MARIA NELLA NOSTRA VITA EUCARISTICA

Adorazioni Eucaristiche

tratte dai "Cenacoli di Vita Mariana" di Don Venanzio Bonicco Dicembre 1992 - Gennaio/Febbraio 1993

 

Adorazione e Rosario

La lettera apostolica Rosarium Virginis Mariae ci ha ulterior­mente aiutato a oltrepassare una visione del Rosario come preghie­ra semplicemente mariana, invitando a valorizzare l'impronta emi­nentemente cristologia di esso: contemplare i misteri di Cristo con gli occhi ed il cuore di Maria, in comunione con Lei e sul suo esempio.

Se rimane vero che durante l'esposizione del Santissimo Sacramento non si devono compiere altre pratiche devozionali in onore della Vergine Maria e dei Santi (cfr. Direttorio pietà popolare 165), si comprende però che il magistero non escluda il Rosario: è appunto in forza di questo suo carattere che và sottolineato e svi­luppato.

Proprio in vista dell'Anno dell'Eucaristia, il Papa ha scritto: "lo stesso Rosario, compreso nel suo senso profondo, biblico e cristo­centrico, che ho raccomandato nella Lettera apostolica ‘Rosarium Virginis Mariae’ potrà essere una via particolarmente adatta alla contemplazione eucaristica, attuata in compagnia ed alla scuola di Maria". Pertanto vanno riscoperti e promossi nella pratica pastora­le gli elementi offerti nella Rosarium Virginis Mariae, cap. III. L' ascolto di un testo biblico, il silenzio meditativo, la clausola cri­stologia dopo il nome di Gesù al centro dell'Ave Maria, il Gloria cantato, una adatta preghiera conclusiva rivolta a Cristo anche in forma litanica, favoriscono l'indole contemplativa che qualifica la preghiera davanti al Santissimo custodito nel tabernacolo o espo­sto.

Recitare il Rosario di fretta, l'assenza di spazio meditativo, l'in­sufficiente orientamento cristologico, non aiutano a lasciarsi incon­trare da Cristo presente nel sacramento dell'altare. Quanto alle lita­nie della Vergine, che sono un atto cultuale a sé stante, non necessariamente legato al Rosario (cfr. Direttorio pietà popolare, 203), esse possono più opportunamente essere sostituite da litanie rivolte direttamente a Cristo (ad es. le litanie del Cuore di Gesù, del Sangue di Cristo). (Anno dell'Eucaristia: suggerimenti e proposte­Congregazione del Culto divino e la Disciplina dei Sacramenti).

 

Adorazione

Col segno della Croce, lodiamo la Trinità:

NEL NOME DEL PADRE, DEL FIGLIO E DELLO SPIRITO SANTO

 

Entriamo devotamente nella preghiera:

Come ci insegna la Vera Devozione, rinunciamo alle no­stre disposizioni, per quanto buone ci possano sembrare, e chiediamo alla Mamma celeste che ci dia le sue:

RINUNCIO A ME E A TE MI AFFIDO

Raccoglimento:

Procuriamo anche, durante tutto il tempo della preghiera, di richiamarci a questa dipendenza da Lei, per essere gui­dati dal suo spirito:

VIENI O SPIRITO SANTO, VIENI A NOI IN MARIA

 

Eucaristia - sacrificio

"Il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: "Questo è il mio corpo, offerto in sacrificio per voi. Fate questo in memoria di me" (Lc 22, 19; 1 Cor 11, 22 - 24).

Con queste divine parole, Gesù istituisce l'Eucaristia, antici­pando sacramentalmente in Essa il sacrificio della croce e l'ap­plicazione dei suoi meriti infiniti.

Il sacramento dell'Eucaristia non solo ci dà la vita divina, co­me gli altri sacramenti: esso contiene realmente Cristo, l'autore della nostra vita divina.

Tratteremo dell'infinita ricchezza di questo sacramento in due CENACOLI: l'Eucaristia-sacrificio, l'Eucaristia-comunio­ne, pregando con i Misteri Dolorosi.

"La Messa procura la presenza (di Cristo) che l'Incarnazione ci aveva donata; estende l'Incarnazione nell'universo attuale, ed in questo modo diffonde sacramentalmente nel mondo intero ciò che l'Incarnazione aveva recato in un solo luogo della terra.

È tanto vero, che si è paragonata la venuta di Cristo sull'alta­re alla sua nascita nel seno della Vergine Maria, e che si è rico­nosciuto al sacerdote un potere che, sotto certi aspetti, rassomi­glia al privilegio accordato alla Madre di Gesù. Si è detto che il sacerdote fa venire il Salvatore in questo mondo, come lo aveva fatto venire Maria.

In realtà vi è una gran differenza di compiti e di poteri fra Maria ed il sacerdote. Maria ha ricevuto una missione unica ed una qualificazione eccezionale a causa della sua maternità. Ella ha concorso all'Incarnazione col suo assenso e col suo apporto corporeo, prestandosi all'azione dello Spirito Santo. Ella è stata incaricata di dare al mondo il Salvatore. Non ha mai avuto, pe­rò, poteri sacerdotali: il potere, essenzialmente, di rendere pre­sente Cristo con la consacrazione non le è mai stato concesso. In tal senso il sacerdote possiede un potere che non è stato dato a Maria.

Ma quando il sacerdote esercita questo potere durante la celebrazione della Messa, non può dire "Questo è il mio Corpo, se non del Corpo nato da Maria Vergine. Se rende Cristo presente in modo sacramentale sull'altare, è perché Maria ha contribuito alla formazione del suo corpo e gli ha assicurato una nascita umana. Nell'atto sacerdotale della Messa si espande il frutto della missione materna di Maria Vergine.

Al momento della consacrazione il sacerdote raccoglie questo frutto: il Corpo che misteriosamente tiene fra le sue dita è quello che era stato dapprima confidato nelle mani della Vergine Maria; è da queste mani materne che questo Corpo gli è dato, così come proviene dal suo seno materno. Maria ha preparato la venuta del Salvatore nella Messa.

L'azione di Maria e l'azione del sacerdote non sono due azioni parallele: l'una è origine e fondamento dell'altra.

Da una parte e dall'altra vi è una collaborazione umana per il compimento di un mistero divino, collaborazione richiesta da Dio e di importanza decisiva; senza il consenso di Maria non vi sarebbe stata Incarnazione e senza il ministero sacerdotale, la Carne di Cristo non si renderebbe presente nella Messa. Da un lato, però, è in concorso all'opera dell'Incarnazione; dall'altro, un concorso al suo prolungamento attuale. Da un lato, ancora, è un compito materno, dall'altro un atto sacramentale compiuto in nome del Signore.

Dalle due parti la cooperazione umana è richiesta precisamen­te perché l'Incarnazione sia più profonda, più completa. Grazie alla Vergine Maria, il Figlio di Dio diventa il Figlio dell'uomo e si collega alla razza umana, alle generazioni che l'hanno prece­duto; appartiene ad un popolo, ad un ambiente, ad una famiglia; grazie a Lei, Egli è simile ad altri uomini. Grazie al sacerdote, Cristo introduce la sua presenza in una determinata comunità e torna a rivivere in un ambiente umano.

Perché questo completamento e questo approfondimento dell'Incarnazione con la Messa? Perché Cristo ha voluto spinge­re sino all'estremo la sua intenzione di diffondere nell'universo la sua presenza divina. Il suo scopo finale è quello di realizzare una penetrazione universale della vita divina in questo mondo: che Dio sia "tutto in tutti" (1 Cor 15, 28)" J. Galot

 

RIFLESSIONI

Presenza di Cristo nell'Ostia

Conosciamo il mistero di Cristo-Eucaristico

Crediamo che Gesù Cristo è veramente nell'Eucaristia, perché Egli stesso ha detto "suo Corpo e suo Sangue" il pane ed il vino consacrato. Dicendo "Questo è il mio Corpo", Gesù voleva significare la presenza della sua Persona, quin­di anche della sua anima e della sua Divinità, indissolubil­mente unite al suo Corpo.

Noi sappiamo che Gesù Cristo è Dio: quindi la sua parola è onnipotente, opera ciò che dice, come infinite volte Egli ha dimostrano nel Vangelo, facendo i miracoli: acqua cambiata in vino, i pani moltiplicati, malati guariti, morti risuscitati...

La Chiesa, guidata in modo infallibile dallo Spirito Santo, ha sempre chiaramente insegnato questa verità confermata dai miracoli eucaristici; la nostra esperienza personale non ci lascia dubbi: nell'Ostia c'è il nostro Dio che ci ama! Guardiamolo con fede!

 

Viviamo il mistero di Cristo-Eucaristico insieme a Maria SS.ma

Genti tutte, proclamate il mistero del Signore - del suo Corpo e del suo Sangue - che la Vergine donò - e fu sparso in sacrificio - per salvare l'umanità. Maria è la Madre di Gesù; Gesù è Dio: quindi Maria è la Madre di Dio, come viene ricordato da ogni Ave Maria. È una verità grandissima, gioiosa, così facile a dirsi... Ma proviamo a pensarla un poco: miliardi di miliardi di stelle si muovono nell'universo con un ordine perfetto, in uno spazio di miliardi di anni luce, alla velocità di 300.000 kilometri al minuto secondo. Chi dà loro esistenza, movimento, ordine? Dio: onnipotenza infini­ta, sapienza infinita, amore infinito. Dio: Padre, Figlio, Spirito Santo.

Tre persone divine, tre "Tu" che ci amano e che sollecita­no il nostro amore, nel quale ci vogliono rendere eternamen­te felici. Dio ci ama: ci ha dato l'esistenza; è venuto sulla terra a vivere con noi; vuole vivere in noi; farsi vivere da noi; farsi mangiare da noi! Gesù, Pane vivente, sull'Altare: guardiamolo con gli occhi della fede, con gli occhi della sua Mamma, l'Immacolata.

 

1° Mistero Doloroso: l'agonia di Gesù nel Getsemani

"Padre, non si compia la mia, ma la tua volontà". Nei sa­crifici antichi le vittime venivano consumate dal fuoco: Gesù, vittima divina, è consumato dall'Amore alla Volontà del Padre.

Gesù, per noi peccatori, accetta il calice della passione; guardiamolo nell'Ostia e chiediamogli amore al patire. Cuore Immacolato di Maria, vivi la grazia del Mistero nell'anima mia. Padre nostro - dieci Ave - Gloria - O Gesù, perdona ...

RIFLESSIONI

Adoriamo Gesù nell'Ostia

Conosciamo il mistero di Cristo-Eucaristico

Nel sacrificio dell'Altare è contenuto ed immolato in mo­do incruento lo stesso Cristo che, sull'altare della Croce, si è offerto in modo sanguinoso.

Il sacrificio appartiene all'essenza stessa della religione ed è antico quanto essa. Con il sacrificio, le creature riconosco­no che Dio è TUTTO ed essa è niente: deve quindi essere disposta ad accettare il suo niente fino ad annullarsi, a scom­parire.

Questo il significato delle vittime consumate totalmente dal fuoco, nell'olocausto. Questo il significato del sacrificio di Gesù: Egli ci ha amato ed ha dato se stesso per noi (ci ha sostituiti), offrendosi in sacrificio di soave odore al Padre" (Ef 5, 2).

Adorare significa riconoscere il nostro niente davanti a Dio, quindi la nostra totale dipendenza dalla sua Volontà, ed essere disposti ad amarla con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutte le forze. Guardiamo Gesù nel suo annientamento eucaristico e uniamo la nostra adorazione alla sua.

 

Viviamo il mistero di Cristo-Eucaristico insieme a Maria SS.ma

Gesù è il vero Adoratore del Padre in spirito e verità e la creatura intelligente non può fare di meglio che imitarlo.

Maria è stata la prima creatura unita a Gesù-Adoratore, per questo è stata anche la prima ad aver parte alle sue umilia­zioni di Vittima per i nostri peccati.

Ella ha fatto sua la Volontà di Dio Padre nell'umiliare il proprio Figlio, e del Figlio nell'umiliare se stesso, accettan­do con amore di essere la Madre umiliata del Servo umile ed ubbidiente.

Il Fuoco d'amore che Cristo ha portato dal Cielo, ha unito il Figlio e la Madre, consumandoli in un unico olocausto di sottomissione perfetta al Creatore. chiediamole di saperla imitare.

 

2° Mistero Doloroso: Gesù è flagellato a sangue

La Madre, "Pei peccati delle genti - Gesù vide nei tormen­ti - da flagelli lacero".

I peccati di impurità per i quali Gesù Ostia ha patito la fla­gellazione, si sono enormemente moltiplicati nel mondo: ac­cettare la sofferenza e le molestie delle tentazioni, in unione ai patimenti di Cristo, è riconoscere la nostra condizione di creature peccatrici ed è aiutare Gesù e Maria a salvare i fra­telli.

Cuore Immacolato di Maria, vivi la grazia del Mistero nell'anima mia.

Padre nostro - dieci Ave - Gloria - O Gesù, perdona ...

RIFLESSIONI

Ringraziamo con Gesù Eucaristico

Conosciamo il mistero di Cristo-Eucaristico

Eucaristia significa ringraziamento: è il GRAZIE infinito, perenne, detto da Gesù al Padre con l'offerta di se stesso nel­l'ultima Cena e fissato per sempre nel divino Sacramento dell'Altare.

È il solo GRAZIE degno di Dio: non un grazie-parola, ma un grazie-amore, che si unisce e si identifica in Gesù con il grazie eterno del Verbo a Dio Padre.

Se ci sentiamo in dovere di dire grazie a Dio per i tanti suoi doni e, insieme, ci sentiamo incapaci, pensiamo alla Messa, pensiamo a1 Tabernacolo, dove il grazie di Gesù sale costante e infinito al Padre.

Uniamo il nostro grazie al suo, imitiamo il suo grazie che è offerta di vita, desiderosi di divenire sempre più con Lui "ostie pure, ostie sante, ostie immacolate, Pane santo di vita e calici di salvezza" (Liturgia).

Dio aspetta il nostro grazie e lo ricambia arricchendoci di nuovo amore.

 

Viviamo il mistero di Cristo-Eucaristico insieme a Maria SS.ma

L'Eucaristia è il GRAZIE di Gesù al Padre per tutta la creazione: sappiamo immaginare il grazie di Maria fuso con quello del Figlio, quando Ella assisteva alla S. Messa e si co­municava?

Quale spettacolo divino vedere le lodi, le adorazioni che rendeva a Dio quell'Anima irradiata dalla luce di Cristo; il vedere tutto l'amore di quel Cuore, il vedere in Lei sola, già fin dal primo istante della sua esistenza, tutta la grazia che lo Spirito Santo avrebbe diffusa in tutta la Chiesa!

Lodi più perfette di quelle che di tutti gli uomini e di tutti gli angeli riunite insieme, inferiori soltanto a quelle di Cristo!

Uniamo la nostra lode eucaristica a quella della Vergine `fusa con la lode di Gesù. Ma non dimentichiamo che, come la riconoscenza di Gesù al Padre è fatta di dono di sé, così anche quella di Maria. Imitiamoli: ringraziamo con la vita.

 

3° Mistero Doloroso: Gesù coronato di spine

Gesù ha raccolto nell'Eucaristia il suo ‘grazie’ al Padre per il dono dell'amore ottenuto mediante il patire: sappia­molo imitare.

Gesù accetta con infinito amore la coronazione di spine: ogni sua pena è purificazione dell'umanità che vuole rende­re degna di Dio. Chiediamogli di fare nostra l'umiltà eucari­stica.

Cuore Immacolato di Maria, vivi la grazia del Mistero nell'anima mia.

Padre nostro - dieci Ave - Gloria - O Gesù, perdona ...

RIFLESSIONI

Ripariamo con Gesù Eucaristico

Conosciamo il mistero di Cristo-Eucaristico

"Il Signore fece ricadere su di lui l'iniquità di noi tutti" (Is 53, 6). Ricordiamo gli ultimi istanti del nostro Signore: "Ecco, l'ultimo spasimo. Una convulsione atroce, che pare voglia svellere il corpo infisso, con i tre chiodi, dal legno e fa rovesciare violentemente il capo che percuote contro il le­gno, duramente; contrae in uno spasimo tutti i muscoli del volto,; un grido potente, impensabile in quel corpo sfinito, si sprigiona, lacera l'aria: il grande grido di cui parlano i Vangeli e che è la prima parte della parola "Mamma" ... Poi più nulla. La testa ricade sul petto, il corpo in avanti, il fremito cessa, cessa il respiro. Gesù è morto" (M.V. Vol 9).

La Messa rinnova il sacrificio della Croce. Questo sacrifi­cio ... Andiamo, si, alla Messa per chiedere grazie e anche il perdono che Gesù ci ha meritato con la sua passione; ma an­diamoci anche per capire che cosa è il peccato, per imparare a non offendere più il nostro Dio, già troppo offeso, come ci ha implorati il Cuore di Maria a Fatima!

Gesù continua a soffrire nel suo Corpo mistico, in noi e in ogni persona del mondo e ogni nostro peccato è causa di quella sofferenza. Compatiamo pure chi soffre, ma evitiamo di causare sofferenze con i nostri egoismi.

Chiediamo perdono a Gesù di averlo fatto soffrire nei no­stri fratelli.

 

Viviamo il mistero di Cristo-Eucaristico insieme a Maria SS.ma

L'immolazione di Gesù non è separabile da quella della sua divina Madre. Come le loro due volontà ne formavano una sola, così Essi offrirono insieme il medesimo olocausto: Gesù con il Sangue del corpo, Maria con il Sangue del cuo­re. Strettamente associata alla immolazione del Figlio, la Vergine è resa partecipe della fecondità della Redenzione, divenendo la nostra madre, come Gesù l'ha proclamata dalla Croce.

Non dimentichiamolo mai: Maria è divenuta nostra Madre sul Calvario! È una Madre che ha sofferto per i nostri peccati e ancora continua a soffrire nei suoi figli. Quanti appelli ac­corati a Lourdes, la Salette, Fatima, Siracusa, Medjugorje ... Quante lacrime versate per noi anche oggi!

Dal Concilio Vaticano Il al dicembre 1990, ottanta mila preti hanno rinnegato il loro sacerdozio: "Credevamo che dopo il Concilio, dice accoratamente Paolo VI, sarebbe ve­nuta una giornata di sole per la Chiesa, invece solo nubi, tempesta e buio" (29 giugno 1972).

Cinquanta milioni di bambini innocenti vengono uccisi ogni anno dall'aborto. Non chiudiamo gli occhi e il cuore al­le lacrime della Mamma.

 

4° Mistero Doloroso: Gesù sale al Calvario sotto il peso della croce

"C'è un battesimo (di sangue) che devo ricevere: e come sono angosciato, finché non sia compiuto!" (Lc 12, 50) Gesù porta la croce con la gioia di purificarci dal peccato. Oh, se sapessimo un poco imitarlo! ...

Gesù nell'Eucaristia è sempre in stato di vittima per i no­stri peccati e per i peccati del mondo: valorizziamo sempre la nostra preghiera di riparazione unendola alla sua, insieme alla Mamma celeste.

Cuore Immacolato di Maria, vivi la grazia del Mistero nell'anima mia.

Padre nostro - dieci Ave - Gloria - O Gesù, perdona ...

RIFLESSIONI

Preghiamo con Gesù Eucaristico

Conosciamo il mistero di Cristo-Eucaristico

La Messa è anche un sacrificio di impetrazione.

La nostra povertà è immensa: abbiamo continuamente bi­sogno di luce, di forza, di conforto. Troveremo questi soc­corsi nella S. Messa. Nell'Ostia, infatti, è veramente Colui che ha detto: "Io sono la Luce del mondo, io sono la Via, io sono la Verità. Venite a me voi tutti che soffrite, io vi conso­lerò"

È lo stesso Gesù che è passato ovunque facendo del bene, che ha perdonato ai peccatori pentiti e anche al buon ladrone sulla croce; che ha liberato gli indemoniati, guarito gli infer­mi, risuscitato i morti.

Lo stesso Gesù che ha lasciato riposare la testa di S. Giovanni sul suo Cuore divino. Egli è nell'Ostia come vitti­ma santa, vivo e orante per noi ed offre se stesso al Padre per ottenerci le grazie di vita che ci sono necessarie.

Ricordiamo bene, tuttavia, che Gesù più che alle nostre parole, guarda al nostro cuore: presentiamoci sempre spas­sionatamente sinceri a Gesù, evitiamogli la pena di doverci dire, come ai farisei: "Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me" (Mt 15, 8).

Perché Gesù ha sempre ottenuto tutto dal Padre? Perché tutto gli ha dato! Imitiamo Gesù.

 

Viviamo il mistero di Cristo-Eucaristico insieme a Maria SS.ma

"Andiamo dunque con fiducia al trono della grazia, per ricevere misericordia e trovare grazia ed aiuto al momento op­portuno" (Eb 4, 16).

Se già il mistero dell'Incarnazione, come ci insegna il Trattato della vera devozione (n. 248), è per noi il trono della grazia e della liberalità divina, quanto più il mistero eucari­stico che raccoglie l'intera vita di Gesù Redentore.

Sull'Altare, come in Cielo, Gesù è il nostro divino Sacerdote, vivo ed orante per noi (Eb 7, 25): e chi più desi­deroso di chiedergli grazie per noi che la divina sua Madre e Madre nostra dolcissima?

Maria è inseparabile da Gesù: unita quindi a Lui nel Tabernacolo; diciamole di pregare Gesù per noi e tutto ot­terremo. Dunque grande fiducia, ma anche grande impegno nell'amarla e nel farla amare.

Ascoltiamo Lei ed Ella ascolterà anche noi.

 

5° Mistero Doloroso: Gesù muore sulla croce

"Egli è la vittima di espiazione per i nostri peccati, non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo" (1 Gv 2, 2) "Noi abbiamo un avvocato presso il Padre: Gesù Cristo giusto" (ivi 1).

Pensando a Gesù che dalla croce ci dice: "Ecco tua Madre" ringraziamolo per un dono così grande e chiediamo­gli di saper vivere da veri figli e apostoli della Mamma cele­ste.

Cuore Immacolato di Maria, vivi la grazia del Mistero nell'anima mia.

Padre nostro - dieci Ave - Gloria - O Gesù, perdona ...

 

LITANIE DELLA SANTA EUCARISTIA

Cristo pietà,

Signore pietà,

Cristo ascoltaci,

Cristo esaudiscici,

Padre celeste Dio, abbi pietà di noi

Figlio, Redentore del mondo, Dio abbi pietà di noi

Spirito Santo, Dio abbi pietà di noi

Santa Trinità unico Dio abbi pietà di noi

Santissima Eucaristia, noi ti adoriamo

Dono ineffabile del Padre, noi ti adoriamo

Segno dell'Amore supremo del Figlio, noi ti adoriamo

Prodigio di carità dello Spirito Santo, noi ti adoriamo

Frutto benedetto della Vergine Maria, noi ti adoriamo

Sacramento del Corpo e del Sangue di Cristo, noi ti adoriamo

Sacramento che perpetua il sacrificio della Croce, noi ti adoriamo

Sacramento della nuova ed eterna alleanza, noi ti adoriamo

Memoriale della morte e Risurrezione del Signore, noi ti adoriamo

Memoriale della nostra salvezza, noi ti adoriamo

Sacrificio di lode e di ringraziamento, noi ti adoriamo

Sacrificio di espiazione e di propiziazione, noi ti adoriamo

Dimora di Dio con gli uomini, noi ti adoriamo

Banchetto delle nozze dell'Agnello, noi ti adoriamo

Pane vivo disceso dal Cielo, noi ti adoriamo

Manna nascosta piena di dolcezza, noi ti adoriamo

Vero Agnello pasquale, noi ti adoriamo

Diadema dei sacerdoti, noi ti adoriamo

Tesoro dei fedeli, noi ti adoriamo

Viatico della Chiesa pellegrinante, noi ti adoriamo

Rimedio delle nostre quotidiane infermità, noi ti adoriamo

Farmaco di immortalità, noi ti adoriamo

Mistero della fede, noi ti adoriamo

Sostegno della speranza, noi ti adoriamo

Vincolo della carità, noi ti adoriamo

Segno di unità e di pace, noi ti adoriamo

Sorgente di gioia purissima, noi ti adoriamo

Sacramento che germina i vergini, noi ti adoriamo

Sacramento che dà forza e vigore, noi ti adoriamo

Pregustazione del convito celeste, noi ti adoriamo

Pegno della nostra risurrezione, noi ti adoriamo

Pegno della gloria futura, noi ti adoriamo

Agnello di Dio che togli i peccati del mondo, perdonaci Signore

Agnello di Dio che togli i peccati del mondo, esaudiscici Signore

Agnello di Dio che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi

Hai dato loro il pane disceso dal Cielo Che porta in sé ogni dolcezza

Preghiamo: Signore Gesù Cristo, che nel mirabile sacramento dell' Eu­caristia ci hai lasciato il memoriale della tua Pasqua, fa che adoriamo con viva fede il santo mistero del tuo Corpo e del tuo Sangue, per sentire sempre in noi i benefici della reden­zione.

Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.

 

Eucaristia - comunione

In questo Cenacolo mediteremo sull'Eucaristia - comunione riservando al prossimo la meditazione sull'Eucaristia - presen­za dei Tabernacoli.

"Gesù è nell'Eucaristia. Realmente vivente e glorioso nel Pane consacrato. Ed è lì per te.

Si è fatto Eucaristia-sacrificio per rendere permanente nel mondo il mistero pasquale della sua Morte e della sua Risurrezione; per mettere a contatto attuale con te qui, con te ora - in ogni Messa cui tu partecipi- il suo Sacrificio del Golgota, la sua Risurrezione gloriosa.

Si è fatto Eucaristia-comunione per farsi nutrimento di te, per inondarti d'amore con l'alimento del suo Corpo e del suo Sangue, della sua Anima e del suo essere Iddio.

Ogni Comunione che ricevi tu ti nutrirai di Dio.

Tu ti nutrirai del Corpo glorioso e vivente del Risorto Gesù. Ogni comunione che ricevi è un avvenimento eccezionale e straordinario, ogni volta sempre nuovo. E come un'Incarnazione di Gesù, vivente e glorioso, nel tuo cuore di carne. Come all'Annunciazione. Ogni volta è come un'Incarnazione di Gesù in te. Reale, vera, sconvolgente.

Nella Comunione "si mangia la sua carne e si beve il suo sangue" (Gv, 6, 55). In ogni Comunione tu ricevi e assimili in te il Corpo glorioso e vivente del Signore Gesù; il suo Corpo glorioso di Risorto ti investe, ti assorbe, ti assimila.

Alla Comunione tu "bevi il Sangue di Cristo". Tu bevi la vita di lui: il suo esistere... il suo essere... il suo sentire... il suo vo­lere. Ogni Comunione è una trasfusione del Sangue di Gesù in te. Un assorbimento di luce in te. È la vita di lui inserita nella tua vita.

Nella Comunione tu diventi un "cuor solo ed un'anima sola" con Gesù. Tu ricevi ed assorbi il suo Cuore e la sua Anima. Tu divieni con lui un "Cuore solo". Il Cuore di lui, il Sacro Cuore. Nella Comunione tu hai nel tuo cuore il Cuore di lui. Tu hai nel tuo petto di carne il Sacro Cuore. Non è immaginazione. È la stupenda realtà di ogni Comunione.

Chiedi alla Madonna che nelle tue Comunioni non si depositi la patina dell'assuefazioni e l'usura delle cose di sempre. Che ogni tua Comunione sia un avvenimento straordinario, un evento nuovo. Ogni volta come una tua nuova Nazareth d'Incarnazione.

La Madonna ti comunichi una sete sempre più viva di Eucaristia. La Madonna ti comunichi sete d'Eucaristia come chi è assetato nel deserto. "Come il cervo assetato anela alla fonte delle acque" (Salmo 41, 2), così la tua anima aneli alla Comunione. Chi è assetato s'accosta con ardore alle sorgenti delle acque.

Chiedi alla Madonna di vivere e di volere da "innamorato di Gesù". Amare Gesù è fare unità di esistenza con lui. È sussul­tare di gioia alla vista di lui, vivente nel Tabernacolo e nel cuo­re dei fratelli. È sussultare d'amore all'ascolto della sua voce, che è incisa nel Vangelo. È aver sete di Vangelo, Vangelo, Vangelo. È vivere il Vangelo per avere più luce. Solo se si vive il Vangelo, si è ammessi a ricevere nuove luci sul Vangelo.

Amare è imitare. È assimilare. È assorbire Gesù. Nei suoi sentimenti, nella sua mentalità, nel suo modo di pensare, di parlare, di agire. La consacrazione a Maria porta a questo vor­tice cristocentrico di vita d'amore. Maria ti porta a Gesù.

Fino alla fusione d'amore con lui. Fino all'identità con lui." (Mons. Farano)

 

Preghiera Eucaristica

Signore, resta con noi! Queste parole hanno pronuncia­to per la prima volta i discepoli di Emmaus.

In seguito, nel corso dei secoli, le hanno pronunciate in­finite volte, le labbra di tanti tuoi discepoli e confessori, o Cristo!

Resta con noi oggi, e resta d'ora in poi tutti i giorni, conforme al desiderio del mio cuore, che accogli l'appel­lo di tanti cuori da tante parti, a volte lontane ...

Resta affinché noi possiamo trattenerci con te nella pre­ghiera di adorazione e di ringraziamento, nella preghiera di espiazione e di domanda.

Resta tu che sei contemporaneamente velato nel mistero eucaristico della fede ed insieme svelato sotto le specie del Pane e del Vino che hai assunto in questo sacramento.

Resta perché si riconfermi incessantemente la tua pre­senza in questo tempio, e tutti quelli che entrano avverto­no che esso è la tua casa, la dimora di Dio con gli uomini e, visitandolo, trovino in esso la sorgente stessa di vita e di santità che zampilla dal tuo Cuore eucaristico. Giovanni Paolo II

 

RIFLESSIONI

Gesù, nostro Pane di vita!

Conosciamo il mistero di Cristo-Eucaristico

Gesù, il Figlio di Dio, non è venuto dal Cielo solo per otte­nerci il perdono dei nostri peccati: è venuto per portarci la vita di Dio, la sua vita (Gv 10, 10), in tutta la sua sovrabbon­danza. In Cristo infatti si trova corporalmente la pienezza della divinità (Col 2, 9).

Per poter comunicare a noi nel modo più completo la sua vita di Figlio di Dio (farci con Lui figli di Dio), Egli si è fat­to nostro nutrimento: ha voluto farsi mangiare!

Per la vita del corpo, Dio ci ha dato il pane che la conserva e l'accresce, per la vita dell'anima ci ha dato Se stesso "Pane vivo, disceso dal Cielo" (Gv 6, 51): "Come il Padre che ha la vita, ha mandato me, ed io vivo per il Padre, così - dice Gesù - colui che mangia di me vivrà per me. Chi mangia questo pane, vivrà in eterno" (Gv 6, 57 - 8).

Guardiamo Gesù nell'Ostia: cosa dobbiamo dirgli?

 

Viviamo l'Eucaristia con la Mamma di Gesù

Il Trattato della Vera Devozione termina con la S. Comunione. Non è un'aggiunta al Trattato, ma la sua con­clusione logica, naturale.

Maria ci ha dato Gesù e ci aiuta a vivere Gesù. È il Figlio suo: a Lei il compito materno di farlo vivere alla Chiesa, ad ogni anima.

Nella Comunione ci è offerta la più alta possibilità della nostra crescita e trasformazione in Cristo: vivere Gesù­Eucaristico è tutta la nostra più alta perfezione di figli di Dio.

Se tanta difficoltà noi incontriamo a seguirlo nei misteri della sua vita terrena, come saremo capaci di vivere la sua vita celeste, offerta a noi nella S. Comunione?

Comunicarci con Maria è assicurarci il frutto più prezioso della S. Eucaristia.

 

1° Mistero Doloroso: "Padre, non sia fatta la mia, ma la tua volontà" (Lc 22, 42)

"Il mio cibo e fare la volontà di colui che mi ha mandato" (Gv 4, 32). L'amore che Dio Padre ha per Gesù e per noi stà tutto nella sua volontà: impariamo a nutrirci di questo amo­re.

Nell'Ostia santa vi è Gesù del Getsemani: chiediamo alla Mamma celeste che ha bevuto sempre insieme a Gesù la vo­lontà del Padre, che ci insegni ad assimilarcela nella S. Comunione.

Cuore Immacolato di Maria, vivi la grazia del Mistero nell'anima mia.

Padre nostro - dieci Ave - Gloria - 0 Gesù, perdona

 

RIFLESSIONI

Gesù Eucaristia ci vuole trasformare in Sé

Conosciamo il mistero di Cristo-Eucaristico

S. Agostino fa dire a Cristo: "Io sono il Pane dei forti: abbi fede e mangiami; ma tu non Mi cambierai in te: sarò lo a tra­sformarti in Me".

Lo vediamo nella natura: il vivente superiore trasforma in sé quello inferiore: il vegetale, le piante, i fertilizzanti; gli animali i vegetali; l'uomo vegetali ed animali. Cristo, Figlio di Dio, viene a noi per trasformarci in Lui!

Ma Cristo è cibo dell'anima: è questa che vuole nutrire: la nostra intelligenza con la sua verità; la nostra volontà con la sua. Quindi chi vuole essere trasformato in Cristo deve cam­biare la propria mentalità in quella di Gesù; la propria volon­tà nella sua.

Viene trasformata in Cristo l'anima che risponde al suo amore, imitando il suo amore.

L'azione eucaristica trabocca poi dall'anima sul corpo, sottomettendolo all'azione della vita divina: la presenza di­vina di Gesù e la sua virtù santificatrice impregnano così profondamente tutto il nostro essere, corpo ed anima, da cambiarci gradatamente in Lui: "Non sono più io che vivo: Cristo vive in me" (Gal 2, 20). Vivo così la mia vita eucari­stica?

 

Viviamo l'Eucaristia con la mamma di Gesù prima della S. Comunione

Gesù si è dato a noi in cibo per farci vivere in Lui, total­mente. Questo è anche il desiderio del Padre perché vuole

vedere in noi dei figli, in tutto simili a Cristo. Ma noi sappia­mo degnamente valorizzare la S. Eucaristia? Lasciarci tra­sformare da Essa in veri figli di Dio?

Mettete nelle mani di un bambino una perla di valore gran­dissimo: cosa saprà farne?

Il Verbo, presente nell'Eucaristia, è il tesoro più grande che Dio Padre abbia potuto dare all'umanità (Gv 3,16): per questo lo ha affidato all'Immacolata Concezione, creata ap­positamente, perché degnamente lo valorizzasse e potesse farlo valorizzare a noi...

Riconosciamo perciò umilmente la nostra incapacità di vi­vere saggiamente l'azione della nostra giornata che più ci deve trasformare in figli di Dio: la S. Comunione! Rinunciamo a noi per affidare all'Immacolata, la quale ben volentieri ci sostituirà presso Gesù e ci otterrà di valorizzare al massimo la sua venuta in noi.

 

2° Mistero Doloroso: Gesù flagellato

Perché? Per purificare il nostro corpo di peccato (Gal 5,24) e per insegnarci a sottomettere le passioni alla ragione e alla grazia, perché, non domate, ci impediscono di amare e di fare la volontà di Dio.

Nell'Eucaristia c'è Gesù - flagellato: chiediamo alla Mamma che ce lo faccia vivere, perché, liberi dalle passioni dei sensi, possiamo meglio conoscerlo (Mt 5,8) e amarlo.

Cuore Immacolato di Maria, vivi la grazia del Mistero nell'anima mia.

Padre nostro - dieci Ave - Gloria - O Gesù, perdona ...

 

RIFLESSIONI

I frutti della Santa Comunione dipendono dalle nostre disposizioni

Conosciamo il mistero di Cristo-Eucaristico

Perché Gesù-Eucaristia possa operare nella nostra vita quella trasformazione che Lui tanto desidera, ci chiede che non mettiamo ostacoli. L'ostacolo assoluto è il peccato grave che dà la morte all'anima, la priva della vita di Cristo e tron­ca ogni comunione con Lui.

L'attaccamento alle colpe veniali, alle imperfezioni delibe­rate, a negligenze e infedeltà coscienti sono vere offese che impediscono la comunione con il Signore che viene a noi con tanto amore.

Invece: le imperfezioni, le colpe veniali che ci sfuggono, che deploriamo e ci sforziamo di distruggere, non impedi­scono la nostra unione con Lui. Anzi Egli viene in noi per aiutarci a distruggere queste colpe e ad aiutarci a sopportare pazientemente queste debolezze.

Possiamo paragonare la nostra anima al campo evangelico in cui viene seminato Gesù, frumento divino: il frutto dipen­de dalle nostre disposizioni a riceverlo: nel terreno buono Egli può fruttificare il 30, e il 60; in quello ottimo anche il 100 per uno.

 

Viviamo l'Eucaristia con la mamma di Gesù nella S. Comunione

"Signore io non sono degno" per tre volte: alla Persona del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo (Trat. 267-269).

Facendo la S. Comunione, noi pensiamo quasi esclusiva­mente - si può dire - ad un incontro con Gesù. È mancanza di conoscenza e di fede. Non ci ha detto Gesù che il Padre è in Lui, e che non lo lascia mai solo? (Gv 14, 10; 16, 32). E allora perché non dire qualcosa anche al Padre suo e no­stro?... (Gv 20, 17). E Gesù non viene forse a noi per farci sentire l'Amore che il Padre ha per Lui e farci amare il Padre con il suo Cuore divino? E l'Amore che unisce Gesù e noi al Padre non è forse una Persona divina che pure s'aspetta il nostro amore?

La Comunione eucaristica è momento privilegiato per im­mergerci e farci vivere questo amore trinitario, nel quale è tutta la nostra vita divina. Come non sentire il bisogno di ri­fugiarci nella Mamma celeste: Figlia, Madre e Sposa delle Persone divine, perché ci comunichi il suo amore ad Esse? Abbiamo tutto da guadagnare a rinunciare a noi e ad affidar­ci a Lei!

 

3° Mistero Doloroso: Gesù coronato di spine

Perché? Per liberarci dai nostri sciocchi orgogli che ci ac­cecano la mente e ci impediscono di cogliere e di seguire la luce della verità, immergendoci sempre più nelle tenebre del peccato.

Nell'Eucaristia c'è Gesù umiliato e deriso nella sua inco­ronazione di spine: chiediamo alla Mamma che ci insegni a viverlo, riconoscendo umilmente i nostri torti e la nostra mi­seria spirituale.

Cuore Immacolato di Maria, vivi la grazia del Mistero nell'anima mia.

Padre nostro - dieci Ave - Gloria - O Gesù, perdona ...

 

RIFLESSIONI

La preparazione alla Santa Comunione

Conosciamo il mistero di Cristo-Eucaristico

Nell'Eucaristia vi è Gesù, nello stato di vittima per i nostri peccati. Perché l'anima possa fare comunione con Lui, deve quindi entrare nelle sue disposizioni vittimali, offrirsi al suo amore, senza riserve, durante tutta la giornata. È questa la migliore preparazione remota alla S. Messa e Comunione.

S. Francesco di Sales, alla sua ordinazione sacerdotale, aveva fatto il proposito di fare di ogni momento della sua giornata una preparazione alla celebrazione della S. Messa, in modo che a chiunque gli avesse chiesto ragione del suo comportamento, potesse rispondere: "Mi preparo a celebrare la Messa".

Questa preparazione remota dispone ottimamente alla pre­parazione prossima che dobbiamo saper fare con la Messa ben compresa e seguita. Non v'è preparazione migliore alla S. Comunione che la Messa stessa.

Detestare il peccato (Confesso) che impedisce la vita di comunione con Cristo; unirci con la mente a Lui nell'ascolt della parola (Letture); predisporre l'unione del cuor all'Offertorio e renderla efficiente alla Consacrazione; per poi estenderla con Gesù alla sua Chiesa (Intercessione) pre­sentandoci uniti al Padre (Dossologia invale e Padre nostro); intensificare questa unione con la Comunione per poi conti­nuarla in un'offerta prolungata durante tutta la giornata che diviene così tutta Eucaristica.

 

Viviamo l'Eucaristia con la mamma di Gesù Siamo con lei ostie eucaristiche

"Chi meglio della Mamma celeste potrà introdurre i suoi

figli nel mistero eucaristico? Spetta a Nostra Signora del Preziosissimo Sangue farci comprendere tutto il prezzo di quel Sangue versato, che trasse origine dal suo Cuore mater­no! A Lei farci entrare nei sentimenti del Figlio suo nell'ora della sua suprema immolazione. Nessuno si è associato co­me Lei al Sacrificio. Si tenne in piedi sul Calvario per ratifi­care a nome nostro la Morte redentrice del Figlio. Vi apportò la sua com-passione, cioè la più alta fusione dell'anima che la terra abbia mai potuto offrire a Dio; un'adesione senza li­miti alla volontà di Dio e all'opera della salvezza.

Dimentica di sé, Maria entrò in questo mistero di morte e di vita con una fede senza pari; attraverso le ferite e gli orro­ri dell'agonia, vedeva ed adorava il mistero di salvezza che si compiva dinanzi a Lei. Ella aderì senza riserva alla Redenzione del mondo e si abbandonò più che mai alla tene­rezza di Dio. Nessuno meglio di Lei potrà immergerci in questo oceano di adorazione , di espiazione e di riscatto. (Card. Suenens) Chiediamoglielo con tutto il cuore.

 

4° Mistero Doloroso: Gesù, condannato a morte, porta la croce del suo supplizio

Perché? Per ottenerci il perdono delle nostre resistenze al­la Volontà divina e aiutarci a trasformare le nostre croci in una crescita continua dell'amore filiale al Padre.

Nell'Eucaristia c'è Gesù carico della sua pesante Croce: chiediamo alla Mamma che l'ha seguito sulla via del Calvario che ci dia il suo amore, la sua adesione alla Volontà di Dio, in tutte le nostre croci.

Cuore Immacolato di Maria, vivi la grazia del Mistero nell'anima mia.

Padre nostro - dieci Ave - Gloria - 0 Gesù, perdona ...

 

RIFLESSIONI

L'Eucaristia mistero di Fede

Conosciamo il mistero di Cristo-Eucaristico

L'Eucaristia è essenzialmente un mistero di fede: i sensi e la ragione non vi scorgono nulla di Gesù.

A Betlemme i pastori hanno trovato un bambino; sul Calvario era visibile un uomo crocifisso: Qui, vediamo solo pane.

Noi crediamo alla divina presenza di Gesù, unicamente appoggiati sulla sua parola:

"Sì, Tu scendi ancor dal Cielo - sì, Tu vivi ancor fra noi - solo appar, non è quel velo - Tu l'hai detto: il credo, il so." (A. Manzoni)

La fede in Gesù è un dono celeste (Gv 1, 17) ed è anche conquista nostra. Una grande conquista!

È condizione di salvezza eterna: "Chi mangia la mia carne ha la vita eterna" (Gv 6, 56).

L'atto di fede eucaristica è il più sublime che possa fare l'uomo, è l'omaggio più completo della nostra intelligenza a Dio; ed è anche l'atto più vantaggioso che possa compiere l'uomo: "Chi mangia di Me, vivrà per Me" (Gv 6, 57): rico­nosci il Figlio di Dio e diventi figlio di Dio!

 

Viviamo l'Eucaristia con la Mamma di Gesù dopo la S. Comunione

"Dopo la S. Comunione - scrive il Monfort - introdurrai Gesù nel Cuore di Maria. Lo darai alla Madre sua, che lo riceverà amorosamente e l'amerà perfettamente". Quale sup­plenza benedetta! Come la Vergine ci fa stare a nostro agio! A me basta sapere che essi (Gesù e Maria) si troveranno in­sieme dentro di me, che Maria parlerà per me, che mi inse­gnerà i silenzi dovuti verso Dio.

Quanto siamo lontani dai nostri miserabili ringraziamenti, sempre così difettosi, così irrisori, limitati a noi stessi! Ho qualcosa d'infinitamente migliore da offrire al Signore che non i miei poveri sentimenti intermittenti e freddi! Non ho più paura di avvicinarmi a mani vuote a Cristo ed offrirgli meno della stalla di Betlemme. A chi si lamentasse della propria indigenza, Gesù potrebbe rispondere: non ti doman­do che il Cuore di mia Madre. (fard. Suenens)

 

5° Mistero Doloroso: Gesù muore in croce

Perché? Per meritarci la risurrezione e la vita gloriosa del Cielo: annulliamo la nostra volontà di peccato per vivere la volontà santa di Dio.

Nell'Eucaristia c'è Gesù Crocifisso, vittima per i nostri peccati, (questo è il mio Corpo offerto in sacrificio per voi" (Lc 22, 19): chiediamo alla Mamma che ci faccia vivere la sua passione per poter avere parte alla sua risurrezione (2 Cor, 4, 10).

Cuore Immacolato di Maria, vivi la grazia del Mistero nell'anima mia.

Padre nostro - dieci Ave - Gloria - O Gesù, perdona ...

 

LITANIE DEL PREZIOSISSIMO SANGUE

Signore, pietà Signore, pie­tà

Cristo, pietà Cristo, pietà

Signore, pietà Signore, pietà

Cristo, ascoltaci Cristo, ascoltaci

Cristo, esaudiscici Cristo, esaudiscici

Padre dei cielo, che sei Dio abbi pietà di noi

Figlio redentore del mondo, che sei Dio abbi pietà di noi

Spirito Santo, che sei Dio abbi pietà di noi

Santa Trinità, unico Dio abbi pietà di noi

Sangue di Cristo, Unigenito dell'eterno Padre salvaci

Sangue di Cristo, Verbo di Dio incarnato salvaci

Sangue di Cristo, Nuovo ed Eterno Testamento salvaci

Sangue di Cristo, disceso fino a terra nell'agonia salvaci

Sangue di Cristo, profuso nella flagellazione salvaci

Sangue di Cristo, che emani nella coronazione di spine salvaci

Sangue di Cristo, versato sulla croce salvaci

Sangue di Cristo, prezzo della nostra salvezza salvaci

Sangue di Cristo, senza il quale non c'è perdono salvaci

Sangue di Cristo, presente nell'Eucaristia salvaci

Sangue di Cristo, fiume di misericordia salvaci

Sangue di Cristo, vincitore dei demoni salvaci

Sangue di Cristo, fortezza dei martiri salvaci

Sangue di Cristo, vigore dei confessori salvaci

Sangue di Cristo, che generi i vergini salvaci

Sangue di Cristo, sostegno nei pericoli salvaci

Sangue di Cristo, aiuto degli oppressi salvaci

Sangue di Cristo, conforto nel pianto salvaci

Sangue di Cristo, speranza dei penitenti salvaci

Sangue di Cristo, sollievo dei moribondi salvaci

Sangue di Cristo, pace e dolcezza dei cuori salvaci

Sangue di Cristo, pegno di vita eterna salvaci

Sangue di Cristo, che liberi le anime del purgatorio salvaci

Sangue di Cristo, degnissimo di ogni onore e gloria salvaci

Agnello di Dio che togli i peccati del mondo perdonaci, Signore

Agnello di Dio che togli i peccati del mondo esaudiscici, Signore

Agnello di Dio che togli i peccati del mondo abbi pietà di noi

PREGHIAMO O Signore, onnipotente ed eterno, che hai disposto che il tuo Figlio divenisse Redentore del mondo e volesti essere placato dal suo Sangue, fa che venerando il prezzo del nostro riscatto, per i suoi meriti scampiamo da tutti i mali qui in terra, per conseguire poi in cielo la pienezza della gloria che ci ha meritato col suo sacrificio. Per lo stesso Gesù Cristo, nostro Signore. Amen.

 

Eucaristia presenza dei Tabernacoli

Gesù Cristo è il Figlio di un duplice Amore: uno increato, eterno (Dio Padre); l'altro creato, universale (L'Immacolata Concezione): ambedue santissimi. Noi siamo (insieme a Cristo) i figli benedetti di questo Amore ineffabile.

Gesù, nella sua umanità, è l'Ostia di soave profumo, a Dio gradita di tutta la creazione (Col 1, 16; Ef 5, 2), come ci fa pregare la dossologia finale della Messa:

PER CRISTO, CON CRISTO E IN CRISTO, A TE DIO PADRE ONNIPOTENTE, NELL'UNITA DELLO SPIRITO SANTO, OGNI ONORE E GLORIA PER TUTTI I SECO­LI DEI SECOLI.

Gesù, però, non vuole essere solo a dare questa lode infini­ta al Padre. Egli è il primogenito di una moltitudine di fratel­li che vuole associare con Sé intorno al Padre. Per questo si è incarnato ed ha istituito l'Eucaristia che ci fa vivere della sua stessa vita (Gv 6, 57).

L'Eucaristia compendia tutta la vita d'amore del Figlio di Dio fatto uomo, dal primo battito del suo Cuore nel seno del­la Vergine, all'ultimo sulla Croce. Non solo: Gesù ha antici­pato nel Sacramento del suo amore anche la sua Resurrezione e vita gloriosa, frutto della sua Passione, come ben ricordiamo in ogni Messa: ANNUNCIAMO LA TUA MORTE, SIGNORE, PROCLAMIAMO LA TUA RESUR­REZIONE, NELL'ATTESA DELLA TUA VENUTA.

Gesù Eucaristico ci offre perciò in nutrimento l'intera sua vita, con tutti i suoi misteri che Egli vuole venire a vivere in noi, per facilitarcene l'assimilazione graduale, fino alla glo­rificazione celeste.

Poteva il nostro Dio essere più buono con noi? Eppure la sua bontà ha voluto ancora andare oltre: Gesù ha fatto vivere tutti i suoi misteri ad una Madre, perfettissima, Immacolata, perché maternamente li facesse vivere a noi.

Vivere Gesù eucaristico significa infatti assimilarci perfetta­mente la vita terrena e celeste del nostro Dio Salvatore, come la Madre sua l'ha vissuta e la vive nel Cielo. Nella S. Comunione noi riceviamo, è vero, Gesù Cristo nella sua per­fezione terrena e celeste: però, durante la giornata, tale perfe­zione ( ad esempio il distacco dalle creature, l'amore alla vo­lontà divina, ... ) noi la viviamo solo quando ne siamo capaci... Di qui la necessità di restare uniti, quanto più ci è possibile, a Gesù Eucaristico, fonte di ogni nostra perfezione.

L'Adorazione eucaristica (la Visita) ha il significato di ricambiare cortesemente la visita a Gesù, venuto per noi dal Cielo nella S. Messa e nella Comunione; più ancora, però, mira,ad appagare l'ardente desiderio del Cuore di Gesù di inserirsi perfettamente nella nostra vita: prolungare la no­stra comunione d'amore con Lui per assimilarcelo il più possibile.

Se noi sapessimo capire, i nostri tabernacoli resterebbe­ro aperti giorno e notte!

Purtroppo questa attenzione è riservata a ben altri ambienti che non alle chiese; e ci crediamo intelligenti ...

Ottima cosa quindi portarci, durante la giornata, davanti al Tabernacolo per adorarvi Dio presente. E, poiché è l'unione di fede e di amore che Gesù desidera da noi, nell'impossibi­lità di andare alla chiesa, portiamoci al Tabernacolo con l'a­nima e il cuore. Sappiamo ad ogni costo trovare questo tem­po per fonderci col nostro Dio ardente d'amore divinizzante!

Meditiamo, in questo Cenacolo, i Misteri Gloriosi: l'Eucaristia è la vetta dell'amore misericordioso di Gesù: "Avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino all'e­stremo" (Gv 13, 1). Nell'Eucaristia, infatti, Egli si è dato e si dona a noi con il suo amore celeste: è il Sacramento che fa­cendoci vivere Gesù glorioso nella fede, ci prepara a viverlo nella visione eterna.

 

RIFLESSIONI

Gesù è presente personalmente nell'Ostia

Conosciamo il mistero di Cristo-Eucaristico

Nell'Eucaristia il Signore ha raggiunto la vetta del suo amore per il Padre e per noi: Egli ha voluto darsi a noi senza riserve; per conseguenza ha avuto di mira anzitutto il dono della sua persona.

Ciò che vi è di meraviglioso nell'Incarnazione è che il Figlio di Dio si inserisce nella società degli uomini, discende al loro livello per stringere con loro le relazioni più famiglia­ri. Venendo dal Padre, Egli introduce la sua persona di Figlio nella comunità delle persone umane, desiderando condivide­re con esse la sua dignità figliale; infatti si abbassa al loro li­vello per farle salire al suo.

Guardiamo a Gesù-Ostia con fede e amore, ringraziamolo della sua presenza fra noi.

Viviamo il mistero eucaristico con la Mamma di Gesù

Dio, creandoci a sua immagine e somiglianza (Gen 1, 21), ci ha fatto il dono di essere suoi imitatori e cioè di poter vi­vere il Figlio suo.

Maria, la Creatura più perfetta, la più simile a Dio, ha fatto di Cristo la ragione unica della sua esistenza: tutta la sua grandezza divina sta infatti nell'essere Madre di Cristo e di farlo vivere in ogni anima. Questa sua missione materna la rende perciò inseparabile dal Figlio suo: dov'è Cristo, li c'è Maria sua Madre (Lc 2.16: Gv 17, 23) , così sulla terra, così nel Cielo, così in ogni anima in grazia, così nell'Eucaristia.

Come l'amore per il Verbo è dato solo dal Padre (Gv 6, 65), così l'amore a Gesù è dato solo da Maria: Lei ci dona Gesù, Lei ce lo fa amare nel Vangelo e nei suoi misteri, Lei ce lo fa amare nell'Eucaristia dove è presente con il Figlio suo. Chiediamole questo amore.

 

1° Mistero Glorioso: Gesù risuscita da morte

"Non sia turbato il vostro cuore: vado e ritornerò a voi" (Gv 14, 1.3)

Gesù ha anticipato nell'Eucaristia non solo il sacrificio della Croce, ma anche la sua e la nostra gloria celeste.

Gesù è presente nell'Ostia come sulla croce, come nel Cielo; vi è presente con la sua e nostra Mamma, tutti e Due desiderosi di trasformare in vita celeste le nostre amarezze terrene. Chiediamo questo aiuto.

Cuore Immacolato di Maria, vivi la grazia del Mistero nell'anima mia.

Padre nostro - dieci Ave - Gloria – O Gesù, perdona ...

 

RIFLESSIONI

Gesù è presente nell'Ostia come nel Vangelo

Conosciamo il Mistero di Cristo-Eucaristico

Dicendo "questa è la mia carne", Gesù voleva farci com­prendere che il medesimo amore con cui Egli si era incarna­to, l'avrebbe donata a noi in ciascuna S. Messa.

Il valore dei gesti umani di Cristo, quali li vediamo attra­verso le pagine del Vangelo, è dovuto a un Dio che ha voluto porsi al nostro livello, con un volto umano simile a quello che riceviamo necessariamente alla nostra nascita.

Il comportamento ed i sentimenti di Gesù sono già belli e nobili in sé, considerati anche solo come disposizioni uma­ne; la sua vita d'amicizia con i discepoli, la sua simpatia uni­versale, la sua benevolenza e la bontà, l'incessante dedizio­ne, la semplicità dell'accoglienza e la sincerità del suo affetto.

Ma essi rivestono una grandezza ineffabile per il fatto che essi sono del Figlio di Dio. In quel poco di pane che è sul­l'altare c'è il nostro Dio. Cosa ci dice tanta sua bontà?

 

Viviamo il mistero eucaristico con la Mamma di Gesù

Gesù, pur essendo Dio, non poteva fare di più per dimo­strarci il suo amore (Gv 15, 13) e neppure darci di più di quanto ci ha dato; ci ha infatti dato Sé stesso in cibo nella SS. Eucaristia (Le 22, 19). Gesù ha fatto questo al fine di renderci il più possibile con Lui figli di Dio.

Dopo l'ascensione di Gesù al Cielo, Maria ha vissuto il Figlio suo eucaristico nelle celebrazioni dell'apostolo Giovanni: pensiamola al momento dell'Offertorio nello slan­cio amoroso del dono totale di Sé e di tutta la creazione a Dio; al momento della Consacrazione, nel quale sentiva la sua vita trasformarsi in Cristo glorioso, come all'Annunciazione l'aveva sentita trasformarsi nella vita umana del Figlio suo.

Pensiamola ancora davanti al Tabernacolo nelle sue adora­zioni: quale fusione di vita con Gesù-Ostia; quale confiden­za nella sua bontà infinita!

Chiediamole che ci insegni a comprendere Gesù.

 

2° Mistero Glorioso: Gesù sale al Cielo

"Non vi lascerò orfani (vado al Padre) e ritornerò da voi" (Gv 14, 18).: Gesù ha realizzato nell'Eucaristia il suo infini­to desiderio d'amore, di essere sempre con noi: impariamo a ricambiare il suo amore.

Gesù, prima di salire al Cielo, ha trovato nell'Eucaristia il modo divino e più semplice per essere sempre con noi; vi è presente con il suo desiderio infinito di aiutarci come quan­do era sulla terra.: chiediamo alla Mamma celeste, presente con Lui nell'Ostia, di farcelo credere con la sua fede.

Cuore Immacolato di Maria, vivi la grazia del Mistero nell'anima mia.

Padre nostro - dieci Ave - Gloria - O Gesù, perdona...

 

RIFLESSIONI

Gesù è presente nell'Ostia come vittima

Conosciamo il Mistero di Cristo-Eucaristico

"Questo è il mio corpo offerto in sacrificio per voi. Questo è il calice del mio sangue" (Lc 22). Se per Cristo essere pre­sente nella Messa significa offrirsi come vittima per i cristia­ni che assistono alla Messa, essere presenti deve avere lo stesso significato: offrirsi come vittime.

Vittima della croce, Cristo volgeva il suo sguardo non già sulla propria persona, ma verso il Padre, al quale presentava il suo sacrificio, e verso gli uomini per i quali desiderava ot­tenere felicità e salvezza.

Il cristiano che soffre deve anche sforzarsi di allontanare lo sguardo dalla propria sofferenza per innalzarlo verso il Padre e per pensare alla migliore umanità alla quale il pro­prio sacrificio può contribuire.

Gli atteggiamenti fondamentali del cristiano debbono es­sere simili a quelli di Cristo e cioè di un amore dimentico di sé, costruttivo, pieno di speranza. Niente è così ricco di gra­zia, e perciò di vera gioia, come la sofferenza vissuta con Gesù-Ostia.

 

Viviamo il mistero eucaristico con la Mamma di Gesù

Entrando nel mondo (e cioè al momento della sua Incarnazione) Cristo dice al Padre: "Ecco, io vengo, o Dio, per fare la tua volontà" (Eb 10,7).

Gesù ha amato la volontà del Padre: se n'è nutrito come del suo cibo divino (Gv 4, 34).

Il si di Gesù al Padre è stato anche la legge d'amore per la sua divina Madre, unita al Figlio in un medesimo desiderio di santità e di vita divina. Noi la troviamo perciò materna­mente formante un'unica volontà di sacrificio sul Calvario, e questa sua unione d'amore vittimale continua nell'Eucaristia, per la gloria del Padre e la salvezza nostra.

Pensiamola questa Mamma davanti a Gesù-Ostia, dove ha completato la sua vita di vittima, con Gesù di lode eterna. Chiediamole che ci aiuti ad imitarla.

 

3° Mistero Glorioso: Lo Spirito Santo scende su Maria e sugli Apostoli riuniti nel Cenacolo.

"Ora vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada e. quando me ne sarò andato, manderò a voi il Consolatore" (Gv 16,7)

Gesù, salito al Cielo, ci manda il suo Spirito e cioè l'amo­re con cui ha vissuto tutte le sue dolorose vicende umane, per darci la possibilità di viverle con il suo amore.

Gesù è presente nel Tabernacolo come in Cielo. Unita a Gesù - Ostia è la sua divina Madre, desiderosa di farci come Lei, ostie pure e piene d'amore per Cristo.

Cuore Immacolato di Maria, vivi la grazia del Mistero nell'anima mia.

Padre nostro - dieci Ave - Gloria - O Gesù, perdona ...

 

RIFLESSIONI

Gesù nell'Ostia è vivente come in Cielo

Conosciamo il Mistero di Cristo-Eucaristico

"Chi mangia la mia Carne, vivrà in eterno" (Gv 6, 54). Gesù ci dà la sua Carne in nutrimento, per comunicarci la sua vita.

Nella Messa Egli viene a titolo di vittima, ma di vittima nella quale la vita ha trionfato sulla morte, dove la resurre­zione ha vinto la schiavitù della tomba.

Vittima gloriosa: questo è lo stato nel quale Gesù si pre­senta.

Ormai non vi è più altro Cristo che Cristo risuscitato e sa­lito al Cielo; e non vi è altro Corpo di Cristo se non quello che gode della gloria celeste del Salvatore.

Così la Messa è un'opera di vita; essa non commemora la morte di Gesù e non rinnova il suo sacrificio se non per dif­fondere la vita della Risurrezione.

La presenza di Cristo può essere solo una presenza trion­fante. Guardiamo Gesù nell'Ostia bramosi di vivere la vita che Egli vive.

 

Viviamo il mistero eucaristico con la Mamma di Gesù

"Io sono il vivente. Ero morto, ma ora sono vivo per sem­pre" (Ap 1, 17-18). Gesù discende sui nostri altari dal Cielo dove vive glorioso: Maria è stata depositaria di questa vita celeste.

Pensiamola negli ultimi anni della sua vita terrena, davanti a Gesù che scendeva dal Cielo nell'Eucaristia, per appagare la sua sete di divino e per portare a compimento la sua opera redentrice in Lei.

Unita ora al Figlio suo nel Cielo, Ella non può esserGli disgiunta nell'Ostia, per farGli sentire l'amore di tutta la creazione e per consolarlo delle ingratitudini che riceve dagli uomini. Così anche già faceva sulla terra.

Ma più ancora Ella è presente per comunicarci il suo amo­re materno a Gesù eucaristico affinché possa compiere in noi quella trasformazione gloriosa, promessa a quanti lo ricevo­no con viva fede (cf Gv 6, 54). Chiediamole che ci dia un po' del suo Cuore per Gesù.

 

4° Mistero Glorioso: Maria è assunta in Cielo

Maria è assunta in Cielo perché potesse formare in ciascu­no dei suoi figli l'immagine dell'uomo celeste, Gesù (cf 1 Cor 15, 49).

Maria è unita maternamente a Gesù nell'Ostia come lo è in Cielo; è Lei che ci fa amare e vivere Gesù Eucaristico come l'ha vissuto sulla terra: chiediamoLe questo grande dono.

Cuore Immacolato di Maria, vivi la grazia del Mistero nell'anima mia.

Padre nostro - dieci Ave - Gloria - O Gesù, perdona ...

 

RIFLESSIONI

Gesù nell'Ostia è glorioso come in Cielo

Conosciamo il Mistero di Cristo-Eucaristico

"Abbiate fiducia: io ho vinto il mondo" (Gv 16, 33). Pur prevedendo la vicinanza della passione, Cristo nell'ultima Cena vede anche l'imminenza del suo trionfo, e anticipa tutti e due nel Sacramento dell'Eucaristia.

Durante la Cena vi è una doppia presenza di Cristo: quella della sua carne che sta per essere crocifissa e quella della sua carne risuscitata e salita al Cielo.

Con questa doppia presenza Cristo è al di là del dramma, prima ancora di immergervisi; è già in una vita definitiva prima di entrare nella stessa morte.

La Messa riprende la serenità gioiosa dell'ultima Cena, perché assicura la presenza di Cristo glorioso. Pur rinnovan­do il dramma della crocifissione e della morte di Gesù, essa è oltre questo dramma, e dà al mondo un Salvatore vivente.

Impariamo da Gesù a non fermarci al nostro patire: pun­tiamo decisamente il nostro sguardo di fede e di amore sulla vita gloriosa che ci attende.

 

Viviamo il mistero eucaristico con la Mamma di Gesù

"Chi mangia la mia Carne e beve il mio Sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno" (Gv 6, 54).

L'Eucaristia contiene tutti i misteri della vita di Gesù, dal­l'incarnazione alla incoronazione gloriosa della sua Mamma: Gesù si è dato a noi in Cibo perché li avessimo a vivere tutti e potessimo orientare tutte le nostre vicende ter­rene all'acquisto della gloria eterna.

Ricordiamolo bene: fin dal Battesimo portiamo già in noi il volto glorioso di Cristo e l'intera nostra vita terrena ha il fine glorioso di uniformarci, trasformarci in questo volto di­vino.

Maria è maternamente presente in noi e nell'Eucaristia per farci raggiungere pienamente questa gloria eterna. Crediamo al suo amore e ringraziamola senza mai stancar­ci.

 

5° Mistero Glorioso: Maria incoronata Regina del Cielo e della terra

Dice Gesù: "Chi mangia la mia Carne e beve il mio Sangue, dimora in me ed io in lui" (Gv 6, 56): La Vergine è stata la prima a realizzare la sua dimora gloriosa in Cristo. Maria ha su tutti i figli di Dio un potere regale e materno per conformarli al suo Figlio primogenito (cf Rm 8, 29), quindi anche alla sua gloria. Ella esercita questa sua opera divinizzante soprattutto nell'Eucaristia: viviamola con Lei. Cuore Immacolato di Maria, vivi la grazia del Mistero nell'anima mia.

Padre nostro - dieci Ave - Gloria - O Gesù, perdona ...

 

LITANIE DEL SACRO CUORE DI GESU'

Signore, pietà.

Signore, pietà.

Cristo, pietà.

Cristo, pietà.

Signore, pietà.

Signore, pietà.

Cristo, ascoltaci.

Cristo, ascoltaci.

Cristo, esaudiscici.

Cristo, esaudiscici.

Padre Celeste, che sei Dio abbi pietà di noi

Figlio Redentore del mondo, che sei Dio abbi pietà di noi

Spirito Santo, che sei Dio abbi pietà di noi

Santa Trinità, unico Dio abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, Figlio dell'Eterno Padre abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, formato dallo Spirito Santo nel seno della Vergine Maria abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, unito alla Persona del Verbo di Dio abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, maestà infinita abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, tempio santo di Dio abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, tabernacolo dell'Altis­simo abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, casa di Dio e porta del cielo abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, fornace dì carità abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, fonte di giustizia e di carità abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, pieno di bontà e di amo­re abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, abisso di ogni virtù abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, degno di ogni lode abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, re e centro di tutti i cuori abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, tesoro inesauribile di sapienza e di scienza abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, in cui abita tutta la pie­nezza della divinità abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, in cui il Padre si com­piacque abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, dalla cui pienezza noi tutti abbiamo ricevuto abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, paziente e misericordio­so abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, generoso verso tutti quelli che ti invocano abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, fonte di vita e di santità abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, colmato di insulti abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, propiziazione per i no­stri peccati abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, annientato dalle nostre colpe abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, obbediente fino alla morte abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, trafitto dalla lancia abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, vita e risurrezione no­stra abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, pace e riconciliazione nostra abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, vittima per i peccatori abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, salvezza di chi spera in te abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, speranza di chi muore in te abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, gioia di tutti i santi abbi pietà di noi

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo perdonaci, Signore.

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo esaudiscici, Signore.

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo abbi pietà di noi.

Gesù, mite e umile di cuore, Rendi il nostro cuore simile al tuo.

Preghiamo. O Dio Padre, che nel Cuore del tuo di­lettissimo Figlio ci dai la gioia di cele­brare le grandi opere del suo amore per noi, fa' che da questa fonte inesauribi­le attingiamo l'abbondanza dei tuoi doni. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

La devozione a Maria è perfetta devozione eucaristica

L'Eucaristia è la prova suprema dell'amore di Cristo: "Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici" (Gv 15, 13). Gesù, essendo Dio, ha potuto estendere a tutti gli uomini, di tutti i tempi e luoghi, il dono totale di Se, mediante l'Eucaristia.

- Questo dono si ripete ogni giorno anche per me nella S. Messa e continua giorno e notte nel S. Tabernacolo.

- Maria, maternamente unita a Gesù in tutti i suoi misteri sul­la terra, continua la sua unione anche nel Cielo: quindi an­che nell'Eucaristia quando vi discende il Figlio, e vi resta per continuarvi la sua missione materna: farlo vivere a noi! - Perciò la devozione a Maria ci porta alla perfetta devozione eucaristica: amare l'Ostia con il cuore della Mamma!

Si comprende allora meglio perché il Trattato della Vera Devozione termina con la S. Comunione fatta insieme a Maria, Madre di Gesù.

Vogliamo ora concludere questo cammino di Vera Devozione con una riflessione su Gesù nel Tabernacolo: guardare a Gesù-Ostia, amare Gesù-Ostia, vivere Gesù­Ostia, con la Mamma, per realizzare meglio nella nostra vita il mistero di Cristo, come ci insegna l'Enciclica mariana Redemptoris Mater.

"O Gesù, sono qui ai tuoi piedi. Non ho sotto i miei occhi l'umile culla della tua Nascita, la povera casa di Nazaret che ti vide crescere per trent'anni, il Calvario dove fosti saziato di obbrobri.

Ma ho Te, mio Dio, annientato nel Tabernacolo, come mai lo fosti nell'intera tua vita, ho la tua umiltà semplice e buona.

Niente mi mostra la tua persona divina; niente mi rivela la tua presenza; nessun raggio della tua onnipotenza; nessuna parola della tua sapienza. Nessun moto delle sante Specie: eppure tutto riceve da Te movimento e vita.

Per la tua infinita grandezza, per il tuo Corpo glorioso, per la tua Anima divina, tempio augusto della tua Divinità, per tutto il tuo Essere divino solamente l'angusto spazio di un Tabernacolo, di una Pisside, di un'Ostia, di una briciola di pane...

Tu, l'Immenso, ridotto a quasi nessuna apparenza, ad un niente...: silenzioso, immobile, dipendente dagli uomini; Tu, dal quale tutto dipende!

O Gesù, voglio imparare da Te questa lezione viva di umil­tà. Se mi vedrò diminuito nella mia reputazione, nella mia at­tività, nei miei mezzi, nelle mie stesse facoltà, fisserò i miei sguardi su questa pace profonda del tuo Tabernacolo dove re­gna l'umiltà tua.

Ma c'è ben altro, o Gesù! Gli insulti, gli obbrobri del pas­sato Ti raggiungono anche qui, nel tuo nascondimento: si scagliano contro la tua piccolezza che si nasconde; non in­dietreggiano davanti alla tua confidenza, al tuo amore che a tutti si dona!

O Gesù, se a tua imitazione sarò anch'io senza premure, senza riguardi, senza riconoscenza; se per errore o di propo­sito sarò umiliato, penserò a Te, unirò le mie umiliazioni alle tue, contento di poter condividere il tuo annientamento divi­no.

O Gesù, se Tu ti fossi annientato di meno, avresti adorato di meno il Padre tuo celeste; se ti fossi fatto meno piccolo, io non avrei potuto contenerti in me ...

Quale bontà! Quale lezione! Grazie o Gesù". (Beaudenon)

 

Concludiamo

È la Madonna che ha dato vita al Figlio di Dio nella nostra carne mortale: quindi è ancora suo compito materno farlo vivere nella nostra carne già gloriosa in Cristo nel Cielo.

Senza l'Albero (che è Maria) ci dice il Montfort, non si può ave­re il Frutto (Gesù); dove c'è Gesù, c'è sempre anche la sua Madre e dove c'è di più Gesù, deve esserci più maternamente operante an­che Maria.

Ora Gesù noi lo troviamo "soprattutto presente nelle Specie eu­caristiche" (S. C. 7): quindi dobbiamo riconoscere qui `soprattut­to'operante la presenza della Mamma.

Viviamo la S. Messa con la Mamma di Gesù; con lei viviamo la nostra Comunione quotidiana; con Lei ancora le nostre Adorazioni eucaristiche! L'amore terreno della Mamma per Gesù ha raggiunto il suo vertice nell'Eucaristia, nella Quale Ella si è assimilato anche il suo amore celeste.

Come si ama poco Gesù-Ostia! Nella Messa, nella Comunione, nel Tabernacolo!

Quanta trascuratezza, quanta freddezza per Lui, nelle nostre chiese! Quanta, invece, sollecitudine, quanto calore per le cose del­la terra!

Maria è nell'Ostia per darci il suo amore a Gesù: viviamolo in ogni parte della Messa; amiamoLo con il suo Cuore nella Comunione, nelle nostre Adorazioni eucaristiche prolungate con fede.

La Mamma ci vuole nutrire di amore eucaristico, del suo amore eucaristico, per farci vivere con Lei Gesù glorioso fin da questa vi­ta e prepararci una resurrezione magnifica (Gv 6, 54; Rom 8 - 11).

1 Santi ci dicono che la Mamma celeste amava ripetere nei suoi incontri con Gesù eucaristico il Magnificat; imitiamola per dire al Padre il grazie d'infinita riconoscenza a Lui dovuto per il dono dell'Incarnazione (Gv 3, 16; Lc 22, 19).