MARIA NOSTRA VIA ALLA TRINITA' DIVINA
Villaggio Famiglia Mariana 12082 Frabosa Soprana (CN) 1980
MARIA E' LA VIA CHE CONDUCE A CRISTO E
PER CRISTO ALLA TRINITA'
«Ogni salutare influsso della beata Vergine verso gli uomini... non impedisce minimamente l'immediato contatto dei credenti con Cristo, anzi lo facilita» (LG. n. 60).
E'
vero anche ai giorni nostri «Vedo molti devoti e devote che cercano Gesù
Cristo, gli uni per una via e una pratica, gli altri per un'altra; e sovente,
dopo che hanno lavorato tutta la notte, possono dire con gli Apostoli: « Benché
abbiamo faticato l'intera notte, non abbiamo preso nulla » (Lc. 5, 5). Ma ecco,
per la via immacolata di Maria, si lavora di giorno, si lavora in luogo santo e
si lavora poco.
Maria
è un luogo santo, anzi il Santo dei santi, dove sono formati e modellati i
Santi ». (Montfort, Trattato, n. 218).
Come
far nostra la via di Maria? Maria è presente nell'anima in grazia Sentiamo
ancora il Concilio Vaticano II: « ...per la sua fede ed obbedienza Maria generò
sulla terra lo stesso Figlio di Dio... che il Padre ha posto quale primogenito
tra molti fratelli (cfr. Rm. 8, 29), cioè tra i fedeli, alla rigenerazione e
formazione dei quali essa coopera con amore di madre » (LG. n. 63).
Questa
cooperazione materna di Maria, nella rigenerazione e formazione dei figli di
Dio, si fonda sulla maternità divina e si spiega con la dottrina del Corpo
mistico.
Luigi
Grignion de Montfort (1673 - 1716) - Santo « Oh, mistero non credibile!
Io
la porto in mezzo a me, Bella, splendida e invisibile, ma nel buio della fé ».
Sac.
G. Chaminade (1761 - 1850) - Venerabile
«
Vi è un dono della presenza abituale della Vergine, come vi è un dono della
presenza abituale di Dio ».
Abate
G. Olier (1608 - 1657) - Venerabile
«
Un sabato, Maria si rese interiormente presente alla mia anima... Mi ricordò
che il suo caro Figlio mi aveva detto che egli non vivrebbe in me che in Essa e
per Essa e della vita di cui Egli viveva in Essa, come se Essa fosse un
sacramento per il quale Egli volesse comunicarmi la sua vita ».
Se
è vero che la Madonna è maternamente operante (e perciò presente) nella mia
vita di figlio di Dio, io non posso restarmene indifferente; devo invece fare
quanto è in me per rendermi sensibile alla spia azione, e collaborarvi
fedelmente. Questo io attuo con la consacrazione vissuta a Maria.
Consiste
nell'offerta totale di quanto siamo ed abbiamo alla Mamma celeste. Tale offerta
ha come conseguenza il non guidarsi più da sé (vale a dire secondo le proprie
vedute naturali), ma nel lasciarsi guidare in tutto dallo spirito di Maria,
sforzandosi generosamente di imitarne le virtù. Non è cosa facile, perché
richiede la totale rinunzia a noi stessi (Mt. 16, 24). L'anima vi giungerà
gradatamente, sostenuta dall'aiuto potente della Madre divina.
Madre
Maria di S. Cecilia (1897 - 1929) - Serva di Dio
«
Il primo maggio, avevo 13 anni, mi offrii tutta alla Madonna, secondo lo spirito
del Montfort. Questo abbandono totale di me stessa e dei miei beni alla Regina
del Cielo, mi causò tanta consolazione. Solo ora comprendo alquanto come la
buona Madre mi abbia ricompensata al centuplo di tale offerta senza alcuna
riserva. E' in Cielo che saprò esattamente quanto mi sia stato vantaggioso
l'abbandonarmi alla sua direzione così saggia. Io Le vorrei consacrare tutte le
anime, perché è Lei che ci conduce a Gesù, è Lei che bisogna lasciar vivere
in noi affinché Cristo si possa sostituire al nostro nulla, è Lei il cammino
più sicuro, più breve, più perfetto per elevarci all'Infinito ed unirci
all'Amore increato per perderci in lui ed inabissarci nella sorgente della
felicità eterna ».
Atto
di consacrazione a Maria
(P. Kolbe)
«
O Immacolata Regina del cielo e della terra... ai Tuoi piedi santissimi mi
prostro io misero peccatore, supplicandoTi di accettare tutto l'essere mio come
cosa e proprietà Tua.
A
Te, o Madre, offro tutte le facoltà della mia anima e del mio corpo e nelle Tue
mani purissime rimetto la mia vita, la mia morte, la mia eternità, affinché
d'ora in poi Tu disponga di tutto il mio essere come a Te piace.
Fa'
che nelle Tue mani purissime io sia strumento adatto a farti conoscere ed amare
da tante anime ».
Spiega
il Montfort:
«
La vera devozione mariana consiste nel donarsi interamente alla SS.ma Vergine
per essere interamente di Gesù Cristo per mezzo di Lei. Bisogna donarle:
1)
il corpo con tutti i sensi e le membra;
2)
l'anima con tutte le sue potenze;
3)
i nostri beni esteriori, presenti e futuri;
4)
i beni spirituali ed interiori che sono i meriti, le virtù, le buone opere
passate presenti e future; in poche parole, tutto quello che abbiamo nell'ordine
della natura e della grazia e tutto ciò che potremo avere in seguito
nell'ordine della grazia e della gloria e ciò senza alcuna riserva... per tutta
l'eternità... ».
LE QUATTRO TAPPE PER CUI MARIA CONDUCE L'ANIMA CONSACRATA ALLA VITA DELLA TRINITA'
In
questa prima tappa, l'azione della Madonna è triplice:
1
- Aiuta l'anima nella sua purificazione attiva
2
- La trasforma in se stessa
3
- La trasforma in Gesù
«
Chi vuol venire dietro a me - dice Gesù - rinneghi se stesso, prenda la sua
croce e mi segua » (Mt. 16, 24). Occorre, dunque, togliere prima gli ostacoli
che impediscono l'adesione perfetta a Cristo, per poi passare all'imitazione
delle sue virtù e alla comunione di vita con Lui.
1
- La Madonna e la purificazione attiva
Questa
prima purificazione è detta «attiva» in quanto l'anima vi ha una parte più
rilevante e meno perfetta. Ci sarà una seconda purificazione « passiva »,
nella quale avrà più rilievo l'azione divina.
P.
A. Trevers, O.M.I. (1875 - 1934) - Servo di Dio
«
Un grande rimpianto, un dolore pungente, un crudele rimorso mi torturano. Ho
perduto tempo: ...ho lavorato sì poco a morire a me stesso; ho offerto a Gesù
e Maria dei sentimenti pii, ma veri frutti di santità, quei frutti che si
colgono solo sulle altezze del Calvario, sull'albero della Croce e non germinano
che sul solco dove l'io deve morire, raramente ne ho colti e presentati a Maria.
L'ideale della rinuncia completa mi rapisce, ma quando devo misurarmi con i miei
gusti e con la mia povera natura, subisco spesso delle disfatte... ».
«
Com'è dolce lavorare per Maria che fin da quaggiù ci ricompensa al centuplo
con le consolazioni che ci prodiga sulla via del Calvario. Come Ella sa rendere
dolce il calice amaro che Gesù offre a chiunque vuol essere suo discepolo ».
2
- La Madonna trasforma l'anima in se stessa
La
purificazione compiuta dall'anima, desiderosa di rendersi simile alla sua
Madre Immacolata con l'imitazione delle sue virtù, produce in essa una
trasformazione profonda; quasi una comunione spirituale di vita con Lei.
Sr
Angela Sorazu (1873 - 1921) - Serva di Dio
«
Le anime interiori, chiamate a vivere in intimità con Dio,... devono procurare
di identificarsi con la Vergine, la quale le fa partecipare alla sua felicità e
gustare il torrente delle sue delizie.
«
Queste anime si identificano con la Madonna mediante la pratica della vita
mariana che consiste nell'ispirarsi in tutto alla Vergine o fare tutto in
unione con Lei.
«
Dio rivela all'anima mariana l'eccellenza della Vergine... e in poco tempo essa
incomincia ad impossessarsi dello spirito e delle virtù di Maria, la cui vita
incomincia ad essere la sua vita; sente vivo anelito di possedere la Vergine
SS.ma, come patrimonio proprio, nel fondo del suo essere...; si sente tanto
felice che le pare non le manchi più nulla, perché possiede tutto in Maria, la
cui presenza sente in fondo al suo essere, in modo misterioso, ma sicuro ».
3
- La Madonna trasforma l'anima in Cristo
L'ideale
di ogni anima che tende alla perfezione è dl giungere a partecipare alla vita
di Cristo più strettamente e pienamente possibile, in modo da poter dire con S.
Paolo: « non son più io che vivo, ma è Cristo che vive in me » (Gal. 2, 20).
«
Attuare questo programma nella vita delle singole anime, è compito specifico
della Madonna. E' la sua missione » (P. Ragazzini).
G.
Chaminade - Venerabile
«
Maria, una volta che ha trasformato l'anima (in se stessa), non solo vuole
rinnovare in essa i suoi sentimenti verso Gesù, ma vuole essere per
ciascun'anima ciò che Lei stessa è stata per Gesù.
E
viceversa: « Una volta che Gesù - per iniziativa e per opera di Maria -
incomincia a vivere in un'anima, vi trasfonde subito i suoi sentimenti, e, in
primo luogo, quelli verso la sua Mamma, i più forti dopo quelli verso il Padre
e lo Spirito Santo ».
Ad
un sincero amore a Gesù fa, dunque, sempre riscontro un altrettanto sincero
amore alla Mamma celeste.
«
A colui che ha sete darò gratuitamente acqua della fonte della vita » (Ap. 21,
6).
La
precedente fase ascetica ha portato l'anima alla maturità della
incorporazione a Cristo. Raggiunta questa, subentra la fase mistica, nella quale
l'anima è tutta protesa al fine stesso della vita di Cristo: il Padre e la vita
intratrinitaria, nel seno della SS.ma Trinità, come la vive il Verbo nello
Spirito Santo.
Questa
vita mistica ha quattro fasi che corrispondono a « quattro massicci interventi
della Madonna che si premura di svolgere nell'anima mariana un'attività
indefinibile ed indescrivibile. Beata quell'anima che diviene oggetto di
simili operazioni divine » (P. Ragazzini).
La
purificazione passiva è detta anche notte dei sensi e notte dello spirito. La
notte dei sensi mira a distaccare l'anima da tutto il sensibile; quella dello
spirito dalle consolazioni spirituali e da ogni amor proprio.
«
Durante la purificazione passiva dei sensi, la grazia visita l'anima in molte
maniere: danni ai beni temporali; malattie e dolori nel corpo; umiliazioni di
vario genere; abbandono e incomprensione da parte di tutti; tentazioni
fortissime, ecc. (P. Ragazzini).
E' facile comprendere che una simile penitenza purifica a fondo l'anima, mancando ogni possibilità di superbia o di propria volontà come può avvenire nella purificazione attiva, condotta, almeno in parte, direttamente dall'anima.
«
L'itinerario mistico incomincia con la purificazione passiva dell'anima ed ha
quasi sempre luogo, solo dopo il completo espletamento di quella attiva. E' la
parte più dolorosa di tutto l'itinerario, chiamata per questo purgatorio
spirituale.
«
Una volta che l'anima si è lasciata purificare fino alla completa estinzione di
quanto è imperfezione - qualche volta anche durante tale operazione - viene
ammessa alla contemplazione; i primi quattro gradi della quale conducono ad
una intima unione con Dio, ma ancora imperfetta.
«
Segue immediatamente un grado di contemplazione immensamente superiore che
porta all'unione trasformante dell'anima nelle singole Persone della SS.ma
Trinità. E' l'unione ormai perfetta e totale.
«
Finalmente, il supremo grado della contemplazione che comporta la consumazione
nell'Unità divina, supremo fastigio cui possa essere ammessa una creatura »
(P. Ragazzini).
Carlo
da Sezze, O.F.M. (1613 - 1670) - Santo
«
Consacrato che ebbi l'anima e il corpo alla Madre SS., si levò una ribellione
grandissima contro di me, ritrovandomi dentro ad un mare torbidissimo di impure
e disoneste tentazioni; ed erano così fiere ed impetuose le onde dei pensieri
e delle vive immaginazioni che ben mostravano d'inghiottirmi vivo come il povero
Giona dalla balena... Ricorrevo per aiuto alla beata Vergine.
«
Permise nostro Signore che lo spirito della fornicazione con nuove maniere mi
facesse guerra, ponendo nella mia immaginativa la figura di una donna... Durò
questa sorta di martirio per lo spazio di cinque anni... Rimanevo come legato e
fatto schiavo del senso senza potermi difendere, rimanendo libero solo l'atto
della volontà... Invocavo con la bocca e col cuore il nome di Gesù e di Maria
».
Le
tentazioni impure non furono il solo strumento purificatore dei suoi sensi:
«
Caddi in una grave infermità... Vedendomi aumentare la febbre... mi consolavo
con la speranza di poter ricevere la guarigione per intercessione di Maria Vergine,
avvicinandosi la festa della sua SS. Natività. Giunta la vigilia, vidi
comparirmi la SS. Vergine. Immediatamente restai senza febbre ».
P.
A. Treves
«
Mai ho sentito come al presente l'isolamento e l'incostanza delle creature, il
loro egoismo e, conseguentemente, il bisogno di nascondermi nel Cuore della
Madonna, lasciandoLa disporre a piacer suo, di tutti gli avvenimenti, lieto se
vorrà lasciarmi nelle tenebre, come se vorrà mandarmi un raggio di ;sole ».
«
Tu, o Maria, introduci alle soavi contemplazioni della Patria.... Impregni di
Dio noi pieni di vanità e rendi divino colui che ama » (S. Bonaventura)
Affinata
dalla purificazione attiva e passiva ed elevata ai doni dello Spirito Santo,
l'anima entra in comunione intima a sperimentale con Dio: è la contemplazione.
Essa viene giunta passando attraverso quattro stadi:
a)
- Il raccoglimento infuso (è il dono soprannaturale di pensare abitualmente a
Dio).
b)
- L'orazione di quiete (è un riposo soavissimo dell'anima in Dio).
c)
- L'orazione di unione semplice (le facoltà dell'anima vengono totalmente
assorbite in Dio).
d)
- L'orazione dell'unione estatica (anche i sensi esterni sono assorbiti in Dio:
è l'estasi).
Si
riferiscono a questi quattro stadi e mostrano come la Madonna è presente ed
attivà in essi.
a)
- P. A. Treves
«
Pensavo incessantemente alla Madonna e Le domandavo la grazia di vivere sempre
con lo spirito a quelle altezze in cui il Cuore di Maria è l'unico rifugio,
dove il panorama è splendido, il cielo tanto vicino e la terra così lontana,
così piccola, così spregevole.
«
Mi sembra che la Madonna mi abbia fatto la grazia di pensare a Lei con più
facilità ed abitualmente, come pure di preoccuparmi sempre meno dell'attitudine
delle creature a mio riguardo, del loro abbandono e dei loro apprezzamenti poco
favorevoli ».
b)
- Fratel Legnardo, S. C. (1877 - 1946 - Servo di Dio
Ascoltiamo
questo suo delizioso colloquio con la Madonna:
«
Ella - Come tutti gli esseri spirituali, tu sei creato per la gioia.
Io
- E che cos'è la gioia?
Ella
– La gioia è il sentimento che rapisce la tua anima alla presenza dell'essere
amato, allorché tu esperimenti in questa presenza una specie di gioiosa
quiete vivamente percepita. Nessuna presenza superiore a quella divina: nessuna
cosa di maggior gioia. La gioia si misura con l'amore: i cuori più grandi sono
capaci delle più grandi gioie. Le migliori gioie non hanno luogo che nelle
anime riflessive... perciò i contemplativi sono in questo mondo i più
avanzati nella gioia ».
c)
- Sr M. Bonaventura Fink (1894 - 1922) - Serva di Dio
«
Ormai io vivo in questo mondo soltanto col corpo, perché lo spirito vive in un
altro mondo ed opera ed opererà ancora, anche quando il corpo un giorno morirà
effettivamente. Questa è la indescrivibile libertà dello spirito. E questa
potranno trovare tutti coloro che diverranno figli di questo Spirito e ciò è
possibile solo attraverso la conoscenza, il disprezzo e l'annientamento di se
stessi così che si possa veramente dire: vive Cristo... Ma la strada che
conduce a Cristo, gli uomini la possono trovare solo in Maria e nella maniera più
perfetta e più sicura. Maria cammina costantemente davanti a Dio. E questa
sempiterna presenza di Dio si trasforma in conoscenza, questa in amore e l'amore
è principio e fine della salvezza ».
d)
- Maria Antonietta de Geuser (1889 - 1918) - Serva di Dio
«
Quanto sono vili le cose di quaggiù... Il Padre celeste... mio Padre... Maria
SS... mia Madre! Quanto è bello il non vedere più cosa alcuna sulla terra...
vivere con questo Padre... con questo Figlio... con Maria, la Vergine purissima,
Madre mia... Quanto è soave il vivere della loro vita nell'amore...
Con
Maria, mia Madre carissima, mi è dato contemplare Colui che ci ha fatto
ambedue regine... Quanto più risplendente diventa la luce dall'alto, tanto più
ci vedo chiaro... Non è più soltanto la mia Reale Famiglia, ma ancora tutto un
mondo superiore...: la Trinità più chiaramente..., il mistero di Gesù e la
SS. Vergine... Oh! quanto è più grande... quanto più grande di tutto quello
che si trova quaggiù...
La
Santa Vergine... Quanto è
semplice! ... Tanto semplice che è più facile contemplarla che parlare di
Lei... Mi pare che tutta la sua vita consista semplicemente nello stare « in
unum » con Dio ».
III TAPPA - Maria e l'unione trasformante in relazione alle singole persone della SS.ma Trinità
«Presso
di me sono tutte le ricchezze... perché io arricchisca chi mi ama e riempia i
suoi tesori » (Prov. 8, 18, 21).
L'unione
trasformante mira a trasformare l'anima in Dio, affinché divenga una sola cosa
con Lui. Questo grado d'unione è detto pure matrimonio spirituale, perché
stabilisce un'intima unione tra l'anima e Dio.
«L'anima,
trasformatasi e trasformantesi sempre più in Cristo, continua a vivere la sua
vita sulla terra. E siccome questa ebbe come due aspetti: uno volto alle anime
da redimere; l'altro volto allo Spirito Santo e al Padre, dei quali zelava
l'onore e l'amore, così la vita dell'anima viene assumendo gradatamente gli
stessi due aspetti: continuazione della vita del Redentore del genere umano «completo
nella mia carne quello che manca ai patimenti di Cristo» (Col. 1, 24); nello
stesso tempo partecipazione allo zelo e all'amore di Cristo per lo Spirito Santo
e per il Padre.
«
Giunta l'anima a possedere Iddio in una unione già così perfetta, ha ancora
bisogno di Maria? Vi è ancora posto per Maria in una operazione che tocca già
Iddio direttamente e in una maniera così immediata?
«Certamente.
E si direbbe: ora più che mai. Le esperienze vissute danno, su questo punto,
testimonianze di una bellezza inarrivabile » (P. Ragazzini).
TESTIMONIANZA
Veronica
Giuliani, Clar. Capp. (1660 - 1727) - Santa
«
Il giorno della SS.ma Annunziata, nella S. Comunione, ebbi un raccoglimento
nel quale mi comparve la B. Vergine in un magnifico trono. Ella con volto tutto
serafico e splendente disse che presto sarebbe seguito lo sposalizio. Aveva un
bellissimo anello e mi andava dicendo: Questo, fra poco, sarà tuo; ed Io sono
venuta a darti questa notizia felice, perché tu ti prepari a queste nozze
felici e stia tranquilla perché io non ti abbandonerò. Così dicendomi, mi
fece cenno che stessi di continuo sotto il suo manto prezioso. Mi diede anche
lume soprannaturale del dono pregiatissimo di questo sposalizio ».
1)
- La Madonna e l'unione trasformante in Cristo
Per
indicare questa intima unione dell'anima con Cristo, la Sacra Scrittura usa
l'espressione « in Cristo Gesù », ripetuta da S. Paolo - e qualche volta
anche da S. Giovanni - ben 167 volte.
Sr
Angela Sorazu - Serva di Dio
«
L'anima, persuasa che l'identificazione con la SS.ma Vergine è il mezzo
preordinato da Dio per la fusione cui anela, lanciasi in braccio alla Signora...
con queste parole: Madre mia, a te consacro questo mio primo sospiro salito
dall'intimo della mia anima... Dì a Gesù che mi assorba nella sua divina
persona incarnata, perché amo ardentemente fondermi in Lui, insieme a Te.
Mentre attendo questo momento felice, mi abbraccio e mi stringo a Te, mi unisco
e aderisco a Te ».
« Non si può esprimere ciò che gusta l'anima in questa partecipazione mariana e i beni che questa comporta. E' il passaggio dalla vita mariana alla fusione con Cristo e le sue relazioni con la Vergine si perdono in Gesù in modo misterioso. Poco tempo dopo questo favore, Gesù instaura la sua vita divina nell' anima la quale vita si sviluppa con rapidità sorprendente...: « in quel giorno conoscerete che Io sono nel Padre e voi in Me e Io in voi... ». Nell'interno di Gesù, l'anima legge le di Lui relazioni come redentore, vittima e mediatore e, a sua imitazione, obbedendo ad un superiore impulso, si offre a sua volta alla divina giustizia in qualità di vittima propiziatrice, per i peccati commessi dall'umanità e che commette e che commetterà fino alla fine del mondo ».
2)
- La Madonna e l'unione trasformante nello Spirito Santo
TESTIMONIANZA
Sr
Angela Sorazu - Serva di Dio
«
L'anima apprende in maniera singolare la presenza dello Spirito Santo. Questa
divina Persona si rivela all'anima come amore onnipotente..., come il principale
agente della sua santificazione...
«
L'anima, conscia del bene che esperimenta, si sente povera di virtù, perché ha
davanti agli occhi la Vergine SS.ma, modello perfettissimo di virtù e di santità,
alla quale si ispira in tutto e particolarmente nelle sue relazioni con Dio.
«
Scendi su di me, o Divino Spirito, come su Maria e, come in Maria nel giorno
dell'Incarnazione, riproduciti formando Gesù misticamente nel fondo del mio
essere, giacché senti il bisogno di comunicare la tua vita fuori della Divinità
alle anime capaci di ricevere le tue divine comunicazioni ».
3) - La Madonna, l'unione trasformante e il Padre
« Il
Padre è l'aspirazione suprema dell'anima trasformata in Cristo; è la meta cui
tendono ansiosamente tutte le varie ascensioni e trasformazioni; è il polo
magnetico che orienta tutta la vita dello spirito che vola sulla via del ritorno
a Dio donde trae origine» (P. Ragazzini).
M.
A. de Geuser - Serva di Dio
«
In questo momento la SS.ma Vergine mi aiuta molto. Mi scopre sempre più il
segreto della sua vita... Credo che il mio cammino sia perfettamente uguale al
suo... Come Essa, non voglio più godere che delle cose di lassù..., vivere
tutta nascosta nel mistero profondo in cui Essa ha vissuto e passare sulla terra
come Lei, senza uscire dal mio Dio... per vivere di Amore con Gesù e Maria per
la gloria del Padre e della SS.ma Trinità ».
«
Rimango tanto unita con Gesù e Maria, nell'Amore del nostro Buon Padre, nella
sua volontà; ad ogni istante... La sola cosa necessaria è di restare «
identificata » ad ogni istante alla volontà del Padre ».
IV TAPPA - Maria e la consumazione della trasformazione nella Trinità ed Unità divina
«
Il progresso dell'unione trasformante e della vita mistica è dato dal progresso
della trasformazione dell'anima in Cristo, vivente in essa. Il compimento,
quindi, della unione trasformante e della mistica sarà dato dal compimento
della trasformazione dell'anima in Cristo, vivente in essa.
Ora
resta a considerare il Figlio in seno alla SS. Trinità, nella sua più intima
vita trinitaria, nei suoi ineffabili rapporti allo Spirito Santo e al Padre. E'
la consumazione della Vita Divina e, parteciparvi, è la consumazione delle
supreme possibili aspirazioni dell'anima, è il vertice della mistica » (P.
Ragazzini).
Trasformazione
nella Trinità divina
TESTIMONIANZE
Sr
Elisabetta della SS. Trinità, O. C. (1880 - 1906) - Serva di Dio
«
Là, nell'anima della Vergine Santa, noi adoreremo la SS.ma Trinità.
Avviciniamoci alla Vergine tutta pura, tutta luminosa, affinché ci introduca in
Colui nel quale Essa penetrò così profondamente ».
Con
ammirevole precisione teologica, descrive le sue contemplazioni sulle singole
Divine Persone e loro relazioni. L'anima non si limita a contemplare la Trinità.
Ne partecipa la vita e ne gode le operazioni intratrinitarie.
«
Prima di dirigermi a Dio procuravo di identificarmi con la Vergine SS.ma,
rinnovando la mia offerta a Lei e pregandola di presentarmi al divino cospetto
confusa con il suo essere purissimo ed immacolato, unica maniera per avere
soddisfacente ricevimento alla presenza di Dio tre volte santo. Se stavo elevata
in Dio, per fare questo trovavo la Madonna in Dio stesso, mi identificavo a Lei,
spinta dal desiderio di trovar grazia agli occhi di Dio.
Unita
così alla Madonna, ella continua, « l'anima gode della generazione che Iddio
Padre estende ad essa, unendola al suo Figlio Unigenito. Benché comprenda che
il suo intervento è un di più nell'opera della Generazione, tuttavia, in
unione al Padre, procura di glorificare il Verbo, compiacendosi di esperimentare
la necessità che debba essere generato continuamente... Nel fondo al proprio
essere, sente la presenza del Figlio Divino che il Padre genera... e lo possiede
e ne gode unitamente a Lui... Unita poi al Verbo, crede ed adora ciò che Egli
vede e contempla nel Padre; lo stima ed ama con effusione... Gode e partecipa in
grado elevatissimo l'amore che si portano a vicenda la prima e la seconda
Persona della Trinità la cui presenza sente nello Spirito Divino che informa la
sua vita e le sue operazioni. Gode della processione che il Padre e il Figlio
esternano a suo favore, diffondendo in essa un Amore increato, sostanziale,
reciproco, infinito ed eterno... ».
Tutte
queste esperienze così sublimi, non sono disgiunte da esperienze mariane che si
direbbero parallele alle prime: « Durante il periodo descritto, congiuntamente
all' amore di Gesù, cresce e si sviluppa nell'anima quello della Vergine SS.ma
e sente più che mai il bisogno di ispirarsi in tutto alla Signora, mentre si
stringono sempre più, si semplificano e si elevano ad un ordine elevatissimo,
le sue relazioni con Lei ».
Antonietta
de Geuser - Serva di Dio
«
Essere abbracciata da quest'Amore, illuminata da questa luce, lasciarmi
consumare... possedere... tutto qui... Com'è semplice... lasciare che Egli mi
penetri tutta quanta...
«
Oh! che Egli penetri in me e mi pervada fino alla consumazione del mio « io »...
finché noi due non siamo più che una cosa sola.
«
Oh! la misera cosuccia consumata in Dio...
«
Ho visto il Verbo in Dio... Splendore del Padre... Una cosa sola con Lui e con
lo Spirito Santo... che si abbassava verso di me, che sono una cosa sola nelle
Tre Persone...
«
Sepolta nell'Unità delle Tre Persone... perduta nell'adorazione ».
«
Ho sentito come un gran vuoto in me che si ricolmava di Amore, come se il
tutto si sostituisse al nulla. Ho sentito in me la presenza dello Spirito di
Amore e da lui sono stata trasformata nella stessa SS. Trinità ».
Chi
ha operato in Lei questa meraviglia? La Madonna. Ella lo afferma chiaramente
«
Nella festa della Natività di Maria SS.ma, io mi abbandono, SS. Trinità, Unità
indivisibile, per mezzo di Maria SS., interamente alla vostra volontà
adorabile. Amore divino, consumatevi tutta intera in voi. Non sia più io che
vivo, ma voi vivete in me per la vostra gloria, per quella del nostro comune
Padre e della SS. Trinità ».
«
Nel mio nome (« Maria della Trinità », nome che si era scelto come modello e
ideale di vita), non vedo soltanto l'ideale, vi scorgo il sentiero da seguire (Maria)
per raggiungerlo. Vi scorgo un'immolazione così profonda, un annientamento
così grande, che nessuna sofferenza umana può condurmi sin là; soltanto il
fuoco ardente dell'Amore Divino, può completare il mio olocausto. Mi
abbandono dunque a questo Amore, che dopo avermi chiamata, deve finire di
consumarmi ».
Maria
è « veramente » Madre! affidiamoci a Lei.
«
Maria, « nascosta in Dio con Gesù Cristo », è veramente Madre! Io
abbandono sempre più ciecamente ogni mia cosa nelle sue mani e vivo nella sua
ubbidienza. Essa dispone tutte le cose in modo ammirevole. Mai potrò dire
tutto ciò che debbo alla mia Madre incomparabile, e neppure ringraziarla
abbastanza della sua bontà verso la sua figliola! ».
Ed
ecco l'augurio che quest'anima privilegiata faceva a quanti amava:
«
La Madonna Immacolata lasci la sua impronta su tutti, affinché siate tutti
consumati nell'Unità. Che Iddio tragga da ciascuno di voi il massimo di gloria
e che in ognuno di voi la SS. Vergine possa trovare le sue delizie... ».
A
conclusione di questo libretto - che penso aiuterà qualche anima a scoprire
il posto che spetta alla Madonna nel nostro cammino verso Dio - stanno bene e
acquistano più profonda comprensione le parole che la Liturgia attribuisce
alla Mamma celeste:
ORA,
FIGLI, ASCOLTATEMI: BEATI QUELLI CHE SEGUONO LE MIE VIE! BEATO L'UOMO CHE MI
ASCOLTA, VEGLIANDO OGNI GIORNO ALLE MIE PORTE. INFATTI, CHI TROVA ME TROVA LA
VITA, E OTTIENE FAVORE DAL SIGNORE
(Prov.
8, 32, 34, 35).
N.
B. - Queste brevi pagine sul cammino ascetico e mistico dell'anima verso Dio,
sotto la guida di Maria, non vogliono in nessun modo far credere che la santità
consista in una vita fuori del normale quotidiano, e tanto meno nelle visioni.
Il
Dottore Mistico S. Giovanni della Croce ci dice che « è più preziosa davanti
a Dio un'opera o atto di volontà fatto in carità che tutte le visioni o rivelazioni
e comunicazioni che si possono avere dal cielo, perché queste non sono nè
merito nè demerito » e che « molte anime, non avendo nessuna di esse, si
trovano senza comparazione più avanti nella perfezione di altre anime che ne
hanno molte » (Salita al Carmelo, 11, 20).