MARIA E LA SUA ARMATA

 

CAP. I - IL MISTERO NASCOSTO DAI SECOLI

Un Dio che avesse creato l'universo senza uno scopo, senza un'uti­lità adeguata a un'opera cosí grandiosa non sarebbe stato saggio, cioè non sarebbe stato Dio.

Dio non poteva creare neanche per interesse suo. Un Dio che avesse bisogno di qualche cosa, fosse pure soltanto di farsi ammi­rare, non sarebbe infinito e quindi non sarebbe Dio.

Possiamo andare d'accordo con gli scienziati che hanno formulato « il principio antropico », ossia che Dio ha creato tutto per l'uomo. Ma cosa cerca l'uomo? Quali sono gli interessi dell'uomo?

Gli uomini cercano il pane; e circa 40 milioni di uomini muoiono ogni anno per fame o per malattie causate dalla fame; e circa un altro miliardo vivono nella miseria.

Gli uomini cercano la pace; e tutta l'umanità vive sotto l'incubo di una possibile guerra nucleare sterminatrice di tutti.

Gli uomini cercano la salute; e quasi tutti sperimentano la malattia e il dolore, mentre una forte percentuale di essi vivono ammalati o handicappati.

Nessun uomo vuole la vecchiaia e la morte e tale sorte ci attende tutti, inesorabilmente.

Un giovane un giorno mi disse: «Vivo mio malgrado; se Dio mi avesse chiesto il permesso di crearmi, non glielo avrei dato».

Dio è Dio unicamente perché è infinito e perché non ha bisogno di niente.

Tanto meno Dio può godere delle sofferenze umane, perché altri­menti non sarebbe buono, anzi sarebbe cattivo, cioè non sarebbe Dio. Dio è amore ed ha creato gli esseri perché vivano e siano felici. Per questo egli ha voluto unirsi alla sua creazione facendosi uomo, non per godere coll'uomo, che non ne aveva bisogno, ma per soffrire con l'uomo allo scopo di divinizzarlo e cosí partecipargli la sua infi­nita felicità.

Dice san Agostino: « Dio si è fatto uomo perché l'uomo divenisse Dio. Dio non fece la morte, né si compiace della morte dei viventi. Egli creò ogni cosa perché sussista» (Sap. 1, 13).

Dice san Paolo: « Quindi, come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e con il peccato la morte, cosí anche la morte ha raggiunto tutti gli uomini » (Rom. 5, 12).

Dio ci ha creati per darci quello che cerchiamo, cioè la felicità. Tutto ciò è reso possibile unicamente per l'incarnazione, per la pas­sione e morte e per la glorificazione di Gesú e per la cooperazione di Maria, cioè per la sua divina maternità, per la sua corredenzione e per la sua glorificazione.

Il mistero nascosto dai secoli e rivelatoci nella pienezza dei tempi da Gesú è la predestinazione, la formazione e la glorificazione del Corpo Mistico; e cioè in prima di Gesú e di Maria e quindi di tutti gli eletti.

Dice Papa Pio IX: « Dio ineffabile, le cui vie sono misericordia e ve­rità..., dal principio e prima di tutti i secoli destinò al suo Figlio uni­genito la Madre dalla quale, incarnandosi, sarebbe nato nella beata pienezza dei tempi. La scelse, le assegnò il suo posto ... l'amò al di so­pra di tutte le creature, con tale amore di predilezione da porre in lei, in maniera singolare, tutte le sue piú grandi compiacenze.

Dio Padre aveva deciso di darle il suo Figlio unigenito, colui ch'egli genera dal proprio seno, che gli è uguale in tutto e che ama come se stesso, e di darlo a lei in tale maniera che Quello fosse naturalmente un identico, unico e comune Figlio di Dio e della Vergine; ella che il Figlio stesso di Dio aveva scelto per farne sostanzialmente la sua Ma­dre; ella infine, nel cui seno lo Spirito Santo aveva voluto che, per la sua divina virtú, fosse concepito e nascesse colui dal quale egli stesso procede».

Dice san Paolo: « Benedetto sia Dio, Padre del Signore nostro Gesú Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli, in Cristo. In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo, per es­sere santi e immacolati al suo cospetto nella carità, predestinandoci a essere suoi figli adottivi, per opera di Gesú Cristo, secondo il bene­placito della sua volontà. E questo a lode e gloria della sua grazia, che ci ha dato nel suo Figlio diletto; nel quale abbiamo la redenzione me­diante il suo sangue, la remissione dei peccati secondo la ricchezza della sua grazia.

Egli l'ha abbondantemente riversata su di noi con ogni sapienza e intelligenza, poiché egli ci ha fatto conoscere il mistero della sua vo­lontà, secondo quanto nella sua benevolenza aveva in lui prestabilito per realizzarlo nella pienezza dei tempi: il disegno cioè di ricapitolare in Cristo tutte le cose, quelle del cielo come quelle della terra.

In lui siamo stati fatti anche eredi, essendo stati predestinati se­condo il piano di colui che tutto opera efficacemente conforme alla sua volontà, perché noi fossimo a lode della sua gloria, noi, che per primi abbiamo sperato in Cristo » (Ef. 1, 3-12).

Il Cristo Gesú, Dio e Uomo ad un tempo, è quindi il primo, il capo, il re di tutta la creazione. Essendo il primogenito, il Padre volle tutto per lui; tutto è stato creato per lui che, nella sua umanità assunta dalla Vergine, è il re della creazione. Egli è stato predestinato ad es­sere secondo la sua natura umana Figlio di Dio in tutta la sua po­tenza.

Per cui conclude Germain Leblond: «Tutte le creature, Angeli o Arcangeli, uomini, pietre o animali, furono volute da Dio soltanto perché fossero ricapitolate nel Cristo totale, il Cristo cosmico.

Sola fra tutte le creature la Vergine Maria è stata predestinata ad essere ricapitolata nel Cristo re non come suddita ma come regina dell'universo, sposa perfetta del re dei cieli - non come una parte, come un membro del Cristo cosmico, ma, misteriosamente, come il Tutto, come la pienezza d'una regina che basta alla gioia del re suo sposo - perché fra tutte le creature ella è stata assolutamente la prima nella preoccupazione e nelle attenzioni amorose del Padre, perché partecipa, nello stesso decreto, alla predestinazione regale del suo divin Figlio. La Chiesa, mossa dallo Spirito Santo che solo co­nosce perfettamente la profondità insondabile del Mistero di Maria, non ha esitato ad applicare alla regina dell'universo il testo dei Pro­verbi sull'eterna processione della Sapienza: "Jahvè mi ha dato l'es­sere come primizia delle sue vie, come preambolo delle sue opere e questo da sempre" (Prov. 8, za).

Sebbene tutto sia stato voluto e predestinato per l'onore e la gloria di Cristo re e con ciò ad onore e gloria della SS. Trinità, tuttavia tutto è stato indissolubilmente voluto, predestinato e creato anche per la gloria e l'onore della regina dell'universo, sposa del re dei cieli. Tutto è stato fatto per il Cristo e nello stesso tempo tutto è stato fatto per Maria, la quale, con suo Figlio, forma un solo Mistero di regalità, una sola coppia regale ».

« È a motivo di lei, diceva san Bernardo, che tutto è stato creato. È pure a motivo di lei, per lei, che tutto è stato riparato ».

S. Alberto dice: « E Maria è la causa finale della nostra rigenera­zione, perché tutta l'opera della nostra Redenzione fu, dopo Dio, or­dinata a sua gloria e onore ».

Per tal motivo la Chiesa applica alla Madonna la parola dei Pro­verbi: « Dall'eternità sono stata costituita, fin dal principio, dagli inizi della terra.

Quando non esistevano gli abissi, io fui generata; quando ancora non vi erano le sorgenti cariche d'acqua; prima che fossero fissate le basi dei monti, prima delle colline, io sono stata generata.

Quando ancora non aveva fatto la terra e i campi, né le prime zolle del mondo; quando egli fissava i cieli, io ero là; quando tracciava un cerchio sull'abisso; quando condensava le nubi in alto, quando fis­sava le sorgenti dell'abisso; quando stabiliva al mare i suoi limiti, sic­ché le acque non ne oltrepassassero la spiaggia; quando disponeva le fondamenta della terra, allora io ero con lui come architetto ed ero la sua delizia ogni giorno, dilettandomi davanti a lui in ogni istante; di­lettandomi sul globo terrestre, ponendo le mie delizie tra i figli del­l'uomo » (Prov. 8, 22-31).

 

CAP. II - IL REDENTORE

Il mistero della Croce è intimamente connesso con la realtà umana del peccato. Dice san Paolo: « Pertanto, come per mezzo di un uomo il peccato entrò nel mondo e per mezzo del peccato la morte, e in tal modo la morte si estese a tutti gli uomini, perché tutti peccarono... Tuttavia non quale fu il delitto, fu il dono. Infatti, se per il delitto di uno solo tutti morirono, molto di piú la grazia di Dio e il dono che ci viene da un solo uomo, Gesù Cristo, sono stati riversati su tutti. E per il dono non avvenne come nel caso dell'uno che peccò, poiché il giu­dizio proveniente sfocia nella condanna, mentre il dono di grazia, partendo da molti peccati, sfocia nella giustificazione. Se dunque per la colpa di uno solo la morte regnò per causa di quello solo, molto piú coloro che ricevono l'abbondanza delle grazie e del dono della giusti­zia regneranno nella vita per mezzo del solo Gesù Cristo. Quindi come mediante il delitto di uno solo si ebbe la condanna su tutti gli uomini, cosí anche mediante la giustificazione di uno solo si ebbe la giustizia di vita su tutti gli uomini. Come, infatti, per la disubbidienza di un solo uomo tutti furono costituiti peccatori, cosí anche per l'ub­bidienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti » (Rom. 5, 12-19).

Cristo, infatti, per poterci salvare ha dovuto pagare per tutti e pa­gare cosí terribilmente da sembrare incredibile, come Dio stesso pro­fetizzò per mezzo di Isaia: « Chi avrebbe creduto alla nostra rivela­zione? A chi sarebbe stato manifestato il braccio del Signore? È cre­sciuto come un virgulto davanti a lui e come una radice in terra arida. Non ha apparenza, né bellezza per attirare i nostri sguardi, non splendore per trovare in lui diletto. Disprezzato e reietto dagli uo­mini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia, era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima. Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori e noi lo giudicavamo castigato, percosso da Dio e umi­liato. Egli è stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci dà salvezza si è abbattutto su di lui; per la sue piaghe noi siamo stati guariti.

Noi tutti eravamo perduti come un gregge, ognuno di noi seguiva la sua strada; il Signore fece ricadere su di lui l'iniquità di tutti noi. Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprí la sua bocca; era come un agnello condotto al macello, come una pecora muta di fronte ai suoi tosatori, e non aprí la sua bocca.

Con oppressione e ingiusta sentenza fu tolto di mezzo; chi si af­fligge per la sua sorte?

Sí, fu eliminato dalla terra dei viventi, per l'iniquità del mio popolo fu percosso a morte. Gli si diede sepoltura con gli empi, con il ricco fu il suo tumulo, sebbene non avesse commesso violenza, né vi fu in­ganno nella sua bocca.

Ma al Signore è piaciuto prostrarlo con dolore.

Quando offrirà se stesso in espiazione, vedrà una discendenza, vi­vrà a lungo e si compirà per mezzo suo la volontà del Signore. Dopo il suo intimo tormento vedrà la luce e si sazierà della sua conoscenza; il giusto mio servo giustificherà molti e gli si addosserà la loro iniquità.

Perciò io gli darò in premio le moltitudini, dei potenti egli farà bot­tino, perché ha consegnato se stesso alla morte ed è stato annoverato fra gli empi, mentre egli portava il peccato di molti e intercedeva per i peccatori » (Is. 53, 1-12).

San Matteo ci fa con estrema sobrietà il racconto della passione di Gesú: “Allora Pilato, dopo aver fatto flagellare Gesú, lo consegnò loro perché fosse crocifisso. Allora i soldati del governatore, con­dotto Gesú nel pretorio, radunarono intorno a lui tutta la corte. Lo spogliarono e gli misero addosso un manto scarlatto; quindi intrec­ciarono una corona di spine, gliela posero in capo e gli misero una canna nella destra; poi, piegando i ginocchi davanti a lui, lo scherni­vano dicendo: "Salve, re dei Giudei!". E sputandogli addosso, pren­devano la canna e gliela battevano sulla testa. Dopo averlo cosí schernito, gli levarono il manto, e gli rimisero le sue vesti e lo con­dussero a crocifiggere. Nell'uscire incontrarono un uomo di Cirene, chiamato Simone, e lo costrinsero a portare la croce di lui.

Giunti sul luogo detto Golgota, che significa cranio, gli diedero a bere vino mischiato con fiele; ma, assaggiatolo, non ne volle bere. Quando lo ebbero crocifisso, si divisero le sue vesti, tirandole a sorte.

E, seduti, gli facevano la guardia. Al di sopra del capo posero scritta la causa della sua condanna: "Questo è Gesú il re dei Giudei". Furono crocifissi allora insieme a lui anche due ladroni, uno alla sua destra, l'altro alla sinistra. I passanti lo ingiuriavano e scrollavano il capo di­cendo: "Tu che distruggi il tempio e lo rifai in tre giorni, salva te stesso! Se sei il figlio di Dio, scendi dalla croce!" Similmente i grandi sacerdoti, gli scribi e gli anziani lo beffeggiavano dicendo: "Ha sal­vato gli altri e non può salvare se stesso! Se è il re d'Israele scenda ora dalla croce e crederemo in lui! Ha confidato in Dio: lo liberi ora, se gli vuol bene; giacché ha detto: sono figlio di Dio". Nello stesso modo lo beffeggiavano anche i ladroni che erano stati crocifissi con lui.

Dall'ora sesta fino all'ora nona si stesero le tenebre su tutta la terra. E verso l'ora nona Gesú gridò ad alta voce: "Elí, Eli, lemà sabac­taní!", cioè: "Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?" Alcuni dei circostanti, udito questo dicevano: "Costui chiama Elia". E subito uno di essi corse a prendere una spugna, e, inzuppatala nell'aceto, la mise in cima ad una canna e gli dava da bere. Gli altri dicevano: "La­scia, vediamo se viene Elia a liberarlo". Ma Gesú, dopo aver di nuovo emesso un forte grido, rese lo spirito » (Mt. 27, 26-50)­

La passione di Gesú, purtroppo, non è finita. Egli continua la sua agonia sino alla fine del mondo. Il motivo è molto semplice: egli è il capo del Corpo Mistico, e soffre per gl'infiniti peccati commessi dagli uomini e per le sofferenze stesse degli uomini. Accanto alla sua croce c'è perennemente la sua SS. Madre Addolorata con l'anima trafitta dalla spada e, insieme, un gruppetto di amici fedeli che lo consolano avanti al Tabernacolo.

 

CAP. III - MARIA

Come il nome « Gesú » che significa « Salvatore » esprime tutto l'es­sere e tutta la missione di Gesú; cosí il nome di Maria esprime tutto l'essere e tutta la missione di Maria.

Come fu Dio stesso che per mezzo dell'Angelo disse a Maria il nome che doveva mettere al suo figlio, cosí fu Dio stesso che ispirò ai genitori di Maria il nome da mettere alla figliuola. Maria significa:

1. Signora

Infatti Maria era destinata da Dio ad essere la signora e la regina della terra e dei cieli.

La creatura piú grande, piú bella, piú buona, piú potente dei cieli e della terra.

Dice san Bernardo: « Dio volle che noi avessimo tutto per mezzo di Maria ».

2. Mare

Il mare dà il senso della grandezza e dell'immensità.

Perché Dio si incarnasse occorreva una creatura capace di potere in qualche modo contenere l'infinito. Tale punto non poteva essere che un cuore e un'anima totalmente puri, totalmente aperti a un amore smisurato, totalmente vuoti di sé, di ogni egoismo e di ogni superbia cosí da venire totalmente riempiti dall'infinito Iddio.

Non bastava che Dio avesse creato questa creatura eccezionale; occorreva contemporaneamente che questa specie di contenitore purissimo e smisurato si aprisse da sé verso il sole divino e si svuo­tasse di se stesso.

Il mare è la sorgente della vita. In esso nascono i primi viventi. Da esso evaporano le acque che si condensano in nubi e fecondano con le piogge la terra; per le piogge si formano le sorgenti e i fiumi che dissetano i viventi e irrorano la terra. Senza i mari tutta la terra sa­rebbe un deserto.

Maria è la sorgente della vita che è Gesù; per mezzo di Maria Gesú viene nel mondo e nelle singole anime a portarvi la vita soprannatu­rale.

Per mezzo di Maria vengono a noi tutte le grazie sia materiali che spirituali, sia riguardanti questa vita, sia, soprattutto, riguardanti la vita eterna, sia riguardanti i singoli uomini, sia riguardanti l'umanità e la storia.

Senza Maria diverrebbero un deserto sia la terra, sia il paradiso.

3. Amara

Il cuore di Maria è come un mare immenso di amarezza. Questa amarezza le viene, come in Gesú, dalla passione di Gesú, dalla visione di tutti i peccati e di tutte le sofferenze degli uomini e soprattutto dalla dannazione eterna di una moltitudine di uomini che pure sono suoi figli.

Per questo la Chiesa le mette in bocca queste parole della Bibbia: «O voi tutti che passate per la via, fermatevi e vedete se vi è un do­lore simile al mio dolore» (Lam. 1, 12).

 

CAP. IV - MARIA NEL VANGELO

Maria, pur essendo la creatura piú grande e piú santa della terra, è la persona piú discreta del Vangelo. Vi appare il meno possibile; vi appare solo per quel tanto che a Dio è necessario per mostrare la mis­sione affidatale nei riguardi di Gesú e della Chiesa.

Eppure bastano pochissimi tratti per farcela pienamente cono­scere e ammirare.

1. La piena di grazia

Luca ce la presenta nella sua povera casetta di Nazareth quando l'Arcangelo Gabriele la saluta: «Ave, Maria, piena di grazia, il Si­gnore è con te ». Proclamando Gabriele: «Maria piena di grazia », è Dio stesso che tale la proclama: tutte le bellezze, tutte le perfezioni, tutti i doni di Dio, tutte le grazie sono in lei. Lei è come il bacino idrico che raccoglie le acque dei monti, ossia tutte le grazie di Dio, e le dà in tutta la pianura, ossia a tutti gli uomini.

Tutto questo fu reso possibile perché lei esercitò tutte le virtú nel grado massimo possibile.

2. La Vergine

Dice Luca: «A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L'Angelo le disse: "Non temere, Ma­ria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesú" » (Lc. 1,29-31).

Qui appare in Maria una virtú sconosciuta allora agli uo­mini: quella della sua verginità da lei consacrata a Dio; diversamente non c'era motivo per lei di chiedere come poteva divenire madre di Gesú.

I protestanti e i Testimoni di Geova negano la verginità di Maria, adducendo il passo del Vangelo: «E i suoi fratelli non sono Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda?» (Mt. 13, 55)­

Costoro dimenticano che già di due di loro (Giacomo e Giuseppe) il Vangelo indica la madre, un'altra Maria, diversa dalla madre di Gesú (Mt. 27, 56) e moglie di Alfeo (Mt.10, 3), fratello di san Giuseppe; di­menticano che l'ebraico è povero di vocaboli e che con la parola fra­tello si indicano sia i fratelli, sia i cugini, sia gli zii e i nipoti (come ad esempio Abramo che chiama fratello suo nipote Lot (Gen.13, 8); che se Gesù avesse avuto altri fratelli non avrebbe avuto premura di affi­dare, sulla croce, la Madonna a un estraneo, qual era Giovanni.

E dimenticano che questo testo che parla della verginità della Ma­donna è cosí chiaro che anche i mussulmani credono che Maria sia ri­masta sempre vergine, e per questo la onorano.

3. L'Immacolata

Per attuare questo suo disegno Dio aveva bisogno di un punto franco, degno di lui; un punto che non fosse appartenuto a nessuno, un punto che non sarebbe appartenuto a nessuno.

Non era degno di Dio incarnarsi in una creatura che fosse stata prima o dopo toccata da qualcuno e che per conseguenza avesse una qualsiasi inclinazione al male; peggio ancora, che fosse appartenuta sia pure per un momento a Satana o a qualche uomo, che fosse stata solo sfiorata da Satana.

Per questo la volle immacolata fin dalla sua concezione e vergine prima, durante e dopo il parto.

Su questo punto ci furono per diversi secoli lunghe polemiche tra i teologi.

Tanti dicevano: giacché Gesú è il salvatore di tutti e lo è anche di Maria, bisognò che Maria avesse avuto il peccato originale dal quale Gesú la redense.

Gli altri rispondevano: come Giovanni Battista in previsione della redenzione di Gesti poté venir liberato dal peccato originale prima della nascita, cosí Maria in previsione della redenzione di Gesú poté venir esentata dallo stesso peccato fin dalla sua concezione.

Chi pose quasi completamente fine a tali discussioni fu il grande filosofo-teologo francescano, il beato Duns Scoto, con tre famose domande rivolte ai teologi riuniti in un congresso, e che tolsero la pa­rola a tutti.

Potuit? - Decuit? - Ergo fecit. Cioè:

- Poteva Dio preservare la Madonna dal peccato originale? - Era conveniente che lo facesse?

- Allora lo ha fatto.

Il domma dell'Immacolata concezione fu proclamato dal Papa Pio IX l'8.12.1854.

Tale privilegio della Madonna era abbondantemente riconosciuto dai Santi Padri; come, fra l'altro, lo documenta l'antichissimo libro di preghiere dei monaci discepoli di san Basilio, in cui la Madonna è chiamata continuamente « la senza macchia ».

Una copia di tale libro veniva usata nel secolo XI da san Nicolò Po­liti, e si conserva parte in Adrano (Catania) e parte ad Alcara (Mes­sina). Dio volle mandare due volte la sua SS. Madre per confermare questo privilegio con cui volle arricchirla.

La prima: la Madonna, apparendo a santa Caterina Labourè a Pa­rigi nel 1946, le ordinò che facesse coniare la medaglia miracolosa. In essa c'è raffigurata la Madonna con le braccia aperte e con le mani che irradiano luce, cioè grazie. Attorno a tutta l'immagine la Ma­donna ordinò che fossero scritte queste parole: « O Maria concepita senza peccato originale, pregate per noi che ricorriamo a voi ».

La seconda volta fu a Lourdes, nel 1858 a Bernardette Soubirous. Le apparizioni furono 18. Nella 16a la Madonna le rivelò chi era: «Io sono l'Immacolata concezione».

4. L'umile serva

« Allora Maria disse: "Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto". E l'Angelo partí da lei » (Lc. 1, 38). Qui ancora appare l'umiltà di Maria che si dichiara la serva del Si­gnore, cosí come Gesú sarebbe stato il servo del Signore.

Matteo ci fa vedere l'abisso di umiltà di Maria.

Essa non vuole rivelare neanche a Giuseppe suo sposo il dono grandioso e incredibile di essere divenuta la madre del Figlio Unige­nito di Dio. Rischia cosí l'infame pericolo di venire dichiarata adultera, per cui è Dio stesso che interviene per salvare il suo onore (Mt.1,18-25).

E quando Elisabetta, illuminata dallo Spirito Santo, la proclama madre del suo Signore, Maria lungi dal compiacersene ne dà la lode e il ringraziamento all'infinita bontà e misericordia di Dio e, come an­nientata nella sua umiltà, esplode in quel meraviglioso cantico di lode e di riconoscenza al Signore che è il Magnificat: « Allora Maria disse: l'anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l'umiltà della sua serva.

D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.

Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente e Santo è il suo nome: di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono.

Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva promesso ai nostri padri, ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre » (Lc. 1, 46-55).

5. La Madre di Dio

È ancora l'Arcangelo Gabriele che proclama Maria madre di Dio: « Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesú. Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo Padre e regnerà per sempre sulla casa di Gia­cobbe e il suo regno non avrà fine.

Allora Maria disse all'Angelo: "Com'è possibile? Non conosco uomo". Le rispose l'angelo: "Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te sten­derà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio » (Lc. 1,31-37).

La fede nella divina maternità di Maria c'è stata sempre nella Chiesa ed è testimoniata da tutti i Santi Padri, fin dai tempi aposto­lici. Basta ricordare quanto dicono:

S. Ignazio martire: « Gesú nacque da Maria e da Dio » (Lettera agli Efesini, 7, 2).

S. Giustino: « Il Figlio di Dio ha acconsentito a farsi carne e a na­scere dalla Vergine della razza di Davide » (Dialogo con Trifone, 45,4). S. Ireneo nel suo libro Adversus Haereses parla oltre 100 volte della Vergine Maria, dice che l'Emanuele, cioè il Dio con noi, è nato da lei; e di Gesú dice: « Egli ha ricapitolato in sé la carne dell'uomo, un tempo da lui modellata, per uccidere il peccato, annientare la morte e vivificare l'uomo » (pag. 328).

Il motivo di tale fede è di immediata evidenza: quel Gesú che è nato da Maria è non solo uomo, ma anche Dio; quindi Maria è madre di Dio.

La Chiesa non dice che la Madonna ha dato la vita a Dio; dice sol­tanto che quel Gesú che è nato da Maria, è una sola persona che è contemporaneamente uomo e Dio; e che solo in tal senso essa è la Madre di Dio.

Il primo a negare la divina maternità di Maria fu il vescovo Nesto­rio, dicendo che in Cristo ci sono due persone e che Maria è soltanto la Madre della persona umana di Gesú.

Contro tale eresia fu convocato nel 431 il 30 Concilio Ecumenico, quello di Efeso, richiesto, per ironia della sorte, dallo stesso Nestorio agli imperatori Teodosio II e Valentiniano 111. Il Concilio, presieduto da s. Cirillo d'Alessandria e dai legati di Papa Celestino, condannò l'e­resia di Nestorio e proclamò Maria «Teotokos», ossia Madre di Dio.

L'assemblea conclusiva si protrasse fino a tarda notte. Il popolo at­tendeva nella piazza antistante alla sede del Concilio il suo esito. Quando nella notte il diacono affacciandosi dal balcone annunziò che il Concilio aveva riconosciuto Maria madre di Dio, il popolo esplose in un grido irrefrenabile: « Santa Maria, madre di Dio, prega per noi peccatori ».

Quindi, approntata una grande quantità di torce al vento, il popolo portò in processione trionfale tutti i vescovi sulle spalle per le vie di Efeso.

6. La ripiena di carità

Solo alcune cose ci dice il Vangelo: esse bastano per farci vedere la carica immensa di carità che vive nel cuore di Maria.

L'Angelo le fa sapere che sua cugina Elisabetta è incinta, al 6° mese. Maria subito pensa: come farà la cugina, anziana, sola, nelle montagne (o alture) di Ebron dove vive col marito?

E subito parte in fretta per assisterla e per servirla fino al parto. L'evangelista Giovanni ci narra il primo miracolo di Gesú (Gv. 2). Esso avvenne a Cana di Galilea, dove Maria e Gesú con i suoi disce­poli erano stati invitati a un matrimonio. Durante il matrimonio, forse per il sopraggiungere dei discepoli di Gesú, manca il vino. La prima ad accorgersene è Maria perché lei vive sempre amando gli altri: lo dice a Gesù perché faccia il miracolo.

Gesú risponde che non è giunta la sua ora.

Maria gli forza la mano e gli fa anticipare i tempi: dice ai servi di ri­volgersi a Gesú; Gesú, perché non faccia cattiva figura sua madre, dice a quei servi di riempire le idrie di acqua e quindi cambia quel­l'acqua in vino.

7. L'Assunta

Qualche giorno dopo che morí, la Madonna fu risuscitata da Gesú e assunta in cielo. Anzi nelle piú antiche tradizioni giudeo-cristiane non si parla di morte della Madonna, ma di dormizione.

Ne parlano i santi Padri e i piú antichi libri apocrifi, quali il Transi­tus Mariae e la Dormizio Mariae.

San Giovanni Damasceno dice: « Colei che nel parto aveva conser­vato illesa la sua verginità, doveva anche conservare senza alcuna corruzione il suo corpo dopo la morte. Colei che aveva portato nel suo seno il Creatore, fatto bambino, doveva abitare nei tabernacoli divini. Colei, che fu data in sposa dal Padre, non poteva che trovar di­mora nelle sedi celesti. Doveva contemplare il suo Figlio nella gloria alla destra del Padre, lei che lo aveva visto sulla croce, lei che, preser­vata dal dolore quando lo diede alla luce, fu trapassata dalla spada del dolore quando lo vide morire. Era giusto che la Madre di Dio pos­sedesse ciò che appartiene al Figlio, e che fosse onorata da tutte le creature come Madre ed ancella di Dio ».

San Germano di Costantinopoli dice: « L'incorruzione e l'assun­zione al cielo del corpo della Vergine Madre di Dio, non solo conveni­vano alla sua divina maternità, ma anche alla speciale santità del suo corpo verginale: "Tu, come fu scritto, sei tutta splendore" (Sal. 44, 14); e il suo corpo verginale è tutto santo, tutto casto, tutto tempio di Dio. Per questo non poteva conoscere il disfacimento del sepolcro, ma, pur conservando le sue fattezze naturali, doveva trasfigurarsi in luce di incorruttibilità, entrare in una esistenza nuova e gloriosa, go­dere della piena liberazione e della vita perfetta ».

Di questa fede, risalente ai tempi apostolici, ne danno conferma gli scavi archeologici, come documenta uno dei piú grandi archeo­logi moderni dei Luoghi Santi, il Padre Bellarmino Bagatti, nella sua opera Alle origini della Chiesa: « La tomba della Vergine nella Valle del Cedron, dal IV secolo è sormontata da una basilica, ma le notizie della Dormitio Mariae nella redazione di Leucio (II sec.) indicano che era "nuova"; e quelle delle redazioni siriache, etiopiche ed arabe, che era posta in una necropoli composta da "tre camere", e, "nella piú in­terna posta ad Est" era stata seppellita Maria. Tali notizie letterarie hanno trovato conferma negli scavi e restauri praticati nel 1972 dai greci ed armeni. La fig. 5.4, dà uno schema di tali risultati. A tratteg­gio è la chiesa del IV-V secolo; in nero A) la camera "interna" di Ma­ria scavata nella roccia con arcosolio interno, isolata nel fare la chiesa. Nel vano superiore B) resti di due Kokhim, o forni, che sup­pongono una seconda camera. Le scale attuali a nord e a sud (C) ten­gono posto delle scale antiche e nell'incontro delle due scale si sup­plisce la camera "eterna" ricordata nella Dormitio, esattamente come nella necropoli detta dei Beni Hazir, situata non lontana nella stessa sponda del Cedron.

L'accordo fra le notizie letterarie e quelle archeologiche ci dà la ga­ranzia di possedere una tradizione antichissima e stabile. Possiamo credere che la composizione della Dormitio, se non fu scritta espressamente in occasione della visita annuale, certamente essa vi fu adattata già nell'antichità. Coloro che uffiziavano la tomba erano sí giudeo-cristiani, ma non del partito di Giacomo.

Tutte le azioni del seppellimento di Maria sono messe sotto la di­rezione di san Pietro».

Per tal motivo il Papa Pio XII l'1.11.1950 proclamò domma la fede, sempre tenuta nella Chiesa, sull'Assunzione della Madonna in anima e corpo.

La Madonna del canto suo ha fatto vedere ripetutamente che si trova in paradiso in anima e corpo.

Una donna che ebbe la fortuna di toccare la Madonna fu santa Ca­terina Labourè.

Stando nel convento di Rue Le Bac di Parigi, un angelo, la notte del 19.7.1830, la sveglia e la invita a seguirlo.

La santa indossa subito la veste e lo segue. L'angelo la precede fa­cendo luce e aprendo le porte; attraversa il corridoio ed entra nella cappella del convento.

La cappella è illuminata a giorno.

Due angeli portano una poltrona e la mettono nella predella del­l'altare. La Madonna scende dal cielo, va a sedere nella poltrona, guarda sorridente suor Caterina e la invita ad accostarsi a lei. Suor Caterina s'avanza, si va a inginocchiare avanti la Madonna e appog­gia le sue mani giunte sulle ginocchia della Madonna. La Madonna gliele stringe e le fa poggiare il capo sulle sue ginocchia. Furono per santa Caterina momenti di una felicità smisurata.

Quindi la Madonna le disse di far coniare la medaglia miracolosa. Nei nostri giorni i sei giovani di Medjugorje hanno avuto la stessa fortuna. Sono Vicka, Jakov, Ivan, Marija, Mirjana, Ivanka.

Nelle quotidiane apparizioni iniziate il 24.6.1981 spesse volte essi hanno avuto la gioia di toccare la Madonna. Dicono che lei ha un corpo solido e che toccandola sentono nel proprio corpo come delle tenui vibrazioni che danno loro delle sensazioni dolcissime di una immensa felicità.

Il 7.5.1985 la Madonna annunziò a Ivanka che quello era l'ultimo incontro quotidiano e aggiunse: « Devi essere felice; io sono la tua Madre, io ti amo con tutto il cuore... Devi dire ai tuoi amici che mio Figlio ed io saremo sempre con voi ogni volta che avrete bisogno di noi...» Ivanka pregò la Madonna se poteva abbracciarla e baciarla. La Madonna sorridendo acconsentí e Ivanka l'abbracciò e la baciò con immenso piacere. Quindi la Madonna la benedisse e le disse: « Va in pace »; e si allontanò insieme ai due angeli.

8. Bellezza della Madonna

I primi che hanno cercato di descrivere la bellezza della Madonna sono i veggenti di Medjugorje.

Uno dice: « Il suo vestito era grigio, il velo bianco, la corona di stelle, gli occhi azzurri, i capelli azzurri, gli zigomi rossi, ed era sollevata da terra. Sotto il velo ho visto che i capelli erano un po' piegati. Ci è apparsa gioiosa e sorridente ». Un'altra dice: « I suoi capelli sono neri, leggermente mossi, gli occhi celesti. La figura slanciata! È stu­penda, avrei voglia di guardarla sempre. Sulla testa ha un velo bianco, il suo vestito... non so dirvi se è grigio, oppure color beige, ma non è neppure beige, è diverso dai colori che conosciamo. La voce è molto calda ed armoniosa, sembra un canto! ».

Un altro dice: « Non posso descrivere quanto è bello il suo viso. Gli occhi azzurri, i capelli neri, che si intravvedono appena. Non è troppo alta, né bassa. Pare abbia 19/20 anni. Il vestito è grigio, il velo bianco, la corona di stelle ».

E un'altra dice: « Il primo giorno era lontana da noi, ne abbiamo vi­sto solo l'ombra e ci è sembrato che tenesse qualcosa tra le braccia. Era molto bella, una bellezza extraterrestre. Ho visto i suoi occhi az­zurri molto belli, di colore chiaro. Ci guardava con infinita benevo­lenza. La faccia era bellissima, gli zigomi rossi, i capelli neri e un po' piegati. Il suo vestito era colore del cielo ».

E’ interessante sapere che sebbene la Madonna sia morta a 6o anni, nelle apparizioni di Lourdes, di Fatima e delle altre parti appare sem­pre di circa 2o anni.

Ciò significa che nella resurrezione saremo tutti giovani e tali ri­marremo eternamente.

Quanto sia grande la bellezza della Madonna lo possiamo anche desumere da questi fatti.

a) Santa Bernardette Soubirous un giorno arrivò a morire. Le fu­rono amministrati il viatico e l'unzione dei malati. Dopo qualche giorno guarí e allora si mise a piangere. Interrogata perché pian­gesse, rispose: « Perché sono guarita. Voi non sapete quanto è bella la Madonna e non potete avere il desiderio ardente di andare a vederla per sempre ». Dopo alcuni anni, caduta nuovamente ammalata gra­vemente, la superiora la invitò a ricevere il sacramento dell'unzione dei malati.

Santa Bernardette rispose di no, perché altrimenti sarebbe guarita di nuovo. La superiora rispose che stesse tranquilla, che ricevesse il sacramento dell'unzione dei malati, che tutte le suore avrebbero pregato perché morisse e che sarebbe morta di sicuro.

S. Bernardette allora acconsentí e ricevette l'unzione dei malati, mentre le suore pregavano per lei.

Dopo poco tempo morí col sorriso in bocca, felice di andare a ve­dere per sempre la Madonna.

b) Suor Lucia di Fatima, ancora vivente, dice che la Madonna ascolta sempre ed esaudisce sempre le sue preghiere; però, ag­giunge con mestizia « non vuole esaudire mai la preghiera che le fac­cio ogni giorno di farmi morire per andare in paradiso e stare sempre con lei »

c) Una delle veggenti di Medjugorje, da un po' di tempo è amma­lata con grandissimi dolori di testa. Non ha voluto pregare la Ma­donna di guarirla per il desiderio di andare per sempre con lei in pa­radiso. Ora sta meglio.

Un'altra veggente di Medjugorje, Jelena di anni 15, un giorno chiese alla Madonna:

- Perché sei cosí bella?

- Perché amo, rispose la Madonna. Se volete diventare belli come me dovete amare.

L'amore è un dono dello Spirito. Possono averlo coloro che si aprono a Dio.

Ma chi è che ama? Chi pensa sempre all'amato, chi non si annoia mai di lui, anzi vuole vivere sempre con lui, chi cerca di rendersi sempre gradito a lui e pian piano acquista i suoi gusti e la sua menta­lità, chi fa quanto lui desidera, chi vuole il bene di lui e fa sempre gli interessi di lui.

Dice un proverbio latino: « L'amore o trova uguali o rende uguali ». La Madonna ha amato cosí: è vissuta sempre unita a Dio con la preghiera, come ora vive immersa in Dio; ha fatto sempre la volontà di Dio cosí perfettamente da non avere altra volontà che la volontà di lui; è divenuta la piú perfetta immagine umana della bontà di Dio e la piú perfetta imitatrice delle virtú di Gesú; ha fatto il vuoto piú to­tale nel suo cuore, cosí da riempirlo totalmente di Dio; ha amato tanto ciò che Dio ama, cioè tutti gli uomini, da sacrificare per salvarli il suo Figlio e se stessa e da non stare a godersi la sua felicità in para­diso, ma da piangere e da intervenire continuamente per cercare di salvarli tutti; è vissuta unicamente per Gesú, come ora vive in cielo unicamente per preparare e affrettare il suo trionfo.

Per acquistare la bellezza della Madonna dobbiamo amare Dio e gli uomini come li ha amati lei. Come ottenere il dono dell'amore? Lo dice la stessa Jelena: « Con la conversione, con la preghiera e col di­giuno. La preghiera non è uno scherzo. Bisogna imparare a parlare con Dio nella preghiera. Lo Spirito Santo non entra in un cuore sazio di tutto. Col digiuno del corpo bisogna giungere al digiuno del cuore (ossia a svuotare il nostro cuore come lo ha svuotato la Madonna). La parola di Dio e il suo amore non entrano in un cuore aperto a tutte le voci del mondo ».

Quando in un'anima entra l'amore, quell'anima ha sete continua di Dio, ha sete di ascoltarlo, di parlare con lui, ossia di pregarlo, di ri­ceverlo nella Comunione, di imitare Gesú, di lavorare con tutte le forze per farlo conoscere e amare. Chi ama veramente il prossimo fa ogni sforzo per non far morire nessuno di fame e per non fare andare nessuno all'inferno.

Con questi ultimi messaggi di Medjugorje la Madonna ha voluto ricordarci che in paradiso la grandezza della nostra intelligenza e dalla nostra felicità e la bellezza del nostro corpo saranno proporzio­nate al grado di amore di Dio e di amore del prossimo che avremo raggiunto in terra.

9. Maria ci mostra la sintesi facile di tutte le virtú: il silenzio.

Ce la mostra col suo esempio. Essa è la creatura del silenzio. Non parla per poter stare sempre unita a Dio. Parla solo quando è neces­sario; parla quando c'è da fare del bene. Dice bene un proverbio: il si­lenzio è d'oro.

Dice san Giacomo: « Chi non sbaglia con la lingua è un uomo per­fetto » (Gc. 3,2). « Se uno crede di essere religioso senza tenere a freno la sua lingua, egli inganna se stesso e la sua religione è vana » (Gc. 1, a6).

Il programma dei santi è: parlare a Dio degli uomini; parlare agli uomini di Dio. Col silenzio possiamo esercitare tutte le virtú:

Il silenzio è mitezza. Il silenzio è misericordia. Il silenzio è pazienza. Il silenzio è umiltà. Il silenzio è fede. Il silenzio è adorazione.

 

CAP. V - MARIA MADRE DELLA CHIESA E MADRE NOSTRA

1. Maria Madre della Chiesa

Come tutti gli uomini abbiamo ricevuto la vita naturale da Adamo ed Eva, cosí riceviamo la vita soprannaturale da Gesú e da Maria. E come abbiamo ricevuto la morte dal peccato di Adamo ed Eva, cosí riceviamo la salvezza dalla passione di Gesú e di Maria.

E Maria fu intimamente unita alla passione di Gesú, cosí da riflet­terla perfettamente nel suo cuore, che venne veramente trapassato da una spada. Scrive san Bernardo: «Il martirio della Vergine viene celebrato tanto nella profezia di Simeone, quanto nella storia stessa della passione del Signore. Egli è posto, dice del bambino Gesú il santo vegliardo, quale segno di contraddizione, e una spada, dice poi rivolgendosi a Maria, trapasserà la tua stessa anima » (Lc. 2, 34)­

Una spada ha trapassato veramente la tua anima, o Santa Madre nostra! Del resto non avrebbe raggiunto la carne del Figlio se non passando per l'anima della Madre. Certamente dopo che il tuo Gesú, che era di tutti, ma specialmente tuo, era spirato, la lancia crudele non poté arrivare alla sua anima. Quando, infatti, non rispettando neppure la sua morte, gli aprí il costato, ormai non poteva piú recare alcun danno al Figlio tuo. Ma a te, sí. A te trapassò l'anima. L'anima di lui non era piú là, ma la tua non se ne poteva assolutamente stac­care. Perciò la forza del dolore trapassò la tua anima, e cosí non senza ragione ti possiamo chiamare piú che martire, perché in te la parteci­pazione alla passione del Figlio superò di molto, nell'intensità, le sof­ferenze fisiche del martirio. E precisamente ai piedi della croce Gesú moribondo la fece divenire la Madre di tutti i redenti, rappresentati da Giovanni, e quindi la nostra Madre, quando indicando Giovanni le disse: "Donna, ecco il tuo figlio", e, indicando a Giovanni la Madonna gli disse: "O giovane, ecco tua Madre".

Gesú affidando dalla croce Giovanni alla sua madre, affidò in Gio­vanni a lei tutta la Chiesa.

Dopo l'Ascensione di Gesú, Maria si riuní in preghiera con gli apo­stoli nel Cenacolo per nove giorni. Al decimo giorno, il giorno di Pen­tecoste, mentre ancora tutti pregavano, un turbine di fuoco si preci­pitò dal cielo, penetrò il tetto del cenacolo senza bruciarlo, e si divise in lingue di fuoco che andarono a posarsi su di lei e sugli apostoli.

In quel momento possiamo dire che dallo Spirito Santo e da lei nacque la Chiesa, come 33 anni prima era nato Gesú.

Accorsa una folla immensa di gente avanti il Cenacolo, attirata dal fuoco precipitato dal cielo, s. Pietro uscito fuori e salito sopra un ta­volo, spiegò a tutti come quel Gesú che essi avevano ucciso era il Fi­glio di Dio, come egli era risuscitato al 3 giorno e come ora aveva mandato lo Spirito Santo ai suoi discepoli. Quindi disse loro che se volevano salvarsi dovevano convertirsi e battezzarsi. Quel discorso di s. Pietro, fatto in aramaico, fu ascoltato da ciascuno di quella folla cosmopolita nella propria lingua, per cui il miracolo fu evidente, e tutti si convertirono e battezzarono. Erano 3.000 persone.

La Chiesa era nata. Tale fede c'è stata sempre nella Chiesa. Paolo VI, alla fine del Concilio, l'8.12.1965, facendosi eco della tra­dizione ininterrotta dei Santi Padri e della fede del popolo cristiano, proclamò tra il giubilo e l'acclamazione di tutti i Padri Conciliari, Ma­ria SS. Madre della Chiesa.

La Madonna ai veggenti di Medjugorje ha ripetuto tante volte: « Io vi amo ».

A Jelena nel 1984, rivolta a tutti i cristiani, disse: « Se voi sapeste quanto vi amo piangereste di gioia ».

Il cuore di ogni madre è tanto grande da amare ogni figlio come se fosse l'unico.

2. Maria è sempre vicina ai suoi figli

Questa sua presenza Maria la fa sempre sperimentare a chi a lei ri­corre; e « non si è mai sentito al mondo, dice san Bernardo, che qual­cuno ricorrendo a lei sia stato da lei abbandonato ». Tuttavia per raf­forzarci in questa fiducia e, soprattutto per ravvivarla in coloro che si sono allontanati da lei e dal suo Figlio, la Madonna, lungo i secoli, ha fatto tanti prodigi; oggi, che una moltitudine immensa di cristiani ha dimenticato Dio e va verso l'inferno, la Madonna, potremmo dire, non si dà pace ed ha moltiplicato sia i prodigi che le apparizioni dando accorati messaggi per fare cosí convertire i peccatori e infer­vorare i giusti.

Per colmo di ingratitudine moltissimi cristiani, compresi tanti sa­cerdoti, non credono a questi fatti straordinari, invece di verificarli. La loro argomentazione è questa: “Questi fatti straordinari sono molti, anzi troppi per essere veri. Io non ho bisogno di essi per cre­dere; mi basta il Vangelo”.

Qui c'è un equivoco: altro è la fede, altro la conferma o la ripropo­sizione di essa. Siamo ultra d'accordo che la rivelazione si è chiusa con Gesú e con gli apostoli da lui istruiti; e che la Tradizione è fonte di fede soltanto nella misura che risale e si riallaccia ai loro insegna­menti e a quelli trasmessici dai loro discepoli; non siamo d'accordo sulla impossibilità o inutilità dei prodigi e delle apparizioni: sia per­ché non dobbiamo essere noi a giudicare la loro opportunità; sia per­ché non possiamo assumerci il ruolo di consigliare Dio, e, tanto meno, di criticarlo per i suoi interventi; sia perché l'immensità di tali prodigi e apparizioni, invece di farcene negare l'autenticità, ci deve altamente allarmare.

Il solo diritto che abbiamo è quello di verificarli; anzi ne abbiamo il dovere; ma quando, dopo averli onestamente esaminati ne verifi­chiamo l'autenticità, abbiamo il dovere di ascoltarne e metterne in pratica i messaggi; come il servo e anche il figlio, quando sanno che il padrone o il padre ha dato loro un ordine, hanno il dovere di ese­guirlo.

D'altro lato, questi interventi divini sono perfettamente ragione­voli e conformi a Dio-Amore e a Maria nostra dolcissima Madre, sempre vicini ai loro figli e premurosi della loro salvezza.

Se Dio ha guidato passo passo il popolo ebreo nel suo cammino nel deserto facendo tanti e cosí grandiosi prodigi, non c'è motivo che non abbia a fare altrettanto con i suoi figli oggi per farli arrivare in Paradiso e non farli perire per strada. Non abbiamo che da ringra­ziare Dio, nostro tenerissimo Padre, e la Madonna, nostra dolcissima Madre.

3. Apparizioni

Le apparizioni della Madonna lungo i secoli sono state centinaia; basta ricordare che quasi tutti i santuari mariani sono legati a qual­che apparizione di essa o a qualche suo prodigio. Ne ricordiamo sol­tanto alcune, avvenute in Italia:

nel 1345 (il 15.5) vicino Livorno a un pastore storpio, guarendolo; nel 1490 (il 2.7) a santa Brigida a Pontassieve (FI);

nel 1521(1'8.5) a Cavenago d'Adda (MI) a una sordomuta, guarendola; nel 1662 a Cavenago d'Adda (MI) a una sordomuta, guarendola; nel 1772 a Trana (TO) a un ammalato, guarendolo. Ecc.

Le apparizioni della Madonna, tra il 1930 e il 1970, che presentano delle garanzie sono 210, di cui 71 in Italia, 27 in Francia, l9 in Germa­nia, 17 in Belgio, 9 in Spagna, 8 negli Stati Uniti, 6 in Canadà, 4 in Olanda, 3 in Cecoslovacchia; senza parlare delle piú recenti.

I messaggi che ci vengono da tali apparizioni non propongono mai verità nuove di fede, ma ci spingono soltanto alla conversione, alla preghiera, alle penitenza e, soprattutto gli ultimi, quelli di Medju­gorje, di Schio, di Belpasso, alla lettura cotidiana del Vangelo, alla re­cita di molti rosari al giorno, all'apostolato.

Possiamo constatare che quanti vanno in tali luoghi diventano mi­gliori, e moltissimi si convertono e cominciano a frequentare la Chiesa e ad accostarsi ai sacramenti.

Perché smorzare col nostro scetticismo tutto questo bene che il Si­gnore va operando in tante anime?

Tanti sono contrari perché dicono di non trovare i motivi suffi­cienti per credere. Quasi sempre costoro non cercano i motivi per credere, ma i cavilli per non credere; dei cavilli se ne potranno tro­vare sempre per qualunque articolo di fede.

4. Messaggi di Naju

I prodigi piú impressionanti, per i messaggi che vi sono congiunti, sono quelli che stanno avvenendo a Naju in Corea.

Lí, nella casa di Giulia Yung Hong-Son la statua della Madonna Im­macolata dal 30.6.1985 cominciò a piangere lacrime bianche quasi ininterrottamente per due mesi e mezzo, alla presenza di innumerevoli persone che subito cominciarono ad affluire; dopo, le lacrima­zioni avvennero ad intermittenza.

Le prime lacrime di sangue colarono dal 19 al 21 ottobre '86; le la­crime piú dolorose, infinitamente tristi a vedersi scorsero il 15.10.1986; colarono dagli occhi della Madonna come due rigagnoli, macchiando, naturalmente, tutta la sua veste bianca, fino a terra. In seguito tali lacrimazioni si ripeterono a intermittenza. Giulia è nata nel 1949; si è sposata a 25 anni ed ha quattro figli.

Contemporaneamente ai prodigi cominciarono per Giulia le appa­rizioni della Madonna. Ogni volta essa le dava dei messaggi. Presto cominciarono in Giulia i fenomeni mistici: tutti i tormenti della pas­sione di Gesú: la flagellazione, la coronazione di spine, la crocifis­sione, con le conseguenti stimmate. Tutte queste torture si vanno ri­petendo quasi continuamente e tengono Giulia in una stato di pe­renne martirio.

In tal maniera Giulia si unisce alla passione di Gesú e di Maria e collabora con loro per la salvezza di moltissime migliaia di anime, come la Madonna stessa le rivelò.

Riportiamo alcuni dei principali messaggi dati a Giulia dalla Ma­donna:

22 Ottobre 1986: « Senti il rumore dei chiodi che mi trafiggono! Sono crocifissa anch'io col mio Figlio. Chi strapperà questi chiodi, chi mi caverà queste frecce e questa lancia? I chiodi che i miei figli piú cari affondano nelle mie carni sono piú grossi e penetrano piú a fondo; ed è difficile tirarli fuori».

Il 15.7.1987: « ... Quando il tuo corpo soffre, sopporta le sofferenze per coloro le cui anime stanno per andare all'inferno. Tu placherai la mia sete cocente con i tuoi sacrifici e le tue sofferenze, offerte per co­loro che non riconoscono che io sto patendo infinite sofferenze, si­mili a quelle che ho patito sul Calvario a causa del mio Figlio... Sal­verai tanti peccatori, quanti me ne chiederai grazie ai tuoi sacrifici ».

Il 24.7.1988: « Grazie alle sofferenze che io e tu subiamo, le anime di quelli dei miei figli che sono caduti nell'errore possono essere sal­vate, lavate dalle loro colpe mediante questo stupendo miracolo che è il prezioso Sangue che il mio Figlio Gesú dà loro ».

Il 18.7.1985: « Sapete quanto è dilaniato il Cuore del mio Figlio Gesú? Il suo Cuore viene continuamente dilaniato a misura che i peccati del genere umano si moltiplicano. Ma, voi riparate! Spandete il profumo delle rose in tutto il mondo per prevenire la guerra e per la conversione dei peccatori... con le vostre preghiere. Il Rosario è un'arma vera e propria».

Il 5.11.1986: « Non c'è nessuno che mi tiri giù dalla croce? Il numero di coloro che mi configgono chiodi aumenta di continuo. Soffro an­ch'io col mio Figlio Gesú. Aiutatemi! Senza il vostro aiuto non potrò placare la giusta ira di Dio Padre. Puoi condividere le mie sofferenze? Per colpa del controllo anarchico delle nascite soffro come se le mie viscere si stessero per lacerare. Colpa della crudeltà e dell'empietà degli uomini; colpa del disprezzo della nobiltà della vita. E a causa di ciò, bimbi appena concepiti vengono spogliati della loro dignità umana e trattati come se fossero semplici grumi di sangue... Pregate e cercate di riparare per i peccati che si commettono la notte. L'ira di Dio ha raggiunto il colmo ».

Il 13.2.1987: « Oh figlia mia prediletta! lo prendo parte alle tue tri­stezze. E quando soffri soffro anch'io con te! Quando ti affliggi, mi af­fliggo anch'io. Quando sei triste, sono triste anch'io. Le tristezze e le sofferenze di questo mondo, sofferte e offerte con me per l'avvento del regno del mio Figlio, si trasformeranno in felicità nell'altra vita. La felicità di questa vita non è la felicità dell'altra vita. Bisogna an­dare avanti, superando le prove del momento. Cosí godrete con me la felicità eterna ».

 

CAP. VI - MARIA NOSTRA TENERA MADRE

La Madonna ci ama singolarmente: ci segue e viene in nostro soc­corso nelle nostre necessità; però la sua principale preoccupazione è di portarci in paradiso.

Per questo il Concilio Vaticano II dice: «Maria sulla formazione della Chiesa continua la sua maternità.

E questa maternità di Maria nell'economia della grazia perdura senza soste dal momento del consenso fedelmente prestato nell'An­nunciazione e mantenuto senza esitazioni sotto la croce, fino al per­petuo coronamento di tutti gli eletti. Difatti, assunta in cielo, non ha deposto questa funzione di salvezza, ma con la sua molteplice inter­cessione continua a ottenerci le grazie della salute eterna. Con la sua materna carità si prende cura dei fratelli del Figlio suo ancora pere­grinanti e posti in mezzo a pericoli e affanni, fino a che non siano con­dotti nella patria beata. Per questo la Beata Vergine è invocata nella Chiesa con i titoli di Avvocata, Ausiliatrice, Soccorritrice, Media­trice. Il che però va inteso in modo che nulla detragga o aggiunga alla dignità e all'efficacia di Cristo, unico Mediatore ».

La funzione di Maria è di portarci a Gesú e per mezzo di Gesú, unico mediatore e ponte, in paradiso». E questa funzione subordinata di Maria la Chiesa non dubita di ri­conoscerla apertamente, continuamente la sperimenta e racco­manda all'amore dei fedeli, perché sostenuti da questo materno aiuto, siano intimamente congiunti col Mediatore e Salvatore » (Lg. 62).

Per questo lo stesso Concilio ci fa vedere in Maria la nostra grande speranza e ci esorta ad avere per lei una grande devozione: » Madre di Gesú, come in cielo, glorificata ormai nel corpo e nell'anima, è im­magine e inizio della Chiesa che dovrà avere il suo compimento nel­l'età futura, cosí sulla terra brilla ora innanzi al peregrinante Popolo di Dio, quale segno di sicura speranza e consolazione, fino a quando non verrà il giorno del Signore » (a Pt. 3, 1o).

« Tutti i fedeli effondano insistenti preghiere alla Madre di Dio e Madre degli uomini, perché essa, che con le sue preghiere aiutò le primizie della Chiesa, anche ora in Cielo, esaltata sopra tutti i beati e gli angeli, nella Comunione dei Santi interceda presso il Figlio suo, sintanto che tutte le famiglie di popoli, sia quelle insignite del nome cristiano, sia quelle che ancora ignorano il loro Salvatore, in pace e concordia siano felicemente riunite in un solo Popolo di Dio, a gloria della santissima e indivisibile Trinità » (Lg. 68-69).

Maria completa questa sua missione materna venendo personal­mente a prendere in punto di morte i suoi figli che particolarmente la amano per portarli con sé in paradiso.

Guido di Fontgalland fu un ragazzo angelico, devotissimo della Madonna. Un giorno gli comparve la Madonna e gli disse:

- Guido, vuoi venire con me in paradiso? - Sí, mamma, rispose Guido.

- Presto verrò a prenderti. A 14 anni cadde ammalato.

- Mamma, disse allora a sua madre, domani andrò in paradiso con la Madonna.

La madre allarmatissima chiamò il medico.

Questi dopo averlo visitato le disse che non c'era nessun pericolo. Andato via il medico, Guido le disse: « Mamma non gli credere. Do­mani andrò in paradiso ».

L'indomani chiama: - Mamma!

Sua mamma accorre. Guido le dice: - Non chiamo te.

Quindi diventa luminoso, sorridente, si solleva dal letto, apre le braccia alla Madonna che viene a prenderlo e dice:

- Sí, Mamma, vengo! E morí.

Un giorno feci visita di condoglianze a una donna alla quale era morto un figlio. Piangeva desolatamente. A un certo punto una si­gnorina le disse:

- Non devi fare cosí. Dopo tutto tu hai ancora altri cinque figli. - Tu non lo capisci, rispose quella madre, perché non sei madre. Per me è come se non avessi altri figli.

Ugualmente il Cuore di Maria è tanto grande da amare tutti i suoi figli, cioè ciascuno di noi, come se fosse l'unico figlio.

Con questo amore immenso la Madonna segue ciascuno di noi come se fosse l'unico figlio: ci assiste, ci aiuta nelle nostre gravi necessità e soprattutto si sforza di portare ciascuno di noi in para­diso.

A conferma di questo si possono portare milioni di episodi. Ne ba­stano alcuni:

Questo miracolo avvenne nel santuario della Madonna di Fatima di Benh-Loi, costruito nel 1969 da Padre Vo-Van-bo, e alla presenza di lui.

È lui stesso che lo racconta.

Stefano Ho-Ngog-Anh nacque il 24-4-1951 da famiglia cristiana. Arruolatosi nelle « Forze speciali » nel 1970, fu paracadutato in zona comunista, quale interprete, con un gruppo di soldati americani alla ricerca di prigionieri di guerra USA.

Conscio del calvario che l'attendeva si votò alla Madonna e si fece incidere sulla spalla con ago e inchiostro Bic queste parole: « O Madre Maria, vieni in mio aiuto ». Fu fatto prigioniero dai comu­nisti.

Cominciarono subito le tremende torture con tanti di quei colpi sulle nude spalle da lacerargli la pelle e coprirlo del suo sangue. Ad ogni tortura Stefano ripeteva: « O Madre Maria, vieni in mio aiuto ».

I carcerieri sentendogli ripetere quelle parole e vedendogliele scritte sulla spalla s'infuriavano di più e aumentavano le torture. Dopo un po' di mesi, non riuscendo ad avere notizie da lui, gli iniettarono un veleno che gli mise il fuoco in tutto il corpo: «Bru­ciavo tutto, racconta Stefano, urlavo fino ad impazzire, persi la cono­scenza».

Quando rinvenne era diventato muto e paralitico.

Intavolate, in seguito, trattative tra il Vietnam del Nord e l'Ame­rica per lo scambio dei prigionieri, Stefano fu liberato e portato in America. Lí ebbero tutte le cure per lui; ma tutto inutilmente.

Mentre stava per essere sottoposto a una trasfusione totale di san­gue, volle entrare nella sua stanza un bambino di 7 anni, il quale gli disse: « Chiedi di essere trasferito al tuo paese. Se resti qui, sicura­mente muori » e scomparve.

In quel momento Stefano vide portato in barella un altro giovane che era morto durante la trasfusione totale di sangue. Allora, imme­diatamente scrisse in un biglietto che voleva rientrare nella sua pa­tria perché ne aveva una grande nostalgia. Fu subito accontentato: addormentato con una iniezione, si risvegliò nell'Ospedale di Go­vap. Si era alla fine del 1971. Sottoposto a ulteriori dolorose e inutili cure fu dichiarato invalido al 1oo%. Gli diedero una pensione e una sedia a rotelle.

All'inizio del 1974, facendosi anche in Vietnam la « peregrinatio Mariae », la statua della Madonna di Fatima fu portata nell'Ospedale militare di Govap, dov'era Stefano. Quando essa sostò avanti al suo letto, Stefano la vide piangere; lo disse al cappellano, ma questi non lo credette.

L'indomani mattina alle ore 4 la Madonna lo chiamò e gli disse: « Stefano, a Tan Quy, dove abitano i tuoi, un ufficiale questa notte mi ha sparato e rotto un braccio ».

Stefano lo disse al cappellano.

Distando Tan Quy appena 6 km, il cappellano, incuriosito, vi andò; constatata la verità di quanto gli aveva scritto Stefano, da quel mo­mento cominciò a credergli.

Il 30.4.1975 tutto il Vietnam passò in mano ai comunisti. Questi, vi­sto che Stefano era cattolico, lo cacciarono dall'ospedale. Lo ospitò un'infermiera cattolica a casa sua.

Il 22.12.1985 la Madonna lo invitò a trascorrere il Natale dai suoi fa­miliari a Tan Quy. Il 23, mentre i suoi erano andati a Messa di mezza­notte, gli comparve la Madonna e gli disse: «Stefano, ho messo alla prova la tua fede. Ora ti faccio questa promessa: il 28.12.1975 alle ore 9 del mattino, nel Santuario di Binh-loi ti farò camminare e parlare».

Il sabato 27 dicembre Stefano giunge con la sua sedia a rotelle al Santuario di Binh-loi e dà un biglietto al Padre Vo-Van-Bo, rettore del Santuario, in cui ha scritto: « Padre, domani alle ore 9, dopo la S. Comunione, la Madonna mi guarirà ».

Avrebbe voluto trascorrere la notte dentro al Santuario, ma non gli venne consentito.

Aspettando sulla sedia a rotelle, soletto, dietro il muro del Santuario, mentre ad occhi chiusi prega la Madonna, dopo un istante si vede dentro la chiesa, illuminata a giorno, accanto alla statua della Ma­donna.

Impaurito scrive un biglietto: « Mia Signora, che cosa mi accadrà ora! ».

La statua della Madonna di Fatima, si anima, scende dal suo piedi­stallo e gli dice: «Non temere, tu sei sotto la mia protezione. Ti do questo rosario. Continua a recitarlo e a fare penitenza. Domani ti guarirò; ma sarai capace di accettare le sofferenze che ti atten­dono? ».

Stefano risponde scrivendo un biglietto: « Se guarisco, ti obbedirò alla lettera, perché tutti ti riconoscano ».

La Vergine sorrise e continuò: « Nel secolo scorso, molti adoravano il S. Cuore di Gesú e pregavano il Cuore di Maria. Ora invece c'è molta freddezza. Si cade nel peccato, non si pensa piú a Gesú e a Ma­ria. L'umanità deve pentirsi e recitare il rosario, se non vuole andare incontro a disastri di distruzione ».

La Madonna mostrò poi a Stefano una lettera; gli disse che gliela avrebbe consegnata dopo cinque anni, il 28 dicembre 1980, sempre alle 9 del mattino (cosa che poi avvenne). È da notare che durante il dialogo, anche parlando con la Madonna, Stefano si esprimeva scri­vendo su foglietti, essendo muto. L'incontro durò fino alle 5 del mat­tino. A quell'ora Stefano improvvisamente si ritrovò fuori dal San­tuario.

Domenica, 28 dicembre, era una bellissima e calda giornata. Alle 5,30 si apre la porta del Santuario e Stefano vi entra insieme alla folla.

Vedendo un sacerdote, gli scrive un altro biglietto per avvisarlo dell'imminente miracolo.

Questi lo accompagna verso il Rettore del Santuario, il quale, a sua volta, lo sistema dietro l'altare della Madonna e poi celebra la Messa e fa anche lui la comunione.

Fatta la comunione, un uomo porta un bicchiere d'acqua attinta alla sorgente del Santuario e scompare.

Al suo posto compare la Madonna che prende quel bicchiere e lo porge a Stefano.

Stefano lo prende, lo beve e cerca di alzarsi per afferrarle il manto gridando: «Madre, Madre mia!».

Nell'impeto cade dalla carrozzella. Erano presenti oltre 400 persone.

Lo rialzarono cercando di sistemarlo nella carrozzella, ma Stefano non solo aveva riacquistato la parola, ma era anche perfettamente guarito dalla paralisi.

Quando non otteniamo la grazia che chiediamo, otteniamo una grazia superiore per questa vita o per la nostra salvezza eterna. Durante la seconda guerra mondiale fui cappellano militare in Al­bania.

Un soldato di nome Giuseppe Messina cadde gravemente amma­lato di flebite.

Era molto buono, religioso e devoto della Madonna. Cominciò a pregare fervorosamente la Madonna per venire rimpatriato.

Altri soldati malati finti, furono riconosciuti ammalati e, caricati sulla nave-ospedale, furono rimpatriati. Lui fu lasciato.

Visitando gli ammalati, egli desolatamente mi disse:

- Ho pregato tanto la Madonna per essere riconosciuto ammalato, ma inutilmente. I miei compagni, tutti ammalati finti, furono rimpa­triati; io, ammalato vero, no.

- Abbi pazienza, gli risposi. Chi sa quali sono i fini di Dio! L'indomani giunse un cablogramma: quella nave era stata silu­rata. Tutti i passeggeri erano morti.

- Meno male che la Madonna non mi ha ascoltato, disse il Messina; altrimenti sarei morto!

- Fu per le tue preghiere, io conclusi.

Questo commovente episodio è capitato al missionario salesiano in India, Padre Vittorio Busolin, vivente.

Nel 1951, appena giunto in India, partí per portare il primo annun­cio del Vangelo nel Nord-India alla tribú dei Garo, sperduta tra le fo­reste. La sua prima meta fu il villaggio di Timisinna.

Dopo aver pedalato per 25 km su strada, imboccò nella foresta un sentiero che non finiva mai. Camminò per ore e ore senza incontrare anima viva, né segno di abitazione. Avvicinandosi il tramonto, co­minciò ad aver paura per le tigri che infestavano la foresta. Final­mente vide una capanna solitaria. Chiese se ci fosse qualcuno. Una voce rauca rispose:

- Non entrare; sono lebbroso.

Il Padre Vittorio entrò ugualmente e si trovò dinanzi a un rudere di uomo dal corpo completamente devastato dalla lebbra. Padre Vitto­rio gli chiese:

- Soffri molto?

- Sí, il dolore non mi abbandona mai e si fa di giorno in giorno sem­pre piú forte.

- Come vivi?

- Ogni giorno un familiare mi porta qualcosa da mangiare. - Sei religioso?

- Sí, sono un Kamal di Nogkipa (un sacerdote del Grande Spirito). - Sai? Nogkipa mandò il suo figlio nella terra. Questi morí per noi sulla croce; dopo tre giorni risuscitò e prima di salire in cielo mandò i suoi discepoli per dare il battesimo agli uomini e portarli con sé in cielo.

Appena il lebbroso sentí la parola "battesimo", disse: - Dammi subito il battesimo.

Padre Vittorio, sbalordito, gli chiese se di là fosse passato un altro missionario o un catechista. Il lebbroso rispose:

- No, nessuno è mai arrivato fin qui; ma durante la luna scorsa una splendida Signora è entrata nella mia povera capanna: stava proprio li, dove sei tu ora, e mi ha detto: « Figlio mio, tu soffri molto, ma fatti coraggio! Presto ti manderò uno che ti darà il battesimo e ti verserà sul capo l'acqua che lava tutti i peccati. Poi verrò io stessa a prenderti e ti porterò con me in cielo! ».

Padre Busolin gli fece vedere diverse immagini. Il lebbroso indi­candogliene una della Madonna Ausiliatrice, disse:

- Rassomigliava a questa!

Padre Vittorio, naturalmente, rimase commosso e sbalordito. Si fermò presso il lebbroso alcuni giorni; lo istruí e lo battezzò. Dopo al­cuni altri giorni il povero lebbroso morí serenamente. Giunto un fa­miliare del lebbroso, il padre Vittorio con lui lo seppellí.

Ed ora un fatto successe in Adrano:

Viveva in Adrano una donna molto pia, di nome Rosaria Laudani. Ogni giorno andava a Messa e faceva la s. comunione; ogni merco­ledí faceva il digiuno in onore della Madonna del Carmelo, di cui era devotissima; recitava molti rosari al giorno; era dolce e buona con tutti, quando la incontravo per strada la vedevo sempre, con gli occhi bassi e la corona in pugno, che recitava delle Ave Maria.

Caduta gravemente ammalata andai a portarle il Viatico e la un­zione dei malati. Ricevuti i sacramenti dopo un po' di minuti di racco­glimento e di preghiera, l'ammalata aprí gli occhi e lí fissò sbalordita alla sua destra. Essendo ammalata di cuore stava seduta in poltrona. Vedendo che nessuno guardava dove guardava lei, disse a tutti noi: « Come? Non la vedete? È la Madonna con gli Angeli! » La Ma­donna era discesa per portarsela in paradiso. Di fatti l'ammalata dopo morí.

In una delle recenti apparizioni della Madonna a Giulia Arancino a Sofferetti (RC), la veggente vide la Madonna con un manto grandis­simo. Sbalordita, Giulia chiese alla Madonna:

- Perché tieni un manto cosí grande?

- Per tenere sotto la mia protezione i miei figli che mi amano, ri­spose la Madonna.

Non può perire chi ama e prega la Madonna; egli sarà sempre da lei protetto in vita e portato, in morte, in paradiso. Dice s. Alfonso de' Liguori: « Se potessi andare a visitare l'inferno, non vi troveresti nes­suno che sia stato devoto della Madonna ».

E spesso basta la piú piccola devozione a lei (come la recita di al­meno tre Ave serali) per venire scampati dall'inferno, anche a dover poi pagare durante e lungamente i peccati fatti, in purgatorio. Narra ancora sant'Alfonso come un giovane, trovandosi in necessità, si mise a pregare la Madonna.

Non vedendosi esaudito e trovandosi un giorno in chiesa avanti una statua della Madonna, le disse:

- Mostrati di essere mia madre!

La Madonna gli rispose: « E tu mostrati di essere mio figlio ». Il pro­blema nostro è: amare la Madonna; crescere nel suo amore. Chi l'ama si salva; chi l'ama molto diventa fervoroso; chi l'ama moltis­simo diventa un apostolo e un santo.

Invito di San Bernardo

« Tu che ti senti come portato via da terra in balia delle onde di questo mondo, in mezzo alle tempeste e agli uragani, non dimenti­care di volgere lo sguardo a questa Stella, se non vuoi essere som­merso.

Se si leva il vento delle tentazioni o si drizza sulla tua rotta lo sco­glio delle tribolazioni, guarda la Stella, invoca Maria.

Se sei sballottato dalle onde dell'orgoglio, dell'ambizione, della maldicenza, della gelosia, guarda la Stella, invoca Maria.

Se la collera, l'avarizia, i desideri impuri scuotono la navicella della tua anima, guarda la Stella, invoca Maria. Se, turbato dall'enormità dei tuoi peccati, vergognoso delle sozzure della tua coscienza, spa­ventato dal timore del giudizio, cominci a lasciarti andare alla tri­stezza, a scivolare nella disperazione, guarda la Stella, invoca Maria.

Il suo nome non si allontani mai dalle tue labbra; non si allontani mai dal tuo cuore; e per ottenere il soccorso della sua intercessione, non trascurare l'esempio della sua vita: seguendola sei sicuro di non smarrirti; pregandola sei sicuro di non disperarti; consultandola sei sicuro di non ingannarti;

Se lei ti sostiene, non cadrai; se lei ti protegge, non avrai da te­mere; se lei ti è favorevole, arriverai alla meta».

 

CAP. VII - LA MADONNA DEL ROSARIO

1. La preghiera dell'Angelo

Quando con un protestante parli della Madonna, quasi sempre egli ti rimprovera perché la preghi e ti accusa di idolatria.

Noi cattolici adoriamo solo Dio Padre, Figlio e Spirito Santo; vene­riamo la Madonna e i Santi perché amici di Dio e per questo anche li preghiamo.

Una volta chiesi a un protestante:

- L'arcangelo Gabriele fece peccato quando disse alla Madonna: « Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te »?

- No.

- Elisabetta fece peccato quando disse alla Madonna: «Tu sei be­nedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno »?

- No.

- E allora perché non possiamo dire noi queste stesse parole alla Madonna? E dimmi ancora: facciamo peccato quando preghiamo qualche amico del Sindaco o di un Ministro del Governo per ottenere qualche favore o qualche assistenza dal Sindaco o dal Ministro?

- No.

- E allora perché dobbiamo fare peccato quando preghiamo la Ma­dre di Dio o anche qualche grande amico di Dio, quali sono i Santi, per ottenere qualche grazia da Dio?

- Hai ragione, mi rispose.

- E allora la vuoi dire con me un'Ave Maria alla Madonna? - Perché no?

E quel giorno abbiamo detto con quel protestante un'Ave Maria alla Madonna.

Un altro giorno dissi a un altro protestante:

- Facciamo peccato quando ci facciamo delle foto e poi le teniamo esposte in casa, o quando teniamo in un quadro al muro la foto della nostra mamma morta?

- No, egli rispose.

- E allora perché ci accusate di idolatria perché teniamo nelle no­stre chiese il quadro o la statua della Madonna o dei santi?

Il protestante non seppe rispondere.

2. Il Rosario

S. Basilio, osservando come nei grandi banchetti le nobili signore usavano intrecciare una corona di rose e mettersela nel capo, pensò di intrecciare una corona di rose che non marciscono, ossia di « pre­ghiere », e di incoronare con essa la Madonna.

Cosí venne la prima idea del Rosario, che cominciò a essere in uso fra i suoi discipoli, ossia fra i monaci basiliani.

Il primo apostolo del Rosario fu san Domenico.

Egli nel 1206 s'era messo a predicare contro gli albigesi, ma senza risultato. Allora la Madonna gli ispirò di recitare il santo Rosario e di diffonderne la pratica presso il popolo cristiano. Ci volevano due armi: il Vangelo e il Rosario.

San Domenico cominciò una grande campagna in tutte le chiese per esortare i fedeli a recitare il santo Rosario e soprattutto ne racco­mandò la recita incessante ai suoi discipoli. Da quel momento, come per incanto, gli albigesi, alla sua predicazione del Vangelo, comincia­rono a convertirsi alla fede cattolica.

Un giorno un pastorello entrò in una chiesetta di campagna per fare una preghiera avanti una statua della Madonna. Allora la Ma­donna gli parlò e gli disse:

- Portami una corona.

II pastorello uscí nella campagna, raccolse un bel mazzo di fiori, fece una corona e la mise sul capo della Madonna.

L'indomani trovò la corona di fiori per terra. La Madonna gli disse:

- Portami una corona.

Il pastorello andò in città e raccontò il fatto a un orefice. Questi gli disse:

- Che ne fa la Madonna di una corona di fiori che dopo due giorni marciscono? Ora la faccio io una corona d'oro alla Madonna.

E la fece. Allora il parroco informò i fedeli, fece con essi una pro­cessione verso la chiesetta di campagna e incoronò la Madonna con la corona d'oro.

L'indomani il pastorello, entrando in quella chiesetta, trovò la co­rona d'oro per terra.

La Madonna gli disse per la terza volta: - Portami una corona.

Il pastorello andò in città dal parroco e raccontò l'accaduto. C'era presente s. Domenico.

Questi prese una corona del Rosario e disse al pastorello:

- Questa è la corona che vuole la Madonna. Prendila e va a met­terla nelle mani della Madonna.

Quindi prese un'altra corona e gli disse:

- Prendi quest'altra corona; tienila per te e recita ogni giorno il santo Rosario.

Il pastorello prese le due corone e andò nella chiesetta di campa­gna.

Mise una corona nelle mani nella Madonna e con l'altra recitò il santo Rosario. Appena finito il Rosario, la Madonna gli disse:

- Questa è la corona che io volevo.

Chi ha dato la forma definitiva al S. Rosario è stato il beato Alano della Rupe, discepolo di san Domenico.

Egli propose per ogni decade la contemplazione di un mistero della vita di Maria e di Gesú e ordinò i 5 misteri gaudiosi, i 5 misteri dolorosi e i 5 misteri gloriosi.

3. Lourdes

A Lourdes la Madonna apparve sempre con la corona del S. Rosa­rio in mano. In un'apparizione, mentre Bernardette in ginocchio la contemplava, la Madonna dopo il segno della croce disse: « O Dio vieni a salvarmi »; dopo che Bernardette rispose: « Signore, vieni presto in mio aiuto », lei annunziò il 1 mistero gaudioso e recitò la prima metà del Padre nostro guardando in cielo; quindi attese che Bernar­dette recitasse la 2a parte, e poi abbassò gli occhi.

Allora Bernardette recitò lentamente le 10 Ave Maria. Dopo la 10a Ave Maria, la Madonna recitò la 1a metà del Gloria al Padre; quindi attese che Bernardette ne recitasse la 2a metà, e poi annunziò il 2 mi­stero e recitò la 1a metà del Padre nostro.

Bernardette recitò la 2a metà e poi la io- Ave Maria; dopo di che la Madonna recito il Gloria e poi annunziò il 3° mistero. Cosí sino alla fine.

Quando dici il Rosario, recitalo con la Madonna avanti agli occhi, come Bernardette.

4. Preghiera trinitaria

Suor Lucia di Fatima scrisse il 26.11.1970 al salesiano don Umberto Pasquali:

« Prevedendo il disorientamento attuale, la Madonna ha racco­mandato con tanta insistenza la recita del Rosario.

E proprio perché la preghiera del Rosario è, dopo la Sacra Liturgia Eucaristica, la piú propizia per conservare e aumentare la fede nelle anime, che il demonio ha sollevato contro di essa la sua campagna; sfortunatamente, noi vediamo come c'è riuscito cosí bene.

Per questo abbiamo bisogno di lavorare incessantemente per ri­stabilire e aumentare lo spirito di preghiera nelle anime; infatti è la preghiera che ci avvicina a Dio; è in questo incontro che Dio ci dà le sue grazie, ci dà luce e forza per vincere le tentazioni e le difficoltà; e nella preghiera ci risolve molti problemi di cui non troviamo la solu­zione.

Sfortunatamente, sono pochissime le persone che giornalmente partecipano alla Sacra Liturgia alimentandosi del Pane Eucaristico, di conseguenza la preghiera del Rosario è indispensabile per quelle anime.

Se non recitano il Rosario, che preghiere faranno? E senza la pre­ghiera, chi si salverà?

Direi che anche per quelle anime che partecipano alla Sacra Liturgia tutti i giorni, la recita giornaliera del Rosario è necessaria per ac­crescere la Fede, la Speranza e la Carità.

Essa è la base della Sacra Liturgia perché porta alle anime il ri­cordo giornaliero dei misteri principali della nostra Redenzione. La preghiera del Rosario ci pone anzitutto in contatto con la San­tissima Trinità. La iniziamo infatti con le parole: «Signore vieni in mio aiuto! Vieni presto a salvarmi!... Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo».

E ripetiamo il Gloria in tutti i misteri, per lodare la Santissima Tri­nità. Possiamo credere che questa lode sia stata suggerita dal Padre agli angeli inviati a cantare presso il suo Figlio appena nato come uomo. Penso che il Rosario piú che orazione mariana si possa chia­mare « preghiera Trinitaria ».

Dopo il Gloria recitiamo il Padre nostro, orazione rivolta al Padre e insegnataci da Gesú: essa è unicamente lode e supplica diretta a Dio. E non ci ha detto Gesú Cristo, che lungo i tempi, questa formula sa­rebbe invecchiata e che cercassimo pertanto un altro modo di pre­gare, ma ci ha detto soltanto: « Pregate cosí: Padre nostro, che sei nei cieli » (Mt. 6, 9-13).

Anche 1'Ave Maria è una preghiera rivolta a Dio, e vi trovia­mo la prima rivelazione da Lui fatta agli uomini sul mistero della Tri­nità.

L'angelo inviato dal Signore ad annunciare a Maria l'Incarnazione del Verbo, la saluta con le parole dettate dal Padre: « Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te ». Come dire: « Sia gioia a te, o Ma­ria, piena di grazia perché sei tempio in cui Dio abita; tu sei prima di tutte le grazie e di tutti i doni di Dio; sei il capolavoro di Dio ». Quando io lodo una bellissima pittura o una bellissima statua, in ef­fetti io lodo l'artista che l'ha fatta. Per tal motivo, lodando Maria io intendo lodare Dio che l'ha resa cosí meravigliosa.

E l'angelo aggiunse: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la po­tenza dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò il Santo che nascerà da te sarà chiamato Figlio di Dio » (Lc. 1, 28-35)­

Ci troviamo quindi di fronte al primo tempio vivo dove abita la Trinità e dove avviene la prima rivelazione di questo mistero agli uo­mini; il Padre la copre con la sua ombra, lo Spirito Santo scende su di lei e il Figlio di Dio vi si fa Uomo. In questo modo Maria fu il primo Tabernacolo vivente dove il Padre racchiuse suo Figlio, il Verbo fatto carne. Fu il primo Ostensorio che lo accolse: il suo Cuore Immaco­lato. Nelle sue vene circolò il primo sangue di Dio fatto Uomo. Il suo grembo e le sue braccia verginali furono il primo altare su cui il Pa­dre espose suo Figlio alla nostra adorazione: lí lo adorarono gli an­geli, i pastori e i magi.

Se diamo all'Ave Maria tutta la bellezza di questo vero significato, essa è veramente una preghiera, oltre che semplicemente mariana, trinitaria ed eucaristica. Non so se potremo trovare orazioni piú belle, piú sublimi, piú semplici: piú meritorie, piú alla portata di tutte.

5. Rosario preghiera perfetta

Perché il Rosario divenga una preghiera perfetta occorre dire bene 1'Ave Maria:

- Ave Maria significa: ti saluto, o meglio rallegrati, o Maria;

- piena di grazia: ripiena di ogni bellezza, di ogni perfezione, di tutti i doni e di tutte le grazie di Dio;

- il Signore è con te: per questo sei beata e sei onnipotente per gra­zia di lui;

- tu sei benedetta perché ci hai dato Gesú;

- e benedetto il frutto del tuo seno Gesú: e benediciamo Gesú che si è fatto uomo per noi, o che per noi ha patito, o che per noi è risusci­tato;

- Santa Maria, madre di Dio: tu sei onnipotente presso il tuo figlio; prega perciò per noi;

- prega per noi peccatori, per tutti i peccatori, per noi, per le nostre famiglie, per i nostri concittadini, per gli italiani, per gli europei, per gli indiani, per i cinesi, per i giapponesi, per gli indonesiani, per tutti gli altri asiatici, per i russi, per gli africani, per gli americani; ora: per tutti quelli che soffrono, per gli affamati, per i lebbrosi, per tutti gli ammalati e i bisognosi­ - e nell'ora della nostra morte perché possiamo noi e tutti i mori­bondi venire con te in paradiso.

Per meglio recitare il Rosario mentre diciamo le Ave Maria, dob­biamo:

a) contemplare Maria in quel mistero: o che viene annunciata dal­l'angelo, o che visita Elisabetta, o che adora amorosamente Gesú bambino, ecc., o che è vicino a Gesú nel Getsemani o nella flagel­lazione, ecc.; o che vede Gesú risorto e asceso al cielo, o nel cena­colo con gli apostoli mentre scende lo Spirito Santo, ecc.;

b) pregare la Madonna che aiuti e salvi noi e tutta l'umanità in virtú di quel mistero che contempliamo: per l'incarnazione, per la na­scita, per la passione, per la resurrezione di Gesú;

c) chiedere alla Madonna che ci ottenga la grazia di acquistare quella virtú specifica insegnata dal mistero: l'Umiltà e la disponibilità (1°), la carità (2°), l'amore alla povertà (3°), la consacrazione a Dio (4°), la sete di Dio e della comunione (5°); l'orrore del peccato (1°), la purezza del corpo (2°), la purezza della mente (3°), l'amore alla croce (4°), la pratica della mortificazione e la morte al mondo (5°) che faceva dire a s. Paolo: « il mondo è morto per me ed io sono morto al mondo » (Gal. 6,14); quella ricerca e quel gusto delle cose celesti (1°) che faceva dire a s. Paolo; « giacché Cristo è risorto cer­cate le cose di lassú, gustate le cose di lassú, non quelle della terra » (Col. 3, 2), il desiderio del cielo e di vedere Dio (2°), il dono dello Spirito Santo (3°), la speranza della nostra resurrezione e della nostra assunzione al cielo (4°), l'amore per tutta l'umanità e lo spirito d'intercessione per tutta l'umanità (5°).

6. Valore del Rosario

a) Per noi.

Ogni Ave Maria detta bene ha un valore cosí grande per la nostra anima e per la Chiesa che fece dire a santa Teresa d'Avila apparendo a una sua suora: « Tu sai quanto ho sofferto nella mia vita. Eppure vorrei ritornare in terra, soffrire di nuovo quanto ho sofferto, per avere in piú dei meriti che ho, il merito di un'altra Ave Maria ».

In conseguenza un santo Rosario recitato ogni giorno è un vero te­soro che accumuliamo per noi per tutta l'eternità.

b) Per i nostri defunti

Spesso dimentichiamo i nostri defunti per anni in purgatorio. Col santo Rosario diamo loro un grande sollievo ed abbreviamo la loro purificazione.

Il Rosario è per loro come una pioggia benefica che cade in una terra bruciata e spegne il fuoco.

Diceva Padre Pio: « Le cose che piú giovano per i nostri morti sono la santa Messa e il santo Rosario ».

c) Per la Chiesa

Col santo Rosario un torrente di grazie scende sulla Chiesa: si con­vertono le anime, si dà fecondità al lavoro dei missionari e di tutti gli apostoli laici, si vincono le battaglie.

Diceva san Clemente Offbauer: « Ogni Rosario detto bene è un'a­nima salvata ».

d) Quando hai un quarto d'ora di tempo libero, non lo sprecare; prendi la corona, recita il santo Rosario e avrai fatto un'opera mera­vigliosa, quella di aver salvato qualche anima.

E se la tua vita è divenuta inutile o tale ti sembra, hai una maniera di renderla utilissima e preziosissima: quella di recitare ogni giorno tanti santi Rosari.

Se poi si aggiungono delle sofferenze o delle mortificazioni diventi il miglior cooperatore di Gesú per la salvezza del mondo.

Il Papa Giovanni Paolo II dice che la sua preghiera preferita è il santo Rosario.

Padre Pio, pur essendo tanto impegnato nelle confessioni, recitava da 20 a 30 Rosari al giorno.

7. Il Rosario ha salvato la Chiesa e la salverà

Uno dei piú grandi pericoli di distruzione la Chiesa l'ha avuto dal­l'islamismo.

Dove passavano le orde mussulmane la Chiesa veniva distrutta. Basta ricordare il Medio-Oriente e l'Africa del Nord, una volta total­mente cristiani, oggi totalmente mussulmani.

Del metodo che usavano i mussulmani per riuscire a ciò, ossia delle orribili carneficine che compivano dovunque arrivavano, ne abbiamo un esempio nei martiri di Otranto.

E 28.7.1480 una flotta turca, inviata dal sultano Maometto II e co­mandata dal sultano Acmet Pascià, assalí e occupò Otranto. I turchi dopo aver fatto strage di sacerdoti, di suore e di fedeli, imprigiona­rono gli uomini rimanenti, quasi tutti giovani, in numero di 800. Il sultano sperava di farne dei giannizzeri e se li fece portare da­vanti ordinando loro di farsi mussulmani.

Allora uno di essi, sarto, di nome Antonio Pezzulla, si rivolse ai compagni dicendo: « Noi abbiamo inteso, fratelli, le larghe promesse fatte dai turchi. Io a nome vostro, le respingo. Nessuno tema le loro minacce, ma seguaci di Cristo, abbracciamo la santa Croce e il marti­rio, che poi ci darà la vita eterna ».

Il sultano ordinò che fossero tutti decapitati e per primo Antonio Pezzulla. Allora successe un fatto straordinario. Il corpo di Antonio senza testa si alzò e rimase in piedi col braccio destro teso verso il cielo, fino a che tutti gli 800 giovani furono decapitati.

A quella vista uno dei carnefici, Berlabei, gettò la scimitarra e si proclamò cristiano.

Allora fu infilzato per l'ano a un palo e innalzato; e morí serena­mente in quell'orribile supplizio, divenendo cosí l'801° martire (Lag­geto, Historia).

Moltiplicandosi gli assalti dei turchi e dei saraceni nelle città co­stiere europee, specialmente italiane, i principi cristiani organizza­rono una spedizione navale contro la flotta turca.

La flotta cristiana, comandata dall'arciduca Giovanni d'Austria, assalí quella turca nelle acque di Lepanto.

La battaglia navale avvenne il 7.10.1571; in un primo tempo essa volse decisamente a favore dei turchi e la flotta cristiana stava per essere travolta.

Intanto il Papa san Pio V aveva ordinato speciali preghiere e pro­cessioni con la recita del S. Rosario in tutte le città d'Europa. Presto le navi cristiane passano alla controffensiva: le sorti della battaglia cambiano: le navi turche una dopo l'altra vengono affon­date o conquistate, e la flotta turca viene disfatta.

La Madonna SS. durante l'infuriare della battaglia apparve a san Pio V che pregava e gli disse: «Non temere. Per la mia intercessione le armi cristiane ottengono la vittoria».

Quando giunse a Ostia il vascello ad annunziare la vittoria, il Papa istituí, a ricordo, per il 7 ottobre la festa della Madonna del rosario delle vittorie.

8. Il Rosario soggioga i demoni

La Madonna l'ha detto esplicitamente a Giulia, a Naju, nel messag­gio dell'1-1-1988. Ed io personalmente l'ho sperimentato molte volte e in casi di persone ossesse e in casi di persone o di luoghi infestati dal diavolo.

9. Messaggio di suor Lucia di Fatima alle comunità mariane

« Vi esorto a rileggere e a meditare il messaggio che la Madonna ci rivolse parlando a noi della potenza ed efficacia che il santo Rosario ha sempre sul cuore di Dio e su quello del Figlio suo. Ecco perché la Madonna stessa nelle sue apparizioni prende parte alla recita del Ro­sario come alla grotta di Lourdes con santa Bernardetta e a Fatima con me, Francesco e Giacinta. Ed era durante il Rosario che la Ver­gine usciva da una nube e si posava sull'elce avvolgendoci nella sua luce. Anch'io da qui, dal monastero di Coimbra, mi unirò a tutti voi per una piú forte ed universale crociata di preghiere, richiamando soprattutto quanti hanno dimenticato i suoi ultimi messaggi e so­prattutto l'ombra del terzo segreto di Fatima, verso il quale precipita l'epilogo di questo secolo. Però ricordate che non sono io sola ad unirmi a voi; è tutto il paradiso che si unisce all'armonia della vostra corona e sono tutte le anime del purgatorio che si uniscono all'eco della vostra supplica. E quando il rosario scorre nelle vostre mani gli Angeli e i santi si uniscono a voi. Per questo vi esorto a recitarlo con profondo raccoglimento, con fede, meditando con religiosa pietà il significato dei suoi misteri. Vi esorto pure a non biascicare le "Ave Maria", né a tarda notte quando siete oppressi dalla fatica del giorno. Ricordate che per il vostro Angelo custode è l'ora piú bella della vo­stra vita, come pure per la Madonna, unita alla vostra preghiera. Re­citatelo privatamente o in comunità, in casa o fuori, in Chiesa o per le strade, e se non avete né la corona, né l'anello dei suoi piccoli grani, recitatelo unendovi ai cori degli Angeli, come si usava un giorno. Recitatelo con semplicità di cuore seguendo passo passo il cammino della Madonna col Figlio suo. Recitatelo sempre con viva fede per chi nasce, per chi soffre, per chi lavora, per chi muore. Recitatelo uniti a tutti i giusti della terra e a tutte le comunità mariane, ma, so­prattutto, con la semplicità dei piccoli, la cui voce si unisce a quella degli Angeli. Mai come oggi, il mondo ha bisogno del vostro rosario. Ricordate che sulla terra vi sono coscienze prive della luce della fede, peccatori da convertire, atei da strappare a satana, infelici da soccor­rere, giovani disoccupati, famiglie nel bivio morale, anime da strap­pare all'inferno. È stata tante volte la recita di un solo rosario a pla­care lo sdegno della divina giustizia, ottenendo sul mondo la miseri­cordia divina, e a salvare tante anime. Solo cosí affretterete l'ora del trionfo del Cuore Immacolato della Madonna sul mondo».

 

CAP. VIII - IL MISTERO DEL PIANTO DI GESÚ E DI MARIA

Dio è infinito, e non ha bisogno di nulla. Egli esiste precisamente perché è infinito e perché non ha bisogno di nulla; noi abbiamo biso­gno di lui; lui non ha bisogno di noi, cosí come il sole non ci guadagna nulla quando gli uomini si espongono ai suoi raggi e si riscaldano, e non ci perde nulla quando gli uomini si nascondono da esso e muoiono di freddo. Ma allora perché ci ha creati? Perché è Amore e vuole partecipare a moltissimi altri la sua infinita felicità. L'Amore infinito di Dio è inconcepibile; esso è la nostra fortuna, perché sol­tanto per esso noi esistiamo. Essendo Dio Amore, egli può essere raggiunto soltanto da chi ama, come dice s. Giovanni: « Dio è Amore; e chi sta nell'amore sta in Dio e Dio in lui » (1 Gv. 4,16). Stare nell'a­more significa amare Dio, quindi pregare e osservare i suoi coman­damenti, e amare il prossimo.

Dice Gesú: « Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua mente, con tutte le tue forze ». Il secondo è questo: « Amerai il prossimo tuo come te stesso » (Mc. 12, 30); « Chi mi ama, osserva i miei comandamenti » (Gv. 9,1o); « Bisogna pregare sempre e non stancarsi mai » (Lc. 18, 1). Dice s. Giovanni: «Noi sappiamo che siamo passati dalla morte alla vita perché amiamo i fratelli. Chi non ama resta nella morte. Chiunque odia il proprio fratello è omicida; ora, voi sapete che nessun omicida ha la vita eterna dimorante in se stesso. Da questo abbiamo conosciuto l'Amore: egli ha dato la sua vita per noi! Noi pure dobbiamo dare la vita per i nostri fratelli. Se uno possiede dei beni di questo mondo e vede suo fratello nel bisogno e gli chiude il proprio cuore, come può essere l'amore di Dio in lui? Figliuolini, non amiamo a parole e con la lingua, ma a fatti e in verità » (1 Gv. 3, 14-18); « Nessuno ha mai con­templato Dio; se ci amiamo l'un l'altro, Dio abita in noi e il suo amore in noi è perfetto » (1 Gv. 4, 1a).

Chi vede Dio non può non amarlo, perché Dio è infinitamente bello, infinitamente dolce, infinitamente buono. Per tal motivo, non potendosi provare l'amore in paradiso, Dio lo prova in terra; lo prova nascondendosi e facendosi credere sulla sua parola, ossia per fede. In tal maniera possiamo liberamente sceglierlo, amarlo e servirlo. Creandoci liberi, Dio non poteva impedire che non l'amassimo e che andassimo per la strada opposta all'amore. Questa strada riporta al­l'inizio della creazione, ossia al punto da dove è partita l'evoluzione che è giunta fino all'uomo: il fuoco, ossia il protono iniziale del big­bang, e che potrebbe essere l'inferno.

Dio ha fatto di tutto per farci evitare tale somma sventura: si è fatto uomo, è vissuto povero e tribolato, ci ha chiaramente messi in guardia, ci ha indicato la strada del paradiso; e, infine, per scontare i nostri peccati ha sopportato di essere preso a sputi, a schiaffi, a pe­date, si è fatto flagellare, si è fatto crocifiggere ed ha sparso tutto il suo sangue, e dalla Croce, come ultimo atto di amore ci ha dato per Madre la sua dolcissima e Addoloratissima Madre. Cosa poteva fare di piú? Egli ci ripete: « Cosa altro avrei dovuto fare per la mia vigna e non l'ho fatto? Perché, mentre aspettavo che facesse uva, ha fatto spine? » (Is. 5, 4).

A questo punto qualunque uomo avrebbe detto: « Che posso farci di piú! Peggio per loro! »; e non ci avrebbe pensato piú.

Non cosí Gesú e la sua e nostra SS. Madre. Il loro amore è infinito e non si possono rassegnare all'estrema sventura di questa moltitu­dine immensa di peccatori che vanno all'inferno o sono, ogni giorno, in procinto di andarvi. E per questo che Gesú continua la sua agonia sino alla fine del mondo e che la Madonna resta sempre Addolorata, come ai piedi della Croce. In tal maniera, vivendo sempre per inter­cedere per noi (Ebr. 7, 23), ottengono per gli uomini misericordia e creano innumerevoli occasioni per fare loro aprire gli occhi, farli convertire e salvare. E perché tutto questo non sembrasse una sem­plice nostra fantasia, Gesú e Maria ci hanno mostrato moltissime volte queste loro lacrime e questo loro immenso dolore in numero­sissimi prodigi di lacrimazioni, quasi sempre, addirittura, di sangue, e in tutte le apparizioni da oltre un secolo in qua; in tal maniera hanno cercato e cercano di toccare il cuore degli uomini, di farli con­vertire e salvare; e, grazie a questo un immenso numero di uomini hanno aperto e vanno aprendo gli occhi e divengono buoni cristiani. Moltissimi teologi si pongono decisamente contro tali prodigi di lacrimazioni e contro queste apparizioni, e rifiutano addirittura di prenderli in considerazione e di esaminarli, dicendo che è assurdo che Gesù e Maria ancora soffrano, e che apparizioni e prodigi sono troppi per essere creduti. Questi teologi rassomigliano a quegli astro­logi, i quali, convinti che il sole fosse incorruttibile, rifiutarono di ve­dere le macchie solari che Galileo voleva far loro vedere col suo can­nocchiale.

I prodigi di lacrimazioni sono cosí numerosi da essere stati osser­vati, complessivamente, da molte centinaia di migliaia di persone e da essere stati spesso controllati e documentati scientificamente. Negarli o credere che Gesú e Maria vengano a recitarci una farsa con le loro lacrime, oltre che irriverente, è mancanza di cervello.

Naturalmente resta un mistero come Gesú e Maria possano an­cora soffrire: è il mistero del loro infinito amore per ciascuno di noi. Pretendere, poi, che queste apparizioni e questi prodigi, per essere veri, avrebbero dovuto essere molto di meno è volere giudicare Dio o volergli insegnare come e quando egli li deve fare; il loro grande numero ci fa piuttosto vedere quanto la situazione odierna sia grave e come il ritorno glorioso e finale di Gesti non debba essere molto lontano.

Tuttavia bisogna assolutamente evitare la superficialità; non c'è niente di piú pericoloso per la fede cristiana che l'accettare senza di­scernimento tutte le apparizioni e tutti i prodigi come di origine di­vina; molti di essi sono frutto di autosuggestione o sono di origine diabolica. Basta ricordare che al tempo delle apparizioni di Lourdes, il diavolo, per screditarle combinò oltre 80 false apparizioni. L'uomo ha bisogno del soprannaturale, e quando non dà credito agli inter­venti divini, ricorre a quelli diabolici. Basta ricordare il pullulare di sette e di riti magici, spiritistici, satanici: solo in Italia ce ne sono migliaia. Fa benissimo la Chiesa ad essere estremamente prudente nel giudicare l'autenticità di un'apparizione o di un prodigio. Per stabilirne l'origine divina occorre esaminarne l'ortodossia dei mes­saggi, i buoni frutti che ne provengono, e vedere, infine, se c'è la ga­ranzia di Dio, cioè, se ci sono le cose che può fare soltanto Dio, i mira­coli.

1. Prodigio di Adrano

Il piú grande e il piú documentato dei prodigi di sudore e di lacri­mazioni di sangue di Gesú è quello successo in Adrano (Catania) in casa Orofino. Lí dal dicembre 1980 al marzo 1981 pianse abbonda­mente lacrime bianche e lacrime di sangue l'immagine della Ma­donna di Fatima; ma il volto di Gesú Misericordioso sudò sangue e versò lacrime di sangue per circa 100 giorni alla presenza comples­siva di qualche migliaio di persone; quel volto è completamente in­sanguinato e rigato di sangue cosí da fare raccapriccio.

Un giorno, avvisato in tempo, accorsi con là siringa e raccolsi dal volto di Gesú 4 gocce di sangue alla presenza di 30 persone; dopo cin­que minuti vi scorsero altre 4 gocce di sangue che raccolsi pure; e dopo alcuni altri 5 minuti ve ne scorsero altre 4. Feci il verbale che i presenti firmarono, eccetto le mogli dei comunisti per paura dei loro mariti; feci esaminare quel sangue. Risultato: sangue umano gruppo AB. Il pretore di Adrano, credendo che tutto fosse combinato dalla famiglia Orofino, spiccò mandato di cattura contro di essi.

Saputolo in tempo, scongiurai l'arresto. Il pretore, allora, informò il Tribunale di Catania, che mandò il proprio medico legale, prof. Guardabasso, professore all'Università di Catania. Questi raccolse un po' di quel sangue raggrumato e l'esaminò. Risultato: sangue umano gruppo AB; come quello della Sindone. Ho copia della rela­zione e dell'analisi da lui fatta.

Accanto al poster di Gesú Misericordioso apparve scritto a sangue il numero 21; mentre sul manto della Madonna di Fatima si formò, sempre a sangue, il n. 3. I messaggi di questo prodigio sono vera­mente scioccanti.

Naturalmente se Gesú versa tutte queste lacrime non è per fare una farsa, ma perché soffre realmente moltissimo: il suo Getsemani continua e continuerà sino alla fine del mondo.

Egli ci chiede di vegliare con lui e di pregare per consolarlo; ma, purtroppo, sono pochissimi quanti lo fanno. Benvenuto nella Chiesa il Movimento degli amici del Getsemani di don Guidotti, sorto a Ascoli Piceno.

(Puoi leggere la storia completa di questo prodigio di Adrano nel libro Dalla Polonia a Adrano).

2. Una moltitudine di altri prodigi

Già nel 1846, quando già la Massoneria con la rivoluzione francese e con l'avanzata vittoriosa dell'anticlericalesimo in tutta l'Europa aveva in essa esteso 1'indifferentismo religioso, la Madonna era ap­parsa piangendo dirottamente alla Salette; e nelle apparizioni del 1917 a Fatima essa era apparsa sempre tanto triste.

A Siracusa un quadro della Madonna ai primi del settembre 1953 pianse lacrime bianche per 75 ore.

A Rocca Corneta (BL) la statua della Madona ha pianto alla pre­senza di moltissime persone. La rivista Oggi nel n. 21 del 1966 riporta che dal 13.5.1957 a quella data essa aveva pianto oltre cento volte e che tale pianto era stato filmato in tutte le sue fasi.

A Caserta in casa della mistica Teresa Musco la Madonna e Gesú bambino dagli anni ‘6o al 1975 hanno versato molte lacrime umane e qualche volta di sangue.

A Maropati (RC) in casa dell'avv. Gordiano la Madonna del Rosa­rio, dal mattino del 1960 in poi, ha pianto molte volte lacrime di san­gue.

A Cinquefrondi (RC) in casa della mistica Bettina Jamundo negli stessi anni 6o il Sacro Cuore di Maria ha pianto moltissime volte. A Porto Santo Stefano (Grosseto) una statua della Madonna dal 1962 al 1965 ha pianto nove volte lacrime umane, 18 volte lacrime di sangue in casa di Enzo Alocci.

A Ravenna nella chiesa di S. Damiano una statua della Madonna di Fatima ha pianto molte volte, a cominciare dal 15.9.1973

A Niscima (CL) una statua della Madonna 1'11.8.1973 ha pianto la­crime umane.

A Chicago nella chiesa di S. Giovanni di Dio una statua della Ma­donna « Rosa Mistica » piange lacrime umane il 29.5.1984 per un'ora dinanzi a 5 sacerdoti e a un gruppo di suore. Il fenomeno è fotogra­fato; in seguito il prodigio si ripeté tante volte: una volta dinanzi a circa 2.000 persone.

Altri prodigi di lacrimazione sono avvenuti a New Orleans (U.S.A.), a Porziano d'Assisi, a Heede, a Ladeira, ecc.

 

CAP. IX - IL SECOLO DI SATANA

1. Visione di Leone XIII

Nel secolo scorso si è iniziato il secolo di Satana.

Lo aveva annunziato il Signore in una visione a Leone XIII. Leone XIII, la persona costituzionalmente piú negata alle visioni, un giorno mentre privatamente nella sua cappella celebrava la S. Messa, dopo il Padre nostro si fermò come incantato; restò un pezzo immobile e come pietrificato a contemplare qualcosa con le braccia aperte. Il suo volto era soffuso di terrore. Il suo colore divenne cada­verico.

A un certo punto gridò:

- Ma nessuna salvezza è possibile alla Chiesa?

Dopo un po' il suo volto si schiarí, la visione cessò e riprese la cele­brazione della Messa.

Appena finita la Messa, andò in camera e scrisse di getto le due preghiere: « O Dio nostro rifugio » e « S. Michele Arcangelo », ordi­nando che in tutto il mondo cattolico venissero recitate per la con­versione della Russia alla fine della Messa.

Quello che vide lo confidò al suo confessore, e questi poi al card. Boetto che dopo questa Il guerra mondiale lo pubblicò.

Il racconto lo diffuse "La rivista del Clero".

La visione fu questa: vide la terra aprirsi come una melagrana; dalla spaccatura uscirono miriadi di demoni che invasero la terra su­scitando da per tutto errori, sedizioni, guerre e rivoluzioni. Una fo­schia immensa si diffuse nella terra, i morti divennero tanti che il san­gue sembrava sommergere la terra. A questo punto il Papa vide un nugolo di demoni scagliarsi contro la Chiesa, simboleggiata dalla Ba­silica di S. Pietro, e arrivare a scuoterla, tanto che sembrava crollasse. Fu lí che il Papa gridò: «Ma nessuna salvezza è possibile alla Chiesa?».

Ed ecco scendere dal cielo san Michele Arcangelo che ingaggia battaglia con i demoni e li sconfigge. I demoni rientrano nella spacca­tura della terra, la spaccatura si chiude, il sangue viene assorbito dalla terra, la foschia si disperde, sorge una giornata radiosa.

Allora una voce gli dice: «Tutto questo comincerà ad avvenire tra alcuni pontificati ed avverrà per causa della Russia».

Di fatti passarono solo due pontificati quelli di Pio XI e di Bene­detto XV. Sotto Benedetto XV avvenne la rivoluzione sovietica. Il re­sto è molto noto.

Mirijana il 14.4.1982 ebbe questa visione che essa stessa descrive: «Mentre aspettavo la Madonna è venuto Satana travestito da Ma­donna. Era brutto, bruttissimo. Non potevo neanche immaginarlo; mi uccideva con il suo sguardo; quasi sono svenuta. Mi diceva: "Devi lasciare Dio, devi lasciare la Madonna; ti faranno soffrire, vieni con me, ti farò felice nell'amore, nella vita".

Nel mio cuore risuonava NO! NO! NO!!!

Allora Satana si è allontanato ed è venuta la Madonna, la quale mi disse: "Scusami per questo, ma tu devi sapere che Satana esiste e ha chiesto a Dio il permesso di provare la Chiesa per un certo periodo con intenzione di distruggerla. Dio gli permise un secolo e disse: ‘Non la distruggerai’. Questo secolo in cui voi vivete è sotto il potere di Satana. Quando saranno realizzati i segreti affidati a voi, il suo po­tere sarà distrutto. Satana è diventato aggressivo, perché sta per­dendo il potere. Sta distruggendo dei matrimoni, mettendo litigi tra sacerdoti, ossessiona le persone, uccide anche delle persone. Perciò proteggetevi con la preghiera, con il digiuno, anzitutto con la pre­ghiera comunitaria. Rinnovate l'uso dell'acqua benedetta, portate con voi e mettete nelle vostre case i segni sacri benedetti" ».

Ma già agli albori dell'umanità Iddio aveva detto a Satana: « Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe; essa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno » (Gen. 3, 15).

Per tal motivo, iniziandosi l'era di Satana, Dio predispose l'era di colei che gli avrebbe schiacciato il capo.

E di fatti nel secolo scorso cominciano le grandi apparizioni di Ma­ria.

2. Situazione allarmante

La situazione della Chiesa oggi è veramente allarmante. Il numero dei cattolici praticanti in Italia è sceso paurosamente: nei posti mi­gliori non raggiunge il 2o%; nelle grandi città quali, per esempio, To­rino e Bologna, a stento raggiunge 1'8%; in Francia scende addirittura sotto il 5% il consumismo allontana quasi tutti da Dio. Le sette prote­stanti avanzano ovunque paurosamente. In Italia già le «Assemblee di Dio» hanno superato i 100.000 adepti; Mormoni, Evangelisti, Av­ventisti, Valdesi sono altre centinaia di migliaia; i Testimoni di Geova hanno in Italia la loro roccaforte, vanno girando accanita­mente facendo sempre nuove conquiste fino a divenire la 2a reli­gione dello Stato. Le religioni pagane hanno fatto in Italia il loro in­gresso trionfale: gli Hare Krishna, i seguaci di Saibaba, i buddisti, i mussulmani sono altre centinaia di migliaia; i seguaci di sette spiriti­stiche sono un numero immenso. In Francia le cose stanno molto peggio: i soli mussulmani sono già oltre 3 milioni. Nell'America La­tina peggio ancora: continuando cosí, quello che fino a pochi anni ad­dietro è stato il continente piú cattolico del mondo, diverrà un conti­nente protestante. Il « Sabato » del 15.9.199o ha pubblicato come i due grandi sociologi americani, David Stoll e David Martin, hanno rive­lato che nell'anno 1980 i Mormoni, gli Evangelici, le Assemblee di Dio, i Pentecostali, i Testimoni di Geova e altre sette protestanti hanno organizzato un assalto al Sud-America, e in questi pochi anni hanno già raggiunto il numero complessivo di oltre 30 milioni di se­guaci. Naturalmente i Vescovi Sudamericani sono allarmatissimi. Si aggiunge che, sempre nel Sud-America, sono estremamente fiorenti le sette spiritistiche e i seguaci dei riti magici. Complessivamente essi raggiungono i 40 milioni. Se si aggiungono la massoneria impe­rante, l'ateismo militante, la pornografia, la pornocinematografia e la lussuria galoppanti, dobbiamo concludere che stiamo perdendo tutto il mondo. Sembra giunto il tempo profetizzato da Gesú: « II Fi­glio dell'uomo alla sua venuta troverà forse ancora fede sulla terra? » (Lc. 18, 8).

3. Il peccato piú ignominioso

A tutti questi mali si aggiunge il peccato piú orrendo e ignomi­nioso: la bestemmia.

L'infinito, l'onnipotente, il bellissimo, il buonissimo Iddio, colui che tutto ha creato e che tutto sostiene in vita per non cadere nel nulla; colui che tanto ci ha amato da dare il suo unico dilettissimo Fi­glio per noi e da farlo crocifiggere per darci la possibilità di divenire eternamente felici; Gesú benedetto, che per noi ha sparso tutto il suo sangue morendo tra spaventosi supplizi sulla croce; la sua e nostra tenerissima e dolcissima Madre vengono continuamente insultati con le piú ignominiose ingiurie. Il piú delle volte i bestemmiatori non si rendono conto di quanto fanno.

Molte volte faccio questo dialogo con bestemmiatori: - A chi ti offre un caffè gli dici forse: « porco »?

- Assurdo!

- A un innocente assassinato diresti forse: « porco? » - Assurdo!

- A una madre che piangesse il figlio assassinato diresti forse: « porca? »

- Ma che dice!

- E perché dici queste ingiurie a Dio che ti ha dato la vita? A Gesú che per te è morto ed ha sparso tutto il suo sangue? Alla sua e nostra dolcissima Madre Addolorata che piange su Gesú che tu hai messo in croce e su di te per non farti andare all'inferno?

È inutile dire che essi restano ammutoliti.

Nel nostro libretto Vorresti forse suicidarti? (che si farebbe bene a dare a tutti costoro e a quanti vivono lontani da Dio) riferiamo quanto ci ha raccontato un amico: un suo amico camionista veniva col suo autotreno da Torino. Lungo l'autostrada vede ai margini un bel giovane alto e triste che con la mano chiede un passaggio. Il ca­mionista si ferma e lo fa salire, e riprende la corsa. Stanno entrambi in silenzio. Dopo un pezzo il camionista si presenta a quel giovane e gli chiede come egli si chiama. Quello con tristezza risponde: « Mi chiamano porco »; e scompare.

Cosí nelle fabbriche, nelle campagne, nelle caserme, nelle piazze, dappertutto gli uomini, miliardi di volte al giorno, chiamano Gesú dolcissimo e benedetto e la sua e nostra dolcissima Madre Addolo­rata che giornalmente piangono per noi lacrime di sangue e implo­rano dal Padre misericordia per noi.

4. L'orrenda carneficina

Secondo l'insegnamento della Chiesa, l'anima viene infusa da Dio nel neonato fin dal momento della sua concezione.

In conseguenza chi uccide un bambino nel seno materno è un as­sassino, cosí come chi uccide un uomo. Oggi gli aborti, ossia i delitti, sono innumerevoli; nelle maggiori città delle popolazioni civili, com­prese quelle italiane, gli aborti superano addirittura le nascite.

Nella maggioranza degli ospedali ci sono gl'inceneritori, dove ven­gono bruciati i feti fatti abortire nelle 24 ore della giornata, quando essi non vengono addirittura gettati nei sacchi di plastica colla spaz­zatura. Gli scandali che vanno denunziando coraggiosamente vari giornalisti sono molti. Lo stesso presidente degli U.S.A., Donald Rea­gan, fece un giorno questa dichiarazione: « Pochi mesi fa nella mia California è stato scoperto un deposito che conteneva corpi di 17.000 vittime di aborti, molti dei quali assai sviluppati. Le immagini che ho visto fanno stringere il cuore e mostrano clamorosamente che l'a­borto è un assalto alla vita umana ». Negli U.S.A. solo nel 1973 furono procurati 15.ooo.ooo di aborti.

Quello che ancora piú fa stringere il cuore è l'industria farmaceu­tica sviluppatissima che compra i feti abortiti e li macina o ne estrae delle parti per fabbricare dei cosmetici. Un giornalista austriaco, pre­sentatosi con falso nome quale inviato di una ditta francese di cosmetici al Policlinico di Vienna per comprare dei feti, ne ottiene la risposta che li vendono per 300 scellini (circa L. 30.000) ciascuno.

Un giornale giapponese denunciò la scoperta di un viaggio di aerei di linea giapponesi che avevano trasportato in America 433 conteni­tori stipati di feti umani, comprati nella Corea del Sud per uso indu­striale.

Nel 19811a dogana francese scopre in un camion-frigorifero prove­niente dall'Ungheria e dalla Jugoslavia che i contenitori erano stipati di feti umani.

Nel 1982 in California viene scoperto dalla Polizia un container colmo di 5oo feti immersi in formalina.

Quello che ancora è peggio è che trafficanti pagano un grandis­simo numero di donne per concepire dei bambini e venderli loro a 3 o 4 mesi (P. Giacobbe, L'urlo muto, Casa Mariana, Frigento). Le scoperte non finiscono mai. È letteralmente terrificante: ogni anno ven­gono uccisi cogli aborti almeno 5o milioni di bambini, ossia piú di quanti uomini o donne morirono in tutta la 2a guerra mondiale.

Il loro sangue grida vendetta al cospetto di Dio, come il sangue di Abele, ucciso da Caino.

Basterebbero tutti questi immensi orrendi delitti per fare incene­rire la Terra della giustizia di Dio.

Sono Gesú e la sua SS. Madre Addolorata con le loro preghiere (Ebr. 7,25) e con le loro lacrime di sangue, che ottengono misericor­dia per il mondo.

5. Messe nere

In questo secolo, particolarmente in questa seconda metà, Satana ha raggiunto il suo massimo trionfo, il suo sogno antico di farsi ado­rare come dio. Egli ha fatto sorgere le sette sataniche, ripiene di per­sone consacrate a lui, che lo adorano quale dio. Questi seguaci di Sa­tana hanno innalzato a lui addirittura dei templi in varie parti del mondo e gli offrono dei sacrifici: spesso gli immolano dei bambini e alle volte degli adulti, specialmente donne; e, quel che è peggio an­cora, spessissimo gli sacrificano Gesú Eucaristico: vanno a fare la co­munione in qualche chiesa sconosciuta o vi mandano dei ragazzi ai quali danno, in media L. 50.000 per ogni ostia consacrata che portano a loro; quindi offrono a Satana l'Ostia Santa, poi la sputano, la pe­stano, la pugnalano e, infine, la gettano nella latrina. È il massimo ol­traggio che si può fare a Gesú; fanno ancora molto peggio degli Ebrei che lo crocifissero. È estremamente doloroso per noi e raccapric­ciante.

Si sta verificando quanto predisse san Paolo dovere avvenire nel­l'imminenza della fine del mondo: « Ora, circa la venuta del Signore nostro Gesú Cristo e la nostra riunione con lui, vi preghiamo, o fra­telli, di non lasciarvi cosí presto turbare lo spirito, né allarmare da ri­velazioni o da dicerie o da lettera data per nostra, quasi che il giorno del Signore sia imminente. Nessuno vi inganni in alcun modo. Che se non verrà prima l'apostasia, si riveli l'uomo dell'iniquità, il figlio della perdizione, l'avversario che s'innalza al disopra di ogni cosa chiamata Dio e oggetto di culto, fino ad assidersi nel tempio di Dio, proclamandosi Dio lui stesso. Allora si manifesterà l'empio, ma il Si­gnore Gesú lo ucciderà col soffio della sua bocca e annienterà con lo splendore della sua venuta, lui, la cui venuta avverrà nella potenza di Satana, con ogni sorta di portenti, di segni e di prodigi menzogneri e con tutte le seduzioni per quelli che si perdono, perché non hanno voluto accogliere la verità » (a Tess., a, 1-11). 

Preghiera di Leone XIII

Dio, nostro rifugio e nostra forza, guarda proprio il tuo popolo che grida a te: intercedano per noi la gloriosa Immacolata Vergine Maria Madre di Dio, con s. Giuseppe suo sposo, i tuoi santi Apostoli Pietro e Paolo e tutti i santi; e tu, misericordioso e benigno, esaudisci le pre­ghiere, che ti porgiamo per la conversione dei peccatori e per la li­bertà e l'esaltazione della Santa Madre Chiesa. Per il medesimo Cri­sto nostro Signore. Cosí sia. 

O Arcangelo s. Michele, difendici nella lotta; vieni in nostro soc­corso contro la malizia e le insidie del demonio. Eserciti Dio il suo im­pero su di lui: noi lo preghiamo umilmente. E tu, principe della mili­zia celeste, forte della forza divina, ricaccia nell'infermo Satana e gli altri spiriti maligni che vanno girando per il mondo per perdere le anime. Cosí sia! Cuore sacratissimo di Gesú, abbi pietà di noi (3 volte).

 

CAP. X - L'ERA DI MARIA

Quando Satana ebbe fatto fare ad Adamo ed Eva il peccato origi­nale, Dio gli disse: «Poiché tu hai fatto questo, sii maledetto fra tutti gli animali e tutte le bestie della campagna... Porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua discendenza e la sua; essa ti schiaccerà il capo e tu la insidierai al calcagno» (Gen. 3, 15).

Per tal motivo, iniziandosi il secolo di Satana, Dio predispose l'era di colei che gli avrebbe schiacciato il capo.

Tale era già cominciò nel secolo scorso con le apparizioni della Ma­donna alle Salette e a Lourdes; ma in questo secolo, particolarmente dopo la seconda guerra mondiale, giunta al parossismo la lotta di Sa­tana contro la Chiesa, si sono intensificate le apparizioni della Ma­donna. Queste ormai avvengono in centinaia di posti per contrastare l'avanzata di Satana e per abbatterlo.

Già nel 1958 suor Lucia di Fatima aveva scritto al padre Agostino Fuentes come la Madonna, esauriti gli altri mezzi disprezzati dagli uomini, ci dava con tremore l'ultima àncora di salvezza con prodigi di lacrime e con messaggi per mezzo di veggenti sparsi in tutto il mondo. Perché con tremore?

Perché prevedeva che la maggior parte degli uomini non li avreb­bero presi in considerazione e che quindi per essi non sarebbe rima­sta altra speranza di salvezza da tremendi castighi. E purtroppo que­sto si sta verificando.

La Madonna sta mostrando le sue lacrime di dolore e di sangue in moltissime parti del mondo, e sta dando dei messaggi commoventi in centinaia di apparizioni in tutti i continenti; ma la stragrande mag­gioranza degli uomini non li prende in considerazione, compresi moltissimi cristiani praticanti e sacerdoti. Essi dicono: « Questi pro­digi e queste apparizioni sono troppi per essere veri. Iddio non si mette a perdere tempo cosí. Io non ho bisogno di questi prodigi e di queste apparizioni per credere; a me basta il Vangelo ». Tale atteggiamento è antiscientifico e antilogico, oltre che irriverente. Infatti è vero che Dio non si mette e non si è messo mai a perdere tempo; e se interviene in questi modi è segno che vi debbono essere motivi estremamente gravi. E i motivi sono che moltissimi stanno andando all'inferno, come la Madonna ha detto quasi in tutte le apparizioni; e Dio, per mezzo della sua SS. Madre, li vuole salvare. Quando ve­niamo a conoscenza di un prodigio o di un'apparizione, specialmente se avvenuti vicino a noi, abbiamo il dovere di interessarcene, senza creduloneria e senza settarismo, per constatarne la verità o meno; e, quindi, se si tratta di fatti autentici, abbiamo il dovere di accogliere quei messaggi e di fare quanto il Signore o la Madonna ci chiedono: è dovere dei servi e dei figli accorrere quando li chiama il padrone o il padre o la madre, e quindi di obbedire.

E quando i prodigi di lacrimazione o quelli che accompagnano e garantiscono le apparizioni sono riferiti da centinaia o da migliaia di testimoni si deve onestamente concludere che essi sono veri; l'osti­nazione a non voler credere è segno di poca intelligenza o di super­bia; ed offende Dio.

Il fatto, infine, che tali prodigi e tali apparizioni sono molti non im­plica nulla contro la loro autenticità, ma deve far concludere che la situazione è estremamente grave e che bisogna svegliarsi e fare quanto Dio vuole e ci manifesta.

L'anticipo di quest'era di Maria è stato dato con l'apparizione delle Salette, nel 1846, alla quale seguirono le apparizioni di Lourdes, nel 1858. In questo secolo, poi, le apparizioni della Madonna sono innu­merevoli. Riportiamo le principali.

1. 1846: La Salette

Nell'anno 18461a Madonna comparve ai due pastorelli Massimino Giraud e Melania Calvat. Era seduta e piangeva a calde lacrime, con i gomiti appoggiati alle ginocchia e la testa fra le mani. A un certo punto si alzò e diede loro un lungo messaggio nel quale, fra l'altro, disse: « Nell'anno 1864 Lucifero sarà lasciato libero dall'inferno con una moltitudine di demoni. Essi spegneranno ovunque la fede anche in persone che sono consacrate a Dio. Egli le renderà cieche, in ma­niera tale che se non avranno grazia speciale, finiranno con l'assumere lo spirito di questo spirito del male. Molte case religiose perde­ranno completamente la fede e trascineranno con sé all'ultima ro­vina molte anime! Saranno diffusi nel mondo torrenti straripanti di libri cattivi, e gli spiriti delle tenebre semineranno dappertutto la freddezza verso tutto ciò che riguarda il servizio di Dio. Essi avranno una grande potenza sulla natura. Ci saranno chiese nelle quali si ve­nererà questo spirito malvagio.

Il rappresentante del mio Figlio avrà molto da patire, perché la Chiesa per lungo tempo sarà esposta a persecuzioni. Questo sarà il tempo delle tenebre. La Chiesa passerà attraverso una crisi spaven­tosa. Poiché la santa Fede in Dio è posta nell'oblio, ognuno si vorrà governare a modo suo da sé a starsene nel suo genere. Si tenterà di sbarazzarsi dell'autorità sia umana che ecclesiastica. Ogni ordine e ogni giustizia sarà messa sotto i piedi. Si vedrà soltanto omicidio, odio, perfidia, menzogna, divisione, senza amor di patria e della fa­miglia. Il santo Padre dovrà molto soffrire. Io sarò con lui fino alla fine per raccogliere il suo sacrificio.

I malvagi tenteranno molte volte alla sua vita, senza però poter re­car danno ai suoi giorni. Però né lui, né il suo successore vedranno il trionfo della Chiesa di Dio.

Tutti i regimi civili avranno il medesimo scopo, che è quello di eli­minare i principi fondamentali della religione e lavoreranno a favore del materialismo e di ogni specie di vizi.

Un precursore dell'anticristo combatterà di nuovo con le sue truppe prese da diversi popoli il vero Cristo, l'unico Salvatore del mondo.

Sarà sparso molto sangue e cercheranno di distruggere l'adora­zione a Dio.

Allora la terra sarà colpita da ogni specie di piaghe (accanto alla peste e alla fame che saranno universali). Ci saranno guerre fino al­l'ultima guerra che sarà condotta dai dieci re dell'anticristo, i quali re saranno animati da un solo pensiero e saranno gli unici che regge­ranno la terra.

Prima che questo accada ci sarà sulla terra una specie di falsa pace. Non si penserà ad altro che ai divertimenti. I malvagi si abbandone­ranno ad ogni specie di peccati. Ma i figli della santa Chiesa, i figli della fede, i miei veri imitatori cresceranno nell'amore verso Dio, nelle virtú sotto la guida dello Spirito Santo. Io combatterò con loro, fino a che arriveranno alla pienezza dell'età.

La natura arde di ira per causa degli uomini e trema di orrore nel­l'attesa di quanto accadrà su di questa terra coperta di tanti delitti » Quindi la Madonna, dopo aver parlato della nascita e dell'opera dell'anticristo, concluse: « Finalmente mi rivolgo agli apostoli degli ultimi tempi e fedeli discepoli di Gesú Cristo, che hanno condotto una vita nel disprezzo e nel nascondimento dal mondo. Ecco ora il tempo di uscire per riempire il mondo di Luce. Andate e mostratevi come miei figli prediletti. Io sono con voi in questi giorni di terrore e di angoscia. Il vostro zelo vi fa affamati della gloria e dell'onore di Gesú Cristo. Combattenti, figli della Luce, voi, piccolo numero, che siete veggenti: perché il tempo dei tempi, la fine della fine è ormai qui! ».

a. 1858: Lourdes

Abbiamo già parlato delle apparizioni della Madonna a Bernar­dette Soubirous a Lourdes.

La Madonna ha voluto confermare tali apparizioni con numerosis­simi miracoli: fino ad oggi circa 300.ooo dei quali 65 riconosciuti tali da una grossa commissione medica, con criteri di estremo rigore scientifico, tali che nessuno fin'oggi ha potuto contestarli.

In tal maniera la Madonna ha fatto di Lourdes un meraviglioso centro di rinnovamento di vita cristiana ove annualmente conflui­scono milioni di pellegrini in devota e silenziosa preghiera, ed un faro e un approdo alla fede per tutti quelli che la cercano.

3.1917: Fatima

Il 13.5.1917 la Madonna apparve ai tre pastorelli Francesco, Lucia, Giacinta e poi ricomparve loro di nuovo il 13 di ogni mese fino a otto­bre.

Disse loro cose cosí importanti che volle confermare il 13 ottobre con quel grandioso prodigio solare che ha riscontro soltanto nei piú grandi prodigi dell'Esodo e che ormai tutti conosciamo.

Erano presenti quel giorno circa 70.000 persone.

Con tale prodigio la Madonna volle garantire il messaggio centrale dato ai tre bambini il 13.7.1917, cosí descritto da Lucia: « Sacrificatevi per i peccatori; dite spesso, specialmente quando compite qualche sacrificio: "Gesú, questo è per il vostro amore, per la conversione dei peccatori e in riparazione dei peccati commessi contro il Cuore Im­macolato di Maria".

Dicendo queste parole, la Signora aprí le mani, come aveva fatto durante i due mesi precedenti. La luce proveniente da esse sem­brava penetrare la terra e vedemmo un mare di fuoco. Immersi in questo fuoco c'erano demoni e anime che sembravano tizzoni tra­sparenti, alcuni neri o bronzei, in forme umane, portati intorno dalle fiamme che uscivano da essi assieme a nuvole di fumo. Essi cade­vano da tutte le parti, proprio come le scintille cadono dai grandi fuo­chi, leggere, oscillanti, tra grida di dolore e di disperazione, che ci at­terrirono fino a farci tremare di paura.

I demoni potevano essere distinti dalla loro somiglianza a orribili, ripugnanti e sconosciuti animali, incandescenti come carboni accesi. Atterriti e come per supplicare aiuto, alzammo gli occhi verso no­stra Signora, la quale ci disse con gentilezza, ma anche con tristezza: "Avete visto l'inferno, dove vanno le anime dei poveri peccatori. AI fine di salvarli Dio desidera di stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato. Se farete quanto vi ho detto, molti si salve­ranno e ci sarà la pace.

La guerra finirà, ma se gli uomini non cesseranno di offendere Dio, scoppierà un'altra e piú terribile guerra durante il Pontificato di Pio XI.

Quando vedrete che una notte si illuminerà di una luce scono­sciuta, sappiate che quello è il segno che Dio vi dà, che punirà il mondo per i suoi crimini con la guerra, con la fame, con la persecu­zione della Chiesa e del Santo Padre. Per impedire ciò, io verrò a chiedere la consacrazione della Russia al mio Cuore Immacolato e la comunione di riparazione nei primi sabati. Se i miei desideri saranno soddisfatti la Russia si convertirà e regnerà la pace. Se no, la Russia diffonderà i suoi errori nel mondo, causando guerre e persecuzioni alla Chiesa. I buoni saranno martirizzati, il S. Padre avrà molto da sof­frire e molte nazioni scompariranno.

Ma alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà. Il Santo Padre consacrerà la Russia a me ed essa si convertirà e un periodo di pace sarà concesso al mondo" ».

In tali apparizioni la Madonna disse ai veggenti tre segreti:

- il I riguardava Giacinta e Francesco e cioè la loro vicina morte;

- il II profetizzava la seconda guerra mondiale;

- il III rimane tuttora in segreto, almeno ufficialmente.

Il giornale « Neues Europa » (La nuova Europa) di Stoccarda del 15 ottobre 1963 lo pubblicò sotto il titolo « L'avvenire dell'umanità », a firma di L. Einrich.

L'articolo ha documentato un estratto del Segreto di Fatima, del quale si aspettava la divulgazione nel 1960. Il documento, conosciuto per una indiscrezione diplomatica, sarebbe stato inviato a titolo in­formativo dalle autorità vaticane, a quelle di Washington, di Londra e di Mosca, ritenendolo necessario, anzi indispensabile, alla conven­zione riguardante la cessazione degli esperimenti nucleari. L'auten­ticità di tale documento non è mai stata smentita dal Vaticano. In esso vengono riportate queste parole dette il 13.10.1917, dopo il pro­digio solare, dalla Madonna a Lucia:

«Non aver timore, cara piccola. Sono la Madre di Dio, che ti parla e ti domanda di rendere pubblico il seguente messaggio per il mondo intero. Ciò facendo, incontrerai forti resistenze. Fà attenzione a quello che dico: gli uomini devono correggersi. Con umili suppliche, devono chiedere perdono dei peccati commessi.

Un grande castigo cadrà sull'intero genere umano, non oggi, né domani, ma nella seconda metà del secolo XX. Lo avevo già rivelato ai bambini Melania e Massimino, a "La Salette", ed oggi lo ripeto a te, perché il genere umano ha peccato e calpestato il dono che avevo fatto. In nessuna parte del mondo vi è ordine, e satana regna sui piú alti posti, determinando l'andamento delle cose. Egli effettivamente riuscirà ad introdursi fino alla sommità della Chiesa; egli riuscirà a sedurre gli spiriti dei grandi scienziati che inventano le armi, con le quali sarà possibile distruggere in pochi minuti gran parte dell'uma­nità. Avrà in potere i potenti che governano i popoli, e li aizzerà a fab­bricare enormi quantità di quelle armi. E, se l'umanità non dovesse migliorare, sarò obbligata a lasciar libero il braccio di mio Figlio. Al­lora vedrai che Iddio castigherà gli uomini con maggior severità che non abbia fatto con il diluvio: i grandi e i potenti periranno insieme ai piccoli e ai deboli. Anche per la Chiesa, verrà il tempo delle sue grandi prove. Cardinali si opporranno a Cardinali; Vescovi a Vescovi. Satana marcerà in mezzo alle loro file e a Roma vi saranno grandi cambiamenti. Ciò che è putrido cadrà, e ciò che cadrà, piú non si al­zerà. La Chiesa sarà offuscata e il mondo sconvolto dal terrore. Tempo verrà che nessun re, Cardinale o Vescovo aspetterà colui che tuttavia verrà, ma per punire secondo i disegni del Padre mio ».

Quindi nel testo segue una descrizione paurosa di ciò che do­vrebbe avvenire nei prossimi anni. Per nostro sollievo sappiamo dai messaggi della Madonna a Medjugorje che le nostre preghiere e i no­stri digiuni, specialmente se saremo in molti a farli, potranno allonta­nare o almeno attutire tali castighi.

Lucia sembra indicare tale segreto con la sua lettera scritta il 22 maggio 1988, al padre Agostino Fuentes, postulatore della causa di beatificazione di Francesco e Giacinta di Fatima: « Padre, la Madonna è molto scontenta perché non si è fatto caso al suo messaggio del 1917. Né i buoni, né i cattivi, vi hanno fatto caso.

I buoni vanno per il loro cammino senza preoccuparsi, non se­guono le norme celestiali, ed i cattivi nella via larga della perdizione, non tenendo in nessun conto i castighi che li minacciano.

Mi creda, Padre, il Signore castigherà il mondo molto presto. Il ca­stigo è molto imminente, verrà presto il castigo materiale; s'imma­gini, Padre, quante anime andranno all'inferno! E questo succederà perché non si prega e non si fa penitenza. Questa è la causa della tri­stezza della Madonna. Padre, lo dica a tutti che la Madonna me lo ha detto molte volte: molte nazioni spariranno dalla faccia della terra. Nazioni senza Dio saranno il flagello scelto da Dio stesso per casti­gare l'umanità, se noi per mezzo della orazione e dei sacramenti non otterremo la grazia della loro conversione. Lo dica, Padre, che il de­monio sta attaccando la battaglia decisiva contro la Madonna, perché quello che affligge il Cuore Immacolato di Maria e di Gesú, è la ca­duta delle anime religiose e sacerdotali.

Egli sa che i religiosi e i sacerdoti, abbandonata la loro eccelsa vo­cazione, trascinano molte anime nell'inferno. Noi siamo appena in tempo per trattenere il castigo del Cielo. Abbiamo a nostra disposi­zione due mezzi efficacissimi: l'orazione ed il sacrificio.

Il demonio ha tutto per distrarci e toglierci il gusto della preghiera.

Egli vuole impadronirsi di anime consacrate: tenta di corromperle per indurre gli altri all'impenitenza finale. Usa le astuzie e perfino suggerendo di aggiornare la vita religiosa...

Ne proviene sterilità alla vita interiore e freddezza nei secolari, circa la rinuncia ai piaceri e la totale immolazione a Dio. Lo dica, Pa­dre, che due cose furono a santificare Giacinto e Francesco: l'affli­zione della Madonna e la visione dell'inferno... La Madonna si trova come tra due spade: da una parte vede l'umanità ostinata ed indiffe­rente davanti ai castighi minacciati, dall'altra vede noi che calpe­stiamo i Sacramenti e disprezziamo il castigo che si avvicina, rima­nendo increduli, sensuali e materialisti. La Madonna ha detto espres­samente: "Ci avviciniamo agli ultimi tempi"; me lo ha detto tre volte: a) prima affermò che il demonio ha ingaggiato una lotta decisiva; cioè finale, dalla quale uno dei due uscirà vittorioso o sconfitto: o siamo con Dio o col demonio; b) la seconda volta mi ha ripetuto che gli ultimi rimedi dati al mondo sono: il S. Rosario e la devozione al Cuore Immacolato di Maria; ultimi, significa che non ce ne saranno altri; c) la terza volta mi disse che, esauriti gli altri mezzi disprezzati dagli uomini, ci dà con tremore l'ultima àncora di salvezza che è la SS. Vergine in persona, segni di lacrime, messaggi di diversi veggenti sparsi in tutte le parti del mondo. Disse la Madonna che se non ascol­tiamo e offendiamo Dio ancora, non saremo piú perdonati. Padre, è urgente che ci rendiamo conto della terribile realtà. Non vogliamo riempire le anime di paura, ma solo è un urgente richiamo alla realtà. Da quando la SS. Vergine ha dato grande efficacia al S. Rosario, non c'è problema materiale, né spirituale, nazionale o internazionale che non si possa risolvere con il S. Rosario e con i nostri sacrifici. Reci­tarlo con amore e devozione sarà consolare Maria e tergere tante la­crime al suo Cuore Immacolato! ». Fortunatamente il Papa, adem­piendo il desiderio della Madonna, ha consacrato già la Russia alla Madonna; e in questi ultimissimi anni molti cristiani, scossi special­mente dalle apparizioni della Madonna, si sono convertiti, molte chiese si sono ripopolate, tanti Movimenti ecclesiali vanno trasci­nando e infervorando moltissimi "lontani", ecc. Ed ecco che, con­temporaneamente, la Russia si va convertendo in maniera addirit­tura insperata, vari trattati di pace si vanno firmando e l'era di pace, profetizzata dalla Madonna a Fatima, si va profilando per l'umanità.

Non ci resta che aumentare le nostre preghiere, i nostri gruppi di preghiera, le nostre comunità ecclesiali, la nostra attività evangeliz­zatrice per attuare il trionfo del cuore Immacolato di Maria nel mondo.

4. Teresa Musco

La mistica Teresa Musco scrisse nel suo diario, all'età di 9 anni, queste parole dettele dalla Madonna l'.1.1952 « Voglio dirti che il mondo oggi è cosí cattivo. Sono apparsa nel Portogallo dando mes­saggi e nessuno mi ha ascoltata. Io voglio parlarti (voglio dire) anche a te del terzo segreto che diedi a Lucia, a Fatima, e ti dirò che da tempo è stato letto, ma nessuno si è pronunziato. Desiderano tenerlo per loro soli, nessuno si pronunzierà a leggerlo in pubblico se non viene Paolo VI (...) Si recherà da Lucia la quale dirà: da tanto tempo aspettavo questa visita, e il Papa le scopre il volto. Ma questo Papa chiederà preghiera e penitenza a tutto il mondo perché non osa par­lare, perché è spaventoso...».

Teresa aggiunge qualche giorno dopo: « È apparsa di nuovo la Ma­donna celeste che dice prendendo le mani del Figlio e piangendo: "Figlio, fa che il mondo si converta; sono figli tuoi". Gesú ha detto: "Mamma, la popolazione è pazza". Figlia mia, prega affinché quando verrà fatto il gesto per ammazzare il papa, venga in fallo ».

Nel 1974, un anno prima che morisse, Teresa Musco in visione vide pure l'attentato a Giovanni Paolo Il in Piazza S. Pietro.

Il suo parroco, padre Franco Amico, assistendo a tale estasi la vide all'improvviso agitarsi e gridare: « NO! NO! Questo no! Ma com'è possibile? NO ». Tornata in sé disse esterrefatta: « Padre Franco, sa­pete che cosa ho visto? Tanta gente in piazza S. Pietro, tanto clamore. Poi ho visto che tra la folla qualcuno voleva uccidere il S. Padre... poi tanta confusione, tante grida... ».

Il padre Antonio Gallo commenta: « Nel 1952 quando Teresa scri­veva queste parole, governava la Chiesa Pio XII, cui sarebbe succe­duto poi Giovanni XXIII e solo nel 1963 Paolo VI.

Nessuno poteva pensare a un papa con questo nome, né che sa­rebbe poi andato personalmente da Lucia. Intanto Teresa afferma che egli chiederà preghiera e penitenza a tutto il mondo. Sono parole che echeggiano il messaggio di Fatima e il terzo segreto. Si è tanto parlato e scritto del famoso terzo segreto, e la Chiesa ufficialmente ha voluto tacerlo; ma rendiamo conto che esso è ormai in piena at­tuazione. Il cosiddetto dissenso cattolico, "preti e frati contro Dio (si ricorderà che questo è il drammatico titolo di un libro di Bouyer), spopolamento dei seminari, tribolazioni e smarrimento di tante anime, confusioni ideologiche (perché no? teologiche), massacri e genocidi in varie nazioni, terrorismo che uccide spietatamente, trionfo dell'immoralità e scandali paurosi, corsa agli armamenti a Est e Ovest e si parla ora anche della bomba N, attentati a Paolo VI e a Giovanni Paolo II, corsa al denaro e al piacere con ogni mezzo e tanti altri sintomi a tutti noti non sono forse la conferma di un clima di spavento e di degradazione in tutto il pianeta? D'altra parte la fre­quenza di terremoti e di altre calamità in varie parti del mondo, i fo­colai di guerra che s'accendono ogni giorno, i danni ecologici che ro­vinano le città e i mari, che costringono sociologi e scienziati a chie­dersi spiegazioni per correre ai ripari, non possono lasciare indiffe­renti teologi e moralisti. Non si vuol parlare piú oggi di "castighi", ma nemmeno si vuol parlare piú di "peccato". Una sorta di follia collet­tiva sembra avere invaso vasti quozienti di umanità. E allora si risco­pre come necessità impellente il dovere della preghiera e della peni­tenza: soffrire e immolarsi come Gesú è il piú urgente e doveroso atto d'amore per il bene di tutti ».

Il fine per cui Dio permette le guerre è unicamente di misericor­dia.

Nella 2a guerra mondiale, mentre ero sul fronte greco-albanese, avendo visto nel mio settore un massiccio bombardamento aereo, accorsi subito sul luogo per soccorrere i numerosi feriti. Restai col­pito nel sentirmi chiamare e implorare da tutte le parti: « Cappellano, venga qua! Cappellano, venga qua! ». I feriti non chiamavano il dot­tore; chiamavano il cappellano. Passai di corsa da un ferito all'altro facendo loro baciare il crocifisso, suggerendo un brevissimo atto di dolore e dando loro l'assoluzione. Quindi caricammo i feriti in un po' di camion e li mandammo negli ospedali da campo.

Finita questa operazione di soccorso, i soldati superstiti ven­nero da me come i pulcini sotto la chioccia. Io dissi loro scherzosa­mente:

- Manigoldi che non siete altro! Fate un sacco di peccati, poi viene una bomba e ve ne andate all'inferno!

- Le sembra che siamo fessi?, mi risposero seri. Quando vediamo il pericolo ricorriamo subito al Signore!

Lamentandosi suor Consolata Betrone con Gesú delle stragi di questa 2a guerra mondiale, Gesú le rispose:

- Senza di essa la maggioranza di questi morti sarebbero andati al­l'inferno.

5.1946: Marienfried

Precisamente 100 anni dopo, la Madonna, apparendo a Barbel Reuss a Marienfried, confermò la maggior parte di quanto aveva detto nel 1846 alla Salette, aggiungendovi altri particolari.

In tali apprizioni, fra l'altro, disse alla veggente: « Sí, io sono la Me­diatrice delle grazie. Anche se il mondo non può trovare misericor­dia presso il Padre che per il sacrificio del Figlio, voi non potete tro­vare udienza presso il Figlio che per mia intercessione. È perché io non sono conosciuta che il Cristo è sconosciuto.

Il Padre ha versato la coppa della sua ira sui popoli perché essi hanno rifiutato il Figlio.

Il mondo deve bere la coppa della collera sino alla feccia, a causa degli innumerevoli peccati per i quali il suo Cuore è offeso.

La Stella dell'Abisso spiegherà il suo furore piú che mai e farà delle terribili devastazioni perché essa sa che il suo tempo è breve e perché essa vede che molti si sono riuniti attorno al mio Signore. Su quelli la Stella non ha alcun potere, anche se ucciderà il corpo di molti. Ma per questo sacrificio fatto per me la mia potenza aumen­terà per condurre il resto delle mie schiere alla vittoria per il Cristo. Alcuni si sono già fatti segnare dal mio sigillo...

Io lo voglio dire a voi, miei figlioli: nei giorni piú sanguinosi non di­menticatevi: che è precisamente questa croce una grazia e comin­ciate ogni giorno a ringraziare il Padre.

Pregate e offrite sacrifici per i peccatori. Offrite voi stessi come an­che le vostre azioni al Padre per mezzo mio. Mettetevi senza riserva a mia disposizione. Recitate il Rosario. Non pregate molto per i beni materiali. Oggi si tratta di molto di piú di quelli. Non attendete piú dei segni e dei miracoli. Io voglio operare in maniera nascosta, come Grande Mediatrice delle grazie. È la pace del cuore (cioè la conver­sione) che io voglio ottenere, se voi fate quello che io vi domando. È solo su questa pace che si potrà stabilire la pace tra i popoli. Dopo, il Cristo regnerà come Re della pace sopra tutti i popoli ».

6. Schio

È impossibile elencare tutte le apparizioni della Madonna avve­nute nel mondo.

Ricordiamo solo le apparizioni di Banneux in Francia, di Beauring in Belgio, di Turzkova in Cecoslovacchia, di Kibeho in Ruanda, di Plock in Polonia, di Garabandal in Spagna, e quelle tutt'ora in corso di S. Martino di Schio (Vicenza). Lí la Madonna dall'aprile 1985, ap­pare quasi ogni giorno a Renato Baron, un operaio da tutti stimato. Si è presentata col titolo « Regina dell'Amore »; viene a dare un messag­gio di amore materno universale, di speranza di pace e viene a chie­derci, anzi, aggiunge per il desiderio di ottenerla, a mendicare la no­stra conversione e le nostre preghiere. Un concorso grandissimo di popolo e di moltissimi professionisti e sacerdoti, il grandissimo nu­mero di conversioni e lo spirito intenso di preghiera che anima il luogo, oltre a diversi prodigi, danno credibilità a tali apparizioni.

 

CAP. XI - MONTECHIARI E FONTANELLE

Pierina Gilli è nata il 3.8.1911 a Montechiari, provincia di Brescia. Lí la Madonna le apparve per 7 volte nel 1947 nell'ospedale dove fa­ceva servizio.

Molte altre volte dal 1966 in poi le apparve a Fontanelle, ad alcuni chilometri da Montechiari, dove per ordine del suo vescovo si era ri­tirata presso una famiglia.

Queste apparizioni sono state molto contrastate, ma ci sono grandi motivi per ritenerle vere:

1. La perfetta ortodossia dei messaggi della Madonna.

2. La garanzia data dal Signore con molti miracoli.

3. La considerazione dei Sommi Pontefici. Pio XII il 9.8.1951 ricevette in privata udienza Pierina Gilli e disse: « Sí, ci ricordiamo benis­simo »... e, ponendole le mani sul capo, aggiunse: « Cerca di corri­spondere ad una grazia cosí grande e meravigliosa. Per questo ti daremo la nostra speciale benedizione apostolica ». Paolo VI te­neva sul suo studio la Statua e il libro Rosa Mistica.

4. I frutti copiosissimi: rinnovamento di vita cristiana in innumere­voli folle che vi vanno in pellegrinaggio.

Trascriviamo i piú importanti messaggi di queste apparizioni: nella 1a apparizione (primavera 1947) l'aspetto della Madonna era soffuso di mestizia e dagli occhi le sgorgavano fitte lacrime, che ca­devano sul pavimento.

Nel suo petto erano confitte tre grandi spade. La Madonna le disse allora queste sole parole: « Preghiera, sacrificio, penitenza »; e scom­parve.

Nella 2a (13.7.1947) la Madonna era vestita di bianco e sul petto, al posto delle spade, aveva tre rose: una bianca, una rossa, una giallo­-oro.

Pierina le rivolse queste parole: « Ditemi, per carità, chi siete voi ».

La Madonna le sorrise e le rispose: «Io sono la Madre di Gesú e la Madre di tutti voi»; poi proseguí: « Il Signore mi manda per promuo­vere una piú efficace devozione mariana fra gli istituti e le congrega­zioni religiose, maschili e femminili, e fra tutti i sacerdoti ». Prometto a tutti coloro che piú mi onoreranno la mia protezione, fioritura di vocazioni, meno apostasie e sommo desiderio di santità nei ministri di Dio. Desidero che il 13 di ogni mese venga riguardato come gior­nata mariana dedicata a speciali preghiere da iniziare dodici giorni prima. « Io farò scendere in tale giorno abbondanza di grazie e santità di vocazioni sopra tutti coloro che mi avranno onorata. Desidero che il giorno 13 luglio di ogni anno venga festeggiato in onore di "Rosa Mistica" ».

Quindi suggerí a Pierina il significato delle tre spade e delle tre rose: la 1a spada simboleggia la perdita della vocazione religiosa e sa­cerdotale; la 2a la vita peccaminosa condotta da molti sacerdoti; la 3a il tradimento di Giuda e l'odio contro la Chiesa; la rosa bianca simbo­leggia lo spirito di preghiera; la rosa rossa lo spirito di sacrificio e di abnegazione; la rosa giallo-oro lo spirito di penitenza.

Nella 5a apparizione la Madonna le disse: « I cristiani della tua na­zione sono quelli che, al presente, offendono maggiormente il Si­gnore con i peccati contro la santa purezza. Perciò il Signore chiede preghiere, generosità di sacrifici e penitenza, offerta dalle piccole croci e dalle fatiche di ogni giorno ».

Nella 6a apparizione (8.12.1947) la Madonna disse: « Desidero qui essere chiamata "Rosa Mystica". Desidero che ogni anno, il giorno 8 dicembre, abbia luogo a mezzogiorno l'Ora di Grazia universale, con la quale si otterranno numerose grazie spirituali e corporali. Fate su­bito sapere al Papa Pio XII il mio desiderio che quest'ora di Grazia venga diffusa e praticata in tutto il mondo. Coloro che non potranno recarsi nelle rispettive chiese, otterranno da me le grazie pregando anche nelle loro case ».

Le apparizioni ripresero dopo 19 anni a Fontanelle.

Nella 1a (17.4.1966) la Madonna, scesa nella scala che porta alla sor­gente, toccò l'acqua e disse a Pierina indicando il fango sotto la sor­gente: «Prendi questo fango con le mani... lavati con l'acqua; sap­piate tutti che il peccato nell'anima dei figli diventa fango, ma che la grazia divina ha il potere di purificare anche le anime piú traviate. Pertanto desidero e ripeto che gli ammalati e tutti i miei figli afflui­scano qui, presso questa fonte miracolosa e la tua missione, cara Pie­rina, d'ora in avanti sarà qui, presso gli ammalati e i bisognosi. Desi­dero inoltre che i fedeli si rechino prima di tutto in chiesa per ado­rare il mio Divin Figlio Gesú nel SS. Sacramento dell'Altare, lo rin­grazino per la sua immensa bontà e misericordia ».

Dette queste parole, la Vergine SS. si levò verso il cielo, aprí le braccia e il suo manto, che divenne smisuratamente ampio e ricoprí un'immensa superficie dell'universo.

Nella successiva apparizione (13.6.1966) le spiegò il significato di quel suo immenso manto: «È figura del mio amore materno, che vuole abbracciare tutta l'umanità ».

Quindi le chiese che nella prima sorgente d'acqua venisse co­struita una vasca per l'immersione degli ammalati e che la 2a sor­gente servisse per bere.

Nella 4a apparizione (6.8.1966) la SS. Vergine disse a Pierina che Gesú desiderava 1'«Unione mondiale della Comunione riparatrice» da indire il giorno 13 ottobre di quell'anno 1966 e da ripetersi annual­mente nella ricorrenza di quella data.

Poi Maria SS. soggiunse: « I reverendi sacerdoti e fedeli che prati­cheranno questa devozione avranno l'abbondanza delle mie grazie ». Nell'apparizione del 17.1.1971 la Madonna le disse: « Recitate il santo Rosario! Figlia, eccoti il santo Rosario. Tutti coloro che lo reci­teranno, otterranno da me molte grazie. Esso è un forte legame che vi unisce al mio Cuore. Esso glorifica il Signore, re del cielo e della terra. I miei devoti sappiano che bisogna espiare le molte offese fatte al mio divin Figlio Gesù Cristo. Figli miei, amatevi l'un l'altro! Amore a Dio e amore verso il prossimo! Offrite sacrifici d'amore. La pre­ghiera è amore che sale al cielo. Un Rosario detto con devozione è un richiamo per qualsiasi intercessione, è la contemplazione dei misteri della fede... Il Padre nostro è la preghiera di unione... la preghiera del Signore..., la preghiera di glorificazione della SS. Trinità con la recita del Gloria al Padre... Dí ai miei figli di recitare il santo Rosa­rio... anello di fede e di luce e legame di unione, di gloria, di beatitu­dine ».

Nell'apparizione del 5.8.1972 la Madonna le disse: « Com'è triste vedere i miei figli, che si allontanano da Dio loro Padre... Io inter­cedo per portare all'umanità tutto il mio amore col richiamo della bontà... Il mio cuore è quello di una Madre Addolorata che dice: Fi­gli miei, amate il Signore! Smettete di offenderlo cosí crudelmente! Figlia mia, non tacere, ma parla di questo mio invito alla preghiera, affinché i figli ritornino alla fede e all'amore verso Dio. I tempi si vanno facendo oscuri, sconvolgenti, pieni di terrore, ma se pregate e fate penitenza, il mio cuore di Madre otterrà ancora dal Signore il ri­torno della luce, dell'amore, della pace sopra il mondo intero ».

Nell'apparizione del 22.7.1973 la Madonna le spiegò perché si pre­senta quale Rosa Mystica: « Rosa Mystica non ha in sé nulla di nuovo. Rosa Mystica fui chiamata in quell'istante in cui il mio divin Figlio Gesú si è fatto uomo. In Rosa Mystica è simboleggiato il "FIAT" della redenzione e il "fiat" della mia collaborazione. Io sono l'Immacolata Concezione, la Madre di Gesú Signore, la Madre della grazia, la Ma­dre del Corpo Mistico: la Chiesa ».

Nell'apparizione del 15.5.1974 le disse: « Oh, se i figli volessero comprendere cosa è il vero amore verso Dio! Invece offendono il Si­gnore coi peccati gravi... Oggi è venuto il tempo, quando l'uomo si vuole perfino innalzare sopra Dio ed è diventato pagano ed ateo. Per questo le anime si perdono ».

Dopo, l'espressione del suo volto fu di grande gioia, ed ella disse: «Ma sono le anime silenziose e nascoste, riparatrici, sacrificate e oranti, che sempre attirano la misericordia del Signore.

Sono intervenuta cosí tante volte per portare il messaggio dell'a­more, ma gli uomini rimangono sordi alla preghiera accorata di que­sta loro Madre ».

Nell'apparizione del 29.6.1974 raccomandò la devozione agli an­geli custodi: « "Felice l'uomo, che si affida alla protezione del suo an­gelo custode ed ascolta le sue ispirazioni, perché l'angelo custode ha sempre una grande cura per l'anima affidatagli. Quando poi l'anima consegue la felicità eterna come premio meritato, egli viene a pren­derla; con lui e i cori degli angeli essa può unirsi nel gaudio celeste a Dio Padre Onnipotente?".

A queste parole, il manto della SS. Vergine improvvisamente si aprí e divenne infinitamente grande, come l'universo e come già l'a­vevo visto allora. Vidi pure migliaia e migliaia di angeli santi, i quali distesero e formarono questo manto. Erano piccoli, grandi e straordi­nariamente forti e potenti, angeli, schierati, in fondo come il mare senza sponde.

Essi stesero e allargarono il manto di Maria sopra l'universo smisu­rato. Sotto di loro, vidi, vicinissimi agli angeli santi, una grandissima folla di gente su una grande pianura.

Tutti assieme, angeli e uomini, cantarono in coro: "Santo, Santo, Santo il Signore! Amore, onore e gloria a Lui per tutta l'eternità! Amore, onore e gloria a Lui per tutta l'eternità! Maria, Madre di Dio, Madre di Grazia, sii anche tu sempre glorificata dal cielo e dalla terra!" ».

Nell'apparizione dell'8.9.1974 la Madonna le disse: « Io sono Maria, la Madre della Chiesa. Per questa Chiesa, per il santo Padre, per i sa­cerdoti e per tutti i figli della Chiesa chiedo preghiere, affinché ri­torni nei cuori il vero amore al Signore e la vera carità ».

Dopo una pausa, la Madre di Dio continuò: « Invocate special­mente la protezione del santo arcangelo Michele, affinché protegga la Chiesa contro tutti i minacciosi agguati e la difenda. Difatti, mai la Chiesa si è trovata in tanto pericolo come oggi. Io intervengo conti­nuamente per lei ».

Nell'apparizione del 6.1.1976 la Madonna le disse: « Guarda, in questi tempi di materialismo, che vuole precipitare l'umanità in una miseria spirituale tale da soffocare il nome del Signore e anche il no­stro... (pausa). lo vengo per chiamare alla conversione e per additare il cielo, donde io porto il messaggio dell'amore... Oh, miei figli!

Io vi amo dello stesso amore di Gesú e questo è un amore incom­mensurabile. lo vorrei salvare tutti... Vengo per portare la concor­dia, perché regni la pace nel mondo. Come una madre amorosa mi premuro ovunque di radunare attorno a me i miei figli, anche quelli che sono molto lontani.

Io sono Maria..., l'incarnata "Rosa Mystica", la Madre della Chiesa ».

Nell'apparizione del 13.2.1976 la Madonna le disse: « Vengo ancora una volta per dirti di propagare ancor di piú il mio messaggio di amore. Da secoli discendo in continuazione su tanti luoghi della terra.

Se dopo la mia Assunzione in cielo non fossi discesa continuamente sulla terra, per raccogliere attorno a me i miei figli, gran parte del mondo, senza il mio materno e amoroso intervento, sarebbe di­venuto freddo e arido verso il Signore. I miei figli hanno bisogno di questo mio intimo amore materno, poiché nella loro fragilità si allon­tanano cosí facilmente dal Signore, il nostro onnipotente Dio e Pa­dre.

Pierina, ripeti continuamente ai miei figli, particolarmente amati, i sacerdoti, che mi amino!

Dí loro che annuncino ovunque, in ogni direzione, questo invito della Madre del Signore. Che essi non lascino andare perduto quello che in tanti secoli ho già fatto e che ancora faccio per salvare i miei fi­gli cosí in pericolo... Il Signore deve essere amato, lodato, glorificato con tutta la forza della fede e dell'amore ».

Nell'apparizione del 6.6.1976 la Madonna le disse: « Figli, amate il Signore... amatevi da buoni fratelli..., io vengo per portare la pace nelle vostre anime e la concordia nei vostri cuori... Io sono la madre che mi inclino sempre per ricevere le vostre angosce, le vostre sup­pliche, per presentarle a Gesú che dà, come cambio d'amore, come il potere di intervenire dando le sue grazie, per spanderle sopra il mondo... Io sono Maria, la Mediatrice di grazie ».

Nell'apparizione del 31.10.1976 la Madonna le disse: « Amate il Si­gnore, perché è solo da questo suo infinito amore che scaturiscono le grazie... Figli, costruite l'amore fraterno... Amatevi tutti come vor­reste essere amati ... Allora sí, il mondo capirebbe come è bello sa­pere amare... L'amore porta gioia e pace nelle anime e nei cuori... (continuò con tanta dolcezza). Vengo sempre, figli, per parlarvi di amore e voi, figli miei devoti a questa Madre del Signore, vivete, par­late d'amore, spandete attorno a voi amore generoso e conforto... Solo nel Signore troverete la forza, la fiducia, l'aiuto per vivere real­mente una vita da cristiani ».

 

CAP. XII AKITA (GIAPPONE)

Nel 1975 stampa, radio e televisione informavano i 115 milioni di giapponesi sui fenomeni straordinari di Akita, piccolo borgo mon­tano dell'isola di Honshu, rivolto verso la gelida Siberia. Ivi esiste un convento poverissimo, nascosto per quattro o cinque mesi l'anno sotto la neve.

Il cappellano padre Yasuda ha dovuto sistemare il suo presbiterio in un vecchio pollaio.

La veggente è Agnes Sagawa Katsuko, una giovane consacrata Serva dell'Eucarestia del convento di Akita, proveniente dal quar­tiere di Joetsu, dove insegnava catechismo, nella diocesi di Nigata il cui Vescovo è Mons. Jean Itò.

Il 12 giugno 1973 suor Agnes vide irradiarsi dal tabernacolo fasci di luce. Cosí per altri due giorni. La luce divenne ancora piú splendente ai suoi occhi il 24 giugno, festa del Corpus Domini.

Il 28 giugno, vigilia della festa del S. Cuore, suor Agnes vide aprirsi nella sua mano una ferita a forma di croce, di tre centimetri per due, che le causò un dolore fortissimo e rimase aperta per quasi tutto il mese di luglio.

Il 29 giugno, festa del S. Cuore, allo sguardo di suor Agnes si pre­sentarono degli Angeli che circondavano l'altare cantando il Sanc­tus.

Il 5 luglio i dolori della ferita si fecero violentissimi, e le consorelle testimoni della lacerazione, le consigliarono di mettersi a letto, ma suor Anges volle rimanere fedele al suo compito di sacrestana.

Il giorno dopo le apparve il suo Angelo custode in forma femmi­nile e le disse:

«Non temere. Sono colei che sta presso di te per custodirti. Se­guimi. Non aver paura, ma prega per riparare i tuoi peccati e quelli di tutti gli uomini. Il mondo attuale ferisce il Cuore di Gesú con la sua ingratitudine e i suoi oltraggi. La ferita della mano di Maria Vergine è piú profonda della tua. Andiamo insieme in cappella ».

Il primo messaggio

Come già è avvenuto a santa Caterina Labouré, l'Angelo condusse suor Agnes in cappella, poi scomparve.

La suora si raccolse in profonda adorazione davanti al tabernacolo. Poi si avvicinò alla statua della Vergine, posta a destra dell'altare, per verificare la ferita indicata dall'Angelo.

Dalla statua una voce melodiosa le disse: « Figlia mia, novizia mia, mi hai obbedito bene staccandoti da tutti. La tua sordità ti fa soffrire. Sta certa che guarirai. Sii paziente, è l'ultima prova. La ferita della mano ti fa male? Offri in riparazione per tutti gli uomini. Tutte le gio­vani che sono qui sono per me preziose una per una, come la pupilla dei miei occhi. Vuoi che reditiamo insieme la preghiera delle Serve dell'Eucarestia? ».

Suor Agnes accompagna la voce dolcissima della Vergine nella re­cita della preghiera composta dal vescovo Mons. Itò per le Serve del­l'Eucarestia, fondate da lui stesso.

La Vergine si congratula con lei per la sua preghiera quotidiana per il Papa e i consacrati, e la incoraggia a continuare.

E conclude: « Riferisci tutto a Mons. Itò, e fa quanto egli ti dirà ». Quello stesso giorno la statua della Vergine - fatta sul modello della « Signora di tutti i popoli » di Amsterdam - cominciò a emettere sangue da una ferita a forma di croce apparsa nella mano destra. Il giorno dopo il sangue continuò a colare piú abbondante e piú scuro, e la ferita della mano di suor Agnes si fece piú dolorosa e lanci­nante.

Il 27 luglio l'Angelo disse a suor Agnes: « I tuoi dolori finiranno oggi. Conserva gelosamente il ricordo del sangue di Maria e scolpi­scilo nel cuore. Esso è versato per la vostra conversione, per implo­rare la pace, per riparare le ingratitudini e gli oltraggi a Dio. Con la devozione al Cuore di Gesù abbi grande stima di quella al suo Prezio­sissimo Sangue, versato dal suo Cuore divino per la salvezza dei pec­catori ».

Il secondo messaggio

Il vescovo disse a suor Agnes di porre alla Vergine alcune precise domande riguardanti l'istituto: se lo gradiva, se nella forma attuale, se con la contemplazione.

Il 3 agosto la Vergine riapparve e rivolse a suor Agnes un messag­gio personale in preparazione dei suoi voti religiosi.

Poi le disse: « Figlia mia, riferisci al tuo superiore quanto sto per dirti, che è molto importante. Molte persone nel mondo affliggono il Signore. Desidero che ci sia chi lo consoli. Mio Figlio ed io deside­riamo anime che con le loro sofferenze e la loro povertà riparino per i peccatori e gli ingrati e plachino la collera del Padre celeste. Irritato contro questo mondo, il Padre prepara un grande castigo sull'intera umanità. A piú riprese, con mio Figlio, mi sono sforzata di placare questa collera con le sofferenze della croce di suo Figlio, mostrando­gli il suo sangue e offrendogli la schiera delle anime vittime.

La collera del Padre può essere placata con la preghiera, la mortifi­cazione, la povertà, gli atti che esigono sacrificio e coraggio. Desidero questo anche dalla tua comunità. Onora la povertà, mantieniti in essa, convertiti ».

La Vergine risponde pure ai quesiti del Vescovo, avvertendolo che anche in un istituto secolare la vita contemplativa è necessaria. Poi prosegue: « Sei pronta a divenire "una pietra scartata" tu, novi­zia mia, che desideri divenire sposa del Signore? Per essere una sposa degna dello Sposo, tieniti fissa alla croce con tre chiodi: la po­vertà, la purezza e l'obbedienza ».

Il sudore profumato

Il sabato 29 settembre, festa di S. Michele Arcangelo, patrono del Giappone, i fatti prodigiosi della statua si fanno ancora piú evidenti: mentre suor Agnes nel pomeriggio recita il Rosario con una sorella, la Vergine si illumina di luce bianchissima e scompare la ferita a forma di croce della mano, che riappare perfetta come tre mesi prima.

A suor Agnes la ferita era scomparsa dopo un mese.

La statua divenne sfolgorante anche la sera, alla presenza di tutta la comunità, e da essa cominciò a sgorgare un liquido che somigliava al sudore. « La Vergine è ancora piú triste di quando versava sangue - le disse l'Angelo custode -. Vuoi asciugare il sudore? ».

Suor Agnes e quattro suore compagne andarono subito a cercare del cotone assorbente, e cominciarono ad asciugarlo; ma le gocce di sudore continuarono a colare una dopo l'altra, senza posa, dalla fronte, dal collo, da tutta la statua.

Addolorate, le sorelle continuavano a pregare. Il sudore continuò a cadere a lungo. In seguito, quando cessò, la statua e il cotone inzup­pato mandarono un profumo finissimo che impregnò tutto l'am­biente.

I volti delle sorelle allora si illuminarono di gioia. Il profumo si pro­trasse fino a metà di ottobre.

Il 7 ottobre, festa del Rosario, l'Angelo disse a suor Anges: « Questo profumo rimarrà fino al 15 ottobre. Non sentirete mai piú questa es­senza nel mondo. Ricordando questa essenza dovete diventare vir­tuose, sotto la protezione di Maria ».

Il 16 ottobre il profumo scomparve definitivamente.

Il terzo messaggio

Il 13 ottobre, anniversario dell'ultima apparizione di Fatima, la Vergine dà il terzo messaggio di Akita.

Durante la recita del Rosario la cappella fu invasa da una luce mi­steriosa e dalla statua della Vergine emanarono ondate di profumo soavissimo. Tornata poi in cappella, suor Agnes trovò la Vergine che l'attendeva.

« Figlia mia - le disse la Vergine - ascolta bene ciò che sto per dirti. Come già ti ho annunciato, se gli uomini non si convertiranno, il Padre lascerà cadere sull'intera umanità un grande castigo. Sarà una punizione terribile quale non si è vista mai; peggiore del diluvio. Il fuoco cadrà dal cielo e gran parte dell'umanità sarà annientata. Moriranno i preti coi fedeli e gli uomini che saranno risparmiati co­nosceranno sofferenze tali da invidiare i morti. Come sola arma re­sterà il Rosario e il Segno lasciato da mio Figlio (forse la Croce, op­pure quella del Krizevac a Medjugorje in Jugoslavia).

Recitate ogni giorno il Rosario, e con esso pregate per il Vescovo e i sacerdoti. L'Azione del demonio è penetrata fino all'interno della Chiesa. I sacerdoti che mi onoreranno saranno disprezzati, vilipesi, combattuti dai loro confratelli.

L'altare e la Chiesa saranno saccheggiati. La Chiesa sarà riempita di persone compromesse. Per azione del demonio molti sacerdoti e religiosi abbandoneranno la loro vocazione. Il demonio si accanirà specialmente contro quelli che si saranno offerti al Padre.

La perdita di molte anime è causa del mio dolore. Se i peccati con­tinuano e oltrepassano l'attuale misura, anche il perdono finirà per scomparire. Trasmetti coraggiosamente tutto questo messaggio al tuo Vescovo.

Recitate molti Rosari. Io sola posso ancora salvarvi dalle disgrazie che si annunciano. Chiunque avrà fiducia in me sarà salvato ».

Il 16 luglio suor Agnes aveva avuto la promessa: « Guarirai dalla tua sordità ».

L'autenticià dei messaggi avrebbe avuto la conferma dalla guari­gione di suor Agnes. Ciò avvenne il 13 ottobre 1974, un anno dopo il terzo messaggio.

Sei mesi dopo suor Agnes ridivenne sorda come prima. Fu la 2a prova.

La Madonna l'assicurò che l'avrebbe guarita definitivamente; come infatti fece nella Pentecoste del 1982, durante la benedizione eucaristica.

Le lacrimazioni

Il 4 gennaio 1975 la statua della Vergine cominciò a lacrimare. Era il primo sabato dell'Anno Santo.

Mons. Itò, dalla residenza episcopale di Nigata, prese immediata­mente il rapido per Akita e dopo cinque ore di viaggio si portò col taxi alla montagna di Juzawadai, dove abitano le suore.

Al suo entrare in cappella le lacrime sgorgarono con tale abbon­danza che egli ne fu scosso.

Dopo la benedizione eucaristica l'Angelo apparve a suor Agnes e le disse: « Non stupitevi di vedere la Vergine in lacrime. Essa manife­sta il suo dolore per ravvivare la vostra fede cosí incline ad affievo­lirsi. Adesso che avete visto le sue preziose lacrime, parlatene con coraggio per consolarla. Diffondete questa devozione per la sua glo­ria e quella del suo Figlio ».

Dal 4 gennaio 1975 al 15 settembre 1981, festa dell'Addolorata, che sembra segnarne la fine, ci furono 101 lacrimazioni, viste da duemila testimoni oculari soltanto, dato che Mons. Itò aveva proibito ogni pubblicità. Egli stesso fece sottoporre le lacrime e il sangue all'esame ufficiale delle università di Akita e di Gifu: il risultato delle analisi confermò che si trattava di lacrime umane; il sangue apparteneva al gruppo 0.

I documenti furono presentati alla S. Sede dallo stesso Mons. Itò nel 1982. Le sanguinazioni della Vergine di Akita in Giappone sono state ufficialmente riconosciute dal Vescovo locale Mons. Itò con una lettera pastorale alla diocesi, emessa a conclusione dell'Anno Santo in data 22 aprile 1984.

I fatti di Akita si sono ripetuti con notevoli analogie come le appa­rizioni di Rue du Bac a Parigi, di La Salette, Lourdes, Fatima, Sira­cusa, Medjugorje. Essi manifestano ancora una volta le sollecitudini di Maria, Madre della Chiesa, per le sorti dell'umanità.

 

CAP. XIII - OTTAWA - SAN DAMIANO - BELPASSO

1. Ottawa (Polonia)

Il ferroviere Casimiro Domawieroski in seguito a un incidente sul lavoro aveva subito nel 1981 una parziale paralisi alla gamba e al braccio destro, per cui era stato messo in pensione. Mentre in ospe­dale, a Wroclaw, si era deciso, per tentare di guarirlo, di fargli un intervento al cervello per togliergli un grumo di sangue, improvvi­samente con meraviglia sua e di tutti si trovò completamente gua­rito.

L'8.6.1983, andato in bicicletta nel suo giardinetto, nella panchina avanti la sua altana (casetta per gli attrezzi) vide la Madonna. Subito s'inginocchiò e si mise a pregare.

La Madonna allora lo toccò alla spalla e gli disse: « Sono io che ti ho guarito; ora tu devi guarire gli ammalati ».

Quindi scomparve.

La 2a volta gli comparve il 26.8.1983: la Madonna lo svegliò alle ore 2 di notte e gli disse di andare nel pomeriggio nel giardinetto. Lí, Casimiro, alle 15,30 la trovò seduta sull'orlo della panchina del­l'altana, le si inginocchiò davanti e si mise a pregarla.

La Madonna si alzò, lo fece alzare e toccandogli le spalle con le mani gli disse ancora: « Io ti ho guarito, devi guarire gli ammalati toc­candoli. Hai questa facoltà dal mio figlio e da me. Sarai perseguitato, ti prenderanno in giro; ma vincerai tutto perché io sono con te ».

La 3a apparizione avvenne il 4-10; la 4a l'8.12.1983. Fino a 1'8.6.1985 le apparizioni sono state 22.

La Madonna aveva la veste bianca con il nastro azzurro alla vita, il mantello celeste e un lungo Rosario al polso.

Quasi ogni volta la Madonna gli ripeté di guarire gli ammalati, per­ché Casimiro aveva una grande ritrosia a imporre le mani sugli am­malati e a pregare per loro.

Volta per volta la Madonna gli ha detto il numero complessivo de­gli ammalati nel corpo e nello spirito guariti.

L'altana del giardinetto di Casimiro è ormai ripiena di stampelle e di altri ex-voto.

L'8.6.1985 la Madonna gli disse che i guariti nell'anima e nel corpo fino allora erano 32.000.

Il popolo ha cominciato ad affluire da ogni parte in massa sul po­sto, pregando con intenso fervore.

Il 3-5.1985 si trovavano sul posto oltre 2.000 pellegrini. Mentre tutti pregavano apparve per la 21a volta la Madonna a Casimiro e gli annunziò che a momenti avrebbe visto la SS. Trinità. Infatti avvenne subito il prodigio solare come a Fatima, e, mentre il popolo guar­dando sbalordito gridava: « Miracolo! Miracolo! », Casimiro, in estasi, vide la SS. Trinità.

È superfluo dire che le autorità governative fecero di tutto per screditare le apparizioni e per far finire l'afflusso del popolo. Cerca­rono di far dichiarare Casimiro pazzo; un giorno gli appiopparono una multa colossale per ipotetici danni arrecati ai giardinetti limi­trofi; ma il popolo gli disse di non pagarla; un altro giorno gli intenta­rono un processo in tribunale per metterlo in carcere. Ma quel giorno una folla immensa di polacchi circondò l'edificio del tribu­nale, e l'autorità governativa per evitare una sommossa popolare lo rimandò libero. Ora il governo si è rassegnato; addirittura i soldati mandati per vigilare e per fare ostruzionismo si mettono a pregare col popolo; un giorno un colonnello chiese nascostamente a Casi­miro, che gliele diede, un po' di centinaia di corone del Rosario per i suoi soldati che volevano recitarlo.

I principali messaggi

I messaggi dati dalla Madonna a Ottawa sono molti. Riportiamo i principali.

«- Deve essere costruita sul luogo una cappella che sarà meta di grandi pellegrinaggi.

- Se non si pregherà molto, il male si spargerà in tutto il mondo e verrà la punizione che è stata predetta.

- Gesú continua a soffrire a causa dei nostri peccati.

- Gesú e lei vogliono salvare il mondo; ma occorre che i cristiani preghino molto, particolarmente recitando il santo Rosario e la co­roncina a Gesú Misericordioso.

- Il S. Padre Giovanni XXIII ha preparato l'umanità alla fede e Gio­vanni Paolo II compie il piú grande mandato di Gesú sulla terra. At­traverso la sua opera molti si convertiranno alla fede. Lui è molto fe­dele a Gesú e a Lei; perciò ogni attentato alla sua vita è futile. Lui vin­cerà tutto. Bisogna pregare però molto per Lui e per la conversione di tutti i popoli del mondo. Giovanni Paolo II deve portare tutti i po­poli a Gesú. Le nostre continue preghiere faranno crollare le barriere e le fortezze di Satana, come un giorno quelle degli ebrei fecero crol­lare le mura di Gerico.

- Queste apparizioni non sono private, ma sono per tutta l'uma­nità; esse dureranno ancora fino a che le sue raccomandazioni non saranno eseguite; queste debbono essere eseguite innanzi tutto dai sacerdoti e dai Vescovi.

- A Ottawa saranno costruite una chiesa e un convento. In ogni chiesa si deve recitare il Rosario insieme col sacerdote dopo la santa Messa.

- Ogni sacerdote deve prendere esempio dal S. Padre. Il S. Padre durante la notte recita il Rosario perché ci sia la pace di Dio sulla terra. Gli Arcivescovi, i Vescovi e i sacerdoti dovrebbero recitare il Rosario insieme ai fedeli.

- Satana sapendo che gli resta poco tempo è diventato furioso; ora prepara un altro attentato al Papa e sta facendo il supremo sforzo per far perdere tutta l'umanità.

- Bisogna pregare molto per il Papa. Con la recita del S. Rosario sa­tana sarà sconfitto.

- Ci sono delle nazioni che vivono nei piaceri, ma manca ad esse la fede. Le chiese sono vuote e mancano i fedeli.

- Ci sono delle chiese dove Gesú nel Tabernacolo sta da solo. - Se non ci sarà la preghiera, ci sarà la persecuzione per tutto il mondo.

- Il popolo polacco se continuerà a pregare con fervore potrà es­sere salvato.

- Molti popoli si convertiranno perché il popolo polacco manda molti missionari.

- Bisogna pregare molto per i missionari perché essi si sacrificano per il servizio di Dio e della Madonna.

- Bisogna che tutti i cristiani siano in comunione con tutti i posti dove avvengono delle apparizioni. »

L'ultimo messaggio per ora è questo:

« - Non fatevi trascinare in nessun conflitto sanguinoso. Non be­vete alcool, non abortite, non odiate nessuno, aiutatevi a vicenda. Quelli che non sono uniti a Dio periranno. Vi prego siate obbedienti al S. Padre.

- Recitate ogni giorno il S. Rosario per la conversione dei pecca­tori.

- Gli ammalati e i sofferenti offrite a me le vostre sofferenze e io le porterò davanti al trono di Dio per chiedere il perdono per i peccati dell'umanità e per salvare il mondo dalla perdizione.

Pregate molto, fate penitenza e non peccate piú ».

Dinnanzi a tutte queste apparizioni e a tutte queste lacrimazioni ci chiediamo: Perché? La Madonna vedendo molti figli suoi andare al­l'inferno e un immenso numero di altri in procinto di andarvi, fa ogni sforzo per salvarli. Per questo ella disse alla Salette: « Voi potete pre­gare quanto volete, lavorare quanto volete, ma non potrete mai ri­cambiare il tormento che mi sono presa per voi ».

Dinnanzi a questi fatti, purtroppo, la grande maggioranza del po­polo cristiano e molti ecclesiastici restano increduli o dicono che non hanno bisogno di essi per credere; altri pretendono addirittura im­porre il loro parere a Dio, dicendo che Dio non può abbassarsi a fare questi spettacoli.

Non riflettono che l'unica posizione giusta è di vedere se tali fatti sono veri e di indagare perché Dio fa tali prodigi: non tocca all'uomo vietare a Dio d'intervenire nella terra quando vuole e come vuole e neanche solo consigliarglielo.

Dice giustamente Luigi Ferraris in « Adige » dell'8.9.1972: « La lacri­mazione e ancor piú la sudorazione di sangue da parte di statue o di immagini sacre sono fenomeni che, se autenticati, esulano senz'altro dalle leggi della natura e dalle umane cognizioni medico scientifi­che ».

E dice lo scrittore portoghese José Luis Lopez: « Se questi segni non sono strettamente necessari ed ancor meno indispensabili per la nostra eterna salvezza, essi, pur tuttavia, quando ci vengono come autentici, gratuiti doni del Cielo, non possono, alla luce della fede ed anche del buon senso, che inserirsi a far parte di un ben coordinato piano della misericordia e della giustizia di Dio, in ordine al bene temporale ed alla salvezza eterna dell'uomo e dell'umanità » (Mes­saggio carismatico a Ladeira, Ed. Dielle, Messina).

2.1964: San Damiano (Piacenza)

La veggente di San Damiano è Rosa Quattrini (Mamma Rosa) nata nel 1909.

La prima volta la Madonna le apparve il 16.10.1964 nel giardinetto di casa e le diede quale segno per essere creduta la fioritura improv­visa e fuori tempo del pero e del susino che lei aveva sfiorato appa­rendo.

Le apparizioni avvengono ogni venerdí e, ogni volta, la Madonna le dà dei messaggi grandemente utili per la vita spirituale. Le si pre­senta quale Madre dell'Amore, come a Schio.

La prima volta le ha dato questo messaggio: « Figlia, vengo da molto lontano. Annuncia al mondo che tutti devono pregare perché Gesú non può piú portare la croce. Io voglio che tutti voi siate salvi; tutti, buoni e cattivi. Io sono la Madre dell'Amore, la Madre di tutti, e voi siate i miei figli. Per questo voglio che tutti siate salvi. Sono ve­nuta anche per invitare il mondo alla preghiera, perché i castighi sono vicini. Io verrò ogni venerdí; ti darò dei messaggi che dovrai an­nunziare al mondo ».

I pellegrini che cominciarono ad accorrere e accorrono fin'oggi sono innumerevoli e provengono da tutte le nazioni d'Europa e dagli altri continenti. I Carabinieri nella relazione fatta al loro Comando dissero che i pulmann accorsi a S. Damiano il 27.11.1971 furono 380.

Le conversioni che ivi la Madonna opera sono moltissime, e molte, pure, le vocazioni religiose che ivi sorgono.

3. 1986-1988: Belpasso (Catania)

Il veggente di Belpasso è Rosario Toscano di anni 15, catanese. Egli stava a letto ammalato per un virus, per il quale non si è trovato ancora il rimedio. La Madonna gli comparve in casa la prima volta il 18.5.1986 e gli disse che fra un mese lo avrebbe guarito. I genitori suoi, increduli, aspettavano il 18 giugno per vedere se il figliuolo sa­rebbe guarito. Quel giorno la Madonna puntualmente venne e lo guarí. In seguito gli comparve saltuariamente in casa. L'8.12.1986 gli comparve nelle sciare di Belpasso, ad alcune centinaia di metri dalla sua casa di villeggiatura, e gli diede appuntamento in quel luogo per l'1.1.1987. Da quel giorno la Madonna continuò ad apparirgli ogni primo giorno di mese, fino all'1.5.1988, dandogli ogni volta degli im­portantissimi messaggi. La Madonna ha garantito la verità di tali ap­parizioni e dei relativi messaggi con numerosi prodigi e miracoli. Essa si è presentata quale Regina della Pace, come a Medjugorje. Su­bito cominciarono a intervenire sul luogo nei giorni delle apparizioni pellegrini, sempre piú numerosi, fino a raggiungere, nelle ultime ap­parizioni, il numero di almeno 2oo.ooo, trasportati da centinaia di pulmann e da molte migliaia di macchine, provenienti da tutte le parti d'Italia. I piú importanti prodigi furono quelli solari: il sole, d'improvviso, alcuni minuti prima delle apparizioni della Madonna, diventava pallido, perfettamente visibile a occhio nudo, e comin­ciava a pulsare e a roteare violentemente Però soltanto poche mi­gliaia di persone vedevano questo prodigio; e questo conferma la realtà di esso; fra tali persone l'1.5.1987 ci fui io; anzi, quel giorno il prodigio fu filmato dalla TV di Andria, accorsa col suo direttore, Pa­dre Giuseppe Civerra, con le sue telecamere. A Belpasso, come negli altri luoghi delle apparizioni della Madonna, le conversioni sono state moltissime; fin'oggi ogni giorno accorrono sul luogo, special­mente la sera, molti pellegrini in assoluto silenzio e in devota pre­ghiera. Sul luogo si è già deciso di costruire un grande Santuario.

Fra i numerosi prodigi verificatisi a Belpasso c'è il seguente al­quanto impressionante: la prof.ssa Rosa Occhino da Giarre, persona degnissima di fiducia, scattando una foto nel cielo durante un'appa­rizione della Madonna lí, nella Roccia, ebbe, nella foto, chiaramente distinti i numeri 3 e 21. Tale foto è in mio possesso. Come abbiamo già detto, nel prodigio delle lacrimazioni di sangue in Adrano nel 1981 si formarono a sangue il numero 3 sopra il manto della Madonna di Fatima e il numero 21 accanto al volto sanguinante di Gesú Miseri­cordioso. Entrambi i prodigi sembrano indicare chiaramente:

a) che è giunto il tempo dell'avveramento del 3° segreto di Fatima, (e i fatti attuali ce ne danno ragione);

b) che è vicino il tempo della venuta finale gloriosa di Gesú per la resurrezione dei morti e per il giudizio universale, come è indicato nel cap. XXI dell'Apocalisse, e come Gesú ha preannunziato a suor Faustina Kowalska, dandole il messaggio della sua infinita misericor­dia, e come la Madonna preannunciò nell'ultimo messaggio dato a Belpasso. (Leggi la narrazione completa di tali apparizioni e dei rela­tivi messaggi del nostro libro Roccia di Belpasso).

 

CAP. XIV - MEDJUGORJE

1. Le prime apparizioni

A Medjugorje, in Jugoslavia, la Madonna da quasi cinque anni ap­pare ogni giorno a un gruppo di veggenti.

Sull'autenticità di tali apparizioni ci sono voci discordi, particolar­mente quella del Vescovo del luogo, mentre, però, molti altri Ve­scovi sono a favore e una massa immensa di gente vi accorre: fin'oggi circa 10 milioni di pellegrini, nonostante gl'infiniti disagi, sono an­dati sul luogo, rinnovandovi la loro vita cristiana. Moltissimi vi hanno trovato la fede.

Diamo una breve relazione di tali apparizioni e dei motivi che, senza voler prevenire il giudizio della Chiesa, ce le fanno ritenere au­tentiche e urgenti.

Il pomeriggio del 24.6.1981 Ivanka Ivankovic, nata nel 1966, e Miri­jana Dragicevic, nata nel 1965, vanno a passeggio verso il monte Crnica. Giunte nella collina Podbrdo, prima Ivanka e poi Mirijana ve­dono la Madonna. Corrono al villavvio e ritornano sul posto con un gruppo di compagni (tra i quali Vicka e Ivan); tutti vedono la Ma­donna: è di statura media, sui 2o anni, di una bellezza meravigliosa, inimmaginabile; è bianca, ha i pomelli rossi, gli occhi celesti, i capelli leggermente piegati, la veste grigio-perla; è soffusa tutta di luce. I veggenti la guardano incantanti e felici. Il 6-8-19811e chiedono chi sia; lei risponde: « Io sono la Regina della pace ».

L'indomani vanno sul posto soltanto Ivanka, Mirijana, Marija Pav­lovic e Ivan Dragicevic nati nel 1965, Vicka Ivankovic nata nel 1964 e Jakov Colo del 1971. Da quel giorno il gruppo dei veggenti restò fisso in loro sei.

Il 13.8.1981 la polizia vieta l'accesso sul luogo e recinge il monte con filo spinato. Da allora le apparizioni avvengono in chiesa; da al­cuni mesi nella casa canonica.

2. Autenticità delle apparizioni

I veggenti vedono la Madonna viva e vera, come quando era a Na­zareth; la toccano e, toccandola, sentono delle soavi e dolcissime vi­brazioni che danno loro un'immensa felicità; vorrebbero stare eter­namente con lei, senza piú staccarsene.

a) Concordanza

La polizia comunista dopo 4 giorni arrestò i veggenti; li chiuse in 6 celle differenti e li fece interrogare da abilissimi giudici per farli con­traddire. I giudici non ci riuscirono e dovettero rimandarli a casa.

Orbene, dopo tanti anni e dopo una grandissima quantità di mes­saggi della Madonna, era umanamente impossibile che nelle rela­zioni dei veggenti non ci fossero state mai delle contraddizioni.

b) Sincronismo

Durante le apparizioni i veggenti sono in fila e non possono guar­darsi l'un l'altro. Tuttavia la loro attenzione all'apparizione è simul­tanea; ugualmente simultanei la loro caduta in ginocchio, l'inizio della preghiera dalle parole « che sei nei cieli », dopo che la Madonna ha detto « Padre nostro », l'assenso alle domande della Madonna, il segno della fine dell'apparizione.

c) Sensibilità

Durante le apparizioni della Madonna i veggenti sono in stato di totale insensibilità, ossia di estasi. Già questo era stato da tutti osser­vato. Il primo a volerlo appurare a livello scientifico fu il dott. Joyeux dell'Università di Montpellier, che era venuto a studiarlo con un'e­quipe di medici francesi.

Nella 2a settimana di settembre 1985 ha voluto ripetere gli esperi­menti un'equipe di medici italiani, guidati dal dott. Luigi Frigerio, ostetrico ginecologo, e dal dr. Giorgio Cagliari, cardiologo, esperto in ipnosi. Relazioniamo alcuni dati.

Il dr. Santini, neuro-psico-farmacologo, con un algometro elettro­nico, costituito da una placchetta d'argento riscaldata a 50°, ha con-

statato l'insensibilità assoluta dei veggenti durante le apparizioni; poi, toccando le pupille dei veggenti con un pelo di nylon « estesio­metro », ha constatato la loro totale insensibilità.

Il dr. Paolo Maestri e l'ing. Saverio Brighenti, dopo aver messo nella corteccia cerebrale dei veggenti gli elettrodi di un apparecchio chiamato AMPLAID MK10, hanno stimolato le pupille dei veggenti durante le apparizioni con un flash e le loro orecchie con rumori forti e fastidiosi; hanno constatato che il loro cervello riceveva stimoli, ma la loro psiche era totalmente insensibile e i loro sensi non reagivano.

Lo stesso risultato fu ottenuto con una lampada di 1.ooo Watt ac­cesa davanti alle loro pupille.

Il prof. Marco Margnelli, neuro-fisiologo del CNR (Centro Nazio­nale Ricerche) dopo aver studiato i veggenti con un poligrafo multi­canale, il DIPLOMAT ONE 1010, una specie di macchina della ve­rità, e aver appurato in loro durante le apparizioni una insensibilità totale al dolore, al caldo, alla luce, ai suoni, ha dichiarato che in essi l'estasi è vera, invincibile, spontanea.

Sebbene ateo, il dr. Margnelli restò impressionatissimo da tali ri­lievi, dalla sincronia perfetta con cui agiscono i veggenti e dall'im­provviso silenzio fatto dagli uccelli appena cominciano le appari­zioni. Un altro membro della Commissione, sentendo lui solo du­rante l'apparizione una musica dolcissima, si converti.

d) Direzione delle pupille

Le pupille dei veggenti guardano tutte allo stesso punto; si spo­stano simultaneamente verso lo stesso oggetto invisibile nei suoi spostamenti. Tutto questo è stato anche filmato. Anche questo è as­solutamente inspiegabile se non ci fosse sotto gli sguardi dei veg­genti la Madonna.

e) Prodigi

Prodigi a Medjugorje ne sono avvenuti moltissimi ed è impossibile attribuirli a suggestione collettiva. Varie volte nel monte delle prime apparizioni, a sera, è divampato un fuoco. Una volta accorsero i pom­pieri per spegnerlo; ma non trovarono nulla. Lo stesso capitò il 2.8.1985 a un gruppo di giovani romani, i quali, accorsi, videro a una certa distanza due braccia protendersi dalle fiamme, ma, giunti sul posto, nel Podbrdo, non trovarono nulla.

II 4.8.1981 una grande nuvola bianca nel cielo del monte Krizevac prende la figura di una donna, che sale verso il cielo un po' flut­tuando per poi scomparire. Viene osservata dai pellegrini, fra i quali il padre Umberto Loncar.

Moltissime volte, di notte, la croce di 12 metri in cemento armato sul Krizevac si illumina e si spegne. Soltanto la notte dal 4 215 agosto 1984 le mie sorelle osservarono tale fenomeno sette volte.

Le mie stesse sorelle, insieme a oltre 30.000 pellegrini, nel pome­riggio del 5.8.1984, assistettero a un grandioso prodigio solare: il sole diventò bianco, piú grande e quindi cominciò a girare e a pulsare; da esso partirono dei raggi che scesero pian piano verso terra, e attorno ad esso si formò un grande alone rosso, che poi diventò giallo e, in­fine, dorato. Il prodigio durò circa mezz'ora.

Tale prodigio, meno vistosamente e piú brevemente, si è ripetuto parecchie altre volte.

Il dott. Luigi Frigerio nel suo libro su Medjugorje (Ed. Mimep - Pes­sano - Milano) descrive il prodigio visto da lui e da un numeroso gruppo di pellegrini l'11.7.1983: « La croce del monte Krizevac, nera, diventa prima bianca, poi fosforescente, poi scompare. Riappare solo il braccio verticale prima bianco, poi fosforescente; poi assume la fi­gura di una persona, come la silouette stilizzata della Madonna; poi scompare ancora; quindi ricompare la croce, ma ondulata e con gli apici del braccio ripiegati alla Croce del Krizevac in tante foto scat­tate alla Croce.

3. Miracoli

I miracoli sono la garanzia data da Dio a una rivelazione, o a un prodigio, o a una persona. A Medjugorje ne sono avvenuti a centi­naia. Ne citiamo tre:

- Diana Basile, affetta da sclerosi multipla, cecità all'occhio destro, paresi agli arti inferiori e al braccio destro, il 23.5.1984 andata a Med­jugorje, guarí improvvisamente durante l'apparizione.

- Marija Saric aveva un tumore maligno al ginocchio; dovevano

amputarle la gamba all'ospedale di Belgrado. Nel frattempo la ma­dre va a Medjugorje, prega e fa pregare i veggenti la Madonna. Ma­rija guarisce.

- Anika Brekalo ha trombosi a entrambe le gambe e poliartrite. Ri­coverata all'ospedale di Spalato, non ottiene nessun miglioramento. Va a Medjugorje; mentre si fa la preghiera dei malati, guarisce d'un colpo. È il 30.10.1981.

4. Il messaggio più importante

Il 13.9.1984 la Madonna apparendo a Marijana le disse: «Tutti gli uomini adulti hanno la capacità di conoscere che Dio esiste. Il pec­cato del mondo consiste in questo: non si interessano di Dio. Le città e i paesi sono pieni di chiese e di moschee, ma la gente non ci va a chiedere: come devo vivere? Il peccato del mondo è proprio questo: non si interessa di Dio. Non chiedere che siano tolti tutti i segreti: Dio ha il suo programma. Voi dovete convertirvi e vivere la vostra fede ».

In un'altra apparizione la Madonna disse ai veggenti: « Io sono ve­nuta per dire al mondo: Dio esiste; in Dio c'è la vita; e quelli che tro­veranno Dio troveranno la vita e troveranno la pace. Perciò converti­tevi, riconciliatevi con Dio e tra tutti voi; pregate, digiunate, e ama­tevi da fratelli. Coloro che non pregano sono atei (cioè non hanno Dio). Digiunate ogni venerdí a pane e acqua; ma soprattutto digiu­nate dalle sgarette e dalla TV. La TV vi ha distratti e vi ha tolto il gu­sto di pregare ».

Quando non hai tempo per Dio, gli dici implicitamente: «Tu per me non vali niente ». E quando dici: « Quando ho tempo prego »; op­pure: « Quando ho tempo vado a Messa », significa che hai posto avanti a Dio la famiglia, o il lavoro, o il divertimento, o la TV, o addi­rittura anche il cane, e, dopo tutti, se ancora ti resta qualche briciolo di tempo, Dio.

Chi fa cosí non può salvarsi, perché Gesú ha detto: « Chi ama il pa­dre o la madre, o il marito o la moglie o i figli piú di me, non è degno di me » (Mt.10, 37). Chi vuol essere degno di Cristo e lo ama, lo mette al primo posto; gli riserva ogni giorno un tempo notevole per dedi­carlo alla preghiera e alla lettura della parola di Dio o ad altre attività

religiose; e gli riserva tutta o almeno gran parte della domenica, im­piegandola nella preghiera e nelle opere di carità o di apostolato.

5. Maria ci guida al paradiso

Il paradiso è.

a) La visione beatifica di Dio; e nessuno può vedere Dio se non ha gli occhi e il cuore puri. Dice infatti Gesú; « Beati i puri di cuore per­ché vedranno Dio » (Mt. 5, 8); « Se il tuo occhio è puro tutto il tuo corpo sarà luminoso; ma se il tuo occhio è malato, tutto il tuo corpo sarà tenebroso » (Mt. 6, 22)

b) Il regno dell'amore; e nessuno vi può entrare se non esce dal suo egoismo e non si apre all'amore universale: prima a Dio, e dopo a tutti gli uomini. Dice Gesú: « Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua mente; amerai il pros­simo tuo come te stesso » (Mt. 22 37).

c) Il regno dell'armonia; e nessuno vi può entrare se non è in armo­nia e in pace con tutti, come nessuno è ammesso a suonare in un'or­chestra se non va a tempo e non è in armonia con tutti gli altri suona­tori.

La Madonna, nostra tenerissima madre, non solo ci vuole salvare dall'inferno, ma ci vuole anche salvare dalle dolorosissime purifica­zioni del purgatorio. Per questo a Medjugorje ci esorta accorata­mente a convertirci, a purificarci, a pregare molto, a digiunare, a ri­conciliarci con tutti: « Dite a tutti i miei figli e a tutte le mie figlie, dite a tutto il mondo al piú presto che il mio cuore arde per voi. Io desi­dero soltanto conversione, soltanto conversione, soltanto conver­sione ».

«Confessatevi, riflettete anche sui peccati passati. Dovete rinun­ziare a ogni peccato. Se i cristiani si confessassero mensilmente, in breve intere regioni si convertirebbero».

« La cosa che piú importa è credere, aprirsi a Dio, pregare e digiu­nare ».

« Diverse volte davanti alla giustizia di Dio e ai vostri peccati, sono tornata da voi piangendo. Non potevo dire nessuna parola ».

« Pregate e digiunate » (24.4.1984).

« Quando io dico: pregate, pregate!, non intendete riferito ciò sol tanto alle preghiere vocali; io voglio portarvi a un desiderio profondo di Dio, a un desiderio continuo di Dio » (febbraio 1984).

« La cosa fondamentale per la preghiera è avere un gran desiderio di Dio e un gran desiderio di salvare le anime. Lasciatevi portare da grandi desideri, di ringrazíare Dio, proprio dì anelare a Dio e di sal­vare gli uomini. Se voi avete questi desideri, allora pregherete e tro­verete il tempo per la preghiera ».

« Non calunniate! Non giudicate! Non maledite! Non portate ran­core, ma soltanto la preghiera e l'amore ». « Riconciliatevi! Riconcilia­tevi tutti! ».

Quando avremo fatto tutto questo, morendo, potremo andare su­bito in paradiso, perché Gesú ha detto: « Non giudicate e non sarete giudicati; perdonate e sarete perdonati; la stessa misura che adope­rate agli altri sarà adoperata a voi » (Mt. 7,1); « e perché chi è puro ve­drà Dio e chi lo ha avuto e cercato tutta la vìta, lo troverà morendo » (Mt. 7, 7).

6. Maria ci conferma nella fede

A Medjugorje la Madonna non appare solo alcune volte, né a bam­bini, ma a giovani moderni che conoscono bene il mondo; e, serven­dosi di loro, fa una catechesi continua, a questo mondo ridívenuto pagano per fargli riscoprire e seguire il Vangelo.

Un gìorno la Madonna disse a Jelena: « Non cercate cose curiose; nel Vangelo avete tutto; leggetelo e credete! Vi troverete la risposta a tutti i quesiti. Abbracciate tutte le parole che vi ha detto il mio Fi­glio, e capirete tutto.

Oggi vi dico, cari figli: leggete la Bibbia. Mettetela in un posto visi­bile nelle vostre case, che vi dia un impulso per leggere e per pre­gare ».

Maria fa vedere ai veggenti:

a) L'inferno

Un giorno disse ai sei veggenti: « Ora vi faccio vedere l'inferno ». Due di loro gridarono spaventati che non volevano vederlo, e non lo videro. Glì altri lo videro e rimasero terrorizzati.

La Madonna disse poi loro: « Scusatemi, figluoli; ve l'ho fatto ve­dere perché gli uomini di oggi non credono piú che c'è l'inferno; e, purtroppo molti ci vanno ».

Il 1o.1.83 Mirjana in un lungo intrattenimento fece questa rela­zione a padre Tomislav Vlasic: « Un giorno chiesi alla Madonna: "Gli uomini che fanno un delitto vengono condannati a una determinata detenzione in prigione, e poi escono. Come mai Dio è cosí inesorabile da non aver pietà dei dannati e da farli restare per sempre nell'in­ferno!".

La Madonna rispose: "Gli uomini che vanno all'inferno non vo­gliono piú ricevere alcun beneficio da Dio. Essi non si pentono, non fanno che bestemmiare, si rassegnano a vivere nell'inferno e non progettano di lasciarlo" ».

b) Il purgatorio

Tutti i veggenti hanno visto il purgatorio. La Madonna disse loro: « Questa gente aspetta le vostre preghiere e i vostri sacrifici ». Interrogata sul purgatorio, la Madonna disse: « Vi sono in esso vari livelli, i piú bassi dei quali sono vicini all'inferno, e i piú alti si avvici­nano per gradi al paradiso ».

c) Il paradiso

Tutti e sei hanno visto il paradiso. Una volta Maria ha detto che avrebbe portato due di loro in cielo per un pò; e allora Jacov e Vicka sono scomparsi dalla stanza e sono rimasti assenti per 20 minuti.

Interrogata sulla sorte di quanti muoiono, la Madonna disse: « Un piccolo numero va direttamente in cielo, un numero considerevole va all'inferno. La maggior parte va in purgatorio ».

7. Maria viene a offrirci la pace

Il pericolo della distruzione dell'umanità mediante una guerra nu­cleare incombe sulla terra. È da superficiali non rendersene conto, e la Madonna con queste apparizioni di Medjugorje sta facendo di tutto di farcela evitare.

In una delle prime apparizioni a Medjugorje la Madonna disse: « Io sono la regina della pace, e vengo ad offrire al mondo la pace ».

Il 25.4.83 la Madonna tramite Jelena diede questo messaggio al mondo: « Dite a tutti i miei figli e a tutte le mie figlie che il mio cuore arde per voi. Io chiedo soltanto la conversione, soltanto la conver­sione ».

Jelena disse: « Questo devo dire al Papa? » La Madonna rispose: « A tutti, al piú presto. La parola che dico al mondo è "convertitevi". Io pregherò mio Figlio perché non punisca il mondo, ma voi converti­tevi. Voi non sapete, non sapete e non potete sapere quello che Dio manderà al mondo; voi dovete convertirvi. Rinunciate a tutto e siate pronti per tutto. Ecco tutto quello che voglio dire al mondo: converti­tevi ».

Il giorno 6 agosto 1981 (un giovedí), alle ore 18,15 circa, nel cielo se­reno a occidente di Medjugorje apparve scritta a lettere luminose la parola MIR.

Mir in slavo significa pace; in ebraico è l'abbreviativo di Miriam, il nome di Maria. Maria è la nostra pace. Maria, che è la madre di Dio e degli uomini, ci dà la pace con Dio e con gli uomini; pace che dipende dalla nostra conversione; pace che possiamo accettare o rifiutare. La Madonna si è manifestata come la Regina della Pace.

« Io sono la Regina della Pace. Il mondo ha forti tensioni. Se conti­nua cosí finirà male. Solo nella pace troverà la salvezza; però avrà la pace solo se troverà Dio ».

Quando i veggenti chiesero alla Madonna: « Perché sei venuta? » Essa rispose: « Sto con voi per convertire e riconciliare tutti. An­cora siete in tempo a salvare la pace; ma solo se vi convertite ».

« Dite chiaramente ai fedeli che io ho bisogno delle loro preghiere e delle preghiere di tutto il popolo. Bisogna pregare il piú possibile e fare penitenza, perché finora sono troppo pochi quelli convertiti. Vi sono molti cristiani che vivono ancora da pagani. Sono ancora troppo pochi i veri credenti ».

Quindi, parlando del segno permanente che avrebbe lasciato a Medjugorje per la conversione degli increduli, aggiunse: «Affretta­tevi a convertirvi. Non aspettate che appaia quel segno che è stato preannunciato. Per coloro che non credono, il tempo stringe; ne hanno ancora poco, a loro disposizione, per convertirsi. Per voi che

credete, questa sarà un'occasione in più per concretizzare ed avere fiduca completa nella vostra fede ».

Avendo il popolo corrisposto pienamente all'invito della Ma­donna pregando in massa fino a 3 ore al giorno e digiunando a pane e acqua ogni venerdí, la Madonna nel settembre 1984 fece riferire dai veggenti a tutti queste sue parole: « Vi ringrazio perché mi avete aiu­tato con le vostre preghiere e con i vostri digiuni, perché si realizzino i miei piani, i miei progetti; ma continuate a pregare, perché tutti i piani siano realizzati ». « L'umanità ha dimenticato che con le pre­ghiere e con i digiuni si può allontanare il pericolo delle guerre e scongiurare certe nefaste leggi naturali; ma soprattutto che solo con essi si ottiene la salvezza ».

Il 5.2.1986 la Madonna disse a Mirijana: «Abbandonatevi total­mente a me. Non preoccupatevi! Ho detto che piú si prega e piú gli avvenimenti si possono attenuare e affievolire. State tranquilli! Io sono una Madre ».

8. I segreti

La Madonna ha detto ai veggenti che queste apparizioni sono le ul­time sulla terra; ha confidato loro 1o segreti, l'ultimo dei quali solo a Mirijana.

A Mirijana ha pure svelato alcune cose molto importanti che ri­guardano il futuro dell'umanità, e le date nelle quali tali segreti si at­tueranno.

Il 5.11.1983 disse alla medesima che prima del « segno tangibile » sa­ranno dati al mondo « tre speciali avvertimenti-ammonizioni ». Que­sti consisteranno in tre eventi terreni dei quali Mirijana potrà infor­mare un sacerdote da lei scelto poco prima che essi avvengano.

Dopo i tre « avvertimenti-ammonizioni» arriverà a Medjugorje il « segno tangibile » già annunciato, che sarà un definitivo, solenne ri­chiamo per tutta l'umanità per convertirsi a Cristo.

Il 12.7.1985 Mirijana disse al padre Tomislav, il direttore spirituale dei veggenti: « Tutte le cose vanno verso la fine ».

Richiesta come stesse, rispose: « Mi sento impazzire; se Dio non mi aiutasse diverrei pazza, perché so quel che capiterà agli uomini; ed essi si comportano come se Dio non ci fosse e lo offendono ancora ».

L'ottavo segreto aveva dei contenuti molto gravi. Mirijana si mise a piangere, a supplicare, a importunare la Madonna per cancellarlo. Dopo una settimana di tali suppliche la Madonna le disse di racco­gliere un grande gruppo di persone e di farle pregare a tale scopo. Mirijana che si trova a Serajevo, raccolse lí in una chiesa un gran­dissimo numero di persone che ogni giorno si riunirono diverse ore in ardenti preghiere e fecero molti digiuni.

Dopo un mese la Madonna disse a Mirijana che per quelle pre­ghiere e quei digiuni 1'8° segreto era stato cancellato.

Il 9 e il 10, segreto prevedono un grave castigo per l'umanità per­ché è vano attendersi la conversione del mondo; esso, se non potrà essere evitato, certamente potrà venire mitigato con le penitenze.

Dio però ha i suoi piani e tutto quanto dirige per la loro realizza­zione. Ora il piano di Dio è l'avvento del suo regno e cioè la salvezza degli uomini.

9. Maria ci guida alla santità

La Madonna, da perfetta pedagoga, a Medjugorje educa i cristiani alla preghiera, perché la santità, che non è altro che il perfetto svi­luppo del nostro essere, è costituita dalla perfetta unione con Dio mediante la preghiera e l'obbedienza a lui.

Una delle sue prime raccomandazioni fu questa: « Cominciate a re­citare al minimo 7 Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre e un Credo» e specificò: 5 per le piaghe di Gesú, uno secondo l'intenzione del Papa (la pace nel mondo, la conversione universale), uno per ot­tenere per noi stessi il dono dello Spirito Santo.

Quindi aggiunse: « Digiunate ogni venerdí a pane e acqua ».

Il 14.8.1984 disse: « In questo momento desidero che la gente pre­ghi il piú possibile con me. Pregate ogni giorno almeno un Rosario in­tero: la parte gaudiosa, dolorosa e gloriosa; digiunate veramente mercoledí e venerdí ».

Nel novembre 1984 disse: « Cari figli, non siete consapevoli di quanti doni Dio vi manda attraverso di me. Dio vi dà grandi grazie. Voi non le capite. Perciò pregate lo Spirito Santo perché vi illumini. Se voi sapeste quante grazie Dio vi offre, preghereste di continuo. Grazie per aver risposto alla mia chiamata ».

Nel 1983, la Madonna disse a Jelena: « Sarei felice se tutte le fami­glie pregassero mezz'ora al mattino e mezz'ora alla sera ».

Nel maggio 1984 Jelena racconta: « Alcuni giorni addietro mi ap­parve la Madonna e rivolta ai fedeli disse: "Voi tutti potete pregare ogni giorno anche quattro ore". Allora io dissi: "Ma se dico questo alla gente, la gente si ritira", e la Madonna mi rispose: "Neanche tu lo capisci; è appena un sesto della giornata. Io so che non solo voi nella parrocchia, ma che tutte le parrocchie possono pregare 4 ore al giorno. Ma voi non potete capirlo perché pensate di vivere soltanto di lavoro".

Allora io risposi: "Ho capito che tu vuoi che noi preghiamo conti­nuamente", e ho visto che era soddisfatta. Difatti, dopo una rifles­sione su quello che la Madonna diceva durante questo periodo, ho capito che ella desidera che noi preghiamo continuamente, cioè 24 ore al giorno».

Dopo qualche giorno la Madonna le disse ancora: « Pregate quando potete, pregate come potete. Ma pregate sempre di piú ».

Nel febbraio 1984 alla stessa Jelena la Madonna disse: « Quando io dico pregate, pregate, pregate, non intendetelo soltanto per aumen­tare le preghiere: io voglio portarvi ad un desiderio profondo di Dio, un desiderio continuo di Dio ».

Nel dicembre 19841a Madonna disse, rivolta a tutti: « Cari figli, voi non sapete ancora amare e non sapete ancora ascoltare con amore i messaggi, le parole che io vi do: io sono la vostra madre, miei amati, e sono venuta ad insegnarvi ad amare, a sentire con amore, ma non per forza, perché avete delle difficoltà, delle croci. Con ogni croce si glo­rifica il Signore ».

Un altro giorno le disse: « Voi domandate tante cose: domandate prima lo Spirito Santo e se lui viene, tutto il resto vi sarà dato ». A seguito di queste apparizioni c'è stato nell'Erzegovina un rinno­vamento di vita cristiana; particolarmente a Medjugorje, dove quasi tutti ogni giorno vanno a Messa e fanno la comunione. La Madonna disse loro per mezzo dei veggenti: « Figli miei, desidero che la S. Messa sia per voi il regalo della giornata. Aspettatela, desiderate che cominci, perché Gesú si dona a voi durante la Messa ».

Per tali motivi il Vescovo mons. A. Ambrosiano, presidente della Commissione per la Dottrina della Fede e la Catechesi della CEI, in una recente intervista del « Sabato » disse: «Gli elementi positivi che si constatano a Medjugorje fanno sí che il nostro atteggiamento di Vescovi non possa essere di rifiuto».

10. Gli ultimi messaggi

2.1.1986 - « Cari figli, vi invito a decidervi totalmente per Dio. Vi prego di darvi totalmente a lui. Sarete allora capaci di vivere tutto ciò che vi dico ».

9.1.1986 - « Cari figli, vi invito ad aiutare Gesú con le vostre pre­ghiere a realizzare tutti i piani che egli sta portando avanti a Medju­gorje. Presentate pure a Gesú sacrifici, perché tutto si realizzi come egli ha programmato, e Satana sia ridotto all'impotenza ».

16.1.1986 - « Cari figli, anche oggi vi invito alla preghiera. Ho biso­gno delle vostre preghiere perché Dio sia glorificato tramite tutti voi. Il diavolo cerca in tutti i modi di impedire ai cristiani di pregare. Egli non ha nulla da temere dagli studi senza preghiera, dalla religione senza preghiera, dalle opere senza preghiera. Egli ride dei nostri sforzi e della nostra sapienza, ma trema quando preghiamo ».

24.1.1986 - « Cari figli, vi invito di nuovo alla preghiera del cuore. Se pregate col cuore, si scioglierà il ghiaccio nei vostri fratelli, scom­parirà ogni barriera e la conversione sarà facile per tutti quelli che vorranno accoglierla.

Chi ama veramente Dio deve saper dire con Luisa Margherita Cla­ret de la Touche: "Voglio venire diritto verso di te, Signore. Tutto ciò che mi impedirà il cammino, lo spezzerò. Se sono gli amici, li lascio; se sono i beni li distribuisco; se è il cuore, lo strappo; se è il corpo, che sia distrutto" ».

 

CARO FIGLIO

Io ti ho scelto cosí come sei...

Ti ho chiamato perché ti amo ... ti amo immensamente... ti amo anche quando sei lontano da me e da mio Figlio.

Ti prego: dà al Signore tutto il tuo passato, tutto il male che si è ac­cumulato nel tuo cuore.

Apriti e abbandonati totalmente a Dio e a me.

Tu sei importante... Non puoi capire l'importanza della tua per­sona nel disegno di Dio.

Ho bisogno di te, delle tue preghiere, dei tuoi sacrifici.

Ti invito alla lotta contro Satana... Sconfiggilo con il Rosario in mano.

Non permettere che il mio cuore pianga lacrime di sangue per le anime che si perdono nel peccato: devi pregare, pregare...

Ti invito a far sí che la tua preghiera sia la gioia dell'incontro con il Signore.

La Santa Messa diventi per te un'esperienza viva di Dio. Leggi e prega ogni giorno con la sacra Bibbia.

La preghiera sia per te la vita. Dedica il tuo tempo solo a Gesú... Lui ti si rivelerà in pienezza.

lo ti dò il mio amore perché tu lo dia agli altri.

Ti prego di cominciare a cambiare la tua vita nella famiglia.

La tua famiglia sia un fiore armonioso che io desidero dare a Gesú. Ogni famiglia sia attiva nella preghiera.

La tua famiglia sia il posto dove nasce la santità.

Ti prego di accogliere da oggi la strada della santità... Non aver paura: io sono sempre con te per aiutarti.

lo sono tua Madre, perciò desidero condurti alla santità completa. Desidero che tu sia felice qui sulla terra e che poi tu sia con me in Cielo.

(dai messaggi della beata Vergine Maria, regina della Pace, a Medjugorje)

 

CAP. XV - LA NUOVA PENTECOSTE

1. Situazione allarmante

Papa Giovanni XXIII fece una bella preghiera per chiedere al Si­gnore una Nuova Pentecoste affinché il mondo si rinnovi e si con­verta. È una preghiera profetica; ed è precisamente la Madonna che sta preparando questa Nuova Pentecoste.

Come la Chiesa nacque dal grembo di Maria il giorno della Pente­coste con gli apostoli da lei riuniti in preghiera nel Cenacolo fin dal giorno dell'Ascensione di Gesú; cosí essa rinascerà in una nuova Pentecoste con i nuovi apostoli che Maria va formando in tutto il mondo, procurando di dar loro la pienezza dello Spirito Santo per riu­nirli e lanciarli alla conquista del mondo intero.

Attualmente la Chiesa va vivendo la sua crocifissione ad opera dei suoi persecutori, nei paesi dominati dal Comunismo e oggi ancora in Cina, e ad opera dei partiti anticlericali, o laici, e delle nuove sette eretiche e pagane e dell'Islamismo. L'« Eco di Medjugorje » di Man­tova dell'ottobre 1990 fa un quadro oscuro, ma realistico dei prossimi anni: « Ci sarà da perdere tutto; vedremo abbandonati certi sacra­menti e profanati altri. Vedremo divisi i sacerdoti, allontanarsi i gio­vani e abbandonarci anche le persone su cui facevamo affidamento, tutti come attratti dall'incantesimo di satana. Popolazioni intere ver­ranno meno nella fede. Il peccato nelle forme piú assurde invaderà il tessuto sociale e ben pochi resisteranno; e Dio sarà messo fuori dai progetti degli uomini. Non per questo saremo sconfitti; mentre tutto crollerà, resteremo incrollabili ».

I matrimoni religiosi vanno diminuendo, mentre le convivenze vanno aumentando; gli aborti sono quasi quanti le nascite; i prati­canti sono scesi a una media del 15 delle popolazioni; le chiese sem­pre piú abbandonate, mentre vanno sorgendo dappertutto Sale del Regno geoviste e moschee; anzi i capi islamici hanno fatto richiesta ufficiale al Governo perché tutti i Comuni d'Italia assegnino un'area per edificarvi una moschea. I cristiani in Medio Oriente e quasi in tutti i paesi arabi vanno continuamente diminuendo perché perse­guitati e costretti ad emigrare se non si convertono all'Islamismo. In Europa assistiamo a una vera invasione di mussulmani che i governi laici e miopi europei osservano insensibili. Tale invasione è pilotata dai governi degli stati arabi che vogliono islamizzare l'Europa; e mentre essi non hanno soldi per sfamare i loro sudditi, mandano mi­gliaia di miliardi per costruire moschee in Europa: si vede da ciò chiaro il loro intento. Fa semplicemente spavento! Se non ci fosse la Madonna, ci sarebbe da disperarsi. Ma la Madonna è già al contrat­tacco e va preparando la Nuova Pentecoste. Nell'apparizione del 13.5.67 a S. Damiano la Madonna ha detto: « Io verrò con una grande luce e trionferò sul mondo intero; e mio Figlio Gesú verrà con un nuovo Regno e porterà la pace e l'amore, la tranquillità e la gioia nei cuori ». E Gesú, come nella prima Pentecoste si serví degli apostoli riuniti dalla Madonna per cominciare l'evangelizzazione del mondo; cosí ora si servirà dei nuovi apostoli riuniti dalla Madonna per rie­vangelizzarlo e per annunziare il Vangelo in tutto il resto del mondo.

2. La Madonna ci spinge alla conversione

Per poter fare qualcosa bisogna, naturalmente, per primo essere vivi; per poter fare qualcosa per il regno di Dio bisogna essere spiri­tualmente vivi, ossia in grazia di Dio.

Per questo la Madonna per primo ci stimola alla conversione. Nel 1984 ella disse a Medjugorje: « Io sono venuta per dire al mondo che Dio esiste; che in Dio c'è la vita e che quelli che troveranno Dio tro­veranno la vita e troveranno la pace. Perciò convertitevi, rinconcilia­tevi con Dio e tra tutti voi; pregate, digiunate e amatevi da fratelli. Coloro che non pregano sono atei (cioè sono senza Dio). Digiunate ogni venerdí a pane e acqua; ma soprattutto digiunate dalle sigarette e dalla TV. La TV vi ha distratti e vi ha tolto il gusto di pregare ». In un'altra apparizione disse: « La TV vi ha rovinati ». Su questi temi la Madonna è ritornata molte volte nei messaggi dati a Medjugorje; e su questi temi sono basati la grande maggioranza dei messaggi dati in tutte le apparizioni fatte negli altri posti della terra.

«Confessatevi, riflettete anche sui peccati passati. Dovete rinun­ciare ad ogni peccato».

« Con la penitenza, col digiuno e con la preghiera potete fare tutto; dipende da voi il vostro futuro ».

« Per i cristiani non esiste la catastrofe... Per Dio non esistono cose impossibili ».

3. La Madonna ci invita a pregare molto

A Naju il 30.1.88 disse: « Pregate e recitate il Rosario per la conver­sione dei peccatori e per la pace nel vostro paese e nel mondo in­tero ».

Innumerevoli volte a Medjugorje e a Belpasso la Madonna ha rac­comandato di pregare, di pregare molto, di recitare ogni giorno il Ro­sario; a quelli piú fervorosi ha raccomandato di recitare tre Rosari; a quelli di buona volontà di pregare quattro ore al giorno.

Il 22.10.88 la Madonna diede a don Stefano Gobbi, fondatore del Movimento Mariano Sacerdotale, questo messaggio: « Desidero, pro­prio perché entrate nei tempi della battaglia decisiva, che voi molti­plichiate i cenacoli di preghiera per sopperire alla grande stanchezza, al grande scoraggiamento che ha preso tanti miei figli prediletti, che sono come oppressi e schiacciati da una grande aridità, dal peso dei giorni che vivete, in cui la tenebra diventa sempre piú densa, da que­sti tempi che si presentano sempre pesanti e inariditi. Ebbene pro­prio per venire incontro alle necessità spirituali di tanti miei figli pre­diletti e scoraggiati continuate questi vostri cenacoli! Io voglio molta preghiera! Mi serve la vostra preghiera.

Portate a questi cenacoli un numero sempre piú grande di laici, i quali hanno come un bisogno di ritrovarsi sempre più in questi cena­coli, perché tali cenacoli sono dei rifugi che io preparo per la tempe­sta; sono dei punti di preservazione dal castigo che ormai voi vivete, e che consiste nel fatto che si fa sentire viva nelle anime, nelle fami­glie, nella società e nel mondo la conseguenza concreta del rifiuto di Dio, che questa umanità ancora continua a compiere e che si realizza nella diffusione del peccato, dell'egoismo, dell'odio, della violenza, della soddisfazione di tutti i piaceri, di una sempre piú vasta e pro­fonda impurità e immoralità. Ed allora, ecco che in questi germogli nuovi, in questi rifugi sicuri, in questi punti di preservazione, la Mamma vi raccoglie per sottrarvi al pericolo dei giorni che vivete, perché possa scendere su di voi la pienezza dello Spirito e possiate prepararvi ad essere voi stessi anticipo dell'era nuova che vi attende. Cenacoli di preghiera! lo vi do una promessa: avrete una risposta sempre piú generosa da parte dei fedeli se rispondete a questa mia richiesta di Mamma.

In questi cenacoli rinnovate sempre la consacrazione al mio Cuore Immacolato con amore e con gioia; recitate il Rosario, meditate i messaggi, camminate sulla strada che io vi ho indicata. Allora sfuggi­rete alla seconda insidia che il mio avversario vi tende: quella di di­ventare vittime di questo secolarismo che allontana sempre piú da un'esperienza di vita di unione col Signore; vittime del peccato, oggi giustificato, esaltato, proposto come un valore, mentre fa perdere la grazia di Dio; vittime della ricerca del benessere e dei piaceri quasi fossero l'unico motivo per cui vivere.

Oh! In questi cenacoli io preparo la Chiesa Nuova e lo Spirito Santo già si effonde, quasi anticipo della seconda grande Pentecoste! E il mio avversario è vinto, vinto sempre piú! Perché io faccio fiorire i germogli nuovi di santità, di purezza, di preghiera, di penitenza, di una sempre piú grande e vasta disponibilità ».

4. La Madonna vuole che ognuno di noi diventi un apostolo

Nell'apparizione dell'1.2A988 e Belpasso la Madonna ha dato que­sto messaggio: « Iddio, nella sua infinita misericordia vi ha affidato questo compito: annunziare al mondo la sua imminente venuta... Molti hanno dimenticato che essere veri cristiani significa annun­ziare il Vangelo. Andate ed evangelizzate. Non abbiate timore. Il mio Cuore Immacolato sarà con voi ».

Con la cresima, infatti, diventiamo soldati di Gesú.

Moltissimi cristiani, oggi, sono diventati traditori; moltissimi altri sono soldati che dormono e che non hanno nessuna voglia di com­battere; moltissimi altri non sanno adoperare le armi o, peggio an­cora, non le conoscono neppure.

Ogni vero cristiano deve saper difendere la propria fede, deve saper lottare per Gesú, per estendere il suo regno nel proprio ambiente e nel mondo.

Maria vuole che ogni cristiano divenga un suo legionario. In que­sto secolo ella ha ispirato un suo figlio, Frank Duff, in questo senso. Egli, leggendo il Trattato della vera devozione a Maria di san Luigi Grignion di Montfort e la sua « Preghiera infuocata », fu ispirato a fon­dare la « Legione di Maria » per spingere e arruolare i cristiani a com­battere per Gesú, ad andare di casa in casa ad evangelizzare quante piú persone possibile. Ogni cristamo è chiamato a eseguire in una maniera o nell'altra questo compito.

5. La Madonna viene ad unirci

Dopo l'Ascensione di Gesú al cielo gli apostoli si riunirono con Ma­ria nel Cenacolo. « Venuto poi il giorno di Pentecoste, si trovarono tutti insieme nel medesimo luogo. All'improvviso scese dal cielo un suono come da un'improvvisa raffica di vento e riempí tutta la casa dove erano riuniti. Apparvero quindi ad essi come delle lingue di fuoco separate e si posarono sopra ciascuno di loro. Tutti furono ri­pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare lingue diverse se­condo che lo Spirito Santo dava ad essi di esprimersi » (Atti, a, 1-4).

Da quel momento gli apostoli cominciarono a lanciarsi coraggiosa­mente nel mondo per evangelizzarlo.

I primi fedeli, ascoltata la parola degli apostoli, si riunirono in pre­ghiera, invocando lo Spirito Santo. Finita la preghiera, si scosse il luogo dove stavano riuniti e furono tutti ripieni di Spirito Santo, sic­ché annunziavano con franchezza la parola di Dio. La moltitudine dei credenti aveva un cuor solo e un'anima sola » (Atti 4, 31).

Se dopo 2.ooo anni i quattro quinti dell'umanità sono ancora pa­gani è perché, in generale, noi cristiani preghiamo poco, perché siamo disuniti e perché invochiamo poco lo Spirito Santo. Soltanto rinnovati e uniti potremo evangelizzare il mondo intero. Per questo il Signore ha ispirato il Movimento del Rinnovamento nello Spirito.

Dobbiamo ora, se vogliamo evangelizzare il mondo, riunirci tutti a qualunque costo. Gesú ce lo ha detto chiaramente: « Padre, che siano tutti una cosa sola, come tu sei in me ed io in te; che siano tutti una cosa sola affinché il mondo creda che tu mi hai mandato » (Gv.17, z1).

Maria viene precisamente per unirci. Lo ha rivelato il padre Tomi­slav in un convegno tenuto l'anno scorso a Gioia del Colle (Bari): « La Madonna con la propria persona unisce tutti i Movimenti spirituali, cosí come mi ha detto una volta insegnandomi a guidare i gruppi di preghiera: "Sono venuta proprio per purificare tutti i Movimenti spi­rituali del mondo". La Madonna, come il dono di Dio in persona, uni­sce questi doni, purifica tutti questi Movimenti. Quello che ho sen­tito essere un problema per certe persone: "un movimento diverso dell'altro", è sbagliato.

La Madonna ci chiede la consacrazione per aprirci completamente allo Spirito Santo per preparare i tempi dello Spirito Santo... Tutto quello che lei ci ha insegnato è di sviluppare in noi l'amore, l'umiltà, l'abbandono totale a Dio ».

L'unità ha due tempi: a) Per primo, ogni cristiano deve unirsi ad al­tri in una comunità ecclesiale; insieme agli altri può diventare una cosa sola con la preghiera; b) quindi ogni comunità ecclesiale ed ogni movimento deve unirsi agli altri per fare l'assemblea, ossia la Chiesa.

La Madonna soffre per le nostre divisioni come una madre quando i figli non si parlano o non vogliono avere rapporti tra di loro. Non bi­sogna mai guardare le altre comunità ecclesiali, gli altri cenacoli di preghiera, gli altri movimenti con indifferenza, o, peggio ancora, con disprezzo; o pretendere che tutti gli altri facciano parte del proprio gruppo o del proprio movimento: sarebbe come se un membro del corpo (sia il cuore, sia la testa, sia il fegato, ecc.) pretendesse che tutto il corpo fosse testa, o cuore, o fegato, ecc...; né, tanto meno, si deve vivere staccati dagli altri: sarebbe come se un membro del corpo venisse tagliato dal corpo e fosse fatto vivere in una soluzione fisiologica.

Dobbiamo ricordare le parole di san Paolo: « C'è, bensí, diversità di doni, ma lo Spirito è il medesimo, come c'è diversità di ministeri, ma il medesimo Signore, e diversità di operazioni, ma il medesimo Dio che opera tutto in tutti. La manifestazione dello Spirito è data a cia­scuno per l'utilità comune. Infatti, dallo Spirito ad uno è dato il lin­guaggio della sapienza; ad un altro il linguaggio della scienza, se­condo il medesimo Spirito; ad uno la fede, nel medesimo Spirito; ad un altro il dono delle guarigioni, nell'unico Spirito; ad un altro il dono di operare miracoli; ad un altro la profezia, ad uno il discernimento degli spiriti, ad un altro il genere delle lingue e a un altro l'interpreta­zione delle lingue. Or tutto questo lo compie l'unico e medesimo Spi­rito che distribuisce a ciascuno come vuole. Come il corpo, infatti, è uno solo ed ha molte membra, ma tutte le sue membra, pur essendo molte, non sono che un solo corpo, cosí il Cristo. Infatti, noi tutti siamo stati battezzati in un solo Spirito, giudei e gentili, servi e liberi, per formare un corpo solo, e tutti siamo stati dissetati con un solo Spirito. Infatti anche il nostro corpo non è un membro solo, ma è composto da molte membra. Se il piede dicesse: "siccome non sono una mano, io non sono del corpo", forse per questo non apparter­rebbe al corpo? E se l'orecchio dicesse: "Siccome non sono un occhio, io non sono del corpo", forse per questo non sarebbe parte del corpo? Se tutto il corpo fosse occhio, dove sarebbe l'udito? Se fosse invece tutto udito, dove sarebbe l'odorato? Ora, invece, Dio ha posto le membra come ha voluto, distribuendo ciascuna di esse nel corpo. Di­fatti, se tutte le membra fossero un membro solo, dove sarebbe il corpo? Or dunque, molte sono le membra, ma uno solo il corpo. L'oc­chio non può dire alla mano: "Non ho bisogno di te"; né la testa può dire ai piedi; "Non ho bisogno di voi". Anzi, le membra del corpo che sembrano le piú deboli, sono molto piú necessarie; e quelle che sti­miamo meno nobili nel corpo, le circondiamo di maggiore onore, e quelle non decorose le trattiamo con maggior riguardo, mentre le nostre membra decorose non ne hanno bisogno. Ma Dio ha disposto il nostro corpo in modo da dare maggiore onore alle membra che non ne avevano; affinché non ci fosse divisione nel corpo e le membra avessero la medesima cura a vicenda. Sicché se un membro soffre, tutte le altre membra soffrono, se invece viene glorificato, gioiscono con esso tutte le membra.

Ora, voi siete il Corpo di Cristo e sue membra, ognuno secondo la propria parte. E Dio ne ha stabilito diverse nella Chiesa: in primo luogo gli apostoli, in secondo luogo i profeti, in terzo i maestri, poi il dono dei miracoli, il dono di guarire, di assistere, di governare, di par­lare diverse lingue. Sono forse tutti apostoli? 0 tutti Profeti? 0 tutti maestri? 0 tutti hanno il dono dei miracoli? 0 tutti hanno il dono delle guarigioni? 0 tutti parlano le lingue? O tutti le interpretano? Aspirate ai doni piú elevati. Anzi, vi insegno una via che sorpassa ogni altra » (1 Cor. 1a). Quindi san Paolo parla della carità e ne tesse l'elogio e l'indispensabilità.

Già i partiti, che in qualche modo potremmo paragonare oggi ai Movimenti e agli Istituti, esistevano ai tempi di san Paolo. Contro di essi san Paolo dice: « Intendo riferirmi a ciò che ognuno di voi va di­cendo: "Io sono di Paolo", "Io di Apollo", "Io di Pietro" e "lo di Cri­sto". È stato tagliato a pezzi il Cristo? O forse è stato crocifisso per voi Paolo? O nel nome di Paolo siete stati battezzati? » (1 Cor. 1, 1a).

6. Soltanto nella comunione possiamo realizzarci pienamente

Credersi autosufficienti è come staccarsi dal Corpo Mistico, ed è impoverirsi.

Lo Spirito Santo dà ad ognuno qualche carisma o alcuni carismi; ma non dà mai ad uno tutti i carismi; per questo abbiamo bisogno l'uno dell'altro, e dobbiamo stare uniti gli uni agli altri. Ogni cristiano deve far parte di una comunità ecclesiale e deve amare ogni altro come se stesso; ogni comunità deve amare le altre comunità come la sua; ogni Istituto ed ogni Movimento debbono amare gli altri Istituti e gli altri Movimenti come il proprio. Questo ci è comandato da Gesti.

E come nel corpo ogni membro riceve dagli altri membri e agisce beneficamente sugli altri membri secondo la formula « uno per tutti, e tutti per uno »; cosí ogni Istituto e ogni Movimento approvati dalla Chiesa sono delle vere membra della Chiesa e debbono obbedire alla stessa formula: « uno per tutti, e tutti per uno », perché ognuno è ispi­rato dallo Spirito Santo.

Unirci significa stimarci, amarci, aiutarci, collaborare vicendevol­mente.

Quindi, ad esempio il « Rinnovamento nello Spirito », ispirato dallo Spirito Santo in funzione della Nuova Pentecoste, deve recepire dalla Legione di Maria, ispirata in funzione dell'ultima battaglia del­l'Armata di Maria, il suo slancio apostolico; dai Neo-catecumenali l'approfondimento della propria conversione e l'amore alla Bibbia; dai Paolini l'uso dei mass-media; da Comunione e Liberazione la di­mensione sociale; dai Passionisti la devozione alla Passione di Gesú, presente in mezzo a noi nell'Eucarestia come Agnello immolato (Ap. 5, 6) per intercedere continuamente per noi (Ebr. 7, 25); e deve ispi­rare agli altri Movimenti l'amore e la devozione allo Spirito Santo, la preghiera del cuore e spontanea; ecc. E similmente ogni Istituto e ogni Movimento deve saper fare nei riguardi degli altri.

Quando faremo cosí ci arricchiremo immensamente tutti, e uniti dallo Spirito Santo che è l'Amore, e ripieni di esso diventeremo una potenza immensa e irresistibile, ed evangelizzeremo il mondo intero in pochi anni. Naturalmente non si tratta di rinunziare al proprio ca­risma o al proprio Movimento, ma, restando sempre lí e conservando il proprio carisma, prefiggersi di partecipare dello spirito dei contem­plativi, dei francescani, dei gesuiti, dei salesiani, della Legione di Ma­ria, dei Focolarini, del R. nello S., di CL, ecc.; di favorirli sempre e vo­lerli sempre incrementati; di partecipare loro il proprio carisma e di lavorare insieme per il regno di Gesú e di Maria. Questo vuole Maria, e per questo viene nel mondo per prepararci all'ultima battaglia.

 

CAP. XVI - LA DONNA VESTITA DI SOLE

1. Visioni dell'Apocalisse

San Giovanni nell'Apocalisse descrive la lotta perenne, e partico­larmente odierna, del diavolo contro la Madonna. Egli scrive: « Poi un gran segno apparve nel cielo: una Donna rivestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul capo una corona di dodici stelle. Era in­cinta e gridava per le doglie del parto e le angosce del dare alla luce. Intanto apparve un altro segno nel cielo: un gran dragone dal colore del fuoco, con sette teste e dieci corna e sette diademi sulla testa. La sua coda trascinava la terza parte delle stelle del cielo e le precipitò sulla terra. Poi il dragone si pose davanti alla Donna che stava per dare alla luce, per divorare il Figlio appena fosse nato. Ella diede alla luce un Figlio maschio, destinato a pascere tutte le nazioni con una verga di ferro; il suo Figlio fu rapito verso Dio e al suo trono. La Donna fuggí nel deserto, dove ha un luogo preparato da Dio per es­servi nutrita per 1260 giorni.

Allora avvenne una guerra nel cielo. Michele e i suoi Angeli com­battevano contro il dragone. Il dragone e i suoi angeli ingaggiarono battaglia, ma non poterono prevalere e nel cielo non ci fu piú posto per loro. E il gran dragone fu precipitato l'antico serpente che si chia­mava diavolo e Satana, il seduttore del mondo intero, fu precipitato sulla terra e i suoi angeli furono precipitati con lui. E udii una grande voce nel cielo che diceva: "Ecco, venuta finalmente la salvezza, la po­tenza, il regno del nostro Dio e la sovranità del suo Cristo; perché è stato precipitato l'accusatore dei nostri fratelli, colui che giorno e notte li accusava davanti al nostro Dio. Ora, essi l'hanno vinto in virtú dal sangue dell'Agnello e con la parola della loro testimo­nianza, ed hanno disprezzato la loro vita fino al punto di accettare la morte. Per questo, rallegratevi, o cieli, e voi che in essi abitate. Ma guai alla terra e al mare perché il diavolo è sceso a voi con ira grande, sapendo di avere piú poco tempo. Quando il dragone si vide precipi­tato sulla terra, perseguitò la Donna che aveva dato alla luce il ma­schio; ma alla Donna furono date le due ali della grande aquila per volare nel deserto, nel suo luogo dov'è nutrita per un tempo, due tempi e metà di un tempo, lungi dalla faccia del serpente. Allora il serpente gettò fuori dalla gola come un fiume di acqua dietro alla Donna, perché il fiume la portasse via. Ma la terra venne in aiuto della Donna; spalancò la sua bocca e divorò il fiume che il dragone aveva gettato dalla sua bocca, finché il dragone s'indignò contro la Donna e andò a fare guerra a quelli che restano della progenie di lei, a quelli che osservano i comandamenti di Dio e si mantengono fedeli al Vangelo di Gesú" » (Ap. 12,1-17).

Evidentemente il Figlio che il dragone credette di sterminare fa­cendolo mettere in croce, è Gesú, che, dopo morto, risuscitò e andò in cielo.

La lotta tra la Madonna e il diavolo, tra i seguaci di Satana e i figli di Maria continuerà sino alla fine del mondo e si concluderà con il trionfo definitivo di Gesú.

Gesú profetizza gli avvenimenti che precederanno la fine del mondo e che in grandissima parte si sono già verificati: « Badate che nessuno vi seduca. Perché molti verranno in nome mio a dire: " Io sono il messia", e sedurranno molti. Allora sentirete parlare di guerre e di rumori di guerre. Guardatevi di non turbarvi, perché nes­suno vi seduca; ma non è ancora la fine. Infatti si solleverà popolo contro popolo e regno contro regno; vi saranno pestilenze, carestie e terremoti in vari luoghi. Ma tutte queste cose non saranno che il principio dei dolori. Allora vi metteranno al supplizio e vi uccide­ranno, e sarete odiati da tutte le nazioni per causa del mio nome. Al­lora molti soccomberanno e si tradiranno l'un l'altro e si odieranno a vicenda. Sorgeranno molti falsi profeti e sedurranno molti, e per il moltiplicarsi dell'iniquità in molti si raffredderà la carità. Ma chi avrà perseverato sino alla fine, questi sarà salvo. E questa buona novella del regno sarà predicata in tutto il mondo, in testimonianza a tutte le nazioni. Allora verrà la fine » (Mt. 24, 4-1a).

2. Maria spiega l'Apocalisse

Don Stefano Gobbi, nell'ultima edizione del suo libro Maria ai suoi figli prediletti aggiunge (…). Ne citiamo i punti principali.

L'1.1.89: « Nel tempo che state vivendo, della grande tribolazione, la mia presenza materna si farà sempre piú forte e straordinaria. Quanto piú grande ed universale si farà il dominio del mio Avversa­rio, il Dragone Rosso, tanto piú grande e universale si farà anche la presenza vittoriosa della Donna vestita di sole. Per questo siete en­trati ormai in un periodo di tempo segnato da una mia forte presenza tra voi ed essa sarà resa a tutti manifesta per mezzo di straordinari avvenimenti. Sono la vostra tenera Madre che ha il compito di con­durvi a Gesú vostro Signore e vostro Salvatore. In questi anni, che vi separano ancora dalla fine di questo secolo, io agirò in tutti i modi perché il regno di Gesú possa essere instaurato tra voi ed il Signore Gesú possa essere da tutti amato e glorificato ».

Il 2.1.89: « In questi tenebrosi tempi della grande tribolazione, se non vi lasciate portare tra le mie braccia, con abbandono filiale e con grande docilità, difficilmente riuscite a sfuggire alle subdole insidie che il mio Avversario vi tende. Le sue seduzioni sono diventate cosí pericolose e sottili che quasi non si riesce piú a sfuggire ad esse. Cor­rete il grande pericolo di cadere nella seduzione, che il mio Avversa­rio vi tende, per allontanarvi da Gesú e da me.

Tutti possono cadere nel suo inganno.

Vi cadono i sacerdoti ed anche i Vescovi. Vi cadono i fedeli e anche i consacrati. Vi cadono i semplici ed anche i dotti.

Vi cadono i discepoli ed anche i maestri.

Non vi cadono mai coloro che, come piccoli bambini, si consacrano al mio Cuore Immacolato e si lasciano portare tra le mie braccia ma­terne. Ormai apparirà sempre piú chiaro alla Chiesa e al mondo che il piccolo gregge che, in questi anni della grande apostasia, resterà fe­dele a Gesú ed al suo Vangelo, sarà tutto custodito nel recinto ma­terno del mio Cuore Immacolato ».

3. Il Dragone Rosso

Il 14.5.89 disse: « L'enorme Dragone Rosso è il co­munismo ateo, che ha diffuso in ogni parte l'errore della negazione e dell'ostinato rifiuto di Dio. L'enorme Drago Rosso è l'ateismo marxi­sta, che si presenta con dieci corna, cioè con la potenza dei suoi mezzi di comunicazione, per condurre l'umanità a disubbidire ai dieci co­mandamenti di Dio, e con sette teste, su ciascuna delle quali vi è un diadema, segno di potere e di regalità. Le teste incoronate indicano le nazioni in cui il comunismo ateo si è stabilito e domina con la forza del suo potere ideologico, politico e militare. L'enormità del Drago manifesta chiaramente la vastità della terra occupata dal dominio in­contrastato dell'ateismo comunista. Il suo colore rosso è riuscito in questi anni a conquistare l'umanità con l'errore dell'ateismo teorico e pratico, che ha ormai sedotto tutte le nazioni della terra. Si è riusciti cosí a costruire una nuova civiltà senza Dio, materialista, egoista, edonista, arida e fredda, che porta in sé i germi della corruzione e della morte. L'enorme Drago rosso ha il compito diabolico di sot­trarre tutta l'umanità al dominio di Dio, alla glorificazione della SS. Trinità, alla piena attuazione del disegno del Padre che, per mezzo del Figlio, l'ha creata per la sua gloria. Il Signore mi ha rivestita della sua luce e lo Spirito Santo della sua divina potenza, cosí io appaio come un grande Segno nel cielo, Donna vestita di sole, perché ho il compito di sottrarre l'umanità al dominio dell'enorme Drago Rosso e riportarla tutta alla perfetta glorificazione della SS. Trinità. Per que­sto mi formo la schiera dei miei piú piccoli figli, in ogni parte del mondo, e ad essi domando che si consacrino al mio Cuore Immaco­lato. Cosí li conduco a vivere solo per la gloria di Dio, per mezzo della fede e della carità, e li coltivo io stessa gelosamente nel mio celeste giardino ».

Il 6.5.89: « Per mezzo della devozione a me che state facendo rifio­rire nella Terra io posso esercitare, in questi vostri tempi, il grande potere che dalla SS. Trinità mi è stato dato, per rendere inoffensivo l'attacco che il mio Avversario, il Dragone Rosso, ha scatenato contro di me, vomitando dalla sua bocca un fiume di acque per sommer­germi. Il fiume di acque è formato dall'insieme di tutte le nuove dot­trine teologiche, che hanno cercato di oscurare la figura della vostra Mamma celeste, di negare i miei privilegi, di ridimensionare la devozione, di mettere in ridicolo tutti i miei devoti. A causa di questi at­tacchi del Dragone, in questi anni, la pietà verso di me è andata dimi­nuendo presso tanti fedeli e, in alcuni luoghi, è addirittura scom­parsa. Ma alla vostra Mamma celeste sono venute in soccorso le due ali della grande aquila. La grande aquila è la parola di Dio, soprat­tutto la parola contenuta nel Vangelo di mio Figlio Gesú. Fra i quat­tro Vangeli, l'aquila indica quello di san Giovanni, perché esso vola piú in alto di tutti, entra nel cuore stesso della SS. Trinità, affer­mando, con forza, la divinità, l'eternità e la consostanzialità del Verbo e la divinità di Gesú Cristo. Le due ali dell'aquila sono la parola di Dio accolta, amata e custodita con la fede, e la parola di Dio vissuta con la grazia e la carità. Le due ali della fede e della carità - cioè della parola di Dio da me accolta e vissuta - mi hanno consentito di volare al di sopra del fiume di acque di tutti gli attacchi mossi contro di me, perché hanno manifestato al mondo la mia vera grandezza. Poi mi sono cercata il mio rifugio nel deserto. Il deserto, in cui ho posto la mia abituale dimora, è formato dal cuore e dall'anima di tutti quei fi­gli che mi accolgono, mi ascoltano, si affidano completamente a me, si consacrano al mio Cuore Immacolato. Nel deserto in cui mi trovo, oggi io opero i miei piú grandi prodigi. Io opero nel cuore e nell'a­nima, cioè nella vita di tutti i miei piú piccoli bambini. Cosí li con­duco a seguirmi sulla strada della fede e della carità, facendo ad essi accogliere, amare, e custodire la parola di Dio ed aiutandoli a viverla ogni giorno con coerenza e con coraggio. Nel silenzio e nel nascondi­mento, cioè nel deserto in cui mi trovo, opero fortemente perché i fi­gli a me consacrati credano oggi al Vangelo, si lascino guidare solo dalla sapienza del Vangelo, siano sempre Vangelo vissuto ».

4. La pantera nera

Il 3.6.89: « È giunto il tempo in cui il mio Cuore Immacolato deve essere glorificato dalla Chiesa e da tutta l'umanità. Perché, in questi tempi dell'apostasia, della purificazione e della grande tribolazione, il mio Cuore Immacolato è il solo rifugio e la strada che vi conduce al Dio della salvezza e della pace. Soprattutto il mio Cuore Immacolato diventa oggi il segno della mia sicura vittoria nella grande lotta che si combatte tra i seguaci dell'enorme Drago Rosso ed i seguaci della Donna vestita di sole. In questa terribile lotta sale dal mare, in aiuto al Drago, una bestia simile a una pantera. Se il Drago Rosso è l'atei­smo marxista, la bestia nera è la Massoneria. Il Drago si manifesta nel vigore della sua potenza; la bestia nera invece agisce nell'ombra, si nasconde, si occulta in modo da entrare in ogni parte. Ha le zampe di orso e la bocca di un leone, perché opera ovunque con l'astuzia e con i mezzi di comunicazione sociale, cioè della propaganda. Le sette teste indicano le varie logge massoniche, che agiscono ovunque in maniera subdola e pericolosa.

Questa bestia nera ha dieci corna e sulle corna dieci diademi, che sono segni di dominio e di regalità. La massoneria domina e governa in tutto il mondo per mezzo delle dieci corna. Il corno, nel mondo bi­blico, è sempre stato uno strumento di amplificazione, un modo di fare udire maggiormente la propria voce, un forte mezzo di comuni­cazione...

Compito della bestia nera, cioè della massoneria, è quello di com­battere, in maniera subdola, ma tenace, per impedire alle anime di percorrere questa strada indicata dal Padre e dal Figlio ed illuminata dai doni dello Spirito. Infatti se il Drago Rosso agisce per portare tutta l'umanità a fare a meno di Dio, alle negazione di Dio e perciò diffonde l'errore dell'ateismo, lo scopo della massoneria non è di ne­gare Dio, ma di bestemmiarlo. La bestia apre la bocca per proferire bestemmie contro Dio, per bestemmiare il suo nome e la sua dimora, contro tutti quelli che abitano in cielo. La bestemmia piú grande è quella di negare il culto dovuto al solo Dio per darlo alle creature ed allo stesso Satana.

Ecco perché in questi tempi, dietro la perversa azione della Massone­ria, si diffondono ovunque le Messe nere ed il culto satanico. Inoltre la Massoneria agisce, con ogni mezzo, per impedire che le anime si salvino e cosí vuole rendere vana l'opera della redenzione compiuta da Cristo. Se il Signore ha comunicato la sua legge con i dieci comandamenti, la massoneria diffonde ovunque, con la potenza delle sue dieci corna, una legge che è completamente opposta a quella di Dio ».

5. La bestia simile a un agnello

Il 13.6.89: « Figli prediletti, oggi ricordate la mia seconda appari­zione, avvenuta nella Cova di Iria in Fatima, il 13.6.1917. Già da allora io vi ho predetto quanto voi state vivendo in questi tempi. Vi ho an­nunciato la grande lotta tra me, Donna vestita di sole, e l'enorme Drago Rosso, che ha portato l'umanità a vivere senza Dio. Vi ho an­che predetto il subdolo e tenebroso lavoro, compiuto dalla Massone­ria, per allontanarvi dell'osservanza della legge di Dio e rendervi cosí vittime dei peccati e dei vizi. Soprattutto, come Mamma, vi ho voluto avvertire del grande pericolo che minaccia oggi la Chiesa a causa dei molti e diabolici attacchi che si compiono contro di lei per distrug­gerla. Per raggiungere questo scopo, alla bestia nera che sale dal mare, viene in aiuto dalla terra, una bestia che ha due corna, simili a quelli di un agnello. L'agnello, nella divina Scrittura, è sempre stato il simbolo del sacrificio. Nella notte dell'Esodo, viene sacrificato l'A­gnello e, con il suo sangue, sono aspersi gli stipiti delle case degli Ebrei, per sottrarle al castigo che invece colpisce tutti gli Egiziani...

La bestia nera, simile a una pantera, indica la Massoneria; la bestia con due corna, indica un agnello, indica la massoneria infiltrata al­l'interno della Chiesa, cioè la massoneria ecclesiastica, che si è dif­fusa soprattutto tra i membri della Gerarchia. Questa infiltrazione massonica, all'interno della Chiesa, vi è già stata da me predetta a Fa­tima, quando vi ho annunciato che Satana si sarebbe introdotto fino al vertice della Chiesa. Se il compito della massoneria è di condurre le anime alla perdizione, portandole al culto di false divinità, lo scopo della massoneria ecclesiastica è, invece, quello di distruggere Cristo e la sua Chiesa, costruendo un nuovo idolo, cioè un falso Cristo e una falsa Chiesa. La massoneria ecclesiastica agisce per oscurare la sua divina parola, per mezzo di interpretazioni naturali e razionali e, nel tentativo di renderla piú comprensiva ed accolta, la svuota di ogni suo soprannaturale contenuto. Cosí si diffondono gli errori, in ogni parte della stessa Chiesa cattolica. A causa della diffusione di questi errori, oggi molti si allontanano dalla vera fede, dando attuazione alla profezia che vi è stata fatta da me a Fatima: - Verranno tempi in cui molti perderanno la vera fede -. La perdita della fede è apostasia. La massoneria ecclesiastica agisce, in maniera subdola e diabolica, per condurre tutti all'apostasia. Gesú è vita perché dona la grazia. Scopo della massoneria ecclesiastica è quello di giustificare il pec­cato, di presentarlo non piú come un male, ma come un valore e un bene. Cosí si consiglia di compierlo, come un modo di soddisfare le esigenze della propria natura, distruggendo la radice da cui può na­scere il pentimento e si dice che non è più necessario confessarlo. Frutto pernicioso di questo maledetto cancro, che si è diffuso in tutta la Chiesa, è la sparizione della confessione individuale in ogni parte. Le anime vengono portate a vivere nel peccato, rifiutando il dono della vita, che Gesù ci ha offerto. Gesú è via che conduce al Padre, per mezzo del Vangelo. La Massoneria ecclesiastica favorisce le ese­gesi, che danno di esso interpretazioni razionalistiche e naturali, per mezzo dell'applicazione dei vari generi letterari, cosí che esso viene dilaniato in ogni sua parte. Alla fine si giunge a negare la realtà sto­rica dei miracoli e della resurrezione di Cristo e si mette in dubbio la divinità stessa di Gesú e la sua missione salvifica. Dopo di avere di­strutto il Cristo storico, la bestia con due corna, simile a un agnello, cerca di distruggere il Cristo mistico, che è la Chiesa. La Chiesa isti­tuita da Cristo è una sola: quella santa, cattolica, apostolica, una, fon­data su Pietro. Come Gesú, anche la Chiesa da lui fondata, che forma il suo Corpo mistico, è verità, vita e via.

La Chiesa è verità, perché ad essa sola Gesú ha affidato da custo­dire, nella sua integrità, tutto il deposito della fede. Lo ha affidato alla Chiesa gerarchica, cioè al Papa ed ai Vescovi uniti con lui. La massoneria ecclesiastica cerca di distruggere questa realtà con il falso ecumenismo, che porta all'accettazione di tutte le Chiese cri­stiane, affermando che ciascuna di esse possiede una parte della ve­rità. Essa coltiva il disegno di fondare una Chiesa ecumenica, univer­sale, formata dalla fusione di tutte le confessioni cristiane, fra cui la Chiesa cattolica.

La Chiesa è vita perché dona la grazia, ed essa sola possiede i mezzi efficaci di grazia, che sono i sette sacramenti. Specialmente è vita perché ad essa sola è stato dato il potere di ge­nerare l'Eucarestia, per mezzo del sacerdozio ministeriale e gerar­chico. Nell'Eucarestia Gesú Cristo è realmente presente sul suo Corpo glorioso, con la sua divinità.

Allora la massoneria ecclesiastica, in tante subdole maniere, cerca di attaccare la pietà ecclesiale verso il sacramento dell'Eucarestia. Di essa valorizza solo l'aspetto della Cena, tende a minimizzare il suo valore sacrificale, cerca di negare la reale e personale presenza di Gesú nelle ostie consacrate. Per questo si sono gradualmente soppressi tutti i segni esterni, che sono indicativi della fede nella pre­senza reale di Gesú nell'Eucarestia, come le genuflessioni, le ore di adorazione pubblica, la consuetudine santa di circondare il taberna­colo di luci e di fiori.

La Chiesa è via perché conduce al Padre, per mezzo del Figlio nello Spirito Santo sul cammino della perfetta unità.

Come il Padre e il Figlio sono uno, cosí dovete essere una sola cosa tra voi. Gesú ha voluto che la sua Chiesa sia segno e strumento dell'u­nità di tutto il genere umano.

La Chiesa riesce ad essere unita, perché è stata fondata sulla Pietra angolare della sua unità: Pietro, ed il Papa che succede al carisma di Pietro. Allora la massoneria ecclesiastica cerca di distruggere il fon­damento dell'unità della Chiesa, con l'attacco subdolo ed insidioso al Papa. Essa ordisce le trame del dissenso e della contestazione al Papa; sostiene e premia coloro che lo vilipendono e gli disubbidi­scono; propaga le critiche e le opposizioni di Vescovi e di teologi (come avevo predetto a Fatima). In questa maniera si demolisce il fondamento stesso della sua unità e cosí la Chiesa viene sempre piú lacerata e divisa ».

Quindi la Madonna ci esorta ad amare la Chiesa, a difenderla, ad ascoltare e obbedire al Papa, a divenire gli apostoli di Cristo e della Chiesa, a santificarci, a santificarla sempre piú; e conclude: « In que­sto soprattutto risplende la vittoria della Donna vestita di sole e il mio Cuore Immacolato ha il suo piú luminoso trionfo.

« Con me combattete, piccoli figli, contro il Drago, che cerca di por­tare tutta l'umanità contro Dio.

Con me combattete, piccoli figli, contro la bestia nera, la massone­ria, che vuole condurre le anime alla perdizione.

Con me combattete, piccoli figli, contro la bestia simile a un agnello, la massoneria infiltrata all'interno della vita ecclesiale per distruggere Cristo e la sua Chiesa.

Per raggiungere questo scopo essa vuole costruire un nuovo idolo, cioè un falso Cristo e una falsa Chiesa.

La massoneria ecclesiastica riceve ordini e potere dalle varie logge massoniche ed opera per condurre segretamente tutti a fare parte di queste sette segrete...

Siete cosí giunti al vertice della purificazione, della grande tribolazione e dell'apostasia. L'apostasia sarà ormai generalizzata perché quasi tutti seguiranno il falso Cristo e la falsa Chiesa. Allora sarà aperta la porta per la comparsa dell'Anticristo! Ecco, figli prediletti, perché vi ho voluto illuminare sulle pagine dell'Apocalisse, che si ri­feriscono ai tempi che vivete, per prepararvi con me alla parte piú dolorosa e decisiva della grande lotta che si sta combattendo tra la vostra Mamma celeste e tutte le forze del male che si sono scatenate. Coraggio! Siate forti, miei piccoli bambini. A voi tocca il compito, in questi difficili anni, di restare fedeli a Cristo ed alla sua Chiesa, sop­portando ostilità, lotte e persecuzioni. Ma siete parte preziosa del piccolo gregge che ha il compito di combattere e di vincere, alla fine, la forza potente dell'Anticristo. Tutti vi formo, vi difendo e vi bene­dico ».

6. Grande è il mio dolore

Il 15.9.89: « ... Una densa tenebra è ormai scesa sul mondo. È la te­nebra del rifiuto ostinato di Dio. È la tenebra del peccato commesso, giustificato, e non piú confessato. È la tenebra della lussuria e del­l'impurità. È la tenebra dell'egoismo sfrenato e dell'odio, della divi­sione e della guerra.

È la tenebra della perdita della fede e dell'apostasia. Nel calice del mio Cuore Immacolato io raccolgo, ancora oggi, tutto il dolore di mio Figlio Gesú, che misticamente rivive le ore sanguinose della sua ago­nia. Nuovo Getsemani per Gesú è vedere oggi la sua Chiesa cosí vio­lata e deserta, dove la maggior parte dei pastori dormono nell'indif­ferenza e nella tiepidezza, mentre altri ripetono il gesto di Giuda e tradiscono per sete di potere e di denaro. Esulta il Drago di fronte alla vastità della sua conquista, con l'aiuto della bestia nera e della bestia simile a un agnello, in questi vostri giorni, in cui il diavolo si è scate­nato contro di voi, sapendo che gli resta poco tempo.

Volete offrirvi vittime al Signore, sull'altare del mio Cuore Imma­colato, per la salvezza di tutti i miei poveri figli peccatori?

Se accogliete questa mia richiesta, dovete fare quanto ora vi do­mando. Pregate sempre di piú, specialmente con il santo Rosario. Fate frequenti ore di adorazione e di riparazione eucaristica. Acco­gliete con amore tutte le sofferenze che il Signore vi manda. Diffondete senza paura i messaggi che io vi dono, come celeste profetessa di questi vostri ultimi tempi ».

7. La corona di dodici stelle

L'8.12.89: «Figli prediletti, oggi guardate al candore immacolato della vostra Mamma celeste. Sono l'Immacolata concezione. Sono la sola creatura esente da ogni macchia di peccato, anche quello origi­nale...»

Sono vista come la Donna vestita di sole, che ha il compito di com­battere contro il Dragone Rosso e il suo potente esercito, per vin­cerlo, per legarlo e cacciarlo nel suo regno di morte, perché sul mondo possa regnare solo Cristo.

Eccomi allora presentata dalla divina Scrittura nel fulgore della mia materna regalità: « E un altro segno apparve nel cielo: una Donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul capo una co­rona di dodici stelle ».

Attorno al mio capo vi è dunque una corona di dodici stelle. La co­rona è il segno della regalità. Essa è composta di dodici stelle, perché diviene il simbolo della mia materna e regale presenza nel cuore stesso del popolo di Dio...

Le dodici stelle significano i dodici apostoli, che sono il fonda­mento su cui Cristo ha fondato la sua Chiesa. Le dodici stelle signifi­cano anche una nuova realtà. L'Apocalisse infatti mi vede come un grande segno nel cielo: donna vestita di sole, che combatte il Drago e il suo potente esercito del male. Allora le stelle attorno al mio capo indicano coloro che si consacrano al mio Cuore Immacolato, fanno parte della mia schiera vittoriosa, si lasciano guidare da me per com­battere questa battaglia e per ottenere alla fine la nostra piú grande vittoria. Cosí tutti i miei prediletti e i figli consacrati al mio Cuore Im­macolato, chiamati ad essere oggi gli apostoli degli ultimi tempi, sono le stelle luminose della mia regale corona. Nella festa della mia Immacolata concezione chiamo tutti voi a fare parte preziosa della mia corona e a diventare le stelle brillanti che diffondono in ogni parte del mondo la luce, la grazia, la santità, la bellezza e la gloria della vostra Madre celeste ».

 

CONSACRAZIONE AL CUORE IMMACOLATO DI MARIA

Vergine SS. Immacolata e Addolorata, poiché Gesú mi ha affidato a te nel Calvario, prendimi sotto le tue materne cure e custodiscimi come tuo vero figlio; e poiché Gesú ti ha affidato a me voglio essere un tuo amoroso figlio: ti difenderò dai tuoi nemici e ti farò amare da quanti non ti conoscono e non ti amano.

Ti ringrazio del privilegio che mi fai chiamandomi ad essere oggi un apostolo degli ultimi tempi, e, domani, una stella luminosa del tuo capo per tutta l'eternità.

Perciò oggi mi consacro al tuo Cuore immacolato: ti consacro il mio cuore perché sia tutto tuo e di Gesú; ti consacro il mio corpo per­ché tu lo custodisca senza peccato; ti consacro la mia vita e ti pro­metto di spenderla tutta nell'apostolato e nelle opere di carità per il trionfo del tuo Cuore immacolato nel mondo intero e per il trionfo ultimo e definitivo del Cuore sacratissimo di Gesú. Custodiscimi per­ché non venga mai meno alla mia consacrazione; ottienimi la forza affinché ne adempia tutti i compiti; ottienimi la perseveranza affin­ché dopo averti servito fedelmente invita, abbia la gioia di venire da te con tutti i miei cari, e di lodare e godere Dio e il tuo Figlio Gesú per sempre in paradiso.

Preghiera

O Maria, bellissima e dolcissima Madre mia, io vengo a contemplarti...

Nei tuoi occhi vengo a cercare il meraviglioso splendore del cielo; nel tuo sorriso vengo a trovare la mia gioia perduta.

Ti prego, dolcissima Madre; sono come un fanciullo nella notte, con tanti peccati,

con questa fede non abbastanza grande. O Madre del mio Signore, Madre del mio Dio e Madre mia, non mi abbandonare.

Vengo a mettere la mia sofferenza nelle tue mani benedette.

Te ne faccio un dono per la salvezza di tante anime, per la gloria del tuo Figlio. Amen.

 

CAP. XVII - L'ARMATA DI MARIA

1. Visione di Giovanni

San Giovanni dopo aver parlato, come abbiamo visto, delle prime persecuzioni, che durarono 300 anni, alla fine dell'Apocalisse parla del periodo di pace che è durato sino a questo secolo e che egli indica in Mille anni (leggine la spiegazione nel libro Il ritorno di Gesú), e quindi della battaglia finale che seguirà le ultime persecuzioni profe­tizzate da Gesú: « Poi vidi un Angelo che scendeva dal cielo tenendo in mano le chiavi dell'abisso e una grande catena. Egli afferrò il dra­gone, l'antico serpente, che è il diavolo, satana, e lo incatenò per mille anni; e lo precipitò nell'abisso, che chiuse e sigillò sopra di lui, perché non potesse piú sedurre le nazioni, finché non fossero finiti i mille anni, dopo i quali deve essere sciolto per poco tempo. Poi vidi dei troni e le anime di coloro che furono martirizzati a cagione della testimonianza resa a Gesú e della parola di Dio, e tutti quelli che non avevano adorato la bestia, né la sua statua, né avevano ricevuto la sua impronta sulla loro fronte e sulle mani, si sedettero sui troni e fu dato loro il potere di giudicare: e vissero e regnarono con Cristo per mille anni. Ma gli altri morti non tornarono alla vita, finché non fu­rono compiuti i mille anni. Questa è la prima resurrezione... Passati i mille anni, satana verrà sciolto dalla sua prigione e uscirà per sedurre le nazioni poste ai quattro angoli della terra (ricorda la visione di Leone XIII), Gog e Magog, per radunarle a battaglia: il loro numero è come l'arena del mare.

Essi salirono sull'ampiezza della terra e assalirono l'accampa­mento dei santi e la città diletta. Ma scese un fuoco dal cielo e li di­vorò. E il diavolo, che li seduceva, fu gettato nello stagno di fuoco e di zolfo, dove sono anche la bestia e il falso profeta; e saranno tormen­tati giorno e notte nei secoli dei secoli » (Ap. 20). Per quest'ultima bat­taglia Gesú sta mandando la sua SS. Madre, la quale già sta preparando e in parte ha già preparato la sua Grande Armata, la quale con lei a capo, schiaccerà la testa al serpente, evangelizzerà il mondo e completerà il numero degli eletti. Questo è lo scopo di tutte queste apparizioni della Madonna. Essa ci sprona tutti a svegliarci, a conver­tirci pienamente, ad arruolarci in questa sua Armata per attuare que­sto piano divino.

La visione di Giovanni sembra caratterizzare chiaramente l'epoca nostra. Infatti tutte le apparizioni di Maria, in prospettiva storica glo­bale, fanno un segno unico, annunciatore della lotta finale di Maria contro Satana, e del suo trionfo sul suo nemico, che sembra aver lan­ciato l'ultima sfida a Dio.

Un riscontro di tale visione lo abbiamo nelle apparizioni di Mar­jenfried nel 1945 e di quelle delle Tre Fontane a Roma del 12 aprile del 1982, In queste ultime durante, la celebrazione della Messa all'aperto, alla presenza di migliaia di persone, il sole è impal­lidito e si è messo a roteare; su di esso è apparsa la lettera M, con sotto la luna e attorno una corona di 12 stelle.

Pare che la Madonna nelle apparizione di Marjenfried faccia riferi­mento esplicito alla fase conclusiva della visione di san Giovanni nel­l'Apocalisse.

Maria a Medjugorje ha detto: « Satana, sapendo che ha poco tempo, ha scatenato la piú grande battaglia contro la Chiesa per di­struggere l'umanità e portarsi tutti all'inferno; ma non ci riuscirà. Però io da sola non posso nulla; ho bisogno delle vostre preghiere, dei vostri sacrifici, del vostro apostolato ».

Il 17.8.1988 Maria disse a Schio: « Tutte le potenze demoniache sono all'opera come non mai nella storia umana... Guardate con me verso l'avvenire, che sarà di vittoria. Andiamo incontro a Gesú che viene. Voi state aprendo le mie strade nel mondo, ed io porterò Gesú nel mondo ».

2. Fronte di combattimento

Abbiamo un doppio fronte di combattimento:

a) Quello interno

Giovanni Paolo II ha detto: « Bisogna evangelizzare l'Europa » e, dobbiamo aggiungere, l'America. La gran parte dei cristiani non conosce il Vangelo, né, tanto meno, i motivi che ci danno la certezza della nostra fede; abbandonano facilmente la pratica religiosa e di­vengono facile preda delle sette anticattoliche e anticristiane: addi­rittura molti cristiani si vanno facendo seguaci di Hare Krishna, di Sai-Baba, di Maometto: nel solo 1989 ben 10.000 italiani si sono fatti mussulmani. È semplicemente mostruoso!

Tra quelle a sfondo religioso (Chiesa di Moon, TdG, Hare Krishna, Scientology, Arancioni, ecc.) e quelle a sfondo satanico diretto o indi­retto, vi sono in Italia 450 sette, tutte con numerosi seguaci, ex-catto­lici ignoranti totalmente del cristianesimo. Il « Sabato » del 6.10.1990 riporta la relazione fatta dalla regista Cinzia Torrini, infiltratasi con falso nome, in una seduta, tenuta in un cinema romano da una san­tona indiana che si autonominava « La Grande Madre »: « L'enorme cinema era strapieno di persone. La santona riusciva a suggestionare la gente, dicendo che sarebbe arrivato "il venticello". C'era un pub­blico eterogeneo, fatto di studenti, casalinghe, pensionati, e una strana atmosfera, fatta di profumi, musiche ripetitive, preghiere ... Tutto diveniva veramente convincente, e una volta che entri dentro, ti tolgono lo spazio per pensare. Ti trovi preso in un terribile vortice di cose che devi fare, domande a cui devi rispondere, corsi che devi seguire: si instaura una totale dipendenza, la cosiddetta "love bomb"; ti senti circondata da tanta gente che si dichiara tua amica, respiri in una corrente d'amore che non ti lascia respiro. È sufficiente un attimo di depressione, e loro riescono sempre a trovarti un buco nero. Una volta trovatolo, hanno poi i metodi, anche scientifici, per farti crollare prima, per farti star bene poi. A questo punto hai già fir­mato contratti per corsi che costano tantissimi soldi, per seminari e stage ».

La Torrini, dopo aver frequentato tante di queste sette, fece il film Il plagio per Rai tre: vi è la dimostrazione del plagio. Si avvera quanto san Paolo profetizzava per gli ultimi tempi: « Verrà tempo in cui gli uomini non sopporteranno piú la sana dottrina, ma per il prurito di ascoltare cose piacevoli, si circonderanno di una folla di dottori se­condo i loro capricci, e distogliendo l'orecchio dalla verità, si volge­ranno a favole » (a Tim. 4,4).

Infine, moltissimi cristiani vanno perdendo la fede e la speranza del paradiso, e finiscono per ubriacarsi nei piaceri, nei divertimenti e, spessissimo nella droga divenendo tristi e disperati. Molti, pur­troppo, arrivano al suicidio.

Sono di ieri, ossia dell'agosto 1990 queste notizie dei giornali: A Prato allo Stelvio (Bolzano) Kurt, Roland, e Gunther, di 20 anni, dopo essere stati in discoteca, si uccidono avvelenandosi con i gas di scarico, seduti nel sedile dell'auto, lasciando questo messaggio: « Noi ora ci siamo liberati dalla pena di vivere ».

A Milano, una ragazza di 17 anni si butta dalla finestra.

A Garlasco (Pavia) Daniele e Giordano, anch'essi di 20 anni, si ucci­dono con lo stesso macabro rito dei primi tre, dopo avere salutato gli amici cosí: « Ci rivedremo, ma non sappiamo quando ».

A Padova un giovane si uccide alla vigilia delle nozze.

A Stoccolma esiste un lungo viale dedicato ai suicidi e portante, a pochi metri l'uno dall'altro, un palo con un pannello nel quale, c'è scritto il nome, il cognome e la data di suicidio del giovane con, in fondo, queste parole: « La droga lo ha ucciso ».

Vale la pena di vivere soltanto quando si conosce lo scopo per cui Dio ci ha creati, ossia per conoscerlo, amarlo e servirlo in questa vita, ognuno nel proprio stato, per poi goderlo nell'altra in paradiso.

Si ha la gioia di vivere soltanto quando si è incontrato Gesú vivo, oggi nell'Eucarestia e nelle membra vive del suo Corpo, ossia nel prossimo, e domani da incontrare glorioso con la sua e nostra dolcis­sima Madre in paradiso, insieme ai nostri cari: è questo il lieto an­nunzio che dobbiamo dare a tutti.

b) Fronte esterno. I pagani

Dopo 2.000 anni ancora i tre quarti dell'umanità non conosce Gesú. Il Card. Tomko, prefetto della S. Congregazione per l'Evange­lizzazione dei Popoli, riferisce questa confidenza fattagli da un mis­sionario della Birmania. Questi aveva un giorno a lungo parlato di Gesú a un bonzo, dimostrandogliene la storicità, la divinità e la resur­rezione, pegno sicuro della nostra resurrezione. Alla fine il bonzo, commosso, gli disse: « Perché avete aspettato 2.000 anni prima di farci sapere questa meravigliosa notizia? ».

E' questa la colpa di noi cristiani.

3. Chi ha il dovere di evangelizzare

Questo dovere lo abbiamo tutti. Difatti dice Dio nella Bibbia: « Dio ha dato ad ogni uomo la cura di occuparsi del suo prossimo » (Sir. 17,12). La massima parte dei cristiani partecipanti, purtroppo, non ha alcuna cura della salvezza eterna degli altri.

Tale triste realtà faceva gridare a san Luigi M. Grignion di Mont­fort: « Signore, Dio degli eserciti, guardali... I capitani completano le compagnie, i generali formano innumerevoli armate, gli ammiragli addensano flotte, i commercianti si raggruppano in folla sui mercati e sulle fiere! Quanti ladri, empi, ubriaconi, libertini si raccolgono nu­merosi ogni giorno, tanto facilmente e quanto prontamente, contro di te! Basta un fischio di richiamo, il rullio di un tamburo, un'arma spuntata, appena fatta vedere, la promessa di una secco ramo d'al­loro, l'offerta di un pugnetto di terra dorata o d'argento... In poche parole, una folata d'onore, un interesse da niente, un volgare piacere da bestia in vista... In un momento è capace di raccogliere ladri, mettere assieme i soldati, formare i battaglioni, congregare i mer­canti, riempire le case e le piazze, coprire la terra e il mare di un'im­mensa moltitudine di perversi, i quali, benché divisi tra loro dalle di­stanze, dai caratteri o degl'interessi, quando si tratta di muovere guerra a te, si trovano tutti d'accordo fino alla morte, sotto la ban­diera e la guida del demonio. E per te, grande Iddio?... Non ci sarà proprio nessuno che prenda a cuore la tua causa, anche se nel servire te c'è tanta gloria, tanta dolcezza e tanto profitto? Perché non c'è sol­dato sotto la tua bandiera? Perché quasi nessun S. Michele, che per lo zelo della tua gloria, balzi in mezzo ai fratelli a gridare: "Chi è come Dio?". Lascia, allora, che sia io a gridare dovunque: "Al fuoco!... Aiuto!... Aiuto! ... Aiuto!... C'è fuoco nella casa di Dio! C'è fuoco dentro le anime! C'è fuoco persino nel Santuario! Aiuto! ... Si vuole assassinare i fratelli! Aiuto! Si stanno scannando i nostri figli! Aiuto! Si sta pugnalando il nostro buon Padre!" ».

Per questo la Madonna esorta ripetutamente tutti i suoi figli a di­ventare gli apostoli di questi ultimi tempi.

È questo il nostro dovere di cristiani; ed è solo cosí che viviamo la nostra cresima.

Un compito speciale la Madonna ha dato a Medjugorje in un mes­saggio specifico per l'Italia: « Io, la Vergine Maria, chiamo a raccolta tutti i figli miei, e in particolare il popolo italiano dov'è la Chiesa di Roma, sede del Vicario del Figlio mio. Il popolo italiano, per le sue antiche tradizioni religiose cristiane, è il popolo privilegiato. Esso è la culla della cristianità; perciò è il primo ad essere chiamato a rinno­varsi. La tradizione di fede e di amore per la Chiesa e per le sue verità tramandate si sono affievolite e in molti posti esse sono dimenticate. C'è un cumulo di polvere che le ricopre e chiude i cuori all'energia spirituale. Il popolo italiano è il privilegiato perché è il primo che è chiamato a svegliarsi. I cittadini italiani devono svegliare le co­scienze sopite, risvegliare le loro pratiche indebolite dall'inerzia e dall'abitudine... L'Italia riceverà per prima la grazia dello Spirito e in molteplici forme. Molti riceveranno dei doni e grazie speciali. Io stessa interverrò in modo particolare a proteggerla. Molti santi in cielo intercedono per questa terra e i suoi abitanti; ma voi dovete es­sere degni; perciò pregate e rinnovatevi nello Spirito. Un rinnovato fervore per la preghiera individuale e comunitaria, a cominciare dal Rosario nelle case, è via sicura di conversione. È il primo passo per il risveglio delle vostre coscienze: poi verrà il resto.

Figli cari, io sono con voi, io vi guardo dal cielo, vi guardo e vi bene­dico affinché con la mia benedizione siate piú forti e camminiate piú sicuri sulla via del vero bene.

Figli cari, io guido i vostri passi, ma occorre la vostra buona vo­lontà. E dall'Italia che si muoveranno le prime schiere del mio eser­cito; è dall'Italia che partirà il rinnovamento e la nuova Chiesa. Po­polo d'Italia, perciò tu sarai il nuovo popolo di Dio; e come dal cristia­nesimo primo, cosí da te partirà il cristianesimo secondo; però oc­corre che tutti siate attenti e in ascolto e che volenterosamente e as­siduamente frequentiate la scuola della vostra Maestra ».

Maria oggi chiama te perché ti arruoli nella sua Armata, se non sei ancora arruolato, perché combatta con tutti i mezzi qui indicati per salvare innumerevoli anime e perché affretti il trionfo del suo Cuore immacolato nel mondo e il trionfo ultimo e definitivo di Gesú, come ha rivelato nell'ultimo messaggio dato a Belpasso (leggi Roccia di Bel­passo).

Naturalmente occorrerà prima prepararti: a) spiritualmente; di­ventando piú fervoroso, pregando molto di piú, frequentando piú spesso i sacramenti. In quasi tutte le apparizioni, specialmente a Medjugorje, la Madonna ci esorta e recitare almeno un Rosario al giorno, a fare la comunione ogni domenica, a fare ogni settimana due ore sante, una eucaristica, una sulla passione di Gesú (entrambe le ore sante, insieme a moltissime altre preghiere si trovano nel nostro libro E tu come mi ami?); ed esorta i piú fervorosi a pregare 4 ore al giorno e a fare ogni giorno la santa comunione, eccetto se si è impe­diti. b) Culturalmente; non c'è nessun medico, che prima di comin­ciare a curare gli ammalati e a fare le prescrizioni, non abbia studiato tanti anni. Ti devi mettere in grado « a dare, come dice san Pietro, a chiunque ti domanda le ragioni della tua speranza (1 Pt. 3,15); se già non hai una fortissima preparazione, leggi almeno questi nostri libri: Certezze su Gesú, Il senso dell'esistenza, Le impossibilità, Sopravviverò, Dio cammina con gli uomini, Dio ha parlato per te.

4. Quando evangelizzare

Per questa estrema battaglia Dio ha assegnato a ognuno di noi un posto di combattimento, e la Madonna ci viene a chiedere a Medju­gorje di uscire tutti dal nostro isolamento e dalla nostra inerzia, di fare apostolato e di fare dei gruppi di preghiera.

Di questi gruppi di preghiera diceva padre Pio: « Saranno essi a il­luminare il mondo nel prossimo futuro ».

Questa estrema battaglia è ampiamente descritta nel nostro libro L'ultima battaglia.

Per essa occorre, fra l'altro un grande arsenale di stampa evange­lizzatrice. Il 15.7.1984 la Madonna disse a Marija: « Cari figli, in questo tempo Satana vuole bloccare tutti i miei piani. Pregate affinché non ci riesca. Io pregherò il mio Figlio perché voi nelle prove di Satana possiate sentire la vittoria di Dio ».

E quindi l'ora in cui tutti i figli di Maria ci mobilitiamo fiduciosi e ci impegniamo con tutte le nostre forze in quest'ultima battaglia per l'avvento del regno di Gesú e di Maria nel mondo.

Un nostro amico ci ha scritto in questi giorni: « Sono stato dal 22 al 25 settembre c.a. a Medjugorje, dove continua a manifestarsi la po­tenza di Dio e della Madonna. La veggente Ivanka a un sacerdote francese che le chiedeva quando sarebbero stati rivelati i primi se­greti, rispose: "Tres vit! Tres vit!" (cioè molto presto) ».

Non sappiamo cosa contengono questi segreti. Sappiamo solo che la Madonna SS. a Medjugorje ha detto: « Lasciate ogni paura; per chi ama Dio non c'è posto per la paura »; ed ha promesso la sua partico­lare protezione a coloro che la amano e la pregano. Quando amiamo Dio veramente, non abbiamo nulla a temere, perché egli ci ama infi­nitamente, ed è onnipotente. Sappiamo, infine, che la Madonna a Fatima, dopo il 3 segreto, ag­giunse: « Finalmente il mio Cuore immacolato trionferà; la Russia si convertirà e ci sarà nel mondo un periodo di pace ». Per la misericor­dia di Dio e per l'intercessione della Madonna questo tempo sembra che stia venendo.

Dice don Bosco parlando di questa pace: « Un giorno cosí bello come non fu dalle fiamme del Cenacolo e non sarà piú poi ». Sarà al­lora una nuova Pentecoste quella, che ha invocato Giovanni XXIII nella sua celebre « Preghiera »: lo Spirito Santo rinnoverà la faccia della terra. Per questo la Madonna a Medjugorje ha raccomandato: « Pregate perché lo Spirito Santo discenda sulla terra ». Un'era di pace è indispensabile perché il Vangelo possa propagarsi sulla terra a luce di tutti i popoli, condizione, questa, prerequisita al Ritorno di Cristo (Mt. 24, 14), come una seconda pace romana. In proposito merita d'essere riportata una pagina del Richard: « A Fatima la vergine an­nuncia che il suo intervento sarà decisivo per sopprimere le barriere che ostacolano oggi la diffusione del Vangelo. In effetti questo tempo di pace, cosí necessario, che Nostra Signora di persona sta pre­parando, richiama alla mente la straordinaria pace romana che Ce­sare stabilí su una larga fascia della terra allora conosciuta, nel mo­mento esatto in cui il Cristo ne ebbe bisogno, avendo ordinato agli apostoli di andare e di insegnare a tutti le genti.

San Paolo poteva partire da Giaffa, porto di Gerusalemme, percor­rere l'Asia Minore, la Grecia, approdare in Sicilia, sbarcare in Cala­bria. Dappertutto egli trovava vie romane che portavano a quel cuore del mondo che era Roma, ripartendo poi per le Colonne d'Er­cole, le Gallie, le Isole Britanniche, la Germania.

La pax romana permise la prima evangelizzazione del mondo, an­che se piú tardi la forza intera dell'Impero doveva mobilitarsi per sof­focare la germinazione potente del Vangelo.

Sembra ora che tra la pace degli inizi e quella ridivenuta oggi ne-

cessaria per l'evangelizzazione, ci sarà, tra le altre, questa differenza: Cesare poteva ben ignorare che la pace fosse un dono divino e non merito di Roma - impotente del resto a conservarla a lungo -; ma la pace, in un mondo cosí tremendamente diviso com'è oggi, nessuno potrà domani attribuirla a poveri sforzi umani: sarà piú che evidente l'opera pacificatrice di Cristo e l'intercessione determinante della sua Madre. In un primo tempo il Vangelo potrà di nuovo risuonare dove oggi è silenzio. In un secondo, per mezzo della Chiesa, ben sta­bilita in ogni parte, si realizza una pace davvero cordiale e duratura tra le nazioni, come un irraggiamento al di fuori della carità che anima il Corpo di Cristo » (Richard, La Reine aux mains Jontes, pag. 85).

Crediamo che precisamente per questo la Madonna si è presen­tata a Medjugorje come la regina della Pace, e che per annunziare tale periodo di pace che seguirà quest'ultima battaglia, fece compa­rire nel pomeriggio del 6 agosto 1981 nel cielo di Medjugorje la pa­rola MIR.

Ed ora, dalle novità inedite delle ultime apparizioni della Ma­donna a Medjugorje, si comincia a indovinare questo piano divino per la glorificazione della Madre, in preparazione al ritorno glorioso del Figlio: come Maria ha preparato e resa possibile la prima venuta di Gesú nel mondo; cosí oggi prepara e, con la sua opera, rende possi­bile la sua seconda venuta. Come per mezzo di Maria Gesú venne la prima volta per salvare il mondo, per venire crocifisso e portare le anime degli uomini in cielo, cosí per mezzo di Maria Gesú verrà ora glorificato da tutto il mondo, ritornerà sulla terra a giudicare i vivi e i morti e porterà tutti gli eletti risuscitati con sé in paradiso.

Dice il Richard nel suo libro Les Apparitions e l'Apparition a pag. 55: « Una volta di piú la Madonna potrebbe precedere Gesù, come l'aurora il sole, dal quale infine procede. Maria! Ma non la Maria se­greta del Vangelo, a tutti nascosta, bensí la. Signora del Cielo e della Terra, cui si deve onore e gloria. Chi ha letto il Trattato della vera de­vozione di s. Luigi de Montfort (nn. 49-50) non fatica a crederlo. In quelle pagine ispirate scritte nel 1712 egli non poteva meglio preco­nizzare i nostri tempi, insieme difficili e belli ».

La Madonna ora chiama tutti noi suoi figli a cooperare con lei in questa meravigliosa opera con una vita intensa di preghiera, di sacrificio e di apostolato; ci chiama a essere quegli apostoli degli ultimi tempi che ha chiesto esplicitamente si facessero nelle apparizioni delle Salette, e quali li ha preconizzati s. Luigi Grignon di Montfort nella sua meravigliosa preghiera infuocata: «Nuvole alzate sulla terra e sature di celeste rugiada, libere di volare dovunque le spinga il soffio dello Spirito Santo ». In parte sono proprio loro quelli visti dai profeti mentre chiedevano: « Chi sono costoro che volano come nubi? » (Isaia 6o, 8) « Andavano là dove lo spirito li dirigeva » (Ez. 1, 1a).

5. Perché evangelizzare

a) Per salvarti

Dice, infatti Dio in Ezechiele: « Figlio d'uomo, io ti ho posto quale sentinella nella casa d'Israele. Quando udirai dalla mia bocca una pa­rola, tu li ammonirai da parte mia. Quando io dirò all'empio: 'Tu morrai!"; se tu non lo ammonisci e non lo avverti di abbandonare la sua via perversa, affinché possa vivere, egli morrà nella sua iniquità; ma del sangue di lui io chiederò conto a te. Se invece tu avrai ammo­nito l'empio, ed egli non si sarà covertito dal male e dalla sua via per­versa, egli morrà nella sua iniquità, ma tu avrai salvato te stesso. Cosí pure, qualora il giusto si ritraesse dalla sua giustizia e commettesse l'iniquità, se io porrò un tranello dinanzi a lui, egli morrà; perché tu non l'hai ammonito, egli morrà nel suo peccato, né saranno tenute in considerazione le opere giuste che egli aveva compiute; ma del san­gue di lui io chiederò conto a te. Ma se hai ammonito il giusto di non peccare ed egli non avrà commesso colpe, il giusto vivrà perché fu ammonito, e tu avrai salvato la tua vita » (Ez. 3, 16-21).

b) Per l'amore a Gesú e a Maria

Gesú ha una sete infinita delle anime; le vuole salvare tutte, per­ché sono membra del suo Corpo mistico; altrettanto Maria perché è la nostra Madre; ed entrambi, come sappiamo, hanno sofferto spa­ventosamente nel Calvario e continuano a soffrire, a piangere, a pre­gare per ottenere la loro salvezza.

Quando tu salvi un'anima eviti a Gesú e a Maria un grandissimo dolore, come se scongiurassi di venir loro tagliati un piede o una mano; e dai loro tanta gioia quanta ne daresti a un padre o a una madre se salvassi un loro figlio dalla fucilazione; e se ti dedicherai a sal­vare moltissime anime diverrai la grande gioia di Gesú e di Maria. Se ami veramente Gesú e Maria devi divenire un apostolo, ossia il salvatore di moltissime anime.

c) Per amore del prossimo, o, almeno, per un senso umanitario

La Madonna ha fatto vedere ai veggenti di Fatima, a quelli di Med­jugorje e a quello di Belpasso l'inferno. Tutti loro al vedere quel mare di fuoco in tempesta e i dannati, stravolti, urlare spaventosamente e venire aggrediti e sbranati dai demoni, pur restando sempre vivi, ne rimasero terrorizzati fino a morirne. Che cuore hai se vedi un uomo che sta per precipitare in un burrone e non getti un urlo per salvarlo o, se sei vicino, non lo afferri per un braccio?

E che cristiano sei se, vedendo tutti questi infiniti peccatori che stanno per precipitare nell'inferno, non fai nulla per salvarli?

Ai medesimi veggenti la Madonna ha fatto vedere anche il para­diso, ed essi ne restarono estasiati e felici. II paradiso è il luogo della felicità infinita nella visione beatifica di Dio, nella dolcezza infinita della familiarità di Gesú e di Maria, nella compagnia dei nostri cari e di tutti gli eletti, nella soddisfazione di tutti i nostri desideri.

Perché non dare questa fortuna, a te riservata, anche a tanti poveri sventurati e ciechi peccatori?

d) Per l'amore che devi a te stesso

Perché in terra cerchi di vestirti bene, di avere una bella casa e, possibilmente, una bella villa, e, invece, per il paradiso ti contenti dell'ultimo posto?

Perché, mentre potresti splendere come un sole, ti contenti di es­sere eternamente appena un lumicino? Sappi che in paradiso i piú belli e meravigliosi sono gli apostoli. «Tutti coloro che istruiranno molti alla giustizia (cioè, che si dedicheranno a convertire i peccatori e a istruire con la catechesi molti) splenderanno come altrettanti soli per tutta l'eternità ». Ce lo ha rivelato Dio stesso (Dan. 12, 3).

E quando diventi un apostolo e un legionario di Maria, tutto dedi­cato, sia pure attraverso il tuo lavoro per mantenere la tua famiglia, alla salvezza e alla santificazione delle anime, diventi la piú grande consolazione di Gesú e di Maria, molto meglio ancora di come lo sa­resti stato per i tuoi genitori se fossi diventato miliardario.

6. Quale annunzio dare

Tutti amiamo vivere, anche i piú restii al problema religioso; anzi costoro sono i piú attaccati alla vita; e tutti ci curiamo e facciamo an­che gravi sacrifici per curarci la salute e vivere il piú a lungo possi­bile. Bisogna evangelizzare gli uomini partendo da questo punto de­bole, comune a tutti: « Non sarebbe bello se la nostra gioventú invece di durare 20 anni, durasse 200 anni? E se, per ipotesi, ci fosse un me­dico che con un suo siero della gioventú ci desse tale possibilità, non andresti a cercarlo in capo al mondo? Ebbene, ti dico con serietà e con certezza: tale medico c'è e ti prolungherà la giovinezza moltis­simo di piú; e non hai da andare in capo al mondo: se vuoi, te lo faccio trovare subito. Invece di riderci sopra, perché non lo vuoi conoscere? Che ti costa vedere se quanto ti dico è vero o è una favola? Questo medico è Gesú. Che ti costa vedere se egli è storico ed è credibile? Egli è venuto a darci il suo Vangelo. Vangelo o Evangelo significa « lieto annunzio ». Il lieto annunzio che ci ha dato Gesú è questo: « Fi­gliuoli, io ho pagato sovrabbondantemente per voi, morendo sulla croce. Vengo ora a perdonarvi tutti i vostri peccati, a liberarvi dalla schiavitú di Satana, ad aprirvi il paradiso, dove, appena morti, vi por­terò e vi renderò infinitamente felici; quindi vi risusciterò e godrete con l'anima e col vostro corpo, reso immortale, impassibile, giovane, bellissimo, tutte le gioie che desiderate e moltissimo di piú; e altret­tanto farò con i vostri cari, e li riunirò a voi e sarete felici insieme, eternamente, senza piú soffrire, senza piú invecchiare, senza piú se­pararvi. Basterà, per tutto ciò, che voi vi convertiate, che cominciate ad amarmi e a fare la strada giusta che io vi indico per potervi giun­gere ».

Basterà, poi, per fare accogliere con gioia questo annunzio, che proviamo alle persone che andiamo evangelizzando che Gesú è il personaggio piú documentato storicamente di ogni personaggio sto­rico; che egli è Dio e che è risuscitato; e, quindi, provare la storicità assoluta dei Vangeli.

Come evangelizzare?

a) Divenendo, con la nostra vita perfettamente cristiana, i testimoni credibili di Gesú, come Gesú stesso ci ha comandato (Atti 1, 8). Se la nostra vita non è migliore di quella di chi non va in chiesa, non sa­remo creduti.

Diventiamo credibili nella misura che andiamo divenendo piú buoni, piú caritatevoli, piú generosi, piú dolci, ecc. I santi, anche non dicendo niente, convertono una moltitudine di peccatori; i cristiani tiepidi, anche dicendo una moltitudine di parole, non convertono nessuno. Quando, poi, avviciniamo una persona per evangelizzarla, per primo dobbiamo amarla. Gesú e Maria espressamente ci hanno detto in varie apparizioni: « Voglio parlare con la tua bocca, guardare con i tuoi occhi, amare col tuo cuore, agire con le tue mani, cammi­nare con i tuoi piedi »; quando facciamo cosí diventiamo irresistibili. Nessuno resiste all'amore.

b) Con la preghiera e col sacrificio.

Per questo la Madonna insiste tanto nel raccomandarci di pregare molto, di digiunare ogni settimana, di fare molti sacrifici. Quando essa fece vedere l'inferno ai veggenti di Fatima, disse: « Avete visto l'inferno; e molti ci vanno, e ci vanno perché non c'è chi preghi e chi sacrifichi per loro. Se voi pregherete e farete molto sacrifici, molti di quelli che hanno da andare all'inferno saranno salvati ».

San Clemente Offbauer diceva: « Ogni rosario detto è un'anima salvata »; e quindi quanti piú rosari reciti ogni giorno, tante piú anime salvi.

Gesú rivelò a suor Josefa Menendez: « Ogni piccolo sacrificio of­ferto a me con amore, diventa nelle mie mani mezzo per salvare qualche anima ». Altrettanto vale per le sofferenze. Ogni sofferenza sopportata con pazienza e offerta al Signore, diventa mezzo per sal­vare qualche anima: sicché, una persona ammalata o che soffre molto, se sa soffrire al Signore giornalmente le sue sofferenze di­venta una grande apostola e salva una moltitudine di anime. Pochi anni addietro la Madonna in un messaggio dato in un'apparizione a Oulx (Val d'Aosta) diede questo programma per farci santi e per sal­vare tante anime: « Il vostro programma sia: soffrire, offrire, pregare, tacere; seminate durante la giornata continuamente delle Ave Ma­ria ».

Per finire, Gesú rivelò a suor Consolata Bretone: « Fa con amore questo atto d'amore: "Gesú, Maria, vi amo; salvate le anime". Ogni volta che tu lo fai, salvi un'anima. Fa' questo atto d'amore continua-

mente, quando lavori, quando cammini e quando riposi, di giorno e di notte; fallo anche solo col pensiero ad ogni respiro. In tale atto d'a­more continuo sta racchiusa tutta la santità ».

c) Spiegando quanto sopra e facendoglielo praticare a molti altri, par­ticolarmente all'immenso numero di ammalati, di anziani, di handi­cappati. Il nostro primo e piú facile apostolato deve essere di contat­tare frequentemente tali persone e far loro capire come se riem­piono la loro giornata di preghiera e se offrono giornalmente al Si­gnore le loro sofferenze al Signore per la conversione dei peccatori e dei pagani, la loro vita diventerà preziosissima per se stessi e per tutta la Chiesa, come quella dei piú grandi apostoli.

Sarà, poi, utilissimo esortarli ad ascoltare ogni giorno Radio-Maria di Arcellasco d'Erba (Como), tel. 031-610610 e dar loro un libro di pre­ghiere, possibilmente il nostro E tu come mi ami?.

d) Facendo cenacoli o gruppi di preghiera. Chi non può fare un cena­colo di preghiera, sia pure nella propria casa o in casa di qualche fa­miglia amica? Conosco tanti ammalati che hanno fatto un bellissimo e nutrito cenacolo di preghiera nella propria casa. Ti potrà essere molto utile a tale scopo il nostro libro di preghiere E tu come mi ami? Se poi ne hai la possibilità, fa tanti gruppi di preghiera: uno qua, uno là, nei vari quartieri o condomini. Conosco un giovane professionista che ha creato 1o gruppi di preghiera in quartieri diversi, e che dedica tutti i suoi pomeriggi ad animarne uno o due.

e) Facendo divenire, pian piano questi gruppi di preghiera dei cena­coli di apostoli e delle basi missionarie. La Madonna stessa ci ha vo­luto dare un esempio di questo facendo formare a Schio, a Renato Baron, un gruppo di preghiera e facendolo divenire una vera cen­trale di apostolato.

f) Mediante i mass media. Chi forma la mentalità del popolo? I mass­media: TV, Radio, stampa. Questo lo hanno capito bene gli uomini d'affari, e investono ogni anno moltissimi miliardi per farsi propa­ganda con essi e per conquistare i mercati. Lo hanno capito i partiti laici e, oltre a spendere somme enormi per propagare le loro ideolo­gie con la stampa, sono corsi alla conquista del mezzo piú efficace, ol­tre che gratuito: la Radio-TV dello Stato; e ci sono riusciti, lasciando a

noi cattolici spazi insignificanti. In tal maniera, con la scusa che lo Stato deve essere neutro, hanno diffuso nel popolo Italiano una mentalità laica e l'indifferenza religiosa: facendo parlare di tutto, tranne che di religione, se se ne eccettuano le sue forme folcloristi­che. Inoltre i nemici di Dio e della Chiesa hanno programmato e tra­dotto in pratica un'immensa campagna per infradicire e portare al­l'indifferenza religiosa o all'ateismo i cattolici mediante la stampa materialista e pornografica, mediante il cinema e la TV porno; e ci sono perfettamente riusciti.

I comunisti nel dopoguerra hanno conquistato letteralmente mezzo mondo e sono divenuti una vera potenza nell'altro mezzo mondo mediante delle valanghe vere e proprie di libri, di riviste, di opuscoli e di giornali marxisti; i Testimoni di Geova, partendo dal do­poguerra da alcune centinaia di migliaia di adepti, oggi sono quasi 4 milioni mediante la diffusione mensile di almeno 8 milioni di copie delle loro riviste e dei loro libri. I protestanti, insieme ai TdG, stanno già invadendo la Russia con la loro stampa. Questo, noi cattolici non lo abbiamo ancora sufficientemente capito; ma dobbiamo assoluta­mente capirlo se vogliamo evangelizzare l'Europa e il mondo pa­gano. San Paolo, se fosse vissuto oggi, avrebbe creato la piú potente stazione Radio-TV e i programmi piú interessanti e attraenti per evangelizzare il mondo: è quello che dobbiamo fare noi. E intanto, dichiarandosi cattolici la stragrande maggioranza degli italiani e pa­gandone le tasse, abbiamo il piú grande diritto alla radio-TV dello Stato e mediante i nostri uomini politici dobbiamo farcene assegnare lo spazio che ci compete: tale compito spetta specialmente ai Consi­gli pastorali diocesani e nazionali. Dobbiamo sapere preparare, natu­ralmente, dei programmi attraenti ed efficaci di evangelizzazione. Si deve giungere alla creazione di un organismo nazionale competente per tutto questo. Meravigliose sono poi, e da incoraggiare e aiutare le stazioni private radio e TV che già lavorano per il regno di Dio. C'è, infine, e alla portata di tutti il mezzo potentissimo della Stampa.

Chi è quel cattolico che non può spendere ogni mese 10 o 20.000 lire, o anche molto di piú per acquistare e diffondere per proprio conto libri e depliants di evangelizzazione e delle immagini sacre per quadri murali?

Le Case editrici cattoliche sono ricchissime di materiale adatto.

Noi di Comunità Editrice, per conto nostro, abbiamo un vasto assor­timento di materiale per evangelizzare qualunque genere di per­sone: cattolici praticanti da iniziare, indifferenti, persone di poca o di molta cultura, atei, ecc.

Come ogni poliziotto cammina armato, cosí ogni cattolico deve camminare fornito di questo materiale di evangelizzazione per evan­gelizzare vicini di casa, parenti, conoscenti, compagni di lavoro, di­pendenti, ecc. Un'amica nostra di San Severo, insegnante, ritira tanto materiale di evangelizzazione da noi e lo fa diffondere dai suoi studenti casa per casa, mandandone uno o due per ogni strada; un amico nostro di Foggia, corriere nazionale, diffonde a spese sue in tutti i mercati generali d'Italia, dove arriva, una quantità enorme di stampa evangelizzatrice; un amico nostro di Brindisi, povero, ne dif­fonde molto di piú ancora chiedendo, a chi vuole darla, una qualun­que offerta e arrivando cosí a coprire le spese; un altro amico, di Chieti, ha diffuso, oltre a moltissimi nostri libri, e sempre a spese sue, oltre 30.000 copie del nostro libretto contro i Testimoni di Geova; un'altra, in Torino, va imbucando in moltissime buche da lettere i nostri depliants e i nostri piccoli libri: lo sappiamo, per caso, da tele­fonate. Una donna ci dice per telefono: « Ho trovato nella mia buca da lettere il vostro libro Sopravviverò?. L'ho letto; ero atea, mi sono convertita. Grazie »; e chiude il telefono. Bisogna andare di casa in casa per svegliare i dormienti, per evangelizzare gli ignoranti, per immunizzare tutti contro i Tdg. Sarà utilissimo il nostro libretto I ne­mici di Cristo e della Chiesa.

g) Creando nel proprio cenacolo, o nella propria comunità ecclesiale, o nella propria parrocchia, o nel proprio Istituto un arsenale. Come in ogni reggimento c'è l'arsenale con armi e munizioni; cosí in ognuna di queste nostre comunità ci deve essere un arsenale vero e proprio di libri, di depliants e di posters per evangelizzare ogni ca­tegoria di persone e per far mettere in ogni famiglia dei quadri reli­giosi. È facilissimo creare un arsenale simile, ed è indispensabile: ba­sta che ogni membro della comunità metta mensilmente qualche of­ferta; o fare qualche lotteria; o chiedere delle offerte a dei benefat­tori; o sparare meno bombe per le feste del patrono; ecc.

Le comunità e i cenacoli senza tale arsenale rassomigliano a dei reggimenti o a delle navi militari senza arsenale di armi e di muni­zioni, e che vogliono cosí andare a fare guerra.

h) Evangelizzando attraverso le scuole. Stiamo perdendo la grande occasione di poter evangelizzare tutta la gioventú italiana: occasione che abbiamo attraverso le scuole. Nelle scuole nostre generalmente l'insegnamento di religione è insufficiente, manca di basi profonde e di contenuti; e non riusciamo a formare cattolici fervorosi, tanto meno zelanti. Nelle scuole statali, poi, gli insegnanti di religione, il piú delle volte, o non insegnano nulla, o l'insegnano male o, alle volte, non sono neanche essi praticanti; e cosí, la materia, che sa­puta insegnare, è la piú attraente e interessante di tutte, come ab­biamo personalmente sperimentato, diventa la piú noiosa e inutile; tanti alunni per questo se ne esentano; tanti altri la scelgono per gio­care.

i) Creando in ogni parrocchia e in ogni comune uno Stato Mag­giore efficiente; e dove c'è, rendendolo veramente operativo. Tale Stato Maggiore, di sua natura, deve essere il Consiglio pastorale, deve preoccuparsi in tutte le maniere di evangelizzare tutto il pro­prio territorio, di creare delle basi missionarie e dei luoghi di culto fe­stivo o settimanale nei quartieri lontani dalla Chiesa; soprattutto deve organizzare visite sistematiche casa per casa mediante la Le­ione di Maria, creandola se non c'è in parrocchia, o stimolando qual­che comunità esistente in parrocchia a fare le visite come le fa la le­gione di Maria; deve curare l'evangelizzazione delle caserme e delle fabbriche, se ve ne sono; l'evangelizzazione degli eventuali villaggi, se ve ne sono, e la celebrazione di una santa Messa periodica, altri­menti i villaggiani crescono pagani; deve, soprattutto badare all'e­vangelizzazione delle Scuole, alla designazione di insegnanti di reli­gione idonei, perché il piú delle volte non lo sono e vi insegnano niente; deve curare che i maestri facciano la religione nelle scuole elementari e ve la facciano bene, curandoli con almeno alcuni incon­tri direttivi ogni anno. Dobbiamo ricordare che tutto quello che non assistiamo va male, e che tutto quello che abbandoniamo lo prende il nemico. Questo Stato Maggiore deve, infine, curare di fare assegnare dal Comune quel 2% assegnato dalla Legge sui bilanci comunali alle Chiese, e impiegarlo per restaurare gli edifici di culto, per creazione di chiese o cappelle nei quartieri nuovi e per opere di evangelizza­zione.

l) Rendendo efficaci le visite domiciliari. Spesso tali visite sono poco efficaci, perché non c'è occasione di fare un discorso veramente evangelizzante. l legionari di Maria e quanti altri si dedicano alle vi­site domiciliari debbono venire bene istruiti e diretti per saper evan­gelizzare; debbono, soprattutto, lasciare ogni volta qualche depliant evangelizzante o con le preghiere del cristiano, raccomandando ai vi­sitati di leggere l'uno e di adoperare l'altro per fare le preghiere coti­diane del cristiano; e quando si accorgono che la famiglia visitata è proprio digiuna di istruzione religiosa o ha dubbi sulla fede o è visi­tata dai TdG o vive lontana da Dio, deve lasciarvi un libretto o un li­bro adatto o per svegliarli o per immunizzarli o per istruirli e convin­cerli; altrimenti il legionario fa come il medico che visita l'ammalato e non gli prescrive alcuna cura.

Quando il legionario o visitatore non è nelle possibilità di procu­rarsi tale materiale di evangelizzazione dovrebbe essere il parroco o il Consiglio pastorale parrocchiale a rifornirlo, o la sua stessa comu­nità.

m) Acquistando una vera dimensione missionaria. La nostra perfe­zione cresce in rapporto alla larghezza del nostro cuore, ossia del no­stro amore. Un cuore piccolo, che si limita ai piú vicini sarà un pic­colo eletto; un cuore grande, che arriva con la preghiera, coi sacrifici e, dovunque può, con l'azione a tutto il mondo, è destinato ad essere un grande eletto nel Paradiso.

Tutti possiamo e dobbiamo dare una dimensione universale ad ogni nostra preghiera; qualunque cosa chiediamo al Signore, la dob­biamo chiedere per tutti gli uomini: la conversione, il perdono, la pace, il pane quotidiano, la salvezza dell'anima, ecc. Gesú nel Padre nostro ci ha insegnato a pregare per tutti gli uomini della terra; al­trettanto dobbiamo fare con l'Ave Maria e con ogni preghiera. La Ven. Maria d'Agreda pregava continuamente per tutti i missionari e per tutti i pagani della Terra; e, pur restando sempre nel suo con­vento di clausura, Dio la faceva comparire qua e là nelle Missioni per spronare quei pagani a fare quanto un uomo bianco venuto dall'Eu­ropa avrebbe detto loro; cosí precedeva l'arrivo in quel luogo di un missionario. Se ne accorse di questo il suo confessore, il quale partito missionario nel Brasile, si sentiva dire dai pagani del villaggio dove arrivava, cosa dovevano fare per andare in cielo; e, domandando ad essi chi aveva loro detto questo, si sentiva fatta la descrizione della Ven. Maria d'Agreda loro comparsa.

Dobbiamo, quindi, rifornire i nostri missionari del denaro indi­spensabile per mantenere catechisti, orfanelli, lebbrosi, suore, ecc. del materiale di evangelizzazione adatto per i pagani che essi deb­bono evangelizzare: figure, posters, albi evangelizzanti; dobbiamo metterli in condizione di fabbricare cappelle, di mantenere catechi­sti, di stampare fogli e libri di evangelizzazione adatti al loro am­biente ecc. Quasi sempre rassomigliamo a un Governo che manda i propri soldati al fronte senza armi e senza munizioni.

7. L'Ideale dell'Unità

Abbiamo visto come soltanto quando tutti i figli di Maria diver­remo una cosa sola il mondo si convertirà (Gv. 17, 21).

Il problema piú urgente è quindi di unirci: ciò sarà possibile sol­tanto quando ci saremo purificati dai nostri difetti, quando avremo lo stesso amore a Gesú nostro amore e nostro ideale, e lo stesso amore a Maria nostra Madre. Abbiamo trattato il problema dell'u­nità nel libro L'ideale dell'unità, a suo tempo richiestoci da Papa Gio­vanni in molte copie per darlo alle Commissioni preparatorie del Concilio Ecumenico Vaticano II. Il nostro primo compito, quindi, è di crescere nell'amore di Gesú e di Maria e di volere a qualunque costo fare quanto è meglio per affrettare il trionfo del Cuore immacolato di Maria e il regno universale di Gesú.

San Luigi Grignion di Montfort profetizzò come dovranno essere e come saranno questi legionari di Maria che evangelizzeranno il mondo e prepareranno, sotto la guida di Maria, il ritorno finale di Gesú: « Veri figli di Maria, i quali siano concepiti e generati dalla sua carità, portati tra le sue braccia, stretti al suo seno, nutriti della sua vita, educati dalle sue premure, sostenuti dalla sua mano ed arric­chiti dalle sue grazie.

Veri servi della Vergine santa, i quali, come altrettanti san Dome­nico vadano dappertutto con in bocca la fiaccola illuminante e bruciante del Santo Vangelo e con il santo Rosario in mano, ad incen­diare come il fuoco e a rischiarare le tenebre del mondo come il sole; i quali con il mezzo di una vera devozione a Maria, cioè interiore e non ipocrita, esteriore senza critica, prudente e non ignorante, te­nera e non insensibile, costante e non superficiale, santa e non pre­suntuosa, schiaccino, dovunque arriveranno, la testa dell'antico ser­pente, perché si compia per intero la maledizione da te scagliata: "Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua discendenza e la sua; essa ti schiaccerà il capo e tu la insidierai al calcagno" » (Gen.3, 15).

Grande Iddio! Certamente il demonio - e tu l'hai predetto - cer­cherà di mettere gravi insidie al calcagno di questa misteriosa Donna, a questi figli e servi di lei, i quali verranno sul finire del mondo, e ci saranno grandi inimicizie tra questa beata progenie di Maria e la maledetta razza di Satana; ma si tratterà di inimicizia total­mente divina, l'unica di cui tu sei autore: « Io porrò inimicizia tra te e la Donna » ( Da Preghiera infuocata).

Questa lotta finirà con la disfatta definitiva di Satana e del suo re­gno, con la vittoria definitiva di Maria e dei suoi legionari, con il ri­torno glorioso di Gesú che verrà a risuscitare i morti, a rinchiudere nell'inferno definitivamente e per sempre Satana e tutti i suoi se­guaci e a portare in paradiso tutti i figli di Maria e fratelli suoi.

 

PREGHIERA DEL LEGIONARIO DI MARIA

Concedi, o Signore, a noi che serviamo sotto lo stendardo di Maria, quella pienezza di fede in te e di fiducia in lei che permettano di con­quistare il mondo.

Accordaci una fede viva, animata dalla carità, che ci renda capaci di compiere ogni nostra azione solo per amore tuo, e di vedere e ser­vire sempre te nel nostro prossimo; una fede forte e incrollabile come roccia, per la quale possiamo rimanere impavidi e costanti in mezzo alle croci, alle fatiche e alle delusioni della vita; una fede co­raggiosa che ci muova a intraprendere e compiere senza esitazione grandi cose per Dio e per la salvezza delle anime; una fede che sia « la colonna di fuoco » della nostra Legione per guidarci innanzi a tutti, per accendere ovunque il fuoco del divino amore, per illuminare co­loro che sono nelle tenebre e nell'ombra di morte, per infervorare i tiepidi, per ridare la vita a quelli che sono nella morte del peccato; una fede che guidi i nostri passi nella via della pace, cosí che dopo la battaglia della vita, la nostra Legione possa riunirsi, senza perdita al­cuna, nel regno del tuo amore e della tua gloria. Amen.

 

CONSACRAZIONE DI SE STESSO A GESÚ CRISTO SAPIENZA INCARNATA PER LE MANI DI MARIA (San Luigi Maria Grignion da Montfort)

O Sapienza eterna ed incarnata! O amabilissimo e adorabilissimo Gesú, vero Dio e vero Uomo, Figlio unico dell'Eterno Padre e di Ma­ria sempre vergine! Io ti adoro profondamente nel seno e negli splendori del Padre, durante l'eternità e nel seno verginale di Maria tua degnissima Madre, nel tempo dell'Incarnazione.

Ti ringrazio perché ti sei annientato prendendo la forma di uno schiavo, per liberarmi dalla crudele schiavitú del demonio; ti lodo e ti glorifico per aver voluto sottometterti a Maria, tua santa Madre, in ogni cosa, al fine di rendermi per mezzo di lei tuo schiavo fedele.

Ma, ohimé, ingrato e infedele che sono! Non ho mantenuto i voti e le promesse che ti ho fatto cosí solennemente nel santo Battesimo e non ho adempito ai miei obblighi. Non merito di essere chiamato tuo figlio e tuo schiavo. E siccome non c'è nulla in me che non meriti le tue ripulse e il tuo sdegno, non oso piú avvicinarmi da solo alla tua santissima ed augustissima Maestà. Ma ricorrerò all'intercessione della tua santa Madre, che mi ha assegnata come mediatrice presso di te: per mezzo suo spero di ottenere da te la contrizione e il perdono dei miei peccati, l'acquisto e la conservazione della sapienza. Ti sa­luto dunque, o Maria immacolata, tabernacolo vivente della Divi­nità, in cui, nascosta, la Sapienza eterna vuol essere adorata dagli An­geli e dagli uomini.

Io ti saluto, o Regina del cielo e della terra, al cui impero è sotto­messo ogni suddito di Dio. Ti saluto, rifugio sicuro dei peccatori, la cui misericordia non mancò mai a nessuno. Esaudisci i desideri che ho della divina Sapienza e ricevi i voti e le offerte che la mia pochezza ti presenta.

Io N.N., peccatore infedele, rinnovo e riaffermo nelle tue mani i voti del mio Battesimo: rinunzio per sempre a Satana, alle sue vanità e alle sue opere, e mi dò interamente a Gesú Cristo, Sapienza incarnata, per portare dietro a lui la mia croce tutti i giorni della mia vita.

E affinché gli sia più fedele di quanto lo fui fin qui, io ti eleggo oggi, o Maria, alla presenza di tutta la corte celeste, per mia Madre e Padrona. A te abbandono e consacro, come schiavo, il mio corpo e l'anima mia, i miei beni interiori ed esteriori, e il valore stesso delle mie azioni buone, passate presenti e future, lasciandoti intero e pieno diritto di disporre di me e di quanto mi appartiene, senza eccezione, secondo il tuo benepla­cito, per la maggior gloria di Dio nel tempo e nell'eternità.

Ricevi o Vergine benigna, questa piccola offerta della mia schia­vitú, in onore ed unione della sottomissione che la Sapienza eterna si compiacque avere alla tua maternità, in omaggio al potere che en­trambi avete su questo miserabile peccatore, in ringraziamento dei privilegi di cui ti favorí la santissima Trinità.

Dichiaro che d'ora innanzi io voglio, qual tuo vero schiavo, cercare il tuo onore e la tua obbedienza in ogni cosa.

O Madre ammirabile! Presentami al tuo caro Figlio, in qualità d'e­terno schiavo, affinché avendomi riscattato per mezzo tuo, per mezzo tuo mi riceva. O Madre di Misericordia! Concedimi la grazia di ottenere la vera sapienza di Dio e di mettermi nel numero di quelli che tu ami, ammaestri, guidi, nutri e proteggi come tuoi figli e tuoi schiavi.

O Vergine fedele, rendimi in tutte le cose un cosí perfetto disce­polo, imitatore e schiavo della Sapienza incarnata. Gesú Cristo, tuo Figlio, affinché io giunga, per tua intercessione e a tuo esempio, alla pienezza della sua età sulla terra e della sua gloria in cielo. Amen.