di marmo, che è nello stesso giardino. Sul piedestallo sono incise le meravigliose parole pronunciate dalla Madonna il 13 maggio 1966 a Fontanelle:

"L'amor mio materno vuole abbracciare l'umanità intera". Guardi, si­gnor pastore, che con questo la Madonna dice chiaro e bene che non è soltanto per noi, ma che Lei è Madre di tutta l'umanità, di tutti gli uo­mini, perché tutti sono creati dall'amore paterno del Signore e perché siamo stati redenti dal sangue di Cristo. Sulla croce il Redentore l'ha da­ta a tutti gli uomini come Madre ed Ella tuttora vuole esserlo. Purtroppo gli uomini ed anche i cristiani sono ora divisi tra di loro e litigano. Ogni madre terrena soffre per questo, soffre se i propri figli non vanno d'ac­cordo o se litigano.

Una buona madre ha sempre il desiderio di riunire nell'amore e nella pace tutti quelli che ama. Ciò vale soprattutto per questa Madre celeste.

Ella non è di ostacolo alla unione dei cristiani nell'unica vera fede ed ancor meno nell'amore, ma bensì un vero e valido aiuto:

"Il mio amore vuole abbracciare tutta l'umanità!'; vuoi dire che non si tratta solo di una pia formula o di un semplice desiderio. Dietro a que­sto c 'e molto di più: Ella interverrà con tutta la sua energia e potenza presso il Signore contro la forza dell'infimo e del diavolo, il più acca­nito nemico della pace e della concordia. Ella ha promesso qui a Mon­tichiari che l'unificazione dei cristiani nell'unica fede e poi la pace nel mondo intero, realmente verranno. Prima, però, debbono precedere non solo parole, ma preghiera e sacrificio. Preghiera e sacrificio otterranno il miracolo più evidente: il ritorno dei figli alla vera fede.

Il Pastore protestante diventò dapprima pensieroso, poi, conclu­de la veggente, mi disse:

"Pierina, lei ha risposto alle mie domande assai meglio di quanto aves­si aspettato ed immaginato".

Poi la pregò di recitare assieme il Pater Noster in latino e anche l'Ave Maria. Infine rimase ancora per un po' di tempo in silenziosa preghiera nella piccola cappella.

 

SEGNI NEL CIELO PER UN PELLEGRINAGGIO CROATO

 

Il 14 agosto 1974, vigilia della festa dell'Assunzione di Maria SS., arriva a Montichiari un pullman dalla Jugoslavia con pellegrini croati, guidati da un sacerdote. Pregano per molto tempo nella cappella di Pierina Gilli, poi la salutano cordialmente e vogliono ripartire. Poco dopo Pierina sente davanti alla sua casa gridare forte. Guarda fuori della porta e vede tutti i pellegrini prostrati per terra; sui loro visi si leggevano sentimenti di spavento e di angoscia. Tutti guardavano in direzione del duomo. Sono le ore 15 pomeridiane e gli sguardi di tut­ti sono rivolti al sole, che a quell'ora è ancora molto alto in un cielo limpidissimo.

Adesso guarda anche Pierina in direzione del sole e vede che es­so somiglia ad un disco argenteo luccicante, nel quale si può fissare lo sguardo senza sforzo alcuno.

Tale disco rotea pazzamente e getta raggi dappertutto. Vicino al sole v e una grande nuvola bianca, che prende la figura di una don­na bianca con un manto assai ampio. Dapprima ella sta ferma vicino al sole, ma dopo vola attraverso il sole in direzione del cielo.

Il cielo è azzurro senza nuvole. Piano piano e con maestà, que­sta nuvola ascende ancora attraverso il sole, verso l'alto e si disfà più tardi lentamente.

Intanto il disco del sole si tinge di colori dell'arcobaleno, colo­rando i dintorni con una bellissima luce variopinta.

I croati dapprima hanno creduto che il sole, che ballava nel cie­lo, stesse per cadere sulla terra e la fine del mondo fosse già venuta. Per lo spavento caddero in ginocchio e gridarono dal terrore e dalla disperazione. Ma quando videro la nuvola bianca, che aveva forma e figura di una Madonna col manto, che lentamente, attraversando il so­le e con maestà, saliva verso l'alto e il sole che si mostrava in un gio­co di colori variopinti, capirono che a loro fu concesso di vedere un segno prodigioso del sole come a Fatima.

 

L'INSEGNAMENTO DEI PONTEFICI

SUL CORPO MISTICO DI CRISTO E "ROSA MISTICA"

 

Riportiamo adesso brevemente la parola del Pontefice sopra un argomento tanto importante.

 

Pio XII dichiarò alla fine della sua enciclica sul "Corpo mistico di Gesù Cristo" (29.6.1943) quanto segue:

"Possa la SS. Vergine Madre di Dio implorare per tutti un amore schiet­to verso la Chiesa. fa sua santissima anima fu più di ogni altra ripiena dello Spirito Divino di Gesù Cristo. Ella diede il suo consenso in nome di tutte le creature umane, affinché tra il Figlio di Dio e la creatura uma­na si celebrasse una specie di matrimonio spirituale. Sopportando valo­rosamente le sue indicibili sofferenze, più di ogni altro credente in Cri­sto, Ella è grande Regina dei martiri e accompagna il corpo mistico di Cristo la S. Chiesa, nata dal Cuore trafitto del redentore, con lo stesso amore, con la stessa cura, con la quale Ella si prodigava attorno al bam­bino Gesù.

Al suo Cuore Immacolato noi abbiamo consacrato fiduciosi tutti gli uo­mini.

Possa Ella, raggiante ora nella gloria celeste accanto al suo Figlio, im­plorare ricchi fiumi di grazia sul capo supremo e su tutte le membra del corpo mistico. Possa Ella, con la sua efficace intercessione, proteggere la Chiesa anche oggi come nei tempi passati e ottenere anche per tutta l'u­manità una vera pace"

 

QUARTA PARTE

 

MARIA PELLEGRINA TRA GENTI E PAESI

 

LETTERE DAL MONDO

 

PREMESSA

Il Rev.do R Thaddaus Laux, che guidò innumerevoli pellegrinag­gi dalla Germania alle Fontanelle, ebbe l'iniziativa di far eseguire Sta­tue di Maria Rosa Mistica, di formato maggiore e minore, perché spe­dite a chiese, sacerdoti, missionari e laici impegnati fossero usate non solo per essere venerate in cattedrali o cappelle, ma anche e special­mente fossero portate come "Madonna Pellegrina" da una parrocchia all'altra, di casa in casa, da ospedale in ospedale. La diffusione dita­le iniziativa in tutti i continenti (perfino nel Papua - Nuova Guinea), divenne un impresa di grande importanza e di notevole peso finan­ziario, per il grande numero di richieste e per la concessione, spesso gratuita delle Statue, con altri oggetti religiosi.

Per sostenere questa attività sorse un'opera con molti collabora­tori, chiamata "OPUS ROSA MISTICA", all'indirizzo: Wittenbusch 54, D

-  4300 ESSEN, Germania.

Il R Thaddaus morì santamente il 10 marzo 1994, ma l'opera con­tinua per la dedizione e l'energia del suo direttore, il Signor Horst Mehring, al quale sono indirizzate molte delle lettere che riportiamo più avanti tradotte dagli originali e, per ragioni di spazio, riprodotte nelle parti più interessanti in numero limitato.

Allo scopo tuttavia di dar un'idea della vastità di questa diffusio­ne stralciamo dalla diligente registrazione dell'OPUS ROSA MISTICA i dati del secondo semestre del 1994 (Lista N. 222).

In questo periodo furono spedite 112 Statue della Madonna da far pellegrinare (Pilgermadonnen), 27 Statue grandi per Chiese (Kirchen­màdonnen) e 188 Statue per le case (Hausmadonnen).

Delle prime e delle seconde è registrato che il 2 luglio furono por­tate alle Fontanelle di Montichiari per essere benedette dalla Madonna.

Ed ecco le nazioni delle località alle quali furono spedite queste Statue:

Europa: Germania, Austria, Francia, Belgio, Italia, Ucraina, Slo­vacchia, Polonia, Danimarca; Svizzera, Lituania, Romania, Croazia, Slo­venia; Asia: Kuwait, Bahrain, Pakistan, India, Singapore, Indonesia, Ci­na, Vietnam, Corea, Filippine, Giappone; Africa: Uganda, Ghana, Be­nin, Kenia, Tanzania, Nigeria, Sud-Africa; America: U.S.A., Canada, Brasile, Argentina, Perù, Columbia, Inghilterra, Paraguay, Uruguay, Pa­nama, Venezuela, santo Domingo; Oceania: Australia, Papua - Nuova Guinea.

Molte lettere, provenienti da paesi lontani con la richiesta di nuo­ve spedizioni, informano sull'accoglienza delle popolazioni nei riguar­di di Maria Rosa Mistica, e non di rado, attestano grazie straordinarie e fatti miracolosi.

In particolare l’"OPUS ROSA MISTICA" ha pubblicato una scelta d'informazioni provenienti da una ventina di nazioni, secondo le quali la Statua o l'immagine della Madonna Rosa Mistica ha lacrimato, in certi casi con lacrime di sangue.

Tuttavia le lettere di cui diamo qui una piccola scelta non sono in­teressanti solo per qualche notizia difatti straordinari, ma anche e prin­cipalmente per la testimonianza della prodigiosa diffusione della devo­zione a Maria Rosa Mistica e per il fatto che tale devozione promuove la diffusione della fede nelle terre di missione, la rinascita della vita cri­stiana nei paesi dov'essa si era raffreddata oppure è particolarmente minacciata, favorisce le numerose conversioni, segno di una "presen­za" personale di Maria verso ogni genere di persone, attraverso il pel­legrinare delle sue immagini, alla ricerca delle pecorelle perdute.

 

DALL'ALBANIA

 

Scrive il Padre Simon Jubani, Shkoder, Albania, in data 5.12.1993. Carissimo Horst Mehring, molte chiese e molte case sono entusiaste della Sua Madonna Pellegrina; gli Albanesi vi hanno trovato molti favori, molti valori umani sono di nuovo ristabiliti, molte famiglie tormentate hanno trovato pace e armo­nia, molte guarigioni e conversioni hanno fatto costatare la presenza della Santissima Vergine.

Beati Loro, Horst Mehring e Padre Laux che collaborate con noi per l'e­stensione del regno di Dio e per la venerazione del culto di Maria, per la salvezza di così preziose anime. Per quanto riguarda il caos albanese, la nostra Chiesa è l'unica forza morale, culturale e politica in un Paese dove perfino nella Capitale non è ancora stato risolto il problema della fornitura dell'acqua, ecc.

Io prego per Lei e per il Padre Taddeo Laux perché lavorate con noi per l'estensione del Regno di Dio e per la salvezza delle anime tanto pre­ziose.

Con riconoscenza

Padre Simon Jubani, Shkoder

 

DALL’INGHILTERRA

 

Scrive il religioso Br. Paul Davis O. S. J., Mission of St. John of Jerusalem, 2 Bellevue Cottage, Yeoval Road, BIDEFORD, N. Devon, U.K. EX395 HF, in data 9 settembre 1993.

Caro Horst Mehring,

il Signore Vi benedica e sempre Vi conservi. Quale gioia al mio cuore quando ricevetti la bella Statua di Nostra Signora Rosa Mistica! Non pos­so ringraziarvi abbastanza per avermi concesso il privilegio di collocar­la con grande onore nella nostra piccola Cappella. Qualche anno fa ho avuto il grande privilegio di incontrarmi con la signora alla quale ap­parve la Benedetta Madre e parlai sull'argomento di questa devozione... Una volta ho potuto essere in pellegrinaggio processionalmente a Fonta­nelle, anche se allora avevo solo una statua piccola di Rosa Mistica.

Sono convinto senza alcun dubbio che fu Essa a salvare le nostre vite. Nel nostro viaggio in Italia noi fummo coinvolti in un bruttissimo incidente: è proprio un miracolo il fatto che nessuno di noi rimase ucciso l'autobus era un completo rottame e dovette essere rimorchiato. Aveva­mo una immagine di Rosa Mistica, sul parabrezza, e benché questo fos­se totalmente fracassato, l'immagine non subì alcun danno e tutte le no­stre vite furono salve.

Io ero seduto in fondo all'autobus vicino alla Statua collocata su un sedue. La cosa sorprendente fu che questa Statua non solo era rimasta an­cora allo stesso posto quando avvenne l'incidente, ma che pochi giorni prima quando eravamo a San Damiano, aveva pianto lacrime. Vi era­no molti testimoni di questo avvenimento.

Avevo promessa questa Statua a un altro sacerdote di mia conoscenza, così alla fine andò a lui. A quel tempo io non capivo che questo fatto esi­geva di essere riferito ufficialmente all'autorità religiosa.

Prima che avvenisse l'incidente, ad ogni persona nella vettura fu dato un piccolo lembo di stoffa con sopra quelle lacrime, ciascuno aveva be­nedetto se stesso con quella stoffa. Fu non molto dopo che avvenne l'in­cidente.

Dio solo è buono! Avevo un 'altra Statua di Rosa Mistica, l'amavo molto, ma purtroppo compresi che mi dovevo separare da essa. Vi era una ca­ra signora che soffriva di una grave infermità. Sperava di mettere in at­tività un gruppo di preghiera, ma non aveva alcuna Statua. Le ho dato l'unica che avevo, che ora, mi è stato detto, viaggia in diversi luoghi, co­sì è diventata una vera Statua Pellegrina...

Mando a Voi ogni benedizione e prego Nostra Signora e Nostro Signore Gesù di guidarVi e proteggerVi perché portiate avanti il compito impor­tante che il Cielo ha posto nelle Vostre mani.

 

DALL'UCRAINA

 

Scrive a nome della Comunità del villaggio (Stary Kuty) Boitschuk Iwan Jurowytsch, GUS-SND-UKRAINA 28524.

Iwano-Frankiwska Obl., Kussiwskyj Rayon, selo STARY KUTY Wul. Mitschurina 55, lettera ricevuta il 19-10-1993.

Stimatissimo Sig. Horst Mehring e stimatissima Signora Maria Blum, noi vi mandiamo per mezzo del Vostro amico Josef Maria de Wollf un dono per la Vostra Organizzazione. Voi avete dato gia tanto aiuto alla nostra Chiesa e al nostro popolo e continuate ancora a darne, e noi, gente sem­plice del villaggio non possiamo ringraziarvi degnamente.

Pertanto Vi preghiamo di gradire il nostro modesto dono come segno di riconoscenza e di grande stima.

Rosa Mistica è la nostra carissima Madre e dopo Dio è il bene più alto... Solo Lei può portare e unire gli uomini a Dio. Ma tutto questo può farlo Rosa Mistica mediante gli apostoli dell’Amore sulla terra. E questi apo­stoli dellAmore noi li vediamo, cari benefattori, nella Vostra opera, in Voi che inviate queste meravigliose Statue e con le corone del Rosario, medaglie, immagini e libri continuate a mandarle in tutto il mondo...

Noi ucraini greco-cattolici Vi ringraziamo con tutto il cuore per i vostri benefici, cari benefattori,. Iddio e Rosa Mistica benedicano Voi e la Vo­stra Patria, la Germania, e mediante la Vostra opera questa benedizio­ne si trasmetta a tutto il mondo...

(Allegato) Insieme con il dono Vi mandiamo due lettere di ringrazia­mento per le Statue ricevute e altre dodici lettere con una richiesta di Statue di Rosa Mistica.

Cari benefattori, non respingete, Vi prego, le richieste di queste famiglie.

Attualmente Rosa Mistica compie in pieno senso opera missionaria in tutta l'Ucraina, perché non solo i Cattolici, ma molti Cristiani Ortodossi vorrebbero avere la Statua di Rosa Mistica. Di questo ci rallegriamo mol­to, perché la nostra cara Rosa Mistica non è soltanto madre nostra, ma anche Madre degli Ortodossi e degli altri Cristiani...

Il mondo è dominato da massoni e satanisti, che sono penetrati perfino nella Chiesa. Noi possiamo aspettarci ore oscure di persecuzione. Poiché qui gran parte della gente lo sa, si raduna attorno a  altari con la Sta­tua e si affida a Rosa Mistica e alla sua potente intercessione...

La nostra odierna difèsa è il Rosario, gli atti di riparazione, la frequen­za alla Santa Messa, la Confessione e la S. Comunione. Queste sono le armi che possiamo usare con l'aiuto e l'assistenza dell'Immacolata Ver­gine Maria.

Con sensi di alta stima,

Iwan Bujischuk

 

DALL'UKRAINA

 

Lettera della signora Kowaltschak Justyna, GUS-SND-UKRAINA 283520, Ternopilska Obl., Salschtschytskyj Rayon, selo CHMELEWA, giunta il 16 maggio 1994.

Cari fratelli e sorelle in Cristo!

Con profondo inchino mi rivolgo a Voi con la richiesta di una Statua di Rosa Mistica, di immagini, rosari, ecc. Se è volontà di Dio e Vostra, pro­curate a me, ai miei figli e nipoti questa grande gioia. Voi stessi sapete che qui non abbiamo oggetti religiosi, ma ci teniamo saldi nella fede cat­tolica, soffriamo tutte le difficoltà e le umiliazioni da parte di uomini che non riconoscono il Santo Padre. Perciò vi rivolgiamo ancora la richiesta di libri religiosi e specialmente di una Statua di Rosa Mistica, Madre no­stra: Ella è il nostro aiuto con le lacrime agli occhi la preghiamo perché ci aiuti a restare fedeli fino alla morte nella fede in Cristo.

Una signora del nostro villaggio una volta aveva ricevuto da Voi un pac­co d'immaginette, allora tutti noi abbiamo mendicato che ce ne desse al­meno una, perché qui non ve ne sono. Così mi sono decisa di scrivere a Voi, forse è volontà di Dio che ci mandiate qualche cosa.

Nel nostro villaggio abbiamo un giovane seminarista; raramente si tro­vano giovani così pii. Si chiama Wolodymyr e ha consacrato la sua vita a Dio, è un santo figliuolo. Mi ha detto che anche lui Vi ha scritto e fi­nora non ha ricevuto niente, ma attende fiducioso di ricevere qualche cosa... Io ho gia dei nipotini e vorrei regalare loro qualcuna delle belle cose che Voi mandate come immaginette, rosari, medaglie.

State sani. Noi aspettiamo.

 

DALLA UTUANIA

 

Lettera del Parroco R Michaele Stonys, Respublikos 71, 5280 Bir­zai, LITAUEN; giunta in data 10-05-1994.

Egregio Signor Horst,

sono felice perché la Statua di Rosa Mistica è arrivata in buono stato. il pacco mi ha arrecato una grande gioia. Tutto il contenuto di esso è va­lido e prezioso. Anzitutto la meravigliosa Statua, ma anche le immagini in formato maggiore e minore, i rosari, gli scapolari bruni, le medaglie e tre copie dell'immagine di Rosa Mistica molto adatte per essere attac­cate all'automobile.

Molti preti e altre persone mi hanno chiesto queste immagini. Tutti vo­gliono avere la protezione di Rosa Mistica nel viaggio, durante il quale spesso possono accadere molti e imprevisti incidenti.

Come Ella sa, il nostro popolo ha un grande amore alla Madre di Dio. Proprio prima del mese di maggio ho loro distribuito belle immaginette alle famiglie.

Ho anche spiegato loro come devono formare il Cenacolo. E la Statua ha incominciato a viaggiare di casa in casa. fa Statua pellegrina è il più caro ospite in ogni casa. È dappertutto bene accolta e cordialmente ono­rata, perché a tutte le case che Essa ha visitato ha donato pace, amore, benessere.

Signor Horst, Ella ha portato nella mia comunità parrocchiale il rinno­vamento spirituale. Io e tutta la comunità pregheremo insieme per lei, perché il Buon Dio le dia buona salute.

Per l'onore di Rosa Mistica Ella ha esercitato una grandissima attività in tutto il mondo.

Iddio la rimeriti all'infinito. RaccomandandoLa a Rosa Mistica rimango a Lei riconoscente.

P.      Michaele Stonys

 

DALLA LITUANIA

 

Lettera del Sac. R. Skrinskas, Cvirkos 10, 4430, Jurbar as LIETUVA, giunta il 30 maggio 1994.

Caro Signor Horst Mehring.

Oggi ho ricevuto il pacco con una Statua di Rosa Mistic    ari, meda­glie, preghiere. Noi tutti Vi ringraziamo molto per la vostra gentilezza. il popolo di Dio e i bambini saranno felici per l'aiuto Vostro alla devozio­ne verso nostra Madre. In questo tempo noi cattolici di Lituania abbia­mo problemi con le sette protestanti, che parlano contro la devozione a Nostra Signora, specialmente la setta Ulf Ekman dalla Svezia. Le imma­gini con le lacrime di sangue sono di grande aiuto per noi. E il video-film 'Apparizioni Mariane del XX secolo’; che ho ricevuto da Josef Stoll aiuta in modo fantastico.

Ho mostrato questo film a tutti gli alunni della mia scuola, che vengono alle lezioni di religione.

Ma con i vecchi religiosi che si trovano in Jurbarkas noi abbiamo rela­zioni amichevoli.

Vi ringrazio tanto. Dio vi benedica sempre! fa cara Madonna protegga ed aiuti tutti i benefattori!

Sac. R. Skrinskas

 

DALLA LITUANIA

 

Scrive Suor Aldona Valionyte, Setos 20-1, 5030 KEDAINIAI, LIE­TUVOS RESR in data 23 - 03 - 1994.

Egregio Signor Mehring,

cordiali ringraziamenti per la Statua di Rosa Mistica e per gli altri re­gali. Le mando un paio di fotografie del Pellegrinaggio.

Il 29  agosto 1993 ci siamo riuniti per onorare la Madre di Dio e per ri­parare le offese che le vengono arrecate. La Statua fu portata in chiesa, fu celebrata una S. Messa, poi Rosa Mistica fu trasportata in un altro quartiere della citta.

La Madre di Dio fu onorata con preghiere, prediche, poesie, furono poi recitati tre rosari; alla sera fu portata ancora in una famiglia.

Una signora viveva non molto devotamente, quando la Madonna la vi­sitò per nove giorni; adesso va ogni giorno in chiesa e ai Sacramenti. Una coppia di conviventi mi pregò di portare in casa loro Rosa Mistica. fa gente mi disse che non dovevo farlo, perché i due non andavano in chiesa e non erano fedeli praticanti. Quelli mi pregavano fra le lacrime, allora portai a loro la Madre di Dio.

Per nove giorni abbiamo pregato e cantato in casa loro, poi parlammo insieme. L'uomo e la donna vivevano insieme senza essere sposati in chiesa.

La donna era sposata gia per la terza volta e i due precedenti mariti vivevano ancora.

Mi chiesero come si poteva condurre una vita regolare. Risposi: o vivere assieme come fratello e sorella, oppure separarsi. Mi dissero che sarebbe stato molto difficile, bisognava riflettere per via dell'abitazione. Dopo un anno vivono separati. L'uomo ha comperato un'abitazione alla donna. fui è vedovo, ha sposato una vedova e vive con la benedizione della Chiesa. fa donna, i cui precedenti mariti sono ancora vivi, è sola, va spesso in chiesa, canta nel coro e vive in modo esemplare. Tutti sono stu­piti di come Rosa Mistica abbia cambiato la loro vita...

Io lavoro in una biblioteca cattolica e ho circa 200 lettori. Purtroppo ci mancano libri religiosi; forse può venirci in aiuto, ma solo con libri in lingua lituana, perché nessuno legge in russo.

Un grandissimo ringraziamento da tutti gli abitanti di Kedainiai, at­tualmente Maria visita i villaggi.

Con riconoscenza.

Suor Aldona Valionyté

 

 

DALLA LETTONIA

 

Scrive in russo il monaco studita (ordine religioso cattolico di ri­to orientale), Bralis Maksimos Sergeis, Ritupes iela 34 dz. 69, p. RIGA, Latvijas Republika LV-1019, in data 15 marzo 1994.

Sia lodato Gesù Cristo! Le scrivono i frati-monaci di Lettonia. Noi vivia­mo in una piccola Fraternità di cinque persone. Nei momenti difficili della nostra vita claustrale ci rivolgiamo alla Immacolata Madre di Dio, Rosa Mistica.

Grazie a Rosa Mistica noi troviamo sempre una via d'uscita da tutte le situazioni senza speranza.

Ringraziamo Iddio per questa grande grazia che ci ha elargito per mez­zo della Madre della Chiesa di Cristo, Rosa Mistica. Nel nostro tempo, nel quale gli uomini in gran parte sostengono opinioni ateistiche, aspirano alla ricchezza e al guadagno e così vendono e tradiscono Cristo, il Cle­ro e i Monaci devono supplicare Rosa Mistica per i traviati, affinché il Regno della Madre di Dio possa essere ristabilito in queste anime e in es­se Cristo possa avere il suo trono.

Al termine della nostra lettera vorremmo rivolgerci a Lei con una pre­ghiera, per avere una statua di Rosa Mistica, davanti alla quale poter pregare la Madre di Dio per l'umanità.

Noi preghiamo per Lei e aspettiamo notizie sui miracoli che avvengono nel mondo per l'intervento di Rosa Mistica.

 

DAL GOLFO PERSICO (BAHRAIN)

 

Il Sac. Gregory Fernandes, RO. Box 3089, Manama, BAIIARAIN (Persian Gulf), in data 5-08-1994, scrisse una lunga lettera al R Tad­deo Laux, informandolo della sua attività missionaria e delle grazie ot­tenute da Rosa Mistica, con la Statua della quale promuove una “peregrinazio” tra le famiglie.

Stralciamo alcuni passi:

"Padre, sono lieto di poterLe comunicare che qui ho gia visitato più di 25 case con Rosa Mistica e che è prenotata per settembre la visita a mol­te altre case.

La gente è molto contenta di questo e quasi tutti dicono di sentir intima gioia e di percepire la effettiva presenza della Madonna nelle loro case.

La Madonna secondo il desiderio, rimane otto giorni nelle case. Quan­do io vado a prenderla, le donne si mettono a piangere. In ogni casa distribuisco medaglie, immagini e rosari. Con me anche i membri delle fa­miglie non si stancano di recitare il rosario.

Padre, vi sono molte belle grazie che la nostra Madre Rosa Mistica ha operato in molte case. Sono molto sorpreso nel vedere che la gente si ab­braccia, si bacia e piange. Molte persone hanno chiesto il Suo indirizzo. Penso che abbiano gia sentito parlare di Lei...

In molte case avvengono fatti miracolosi.

Un ragazzo quattordicenne di nome Dabu, che frequenta la scuola in­diana (di immigrati) in Bahrain fu miracolosamente guarito dal can­cro. All'ospedale i medici gli dissero che non vi era più alcuna speran­za. Dopo di ciò sua madre per mezzo di un 'amica prese contatto con me. fe diedi immagini e libri di Rosa Mistica; la Statua stava gia nella casa dell'amica vicina. Le disse che doveva recitare a questo scopo dei rosari alla Madre Rosa Mistica e nello spazio di tre giorni il figlio sa­rebbe guarito. Le chiesi di confessarsi e di pregare. Essa lo fece ed effet­tivamente gli esami medici risultarono negativi. I medici non trovarono piu alcuna traccia di cancro. Ciò avvenne precisamente cinque giorni dopo che il ragazzo aveva lasciato l'ospedale in Bombay...

La signora Vincient, di famiglia cristiana pakistana, mi narrò di aver avuto un grave problema personale che la preoccupava da molti anni e che era stato risolto per l'intervento di Rosa Mistica. Suo marito non cre­dente aveva incominciato a recitare ogni giorno il rosario. Tra loro ritornò un'intima pace...

Molte famiglie (immigrate) mi fecero l'invito di visitare le loro case a Man­galore, in India. Ho promesso di passare dalle loro case. In novembre pren­derò con me da Bahrain la Statua di Rosa Mistica e ne diffonderò la de­vozione a Mangalore, in India. In questi casi la prendo nella mia casa o la lascio nella chiesa; Rosa Mistica mi ispira sempre quello che devo fare...".

 

DAL PAKISTAN

 

Scrive il religioso Bro. Osmund Senewiratne FSC, Khushpur - Chak 51 G.B., Distt. FAISALABAD, Pakistan, in data 19 luglio 1994.

Caro Padre Taddeo faux,

saluti da Khushour, Pakistan! Vi ringrazio molto per la seconda Statua di Rosa Mistica. Presto questa sarà istallata in un remoto villaggio di questo luogo. I Cristiani e i fratelli Musulmani ne saranno felici.

Vi ringrazio anche per i rosari, le medaglie e le immagini. Anche i no­stri fratelli Musulmani ne fanno uso. Le donne musulmane specialmen­te pregano Nostra Signora per i bambini. Quelle che sono sterili ricorro­no a Lei in modo speciale.

Il Padre Bonnie Mendes, parroco a Toba Tek Sing 36050, Pakistan, avrebbe pure desiderio di ricevere una Statua e rosari di Rosa Mistica. Un gran numero di persone hanno nelle loro case un 'immagine grande di Rosa Mistica.

Molti hanno medaglie al collo. Anche alcuni Musulmani portano queste medaglie. fa nostra provvista di rosari è quasi esaurita.

Quando mandate al Pakistan per posta dei pacchi, non usate sacchi o borse. Proprio una buona scatola di cartone è sufficiente. Spesso i sac­chi sono maneggiati senza riguardi. In questa zona vi sono molti cri­stiani che non hanno mai prima d'ora toccato un rosario, così sono molto contenti di averli.

Anche le medaglie sono da loro gradite, perché prima non hanno mai avuto esperienza del loro uso. Noi ringraziamo i benefattori della Ger­mania di questo meraviglioso contributo per il popolo del Pakistan.

Con amore e preghiere

Fratello Osmund Senewiratne, FSQ Direttore del centro Formazione Catechisti

 

DALL'INDIA

 

Scrive il rev.do Fr. Julius Kurbah Syiem, catholic Church. Mary Mother of Good. Umsing-Naya Bunglow 793.105 East Khasi Hills. Me­ghalaya ( India ) in data 18-4-1992 .

Caro padre Thaddaus,

sono molto lieto di potervi scrivere... Da due anni sono stato trasferito dalla mia vecchia parrocchia di Mairang e attualmente lavoro in que­sta comunità. Continuo a propagare la devozione a Maria Rosa Mistica anche in questa parrocchia.

Maria vive con questa gente che ha grande devozione. Ho il piacere, ca­ro padre, di raccontarvi un miracolo che è accaduto a mia cognata. L'8 marzo 1992 Mary Marbaniang, mia cognata e studentessa di medicina si ammalò improvvisamente nel College. Era una strana e terribile ma­lattia che mostrava segni di qualche influsso maligno. Dotti medici e professori la esaminarono per quattro giorni. Ogni genere di ricerca fu fatta, ma senza risultato. Niente di fuori posto fu trovato in lei. In que­sta disperazione i medici mandarono a chiamare da Shillong i genitori che vennero subito. Quanta tristezza quando videro in questo stato la loro figlia, che rispondeva a loro in diverse lingue! Co  l'aiuto di un amico, che conosceva questo genere d'influsso maligno, i genitori sco­prirono che ciò si doveva attribuire al fatto che Mary aveva ottenuto da un suo amico un questionario col quale lei accettava di appartenere a una Lega con influsso maligno. Subito carte e lettere furono spedite in­dietro e subito Mary fu guarita.

Questa studentessa di medicina ritornò in piena salute con i suoi genitori a Shillong. Ma il 13 marzo 1992 Mary si ammalò nuovamente e l'influsso maligno la costrinse a tornare a Dibrugarch. Là i genitori e il padre Sngi fyngdo pregarono per lei e la raccomandarono a Maria Ro­sa Mistica. May la e il giorno dopo si senti di nuovo bene e poté torna­re a casa. Ma il giorno seguente un giovane che aveva accompagnato Mary, fu colpito dalla stessa malattia. Era furioso e violento. Allora mia cognata divenne la sua interceditrice presso Dio e con Maria Rosa MÉ stica scacciò l'influsso maligno e il giovane si senti subito bene.

Tutti presenti confermano che con l'aiuto di Dio la malattia ha abban­donato il giovane per l'intercessione di Maria Rosa Mistica. Perciò mia cognata, i suoi genitori e tutti i vicini ringraziano la nostra cara Rosa Mistica per il Suo soccorso: Maria fu davvero presente!...

Il Signore vi benedica; io prego per la vostra missione.

 

DALL'INDIA

 

Lettera di Sister Bimba Kol, St. Ursula Hospital, Lohardaga RO. Dist. Lohardaga, BIHAR, INDIA, in data 10-6-1994.

... Siamo riconoscenti per la Statua di Rosa Mistica, per le immagini, ro­sari, medaglie, ecc. Questo è il mio secondo resoconto che vi mando. il 19 maggio la Statua fu portata in un villaggio vicino di nome Sarnatoli.

La maggior parte degli abitanti sono indù e pagani. Solo pochi cristia­ni abitano il villaggio e sono in gran parte dediti all'ubriachezza. Tut­tavia alcune persone giovani pregarono davanti alla Statua tutto il gior­no e la notte. Passarono il loro tempo cantando e recitando il rosario.

Durante la preghiera una ragazza ebbe una visione e rimase a lungo in estasi. Poi si mise a piangere. Il sacerdote della parrocchia che era pre­sente le chiese il motivo del suo pianto. La ragazza rispose che aveva visto la nostra benedetta Madre piangere amaramente sull'incredulità e i peccati della gente di questo villaggio.

Dopo questo santo avvenimento la gente ebbe una grande trasformazio­ne del cuore e dello spirito. Molti hanno cessato dal vizio del bere e han­no cominciato a dire ogni giorno le preghiere della sera e a condurre una vita migliore. Circa 250 persone erano là presenti.

Il 24 maggio la Statua pellegrina fu portata in un altro villaggio chia­mato Barwatoli. La gente del villaggio pregò il giorno e la notte davanti alla nostra benedetta Madre. Erano tanto felici! Anche l'anno scorso questo villaggio ricevette la Statua e adesso la gente è migliorata e sono molto felici. Ogni giorno recitano il rosario e alcune famiglie pagane so­no diventate cattoliche...

Il 26 marzo la Statua pellegrina fu portata in un villaggio chiamato Su­barntoli. La gente di questo villaggio ha un livello molto basso di vita morale. Anche l'anno scorso vi fu lì la Statua, e il comportamento della gente è molto cambiato. Ora si comporta molto meglio e ha grande de­vozione e prega tutta notte. Molti vengono alla celebrazione eucaristica e organizzano gruppi di preghiera...

 

DALL'INDIA

 

Scrive il Padre Peter D'Cunha SVD, Catholic Church, Lalchuri, Po­st K.      Colony, Ambrasa 799 289 TRIPOURA - INDIA, in data 11-11-1993.

Caro Signor Horst Mehring.

Saluti dal padre Peter D 'Cunha da una nuova Stazione Missionaria in Tripura, India.

Questa lettera è per ringraziarvi delle vostre cinque Statue di Rosa Misti­ca che mi avete mandato in cinque pacchi, per i pacchi di croci, meda­glie dorate, scapolari, rosari, immagini da incorniciare di Maria Rosa Mistica di formato maggiore e minore, le immagini di Rosa Mistica piangente, le immaginette, le croci con la figura del Crocifisso, le foto­grafie di devozione a Rosa Mistica raffiguranti molti paesi del mondo... Vi erano anche i libri di preghiere e altri libri...

Stiamo pensando come meglio programmare la nostra devozione Maria­na con i doni che Voi avete mandato. Le cinque Statue andranno ai nuovi villaggi cattolici, dopo una preparazione conveniente. Sceglieremo i villaggi dove vi sono più cattolici. Tutti questi villaggi sono sulle colline coperte dalla giungla, e io sono sicuro che molti di loro non hanno mai visto finora una Statua di Maria, dato che sono cattolici nuovi, e che non hanno molto contatto col mondo esterno.

I rosari e le medaglie andranno ai nuovi battezzati: voi sarete sorpreso nel vedere con quanta fierezza questi uomini portano i rosari sul loro petto villoso; anche nei bazar portano quest'unico ornamento per pro­clamare la fede in Gesù.

Le immagini andranno alle famiglie cattoliche e a quelle dei nuovi bat­tezzati. Alcuni la metteranno in cornice, quelli che non hanno i mezzi per incorniciarla la incolleranno devotamente sulla parete di bambù.

Le immaginette andranno ai ragazzini della scuola, che le metteranno nei loro libri di preghiere, se ne hanno, nei diari o altri libri.

Questo faremo per dar gloria a Dio e come espressione di ringrazia­mento a Voi, che ci aiutate ad aiutare altri. Le Croci andranno alle fa­miglie cattoliche...

Solo da un anno fa presso questa nuova località abitata da mongoloidi, ma Rosa Mistica ha raggiunto ormai molti luoghi. Vi ringraziamo per­ché ci date la possibilità di introdurre la devozione di Maria anche nel­la tribù mongoloide di Tripura. Un grosso grazie a Voi e al Vostro grup­po di lavoro.

 

DALLO SRI LANKA (CEYLON)

 

Lettera del Signor Bodo W.A. Perrea, "Lake Side" Charles William Road, WENNAPPUWA - SRI LANKA, in data 7-4-1994.

Al Sig. foseph F Arsenault.

Sarete molto meravigliato di ricevere questa lettera dal lontano SRI LANKA. La Santa Vergine Maria Rosa Mistica mi conduce a rivolgermi a Voi per questo favore. Il 25 novembre uno dei miei amici mi ha presta­to una Statua di 28 pollici (70 cm) di Maria Rosa Mistica per un mese, da tenere in casa per pregare. Nel mio giardino vi sono quattro case, cioè la mia casa e le tre case che appartengono ai miei figli. La nostra intenzione era di tenere la Statua in queste case e pregare. I miei vicini che venivano anche loro a pregare, desideravano la Statua. Il proprieta­rio concesse malvolentieri la Statua per un certo tempo. Dal 25 novem­bre la Statua ha visitato 46 case in 8 parrocchie.

Oggi la Statua è prenotata fino al settembre 1995, tre giorni in ogni ca­sa. Nelle 46 case che ha visitato noi raccomandavamo alla gente di ve­nire a pregare durante il giorno e di praticare anche l'Ora Santa. Ogni giorno alle 6.30 pomeridiane si recitavano le 15 decine del rosario. Que­sto è obbligatorio in ogni casa. Io mi rendo presente in tutte le case per il rosario intero e guido la preghiera con due miei amici. Durante i pas­sati cinque mesi solo sei giorni non fui presente.

Nei tre giorni durante i quali la Statua rimane nella casa non sono per­messi la televisione, i dischi, le cassette, le bevute e le partite. fa gente se­gue queste prescrizioni con entusiasmo. Ho scoperto che in quasi tutte le case durante questi giorni la gente si astiene dalla carne e dal pesce e mangia solo in modo vegetariano... Molto modestamente devo dire che tutto questo non è opera nostra: Rosa Mistica attira a riunisce grandi masse.

Molte guarigioni e fatti miracolosi avvengono durante questo pellegrina-re della Madonna. Se io potessi avere un 'altra Statua di 28 pollici, sarei in grado di abbreviare i lunghi tempi di attesa. Perciò Vi prego seria­mente di aiutarmi ad avere un 'altra Statua di Rosa Mistica. Sarebbe una grande benedizione per il mio apostolato.

Vi prego, prendete in considerazione la mia richiesta e fatemi avere la Statua al più presto possibile. Nello stesso tempo riceverei volentieri an­che immagini e scritti su Rosa Mistica. Vorrei lasciare come ricordo un 'immagine ad ogni casa dove la Statua si ferma in visita. Noi non trattiamo di danaro in questo apostolato. Soltanto ci aspettiamo che la gente metta a disposizione una vettura per il trasporto della Statua.

Mi dispiace, non posso mandarvi nessun contributo. il nostro Paese non permette di mandare danaro all'estero, per la cattiva situazione econo­mica, causata da dieci anni di guerra etnica.

Spero e prego che prendendo in considerazione la mia richiesta. Grazie.

Il Cuore Immacolato di Maria Rosa Mistica benedica Voi e la Vostra Fa­miglia. Vostro devoto nell'amore del Santissimo Cuore di Gesù.

Bodo W A. Perera

 

DALLE FILIPPINE

 

Scrive il frate Br. Bernard C. Santos, 453 Celestian Village, Egy, Sepung Calzada, 2300 TARLAC, Tarlac, Philippines, in data 4-5-1994.

Caro fratello Horst Mehring,

Shalom! La Statua per la chiesa è arrivata il 27 aprile in buone condi­zioni. Nella Crociata per la Pace insieme con Suor Luz Lugay siamo mol­to impegnati a propagare la devozione a Rosa Mistica. Dovunque io va­da Essa attira sempre la gente e abbondano le manifestazioni religiose

sul posto dove si trova la Statua. È abituale che vi siano guarigioni e conversioni.

In questa lettera vi sono accluse delle fotografie che dimostrano come è viva da noi l'opera di Rosa Mistica. A proposito, siamo molto lieti di ave­re finalmente una grotta per Rosa Mistica a Ej, Carangian, Tarlac. I proprietari del posto hanno offerto una certa parte della loro terra per la grotta. Essa fu benedetta dal Padre Nic Rodriguez l'lì febbraio scorso. il giorno seguente, con nostra grande sorpresa, è scaturita una sorgente proprio a cento passi dalla grotta.

Al presente numerose persone vengono a visitare il posto e gia vi sono rapporti di guarigioni avvenute nella sorgente. Noi cerchiamo di docu­mentarle tutte nel caso che il nostro Vescovo voglia aprire un processo informativo riguardante Rosa Mistica.

Persone di quasi tutte le parti del Paese hanno visitato il luogo, special­mente gli ammalati, che cercano la guarigione dalla nostra Celeste Ma­dre Maria Rosa Mistica.

La grotta fu anche segnalata durante la scorsa Settimana Santa in un giornale locale delle Filippine. Spero che Suor Luz Lugay Le abbia scrit­to gia prima sulla grotta e la sorgente. La Benedetta Madre è veramente grande e meravigliosa. Essa non delude mai i suoi figli, particolarmen­te quelli che chiedono la sua potente intercessione. Siamo anche in pro-cinto di aprire un 'altra grotta a Sinillian, Camiling, dove gran parte del­la gente è devota di Rosa Mistica. Vi siamo stati invitati a tenere delle conversazioni riguardanti la devozione a Rosa Mistica. fa risposta della gente è davvero grandiosa, dal momento che la Madonna ha operato miracoli per la gente di questo luogo. Non appena la nuova grotta sarà realizzata Vi terremo informati... In fine io spero che Voi possiate man­darmi una "Statua per chiesa" in tempo, prima della prossima sua festa. Penso di aver meritato di averne una, non Vi pare?

Di nuovo Vi ringrazio per tutto l'aiuto e la vostra instancabile genero­sita per la propagazione della devozione a Rosa Mistica qui nel nostro Paese.

Dio Vi benedica e abbiate sempre pia benedizioni da parte della Bene­detta Madre Maria Rosa Mistica.

Vostro in Gesù e Maria

Br. Bernard C. Santos

 

DALLE FILIPPINE

 

Scrive Grace Dy Nardo, 29 R Zamorra Street, TAGLO DAN CITY, 6500 TEYTE, PHILIPPINES, in data 12-2-1994

(informazione su grazia ricevuta).

1. La madre è una cattolica convinta, il padre era un tipico cinese, cre­sciuto in una famiglia buddista, ma non voleva sapere della fede. La madre aveva conosciuto il Padre Cianemann, di Manila; in seguito a conversazioni tra quel religioso e il padre, questo si e convertito ed ora va regolarmente alla Santa Messa.

Il Padre Clanemann e devoto di Rosa Mistica, ha dato alla madre una Statua e oggetti di devozione.

2. Il 10 marzo 1993 la madre stava leggendo il libro 'MARIA ROSA MI­SIICA" e pregava. Con sorpresa sua e dell'altra figlia Nanci vide che un piccolo petalo di fiore cadeva in vicinanza dell'immagine di Rosa Misti­ca. Si chiesero con meraviglia da dove provenisse il petalo, perché nes­sun fiore si trovava sull'altare. In totale raccolsero dodici petali di rosa.

3. Un amico di nome Caudentio era da una settimana all'ospedale per una occlusione dell'esofago. Poteva deglutire con difficoltà i liquidi. L'8 dicembre celebrarono in casa la festa dell'Immacolata Concezione con 2000 Ave Maria, cioè otto ore di preghiera dalle 9 alle 18. Subito dopo la preghiera la figlia di Gaudentio venne a chiedere aiuto. Lo stato del padre era peggiorato: doveva essere trasportato in elicottero in un altro ospedale a Manila.

In fretta andarono a prendere con sé la Statua e incominciarono a pre­gare nell'ospedale. Dopo pochi minuti Caudentio aprì gli occhi e chiese dell'acqua.

Finalmente poteva bere senza difficoltà.

Dopo di allora egli porta sempre con sé l'immagine di Rosa Mistica. fa successiva visita medica, lì 24 gennaio con loro meraviglia diede, come esito, che tutto era nuovamente a posto...

“A chi prega sarà dato, chi cerca, trova, a chi bussa sarà aperto".

Crace Dy Nardo

 

DAL GIAPPONE

 

Scrive il Padre Joseph Di Prinzio, Beppu City, Japan, in data 3-4-1994.

Caro Horst Mehring,

auguro a Voi una felice Pasqua e molte benedizioni da Cristo Risorto. Purtroppo fui molto occupato durante la quaresima e a Pasqua, cosi non ho potuto scrivere prima. Ogni mese io ricevo da Voi la Madonna (Statue, rosari, ecc) ed ora posso assicurarVi che la devozione a Nostra Signora è conosciuta in ogni parte del Giappone. Vi sono molti gruppi di preghiera diffusi in Giappone che recitano il Rosario, specialmente il 13 di ogni mese. In mezzo a loro vi sono anche Sacerdoti e Suore.

L 'anno scorso ho inviato a Beppu il Padre Gobbi, che è il fondatore di un Movimento Mariano, così abbiamo avuto tre Cenacoli.

Il nostro Vescovo, molti sacerdoti, Suore e cristiani della parte meridio­nale del Giappone vennero qui il 7 e l'8 settembre e parteciparono a que­sti Cenacoli di preghiere. In questa occasione abbiamo onorato la Statua di Nostra Signora Rosa Mistica. Vi manderò alcune fotografie.

Ora vi sono molte persone da paesi stranieri che vivono e lavorano in Giappone. Mi chiedono libri su Rosa Mistica in spagnolo, portoghese, ita­liano, tedesco, russo, ecc. Potete mandarmi qualche libro in queste lin­gue? Domandano anche di avere dell'acqua delle Fontanelle.

Un cristiano della Corea del Sud mi diede una piccola Statua di Rosa Mistica da portare personalmente in Cina. Se voi potete mandarmene qualcuna, io avrò la possibilità di farle arrivare in Cina.

Vi ringrazio molto per l'ultimo Messaggio di Nostra Signora a Pierina Gilli. Vi ringrazio e porgo i miei rispetti a Padre Thaddaus.

In Gesu e Maria.

Fr. foseph Di Prinzio

 

DALLA NIGERIA

 

Scrive Rose Mary Uded, Coordinator, Rosa Mystica Prayer Group, St. Peters Catholic Church, 3 Aniagu Street Garriki Awk, RC. Dox 17703, ENUGU, Nigeria, in data 14-6-1994.

Caro Padre,

saluti nel nome di Geùu! Amen. Questa è per informarvi che ho appena ricevuto il pacco contenente una piccola Statua di Rosa Mistica con og­getti religiosi. L'arrivo di questa Statua ha rafforzato i nostri Gruppi di preghiera.

Sono lieto di comunicarvi che la Statua è stata mandata alla Parroc­chia di S. Michele in Asata-New Haven, nel territorio della città di Enugu, dove è stato fondato un altro Gruppo di preghiera. Essa è sot­to la custodia del Signore e della Signora Ben Anibueze. Abbiamo ini­ziato anche altri Gruppi nella Parrocchia del Sacro Cuore in Uwani­Enugu, dove la Statua di Rosa Mistica era esposta in un locale della Parrocchia.

Un altro Gruppo di preghiera è incominciato nella Chiesa cattolica di S. Giorgio a Ndeaboh nella Parrocchia di Mgbowu...

Da questi centri arrivano notizie di numerosi miracoli. Molte testimo­nianze vengono da persone che hanno presentato le loro richieste alla nostra cara Rosa Mistica. fe ultime testimonianze sono le seguenti.

Il primo caso è di una signora ammalata che ricorse per aiuto a Fratei Uche. Questa Signora stava in Agwu, era membro della setta "Chiesa dei Cherubini e Serafini". Questa Signora era ammalata da lungo tempo, andava da un ospedale all'altro e da una Chiesa all'altra senza ottene­re alcuna guarigione. Fratei Uche le promise: 'Noi pregheremo per te". Egli venne a Enugu durante l'incontro di preghiera e pregammo per quella signora. Essa fu guarita; era oltremodo felice e confesso che non sapeva che una tale miracolosa guarigione potesse avvenire nella Chie­sa Cattolica.

La seconda testimonianza è di una signora il cui figlio stava da diversi anni all'estero, senza visitare la sua patria. fa madre si lamentava, per­ché aveva fatto tutto il possibile per farlo venire, ma quello si rifiutava di visitarla. Venne a dirci tutto questo e chiese le nostre preghiere affinché il figlio tornasse a casa. fa sua preghiera fu presentata alla nostra cara Signora e dopo cinque giorni il figlio tornò a casa. La madre fu felice e ci pregò di ringraziare Nostro Signore e Nostra Signora.

La terza testimonianza riguarda il meraviglioso profumo di rose costa­tato dai partecipanti alla preghiera. Mentre essi pregavano durante l'ar­rivo della piccola Statua di Rosa Mistica, che Voi mi avete mandato e che io avevo consegnato alla Parrocchia San Michele, avvenne questo mira­colo. il reverendo Padre Ohaeri era presente alla preghiera davanti alla Statua. Non appena si iniziò la preghiera il profumo di rose riempì tut­to l'ambiente. Dopo la preghiera il Padre Ohari era felicissimo e confes­sò che quella era la prima volta in vita sua che gli era capitato di sentire questo celeste profumo di rose.

Tutti i partecipanti furono felici. f 'avvenimento ha confermato la fede e ha convertito molti. Infine devo ringraziarvi del buon lavoro che voi fa­te per la nostra cara Signora Rosa Mistica...".

 

DAL SUD AFRICA

 

Scrive Suor 13. Cronic, Holg Cross C., RO. Dox 134, 7405 MAI­TLAND, Cape , South Africa , in data 16-5-1994 .

Cara Signora Pierina,

spero che questa lettera Vi trovi in buona salute. Sono una Suora della Congregazione della santa Croce, lavoro in Maitian e ho una grande devozione per Maria Rosa Mistica. Ho avuto due esperienze molto rare che volentieri vorrei comunicarvi.

Insegno nella nostra scuola di negri in Omtata e ricevo nel mio studio i bambini per pregare Rosa Mistica. Avevo un altare con Rosa Mistica or­nata di molti fiori. Ma vi era tra il nostro personale una insegnante, dot­toressa, alla quale non piaceva che i bambini venissero a pregare, così appiccò il fuoco nella stanza dove era la Statua. il fuoco bruciò tutt'at­torno alla Statua lasciandola indenne. C'era un grosso buco nella scan­sia su cui stava la Statua e le tendine erano bruciate. L 'iscrizione Hail Maria (Salve Maria) sulla parete rimase intatta.

Una seconda volta essa appiccò il fuoco, ma la Statua anche questa vol­ta rimase indenne e vi furono pochi danni attorno. Sentivo che dovevo darvi relazione di questi fatti.

SuorE. Cronin

 

DAGLI STATI UNITI

 

Scrive il padre Fr. Joseph, Holy Transfiguration Monasterv, RO. Dox 217, Redwood Valley, CA 95470 - 0217, in data 5-9-1994.

Caro Signor Mehring.

Vi ringrazio per la Vostra lettera del 22 febbraio, e specialmente per il dono delle pezzuole contenenti le lacrime di Rosa Mistica. Una delle mie amiche (che desidera rimanere anonima), recentemente si sottopose al­le analisi del sangue che rivelarono un livello molto alto di zucchero. Il suo dottore giudicò che avesse il diabete e ordinò molte analisi. Io le mandai una delle pezzuole come mezzo per guarire. Ella pregò chie­dendo a Rosa Mistica di intercedere per la sua guarigione. Quando eb­be fatta la successiva serie di analisi, tutto risultò normale, ella si sente bene.

Quanto a me la mia salute è buona. I medici sembrano del tutto con­vinti che il cancro sia completamente sparito, anche se di tanto in tan­to devo recarmi a fare le analisi di routine.

Grazie che mi tenete presente nelle Vostre preghiere e nella Divina Liturgia.

Sono contento di sentir dire che la devozione alla Madonna Rosa Mistica si diffonde molto bene. L'abate, Padre Bonifacio, manda i suoi salu­ti. Sinceramente in Gesù e Maria.

Padre foseph

 

DALL'ARGENTINA

 

Dalla lettera di Ana Maria Fa Compeny, Hipolito Irigoyen N. ~60, C.R 3400, CORRIENTES - CAPITAL, ARGENTINA, nel fehhraio 1994.

Ancora una volta un cordiale grazie per i bei regali... grande gioia, commossa fino alle lacrime... Quanto entusiasmo nella gente che la Ma­donna visita! Quanta speranza! In realtà vi sono molte testimonianze, specialmente conversioni, e molto importanti...

Racconterò di alcune, come di un uomo che da 40 anni non recitava il Rosario, quanto fu impressionato dalla presenza della Statua e dal suo volto, non trovava parole per esprimerla!

O del giovane Rodrigo di 24 anni che dava molte preoccupazioni alla madre, ed era molto scettico. Quando noi visitammo sua madre con Ma­ria pellegrina, che so4)resa! Egli accolse la S. Vergine e recitò con noi il Rosario, quello delle lacrime e quelle del sangue, è incredibile come si sia innamorato della Madonna e come sia cambiato. Non si confessava da 7-8 anni, e adesso va sempre alla Santa Messa.

Alleluia, gloria a Dio!. Ha abbandonato le scappatoie di notte e le catti­ve compagnie, oggi è il figlio che la madre sognava.

E di una giovane donna, di nome Norma, madre di cinque figlioletti, quanto era commovente vedere come accolse la Madonna. Ella ha un tumore al cervello e quasi non può camminare. Lei stessa la prese tra le braccia e la collocò sul posto preparato. Momento meraviglioso per il quale non vi sono parole. Ora i parenti dicono che comincia a sentirsi meglio.

Un 'altra testimonianza di una mia ottima amica di nome Hilda, che ha una malattia ritenuta normalmente mortale: pancreatite. Andò in Ospe­dale per l'operazione con la Madonna tra le braccia; ora sta bene ed è a casa. Per i medici è un miracolo sia la guarigione, sia la cicatrizza­zione della ferita. Essa è ancora ministro dell'Eucaristia e ama con tut­ta l'anima Maria Rosa Mistica.

E questa non è tutta la storia, perché questa mia amica rimase all'o­spedale 20 o 24 giorni, e Maria era con lei. Durante questo tempo io vi­sitai con la Madonna anche gli altri ammalati, specialmente quelli del­la terapia intensiva. Anche la operava la Madre. Come nel caso di una donna che giaceva in coma irreversibile. Essa per una volta ritornò in sé, chiese un sacerdote e ricevette l'unzione degli infermi prima di mo­rire.

Sia lode alla Madre nostra! Nello stesso ospedale un'altra donna doveva sottoporsi a una operazione difficile. Chiese la Madonna, la toccò, la ba­ciò, si consacrò a lei. il risultato si ebbe subito con la buona riuscita dell'operazione. I parenti vennero a casa della mia amica, si inginocchia­rono a pregare, piansero e ringraziarono Maria Rosa Mistica per questo miracolo.

Quando poi la statua della Vergine fu portata all'ospedale, si sperimentò un meraviglioso atto di amore, perché vennero tutti a salutarla prima della partenza: i medici, le assistenti dei malati, i malati e i loro paren­ti. Così vi sono molte testimonianze. Non c 'è luogo dove arriva la Nostra madre, dove non avvengano fatti miracolosi. È incredibile vedere come Ella apra i cuori che raggiunge con la sua visita, col suo volto, la sua condiscendenza, la sua tenerezza...

Vi mando due testimonianze scritte e la fotocopia del diario dei pellegri­naggi, ma questo non è tutto, perché di alcuni non abbiamo alcuna conferma...

Ancora una cosa molto importante. il materiale da distribuire ci è ve­nuto a mancare. fa gente ha bisogno di immaginette con la preghiera e rosari. È incredibile come la devozione si diffonda. Scrivo durante il la­voro e il tempo è limitato. Nella canta.

Ana Maria

 

DALL'ARGENTINA

 

Scrive Ines Maria Kunrath, 3334 Puerto Rico, Missiones Hogar An­cianas San Antonio, Argentina, giunta l'i 1-12-1993.

Caro, stimato P. I'addaus e Signora Horst!

Oggi mi rivolgo a foro per salutarli e per comunicare che la settimana scorsa sono arrivate in buono stato le quattro Statue di Maria Rosa Mi­stica con tutti gli altri doni, e gia sono in pellegrinaggio. Tutti furono fe­licissimi con Maria Rosa Mistica.

Il mio regalo è ancora qui per alcuni giorni, perché la Statua, che gia avevo, gia da due anni è pellegrina in un villaggio isolato.

Ecco un esempio: C'era un uomo che tornava a casa sempre ubriaco, co­sì diceva la moglie ai vicini, poi si metteva in ginocchio a recitare il ro­sario. Quando si rendeva conto di aver pregato alla rovescia, riprende-va a pregare da capo fino a quando riusciva a pregare bene. E la mo­glie lo derideva per il fatto che ubriaco, recitava il rosario... L'uomo fu guarito dal vizio del bere e la donna è contenta. Cosa avvenne? Maria ascoltò la sua povera preghiera del rosario e convertì uomo e donna, co­sì ora recitano insieme, in ginocchio, il rosario. L'uomo fu guarito dal vizio del bere e la donna dal suo sarcasmo nel beffeggiarlo, si che ora conducono una pia serena vita familiare...

C'è un villaggio chiamato Villa Angela, dove una signora vuole orga­nizzare pellegrinaggi con Maria Rosa Mistica; si chiama MARIA M. de Zago, Av. 25 mayo 1118, Villa Angela, CP. Chago Av. 25 maggio 1118. CC. 3540 Chagi Argentina.

La signora desidera una Statua di 70 cm. Spera sia possibile, poiché in quel luogo vi sono molte sette.

Ogni settario che guadagna un cristiano, riceve una buona paga. Le set­te lavorano con tutti i mezzi ed hanno un alto stipendio al mese. La sol­tanto Maria Rosa Mistica può aiutare, poiché dove sulle porte è appesa l'immagine di Maria Rosa Mistica quelli delle sette passano oltre e non disturbano più!...

P. Taddaus e Signora Horst, le medaglie di Maria Rosa Mistica hanno ope­rato molti miracoli. Ho letto in un libro dove Maria dice: “La mia medaglia è anche per l'acqua, per benedirla; poi bevetela a digiuno e io un po' alla volta vi farò guarire" e molti sono gia guariti per aver bevuto quell'acqua.

Una donna aveva un cancro alla gola, da tre giorni non poteva più mangiare o bere, il collo le si era gonfiato. Era una situazione tremen­da perché ha una famiglia numerosa. Durante la venerazione della Ma­donna Pellegrina venne a pregare un gruppo carismatico. Maria Rosa Mistica ispirò una ragazzina che partecipava di prendere un bicchiere d'acqua e di immergervi la sua Medaglia che era attaccata al rosario. Essa immerse la Medaglia e disse alla donna: "Bevi quest'acqua in ono­re di Maria Rosa Mistica". Quand'ella ebbe bevuto, ogni gonfiore era scomparso. Onore e grazie a Maria Rosa Mistica!

Noi preghiamo che Maria Rosa Mistica vi mandi molti benefattori e col­laboratori che vi aiutino a pagare queste Statue, affinché Maria Rosa Mi­stica possa presto celebrare il suo trionfo in Sudamerica, ecc.

 

DALL'ARGENTINA

 

Scrive Pater Daniel Almada C.R., Instituto Christo Rey, 2134 ROL­DAN, Santa Fe, Republica Argentina, in data 29-6-1994, al Signor Hor­st Mehring dell'Opus Rosa Mistica.

Carissimo fratello in Cristo Re: Deo gratias! Alleluia!

Christus vincit! Christus regnat! Christus imperat! Lo scorso 24 giugno la mia anima fu riempita di gioia per la notizia letta nel Bollettino AICA (Agencia informativa Catolica Argentina) che il Cardinal Joseph Rat­zinger autorizzava per lettera Mons. Galan per il culto di Maria Rosa Mistica, senza tuttavia dir niente, per il momento, delle apparizioni di Nostra Signora a Montichiari - Fontanelle.

Deo gratias! È un passo molto grande! Dio lo rimeriti e la Santissima Ver­gine lo premi di ciò che ha fatto per Lei, per il suo Regno Sociale in que­st'anni.

Ed ora per carità Le chiediamo per una delle nostre cappelle una Statua della Madonna, però di formato più grande. Così apparirà meglio nella cappella. Se ella vuole e può, mi mandi rosari e stampe di Maasmeche­len (Belgio), dove la Madonna piangeva. fe mando un calendario con l'immagine della nostra cara Signora che ha avuto grande diffusione in Argentina.

La benedice e abbraccia in Cristo Re e Maria regina Rosa Mistica.

P. Daniele Almada C.B.

 

DALL'ARGENTINA

 

Stralciamo dalla lettera di Victor H.Colombi, Calle 153, n. 2743, entre 27 Y 28 1884 Berazategni, Provincia Buenos Aires, in data 23-12-1993

"...Non è facile dire che cosa si prova quando si riceve una Statua della Madre Celeste da una terra così lontana. La gioia è indescrivibile e me­narrabile. La Statua che ricevemmo il 1 settembre fu subito destinata al­la visita degli ospedali, dove è grande il bisogno dell'amore vicendevole tra gli uomini e dove si pensa di più al Signore e alla sua Santa Madre. La sua prima visita fu all'ospedale dei bambini di La Plata (città princi­pale della Provincia di Buenos Aires) a causa della preghiera di una madre che aveva la figlia neonata che soffriva di un grosso problema: era nata, infatti, senza trachea ed aveva poche possibilità di sopravvive­re. Questo avvenne il lunedì. La Statua di nostra Signora visitò il repar­to dei neonati che versavano in difficili condizioni di salute tra le lacrime dei medici e del personale. La Madonna passò a visitare tutti e cia­scuno dei piccoli infermi. Il venerdì successivo, la madre, piena di gioia c'informò che era avvenuto il "miracolo”; la trachea del bimbo inco­minciava a formarsi lentamente (qualcosa di impossibile dicono i medici), senza la necessità di eseguire una tracheotomia. Attualmente nostra Signora sta visitando le case della nostra città ottendendo un'altro ge­nere di miracoli. la conversione dei cuori... Grazie per il loro disinteres­sato contributo per la nostra città e tuttavia noi non possiamo fornire al­cun sostegno materiale; siamo sicuri che foro accumulano un grande tesoro in Cielo, il che è proprio la cosa più importante nella nostra vita presente.

Il Signore Gesu e la Santissima Vergine Maria benedicano e li protegga­no sempre. Nella speranza che loro abbiano vissuto un felice Natale, sa­lutiamo tutti di cuore".

 

DALL'ARGENTINA

 

Scrive il R Eugenio Tunkel, ~171 Espartillar, ARGENTINA, in da­ta 25 Aprile 1994.

Caro Signor Horst Mehring!

Ieri con mia grande sorpresa e gioia ho ricevuto il pacco con tante pre­ziose e belle cose della nostra tanto amata e venerata Maria Rosa Misti­ca, e i bei rosari, che qui sono molto ricercati e anche usati.

Della precedente spedizione non avevo più niente. Così posso di nuovo far felici molte persone. Ieri vennero tre uomini dalla città vicina, i quali erano stati da me "contagiati" nell'amore verso Rosa Mistica; gia da Lei hanno sperimentato molto aiuto, e mi chiesero immagini, medaglie, rosari, per poter ulteriormente fare propaganda. Furono felicissimi, per­ché io potei dare loro quelle immagini ecc., che erano appena arrivate.

Della mia salute, del mio successo nella cura delle anime, della mia in­terna felicità, di tutto questo io sono debitore verso la mia celeste Madre Rosa Mistica. È Lei che guida, protegge me e i miei fedeli, che hanno tut­ti una grande fiducia in lei. Ella ci guida al suo Figlio, a Cristo. Al suo fianco noi alla fine riposeremo e saremo eternamente felici.

Iddio rimeriti VS. per questa spedizione: Maria Rosa Mistica fa ricom­pensi riccamente di tutto quello che fa. Con cordiali saluti e benedizioni.

Suo P. Eugenio Tunkel SVD.

 

DAL BRASILE

 

Scrive Frei Junipero Beier, OFM, Rua Pa. Schuler, 81, 88010 - 310 Florianopolis - sc - BRASIL, giunta in data 7 ottobre 1993.

Mio caro e stimato Sig. Horst Mehring,

è più che un dovere di riconoscenza ringraziarla per la spedizione del­le ultime due Madonne Pellegrine, e informarLa di ciò che è avvenuto con esse...

Una specialissima grazia della nostra cara Madre Celeste fu la fonda­zione del cenacolo Rosa Mistica. Dall’Arcivescovo a diversi gruppi di lai­ci trovano modo di praticare gli esercizi spirituali, e sempre secondo lo spirito e la volontà di Rosa Mistica.

Dio sia ringraziato! Davvero si vede e si sente quanto il popolo semplice, ma anche specialmente i nostri seminaristi e studenti di teologia abbia­no fame di Dio e abbisognino di un luogo speciale per lo spirito, dove possano passare alcuni giorni presso il Signore in reale silenzio e racco­glimento.

La Madre di Dio vuole proprio in modo speciale la santificazione dei sa­cerdoti e degli appartenenti agli ordini religiosi. Perciò è per tutti noi una particolare gioia il fatto che proprio sacerdoti e seminaristi cerchi­no la nostra Casa di Preghiera per trovare raccoglimento. E’ sicuramen­te una grazia speciale che la Madonna Pellegrina ci ottiene.

Si parla tanto delle sette qui in Brasile, ma non si parla del fatto che contro di loro abbiamo l'arma pia forte, e cioè la devozione verso la Madre di Dio.

Il nostro popolo brasiliano ha un particolare amore per Maria, e perciò le sette lavorano invano. fo stesso ho visto nel Mato Grosso dove era ar­rivata una missione di settari, per abbindolare la gente semplice. Appe­na però fu noto che erano contro la Madre di Dio, dovettero andarsene al più presto per non avere più bastonate. Come il nostro cenacolo Rosa Mistica, così anche la Cappella a Nova Trento, diventerà un casa di be­nedizioni e di grazie. Per ora ancora un grazie cordiale, unito nella preghiera, nell'amore di Gesa eMaria".

 

DAL BRASILE

 

Scrive Monsenhor Antonio Spoladori, Paròquia Sagrado Coracao de Jesus, Praca Dom Gabriel, N.1, 13 290 LOUVEIRA - BRASIL, in da­ta 1 giugno 1994.

Carissimi in Cristo,

abbiamo la gioia di mandarvi alcune foto della incoronazione di Nostra Signora Rosa Mistica. Inoltre rifèriamo che nella nostra Parrocchia di Louveira, Nostra Signora si è già manifestata "in lacrime" 57 volte.

L 'ultima volta che ha pianto fu il 13 maggio, durante tutto il giorno. Ciò che ci ha molto impressionato avvenne il 13 marzo, una domenica. Io celebravo alle 10 e durante l'omelia vennero da me molte persone do­mandandomi perché la Madonna piangesse. Raccontammo loro gli av­venimenti della domenica delle Palme.

Gesù fu accolto in Gerusalemme con giubilo, ma vi erano alcuni che non volevano che il popolo gridasse. Allora Gesù disse che se avesse ta­ciuto il popolo, avrebbero parlato le pietre. Così spiegammo: perché nel mondo attuale tanti cristiani tacciono, la lingua pia eloquente sono le lacrime della Madre Maria.

Le persone divennero inquiete e si guardavano attorno; non potevano capire come mai gocciolasse dalle pareti e dal pavimento. Questo feno­meno durò pia di un'ora. Era la risposta di Dio a tutti.

I presenti presero l'impegno davanti alla Madre della Chiesa, di procla­mare ai quattro angoli del mondo il Vangelo di Gesù.

In Cristo

Mons. Antonio, Parroco

 

DAL BRASILE

 

Scrive Suor Maria Hermine Waldleger, Santa casa de Misericòrdia de Barretos, Avenida 23, n. 1208, CEP 14.780, BARRETOS, SR BRASIL, in data 19-8-1993.

Con grande gioia comunico un miracolo.

Un giovane di 19 anni, Senner Humberto Freitas arrivò nel nostro ospe­dale. Non dava segno di capire, era in coma. La diagnosi dopo gli esa­mi: aneurisma. Un caso grave; aveva forti emicranie, vomitava sangue; una vena della testa sanguinava. Doveva essere operato alla testa.

La madre dimostrava una grande fede, la sua speranza e la sua pre­ghiera a Rosa Mistica erano grandi. Io diedi al figlio una Medaglia di Rosa Mistica. il giorno dell'operazione era arrivato e il ragazzo amma­lato si trovava già in sala operatoria. Fu eseguito ancora una volta un esame clinico. Dopo questo il medico venne dalla madre e disse che era avvenuto un miracolo e che suo figlio non aveva pia bisogno di essere operato, perché era guarito.

I medici furono molto stupiti e in tutto l'ospedale regnava grande gioia e gratitudine.

La Madonna Rosa Mistica era venuta in soccorso. Noi abbiamo sentito ancora la presenza di grazie particolari e della sua benedizione. Da al­lora un altro clima regna tra il personale di servizio. Si fanno molte visite nella Capella, pregano e recitano rosari a Rosa Mistica. La sua Sta­tua viene portata pellegrina di reparto in reparto ed è sempre ornata di fiori. Molte preghiere sono state esaudite.

Vorrei ringraziare molte volte per tutto quello che Voi ci avete spedito. Con grande riconoscenza e nel Cuore di Maria.

Vostra Suor Hermine

 

DAL BRASILE

 

Scrive David de Amorim Bravo, Rua Dr. Luiz Januario 281, 28.990

- 000 SAGUAREMA - Rio de Janeiro - Brasil, nel mese di giugno 1994.

Cari fratelli dell'Opus Rosa Mistica,

non potete credere quanto io sia felice di potervi scrivere questa lettera. Qui in Saguarema nel mese di maggio recitiamo il Rosario ogni giorno. il 3 maggio Vi ho mandato una lettera molto triste, ma con piena fidu­cia nella grande potenza di Maria. E così noi pregavamo ogni giorno, finché il 24 maggio, alle ore lì ricevetti il più grande e il più bel regalo della mia vita: una Statua di Rosa Mistica e materiale di devozione.

La mia gioia fu così grande, che presi la Statua e andai di casa in ca­sa, presso parenti e amici, per mostrare loro la gloriosa Maria Rosa Mi­stica... Erano le lì quando arrivò la Statua e alla sera alle 20 ebbe luo­go la festa dell'incoronazione con grande gioia. Fu una festa degna di questa piccola Cappella di S. Sebastiano.

Dopo la festa io spiegai il senso delle tre rose, le apparizioni e i messag­gi. La seconda volta andai con la Statua in un'altra comunità campe­stre, alquanto lontana dalla nostra chiesa parrocchiale. Anche la i bam­bini hanno incoronato la Madre di Dio. Fu recitato il Rosario e facem­mo una piccola processione.

Il 28 e 29 maggio ho portato la Statua in una nostra casa per il Rinno­vamento Carismatico, movimento a cui appartengo. Anche la là Ma­donna fu festeggiata. Per il 13 luglio ho in progetto di organizzare una grande festa in Sanguarema e Vi chiedo di pregare perché riesca bene.

Io posso soltanto dire: Molte grazie...

PS. Avremmo desiderio anche di avere delle immagini con i fatti straor­dinari che sono avvenuti con Rosa Mistica. Perché noi siamo molto po­veri, mentre le sette protestanti hanno mezzi per espandersi. Vi prego di mandarci frequente e molto materiale. Noi dobbiamo lottare per il trionfo del Cuore Immacolato di Maria.

David de Amorim Bravo

 

DAL BRASILE

 

Dalla lettera di Francisco Claret Vaz, Rua Dr. Alcido Ribeiro, Con-rado 1505, centro 14400 - 35 A FRANCA SR Brasil, in data 14-5-1994

Stimatissimo Sig. Hering,

anzitutto mi permetta di trasmetterLe i migliori saluti dei fedeli di Maria Rosa Mistica che abitano qui. Da gennaio io sono residente nella città di Franca, Stato di San Paulo, ed ero presente quando la Statua di Ma­ria Rosa Mistica fu consegnata alla Cattedrale, dietro intercessione del parroco, Padre Geraldo Segantin.

La festa ebbe luogo il 30 gennaio alle ore 18, tra il giubilo della popola­zione, informata in precedenza mediante diversi mezzi.

La Statua viaggiò ben in vista sull'auto dei pompieri dalla Chiesa di No­stra Signora delle Grazie attraverso molte vie della città fino tutt'attorno alla Piazza Principale, dove sorge la Cattedrale, accompagnata da un corteo di auto che suonavano il clacson.

L'arrivo fu impressionante: suonavano le campane, i corpi pompieristici esplodevano colpi, il popolo agitava bandiere bianco-azzurre e sulla Sta­tua si rovesciò una pioggia di rose gialle, rosa e rosse.

L'ingresso nella Cattedrale fu trionfale. I fedeli si affollavano intorno al­la Statua troneggiante sull'altare maggiore per ammirarla, toccarla e per offrire omaggio in onore della Madre di Dio e della Chiesa.

Il P. José Gerarldo Segantin, Parroco della Diocesi e della cattedrale, cantò in ginocchio con bella voce da tenore l’Ave Maria di Schubert. Poi venne la nostra volta: noi parlammo al popolo di Maria Rosa Mistica, delle sue principali apparizioni, delle guarigioni prodigiose e conclu­demmo con una preghiera d'intercessione alla Vergine Maria per mette­re la città sotto la sua protezione. Abbiamo anche messo in evidenza il Suo lavoro, a capo dell’Associazione "Opus Rosa Mistica”; perché ap­punto a Lei noi siamo debitori della consegna della Statua.

Al termine della S. Messa il coro cantò gli inni dedicati a Maria Rosa Mi­stica: era impressionante. Poi la folla sfilò davanti alla Statua per toccarla e presentare le proprie richieste. Ciò naturalmente prese molto tempo. Ogni fedele ricevette un'immaginetta con la preghiera a Maria Rosa Mistica.

Dal 31 gennaio ogni giorno si recitera il Rosario davanti alla Statua, anche per "L'Opus Rosa Mistica". fa nostra Santa Signora ha gia inco­minciato a distribuire nella Citta le sue grazie, prova della sua bontà...".

 

DAL PARAGUAY

 

Scrive la Signora Anatalia Aranda de Lòpez, Direcciòn del Servi­cio Nacional de Catastro, Iturbe 150/175 3/Cnel. Bogado y Eligio Aya­la, ASUNCION, PARAGUAY, in data lì dicembre 1993.

Amati fratelli in Cristo.

Desidero comunicare a Voi queste ultime consolazioni che ci regalò la Santissima Vergine Rosa Mistica. Dato che il mese di ottobre è il mese del Santo Rosario, decidemmo che la Madonna pellegrinasse nella comunità e di recitare il Rosario ogni giorno ma siccome la mia comunità ha per patrono S. Raffaele, il 24 ottobre è la festa patronale, decidemmo di far­li pellegrinare insieme.

Fu grande la sorpresa, perché la gente si mostrò molto entusiasta: tutti i giorni si riempivano le strade e procedemmo cantando, pregando e gettan­do fiori. La gente portava brocche e bidoni pieni d'acqua e li poneva in sua presenza perché Ella li benedicesse, mostrando grandissima devozione. Le confezionarono una veste nuova tutta ricamata (come si vede nella foto).

Una signora stava a letto da 7 mesi affetta da cancro. Noi della Legione di Maria andammo a visitarla, recitò il Rosario con noi, la sua fede era ammirevole. Ha un figlio adottivo di 8 anni. Si vede la foto della madre distesa sul letto col figlio che a volte tralascia la scuola per non lasciar­la sola. Questo fatto è commovente. Un giorno la visitò Rosa Mistica ed ella le chiese la grazia; non passò molto tempo che un medico venuto a casa per visitarla la trovò migliorata. Mancando cinque giorni al 24 ot­tobre la Santissima Vergine con S. Raffele, nel giorno della pellegrina­zione, giunse nuovamente nella sua casa; doveva rimanervi un giorno, ma fu impossibile rimuoverla: piovve molto per tutta la sera e la Ma­donna non poté proseguire il suo percorso. Fu allora che ella l'adornò con fiori bellissimi aiutata dalle sue sorelle.

Alla vigilia, il 23 ottobre dovevano pellegrinare dalla sua casa alla cap­pella di S. Raffaele. Grande fu la sorpresa anche per i suoi familiari,. el­la decise di camminare dietro la Statua di Rosa Mistica e di S. Raffaele. Erano circa cuadras (quattro miglia) e fu il suo primo cammino dopo quasi sette mesi che stava a letto.

Ora sta molto bene e ringrazia Iddio e la Santissima Vergine poiché può seguire il figlio che ha tanto bisogno di lei ed è disposta a lavorare per il regno di Dio.

Le mando due foto. Sono da tempo senza materiale; desidero sapere se le mie lettere arrivano a destinazione, perché l'ultima che scrissi fu in agosto e non ho più notizie. Però vi sono persone che sono maggior­mente nel bisogno.

Chiedo la vostra preghiera per me e per la mia comunità, perché a vol­te il mio apostolato diventa difficile e per il mio lavoro o per la mia fa­miglia sono ostacoli che incontro nel mio cammino, ma spero di uscir­ne e così poter seguire con forza la missione che dobbiamo compiere.

Amati fratelli, talvolta m'immagino il luogo dove siete quando vi scrivo; non ne ho alcuna idea, ma per la mia fede e l'amore che porto alla San­tissima Vergine, quando ricevo una notizia da voi, credo che è la San­tissima Vergine che mi parla, mi ascolta, mi rallegra molto.

Anatalia Aranda de fòpez

 

DALLA COLOMBIA

 

Scrive il 12-2-1993 Bertha Ortiz de Parra, Lista de Correos Avian­ca Oficina Principal, Lilia Lòpez de Ilanes, CALI - VALLE, Colombia (Sudamérica) al Sig. Horst Merhering, Wittgenbasch '56, D-4300 ESSEN 14 (Germania).

 

"Cordiali saluti... Come richiede la celeste Madre, noi la festeggiamo ogni 13 del mese con una S. Messa e il rosario...

Il 13 dicembre 1)92 io pregai la santa Vergine Rosa Mistica per mio marito, forge Luis Parra, che era cieco. fa misericordiosa Madre ascoltò la mia preghiera, e mio marito ora ci vede. Mille grazie, buona Madre...

Abbiamo fatto celebrare una Messa di ringraziamento. E vi informiamo di questo straordinario miracolo. Ringraziando preghiamo per avere da Voi una sua Statua per venerarla.

Col mio sposo e i figli Le rimaniamo molto uniti per la supplica e la pre­ghiamo per le sue intenzioni. Cordialmente,

Bartha Ortiz de Parra

 

GRAZIE OTTENUTE PER MEZZO DELLA MEDAGLIA DI MARIA ROSA MISTICA

 

Dalla corrispondenza giunta all"Opus Rosa Mistica".

- Un padre di famiglia che portava appesa al collo la medaglia di Rosa Mistica fu assalito inaspettatamente dai terroristi e gettato a ter­ra. Lo spinsero in un taxi e raggiunto un luogo lontano dalla città, de­cisero di ucciderlo con una serie di colpi.

Quando pensarono che fosse morto, se ne andarono. Il padre di famiglia tremando raggiunse un taxi e si fece condurre a casa. Chiese alla moglie di aiutarlo a togliersi i vestiti. Miracolo! I proiettili dell'ar­ma da fuoco erano rimasti nei vestiti, il suo corpo era illeso, non ave­va nessuna ferita. Questo perché portava la medaglia di Rosa Mistica.

(13-1-1)88, Hermana Belen, Medellin, Colombia).

 

- Io ho un fratello che non credeva a niente. Ma il giorno che Celina mi diede alcune medaglie di Rosa Mistica, chiesi a mio fratel­lo se ne voleva una per avere la protezione della Madonna, Rosa Mi­stica.

Egli prese la Medaglia. Tre giorni dopo andò con un cugino. Fu­rono assaliti e presi di mira. Mio cugino fu colpito da quattro colpi di arma da fuoco, mentre mio fratello sentiva che i proiettili gli passava­no accanto. Rimase prodigiosamente illeso.

(8-2-1988, Maria Barcona, Roldanillo, Colombia).

 

- Mio marito ebbe un infarto; io lo visitai nel reparto di cura in­tensiva dove era ricoverato e gli diedi la benedizione con la Medaglia di Rosa Mistica. Il venerdì seguente, festa del sacro Cuore, aprì gli oc­chi... Ora mio marito è guarito, ci vede e cammina.

(13-5-198), Frau Schuiz, Viersen, Germania).

 

- Da venti giorni non ero più in grado di deglutire una goccia d'acqua senza prendere la xilocaina. Tre anni e mezzo fa avevo subi­to una operazione di cancro. Fui trattata con quaranta irradiazioni e dodici cicli di chemioterapia. Ero perduta. Un giorno, a metà del trat­tamento andai a casa. Una vicina notò che mi sentivo molto male. Mi diede una Medaglia di Rosa Mistica e per otto giorni pregai per riac­quistare la salute. Le chiesi il nome della Signora, ma non lo sapeva, poiché la medaglia era stata regalata a suo marito. Sapeva solo che era miracolosa.

Un giorno mio marito cuoceva la trippa per alcune persone e una zuppa di carne e verdura piccante. Me ne diede un boccone per pro­vare se riuscivo a mangiarla e fummo molto meravigliati perché io po­tevo non solo mangiarla, ma anche digerirla e allora gliene chiesi di più. Questo senza prendere la xilocaina. Poco per volta mi sentii me­glio e ora sono completamente guarita.

Questa grazia è dovuta a Nostra Signora, a Maria Rosa Mistica che ringrazio di cuore.

(21-11-198), Consuela Murillo, Argentina).

 

ALCUNE GRAZIE RIFERITE NELLE LETTERE ALL'"OPUS ROSA MISTICA"

 

- Un uomo aveva un cancro all'occhio che stava intaccando il cervello. Il dottore gli dava solo pochi giorni di vita. Noi cominciam­mo a fare una novena a Nostra Signora Rosa Mistica nella nostra chie­sa. Vi presero parte anche il paziente con la moglie e i suoi tre fi­glioletti. L'uomo sembrava un cadavere ambulante tanto era impres­sionante vederlo.

Al termine della novena, però, si sentì bene. Si recò dal suo dot­tore che lo sottopose ad un esame accurato della parte ammalata. Stu­pito gli chiese cosa avesse fatto, perché non riscontrava più nessun segno di male al cervello. Era guarito.

Grazie a nostra Signora Rosa Mistica!

(Ines Kunrath, Puerto Rico, 18-10-1987).

 

- Un giovane di 23 anni affetto da Aids, in procinto di morire in­cominciò a pregare molto e con insistenza Nostra Signora sotto il ti­tolo di Rosa Mistica. Il dottore avverti la madre della gravità della ma­lattia e della morte imminente.

Dopo la preghiera alla Madonna il giovane iniziò a star meglio, èaumentato di 30 Kili, ha ripreso il suo lavoro, si è inserito in una vi­ta normale.

Il male dell'Aids è sparito. Il dottore asserisce che questo regres­sione del male ha del miracoloso, poiché sarebbe stato impossibile un ritorno alla normalità. Questa guarigione è attribuita all'intercessione di Maria Rosa Mistica pregata con grande insistenza e devozione.

(R. A. Banti, Calijòrnia, 3-8-1988).

 

- Valli è una donna indù. Ha un bel bambino di un anno che, di­sgraziatamente, si ammalò di poliomielite.

Valli vide che in una casa di cattolici veniva portata in processio­ne la Statua della Madonna Rosa Mistica. Incuriosita entrò anche lei in quell'abitazione e attratta dalla bellezza della Madonna si mise a gri­dare e a piangere chiedendo la guarigione del suo bambino.

Supplicava Rosa Mistica di far camminare il suo piccino. Il gior­no seguente si recò con il bambino dal dottore che riscontrò con ve­ro stupore che era sparito ogni sintomo di poliomielite.

All'indomani si recò in un'altra casa dove si venerava la Statua di Rosa Mistica. Io ero presente mentre la gente pregava. Il bambino camminò con passi sicuri e si portò direttamente verso la Statua, toccò il tavolo dove era appoggiata, senza nessun aiuto.

Questo fu un miracolo molto grande che merita di essere cono­sciuto. I presenti resero grazie a Nostra Signora Rosa Mistica.

(Rev. Padre Josef India - Salem, 5-12-1988).

 

- Sono un sacerdote. Sto lavorando in una piccola parrocchia in Santiago, nella diocesi di Medellin. Posso testimoniare che in questa parrocchia avvengono molte grazie di Rosa Mistica in favore della gente.

Ricordo la guarigione di una signora, Elisa de Ochou, affetta da trombosi.

Da qualche tempo sono vicario parrocchiale nella chiesa princi­pale della città di Bello a quattro miglia da Medellin. Anche in questa parrocchia Rosa Mistica compie miracoli e distribuisce le sue grazie. Voglio rendere nota la guarigione di una giovane signorina che aveva un tumore maligno al cervello, e quella di un altro giovane con la spi­na dorsale deformata. Anch'egli guarì per l'intercessione di Nostra Si­gnora Rosa Mistica.

(Rev. Padre Alzate, Colombia, 13-6-1988).

 

APPENDICE

 

SINTESI DELLE DEVOZIONI RICHIESTE DA ROSA MISTICA NEI SUOI MESSAGGI

 

      1. Ogni 13 del mese sia dedicato a speciali atti di devozione a Maria, con una preparazione di preghiera nei 12 giorni precedenti.

 

2. Il 13 luglio di ogni anno sia festeggiato in onore di Maria "Rosa Mistica".

 

3. Il 13 ottobre di ogni anno sia santificato con la Santa Co­munione Riparatrice. Il messaggio parla di "Unione Mondiale della santa Comunione Riparatrice". Sotto questa denominazione si pos­sono costituire Gruppi di Preghiera o Congregazioni.

 

4. Ogni anno l'8 dicembre, festa della Immacolata Concezione, a mezzogiorno si pratichi l'Ora di Grazia, attendendo le grazie parti­colari di conversione e di santificazione promesse per quell'Ora. La si pratichi nella propria Chiesa adorando il SS. Sacramento, se è possi­bile, altrimenti anche privatamente o in gruppi di preghiera.

 

5. Recarsi alla Fonte benedetta in processione, con preghiere penitenziali. Vi si portino gli ammalati e vi si rechino come pellegrini i bisognosi di aiuti spirituali per sé e per i propri cari.

 

6. Rimangano fondamentali e caratteristiche della Devozione a Maria Rosa Mistica le tre parole significate dalle tre rose: Preghiera, Sacrificio, Penitenza, cioè pregare con perseveranza e non sottrarsi alle sofferenze, e questo in favore delle anime consacrate.

In particolare: per la conversione delle anime consacrate infedeli alla propria vocazione; per la santificazione delle anime consacrate;

per l'aumento del numero delle vocazioni religiose e sacerdotali. Que­sto scopo della devozione era stato proposto da Maria prima per gli Istituti Religiosi, ma rimane una proposta aperta a tutti.

 

7. Pure caratteristica in tutti questi messaggi è lo scopo di de­vozione riparatrice delle offese contro il sacramento dell'Eucaristia, contro il nome di Dio e di Gesù, contro i privilegi di Maria, contro la Chiesa e il Papa, contro l'innocenza dei piccoli e delle anime sempli­ci, contro la sacralità della vita umana e la santità della famiglia.

Naturalmente presupposto di queste pratiche devozionali è l'os­servanza dei Comandamenti, la pratica delle virtù cristiane e in primo luogo della carità verso il prossimo.

 

IL SANTO ROSARIO MEDITATO

Desideriamo offrire a tutti i devoti di Rosa Mistica una meditazio­ne sui misteri del Santo Rosario che troviamo tra gli scritti di Pierina Gilli e che a lei fu proposta da S. Maria Crocifissa Di Rosa, Fondatri­ce delle Suore Ancelle della Carità di Brescia.

 

"IL ROSARIO DELLE TRE ROSE"

 

MISTERI GAUDIOSI: Rosa Bianca

 

1° Mistero: L'Annunciazione dell'angelo a Maria Santissima

“Oh! grande Maestra vieni in nostro aiuto con la tua grazia, affin­ché anche noi possiamo pronunziare il "FIAT' VOLUNTAS TUA" con una grande prontezza, con amore e con totale abbandono ogni qual­volta Gesù ci chiede dei sacrifici per la salvezza delle anime nostre e delle vocazioni”.

 

2° Mistero: La visita di Maria SS. a Santa Elisabetta

“Oh! Maria riempi il nostro cuore di quella sublime carità nasco­sta che non deve avere limiti, nell'accettazione pronta del sacrificio per dare maggior gloria a Dio, nel portare a Lui le anime, le vocazioni­...”

 

3° Mistero: La nascita di Gesù Bambino nella povera stalla di Betlemme

“Oh! Maria sia sempre benedetto il momento in cui diventasti la Madre di Gesù e Madre nostra, ed a tua imitazione, quando Gesù è dentro nel nostro cuore, possiamo dire con slancio d'amore: ecco questo è il momento più sublime di immolarsi per le anime e per le vocazioni!...”

 

4° Mistero: La Presentazione di Gesù al tempio

“Maria Purissima Candida Rosa portaci a Gesù in Tua unione sem­pre per quella stessa via dell'ubbidienza, dell'umiltà profonda, della generosità nel sacrificio, affinché le case del Signore siano sempre ri­piene di anime vittime, di anime sante e di grandi vocazioni!...”.

 

5° Mistero: La perdita e il ritrovamento di Gesù nel tempio

“Oh! Maria, Purissima Rosa, assistici con la tua grazia, nel farci co­noscere che la suprema rovina della vita è il perdere Gesù.

Madre Buona insegnaci pure a cercare Gesù ansiosamente in qua­lunque modo qualora Egli fosse lontano dalle anime nostre.

La Grazia Tua scenda nel nostro cuore riempiendolo sempre più di amore crescente, perfetto, e di zelo, per portare a Gesù altre ani­me!... altre vocazioni!...”.

 

MISTERI DOLOROSI: Rosa Rossa

1° Mistero: L'Orazione di Gesù nell'orto del Getsemani

 

“Oh! Gesù, alla vista delle dolorosissime sofferenze che dovevi soffrire per noi tuoi ingrati figli e per il dolore dell'abbandono dei tuoi preferiti, si iniziava la tua acerbissima e dolorosissima passione d'ago­nia con sudore di sangue.

Oh! Maria, Madre addolorata, aiutaci a stare sempre uniti a Gesù con spirito di amore, di sacrificio e di riparazione per i nuovi tradi­menti, che riceve continuamente nella sua vita Eucaristica”.

 

2° Mistero: La flagellazione di Gesù alla colonna

“Oh! Gesù; comprendiamo il grande dolore dell'abbandono dei tuoi intimi, lasciandoti in balia dei manigoldi che crudelmente ti fla­gellarono alla colonna.

Oh! Gesù, racchiuderemo nell'intimo del cuor nostro queste con­fidenze di dolore che subisti da parte dei tuoi intimi amici col pro­mettere, coll'aiuto della tua grazia, di essere più forti nella tentazione.

Oh! Maria, deh! appaga i nostri desideri di ristabilire nel nostro cuore una nuova corrente d'amore nel portare a Gesù le anime, tutte le anime!”.

 

3° Mistero: La coronazione di spine

“Sì, o Gesù, si stringe il nostro cuore al pensiero che la tua do­lorosissima coronazione di spine ancora tutt'oggi è un continuo rin­novarsi, perché il nemico della superbia cerca di far penetrare nelle anime le irriverenze, le indifferenze, i sacrilegi ed i disprezzi verso il Divin Sacramento Eucaristico.

Oh! Maria, vogliamo consolare Gesù, vogliamo impedire il pecca­to mortale, la bestemmia, vogliamo amarlo sinceramente, col portargli il profumo di tante rose rosse raccolte coi nostri piccoli sacrifici”.

 

4° Mistero: La condanna di Gesù a morte e il suo doloroso viaggio verso il Calvario

“Oh! Gesù la via dolorosissima del Calvario con la pesante croce sulle spalle piagate, ti fece cadere a terra per ben tre volte. Questa sofferenza atroce fu per insegnare a noi che se vogliamo meritarci il Paradiso, dobbiamo soffrire, seguendoti nella via del sacrificio, del rin­negamento, lasciandoci crocifiggere per amor tuo.

Oh! Maria, Rosa d'amore, facci sentire profondamente lo spirito di preghiera, di sacrificio e di immolazione totale per le anime nostre e per tutte le anime che desiderano seguire la via di Gesù”.

 

5° Mistero: La Morte di Gesù sulla Croce dopo tre ore di lun­ghissima agonia

“Ecco caro Gesù quanto ti costò il peccato nostro, portandoti fra tante atroci sofferenze alla morte di croce. Comprendiamo l'offerta completa al tuo Padre celeste con l'immolazione totale della tua vita!

Perché tanto patire? Per amore delle anime nostre. Maria, Madre di Gesù e Madre di tutti noi, donaci la grazia che il cuore nostro sia ferito delle stesse ferite di Gesù, affinché con la perfetta riparazione e con il completo abbandono alla volontà di Gesù, possiamo anche noi raggiungere la via della santità col corrispondere alla sua grazia, con la prontezza generosa tracciata dall'esempio di Gesù per amore delle anime, e con noi portare a Lui altre anime, tutte le anime!...”.

 

 

MISTERI GLORIOSI: Rosa Giallo Oro

1° La Risurrezione di Nostro Signor Gesù Cristo

“Oh! Caro Gesù tutto trionfante siete risorto da quel sepolcro di pietra ed entrato nella gloria.

Quale gioia è anche per noi, per averci liberato dalla pena espia­toria, aprendoci la porta del Paradiso. Con infinito amore ci avete da­to anche la porta del tabernacolo ove o Gesù ai piedi degli altari, quante anime risorgono per misericordia della vostra potente grazia.

Maria, Regina delle vittorie, fate scendere nelle anime nostre, lo spirito di apostolato per le vocazioni sacerdotali, e Gesù risorga sem­pre in noi con la sua pace.

Siate potente con la vostra grazia, affinché fioriscano attorno agli altari Eucaristici tante rose d'oro profumate dell'eroismo di mirabili vo­cazioni che per gratitudine d'amore, nel nascondimento si immolino per le anime!...”.

 

2° Mistero: L'Ascensione di Nostro Signor Gesù Cristo al Cielo

“Gesù, la vostra ascensione al Cielo, ancora tutt'oggi si realizza nelle anime nostre ai piedi del vostro Sacramento d'Amore. Quante ascensioni d'anime purificate dalla grazia!

Oh Maria! riempite il nostro cuore di nuovi slanci di amore, di brame ardenti, che la nostra vita nel silenzio e nel nascondimento sia una continua ascensione verso il Signore”.

 

3° Mistero: La discesa dello Spirito Santo sopra gli Apostoli, e Maria Santissima radunati nel Cenacolo in preghiera

“Oh! Gesù, si completò la gloria vostra con l'inviare il vostro Di­vin Spirito nelle anime. Gesù buono, fate che questo vostro gran do­no si perpetui nelle anime nostre, per corrispondere sempre alle vo­stre divine grazie e ai vostri desideri.

Maria, Regina degli apostoli, Madre dell'Eterno sacerdote, dilatate il cuor nostro nel fervore della preghiera e che si apra ai più ardenti desideri allo Spirito d'Amore, affinché tutti i sacerdoti illuminati, forti­ficati e trasformati dall'amore divino possano salvare e santificare tan­te anime e tante vocazioni”.

 

4° Mistero: L'Assunzione di Maria Santissima in Cielo

“Oh, Vergine ammirabile, Rosa Mistica, deh! fate che il vostro in­gresso trionfante in Paradiso ottenga anche a noi la grazia di morire nel più perfetto amore a Dio, così nella gioia eterna vedremo fiorire quel cumulo di rose che avremo raccolto su questa terra per amore delle anime nostre, offrendo a voi preghiera, sacrifici e sofferenze”.

 

5° Mistero: L'incoronazione di Maria Santissima, Regina del cielo e della terra, e la gloria di tutti gli angeli e santi del Cielo

“Con quale trasporto di amore, o Maria di Grazia, Rosa Mistica, vi vediamo coronata di un'aureola di gemme preziose: le anime che tut­te vi salutano col titolo di Madre e Regina del Paradiso.

Oh! anche noi bramiamo o Maria, Madre nostra, di vivere con voi qualcosa del vostro Cuore Immacolato che vi fece amare le anime no­stre, tutte le anime!”.

 

SCELTA DI ALCUNE PREGHIERE DA RECITARSI SECONDO L'OPPORTUNITA’

 

I testi sono tratti da: A.M. WEIGL, Maria Rosa Mistka: Monti­chiari-Fontanelle, Libreria Propaganda Mariana, Roma, 1977, pp. 140-147.

 

1. A GESÙ SOMMO SACERDOTE

 

Gesù, eterno Sommo sacerdote, proteggi i tuoi sacerdoti con la misericordia del Tuo Sacratissimo Cuore, falli crescere nell'amore e nella fedeltà a Te e difendili dal contagio del mondo. Dona loro con il potere della transustanziazione del pane e del vino il potere e la for­za di trasformare i loro cuori.

Benedici il loro lavoro apostolico con frutti abbondanti e dona lo­ro un giorno la corona della vita eterna. Amen.

 

2. A MARIA "ROSA MISTICA"

 

Vergine Immacolata, Madre di grazia, Rosa Mistica, a onore del tuo Divin Figlio, ci prostriamo davanti a Te per implorare da Dio mi­sericordia; non per i nostri meriti, ma per la volontà del tuo Cuore ma­terno chiediamo aiuti e grazie, sicuri che ci esaudirai.

Ave Maria...

 

Madre di Gesù, Regina del S. Rosario e Madre della Chiesa, Cor­po Mistico di Cristo, impetriamo per il mondo riarso dalle discordie il dono dell'unità e della pace e tutte quelle grazie che possono con­vertire i cuori di tanti tuoi figli.

Ave Maria...

 

Rosa Mistica, regina degli apostoli, fa’ fiorire attorno agli altari eu­caristici numerose vocazioni sacerdotali e religiose, che con la santità della vita e lo zelo ardente per le anime possano estendere il regno del tuo Figlio Gesù in tutto il mondo. Ricolma pure noi dei tuoi fa­vori celesti.

Ave Maria...

 

Rosa Mistica, Madre della Chiesa, prega per noi!

 

 

3. PER LE VOCAZIONI SACERDOTALI E RELIGIOSE

 

Gesù, Divin Pastore, tu hai chiamato gli apostoli e li hai fatti pe­scatori di uomini. Chiama anche oggi giovani dalle famiglie delle no­stre parrocchie al tuo seguito e al tuo servizio, Tu che vivi per essere sempre fra di noi. Il tuo sacrificio diventa presenza sui nostri altari, perché tutti gli uomini prendano parte alla redenzione.

 

Fa' che tutti coloro che Tu hai chiamato riconoscano questa tua volontà e se la facciano propria. Apri loro lo sguardo su tutto il mon­do, per la silenziosa preghiera di molti, per la luce della verità e il ca­lore di un autentico amore.

 

Fa', o Signore, che anche molte donne e giovinette delle nostre parrocchie seguano altrettanto decisamente la chiamata del tuo cuore.

Risveglia nei loro cuori il desiderio di vivere interamente secondo lo spirito del vangelo e di donarsi con altruismo al servizio della Chiesa, sempre disponibili per tutti coloro che abbisognano della loro mano caritatevole e del loro amore misericordioso.

 

Fa', che anche i sacerdoti della nostra parrocchia rimangano fe­deli alla loro vocazione, che collaborino alla costruzione del tuo cor­po mistico e continuino così la tua missione.

 

Fa' che essi siano il sale della terra e la luce del mondo. Amen. (Paolo VI).

 

 

4. PER I MISSIONARI

 

Signore Gesù Cristo, Tu hai preparato gli apostoli, con meravi­gliosa pazienza, alla loro alta missione e li hai inviati come i tuoi più cari amici, noi ti preghiamo per i messaggeri del Vangelo, sacerdoti e fratelli, uomini e donne, che oggi prestano la loro opera al tuo servi­zio presso popoli lontani e che per te lavorano e soffrono.

Sii Tu per loro maestro e amico. Dona loro i sette doni dello Spi­rito santo. Amen.

 

 

5. PREGHIERA DEGLI EX SACERDOTI E CONSACRATI

 

Divino Eterno Sommo Sacerdote, Signore e Salvatore, Tu un gior­no mi scegliesti fra migliaia e mi dicesti: "Non ti chiamo più servo, ma amico!". Ora che ho abbandonato il sentiero stretto che conduce alla vita eterna per scegliere in cambio la strada larga che porta alla per­dizione, abbi pietà di me. Donami luce, pentimento, donami umiltà e forza, perché non vada perduto in eterno.

 

Madre celeste, Maria, Rosa Mistica, Madre della misericordia e Ri­fugio dei peccatori, impetrami luce, rompi la potenza delle tenebre, calpesta il capo al serpente antico, aiutami a ritornare al Cuore del tuo Divin Figlio.

Aiutami a riparare in umiltà e fiducia, facendo valere le tue ma­terne lacrime di salvezza.

Santi angeli, voi potenti combattenti, con la forza del Dio eterno opponete resistenza all'assalto del cielo; soprattutto voi, miei cari pa­renti defunti, che siete già nella casa del Padre e voi tutti, santi sa­cerdoti e consacrati, pregate e supplicate perché io mi salvi, per la pietà e l'amore del Dio santo e trino. Amen.

 

6. A SAN MICHELE ARCANGELO

 

San Michele Arcangelo, difendici nella lotta contro la malvagità e le insidie del diavolo. Glielo comandi Dio! Te ne preghiamo suppli­chevoli. E Tu, o principe delle schiere celesti, con la forza di Dio ri­caccia nell'inferno Satana e gli altri spiriti maligni, i quali girano per il mondo per far perdere le anime (Leone XIII).

 

7. A MARIA VINCITRICE DELLE POTENZE DELLE TENEBRE

 

Eccelsa Signora degli angeli, Tu hai ricevuto da Dio il potere e il compito di schiacciare la testa di Satana. Perciò ti preghiamo umil­mente, manda in nostro aiuto le tue legioni celesti, affinché dietro tuo ordine e mediante la tua potenza perseguitino gli spiriti maligni, li combattano ovunque e respingano i loro astuti attacchi e li precipitino negli inferi.

"Chi è come Dio?". Voi santi angeli e arcangeli, difendeteci e pro­teggeteci.

O buona e dolce Madre, Tu resterai in eterno il nostro amore e la nostra speranza. Madre di Dio, mandaci i tuoi santi angeli, affinché ci difendano e tengano lontano da noi il nemico maligno. Amen.

 

(Preghiera dettata dalla stessa Vergine Maria a P. Lodovico Edoar­do Cestac, fondatore dell'Ordine delle Serve di Maria (+1868 ad An­glet, Francia)

 

8. PER IL RINNOVAMENTO DELLA CHIESA

Signore Gesù Cristo, Tu ci hai chiamati per mezzo del Tuo Vica­rio sulla terra al rinnovamento degli spiriti.

"Il rinnovamento degli uomini però e la riconciliazione con Dio" sono, secondo le parole del Tuo Vicario, "un fatto che si compie so­prattutto nel profondo, nel santuario interiore dell'uomo".

Signore e Redentore, noi ti preghiamo umilmente, per mezzo del-

la tua Santa Madre "Rosa Mistica" mandaci il fuoco dello Spirito San­to che ci purifichi e rinnovi nel profondo della nostra anima ci risa­ni e ci santifichi e ci faccia apostoli del tuo regno di Amore. Amen.

   

9. INVOCAZIONI RIPARATRICI PER LA PROCESSIONE ALLE FONTANELLE E DAVANTI AL CROCIFISSO

 Gesù e Maria, Voi ci avete amato tanto per chiamarci ad essere anime riparatrici. Oggi spontaneamente vogliamo consolare i Vostri Santissimi Cuori col riparare tutte le offese, che ricevono dagli uomi­ni ingrati.

 Per le profanazioni eucaristiche perdonaci, o Signore.

 Per le irriverenze nelle chiese perdonaci, o Signore.

  Per gli oltraggi e i disprezzi dei tabernacoli, perdonaci, o Signore.

  Per il disprezzo delle cose sacre perdonaci, o Signore.

 Per l'abbandono delle chiese, perdonaci, o Signore.

 Per i peccati di immoralità, perdonaci, o Signore.

 Per le anime senza Dio, perdonaci, o Signore.

 Per le bestemmie contro il Tuo SS. Nome perdonaci, o Signore.

 Per l'indifferenza verso il tuo Amore, perdonaci, o Signore.

 Per gli oltraggi verso la persona del Papa, perdonaci, o Signore.

 Per il disprezzo verso i Vescovi e i sacerdoti, perdonaci, o Signore.

 Per le bestemmie contro il nome di Maria, perdonaci, o Signore.

 Per i disprezzi contro la sua Immacolata Concezione perdonaci, o Signore.

 Per l'abbandono della venerazione a Maria perdonaci, o Signore.

 Per i disprezzi contro le immagini di Maria perdonaci, o Maria.

 Per l'abbandono del Santo Rosario, perdonaci, o Signore.

 Per l'indifferenza all'amore materno di Maria perdonaci, o Signore.

   

10. INVOCAZIONI DI SUPPLICA

 O Signore, concedi alla tua chiesa santi sacerdoti, ti imploriamo, Signore.

 O Signore, donaci vocazioni religiose, ti imploriamo, Signore.

O Signore, donaci famiglie cristiane ti imploriamo, Signore.

 O Signore, donaci giovani puri, ti imploriamo, Signore.

 O Signore, donaci l'unione dei popoli, ti imploriamo, Signore.

 O Signore, donaci la pace nelle anime ti imploriamo, Signore.

O Signore, donaci la carità fraterna ti imploriamo, Signore.

 O Signore, donaci la pace nel mondo, ti imploriamo, Signore.