MADRE MIA QUANTO SEI BELLA!
Frate Crispino Lanzi ofm capp.
Inno alla Madonna
Madre mia, quanto sei bella!
Sei la gioia, sei l'amore!
M'hai rapito questo cuore.
Notte e giorno io penso a Te.
M'hai rapito questo cuore.
Notte e giorno io penso a Te.
Evviva Maria, Maria evviva,
evviva Maria e chi la creò
Quando il sole splende lucente,
le colline e i monti indora;
quando a sera si scolora
ti saluta il mio pensier.
quando a sera si scolora ti saluta il mio pensier.
Evviva Maria, Maria evviva,
evviva Maria e chi la creò
Tutt'insieme in Paradiso
griderem: Viva Maria!
Griderem: Viva Maria!
Viva Lei che ci salvò!
Griderem: Viva Maria!
Viva Lei che ci salvò!
Evviva Maria, Maria evviva,
evviva Maria e chi la creò
(Inno meraviglioso che viene cantato con entusiasmo in tutte le Chiese d'Italia centrale e meridionale. Ho cercato di insegnarlo anche nell'Italia settentrionale. Quanta gioia ho gustato nel farlo cantare, per oltre cinquant'anni, durante le molte Predicazioni e Missioni, ai folti gruppi di fanciulli e di ragazzi in processione per le vie dei paesi e delle città, quale dolce richiamo della Vergine Immacolata rivolto a tutti i fedeli perché frequentassero le Predicazioni straordinarie e i Santi Sacramenti.)
1. Maria è Madre di Dio
Questo titolo è il fondamento razionale e teologico capace di suscitare la più intensa, la più fruttuosa affettività verso la Vergine Santa. Qui sta la grandezza vertiginosa di Maria.
Lei, per il fatto di essere Madre di Dio, è la nostra Mamma celeste, è la Mediatrice di tutte le grazie, è l'Immacolata, è l'Assunta in Cielo in anima e corpo, è il vertice di ogni altra umana grandezza.
S. Bonaventura esclama: "Dio potrebbe fare un mondo, un cielo più grande di questo cielo e di questo mondo; ma fare una Mamma più grande della Madre di Dio, è impossibile".
1. Maria, Madre di Dio: così la dichiara la Bibbia. L'Arcangelo Gabriele le annuncia: "Non temere, o Maria... concepirai e darai alla luce il Figlio dell'Altissimo...". La Vergine risponde: Sì, avvenga di me secondo la tua parola" (cfr. Luca 1, 26-28).
In quell'istante "il Verbo di Dio si è fatto carne" (Giov. 1, 14) ossia si è fatto uomo, "e venne ad abitare in mezzo a noi" (Giov. 1, 14).
E l'Angelo ripete ai pastori: "Vi annuncio una grande gioia..., è nato per voi, oggi, il Salvatore, che è Cristo Signore" (Luca 2, 10).
S. Paolo scriverà: "Dio mandò il suo Figlio nato da Donna" (Gal. 4,4).
E S. Elisabetta alla Vergine, che da pochi giorni ha concepito Gesù nel suo seno e che arriva ad Ain Karin per soccorrere lei nella prossima nascita di S. Giovanni Battista, subito, appena la vede, esclama: "A che debbo che la Madre del mio Signore venga a me?" (Luca 1, 39-45).
Perciò, con tanta gioia, insieme al sommo Poeta, Dante Alighieri, cantiamo a lei: "Vergine e Madre, figlia del tuo Figlio! Umile ed alta più che creatura!".
Maria è Madre di Dio non nel senso che abbia creato Dio (Dio nessuno l'ha creato, ma è sempre esistito) bensì nel senso che ha dato la natura umana a Dio concependo e generando Gesù. In Cristo c'è la natura umana e la natura divina unite ipostaticamente nella sola persona divina, e siccome è alla persona che si riferisce ogni azione quindi anche la maternità, perciò giustamente la chiamiamo Madre di Dio. Ella ha generato il corpo umano di Gesù, ha formato il suo cuore, il suo volto, i suoi lineamenti fisici, la sua costituzione psicologica. Ha dato a Dio quel corpo che si sarebbe immolato sulla croce per noi e poi sarebbe risorto glorioso, quel corpo e quel sangue che sarebbero rimasti presenti fino alla fine del mondo nell'Eucarestia, quel corpo che avrebbe portato per tutta l'eternità nel suo stato di gloria la somiglianza a sua madre, come scrive Dante Alighieri: "Ella è la faccia che più a Cristo s'assomiglia".
2. Maria è Madre di Dio: Verità definita nel concilio ecumenico di Efeso (nel 431).1 successori degli Apostoli, i Vescovi, sono radunati in Concilio a Efeso: stanno esaminando la questione della natura umana e divina del Cristo unite nell'unica persona del Verbo, contro l'eresia di Nestorio che ammette due persone in Gesù e ne deduce che la Madonna non è la Madre di Dio. A Efeso c'è una grande folla: il popolo partecipa in maniera molto viva alla discussione su queste verità importantissime, come oggi si prende viva parte ad avvenimenti infinitamente meno importanti (campionati di calcio, di ciclismo, ecc.).
E quando il popolo impara che i Padri Conciliari hanno condannato l'errore di Nestorio e, guidati dallo Spirito Santo, hanno definito che Gesù è vero uomo e vero Dio nell'unità reale e sostanziale della persona del Verbo e, di conseguenza, la Madonna è Madre di Dio, esplode in acclamazioni, in grida di gioia, in una festa incontenibile; e, quando i Padri escono dall'aula conciliare, vengono portati in trionfo, e a sera sono accompagnati, con canti e con fiaccole accese, alle loro dimore. I sentimenti di quei Padri e di quella folla festante furono espressi nell'Omelia, tenuta da S. Cirillo di Alessandria, di cui riporto qualche brano: "Ti salutiamo, o Maria, Madre di Dio, venerabile tesoro di tutta la terra, lampada inestinguibile, abitacolo di Colui che non può essere circoscritto da nessun luogo. Salve tu che hai accolto nel tuo grembo verginale Colui che è immenso e infinito. Per te la santa Trinità è glorificata e adorata. Per te la Croce è celebrata in ogni angolo della terra. Per te i Cieli esultano. Per te i demoni sono messi in fuga. Per te la creatura decaduta è innalzata al Cielo".
3. Maria è Madre di Dio. Lo conferma la Tradizione fin dai primi decenni del Cristianesimo.
A Nazaret, nella chiesa prebizantina dell'Annunciazione c'è la "Grotta della Madonna" che era stata la chiesa dei primi cristiani (degli Ebrei diventati Cristiani). Ebbene su quelle pareti della Grotta è stato trovato un graffito antichissimo in cui c'è la più antica Ave Maria scritta in greco: "Ke Maria" cioè Kaire Maria = Ave Maria. Quei primi cristiani invocavano la Madonna riconoscendola Madre di Dio.
A Roma la celebre professoressa Margherita Guarducci, dopo 16 anni di studio sui reperti degli scavi eseguiti dal 1939 al 1949 sotto la Basilica di S.Pietro, ha potuto dire che i nomi più ripetuti (ossia le persone più amate) nei graffiti attorno al sepolcro di Pietro e nelle altre catacombe romane sono: Gesù, Maria, Pietro (cfr. "Pietro in vaticano" della prof. Guarducci).
In Egitto, in un papiro che risale 250 circa d.C., è stata trovata quella bellissima preghiera ancora in uso nella Chiesa: "Sotto la tua protezione ci rifugiamo, Santa Madre di Dio, non rifiutare le nostre preghiere, ma salvaci da ogni pericolo". Maria è chiamata "madre di Dio" quasi due secoli prima del Concilio di Efeso (431) che definì questa verità (come abbiamo già detto).
Ecco un'antichissima preghiera dei primi cristiani: "Noi confessiamo con fede incrollabile quel Dio che una Vergine ha dato alla luce e che si è fatto uomo... O Dio santo e forte, hai voluto riposare nelle braccia di Maria... O Vergine Immacolata, Madre di Dio, piena di grazia, l'Emmanuele che tu hai portato è il frutto del tuo seno... Tu sei al di sopra di ogni lode e di ogni gloria. Salve, Madre di Dio, gioia degli Angeli. Il Signore è con te, tu hai dato alla luce il Salvatore del mondo" (da "Preghiera dei primi cristiani' di A. Hanman, edit. 'Vita e pensiero").
4. Maria è Madre di Dio. Lo gridano tutti i grandi Santi e tutti i dottori della Chiesa, nei 2000 anni di cristianesimo, con parole chiare e altissime. Ne cito solo tre.
S. Francesco d'Assisi così la invoca: "Ave, palazzo di Dio! Ave, tabernacolo di Dio! Ave, casa di Dio! Ave vestito di Dio! Ave, ancella di Dio! Ave, Madre di Dio!"
S. Pier Crisologo esclama: "Veramente benedetta Maria, più grande del cielo, più vasta del mondo, poiché essa sola ricevette nel suo seno Colui che il mondo non può contenere, portò Colui che regge l'universo, generò il suo Creatore, nutri Colui che nutre tutti i viventi".
S. Tommaso d'Aquino: "Per il fatto che è Madre di Dio, la B. Vergine è rivestita di una dignità in certo modo infinita a motivo del bene infinito che è Dio stesso. Perciò non è possibile concepire nulla di più alto di Lei, come nulla vi può essere di più eccelso di Dio" (sum. Teol. 10, 25).
5. Maria è Madre di Dio: il Concilio Vaticano II ne ha parlato chiaramente. Mai nessun Concilio, in 2000 anni, ha parlato tanto e così bene della Vergine Santa. L'ha proclamata: "Madre del Figlio di Dio e perciò Figlia prediletta del Padre e tempio dello Spirito Santo... La Chiesa la venera come Madre amatissima... Nella Chiesa Santa occupa, dopo Cristo, il posto più alto e più vicino a noi" (Lumen gentium n. 52-54).
S. Luigi di Montfort grida: "No! No! Non possiamo separare Maria da Cristo Dio! Sarebbe più facile separare la luce dal sole che separare Maria da Gesù".
E Paolo VI ripete: " Non si è cristiani se non si è mariani".
6. Maria è Madre di Dio: lo ammettono i più insigni Protestanti. E' motivo di gioia riscoprire che i principali fondatori ed esponenti delle centinaia di Chiese Evangeliche o Protestanti credono che la Madonna sia Madre di Dio: così Lutero, Calvino, Zuinglio, Pietro Valdo e i Valdesi, gli Anglicani, e altri. Preghiamo perchè i nostri fratelli separati rifiutino gli insulti di Lutero contro il rosario, ripetuti recentemente da Karl Barth che osa affermare: "La peggior bestemmia a Maria fu quella di coloro che inventarono il rosario". No! No! E' tutto il contrario: il Rosario è la più grande lode a Maria.
Leviamo lo sguardo dell'anima e l'affetto del cuore alla grande Madre di Dio che S. Giovanni Evangelista comtempla "Vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e con una corona di 12 stelle attorno al suo capo" (Apoc. 12,1).
Con S. Luigi di Montfort consideriamola "il capolavoro dell'Altissimo, il miracolo dei miracoli nell'ordine della grazia, della natura, della gloria" (tratt. "vera devozione a Maria' nn. 5 e 12).
Ascoltiamo il Servo di Dio Pio XII che grida: "Non abbiate mai timore di esaltare troppo Colei che risplende nella eternità come capolavoro di Dio".
Nella "Vita di S. Domenico" si legge questo episodio significativo: "Mentre il Santo faceva gli esorcismi, stando per cacciare il demonio da un ossesso, lo interrogò quale fosse in Cielo il Santo più potente presso Gesù Cristo, quello di cui avevano più timore i demoni e al quale gli uomini dovevano rendere maggior onore. Il demonio rispose: "Lo confessiamo a malincuore: la creatura più potente è Maria, e chi persevera nel culto e nel ricorso a Lei, certamente non verrà con noi nell'eterna dannazione. Un solo sospiro da lei emesso e offerto alla S. Trinità supera le preghiere di tutti i Santi; e noi temiamo più lei che tutti i Santi del Paradiso" (cf. "La Mamma del Cielo", Pacchierini, Ed. Fiamma nova).
Esempio - Miracolo straordinario che la Vergine Santa ha ottenuto in Spagna da Cristo Re. A Calanda vive un certo Juan Miguel, contadino analfabeta. Nel 1637 un carro gli frattura una gamba sotto il ginocchio. All'ospedale, con sega e scalpello, gli viene amputata la gamba. Per due anni e mezzo invoca la Madonna nel Santuario del Pilar di Saragozza per ottenere la guarigione e nel contempo unge il moncone con l'olio della lampada. Ritorna a casa sua a Calanda e a sera del 29 marzo 1640 va a letto. Qualche ora dopo, la sua mamma entra nella camera ove egli sta dormendo; sente un grande profumo, guarda e vede, al di sotto del corto vestito da notte, due gambe, quindi anche quella che era stata tagliata e poi era marcita nel cimitero: era spuntata la stessa gamba.
L'Arcivescovo di Saragozza afferma: "Come è stato dimostrato con certezza nel rigorosissimo processo, Miguel Juan fu visto prima senza una gamba e poi, dopo due anni e mezzo, fu visto con quella stessa gamba. Non si vede come si possa dubitare di ciò. Non è possibile negare che il Dio dei cristiani è l'unico vero Dio. Non è possibile negare la Madre di Dio che ha ottenuto da Cristo questo e tanti altri miracoli. Siete invitati a leggere il racconto, documentatissimo, nel libro "Il miracolo" della Editrice Rizzoli scritto dal più celebre scrittore cattolico, Vittorio Messori. Richiedetelo a qualsiasi libreria e fatelo conoscere a chi non crede né in Dio, né alla Madonna
Esortazione - Osvaldo, giovane cieco, in un'ora di sconforto, brancolando nel buio, grida, rivolto a sua madre: "Mamma, dammi il sole! il sole! il sole!" (Ibsen, Gli spettri).
Tanti uomini di oggi, allontanandosi da Dio, sono diventati spiritualmente ciechi e sono piombati nel buio di un estremo sconforto. Invano ricorrono a violenze, a droghe, alla pazzia dell'impurità. Allo sconforto si aggiunge la disperazione.
Coraggio! Invocate con fiducia la grande Madre di Dio: "Mamma celeste, fa che su di me torni a risplendere il Sole! il Sole! ossia Dio! Cristo Dio!". Con Dio ritornerà la fede, il conforto, la primavera spirituale.
Proposito - Ogni giorno, sull'esempio di Giovanni Paolo II, affidiamoci alla Madonna ripetendo: "O Madre di Dio che io sia tutto tuo (totus tuus) per essere totalmente e per sempre di Gesù!".
2. Madre di Cristo
Il Vangelo afferma: "Presso la Croce di Gesù stava sua Madre" (Giov. 19,25).
Il frate Protestante Max Tourian, Vice Priore di Taizè (diventato poco dopo sacerdote Cattolico) durante la 27° settimana liturgica a Bologna, nel Palazzo dello Sport, lo udii affermare: "Non separate mai la Madonna da Gesù!".
1. La Madonna è associata a Gesù nel pensiero e nel piano di Dio fin dall'eternità.
La Bibbia presenta l'eterna Sapienza di Dio (ossia il Verbo, il Figlio di Dio che poi si farà uomo) nell'atto della creazione (dell'universo). Maria è quella via per la quale l'amorosa Sapienza, discendendo dal Cielo, viene a noi sulla terra.
2. Maria è Madre di Cristo perchè ha dato la sostanza fisica a Gesù, Verbo di Dio e Dio stesso. Associata strettamente al Figlio, è stata da lui resa partecipe dei suoi misteri, dei suoi prodigi e della sua passione, morte, resurrezione e della gloria imperitura.
Lei ha vissuto meravigliosamente questa divina maternità: E' al vertice della preghiera. E' la donna la più forte nelle prove. E' la piena di grazia, la tutta santa, la più perfetta discepola del Cristo nel credere in Lui e nell'amarlo. E' lo specchio più perfetto della vita di Gesù. Ela più grande innamorata di Gesù.
S. Bernardo: "L'amore divino ferì talmente l'anima di Maria, che non restò parte alcuna non ferita dall'amore. Lei sola poteva dire: Il mio Diletto s'è dato a me e io a Lui" (Serm. 39).
S. Alfonso: "Il cuore di Maria divenne tutto fuoco e fiamme: fuoco ardendo di dentro per amore, e fiamme risplendendo di fuori a tutti con l'esercizio delle virtù. Maria, quando portava Gesù tra le braccia, poteva chiamarsi «fuoco che portava fuoco»" ("Glorie di Maria').
3. La divina maternità - insegnano magistero e teologia - è il fondamento di tutti i privilegi di cui Maria, per gratuita benevolenza di Dio, ha beneficiato. Il culto che la comunità dei credenti le ha reso e le rende tuttora si giustifica e ha valore nella luce di Gesù. Nulla viene sottratto a Dio e al Figlio. Il ruolo che Maria occupa nella gerarchia della Chiesa è quello di una creatura, la più sublime e perfetta, chiamata dalla volontà di Dio all'unica e irripetibile missione d'essere madre del Salvatore.
4. La maternità divina è indissociabile dalla maternità spirituale. Se Maria è madre del Cristo fisico è pure madre del Cristo mistico ossia di tutti noi. Non può infatti non essere madre del Cristo totale. E siccome noi siamo parte del corpo mistico, lei è la mamma spirituale di ciascuno di noi. Maria è modello da imitare e via che conduce a Cristo. La tradizione mistica ha sintetizzato in un motto la funzione propedeutica e mediatrice di Maria: per Mariam ad Jesum, ossia soltanto attraverso Maria andiamo a Gesù.
Perciò mettiamo in pratica l'invito del Papa Giovanni Paolo II: "Camminate verso Maria. Camminate con Maria. Lasciatevi tenere per mano da Lei come bimbi dalla Madre. Guardatela come stella del vostro cammino. Fate riecheggiare nel vostre cuore il suo "fiat". Il sì di Maria all'Annunciazione fu necessario perchè il Verbo si facesse carne nel suo grembo. Il vostro sì è necessario perchè Cristo prenda possesso della vostra vita e vi faccia apostoli del suo amore".
L'Arcivescovo americano Fulton Sehen, grande apostolo, per mezzo della TV, negli Stati Uniti, afferma: "Maria è la finestra attraverso cui la nostra umanità ha una prima visione della divinità sulla terra. Ella è come una lente d'ingrandimento che intensifica il nostro amore per suo Figlio e rende le nostre preghiere più ardenti e vive. Gesù è il sole, lei è la luna. La luna non toglie lo splendore del sole; tutta la sua luce è riflessa dal sole".
Tornano attualissime le parole profetiche di S. Luigi di Montfort: "E' per mezzo della SS. Vergine Maria che Gesù venne nel mondo, ed è anche per mezzo di Lei che deve regnare nel mondo. Se dunque, come è certo, la conoscenza e il regno di Gesù Cristo devono effettuarsi nel mondo, ciò sarà una conseguenza necessaria della conoscenza e del regno della SS. Vergine Maria, la quale lo diede alla luce la prima volta, e lo farà risplendere la seconda volta" (Trat. della Vera devoz.).
Per amore di Maria portiamo sempre Gesù Bambino nel nostro cuore e facciamolo nascere nel cuore degli altri. S. Francesco dice: "Ciascuno di noi può essere la Madre di Gesù perché con le parole e le opere buone può farlo nascere nel cuore dei fratelli".
Tutti i Santi e tutti i Papi hanno ripetuto: Maria, Madre di Gesù, è la via che porta al Salvatore. E' per mezzo di Maria che andiamo a Gesù.
E la Madonna ci ripete con S. Paolo: "Comportatevi come si è comportato Gesù" (Filipp. 3,5).
Così Lei ci guarderà con somma dolcezza considerandoci come altrettanti suoi figli.
Il Concilio Vaticano II afferma: Maria, dopo Dio è al centro della storia: quando Dio pensò di salvare l'uomo, decise di prendere la natura umana nel seno della Vergine. Lei, nella Chiesa Santa, occupa, dopo Cristo, il posto più alto e il più vicino a Noi" (Lumen g. 54).
Esempio - Il primo Presidente degli Stati Uniti, George Washington, teneva presso il letto una immagine della Madre di Dio. Un professore, buon cattolico, viene a trovarlo e, visto quel quadro, esclama: "Credevo che fosse protestante!". E il Presidente: "Lo sono. Ma come posso onorare il Figlio se non amo sua Madre?".
Riflettiamo sovente a questa grande Madre di Cristo Dio e vediamola con la mente e con il cuore "Vestita di sole", e il sole è Cristo.
Se la mettiamo nell'ombra, Cristo rimane al buio, se la poniamo nella luce, Gesù, luce del mondo, sarà con noi. E così ci guarderà con dolcezza considerandoci come altrettanti sui figli. Infatti, "mediante il battesimo - come dice S. Agostino - siamo diventati Cristo".
Esortazione - Ricordiamo sempre queste dolcissime verità: Maria ci ha dato Gesù, fonte della divina grazia. Maria è la via che conduce a Gesù. Maria è il modello più alto per imitare Gesù. Maria ripete a noi ciò che disse ai servi a Cana: "Fate quello che Gesù vi dirà". Maria ti raccomanda con S. Paolo: "Lasciati afferrare da Cristo". Se tu ti apri a lui e lo lasci entrare nel tuo cuore, la tua vita diventerà un giardino fiorito, ove zampillerà una sorgente inesauribile di gioia.
Proposito - Imitiamo S. Giuseppe il quale quando era ignaro del mistero della Incarnazione nella Vergine "aveva deciso di licenziare Maria in segreto" (Matteo 1, 15), ma quando udì le parole dell'Angelo: "Non temere di prendere con te Maria" (Matteo 1, 20), subito la prese con sè.
Prendiamo Maria con noi. Ci renderà migliori, ci farà santi, ci ricolmerà di gioia. La sua immagine risplenda nella cucina, nella sala, nell'ufficio, nelle camere e il suo nome risuoni nelle preghiere giornaliere di tutti i familiari.
3. Maria è "Madre dell'Eucarestia"
La nuova Evangelizzazione annunci con fervore la Madonna come "Madre dell'Eucarestia" imitando i Padri della Chiesa e molti Santi che la invocano "Nostra Signora del Santissimo Sacramento".
1. Davanti a Gesù Sacramentato non dobbiamo dimenticare la Vergine Santa, non possiamo separarla dall'Eucarestia. Nell'Eucarestia, infatti, Gesù è presente con la sua divinità e con il suo Corpo glorioso, vero Corpo nato da Maria Vergine a Betlemme, morto sul Calvario, deposto nel Sepolcro e risorto.
L'Osservatore Romano del 13 settembre 1979 affermava: " Il culto della Vergine e il culto eucaristico sono inscindibili: i Congressi Eucaristici internazionali, che con tanta insistenza hanno trattato i rapporti tra Maria e l'Eucarestia, hanno concordemente espresso voti perché si giungesse a riunire nei cuori dei fedeli la devozione alla SS. Vergine con quella al Santissimo Sacramento.
Diverse volte ho udito dei Sacerdoti davanti all'Eucarestia esposta recitare dei Padre Nostro e dei Gloria sopprimendo 1'Ave Maria. Cari Pastori della Chiesa, vi supplico, non abbiate timore di aggiungere (ripeto: di aggiungere) all'adorazione eucaristica e ai canti eucaristici un'Ave Maria o un Salve Regina oppure il Santo Rosario. Nessuna legge della Chiesa universale lo proibisce. Egrandemente importante invocare la Madonna presso il suo Figlio Gesù, vivo e presente nell'Ostia Santa. Si legga in proposito Vita Pastorale dell'Ottobre 1999, a pag. 5, che cita un importante documento della "Congregazione per il culto divino e la disciplina dei Sacramenti" ove si afferma: "Non si espone l'Eucarestia solo per recitare il Rosario, ma (il Rosario) si può includerlo tra le preghiere che si fanno".
Riflettiamo a ciò che dicono molte anime sante. Ne cito solo due.
S. Pier Damiano afferma: "Considerate, miei diletti fratelli, io ve ne scongiuro, quanto siamo obbligati alla beata Madre di Dio... Quel Corpo del Cristo che ella ha generato e portato nel suo seno, che ha avvolto in fasce e nutrito col suo latte con tanta materna tenerezza, questo stesso Corpo noi riceviamo nel Sacramento della nostra redenzione. No, non vi è parola umana capace di lodare degnamente Colei dalla quale il Mediatore di Dio e degli uomini ha preso la sua carne... E’ lei che ci ha preparato nel suo castissimo seno la Carne Immacolata (ossia il Corpo di Cristo) che ci nutre" (sermone 45°).
La Serva di Dio Maria Valtorta, francescana secolare, nel suo "Poema", stampato con la diretta approvazione concessa a voce da Pio XII, scrive: "Troppo poco - le disse la Vergine - mi si ricorda in questa festa (del Corpus Domini) alla quale io sono tanto congiunta, perché se io non fossi stata, non avreste avuto il Corpo del Verbo Divino Gesù Cristo, Signore, Re, Redentore e Salvatore vostro in eterno".
I mari non potrebbero esserci se l'acqua non ci fosse. Il firmamento non brillerebbe se non ci fossero gli astri. La terra non darebbe frutto se non ci fossero i semi. Ma più ancora l'Eucarestia, che si moltiplica infinitamente da secoli e millenni, non ci sarebbe se io non avessi generato Gesù. Vorrei che mi si rappresentasse come ti mostro ora: col mio Immacolato Cuore, splendente di luce paradisiaca, sul quale appare l'Ostia SS. con entro raffigurato il Divin Pargolo (Gesù Bambino) e, sotto, la scritta: «dal Sangue e dal Cuore
Verginal di Maria, il dono supremo d'amore:
Gesù Eucarestia»" (da "Il Poema", ed. Pirani 1973, pag. 95)
Mi piace tanto il seguente paragone biblico.
La Sacra Scrittura narra che Betsabea si presenta al figlio Salomone. Questi si alza, le va incontro e s'inchina davanti a lei e, assisosi sul trono, comanda venga posto un altro trono per sua madre che invita a sedersi alla sua destra (III Re 2,19).
Così Gesù ha un trono nella sua Chiesa, il trono dell'Eucarestia. Ma accanto a questo trono d'amore vuole che ci sia un altro trono per sua madre Maria che vuole unita a sè nell'affetto e nelle preghiere dei fedeli. E' lei che ci conduce a Gesù Sacramentato e da lui ci ottiene tutte le grazie.
2. "Ritornate all'Eucarestia!" All'Eucarestia si ritorna per mezzo della Madonna.
I Vescovi americani, diversi anni or sono, in un documento molto importante, supplicavano il popolo americano di convertirsi usando queste parole: "Ritornate all'Eucarestia!".
Sì, ci si converte soprattutto ritornando all'Eucarestia, cuore e vertice del cristianesimo, prima fonte di tutte le grazie e le benedizioni.
Ebbene, si ritorna all'Eucarestia (S. Messa, Comunioni, Visite e Adorazione) per mezzo della Madonna. E' per mezzo di Maria che andiamo a Gesù! (Per Mariam ad Jesum).
C'è un'invocazione mariana che esprime questo concetto: "Nostra Signora del Santissimo Sacramento". Invocazione molto diffusa dal B. Eymard e tanto cara a molti Papi. Per esempio Pio XII afferma: "Maria ci dà Gesù sotto forma eucaristica così come ce lo diede in forma umana".
Argomento frequente negli scritti dei Santi Padri, per esempio di S. Ignazio di Antiochia, di S. Giustino, di S. Ireneo, di S. Efrem.
La sensiblità popolare ha sempre unito il culto eucaristico al culto mariano. Ne è prova evidente il fatto che ogni Santuario mariano, grande o piccolo, ha il suo centro d'attività nell'Eucarestia. La gente accorre per riconciliarsi con Dio, per partecipare alla Santa Messa, per ricevere la Santa Comunione. E' per questo che S. Pio X insisteva nel chiamare Lourdes "il più glorioso Santuario Eucaristico".
E Pio XII afferma: "Maria non ha altro desiderio che di condurre gli uomini a Cristo, di introdurli nel cuore del Mistero della Redenzione" che è l'Eucarestia.
E' nei Santuari mariani che si manifestano i più grandi trionfi eucaristici. Si ha l'impressione che ivi la Madonna abbia fatto sentire la sua presenza soltanto per attirare tanta gente e poi lei si sia quasi fatta da parte per rendere più splendido il Sole Eucaristico: lei è l'aurora che annuncia il sorgere del Sole che è l'Eucarestia. In nessun altro luogo risplende tanto amore a Gesù Sacramentato come a Loreto, a Pompei, a Lourdes, a Guadalupe e negli altri Santuari mariani.
3. Ecco la Santa Messa: il Sacerdote sale all'altare. In quel momento rappresenta Gesù, fa le veci di Gesù, presta a Gesù la sua persona, le sue mani, la sua lingua, la sua voce...
Noi, insieme al Sacerdote celebrante, ci portiamo indietro di quasi duemila anni, siamo sul Calvario insieme alla Madonna, a S. Giovanni, alle pie donne, mentre Gesù per mezzo del Sacerdote insieme al suo popolo ossia insieme a voi, fedeli laici, offre all'Eterno Padre tutti i meriti acquistati nella sua vita, specialmente nella sua Passione e morte.
Nella S. Messa la Madonna è accanto a te, caro fratello, cara sorella. "Mai siamo così vicino a Lei - soggiunge il Padre Menelli - come quando siamo vicino ad un altare su cui si rinnova il Sacrificio del Calvario". Il Vangelo afferma: "Presso la Croce di Gesù stava Maria, sua madre" (Giov. 19, 25).
Il P Pio forse la vedeva.Infatti quando gli fu chiesto se c'era la Madonna durante la S. Messa, lui rispose con tono di sorpresa: "Ma non vedete la Madonna sempre accanto al Tabernacolo?".
Maria, come madre, è sempre a fianco al suo Figlio ovunque egli è presente sacramentalmente.
"Il suo corpo glorioso (assunto al cielo), essendo al di fuori dei limiti del tempo e dello spazio", le consente di essere veramente accanto ad ogni tabernacolo ove si conserva l'Eucarestia e le permette di essere presso ogni altare ove si celebra la S. Messa e di essere vicina a chi fa la Santa Comunione.
Nella S. Messa viene ripresentato il Sacrificio di Cristo al quale prese parte sua Madre che stette in piedi accanto a Gesù Crocifisso, soffrendo profondamente con il suo Figlio e si associò con animo materno alla sua Passione e morte; acconsentì con amore alla sua immolazione (cf. Lumen g., 58; Marialis cultus, 20): sul Calvario Maria offri Gesù e offrì se stessa al Padre. Ogni S. Messa è memoriale di quel sacrificio, ripresenta la passione, morte e risurrezione di Gesù. Perciò accanto ad ogni nuovo Calvario, che è l'altare, è veramente presente la Vergine Santa.
S. Agostino afferma: Nell'Eucarestia "il Corpo di Cristo è il Corpo di Maria. Il Sangue di Cristo è il Sangue di Maria".
Giovanni Paolo II: "Alla radice dell'Eucarestia c'è la vita verginale e materna di Maria. Ogni Messa ci mette in comunione intima con la Madre, il cui sacrificio «ritorna presente», come «ritorna presente» il sacrificio del Figlio, alle parole della Consacrazione del pane e del vino pronunciate dal sacerdote" (Sue parole del 5-IV-1983 e del 12-11-2000).
Il Padre Pio quando si recava all'altare per la celebrazione eucaristica si sentiva dolcemente accompagnato dalla Madonna e, giunto all'altare, se la sentiva tanto vicina. L'ha scritto più volte nel suo testamento spirituale. Chi sa quante volte l'avrà contemplata, durante la S. Messa, addoloratissima ai piedi della Croce.
4. Nella Visita a Gesù Sacramentato la Madonna, la madre del bell'Amore, ti sorride, gioisce nel suo amore tenerissimo verso Gesù.
Il Card. Lepicier scrive: "Dall'alto dei cieli, lei (Maria) contempla questo augusto Sacramento racchiuso nei nostri tabernacoli. Le Sante Specie (ossia le Ostie e il Vino consacrati) le ricordano le fasce nelle quali avvolgeva con tanto amore le membra delicate di Gesù; e non desidera altro che tutti lo amino" (in "La Madonna e il SS. Sacramento"). Il Ferrero afferma: "L'Eucarestia e la Vergine SS. sono così legati l'una all'altra che si ha quasi la sensazione che i palpiti del Cuore di Maria pulsino all'unisono coi palpiti vivi del Cuore di Gesù nei nostri tabernacoli.
5. Nella S. Comunione riceviamo quel Pane dell'anima che la Madonna ha confezionato per noi: Gesù. S. Bonaventura, dottore della Chiesa, afferma: "Come per Maria questo santissimo Corpo ci fu dato, così per le sue mani deve essere offerto e per le sue mani deve essere ricevuto nella Eucarestia". Che bella espressione! Quando facciamo la Santa Comunione riceviamo Gesù dalle mani della Madonna.
Il P Antonino da Castellamare, Cappuccino, nel suo aureo libro "Anima Eucaristica" (cap. XI), esclama: "Maria è il trono; Gesù è il Re: l'anima l'ospita e l'adora.
Maria è l'altare; Gesù, la vittima: l'anima l'offre e la consuma.
Maria è la pecorella; Gesù è l'agnello di Dio: l'anima lo accarezza e lo porta in cuore.
Maria è la sorgente; Gesù è l'acqua: l'anima la beve e si disseta.
Maria è l'alveare; Gesù è il miele: l'anima lo scioglie in bocca e l'assapora.
Maria è la vite; Gesù, il grappolo che, spremuto e consacrato, noi beviamo.
Maria è la spiga; Gesù, il frumento che, consacrato sull'altare, noi mangiamo."
Maria SS. è stata la più grande devota dell'Eucarestia. Imitiamo la Madonna nell'amore all'Eucarestia! Diventeremo Santi.
Chi può immaginare con quale altissimo amore avrà partecipato alla S. Messa celebrata da S. Giovanni Evangelista?
Chi può immaginare con quale straordinario affetto avrà ricevuto nella S. Comunione il suo dilettissimo Figlio Gesù?
Esempio - Dopo la guerra del 1918, diversi giornali, sotto il titolo "Pane di mamma" narrarono questo episodio: Un prigioniero ha perduto la salute. Logorato, sfinito, inesorabilmente si appressa alla fine della vita. In quel tempo si conclude l'armistizio e la pace. I prigionieri tornano alle loro case. Per lui è impossibile il ritorno al suo paese: non sopporterebbe i disagi del viaggio. Si telefona alla famiglia. Accorre il suo papà, solo lui, ma gli porta nel cuore anche il cuore della mamma. Abbraccia e copre di baci il diletto figlio. Poi trae un pezzetto di pane dalla valigia, glielo presenta e soggiunge dolcemente: "Vedi? è il pane della mamma! ... Assàggiane, assàggiane un bocconcino, figlio mio!". "Oh! il pane di mamma..." ripete sommessamente l'infermo. E ne mastica un pezzetto. "Com'è buono il pane di mamma!...". Occhi gonfi di lacrime... Ancora un altro piccolo boccone, un altro... "Com'è buono il pane di mamma!...". Tanti bocconi... A poco a poco riprende forza; riacquista salute; guarisce. Il pane di mamma lo riporta tra le braccia di mamma. L'Eucarestia diventa, nella S. Comunione, il dolcissimo pane di mamma che ci conforta, ci guarisce, ci santifica.
Esortazione - Conquistiamo un grande stupore eucaristico contemplando l'Eucarestia insieme a Maria. L'Eucarestia è il Cuore, il pane, la vita, la delizia della comunità ecclesiale. La Chiesa fa l'Eucarestia; l'Eucarestia fa la Chiesa.
Proposito - L'Eucarestia è il Pane della Mamma celeste. In qualche maniera, dice S. Bonaventura, lei stessa ce lo presenta con le sue mani.
Accogliamo questo Pane di mamma, riceviamolo con tenera devozione ogni domenica, possibilmente ogni giorno. Ci libererà da tutti i mali spirituali.
Ci renderà forti, invincibili contro le passioni disordinate e contro tutto l'inferno.
Ci infonderà una enorme energia spirituale per volare con ali di aquila verso le più alte cime della santità e della gioia.
4. Tempio dello Spirito Santo
La parola "Spirito" significa "respiro, "sospiro", poiché quando l'amore è molto forte diventa "sospiro" vale a dire "respiro intenso e profondo". E nel Padre e nel Figlio questo "sospiro amoroso" non è solo qualche cosa di sentimentale, di transuente, ma è vitale, permanente, totale, perfetto, sostanziale, quindi è Persona.
1. La Vergine fin dal primo istante della sua esistenza è Tempio ricolmo di Spirito Santo, il quale la preserva immune dal peccato originale e la rende immacolata e tutta bella e tutta santa.
Poi lo Spirito Santo interviene in maniera altissima affinché, senza alcun concorso del suo sposo Giuseppe, Maria abbia a concepire nel suo casts imo seno, Gesù come uomo. Lo Spirito la rende madre dell'Uomo-Dio. Lei in ogni istante della sua vita si lascia guidare dallo Spirito Santo che, quale potentissimo vento, la innalza ad una santità così alta da superare la santità dell'insieme di tutti gli angeli e di tutti i santi.
S. Giovanni Damasceno la invoca: "0 Donna amabilissima, tre volte Beata! 0 fiamma splendente dello Spirito Santo! Sacratissima gloria dello Spirito Santo! Capolavoro dello Spirito Santo; fiume pieno degli aromi dello Spirito Santo; meraviglia delle meraviglie!" (Ocn. in Nativ. B. V Mariae).
La Madonna nutre per ciascuno di noi questo sommo desiderio: che ci lasciamo sempre e totalmente guidare dallo Spirito S., da noi ricevuto in pienezza nella Cresima. Qui sta il vertice della vera devozione a Maria Santissima: essere altamente innamorati del suo castissimo sposo, lo Spirito Santo.
2. Lo Spirito Santo è il più grande dono del Padre celeste e del suo Figlio Gesù. Ripeteremo le parole di S. Agostino: " Il Padre è l'eterno amante, Gesù è l'eterno amato, lo Spirito Santo è l'eterno amore del Padre e del Figlio effuso nei nostri cuori". "L'amore di Gesù crocifisso ce lo ha meritato e l'amore di Cristo risorto ce lo ha donato" (Paolo VI).
3. Lo Spirito santo è per noi il più grande Donatore. Ci ha donato la vera libertà che stà non nel disobbedire al Signore, ma nell'obbedire a lui. Afferma S. Paolo: "Ove c'è lo Spirito di Dio ivi c'è la libertà" (2 Cor. 3, 7).
Ci ha portato la "Vita nuova" o "Grazia santificante" che ci rende "partecipi della natura di Dio" quindi "figli di Dio ed eredi di Dio", ossia (partecipi) della stessa gioia del Signore per tutta l'eternità.
Ci dona Gesù, vivo, vero, in ogni S. Messa: infatti prima della Consacrazione, nella "epíclesi", invochiamo l'effusione dello Spirito Santo perché il pane e il vino diventino il Corpo e il Sangue di Gesù.
Ci ha donato la Chiesa: "La Pentecoste è il Natale storico della Chiesa" (Paolo VI), la quale "cresceva e camminava nel timore del Signore, colma del conforto dello Spirito Santo" (Atti 9, 31).
Ci ha infuso le virtù teologali: Fede, Speranza, Carità che fanno di Gesù il fondamento della nostra vita e la certezza della felicità eterna.
Ci ha donato le quattro virtù cardinali, che sono il cardine di tutte le altre virtù morali: Prudenza, Giustizia, Fortezza, Temperanza. La Prudenza dirige i nostri atti al fine della nostra esistenza che è quello di conoscere, amare Dio e fare la sua volontà per partecipare per sempre alla sua gioia e ci fa usare i mezzi necessari a tale scopo. La Giustizia ci aiuta a rispettare i diritti di Dio, del prossimo e della nostra anima immortale. La Temperanza ci aiuta a frenare le passioni disordinate e a moderare l'uso dei beni sensi-
bili perché non ci allontanino da Gesù.
4. Lo Spirito Santo infonde in noi i suoi "doni" che sono come le vele spiegate di una barca, pronte a ricevere l'impulso di vento per portare la barca nella direzione voluta, che per i cristiani è la salvezza eterna.
Ecco i doni dello Spirito Santo:
Sapienza (dal latino: sapere): dà il gusto delle cose divine e aumenta in noi l'amore verso Dio.
Intelletto (dal latino: intus legere): ci fa penetrare nelle verità della fede e ce ne fa scoprire i tesori, l'armonia meravigliosa.
Consiglio: ci fa conoscere e distinguere, caso per caso, ciò che è bene fare o evitare secondo il Vangelo. Fortezza: ci aiuta in situazioni difficili e ci spinge ad atti eroici.
Scienza: ci fa vedere tutte le cose create nella loro relazione con Dio.
Pietà: ci fa sentire e gustare in Dio un Padre degno del nostro amore, della nostra fiducia, del nostro abbandono totale a Lui.
Timore di Dio: ci fa aver paura dell'offesa a Dio, del dispiacere a Lui, e ci spinge e fuggire anche l'ombra del male.
5. Lo Spirito ci porta i suoi dolcissimi frutti. S. Paolo dichiara che: Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sè" (Gal 5, 5,18 ss).
Lo Spirito Santo è "acqua viva" che ci disseta spiritualmente: "Chi ha sete venga a me..." (Giov. 7, 37 ss.). E' vento impetuoso che si abbatte sugli Apostoli nel Cenacolo (Atti 2, 2), che gonfia e spinge le vele della nave di Pietro ossia la Chiesa... e della navicella dell'anima nostra. E' fuoco che si posa, in lingue infuocate, sugli Apostoli (Atti 2,2 ss.) e brucia le nostre colpe e accende il nostro cuore di amore al Padre. E' il dolce ospite dell'anima, è il consolatore.
La B. Elena Guerra (1835-1914) esclama: "Lo Spirito Santo è per noi ciò che è la luce per il sole, ciò che è l'acqua per il mare. Che sarebbe il mare senza l'acqua, il sole senza luce? Il Padre è infinita Potenza che ci crea. Il Figlio è infinita Sapienza che ci redime. Lo Spirito Santo è infinito amore che ci salva e ci santifica. Tutti abbiamo bisogno dello Spirito Santo. Ne hanno bisogno gli innocenti per non peccare, i peccatori per convertirsi, i giusti per ottenere perseveranza, chi ignora le verità eterne per ottenere luce, i deboli per ottenere forza divina, i tiepidi per ottenere fuoco di amore, gli erranti per ottenere guida sicura. Senza lo Spirito Santo non possiamo fare nulla di bene. Con lo Spirito Santo possiamo fare ogni bene".
Imitiamo S. Francesco d'Assisi che era devotissimo dello Spirito Santo e lo invocava continuamente e lo chiamava il "Generale del suo Ordine francescano". E volle che i frati, al nome di religiosi assunto nella vestizione, facessero seguire l'indicazione della città o paese ove hanno ricevuto il Battesimo (per esempio: p. Mariano da Torino) perché si ricordassero del luogo ove espulso Satana (ossia cancellato il peccato originale) discese nell'anima lo Spirito Santo, portando grazie, doni e tanta gioia.
S. Luigi di Montfort ci ricorda: "Quando lo Spirito Santo, suo sposo, trova Maria in un'anima, vola ed entra con pienezza in quest'anima, e le si comunica tanto più abbondantemente quanto maggior posto ella fa alla sua sposa" (Trattato n. 35).
6. Possiamo immaginare l'anima nostra come una navicella e lo Spirito Santo come colui che la guida, in mezzo al mare burrascoso di questo mondo, verso la gioia eterna. Per intercessione della Mamma celeste scende una pioggerella d'oro: è la Grazia Santificante. Scendono le vele: sono le virtù teologali e cardinali e i sette doni. Sorge un venticello che è costituito dai frutti dello Spirito Santo. Così la navicella dell'anima nostra va dolcemente verso la santità, verso il Paradiso.
Iddio, secoli e secoli-pAma della venuta di Gesù, ci ha annunciato questa meravigliosa venuta e infusione dello Spirito Santo per mezzo del profeta Isaia: "In voi sarà infuso uno Spirito dall'alto, allora il deserto diventerà un giardino... Nel deserto prenderà dimora il diritto, e la giustizia regnerà nel giardino. Effetto della giustizia sarà la pace, frutto del diritto una perenne sicurezza. E il mio popolo abiterà una dimora di pace. Beati voi..." (Isaia 32,15-2).
Esempio - Ecco una delle tante guarigioni miracolose operate dallo Spirito Santo e che dimostrano che Egli non è una semplice "forza di Dio", come vanno blaterando molte sette, ma è Dio, è una Persona Divina. Infatti il Vangelo gli attribuisce azioni personali come il "consolare", "l'insegnare", "ispirare i profeti", "testimoniare e glorificare Cristo", ecc. (cf. Giov., capitoli 14-16).
Celia Covarrubias, di 38 anni, era completamente sorda all'orecchio sinistro a cui avevano tolto gli organi uditivi per l'insorgere di una infezione progressiva. Ella stessa afferma: "In Gennaio del 1986 partecipai ad un corso di Rinnovamento dello Spirito. Nel Febbraio dello stesso anno partecipai al Congresso Carismatico di Queratano, nel Messico... Quando il P. Tardif pronunziò la preghiera di guarigione, io pregai per la salute dei miei figli, fratelli, amici. Non pensai di pregare per la mia malattia, rassegnata alla mia sordità. Il Padre annunciò al microfono che una donna di 38 anni stava guarendo all'orecchio sinistro. Il Signore mi aveva guarita. Era accaduto qualcosa che la scienza non avrebbe mai potuto spiegare: io udivo senza avere gli organi uditivi. Ho pianto di gioia tutta la notte lodando Dio. Il Signore mi ha trasformata spiritualmente, in modo meraviglioso. Sono passati due anni dalla mia guarigione. 1 medici mi hanno sottoposta a tutta la serie prevista di esami audiometrici. Non si spiegano come io possa udire" (da "Gesù il Messia" di P. Tardif, pag. 40-43).
La Madonna, Tempio ricolmo di Spirito S. ci ottiene di inebriarci di indicibile gioia al pensiero che quel medesimo Spirito Santo Dio abita in noi come un Re nella sua reggia per dispensare i suoi favori; come un padre nella sua famiglia per provvederla di quanto è necessario; come un giardiniere nel suo giardino per coltivarlo; come un maestro in mezzo ai suoi alunni per dare utili insegnamenti; come una madre che vuol vicino a sè i suoi figlioli per ricolmarli di regali e di carezze. Ecco i doni e i frutti dello Spirito Santo.
Esortazione - La nostra Mamma celeste ci ripete con S. Paolo: "Non vogliate spegnere lo Spirito Santo" (I Tess. 5, 19). "Non vogliate rattristare lo Spirito Santo" (Ef. 4, 30). "Ricolmatevi di Spirito Santo" (Ef. 5,18).
Proposito - Ripetiamo sovente nella giornata la giaculatoria: "Vieni, Spirito Santo, riempi il cuore dei tuoi fedeli e accendi in essi il fuoco del tuo amore".
Diventi per noi abituale l'invocazione: "Vieni, Spirito Santo".
5. Madre della Chiesa
1. La Chiesa è una realtà sublime
, altissima. Non la si può descrivere con una sola parola. Perciò lo Spirito Santo nella Sacra Srittura e nel Concilio Vaticano II (cfr. Lumen gentium 6-9) ce la presenta con tante bellissime espressioni.Eccone alcune: la Chiesa è "la Vite" (Gv. 15, 1-5); è 'TOvile" (Gv. 10, 1-10); è "il Gregge" (Is. 40, 11); è "la casa di Dio" Mm. 3,15); è "l'edificio di Dio" (1 Cor 3,9); è °la dimora di Dio con gli uomini" (Apoc. 21, 3); è "il Tempio Santo" (1 Pt 2, 5); è "il popolo di Dio"; è "la sposa di Cristo"; è "il Corpo Mistico di cui Cristo è il Capo e la Chiesa è il suo Corpo" (1 Cor. 12,13).
Maria è la madre della "famiglia di Dio". Il Cardinale e Martire Stepinac afferma: "Quanto è difficile la vita nella famiglia se manca la madre! La Chiesa è la grande famiglia di Dio. Il Signore ha dato una madre alla sua famiglia ed è la Beata Vergine.
2. Sì, la Madonna è Madre della Chiesa.
Il Concilio Vaticano II afferma: "La Chiesa Cattolica, ammaestrata dallo Spirito Santo, con affetto di pietà filiale la venera come Madre amatissima" (Lumen gentium, 53).
Paolo VI, alla conclusione della 3a sessione del Vaticano 11, ha solennemente dichiarato: "A gloria della Beata Vergine e a nostro conforto, Noi proclamiamo Maria Santissima Madre della Chiesa cioè di tutto il popolo di Dio, tanto dei fedeli quanto dei pastori, che la chiamano Madre amorosissima; e Noi vogliamo che con tale titolo soavissimo sia onorata e invocata dal popolo cristiano".
3. In quale modo la Vergine Santa è Madre della Chiesa?
Perché è Madre del Figlio di Dio Gesù Cristo, è Madre
del "Cristo totale", quindi è Madre del Capo che è Gesù e del suo Corpo che è la Chiesa. Non è possibile essere Madre del Capo senza essere anche Madre del Corpo.
E' Madre di tutta la Vite di cui Cristo è il tronco e "noi-Chiesa' siamo i rami o pampini.
E' Madre di tutto l'Ovile o Gregge di cui Cristo è il Pastore invisibile e noi siamo le pecorelle o agnelli.
E' Madre di tutta la Casa di Dio di cui Cristo è pietra angolare e noi siamo pietre vive.
Maria non è nostra Madre fisicamente, ma lo è spiritualmente, in maniera reale, in ordine alla Grazia santificante (come afferma il Concilio Vaticano II). E siccome la vita della Grazia supera infinitamente la vita fisica o naturale, possiamo esclamare con S. Efrem: "Nemo tam mater" che significa: Nessuna ci è così mamma come ci è mamma la Madonna.
Deve profondamente impressionarci il pensiero che la Vergine Santa ci sia Madre a questa condizione: se viviamo in Grazia santificante. Quindi dobbiamo recitare sempre il Rosario, pregare moltissimo, e affrontare anche le più dolorose rinuncie e compiere opere penitenziali per non commettere mai il peccato grave che annienta la nostra qualifica di figli di Dio e di figli della Madre di Dio e Madre della Chiesa, e ci rende crocifissori di Gesù e ci fa vibrare la spada che trafigge il Cuore misericordioso della Vergine Santa e ci rende, come afferma la Sacra Scrittura, figli del diavolo e candidati all'inferno.
4. Impariamo dalla Madre della Chiesa a fuggire l'idolatria nelle sue varie forme, che è il culto divino prestato ad una creatura o direttamente al demonio: per esempio lo spiritismo, la divinazione, l'ipnotismo, il sacrilegio, la simonia. Soprattutto dobbiamo aborrire la "magia", con la quale uno opera cose meravigliose mediante l'invocazione, almeno implicita, del demonio (non è vera magia se si operano cose meravigliose o per forze occulte naturali o per l'abilità dell'uomo) (cf. libri di teologia morale).
In Italia i maghi sono molti, sono più numerosi dei Sacerdoti, e si fanno pagare profumatamente. Usano spesso mezzi inadatti come amuleti, corni, ferri di cavallo, ecc. E spesso producono dei malanni nei loro clienti.
Cosa incredibile! In Italia 12 milioni di persone si servono dei maghi. Non rare volte tali persone vanno incontro a malefici diabolici e a possessioni diaboliche. Non per niente, alcuni anni or sono, il Cardinale Arcivescovo di Firenze ha preparato ed eletto 12 esorcisti per la sua diocesi ed il suo successore, molto volentieri, ha confermato tale elezione.
La Bibbia molte volte condanna la magia e i maghi. Qualche esempio: "Non lasciar vivere colei che pratica la magia" (Es. 22,17). "Non praticherete alcuna sorta di magia" (Lev. 19, 26). "Non vi rivolgete ai negromanti" (Lev. 19, 31). "Non si trovi accanto a te chi esercita la magia" (Deut. 18, 10). "Un uomo e una donna che sia negromante o indovino sia messo a morte: li lapiderete" (Lev. 20,27).
Il giornale cattolico Avvenire, ha scritto che in Italia ci sono 80 mila diabolici e in tutta la terra i diabolici sono 800 mila che sono causa di milioni di vittime.
5. La Madre della Chiesa Cattolica, ci aiuta a disapprovare, con grande rispetto, le centinaia e centinaia di Chiese Protestanti o Evangeliche nei loro grandi errori. Dopo 1400 anni che gli antenati di tali Chiese hanno creduto a tutte le medesime verità che i Cattolici hanno creduto da sempre, non è possibile che lo Spirito Santo, mandato dal Padre e dal Figlio perché "ci insegni ogni verità", non è immaginabile che abbia detto tante menzogne. Dialoghiamo fraternamente con gli Evangelici e preghiamo perché abbiano a ritornare all'unica vera Chiesa che è quella Cattolica.
6. La Madre della Chiesa vuole che stiamo lontani dalle innumerevoli Sette o nuove Religioni che negano Cristo Dio e in genere combattono aspramente la Chiesa Cattolica. Queste Sette sono oltre 20 mila nel mondo, e in Italia sono quasi un migliaio. Non poche sono le Sette diaboliche ove tante persone cattoliche ottengono malefíci satanici, perfino possessioni diaboliche. Fanno una propaganda spietata basata su menzogne.
Una delle Sette più orribili e più dannose all'anima, alle famiglie e ai moltissimi cristiani non istruiti sulle verità della fede è certamente quella dei testimoni di Geova.
I testimoni di Geova falsamente affermano che costituiscono una Associazione cristiana. Invece fanno a Cristo l'insulto più grande negando la sua divinità e, inoltre, lo accusano di un delitto enorme dichiarandolo assassino di oltre 6 miliardi di persone. Infatti la loro rivista, che essi dichiarano infallibile, "Torre di Guardia" 1-XI-1980 pag. 26 s., afferma: "Gesù Cristo riporterà vittoria su tutti i nemici terreni di Geova e del suo popolo uccidendo tutti quei nemici" (che siamo più di sei miliardi). Riflettete: fanno di Gesù l'assassino di oltre 6 miliardi di persone.
7. La Chiesa sta sommamente a cuore alla Madonna poiché la Chiesa è il prolungamento del suo figlio Gesù lungo i secoli, infatti Cristo Dio dopo aver istituito la Chiesa con la S. Messa, con i 7 Sacramenti e con l'autorità del Capo Visibile della Chiesa conferita a Pietro e ai suoi successori ossia ai Papi, soggiunse: "Io sono con voi sino alla fine del mondo...", "Come il Padre ha mandato me, io mando voi" (Gv. 20, 2 1); "Chi ascolta voi, ascolta me".
Quindi la Madonna guarda alla sua Chiesa come guarda al suo figlio Gesù con un amore che supera la più ardita immaginazione. Le mamme, con gli anni, invecchiano e se ne vanno come le foglie che il sole dissecca e il vento le disperde. Ma lei, Maria Vergine, è la mamma che non muore mai, che sempre veglia sul mondo e particolarmente sulla Chiesa.
Stiamo sempre aggrappati alla Madonna, rimaniamo con gioia sotto il suo manto e non avremo alcuna paura. Voi poveri eretici, voi infelici marxisti, voi massoni e anticlericali, venite avanti; non guardateci con uno sguardo torvo e truce come se doveste fare i conti con noi. Non con noi li dovete fare, ma con la Madonna. Tra noi e voi c'è la Madre della Chiesa. Prima di colpire noi, voi vi lanciate contro di lei. Non fatelo perché vi fracassate la testa.
Anche Satana vuol venire avanti per distruggere in noi il Regno di Dio; ma sappia che la Madre della Chiesa è infinitamente più potente di lui e di tutti i demoni.
Lei ci chiede che tutti ci convertiamo a Gesù e che recitiamo ogni giorno il Rosario. Così avremo la consolantissima certezza di completa vittoria.
Esempio - Una grazia straordinaria della Madre della Chiesa. Lo stimatissimo e zelante Don Emmanuele Massimo Murro, da Protestante Calvinista passa al Cattolicesimo e poi al Sacerdozio Cattolico. E' nato nel 1971 ed è stato ordinato Sacerdote nel 2000.
Lui stesso racconta che i suoi genitori, naturalmente buoni, a causa della loro grande mancanza di istruzione religiosa (che è comune a moltissimi cattolici) abbandonano la Chiesa Cattolica (l'unica religione che da sempre insegna tutte le verità rivelate da Cristo Dio). E diventano Protestanti Calvinisti, portando in questa eresia anche il figlio di pochi anni, Emmanuele. Questi, diventato giovane, frequenta le Riunioni Calviniste. Ma ad un certo momento rimane sconvolto perché i conferenzieri nel loro insegnamento più che spiegazioni bibliche esponevano errori anticattolici e criticavano aspramente certi scrittori la cui colpa era quella di appartenere alla Chiesa Cattolica.
Lo stesso Don Emmanuele scrive che cresceva nell'amore a Gesù, ma conosceva sempre meglio i numerosi e gravi errori dei Calvinisti.
Disapprova in pieno il principio del libero esame della scrittura. In questo modo ognuno può farsi una Bibbia secondo le sue comodità.
Disapprova la dottrina della 'predestinazione" insegnata da Calvino. Dio non può predestinare certuni al Paradiso e altri all'inferno.
Disapprova l'affermazione protestante che per la salvezza eterna sia sufficiente la sola fede. Don Emmanuele afferma che Gesù ammonisce: "Non chi dice: Signore! Signore! entrerà nel Regno dei Cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli" (Mt. 7, 21). " Il Figlio dell'uomo verrà nella gloria del Padre... e allora renderà a ciascuno secondo le sue opere" (Mt. 16,27).
E pensa: Come fanno i Protestanti a negare la Chiesa Cattolica, la reale presenza di Gesù nell'Eucarestia, la Confessione e altri Sacramenti, l'esistenza del Purgatorio, il Primato di Pietro e dei suoi successori (i Papi)? Sono verità chiarissime nella Bibbia, sono verità che tutti i predecessori dei Protestanti hanno creduto per 1400 anni. Se fossero errori, avrebbe sbagliato per 1400 anni lo Spirito Santo mandato dal Padre e da Gesù per insegnare sempre la verità.
Emmanuele abbandona il Protestantesimo, diventa un Cattolico esemplare, e poi... Sacerdote ed Evangelizzatore delle verità del Cattolicesimo.
Esortazione - L'ottimo Sacerdote Don Emmanuele Massimo afferma che i Protestanti Calvinisti quasi annientano il ruolo importantissimo della Madonna, Madre della Chiesa. Scrive: "Di lei non si parlava mai, neppure sporadicamente; solo in qualche omelia si accennava a lei, ma in forma polemica e anticattolica. Ciò mi lasciava molto insoddisfatto, poiché sia i Profeti che gli Evangelisti le attribuiscono un ruolo preciso, eminente e determinante".
Proposito - Invochiamo la Madonna per i nostri fratelli Protestanti, per la conversione dei tdG e dei seguaci delle Sette, per la conversione dei peccatori e perché i Maghi cessino la loro attività diabolica.
E gioiendo per la sua altissima dignità di Madre di Dio e della Chiesa, recitiamo, per i non Cattolici, il Rosario. La veggente di Fatima, suor Lucia, afferma: "Con il Rosario si può ottenere tutto", quindi anche il ritorno al Cattolicesimo dei nostri cari fratelli Protestanti e dei seguaci di tutte le Sette e dei molti terribili Maghi e dei feroci anticlericali.
6. Madre nostra
Bella l’espressione del Papa Pio IX. "Maria è Madre di Dio e Madre nostra, la più amorosa tra tutte le madri" (Enc. "Quanta cura") Victor Hugo ci chiede: "Sapete che cosa sia avere uaza madre? Sapete che cosa sia essere un figlio, un povero figlio, debole, nudo, affamato, miserabile, solo al mondo, e sentire di avere sopra di voi e presso di voi una donna che cammina quando voi camminate, che si ferma quando voi vi fermate, che sorride quando voi sorridete, e piange quando voi piangete? La madre è un angelo che vi guarda, che vi insegna a parlare, a leggere, ad amare; che riscalda le vostre dita nelle sue mani, il vostro capo sulle sue ginocchia, la vostra anima sul suo cuore, che vi dà il suo latte quando siete piccoli, il suo pane quando siete grandi, la sua vita sempre; alla quale voi dite: mamma! ed ella vi risponde: figlio! in una maniera dolcissima".
1. Maria, la Madre della Chiesa, è mamma di ciascuno di noi.
Tutti, nell'ordine naturale, abbiamo una mamma, che è sulla terra o ci precede nel viaggio verso il cielo. Ma noi viviamo pure in un ordine soprannaturale o spirituale o divino quando siamo immersi nell'amore di Dio, e ciò avviene mediante la gratia saf2tificante che ci rende "partecipi della natura dii,Ma" (Z Pt. 1, 3 s.), quindi di una natura che è sopra la natura umana, perciò entriamo in un ordine soprannaturale. E, come afferma il teologo Mersch, "Dio non ha voluto che la vita soprannaturale fosse meno Amana della vita naturale". Perciò anche nella vita soprannaturale abbiamo un bisogno struggente di una mamma. Ebbene, con grande gioia possiamo dire: Sì, questa Madre soprannaturale l'abbiamo.
E' la stessa Madre naturale di Gesù, è Maria Vergine. Ella - afferma il Concilio Vaticano II - "ci è Madre in ordine alla grazia" (Lumen gentium, 61). E siccome la vita della grazia, ossia la vita soprannaturale, è infinitamente superiore alla vita naturale, possiamo esclamare con S. Efrem: "Nemo tam mater" (nessuno ci è tanto mamma come la Madonna).
Sì, è vero che solo Gesù ci ha meritato la vita soprannaturale della grazia, quindi Lui è l'unica sorgente della vita, ma la Madonna ha dato Gesù al mondo: l'ha concepito, partorito, allattato, allevato. Dunque lei è la Madre della sorgente della nostra vita divina, è la nostra Madre spirituale.
Maria, madre della divina grazia, è vera nostra Madre per un titolo molto superiore a quello delle mamme terrene: queste ci generano, pur non volendo, a una vita di dolori e di lacrime, Maria ci genera ad una vita angelica e celeste; queste presto ci abbandonano per scendere in una tomba, Maria, invece, ci ottiene una vita che è già principio della felicità eterna, e non ci abbandonerà mai sulla terra e poi ci condurrà in Paradiso, ove saremo per sempre accanto a lei, partecipi della gioia infinita del suo Figlio Gesù e la contempleremo felicemente cantando: "Senza di te, men bello è il Paradiso! Ma se sorridi tu, Vergine Santa, sorride la natura tutta quanta".
2. Gesù medesimo ce l'ha donata come Madre dall'alto della Croce, poco prima di morire, mentre era immerso in un oceano di dolore per la nostra felicità eterna. Comn*venti le parole del Vangelo: "Gesù, vista la madre e presso di lei il discepolo che amava (S. Giovanni, il quale rappresenta ciascuno di noi) disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre». E da quell'ora il discepolo la prese in casa sua." (Giovi. 19, 25-27).
Anche i1oi preizdiamola in casa nostra, nel nostro cuore, affidiamoci a lei ogfzi giorno. Potremo ripetere con il giovane S. Gabriele dell'Addolorata: "Io ho una Madre che, quantunque ne sia indegnissimo, pure mi ama e ha cura di me. Oh! quanto sarebbero più lieti i nostri giorni se totalmente ci abbandonassimo nelle sue mani. Se avremo Maria con noi avremo tutto, se ci mancherà lei ci mancherà tutto".
S. Teresa di gesù Bambino quando era piccola aveva paura di salire le scale. Ad ogni gradino si voltava indietro e gridava: "Mamma! Mamma!". Se la mamma la guardava e rispondeva, allora si faceva coraggio e ricominciava a salire gli scalini. Se la mamma non la guardava e non le rispondeva, allora aveva paura e non saliva più, perché aveva timore di ruzzolare giù per le scale. "Se la fiducia nella mamma terrena sa dare tanto coraggio, quanto più ce ne darà la Mamma del Cielo!" (cf. "La mamma del Cielo", di Pacchierini).
3. Madre bellissima, grandissima, potentissima. Nessuna creatura è così bella come Maria.
Il popolo cristiano canta: "Bella tu sei qual sole, bianca più della luna e le stelle le più belle non son belle al par di te" (cf. Cant. 6, 10)
La Chiesa di cui lei è madre e nello stesso tempo è figlia prediletta, esclama: "Tota pulchra es" (Cant. 4, 7) Tutta bell sei, Maria. Sei tutta bella e in te non c'è macchia origkale".
Il sommo poeta scrive: "La faccia che a Cristo più assomiglia" (Par. 32, 86).
e Nessuna creatura è potente come Maria. Lei stessa nel Magnificat dice: "Ha fatto in me cose grandi Colui che è potente". Lei è più potente di tutti gli uomini, di tutti i demoni, di tutti gli angeli e i santi. Dio è onnipotente per natura, lei è onnipotente per grazia ossia per dono di Dio.
Nessuna creatura è grande come Maria. Dante Alighieri la definisce: "Umile ed alta più che creatura". Paolo VI esclama: "Certamente sul volto della propria Madre, Iddio ha raccolto tutti gli splendori della sua arte divina. Lo sguardo di Maria! Il sorriso di Maria! La dolcezza di Maria! La maestà di Maria, regina del cielo e della terra! ...Potessimo avere la lingua degli Angeli per poter cantare la bellezza, la grandezza della loro Regina!" della nostra dolcissima Mamma.
Il Card. Lercaro ripeteva: " Ci è impossibile comprendere quanto Dio ricolmò di grandezza, di potenza, di bellezza, di santità e di grazia Colei che doveva essere sua madre. Gli stessi Angeli erano incantati a guardare sulla terra quando sulla terra c'era Maria.
In mezzo a tanto buio, a tante minacce e a tante guerre e violenze, e sofferenze e ansie, c'è un nome e c'è un cuore che è tutta la nostra speranza: Maria" (la madre mia). ,MMaria, Mamma celeste, tu sei veramente il capolavoro del Signore! Tu sei la perla dell'amore di Dio! Tu sei la gemma della sua potenza, tu sei la bellezza della sua gloria. 4. Madre tenerissima
La Sacra Scrittura afferma: "Pietà e tenerezza è il Signore" (Salmo 110, 4). "Buono è il Signore verso tutti, la sua tenerezza si espande su tutte le creature" (Salmo 144,9). "Signore, volgiti a me nella tua tenerezza" (Salmo 68, 17). Ebbene, dopo la tenerezza infinità di Gesù, non c'è tenerezza più grande di quella della Madonna. Penso con commozione e con nostalgia alla icona della Madonna della tenerezza di Vladmir che ho contemplato in tante chiese della Russia e perfino nelle chiese del Kremlino. E' (icona più venerata in Russia.
S. Bernardino da Siena grida: "La Vergine col suo consenso alla Incarnazione del Verbo chiese e assicurò con sviscerato amore la salvezza di tutti gli eletti, e da quel momento portò nelle sue viscere di tenerissima Madre ogni suo figlio".
Il Santo Curato d'Ars si compiace ripetere: "Che cosa c'è di più caldo (di più tenero) che un cuore materno? E tuttavia se riunite nel pensiero i cuori di tutte le madri più sante, più ricolme di dedizione, essi non sono che un mucchio di ghiaccio accanto al cuore di dolcissimo amore di Maria".
Il sommo poeta esclama: " In te misericordia, in te pietate, in te magnificenza, in te s'aduna quantunque in creatura è di bontade". Ossia: In te Vergine Santa risplendono tutte le più belle qualità di misericordia, di pietà, di bontà, di tenerezza che sono sparse in tutte le creature dell'universo.
Questa tenerezza è rivolta verso tutti: verso i buoni e verso i peccatori. Ama teneramente i ferventi cristiani e si impegna a fare risplendere in loro la luce della santità di Gesù. E sollecita con tanta tenerezza, in mille maniere, i poveri peccatori a ritornare all'unico Salvatore Gesù.
Amore si ripaga con afnore, tenerezza con tenerezza si ripaga.
Un intelligente psicologo di Vercelli, il sacerdote Versaldi, parlando delle eclissi di affettuosità verso Maria in una parte del Clero, in diverse anime consacrate e in certi laici cattolici e della conseguente diminuzione della devozione mariana, afferma: "Da psicologo posso constatare di persona quali e quanti danni provochi, nei credenti, la trascuratezza dell'aspetto affettivo della fede verso Gesù e verso Maria".
5. Non rattristiamo mai la Madre celeste fuggendo sempre il peccato grave e veniale. Il peccato grave è la più tremenda offesa a Maria poiché, come afferma la Bibbia, ci rende "crocifissori" del suo Figlio Gesù (Atti 6), è la più terribile sciagura perché distrugge in noi la vita della grazia e perciò ci espelle dal numero dei figli di Maria, vale a dire: ci strappa dalle braccia materne e dal Cuore della Madonna e ci rende orfani volontari di questa affettuosissima Mamma e schiavi del serpente infernale.
6. Consoliamo la Vergine con un amore ardente, appassionato e incessante verso di lei, da farci respirare Maria, da immergerci nel suo cuore Immacolato e nel cuore del suo Figlio Gesù.
7. Cresciamo sempre più nella devozione alla Madonna, invocandola, imitandola.
S. Alfonso M. de' Liguori afferma: "Quand'anche in tutta la nostra vita noi altro non facessimo né ad altro pensassimo che ad onorare Maria, anche allora noi non riusciremmo mai ad onorarla come si deve, quanto da noi si merita e tutta la nostra devozione rimarrebbe sempre al di sotto di quella che dovrebbe essere. La devozione più grande sta nell'imitazione delle sue virtù: quanto più la imiteremo tanto più le saremo spiritualmente simili, dandole tanta gioia.
Uno scrittore moderno afferma: "Dal momento in cui la Vergine ha accettato di essere nostra Madre, ella ha una sola ambizione: di avere dei figli e delle figlie che le assomiglino" (L. Everly).
Esempio - Il Generale Cadorna era molto devoto alla Madonna. Ogni giorno recitava il Rosario. Avendo il comando supremo dell'esercito, aveva tutto predisposto perché il nemico non sfondasse il fronte che difendeva l'Italia. Ma quasi tutti i più alti Generali, furenti massoni, per il grande odio che portavano contro la religione cattolica, non tolleravano che un cattolico fosse alla guida dell'esercito italiano. Perciò disobbedirono a certi suoi ordini, lo tradirono in pieno, come risulta da prove sicure alle quali accenna, in un suo scritto, anche lo scrittore cattolico Vittorio Messori. Ed ecco la terribile ritirata di Caporetto, e la sostituzione di Cadoma con il Generale massone Diaz.
Cadorna precipitò nella più acuta disperazione per questo incredibile tradimento e stava, arma in mano, per uccidersi. Ma... all'ultimo momento la Madonna, di cui era molto devoto, lo salva mandandogli, nella notte, in bilocazione, il Padre Pio, mani insanguinate per le stimmate, sguardo dolce. Con paterne parole lo persuade, nel nome dellla Madre celeste, a deporre l'arma. E' altamente consolato. La sua vita è salva.
Quando si recò a S. Giovanni Rotondo, subito riconobbe il P. Pio ed esclamò: "E' questo il frate che è venuto da me!". S. Pio da Pietrelcina soggiunse: "Generale, l'abbiamo passata brutta quella notte!". Il Generale, rimasto molto confortato, non si uccise e diventò un cristiano ancora più fervente e devotissimo della Madonna.
Esortazione - S. Bernardo ci esorta: "Maria sia sempre nella tua bocca e nel tuo cuore".
Proposito - Durante la giornata recitiamo e mettiamo in pratica la dolcissima preghiera che S. Anselmo di Aosta (+1109) rivolgeva a Maria e a Gesù:
"O Maria, madre buona, ti supplico per l'amore così tenero che porti a tuo Figlio, ottienimi di amarlo veramente come tu l'ami e vuoi che sia amato da me!
O Gesù, Figlio di Dio, Ti supplico per quell'amore così tenero che porti a tua Madre: concedimi di amarla veramente come Tu l'ami e vuoi che sia amata da me!".
7. Mediatrice di tutte le grazie
S. Tommaso da Villanova, nella sua grande devozione alla Madonna, esclamava: "Anche se tutte le stelle del cielo (che sono miliardi di miliardi) si cambiassero in altrettante lingue, e se tutti i granellini di sabbia che sono nei fiumi, nelle spiagge, nei mari, negli oceani si cambiassero in altrettante parole, ciò non sarebbe sufficiente per esaltare la sublime grandezza della Vergine Maria".
E’ Madre di Dio! E' Madre nostra, in ordine alla grazia santificante. Quindi per ciascuno di noi è la Mediatrice di tutte le grazie.
I. Che significa "Mediatrice"? Maria essendo la Madre naturale di Gesù e la nostra Madre spirituale, soprannaturale, come scrive S. Veronica Giuliani, è "mediana" ossia sta in mezzo (in medium) tra Gesù e noi, sempre intenta a fare la nostra Avvocata, a offrire a Gesù le nostre preghiere e le nostre buone opere e soprattutto a supplicare il suo Divin Figlio per ricolmarci di grazie.
Il Concilio Vaticano II afferma che questa maternità di Maria "perdura senza soste" dal momento dell'Annunciazione e continua meravigliosamente in Cielo: "Infatti, assunta in Cielo, non ha deposto questa funzione di salvezza, ma con la sua molteplice intercessione continua a ottenerci le grazie della salvezza eterna. Con la sua materna carità si prende cura dei fratelli del Figlio suo ancora pellegrinanti e posti in mezzo a pericoli e affanni, fino a che non siano condotti alla patria celeste. Per questo la Beata Vergine è invocata nella Chiesa con i titoli di Avvocata, Ausiliatrice, Mediatrice. E ciò va inteso in modo che nulla detragga o aggiunga alla dignità e all'efficacia di Cristo, unico Mediatore principale. Nessuna creatura infatti può mai essere paragonata al Verbo Incarnato e Redentore, ma come il Sacerdozio di Gesù è in vari modi partecipato dai sacri Ministri o Sacerdoti e in certo senso anche dal popolo fedele, e come l'unica bontà e santità di Dio è realmente diffusa in vari modi nelle creature, così l'unica mediazione del Redentore non esclude, ma suscita nelle creature una varia cooperazione partecipata da una unica fonte che è Cristo Dio (Lumen gentium, 62).
Cari fratelli Protestanti non accusate noi Cattolici di escludere Cristo come Mediatore Principale. Non è vero quanto voi dite. Noi, come afferma la Bibbia, diciamo che Gesù si è servito e si serve di mediatori secondari dipendenti da Lui. Infatti, Gesù come Dio, nell'Antico Testamento, in genere non ha trattato direttamente con le persone, ma attraverso Abramo e Mosè, poi, in seguito mediante i profeti. Gesù, nel Nuovo Testamento, affida agli Apostoli e ai loro successori il compito di evangelizzare, di battezzare, di perdonare i peccati, di andare come agnelli in mezzo ai lupi, di consolare, di imporre le mani sugli ammalati, di ungerli con l'Olio Santo.
S. Paolo stesso dichiara che Gesù "ha stabilito alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti, altri come pastori e maestri... al fine di edificare il Corpo di Cristo" (Ef. 5, 110). Ed esclama: "Noi fungiamo quindi da ambasciatori per Cristo come se Dio esortasse per mezzo nostro" (2 Cor. 5, 20).
Pure oggi sono mediatori di Cristo, in piena dipendenza da Lui, il Papa, i Vescovi, i Parroci, i Missionari nell'opera di salvezza dell'anima, i genitori nella educazione cristiana dei figli, e così di seguito. Con maggior ragione è Mediatrice la Madonna. Suor Lucia di Fatima, scrivendo a P. Umberto, aggiunge: "I nostri fratelli Protestanti non riflettono che lo stesso Apostolo S. Paolo riconosce che è utile pregare gli uni per gli altri. E allora Maria, che è Madre di Dio, non potrebbe pregare per noi?" ossia essere mediatrice mediante la preghiera?
2. Maria è Mediatrice nell'acquisto delle grazie (Mediazione oggettiva).
Sotto questo aspetto possiamo pur chiamarla "Corredentrice" alle dipendenze del Redentore. Infatti ha cooperato in maniera attivissima alla Redenzione compiuta da Gesù.
E’ lei che ha concepito, generato e allevato Gesù come vittima per la nostra Redenzione e sul Calvario l'ha offerto al Padre unendo i suoi atroci dolori a quelli del Figlio suo. Nel Protovangelo si legge: "Dio disse «Io porrò inimicizia fra te (o satana) e la donna (la Vergine Santa), fra la tua discendenza (i demoni, gli uomini perversi e che rifiutano la misericordia di Dio) e la discendenza di lei (Gesù): questa discendenza (Gesù) ti schiaccerà il capo»" (Genesi 3, 15). Maria insieme al Salvatore e in piena dipendenza da Lui schiaccerà la testa al principe dei demoni e a tutti i diavoli.
Quindi Maria è strettamente associata a Gesù nella piena vittoria contro satana, vale a dire in tutta l'opera della Redenzione. E siccome la Redenzione di Cristo ha l'aspetto oggettivo, ossia l'acquisto della grazia santificante e di tutte le grazie attuali e l'aspetto soggettivo, ossia la distribuzione di tutte queste grazie, la Vergine è Mediatrice sia nell'acquisto come nella distribuzione delle grazie.
3. Maria è mediatrice nella distribuzione delle grazie (Mediazione soggettiva).
Leone XIII afferma: "Colei che era stata cooperatrice nel mistero dell'umana Redenzione, sarebbe stata anche la cooperatrice nella distribuzione delle grazie derivate da tale Redenzione".
È dispensatrice di tutte le grazie, anche di quelle chieste direttamente a Dio. Si tratta delle grazie per tutti gli uomini di tutti i tempi anche dei secoli antecedenti alla venuta di Gesù e di Maria, ai quali Dio ha concesso le grazie in previsione dei meriti del Salvatore e della Vergine.
Nella Bibbia troviamo il fondamento di questa verità:
a) Ad Ain Karim (a 8 Km. da Gerusalemme) Maria ha impetrato la prima grazia individuale e spirituale registrata dal Vangelo: Ella, appena ha salutato la sua parente Elisabetta che porta in grembo Giovanni Battista, subito ottiene la santificazione del bimbo che viene liberato dal peccato originale e ricolmato di grazia; e subito ottiene pure che Elisabetta sia inondata di Spirito Santo (Cf. Luca 1, 39-45).
b) A Cana Maria ha impetrato da Gesù il primo miracolo di ordine terreno registrato nel Vangelo: l'acqua viene cambiata in vino squisito; e con quel miracolo ha ottenuto agli Apostoli la fede in Cristo Dio: "I suoi discepoli - dice il Vangelo - credettero in Lui" (Giovi 2,1-12).
c) Nel Cenacolo Maria ha impetrato il primo grande miracolo spirituale di carattere universale, vale a dire la discesa dello Spirito Santo nella Pentecoste implorata dalle suppliche efficacissime della Madonna che pregava insieme agli apostoli e ad alcune donne (Atti 1, 14).
Da questi e da altri brani della Sacra Scrittura noi conosciamo che Dio per concederci grazie si serve sempre della Madonna.
Da molti secoli questa è una convinzione generale nella Chiesa che S. Bernardo ha espresso con le seguenti parole: "Veneriamo Maria con tutto l'impeto del nostro cuore, dei nostri affetti, dei nostri desideri. Così vuole Colui che stabilì che noi ricevessimo tutto per mezzo di Maria".
S. Luigi de Montfort afferma: "Dio Padre fece un ammasso di tutte le acque che chiamò mare; e fece un ammasso di tutte le grazie che chiamò Maria. Questo grande Dio possiede un tesoro o un magazzeno ricchissimo, dove racchiude tutto ciò che vi ha di splendido, di raro e di prezioso e questo immenso tesoro non è altro che Maria".
"Dio Figlio comunicò a sua Madre tutto ciò che Egli acquistò con la sua vita e la sua. morte, i suoi meriti infiniti e le sue virtù ammirabili, e la fece Tesoriera di quanto il Padre gli diede in eredità. Per mezzo di lei Egli applica i suoi meriti ai suoi seguaci, comunica a loro le sue virtù e le sue grazie. Maria è il misterioso suo canale, l'acquedotto, per cui Egli fa passare, con soavità e abbondanza, le sue misericordie".
"Dio Spirito Santo comunicò a Maria, sua fedele Sposa, i suoi ineffabili doni e i suoi benefici, perciò nessun dono celeste è concesso agli uomini che non passi per le sue mani verginali. Poiché tale fu il volere di Dio il quale dispose che tutto noi avessimo per Maria" (Tratt. 'Vera devozione a Maria").
S. Efrem, uno dei più grandi cantori di Maria, nel 300, espressamente la invoca "Mediatrice". Ecco una delle sue preghiere: "Mia Santissima Signora, Madre di Dio, piena di grazia, tu il canale di tutti i beni, la Regina di tutte le cose dopo la Trinità..., la Mediatrice del mondo presso il Mediatore (Gesù). Tu, il ponte misterioso che lega la terra al cielo, la chiave che apre la porta del Paradiso..., ricordati della tua misericordia, della tua potenza. Madre di Colui che è solo misericordioso e buono, accogli la mia anima nella mia miseria e con la mediazione tua rendila degna di stare, un giorno, alla destra del tuo unico Figlio".
Il Concilio di Efeso, nel 431, parla chiaramente della mediazione universale della Madonna a nostro favore. Lo attesta questo brano di una stupenda Omelia di autore sconosciuto: "Noi ti salutiamo Maria, Madre di Dio, Tesoro venerabile del mondo intero, Luce mai spenta... Tempio mai distrutto, che contiene l'incontenibile, Madre e Vergine... Per te, la Trinità è santificata. Per te, la Croce è venerata nel mondo intero. Per te, il cielo è nella gioia. Per te, gli Angeli e gli Arcangeli si rallegrano. Per te, i demoni sono scacciati. Per te, il diavolo tentatore è precipitato dal cielo. Per te, la creatura decaduta è innalzata al cielo. Per te, il mondo intero, posseduto dall'idolatria, è giunto alla conoscenza della verità. Per te, il Santo Battesimo giunge a coloro che credono. Per te, l'olio dell'esultanza. Per te, le chiese sono state fondate nel mondo intero. Per te, i popoli sono stati condotti alla conversione".
Dante Alighieri, sommo poeta e grande teologo, la saluta: "Donna, sei tanto grande e tanto vali / che qual vuol grazia e a te non ricorre / sua desianza vuol volar senz'ali" (Par. XXXIII, 13-15). E prosegue: "La tua benignità non pur soccorre / a chi domanda, ma molte fiate, / liberamente al dimandar precorre". E così, il poeta più celebre del mondo riassume il pensiero di tutti i Santi, di tutti i teologi e di tutti i fedeli a Cristo e di tutti i Papi: "Maria è la Mediatrice di ogni grazia a tutti gli uomini, di ogni tempo.
Attenzione: si tratta di tutte le grazie nel senso più ampio della parola. Non in senso morale ossia quasi tutte le grazie. Ma in senso matematico: assolutamente tutte le grazie quindi la grazia abituale o santificante; le grazie attuali sia spirituali che temporali; le grazie sacramentali; le virtù infuse e le vitù acquisite; i doni dello Spirito Santo; i frutti dei doni dello Spirito Santo e tutte le altre grazie.
Esempio - La Vergine appare a S. Caterina Laboure nel 1838, a Parigi, nella Rue du Lubac: bianco vestita, con lungo velo, in piedi sopra un grosso globo avvolto nelle spire di un gran serpente, che raffigura satana, al quale lei con il piede schiaccia il capo. Sguardo rivolto al cielo. Mani alzate fino al petto per sorreggere un piccolo globo sormontato dalla croce e che lei offre a Dio. "Questo globino - disse - rappresenta il mondo intero... e ogni persona in particolare". All'improvviso quel piccolo globo sparisce, le mani della Vergine si abbassano mentre le dita si coprono di anelli pieni di gemme che emettono raggi abbaglianti, torrenti di luce. Quei raggi, quella luce, rappresentano le grazie che Maria diffonde in continuazione su tutta la terra. Tutto ciò è raffigurato, per volontà della Madonna, nella "Medaglia miracolosa" che ottiene da Maria tante grazie a chi la porta con devozione. S. Massimiliano Kolbe ne distribuiva moltissime e così facevano pure S. Pio da Pietrelcina, Madre Teresa di Calcutta e tanti altri santi.
Esortazione - I Santi ci ripetono: Sempre e ovunque pensate a Maria, cercate Maria, supplicate Maria, respirate Maria. E così gusteremo le parole del Concilio Vaticano 11: Maria "sulla terra brilla innanzi al pellegrinante popolo di Dio, quale segno di sicura speranza e di consolazione" (Lumen g., 68).
Proposito - Il grande Santo Don Orione ripeteva: "Nei momenti di tenebra o di disperazione, recitate un'Ave Maria. E... avanti, sereni, tranquilli, gioiosi".
8. Madre di Misericordia
Gesù ha rivelato a S. Faustina, Apostolo della misericordia: "Le fiamme della misericordia mi divorano; voglio riversarle sulle anime degli uomini" (Diario, pag. 27). "La preghiera che mi è più gradita è la preghiera per la conversione dei peccatori" (Diario, pag. 463).
1. Qual è il sentimento più grande che la Madonna continua ad avere verso di noi? Ela misericordia. Dopo Gesù nessuno è mai stato così misericordioso come la Vergine Santa.
Nell'Ave Maria imploriamo questa misericordia con le parole: "Prega per noi peccatori". Nella Salve Regina la invochiamo con questa dolcissima espressione: "Madre di Misericordia, rivolgi a noi quegli occhi tuoi misericordiosi". Nel Magnificat, che è uno dei cantici più belli della Sacra Scrittura, lei esulta cantando: "La Sua misericordia (la misericordia di Dio) si estende di generazione in generazione", vale a dire che la infinita misericordia di Dio si è realizzata e continua a realizzarsi nella storia passata, presente e futura di tutta l'umanità.
2. Qual è l'atteggiamento più importante che la Madonna desidera da noi verso i poveri peccatori? E' la misericordia. Tutti i veri devoti della Madonna sono stati e sono pieni di misericordia. Per esempio S. Pio da Pietrelcina per la conversione dei peccatori ha offerto a Gesù, mediante la Madonna, tutta la sua vita con le sue orribili sofferenze e le continue persecuzioni e le sue opere buone.
Voglio notificarvi un altro francescano-cappuccino, un vero taumaturgo, il Beato Marco d'Aviano (nel Friuli), il quale nella sua altissima devozione alla Madonna, è stato - come ha affermato il Papa - il salvatore dell'Europa dai Musulmani che volevano invadere tutte le nazioni europee e islamizzarle ed erano già arrivati a Vienna, ove il B. Marco incoraggia il piccolissimo esercito cattolico e recita tanti rosari insieme al generale Sobieski e ai soldati. E così viene messo in fuga il grande esercito musulmano di 150 mila soldati con 300 cannoni. La Madre della misericordia, invocata con tanti rosari, salvò l'Europa.
Il B. Marco d'Aviano (1631-1699) nella sua devozione alla Madonna è diventato il santo di tutta l'Europa, insigne maestro delle verità evangeliche, forte difensore della fede, infaticabile confessore e medico spirituale.
3. La Madonna, Madre della misericordia, ha questo sommo desiderio: che tutti i cristiani, specialmente i Sacerdoti e i Catechisti conoscano pienamente che cos'è la Contrizione o Atto di dolore perfetto. Purtroppo la mia esperienza di evangelizzatore in ogni parte d'Italia, mi ha accertato che pochissimi lo sanno e perfino un certo numero di Sacerdoti ignorano questa verità. Eppure è la verità assolutamente la più necessaria da sapere e insegnare.
Che cos'è la Contrizione o Dolore perfetto? L'attrizione o dolore imperfetto viene da un motivo soprannaturale non perfetto come, per esempio, dal timore dei castighi nell'aldilà. Questo non ci ottiene il perdono fuori dalla confessione, ma ce l'ottiene soltanto nella Confessione. - La Contrizione o Dolore perfetto c'è se il mio dispiacere per i peccati commessi è animato da un motivo perfetto. Per esempio, io mi pento perché ho offeso Dio che è amore infinito e ho l'intenzione almeno implicita di confessarmi quanto prima.
In questo caso la misericordia di Gesù raggiunge il più alto vertice. Ancorché io avessi commesso tutti i più grandi peccati, qualora faccia un atto di dolore perfetto con l'intenzione di confessarmi appena mi sarà possibile, io ottengo subito il perdono, anche prima della confessione.
Voglio chiarire questo argomento con un esempio: Una sposa si recò ad Ars e, inginocchiata in fondo alla chiesa piangeva dirottamente. Le si avvicinò il S. Curato d'Ars, e le disse: "Non pianga, non si disperi. Il suo marito ha ottenuto il perdono per la devozione che aveva avuto alla Madonna. Preghi per lui poiché si trova in Purgatorio, ma è salvo. Dal ponte, all'acqua ove si è gettato, ha emesso un Atto di Contrizione o Dolore perfetto con l'intenzione di confessarsi se fosse sopravvissuto. Così ha riacquistatto la Grazia santificante. E’ salvo.
In tante missioni predicate ho conosciuto un solo caso in cui i Vescovi e i Sacerdoti nei "ricordi" della Predicazione abbiano accennato al Dolore perfetto. Fu nella grande missione in tutta la diocesi di Carpi, diretta da P. Francesco Gioia (ora Arcivescovo). Il "ricordo" consisteva nell'emettere un Atto di dolore perfetto subito dopo un eventuale peccato grave, specialmente se si deve fare un viaggio, poiché si potrebbe morire per un incidente, e di non dimenticare tale Dolore perfetto alla sera prima di andare a riposo pensando che al mattino potrebbero trovarti morto nel letto.
Con sommo dispiacere devo aggiungere che predicando in tutte le parti d'Italia sulle grandi verità, quindi anche sul Dolore perfetto, purtroppo ho constatato che molti cari confratelli Sacerdoti ignorano questa dolcissima verità e potrei citare tanti casi in cui sono stato perfino deriso. Tra i Catechisti, pochi conoscono questa verità che è la più importante da sapere e insegnare a tutti.
Questa verità sulla Contrizione o Dolore perfetto è stata insegnata lungo i secoli dai grandi teologi e lo è tuttora. Ancora oggi, la insegna la Conferenza Episcopale Italiana (cf. CEI "Evangelizzazione e sacramento della Penitenza" n. 56-57) e la insegnano il Papa e i celebri teologi.
Esempio - Il Beato Marco d'Aviano (Pordenone), Sacerdote Cappuccino, è stato dichiarato dal Papa Giovanni Paolo II "Apostolo dell'Atto di Dolore perfetto o Contrizione". E la prima volta, in 2000 anni di cristianesimo, che un Sacerdote viene proclamato, dal Papa, "Apostolo della Contrizione o dell'Atto di Dolore Perfetto". Egli, innamorato di Maria, Madre della misericordia, fu uno dei più affascinanti Predicatori del dopo Concilio di Trento. Era richiesto in tutte le nazioni d'Europa. Folle numerosissime accorrevano nelle chiese e nelle piazze per ascoltarlo. Venivano a lui anche tanti Protestanti, perfino diversi Pastori e, tra costoro, ci furono molte conversioni. Al termine di ogni discorso, sempre, con brevi parole, insegnava l'Atto di Dolore Perfetto e concludeva tutte le prediche recitando l'Atto di Contrizione ed esortava a rinnovarlo frequentemente e a dire tanti Rosari. Poi concludeva sempre con la benedizione alla quale molto spesso seguivano numerose conversioni e moltissime grazie, guarigioni e altri miracoli. Fu un grande taumaturgo. In una solo giornata compì ben 117 guarigioni miracolose, certificate dal duca di Baviera Massimo Filippo (cf. Il settimanale di P. Pio, 11.05.2003).
Esortazione - Il Venerabile Card. Newman, sovente ripeteva: "Molti vanno all'inferno perché i Sacerdoti non insegnano il valore della Contrizione o Dolore perfetto". Proposito
Imitiamo il B. Marco d'Aviano, grandissimo innamorato della Madonna. Invochiamo sovente, in ogni giorno, la Madre di misericordia per la conversione di quella percentuale altissima di persone che vivono nel peccato mortale. Specialmente noi Sacerdoti e voi 300 mila catechisti italiani, nell'esempio del B. Marco d'Aviano, facciamo conoscere a quanti riusciamo a incontrare le grandi verità del Vangelo e soprattutto l'Atto di Contrizione o Dolore perfetto, che dona subito, ancor prima di fare la confessione, la grazia santificante. Riflettiamo che possiamo morire all'improvviso con l'anima deturpata dal peccato mortale senza avere la possibilità di fare la Confessione. In Italia, oggettivamente parlando, il 90 o 95 per cento vivono in peccato mortale.
Quante persone muoiono senza avere il conforto della presenza di un Confessore che li assolva dei loro peccati. Preghiamo molto la Vergine Santa, Madre di Misericordia, perché tocchi il cuore indurito di innumerevoli persone che vivono nel peccato mortale e illumini tutti i Sacerdoti e tutti i catechisti e tutti i fedeli su quello che è il loro più grande dovere: conoscere e insegnare ai fedeli, ai parenti moribondi, a tutti, l'altissimo valore dell'Atto di Dolore Perfetto. O Beato Marco d'Aviano, "Apostolo della Contrizione o Dolore perfetto", prega per noi!
9. Rifugio dei peccatori
Il peccato è un'offesa fatta a Dio dissobedendo ai suoi comandamenti. S. Agostino lo definisce: "Un detto o un fatto o un desiderio contro la legge divina".
Il peccato è grave o mortale quando si commette: 1. In materia grave (per esempio, bestemmiare, trascurare le Messe domenicali, fare azioni impure, ecc.). 2. Con piena avvertenza (ossia conoscendone bene la gravità). 3. Con deliberato consenso (vale a dire con il pieno e libero consenso della volontà).
Queste tre condizioni devono essere contemporanee; e, se ne manca una sola, non c'è peccato grave, ma c'è peccato veniale, il quale non ci toglie la grazia santificante, non ci spalanca le porte dell'inferno, ma ci raffredda nell'amore a Dio e ci prepara la strada verso le mancanze gravi, ed è una offesa infinita perché offende Dio infinitamente buono.
1. Parliamo del peccato grave o mortale
Pio XII grida: "Il peccato più grande dell'era moderna è quello di aver perduto la coscienza del peccato" come offesa a Dio. Ma chi nega il peccato nega Cristo Redentore che "è venuto al mondo per distruggere l'opera di satana".
Paolo VI esclama: "Oggi la parola peccato è taciuta, sembra un termine sconveniente e di cattivo gusto. Ne deriva una etica folle che tende a render lecito ciò che piace e ciò che giova" ai propri interessi.
Giovanni Paolo II ci ha ripetuto le stesse cose.
Il peccato, purtroppo, esiste. E la Bibbia parla di peccati gravi e di peccati veniali quando distingue un peccato che "conduce alla morte" o dannazione eterna e un peccato che "non conduce alla morte" (1 Giov. 5, 16 s.).
Il peccato grave è la più triste realtà, è il più grande male. Afferma Bossuet: "Nemmeno l'onnipotenza divina può fare che vi sia un male più grande del peccato".
Eppure, come lamentava Pio XII, sono moltissime "le anime morte, cadaveri ambulanti nelle strade che attraversate, nei luoghi che frequentate". Dunque è urgentissimo, nelle omelie e nelle altre predicazioni, parlare del peccato e del peccato mortale.
Il peccato grave è un insensato e totale rifiuto di Dio, che ci ama infinitamente, e ha stabilito con noi un'alleanza o patto di amore. Il peccato spezza questo patto di amore; il peccatore rifiuta di essere Figlio di Dio e impedisce a Dio di essergli Padre.
Con il peccato grave, l'uomo calpesta Cristo Dio e disprezza il suo Sangue e odia lo Spirito Santo. La Bibbia svela chiaramente questi sentimenti orrendi, infatti afferma: Chi ha peccato "avrà calpestato il Figlio di Dio e considerato profano quel sangue dell'alleanza dal quale è stato un giorno santificato, e avrà disprezzato lo Spirito della grazia" (Ebrei 19, 29).
Il peccato grave rende l'uomo deicida e crocifissore di Gesù. Infatti la Bibbia afferma: "Quelli che sono stati una volta illuminati, se sono caduti crocifiggono di nuovo il Figlio di Dio e lo espongono all'infamia" (Ebrei 6, 4 ss.).
S. Pietro soggiunge: "Voi avete rinnegato il Santo e il Giusto e avete ucciso l'Autore della vita".
Ripetono i grandi Santi: "Se Dio potesse essere triste e potesse morire, morirebbe di tristezza di fronte all'orribile ingratitudine di un solo peccato grave".
Suscitano profondo orrore quei genitori che uccidono i figli e quei figli che uccidono i genitori. Ma un delitto infinitamente più mostruoso compie chi commette anche un solo peccato grave, perché, dopo di aver tentato di uccidere lo stesso Padre celeste, si scaglia contro Cristo Dio, lo flagella, lo configge sulla croce, lo fa agonizzare per tre ore tra spasimi orrendi, fino a farlo morire. Giustamente il Santo Curato d'Ars commenta le suddette parole della Bibbia dicendo che il peccato grave ci rende "carnefici di Cristo e assassini dell'anima nostra".
L'incredulo filosofo Nietsche esprime in maniera drammatica questa orribile carneficina del peccatore contro Gesù, nel suo scritto "La gaia scienza": "Un uomo pazzo in pieno mattino si recò al mercato e incominciò a gridare: Cerco Dio! Cerco Dio! Siccome nella piazza si trovavano molti uomini non credenti in Dio, egli suscitò in loro una grande ilarità (Quante derisioni!). L'uomo pazzo fulminandoli con lo sguardo gridò: Noi l'abbiamo ucciso: io e voi. Noi siamo i suoi assassini... Come troveremo pace noi, gli assassini peggiori di ogni altro assassino?"
Una orribile offesa viene pur fatta alla Madre di Gesù con il peccato mortale: una spada straziante che le trafigge il cuore e la rende la più addolorata tra tutte le creature. "Chi potrebbe dire con sincerità di voler bene e di onorare la Madonna, se con i suoi peccati offende, ferisce, crocifigge ed oltraggia empiamente il suo Figlio Gesù?" (S. Luigi di Montfort).
Il peccato grave per chi lo comette è la più orribile catastrofe perché lo rende suicida ossia uccisore della sua vita soprannaturale che viene dalla grazia e che è infinitamente più importante della vita naturale; e lo spinge a un tremendo Giudizio di Dio e alla dannazione eterna.
S. Paolo grida: "Tu con la tua durezza e il tuo cuore impenitente, accumuli collera su di te per il giorno dell'ira e del giusto giudizio di Dio" (Rom. 2, 5).
S. Giovanni Evangelista esclama che con il peccato grave noi rifiutando Cristo - Verità e Luce - ci imprigioniamo nella falsità, ci immergiamo nelle tenebre, diventiamo figli di satana che è il padre della menzogna, perché chi pecca viene dal diavolo (Cf. Giov. 1, 5-11; 8, 44 ss.; e 1 Giov. 1, 5 ss.; 3, 8 ss.).
2. Il peccato grave ci espone al pericolo della dannazione eterna.
Lettera agli Ebrei: "Se pecchiamo volontariamente non rimane che una terribile attesa del giudizio e la vampa di un fuoco pronto a divorare i ribelli... E' terribile cadere (macchiati di peccati gravi) nelle mani del Dio vivente!".
L'Apocalisse dopo aver parlato del Paradiso per i buoni, parla del castigo eterno per quelli ostinati nei loro peccati e che rifiutano fino all'ultimo respiro la misericordia infinita di Dio. Ecco le terribili parole: "Per i vili, per gli increduli, per gli omicidi, per gl'immorali, i fattucchieri, gli idolatri e per tutti i menzogneri è riservato lo stagno ardente di fuoco e di zolfo" (Apoc. 21, 8).
Ancora S. Paolo con grande forza ci ammonisce: "Quanto alla fornicazione e a ogni specie di impurità o cupidigia, neppure se ne parli... Perché, sappiatelo bene, nessun fornicatore, o impuro, o avaro... avrà parte al Regno di Cristo" (Efesini 5,33). "Non sapete che gli ingiusti non erediteranno il Regno di Dio? Non illudetevi: né immorali, né idolatri, né adulteri, né effeminati, né sodomiti (ossia omosessuali che cedono a questa inclinazione), né ladri, né avari, né ubriaconi, né maldicenti, né rapaci, erediteranno il Regno di Dio. E tali eravate alcuni di voi; ma siete stati lavati, siete stati santificati, siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo" (i Cor. v1, 9-11).
3. Tuttavia consoliamoci perché accanto alle vittime del peccato veglia la Madonna. Rifugio dei peccatori.
Sono incoraggianti le parole dell'Arcivescovo Fulton Sehen, apostolo della TV americana: "Voi peccatori, voi gli stanchi della vita, voi che disperate o che provate un senso di vergogna o di colpa o che siete senza fede, invocatela, cominciate a dire il Rosario (per 30 giorni). Non rispondete: Come posso pregare se non credo? Se foste sperduti in una foresta, anche se non speraste che ci fosse qualcuno vicino, tuttavia gridereste ugualmente. Ebbene, cominciate a pregare. Sarete sorpresi. Maria vi risponderà".
Non perdete mai di vista la misericordia di Dio e della Vergine Santa. Tale misericordia è infinitamente più grande dei più spaventosi peccati e vuole trionfare in noi distruggendo ogni offesa fatta al Signore e ridonandoci una grandezza spirituale infinita.
S. Faustina, l'apostolo della misericordia, riferisce le bellissime parole che Gesù stesso le ha detto: "Quanto più grande è la miseria degli uomini, tanto maggiore diritto hanno alla mia misericordia, perché desidero salvarli tutti".
Sublime è quella frase del Concilio Vaticano II: "Luomo non è mai così grande come quando riconosce il suo peccato". Diventino, dunque, una dolce realtà per noi le bellissime parole, citate or ora, di S. Paolo: "Tali eravate alcuni di voi (immorali, adulteri, sodomiti, ladri, ubriaconi, ecc.), ma siete stati lavati, siete stati santificati, siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo" (I Cor. VI, 9-11).
Laviamo l'anima nostra nel Sacramento della Confessione o Riconciliazione.
4. Santifichiamoci con la fervente preghiera, con la devozione alla Madonna, con le opere di misericordia corporali e spirituali, specialmente con la devota frequenza all'Eucarestia e con tantì Rosarì.
Impegnamoci a diventare maggiormante giustificati crescendo giorno dopo giorno nella grazia santificante e nell'amore alla Vergine. Così avremo perdono, pace, gioia e saremo dei monumenti vivi della misericodia di Gesù sulla terra e nell'eternità del cielo, ove brilleremo di felicità nella luce di Dio come stelle scintillanti nei secoli eterni.
Esempio - Il celebre attore Carlo Campanini ci insegna che per risorgere dall'orribile abisso del peccato grave, occorre invocare la Madonna che è il Rifugio dei peccatori. Campanini ha ritrovato Gesù per mezzo di S. Pio da Pietrelcina, che l'ha confessato e l'ha indirizzato sulla via buona.
Nei teatri e nelle piazze, ove parlava ai Gruppi di Preghiera ai quali, tra le altre cose sante, raccontava che lui era un terribile peccatore. Affermava: "Ero una bestia". Ma P. Pio lo ha assolto dai suoi peccati e gli ha raccomandato la devozione alla Madonna Rifugio dei Peccatori. Tuttavia, confidò al P. Pio, che qualche volta cadeva nei peccati di desideri impuri. Con dolcezza S. Pio da Pietrelcina gli disse: "Carlo, non avvilirti! Hai una Mamma nel Cielo. Ella ti aiuterà. Recita ogni giorno, con grande devozione, il S. Rosario". Obbedisce al suo Padre spirituale e da quel giorno non commette mai nessun peccato, neppure di pensiero impuro acconsentito. E di Rosari ne reciterà molti ogni giorno, tanto che quando il P. Pio gli chiese: Quanto dista Roma (da cui proveniva) da S. Giovanni Rotondo? Subito rispose: Dista 20 Rosari. P. Pio sorridendo disse: Carlo conta i chilometri a colpi di Rosari! Quale esempio meraviglioso il recitare il S. Rosario anche in treno, anche camminando sulle strade.
Esortazione - Non si ripeterà mai a sufficienza di riflettere molto seriamente al pressante invito del Papa rivolto non soltanto agli adulti, ma anche ai ragazzi e alle ragazze e ai fanciulli per la recita del Rosario giornaliero: "Recitare il Rosario significa amare Gesù con il cuore di sua Madre, che è "Rifugio dei peccatori". Con Maria scoprirete la vera felicità, risplenderete della bellezza di Cristo, diventerete Apostoli intrepidi nel diffondere la luce della verità e sarete forti nella fede, costanti nella carità (ossia nell'amre a Dio e al prossimo), gioiosi e perseveranti nella speranza" (Giovanni Paolo II).
Proposito - Ascoltiamo il P. Pio! Imitiamo Carlo Campanini! Invochiamo la Madonna, Rifugio dei peccatori, ogni giorno, con il S. Rosario recitato con tanta devozione. Così faremo nostro il grido fervente di S. Paolo: "Chi ci separerà, dunque, dall'amore di Cristo? Forse la tribolazione, l'angoscia, la persecuzione, la fame, il pericolo, la spada? ... Io sono persuaso che né morte, né vita,... né potenze,... né alcun altra creatura potrà mai separarci dall'amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore" (Rom. 8,35-39).
10. Stella della Evangelizzazione
Lo Spirito Santo
ci allieta con queste sublimi parole: "Nel cielo apparve un segno grandioso: una Donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di 12 stelle" (Apoc. 12, 1). Maria è la Stella del mattino che annuncia il Sole dell'anima. E' la Stella della Evangelizzazione che annuncia Gesù.Gli anziani ricordano la domanda e la risposta che hanno imparato a memoria fin da piccoli: "Per quale scopo Dio ci ha creati? Dio ci ha creati per conoscerlo, amarlo, servirlo ossia fare la sua volontà qui in terra e poi andare a gioire della sua gioia nel Paradiso".
Questo è il dovere principale di ogni persona: conoscere Dio.
Il Papa Giovanni Paolo II ha nominato e ha invocato la Madonna quale "Stella della Evangelizzazione".
Oggi non c'è nulla di più importante ed urgente della istruzione religiosa e dell'evangelizzazione. Evangelizzare significa annunciare il vangelo. Ebbene il Vangelo è Gesù. Quindi evangelizzare significa annunciare Gesù e annunciare anche Maria, che è inseparabile da Gesù.
1. Oggi nel 90 per cento dei cristiani c'è una ignoranza spaventosa della verità di fede. Da questa ignoranza deriva che moltissime persone hanno distrutto nella loro mente e nel loro cuore i più grandi valori e i più alti principi religiosi. Grandi masse di persone sono schierate per la morte, mediante la legge dell'aborto, dell'eutanasia; mediante l'impiego e la distruzione degli embrioni che sono esseri viventi, nostri fratellini (dei quali in Italia ce ne sono sotto ghiaccio centinaia di migliaia); mediante la fecondazione artificiale o in vitro, che è contro la fede cristiana ed è pure assassina perché anche quando riesce, vengono lasciati morire circa il 20 per cento di ovuli fecondati, ossia embrioni.
C'è pure la mostruosità della pedofilia (che nel 90 per cento dei casi, avviene in casa). E ben 15 milioni di turisti ogni anno si recano in certe nazioni a scopo di pedofilia. E quanti scandali di infedeltà coniugale, di convivenze, quante pazzie di impurità, di sporcherie. E quanti omicidi e suicidi! E quante bestemmie! Quante profanazioni dei giorni festivi e quanti altri peccati mortali!
2. Qual è la causa principale di questi e di altri innumerevoli mali? Senza dubbio è l'ignoranza delle verità di fede. Lo affermano i Papi di questi ultimi cento anni. Come ho documentato anche in "Radio Maria".
Leone XIII afferma: "Il più grande nemico della religione è l'ignoranza", che è causa di tanti mali.
S. Pio X esclama: "La causa principale di tutti i mali che affliggono l'umanità è nella mancanza di istruzione religiosa" e aggiunge che l'obbligo più grande del Parroco è quello di fare catechesi e di farla con parole facili (Enc. Acerbo nimis, 1905).
Paolo VI a numerosi predicatori (anch'io ero presente), in pochi minuti ha ripetuto per ben 4 volte che per cancellare il grande male che dilaga nel mondo "oggi c'è una necessità estrema di predicazioni straordinarie". Ma non pochi Parroci hanno abolito ogni Predicazione!
Giovanni Paolo I (Papa Luciani) nel suo primo discorso di Papa ha dichiarato: "Voglio ricordare alla Chiesa intera che il suo primo dovere resta quello della evangelizzazione... Se tutti i figli della Chiesa sapranno essere instancabilmente missionari del Vangelo, una nuova fioritura di santità e di rinnovamento sorgerà nel mondo assetato di amore e di verità".
Papa Giovanni XXIII nella sua prima Enciclica, "Ad Petri Cathedram", scrive: "La causa e la radice di tutti i mali che avvelenano i popoli e disturbano gli animi è questa: l'ignoranza della verità; anzi non soltanto l'ignoranza, ma, qualche volta, il disprezzo e una temeraria avversione alla verità".
Giovanni Paolo II va ripetendo: "Non ci daremo pace finché non avremo risolto il problema della catechesi o istruzione religiosa per i giovani e per gli adulti". A tutti i Vescovi e a tutti i Parroci ripete: "La catechesi sia la vostra somma preoccupazione. L'impegno di promuovere una catechesi attiva ed efficace non ceda per nulla a qualsiasi altra preoccupazione" (Esort. " catechesis tradendae", n. 63).
3. Si nota una mancanza assoluta di istruzione religiosa perfino in molti intellettuali che sono o professori nei licei e nelle università, o celebri giornalisti e direttori di giornali, o grandi rappresentanti della politica e legislatori, ecc. Costoro riguardo alla istruzione religiosa (che deve stare al primo posto) sono completamente analfabeti. Che vergogna! E sovente pensano di saperne più del Papa. E dicono e scrivono o fanno leggi incredibilmente errate. Gesù ripete a costoro ciò che disse a Nicodemo: "Come? Tu sei maestro in Israele e ignori queste cose?" (Giov. III, 10). Ignorare la verità religiosa è ignorare la "scienza delle scienze".
Invochiamo la Madonna, Stella dell'Evangelizzazione, perché questi nostri fratelli altolocati si convertano a Gesù e comprendano che Dio ci ha creato per conoscere Cristo Dio e per amarlo, e che questa è l'unica strada che ci conduce alla felicità senza fine.
4. Evangelizzare è il primo dovere non solo di tutti i Vescovi bensi di tutti i Sacerdoti.
Un ottimo Sacerdote, in Radio Maria del 15 aprile 2004, ha riferito, in un tono di voce molto triste, quanto ha udito, nell'anno antecedente, durante il "Convegno europeo di Vescovi e di Sacerdoti sulla Catechesi", in una conferenza di un oratore tanto zelante e molto stimato. Questi in tono forte e allarmato ha gridato: "Noti sono pochi i Parroci che non fanno Catechesi. E portano la falsa scusa che non hanno tempo. Hanno tempo per fare tante chiacchiere con i loro fedeli, per far giocare i fanciulli, per fare tante cose non necessarie o inutili per pastori di anime. Ma non trovano tempo per la cosa la più importante per un Sacerdote: istruire sulle verità di fede".
Io, nella mia piccola esperienza di oltre 50 anni di Predicazione in ogni parte d'Italia, ho notato, con tanta sofferenza, questa mancanza di Catechesi e una ignoranza terribile di istruzione religiosa almeno nel 90 per cento dei fedeli.
Preghiamo Gesù, supplichiamo la Madonna, perché tutti i Sacerdoti siano coscienti del loro gravissimo dovere, e di compierlo o direttamente o per mezzo dei Catechisti da loro ben preparati e aggiornati: si devono istruire i piccoli preparandoli ai Sacramenti, ma soprattutto si devono istruire i giovani e gli adulti perché conoscano e riflettano per tutto l'anno allo scopo per cui Dio ci ha creati ossia sappiano che Dio vuole che lo conosciamo, lo amiamo, facciamo la sua volontà qui in terra per andare a gioire della sua stessa gioia per tutta l'eternità.
Il Concilio Vaticano II afferma: "Il popolo di Dio viene adunato innanzi tutto per mezzo della Parola di Dio, che tutti hanno il diritto di cercare sulle labbra del sacerdote. I presbiteri hanno anzitutto il dovere di annunciare a tutti il Vangelo" (Sacri Presbvterorum Ord., n. 4).
Il P Domenico Grasso S.J., professore universitario, (deceduto), aggiunge: "S. Gregorio Magno proclama che chi si rifiuta di predicare, potendolo fare, è reo di fratricidio" (Messaggio della salvezza, pag. 128).
5. Evangelizzare con la Parola, con l'esempio, con la preghiera, è il dovere di tutti i consacrati. Possiamo applicare a tutti gli istituti religiosi quanto il Papa ha scritto, il 5 maggio 1997, ai 200 Istituti francescani: "L'annuncio del Vangelo è la Vocazione, è la Missione, è la ragione di essere di codesta Fraternità. La stessa Regola ricorda che i frati sono chiamati a stare con Cristo e sono mandati a predicare (1 Col. 24, 360). Si tratta di un compito apostolico e missionario che interessa tutti i Frati, Chierici e Laici" (Così la Lettera del Papa al Ministro generale dei francescani).
6. Evangelizzare è un dovere di tutti i "fedeli laici". Infatti Gesù non ha mandato soltanto i 12 apostoli ad annunciare il Vangelo, ma anche i 72 discepoli, che sono rappresentati da tutti i "fedeli laici" ai quali il Papa raccomanda: "Vi affido questa esaltante missione: operare affinchè all'Italia non venga a mancare la splendida luce del Vangelo che sempre dovete annunciare con franchezza e vivere con coerenza" (All'Azione Catt., 8 dicembre 1998). Specialmente tutti i genitori hanno l'obbligo gravissimo di istruirsi molto bene sulle verità del Vangelo e metterle in pratica per essere i primi evangelizzatori, i primi catechisti dei loro figli.
Esempio - Victor Hugo davanti al Parlamento francese disse: "Bisognerebbe condurre davanti ai tribunali quei genitori che mandano i loro figli a scuole ove è scritto: Qui non si insegna religione, in altre parole quei genitori che trascurano l'istruzione religiosa dei figli. Costoro sfuggiranno ai tribunali degli uomini, ma non potranno sfuggire al tribunale di Cristo Dio davanti al quale i figli stessi li accuseranno dicendo: Abbiamo avuto dei genitori sciagurati, i quali ci hanno dato la vita del corpo ma ci hanno tolto la vita dell'anima, ossia la grazia santificante, negandoci l'istruzione religiosa e l'educazione cristiana".
Esortazione - Lo Spirito Santo per mezzo di S. Pietro sprona ad essere tanto istruiti nella religione da essere "sempre pronti a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi. Tuttavia questo sia fatto con dolcezza e rispetto" (1 Pietro 3, 15).
Lo Spirito Santo insiste: "Crescete nella grazia e nella conoscenza del Signore nostro e Salvatore Gesù Cristo" (2 Pietro 3, 18).
Dunque, nulla di più importante della conoscenza di Gesù e delle verità da Lui insegnate. Ora, per conoscere Gesù occorre la Bibbia a cui spetta il primo posto nella casa. Però, attenzione: la Bibbia non è sufficiente. Ivi le verità ci sono tutte, ma... sparse e difficili. E' necessario che accanto alla Bibbia ci sia una Catechesi ove le verità sono esposte con ordine e bene spiegate. Questo raccomandano i Dottori della Chiesa. Ci sia una Catechesi in ogni famiglia.
Esortazione - Studiamo, meditiamo e viviamo talmente bene le verità cristiane da potere gioiosamente gridare con S. Paolo: "Tutto ormai io reputo una perdita di fronte alla sublimità della conoscenza di Gesù Cristo" (Filipp. 3, s).
Proposito - O Vergine Santa, Stella della Evangelizzazione, aiutaci, spronaci ad adempiere gioiosamente i nostri due più grandi doveri: conoscere pienamente le verità del Vangelo e annunciarle ai figli, ai parenti e a quanti riusciremo ad incontrare.
11. Maria, sempre "Vittoriosa" contro il diavolo
In Polonia la Madonna viene chiamata "la Vittoriosa". Maria è potentissima presso Gesù a nostro favore, specialmente può tutto nella lotta contro satana e nello sconfiggere l'intero inferno. Oggi, nel mondo ci sono 800 mila satanici. E in Italia - scrive il giornale cattolico - ci sono più di 80 mila adepti in sette sataniche con 9 milioni di vittime di reati legati al satanismo (Avvenire, 9-V-2003). Purtroppo in questi nostri tempi il diavolo ha ottenuto la più grande vittoria. Qual è? Quello di essere riuscito a fare ignorare e perfino negare la sua stessa esistenza da parte di non pochi cristiani e perfino da parte di qualche teologo ribelle a Cristo Dio e alla Madonna e alla Chiesa.
1. L'esistenza dei demoni è certissima.
La Sacra Scrittura racconta la spaventosa origine di satana e dei diavoli: Scoppiò una guerra nel cielo; Michele e i suoi Angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme con i suoi angeli, ma non prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo. Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo o satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli. Allora udii una gran voce nel cielo che diceva: Ora è compiuta la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio e la potenza del suo Cristo, poiché è stato precipitato l'accusatore dei nostri fratelli. ... Ma essi lo hanno vinto per mezzo del sangue dell'Agnello. ...Esultate, dunque, o cieli e voi che abitate in essi. Ma guai a voi terra e mare, perché il diavolo è precipitato sopra di voi pieno di grande furore" (Apocalisse 12, 7-12).
2. La Bibbia nel Nuovo Testamento ha espressioni terribili su satana. Lo chiama "principe di questo mondo" (Gv. 12, 31; 14, 30; 16, 11); "il dragone grande, il serpente antico" (Apoc. 12, 9); il "maligno" (Mt. 6, 13); "colui che seduce tutta la terra abitata" (Apoc. 12, 9); "il dio di questo mondo" che "ha accecato la mente" incredula (2 Cor. 4,4); "il leone ruggente in cerca di chi divorare" (1 Pietro 5, 8); "bugiardo e padre della menzogna" (Gv. 8,44); "omicida fin da principio" (Gv. 8, 43). Inoltre dice che coloro che non seguono Gesù e non ascoltano la sua parola è perché "hanno per padre il diavolo" (Gv. 8, 43).
3. Gesù parla frequentemente del diavolo. Egli è venuto nel mondo "per distruggere le opere del diavolo" (1 Gv. 3, 8). Gesù nel deserto è tentato dal diavolo, e non solo per tre volte (come molti pensano), ma per molte volte "con ogni specie di tentazione" (Luca 4, 1-12).
Gesù ha scacciato molti demoni da tanti indemoniati e da uno di costoro ne ha scacciato una legione (Cf. Luca 8, 30).
4. Gli Apostoli, parlano chiaramente del diavolo. Per esempio S. Pietro ammonisce: "Fratelli, siate sobri e vigilate perché il demonio come leone ruggente va in giro cercando chi divorare. Resistetegli saldi nella fede" (1 Pietro 5, 8-9). S. Giovanni: "Chi commette peccato viene dal diavolo" (1 Gv. 3, 8).
5. I Santi sono stati tormentati dai demoni e parlano di loro con grande sicurezza e sincerità.
S. Francesco d'Assisi un giorno confidò a un suo intimo compagno: "Se capissero i frati quante e che gravi tribolazioni e afflizioni mi danno i demoni, non ci sarebbe alcuno di loro che non si muoverebbe a compassione e a pietà di me" (FF. 1798).
S. Caterina da Siena viene dichiarata dal suo confessore "martirizzata dai demoni" (Cf. vita di lei scritta dal B. Raimondo da Capua).
La B. Maria di Gesù Crocifisso, detta la Piccola Araba perché di origine palestinese, quando era molto avanti nella santità, ebbe due periodi di vera e propria possessione diabolica, documentata dagli Atti del processo (Cf. Padre Estrata: vita della beata).
S. Pio da Pietrelcina certamente è uno dei Santi più tentati e tormentati dal diavolo. Egli fin dai 5 anni si dà completamente a Gesù e a Maria, e subito (come lui scrive nei suoi appunti) gli appare Gesù col cuore in risalto sul petto e gli pone la mano sul capo per dimostrare di gradire tanto il suo proposito di amarlo, di donarsi tutto a Lui, di consacrarsi al Suo amore. Ama molto anche la Madonna. Da allora ogni giorno si ritira in qualche angolo della chiesa o della casa o dei campi per pregare, recitare Rosari e fare penitenza battendo il suo corpo con una catena di ferro.
E subito il diavolo si scatena contro di lui, e lo tormenta di giorno e di notte con orribili tentazioni, con immagini provocanti di sconce figure di ragazze in forme oscenissime e bestiali. La moglie del dott. Sanguinetti, collaboratore del P. Pio, scrive a un sacerdote: "Il diavolo ha gettato a terra P. Pio e l'ha coperto di pugni e di lividure, gli ha spaccato un sopracciglio; lui gronda sangue" (15 luglio 1954). Lo stesso P. Pio ha scritto: "Se i frati sapessero quali tormenti mi infligge il demonio, non ci sarebbe neppure uno che non piangerebbe". Il diavolo lo percuote spesso perché lui ceda alle tentazioni. Scrive al suo direttore spirituale: "Le tentazioni sono assassine e di giorno in giorno vanno sempre più moltiplicandosi... Tremo da capo a piedi temendo di poter offendere Dio" (Cfr. Epist. l di P. Pio).
Queste tentazioni impure furono intense per 20 anni. Poi diventarono meno furibonde, e si accompagnarono a forti tentazioni contro le verità di fede. Fu pure immerso in una grande oscurità spirituale, detta "notte oscura", che in tanti santi si prolungò per un numero limitato di mesi o di anni, mentre in P. Pio si è prolungata, con grande sua sofferenza, per tutta la vita.
P. Pio ripeteva: "Oggi i diavoli si sono scatenati e sono tanto numerosi che se si potessero vedere e fossero piccoli come la capocchia di uno spillo, non riusciremmo a vedere il sole".
Esempio - S. Brigida racconta di un uomo che viveva ai suoi tempi, il quale da ben 40 anni non si accostava ai Sacramenti; però era devoto della Madonna. Si ammalò gravemente. S. Brigida gli inviò un Confessore; ma il moribondo lo respinse sdegnosamente. Così per due volte. Glielo inviò una terza volta con l'incarico di dirgli, da parte di Dio e della Vergine Santa, che egli era invasato da ben 7 demoni i quali l'avrebbero ben presto portato all'inferno. Spaventato si confessò, ricevette gli ultimi Sacramenti e spirò nel bacio del Signore. Dopo la sua morte, Dio fece conoscere a S. Brigida (celebre per le rivelazioni che ebbe dal Signore) che quell'infelice era scampato all'inferno unicamente per la sua devozione alla Vergine, la quale è sempre vittoriosa contro il diavolo.
Esortazione - Amiamo tanto Gesù sull'esempio di P. Pio e di tutti i Santi, ricordando ciò che dice S. Agostino: "Il diavolo è come un cane legato alla catena, morde chi gli si avvicina". Ma se ameremo tanto Gesù, se avremo sempre Gesù nella mente e nel cuore, staremo spiritualmente lontanissimi dal demonio.
Proposito - Quando avvertiamo una tentazione, subito recitiamo devotamente 1'Ave Maria. La Madonna, la nemica del diavolo, lo mette in fuga. Lei è il martello che lo schiaccia; è la santificazione della nostra anima, è la gioia degli angeli.
Grande devozione alla Madonna. S. Francesco d'Assisi ripeteva: "Alla recita dell'Ave Maria, tremano tutti i demoni!". Che sarà se le Ave Maria sono 50 come in una corona? o 150, come in tre corone?
Esclameremo con S. Giovanni Bosco: "O Maria, Vergine potente, Tu grande e illustre difesa della Chiesa; Tu, aiuto mirabile dei Cristiani; Tu, terribile come un esercito schierato a battaglia; Tu, che da sola hai distrutto tutti gli errori del mondo; Tu, nelle angustie e nelle lotte, nelle necessità difendici dal nemico e nell'ora della morte accoglici nei gaudii eterni. Amen".
12. Maria Immacolata
Quando Dio nel suo amore infinito verso gli uomini decise di farsi uomo (pur rimanendo Dio), non volle rinunciare ad avere una madre. E scelse una fanciulla di Nazareth. E' Maria. La volle povera, ma altamente pura e santa. Maria è il fiore meraviglioso, il più candido, il più splendido di tutto il creato, è il capolavoro della sapienza, della potenza, dell'amore di Dio.
1. Dio ha voluto onorare questa sua Madre con tanti doni e privilegi, il primo dei quali è l'Immacolata Concezione ossia l'ha resa Immacolata vale a dire senza alcuna macchia fin dal primo istante di vita nel seno di sua madre: la sua anima non conobbe neppure la macchia del peccato originale.
Tutte le creature umane nascono macchiate di quel peccato di ribellione a Dio che è all'origine dell'umanità ossia che fu commesso dai nostri primi genitori, Adamo ed Eva. Soltanto costoro ne sono i responsabili, ma noi essendo loro figli ne nasciamo macchiati. Come un fiume che inquinato alla sorgente inquina tutto il suo corso, così il peccato inquina tutta l'umanità. Come il diluvio che annegò tutti, eccettuata la famiglia di Noè. Questo fiume, questo diluvio del peccato originale, macchia tutti, annega spiritualmente tutti. C'è una sola eccezione: l'Immacolata Vergine Maria. Soltanto lei è concepita senza macchia e senza peccato.
2. Ecco gli argomenti della Sacra Scrittura che ci assicurano che la Madonna è l'Immacolata.
a) Ella doveva diventare la Madre di Cristo Dio. Perciò non era conveniente, non era possibile che Cristo Dio avesse scelto come sua dimora per 9 mesi una persona che, sia pure per un istante, fosse stata sotto il dominio di satana mediante il peccato originale.
Per mettere in luce questa verità si impegna molto il grande francescano Beato Giovanni Duns Scoto, chiamato il Dottor Sottile e definito il Dottore dell'Immacolata. Egli era professore ad Oxford. Andava dicendo: "Maria... non poteva assolutamente essere compresa nella legge del peccato originale". E siccome diversi teologi tra cui alcuni dei più celebri negavano ciò, tenne una disputa pubblica alla Sorbona di Parigi. Nonostante il suo umile comportamento sembrava un guerriero alla conquista degli allori per Colei (la Vergine) che tanto amava. Confutò tutti gli argomenti degli avversari che rimasero stupefatti e convinti. La sua difesa fu riassunta nelle parole: "Potuit! Decuit! Ergo fecit! (Cfr. Osserv. romano, 13 gennaio 1977).
Potuit: Dio poteva crearla esente dal peccato originale. Decuit: Era conveniente, anzi era necessario che Dio la creasse senza la macchia del peccato. Sarebbe stato assurdo lasciare in potere del diavolo la sua futura madre. Ergo fecit: Dunque l'ha fatto! L'ha creata Immacolata.
b) Dio nella Bibbia afferma: "Porrò inimicizia tra te, o satana, e la donna" (Gen. 3,15) ossia: verrà una donna che ci porterà un Figlio, Cristo Dio. Ebbene, lei mediante il suo Figlio ti schiaccerà la testa. Quindi lei sarà fin dal seno materno senza peccato, sarà Immacolata.
c) Dio per mezzo dell'Arcangelo S. Michele la saluterà con queste parole: "Piena di grazia". Ma non sarebbe stata totalmente piena di grazia se per un istante fosse stata macchiata di peccato originale nel seno di S. Anna. Quindi è sempre stata Immacolata.
Con grande gioia possiamo esclamare con lo Spirito Santo: O Maria "tutta bella sei, amica mia, in te non c'è nessuna macchia" (cantico 4, 7).
3. L'Immacolata ci insegna:
• L'unico male è il peccato. Dio non l'ha preservata dal dolore, dalla povertà, che non sono un male, anzi possono diventare una fonte di bene. L'ha preservata dal peccato che quando è grave, come dice il S. Curato d'Ars, "ci rende carnefici di Cristo Dio e assassini di noi stessi", uccidendo in noi la vita della grazia indispensabile per salvare l'anima per il Paradiso e ci rende candidati all'inferno.
• Il sommo bene è la grazia santificante che ci rende figli di Dio e candidati al Paradiso.
• Abbiamo peccato? Ebbene, la Madonna grida ripetutamente: "Penitenza! Penitenza! Penitenza! Mortificazioni! Frequenti confessioni! Mai, mai ritornare a offendere Gesù. Pregate! Recitate ogni giorno il Rosario.
• Apparendo "bianco vestita", con "fascetta azzurra", con "mani giunte", con la "corona al braccio", ci invita a conservare sempre il candore dell'anima ossia la Grazia di Dio, ci ricorda l'azzurro del cielo stellato invitandoci a pensare molto spesso al Cielo del Signore, ci invita a congiungere le mani ossia a pregare frequentemente e con grande devozione e a recitare ogni giorno il Santo Rosario.
O Vergine Immacolata, vorrei essere un poeta per esaltare le tue virtù; vorrei essere un pittore per ritrarre la tua bellezza; vorrei essere un musicista per cantare la tua armonia! Sono invece una povera creatura ricca solo della mia miseria, perciò ripeterò a Gesù le parole evangeliche che disse quella donna del popolo, mentre Gesù predicava: "Beata tua madre!". E ripeterò in tuo onore, o Immacolata, le tue stesse parole del Magnificat: "Tutte le generazioni mi diranno beata!"
Ti ripeterò con S. Francesco d'Assisi: "Signora Santa, Regina santissima, Madre di Dio Maria"..., tu hai "ogni pienezza di grazia e ogni bene!".
Esclamerò con S. Massimiliano Kolbe: "Il nostro Ordine francescano ha continuato a difendere la causa dell'Immacolata. La battaglia è terminata vittoriosamente. E ora? Ora si apre la seconda pagina della nostra storia: cioè seminare questa verità nel cuore di tutti. Introdurre l'Immacolata nel cuore degli uomini affinché Ella innalzi in essi il trono del suo Figlio Gesù".
Genitori e voi tutti educatori, imitate quella mamma, tanto religiosa e tanto intelligente, la quale fa pervenire alla figlia che studia lontano da casa, un regalo in un pacco. Ella apre il pacco. In un primo involto vede uno specchio nel cui retro è scritto: ecco ciò che sei. In un secondo involto c'è un teschio sulla cui fronte è scritto: ecco ciò che sarai. Finalmente nel terzo e ultimo involto c'è una bella statuina della Immacolata con un cartellino su cui sono incise le parole: ecco ciò che devi essere.
Dobbiamo essere immacolati, ossia senza alcuna macchia di peccato, neppure veniale, pieni di grazia, tanto religiosi, devotissimi alla Madonna.
Esempio - Contempliamo il Santo Papa Pio IX che decide di definire il dogma dell'Immacolata. Verità sempre creduta nella Chiesa Cattolica. Il Beato Pio IX, perseguitato dal Governo italiano, che era massone e anticlericale, si trova in esilio a Gaeta. Nel 1849, indirizza una lettera a tutti i Vescovi del mondo invitandoli ad esprimere la loro opinione e quella dei loro Sacerdoti e dei loro fedeli sulla Concezione Immacolata di Maria. La voce di oltre 750 Vescovi è unanime e potente: "Parla, o Pietro, e conferma i tuoi fratelli nella fede". Appena il Papa Pio IX decide in cuor suo la proclamazione di questo dogma, avviene la sua liberazione da Gaeta. Ed ecco che 1'8 dicembre 1854, nel pomeriggio, davanti a una grande folla, definisce questa dolce verità, con le parole: "Alla maggior gloria della Madre di Dio, con l'autorità dei Santi Pietro e Paolo e nostra" (in questo momento nel cielo completamente nuvoloso, si squarciano le nuvole e da una grande vetrata della Basilica penetra un vivido raggio di sole che investe in pieno il Pontefice, il quale con voce forte continua) "definiamo che la dottrina la quale ritiene che la Beatissima Vergine Maria fu, per singolare privilegio, immune da ogni macchia originale dal primo istante della sua concezione, è stata da Dio rivelata e perciò è da credersi fermamente e costantemente da tutti i fedeli". Non ha pronunciato le tre ultime parole che da decine e decine di migliaia di petti erompe un uragano di evviva ed applausi. E dopo 4 anni, nel 1858, viene la risposta e la conferma dal Cielo, da Dio, con le apparizioni della Madonna a Lourdes, ove la Vergine santa afferma: "Io sono l'Immacolata Concezione". E da quel momento a Lourdes sono fioriti migliaia e migliaia di miracoli, approvati da grandi scienziati cattolici e non cattolici e perfino dai senza Dio, dagli atei.
Oltre ai miracoli fisici, a Lourdes ci sono state milioni di stupende Conversioni di grandi peccatori che sono diventati ottimi cristiani. E questi sono miracoli molto più importanti delle guarigioni fisiche.
Aggiungiamo una prova strepitosa del potere di Maria sul Cuore di Gesù. Nell'Agosto 1947 a Lourdes viene condotto un ragazzino di 12 anni, paralizzato. Durante la Processione Eucaristica il Vescovo alza l'Ostensorio e lo benedice. Ma... non guarisce. Allora con tutta la sua voce grida: "O Gesù, tu non mi hai guarito, ma io lo dirò a tua Mamma ed ella ti sgriderà". Il Vescovo torna indietro e di nuovo lo benedice. Il fanciullo guarisce perfettamente. Gesù non nega nessuna grazia a Maria: essa ha in mano il Cuore stesso del suo Figlio (Cf. Temi di Pred. 1971, pag. 32).
Esortazione - Gioiamo, esultiamo, inginocchiamoci contemplando e supplicando l'Immacolata Maria: "Vergine bella di sol vestita" (Petrarca) e "O Te beata, Te bella, Te pura che tanto adorni la nostra natura" (Tormielle) e "Fiorito è Cristo, ne la carne pura, or si rallegri l'umana natura" (Jacopone da Todi) e "Vergine Santa, Immacolata e pia Madre del Sommo Dio ricevi il mio afflitto cor, o Maria" (Girolamo Benivieni)
"Tu che calpesti il serpente e la morte, cambia del mondo la faccia e la sorte" (Papini)
Proposito - S. Pio da Pietreleina, ci ripete: "Amiamo tanto Maria, preghiamo incessantemente Maria Immacolata affinché colei che entrò nel mondo senza macchia ci ottenga dal suo Figlio di uscire da questo mondo senza colpa".
13. La Madonna di Fatima: Apparizioni
Al centro del mese mariano, il 13 maggio, si celebra in tutto il mondo una delle feste più care ai cristiani di oggi: la Festa della Madonna di Fatima.
Si rifletta alle importanti parole di Pio XII (che durante una grave malattia vide i "segni di Fatima"): "Il nnessaggio di Fatima è uno dei più grandi interventi di Dio nella storia della Chiesa per mezzo di Maria".
La "Congregazione per la dottrina della Chiesa" ha confermato le suddette parole di Pio XII: "L'apparizione di Maria a Fatima è la più profetica delle Apparizioni inoderne".
Giovanni Paolo II: "Quel messaggio si rivela oggi più che mai attuale e urgente" (12 maggio 1982).
Si rimane sorpresi riflettendo alle coincidenze di questi 3 avvenimenti. Nello stesso anno 1917, nello stesso giorno 13 maggio 1917, e nella stessa ora, a mezzogiorno:
• il comunismo ateo e contro Dio, compiva la prima strage contro il cristianesimo assassinando in una chiesa di Mosca diversi ragazzi ivi radunati in preghiera;
• a Roma il Card. Pacelli, il futuro Pio XII, veniva consacrato Vescovo;
• a Fatima la Madonna per la prima volta appariva a Lucia, di 10 anni e ai suoi cugini Francesco di 9 anni e Giacinta di 7 anni. A loro, la Madonna raccomanderà ripetutamente di pregare per la conversione della Russia. Essi non hanno inventato nulla. Non conoscevano neppure la geografia. Hanno detto: "Pensavamo che la Russia fosse una donna perversa, bisognosa di conversione".
Il messaggio di Fatima è sicurissimo, scritto con estrema sincerità dalla Veggente Lucia per comando del Vescovo di Leiria-Fatima, Mons. Josè Àlvez Correia, deceduto nel 1957. Puoi leggerlo nel libro "Memorie di Suor Lucia" (4' edizione).
Le tre Apparizioni dell'Angelo, nel 1916, preparano i Veggenti alle Apparizioni della Madonna del 1917. Nelle prime due Apparizioni l'Angelo insegna loro a pregare. Insiste: "Pregate! Pregate molto! Offrite sacrifici e preghiere e le sofferenze che Gesù vi manderà, per riparare le orribili offese che si fanno al Signore e per la conversione dei peccatori". E insegna loro questa bellissima preghiera, dopo essersi inginocchiato per terra e aver curvato la fronte fino al suolo. I Veggenti lo imitano e ripetono le sue parole per tre volte:
"Mio Dio! Io credo, adoro, spero e vi amo. Vi chiedo perdono per quelli che non credono, non adorano, non sperano e non vi amano".
Nella terza Apparizione l'Angelo, lasciando sospesi in aria l'Ostia Santa e il Calice con il sangue di Gesù, si prostra per terra e ripete per tre volte, insieme ai Veggenti, questa preghiera: "Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, vi adoro profondamente e vi offro il preziosissimo Corpo, Sangue, Anima e Divinità di Gesù Cristo presente in tutti i Tabernacoli della terra, in riparazione degli oltraggi, sacrilegi e indifferenze con cui Egli stesso è offeso. E per i meriti infiniti del suo Santissimo Cuore e del Cuore Immacolato di Maria Vi chiedo la conversione dei poveri peccatori". Poi si alza, prende di nuovo in mano il Calice e l'Ostia e fa la Comunione con l'Ostia a Lucia, e con il Sangue di Gesù a Francesco e Giacinta.
Apparizioni della Madonna: appare ai tre Veggenti per 6 volte e sempre in tutte le apparizioni raccomanda di recitare ogni giorno il Rosario, di pregare per la conversione dei peccatori e per la pace. Appare, nel 1917, il 13 maggio; il 13 giugno (presentandosi tenendo in mano un cuore coronato di spine), il 13 luglio (mostrando ai veggenti la visione orribile, spaventosa dell'inferno), il 19 agosto, il 13 settembre, il 13 ottobre. - In Agosto l'Apparizione non è avvenuta il giorno 13, ma il 19, perché il giorno 13 il Sindaco miscredente aveva imprigionato i tre Veggenti minacciandoli di morte se non avessero detto che quelle apparizioni erano false. Essi, anche di fronte a quella minaccia, e pure con la certezza di essere uccisi, mai hanno rinnegato tali apparizioni. Maria nell'Apparizione del 13 luglio afferma che il 13 ottobre ci sarà un grande miracolo che tutti potranno vedere per credere alle verità eterne.
In Ottobre 1930 il Vescovo di Leiria approva il culto alla Madonna di Fatima e dichiara degne di fede le Apparizioni.
E' stato ripetuto che le Apparizioni e le parole della Madonna a Fatima sono le più commoventi dei nostri tempi: Appare a tre bambini semplici, poveri, quasi analfabeti. Annuncia a loro, in favore di tutta l'umanità: "Il mio paese è il Cielo! Voglio portare tutti in Paradiso! Pregate! Pregate! Convertitevi! Convertitevi!". Vale a dire: "Ritornate a Gesù, ai Sacramenti, alla S. Messa domenicale". "Molti vanno all'inferno. Pregate, offrite sacrifici e penitenze, recitate il S. Rosario perché i peccatori si convertano".
Quei fanciulli cominciarono a pregare molto, a recitare tanti Rosari, a fare tante penitenze: per esempio a portare il cilicio, a spalmarsi con l'ortica, a dare ai poveri il cibo che si erano portati da casa, a dare alle pecorelle l'acqua che erano andati a prendere nelle fontane; mettevano dei sassolini tra i piedi e la suola delle scarpe, facevano digiuni, fioretti, mortificazioni, sacrifici, ecc. per la conversione dei peccatori.
Quanti miracoli lei ha ottenuto e continua ad ottenere! Quelli più clamorosi sono la guarigione di P. Pio e la guarigione di Papa Giovanni Paolo II.
Guarisce S. Pio da Pietrelcina dopo i 150 giorni in cui la venerata statua della Madonna di Fatima fece il suo fruttuosissimo pellegrinaggio nell'Italia. Lo guarisce perfettamente da un male fisico gravissimo.
Salva dalla morte e guarisce Giovanni Paolo II, il quale il 13 maggio 1981, subito dopo l'udienza in Piazza S. Pietro, cade, ferito a morte, tra le braccia del suo Segretario. La mano omicida aveva sparato da soli tre metri di distanza. L'assassino ha ripetuto: "Mirai molto bene prima di sparare. Il Papa certamente doveva morire". Il Sommo Pontefice fu subito ricoverato al policlinico Gemelli. L'intervento chirurgico si prolungò per 5 ore. Furono asportati 40 cm di intestino. Ci fu la perdita di 3 litri di sangue. Il chirurgo disse: "Si tratta di un vero miracolo poiché la pallottola sparata così da vicino ha attraversato tutto l'addome senza ledere nessun organo vitale". Il Papa, nell'anno seguente, commentò a Fatima: "Una mano ha deviato la pallottola": la mano della Vergine Santa.
Esempio - La Madonna a Fatima nel nome di Gesù compie il più grande miracolo cosmico di tutti i tempi, per dimostrare tutte le verità del Cristianesimo. Il Vescovo di Leiria-Fatima, nel 1982, ha dichiarato: "Non c'è articolo di fede che non sia riaffermato a Fatima dalla Madonna".
Ecco il clamoroso prodigio cosmico del sole (13 ottobre 1917): In un cielo plumbeo compare il sole che squarcia le nuvole, fa cessare la pioggia dirotta, asciuga in un istante i vestiti fradici di acqua. "Guardate il sole!" grida Lucia. Il sole bellissimo, ma non abbagliante, precipita, si rialza, sembra faccia irruzione sulla terra, ruota su sè stesso come una immensa girandola, come un cerchio di fuoco: di nuovo precipita, poi si rialza. Così per 10 minuti davanti a 70.000 persone. Molti sono spaventati. Tutti, i credenti e i numerosi increduli e anticlericali venuti per deridere la Madonna e le verità di fede, tutti si inginocchiano e tutti gridano: "Miracolo! Miracolo! Gesù mio, misericordia! Perdónami i miei peccati! Credo! Credo! Ave Maria!".
Esortazione - Ancor oggi Gesù per mezzo di Maria ci ripete: "Convertitevi e credete al Vangelo! Abbandonate la via larga che conduce all'inferno! Percorrete la stretta via che porta al Paradiso. Pregate per la conversione dei peccatori. Ogni giorno recitate il Rosario. Vi voglio portare tutti in Paradiso!
Gioiamo, gioiamo... ricordando le ultime parole della Profezia di Maria a Fatima: "Alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà".
Proposito - Facciamo "l'affidamento alla Madonna" (che il Papa ripete ogni giorno). Facciamolo almeno ogni Primo Sabato del mese. E' stato vivamente raccomandato a tutti dalla Madonna il 10 dicembre 1925, nel colloquio con la Veggente Suor Lucia, con queste parole: "Guarda il mio Cuore coronato di spine che gli uomini ingrati trafiggono in ogni momento con bestemmie e ingratitudini. Tu almeno cerca di consolarmi e da parte mia annuncia che io prometto di assistere, nell'ora della morte, con tutte le grazie necessarie alla salvezza, tutti quelli che nel primo sabato di cinque mesi consecutivi si confesseranno, riceveranno poi la Santa Comunione, reciteranno una corona di Rosario e mi faranno compagnia per 15 minuti, meditandone i misteri, con l'intenzione di offrirmi riparazione".
14. Madre della Divina Grazia
1. Maria è "Madre della Grazia"
perché ha dato la vita all'Autore della Grazia che è Gesù.Maria è "piena di Grazia": il Vangelo afferma: "Entrando da Lei (l'Angelo) disse: Ti saluto, o piena di grazia" (Luca 1, 28).
2. Che cos'è la Grazia? Ero in viaggio per la Sicilia ove dovevo predicare alcune Missioni popolari. Mi fermai a Roma per partecipare all'udienza di Paolo VI. Mi fecero molta impressione queste parole del grande Papa: "La Chiesa vive per l'infusione dello Spirito Santo, infusione che chiamiamo Grazia, cioè dono per eccellenza, amore del Padre, a noi comunicato in virtù della redenzione operata da Cristo, nello Spirito Santo. Che cosa c'è di più bello e di più grande che vivere nella Grazia?" .
Giovanni Paolo II nella Lettera Apostolica "Novo millennio ineunte" afferma: "Il cristianesimo è grazia, è la sorpresa di Dio che, non pago di creare il mondo e l'uomo, si è messo al passo della sua creatura, si è unito al lei facendola partecipe di Sè stesso".
Eppure molti cristiani non sanno rispondere a queste domande: Che cos'è la Grazia? Che significa ordine soprannaturale? Quand'è che il peccato è grave? Che si richiede per confessarsi bene?
Il celebre Mons. Olgiati scrive: "Ignorare queste e altre verità fondamentali è la stessa cosa che pretendere di leggere un libro senza conoscere l'alfabeto".
Quanti cattolici non conoscono l'alfabeto, l'ABC della Dottrina Cristiana! Per costoro l'obbligo della istruzione religiosa è grave, è gravissimo! Quante volte, durante le Misioni, ho chiesto, sia in chiesa sia nei Centri di ascolto: Che cos'è la Grazia? Ma spesso non ho avuto risposta.
Forse perché i Sacerdoti e i Catechisti non ne parlano. Invece dobbiamo parlare molto spesso della Grazia santificante, anche ai fanciulli, e parlarne in maniera molto semplice.
Per meglio comprendere quanto stiamo per dire chiariamo che cos'è natura e cos'è soprannaturale:
se il sasso potesse vegetare e crescere, avrebbe una super-natura: quella dell'animale;
se l'animale potesse ragionare, far compiti, imparare lezioni, avrebbe una super-natura: quella dell'uomo;
se l'uomo potesse avere delle qualità che sono soltanto di Dio, avrebbe una super-natura: la natura di Dio come partecipazione.
3. Ebbene, la Grazia ci rende "partecipi della natura di Dio" (2 Pietro 1, 30), ci fa diventare veramente dei superuomini.
La Grazia, rendendoci partecipi della natura divina, ci rende figli di Dio. S. Atanasio commenta: "Il Figlio di Dio si è fatto figlio dell'uomo affinché i figli dell'uomo diventino figli di Dio".
La Grazia, facendoci figli di Dio, ci fa eredi di Dio e figli spirituali di Maria Vergine. Infatti il Concilio Vaticano II afferma che è "in ordine alla Grazia che siamo figli della Madonna".
Mentre lo Spirito Santo per mezzo di S. Giovanni ammonisce: "Coloro che non praticano la giustizia (ossia che non vivono in Grazia) sono figli del diavolo (3 Gv. 10 s.).
Chi è nel peccato grave non solo è figlio del diavolo, ma è pure vecchio decrepito anche se ha 15 o 20 anni: il peccato è il vecchiume spirituale. Ancor peggio: è crocifissore di Cristo ed è uccisore della vita divina (o Grazia) che è in lui e che è indispensabile per andare in Paradiso. Povero fratello peccatore! Hai commesso un delitto enorme contro Cristo Dio e contro te stesso. E sei spiritualmente morto, sepolto e putrefatto. Lo Spirito Santo grida a te: "Ti si crede vivo e invece sei morto... Svegliati!" (Apoc. 3, 1 s.).
Chi è in Grazia è spiritualmente giovanissimo anche se ha 80 o 90 anni e vive dolcemente nel Cuore di Gesù e tra le braccia della Madre della Divina Grazia in attesa di partecipare per sempre alla gioia infinita di Gesù nella patria della felicità eterna. Se tu potessi vedere un'anima in peccato grave, moriresti di spavento, di terrore. Se tu potessi vedere un'anima in Grazia, andresti subito in un'estasi dolcissima.
L'anima in Grazia è un Paradiso poiché ivi abita Dio insieme alla Madonna e a tutti gli Angeli e i Santi. Non esiste nulla di più grande, dopo Dio e la Madonna, di un'anima in Grazia. Il Signore stesso non potrebbe renderla più grande.
Inoltre l'anima che vive in Grazia e compie tutti i suoi doveri per amore di Gesù in ogni istante, diventa sempre più luminosa, più bella, più ricca di meriti per il Paradiso.
Mentre l'anima che vive in peccato mortale, dopo aver perduto tutti i meriti che aveva accumulati durante la sua vita, rende nulla ogni opera buona, ogni fatica, ogni sacrificio... Niente vale per l'eternità. Tutto è perduto, per sempre. E dovrà rendere un conto rigorosissimo alla giustizia di Dio poiché il tempo è denaro che Dio ci presta unicamente per amarlo e per compiere opere buone e sante.
Dunque farai ogni sacrificio, affronterai qualsiasi rinuncia, ti lascerai piuttosto torturare o uccidere che commettere anche un solo peccato mortale. Come hanno fatto milioni di martiri, specialmente nel secolo trascorso, nel 1900.
Eviterai anche i peccati veniali, che diminuiscono in te la Grazia e possono preparare la strada al peccato mortale.
S. Pio da Pietrelcina ha lasciato scritto: "Sono pronto a lasciarmi tagliare in mille pezzi piuttosto che commettere anche un solo peccato veniale". Parla di peccato veniale!...
Inoltre: fuggi le occasioni prossime del peccato grave... Lotta accanitamente contro le passioni disordinate e contro le tentazioni. Prega, prega... la preghiera è la debolezza di Dio e l'onnipotenza dell'uomo. Amore all'Eucarestia! S. Agostino udì una voce partire dal Tabernacolo che gridava: "Io sono il cibo dei forti, mangia di me e sarai forte". Devozione alla Madonna, la vincitrice di ogni battaglia. Con il nome di Maria Santissima nella mente, sulle labbra e nel cuore, saremo sempre vittoriosi e potremo gridare: "Ave, sostegno possente di fede. Ave, sostegno splendente di grazia. Ave, o chiave del Regno di Cristo. Ave, speranza di eterni tesori. Ave! per te con la terra esultano i cieli!" (Akathistos)
Esempio - L'enorme e catastrofica rovina della diga del Vajont. Attenzione! Un solo peccato grave è sufficiente per gettare l'uomo nella estrema miseria, se ne ha un esempio nell'orribile disastro di una delle dighe artificiali più alte del mondo.
La sera antecedente, insieme al Dott. Calzavera, ero di ritorno dalle Alpi. Mi fermai a guardare quella diga che, perpendicolarmente a noi, appariva molto in alto ed era tutta illuminata. Ebbene 24 ore dopo, e precisamente alle ore 22,40 del 9 ottobre 1963, una fetta gigantesca, lunga 1700 metri del sovrastante monte Toc, si stacca dalla montagna e precipita nel bacino della diga: si tratta di 250 milioni di metri cubi di terra e di roccia che scaraventano fuori dalla diga ben 50 miliardi di litri di acqua che formano un'onda alta 700 metri che in pochi secondi percorre il burrone che si dilunga, perpendicolare, per 260 metri. Poi si abbatte sul letto del fiume Piave, ove scava una buca profonda 42 metri, creando un nuovo lago. Nel contempo scorre inarrestabile verso la valle.
Quell'onda ciclopica di acqua, melma, detriti, preceduta da un orrendo spostamento di aria (che uccide prima dell'annegamento), tutto sradica e sommerge. Distrugge case, interi paeselli e la grande borgata di Longarone. Così muoiono in pochissimi minuti ben 1917 persone tra cui intere famiglie e oltre 300 bimbi e fanciulli (al di sotto dei 13 anni) e il Parroco e il Cappellano.
Perché questo spaventoso disastro? Per il fatto che un cumulo grandissimo di terra e di detriti si è staccato dal monte Toc...
Non staccatevi mai dall'amore infinito di Dio e dalla Madre della Grazia!
Un solo distacco, un solo peccato grave, ti investirebbe in una rovina infinitamente più orribile di quella del Vajont annientando in te il più grande tesoro, la Grazia, e ti getterebbe sulla porta dell'inferno sulla quale il sommo poeta Dante Alighieri immagina scritte quelle parole, che sono l'eco dell'insegnamento di Cristo Dio nel Vangelo: "Dinanzi a me non furon cose create / se non eterne e io eterno duro. / Lasciate ogni speranza, o voi che entrate".
Esortazione - Ascolta l'esortazione del grande Papa S. Leone Magno: "Riconosci, o cristiano, la tua dignità. Diventato partecipe della natura divina, non ritornare con una condotta sregolata alla tua antica bassezza... Ricordati che, strappato alla potenza delle tenebre, sei stato trasferito nel regno della luce".
Per non cadere (o ricadere) nelle fitte tenebre del peccato grave, per rimanere nell'amicizia di Gesù e di Maria, devi fare propositi fermissimi da potere esclamare: "Flangar, non flectam" (mi farò spezzare, ma non mi piegherò). Mai mi staccherò dall'amore di Cristo! Sempre rimarrò tra le braccia della Madre della Grazia divina!
Proposito - Per vivere sempre nella Grazia Santificante, invoca sovente, in ogni giornata, specialmente nei momenti di tentazione, la Madre della Divina Grazia con "l'Ave Maria" che è un autentico poema, il più grandioso e il più bello che da 20 secoli, da ogni parte della terra, sale ininterrottamente al trono dell'Augusta Madre e Regina. E' una fontana dalla quale sgorgano le acque della Grazia per diffondersi su tutta la terra. E' una Vigna spirituale talmente ricca di viti e di grappoli d'oro da inebriare tutte le anime" (P. Roschini).
15. Madonna delle Grazie
In molte chiese e in numerosi Santuari la Vergine Santa è venerata e invocata con questo titolo molto bello: Madonna delle Grazie.
Anche i primi cristiani la invocarono in tale maniera. Infatti, nelle catacombe e nei reperti archeologici dei primi secoli, si vede la Vergine in atteggiamento di "orante", ossia di meravigliosa persona che prega per ottenere e dispensare grazie.
1. La Madonna ci ama tanto che è sommamente preoccupata per ottenerci Grazie ossia favori spirituali e anche corporali. Perciò la si invoca anche così: "Aiuto dei cristiani! Ausiliatrice!'; perché viene in nostro soccorso.
Il Concilio Vaticano II ci ricorda Maria che "si prende cura dei fratelli del suo Figlio ancora pellegrini e posti in mezzo a pericoli e affanni, fino a che non siano condotti nella patria beata" (Lumen g. 62).
Il Vaticano II ha pure ricordato a noi il popolo eletto guidato, lungo il deserto, da Mosè e che, di giorno, il Signore lo difendeva con una nube dai raggi infuocati del sole e di notte Iddio creava una scia luminosa per indicargli la strada. Ebbene Maria è stata paragonata a quella nube che ci difende e a quella luce che ci illumina.
2. La Madonna ci aiuta specialmente nelle tentazioni, ci ottiene una forza irresistibile contro satana che continuamente ci insidia, ci assale. L'Apocalisse descrive, come in una visione profetica, il grande assalto di satana. "Il drago rosso (o satana) si getta contro la Donna per divorarle il Bimbo che Ella porta in grembo. Ma alla Donna spuntano ali di aquila e spicca il volo e sale altissima, stringendosi il Bimbo. Il mostro, il quale vede sfuggirgli la preda, le vomita contro un fiume di acqua nera. Ma la Donna, portata dalle sue ali potenti, era già salita così in alto che il fiume di acqua nera non la raggiunse. Il Bimbo era salvo tra le braccia della Madre. Se io starò tra le tue braccia, o Madre, sarò sempre salvo..." (cf. Franzi, "Ho una Madre", Ed. Esperienza).
3. Maria ha portato a noi la sorgente di tutte le grazie: Gesù. Per volontà del Padre e con il concorso dello Spirito Santo ha dato a Gesù la vita umana, e mani per benedire i fanciulli e gli ammalati, e piedi per andare alla ricerca delle pecorelle smarrite, e occhi per piangere su Gerusalemme, che è figura delle anime davastate dal peccato, e un corpo che per noi ha sudato sangue nell'orto del Getsemani ed è stato lacerato nella flagellazione, e poi orribilmente crocifisso e morto sulla Croce.
Lei per nove mesi ha portato Gesù nel suo seno, diventando Ostensorio vivo del Salvatore, e per 33 anni l'ha tenerissimamente portato nel suo cuore di mamma.
Fu vicinissima a Gesù nei momenti più importanti della sua vita per condividere l'amore e i dolori di Gesù per noi: eccola a Betlem, nella fuga in Egitto, nello smarrimento di Gesù a Gerusalemme, a Nazareth, a Cana ove ottiene il primo miracolo di Gesù, alla istituzione della Eucarestia, sul Calvario, ai piedi della Croce...
Ha cooperato vivamente con Gesù e per mezzo di Gesù alla Redenzione, all'opera della nostra salvezza. Imploriamo da Maria la grazia delle grazie, vale a dire che porti a noi Gesù.
Molte persone chiedono, alla Madonna delle Grazie, soltanto favori terreni. Chiediamole sì, anche benefici terreni se questi non ostacolano il nostro progresso spirituale e la nostra salvezza eterna. Ma soprattutto chiediamole le grandi grazie che ci fanno crescere nell'amore a Gesù. Lei ci ha portato Gesù, e noi non andremo a Gesù se non portati da lei. E dalle braccia materne di Maria che Gesù passerà alle nostre braccia, entrerà nel nostro cuore.
Non si va al Padre se non attraverso il Figlio Gesù, e non si va al Figlio se non attraverso la Madre Maria. Maria è il ponte tra la terra e il cielo, lei è il collo del Corpo Mistico. In certo senso Maria è il Cuore del Corpo Mistico che è la Chiesa, lei che è la Madre della Chiesa. Il Cuore è il centro vitale: se il cuore si ferma, tutto si ferma; se il cuore si muove, tutto si muove.
"Maria è la fontana e il fiume celeste donde passano e giungono fino all'abisso della miseria umana le acque di tutti i doni (di Dio) e di tutte le grazie" (Papa Benedetto XV).
4. Tutti i Santi hanno avuto una devozione altissima alla Madonna delle Grazie e l'hanno vivamente raccomandata a noi. Ecco alcuni esempi.
S. Alfonso scrive: "Maria è tutta occhi, sempre pronta a soccorrerci. Non fa altro che "scendere e salire": scendere dal cielo per portare grazie agli uomini e salire al cielo per portare le nostre suppliche a Dio" (da 'Te glorie di Maria", c. 7).
S. Bernardo: "Maria è la stella sul cammino degli uomini, seguendo lei non ti smarrirai, pregando lei non ti disperi, non cedi, non temi, non ti stanchi.
Se si leva il vento delle tentazioni e s'innalza lo scoglio delle tribolazioni, guarda la stella, invoca Maria! Se sei sballottato dalle onde dell'orgoglio, dell'ambizione, della maldicenza, della gelosia, guarda la stella, invoca Maria! Se la collera, l'avarizia, i desideri impuri scuotono la navicella della tua anima, guarda la stella, invoca Maria! Se, turbato dall'enormità dei tuoi peccati, vergognoso per le sozzure della tua coscienza, spaventato dal timore del giudizio, cominci a lasciarti andare alla tristezza, a scivolare nella disperazione, guarda la stella, invoca Maria!
Il suo nome non si allontani mai dalle tue labbra; non
si allontani mai dal tuo cuore" (omelie Il).
Il Curato d'Ars ripete: "Non capiremo mai abbastanza la grandezza di Maria e il potere che Gesù le ha dato; non conosceremo mai bene il desiderio che ella ha di renderci felici... E lei che presenta al suo divin Figlio tutte le nostre preghiere, le nostre lacrime, i nostri bisogni. E lei che ci attira le grazie necessarie per la nostra salvezza... E' un prodigio d'amore!".
Aggiunge: "Quando le nostre mani hanno toccato un profumo, comunicano il profumo ad ogni altra cosa che toccano: facciamo passare le nostre preghiere dalle mani di Maria e ne usciranno profumate".
Prosegue: "Io vedo la SS. Vergine come una mamma che ha molti bambini e uno la trae di qua, l'altro la invoca di là, ed ella accorre per tutti e pensa pure a coloro che non la chiamano, e non ha requie un momento. Solo alla fine del mondo la Madonna riposerà!".
S. Girolamo ci dona una definizione molto dolce e profonda della Madonna delle Grazie: la denomina "Collo" del Corpo Mistico. Come nel nostro corpo tutti i comandi che scendono dal capo per andare alle singole parti corporee passano per il collo, così tutte le grazie che provengono da Cristo, Capo del Corpo Mistico, passono per il Collo ossia attraverso Maria, la quale le fa giungere alle singole parti del suddetto Corpo Mistico, cioè a ciascuno di noi. Pienezza di grazia è in Gesù e in Maria: in Cristo come nel Capo che la produce, in Maria come nel collo che la trasmette.
S. Efrem esclama: "Santissima Madre di Dio, piena di grazia!... dispensatrice di tutte le migliori cose!... protettrice dell'universo, chiave che a noi apri il Paradiso!".
S. Germano di Costantinopoli dice: "Nessuno è riempito del pensiero di Dio se non per mezzo tuo, o Santissima Maria; nessuno sfugge ai pericoli se non per mezzo tuo, o Vergine Madre; nessuno ottiene mai alcun dono dalla divina Misericordia se non per mezzo tuo!".
S. Bonaventura, dottore della Chiesa, afferma: "Non è possibile trovare Cristo se non con Maria e per Maria. Chi cerca il Cristo fuori di Maria, lo cerca invano... Come l'oceano accoglie in sè tutte le acque della terra, così Maria raccoglie tutte le grazie per distribuirle ai suoi devoti".
S. Bernardino da Siena, alla scuola di S. Bonaventura specifica: "Ogni grazia segue questo cammino: da Dio va a Gesù, da Cristo alla Vergine e per mezzo della Vergine viene a noi... in modo che nessuna creatura riceve da Dio qualsiasi grazia se non per il tramite di questa Vergine Madre".
Benedetto XV esprime il pensiero di tutti i Papi con queste parole: "Maria è la fontana e il fiume celeste donde passano e giungono fino all'abisso della miseria umana tutti i doni e tutte le grazie".
Esempio - Pensiamo al Santuario mariano più frequentato: quello di Guadalupe, nel Messico, dal quale la Madonna fa sgorgare fiumi di grazie. Ogni anno si riempie di circa 20 milioni di pellegrini (il quadruplo di quelli che visitano Lourdes). La Vergine, nel 1531, appare a un indio analfabeta, lavoratore della terra di nome Juan Diego. Egli racconta il fatto al Vescovo, ma questi non gli crede. Allora la Madonna dà due segni: guarisce improvvisamente dalla lebbra lo zio del veggente; poi fa che rimanga scolpita la sua stessa immagine nell'interno del mantello del veggente. Quando Juan Diego, per comando della Madonna, ritorna dal Vescovo, si getta in ginocchio davanti al Prelato e apre il mantello che appare tutto adorno di profumate rose tra le quali rifulge una bellissima immagine della Vergine, in forma di una ragazza messicana di straordinaria bellezza, tale e quale era apparsa a Juan Diego.
Il Vescovo, sorpreso e commosso, subito si inginocchia; prega la Madonna. Poi colloca il mantello, in cui è scolpita quella devota Immagine, nella sua Cappella e dà ordine di costruire la "Chiesa Santuario".
Quell'immagine si conserva intatta ancor oggi, con grande stupore degli scienziati i quali affermano che è assolutamente impossibile spiegare la conservazione, da quasi 500 anni, di quel mantello costituito da un tessuto vegetale. E molto meno si può spiegare l'esistenza della pittura e di quei tipi di colori sopra un tessuto simile. Inoltre sembra non si tratti di pittura perché non c'è nessuna traccia di pennello. Perciò tutto fa pensare a miracoli che continuano nel tempo.
Subito dopo l'apparizione della Madonna, il popolo messicano si è convertito in massa al Cattolicesimo. E per la sua straordinaria devozione alla Madonna, e nonostante la feroce persecuzione dei massoni e degli altri anticlericali durata 40 anni, quel popolo è rimasto forte nella fede e nell'amore a Gesù.
I suddetti anticlericali fecero esplodere una bomba accanto all'immagine della Madonna, ma quella potente esplosione frantumò ciò che si trovava accanto alla sacra Immagine e piegò perfino i ferri che erano lì attorno, ma non portò nessun danno al quadro di Maria Vergine e non ruppe neppure il vetro che custodisce l'immagine della Madonna delle Grazie. Fu un vero miracolo. Un miracolo ancora più meraviglioso e che permane ancor oggi, sta nel fatto accertato da grandi scienziati che con scrupolosi esami condotti per 20 anni, ingrandendo per 500 volte gli occhi della Vergine, hanno scoperto che nelle pupille della Madonna continua ad esserci chiarissima l'immagine del Vescovo, del veggente e di altre 7 persone: si tratta della stessa scena che avvenne nel momento dell'Apparizione della Madonna nel mantello del Veggente.
Questi sono autentici miracoli che continuano a ripeterci che Gesù, autore di questi prodigi, a Lui richiesti da sua Madre, è veramente Dio, è l'unico vero Dio, insieme al Padre e allo Spirito Santo, e ci ripetono che la Madonna è veramente la dispensatrice di tutte le grazie.
Esortazione - Imitiamo la tenera devozione alla Vergine dei Monaci del Getsemani (Stati Uniti): recitata compieta, tutte le luci vengono spente. In pieno buio i monaci intonano la Salve Regina. Durante il canto la grande vetrata dietro 1'altar maggiore comincia a poco a poco ad illuminarsi. Con il canto procede anche la luce e finalmente sulle braccia di lei appare anche la dolce figura del Bambino Gesù. Terminato il canto, gli occhi dei 200 monaci fissano stupefatti la bellezza della Madonna delle Grazie.
Proposito - Siamo devotissimi della Madonna, invochiamola sovente durante la giornata, al pensiero che è lei che ha portato Gesù a noi, che è lei che porterà ciascuno di noi a Gesù, fonte di tutte le Grazie.
16. Regina della famiglia
Il Papa Giovanni Paolo II ha avuto una ispirazione meravigliosa dallo Spirito Santo nell'inserire nelle Litanie Lauretane l'invocazione "Regina della famiglia" che ha collocato dopo "Regina del Santo Rosario" e prima di "Regina della pace". Così ora le invocazioni delle Litanie sono 50, come 50 sono le Ave Maria della corona del Rosario.
1. Il Rosario è la preghiera della famiglia e per la famiglia. La famiglia che prega unita rimane unita.
Pio XII afferma: "Se trovate nella famiglia figli irriverenti e ribelli, se trovate litigi e rancori... sappiate che è perché non si prega. Dio è estraneo, si fa a meno di Lui" e si calpestano i suoi comandamenti. Ivi, purtroppo, non si prega, non si recita il S. Rosario.
S. Maria Goretti, la dodicenne martire della purezza (nel 1902), nella terribile lotta contro di lei dell'assassino Alessandro Serenelli, ella prende la corona che portava sempre in tasca, conforme all'insegnamento della sua mamma, la stringe nelle sue mani mentre lotta per difendere la sua castità. Quella corona del Rosario alla fine risultò tutta lacerata e spezzettata, ma lei ha riportato vittoria ed è morta martire.
Il suo uccisore Serenelli, dopo aver fatto i suoi anni di carcere, è accolto nella famiglia religiosa dei Frati Cappuccini, insieme ai quali recita ogni giorno il Santo Rosario e tante altre preghiere. Vive molto religiosamente e fa una morte santa.
Un modello di famiglia cristiana dei nostri tempi: la famiglia di Sergio Bernardini e Domenica Bedonni di Verica di Pavullo (Modena). Costoro hanno desiderato ed avuto 10 figli di cui 2 felicemente sposati, 6 suore missionarie e 2 frati cappuccini di cui uno, Germano, Vescovo di Smime (Turchia). L'altro è P. Sebastiano, Predicatore e dinamico fondatore dell'Oratorio dei giovani a Sassuolo e attualmente costruttore e direttore della Casa di riposo a Pavullo. In quella famiglia sempre si è recitato il Rosario dagli adulti, dai giovani e dai piccolissimi.
Sergio e Domenica sono vissuti e sono morti santamente e hanno educato i 10 figli a un grande amore a Gesù e a una tenerissima devozione alla Madonna. Il Vescovo di Modena, su invito del Papa, sta raccogliendo tante testimonianze sulla loro santità per iniziare il processo della Beatificazione. La prima figlia è deceduta in concetto di santità e si sta facendo il processo per la sua Beatificazione.
2. La Madonna vuole aiutare ogni famiglia a realizzare i tre grandi beni che la renderanno felice, come afferma S. Agostino: il bene della fedeltà, il bene dei figli, il bene del sacramento.
a) Il bene della fedeltà: Cari sposi, amatevi tanto nel Signore, e sarete fedeli l'uno all'altro e vivrete felici. Imitate le famiglie di cui sto parlandovi.
Un grande scrittore e poeta, dirigente d'azienda e profondamente cristiano, scrive: "Io devo ringraziare ogni giorno la Provvidenza per avermi fatto incontrare e cogliere un fiore oggi rarissimo, direi quasi introvabile. La mia penna non riuscirà mai a descrivere la bellezza, la bontà, la semplicità, la gentilezza, la ricchezza d'animo di colei che sarebbe diventata mia moglie, la madre dei miei 6 figli. Un'aurora che t'incanta col suo sorriso, un fiore che ti conquista col suo profumo, un alito di vento che ti accarezza, un panorama stupendo che ti riposa, un sogno dolcissimo che si avvera. Con lei posso ben dire che la vita è una cosa meravigliosa. La mia luna di miele ha avuto un inizio, ma non avrà mai una fine. Da quando il suo sole illuminò la mia stanza, per me è sempre primavera. Io spero e credo che noi rimarremo uniti per l'eternità. Le nostre strade sono una sola strada, i nostri cuori sono un solo cuore, le nostre vite sono una sola vita. Col matrimonio io lasciavo una famiglia numerosa per farmene un'altra ugualmente stupenda" (Clorindo Grandi, "Dove termina l'orizzonte?", Edit. Ponte nuovo, BO.).
Mai il divorzio che nuoce moltissimo ai figliuoli. Mai la turpe infedeltà e le orribili sconcezze. Mai lasciare il proprio coniuge e andare a convivere con un'altra persona.
Gesù afferma: "L'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie. Quello che Dio ha congiunto, l'uomo non lo separerà. ... Chiunque ripudia la propria moglie e ne sposa un'altra commette adulterio" (Matteo 19, 3). "E chiunque sposa una ripudiata commette adulterio" (Matteo 5, 28).
Quanti danni ai figli! Negli Stati Uniti d'America, il 90% della delinquenza giovanile è costituito da giovani di famiglie divise" (P. Daniel Ange).
b) Il bene dei figli. Accoglieteli volentieri come un dono del Signore e come una benedizione della Madonna. Educateli religiosamente con l'esempio e con la parola. Recitate insieme ogni giorno il Santo Rosario e le altre preghiere. Sempre, ogni domenica, alla S. Messa.
Ecco la prima esperienza e il primo insegnamento disastroso del famoso psicologo e pediatra americano Beniamin Spock, in un suo libro, apparso nel 1946, e che fece epoca: "Il bambino come si educa e come si alleva". Ivi si legge: Il bambino impara a vivere semplicemente col vivere: lasciatelo libero, faccia le sue esperienze; scoprirà da sè il perché delle cose; liberatelo dalla paura, dall'imposizione di tante regole; se oggi è lui a scoprire ciò che è giusto, domani sarà lui che vorrà battersi spontaneamente per la giustizia".
Ma dopo vent'anni, riconosce il pieno fallimento delle suddette esperienze e scrive: "I bambini hanno, sì, bisogno di sentirsi amati ma, più, di sentirsi guidati dall'autorità dei loro genitori: hanno bisogno più di disciplina che di permissività. Darle loro tutte vinte o tutte facili è controproducente; la correzione e la punizione possono essere di grande aiuto nello sviluppo del bambino" ("Avvenire", 20-1x2000, pag. 1).
Mai, mai il delitto orribile dell'aborto che è una vera uccisione del proprio figlio, il quale subito, appena avvenuta la fecondazione, è un vero essere umano tutto programmato. Tutti gli scienziati di fama internazionale affermano che "gli embrioni" sono veri esseri umani, sono nostri fratellini. Il sopprimerli con l'aborto è un uccidere le persone le più innocenti.
Madre Teresa afferma: "Il più terribile distruttore della pace è l'aborto... Poiché se una madre può uccidere il proprio figlio, che cosa mi impedisce di uccidere voi e voi di uccidere me?"
Attenzione. Eleggere al Parlamento persone o gruppi politici che vogliono fare o mantenere delle leggi abortiste o altre leggi perverse è un peccato estremamente grave. Esiste il grande dovere di eleggere come Senatori e Deputati coloro che sicuramente non vogliono leggi abortiste o altre leggi contro i Comandamenti di Dio e sono decisi ad abrogare quelle leggi assassine già esistenti. Rifletti: in 20 anni sono stai uccisi con l'aborto 1 miliardo di bimbi (Giovanni Paolo 11).
c) Il bene del Sacramento. Lo Spirito Santo afferma nel Concilio Vaticano II che soltanto il matrimonio religioso, amministrato dal Sacerdote in nome di Cristo Dio, santifica gli sposi e il loro amore, il quale viene assunto sull'amore divino, e perfeziona questo amore, e rafforza la loro unità indissolubile e li aiuta a raggiungere la santità nella vita coniugale, nell'accettazione e nell'educazione della prole (Cfr. Gaudium et spes, 48, e Lumen gentium, 11). Questi benefici non li hanno coloro che vivono in "convivenza" ossia come sposi senza essere sposati religiosamente, anzi costoro vivono nel peccato grave di adulterio, dando uno scandalo enorme agli altri e vivono nel pericolo di dannazione eterna. Preghiamo la Regina della famiglia perché costoro si convertano e vivano in Grazia cioè nel Cuore della Madonna e nel Cuore di Gesù.
Nella Bibbia ci sono innumerevoli benedizioni per i figli che amano, rispettano e aiutano i loro genitori.
Esempio - Il Venerabile Silvio Dissegna, morto di cancro nel 1979, a 12 anni, invoca molto spesso la Madonna. Ha sempre il Rosario tra le mani e lo sgrana pian piano. Ogni giorno fa la Comunione. Nelle notti insonni invoca Gesù e la Madonna. Offre la sua vita per la Chiesa, per il mondo, per il Papa. I suoi genitori l'odono ripetere: "Ogni mio dolore sia un grido di amore per te, o Gesù".
Negli ultimi tempi di vita diventa cieco. Al Parroco ripete: "Ecco un'altra tappa della mia salita al Calvario. Sono giunto in cima con Gesù... Ma dopo c'è la Risurrezione".
Al letto di Silvio hanno pianto tanti preti, molte suore, un grande numero di giovani e di signorine perché vedevano in lui l'innamorato del buon Gesù, il grande devoto della Madonna Regina della famiglia e perché intravvedevano nei suoi occhi tutto il Paradiso. E ognuno si allontanava da lui con propositi di vita migliore e perfino di vita santa (Cf. "Silvio", Tip. Bigliardi, Chieri).
Esortazione - Davanti alla Madonna Regina della famiglia, meditiamo le parole che il grande Tertulliano (160-240) scriveva alla sua sposa: "Dove troveremo parole sufficienti a descrivere la felicità di quel matrimonio che la Chiesa unisce, che la benedizione consacra? Come è dolce il giogo che unisce due fedeli nella stessa speranza! Entrambi servono lo stesso Signore; nessun disaccordo c'è tra loro. Insieme pregano, insieme digiunano, istruendosi, incoraggiandosi e sostenendosi a vicenda. Sono uguali nella Chiesa di Dio, uguali al banchetto di Dio. Cantano insieme i salmi e gl'inni: faranno a gara nel lodare meglio il loro comune Signore. Cristo si rallegra e manda a quella famiglia la sua pace (Ad uxorem 2, 8).
Proposito - In ogni ambiente della tua casa ci sia l'immagine di Gesù Crocifisso e di Maria Vergine, e si preghino Gesù e Maria!
In Croazia-Erzegovina, nella Parrocchia del celebre P. Iozo, a Siroki Brigeg, tutti i fidanzati quando si sposano portano in chiesa il Crocifisso e pronunciano la formula del matrimonio tenendo la mano destra sul capo di Gesù in Croce. Appendono poi questo Crocifisso in un luogo della casa ben visibile perché lo possano contemplare come loro ideale. E davanti ad esso ogni giorno pregano, piangono..., lo baciano, terminando gioiosamente la loro giornata. "Così - afferma P. Iozo - nella mia Parrocchia di 14.000 abitanti non esiste neppure una famiglia separata" (Cf. "Ecco tua Madre" di P. IOZO).
- A Medjugorie, in molte famiglie, si recitano insieme tre e perfino quattro quattro corone di Rosario. Nella tua famiglia si reciti insieme almeno una corona del Rosario.
La Regina della Famiglia sempre vi proteggerà.
17. Madonna della tenerezza
Quanto gioisco nel contemplare le immagini della Madonna! Queste immagini sono innumerevoli e spiritualmente tutte belle. Ebbene, mi ricolma di gioia, mi conforta, mi consola specialmente l'immagine della "Madonna della tenerezza" che nella Russia è la più venerata e tale venerazione va estendendosi in molte nazioni.
Ha grandemente sussultato di gioia e di filiale affetto il mio povero cuore, nel contemplare, insieme ai pellegrini, questa dolce immagine in Russia, nelle belle chiese di Mosca, del Kremlino, di S. Pietroburgo, di Vladmir e di altre città, come pure in Ucraina, nelle chiese della capitale Kiev, e anche nelle chiese ortodosse della Turchia, della Grecia e altrove.
Ecco la storia della Madonna della tenerezza di Vladmir. E' stata dipinta all'inizio del 1100. Fu portata a Kiev (Ucraina) da Costantinopoli intorno al 1130. Nel 1155 venne trasferita a Vladmir, nella Russia orientale, e collocata nella Cattedrale della Dormizione della Madre di Dio, sede primaziale di tutta la Russia, e assunse il nome di Vladmirskaja proprio per la lunga permanenza in quella città. Nel 1395, all'approssimarsi delle orde tartare di Tamerlano, venne solennemente trasferita da Vladmir a Mosca, nuova capitale, e collocata nella cattedrale primaziale, intitolata alla Dormizione della Madre di Dio. In quello stesso giorno, atterrito da una visione della Madre di Dio, Tamerlano ritirò l'esercito e la città fu salva. Da allora è diventata l'icona mariana più venerata in Russia, vera protettrice di quel Paese e della sua Chiesa.
Dal 1917 l'icona è conservata nella Galleria Tretjakov, oggetto sempre di tanta devozione popolare.
La copia venerata nella Cattedrale di S. Pietro in Bologna, è un dono fatto nell'anno 2000 dal Patriarca di Mosca e di tutte le Russie Alessio II al Card. Giacomo Biffi, Arcivescovo di Bologna, che nell'anno precedente aveva fatto dono allo stesso Patriarca di una copia della Madonna di S. Luca, ora esposta nella nuova Cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca.
Quanto è significativo il dipinto della Madonna della tenerezza la quale con affettuosissimo amore materno stringe fortemente tra le sue braccia il suo diletto Figlio Gesù e accosta il suo viso immacolato al santissimo volto del Salvatore.
La Madonna della tenerezza ci ricorda la potenza e la dolcezza della sua incessante intercessione per noi presso il suo Figliuolo. La Madonna della tenerezza ci ricorda pure che lei stessa è la nostra Celeste Mamma Addolorata che per la nostra salvezza eterna ha sofferto l'inimmaginabile, specialmente ai piedi della Croce ove Gesù era in atroce agonia.
La Madonna della tenerezza ci dimostra in questi tempi difficili il suo inenarrabile affetto con tanti pianti, anche di sangue. Al capitolo 24 citeremo alcuni pianti riconosciuti dalla Chiesa, ricordandovi che sono stati predetti dalla Vergine Santa la quale, come assicura la Veggente Lucia, "ha detto che piangerà in molti luoghi del mondo".
S. Efrem così l'invoca: "O Maria, sei la tenerissima Madre del Salvatore! O Gesù, Maria, tua Madre, senza posa ti accarezza; canta le tue lodi; poi ti dà il latte, ti stringe al petto e ti abbraccia; ti canta la ninna nanna e sorride a te Bambino. Ed ecco che tu ridi ed esulti. La tua genitrice si stupisce, è presa da ammirazione. Colma, o Figlio, la gioia di tua madre. Gloria a te! ...".
Sublime e affettuosissima è la preghiera di S. Pio da Pietrelcina pronunciata mentre era in estasi e ripresa da un frate testimone: "Cara Mammina, bella Mammina! Mammina, Mammina mia, Mammina cara! Senti, Mammina, io ti voglio più bene di tutte le creature. Sei bella, ed io mi glorio di avere una Mammina così splendida. Vorrei avere una voce così forte per invitare i peccatori di tutto il mondo ad amarti. Vorrei volare per invitare le creature tutte ad amare Gesù, ad amare te, o Maria! Cara Mammina, bella Mammina, bella Vergine Maria, dilettissima Madre, benedetta Madre, tenerissima Madre, celeste Mammina, Consolatrice. Ci sforzeremo di venire sempre dietro a Te, bendetta Madre, e di camminare sempre presso a Te".
La Madonna è la tenerissima Madre nostra. O divina Madre Immacolata, donaci la gioia di inneggiare a te... Ti lodino insieme il cielo e la terra, perché tu hai messo al mondo il Datore della vita... Da te, o Signora, sgorga un fiume di dolcezza che disseta il mondo intero e lava ciò che è vile nelle nostre anime. Divina Madre, salva tutti coloro che con fede si chinano davanti alla tua venerata immagine. Sei la scala di Giacobbe, sei la nostra forza, la nostra gioia, la nostra vittoria.
Ci sono dei Sacerdoti che negano la tenerezza e l'affettuosità verso la Madonna quasi fossero qualcosa di negativo e da abolire. Questo è uno sbaglio enorme e molto nocivo. E' da abolirsi il sentimentalismo, non la tenerezza e l'affettuosità che sono i frutti più belli e meravigliosi dell'amore a Gesù e alla Madonna, e hanno un forte potere di santificazione.
Ecco, la meravigliosa ammirazione e la piena approvazione del Card. Martini sull'affetto a Maria Vergine:
Esempio - Il Card. Martini, in un pellegrinaggio alla Madonna de La Salette con 150 suoi giovani Preti, ha manifestato le seguenti "Intuizioni": "E' diminuita la familiarità affettiva verso Maria nell'élite ecclesiastica (Preti, Frati, Suore, laici impegnati), non certo nel popolo semplice che va a Mediugorje e che ascolta ogni giorno Radio Maria, ma in noi «addetti ai lavori» ".
Di conseguenza è diminuito lo spirito mariano nella Chiesa. Gli slanci del cuore si sono spenti. C'è contrasto tra certi Sacerdoti che vivono una devozione più fredda e la loro gente che vive una devozione più affettuosa. E' urgente rimettere ordine in questo vissuto affettivo perché la conseguenza più temibile è lo spegnimento degli slanci affettuosi della preghiera che riempiono la vita.
La Vergine non è un hobby, non è un optional per i sentimentali, per i tradizionalisti, ma sta al centro della fede accanto a Gesù. Togli la Madre, e anche il Figlio (Gesù) diventa un qualunque maestro di etica. Togli la mariologia e cade la cristologia" (Avvenire 11-11-1994).
Esortazione - Imitiamo i Santi: tutti hanno avuto verso la Madonna una devozione tenerissima e affettuosissima!
Proposito - Nelle nostre frequenti preghiere quotidiane alla Madonna, riflettiamo soprattutto all'altissima tenerezza della nostra Mamma Celeste verso ciascuno di noi.
E ora terminiamo recitando col cuore sulle labbra la "Preghiera del popolo russo alla Madonna della tenerezza": Vergine Madre di Dio, che mostri agli uomini la tenerezza di Dio Padre verso tutti i suoi figli, e sempre difendi il popolo che t'invoca nei più gravi pericoli, noi ti preghiamo con fiducia. Benedici e proteggi coloro che confidano nel tuo amore materno; a quanti sono nella prova assicura la tua consolante presenza e la vittoria sul male; ottieni a ciascuno di noi la gioia e la pace di chi riposa in Dio, come un bimbo svezzato in braccio a sua Madre. Amen.
18. Regina dell'universo
1. Il Concilio Vaticano II ci presenta la Madonna
come tutto cuore e tutta dolcezza verso i suoi figli sparsi nel mondo intero: "Maria, finito il corso della sua vita terrena, fu assunta alla celeste gloria con il suo corpo e la sua anima, e dal Signore esaltata come Regina dell'universo perché fosse più pienamente conformata al Figlio suo, il Signore dei dominanti, il vincitore del peccato e della morte" (Lumen g., 59).La Vergine "si prende cura dei fratelli del Figlio suo ancora peregrinanti e posti in mezzo a pericoli e affanni fino a che non siano condotti alla patria beata" (Lumen g., 62).
Il Concilio Vaticano II ha pure ricordato a noi il popolo eletto guidato da Mosè, attraverso il deserto, nella "Terra promessa": "di giorno una nube li difendeva dai raggi del sole, di notte una scia luminosa indicava loro la strada". Ebbene, Maria è stata paragonata a quella nube che ci difende... e a quella luce che ci illumina nel cammino verso la terra promessa, verso il Paradiso.
2. I più celebri Santi e i più grandi teologi hanno parole sublimi verso la Regina dell'universo. Il grande S. Lorenzo da Brindisi, Dottore della Chiesa, Superiore generale dei Frati Cappuccini, era devotissimo della Madonna che ha fortemente difeso, contro le inesattezze dei fratelli Protestanti, mediante la predicazione e con gli scritti raccolti in un grosso volume (il "Mariale"). Egli ha raggiunto un primato di tenera devozione mariana, celebrando la S. Messa, privatamente, nel giorno dell'Assunta, nello spazio di ben 14 ore. E definisce la Vergine quale "Capolavoro di natura, di grazia e di gloria".
Sull'esempio di P. Pio tutte le creature dell'universo si sentono legate da altissimo affetto a Gesù e a Maria. P. Pio così pregava: "Mi sento legato al Figlio per mezzo della Madre, senza neanche vedere le catene che tanto stretto mi tengono; mille fiamme mi consumano; sento di morire continuamente e pur sempre vivo... Le catene che gli occhi miei non vedono, le sento che mi tengono stretto a Gesù e alla sua diletta Madre, ed in questi istanti sento che il sangue mi affluisce al cuore e da questo alla testa... Vorrei volare per invitare per invitare le creature tutte ad amare Gesù, ad amare Maria" (Epistolario 1, 357).
Il P. Semeria parla di Maria come di colei di cui tutta l'Italia è innamorata. Scrive: "Qualunque delle sue cento città io visiti, qualunque pagina di storia io mediti, qualunque manifestazione io interroghi, mi accade sempre di incontrare Maria.
Fratelli e sorelle, la Vergine Santa, la Regina del mondo, che ha aperto il cuore dei sommi artisti, che ha aperto il cuore dei grandi navigatori e dei celebri dominatori degli Oceani, apra il nostro cuore, apra il cuore di tutti gli increduli e di tutti i peccatori, e li inondi di dolce letizia e di ineffabile gioia".
Il P. Roschini esclama: "Preghiamola devotamente ogni giorno e recitiamo il S. Rosario. Così Maria, questa chiave d'oro, aprirà il nostro cuore e il cuore di tutti i poveri peccatori e lo renderà trono vivente di lei stessa, augusta Regina dell'universo".
3. Gesù ha consegnato alla sua Madre Santissima l'avvenire di tutto il mondo.
A Parigi, entrando nella Cappella in Rue du Bac 140, a destra dell'altare maggiore si scorge una suggestiva statua della Beata Vergine: stringe tra le sue mani un piccolo globo che rappresenta la terra sormontata da una croce. Fu vista così da S. Caterina Labouré nella famosa apparizione del 27 novembre 1830 (approvata dalla Chiesa). Quell'apparizione ha segnato quasi l'inizio delle grandi apparizioni: La Salette, Lourdes, Fatima, e le altre che tuttora continuano.
Gesù vuol salvare il mondo per mezzo della Madonna. S. Pier Damiani nel giorno della Natività di Maria SS. esclama: "Esultiamo... Oggi è nata la Regina del mondo, la finestra del Cielo, la porta del Paradiso, il Tabernacolo di Dio, la stella del mare, la scala celeste per la quale il supremo Re, umiliatosi, discese in terra e l'uomo, che giaceva umiliato, ascese esaltato alle cose supreme.
Oggi, al mondo, è apparsa una stella, per mezzo della quale il sole di giustizia illumina il mondo stesso..., oggi è nata quella splendidaVergine dalla quale nacque il Cristo, il più bello tra i figli degli uomini" (Sermone 46).
E nel giorno dell'Assunzione, nel suo discorso ha questo altissimo esordio: "Sublime è questo giorno e sfolgorante più del sole più splendido, in cui la regale Vergine è portata al trono di Dio Padre e, posta nella sede della stessa Trinità, attira gli Angeli a contemplarla" (Sermone 49).
Il Servo di Dio Pio XII, devotissimo alla Madonna, afferma: "Maria è diventata veramente la Signora di tutta la creazione nel momento in cui divenne Madre del Creatore". E invita tutti i buoni cristiani a pregare molto perché la Vergine Santa ottenga la conversione di tante persone che non hanno nessuna istruzione su Cristo Dio e di moltissimi che vivono in peccato mortale. Ecco una delle tante preghiere che ci suggerisce: "Regnate in noi, o Madre e Signora, mostrandoci il cammino della santità, dirigendoci e assistendoci affinché mai ci allontaniamo da questa forte aspirazione alla santità. Regnate sopra l'intero genere umano soprattutto aprendo i sentieri della fede a quanti ancora non conoscono vostro Figlio. Regnate sulla Chiesa che a voi ricorre come a sicuro rifugio; soprattutto su quella parte della Chiesa che è perseguitata e oppressa.
Regnate sulle intelligenze affinché cerchino soltanto la verità; sulle volontà affinché seguano soltanto il bene; sui cuori affinché amino soltanto ciò che voi amate. Regnate negli individui e sulle famiglie; sulle società e sulle nazioni; sulle assemblee dei potenti; sui consigli dei savi, come sulle semplici aspirazioni degli umili. Regnate sulle vie, sulle piazze, nelle città, nei villaggi, nelle valli, sui monti, nella terra e nel mare. Il vostro regno è regno di misericordia: ogni supplica trovi ascolto, ogni dolore conforto, ogni sventura sollievo, ogni infermità salute" (1 Nov. 1954).
Esempio - Il servo di Dio P Damiano Giannotti devotissimo della Madonna e che avrebbe voluto portare alla Vergine Maria tutto l'universo, va missionario nell'estensissimo Brasile. Il 31 maggio 1997, all'età di quasi 99 anni, dopo esser stato per 66 anni tra i poveri del Sertào, la depressa regione del nord-est del Brasile, è morto a Recife. Ha predicato a grandi folle fino alla vigilia della sua santa morte.
Nato il 5 novembre 1898 a Bozzano (Lucca), è entrato tra i Cappuccini nel 1914. Nel 1931 è partito per il Brasile, percorrendo a piedi, più volte, gli Stati di Alagoas, Pernambuco, Paraíba, Rio Grande do Norte, Cearà e Sergipe.
Ha predicato moltissime Misioni popolari. Per una settimana predicava e confessava in un paese, poi, percorrendo la strada molto spesso a piedi, passava in un altro paese senza riposarsi. In ognuna delle Missioni era compresa la processione di penitenza alle tre del mattino con una Meditazione sulle più importanti verità della fede.
Parlava spesso sui novissimi (morte, giudizio, inferno, paradiso). Confessava ore e ore, prima e dopo le prediche, di giorno e di notte. Amava talmente il suo popolo che un giorno disse: "Voglio morire in Brasile. Non tornerò più al mio paese natale. Se i miei superiori e il governo lo permetteranno, voglio essere sepolto a Recife".
Quando è morto, duecentocinquantamila fedeli sono giunti da ogni parte del Brasile per rendere omaggio alla sua salma, nei cinque giorni in cui è stata esposta nella Cattedrale di Recife: poveri, gente umile, uomini e donne, anziani, giovani e bambini, sfilando davanti alla salma per dare il loro ultimo addio, piangevano come se avessero perso il proprio papà. Il rito funebre, durato oltre 4 ore, si è svolto allo stadio.
Una dimostrazione indescrivibile di affetto e di devozione per questo semplice e coraggioso frate Cappuccino, sepolto a Pina, un quartiere di Recife, in una chiesetta accanto al Convento dei frati Missionari Cappuccini. Il presidente del Brasile, Fernando Enrique Cardoso, indisse tre giorni di lutto nazionale, - mentre l'Arcivescovo annunciò l'imminente apertura del processo di beatificazione (Bici 7 - 1997) che è nel suo pieno svolgimento.
Esortazione - Sull'esempio del Servo di Dio P Damiano, amiamo tenerissimamente la Madonna, Regina di tutta la terra; diffondiamo la devozione alla Vergine Maria, Regina dell'universo. Ella ci aiuterà a costruire in tutto il mondo la civiltà dell'amore a Gesù.
Proposito - Preghiamo molto e con grande fervore la Madonna Regina dell'universo per questo nostro mondo diventato diabolico. Mai nei secoli passati mai tanti orribili e sanguinosi terrorismi, e uccisioni di fanciulli fatti a pezzi per estrarre organi da trapiantare, e tanta vergognosa pedofilia, e tanto odio contro la Chiesa Cattolica, mai tante famiglie rovinate da infedeltà e da ignobili delitti, mai una ignoranza tanto vasta e totale delle verità di fede come oggi. Mai c'è stata questa percentuale altissima di persone che vivono nel peccato mortale camminando spensieratamente verso la dannazione eterna.
Preghiamo, preghiamo, preghiamo la Madre dell'universo perché questo mondo diabolico diventi divino. Così si avvererà pienamente quanto afferma il Concilio Vaticano II: "I.a Madre di Gesù brillerà dinanzi al pellegrinante popolo di Dio, quale segno di futura speranza e consolazione fin quando verrà il giorno del Signore" (Lumen g., 68).
19. Regina di tutti i Santi
1. La Regina degli Angeli e dei Santi
ci ripete: Siate Santi! La santità fiorirà in noi in proporzione della devozione alla Madonna; e, viceversa, tutte le defezioni, i raffreddamenti nel fervore, la tiepidezza spirituale sono sintomi di scarsa devozione a Maria.C'è la santità ordinaria, che consiste nel vivere in grazia santificante. La Sacra Scrittura chiama "santi" quei cristiani che vivono senza peccati gravi, ma nella grazia di Dio.
C'è la santità straordinaria, che sta nell'evitare anche il peccato veniale e nell'attendere all'acquisto di tutte le virtù cristiane, specialmente nel vivere intensamente la fede, la speranza e la carità ossia l'amore a Dio e al prossimo.
2. Tutti sono chiamati da Gesù alla santità straordinaria, sia le persone consacrate come i fedeli laici. Anche i laici sono obbligati a tendere alla santità.
S.Pietro afferma: "Diventate santi anche voi in tutta la vostra condotta, poiché stà scritto: Voi sarete santi perché io sono santo" (1 Pietro 1, 14-15).
Il Concilio Vaticano II dice anche ai laici: "L'apostolato dei laici dipende dalla loro unione vitale con Cristo" (Lumen g., 4), ossia dall'amare Gesù con tutto il cuore, nutrendo un ardente desiderio della santità, una volontà tenace e un impegno perseverante.
Giovanni Paolo II grida: "La santità è una vocazione che riguarda tutti, nessuno escluso" (Esort. Apost. Cristi fideles laici).
Lo Spirito Santo ripete a tutti: "Siate santi perché Io, il Signore vostro Dio, sono santo" (Lev. 19, 2). "Cammina alla mia presenza e sii perfetto" (Gen. 17, 1). Quello che Dio vuole (da voi) è che siate santi" (2 Tess. 4, 3). "Questa è la volontà di Dio: la vostra santificazione" (1 Tess. 4, 3 e 7). "Siate irreprensibili e semplici, figli di Dio immacolati in mezzo a una generazione perversa e degenere" (Fil. 2,15).
Un obbligo particolare l'hanno le anime consacrate. Ecco le parole forti di Paolo VI ai Sacerdoti, alle Suore e ai Frati dei cinque Continenti: "Costoro sono di fronte a un terribile dilemma: o essere santi, totalmente, senza compromessi, per raggiungere la loro piena dimensione, o ridursi a scherzi, a caricature, a essere malsicuri e abortivi" (il 24 novembre 1969).
Purtroppo non pochi Sacerdoti, Suore e Frati sono annoiati, imborghesiti, imbastarditi. Occorre entusiasmo, grande impegno, molta generosità. Chi non vive come santo, vive come insensato.
Il B. Idelfonso Schuster, già Card: Arciv di Milano, pochi giorni prima di morire, così parlò ai seminaristi: "Voi desiderate da me un ricordo. Altro ricordo non ho da darvi che un invito alla santità. La gente pare che non si lasci più convincere dalla nostra predicazione, ma di fronte alla santità ancora crede, ancora si inginocchia e prega". Pirandello ripeteva: "O si è santi o si è pazzi".
3. E' per mezzo della Madonna, la Regina di tutti i Santi, che noi ci santifichiamo.
S. Massimiliano Kolbe afferma: "Se qualcuno fosse già con un piede nell'inferno, potrà anche divenire grande santo: basta che immediatamente cominci a correggersi, a confidare nell'Immacolata e ad amarla con tutto il suo cuore".
Giovanni Paolo II ha dichiarato: "Il Rosario può veramente essere una via semplice e accessibile a tutti verso la santità che è la vocazione di ogni battezzato... Per molti Santi e Beati è stato il Rosario ad offrire un mezzo privilegiato per il loro quotidiano colloquio con il Signore. Il Rosario li ha condotti a una intimità sempre più profonda con Cristo e con la Vergine Santa" (1 Nov. 2003).
Di fronte alla dolcissima Mamma Celeste, dobbiamo, con gioia, vivere le nostra infanzia spirituale ossia comportarci come bimbi deboli, bisognosi di tutto. E Maria Santissima ci farà santi. Questo è il più grande segreto della santità. Questa è la strada più diritta, più facile, più breve, più sicura, più perfetta per immergerci nel cuore di Gesù ossia per diventare santi. Questo è "l'ascensore divino", come lo chiama S. Teresa di Gesù Bambino, che ci solleva in alto, al più alto grado di grazia qui sulla terra e al più alto grado di gloria nel Cielo. Dobbiamo abbandonarci affettuosamente tra le braccia materne di Maria, dobbiamo metterci nelle sue mani verginali, come un violino nelle mani del violinista, perché la nostra vita sia un completo abbandono nel Cuore del suo Figlio Gesù, perché la nostra anima sia un amorevole canto di lode affettuosissimo a Gesù".
Esempio - Il ragazzino S. Domenico Savio, molto devoto della Madonna, tanto fedele alla recita giornaliera del Rosario, certamente ha chiesto ripetutamente alla Madonna che lo aiutasse a diventare santo. E quando S. Giovanni Bosco dice ai suoi ragazzi: "Vi voglio fare un regalo. Scrivete in un foglio che cosa desiderate che io vi regali", lui scrisse: Caro don Bosco, fammi questo regalo: aiutami a diventare santo". S. Giovanni Bosco rispose: "Per diventare santo si richiede semplicemente questo: amare tanto tanto Gesù, e compiere tutti i propri doveri con grande amore a Gesù e con amore alla Madonna ed essere contenti".
Gli piacque tanto questa risposta: amare Gesù e Maria ed essere contenti e gioiosi. Si impegnò molto a realizzare questo stupendo programma e a 15 anni era già un meraviglioso santo.
Esortazione - Siamo devoti alla Madonna. Questa devozione è la dolcezza delle dolcezze, la regina delle virtù, la perfezione dell'amore. E' il mezzo più facile e più gioioso per diventare santi. E la santità allontana ogni tristezza come afferma Leon Bloy: "Non c'è che una tristezza: quella di non essere santi". La santità ricolma di una felicità inimmaginabile anche la più grande sofferenza, come dice Igino Giordani: "Non c'è che una gioia: quella di santificarsi".
Proposito - Invochiamo la Madonna molto frequentemente, durante la giornata, e nelle notti insonni mediante quelle preghierine che chiamiamo giaculatorie. Sono frecce di ardente amore che partono dal nostro cuore per raggiungere il cuore di Gesù e della nostra Madre Celeste. Qualche esempio? Ecco: "Ave Maria!"; "Rivolgi a noi quegli occhi tuoi misericordiosi!"; "Mammina mia, mi affido a Te!"; "Dolce cuore di Maria, siate la salvezza dell'anima mia!" e tante altre. Ripetiamole, anche soltanto con la mente e col cuore, in casa, per le strade, nell'auto, in bicicletta, durante il lavoro...
Le giaculatorie sono un mezzo potentissimo per crescere nell'amore a Gesù e nella devozione alla Madonna. Quindi sono un mezzo sicurissimo e molto facile per diventare santi. Come afferma il Beato Don Alberione: "Chi ama la Madonna si salva; chi l'ama molto si fa santo". E come conferma S. Luigi di Montfort: "Uniti alla Madonna si fa più progresso in un solo mese che non in molti anni senza di lei".
20. Santa Maria del cammino... verso la Perfezione
Ogni cristiano che ha la gioia di vivere la propria fede religiosa, nei momenti di qualche importanza della sua giornata, sente il bisogno di elevare la sua mente e il suo cuore a Gesù e alla Madonna. Perciò quando inizia un suo viaggio per terra, per mare o nel cielo, invoca la Vergine la quale è pure chiamata Santa Maria del buon cammino.
Dopo aver acquistato un furgone per il mio Convento, raccomandai a due giovani Frati: "Siate sempre molto prudenti nella guida e, soprattutto, alla partenza recitate sempre 3 Ave Maria". Ebbene, un giorno precipitarono in un burrone, dopo che il furgone ebbe girato su sè stesso circa dieci volte, sbattendo con violenza nel sottofondo. Un uomo che era sulla strada esclamò: "Certamente quelli sono morti". Invece la Madonna li salvò. Non ebbero neppure una ferita.
Invochiamo S. Maria del cammino con il Rosario giornaliero per un altro viaggio, infinitamente più importante: quello verso la santità.
1. Maria grida a noi: Camminate, salite sul monte della perfezione. "Facciamoci Santi! La santità è il più importante apostolato: la Chiesa ha più bisogno di Santi che di operai. E' la maniera più efficace per fare del vero bene all'anima! E' l'unico uso intelligente della vita. Noi non tradiamo mai tanto noi stessi, come quando soffochiamo quel desiderio di perfezione che tutti portiamo in noi" (Venerabile P. Mariano da Torino).
Cresciamo ogni giorno, per mezzo della devozione a Maria, nella perfezione. Non c'è un limite alla santità. Infatti Gesù ci esorta con queste parole: "Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro che è nei cieli" (Mt. 5, 4s).
Il Venerabile P. Mariano da Torino e tutti i Santi ci insegnano, con le parole e con l'esempio, ad avere nella vita un'unione sempre più intensa con Gesù e Maria, così avremo una santità sempre più alta.
S. Agostino chiama Maria lo "stampo di Dio". Chi si getta in questo stampo, rassomiglierà grandemente a Gesù e a Maria, ossia diverrà molto santo.
Paolo VI in una udienza ha esclamato: "Che cosa desiderano gli uomini se non la bellezza, l'amore? Ma che cosa c'è di più bello (dopo Gesù) che la Vergine Santa? Quale amore più grande verso Dio che l'amore ardentissimo alla Vergine Santa?. Imitiamola!".
Avanti nella salita dell'amore a Dio mediante l'amore alla Madonna! Saliamo! Saliamo sempre più in alto! S. Teresa di Gesù Bambino afferma: "O mio Dio, io non ho altro mezzo per attestarvi il mio amore che spargere dei fiori, e ciò vuol dire non lasciarsi sfuggire nessun sacrificio per quanto piccolo, approfittare delle minime occasioni e compierle per amore. O Verbo, mio Salvatore! Aquila adorata..., un giorno, lo spero, tu piomberai sopra di me, trasportandomi nel focolare dell'amore...".
S. Paolo ci raccomanda di amare Dio e correre verso il monte della santità per conquistare il premio eterno: "Prendete l'armatura di Dio... State ben fermi, cinti i fianchi con la verità, rivestiti con la corazza della giustizia e avendo come calzatura ai piedi lo zelo per propagandare il Vangelo della pace. Tenete sempre in mano lo scudo della fede... prendete anche l'elmo della salvezza e la spada dello spirito, cioè la parola di Dio" (EL 6,13-17).
"Non sapete che nelle corse allo stadio tutti corrono ma uno solo conquista il premio? Correte anche voi in modo da conquistarlo" (1 Cor. 9, 24).
2. La santità, la perfezione è paragonata da S. Giovanni della Croce e da altri Santi a un alto monte. Anche la Sacra Srittura parla, in qualche modo, di questo monte da salire e delle tre tappe da percorrere che i libri di ascetica denominano: via purgativa, via illuminativa, via unitiva.
Lo Spirito S. afferma: "Allontànati dal male (via purgativa). Fa il bene (via illuminativa). Cerca la pace e conquistala (via unitiva)" (Salmo 36, 27).
Gesù prosegue: "Se uno vuol venire dietro a Me, rinneghi sè stesso (via purgativa), prenda la sua croce (via illuminativa) e mi segua (via unitiva)" (Matteo 16,24 s.).
Intorno a questo monte c'è un grande acquitrino, una immensa pozzanghera, in cui sono immersi animali selvatici, serpenti velenosi, ecc., che sono simbolo delle molte persone scandalose, ribelli a Dio, macchiate di peccati gravi. Uscendo da questa cloaca nauseante ci incamminiamo verso tre tappe meravigliose della santità.
A. La prima tappa del monte della perfezione è costituita dalla via purgativa o purificazione dell'anima. E' degli incipienti nella vita spirituale. Hanno un certo desiderio della santità, e vivono abitualmente in grazia di Dio, ma conservano affetto al peccato veniale.
In questo tratto del monte ci sono rovi, spine, sassi, scogli alternati a zone verdi, pianeggianti, simboli di lotte spirituali alternate a qualche piccola vittoria nella correzione dei propri difetti.
In queste condizioni, tra questi incipienti, si trovano varie categorie, principalmente: le anime innocenti, i convertiti, gli intiepiditi che cercano di allontanare la tiepidezza. Occorre preghiera; devozione alla Madonna; meditazione; penitenza per riparare il passato, mortificazione per assicurare l'avvenire; lotta contro i vizi capitali e contro le tentazioni per progredire nelle virtù cristiane.
B. La seconda tappa del monte della perfezione è costituito dalla via illuminativa. E’ lo stato delle anime proficienti, ossia che fanno progressi nella vita spirituale. L'anima si è purificata dai peccati passati, è distaccata anche dal peccato veniale. Intensifica maggiormente la meditazione e la mortificazione e la resistenza alle inclinazioni cattive e alle tentazioni. Soprattutto si impegna ad amare e imitare Gesù esercitandosi nelle virtù cristiane e crescendo nella devozione alla Madonna.
Diciamo "via illuminativa" perché l'anima viene sempre più illuminata dalla luce di Gesù e dal riflesso splendente di questa luce che è la Madonna.
A questo punto della salita al monte della perfezione la meditazione discorsiva cede il posto al colloquio cordiale, alla orazione affettiva; le passioni e i vizi capitali sono domati, ma ne rimangono le radici. Quindi occorre vigilanza e lotta.
Sovente in questo tratto la persona è circondata da fitta nebbia (la "notte oscura"), ed è colpita da pene profonde, da tentazioni orrende, da incomprensioni e persecuzioni. Per esempio S. Romualdo vicino a Verghereto (Forlì) fu bastonato dai suoi sudditi (forse alla Cella). S. Giovanni della Croce fu imprigionato dai suoi frati. S. Paolo Passionista per lunghi anni si sente come abbandonato da Dio e in pericolo di precipitare all'inferno. E va piangendo come un bambino smarrito per i boschi del Monte Argentario, suscitando tanta pena nell'animo dei suoi confratelli.
C. Finalmente ecco la terza e ultima tappa, la via unitiva nel monte della perfezione: l'anima è unita strettamente nell'amore a Dio e nella devozione alla Madonna. La meditazione discorsiva e affettiva diventa alta contemplazione; sono praticate intensamente le virtù teologali e morali; sono coltivati con gioia i doni dello Spirito Santo. L'anima si dilata nel fervore religioso e cresce sempre maggiormente nella santità. Questo amore a Gesù e a Maria, questa santità sfocia nella completa donazione, nel sì perfetto alla volontà di Dio, quindi nell'unione totale che i mistici chiamano "matrimonio spirituale" con Cristo Dio.
Esempio - In Polonia a Czestochowa, nel Santuario nazionale della Madonna - molto più frequentato di Lourdes, di Pompei e di Loreto - ci fu un pellegrinaggio straordinario: si trattò del pellegrinaggio importantissimo del 1966. Erano i tempi più duri per i Cattolici Polacchi: il regime comunista martellava in tutti i modi uomini e istituti ecclesiastici. Il Comunismo, nel suo odio contro il cristianesimo, aveva perfino costruito una città di duecentomila abitanti senza neppure una chiesa. Il Card. Wyszynski era relegato in prigione.
Obbedendo all'invito dei Vescovi oltre un milione di persone affluì a Czestochowa da ogni regione. La maggior parte percorse decine o centinaia di Km a piedi, a tappe. La notte della vigilia si svolse quello che fu definito "il passaggio delle forte dell'eterno": cominciarono i preti, poi i giovani, le giovani, le madri, i capifamiglia.
Quando giungeva il proprio turno, ogni gruppo, a voce alta, recitava in coro questa preghiera bellissima: "Vergine fedele, vogliamo fermamente restare fedeli alla Chiesa per la vita e per la morte! Vergine e Madre di Dio, ci impegnamo a rendere a Dio Uno e Trino la maggior gloria possibile: per la vita e per la morte!". Vogliamo farci santi!
Da quel momento il Cardinale Primate venne liberato dalla prigione, e per la Polonia incominciò il faticoso cammino verso il monte radioso della libertà e della santità.
Esortazione - Anche noi dobbiamo essere devotissimi della Madonna: è questo il segreto per vincere tutte le difficoltà e cammineremo gioiosamente verso le più alte cime della santità.
Proposito - Nella S. Comunione, nel Rosario, nell'Angelus Domini chiediamo alla "Madonna del cammino" che i marxisti e i peccatori si incamminino verso Gesù Salvatore, e tutti noi, condotti per mano dalla Madonna, saliamo celermente il monte della Perfezione verso le più alte cime della Santità!
21. Regina del Santo Rosario
Il grande scienziato atomico Prof. Enrico Medi, morto in concetto di santità, figlio spirituale di P Pio da Pietrelcina, nel Duomo di Rimini gremitissimo di Gruppi di preghiera di P. Pio, parlando con la corona del Rosario in mano, esclamò: "Benedetti voi Frati Cappuccini per aver dato alla Chiesa e al mondo colui che è stato in duemila anni, uno dei più grandi devoti della Madonna".
Per la recita del Rosario il P Pio è un grande modello per tutti. Mai nessuno ha recitato tanti Rosari in vita sua quanti ne ha recitati il P. Pio. Nelle 24 ore, di giorno e soprattutto nella notte, ne recitava circa una cinquantina, ed era contento quando superava quel numero. Quante Ave Maria diceva ogni giorno! E ogni volta, nel salutare la Madonna, alle parole "Ave Maria", chinava il capo con tenero amor filiale.
Raccomandava ai fedeli di recitare il "Rosario completo", ossia tre corone, e di meditare, così, i principali avvenimenti della vita di Gesù e della Vergine nei misteri gaudiosi, dolorosi e gloriosi.
Oggi, dopo che Giovanni Paolo II ha stabilito e formulato i misteri della luce, molte persone recitano giornalmente 4 corone di Rosario.
A qualcuno, che diceva di avere recitato una sola corona, il P. Pio ripeteva: "Hai recitato soltanto un pezzettino del Rosario. Il Rosario intero è costituito da tre corone".
Papa Giovanni XXIII, francescano secolare, recitava ogni giorno tre corone. Giovanni Paolo II, grande ammiratore di P. Pio, nonostante i suoi innumerevoli impegni, recita giornalmente tre corone di Rosario. Altrettanto fanno molti abitanti di Medjugorie e centinaia di migliaia, anzi milioni di persone sparse nel mondo.
Tu recita ogni giorno, con grande devozione, almeno una corona del Rosario. E insegna ai tuoi bambini (figli o nipoti) a recitare, fin dai 4 o 5 anni, insieme alla famiglia, il "rosario dei piccolissimi", ossia 1 Padre nostro, 10 Ave Maria, 1 Eterno riposo per i cari defunti. Poi, col crescere degli anni, esortateli a recitare l'intera corona del Rosario.
In questi ultimi 800 anni tutti i Papi hanno raccomandato la recita del Rosario. Leone XIII ha scritto ben 12 Encicliche sul Rosario. Pio IX ripeteva: "Io potrei convertire il mondo intero se avessi un esercito che recita il Rosario".
P Pio affermava: " Il Rosario, questa preghiera è la sintesi della nostra fede, il sostegno della nostra speranza, l'esplosione della nostra carità. La corona è un'arma potente per mettere in fuga il demonio, per superare le tentazioni, per conquistare il cuore di Dio, per ottenere grazie dalla Madonna".
Satana in questo nostro tempo, per mezzo di idee perverse, negatrici di grandi valori, per mezzo di tanti uomini laicisti, materialisti, anticlericali, massoni, carnali... vuol distruggere la tua fede, la tua famiglia, la morale cristiana, la religione cattolica. Oggi nel mondo ci sono 800 mila uomini satanici, come afferma il giornale cattolico Avvenire. In Italia sono 80 mila.
Che fare? Prendi in mano ogni giorno l'arma del Santo Rosario. Si ha l'impressione che la Madonna ti ripeta fortemente le parole di un poeta: "L'armi! Quà l'armi! Combatterò sol io!". Lei sarà "Come un esercito schierato in battaglia", vittoriosa contro tutti i nemici della Chiesa e contro tutto l'inferno.
L'arma potentissima del Rosario ha ottenuto innumerevoli e strepitose vittorie sui nemici di Cristo Dio. Qualche esempio:
Nel 1571 a Lepanto sorge un grave pericolo per tutta l'Europa. I Musulmani minacciano di mettere a ferro e fuoco tutte le nazioni europee. Ma il santo Papa Pio V invita tutti gli europei alla recita del S. Rosario. Ebbene i pochi combattenti cristiani misero in fuga il potente esercito musulmano appoggiato da 500 navi. Il Rosario salvò l'Europa cristiana da chi la voleva scristianizzare.
Vienna nel 1683 fu assediata dai Musulmani, decisi ad occupare e islamizzare l'Europa e a fare della Basilica di S. Pietro la stalla per i loro cavalli. Ma il Papa, Beato Innocenzo XI, mandò in Austria, come suo rappresentante, il grande taurnaturgo Cappuccino Beato Marco d'Aviano, il quale recitò innumerevoli Rosari insieme al Generale Sobjeski e al suo piccolo esercito. Così l'enorme esercito maomettano fu messo in precipitosa fuga.
In Italia il 18 aprile 1948, due mesi prima delle elezioni - come assicurò in una Conferenza a Bologna il P. Morlion, fondatore delle Università "Pro Deo" - risultava, da una scrupolosa indagine, che avrebbe stravinto il social-comunismo. Invece i moltissimi Rosari e le tante processioni mariane sconfissero, nelle elezioni, il marxismo, che era potentissimo, e che avrebbe reso la nostra patria schiava della Russia.
L'Austria (1945-1958) per 13 anni è tenuta occupata dal terribile esercito russo. A un certo momento i Cattolici recitano tanti Rosari per la liberazione della loro patria. La Madonna li esaudisce: il grande esercito sovietico si ritira e l'Austria riacquista la sua libertà. E' stata la prima volta che la Russia comunista ha ritirato le sue truppe da una nazione occupata.
Nelle Filippine, per ben due volte (nel 1986 contro il terribile dittatore Marcos e, in Gennaio del 2001 contro il Presidente corrotto Joseph Estrada) le preghiere mariane, i Rosari di diversi milioni di cattolici hanno salvato la libertà dei cristiani filippini.
Il Rosario è preghiera moderna e non è noiosa per chi è devoto e intelligente. Infatti è preghiera Trinitaria; è preghiera Cristocentrica; è preghiera Biblica. E' una preghiera da innamorati: infatti è l'innamorato che non si stanca mai di ripetere alla persona amata: "Quanto ti amo. E ogni volta che ripete le dolcissime parole, è come se le dicesse per la prima volta" (P. Turoldo).
Parole sublimi di Giovanni Paolo II nella Lettera Apostolica "Rosario della Vergine Maria". Ne riportiamo alcuni brani.
"Nel Rosario rieccheggia la preghiera di Maria, il suo perenne Magnificat. Con esso il cristiano si mette alla scuola di Maria. Il Rosario è la mia preghiera prediletta. Preghiera meravigliosa. E' contemplare con Maria il volto di Gesù". Porta al cuore stesso della vita cristiana. E' un mezzo validissimo per favorire tra i fedeli l'impegno di contemplazione del mistero cristiano. A partire dall'esperienza di Maria è una preghiera spiccatamente contemplativa.
Paolo VI sottolineava: "Senza contemplazione, il Rosario è corpo senz'anima".
Il Rosario è insieme meditazione e supplica alla Vergine... che il sommo poeta Dante Alighieri interpreta stupendamente, nella linea di S. Bernardo, quando canta: "Donna, sei tanto grande e tanto vali, / che qual vuol grazia e a te non ricorre / sua desianza vuol volar senz'ali" (Paradiso 33,13-15).
Il Rosario è la preghiera della pace. E' la preghiera della famiglia e per la famiglia. La famiglia che prega unita, resta unita.
Esempio - S. Pio da Pietrelcina raccontava, con una certa frequenza, questo suo sogno, che forse era stata una visione: "Stavo pregando nel Coro (che era in alto, in fondo alla chiesa), quando udii urla minacciose, bestemmie orribili, grida furenti... Mi affacciai alla finestra e vidi nel piazzale sottostante una grande folla di uomini armati fino ai denti... Con voce potente gridavano che volevano distruggere P. Pio, la Chiesa, la religione cattolica. Subito puntai contro di loro la mia arma. Ed ecco, tutti gettati a terra, tutti tramortiti.
Quell'arma è la corona del Rosario. Se sarà recitato devotamente, ogni giorno, da molte persone, sconfiggerà tutti i demoni, farà cessare le guerre, convertirà tanti poveri peccatori, porterà pace nelle famiglie, santificherà le nostre anime, ci aprirà, un giorno, le porte del Paradiso.
Esortazione - Stupende le parole del grande Convertito dalla Madonna, il Beato Bartolo Longo: "O Rosario benedetto di Maria, catena dolce che ci rannodi a Dio, vincolo di amore che ci unisci agli Angeli, torre di salvezza negli attacchi dell'inferno, porto sicuro nel comune naufragio, noi non ti lasceremo mai più. Tu ci sarai conforto nell'ora dell'agonia. A te l'ultimo bacio della vita che si spegne. E l'ultimo accento delle nostre labbra sarà il nome tuo soave, o Regina del Rosario di Pompei, o Madre nostra cara, o Rifugio dei peccatori, o Sovrana consolatrice dei mesti. Sii ovunque benedetta, oggi e sempre, in terra e in cielo".
Proposito - Mettiamo in pratica le ferventi parole del Papa Giovanni Paolo II nel Messaggio per la gioventù mondiale che si è riunita nelle proprie diocesi nel 2004 e che si riunirà in grandissima folla a Colonia (in Germania) nel 2005: " Il Rosario sia la preghiera quotidiana non soltanto degli adulti, ma anche di voi ragazzi e giovani Attraverso la preghiera e la meditazione dei misteri (del Rosario) Maria vi guida con sicurezza verso il suo Figlio Non vergognatevi di recitare il Rosario da soli mentre andate a scuola. all'Università o al lavoro. per strada e sui mezzi di trasporto pubblico. Abituatevi a recitarlo tra voi nei vostri gruppi. movimenti e associazioni. Non esitate a proporre le recita in casa ai vostri genitori e ai vostri fratelli. poiché esso ravviva e rinsalda i legami tra i membri della famiglia".
22. Regina dei martiri
I martiri sono coloro che hanno dato la vita per amore a Gesù.
Tra i martiri possiamo mettere al primo posto - benché non sia stata uccisa - la Vergine Maria, la quale ha sacrificato tutta la sua vita accanto a Gesù per cooperare in prima linea alla nostra salvezza. Il vertice del suo martirio l'ha raggiunto sul Gòlgota, ai piedi della Croce sulla quale agonizzava e moriva il suo Figlio Gesù.
Il Beato Teofano Venard fin da ragazzo si consacra alla Madonna Regina dei martiri, e da quel momento acquista un ardente desiderio di morire martire. La Madonna gli ottiene un grande ardore apostolico che lo spinge a diventare Sacerdote nell'Istituto delle Missioni estere di Parigi, e a partire missionario a Hong Kong. Qui fa la sua Consacrazione alla Regina dei martiri che sottoscrive col suo sangue. Maria Vergine gli ottiene un coraggio da leone e un forte desiderio di versare il sangue per amore di Gesù. I nemici di Dio lo arrestano, lo incatenano e lo assassinano. Lui aveva scritto: "Quando la mia testa cadrà sotto la scure del carnefice, o Madre Immacolata, accoglietela come la rosa sbocciata che è raccolta in vostro onore. Ave Maria!".
Diverse fonti storiche parlano di un numero altissimo di martiri. Trascrivo da "Avvenire" (22-V-2002): "I cristiani uccisi in odio a Cristo Dio (secondo i calcoli di Antonio Socci nel suo libro «I nuovi perseguitati», appena pubblicato), nei 2000 anni di cristianesimo, sono 70 milioni, dei quali 40 milioni sono le vittime nel solo 1900" (Quindi nel secolo scorso i martiri sono stati più del doppio di quelli uccisi nei 1800 anni precedenti).
Molti furono i martiri uccisi dai nazisti e diversi furono assassinati dalle destre anticlericali, ecc. E moltissimi furono quelli torturati e uccisi dal comunismo. Alcune notizie sulla persecuzione nella Russia sovietica, che fu la persecuzione la più estesa e la più feroce in questi 2000 anni di cristianesimo:
In una conferenza stampa a Mosca, il 27 novembre 1995, Aleksander Jacovley, già membro del Comitato centrale del disciolto partito comunista russo, ha detto: "Sono stati fatti morire in odio alla fede molti milioni di fedeli cristiani e almeno 200 mila sacerdoti e monaci. Costoro venivano crocifissi alle porte delle chiese, fucilati o impiccati, o immersi nell'acqua in pieno inverno e trasformati in statue di ghiaccio" (cf. "Avvenire", 21 novembre 1995 e 9 marzo 1996).
Vladimir Putin, Presidente della Russia (già colonnello del KGB o polizia segreta) ha detto: "Nei primi anni che seguirono la rivoluzione bolscevica, in una sola volta vennero affogati, nell acqua ghiacciata del Don, 20.000 monaci. E su 300 Vescovi, 250 furono uccisi e 46 incarcerati. I quattro sopravvissuti diventarono collaborazionisti comunisti" (cf. "Avvenire", 8 giugno 2000, pagg. 1 e 10).
Possiamo aggiungere che il terribile Stalin, nel 1932-1935, nella sola Ucraina fece morire di fame circa 5 milioni di contadini e perseguitò terribilmente altri 5 o 6 milioni di persone. In totale uccise almeno 10 milioni di persone (da Radio Maria del 14-11-2004, che ha tutto documentato mediante alcuni giornali).
Alla terribile persecuzione della Russia sovietica si aggiungono le persecuzioni con molti martiri in numerose altre nazioni ove dominava il comunismo. Per esempio in Spagna furono martirizzate 85.940 persone tra cui 13 Vescovi, 5.255 Sacerdoti e 2.669 Frati e Suore (cf. " Instaurere omnia in Cristo" della Segreteria di Stato vaticana).
Ci furono pure milioni di martiri nella Cina, due milioni nella Cambogia dominata da Pol Pot, e tanti martiri nel Messico, nell'Albania, nella Jugoslavia con 400 martiri Sacerdoti e Frati, nella Romania, in Bulgaria, nel Sudan, ecc.
Ai 70 milioni di cristiani uccisi in odio alla fede, dobbiamo aggiungere i milioni di cristiani che, dai nemici di Cristo, sono stati imprigionati, torturati, condannati ai lavori forzati, calpestati, flagellati a sangue.
Davanti a Dio sono martiri, anche se sono sopravvissuti alla morte nonostante le incredibili sevizie. Tra i molti milioni di costoro ne cito solo uno. Il Cardinale Van Thuan, grande martire ancorché sia sopravvissuto a dolorosissime pene carcerarie; è deceduto alla fine del 2002.
Esempio Card. Van Thuan del Vietnam era devotissimo della Madonna. Il 15 agosto 1975 viene arrestato. Il giorno seguente gli è permesso di scrivere una lettera alla sua mamma per chiedere le cose necessarie (vestiti, sapone). Scrive: "Per favore màndami un po' di vino, come medicina per il mal di stomaco". La mamma capisce e gli manda una piccola bottiglia di vino per la Messa con questa insospettabile etichetta: "Medicina contro il mal di stomaco". Scriverà: "Non potrò mai esprimere la mia gioia per aver potuto celebrare la Messa ogni giorno: tenevo tre gocce di vino e una goccia di acqua nel palmo della mano sinistra ed un frammento di pane nero che mi davano ogni giorno, nella destra. E recitavo le parole della Consacrazione. Erano le più belle Messe della mia vita".
E' costretto ai lavori forzati. Fa tanto apostolato tra i prigionieri. Poi improvvisamente viene condotto in un altro carcere e internato in una cella di assoluto isolamento ove passerà ben nove anni. La cella è senza finestre, qualche volta è abbagliato da una potentissima luce eletrica, spesso è sottoposto a oscurità completa. L'ossigeno è scarsissimo e lui si sente soffocare al limite della pazzia. Non riesce a dormire, sovente perde la nozione del tempo e cade nella tristezza e nell'angoscia.
E' sopravvissuto alla morte soltanto per la sua grande fede, per la sua fervente preghiera e per la sua tenerissima devozione alla Madonna, Regina dei martiri. Poi... è morto santamente a Roma dopo 13 anni di carcere terribile nella sua patria.
Esortazione Riflettiamo: molti milioni di cristiani hanno affrontato orribili torture e il martirio per non offendere Gesù neppure con un solo peccato mortale ed evitavano anche il peccato veniale. Quale figuraccia, davanti a costoro, hanno fatto e fanno milioni e milioni di cristianelli che oggi tanto facilmente commettono innumerevoli peccati mortali e continuano a vivere nel peccato mortale col pericolo di dannazione eterna!
Sull’esempio dei martiri cristiani, amiamo tanto Gesù e siamo devotissimi della Madonna, la quale ci otterrà la salvezza eterna anche nei casi più disperati.
Proposito Devozione alla Madonna! Onoriamola nel Mese Mariano, facciamo la pia pratica dei primi sabati del mese. Recitiamo ogni giorno il Santo Rosario. Noi Sacerdoti diamo il buon esempio affidandoci a lei e vivendo integralmente tale affidamento... Ella sarà la nostra salvezza, ella ci aprirà la porta del Paradiso, come cantiamo nella liturgia della Presentazione di Gesù nel Tempio: Ave, speranza nostra, Ave, benigna e pia, Ave, piena di grazia, o Vergine Maria...
In te vinta è la morte, la schiavitù è redenta, ridonata la pace, aperto il Paradiso!
23. Madre Addolorata
Lo Spirito Santo ci sussurra: "Non dimenticare i dolori di tua Madre" (Sin 7,29). Molto ha sofferto per noi la nostra mamma terrena; ma la nostra Madre celeste ha sofferto infinitamente di più di tutte le mamme terrene. Le sue sofferenze sono inimmaginabili e inenarrabili.
Il Concilio Tridentino, mediante le parole di S. Carlo Borromeo, esorta i Parroci a parlare "spessissimo" (saepissime) della Passione di Gesù, e i Confessori a raccomandare al Penitente che "ogni giorno mediti" un po' sulla Passione di Gesù. Altrettanto si dica dei dolori di Maria che sono inseparabili dalla Passione di Gesù.
Tutta la vita della Madonna fu sofferenza e martirio. La madre Chiesa ci invita a meditare soprattutto alcuni momenti in cui tale sofferenza ha raggiunto vertici altissimi.
Si parla dei sette dolori della Madonna Addolorata, ma furono molto più di sette. Nella Bibbia il numero 7 equivale a "pienezza", e quindi, in questo caso, significa che tutta la vita di Maria fu sofferenza. Tuttavia ora meditiamo sui sette dolori specificati dalla Chiesa.
1. La profezia di Simeone sull'avvenire di Gesù sofferente e sulla spada che trafiggerà il cuore di Maria (cf. Luca 2, 34-35).
Una giovanissima mamma, Maria, con lo sposo S. Giuseppe si reca a Gerusalemme, entra nel tempio e presenta Gesù al Padre celeste. Le si avvicina un santo vecchietto, Simeone, al quale lo Spirito Santo aveva promesso che non sarebbe morto prima di vedere il Salvatore. Maria gli pone tra le braccia Gesù Bambino. Lui, pieno di gioia, esclama: "O Signore, ora lascia che io muoia in pace perché i miei occhi hanno veduto la tua Salvezza".
Poi si rivolge alla Vergine e le dice chiaramente: "Egli (Gesù) è qui per la rovina e la risurrezione di molti..., segno di contraddizione (vale a dire: molti lo ameranno ma tanti l'odieranno, cercando di torturarlo e di ucciderlo)... Anche a te una spada trafiggerà l'anima" (Luca 2, 33-35).
Almeno da quell'istante la vergine conobbe con certezza che allevava il suo Figlio per il Sacrificio della Croce. Quante mamme davanti ai loro bimbi si illudono in sogni di rosee speranze e di felicità. Pensano che i loro bambini saranno sempre stimati da tutti, che ogni cuore avrà per loro un palpito; ogni giardino, un fiore; ogni stella, un raggio. E guai se non fosse così. Guai se conoscessero gli insuccessi, le sciagure che si abbatteranno contro loro. Perfino il Santo Curato d'Ars disse: "Se io, quando venni ad Ars, avessi potuto prevedere le tribolazioni che avrei incontrato, sarei morto per lo spavento". Che dire della Vergine santa?
S. Alfonso spiega: "Il Signore usa la compassione con noi di non farci vedere le croci che ci aspettano, perché se le abbiamo a patire, almeno le patiamo una volta sola. Ma non usò questa compassione con Maria".
Lei ogni volta che vedeva Gesù Bambino non poteva non pensare alle suddette parole del santo vecchietto Simeone, e alle parole di Davide sulla crocifissione di Gesù: "Hanno trapassato le mie mani, i miei piedi"; e alle parole di Isaia: "Sarà l'uomo dei dolori... Non avrà neppure l'aspetto di uomo... Sarà simile a un verme della terra".
S. Alfonso aggiunge: "Come cerva, che ferita da saetta, dove va porta il suo dolore portando sempre con sè la saetta che l'ha ferita, così la divina Madre dopo il vaticinio funesto di S. Simeone portò sempre con sè il suo dolore con la memoria della Passione del Figlio".
Maria rivelò a S. Brigida che vivendo sulla terra non ebbe un'ora in cui questo dolore non la trafiggesse. Quando contemplava il roseo volto di Gesù Bambino, avrà pensato che quel volto sarebbe stato schiaffeggiato, sputacchiato. Quando ne lavava o fasciava i piedini, sapeva che essi sarebbero stati trapassati da chiodi. Quando ne stringeva le manine, rifletteva che esse sarebbero state confitte in croce. Quando ne accarezzava il capo riccioluto, sapeva che esso sarebbe stato incoronato di spine.
Guardando Gesù, prima bambino e poi adolescente e poi giovane, vedeva con la sua mente, alle sue spalle, dietro di lui, la croce macchiata del suo sangue.
E così la vita di Maria, accanto al Figlio (che pure era la sua gioia), diventa una continua sofferenza. E tutto questo per 33 anni.
Poi... il suo dolore - come fra pochi minuti mediteremo - raggiunse il suo vertice durante la Passione e morte di Gesù, e si prolungherà per tutta la sua vita terrena.
2. Fuga in Egitto. "Un Angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e disse: Alzati prendi con te il Bambino e sua madre e fuggi in Egitto... perché Erode sta cercando il Bambino per ucciderlo" (Mt. 2, 23).
Ecco, in quella notte Giuseppe sveglia la Vergine: "Maria, bisogna partire subito; dobbiamo fuggire. Mi è apparso un Angelo mandato da Dio. Erode cerca il Bambino per farlo morire". "Il Bambino?... Farlo morire?... Così presto? Non ha che pochi giorni e già me lo vogliono strappare? Lo vogliono uccidere?". E partono per l'Egitto, tra tanti disagi e pericoli.
S. Bonaventura si domanda: "In che modo si nutrivano? Dove si riparavano durante le notti? Dove ospitavano?" Nuova visita dell'Angelo... Possono ritornare a Nazareth.
3. Smarrimento di Gesù (Mt. 2,42-50). Maria e Giuseppe smarriscono Gesù, dodicenne, in Gerusalemme. Ma fu senza loro colpa. Sembrava a loro di avere smarrito il proprio cuore.
Affannosa ricerca per tre giorni... Finalmente lo ritrovarono nel Tempio... Quanta gioia!
Noi smarriamo Gesù con il peccato grave. Ancor peggio: lo scacciamo da noi, lo crocifiggiamo. Quanti cristiani lo perdono colpevolmente. E che fanno? Ce lo disse S. Agostino che esclama: "Guardate quell'uomo! Perde un bue e va subito in cerca di lui; perde una pecora e la ricerca con sollecitudine; perde un asino e non si dà pace; perde il portafoglio e si dispera; perde Dio e continua impassibilmente a mangiare, a bere, a dormire...".
4. Incontro di Maria con Gesù sulla via del Calvario. Leggiamo nel Vangelo: "Lo seguiva una gran folla di popolo e di donne che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui" (Luca 23, 27).
Quale angoscia nel cuore di Maria a vedere suo Figlio carico della croce o, più esattamente - come si usava -, del braccio trasversale della croce, pesante circa un mezzo quintale.
I due cuori si trasmettono la sofferenza - dice Bossuet - come due specchi si trasmettono la luce: le pene del Figlio, pur rimanendo nel Figlio, passano alla Madre; le pene della Madre, pur rimanendo nella Madre, passano al Figlio.
S. Bernardo esclama: "Ti tormenta, o Signore Gesù, la tua Croce, ma non meno la tua madre; ti tormenta il tuo dolore, ma non meno il dolore della tua madre", al vederla disfatta dalla sofferenza.
Non si deve dimenticare che immediatamente prima dell'incontro con Gesù sulla via del Calvario, Maria aveva trascorso in Gerusalemme giornate di atroci sofferenze, nella settimana di Passione. Era presente ai momenti della terribile persecuzione contro il suo figlio. Era al corrente dei modi in cui fu trattato nei tribunali, nella flagellazione, nella incoronazione di spine. Era tra la folla quando Pilato presentò Gesù flagellato e incoronato di spine dicendo: Ecco l'uomo!... Lei udì quel grido che il popolo, aizzato dai Farisei, urlò contro Gesù: "Lo si crocifigga, lo si crocifigga!...". E fu per lei come un colpo al cuore l'ingiusta sentenza di Pilato contro Gesù rivolta ai Giudei: "Prendetelo e crocifiggetelo!".
5. La presenza di Maria alla Crocifissione e ai piedi della Croce.
a) Maria è presente alla crocifissione. Arrivati al Calvario gli occhi di Maria erano fissi su Gesù. Vide i carnefici spogliarlo delle vesti, riaprendogli le dolorose piaghe della flagellazione. La tunica è incollata alle sue innumerevoli piaghe. I carnefici la tolgono con uno strappo violento. Dolori atrocissimi, mentre il sangue riprende a scorrere.
Costringono Gesù a distendersi a terra con il dorso e le braccia sul legno orizzontale della croce (patibulum). Afferrano 2 chiodi lunghi e quadrati, li fissano nel polso di una mano e poi dell'altra e a colpi di martello trafiggono le mani stesse piantandosi nel legno.
In quell'istante - afferma il medico chirurgo cattolico francese Barbet, grande studioso - mentre il volto di Gesù è spaventosamente contratto per l'orribile dolore, subito il pollice di una mano e poi quello dell'altra, con un movimento violento si è opposto in opposizione nel palmo della mano, segno che il nervo mediano è stato leso, causando un dolore lancinante, acutissimo che si è diffuso nelle dita, è zampillato, come una lingua di fuoco, nelle spalle, gli ha folgorato il cervello. E' il dolore più insopportabile che l'uomo possa provare. Di solito provoca una sincope e fa perdere conoscenza e forza. Ma in Gesù rimane piena lucidità mentale e perciò è colpito da atroce sofferenza. Almeno il nervo fosse stato tagliato di netto, invece è distrutto solo in parte, perciò causerà spaventoso dolore.
Poi Gesù viene innalzato sulla Croce. Il "patibolum" a cui sono inchiodate le mani, viene innestato nel palo già eretto sul Calvario e a quel palo vengono confitti, inchiodati anche i piedi. Eccolo sospeso alla Croce. Le lesioni dei nervi mediani alle mani, precisamente al polso, rimangono a contatto con i chiodi. A ogni scossa, a ogni movimento, al frequentissimo tentativo di respirare, quei nervi lacerati vibrano risvegliando dolori strazianti.
b) Maria è ai piedi della Croce. "Ode i Capi e gli altri che lo scherniscono, lo insultano" (Luca, 23; Matteo, 27). Ella contempla il suo Figlio immerso in un oceano di sofferenze che vanno sempre crescendo, in un supplizio che durerà ben tre ore.
Per respirare, ossia per espellere dai polmoni la velenosa anidride carbonica e immettervi il necessario ossigeno, Egli deve sollevarsi facendo pressione sui piedi crocifissi e specialmente sulle mani che hanno i nervi mediani maciullati dai chiodi e che causano dolori altissimi. Perciò il respiro diventa sempre più doloroso e sempre più raro mentre le scarsissime forze crollano. E sopraggiungono terribili vibrazioni dei nervi e Gesù grida: "Tutto è compiuto!". Poi a gran voce esclama: "Padre nelle tue mani raccomando il mio spirito". E, chinato il capo, muore. Chi può immaginare lo strazio di Maria?
Un diluvio di angoscia irrompe nella sua anima.
La Serva di Dio Valtorta grida: "Un amore e un dolore senza paragone si alzavano come onde di un mare in tempesta nel cuore di Maria e la flagellavano con la loro potenza" (nel Poema).
Bossuet esclama: "Una sola croce bastò perché fossero martiri entrambi. Maria flagellata con Gesù flagellato, Maria crocifissa con Gesù crocifisso".
Jacopone da Todi (1228-1306), ricco e mondano, invitato a una festa di nozze, insiste per condurvi la sua sposa. Durante il ballo la sala sprofonda. Tra i morti c'è la sua sposa religiosissima. Si accorge che costei sotto le vesti porta un duro cilicio. Si converte. Diventa Frate francescano. Quasi pazzo di amore per Gesù Crocifisso e per l'Addolorata, compone la poesia più commovente della Liturgia Cattolica: "Stabat mater dolorosa iuxta crucem lacrimosa dum pendebat Filius": la Madre Addolorata stava ai piedi della Croce, su cui pendeva il Figlio e lei si scioglieva in una pioggia di lacrime.
6. Deposizione del sacro Corpo di Gesù sulle ginocchia di Maria (cf. Mt 27, 57 ss.). Si tratta della così detta "Pietà".
Ecco tra le sue braccia Gesù ucciso, esangue, tutto una piaga. Per lei è un nuovo martirio, poiché vede da vicino lo scempio che i carnefici hanno fatto di suo Figlio.
Si sono realizzate le parole di Isaia: "Dalla pianta dei piedi alla testa non c'è in lui una parte illesa, ma ferite e lividure e piaghe aperte" (Isaia I, 6).
Quando una persona, mandata da fratelli, falsi e invidiosi, portò al Patriarca Giuseppe la veste lacera e insanguinata del figlio Giuseppe, il Patriarca, quasi fuori di sè dal dolore, esclamò: "Una belva feroce l'ha divorato!". Altrettanto avrà pensato la Madonna nel contemplare la salma insanguinata del suo Figlio: "Una belva feroce l'ha divorato!". Qual è questa belva feroce? E' il peccato, il mio peccato!
7. Gesù deposto nel sepolcro (cf. Gv. 14, 40ss.). Maria, impietrita dal dolore, segue la salma verso la tomba... Un ultimo languido sguardo... Poi una grande pietra chiude il sepolcro (cf. Atti 27, 60). Sommo dolore nel cuore della Vergine.
La sofferenza di Maria non termina con la morte e con la sepoltura di Gesù, ma continua per tutta la sua vita. Quelle terribili scene della Passione e morte di Gesù nessuno potrà mai cancellarle dalla sua mente e dal suo cuore.
S. Bernardo afferma: "Quando Gesù più non viveva, Maria viveva morendo, moriva vivendo, né poteva morire perché vivendo era morta" (De lamentatione B. v.).
S. Tommaso d'Acquino afferma che il dolore di Maria fu il massimo fra quanti se ne possono sperimentare.
S. Anselmo aggiunge che tutti i dolori degli uomini uniti insieme non riuscirebbero a formare ciò che ella ha sofferto.
S. Bernardino da Siena osa dichiarare che il dolore di Maria fu così atroce che se fosse diviso tra le creature del mondo, esse, subito, morirebbero.
Esempio Una santa mamma di S. Remo, nel marzo 1968, è ferita mortalmente dal suo figlio di 9 anni, con due coltellate, per il motivo che per sbaglio gli aveva preparato la omelette con la marmellata invece che con lo zucchero. Cerca di fare apparire innocente il figlio davanti agli altri e lei non solo lo perdona ma cerca pure di convincerlo di non avere fatto nulla di male perché stia tranquillo anche dopo la sua morte imminente. Che bella immagine della Madonna Addolorata e Misericordiosa!
La Chiesa pone sulle labbra della Madonna Addolorata quelle sublimi parole della Bibbia: "Voi tutti che passate per la via, considerate e osservate se c'è un dolore simile al mio dolore (Lamentazioni 1, 12).
Esortazione Noi, con i nostri peccati, abbiamo tanto rattristata la Vergine santa, abbiamo trafitto il suo cuore con quella spada del dolore di cui parla il Vangelo. Anche se avessimo commesso nella nostra vita un solo peccato grave, con quello abbiamo crocifisso Gesù (Ebrei, 8) e abbiamo martirizzato la Madonna. Ma lei implora per noi il perdono di Gesù. Convertiamoci! Ritorniamo a Gesù per mezzo di Maria! Viviamo sempre in grazia santificante. Cresciamo nell'amore di Dio, vale a dire nella santità.
Proposito Ogni giorno meditiamo sulla dolorosissima Passione e morte di Gesù e sui dolori acutissimi della sua Madre Santissima e chiediamo all'Addolorata Vergine Maria la grazia delle grazie: la partecipazione gioiosa, insieme a lei, alla gloria di Gesù in Paradiso conformemente alle stupende parole poetiche di Alessandro Manzoni:
'E tu, Madre, che immota vedesti un tal Figlio morir sulla Croce, per noi prega, o Regina dei mesti che il possiamo in sua gloria veder!" (Cf. "La Passione").
24. I Pianti di Maria
1.
Non sono poche quelle persone che negano le apparizioni, i prodigi, i pianti di Gesù e di Maria. Parlo di quelli molto documentati e approvati dalla Madre Chiesa. Non ci si meravigli, se tra quanti li negano ci sono pure alcuni Sacerdoti. L'on. Piccoli, ritornato da Mediugorie, disse: "Alcuni Sacerdoti sono più increduli di Voltaire". Costoro nella loro incredulità portano questa ragione sbagliatissima: "Noi crediamo soltanto alla Sacra Scrittura".Ebbene è la Bibbia che ci parla in anticipo di Guarigioni, Apparizioni, Lacrimazioni, Visioni e di altri segni e prodigi. I prodigi molto documentati e approvati dalla Chiesa, sono "narrazioni bibliche". Sono stati scritti in anticipo nella Bibbia, nel Vangelo; perciò credendo ad essi io credo alla Bibbia.
Ecco qualche esempio:
Gioele (111, 1-3): "Io, il Signore vostro Dio, effonderò il mio Spirito sopra ogni uomo e diventeranno profeti i vostri figli e le vostre figlie, i vostri anziani faranno sogni, i vostri giovani avranno visioni... Farò prodigi nel cielo e sulla terra".
Atti (2,17-19) cita le suddette parole di Gioele e le conferma, aggiungendo che questi stessi prodigi il Signore li farà "negli ultimi giorni", vale a dire (come gli esegeti spiegano) "nei tempi messianici" che sono i nostri tempi, ossia i tempi che decorrono dalla venuta del Messia alla fine del mondo.
Marco (16,14-18): "Gesù disse loro (agli Apostoli e ai loro successori come Sacerdoti e Vescovi): Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura... e questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demoni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano i serpenti e se berranno qualche veleno non recherà loro nessun danno, imporranno le mani agli ammalati e questi guariranno.
Marco (16, 20): "E allora essi partirono e predicarono dappertutto mentre il Signore confermava le parole con prodigi che l'accompagnavano".
S. Paolo (Rom. 15,18 e 2 Cor.): Gesù confermava la predicazione di S. Paolo "con la potenza di segni e di prodigi".
Atti (14,1-3): (Paolo e Barnaba) "...rimasero colà (ad Iconio)... e parlavano fiduciosi nel Signore, che rendeva testimonianza alla predicazione della sua grazia e concedeva che per mano loro si operassero segni e prodigi" (per cui "un gran numero di Giudei e di Greci divennero credenti"... ma altri tentarono di "lapidarli ed essi fuggirono").
2. La Chiesa, il Papa, i Santi, i veri Teologi, ammettono questi prodigi.
La Chiesa nella Liturgia ripetutamente ci presenta la Madonna in pianto. Per esempio, quando nella Festa dell'Addolorata ci fa ripetere le parole commoventi del B. Jacopone da Todi: "Stabat mater dolorosa iuxta crucem lacrimosa".
La Chiesa riguardo a questi fenomeni ci esorta a non essere né creduloni, né scettici. Non creduloni, prestando fede a tutto quello che si dice e si scrive poiché certi fatti sono illusioni e a volte provengono dal demonio che vuole gettare ombre sui prodigi veri. Non scettici, rigettando tanti episodi documentati e approvati dalla Chiesa.
E' vero che la Chiesa, nella sua saggezza non obbliga a credere neppure a fatti prodigiosi a cui ha dato la sua approvazione; ma chi rifiuta di credervi si priva di tanti aiuti spirituali e, come afferma S. Carlo Borromeo, dovrà rendere conto al Giudice divino.
Preghiamo la Madonna che i nostri bravi Vescovi imitino, in questi fatti, S. Carlo Borromeo (1538-1584). Quando egli seppe che la Madonna di Rho aveva pianto, subito accorse. E, constata la verità del fatto, ordinò che si costruisse il Santuario; e, sempre a Rho, pronunziò queste parole: "Ricorrete a Maria! Imitatene la virtù, altrimenti Dio, nel rendiconto, vi dirà: Ingrati! Infelici! Tra i molti favori questo pure vi ho fatto, che la mia Madre piangesse. Venite, pregatela e dite: Muterò vita, correggerò i miei comportamenti" (da "Madre di Dio", Ottobre 1984).
I Teologi fedeli alla Chiesa ragionano come il teologo prof. P Domenico Grasso, il quale, in un ritiro spirituale di 6 giorni, a 160 persone, quasi tutti giovanotti e signorine, nella zona prealpina di Lozio (Brescia), alla domanda che noi gli facemmo: "Perché oggi si verificano tante visioni e lacrimazioni della Madonna?", rispose: "Perché, mai la Chiesa si è trovata in tante difficoltà e lotte e persecuzioni come oggi, e Gesù la vuole sorreggere e consolare e infonderle coraggio e forza mediante queste visioni e lacrimazioni mariane. La Madonna, tenerissima Madre della Chiesa, non può non intervenire".
La Madonna di Fatima ha detto alla veggente Lucia che avrebbe pianto in molte parti della Terra.
A volte chi deve esaminare i fatti prodigiosi non fa il suo dovere. Potrei esporre diversi casi. Ne espongo uno: A Ghiaie di Bonate, una bambina di 7 anni, Adelaide Roncalli, ebbe 13 Apparizioni della Madonna ma fu angariata, picchiata, sottoposta a un estenuante interrogatorio da un Monsignore e rinchiusa in un Monastero di Monache e minacciata che il demonio l'avrebbe torturata e portata all'inferno: tutto ciò perché lei negasse la verità. E fu costretta a negare quanto aveva visto. Ma Papa Giovanni XXIII, accertata la verità delle Apparizioni, scrive una forte lettera al Vescovo di quello sciagurato Monsignore che ha calpestato, con tanta violenza, la verità. Anche in questi ultimi decenni ci sono stati dei casi simili che non oso riferire.
Giovanni Paolo II più volte ha parlato del Pianto di Maria. Nel 1994, consacrando il Santuario della Madonna delle lacrime di Siracusa, ha detto: "I racconti evangelici non ricordano mai il pianto della Madonna. Ma la Chiesa, come sposa dell'Agnello, intuisce per la fede, il pianto di Maria... Le lacrime della Madonna appartengono all'ordine dei segni: esse testimoniano la presenza della Madre nella Chiesa e nel mondo... Piange Maria, partecipando al pianto di Cristo su Gerusalemme e al pianto presso il sepolcro di Lazzaro e infine sulla via della Croce". Ha aggiunto: "O Santuario delle lacrime (di Siracusa), tu sei sorto per indicare alla Chiesa il Pianto della Madre".
3. Alcuni Pianti di Maria riconosciuti dalla Chiesa negli ultimi 200 anni. Sono molti, questi pianti, ma ne riporto solo qualcuno.
• A Parigi, nel 1830, la Vergine apparendo a S. Caterina Labouré nella Cappella in Rue de Lubac, è scoppiata in pianto.
• A Lourdes, nel 1858, S. Bernardetta vide il volto di Maria in lacrime e l'udì gridare alla folla: "Penitenza! Penitenza! Penitenza!". Vale a dire: Convertitevi! Ritornate a Gesù!
• A Pontmain, nel 1871, la Vergine ai piccoli Veggenti apparve in pianto mentre mostrava una Croce con Gesù grondante sangue.
• A Fatima, nel 1917, in una Apparizione, Maria dopo aver chiesto ai tre Veggenti di offrire sacrifici e preghiere per riparare le offese che si fanno a Gesù e per la conversione dei poveri peccatori, il suo volto diventò molto triste e rigato di lacrime.
• A Siracusa, una piccola effige della Madonna, nel 1953, ha continuato a piangere per 4 giorni davanti a decine di migliaia di persone che hanno visto, toccato, raccolto le lacrime. Sono ancora commosso pensando alle molte volte che, di passaggio da Siracusa per motivo di predicazione, ho celebrato la S. Messa sia nella casa del pianto, sia in Piazza Euripide ove l'immagine è stata per 15 anni, sia nel Santuario.
Dottori e scienziati, tra cui un ateo, hanno prelevato quelle lacrime e dopo un rigoroso esame scientifico, tutti, anche il fratello ateo, hanno affermato che si tratta di vere lacrime umane. Quelle stesse lacrime, esaminate da scienziati, si conservano oggi nel "reliquiario".
Pio XII nel suo radiomessaggio al Congresso mariano di Sicilia (nel 1954), afferma: °Non senza viva commozione prendemmo conoscenza della unanime dichiarazione dell'Episcopato della Sicilia sulla realtà di quell'evento. Senza dubbio Maria è in cielo eternamente felice e non soffre né dolori né mestizia, ma Ella non vi rimane insensibile ché, anzi, nutre sempre amore e pietà per il misero genere umano, cui venne data per Madre, allorché dolorosa e lacrimante stava ai piedi della Croce, ove era affisso suo Figlio... Oh, le lacrime di Maria! Erano
• sul Golgota lacrime di compatimento di Gesù e di tristezza per i peccati del mondo... Piange ancora Ella per i suoi figli nei quali l'errore e la colpa hanno spento la vita della grazia".
• Ad Akita, in Giappone, una statua della Vergine, dal 1975 in poi, ha pianto sia lacrime comuni sia lacrime di sangue, oltre 100 volte. Il Vescovo Mons. Ito ne ha constatato la veridicità e il 28 aprile 1984 ha autorizzato la venerazione della statua.
• A Kibebo, in Rwanda, 10 anni prima dell'orribile carneficina tra le tribù con centinaia di migliaia di morti, in Diocesi di Gikongoro, Maria SS. appare dal 28 novembre 1981 in poi... Il Vescovo, nel 1988, ha emanato la sua piena approvazione.
4. Un celebre laico, il filosofo Jaques Maritain, così commenta i Pianti della Vergine: "Maria SS. non può realmente soffrire in cielo. Ma le cause che per sè stesse portano alla sofferenza sono forse cessate? No! Ogni anima che si perde non è forse un lembo strappato dalla carne di Gesù Cristo? E tutti i lebbrosi (ossia quelli macchiati e deturpati dal peccato grave) non sono i figliuoli della Immacolata? Il Cuore di Gesù grondante sangue e gli occhi di Maria grondanti lacrime, se ancora potessero soffrire, soffrirebbero così, terribilmente".
Non dimentichiamo, che allorché Maria poteva soffrire (ossia quando era su questa terra), ha realmente pianto su ciascuno di noi per ognuna delle nostre colpe, come Gesù, nella sua dolorosa Passione, ha realmente sanguinato per ciascuno di noi e per ognuno dei nostri peccati".
5. Un Vescovo stimatissimo, S. E. Mons. Francesco M. Franzi, così commenta i Pianti della Madonna: "Perché sovente (sulla terra) la Madonna piange? Piange nelle sue immagini (nelle pitture o nelle statue) a Rho, a Treviglio e in cento altri luoghi. E piange nelle sue Apparizioni.
Il nostro peccato tocca (e ferisce) il suo Cuore di Madre. Lei conosce lo strazio infinito che i nostri peccati hanno arrecato al suo Figlio Gesù ed è certa della pena eterna che incombe sui peccatori che rifiutano fino all'ultimo istante di vita la misericordia infinita di Dio. Lei sa che il peccato grave è la nostra spaventosa tragedia e che riempie il mondo di corruzione e di cadaveri (ossia di morti all'amore di Dio, vale a dire alla vita divina in noi, alla grazia santificante).
Vi è una Madre così sollecita per me da portare nel cuore una instancabile preoccupazione per il mio bene, per la mia salvezza.
Vi è una Madre che di tale inesprimibile ed efficacissimo amore avvolge l'umanità; ma gli uomini non ne fanno caso o non lo sanno o ne fanno beffe (deridendo anche le più documentate lacrimazioni). Ciò mi rattrista enormemente. Che cosa resta di umano in un figlio indifferente verso la mamma che piange", soprattutto se si tratta della Mamma celeste?
"O Madre, per questi uomini disumani non resta altra speranza che il pianto! Tu piangi per tantissime persone che non pregano, che non partecipano alla S. Messa, che bestemmiano, che non educano cristianamente i figli, che uccidono i loro figli con l'aborto, che si danno alle più putride impurità, che calpestano il loro matrimonio religioso e che non confessano i loro gravi peccati. Come faresti a non piangere sapendo che costoro, oggettivamente parlando, corrono verso la dannazione eterna?
Tu che ci ami pazzamente, piangi, in tanta abbondanza, lacrime ordinarie e perfino lacrime di sangue per impressionarci, per scuoterci e per persuaderci a convertirci, a ritornare a Cristo Dio, unico Salvatore, a lasciare la strada dell'inferno e incamminarci per quella del Paradiso".
Esempio Il pianto più straziante della Madonna è avvenuto a La Salette (in Francia, sui 1800 metri di altezza) nel 1846, apparendo a Melania, quindicenne, e a Massimino Giraud di undici anni, Maria ha continuato a piangere durante tutta l'Apparizione e tra gemiti alti e irrefrenabili si è fortemente lamentata del fatto che molti cristiani non partecipano alla S. Messa domenicale e non pregano e bestemmiano orribilmente. Massimino soggiunge che Maria gli sembrava una mamma maltrattata e bastonata dai suoi figli e costretta a fuggire da casa e a ritirarsi su quei monti per cercarvi pace e conforto. Cinque anni dopo, il Vescovo di Grenoble approva l'apparizione e il Papa Leone XIII la conferma.
Esortazione Il Vescovo Mons. Franzi considera i molti Pianti di sangue della Madonna come necessari per la Conversione e salvezza di moltissimi peccatori.
"Non mi meraviglio se Maria, agli uomini di oggi, si fa vedere in forma umana a piangere in abbondanza lacrime ordinarie e perfino lacrime di sangue: mi meraviglierei se non piangesse!". Sì, mi meraviglierei se non piangesse!
Proposito Asciughiamo le lacrime di sangue della Madonna pregando molto per la Conversione di tanti peccatori.
Preghiera di Giovanni Paolo II (il 25 novembre 1994 nel Santuario delle lacrime a Siracusa).
O Madonna delle lacrime, guarda con materna bontà al dolore del mondo. Asciuga le lacrime dei sofferenti, dei dimenticati, dei disperati, delle vittime di ogni violenza.
Ottieni a tutti lacrime di pentimento e di vita nuova, che aprano i cuori al dono rigenerante dell amore di Dio. Ottieni a tutti lacrime di gioia, dopo aver visto la profonda tenerezza del tuo cuore".
25. Maria Assunta in Cielo
Narra una tradizione raccolta da S. Giovanni Damasceno che tre giorni dopo la morte di Maria, gli Apostoli si recarono al sepolcro della Madonna e lo trovarono vuoto. Nel posto del suo corpo videro dei fiori freschi appena sbocciati e sentirono cantici di cori angelici, inneggianti alla loro Regina risorta e salita al Cielo.
Dopo l'Ascensione di Gesù al Cielo, Maria restò ancora sulla terra per confortare la Chiesa appena nata. Intanto l'amore a Gesù cresceva ogni momento nel suo cuore diventando un incendio, che toccava il colmo quando riceveva Gesù sacramentato. Il Signore accendeva sempre più questo fuoco di amore; la sua anima e il suo corpo non lo poterono sopportare e, come afferma S. Giovanni della Croce (in Fiamma 1, 30), "un intimo impeto di amore ruppe la tela del dolce incontro" e portò Maria, accesa dell'eccesso del suo amore, per sempre, davanti al suo Gesù, Amore Infinito ed Eterno. Ecco la "Dormizione della Beata Vergine" ossia la sua Assunzione al Cielo.
Raffaello nel dipingere l'Assunzione della Madonna si è tenuto alla tradizione raccolta da S. Giovanni Damasceno che abbiamo esposto. Dipinse gli Apostoli attorno a una tomba vuota.
L'Assunzione di Maria al Cielo era conveniente e necessaria. Sì, era necessario che il corpo Verginale di Maria, che aveva ospitato Cristo Dio, non dovesse andare soggetto alla corruzione del sepolcro.
Gesù che è onnipotente e che amava moltissimo sua Madre, non poteva tollerare che il corpo santissimo di lei marcisse nel sepolcro. Quindi l'ha subito risuscitata.
L'Assunzione di Maria al cielo è una conseguenza della sua pienezza di grazia: la gloria celeste deve essere proporzionata alla grazia santificante. Maria era "piena di grazia" (Luca 1, 28), quindi doveva essere tutta piena di gloria. Ebbene non ci sarebbe stata la pienezza della gloria se non fosse stato glorificato subito dopo la morte il suo corpo. In Maria si è realizzato, in quello stesso istante della morte corporale, la totalità della beatitudine celeste.
L'Assunzione è confermata implicitamente da diversi brani della Bibbia: "Alla tua destra sta la Regina in oro di Ofir.. tutta splendore, insieme entrano nel palazzo reale" (Salmo 45, 10-14). " Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna vestita di sole" (Cantico 6, 9; 8, 5; Apoc. 12).
L'Assunzione è affermata chiaramente dai Padri e dai Dottori della Chiesa.
S. Epifanio: "Come è possibile che Maria non possegga, con il suo corpo, il regno dei Cieli, ella che restò Immacolata?"
S. Andrea di Creta: "Era uno spettacolo tutto nuovo: una donna più pura dei cieli, entra nel cielo col proprio corpo" (Oratio in Dormit.).
S. Giovanni Damasceno: "Era necessario che la sposa di Dio, che colei che aveva portato nel suo seno il Creatore fatto bambino, abitasse nei tabernacoli celesti. Non poteva essere lasciato sulla terra il tuo Corpo Immacolato; ma tu, o Regina, o Sovrana, o Signora, o vera Madre di Dio, fosti trasportata alle sedi regali del Cielo" (xomelia in Dormit).
S. Bonaventura esclama: "Tutti gli Angeli del cielo le cantano continuamente: Santa, Santa, Santa Maria, Madre di Dio e Vergine; milioni e milioni di volte ogni giorno le rivolgono il saluto angelico: Ave Maria!
Gesù non lo si trova se non per mezzo di Maria, non lo si trova se non insieme a Maria. Se tu trovi Maria, con lei trovi certamente Gesù".
L'Assunzione è affermata dal Concilio Vaticano II: "Maria, finito il corso della sua vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo, e dal Signore esaltata quale Regina dell'universo perché fosse più pienamente conformata al Figlio suo, Signore dominante e vincitore del peccato e della morte" (Lumen g. 59). "E brilla dinnanzi al popolo di Dio quale segno di sicura speranza e consolazione" (Lumen g. 68).
Dove è avvenuta la Dormizione o morte e resurrezione di Maria e la sua Assunzione al Cielo? Probabilmente non a Gerusalemme, ma vicino ad Efeso (in Asia minore, oggi Turchia). Infatti, Gesù morente sulla Croce affidò Maria a S. Giovanni che "la prese in casa sua". E, dopo il martirio di suo fratello S. Giacomo, andò in Turchia, nell'Anatolia, verso il 37-48 d.C., e si stabilì ad Efeso, grande metropoli greco-romana, a pochi chilometri dalla città. Ivi, sulla sommità del monte dell'usignolo, c'è la "Casa della Vergine" ("Meryemana"), descritta nelle rivelazioni della Veggente tedesca Katarina Emmerik e visitata dai Papi Paolo VI e Giovanni Paolo II. E' nel folto di un bosco, in uno dei luoghi più incantevoli della Turchia.
D'altra parte ad Efeso ci sono i ruderi della grande Basilica di S. Giovanni che custodiscono ancora oggi i resti mortali del suo corpo. Ci sono pure le imponenti mura della più antica Basilica dedicata a Maria, Madre di Dio. E fu ad Efeso che si svolse il Concilio del 431 in cui venne dichiarato che Gesù è vero uomo e vero Dio e che la Madonna è Madre di Dio.
S. Francesco d'Assisi amava tanto la Madonna Assunta in Cielo che in preparazione alla sua festa faceva una rigorosissima Quaresima. Il suo primo biografo, il B. Tommaso da Celano, scrive: "Francesco circondava di indicibile amore la Madre di Gesù... La considerava come Figlia del Padre, Madre del Verbo incarnato, sposa dello Spirito Santo. Ad onore della Madre di Cristo, Francesco ogni
giorno cantava lodi particolari, innalzava preghiere, offriva tali e tanti affetti che lingua umana non potrebbe esprimere".
Vogliamo avere la sicurezza di raggiungere la nostra Mamma Celeste e di vivere sempre nella gioia accanto a lei sotto lo sguardo sorridente di Gesù? Mettiamo in pratica ciò che ci assicura S. Luigi Maria Monfort: 'Vi prego vivamente per l'amore che vi porto in Gesù e Maria, di recitare il Rosario tutti i giorni, perché al momento della nostra morte benedirete il giorno e l'ora in cui mi avete creduto... e raccoglierete benedizioni eterne nel Cielo".
Esempio Uno dei più grandi devoti di Maria Assunta in Cielo è stato certamente S. Lorenzo da Brindisi, Superiore Generale dei Frati Cappuccini, Ambasciatore del Papa presso i Governi, Predicatore instancabile (che predicava almeno tre volte al giorno) e che conversava con i fratelli Protestanti, dei quali ne ha ricondotti molti alla Chiesa cattolica; amico degli ebrei che cercava di condurre a Cristo Dio. Conosceva a memoria tutta la Bibbia scritta in ebraico tanto, che se fosse andata smarrita, lui l'avrebbe scritta al completo. E' Dottore della Chiesa. Possiamo chiamarlo Dottore mariano, poiché sulla Madonna ha scritto un grosso volume dicendo delle cose meravigliose.
Nella sua straordinaria devozione all'Assunta, ha raggiunto un primato che sembrerebbe incredibile: la S. Messa celebrata privatamente (senza l'assistenza dei fedeli) nella festa dell'Assunzione si è prolungata per ben 14 (quattordici) ore tra tante lacrime di affetto filiale e di dolce tenerezza.
Esortazione Imitiamo S. Lorenzo da Brindisi, questo gigante di santità, nella sua inenarrabile devozione alla Madonna.
Imitando S. Lorenzo, imiteremo pure S. Pio da Pietrelcina la cui altissima e dolcissima devozione mariana è espressa molto bene in queste parole che il suo direttore spirituale, P. Agostino, ha udito e trascritto: "Ah! Mammina bella, Mammina Cara! ...Dunque gli occhi li avevi belli! Aveva ragione Gesù...; sì sei bella...; se non ci fosse la fede, gli uomini ti direbbero dea. Gli occhi tuoi sono più risplendenti del sole; sei bella, Mammina, me ne glorio, ti amo tanto, tanto!".
Proposito Ricordiamo sempre quella frase commovente di S. Pio da Pietrelcina: "Due cose al mondo non ti abbandonano mai: l'occhio di Dio che sempre ti vede, e il cuore di Mamma (celeste) che sempre ti segue"
Recitiamo durante la giornata tante Ave Maria alla Vergine Santa Assunta in Cielo.
E non dimentichiamo mai quanto dice lo Spirito Santo nel Concilio Vaticano II: "Maria Santissima Assunta in Cielo con la sua materna carità si prende cura dei fratelli del Figlio suo, ancora peregrinanti e posti in mezzo a pericoli ed affanni, finché non sìano condotti nella Patria beata" (Lumen g. 62).
26. Regina del Purgatorio
S. Pier Damiano, in una Apparizione, contemplò la Madonna che si aggirava tra le anime del Purgatorio, consolandole, confortandole ed elevandone tante verso il Paradiso.
Lei è Regina e Mamma anche delle anime purganti.
1. Il Purgatorio è un mistero di amore, è una delle più importanti creazioni sgorgate dal cuore misericordioso di Gesù. Infatti se non ci fosse il Purgatorio, dove potrebbe andare, al momento della morte corporale, l'anima che ha delle piccole macchie dovute a peccati veniali o a peccati mortali confessati con sincero dolore e con vero proposito, ma di cui nella vita terrena non si è fatta sufficiente penitenza partecipando all'Eucarestia, facendo opere buone e anche mortificazioni e penitenze?
Tale anima non deve andare all'inferno, perché è in grazia di Dio, ma non può neppure andare in Paradiso perché ha delle piccole macchie da cancellare.
Non se ne accorgono gli Avventisti, i Testimoni di Geova e centinaia di milioni di fratelli Protestanti dell'inconcepibile errore in cui incorrono negando il Purgatorio? Un numero sterminato di anime che non avrebbero mai potuto entrare in Paradiso, possono, mediante il Purgatorio, soddisfare la divina Giustizia, purificarsi, poi volare in cielo.
2. La Sacra Scrittura ci assicura che il Purgatorio esiste e la Chiesa ha definito questa verità. L'Apocalisse (21, 27) afferma: "Niente d'inquinato (di impuro, di macchiato) entrerà in essa", ossia nella celeste Gerusalemme, in Paradiso. Quindi è necessario che esista - dice il sommo Poeta - "quel secondo regno / ove l'umano spirito si purga / e di salir al ciel diventa degno". E' necessario che esista il Purgatorio.
2 Maccabei (12,38-46): "Gli uomini di Giuda Maccabeo andarono a raccogliere i corpi dei caduti (in battaglia)... per deporli nei sepolcri... Trovarono però, sotto le tuniche di ciascuno dei morti, oggetti sacri agli idoli... che la legge proibisce ai Giudei... Tutti perciò si diedero a fare una supplica, chiedendo che il peccato commesso fosse completamente cancellato... Quindi, fatta una colletta, inviò a Gerusalemme circa due mila dramme d argento, per fare offrire un sacrificio per il peccato... Egli fece compiere il sacrificio di espiazione per quelli che erano morti, affinché fossero liberati dal peccato".
Quindi già ai tempi dell'Antico Testamento si pensava che i peccati dei defunti potessero essere perdonati. Ma il Perdono non serve per chi è in Paradiso ed è impossibile per i dannati all'inferno. Dunque esiste il Purgatorio, ossia quello stato di vita ove giova il suffragio.
S. Paolo assicura che se l'opera che tu compi è perfetta, ossia è compiuta come vuole Gesù, dopo morte meriterai subito e per sempre la ricompensa, ma se l'opera è imperfetta, ci sarà una punizione che non è per sempre, e ti salverà, ma passando "quasi per ignem" ossia quasi come attraverso il fuoco, vale a dire attraverso il Purgatorio (cf. 1 Cor. 3, 10-17).
3. La Tradizione ci conferma l'esistenza del Purgatorio. Infatti fin dai primi tempi del cristianesimo si è pregato a suffragio dei defunti, come è documentato nelle catacombe e altrove.
Tertulliano, vissuto tra il 100 e il 200 d.C., scrive: "Nel giorno anniversario della loro morte facciamo preghiere per i defunti".
S. Efrem (306-373) scrive nel suo testamento spirituale:
"Nel trigesimo della mia morte ricordatevi di me, fratelli, nella preghiera. I morti, infatti, ricevono aiuto dalla preghiera".
Il Concilio di Trento ha definito l'esistenza del Purgatorio.
Il Concilio Vaticano II parla di purificazione delle anime dopo la morte corporale: "Fino a che il Signore non verrà nella gloria, alcuni dei suoi discepoli sono pellegrini sulla terra, altri, passati da questa vita, stanno purificandosi, e altri godono della gloria" (Lumen g. 49).
4. Di quale natura è il "fuoco del Purgatorio"? Certamente non si tratta del fuoco come è nelle nostre case. Afferma il dotto ed eloquente teologo Chollet, professore all'Università cattolica di Lillà: "Queste fiamme hanno il loro principale focolare nel cuore, nascono principalmente dall'amore divino, da un rimorso straziante di aver offeso Dio e di sentirsi indegni di Lui" (nel suo libro "I nostri defunti"). Soffrono terribilmente perché vorrebbero vedere Dio, ma non possono vederlo perché nella loro anima ci sono ancora delle macchie da cancellare.
5. Ecco alcuni suffragi possibili a tutti:
Partecipare alle Sante Messe, alla Comunione, alla Confessione, ecc.
Far celebrare delle Messe (Sappiano i fedeli quanto dicono i teologi, ossia che una parte del frutto di ogni S. Messa si riversa nel tesoro della Chiesa a vantaggio di tutti i suoi membri; un'altra parte è a beneficio del Sacerdote celebrante; la terza parte è secondo l'intenzione di chi ha ordinato quella S. Messa).
Acquistare indulgenze parziali e plenarie.
Offrire le proprie fatiche, sofferenze, penitenze, mortificazioni e atti di carità.
Preghiere, giaculatorie, S. Rosario.
6. E' duro il purgatorio: S. Tommaso, sommo teologo dice: "La più piccola pena del Purgatorio sorpassa le più grandi pene della terra".
S. Roberto Bellarmino, Dottore della Chiesa afferma: "Per ogni peccato veniale ci sarà un Purgatorio lunghissimo e dolorosissimo. Tutto si paga davanti a Dio, fino all'ultimo centesimo".
Lucia, la Veggente di Fatima chiese alla Madonna: "Dove è quella signorina morta a 16 anni?". La Vergine disse: "E' in Paradiso!". E la tale... morta a 18 anni?". Maria rispose: E' in Purgatorio fino alla fine del mondo". Evitiamo anche i peccati veniali.
Esempio Ecco il Diario di una grande martire: Santa Perpetua, uccisa a Cartagine, in Africa, il 7 marzo 203. Fu uccisa insieme ad altri cinque cristiani: Felìcita, Revocato, Saturnino, Secondo, e il loro catechista di nome Sàturo. E' un Diario commovente che ci fa comprendere la grandezza di questi martiri dei primi tempi del cristianesimo. Martiri uccisi in odio alla fede nelle maniere le più brutali davanti a folle impazzite che godevano di questi crudeli spettacoli. Costoro prima sono stati torturati e lacerati da belve feroci e poi uccisi con un colpo di spada.
Il Diario di Perpetua ci narra un episodio importante. Mentre si trova in prigione ha due visioni. Nella prima visione vede suo fratello Dimocraté, morto a 7 anni per un cancro che gli aveva devastato la faccia in tale maniera che la sua morte aveva fatto inorridire tutti. Lei scorge il suo fratellino uscire da un luogo tenebroso ove c'era molta altra gente. Era accaldato e assetato, sudicio e pallido, volto sfigurato dalla piaga che l'aveva ucciso. Perpetua vede il suo fratellino che tenta, senza riuscirci, di abbeverarsi ad una fontana. Ella capisce che il fratello soffre.
Non riesce ad abbeverarsi e perciò soffre moltissimo. Allora Perpetua prega molto per suffragare la sua anima.
In una seconda visione - come lei scrive nel suo Diario nel 203 - Perpetua vede Dimocrate perfettamente guarito, in grado di saziare la sua sete. Lo vede giocare come fanno tutti gli altri bambini. E interpretando questa sua visione, Perpetua scrive nel suo diario una frase che per noi è importantissima: "Mi svegliai e compresi che la pena gli era stata rimessa". Si tratta della pena del Purgatorio.
Quindi Perpetua, nel 203, fa riferimento al Purgatorio, in cui credevano i primi cristiani.
Dunque, il Purgatorio non è stato inventato nel Medioevo, quando la Chiesa era nel suo splendore... ma è stato sempre creduto dai cristiani.
Esortazione La dottrina del Purgatorio è una verità fondata sulla Bibbia. E' una verità di fede sempre creduta costantemente dalla Chiesa cattolica fin dai primissimi tempi. E' incredibile che ci siano Protestanti, giornalisti, intellettuali, che sostengano che sia una invenzione sorta nel Medio Evo.
Invochiamo per loro la Madonna che S. Bernardino ha chiamata Madre "Plenipotenziaria" del Purgatorio. La Vergine rivelò al B. Alano: "Io sono Madre delle anime del Purgatorio e ogni ora per le mie preghiere sono alleggerite le pene dei miei devoti".
S. Alfonso: "Se vogliamo aiutare le anime del Purgatorio, recitiamo per loro il Rosario, che arreca ad esse tanto sollievo".
Proposito Preghiamo per le anime dei defunti con la certezza che la nostra preghiera giova tanto a loro e con la sicurezza che, con la Comunione dei santi, queste anime purganti certamente contraccambiano la preghiera e ci ottengono tante grazie. Lo fanno ora che sono in Purgatorio, e ancor più lo faranno quando saranno in Paradiso.
27. Regina del Paradiso
La Madonna ci ripete con S. Paolo: "Se soltanto per questa vita abbiamo fiducia in Cristo, siamo i più miserabili di tutti gli uomini" (1 Cor.15,19). Ma... gioiamo perché la nostra fiducia in Gesù va oltre la vita terrena, si protende verso l'eternità, verso il cielo.
1. Il Paradiso esiste certamente.
La Sacra Scrittura ci da la certezza che la vita eternamente felice ossia il Paradiso esiste davvero e che coloro che muoiono nella grazia e nell'amicizia con Dio e che sono perfettamente purificati volano a immergersi per sempre nella gioia infinita di Cristo.
S. Giovanni: "Noi, fin d'ora, siamo figli di Dio... Quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo come egli è" (I Giov. 3,2). E la visione di Dio ci renderà felici perfettamente e per tutta l'eternità.
Questa vita perfetta e di amore infinito a Gesù insieme all'amore alla Vergine Maria, agli Angeli e a tutti i Santi è chiamata "il Cielo", "il Paradiso". Ed è lo scopo, il fine ultimo della nostra vita. Infatti alla domanda: "Per quale fine Dio ci ha creati?". Si risponde, con S. Pio X: "Dio ci ha creati per conoscerlo, per amarlo, per servirlo ossia per fare la sua volontà qui in terra e poi gioire della sua stessa gioia nell'eternità".
Isaia: "I cieli e la terra saranno rinnovati e la gioia degli eletti sarà eterna" (Isaia 30, 10; 65, 17).
S. Paolo: "La carità (l'amore di Dio) non avrà mai fine... Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa, ma allora vedremo (Dio) a faccia a faccia" (1 Cor.13).
Lo stesso S. Paolo esclama: "Occhio umano non ha mai visto, né orecchio ha mai udito, né cuore d'uomo ha mai gustato ciò che Dio ha preparato per coloro che lo amano" (1 Cor. 2, 9).
Quanto splendore nel Cielo! S. Giovanni evangelista intravvide il Paradiso come una città tutta illuminata, le cui mura sono di oro e le strade sono di gemme e la sua luce è l'Agnello di Dio, è Gesù.
Quale smagliante candore nel Paradiso, se S. Bernardetta Soubirou dopo aver visto il bianchissimo vestito della Madonna a Lourdes, i colori bianchi sparsi sulla terra le sembravano neri.
Quanta bellezza nel Cielo! A S. Bernardetta fu chiesto: "Era bella la Madonna?". Lei rispose: "Era tanto bella che una volta veduta non si aspetta altro che di morire per andare a vederla per sempre in Paradiso".
Quanta gioia nel Paradiso... se S. Francesco d'Assisi, gravemente ammalato nel tugurio accanto all'oratorio di S. Silvestro presso lo Speco di Narni, all'Angelo che gli apparve lì vicino, a pochi metri, su quel rudere di roccia che ancora si conserva, appena ebbe toccato una corda di arpa e ne uscì un suono deliziosissimo, gridò: "Basta! Basta! perché morirei per la grande gioia".
S. Agostino afferma: "La dolcezza della celeste gloria è tale che se ne cadesse una stilla nell'inferno, renderebbe dolci le sue amarissime pene".
Tutti abbiamo un desiderio ardente di felicità perfetta e che non termini mai. E' Dio che ci ha creati con questo desiderio. Quindi ci deve essere la possibilità di realizzarlo. Non è possibile realizzarlo su questa terra. Dunque se vivo nell'amore a Gesù e nella devozione alla Madonna, "questo desiderio diventerà una dolce e perenne realtà quando apparirà per me la tua gloria, o Signore" (Salmo 17,15) quando entrerò nel tuo Regno, nel Paradiso.
Gesù afferma: "La mia gioia mai nessuno ve la toglierà" (Giov. 16,22).
Vedremo Dio mediante l'intelletto elevato e confortato da una qualità (interna e permanente) chiamata "luce della gloria": "E nella tua luce vedremo la luce" (salmo 35,10), vedremo Te che sei la luce del mondo (Et in lumine tuo videbimus lumen).
Apocalisse: Non vi sarà più morte, né lutto, né grida, non vi sarà più dolore perché le cose di prima sono sparite... Il Signore spargerà luce su di essi, e regneranno per i secoli dei secoli" (Apoc. 21, 4; 22, 5).
Matteo (13, 43): "Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del loro Padre".
S. Giovanni (5,28): "Verrà giorno in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la voce del Figlio dell'uomo e ne usciranno quanti fecero il bene per una risurrezione di vita", di felicità, "e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna".
2. Paradiso! Paradiso! Meditazione per conquistarlo! Mons. Ravasi riporta nel giornale Avvenire (29-x-2000): "E' significativa la frase di uno dei più antichi e celebri asceti musulmani, El Qarani: Prendi per guanciale la morte quando vai a dormire, e tienila sempre davanti agli occhi quando sei sveglio". Tenere davanti agli occhi della mente significa meditare spesso gli avvenimenti a cui la morte apre la porta: Giudizio, Inferno, Paradiso.
Se mediterai alla sera e durante il giorno su questi ultimi avvenimenti (o novissimi), ti assicura lo Spirito Santo che "non peccherai mai in eterno" (Eccl. 7,40).
3. La Madonna aggiunge gioia alla gioia del Paradiso. Il popolo di Dio, nei suoi canti ad onore di Maria, grida: "Senza di te men bello è il Paradiso, / ma se sorridi tu, Vergine Santa, / sorride la natura tutta quanta. / Se sorridi tu, Vergine pia, / tutto è un sorriso entro l'anima mia".
Perciò proponiamo di essere molto devoti della Madonna e di recitare ogni giorno il S. Rosario. Avremo la sicurezza che lei ci aprirà le porte del Paradiso.
Così gusteremo pienamente le parole di Gesù: "Gioite ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli" (Matteo 5,12). "Rallegratevi perché i vostri nomi sono scritti nei cieli" (Luca 10, 20). "Si farà più festa in cielo per un peccatore che si converte" (Luca 15, 7).
E se vivremo santamente, sia pure dopo tanti errori ed enormi peccati ben confessati ed espiati, nel nostro incontro gioioso con Cristo Giudice, anche noi, come il buon ladrone sulla croce, udiremo con somma felicità le parole di Gesù: "Oggi sarai con me in Paradiso" (Luca 23,43).
A questo scopo, ripeto ancora a me e a voi: Non stanchiamoci d'invocare più volte al giorno la Patrona dei morenti, la quale a Fatima ha detto e ripetuto: "Io vengo dal Paradiso e vi voglio condurre tutti in Paradiso!".
4. I letterati hanno invocato la Madonna perché li assista nell'ora della morte. Ne citiamo qualcuno: Petrarca: "Il dì s'appressa, e non pote esser lunge, sì corre il tempo e vola, Vergine unica e sola, el cor or coscienza or morte punge. Raccomandami al tuo Figlio, verace uomo e verace Dio, ch'accolga il mio spirito ultimo in pace".
Leopardi scrive alla sorella: "Paolina mia, ringrazia tanto e poi tanto la mamma del suo caro dono che io conservo come una reliquia. Il dono è un abitino della Madonna del Carmine" (Bologna, 2-X11-1825). E poi aggiunge: "O Vergine diva... Deh! tu soccorri lo spirito lasso quando dell'ore udrà l'ultimo suono Deh! tu m'aìta nell'ultimo passo".
Carducci ha elevato il suo cantico altissimo alla Madonna nella poesia "La chiesa di Polenta" (Forlì). E poi ha ripetuto e ha scritto: "Io ho parlato bene della Madonna, ella non mi abbandonerà". Infatti Lei l'ha assistito specialmente nella sua morte. E' cosa certa e documentata che sei mesi prima di morire lui si è confessato e ha fatto la S. Comunione, e che nuovamente ha ricevuto questi Sacramenti poco tempo prima d'incontrarsi con sorella morte.
Goethe: "Maria lo sguardo inchina sulla miseria mia".
Jacopone da Todi: "O Gesù, la morte mia Tu consola, e per Maria dammi vittoria... Quando il corpo andrà disciolto sia lo spirito raccolto nell'eterna gloria".
5. Tutti i Santi hanno invocato la Madonna per morire santamente. Ecco qualche esempio.
S. Giovanni Bosco ripeteva spesso come giaculatoria, che insegnava ai suoi ragazzi: "O Vergine Pia, / l'aiuto tuo più forte / dà all'anima mia / in punto di morte."
S. Maddalena Sofia Barat era solita dire: "La morte di un figlio di Maria è il balzo di un bambino tra le braccia della madre".
S. Domenico Savio. E' tanto devoto della Madonna. Recita ogni giorno il S. Rosario. A 15 anni è moribondo. Consola i genitori. A un certo momento raccoglie le sue forze, si alza sul cuscino, protende le braccia in avanti ed esclama: "Oh! che bella visione!". Cade sul cuscino. Non dà segno di vita. Sul volto rimane un dolce sorriso.
S. Giovanni Bosco, al quale Domenico apparve, ha rivelato che aveva avuto la visione della Madonna ("Memorie biografiche", XII, 592).
S. Domenico Cafasso così invocava la Vergine Patrona dei morenti: "O Maria, cara Madre mia, che bel morire è il morire con te! Io spero, e te lo domando come il più grande dei favori, che tu venga ad assistermi negli ultimi momenti di vita! Io affido la mia morte al tuo amore e alle tue cure, o mia tenera madre Maria. Entro il tuo cuore io ripongo le mie ore estreme e gli ultimi sospiri. Ogni gemito che emetterò in quell'istante, ogni respiro, ogni sguardo sia una voce che ti chiama e ti sollecita perché presto ti veda, ti contempli e possa morire tra le tue braccia".
Esempio S. Teresa del Bambin Gesù scrive: "Ancora un poco e l'anima mia lascerà la terra, finirà il suo esilio, terminerà il suo combattimento... Salgo al cielo!... Raggiungo la patria, riporto vittoria! Entro nel soggiorno degli eletti, vedo bellezze che occhio umano non vide mai; odo armonie che orecchio non udì mai, gusto gioie che il cuore non ha mai sperimentato! Quanto costa il vivere e il restare su questa terra d'amarezze e d'angoscia... Ma domani o fra un'ora saremo in porto; quale felicità! Quale gioia contemplare Dio faccia a faccia per tutta l'eternità! Sempre, sempre più amore...
... Si realizzerà certamente il mio desiderio più grande: morir d'amore! ...Ecco la mia speranza: morir d'amore!... Ecco il mio cielo e il mio destino: vivere per Lui d'amore!"
E invoca Maria, Patrona dei morenti e Madre del bell'Amore... e pensa alla morte che s'avvicina come a un volo gioioso tra le braccia della Mamma celeste che è in trepida attesa di presentarla a Gesù ed esclama: "Volerò tra le braccia di Maria, trono di grazia e di bontà. Dolcemente la cara Madre mia col primo bacio mi riceverà".
Esortazione La Madonna è vicinissima a noi, forse lo è visibilmente nel momento della morte.
Il prof. Zambetti, docente, molto stimato, all'Università di Genova e fervente cattolico, parlando in Radio Maria, dopo aver affermato che il Rosario è la preghiera più gradita alla Madonna, annuncia, come una bomba di gioiosa sorpresa, la seguente notizia: "S. Alfonso ha questa affermazione che molti ignorano e che è estremamente importante. Lui, tanto umile, si presenta come Vescovo e grida solennemente: «Sono Vescovo e non posso mentire. Vi assicuro che se sarete devoti di Maria in vita, avrete accanto sensibilmente e visibilmente nell'ora della morte». Fa capire che si tratta di una vera visione della Madonna".
Proposito Preghiamo tanto la Madonna. Ci proteggerà in vita e soprattutto ci assisterà in morte. E dopo aver tante volte ripetuto: "Prega per noi... nell ora della nostra morte", ce la sentiremo accanto, curva sopra il nostro dolore, e che ci porge la mano per condurci alla felicità eterna.
S. Alfonso afferma: "Chiunque ama la Vergine e gode della sua intercessione, è così sicuro del Paradiso come se già ci fosse" ("Glorie di Maria", cap. 8).
28. Madre dell'eterna salvezza: ci assicura buona morte Giudizio favorevole ed evitare l'inferno
1. La Vergine è Patrona della buona morte:
devozione antichissima che risale alle origini del cristianesimo. Il Card. Capecelatro afferma: "Nei misteri delle Catacombe il suo nome si mescolava alle preghiere di tutti: tra gli strazi del martirio si cercava aiuto e consolazione nel nome di colei che, ai piedi della Croce, era stata costituita Patrona dei morenti".Non è possibile che Lei, nostra Madre tenerissima, rimanga assente nell'ora più importante della nostra vita terrena, quando stiamo per passare dalla terra all'oltretomba e la nostra anima è in procinto di presentarsi al tribunale di Dio per essere giudicata, per rendere ragione di quello che ha fatto sia in bene come in male.
La Bibbia afferma: "E' stabilito che gli uomini muoiano una sola volta, e dopo viene il Giudizio" (Ebr. 9,27). "Non abbiamo qui una città ove rimanere per sempre, ma siamo in cammino verso la futura città" (Ebr. 13, 14; Mic. 2, 10). "Beati i morti che muoiono nel Signore. Sì, dice lo Spirito, riposeranno dalle loro fatiche perché le loro opere li seguono" (Apoc. 14,13).
Il momento della morte è importantissimo.
S. Agostino esclamava: "O momentum aetemitatis!". O istante da cui dipende per ciascuno di noi tutta l'eternità: o eternità felice, o eternità disperata.
Hanno fatto molto bene i francescani, sotto la guida del loro Superiore Generale S. Bonaventura, nel 1200, in tutte le loro chiese ad aggiungere all'Ave Maria, che terminava con le parole "S. Maria Madre di Dio, prega per noi", le parole: "adesso e nell'ora della nostra morte". Queste parole sono poi passate a tutta la Chiesa, sono state adottate da tutti i cristiani.
2. Maria ci prepara un Giudizio molto favorevole. A questo scopo dobbiamo, con fervore, pregare la Madonna frequentemente.
Nel Giudizio di Michelangelo è dipinta un po' a parte, quasi per dirci: "Ora è tardi...; mi dovevate invocare quando vivevate sulla terra per avere un Giudizio di salvezza e il premio eterno".
Il Card. Martini dopo un colloquio con il celebre Jean Guitton riporta le sue parole scrivendo: "Una cosa soprattutto lo preoccupa: «i silenzi» della Chiesa, e a suo dire anche dei Vescovi, su argomenti fondamentali. Tra questi silenzi egli menziona anche il silenzio sul «Giudizio»". Guitton afferma: "Un tempo si mettevano i fedeli di fronte ai «fini ultimi»: si parlava loro del momento in cui l'anima sarebbe stata sola davanti al Giudice eterno. Ora, invece, sembra sottinteso che ogni giustizia sarà assorbita dalla misericordia: i funerali di persone poco religiose sono dei trionfi".
Lo Spirito Santo, riguardo ai cattivi, ostinati nel peccato, afferma: "Quanto è terribile cadere nelle mani del Dio vivente!" del Dio Giudice! (Ebr. 10, 31).
Urge, dunque, invocare la Patrona dei morenti perché nel giorno del Giudizio non siamo tra coloro ai quali Cristo Giudice dirà: "Via, lontano da me, maledetti", ma siamo tra quelli ai quali dirà: "Venite, benedetti dal Padre mio" (mt. 25,3).
3. Maria, mai permetterà che i suoi devoti precipitino nell'inferno. Lei non gradisce che certi Sacerdoti ripetano nelle conferenze e nelle prediche che l’inferno esiste, ma è vuoto". E' una espressione molto infelice e che può incoraggiare i poveri peccatori a rimanere nei loro peccati, a non pregare, a non fare penitenza, a non frequentare i Sacramenti e la S. Messa.
Ancor peggio fanno quei Sacerdoti che non parlano mai o quasi mai dell'inferno. Il Papa ha usato più volte per costoro parole forti di condanna. Per questo loro colpevole silenzio più del 50 per cento dei Cattolici oggi non crede nell'inferno e oltre il 20 per cento ne dubita seriamente; e, così, i confessionali sono diventati deserti e la frequenza alla S. Messa domenicale è passata dal 90 per cento a meno del 10 per cento. E' terribile la responsabilità di questi Sacerdoti! Io non vorrei essere nei loro panni. Se certe persone andranno dannate, la responsabilità è di loro.
In un Convegno nazionale di Predicatori Cappuccini tenuto a S. Giovanni Rotondo, di cui era Presidente il Venerabile Padre Mariano da Torino ed era suo assistente S. Pio da Pietrelcina, uno dei Predicatori intervenne dicendo: "Che ne dice di quei Predicatori e di quei Preti che non predicano mai o quasi mai dell'inferno?". Il P. Pio rispose in maniera forte e irritata: "Ebbene vi andranno loro all'inferno!".
Il P. Pio nel Confessionale parlava molto spesso dell'inferno ai singoli penitenti.
Ogni Predicatore, ogni Sacerdote, deve rassomigliare a Gesù anche nella predicazione e nella catechesi. Ebbene, Gesù di nessuna verità ha parlato così frequentemente come ha parlato della Vita Eterna e dell'inferno. Infatti ha parlato dell'inferno 65 volte, mentre tutta la Bibbia ne parla chiaramente oltre 600 volte.
Gesù afferma che l'inferno è "un verme che non muore", "un fuoco che non si spegne" (Mc. 9, 43 e 47), è uno stato di vita in cui ci saranno "pianto e stridore di denti" (Mt. 24, 30). Quando Gesù ritornerà alla fine del mondo per il Giudizio universale, dirà ai buoni: "Venite, benedetti dal Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo". Poi dirà ai cattivi, ossia quelli vissuti e morti in peccato mortale: "Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e i suoi angeli" (ribelli)... "E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna" (Mt. 25, 31-46).
"Il Figlio dell'uomo (ossia Gesù) manderà i suoi Angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti gli operatori d'iniquita e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti" (Mt. 13, 40).
Gesù alla domanda a lui rivolta: "Sono pochi quelli che si salvano?", risponde: "Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché vi assicuro che molti cercheranno di entrare, ma non vi riusciranno. Dopo che il padrone di casa si sarà alzato e avrà chiuso la porta, voi comincerete a bussare alla porta dicendo: Signore, aprici! Ma egli vi risponderà: Non vi conosco. Non so da dove venite... Allontanatevi da me, voi tutti operatori d'ingiustizia, d'iniquità" (Luca, 13,22-27).
S. Paolo parla frequentemente dell'inferno. E ammonisce: "Attendete alla vostra salvezza con timore e tremore" (Filipp. 2,12).
La Vergine Santa a Fatima mostrò ai Veggenti la visione dell'inferno. Ed essi rimasero terrorizzati.
S. Giovanni Battista afferma: "Viene colui che è più forte di me (viene Gesù)... e vi battezzerà nello Spirito Santo e nel fuoco. Egli tiene in mano il ventilabro per ripulire la sua aia e ammassare il grano (ossia i buoni) nel suo granaio (vale a dire nel Paradiso), ma la paglia (cioè la totalità dei cattivi) la brucerà in un fuoco inestinguibile" (Luca. 3,16 s.).
S. Faustina Kowalska, l'Apostolo della Misericordia di Gesù, scrive: "Oggi, guidata da un Angelo, sono stata negli abissi infernali. E' un luogo di grandi torture. Di tutti i tormenti, il maggiore sta nella perdita di Dio... Sarei morta contemplando queste torture, se non mi avesse sostenuta l'onnipotenza di Dio. Sappia il peccatore che il senso con il quale pecca lo torturerà per tutta l'eternità. Scrivo ciò per ordine di Dio, affinché nessuna anima si scusi dicendo che non vi è inferno...
lo, Suor Faustina, per ordine di Dio, sono stata negli abissi infernali per testimoniare che l'inferno esiste... Ho notato che nell'inferno si trovano in maggior numero le anime di coloro che non credevano nella sua esistenza" (Diario 20-X-1936).
Il S. Curato d'Ars "predicava molto a lungo e sempre sull'inferno e questo finché non si vide un miglioramento nella sua parrocchia" (cf. Ossem Rom.).
S. Giovanni Crisostomo ripeteva: "Se qualcuno vi domanda: Chi è venuto dall'altro mondo a dirci come si sta?, rispondete: Non è stato un uomo che ce l'ha detto: a lui non avrebbero creduto. E' stato il sovrano Signore degli Angeli e degli uomini che è venuto in persona a darcene le esatte notizie... Egli non cessa di ripetervi che per i cattivi è apparecchiato l'inferno e per i buoni il Paradiso e che il verme che rode i dannati non muore e che il fuoco non si spegne".
Anche il Sommo Poeta, facendo eco alla Bibbia, parla di inferno eterno:
"Per me si va nella città dolente. Per me si va nell'eterno dolore. Per me si va tra la perduta gente... Dinanzi a me non furon cose create se non eterne, ed io eterno duro. Lasciate ogni speranza, o voi che entrate" (Inferno III).
Tutti, Preti e laici, dovremmo accogliere il pressante invito di S. Caterina da Siena: "Ahimè! Non più tacere! Gridate con cento, con migliaia di lingue! Vedo che per tacere il mondo è guasto".
S. Tommaso d'Acquino, interrogato, quando era vicino a morte, che cosa gli aveva fatto più impressione nella sua vita, rispose: "Quello che mi ha più colpito, e che non sono arrivato a comprendere, è questo: che ci siano dei cristiani, i quali credono all'inferno eterno e sanno di poter morire ad ogni istante, e nondimeno vivono in peccato mortale, anche un'ora sola".
Il Venerabile Padre Avila ha detto: "Chi crede all'eternità e non si fa santo, merita di essere chiuso nelle carceri dei pazzi".
Siamo molto devoti alla Madonna. Lei ci assisterà in vita e in punto di morte. Lei ci convertirà, ci salverà, ci santificherà.
Esempio Conversione di Leonardo Mondadori. E' stato il presidente del maggior gruppo editoriale italiano (ed uno dei maggiori d'Europa), con 5.200 dipendenti. Ricchissimo, potentissimo e pluridivorziato. Si converte. Vive da solo, come un eremita. Diventa religiosissimo. Ha scritto un libro di 156 pagine intitolato "Conversione - Storia personale" (lui ne è autore ed editore). Ivi deplora la sua vita passata trascorsa tra peccati, sudicerie e vigliaccherie.
Fa la 1a Comunione piangendo di gioia a 46 anni. Aveva frequentato il Liceo classico "laico" e le Facoltà statali senza nessun contatto con la dimensione religiosa, ma a un certo momento incontra il Vangelo e si converte. I suoi amici borghesi gli pongono tante obiezioni e le solite accuse contro la Chiesa. Lui risponde con rispetto e con coraggio, dichiarando la sua fede.
Aveva avuto due matrimoni e due divorzi, tre figli da donne diverse, tante convivenze, continui incontri amorosi.
A 46 anni, ecco la conversione. Vive con fervore un cattolicesimo integrale. Dopo 5 anni dalla conversione scopre di avere tre distinti cancri.
L'ha dolcemente impressionato la "Confessione" che fece e che poi è diventata la prima fonte della sua gioia. Ha pianto molto quando, a 46 anni, ha fatto la prima Confessione.
Mondadori nel suo libro afferma che la sua esperienza è una "esperienza di gioia" e che "ha scoperto la verità e la bellezza della morale cattolica più tradizionale dopo aver fatto il libertino".
Ha un Direttore spirituale, segue un programma di devozioni giornaliere, recita ogni giorno il Rosario, fa l'Esame di coscienza ogni sera.
E’ molto contento di parlare della sua conversione come di "un'occasione apologetica preziosa" specialmente per fare riflettere i suoi ex amici increduli e tante persone contrarie al Vangelo (cf. Avvenire, 21 marzo 2002).
Esortazione Convertiamoci, viviamo integralmente la vita cristiana. Recitiamo devotamente ogni giorno il Santo Rosario. Sentiremo vicina la Madonna che ci aiuterà a fare una santa morte. E avremo tanta gioia.
Proposito Recitiamo ogni giorno, oltre al santo Rosario, "tre Ave Maria ". La Madonna ha promesso tante grazie a chi le reciterà.
Inoltre ogni giorno, preferibilmente alla sera, prima di andare a riposo, invochiamo la Sacra Famiglia con la bellissima giaculatoria: "Gesù, Giuseppe e Maria, vi dono il cuore e l'anima mia. Gesù, Giuseppe e Maria, assistetemi nell'ultima mia agonia. Gesù, Giuseppe e Maria, spiri in pace con voi l'anima mia".
29. Maria "Porta del Cielo"
E' una invocazione di sublime altezza e di enorme importanza. Ha un duplice senso.
• Maria, "Porta del Cielo" perché, mediante lei, è venuto nel mondo Cristo Dio, unico Salvatore. Questa dolce verità che celebriamo nel Natale è stata posta in piena luce dal poeta Petrarca: "Vergine bella che di sol vestita, / incoronata di stelle, / al sommo Sole piaceste, sì / che in te sua luce ascose".
• Maria, "Porta del Cielo" perché vuole condurre tutti noi a Gesù, al cielo, alla salvezza.
Meditiamo questo secondo aspetto.
1. Mi salverò o mi dannerò? Questo è il problema dei problemi. Le cose importanti bisogna affidarle ad una Assicurazione che non fallisca. Ecco una certissima Assicurazione: Maria, Porta del Cielo. La salvezza eterna è la grazia delle grazie; è tanto grande che da noi non la possiamo meritare, ma ci viene data gratuitamente da Dio per mezzo di Maria. Dunque la Vergine Santa è la Porta del Cielo.
Sì, davanti al problema della mia salvezza eterna non posso rimanere nella incertezza ma, ripeto, devo aggrapparmi a una assicurazione che mi garantisca piena certezza. Tale Assicurazione l'avremo se ameremo molto la Madre di Dio e nostra Mamma celeste, che la Chiesa da secoli e secoli invoca con questo consolantissimo titolo: "Porta del Cielo", Porta del Paradiso!
La Madre Chiesa applica a lei quelle sublimi parole dei Proverbi: Chi trova me, trova la vita (la salvezza) e incontrerà la benevolenza del Signore" (Proverbi 8,35).
2. Maria ci prepara e ci assicura l'ingresso in Paradiso. Il pensiero di tutti i Papi e di tutti i Dottori della Chiesa è espresso molto bene da Pio XI: "Non può andare incontro alla morte sempiterna colui che è assistito, specialmente in quel pericoloso momento, dalla Beatissima Vergine.
Questa dottrina dei Dottori della Chiesa, che è conforme al sentimento del popolo cristiano ed è confermata continuamente dai fatti, si basa principalmente nel motivo di avere, la Vergine Addolorata, condiviso con Cristo l'opera della Redenzione, ed essendo stata costituita Madre degli uomini, li ha stretti al suo cuore come figli a lei affidati per testamento dall'Amore divino, e li protegge con ineffabile amore.
Però, attenzione: la Vergine ama coloro che l'amano, né alcuno può a diritto sperare di averla ausiliatrice in morte, se in vita non si sia reso ben accetto a Lei astenendosi dal peccato e adoprandosi per renderle onore" (cfr. Lett. Apost. "Explorata res", 1923).
Il Papa Benedetto XV scrive: "Se tutte le grazie che noi riceviamo passano per le mani della Vergine..., anche (e soprattutto) la grazia di una santa morte, dobbiamo aspettarcela da lei...
E’ anche chiaro che la Vergine, costituita da Gesù Cristo madre di tutti gli uomini..., non possa fare a meno di aiutare in un modo particolare i suoi amatissimi figli adottivi in quel momento in cui è in questione l'eterna conferma della loro salvezza e santità.
"Per questo la Chiesa, in parecchie preci liturgiche, chiama Maria ad assistere misericordiosamente gli uomini che lottano nel momento della morte, ed è persuasione costantissima presso i fedeli, comprovata da lunga esperienza, che tutti coloro che hanno la stessa Vergine per Patrona, non vadano a finire eternamente dannati..." (Lett. Apost. "Inter Sodalicia", 1918).
3. Che dicono i Dottori della Chiesa e tutti i Santi riguardo a questa invocazione litanica: "Porta del Cielo" (Janua coeli)? Tutti affermano: E' mediante la Madonna che andiamo a Gesù glorioso, risorto, salito al Cielo e unico Salvatore: "Per Maria a Gesù": per Mariam ad Jesum!
S. Ambrogio, grande dottore della Chiesa, afferma che la Vergine è il libro della vita" ossia della salvezza eterna, «nel quale è scritto il nome di tutti gli eletti, di tutti i salvati".
Dunque, mediante una tenerissima devozione a lei scriviamo il nostro nome nel suo Cuore Immacolato, tra i destinati alla gioia senza fine.
S. Bonaventura afferma: "Chi trascura la devozione a Maria, morirà nel peccato. Nessuno può andare in Paradiso se non passa per Maria che ne è la porta. Come, infatti, Dio è venuto a noi per mezzo di Maria, così noi dobbiamo tornare a Dio (a gioire della sua stessa gioia perenne) per mezzo di Maria" (Commento su Luca 1, 70).
S. Giovanni Bosco dice: "Soltanto in cielo potremo, stupefatti, conoscere quanto la Madonna (Porta del Cielo) ha fatto per ciascuno di noi e quante volte ci ha strappato dall'inferno. E la ringrazieremo per tutta l'eternità. Se io amo la Madonna sono sicuro della salvezza e otterrò da Dio tutto quello che voglio".
Di S. Pio da Pietrelcina, ecco cosa scrive Mons. Carta, già Vecovo di Foggia: Condussi al P. Pio un tenente colonnello che non rispettava i Comandamenti, dicendogli: "Padre, questo amico vuol sapere come può andare in Paradiso". P Pio, abbassando amabilmente la testa, dice: "Eh, ci vuole la Madonna, ci vuole la Madonna". Poi, in maniera scherzosa - come sovente faceva - si mette a raccontare: "Un giorno nostro Signore, facendo il giro del Paradiso, scorge certe facce e si meraviglia di vederle in Paradiso. Chiama S. Pietro e gli dice: «Ho visto certe facce... Sta attento. Sorveglia bene la porta». Pietro, tutto umiliato, risponde: «Signore, starò più attento, ma ...». «Che cos'è questo ma ...?». "Ma è tua Madre che ha un'altra chiave. Li fa entrare dall'altra porta»".
Con tali parole - conclude il Vescovo Carta - il P. Pio voleva dire che la Madonna, che può tutto presso Gesù, farà quasi l'impossibile per salvare ogni anima che si affida a lei. ("Casa sollievo della sofferenza", 30-IV-1969)
S. Leonardo da Porto Maurizio afferma che un giorno S. Domenico, scongiurando un ossesso, rivolse al demonio questa domanda: "Dì su, o brutta bestia, è mai venuto giù nell'inferno qualcuno che sia stato vero devoto di Maria?". Il demonio taceva, non voleva rispondere.
Ma alla fine, forzato dal comando del Santo, rispose: "Assicuro, a mio dispetto, che fino a quest'ora, nessuno è venuto all'inferno che sia stato vero devoto di Maria, né mai ci verrà" (P. Roschini in "Istr. Mariane', II ed., pag. 289 ss.).
S. Pier Damiano scrive: "Non potrà essere condannato dall'eterno Giudice chi si è assicurato l'aiuto della Madre di Gesù".
S. Alfonso M. de' Liguori ha scritto: " E' impossibile che un devoto di Maria si danni purché fedelmente l'ossequi e a lei si raccomandi" ("Glorie di Maria", cap. VIII).
La Madonna, Porta del Cielo, non soltanto salverà i suoi devoti, ma li renderà grandi per il Paradiso. S. Luigi de Monfort assicura: "Io credo che nessuno possa acquistare una unione intima con nostro Signore Gesù Cristo e una perfetta fedeltà allo Spirito Santo, senza una intima unione alla SS. Vergine". Quindi, quanto più ameremo Maria, tanto più grande costruiremo il nostro Paradiso.
S. Giovanni Bosco ripeteva spesso questa giaculatoria che insegnava ai suoi ragazzi: "O Vergine pia, / l'aiuto tuo più forte / dà all'anima mia / in punto di morte".
Esempio E' lei, la Vergine Santa la scala che conduce al cielo, Il B. Leone, uno dei primi seguaci di S. Francesco d'Assisi e suo Confessore e che il serafico Padre chiamava "pecorella di Dio", ebbe un sogno meraviglioso che forse fu una visione.
Vide due scale che dalla terra giungevano al cielo. Una di colore rosso, come rosso è il sangue di Gesù e alla cui cima stava Gesù, sorridente, con le braccia aperte, pronte ad accogliere tutti. E un altra scala di colore bianco, simbolo della Immacolata Concezione di Maria, e in cima alla quale c'era la Vergine Santa nella sua dolcezza di Madre di ciascun cristiano, desiderosa di accogliere tutti.
E c'era S. Francesco, risplendente di gloria, accanto a Gesù e a Maria, il quale invitava la grande folla che stava sulla terra a salire in cielo passando per la scala rossa che conduceva a Gesù. Tutti si riversarono verso la scala rossa e, uno alla volta, cercavano di salire lungo la scala. Ma dopo aver salito due o tre o quattro o cinque scalini, stanchi sfiniti, non riuscivano più a salire e ritornavano indietro.
Allora S. Francesco invitò tutta quella grande folla a salire al cielo passando lungo la scala bianca. Incominciarono a salire. Più salivano, più forza e gioia acquistavano. Arrivati alla cima della scala, la Madonna abbracciava ciascuno con grande tenerezza materna, e li consegnava a S. Francesco perché lui li presentasse a Gesù che subito li introduceva in Paradiso, inondandoli della sua stessa gioia, infinita ed eterna.
Esortazione E' Gesù, unico Salvatore, che salva tutte le persone di buona volontà, ma lui ci salva per mezzo della Madonna. Giustamente la Madre Chiesa da secoli e secoli la invoca "Porta del Cielo". S. Agostino ripete: "Maria è la scala per cui Dio discese sulla terra e per cui gli uomini salgono alla gioia del Regno di Dio".
Proposito Nel Rosario che recitiamo ogni giorno, meditiamo, con fiducia e tenerezza filiale, quelle belle parole dette alla Madonna: "Prega per noi... nell'ora della nostra morte". Così ci sentiremo immersi in quella grande felicità cantata dal sommo poeta Dante Alighieri: "O gioia! o ineffabile dolcezza, o vita intera di amore e di pace! o senza brama sicura ricchezza". (Par. XXVII, 4) "Luce intellettual piena d'amore, amor di vero ben, pien di letizia, letizia che trascende ogni dolzore". (Par. XXX, 4)
30. Sede della Sapienza, perciò Maestra di meditazione
Il Vangelo afferma: "Maria custodiva tutte queste cose (sante) meditandole nel suo cuore" (Luca 2,19).
Gli Apostoli, sull'esempio di Maria, hanno dato il primo posto alla preghiera di Meditazione. Infatti eleggono dei Diaconi per l'assistenza ai poveri e agli ammalati allo scopo di dedicare se stessi "alla preghiera e alla evangelizzazione..." E intanto - dice la Bibbia - la parola di Dio si diffondeva, e si moltiplicava grandemente il numero dei discepoli" (Atti 6, 2-7).
1. Che cos'è la Meditazione? E' orazione mentale ossia quella che si fa con la mente e con il cuore, mentre l'orazione vocale si esprime con le labbra.
Elementi essenziali della Meditazione: Mettersi alla presenza di Dio. Impegnare la memoria che ricorda qualche verità eterna.
Impegnare l'intelligenza che applica a noi quella verità.
Impegnare il cuore che si esprime in affetti, in tenerezze verso Gesù.
Impegnare la volontà in scelte precise, in propositi santi.
L'impegno del cuore è assolutamente necessario e primario e deve essere altissimo. S. Francesco di Sales afferma: "Volete imparare a fare la Meditazione? ...Scelto un libro si legge fino a che non si trovino elementi che stuzzichino l'intelletto e colpiscano il cuore. Qui ci si fermi e si rifletta; si dia libero sfogo al cuore con sentimenti di
fede, di umiltà, di amore, con propositi di vita cristiana e santa. Mai reprimere gli affetti; si lasci loro libero campo. Qui sta la vera meditazione: chi si ferma prima degli affetti, non medita. Se tu, su 26 minuti di riflessione, occupi 4 minuti negli affetti, tu hai meditato per soli 4 minuti" (Filotea 2, 4).
2. La Meditazione è utilissima anche per quella che il Papa chiama "Nuova Evangelizzazione". Questa consiste nel predicare le verità sempre antiche e sempre nuove, ma annunciarle con profonda convinzione, con grande fervore, con santo entusiasmo così da scuotere e convincere i cristiani tiepidi o freddi o indifferenti e anche quelli ostili a Cristo e alla Chiesa.
Von Balthazar, che fu un teologo di fama mondiale, ha scritto: "Il clero, anziano o giovane, non si illuda: per quanto esegeticamente moderna e sociologicamente pastorale, la parola della predicazione, se non è meditata nella preghiera personale invece che pane, porge alla comunità pietre. E i credenti possiedono il fiuto per giudicare se le parole del Predicatore salgono dalla profondità della preghiera personale oppure se sono superficiali e vuote come quelle di un qualsiasi giornale" (cf. il libro °Punti fermi').
Due sommi Dottori della Chiesa danno una sublime definizione della Meditazione per avere la Nuova Evangelizzazione.
S. Tommaso: "Contemplare o annunciare agli altri le verità contemplate".
S. Bonaventura: "Meditare e annunciare agli altri le verità meditate".
[Qui parliamo della Meditazione, che è possibile a tutti, mentre la Contemplazione è per chi si trova molto avanti nella santità]
3. La Meditazione è necessaria a tutti: ai Sacerdoti
e ai fedeli laici.
Gesù pianse su Gerusalemme e profetizzò che sarebbe andata in rovina insieme ai suoi abitanti, e di quella città, i nemici non lasceranno che pietra su pietra perché non volle applicarsi e conoscere l'ora di Dio e la visita del Signore (cf. Luca 29, 41-44).
Il Vescovo Agostino Gonon, grande maestro di spiritualità scrive: "Le persone sperimentate sono unanimi nell'affermare che, senza mezz'ora quotidiana di meditazione, a cui sia inviolabilmente fedele, è impossibile al Sacerdote non cadere in grandi miserie... Le mie pratiche di pietà: S. Messa, S. Rosario, non saranno più vere preghiere se l'anima mia, per compierle bene, non si sarà prima immersa nell'atmosfera vitale della Meditazione" (cf. "Verso le vette della santità sacerdotale", ed. Daverio, vol. I, pagg. 45 e 50).
4. Il Concilio Vaticano II raccomanda la Meditazione come impegno principale ai laici, ai Sacerdoti, ai Consacrati.
a) Ai Laici: "Solo alla luce della fede e della meditazione della Parola di Dio è possibile sempre e ovunque riconoscere Dio nel quale noi viviamo, ci muoviamo e siamo, cercare in ogni avvenimento la sua volontà, vedere il Cristo in ogni uomo" (Apostolato dei laici, 4).
b) Ai Sacerdoti: "In modi diversi, ma soprattutto con l'orazione mentale, di così provata efficacia, possono i Presbiteri ricercare e implorare da Dio quell'autentico spirito di adorazione che unisce a Cristo" (Il ministero e la vita sacerdotale, 18).
c) Alle anime consacrate: "È necessario che i membri di qualsiasi Istituto congiungano tra loro la contemplazione e l'ardore apostolico. In primo luogo àbbiano quotidianamente tra le mani la Sacra Scrittura affinché dalla lettura e dalla meditazione dei libri sacri imparino la sovreminente scienza di Gesù Cristo" (Rinnovi della vita religiosa, 5-6).
5. Le più alte personalità cattoliche dei nostri tempi raccomandano la Meditazione con parole forti e impressionanti. Ne cito qualcuna.
Il P Chautard, nel celebre libro "I:anima dell'apostolato" scrive: "O fneditazione o dannazione".
Altrettanto affermano i più autorevoli maestri di spiritualità.
Alexis Carrel, grande scienziato e convertito, afferma: "Se oggi il mondo è popolato di nevrastenici, di mediocri e di apatici, ciò è dovuto in massima parte al fatto che non si sa più pensare e meditare".
Il Card. Pellegrino con sicurezza proclama: la mancanza di Meditazione "è uno stato di denutrizione spirituale che può aprire la via a tutte le crisi e a tutte le cadute" (nel libro "Prete oggi", pag. 153-154).
Il Ven. P Mariano da Torino, il quale fin da ragazzo mai trascurava la Meditazione giornaliera, afferma: "La Meditazione è il termometro della vita spirituale: si va verso Dio o si scende verso terra in proporzione della Meditazione" (Riv. "La Posta di Padre Mariano", Febbraio 1985).
S. Pio X qualifica la Meditazione quotidiana quale "caposaldo principalissimo del profitto nelle virtù" e ne dimostra l'assoluta necessità e i preziosissimi frutti" (nel doc. °Herrent animo").
Pio XII esclama: "Nessun altro mezzo ha l'efficacia particolare della Meditazione, e la pratica quotidiana di essa è quindi insostituibile" (nel doc. "Menti nostrae").
Il celebre convertito, scrittore e monaco, Thomas Merton, dichiara: "La Meditazione si dimostrerà la forza più santificatrice della nostra vita".
S. Pio da Pietrelcina al suo Direttore spirituale scrive: ogni giorno faccio "non meno di 4 ore di Meditazione". Ai suoi figli spirituali raccomandava almeno 1 ora di meditazione ogni giorno.
Non c'è nessun Santo che non abbia fatto Meditazione o Contemplazione per almeno due o tre ore al giorno e non c'è nessun Santo che non abbia vivissimamente raccomandato la Meditazione.
S. Alfonso dichiara: "Molti che recitano tante orazioni vocali e l'Ufficio e il Rosario, cadono tuttavia in peccato mortale e vivono nel peccato. Ma chi fa orazione mentale difficilmente seguiterà a vivere in tale stato miserando. O lascerà la meditazione o lascerà il peccato. Orazione e peccato non possono stare insieme.
Chi ama Gesù farà due ore o almeno un'ora di meditazione ogni giorno. L'arte di amare Dio si confonde con l'arte di meditare. Più si progredisce nell'orazione e più si progredisce nella santità" (Il grande mezzo della preghiera).
S. Teresa d'Avila, insigne maestra di preghiera mentale, afferma: "Senza Meditazione, gli esseri umani diventano bestie da soma che portano il carico con molta fatica e con poco entusiasmo. I:anima che trascura la Meditazione delle cose divine non ha bisogno del demonio per dannarsi; ella da se stessa si mette nell'inferno. Promettetemi di fare ogni giorno un quarto d'ora di Meditazione, e io, in nome di Gesù Cristo, vi prometto il paradiso. Riuscirete a stare tanto vicino a Gesù che non riuscirete a togliervelo d'attorno".
Esempio
Gerico, antichissima città, era inespugnabile. Giosuè e i Sacerdoti vi girarono attorno per 7 volte pregando e portando l'Arca dell'Alleanza. Solo così le sue mura crollarono. (cf. Giosuè 6)
Lotta, prega, medita! Le mura diaboliche di Gerico cadranno!
S. Giovanni Bosco era ormai morente. Il B. Rinaldi gli si accosta e lo supplica: "Mi confessi! Perché non si stanchi,
si limiti ad ascoltare i miei peccati, poi mi darà la penitenza e l'assoluzione e aggiungerà una sola parola". Don Bosco lo confessa, poi aggiunge una sola parola, questa: "Meditazione!".
Esortazione
S. Giovanni Bosco che ha guidato innumerevoli giovani al Rosario quotidiano, alla vita cristiana e alla santità, questo grande Santo che rimane uno dei più insigni maestri di spiritualità, nel momento più solenne della sua vita, quando sta per lasciare la terra per il cielo, ha insegnato a tutti, sacerdoti e laici, che nulla c'è di più importante, nella nostra vita, della Meditazione".
Proposito
Preoccupiamoci di fare ogni giorno la Meditazione. Vergine Santa, modello altissimo di una continua e ardente Meditazione, prega per noi.
31. Causa della nostra letizia: Madre della Gioia
Tanti pensano che il Cristianesimo sia tristezza, malinconia. No! No! Lo Spirito Santo, nella Bibbia ci invita moltissime volte a gioire. La religione Cristiana se è bene vissuta è serenità, è gioia, che scaturisce soprattutto dal nostro amore a Gesù e dalla nostra devozione alla Madonna.
"Figliuoli, state allegri!". Esclama S. Filippo Neri: "Lo spirito allegro conquista più facilmente la perfezione cristiana che non lo spirito melanconico. L'allegria è la via migliore per giungere alla perfezione. Finché siamo pellegrini su questa terra, alla nostra allegria si oppone solo il peccato".
1. Quanta gioia in Gesù, nella Vergine, in S. Giuseppe, nei Pastori, nei Magi, in S. Elisabetta, in S. Giovanni Battista!
La Vergine Santa è immersa in un mare di contentezza quando Dio per mezzo dell'Angelo le porge il saluto più bello che fu dato a creatura: saluto che tradotto in italiano dal Vangelo greco suona così: "Alliétati, o tutta piena di amore!" quindi piena di grazia e di gioia.
Con quanta letizia Maria risponde al Signore con il suo sì, con il suo Fiat accogliendo e concependo in quell'istante, nel suo seno, il Figlio di Dio!
Quanta contentezza nella Vergine allorché, recandosi dalla sua parente Elisabetta, che fra tre mesi darà alla luce S. Giovanni Battista, ode da lei quelle grandi parole: "Com'è che la Madre del mio Signore viene a me?". E la chiama felice, "beata". La contentezza diventa altissima quando intuisce che il bimbo Giovanni viene liberato dal peccato ori-
ginale nel seno di sua madre Elisabetta, e dà segno di gioire esultando in quello stesso seno materno.
E la Madonna esprime la gioia in quel canto meraviglioso che è il suo Magnificat. Esclama: "E il mio spirito esulta in Dio mio Salvatore". E aggiunge altre meravigliose e gioiose esclamazioni.
Chi può immaginare la grande gioia che a Maria ha portato Gesù, vissuto per nove mesi nel suo grembo? E' inenarrabile la gioia della sua Madre Maria e di S. Giuseppe accanto a Gesù Bambino nella loro casa di Nazareth. Gioiscono molto pure i pastori che corrono ad adorarlo e i Magi che vengono da lontano e portano doni e si prostrano in adorazione. Quanta commozione in tante persone che stanno accanto a Gesù!
E dopo le sofferenze acutissime affrontate ai piedi della Croce ove Gesù agonizzava e moriva, ecco la gioia altissima, pressoché infinita che inonda il suo cuore al vedere Gesù risorto, gioia senza limiti che la renderà felicissima per tutta l'eternità.
2. Tu invoca e imita Maria, così sarai partecipe della sua altissima gioia
Ti dirò con la Beata Eustachio: Caro fratello, cara sorella: "Pensa Maria! Sii Maria!" Ìmitala nel dire sempre "sì" a Gesù, nell'amare appassionatamente Cristo Dio e nell'amare tenerissimamente la Vergine Santa! Affidati spesso a lei invocandola, con tutto il cuore, con le parole di S. Bonaventura, ripetute dal Papa Giovarmi Paolo II tante volte ogni giorno: "Che io sia tutto tuo per essere totalmente e per sempre di Gesù!". Così ti inebrierai di gioia anche tra le molte tribolazioni e sofferenze.
S. Antonio da Padova scrive: "Il nome di Maria è una gioia per il cuore, un favo di miele per la bocca, una deliziosa melodia per l'orecchio". Il suo nome non si allontani mai dalle tue labbra, non si allontani mai dalla tua mente
e dal tuo cuore!
Nelle tentazioni, nelle difficoltà di qualsiasi genere, come raccomandava il Beato Don Orione, recita un'Ave Maria, e vai avanti serenamente, gioiosamente. Chi ama pensa sovente e con gioia alla persona amata... Pensa spesso, con il cuore palpitante di tenerezza, alla Madonna. Custodisci le sue immagini nella casa, nella camera, nel giardino. E salùtala frequentemente con giaculatorie.
Farai con grande devozione le sue novene, le sue feste. Recita sempre il Rosario, immaginando la Madonna sorridente accanto a te, davanti a te, come se lei stringesse le tue mani nelle quali scorre la corona.
Se lavi, se rammendi, se lavori nei campi o in fabbrica, se vai a scuola, qualsiasi cosa tu compia la farai con Maria e come Maria per amore a Gesù. Ti sentirai tanto felice.
3. Se il tuo cuore è pieno di Maria Vergine, sarà inondato da un diluvio di gioia e di grazie!
La Madre celeste dice a S. Veronica Giuliani: Tiglia, questo cuore non è tuo: è mio e di mio Figlio. Lo voglio lavorare per mezzo dell'amore". E la Santa attesta: "Mi sono arresa, tutta e in tutto, al volere di Lei... Il cuore di Maria comunicava a questo mio cuore un diluvio di grazie.
Quanto sono belle le parole del Patriarca di Gerusalemme Sofronio (nel 634)! "Salve, Madre della gioia celeste! Salve, sede della gioia che salva! Salve, tu che ci offri la gioia perenne! Salve, o sorgente beata della gioia infinita! Salve, o Madre di Dio, o piena di grazia!".
Il Card. Ursi: "La gioia non è una realtà umana, è soltanto di Dio. Ora, Cristo Dio, manifesta la sua gioia attraverso una realtà molto bella: la realtà della sua Mamma".
S. Serafino da Sarom, devotissimo di Maria, ripeteva spesso, rivolto alla Vergine: "Gioia di tutte le gioie!".
S. Gabriele dell'Addolorata scrive: "Piena di contenti
è la mia vita...: sotto la protezione di Maria Santissima cammino lungo la via della perfezione: e che posso desiderare di più in questa valle di lacrime?". "Quanto è bello - scrive in un'altra lettera - far quattro passi da solo dentro il recinto religioso, con il pensiero che la nostra Regina, la vera amante_ dei nostri cuori, ci sta guardando!"... "Quanto sarebbero più tranquilli i nostri sonni, più lieti i nostri giorni, un paradiso insomma il nostro vivere se continuamente ci abbandonassimo nelle sue mani... Se avremo Maria con noi avremo tutto: se ci mancherà Lei ci mancherà tutto...
"La contentezza e la gioia - scrive a suo papà - che io provo entro queste sante mura è quasi indicibile a paragone dei vani e leggeri passatempi che si gustano nel mondo... Non baratterei un quarto d'ora di stare innanzi alla nostra Consolatrice e speranza nostra Maria Santissima con tanti anni passati tra gli spettacoli e divertimenti del mondo". Esempio
Cristina Cella in Mocellin, vive sempre in altissima gioia anche quando è colpita dal cancro che, tra tanti dolori, la porta alla morte nel 1995 a soli 26 anni. Non aveva permesso ai medici che la curassero per non mettere in pericolo la vita del suo terzo bimbo che cresceva nel suo seno. Cristina di Milano, insieme al suo ottimo marito, era devotissima della Madonna perciò amava tanto Gesù ed era sempre contentissima, anche tra tante sofferenze. Considerava la sofferenza come una grazia, come una dolce carezza della Mamma del Cielo.
Il suo sposo Carlo Mocellin dice: "Quando l'ho conosciuta ho subito pensato a lei come alla migliore madre per i miei figli... Era sempre contenta. Ci siamo sentiti la famiglia più felice del mondo, nonostante le difficoltà. Nel foglietto-testamento lasciato sul comodino dell'ospedale di
Bassano ha scritto: "Signore, tu sei così buono che hai voluto riempirmi di gioia... Questa sofferenza mi sta diventando amica perché mi sta portando a Te. Ti amo, Gesù. Vorrei gridarlo a tutti questo amore che sento".
Il Parroco, Don Teofano Rebuli, che l'ha assistita a lungo afferma che Cristina senza dubbio era una mistica.
Già nel suo diario a 16 anni scriveva: "Signore, prendimi tutta, fa di me ciò che vuoi: o mamma o suora. Che io faccia solo sempre la tua volontà. Ciò che Tu sceglierai per me sarà la via per arrivare alla gioia piena".
Durante la chemioterapia scrive: "0 Gesù, non ti ho chiesto di allontanare da me la sofferenza, ma solo di viverla come tu vuoi, perché solo la tua volontà conta" (162-1988).
Cinque giorni prima di morire scrive: "Tu, Signore, mi vuoi da sola per parlare al mio cuore. Ho paura, ma non tanta, perché Ti sento. Sei qui al mio fianco e mi sussurri dolci parole che mi fanno gioire... Tu solo mi riempi, senza di Te c'è il vuoto".
E nel giorno della sua morte (27 Ottobre 1995) ripete: "Fare la tua volontà, o Gesù, è la mia pace, la mia gioia" (cf. Eco di Medjugorie, 1966).
Esortazione
Siamo tanto devoti di Maria, Madre della gioia; lei ci immergerà nell'oceano dell'amore e della gioia del suo figlio Gesù. E potremo cantare, con il Sommo Poeta Dante Alighieri, per tutta l'eternità: "Oh gioia! o ineffabile dolcezza, o vita intera d'amore e di pace! o senza brama sicura ricchezza" (Par. XXX, 40).
Proposito
Imitiamo la grande mistica Cristina e il Papa Giovanni Paolo II nel ripetere frequentemente: "Madre
Celeste, causa della nostra gioia, prega per noi! Insegnaci a saper cogliere, nella fede, il paradiso della gioia cristiana, che nasce e fiorisce dal dolore, dalla rinuncia, dall'unione col tuo Figlio crocifisso: fa che la nostra gioia sia sempre autentica e piena, per poterla comunicare a tutti" (21 maggio 1979).
E così, come afferma la Sacra Scrittura, dopo questa vita terrena abiteremo per sempre con i Santi i quali "risplenderanno come il sole nel Regno del loro Padre" (Matteo x111, 43), e "brilleranno come firmamenti e come fulgidissime stelle nella perpetua eternità" (Dan. x11, 3).