MARIA REGINA E MADRE DI MISERICORDIA
(Mese
di Maggio)
La
Santa Chiesa onora la Madonna con molte feste. Le dedica anche il mese di Maggio
e di Ottobre.
I
fedeli nel mese di Maggio vanno a gara per presentare alla Regina del Cielo gli
omaggi filiali della loro devozione, allo scopo di benedirla, di ringraziarla
e di ottenere grazie.
Affinché il mese di Maria produca maggiori frutti, si presentano delle norme pratiche:
1)
A principio di Maggio ci si proponga di ottenere dalla Madonna qualche
grazia particolare: l'assistenza nella scelta dello stato ... la forza per
custodire bene il giglio della purezza ... la protezione sul letto di morte ...
la conversione di qualche peccatore ... ecc.
2)
Si combatta il difetto nel quale lungo il giorno si cade con più frequenza:
l'impazienza... la mormorazione ... l'oziosità... la pigrizia spirituale ...
3)
La Comunione si riceva con frequenza, possibilmente ogni giorno.
4)
Si pratichi il fioretto quotidiano e si abbia zelo di farlo conoscere agli
altri.
5)
Si adorni in famiglia qualche immagine della Vergine con fiori e lampade,
affinché serva di richiamo ai familiari. Davanti a quest'immagine si reciti
il Rosario in comune, invitando, quando se ne ha possibilità, anche i vicini di
casa.
6)
In un giorno di Maggio si faccia l'atto solenne di Consacrazione della famiglia
al Cuore Immacolato di Maria, oppure, se di già si è fatto, si rinnovi con
solennità.
1°
GIORNO
Ave
Maria.
Invocazione.
- Maria, Madre di misericordia, pregate per noi!
La
Chiesa, invitando a salutare la Madonna, dopo l'invocazione « Salve Regina!
» aggiunge « Madre di misericordia! »
Non
c'è sulla terra un nome più dolce di quello di madre, espressione di bontà,
di tenerezza e di conforto. Alle madri terrene Iddio Creatore dà un cuore
grande, atto ad amare ed a sacrificarsi per i figli.
La
Vergine Santissima è la Madre per eccellenza; la profondità del suo Cuore non
si può scandagliare, poiché Iddio la dotò di doni eccezionali, dovendo essere
la Madre del Verbo Incarnato ed anche di tutti i redenti.
Nell'atto
in cui stava per compiersi la Redenzione. Gesù morendo mirò l'umanità
bisognosa ed amandola sino all'estremo limite, le lasciò quanto aveva di più
caro sulla terra, la propria Madre: « Ecco tua Madre! » E rivolto a Maria,
esclamò: « Donna, ecco tuo figlio! ».
Con
queste parole divine la Madonna fu costituita Madre comune, Madre adottiva dei
redenti, titolo che meritò con i materni dolori, patiti ai piedi della Croce.
L'Apostolo
prediletto, San Giovanni, tenne la Santa Vergine a casa sua come una Madre; tale
la considerarono gli Apostoli ed i primitivi Cristiani e tale la invocano e
l'amano le innumerevoli schiere dei suoi figli devoti.
La
Madonna, stando in Cielo presso il trono dell'Altissimo, esercita di continuo
e mirabilmente il compito di Madre, memore di ciascuno dei suoi figli, che sono
frutto del Sangue del suo Gesù e dei suoi dolori.
La
madre ama e per conseguenza segue i figliuoli, ne comprende e ne intuisce i
bisogni, ha viscere di compatimento, prende viva parte alle loro pene ed alle
loro gioie ed è tutta per ognuno di essi.
La
Santissima Vergine ama di amore soprannaturale tutte le creature e specialmente
quelle rigenerate alla grazia con il Battesimo; le attende con ansia nella
gloria eterna.
Ma sapendo che in questa valle di lacrime sono in pericolo di perdersi, implora da Gesù grazia e misericordia, affinché non cadano in peccato o subito si rialzino dopo la colpa, affinché abbiano la forza di sopportare i travagli della vita terrena ed abbiano il necessario anche per il corpo.
La
Madonna è Madre, ma più che tutto è Madre di misericordia. Ricorriamo a lei
in ogni nostra necessità, spirituale e temporale; invochiamola con fiducia,
mettiamoci nelle sue mani con serenità e riposiamo sotto il suo manto con
sicurezza, come dolcemente riposa il bimbo tra le braccia della mamma.
ESEMPIO
Un giorno si presentò a D. Bosco un medico valente, ma incredulo, e gli disse:
La gente dice che lei guarisce da ogni malattia.
-
Io? No!
-
Eppure me l'hanno assicurato, citandomi anche il nome delle persone ed il
genere delle malattie.
-
Lei s'inganna! Si presentano a me tanti per avere grazie e guarigioni; ma io
raccomando di pregare la Madonna e di fare, qualche promessa. Le grazie si
ottengono per intercessione di Maria, che è Madre amorosa.
-
Ebbene, guarisca anche me e crederò anch'io ai miracoli.
-
Da quale malattia lei è travagliato? -
Dal
male caduco; sono epilettico. Gli assalti del male sono frequenti e non posso
uscire senza essere accompagnato. Le cure valgono a nulla.
-
Allora - soggiunse Don Bosco - faccia anche lei come gli altri. Si metta in
ginocchio, reciti con me alcune preghiere, si disponga a purificare l'anima
con la Confessione e la Comunione e vedrà che la Madonna la consolerà.
-
Mi comandi altro, perché quello che mi dice non posso farlo.
-
Perché?
-
Perché . sarebbe per me un'ipocrisia. Io non credo né a Dio, né alla Madonna,
né a preghiere, né a miracoli. - Don Bosco rimase costernato. Pure tanto
fece che indusse il miscredente ad inginocchiarsi e a segnarsi con la Croce.
Alzandosi, il medico disse: Mi meraviglio di saper fare ancora il segno di
Croce, che da quarant'anni non faccio più. -
Il peccatore cominciò a ricevere la luce della grazia, promise di confessarsi e, dopo non molto, mantenne la promessa. Appena assolto dai peccati, si senti guarito; da allora in poi cessarono gli attacchi dell'epilessia. Riconoscente e commosso si recò alla Chiesa di Maria Ausiliatrice, a Torino, e qui volle comunicarsi, manifestando la sua soddisfazione per avere ottenuto dalla Madonna la salute dell'anima e del corpo.
Fioretto.
- Perdonare di cuore coloro che ci hanno offeso.
Giaculatoria.
- Signore, perdonate i miei peccati, come io perdono chi mi ha offeso!
2°
GIORNO
Ave
Maria.
Invocazione.
- Maria, Madre di misericordia, pregate per noi!
In
una famiglia numerosa è facile riscontrare tra i figli caratteri differenti:
chi ubbidisce e chi si ribella; chi ama il lavoro e chi si abbandona all'ozio;
chi porta lauti guadagni e chi spreca il denaro ...
La
mamma, pur amando tutti i figliuoli, riserva le sue tenerezze a quelli più
buoni perché più meritevoli.
Nella
grande famiglia cristiana la Santissima Vergine ha uno sterminato stuolo di
figli devoti, che vivono abitualmente in grazia di Dio, che si accostano spesso
ai Sacramenti, che compiono l'apostolato con la preghiera, con il buon esempio e
con l'offerta di sacrifici. Costoro formano la gioia e l'amore della Madonna.
La
Madre Celeste li guarda con occhio' di predilezione, benedice le loro imprese,
nei momenti critici della vita viene in soccorso anche prodigiosamente, conserva
il loro cuore nella pace e sul letto di morte li assiste con cure materne
particolari, sino a rendere soave il passaggio all'eternità.
Il
Padre Suarez, devotissimo della Vergine, giunto in fin di vita, esclamò: Non
credevo che fosse così dolce il morire! -
Santa
Maria Mazzarello nelle ultime ore di questo esilio intonò una lode di gioia
alla Madonna. La Vergine sa e può ricompensare l'affetto di chi l'ama.
Noi
che la onoriamo, specialmente nel mese di Maggio, apparteniamo alla schiera
dei figli devoti. Rallegriamoci e lavoriamo per divenire sempre più cari alla
Mamma Celeste.
Moltiplichiamo
i nostri atti di ossequio, diffondiamo la sua devozione narrando le sue
glorie alle anime che ci circondano, esortiamo i tiepidi alla recita
quotidiana del Rosario, invogliamo i bisognosi a ricorrere a Lei in ogni
necessità! Consoliamo il Cuore Addolorato di Maria, tanto oltraggiato dai
bestemmiatori, dalla condotta dei cattivi Cristiani e dalla malvagità dei
nemici della Chiesa!
Un figlio affettuoso può sanare le ferite del cuore materno e riparare per i fratelli ingrati. Molto gradisce la Madonna l'ossequio di quelle anime che ogni sabato e nei giorni a Lei consacrati, si accostano alla Santa Comunione allo scopo di riparare il Suo Cuore Immacolato ed Addolorato delle offese che le recano i bestemmiatori.
Alle
anime amanti di Maria si raccomanda di non lasciare passare giorno senza
offrire qualche opera buona ad onore della Vergine; offrire qualche cosa anche
minima, ma offrirla con amore e con costanza.
Al
sabato specialmente si faccia qualche fioretto, ad esempio, non mangiare dolci
o frutta... non bere fuori pasto... recitare doppio Rosario... fare qualche
elemosina ai poverelli... attendere un po' alla meditazione o a qualche pia
lettura... ascoltare la S. Messa ... Coloro che onorano la Madonna, avranno la
vita eterna!
ESEMPIO
In un villaggio, chiamato
Paradiso, nei pressi di Firenze, viveva una giovanetta, di nome Domenica, che in
seguito divenne Suora e morì in concetto di santità nel 1553; un pio
autore, Padre Ignazio Del Niente, ne scrisse la vita.
Domenica,
fin da fanciulla, cominciò ad onorare la Madonna. Ogni giorno, per amore di
Lei, si privava di qualche parte dei cibi ed al sabato digiunava, dando ai
poveri la sua refezione. Ogni sabato raccoglieva più fiori che poteva e li
disponeva davanti all'immagine della Vergine col Bambino. Quante preghiere
innalzava! La Madonna gradiva questi atti di ossequio e volle dare un segno di
predilezione alla sua figlia.
Stando
una volta Domenica alla finestra, vide sulla strada una donna di bell'aspetto
e con lei era anche un fanciullino. Madre e figlio chiedevano l'elemosina.
Corse a prendere un po' di pane per i due bisognosi e, mentre pensava di andare
ad aprire loro la porta, se li vide accanto.
Osservò
che il fanciullo aveva ferite le mani, i piedi e il petto. Domandò alla madre:
- Chi ha ferito vostro figlio? - Rispose la madre: - E’ stato l'amore! - E tu,
bambino, non senti il dolore delle ferite? - Il bimbo sorrise.
Intanto
stando tutti e tre davanti all'immagine di Gesù e Maria, la donna disse: Chi
ti muove a coronare di fiori quest'immagine? -
-
L'amore che porto a Gesù ed alla Madonna.
-
E quanto li ami? - Quanto posso!
-
Continua - esclamò la donna - ad amarli, perché in Paradiso ne sarai ripagata.
-
Dalle ferite del bambino cominciò ad emanare un odore celeste, soavissimo., che s'intensificava sempre più. Domenica allora assistette ad un mutamento di scena: la Madre apparve vestita da gran Regina e circondata di luce; il Fanciullo si mostrò come un sole di bellezza. Domenica, riconoscendo la Madonna e Gesù, si prostrò per adorare. Gesù prese i fiori dall'immagine e li sparse sul capo della giovanetta. Da li a poco, la visione sparì.
Fioretto.
- Fermarsi alcuni istanti a contemplare il Crocifisso e l'immagine della
Madonna.
Giaculatoria.
- Sia benedetto il nome di Maria Vergine e Madre.
3°
GIORNO
Ave
Maria.
Invocazione.
- Maria, Madre di misericordia, pregate per noi!
Sul
monte Calvario agonizzava Gesù, il Figlio di Dio. Le sue sofferenze erano
atrocissime. Alle pene fisiche si aggiungevano quelle morali: l'ingratitudine
dei beneficati, la miscredenza degli Ebrei, gli insulti dei soldati romani ...
Maria,
Madre di Gesù, stava ai piedi della croce e osservava; non inveiva contro i
carnefici, ma pregava per loro, unendo la sua preghiera a quella del Figlio:
Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno! -
Ogni
giorno si ripete misticamente la scena del Calvario. Gesù Cristo è il bersaglio
della malvagità umana; i peccatori pare che vadano a gara per distruggere o
diminuire l'opera della Redenzione. Quante bestemmie ed insulti alla Dívinità!
Quanti e quali scandali!
La
grande schiera dei peccatori corre verso l'eterna dannazione. Chi può strappare
queste anime dagli artigli di Satana? Solo la Misericordia di Dio, implorata
dalla Madonna.
Maria
è il rifugio dei peccatori, è la Madre di misericordia!
Come
un giorno pregava sul Calvario per i crocifissori, così ora prega incessantemente
per i traviati.
Se
una madre ha un figlio gravemente infermo, a lui rivolge tutte le sue cure per
strapparlo alla morte; così e più ancora fa la Madonna per quei figli
ingrati che vivono in peccato e sono in pericolo della morte eterna.
Nel
1917 la Vergine apparve a Fatima a tre fanciulli; aprendo le mani, ne sgorgò
un fascio di luce, che sembrava penetrasse la terra. I fanciulli videro allora
ai piedi della Madonna come un grande mare di fuoco ed in esso immersi, neri ed
abbronzati, demoni ed anime in forma umana, somiglianti a brace trasparente,
che trascinati in alto dalle fiamme, ricadevano poi giù come faville nei grandi
incendi, fra grida di disperazione che facevano inorridire.
I
veggenti, a tale scena, alzarono gli occhi verso la Madonna per chiedere soccorso
e la Vergine soggiunse: Questo è l'inferno, dove vanno a finire le anime dei
poveri peccatori. Recitate il Rosario ed aggiungete ad ogni posta: Gesù mio,
perdonate le nostre colpe! Preservateci dal fuoco dell'inferno e portate in
Cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della vostra
misericordia! -
Inoltre
la Madonna raccomandò di offrire sacrifici per la conversione dei peccatori
e di ripetere l'invocazione: « Cuore Immacolato di Maria, converti i peccatori!
»
Tutti
i giorni ci sono anime che ritornano a Dio con una vera conversione; gli
Angeli in Cielo fanno festa quando un peccatore si converte, ma immensamente
di più gioisce la Madonna, Madre dei peccatori pentiti.
Cooperiamo
al ravvedimento dei traviati; ci stia di più a cuore la conversione di
qualcuno della nostra famiglia. Supplichiamo ogni giorno la Madonna, specialmente
nel Santo Rosario richiamando l'attenzione alle parole: « Prega per noi
peccatori! ... »
ESEMPIO
Santa Gemma Galvani godeva delle predilezioni di Gesù. Le sue grandi sofferenze
quotidiane salvavano le anime ed era lieta di presentare al suo Sposo Celeste
i peccatori, di cui veniva a conoscenza.
Le
stava a cuore la conversione di un'anima. A tal fine pregava, e supplicava Gesù
affinché desse luce e forza al peccatore; ma questi non si rimetteva.
Un
giorno, mentre Gesù le era apparso, così gli disse: Tu, o Signore, ami i
peccatori; dunque convertili! Sai quanto ho pregato per quell'anima! Perché
non la chiami a Te?
-
Convertirò questo peccatore, ma non subito.
-
Ed io ti supplico di non ritardare. - Figlia mia, sarai accontentata, ma non
ora.
-
Ebbene, poiché tu non vuoi fare presto questa grazia, mi rivolgo alla tua
Mamma, alla Vergine, e vedrai che il peccatore si convertirà.
-
Questo io aspettavo, che tu interponessi la Madonna e, poiché intercede la
Madre mia, quell'anima avrà tanta grazia che subito detesterà il peccato e sarà
ammessa alla mia amicizia.
Fioretto.
- Offrire almeno tre sacrifici per la conversione dei traviati.
Giaculatoria.
- Cuore Immacolato e Addolorato di Maria, converti i peccatori!
4°
GIORNO
Ave
Maria.
Invocazione.
- Maria, Madre di misericordia, pregate per noi!
I
peccatori ostinati sono quelli che trascurano l'anima e si danno in braccio alle
passioni, senza volontà di troncare la vita di peccato.
I
deboli, spiritualmente parlando, sono quelli che vorrebbero conservare l'amicizia
con Dio, ma non sono decisi e risoluti a fuggire il peccato e le gravi occasioni
di peccato.
Un
giorno sono, di Dio ed un altro del demonio; oggi ricevono la Comunione e
domani peccano gravemente; cadute e pentimento, confessione e peccati. Quante
anime sono in questa triste condizione! Hanno la volontà assai debole e corrono
il rischio di morire in peccato. Guai se la morte le cogliesse mentre sono in
disgrazia di Dio!
La
Vergine Santissima ha compassione di costoro ed è desiderosa di venire in
loro aiuto. Come la mamma sorregge il bambino affinché non cada e gli appresta
la mano per rialzarlo se cade, così la Madonna, memore della miseria umana,
è sollecita a sorreggere chi a lei ricorre con fiducia.
È
bene considerare quali siano le cause che producono la debolezza spirituale.
Prima di tutto è il non fare caso delle piccole colpe, per cui si commettono
spesso e senza alcun rimorso. Chi disprezza le piccole cose, à poco a poco cadrà
nelle grandi.
Indebolisce
la volontà il pensare nelle tentazioni: Fin qui posso arrivarci ... Questo non
è peccato mortale! All'orlo del precipizio mi fermerò. - Agendo in tal guisa,
la grazia di Dio si rallenta, Satana intensifica l'assalto e l'anima cade
miseramente.
Un'altra
causa d'indebolimento è il dire: Ora pecco e poi mi confesserò; così
rimedierò a tutto. - Si è in errore, perché anche quando ci si confessi, il
peccato lascia nell'anima una grande debolezza; più peccati si commettono,
più si resta deboli, specialmente offendendo la purezza.
Sono
facili a cadere in peccato coloro che non sanno dominare il cuore e per
conseguenza coltivano affetti disordinati. Dicono: Non ho la forza di lasciare
quella persona! Non me la sento di privarmi di quella visita... -
Tali
anime ammalate, intisichite nella vita spirituale, ricorrano a Maria per aiuto,
implorando la sua materna misericordia. Facciano delle novene e dei mesi interi
di pratiche devote per strappare una grazia si grande, cioè la forza di volontà,
da cui dipende l'eterna salvezza.
Molti
pregano la Madonna per la salute del corpo, per la provvidenza, per riuscire
in qualche affare, ma pochi supplicano la Regina del Cielo e fanno corsi di
novene per avere la forza nelle tentazioni o per troncare qualche grave occasione
di peccato.
ESEMPIO
Una giovane da anni si era abbandonata ad una vita di peccato; cercava di
tenere occulte le sue miserie morali. La madre cominciò a sospettare di qualche
cosa e la rimproverò aspramente.
L'infelice, scoperta, apri gli occhi sul misero suo stato e fu assalita da forti rimorsi. Accompagnata dalla mamma, volle andare a confessarsi. Si pentì, propose e., pianse.
Era
molto debole e, trascorso breve tempo, s'ingolfò di nuovo nella brutta
abitudine di peccare. Era già in procinto di fare un cattivo passo e piombare
nell'abisso. La Madonna, invocata dalla mamma, venne in aiuto della peccatrice
per un caso provvidenziale.
Capitò'
nelle mani della giovane un buon libro; lo lesse e fu colpita dalla storia di
una donna, la quale nascondeva i gravi peccati in Confessione e, quantunque in
seguito abbia tenuto una buona vita, a motivo dei sacrilegi andò all'inferno.
A
questa lettura fu scossa dal rimorso; pensò che anche per lei era preparato
l'inferno, se non avesse rimediato alle cattive Confessioni e se non avesse cambiato
vita.
Rifletté
seriamente, cominciò a pregare con fervore la Vergine Santissima perché
l'aiutasse e si decise di regolare la coscienza. Quando s'inginocchiò davanti
al Sacerdote per accusare le sue colpe, disse: E’ stata la Madonna a
condurmi qui! Voglio cambiare vita. -
Mentre
prima si sentiva debole nelle tentazioni, poi acquistò tale fortezza da non
retrocedere più. Perseverò nella preghiera e nella frequenza dei Sacramenti
ed infiammata di santo ardore verso Gesù e la Madre Celeste, abbandonò il
mondo per chiudersi in un convento, ove emise i voti Religiosi.
Fioretto.
- Esaminare la coscienza per vedere come ci si confessa: se si nasconde
qualche grave peccato, se il proposito di fuggire le cattive occasioni è risoluto
ed efficace, se realmente si va alla Confessione con le dovute disposizioni.
Rimediare alle Confessioni mal fatte.
Giaculatoria.
Cara Madre Vergine Maria, fate ch'io salvi l'anima mia!
5°
GIORNO
Ave
Maria.
Invocazione.
- Maria, Madre di misericordia, pregate per noi!
L'anima
è la parte più nobile di noi; il corpo, quantunque inferiore al nostro
spirito, ha la sua grande importanza nella vita terrena, essendo strumento di
bene. Il corpo ha bisogno della salute ed è un dono di Dio il godere della
sanità.
Si
sa che sono innumerevoli le malattie che possono colpire l'organismo umano.
Quanti giacciono a letto per mesi e per anni! Quanti dimorano negli ospedali!
Quanti corpi sono tormentati da dolorose operazioni chirurgiche!
Il
mondo è valle di lacrime. Soltanto la fede può dare la luce sul mistero del
dolore. Spesso si perde la salute per 1'immortificazione nel mangiare e nel
bere; per lo più si logora l'organismo a motivo dei vizi ed allora la malattia
è castigo del peccato.
Gesù
guarì il paralitico presso la vasca di Siloe, paralitico che da trentotto
anni giaceva a letto; incontrandolo nel Tempio, gli disse: « Eccoti già
guarito! Non peccare più, affinché non ti avvenga ;di peggio! » (S. Giovanni,
V, 14).
Altre
volte la malattia può essere un atto della misericordia di Dio. affinché
l'anima si distacchi dalle gioie terrene, si purifichi sempre più, scontando in
terra anziché nel Purgatorio, ed affinché con sofferenze fisiche serva da
parafulmice ai peccatori, implorando loro grazie. Quanti Santi ed anime
privilegiate hanto trascorso la vita in tale stato d'immolazione!
La
Chiesa chiama la Madonna: « Salus infirmorum » salute degli infermi, ed
esorta i fedeli a ricorrere a Lei per la salute del corpo.
Come
potrebbe un padre di famiglia alimentare i figli, se non avesse la forza di
lavorare? Come accudirebbe una madre ai lavori domestici, se non avesse
discreta salute?
La
Madonna, Madre di misericordia, è contenta d'impetrare la sanità del corpo a
coloro che la invocano con fede. Sono senza numero le persone che esperimentano
la bontà della Vergine.
Partono
i treni bianchi per Lourdes, si fanno pellegrinaggi ai Santuari Mariani, si
tappezzano gli altari della Madonna di « cuori-voto » ..
tutto ciò dimostra l'efficacia del ricorso a Maria.
Nelle
malattie, dunque, rivolgiamoci alla Regina del Cielo! Se sarà utile all'anima
la salute del. corpo, questa si otterrà; se sarà più utile spiritualmente
la malattia, la Madonna otterrà la grazia della rassegnazione e la forza nel
dolore.
Qualunque
preghiera è efficace nei bisogni. San Giovanni Bosco, apostolo della Vergine
Ausiliatrice, raccomandava una novena particolare, con la quale si sono ottenute
e si ottengono grazie prodigiose. Ecco le norme di tale novena:
1)
Recitare per nove giorni di seguito tre Pater, Ave e Gloria a Gesù Sacramentato,
con la giaculatoria: Sia lodato eringraziato ogni momento il Santissimo e -
Divinissimo Sacramento! - recitare pure tre Salve Regina alla Beata Vergine,
con la invocazione: Maria Auxilium Christianorum, ora pro nobis!
2)
Durante la novena accostarsi ai Santi Sacramenti della Confessione e della
Comunione.
3)
Per ottenere più facilmente le grazie, portare al collo la medaglietta della
Vergine e promettere, secondo le possibilità, qualche offerta per il culto
della . Madonna.
ESEMPIO
Il Conte di Bonillan aveva
la moglie gravemente inferma di tubercolosi. La sofferente, dopo vari mesi
passati a letto, era ridotta a tale macilenza da pesare solo venticinque
chilogrammi. I medici giudicavano inutile ogni rimedio.
Il Conte allora scrisse a Don Bosco, chiedendo preghiere per la consorte. La risposta fu: « Conduca l'ammalata a Torino ». Il Conte scrisse dicendo che la sposa non poteva assolutamente fare il viaggio dalla Francia a Torino. E Don Bosco ad insistere che si mettesse in viaggio.
L'ammalata
giunse a Torino in penose condizioni. L'indomani Don Bosco celebrò la Santa
Messa all'altare della Madonna Ausiliatrice; erano presenti il Conte e la
sposa.
La
Vergine Santissima operò il miracolo: all'atto della Comunione l'ammalata
si senti perfettamente guarita. Mentre prima non aveva la forza di fare un
passo, potè andare alla balaustra per comunicarsi; finita la Messa andò in
sacrestia a parlare con Don Bosco e ritornò serenamente in Francia del
tutto risanata.
La
Madonna invocata con fede esaudí le preghiere di Don Bosco e della contessa.
Il fatto avvenne nel 1886.
Fioretto.
- Recitare nove Gloria Patri, in onore dei Cori degli Angeli.
Giaculatoria.
- Maria, salute degli infermi, benedite gli ammalati!
6°
GIORNO
Ave
Maria.
Invocazione.
- Maria, Madre di misericordia,
pregate per noi!
Il
mondo va in cerca di piaceri e per procurarseli ha bisogno di denaro. Ci si
affatica, si lotta, si calpesta anche la giustizia, pur di accumulare
ricchezze.
Gesù
insegna che i. veri beni sono quelli celesti, perché eterni, e che la ricchezza
di questo mondo è falsa e passeggera, fonte di preoccupazione e di responsabilità.
Gesù,
ricchezza infinita, facendosi uomo, volle essere povero e volle che così
fosse la sua Santa Madre ed il Padre Putativo, San Giuseppe.
Esclamò
un giorno: « Guai a voi, o ricchi, perché avete già la vostra consolazione!
» (S. Luca, VI, 24). « Beati voi, o poveri, perché è vostro il regno di Dio!
Beati voi che ora siete bisognosi, perché sarete saziati! » (S. Luca, VI, 20).
I
seguaci di Gesù dovrebbero apprezzare la povertà e, se avessero ricchezze,
dovrebbero essere distaccati e servirsene in bene.
Quanti
sprecano il denaro e quanti invece mancano del necessario! Ci sono poveri che
non possono sfamarsi, non hanno abiti per coprirsi ed in caso di malattia non
hanno i mezzi per curarsi.
La
Madonna, come Gesù, ama questi poveri e vuole far loro da Madre; se pregata,
viene in aiuto, servendosi della generosità dei buoni.
Anche
quando non si è propriamente poveri, in certi periodi della vita ci si pub
trovare nelle strettezze, o per rovescio di fortuna o per mancanza di lavoro.
Allora ricordiamo che la Madonna è la Madre dei bisognosi. La voce supplichevole
dei figli penetra sempre nel cuore materno.
Quando
si aspetta la provvidenza, non basta pregare la Madonna; bisogna vivere in
grazia di Dio, se si vuole che Dio assista. A questo riguardo dice Gesù Cristo:
« Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte le altre cose vi saranno
date in più » (S. Matteo, VI, 33).
A
conclusione di quanto si è detto, imparino i poveri a non vergognarsi del loro
stato, perché rassomigliano di più alla Madonna, e a non scoraggiarsi nei
bisogni, invocando con viva fede l'assistenza della Madre Celeste.
Imparino
i ricchi ed i benestanti a non insuperbirsi e a non disprezzare i bisognosi;
amino fare la carità, specialmente a coloro che non hanno il coraggio di
stendere la mano; evitino le spese inutili, per avere più possibilità di
aiutare il prossimo e ricordino che chi dà al povero,
presta
a Gesù Cristo e rende omaggio a Maria Santissima, Madre dei poveri. ESEMPIO
Il
Pallavicino nei suoi insigni scritti riporta un episodio, ove appare come la
Madonna ami ed aiuti i poveri, quando le sono sinceramente devoti.
Un
Sacerdote fu invitato a prestare gli ultimi conforti della Religione ad una
moribonda. Andato in Chiesa e preso il Santo Viatico, s'incamminò verso l'abitazione
dell'inferma. Quale nòn fu il suo dolore a vedere la povera donna in una misera
stanzetta, priva di tutto, giacente sopra un po' di paglia!
L'agonizzante
era stata molto devota della Madonna, aveva provata tante volte la sua
protezione negli estremi bisogni ed ora in fine di vita le veniva elargita una
grazia straordinaria.
Appena
entrato il Sacerdote in questa abitazione, apparve un coro di vergini, le
quali si disposero presso la morente per darle aiuto e conforto; in mezzo alle
vergini c'era la Madonna.
A
tanto spettacolo il Sacerdote non osò avvicinarsi alla moribonda; allora la
Vergine Santissima gli volse uno sguardo benigno e s'inginocchiò, chinando la
fronte sino a terra per adorare il suo Figlio Sacramentato. Fatto ciò, la
Madonna e le altre vergini si alzarono e si ritirarono a parte per lasciare
libero il passo al Sacerdote.
La
donna chiese di confessarsi e dopo si comunicò. Quale gioia, quando spirata
l'anima, potè andare al gaudio eterno in compagnia della Regina del Cielo!
Fioretto.
- Privarsi di qualche cosa, per amore della Madonna, e darla ai poverelli. Non
potendo fare questo, almeno recitare cinque Salve Regina per coloro che si
trovano in estremo bisogno.
Giaculatoria.
- Madre mia, fiducia mia!
7°
GIORNO
Ave
Maria.
Invocazione.
- Maria, Madre di misericordia, pregate per noi!
Gesù
Cristo, trovandosi nel Getsemani, fu preso dai suoi nemici, fu legato e
trascinato davanti al tribunale.
Il
Figlio di Dio, l'innocenza in persona, essere trattato come un malfattore! Gesù
nella sua Passione riparò per tutti e riparò anche per i malfattori e per Fli
assassini.
.
Quelli che dovrebbero fare più compassione nella società, sono i carcerati;
eppure o sono dimenticati o disprezzati. E’ carità rivolgere il pensiero a
tanti infelici, perché anch'essi sono figli di Dio e nostri fratelli e Gesù
considera fatto a sé ciò che si fa ai detenuti.
Quante
pene affliggono il cuore del carcerato: l'onore perduto, la privazione di libertà,
il distacco dalle persone care, il rimorso del male operato, il pensiero dei
bisogni della famiglia! Chi soffre non merita disprezzo, ma compassione!
Si
dirà: Hanno fatto il male e quindi lo paghino! - È vero che tanti sono
abbruttiti nel vizio ed è meglio che stiano segregati dalla società; ma ci
sono nelle prigioni anche degli innocenti, vittime della prepotenza; ci sono
altri di buon cuore e che hanno commesso qualche reato in un momento di
passione, di accecamento mentale. Bisognerebbe visitare qualche Casa Penale
per rendersi conto delle sofferenze di questi infelici.
La
Madonna è la Consolatrice degli afflitti e quindi è anche il conforto dei
carcerati. Dall'alto dei Cieli guarda questi suoi figliuoli e li commisera,
memore di quanto soffri Gesù allorché fu imprigionato; prega per essi,
affinché si ravvedano e ritornino a Dio come il buon ladrone; ripara per i
loro delitti ed ottieni la grazia della rassegnazione.
La
Vergine vede in ogni carcerato una anima redenta dal Sangue del suo Gesù ed un
suo figlio adottivo, bisognosissimo di misericordia.
Se
vogliamo far cosa gradita a Maria, offriamole qualche opera buona della giornata
a vantaggio di coloro che stanno nelle prigioni; offriamo specialmente la Santa
Messa; la Comunione e il Rosario.
La
nostra preghiera otterrà la conversione a qualche assassino, riparerà certi
misfatti, gioverà a far risplendere l'innocenza di qualche condannato e sarà
un'opera di misericordia spirituale.
Nel buio della notte si vedono le stelle e così nel dolore la luce della fede. Nelle prigioni alberga il dolore e sono più facili le conversioni.
ESEMPIO
Nella Casa Penale di Noto, ove scontavano circa cinquecento detenuti, si predicò
un corso di Esercizi Spirituali.
Con
quanta attenzione quegli infelici ascoltavano le prediche e quante lacrime
brillavano su certi volti macilenti!
Chi
era condannato per tutta la vita, che per trent'anni e chi per minor tempo; ma
tutti quei cuori erano feriti e cercavano balsamo, il vero balsamo della Religione.
A
chiusura degli Esercizi, venti Sacerdoti si prestarono ad ascoltare le confessioni.
Il Vescovo volle celebrare la Santa Messa ed avere così la gioia di dare Gesù
ai carcerati. Era edificante il silenzio, ammirevole il raccoglimento. Commovente
il momento della Comunione! Una massa di centinaia di condannati, con le mani
giunte e gli occhi bassi, sfilava in ordine per ricevere Gesù. Sembravano
dei veri Frati supplicanti.
I
Sacerdoti e più che tutto il Vescovo godevano del frutto di quella predicatione.
Quante
anime si possono redimere nelle prigioni, se c'è chi prega per loro!
Fioretto.
- Recitare il S. Rosario per coloro che stanno nelle prigioni.
Giaculatoria.
- Maria, Consolatrice degli, afflitti, pregate per i carcerati!
8°
GIORNO
Ave
Maria.
Invocazione.
- Maria, Madre di misericordia,
pregate per noi!
Iddio,
Eterna Verità, si è degnato parlare agli uomini per mezzo dei Profeti nei
tempi antichi e poi per mezzo di Gesù Cristo. La Chiesa Cattolica, istituita
divinamente, custodisce e trasmette inalterate alle umane generazioni tutte le
verità rivelate da Dio.
I
buoni credono, i cattivi non credono, perché le loro opere sono malvagie ed
amano più le tenebre anziché la luce.
Coloro
che negano o combattono le verità rivelate da Dio, sono detti eretici. La
Vergine Santissima, Corredentrice del genere umano, non può restare indifferente
davanti alla rovina di tali anime e vuol mostrarsi Madre pietosa. Quando la
Madonna presentò Gesù al Tempio, il vecchio Simeone le profetizzò: « Questo
Bambino è posto in rovina e in risurrezione di molti in Israele ed in segno al
quale si contraddirà. Ed una spada trapasserà il tuo stesso cuore! » (S.
Luca, II, 34).
Se
gli eretici non si convertono, quel Gesù che negano o lottano, sarà la loro
rovina, perché un giorno li condannerà al fuoco eterno. Il Cuore Immacolato di
Maria, afflittissimo perché il Corpo Mistico di Gesù, la Chiesa, è
dilaniato dagli eretici, viene in aiuto per abbattere le eresie e salvare i
traviati. Quanti prodigi della bontà della Madonna registra la storia! Si
ricordi l'eresia degli Albigesi, che fu debellata da San Domenico da Gusman,
scelto dalla Vergine direttamente ed istruito sul mezzo della vittoria, cioè
sulla recita del Rosario. Simile e più strepitosa fu la vittoria di Lepanto,
ottenuta col Rosario, per cui l'Europa fu liberata dal pericolo della dottrina
di Maometto.
Il
grande pericolo che al presente minaccia l'umanità è il comunismo, dottrina
atea e rivoluzionaria. La Russia ne è la maggiore vittima. $ necessario pregare
la Regina del Cielo, trionfatrice delle eresie, affinché gli eretici presto
ritornino alla Chiesa di Dio.
ESEMPIO
Nelle apparizioni di Fatima la Madonna disse a Lucia: Tu hai visto dove
vengono precipitate le anime dei poveri peccatori. Per salvarle, Iddio vuole
stabilire in tutto il mondo la devozione al mio Cuore Immacolato. Io verrò a
chiedere la consacrazione della Russia al mio Cuore Immacolato. -
Il messaggio di Fatima non si chiuse il 13 ottobre 1917. La Vergine apparve di nuovo a Lucia_ il 10 dicembre 1925. Il Bambino Gesù stava accanto alla Madonna, sollevato sopra una nube di luce. La Vergine teneva in mano un Cuore, circondato da acute spine. Per primo parlò a Lucia il Bambino Gesù: Abbi compassione del Cuore della tua Santissima Madre! Ecco è tutto coperto di spine, con le quali gli uomini ingrati lo trafiggono ogni momento e non v'è alcuno che rimuova qualche spina con un atto di riparazione. -
Poi
la Madonna disse: Figlia mia, contempla il mio Cuore circondato dalle spine,
con cui gli uomini ingrati continuamente lo trafiggono con le loro bestemmie
ed ingratitudini. Tu almeno procura di consolarmi. -
Nel
1929 la Madonna riapparve alla sua confidente, chiedendo la consacrazione
della Russia al suo Cuore Immacolato e promettendo che, se la richiesta verrà
accolta, « la Russia si convertirà e vi sarà pace! »
Il
31 ottobre 1942, Pio XII consacrava il mondo al Cuore Immacolato di Maria, con
speciale menzione della Russia, che poi fu riconsacrata singolarmente nel
1952.
Si
affretti il trionfo del Cuore Immacolato di Maria sul comunismo, con l'offerta
quotidiana di preghiere e di sacrifici.
Fioretto.
- Ricevere la S. Comunione per la conversione degli eretici.
Giaculatoria.
- Madre di misericordia, intercedete per gli eretici!
9°
GIORNO
Ave
Maria.
Invocazione.
- Maria, Madre di misericordia, pregate per noi!
Si
legge nel Vangelo (San Matteo, XIII, 31) : « Il regno dei Cieli è simile ad un
granellino di senapa, che un uomo prese e seminò nella sua campagna. $ il più
piccolo di tutti i semi degli alberi; ma quando è cresciuto, è il maggiore di
tutti gli erbacei e diviene albero, cosicché gli uccelli dell'aria vengono e
vi depongono i loro nidi ».
La luce del Vangelo cominciò ad espandersi per. mezzo degli Apostoli; part dalla Galilea e deve estendersi sino agli ultimi confini della terra. Sono trascorsi circa duemila anni e la dottrina di Gesù Cristo non è penetrata ancora in tutto il mondo.
Gl'infedeli,
cioè i non battezzati, sono oggi cinque sesti dell'umanità; circa mezzo
miliardo di anime gode del frutto della Redenzione; due miliardi e mezzo giacciono
ancora nel buio del paganesimo.
Iddio
intanto vuole che tutti si salvino; ma è disegno della Divina Sapienza che
l'uomo cooperi alla salvezza dell'uomo. Bisogna dunque lavorare per la conversione
degli infedeli.
La
Madonna è Madre anche di questi miseri, riscattati a caro prezzo sul
Calvario. Come può venire in loro aiuto? Supplica il Divin Figlio affinché
sorgano le vocazioni missionarie. Ogni Missionario è un dono di Maria alla
Chiesa di Gesù Cristo. Se si chiedesse a coloro che lavorano nella Missioni:
Qual è la storia della vostra vocazione? - tutti risponderebbero: Ha avuto
origine da Maria ... in un giorno a Lei sacro... per un'ispirazione avuta
pregando al suo altare ... per una grazia prodigiosa ottenuta, come prova
delle vocazione missionaria . . . -
Domandiamo
a Sacerdoti, a Suore ed a laici, che stanno nelle Missioni: Chi vi dà la forza,
chi vi assiste nei pericoli, a chi affidate le vostre imprese apostoliche? -
Tutti additano la Vergine Santissima. -
Ed
il bene si fa! Ove prima regnava Satana, ora regna Gesù! Tanti pagani
convertiti sono divenuti anche apostoli; esistono già i Seminari indigeni, ove
tanti ogni anno ricevono l'Ordinazione Sacerdotale; c'è anche un buon
numero di Vescovi indigeni.
Chi
ama la Madonna, deve amare la conversione degli infedeli e fare qualche cosa
affinché il regno di Dio venga nel mondo per mezzo di Maria.
Nelle
nostre preghiere non tralasciamo il pensiero delle Missioni, anzi sarebbe
lodevole destinare un giorno della settimana a tale scopo, ad esempio, il sabato.
Si
prenda l'ottima abitudine di fare l'Ora Santa per gl'infedeli, per affrettarne
la conversione e per rendere a Dio gli atti di adorazione e di ringraziamento
che non gli rendono masse di creature. Quanta gloria si dà a Dio con un'Ora
Santa diretta a tale fine!
Si
offrano dei sacrifici al Signore, per le mani della Madonna, a vantaggio dei
Missionari. Si imiti la condotta, di Santa Teresina, che con l'offerta geneosa e
costante di piccoli sacrifici, meritò d'essere dichiarata Patrona delle
Missioni. Adveniat
regnum tuum! Adveniat per Mariam!
ESEMPIO
Don Colbacchini, Missionario Salesiano, quando andò nel Matho Grosso (Brasile),
ad evangelizzare una tribù quasi selvaggia, fece di tutto per cattivarsi
l'amicizia del capo, il gran Cacico. Era questi il terrore della zona; teneva
esposti in casa i crani di coloro che aveva ucciso ed aveva ai suoi ordini una
squadra di selvaggi armati.
Il
Missionario, con prudenza e carità, ottenne dopo qualche tempo che il gran
Cacico mandasse i suoi due figlioletti alle istruzioni catechistiche, che si
tenevano sotto un tendone assicurato agli alberi. Anche il padre in seguito
ascoltava le istruzioni.
Volendo
Don Colbacchini rafforzarne l'amicizia, chiese al Cacico di permettergli di
condurre alla città di San Paulo i due figliuoli, in occasione di una grande
festa. Dapprima ci fu il rifiuto, ma dopo le insistenze e le rassicurazioni, il
padre disse: Ti affido i miei figli! Ma ricordati che se capiterà male a
qualcuno, pagherai con la tua vita! -
Disgrazia
volle che a San Paulo ci fosse un'epidemia, furono colpiti dal male i figli
del Cacico e tutti e due morirono. Quando il Missionario dopo due mesi ritornò
alla sua dimora, disse a se stesso: La vita per me è finita! Appena comunicherò
al capo della tribù la notizia della morte dei figli, sarò ucciso! -
Don Colbacchini si raccomandò alla Madonna, implorando la sua assistenza. Il Cacico, avuta la notizia, inferocì, si diede morsi alle mani, con dei rottami si apri delle ferite al petto e si allontanò gridando: Mi vedrai domani! - Mentre l'indomani il Missionario celebrava la S. Messa, il selvaggio entrò nella Cappella, si pose faccia a terra sul pavimento e non disse nulla. Finito il S. Sacrificio, si avvicinò al Missionario e l'abbracciò, dicendo: Tu hai insegnato che Gesù perdonò ai suoi crocifissori. Io perdono anche a te! ... Saremo sempre amici! - Affermava il Missionario che fu la Madonna a salvarlo da morte sicura.
Fioretto.
- Prima di mettersi a letto baciare il Crocifisso e dire: Maria, se io morissi
questa notte, fate che sia in grazia di Dio! -
Giaculatoria.
- Regina del Cielo, benedite le Missioni!
10°
GIORNO
Ave
Maria.
Invocazione.
- Maria, Madre di misericordia, pregate per noi!
Si
viene al mondo piangendo e si muore versando l'ultima lacrima; a buon diritto
questa terra è chiamata valle di lacrime e luogo di esilio, dal quale da
tutti si deve partire.
Poche
sono le gioie della vita presente e moltissime le pene; tutto ciò è provvidenziale,
perché se non si soffrisse, ci si attaccherebbe troppo alla terra e non si
aspirerebbe al Cielo.
La
pena maggiore per ognuno è la morte, sia per i dolori del corpo, sia per il
distacco da ogni affetto terreno e sia specialmente per il pensiero della comparsa
davanti a Gesù Cristo Giudice. L'ora della morte, certa per tutti, ma incerta
per il giorno, è l'ora più importànte della vita, perché da essa dipende
l'eternità.
Chi
può venirci in aiuto in quei momenti supremi? Soltanto Dio e la Madonna.
La
madre non abbandona i figli nel bisogno e più questo è grave, più intensifica
le sue premure. La Madre Celeste, dispensatrice dei tesori divini, corre in
aiuto della anime, specie se prossime a partire per l'eternità. La Chiesa,
divinamente ispirata, nell'Ave Maria ha messo una supplica particolare: Santa
Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori adesso e nell'ora della nostra
morte! -
Quante
volte durante la vita si ripete questa preghiera! E la Madonna, Cuore
delicatamente materno, può restare indifferente al grido dei suoi figli?
La
Vergine sul Calvario assisteva il Figliuolo Gesù agonizzante; non parlava, ma
contemplava e pregava. Quale Madre dei credenti in quei momenti volgeva lo
sguardo anche alla moltitudine dei figli adottivi, che nel corso dei secoli si
sarebbero trovati nell'agonia ed avrebbero implorato il suo soccorso.
Per
noi la Madonna pregò sul Calvario e consoliamoci che sul letto di morte ci
aiuterà. Ma facciamo di tutto per meritarci la sua assistenza.
Ogni
giorno offriamole qualche atto di ossequio particolare, anche piccolo, come
sarebbe la recita di tre Ave Maria, con la giaculatoria: Cara Madre Vergine Maria,
fate che io salvi l'anima mia! -
Domandiamo
spesso che ci liberi dalla morte improvvisa; che non ci colga la morte quando
disgraziatamente fossimo in peccato mortale; che possiamo ricevere i Santi
Sacramenti e non solo l'Estrema Unzione, ma specialmente il Viatico; che
possiamo vincere gli assalti del demonio durante l'agonia, perché allora il
nemico delle anime raddoppia la lotta; e che ci ottenga finalmente la serenità
dello spirito, per morire nel bacio del Signore, pienamente conformati alla
volontà di Dio. I devoti di Maria sogliono morire placidamente e qualche
volta hanno la gioia di vedere sensibilmente la Regina del Cielo, che li
conforta e li invita al gaudio eterno. Così spirava il fanciullo Domenico
Savio, ora Santo, esclamando con gioia: Oh, che bella cosa io vedo!
ESEMPIO
San Vincenzo Ferreri fu chiamato d'urgenza presso un infermo assai grave, il
quale rifiutava i Sacramenti.
Il
Santo gli disse: Non ti ostinare! Non dare a Gesù tanto dispiacere! Mettiti
in grazia di Dio ed acquisterai la pace del cuore. - L'ammalato, ancora più arrabbiato,
protestava di non volersi confessare.
San
Vincenzo pensò di rivolgersi alla Madonna, sicuro di poter ottenere la buona
morte a quell'infelice. Allora gli soggiunse: Ebbene, tu dovrai confessarti a
qualunque costo! -
Invitò
tutti i presenti, familiari ed amici, a recitare il Rosario per l'infermo.
Mentre si pregava, apparve presso il letto del peccatore la Vergine Santissima
con Gesù Bambino, tutto cosparso di sangue.
Il
moribondo non potè resistere a tale vista e gridò: Signore, perdono . . . perdono!
Voglio confessarmi! -
Tutti
piangevano per la commozione. San Vincenzo potè confessarlo e dargli il Santo
Viatico ed ebbe la gioia di vederlo spirare mentre baciava affettuosamente il
Crocifisso.
Tra
le mani del defunto fu posta la corona del Rosario, come segno del trionfo
della Madonna.
Fioretto.
- Passare la giornata in particolare raccoglimento e pensare di tanto in
tanto: Se dovessi morire oggi, avrei la coscienza serena? Come vorrei trovarmi
in punto di morte? -
Giaculatoria.
- Maria, Madre di misericordia, pietà dei moribondi!
11°
GIORNO
Ave
Maria.
Invocazione.
- Maria, Madre di misericordia, pregate per noi!
Niente
di macchiato può entrare in Cielo. Tutte le colpe devono essere riparate o in
questa vita o nell'altra.
Il
Purgatorio è l'anticamera del Paradiso; è li che le anime si purificano da
ogni resto di peccato. Si scontano sino all'ultimo centesimo tutti i peccati
veniali ed anche quelli mortali, di cui si avesse avuta l'assoluzione. Le pene
espiatrici sono atroci, come si rileva da certe apparizioni di trapassati.
La
Madonna è Madre di misericordia di coloro che sono nel Purgatorio e, come è
Regina del Paradiso, così è pure Regina di quel regno di dolore. Brama alleviare
le pene di quelle anime ed affrettarne l'ingresso in Cielo. Di ogni anima ha
premura, in modo particolare delle sue devote.
Nella
storia di un'anima privilegiata si legge: La misericordia di Dio mi trasportò
misteriosamente in Purgatorio, affinché io soffrissi a veder soffrire e così
riparare. Che pena a contemplare lo spasimo di una schiera sterminata di
anime! Tutte erano rassegnatissime. All'improvviso uno splendore rischiarò
quel luogo tenebroso; apparve la Regina del Cielo ammantata di gloria e tutte
furono sollevate dalle loro pene; sembrava che nessuna più soffrisse. La
Madonna prese con sé un'anima e la portò in Cielo. Io provai grande gioia,
perché conoscevo quell'anima, avendola assistita in punto di morte. -
Come
insegnano tanti Santi, la Vergine Santissima nelle sue feste libera dal
Purgatorio un buon numero dei suoi devoti. San Pier Damiani, Dottore di Santa
Chiesa, narra che la notte precedente la festa dell'Assunta, una moltitudine di
persone andò nella Basilica di Santa Maria in Ara Coeli, sul Campidoglio. Fu
riconosciuta una certa Marozia, morta da un anno. Costei disse: In occasione
della festa dell'Assunzione la Regina del Cielo è discesa nel Purgatorio ed
ha liberato me e moltissime altre anime, circa in numero della popolazione di
Roina. -
Un
dono particolare della Madonna ai suoi devoti è il Privilegio Sabatino, come
fu rivelato a San Simone Stok. Chi usufruisce di. questo privilegio, il primo
sabato dopo la morte può essere liberato dal Purgatorio.
Le
condizioni sono: Portare l'Abitino della Madonna del Carmine, ovvero la
medaglietta, con devozione; recitare ogni giorno qualche preghiera, secondo
l'indicazione del Confessore o del Sacerdote
che
impone l'Abitino; osservare bene la purezza, secondo il proprio stato.
A
chi vuole onorare molto la Vergine, si raccomanda di fare l'Atto Eroico di
carità, tanto caro a Maria. Si mettano nelle sue mani materne i meriti
soddisfattori, affinché li applichi alle anime del Purgatorio, specialmente
alle sue devote.
Quando
preghiamo per i defunti, facciamo sempre particolare menzione dei devoti di
Viaria.
ESEMPIO
Santa Teresa d'Avila, mentre si disponeva un giorno a recitare il Rosario ad
onore della Madonna, ebbe la visione del Purgatorio.
Vide
quel luogo di espiazione sotto forma di un grande recinto, ove le anime
soffrivano tra le fiamme.
Alla prima Ave Maria del Rosario, scorse un getto d'acqua, che dall'alto si riversava sul fuoco. In seguito, ad ogni Ave Maria appariva un nuovo getto d'acqua. Intanto le anime si refrigeravano ed avrebbero voluto che il Rosario si perpetuasse.
La
Santa comprese allora la grande utilità della recita del Rosario.
In
ogni famiglia si ricordano morti; in ogni famiglia dovrebbe esserci la pratica
del Rosario quotidiano.
Fioretto.
- Tutto il bene che si fa durante il giorno offrirlo per quell'anima del
Purgatorio, che in vita fu più devota della Madonna.
Giaculatoria.
- Requiem xternam dona eis, Domine! - Da', o Signore, il riposo eterno alle
anime del Purgatorio!
12°
GIORNO
Ave
Maria.
Invocazione.
- Maria, Madre di misericordia, pregate per noi!
Non
c'è sulla terra una dignità maggiore di quella del-Sacerdote. L'opera di Gesù
Cristo, l'evangelizzazione del mondo, è affidata al Sacerdote, il quale deve
insegnare la legge di Dio, rigenerare le anime alla grazia, assolvere dai
peccati, perpetuare la presenza reale di Gesù nel mondo con la Consacrazione
Eucaristica ed assistere i fedeli dalla nascita alla morte.
Disse
Gesù: « Come il Padre ha mandato me, così io mando voi » (S. Giovanni,
XX, 21). « Non siete voi che mi avete scelto, ma io ho scelto voi e vi ho posto
affinché andiate e portiate frutto ed il vostro frutto rimanga... Se il mondo
vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se voi foste del mondo, il
mondo vi amerebbe; ma poiché non siete del mondo, poiché da esso io vi ho
scelto, a motivo di ciò vi odia » (S. Giovanni, XV, 16 ... ). « Ecco che io
vi mando come agnelli in mezzo ai lupi. Siate dunque prudenti come serpenti e
semplici come colombe » (S. Matteo, X, 16). « Chi ascolta voi, ascolta me;
chi disprezza voi, disprezza me » (S. Luca, X, 16).
Satana
scatena la sua rabbia e gelosia più che tutto contro i Ministri di Dio,
affinché le anime non si salvino.
Il
Sacerdote, che quantunque elevato a sì alta dignità è sempre un misero figlio
di Adamo, con le conseguenze della colpa originale, ha bisogno di aiuto e di
assistenza particolare per compiere la sua missione. La Madonna conosce bene
le necessità dei Ministri del suo Figliuolo e li ama di un amore eccezionale,
chiamandoli nei messaggi « i miei prediletti »; ottiene a loro abbondanti
grazie affinché salvino le anime e si santifichino; di loro si prende
cura-speciale, come faceva con gli Apostoli nei primi tempi della Chiesa.
Maria
vede in ogni Sacerdote il suo Figliuolo Gesù e considera ogni anima sacerdotale
come la pupilla degli occhi suoi. Sa bene a quali pericoli vadano incontro,
specialmente ai nostri tempi, di quanta malvagità siano il bersaglio e quali
insidie prepari loro Satana, volendo egli vagliarli come il frumento nell'aia.
Però da Madre amorosa non abbandona i figli nella lotta e li custodisce sotto
il suo manto.
Il
Sacerdozio Cattolico, di origine divina, stia molto a cuore ai devoti della
Madonna. Innanzi lutto si stimino e si amino i Sacerdoti;, si ubbidiscano perché
sono i portavoce di Gesù, si difendano contro le calunnie dei nemici di Dio, si
preghi per loro.
D'ordinario
la Giornata Sacerdotale è il giovedì, perché ricorda il giorno del-
l'istituzione
del Sacerdozio; ma anche negli altri giorni si preghi per essi. Si raccomanda
l'Ora Santa per i Sacerdoti,
Scopo
della preghiera sia la santificazione dei Ministri di Dio, perché se non sono
santi non possono santificare gli altri. Inoltre si preghi affinché i tiepidi
diventino fervorosi. Si supplichi Dio, per mezzo della Vergine, affinché
sorgano le vocazioni sacerdotali. $ la preghiera che strappa le grazie ed attira
i doni di Dio. E quale dono maggiore di un Sacerdote Santo? « Pregate il
Padrone della messe, affinché mandi gli operai nella sua campagna » (San
Matteo, IX, 38).
In
questa preghiera si tengano presenti i Sacerdoti della propria Diocesi, i
Seminaristi che si avviano all'Altare, il proprio Parroco ed il Confessore.
ESEMPIO
A nove anni una ragazzina fu colpita da strana malattia. I medici non ne trovavano
il rimedio. Il padre si rivolse con fede alla Madonna delle Vittorie; le buone
sorelle moltiplicarono le preghiere per la guarigione.
Di
fronte al lettuccio dell'inferma c'era una piccola statua della Madonna, la
quale si animò. Gli occhi della ragazzina s'incontrarono con gli occhi della
Madre Celeste. Durò pochi istanti la visione, ma bastò a riportare la gioia in
quella famiglia. Guarì la graziosa bambina e per tutta la vita portò il
dolce ricordo della Madonna. Invitata a raccontare il fatto, si limitava a
dire: La Vergine Santissima mi guardò, poi sorrise ... ed io guarii! -
La
Madonna non volle che soccombesse quell'anima innocente, destinata a dare a
Dio tanta gloria.
La ragazzina cresceva negli anni ed anche nell'amore di Dio e nello zelo. Volendo salvare molte anime, fu ispirata da Dio a dedicarsi al bene spirituale dei Sacerdoti. Così un giorno diceva: Per salvare molte anime, ho stabilito di fare un negozio all'ingrosso: offro al buon Dio i miei piccoli atti di virtù, affinché aumenti la grazia nei Sacerdoti; più prego e mi sacrifico per loro, più anime convertono con il loro ministero ... Ah, se potessi essere Sacerdote io! Gesù ha' accontentato sempre i miei desideri; solo uno ne ha lasciato insoddisfatto: non potere avere un fratello Sacerdote! Ma io voglio divenire madre di Sacerdoti! ... Voglio pregare molto per loro. Prima mi meravigliavo sentendo dire di pregare per i Ministri di Dio, dovendo essi pregare per i fedeli, ma in seguito compresi che anche loro abbisognano di preghiere! --
Tale
delicato sentimento l'accompagnò sino alla morte e le attirò tante benedizioni
da raggiungere i più alti gradi della perfezione.
La
ragazzina miracolata fu Santa Teresa del Bambino Gesù.
Fioretto
- Fare celebrare, o almeno ascoltare una S. Messa per la santificazione dei
Sacerdoti.
Giaculatoria
- Regina degli Apostoli, pregate per noi!
13°
GIORNO
Ave
Maria.
Invocazione.
- Maria, Madre di misericordia, pregate per noi!
Nella
notte del Getsemani Gesù contemplò i dolori che l'attendevano durante la
Passione e vide pure tutte le iniquità del mondo. Quanti peccati da riparare!
Il suo Cuore ne restò oppresso e sudò Sangue, esclamando nel dolore: L'anima
mia è triste sino alla morte! -
Gli
oltraggi che la Divina Bontà riceve ogni giorno, anzi in ogni ora, sono
innumerevoli; la Divina Giustizia esige la riparazione.
Come
la Veronica, che fu una perla sulla via del Calvario, asciugò il volto a Gesù
e ne fu subito ripagata con un prodigio, così le anime pie possonó consolare
Gesù e la Madonna riparando per sé e per gli altri, coll'offrirsi quali
vittime di riparazione.
La
riparazione non è un privilegio di poche anime, ma tutti i battezzati ne hanno
il dovere, perché nessun figlio deve restare indifferente quando l'onore del
Padre è oltraggiato.
Diceva
Gesù ad un'anima, Suor Maria della Trinità: È l'amore che ripara, poiché
ciò che offende Dio nel peccato, è la mancanza di amore. Però, quando la
sofferenza si unisce all'amore, si dà a Dio una vera riparazione. Desidero anime
vittime dovunque: nel secolo e nel chiostro, in tutti gli uffici, in tutte le situazioni,
nei campi e nelle officine, nelle scuole e nelle botteghe, nelle famiglie, nel
commercio e nelle arti, tra le persone vergini e tra, le coniugate ... Si, io
chiedo un'armata di vittime dovunque,
perché
dovunque il male è frammisto al bene. -
La
Madonna, ispiratrice di nobili sentimenti, suscita nel cuore di tanti suoi
devoti il desiderio di offrirsi generosamente alla vita di riparazione. Essa
provò sul Calvario il gran peso del dolore e lo sostenne con fortezza eroica.
Questa fortezza, chiesta alla Vergine durante la sofferenza, verrà accordata
alle anime riparatrici. Gesù ha bisogno di chi ripari e non poche volte
sceglie direttamente facendosi vedere e sentire da certe anime, che si
sogliono chiamare privilegiate o vittime straordinarie.
Per
renderci molto cari alla Vergine Santissima, consacriamoci a Gesù per mezzo di
Lei, dedicando la nostra vita alla riparazione ordinaria, semplice, ma generosa.
C'è
la riparazione attuale e consiste nell'offrire a Dio qualche opera buona,
allorché ci accorgiamo che si commette un peccato. Si sente una bestemmia, si
conosce uno scandalo, c'è in famiglia qualcono che porta odio ... si facciano
degli atti di riparazione, secondo che Dio stesso ispira.
La
riparazione abituale, che è la più eccellente, consiste nel fare solennemente,
possibilmente col consiglio del Confessore e dopo un triduo o una novena di
preparazione, l'offerta di tutta la vita a Dio per le mani di Maria Santissima,
protestando di voler accettare con umile sottomissione le croci che Gesù avrà
la bontà di mandare, intendendo con ciò riparare la Divina Giustizia ed
ottenere la conversione di molti peccatori.
La
Madonna predilige queste anime ardenti, le incoraggia a sempre maggiori atti di
generosità, infonde una forza particolare nelle prove della vita ed ottiene
loro da Gesù una pace profonda, intima e densa, da renderle felici anche tra
le spine.
ESEMPIO
Una buona giovane, la cui
gioia consisteva nell'amare Gesù e la Madonna, comprese che la vita sua era
preziosa e che non conveniva impiegarla come tante altre coetanee. Dolente
delle offese che si recano a Dio, afflitta per la rovina di tante anime
peccatrici, sentì accendersi il cuore di una magnanima risoluzione. Prostrata
ai piedi del Tabernacolo, così pregò: Signore, quanti peccatori sono senza
la tua luce! Se accetti, io ti dono la luce degli occhi miei; sono disposta a
restar cieca, purché tu resti riparato di tante offese e converta molti
peccatori! -
Gesù
e la Vergine gradirono l'eroica offerta. Non trascorse molto tempo e la giovane
avverti un abbassamento di vista, finché rimase del tutto cieca. Così
trascorse tutta la vita, per più di quarant'anni.
Quando
i genitori, ignari dell'offerta della figlia, le proposero di andare a Lourdes
per impetrare il miracolo dalla Madonna, la buona signorina sorrise... e non
disse altro. Quanti peccatori avrà salvato quest'anima!
Ma
Gesù e la Madre sua non si lasciarono vincere in generosità. Ricolmarono
quel cuore di tanta gioia spirituale, da renderle dolce l'esilio di questa
terra. Faceva piacere il mirarla con l'abituale sorriso.
Se
non si può imitare l'eroismo di questa donna, almeno si imiti con l'offrire a
Dio molti piccoli atti di riparazione.
Fioretto.
- Offrire durante il giorno, espressamente, i sacrifici, le contrarietà e
le preghiere per riparare i peccati che oggi si fanno nel mondo.
Giaculatoria.
- Santa Madre, deh, Voi fate che le Piaghe del Signore siano impresse nel mio
cuore!
14°
GIORNO
Ave
Maria.
Invocazione.
- Maria, Madre di misericordia,
pregate per noi!
Nell'atto
di ricevere il Santo Battesimo si fanno delle rinunzie; si rinunzia al mondo,
alla carne ed al demonio.
Il
primo nemico dell'anima è il mondo, cioè l'assieme delle massime e delle
dottrine contrarie alla retta ragione ed agli insegnamenti di Gesù. Tutto il
mondo è posto sotto il potere di Satana e vi domina la cupidigia delle
ricchezze, l'orgoglio della vita e l'impurità.
Gesù Cristo è nemico del mondo e nell'ultima preghiera che innalzò al Divin Padre prima della Passione, disse: « Io non prego per il mondo! » (S. Giovanni, XVII, 9). Non dobbiamo perciò amare il mondo, né le cose che sono nel mondo.
Contempliamo
la condotta dei mondani! Costoro non si curano dell'anima, ma solo del corpo e
delle cose temporali. Non pensano ai beni spirituali, ai tesori della vita
futura, ma vanno in caccia di piaceri e sono sempre irrequieti nel cuore, perché
cercano la felicità e non possono trovarla. Sono simili ai febbricitanti,
assetati, avidi di una goccia d'acqua e vanno da piacere a piacere.
Essendo
i mondani sotto il dominio dei demoni impuri, là corrono ove possono
accarezzare le perfide passioni; i cinema, i veglioni, i ritrovi, le danze, le
spiagge, i passeggi in abito immodesto ... tutto ciò costituisce il fine della
loro vita.
Gesù
Cristo invece invita dolcemente a seguirlo: « Se qualcuno vuol venire dietro
di me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua! ... Che cosa infatti
giova all'uomo se guadagnerà tutto il mondo e poi perderà l'anima sua? » (San
Matteo, XVI, 24 ... ».
Nostro
Signore promette il Paradiso, l'eterna felicità, ma a coloro che fanno dei
sacrifici, lottando contro le attrattive del mondo perverso.
Se
il mondo è nemico di Gesù, lo è anche della Madonna, e chi coltiva la devozione
alla Vergine, deve odiare la condotta dei mondani. Non si può servire a due
padroni, cioè vivere la vita cristiana e seguire l'andazzo del mondo. Purtroppo
c'è chi s'illude; ma con Dio non si scherza!
Non
è raro trovare una persona in Chiesa al mattino e vederla poi alla sera, in
abito poco decente, in una sala da ballo, in braccio a mondani. Si riscontrano
anime, che si comunicano in onore della Madonna e nella serata non sanno rinunziare
ad uno spettacolo, ove la purezza è tanto in pericolo.
C'è
chi recita il Santo Rosario e canta le lodi della Vergine e poi in una conversazione
con i mondani prende scioccamente parte a discorsi liberi... che fanno
arrossire. Costoro vorrebbero essere devoti della Madonna e nello stesso tempo
seguire la vita del mondo. Povere anime cieche! Non si distaccano dal mondo
per timore dalla critica altrui e non hanno timore dei divini giudizi!
Il
mondo ama le comparse, le vanità, gli spettacoli; ma chi vuol onorare Maria,
deve imitarla nella ritiratezza e nell'umiltà; sono queste le virtù
cristiane assai care alla Madonna.
Per
riuscire vittoriosi sul mondo, è necessario disprezzare la sua stima e
vincere il rispetto umano.
ESEMPIO
Un soldato, per nome Belsoggiorno, recitava ogni giorno sette Pater e sette Ave
Maria in onore delle sette allegrezze e dei sette dolori della Madonna. Se lungo
il giorno,gli mancava il tempo, faceva questa preghiera prima di coricarsi. Avvenendo
di dimenticarla, se si ricordava durante il riposo, si alzava e rendeva alla
Vergine l'atto di ossequio. Naturalmente i compagni lo deridevano. Belsoggiorno
se ne rideva della critica ed amava più piacere alla Madonna anziché ai compagni.
In
un giorno di battaglia il nostro soldato si trovava nella prima linea, in
attesa del segnale dell'attacco. Si ricordò di non aver detto la solita
preghiera; si segnò allora con la croce e, stando in ginocchio, la recitò,
mentre i soldati che gli stavano vicino lo scherzavano.
Si
attaccò la battaglia, che fu sanguinosa. Quale non fu la meraviglia di Belsoggiorno
quando, terminata la lotta, vide coloro che l'avevano burlato per la preghiera,
stesi a terra cadaveri! Lui invece era rimasto illeso; nel resto della guerra la
Madonna lo assistette in modo che non riportasse mai alcuna ferita.
Fioretto.
- Distruggere i libri cattivi, le riviste pericolose e le immagini poco
modeste, che si avessero in casa.
Giaculatoria..-
Mater purissima, ora pro nobis!
15°GIORNO
Ave
Maria.
Invocazione.
- Maria, Madre di misericordia, pregate ner noi!
Il
secondo nemico spirituale è la carne, cioè il nostro corpo, ed è temibile
perché è sempre con noi e può tentarci di giorno e di notte. Chi non
avverte la ribellione del corpo contro l'anima? Questa lotta ha avuto
principio dopo il peccato originale, ma prima non era così.
I
sensi del corpo sono come tanti cani affamati, insaziabili; chiedono sempre;
più ad essi si dà e più domandano. Chi vuole salvare l'anima, deve conservare
il dominio sul corpo, cioè con la forza della volontà deve tenere a freno le
voglie cattive, regolare tutto con la retta ragione, dando ai sensi solo ciò
che è necessario e negando il superfluo, specialmente ciò che è illecito.
Guai a chi si lascia dominare dal corpo e diviene schiavo delle passioni!
La
Madonna, per singolare privilegio, ebbe un corpo verginale, poiché fu esente
dalla colpa originale, e conservò sempre la perfetta armonia con il suo
spirito.
I
devoti della Vergine, se vogliono essere tali, devono sforzarsi di custodire
immacolato il corpo; per riuscire vittoriosi nella quotidiana lotta dei sensi,
invochino l'aiuto della Madre di misericordia. Non è possibile questa
vittoria con le sole forze umane.
Come
il giumento irrequieto ha bisogno della sferza e degli speroni, così il
nostro corpo ha bisogno della verga della mortificazione. Mortificazione
significa negare ai sensi non solamente ciò che Dio proibisce, ma anche certe
cose lecite, non necessarie. Ogni piccola mortificazione o rinunzia contribuisce
al nostro perfezionamento spirituale, ci premunisce contro le vergognose
cadute morali ed è un atto di ossequio, alle Regina del Cielo, amante della
purezza del nostro corpo.
È
proprio dei devoti di Maria lo spirito di rinunzia.
In
pratica, sforziamoci di coltivare la temperanza, evitando l'esagerazione nel
mangiare e nel bere, negando alla gola tante ricercatezze e privandoci di
qualche cosa. Quanti devoti della Madonna fanno digiuno al sabato, ovvero si
astengono dal mangiare frutta fresca o dolci, oppure si limitano nel bere!
Queste piccole rinunzie si offrano a Maria quali fiori profumati.
La
custodia degli occhi ed anche dell'udito e dell'odorato è indice di dominio
sul nostro corpo. Più che tutto è necessaria la Ynortificazione del tatto,
evitando ogni libertà con sé e con gli altri. Quanti portano il cilicio o le
catenelle e si danno anche la disciplina!
Le
mortificazioni non fanno male alla salute, anzi la conservano. Sono i vizi e le
intemperanze le cause della maggior parte delle malattie. I Santi più
penitenti sono vissuti sino a tarda età; per convincersene, basta leggere
la vita di Sant'Antonio Abate e di San Paolo, primo eremita.
In
conclusione, pur considerando il nostro corpo come nemico spirituale, dobbiamo
rispettarlo come vaso sacro, convinti che merita più rispetto del Calice
della Messa, perché come questo, non solo trattiene il Sangue ed il Corpo di
Gesù, ma se ne nutre con la Santa Comunione.
Sul
nostro corpo ci sia sempre l'immaginetta della Madonna, medaglietta o abitino,
che sia perenne richiamo della nostra figliolanza a Maria.
Procuriamo
di essere giusti con noi stessi, cioè avere dell'anima nostra più cura che non
del nostro corpo. Quante sollecitudini per questa carne, che dovrà divenire
pascolo dei vermi nella tomba!
ESEMPIO
Il Padre Ségneri, nel suo libro « Il Cristiano istruito », riferisce che andò
a confessarsi, a Roma, dal Padre Zucchi un giovane, carico di peccati contro la
purezza. Il Confessore gli disse che solo la devozione alla Madonna avrebbe
potuto liberarlo dalla cattiva abitudine; gli diede per penitenza: mattino e
sera, nell'alzarsi e nel porsi a letto, recitare attentamente un'Ave Maria alla
Vergine, offrendole gli occhi, le mani e tutto il corpo, con preghiera di
custodirlo come cosa sua, e poi baciare tre volte la terra.
Il
giovane con questa pratica cominciò a correggersi. Passati parecchi anni,
dopo essere stato in giro per il mondo, volle incontrarsi a Roma con il suo antico
Confessore e gli confidò che da anni non cadeva più in peccato contro la purezza,
poiché la Madonna con quella piccola devozione gli aveva ottenuta la grazia.
Padre
Zucchi in una predica raccontò il fatto. Lo ascoltava un capitano, che da molti
anni aveva una cattiva pratica; propose anche egli di seguire quella devozione,
per liberarsi dall'orribile catena del peccato. Riuscì a correggersi e cambiò
vita. Ma dopo sei mesi egli, scioccamente fidandosi delle sue forze, volle
andare a visitare l'antica casa pericolosa, proponendosi di non peccare.
Nell'accostarsi
alla porta della casa ove correva pericolo di offendere Dio, si sentì da una
forza invisibile respingere indietro e si trovò tanto lontano dalla casa
quanto era lunga quella strada e, senza sapere come, si trovò vicino alla propria
abitazione.
Il
capitano riconobbe la evidente protezione della Madonna.
Fioretto.
- Rispettare il proprio corpo ed il corpo altrui, come vaso sacro e Tempio
dello Spirito Santo.
Giaculatoria.
- O Maria, vi consacro il corpo e l'anima mia!
16°
GIORNO
Ave
Maria.
Invocazione.
- Maria, Madre di misericordia, pregate per noi!
Se
è necessaria la protezione della Madonna per vincere le attrattive del mondo
e superare le lotte dure ed insistenti del corpo, molto più si richiede per lottare
contro il demonio, che è il più astuto dei nostri nemici. Cacciato dal
Paradiso, perdette l'amicizia di Dio, ma conservò l'intelligenza,- che è
di gran lunga superiore a quella umana; divorato dall'odio verso Dio che
l'ha punito, arde di gelosia verso la creatura umana, destinata all'eterna
felicità. Mette in atto la sua malvagità, adoperando ogni insidia per indurre
al peccato, per non fare riacquistare la Grazia di Dio e lasciar morire
nell'impenitenza.
La
Santa Chiesa, che conosce ciò, ha messo nelle preghiere liturgiche questa
invocazione: «Ab insidiis diaboli, libera nos Domine! » Liberaci, o Signore,
dalle insidie del diavolo!
La
Sacra Scrittura ci presenta il nemico infernale come un leone inferocito: «
Fratelli, siate sobri e state vigilanti, perché il vostro nemico, il diavolo,
come un leone ruggente va in giro cercando qualcuno per divorarlo; resistetegli
restando forti nella fede! » (San Pietro I, V, 8-9).
Sotto
forma di serpente, Satana tentò Adamo ed Eva e riuscì vittorioso. Per
ingannarli, si servi di una menzogna: « Se mangerete di questo frutto, diverrete
simili a Dio! » (Genesi, III, 5). In realtà il demonio è il padre della
menzogna e ci vuole accortezza per non cadere nei suoi lacci.
Il
demonio tenta tutti, anche i buoni, anzi specialmente costoro. È utile conoscere
le sue insidie per liberarsene.
Si
contenta di ottenere poco da un'anima; poi domanda di più, la porta sull'orlo
del precipizio, dà un assalto più forte... e l'anima cade in peccato mortale.
Dice:
Pecca! Dopo ti confesserai!... Dio è misericordioso!... Nessuno ti vede!...
Quanti peccano più di te! ... Nell'ultimo periodo della vita ti darai sul serio
a Dio; ora pensa a godere!
Rallenta
o taglia i canali, per i quali all'anima viene la forza: Confessioni e Comunioni
rare ... senza frutto; preghiera ridotta o del tutto omessa; noia della
meditazione e della buona lettura; trascuratezza nell'esame di coscienza ...
Più diminuisce la forza dell'anima e più aumenta quella del demonio.
Negli
assalti non si stanca; tenta da solo; se non riesce, chiama altri sette demoni
peggiori di lui e riprende la lotta. Conosce il temperamento ed il lato debole
della vita spirituale di ognuno. Sa che il corpo è inclinato al male e ne sobilla
le passioni, prima con i pensieri e le immaginazioni e poi con i desideri e gli
atti cattivi. Insensibilmente porta l'anima nella pericolosa occasione,
dicendo: In questo sguardo, in questa libertà, in quest'incontro ... non c'è
niente di male, al massimo c'è la venialità... - Al momento opportuno
intensifica l'assalto ed ecco la rovina di quell'anima.
Satana
cerca di trionfare attaccando il cuore; quando riesce a legare con affetti
peccaminosi, facilmente canta vittoria.
Chi
può darci gli aiuti contro le insidie del demonio? Maria! Dio disse al
serpente infernale: « Una Donna schiaccerà il tuo capo! » (Genesi, III,
15). La Madonna è il terrore dell'inferno. Satana la teme e la odia, prima di
tutto perché ha cooperato alla Redenzione ed inoltre perché può salvare
coloro che a Lei ricorrono.
Come
il bambino atterrito alla vista di un serpente, chiama gridando la mamma, così
noi nelle tentazioni, chiamiamo Maria, che di certo verrà in aiuto. Prendiamo
la Corona del Rosario, baciamola con fede, protestiamo voler morire anziché
cedere all'insidia del nemico.
E’
anche molto potente ed efficace questa invocazione, quando il demonio assale:
Scenda, Signore, il tuo Sangue sopra di me per fortificarmi e sul demonio per
abbatterlo! - Si ripeta attentamente finché dura la tentazione e se ne vedrà
la grande efficacia.
ESEMPIO
San Giovanni Bosco ebbe una
visione, che poi raccontò ai suoi giovani. Vide in un prato un serpentaccio,
lungo sette o otto metri e di una grossezza straordinaria. Inorridì a tale
vista e voleva fuggire; ma un personaggio misterioso, che soleva guidarlo
nelle visioni,
gli
disse: Non fugga; venga qui ed osservi! -
Andò la guida a prendere una corda e disse a Don Bosco: Tenga questa corda per un capo, ma strettamente. - Egli poi passò dall'altra parte del serpente, sollevò la corda e con questa diede una sferzata sulla schiena della bestiaccia. Il serpente fece un salto, volgendo la testa per mordere, ma s'impiglio di più. I capi della corda furono poi legati ad un albero e ad una inferriata. Frattanto il serpente si dimenava e dava tali colpi in terra con la testa e con le spire, che lacerava le sue carni. Così continuò finché morì e rimase solo lo scheletro.
Il
personaggio misterioso raccolse la corda, ne fece un gomitolo e la pose in una
cassetta; dopo riaprì la cassetta ed invitò Don Bosco a guardare. La corda si
era disposta in modo da formare le parole « Ave Maria ». - Veda, gli disse, il
serpente raffigura il demonio e la corda 1'Ave Maria o piuttosto raffigura il
Rosario, che è una continuazione di Ave
Maria.
Con questa preghiera si possono battere, vincere e distruggere tutti i demoni
dell'inferno. -
Fioretto
- Allontanare subito dalla mente i pensieri non buoni, che il demonio suole
suscitare.
Giaculatoria
- O Gesù, per la tua coronazione di spine, perdona i miei peccati di
pensiero!
17°
GIORNO
Ave
Maria.
Invocazione.
- Maria, Madre di misericordia, pregate per noi!
Nel
Vangelo è detto: « Chi avrà perseverato sino alla fine, questi sarà salvo!
» (S. Matteo, XXIV, 13).
Il
Signore non richiede solamente i principi della buona vita, ma la fine, e darà
il premio a chi avrà perseverato. Giustamente la perseveranza è chiamata la
porta del Cielo.
La
volontà umana è debole; ora detesta il peccato e più tardi lo commette; un
giorno decide di mutare vita e l'indomani riprende le cattive abitudini. Il
perseverare senza cadute o rallentamenti è una grazia di Dio, che si deve
chiedere con insistenza nella preghiera; senza di ciò, ci si mette in
pericolo di, dannarsi.
Quanti,
da fanciulli, erano angioletti e poi in gioventù sono divenuti diavoli ed hanno
continuato la cattiva vita sino alla morte!
Quante
fanciulle e signorine pie ed esemplari, in un certo periodo della vita, a motivo
di una cattiva occasione, si sono date al peccato, con scandalo della famiglia
e del vicinato, e poi sono morte nell'impenitenza!
Il
peccato che porta all'impenitenza finale è l'impurità, perché questo vizio
toglie il gusto delle cose spirituali, a poco a poco fa perdere la fede, lega
talmente che non fa distaccare più dal male e spesso porta ai sacrilegi della
Confessione e della Comunione.
Dice
Sant'Alfonso: A chi ha avuto l'abitudine del vizio impuro, non basta il fuggire
le occasioni prossime, più pericolose, ma egli deve tenere lontane anche le
occasioni remote, evitando quei saluti, quei regali, quei biglietti e simili...
- (S. Alfonso - Apparecchio alla morte). « La nostra fortezza, dice il Profeta
Isaia, è come la fortezza della stoppa posta nella fiamma » (Isaia, I, 31).
Chi si mette nel pericolo con la speranza di non peccare, è come quel pazzo che
pretendesse di camminare sul fuoco senza bruciarsi.
Si
riferisce nelle storie ecclesiastiche, che una santa matrona compiva il pietoso
ufficio di seppellire i Martiri della fede. Una volta ne trovò uno che ancora
non era spirato e lo portò a casa sua. Quel tale guarì. Ma cosa avvenne? Con
l'occasione vicina queste due sante persone (co.me allora potevano
chiamarsi) a poco a poco perdettero anche la fede.
Chi
può essere sicuro di sé, quando si pensa alla fine misera del re Saul, di
Salomone e di Tertulliano?
L'àncora
di salvezza per tutti è la Madonna, Madre della perseveranza. Nella vita di
Santa Brigida si legge che un giorno questa Santa udì Gesù che così parlava
alla Vergine Santissima: Madre mia, chiedimi quanto vuoi, poiché qualunque tua
domanda non può che essere esaudita. Niente tu, o Madre, mi' hai negato
vivendo sulla terra e niente ti nego ora io essendo in Cielo. -
Ed
alla stessa Santa disse la Madonna: Io son chiamata la Madre della misericordia
e tale io sono perché tale mi ha fatta la Divina Misericordia. -
Alla Regina del Cielo dunque domandiamo la grazia della perseveranza e chiediamola specialmente durante la Consacrazione, nella Santa Messa, recitando un'Ave Maria con fede.
ESEMPIO
Si riporta un fatto, assai significativo. Mentre un Sacerdote confessava in una
Chiesa, vide prendere posto, a qualche passo dal confessionale, un giovanotto;
pareva che volesse e non volesse confessarsi; dal volto appariva la sua inquietudine.
Il
Sacerdote in un dato momento lo chiamò: Vuoi confessarti? - Ebbene... mi
confesso! Però la mia confessione sarà lunga. - Vieni con me in una stanzetta
solitaria. -
Finita
la confessione, il penitente disse: Quanto ho confessato, lei può dirlo anche
dal pulpito. Racconti a tutti la misericordia della Madonna verso di me. -
Il
giovanotto così iniziò la sua accusa: Credo che Dio non mi perdonerà i miei
peccati!!! Oltre agli innumerevoli peccati di disonestà, più per dispetto a
Dio che per soddisfazione, ho buttato un Crocifisso per disprezzo ed odio. Più
volte mi sono comunicato col sacrilegio ed ho calpestato la Sacra Particola. -
Narrò
poi che passando davanti a quella Chiesa, aveva sentito un grande impulso ad
entrarvi e non potendo resistere vi era entrato; aveva avvertito, stando in
Chiesa, un grande rimorso di coscienza con una certa volontà di confessarsi e
per questo si era avvicinato al confessionale. Il Sacerdote, meravigliato di
questa strepitosa conversione, chiese: Hai avuto in questo periodo qualche
devozione verso la Madonna? - No, Padre! Io pensavo di essere dannato. —
Eppure, qui deve esserci la mano della Madonna! Pensa meglio, cerca di
ricordarti se hai fatto qualche atto di ossequio alla Vergine Santissima. Tieni
addosso qualche cosa di sacro? - Il giovane scopri il petto e mostrò
l'Abitino della Madonna Addolorata. - Oh, figlio! Non vedi che è stata la
Madonna a farti la grazia? La Chiesa, ove sei entrato, è dedicata alla
Vergine. Ama questa buona Mamma, ringraziala e non tornare a peccare più! -
Fioretto.
- Scegliere un'opera buona, da fare ogni sabato, affinché la Madonna ci
aiuti a perseverare nel bene sino alla fine della vita.
Giaculatoria.
- Maria, Madre della perseveranza, mi chiudo nel vostro Cuore!
18°
GIORNO
Ave
Maria.
Invocazione.
- Maria, Madre di misericordia, pregate per noi!
È
dovere di ogni anima sollevare la mente ed il cuore a Dio, per adorarlo, per
benedirlo e per ringraziarlo.
In questa valle di lacrime la preghiera è uno dei più grandi conforti che possiamo avere. Iddio ci esorta con insistenza a pregare: « Domandate e vi sarà dato » (S. Giovanni, XVI, 24). « Pregate, affinché non entriate in tentazione » (San Luca, XXII, 40). « Pregate senza interruzione » (I Tessalonicesi, V, 17).
I
Dottori di Santa Chiesa insegnano che la preghiera è un mezzo senza del quale
non si possono ottenere gli aiuti per salvarsi. « Chi prega, si salva, chi non
prega, si danna, anzi non è necessario che il demonio lo trascini all'inferno;
lui stesso ci va con i suoi piedi » (S. Alfonso).
Se
quello che si domanda a Dio nella preghiera è utile all'anima, si ottiene; se
non e utile, si otterrà qualche altra grazia, forse superiore a quella
richiesta.
Perché
la preghiera sia efficace, dev'essere fatta per utilità dell'anima ed anche
con molta umiltà e grande fiducia; l'anima che si rivolge a Dio sia in stato di
grazia, cioè distaccata dal peccato, particolarmente dall'odio e dall'impurità.
Molti
non chiedono altro che, grazie temporali, mentre le più utili e quelle che Dio
concede più volentieri sono le spirituali.
D'ordinario
c'è una lacuna nella preghiera; si sogliono chiedere solamente grazie. Si
deve pregare anche per altri fini: per adorare la Divinità, per bene dirla,
per ringraziarla, sia per noi che per coloro che trascurano di fare ciò.
Affinché la preghiera sia più accetta a Dio, si presenti per le mani di Maria,
la più degna al trono dell'Altissimo. Preghiamo spesso la potente Regina e
non resteremo confusi. Recitiamo sovente 1'Ave Maria, prima e dopo del cibo e
del lavoro, intraprendendo qualche affare d'importanza o mettendoci in
viaggio. Mattino, mezzogiorno e sera salutiamo la Vergine con l'Angelus
Domini e non passi giorno senza offrire alla Madonna la recita del Rosario. È
anche preghiera il canto devoto e Maria gradisce le lodi che si cantano in suo
onore.
Oltre
la preghiera vocale, c'è quella mentale, che si chiama meditazione, e
consiste nel riflettere sulle grandi verità che Dio ci ha rivelate. La Madonna,
come insegna il Vangelo, meditava nel suo cuore le parole che diceva Gesù;
imitiamola.
La
meditazione non è solo un dovere di poche anime che tendono alla perfe-
zione,
ma è un dovere di tutti coloro che vogliono stare lontani dal peccato: «
Ricordati dei tuoi novissimi e non peccherai in eterno! » (Eccl., VII,' 36).
Si
pensi perciò che si ha da morire e lasciare tutto, che si andrà a marcire
sotto la terra, che dovrà rendersi conto a Dio di tutto, anche delle parole e
dei pensieri, e che ci attende un'altra vita.
In
ossequio alla Madonna promettiamo di fare ogni giorno un poco di meditazione;
se non possiamo disporre di molto tempo, impieghiamoci almeno un po' di
minuti. Scegliamo quel libro, che giudichiamo più utile all'anima nostra. Chi
manca di libro, impari a meditare sul Crocifisso e sulla Vergine Addolorata.
ESEMPIO
Un Sacerdote, a motivo del
sacro Ministero, visitò'una famiglia. Una vecchietta, sugli ottant'anni,
l'accolse rispettosamente e gli manifestò il desiderio di compiere un'opera
di beneficenza.
-
Sono avanzata negli anni; non ho eredi; sono nubile; vorrei aiutare i giovani
poveri, che si sentono chiamati al Sacerdozio. Sono contenta io ed anche mia
sorella. Se permette, vado a chiamarla. -
La
sorella, di novantuno anni, serena ed arzilla, con perfetta lucidità di mente,
intrattenne il Sacerdote in lungo ed interessante colloquio: - Reverendo, lei
confessa?
-
Tutti i giorni.
-
Non tralasci mai di dire ai penitenti che facciano ogni giorno la meditazione!
Quando ero giovane, tutte le volte che mi presentavo al confessionale, il
Sacerdote mi diceva: Hai fatta la meditazione? - E mi rimproverava se qualche
volta avveniva di ometterla.
-
Un secolo fa, rispose il Sacerdote, s'insisteva sulla meditazione; ma oggi se si
ottiene da tante anime che vadano a Messa la domenica, che non si diano ai
divertimenti immorali, che non diano scandalo ... è già troppo! Prima c'era più
meditazione e per conseguenza più rettitudine e più moralità; oggi c'è poca
o nessuna meditazione e le anime vanno di male in peggio! -
Fioretto.
- Fare un po' di meditazione, possibilmente sulla Passione di Gesù e sui
dolori della Madonna.
Giaculatoria.
- Vi offro, Vergine Santa, il mio passato, il mio presente ed il mio avvenire!
19°
GIORNO
Ave
Maria.
Invocazione.
- Maria, Madre di misericordia, pregate per noi!
La
Madonna giunse sul Calvario assieme a Gesù; assistette alla crudele crocifissione
e, quando il suo Divin Figlio pendeva dalla Croce, non si allontanò da Lui. Per
circa sei ore Gesù rimase inchiodato e per tutto questo tempo Maria prese
viva parte al solenne sacrifizio che si compiva. Il Figlio agonizzava tra gli
spasimi e la Madre agonizzava con Lui nel suo cuore.
Il
Sacrificio della Croce si rinnova, misteriosamente, ogni giorno sull'Altare con
la celebrazione della Messa; sul Calvario il sacrificio fu cruento, sull'Altare
è incruento, ma è del tutto identico.
L'atto
più solenne di culto che dall'umanità possa rendersi all'Eterno Padre, è
il Sacrificio della Messa.
Coi
nostri peccati irritiamo la Divina Giustizia e provochiamo i suoi castighi;
ma grazie alla Messa, in tutti gl'istanti della giornata ed in tutti i punti
del globo, umiliandosi Gesù sugli Altari sino ad una incredibile immolazione,
offrendo le sue sofferenze del Calvario, presenta al Divin Padre un magnifico
compenso ed una sovrabbondante soddisfazione. Tutte le sue Piaghe, come altrettante
bocche divinamente eloquenti, esclamano: Padre, perdona loro! - domandando
misericordia.
Apprezziamo
il tesoro della Messa! Chi trascura di assistervi nel giorno festivo, senza
una grave ragione scusante, commette un peccato grave. E quanti peccano nelle
feste tralasciando colpevolmente la Messa! Son lodevoli coloro che, per
riparare il bene omesso dagli altri, ascoltano nella festa, se possono, una seconda
Messa e se non è possibile far ciò di festa, suppliscono con l'ascoltarla durante
la settimana. Si diffonda questa bella iniziativa!
I
devoti della Madonna, d'ordinario, assistono al Santo Sacrificio tutti i giorni.
Si ravvivi la fede, per non perdere facilmente un sì gran tesoro. Quando si
sentono i tocchi della Messa, si faccia di tutto per andare ad ascoltarla; il
tempo che vi s'impiega non si perde, anzi è il meglio utilizzato. Se non si
può andare, si assista in ispirito, offrendola a Dio e stando un po' raccolti.
Nel
libro « Pratica di amare Gesù Cristo » c'è un ottimo suggerimento: Dire al
mattino: « Eterno Padre, vi offro tutte le Messe che si celebreranno questo
giorno nel mondo! » Dire alla sera: « Eterno Padre, vi offro tutte le Messe
che si celebreranno questa notte nel mondo! » - Anche nella notte si compie
il Santo Sacrificio, perché mentre è notte in una parte del globo, nell'altra
è giorno. Da confidenze fatte dalla Madonna ad anime privilegiate, si rileva
che la Vergine ha le sue intenzioni, come le ha Gesù nell'immolarsi sugli
Altari, ed è contenta che si facciano celebrare delle Messe secondo le sue
intenzioni materne. In vista di ciò, una buona schiera di anime offre già
alla Madonna un tanto gradito omaggio.
Assistere
alla Messa, ma assistervi come si deve!
La
Vergine, mentre Gesù si offriva sul Calvario, stava silenziosa, meditava e pregava.
Si imiti la condotta della Madonna! Durante il Santo Sacrificio si stia
raccolti, non si chiacchieri, si mediti con serietà il sublime atto di culto
che si rende a Dio. Per taluni sarebbe meglio non andare a Messa, perché è
più il disturbo che apportano ed il cattivo esempio che danno, anziché il
frutto.
San
Leonardo da Porto Maurizio consigliava di assistere alla Messa dividendo la
in tre parti: rossa, nera e bianca. La parte rossa è.la Passione di Gesù
Cristo: meditare le sofferenze di Gesù, sino alla Elevazione. La parte nera
raffigura i peccati: richiamare alla memoria le colpe passate ed eccitarsi al
dolore, perché i peccati sono la causa della Passione di Gesù; e questo sino
alla Comunione. La parte bianca sarebbe il proponimento di non peccare più,
protestando di fuggire anche le occasioni; e ciò può farsi dalla Comunione
alla fine della Messa.
ESEMPIO
L'apostolo della gioventù, San Giovanni Bosco, racconta che in una visione
assistette al lavorio che fanno i demoni durante la celebrazione della Messa.
Egli vide molti diavoli aggirarsi in mezzo ai suoi giovani, i quali erano
raccolti in Chiesa. Ad un giovane il demonio presentava un giocattolo, ad un
altro un libro, ad un terzo qualche cosa da mangiare
Certi
diavoletti se ne stavano sulle spalle di alcuni, non facendo altro che
accarezzarli. Giunto il momento della Consacrazione, i demoni scapparono, tranne
quelli che stavano sulle spalle di alcuni giovani.
Don Bosco così spiegò la visione: La scena rappresenta le varie distrazioni cui, per suggestione del demonio, vanno soggette le persone che stanno in Chiesa. Quelli che avevano il demonio sulle spalle, sono coloro che stanno nel grave peccato; appartengono a Satana, ricevono le sue carazze e non sono capaci di pregare. La fuga dei demoni alla Consacrazione insegna che gl'istanti dell'Elevazione sono terribili per il serpente infernale. -
Fioretto.
- Ascoltare qualche Santa Messa per riparare la trascuratezza di coloro che
non vi assistono nella festa.
Giaculatoria.
- Gesù, Vittima Divina, ti offro al Padre per le mani di Maria, per me e
per il mondo intero!
20°
GIORNO
Ave
Maria.
Invocazione.
- Maria, Madre di misericordia,
pregate per noi!
I
pastori all'annuncio dell'Angelo ed i Magi all'invito della stella andarono alla
grotta di Betlem. Vi trovarono la Vergine Maria, San Giuseppe ed il Bambino
Gesù, avvolto in poveri panni. Di certo non si contentarono di mirare il
Celeste Bambino, ma lo avranno accarezzato, baciato ed abbracciato.
Un
sentimento di santa gelosia ci fa esclamare: Fortunati pastori! Fortunati Magi!
-
Noi
però siamo più fortunati di loro, perché abbiamo Gesù Eucaristico a nostra
completa disposizione. L'Eucaristia è mistero di fede, ma dolce realtà.
Gesù,
amandoci d'amore infinito, dopo la sua morte volle restare vivo e vero in mezzo
a noi nello stato eucaristico. È 1'Emmanuele, cioè Iddio con noi.. Lo possiamo
visitare e contemplare sotto le Specie Eucaristiche, anzi possiamo nutrirci
delle sue Carni Immacolate per mezzo della Santa Comunione. Cosa abbiamo da
invidiare ai pastori ed ai Magi?
I
Cristiani, detti all'acqua di rose, deboli nella fede e nelle altre virtù,
solamente una volta all'anno, nella Pasqua, si accostano a Gesù Eucaristico.
Anime più disposte al bene si comunicano più volte all'anno, nelle solennità
ed anche mensilmente. C'è chi si comunica quotidianamente e considera perduto
il giorno in cui non pub ricevere Gesù. Sono numerose le schiere di tali
anime; i devoti di Maria è bene che tendano a questa perfezione di vita
eucaristica: Comunione quotidiana.
La
Comunione dà gloria a Dio, è omaggio alla Regina del Cielo, è aumento di
grazia, mezzo di perseveranza e pegno di gloriosa risurrezione. Anche quando non
si sente il gusto sensibile o fervore esterno all'atto della Comunione, è bene
comunicarsi lo stesso. Diceva Gesù a Santa Geltrude: Quando, trascinato dalla
veemenza del mio Cuore amoroso, io entro con la Comunione in un'aníma che non
ha peccato mortale, la ricolmo di bene, e tutti gli abitatori del Cielo, tutti
quelli della terra e tutte le anime del Purgatorio, risentono nel medesimo
istante qualche nuovo effetto della mia bontà. Il gusto sensibile è il minimo
dei vantaggi che derivano dal Sacramento Eucaristico; il frutto principale è la
grazia invisibile. -
Comunichiamoci
dunque con frequenza, specialmente nei giorni sacri alla Madonna e tutti i
sabati.
Facciamo
di tutto per accostarci bene al Banchetto Eucaristico.
La
Madonna si affliggeva a vedere Gesù Bambino, il Re dell'Eterna gloria,
dimorante in una squallida grotta. Quanti cuori ricevono Gesù e sono più
miseri ed indegni della grotta di Betlem! Che freddezza glaciale! Quanta
scarsezza di buone opere!
Se
vogliamo piacere di più a Gesù ed a Maria, comunichiamoci con frutto:
1.
- Prepariamoci fin dal giorno precedente, per portare a Gesù atti di carità,
di ubbidienza ... e piccoli sacrifici.
2.
- Prima di comunicarci, chiediamo perdono di tutte le piccole mancanze e
promettiamo di evitarle, specialmente quelle in cui cadiamo più sovente.
3.
- Ravviviamo la fede, pensando che l'Ostia Consacrata è Gesù vivo e vero,
palpitante d'amore.
4.
- Ricevuta la S. Comunione, pensiamo che il nostro corpo diviene un Tabernacolo
e tanti Angeli ci stanno attorno.
5.
- Allontaniamo le distrazioni! Offriamo ogni S. Comunione per riparare il
Cuore di Gesù ed il Cuore Immacolato di Maria. Preghiamo per i nemicí, per i
peccatori, per' i moribondi, per le anime del Purgatorio e per le persone consacrate.
6.
- Promettiamo a Gesù di compiere qualche opera buona o di fuggire qualche
occasione pericolosa.
7.
- Non usciamo dalla Chiesa, se non passa circa un quarto d'ora.
8.
- Chi ci avvicina lungo il giorno, deve accorgersi che ci siamo comunicati e
dimostriamolo con la dolcezza ed il buon esempio.
9.
- Lungo il giorno ripetiamo: Gesù, ti ringrazio che oggi sei venuto nel mio
cuore! -
ESEMPIO
È doveroso riparare i sacrilegi e le profanazioni eucaristiche. L'Osservatore
Romano, il 16-12-1954, pubblicò quanto segue: « Il settimanale di Montrèal
Partie ha pubblicato una intervista con la Madre Superiora del Carmela di Bui
Chu, presentemente in Canadà con le Consorelle. Tra l'altro la Superiora ha
narrato un fatto straordinario, accaduto nel Carmelo stesso.
Un
soldato comunista , entrò un giorno nel Carmelo, deciso a ispezionarlo da capo
a fondo. Penetrando nella cappella, una Suora gli disse che quella era la casa
di Dio da rispettarsi. « Dov'è il vostro Dio? » - domandò il militare - Là,
disse la Suora, e indicò il Tabernacolo. Piazzandosi al centro della Chiesa, il
soldato impugnò il suo fucile, prese la mira e tirò. Una pollottola perforò
il Tabernacolo, spezzando la Pisside e disperdendo le Particole: L'uomo restò
sempre immobile col fucile spianato, senza più fare un movimento, con gli occhi
fissi, rigido, pietrificato. Una paralisi improvvisa lo aveva reso un blocco
inanimato, che al primo urto cadde disteso sul pavimento, davanti all'Altare
così ignobilmente profanato ».
Fioretto.
- Fare durante il giorno molte Comunioni Spirituali.
Giaculatoria.
- Sia lodato e ringraziato ogni momento - Il Santissimo e Divinissimo
Sacramento!
21°
GIORNO
Ave
Maria.
Invocazione.
- Maria, Madre di misericordia, pregate per noi!
Sul Calvario, mentre si compiva il grande sacrificio di Gesù, si potevano mirare due vittime: il Figlio, che sacrificava il corpo con la morte, e la Madre Maria, che sacrificava l'anima con la coíìipassione. Il Cuore della Vergine era il riflesso dei dolori di Gesù.
D'ordinario
la madre sente le sofferenze dei figli più delle proprie. Quanto dovette
soffrire la Madonna a vedere morire Gesù in Croce! Dice San Bonaventura che
tutte quelle piaghe ch'erano sparse sul corpo di Gesù, erano nello stesso tempo
tutte unite nel Cuore di Maria. - Più si ama una persona e più si soffre nel
vederla soffrire. L'àmore che la Vergine nutriva per Gesù era smisurato; lo
amava di amore soprannaturale come suo Dio e di amore naturale come suo
Figlio; ed avendo un Cuore delicatissimo, soffrì tanto da meritare il titolo di
Addolorata e di Regina dei Martiri.
Il
Profeta Geremia, tanti secoli prima, la contemplò in visione ai piedi del
Cristo morente e disse: « A che ti paragonerò o a chi ti somiglierò, figlia
di Gerusalemme? ... La tua amarezza infatti è grande come il mare. Chi ti
potrà consolare? » (Geremia, Lam. II, 13). E lo stesso Profeta pone in bocca
alla Vergine Addolorata queste parole: « O voi tutti che passate per la via,
fermatevi e vedete se c'è dolore simile al mio! » (Geremia, I, 12).
Dice
Sant'Alberto Magno: Come noi ' siamo obbligati a Gesù per la sua Passione
sofferta per nostro amore, così pure siamo obbligati a Maria per il martirio
che ebbe nella morte di Gesù per la nostra eterna salute. -
La
nostra riconoscenza verso la Madonna sia almeno questa: meditare e compatire i
suoi dolori.
Gesù
rivelò alla Beata Veronica da Binasco che molto si compiace nel vedere
compatita la Madre sua, perché gli sono care le lacrime che Ella sparse sul
Calvario.
La
stessa Vergine si dolse con Santa Brigida che sono molto pochi coloro che la
compatiscono e la maggior parte dimentica i suoi dolori; onde le raccomandò
tanto di aver memoria delle sue pene.
La
Chiesa per onorare l'Addolorata ha istituito una festa liturgica, che ricorre il
quindici settembre.
Privatamente
è bene ricordare tutti i giorni i dolori della Madonna. Quanti devoti dí Maria
recitano ogni giorno la corona dell'Addolorata! Questa corona ha sette poste ed
ognuna di queste ha sette grani. Che si allarghi sempre più la cerchia di
coloro che onorano la Vergine Dolente!
E’
una buona pratica la recita quotidiana della preghiera dei Sette Dolori, che
trovasi in tanti libri di devozione, ad esempio, nel « Massime Eterne ».
Nelle
« Glorie di Maria » Sant'Alfonso scrive: Fu rivelato a Santa Elisabetta
Regina che San Giovanni Evangelista desiderava vedere la Beata Vergine, dopo
essere stata assunta in Cielo. Ebbe, la grazia e gli apparvero la Madonna e Gesù;
in tale occasione intese che Maria domandò al Figlio qualche grazia speciale
per, i,devoti dei suoi dolori. Gesù promise quattro grazie principali:
1.
- Chi invoca la Divina Madre per i suoi dolori, prima della morte meriterà fare
vera penitenza di tutti i suoi peccati.
2.
- Gesù custodirà questi devoti nelle loro tribolàzioni, specialmente al tempo
della morte.
3.
- Imprimerà loro la memoria della sua Passione, con grande premio in Cielo.
4.
- Gesù porrà questi devoti in mano di Maria, affinché Ella ne disponga a
suo piacere e loro ottenga tutte le grazie che vuole.
ESEMPIO
Un ricco signore,
abbandonata la via del bene, si diede completamente al vizio. Accecato dalle
passioni, fece espressamente un patto con il demonio, protestando di dargli
l'anima dopo la morte. Dopo settant'anni di vita di peccato giunse al punto
della morte.
Gesù,
volendo usargli misericordia, disse a S. Brigida: Va' a dire al tuo Confessore
che corra al letto di questo moribondo; lo esorti a confessarsi! - Il Sacerdote
andò per tre volte e non riuscì a convertirlo. In fine manifestò il segreto:
Non sono venuto da voi spontaneamente; Gesù stesso mi ha mandato per, mezzo
di una santa Suora e vuole accordarvi il suo perdono. Non resistete più alla
grazia di Dio! -
L'infermo,
sentendo ciò, s'intenerì e ruppe in pianto; poi esclamò: Come posso essere
perdonato dopo avere servito il demonio per settant'anni? I miei peccati sono
gravissimi ed innumerevoli! - Il Sacerdote lo rassicurò, lo dispose alla
Confessione, lo assolvette e gli diede il Viatico. Dopo sei giorni quel ricco signore
moriva.
Gesù,
apparendo a S. Brigida, così le parlò: Quel peccatore è salvo; al presente
è in Purgatorio. Ha avuta la grazia della conversione per intercessione della
mia Vergine Madre, perché, sebbene vivesse nel vizio, tuttavia conservava
la devozione ai suoi dolori; quando ricordava le sofferenze dell'Addolorata, se
ne immedesimava e la compiangeva. -
Fioretto.
- Fare sette piccoli sacrifici ad onore dei sette dolori della Madonna.
Giaculatoria.
- Regina dei Martiri, pregate per noi.
22°
GIORNO
Ave
Maria.
Invocazione.
- Maria, Madre di misericordia, pregate per noi!
Primo
dolore:
LA
PROFEZIA DI SIMEONE
Affinché la devozione ai dolori di Maria si radichi nel nostro cuore, consideriamo una ad una le spade che trafissero il Cuore Immacolato della Vergine.
I
Profeti avevano descritta la vita di Gesù in tutti i particolari, specialmente
iella Passione. La Madonna, che cono;ceva le profezie, accettando di divenire
Madre dell'Uomo dei dolori, sapeva bene a quante sofferenze- sarebbe andata
incontro.
È
cosa provvidenziale non conoscere le croci che Dio ci riserva nel corso della
vita; la nostra debolezza è tale che resterebbe schiacciata al pensiero di
tutte le tribolazioni future. Maria Santissima, affinché soffrisse e
meritasse di più, ebbe una conoscenza dettagliata delle pene di Gesù, che
sarebbero state anche pene sue. Per tutta la vita portò in pace nel cuore la
sua amarezza amarissima.
Presentando
Gesù Bambino al Tempio, senti dirsi dal vecchio Simeone: « Questo Bambino è
posto in segno di contraddizione ... Ed una spada trapasserà la tua stessa
anima » (S. Luca, II, 34).
Ed
invero, il cuore della Vergine senti sempre la trafittura di questa spada. Amava
senza limiti Gesù e si doleva che un giorno sarebbe stato perseguitato, chiamato
bestemmiatore ed indemoniato, sarebbe stato condannato innocentemente e poi
ucciso. Dal suo Cuore materno non si allontanava tale visione dolorosa e poteva
dire: Il mio- diletto Gesù è per me un mazzetto di mirra! -
Scrive
il Padre Engelgrave essere stata rilevata a Santa Brigida questa sofferenza.
La Vergine disse: Nutrendo il mio Gesù, io pensavo al fiele ed all'aceto che i
nemici gli avrebbero dato sul Calvario; rivolgendolo nelle fasce, il mio
pensiero andava alle corde, con le quali sarebbe stato legato come un
malfattore; quando lo contemplavo addormentato, me lo figuravo morto; quando
miravo quelle sue sacre mani ed i piedi, pensavo ai chiodi che l'avrebbero
trafitto ed ' allora i miei occhi si riempivano di lacrime ed il mio Cuore era
straziato dal dolore. -
Anche
noi abbiamo ed avremo nella vita la nostra tribolazione; non sarà la spada
acuta della Madonna, ma certo per ogni anima la propria croce è sempre
pesante. Imitiamo nella sofferenza la Vergine e portiamo in pace la nostra
amarezza.
A
che giova dirsi devoti della Madonna, se nel dolore non ci si sforza a
rassegnarsi ai voleri di Dio? Non si dica mai quando si soffre: Questa
sofferenza e troppa; supera le mie forze! - Il dire così è una mancanza di
fiducia in Dio ed un affronto alla sua bontà e sapienza infinita.
Gli
uomini conoscono i pesi che i loro giumenti possono portare e non danno ad essi
un peso più forte, per non aggravarli. Il vasaio sa quanto tempo la sua creta
deve rimanere nel forno, per essere cotta al grado di calore che la renda pronta
agli usi; non ve la lascia né più né meno.
Bisogna non aver riflettuto mai per osare dire che Dio, Sapienza infinita e che ama di amore infinito, possa caricare le spalle delle sue creature di un fardello troppo pesante e possa lasciare più a lungo di quanto occorra nel fuoco della tribolazione.
ESEMPIO
Nelle Lettere Annuali della Compagnia di Gesù si legge un episodio, avvenuto
ad un giovane indiano. Questi aveva abbracciata la Fede Cattolica e viveva da
buon cristiano. Un giorno fu preso da forte tentazione; non pregò, non rifletté
al male che stava per compiere; la passione lo aveva accecato.
Decise
di uscire da casa per commettere un peccato. Mentre si avviava all'uscio, udì
queste parole: - Fermati! ... Dove vai? -
Si voltò e vide un prodigio: l'immagine della Vergine Addolorata, ch'era alla parete, si animò. La Madonna staccò dal suo petto la piccola spada e riprese a dire: Su, prendi questa spada e ferisci me, anziché il Figlio mio, col peccato che vuoi commettere! -
Il
giovane, tremante, si prostrò a terra e con vera contrizione chiese perdono,
piangendo dirottamente.
Fioretto.
- Non sprecare le sofferenze, specialmente le piccole, perché offerte a Dio
per le anime, sono preziosissime.
Giaculatoria.
- O Maria, per la vostra fortezza nel dolore, aiutateci nelle pene della vita!
23°
GIORNO
Ave
Maria.
Invocazione.
- Maria, Madre di misericordia, pregate per noi!
Secondo
dolore:
LA
FUGA IN EGITTO
I
Magi, avvisati dall'Angelo, ritornarono alla propria patria, non ripassando da
Erode. Questi, irato per essere stato deluso e temendo che il nato Messia un
giorno gli avrebbe tolto il trono, stabili di uccidere tutti i bambini di Betlem
e dei dintorni, dai due anni in giù, nella stolta speranza di coinvolgere nella
strage anche Gesù.
Ma l'Angelo del Signore apparve nel sonno a Giuseppe e gli disse: Alzati, prendi il Bambino e la Madre sua e fuggi in Egitto; starai lì finché io te lo dica. Infatti manca poco che Erode cerchi il Bambino per ucciderlo. - Giuseppe si alzò, prese il Bambino e la Madre sua di nottetempo e si recò in Egitto; quivi rimase sino alla morte di Erode, affinché si adempisse quanto era stato detto dal Signore per mezzo del Profeta: « Ho chiamato dall'Egitto il mio Figliuolo » (San Matteo, II, 13).
In
questo episodio della vita di Gesù consideriamo il dolore provato dalla Madonna.
Quale angoscia per una madre il sapere che il proprio figlio è cercato a morte,
senza motivo, da un uomo forte e prepotente! Deve fuggire subito, di notte,
nella stagione invernale, per recarsi in Egitto, circa 400 miglia distante!
Abbracciare i disagi di un lungo viaggio, per le vie incomode ed attraverso il
deserto! Andare ad abitare, priva di mezzi, in paese sconosciuto, ignara della
lingua e senza conforto dei parenti!
La
Madonna non disse parola di lamento, né contro Erode né verso la Provvidenza,
che tutto disponeva. Avrà richiamato alla mente la parola, di Simeone: Una
spada trapasserà la tua stessa anima! -
È
provvidenziale ed umano l'ambientarsi. Dopo parecchi anni di dimora in Egitto,
la Madonna, Gesù e San Giuseppe si erano acclimatati. Ma l'Angelo ordinò
di ritornare in Palestina. Senza addurre pretesti, Maria riprese il viaggio
del ritorno, adorando i disegni di Dio.
Quale
lezione devono apprendere i devoti di Maria!
La
vita è un intreccio di contrattempi e di disillusioni. Senza la luce della
fede, potrebbe avere il sopravvento lo scoraggiamento. È necessario mirare
gli avvenimenti sociali, familiari ed individuali, con gli occhiali celesti,
cioè vedere in ogni cosa il lavoro della Provvidenza, che tutto dispone per il
maggior bene delle creature. I disegni di Dio non si possono scrutare, ma con
l'andar del tempo, se si riflette, ci si convince della bontà di Dio nell'aver
permessa quella croce, quell'umiliazione, quella incomprensione, nell'avere
impedito quel passo e nell'averci posto in circostanze impreviste.
In
ogni contrarietà procuriamo di non perdere la pazienza e la fiducia in Dio e in
Maria Santissima. Uniformiamoci ai voleri di Dio, dicendo umilmente: Signore,
sia fatta la tua volontà!
ESEMPIO
Si narra nelle Cronache
Francescane che due Religiosi dell'Ordine, amanti della Madonna, si misero in
viaggio per visitare un santuario. Pieni di fede, avevano fatto molto
cammino ed infine s'inoltrarono in un fitto bosco. Speravano poterlo presto
attraversare, ma non vi riuscirono, essendo venuta la notte. Presi da
sgomento, si raccomandarono a Dio e alla Madonna; compresero che la volontà
divina permetteva quel contrattempo.
Ma
la Vergine Santissima veglia sui suoi figliuoli tribolati e viene a soccorrerli;
meritarono questo soccorso quei due Frati, che si trovavano nell'imbarazzo.
I
due sperduti camminando ancora, s'imbatterono in una casa; s'accorsero ch'era
una nobile abitazione. Chiesero ospitalità per la notte.
I
due servitori, che aprirono l'uscio, accompagnarono i Frati dalla padrona. La
nobile matrona chiese: Come vi trovate in questo bosco? - Siamo in pellegrinaggio
ad un santuario della Madonna; ci siamo per caso sperduti.
-
Dato che è così, passerete la notte in questo palazzo; domani, ' quando
partirete, vi darò una lettera che potrà giovarvi. -
Il
mattino seguente, ricevuta la lettera, i Frati ripresero il cammino. Allontanatisi
un po' dall'abitazione, osservarono la letterà e si meravigliarono a non
vedervi l'indirizzo; nel frattempo, guardando all'intorno, si accorsero che
l'abitazione della matrona non c'era più; era
sparita ed al suo posto c'erano gli alberi. Aperta la lettera, vi trovarono un foglio, firmato dalla Madonna. Lo scritto diceva: Colei che vi ha ospitato è la vostra Madre Celeste. Ho voluto ricompensarvi del vostro sacrificio, perché vi siete messi in viaggio per amor mio. Continuate a servirmi e ad amarmi. Vi aiuterò in vita ed in morte. -
Dopo
questo fatto, si può immaginare con quanto ardore quei due Frati onorassero
la Madonna per tutta la vita.
Iddio
permise quello smarrimento nel bosco, affinché quei due potessero provare la
bontà e la delicatezza della Madonna.
Fioretto.
- Nelle contrarietà frenare l'impazienza, moderando specialmente la lingua.
Giaculatoria.
- Signore, sia fatta la tua volontà!
24°
GIORNO
Ave
Maria.
Invocazione.
- Maria, Madre di misericordia, pregate per noi!
Terzo
dolore:
SMARRIMENTO
DI GESÙ
Avvenne che Gesù, all'età di dodici anni, essendo andato con Maria e Giuseppe a Gerusalemme secondo la consuetudine della festa ed essendo finiti i giorni della festa, rimase in Gerusalemme e non se ne accorsero i suoi parenti. Credendo che Egli fosse nella comitiva dei pellegrini, fecero un giorno di cammino e lo cercarono tra gli amici e i conoscenti. E non avendolo trovato, ritornarono a Gerusalemme per cercarlo. Dopo tre giorni lo trovarono nel Tempio, seduto in mezzo ai Dottori, mentre li ascoltava e li interrogava. Quelli che ascoltavano, si stupivano della sua prudenza e delle sue risposte. Maria e Giuseppe, vedendolo, si meravigliarono; e la Madre gli disse: « Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco tuo padre ed io, addolorati, ti abbiamo cercato! - E Gesù rispose: Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo trovarmi in quelle cose che riguardano il Padre mio? - Ed essi non compresero il significato di queste parole. E discese Gesù con loro e venne a Nazaret; e stava soggetto ad essi. E la Madre sua conservava tutte queste parole nel suo cuore (S. Luca, II, 42).
Il
dolore che provò la Madonna nello smarrimento di Gesù, fu tra i più acerbi
della sua vita. Più prezioso è il tesoro che si perde, più dolore si ha. E
quale tesoro più prezioso per una madre che il proprio figlio? Il dolore è in
rapporto all'amore; quindi Maria, che viveva solo dell'amore di Gesù, dovette
sentire in modo straordinario la puntura della spada nel suo cuore.
La
Madonna in tutte le pene conservò il silenzio; mai una parola di lamento. Ma in
questo dolore esclamò: Figlio, perché ci hai fatto questo? - Di certo non
intendeva rimproverare Gesù, ma fare un'amorosa lagnanza, non conoscendo lo
scopo di quanto era avvenuto.
Ciò
che soffrì la Vergine in quei tre lunghi giorni di ricerca, non possiamo
comprenderlo appieno. Nelle, altre pene aveva la presenza di Gesù; nello smarrimento
mancava tale presenza. Dice 0rigène che forse il dolore di Maria fu
intensificato da questo pensiero: Che Gesù si sia smarrito per colpa mia? -
Non c'è maggior pena per un'anima amante che il timore d'avere disgustata la
persona amata.
Il
Signore ci ha dato la Madonna come modello di perfezione e ha voluto che
soffrisse, e moltissimo, per farci comprendere che la sofferenza è necessaria
ed apportatrice di beni spirituali la la pazienza è indispensabile per segui e
Gesù che porta la Croce.
L'angoscia
di Maria ci dà degli insegnamenti per la vita spirituale. Gesù ha una
moltitudine di anime che lo amano davvero, servendolo con fedeltà e non avendo
altro di mira che fargli piacere. Di tanto in tanto Gesù si nasconde a loro,
cioè non fa sentire la sua presenza, e le lascia nell'aridità spirituale.
Spesso queste anime si turbano, non sentendo il primitivo fervore; credono
che le preghiere recitate senza gusto non siano gradite a Dio; pensano che sia
un male il fare il bene senza slancio, anzi con ripugnanza; in balia delle
tentazioni, ma sempre con la forza di resistere, temono di non piacere più a
Gesù.
Costoro
si sbagliano! Gesù permette l'aridità anche alle anime più elette, affinché
si distacchino dai gusti sensibili ed affinché abbiano a soffrire molto. Invero
l'aridità è per le anime amanti una dura prova, spesso un'angosciosa agonia,
pallidissima immagine di quella provata dalla Madonna nello smarrire Gesù.
A
chi è tribolato in questo modo, si raccomanda: la pazienza, aspettando l'ora
della luce; la costanza, non tralasciando alcuna preghiera od opera buona, superando
la noia o l'abbattimento; dire spesso: Gesù, ti offro la mia angoscia, in
unione a quella che tu provasti nel Getsemani e che la Madonna provò nel tuo
smarrimento! -
ESEMPIO
Il Padre Engelgrave narra che una povera anima era angosciata per afflizioni
di spirito; per quanto bene facesse, credeva di non piacere a Dio, anzi di disgustarlo.
,
Era
devota della Madonna Addolorata; a Lei pensava spesso nelle sue pene e
contemplandola nei suoi dolori ne riceveva conforto.
Ammalatasi
gravemente, il demonio approfittò per tormentarla di più con i soliti timori.
La Madre pietosa venne in aiuto della sua devota e le apparve per assicurarla
che il suo stato spirituale non dispiaceva a Dio. Così le disse: Perché temi i
giudizi di Dio e ti rattristi? Tu tante volte mi hai consolata, compatendo i
miei dolori! Sappi che è proprio Gesù che mi manda a te per darti sollievo.
Consolati e vieni con me in Paradiso! -
Piena di confidenza, quell'anima devota dell'Addolorata, spirò.
Fioretto.
- Non pensare male del prossimo, non mormorare e compatire chi sbaglia.
Giaculatoria.
- O Maria, per le lacrime versate sul Calvario, consolate le anime tribolate!
25°
GIORNO
Ave
Maria.
Invocazione.
- Maria, Madre di misericordia, pregate per noi!
Quarto
dolore:
INCONTRO
CON GESÙ
Gesù prediceva agli Apostoli i dolori che l'attendevano nella Passione, per disporli alla grande prova: « Ecco, ascendiamo a Gerusalemme ed il Figlio dell'uomo sarà consegnato ai principi dei Sacerdoti e degli Scribi e lo condanneranno a morte. E lo daranno in mano ai gentili per essere deriso, flagellato e crocifisso, ed, il terzo giorno risorgerà » (S. Matteo, XX, 18).
Se
Gesù disse questo più volte agli Apostoli, di certo lo disse anche alla Madre
sua, alla quale nulla nascondeva. Maria Santissima conosceva attraverso le Sacre
Scritture quale sarebbe stata la fine del suo Divin Figlio; ma sentendo la
storia della Passione dalle labbra stesse di Gesù, il suo Cuore sanguinava.
Rivelò
la Beata Vergine a Santa Brigida, che quando si avvicinava il tempo della
Passione di Gesù, i suoi occhi materni stavano sempre pieni di lacrime ed un
sudore freddo le scorreva per le membra, prevedendo quel vicino spettacolo di
sangue.
Quando
cominciò la Passione, la Madonna era a Gerusalemme. Non assistette alla
cattura nell'orto del Getsemani e neppure alle scene umilianti del Sinedrio.
Tutto questo era avvenuto di nottetempo. Ma fatto giorno, quando Gesù fu condotto
da Pilato, la Madonna potè essere presente ed ebbe sotto il suo sguardo Gesù
flagellato a sangue, vestito da pazzo, coronato di spine, sputato, schiaffeggiato
e bestemmiato, ed in fine ascoltò la sentenza di morte. Quale madre avrebbe
potuto resistere a tanto strazio? La Madonna non mori per la fortezza straordinaria
di cui era dotata e perché Dio la riservava a maggiori dolori sul Calvario.
Quando
il doloroso corteo si mosse dal Pretorio per andare al Calvario, Maria,
accompagnata da San Giovanni, vi andò ed attraversando una strada più breve,
si fermò per incontrarsi con l'afflitto Gesù, che di lì sarebbe passato.
Era
conosciuta dai Giudei e chi sa quante parole ingiuriose abbia udito contro il
Divin Figlio e contro di Lei!
Secondo
l'uso del tempo, il passaggio del condannato a morte era annunziato da un mesto
suono di tromba; precedevano quelli che portavano gli strumenti della
crocifissione. La Madonna con lo schianto nel Cuore udiva, mirava e lacrimava.
Quale non fu il suo dolore quando vide passare Gesù carico della croce! Il
volto insanguinato, la testa ricoperta di spine, il passo vacillante! - Le
ferite e le lividure lo facevano sembrare un lebbroso, quasi da non
riconoscersi (Isaia, LITI). Dice Sant'Anselmo che Maria avrebbe
voluto
abbracciare Gesù, ma non le fu concesso; si contentò di guardarlo. Gli occhi
della Madre s'incontrarono con quelli del Figlio; non una parola. Che cosa sarà
passato in . quell'istante tra il Cuore di Gesù ed il Cuore della Madonna? Non
può esprimersi. Sentimenti di tenerezza, di compassione, d'incoraggiamento;
visione dei peccati dell'umanità da riparare, adorazione della volontà del
Divin Padre! ...
Gesù
continuò la via con la croce sulle spalle e Maria lo seguiva con la croce nel
Cuore, diretti tutti e due al Calvario per immolarsi a bene dell'umanità
ingrata.
« Chi vuol venire dietro a me, aveva detto un giorno Gesù, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua! » (San Matteo, XVI, 24). Anche a noi ripete le stesse parole! Prendiamo la croce che Dio ci assegna nella vita: o povertà o malattia o incomprensione; portiamola con merito e seguiamo Gesù con gli stessi sentimenti con cui lo seguiva la Madonna nella via dolorosa. Dopo la croce c'è la gloriosa risurrezione; dopo il patire di questa vita c'è il gaudio eterno.
ESEMPIO
Nel dolore si aprono gli occhi, si vede la luce, si mira al Cielo. Un
militare, dedito ad ogni sorta di piaceri, non pensava a Dio. Sentiva il vuoto
nel cuore e cercava di riempirlo con gli svaghi che gli permetteva la vita
militare. Così continuò, finché gli sopraggiunse una grande croce.
Preso
dai nemici, fu chiuso in una torre. Nella solitudine, nella privazione dei
piaceri, rientrò in se stesso e si accorse che la vita non è un giardino di
rose, ma un intreccio di spine, con qualche rosa. Gli tornarono alla mente i
buoni ricordi dell'infanzia e cominciò a meditare la Passione di, Gesù ed i
dolori della Madonna. La luce divina rischiarò quella mente ottenebrata.
Il giovane ebbe la visione delle sue colpe, avverti la sua debolezza per troncare ogni peccato ed allora ricorse per aiuto alla Vergine. La forza gli venne; non solo potè evitare il peccato, ma si diede ad una vita di densa preghiera e di aspra penitenza. Gesù e la Madonna rimasero così lieti di questo cambiamento, che confortarono il loro figliuolo con delle apparizioni ed una volta gli fecero vedere il Paradiso ed il posto che gli era preparato.
Quando
fu liberato dalla prigionia, abbandonò la vita del mondo, si consacrò a Dio
e divenne fondatore di un Ordine Religioso, detto dei Padri Somaschi. Morì
santamente ed oggi la Chiesa lo venera sugli Altari, San Girolamo Emiliani.
Se
non avesse avuto la croce della prigionia, forse quel militare non si sarebbe
santificato.
Fioretto.
- Non essere di peso ad alcuno e sopportare pazientemente le persone moleste.
Giaculatoria.
- Benedite, o Maria, coloro
che mi danno occasione di soffrire!
26°
GIORNO
Ave
Maria.
Invocazione.
- Maria, Madre di misericordia, pregate per noi!
Quinto
dolore:
MORTE
DI GESÙ
Ad assistere alla morte di qualcuno, anche estraneo, si provano sentimenti dolorosi. E che cosa prova una madre quando è presso il letto del figlio moribondo? Vorrebbe poter lenire tutte le pene dell'agonia e darebbe la vita per procurare dei conforti al figlio morente.
Contempliamo la Madonna ai piedi iella Croce, ove agonizzava Gesù! La pietosa Madre aveva assistito alla barbara scena della crocifissione; aveva mirato i soldati che toglievano la veste a Gesù; aveva visto il vaso di fiele e di mirra appressarsi alle sue labbra; aveva visto penetrare i chiodi nelle mani e nei piedi del suo diletto; ed eccola ora ai piedi della Croce ed assistere alle ultime ore di agonia!
Un
figlio innocente, che agonizza in un mare di tormenti ... la Madre vicina e le
viene proibito di dargli il minimo sollievo. La terribile arsura fece dire a Gesù:
Ho sete! - Chiunque corre a cercare un sorso d'acqua per un moribondo; alla
Madonna fu vietato fare ciò. San Vincenzo Ferreri commentava: Maria avrebbe
potuto dire: Non ho da darti che lacrime! -
L'Addolorata
teneva fisso lo sguardo sul Figlio pendente dalla Croce e ne seguiva i
movimenti. Vedere le mani forate e sanguinanti, contemplare quei piedi del
Figlio di Dio largamente piagati, osservare la stanchezza delle membra,
senza
poter menomamente aiutarlo. Oh che spada al Cuore della Madonna! E fra tanto
dolore era costretta a sentire gli scherni e le bestemmie che soldati e
Giudei lanciavano al Crocifisso. O Donna, grande è il tuo dolore! Acutissima è
la spada che trapassa il tuo Cuore!
Gesù
soffriva oltre ogni credere; la presenza della Madre sua, così immersa nel
dolore, aumentava la pena del suo delicato Cuore. Si avvicina la fine. Esclamò
Gesù: Tutto è compiuto! -- Un tremito pervase il suo corpo, abbassò il capo e
spirò.
Maria
se ne accorse; non disse parola, ma costernata all'estremo limite, uni il suo
olocausto a quello del Figlio.
Consideriamo,
anime pietose, il perché delle sofferenze di Gesù e di Maria: la Divina
Giustizia, oltraggiata dal peccato, da riparare.
Solo
il peccato fu la causa di tanti dolori. O peccatori, che con tanta facilità
commettete la grave colpa, ricordate il male che fate col calpestare la legge di
Dio! Quell'odio che nutrite in cuore, quelle cattive soddisfazioni che accordate
al corpo, quelle gravi ingiustizie che fate al prossimo ... ritornano a
crocifiggere nell'anima vostra il Figlio di Dio e 'trapassano, quale spada, il
Cuore Immacolato di Maria!
Come
puoi, o anima peccatrice, dopo aver commesso un peccato mortale, restare
indifferente e scherzare e riposare come se nulla avessi fatto? ... Piangi ai
piedi della Croce le tue colpe; supplica la Vergine che lavi con le sue lacrime
le tue impurità. Prometti, se viene Satana a tentarti, di richiamare alla mente
lo strazio della Madonna sul calvario. Quando le passioni vorrebbero
trascinarti al male, pensa: Se cedo alla tentazione, sono figlio indegno di
Maria e rendo inutili per me tutti i suoi dolori! ... La morte, ma non peccati!
-
ESEMP1O
Il Padre Roviglione della
Compagnia di Gesù narra che un giované aveva contratta la buona abitudine di
visitare ogni giorno un'immagine di Maria Addolorata. Non si contentava di
pregare, ma contemplava con compunzione la Vergine, raffigurata con sette
spade nel Cuore.
Avvenne che una notte, non resistendo agli assalti della passione, cadde in peccato mortale. Capì di aver fatto male e si riprometteva di andare in seguito a confessarsi.
L'indomani
mattina, al solito, andò a visitare l'immagine dell'Addolorata. Con sua
sorpresa vide che nel petto della Madonna erano conficcate otto spade.
-
Come mai, pensò, questa novità? Sino a ieri le spade erano sette. - Udì
allora una voce, che certamente veniva dalla Madonna: Il grave peccato che
questa notte hai commesso, ha aggiunto una nuova spada a questo Cuore di
Madre. -
Il
giovane s'intenerì, comprese il suo misero stato e senza porre tempo in mezzo
andò a confessarsi. Per intercessione
della
Vergine Addolorata riacquistò l'amicizia di Dio.
Fioretto.
- Chiedere spesso perdono a Dio dei peccati, specialmente dei più gravi.
Giaculatoria.
- O Vergine Addolorata, offrite a Gesù i miei peccati, che di cuore detesto!
27°
GIORNO
Ave
Maria.
Invocazione.
- Maria, Madre di misericordia, pregate per noi!
Sesto
dolore:
LANCIATA
E DEPOSIZIONE
Gesù
era morto, erano finite le sue sofferenze, ma non erano finite per la Madonna;
ancora una spada doveva trafiggerla.
Affinché
non fosse turbata la gioia del seguente sabato pasquale, i Giudei deponevano
dalla croce i condannati; se ancora non erano morti, li uccidevano rompendo loro
le ossa.
La
morte di Gesù era certa; tuttavia uno dei soldati si avvicinò alla Croce,
diede un colpo di lancia e apri il costato al Redentore; ne usci sangue ed
acqua.
Questa
lanciata fu per Gesù un oltraggio, per la Vergine un nuovo dolore. Se una madre
vedesse infiggere un coltello nel petto del figlio morto, cosa proverebbe
nell'animo? ... La Madonna contemplò quell'atto spietato e senti trapassare
dalla stessa lancia il suo Cuore. Altre lacrime sgorgarono dai suoi occhi. Anime
pietose s'interessarono per avere da Pilato il permesso di seppellire il corpo
di Gesù. Con grande rispetto il Redentore fu deposto dalla Croce. La Madonna
ebbe tra le braccia il corpo del Figlio. Seduta ai piedi della Croce, col
Cuore spezzato dal dolore, contemplò quelle sacre membra insanguinate. Rivide
nella mente il suo Gesù, tenero bambino vezzoso, quando lo copriva di baci;
lo rivide grazioso adolescente, quando incantava con la sua attrattiva,
essendo il più bello dei figli degli uomini; ed ora lo mirava esanime, in uno
stato da far pietà. Guardò la corona di spine intrisa di sangue e quei chiodi,
strumenti della Passione, e si fermò a contemplare le ferite!
Vergine
Sacrosanta, tu hai dato al mondo il tuo Gesù per la salvezza degli uomini e
guarda come ora gli uomini te lo rendono! Quelle mani che hanno benedetto e
beneficato, l'ingratitudine umana le ha forate. Quei piedi che sono andati in
giro per evangelizzare sono piagati! Quel volto, che gli Angeli mirano con
devozione, gli uomini lo hanno ridotto irriconoscibile!
O
devoti di Maria, perché non sia vana la considerazione del grande dolore
della Vergine ai piedi della Croce, prendiamo qualche frutto pratico.
Quando
i nostri occhi si posano sul Crocifisso o sull'immagine della Madonna,
rientriamo in noi stessi e riflettiamo: Io con i miei peccati ho aperto le
ferite nel corpo di Gesù ed ho fatto lacrimare e sanguinare il Cuore di Maria!
Mettiamo
nella ferita del Costato di Gesù le nostre colpe, specialmente le più gravi.
Il Cuore di Gesù è aperto, affinché tutti vi possano entrare; però vi si
entra per mezzo di Maria. La preghiera della Vergine è efficacissima; tutti i
peccatori possono goderne i frutti.
La
Madonna implorò sul Calvario la divina misericordia per il buon ladrone e gli
ottenne la grazia di andare quel giorno stesso in Paradiso.
Nessun'anima
dubiti della bontà di Gesù e della Madonna, ancorché fosse carica dei più
enormi peccati.
ESEMPIO
Narra il Discepolo, valente
scrittore sacro, che vi era un peccatore, il quale tra le altre colpe aveva
anche quella di avere ucciso il padre e il fratello. Per sfuggire alla giustizia
andava ramingo.
Un
giorno di quaresima entrò in una Chiesa, mentre il predicatore parlava della
misericordia di Dio. Il suo cuore si aprì alla fiducia, decise di confessarsi
e, finita la predica, disse al predicatore: Voglio confessarmi con voi! Ho dei
delitti nell'anima! -
Il Sacerdote lo invitò ad andare a pregare all'Altare della Madonna Addolorata: Domandate alla Vergine il vero dolore dei vostri peccati! -
Il
peccatore, inginocchiato davanti all'immagine dell'Addolorata, pregò con fede
e ricevette tanta luce, per cui capi la gravezza delle sue colpe, le molte offese
recate a Dio ed alla Madonna Addolorata e fu preso da tale dolore che mori ai
piedi dell'Altare.
Il
giorno seguente il Sacerdote predicatore raccomandò al popolo che si pregasse
per l'infelice ch'era morto in Chiesa; mentre diceva ciò, apparve nel Tempio
una bianca colomba, da cui si vide cadere una cartella davanti ai piedi del
Sacerdote. Questi la prese e vi lesse: L'anima del morto appena uscita dal
corpo, è andata in Paradiso. E tu continua a predicare l'infinita
misericordia di Dio! -
Fioretto.
- Evitare i discorsi scandalosi e rimproverare chi ardisse farli.
Giaculatoria.
- O Gesù, per la Piaga del tuo Costato, pietà degli scandalosi!
28°
GIORNO
Ave
Maria.
Invocazione.
- Maria, Madre di misericordia, pregate per noi!
Giuseppe
d'Arimatea, nobile decurione, volle avere l'onore di dare la sepoltura al
corpo di Gesù e diede un sepolcro nuovo, scavato nella viva pietra, poco distante
dal posto ove il Signore era stato crocifisso. Comprò una sindone per avvolgervi
le sacre membra.
Gesù morto fu trasportato con massimo rispetto alla sepoltura; si formò un mesto corteo: alcuni discepoli portavano il cadavere, le pie donne seguivano commosse e tra loro stava la Vergine Addolorata; anche gli Angeli invisibilmente facevano corona.
Il
cadavere fu deposto nel sepolcro e, prima di essere avvolto nella sindone e
legato con le bende, Maria diede l'ultimo sguardo al suo Gesù. Oh, come avrebbe
voluto la Madonna restare sepolta col Divin Figlio, pur di non abbandonarlo!
Si
avanzava la sera ed era necessario lasciare il sepolcro. Dice San Bonaventura
che Maria al ritorno passò da quel posto ov'era ancora innalzata la Croce; la
rimirò con affetto e dolore e baciò quel Sangue del Divin Figlio, che la
imporporava.
L'Addolorata
ritornò a casa con Giovanni, l'Apostolo prediletto. Andava così afflitta e
mesta questa povera Madre, dice San Bernardo, che per dove passava muoveva al
pianto.
Straziante
è ' la prima notte per una madre che perde il figlio; l'oscurità ed il
silenzio portano alla riflessione ed al risveglio dei ricordi.
In
quella notte, dice Sant'Alfonso, la Madonna non poteva riposare e le terrificanti
scene della giornata le rivivevano nella mente. In tanta ambascia era sostenuta
dall'uniformità ai voleri di Dio e dalla ferma speranza della vicina risurrezione.
Consideriamo
che anche per noi verrà la morte; saremo messi in un sepolcro e lì
attenderemo l'universale risurrezione. Il pensiero che il nostro corpo dovrà
gloriosamente risorgere, ci sia di luce nella vita, di conforto nelle prove e
ci sostenga in punto di morte.
Consideriamo
inoltre che la Madonna, allontanandosi dal sepolcro, lasciò il Cuore sepolto
con quello di Gesù. Anche noi seppelliamo il nostro cuore, con i suoi affetti,
nel Cuore di Gesù. Vivere e morire in Gesù; essere seppelliti con Gesù, per
risorgere con Lui.
Il
sepolcro che conservò per tre giorni il Corpo di Gesù, è simbolo del nostro
cuore che conserva Gesù vivo e vero con la Santa Comunione. Questo pensiero è
richiamato nell'ultima stazione della Via Crucis, quando si dice: O Gesù, fate
che io vi possa ricevere degnamente nella Santa Comunione! -
Abbiamo
meditato i sette dolori di Maria. Il ricordo di quello che soffri la Madonna
per noi, ci sia sempre presente.
Desidera la nostra Celeste Madre che i Figli non dimentichino le sue lacrime. Nel 1259 apparve a sette suoi devoti, che poi furono i fondatori della Congregazione dei Servi di Maria; presentò loro una veste di colore nero, dicendo che se volevano farle piacere, meditassero spesso i suoi dolori e in memoria di essi portassero come abito quella veste nera.
O
Vergine Addolorata, imprimete nel nostro cuore e nella nostra mente la memoria
della Passione di Gesù e dei vostri dolori!
ESEMPIO
Il periodo della gioventù è assai pericoloso per la purezza; se non si
domina
il
cuore, può giungersi sino all'aberrazione nella via del male.
Un
giovane di Perugia, ardendo di amore illecito e non riuscendo nel suo pessimo
intento, invocò il demonio per essere aiutato. Il nemico infernale si presentò
in forma sensibile.
-
Io ti prometto di darti l'anima mia, se tu mi aiuterai a commettere un peccato!
-
Sei disposto a scrivere la promessa?
-
Sì; e la firmerò col mio sangue! - L'infelice giovane riuscì a commettere il
peccato. Subito dopo il demonio lo condusse vicino ad un pozzo; gli disse:
Mantieni ora la tua promessa! Gettati in questo pozzo; se non lo farai, ti
porterò all'inferno in anima e corpo! -
Il
giovane, credendo di non potere più liberarsi dalle mani del maligno, non avendo
il coraggio di precipitarsi, soggiunse: Dammi tu stesso la spinta; io non oso
gettarmi! -
La
Madonna venne in aiuto. Il gíovane teneva al collo l'abitino dell'Addolorata;
da tempo lo portava. Il demonio soggiunse: Togli prima dal collo quell'abitino,
altrimenti non posso A arti la spinta! -
Il
peccatore comprese a queste parole l'inferiorità di Satana davanti alla potenza
della Vergine e gridando invocò l'Addolorata. Il demonio, arrabbiato a vedersi
sfuggire la preda, protestò, cercò d'intimorire con minacce, ma alla fine
parti sconfitto.
Il
povero traviato, grato alla Madre Addolorata, andò a ringraziarla e, pentito
dei suoi peccati, volle sospenderne anche un voto, espresso in un quadro al
suo Altare nella Chiesa di S. Maria La Nuova, in Perugia.
Fioretto.
- Abituarsi a recitare ogni giorno sette Ave Maria, in onore dei sette Dolori
della Madonna, aggiungendo: Vergine Addolorata, pregate per me!
Giaculatoria.
- O Dio, tu mi vedi. Oserò offenderti alla tua presenza?
29°
GIORNO
Ave
Maria.
Invocazione.
- Maria, Madre di misericordia, pregate per noi!
La
Madonna è Regina. Il Figliuolo suo Gesù, Creatore d'ogni cosa, la ricolmò
di tanta potenza e dolcezza da superare quella di tutte le creature.
La
Vergine Maria è somigliante ad un fiore, dal quale le api possono suggere
immensa dolcezza e, per quanta se ne tolga, sempre ne ha. La Madonna può
ottenere a tutti grazie e favori e sempre ne abbonda. È intimamente unita a Gesù,
oceano d'ogni bene, ed è costituita Dispensatrice universale dei divini tesori.
È ricolma di grazie, per sé e per gli altri. Santa Elisabetta, quando ebbe
l'onore di ricevere la visita della cugina Maria, all'udire la sua voce
esclamò: « E donde a me questo bene, che la Madre del mio Signore venga a me?
» La Madonna disse: « L'anima mia magnifica il Signore ed ha esultato il mio
spirito in Dio, mia salvezza. Poiché ha guardato la piccolezza della sua serva,
ecco che da ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Mi ha fatto
cose grandi Colui che è potente ed il cui nome è ;anto » (S. Luca, 1, 46).
La
Vergine, ripiena di Spirito Santo, cantò nel Magnificat le lodi di Dio e contemporaneamente
proclamò la sua grandezza al cospetto dell'umanità.
È
grande Maria e tutti i titoli che la Chiesa le attribuisce, le competono appieno.
In
questi ultimi tempi il Papa ha istituito la festa della Regalità di Maria.
Nella sua Bolla Pontificia Pio XII dice: « Maria fu preservata dalla corruzione
del sepolcro e, vinta la morte come già il suo Figliuolo, fu innalzata anima e
corpo alla gloria del cielo, dove. risplende Regina alla destra del Figlio
suo, Re immortale dei secoli. Questa sua regalità vogliamo perciò esaltare
con legittimo orgoglio di figli e riconoscerla come dovuta alla somma
eccellenza di tutto il suo essere, o dolcissima e vera Madre di Colui, che è Re
per diritto proprio, per eredità e per conquista ... Regna, o Maria, sulla
Chiesa, che professa e festeggia il tuo soave dominio ed a te ricorre come a
sicuro rifugio in mezzo alle calamità dei nostri tempi ... Regna sulle
intelligenze, affinché cerchino soltanto il vero; sulle volontà, affinché
seguano il bene; sui cuori, affinché amino unicamente ciò che tu stessa ami
» (Pio XII).
Inneggiamo dunque alla Vergine Santissima! Salve, o Regina! Ave, Sovrana degli Angeli! Rallegrati, o Regina dei cieli! Gloriosa Regina del mondo, intercedi per noi presso il Signore!
ESEMPIO
La Madonna è conosciuta Regina non solo dei fedeli, ma anche degli infedeli.
Nelle Missioni, ove penetra la sua devozione, aumenta la luce del Vangelo e coloro
che prima gemevano sotto la schiavitù di Satana, godono proclamarla loro
Regina. Per farsi strada nei cuori degli infedeli, la Vergine opera di continuo
dei prodigi, dimostrando la sua celeste sovranità.
Negli
annali della Propagazione della Fede (N. 169) si legge il seguente fatto. Si
era convertito un giovanotto cinese e, in segno della sua fede, aveva portato
a casa una corona del Rosario ed una medaglietta della Madonna. La madre sua,
attaccata al paganesimo, si arrabbiò del mutamento del figlio e lo trattava
male.
Ma
un giorno 1a donna si ammalò gravemente; le venne l'ispirazione di prendere
la corona del figlio, che gli aveva tolta e nascosta, e se la pose al collo. Così
si addormentò; riposò serenamente e, quando si svegliò, si sentì proprio
guarita. Sapendo che una sua amica, pagana, era ammalata e correva il rischio di
morire, andò a visitarla, le mise al collo la corona della Madonna e subito
si operò la guarigione. Riconoscente, questa seconda guarita, s'istruì sulla
Religione Cattolica e ricevette il Battesimo, mentre la prima non si risolveva a
lasciare il paganesimo.
La
comunità della Missione pregava per la conversione di questa donna e la Vergine
trionfò; molto contribuirono le preghiere del figlio già convertito.
La
povera ostinata ricadde gravemente inferma e tentò di guarire rimettendo al
collo la corona del Rosario, però promettendo di ricevere il Battesimo se
fosse guarita. Riebbe la perfetta salute e con gioia dei fedeli fu vista
ricevere solennemente il Battesimo.
La
sua conversione fu seguita da molte altre, nel nome santo della Madonna.
Fioretto.
- Fuggire la vanità nel parlare e nel vestire ed amare l'umiltà e la
modestia.
Giaculatoria.
- O Dio, sono polvere e cenere! Come posso invanirmi?
30°
GIORNO
Ave
Maria.
Invocazione.
- Maria, Madre di misericordia, pregate per noi!
Gesù
Cristo è Dio e uomo; ha due nature, la divina e l'umana, unite in una sola
Persona. In virtù di questa unione ipostatica, Maria è pure misteriosamente
imparentata con la SS. Trinità: con Colui che solo è per essenza Maestà
infinita, Re dei re e Signore dei signori, quale Figlia primogenita
dell'Eterno Padre, Madre tenerissima del Figlio di Dio incarnato e Sposa
prediletta dello Spirito Santo.
Gesù,
Re dell'universo, riflette sulla Madre sua Maria la gloria e la maestà e
l'impero della sua regalità.
Gesù
è onnipotente per natura; Maria, non per natura ma per grazia, partecipa
dell'onnipotenza del Figlio.
Il
titolo «Virgo potens» (Vergine potente) esprime la potenza di Maria. È
raffigurata con la corona sul capo e lo scettro in mano, che sono i simboli
della sua sovranità Quando la Madonna era su questa terra, diede saggio della
sua potenza e precisamente nelle nozze di Cana. Gesù era al principio della
vita pubblica, non aveva ancora operato alcun miracolo e non intendeva farne,
non essendo ancora giunta l'ora. Maria espose il suo desiderio e Gesù si alzò
da tavola, ordinò ai servi che riempissero di acqua i recipienti e subito
avvenne il miracolo del cambiamento dell'acqua in vino prelibato.
Ora
che la Madonna si trova nello stato di gloria, in Cielo, esercita la sua potenza
in più larga scala. Tutti i tesori di grazia che Iddio elargisce, passano per
le sue mani e, tanto la Corte Celeste quanto l'umanità, dopo che a Dio, inneggiano
alla Regina del Cielo.
Volere
ottenere grazie dal Signore e non rivolgersi alla Dispensatrice dei doni di Dio,
è come se si volesse volare senza ali.
In
tutti i tempi l'umanità ha sperimentato la potenza della Madre del Redentore
e nessun credente si rifiuta di ricorrere a Maria nei bisogni spirituali e
temporali. Si moltiplicano i templi ed i santuari, si assiepano i suoi Altari,
s'implora e si piange davanti alla sua immagine, si sciolgono voti ed inni
di ringraziamento: chi riacquista la sanità del c~rpo, chi rompe la catena
dei peccati, chi raggiunge un alto grado di perfezione...
Davanti
alla potenza, della Madonna, trema l'Inferno, si riempie di speranza il
Purgatorio, esulta ogni anima pia.
La
giustizia di Dio, che è terribile nel punire la colpa, cede alle suppliche
della Vergine e si piega a misericordia e, se i fulmini del divino furore non
colpiscono i peccatori, è per la potenza amorosa di Maria, che trattiene la
mano del suo Divin Figliuolo.
Siano
rese dunque grazie e benedizioni alla Regina del Cielo, nostra Madre e potente
Mediatrice!
La
protezione della Madonna si sperimenta specialmente con la recita del Rosario.
ESEMPIO
Il Padre Sebastiano Dal Campo, Gesuita, fu condotto schiavo in Africa dai
Mori. Nelle sue sofferenze attingeva la forza dal Rosario. Con quanta fede invocava
la Regina del Cielo!
La Madonna molto gradiva la preghiera del suo figlio prigioniero ed un giorno gli apparve per consolarlo, raccomandandogli d'interessarsi degli altri infelici prigionieri. - Anche loro, disse, sono miei figli! Vorrei che ti adoperassi ad istruirli nella fede. -
Il
Sacerdote rispose: Madre, conoscete che non vogliono saperne di Religione! -
Non scoraggiarti! Se tu insegnerai loro a pregarmi con il Rosario, a poco a poco
diverranno pieghevoli. Io stessa ti porterò le corone. Oh, come piace in Paradiso
questa preghiera! -
Dopo
sì bella apparizione, Padre Sebastiano Dal Campo provò tanta gioia e forza,
la quale crebbe quando la Madonna ritornò per consegnargli molte corone.
L'apostolato
della recita del Rosario cambiò il cuore degli schiavi. Il Sacerdote fu
ricompensato dalla Madonna con molti favori, uno dei quali fu questo: venne
preso dalle mani della Vergine e miracolosamente messo in libertà, ricondotto
tra i suoi Confratelli.
Fioretto.
- Recitare le preghiere del mattino e della sera ed invitare gli altri della
famiglia a fare altrettanto.
Giaculatoria.
- Vergine potente, siate la nostra Avvocata presso Gesù!
31°
GIORNO
Ave
Maria.
Invocazione.
- Maria, Madre di misericordia, pregate per noi!
La
Madonna è Regina e come tale ha i diritti di sovranità; noi siamo suoi sudditi
e dobbiamo tributarle ubbidienza ed onore.
L'ubbidienza
che la Vergine vuole da noi è l'esatta osservanza della legge di Dio. Gesù e
Maria hanno la stessa causa: la gloria di Dio e la salvezza delle anime; ma
questo piano divino non si può attuare se non si compie la volontà del Signore,
espressa nei dieci Comandamenti.
Alcuni
punti del Decalogo si possono osservare con facilità; altri esigono dei
sacrifici ed anche degli eroismi.
È
un grande sacrificio la custodia continua del giglio della purezza, perché si
esige il dominio del corpo, il cuore mondo da ogni affetto disordinato e la
mente pronta ad allontanare le cattive immagini ed i desideri peccaminosi; è
un grande sacrificio il perdonare generosamente le offese e il fare bene a chi
fa del male. Tuttavia l'ubbidienza alla legge di Dio è anche un atto di
ossequio alla Regina del Cielo.
Nessuno
s'illuda! Non c'è devozione vera a Maria, se l'anima offende gravemente Dio e
non sa risolversi a lasciare il peccato, specialmente l'impurità, l'odio e
l'ingiustizia.
Ogni
regina terrena è degna di onore da parte dei sudditi. La Regina del Paradíso
merita più ancora. Riceve gli omaggi degli Angeli e dei Beati del Cielo, che la
benedicono come il capolavoro della Divinità; deve essere anche onorata sulla
terra, dove ha sofferto a fianco di Gesù, cooperando efficacemente alla
Redenzione. Gli onori che le si rendono, sono sempre inferiori a quelli che
merita.
Si
rispetti il santo nome della Madonna! Non si pronunzi inutilmente; non si
adoperi nei giuramenti; sentendolo bestemmiare, dire subito: Sia benedetto il
nome di Maria, Vergine e Madre! -
Si
onori l'immagine della Madonna, col salutarla e col rivolgerle contemporaneamente
qualche invocazione.
Si
saluti la Regina del Cielo almeno tre volte al giorno, con la recita dell'Angelus
Domini, e s'invitino gli altri, specialmente i familiari a fare altrettanto.
Chi non è in grado di recitare l'Angelus, supplisca con tre Ave Maria e tre
Gloria Patri.
All'avvicinarsi
delle feste solenni ad onore di Maria, si cooperi -in qualunque modo affinché
riescano bene.
Le
regine di questo mondo hanno l'orario della corte,. cioè in una data :ora del
giorno sono onorate dalla compagnia di personaggi illustri; le dame di corte
sono orgogliose di stare presso la loro sovrana e di sollevarne l'animo.
Chi
volesse tributare alla Regina del Cielo un ossequio particolare, non lasci
trascorrere giorno senza fare un'ora di corte spirituale. In un'ora determinata,
mettendo da parte le occupazioni, e, se ciò non fosse possibile, anche
lavorando, si sollevi con frequenza la mente alla Madonna, si preghi e si
cantino le sue lodi, per ripagare gl'insulti che riceve da chi la bestemmia. Chi
nutre amore filiale alla Celeste Sovrana, s'industria a trovare altre anime
che la onorino con l'ora di corte. Chi organizza questa pia pratica, ne
gioisca, perché si pone sotto il manto della Vergine, anzi dentro il suo Cuore
Immacolato.
ESEMPIO
Un bambino, precoce nell'intelligenza e nella virtù, cominciò a comprendere
l'importanza della devozione a Maria e fece di tutto per onorarla e per farla
onorare, considerandola la sua Madre e la sua Regina. All'età di dodici anni
era abbastanza allenato a renderle omaggi. Si era fatto un programmino:
Ogni
giorno fare una mortificazione particolare ad onore della Mamma Celeste.
Ogni
giorno visitare la Madonna in Chiesa e pregare al suo Altare. Invitare altri a
fare lo stesso.
Ogni
mercoledì ricevere la Santa Comunione, per rendere omaggio a Maria
Santissima, affinché si convertano i peccatori.
Ogni
venerdì recitare la Corona dei sette dolori di Maria.
Ogni
sabato digiunare e ricevere la Comunione per ottenere la protezione della
Madonna in vita e in morte.
Appena
svegliato, al mattino, volgere il primo pensiero a Gesù ed alla Divina Madre;
andando a letto, alla sera, mettermi sotto il manto della Madonna, chiedendo
la sua benedizione.
Il
buon giovanetto, se scriveva a qualcuno, metteva un pensiero sulla Madonna;
se cantava, sul suo labbro c'era soltanto qualche lode mariana; se raccontava
dei fatti ai compagni o ai parenti, per lo più narrava grazie o miracoli
operati per mezzo di Maria.
Trattava
la Madonna da Madre e da Regina e ne fu ricambiato con tale abbondanza di
favori, da raggiungere la santità. Moriva a quindici anni, visitato
visibilmente dalla Vergine, che lo invitava ad andare in Cielo.
Il
giovanetto di cui si parla è San Domenico Savio, il Santo dei ragazzi, il Santo
più giovane della Chiesa Cattolica.
Fioretto.
- Ubbidire senza lamentarsi, per amore di Gesù e della Madonna anche nelle
cose spiacevoli.
Giaculatoria.
- Ave Maria, salva l'anima mia!
GIACULATORIA
- Gesù, per la misericordia che hai usata al buon ladrone nell'ultima ora,
abbi pietà dei peccatori ostinati sul letto di morte!...
Gesù
è respinto dal letto d'agonia dì tanti sventurati moribondi. Lo respingono
perché pensano di essere giusti e di non aver bisogno di Gesù ... Pretendono
di morire tranquilli e non consentono a Gesù di perdonarli e di dar loro il
bacio di pace.
Tanti
spirano senza guardare la Croce, senza benedire le Piaghe di Gesù e senza
invocare quel Sangue Divino, dal quale sono stati riscattati.
Quanti
muoiono senza ricevere il Santo Viatico!
Quanti
passano all'eternità e si presentano al Giudice Divino, dopo avergli negato in
terra l'ultimo sguardo e l'ultimo palpito del loro cuore!...
Supplicando Gesù per il perdono concesso al buon ladrone, i peccatori ostinati agonizzanti ricevono un aumento di grazia e potrebbero salvarsi nell'ultima ora.
La
consolazione e le delicatezze dell'amor di Gesù si riversino su coloro che
recitano la suddetta giaculatoria.
Una
persona è intenta a lavorare nella sua stanzetta. D'un tratto, ecco farsi
avanti il demonio, in modo invisibile ma reale. Egli presenta alla fantasia
delle scene di peccato; ma esse sono subito respinte. Fallito il primo colpo, il
demonio tenta il secondo e più forte. Ripresenta le stesse immagini, ma a
colori più vivi ed attraenti. L'anima dovrebbe subito ricorrere a Dio con
umiltà, senza fermarsi a discutere con il maligno, ma disgraziatamente
presume di se stessa e si ferma volontariamente a contemplare la tentazione.
Ottenuto
ciò, il demonio va avanti e dice: Perché, o anima, non metti in pratica quanto
pensi? - Non posso; Dio me lo proibisce
-
Ma che male fai del resto? Non sei forse libera della tua volontà? Acconsenti
dunque.
-
Temo che Iddio mi castighi!
-
E tu non sai che Dio è buono e compatisce l'umana miseria?
-
È vero, ma so anche che Egli è giusto e terribile punitore della colpa!
-
Va bene; - però di raro punisce la colpa! Del resto te ne confesserai!
-
E se mi mancasse il tempo?
-
Non sei di certo sul letto di morte! -
Durante
questa lotta, la mente si è offuscata e la volontà, resa debole, cede infine
alla tentazione.
La
misera anima pensa d'aver trovata la felicità; dopo pochi istanti sente tutta
l'amarezza del peccato; sa di essere sola nella stanza; eppure guarda attorno
temendo di vedere qualcuno; ha paura di presentarsi ad altri, quasi il peccato
le si potesse leggere in fronte; il rimorso le fa sentire la sua terribile voce.
- Adamo, Adamo, che cosa hai fatto? - disse Dio al primo uomo dopo la colpa. Ed
ora lo stesso rimprovero si ripete a te, o anima infelice. che sei caduta in
peccato!
Madonnina
mia,
Non
ti scordar di me, quando la via
Di
questa vita si fa aspra e dura!
Non
ti scordar di me,
Vergine
pura!
Nelle
amarezze,
Non
mi negar materne tenerezze.
Vergine
bella,
Quando
nell'alma infuria la procella,
Se
si fa sera,
Se
mi circonda ovunque la bufera,
Non
ti scordar di me,
Madre
del Cielo!
Ricoprimi
col tuo vergineo velo!
Dolce
Maria,
Quando
verserò nell'agonia,
Non
ti scordar di me!
Dal
Paradiso
Mi
vieni a prender tu col tuo sorriso,
Per
ricondurmi in grembo al Creatore!
Non
ti scordar di me, Madre d'amore!
(Da
« Affidiamoci a Maria »)