MARIA REGINA E MADRE DI MISERICORDIA

(Mese di Maggio)

DON GIUSEPPE TOMASELLI

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PROEMIO

SANTIFICARE IL MESE DI MAGGIO

La Santa Chiesa onora la Madonna con molte feste. Le dedica anche il mese di Maggio e di Ottobre.

I fedeli nel mese di Maggio vanno a gara per presentare alla Regina del Cielo gli omaggi filiali della loro devozione, al­lo scopo di benedirla, di ringraziarla e di ottenere grazie.

Affinché il mese di Maria produca mag­giori frutti, si presentano delle norme pratiche:

1) A principio di Maggio ci si pro­ponga di ottenere dalla Madonna qual­che grazia particolare: l'assistenza nella scelta dello stato ... la forza per custodire bene il giglio della purezza ... la protezione sul letto di morte ... la con­versione di qualche peccatore ... ecc.

2) Si combatta il difetto nel quale lungo il giorno si cade con più frequen­za: l'impazienza... la mormorazione ... l'oziosità... la pigrizia spirituale ...

3) La Comunione si riceva con fre­quenza, possibilmente ogni giorno.

4) Si pratichi il fioretto quotidiano e si abbia zelo di farlo conoscere agli altri.

5) Si adorni in famiglia qualche im­magine della Vergine con fiori e lam­pade, affinché serva di richiamo ai fami­liari. Davanti a quest'immagine si reciti il Rosario in comune, invitando, quando se ne ha possibilità, anche i vicini di casa.

6) In un giorno di Maggio si faccia l'atto solenne di Consacrazione della fa­miglia al Cuore Immacolato di Maria, oppure, se di già si è fatto, si rinnovi con solennità.

 

1° GIORNO

Ave Maria.

Invocazione. - Maria, Madre di mi­sericordia, pregate per noi!

MARIA É MADRE

La Chiesa, invitando a salutare la Ma­donna, dopo l'invocazione « Salve Re­gina! » aggiunge « Madre di misericor­dia! »

Non c'è sulla terra un nome più dol­ce di quello di madre, espressione di bontà, di tenerezza e di conforto. Alle madri terrene Iddio Creatore dà un cuo­re grande, atto ad amare ed a sacrifi­carsi per i figli.

La Vergine Santissima è la Madre per eccellenza; la profondità del suo Cuore non si può scandagliare, poiché Iddio la dotò di doni eccezionali, dovendo essere la Madre del Verbo Incarnato ed anche di tutti i redenti.

Nell'atto in cui stava per compiersi la Redenzione. Gesù morendo mirò l'u­manità bisognosa ed amandola sino al­l'estremo limite, le lasciò quanto aveva di più caro sulla terra, la propria Madre: « Ecco tua Madre! » E rivolto a Maria, esclamò: « Donna, ecco tuo figlio! ».

Con queste parole divine la Madonna fu costituita Madre comune, Madre adot­tiva dei redenti, titolo che meritò con i materni dolori, patiti ai piedi della Croce.

L'Apostolo prediletto, San Giovanni, tenne la Santa Vergine a casa sua come una Madre; tale la considerarono gli A­postoli ed i primitivi Cristiani e tale la invocano e l'amano le innumerevoli schiere dei suoi figli devoti.

La Madonna, stando in Cielo presso il trono dell'Altissimo, esercita di conti­nuo e mirabilmente il compito di Madre, memore di ciascuno dei suoi figli, che sono frutto del Sangue del suo Gesù e dei suoi dolori.

La madre ama e per conseguenza se­gue i figliuoli, ne comprende e ne intui­sce i bisogni, ha viscere di compatimen­to, prende viva parte alle loro pene ed alle loro gioie ed è tutta per ognuno di essi.

La Santissima Vergine ama di amore soprannaturale tutte le creature e spe­cialmente quelle rigenerate alla grazia con il Battesimo; le attende con ansia nella gloria eterna.

Ma sapendo che in questa valle di la­crime sono in pericolo di perdersi, implo­ra da Gesù grazia e misericordia, affinché non cadano in peccato o subito si rialzino dopo la colpa, affinché abbiano la forza di sopportare i travagli della vita terrena ed abbiano il necessario anche per il corpo.

La Madonna è Madre, ma più che tutto è Madre di misericordia. Ricorria­mo a lei in ogni nostra necessità, spirituale e temporale; invochiamola con fi­ducia, mettiamoci nelle sue mani con se­renità e riposiamo sotto il suo manto con sicurezza, come dolcemente riposa il bim­bo tra le braccia della mamma.

ESEMPIO Un giorno si presentò a D. Bosco un medico valente, ma incredulo, e gli dis­se: La gente dice che lei guarisce da ogni malattia.

- Io? No!

- Eppure me l'hanno assicurato, ci­tandomi anche il nome delle persone ed il genere delle malattie.

- Lei s'inganna! Si presentano a me tanti per avere grazie e guarigioni; ma io raccomando di pregare la Madonna e di fare, qualche promessa. Le grazie si ottengono per intercessione di Maria, che è Madre amorosa.

- Ebbene, guarisca anche me e cre­derò anch'io ai miracoli.

- Da quale malattia lei è travagliato? -

Dal male caduco; sono epilettico. Gli assalti del male sono frequenti e non posso uscire senza essere accompagnato. Le cure valgono a nulla.

- Allora - soggiunse Don Bosco - faccia anche lei come gli altri. Si metta in ginocchio, reciti con me alcune pre­ghiere, si disponga a purificare l'anima con la Confessione e la Comunione e vedrà che la Madonna la consolerà.

- Mi comandi altro, perché quello che mi dice non posso farlo.

- Perché?

- Perché . sarebbe per me un'ipocri­sia. Io non credo né a Dio, né alla Ma­donna, né a preghiere, né a miracoli. - Don Bosco rimase costernato. Pure tan­to fece che indusse il miscredente ad in­ginocchiarsi e a segnarsi con la Croce. Alzandosi, il medico disse: Mi meravi­glio di saper fare ancora il segno di Croce, che da quarant'anni non faccio più. -

Il peccatore cominciò a ricevere la luce della grazia, promise di confessarsi e, dopo non molto, mantenne la promes­sa. Appena assolto dai peccati, si senti guarito; da allora in poi cessarono gli attacchi dell'epilessia. Riconoscente e commosso si recò alla Chiesa di Maria Ausiliatrice, a Torino, e qui volle co­municarsi, manifestando la sua soddi­sfazione per avere ottenuto dalla Ma­donna la salute dell'anima e del corpo.

Fioretto. - Perdonare di cuore colo­ro che ci hanno offeso.

Giaculatoria. - Signore, perdonate i miei peccati, come io perdono chi mi ha offeso!

 

2° GIORNO

Ave Maria.

Invocazione. - Maria, Madre di mi­sericordia, pregate per noi!

FIGLIOLANZA PIA

In una famiglia numerosa è facile ri­scontrare tra i figli caratteri differenti: chi ubbidisce e chi si ribella; chi ama il lavoro e chi si abbandona all'ozio; chi porta lauti guadagni e chi spreca il denaro ...

La mamma, pur amando tutti i fi­gliuoli, riserva le sue tenerezze a quelli più buoni perché più meritevoli.

Nella grande famiglia cristiana la Santissima Vergine ha uno sterminato stuolo di figli devoti, che vivono abitualmente in grazia di Dio, che si accostano spesso ai Sacramenti, che compiono l'apostolato con la preghiera, con il buon esempio e con l'offerta di sacrifici. Costoro formano la gioia e l'amore della Madonna.

La Madre Celeste li guarda con oc­chio' di predilezione, benedice le loro imprese, nei momenti critici della vita viene in soccorso anche prodigiosamente, conserva il loro cuore nella pace e sul letto di morte li assiste con cure mater­ne particolari, sino a rendere soave il passaggio all'eternità.

Il Padre Suarez, devotissimo della Ver­gine, giunto in fin di vita, esclamò: Non credevo che fosse così dolce il morire! -

Santa Maria Mazzarello nelle ultime ore di questo esilio intonò una lode di gioia alla Madonna. La Vergine sa e può ricompensare l'affetto di chi l'ama.

Noi che la onoriamo, specialmente nel mese di Maggio, apparteniamo alla schie­ra dei figli devoti. Rallegriamoci e lavo­riamo per divenire sempre più cari alla Mamma Celeste.

Moltiplichiamo i nostri atti di osse­quio, diffondiamo la sua devozione nar­rando le sue glorie alle anime che ci cir­condano, esortiamo i tiepidi alla recita quotidiana del Rosario, invogliamo i biso­gnosi a ricorrere a Lei in ogni necessità! Consoliamo il Cuore Addolorato di Ma­ria, tanto oltraggiato dai bestemmiatori, dalla condotta dei cattivi Cristiani e dalla malvagità dei nemici della Chiesa!

Un figlio affettuoso può sanare le fe­rite del cuore materno e riparare per i fratelli ingrati. Molto gradisce la Madon­na l'ossequio di quelle anime che ogni sabato e nei giorni a Lei consacrati, si accostano alla Santa Comunione allo sco­po di riparare il Suo Cuore Immacolato ed Addolorato delle offese che le recano i bestemmiatori.

Alle anime amanti di Maria si racco­manda di non lasciare passare giorno senza offrire qualche opera buona ad onore della Vergine; offrire qualche cosa anche minima, ma offrirla con amore e con costanza.

Al sabato specialmente si faccia qual­che fioretto, ad esempio, non mangiare dolci o frutta... non bere fuori pasto... recitare doppio Rosario... fare qualche elemosina ai poverelli... attendere un po' alla meditazione o a qualche pia lettura... ascoltare la S. Messa ... Co­loro che onorano la Madonna, avranno la vita eterna!

ESEMPIO In un villaggio, chiamato Paradiso, nei pressi di Firenze, viveva una giovanetta, di nome Domenica, che in seguito di­venne Suora e morì in concetto di san­tità nel 1553; un pio autore, Padre Igna­zio Del Niente, ne scrisse la vita.

Domenica, fin da fanciulla, cominciò ad onorare la Madonna. Ogni giorno, per amore di Lei, si privava di qualche par­te dei cibi ed al sabato digiunava, dando ai poveri la sua refezione. Ogni sabato raccoglieva più fiori che poteva e li dispo­neva davanti all'immagine della Vergine col Bambino. Quante preghiere innalza­va! La Madonna gradiva questi atti di ossequio e volle dare un segno di pre­dilezione alla sua figlia.

Stando una volta Domenica alla fine­stra, vide sulla strada una donna di bel­l'aspetto e con lei era anche un fanciul­lino. Madre e figlio chiedevano l'elemo­sina. Corse a prendere un po' di pane per i due bisognosi e, mentre pensava di andare ad aprire loro la porta, se li vide accanto.

Osservò che il fanciullo aveva ferite le mani, i piedi e il petto. Domandò alla madre: - Chi ha ferito vostro figlio? - Rispose la madre: - E’ stato l'amore! - E tu, bambino, non senti il dolore delle ferite? - Il bimbo sorrise.

Intanto stando tutti e tre davanti al­l'immagine di Gesù e Maria, la donna disse: Chi ti muove a coronare di fiori quest'immagine? -

- L'amore che porto a Gesù ed alla Madonna.

- E quanto li ami? - Quanto posso!

- Continua - esclamò la donna - ad amarli, perché in Paradiso ne sarai ripagata. -

Dalle ferite del bambino cominciò ad emanare un odore celeste, soavissimo., che s'intensificava sempre più. Domenica al­lora assistette ad un mutamento di scena: la Madre apparve vestita da gran Regina e circondata di luce; il Fanciullo si mo­strò come un sole di bellezza. Domenica, riconoscendo la Madonna e Gesù, si pro­strò per adorare. Gesù prese i fiori dal­l'immagine e li sparse sul capo della giovanetta. Da li a poco, la visione sparì.

Fioretto. - Fermarsi alcuni istanti a contemplare il Crocifisso e l'immagine della Madonna.

Giaculatoria. - Sia benedetto il no­me di Maria Vergine e Madre.

 

3° GIORNO

Ave Maria.

Invocazione. - Maria, Madre di mi­sericordia, pregate per noi!

MADRE DEI PECCATORI

Sul monte Calvario agonizzava Gesù, il Figlio di Dio. Le sue sofferenze erano atrocissime. Alle pene fisiche si aggiun­gevano quelle morali: l'ingratitudine dei beneficati, la miscredenza degli Ebrei, gli insulti dei soldati romani ...

Maria, Madre di Gesù, stava ai pie­di della croce e osservava; non inveiva contro i carnefici, ma pregava per loro, unendo la sua preghiera a quella del Fi­glio: Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno! -

Ogni giorno si ripete misticamente la scena del Calvario. Gesù Cristo è il ber­saglio della malvagità umana; i peccatori pare che vadano a gara per distruggere o diminuire l'opera della Redenzione. Quante bestemmie ed insulti alla Dívi­nità! Quanti e quali scandali!

La grande schiera dei peccatori corre verso l'eterna dannazione. Chi può strap­pare queste anime dagli artigli di Sata­na? Solo la Misericordia di Dio, implo­rata dalla Madonna.

Maria è il rifugio dei peccatori, è la Madre di misericordia!

Come un giorno pregava sul Calvario per i crocifissori, così ora prega incessan­temente per i traviati.

Se una madre ha un figlio gravemente infermo, a lui rivolge tutte le sue cure per strapparlo alla morte; così e più an­cora fa la Madonna per quei figli ingrati che vivono in peccato e sono in pericolo della morte eterna.

Nel 1917 la Vergine apparve a Fati­ma a tre fanciulli; aprendo le mani, ne sgorgò un fascio di luce, che sembrava penetrasse la terra. I fanciulli videro al­lora ai piedi della Madonna come un grande mare di fuoco ed in esso immersi, neri ed abbronzati, demoni ed anime in forma umana, somiglianti a brace traspa­rente, che trascinati in alto dalle fiamme, ricadevano poi giù come faville nei grandi incendi, fra grida di disperazione che fa­cevano inorridire.

I veggenti, a tale scena, alzarono gli occhi verso la Madonna per chiedere soc­corso e la Vergine soggiunse: Questo è l'inferno, dove vanno a finire le anime dei poveri peccatori. Recitate il Rosario ed aggiungete ad ogni posta: Gesù mio, perdonate le nostre colpe! Preservateci dal fuoco dell'inferno e portate in Cielo tutte le anime, specialmente le più bi­sognose della vostra misericordia! -

Inoltre la Madonna raccomandò di of­frire sacrifici per la conversione dei pec­catori e di ripetere l'invocazione: « Cuo­re Immacolato di Maria, converti i pec­catori! »

Tutti i giorni ci sono anime che ri­tornano a Dio con una vera conversione; gli Angeli in Cielo fanno festa quando un peccatore si converte, ma immensa­mente di più gioisce la Madonna, Madre dei peccatori pentiti.

Cooperiamo al ravvedimento dei tra­viati; ci stia di più a cuore la conversione di qualcuno della nostra famiglia. Sup­plichiamo ogni giorno la Madonna, spe­cialmente nel Santo Rosario richiaman­do l'attenzione alle parole: « Prega per noi peccatori! ... »

ESEMPIO Santa Gemma Galvani godeva delle predilezioni di Gesù. Le sue grandi soffe­renze quotidiane salvavano le anime ed era lieta di presentare al suo Sposo Cele­ste i peccatori, di cui veniva a conoscenza.

Le stava a cuore la conversione di un'anima. A tal fine pregava, e supplicava Gesù affinché desse luce e forza al pecca­tore; ma questi non si rimetteva.

Un giorno, mentre Gesù le era appar­so, così gli disse: Tu, o Signore, ami i peccatori; dunque convertili! Sai quan­to ho pregato per quell'anima! Perché non la chiami a Te?

- Convertirò questo peccatore, ma non subito.

- Ed io ti supplico di non ritardare. - Figlia mia, sarai accontentata, ma non ora.

- Ebbene, poiché tu non vuoi fare presto questa grazia, mi rivolgo alla tua Mamma, alla Vergine, e vedrai che il pec­catore si convertirà.

- Questo io aspettavo, che tu inter­ponessi la Madonna e, poiché intercede la Madre mia, quell'anima avrà tanta grazia che subito detesterà il peccato e sarà ammessa alla mia amicizia.

Fioretto. - Offrire almeno tre sacri­fici per la conversione dei traviati.

Giaculatoria. - Cuore Immacolato e Addolorato di Maria, converti i peccatori!

 

4° GIORNO

Ave Maria.

Invocazione. - Maria, Madre di mi­sericordia, pregate per noi!

MARIA FORZA DEI DEBOLI

I peccatori ostinati sono quelli che trascurano l'anima e si danno in braccio alle passioni, senza volontà di troncare la vita di peccato.

I deboli, spiritualmente parlando, so­no quelli che vorrebbero conservare l'a­micizia con Dio, ma non sono decisi e risoluti a fuggire il peccato e le gravi occasioni di peccato.

Un giorno sono, di Dio ed un altro del demonio; oggi ricevono la Comunio­ne e domani peccano gravemente; cadute e pentimento, confessione e peccati. Quante anime sono in questa triste condizione! Hanno la volontà assai debole e corrono il rischio di morire in peccato. Guai se la morte le cogliesse mentre sono in disgrazia di Dio!

La Vergine Santissima ha compassio­ne di costoro ed è desiderosa di venire in loro aiuto. Come la mamma sorregge il bambino affinché non cada e gli appresta la mano per rialzarlo se cade, così la Ma­donna, memore della miseria umana, è sollecita a sorreggere chi a lei ricorre con fiducia.

È bene considerare quali siano le cau­se che producono la debolezza spirituale. Prima di tutto è il non fare caso delle pic­cole colpe, per cui si commettono spesso e senza alcun rimorso. Chi disprezza le piccole cose, à poco a poco cadrà nelle grandi.

Indebolisce la volontà il pensare nelle tentazioni: Fin qui posso arrivarci ... Questo non è peccato mortale! All'orlo del precipizio mi fermerò. - Agendo in tal guisa, la grazia di Dio si rallenta, Satana intensifica l'assalto e l'anima cade miseramente.

Un'altra causa d'indebolimento è il di­re: Ora pecco e poi mi confesserò; così rimedierò a tutto. - Si è in errore, per­ché anche quando ci si confessi, il pecca­to lascia nell'anima una grande debolez­za; più peccati si commettono, più si re­sta deboli, specialmente offendendo la purezza.

Sono facili a cadere in peccato coloro che non sanno dominare il cuore e per conseguenza coltivano affetti disordinati. Dicono: Non ho la forza di lasciare quel­la persona! Non me la sento di privarmi di quella visita... -

Tali anime ammalate, intisichite nella vita spirituale, ricorrano a Maria per aiu­to, implorando la sua materna misericor­dia. Facciano delle novene e dei mesi in­teri di pratiche devote per strappare una grazia si grande, cioè la forza di volontà, da cui dipende l'eterna salvezza.

Molti pregano la Madonna per la sa­lute del corpo, per la provvidenza, per riuscire in qualche affare, ma pochi sup­plicano la Regina del Cielo e fanno corsi di novene per avere la forza nelle tenta­zioni o per troncare qualche grave occa­sione di peccato.

ESEMPIO Una giovane da anni si era abbando­nata ad una vita di peccato; cercava di tenere occulte le sue miserie morali. La madre cominciò a sospettare di qualche cosa e la rimproverò aspramente.

L'infelice, scoperta, apri gli occhi sul misero suo stato e fu assalita da forti ri­morsi. Accompagnata dalla mamma, vol­le andare a confessarsi. Si pentì, propose e., pianse.

Era molto debole e, trascorso breve tempo, s'ingolfò di nuovo nella brutta abitudine di peccare. Era già in procin­to di fare un cattivo passo e piombare nell'abisso. La Madonna, invocata dalla mamma, venne in aiuto della peccatrice per un caso provvidenziale.

Capitò' nelle mani della giovane un buon libro; lo lesse e fu colpita dalla sto­ria di una donna, la quale nascondeva i gravi peccati in Confessione e, quantun­que in seguito abbia tenuto una buona vita, a motivo dei sacrilegi andò all'in­ferno.

A questa lettura fu scossa dal rimor­so; pensò che anche per lei era prepara­to l'inferno, se non avesse rimediato alle cattive Confessioni e se non avesse cam­biato vita.

Rifletté seriamente, cominciò a prega­re con fervore la Vergine Santissima per­ché l'aiutasse e si decise di regolare la co­scienza. Quando s'inginocchiò davanti al Sacerdote per accusare le sue colpe, dis­se: E’ stata la Madonna a condurmi qui! Voglio cambiare vita. -

Mentre prima si sentiva debole nelle tentazioni, poi acquistò tale fortezza da non retrocedere più. Perseverò nella pre­ghiera e nella frequenza dei Sacramenti ed infiammata di santo ardore verso Ge­sù e la Madre Celeste, abbandonò il mon­do per chiudersi in un convento, ove e­mise i voti Religiosi.

Fioretto. - Esaminare la coscienza per vedere come ci si confessa: se si na­sconde qualche grave peccato, se il pro­posito di fuggire le cattive occasioni è ri­soluto ed efficace, se realmente si va alla Confessione con le dovute disposizioni. Rimediare alle Confessioni mal fatte.

Giaculatoria. Cara Madre Vergine Maria, fate ch'io salvi l'anima mia!

 

5° GIORNO

Ave Maria.

Invocazione. - Maria, Madre di mi­sericordia, pregate per noi!

SALUTE DEGLI INFERMI

L'anima è la parte più nobile di noi; il corpo, quantunque inferiore al nostro spirito, ha la sua grande importanza nella vita terrena, essendo strumento di bene. Il corpo ha bisogno della salute ed è un dono di Dio il godere della sanità.

Si sa che sono innumerevoli le malat­tie che possono colpire l'organismo uma­no. Quanti giacciono a letto per mesi e per anni! Quanti dimorano negli ospeda­li! Quanti corpi sono tormentati da dolo­rose operazioni chirurgiche!

Il mondo è valle di lacrime. Soltanto la fede può dare la luce sul mistero del dolore. Spesso si perde la salute per 1'im­mortificazione nel mangiare e nel bere; per lo più si logora l'organismo a motivo dei vizi ed allora la malattia è castigo del peccato.

Gesù guarì il paralitico presso la va­sca di Siloe, paralitico che da trentotto anni giaceva a letto; incontrandolo nel Tempio, gli disse: « Eccoti già guarito! Non peccare più, affinché non ti avvenga ;di peggio! » (S. Giovanni, V, 14).

Altre volte la malattia può essere un atto della misericordia di Dio. affinché l'anima si distacchi dalle gioie terrene, si purifichi sempre più, scontando in terra anziché nel Purgatorio, ed affinché con sofferenze fisiche serva da parafulmi­ce ai peccatori, implorando loro grazie. Quanti Santi ed anime privilegiate han­to trascorso la vita in tale stato d'im­molazione!

La Chiesa chiama la Madonna: « Sa­lus infirmorum » salute degli infermi, ed esorta i fedeli a ricorrere a Lei per la salute del corpo.

Come potrebbe un padre di famiglia alimentare i figli, se non avesse la forza di lavorare? Come accudirebbe una ma­dre ai lavori domestici, se non avesse discreta salute?

La Madonna, Madre di misericordia, è contenta d'impetrare la sanità del cor­po a coloro che la invocano con fede. Sono senza numero le persone che espe­rimentano la bontà della Vergine.

Partono i treni bianchi per Lourdes, si fanno pellegrinaggi ai Santuari Maria­ni, si tappezzano gli altari della Madon­na di « cuori-voto » ..  tutto ciò dimo­stra l'efficacia del ricorso a Maria.

Nelle malattie, dunque, rivolgiamoci alla Regina del Cielo! Se sarà utile all'a­nima la salute del. corpo, questa si otter­rà; se sarà più utile spiritualmente la ma­lattia, la Madonna otterrà la grazia della rassegnazione e la forza nel dolore.

Qualunque preghiera è efficace nei bi­sogni. San Giovanni Bosco, apostolo della Vergine Ausiliatrice, raccomandava una novena particolare, con la quale si sono ottenute e si ottengono grazie prodigiose. Ecco le norme di tale novena:

1) Recitare per nove giorni di seguito tre Pater, Ave e Gloria a Gesù Sacra­mentato, con la giaculatoria: Sia lodato eringraziato ogni momento il Santissimo e - Divinissimo Sacramento! - recitare pure tre Salve Regina alla Beata Vergi­ne, con la invocazione: Maria Auxilium Christianorum, ora pro nobis!

2) Durante la novena accostarsi ai Santi Sacramenti della Confessione e del­la Comunione.

3) Per ottenere più facilmente le gra­zie, portare al collo la medaglietta della Vergine e promettere, secondo le possi­bilità, qualche offerta per il culto della . Madonna.

ESEMPIO Il Conte di Bonillan aveva la moglie gravemente inferma di tubercolosi. La sofferente, dopo vari mesi passati a letto, era ridotta a tale macilenza da pesare so­lo venticinque chilogrammi. I medici giu­dicavano inutile ogni rimedio.

Il Conte allora scrisse a Don Bosco, chiedendo preghiere per la consorte. La risposta fu: « Conduca l'ammalata a To­rino ». Il Conte scrisse dicendo che la sposa non poteva assolutamente fare il viaggio dalla Francia a Torino. E Don Bosco ad insistere che si mettesse in viaggio.

L'ammalata giunse a Torino in peno­se condizioni. L'indomani Don Bosco ce­lebrò la Santa Messa all'altare della Ma­donna Ausiliatrice; erano presenti il Con­te e la sposa.

La Vergine Santissima operò il mira­colo: all'atto della Comunione l'amma­lata si senti perfettamente guarita. Men­tre prima non aveva la forza di fare un passo, potè andare alla balaustra per co­municarsi; finita la Messa andò in sacre­stia a parlare con Don Bosco e ritornò se­renamente in Francia del tutto risanata.

La Madonna invocata con fede esau­dí le preghiere di Don Bosco e della con­tessa. Il fatto avvenne nel 1886.

Fioretto. - Recitare nove Gloria Pa­tri, in onore dei Cori degli Angeli.

Giaculatoria. - Maria, salute degli in­fermi, benedite gli ammalati!

 

6° GIORNO

Ave Maria.

Invocazione. - Maria, Madre di mi­sericordia, pregate per noi!

MADRE DEI POVERI

Il mondo va in cerca di piaceri e per procurarseli ha bisogno di denaro. Ci si affatica, si lotta, si calpesta anche la giu­stizia, pur di accumulare ricchezze.

Gesù insegna che i. veri beni sono quelli celesti, perché eterni, e che la ric­chezza di questo mondo è falsa e passeg­gera, fonte di preoccupazione e di re­sponsabilità.

Gesù, ricchezza infinita, facendosi uo­mo, volle essere povero e volle che così fosse la sua Santa Madre ed il Padre Putativo, San Giuseppe.

Esclamò un giorno: « Guai a voi, o ricchi, perché avete già la vostra conso­lazione! » (S. Luca, VI, 24). « Beati voi, o poveri, perché è vostro il regno di Dio! Beati voi che ora siete bisognosi, perché sarete saziati! » (S. Luca, VI, 20).

I seguaci di Gesù dovrebbero apprez­zare la povertà e, se avessero ricchezze, dovrebbero essere distaccati e servirsene in bene.

Quanti sprecano il denaro e quanti invece mancano del necessario! Ci sono poveri che non possono sfamarsi, non hanno abiti per coprirsi ed in caso di ma­lattia non hanno i mezzi per curarsi.

La Madonna, come Gesù, ama que­sti poveri e vuole far loro da Madre; se pregata, viene in aiuto, servendosi della generosità dei buoni.

Anche quando non si è propriamente poveri, in certi periodi della vita ci si pub trovare nelle strettezze, o per rovescio di fortuna o per mancanza di lavoro. Allora ricordiamo che la Madonna è la Madre dei bisognosi. La voce suppliche­vole dei figli penetra sempre nel cuore materno.

Quando si aspetta la provvidenza, non basta pregare la Madonna; bisogna vive­re in grazia di Dio, se si vuole che Dio assista. A questo riguardo dice Gesù Cri­sto: « Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte le altre cose vi sa­ranno date in più » (S. Matteo, VI, 33).

A conclusione di quanto si è detto, imparino i poveri a non vergognarsi del loro stato, perché rassomigliano di più alla Madonna, e a non scoraggiarsi nei bisogni, invocando con viva fede l'assi­stenza della Madre Celeste.

Imparino i ricchi ed i benestanti a non insuperbirsi e a non disprezzare i bi­sognosi; amino fare la carità, specialmen­te a coloro che non hanno il coraggio di stendere la mano; evitino le spese inutili, per avere più possibilità di aiutare il pros­simo e ricordino che chi dà al povero,

presta a Gesù Cristo e rende omaggio a Maria Santissima, Madre dei poveri. ESEMPIO

Il Pallavicino nei suoi insigni scritti riporta un episodio, ove appare come la Madonna ami ed aiuti i poveri, quando le sono sinceramente devoti.

Un Sacerdote fu invitato a prestare gli ultimi conforti della Religione ad una moribonda. Andato in Chiesa e preso il Santo Viatico, s'incamminò verso l'abi­tazione dell'inferma. Quale nòn fu il suo dolore a vedere la povera donna in una misera stanzetta, priva di tutto, giacente sopra un po' di paglia!

L'agonizzante era stata molto devota della Madonna, aveva provata tante vol­te la sua protezione negli estremi bisogni ed ora in fine di vita le veniva elargita una grazia straordinaria.

Appena entrato il Sacerdote in que­sta abitazione, apparve un coro di vergi­ni, le quali si disposero presso la morente per darle aiuto e conforto; in mezzo alle vergini c'era la Madonna.

A tanto spettacolo il Sacerdote non osò avvicinarsi alla moribonda; allora la Vergine Santissima gli volse uno sguardo benigno e s'inginocchiò, chinando la fron­te sino a terra per adorare il suo Figlio Sacramentato. Fatto ciò, la Madonna e le altre vergini si alzarono e si ritirarono a parte per lasciare libero il passo al Sacerdote.

La donna chiese di confessarsi e dopo si comunicò. Quale gioia, quando spi­rata l'anima, potè andare al gaudio eter­no in compagnia della Regina del Cielo!

Fioretto. - Privarsi di qualche cosa, per amore della Madonna, e darla ai po­verelli. Non potendo fare questo, almeno recitare cinque Salve Regina per coloro che si trovano in estremo bisogno.

Giaculatoria. - Madre mia, fiducia mia!

 

7° GIORNO

Ave Maria.

Invocazione. - Maria, Madre di mi­sericordia, pregate per noi!

MARIA CONFORTO DEI CARCERATI

Gesù Cristo, trovandosi nel Getsema­ni, fu preso dai suoi nemici, fu legato e trascinato davanti al tribunale.

Il Figlio di Dio, l'innocenza in perso­na, essere trattato come un malfattore! Gesù nella sua Passione riparò per tutti e riparò anche per i malfattori e per Fli assassini.

. Quelli che dovrebbero fare più com­passione nella società, sono i carcerati; eppure o sono dimenticati o disprezzati. E’ carità rivolgere il pensiero a tanti infe­lici, perché anch'essi sono figli di Dio e nostri fratelli e Gesù considera fatto a sé ciò che si fa ai detenuti.

Quante pene affliggono il cuore del carcerato: l'onore perduto, la privazione di libertà, il distacco dalle persone care, il rimorso del male operato, il pensiero dei bisogni della famiglia! Chi soffre non merita disprezzo, ma compassione!

Si dirà: Hanno fatto il male e quin­di lo paghino! - È vero che tanti sono abbruttiti nel vizio ed è meglio che stiano segregati dalla società; ma ci sono nelle prigioni anche degli innocenti, vittime della prepotenza; ci sono altri di buon cuore e che hanno commesso qualche rea­to in un momento di passione, di acce­camento mentale. Bisognerebbe visitare qualche Casa Penale per rendersi conto delle sofferenze di questi infelici.

La Madonna è la Consolatrice degli afflitti e quindi è anche il conforto dei carcerati. Dall'alto dei Cieli guarda que­sti suoi figliuoli e li commisera, memore di quanto soffri Gesù allorché fu impri­gionato; prega per essi, affinché si ravve­dano e ritornino a Dio come il buon la­drone; ripara per i loro delitti ed ottie­ni la grazia della rassegnazione.

La Vergine vede in ogni carcerato una anima redenta dal Sangue del suo Gesù ed un suo figlio adottivo, bisognosissimo di misericordia.

Se vogliamo far cosa gradita a Maria, offriamole qualche opera buona della gior­nata a vantaggio di coloro che stanno nelle prigioni; offriamo specialmente la Santa Messa; la Comunione e il Rosario.

La nostra preghiera otterrà la conver­sione a qualche assassino, riparerà certi misfatti, gioverà a far risplendere l'inno­cenza di qualche condannato e sarà un'o­pera di misericordia spirituale.

Nel buio della notte si vedono le stel­le e così nel dolore la luce della fede. Nelle prigioni alberga il dolore e sono più facili le conversioni.

ESEMPIO Nella Casa Penale di Noto, ove scon­tavano circa cinquecento detenuti, si pre­dicò un corso di Esercizi Spirituali.

Con quanta attenzione quegli infelici ascoltavano le prediche e quante lacrime brillavano su certi volti macilenti!

Chi era condannato per tutta la vita, che per trent'anni e chi per minor tempo; ma tutti quei cuori erano feriti e cerca­vano balsamo, il vero balsamo della Re­ligione.

A chiusura degli Esercizi, venti Sa­cerdoti si prestarono ad ascoltare le con­fessioni. Il Vescovo volle celebrare la San­ta Messa ed avere così la gioia di dare Gesù ai carcerati. Era edificante il silen­zio, ammirevole il raccoglimento. Com­movente il momento della Comunione! Una massa di centinaia di condannati, con le mani giunte e gli occhi bassi, sfi­lava in ordine per ricevere Gesù. Sem­bravano dei veri Frati supplicanti.

I Sacerdoti e più che tutto il Vesco­vo godevano del frutto di quella predi­catione.

Quante anime si possono redimere nel­le prigioni, se c'è chi prega per loro!

Fioretto. - Recitare il S. Rosario per coloro che stanno nelle prigioni.

Giaculatoria. - Maria, Consolatrice degli, afflitti, pregate per i carcerati!

 

8° GIORNO

Ave Maria.

Invocazione. - Maria, Madre di mi­sericordia, pregate per noi!

DEBELLATRICE DELLE ERESIE

Iddio, Eterna Verità, si è degnato par­lare agli uomini per mezzo dei Profeti nei tempi antichi e poi per mezzo di Gesù Cristo. La Chiesa Cattolica, istituita divinamente, custodisce e trasmette inal­terate alle umane generazioni tutte le ve­rità rivelate da Dio.

I buoni credono, i cattivi non credo­no, perché le loro opere sono malvagie ed amano più le tenebre anziché la luce.

Coloro che negano o combattono le ve­rità rivelate da Dio, sono detti eretici. La Vergine Santissima, Corredentrice del genere umano, non può restare indif­ferente davanti alla rovina di tali anime e vuol mostrarsi Madre pietosa. Quando la Madonna presentò Gesù al Tempio, il vecchio Simeone le profetizzò: « Questo Bambino è posto in rovina e in risurrezione di molti in Israele ed in segno al quale si contraddirà. Ed una spada trapasserà il tuo stesso cuore! » (S. Luca, II, 34).

Se gli eretici non si convertono, quel Gesù che negano o lottano, sarà la loro rovina, perché un giorno li condannerà al fuoco eterno. Il Cuore Immacolato di Maria, afflittissimo perché il Corpo Mi­stico di Gesù, la Chiesa, è dilaniato da­gli eretici, viene in aiuto per abbattere le eresie e salvare i traviati. Quanti pro­digi della bontà della Madonna registra la storia! Si ricordi l'eresia degli Albige­si, che fu debellata da San Domenico da Gusman, scelto dalla Vergine direttamente ed istruito sul mezzo della vittoria, cioè sulla recita del Rosario. Simile e più stre­pitosa fu la vittoria di Lepanto, ottenuta col Rosario, per cui l'Europa fu liberata dal pericolo della dottrina di Maometto.

Il grande pericolo che al presente mi­naccia l'umanità è il comunismo, dottri­na atea e rivoluzionaria. La Russia ne è la maggiore vittima. $ necessario pregare la Regina del Cielo, trionfatrice delle ere­sie, affinché gli eretici presto ritornino alla Chiesa di Dio.

ESEMPIO Nelle apparizioni di Fatima la Ma­donna disse a Lucia: Tu hai visto dove vengono precipitate le anime dei poveri peccatori. Per salvarle, Iddio vuole stabi­lire in tutto il mondo la devozione al mio Cuore Immacolato. Io verrò a chiedere la consacrazione della Russia al mio Cuo­re Immacolato. -

Il messaggio di Fatima non si chiuse il 13 ottobre 1917. La Vergine apparve di nuovo a Lucia_ il 10 dicembre 1925. Il Bambino Gesù stava accanto alla Ma­donna, sollevato sopra una nube di lu­ce. La Vergine teneva in mano un Cuo­re, circondato da acute spine. Per primo parlò a Lucia il Bambino Gesù: Abbi compassione del Cuore della tua Santis­sima Madre! Ecco è tutto coperto di spi­ne, con le quali gli uomini ingrati lo tra­figgono ogni momento e non v'è alcuno che rimuova qualche spina con un atto di riparazione. -

Poi la Madonna disse: Figlia mia, contempla il mio Cuore circondato dal­le spine, con cui gli uomini ingrati con­tinuamente lo trafiggono con le loro be­stemmie ed ingratitudini. Tu almeno pro­cura di consolarmi. -

Nel 1929 la Madonna riapparve alla sua confidente, chiedendo la consacrazio­ne della Russia al suo Cuore Immacolato e promettendo che, se la richiesta verrà accolta, « la Russia si convertirà e vi sa­rà pace! »

Il 31 ottobre 1942, Pio XII consa­crava il mondo al Cuore Immacolato di Maria, con speciale menzione della Rus­sia, che poi fu riconsacrata singolarmente nel 1952.

Si affretti il trionfo del Cuore Immaco­lato di Maria sul comunismo, con l'offerta quotidiana di preghiere e di sacrifici.

Fioretto. - Ricevere la S. Comunio­ne per la conversione degli eretici.

Giaculatoria. - Madre di misericor­dia, intercedete per gli eretici!

 

9° GIORNO

Ave Maria.

Invocazione. - Maria, Madre di mi­sericordia, pregate per noi!

MARIA SALVEZZA DEGLI INFEDELI

Si legge nel Vangelo (San Matteo, XIII, 31) : « Il regno dei Cieli è simile ad un granellino di senapa, che un uomo prese e seminò nella sua campagna. $ il più piccolo di tutti i semi degli alberi; ma quando è cresciuto, è il maggiore di tutti gli erbacei e diviene albero, cosic­ché gli uccelli dell'aria vengono e vi de­pongono i loro nidi ».

La luce del Vangelo cominciò ad e­spandersi per. mezzo degli Apostoli; par­t dalla Galilea e deve estendersi sino a­gli ultimi confini della terra. Sono trascorsi circa duemila anni e la dottrina di Gesù Cristo non è penetrata ancora in tutto il mondo.

Gl'infedeli, cioè i non battezzati, sono oggi cinque sesti dell'umanità; circa mezzo miliardo di anime gode del frutto della Redenzione; due miliardi e mezzo giac­ciono ancora nel buio del paganesimo.

Iddio intanto vuole che tutti si salvi­no; ma è disegno della Divina Sapienza che l'uomo cooperi alla salvezza dell'uo­mo. Bisogna dunque lavorare per la con­versione degli infedeli.

La Madonna è Madre anche di que­sti miseri, riscattati a caro prezzo sul Calvario. Come può venire in loro aiuto? Supplica il Divin Figlio affinché sorgano le vocazioni missionarie. Ogni Missiona­rio è un dono di Maria alla Chiesa di Gesù Cristo. Se si chiedesse a coloro che lavorano nella Missioni: Qual è la sto­ria della vostra vocazione? - tutti ri­sponderebbero: Ha avuto origine da Ma­ria ... in un giorno a Lei sacro... per un'ispirazione avuta pregando al suo al­tare ... per una grazia prodigiosa otte­nuta, come prova delle vocazione missio­naria . . . -

Domandiamo a Sacerdoti, a Suore ed a laici, che stanno nelle Missioni: Chi vi dà la forza, chi vi assiste nei pericoli, a chi affidate le vostre imprese apostoli­che? - Tutti additano la Vergine San­tissima. -

Ed il bene si fa! Ove prima regnava Satana, ora regna Gesù! Tanti pagani convertiti sono divenuti anche apostoli; esistono già i Seminari indigeni, ove tan­ti ogni anno ricevono l'Ordinazione Sa­cerdotale; c'è anche un buon numero di Vescovi indigeni.

Chi ama la Madonna, deve amare la conversione degli infedeli e fare qualche cosa affinché il regno di Dio venga nel mondo per mezzo di Maria.

Nelle nostre preghiere non tralascia­mo il pensiero delle Missioni, anzi sareb­be lodevole destinare un giorno della set­timana a tale scopo, ad esempio, il sa­bato.

Si prenda l'ottima abitudine di fare l'Ora Santa per gl'infedeli, per affrettar­ne la conversione e per rendere a Dio gli atti di adorazione e di ringraziamento che non gli rendono masse di creature. Quan­ta gloria si dà a Dio con un'Ora Santa diretta a tale fine!

Si offrano dei sacrifici al Signore, per le mani della Madonna, a vantaggio dei Missionari. Si imiti la condotta, di Santa Teresina, che con l'offerta geneosa e co­stante di piccoli sacrifici, meritò d'essere dichiarata Patrona delle Missioni. Adve­niat regnum tuum! Adveniat per Ma­riam!

ESEMPIO Don Colbacchini, Missionario Salesia­no, quando andò nel Matho Grosso (Bra­sile), ad evangelizzare una tribù quasi sel­vaggia, fece di tutto per cattivarsi l'ami­cizia del capo, il gran Cacico. Era questi il terrore della zona; teneva esposti in ca­sa i crani di coloro che aveva ucciso ed aveva ai suoi ordini una squadra di sel­vaggi armati.

Il Missionario, con prudenza e cari­tà, ottenne dopo qualche tempo che il gran Cacico mandasse i suoi due figliolet­ti alle istruzioni catechistiche, che si te­nevano sotto un tendone assicurato agli alberi. Anche il padre in seguito ascolta­va le istruzioni.

Volendo Don Colbacchini rafforzarne l'amicizia, chiese al Cacico di permetter­gli di condurre alla città di San Paulo i due figliuoli, in occasione di una grande festa. Dapprima ci fu il rifiuto, ma dopo le insistenze e le rassicurazioni, il padre disse: Ti affido i miei figli! Ma ricorda­ti che se capiterà male a qualcuno, pa­gherai con la tua vita! -

Disgrazia volle che a San Paulo ci fos­se un'epidemia, furono colpiti dal male i figli del Cacico e tutti e due morirono. Quando il Missionario dopo due mesi ri­tornò alla sua dimora, disse a se stesso: La vita per me è finita! Appena comunicherò al capo della tribù la notizia della morte dei figli, sarò ucciso! -

Don Colbacchini si raccomandò alla Madonna, implorando la sua assistenza. Il Cacico, avuta la notizia, inferocì, si die­de morsi alle mani, con dei rottami si apri delle ferite al petto e si allontanò gridando: Mi vedrai domani! - Mentre l'indomani il Missionario celebrava la S. Messa, il selvaggio entrò nella Cappel­la, si pose faccia a terra sul pavimento e non disse nulla. Finito il S. Sacrificio, si avvicinò al Missionario e l'abbracciò, di­cendo: Tu hai insegnato che Gesù perdonò ai suoi crocifissori. Io perdono anche a te! ... Saremo sempre amici! - Affermava il Missionario che fu la Madonna a salvarlo da morte sicura.

Fioretto. - Prima di mettersi a letto baciare il Crocifisso e dire: Maria, se io morissi questa notte, fate che sia in gra­zia di Dio! -

Giaculatoria. - Regina del Cielo, be­nedite le Missioni!

 

10° GIORNO

Ave Maria.

Invocazione. - Maria, Madre di mi­sericordia, pregate per noi!

MARIA SPERANZA DEI MORIBONDI

Si viene al mondo piangendo e si muo­re versando l'ultima lacrima; a buon di­ritto questa terra è chiamata valle di la­crime e luogo di esilio, dal quale da tutti si deve partire.

Poche sono le gioie della vita presen­te e moltissime le pene; tutto ciò è prov­videnziale, perché se non si soffrisse, ci si attaccherebbe troppo alla terra e non si aspirerebbe al Cielo.

La pena maggiore per ognuno è la morte, sia per i dolori del corpo, sia per il distacco da ogni affetto terreno e sia specialmente per il pensiero della com­parsa davanti a Gesù Cristo Giudice. L'o­ra della morte, certa per tutti, ma incerta per il giorno, è l'ora più importànte della vita, perché da essa dipende l'eternità.

Chi può venirci in aiuto in quei mo­menti supremi? Soltanto Dio e la Ma­donna.

La madre non abbandona i figli nel bisogno e più questo è grave, più inten­sifica le sue premure. La Madre Celeste, dispensatrice dei tesori divini, corre in aiuto della anime, specie se prossime a partire per l'eternità. La Chiesa, divina­mente ispirata, nell'Ave Maria ha messo una supplica particolare: Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori adesso e nell'ora della nostra morte! -

Quante volte durante la vita si ripete questa preghiera! E la Madonna, Cuore delicatamente materno, può restare indif­ferente al grido dei suoi figli?

La Vergine sul Calvario assisteva il Figliuolo Gesù agonizzante; non parlava, ma contemplava e pregava. Quale Madre dei credenti in quei momenti volgeva lo sguardo anche alla moltitudine dei figli adottivi, che nel corso dei secoli si sareb­bero trovati nell'agonia ed avrebbero im­plorato il suo soccorso.

Per noi la Madonna pregò sul Cal­vario e consoliamoci che sul letto di mor­te ci aiuterà. Ma facciamo di tutto per meritarci la sua assistenza.

Ogni giorno offriamole qualche atto di ossequio particolare, anche piccolo, come sarebbe la recita di tre Ave Maria, con la giaculatoria: Cara Madre Vergine Ma­ria, fate che io salvi l'anima mia! -

Domandiamo spesso che ci liberi dal­la morte improvvisa; che non ci colga la morte quando disgraziatamente fossimo in peccato mortale; che possiamo ricevere i Santi Sacramenti e non solo l'Estrema Unzione, ma specialmente il Viatico; che possiamo vincere gli assalti del demonio durante l'agonia, perché allora il nemico delle anime raddoppia la lotta; e che ci ottenga finalmente la serenità dello spiri­to, per morire nel bacio del Signore, pienamente conformati alla volontà di Dio. I devoti di Maria sogliono morire pla­cidamente e qualche volta hanno la gioia di vedere sensibilmente la Regina del Cie­lo, che li conforta e li invita al gaudio eterno. Così spirava il fanciullo Domeni­co Savio, ora Santo, esclamando con gio­ia: Oh, che bella cosa io vedo!

ESEMPIO San Vincenzo Ferreri fu chiamato d'ur­genza presso un infermo assai grave, il quale rifiutava i Sacramenti.

Il Santo gli disse: Non ti ostinare! Non dare a Gesù tanto dispiacere! Met­titi in grazia di Dio ed acquisterai la pace del cuore. - L'ammalato, ancora più ar­rabbiato, protestava di non volersi con­fessare.

San Vincenzo pensò di rivolgersi alla Madonna, sicuro di poter ottenere la buo­na morte a quell'infelice. Allora gli sog­giunse: Ebbene, tu dovrai confessarti a qualunque costo! -

Invitò tutti i presenti, familiari ed a­mici, a recitare il Rosario per l'infermo. Mentre si pregava, apparve presso il let­to del peccatore la Vergine Santissima con Gesù Bambino, tutto cosparso di sangue.

Il moribondo non potè resistere a tale vista e gridò: Signore, perdono . . . per­dono! Voglio confessarmi! -

Tutti piangevano per la commozione. San Vincenzo potè confessarlo e dargli il Santo Viatico ed ebbe la gioia di vederlo spirare mentre baciava affettuosamente il Crocifisso.

Tra le mani del defunto fu posta la corona del Rosario, come segno del trion­fo della Madonna.

Fioretto. - Passare la giornata in par­ticolare raccoglimento e pensare di tan­to in tanto: Se dovessi morire oggi, avrei la coscienza serena? Come vorrei trovar­mi in punto di morte? -

Giaculatoria. - Maria, Madre di mi­sericordia, pietà dei moribondi!

 

11° GIORNO

Ave Maria.

Invocazione. - Maria, Madre di mi­sericordia, pregate per noi!

MARIA REGINA DEL PURGATORIO

Niente di macchiato può entrare in Cielo. Tutte le colpe devono essere ripa­rate o in questa vita o nell'altra.

Il Purgatorio è l'anticamera del Para­diso; è li che le anime si purificano da ogni resto di peccato. Si scontano sino all'ul­timo centesimo tutti i peccati veniali ed anche quelli mortali, di cui si avesse avu­ta l'assoluzione. Le pene espiatrici sono atroci, come si rileva da certe apparizioni di trapassati.

La Madonna è Madre di misericordia di coloro che sono nel Purgatorio e, co­me è Regina del Paradiso, così è pure Regina di quel regno di dolore. Brama al­leviare le pene di quelle anime ed affret­tarne l'ingresso in Cielo. Di ogni anima ha premura, in modo particolare delle sue devote.

Nella storia di un'anima privilegiata si legge: La misericordia di Dio mi traspor­tò misteriosamente in Purgatorio, affin­ché io soffrissi a veder soffrire e così ri­parare. Che pena a contemplare lo spa­simo di una schiera sterminata di anime! Tutte erano rassegnatissime. All'improv­viso uno splendore rischiarò quel luogo tenebroso; apparve la Regina del Cielo ammantata di gloria e tutte furono solle­vate dalle loro pene; sembrava che nessu­na più soffrisse. La Madonna prese con sé un'anima e la portò in Cielo. Io provai grande gioia, perché conoscevo quell'ani­ma, avendola assistita in punto di mor­te. -

Come insegnano tanti Santi, la Ver­gine Santissima nelle sue feste libera dal Purgatorio un buon numero dei suoi de­voti. San Pier Damiani, Dottore di Santa Chiesa, narra che la notte precedente la festa dell'Assunta, una moltitudine di per­sone andò nella Basilica di Santa Maria in Ara Coeli, sul Campidoglio. Fu riconosciu­ta una certa Marozia, morta da un anno. Costei disse: In occasione della festa del­l'Assunzione la Regina del Cielo è discesa nel Purgatorio ed ha liberato me e moltis­sime altre anime, circa in numero della popolazione di Roina. -

Un dono particolare della Madonna ai suoi devoti è il Privilegio Sabatino, co­me fu rivelato a San Simone Stok. Chi usufruisce di. questo privilegio, il primo sabato dopo la morte può essere liberato dal Purgatorio.

Le condizioni sono: Portare l'Abitino della Madonna del Carmine, ovvero la medaglietta, con devozione; recitare ogni giorno qualche preghiera, secondo l'indi­cazione del Confessore o del Sacerdote

che impone l'Abitino; osservare bene la purezza, secondo il proprio stato.

A chi vuole onorare molto la Vergi­ne, si raccomanda di fare l'Atto Eroico di carità, tanto caro a Maria. Si mettano nelle sue mani materne i meriti soddisfat­tori, affinché li applichi alle anime del Purgatorio, specialmente alle sue devote.

Quando preghiamo per i defunti, fac­ciamo sempre particolare menzione dei devoti di Viaria.

ESEMPIO Santa Teresa d'Avila, mentre si di­sponeva un giorno a recitare il Rosario ad onore della Madonna, ebbe la visione del Purgatorio.

Vide quel luogo di espiazione sotto forma di un grande recinto, ove le anime soffrivano tra le fiamme.

Alla prima Ave Maria del Rosario, scorse un getto d'acqua, che dall'alto si riversava sul fuoco. In seguito, ad ogni Ave Maria appariva un nuovo getto d'ac­qua. Intanto le anime si refrigeravano ed avrebbero voluto che il Rosario si per­petuasse.

La Santa comprese allora la grande utilità della recita del Rosario.

In ogni famiglia si ricordano morti; in ogni famiglia dovrebbe esserci la pra­tica del Rosario quotidiano.

Fioretto. - Tutto il bene che si fa durante il giorno offrirlo per quell'anima del Purgatorio, che in vita fu più devota della Madonna.

Giaculatoria. - Requiem xternam do­na eis, Domine! - Da', o Signore, il ri­poso eterno alle anime del Purgatorio!

 

12° GIORNO

Ave Maria.

Invocazione. - Maria, Madre di mi­sericordia, pregate per noi!

MARIA MADRE DEI SACERDOTI

Non c'è sulla terra una dignità mag­giore di quella del-Sacerdote. L'opera di Gesù Cristo, l'evangelizzazione del mon­do, è affidata al Sacerdote, il quale deve insegnare la legge di Dio, rigenerare le a­nime alla grazia, assolvere dai peccati, perpetuare la presenza reale di Gesù nel mondo con la Consacrazione Eucaristica ed assistere i fedeli dalla nascita alla morte.

Disse Gesù: « Come il Padre ha man­dato me, così io mando voi » (S. Giovan­ni, XX, 21). « Non siete voi che mi avete scelto, ma io ho scelto voi e vi ho posto affinché andiate e portiate frutto ed il vo­stro frutto rimanga... Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se voi foste del mondo, il mondo vi amerebbe; ma poiché non siete del mon­do, poiché da esso io vi ho scelto, a mo­tivo di ciò vi odia » (S. Giovanni, XV, 16 ... ). « Ecco che io vi mando come agnelli in mezzo ai lupi. Siate dunque pru­denti come serpenti e semplici come co­lombe » (S. Matteo, X, 16). « Chi ascolta voi, ascolta me; chi disprezza voi, di­sprezza me » (S. Luca, X, 16).

Satana scatena la sua rabbia e gelo­sia più che tutto contro i Ministri di Dio, affinché le anime non si salvino.

Il Sacerdote, che quantunque elevato a sì alta dignità è sempre un misero figlio di Adamo, con le conseguenze della col­pa originale, ha bisogno di aiuto e di as­sistenza particolare per compiere la sua missione. La Madonna conosce bene le necessità dei Ministri del suo Figliuolo e li ama di un amore eccezionale, chiaman­doli nei messaggi « i miei prediletti »; ot­tiene a loro abbondanti grazie affinché salvino le anime e si santifichino; di loro si prende cura-speciale, come faceva con gli Apostoli nei primi tempi della Chiesa.

Maria vede in ogni Sacerdote il suo Figliuolo Gesù e considera ogni anima sacerdotale come la pupilla degli occhi suoi. Sa bene a quali pericoli vadano in­contro, specialmente ai nostri tempi, di quanta malvagità siano il bersaglio e qua­li insidie prepari loro Satana, volendo egli vagliarli come il frumento nell'aia. Però da Madre amorosa non abbandona i figli nella lotta e li custodisce sotto il suo manto.

Il Sacerdozio Cattolico, di origine di­vina, stia molto a cuore ai devoti della Madonna. Innanzi lutto si stimino e si amino i Sacerdoti;, si ubbidiscano perché sono i portavoce di Gesù, si difendano contro le calunnie dei nemici di Dio, si preghi per loro.

D'ordinario la Giornata Sacerdotale è il giovedì, perché ricorda il giorno del-

l'istituzione del Sacerdozio; ma anche ne­gli altri giorni si preghi per essi. Si rac­comanda l'Ora Santa per i Sacerdoti,

Scopo della preghiera sia la santifica­zione dei Ministri di Dio, perché se non sono santi non possono santificare gli al­tri. Inoltre si preghi affinché i tiepidi di­ventino fervorosi. Si supplichi Dio, per mezzo della Vergine, affinché sorgano le vocazioni sacerdotali. $ la preghiera che strappa le grazie ed attira i doni di Dio. E quale dono maggiore di un Sacerdote Santo? « Pregate il Padrone della messe, affinché mandi gli operai nella sua cam­pagna » (San Matteo, IX, 38).

In questa preghiera si tengano pre­senti i Sacerdoti della propria Diocesi, i Seminaristi che si avviano all'Altare, il proprio Parroco ed il Confessore.

ESEMPIO A nove anni una ragazzina fu colpita da strana malattia. I medici non ne trova­vano il rimedio. Il padre si rivolse con fe­de alla Madonna delle Vittorie; le buone sorelle moltiplicarono le preghiere per la guarigione.

Di fronte al lettuccio dell'inferma c'era una piccola statua della Madonna, la quale si animò. Gli occhi della ragazzina s'incontrarono con gli occhi della Madre Celeste. Durò pochi istanti la visione, ma bastò a riportare la gioia in quella fami­glia. Guarì la graziosa bambina e per tut­ta la vita portò il dolce ricordo della Ma­donna. Invitata a raccontare il fatto, si limitava a dire: La Vergine Santissima mi guardò, poi sorrise ... ed io guarii! -

La Madonna non volle che soccombes­se quell'anima innocente, destinata a dare a Dio tanta gloria.

La ragazzina cresceva negli anni ed anche nell'amore di Dio e nello zelo. Vo­lendo salvare molte anime, fu ispirata da Dio a dedicarsi al bene spirituale dei Sa­cerdoti. Così un giorno diceva: Per sal­vare molte anime, ho stabilito di fare un negozio all'ingrosso: offro al buon Dio i miei piccoli atti di virtù, affinché aumenti la grazia nei Sacerdoti; più prego e mi sacrifico per loro, più anime convertono con il loro ministero ... Ah, se potessi essere Sacerdote io! Gesù ha' acconten­tato sempre i miei desideri; solo uno ne ha lasciato insoddisfatto: non potere avere un fratello Sacerdote! Ma io voglio divenire madre di Sacerdoti! ... Voglio pregare molto per loro. Prima mi meravi­gliavo sentendo dire di pregare per i Ministri di Dio, dovendo essi pregare per i fedeli, ma in seguito compresi che an­che loro abbisognano di preghiere! --­

Tale delicato sentimento l'accompagnò sino alla morte e le attirò tante benedi­zioni da raggiungere i più alti gradi della perfezione.

La ragazzina miracolata fu Santa Te­resa del Bambino Gesù.

Fioretto - Fare celebrare, o almeno ascoltare una S. Messa per la santifica­zione dei Sacerdoti.

Giaculatoria - Regina degli Aposto­li, pregate per noi!

 

13° GIORNO

Ave Maria.

Invocazione. - Maria, Madre di mi­sericordia, pregate per noi!

ISPIRATRICE DI GENEROSITA

Nella notte del Getsemani Gesù con­templò i dolori che l'attendevano duran­te la Passione e vide pure tutte le iniqui­tà del mondo. Quanti peccati da ripara­re! Il suo Cuore ne restò oppresso e su­dò Sangue, esclamando nel dolore: L'ani­ma mia è triste sino alla morte! -

Gli oltraggi che la Divina Bontà ri­ceve ogni giorno, anzi in ogni ora, sono innumerevoli; la Divina Giustizia esige la riparazione.

Come la Veronica, che fu una perla sulla via del Calvario, asciugò il volto a Gesù e ne fu subito ripagata con un pro­digio, così le anime pie possonó consola­re Gesù e la Madonna riparando per sé e per gli altri, coll'offrirsi quali vittime di riparazione.

La riparazione non è un privilegio di poche anime, ma tutti i battezzati ne han­no il dovere, perché nessun figlio deve restare indifferente quando l'onore del Padre è oltraggiato.

Diceva Gesù ad un'anima, Suor Ma­ria della Trinità: È l'amore che ripara, poiché ciò che offende Dio nel peccato, è la mancanza di amore. Però, quando la sofferenza si unisce all'amore, si dà a Dio una vera riparazione. Desidero ani­me vittime dovunque: nel secolo e nel chiostro, in tutti gli uffici, in tutte le si­tuazioni, nei campi e nelle officine, nelle scuole e nelle botteghe, nelle famiglie, nel commercio e nelle arti, tra le perso­ne vergini e tra, le coniugate ... Si, io chiedo un'armata di vittime dovunque,

perché dovunque il male è frammisto al bene. -

La Madonna, ispiratrice di nobili sen­timenti, suscita nel cuore di tanti suoi devoti il desiderio di offrirsi generosa­mente alla vita di riparazione. Essa pro­vò sul Calvario il gran peso del dolore e lo sostenne con fortezza eroica. Questa fortezza, chiesta alla Vergine durante la sofferenza, verrà accordata alle ani­me riparatrici. Gesù ha bisogno di chi ripari e non poche volte sceglie diret­tamente facendosi vedere e sentire da certe anime, che si sogliono chiamare privilegiate o vittime straordinarie.

Per renderci molto cari alla Vergine Santissima, consacriamoci a Gesù per mezzo di Lei, dedicando la nostra vita alla riparazione ordinaria, semplice, ma generosa.

C'è la riparazione attuale e consiste nell'offrire a Dio qualche opera buona, allorché ci accorgiamo che si commette un peccato. Si sente una bestemmia, si conosce uno scandalo, c'è in famiglia qualcono che porta odio ... si facciano degli atti di riparazione, secondo che Dio stes­so ispira.

La riparazione abituale, che è la più eccellente, consiste nel fare solennemen­te, possibilmente col consiglio del Con­fessore e dopo un triduo o una novena di preparazione, l'offerta di tutta la vita a Dio per le mani di Maria Santissima, protestando di voler accettare con umi­le sottomissione le croci che Gesù avrà la bontà di mandare, intendendo con ciò riparare la Divina Giustizia ed ottenere la conversione di molti peccatori.

La Madonna predilige queste anime ardenti, le incoraggia a sempre maggiori atti di generosità, infonde una forza par­ticolare nelle prove della vita ed ottie­ne loro da Gesù una pace profonda, inti­ma e densa, da renderle felici anche tra le spine.

Che in questo mese di Maggio mol­ti cuori si consacrino a Dio quali ostie riparatrici!

ESEMPIO Una buona giovane, la cui gioia con­sisteva nell'amare Gesù e la Madonna, comprese che la vita sua era preziosa e che non conveniva impiegarla come tan­te altre coetanee. Dolente delle offese che si recano a Dio, afflitta per la rovina di tante anime peccatrici, sentì accendersi il cuore di una magnanima risoluzione. Pro­strata ai piedi del Tabernacolo, così pre­gò: Signore, quanti peccatori sono senza la tua luce! Se accetti, io ti dono la luce degli occhi miei; sono disposta a restar cieca, purché tu resti riparato di tante offese e converta molti peccatori! -

Gesù e la Vergine gradirono l'eroica offerta. Non trascorse molto tempo e la giovane avverti un abbassamento di vi­sta, finché rimase del tutto cieca. Così trascorse tutta la vita, per più di qua­rant'anni.

Quando i genitori, ignari dell'offerta della figlia, le proposero di andare a Lourdes per impetrare il miracolo dalla Madonna, la buona signorina sorrise... e non disse altro. Quanti peccatori avrà salvato quest'anima!

Ma Gesù e la Madre sua non si la­sciarono vincere in generosità. Ricolma­rono quel cuore di tanta gioia spirituale, da renderle dolce l'esilio di questa terra. Faceva piacere il mirarla con l'abituale sorriso.

Se non si può imitare l'eroismo di questa donna, almeno si imiti con l'offri­re a Dio molti piccoli atti di riparazione.

Fioretto. - Offrire durante il gior­no, espressamente, i sacrifici, le contrarie­tà e le preghiere per riparare i peccati che oggi si fanno nel mondo.

Giaculatoria. - Santa Madre, deh, Voi fate che le Piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore!

 

14° GIORNO

Ave Maria.

Invocazione. - Maria, Madre di mi­sericordia, pregate per noi!

VITTORIA SUL MONDO

Nell'atto di ricevere il Santo Batte­simo si fanno delle rinunzie; si rinunzia al mondo, alla carne ed al demonio.

Il primo nemico dell'anima è il mon­do, cioè l'assieme delle massime e delle dottrine contrarie alla retta ragione ed agli insegnamenti di Gesù. Tutto il mon­do è posto sotto il potere di Satana e vi domina la cupidigia delle ricchezze, l'or­goglio della vita e l'impurità.

Gesù Cristo è nemico del mondo e nell'ultima preghiera che innalzò al Di­vin Padre prima della Passione, disse: « Io non prego per il mondo! » (S. Gio­vanni, XVII, 9). Non dobbiamo perciò amare il mondo, né le cose che sono nel mondo.

Contempliamo la condotta dei mon­dani! Costoro non si curano dell'anima, ma solo del corpo e delle cose tempora­li. Non pensano ai beni spirituali, ai te­sori della vita futura, ma vanno in caccia di piaceri e sono sempre irrequieti nel cuore, perché cercano la felicità e non possono trovarla. Sono simili ai febbrici­tanti, assetati, avidi di una goccia d'ac­qua e vanno da piacere a piacere.

Essendo i mondani sotto il dominio dei demoni impuri, là corrono ove pos­sono accarezzare le perfide passioni; i ci­nema, i veglioni, i ritrovi, le danze, le spiagge, i passeggi in abito immodesto ... tutto ciò costituisce il fine della loro vita.

Gesù Cristo invece invita dolcemente a seguirlo: « Se qualcuno vuol venire die­tro di me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua! ... Che cosa in­fatti giova all'uomo se guadagnerà tutto il mondo e poi perderà l'anima sua? » (San Matteo, XVI, 24 ... ».

Nostro Signore promette il Paradiso, l'eterna felicità, ma a coloro che fanno dei sacrifici, lottando contro le attrattive del mondo perverso.

Se il mondo è nemico di Gesù, lo è anche della Madonna, e chi coltiva la de­vozione alla Vergine, deve odiare la con­dotta dei mondani. Non si può servire a due padroni, cioè vivere la vita cristiana e seguire l'andazzo del mondo. Purtrop­po c'è chi s'illude; ma con Dio non si scherza!

Non è raro trovare una persona in Chiesa al mattino e vederla poi alla sera, in abito poco decente, in una sala da bal­lo, in braccio a mondani. Si riscontrano anime, che si comunicano in onore della Madonna e nella serata non sanno rinun­ziare ad uno spettacolo, ove la purezza è tanto in pericolo.

C'è chi recita il Santo Rosario e can­ta le lodi della Vergine e poi in una con­versazione con i mondani prende sciocca­mente parte a discorsi liberi... che fan­no arrossire. Costoro vorrebbero essere devoti della Madonna e nello stesso tem­po seguire la vita del mondo. Povere anime cieche! Non si distaccano dal mon­do per timore dalla critica altrui e non hanno timore dei divini giudizi!

Il mondo ama le comparse, le vanità, gli spettacoli; ma chi vuol onorare Maria, deve imitarla nella ritiratezza e nell'u­miltà; sono queste le virtù cristiane as­sai care alla Madonna.

Per riuscire vittoriosi sul mondo, è ne­cessario disprezzare la sua stima e vincere il rispetto umano.

ESEMPIO Un soldato, per nome Belsoggiorno, recitava ogni giorno sette Pater e sette Ave Maria in onore delle sette allegrezze e dei sette dolori della Madonna. Se lun­go il giorno,gli mancava il tempo, faceva questa preghiera prima di coricarsi. Av­venendo di dimenticarla, se si ricordava durante il riposo, si alzava e rendeva alla Vergine l'atto di ossequio. Naturalmente i compagni lo deridevano. Belsoggiorno se ne rideva della critica ed amava più piacere alla Madonna anziché ai compa­gni.

In un giorno di battaglia il nostro sol­dato si trovava nella prima linea, in attesa del segnale dell'attacco. Si ricordò di non aver detto la solita preghiera; si segnò al­lora con la croce e, stando in ginocchio, la recitò, mentre i soldati che gli stavano vicino lo scherzavano.

Si attaccò la battaglia, che fu sangui­nosa. Quale non fu la meraviglia di Bel­soggiorno quando, terminata la lotta, vide coloro che l'avevano burlato per la pre­ghiera, stesi a terra cadaveri! Lui invece era rimasto illeso; nel resto della guerra la Madonna lo assistette in modo che non riportasse mai alcuna ferita.

Fioretto. - Distruggere i libri catti­vi, le riviste pericolose e le immagini po­co modeste, che si avessero in casa.

Giaculatoria..- Mater purissima, ora pro nobis!

 

15°GIORNO

Ave Maria.

Invocazione. - Maria, Madre di mi­sericordia, pregate ner noi!

DOMINIO SUL CORPO

Il secondo nemico spirituale è la car­ne, cioè il nostro corpo, ed è temibile per­ché è sempre con noi e può tentarci di giorno e di notte. Chi non avverte la ri­bellione del corpo contro l'anima? Questa lotta ha avuto principio dopo il peccato originale, ma prima non era così.

I sensi del corpo sono come tanti ca­ni affamati, insaziabili; chiedono sempre; più ad essi si dà e più domandano. Chi vuole salvare l'anima, deve conservare il dominio sul corpo, cioè con la forza del­la volontà deve tenere a freno le voglie cattive, regolare tutto con la retta ragio­ne, dando ai sensi solo ciò che è necessa­rio e negando il superfluo, specialmente ciò che è illecito. Guai a chi si lascia dominare dal corpo e diviene schiavo delle passioni!

La Madonna, per singolare privilegio, ebbe un corpo verginale, poiché fu esente dalla colpa originale, e conservò sempre la perfetta armonia con il suo spirito.

I devoti della Vergine, se vogliono es­sere tali, devono sforzarsi di custodire immacolato il corpo; per riuscire vittorio­si nella quotidiana lotta dei sensi, invo­chino l'aiuto della Madre di misericordia. Non è possibile questa vittoria con le sole forze umane.

Come il giumento irrequieto ha biso­gno della sferza e degli speroni, così il nostro corpo ha bisogno della verga del­la mortificazione. Mortificazione significa negare ai sensi non solamente ciò che Dio proibisce, ma anche certe cose lecite, non necessarie. Ogni piccola mortificazione o rinunzia contribuisce al nostro perfezionamento spirituale, ci premuni­sce contro le vergognose cadute morali ed è un atto di ossequio, alle Regina del Cielo, amante della purezza del no­stro corpo.

È proprio dei devoti di Maria lo spi­rito di rinunzia.

In pratica, sforziamoci di coltivare la temperanza, evitando l'esagerazione nel mangiare e nel bere, negando alla gola tante ricercatezze e privandoci di qualche cosa. Quanti devoti della Madonna fanno digiuno al sabato, ovvero si astengono dal mangiare frutta fresca o dolci, oppure si limitano nel bere! Queste piccole rinun­zie si offrano a Maria quali fiori profu­mati.

La custodia degli occhi ed anche del­l'udito e dell'odorato è indice di domi­nio sul nostro corpo. Più che tutto è ne­cessaria la Ynortificazione del tatto, evi­tando ogni libertà con sé e con gli altri. Quanti portano il cilicio o le catenelle e si danno anche la disciplina!

Le mortificazioni non fanno male alla salute, anzi la conservano. Sono i vizi e le intemperanze le cause della maggior par­te delle malattie. I Santi più penitenti so­no vissuti sino a tarda età; per convincer­sene, basta leggere la vita di Sant'Anto­nio Abate e di San Paolo, primo eremita.

In conclusione, pur considerando il nostro corpo come nemico spirituale, dob­biamo rispettarlo come vaso sacro, con­vinti che merita più rispetto del Calice della Messa, perché come questo, non so­lo trattiene il Sangue ed il Corpo di Ge­sù, ma se ne nutre con la Santa Comu­nione.

Sul nostro corpo ci sia sempre l'im­maginetta della Madonna, medaglietta o abitino, che sia perenne richiamo della nostra figliolanza a Maria.

Procuriamo di essere giusti con noi stessi, cioè avere dell'anima nostra più cura che non del nostro corpo. Quante sollecitudini per questa carne, che dovrà divenire pascolo dei vermi nella tomba!

ESEMPIO Il Padre Ségneri, nel suo libro « Il Cristiano istruito », riferisce che andò a confessarsi, a Roma, dal Padre Zucchi un giovane, carico di peccati contro la purez­za. Il Confessore gli disse che solo la de­vozione alla Madonna avrebbe potuto li­berarlo dalla cattiva abitudine; gli diede per penitenza: mattino e sera, nell'alzarsi e nel porsi a letto, recitare attentamente un'Ave Maria alla Vergine, offrendole gli occhi, le mani e tutto il corpo, con pre­ghiera di custodirlo come cosa sua, e poi baciare tre volte la terra.

Il giovane con questa pratica comin­ciò a correggersi. Passati parecchi anni, dopo essere stato in giro per il mondo, volle incontrarsi a Roma con il suo anti­co Confessore e gli confidò che da anni non cadeva più in peccato contro la pu­rezza, poiché la Madonna con quella pic­cola devozione gli aveva ottenuta la grazia.

Padre Zucchi in una predica raccontò il fatto. Lo ascoltava un capitano, che da molti anni aveva una cattiva pratica; propose anche egli di seguire quella de­vozione, per liberarsi dall'orribile catena del peccato. Riuscì a correggersi e cam­biò vita. Ma dopo sei mesi egli, sciocca­mente fidandosi delle sue forze, volle andare a visitare l'antica casa pericolosa, proponendosi di non peccare.

Nell'accostarsi alla porta della casa ove correva pericolo di offendere Dio, si sen­tì da una forza invisibile respingere in­dietro e si trovò tanto lontano dalla ca­sa quanto era lunga quella strada e, sen­za sapere come, si trovò vicino alla pro­pria abitazione.

Il capitano riconobbe la evidente pro­tezione della Madonna.

Fioretto. - Rispettare il proprio cor­po ed il corpo altrui, come vaso sacro e Tempio dello Spirito Santo.

Giaculatoria. - O Maria, vi consa­cro il corpo e l'anima mia!

 

16° GIORNO

Ave Maria.

Invocazione. - Maria, Madre di mi­sericordia, pregate per noi!

IL SERPENTE INFERNALE

Se è necessaria la protezione della Ma­donna per vincere le attrattive del mon­do e superare le lotte dure ed insistenti del corpo, molto più si richiede per lot­tare contro il demonio, che è il più astu­to dei nostri nemici. Cacciato dal Paradi­so, perdette l'amicizia di Dio, ma conser­vò l'intelligenza,- che è di gran lunga su­periore a quella umana; divorato dal­l'odio verso Dio che l'ha punito, arde di gelosia verso la creatura umana, destinata all'eterna felicità. Mette in atto la sua malvagità, adoperando ogni insidia per indurre al peccato, per non fare riacqui­stare la Grazia di Dio e lasciar morire nell'impenitenza.

La Santa Chiesa, che conosce ciò, ha messo nelle preghiere liturgiche questa invocazione: «Ab insidiis diaboli, libera nos Domine! » Liberaci, o Signore, dal­le insidie del diavolo!

La Sacra Scrittura ci presenta il nemi­co infernale come un leone inferocito: « Fratelli, siate sobri e state vigilanti, perché il vostro nemico, il diavolo, come un leone ruggente va in giro cercando qualcuno per divorarlo; resistetegli re­stando forti nella fede! » (San Pietro I, V, 8-9).

Sotto forma di serpente, Satana ten­tò Adamo ed Eva e riuscì vittorioso. Per ingannarli, si servi di una menzogna: « Se mangerete di questo frutto, diverre­te simili a Dio! » (Genesi, III, 5). In real­tà il demonio è il padre della menzogna e ci vuole accortezza per non cadere nei suoi lacci.

Il demonio tenta tutti, anche i buo­ni, anzi specialmente costoro. È utile co­noscere le sue insidie per liberarsene.

Si contenta di ottenere poco da un'ani­ma; poi domanda di più, la porta sul­l'orlo del precipizio, dà un assalto più forte... e l'anima cade in peccato mor­tale.

Dice: Pecca! Dopo ti confesserai!... Dio è misericordioso!... Nessuno ti vede!... Quanti peccano più di te! ... Nell'ultimo periodo della vita ti darai sul serio a Dio; ora pensa a godere!

Rallenta o taglia i canali, per i quali all'anima viene la forza: Confessioni e Comunioni rare ... senza frutto; preghie­ra ridotta o del tutto omessa; noia della meditazione e della buona lettura; tra­scuratezza nell'esame di coscienza ... Più diminuisce la forza dell'anima e più au­menta quella del demonio.

Negli assalti non si stanca; tenta da solo; se non riesce, chiama altri sette demoni peggiori di lui e riprende la lotta. Conosce il temperamento ed il lato debole della vita spirituale di ognuno. Sa che il corpo è inclinato al male e ne so­billa le passioni, prima con i pensieri e le immaginazioni e poi con i desideri e gli atti cattivi. Insensibilmente porta l'a­nima nella pericolosa occasione, dicendo: In questo sguardo, in questa libertà, in quest'incontro ... non c'è niente di male, al massimo c'è la venialità... - Al momento opportuno intensifica l'assalto ed ecco la rovina di quell'anima.

Satana cerca di trionfare attaccando il cuore; quando riesce a legare con affet­ti peccaminosi, facilmente canta vittoria.

Chi può darci gli aiuti contro le in­sidie del demonio? Maria! Dio disse al serpente infernale: « Una Donna schiac­cerà il tuo capo! » (Genesi, III, 15). La Madonna è il terrore dell'inferno. Satana la teme e la odia, prima di tutto perché ha cooperato alla Redenzione ed inoltre perché può salvare coloro che a Lei ri­corrono.

Come il bambino atterrito alla vista di un serpente, chiama gridando la mam­ma, così noi nelle tentazioni, chiamiamo Maria, che di certo verrà in aiuto. Pren­diamo la Corona del Rosario, baciamola con fede, protestiamo voler morire anzi­ché cedere all'insidia del nemico.

E’ anche molto potente ed efficace questa invocazione, quando il demonio assale: Scenda, Signore, il tuo Sangue so­pra di me per fortificarmi e sul demonio per abbatterlo! - Si ripeta attentamen­te finché dura la tentazione e se ne vedrà la grande efficacia.

ESEMPIO San Giovanni Bosco ebbe una visio­ne, che poi raccontò ai suoi giovani. Vide in un prato un serpentaccio, lun­go sette o otto metri e di una grossezza straordinaria. Inorridì a tale vista e vo­leva fuggire; ma un personaggio miste­rioso, che soleva guidarlo nelle visioni,

gli disse: Non fugga; venga qui ed os­servi! -

Andò la guida a prendere una corda e disse a Don Bosco: Tenga questa corda per un capo, ma strettamente. - Egli poi passò dall'altra parte del serpente, sollevò la corda e con questa diede una sferzata sulla schiena della bestiaccia. Il serpente fece un salto, volgendo la testa per mordere, ma s'impiglio di più. I capi della corda furono poi legati ad un albero e ad una inferriata. Frattanto il serpente si dimenava e dava tali colpi in terra con la testa e con le spire, che lacerava le sue carni. Così continuò finché morì e ri­mase solo lo scheletro.

Il personaggio misterioso raccolse la corda, ne fece un gomitolo e la pose in una cassetta; dopo riaprì la cassetta ed invitò Don Bosco a guardare. La corda si era disposta in modo da formare le parole « Ave Maria ». - Veda, gli disse, il serpente raffigura il demonio e la cor­da 1'Ave Maria o piuttosto raffigura il Rosario, che è una continuazione di Ave

Maria. Con questa preghiera si possono battere, vincere e distruggere tutti i de­moni dell'inferno. -

Fioretto - Allontanare subito dalla mente i pensieri non buoni, che il demo­nio suole suscitare.

Giaculatoria - O Gesù, per la tua coronazione di spine, perdona i miei pec­cati di pensiero!

 

17° GIORNO

Ave Maria.

Invocazione. - Maria, Madre di mi­sericordia, pregate per noi!

MADRE DELLA PERSEVERANZA

Nel Vangelo è detto: « Chi avrà per­severato sino alla fine, questi sarà sal­vo! » (S. Matteo, XXIV, 13).

Il Signore non richiede solamente i principi della buona vita, ma la fine, e darà il premio a chi avrà perseverato. Giustamente la perseveranza è chiamata la porta del Cielo.

La volontà umana è debole; ora dete­sta il peccato e più tardi lo commette; un giorno decide di mutare vita e l'in­domani riprende le cattive abitudini. Il perseverare senza cadute o rallentamenti è una grazia di Dio, che si deve chiede­re con insistenza nella preghiera; senza di ciò, ci si mette in pericolo di, dannarsi.

Quanti, da fanciulli, erano angioletti e poi in gioventù sono divenuti diavoli ed hanno continuato la cattiva vita sino alla morte!

Quante fanciulle e signorine pie ed esemplari, in un certo periodo della vita, a motivo di una cattiva occasione, si sono date al peccato, con scandalo della fami­glia e del vicinato, e poi sono morte nell'impenitenza!

Il peccato che porta all'impenitenza finale è l'impurità, perché questo vizio toglie il gusto delle cose spirituali, a poco a poco fa perdere la fede, lega tal­mente che non fa distaccare più dal male e spesso porta ai sacrilegi della Confessione e della Comunione.

Dice Sant'Alfonso: A chi ha avuto l'abitudine del vizio impuro, non basta il fuggire le occasioni prossime, più perico­lose, ma egli deve tenere lontane anche le occasioni remote, evitando quei saluti, quei regali, quei biglietti e simili... - (S. Alfonso - Apparecchio alla morte). « La nostra fortezza, dice il Profeta Isaia, è come la fortezza della stoppa posta nella fiamma » (Isaia, I, 31). Chi si mette nel pericolo con la speranza di non peccare, è come quel pazzo che pretendesse di camminare sul fuoco sen­za bruciarsi.

Si riferisce nelle storie ecclesiastiche, che una santa matrona compiva il pietoso ufficio di seppellire i Martiri della fede. Una volta ne trovò uno che ancora non era spirato e lo portò a casa sua. Quel ta­le guarì. Ma cosa avvenne? Con l'occasio­ne vicina queste due sante persone (co­.me allora potevano chiamarsi) a poco a poco perdettero anche la fede.

Chi può essere sicuro di sé, quando si pensa alla fine misera del re Saul, di Salomone e di Tertulliano?

L'àncora di salvezza per tutti è la Ma­donna, Madre della perseveranza. Nella vita di Santa Brigida si legge che un giorno questa Santa udì Gesù che così parlava alla Vergine Santissima: Madre mia, chiedimi quanto vuoi, poiché qualunque tua domanda non può che es­sere esaudita. Niente tu, o Madre, mi' hai negato vivendo sulla terra e niente ti nego ora io essendo in Cielo. -

Ed alla stessa Santa disse la Madon­na: Io son chiamata la Madre della mi­sericordia e tale io sono perché tale mi ha fatta la Divina Misericordia. -

Alla Regina del Cielo dunque doman­diamo la grazia della perseveranza e chie­diamola specialmente durante la Consa­crazione, nella Santa Messa, recitando un'Ave Maria con fede.

ESEMPIO Si riporta un fatto, assai significativo. Mentre un Sacerdote confessava in una Chiesa, vide prendere posto, a qualche passo dal confessionale, un giovanotto; pareva che volesse e non volesse confes­sarsi; dal volto appariva la sua inquie­tudine.

Il Sacerdote in un dato momento lo chiamò: Vuoi confessarti? - Ebbene... mi confesso! Però la mia confessione sarà lunga. - Vieni con me in una stanzetta solitaria. -

Finita la confessione, il penitente dis­se: Quanto ho confessato, lei può dirlo anche dal pulpito. Racconti a tutti la mi­sericordia della Madonna verso di me. -

Il giovanotto così iniziò la sua accu­sa: Credo che Dio non mi perdonerà i miei peccati!!! Oltre agli innumerevoli peccati di disonestà, più per dispetto a Dio che per soddisfazione, ho buttato un Crocifisso per disprezzo ed odio. Più vol­te mi sono comunicato col sacrilegio ed ho calpestato la Sacra Particola. -

Narrò poi che passando davanti a quel­la Chiesa, aveva sentito un grande impul­so ad entrarvi e non potendo resistere vi era entrato; aveva avvertito, stando in Chiesa, un grande rimorso di coscienza con una certa volontà di confessarsi e per questo si era avvicinato al confessionale. Il Sacerdote, meravigliato di questa strepitosa conversione, chiese: Hai avu­to in questo periodo qualche devozione verso la Madonna? - No, Padre! Io pensavo di essere dannato. — Eppure, qui deve esserci la mano della Madon­na! Pensa meglio, cerca di ricordarti se hai fatto qualche atto di ossequio alla Vergine Santissima. Tieni addosso qual­che cosa di sacro? - Il giovane scopri il petto e mostrò l'Abitino della Madon­na Addolorata. - Oh, figlio! Non vedi che è stata la Madonna a farti la gra­zia? La Chiesa, ove sei entrato, è de­dicata alla Vergine. Ama questa buona Mamma, ringraziala e non tornare a pec­care più! -

Fioretto. - Scegliere un'opera buo­na, da fare ogni sabato, affinché la Ma­donna ci aiuti a perseverare nel bene sino alla fine della vita.

Giaculatoria. - Maria, Madre della perseveranza, mi chiudo nel vostro Cuore!

 

18° GIORNO

Ave Maria.

Invocazione. - Maria, Madre di mi­sericordia, pregate per noi!

LA PREGHIERA

È dovere di ogni anima sollevare la mente ed il cuore a Dio, per adorarlo, per benedirlo e per ringraziarlo.

In questa valle di lacrime la preghie­ra è uno dei più grandi conforti che pos­siamo avere. Iddio ci esorta con insisten­za a pregare: « Domandate e vi sarà da­to » (S. Giovanni, XVI, 24). « Pregate, affinché non entriate in tentazione » (San Luca, XXII, 40). « Pregate senza interru­zione » (I Tessalonicesi, V, 17).

I Dottori di Santa Chiesa insegnano che la preghiera è un mezzo senza del quale non si possono ottenere gli aiuti per salvarsi. « Chi prega, si salva, chi non prega, si danna, anzi non è necessario che il demonio lo trascini all'inferno; lui stes­so ci va con i suoi piedi » (S. Alfonso).

Se quello che si domanda a Dio nella preghiera è utile all'anima, si ottiene; se non e utile, si otterrà qualche altra grazia, forse superiore a quella richiesta.

Perché la preghiera sia efficace, de­v'essere fatta per utilità dell'anima ed an­che con molta umiltà e grande fiducia; l'anima che si rivolge a Dio sia in stato di grazia, cioè distaccata dal peccato, parti­colarmente dall'odio e dall'impurità.

Molti non chiedono altro che, grazie temporali, mentre le più utili e quelle che Dio concede più volentieri sono le spirituali.

D'ordinario c'è una lacuna nella pre­ghiera; si sogliono chiedere solamente grazie. Si deve pregare anche per altri fini: per adorare la Divinità, per bene­ dirla, per ringraziarla, sia per noi che per coloro che trascurano di fare ciò. Affinché la preghiera sia più accetta a Dio, si presenti per le mani di Maria, la più degna al trono dell'Altissimo. Pre­ghiamo spesso la potente Regina e non resteremo confusi. Recitiamo sovente 1'A­ve Maria, prima e dopo del cibo e del la­voro, intraprendendo qualche affare d'im­portanza o mettendoci in viaggio. Matti­no, mezzogiorno e sera salutiamo la Ver­gine con l'Angelus Domini e non passi giorno senza offrire alla Madonna la re­cita del Rosario. È anche preghiera il canto devoto e Maria gradisce le lodi che si cantano in suo onore.

Oltre la preghiera vocale, c'è quel­la mentale, che si chiama meditazione, e consiste nel riflettere sulle grandi verità che Dio ci ha rivelate. La Madonna, co­me insegna il Vangelo, meditava nel suo cuore le parole che diceva Gesù; imitia­mola.

La meditazione non è solo un dovere di poche anime che tendono alla perfe-

zione, ma è un dovere di tutti coloro che vogliono stare lontani dal peccato: « Ricordati dei tuoi novissimi e non pec­cherai in eterno! » (Eccl., VII,' 36).

Si pensi perciò che si ha da morire e lasciare tutto, che si andrà a marcire sotto la terra, che dovrà rendersi conto a Dio di tutto, anche delle parole e dei pensieri, e che ci attende un'altra vita.

In ossequio alla Madonna promettia­mo di fare ogni giorno un poco di medi­tazione; se non possiamo disporre di mol­to tempo, impieghiamoci almeno un po' di minuti. Scegliamo quel libro, che giu­dichiamo più utile all'anima nostra. Chi manca di libro, impari a meditare sul Crocifisso e sulla Vergine Addolorata.

ESEMPIO Un Sacerdote, a motivo del sacro Mi­nistero, visitò'una famiglia. Una vecchiet­ta, sugli ottant'anni, l'accolse rispettosa­mente e gli manifestò il desiderio di com­piere un'opera di beneficenza.

- Sono avanzata negli anni; non ho eredi; sono nubile; vorrei aiutare i giova­ni poveri, che si sentono chiamati al Sa­cerdozio. Sono contenta io ed anche mia sorella. Se permette, vado a chiamarla. -

La sorella, di novantuno anni, serena ed arzilla, con perfetta lucidità di mente, intrattenne il Sacerdote in lungo ed inte­ressante colloquio: - Reverendo, lei confessa?

- Tutti i giorni.

- Non tralasci mai di dire ai peni­tenti che facciano ogni giorno la medita­zione! Quando ero giovane, tutte le vol­te che mi presentavo al confessionale, il Sacerdote mi diceva: Hai fatta la me­ditazione? - E mi rimproverava se qual­che volta avveniva di ometterla.

- Un secolo fa, rispose il Sacerdote, s'insisteva sulla meditazione; ma oggi se si ottiene da tante anime che vadano a Messa la domenica, che non si diano ai divertimenti immorali, che non diano scandalo ... è già troppo! Prima c'era più meditazione e per conseguenza più rettitudine e più moralità; oggi c'è poca o nessuna meditazione e le anime van­no di male in peggio! -

Fioretto. - Fare un po' di medita­zione, possibilmente sulla Passione di Gesù e sui dolori della Madonna.

Giaculatoria. - Vi offro, Vergine San­ta, il mio passato, il mio presente ed il mio avvenire!

 

19° GIORNO

Ave Maria.

Invocazione. - Maria, Madre di mi­sericordia, pregate per noi!

IL SANTO SACRIFICIO

La Madonna giunse sul Calvario as­sieme a Gesù; assistette alla crudele cro­cifissione e, quando il suo Divin Figlio pendeva dalla Croce, non si allontanò da Lui. Per circa sei ore Gesù rimase in­chiodato e per tutto questo tempo Ma­ria prese viva parte al solenne sacrifizio che si compiva. Il Figlio agonizzava tra gli spasimi e la Madre agonizzava con Lui nel suo cuore.

Il Sacrificio della Croce si rinnova, misteriosamente, ogni giorno sull'Altare con la celebrazione della Messa; sul Calvario il sacrificio fu cruento, sull'Altare è in­cruento, ma è del tutto identico.

L'atto più solenne di culto che dal­l'umanità possa rendersi all'Eterno Pa­dre, è il Sacrificio della Messa.

Coi nostri peccati irritiamo la Divi­na Giustizia e provochiamo i suoi casti­ghi; ma grazie alla Messa, in tutti gl'i­stanti della giornata ed in tutti i punti del globo, umiliandosi Gesù sugli Alta­ri sino ad una incredibile immolazione, offrendo le sue sofferenze del Calvario, presenta al Divin Padre un magnifico compenso ed una sovrabbondante soddi­sfazione. Tutte le sue Piaghe, come altret­tante bocche divinamente eloquenti, e­sclamano: Padre, perdona loro! - do­mandando misericordia.

Apprezziamo il tesoro della Messa! Chi trascura di assistervi nel giorno fe­stivo, senza una grave ragione scusante, commette un peccato grave. E quanti peccano nelle feste tralasciando colpevol­mente la Messa! Son lodevoli coloro che, per riparare il bene omesso dagli altri, ascoltano nella festa, se possono, una se­conda Messa e se non è possibile far ciò di festa, suppliscono con l'ascoltarla du­rante la settimana. Si diffonda questa bella iniziativa!

I devoti della Madonna, d'ordinario, assistono al Santo Sacrificio tutti i gior­ni. Si ravvivi la fede, per non perdere facilmente un sì gran tesoro. Quando si sentono i tocchi della Messa, si faccia di tutto per andare ad ascoltarla; il tem­po che vi s'impiega non si perde, anzi è il meglio utilizzato. Se non si può andare, si assista in ispirito, offrendola a Dio e stando un po' raccolti.

Nel libro « Pratica di amare Gesù Cristo » c'è un ottimo suggerimento: Di­re al mattino: « Eterno Padre, vi offro tutte le Messe che si celebreranno questo giorno nel mondo! » Dire alla sera: « E­terno Padre, vi offro tutte le Messe che si celebreranno questa notte nel mon­do! » - Anche nella notte si compie il Santo Sacrificio, perché mentre è notte in una parte del globo, nell'altra è giorno. Da confidenze fatte dalla Madonna ad anime privilegiate, si rileva che la Vergi­ne ha le sue intenzioni, come le ha Gesù nell'immolarsi sugli Altari, ed è conten­ta che si facciano celebrare delle Messe secondo le sue intenzioni materne. In vista di ciò, una buona schiera di ani­me offre già alla Madonna un tanto gradito omaggio.

Assistere alla Messa, ma assistervi co­me si deve!

La Vergine, mentre Gesù si offriva sul Calvario, stava silenziosa, meditava e pre­gava. Si imiti la condotta della Madon­na! Durante il Santo Sacrificio si stia raccolti, non si chiacchieri, si mediti con serietà il sublime atto di culto che si ren­de a Dio. Per taluni sarebbe meglio non andare a Messa, perché è più il disturbo che apportano ed il cattivo esempio che danno, anziché il frutto.

San Leonardo da Porto Maurizio con­sigliava di assistere alla Messa dividendo­ la in tre parti: rossa, nera e bianca. La parte rossa è.la Passione di Gesù Cristo: meditare le sofferenze di Gesù, sino alla Elevazione. La parte nera raffigura i pec­cati: richiamare alla memoria le colpe passate ed eccitarsi al dolore, perché i pec­cati sono la causa della Passione di Gesù; e questo sino alla Comunione. La parte bianca sarebbe il proponimento di non peccare più, protestando di fuggire anche le occasioni; e ciò può farsi dalla Comu­nione alla fine della Messa.

ESEMPIO L'apostolo della gioventù, San Gio­vanni Bosco, racconta che in una visione assistette al lavorio che fanno i demoni durante la celebrazione della Messa. Egli vide molti diavoli aggirarsi in mezzo ai suoi giovani, i quali erano raccolti in Chiesa. Ad un giovane il demonio pre­sentava un giocattolo, ad un altro un li­bro, ad un terzo qualche cosa da man­giare

Certi diavoletti se ne stavano sulle spalle di alcuni, non facendo altro che accarezzarli. Giunto il momento della Consacrazione, i demoni scapparono, tran­ne quelli che stavano sulle spalle di al­cuni giovani.

Don Bosco così spiegò la visione: La scena rappresenta le varie distrazioni cui, per suggestione del demonio, vanno sog­gette le persone che stanno in Chiesa. Quelli che avevano il demonio sulle spal­le, sono coloro che stanno nel grave pec­cato; appartengono a Satana, ricevono le sue carazze e non sono capaci di pregare. La fuga dei demoni alla Consacrazione insegna che gl'istanti dell'Elevazione so­no terribili per il serpente infernale. -

Fioretto. - Ascoltare qualche Santa Messa per riparare la trascuratezza di co­loro che non vi assistono nella festa.

Giaculatoria. - Gesù, Vittima Divi­na, ti offro al Padre per le mani di Ma­ria, per me e per il mondo intero!

 

20° GIORNO

Ave Maria.

Invocazione. - Maria, Madre di mi­sericordia, pregate per noi!

GESÙ EUCARISTICO

I pastori all'annuncio dell'Angelo ed i Magi all'invito della stella andarono al­la grotta di Betlem. Vi trovarono la Ver­gine Maria, San Giuseppe ed il Bambi­no Gesù, avvolto in poveri panni. Di certo non si contentarono di mirare il Celeste Bambino, ma lo avranno accarez­zato, baciato ed abbracciato.

Un sentimento di santa gelosia ci fa esclamare: Fortunati pastori! Fortunati Magi! -

Noi però siamo più fortunati di loro, perché abbiamo Gesù Eucaristico a no­stra completa disposizione. L'Eucaristia è mistero di fede, ma dolce realtà.

Gesù, amandoci d'amore infinito, dopo la sua morte volle restare vivo e vero in mezzo a noi nello stato eucaristico. È 1'Emmanuele, cioè Iddio con noi.. Lo pos­siamo visitare e contemplare sotto le Spe­cie Eucaristiche, anzi possiamo nutrirci delle sue Carni Immacolate per mezzo della Santa Comunione. Cosa abbiamo da invidiare ai pastori ed ai Magi?

I Cristiani, detti all'acqua di rose, de­boli nella fede e nelle altre virtù, sola­mente una volta all'anno, nella Pasqua, si accostano a Gesù Eucaristico. Anime più disposte al bene si comunicano più volte all'anno, nelle solennità ed anche mensilmente. C'è chi si comunica quoti­dianamente e considera perduto il giorno in cui non pub ricevere Gesù. Sono nu­merose le schiere di tali anime; i devoti di Maria è bene che tendano a questa perfezione di vita eucaristica: Comunio­ne quotidiana.

La Comunione dà gloria a Dio, è o­maggio alla Regina del Cielo, è aumento di grazia, mezzo di perseveranza e pegno di gloriosa risurrezione. Anche quando non si sente il gusto sensibile o fervore esterno all'atto della Comunione, è bene comunicarsi lo stesso. Diceva Gesù a San­ta Geltrude: Quando, trascinato dalla ve­emenza del mio Cuore amoroso, io entro con la Comunione in un'aníma che non ha peccato mortale, la ricolmo di bene, e tut­ti gli abitatori del Cielo, tutti quelli della terra e tutte le anime del Purgatorio, risentono nel medesimo istante qualche nuovo effetto della mia bontà. Il gusto sensibile è il minimo dei vantaggi che derivano dal Sacramento Eucaristico; il frutto principale è la grazia invisibile. -

Comunichiamoci dunque con frequen­za, specialmente nei giorni sacri alla Ma­donna e tutti i sabati.

Facciamo di tutto per accostarci bene al Banchetto Eucaristico.

La Madonna si affliggeva a vedere Gesù Bambino, il Re dell'Eterna gloria, dimorante in una squallida grotta. Quan­ti cuori ricevono Gesù e sono più miseri ed indegni della grotta di Betlem! Che freddezza glaciale! Quanta scarsezza di buone opere!

Se vogliamo piacere di più a Gesù ed a Maria, comunichiamoci con frutto:

1. - Prepariamoci fin dal giorno pre­cedente, per portare a Gesù atti di cari­tà, di ubbidienza ... e piccoli sacrifici.

2. - Prima di comunicarci, chiediamo perdono di tutte le piccole mancanze e promettiamo di evitarle, specialmente quelle in cui cadiamo più sovente.

3. - Ravviviamo la fede, pensando che l'Ostia Consacrata è Gesù vivo e vero, palpitante d'amore.

4. - Ricevuta la S. Comunione, pen­siamo che il nostro corpo diviene un Ta­bernacolo e tanti Angeli ci stanno attorno.

5. - Allontaniamo le distrazioni! Of­friamo ogni S. Comunione per riparare il Cuore di Gesù ed il Cuore Immacola­to di Maria. Preghiamo per i nemicí, per i peccatori, per' i moribondi, per le ani­me del Purgatorio e per le persone con­sacrate.

6. - Promettiamo a Gesù di compiere qualche opera buona o di fuggire qual­che occasione pericolosa.

7. - Non usciamo dalla Chiesa, se non passa circa un quarto d'ora.

8. - Chi ci avvicina lungo il giorno, deve accorgersi che ci siamo comunicati e dimostriamolo con la dolcezza ed il buon esempio.

9. - Lungo il giorno ripetiamo: Gesù, ti ringrazio che oggi sei venuto nel mio cuore! -

ESEMPIO È doveroso riparare i sacrilegi e le profanazioni eucaristiche. L'Osservatore Romano, il 16-12-1954, pubblicò quanto segue: « Il settimanale di Montrèal Partie ha pubblicato una intervista con la Madre Superiora del Carmela di Bui Chu, pre­sentemente in Canadà con le Consorelle. Tra l'altro la Superiora ha narrato un fatto straordinario, accaduto nel Carme­lo stesso.

Un soldato comunista , entrò un giorno nel Carmelo, deciso a ispezionarlo da capo a fondo. Penetrando nella cappella, una Suora gli disse che quella era la casa di Dio da rispettarsi. « Dov'è il vostro Dio? » - domandò il militare - Là, disse la Suora, e indicò il Tabernacolo. Piazzandosi al centro della Chiesa, il soldato impugnò il suo fucile, prese la mira e tirò. Una pollottola perforò il Ta­bernacolo, spezzando la Pisside e disper­dendo le Particole: L'uomo restò sempre immobile col fucile spianato, senza più fare un movimento, con gli occhi fissi, rigido, pietrificato. Una paralisi improv­visa lo aveva reso un blocco inanimato, che al primo urto cadde disteso sul pa­vimento, davanti all'Altare così ignobil­mente profanato ».

Fioretto. - Fare durante il giorno molte Comunioni Spirituali.

Giaculatoria. - Sia lodato e ringra­ziato ogni momento - Il Santissimo e Divinissimo Sacramento!

 

21° GIORNO

Ave Maria.

Invocazione. - Maria, Madre di mi­sericordia, pregate per noi!

L'ADDOLORATA

Sul Calvario, mentre si compiva il grande sacrificio di Gesù, si potevano mi­rare due vittime: il Figlio, che sacrifica­va il corpo con la morte, e la Madre Ma­ria, che sacrificava l'anima con la coíìi­passione. Il Cuore della Vergine era il riflesso dei dolori di Gesù.

D'ordinario la madre sente le soffe­renze dei figli più delle proprie. Quanto dovette soffrire la Madonna a vedere morire Gesù in Croce! Dice San Bona­ventura che tutte quelle piaghe ch'erano sparse sul corpo di Gesù, erano nello stesso tempo tutte unite nel Cuore di Maria. - Più si ama una persona e più si soffre nel vederla soffrire. L'àmore che la Vergine nutriva per Gesù era smisu­rato; lo amava di amore soprannatu­rale come suo Dio e di amore naturale come suo Figlio; ed avendo un Cuore delicatissimo, soffrì tanto da meritare il titolo di Addolorata e di Regina dei Martiri.

Il Profeta Geremia, tanti secoli pri­ma, la contemplò in visione ai piedi del Cristo morente e disse: « A che ti para­gonerò o a chi ti somiglierò, figlia di Ge­rusalemme? ... La tua amarezza infatti è grande come il mare. Chi ti potrà consolare? » (Geremia, Lam. II, 13). E lo stesso Profeta pone in bocca alla Ver­gine Addolorata queste parole: « O voi tutti che passate per la via, fermatevi e vedete se c'è dolore simile al mio! » (Geremia, I, 12).

Dice Sant'Alberto Magno: Come noi ' siamo obbligati a Gesù per la sua Passio­ne sofferta per nostro amore, così pure siamo obbligati a Maria per il martirio che ebbe nella morte di Gesù per la no­stra eterna salute. -

La nostra riconoscenza verso la Ma­donna sia almeno questa: meditare e compatire i suoi dolori.

Gesù rivelò alla Beata Veronica da Binasco che molto si compiace nel vede­re compatita la Madre sua, perché gli sono care le lacrime che Ella sparse sul Calvario.

La stessa Vergine si dolse con Santa Brigida che sono molto pochi coloro che la compatiscono e la maggior parte di­mentica i suoi dolori; onde le raccoman­dò tanto di aver memoria delle sue pene.

La Chiesa per onorare l'Addolorata ha istituito una festa liturgica, che ricorre il quindici settembre.

Privatamente è bene ricordare tutti i giorni i dolori della Madonna. Quanti devoti dí Maria recitano ogni giorno la corona dell'Addolorata! Questa corona ha sette poste ed ognuna di queste ha sette grani. Che si allarghi sempre più la cerchia di coloro che onorano la Vergine Dolente!

E’ una buona pratica la recita quoti­diana della preghiera dei Sette Dolori, che trovasi in tanti libri di devozione, ad esempio, nel « Massime Eterne ».

Nelle « Glorie di Maria » Sant'Alfon­so scrive: Fu rivelato a Santa Elisabetta Regina che San Giovanni Evangelista de­siderava vedere la Beata Vergine, dopo essere stata assunta in Cielo. Ebbe, la grazia e gli apparvero la Madonna e Gesù; in tale occasione intese che Maria domandò al Figlio qualche grazia spe­ciale per, i,devoti dei suoi dolori. Gesù promise quattro grazie principali:

1. - Chi invoca la Divina Madre per i suoi dolori, prima della morte meriterà fare vera penitenza di tutti i suoi peccati.

2. - Gesù custodirà questi devoti nel­le loro tribolàzioni, specialmente al tem­po della morte.

3. - Imprimerà loro la memoria della sua Passione, con grande premio in Cielo.

4. - Gesù porrà questi devoti in ma­no di Maria, affinché Ella ne disponga a suo piacere e loro ottenga tutte le grazie che vuole.

ESEMPIO Un ricco signore, abbandonata la via del bene, si diede completamente al vi­zio. Accecato dalle passioni, fece espres­samente un patto con il demonio, prote­stando di dargli l'anima dopo la morte. Dopo settant'anni di vita di peccato giunse al punto della morte.

Gesù, volendo usargli misericordia, dis­se a S. Brigida: Va' a dire al tuo Con­fessore che corra al letto di questo mori­bondo; lo esorti a confessarsi! - Il Sa­cerdote andò per tre volte e non riuscì a convertirlo. In fine manifestò il segre­to: Non sono venuto da voi spontanea­mente; Gesù stesso mi ha mandato per, mezzo di una santa Suora e vuole ac­cordarvi il suo perdono. Non resistete più alla grazia di Dio! -

L'infermo, sentendo ciò, s'intenerì e ruppe in pianto; poi esclamò: Come pos­so essere perdonato dopo avere servito il demonio per settant'anni? I miei pec­cati sono gravissimi ed innumerevoli! - Il Sacerdote lo rassicurò, lo dispose alla Confessione, lo assolvette e gli diede il Viatico. Dopo sei giorni quel ricco si­gnore moriva.

Gesù, apparendo a S. Brigida, così le parlò: Quel peccatore è salvo; al pre­sente è in Purgatorio. Ha avuta la gra­zia della conversione per intercessione della mia Vergine Madre, perché, seb­bene vivesse nel vizio, tuttavia conser­vava la devozione ai suoi dolori; quando ricordava le sofferenze dell'Addolorata, se ne immedesimava e la compiangeva. -

Fioretto. - Fare sette piccoli sacri­fici ad onore dei sette dolori della Ma­donna.

Giaculatoria. - Regina dei Martiri, pregate per noi.

 

22° GIORNO

­Ave Maria.

Invocazione. - Maria, Madre di mi­sericordia, pregate per noi!

Primo dolore:

LA PROFEZIA DI SIMEONE

Affinché la devozione ai dolori di Ma­ria si radichi nel nostro cuore, conside­riamo una ad una le spade che trafissero il Cuore Immacolato della Vergine.

I Profeti avevano descritta la vita di Gesù in tutti i particolari, specialmente iella Passione. La Madonna, che cono­;ceva le profezie, accettando di divenire Madre dell'Uomo dei dolori, sapeva be­ne a quante sofferenze- sarebbe andata incontro.

È cosa provvidenziale non conoscere le croci che Dio ci riserva nel corso della vita; la nostra debolezza è tale che resterebbe schiacciata al pensiero di tutte le tribolazioni future. Maria Santissima, af­finché soffrisse e meritasse di più, ebbe una conoscenza dettagliata delle pene di Gesù, che sarebbero state anche pene sue. Per tutta la vita portò in pace nel cuore la sua amarezza amarissima.

Presentando Gesù Bambino al Tem­pio, senti dirsi dal vecchio Simeone: « Questo Bambino è posto in segno di contraddizione ... Ed una spada trapas­serà la tua stessa anima » (S. Luca, II, 34).

Ed invero, il cuore della Vergine senti sempre la trafittura di questa spada. A­mava senza limiti Gesù e si doleva che un giorno sarebbe stato perseguitato, chia­mato bestemmiatore ed indemoniato, sa­rebbe stato condannato innocentemente e poi ucciso. Dal suo Cuore materno non si allontanava tale visione dolorosa e poteva dire: Il mio- diletto Gesù è per me un mazzetto di mirra! -

Scrive il Padre Engelgrave essere sta­ta rilevata a Santa Brigida questa soffe­renza. La Vergine disse: Nutrendo il mio Gesù, io pensavo al fiele ed all'aceto che i nemici gli avrebbero dato sul Calvario; rivolgendolo nelle fasce, il mio pensiero andava alle corde, con le quali sarebbe stato legato come un malfattore; quando lo contemplavo addormentato, me lo figu­ravo morto; quando miravo quelle sue sacre mani ed i piedi, pensavo ai chiodi che l'avrebbero trafitto ed ' allora i miei occhi si riempivano di lacrime ed il mio Cuore era straziato dal dolore. -

Anche noi abbiamo ed avremo nella vita la nostra tribolazione; non sarà la spada acuta della Madonna, ma certo per ogni anima la propria croce è sem­pre pesante. Imitiamo nella sofferenza la Vergine e portiamo in pace la nostra amarezza.

A che giova dirsi devoti della Ma­donna, se nel dolore non ci si sforza a rassegnarsi ai voleri di Dio? Non si dica mai quando si soffre: Questa sofferenza e troppa; supera le mie forze! - Il dire così è una mancanza di fiducia in Dio ed un affronto alla sua bontà e sapien­za infinita.

Gli uomini conoscono i pesi che i loro giumenti possono portare e non danno ad essi un peso più forte, per non aggra­varli. Il vasaio sa quanto tempo la sua creta deve rimanere nel forno, per essere cotta al grado di calore che la renda pronta agli usi; non ve la lascia né più né meno.

Bisogna non aver riflettuto mai per osare dire che Dio, Sapienza infinita e che ama di amore infinito, possa caricare le spalle delle sue creature di un fardello troppo pesante e possa lasciare più a lungo di quanto occorra nel fuoco della tribolazione.

ESEMPIO Nelle Lettere Annuali della Compa­gnia di Gesù si legge un episodio, avve­nuto ad un giovane indiano. Questi aveva abbracciata la Fede Cattolica e viveva da buon cristiano. Un giorno fu preso da forte tentazione; non pregò, non rifletté al male che stava per compiere; la passione lo aveva accecato.

Decise di uscire da casa per commet­tere un peccato. Mentre si avviava all'u­scio, udì queste parole: - Fermati! ... Do­ve vai? -

Si voltò e vide un prodigio: l'imma­gine della Vergine Addolorata, ch'era alla parete, si animò. La Madonna stac­cò dal suo petto la piccola spada e riprese a dire: Su, prendi questa spada e ferisci me, anziché il Figlio mio, col peccato che vuoi commettere! -

Il giovane, tremante, si prostrò a ter­ra e con vera contrizione chiese perdono, piangendo dirottamente.

Fioretto. - Non sprecare le sofferen­ze, specialmente le piccole, perché offerte a Dio per le anime, sono preziosissime.

Giaculatoria. - O Maria, per la vo­stra fortezza nel dolore, aiutateci nelle pene della vita!

 

23° GIORNO

Ave Maria.

Invocazione. - Maria, Madre di mi­sericordia, pregate per noi!

Secondo dolore:

LA FUGA IN EGITTO

I Magi, avvisati dall'Angelo, ritorna­rono alla propria patria, non ripassando da Erode. Questi, irato per essere stato deluso e temendo che il nato Messia un giorno gli avrebbe tolto il trono, stabili di uccidere tutti i bambini di Betlem e dei dintorni, dai due anni in giù, nella stolta speranza di coinvolgere nella strage anche Gesù.

Ma l'Angelo del Signore apparve nel sonno a Giuseppe e gli disse: Alzati, prendi il Bambino e la Madre sua e fug­gi in Egitto; starai lì finché io te lo dica. Infatti manca poco che Erode cerchi il Bambino per ucciderlo. - Giuseppe si alzò, prese il Bambino e la Madre sua di nottetempo e si recò in Egitto; quivi rimase sino alla morte di Erode, affinché si adempisse quanto era stato detto dal Signore per mezzo del Profe­ta: « Ho chiamato dall'Egitto il mio Figliuolo » (San Matteo, II, 13).

In questo episodio della vita di Gesù consideriamo il dolore provato dalla Ma­donna. Quale angoscia per una madre il sapere che il proprio figlio è cercato a morte, senza motivo, da un uomo forte e prepotente! Deve fuggire subito, di notte, nella stagione invernale, per recar­si in Egitto, circa 400 miglia distante! Abbracciare i disagi di un lungo viaggio, per le vie incomode ed attraverso il deser­to! Andare ad abitare, priva di mezzi, in paese sconosciuto, ignara della lingua e senza conforto dei parenti!

La Madonna non disse parola di la­mento, né contro Erode né verso la Prov­videnza, che tutto disponeva. Avrà ri­chiamato alla mente la parola, di Simeo­ne: Una spada trapasserà la tua stessa anima! -

È provvidenziale ed umano l'ambien­tarsi. Dopo parecchi anni di dimora in Egitto, la Madonna, Gesù e San Giusep­pe si erano acclimatati. Ma l'Angelo or­dinò di ritornare in Palestina. Senza ad­durre pretesti, Maria riprese il viaggio del ritorno, adorando i disegni di Dio.

Quale lezione devono apprendere i de­voti di Maria!

La vita è un intreccio di contrattempi e di disillusioni. Senza la luce della fede, potrebbe avere il sopravvento lo scorag­giamento. È necessario mirare gli avve­nimenti sociali, familiari ed individuali, con gli occhiali celesti, cioè vedere in ogni cosa il lavoro della Provvidenza, che tutto dispone per il maggior bene delle creature. I disegni di Dio non si possono scrutare, ma con l'andar del tempo, se si riflette, ci si convince della bontà di Dio nell'aver permessa quella croce, quel­l'umiliazione, quella incomprensione, nel­l'avere impedito quel passo e nell'averci posto in circostanze impreviste.

In ogni contrarietà procuriamo di non perdere la pazienza e la fiducia in Dio e in Maria Santissima. Uniformiamoci ai voleri di Dio, dicendo umilmente: Signore, sia fatta la tua volontà!

ESEMPIO Si narra nelle Cronache Francescane che due Religiosi dell'Ordine, amanti del­la Madonna, si misero in viaggio per vi­sitare un santuario. Pieni di fede, aveva­no fatto molto cammino ed infine s'inol­trarono in un fitto bosco. Speravano po­terlo presto attraversare, ma non vi riu­scirono, essendo venuta la notte. Presi da sgomento, si raccomandarono a Dio e al­la Madonna; compresero che la volon­tà divina permetteva quel contrattempo.

Ma la Vergine Santissima veglia sui suoi figliuoli tribolati e viene a soccorrerli; meritarono questo soccorso quei due Fra­ti, che si trovavano nell'imbarazzo.

I due sperduti camminando ancora, s'imbatterono in una casa; s'accorsero ch'era una nobile abitazione. Chiesero ospitalità per la notte.

I due servitori, che aprirono l'uscio, accompagnarono i Frati dalla padrona. La nobile matrona chiese: Come vi tro­vate in questo bosco? - Siamo in pelle­grinaggio ad un santuario della Madon­na; ci siamo per caso sperduti.

- Dato che è così, passerete la not­te in questo palazzo; domani, ' quando partirete, vi darò una lettera che potrà giovarvi. -

Il mattino seguente, ricevuta la lette­ra, i Frati ripresero il cammino. Allonta­natisi un po' dall'abitazione, osservaro­no la letterà e si meravigliarono a non vedervi l'indirizzo; nel frattempo, guar­dando all'intorno, si accorsero che l'abi­tazione della matrona non c'era più; era

sparita ed al suo posto c'erano gli alberi. Aperta la lettera, vi trovarono un foglio, firmato dalla Madonna. Lo scritto dice­va: Colei che vi ha ospitato è la vostra Madre Celeste. Ho voluto ricompensarvi del vostro sacrificio, perché vi siete messi in viaggio per amor mio. Continuate a servirmi e ad amarmi. Vi aiuterò in vita ed in morte. -

Dopo questo fatto, si può immagina­re con quanto ardore quei due Frati ono­rassero la Madonna per tutta la vita.

Iddio permise quello smarrimento nel bosco, affinché quei due potessero pro­vare la bontà e la delicatezza della Ma­donna.

Fioretto. - Nelle contrarietà frenare l'impazienza, moderando specialmente la lingua.

Giaculatoria. - Signore, sia fatta la tua volontà!

 

24° GIORNO

Ave Maria.

Invocazione. - Maria, Madre di mi­sericordia, pregate per noi!

Terzo dolore:

SMARRIMENTO DI GESÙ

Avvenne che Gesù, all'età di dodici anni, essendo andato con Maria e Giu­seppe a Gerusalemme secondo la consue­tudine della festa ed essendo finiti i gior­ni della festa, rimase in Gerusalemme e non se ne accorsero i suoi parenti. Cre­dendo che Egli fosse nella comitiva dei pellegrini, fecero un giorno di cammino e lo cercarono tra gli amici e i conoscen­ti. E non avendolo trovato, ritornarono a Gerusalemme per cercarlo. Dopo tre giorni lo trovarono nel Tempio, seduto in mezzo ai Dottori, mentre li ascoltava e li interrogava. Quelli che ascoltavano, si stupivano della sua prudenza e delle sue risposte. Maria e Giuseppe, vedendo­lo, si meravigliarono; e la Madre gli dis­se: « Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco tuo padre ed io, addolorati, ti abbia­mo cercato! - E Gesù rispose: Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo trovarmi in quelle cose che riguardano il Padre mio? - Ed essi non compresero il significato di queste parole. E discese Gesù con loro e venne a Nazaret; e sta­va soggetto ad essi. E la Madre sua con­servava tutte queste parole nel suo cuo­re (S. Luca, II, 42).

Il dolore che provò la Madonna nello smarrimento di Gesù, fu tra i più acerbi della sua vita. Più prezioso è il tesoro che si perde, più dolore si ha. E quale tesoro più prezioso per una madre che il proprio figlio? Il dolore è in rapporto all'amore; quindi Maria, che viveva so­lo dell'amore di Gesù, dovette sentire in modo straordinario la puntura della spada nel suo cuore.

La Madonna in tutte le pene conservò il silenzio; mai una parola di lamento. Ma in questo dolore esclamò: Figlio, per­ché ci hai fatto questo? - Di certo non intendeva rimproverare Gesù, ma fare un'amorosa lagnanza, non conoscen­do lo scopo di quanto era avvenuto.

Ciò che soffrì la Vergine in quei tre lunghi giorni di ricerca, non possiamo comprenderlo appieno. Nelle, altre pene aveva la presenza di Gesù; nello smar­rimento mancava tale presenza. Dice 0­rigène che forse il dolore di Maria fu intensificato da questo pensiero: Che Ge­sù si sia smarrito per colpa mia? - Non c'è maggior pena per un'anima a­mante che il timore d'avere disgustata la persona amata.

Il Signore ci ha dato la Madonna co­me modello di perfezione e ha voluto che soffrisse, e moltissimo, per farci com­prendere che la sofferenza è necessaria ed apportatrice di beni spirituali la la pazienza è indispensabile per segui e Gesù che porta la Croce.

L'angoscia di Maria ci dà degli inse­gnamenti per la vita spirituale. Gesù ha una moltitudine di anime che lo amano davvero, servendolo con fedeltà e non a­vendo altro di mira che fargli piacere. Di tanto in tanto Gesù si nasconde a loro, cioè non fa sentire la sua presenza, e le lascia nell'aridità spirituale. Spesso que­ste anime si turbano, non sentendo il pri­mitivo fervore; credono che le preghiere recitate senza gusto non siano gradite a Dio; pensano che sia un male il fare il bene senza slancio, anzi con ripugnanza; in balia delle tentazioni, ma sempre con la forza di resistere, temono di non pia­cere più a Gesù.

Costoro si sbagliano! Gesù permette l'aridità anche alle anime più elette, af­finché si distacchino dai gusti sensibili ed affinché abbiano a soffrire molto. In­vero l'aridità è per le anime amanti una dura prova, spesso un'angosciosa agonia, pallidissima immagine di quella provata dalla Madonna nello smarrire Gesù.

A chi è tribolato in questo modo, si raccomanda: la pazienza, aspettando l'o­ra della luce; la costanza, non tralascian­do alcuna preghiera od opera buona, su­perando la noia o l'abbattimento; dire spesso: Gesù, ti offro la mia angoscia, in unione a quella che tu provasti nel Get­semani e che la Madonna provò nel tuo smarrimento! -

ESEMPIO Il Padre Engelgrave narra che una povera anima era angosciata per afflizio­ni di spirito; per quanto bene facesse, credeva di non piacere a Dio, anzi di di­sgustarlo. ,

Era devota della Madonna Addolora­ta; a Lei pensava spesso nelle sue pene e contemplandola nei suoi dolori ne ri­ceveva conforto.

Ammalatasi gravemente, il demonio approfittò per tormentarla di più con i soliti timori. La Madre pietosa venne in aiuto della sua devota e le apparve per assicurarla che il suo stato spirituale non dispiaceva a Dio. Così le disse: Perché temi i giudizi di Dio e ti rattristi? Tu tante volte mi hai consolata, compaten­do i miei dolori! Sappi che è proprio Gesù che mi manda a te per darti sollievo. Consolati e vieni con me in Paradiso! -

Piena di confidenza, quell'anima de­vota dell'Addolorata, spirò.

Fioretto. - Non pensare male del prossimo, non mormorare e compatire chi sbaglia.

Giaculatoria. - O Maria, per le la­crime versate sul Calvario, consolate le anime tribolate!

 

25° GIORNO

Ave Maria.

Invocazione. - Maria, Madre di mi­sericordia, pregate per noi!

Quarto dolore:

INCONTRO CON GESÙ

Gesù prediceva agli Apostoli i dolori che l'attendevano nella Passione, per di­sporli alla grande prova: « Ecco, ascen­diamo a Gerusalemme ed il Figlio del­l'uomo sarà consegnato ai principi dei Sacerdoti e degli Scribi e lo condanne­ranno a morte. E lo daranno in mano ai gentili per essere deriso, flagellato e crocifisso, ed, il terzo giorno risorgerà » (S. Matteo, XX, 18).

Se Gesù disse questo più volte agli Apostoli, di certo lo disse anche alla Ma­dre sua, alla quale nulla nascondeva. Ma­ria Santissima conosceva attraverso le Sa­cre Scritture quale sarebbe stata la fine del suo Divin Figlio; ma sentendo la storia della Passione dalle labbra stesse di Gesù, il suo Cuore sanguinava.

Rivelò la Beata Vergine a Santa Bri­gida, che quando si avvicinava il tem­po della Passione di Gesù, i suoi occhi materni stavano sempre pieni di lacrime ed un sudore freddo le scorreva per le membra, prevedendo quel vicino spetta­colo di sangue.

Quando cominciò la Passione, la Ma­donna era a Gerusalemme. Non assistet­te alla cattura nell'orto del Getsemani e neppure alle scene umilianti del Sinedrio. Tutto questo era avvenuto di nottetem­po. Ma fatto giorno, quando Gesù fu con­dotto da Pilato, la Madonna potè essere presente ed ebbe sotto il suo sguardo Ge­sù flagellato a sangue, vestito da pazzo, coronato di spine, sputato, schiaffeggia­to e bestemmiato, ed in fine ascoltò la sentenza di morte. Quale madre avrebbe potuto resistere a tanto strazio? La Madonna non mori per la fortezza straordi­naria di cui era dotata e perché Dio la ri­servava a maggiori dolori sul Calvario.

Quando il doloroso corteo si mosse dal Pretorio per andare al Calvario, Maria, accompagnata da San Giovanni, vi andò ed attraversando una strada più breve, si fermò per incontrarsi con l'afflitto Ge­sù, che di lì sarebbe passato.

Era conosciuta dai Giudei e chi sa quante parole ingiuriose abbia udito con­tro il Divin Figlio e contro di Lei!

Secondo l'uso del tempo, il passaggio del condannato a morte era annunziato da un mesto suono di tromba; precede­vano quelli che portavano gli strumenti della crocifissione. La Madonna con lo schianto nel Cuore udiva, mirava e lacri­mava. Quale non fu il suo dolore quando vide passare Gesù carico della croce! Il volto insanguinato, la testa ricoperta di spine, il passo vacillante! - Le ferite e le lividure lo facevano sembrare un lebbro­so, quasi da non riconoscersi (Isaia, LITI). Dice Sant'Anselmo che Maria avrebbe

voluto abbracciare Gesù, ma non le fu concesso; si contentò di guardarlo. Gli oc­chi della Madre s'incontrarono con quelli del Figlio; non una parola. Che cosa sarà passato in . quell'istante tra il Cuore di Gesù ed il Cuore della Madonna? Non può esprimersi. Sentimenti di tenerezza, di compassione, d'incoraggiamento; visio­ne dei peccati dell'umanità da riparare, adorazione della volontà del Divin Pa­dre! ...

Gesù continuò la via con la croce sulle spalle e Maria lo seguiva con la croce nel Cuore, diretti tutti e due al Calvario per immolarsi a bene dell'umanità ingrata.

« Chi vuol venire dietro a me, aveva detto un giorno Gesù, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua! » (San Matteo, XVI, 24). Anche a noi ripete le stesse parole! Prendiamo la croce che Dio ci assegna nella vita: o povertà o malat­tia o incomprensione; portiamola con merito e seguiamo Gesù con gli stessi sentimenti con cui lo seguiva la Madon­na nella via dolorosa. Dopo la croce c'è la gloriosa risurrezione; dopo il patire di questa vita c'è il gaudio eterno.

ESEMPIO Nel dolore si aprono gli occhi, si ve­de la luce, si mira al Cielo. Un militare, dedito ad ogni sorta di piaceri, non pen­sava a Dio. Sentiva il vuoto nel cuore e cercava di riempirlo con gli svaghi che gli permetteva la vita militare. Così con­tinuò, finché gli sopraggiunse una gran­de croce.

Preso dai nemici, fu chiuso in una tor­re. Nella solitudine, nella privazione dei piaceri, rientrò in se stesso e si accorse che la vita non è un giardino di rose, ma un intreccio di spine, con qualche rosa. Gli tornarono alla mente i buoni ricordi dell'infanzia e cominciò a meditare la Passione di, Gesù ed i dolori della Ma­donna. La luce divina rischiarò quella mente ottenebrata.

Il giovane ebbe la visione delle sue colpe, avverti la sua debolezza per tron­care ogni peccato ed allora ricorse per aiuto alla Vergine. La forza gli venne; non solo potè evitare il peccato, ma si diede ad una vita di densa preghiera e di aspra penitenza. Gesù e la Madonna ri­masero così lieti di questo cambiamento, che confortarono il loro figliuolo con del­le apparizioni ed una volta gli fecero ve­dere il Paradiso ed il posto che gli era preparato.

Quando fu liberato dalla prigionia, ab­bandonò la vita del mondo, si consacrò a Dio e divenne fondatore di un Ordine Religioso, detto dei Padri Somaschi. Mo­rì santamente ed oggi la Chiesa lo vene­ra sugli Altari, San Girolamo Emiliani.

Se non avesse avuto la croce della pri­gionia, forse quel militare non si sarebbe santificato.

Fioretto. - Non essere di peso ad alcuno e sopportare pazientemente le per­sone moleste.

Giaculatoria. - Benedite, o Maria, co­loro che mi danno occasione di soffrire!

 

26° GIORNO

Ave Maria.

Invocazione. - Maria, Madre di mi­sericordia, pregate per noi!

Quinto dolore:

MORTE DI GESÙ

Ad assistere alla morte di qualcuno, anche estraneo, si provano sentimenti do­lorosi. E che cosa prova una madre quan­do è presso il letto del figlio moribondo? Vorrebbe poter lenire tutte le pene del­l'agonia e darebbe la vita per procurare dei conforti al figlio morente.

Contempliamo la Madonna ai piedi iella Croce, ove agonizzava Gesù! La pietosa Madre aveva assistito alla barbara scena della crocifissione; aveva mirato i soldati che toglievano la veste a Gesù; aveva visto il vaso di fiele e di mirra appressarsi alle sue labbra; aveva visto penetrare i chiodi nelle mani e nei pie­di del suo diletto; ed eccola ora ai piedi della Croce ed assistere alle ultime ore di agonia!

Un figlio innocente, che agonizza in un mare di tormenti ... la Madre vicina e le viene proibito di dargli il minimo sollievo. La terribile arsura fece dire a Gesù: Ho sete! - Chiunque corre a cercare un sorso d'acqua per un mori­bondo; alla Madonna fu vietato fare ciò. San Vincenzo Ferreri commentava: Ma­ria avrebbe potuto dire: Non ho da darti che lacrime! -

L'Addolorata teneva fisso lo sguardo sul Figlio pendente dalla Croce e ne se­guiva i movimenti. Vedere le mani fo­rate e sanguinanti, contemplare quei pie­di del Figlio di Dio largamente piagati, osservare la stanchezza delle membra,

senza poter menomamente aiutarlo. Oh che spada al Cuore della Madonna! E fra tanto dolore era costretta a sen­tire gli scherni e le bestemmie che sol­dati e Giudei lanciavano al Crocifisso. O Donna, grande è il tuo dolore! Acutissima è la spada che trapassa il tuo Cuore!

Gesù soffriva oltre ogni credere; la presenza della Madre sua, così immersa nel dolore, aumentava la pena del suo delicato Cuore. Si avvicina la fine. E­sclamò Gesù: Tutto è compiuto! -- Un tremito pervase il suo corpo, abbassò il capo e spirò.

Maria se ne accorse; non disse parola, ma costernata all'estremo limite, uni il suo olocausto a quello del Figlio.

Consideriamo, anime pietose, il per­ché delle sofferenze di Gesù e di Maria: la Divina Giustizia, oltraggiata dal pec­cato, da riparare.

Solo il peccato fu la causa di tanti dolori. O peccatori, che con tanta facili­tà commettete la grave colpa, ricordate il male che fate col calpestare la legge di Dio! Quell'odio che nutrite in cuore, quelle cattive soddisfazioni che accordate al corpo, quelle gravi ingiustizie che fate al prossimo ... ritornano a crocifiggere nell'anima vostra il Figlio di Dio e 'tra­passano, quale spada, il Cuore Imma­colato di Maria!

Come puoi, o anima peccatrice, dopo aver commesso un peccato mortale, resta­re indifferente e scherzare e riposare co­me se nulla avessi fatto? ... Piangi ai piedi della Croce le tue colpe; supplica la Vergine che lavi con le sue lacrime le tue impurità. Prometti, se viene Satana a tentarti, di richiamare alla mente lo strazio della Madonna sul calvario. Quan­do le passioni vorrebbero trascinarti al male, pensa: Se cedo alla tentazione, sono figlio indegno di Maria e rendo inutili per me tutti i suoi dolori! ... La morte, ma non peccati! -

ESEMP1O Il Padre Roviglione della Compagnia di Gesù narra che un giované aveva con­tratta la buona abitudine di visitare ogni giorno un'immagine di Maria Addolora­ta. Non si contentava di pregare, ma con­templava con compunzione la Vergine, raffigurata con sette spade nel Cuore.

Avvenne che una notte, non resisten­do agli assalti della passione, cadde in peccato mortale. Capì di aver fatto male e si riprometteva di andare in seguito a confessarsi.

L'indomani mattina, al solito, andò a visitare l'immagine dell'Addolorata. Con sua sorpresa vide che nel petto della Ma­donna erano conficcate otto spade.

- Come mai, pensò, questa novità? Sino a ieri le spade erano sette. - Udì allora una voce, che certamente veniva dalla Madonna: Il grave peccato che questa notte hai commesso, ha ag­giunto una nuova spada a questo Cuore di Madre. -

Il giovane s'intenerì, comprese il suo misero stato e senza porre tempo in mez­zo andò a confessarsi. Per intercessione

della Vergine Addolorata riacquistò l'a­micizia di Dio.

Fioretto. - Chiedere spesso perdono a Dio dei peccati, specialmente dei più gravi.

Giaculatoria. - O Vergine Addolora­ta, offrite a Gesù i miei peccati, che di cuore detesto!

 

27° GIORNO

Ave Maria.

Invocazione. - Maria, Madre di mi­sericordia, pregate per noi!

Sesto dolore:

LANCIATA E DEPOSIZIONE

Gesù era morto, erano finite le sue sof­ferenze, ma non erano finite per la Ma­donna; ancora una spada doveva tra­figgerla.

Affinché non fosse turbata la gioia del seguente sabato pasquale, i Giudei de­ponevano dalla croce i condannati; se ancora non erano morti, li uccidevano rompendo loro le ossa.

La morte di Gesù era certa; tuttavia uno dei soldati si avvicinò alla Croce, diede un colpo di lancia e apri il costato al Redentore; ne usci sangue ed acqua.

Questa lanciata fu per Gesù un oltraggio, per la Vergine un nuovo dolore. Se una madre vedesse infiggere un col­tello nel petto del figlio morto, cosa pro­verebbe nell'animo? ... La Madonna contemplò quell'atto spietato e senti tra­passare dalla stessa lancia il suo Cuore. Altre lacrime sgorgarono dai suoi occhi. Anime pietose s'interessarono per ave­re da Pilato il permesso di seppellire il corpo di Gesù. Con grande rispetto il Redentore fu deposto dalla Croce. La Madonna ebbe tra le braccia il cor­po del Figlio. Seduta ai piedi della Croce, col Cuore spezzato dal dolore, contemplò quelle sacre membra insanguinate. Rivi­de nella mente il suo Gesù, tenero bam­bino vezzoso, quando lo copriva di baci; lo rivide grazioso adolescente, quando in­cantava con la sua attrattiva, essendo il più bello dei figli degli uomini; ed ora lo mirava esanime, in uno stato da far pietà. Guardò la corona di spine intrisa di sangue e quei chiodi, strumenti della Pas­sione, e si fermò a contemplare le ferite!

Vergine Sacrosanta, tu hai dato al mondo il tuo Gesù per la salvezza degli uomini e guarda come ora gli uomini te lo rendono! Quelle mani che hanno be­nedetto e beneficato, l'ingratitudine uma­na le ha forate. Quei piedi che sono andati in giro per evangelizzare sono piagati! Quel volto, che gli Angeli mi­rano con devozione, gli uomini lo hanno ridotto irriconoscibile!

O devoti di Maria, perché non sia va­na la considerazione del grande dolore della Vergine ai piedi della Croce, pren­diamo qualche frutto pratico.

Quando i nostri occhi si posano sul Crocifisso o sull'immagine della Madon­na, rientriamo in noi stessi e riflettiamo: Io con i miei peccati ho aperto le ferite nel corpo di Gesù ed ho fatto lacrimare e sanguinare il Cuore di Maria!

Mettiamo nella ferita del Costato di Gesù le nostre colpe, specialmente le più gravi. Il Cuore di Gesù è aperto, affin­ché tutti vi possano entrare; però vi si entra per mezzo di Maria. La preghiera della Vergine è efficacissima; tutti i pec­catori possono goderne i frutti.

La Madonna implorò sul Calvario la divina misericordia per il buon ladrone e gli ottenne la grazia di andare quel gior­no stesso in Paradiso.

Nessun'anima dubiti della bontà di Ge­sù e della Madonna, ancorché fosse carica dei più enormi peccati.

ESEMPIO Narra il Discepolo, valente scrittore sacro, che vi era un peccatore, il quale tra le altre colpe aveva anche quella di avere ucciso il padre e il fratello. Per sfuggire alla giustizia andava ramingo.

Un giorno di quaresima entrò in una Chiesa, mentre il predicatore parlava del­la misericordia di Dio. Il suo cuore si aprì alla fiducia, decise di confessarsi e, finita la predica, disse al predicatore: Vo­glio confessarmi con voi! Ho dei delitti nell'anima! -

Il Sacerdote lo invitò ad andare a pregare all'Altare della Madonna Addo­lorata: Domandate alla Vergine il vero dolore dei vostri peccati! -

Il peccatore, inginocchiato davanti al­l'immagine dell'Addolorata, pregò con fede e ricevette tanta luce, per cui capi la gravezza delle sue colpe, le molte of­fese recate a Dio ed alla Madonna Ad­dolorata e fu preso da tale dolore che mori ai piedi dell'Altare.

Il giorno seguente il Sacerdote predi­catore raccomandò al popolo che si pre­gasse per l'infelice ch'era morto in Chie­sa; mentre diceva ciò, apparve nel Tem­pio una bianca colomba, da cui si vide cadere una cartella davanti ai piedi del Sacerdote. Questi la prese e vi lesse: L'a­nima del morto appena uscita dal corpo, è andata in Paradiso. E tu continua a pre­dicare l'infinita misericordia di Dio! -

Fioretto. - Evitare i discorsi scan­dalosi e rimproverare chi ardisse farli.

Giaculatoria. - O Gesù, per la Piaga del tuo Costato, pietà degli scandalosi!

 

28° GIORNO

Ave Maria.

Invocazione. - Maria, Madre di mi­sericordia, pregate per noi!

Settimo dolore:
SEPOLTURA DI GESÙ

Giuseppe d'Arimatea, nobile decurio­ne, volle avere l'onore di dare la sepol­tura al corpo di Gesù e diede un sepolcro nuovo, scavato nella viva pietra, poco di­stante dal posto ove il Signore era stato crocifisso. Comprò una sindone per avvol­gervi le sacre membra.

Gesù morto fu trasportato con mas­simo rispetto alla sepoltura; si formò un mesto corteo: alcuni discepoli portavano il cadavere, le pie donne seguivano com­mosse e tra loro stava la Vergine Addo­lorata; anche gli Angeli invisibilmente fa­cevano corona.

Il cadavere fu deposto nel sepolcro e, prima di essere avvolto nella sindone e legato con le bende, Maria diede l'ultimo sguardo al suo Gesù. Oh, come avrebbe voluto la Madonna restare sepolta col Di­vin Figlio, pur di non abbandonarlo!

Si avanzava la sera ed era necessario lasciare il sepolcro. Dice San Bonaventura che Maria al ritorno passò da quel posto ov'era ancora innalzata la Croce; la rimi­rò con affetto e dolore e baciò quel San­gue del Divin Figlio, che la imporporava.

L'Addolorata ritornò a casa con Gio­vanni, l'Apostolo prediletto. Andava così afflitta e mesta questa povera Madre, dice San Bernardo, che per dove passava muo­veva al pianto.

Straziante è ' la prima notte per una madre che perde il figlio; l'oscurità ed il silenzio portano alla riflessione ed al risveglio dei ricordi.

In quella notte, dice Sant'Alfonso, la Madonna non poteva riposare e le terri­ficanti scene della giornata le rivivevano nella mente. In tanta ambascia era so­stenuta dall'uniformità ai voleri di Dio e dalla ferma speranza della vicina ri­surrezione.

Consideriamo che anche per noi ver­rà la morte; saremo messi in un sepolcro e lì attenderemo l'universale risurrezione. Il pensiero che il nostro corpo dovrà glo­riosamente risorgere, ci sia di luce nella vita, di conforto nelle prove e ci sostenga in punto di morte.

Consideriamo inoltre che la Madonna, allontanandosi dal sepolcro, lasciò il Cuo­re sepolto con quello di Gesù. Anche noi seppelliamo il nostro cuore, con i suoi affetti, nel Cuore di Gesù. Vivere e mo­rire in Gesù; essere seppelliti con Gesù, per risorgere con Lui.

Il sepolcro che conservò per tre gior­ni il Corpo di Gesù, è simbolo del nostro cuore che conserva Gesù vivo e vero con la Santa Comunione. Questo pensiero è richiamato nell'ultima stazione della Via Crucis, quando si dice: O Gesù, fate che io vi possa ricevere degnamente nella Santa Comunione! -

Abbiamo meditato i sette dolori di Ma­ria. Il ricordo di quello che soffri la Ma­donna per noi, ci sia sempre presente.

Desidera la nostra Celeste Madre che i Figli non dimentichino le sue lacrime. Nel 1259 apparve a sette suoi devoti, che poi furono i fondatori della Congregazio­ne dei Servi di Maria; presentò loro una veste di colore nero, dicendo che se vo­levano farle piacere, meditassero spesso i suoi dolori e in memoria di essi portas­sero come abito quella veste nera.

O Vergine Addolorata, imprimete nel nostro cuore e nella nostra mente la me­moria della Passione di Gesù e dei vostri dolori!

ESEMPIO Il periodo della gioventù è assai peri­coloso per la purezza; se non si domina

il cuore, può giungersi sino all'aberrazio­ne nella via del male.

Un giovane di Perugia, ardendo di a­more illecito e non riuscendo nel suo pes­simo intento, invocò il demonio per essere aiutato. Il nemico infernale si presentò in forma sensibile.

- Io ti prometto di darti l'anima mia, se tu mi aiuterai a commettere un pec­cato!

- Sei disposto a scrivere la promes­sa?

- Sì; e la firmerò col mio sangue! - L'infelice giovane riuscì a commettere il peccato. Subito dopo il demonio lo condusse vicino ad un pozzo; gli disse: Mantieni ora la tua promessa! Gettati in questo pozzo; se non lo farai, ti porterò all'inferno in anima e corpo! -

Il giovane, credendo di non potere più liberarsi dalle mani del maligno, non a­vendo il coraggio di precipitarsi, soggiun­se: Dammi tu stesso la spinta; io non oso gettarmi! -

La Madonna venne in aiuto. Il gíovane teneva al collo l'abitino dell'Addo­lorata; da tempo lo portava. Il demonio soggiunse: Togli prima dal collo quel­l'abitino, altrimenti non posso A arti la spinta! -

Il peccatore comprese a queste parole l'inferiorità di Satana davanti alla po­tenza della Vergine e gridando invocò l'Addolorata. Il demonio, arrabbiato a vedersi sfuggire la preda, protestò, cercò d'intimorire con minacce, ma alla fine parti sconfitto.

Il povero traviato, grato alla Madre Addolorata, andò a ringraziarla e, penti­to dei suoi peccati, volle sospenderne an­che un voto, espresso in un quadro al suo Altare nella Chiesa di S. Maria La Nuo­va, in Perugia.

Fioretto. - Abituarsi a recitare ogni giorno sette Ave Maria, in onore dei sette Dolori della Madonna, aggiungendo: Ver­gine Addolorata, pregate per me!

Giaculatoria. - O Dio, tu mi vedi. Oserò offenderti alla tua presenza?

 

29° GIORNO

Ave Maria.

Invocazione. - Maria, Madre di mi­sericordia, pregate per noi!

MARIA REGINA

La Madonna è Regina. Il Figliuolo suo Gesù, Creatore d'ogni cosa, la ricol­mò di tanta potenza e dolcezza da supe­rare quella di tutte le creature.

La Vergine Maria è somigliante ad un fiore, dal quale le api possono suggere immensa dolcezza e, per quanta se ne tolga, sempre ne ha. La Madonna può ottenere a tutti grazie e favori e sempre ne abbonda. È intimamente unita a Ge­sù, oceano d'ogni bene, ed è costituita Dispensatrice universale dei divini tesori. È ricolma di grazie, per sé e per gli altri. Santa Elisabetta, quando ebbe l'ono­re di ricevere la visita della cugina Ma­ria, all'udire la sua voce esclamò: « E donde a me questo bene, che la Madre del mio Signore venga a me? » La Ma­donna disse: « L'anima mia magnifica il Signore ed ha esultato il mio spirito in Dio, mia salvezza. Poiché ha guardato la piccolezza della sua serva, ecco che da ora in poi tutte le generazioni mi chiame­ranno beata. Mi ha fatto cose grandi Colui che è potente ed il cui nome è ;anto » (S. Luca, 1, 46).

La Vergine, ripiena di Spirito Santo, cantò nel Magnificat le lodi di Dio e con­temporaneamente proclamò la sua gran­dezza al cospetto dell'umanità.

È grande Maria e tutti i titoli che la Chiesa le attribuisce, le competono ap­pieno.

In questi ultimi tempi il Papa ha isti­tuito la festa della Regalità di Maria. Nella sua Bolla Pontificia Pio XII di­ce: « Maria fu preservata dalla corruzio­ne del sepolcro e, vinta la morte come già il suo Figliuolo, fu innalzata anima e cor­po alla gloria del cielo, dove. risplende Regina alla destra del Figlio suo, Re im­mortale dei secoli. Questa sua regalità vo­gliamo perciò esaltare con legittimo orgo­glio di figli e riconoscerla come dovuta alla somma eccellenza di tutto il suo essere, o dolcissima e vera Madre di Colui, che è Re per diritto proprio, per eredità e per conquista ... Regna, o Ma­ria, sulla Chiesa, che professa e festeg­gia il tuo soave dominio ed a te ricorre come a sicuro rifugio in mezzo alle ca­lamità dei nostri tempi ... Regna sulle intelligenze, affinché cerchino soltanto il vero; sulle volontà, affinché seguano il bene; sui cuori, affinché amino unica­mente ciò che tu stessa ami » (Pio XII).

Inneggiamo dunque alla Vergine San­tissima! Salve, o Regina! Ave, Sovrana degli Angeli! Rallegrati, o Regina dei cieli! Gloriosa Regina del mondo, inter­cedi per noi presso il Signore!

ESEMPIO La Madonna è conosciuta Regina non solo dei fedeli, ma anche degli infedeli. Nelle Missioni, ove penetra la sua devo­zione, aumenta la luce del Vangelo e co­loro che prima gemevano sotto la schiavi­tù di Satana, godono proclamarla loro Regina. Per farsi strada nei cuori degli infedeli, la Vergine opera di continuo dei prodigi, dimostrando la sua celeste so­vranità.

Negli annali della Propagazione del­la Fede (N. 169) si legge il seguente fatto. Si era convertito un giovanotto cine­se e, in segno della sua fede, aveva por­tato a casa una corona del Rosario ed una medaglietta della Madonna. La ma­dre sua, attaccata al paganesimo, si ar­rabbiò del mutamento del figlio e lo trattava male.

Ma un giorno 1a donna si ammalò gra­vemente; le venne l'ispirazione di pren­dere la corona del figlio, che gli aveva tolta e nascosta, e se la pose al collo. Così si addormentò; riposò serenamente e, quando si svegliò, si sentì proprio guarita. Sapendo che una sua amica, pagana, era ammalata e correva il rischio di mo­rire, andò a visitarla, le mise al collo la corona della Madonna e subito si operò la guarigione. Riconoscente, questa se­conda guarita, s'istruì sulla Religione Cattolica e ricevette il Battesimo, mentre la prima non si risolveva a lasciare il paganesimo.

La comunità della Missione pregava per la conversione di questa donna e la Vergine trionfò; molto contribuirono le preghiere del figlio già convertito.

La povera ostinata ricadde gravemente inferma e tentò di guarire rimettendo al collo la corona del Rosario, però pro­mettendo di ricevere il Battesimo se fosse guarita. Riebbe la perfetta salute e con gioia dei fedeli fu vista ricevere solenne­mente il Battesimo.

La sua conversione fu seguita da mol­te altre, nel nome santo della Madonna.

Fioretto. - Fuggire la vanità nel par­lare e nel vestire ed amare l'umiltà e la modestia.

Giaculatoria. - O Dio, sono polvere e cenere! Come posso invanirmi?

 

30° GIORNO

Ave Maria.

Invocazione. - Maria, Madre di mi­sericordia, pregate per noi!

POTENZA DI MARIA

Gesù Cristo è Dio e uomo; ha due nature, la divina e l'umana, unite in una sola Persona. In virtù di questa unione ipostatica, Maria è pure misteriosamente imparentata con la SS. Trinità: con Co­lui che solo è per essenza Maestà infinita, Re dei re e Signore dei signori, quale Fi­glia primogenita dell'Eterno Padre, Ma­dre tenerissima del Figlio di Dio incarna­to e Sposa prediletta dello Spirito Santo.

Gesù, Re dell'universo, riflette sulla Madre sua Maria la gloria e la maestà e l'impero della sua regalità.

Gesù è onnipotente per natura; Ma­ria, non per natura ma per grazia, par­tecipa dell'onnipotenza del Figlio.

Il titolo «Virgo potens» (Vergine po­tente) esprime la potenza di Maria. È raffigurata con la corona sul capo e lo scettro in mano, che sono i simboli della sua sovranità Quando la Madonna era su questa ter­ra, diede saggio della sua potenza e pre­cisamente nelle nozze di Cana. Gesù era al principio della vita pubblica, non a­veva ancora operato alcun miracolo e non intendeva farne, non essendo ancora giun­ta l'ora. Maria espose il suo desiderio e Gesù si alzò da tavola, ordinò ai servi che riempissero di acqua i recipienti e subito avvenne il miracolo del cambia­mento dell'acqua in vino prelibato.

Ora che la Madonna si trova nello stato di gloria, in Cielo, esercita la sua potenza in più larga scala. Tutti i tesori di grazia che Iddio elargisce, passano per le sue mani e, tanto la Corte Celeste quanto l'umanità, dopo che a Dio, inneg­giano alla Regina del Cielo.

Volere ottenere grazie dal Signore e non rivolgersi alla Dispensatrice dei doni di Dio, è come se si volesse volare sen­za ali.

In tutti i tempi l'umanità ha speri­mentato la potenza della Madre del Re­dentore e nessun credente si rifiuta di ricorrere a Maria nei bisogni spirituali e temporali. Si moltiplicano i templi ed i santuari, si assiepano i suoi Altari, s'im­plora e si piange davanti alla sua imma­gine, si sciolgono voti ed inni di ringra­ziamento: chi riacquista la sanità del c~r­po, chi rompe la catena dei peccati, chi raggiunge un alto grado di perfezione...

Davanti alla potenza, della Madonna, trema l'Inferno, si riempie di speranza il Purgatorio, esulta ogni anima pia.

La giustizia di Dio, che è terribile nel punire la colpa, cede alle suppliche della Vergine e si piega a misericordia e, se i fulmini del divino furore non colpiscono i peccatori, è per la potenza amorosa di Maria, che trattiene la mano del suo Di­vin Figliuolo.

Siano rese dunque grazie e benedizio­ni alla Regina del Cielo, nostra Madre e potente Mediatrice!

La protezione della Madonna si spe­rimenta specialmente con la recita del Rosario.

ESEMPIO Il Padre Sebastiano Dal Campo, Ge­suita, fu condotto schiavo in Africa dai Mori. Nelle sue sofferenze attingeva la forza dal Rosario. Con quanta fede invo­cava la Regina del Cielo!

La Madonna molto gradiva la pre­ghiera del suo figlio prigioniero ed un giorno gli apparve per consolarlo, racco­mandandogli d'interessarsi degli altri in­felici prigionieri. - Anche loro, disse, sono miei figli! Vorrei che ti adoperassi ad istruirli nella fede. -

Il Sacerdote rispose: Madre, conosce­te che non vogliono saperne di Religione! - Non scoraggiarti! Se tu insegnerai loro a pregarmi con il Rosario, a poco a poco diverranno pieghevoli. Io stessa ti porterò le corone. Oh, come piace in Pa­radiso questa preghiera! -

Dopo sì bella apparizione, Padre Se­bastiano Dal Campo provò tanta gioia e forza, la quale crebbe quando la Madon­na ritornò per consegnargli molte corone.

L'apostolato della recita del Rosario cambiò il cuore degli schiavi. Il Sacerdo­te fu ricompensato dalla Madonna con molti favori, uno dei quali fu questo: venne preso dalle mani della Vergine e miracolosamente messo in libertà, ricon­dotto tra i suoi Confratelli.

Fioretto. - Recitare le preghiere del mattino e della sera ed invitare gli altri della famiglia a fare altrettanto.

Giaculatoria. - Vergine potente, sia­te la nostra Avvocata presso Gesù!

 

31° GIORNO

Ave Maria.

Invocazione. - Maria, Madre di mi­sericordia, pregate per noi!

DIRITTI DI SOVRANITA

La Madonna è Regina e come tale ha i diritti di sovranità; noi siamo suoi sud­diti e dobbiamo tributarle ubbidienza ed onore.

L'ubbidienza che la Vergine vuole da noi è l'esatta osservanza della legge di Dio. Gesù e Maria hanno la stessa causa: la gloria di Dio e la salvezza delle anime; ma questo piano divino non si può attua­re se non si compie la volontà del Si­gnore, espressa nei dieci Comandamenti.

Alcuni punti del Decalogo si possono osservare con facilità; altri esigono dei sacrifici ed anche degli eroismi.

È un grande sacrificio la custodia con­tinua del giglio della purezza, perché si esige il dominio del corpo, il cuore mon­do da ogni affetto disordinato e la mente pronta ad allontanare le cattive immagi­ni ed i desideri peccaminosi; è un grande sacrificio il perdonare generosamente le offese e il fare bene a chi fa del male. Tuttavia l'ubbidienza alla legge di Dio è anche un atto di ossequio alla Regina del Cielo.

Nessuno s'illuda! Non c'è devozione vera a Maria, se l'anima offende grave­mente Dio e non sa risolversi a lasciare il peccato, specialmente l'impurità, l'odio e l'ingiustizia.

Ogni regina terrena è degna di onore da parte dei sudditi. La Regina del Para­díso merita più ancora. Riceve gli omaggi degli Angeli e dei Beati del Cielo, che la benedicono come il capolavoro della Di­vinità; deve essere anche onorata sulla terra, dove ha sofferto a fianco di Gesù, cooperando efficacemente alla Redenzio­ne. Gli onori che le si rendono, sono sempre inferiori a quelli che merita.

Si rispetti il santo nome della Madon­na! Non si pronunzi inutilmente; non si adoperi nei giuramenti; sentendolo be­stemmiare, dire subito: Sia benedetto il nome di Maria, Vergine e Madre! -

Si onori l'immagine della Madonna, col salutarla e col rivolgerle contempora­neamente qualche invocazione.

Si saluti la Regina del Cielo almeno tre volte al giorno, con la recita dell'An­gelus Domini, e s'invitino gli altri, spe­cialmente i familiari a fare altrettanto. Chi non è in grado di recitare l'Angelus, supplisca con tre Ave Maria e tre Gloria Patri.

All'avvicinarsi delle feste solenni ad onore di Maria, si cooperi -in qualunque modo affinché riescano bene.

Le regine di questo mondo hanno l'o­rario della corte,. cioè in una data :ora del giorno sono onorate dalla compagnia di personaggi illustri; le dame di corte sono orgogliose di stare presso la loro sovrana e di sollevarne l'animo.

Chi volesse tributare alla Regina del Cielo un ossequio particolare, non lasci trascorrere giorno senza fare un'ora di corte spirituale. In un'ora determinata, mettendo da parte le occupazioni, e, se ciò non fosse possibile, anche lavorando, si sollevi con frequenza la mente alla Ma­donna, si preghi e si cantino le sue lodi, per ripagare gl'insulti che riceve da chi la bestemmia. Chi nutre amore filiale alla Celeste Sovrana, s'industria a tro­vare altre anime che la onorino con l'ora di corte. Chi organizza questa pia pra­tica, ne gioisca, perché si pone sotto il manto della Vergine, anzi dentro il suo Cuore Immacolato.

ESEMPIO Un bambino, precoce nell'intelligenza e nella virtù, cominciò a comprendere l'importanza della devozione a Maria e fece di tutto per onorarla e per farla ono­rare, considerandola la sua Madre e la sua Regina. All'età di dodici anni era ab­bastanza allenato a renderle omaggi. Si era fatto un programmino:

Ogni giorno fare una mortificazione particolare ad onore della Mamma Ce­leste.

Ogni giorno visitare la Madonna in Chiesa e pregare al suo Altare. Invitare altri a fare lo stesso.

Ogni mercoledì ricevere la Santa Co­munione, per rendere omaggio a Maria Santissima, affinché si convertano i pec­catori.

Ogni venerdì recitare la Corona dei sette dolori di Maria.

Ogni sabato digiunare e ricevere la Comunione per ottenere la protezione del­la Madonna in vita e in morte.

Appena svegliato, al mattino, volgere il primo pensiero a Gesù ed alla Divina Madre; andando a letto, alla sera, metter­mi sotto il manto della Madonna, chie­dendo la sua benedizione.

Il buon giovanetto, se scriveva a qual­cuno, metteva un pensiero sulla Madon­na; se cantava, sul suo labbro c'era sol­tanto qualche lode mariana; se racconta­va dei fatti ai compagni o ai parenti, per lo più narrava grazie o miracoli operati per mezzo di Maria.

Trattava la Madonna da Madre e da Regina e ne fu ricambiato con tale ab­bondanza di favori, da raggiungere la san­tità. Moriva a quindici anni, visitato visibilmente dalla Vergine, che lo invi­tava ad andare in Cielo.

Il giovanetto di cui si parla è San Do­menico Savio, il Santo dei ragazzi, il San­to più giovane della Chiesa Cattolica.

Fioretto. - Ubbidire senza lamentar­si, per amore di Gesù e della Madonna anche nelle cose spiacevoli.

Giaculatoria. - Ave Maria, salva l'a­nima mia!

 

Salviamo i moribondi!

GIACULATORIA - Gesù, per la misericordia che hai usata al buon ladrone nell'ultima ora, abbi pietà dei peccatori ostinati sul letto di morte!...

Gesù è respinto dal letto d'agonia dì tanti sventurati moribondi. Lo respingono perché pensano di essere giusti e di non aver bisogno di Gesù ... Pretendono di morire tranquilli e non consentono a Gesù di perdonarli e di dar loro il bacio di pace.

Tanti spirano senza guardare la Croce, senza benedire le Piaghe di Gesù e senza invocare quel Sangue Divino, dal quale sono stati riscattati.

Quanti muoiono senza ricevere il Santo Via­tico!

Quanti passano all'eternità e si presentano al Giudice Divino, dopo avergli negato in terra l'ultimo sguardo e l'ultimo palpito del loro cuore!...

Supplicando Gesù per il perdono concesso al buon ladrone, i peccatori ostinati agonizzanti ricevono un aumento di grazia e potrebbero salvarsi nell'ultima ora.

La consolazione e le delicatezze dell'amor di Gesù si riversino su coloro che recitano la sud­detta giaculatoria.

 

Battaglia e ... sconfitta

Una persona è intenta a lavorare nella sua stanzetta. D'un tratto, ecco farsi avanti il demonio, in modo invisi­bile ma reale. Egli presenta alla fantasia delle scene di peccato; ma esse sono subito respinte. Fallito il primo colpo, il demonio tenta il secondo e più forte. Ripre­senta le stesse immagini, ma a colori più vivi ed attraen­ti. L'anima dovrebbe subito ricorrere a Dio con umiltà, senza fermarsi a discutere con il maligno, ma disgrazia­tamente presume di se stessa e si ferma volontariamente a contemplare la tentazione.

Ottenuto ciò, il demonio va avanti e dice: Perché, o anima, non metti in pratica quanto pensi? - Non pos­so; Dio me lo proibisce

- Ma che male fai del resto? Non sei forse libera della tua volontà? Acconsenti dun­que.

- Temo che Iddio mi castighi!

- E tu non sai che Dio è buono e compatisce l'umana miseria?

- È vero, ma so anche che Egli è giusto e terribile punitore della colpa!

- Va bene; - però di raro punisce la colpa! Del resto te ne confesserai!

- E se mi mancasse il tem­po?

- Non sei di certo sul letto di morte! -

Durante questa lotta, la mente si è offuscata e la vo­lontà, resa debole, cede infine alla tentazione.

La misera anima pensa d'aver trovata la felicità; dopo pochi istanti sente tutta l'amarezza del peccato; sa di es­sere sola nella stanza; eppure guarda attorno temendo di vedere qualcuno; ha paura di presentarsi ad altri, quasi il peccato le si potesse leggere in fronte; il rimorso le fa sentire la sua terribile voce. - Adamo, Adamo, che cosa hai fatto? - disse Dio al primo uomo dopo la colpa. Ed ora lo stesso rimprovero si ripete a te, o anima infelice. che sei caduta in peccato!

 

Non ti scordar di me!

Madonnina mia,

Non ti scordar di me, quando la via

Di questa vita si fa aspra e dura!

Non ti scordar di me,

Vergine pura!

Nelle amarezze,

Non mi negar materne tenerezze.

 

Vergine bella,

Quando nell'alma infuria la procella,

Se si fa sera,

Se mi circonda ovunque la bufera,

Non ti scordar di me,

Madre del Cielo!

Ricoprimi col tuo vergineo velo!

 

Dolce Maria,

Quando verserò nell'agonia,

Non ti scordar di me!

Dal Paradiso

Mi vieni a prender tu col tuo sorriso,

Per ricondurmi in grembo al Creatore!

Non ti scordar di me, Madre d'amore!

Con approvazione Ecclesiastica

(Da « Affidiamoci a Maria »)