MADONNA DELLA STELLA
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SANTUARIO
MADONNA DELLA STELLA
Delle
innumerevoli località della nostra Italia consacrate alla Madre di Dio, una
dozzina portano il nome di « Madonna della Stella ». Di queste la più celebre
è senza dubbio quella dove sorge il nostro Santuario, per le apparizioni della
Vergine autenticate dalle autorità ecclesiastiche, e per il legame che tali
apparizioni ebbero con le vicende religiose e politiche italiane, negli anni
1860-70. Il titolo liturgico: « Auxilium Christianorum », che l'Arcivescovo di
Spoleto, Mons. Giovanni B. Arnaldi, con felice intuito, attribuì alla
Immagine miracolosa, fu di conforto a Pio IX, nel suo lungo, doloroso
calvario. Contribuì ad orientare D. Bosco che stava progettando la sua
Basilica mariana di Valdocco, e divenne il più grande apostolo
dell'Ausiliatrice. Accese le speranze e mantenne salda la fede nel popolo
credente d'Italia, in quegli anni in cui, insieme alla lotta politica, si
sviluppò anche quella antireligiosa. Il Santuario fu eretto sulle rovine di una
chiesetta rurale, da cui la Madonna lanciò il suo messaggio di bontà, che
echeggiò in tutta Italia e nel mondo. Sorge a 16 km. da Spoleto, a 15 da
Foligno, a 6 da Trevi, a 7 da Montefalco. E' meta ininterrotta di pellegrini,
provenienti da tutta l'Umbria, da numerose regioni italiane, ed anche
dall'estero.
LA CHIESETTA DI S. BARTOLOMEO
Poco
lontano dalla strada che, proveniente da Spoleto, dopo aver attraversato la
valle omonima, inizia a salire verso Montefalco, fu eretta, in tempi remoti,
una chiesetta dedicata a S. Bartolomeo Apostolo. Il terreno emerge di pochi
metri dalla pianura spoletina, formando una piccola collina. Il tempio era di
modeste proporzioni. Misurava circa 9 metri di lunghezza per 5 di larghezza. Vi
si accedeva per una porta centrale, e per un'altra laterale, sopra cui era
praticata una finestra. Nell'abside curvilinea, un pittore di Percanestro
(Camerino) Paolo Bontulli, dipinse, nel 1520 un'immagine di Maria col Bambino
in braccio, circondata dai SS. Bartolomeo, Biagio, Sebastiano e Rocco. La chiesa
di S. Bartolomeo sorgeva in territorio della Parrocchia di S. Luca, ma ai
confini con quella di Fratta. Con decreto del 25 maggio 1696, l'Arcivescovo
di Spoleto Mons. Faddi, avendo constatato in una visita pastorale le scarse
rendite della Parrocchia di Fratta, passò a questa la cura della cappellania
di S. Bartolomeo. Il parroco doveva averne cura ed officiarla nelle feste. Col
passare degli anni, forse anche a causa del luogo solitario in cui sorgeva, la
cappella venne a poco a poco trascurata. L'ufficiatura religiosa fu ridotta alla
annuale festa patronale. Intorno al 1815 il tetto della chiesa crollò: da
quell'anno lasciata nel completo abbandono, la cappella divenne un cumulo di
ruderi, ricoperti dai rovi e dalla sterpaglia. Restò, quasi intatta, l'abside
con l'immagine della Madonna e di Gesù Bambino, intorno a cui l'edera aveva
formato una cornice di verde. I contadini passando accennavano qualche saluto
all'indirizzo della Madonna, ma per lo più si tenevano lontani per i rettili
che vi si aggiravano.
PREVISIONI MISTERIOSE
Fin
dal 1859 cominciarono a circolare voci circa presunte apparizioni o canti
melodiosi, visti o uditi intorno alla diroccata cappella di S. Bartolomeo. Nessuno
sapeva dire qualcosa di preciso: tuttavia se ne parlava, e tali voci avevano
creato un senso di sospetto, di paura, di superstizione. Nel 1860 una pia
donna, Santa Bonifazi, abitante in Fratta, da lungo tempo ammalata e stimata
da tutti per la singolare pietà, disse chiaramente e ripetutamente che la
Madonna voleva essere onorata nella chiesetta, e che perciò questa doveva
essere riparata. Avvertì anche il Parroco, D. Giuseppe Brunetti; ma questi si
limitò a dire che se la Madonna voleva che si restaurasse la cappella, doveva
provvedere i mezzi necessari. Le insistenze della pia donna non ebbero alcun
risultato, e le sue parole per il momento caddero nel vuoto. Era tanta la
devozione che la Bonifazi nutriva verso quella Immagine, che sentendosi in fin
di vita, si fece condurre alla cappella per elevare alla Vergine l'estrema
preghiera: di lì a non molto morì. L'Arcivescovo Mons. Arnaldi, narra che un
tale di Fabbri di Montefalco, per incarico di un antiquario di Foligno, si recò
tra i ruderi della chiesetta per asportare possibilmente il dipinto della
Vergine. Ma mentre si accingeva al sacrilego gesto, un grosso serpente sbucò
tra le macerie e mise in fuga il malintenzionato.
UNA SIGNORA VESTITA DI ROSSO
Poco
distante dal luogo dove sorgeva la chiesetta, abitavano i coniugi Giuseppe e
Caterina Cionchi. Avevano quattro figli e vivevano del lavoro dei campi. Di uno
dei loro figli, Righetto, la Madonna si servì per lanciare al mondo il suo
materno messaggio invitante alla bontà. Così Righetto stesso narrò il
fatto, deponendo nel processo indetto dalle autorità ecclesiastiche per
indagare sulla verità delle apparizioni. «Contavo all'incirca 5 anni ed
aggirandomi un giorno nei dintorni della cappella di S. Bartolomeo, sentii
chiamarmi per nome: "Righetto". Istintivamente entrai nella cappella e
vidi che c'era una signora vestita di rosso, molto bella: accostatomi mi prese
per la mano destra, mi accarezzò e mi disse cose che non posso precisare; solo
ricordo tra le tante, questo tenero avvertimento: "RIGHETTO,
SII BUONO"». La
sorellina Rosa, presente, non vide nulla; cosicché quando a casa il fanciullo
narrò alla mamma l'accaduto, lei negò. In un primo tempo mamma Caterina non
fece caso: ma il bambino ogni mattina, chiedeva: - Mamma, vado a vedere la
Madonna. La presenza quasi
giornaliera del fanciullo nella cappella, non passò inosservata; tanto che una
vicina di casa, Angela Ciafrani, un giorno se ne congratulò con Caterina.
Questa, forse involontariamente, si lasciò sfuggir detto: - Potrei credere a
quel che dice che lassù vede la Madonna? E l'altra: - I Santi ai bambini si
fanno vedere, a noi invece voltano le spalle. La notizia che nella chiesetta
di S. Bartolomeo la Madonna si faceva vedere al figlio di Caterina, si sparse
immediatamente: collegata alle affermazioni di Santa Bonifazi il cui ricordo era
ancor vivo, suscitò sorpresa e commozione. Molti vi credettero, e vi fu chi si
incaricò di far ardere una lampada ad olio davanti alla Sacra Immagine. Tutto
ciò avveniva tra gli ultimi mesi del 1861 e i primi del 1862: in questo arco di
tempo vanno poste le apparizioni della Madonna al piccolo Righetto.
IL SIGILLO DIVINO
Alle
affermazioni di Righetto circa le apparizioni, fecero seguito pareri discordi, e
nacquero non poche dicerie, finché la Madonna stessa non confermò con
l'evidenza dei miracoli la realtà delle sue manifestazioni. E questo avvenne
nel marzo del 1862. A Fabbri, un paesino lontano circa tre chilometri dalla
collina di S. Bartolomeo, un giovane tisico lottava con la morte. Si chiamava
Giovanni Castellani. Nella estrema speranza di riavere la salute, egli, ai primi
di marzo volle compiere un devoto pellegrinaggio a Bruna di Spoleto, dove la
Madonna è particolarmente venerata. Il viaggio di oltre sette chilometri, non
era certo proporzionato alle sue energie; per cui passato appena il villaggio
di S. Luca, si sentì venire meno. Una buona donna lo accolse in casa,
esortandolo a riposarsi. Saputo il motivo di quel viaggio, gli disse: - Perché
vai così lontano quando abbiamo la Madonna a pochi passi? Il Castellani ascoltò
il consiglio. Ripreso il cammino, si diresse alla chiesetta di San Bartolomeo.
Ed ecco il miracolo: « Appena misi piede là dentro - narrò poi - mi parve di
trovarmi in Paradiso; mi sentii come un altro, mi circolò di nuovo il sangue
per la vita, riebbi le forze: insomma tornai me stesso ». La notizia del
miracolo si sparse in un baleno, e fu la conferma autentica, il sigillo divino,
alle voci circa le apparizioni della Madonna a Righetto. Il Parroco, D. Giuseppe
Brunetti, dopo gli opportuni accertamenti, riconobbe l'evidenza del miracolo.
Il 19 marzo si recò personalmente a S. Bartolomeo, avendo appreso che già
molta gente vi si radunava giornalmente. Il 23 successivo, e poi ancora il 25,
vi ritornò, in solenne processione con tutto il popolo. La prima domenica
di aprile, la collina di S. Bartolomeo era gremita di pellegrini venuti persino
da Foligno, Perugia, Spoleto, Terni.
MAGGIO 1862
Il
maggio del 1862 è da ascrivere tra le pagine d'oro della storia del Santuario
della Madonna della Stella. In questo mese infatti avvennero due fatti di
fondamentale importanza: l'intervento ufficiale dell'Autorità ecclesiastica,
e il titolo di « Auxilium Christianorum » attribuito all'Immagine
miracolosa. Le notizie di innumerevoli grazie e miracoli, il concorso dei
pellegrini sempre piu impressionante, costrinsero l'Arcivescovo di Spoleto, che
nel frattempo si era chiuso in un prudente riserbo, ad intervenire. L'8
maggio, accompagnato da eminenti ecclesiastici, si recò sul luogo delle
apparizioni. Restò profondamente colpito alla vista di migliaia di persone
raccolte in preghiera, e pianse di commozione. In questa circostanza diede
all'immagine il titolo di «Auxilium Christianorum» - Aiuto dei Cristiani -
perché questo gli sembrava il titolo più adatto sotto ogni aspetto. E'
evidente in queste parole, l'allusione alla situazione politica italiana, che,
in quei tempi, era tutt'altro che favorevole alla Chiesa. Colei che veniva
chiamata semplicemente « la Madonna », la « Madonna scoperta », la «
Madonna della Stella », « Madonna di Spoleto », cominciò ad essere invocata
anche « col dolcissimo e tenerissimo titolo di Aiuto dei Cristiani » (Mons.
Arnaldi). Nella pietà popolare è prevalso il titolo di « Madonna della
Stella ». Lo si fa derivare dalla grande stella d'argento che un devoto volle
apporre nella parte superiore a destra dell'immagine. Nel determinare l'origine
di questo titolo si attribuisce una certa importanza al racconto di un monaco
benedettino, Don Gregorio Frangipane, secondo cui un pellegrino, arrivato in
piena notte nei dintorni della Cappella e non sapendo individuare il luogo delle
apparizioni, avrebbe visto una meravigliosa stella risplendere sopra la
cappella della Madonna.
MOMENTI DIFFICILI
Le
opere di Dio sono sempre segnate dalle contraddizioni e dalle lotte provocate
dallo spirito del male. Se i buoni corrisposero con entusiasmo al misterioso
richiamo della Madonna, il demonio si adoperò con ogni mezzo per distogliere
e spegnere la devozione di coloro che accorrevano a venerare la miracolosa
immagine. Dati i tempi molto critici - il governo piemontese stava spogliando
la S. Sede dei suoi domini temporali - l'autorità civile vedeva con sospetto
così straordinario affollamento di persone; si temeva che sotto la copertura
della devozione, si celassero oscuri scopi politici, e che le offerte raccolte
servissero a fomentare rivolte contro le autorità occupanti. I carabinieri di
Montefalco investigavano su tutto ciò che avveniva intorno alla Cappella. Lo
stesso delegato di Pubblica Sicurezza, Vincenzo Moschini, si permetteva persino
di ingiuriare i pellegrini; ma essi, con un comportamento dignitoso ed
ordinato, toglievano ogni pretesto ad azioni di polizia. La stampa anticattolica
volle gettare il ridicolo sui fatti meravigliosi che si andavano moltiplicando.
Le apparizioni furono definite: « sogno di fantasia inferma »; i
pellegrinaggi: « fanatismo riprovevole ». A proposito delle offerte che i
fedeli depositavano, un giornale osò commentare: « Questa gente è fanatica,
è vittima dell'ignoranza, è stata presa nella trappola dei preti che hanno
aperta una bottega alla vecchia chiesa di S. Bartolomeo nella parrocchia di S.
Luca. Vogliono far denaro per riscattar le province perdute dai Papa ». Fu
una prova dura l'arresto di Mons. Arnaldi, avvenuto l'11 giugno 1863. La
detenzione del santo prelato durò 10 mesi. Ma alla fine gli avvenimenti presero
decisamente il corso stabilito dalla Provvidenza; e la Madonna continuò a
spargere grazie e miracoli dal suo trono di misericordia.
IL SANTUARIO
Gli
innumerevoli prodigi e il culto che il popolo da ogni parte veniva a rendere
alla Madonna della Stella, fecero sorgere il desiderio di ricostruire la cappella,
e possibilmente di trasformarla in un Santuario che fosse degno della Regina del
Cielo. Le offerte facevano sperare bene. Infatti nel giro di brevissimo tempo
furono raccolte 15.000 lire, senza computare il valore degli oggetti preziosi.
Quando Mons. Arnaldi si rese conto che sotto l’aspetto finanziario, avrebbe
potuto avviare la costruzione di un nuovo tempio, diede incarico al Prof.
Giovanni Santini, di Perugia, di stendere il disegno. Il Santini mise nell'opera
tutto l'entusiasmo e tutta la sua valentia, per esternare alla Madonna la sua riconoscenza:
davanti alla Sacra Edicola, infatti, aveva recuperato l'udito, un giorno che si
era portato sul luogo per lo studio del terreno. La prima pietra fu solennemente
benedetta e collocata il 21 settembre dello stesso anno delle apparizioni,
1862. Le offerte affluivano in gran numero da tutte le città italiane ed anche
dall'estero. I giornali cattolici più quotati aprirono sottoscrizioni. Nella
sola città di Roma, l'Osservatore Romano raccolse 25.000 lire. Il
colonnello pontificio, Antonio Allai, morendo, lasciò al Santuario metà del
suo patrimonio. Il disegno originale del Tempio, dovette essere ampliato ed
arricchito due volte, perché le offerte avevano superato il preventivo. Morto
Mons. Arnaldi il 28 febbraio 1867, i suoi successori, Mons. Domenico Cavallini
Spadoni e Mons. Elvezio Mariano Pagliari, gareggiarono in premure per condurre
a termine l'erezione del Santuario. Nel 1869 la fabbrica, nelle strutture
esterne compreso il campanile, era terminata. Negli anni successivi si
provvide alla decorazione interna. La cerimonia della consacrazione del
Santuario ebbe luogo l'11 settembre 1881. Il Sacro rito fu officiato da Mons.
Pagliari con la partecipazione di Mons. Giulio Lenti, Vicegerente di Roma, e di
Mons. Antonio Belli, Vescovo di Terni. I canti furono eseguiti dai cantori
della Cappella Sistina, sotto la direzione del grande Maestro Domenico Mustafà.
UN LEMBO DI PARADISO
Così
può chiamarsi il Santuario che la pietà dei fedeli e il genio degli artisti
eressero alla Madonna della Stella. Per l'elegante struttura, per la ricchezza
degli ornati, deve giustamente ritenersi uno dei templi più splendidi costruiti
in Italia nella seconda metà del secolo scorso. Quanti si recano a visitarlo,
unanimemente lo definiscono un vero prodigio d'arte. Non rare volte si odono
parole di commento come queste: « qui sì che si sente veramente Dio!
». L'Architetto Giovanni Santini ha dato al Santuario lo stile del
Brunelleschi. La costruzione è un bel vano a tre navate a croce latina, così
ben ordinato e snello, che fin dall'ingresso l'occhio lo abbraccia tutto intero
e ne gode la magnificenza. Vi lavorarono i migliori artisti del tempo. Il
pavimento in pietra a tre colori in disegni geometrici, fu eseguito da
Vincenzo Guglielmotti. Paolo Groppilega rivestì le pareti, i pilastri e le
colonne, di una stupenda marmoridea, che per le venature, la lucentezza e i
colori sembra marmo autentico. Le decorazioni della cupola, delle absidi,
delle volte, sono di Cesare Mariani, e raffigurano immagini bibliche che hanno
un riferimento alla Madonna. Tesoro preziosissimo del Santuario sono i quadri
degli altari laterali: la vestizione di S. Chiara di Assisi, del Mancinelli;
la Visitazione dell'Overberk; i Titolari dell'antica Cappella, del Sereni; la
Sacra Famiglia del Gagliardi; la Sacra Famiglia del Pollastrini. Il residuo di
muro su cui era dipinta l'Immagine miracolosa, in un primo tempo fu racchiuso
in un tempietto provvisorio sotto l'abside. Nel 1905, demolita la piccola
cappella, la sacra edicola venne collocata nel trono di marmo costruito secondo
il disegno originale dell'architetto Santini. La facciata del Santuario è di
stile dorico, con ampio pronao. Nel timpano un artistico altorilievo rappresenta
l'apparizione della Modonna, che il piccolo Righetto addita alle folle.
L'elegante campanile domina tutta la valle spoletina. Dietro il Santuario, sorge
il convento dei Passionisti ai quali fin dal 1884 ne fu affidata la
custodia.
I PASSIONISTI AL SANTUARIO
Un
giorno, quando le apparizioni e i miracoli richiamavano folle immense sulla
collina di S. Bartolomeo, Righetto vide tra i pellegrini un sacerdote
Passionista. Il fanciullo lo avvicinò, e additandogli il luogo su cui più
tardi sarebbe sorto il Santuario, gli disse: « Voi altri dovete venire a stare
qui ». Nel Santuario si avvertiva la necessità di un gruppo di sacerdoti per
l'assistenza ai pellegrini. Abitualmente vi dimoravano solo alcuni sacerdoti
che nelle feste venivano coadiuvati dai parroci vicini. Si pensò pertanto di
affidare la custodia del Santuario ad un Istituto religioso che potesse
disporre di personale sufficiente. La Principessa di Piombino, Agnese Patrizi,
ne parlò, a Roma, al Superiore Generale dei Passionisti, il servo di Dio P.
Bernardo Silvestrelli, e avuta la risposta favorevole, incaricò il Conte Paolo
Campello di fare i passi necessari presso l'Arcivescovo di Spoleto. Mons.
Pagliari accolse la proposta come una provvidenza: e con sollecitudine condusse
a termine l'attuazione del disegno. Il 13 agosto 1884 i Passionisti presero
possesso del Santuario. Fin dall'inizio vi furono inviati 20 sacerdoti per poter
garantire un servizio efficiente. Nei lunghi anni da che custodiscono il
Santuario, i Passionisti, oltre a svolgere il loro ufficio di assistenza ai
pellegrini, hanno compiuto grandi opere di decorazione all'interno e all'esterno
della chiesa. Tra queste, le più salienti sono: l'erezione del trono in marmo
che racchiude l'immagine della Madonna, il consolidamento dell'edificio, la
sistemazione della piazza e del sacrato, il viale di accesso e la delimitazione
della zona sacra, il monumento a Righetto a ricordo del centenario della sua
nascita, il servizio di bar per il ristoro dei pellegrini.
RIGHETTO CIONCHI
Si
chiamava Federico Cionchi il fortunato fanciullo che vide la Madonna e sentì
la carezza della sua mano materna. Comunemente veniva chiamato col vezzeggiativo
di « Righetto ». Nacque il 15 aprile 1857 in una povera casa nelle vicinanze
del Santuario. I genitori si chiamavano Giuseppe e Caterina Scerna. La casa
natale è ora contrassegnata da una lapide marmorea appostavi nel 900 dell'Apparizione. Non aveva ancora compiuto 5 anni, quando fu favorito
dalle apparizioni della Madonna. Due anni dopo, per interessamento di Pio IX, fu
ospitato a Roma presso l'Istituto « Tata Giovanni », dove apprese l'arte di
falegname-ebanista-intagliatore. All'età di 20 anni, sentendo interiormente
la voce di Dio che lo chiamava ad una vita di grande perfezione, chiese di
entrare nella Congregazione dei PP. Somaschi. Visse prima a S. Maria in Aquiro
in Roma, poi a Bassano, ed infine a Treviso quale sagrestano nella chiesa
della Madonna Grande, dove rimase quasi tutta la vita. Più volte tornò al
Santuario, specialmente quando veniva a trovare la sorella che viveva a
Cannaiola di Trevi, fatto segno alla comune venerazione. Vi tornò l'ultima
volta nel 1914, per deporre al processo indetto per accertare la veridicità
delle apparizioni. Morì a Treviso il 31 maggio 1923, all'età di 66 anni,
lasciando di sé santa memoria per la bontà ammirata dai religiosi e da
quanti lo avvicinarono. Il 10
maggio 1932, le
sue spoglie mortali furono trasportate con vero trionfo al Santuario della Madonna
della Stella.
PER L'AUTENTICITA' DELLE APPARIZIONI
Fin
da quando presero possesso del Santuario, i Passionisti si interessarono affinché
si celebrasse un regolare processo canonico circa le apparizioni. Ma per varie
ragioni, solo nel 1914, l'Arcivescovo Mons. Pietro Pacifici, poté nominare
una commissione per l'esame dei testimoni. Fu chiamato a deporre anche Righetto:
egli ormai anziano e sofferente, per tre giorni rivolse speciali preghiere alla
Madonna perché lo illuminasse a ricordare esattamente i fatti avvenuti 50 anni
addietro. Raccolte ed esaminate diligentemente tutte le testimonianze, Mons.
Pacifici, il 28 novembre del 1914, si portò al Santuario, accompagnato dai
membri della Commissione, e dopo aver celebrato la S. Messa, dichiarò
solennemente: «affermiamo, con sentenza definitiva, esser vera l'apparizione
della Madonna della Stella». Ma già prima della proclamazione ecclesiastica,
i prodigi innumerevoli, e il meraviglioso Santuario eretto unicamente con la
carità dei devoti, furono una inconfondibile testimonianza della verità della
manifestazione della Vergine. Intanto nel 1911 il Capitolo Vaticano aveva decretato
la Corona d'oro, che benedetta da S. Pio X, fu posta sul capo della Madonna da
Mons. Domenico Serafini, alla presenza di oltre 25.000 pellegrini. Come nel
passato, oggi ancora la materna benevolenza di Maria si riversa
misericordiosamente sul popolo cristiano che a Lei ricorre in questo Santuario.
Il periodico mensile « La Stella », che iniziò le pubblicazioni nel 1950,
porta in innumerevoli famiglie il dolce sorriso della Regina del cielo, e
ripete il suo celeste messaggio «SIATE BUONI».
PREGHIERE PER IL TRIDUO
I
Vergine potente, Aiuto del popolo
cristiano, caldamente Ti supplichiamo di mostrarti propizia alle nostre
preghiere e di accogliere i fervidi voti che Ti innalziamo. O Maria, per le
tante opere di bontà e di potenza da Te compiute in questo Santuario, difendici
dai nemici che attentano alla nostra fede e alla nostra virtù. Fa' che possiamo
conseguire su di essi una piena vittoria, per ottenere il premio che la Divina
Bontà ha promesso a coloro che sono costanti nel bene sino alla fine.
II
Vergine augusta, sostegno e conforto
del popolo cristiano, noi ricorriamo al tuo materno patrocinio con la viva
speranza di essere esauditi e consolati. Vieni, o Madre, a liberarci dai tanti
mali che ci opprimono e rendono la nostra vita piena di tristezza. Confortaci e
sostienici con la tua materna protezione, affinché possiamo servire con animo
sincero il Signore e renderci meritevoli delle sue misericordie.
III
Vergine misericordiosa, rifugio dei
peccatori, prostrati davanti al Tuo trono di misericordia, noi osiamo innalzare
il nostro sguardo a Te con la piena fiducia di ottenere da Dio, Padre di bontà
e di clemenza, il perdono dei nostri innumerevoli peccati. O Madonna Santa
della Stella, ricordati delle tante anime peccatrici che hai indotto a piangere
qui innanzi alla Tua miracolosa Immagine, rimettendole sulla via del Paradiso;
converti anche noi, impetrandoci un sincero dolore delle nostre colpe, affinché
il Tuo Divin Figlio ci doni la sua grazia e ci accolga un giorno nella sua
gloria.
PREGHIERA PER UNA GRAZIA
Docili
all'invito della Tua materna voce, o Immacolata Vergine della Stella,
accorriamo a Te, che Ti sei degnata apparire per dispensare i prodigi della Tua
sovrana Bontà. Chi mai si è prostrato ai Tuoi piedi e non ha ottenuto sollievo
alle sue pene? Chi mai ha invocato fiducioso il Tuo aiuto e non è stato
esaudito? Lo dicono i fasti gloriosi dei tanti luoghi dove hai voluto
manifestare in modo singolare la Tua bontà e la Tua potenza; e lo dice con
fatti imperituri il Tempio ammirabile innalzato nella valle dell'Umbria, nel
quale invocata quale Aiuto potente del popolo cristiano e stella benigna, adorna
di celeste splendore, mai hai cessato di concedere le tue grazie. O candida
visione di Paradiso, fuga dalla nostra mente le tenebre dell'errore. O mistico
roseto, solleva la nostra anima col celeste profumo della speranza. O
sorgente inesausta di acque salutari, ravviva nel nostro cuore l'onda divina
della carità. In particolar modo, concedi la grazia che qui innanzi al Tuo
trono di misericordia, domandiamo con viva fede. Fa', che noi Tuoi figli, da Te
confortati nelle pene, protetti nei pericoli, sostenuti nelle lotte,
amiamo e serviamo il Tuo Gesù, in modo da meritare i gaudi del Cielo.
Amen!
PER UN TRIDUO DI RINGRAZIAMENTO
Augustissima
Regina e Madre nostra Maria ci prostiamo ai vostri piedi con tutto l'ardore dei
nostri poveri cuori per esternarvi la nostra gratitudine per la vostra materna
bontà. Uniamo i nostri omaggi a quelli degli spiriti celesti per ringraziare il
Signore che vi ha costituita tesoriera di tutte le grazie per soccorrere ai
nostri bisogni. E voi o Vergine SS. vi siete mostrata generosa con i vostri
figli che a Voi ricorrevano per aiuto. Grazie, o Vergine della Stella per tanta
vostra bontà; ed accettate questo umile omaggio come pegno della nostra
riconoscenza.
Ave Maria…
Ben
sapevamo, o Potente aiuto dei Cristiani, che non saremmo ricorsi invano al
vostro cuore tenerissimo nonostante la nostra indegnità per avervi tante
volte offeso con le nostre colpe e peccati. Fate o Madre buona che le grazie da
voi ricevute ci siano di stimolo per essere più buoni per l'avvenire, e più
fervorosi nell'adempimento dei nostri doveri di Cristiani e di Vostri figli
devoti.
Ave Maria…
O
Vergine SS. poiché vi siete degnata di venire in nostro soccorso sorridendo a
noi dal Vostro celeste trono e concedendoci la grazia che con tanta insistenza
vi chiedevamo, seguitate a rimirare i vostri figli devoti con occhi pieni di
misericordia e di bontà. Guardate quanti pericoli ed insidie ci tende il mondo
ed il demonio per allontanarci da Voi e dal Vostro Divin Figlio facendoci cadere
nella colpa. Deh! non permettete, O Vergine SS. della Stella, che alcuno di noi
abbia a rimanerne vittima, ma col vostro aiuto fate che tutti perseveriamo nella
via del bene fino alla morte, e così venire in cielo con voi per ringraziarvi
in eterno insieme agli Angeli e ai Santi.
Tre Ave Maria, Gloria al Pade.
PREGHIERA BREVE
Io
ti saluto, Vergine bella, Maria Immacolata, Madre di Dio e Madre nostra, Regina
dell'universo, piena di grazia, Aiuto dei Cristiani, propizia Stella, porto di
salute. Deh! rivolgi anche a noi un tuo amoroso sguardo, vieni in nostro aiuto
e salvaci. Prega per noi Gesù adesso e sempre, e nell'ora della nostra morte.
Così sia.
Maria, ainto dei Cristiani, pregate per noi.
AFFETTI E PREGHIERE
Augustissima
Regina e Madre nostra Maria, eccoci qui prostrati ai piedi della vostra
prodigiosa Immagine. Mirateci con benignità, o Madre, e mentre ricordiamo a
Voi le vostre meraviglie operate in questo santo luogo, ascoltate le nostre
umili suppliche ed esauditeci.
I.
- Ricordatevi,
o Maria, che qui voi avete parlato ad un fanciullo innocente. Vi supplichiamo a
far sentire anche a noi, poveri peccatori, parole di vita eterna, per camminare
in avvenire la sola via del paradiso. Maria, Aiuto dei Cristiani pregate per noi. Ave
Maria…
Il.
- Ricordatevi,
o Maria, dei tanti popoli che chiamaste sempre ai vostri piedi per benedirli e
beneficarli. Vi supplichiamo, benedite anche noi maternamente, e
beneficateci con ogni grazia spirituale e temporale. Maria, Aiuto dei Cristiani,
pregate per noi. Ave Maria
III.
- Ricordatevi,
o Maria, che questo ricco tempio fu voluto da voi ed innalzato coll'offerta dei
vostri devoti. Vi supplichiamo a ricevere l'offerta del nostro povero cuore e
custoditelo, perché, sia vivo tempio di Dio. Maria, Aiuto dei Cristiani, pregate per noi. Ave
Maria…
IV.
- Ricordatevi,
o Maria, delle tante grazie operate da questa vostra Miracolosa Immagine un dì
nascosta ed abbandonata. Quante lacrime asciugate! Quanti cuori consolati!
Quanti infermi risanati! Quanti peccatori convertiti! Vi supplichiamo a continuare
le prove della vostra materna bontà su tutti noi, affinché possiamo cantare
sempre le vostre misericordie. Maria, Aiuto dei Cristiani, pregate per noi. Ave
Maria…
V.
- Ricordatevi,
o Maria, che in questo Vostro gran Santuario Voi siete invocata quale Aiuto
dei Cristiani, e Stella fulgida che guida al porto di salute. Vi
supplichiamo di mantenere in noi sempre la vostra devozione, affinché
onorandovi e imitandovi quaggiù sulla terra, possiamo poi arrivare a contemplavi
lassù nella gloria immortale del Cielo. Maria, Aiuto dei Cristiani, pregate per noi. Ave
Maria
LITANIE DELLA MADONNA
Signore,
pietà
Cristo,
pietà
ignore,
pietà,
Cristo,
ascoltaci,
Cristo
esaudiscici,
O
Dio, Padre celeste
abbi pietà di noi
O
Dio, Figlio, Redentore del mondo
O
Dio, Spirito Santo
Santissima
Trinità, Unico Dio abbi pietà di noi
Santa
Maria
prega per noi
Santa
Madre di Dio
Santa
Vergine delle Vergini
Madre del
Cristo
Madre della
divina grazia
Madre purissima
Madre
castissima
Madre sempre
vergine
Madre senza
colpa
Madre degna
d'amore
Madre
ammirabile
Madre del buon
consiglio
Madre del
Creatore
Madre del
Salvatore
Vergine
prudentissima
Vergine degna
d'onore
Vergine degna
di lode
Vergine potente
Vergine
clemente
Vergine
fedele
Modello di
santità
Sede della
sapienza
Causa della
nostra letizia
Tempio dello
Spirito Santo
Tempio di
gloria
Modello di vera
pietà
Rosa mistica
Torre di Davide
Torre d 'avorio
Splendore di
grazia
Arca
dell'Alleanza
Porta del cielo
Stella del
mattino
Salute degli
infermi
Rifugio dei
peccatori
Consolatrice
degli afflitti
Aiuto dei
Cristiani
Regina degli
angeli
Regina dei
Patriarchi
Regina dei
Profeti
Regina degli
Apostoli
Regina dei
Martiri
Regina dei
Confessori
Regina delle
vergini
Regina di tutti
i Santi
Regina
concepita senza peccato originale
Regina assunta
in cielo
Regina del
Santo Rosario
Regina della
Pace
Agnello
di Dio, che togli i peccati del mondo
Perdonaci,
o Signore
Agnello
di Dio, che togli i peccati del mondo
Esaudiscici,
o Signore
Agnello
di Dio, che togli i peccati del mondo
Abbi
pietà di noi
Prega per noi, Santa Madre di Dio
Affinché siamo fatti degni delle promesse di Cristo.
PREGHIAMO
O Dio, che hai dato a
noi per Madre la stessa Genitrice del tuo Figlio diletto, ed hai fatto risplendere
d'innt'merevoli prodigi la sua hella Immagine, concedici di raggiungere l'eterna
felicità mediante il suo continuo aiuto. Per
Gesù Cristo nostro Signore. Amen.