LO SPIRITO SANTO

Don Novello Pedersini

Ospite dolce dell'anima dolcissimo sollievo

L'uomo naturale è composto di anima e di corpo. Il cristiano è composto di anima, di corpo e di Spirito Santo. S. IRENEO

La Chiesa ha un padre: Dio Padre. La Chiesa ha un capo: Gesù, figlio di Dio. La Chiesa ha un'anima: lo Spirito Santo. S. BASILIO

La Pentecoste

non è un evento straordinario confinato nel passato, ma un rapporto vivo e permanente fra il Risorto e l'uomo, anzi fra il Risorto e l'intera Creazione. G. BIFFI

1

LO SPIRITO SANTO, IL DIVINO SCONOSCIUTO

Vieni, Santo Spirito, manda a noi dal cielo un raggio della tua luce.

Sequenza di Pentecoste, strofa 1

Vieni, o Spirito Creatore, visita le nostre menti, riempi della tua grazia i cuori che hai creato.

Inno «Vieni, Spirito Creatore», strofa 1

Lo Spirito Santo, il divino sconosciuto

L'espressione "lo Spirito Santo, il divino sconosciuto" ha radici molto lontane.

Proprio agli inizi della Chiesa l'apostolo Paolo, giungendo da Corinto a Efeso, incontra alcuni discepoli e chiede loro: «"Ave­te ricevuto lo Spirito Santo quando siete venuti alla fede?". Gli risposero: "Non abbiamo nemmeno sentito dire che ci sia uno Spirito Santo". Ed egli disse: "Quale battesimo avete ricevu­to?". "Il Battesimo di Giovanni", risposero».

Paolo allora li istruisce, li battezza "nel nome del Signore Gesù" e, nel momento nel quale impose le mani, «scese su di loro lo Spirito Santo e parlavano in lingue e profetavano».

Paolo non si sorprende di questa mancata conoscenza dello Spirito Santo, perché si era agli inizi e non tutto era ancora chiaro, soprattutto riguardo allo Spirito Santo, che è la Persona divina più difficile da illustrare, da definire, da presentare.

Come conoscerlo?

Era difficile allora, e lo è altrettanto ora, nonostante le intuizio­ni e le riflessioni dei pensatori, dei teologi, dei mistici e dell'in­tero popolo di Dio.

Abbiamo ricevuto lo Spirito Santo nel Battesimo e nella Cresi­ma, ma non siamo ancora giunti a inquadrare la sua Persona e a penetrare nella sua intimità più profonda, perché si tratta di un grande mistero!

È difficile, perché?

Perché lo Spirito Santo non si è rivelato con i lineamenti di una persona umana.

Leggendo le Scritture, possiamo raffigurarci, in qualche modo, - Dio Padre, come un buon papà,

- Gesù Cristo, come un uomo in carne e ossa e, oltre tutto, bello, intelligente, carismatico, ma non riusciamo a trovare un soggetto visibile che possa ri­chiamarci, sia pure in modo approssimativo, lo Spirito Santo. Come conoscerlo, allora?

Solo attraverso ciò che egli ha compiuto e continua a compiere

È lo stesso Gesù a metterci su questa strada, in quel famoso col­loquio con Nicodemo, nel quale cerca di illustrare la rinascita nel Battesimo, attraverso l'acqua e lo Spirito Santo.

Gesù dice, fra l'altro: «Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va».

Come per dire: non cercare come si fa presente lo Spirito Santo, perché l'importante è che tu possa sentirlo presente e verificare gli effetti della sua presenza!

Proprio così: lo Spirito Santo non si vede e non si può raffigura­re, ma si manifesta attraverso le "grandi opere" che Egli com­pie. È come il vento, che non si vede, ma si riconosce dagli effetti che produce.

Un episodio, per capire

Un giorno, racconta P. Rossi, si presentò a me un bimbo con un quaderno e una matita in mano. Mi chiese con insistenza di poter fare un disegno.

Era un bambino intelligente e bravo. Insisteva nel chiedermi: che cosa vuoi che io disegni?

Gli suggerii di disegnare il vento.

Il bimbo rimase alquanto perplesso, e mi guardava quasi per rimproverarmi. Poi si chinò sul quaderno e incominciò il suo lavoro.

Poco dopo me lo consegnò e mi disse: "ecco, guarda!".

Aveva disegnato un filo steso, e sul filo molta biancheria mossa dal vento e rivolta tutta nella stessa direzione.

Il bimbo aveva capito! Il vento non si vede e non si può dise­gnare; tuttavia si avverte la sua presenza, osservandone gli ef­fetti.

Così è per lo Spirito Santo

Così è per lo Spirito Santo: non vediamo il suo volto, ma ne possiamo avvertire la presenza, prestando attenzione alle sue manifestazioni e aprendoci alle sue meraviglie.

Questa presenza è autentica, personale e intima.

«Anche se la sua venuta non è accompagnata da prodigi straor­dinari, la fede ci insegna che questo Spirito ci è dato in modo invisibile ma reale».

È una conoscenza indispensabile

La conoscenza dello Spirito Santo è indispensabile perché que­sta Divina Persona è la sola a rendere perfetta e completa l'o­pera di Gesù Salvatore.

Lo ha detto ripetutamente Gesù: "tutto sarà compiuto solo quando sarà disceso lo Spirito Santo!".

Agli Apostoli, prima di congedarsi visibilmente da questo mon­do, ha detto: «è bene che io me ne vada, perché se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore; ma quando me ne sarò an­dato, ve lo manderò».

E ancora: «Egli vi guiderà alla verità tutta intera»; «Egli v'in­segnerà ogni cosa, e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto». L'Opera divina della salvezza fu dunque:

- voluta dal Padre,

- realizzata storicamente dal Figlio,

- completata e perfezionata dallo Spirito Santo, al quale si attribuisce la santificazione di ogni persona e la comunio­ne di tutti i credenti che divengono Corpo di Cristo.

Conoscerlo per accogliere il suo dono

Dobbiamo allora conoscerlo per incontrarlo. Dobbiamo incontrarlo:

- per adorarlo più consapevolmente,

- per invocarlo più frequentemente,

- per affidarci più consapevolmente alla sua guida,

- per vivere più gioiosamente l'amore che Dio ci dona, e che noi dobbiamo dare a Lui.

Lo dobbiamo incontrare non sul piano emozionale e del senti­mento, ma sul piano dell'intelligenza e dell'impegno.

Dice Paolo: «Se pertanto viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito».

Ed è logico, perché lo Spirito Santo è la sorgente e il fondamen­to della nuova vita che nasce col Battesimo.

2.

LO SPIRITO SANTO HA MOLTI NOMI, ATTRIBUTI E SIMBOLI

Vieni, Padre dei poveri, vieni, datore dei doni, vieni, luce dei cuori

Sequenza, strofa 2

O dolce Consolatore, dono del Padre altissimo, acqua viva, fuoco, amore, santo crisma dell'anima

Inno, strofa 2

Lo Spirito Santo ha molti nomi, attributi e simboli

Nomi, attributi e simboli dello Spirito Santo

Sono molti i nomi, gli attributi e i simboli con i quali lo Spirito Santo è chiamato e indicato.

Qui riportiamo quelli più significativi che ci aiutano a compren­dere l'illimitata e misteriosa ricchezza contenuta nella terza divina Persona.

I principali nomi

I. SPIRITO SANTO

La parola spirito, nel suo senso originale, significa respiro, so­spiro.

L'amore umano, quando il sentimento si fa più intenso, si mani­festa come sospiro, cioè respiro intenso e profondo.

In Dio questo respiro amoroso non si esaurisce in un puro senti­mento, non è passeggero come nell'uomo, ma è una realtà che procede dalla sua intima vita divina: è un sospiro

- vitale,

- permanente,

- eterno.

Nell'Antico Testamento, in ebraico, viene usato 150 volte, ed è detto ruàh con significati diversi. Viene chiamato:

- soffio creatore, che aleggia sulle acque, agli inizi del co­smo;

- soffio vitale, che origina una creatura intelligente e libera;

- vento, che soffia dove e come vuole, divenendo ora poten­za di Dio, ora dolce carezza di un Dio che ama le sue creature.

Il vento, il respiro, il sospiro sono immateriali e impalpabili, e quindi particolarmente adatti ad esprimere qualcosa di invisibi­le, che però si fa onnipresente.

2. AMORE

Lo Spirito Santo, come meglio vedremo, è:

-1'amore col quale il Padre si dona al Figlio;

- l'amore col quale il Figlio si offre al Padre;

- l'amore col quale il Padre e il Figlio si amano e, insieme, amano le creature, e in particolare gli uomini elevati nel Battesimo alla dignità di Figlio di Dio.

Lo Spirito Santo si identifica con l'Amore.

È l'Amore che procede dal Padre e dal Figlio, o meglio: è quel vincolo di infinita tenerezza che unisce il Padre al suo amato Figlio.

3. PERSONA DIVINA

Lo Spirito Santo è l'amore di Dio fatto Persona.

Non è solo un qualcosa, ma un Qualcuno: un "Io" divino, che è distinto dal Padre e dal Figlio, pur condividendo con essi la natura e pur essendo tutto nell'una e nell'altra Persona.

È una persona individuale completa e perfetta con prerogative esclusive e uniche.

Che lo Spirito Santo sia vera Persona, distinta dal Padre e dal Figlio, lo dimostra anche il fatto che gli vengono attribuite azio­ni personali, come vedremo in seguito.

4. DONO

Dice S. Agostino: «quando dici amore, dici dono. Lo Spirito Santo è dono accordato gratuitamente dal Padre e dal Figlio».

Il termine dono è fiorito sul labbro di Gesù, che, a più riprese, ha promesso agli Apostoli che avrebbero ricevuto «il dono dello Spirito Santo»; ed è stato espressamente usato dall'Apostolo Pietro: «Pentitevi e ciascuno di Voi si faccia battezzare... dopo riceverete il dono dello Spirito Santo».

Lo Spirito Santo è Dono per eccellenza; e da esso dipendono tutti gli altri doni.

Nella Sequenza di Pentecoste Egli è definito: «dono di Dio al­tissimo»; e nel Canone 4 si afferma che lo Spirito Santo è stato mandato, quale «primo Dono ai credenti, a perfezionare l'opera di Dio nel mondo e a compiere ogni santificazione».

5. PARACLITO

Questa parola è ricca di significato e può essere tradotta con "Avvocato, Difensore, Protettore, Assistente, Consolatore". Gesù quando sta per lasciarli promette agli Apostoli il Paràclito: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti. Io pregherò il Padre ed Egli vi darà un altro Consolatore perché rimanga con voi sempre».

Come dire: non vi affliggete, perché quello che non ho fatto io, fra breve lo farà lo Spirito Santo che sto per inviarvi.

Sarà lui

- a consolarvi,

- ad assistervi,

- a difendervi,

- a proteggervi.

Sarà Lui, Spirito di Verità, ad aiutarvi a testimoniare la verità, contro lo spirito del mondo, che è spirito di errore, di menzo­gna, di concupiscenza e di seduzione.

Come una mamma

Lo Spirito Santo è così la personificazione dell'amore: è tutto e solo amore!

È come la mamma!

Egli unisce in sé l'amore del Padre e la tenerezza della madre. Dice il Profeta: «A Éfraim io insegnavo a camminare tenendolo per mano... Io li traevo con legami di bontà, con vincoli d'amo­re; ero per loro come chi solleva un bimbo alla sua guancia; mi chinavo su di lui per dargli da mangiare».

Disse un giorno Papa Luciani: «Dio per noi è più che una mamma dolce e solerte».

Non solo quindi una mamma, ma una mamma appassionata e tenerissima!

I principali attributi

1. SPIRITO DI VERITA’

Lo Spirito Santo è colui che, dopo la partenza di Cristo, conser­verà per i discepoli la stessa Verità che Egli ha annunziato e rivelato, e anzi che Egli stesso è.

La missione del Figlio e la missione dello Spirito Santo

- si incontrano,

- sono connesse,

- si completano nell'affermare la verità e la vittoria dell'amore.

Lo Spirito Santo conduce la Chiesa verso un costante progresso nella comprensione della verità rivelata.

Veglia nell'insegnamento di tale verità, sulla sua conservazione e sulla sua applicazione alle mutevoli situazioni storiche.

2. SIGNORE E DATORE DELLA VITA

Diciamo nella Messa: "credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita".

Queste parole, nel testo latino, sono state scelte da Papa Gio­vanni Paolo II come titolo della sua Enciclica sullo Spirito San­to, pubblicata il 18 maggio 1986.

Lo Spirito Santo, che col Padre e col Figlio è soffio Creatore, ha come specifica proprietà quella di vivificare e governare ogni cosa.

Questa particolare presenza è messa in risalto nei momenti più significativi e determinanti della vita del mondo, della Chiesa e del singolo, come vedremo.

3. FORZA DALL'ALTO

Gesù ha detto di essere «la luce del mondo» che illumina ogni uomo, e ha promesso lo Spirito Santo come "Spirito di Verità" che «insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto».

Tuttavia non promette soltanto la luce, ma anche la forza per poterla accogliere e testimoniare.

Dice Gesù agli Apostoli: «avrete forza dallo Spirito... e mi sare­te testimoni».

E Paolo a Timòteo dice che "Dio ci ha dato uno Spirito di forza" che ci rende idonei a difendere il buon deposito della fede «con l'aiuto dello Spirito Santo che abita in noi».

Questa particolare forza viene chiamata col nome di "Fortezza" che è uno dei sette doni specifici dello Spirito Santo.

I principali simboli

l. LA COLOMBA

Dice Matteo: «Appena battezzato, Gesù uscì dall'acqua: ed ecco, si aprirono i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba, e venire su di lui. Ed ecco una voce dal cielo che disse: "Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto"».

Perché una colomba?

Spiega S. Agostino: Matteo non dice che lo Spirito Santo sia una colomba, ma che è apparso come colomba, sotto forma di colomba, e per due ragioni:

1. per indicare la sincerità richiesta nel battezzato; sincerità che è propria della colomba, che è un animale senza astuzia e senza inganno.

Dice Gesù: «siate semplici come le colombe»;

2. per indicare l'effetto proprio del Battesimo, che è la riconci­liazione con Dio, perché la colomba è un animale mansueto. Dopo il diluvio, la colomba apparve con un ramo d'ulivo per annunciare la pace; e la colomba appare nel Battesimo per indicare la nostra liberazione.

2. LE LINGUE DEL FUOCO

S. Agostino dice: «il Signore mostrò visibilmente lo Spirito Santo in due modi:

- nella colomba, per indicare la semplicità;

- nel fuoco, per indicare il fervore, il calore e l' amore».

E Giovanni Paolo II: «nella tradizione ebraica il fuoco era segno di una speciale manifestazione di Dio; e le lingue signifi­cavano la missione di annuncio e di testimonianza.

Ecco perché gli Apostoli, appena ricevuto lo Spirito Santo sotto forma di lingua di fuoco, diventano lingue di annuncio, e addi­rittura parlano in altre lingue!».

3. IL VENTO

Nel Cenacolo lo Spirito Santo scende con «un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo».

Nella Bibbia, il vento annuncia la presenza e la potenza di Dio che opera molti e diversi prodigi; ed è per questo che il vento diventa sinonimo di Spirito Santo.

Il vento e il fuoco sono così i grandi simboli attraverso i quali il Signore si esprime e si concede nelle più svariate maniere.

4. LA NUBE

Fin dall'Antico Testamento la nube, ora oscura, ora luminosa, rivela il Dio vivente e salvatore in diversi momenti, velando la trascendenza della sua gloria:

- con Mosè, sul monte Sinai,

- presso la "tenda del convegno",

- durante il cammino nel deserto,

- con Salomone, al momento della dedicazione del Tempio.

Queste figure sono portate a compimento da Cristo nello Spirito Santo.

- È lo Spirito Santo colui che scende su Maria e su di lei stende la sua ombra, affinché Ella concepisca e dia alla luce Gesù.

- È lo Spirito Santo colui che, sul monte della Trasfigura­zione, viene nella nube che avvolge Gesù. Ed è dalla nube che giunge la voce rivolta agli Apostoli, a Mosè e ad Elia: «Questi è il Figlio mio prediletto... Ascoltatelo!».

- Ed è la stessa nube che sottrae Gesù allo sguardo dei di­scepoli il giorno dell'Ascensione.

Tanti altri nomi, attributi e simboli

Oltre quelli descritti, vi sono molti altri nomi, attributi e simboli che sono le tante sfaccettature di una Persona infinitamente ricca e arricchente.

I più ricorrenti sono: Dito di Dio, Fonte viva, Suggello, Unzione, Sigillo, Pace, Rugiada, Santità, Spada, ecc.

Tanti nomi per tanti uffici, per tante operazioni, per tanti effetti! Essi ci dicono tutto l'infinito bene che lo Spirito Santo è e ci vuole donare.

Invocare lo Spirito Santo con questi nomi significa disporci a comprenderlo meglio e a ricevere l'abbondanza dei suoi beni divini!

3.

LO SPIRITO SANTO SI RIVELA

Consolatore perfetto, Ospite dolce dell'anima, dolcissimo sollievo

Sequenza, strofa 3

Dito della mano di Dio, promesso dal Salvatore, irradia i tuoi sette doni, suscita in noi la parola

Inno, strofa 3

Lo Spirito Santo si rivela

Una rivelazione graduale nell'Antico Testamento

La Rivelazione dello Spirito Santo è avvenuta in modo gradua­le perché l'antico Popolo di Dio non era nelle condizioni adatte per poterla accogliere.

Israele era, infatti, culturalmente poco preparato e aveva due difficoltà:

1. essendo monoteista avrebbe fatto fatica ad accettare lo Spirito Santo come Persona diversa e distinta dall'unico Dio gelosamente professato;

2. essendo circondato da popoli che adoravano falsi idoli sarebbe incorso nel pericolo di confondere lo Spirito Santo con qualche divinità vicina.

Una rivelazione implicita

Nell'Antico Testamento si parla molto dello "Spirito di Dio" (113 volte), ma nessun rabbino o dottore della legge vide mai, nei vari testi, una Rivelazione esplicita dello Spirito Santo come Persona divina distinta dal Padre e dal Figlio nell'unità della natura divina.

Solo quindi alla luce del Nuovo Testamento possiamo affermare che nelle parole dell'Antico Testamento è contenuta la rivela­zione implicita dello Spirito Santo, se è vero ciò che dice S. Agostino: «nell'Antico Testamento è nascosto il Nuovo Te­stamento, e nel Nuovo si fa manifesto l'Antico!».

Tanto più che lo stesso Gesù e gli altri autori del Nuovo Te­stamento, per rivelarci la Persona divina dello Spirito Santo, si servirono di nomi, di titoli e di espressioni dell'Antico Testa­mento, rendendo

- esplicito, ciò che era implicito,

- chiaro, ciò che era confuso,

- manifesto, ciò che era nascosto.

Dio è detto «Spirito», ed è detto «Santo»

Molti testi dell'Antico Testamento dicono che Dio è Spirito, altri che Dio è Santo.

l. È Spirito, cioè forza indomabile, contrapposta all'uomo che invece è carne, e che quindi è fragile, debole, limitato. Dio-Spirito equivale a Dio-Forte.

Per gli Ebrei "Lo Spirito di Dio" è la sua forza concreta, la sua potenza, la sua pienezza di vita.

2. E’ Santo, cioè un Dio diverso e superiore all'uomo, un Dio che esercita funzioni e prerogative nel e col suo popolo.

I due termini uniti insieme non dicono nulla dello Spirito Santo come Persona, ma se si leggono alla luce del Nuovo Testamen­to si comprende che essi si riferiscono propriamente allo Spirito Santo.

Il Nuovo Testamento rende esplicita la rivelazione implicita dell'Antico Testamento

Il Nuovo Testamento rivela che le tante espressioni che sono attribuite allo Spirito di Dio nell'Antico Testamento si riferisco­no proprio allo Spirito Santo inteso come Persona divina di­stinta dal Padre e dal Figlio.

E quindi lo Spirito Santo pervade tutto l'Antico Testamento con prerogative e attività proprie ed esclusive.

Infatti:

- è Lui che muove gli autori sacri a scrivere i libri che con­tengono la Rivelazione divina;

- è Lui che consacra i Re e i Profeti;

- è Lui che sceglie gli eletti per missioni speciali di libera­zione;

- è Lui che suscita i capi carismatici di Israele;

- è Lui che santifica e trasforma gli uomini con quella forza che poi farà scendere sul Messia e su tutti gli appartenenti alla Nuova Alleanza.

È Lui, in una parola, che è presente come Protagonista insosti­tuibile nella vicenda spesso oscura dell'Antico Popolo di Dio, preparandolo a quella manifestazione piena e luminosa del Popolo Nuovo, che avrà il suo inizio ufficiale con la Pentecoste.

È nel Nuovo Testamento la piena rivelazione dello Spirito Santo

L'alba dell'Antico Testamento si fa sole pieno e radioso con la rivelazione esplicita del Nuovo.

I testi che parlano espressamente dello Spirito Santo sono 171. In essi Egli è rivelato come

- la terza Persona della SS. Trinità;

- vero Dio come il Padre e come il Figlio;

- Persona procedente dal Padre e dal Figlio, ma da essi distinta;

- Operatore essenziale, col Padre e col Figlio, della salvez­za universale, con un'azione molteplice e diretta:

- su Maria,

- su Gesù Cristo,

- sulla Chiesa.

- sul mondo,

- su ogni battezzato e cresimato.

Lo Spirito Santo si rivela nei vangeli sinottici

Matteo, Marco e Luca riportano, più o meno, le stesse parole e gli stessi fatti e parlano dello Spirito Santo come di una Persona che opera e parla con le caratteristiche proprie di ogni persona. Due i testi fondamentali:

1. il Battesimo di Gesù, ove sono presenti le tre divine Persone: il Padre, che parla; il Figlio, che riceve il Battesimo; lo Spirito Santo, che appare sotto forma di colomba.

Sono tre realtà divine, uguali nella natura, distinte come per­sone.

2. il mandato conferito agli Apostoli, col quale Gesù ordina di andare in tutto il mondo a predicare il vangelo a ogni creatura e a conferire il Battesimo «nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo».

Con queste parole, Gesù ricorda distintamente le tre Persone e dà ad esse uguale dignità e autorità.

Negli Atti degli Apostoli

Gli "Atti degli Apostoli" è lo scritto che documenta la nascita e i primi passi della Chiesa; ed è stato chiamato giustamente "il Vangelo dello Spirito Santo", perché è tutto pervaso dalla sua presenza.

In esso le citazioni esplicite sono 41.

Non c'è pagina, non c'è discorso, non c'è episodio in cui lo Spi­rito Santo non sia presente e operante con la sua azione divina. Gli Atti degli Apostoli ci presentano lo Spirito Santo come Per­sona divina autonoma ed efficiente, e non come una vaga forza che scaturisce dall'alto senza contorni ben definiti e personali. Lo Spirito Santo è la guida della Chiesa nascente, il suo soste­gno, la sua luce che segna e illumina il cammino.

Nelle lettere dell'apostolo Paolo

L'apostolo Paolo è il grande teologo che inquadra la natura e la struttura di Cristo, e quindi dello Spirito Santo, che è a lui indis­solubilmente unito.

Per Paolo, lo Spirito Santo, di cui parla in ben 65 passi:

1. È Persona vera e completa, e dimostra di essere tale, perché come ogni persona:

- conosce,

- parla,

- opera in molti modi,

- dispensa doni e carismi.

2. È Persona divina perché:

- è autore di effetti divini,

- è onnipotente come il Padre,

- è equiparato in tutto a Lui.

3. È distinto dal Padre perché, essendo detto "Spirito di Dio", e cioè del Padre, è una Persona da Lui distinta.

4. È un solo Dio col Padre e col Figlio perché del Padre e del Figlio gode la più perfetta intimità; e con il Padre e il Figlio opera la salvezza umana.43

Gli Apostoli Paolo e Giovanni sono i grandi rivelatori dello Spirito Santo!

Negli scritti dell'apostolo Giovanni

Giovanni è l'Evangelista che insieme all'Apostolo Paolo ci of­fre la rivelazione più ampia e più importante sullo Spirito Santo.

Nel suo Vangelo vi sono molti passi nei quali egli parla dello Spirito Santo usando le immagini comuni agli altri Evangelisti. Vi sono però quattro passi particolarmente importanti che ripor­tano i discorsi che Gesù pronunciò nel Cenacolo, in un clima di addio e quindi di grande emozione.

Sono quattro promesse:

1. Prima promessa: sarò sempre con voi: «Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito di verità che il mondo non può riceve­re, perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli dimora presso di voi e sarà in voi».

2. Seconda promessa: vi insegnerò ogni cosa: «Queste cose vi ho detto quando ero ancora tra voi. Ma il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, egli v'inse­gnerà ogni cosa, e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto».

3. Terza promessa: vi renderò forti: «Quando verrà il Consola­tore che io vi manderò dal Padre, lo Spirito di Verità che pro­cede dal Padre, egli mi renderà testimonianza; e voi pure mi renderete testimonianza, perché siete stati con me fin dal principio».

4. Quarta promessa: vi darò ogni bene: «è bene per voi che io me ne vada, perché se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore; ma quando me ne sarò andato, ve lo manderò... Tutto quello che il Padre possiede è mio».

Resta il mistero

La vita intima divina, e in essa lo Spirito Santo, restano per noi un mistero!

E se Dio non l'avesse rivelato, non avremmo potuto nemmeno intuirne l'esistenza.

È un mistero insondabile, ma, sulla base della Rivelazione, con un profondo senso di umiltà e usando l'intelligenza, possiamo giungere a comprendere tante cose.

Tante cose... ma non tutte!

E questo è infinitamente bello perché guai se il nostro Dio fosse tale da essere da noi "compreso" totalmente!

Sarebbe un Dio a misura d'uomo, quindi troppo piccolo! Soprattutto per questo Mistero vale la sapiente indicazione di S. Agostino: «prima di contemplare ciò che non puoi vedere, credi in ciò che non vedi. Ora cammina nella fede, e un giorno giungerai alla visione».

4.

LO SPIRITO SANTO E UNA PERSONA

Nella fatica, riposo, nella calura, riparo, nel pianto, conforto

Sequenza, strofa 4

Sii lume all'intelletto, fiamma ardente nel cuore, sana le nostre ferite, col balsamo del tuo amore

Inno, strofa 4

Lo Spirito Santo è una Persona

Dio è uno in tre Persone

Nel Nuovo Testamento abbiamo la piena e definitiva rivelazio­ne del mistero di Dio, che è uno e trino.

In Lui

- una è la natura divina;

- tre sono le divine Persone: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.

Esse hanno in comune tutto ciò che appartiene alla natura divi­na, ma a ciascuna di esse appartiene ciò che le è proprio perché è distinta dalle altre.

Non è questo il luogo per descrivere ciò che possiamo com­prendere di questo meraviglioso e abissale mistero: ci interessa soltanto affermare che lo Spirito Santo entra a pieno titolo nel mistero della Trinità ed è una delle Persone divine che, con il Padre e il Figlio, costituiscono appunto la Trinità divina.

Lo Spirito Santo è una Persona

Ci è dunque rivelato che lo Spirito Santo è Persona.

Il più autorevole rivelatore è proprio Gesù che, parlando dello Spirito Santo, usa spesso il pronome "Egli" attribuendogli un modo di essere e di agire che è proprio di una Persona.

Gesù ci rivela lo Spirito Santo come:

- un Essere personale,

- con un suo agire personale,

- e con una Personalità totalmente distinta dal Padre e da Lui.

La formula con la quale Gesù dà agli Apostoli il mandato apo­stolico non ammette dubbi: "andate e battezzate nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo"; e gli Autori del Nuovo Testamento usano e scambiano le tre Persone, riconoscendo pa­ri dignità a ciascuna di esse.

E’ l'amore che intercorre fra il Padre e il Figlio fatto Persona

I teologi hanno tentato di capire, ma si sono accorti di essere davanti a un abisso di luce dal quale sono stati abbagliati.

S. Agostino, il "teologo della Trinità", dopo tante riflessioni ha dovuto confessare: «ho desiderato di vedere con l'intelligenza ciò che ho poi dovuto credere con la fede».

Ci possiamo avvicinare alla Trinità solo usando analogie uma­ne, che però non potranno mai esprimere adeguatamente tutta la sublime realtà. Del resto, se comprendessimo tutto, saremmo pari a Dio, saremmo "Dèi" anche noi.

Cerchiamo di capire.

Dio si rivela a noi come Amore: «Dio è Amore», dice Giovanni. Ora l'amore presuppone:

-1' altro,

- il dono,

- lo scambio.

Il Padre ama il Figlio, ed è da Lui riamato. Da questo mutuo scambio procede l'eterno Amore, che è lo Spirito Santo.

S. Agostino, seguendo la sua personale esperienza, spiega: quando io amo, ci sono tre realtà:

- ci sono io: ille qui amat,

- c'è l'essere amato: ille qui amatur,

- c'è lo stesso amore: ipse amor;

e quindi, conclude, si può ben dire che: "ubi amor, ibi Trinitas", e che lo Spirito Santo è l'Amore col quale il Padre e il Figlio si amano dall'eternità.

È l'effusione dell'amore divino

Dice il Concilio Vaticano II: «da sempre il Padre genera il suo Verbo, che è l'Idea perfetta e sostanziale, in cui esprime e a cui comunica tutta la sua bontà, la sua amabilità, la sua natura ed essenza divina.

Il Padre e il Verbo, per la loro bontà e bellezza infinita, da tutta l'eternità si amano, e questo vicendevole amore è lo Spirito Santo.

Allora, lo Spirito Santo:

- è il termine di questo amore,

- è l'effusione dell'amore scambievole del Padre e del Figlio,

- è un'effusione talmente sostanziale e perfetta da essere una Persona, la terza Persona divina, nella quale il Padre e il Figlio trasfondono la loro medesima natura, senza esserne spogliati.

E appunto perché lo Spirito Santo è l'effusione dell'amore divi­no viene chiamato Spirito, che significa appunto alito, respiro, soffio vitale.

Come nell'uomo il respiro è la manifestazione della vita, così in Dio lo Spirito Santo è la manifestazione, l'effusione della vita e dell'amore del Padre e del Figlio; una effusione talmente sostanziale da essere Persona».

È «il cuore nel cuore di Dio»

Il celebre filosofo francese Jean Guitton spiega così il mistero: l'amore è conoscenza, dono, scambio, cuore nel cuore.

In Dio, conoscenza e amore sono un solo e medesimo atto.

- Il Padre conosce e ama il Figlio,

- Il Figlio conosce e ama il Padre,

- Il Padre e il Figlio, conoscendosi, si amano "come sposi"; il loro mutuo amore si chiama Spirito Santo.

E così si chiude il ciclo dell'amore.

E continua: «due sposi possono dirsi: "noi due ci vogliamo be­ne non vediamo il nostro amore e non lo tocchiamo, ma lo sen­tiamo perché ci riscalda il cuore, ci entusiasma, ci rende felici". Così è dello Spirito Santo, che è l'Amore che intercorre tra il Padre e il Figlio. L'amore noi non lo vediamo, non lo tocchia­mo, ma lo sentiamo quando interroghiamo il nostro cuore». Sono parole molto semplici e inadeguate, ma che ci possono essere utili per entrare nel dolcissimo Mistero della terza Persona della Santa Trinità!

5.

LO SPIRITO SANTO E GESÙ

O luce beatissima, invadi nell'intimo il cuore dei tuoi fedeli

Sequenza, strofa 5

Difendici dal nemico, reca in dono la pace, la tua guida invincibile ci preservi dal male

Inno, strofa 5

Lo Spirito Santo e Gesù

Gesù in quanto uomo è il capolavoro dello Spirito Santo

Gesù-uomo fu talmente ripieno di Spirito Santo da poter essere considerato il suo insuperabile capolavoro.

E’ Lui stesso a dirlo, applicando a sé le parole del Profeta Isaia: «Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consa­crato con l'unzione e mi ha mandato ad annunziare ai poveri un lieto messaggio... Oggi si è adempiuta questa Scrittura che voi avete udito con i vostri orecchi».

Queste parole ci svelano il senso del nome e della missione di Cristo: Gesù è unto, e quindi consacrato, dalla presenza dello Spirito Santo.

È così l'Unto, unto in tutto il suo essere, in ogni sua parte.

Ed è tanto immerso nello Spirito Santo che esso diviene l'ispi­ratore, la vita e la guida di tutti i suoi atti.

Lo Spirito Santo non permea quindi solo tutto l'essere di Gesù, ma anche il suo agire, per cui tutta l'opera salvifica di Gesù, che oggi continua nella Chiesa, fu ed è operata nello Spirito Santo.

Lo Spirito Santo precede e prepara i principali eventi della vita terrena di Gesù

I principali punti di riferimento della vita terrena di Gesù sono tre: l'Incarnazione, la vita pubblica e il Mistero Pasquale (la sua morte e la sua risurrezione).

Tutti e tre hanno come preparazione e come preludio un inter­vento determinante dello Spirito Santo.

1. L'Incarnazione è preceduta dall'annuncio della concezione di Gesù "per opera dello Spirito Santo".

2. La vita pubblica è preceduta dal Battesimo, presso il Giorda­no, durante il quale appare lo Spirito Santo sotto il segno del­la colomba.

3. La Morte e la Resurrezione sono precedute dalla Trasfigura­zione, durante la quale appare ancora lo Spirito Santo sotto il segno della nube luminosa.

Ripercorriamo ora la serie dei rapporti intimi, vitali e profondi che unirono lo Spirito Santo a Gesù lungo l'intera vita terrena del Salvatore.

Nella vita nascosta

- A Nazareth, avviene l'Annunciazione:

- Gesù è concepito "per opera dello Spirito Santo".

- Maria è ripiena di Spirito Santo.

- A Ain-Karim, Maria incontra Elisabetta:

- Elisabetta, accogliendo Maria, è ripiena di Spirito Santo.

- A Betlemme, nasce Gesù:

- Gesù è il Cristo preannunciato dai Profeti e si presenta come il Messia, l'Unto, il Consacrato nel quale abita la pienezza dello Spirito Santo.

- A Gerusalemme, Gesù è presentato al Tempio:

- Simeone e Anna, ripieni di Spirito Santo, riconoscono nel Bimbo presentato il Messia atteso, e lodano il Signore perché è giunta la salvezza.

Nella vita pubblica

- Presso il fiume Giordano, avviene il Battesimo di Gesù.

- Lo Spirito Santo scende esternamente su Gesù sotto il segno della colomba.

- Giovanni dichiara Gesù "unto di Spirito Santo", e dice che il Messia "battezzerà in Spirito Santo".

- Sul monte della Quarantena, Gesù è tentato.

- Gesù, «pieno di Spirito Santo», è condotto dallo Spirito Santo nel deserto per essere tentato dal diavolo.

- In ogni angolo della Palestina, Gesù si presenta in vari modi, lasciandosi guidare e andando nei luoghi indicati dallo Spirito Santo:

- in Lui e con Lui libera gli ossessi e affronta il maligno;

- in Lui e con Lui predica il Vangelo di salvezza e rivela il Padre;

- parla spesso dello Spirito e ne descrive la personalità e la ricchezza;

- promette di inviarlo a chi glielo chiederà, come sorgente di una vita nuova;

- precisa che l'ingresso nel Regno dei cieli è legato alla rinascita in Dio per mezzo dello Spirito Santo.

Nei giorni della passione, morte e resurrezione

- A Gerusalemme, Gesù continua la sua rivelazione sull'opera dello Spirito Santo.

- Nel cenacolo, Gesù prima di iniziare la sua passione,

- promette lo Spirito Santo come dono del Padre e del Figlio;

- assicura gli Apostoli che lo Spirito Santo sarà Ospite, Maestro, Consolatore, Guida, Testimone, e insegnerà loro a ricordare ogni cosa.

- Sul calvario, Gesù si immola al Padre nello Spirito Santo,

-"in virtù dello Spirito Santo offre se stesso quale vittima immacolata a Dio";

- sulla croce "consegna lo Spirito al Padre".

- Dal sepolcro, Gesù risorge per virtù dello Spirito Santo,

- il mattino di Pasqua Gesù, per virtù dello Spirito Santo, riacquista la vita corporale.

- Nel cenacolo, durante la Pentecoste,

- Gesù mantiene la promessa e invia lo Spirito Santo sotto il segno di lingue di fuoco;

- Gesù e lo Spirito Santo danno l'inizio ufficiale alla Chiesa;

- Gesù, nello Spirito Santo, infonde la sua vita nella Chiesa nascente.

Gesù possiede la pienezza dello Spirito Santo

Dice l'Apostolo Paolo: «piacque a Dio di fare abitare in lui (Cristo) ogni pienezza».

L'anima di Cristo possedette, fin dal suo concepimento nel seno di Maria, in modo sommo, la divina presenza dello Spirito Santo, perché essa più di ogni altra fu unta di Spirito Santo.

Il Corpo di Cristo, unito all'anima, fu esso pure unto e consacra­to divenendo tempio di Dio, in modo sommo e ineguagliabile.

Il momento dell'incarnazione fu quello che consacrò l'anima di Cristo con l'unzione dello Spirito Santo.

Le "unzioni" successive non furono che uno sviluppo e un com­pletamento di questa prima e fondamentale unzione.

Gesù effonde lo Spirito Santo nella Chiesa

Lo Spirito Santo è quindi presente in sommo grado in Cristo; e Cristo non solo lo possiede, ma per noi

- lo chiede,

- lo merita,

- lo invia; a noi

- lo conferisce,

- lo partecipa con abbondanza.

Dice Giovanni: «Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto e grazia su grazia».

E questa "pienezza di grazia e di verità" è lo Spirito Santo.

Egli abita nell'anima di Gesù e trabocca in modo incontenibile nella Chiesa, che è il suo Corpo Mistico, e la sua continuazione nel tempo e nello spazio.

6.

LO SPIRITO SANTO E MARIA

Senza la tua forza nulla è nell'uomo, nulla senza colpa

Sequenza, strofa 6

Tu, Signore, in Maria offri alla Chiesa una purissima immagine della missione materna e della gloria futura. Essa è la Vergine illibata, la Sposa indissolubilmente unita al suo Sposo... E la Madre feconda per opera dello Spirito Santo, la Regina adorna di ogni virtù... risplendente della gloria del suo Signore

Prefazio del Messale mariano, vol. 1

Lo Spirito Santo e Maria

Maria, centro del piano di salvezza dell'uomo e del mondo

Maria si inserisce nella storia della salvezza con un ruolo del tutto unico e insostituibile:

- attraverso lei, Dio si è potuto fare uomo;

- con la sua collaborazione il Figlio di Dio ha potuto realiz­zare il piano di salvezza legato alla sua incarnazione. Quando il Padre decide di realizzare il suo piano di salvezza, Maria è la prima persona che viene interpellata e che si muove. E, dall'inizio alla fine della sua attiva presenza, Maria

- è consacrata,

- è permeata,

- è guidata dallo Spirito Santo.

L' inizio dei tempi nuovi coincide con la comparsa di Maria, che dopo Gesù-uomo è il primo e più grande capolavoro dello Spirito Santo.

I tre fondamentali incontri con lo Spirito Santo

Lo Spirito Santo scende in Maria in tre straordinari momenti fra loro distinti e complementari.

I. IL CONCEPIMENTO IMMACOLATO

Lo Spirito Santo riempie di grazia la persona di Maria nell'i­stante nel quale viene concepita, rendendola esente dal peccato originale, che è comune a tutti gli uomini.

Applica anticipatamente a lei i frutti della redenzione che suc­cessivamente il suo Figlio divino avrebbe meritato e applicato agli altri.

2. L' ANNUNCIAZIONE

Lo Spirito Santo, venendo in lei e raccogliendo il suo libero consenso, ne feconda il grembo, rendendola madre.

Egli si sostituisce al normale apporto di un uomo e dà inizio a una gestazione che, iniziata in modo soprannaturale, prosegue nel naturale cammino di ogni comune gravidanza.

3. LA PENTECOSTE

Maria, unitamente agli Apostoli, invoca e riceve, come loro e con loro, 1'effùsione dello Spirito Santo che scende per feconda­re e vivificare la Chiesa nascente.

Maria fu piena di grazia, cioè di Spirito Santo, fin dal primo concepimento.

Ricevette i doni dello Spirito Santo in modo

- unico,

- eminente,

- irripetibile,

nella misura corrispondente alla sua altissima vocazione di Ma­dre di Dio e di Corredentrice del genere umano.

Lo Spirito Santo fa di Maria la sua sposa

S. Luigi Grignon di Montfort attribuisce a Maria il titolo di "Sposa dello Spirito Santo", per indicare il rapporto stretto e indissolubile che la lega a Lui.

Il Concilio Vaticano II ha preferito chiamare Maria "Tempio dello Spirito Santo", piuttosto che sua sposa, per evitare il peri­colo di considerare lo Spirito Santo come padre di Gesù; ma la scelta del termine non tocca la sostanza del mistero.

Nel momento dell'annunciazione lo Spirito Santo si propone a Maria come il suo unico e incomparabile bene.

Le chiede di collaborare al suo progetto,

- di avere l'esclusivo possesso di tutto il suo essere,

- di aderire coscientemente alle sue richieste,

- di abbandonarsi totalmente alla sua azione.

Maria accoglie la proposta e si dice pienamente disponibile. Maria dice liberamente:

- sono tutta tua,

- solo tua,

- per sempre tua,

- sono la «serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto».

Diviene così sposa, pur restando vergine, perché l'amore dello Spirito Santo non ha bisogno e supera di gran lunga il rapporto fisico del matrimonio.

Incredibile e dolcissimo mistero!

In lei, e solo in lei, è stato possibile unire la verginità alla maternità.

Lo Spirito Santo ha voluto fare di Maria:

- una sposa, tutta sua e solo sua,

- una madre, che per opera dello stesso Spirito generasse il Figlio di Dio e tutti gli uomini da lui redenti.

La rende feconda

Dice il Montfort: «lo Spirito Santo, nei rapporti interpersonali divini, non dà origine a un'altra Persona.

Essendo Egli stesso fecondo come le altre due Persone, avrebbe potuto, come loro, generare un'altra Persona, ma non lo ha fatto: è divenuto fecondo, al di fuori della vita trinitaria, per mezzo di Maria sua sposa.

La terza Persona divina così,

- con Maria,

- in Maria,

- da Maria ha realizzato il suo massimo capolavoro, che è Gesù, uomo-Dio e continua a dare vita ai membri di quel Corpo mistico di cui Gesù è il Capo e i battezzati sono le membra.

Tramite Maria, di cui ama servirsi senza averne assolutamente bisogno, lo Spirito Santo mette in atto la propria fecondità generando in lei e per mezzo di lei, il Capo e le membra dell'in­tero Corpo di Cristo».

In Maria lo Spirito Santo si fa nostra mamma

E così Maria, associata a Cristo e allo Spirito Santo nell'opera di guarigione dell'umanità decaduta, acquista un rilievo immenso. Con grande stupore prendiamo atto delle meraviglie operate per noi dall'Onnipotente. Infatti:

- un Dio-Padre è un dono infinito;

- un Dio-Fratello è un prodigio d'amore;

- ma un Dio-mamma è un miracolo di incredibile tenerezza!

Dio si fa nostro Fratello in Cristo e, in un certo modo, si fa no­stra mamma in Maria.

Maria, resa feconda dallo Spirito Santo, diventa mamma per generare Dio e l'uomo.

- Genera Dio, perché genera Gesù che è il Figlio di Dio;

- Genera l'uomo, perché ogni uomo diventa figlio di Dio nel Figlio, che è il Salvatore di tutti gli uomini

Come la trasmissione della vita naturale è legata alla donna, così la rinascita alla vita soprannaturale è anch'essa legata alla collaborazione di una donna: Maria.

Femminilità e maternità sono termini correlativi anche sul piano soprannaturale.

E per questo lo Spirito Santo scelse una donna e consacrò la sua femminilità per renderla idonea a collaborare con il Salvato­re del mondo. «Ne fece una creatura splendente e un capolavoro inarrivabile di femminilità non travisata e sublime» (G. Bim).

Maria: il mistero di una donna, il fascino di essere donna!

Per mezzo dello Spirito Santo Maria entra nel circuito sopran­naturale, che unisce fra loro il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Lo Spirito Santo la eleva ad altezze vertiginose e inimmagina­bili: la introduce nel cuore della Trinità, non come un corpo estraneo, ma come un elemento perfettamente integrato: essa, pur restando distinta e pur restando donna, viene a formare quasi un tutt'uno con le tre divine Persone.

Dall'eternità il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo si comunicano la vita e l'amore.

Da duemila anni il cuore di una donna è divenuto partecipe di questa divina intimità ed è divenuto lo strumento di partecipa­zione verso l'esterno di questa insondabile ricchezza di vita e di amore della Trinità.

È un mistero di gioia non solo per lei, ma anche per noi, perché attraverso Maria noi tutti siamo introdotti nell'intimità di Dio e ci sentiamo da Lui amati, salvati, elevati e santificati.

Maria:

- il mistero di una donna,

- il fascino di essere donna!

7

LO SPIRITO SANTO E LA CHIESA

Lava ciò che è sordido, bagna ciò che è arido, sana ciò che sanguina

Sequenza, strofa 7

Luce di eterna sapienza, svelaci il grande mistero di Dio Padre e del Figlio uniti in un solo

Amore Inno, strofa 6

Lo Spirito Santo e la Chiesa

Lo Spirito Santo è nella Chiesa fin dal suo sbocciare

Tutta la vita di Gesù è pervasa dalla presenza dello Spirito San­to che, da vero protagonista, opera con Gesù guidandolo e orientandolo nella sua attività.

Gesù, che vive in piena comunione con lui, lo ricorda in ogni momento e, dopo la sua risurrezione, lo comunica agli Apostoli dando loro il potere di perdonare i peccati: «alitò su di loro e disse: "Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati, saranno rimessi, e a chi non li rimetterete, resteranno non ri­messi"».

Ma lungo tutto il cammino della vita pubblica Gesù continua a parlare di un'effusione definitiva, che sarebbe avvenuta solo dopo la sua glorificazione.

E non solo annuncia, ma promette questa straordinaria discesa dello Spirito Santo, che avverrà dopo la sua partenza da questo mondo.

Nel Cenacolo, congedandosi dagli Apostoli prima di iniziare la Passione, dice: «Sono uscito dal Padre e sono venuto nel mondo; ora lascio di nuovo il mondo e vado al Padre», ma «Non vi lascerò orfani, ritornerò a voi».

E ancora: «Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consola­tore... lo Spirito di Verità che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché Egli di­mora presso di voi e sarà in voi».

Lo Spirito Santo è particolarmente presente sulla croce, quando Gesù "emette il suo Spirito", e, "versando acqua e sangue, fa uscire dal suo costato la Chiesa".

Gesù prepara gli Apostoli alla discesa dello Spirito Santo nella Pentecoste

Prima di salire al cielo, Gesù ordina agli Apostoli di non allon­tanarsi da Gerusalemme e di attendere il compimento della pro­messa del Padre «finché non fossero stati battezzati in Spirito Santo».

Dopo l'Ascensione essi si ritirano nel Cenacolo, formando una piccola comunità, composta dagli Undici, da Maria e da alcune altre persone.

Tutti "sono assidui e concordi nella preghiera".

Una grande gioia li pervade e, nella fiduciosa attesa del dono promesso, si sentono fortificati contro le inevitabili incertezze del momento.

Questa piccola comunità di attesa, prima di essere una comunità evangelizzatrice, è una comunità di comunione e di preghiera. Ed è significativa la presenza di Maria proprio nel momento della nascita ufficiale della Chiesa!

Il grande giorno dello Spirito Santo: la Pentecoste

Ed ecco il grande giorno!

«Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo.

Venne all'improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo e riempi tutta la casa dove si trovavano.

Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si po­sarono su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito Santo dava loro il potere d'esprimersi».

Nasce la Chiesa

Nel Cenacolo, la prima comunità che riceve lo Spirito Santo è formata da una ristretta cerchia di persone.

È una realtà modesta e limitata: ma è il nucleo iniziale! È la Chiesa che nasce!

La Pentecoste è l'atto di nascita ufficiale della Chiesa che Gesù

- prima ha annunciato,

- poi ha istituito,

- quindi ha generato sulla croce,

- e finalmente ha ufficialmente reso evidente nella Penteco­ste.

La Chiesa nasce nel momento nel quale le promesse incomin­ciano ad avverarsi in tutta potenza ed evidenza negli Apostoli, ed essi si sentono idonei a compiere la missione loro affidata: si sentono davvero uomini nuovi!

La prima Chiesa è una comunità unita

Discendendo sugli Apostoli raccolti attorno a Maria, lo Spirito Santo li trasforma e li unisce, colmandoli con la pienezza della vita divina.

Il piccolo gruppo si rende conto di essere comunità.

Sente che Gesù è in mezzo a loro meglio di quando era con loro fisicamente.

Gli Apostoli comprendono che mentre prima Gesù era con loro, ora invece è in loro, mediante lo Spirito.

Avvertono di realizzare l'accorata preghiera di Gesù: «perché tutti siano una cosa sola. Come tu, Padre, sei in me e io in te». E così avviene della comunità più ampia che nasce da loro, dove tutti sono "un cuor solo e un'anima sola", giungendo ad­dirittura a vendere le proprietà personali e a dividerle secondo il bisogno di ciascuno.

Tutti sono colpiti dalla loro gioia, dalla semplicità del cuore e dal fraterno amore che li unisce ed esclamano: "guardate come si amano!".

È una comunità missionaria

Lo Spirito Santo, che ha acceso i loro cuori e li ha trasformati radicalmente, li spinge a uscire dal Cenacolo per dare immedia­to corso all'ordine di Gesù:

«andate, predicate...

rendetemi testimonianza». Nessun ostacolo li trattiene:

- prima erano paurosi, ora sono coraggiosi;

- prima erano confusi, ora sono lucidi e determinati;

- prima erano incerti, ora sono sicuri;

- prima erano consapevoli di essere inadeguati alla missio­ne, ora si sentono agguerriti e forti per affrontare tutte le difficoltà.

Ora finalmente comprendono il significato della loro chiamata. Ora prendono coscienza di ciò che significa essere Apostoli, cioè, inviati ad annunciare il Vangelo, e si mettono all'opera.

Accade un fenomeno eccezionale: tutti gli ascoltatori, prove­nienti da tante parti, comprendono ciò che dicono, perché «cia­scuno li sentiva parlare la propria lingua».

È un chiaro indice del carattere universale del Vangelo: esso dovrà essere predicato a tutte le genti, senza distinzione di razza e di lingua!

È una comunità guidata e sostenuta dallo Spirito Santo

«La Chiesa... cresceva e camminava nel timore del Signore, colma del conforto dello Spirito Santo».

I suoi primi passi sono sostenuti dalla luce e dalla forza dello Spirito, che prende per mano la giovane creatura e la rende ca­pace di muoversi, di crescere, di espandersi, fino a divenire adulta e autonoma.

Lo Spirito Santo non sostituisce o non vanifica l'opera di Gesù nella guida della sua Chiesa, ma ambedue camminano insieme, con azione simultanea e vitale, così come il corpo e il cuore camminano insieme.

Gli interventi dello Spirito Santo sono numerosi e decisivi:

l. Sceglie gli Apostoli da inviare in missione: «Mentre essi sta­vano celebrando il culto del Signore e digiunando, lo Spirito Santo disse: "Riservate per me Bàrnaba e Saulo per l'opera alla quale li ho chiamati"».

2. Diventa l'ispiratore di importanti iniziative:

- invita Pietro ad accogliere i gentili: «lo Spirito gli disse: "Ecco, tre uomini ti cercano; alzati, scendi e va' con loro senza esitazione, perché io li ho mandati"».

- ordina a Filippo di battezzare un eunuco: «Disse allora lo Spirito a Filippo: "Va' avanti, e raggiungi quel carro"... Quando furono usciti dall'acqua, lo Spirito rapì Filippo e l'eunuco non lo vide più».

3. Invia gli Apostoli in missione: «Essi dunque, inviati dallo Spirito Santo, discesero a Selèucia e di qui salparono verso Cipro».

«Ed ecco ora, avvinto dallo Spirito, io vado a Gerusalemme senza sapere ciò che là mi accadrà. So soltanto che lo Spirito Santo in ogni città mi attesta che mi attendono catene e tribo­lazioni».

4. Indica agli Apostoli la strada da percorrere: «Attraversarono quindi la Frigia e la regione della Galazia, avendo lo Spirito Santo vietato loro di predicare la Parola nella provincia di Asia. Raggiunta la Misia, si dirigevano verso la Bitinia, ma lo Spirito di Gesù non lo permise loro».

S. Interviene nelle decisioni da prendere: sono frequenti le espressioni: «Abbiamo deciso lo Spirito Santo e noi ...», che divengono poi classiche nei Concili ecumenici per enunciare una verità di fede definita.

6. Assiste i cristiani nelle difficoltà riempiendo il loro cuore di gioia: «i discepoli erano pieni di gioia e di Spirito Santo»; «Stefano, pieno di Spirito Santo, fissando gli occhi al cielo, vide la gloria di Dio e Gesù che stava alla sua destra».

Paolo esorta i primi cristiani ad avere fiducia nello Spirito Santo, a lasciarsi guidare dallo Spirito: «Tutti quelli infatti che sono guidati dallo Spirito di Dio, costoro sono figli di Dio».

È una comunità ricca di doni e di carismi

Fin dagli inizi, lo Spirito Santo aiuta la Chiesa con doni e cari­smi per formare la comunità e santificare le anime.

Dice S. Paolo: «Vi sono poi diversità di carismi... E a ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per l'utilità comune: a uno viene concesso dallo Spirito il linguaggio della sapienza; a un altro invece, per mezzo dello stesso Spirito, il linguaggio della scienza, a un altro... il dono di far guarigioni; a uno il potere dei miracoli; a un altro il dono della profezia; a un altro il dono di distinguere gli spiriti; a un altro la varietà delle lingue... Ma tutte queste cose è l'unico e il medesimo Spirito che le opera, distribuendole a ciascuno come vuole».

All'inizio la Chiesa possedeva molti carismi perché necessitava di un particolare aiuto dello Spirito, nel momento in cui si stava organizzando.

S. Giovanni Crisostomo paragona la Chiesa nascente a una pianticella: finché è piccola il giardiniere la cura con diligenza, perché si trova in una particolare necessità.

E aggiunge: «possedeva molti carismi, perché necessitava di slancio missionario».

È una comunità nella quale fioriscono i martiri e i santi

La Chiesa nascente è una comunità nella quale sbocciano cari­smi numerosi, come le gemme a primavera.

È una Chiesa povera di beni materiali, ma ricca del bene più grande: lo Spirito Santo.

Egli veglia sulla comunità, "piccolo gregge", la sostiene e la istruisce.

Come la mano dell'artista sulla corda dell'arpa, lo Spirito imprime su di lei un tono di serenità e di gioia; plasma il cuore dei cristiani e suscita i santi e i martiri che sono il suo orna­mento più prezioso!

La Pentecoste non è stato quindi l'evento di un giorno ormai lontano nel tempo e nello spazio, ma l'avvio di una perenne effusione dello Spirito, destinata a crescere e a vivificare la Chiesa fino alla fine del mondo.

8.

LO SPIRITO SANTO È L'ANIMA DELLA CHIESA

Piega ciò che è rigido, scalda ciò che è gelido, drizza ciò che è sviato.

Sequenza, strofa 8

A noi che ci nutriamo del Corpo e del Sangue del tuo Figlio, dona la pienezza dello Spirito Santo, perché diventiamo in Cristo, un solo Corpo e un solo Spirito.

Canone 3° della Messa

Lo Spirito Santo è l'anima della Chiesa

Lo Spirito Santo nella Chiesa

Dice S. Agostino: «quello che è l'anima per il corpo, questo è lo Spirito Santo per il Corpo di Cristo, che è la Chiesa.

Lo Spirito Santo fa in tutta la Chiesa ciò che fa l'anima in tutte le membra di uno stesso corpo.

Lo Spirito Santo nella Chiesa:

- suscita i profeti,

- istruisce i maestri,

- fa parlare le lingue,

- opera prodigi e guarigioni,

- compie azioni meravigliose,

- concede il discernimento degli spiriti,

- assegna i compiti di guide,

- suggerisce i consigli,

- dispone e distribuisce tutti gli altri doni...

e così rende perfetta, viva e completa la Chiesa del Signore in ogni luogo e in ogni persona».

La Chiesa è così un corpo vivo, vitale e unito, saldamente radi­cato in colui che fa di questo corpo un organismo dinamico e in crescita perenne.

Se non ci fosse lo Spirito Santo la Chiesa non sarebbe un corpo vivo; e la Persona di Cristo sopravvivrebbe solo come un ricor­do lontano e sbiadito.

Per la sua presenza invece, Cristo

- è perennemente vivo,

- è contemporaneo a tutti,

- è parte di tutti,

- è colui che cammina con tutti, comunicando a tutti e a cia­scuno la ricchezza e la freschezza dei suoi doni.

Lo Spirito Santo fa la Chiesa infallibile

La Chiesa non può errare nel proporre e nell'interpretare la verità che Cristo le ha affidato.

Non può errare perché è assistita e illuminata dallo Spirito Santo.

Gesù ha affidato a lei il deposito della divina rivelazione con il compito di

- conservarla,

- difenderla,

- proporla,

- approfondirla,

- definirla.

E perché possa assolvere un impegno così delicato e gravoso, le assicura la presenza dello "Spirito di verità", che è lo Spirito Santo.

Egli è attivo sempre, ed è il protagonista vero di ogni importan­te intervento dogmatico.

Ogni solenne definizione infatti è proposta con le parole solenni del primo Concilio di Gerusalemme: «Abbiamo deciso, lo Spirito Santo e noi».

Il messaggio di Cristo così è e resterà sempre immutato e immu­tabile nella sostanza, e sarà lo Spirito Santo a garantirne la sta­bilità e l'autenticità.

La Chiesa è quindi infallibile: non può contenere e trasmettere il minimo errore nel campo della fede e della morale.

Lo Spirito Santo fa la Chiesa santa e santificante

La Chiesa è santa e santificante perché è animata dallo Spirito Santo, che è la santità fatta Persona.

Egli è infatti il "Dono dell'Altissimo", dato da Gesù per il com­pimento della sua missione redentrice.

Dice S. Paolo: «L'amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato».

E S. Basilio: «lo Spirito Santo è il principio della santità; è il divino artista che, a seconda dei casi, bulina, cancella, ingioiel­la, oppure martella o scalpella l'anima per trasformarla, riunirla e farne un vero capolavoro sul quale si possono riposare le divi­ne compiacenze».

La Chiesa dona la grazia e la santità attraverso vari modi, e in particolare attraverso i sacramenti.

È lo Spirito Santo che opera in tutti i sette sacramenti, comuni­cando la grazia propria di ciascun sacramento.

La vera Pentecoste però per ogni cristiano è la Cresima, che completa il dono del Battesimo.

In essa il battezzato riceve non solo una partecipazione persona­le alla vita divina, ma viene abilitato ad assumere responsabil­mente i diritti e i doveri propri di un cristiano maturo e impe­gnato per la comunità.

La Cresima imprime il carattere, perché orienta definitivamente e pienamente la vita del battezzato a Cristo e per Cristo.

Fa la Chiesa indefettibile

Lo Spirito Santo fa la Chiesa indefettibile, cioè destinata a non finire mai.

Non può venir meno perché sostenuta da una forza divina, con­tro la quale nessuna forza avversa può avere il sopravvento.

La Chiesa è necessaria, indispensabile, insostituibile.

Senza di essa sarebbe vanificata l'opera redentrice di Cristo e sarebbero smentite le parole di Gesù: «Il cielo e la terra passe­ranno, ma le mie parole non passeranno»; «edificherò la mia Chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa». Lo Spirito Santo è la suprema garanzia per il futuro della Chiesa!

Solo nella Chiesa vive e opera in pienezza lo Spirito Santo

S. Agostino così descrive il rapporto Chiesa-Spirito Santo «i fedeli divengono il Corpo di Cristo se vogliono vivere dello Spirito di Cristo: non si può vivere dello Spirito di Cristo senza essere nel Corpo di Cristo».

E ancora: «tanto ci si arricchisce dello Spirito Santo quanto si ama e si vive nella Chiesa».

Il Vaticano II vede nella Chiesa il Tempio santo nel quale abita­no tutta la verità e tutta la santità che sono proprie dello Spirito Santo.

Solo in essa Egli vive in pienezza, e solo attraverso essa Egli opera e dispensa la sua infinita ricchezza.

Lo Spirito Santo fa di noi degli uomini nuovi

Lo Spirito Santo non è solo presenza e forza carismatica per la Chiesa in generale, ma è anche e soprattutto principio interiore di vita nuova, per ciascuno di noi.

Attraverso il Battesimo, il Padre, per mezzo di Cristo Salvatore, lo riversa su di noi, ed Egli fa di noi dei figli di Dio, dei fratelli di Cristo, degli eredi dei beni divini.

Tutto proviene da lui Lo Spirito Santo è tutto:

1. È principio di fede: «nessuno può dire: "Gesù è Signore" se non sotto l'azione dello Spirito Santo».

2. È principio di conoscenza soprannaturale: «lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, egli v'insegnerà ogni cosa».

3. È principio di santificazione: «siete stati lavati,... santificati... giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo e nello Spirito del nostro Dio!».

4. E principio di amore: «l'amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato».

5. È principio di condotta morale, che è la condotta dei figli di Dio rigenerati dal Sangue di Cristo, liberati dalla legge del peccato e della morte, in grazia della legge dello Spirito che dà vita in Cristo Gesù: «Voi però non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi».

6. E’ principio di coraggio: «Dio infatti non ci ha dato uno Spirito di timidezza, ma di forza, di amore e di saggezza» per rendere testimonianza al Vangelo.

7. È principio di speranza: «Il Dio della speranza vi riempia di ogni gioia e pace nella fede, perché abbondiate nella speran­za per la virtù dello Spirito Santo».

8. È principio di preghiera: non sapendo noi nemmeno che cosa sia conveniente domandare, «lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, ... lo Spirito stesso intercede per noi con gemiti inesprimibili; e colui che scruta i cuori sa quali sono i desideri dello Spirito, poiché Egli intercede per i credenti, secondo i disegni di Dio».

9. E principio di unità: perché tutti unisce nell'unico e indivisi­bile Corpo di Cristo.

10. È principio e pegno di vita eterna: «chi semina nello Spiri­to, dallo Spirito raccoglierà vita eterna».

Lo Spirito è principio e pegno della risurrezione futura, strettamente legata e dipendente da quella di Cristo: «colui che ha risuscitato Gesù dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi». Giovanni Paolo II: «tutto l'essere cristiano, tutta la vita cristia­na, che è vita nuova di figli di Dio, è una vita secondo lo Spiri­to, perché solo lo Spirito ci consente di dire: "Abbà, Padre" e "Gesù è il Signore"».

E perciò l'apostolo Paolo affida a ogni discepolo di Cristo la consegna: «siate ricolmi di Spirito Santo».

Lo Spirito Santo mantiene viva la parola di Dio

La Parola di Dio è contenuta nella Bibbia. È stata scritta in tempi lontani e in periodi diversi e successivi.

Il Signore per parlarci si è servito del linguaggio proprio degli uomini, e quindi di uno strumento limitato e circoscritto, ma dentro queste parole umane c'è tutta la sapienza di Dio.

Il Concilio Vaticano II afferma che tutto ciò che gli Autori sacri hanno scritto è da ritenersi asserito dallo Spirito Santo, e di conseguenza i libri della Sacra Scrittura insegnano

-fermamente,

- fedelmente,

- senza errore la verità che Dio ha voluto consegnate al Libro sacro.

Dunque:

- le parole sono povere ma il contenuto è divino;

- lo Spirito Santo si rivelò in tempi antichi, ma Egli è pre­sente in questa Parola come se parlasse oggi;

- la Parola di Dio, proprio perché viva e dinamica, possiede una tale carica esplosiva da essere sempre in grado di

- stupirci,

- scuoterci,

- arricchirci,

- travolgerci,

- convertirci, con quella forza superiore e imprevedibile che è propria solo di Dio.

Ed è incredibile constatare come la stessa Parola, letta e riletta nel tempo, anziché esaurirsi, si rivela sempre più nuova e più originale.

Lo Spirito Santo in ogni Santa Messa rinnova l'incarnazione

All'inizio del mondo "lo Spirito di Dio aleggiava sulle acque", collaborando con la Parola divina

- il Verbo, la Seconda Per­sona

- a creare l'universo.

Nella pienezza dei tempi lo Spirito scende in Maria e la rende feconda. In lei e con lei nasce l'uomo-Dio. La seconda Persona della SS. Trinità assume la natura umana e, mediante la sua morte e risurrezione, redime e salva l'umanità.

Lo Spirito Santo è l'inizio e la causa della ricreazione del mondo.

Nel giorno di Pentecoste lo Spirito Santo scende sulla comunità riunita nel cenacolo e fonda la Chiesa.

Nella Santa Messa lo stesso Spirito, obbedendo alla chiamata del Sacerdote, scende sull'altare e rende possibile una seconda e perenne Incarnazione, trasformando realmente e fisicamente il pane e il vino nel Corpo e nel Sangue di Gesù.

Lo Spirito Santo rinnova in ogni Messa il prodigio dell'incar­nazione!

È lo stesso Spirito quello che

- duemila anni fa rese presente fisicamente Gesù nel seno di Maria, e che

- oggi lo rende presente ovunque c'è un Sacerdote che cele­bra e lo invita a santificare e a consacrare il pane e il vino.

9.

LO SPIRITO SANTO È LA VITA DELLA CHIESA

Dona ai tuoi fedeli, che solo in te confidano, i tuoi santi doni

Sequenza, strofa 9

O Padre, che nel mistero della Pentecoste santifichi la tua Chiesa in ogni popolo e nazione, diffondi sino ai confini della terra i doni dello Spirito Santo, e continua oggi, nella comunità dei credenti, i prodigi che hai operato agli inizi della predicazione del Vangelo

Colletta della Messa di Pentecoste

Lo Spirito Santo è la vita della Chiesa

Lo Spirito Santo è il Dono che si fa dono

Lo Spirito Santo è il Dono reciproco del Padre e del Figlio, l'amore che unisce le tre divine Persone e le fa eternamente unite e felici.

Ma non è soltanto Dono immanente e chiuso nella vita intima di Dio, ma è Dono che si comunica al di fuori e si trasmette alle persone umane.

Lo Spirito Santo è

- il Dono per eccellenza,

- il Dono senza misura,

- il Dono del "Dio altissimo",

- il Dono "promesso e poi dato",

- il Dono che è la ragione e la fonte di tutti gli altri doni. È quindi il Dono che si fa dono, perché tutto proviene da lui. Proprio tutto: la grazia, gli atti buoni, i desideri santi, gli affetti casti, le cose belle, buone e utili, i carismi: tutto ciò che appar­tiene al mondo soprannaturale.

Le virtù e i doni

Lo Spirito Santo, nel Battesimo, infonde in noi le virtù teologali e i suoi sette doni.

Le virtù e i doni: che cosa sono e in che rapporto stanno?

Le virtù teologali sono disposizioni soprannaturali che rendono il battezzato capace di agire in conformità alla sua condizione cristiana e in modo meritorio per la vita eterna.

Sono tre: la Fede, la Speranza, la Carità.

1 doni dello Spirito Santo sono energie divine che rendono il cristiano docile alle ispirazioni dello Spirito e alle sue indica­zioni concrete.

Essi completano e perfezionano:

- le virtù teologali (Fede, Speranza e Carità) e anche

- le virtù cardinali (prudenza, giustizia, fortezza e temperanza), facendo del cristiano un uomo equilibrato, maturo, responsabile e riuscito, sia come uomo, sia come cristiano.

I sette doni

1 doni detti propriamente dello Spirito Santo sono sette.

Li conosciamo per rivelazione del Profeta Isaia, che parlando del futuro Messia dice: "un germoglio spunterà sul tronco di Jesse...

Su di lui si poserà lo Spirito del Signore: Spirito di sapienza e di intelligenza, Spirito di consiglio e di fortezza, Spirito di scien­za, di pietà e di timor di Dio".

Gesù, iniziando il suo ministero nella Sinagoga di Nazareth, applica a se stesso questa profezia, dichiarando di essere ripie­no dello Spirito inviato dal Signore.

Agendo nella persona di Gesù Cristo, oggi il Vescovo, quando amministra il sacramento della Confermazione, applica a cia­scun cresimato le parole di Isaia, e invita il "settiforme Spirito" a scendere su ogni candidato per ricevere il sacramento. Esaminiamo ora i singoli doni, tenendo come guida una serie di Catechesi del Papa Giovanni Paolo II all'Angelus delle domeni­che precedenti la Pentecoste del 1989.

I. LA SAPIENZA

È una luce che viene dall'alto; è una speciale partecipazione alla conoscenza somma che è propria e solo di Dio.

È una conoscenza che è permeata di amore e porta l'anima:

- a gustare le cose divine,

- ad assaporarne una superiore armonia,

- a sperimentarle e viverle in una intimità gioiosa. E inoltre, è una conoscenza sapienzale che comunica:

- una speciale capacità di giudicare le cose col metro divino;

- una particolare luce per capire il linguaggio della creazione.

Con questo dono tutta la vita del cristiano viene raggiunta e per­meata dal soffio dello Spirito, che agisce con una luce "che scende dall'alto" donando nuove finalità e nuovo senso a tutta la sua vita.

2. L' INTELLETTO

È il dono che sorregge e illumina il cammino dell'intelligenza nella ricerca, nella penetrazione e nella comprensione delle Ve­rità della Fede.

Lo Spirito Santo, con questo dono, comunica al credente una scintilla della sua capacità di penetrare nel mistero di Dio e gli apre il cuore alla percezione del disegno amoroso di Dio. Questa "intelligenza della Fede" è data:

- al singolo credente;

- ai Pastori, successori degli Apostoli, eredi della promessa di Cristo;

- ai fedeli, e quindi al "Popolo di Dio" che si impossessa così di quello speciale "senso della Fede" che lo guida nelle scelte concrete.

L'Intelletto è il dono divino dato per scoprire i disegni di Dio inscritti nel creato, e per decifrare il tempo presente e il tempo futuro: i segni dei tempi, i segni di Dio!

3. IL CONSIGLIO

È il dono dato al cristiano per illuminare la sua coscienza nelle scelte morali.

Il Consiglio arricchisce e perfeziona le virtù della prudenza e guida l'anima dall'interno illuminandola sul da farsi, special­mente quando si tratta di scelte importanti.

Il Consiglio è come un soffio nuovo che, nella coscienza, sug­gerisce:

- ciò che è lecito,

- ciò che è conveniente,

- ciò che è più utile al bene personale e sociale.

Il dono del Consiglio è anche quello che aiuta il cristiano nella comprensione degli autentici valori evangelici, e in particolare quelli espressi nel "Discorso della Montagna".

4. LA FORTEZZA

Il dono della Fortezza è un impulso soprannaturale che dà vigo­re all'anima non solo in momenti drammatici come quelli del martirio, ma anche nelle abituali difficoltà.

È quindi particolarmente utile:

- nella capacità di superare gli ostacoli in vista di un bene;

- nella lotta per rimanere coerenti ai propri princìpi;

- nella sopportazione delle offese e degli attacchi ingiusti;

- nella perseveranza coraggiosa sulla strada della verità e dell'onestà.

Il dono della Fortezza è necessario per tutti e in ogni momento, perché la natura umana è sottomessa a molte infermità fisiche e psichiche, ed esperimenta continuamente quella "debolezza della carne" che Gesù ha provato nel Getsemani.

5. LA SCIENZA

È il dono che aiuta il cristiano a valutare le cose nella loro essenziale dipendenza dal Creatore.

Dice S. Tommaso: «grazie alla scienza, l'uomo è portato a non stimare le creature più di quello che valgono, e a non porre in esse, ma in Dio, il fine della sua vita».

Col dono della Scienza, il credente:

- scopre la grandezza, la bellezza e l'amore di Dio, e tradu­ce il suo stupore in manifestazioni di lode, canto, preghie­ra e ringraziamento.

- si rende conto dell'infinita distanza che separa le creature dal Creatore, e quindi comprende la necessità di rivolgersi a lui con slancio e fiducia, nella consapevolezza che solo lui può salvarlo e appagarlo.

6. LA PIETÀ

È il dono che guarisce il nostro cuore da ogni forma di diffi­denza e lo apre al dialogo, dolce e filiale, con Dio, considerato come Padre.

La tenerezza, sostenuta e arricchita dal dono della Pietà,

- riveste la preghiera di fiducia e di abbandono a Colui che è considerato come Padre buono e provvidente;

- alimenta i rapporti con gli altri con atteggiamenti di mi­tezza, tolleranza, comprensione e pudore.

Questo dono è sempre alle radici di quella realtà nuova che è la comunità cristiana, basata sulla civiltà dell'amore, della tolle­ranza e della pace.

7. IL TIMOR DI DIO

È il dono che apre il cuore alla fiducia in Dio, pur nel riconosci­mento della sua Maestà sovrana e trascendente.

Il cristiano riconosce la grandezza di Dio, ma non la considera "tremenda". Egli:

- sa di essere inadeguato alle sue responsabilità; - teme il giudizio che lo attende alla fine;

- conosce l'infinita distanza che lo separa dal Creatore, ma prevale in lui l'abbandono al suo Signore, considerato come Padre indulgente e buono, piuttosto che come giudi­ce impietoso e "fiscale".

Dal "santo timor di Dio", giustamente inteso e praticato, dipen­dono sia la pratica delle virtù cristiane, sia una sicura speranza di conseguire la vita eterna.

I frutti dello Spirito

Sono i "godimenti", o premi, che consegue il cristiano con l'aiuto dello Spirito Santo, quando opera secondo il disegno di Dio.

1 frutti dello Spirito si oppongono ai frutti delle opere della carne che spinge la persona ad accondiscendere a ciò che in lui è meno nobile e puro.

Dice l'Apostolo Paolo: «Chi semina nella sua carne, dalla carne raccoglierà corruzione; chi semina nello Spirito, dallo Spirito raccoglierà vita eterna».

Le virtù e i doni sono la pianta fruttifera della vita cristiana.

I frutti dello Spirito sono il prodotto di questa pianta e vengono alimentati dalla grazia e dalla collaborazione personale.

Paolo enuncia i dodici frutti principali dello Spirito Santo:

- tre si riferiscono a Dio: carità, gioia e pace;

- tre si riferiscono alla persona che opera: modestia, conti­nenza, castità;

- sei si riferiscono al prossimo: pazienza, benignità, bontà, longanimità, mansuetudine, fedeltà.

I carismi

1. CHE COSA SONO?

Sono «una manifestazione particolare dello Spirito per l'utilità comune».

I carismi non sono un privilegio riservato a pochi, ma un dono per arricchire la comunità, a seconda delle necessità e dei momenti diversi.

2. QUANTI SONO?

Paolo ne enumera venti, ma più che fornire un elenco, intende dare una esemplificazione, precisando che i carismi non sono catalogabili, perché lo Spirito Santo non cessa di suscitarne continuamente, a seconda delle necessità e dei tempi.

Fra i vari carismi, alcuni sono permanenti, come il matrimonio, il celibato, l'ordinazione sacerdotale, la vita consacrata, ecc. Al­tri sono dati a seconda delle necessità, e normalmente sono tem­poranei.

Partendo dalla loro utilità, possiamo dividerli in tre categorie:

- quelli dati per il progresso della fede: la preghiera, l'inse­gnamento, l'esortazione, il discernimento degli spiriti, ecc.;

- quelli dati per situazioni di sofferenza: l'ospitalità, l'aiuto, le guarigioni, i miracoli, ecc.;

- quelli dati per il governo di una comunità: la presidenza, il ministero, la direzione, la guida, ecc.

3. QUANDO SONO VERI CARISMI?

Si considerano veri carismi quelli che sono indirizzati al bene vero della comunità e sono dichiarati tali dall'autorità della Chiesa.

Non sono comunque veri carismi quelli che si oppongono al ministero apostolico, quello dei Vescovi, che ha il compito di verificare e coordinare tutti gli altri carismi.

E non possono essere carismi quelli che, anziché unire, sono elementi di divisione e di contrapposizione nella Chiesa.

10.

LO SPIRITO SANTO È «L' OSPITE DOLCE DELL' »

Dona virtù e premio, dona morte santa, dona gioia eterna

Sequenza, strofa 10

Padre onnipotente e misericordioso, fa' che lo Spirito Santo venga ad abitare in noi,

e ci trasformi in Tempio della tua gloria

Colletta del martedì della 7 settimana di Pasqua

Lo Spirito Santo e «l'ospite dolce dell'anima»

«Vieni Santo Spirito»!

Nella festa della Pentecoste, dopo la seconda Lettura e prima del Vangelo, si legge coralmente la sequenza 'Vieni Spirito Santo".

È una delle cinque sequenze rimaste nel Messale dopo la rifor­ma liturgica di S. Pio V (1570).

Il suo contenuto ha un carattere spiccatamente intimo e perso­nale.

Non sono i larghi orizzonti ecclesiali, sociali e cosmici che in essa prevalgono, ma gli affetti intimi, amichevoli, familiari, confidenziali.

È una sequenza preziosa che accosta il mistero divino - così grande e così apparentemente distante - alla portata di tutti, nel cuore di ciascuno di noi.

C'è da una parte il dramma dell'uomo, di ogni uomo, e dall'al­tra l'impegno dello Spirito Santo che gli si accosta dolcemente, gli si fa vicino; si fa "piccolo", si fa intimo a ciascuno, per risol­vere i suoi problemi e per colmare la sua solitudine.

Tuttavia, mediante la Grazia, si attua un modo di presenza nuo­vo e superiore, attraverso il quale Dio

- penetra nell'anima,

- si fa àd essa intimo,

- la rischiara e la ispira dal di dentro,

- la immerge nell'abisso della sua beatitudine. Dio si unisce all'anima per essere e rimanere:

- come un amico in casa dell'amico,

- come il conosciuto che si fonde con il conoscente,

- come l'amante che si fa tutt'uno con l'amata,

per parlargli familiarmente, per vivere intimamente, per con­versare amichevolmente con lui.

Tutte le tre divine Persone sono "ospiti dell'anima", ma questa divina presenza si attribuisce in special modo allo Spirito San­to, perché non solo è portatore di doni divini, ma perché Egli stesso è il Dono-Persona per eccellenza, che procede dal comu­ne amore del Padre e del Figlio.

È «ospite dolce»

Lo Spirito Santo è detto "ospite dolce". Dolce, perché?

Perché lo Spirito è la sorgente dell'Amore, ed entrando nell'ani­ma la permea totalmente, facendo con essa quasi un solo spiri­to, e creando quella simpatia che porta lo Spirito e l'anima a conoscersi e ad assaporarsi intimamente, in un godimento inte­riore che oltrepassa ogni umana soddisfazione.

L'Ospite divino così non è solo posseduto, ma anche goduto, perché l'anima viene a godere di quella luce e di quella pace che è già un inizio della gloria eterna.

Per S. Tommaso questo dono è "inchoatio gloriae in nobis" (l'inizio della gloria in noi).

Quanto è dolce e bello allora per l'anima cristiana:

- abbandonarsi, nella luce di fede, all'Ospite divino;

- ripiegarsi su se stessa per ripetere con indicibile stupore:

- credo nella divina grandezza a me partecipata;

- credo a colui che è in me, Ospite invisibile che celebra, nel mio intimo, il divino convito dell'amore;

- credo di essere il tempio santo dove incessantemente si consuma il dolcissimo mistero del rapporto sponsale fra me e il mio Dio!

È «dolcissimo sollievo»

Il "Consolatore perfetto" diviene così "dolcissimo sollievo" e quindi:

- nei pesi della vita si fa alleggerimento,

- nella fatica si fa ristoro,

- nella calura si fa refrigerio,

- nel pianto si fa conforto.

E tutto questo lo Spirito Santo lo fa perché Egli è l'Amore; e «dove si ama non c'è fatica che opprime e che debilita». Anche da un punto di vista psicologico e affettivo, l'amore mol­tiplica le energie, trasforma la realtà, sostiene nelle difficoltà.

E tutto questo è evidente nelle vite dei santi, la cui esistenza, sempre difficile e contrastata, è sostenuta e rallegrata dalla pre­senza dello Spirito Santo, il "dolcissimo sollievo" di ogni affli­zione.

Fra le tante lotte e sofferenze, Paolo può gridare: "sovrabbondo di gioia in ogni mia tribolazione"; e S. Teresa può confessare: "tanto è il bene che mi aspetto che ogni pena mi è diletto".

Solo lui, il divino Consolatore, può cambiare la stanchezza in energia, la povertà in ricchezza, il pianto in gioia!

È «luce dei cuori, luce beatissima»

Lo Spirito Santo è verità e luce, e prendendo possesso dell'ani­ma egli diviene la "luce del cuore".

Il cuore è la sede dei desideri, degli impulsi, delle tensioni e delle decisioni-.

È nel cuore, e quindi nella volontà, che si maturano le scelte prospettate dall'intelligenza.

Ed è dal profondo del cuore che escono le cose belle o brutte che innalzano o degradano la persona.

Lo Spirito Santo penetrando nel cuore illumina, fortifica, sostie­ne e orienta la volontà al bene, aiutandola a non deviare verso direzioni effimere o sbagliate.

Ma lo Spirito non è detto solo luce, ma anche "Luce beatissi­ma", ossia capace di "beare", cioè di "rendere beati".

E chi può rendere beati più di lui che è vita, grazia, bellezza, gioia in sommo grado, in opposizione alla morte, al peccato e alla tristezza?

È «acqua viva»

Lo Spirito Santo è acqua che lava, che bagna, che sana. La persona umana

- è sordida, perché si macchia di tante colpe;

- è ferita, perché porta in sé le piaghe del peccato originale;

- è arida, perché è perennemente assetata di risposte alle ricorrenti domande sulla vita e sui valori che la possono riempire.

E quindi cerca sempre, cerca conoscenza, amore e gioia. Ma finisce per fermarsi alle cose. Non va oltre.

«Ma nelle cose i valori si trovano a gocce, a piccole pozzanghe­re, a rigagnoli presto esauriti: dissetanti solo in apparenza, quando non sono addirittura bevande morte e mortifere».

Di qui la necessità di rivolgersi all'acqua viva, a quella che dà vita, che purifica, disseta, conforta e fruttifica.

Gesù ha detto: «"Chi ha sete venga a me e beva... Fiumi di acqua viva sgorgheranno dal suo seno". Questo egli disse rife­rendosi allo Spirito che avrebbero ricevuto i credenti in lui».

È «fuoco divino»

È la S. Scrittura ad attribuire allo Spirito Santo l'immagine del fuoco.

Giovanni Battista dice che il Messia «battezzerà con Spirito Santo e fuoco»;i4a e Dio stesso dice di sé: «il Signore tuo Dio è fuoco divoratore».

L'immagine del fuoco è stupenda perché "fratello fuoco" è una realtà estremamente affascinante, tremenda, esaltante. Nella Bibbia la sua azione è varia e profonda perché

- illumina,

- scalda,

- purifica,

- stimola,

- divampa,

- battezza.

È Gesù stesso che ha affidato allo Spirito Santo la triplice mis­sione di essere luce, fiamma, purificazione; e a Pentecoste un torrente di luce illumina il volto dei discepoli scintillando sul loro capo come lingue di fiamma viva.

Ma quella fiamma non illuminò soltanto i loro volti, ma penetrò nei loro cuori e li trasformò totalmente.

Quel fuoco non fu dato soltanto a loro: è continuamente acceso e donato a tutte le persone che si accostano per riceverlo.

«Lo Spirito Santo - dice G. Biffi - è posto di fronte all'uomo come concretamente esiste: cioè l'uomo che è preda del male. Non si limita a rivelare, col suo bagliore, la miseria di ciascuno, ma entra in rapporto diretto col suo cuore contaminato.

Lo Spirito Santo non è un dono tranquillo; la sua prima azione è quella di amare faticosamente l'essere su cui è calato.

Ma questo fuoco

- è di sofferenza dell'anima, non angoscia,

- è tormento dell'anima, non disperazione,

- è tensione verso la meta, non avvilimento,

- è fuoco che guarisce e non distrugge; e se, inizialmente impaurisce l'uomo portando senza riguardi alla luce le sue ferite, insieme gli fa intravvedere la salvezza».

È «la porta della salvezza»

Dice S. Ilario: «La morte è il passaggio dalla vita naturale a quella che trascende l'esistenza umana; ma a ciò non possiamo arrivare se non divenendo partecipi dello Spirito Santo».

E afferma S. Cirillo: «Il dono dello Spirito resta con noi fino alla fine:

- come conforto nell'attesa,

- come pegno della speranza futura,

- come luce delle nostre menti,

- come splendore delle nostre anime».

Paolo dice che «Dio... ci ha salvati... mediante un lavacro di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo, effuso da lui su di noi abbondantemente... perché, giustificati dalla sua grazia, diventassimo eredi, secondo la speranza, della vita eter­na». E aggiunge: «se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali».

È così aperta la porta della salvezza; ed è il momento nel quale lo Spirito Santo, dopo averci assistiti e guidati nel cammino della vita, ci introduce nella vita eterna, portando a compimen­to in noi il mistero pasquale di Cristo, nel quale siamo stati immersi nel giorno del Battesimo.

È «gioia eterna»

Introdotti nel Regno definitivo e glorioso, «vedremo Dio così co­me Egli è», ed entreremo "nella gioia" del nostro Signore. «Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entra­rono in cuore di uomo, queste ha preparato Dio per coloro che lo amano. Ma a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito». Caduto il velo della fede, comprenderemo finalmente ogni cosa, e gioiremo della presenza di quel "dolce Ospite" divino, che ha sempre dimorato in noi, condividendo le gioie, i dolori, le spe­ranze del nostro tribolato cammino terreno, preservandoci dai tanti pericoli che ci avrebbero allontanati dal nostro vero Bene. Godremo per sempre della contemplazione e della compagnia della divina Persona che ci è stata Amica fedele e Guida insosti­tuibile lungo tutto il percorso della vita.

VIENI, SPIRITO SANTO, OSPITE DOLCE DELL'ANIMA, DOLCISSIMO SOLLIEVO!

APPENDICE

Il dono di una presenza

Senza lo Spirito Santo

Dio è lontano,

Gesù è un personaggio del passato, il Vangelo è lettera morta,

la Chiesa una semplice organizzazione, l'Autorità un dominio,

la missione una propaganda, il culto una rievocazione, l'agire cristiano una morale da schiavi.

Con lo Spirito Santo

Dio si fa intimo,

Gesù risorto è presente,

il Vangelo è potenza di vita,

la Chiesa è comunione con Dio e con i fratèlli, l'Autorità è servizio liberatore,

la missione è una Pentecoste perenne, la liturgia è memoriale e anticipazione, l'agire umano è deificato.

IGNAZIO HAZIM

 

Perché sono un uomo di speranza

Sono un uomo di speranza

perché sono certo che lo Spirito Santo è all'opera, sempre, nella Chiesa e nel mondo, che il mondo lo sappia o no.

Sono quindi un uomo di speranza non per ragioni umane o per ottimismo naturale.

Sono un uomo di speranza

perché credo che lo Spirito Santo è sempre Spirito Creatore che dà, ogni mattina, a chi lo accoglie, una misura nuova di gioia, di libertà e di fiducia.

Sono un uomo di speranza

perché so che lo Spirito Santo non cesserà mai di stupirci con i sorprendenti e imprevedibili interventi della sua divina fantasia, tutti rivolti al mio bene.

Sperare è un dovere, non un lusso.

Sperare non è sognare; al contrario, è il mezzo per trasformare il sogno in realtà.

CARD. JOSEPH SUENENS

Vi rivelo un segreto di santità e di felicità

«Vi rivelo un segreto di santità e di felicità: sappiate ogni gior­no, per soli cinque minuti, far tacere la vostra fantasia, chiudere gli occhi alle cose sensibili e le vostre orecchie a ogni rumore terreno per rientrare in voi stessi, e li, nel santuario della vostra anima battezzata, parlare allo Spirito Divino e dirgli:

"O Spirito Santo, Anima dell'anima mia, io ti adoro. Tu illuminami, guidami, fortificami, consolami, insegnami ciò che devo fare, dammi i tuoi ordini.

Ti prometto di sottomettermi in tutto a ciò che desideri da me, e di accettare tutto ciò che permetterai che mi accada. Fammi solo conoscere la tua volontà".

Se farete questo, la vostra vita trascorrerà felice, serena e conso­lata, anche tra le pene, poiché la grazia sarà proporzionata alla tribolazione, dandovi la forza di sopportarla; e giungerete ricchi di meriti alla porta del Paradiso.

Questa sottomissione allo Spirito Santo è il segreto della santità e della felicità».

CARD. DÉSIRÉ MERCIER

 

La mia preghiera al Paraclito

«Spirito Santo, ospite dolcissimo dei cuori, svela a noi il senso profondo del Grande Giubileo e disponi il nostro animo a celebrarlo con fede, nella speranza che non delude, nella carità che non attende contraccambio. Spirito di verità, che scruti le profondità di Dio, memoria e profezia della Chiesa, conduci l'umanità a riconoscere in Gesù di Nazareth il Signore della gloria, il Salvatore del mondo, il supremo compimento della storia. Spirito creatore, arcano artefice del Regno, con la forza dei tuoi santi doni, guida la Chiesa a varcare con coraggio le soglie del nuovo millennio, per portare alle generazioni che verranno la luce della Parola che salva...

Spirito di comunione, anima e sostegno della Chiesa, fa che la ricchezza di carismi e ministeri contribuisca all'unità del Corpo di Cristo; fa che laici, consacrati e ministri ordinati concorrano insieme a edificare l'unico Regno di Dio...

Spirito di sapienza, orienta il cammino della scienza e della tecnica al servizio della vita, della giustizia e della pace. Rendi fecondo il dialogo con chi appartiene ad altre Religioni, fa che le diverse culture si aprano ai valori del Vangelo... Spirito di vita, per la cui opera il Verbo si è fatto carne nel seno della Vergine...

rendici docili ai suggerimenti del tuo amore, e pronti ad accogliere i segni dei tempi che Tu poni sulle vie della storia...»

GIOVANNI PAOLO II