MARIA
IMMACOLATA
Sacedote
Pasquale Casillo
CENNI STORICI SULLA DOTTRINA DELL'IMMACOLATA
La verità dell'Immacolata Concezione
di Maria SS.ma non è stata capita subito da tutti ed è dovuta passare
attraverso il vaglio di settecento anni di discussioni alle quali hanno
-partecipato, da un capo all'altro dell' Europa e poi fin in Africa e in
America, le categorie sociali più qualificate: filosofi, teologi, scienziati,
sovrani, scrittori, poeti, soldati, santi, eretici, atei. Anzi in questa lotta
plurisecolare si sono inseriti, e più di quanto possa apparire a prima vista,
il diavolo e la Madonna.
Nel
numero di coloro che non hanno riconosciuto il privilegio mariano figurano
personaggi stimatissimi anche per la loro devozione alla Madonna. San Bernardo
nel 1139 in una lunga lettera ai canonici di Lione chiese di abolire la festa
dell'immacolata ritenendola estranea al rito della Chiesa e priva di fondamento
ragionevole, e difatti, finchè visse, non la permise nelle sue chiese. (1)
1)
Già nel secolo ottavo esisteva una festa dedicata all'Immacolata. Era
staia richiesta da un gruppo di coniugi senza figli. In Oriente ricorreva il 9
dicembre. In Occidente essa apparve per la prima volta nell'Italia meridionale,
esattamente nelle regioni occupate dai bizantini. Fu inserita nel calendario
di Roma nel 1476. Era sentita dai popoli molto più di quanto facesse supporre
l'insegnamento teologico.
S.
Alberto Magno (+ 1280) e S. Tommaso d'Aquino (+ 1274) non si espressero in senso
chiaramente favorevole all'Immacolata.
Un
Superiore Generale dell'Ordine Domenicano, Vincenzo Bandelli, nel 1400
qualificava come empia la dottrina dell'Immacolato concepimento di Maria. E su
questa posizione erano moltissimi Domenicani, alcuni dei quali si appoggiavano,
tra l'altro, su certe rivelazioni di santa Caterina da Siena (+ 1380).
Si
arrivava a dire che era peccato mortale chiamare Immacolata la Madonna o sentire
una predica sull'Immacolata.
Nel
1854, alla vigilia del giudizio finale del Papa Pio IX, quattro vescovi, pur
dichiarando di sottomettersi, scrissero risposta negativa alla domanda loro
rivolta su questo privilegio di Maria.
Insomma
i negatori dell'Immacolata non sono stati più numerosi degli assertori, ma sono
stati certamente più ostinati e più chiassosi.
Il
diavolo ha fatto sentire il suo zampino soprattutto nel prolungarsi per ben
sette secoli delle accanite dispute e nel comportamento dei prete francese
Giovanni Verger che non solo predicò ferocemente contro l'Immacolata anche dopo
la proclamazione del dogma e nonostante gli accorati ammonimenti di tanti, ma
uccise pubblicamente, a Parigi, il 3-1-1857 il suo vescovo Mons. Sibour che invece
alla proclamazione del dogma aveva
sinceramente e ufficialmente deposto tutti i dubbi e aveva voluto tenere in
mano, per devozione, la candela prescritta dalle cerimonie, mentre Pio IX
leggeva la definizione dogmatica. Ma ad un certo momento il diavolo dovette
riconoscere il privilegio mariano e lo fece con un argomento squisitamente
teologico, che avremo occasione di citare per intero nel secondo capitolo di
questo libretto.
Tra
quelli che sin dagli inizi delle controversie hanno difeso l'Immacolata vanno
segnalati soprattutto gli Ordini Religiosi.
I
Francescani (eccetto qualcuno, per esempio san Bonaventura che è pur il teologo
della mediazione e della regalità di Maria, (+1274) si appoggiavano su certe
rivelazioni di santa Brigida e avevano scelto l'Immacolata come loro Patrona
sin dalle origini.
I
Benedettini sull'esempio di sant'Anselmo (+ 1109) scrissero bellissime pagine su
questo privilegio della Beata Vergine e lo predicarono in Inghilterra.
I
Gesuiti fecero proprio l'entusiasmo di sant'Ignazio (+ 1556) del quale si
conserva ancora un manoscritto che riconosce e difende questa meraviglia della
Madonna.
I
Serviti hanno contribuito egregiamente ad estendere in tutto il mondo la festa
dell'Immacolata, imitati poi dai Cistercensi, dai Carmelitani, dai Barnabiti,
dai Redentoristi. (2)
2)
E' storico, sebben forse curioso, che anche i maomettani hanno creduto sin
dai loro inizi nell'Immacolata Concezione di Maria e la onorano tuttora. E'
ancora ricordato quel principe d'Armenia che sotto il pontificato di Giovanni
XXII (+1334), in Avignone, uscì sdegnato di chiesa sol perchè il predicatore
aveva appena messo in dubbio l'immacolata concezione di Maria, dicendo che se
quel predicatore fosse stato un maomettano, l'avrebbe fatto lapidare
immediatamente.
Meritano
gli onori della citazione anche tutti quegli "Immacolatisti" che
fecero il voto di difendere il privilegio di Maria anche con lo spargimento
del proprio sangue (e san Giovanni Berchmans +1625 scrisse questo voto con il
proprio sangue), non curando il disprezzo dei "Macolatisti" che lo
chiamavano "il voto sanguinario" o anche "il voto dei
Palermitani" perchè difeso dai Gesuiti di Palermo contro Ludovico
Antonio Muratori (+ 1750) che credeva nell'Immacolata, ma non ammetteva questo
voto.
Alcuni
Concili si interessarono del difficile argomento, ma dovettero parlarne con
prudenza e delicatezza, secondo l'indole dei tempi, soprattutto con gradualità.
Nel
1416 il Concilio di Costanza si limitò a dare una generica approvazione a una
brillante allocuzione tenuta su "Maria concepita senza peccato" dal
grande Gersone, cancelliere dell'Università di Parigi.
Nel
1439 il Concilio di Basilea, pur famoso per la presenza dei ribelli, fece un
passo innanzi dichiarando che la dottrina sull'Immacolata doveva ritenersi
"pia e conforme alla Fede e alla Ragione".
Nel
1457 il Concilio di Avignone fu più deciso e comminò la scomunica contro chi
avesse osato predicare contro l'Immacolata. Fu un passo risoluto verso là soluzione
definitiva del contrasto.
Nel
1546 il Concilio di Trento si fece scrupolo di affermare solennemente:
"Dichiara questo Santo Sinodo che non è sua intenzione includere in questo
decreto, dove si tratta del peccato originale, la beata e immacolata Vergine
Maria Madre di Dio".
La
Madonna è intervenuta nella storia del riconoscimento del suo privilegio in
diversi modi. Talvolta si è scelta Lei stessa i suoi difensori. Lo si vede
chiaramente nel francescano Duns Scoto il quale chiese a Lei il dono della
scienza, l'ottenne straordinariamente e l'usò per difènderla. Nella grande
assemblea dei più valorosi teologi tenuta a Parigi nel 1304 per discutere il
concepimento immacolato di Maria, egli lo difese come nessuno aveva saputo fare
prima di lui ribattendo ben duecento argomenti contrappostigli dagli
avversari. Duns Scoto è stato, in ordine di tempo, il primo difensore
dell'Immacolata ed è chiamato il Dottore dell'Immacolata per antonomasia.
La
Madonna ha confidato la sua prerogativa ad alcuni suoi devoti. Intorno al 1450
apparve a santa Beatrice da Silva Meneses, in Portogallo, per dirle che la santa
avrebbe fondato, come difatti avvenne, un Ordine di monache dedicate a
venerare la Sua purissima Concezione e a diffonderne la devozione nel mondo.
II
gesuita sant'Alfonso Rodriguez (+ 1616), intervenendo nella dotta discussione
di due confratelli, disse, loro: "lo vi posso dichiarare con tutta certezza
che Maria fu concepita senza peccato. Me lo ha detto Lei stessa".
Nel
1830 la giovane suora santa Caterina Labourè ricevette dalla Beata Vergine la
missione di far coniare la Medaglia con la scritta: "O Maria concepita
senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a Voi".
La
Madonna ha confermato personalmente il suo privilegio dopo la definizione datane
quattro anni prima dal Papa. Nel 1858 apparendo, come già da quindici volte,
a santa Bernadette Soubirous, a Lourdes, e rispondendo alla ripetute domande
della Veggente e al desiderio delle migliaia di devoti che circondavano la
grotta, disse raggiante di luce: "Io sono l'immacolata Concezione".
Questa conferma così personale è un fato finora unico nella storia dei dogmi.
Intanto
il trascorrere del tempo vedeva sempre più diminuire i macolatisti e aumentare
gli immacolatisti. Il celebrato Cardinale Gaetano (+ 1530) poteva asserire che
"i dottori i quali ritengono la Beata Vergine Maria preservata dal
peccato originale sono infiniti di numero, se ci si attiene ai moderni".
Anche
i Domenicani finirono con l'accettare quella che era chiamata "l'opinione
dei Minori", cioè dei Frati Minori Francescani. Basti ricordare il teologo
Ambrogio Caterino Politi (+ 1553) il quale ebbe grande influsso sulla famosa
clausola del Concilio di Trento da noi citata poco fa. Dei resto san Domenico
credeva nell'Immacolata, anzi si vuole che l'abbia provato con un miracolo,
quando rimase illeso nel fuoco il libro contenente quella dottrina, che
difendeva a Tolosa contro gli Albigesi. (3)
3)
Oltre gli Albigesi, anche i giansenisti sono stati nemici di questa
concessione esclusiva riservata da Dio alla Madonna.
Chi però doveva risolvere di autorità l'intricata questione era il Papa. E trentaquattro Papi si sono distinti nel guidare da Roma o da Avignone, con fermezza e con prudenza, 1e intelligenze e i cuori verso il riconoscimento della verità.
In
particolare:
Nel
1325 Giovanni XXII, in
occasione, di una vivacissima disputa pubblica tra Domenicani e Francescani,
si schierò subito e convintamente dalla parte di questi ultimi che
difendevano la grande prerogativa mariana.
Nel
1476 Sisto IV concesse alla
festa dell'Immacolata le stesse indulgenze accordate alla festa del Corpus
Domini e fece costruire in onore dell'Immacolata Concezione della Santa
Vergine la famosa Cappella Sistina.
Nel
1546 Leone X proclamò di
non volere assolutamente includere Maria nel suo insegnamento sulla universalità
del peccato originale contratto da tutti quelli che nascono.
Nel
1567 san Pio V condannò
l'eretico Baio che riteneva la Madonna colpita da peccato originale di Adamo.
Nel
1662 Alessandro VII comminò
pene più severe di quelle già in uso contro coloro che combattevano l'Immacolata
e proibì tutte le opere scritte contro di Lei. Un anno prima aveva dedicato la
monumentale Cappella Chigiana della cattedrale di Siena alla Beata Vergine
Maria l’Immacolata.
Nel
1720 Clemente XI rese la
giornata dell'Immacolata festa di precetto per tutta quanta la Chiesa.
L'8
dicembre 1854, a Roma,
nella Basilica Vaticana, dinanzi a 56 Cardinali, a 140 Vescovi e a 50 mila
pellegrini convenuti da tutte le parti del mondo, dopo il canto del Veni Creator
in latino e in greco, mentre tutti rimanevano in ginocchio e immersi in profondo
silenzio, Pio IX si sedette, si coprì il capo con la mitria d'oro e si accinse
a leggere la bolla “Ineffabilis Deus” con la quale definiva l'immacolata
concezione di Maria SS.ma. Esaudiva così non soltanto il suo voto di esule
fatto sullo scoglio di Gaeta, ma anche l'anelito di settecento anni di lotta.
Non era più Pio IX in quel momento, ma Pietro: Pietro che parlava con la bocca
di Pio e per l'autorità di Cristo. La sua voce non sembrava umana quella volta,
ma voce dei secoli, voce dell'eternità.
Terminata
la lettura durata otto minuti, squillarono le trombe d'argento sotto la cupola
di Michelangelo, le campane di san Pietro suonarono a gloria per un'ora, avviando
il concerto nel quale confusero il proprio accento tutte le campane di Roma; da
Castel S. Angelo il cannone vaticano sparò cento e un colpi, il telegrafo portò
in tutto il mondo la bella notizia, e il sole, fino a quel momento rimasto
nascosto da bassi nuvoloni scaricanti fulmini e tuoni, si illuminò come
d'incanto, inondò di luce la cupola della basilica e attraverso le ampie
vetrate scese a baciare il volto di Pio IX come per esprimergli l'approvazione
di Dio. Erano le ore undici, o meglio era una di quelle ore che superano la
storia e appartengono all'eternità: l'ora del Dogma.
Da
quel giorno l'Immacolata è per tutti i cattolici la rosa senza spine, il giglio
senza macchia, il gioiello di famiglia.
Il
privilegio dell'Immacolata Concezione di Maria consiste in questo: nel fatto di
avere Lei cominciato a vivere fin dal primo istante nel seno materno senza contrarre
il peccato originale annesso alla natura umana, anzi possedendo già in quel
primo istante una santità incalcolabile, impossibile a perdere e protesa in
continuo aumento fino alla morte.
Poteva
Dio far sì che una creatura fosse concepita immacolata?
Se
ammettessimo che Dio non può far concepire un essere umano senza peccato
originale, dovremmo concludere che al diavolo resta un momento nel quale è
invincibile, un punto fortificato dal quale non si può scacciarlo, proprio il
momento della concezione in cui chi vince si gode le primizie della vita ancora
avvolta nell'involucro della natura. Ma questo è inammissibile, perchè
l'Onnipotente la vince sempre sul diavolo: quando vuole, dove vuole e come
vuole, anche nell'istante della concezione. Lo ha vinto nella concezione della
Madonna, lo vincerebbe ancora se la sua infinita sapienza decidesse di
ripetere la prova.
Egli
ha reso immacolata Maria nella concezione preservandola dal cadere nel peccato
originale mediante l'applicazione su di essa dei meriti della Redenzione in un
modo e in una misura diversi da quelli usati per tutte le altre creature.
II
modo è stato diverso. Infatti tutte le creature sono purificate dal peccato
dopo che è avvenuta la Redenzione: si dice purificate perchè le creature
avevano già contratto il peccato. In questo caso i meriti della Redenzione
sono applicati come rimedio, per riparare le rovine provocate dal peccato.
Invece la Madonna ha goduto la Redenzione prima che essa avvenisse ma i cui
meriti esistevano già nel piano eterno di Dio, e perciò non ha avuto alcun
bisogno di essere purificata perchè, grazie alla goduta Redenzione, è stata
preservata dal peccato originale. Nel suo caso i meriti della Redenzione sono
applicati come preservatívo perchè Lei fosse immune dalla macchia del peccato,
e questo secondo modo di redenzione è superiore al primo.
Anche
la misura è stata diversa. Difatti il battezzato, cioè colui che non ha più
il peccato originale, riceve lo stato di grazia e alcune grazie, ma queste solo
in stato potenziale, ossia in punto di partenza: sono grazie date a gocce, a
tratti, Invece la Madonna non solo non ebbe per nulla il peccato originale nel
suo concepimento, ma ebbe la santificazione già avvenuta, impossibile a perdere
e in continuo progresso sino alla morte: ebbe le grazie di Dio a torrenti, ad
oceani, a mondi al punto di esserne piena: interamente piena, intensamente
piena, duraturamente piena, quindi piena anche nell'istante della concezione,
altrimenti non la si sarebbe potuto dire piena se gliene fosse mancata in quell'istante.
L'angelo
dell'Annunciazione ha confermato questa verità chiamando Maria non con il nome
proprio di persona, ma con la qualifica di "piena di grazia": piena
appunto per averla ricevuta anche al momento della concezione. Del resto Dio
stesso aveva preannunciato, sia pur con l'ombra della profezia, e sin
dall'inizio del genere umano questo prodigio quando disse al diavolo raffigurato
nel serpente: "Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e
la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il
calcagno" (Gen. 3,15). Dio l'ha detto, dunque l'ha fatto. Non avrebbe
mantenuto la sua promessa se non avesse concesso alla Donna, cioè a Maria il
trionfo; e questo trionfo non sarebbe stato completo se Maria fosse rimasta
schiava del diavolo anche un solo istante, perchè quello che importa nel
predominio del diavolo non è la durata nel tempo, ma il fatto stesso del
predominio, anche se breve. Trionfo di Maria perchè trionfo di Cristo, stirpe
di Lei. Quale è l'inimicizia tra Cristo e il diavolo, tale è l'inimicizia tra
Maria e il diavolo. Come è totale il trionfo di Cristo sul diavolo, così è
totale il trionfo di Maria sul diavolo.
Ha
dovuto riconoscerlo il diavolo stesso che sa di essere eternamente sconfitto
nell'Inferno. Nulla proibisce di vederne una prova nel sonetto che stiamo per
citare, dovuto a un ragazzo dodicenne indemoniato di Ariano Irpino (Avellino) al
quale nel 1823, quindi trentuno anni prima della proclamazione dei Dogma, due
sacerdoti domenicani esorcisti imposero di provare teologicamente la verità
dell'immacolata concezione di Maria con un sonetto a rime obbligate
Figlio-Madre. Il ragazzo o meglio il diavolo attraverso il ragazzo improvvisò
questi versi:
"Vera
Madre son io d'un Dio ch'è Figlio,
e
son Figlia di Lui, benchè Sua Madre,
ab
aeterno nacque Egli ed è mio Figlio,
in
tempo io nacqui e pur Gli sono Madre.
Egli
è mio Creator ed è mio Figlio,
son
io Sua creatura e Gli son Madre,
fu
prodigio divin l'essere mio Figlio
un
Dio eterno, e Me d'aver per Madre.
L'esser
quasi è comun fra Madre e Figlio
perché
l'essere dal Figlio ebbe la Madre,
e
l'essere dalla Madre ebbe anche il Figlio.
Or,
se l'essere dal Figlio ebbe la Madre,
o
s'ha da dir che fu macchiato iÍ Figlio
o
senza macchia s'ha da dir la Madre. "
Insomma:
se si vuol dire macchiata la Madre, bisogna dir macchiato anche il Figlio per
l'essere comune esistente tra madre e figlio. Ma poichè il Figlio è immacolato,
anche la Madre deve dirsi immacolata. Un argomento così pertinente non poteva
essere dato da un ragazzo di dodici anni e per di più squilibrato a quel modo.
Anche Pio IX conobbe questa poesia e ne fu commosso.
Coloro
che negavano l'immacolata concezione di Maria erano preoccupati soprattutto di
salvare queste due verità rivelate: la trasmissione del peccato originale in
tutti i discendenti di Adamo e la necessità per tutti della Redenzione di
Cristo. Esse non sono negate affatto dal dogma dell'immacolata concezione di
Maria, tanto è vero che non si dice per nulla che Maria fu preservata per virtù
propria o per merito dei suoi genitori, ma unicamente grazie a Gesù Cristo,
unico Redentore di tutti e quindi anche di Maria. E questa necessità della
Redenzione conferma la verità dell'esistenza del peccato originale, nel quale
anche Maria sarebbe caduta se non fosse stata preservata dai meriti di Cristo,
certissimi anche se futuri, anzi previsti. Così due parole: preservazione e
previsione hanno fatto capire la bella armonia esistente tra le verità della
Rivelazione. E quello che l'insegnamento teologico ha fissato in precisi
termini soltanto dopo sette secoli di discussioni non sempre serene, il popolo
di Dio lo sentiva già, profondamente.
Ma
era conveniente alla Madonna il privilegio dell' immacolata concezione?
Certamente.
Doveva essere la figlia prediletta dell' Eterno Padre: non poteva quindi essere
stata una figlia di maledizione a causa del peccato originale annesso alla natura
umana. Doveva essere la Madre di Dio: non poteva un sangue infetto da colpa
servire per dare la vita umana a Dio. Doveva essere la Sposa dello Spirito
Santo: non poteva essere sporca di macchie. Doveva diventare la Regina degli
angeli: non poteva essere stata schiava del diavolo. Era destinata ad essere la
Regina del cielo: non poteva essere stata suddita dell'Inferno. Doveva essere
l'Avvocata dei peccatori: non poteva essere stata loro compagna nel male.
Questa
convenienza risulta più vera e più bella quando si confronta la Madonna con
altri personaggi eccezionali della storia, fu creata nell'innocenza e questa
fu conveniente a lei che era la prima madre dell'umanità, anche se poi
divenne peccatrice e madre di peccatori: quanto più l'innocenza conveniva a
Maria che non avrebbe mai peccato e sarebbe diventata madre di santi.
Geremia
e Giovanni Battista furono liberati dalla colpa d'origine e santificati prima
della loro venuta alla luce per la speciale relazione che poi avrebbero avuto
con Gesù Cristo, del quale Geremia fu il profeta e Giovanni il precursore; e fu
un privilegio parziale, in quanto furono appena liberati dal peccato originale
che avevano già contratto. Quanto più lo stesso privilegio, anzi privilegio
completo, cioè non liberazione ma preservazione, si addiceva a Maria
destinata ad essere la Madre di Gesù Cristo.
Il
suddetto privilegio la rese anche immune dalla concupiscenza che deriva dal
peccato originale, e pertanto non ebbe nè inclinazione al male nè difficoltà
ad operare il bene, nè caduta in colpe personali neanche minime. Dal momento
che Dio la preservava dal peccato, veniva di conseguenza che estirpasse in lei
anche la radice dei peccati, per l'appunto la concupiscenza.
Questo
non significa che Maria non abbia dovuto fare sforzo per essere più santa e per
farsi meriti; perchè la concupiscenza è una occasione, ma non una condizione
indispensabile del merito. Lei ha fatto sforzi e si é arricchita di meriti
solo per esercitare il suo amore per Dio e le altre virtù. Per quanto immune
dal peccato, non era di per sè impeccabile, come noi diciamo di Gesù Cristo
unito ipostaticamente alla Seconda Persona della Santissima Trinità. Ha
ricevuto la grazia di Dio e vi ha corrisposto stupendamente. La sua pienezza di
grazie è superiore a quella di tutti gli angeli e di tutti i santi, inferiore
soltanto a quella di Gesù Cristo. Il suo privilegio è non solo irripetibile,
non essendoci più bisogno di preparare un'altra donna ad essere madre del
Redentore nè di fare un'altra redenzione, ma anche indistruttibile, perchè
anche dopo la morte della Privilegiata rimane in tutte le sue belle conseguenze,
per sempre.
Difatti
la Madonna non disse a Lourdes: lo sono stata, fui, ero concepita immacolata.
Non disse nemmeno: lo sono l'Immacolata; ma disse esattamente così: "Io
sono l'Immacolata Concezione". E intendeva dire: "Io sono Verità
fatta Persona, questa verità dell'Immacolata concezione fatta persona, la
personificazione sensibile della verità proclamata dalla Chiesa, la
manifestazione miracolosa dell'assolutezza dogmatica di una verità. Questa
verità dell'immacolata concezione e la mia persona sono la stessa cosa".
L'immacolatezza
di Maria ha stupito e incantato i cristiani che a gara l'hanno detta lungo i
secoli "più candida della neve", "infinitamente bianca",
"veste di Dio", "specchio tersissimo", “piú fulgida del
sole”, "fiore di eterna freschezza, anzi campo screziato di fiori",
"piú lucida di ogni raggio di luce", "più pura di ogni purità,
"più nobile di ogni nobiltà, "più ricca di ogni ricchezza",
"colomba senza macchia", "pura come l'aria ossigenata dei
giardini", "immacolata come la luce", "più bella dei
colori", "casta come la carta", “chiara come un cristallo”,
"fresca come un giglio", "innocente come acqua chiara",
"luminosa come il cielo", "limpida come il cielo lavato dalla
pioggia", "brillante d'ogni lato come il diamante''; "piena di
bellezza come l'oceano è pieno d'acqua e il sole pieno di luce".
E
la festa della grazia, la festa della poesia, la festa delle feste mariane,
anche se quello dell'Immacolata non è, dogmaticamente, il titolo più alto
della Madonna.
Inoltre
il privilegio comportava anche che Maria non perdesse la santità ricevuta e
anzi la aumentasse di giorno in giorno sino all'ultimo. Gli angeli, Adamo ed Eva
ebbero origine essendo adorni della grazia ma potevano perderla, e difatti,
messi alla prova, la persero i nostri progenitori e un notevole numero di
angeli. San Giovanni Battista fu santificato ancor prima di venire alla luce,
ma poteva perdere la grazia di Dio; gli Apostoli furono confermati in grazia
dopo la discesa su di essi dello Spirito Santo, ma non poterono sfuggire a certi
piccoli difetti inseparabili dalla natura umana decaduta; al contrario, Maria
fin dal primo momento fu immutabilmente confermata in grazia e quindi immune
per sempre anche dalle colpe più leggere.
In
quanto poi al continuo aumento nella santità sino alla morte, pare impossibile
trovare parole adatte, tanto esso deve aver raggiunto altezze vertiginose. Ecco
perchè la Chiesa che dei Santi festeggia l'ultimo giorno di vita, perchè dalla
santità di quest'ultimo giorno deriva la gloria da essi goduta, non esita a
festeggiare di Maria con tanta solennità non solo il giorno di nascita ma anche
il primo momento della sua esistenza, perchè La ritiene più santa in questo
primo momento che tutti gli altri Santi al termine della loro vita. Quel primo
momento ha preparato il resto dei giorni e questo resto a sua volta ha avvalorato
quel primo momento.
E
tuttavia questa incomparabile grandezza che si avvicina all'infinito, non deve
far pensare a una Privilegiata inaccessibile o difficilmente accostabile. E’
vero proprio il contrario. Maria è nata da due genitori come noi, è sorella
nostra di carne e di sangue, ha avuto anche lei bisogno della misericordia di
Dio come noi, è stata redenta come tutti anche se in modo e misura diversi, ha
vissuto la stessa vita terrena che viviamo noi e a noi eguale in tutto sul piano
della natura, sa che noi avremmo dovuto essere immacolati come Lei se il peccato
non ci avesse travolti e devastati tutti, sa che Lei non aveva e non poteva aver
fatto nulla per meritare il privilegio che coincide esattamente con l'inizio
della esistenza e precede tutta quanta la sua vita morale, sa che ha ricevuto il
privilegio non solo e non tanto per sè ma per tutti noi, dal primo all'ultimo,
nel disimpegno della: sua futura missione di Madre di Dio e di madre degli
uomini, e poi è buona, cose buona che, dopo Dio, non si può essere buoni come
Lei.
La
donna, in particolare, ha tutti i motivi per sentirsi vicina l'Immacolata.
Maria infatti dimostra chiaramente che la femminilità è una qualità buona e
una realtà positiva, degna di ogni stima, capace di raggiungere la perfezione
e anche il vertice della perfezione. E le donne possono contemplare in Maria una
figura di pura luce, la spiritualizzazione della donna, la più grande delle
creature umane.
Quante
verità sono venute in risalto palando dell' Immacolata! E’ utile ricordarle
in uno sguardo complessivo: nessuno può salvare se stesso, soltanto Gesù
Cristo salva tutti, il peccato originale c'è stato e perdurano sempre per
tutti le sue conseguenze, Dio è stupendo nelle sue opere, la purezza dell'anima
è necessaria a tutti, il peccato è il male più detestabile, l'eterna salvezza
è dono di Dio, non c'è che Maria dopo Dio. Altre verità saranno svelate e
messe in evidenza dai nuovi studi che si vanno facendo sul dogma dell'immacolata
Concezione di Maria il quale, come ogni dogma della Fede cristiana, è più
punto di partenza che di arrivo.
La
Sacra Scrittura non offre per la dottrina dell'Immacolata Concezione di Maria
che tre affermazioni e peraltro non esplicite, che è sempre bello ricordare
Gen. 3,15: "Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la
qua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno"
Lc.
1,28: L'angelo, entrando, da lei, disse: "Ti saluto, o piena di grazia,
il Signore è con te".
Lc.
1,42: "Elisabetta esclamò a gran voce: "Benedetta tu fra le donne,
e benedetto il frutto dei tuo grembo! "
Vi
sono poi nel Vecchio Testamento alcune figure che in qualche modo ricordano
l'Immacolata e, per quanto limitate nell'espressione e nel significato, e
imperfette di fronte alla realtà svelata, pur tuttavia meritano di essere
segnalate. Hanno un valore simbolico, ma non per questo inutile, anzi
contribuiscono a rendere più accessibile ai meno provveduti la comprensione
dei grande privilegio.
Gen.
7,17-21; 8,4-13: "Il diluvio durò sulla terra quaranta giorni, le acque
crebbero e sollevarono l'arca che si innalzò sulla terra. Le acque divennero
poderose e crebbero molto sopra la terra, e l'arca galleggiava sulle acque...
Perì ogni essere vivente... L'arca si posò sui monte dell'Ararat. Noè tolse
la copertura dell'arca ed ecco la superficie del suolo era asciutta."
Come
l'arca di Noè è stata la sola a scampare al diluvio universale, così Maria è
stata la sola a sfuggire al peccato originale che ha inondato il mondo e
travolto tutti.
Es.
3,1-3: "Mosè stava pascolando il gregge... L'angelo del Signore gli
apparve in una fiamma di fuoco in mezzo a un roveto. Egli guardò ed ecco: il
roveto ardeva nel fuoco, ma quel roveto non si consumava. Mosè pensò:
"Voglio avvicinarmi a vedere questo meraviglioso spettacolo: perchè il
roveto non brucia? "
Come
il roveto è stato in mezzo al fuoco senza rimanere bruciato, così Maria è
stata in mezzo al peccato senza esserne nemmeno sfiorata. Questo sì è uno
spettacolo meraviglioso oltre ogni immaginazione.
Gdc.
6,36-40: "Gedeone disse a Dio: "Se tu stai per salvare Israele per mia
mano, come hai detto, ecco io metterò un vello di lana sull'aia: se c'è
rugiada soltanto sul vello e tutto il terreno resta asciutto, io saprò che tu
salverai Israele per mia mano, come hai detto". Così avvenne. La mattina
dopo, Gedeone si alzò per tempo, strizzò il vello e ne spremette la rugiada:
una coppa piena d'acqua. Gedeone disse a Dio: "Non adirarti con me; io
parlerò ancora una volta. Lasciami fare la prova con il vello, solo ancora una
volta: resti asciutto soltanto il vello e ci sia la rugiada su tutto il terreno".
Dio fece così quella notte: il vello soltanto restò asciutto e ci fu rugiada
su tutto il terreno".
Come
il vello è stato l'eccezione in mezzo alla comune situazione dell'ambiente,
così Maria è stata l'eccezione in mezzo all'uniformità peccaminosa di tutti.
Ct.
4,7: "Tutta bella tu sei, amica mia, in te nessuna macchia":
Sono
le parole che lo sposo rivolge ammirato alla sposa. Le medesime,vanno rivolte a
Maria con maggior ammirazione. Sono le parole più popolari, e più sentite
della devozione all'Immacolata.
Queste
figure si aggiungono alle molte altre della Sacra Scrittura che onorano la
Madonna, considerata sotto i diversi aspetti, e non sono certo le meno
significative. Sono validi temi di meditazione per i devoti e per gli artisti; e
fanno pensare che, come per Cristo, così anche per Maria l'Eterno Padre ha
diffuso ovunque e comunque qualcosa che La ricordi.
Circolano tra i fedeli parecchie immagini
dell'Immacolata, diverse per autore e per stile, simili nell'ispirazione di
fondo, tutte adatte allo scopo e care agli occhi, oltre che al cuore. Più delle
altre meritano stima le immagini che si riferiscono direttamente alla storia e
alla dottrina, del privilegio mariano e sono perciò destinate ad essere più
durature nel tempo, più efficaci nella devozione e più gradite alla Madonna.
Ne ricordiamo due, che sono certamente le principali, oltre che le più vicine
a noi per data di origine.
27
novembre 1830, Parigi, rue du Bac 140, noviziato della Casa Madre delle Figlie
della Carità, ore 17,30: una giovane suora, s. Caterina Labourè è assorta in
preghiera, sapendo che la Madonna, già apparsale nella notte dal 18 al 19
luglio scorso, tornerà per affidarle, in nome di Dio, la difficile missione che
allora le accennò. Ecco, avverte un rumore leggero, simile al fruscio di una
veste di seta: il passo già conosciuto. Appare la Signora piena di pura e
maestosa bellezza. E' alquanto sollevata da terra, bianco vestita e avvolta in
un manto azzurro. II velo che le incornicia la fronte, scende fino a terra. I
piedi poggiano su un globo e schiacciano nello stesso tempo un serpentello color
verdastro e chiazzato di giallo che si dibatte boccheggiando. Le mani,
all'altezza dei petto, reggono un altro globo d'oro, più piccolo, sormontato da
una croce. Gli occhi guardano intensamente verso il cielo come per una
preghiera. Ad un tratto le mani della Signora si riempiono di anelli ingemmati
che sprigionano fasci di luce dai mille riflessi, che vanno a inondare la terra
sottostante e cingono la Signora di tanto splendore che i piedi e la veste di
Lei non si vedono più.
A
questo punto Lei china gli occhi su Caterina, tutta assorta nella
contemplazione, mentre una voce dice alla suora: "Il globo che tu vedi
rappresenta il mondo intero, specialmente la Francia e ogni persona in
particolare. I raggi sono il simbolo delle grazie che spando sulle persone che
me le domandano".
Di
colpo la Signora appare adesso circondata nella sua parte superiore da un
cerchio un po' ovale, dalla mano destra alla mano sinistra, formato dalle
seguenti parole scritte in lettere d'oro: "O Maria, concepita senza peccato,
pregate per noi che ricorriamo a Voi! ". Quindi scompare il globo piccolo
che la Signora ha tra le mani e queste si abbassano verso il globo sottostante
coprendolo di luce e si stendono in una posa graziosamente materna. Frattanto
una voce dice a Suor Caterina: "Fa' coniare una medaglia su questo modello.
Tutte le persone che la porteranno, riceveranno grandi grazie, soprattutto tenendola
al collo. Le grazie saranno abbondanti per le persone che la porteranno con
fiducia".
Poi
il quadro sembra girare su se stesso e nel rovescio appare la lettera M
sormontata da una croce che poggia su di una sbarra trasversale, e al disotto
della M appaiono vicini due cuori, uno circondato di spine, l'altro trafitto da
una spada: il tutto incorniciato da dodici stelle.
Sono
riconoscibili in questa immagine più di una verità mariana: Immacolata
Concezione, Maternità divina, Corredenzione, Mediatrice di grazie,
Glorificazione; ma la verità dell'Immacolata Concezione, è più sorprendente
delle altre, perchè detta chiaramente con la giaculatoria e con l'atteggiamento
biblico della Donna che schiaccia il serpente, e detta nel 1830, cioè 24 anni
prima del giudizio definitorio del Papa.
Ed
è stata anche la verità più recepita dal popolo di Dio che l'ha chiamata
"Medaglia miracolosa" per le tante grazie elargite alle anime e ai
corpi, e anche "Medaglia dell'Immacolata". Tale l'ha detta, per
esempio, Alfonso Maria Ratisbonne, passato nel 1842 dall'ebraismo al cattolicesimo
e divenuto poi sacerdote e apostolo, dopo aver visto in una cappella della
chiesa delle Fratte in Roma "sull'altare, in piedi, viva, grande, maestosa,
bellissima, piena di misericordia la SS.ma Vergine Maria, simile,
all’atteggiamento e nella struttura, all'Immagine che si vede nella Medaglia
Miracolosa dell'Immacolata. Già prima di questa apparizione, egli portava
indosso la Medaglia, ma solo per compiacere un caro amico.
Questa
conversione ha spinto Pio IX ad arricchire la Medaglia di indulgenze, Leone XIII
a istituirne la festa liturgica e Pio X a fondare l'Associazione della Medaglia.
11
febbraio 1858, Lourdes, tardo mattino: una giovinetta di quattordici anni,
Bernadette Soubirous va, con la sorella e con un'amica, verso la grotta di
Massabielle in cerca di legna. AI momento di togliersi le calze per entrare
nell'acqua del fiume, attratta da un rumore di vento, alza gli occhi e dietro un
fascio di sterpi e di rami in movimento, sotto l'apertura più alta della
grotta, mentre tutto il resto all'intorno è immobile, vede una giovinetta non
più grande di lei: la copre una veste bianca che le scende sino ai piedi, dei
quali si vede soltanto la punta; la veste è chiusa attorno al collo da una
arricciatura da cui pende un cordone bianco; un velo le copre il capo e scende
lungo le spalle e le braccia, fino all'orlo inferiore della veste; una fascia
azzurra pendente ai lato sinistro la cinge alla vita; gli occhi sono azzurri; su
ogni piede spicca una rosa gialla come d'oro; una corona con grani bianchi,
grossi e distanti tra loro le pende dal braccio destro; le mani sono congiunte
in preghiera; il viso è bellissimo...
Alla
sedicesima apparizione Bernadette Le domanda quattro volte come si chiami e Lei,
dopo aver abbassato le braccia, alza gli occhi al cielo e poi ricongiungendo le
mani sul petto, risponde: "Io sono l'Immacolata Concezione".
Di
Lei soprattutto due qualità colpirono la pastorella: la devozione nel pregare
e la bellezza della persona, soprattutto del viso. A proposito di quest'ultima,
Bernadette ha ripetuto molte volte nel resto della sua vita: "E così
bella la Madonna che quando la si è vista una volta, si vorrebbe morire subito
per rivederla di nuovo.
Due
immagini veramente belle in cui si uniscono armoniosamente storia, natura,
teologia, poesia, arte, a gloria di Dio e a esaltazione di Maria. Danno
ragione al Concilio Ecumenico Vaticano II che ha raccomandato di conservare
gelosamente quanto in passato è stato stabilito dalla Chiesa circa il culto
delle immagini di Cristo, della Beata Vergine e dei Santi. (cfr.
Lumen Gentium, 67).
I
nostri giorni non registrano nessuna opposizione al dogma dell'Immacolata
Concezione di Maria. Del resto esso è forse l'unico dogma non dovuto a mancanza
o scarsezza di Fede. Il Vaticano II ha potuto tranquillamente ricordare,
confermando, Maria "redenta in modo sublime in vista dei meriti del
Figlio suo e a lui unita da uno stretto e indissolubile vincolo... tutta santa e
immune da ogni macchia di peccato, dallo Spirito Santo quasi plasmata e resa
nuova creatura, adornata fin dal primo istante della sua concezione dagli
splendori di una santità del tutto singolare... per ordine di Dio salutata
dall'angelo nunziante "piena di grazia". (Lumen gentium 53,56)
Nel
campo cattolico gli studi particolarmente intensi sul tanto discusso peccato
originale vanno apportando elementi di esame e di giudizio più pertinenti e più
profondi che, armonizzati poi e fissati in termini precisi, daranno
certamente modi e mezzi per aggiungere sfumature e contorni alla formulazione
definitiva usata da Pio IX, la quale naturalmente rimane e sempre rimarrà
intangibile nella sua sostanza centrale, oltre che ispiratrice dei nuovi
progressi nella scienza e nella fede. Si tratta quindi non di modificare o
variare, ma di ampliare, approfondire e collegare.
Nel
campo ortodosso non si ha ancora, dopo più di un secolo dalla proclamazione del
dogma cattolico, un pronunciamento autentico e ufficiale sulla verità rivelata
dell'Immacolata Concezione, ma si ha motivo fondato di sperarlo e di ritenerlo
non lontano, anche se non senza una discussione ad alto livello con la Chiesa
Romana sui termini da usare. E' questione quindi più di parole che di prove.
Nel
campo protestante dalle diverse confessioni, la contrarietà all'Immacolata non
è più totale e insistita come nel recente e lontano passato. Si prende atto
con soddisfazione del principio della assoluta necessità della Redenzione
indiscutibilmente per tutti, affermato dalla dottrina cattolica anche nel caso
dell'immacolata Concezione. Sono in aumento studiosi e fedeli che si aprono
alla comprensione della Madre di Cristo e verso il riconoscimento delle sue
grandezze.
Insomma
il dogma dell'Immacolata non renderà più difficile il movimento ecumenico ma
forse, come tutti sperano, finirà con il renderlo meno difficile e più aperto
a una unanimità sul nucleo centrale della dottrina.
La
devozione all'Immacolata nel mondo cattolico è certamente fiorente. Non si
possono più contare, tanto sono numerosi, ospizi, chiese, pensionati, scuole,
cliniche, collegi, associazioni, istituti, insomma luoghi intitolati
all'Immacolata. Si contano almeno cento Congregazioni Religiose, soprattutto
femminili, dedicate alla venerazione del titolo mariano, talvolta precisato
anche nel suo aspetto geografico (per es. Figlie della SS.ma Vergine Immacolata
di Lourdes), con evidente imbarazzo per distinguere nel grande numero tra
Marianiste e Immacolatine e Concezioniste. L'accostamento ai sacramenti e
all'ascolto della Parola di Dio in occasione della festa dell'Immacolata è
alto. Vanno aumentando i pubblici omaggi floreali a statue o quadri dell'Immmacolata
l'8 dicembre. Crescono anche in quantità le statue della Madonna e pare davvero
che oggi non si fa una statua della Madonna se non è l'Immacolata o almeno
somigliante all'Immacolata.
E
tuttavia c'è ancora bisogno di intensificare questa devozione all'Immacolata,
tanto più necessaria e urgente quanto più sfacciati e maliziosi si fanno
l'esibizione e l'uso del sesso, degenerato in luridume e tanfo. Là dove
diminuisce o si annulla la devozione all'Immacolata, ivi aumenta la ricerca dei
piaceri impuri sempre più peccaminosi. Là dove aumenta e migliora la
devozione all'Immacolata, ivi aumenta e migliorala qualità della vita,
specialmente in purezza di pensieri, parole, opere; costumi e mentalità.
Quando una persona diventa pervertita, per prima cosa non vuol più sentir
parlare dell'Immacolata. Quando una persona si converte a Dio, per prima cosa si
aggrappa all'Immacolata come a un faro e a una roccia.
Provvidenziale
appare perciò nel clima di questa necessità della devozione all'Immacolata
l'esempio trascinatore in parole e opere a livello mondiale del Beato Massimiliano
Kolbe (+ 1941), uno dei più meravigliosi apostoli dell'Immacolata di tutta la
storia, al quale cediamo devo i tamente la parola, a chiusura di queste pagine.
In un volantino stampato in diverse lingue e distribuito in milioni di copie,
con l'ardore di un vulcano, egli che era arrivato a dire definizione di Maria il
titolo di Immacolata, lanciava questo appassionato ed entusiasmante programma:
L'Immacolata:
ecco il nostro ideale! Avvicinarci a Lei e renderci simili a Lei, lasciare che
Ella domini il nostro cuore e tutto il nostro essere, che Ella viva e operi in
noi e per mezzo nostro, che Ella stessa ami Dio con il nostro cuore per
appartenere interamente, senza restrizioni a Lei: ecco il nostro ideale!
Irradiare poi l'Immacolata nel nostro ambiente, attirare a Lei le altre anime,
affinchè dinanzi a Lei si aprano anche i cuori dei nostri vicini ed Ella regni
nel cuore di tutti e dovunque, senza distinzione di razza, di nazionalità e di
lingua, come pure nel cuore di tutti gli uomini che vivranno in ogni tempo, sino
alla fine del mondo: ecco il nostro ideale!
Inoltre
che la vita dell'Immacolata si radichi in noi sempre più profondamente, di
giorno in giorno, di ora in ora, di momento in momento, e ciò senza alcun
limite: ecco il nostro ideale!
E
che la sua vita si sviluppi similmente in ciascuna anima che è e che sarà in
ogni tempo: ecco il nostro ideale!
“Casa
Mariana” Maria SS. Del Buon Consiglio – 83040 FRIGENTO – AV.