MARIA
DI NAPOLI "DALLE TENEBRE ALLA LUCE"
PRESENTAZIONE
Queste lettere sono l'espressione autentica di una giovane vita che, vissuta per lunghi anni nel peccato a causa dell'umana violenza, grazie al provvidenziale incontro con Radio Maria ha conosciuto la grande Misericordia di Dio, l'amore materno della Madonna e l'accettazione della sofferenza con Padre Pio.
Per
ragioni di riservatezza, sopratutto nella prima lettera, sono stati tolti
riferimenti a persone e circostanze particolarmente delicati e riservati. Al
testo non sono state fatte correzioni di alcun genere, ne ortografiche, ne
grammaticali.
Radio
Maria ha ritenuto doveroso rispondere alle numerose richieste, pervenute alla
redazione, di vedere pubblicato questo straordinario documento di conversione,
testimonianza del dono prezioso della fede, che libera le creature dal giogo
della sofferenza, riconducendole alla Luce di Dio.
Maria
che Dio Padre ha chiamato a sè il 30 settembre 1993 all'età di 35 anni, ci
aiuti nella fede a comprendere quanto è grande il valore della sofferenza.
FEDERICO
Napoli,
13.12.1992
Caro
Federico, amico di Radio Maria,
mi
permetto di scriverti questa lettera perchè ho piena fiducia in te e ti voglio
tanto bene. Le tue trasmissioni di sabato sera "Il fratello", mi
colmano il cuore di tanta serenità e gioia. Non ho mai pregato così bene, in
te si nota una fede vera e genuina che la sai trasmettere anche a coloro che non
credono.
Purtroppo
fra questi poco fortunati (vale a dire senza fede) ci sono pure io.
Il
motivo? Forse sono state le vicessitudini avverse della vita per cui mi hanno
precluso ogni entusiasmo e gioia di vivere.
Per
ben tre volte ho tentato il suicidio senza riuscirci, purtroppo… Mi permetti
che a questo punto faccio un naturale sfogo.
Da
te mi aspetto un aiuto nella preghiera anche attraverso l'intercessione di P.
Pio molto stimato ed amato da te.
Lo
si nota attraverso l'angolino di P. Pio che ogni sabato sera inserisci dopo il
rosario.
Ora
vivo sola, chiusa in me stessa con una disperazione infinita. Per fortuna che ho
un lavoro come assistente sociale che mi permette di vivere una vita autonoma e
indipendente.
Mi
manca la cosa essenziale, la fede! ...
E
ora termino, scusandomi se ti faccio perdere del tempo a te tanto prezioso, e
perdonami di questo sfogo, ne avevo tanto bisogno. Se ti capita di far menzione
attraverso radio Maria il sabato sera usa un nome convenzionale, per es.: Maria
di Napoli. Ti dico questo perchè hai la gentile abitudine di ringraziare coloro
che ti scrivono prima della trasmissione "il fratello". Mi toglieresti
da un grande imbarazzo.
Grazie,
ti saluto caramente ... con tanti auguri di buone feste che fra l'altro per me
non esistono. Se mi rispondi mi fai cosa gradita. Ciao
Napoli,
17.1.1993
Caro
Federico,
credevo
di avere una risposta alla mia lettera, ma purtroppo ho aspettato invano.
Comunque ti ringrazio lo stesso perchè sono sicura che mi hai riservato un
posticino nelle tue preghiere specialmente con la tua visita a Padre Pio alla
fine del mese. Spero che la tua serenità e umorismo che diffondi ogni sabato
sera ti accompagnino sempre nella tua vita e comunicare agli altri che avvicini
quel senso di gioia frutto di un'anima in pace con se stessa e con Dio.
Ti
scrivo ancora perchè, credimi, ho tanto bisogno di sentire vicino una persona
che mi possa capire e tendermi fraternamente una mano amica.
Lo
sai che sono completamente sola, ed è proprio in virtù di questa tremenda
solitudine che ho intrapreso un tenore di vita che non è degno di una persona
umana. In breve, ti devo confessare, proprio come ad un confessore, che faccio
la prostituta non per bisogno di guadagno ma per stordirmi.
Credimi,
quando rientro a casa dopo di aver dato ai porci (scusami di questa reale
espressione) la possibilità animalesca di sfogare i loro istinti, mi sento
ancora più sola con un amaro in bocca e quel che è peggio con una voglia matta
di suicidarmi. Aiutami, caro Federico, ad uscire da questa tremenda situazione e
chiedi al Signore per me il dono della fede, quella fede che ho incominciato a
desiderare da quando ascolto Radio Maria che è poco tempo.
Ho
35 anni ma mi sento più vecchia di 90 anni. Sono stremata, lacera, sotto il
peso di un'esistenza che non vale la pena di essere vissuta.
Giorni
or sono ho ricevuto una telefonata dall'avvocato difensore di mio padre che
chiedeva se ero disposta ad apporre una firma per la libertà di mio padre che
è detenuto, ma… Scusami di questo sfogo, vorrei dirti tante cose, ma ho paura
di sottrarre del tempo così prezioso.
Posso
sperare in una tua risposta che mi mette in condizione di una svolta decisiva
della mia vita così inutile e vuota?
Ti
ringrazio e ti saluto affettuosamente…
(nome
convenzionale Maria) P.S. - Posso avere il tuo indirizzo?
Unicamente
te lo chiedo perchè forse la posta a casa ti arriva prima, in quanto con il
recapito di Radio Maria tu la puoi ricevere solo al sabato
Grazie.
Napoli,
27.1.1993
Caro
Federico,
in
questo momento che ti scrivo sono in ospedale per una lavanda gastrica frutto di
un tentato suicidio messo volutamente in atto, ma purtroppo non riuscito. Fra
qualche giorno verrò dimessa. E' evidente che il Signore (se esiste) non vuole
ancora la mia vita.
Sono...,
ed a proposito ti prego vivamente di mantenere l'anonimato, se vuoi accennare
qualcosa per Radio usa il nome convenzionale: "Maria di Napoli", mi
toglieresti da un grande imbarazzo. Grazie!
Radio
Maria mi ha messo in una crisi tremenda. Per caso ho aperto la radio, non sapevo
dell'esistenza.
Tutto
è cominciato un sabato nella trasmissione 'Il Fratello" condotta da te.
Ora non posso fare a meno, ho subito una dipendenza come dici tu scherzosamente,
anche se quelle preghiere ed il Rosario non mi dicono niente per ora, anzi mi
viene nausea a sentire.
Come
mai? Cosa è questa attrazione che provo per il bene ma il male prende il
sopravvento? Sono forse diversa dagli altri? Oppure il Signore si è dimenticato
di me a causa di tanti errori commessi? Mi mancano proprio quei sani principi
che formano ogni uomo, non ho avuto questa fortuna da piccola.
Devi
sapere che ho 35 anni e non ho fatto ancora la Comunione e la Cresima.
Quel
mostro di ... ha pensato solo a far denaro e mi ha forzato brutalmente a
condurre una vita, ossia la mia adolescenza, sui marciapiedi, in una parola, a
prostituirmi. Lui incassava, ed io lavorarvo, ma che lavoro ... lascio a te
immaginare quali siano state le soddisfazioni fino ad oggi ...
Sono
ora a terra, lacera, senza dignità umana, sono considerata una bestia.
Ti
prego, Federico, aiutami ad uscire da questa tremenda crisi attraverso le
preghiere tue e degli ascoltatori.
Quando
brevemente ti ricordi di me attraverso Radio Maria per darmi un consiglio e
qualche buona parola mi sento meno sola e mi sembra di caricarmi di una serenità
diversa, forse mai provata e gustata.
Credimi,
vado avanti così per una intera settimana.
Grazie,
Federico, vorrei che la tua lontananza fosse meno lontana e avere la
possibilità di averti più vicino come un fratello.
In
questo momento che ti scrivo forse sei a Foggia, e precisamente a San Giovanni
Rotondo da Padre Pio.
Maria
di Napoli
Napoli,
8.2.1993
Caro
Federico,
grazie
per la tua comprensione e la tua benevolenza nei miei riguardi. Pensavo di
essere ripudiata e messa da parte, invece ho constatato con gioia quanta bontà
e delicatezza può suscitare in un'anima che vive un cammino di fede
trovandosi vicino al Signore.
Nel
sentire le mie lettere sabato sera, non ti nascondo ho pianto tutta la notte. Mi
domando, sono stata proprio io a scrivere? Mi sorprende come ho potuto vuotare
il sacco in così breve tempo (credimi non è stata cosa facile) e liberarmi da
un incubo che non mi dava pace.
Capisco
che non è tutto perchè il passo decisivo e più importante lo devo fare
ancora: la confessione. Spero di farlo quanto prima a San Giovanni Rotondo per
aggrapparmi al cordone di Padre Pio, come hai detto tu e mettermi nel grembiule
o nelle tasche della Madonna.
Forse
è il posto più adatto e spero di rimanere un paio di giorni per vedere di
capire cosa sta succedendo in me.
Mi
sembra di vivere in un mondo di sogni straordinari anche se alterno momenti di
grande gioia mai provati in vita mia e momenti di sconforto.
Lo
scoglio più grande non è tanto mettere una pietra su una esistenza vuota e
libertina, ma è mio padre.
Domenica
dopo anni di assenza mi sono recata in Chiesa.
Ad
un certo momento sono venuta meno e non mi sono resa conto di cosa stava
succedendo in me.
Mi
sono trovata sdraiata su un banco con tanta gente attorno. Si è trattato di una
“lipotimia”; ormai il mio fisico è stremato e faccio fatica anche a
scrivere, mi trema la mano.
Ad
accompagnarmi a casa è stato un diacono, non lo conoscevo e non sapevo perché
si chiamasse così. Mi ha spiegato quale era il suo ruolo in Chiesa, beato lui.
Mi ha offerto un viaggio gratis a Lourdes, ho accettato con riserva essendo ora
una bambina appena nata, devo fortificarmi moralmente, spiritualmente e anche
fisicamente. forse acconsentirò per luglio.
Ti
prego caldamente di aiutarmi nelle tue preghiere perchè questo periodo è il più
delicato in quanto c'è qualche persona poco affidabile che mi dà fastidio. E'
sorpreso nel constatare che non faccio più parte della sua comitiva poco
raccomandabile. Ho paura di qualche sorpresa ... tu capisci.
Se
vuoi leggere questa lettera fallo pure: può far del bene a qualche persona che
come me si dibatte fra il male facile ed il bene difficile.
Ti
ripeto ancora di chiamarmi Maria onde evitare spiacevoli conseguenze.
Grazie
della pazienza che porti nel sopportarmi.
Ti
saluto cadmente, ciao… Maria
Spero
di sentirti qualche volta in diretta, ma è tanto difficle…
Napoli,
16.2.1993
Caro
Federico,
abbi
la bontà di leggermi ancora, purtroppo ti sei cacciato in un brutto guaio e ti
chiedo scusa.
La
mia "odissea" non è ancora finita.
Mi
sono illusa che fosse facile interrompere un tenore di vita come la mia ... ma
purtroppo sono circondata da uomini sanguisughe che vogliono ancora sfruttarmi
fino all'ultima goccia. Non posso permettermi di uscire che sono pedinata.
Anche se rimango in casa sono disturbata da telefonate provocatorie, oscene ed
intimidatorie. Sono i cosiddetti “protettori” che non si rassegnano a
perdere una preda tanto facile e forse difficile da trovare. Tu mi capisci!!!
Aiutami con le tue preghiere e quelle di tutta Radio Maria.
Sono
ormai decisa a cambiare radicalmente la mia vita. Ciò mi costerà non poco in
quanto sto già subendo delle angherie. Ti chiedo scusa se oso sfogarmi con te
in maniera così confidenziale, lo faccio perchè ho la sicurezza di non essere
ingannata, e credo molto in un'amicizia come la tua. Chissà da quanto tempo il
Signore bussava alla mia porta, perchè nonostante tutto sentivo sempre un forte
richiamo interiore, ma non riuscivo a capire data la mia terribile situazione.
Il colpo di grazia è stata Radio Maria. Non ho avuto la fortuna di crescere in
una famiglia sana, esclusa mia madre, per cui spesso mi domando fino a che punto
possa essere io responsabile. L'altra sera ho sentito prepotente il bisogno di
andare in Chiesa. Il mio desiderio coincideva con la giornata Mondiale degli
ammalati voluta dal Papa ed era l'undici febbraio, anniversario delle apparizioni
di Lourdes. Premetto che nella mia ignoranza non sapevo niente, tutto ho appreso
da Radio Maria. Nel rincasare, era già tardi in quanto la funzione è stata
molto bella ma lunga, ho trovato delle persone ad attendermi vicino a casa. Mi
sono trovata in macchina trascinata dentro con una forza brutale da quattro
energumeni e a nulla è valsa la mia reazione. Ero sola contro quattro. Hanno
fatto di me quello che hanno voluto dopo avermi imbavagliata e legata. Ho ancora
i segni delle percosse subite, sono piena di ecchimosi. A questo punto mi guardo
bene dal scendere in particolari. Sarebbe umiliante per me e doloroso per te che
hai la bontà di leggermi. Però mi domando: è possibile che il male debba
prendere il sopravvento sul bene? E' questo l'aiuto di Dio? Eppure tornavo da un
luogo sano, dove anche se non ho pregato, tra l'altro non so pregare, non ho mai
pregato in vita mia, ho innalzato lo stesso delle invocazioni spontanee, di
supplica al Signore. Ma dov'era Lui? Ho ancora dubbi e incertezze in proposito.
Vorrei tanto andar via da Napoli ma il lavoro non mi permette un trasferimento.
Non posso azzardarmi a perdere un posto che mi dà la possibilità di vivere
indipendente senza aver bisogno di nessuno. Però, credimi, sono stanca, stanca,
stanca. Soffro in questo periodo di una grave anoressia per cui non nutrendomi
sono deperita ed esaurita. Ma ora interrompo perchè non ti voglio annoiare, ti
ringrazio di tutto e credo sempre nella tua amicizia. Poichè non riesco mai a
prendere la linea diretta con Radio Maria accetta queste mie lettere anche se
non sono gioiose.
Ciao…
un saluto affettuoso ed una preghiera.
Maria
P.S.
- Una buona notizia. Fra qualche giorno inizierà la catechesi per la
preparazione all'ammissione alla Prima Comunione. Mi preparerà un Diacono. Un
motivo in più per pregare.
Lettera
(di un'ascoltatrice) del 22 Febbraio 1993
Le
lettere fecero grande impressione; un'ascoltatrice della radio, Rosa scrisse a
Federico, a sua volta, una lettera di incoraggiamento per Maria.
Di
Rosa nulla sappiamo tranne che: " ... ha conosciuto - anche lei - la
bruttura della vita".
E'
una lettera che esorta alla speranza Maria e noi con lei.
Brindisi,
22.2.1993
Carissimo
Federico,
poche
parole per Maria di Napoli perchè altro non so dire. "Penso a te, prego
per te, Maria, da quando Federico ha letto, attraverso la Radio, per due sabati
consecutivi (13 e 20 febbraio), prima della recita del Santo Rosario di
mezzanotte, le tue lettere, tre bellissime lettere, che lasciano trasparire
tutta la tua angoscia, tutta la tua disperazione, ma anche il forte desiderio
di voler uscire dal baratro nel quale sei caduta.
Coraggio,
Maria! Non piangere! E lotta, lotta ancora.
Sei
stata toccata dalla grazia di Dio e di questo devi essere felice. Prega tanto,
anche quando senti che la vita è vuota e inutile. Gesù Maria Santissima ti
ascoltano, sai, e ti sono vicini più di quanto tu possa immaginare.
Te
lo dico per esperienza personale. Ciao! Ti porto nel cuore.
Se
andrai a Lourdes, cosa che io non potrò fare per ragioni di salute, ricordati
di me quando ti inginocchierai ai piedi della Vergine Immacolata per pregare.
Auguri,
tanti auguri e un forte abbraccio da Rosa, che ha conosciuto, anche se in
maniera diversa dalla tua, la bruttura della vita.
A
te, Federico, un cordiale e fraterno saluto.
Napoli,
1.3.1993
Caro
Federico,
ieri
sera ho ascoltato come sempre la trasmissione del sabato "Il
Fratello". Diventa sempre più stupenda perchè ho l'occasione di
apprendere nuove cose e farle fruttificare.
Non
mi stanco mai di ringraziare te, caro Federico e tutta Radio Maria. Continuate a
pregare per me perchè questo è il periodo, molto bello, ma anche più
delicato.
Mi
dispiace non poterti accontentare per il telefono. Ho capito bene che ne hai
fatto richiesta?
Il
mio numero, ossia l'apparecchio non esiste più. L'ho tolto dalla circolazione
per tanti motivi.
E'
meglio una comodità in meno che un peccato in più. Può costituire per il mio
caso un motivo di ripiego.
Non
voglio demolire ciò che con tanta fatica sto recuperando. In questi giorni
partirò per COSSATO (VC).
Ho
avuto dal medico un periodo di riposo ed io voglio approfittare per tornare in
un secondo momento più ritemprata fisicamente. Vado da alcuni parenti.
Ringrazio
la Signora che gentilmente mi ha ceduto il suo premio. Sono rimasta veramente
commossa e vedo che nel mondo infondo un pò di buono esiste. Però non sono
queste cose che mi mancano, è la ricchezza spirituale che conta. Ho così tanta
roba da avere il superfluo.
Per
cui ti prego, senza offendere nessuno, di devolverlo a chi ha veramente bisogno,
la carità materiale copre la moltitudine dei peccati.
A
Cossato continuerà il corso di preparazione all'ammissione all'EUCARESTIA.
Non
vedo l'ora per provare la tenerezza dell'Eucarestia, è una frase questa appresa
da Padre Bettat, deceduto l'altro giorno.
Al
ritorno da Cossato farò un'altra scappatina a San Giovanni Rotondo, ho lasciato
il cuore.
Hai
ragione di essere innamorato di Padre Pio. E' un fratello straordinario!
Pregherò
anche per te.
Saluti
cari Maria
Ciao…
Il
Confessore mi ha fatto promettere di ritornare…
Napoli,
21.3.1993
Carissimo
amico Federico,
sono
ritornata solo ieri da San Giovanni Rotondo. Padre Pio è ormai una calamità,
mi ha conquistato il cuore. Ho la fortuna di essere così vicina
geograficamente. Ad attendermi c'era il mio confessore. Mi ha accolto a braccia
aperte per cui ho avuto ancora una volta la sicurezza di essere abbracciata
dal Signore. Mi ha fatto la sorpresa di regalarmi la Bibbia di Gerusalemme, ho
già iniziato a leggere con molto impegno. Ho avuto con lui un lungo colloquio,
sempre sulla tomba di Padre Pio, basato su argomenti spirituali facendo
riferimento a Padre Pio, alla sua vita stupenda.
Non
più ricordi del passato, ormai ho messo tutto nel cuore misericordioso di Gesù
e della Mammina come la chiamava Lui. Dal giorno bellissimo in cui ho avuto la
fortuna di riconciliarmi con Dio e perdonare mio padre sono andata a messa ogni
giorno. I miei parenti mi prendevano in giro per cui era una sofferenza continua
nel vederli tanto lontani senza quella fede che ti mette in condizione di vivere
una esistenza più serena.
Volevo
gridare loro della mia stupenda esperienza e fare provare la gioia senza pari,
ma trovavo un muro di resistenza per cui ho creduto limitarmi alla preghiera.
Arriverà
anche per loro il momento inaccettato e tanto bello ... sono sicura.
Quando
sono partita però ho lasciato su un tavolo un piccolo bigliettino dove mi è
venuto spontaneo questa breve frase: "ORA VEDO IL SIGNORE E CREDO IN LUI,
LASCIATEVI PLASMARE DA LUI E TROVERETE TANTA GIOIA ".
Il
periodo passato fuori Napoli mi ha giovato molto sia sul piano spirituale che in
quello fisico, anche perchè ho avuto la possibilità di recarmi al Santuario
di Oropa trovandomi molto vicino come paese. Ho tanto pregato per tutti ma in
modo particolare per questo stupendo strumento tanto piccolo ma grande nel suo
aiuto infinito "Radio Maria". La mia conversione la devo soprattutto
a questa Radio.
Ed
ora, caro Federico consentimi di passare ad un argomento nettamente in contrasto
con quello che ho espresso qui sopra, credevo di non tornarci più ma ho subito
un altro duro colpo buttandomi in uno stato di angoscia e di dolore. Cosa vuoi
è la natura umana che recalcitra perchè offesa nel più intimo. Al mio rientro
ho avuto una sorpresa molto amara che mi ha scioccato tanto da farmi gridare
ancora una volta: "Mio Dio dove sei, aiutami e non lasciarmi sola". Ho
trovato la casa completamente saccheggiata, hanno fatto piazza pulita e per di
più, come oltraggio, mi hanno bruciato il letto. Non credo che siano stati i
soliti ladri, il mio sospetto cade su quegli uomini strozzini che purtroppo
nella mia vita avevano un ruolo molto importante.
In
altri momenti avrei come minimo bestemmiato, cosa facile nel mio costume
purtroppo, ma ora ho avuto si una amara reazione, comprensibile fra l'altro, ma
ho affidato tutto nel cuore della Mammina. Queste sono perdite materiali che non
hanno nulla a che vedere con le bellezze e doni spirituali.
Il
diavolo, purtroppo, mi tenta in ogni momento facendomi sentire una nostalgia del
passato.
Purtroppo
è difficile dimenticare 20 anni (una giovinezza) passati in una tremenda
situazione che al solo ricordo mi fa accapponare la pelle.
E'
questo per me un periodo molto delicato e anche duro. Cosa vuoi la natura umana
ogni tanto si sveglia dal suo letargo. Chiedo ancora e con insistenza aiuto
nelle preghiere di tutta Radio Maria perchè possa uscire vittoriosa in tutte le
prove della vita che purtroppo non mancano mai, perchè il diavolo è in
agguato.
Ho
da darti i saluti di mio padre.
Abbiamo
impostato una corrispondenza bellissima. Lui pure ascolta sempre Radio Maria ed
è tanto soddisfatto.
Termino
lasciandoti con un caldo abbraccio nel Signore e una stretta di mano veramente
amichevole. Ciao.
Maria
di Napoli
Napoli,
28.3.1993
Carissimo
amico Federico,
Nostalgia
di Padre Pio e della confessione!
Ho
vissuto l'esperienza più bella della mia vita. Ho sfidato il cattivo tempo e mi
sono avventurata noncurante di niente in cerca di pace e l'ho trovata. E' stato
un impatto terribile ma alla fine ha vinto la grazia. All'inizio ero agitata ed
angosciata, facevo la spola tra la Chiesa e la piazza, ero così emozionata da
sentirmi male. Mi sembrava di dover superare una grande prova, ma con l'aiuto di
Dio e di Padre Pio ho sentito una forza interiore e mi sono trovata, come
spinta, in Chiesa. C'era un sacerdote disponibile al confessionale, un
sacerdote a me sconosciuto, ma si è rivelato un grande uomo di Dio nel suo
ministero.
Mi
sono inginocchiata e senza parlare, mi mancava la forza, sono scoppiata in un
pianto dirotto. Questo momento di grande commozione è durato un bel pò. Il
sacerdote mi ha lasciato sfogare poi stringendo le mie mani nelle sue ha
esclamato: "Figliola coraggio, io sento che il Signore ti ha già perdonata
perchè hai molto amato" e mi ha citato qualche episodio bellissimo del
Vangelo, la Maddalena, il figliuol prodigo etc…
Quando
un pò più risoluta e sollevata ho incominciato a vuotare il sacco e mettere a
nudo la mia anima un nuovo irrefrenabile sfogo di pianto che non riuscivo a
controllare. All'improvviso il sacerdote si alza mi prende per mano e mi
accompagna a mia insaputa alla tomba di Padre Pio che ancora dovevo visitare. E'
stato il momento più bello!
Quanta
pace ho sentito subito, quanta serenità, e perchè no quanto bisogno di amore
puro e sincero, quell'amore che purtroppo mi è mancato tanto nella mia vita,
prima in famiglia e poi sfruttata dal mondo della prostituzione ...
Sono
stata vicino alla tomba di Padre Pio circa due ore, poi finalmente aiutata dallo
stesso sacerdote che mi ha accompagnata ho iniziato a vuotare il sacco con
tanta umiltà e con tanta decisione. Come per incanto era sparita ogni paura che
costituiva un forte ostacolo. Mi sono liberata da un macigno che era diventato
pesante ed insostenibile. Ho finalmente conosciuto l'AMORE ed ho sperimentato su
di me la Misericordia di Dio attraverso questo grande sacramento.
Ora
sono libera, non più prigioniera e schiava di una vita di peccato e di schiavitù.
Uscita fuori ho avuto la sensazione di volare, tutto era più bello, più
limpido.
Anche
se faceva un freddo glaciale avevo però tanto calore nel cuore e tanta gioia!
In questo momento che scrivo sono di nuovo alle prese con un pianto
irrefrenabile, ma questa volta sono lacrime di gioia e di pentimento. L'unica
nota dolorosa è ancora la mia assenza, non voluta, alla Eucarestia. Mi sembra
di averlo già detto di non aver fatto ancora la Prima Comunione. In compenso
però, ho iniziato un corso per l'ammissione a questo sacramento e poichè ho già
35 anni un'età matura, sono pronta, con una preparazione adeguata a ricevere
anche il Sacramento della Cresima. Dopo questa preparazione duplice posso considerarmi
anch'io una persona rinata.
Ancora
una volta ringrazio te, caro Federico, e tutta Radio Maria che mi avete dato la
gioia di ritrovare COLUI che, malgrado tutto, le mie debolezze, le mie infedeltà,
era ad attendermi con pazienza per perdonarmi. Quale gioia!!!!!
La
mia esperienza non è finita qui. Ho avuto una grande grazia che mi stava a
cuore, il superamento di quell'odio spietato verso mio padre. Senza questo
superamento non potevo certo ricevere l'assoluzione.
Anche
in questo il Signore mi ha aiutata conducendomi verso la strada del perdono. Il
sacerdote mi ha dato come penitenza mettere in pratica uno dei consigli
evangelici: "visitare i carcerati". Credimi mi è costato tanto ma ci
sono riuscita. E' stato una tristezza all'inizio ma poi come per incanto si è
trasformato questo doloroso incontro in una serenità inaspettata. L'udienza
in via eccezionale si è tenuta nello studio del direttore insieme al
cappellano. Ho visto mio padre piangere come un bambino ed in ginocchio
chiedermi perdono, mi ha fatto tanto tenerezza per cui ho avuto la forza di
baciarlo e di abbracciarlo con tanto affetto. Sia il direttore che il cappellano
assistevano silenziosi e commossi a questo incontro. Erano 20 anni che non ci
vedevamo. Alla fine il cappellano chiamatami in disparte mi ha detto: "tuo
padre non è più un mostro come tu l'hai definito, ma è un uomo nuovo
ricuperato dalla grazia redentrice".
Solo
allora ho capito che in fondo tutti e due eravamo su un unico binario:
"l'incontro del peccatore con Dio Misericordioso". Mi sono ricordata
di una tua frase molto bella ma non recepita allora in una trasmissione il
sabato sera.
Mi
dicesti: "Maria ricordati che il Signore anche per tuo padre attraverso la
crocifissione ha desiderato la salvezza". E ciò si è verificato.
Caro
Federico, stò accarezzando l'idea stupenda di farmi suora di clausura. Mi è
venuta questa ispirazione sulla tomba di Padre Pio. Chissà se nei piani del
Signore c'è pure questa chiamata. Ma per ora è prematuro parlarne, sono una
bambina appena nata bisognosa di tutto nel campo spirituale. "Se sono rose
fioriranno ".
Intanto
preghiamo.
Ed
ora ti lascio caro Federico con un forte abbraccio nel Signore e ti sono sempre
grata.
Scusami
se sono stata troppo prolissa ma è la gioia che trabocca dal mio cuore. Tu mi
comprendi ... Sono felice, felice.
Tua
amica Maria, non più nome convenzionale ma reale in quanto è il mio secondo
nome. L'ho appreso da mio padre. Ciao ...
(Come
deve essere grande un'anima per contenere Dio!) Grazie di tutto. Ciao.
Spero
di sentirci in diretta qualche volta. Ma è tanto difficile! Ho provato senza
esito.
Pasqua
1993
Caro
Federico,
Buona
Pasqua a te e famiglia e tutti i componenti di Radio Maria. E' la prima Pasqua
che trascorrerò nella gioia e serenità, frutto di un'anima in pace con se
stessa e con Dio.
Presto
farò la Prima Comunione e la Cresima, questo tempo di attesa mi sembra
interminabile.
Ho
trovato tanta solidarietà nella comunità parrocchiale.
Ho
ricevuto dalla catechista che mi prepara in regalo il nuovo catechismo della
Chiesa Cattolica e mi sono proposto di leggerlo e studiarlo per aumentare la mia
scarsa cultura religiosa.
Ora
sento di amare tutti con un'ottica diversa anche perchè mi sento privilegiata
da Dio e amata dagli uomini di fede con un AMORE VERO E SINCERO.
Quante
buone persone sto incontrando in questo cammino di fede. E' vero che il male
suscita clamore ma c'è pure tanto bene che non fà rumore.
Dovunque
vedo la paternità misericordiosa di Dio nei miei riguardi e credo veramente
in Lui che non mi ha mai abbandonata, neppure nei momenti in cui mi trovavo in
un profondo abisso. Tutto quello che mi sta succedendo mi sembra un sogno.
E'
molto bello!
Buona
Pasqua, caro Federico e ... ad meliorem (sempre meglio) Ciao ... un abbraccio
fraterno, sentiamoci uniti nella preghiera. Maria
Napoli,
9.4.1993
Carissimo
Federico,
Giovedì
Santo in coincidenza con l'istituzione della S. Eucarestia ho fatto la S.
Comunione. E' stato un giorno veramente eccezionale, sono ancora commossa. Mi
domando come ho potuto vivere anni e mesi senza gustare questa tenerezza
dell'Amore Misericordioso. La mia gioia e riconoscenza non hanno limiti. Anche
la comunità tutta ha partecipato a questo momento di commozione e di gioia.
E' stato un primo incontro col Signore senza precedenti. La mia esperienza di
vita vissuta è un miracolo vivente. Vorrei gridare a tutto il mondo che non vi
è gioia più grande di una esistenza spesa tutta per Colui che ci ha creato.
Sento così viva la presenza di Dio e della Mammina che la solitudine per me è
inesistente. Ora non ho paura di niente anche se dovrò subire ancora soprusi da
parte di alcuni spregiudicati, ho il coraggio di combattere perchè Dio è con
me, e Lui certamente non permette tentazioni superiori alle nostre forze. Mi
sento una bimba che muove i primi passi ed è gioiosa se cade ancora perchè ha
la forza di rialzarsi accompagnata e sostenuta per mano dall'unico Padre che è
nei cieli. Ora in ogni momento posso sempre ricominciare a dare tutto a Cristo,
e Lui è sempre pronto ad accogliermi e a rispondere fino infondo al mio amore
donandomi nuovamente tutto. Non riesco mai a elencare i doni di Dio nella mia
vita. Essere perdonati e perdonare sempre è un cammino di grande gioia, perchè
in ogni prova c'è qualcuno da consolare, da rafforzare; non c'è gioia più
grande che dimenticare le proprie pene per consolare quelle degli altri, perchè
la vita ha sempre dei ricordi che ricaricano la nostra gioia. Questi semplici
pensieri mi vengono così spontanei dal mio cuore che non è più un cuore
indurito e avvizzito dal peccato, ma fresco di gioventù. Cosa vuole più il
Signore da me? Che cosa altro mi deve regalare?... Mi ha dato tutto e io
prometto di corrispondere in pieno alla sua grazia attraverso la mia fede
assopita per anni. Solo la fede può aiutare a capire l'immensità e il mistero
della Croce che stiamo vivendo in questa settimana Santa. Nessun ostacolo che
viene dall'esterno mi toccherà perchè sono nella pace.
Spero
di ritornare presto a S. Giovanni Rotondo a trascorrere le mie ferie in
compagnia di Padre Pio. Ora sono libera da tanti legami pericolosi per cui
finalmente posso disporre del mio tempo prezioso nell'amicizia intima prima a
contatto con il Tabernacolo e poi in stretto rapporto con Padre Pio che mi
insegnerà ancora tante cose. Che bello, potrò visitare con calma le sue opere.
A proposito devo farti una confidenza. Non ho intenzione di essere presuntuosa
ma credo che ciò che ho sentito ha del prodigioso e non è frutto di
allucinazioni. Mentre ero intenta in preghiera presso la tomba del Padre ho
sentito in più riprese un forte odore di violette che si è ripetuto anche
fuori della Chiesa. Meravigliata e anche incuriosita chiedo a qualche persona un
loro parere. Quasi tutte mi hanno dato un'analoga risposta: "non c'è da
meravigliarsi perchè anche in vita Padre Pio emanava spesso un profumo
bellissimo". Sarà vero? Premetto che di tutto ciò non ero al corrente.
Dopo questo periodo andrò a Lourdes, mi sono già prenotata. Sarà questa
un'altra esperienza meravigliosa.
Ed
ora ti chiedo un grande favore. Fai una preghiera particolare per mio padre che
sta attraversando un periodo molto critico per la sua salute. Ha subito troppe
emozioni in questi giorni per cui il fisico, già debilitato a causa di due
infarti, ha avuto una ripercussione notevole. In compenso però è tanto, tanto
sereno e fiducioso. E' stato stupendo nel recente colloquio quando in presenza
mia e del cappellano con commozione ha esclamato: "ora posso morire, anzi
desidero morire perchè tutto in me è avvenuto, anche il mio più grande
progetto: la mia inaspettata conversione, il ritrovamento di mia figlia che ho
atteso invano per venti anni nella sofferenza più atroce e cosa ancora più
grande la sua riabilitazione ad una vita più pura, pulita, limpida e onesta. Di
tutto devo ringraziare questa stupenda piccola ma grande emittente, Radio Maria".
Come
è vero che tutto è possibile a Dio, basta aprire il nostro cuore e rispondere
con generosità. Ora siamo in due a comunicarci ogni giorno... chi l'avrebbe mai
immaginato? Grazie Maria. Ed ora termino; credo che questa mia sia l'ultima, non
sarò più noiosa e pesante... (scherzo). Oramai la mia "Odissea
spirituale" è finita non mi resta che camminare spedita in questo cammino
di conversione e aggrapparmi sempre più forte al grembo della Mammina.
Non
ho mai scritto tanto in vita mia, ringrazio di cuore tutta la famiglia di Radio
Maria e ... siamo sempre uniti nella gioia e nel dolore.
Con
te Ferderico ci sentiremo ancora perchè non è facile dimenticare un grande
amico disinteressato e sincero. E' proprio vero quel detto antico ma tanto
attuale: "Chi ha trovato un amico ha trovato un tesoro ".
Grazie
della tua disponibilità che mi offri, ne farò tesoro anche perchè umanamente
parlando, sono molto sola. Ho bisogno di dialogare ma con persone adatte, cioè
in grado di capire i miei problemi. Poichè presto dovrò prendere una decisione
molto importante e determinante per il mio avvenire, ti prego di aiutarmi
nelle preghiere.
Ti
terrò al corrente.
Un
fraterno abbraccio, ciao....
Maria
Napoli,
16.4.1993
Carissimo
amico Federico,
avevo
intenzione di chiudere con le mie lamentele, ma sono costretta ad importunarti e
ti chiedo scusa. Non ho più telefonato non per negligenza ma purtroppo ho
smarrito l'agendina con i vari numeri telefonici e indirizzi. Conseguenza per me
dolorosa di un nuovo sopruso da parte di uno spregiudicato che mi ha aggredita e
picchiata in pubblico facendo sparire la borsa nella quale avevo i miei
riferimenti personali. Questo ennesimo, triste episodio mi ha demoralizzata
molto perchè mi ha isolata completamente da ogni relazione con persone con
cui avevo un certo rapporto affettivo, tanto utile e necessario. L'unico
riferimento ed appoggio ora è Radio Maria, ed è a te che mi rivolgo perchè
sento il bisogno di dialogare per alleggerire la mia angoscia e il mio tormento.
Questo individuo molto pericoloso è l'unico superstite; non si rassegna alla
mia indifferenza perchè ha tutto l'interesse a sfruttarmi per vivere
comodamente facendo il mantenuto!
Troppo
tardi ho capito che il suo attaccamento morboso era solo avidità e non amore
vero. Ho telefonato svariate volte all'ufficio di Radio Maria per riavere il tuo
numero ma risultava occupato o rispondeva la segreteria telefonica. Alla fine ho
rinunciato perchè trovare libero un telefono pubblico è un'impresa non facile.
Oltretutto devo limitare le mie uscite per motivi di sicurezza, tu mi
comprendi. Certo, avere il telefono in casa è una comodità impagabile, ma sono
ormai consapevole della scelta fatta e mi sta bene così.
Un
altro grave episodio si è verificato l'altra sera. Per fortuna questa volta ero
con mio zio venuto dalla Svizzera per una visita a mio padre nonchè suo
fratello. La sua presenza è stata provvidenziale perchè con il suo
intervento ha evitato una collutazione che diversamente avrebbe avuto degli
effetti negativi a mio riguardo. Sono così stanca per questi avvenimenti che
una decisione drastica sono costretta a prendere perchè è in pericolo la mia
incolumità fisica.
Interiormente
sono serena perchè Dio è con me. Anzi ti dico che nonostante tutto ho
ritrovato la gioia di essere donna, la gioia di vivere dignitosamente. Mio zio
sconvolto per questa mia situazione mi ha imposto di prendere una decisione;
partire con lui in Svizzera per alcuni mesi.
Ho
analizzato bene ed ho capito che è l'unica soluzione ideale; far perdere le mie
tracce. Ormai Napoli non mi offre nessuna possibilità di ripresa, ho tutto da
perdere niente da guadagnare. Forse nella tranquillità di un nucleo familiare
diverso, lontana da ogni incubo posso capire meglio il progetto di Dio per il
mio futuro. Il mio desiderio è ancora quello di donarmi, completamente a Lui
attraverso la clausura.
L'idea
è stupenda, unica, ma difficile da realizzare in poco tempo. Mi affido alle tue
preghiere e a quelle di Radio Maria emittente formidabile che ci accomuna tutti
nel dolo, e e nella gioia.
Fra
tanti episodi tristi finalmente una notizia gioiosa almeno per me che sono parte
in causa. Presto mio padre sarà libero, mancava solo la mia firma favorevole, e
l'ho messa.
Come
mi rammarica il pensiero che in venti anni non ho fatto nulla per alleviare le
sue pene e il suo isolamento!
I
miei sentimenti, purtroppo, erano impostati di odio e di vendetta, ostili a
qualsiasi richiamo di coscienza.
Cercherò
di riparare offrendogli una ospitalità filiale, alleggerendo le sue sofferenze
con le mie attenzioni.
Per
ciò che riguarda la salute precaria penserà mio zio che, guarda caso, è
cardiologo e certamente non gli mancherà l'assistenza.
In
ogni evento sento tanto la presenza e l'aiuto di Dio che non mi abbandona specie
nei momenti in cui qualcuno AMORALE vuole strapparmi quella pace e serenità che
tanto ho tribolato per raggiungere e ... a
quale prezzo ...
Con
questa provvidenziale decisione di allontanarmi è finito il mio incubo;
ringrazio tutti per la solidarietà e l'aiuto nella preghiera.
A
te, Federico, un abbraccio fraterno affettuosamente, Maria Ciao ... a presto e
ancora grazie di tutto.
P.S.
- Sono però riuscita a telefonare ad A..., è stata molto carina, non così si
è dimostrata G., molto chiusa e reticente al dialogo. Poverina, avrà i suoi
grossi problemi.
Napoli,
3.5.1993
Caro
Federico,
sono
costretta scriverti questa bella cartolina della Mammina per salutare te e tutti
gli ascoltatori e le ascoltatrici di Radio Maria. Non mi è stato possibile
telefonare in quanto mio zio mi ha proibito ogni relazione umana.
Lui
ha ragione e capisco il suo movente, ma mi mette però in uno stato di disagio e
di amarezza in quanto mi priva di ogni buona amicizia.
Ho
spiegato che cosa bella è Radio Maria e se sono in questa situazione di
ricupero lo devo a questa stupenda emittente che mi ha permesso un
capovolgimento totale della mia vita. E' talmente ancora sconvolto dall'ultimo
incontro (non te l'ho detto che quell'individuo era armato) che per lui non
esiste la possibilità di una buona e rispettabile amicizia.
In
poche parole devo vivere isolata non solo con Napoli ma anche con qualsiasi città
d'Italia.
Pazienza!
Mi affido in questa prova alla cara Mammina, lei sola mi può aiutare.
Quando
ti arriverà questa mia sarò già in Svizzera, perciò ti saluto
affettuosamente, ciao ...
Maria
Una
preghiera per la mia salute, c'è qualcosa che non quadra.
Le
vie del Signore sono infinite!!! Attraverso la sofferenza completo la mia
purificazione. Dovevo entrare in clausura dopo aver ricevuto la Cresima ma la
malattia mi ha precluso questa via stupenda. Fiat
voluntas tua!!!
Lourdes,
26.7.1993
Caro
amico Federico,
finalmente
ti scrivo da Lourdes, dove sto vivendo e gustando un'altra stupenda e gioiosa
esperienza, anche se è una gioia segnata da una grave sofferenza fisica che ora
ti spiego.
Sono
a Lourdes con un pellegrinaggio di malati provenienti dalla Svizzera. Non è
stato facile aggregarmi per vari motivi, ma la Madonna ha esaudito il mio
desiderio appianando ogni difficoltà. Sono purtroppo anch'io malata e molto
sofferente a causa di una menomazione fisica che mi ha semi paralizzata,
costretta a stare in carrozzella.
Come
è vero, "i disegni di Dio non sono i nostri"!
Lui
ha permesso prima la mia incredibile e misteriosa conversione, e quindi lo
"zuccherino "e poi mi ha messo a dura prova. Mi domando; cosa sarebbe
avvenuto se questa grande prova fosse giunta in concomitanza con la mia vita
disordinata, lontana da Lui? Allora si che mi restava solo la disperazione! ...
All'inizio ho avuto dei momenti di ribellione, è umano, ma il Signore mi ha
dato la forza di reagire, tanto da vedere la mia situazione con un'ottica
diversa, ed ho ringraziato il Signore che tutto dispone per il nostro bene,
anche se a noi ogni sofferenza ci sembra assurda. Accetto ogni Suo progetto
perchè è sempre un progetto d'amore infinito! Certo, è una esperienza dura da
accettare, solo la fede può mettere un'anima in gioiosa accoglienza. La
malattia ha bussato improvvisamente alla mia porta, trapiantandomi nel
"mondo meraviglioso" dei malati. E' difficile sopportare, in
solitudine e silenzio, un così enorme peso psicologico e fisiologico. Spesso
mi sorprendo a piangere ma sono lacrime di gioia e di gratitudine per tutto ciò
che il Signore mi ha donato, anche la mia stessa infermità che considero
"un privilegio" perchè sento maggiormente la Sua presenza paterna.
Grazie, Signore!
Ma
ora voglio parlarti della mia permanenza in questo luogo meraviglioso, di
eccezionale spiritualità. Mi riesce difficile comunicare ciò che provo, è
una sensazione bellissima, fuori del comune bisogna sperimentarla di persona.
Qui coloro che non hanno fede la trovano, e chi fortunatamente la possiede si
rafforza, e questo è il mio caso. In questa atmosfera che ha del
soprannaturale, a contatto con una sterminata presenza di malati e... tutti
sorridenti e sereni, la mia situazione, che credevo unica, è niente a confronto
con la grande miseria fisica di tante creature ancora più sfortunate di me.
Sono così assorta a pregare e meditare in questo angolino meraviglioso e
paradisiaco della grotta che ho perso la cognizione del tempo. Mi chiedo: cosa
deve essere il paradiso?
Un
ricordo tutto particolare è per Radio Maria, grata per il bene ricevuto; è
stata la prima artefice che mi ha fatto conoscere la gioia di vivere alla luce
della fede mediante le sue catechesi formative e le sue belle preghiere. Sì,
perchè la preghiera è vita, è pace, è gioia, è consolazione, ed io l'ho
sperimentata in prima persona. Non so ancora rendermi conto del mutamento che è
avvenuto in me. E' talmente straordinario!
Quando
penso a quello che ero e a quello che sono oggi ... Sono convinta che il
miracolo della mia conversione non è inferiore alle più strepitose guarigioni
avvenute in questo luogo benedetto e mariano per eccellenza. Sono meravigliata
della pace che è in me. Ora sento di dover tutto a Dio che ha avuto tanta pietà
per me, mi ha ridato la grazia, la luce interiore, la pace. Sotto gli occhi
della Vergine, a lungo è durato il mio colloquio con il mio Salvatore, il Dio
della mia giovinezza, ormai ritrovato per sempre. In queste ore di solitudine,
nel silenzio soprannaturale della grotta, in un'atmosfera impregnata di una pace
più celeste che terrena, mi sento penetrata da uno spirito di forza e di verità
che mi libera per sempre da ogni incertezza e angoscia.
In
questo momento sento che Egli mi domanda qualcosa: la totale accettazione della
sofferenza, per quanto grave e dolorosa possa sembrarmi. Mai dimenticherò
questi momenti passati in contemplazione, nella gioia soprannaturale di
sentire finalmente la Sua voce risuonare nel mio animo.
Mi
sono recata a Lourdes con un segreto desiderio di chiedere la guarigione, ma in
questo luogo dove prevale la miseria fisica, ho capito il valore della
sofferenza e ho chiesto al Signore di aumentare le mie pene per la
"conversione delle anime e la santificazione dei nostri sacerdoti".
Spesso il mio pensiero corre con amarezza a tante ragazze che come me hanno
fatto, o fanno ancora l'esperienza triste e assurda di una vita senza ideali, in
preda allo sfruttamento della prostituzione. Anche per loro va la mia preghiera
con la speranza e la certezza che possano anche loro fare la bella esperienza di
un gioioso abbraccio del Padre Misericordioso; solo Lui può operare prodigi
strepitosi. Ancora mi chiedo perchè il Signore, in questa opera di conversione
ha scelto me, forse più peccatrice?... Non avrei mai immaginato che nella
esistenza di ogni creatura, vissuta onestamente, si potesse gustare tanta gioia
interiore.
Ma
veniamo a noi. Non è la prima lettera che ti scrivo, e mi auguro che almeno
questa, scritta da Lourdes, arriva a destinazione. Le altre, scritte da Zurigo,
sono state sequestrate da mio zio che ancora persiste nella sua ostinata idea di
tenermi isolata dal mondo. Ciò credimi mi amareggia e mi reca una sofferenza
atroce. Pazienza! Offro anche questa contrarietà per la serenità della
famiglia che mi ospita. Anche mio padre è con noi a Zurigo, ha ottenuto
finalmente la sospirata libertà. E' contento da una parte, ma addolorato per le
mie condizioni precarie di salute. Non fa che ripetere commosso: " non c'è
gioia senza dolore, ma il Signore così ha voluto, sia fatta la sua volontà
". Ora è veramente un uomo nuovo, ancora mi stupisce come è avvenuta
questa metamorfosi incredibile! Come è grande il Signore nella Sua
misericordia! Ora siamo in due a percorrere questo cammino di fede stupendo!
Insieme abbiamo sperimentato un cammino di vita larga, il peccato, ma ora
insieme assaporiamo la via, anche se a volte stretta, di una fede pura e
gioiosa. Come rimpiangiamo il tempo passato in una esistenza non degna di una
persona dignitosa fatta a immagine e tempio di Dio. Ora però è il momento di
guardare avanti, lasciamo alle spalle il nostro passato e percorriamo insieme
questo stupendo cammino di fede e di bontà.
Ogni
giorno il Signore non ci fa mancare il nutrimento spirituale "l'Eucarestia
". Mio padre ringrazia in modo particolare, te Federico, per la solidarietà
dimostrata nei riguardi dei carcerati categoria non bene accetta dalla società,
ma tanto cara al Signore perchè più bisognosi della Sua misericordia, perchè
lo dice il Vangelo "non sono venuto per i sani, ma per i malati". Ogni
sera, prima di salutarmi e darmi il bacio della buona notte, si inginocchia ai
piedi del mio letto e con umiltà recita il S. Rosario. Si ricorda spesso della
trasmissione del sabato sera “Il Fratello” quando tu invitavi a chi poteva o
lo volesse fare, a mettersi umilmente in ginocchio, e lui ha conservato questa
bella abitudine. Non ci rimane che un unico, grande desiderio, ascoltare anche
noi un giorno, che spero non lontano, questa stupenda Radio Maria. Un saluto
particolare a tutti gli ascoltatori che mi mancano e a tutti i conduttori. Vi
chiedo una preghiera, anch'io farò per voi, è la sola arma che ci tiene legati
ad un unico anello di congiunzione spirituale. Ho tanto desiderio di ritornare
alla casa del Padre che è nei cieli ad attendermi a braccia aperte, ormai non
mi resta altro. Quale incontro felice!
Pregate,
scusate se insisto, pregate affnchè il "cosaccio" come lo definiva
Padre Pio, non abbia a prendere il sopravvento attraverso lo sconforto e la
depressione, anticamere dell'inferno.
Mi
affido alla Mammina, è Lei che mi deve dare la gioia di sentirmi sua figlia
prediletta, perchè quando, come Lei, anch'io sarò provata dal martirio più
cruento, possa nei momenti più tristi trovare riposo reclinando il capo sulla
sua spalla materna, aggrapparmi al suo grembiule per immergermi nelle sue
tasche.
Questa
è una frase molto bella ripetuta da te il sabato sera ed io ricavo tanta gioia
e fiducia filiale. Grazie, Federico a te e tutti i conduttori per il bene che
fate attraverso Radio Maria.
Ho
ottenuto finalmente di ricevere il sacramento della Confermazione qui a Lourdes,
in questo angolino della grotta, mi ha fatto da madrina una giovane suora di
Madre Teresa di Calcutta. E' stata questa ultima tappa per il mio cammino di
fede, ora sono cristiana a tutti gli effetti, quale gioia! Cosa poteva regalarmi
di più il Signore? Mi ha dato tutto e io spero di corrispondere al Suo amore
infinito e misericordioso.
Il
mio cuore, nonostante l'inaspettata sofferenza fisica, canta sempre le
meraviglie che Lui ha operato in me attraverso la conversione meravigliosa.
Anche
nella prova sono sempre un'anima “privilegiata”.
Volevo
consacrarmi al Signore con una donazione totale nella stupenda vita monastica,
ma Lui ha scelto la consacrazione attraverso la sofferenza fisica forse più
meritoria se accettata con amore e gioia.
Cosa
devo dire? Grazie, grazie, grazie!!!!
Non
ho idea quando potrò ritornare in Italia, ma a queste condizioni sarà
difficile. Sono, purtroppo, una persona dipendente, bisognosa di tutto, è
questa l'unica nota dolorosa e umiliante. A Zurigo mi sono inserita molto bene
per cui non ho nessun rimpianto di aver lasciato Napoli invivibile, ho trovato
finalmente un ambiente familiare sereno e affettuoso, anche se mio zio mi
ostacola ancora nelle mie buone relazioni con il prossimo.
Sento
però tanta nostalgia della vostra meravigliosa radio che mi auguro, quanto
prima, di acoltarla anche in Svizzera.
Ed
ora termino, caro Federico, vorrei dirti tante cose, ma le mie risorse fisiche
sono limitate. Sono stanca e sfinita fisicamente, ma carica di vitalità
spirituale. Mi auguro di riuscire ancora a comunicare con voi attraverso
lettera. Devo escogitare qualche sotterfugio per sottrarmi alla vigilanza di
mio zio, onde evitare che le mie lettere vengono sequestrate.
Un
caro saluto, una preghiera reciproca e un abbraccio fraterno, ciao ...
Maria
Un
saluto e una preghiera particolare dalla grotta dove depositerò ai piedi
della Mammina i miei e i vostri desideri più belli. Ciao ... e a risentirci
presto ...
Maria
P.S.
- In questo momento mi è venuta un'idea; perchè non fare qualcosa per il
recupero di tante ragazze che dedicano e sciupano gli anni più belli in
un'esistenza non degna di una persona fatta a immagine di Dio? E' forse la
categoria più trascurata sia dalla società che dalla stessa Chiesa, sono
abbandonate a se stesse. Scusami se oso chiedere molto, e grazie ancora di
tutto.
Maria
Pompei
29.8.1993
Caro
amico Federico,
prima
di partire per Zurigo sento la necessità di comunicare con te attraverso questa
ennesima lettera. Chiedo scusa se oso ancora importunarti sottraendo del tempo a
te prezioso, ma un'amicizia come la tua non è possibile dimenticare. La tua
disponibilità mi dà una carica morale e fisica. Solo in virtù di questa
stupenda amicizia, non esclusa quella dei meravigliosi ascoltatori di Radio
Maria, posso far fronte alla mia attuale situazione critica che di giorno in
giorno diventa sempre più pesante ed insostenibile.
La
natura umana, purtroppo, recalcitra di fronte alle sofferenze che per noi
sembrano assurde. Non puoi credere quanto mi costa il dominio su me stessa. In
compenso sopperisce a questi duri momenti la speranza e la forza di una grande
fede che mi mette in condizione di accettare con gioia interiore ogni prova per
quanto dolorosa e a volte incomprensibile possa sembrarmi. In un'alternativa di
speranze e di scoraggiamenti trascorro le ore e i giorni nella preghiera
aggrappandomi al cordone di Padre Pio esempio ancora vivente di una vita di
sofferenze inaudite; lui, uomo di Dio ci ha insegnato che senza le cose del
cielo non è possibile vivere su questa terra. E' per me questa l'ora di Dio, è
Lui che silenziosamente e paternamente passa, plasmando la mia anima di una fede
grande e gioiosa e di una forza interiore, direi quasi "sovraumana ".
Il dolore, ormai, si è annidato in ogni muscolo, in ogni parte del mio corpo.
Così, notte e giorno, senza un istante di tregua, all'orizzonte della mia
debole esistenza, relativamente giovane, si profila solo la dolce sorella morte.
Non mancano momenti critici e terribili in cui il "cosaccio" mi presenta
un'esistenza inutile e vuota, senza speranza del perdono di un Dio tanto
misericordioso. Lui, il "cosaccio" vuole vedere crollare un edificio
stabile costruito insieme a voi con tanta fatica, ma con una meravigliosa
riuscita. Vengo perciò, ancora una volta, a chiedervi, a supplicarvi di
aiutarmi con le vostre preghiere affinchè quando sono dilaniata dal dolore
morale e fisico possa perseverare nella lotta tremenda per avere la forza di non
lasciarmi travolgere dal mio vecchio mondo perchè la natura umana è tanto
fragile.
La
Mammina e Padre Pio mi conducono per mano, solo con il loro aiuto posso
resistere fino al momento di un dolce trapasso che mi darà la gioia di
ritornare alla casa del Padre; ormai non mi resta che questa attesa finale. I
medici, purtroppo, senza tante reticenze, mi hanno dato il loro
"ultimatum": che mi resta ben poco da vivere, ed io con gioia ho
accettato questo "verdetto". Secondo loro c'è la necessità di un
intervento operatorio, mio zio è contrario, da parte mi farò anche in questo
la volontà di Dio. Il complesso sanitario in Svizzera è più all'avanguardia
per cui sono un tantino più ottimista.
Speravo
che il male, che si è rovesciato su di me come una valanga di torture in pochi
mesi potesse risolversi, o almeno attenuarsi un poco, con le cure e il riposo,
ma comprendo bene che i miei giorni sono limitati tuttavia sono fiduciosa e
serena. Per ora ho un solo desiderio, e sarà l'unico ed ultimo della breve mia
vita: espiare, pagare con la sofferenza che purifica il mio spirito. Tutto il
mio debito con Dio verrà riscattato, fino all'ultima goccia del mio sangue.
Troppo ho peccato per cui è giusto riparare; se non avessi corrisposto invano
la Sua grazia sarebbe passata tanto vicina. Ho ricevuto da Dio grazie
innumerevoli; oserei dire, scusate la mia presunzione, che il mio cammino di
conversione e quello delle anime predestinate che Dio chiama a compiere grandi
cose proprio in virtù del Suo amore infinito e misericordioso. Non invano ho
creduto e sperato in Lui. Come sembra vuota la vita quando si è sul punto di
comparire dinanzi a Dio giudice ma Misericordioso!
Quando
si confronta la propria vita al cospetto dell'eternità tutto sembra così
povero, così piccolo, così nulla ...
Solo
la fede è sufficiente a condurmi al termine, vale a dire a consumarmi in Lui.
Ed
ora termino, caro Federico, sono stanca fisicamente ma gioiosa nella mia
sofferenza. Vi lascio con la penna ma non col cuore che sempre vicino a voi sarà.
Spero
sentirci ancora da Zurigo, mio zio è diventato più elastico nelle mie
relazioni con gli altri. Grazie ancora di tutto, e... siamo vicini nella gioia e
nel dolore.
Un
saluto e una preghiera dal Santuario di Pompei, non a caso ho scelto di passare
questi giorni vicino a Maria. Ancora una volta mi ha chiamata a fare una sosta
vicino al Suo cuore materno.
Grazie
Mammina!
Un
abbraccio fraterno, un saluto affettuoso a tutti e., vi porto nel mio cuore.
Pregate!
Pregate! Pregate! Grazie ancora.
A
te Federico un abbraccio ed un saluto particolare Ciao ...
Maria
Napoli,
ottobre 1993
Caro
Federico,
sono
la zia di Maria di Napoli, ospite nostra da parecchi mesi a Zurigo, attualmente
ricoverata in clinica per curare la sua grave ed immprovvisa malattia che ha
colpito il suo fisico, mettendo tutti noi in una profonda e dolorosa
costernazione. L'intervento ha avuto esito nefasto, purtroppo. Ora che aveva
raggiunto un equilibrio morale e fisico il Signore ha voluto provarla con un
prezzo piuttosto alto. Maria non meritava tanto.
Nella
sua sofferenza era rassegnata e ha dato a tutti noi un meraviglioso esempio di
abbandono e fiducia in Colui che tutto dispone per il nostro bene. Era dotata di
una fede gioiosa ed incrollabile tanto da trasmetterla anche a noi. Attraverso
lei abbiamo avuto modo di conoscere Radio Maria e te, Federico. Devo, purtroppo,
con immenso dolore comunicarvi il suo sereno trapasso alla casa del Padre, che
come diceva lei "l'attendeva a braccia aperte". E' stato un suo
preciso desiderio comunicare a voi tutti la sua morte.
Presso
il suo letto non si piangeva più di dolore, ma di commozione, di gioia intima
e ... di santa invidia. E' stata capace di trasformare la nostra vita interiore.
Da indifferenti e scettici in materia di fede, ora tramite lei siamo rinati a
nuova vita. Stiamo percorrendo un cammino di fede meraviglioso ed abbiamo capito
l'utilità di una preghiera intensa.
Radio
Maria ci manca, lei parlava molto, era entusiasta e per questo rimpiangeva la
lontananza dall'Italia. La chiamava la sua Mammina perchè era dedicata a Maria,
madre dei sofferenti e dei deboli. Per lei la sofferenza, giunta al massimo, era
un'accettazione gioiosa, si riteneva addirittura fortunata e privilegiata dal
Signore che chiamava il "suo sposo". Il suo declino era ormai
evidente. Malgrado il coraggio che dimostrava si capiva che le forze andavano
esaurendo. Ella viveva al di là delle sofferenze, non apparteneva più alla
vita terrena.
Giorno
dopo giorno notavamo con rammarico la progressiva distruzione del male nel suo
martoriato organismo e con lei pregavamo. Sì, piangevamo e pregavamo, ma il
male si era rovesciato su di lei come una valanga di torture in pochi mesi;
Maria si era offerta vittima per essere inchiodata sulla nuda croce, era
diventata molto sensibile alle realtà spirituali.
Le
sofferenze scavavano solchi profondi di dolori inauditi nel suo martoriato
organismo, ma il suo spirito era sempre vivo e pronto a qualsiasi evento. Eroica
fino all'estremo, malgrado le sofferenze atroci, mai che le fosse uscito un
gemito di dolore.
Solo
commossa diceva: “pregate per me, pregate per una povera anima che ha tanto
bisogno della misericordia di Dio. Com'è dolce accettare tutto nella luce
dell'Amore”.
E
mentre parlava il suo viso irradiava una luce eccezionale. In pochi giorni
dovette essere sottoposta a due interventi che, date le sue precarie condizioni
di salute, furono di notevole gravità e sofferenze inaudite.
"Sono
felice, ripeteva sovente, sono felice di essere strumento di riparazione nelle
mani del Signore, il mio Dio misericordioso". Il mistero della morte aveva
sempre occupato i suoi pensieri. La notte del 30 settembre u.s. fu presa da
dolori inauditi, gli spasmi del suo corpo erano terrificanti. Fu deciso un terzo
intervento ma fu inutile come quelli che lo avevano preceduto. Non si è più
ripresa, è passata dalla vita alla morte.
Tutti
coloro che hanno assistito a questo ultimo sacrificio, la definiscono, e tale la
ricordano, come una martire eroica. Dio l'aveva colmata di grandi doni e grazie
speciali. 'Le gioie divine'; ella diceva, "sono come la croce e la
sofferenza, un mistero impenetrabile e dolce: soltanto all'anima liberata da
tutto, è dato raggiungerle. Ho desiderato ed accettato la croce", diceva
ancora Maria, "ma sento tuttavia quanto è penosa a portarsi in certi
momenti".
Ha
offerto la sua vita per la Chiesa, per i sacerdoti e i peccatori. Malgrado le
sofferenze manteneva vivo il ricordo delle persone buone che le avevano fatto
del bene: Radio Maria e tutti i conduttori, in modo particolare ricordavate,
Federico.
Anche
noi ci associamo e ringraziamo tutti per il bene che con il vostro esempio ed
aiuto nelle preghiere avete fatto alla sua anima. Solo ora abbiamo capito che la
vostra amicizia valeva la pena coltivarla, e chiediamo scusa se l'abbiamo
ostacolata, nelle sue relazione con gli aiíri. Noi, purtroppo, eravamo ancora
terrorizzati per i vari tentativi di soprusi che riceveva da persone non degne
di essere ricordate in quella zona di Napoli. Maria aveva il coraggio di pregare
per loro. Per questo motivo era con noi a Zurigo, abbiamo agito unicamente per
il suo bene morale e fisico. Nel nuovo nucleo familiare si era inserita bene,
era finalmente tranquilla, serena gioiosa in compagnia di suo padre ritrovato
dopo venti anni di dolorosa solitudine e sofferenza. Ma è proprio vero che la
felicità non esiste su questa terra! Ora non ci resta che questa Radio
meravigliosa, la prima artefice della conversione di Maria, possa raggiungere
"Via etere" anche la Svizzera non italiana.
Grazie
di tutto, una preghiera reciproca e un cordiale saluto a tutti i conduttori e
ascoltatori di Radio Maria.
Chiediamo
un suffragio per la sua anima benedetta. Zia R.
P.S.
- Ti accludo l'ultima lettera, datata il 26.9.93, che ha scritto Maria, prima di
morire. Penso che ti farà piacere. Data la sua critica situazione non abbiamo
avuto il tempo materiale per spedirla. Chiediamo scusa e ci raccomandiamo ancora
alle vostre preghiere. Grazie ancora di tutto.
Maria
è stata trasportata a Lecce sua città natale.
Noi
a giorni partiremo per Zurigo. Abbiamo fatto una sosta a Napoli per definire
alcune cose personali di Maria rimaste sospese alla sua partenza. Un saluto
affettuoso e grazie ancora.
"TUTTO
POSSO IN COL UI CHE MI CONFORTA!" "SENZA DOLORE NON SI VIVE NELL'AMORE
".
Zurigo,
26.9.93
Carissimo
amico Federico,
ti
scrivo in un momento di grande prostrazione e sofferenza fisica, non so se
quando ti giungerà questa mia sarò ancora viva.
Ti
confesso che, umanamente parlando, non ne posso più e desidero la morte come
una liberazione. Lo so non è da seguace di Cristo liberarsi dalle sofferenze,
anche se la vita è fatta di affanni e le gioie sono così brevi che non si
riesce neanche ad assaporarle. Chiedo scusa di questa mia debolezza umana e
domando perdono al Signore. La vita, comunque, è sempre un grande dono e che,
nonostante le prove, è una cosa stupenda che vale la pena di essere vissuta con
fiducia e serenità, anche se non è facile.
Non
devo rifiutare questo dono, devo viverlo con coraggio e amore, perchè
nonostante i miei tristi momenti comprendo sempre più che Dio mi è vicino e
mi ama, mi ama! ...
In
questo luogo di dolore vedo con gioia che i malati si aiutano tra loro; nella
sofferenza si sviluppa la solidarietà umana, non si può comprendere il dolore
degli altri senza averlo provato in prima persona. Da parte mia, non potendo
fare altro, perchè la malattia mi ha resa incapace di muovermi, offro loro il
mio sorriso anche se mi costa, dico una parola di incoraggiamento, cerco di
lenire le pene di chi soffre più di me. Solo così mi sento realizzata, voglio
essere un esempio di amore; tocca a me continuare il mio grande amore per Gesù,
tocca a me amare chi soffre di più e spargere gioia. Nei momenti più difficili
quando lo sconforto mi assale, mi faccio coraggio e da sola dico: "il
grande segreto per non scoraggiarmi mai è pensare che il Signore mi ama e mi è
vicino", allora gli parlo sottovoce, con amore filiale e Lui mi riempie di
gioia, solo così cresco nell'amore, quello universale senza frontiere. Anche se
sono all'estremo delle forze e della sofferenza, non posso che benedire e
baciare la mano di Colui che mi inchioda sulla croce e mi dà la possibilità di
purificarmi. In questa grande prova ringrazio sempre più il Signore di avermi
dato il dono di una fede stupenda. Le forze del male possono temporaneamente
soggiogarla, ma in definitiva vince sempre la fede. Solo Dio è capace di darmi
risorse interiori per affrontare le prove e le difficoltà del momento presente.
Egli non offre risorse materiali, nè ci fa esenti dalla sofferenza, ma ci offre
un dono: "Io vi lascio la pace" ed è la vera pace che supera ogni
comprensione umana. E' la fiducia in Lui che devo riscoprire, essa mi dà
coraggio per affrontare le tempeste e i problemi nel nostro quotidiano che non
mancano mai. In un mondo buio e confuso solo Dio può regnare nel cuore umano
assetato di verità. Mai come in questo momento critico ho constatato che quando
sono nelle tenebre Dio è luce sul mio cammino irto di spine. Come un Padre
sempre amoroso, Egli opera attraverso il dolore per la mia salvezza. Anche se in
passato ho toccato con mano il fondo della mia debolezza, posso anch'io
esclamare con gioia: "felice colpa che ha meritato tanta grazia".
L'incontro col Padre misericordioso avviene ogni giorno, momento per momento,
plasmando la mia anima di una gioia indescrivibile. Quanto è effimera la gioia
del mondo, quanto invece è grande e duratura quella che viene da Dio, l'Amore
assoluto. L'amore come la sofferenza si completano e, malgrado il mio dolore
morale e fisico, sento che Lui lo ha voluto per amore ed io lo ringrazio. Oggi
domenica, giorno del Signore, sono tanto felice: ho ricevuto tre grandi
sacramenti: la Confessione, l'Unzione degli Infermi e l'Eucarestia. Ora Lui è
ancora più presente in me, e non mancano le sue paterne carezze ... (dolori
continui ed inauditi, febbre alta, insonnia etc...). Come sono belli i momenti
dopo la S. Comunione! I dolori ora non sono che carezze, sorprese amorose
delle quali Gesù si serve per stare sempre con me, e darmi lo zuccherino.
Sotto lo sguardo della mia Mammina che mi ha salvata tirandomi fuori da un
burrone, a lungo è durato il mio colloquio con il suo Figlio da sembrarmi che
fosse sceso dal cielo e si fosse seduto al mio capezzale. Come sarà bello il
Paradiso! Se solo a guardare il cielo e ammirarlo nella sua immensità si è
pervasi da una grande dolcezza, che sarà quando siamo chiamati ad abitarvi?
Fidandomi di Gesù che è il mio vero amico, ripenso spesso alle sue divine e
consolanti parole: "Il mio giogo è soave, il mio peso è leggero" e
allora nessuna croce è insopportabile, perchè tutto è amore, gioia e
dolcezza. Lui mi ama tanto e mi tiene compagnia, e nonostante la mia miseria
soddisfa ogni mio desiderio e basta uno sguardo per farmi sentire il Suo dolce
amore e io mi sento felice anche sul mio letto di dolore. E' vero che soffro
tanto, ma ciò che conta è come si soffre. Certo non è facile e nè è lavoro
di un giorno, specialmente per una creatura come me impostata di debolezze. Oggi
sono stata continuamente sola con Lui sulla croce. Come è bello essere sola col
SOLO!
La
malattia avanza sempre più, ma senza scoraggiamenti, ho il pensiero fisso della
morte. Abbraccio con gioia questo momento quando e come vuole lui, ma prima
voglio tanto, ma tanto soffrire per amor suo, perchè per me vivere è Cristo
sofferente. Nulla mi spaventa, nè la morte, nè il dolore, nè la malattia,
perchè è bella la vittoria, ma più meritoria è la lotta. Come è bello saper
soffrire per Lui tutto è poco! ... Il solo pensiero che quanto più si soffre
tanto più Lui è vicino mi rende leggero il tormento. Non mi stancherò mai di
ringraziarlo per la Sua chiamata alla sofferenza. Si anche la mia malattia è
una grazia, anzi la più grande di tutte dopo la mia conversione.
La
mia natura purtroppo, a volte geme sotto il peso della croce, vorrebbe
ribellarsi e desiderare la fine, ma capisco che Lui vuole la mia adesione al suo
paterno volere.
In
questa tremenda e dolorosa situazione l'unica arma è la preghiera senza la
quale non c'è salvezza; diceva un grande santo napoletano “chi prega si
salva, chi non prega si danna”. Ed è vero, la preghiera è colloquiare col
Padre. Per questo mi raccomando ancora alle vostre preghiere; un ricordo
particolare per mio padre, che poverino, sta portando anche lui, insieme a me
una croce molto pesante. Padre Pio che ci ha salvati entrambi, lo deve aiutare,
lui che è stato per noi esempio e modello di una vita di sofferenze inaudite.
Con il mio atteggiamento sereno e gioioso voglio sostenere e incoraggiare i miei
cari, che comprendo bene la loro dolorosa costernazione, e far capire l'utilità
della sofferenza, senza la quale non si arriva alla meta desiderata. In questo
momento sento con angoscia avvicinarsi l'ora del mio riposo notturno, perchè
sono costretta a trascorrere le lunghe notti seduta sul bordo del letto, o
vicina alla finestra spalancata perchè i dolori non ti danno un attimo di
tregua ed ho bisogno di ossigeno. La malattia si è aggravata nonostante le cure
e l'intervento; ormai il male è in metastasi per cui il mio corpo è tutto
una sofferenza, escluso le mani che per fortuna posso ancora scivere.
Ed
ora termino caro Federico e ascoltatori tutti, la mano mi trema e la debolezza
si fa sentire anche mentalmente per cui mi riesce difficile concentrarmi.
Un
saluto affettuoso a tutti, una preghiera reciproca e ... siamo sempre uniti
nella gioia e nel dolore.
A
te Federico un saluto particolare, e se puoi, se vuoi rispondimi, mi farai
felice.
Ciao
Maria che sempre invidia la vostra stupenda Radio che mi ha tanto aiutata, e
attraverso Maria e Padre Pio ho ottenuto la salvezza.
Ciao
...
Maria che la tenerezza di Gesù pervade i nostri cuori.
Napoli
- Pompei, 26.10.1993
Caro
amico Federico,
sono
ancora la zia di Maria, andata serenamente al cielo alla casa del Padre, che
come diceva lei l'attendeva a braccia aperte, il 30.9.1993 esattamente un mese.
Ti
scrivo ancora da Napoli e precisamente dal Santuario Mariano di Pompei tanto
caro a Maria e a noi. Stiamo facendo la spola per i vari uffici per definire
alcune pendenze rimaste sospese alla sua partenza; stiamo incontrando numerose
difficoltà per cui prevediamo il nostro soggiorno a Napoli a lunga scadenza.
Scusami se oso importunarti, ma il desiderio di comunicare con Radio Maria e con
te è molto forte e mi rende leggero il grande dolore della sua dipartita.
Purtroppo abbiamo avuto una grossa perdita perchè Maria era un esempio vivente
di bontà, serenità e gioia nonostante le sofferenze: ci manca molto.
"Quando
il Signore mi chiamerà", diceva Maria, "mi raccomando di non
addolorarvi, ma riunitevi fra voi e fate festa perchè questa piccola figlia era
perduta ed è stata ritrovata, era morta ed è stata resuscitata". Il
ricordo del suo passato costituiva per lei motivo di un dolore immenso, solo
allora notavamo un cambiamento repentino del suo buon carattere. "Il caro
Gesù", ripeteva sovente con il suo abituale e dolce sorriso, "non ha
lasciato il suo regno per venire in questa valle di lacrime per i buoni, ma per
i peccatori. Anche quando cadevo Lui mi ha donato amore, amore, sempre amore.
Chissà da quanto tempo Gesù attendeva la mia conversione, e con quanto amore e
sollecitudine asciugava le mie lacrime quando ero consapevole del mio stato di
peccato".
Alle
ammalate che l'avvicinavano diceva: "coraggio, sorelle siamo felici anche
nel nostro lettino di dolore! Abbiamo vicino a noi la Mammina, la nostra Madre
Celeste, chi meglio di Lei sa comprenderci e consolarci? Impariamo da Lei a dire
sempre di si al paterno volere del suo Figlio. E' doveroso esprimere la nostra
gratitudine per tutte le grazie che ci concede, anche la stessa sofferenza,
accettiamola con coraggio e disponibilità di cuore. Solo il Signore può far
contento il nostro cuore, perchè la pace e la gioia vengono dall'alto e non dal
mondo. In ogni anima fedele e buona lo spirito opera cose stupende. Nella nostra
vita, anche se sofferta, il Signore occupa sempre il primo posto sia nel nostro
pensiero che nel nostro cuore".
A
tutti dava una lezione di amore e di forza di animo sorprendente, dimenticando
la sua sofferenza che era giunta negli ultimi tempi al massimo.
La
sua andata a Lourdes è stata una completa trasformazione non solo per lei ma
per tutti noi.
Sabato
sera nella trasmissione "Il Fratello" abbiamo ascoltato la lettura
della sua ultima lettera, insieme alla tua commozione abbiamo anche noi dato
sfogo ad un pianto inconsolabile. Per delicatezza la lettera non l'avevamo
aperta, ma abbiamo capito che il contenuto era una lezione di vita, basata
sull'amore e sulla sofferenza.
Siamo
stati presi alla sprovvista per cui non avendo potuto procurare il materiale non
abbiamo potuto registrarla. Peccato! E' possibile riascoltarla per Radio? La
conserveremo come un suo ultimo testamento spirituale. Grazie di cuore per tutta
la vostra disponibilità.
Insieme
alla lettera potresti annunciare il numero del conto corrente di Radio Maria.
Abbiamo
provato a telefonare in diretta, ma è tanto difficile, ci limitiamo a
comunicare con le lettere.
Non
possiamo inviare il nostro indirizzo in quanto, capirai, siamo girovaghi e
quindi non abbiamo una dimora stabile per il momento.
Comunque
sappi che stiamo sfruttando al massimo l'ascolto di questa stupenda Radio,
vogliamo ritornare a Zurigo con nel cuore un patrimonio di catechesi e di belle
preghiere; solo Radio Maria può insegnare.
Grazie
ancora di tutto, e ricordatevi di noi e in particolare fate un suffragio per
l'anima benedetta di Maria, lei sono certa farà altrettanto per noi tutti.
Un
saluto fraterno e un abbraccio a tutti.
Zia
R.
Quando
a lui piacerà di metterci in croce, ringraziamolo e teniamoci fortunati
di
tanto onore a noi fatto.
TESTIMONIANZA
di BARBARA
(Compagna
e Amica di Maria di Napoli)
A
seguito del caloroso entusiasmo con cui è stata accolta la testimonianza
epistolare di Maria di Napoli, abbiamo ritenuto doveroso pubblicare, con il
consenso dell'autrice, questa piccola raccolta di lettere pervenute alla
redazione di Radio Maria scritte da Barbara, una cara amica di Maria. Queste
lettere sono un prezioso documento di conversìone di un'anima sofferente che
chiede di conoscere Dio. Un filo invisibile d'amore lega Barbara a Maria, poichè
è grazie alla perseveranza, al coraggio e alla profonda fede di Maria che
Barbara ha saputo risollevarsi dalle tenebre di una vita di peccato ed aprirsi
alla luce di Dio Padre.
La
vergine Maria aiuti ogni lettore a trarre da queste pagine l'essenziale per
cambiare e migliorare la propria esistenza, a favore di quanti non si sentono
amati e desiderati da Cristo.
FEDERICO
Napoli,
3.10.1994
Caro
Federico,
a
distanza di un anno dalla morte dolorosa di Maria di Napoli, mia compagna e
amica nella triste esperienza di una vita disumana, mi permetto scrivere
questa lettera direttamente a te, Federico, che tanto bene diffondi attraverso
Radio Maria, ricordando e pregando per ogni realtà triste della vita.
Mi
chiamo Anna, (nome convenzionale) e non ho vergogna di presentare il mio caso.
Sono
anche io una prostituta, incapace di venir fuori da questo circolo vizioso.
Maria
si è prodigata molto per la mia riabilitazione, condividendo con me dolori e
speranze. Ma, purtroppo sono ancora tanto lontana nel seguire il suo esempio.
Ho
ascoltato qualche volta la trasmissione del sabato “il fratello”; seguita
dallo stupendo angolino di Padre Pio, uomo eccezionale, ma difficile da
imitare.
Tramite
Maria ho conosciuto questa radio che tanto bene ha fatto alla sua anima
portandola dal fango alle vette più alte. Ora anche io non posso fare a meno di
ascoltarla. Specialmente il sabato sera, con grande sacrificio, rimango sveglia
per sentire le belle catechesi. Spero anch'io come Maria di raggiungere quell'equilibrio
che mi permetta di seguirla nella sua strepitosa esperienza. Il mio caso è
molto diverso dal suo, in quanto Maria è stata capace di troncare la sua
umiliante situazione. Inoltre era dotata di una bontà eccezionale,
fondamentalmente buona ed altruista, disposta a qualsiasi sacrificio pur di
uscire dal suo stato di vita infangata. In poco tempo ha fatto un cammino di
conversione da meravigliare tutti noi. Quale stupendo sogno sarà anche per me
uscire dal fango per raggiungere lo scopo che Maria ha realizzato con tanti
sforzi e sacrifici.
Ma
quel Dio misericordioso è ancora tanto lontano per me! Alle volte mi sorprendo
a piangere e perchè no anche a pregare. Sono preghiere spontanee che nascono da
un cuore ferito nella sua dignità di donna.
Quale
tristezza quando mi vedo circondata da esseri disumani privi di qulasiasi
sentimento. Noi per loro siamo oggetto da spazzatura (scusami per questa
espressione poco ortodossa), ma è la verità infondo c'è solo sfruttamento!!!
Soffro
molto per la malvagità altrui!!! L'umanità è molto cattiva e talvolta penso
che la bontà sia un astrattismo, un mito, un po' di oppio per coloro che come
me si illudono!...
Cerco
nella solitudine il riposo e la pace dello spirito, lontana dal frastuono,
ascoltando spesso Radio Maria stupenda emittente. Ma troverò mai Dio? E' tanto
che lo cerco, che istintivamente lo invoco, ma è tanto lontano! E quasi non
spero più!..... Buona, nel significato più alto ho cercato di esserlo, ma o
l'ideale troppo lontano, o le forze troppo deboli, o gli istinti contrari,
cagionano in me i continui rimorsi delle antiche mancanze per cui sono sempre al
punto di partenza. In uno stato di prostrazione trascorro i miei giorni, io
non vivo, ma vegeto, e mi sento così triste, così incapace di pregare, così
abbandonata da Dio, che spesso sento il desiderio di farla finita ma l'aiuto di
RadioMaria mi dà la forza di non commettere un atto così vile! Ma quale
tormento nella mia anima!!!
Mai
come ora desidero riposare la mia stanchezza fisica e morale in una fede che
trascende le meschine contingenze della vita, il cui fine è così oscuro, una
fede che mi dia la certezza del Cielo e del Dio invisibile, tanto lontano da me.
In
ore tetre sento di affondare, di perdermi per sempre, chi può soccorrermi nella
lotta che sostengo da sola? Dio? Dio? Se potessi credere! Credere che tutto
questo ha un senso ... questo cielo e tutto ciò che mi circonda. Una profonda
depressione è il mio stato abituale, i miei nervi sono messi a dura prova,
penso spesso alla mia esistenza vuota, al mio avvenire senza orizzonti e senza
speranza. La mia anima brancola nel buio, cerco affannosamente una base su cui
poggiare le mie aspirazioni. Voglio salvarmi dalla disperazione dei miei giorni
vissuti nell'inerzia che soffoca il ritmo della mia giovinezza. Verso quale
richiamo debbo andare, a quale fonte debbo estinguere la mia sete bruciante che
inaridisce la mia vita, verso quale verità, verso quale meta? Sento per il
mondo, che troppe volte mi ha delusa, il più grande disprezzo e disgusto.
Soccombo agli assalti della coscienza che in me, nonostante tutto, è sempre
viva, sento vivo il rimorso di non aver corrisposto agli insistenti richiami
della grazia ed in certi momenti mi sento schiacciata. Come può Dio perdonarmi
se ancora non gli ho detto: perdonami! Se ancora non ho fatto un vero e proprio
atto di fede; se in coscienza non posso ancora dire: credo! E poi non oso
credere; dopo tanti errori!!!...
Ed
ora termino con la speranza di sentirci in altri momenti più favorevoli
spiritualmente. A te, Federico, un abbraccio veramente fraterno un saluto anche
a tutti gli ascoltatori ai quali mi raccomando nelle loro preghiere. Ti prego
caldamente di mantenere l'anonimato, per ora chiamami Anna, con la speranza di
presentarmi in futuro con la mia vera identità. Ci sentiremo ancora.
Ciao
... Anna
Napoli,
1.11.1994
Carissimo
amico Federico,
Ti
scrivo con il cuore che trabocca di gioia e voglio condividerla con tutti,
specie con gli ascoltatori di Radio Maria, emittente stupenda.
Questa
volta mi presento con il mio vero nome.
Sono
Barbara, non più Anna nome convenzionale, ma reale in quanto è la mia vera
identità.
Non
ho più paura di farmi conoscere perchè ora il Signore è con me e con Lui
tutto è più luce e verità. Sono appena tornata da San Giovanni Rotondo dove
mi sono fermata per alcuni giorni, il tempo utile per pregare sulla tomba di
Padre Pio e con il suo aiuto prepararmi alla riconciliazione con Dio attraverso
il grande sacramento della confessione.
Di
tutto ciò devo ringraziare Maria di Napoli che mi ha tracciato il cammino di
fede da percorrere facendomi conoscere per prima cosa il suo confessore, un
cappuccino, mi ha convinta in seguito che la confessione non è poi una cosa
dell'altro mondo, avendola lei per prima sperimentata. Infatti dal medesimo
confessore, il cappuccino, a San Giovanni Rotondo, ho fatto anche io la bella
esperienza della confessione. E'stato anche per me una esperienza
indescrivibile, ho constatato in prima persona l'incontro col Dio
misericordioso. Alla fine con lo stesso sacerdorte abbiamo parlato a lungo di
Maria di Napoli, essa è già in cielo, mi ha detto, e pregherà tanto per lei.
Siete due sorelle in Cristo.
Ora
non volendo appartenere che a Dio ho chiesto a Lui l'aiuto per trascorrere una
buona volta una esistenza più limpida e serena, nella gioia del Cristo Risorto.
La
grazia che ha trasformato la mia anima ora si irradia anche all'esterno, cosa
che suscita non poche meraviglie in coloro che mi conoscono diversamente.
Ho
promesso al Signore, se mi ottiene la perseveranza nel bene e nella fede, di
consacrarmi a Lui, per servirlo nella forma più perfetta. Signore, mi viene da
dire spesso, ch'io veda le cose che debbo fare, e, dopo averle approfondite, che
io abbia il coraggio di adempierle attraverso la chiamata ad una vita più
santa. Sono certa ora di trovarmi di fronte ad una delle opere più belle della
volontà di Dio: l'incontro della creatura con il Creatore. Tutta la mia vita
non sarà sufficiente per ringraziare Dio della grazia che mi ha concessa: il
ritorno ad una vita di fede. Cosa veramente stupenda!
Una
dolce pace, una serenità mai provata hanno preso posto nella mia anima: ho
trovato il segreto dove deporre la mia sete d'amore: ai piedi inchiodati e
sanguinanti di Gesù Crocifisso. Ora mi sento forte, finalmente libera dai lacci
del mondo ingannatore, lontana da persone che contribuiscono con il loro libero
arbitrio a schiacciare tante anime buttandole nel fango. Solo con la preghiera
si può arrivare alle vette più alte, perchè il Signore ci ama e ci è sempre
vicino come un Padre amoroso.
Sono
sempre all'ascolto di Radio Maria, specie il sabato sera nella trasmissione
“Il Fratello”.
Quando
hai letto la mia prima lettera, molto diversa da questa, ho pianto tutta la
notte e al momento del rosario meditato ho avuto la forza di inginocchiarmi e ho
recitato con voi per la prima volta le belle parole dell'Ave Maria.
Non
sapevo dell'esistenza di questa dolce catena che ci unisce a Dio attraverso sua
Madre vincolo di salvezza negli assalti del nemico infernale la Vita di peccato
com'è tremenda!!!
La
grazia di Dio ha illuminato la mia intelligenza, ha risvegliato il mio essere e
resa la mia persona più dignitosa. Com'è bello vivere alla luce della grazia,
credere che l'illuminazione dell'intelletto sia un dono impagabile di Dio.
Caro
Federico, e ascoltatori tutti di Radio Maria, mi rivolgo ancora una volta a voi
affinchè nelle vostre preghiere vi ricordiate di tante ragazze che ancora
vivono una vita disumana. Da parte mia farò di tutto per convincere qualcuna più
sensibile a questi valori ad abbandonare la sua vita di peccato.
Termino
salutando tutti tutti nel Signore e .... pregate, pregate per me, ne ho tanto
bisogno.
Grazie.
A te, Federico, un saluto e un abbraccio fraterno.
Ciao
.... Barbara che non è più sola ma è circondata da persone buone e sincere.
Grazie! Di nuovo ciao .... Barbara.
Napoli,
25.11.1994 "TUTTO POSSO IN COLUI CHE MI FORTIFICA"
Caro
amico Federico,
Dopo
un periodo di silenzio trascorso nel più COMPLETO abbandono in Dio e
all'ascolto della sua voce per capire cosa Lui vuole da me, mi rivolgo ancora
una volta a voi, cari ascoltatori di Radio Maria per comunicarvi, con immensa
gioia, il mio ingresso in un monastero di clausura. Prima di prendere questa
decisione molto importante e determinante per la mia vita ho voluto fare una
prima esperienza, quella di trascorrere alcuni giorni nel medesimo convento. Ho
trascorso momenti indescrivibili di gioia e serenità intima con il mio Dio
che non ha mai smesso di seguirmi e parlarmi con il suo amore paterno e misericordioso.
Ha ritrovato la pecorella smarrita che era morta ed è risuscitata. Nella
solitudine e nel silenzio interiore ho capito che l'unica aspirazione è
immolarmi giorno dopo giorno per la mia e l'altrui conversione.
Le
grate del convento hanno chiuso definitivamente alle mie spalle un mondo falso,
bugiardo e lusinghiero. La madre superiora mi ha accolta con materna bontà e
comprensione, ha avuto per me parole semplici, materne ed incoraggianti. Ha
dimostrato di capire pienamente quanto di complesso e di eccezionale presentava
il mio caso.
Con
quanto slancio ho accettato questa chiamata, quante grazie ho ricevuto in poco
tempo da Colui verso il quale la mia anima vuole spogliarsi di tutto, ansiosa
solo di liberarsi da tutto ciò che non è Dio, assetata di una solitudine
ripiena soltanto di Lui, eterna felicità. Ogni voce del mondo, ogni richiamo ad
affetti terreni, ogni desiderio, tutto ora deve spegnersi, affondare nel
silenzio realizzato solo dalla grazia divina.
Oh,
non più ricordi!Non voglio ricordare tutto il male che la vita mi ha riservato
con le sue amare esperienze.
Ora
tutta la mia vita non sarà sufficiente per ringraziare Dio e anche voi che
tanto avete contribuito alla mia conversione con le vostre preghiere. Grazie di
cuore, ora sono io che pregherò per voi, per ogni triste realtà familiare. Al
di là di queste mura benedette l'anima mia cerca e trova il suo completamento
in Dio, l'unico vero bene.
Nel
momento in cui vi scrivo il mio sguardo è fisso su una croce di legno nero che
spicca sulla parete della mia piccola stanza: una croce nuda, senza il Cristo.
Su
questo legno devo crocifiggere me stessa, tutto il mio orgoglio, il mio passato,
le mie passioni. Povertà, grigiore, oscurità è questa d'ora innanzi la mia
vita: immolarmi.
Questa
è la mia sola ricchezza. Ho iniziato la mia vita religiosa chiedendo alla madre
superiora di risparmiarmi ogni riguardo. Voglio patimenti, sacrifici,
umiliazioni. Soprattutto espiare, espiare, espiare!!! La mia vita attuale così
diversa da quella trascorsa nel fango, esige vive e penose rinunce; però sono
consapevole che la mia anima vibra ora in un ritmo nuovo, in un'armonia
equilibrata tra lavoro e preghiera. Infatti il nostro motto quotidiano è
"ORA ET LABORA ".
E'
ancora, purtroppo, tanto vivo il ricordo delle dure radici e le gioie amare di
cui mi sono cibata, e provo un grande dolore pensando alle mie sventurate
compagne ancora smarrite nella via del fango, la più umiliante. Dobbiamo solo
pregare, è l'unica arma senza la quale non c'è salvezza.
Recisi
i vincoli che per tanti anni mi hanno oppressa, la mia anima tenta timidi voli
..... Ma ora che ho ritrovato Dio posso innalzare il suo canto d'amore per
l'eternità.
O
mio Dio! Mio amore! Mio tutto! Mia eternità!
Nella
mia anima c'è tanta pace, ho riacquistato la luce, il calore; ho gettato il mio
grado d'amore verso Colui che non si è mai stancato di seguirmi nel mio cammino
di errori non si è mai stancato di attendermi!!! Certo sono consapevole, molte
lotte mi attendono ancora perchè il cosaccio, come lo definiva Padre Pio, è
sempre presente, ma con lo spirito temprato dalle realtà interiori, penso di
raggiungere quel silenzio d'amore attraverso il quale la mia anima esprime il
suo abbandono e la più totale adesione ai piani Divini. Ed ora termino,
lasciandovi con la penna ma non col cuore. Per motivi comprensibili desidero
tenere sotto silenzio il luogo e il convento in cui mi trovo. Voglio vivere nel
nascondimento più totale. La presenza di Mio Padre Celeste è tutto!!! e mi
basta.
A
tutti un caro saluto, a te Federico un abbraccio particolare, ti sentirò
ugualmente con la mia radiolina, l'unica ricchezza che ho e di cui posso
usufruire.
Ricordiamoci
reciprocamente nelle preghiere. Ciao.... Barbara. Che la tenerezza di Gesù
pervada i nostri cuori. Scusami se scrivo a macchina ma ho una calligrafia
illegibile.
Ancora
ciao .... Barbara
25.01.1995
Caro
Federico,
sono
Barbara e ti scrivo dal Convento di Santa Chiara, non menziono la città per
motivi di prudenza, tu mi comprenderai .... Mi ero riproposta di non farmi più
sentire per vivere nel nascondimento e nel più completo silenzio esteriore ed
interiore, perchè solo Dio mi basta. Sto vivendo momenti di grande serenità,
la vita claustrale mi ha fatto rinascere a tal punto da farmi dimenticare il mio
triste e animalesco passato "Dalle tenebre alla luce". Vorrei gridare
a tutto il mondo, soprattutto alle mie compagne di sventura, che non c'è gioia
più grande che vivere una vita in comunione con Dio permeata di purezza e
limpidezza a loro giunga la mia costante preghiera perchè possano gustare la
bellezza della conversione. Mi affido alle preghiere di tutta Radio Maria,
purtroppo sono sole in balia di loro stesse. Vi supplico ancora, pregate,
pregate, sono anime da salvare, questa è la cosa più importante.
Ma
veniamo a noi, il motivo che mi ha spinta a scriverti è uno solo e purtroppo
molto triste. Una dolorosa notizia mi è giunta inaspettata per cui ritengo
doveroso comunicarla a te, Federico, che tanto bene hai fatto non solo a Maria
di Napoli ma a tutta la sua famiglia compreso suo padre. Papà che tanto ha
scontato la sua pena in un carcere duro ora anche per lui è arrivata in maniera
strepitosa e inaspettata la conversione. Sono ritornati alla casa del Padre gli
zii di Maria, zia Rosalba che tu ben conosci, e zio Claudio. Entrambi vittime di
un grave incidente d'auto. Sono infatti rimasti completamente carbonizzati per
cui è stato estremamente difficile risalire alla loro identità. Provenivano
dalla Svizzera e facevano ritorno in Italia. La prima tappa sarebbe stata Radio
Maria, per ringraziare te, Federico, che tanto bene hai fatto loro attraverso le
tue esemplari trasmissioni "Il Fratello". Ma l'uomo propone e Dio
dispone.
A
noi resta che chinare il capo accettare da Lui ogni suo progetto, perchè non
cade foglia che Dio non voglia, e ringraziarlo sempre anche nel dolore. Si è
così conclusa l'esperienza dura di una famiglia tanto provata. A noi non resta
che pregare per le loro anime affinchè raggiungano presto la meta desiderata,
la patria celeste, dove vedremo cieli nuovi e terra nuova. Vorrei dirti ancora
tante cose ma il tempo è limitato e il dovere mi chiama alle regole claustrali
"lavoro, preghiera e obbedienza".
Tanti
saluti a tutti gli ascoltatori, e a te un abbraccio nel Signore. Ancora
Ciao .... Barbara
Agosto,
1995
Caro
Federico,
Sono
Barbara, amica e compagna nella triste esperienza di una vita che tu sai,
ritornata all'ovile grazie a Maria di Napoli, che mi ha seguita quotidianamente
come una sorella per strapparmi dal fango e raggiungere come lei le vette più
alte della perfezione, attraverso la purificazione e la conversione stupenda di
un'esistenza completamente sbagliata.
Come
tu sai mi trovo in convento e sono serena e gioiosa, anche se ho abbracciato una
vita che comporta solo sacrifici, rinunce e abnegazione totale della volontà.
Per il nostro Sposo tutto è niente in confronto alla sua dolorosa passione per
riscattare l'umanità dal peccato. Ti scrivo per una ragione molto importante
che sono certa sta a cuore a tutti gli ascoltatori di Radio Maria, in modo
particolare a te, Federico, che come un vero amico hai preso a cuore la storia
bellissima di Maria di Napoli. Devi sapere che Maria non è sepolta al cimitero
di Lecce bensì in Svizzera. Questo perchè quando tutto era pronto per il
trasporto della salma sono subentrate difficoltà di ogni genere per cui gli zii
decisero di seppellirla in Svizzera, riservandosi a breve scadenza di ritornare
in Italia. Avrebbero avuto modo così di incontrarsi con te per dirti a voce
tutto ciò che era accaduto di negativo. Purtroppo il destino crudele non ha
risparmiato neanche loro. E' proprio vero che non tutti i mali vengono per
nuocere perchè ora lei riposa vicino a suo padre e agli zii morti così
tragicamente. Mi sono sentita in dovere di comunicarlo a te perchè attraverso
Radio Maria un sabato sera nella trasmissione "Il fratello" ho sentito
il tuo rammarico per non aver trovato la sua tomba a Lecce. Se puoi sii così
cortese da non comunicare il suo vero nome e cognome ma continua ad usare il suo
nome convenzionale. Come tu sai è stato sempre un suo desiderio esplicito ed è
bene conservare l'anonimato per vari motivi che tu ben comprendi. Scusami se ho
osato importunarti, ma Maria è rimasta nel mio cuore.
Ti
saluto affettuosamente e restiamo vicini con la preghiera. Tua amica in Cristo,
Barbara. Ciao!!!
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