LO SPIRITO SANTO SPIRITO D'AMORE

Tratto da: "Papa Giovanni " anno XXV nr.5 5/1991

«COLUI CHE DA LA VITA»

Nel simbolo di fede

La Chiesa professa la sua fede nello Spirito Santo come in colui «che è Signore e dà la vita».

Così essa professa nel Simbolo di fede, detto nicenocostantinopolitano dal nome dei due concili di Nicea (a. 325) e di Costantinopoli (a. 381) , nei quali fu formulato e promulgato. Ivi si aggiunge anche che lo Spirito Santo «ha parlato per mezzo dei profeti».

Sono parole che la Chiesa riceve dalla fonte stessa della sua fede, Gesù Cristo. Difatti, secondo il vangelo di Giovanni, lo Spirito Santo è donato a noi con la nuova vita, come annuncia e promette Gesù il grande giorno della festa dei Tabernacoli: «Chi ha sete venga a me, e beva chi crede in me. Come dice la Scrittura, fiumi di acqua viva sgorgheranno dal suo petto» (Gv 7,37 ss.).

E l'evangelista spiega: «Questo egli disse riferendosi allo Spirito, che avrebbero ricevuto i credenti in lui» (Gv 7,39).

è la stessa similitudine dell'acqua usata da Gesù nel colloquio con la samaritana, quando parla della «sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna» (Gv 4,14), e nel colloquio con Nicodemo, quando annuncia la necessità di una nuova nascita «dall'acqua e dallo Spirito» per «entrare nel regno di Dio».

La Chiesa, pertanto, istruita dalla parola di Cristo, attingendo all'esperienza della Pentecoste ed alla propria storia apostolica, proclama sin dall'inizio la sua fede nello Spirito Santo come in colui che dà la vita, colui nel quale l'imperscrutabile Dio uno e trino si comunica agli uomini, costituendo in essi la sorgente della vita eterna.

 

Una rinnovata attenzione

Questa fede, professata dalla Chiesa, deve essere sempre ravvivata ed approfondita nella coscienza del popolo di Dio.

Nell'ultimo secolo ciò è avvenuto più volte: da Leone XIII, che pubblicò l'epistola enciclica Divinum illud munus (9 maggio 1897), interamente dedicata allo Spirito Santo, a Pio XII, che nella lettera enciclica Mystici Corporis (29 giugno 1943) si richiamò allo Spirito Santo come a principio vitale della Chiesa, nella quale opera unitamente al Capo del corpo mistico, Cristo; al concilio ecumenico Vaticano II, che ha fatto.. sentire il bisogno di una rinnovata attenzione alla dottrina sullo Spirito Santo, come sottolineava Paolo VI: «Alla cristologia e specialmente all'ecclesiologia dei concilio deve succedere uno studio nuovo ed un culto nuovo sullo Spirito Santo, proprio come complemento immancabile all'insegnamento conciliare».

 

Nel cuore degli uomini

Nella nostra epoca, dunque, siamo nuovamente chiamati dalla sempre antica e sempre nuova fede della Chiesa ad avvicinarci allo Spirito Santo come a colui che dà la vita.

Ci viene qui in aiuto e ci è di sprone anche la comune eredità con le chiese orientali, le quali hanno gelosamente custodito le straordinarie ricchezze dell'insegnamento dei Padri intorno allo Spirito Santo.

Anche per questo possiamo dire che uno dei più importanti eventi degli ultimi anni è stato il 16° centenario del I concilio di Costantinopoli, celebrato contemporaneamente a Costantinopoli e a Roma nella solennità della Pentecoste del 1981.

Lo Spirito Santo è meglio apparso allora, grazie alla meditazione sul mistero della Chiesa, come colui che indica le vie che portano all'unione dei cristiani, anzi come la fonte suprema di questa umanità, che proviene da Dio stesso ed alla quale san Paolo ha dato un'espressione particolare con le parole con cui non di rado inizia la liturgia eucaristica: «La grazia del Signore nostro Gesù Cristo, l'amore di Dio Padre e la comunione dello Spirito Santo sia con tutti voi».

In tal modo la Chiesa risponde anche a certe istanze profonde, che ritiene di leggere nel cuore degli uomini d'oggi: una nuova scoperta di Dio nella sua trascendente realtà di Spirito infinito, come lo presenta Gesù alla samaritana; il bisogno di adorarlo «in spirito e verità», la speranza di trovare in lui il segreto dell'amore e la forza di una «nuova creazione»: sì, proprio colui che dà la vita. (Giovanni Paolo II Dominum et Vivificantem)

 

PREGHIERA: VIENI, O SPIRITO CREATORE

«Vieni, o Spirito creatore, visita le nostre menti, riempi della tua grazia i cuori che hai creato. O dolce consolatore, dono del Padre altissimo, acqua viva, fuoco, amore, santo crisma dell'anima. Dito della mano di Dio, promesso dal Salvatore, irradia i tuoi sette doni, suscita in noi la parola. Sii luce all'intelletto, fiamma ardente nel cuore; sana le nostre ferite col balsamo del tuo amore. Difendici dal nemico, reca in dono la pace, la tua guida invincibile ci preservi dal male. Luce d'eterno sapienza, svelaci il grande mistero di Dio Padre e del Figlio uniti in un solo Amore. Amen.

 

Non sappiamo chi sia

Si legge negli Atti degli Apostoli che san Paolo, mentre era di passaggio ad Efeso, chiese ad alcuni discepoli: «Avete ricevuto lo Spirito Santo quando siete venuti alla fede?»

Gli risposero: «Non abbiamo nemmeno sentito dire che ci sia uno Spirito Santo» (At 19,2). Evidentemente, nessuno gliene aveva mai parlato!

La risposta dei discepoli di Efeso, sarà stata per san Paolo motivo di sorpresa e di tristezza. Il grande Apostolo, infatti, attribuiva tutta l'efficacia della salvezza allo Spirito Santo, senza del quale non si può essere discepoli di Cristo e non si può partecipare al mistero della comunione con Dio e con gli uomini..

Dobbiamo convenire che non è facile conoscere lo Spirito Santo. Egli, infatti, non si manifesta sotto i lineamenti di un volto umano. Possiamo raffigurarci Dio Padre come un saggio padre e dopo aver letto il Vangelo, non abbiamo difficoltà a raffigurarci Gesù come un uomo in carne e ossa.

Non è facile, invece, conoscere chi sia lo Spirito Santo. Si tratta di una realtà soprannaturale, perciò sfugge alla nostra percezione immediata. è simile all'alito del vento che «soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va».

L'esperienza insegna che lo Spirito Santo si manifesta attraverso le azioni che compie. E solo prestando attenzione agli effetti del suo agire, noi possiamo percepire la sua presenza in noi e conoscerlo.

 

PREGHIERA: EFFONDI IL TUO SPIRITO

Dal tuo petto sgorgano i fiumi d'acqua viva, l'effusione dello Spirito. Riempici del tuo Spirito per comunicarci la forza della tua santità e del tuo amore. Fa' che esso ci inondi fino in fondo per purificarci, spiritualizzarci, infiammarci. Per mezzo del tuo Spirito, imprimi nell'anima nostra la tua somiglianza e formaci secondo il tuo modo di pensare; comunicaci la tua dottrina e facci vivere integralmente secondo il Vangelo. Effondi il tuo Spirito con abbondanza, in modo da essere avvolti e trasformati completamente dalla tua carità.

 

LA PAROLA "SPIRITO"

Per comprendere chi sia lo Spirito Santo, è bene riflettere sul significato del suo nome.

La parola "Spirito", nel suo senso originale, equivale a "respiro", a "sospiro". L'amore, nelle sue manifestazioni più intense, diventa sospiro, cioè respiro intenso e profondo.

In Dio questo sospiro amoroso non si esaurisce in un puro sentimento, non è qualcosa di passeggero come nell'uomo, ma è un fatto che procede dalla sua intima vita divina: è un sospiro vitale, permanente, eterno.

Ogni pagina della Sacra Scrittura porta l'impronta dello Spirito Santo. La sua azione, in mezzo al caos primordiale, è sempre viva, efficace e creatrice.

Si legge infatti: «La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l'abisso, e lo Spirito di Dio aleggiava sulle acque» (Gn 1,2); «Dalla parola del Signore furono fatti i cieli, dal soffio della sua bocca ogni loro schiera» (Sal 32,6).

In tutto l'Antico Testamento, lo Spirito Santo è adombrato nel termine "ruah " e significa "soffio", in particolare "soffio di vento". Questo termine viene usato per ben 378 volte e assume significati diversi: appare come vento impetuoso che scuote la steppa, come "soffio" creatore che si libra sulle acque, come "alito" che trasforma il fango della terra nella prima creatura, libera e intelligente.

Il vento, come il respiro, è immateriale, sottile, impalpabile, e simboleggia la immortalità dello spirito e la sua invisibilità.

Gli scrittori sacri usarono questo termine, perché tra le realtà concrete e sensibili, era il più adatto ad esprimere qualcosa di immateriale.

Infatti il vento soffia dove vuole e noi ne avvertiamo la voce (Gv 3,8); può soffiare come forza e diventa potenza di Dio, con dolcezza e penetra, come brezza, nei cuori.

 

«Andando di casa in casa per le benedizioni pasquali, un parroco avvicinò una ragazza alla quale chiese in confidenza: "Senti, Barbara, tu sai dirmi chi è lo Spirito Santo?".

Certo che lo so; rispose con sicurezza. Lo Spirito Santo è l'Amore del Padre e del Figlio che si riversa su di noi. Per essere più chiara le faccio un esempio pratico: sono fidanzata; io e il mio fidanzato siamo cristiani praticanti e ci vogliamo bene.

Il nostro amore noi non lo vediamo e non lo tocchiamo, ma lo sentiamo perché ci riscalda il cuore, ci entusiasma, ci dona la gioia, ci rende felici. La stessa cosa è dello Spirito Santo che è l'Amore che intercorre tra il Padre e il Figlio, noi non lo vediamo, non lo tocchiamo, ma lo sentiamo quando interroghiamo il nostro cuore!».

 

PREGHIERA: SPIRITO SANTO

Contemplarti, vuol dire immergere il nostro sguardo nell'invisibile, nella profondità del mistero di Dio. Tu non hai un volto umano come il Cristo del Vangelo, né le sembianze del Padre; ma rinunciando a raffigurarti in qualche modo, noi vogliamo aderire a te con tutte le nostre forze. Tu non hai volto perché sei il fuoco dell'amore, poiché unisci il volto del Padre e del Figlio, per formarne uno solo in una fusione sublime. Tu vivi nei volti altrui, quasi tu fossi la loro vita più segreta, e sei tu che ci riveli il volto autentico del Salvatore come pure quello del Padre celeste. Tu sei il soffio che emana dal Padre e dal Figlio e viene ad animare il nostro spirito per dare un'impronta alla nostra fisionomia spirituale. Tu sei il respiro dell'anima nostra, la scintilla del nostro pensiero, l'impulso della nostra volontà, lo slancio del nostro amore.

 

DIO è AMORE

Lo Spirito Santo, è l'Amore di Dio "fatto" Persona. Ed è ben detto, perché Egli è realmente Persona. Dire "persona", significa dire che lo Spirito Santo non è solo una forza divina, ma è "Qualcuno", un "Io" divino, distinto, anche se uguale al Padre e al Figlio e tutto nel Padre e nel Figlio. è una individualità completa, perfetta e totale.

Quello che stiamo dicendo è solo un povero balbettare di uomini, ammessi alla conoscenza di qualche raggio di una luce che supera tanto la nostra capacità umana. Per aiutarci a comprendere, nei limiti del possibile, facciamo appello alla Rivelazione.

Nel Vangelo leggiamo una frase che riassume tutta la Sacra Scrittura: «Dio è amore». è quanto di più sorprendente sia stato mai scritto. Gesù venendo in mezzo a noi ci ha fatto conoscere l'amore totale del Padre per il Figlio e il proprio amore incondizionato per il Padre.

Ma il loro amore non è a livello di puro sentimento; è un amore totale, pieno, perfetto, completo che li porta ad essere addirittura l'uno nell'altro, senza limitazioni, né impedimenti.

Nelle creature questo non è possibile, ma in Dio, purissimo spirito, capace di infinita donazione, non ci sono limiti.

Che lo Spirito Santo sia una vera persona, distinta dal Padre e dal Figlio, lo dimostra anche il fatto che gli vengono attribuite azioni personali, come: ispirare i profeti, insegnare la verità, testimoniare per Cristo, conoscere i segreti di Dio, distribuire i doni ecc.

 

è bello paragonare l'opera dello Spirito Santo a quella di una mamma. La mamma dona la vita al proprio figlio, lo presenta al padre, lo alimenta, gli insegna a fare i primi passi e a pronunciare le prime parole, lo difende dai pericoli e lo rallegra con la sua continua presenza. Altrettanto fa lo Spirito Santo: dona al cristiano la vita divina nel battesimo, lo presenta al Padre, gli insegna a fare i primi passi nella vita spirituale e gli suggerisce i buoni pensieri, lo nutre con l'eucaristia, lo difende. nei pericoli, gli toglie i peccati con la penitenza, e, con la sua continua presenza, gli inonda il cuore di gioia.

Dio unisce in sé l'amore di Padre e la tenerezza di una madre: «Io insegnavo a camminare tenendolo per mano. Ero per loro come chi solleva un bimbo alla sua guancia; mi chinavo su di lui per dargli da mangiare» (Os 11,34).

 

PREGHIERA: SPIRITO D'AMORE

Tu che sei amore in tutta la tua persona, l'Amore unico e ideale, vieni a trasformare in amore tutta la nostra vita. Donaci di amare con tutta la spontaneità del nostro essere, ma insieme con tutta l'energia spirituale che ci viene da te. Donaci di amare in maniera sincera e disinteressata, distaccandoci completamente dalle nostre ambizioni personali. Donaci di amare prodigandoci volentieri e senza attendere ricompensa, dimenticando ciò che diamo e ciò che sopportiamo. Donaci di trovare la nostra gioia nell'amore e di cercare la nostra vera felicità nel far contenti gli altri.

 

LA SUA RIVELAZIONE

La rivelazione dello Spirito Santo, come persona, è avvenuta gradatamente; e questo, per un motivo evidente: il popolo ebreo viveva in mezzo a nazioni idolatre; credeva in un solo Dio, ma era tentato continuamente ad adorare false divinità.

L'Antico Testamento parla spesso dello Spirito Santo, ma come di una forza divina, che irrompe e trasforma l'uomo rendendolo idoneo al servizio e alla missione per cui è stato scelto.

è lui che guida la storia di Israele. Se i re sono persone sacre, di cui si deve rispettare l'unzione, si deve allo Spirito Santo che li ha posti a capo del suo popolo.

Se i profeti rendono testimonianza alla parola con coraggio, la ragione sta nel fatto che lo Spirito di Dio li ha resi capaci di questo. Se i sacerdoti hanno una missione e dei poteri, si deve allo Spirito di Dio che li ha scelti tra il popolo.

La venuta dello Spirito Santo è annunciata e promessa dal Padre, a più riprese, per mezzo dei profeti.

Ascoltiamo il profeta Isaia: «Spanderò il mio Spirito sulla tua discendenza». «Sarà infuso uno Spirito dall'alto». «Un germoglio spunterà dal trono di Iesse, un virgulto germoglierà dalle sue radici. Su di lui si poserà lo Spirito del Signore: spirito di sapienza e di intelletto, spirito di consiglio e di fortezza, spirito di conoscenza e di timore del Signore» (Is 44,3; 32,15).

Il profeta Ezechiele dice: «Diffonderò il mio Spirito sulla casa di Israele. Vi darò un cuore nuovo e porrò in voi uno Spirito nuovo... Porrò in voi il mio Spirito e farò che viviate secondo i miei comandamenti» (Ez 36,2628).

Un annuncio particolarmente significativo è quello del profeta Gioele: «Effonderò il mio Spirito su ogni uomo e diverranno profeti i vostri figli e le vostre figlie; i vostri anziani faranno sogni, i vostri giovani avranno visioni. Anche sopra gli schiavi e sopra le schiave, in quei giorni, effonderò il mio Spirito» (GI 3,14).

Solo nel Nuovo Testamento lo Spirito Santo è rivelato come persone divina. è Gesù che lo rivela, anche se solo con la Pentecoste tale rivelazione diventerà consapevolezza.

 

«I profeti erano uomini, ripieni di Spirito Santo, inviati a compiere una missione. Erano gli uomini della Parola di Dio.

Nella loro bocca questa parola ora denunzia l'infedeltà di Israele, ora preannunzia castighi, ora è messaggio di salvezza. Essi sono consapevoli di trasmettere ai propri fratelli ciò che lo Spirito di Dio ha loro suggerito.

Oltre ai profeti, anche i giudici di Israele furono investiti dallo Spirito e incaricati di salvare Israele da dissidi, oppressioni e prepotenze: Gedeone, Debora; Sansone, Samuele, mossi dalla Spirito di Dio conducono e salvano Israele nei momenti dïffàcili:

Anche nei re e nei sacerdoti operava lo Spirito. dì Dio. Donato attraverso la loro "unzione" faceva di loro uomini "consacrati" al servizio di Dio nella comunità».

 

PREGHIERA: SPIRITO DI RIVELAZIONE

Tu che hai voluto istruirci per mezzo della Sacra Scrittura suscita e sviluppa in noi il desiderio di studiarla e di approfondirla. Tu che hai ispirato la redazione dei Libri Santi, insegnaci ad accostarci ad essi e a leggerli secondo la tua visione divina. Tu che hai nascosto in questi Scritti un senso superiore, aiutaci a percepirlo, facendoci scoprire l'ampiezza infinita della tua dottrina, facendoci passare dalla lettera allo spirito. Tu che hai raccolto a poco a poco lungo i secoli in opere diverse i lineamenti più caratteristici della persona di Cristo, fa' che scopriamo in esse il volto del Salvatore, insegnaci a leggerle con lo sguardo benevolmente fisso su di lui.

 

PER LA SALVEZZA DELL'UOMO

Dopo il peccato originale, lo Spirito Santo prepara la venuta del Messia per la salvezza dell'uomo. Avvicina i patriarchi e i profeti e indica ad essi il tempo e il luogo della nascita del Redentore; per mezzo di loro predice l'avvento di un precursore, l'arrivo dei Magi, la fuga in Egitto.

Per rendere più confortevole la venuta del Redentore, agisce su Giovanni il Battista e «sarà pieno di Spirito Santo fin dal grembo materno»; invita Zaccaria a profetizzare che «verrà dall'alto a visitarci un Sole che sorge»; informerà Giuseppe che quello che avveniva «era opera dello Spirito Santo».

Giunta la pienezza dei tempi, predetta dai profeti, lo Spirito Santo scende su Maria. Si avverano le parole già dette dall'arcangelo Gabriele: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua mano la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio» (Lc 1,35).

Con queste parole la Vergine entra nella storia della salvezza e diventa punto di incontro tra la terra e il cielo, «segno di speranza per il popolo di Dio ».

Lo Spirito Santo ha voluto e fatto sì che da Maria nascesse il Messia, Colui dal quale Egli stesso procede.

 

PREGHIERA: TEMPIO DELLO SPIRITO SANTO

Tu hai saputo accogliere lo Spirito Santo con animo aperto. Lo hai accolto abbandonandogli tutto il tuo essere, affidandoti alla potenza del suo amore. Non hai cessato mai di accoglierlo durante tutta la vita, ascoltando la sua voce misteriosa, seguendo tutti i suoi suggerimenti. Sul tuo esempio, vorremmo anche noi ricevere con pienezza lo Spirito Santo e non sciupare nulla della sua venuta dentro di noi. Mostraci la via della docilità al suo insegnamento, e quella della cooperazione all'opera sua.

 

LO RIVELO' A GERUSALEMME

Tutto l'apostolato di Gesù è guidato dallo Spirito Santo. Difatti san Basilio di Cesarea così precisa: «Dapprima Egli fu presente nella carne del Signore, quando divenne la sua unzione e il compagno inseparabile... Poi tutta l'attività di Cristo si svolse in presenza dello Spirito Santo... Era inseparabilmente con lui quando Gesù compiva i miracoli... Né l'ha lasciato dopo la risurrezione dai morti» (Sullo Spirito Santo 16,39).

All'inizio della sua missione, lo stesso Gesù si presenta nella sinagoga di Nazaret e fa capire con le sue parole che proprio a lui si riferiscono le parole di Isaia: «Lo Spirito Santo è sopra di me, per questo mi ha consacrato con l'unzione e mi ha mandato per annunciare ai poveri il lieto messaggio».

Il profeta Isaia già aveva detto di lui: «Ecco il mio servo che io sostengo, il mio eletto di cui mi delizio. Ho posto il mio spirito su di lui; egli porterà il mio diritto alle nazioni» (42,1).

Lo Spirito Santo scenderà nel battesimo del Giordano «come una colomba» per annunziare una nuova definitiva pacificazione tra cielo e terra nella persona di Cristo.

Spettava a Gesù, che fu il grande rivelatore del Padre, rivelare anche lo Spirito Santo. Lo rivelò a Gerusalemme, durante la festa dei Tabernacoli, in un momento di grande commozione.

Si legge nel Vangelo che Egli si alzò in piedi, in mezzo alla folla, ed esclamò ad alta voce: «Chi ha sete venga a me e beva. A chi crede in me, dice la Scrittura, sgorgheranno dal suo petto torrenti di acqua viva».

Per fare comprendere meglio la sua opera salvatrice, Gesù ricorre ad un segno efficace: l'acqua. Solo dopo la Pentecoste l'evangelista Giovanni capirà il significato dell'acqua e la portata delle parole di Cristo: «Questo disse dello Spirito, che dovevano ricevere i credenti in lui» (Gv 7,39).

Le parole di Gesù si rifacevano a quanto era stato detto dal profeta Ezechiele, all'acqua cioè da lui veduta scaturire dal lato destro del tempio, che nel suo corso cresceva fino a diventare «un torrente impossibile da attraversare».

Ezechiele ebbe il privilegio di contemplare, in visione, un fiume, che partendo dal lato destro dell'altare del tempio di Gerusalemme, avanzava con forza e cresceva di livello, portando ovunque gioia e vita.

Gesù presenta in questa visione l'opera di Dio nell'uomo: un corso di acqua viva scaturisce dalle sorgenti del Salvatore e forma un corso ineffabile di vita divina.

 

Per fare comprendere ai suoi parrocchiani chi sia lo Spirito Santo e quale sia la sua azione nelle anime, il Santo Curato d'Ars ricorre alle immagini più delicate: Lo Spirito Santo riposa nelle anime dei giusti, come una colomba nel suo nido. è come il sole che riscalda la terra, come l'acqua che irrora e fa crescere l'erba. Come un vento caldo, egli scaccia la nebbia e scioglie il ghiaccio. Egli è il giardinieri che lavom la nostra anima.

 

PREGHIERA: IMPAREGGIABILE

Insegnaci ogni cosa, secondo la promessa fatta da Gesù ai suoi discepoli. Mostraci il posto particolare che il Padre ci ha riservato nella creazione. Insegnaci le meraviglie dell'amore divino e dacci la grazia di ammirarle nel più profondo dell'anima nostra. Svelaci tutti i tesori che hai racchiusi nella Sacra Scrittura perché diventino la nostra ricchezza. Accompagnaci in ogni istante col tuo insegnamento affinché la nostra via sia sempre illuminata dalla tua luce.

 

UN ALTRO CONSOLATORE

Quando era ormai vicino per Gesù il tempo di lasciare questo mondo, egli annunciò agli apostoli «un altro consolatore».

L'evangelista Giovanni, che era presente, ci ricorda che, durante la cena pasquale precedente il giorno della sua passione e morte, Gesù si rivolse a loro con queste parole: «Qualunque cosa chiederete nel nome mio, io la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio... Io pregherò il Padre, ed egli vi darà un altro consolatore, perché rimanga con voi sempre, lo Spirito di verità» (Gv 14.13; 16).

Proprio questo Spirito di verità, Gesù chiama Paraclito e Parkkletos vuol dire "consolatore", e anche "intercessore", o "avvocato".

E dice che è "un altro" consolatore, il secondo, perché egli stesso, Gesù, è il primo consolatore, essendo il primo portatore e donatore della buona novella.

Lo Spirito Santo viene dopo di lui e grazie a lui, per continuare nel mondo, mediante la Chiesa, l'opera della buona novella di salvezza.

Di questa continuazione della sua opera da parte dello Spirito Santo Gesù parla più di una volta durante lo stesso discorso di addio, preparando gli apostoli, riuniti nel cenacolo, alla sua dipartita, cioè alla sua passione e morte in croce. . Difatti possiamo leggere: «Non vi lascerò orfani, ritornerò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre e voi in me e io in voi.

Queste cose vi ho detto quando ero ancora tra voi. Ma il consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, egli v'insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto (Gv 14, 1827).

 

PREGHIERA: CONCEDICI QUESTO DONO

Tu non rifiuti mai lo Spirito Santo a coloro che te lo chiedono, perché tu sei il primo a desiderare che lo riceviamo. Concedici dunque questo dono che riassume e contiene tutti gli altri. Questo dono nel quale racchiudi tutti i segreti del tuo amore, tutta la generosità dei tuoi benefici. Questo dono capace di trasformarci da cima a fondo, di guarirci dalle nostre debolezze e di purificarci. Questo dono della tua energia onnipotente, indispensabile per adempiere la missione che ci affidi.

 

NASCE LA CHIESA

La Pentecoste segna la nascita ufficiale della Chiesa.

I primi cristiani festeggiavano questo giorno con grande solennità. San Paolo ne fa cenno nella prima lettera ai Corinti: «Mi fermerò a Efeso fino a Pentecoste» (16,8) e negli Atti: «Spero di essere a Gerusalemme per la Pentecoste» (20,16).

«Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all'improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatté gagliardo e riempì tutta la casa dove si trovavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e incominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito Santo dava loro il potere di esprimersi» (At 2,14).

Nel Cenacolo, oltre agli apostoli, vi erano alcune donne, tra le quali Maria, madre di Gesù e alcuni discepoli. Tutti insieme formavano come una famiglia: era la Chiesa nascente.

Quel gruppo di uomini e donne, prima spauriti e delusi, ora acquistano coscienza di essere comunità. Sentono Gesù presente in mezzo a loro, meglio di quando era con loro fisicamente.

Allora era "con" loro, ora è "in" loro mediante lo Spirito Santo, e, con un'intima comunione di vita e un reciproco scambio d'amore, fa suoi i loro gesti e li arricchisce con la sua forza, che è sorgente di vita.

Come effetto della presenza dello Spirito Santo si fondono i cuori: nasce la comunità... nasce la Chiesa. «Tutti furono pieni di Spirito Santo... Avevano un cuor solo e un'anima sola» (At 2,4 e 4,32).

Per la prima comunità cristiana, lo Spirito Santo era tutto: è pienezza di vita, è gioia, è forza, entusiasmo; è soprattutto vincolo di amore fraterno: «Erano assidui nell'ascoltare l'insegnamento degli apostoli e nell'unione fraterna, nella frazione del pane e nella preghiera» (At 2,42).

 

«San Giovanni Crisostomo chiama la Pentecoste la "madre" di tutte le feste. Nel medioevo in molte città d'Italia e di Francia, durante i riti religiosi di Pentecoste, vi era l'uso di fare piovere dall'alto petali di rose e batuffoli di stoppa accesa, si facevano anche svolazzare per le chiese delle colombe, simboli espressivi dello Spirito Santo.

I residui della stoppa bruciata e i petali di rose e di altri fiori venivano raccolti con cura dai contadini e portati nei campi per benedirli e renderli fertili.

Ancor oggi, in alcune città come Roma, Palermo, Firenze, Siena, la Pentecoste è chiamata "Pasqua rosada" o "Pasqua delle rose"».

 

PREGHIERA: VIENI, SPIRITO DI VITA

Vieni, Spirito di vita, e rinnova l'opera della creazione, per edificare una società più umana e più giusta. Vieni, Spirito di sapienza, e rendi la tua Chiesa totalmente docile alla parola del Vangelo. Vieni, Spirito di grazia, e trasforma la Chiesa con la tua santità, perché cresca come la famiglia dei figli di Dio. Vieni, Spirito di consiglio, e guida la tua Chiesa lungo il cammino della storia. Vieni, Spirito di pietà, e libera la tua Chiesa con amore misericordioso dalla schiavitù del male. Vieni, Spirito dil lode, e comunica alla Chiesa la sapienza delle cose di Dio. Vieni, Spirito di fortezza, e dona alla tua Chiesa il coraggio di annunziare a tutti i popoli il Vangelo della salvezza. Vieni, Spirito di servizio, edifica la tua Chiesa nell'unità e nella pace, perché sia solidale con le gioie e le sofferenze di tutti gli uomini. Vieni, Spirito di risurrezione, e come hai risuscitato Gesù da morte, introduci tutti gli uomini nella vita e nella gloria eterna.

 

GUIDA LA CHIESA

I primi passi sono sempre difficili; per questo lo Spirito Santo fin dall'inizio, prende la Chiesa per mano e l'accompagna.

Si legge negli Atti degli Apostoli che la Chiesa «cresceva e camminava nel timore del Signore, colma del conforto dello Spirito Santo» (At 9,31). Però cadrebbe in errore chi pensasse che lo Spirito Santo abbia sostituito o soppiantato Gesù nella guida della Chiesa.

L'azione del Verbo e dello Spirito Santo è simultanea e ugualmente vitale come quella del capo e del cuore, per usare la suggestiva analogia tanto cara a san Tommaso.

S. Ireneo, già nel secondo secolo diceva: «Là ove è la Chiesa, ivi è lo Spirito di Dio, e ove è lo Spirito di Dio, è presente anche la Chiesa e ogni sua grazia» (Adv. Haer. 111, 24,1). Le parole di S. Ireneo trovavano piena conferma negli Atti e nelle Lettere degli Apostoli dove lo Spirito Santo sceglie gli apostoli, presiede le loro riunioni, li istruisce, li invia in missione, li ricolma di carismi e li spinge a dare testimonianza...

Scorrendo gli Atti degli Apostoli, ci si accorge con quanta familiarità ed efficacia lo Spirito Santo abbia operato nella vita della Chiesa, appena nata.

La mattina di Pentecoste, Egli in forma di lingue di fuoco, scende sugli apostoli che «pieni di Spirito Santo» cominciano a parlare in altre lingue «come lo Spirito dava loro il potere di esprimersi» (2,4).

Da quel giorno, gli interventi dello Spirito diventano numerosi e particolarmente incisivi:

Egli sceglie gli apostoli da inviare in missione: «Mentre essi stavano celebrando e digiunando, lo Spirito Santo disse: "Riservate per me Barnaba e Saulo per l'opera per la quale li ho chiamati"» (13,2).

Diventa l'ispiratore di iniziative. Difatti invita Pietro ad accogliere i gentili: «Lo Spirito Santo disse a Pietro: Ecco, tre uomini ti cercano; alzati, scendi e va con loro senza esitazione, perché io li ho mandati» (10,1920).

Ordina a Filippo di battezzare un eunuco: «Disse allora lo Spirito a Filippo: Va' avanti e raggiungi quel carro... Quando furono usciti dall'acqua, lo Spirito rapì Filippo e l'eunuco non lo vide più» (8,29).

Invia gli apostoli in missione: «Essi dunque inviati dallo Spirito, scesero a Seleucia da dove salparono alla volta di Cipro» (13,4). «Ed ecco che ora, costretto dallo Spirito, vado a Gerusalemme senza sapere che cosa mi accadrà. So soltanto che lo Spirito in ogni città mi attesta che mi attendono catene e tribolazioni» (20,2223).

Interviene nelle decisioni da prendere. Si legge sempre negli Atti al cap. 15,28: «Abbiamo deciso, infatti, lo Spirito Santo e noi, di non imporvi nulla oltre a queste cose che sono necessarie».

Assiste i cristiani nelle difficoltà, riempiendo il loro cuore di gioia: «Essi erano pieni di gioia e di Spirito Santo» (13,52).

«Stefano, pieno di Spirito Santo, fissando gli occhi al cielo, vide la gloria di Dio e Gesù che stava alla sua destra» (7,55).

San Paolo esorta i primi cristiani ad avere fiducia nello Spirito Santo: «Lasciatevi guidare dallo Spirito» (Gal 5,16). «Tutti quelli che si lasciano guidare dallo Spirito di Dio, costoro sono figli di Dio» (Rm 8,14). «Se pertanto viviamo dello Spirito, conviene che camminiamo anche secondo lo Spirito» (Gal 5,25).

 

PREGHIERA: SPIRITO SANTO, NOSTRA GUIDA

Guida benevola, tu tieni conto delle nostre debolezze e ci aiuti a riparare tutte le nostre malefatte: aiutaci anche a riprendere coraggio in tutti i nostri insuccessi, appoggiandoci sulla tua sollecitudine piena di amore. Guida rispettosa della nostra personalità, tu vuoi stimolare e sviluppare tutte le nostre qualità interiori, perciò fai continuamente appello alla nostra libertà e al senso della nostra responsabilità, ebbene: rendici più degni della fiducia che ci dimostri. Guida audace, tu desideri per noi una vita vissuta con magnanimità, proporzionata al piano divino: rendici partecipi di questa tua audacia per sviluppare tutto il divino che c'è in noi.

 

CARISMI E DONI

Fin da principio, lo Spirito Santo ha aiutato la Chiesa con carismi e doni, al fine di formare la comunità e di santificare le anime.

I primi ad usufruire dei carismi furono gli apostoli, i quali «furono ripieni di Spirito Santo».

San Paolo scrivendo ai Corinti dice: «Vi sono poi diversità di carismi... e a ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per l'utilità comune: a uno viene concesso dallo Spirito il linguaggio della sapienza; a un altro, invece, per mezzo dello stesso Spirito, il linguaggio della scienza; a uno la fede per mezzo dello stesso Spirito; a un altro il dono di fare guarigioni per mezzo dell'unico Spirito; a uno il potere dei miracoli; a un altro il dono della profezia; a un altro il dono di distinguere gli spiriti; a un altro la varietà delle lingue.

Ma tutte queste cose è l'unico e medesimo Spirito che le opera, distribuendole a ciascuno come vuole» (1 Cor 12,411).

All'inizio, la Chiesa possedeva molti carismi perché necessitava dell'aiuto dello Spirito. San Giovanni Crisostomo paragona la Chiesa nascente ad una pianticella. Finché è piccola, il giardiniere la cura con diligenza, perché si trova in una necessità particolare.

Clemente Romano, verso l'anno 95, dopo avere ricordato ai Corinti l'abbondante effusione dello Spirito Santo di cui godevano, dà loro questa esortazione: «Ciascuno rispetti nel suo prossimo il carisma che ha ricevuto ».

S. Ireneo, che è vissuto nel secondo secolo, afferma: «Sappiamo che nella Chiesa molti fratelli hanno carismi profetici e, per virtù dello Spirito Santo, parlano tutte le lingue, rivelano per il bene di tutti, i segreti degli uomini ed espongono i misteri di Dio» (Adv. Haer., V,6,1).

San Giovanni Crisostomo giustifica questa assistenza: «All'inizio la Chiesa possedeva molti carismi, perché necessitava di slancio missionario» (Om. II per la Pent. 14).

Nella Chiesa nascente i carismi sbocciarono numerosi, come le gemme a primavera. Allora la Chiesa era povera di beni materiali, ma possedeva la ricchezza più grande: lo Spirito Santo. Egli vegliava su di lei, "piccolo gregge", la istruiva e la sosteneva; come la mano dell'artista sulla corda dell'arpa, imprimeva su di lei un tono di serenità e di gioia.

 

«Durante la persecuzione di Diocleziano, una giovane fu arrestata e condotta davanti ai giudici. Le fu ordinato di adorare le divinità pagane. Essa si rifiutò energicamente: «Non temo disse perché so che lo Spirito Santo mi proteggerà! Egli l'ha promesso!».

Il giudice chiese: «è forse in te lo Spirito Santo?». «Sì gli rispose lo Spirito Santo è in me e io sono suo tempio!».

Il giudice le disse: «Farò in modo che lo Spirito Santo ti abbandoni!».

Fu condannata a morte. Prima di morire, lo Spirito Santo le diede anche il dono della profezia, e le fece predire che, dopo la persecuzione di Diocleziano, la Chiesa avrebbe avuto un lungo periodo di pace. La giovane era S. Lucia».

 

PREGHIERA: ALITA SU NOI, O SPIRITO SANTO

Passi il tuo alito come la brezza primaverile che fa rifiorire la vita e sbocciare l'amore. O come l'uragano che scatena una forza ignota e solleva le energie addormentate. Passi il tuo alito nel nostro sguardo per volgerlo su orizzonti più lontani e più vasti. Passi il tuo alito sui nostri volti tristi per farvi rifiorire il sorriso. E sulle nostre mani stanche per rianimarle e ricondurle lietamente all'azione. Passi il tuo alito nel nostro spirito per farvi abbondare i pensieri fecondi e dilatanti. Passi e rimanga in tutta la nostra vita per dilatarla e darle la tua dimensione divina!

 

SI MANIFESTA IN NOI

Lo Spirito Santo si manifesta per mezzo dei carismi e dei doni, che Egli concede per il bene della comunità e delle anime.

I carismi sono manifestazioni straordinarie dello Spirito Santo, al fine di "edificare" la Chiesa; i doni sono "l'irradiazione" dello Spirito per la santificazione personale.

I carismi più noti sono: la profezia, i miracoli, il dono delle lingue, la scienza, la liberazione dal maligno, il discernimento degli spiriti, la guarigione degli infermi.

1 doni sono più frequenti; il catechismo ne presenta sette: sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, scienza, pietà e timor di Dio.

Questa lista conosciuta già fin dai primi Padri della Chiesa, è desunta dal libro del profeta Isaia. Ecco il testo: «Un germoglio spunterà dal tronco di lesse, un virgulto germoglierà dalle sue radici. Su di lui si poserà lo Spirito del Signore: spirito di sapienza e di intelligenza, spirito di consiglio e di fortezza, spirito di conoscenza e di timor di Dio» (Is 11,12).

Manca in questa enumerazione, il dono dello spirito di pietà; ma la versione greca dei LXX e la Volgata latina ve lo aggiungono, tenendo conto che nell'Antico Testamento i termini "pietà" e "timore del Signore" nel loro significato spesso si identificano.

Lo Spirito Santo è generoso e offre a tutti i suoi doni. Chi li utilizza cammina a grandi passi nella via della santità. Chi non li utilizza non fa progressi: è come un paccodono "sigillato".

Sente la presenza dello Spirito Santo in sé chi possiede una certa sensibilità ed è intenzionato a vivere il suo battesimo.

Dalla pratica del comandamento dell'amore, si comprende se abita in lui lo Spirito Santo. Lo conferma s. Agostino: «Se ami il tuo fratello, sta tranquillo poiché in te abita lo Spirito Santo».

Segni evidenti di questa presenza sono: l'entusiasmo nell'agire, il dominio di sé, l'amore che unisce, il desiderio di fare il bene, la contentezza del bene operato, ma soprattutto una grande sicurezza e fiducia in Lui.

Chi vive questa realtà, ha l'animo invaso da una continua serenità, gusta la parola di Dio, nutre amore all'eucaristia e grande devozione alla Madonna, si apre alla carità e sente il bisogno di esternare la propria gioia.

 

« Un giorno un papà decise di inviare il proprio figlio a scuola di nuoto da un celebre maestro. Dopo alcuni mesi di istruzioni, il ragazzo non aveva ancora imparato a nuotare. "Questo ragazzo commentava il maestro non imparerà mai a nuotare!".

Quel papà non si perse di coraggio. Riprese a casa il figlio e dopo alcuni giorni lo portò in piscina.

"Non temere gli disse gettati in acqua e prova a nuotare!". Senza indugiare,, il ragazzo obbedì, e come per incanto, le gambe e le braccia si snodarono in modo regolare, e incominciò a nuotare. Il papà, meravigliato, gli chiese: "Perché non sei riuscito a imparare a nuotare col tuo maestro?":

Gli rispose: «Con lui non mi sentivo sicuro, avevo paura. Con te vicino, invece, mi sento sicuro, non ho paura!".

 

PREGHIERA: SPIRITO DI INTIMITà

Tu che crei la nostra intimità con Cristo, fa' che la riceviamo in tutta la sua profondità. Fa' che aderiamo al Signore con tutta la forza della nostra volontà, sostenuta dalla tua forza divina e dalla tua volontà. Stabilisci in noi uno spazio interiore, ove possiamo meglio accogliere la persona del Figlio di Dio venuto ad abitare in mezzo a noi. Nei periodi di aridità e di oscurità, fa' che gridiamo ancor più forte il nostro desiderio di intimità e crediamo più fermamente alla presenza divina che risponde al nostro appello. Che questa intimità ci elevi al di sopra di noi stessi, ci faccia condividere le più nobili aspirazioni del Salvatore.

 

ANCHE OGGI PER NOI

La parola carisma, cioè dono, fa pensare subito a qualcosa di eccezionale. Però, come dice san Paolo, non tutti sono apostoli, non tutti profeti, non tutti maestri, non tutti operatori di miracoli.

Accanto ai carismi straordinari, ve ne sono dei più umili, di meno evidenti, ma tutti preziosi "per l'utilità comune".

Il Vaticano II, alla domanda: «Oggi vi sono ancora carismi?», risponde: «Lo Spirito Santo... dispensa pure tra i fedeli di ogni ordine grazie speciali con le quali li rende adatti e pronti ad assumersi varie opere e uffici, utili al rinnovamento e alla maggiore espansione della Chiesa».

Nel decreto sull'Apostolato dei laici, lo stesso Concilio scrive: «Lo Spirito Santo elargisce ai fedeli dei doni particolari distribuendoli a ciascuno come vuole, affinché mettendo ciascuno a servizio degli altri il proprio dono... contribuiscano anch'essi all'edificazione di tutto il corpo nella carità».

Anche oggi i carismi e i doni vengono distribuiti. Quello che ognuno deve fare è di riceverli «con gratitudine e consolazione» e sentire tutta la responsabilità di fronte al retto e coscienzioso uso dei medesimi.

San Gregorio Magno, riferendosi alla generosità con cui Dio distribuisce i suoi doni, ha similitudini meravigliose: «Dio ha fatto con noi come con le regioni della terra. Ha elargito a ciascuna frutti diversi: a chi abbondanza di vino, a chi di olio, a chi di bestiame, a chi di frumento. Così si attua lo scambio dei prodotti e nasce tra loro la comunione e tutti concorrono all'utilità comune».

«In un edificio una pietra porta l'altra pietra, perché una pietra poggia sull'altra. Così è nella Chiesa dove ciascuno porta ed è portato dall'altro. Alcuni sono portati da noi e noi siamo portati dagli altri; ma c'è uno, il nostro Redentore, che porta da solo tutti noi insieme, essendo il fondamento che porta tutto il peso della costruzione» (Omelie su Ezechiele, 1,7).

 

«In Francia, nella piccola parrocchia di Ars, nel secolo XIX, visse un giovane prete di nome Giovanni Maria Vianney.

Era povero di cultura, ma in cambio era umile e pio. Il suo vescovo gli aveva assegnato la parrocchia, "perché diceva ai limiti di intelligenza, supplirà la santità della vita".

All'inizio della settimana, egli preparava la predica per la domenica seguente; si limitava ad una paginetta che imparava a memoria e poi recitava, molte volte sbagliando.

Trovandosi in difficoltà chiese aiuto allo Spirito Santo con preghiere e digiuni. Lo Spirito Santo lo esaudì dandogli non solo il dono della scienza, ma anche il dono dei miracoli.

In breve tempo le sue prediche divennero meravigliose, la fama della sua eloquenza si diffuse in Francia e nel mondo.

Un giorno andò ad ascoltarlo il principe degli oratori francesi: P. Lacordaire. Il tema della predica era: Lo Spirito Santo.

Dopo averlo ascolto, P. Lacordaire, estasiato esclamò: "Soltanto ora ho compreso chi sia lo Spirito Santo!':

Quel prete divenne santo ed è conosciuto in tutto il mondo col nome di "Santo Curato d'Ars"».

 

PREGHIARA: TRASPORTACI IN TE

Trasportaci in te, o Spirito Santo, nel soffio impetuoso del tuo amore. Trasportaci verso orizzonti più vasti, al di là dei limiti del nostro spirito troppo meschino. Trasportaci sollevando tutto il nostro essere umano verso le altezze della perfezione divina. Trasportaci lontano dai nostri sogni terreni, affinché possiamo contemplare ed attuare quello che Dio vuole per noi. Trasportaci, liberandoci dai nostri timori e dalle nostre esitazioni, trasportaci nell'impeto di una generosità dilatante, distaccandoci dalle nostre preoccupazioni quotidiane.

Trasportaci perché il nostro cuore liberato da ciò che lo paralizza possa aprirsi a tutto ciò che è grande e bello. Trasportaci con la tua energia divina che ci fa superare gli ostacoli e ci conduce allo scopo della nostra vita.

 

"UNA NUOVA PRIMAVERA"

Fin dal 1961, alla vigilia del Concilio Vaticano II, il papa Giovanni XXIII ha auspicato per la Chiesa una "nuova primavera" e ha invitato i cristiani a leggere gli Atti degli Apostoli per rivivere i tempi in cui i discepoli, riuniti nel cenacolo di Gerusalemme, si erano preparati a ricevere lo Spirito Santo, «assidui e concordi nella preghiera... con Maria, madre di Gesù» (At 1,14).

A pochi giorni da tale invito, il Papa Buono dichiarava beata Elena Guerra, l'apostola dello Spirito Santo, che aveva offerto la sua vita «per il rinnovamento della faccia della terra», mediante il ritorno alla "Chiesa del Cenacolo".

Fin dal 21 dicembre 1973, Paolo VI ebbe a dire: «Il soffio ossigenante dello Spirito Santo è venuto a svegliare nella Chiesa energie sopite, a suscitare carismi dormienti, a infondere quel senso di vitalità e letizia che ad ogni epoca della storia definisce la Chiesa giovane e attuale».

Sempre nel 1973 Paolo VI dichiarò: «La Chiesa, oggi, ha bisogno dello Spirito Santo: Egli è l'anima della Chiesa, il suo respiro, il vento delle sue vele».

Gli ortodossi parlano spesso e con convinzione dello Spirito Santo, e questo ci deve far riflettere e ci edifica.

Giovanni Paolo II, nella sua quinta enciclica "Dominum et vivificantem" delinea l'azione dello Spirito Santo nella vita dell'uomo, nella storia e nella Chiesa.

Invita i fedeli a ridare spazio allo Spirito Santo... ora che si avvicina il "grande giubileo" del 2000, che inaugurerà un'altra epoca nella storia del cristianesimo.

Oggi, con viva soddisfazione, si notano nella Chiesa segni evidenti di una ripresa nella devozione allo Spirito Santo. Lo conferma Giovanni Paolo II: «Viviamo in un momento privilegiato dello Spirito».

Possiamo dire con gioia che Papa Giovanni, Paolo VI e Giovanni Paolo II non hanno pregato invano per una nuova Pentecoste.

Ancora una volta sono vere le parole di Cristo: «Io sono con voi fino alla fine del mondo».

 

«Cirillo di Alessandria parlando dell'azione interiore dello Spirito Santo, ha espressioni meravigliose: "Ti meravigli? Prendi un esempio materiale, piccolo e modesto ma significativo.

Quando il fuoco penetra attraverso lo spessore del ferro, tutta la massa del ferro si trasforma in fuoco: da freddo che era diventa incandescente, da opaco splendente.

Se il fuoco, che è materiale, penetra così nella materia del ferro e agisce in esso fino a trasformarlo in fuoco, ti meravigli che 1o Spirito Santo possa penetrare nel Più profondo dell'anima?...

Come fa l'acqua, così anche Lui si adatta alle esigenze degli esseri che lo ricevono" (Sullo Spirito Santo, Cat. hatt. XVII, 1314).

 

PREGHIERA: SPIRITO DI SCONFINATA APERTURA

Vieni ad aprire sull'infinito le porte del nostro spirito e del nostro cuore. Aprile definitivamente e non permettere che noi tentiamo di richiuderle. Aprile al mistero di Dio e all'immensità dell'universo. Apri il nostro intelletto agli stupendi orizzonti della divina sapienza. Apri il nostro modo di pensare perché sia pronto ad accogliere i molteplici punti di vista diversi dai nostri. Apri la nostra simpatia alla diversità dei temperamenti e delle personalità che ci circondano. Apri il nostro affetto a tutti quelli che sono privi di amore, a quanti chiedono conforto. Apri la nostra carità ai problemi del mondo, a tutti i bisogni della umanità.

 

UOMINI LIBERI

Nel Cenacolo, insieme con gli apostoli c'era anche lei: Maria. Si legge, infatti negli Atti: «Tutti questi erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, la madre di Gesù».

Gli apostoli sentivano il bisogno di avere vicino qualcuno che ricordasse loro Gesù, che continuasse a parlare di lui.

Maria sapeva tutto questo; voleva tutto questo. Ecco perché si trova con essi nel Cenacolo.

Oggi la Vergine invita anche noi ad entrare nel Cenacolo per pregare insieme e per pronunciare un sì generoso come il suo. La Madonna sa che ogni missione incomincia con la preghiera, ma sa anche che tutto dipende da Dio, al quale "nulla è impossibile".

Alla preghiera seguirà, nella vita quotidiana, la testimonianza: il nostro sì generoso e sereno.

Chi si lascia guidare dallo Spirito e si rende disponibile ai suoi impulsi interiori, vive la vera libertà dei figli di Dio.

Ce lo garantisce Gesù: «Se rimanete fedeli alla mia parola sarete davvero miei discepoli, conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». La vera libertà sta alla radice dell'amore cristiano e fa della carità la legge suprema, che sta al di sopra di tutte le norme particolari e costituisce il criterio di tutte le scelte.

San Francesco, che fu un vero gioiello dello Spirito Santo, abbracciando il Vangelo, ha trovato la vera libertà, e nella libertà la perfetta letizia.

Chi si lascia guidare dallo Spirito Santo è libero da ogni condizionamento e possiede equilibrio e armonia interiore, che si manifestano come pace con Dio, con se stessi e con gli uomini, e non sono frutto di situazioni umane o di strutture, ma solo della presenza e dell'opera dello Spirito Santo.

 

«Benedetta Bianchi Porro nacque a Dovadola (Fo) nel 1936. A 13 anni accusò i primi sintomi di neurofibromatosi.

In breve tempo divenne sorda, cieca e poi completamente paralizzata; la sensibilità fu ridotta ad una sola mano e, tramite questa, comunicava con l'alfabeto muto.

In quel corpo viveva la fiamma dello Spirito Santo, che amava chiamare suo consolatore. La giaculatoria che recitava spesso era: "Gioia vera è lo Spirito in noi!".

Ad una sua amica confidava "Anche se sono cieca, sorda e forse tra poco ancor più umiliata, sono serena. Ho tanta luce in me. Oggi sento aria di primavera. Come è bella la vita! Tutto è grazia, tutto è bene! Lodiamo e ringraziamo il Signore!".

è morta all'età di 28 anni ed è in corso la sua causa di beatificazione».

 

PREGHIERA: SPIRITO DI FORTEZZA

Donaci la forza morale necessaria per rispondere a tutti gli inviti. La forza della fede, che aderisce armoniosamente al Signore. La forza della speranza che confida pienamente nella vittoria del Signore nel mondo. La forza dell'amore che non indietreggia di fronte ad alcun ostacolo. La forza della generosità che non si lascia fermare dalle barriere dell'egoismo. La forza della pazienza che soffre senza lamentarsi e offre tutte le sue sofferenze per un bene superiore. La forza della sincerità, che si rifiuta di mettersi al riparo dietro false apparenze e vuol agire alla luce di Dio. La forza della purezza, che domina istinti e passioni e custodisce nell'amore il primato dello spirito. La forza della fedeltà, che persevera attraverso tutte le lotte nel suo attaccamento al Signore.

 

LA VENUTA DELLO SPIRITO SANTO

SPIRITO significa un essere non composto di materia, (Dio, gli Angeli, l'anima; lo Spirito per eccellenza è la terza persona della Trinità, che procede dal Padre e dal Figlio come da un unico principio. Egli è perciò Dio, eterno ed infinito come il Padre e il Figlio.

AI Padre sono attribuite le opere di potenza, al Figlio quelle di sapienza, allo Spirito Santo, amore sostanziale del Padre e del Figlio, quelle d'amore, specialmente la guida della Chiesa e la nostra santificazione.

I SIMBOLI DELLO SPIRITO SANTO Essi indicano il suo modo d'agire e gli effetti che produce.

è simboleggiato dal vento apparso il giorno di Pentecoste, per indicare la forza irresistibile della sua azione; dal fuoco, perché illumina, riscalda, purifica e trasforma; dalle lingue, per indicare il dono delle lingue concesso agli apostoli, che dovevano in nome suo portare la parola di Dio in tutto il mondo; dalla colomba, sotto la cui forma scese su Gesù al suo battesimo, per indicare la pace, la mitezza e l'innocenza che porta nelle anime.

I BENEFICI DELLO SPIRITO SANTO 1) La grazia santificante, che cancella la colpa, e rende l'anima tempio di Dio.

2) La grazia attuale, cioè quella luce e quella forza con cui conoscere, volere e operare il bene.

3) L'infusione delle virtù teologali e morali o cardinali, facoltà soprannaturali dell'anima.

4) I sette doni, che dispongono l'anima ad assecondare la sua azione in noi. Sapienza, Intelletto, Consiglio, Fortezza, Scienza, Pietà e Timore di Dio.

5) I dodici frutti dello Spirito Santo quale espressione vivente della sua presenza sono: la carità, il gaudio, la pace, la pazienza, la longanimità, la bontà, la benignità, la mansuetudine, la fedeltà, la modestia, la continenza, la castità.

II nemico dello Spirito Santo: il peccato. Esso si oppone all'opera dello Spirito Santo, ma alcuni per una malizia speciale son detti per eccellenza Peccati contro lo Spirito Santo.

Sono: 1) Disperare dell'eterna salvezza; 2) Presumere di salvarsi senza merito; 3) Impugnare la verità conosciuta; 4) Invidiare le grazie altrui; 5) Ostinarsi nel peccato; 6) Non pentirsi al momento finale.

DOVERI VERSO LO SPIRITO SANTO 1) Adorazione come Dio; 2) Ringraziamento quale benefattore; 3) Docilità alle sue ispirazioni, quale nostra guida e maestro; 4) Disponibilità al dolce ospite, non profanare il nostro corpo diventato tempio dello Spirito Santo, col peccato impuro; 5) Donarsi a Maria, sua fedele Sposa.

LE BEATITUDINI Le beatitudini sono l'ultima corona dell'opera divina in noi. Sono frutti ma di maturità così perfetta, che ci danno già una pregustazione della celeste beatitudine; da ciò il nome di beatitudini.

Gesù Cristo, nel discorso della Montagna, le semplifica in: la povertà di spirito, la mansuetudine, le lacrime, la fame e la sete della giustizia, la misericordia, la purezza di cuore, la pazienza in mezzo alle persecuzioni. Ma anche qui si può dire che è numero simbolico e che non ha nulla di esclusivo.

Queste beatitudini sono mezzi per giungere alla beatitudine eterna e mezzi efficacissimi perché quando si abbraccia la povertà, la mansuetudine, quando uno sa dominare se stesso fino al punto da pregare per i nemici e da amare la croce, si imita allora perfettamente Nostro Signore.

I doni dello Spirito Santo, sapendoli coltivare, c'introducono nella vera vita di perfezione.

Ci fanno, infatti, praticare tutte le virtù, morali e teologali, nel più alto grado, per cui ci uniscono a Dio trasformandoci a poco a poco in lui e facendocene imitare le divine perfezioni.

Pongono nell'anima quell'arrendevolezza e quella docilità per cui lo Spirito Santo s'impossessa di noi e opera liberamente.

 

INVOCHIAMO LO SPIRITO SANTO

Invocare lo Spirito Santo significa metterci in ascolto della sua azione nella nostra vita, nella chiesa e nel mondo per collaborarvi. I frutti di una vera preghiera allo Spirito Santo sono: «...amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé» (Gal 5,22).

«è lo Spirito che dà la vita» (Gv 6,63), si inserisce nello sforzo personale, lo suscita, lo anima; ci fa capaci di operare come membra di Cristo, come figli del Padre, per la costruzione del Regno di Dio.

Solo dallo Spirito Santo viene il senso supremo della vita in corrispondenza con il progetto di Dio, per viverla secondo la propria personalità, nella comunità umana e cristiana.

 

Preghiera: Manda il tuo Spirito, Signore

Perché diventiamo creature nuove rinnovate dal tuo amore manda il tuo Spirito, o Signore. Perché la redenzione iniziata da Cristo si estenda sempre più nella nostra società e raggiunga ogni uomo, manda filtuo Spirito, o Signore. Per fare di tutti gli uomini, un'unica grande famiglia di fratelli, manda il tuo Spirito, o Signore.

 

Vieni, Santo Spirito

Vieni, Santo Spirito manda a noi dal cielo un raggio della tua luce Vieni, padre dei poveri, vieni, datore dei doni, vieni, luce dei cuori. Consolatore perfetto; ospite dolce dell'anima, dolcissimo sollievo. Nella fatica, riposo, nella calura, riparo, nel pianto, conforto. O luce beatissima, invadi nell'intimo il cuore dei tuoi fedeli. Senza la tua forza, nulla è nell'uomo, nulla senza colpa. Lava ciò che è sordido, bagna ciò che è arido, sana ciò che sanguina. Piega ciò che è rigido, scalda ciò che è gelido, drizza ciò che è sviato. Dona ai tuoi fedeli che solo in te confidano i tuoi santi doni. Dona virtù e premio, dona morte santa, dona gioia eterna.

 

LITANIE DELLO SPIRITO SANTO

Signore, pietà Signore, pietà

Cristo, pietà Cristo, pietà

Signore, pietà Signore, pietà

Cristo, ascoltaci Cristo, ascoltaci 

Cristo, esaudiscici Cristo, esaudiscici

Dio Padre, Creatore del mondo,  abbi pietà di noi

Dio Figlio, Redentore del mondo, abbi pietà di noi

Dio Spirito Santo, Amore del Padre e del Figlio, abbi pietà di noi

Santa Trinità, unico Dio abbi pietà di noi

Santa Trinità, Dio Uno nella sostanza e Trino nelle Persone abbi pietà di noi

Santa Trinità, onnipotente ed eterno Dio abbi pietà di noi

Santa Trinità, Dio infinitamente grande abbi pietà di noi

Santa Trinità, che hai creato l'uomo a tua immagine e somiglianza abbi pietà di noi  

Santa Trinità, nostro principio e nostra fine abbi pietà di noi

Santa Trinità, pienezza di santità e principio di tutte le virtù abbi pietà di noi

Santa Trinità alla cui misericordia non c'è limite abbi pietà di noi

Santa Trinità, oggetto della nostra fede e della nostra adorazione abbi pietà di noi

Santa Trinità, speranza, amore e santificazione nostra abbi pietà di noi

Santa Trinità, nostra eterna ricompensa abbi pietà di noi

Santa Trinità, salvezza dei credenti abbi pietà di noi

Santa Trinità, sollievo dei sofferenti abbi pietà di noi

Santa Trinità, rifugio e misericordia per i peccatori abbi pietà di noi

Santa Trinità, fondamento della Santa Chiesa Cattolica abbi pietà di noi

Santa Trinità, felicità eterna degli angeli e dei santi abbi pietà di noi

Santa Trinità, perché tutti ti conoscano Noi ti preghiamo, ascoltaci

Santa Trinità, perché tutti ti credano Noi ti preghiamo, ascoltaci

Santa Trinità, perché tutti ti amino ardentemente Noi ti preghiamo, ascoltaci

Santa Trinità, principio di unità e di Amore  Noi ti preghiamo, ascoltaci

Santa Trinità, presente fin dalla creazione del mondo  Noi ti preghiamo, ascoltaci

Santa Trinità, Alfa a Omega Noi ti preghiamo, ascoltaci

Santa Trinità, perché tutti ti servano fedelmente Noi ti preghiamo, ascoltaci

Santa Trinità, perché tutti ti adorino devotamente Noi ti preghiamo, ascoltaci

Santa Trinità, perché tutti ti glorifichino degnamente Noi ti preghiamo, ascoltaci

Santa Trinità, perché abbia misericordia di tutti i peccatori Noi ti preghiamo, ascoltaci

Santa Trinità, perché conceda ai giusti la perseveranza Noi ti preghiamo, ascoltaci

Santa Trinità, perché di tutti i popoli si faccia un solo ovile con un solo pastore Noi ti preghiamo, ascoltaci

Santa Trinità, perché la Chiesa possa e sappia sempre annunciare al mondo il tuo messaggio d'amore Noi ti preghiamo, ascoltaci

Santa Trinità, perché ti degni esaudire le nostre suppliche Noi ti preghiamo, ascoltaci

Benediciamo il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo

Lodiamolo ed esaltiamolo nei secoli.

Preghiamo:
O Dio padre, che hai mandato nel mondo il tuo Figlio, Parola di verità, e lo Spirito santificatore per rivelare agli uomini il mistero della tua vita, fa' che nella professione della vera fede riconosciamo la gloria della Trinità e adoriamo l'unico Dio in tre persone.

Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

NOVENA ALLO SPIRITO SANTO

Primo giorno Spirito Santo, dono di Dio all'anima mia, io resto assalito dall'emozione e dall'ammirazione, pensando a te.

Non trovo nulla che possa esprimere la felicità intima che provo, sapendoti ospite mio dolcissimo, e vita divina in me.

Come acque inondanti, l'anima è sopraffatta dalla quiete, dall'amore, dalla contemplazione saporosa di te.

Io sono come attonito dinanzi a tanta degnazione; penso alla tua bellezza, stupenda oltre ogni dire e immaginare; penso alla tua inesauribile ricchezza di grazia, di doni, di virtù, di frutti e beatitudini.

Penso alla tua tenera bontà, che ti spinge ad abitare in me. Tu hai tutto, tu puoi tutto, tu mi vuoi dare tutto.

Sono in uno stato di ammirazione commossa, nonostante la mia miseria, che mi fa essere l'ultimo della terra.

Ti benedico, ti adoro, ti ringrazio, ti chiedo tutto. Dammi tutto, o Spirito Santo!

 

Secondo giorno Spirito del Signore e celeste donatore, con la più profonda umiltà, ma anche con tutta la potenza dei miei ardenti desideri, chiedo che tu mi dia i tuoi santi doni, particolarmente la sapienza e la pietà. Accresci in me questi doni fino al loro sviluppo completo affinché l'anima mia sia docile e obbediente a te, maestro interiore, e io viva abitualmente dei tuoi doni e nella contemplazione intima e soave di te e di tutta la Trinità.

 

Terzo giorno Spirito Santo, maestro interiore e santificatore, io ti domando, con insistenza instancabile, che tu voglia istruire il mio intelletto su tutta la verità e parlare al mio cuore, che tu voglia santificarmi, curando l'anima mia come hai curato quella della Madonna, dei martiri e dei Santi.

Io sono avido di santità: non per me, ma per dar gloria a te, Maestro dei maestri, gloria alla Trinità, splendore alla Chiesa, esempio alle anime.

Non c'è mezzo migliore per essere veri apostoli che essere santi, perché, all'infuori della santità, si conclude ben poco. Spirito Santo, ascolta la mia preghiera ed esaudisci i miei desideri.

 

Quarto giorno Spirito Santo, verità e luce beatissima, sento una profonda amarezza nel constatare che tu sei quasi sconosciuto o dimenticato dalla maggior parte di noi. Non ti pensiamo mai, distratti come siamo da tante preoccupazioni, assorbiti dallo spirito del mondo, sbadati e incuranti delle tue premure e delicatezze.

Quale ingratitudine! Gran parte di questa colpa è nostra, che non viviamo questa verità e della quale quasi mai parliamo alle anime.

Accogli, Spirito divino, questi miei poveri sentimenti, in riparazione di così deplorevole dimenticanza, e a implorazione di tanta luce per me, per i sacerdoti e per i fedeli.

 

Quinto giorno Spirito Santo, amore e soavità del Padre e del Figlio, fiore e profumo della santità di Dio, fuoco divino acceso in me, rendi tutto nuovo il mio cuore; togli ogni macchia e oscurità, brucia ogni impurità, e rendimi conforme all'immagine del Figlio divino.

Spirito di fuoco, che ti degni abitare personalmente in me per santificarmi, accendi in me questo fuoco di amore, penetra e investi con la tua fiamma tutta l'anima mia; scaccia ogni affetto disordinato; spingimi a conquiste apostoliche; donami la grazia di essere fiamma, e di ardere di puro ed eterno amore.

 

Sesto giorno Spirito di fortezza, che hai dato ai martiti la forza di morire lietamente per la causa di Gesù Cristo, infondi in me questo dono divino in tutta la sua intensità.

Scuoti il mio torpore e la mia indolenza, rendimi forte nell'intraprendere tutto quello che il Signore mi chiede, senza badare a sacrifici e fatiche, a gloria tua e a beneficio spirituale e materiale di tutti i fratelli.

Dammi la forza di continuare con ardore, senza stancarmi e senza possibilità di abbandonare, quanto ho cominciato. Dammi coraggio ed energia nel difendere la Chiesa, nell'affermare davanti a tutti l'integrità della fede, e la vera obbedienza al Papa e ai Vescovi.

Dammi lo slancio sovrumano dell'apostolato; che io vi perseveri fino alla fine, a costo di qualunque sacrificio dell'anima o del corpo. Spirito divino, circondami della tua onnipotenza, sostienimi col tuo vigore, e avvolgimi della tua invincibile fortezza.

 

Settimo giorno Spirito di verità e di luce, fiamma e calore della luce, luce beatissima, dirada e disperdi dalla mia mente tutte le ombre dell'errore e del dubbio.

Irradia e illumina con perfetta chiarità l'intimo dell'anima. Che io respinga sempre ogni errore; che aderisca fortemente alla verità secondo gli insegnamenti della Chiesa; che cammini nel tuo splendore.

Vestito della tua santa luce, che io resti sempre nella tua verità e pura chiarità.

 

Ottavo giorno Spirito purificatore, purificami da ogni macchia. Santificami e dammi le virtù di Gesù, le stesse sue intenzioni, e disposizioni interiori. Sii in me lo stesso Spirito di Gesù.

Spira all'anima mia, verso Gesù, lo stesso amore che il Padre spira al suo divin Figlio e dammi la stessa attrazione che il Padre sente verso il suo diletto e carissimo Figlio Gesù.

 

Nono giorno Spirito Santo, ti supplico di rasserenare la mia mente con lumi chiari, necessari per me e per coloro che chiedono da me, e di sostenere la mia debole volontà con grazie di amore e di fortezza.

Divino santificatore, conducimi alla vetta della santità, attraverso il lavoro continuo, paziente, docile alle tue premure.

La santità sei tu e io devo lasciarti vivere in me, assecondando la tua opera di perfezione. Divino rinnovatore, rinnova tutto, rimuovi ogni male, ogni pericolo, ogni cattiveria, rifà tutto nuovo in me, tutto puro, tutto santo.

Divino vivificatore, anima della mia anima, dammi la forza di attestare e glorificare sempre, insieme con te, il figlio divino e di vivere per la sua gloria e morire nel suo amore.

Divino donatore, dammi i tuoi doni per contemplare Dio nella luce dei suoi misteri, per comprendere il vero valore della vita, e delle cose, e per amare tutti con pura carità, come se già fossi in cielo. Grazie! Amen!

(Tempio e Centro di irradiazione per la glorificazione dello Spirito Santo)