LO SCAPOLARE
DEL CARMINE
DONO DI MARIA ALL’UMANITA’
“Mediante
lo Scapolare, mezzo di affiliazione all'Ordine del Carmelo per condividerne i
benefici spirituali i devoti della Madonna del Carmine esprimono la loro volontà
di plasmare la loro esistenza sull'esempio di Maria, Madre,
Patrona, Sorella, Vergine purissima, accogliendo con cuore purfucato la Parola
di Dio e dedicandosi al servizio dei fratelli”.
Giovanni
Paolo Il, Angelus, 26 luglio 1988
Maria, nostra sorella e madre, compagna
discreta nel pellegrinaggio della fede.
È
proverbiale la
convinzione pressoché millenaria nel Carmelo, di essere in particolari
rapporti di amichevole fraternità con Maria, Madre di Gesù. Ogni cristiano è
stato educato a un'attenzione di affettuosa devozione filiale a Maria, Madre di
Gesù e perciò Madre nostra. Ma fin dalle origini del Carmelo si può intuire
una curiosa caratteristica della nostra tradizione mariana: è dalla vita e
dall'esperienza che è nata e si nutre la devozione. E così l'antica
denominazione Fratelli della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo ha finito
per indicare un atteggiamento del cuore di profonda sintonia e solidarietà
nella faticosa peregrinazione della fede, con Maria, nostra sorella. Ci
sono alcune indicazioni forti nella tradizione carmelitana: il riferimento
radicale e assoluto alla Parola (meditando giorno e notte la Legge del
Signore e vegliando nella preghiera, dice la Regola primitiva), il modo
solitario di cercare Dio e nello stesso tempo di stare insieme in fraternità
orante; una costante sollecitudine per i poveri e i piccoli; una certa
ritrosia a essere protagonisti nella Chiesa, unita però alla consapevolezza
che il Signore guarda all'umiltà e attraverso questa fa grandi cose
(l'apporto più grande al Carmelo, qualitativamente e quantitativamente,
l’hanno dato le monache di clausura!)... Queste sono tutte condizioni interiori che inducono
e maturano progressivamente un atteggiamento profondo di simpatia con questa
evangelica "icona perfetta del discepolo del Signore, fino a farla
diventare spontaneamente compagna e sorella: cioè riferimento
personale e amichevole nel cammino quotidiano, proprio perché tutto quanto il
discepolo va cercando appassionatamente e faticosamente sulla salita del monte
Carmelo, Maria lo ha già cercato e trovato. E ne sono rimaste le tracce nelle
indicazioni sobrie, ma essenziali, dei misteri della sua vita descritti dal
Vangelo. Ma ancor più, essendo in lei che la Parola si è fatta carne e si è
offerta a noi come misericordia e perdono, promessa e modello, cammino e meta...
e proprio lei il luogo teologale dove nasce e cresce la nostra dinamica
interiore di evangelizzazione, cioè di cristianizzazione personale e
comunitaria. Ecco perché la fatica quotidiana, la stanchezza e i conflitti, la
piccolezza e inadeguatezza della nostra fede, trovano un sostegno nella sua
compagnia affettuosa e nel suo esempio intelligente; nella sua fatica a
comprendere il mistero del dolore come nella sua ricerca di meditare e
confrontare tra loro le contraddizioni della vita; nelle lacrime d'impotenza a
contenere tutta la sofferenza del figlio dell'uomo, come nella fedeltà
discreta e nascosta, ma appassionata e indefettibile fin sotto la croce.
Un'altra cosa impararono i primi discepoli sul Carmelo, tenendo per mano Maria
nel loro lungo e talora scosceso cammino: nell'ascolto e nella meditazione
diuturna della Legge del Signore lei si era impegnata a non scordarsi mai
nessuna Parola. Le conservava appunto e le esaminava lungamente con l'intelligenza
e il cuore, disposta e pronta a fare tutto quello che capiva, e a pregare per
tutto quello che non capiva. Inventò così la preghiera intelligente e
affettuosa insieme. Una preghiera che era più un atteggiamento profondo della
vita che una serie di parole, più un movimento del cuore che delle labbra; più
un'attenzione discreta e delicata al bisogni della gente attorno a lei che un
assorbimento nel proprio io. Maria aveva capito che c'entrava tutta la storia di
ieri, di oggi e di domani, in questa preghiera: il mangiare e la fame, i troni e
la polvere, gli angeli e gli innocenti ammazzati dagli oppressori, la miseria
del popolo e la
cugina anziana sterile e feconda, i vecchi sacerdoti senza prole e i fidanzati
che dovevano sposarsi... infine tutte le antiche insopprimibili speranze
inesauste delrumanità... Tutto si poteva riaggiustare nel nuovo modo di essere
uomini che il figlio suo aveva iniziato. E che per prima aveva imparato.
Fr.
Giuliano Bettati Provinciale Milano, maggio 1998
IL CARMELO UN MONTE... GIARDINO DI DIO
Il
Carmelo è una catena di colline (in ebraico karmel che significa
“Frutteto, giardino”; in arabo Gebel Mar Eljas). La catena che è
prevalentemente di formazione calcarea, si stacca dal sistema montuoso centrale
della Palestina e da sud-est si prolunga verso nordovest, lasciando a sud-est
la pianura di Esdrelon e terminando in un promontorio che domina il mare a sud
della baia di Haifa. Misura 30
km di lunghezza
e dai 12 ai
16 metri
di larghezza, mantenendosi su un'altezza media di 500 metri.
La catena del Carmelo segna il confine fra la Galilea e la Samaria. Solcato da
frequenti valli, forato da numerose grotte che furono sicuro riparo ai
perseguitati (Am 9,2-5)
e con i fianchi ammantati di ricca vegetazione, il Carmelo è spesso ricordato nella Sacra Scrittura
come simbolo di grazia e prosperità per la sua ubertosità, o come simbolo di
desolazione per il suo disboscamento (Is 55,9; Gcr 4,26; 50,19; Am 1,2). Nella
spartizione della Terra Promessa il Carmelo venne a trovarsi in mezzo al
territorio delle tribù di Aser, Zabulon e Issacar (Gs 19,26).
A partire dal
secolo IX a.C. divenne celebre come luogo di culto della religione monoteistica
giudaica. Su una della sue cime pianeggianti (el-Muhraqah, 514
m) restò
immortalato il sacrificio del profeta Elia (1 Rc 18,19-46).
Invano i
sacerdoti di Baal invocarono il fuoco dall'alto per bruciare la vittima sopra
l'altare; mentre, alla preghiera di Elia, l'olocausto fu completo sull'altare
eretto su 12 pietre.
Il Dio degli Isrealiti vi ebbe culto permanente: vi era celebrato il novilunio,
il sabato e vi ebbe dimora il profeta Eliseo (2Rc 4,25). Il
luogo è venerato da cristiani, ebrei e mussulmani. Al sorgere del cristianesimo
il Carmelo divenne luogo preferito da monaci ed eremiti. È
sulle pendici di
questo monte, già spiritualmente legato alla memoria di Elia, che tra la
seconda crociata (1147-49)
e la terza (1189-92),
alcuni devoti
pellegrini di Dio, forse ex crociati, provenienti dall'Europa, si
riuniscono accanto alla fonte del profeta. Il loro preciso intento è quello di
vivere nell'ossequio di Cristo, in santa penitenza, in uno stile rigorosamente
eremitico, denso di solitudine e di silenzio, di meditazione e di
contemplazione. Dopo alcuni anni chiedono ad Alberto, patriarca di Gerusalemme (1206-1214), di essere riuniti in comunità e da lui
ottengono per iscritto anche la Regola. In essa appare che questi eremiti
si sono stabiliti presso la fonte (di Elia) sul Monte Carmelo e qui
costruirono in mezzo alle loro celle... un piccolo oratorio in onore di
Nostra Signora; per la scelta del titolo sono poi chiamati Frati (fratelli)
della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo. Il gruppo dei fratelli quando
trasmigra nei primi decenni del 1200 in Europa, porta già il nome di Ordine di Santa Maria del Monte
Carmelo, un titolo di privilegio, riconosciuto all'Ordine dalla stessa Sede
Apostolica e che appare per la prima volta in un documento pontificio di
Innocenzo IV (1252).
È fuor
di dubbio che già nella prima metà del 1200
l'Ordine è
mariano, fondato in onore della Vergine, e che i religiosi si professano
particolarmente dedicati alla Madre di Dio. Tale dedicazione - espressa
fondamentalmente nella scelta di Maria quale Signora del primo luogo sul
Carmelo - costituiva i fratelli persone poste al suo totale servizio. Con
la scelta di Maria come titolare, quindi Domina (Signora), e
professandosi fedeli suoi servitori, questi primi eremiti cominciano a vivere di
fatto quella consacrazione, o affidamento, che costituisce il nocciolo della
pietà mariana dell'Ordine. Appartenere a Maria, vivere in dipendenza da Maria,
promuovere il culto a Maria: in ciò consiste l'orientamento vitale e l'apostolato
caratteristico di un autentico figlio del Carmelo. Si può dire che la Vergine
del Monte Carmelo, come viene sentita, venerata, contemplata dai suoi fratelli
e da quanti partecipano alla loro vita - religiosi, confratres, terziari
- è al centro dell'esperienza spirituale del gruppo costituitosi in Terra
Santa, con il fine della perfezione evangelica, in una solitudine contemplativa
centrata sulla preghiera continua e l'ascolto della Parola, in un clima di
semplicità, povertà e lavoro, come la vita di Maria a Nazareth. Il riferimento
che nel nome della Madonna si dà al Monte Carmelo è semplicemente geografico -
storico, quale indicazione del luogo dove i frati sono nati. Per questo, in
origine, il titolo Santa Maria del Monte Carmelo non si riferisce a
un'immagine speciale o a un aspetto nuovo di culto. Tanto è vero che nella
manifestazione concreta
della loro
pietà, espressa subito anche nei titoli delle varie chiese, i
Carmelitani accentuano per lo più gli aspetti della maternità divina, della
verginità, dell'immacolata concezione, dell'annunciazione. Perciò, nella
tradizione primitiva, Santa Maria del Monte Carmelo è semplicemente la
Madonna del vangelo, la purissima Vergine Maria, che accoglie e custodisce la
Parola e con il suo Fiat (sì) diventa Madre del Figlio di Dio fatto
uomo. Tenuti, per Regola, a meditare giorno e notte nella Legge del
Signore (la Sacra Scrittura), se nelle pagine dell'Antico Testamento scoprono
l'esemplarità di Elia, in quelle del Nuovo, riscontrano in Maria un modello
esimio di vita consacrata: accessibile… imitabile, anche se impareggiabile.
Senza voler accentuare troppo quest'aspetto, si può affermare che i fratelli
del Carmelo guardano a Maria di Nazareth, ancella del Signore, come
all'ispiratrice, guida e signora della vita. Per questo la sentono madre e
sorella insieme, in un'atmosfera d'intimità che li orienta a vivere in
pienezza la vita teologale "nel servizio di Cristo", in un clima di
semplicità e di austerità. È
quanto esprime la
prima vitae formula, che presto, fin dal 1300, gli scrittori dell'Ordine vedono incarnata nello stile
di vita della giovane donna di Nazareth che nel silenzio della sua casa rimane
in preghiera mentre le tornano in mente tutti gli avvenimenti del Figlio e li
custodisce nel cuore. Da allora l'Ordine del Carmelo non cessa di ripensare,
riformulare e soprattutto di riappropriarsi dei legami che lo uniscono così
strettamente alla prima discepola del Signore, la madre sua Maria. Tra tutte le
leggende fiorite attorno all'amore che la Vergine dimostra verso il Carmelo,
autentici fioretti dell'epopea che circonda sempre gli inizi di avvenimenti
importanti, alcune sono già presenti nei primi scritti giunti sino a noi: si
pensi alla lettura in chiave mariana della nuvoletta del Carmelo (1 Re
18,44) apparsa ad
Elia e da lui proposta ai suoi discepoli; al racconto delle visite di Maria coi
genitori alla comunità del Carmelo (Nazareth dista una trentina di
chilometri); al culto che dai Carmelitani sarebbe stato tributato alla Vergine
sin dall'antichità o, almeno, dai tempi apostolici. Tali leggende non sono che
l'espressione, forse maldestra e goffa, del desiderio affettuoso che i
Carmelitani hanno di vedersi coinvolti con il destino di colei che vedono già
possedere in pienezza ciò che essi stanno ancora faticosamente cercando.
IL CULTO LITURGICO A NOSTRA SIGNORA DEL
MONTE CARMELO
…In
un luogo molto bello e grazioso abitano gli eremiti latini che vengono
chiamati fratelli del Carmelo; hanno costruito là una piccola chiesa molto
bella a Nostra Signora.
La
scelta della dedicazione di questa piccola chiesa molto bella dà il
punto di partenza di quello che possiamo chiamare il culto liturgico a Nostra
Signora del Monte Carmelo. Infatti, il luogo di cui parla questo itinerario
per i pellegrini (1220-1229)
è il Monte
Carmelo, e gli eremiti latini non sono altro che i Fratelli della Beata
Vergine Maria. Nel pensiero medioevale la scelta del nome di una chiesa
indicava un orientamento spirituale e metteva quella comunità al servizio del
santo patrono dell'edificio. Maria diventava dunque ufficialmente e
liturgicamente la Patrona dei Fratelli del Monte Carmelo; un fatto,
questo, che i pontefici romani riconosceranno con l'utilizzazione nella
denominazione dell’ordine del nome Santa Maria del Monte Carmelo, già
dal 1252. Siamo
nell'epoca delle Crociate e del diritto feudale, i Fratelli Carmelitani si
sono consacrati al servizio e all'obbedienza di colei che ha detto sia
fatta la tua volontà. Una lunga lista di prescrizioni liturgiche per il
servizio a Nostra Signora dava ai Fratelli la possibilità di rivolgere
frequentemente il pensiero e il cuore verso la Vergine: digiuni nelle vigilie
delle festività di Maria, prescrizione della Santa Comunione in queste
stesse festività, Ore del giorno del Piccolo Uffìcio, Salve Regina con
cui i Carmelitani terminavano i loro impegni comunitari, commemorazione
settimanale della Santa Vergine, chiese dedicate a qualche mistero della Vergine
Maria. Nel 1282 il
Generale dell'Ordine Padre Pierre de Millaud, rivolgendosi al Re d'Inghilterra
per sollecitare la sua protezione, dichiara che: l'Ordine è stato
fondato al di là dei mari (cioè in Palestina) per la lode e la
glorficazione della Vergine Maria. Questa definizione dell'Ordine sarà
ripresa nel 1287 al Capitolo generale di Montpellier. Con l'arrivo in
Europa dei Carmelitani ci fu anche un cambiamento di mentalità e si cominciò a
considerare Maria, Madre e Sorella piuttosto che Signora nel senso medioevale.
Ma, sia come Signora che come Madre, il legame di obbedienza e di servizio restò
ugualmente fatto di amore e d'imitazione. La festa patronale dell'Ordine è
sempre stata una festa della Vergine Maria. Agli inizi, nel XIII secolo fu
l'Annunciazione, in seguito in molte Province dell'Ordine l'Assunzione. Quando
nel XIV secolo i Carmelitani divennero difensori,
con i Francescani Minori, dell'Immacolata Concezione, si fecero un dovere
di solennizzare questa festa, che divenne la principale dell'Ordine. Sappiamo
che ad Avignone la Curia Pontificia si recava nella chiesa dei Carmelitani nella
festa dell'Immacolata Concezione, per venerare la Patrona dell'Ordine,
come vi era l'abitudine di venerare ugualmente San Domenico, San Francesco e
Sant'Agostino nelle loro rispettive feste. La commemorazione solenne di
Nostra Signora del Monte Carmelo apparve forse in Inghilterra verso la fme del
XIV secolo. In Inghilterra gli argomenti dei Fratelli Carmelitani furono
ritenuti validi per ciò che concerne il titolo mariano dell'Ordine, contro gli
attacchi dei frati predicatori. È
chiaro che tale
festa voleva essere un riconoscimento a Maria quale Patrona e autrice
"della pace" dell'Ordine rispetto alle lotte esterne, sostenute in
Europa dopo la fuga dalla Palestina invasa dai mussulmani. In Europa infatti
non si voleva dar spazio a questo nuovo Ordine eremitico. È
importante
sottolineare che la primitiva data della festa - 17 luglio - sembra richiamarsi alla data dell'ultima sessione del concilio
di Lione (17 luglio
1274) nella
quale si decretò: Concediamo all'Ordine Carmelitano di rimanere nel suo
stato attuale, finché non si decida altrimenti. Vi è qui una confusione
storica, poiché tale decreto si pronunciò soltanto sull'esistenza dei Domenicani
e dei Francescani, lasciando in sospeso i Carmelitani e gli Agostiniani. Fu in
effetti nel 1298 che
papa Bonifacio VIII mise fine a questa incertezza dopo un serio richiamo
all'Ordine di colei che è Madre della Chiesa. La celebrazione solenne si
aggiunse alle celebrazioni ordinarie che avevano luogo ogni settimana. Alla
fine del XV secolo la festa venne anticipata al 16 luglio. Nel '500 la
festa, già diffusa in altre nazioni europee e nella stessa America, pur non
perdendo la sua fisionomia primitiva di celebrazione di Maria Patrona, assunse
gradualmente, fino a prevalere, il carattere di festa dell'abito. Ciò
anche a causa del moltiplicarsi dei fedeli che, specialmente in Spagna e in
Italia, venivano aggregati all'Ordine per mezzo dello Scapolare, segno di
devozione alla Vergine, e insieme della sua protezione nell'ora della morte. Ciò
che ulteriormente accentuò tale nuovo carattere fu pure la cosiddetta Bolla
sabatina con cui papa Giovanni XXII (1322) che riferirebbe una sua visione della Vergine, la
quale avrebbe promesso la liberazione dal purgatorio il primo sabato dopo la
morte per i Carmelitani e anche per i confratelli dell'Ordine che
avessero osservato la castità del loro stato, elevato preghiere e portato
l'abito del Carmelo. L'abito, che all'inizio era specialmente il mantello,
presto venne inteso solo come Scapolare. In un Cerimoniale del 1616
troviamo i
quattro elementi che caratterizzano la festa del 16 luglio, dalla sua istituzione ai nostri giorni:
- l'effetto potente del Nome a cui si sono
legati i fratelli eremiti: Fratelli della Beata Vergine Maria del Monte
Carmelo;
- la gloria e le promesse unite alla
vestizione del suo Abito;
- l e molteplici manifestazioni della sua
diretta protezione sull'Ordine;
- i benefici ricevuti dall'Ordine dalla sua
fondazione fino ad oggi.
I
Superiori Carmelitani resero universale per l'Ordine la pratica di questa
solennità dal 1609,
data in cui
furono composte le lezioni dell'antico breviario Cum sacra Pentecoste, riviste
dal cardinale Bellarmino. In quest'epoca cominciò anche la celebrazione dell'ottava. A partire dal
XVI secolo le chiese locali, soprattutto in Spagna e in Italia, chiesero delle
indulgenze per la celebrazione della festa di Nostra Signora del Monte Carmelo.
In alcune regioni della Francia troviamo delle narrazioni di feste popolari
proprio il 16 luglio,
particolarmente in Bretagna. Nel 1674
la festa si
estese a tutta la Spagna. A poco a poco si diffuse in molti stati e anche tra i
Maroniti del Monte Libano. È certo
che le due assente promesse a San Simone (salvezza eterna) e a papa Giovanni
XXII (liberazione dal purgatorio il primo sabato dopo la morte) incisero molto
sulla diffusione della devozione alla Madonna del Carmine (come è più
usualmente chiamata tra i fedeli) e sul moltiplicarsi di confratelli aggregati
all'Ordine mediante il piccolo abito (abitino) o Scapolare. Non è quindi
strano che la festa del 16 luglio
si sia imposta man mano come festa dell'abito, fino a divenire nel 1606
festa delle
confraternite carmelitane. Tale
festa, dapprima si diffuse spontaneamente in molte nazioni, e anche nei riti
mozarabico, caldeo, maronita, ambrosiano, greco-albanese; poi papa Benedetto
XIII, con il Breve del 24 settembre
1726, la
estese alla Chiesa universale con una Messa propria. Nella semplificazione del
calendario, richiesta dal Concilio Vaticano Il, la festa si è conservata con il
grado di memoria facoltativa. Quindi la celebrazione della Madonna del
Carmelo è la festa dell'Ordine e di quanti in qualsiasi modo sono uniti al
Carmelo nel riconoscere Maria quale sorgente di ogni bene in Cristo, e quale
modello evangelico nel vivere l'ideale della preghiera contemplativa.
Contemporaneamente la festa mostra la certezza di fede nell'aiuto di grazia di
Maria. L'amore particolare e la fedele imitazione di Maria danno sicura speranza
che colei che ha l'ufficio di essere madre nell'ordine della grazia... ha
cura dei fratelli del Figlio ancora peregrinanti e posti in mezzo a pericoli e
affanni fino a che non siano introdotti nella patria beata (LG nn.61-6). Ella sarà perciò segno di sicura speranza e
consolazione per coloro che, attraverso l'umile segno della particolare
dedizione, cercano di rifletterne la presenza nel mondo, sia in mezzo alle
prove della vita, sia nei dolori dell’ultimo combattimento. Allo stesso modo
sarà segno di speranza anche nel luogo della purificazione che prepara
l'incontro eterno con l’Amore, fino a che non siamo introdotti nel cielo.
Le Costituzioni dei Carmelitani Scalzi (1986) indicano quattro punti liturgici per valorizzare il
carattere mariano dell'Ordine:
a) le festività della Beata Vergine
Maria saranno celebrate degnamente, secondo la loro solennità. Il suo culto sarà
incoraggiato nelle nostre chiese e l'immagine della Madre di Dio sarà esposta
in una posizione d'onore;
b) la celebrazione della Beata
Vergine Maria;
c) nei sabati del tempo ordinario
in cui è permessa una memoria ad libitum si farà ordinariamente memoria
di Santa Maria nella celebrazione eucaristica e nella liturgia delle Ore;
d) il sabato e nelle solennità e
feste della Beata Vergine Maria, o nelle vigilie, si canterà l'antifona Salve
Regina.
Quanto
alle Costituzioni delle Carmelitane Scalze (1991), ci
ricordano al n.56 che: ... nella liturgia la Chiesa venera la Vergine Maria
unita all'opera di salvezza di suo Figlio con un legame indissolubile e la contempla
come il modello dell'atteggiamento spirituale con cui si devono celebrare e
vivere i misteri divini. Alla luce dei testi del Messale dell'Ordine
Carmelitano, vediamo qual è il modello di atteggiamento spirituale che
siamo chiamati a segnire: Tu hai dato, Signore, all'Ordine del Carinelo la
gioia di portare il nome della Vergine Maria, Madre di tuo Figlio; poiché oggi
noi la festeggamo solennemente, accordaci, per la sua protezione, di giungere
alla vera montagna, il Cristo, nostro Signore.
Possiamo
constatare che si ritrovano i punti tradizionali del legame tra il Carmelo e
Maria: il Nome della Vergine Maria ricevuto dal Signore, la riconoscenza che
si esprime attraverso la festa solenne, la protezione diretta di Maria sui suoi
figli e la meta, Cristo, verso cui ci orienta la Vergine. Nel secondo Prefazio
ritroviamo gli stessi elementi con l'aggiunta del richiamo all'Abito ricevuto
da Maria e dal suo ruolo d'identificazione nel mondo: ella ci ha rivestito
dell'Abito del suo Ordine, perché siamo, nel mondo, sua vivente immagine. Questo
Prefazio ci ricorda anche la nostra dimensione contemplativa con la sua
particolare nota carmelitana: ... che non cessiamo, con Lei (Maria), di
contemplare il tuo Verbo, che noi amiamo i nostri fratelli con il suo stesso
cuore e che li attiriamo a Cristo donando, per essi, la nostra vita. Sottolinea
altresì il rapimento del profeta Elia e il Privilegio Sabatino, che
apparivano così chiaramente nell'antico Messale carmelitano: .. A voi
che avete rivelato al Beato Profeta Elia, attraverso una piccola nube sorgente
dal mare, l'Immacolata Vergine Maria, e che avete voluto che Ella fosse onorata
in modo speciale dai figli del Profeta... Coloro dunque che la Beata Vergine
Maria ha adottato con il santo Scapolare come figli di predilezione e che
muoiono piamente, rivestiti di quest'Abito, degnatevi di condurli al più
presto alla Vostra Santa Montagna.
Come
si vede, il culto liturgico di Nostra Signora del Monte Carmelo consiste prima
di tutto nel silenzio e nell'imitazione della Vergine Maria che conduce alla
vera montagna, il Figlio unico e Salvatore. La Vergine stessa ce lo mostra nel
segno profetico della sua apparizione a Santa Bernadette a Lourdes. La sua
diciottesima e ultima apparizione ebbe luogo il 16 luglio
1858; apparve silenziosa e in preghiera. Bernadette portava lo Scapolare e
Maria era più bella che mai; nonostante le barriere che le impedivano di
avvicinarla la fanciulla era felice. Come ha scritto Padre Joseph
Baudry, la lode del Carmelo alla Vergine Maria è certamente una preghiera
liturgica, ... ma si tratta soprattutto di un culto spirituale che conduce a
offrire a Dio la persona tutta intera come ostia vivente, a immagine del Fiat
della Vergine. Lontana dall'aggiungersi all'obbedienza a Gesù Cristo, la
lode di Nostra Signora, così intesa, non ha altro scopo che condurre ad essa.
Vivendo pienamente la nostra preghiera liturgica nel cuore della
Chiesa, con la nostra fedeltà filiale e ferma, lasceremo
sviluppare in noi l'amore della Vergine Maria, che ci renderà capaci di
contemplare il Verbo e di amare il nostro prossimo con il suo stesso Cuore
Immacolato poiché il tesoro della Madre appartiene ai figli.
NASCITA DI UNA DEVOZIONE
Per
comprendere il significato del gesto della Vergine Maria che offre il suo
abito ai Carmelitani come segno di particolare affetto e protezione, occorre
tenere presente il pensiero e la cultura medievale. I Carmelitani si erano messi
a servizio della Vergine, loro Sovrana e Domina (Signora), allo
stesso modo di un vassallo che s'impegnava al servizio di un sovrano e da cui si
attendeva in cambio soccorso e protezione. Questa sottomissione fedele, questa devozione
- ossequio, questo votarsi non è però a senso unico. Esige una risposta:
la protezione. È alla luce di queste relazioni feudali che i Carmelitani intendono
ottenere la protezione di Maria vista come loro Sovrana. Questa protezione è un
effetto consequenziale del patronato di Maria. È poi in modo pieno simbolizzata dall'immagine dei clientes
- termine latino che si potrebbe tradurre con difensori, sostenitori,
tifosi... devoti - insomma coloro che si prendono cura degli interessi di un
altro e che si raggruppano in questo caso sotto il manto della Madre di Dio,
loro avvocata. Si pensi a l'advocata nostra della Salve Regina di
poco anteriore al XIII secolo... Il tipo iconografico della Vergine del
mantello, molto noto all'epoca dell'apparizione a San Simone Stock che
riceve lo Scapolare dalle mani della Vergine Maria, testimonia anch'esso questa
bella spiritualità. Lo Scapolare del Carmelo è il segno di questa protezione
mariana. È la
risposta, il dono che Maria offre alla devozione dei suoi Fratelli. Grazie
ad esso, Nostra Signora autentica la consacrazione a Dio dei suoi figli e il
loro proposito di vivere nella sequela di Cristo. Colui che lo riceve,
rivestendolo, viene associato a un grado più o meno intimo dell'Ordine del
Carmelo. Chi lo porta fa professione d'appartenere a Nostra Signora, allo stesso
modo che un cavaliere del XIIII secolo (..) che si sentiva, sotto lo sguardo
della sua Dama, valoroso e certo nel combattimento e che, portando i suoi
colori, avrebbe prefirito mille volte la morte che di sporcare quei colori.
Avendo
esposto le basi, il fondamento, della nostra devozione, possiamo rivolgere la
nostra attenzione al significato profondo dello Scapolare analizzando due
elementi costantemente messi in rilievo dalla tradizione spirituale del Carmelo:
l'Abito di Nostra Signora è nel contempo segno di protezione e pegno di
salvezza.
LO
SCAPOLARE,
SEGNO DI PROTEZIONE
Nessuno,
come Santa Teresa di Gesù Bambino, ora anche Dottore della Chiesa, ha
probabilmente esposto meglio l'idea secondo la quale lo Scapolare ci si presenta
come segno di protezione mariana. Il grande insegnamento mariano che ci dona la
giovane carmelitana è quello che nasce dalla grazia ricevuta presso la grotta
di santa Maddalena, una sorta di minuscolo romitono situato in un luogo
isolato del giardino del monastero di Lisieux. Questo avvenimento ebbe luogo
nel mese di luglio del 1889, e Teresa lo racconta a Madre Agnese di Gesù in
questo modo: C'era come un velo gettato per me sopra tutte le cose della
terra… ...Ero interamente nascosta sotto il velo della Santa Vergine. In quel
tempo, mi avevano incaricata del refittorio, e mi ricordo che facevo le cose
come se non le facessi, era come se mi si avessero prestato un corpo. Sono
rimasta così per tutta la settimana. Noi vediamo attraverso
questa formulazione originale, un singolare riferimento implicito al ruolo
dello Scapolare. C'era come un velo gettato per me sopra tutte le cose
della terra. Questa constatazione non è null'altro che la realizzazione di
un desiderio di Teresa manifestato fin dal suo passaggio nel celebre santuario
parigino di Nostra Signora delle Vittorie nel 1887,
poco prima della
sua entrata al Carmelo: Con quanto fervore l'ho pregata (la Vergine
Maria) di custodirmi sempre e di realizzare presto il mio sogno nascondendomi
all'ombra del suo manto verginale! (...) Avevo capito che era al Carmelo che mi
sarebbe stato possibile trovare davvero il manto della Madonna, ed era verso
quella montagna fertile che tendevano tutti i miei desideri (Ms
A 57 r°).
Per Teresa,
essere al Carmelo (o essere affiliati al Carmelo), è trovarsi sotto il manto,
sotto il velo della Vergine. È
trovarsi sotto
l'abito di Nostra Signora, cioè, come abbiamo appena detto, trovarsi
rivestiti dello Scapolare, la livrea mariana per eccellenza. In poche
parole, Santa Teresa di Gesù Bambino richiama il significato profondo dello
Scapolare che, pur non nominato esplicitamente, le è tuttavia così familiare.
La grazia della grotta di Santa Maddalena può aiutarci a trovare il senso dell'Abito
di Maria. Attraverso una via nascosta, questa umile veste ci predispone,
in maniera tangibile e incarnata, all'azione benevola della protezione materna
di Maria. Questa protezione ci è manifestata con molta discrezione.
Occorrerebbe piuttosto dire che essa ci è svelata progressivamente, come se
la Madre di Dio delicatamente alzasse un lembo del velo che ricopre il mistero
della sua materna protezione. La giovane carmelitana di Lisieux, fedele alla
concezione tradizionale del suo Ordine, ci ricorda, attraverso una testimonianza
che potrebbe sembrarci anonima, che Maria, al Carmelo, esercita come un carisma
di rivelazione. Misteriosamente ella si svela, in una sorta d'intimità
spirituale, simbolizzata dalla grotta del giardino di Lisieux. Lo Scapolare, il
velo di Maria, sono un tutt’uno. Anche noi, come Santa Teresa, possiamo essere
interamente nascosti sotto il velo della Santa Vergine e fare le cose
come se non le facessi. Portare l'Abito di Nostra Signora, è
lasciare che Maria ricopra della sua materna protezione l'oscurità delle nostre
vite anonime, semplici, silenziose e monotone... e allora nulla più sarà
superficiale. Ciò che Teresa afferma del velo di Maria si applica
perfettamente alla devozione dello Scapolare, come segno di protezione mariana.
In una poesia composta nel 1894 (cinque anni dopo l'esperienza significativa
della grotta), ella immagina che la Regina del Cielo, rivolgendosi a uno dei
suoi figli della terra, gli dica: Ti celerò sotto il mio velo / ove dimora
il Re del Cielo. / Sola stella sarà mio Figlio / a brillare ormai agli occhi
tuoi. - Ma perché sempre io ti accolga / presso Gesù sotto il mio velo, / tu
dovrai rimaner piccina / adorna di virtù infantili (Poesia
15). Lo Scapolare
è più che un'insegna mariana. È il segno di una protezione reale ed efficace. Non si contenta di
rimandarci a Maria. È il
memoriale di tutte le grazie concesse dalla Madre di Dio a ciascuno di noi. La
sua vista ci riconforta. Nei pericoli o nelle angosce, ci fa bene toccarlo:
sappiamo così che non siamo soli. Ricevere questo ritaglio di stoffa bruno, è
infilarsi, è farsi scivolare sotto il velo protettore di Nostra Signora. Lo
Scapolare, significando la protezione di Maria, fonda la nostra fiducia, il
nostro abbandono confidente tra le sue mani materne. Ci dona la sicurezza che
questa protezione sarà seguita dalla grazia della misericordia di Dio, perché
anche quando la Madre di Dio protegge i suoi figli, è per sottometterli
all'azione benefica del Signore. Ecco perché l'Abito di Maria, in quanto
sacramentale, impegna la grazia del Signore. La protezione mariana che esso
significa implica una trasformazione presso colui che ne è rivestito poiché
ricevere lo Scapolare è rivestire Maria, è accoglierla e riceverla in
eredità; è impegnarsi a imitare le sue virtù ed esclamare, con il profeta
Isaia: Esulto di gioia in Dio, l'anima mia giubila nel mio Signore. Poiché
mi ha rivestito delle vesti della salvezza, mi ha avvolto nel manto della
giustizia (IS
61,10). Per
una sorta di carità velata che cerca di nascondere le sue origini, la nostra
Madre ci assiste e presiede alla nostra crescita spirituale per introdurci al
pieno possesso di Dio. Invitandoci a condividere sotto il suo velo la sua
intimità divina, la Vergine Maria impegna la sua materna protezione e ce ne
lascia un segno meraviglioso: lo Scapolare, sua propria veste.
LO
SCAPOLARE,
PEGNO DI SALVEZZA
La
protezione di Maria, come abbiamo visto, sarà seguita dalla grazia del Signore
di cui essa è come un anticipo. Lo Scapolare è la veste di salvezza (Is
61,10), cioè
pegno di salvezza. Ed è ciò che vorremmo ora illustrare attraverso un
breve ritorno alle origini della storia del Carmelo. L'Ordine del Carmelo, come
abbiamo visto, è un Ordine mariano perché è intimamente legato, attraverso
il segno della nuvoletta, all'effusione della misericordia divina. Secondo una
traduzione autorizzata, Carmelo significa giardino di Dio. È un paese fertile che ci richiama il tema biblico della Terra Promessa. Il
primo Libro dei Re attraverso. il "ciclo elianico" (cc.
17 e 18) ci
invita a vedere nel Monte Carmelo il simbolo e la promessa delle grazie di cui
Dio vuole riempire il suo popolo. Secondo la tradizione, l'azione del santo
profeta Elia è ordinata all'opera redentrice di Cristo e ai fiumi di grazia che
di là scorreranno. È
precisamente a
questo punto che interviene la Vergine, in quanto Mediatrice di misericordia. La
Madre di Dio, nel pensiero dei Carmelitani medioevali, è simbolizzata dalla
piccola nube che si innalza sopra il mare e che il servitore di Elia segnala
al suo maestro (1Re
18,41-46). Questa
piccola nube precede e annuncia una forte pioggia che porrà fine a una siccità
funesta, allo stesso modo che un'umile figlia d'Israele metterà alla luce il
Messia e renderà possibile il flusso della grazia. Ecco perché la Vergine
Maria, al Carmelo, è intimamente legata all'effusione della misericordia e
della grazia del Signore. Come suggerisce l'inno liturgico del Rorate coeli
desuper il cielo riversa il Cristo sulla terra partendo da una
piccola nube (la Vergine) annunciatrice di pesanti nubi gonfie di pioggia (la
grazia divina). Tutta la persona di Nostra Signora è protesa verso
l'accoglienza di questa misericordia che essa mette a disposizione dei suoi
figli, di ciascuno di noi. È
la ragione per la
quale la principale devozione mariana del Carmelo è sottomessa a questa legge
della tensione di Maria verso la grazia futura. Lo Scapolare non è altro che un
annuncio di promessa. È pegno
di salvezza nel senso che è segno della misericordia futura. Impegna il nostro
futuro nella misura in cui noi lo portiamo degnamente, con il desiderio profondo
e sincero di rivestire Maria. Così, noi saremo sicuri di raccogliere i
frutti della nostra salvezza senza indugio, quando avremo reso il nostro ultimo
respiro. Posti questi principi, dobbiamo stare in guardia da una concezione
errata che tende a limitare Vefficacia dello Scapolare alle grazie future. La
livrea mariana è invece anche pegno di salvezza per l'ora presente. Se essa ci
ricollega al ricordo dei benefici del passato, se essa è orientata al futuro,
non di meno in essa dimora un memoriale permanente, una riattualizzazione del
patronato di Nostra Signora e della sua protezione. La ragione è semplicissima:
lo Scapolare ci riveste della presenza stessa di Maria, perennemente
presente nella nostra vita spirituale. Si tratta per noi di modellarci sulla
Vergine Maria, la cui vita potrebbe definirsi come un'accoglienza incessante
della misericordia di Dio. Anche noi, possiamo ricevere questa misericordia
giorno dopo giorno. Come Maria, noi possiamo lasciarci letteralmente seppellire
sotto le innumerevoli manifestazioni della bontà del Signore che si spande
attraverso il mondo intero e si estende di generazione in generazione (Lc
1,50). Lasciando
i fiumi della grazia espandersi sopra di noi, possiamo contribuire a far sì che
la misericordia copra una moltitudine di peccati (1 Pt
4,8). Rivestire
l'Abito di Nostra Signora, è lasciarsi seppellire sotto un pegno di salvezza
e lasciare che l'amore benevolo del Padre copra i nostri propri peccati. Non
si finirà mai di esaurire il significato dello Scapolare. In quanto pegno di
salvezza, infine, questa umile veste ci rivela la misericordia di Dio senza
tuttavia manifestarla apertamente. Attira la nostra attenzione sul nostro
glorioso destino. Rende visibile (o almeno pone alla nostra portata) ciò che c'è
di più invisibile e segreto: il flusso della grazia. La Madre di Dio, poiché
è Madre della grazia divina (o Mediatrice della grazia), assiste al flusso e
allo spiegamento di questa grazia attraverso le anime che le sono consacrate. È
dunque normale
che la principale devozione del Carmelo sia ordinata a questa opera di misericordia.
E poiché essa è la testimone privilegiata della nostra crescita spirituale, la
Vergine Maria ha ben voluto mettere a disposizione la propria veste, pegno di
salvezza e anticipo della veste di gloria di cui il Signore ci rivestirà un
giorno, in virtù stessa del nostro battesimo poiché, come ci ricorda
l'Apostolo, noi tutti che siamo stati battezzati in Cristo, abbiamo rivestito
il Cristo (Gal 3,27). Tenuto conto di ciò che abbiamo esposto a partire dai molteplici
sviluppi della tradizione del Carmelo lungo i secoli, appare dunque che lo
Scapolare è dotato di una significazione spirituale ricchissima. Questa
significazione si appoggia su dei principi teologici sicuri nel campo della
partecipazione di Maria all'opera della grazia realizzata dai meriti del suo
divino Figlio. A partire dal momento in cui la protezione di Nostra Signora è
la risposta alla nostra devozione mariana, questa stessa protezione crea in noi,
in maniera misteriosa, una vera rassomiglianza mariana. È questa rassomiglianza mariana che lo Scapolare
intende significare: Maria ci riveste
dell’Abito del suo Ordine perché noi siamo nel monde, la sua
immagine vivente. In questo senso, l'umile veste di Maria
impegna e affretta la nostra salvezza perché sostiene il nostro desiderio
ardente di rivestirci delle virtù di colei che è la prima dei salvati. Questo
piccolo pezzo di stoffa è per noi il memoriale dei benefici (passati, presenti
e futuri) che il Signore ci accorda per l'intercessione di Maria. Faremmo male a
disprezzare questa devozione che la santa Chiesa mette a nostra disposizione,
dopo averlo arricchito di numerose approvazioni e raccomandazioni. La nostra
vita spirituale ha bisogno di segni incarnati della misericordia. Invitandoci a
condividere la sua intimità sotto il suo velo, affidandoci il suo abito come
segno e pegno della misericordia di Dio, Nostra Signora ha superato la nostra
attesa e ci ha tracciato un vero cammino di santità.
"PRIVILEGI" DELLO SCAPOLARE
Da
oltre sette secoli i fedeli portano lo Scapolare del Carmine per assicurarsi la
protezione di Maria in tutte le necessità della vita, e, in particolare, per ottenere
mediante la sua intercessione, la salvezza eterna e una sollecita liberazione
dal Purgatorio. La
promessa di queste due grazie - dette appunto privilegi dello Scapolare - sarebbe
stata fatta dalla Madonna a San Simone Stock e a papa Giovanni XXII. Diciamo sarebbe
perché le visioni non sono provate storicamente. Ma la fiducia dei fedeli,
più che nelle visioni e nei racconti storicamente non accertati, e tuttora
oggetto di attenta ricerca, trova un saldo fondamento nella dottrina della
Chiesa. La
Madonna, secondo il piano di Dio, è associata strettamente a Cristo in tutta
l’opera della salvezza, e ora, anche in cielo, con la sua molteplice
intercessione, continua a ottenerci la grazia della vita eterna (LG
n.62). L'intervento
della Madonna in favore degli uomini non oscura, né diminuisce l'unica
mediazione di Cristo, ma ne mostra l'efficacia, perché è frutto della
sovrabbondanza dei meriti del Salvatore. Perciò la Chiesa non dubita di
riconoscere apertamente questa funzione subordinata di Maria... che opera
affinché i fedeli sostenuti da questo materno aiuto, siano più intimamente
uniti con il Mediatore e Salvatore (ibidem).
Chi indossa lo
Scapolare, mette la sua vita al servizio della Madonna, si lega a lei con un
vincolo di amore, e può stare certo che in lei troverà protezione e aiuto nei
momenti difficili, specialmente nella soluzione dei problemi più importanti:
quello della salvezza eterna e della sollecita liberazione dal Purgatorio. Lo
Scapolare non è un talismano o qualcosa di magico, che produce
automaticamente determinati effetti. I privilegi dello Scapolare sono grazie e
favori che la Madonna ottiene da Cristo Signore per i suoi figli devoti, come
premio della loro dedizione generosa. Consideriamo questi privilegi un po' più
dettagliatamente, per chiarire meglio le idee e dissipare eventuali equivoci.
LA SALVEZZA ETERNA
La
prima grazia che i devoti dello Scapolare sperano di ottenere con la
protezione della Madonna è appunto quella di salvarsi. Non si tratta di cosa
di poco conto - osservava Pio XII - ma dell'acquisto della vita eterna in
virtù della tradizionale promessa della beatissima Vergine, si tratta
dell'impresa più importante e del modo più sicuro di attuarla. Secondo
l'insegnamento della Chiesa, la salvezza eterna è frutto della fedeltà
dell'uomo alla Parola di Dio e della sua collaborazione alla grazia divina. Sarebbe
erroneo e pericoloso ritenere che, per salvarsi, sia sufficiente portare lo
Scapolare, senza nessuna preoccupazione di vivere la fede e l'amore. Chi indossa
lo Scapolare, deve impegnarsi in una condotta esemplare, nel fedele compimento
dei suoi doveri e nel sevizio della Chiesa. Sono queste le buone opere che
meritano la vita eterna. Lo Scapolare non garantisce interventi miracolosi da
parte della Madonna per salvare chi volontariamente persiste nel peccato, ma
assicura un'assistenza continua a quanti si sforzano di convertirsi dal peccato
e di perseverare nel bene. Esso offre la certezza di veder coronati dal successo
i propri sforzi, per l'aiuto materno di Maria. Pio XII, nel discorso celebrativo
del VII Centenario dello Scapolare nel 1951, diede questa magnifica testimonianza: Quante anime
buone hanno dovuto, anche in circostanze umanamente disperate, la loro suprema
conversione e la loro salvezza eterna allo Scapolare che indossavano! Quanti
inoltre, nei pericoli del corpo e dell'anima, hanno sentito, grazie ad esso, la
protezione materna di Maria! La devozione allo Scapolare ha fatto riversare su
tutto il mondo fiumi di grazie spirituali e temporali.
IL "PRIVILEGIO SABATINO"
La
devozione allo Scapolare si è diffusa nella Chiesa anche per la fiducia che i
fedeli hanno avuto di essere aiutati dalla Madonna non solo in vita, ma anche al
più presto, dopo la morte, specialmente nel giorno a lei dedicato, il sabato.
Per questo si parla di privdegio sabatino. Simile privilegio, attribuito
a papa Giovanni XXII, venne approvato e saggiamente interpretato da molti
pontefici. Papa Roncalli - in un discorso del 1959 -
parlò del privilegio sabatino, così prezioso, così caro a coloro che
portano lo Scapolare di Nostra Signora del Carmelo. Il Papa stesso lo
portava. Pio XII assicura i devoti dello Scapolare che la piissima Madre non
tralascerà d'intervenire con la sua preghiera a Dio perché i suoi figli, che
espiano nel Purgatorio i loro peccati, raggiungano al più presto la patria
celeste, secondo il così detto privilegio sabatino tramandato dalla
tradizione. Il sabato, come giorno di liberazione dal Purgatono, non è un
dato assoluto, ma punto di riferimento, un giorno privilegiato. La Madonna
interverrà al più presto, tenuto conto del disegno di Dio. La
liturgia stessa esprime questa fede della Chiesa nell'intervento di Maria in
favore delle anime del Purgatorio, invocandola, nella Santa Messa, per parenti,
amici e benfattori defunti. I devoti dello Scapolare confidano in un
particolare e più sollecito intervento della Vergine, alla quale si sono
consacrati, dedicandole tutta la loro vita. La stessa devozione allo
Scapolare, vissuta nella sua pienezza, come realizzazione della vita cristiana
nell'imitazione e sotto la protezione di Maria, purifica dall'affetto al
peccato, e crea le migliori disposizioni per ottenere la misericordia di Dio e
la liberazione dal Purgatorio. Più recentemente, grazie a una conoscenza più
profonda della nostra tradizione, frutto della ricerca e del processo di
rinnovamento in tutta la Chiesa, si è cambiata l'impostazione della religiosità
popolare e, perciò, della devozione dello Scapolare.
LO SCAPOLARE DEL CARMINE: SEGNO
DI UNA VOCAZIONE
La
decisione di consacrarsi a Maria deriva da una scelta della volontà, mossa
dalla fede e dall'amore. È
quindi un atto
intimo, personale, che impegna la facoltà dell'anima. Può tuttavia
manifestarsi esternamente per mezzo di un rito o di segni, che cadono sotto
l'esperienza dei sensi e possono essere percepiti dagli altri. L'uso di
espressioni sensibili è pienamente conforme alla natura dell'uomo, che solo
attraverso i sensi comunica con il mondo esterno. Anche Gesù nei Sacramenti si
serve di segni sensibili come veicoli di grazia. Lo Scapolare è, quindi, il segno
sensibile, approvato dalla Chiesa, con il quale rendiamo manifesta la nostra
consacrazione a Maria e i vincoli che ci legano a lei. Chi indossa lo
Scapolare - come affermò esattamente Pio X - per mezzo di esso viene
associato, in modo più o meno stretto, all'Ordine Carmelitano. Egli percio
deve sentirsi impegnato a una speciale dedizione alla Vergine, al suo culto e
alla sua imitazione: elementi essenziali di quella vocazione carmelitana di cui
nella Chiesa lo Scapolare rende partecipi. Così lo hanno considerato i numerosi
santi, che non hanno mai voluto separarsene e che lo hanno considerato vincolo
di unione a una famiglia religiosa, di cui volevano vivere l'impegno di
particolare dedizione alla Madonna, sicuri della sua speciale protezione
materna durante la vita e nell'ora della morte. Per tutti coloro che lo
indossano - disse ancora Pio XII - lo Scapolare diventi memoriale della
Madonna, specchio di umiltà e di castità, breviario di modestia e di semplicità,
eloquente espressione simbolica della preghiera d'invocazione dell'aiuto divino.
E un altro pontefice, Paolo VI, afferma: Lo Scapolare del Carmine è
una forma di pietà che per la sua semplicità è adeguata alla comprensione
di tutti e si è largamente diffusa fra i cristiani con tanti frutti salutari.
Su questo argomento, quando il popolo cristiano viene ammaestrato, bisogna
sempre ricordare e insistere che, mentre si onora la Madre, il Figlio, per il
quale tutto è stato fatto e nel quale piacque al Padre far abitare ogni
pienezza, dev'essere maggiormente conosciuto, amato e glorificato, e si devono
osservare i suoi comandamenti... Si deve inoltre ammonire che la devozione verso
la Madre di Dio non consiste in uno sterile passeggero sentimentalismo, né in
una certa qual vana credulità, ma deve procedere dalla fede vera, dalla quale
siamo portati a riconoscere la preminenza della Madre di Dio, e siamo spinti
al filiale amore verso la Madre nostra e all'imitazione delle sue virtù. È ormai risaputo, per averlo più volte rimarcato lui stesso,
l'attaccamento, o meglio l'affezione, alla Vergine sotto il titolo del Carmelo
che papa Giovanni Paolo Il nutre teneramente, verso la quale si dichiara Totus
tuus, a cui fa quasi da eco il Carmelo con il suo Totus marianus est
Carmelus. Una conferma della devozione alla Vergine del Carmelo era stata
fornita personalmente dal papa nella sua visita pastorale alla parrocchia romana
di San Martino ai Monti del 17 febbraio 1980.
Prendendo lo
Scapolare della priora dell'Ordine Secolare Carmelitano e portando le mani sul
proprio petto esclamò: qui sotto lo porto anch'io da molto tempo! Un
quotidiano laico di Roma di larga diffusione afferma che sul petto del Santo
Padre, in occasione dell'intervento chirurgico al Policlinico Gemelli il 13
maggio 1981, in
seguito all'attentato di piazza San Pietro, fu distintamente osservato lo
Scapolare del Carmine.
Tentiamo,
con l'aiuto di chi era presente di ricostruire le condizioni del Papa prima del
lungo intervento. Mancano pochi minuti alle sei del pomeriggio. Quando il
Pontefice entra in sala operatoria non ha già più la talare bianca. Indossa
solo una maglietta e sulla pelle lo Scapolare,
due ritagli di stoffa marrone sul petto e sulla schiena legati da una
fettuccia, con l'immagine della Madonna del Carmelo... "18
Nuova conferma e ulteriori particolari li troviamo
nell'ultimo libro, Dono e Mistero, nel 500 del mio Sacerdozio, scritto
in occasione del suo Giubileo, dove il Papa si abbandona a confidenze che
mostrano ulteriormente il filo mariano, forte e profondo, che lo lega a
Maria e al Carmelo:
...
a Wadowice (sua
città natale), c'era sulla collina un convento di Carmelitani la cui
fondazione risaliva ai tempi di San Raffaele Kalinowski (carmelitano polacco
canonizzato dal Papa). Gli abitanti di Wadowice lo frequentavano in gran
numero, e ciò non mancava di riflettersi in una diffusa devozione per lo
Scapolare della Madonna del Carmelo. Anch'io lo ricevetti credo all'età di
dieci anni e lo porto tuttora. Si andova dei Carmelitani anche per confissarsi.
Fu così che, tanto nella chiesa parrocchiale quanto in quella del Carmelo, si
formò la mia devozione mariana durante gli anni dell'infanzia e dell'adolescen
IL PERDONO DEL CARMINE
16 LUGLIO
EVENTO DI MISERICORDIA
Il
Sommo Pontefice Leone XIII in data 16 maggio 1892 concesse all'Ordine
Carmelitano, a beneficio di tutta la cristianità, l'insigne privilegio del
perdono del Carmine, ossia l'indulgenza plenaria tante volte quante si
visiterà - nei debiti modi - una chiesa dove è istituita la confraternita del
Carmine per la festa della Madonna del Carmelo e si pregherà secondo
l'intenzione dei Sommi Pontefici.
A perpetua memoria.
Perché si aceresca sempre più la devozione e la pietà dei fedeli verso
la Beatissima Vergine del Carmelo, donde possono derivare per le loro anime
frutti ubertosi e salutari accondiscendendo benignamente alla pia richiesta
del diletto figlio Luigi Maria Galli supremo moderatore dell'Ordine della
Beata Vergine Maria del Monte Carmelo, abbiamo stabilito di arricchire le
chiese carmelitane di uno speciale privilegio. Quindi, basandoci sulla
onnipotente misericordia di Dio e sull'autorità dei suoi apostoli Pietro e
Paolo, a tutti e singoli fedeli di ambo i sessi veramente pentiti e nutriti
della santa Comunione, i quali visiteranno devotamente qualsiasi chiesa o
pubblico oratorio tanto dei frati quanto delle monache, sia calzati che
scalzi, di tutto l'ordine Carmelitano, in qualunque luogo esistano, il
giorno 16 luglio
di ogni anno, giorno nel quale si celebra la festa della Madonna del Monte
Carmelo, dai primi vespri alla caduta del sole di tale giorno, ed ivi
innalzeranno a Dio pie preci per la concordia dei principi cristiani, per
l'estirpazione delle eresie, per la conversione dei peccatori e per
l'esaltazione della santa madre Chiesa, concediamo misericordiosamente nel
Signore che ogni volta faranno questo, altrettante volte acquistino
l'indulgenza e la remissione plenaria di tutti i loro peccati, che si possa
anche applicare per modo di suffragio alle anime dei fedeli cristiani, che
sono passati da questa vita in grazia di Dio.
Papa
Benedetto XV il 6
luglio 1920
estendeva la
medesima indulgenza plenaria alle chiese od oratori del Terz'Ordine sia regolare
(le congregazioni religiose aggregate o no all'Ordine) che secolare. Il
Concilio Ecumenico Vaticano 11 (1962-1965) ha
costituito un grandissimo avvenimento di rinnovamento e di aggiornamento per
tutta la Chiesa e per tutti gli aspetti della sua vita (dottrinale, liturgico,
spirituale, disciplinare, organizzativo, ecc...). Anche le norme per l'acquisto
delle indulgenze ne sono state coinvolte. Il Santo Padre, papa Paolo VI, in
attuazione dei Decreti Conciliari, il
10 gennaio
1965, promulgava
la Costituzione Apostolica dal titolo Indulgentiarum Doctrina, per la
quale tutte le indulgenze concesse in passato, venivano temporaneamente
sospese fino a una nuova approvazione. Il 29 giugno 1968 usciva il nuovo Enchiridion delle Indulgenze il quale stabiliva
una nuova normativa, più rispondente alle mutate condizioni socio-culturali,
per lucrare le indulgenze. Nel marzo precedente era stata comunicata all'Ordine
la riconferma della concessione delle indulgenze. In base ad essa, il 16
luglio di ogni
anno, dal mezzogiorno del 15 luglio alla mezzanotte del 16 luglio, oppure la domenica stabilita dal Vescovo, antecedente o
seguente la festa, nelle chiese od oratori pubblici dell'Ordine si acquista
una volta sola l'indulgenza plenaria del perdono del Carmine. Le norme
per l'acquisito dell'indulgenza plenaria sono:
n. 1. L'Indulgenza
è la remissione davanti a Dio della pena temporale per i peccati, già rimessi
quanto alla colpa, che il fedele, debitamente disposto e a determinate
condizioni, acquista per intervento della Chiesa, la quale, come ministra della
redenzione, autoritativamente dispensa e applica il tesoro delle soddisfazioni
di Cristo e dei Santi.
n. 3. Le indulgenze... possono sempre
essere applicate ai defunti a modo di suffragio.
n. 6. L'indulgenza
plenaria può essere acquistata una sola volta al giorno.
n. 7. Per acquistare l'indulgenza plenaria
è necessario eseguire l'opera indulgenziata (nel nostro caso la visita di
una chiesa o di un oratorio dell'Ordine, N.d.R.) e adempiere tre condizioni:
confessione sacramentale,
comunione eucaristica e
preghiera secondo le intenzioni del Sommo Ponifice.
Si
richiede inoltre che sia escluso qualsiasi affetto al peccato anche veniale.
n. 8. Le tre condizioni possono essere
adempiute otto giorni prima od otto giorni dopo aver compiuto l'opera
prescritta; tuttavia e conveniente che la comunione e la preghiera secondo le
intenzioni del Sommo Pontefice siano fatte nello stesso giorno, in cui si compie
l'opera.
n. 10. Si adempie pienamente la condizione
della preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice, recitando un Padre
nostro e un Ave Maria; è lasciata tuttavia libertà ai singoli
fedeli di recitare qualsiasi altra preghiera secondo la pietà e la devozione
di ciascuno.
n. 16. L'opera prescritta per lucrare
l'indulgenza plenaria annessa a una chiesa o a un oratorio consiste nella
devota visita di questi luoghi sacri, recitando in essi un Padre nostro e
un Credo.
CONCLUSIONE
Prima
di concludere questa esposizione sullo Scapolare della Beata Vergine Maria del
Monte Carmelo, lasciamo a J.Guitton, Accademico di Francia e amico di papa Paolo
VI, il compito di sintetizzare in modo geniale lo spirito mariano del Carmelo:
L'Ordine
del Carmelo ha nella sua tradizione l'idea di una donazione alla Vergine Maria,
che considera la sovrana di tutti i mondi, Purgatorio compreso. Forse proprio
questo è il senso recondito della consacrazione di Simone Stock. Mi si obietterà
che anche la maggior parte degli Ordini religiosi si onora d'una speciale
protezione della Vergine, o perlomeno di comprenderla in qualehe particolare
maniera. Maria regna su ciascun Ordine al modo che la luce del sole batte sulle
faccette d'un diamante, che ne ha tante e ciascuna può credersi baciata dal
sole. Ma il Carmelo ha una preminenza d'antichità, esso solo potendo rifarsi
all'economia antica: quasi come se il Carmelo fosse stato fondato, prima del
Cristo, dalla Vergine antecedente, cioè dall'idea della Vergine in Dio. Nel
Carmelo non c'è bisogno che il nome della Vergine venga pronunciato in modo
esplicito, non c'è bisogno che questo o quel suo attributo venga ricordato e
sottolineato con evidenza. Nel Carmelo è l'atmosfera stessa ad essere mariana,
in forza della fondazione, dell'impregnazione, della consacrazione,
dell'omaggio del silenzio. Per questo ogni vita carmelitana, anche quando non si
propone in modo esplicito una qualche speciale imitazione di Maria, contiene
in modo eminente lo spirito mariano.
*******
Il testo che qui riproduciamo è stato preparato dai
Definitori Generali O.Carm. e OCD. Si tratta di una riflessione teologica più
approfondita con un ampio rituale per la benedizione e l'imposizione dello
Scapolare. Questo testo è stato approvato dalla Congregazione per il Culto
Divino e la Disciplina dei Sacramenti, il 5 gennaio 1996.
LO SCAPOLARE: UN IMPEGNO DI VITA
La
devozione a Maria - legata alla storia e ai valori spirituali dell'Ordine dei Frati
della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo - è espressa mediante lo Scapolare.
Perciò chi lo riceve diventa membro della Famiglia Carmelitana e si impegna a
vivere la sua spiritualità con le caratteristiche del proprio stato di vita.
PROFILO STORICO
UN
PROGETTO MARIANO DI VITA EVANGELICA
L'Ordine
dei Fratelli e delle Sorelle della Beata Vergine Maria è nato sul Monte
Carmelo, in Terra santa, nel secolo XII. Un gruppo di eremiti, provenienti
dall'Occidente, vi si stabilì per vivere la sequela di Cristo sulla sua
terra. Dietro loro richiesta, il patriarca Alberto dette loro una norma di vita
che richiedeva, tra l'altro, di costruire in mezzo alle celle un oratorio dove
riunirsi per l'Eucaristia. Essi lo dedicarono a Maria, e intesero in tal modo
legarsi a lei in maniera speciale, tanto da venir identificati, prima dal popolo
e poi ufficialmente, come i Fratelli della Beata Vergine Maria del Monte
Carmelo. L'itinerario evangelico o impegno cristiano dei armelitani assume
quindi una connotazione profonimente mariana. Maria infatti:
* magnifica
il Signiore ed
esulta nelle meraviglie del suo amore misericordioso (Lc 1,46);
*
ascolta e contempla nel suo cuore tutte le cose di Gesù (Lc
2,19.51);
* si identfica con il suo popolo, specialmente
con i biognosi, con i poveri spiritualmente e materialmente, con gli
emarginati (Lc 1,39
SS.; Gv
2,3);
* è assidua nella preghiera, aperta
al fuoco dello Spirito (At 1,14;
2,1-4) che è la
forza di qualsiasi donazione apostolica.
NELLA
FRATERNITA’ DEL CARMELO
Sin
dai tempi antichi ci furono dei fedeli laici che, attirati da questo ideale di
vita e dalle sue caratteristiche, chiesero di poterlo condividere. La loro
particolare situazione in famiglia, e nelle realtà temporali, non era un
ostacolo alla partecipazione alla fraternità del Carmelo. Segno esteriore di
ammissione a questa fraternità fu l'abito (o parte dell'abito) dell'Ordine.
All'inizio si trattava specialmente del mantello, ma ben presto venne ad essere
definitivamente rappresentato dallo Scapolare. Lo Scapolare del Carmine, o
abitino (indicato anche con altri nomi secondo i diversi luoghi), è una delle
devozioni più amate tra il popolo di Dio. La sua grande diffusione sembra
doversi ricondurre alla tradizione di una visione della Madonna, documentata
almeno alla fine del secolo XIV. In un periodo difficile, l'Ordine pregava per
ottenere pieno riconoscimento e stabilità nella Chiesa. Maria, Patrona del
Carmelo, avrebbe risposto con una visione al carmelitano inglese S. Simone
Stock. Ella teneva in mano lo Scapolare e assicurava il santo Priore generale
dicendo: Questo è il privilegio per te e per i tuoi chiunque muoia con questo Scapolare sara salvo.
Più
tardi si cominciò a credere piamente che la Vergine avrebbe liberato presto dal
Purgatorio, il primo sabato dopo la morte, i Carmelitani e anche i confratelli
che avessero osservato la castità secondo il loro stato, recitato le preghiere
e portato l'abito del Carmelo. E il cosiddetto privilegio sabatino. I
fedeli allora compresero subito che rivestire l'abito significava entrare
nella fraternità dell'Ordine e di Maria. Rispondendo all'amore della Vergine,
vivono sicuri della sua protezione nei pericoli della vita e nell'ora della
morte, fiduciosi che anche dopo la morte interverrà per loro colei che con
la sua materna carità si prende cura dei fratelli del Figlio suo... fino a che
non siano condotti nella patria beata (LG n.62). Recentemente, grazie a una conoscenza più profonda
della nostra tradizione, frutto della ricerca e del processo di rinnovamento in
tutta la Chiesa, si è cambiata l'impostazione della religiosità popolare e,
perciò, della devozione dello Scapolare (LG n.67; EN n.48). La storia e l'evoluzione della devozione a
Maria attraverso lo Scapolare presenta oggi varie categorie di devoti che,
tenendo presente il grado d'identificazione e di appartenenza alla Famiglia
del Carmelo, possono riassumersi nei seguenti:
a) le religiose e i religiosi
b)
l'Ordine Secolare (già chiamato Terz'Ordine);
c) coloro che fanno parte della
Confraternita dello Scapolare;
d) tutte le persone che ricevono lo
Scapolare e ne vivono la spiritualità in forme associative varie (es. MCS
Movimento
Carmelitano dello Scapolare);
e) coloro che, ricevuto lo
Scapolare, vivono tale devozione in forme non associate.
Tutti
sono tenuti a impegnarsi a vivere la caratteristica mariana della spiritualità
carmelitana nella sua totalità e con fervore, ma in forme corrispondenti alla
natura del vincolo che li lega alla suddetta ft~miglia di Maria.
NATURA
E CARATTERE
Lo
Scapolare è essenzialmente un abito. Chi lo riceve è, in virtù
dell'assunzione, associato in un grado più o meno intimo all'Ordine del
Carmelo. Lo
Scapolare o abitino, infatti, è l'abito in miniatura di questo Ordine, che
per vivere nell'ossequio di Gesù Cristo (Regola, Prologo), ha
scelto l'esperienza spirituale di familiarità con Maria, sorella, madre e
modello. L'aggregazione alla Famiglia Carmelitana e la familiarità con Maria,
assumono un carattere fondamentalmente comunitario ed ecclesiale, perché
Maria aiuta tutti i suoi figli - dovunque e comunque essi vivano - a trovare
in Cristo la via verso la casa del Padre (Redcmptoris Mater, n.47). Così
lo Scapolare è il piccolo segno del grande ideale del Carmelo: l'intimità
con Dio e l'amicizia tra i discepoli.
NELLA
TRINITA CON CRISTO SIMBOLISMO BIBLICO
Già
nell’Antico Testamento il vestito, e specialmente il manto, era simbolo dei
benefici divini, della protezione dall'alto, della potenza trasmessa a un
inviato di Dio. Il vestito speciale di Giuseppe fu simbolo di predilezione (Gcn 37,3); il mantello di Gionata regalato a Davide
un simbolo di amicizia (1San 18,4). Nel profeta Isaia leggiamo: Io gioisco pienamente
nel Signore, la mia anima esulta nel mio Dio, perché mi ha rivestito delle
vesti di salvezza, mi ha avvolto con il manto della giustizia (Is
61,10). Quando il
profeta Elia fu rapito dalla terra, il suo mantello cadde sul suo discepolo
Eliseo, trasmettendogli lo spirito del maestro (2Rc 2,14 ss.). Nel Nuovo Testamento persino le frange del mantello di
Gesù, toccate con fede, comunicano la sua potenza benefica (Mc
5,25 ss.). San
Paolo più di una volta rappresenta la vita in Cristo come un rivestirsi di
Cristo (Rm 13,14;
Gai 3,27). Indossare
gli stessi sentimenti di Gesù, cioè la vita di grazia filiale del cristiano,
viene descritta con l'immagine delle vesti. L'abito religioso, del quale lo
Scapolare è parte e simbolo, significa questa sequela di Gesù in modo
particolare. Maria, la benedetta fra le donne, è il capolavoro della Santissima
Trinità che se l'associò portando al massimo della realizzazione in lei il
femminile, come icona della sua tenerezza e della sua volontà salviflca. Maria
è la Madonna nella quale tutto è relativo a Cristo e tutto da lui dipende;
in vista di lui Dio Padre, da tutta l'eternità, la scelie come madre tutta
santa e la ornò di doni dello Spirito, a nessun altro concessi (MC 25).
La Madonna è
per tutta la Chiesa esemplare di quella lode della gloria della Santissima
Trinità che tutti siamo chiamati ad essere. Lo Scapolare è simbolo e
riconoscimento filiale e grato della missione che la Santissima Trinità ha
voluto affidare a Maria nella storia della salvezza, mistero di misericordia (Tm
3,16). Sulle
labbra di Maria sono state poste queste parole davvero significative: Ti
porto uno Scapolare come pegno della mia benedizione e del mio amore e,
al tempo stesso,
come un segno del mistero che si compirà in te. Vengo per finire di rivestirti
di Gesù Cristo (Gal 3,27)
affinché tu
sia radicata
in lui (Col 2,7) via
regale nella profondità dell'abisso, con il Padre e lo Spirito d'amore.
CAMMINO-PELLEGRINAGGIO
ECCLESIALE
Attraverso
lo spazio e il tempo, e ancor più attraverso la storia degli esseri umani,
Maria è presente come colei che ha creduto (Lc 1,45), come colei che avanza
nella pellegrinazione della fede, partecipando come nessun'altra creatura al
mistero di Cristo (LG n.65;
RM n.25).
La Chiesa nel suo
pellegrinaggio di fede trova il suo migliore esemplare nella Madonna.
L'esemplarità della Beata Vergine induce i fedeli a conformarsi alla Madre per
meglio conformarsi al Figlio. Ma li induce pure a celebrare i misteri di Cristo
con gli stessi sentimenti e atteggiamenti con cui la Vergine fu accanto al
Figlio nella nascita e nell'epifania, nella morte e nella risurrezione. Li
incita cioè a custodire premurosamente la parola di Dio e a meditarla
amorosamente; a lodare Dio con esultanza e a rendergli grazie con gioia, a
servire fedelmente Dio e i fratelli e a offrire generosamente per loro anche la
vita; a pregare il Signore con perseveranza e implorarlo con fiducia; ad essere
misericordiosi e umili; a osservare la legge del Signore e a fare la sua volontà;
ad amare Dio in tutto e soprattutto; a vegliare in attesa del Signore che viene.
Il Carmelo ha seguito questa scia, proponendo ai suoi membri di diventare come
Maria per poter essere stabiliti nell'intimità divina seguendo il suo esempio.
I tre gradi di questa ascesa del Monte Carmelo sono: imitazione, unione,
somiglianza con Maria.
IMPEGNO DI VITA
L'ossequio
di Cristo e di Maria, come è inteso e vissuto secondo il carisma dell'Ordine,
diventa nella Famiglia del Carmelo la realtà a cui i fedeli tendono. Possono
contare sull'aiuto e sul sostegno di tutti i fratelli e le sorelle nella
comunione dello stesso ideale. I membri della Famiglia carmelitana vivono in
diversi modi il loro impegno: nel deserto, nella vita fraterna,
nell'apostolato, sulle strade del mondo, operando per il regno di Cristo con
Maria. Le forme istituzionali, riconosciute ed erette dall’ordine,
contribuiscono a mettere in rilievo il carattere comunitario della famiglia di
coloro che, sollecitati dallo Spirito, intendono orientare tutta l'esistenza
nel mondo, in unione con Maria, a gloria di Dio. Così il far parte della
fraternità dell'Ordine dei Fratelli della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo
e l'assumere come segno di appartenenza lo Scapolare, diventano per i fedeli
strumento di vita cristiana con caratteristiche particolari:
* Vivere da fratelli
o sorelle di Maria in comunione con il Carmelo, approfondendone lo
spirito, vivendone gli ideali e la storia, pregando e collaborando con esso,
perché nella fedeltà al proprio carisma e alla propria vocazione, rifletta nel
mondo Maria che dona a tutti Gesu.
* Dare a
Maria sempre più spazio nella propria esistenza, cercando di vivere nel proprio
ambiente la fedeltà a Cristo con lo spirito di Maria: -
nella fede
che si fa sguardo e preghiera, accoglienza e dialogo con Dio; - nella speranza
che si fa disponibilità a Dio - nella carità che si abbandona alla volontà
del Signore per essere vero dono ai fratelli, specialmente ai più piccoli e
umili.
*
Imitare
la Vergine orante che custodiva
la parola di Dio nel suo cuore (Lc 2,51),
dedicando qualche
tempo all'incontro con Dio nella preghiera, meditando i misteri della
salvezza, partecipando con fede al culto della Chiesa, specialmente
all'Eucaristia, recitando ogni giorno qualche Ora Liturgica o alcuni salmi o il
santo Rosario. Fare in modo che, nell'attenzione alla presenza del Dio vivo,
ogni aspetto della vita diventi orazione e l'orazione vita, nel realismo degli
impegni e del lavoro.
*
Comunicare al mistero pasquale di Cristo anche per mezzo dell'abnegazione
volontaria, vissuta nello spirito del Carmelo guardando a Maria, dall'anima
trapassata da una spada (Lc
2,55), che
serbò fedelmente la sua unione con il suo Unigenito e associandosi con animo
materno al sacrficio di lui (LG n.58).
* Far trasparire l'amore di Dio. La Vergine purissima lascia
trasparire, senza alcuna resistenza e opacità, in tutto il suo essere l'amore
di Dio che la investe personalmente e la apre a tutta l'umanità. Così, Ella
affascina e attrae i devoti, che custodiscono cuore e sensi, anima e corpo,
aperti all'amore di Dio, ricercato e atteso in tutto e al di sopra di tutto. I
fedeli si rendono disponibili a ricevere tutta la santità che Dio stesso
immette nelle relazioni umane e nell'amore del prossimo, valorizzando il corpo
come 'luogo" di Dio (1Cor 5,16-17), e linguaggio di amore e comunicazione.
* Impegnarsi
nelle opere dell'evangelizzazione. Chi porta lo Scapolare si identifica con la
missione del Carmelo: essere nel mondo segno profetico dell'unione con Dio,
lavorare per la venuta del regno di Dio, con segni visibili di comunione,
riconciliazione, giustizia, cura dei malati, ascolto del grido del povero.
* Favorire
nella misura del possibile la comunione fraterna fra i membri della fraternità
mediante convegni e riunioni che alimentino e confermino tutte queste finalità
proprie.
Lo
Scapolare è segno dell'amore di Maria, icona della bontà e della misericordia della Santissima Trinità. L'impegno
di vita è risposta a quell'amore, ed è frutto delle ricchezze ed energie spirituali riversate nel cuore dei
devoti.
NORME PRATICHE PER LE CONFRATERNITE DELLO SCAPOLARE
La
Confraternita dello Scapolare del Carmine è un'associazione di fedeli che,
tendendo alla perfezione della carità nel mondo secondo lo l'Ordine
Carmelitano, partecipa alla sua vita e alle grazie spirituali in un'intima
comunione di pensieri, ideali e opere con Maria. Per l'erezione di una
Confraternita è competente il Moderatore supremo dell'Ordine; il consenso dato
dal Vescovo diocesano per rerezione della casa religiosa vale anche per
l'erezione della Confraternita. Invece per l'erezione in altre chiese e luoghi
è necessario il consenso scritto del Vescovo diocesano. Può ammettere alla
Confraternita dello Scapolare del Carmine una persona autorizzata ad agire nel
nome dell'Ordine. L'ammissione alla Confraternita avviene secondo il rito
proprio approvato dalla Santa Sede, mediante l'imposizione dello Scapolare.
Questo è composto da due pezzi di stoffa colore marrone o bruno, uniti assieme
da due fettucce o cordoncini. Dell'ammissione deve far fede l'iscrizione del
nome del fedele, e la data, nell'apposito libro. Può venire anche rilasciata
un'attestazione con l'indicazione della Confraternita o della chiesa alla
quale far riferimento. Ricevuto lo Scapolare, il fedele può liberamente
sostituirlo con una medaglia, recante da una parte il Sacro Cuore di Gesù e
dall'altra la Madonna. Sia la medaglia che lo Scapolare possono essere cambiati
senza che intervenga una nuova benedizione. I membri della Confraternita
porteranno sempre e devotamente lo Scapolare o la medaglia, come segno
sensibile della loro appartenenza a Maria nella fraternità del Carmelo. I
membri sono tenuti a dedicare abitualmente del tempo all'incontro con Dio
nell'orazione, alla frequente partecipazione all'Eucaristia, alla recita quotidiana
di qualche Ora della Liturgia, o di alcuni Salmi, o del Rosario, o di
preghiere analoghe. Per quanto è possibile avranno degli incontri periodici nei
quali alimenteranno il senso della fraternità, la conoscenza dello spirito
del Carmelo, l'attenzione ai fratelli e alle sorelle in particolari necessità,
realizzando tutto in intima comunione con Maria. Possono
acquistare l'indulgenza plenaria, alle
solite condizioni, nel giorno dell'ingresso nella Confraternita e nelle
seguenti ricorrenze: Festa della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo (16
luglio), di S. Simone Stock (16 maggio), di S. Teresa di Gesù Bambino (1
ottobre), di S.Teresa di Gesù (15 ottobre), di tutti i Santi del Carmelo (14
novembre) e di S.
Giovanni della Croce (14
dicembre). La
celebrazione di massima solennità della Confraternita è la Commemorazione
della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo (16 luglio). I membri la
celebreranno con intimi sentimenti di amore e di gratitudine verso Maria,
rinnovando in tale giorno l'impegno del devoto servizio a lei, la fedeltà a
Cristo e alla Chiesa, e affidando al cuore materno della Vergine l'intera
Famiglia del Carmelo.
RITO SOLENNE PER LA BENEDIZIONE E IMPOSIZIONE DELLO
SCAPOLARE DELLA BEATA VERGINE MARIA DEL MONTE CARMELO PREMESSE
La
benedizione e l'imposizione dello Scapolare della Beata Vergine Maria del Monte
Carmelo si farà preferibilmente durante una celebrazione comunitaria.
L'imposizione dello Scapolare comporta l'aggregazione alla Famiglia Carmelitana.
Hanno la facoltà di benedire e imporre lo Scapolare i sacerdoti e i diaconi;
possono inoltre imporlo anche altre persone autorizzate. Per la benedizione e
l'imposizione dev'essere usato lo Scapolare del Carmine nella sua forma
tradizionale. Può venir poi sostituito con l'apposita medaglia.
La benedizione e l'imposizione dello Scapolare avviene secondo i riti e le
preghiere che seguono. La forma comune comprende i riti iniziali, la lettura
della Parola di Dio e le intercessioni, la preghiera di benedizione e
l'imposizione dello Scapolare, i riti finali. Con tutto questo si esprime in
maniera compiuta il senso dello Scapolare nella vita dei fedeli che lo ricevono.
È necessario
che in ambedue le formule sia ben espresso il senso spirituale delle grazie
unite allo Scapolare della Madonna del Carmine, nonché gli impegni che si
assumono con questo segno di devozione alla Vergine santa.
RITI INIZIALI
Riuniti i fedeli davanti all'altare maggiore o davanti all'immagine
della Madonna, il celebrante accoglie i fedeli presenti. Canto iniziale o
momento di raccoglimento.
Nel
nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
Amen.
Il
Signore sia con voi.
E
con il tuo
spirito.
Oppure:
La
grazia del Signore nostro Gesù Cristo nato da Maria Vergine, l'amore di Dio
Padre e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi.
E
con il tuo
spirito.
Il celebrante dispone i presenti a parteclpare al rito
della benedizione e all'imposizione dello Scapolare con le seguenti
parole, o altre simili che indichino la natura di questa celebrazione:
CELEBRANTE
Durante la vita terrena di Gesù, chi toccava anche solo i lembi del suo
mantello veniva guarito. Noi lodiamo il Signore perché nella sua Chiesa
continua a usare i mezzi più umili per mostrarci la sua immensa misericordia.
Anche noi possiamo servircene per glorificare il Signore, esprimere il nostro
desiderio di servirlo e rinnovare il nostro impegno di fedeltà, assunto con
la consacrazione battesimale, per tutta la nostra vita. Questo Scapolare del
Carmine è un segno dell'amore materno della Vergine Maria, che ricorda l'iniziativa
di lei in favore dei membri della Famiglia Carmelitana, particolarmente nei
momenti di maggior bisogno. È
un amore che
sollecita una risposta all'amore. Questo Scapolare è segno della comunione con
l'Ordine dei Fratelli della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo dedicato al
servizio della Madonna per il bene di tutta la Chiesa. Con esso voi esprimete il
desiderio di partecipare allo spirito e alla vita dell'Ordine. Lo Scapolare è
uno specchio dell'umiltà e della castità di Maria: per la sua semplicità ci
invita a vivere con modestia e purezza. Portandolo giorno e notte, esso diventa
segno della nostra continua preghiera e di particolare dedizione all'amore e al
servizio della Vergine Maria. Indossando lo Scapolare rinnovate il vostro impegno
battesimale di rivestirvi di nostro Signore Gesù Cristo. In Maria sarà
custodita la vostra speranza di salvezza, pèrché in lei il Dio della Vita ha
posto la sua dimora.
LETTURA DELLA PAROLA DI DIO
Uno dei presenti o lo stesso celebrante, proclama un
testo della Sacra Scrittura. Quelli indicati di seguito hanno un rfierimento
speciale al mistero della salvezza o alla devozione alla Vergine santa. Si può
scegliere tra uno dei brani seguenti:
Dall'Antico
Testamento
Genesi
3,20-24 Fece loro due tuniche.
Genesi
7,1-8 Rebecca prese i vestiti migliori.
Genesi
37,1-3 Gli fece
un vestito molto bello.
Genesi
37,12-24 Il bel
vestito che portava.
iSamuele
18,1-7 Lo vesti di abiti di lino.
2Re
2,1-13 Il mantello di Elia cade su Eliseo.
Proverbi
8,17-21 Io amo quelli che mi amano.
Isala
61,10-11 Rivestito di un manto di giustizia.
Baruc
5,1-5 Rivestitevi
della bellezza di Dio.
Ezechiele
6, 8-14 La tua bellezza era perfetta.
Dal
Nuovo Testamento
Luca
2,4-8 Maria avvolse in fasce il suo primogenito.
Marco
5,25-34 La donna toccò la veste di Gesù e guari.
Luca
15, 11-32 La veste nuziale.
Matteo
22,1-14 La veste nuziale.
Giovanni
19,16-24 Si divisero le sue vesti.
Romani
12,1-2 È
questo il vostro
culto spirituale.
2Corinti
4,13-5,10 Non siamo spogliati, ma sopravvestiti.
Galati
4,4-7 Dio ha mandato suo Figlio nato da donna.
Efesini
4,17,20-24 Rivestitevi dell'uomo nuovo.
Efesini
6, 10-17 Prendete forza dal Signore.
BREVE ESORTAZIONE
Terminata la lettura, il celebrante rivolge alcune
parole ai presenti per illustrare il senso della celebrazione, le grazie e gli
impegni che derivano dallo Scapolare, alla luce della Parola di Dio. Segue un
momento di silenzio.
INTERCESSIONI
Segue la preghiera comune o universale. Qui vengono
proposte alcune intenzioni. Si può scegliere tra le più convenienti o
aggiungerne altre maggiormente adatte alle circostanze.
CELEBRANTE
Care sorelle,
cari fratelli, noi godiamo del patrocinio della Vergine Maria, Madre di Dio.
Nel suo seno il Verbo di Dio ha rivestito la nostra mortalità prendendo la
nostra carne. Preghiamo il Padre perché possiamo rispecchiare nella nostra vita
Gesù nostro fratello per la potenza dello Spirito Santo e diciamo: Donaci,
Signore, di rivestirci di Gesù Cristo.
LETTORE
Padre santo, che hai
rivestito il tuo Figlio della nostra carne umana per renderci partecipi della
tua vita divina, per intercessione della Vergine Maria, sua perfetta
discepola, fa' che siamo rivestiti della sua divinità.
Donaci,
Signore, di rivestirci di Gesù Cristo.
LETTORE
Padre Santo, che
hai voluto che tuo Figlio fosse simile a noi, eccetto nel peccato, perché
seguendo le sue orme fossimo in tutto conformi alla sua immagine, per
intercessione della Vergine Maria fa' che imitiamo Cristo e ti siamo graditi in
tutte le nostre opere.
Donaci,
Signore, di rivestirci di Gesù Cristo.
LETTORE
Padre Santo, che
ci chiami al banchetto della grazia, rivestiti con l'abito nuziale, per
rivelarci il tuo amore, per intercessione della Vergine Maria, rivestici della
sua carità operosa e del suo amoroso servizio.
Donaci,
Signore, di rivestirci di Gesù Cristo.
LETTORE
Padre Santo,
che hai rivestito
di sole Maria, e in lei hai schiacciato la testa al serpente, per intercessione
della Vergine fa' che siamo capaci di superare le insidie del maligno nella
nostra vita e nel mondo in cui viviamo.
Donaci,
Signore, di rivestirci di Gesù Cristo.
LETTORE
Padre Santo, che hai
scelto Maria come figlia della Nuova Alleanza, per intercessione di Maria,
Vergine del Cuore Nuovo, purifica i nostri cuori, e fortifica la nostra fede.
Donaci,
Signore, di rivestirci di Gesù Cristo.
LETTORE
Padre Santo, che
hai guardato l'umiltà della tua Serva, e nella sua bocca hai proclamato la
potenza del tuo braccio, per intercessione di Maria fa' che siamo profeti del
tuo Regno, che proclamano la tua misericordia per ogni generazione. Donaci,
Signore, di rivestirci di Gesù Cristo.
LETTORE
Padre Santo, hai
dato al tuo Figlio una madre che lo avvolse nelle fasce; per intercessione della
Vergine Madre fa' che amiamo i poveri e gli emarginati, e siamo uniti con loro
per costruire un mondo più giusto e fraterno.
Donaci,
Signore, di rivestirci di Gesù Cristo.
LETTORE
Padre Santo, che
ci hai avvolti con il manto della giustizia e della santità, per intercessione
della Vergine Maria, santificaci in Cristo e rendici cooperatori generosi
nell'opera di salvezza di questo mondo.
Donaci,
Signore, di rivestirci di Gesù Cristo.
LETTORE
Padre Santo, che
ci hai benedetti con ogni benedizione spirituale in Cristo, per intercessione
della Vergine Maria fa' che passiamo facilmente dalla morte alla vita.
Donaci,
Signore, di rivestirci di Gesù Cristo.
PREGHIERA DI BENEDIZIONE
Il
celebrante con le braccia allargate, pronuncia questa preghiera di benedizione:
CELEBRANTE
O Dio, autore e
perfezionatore della santità, che chiami alla pienezza della vita cristiana e
alla perfezione della carità coloro che hai fatto nascere dall'acqua e dallo
Spirito Santo, guarda con benevolenza coloro che stanno per ricevere devotamente
lo Scapolare del Carmine, che porteranno diligentemente come segno della loro
offerta alla Vergine Maria del Monte Carmelo. Fa' che, lasciandosi amare dalla
Vergine tenerissima, siano conformi all'immagine del tuo Figlio Gesù Cristo, e
dopo aver percorso felicemente il cammino della vita, possano entrare nella
gioia della tua casa. Per Cristo nostro Signore.
Amen.
Segue l’aspersione con l’acqua benedetta dello
Scapolare
IMPOSIZIONE DELLO SCAPOLARE
Il celebrante impone quindi lo Scapolare a ciascun
fedele che lo ha richiesto e dice:
CELEBRANTE
Ricevi questo
Scapolare, con il quale entri nella Famiglia della Beata Vergine Maria del Monte
Carmelo. Fiducioso dell'amore preveniente di così grande Madre, dedicati alla
sua imitazione e alla sua intimità. Ricevi questo simbolo come ricordo della
presenza di Maria nell'impegno quotidiano di rivestirti interiormente di Gesù
Cristo, di manifestarlo vivente in te per il bene della Chiesa e di tutta
l'umanità e a gloria della Santissima Trinità.
Amen.
Se necessario, il celebrante può dire una volta per
tutti, a voce alta, la formula dell'imposizione dello Scapolare. Tutti
rispondono insieme Amen e si accostano al celebrante per ricevere lo Scapolare. Terminata
l'imposizione, il celebrante rivolge a tutti queste parole:
CELEBRANTE
Ricevendo questo Scapolare siete stati
accolti nella Famiglia del Carmelo, consacrata in special modo all'imitazione e
al servizio della Vergine Madre di Dio, perché possiate vivere per Cristo e
la sua Chiesa con il medesimo spirito contemplativo e apostolico dell'Ordine
del Carmelo. E perché possiate conseguire perfettamente questo ideale, con le
facoltà che mi sono concesse, io vi ammetto alla partecipazione di tutti i beni
spirituali dell'Ordine del Carmelo.
RITI DI CONCLUSIONE
Dopo aver spiegato brevemente e con chiarezza gli
impegui e gli obbbghi che comporta l'ammissione alla Famiglia del Carmelo in
forma istituzionale il celebrante conclude il rito con la benedizione. il
celebrante stende le mani sui presenti:
Il
Signore sia con voi.
E
con il tuo spirito.
Il
Padre vi inondi del suo amore misericordioso donatoci in Cristo Gesù Figlio
della Vergine Maria.
Amen.
Gesù
Cristo vi faccia partecipi dell'amore del Padre nel calore materno della Vergine
del Carmelo sì che diventiate operatori di ogni bene.
Amen.
Lo
Spirito che vi ha ispirato di porvi sotto il manto di Maria, vi faccia apostoli
nel cammino della pace e della giustizia.
Amen.
E
la benedizione di Dio onnipotente Padre e Figlio e Spirito Santo discenda su di
voi e con voi rimanga sempre.
Amen.
Oppure:
Il
Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna.
Amen.
La celebrazione può terminare con un canto mariano
adatto come ad esempio, Flos
Carmeli, Salve regina, Sub tuum prmaidium.
RITO BREVE PER LA BENEDIZIONE E IMPOSIZIONE DELLO
SCAPOLARE DELLA BEATA VERGINE MARIA DEL MONTE CARMELO
RITI INIZIALI
Riuniti i fedeli davanti all'altare maggiore o davanti
all'immagine della Madonna, il celebrante accoglie i fedeli presenti:
Nel
nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
Amen.
Il
Signore sia con voi.
E
con il tuo spirito.
Oppure:
La
grazia del Signore nostro Gesù Cristo, nato da Maria Vergine, l'amore di Dio
Padre e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi.
E
con il tuo spirito.
LETTURA DELLA PAROLA DI DIO
Uno dai presenti o lo stesso celebrante, proclama un
testo dalla Sacra Scrittura.
INTERCESSIONI
CELEBRANTE
Care sorelle,
cari fratelli, noi godiamo del patrocinio della Vergine Maria, Madre di Dio;
nel suo seno il Verbo di Dio ha rivestito la nostra mortalità prendendo la
nostra carne. Preghiamo Dio nostro Padre per intercessione della Vergine Maria:
Ti
preghiamo, ascoltaci.
LETTORE
Perché coloro
che indossano lo Scapolare siano rivestiti di Cristo con la grazia dello
Spirito Santo,
Ti
preghiamo, ascoltaci.
LETTORE
Perché coloro
che indossano lo Scapolare vivano il loro impegno battesimale di rivestirsi di
Cristo,
Ti
preghiamo, ascoltaci.
LETTORE
Perché coloro
che indossano lo Scapolare siano fortificati nella fede, nella speranza e
nella carità,
Ti
preghiamo, ascoltaci.
LETTORE
Perché coloro
che indossano lo Scapolare siano membra vive della Famiglia del Carmelo con le
loro preghiere, i sacrifici e le buone opere,
Ti
preghiamo, ascoltaci.
LETTORE
Perché coloro
che indossano lo Scapolare siano una continuazione dell'amore che Gesù portò a
sua Madre,
Ti
preghiamo, ascoltaci.
LETTORE
Perché coloro
che indossano lo Scapolare si rivestano delle virtù della Vergine purissima,
sappiano ascoltare la Parola di Dio e viverla ogni giorno,
Ti
preghiamo, ascoltaci.
LETTORE
Perché coloro
che indossano lo Scapolare, per intercessione di Maria, siano illuminati nella
contemplazione, gioiosi nella fraternità e zelanti nel servizio agli altri,
Ti
preghiamo, ascoltaci.
LETTORE
Perché coloro che
indossano lo Scapolare vivano in modo da essere pronti a entrare nell'assemblea
dei santi, con Maria santissima, rivestiti della veste nuziale,
Ti
preghiamo, ascoltaci.
PREGHIERA DI BENEDIZIONE
Il celebrante, con le braccia allargate, pronuncia
questa preghiera di benedizione:
CELEBRANTE
Padre Santo, che
prediligi e aumenti la carità, hai voluto che il tuo Unigenito Figlio Gesù
Cristo prendesse la nostra carne umana nel seno della Vergine Maria per opera
dello Spirito Santo; concedi a questo tuo figlio (questa tua figlia) che sta per
indossare con devozione lo Scapolare della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo
la grazia di rivestirsi del Signore Gesù in tutte le circostanze di questa vita
e raggiungere così la gloria eterna. Per Cristo nostro Signore.
Amen.
Segue l'aspersione dello Scapolare con l'acqua
benedetta.
IMPOSIZIONE DELLO SCAPOLARE
Il celebrante impone quindi lo Scapolare a ciascun
fedele che lo ha rishiesto e dice:
CELEBRANTE
Ricevi questo
Scapolare col quale entri a far parte della Famiglia della Beata Vergine Maria
del Monte Carmelo; portalo come
segno della
protezione materna della Vergine e del tuo impegno nell'imitarla e nel
servirla. Ti aiuti la Madre di Dio a rivestirti di Cristo. Egli viva in te per
rendere gloria alla Trinità e cooperare nella Chiesa al bene dei fratelli.
Amen.
Terminata l'imposizione, il celebrante piega
brevemente e con chiarezza gli impegui e gli obblighi che comporta l'ammissione
alla Famiglia ha del Carmelo in forma istituzionale: indi rivolge a tutti
queste parole:
CELEBRANTE
E perché tu
possa conseguire perfettamente questo ideale, per la facoltà che mi è stata
concessa, io ti ammetto alla partecipazione di tutti i beni spirituali
dell'Ordine del Carmelo.
RITI DI CONCLUSIONE
Il rito si conclude con la benedizione.
Il
Signore sia con voi.
E
con il tuo spirito.
Il
Padre vi inondi del suo amore misericordioso donatoci in Cristo Gesù Figlio
della Vergine Maria.
Amen.
IN PREGHIERA CON LA BEATA VERGINE MARIA DEL
MONTE CARMELO.
ELEVAZIONI E PREGHIERE MARIANE DEL CARMELO
ANGELUS
Angelus Domini nuntiavit Mariae.
Et
concepit de Spiritu Sancto.
Ave Maria, gratia plena; Dominus tecum,, benedicta tu in mulieribus, et benedictus fructus
ventris tui, Jesus.
Sancta
Maria, Mater Dei, ora pro nobis peccatoribus, nunc et in hora mortis nostrae.
Amen.
Ecce
ancilla Domini.
Fiat
mihi secundum verbum tuum.
Ave
Maria...
Et Verbum caro factum est.
Ft habitavit in nobis.
Ave
Maria...
Ora
pro nobis, sancta Dei Genetrix.
Ut
digni efficiamur promissionibus Christi.
OREMUS
Gratiam
tuam, quaesumus, Domine,
mentibus nostris infunde; ut qui, Angelo nuntiante, Christi Filii tui
incarnationem cognovimus, per passionem ejus et crucem, ad resurrectionis gloriam
perducamur.
Per eundem Christum Dominum nostrum.
Amen.
Gloria Patri et Filio et Spiritui Sancto, Sicut
erat in principio et nunc et semper et in sacula saeculorum.
Amen.
(s v.)
L’ANGELO DEL SIGNORE
La Chiesa ci invita mattino, mezzogiorno e sera a recitare l'Angelus,
cioè a fare
memoria di una “presenza” che i cominciata per opera dello Sirito Santo e
che darerà sempre.
L'angelo
del Signore portò l'annuncio a Maria.
Ed
ella concepì per opera dello Spirito Santo.
Ave,
o Maria...
Ecco
l'ancella del Signore.
Si
faccia di me secondo la tua parola.
Ave,
o Maria...
E
il Verbo si fece carne.
E
abitò fra noi.
Ave,
o Maria...
Prega
per noi, Santa Madre di Dio.
E
saremo degni delle promesse di Cristo.
PREGHIAMO
Infondi nel
nostro spirito la tua grazia, Padre; tu, che all'annuncio dell'Angelo ci hai
rivelato l'incarnazione di Cristo tuo Figlio, per la sua passione e la sua croce
guidaci alla gloria della risurrezione. Per Cristo Nostro Signore.
Amen.
Gloria
al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, e ora e
sempre, nei secoli dei secoli. Amen. (s v.)
REGINA CAELI
da Pasqua a Pentecoste
Regina
caeli, laetare, alleluia;
quia
quem meruisti portare, alleluia, resurrexit sicut dixit, alleluia: ora pro nobis
Deum, alleluia.
Gaude
et laetare, Virgo Maria, alleluia.
Quia
surrexit Dominus vere, alleluia.
OREMUS
Deus,
qui per resurrectionem Filii tui Domini nostri Jesu Christi mundum laetificare
dignatus es, praesta, quaesumus, ut per ejus Genitricem flrgìnem Mariam,
perpetuae capiamus gaudia vitae.
Per eundem Christum Dominum nostrum.
Amen.
REGINA DEL CIELO
Regina
del cielo, rallegrati, alleluia;
Cristo,
che hai portato nel grembo, alleluia, è risorto, come aveva promesso, alleluia:
prega per noi il Signore, alleluia.
Godi
ed esulta, o Vergine Maria, alleluia.
Poiché il Signore è veramente risorto, alleluia.
PREGHIAMO
O Dio, che nella
gloriosa risurrezione del tuo Figlio hai ridonato la gioia al mondo intero, per
intercessione della Vergine Maria concedi a noi di godere la gioia senza fine
della vita eterna. Per Cristo Nostro Signore. Amen.
IL SANTO
ROSARIO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito
Santo. Amen.
Io credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del
cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il
quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto
Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il
terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio,
Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa
cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione
della carne, la vita eterna. Amen.
Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e
sempre nei secoli dei secoli.
Gesù mio,
perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco
dell’inferno, porta in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose
della tua misericordia.
Salve Regina, madre di misericordia, vita, dolcezza e speranza
nostra, salve. A te ricorriamo, esuli figli di Eva; a te sospiriamo gementi e
piangenti in questa valle di lacrime. Orsù dunque, avvocata nostra, rivolgi a
noi gli occhi tuoi misericordiosi. E mostraci, dopo questo esilio, Gesù,
il frutto benedetto del tuo seno. O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria
MISTERI
GAUDIOSI
Primo Mistero: L’annunciazione “L'angelo
Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea chiamata Nazareth, a
una Vergine (di nome Maria). L'angelo, entrato da lei, disse: "Ti saluto,
piena di grazia; il Signore è con te... Darai alla luce un figlio, cui porrai
nome Gesù” (Lc 1,26-28.31). Padre nostro, Ave Maria (10 volte),
Gloria, Gesù mio.
Secondo Mistero: La visita a Elisabetta
“Maria si
pose in viaggio, e andò in fretta in una regione montuosa, in una città della
Giudea. Entrata in casa di Zaccaria, salutò Elisabetta, che appena udì il
saluto di Maria fu ripiena di Spirito Santo” (Lc 1,39-40). Padre
nostro, Ave Maria (10 volte), Gloria, Gesù mio.
Terzo
Mistero: La nascita di Gesù “Giuseppe e Maria salirono da Nazareth a Betlemme e, mentre erano là,
Maria diede alla luce il figlio suo primogenito; lo avvolse in fasce e lo adagiò
in una mangiatoia” (Lc 2,6-7). Padre nostro, Ave Maria (10
volte), Gloria, Gesù mio.
Quarto Mistero: La presentazione di Gesù al
Tempio
“Portarono Gesù a Gerusalemme per presentarlo al Signore, secondo ciò che è
scritto nella Legge del Signore: “Ogni maschio primogenito sarà consacrato al
Signore” (Lc 2,22-23). Padre nostro, Ave Maria (10 volte),
Gloria, Gesù mio.
Quinto Mistero: Gesù ragazzo ritrovato nel
Tempio. “Il
fanciullo Gesù rimase in Gerusalemme, senza che i suoi genitori se ne
accorgessero. E avvenne che lo trovarono tre giorni dopo, nel Tempio, seduto
in mezzo ai dottori della Legge e intento ad ascoltarli e a interrogarli” (Lc
2,43-46). Padre
nostro, Ave Maria (10 volte), Gloria, Gesù mio. Salve Regina.
MISTERI DOLOROSI
Primo mistero: L’agonia
del Getsemani
“Gesù
andò con i suoi discepoli in un luogo chiamato Getsemani e cominciò a provare
tristezza e angoscia” (Mt 26, 36-37). “Ed entrato in agonia, pregava
più intensamente e il suo sudore divenne come gocce di sangue che scorrevano
fino a terra” (Lc 22,43-44).
Padre
nostro, Ave Maria (10 volte), Gloria, Gesù mio.
Secondo Mistero: La flagellazione
“Quelli
ancor più gridavano: Crocifiggilo!
Allora Pilato,
volendo tare il popolo, liberò Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù,
lo consegnò perché fosse crocifisso” (Mt 15,13-15). Padre
nostro, Ave Maria (10 volte), Gloria, Gesù mio.
Terzo Mistero: L’incoronazione di spine
“I soldati lo condussero nell’atrio del
Pretorio. Lo rivestirono di porpora e, intrecciata una corona di spine, gliela
conficcarono sul capo. Si misero poi a salutarlo: Salve, o Re dei Giudei!” (Mc
15,16-18). Padre nostro, Ave Maria (10 volte), Gloria, Gesù mio.
Quarto Mistero: La “Via Crucis”
“Presero dunque Gesù e lo condussero via. Ed
egli, portando la croce, uscì verso il luogo chiamato Calvario, in ebraico
Golgota, dove lo crocifissero” (Gv 19, 16-17). Padre nostro, Ave
Maria (10 volte), Gloria, Gesù mio.
Quinto Mistero: Crocifissione e morte di Gesù “Quando fu mezzogiorno, si fece buio su tutta la
terra, fino alle quindici” (Mc 15,33). “Gesù gridando a gran voce
disse: Padre, nelle tue mani affido il mio spirito. Detto questo, spirò” (Lc
23,46). Padre
nostro, Ave Maria (10
volte), Gloria, Gesù mio. Salve Regina.
MISTERI GLORIOSI
Primo Mistero: Gesù è risorto
“L'angelo disse
alle donne: Non temete! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È
risorto: non è
qui. Ecco il luogo dove l'avevano deposto” (Mc 16,6). Padre nostro, Ave Maria (10 volte), Gloria, Gesù mio.
Secondo Mistero: L’Ascensione di Gesù
“Il
Signore Gesù, dopo aver loro parlato" (Mc 16, 19), “alzate le
mani al cielo, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e si
sollevò su nel cielo” (Lc 24,50-51), ove siede alla destra del
Padre. Padre nostro, Ave Maria (10 volte), Gloria, Gesù mio.
Terzo Mistero: Il dono dello Spirito Santo “Al
compiersi dei giorni della Pentecoste, tutti i discepoli erano riuniti nello
stesso luogo. E apparvero loro lingue come di fuoco, che si spartivano, posandosi
ognuna su ciascuno di essi. E tutti furono ripieni di Spirito Santo” (At
2,1.3-4). Padre nostro, Ave Maria (10 volte), Gloria, Gesù mio.
Quarto Mistero: L’Assunzione di Maria al
Cielo “Maria è stata assunta in cielo: si rallegrino le schiere degli
Angeli” (Liturgia). “Tutta splendente entra la figlia del Re; il suo
vestito è intessuto d'oro” (Sal 44,14). Padre nostro, Ave Maria (10
volte), Gloria, Gesù mio.
Quinto Mistero: L’incoronazione di Maria
Regina del Cielo e della terra “Un grandioso segno apparve nel cielo: una donna
ammantata di sole, sotto i suoi piedi si trova la luna e sul capo ha una corona
di dodici stelle” (Ap 12,1). Padre nostro, Ave Maria (10 volte),
Gloria, Gesù mio. Salve Regina.
LITANIE LAURETANE
Signore, pietà.
Cristo, pietà.
Signore, pietà.
Cristo, ascoltaci.
Cristo, esaudiscici.
Padre del cielo, che sei Dio, abbi pietà di noi.
Figlio,
Redentore del mondo, che sei Dio, abbi pietà di noi
Spirito
Santo, che sei Dio, abbi pietà di noi
Santa
Trinità, unico Dio, abbi pietà di noi
Santa
Maria, prega per noi.
Santa
Madre di Dio, prega per noi
Santa
Vergine delle vergini, prega per noi
Madre
di Cristo, prega per noi
Madre
della Chiesa, prega per noi
Madre
della divina grazia, prega per noi
Madre
purissima, prega per noi
Madre
castissima, prega per noi
Madre
sempre vergine, prega per noi
Madre
immacolata, prega per noi
Madre
degna d’amore, prega per noi
Madre
ammirabile, prega per noi
Madre
del buon consiglio, prega per noi
Madre
del Creatore, prega per noi
Madre
del Salvatore, prega per noi
Madre
di misericordia, prega per noi
Vergine
prudentissima, prega per noi
Vergine
degna di onore, prega per noi
Vergine
degna di lode, prega per noi
Vergine
potente, prega per noi
Vergine
clemente, prega per noi
Vergine
fedele, prega per noi
Specchio
della santità divina, prega per noi
Sede
della Sapienza, prega per noi
Causa
della nostra letizia, prega per noi
Tempio
dello Spirito Santo, prega per noi
Tabernacolo
dell’eterna gloria, prega per noi
Dimora
tutta consacrata a Dio, prega per noi
Rosa
mistica, prega per noi
Torre
di Davide, prega per noi
Torre
d’avorio, prega per noi
Casa
d’oro, prega per noi
Arca
dell’alleanza, prega per noi
Porta
del cielo, prega per noi
Stella
del mattino, prega per noi
Salute
degli infermi, prega per noi
Rifugio
dei peccatori, prega per noi
Consolatrice
degli afflitti, prega per noi
Aiuto
dei cristiani, prega per noi
Regina
degli angeli, prega per noi
Regina
dei Patriarchi, prega per noi
Regina
dei Profeti, prega per noi
Regina
degli Apostoli, prega per noi
Regina
dei Martiri, prega per noi
Regina
dei veri cristiani, prega per noi
Regina
dei Vergini, prega per noi
Regina
di tutti i Santi, prega per noi
Regina
concepita senza peccato originale, prega per noi
Regina
assunta in cielo, prega per noi
Regina
del santo Rosario, prega per noi
Regina
della Pace, prega per noi
Agnello
di Dio che togli i peccati del mondo,
perdonaci, o Signore.
Agnello
di Dio che togli i peccati del mondo,
ascoltaci, o Signore.
Agnello
di Dio che togli i peccati del mondo,
abbi pietà di noi.
Prega per noi, Santa Madre di Dio.
E saremo degni delle promesse di Cristo
LITANIE DELLA BEATA VERGINE DEL CARMINE
Le Litanie delta Beata vergine del Carmine sono costituite da invocazioni della tradizione
biblica e anche di quella carmelitano, come segno dell'amore verso la Madre
dell'Ordine.
Signore,
pietà.
Cristo,
pietà.
Signore,
pietà.
Cristo,
ascoltaci.
Cristo,
esaudiscici.
Padre
celeste, Dio,
abbi pietà di noi
Figlio
Redentore del mondo, Dio,
abbi pietà di noi
Spirito
Santo, Dio,
abbi pietà di noi
Santa
Trinità, unico Dio,
abbi pietà di noi.
Santa
Maria, prega
per noi.
Santa
Maria Madre di Dio,
prega per noi.
Santa
Maria del Monte Carmelo,
prega per noi.
Santa
Maria dello Scapolare,
prega per noi.
Santa
Maria del Sabato, prega
per noi.
Madre
di Cristo,
prega per noi.
Madre
della Chiesa,
prega per noi.
Madre
e Signora del Carmelo,
prega per noi.
Madre
castissima,
prega per noi.
Madre
amabile,
prega per noi.
Madre
mite, prega
per noi.
Valle
piacevole di purità,
prega per noi.
Fertile
giardino del Carmelo,
prega per noi.
Ceppo
fiorito di Jesse,
prega per noi.
Regina
del silenzio,
prega per noi.
Fiore
del Carmelo,
prega per noi.
Regina
dei Carmelitani,
prega per noi.
Rosa
fragrante,
prega per noi.
Regina
dei Profeti,
prega per noi.
Giglio
cresciuto tra le spine,
prega per noi.
Regina
dei Mistici,
prega per noi.
Vite
fiorente,
prega per noi.
Regina
e decoro del Carmelo,
prega per noi.
Profumo
del Carmelo,
prega per noi.
Stella
del mare,
prega per noi.
Splendore
del Cielo,
prega per noi.
Luce
nella notte dello spirito,
prega per noi.
Mistica
scala del Monte Carmelo,
prega per noi.
Mistica
stella del Monte Carmelo,
prega per noi.
Piena
della grazia divina,
prega per noi.
Sposa
eletta di Dio,
prega per noi.
Amica
del Padre Celeste,
prega per noi.
Dimora
del Verbo,
prega per noi.
Tabernacolo
dello Spirito Santo,
prega per noi.
Discepola
del Signore, prega
per noi.
Via
retta che conduci al Cielo, prega
per noi.
Chiave
e porta del Paradiso,
prega per noi.
Guida
al Monte che è Cristo,
prega per noi.
Guida
sicura, prega
per noi.
Armatura
contro il male,
prega per noi.
Corazza
di giustizia,
prega per noi.
Elmo
di speranza,
prega per noi.
Scudo
contro i dardi del nemico,
prega per noi.
Baluardo
di salvezza,
prega per noi.
Nostra
Avvocata, prega per noi.
Rimedio
del peccato,
prega per noi.
Donna
dell'Apocalisse, prega per noi.
Agnello
di Dio che togli
i peccati del mondo,
perdonaci,
Signore.
Agnello
di Dio che togli i peccati del mondo,
esaudiscici,
Signore.
Agnello
di Dio, che togli i peccati del mondo,
abbi
pietà di noi.
Prega per noi, Madre e decoro del
Carmelo. E saremo degni delle promesse di Cristo.
PREGHIAMO:
O Dio che hai onorato l'Ordine del Carmelo con il titolo glorioso della Beata
Vergine Maria, Madre del tuo Figlio, concedi a noi che ne celebriamo la memoria
di poter giungere, forti del suo aiuto, alla vetta del monte che è Cristo
Signore. Egli è Dio e vive regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per
tutti i secoli dei secoli. Amen.
NOVENA
ALLA MADONNA DEL CARMINE
Nel
nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
O
Dio, vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria al Padre, Credo.
Vergine Maria, che in mille modi dimostri la tua
missione di mediatrice di ogni grazia, e che nel Santo Scapolare ti compiaci di
manifestare ai tuoi devoti una speciale protezione materna, fa che portando
questo segno di predilezione ci dimostriamo veri tuoi figli. Ave
Maria.
Regina
del Carmelo, che nel Santo Scapolare col segno di protezione ci dai un richiamo
alla modestia, alla mortificazione, alla preghiera, alla consacrazione al tuo
Cuore Immacolato, fa che sappiamo comprendere questo linguaggio, così da essere
di esempio ai nostri fratelli e sperimentare il tuo potente aiuto. Ave
Maria.
Madre
del Carmelo, che a quanti portano pienamente il Santo Scapolare hai promesso
aiuto nei pericoli e salvezza dall’inferno e una sollecita liberazione dal
purgatorio, fa che anche noi siamo tra coloro che meritano tali favori e grazie,
così da venire a lodarti e ringraziarti in cielo. Ave Maria.
Preghiera:
Vergine
Maria, Madre e Regina del Carmelo, unita mirabilmente al mistero della
Redenzione, tu hai accolto e custodito nel cuore la Parola di Dio e hai
perseverato con gli Apostoli in preghiera nell’attesa dello Spirito Santo.
In
te, come in una perfetta immagine, noi vediamo realizzato quello che desideriamo
e speriamo di essere nella Chiesa.
O Vergine Maria, mistica stella del Monte Carmelo, illuminaci e guidaci
sulla via della perfetta carità; attiraci nella contemplazione del volto del
Signore.
Veglia
con amore su noi tuoi figli rivestiti del tuo Santo Scapolare, segno della tua
protezione e risplendi sul nostro cammino, perché giungiamo alla vetta del
monte che è Cristo Gesù, tuo Figlio e nostro Signore. Salve Regina.
TRIDUO ALLA MADONNA DEL CARMINE
O
Dio, vieni a salvarmi.
Signore,
vieni presto in mio aiuto.
Gloria
al Padre
O Vergine Maria. che ci hai beneficato con il dono del
santo Scapolare, distintivo dei tuoi figli di predilezione, noi ti benediciamo
per questo tuo dono e ti chiediamo la grazia di esserne sempre degni,
conservandoci puri nel cuore e nel corpo, e di meritare così la protezione
tua in vita e nel momento della morte. Ave, o Maria..
O gloriosa Vergine Maria, che fosti simboleggiata nella
nube vista dal profeta Elia sul Carmelo, la quale poi riversò la pioggia
ristoratrice sulla terra riarsa d'Israele, effondi su di noi le tue materne benedizioni,
e dal nostro spirito sempre arido fa' germogliare propositi santi e sante
opere. Ave, o Maria.
O Vergine Maria, Madre del Carmelo, che nel tuo santo
Scapolare ci offri un'arma per il combattimento spirituale, ottienici dal tuo
Figlio Gesù lo spirito di fortezza nella lotta contro il male, così che
possiamo sempre vincere le insidie del nostro nemico, e possiamo cantare a Dio
in eterno l'inno della vittoria e della riconoscenza. Ave, o Maria....
PREGHIERA
O
Beatissima Vergine Immacolata, decoro e splendore del Carmelo, tu che guardi
con occhi di particolare bontà chi veste il tuo benedetto Scapolare, riguarda
benignamente anche me e ricoprimi con il manto della tua materna protezione.
Fortifica
la mia fiacchezza con il tuo potere, illumina le tenebre della mia mente con
la tua sapienza, accresci in me la fede, la speranza e la carità.
Adorna
l'anima mia di tali grazie e virtù che sia sempre cara al tuo divino Figlio e a
te.
Assistimi
in vita, consolami in morte con la tua amabilissima presenza e presentami
all'augustissima Trinità come tuo figlio (tua figlia) e servo devoto (serva
devota) per lodarti e benedirti eternamente in Paradiso. Amen. Salve,
Regina...
SUPPLICA ALLA MADONNA DEL CARMINE
O
Dio, vieni a salvarmi.
Signore,
vieni presto in mio aiuto.
Gloria
al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come
era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.
O Vergine Maria, Madre e Regina del Carmelo, in
questo giorno che ricorda la tua tenerezza materna per chi piamente indossa il
santo Scapolare, innalziamo le nostre
preghiere e, con confidenza di figli, imploriamo il tuo patrocinio.
Tu vedi, o Vergine santissima, quante prove temporali
e spirituali ci affliggono: volgi il tuo sguardo di misericordia su tali
miserie, e da esse libera noi che ti invochiamo, ma liberane anche coloro che
non t'invocano, perché imparino a invocarti.
Il titolo con il quale oggi ti celebriamo richiama il
luogo scelto da Dio per riconciliarsi con il suo popolo, quando questo,
pentito, volle ritornare a Lui. Dal monte Carmelo, infatti, il profeta Elia
innalzò la preghiera che, dopo lunga siccità, ottenne la pioggia ristoratrice,
segno del perdono di Dio: la preannunciò con gioia il santo Profeta quando
vide levarsi dal mare una nuvoletta bianca che in breve tempo ricoprì il
cielo. In quella nuvoletta, o Vergine Immacolata, i tuoi figli Carmelitani
hanno visto te, sorta purissima dal mare contaminato dell'umanità, che nel
Cristo ci hai dato l'abbondanza di ogni bene; e con quella visione nel cuore
essi sono andati e vanno nel mondo a parlare e a testimoniare te, i tuoi insegnamenti,
le tue virtù. In questo santo giorno sii per noi sorgente di grazie e di
benedizioni. Ave, o Maria...
Per dimostrarci più chiaramente il tuo affetto, o Madre nostra, tu
riconosci come simbolo della nostra devozione filiale lo Scapolare che piamente
portiamo in tuo onore e che tu consideri come tua veste, e noi come segno della
nostra consacrazione a te.
Vogliamo renderti grazie, o Maria, per il tuo Scapolare.
Quante volte, però, ne abbiamo fatto poco conto; quante volte abbiamo
trascurato quell'abito che doveva essere per noi simbolo e richiamo alle tue
virtù! Ma tu perdonaci e fa' che il tuo santo Scapolare ci sia di difesa
contro i nemici dell'anima e del corpo, richiamandoci il pensiero di te e del
tuo amore nel momento della tentazione e del pericolo.
O Madre nostra tutta santa, in questo giorno che
ricorda la tua continua bontà verso di noi che viviamo la spiritualità del
Carmelo, commossi e fiduciosi, ti ripetiamo la preghiera che da secoli ti
rivolge l'Ordine a te consacrato: "Fior del Carmelo - vite fiorente
splendore del cielo, tu solamente - sei Vergine, Madre. Dolce Madre - e
intemerata, - ai figli tuoi - sii propizia - stella del mare".
Questa invocazione segni l'aurora di un'era nuova di
santità per tutti i popoli, per la Chiesa e per il Carmelo. Desideriamo
rimanere saldi in questo nobile proposito, perché diventino realtà le parole
che interessano tanto il Carmelo fin dai primi momenti della sua esistenza:
"Molte volte e in molte maniere i santi Padri hanno stabilito che ciascuno
deve vivere nell'ossequio di Gesù Cristo e servire fedelmente a Lui con cuore
puro e buona coscienza". Ave, o Maria...
O Maria, è grande il tuo amore per tutti i devoti del
tuo Scapolare. Non contenta di aiutarli perché vivano in modo da evitare la
condanna eterna, ti prendi cura di abbreviare ad essi le pene del Purgatorio,
per affrettare l'ingresso in Paradiso. Questa è una grazia, o Maria, che
rende più luminose tutte le altre grazie, e degna di una madre misericordiosa
quale sei tu.
Veramente come Regina del Purgatorio, tu puoi mitigare
le pene di quelle anime, ancora lontane dalla gioia di Dio. Pietà ti prenda,
dunque, o Maria, di tutti i tuoi figli che pieni di speranza aspettano di
entrare in cielo per vedere e udire ciò che occhio mai vide e orecchio d'uomo
mai udì. In questo bel giorno si sveli loro la potenza della tua intercessione
materna.
Noi ti supplichiamo, o Vergine, per le anime dei nostri
cari e per quelle che in vita furono rivestite del tuo Scapolare e si
impegnarono a portarlo con decoro, ma non vogliamo dimenticare tutte le altre
che aspettano il dono della visione celeste. Per tutte ottieni che, purificate
dal Sangue innocente di Cristo, siano ammesse quanto prima alla felicità senza
fine. Anche noi ti preghiamo! Per gli ultimi momenti del nostro pellegrinaggio
verso Cristo, perché nulla ci impedisca di accoglierlo nella sua nuova venuta.
Prendici per mano e guidaci al godimento dei frutti del tuo Carmelo, giardino di
delizie eterne. Ave, o Maria...
Tutte le altre grazie vorremmo chiederti, o nostra
dolcissima Madre! In questo giorno che i nostri padri dedicarono alla
gratitudine per te, ti supplichiamo di beneficarci ancora. Impetraci la grazia
per i mali del corpo e dello spirito; concedici le grazie d'ordine temporale che
vorremmo chiederti per noi e per il nostro prossimo. Tu puoi esaudire le nostre
richieste; e abbiamo fiducia che le esaudirai per l'amore che nutri verso il tuo
Gesù e verso di noi, che a te siamo stati affidati come figli.
E ora benedici tutti noi, o Madre della Chiesa e Regina
del Carmelo.
Benedici il Sommo Pontefice che in nome di Gesù guida
ai pascoli ubertosi il popolo di Dio; concedigli la gioia di trovare pronta e
leale risposta ad ogni sua iniziativa a beneficio dell'uomo.
Benedici i Vescovi, nostri Pastori; le vocazioni sacerdotali
e religiose, speranze della Chiesa; tutti i sacerdoti.
Benedici quanti soffrono a causa delle aridità dello
spirito e delle prove della vita. Illumina gli animi tristi e infiamma i cuori
inariditi.
Sostieni quelli che fanno conoscere la tua devozione
con il proporre lo Scapolare del Carmelo come richiamo a imitare le tue virtù.
Benedici, infine, le anime del Purgatorio: libera con
sollecitudine quelle che ti sono state devote. Sii con noi sempre, nella gioia e
nel pianto, ora e nel momento in cui il giorno terreno si spegnerà. L'inno di
ringraziamento qui incominciato si muti in canto di lode nei cieli dove tu vivi
con Cristo, Re e Signore per tutti i secoli dei secoli. w Amen.
Ave, o Maria...
Prega
per noi, Madre e decoro del Carmelo.
E
saremo degni delle promesse di Cristo.
PREGHIAMO
Assisti i tuoi
fedeli, o Signore, nel cammino della vita; e per l'intercessione della beata
Vergine Maria, Madre e Regina del Carmelo, fa' che giungiamo felicemente alla
santa montagna, Cristo Gesù, che vive e regna nei secoli dei secoli.
Amen.
ATTO DI CONSACRAZIONE
ALLA BEATA VERGINE DEL CARMINE
O
Maria, Madre
e decoro del Carmelo, a te consacro oggi la mia vita, quale piccolo tributo di
gratitudine per le grazie che attraverso la tua intercessione ho ricevuto da
Dio. Tu guardi con particolare benevolenza coloro che devotamente portano il tuo
Scapolare: ti supplico perciò di sostenere la mia fragilità con le tue virtù,
d'illuminare con la tua sapienza le tenebre della mia mente, e di ridestare in
me la fede, la speranza e la carità, perché possa ogni giorno crescere
nell'amore di Dio e nella devozione verso di te. Lo Scapolare richiami su di me
lo sguardo tuo materno e la tua protezione nella lotta quotidiana, sì che possa
restare fedele al Figlio tuo Gesù e a te, evitando il peccato e imitando le
tue virtù. Desidero offrire a Dio, per le tue mani, tutto il bene che mi riuscirà
di compiere con la tua grazia; la tua bontà mi ottenga il perdono dei peccati e
una più sicura fedeltà al Signore. O Madre amabilissima, il tuo amore mi
ottenga che un giorno sia concesso a me di mutare il tuo Scapolare con l'eterna
veste nuziale e di abitare con te e con i Santi del Carmelo nel regno beato del
Figlio tuo che vive e regna per tutti i secoli dei secoli. Amen.
PREGHIERA DI RINGRAZIAMENTO
DOPO L’IMPOSIZIONE
DELLO SCAPOLARE
O
gloriosissima Maria, Madre e decoro del Carmelo, eccomi rivestito dello
Scapolare, segno della tua benevolenza verso di me e della mia consacrazione a
te, Vergine Immacolata. Fa' che ora mi senta anche impegnato a imitare le tue
virtù e in particolare l'umiltà, la purità, la carità. Donami la gioia della
tua protezione, scampami dai pericoli in vita e in morte, e, morendo con il tuo
aiuto nella grazia del Signore, fa' che sia ammesso al più presto a godere la
sua visione. O Vergine santa, assistimi perché io porti sempre con tanto
rispetto il tuo santo abito e nella mia condotta nulla lo disonori o smentisca
la mia devozione verso di te; ottienimi che, custodendo con premura la Parola di
Dio e compiendo in terra la sua volontà, possa presentarmi a lui rivestito
delle tue virtù così da meritare di vivere con lui e con te per tutti i secoli
dei secoli. Amen.
ALLA VERGINE DEL CARMELO DI GIOVANNI PAOLO Il
Santa
Madre della Speranza, Vergine del Carmine, distendi come mantello di protezione,
sulle città e sui paesi, sugli uomini e le donne, sui giovani e i bambini,
sugli anziani e gli ammalati, sugli orfani e gli afflitti, sui figli fedeli e le
pecore smarrite. Stella del mare e Faro di luce, conforto sicuro per il popolo
pellegrino, guida i suoi passi nel suo peregrinare terreno, affinché percorra
sempre sentieri di pace e di concordia, cammini di Vangelo, di progresso, di
giustizia e di libertà. Riconcilia i fratelli in un abbraccio fraterno; che
spariscano gli odi e i rancori, che si superino le divisioni e le barriere, che
si appianino i conflitti e si rimarginino le ferite. Fa' che Cristo sia la
nostra Pace, che il suo perdono rinnovi i cuori, che la sua Parola sia speranza
e fermento nella società. Amen.
MARIA SIAMO TUOI CHIESA DEL CARMINE (LUINO)
Maria,
dolce Vergine del Carmelo, essendo tu Madre del Redentore sei anche la Madre
della Chiesa, comunità riunita nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito
Santo. Tu sei la Madre nostra. Donaci di entrare nel mistero di Gesù via verità
e vita dell'uomo, con l'ascolto appassionato della Parola di Dio e attraverso
la grazia dei sacramenti della Confessione e dell'Eucaristia. Rendici capaci di
parlare a tutti del tuo amore misericordioso che salva e manifestarlo attraverso
la solidarietà, con i poveri di senso della vita, con le persone sole e con i
sofferenti di ogni genere. Aiutaci ad essere costruttori di pace e di fraternità
superando l'individualismo e promuovendo il bene comune. Richiama gli uomini
alla santità e alla bellezza della famiglia cristiana. Veglia sui nostri
bambini. Proteggi i ragazzi e i giovani dai pericoli che insidiano la loro
crescita spirituale e umana. Conforta gli ammalati e gli anziani. Donaci la
perseveranza nel bene sino alla morte. Intercedi per i nostri cari defunti.
Madonna del Carmine manifesta la tua protezione, noi ci affidiamo a te.
MADRE DEL CARMELO DI ARNOLDO BOSTIO, O.CARM. (1475-1525)
O
Madre del
Carmelo, che ci doni la veste dello Scapolare, tu ti esprimi e quasi ti
identifichi con questo umile "segno" di protezione. Madre, con
questo abito santo tu abolisci ogni distinzione di persone: esso è per tutti
e senza alcun limite. Tu doni un distintivo tuo, non nostro. Doni un segno
d'invincibile difesa per ogni tuo figlio. Tu presti la tua amabile attenzione di
Serva del Signore verso noi peccatori ostinati. Ti
costituisci come
richiamo continuo
della nostra dignità di figli di Dio, cui è stata data la veste
battesimale della grazia; e ci aiuti a mantenerla intatta o almeno a
ripulirla. Nello Scapolare poni tutta la tua tenerezza umana di Madre del Verbo
fatto carne e tutta la tua carità divina di prima "ancella" e
"discepola" di Cristo. Hai stabilito con noi un patto di salvezza,
impegnando la tua opera di Mediatrice se noi appena ci impegniamo a confidare
in te e a tenerti per Madre nostra. Madre e Signora del Carmelo, difendici con
la tua veste come con una nuova armatura, perché la guerra contro il nostro
spirito infuria sempre più. E donaci di raggiungerti in cielo, dove sei
coronata di gloria a Dio Trinità. Amen.
MEMORARE (RICORDATI) SAN BERNARDO (1090-1153)
Memorére, o piissima Virgo Maria, non esse auditum a saeculo quemquam ad
tua curréntem praesidia, tua imploràntem auiilia, tua peténtem suffràgia
esse derelictum. Ego, tali animatus confidentia, ad te, Virgo virginum Mater,
curro, ad te vénio, coram te gemens peccator assisto.
RICORDATI (MEMORARE)
Ricordati,
o piissima Vergine Maria, che non si è mai udito al mondo che qualcuno,
ricorrendo al tuo patrocinio, implorando il tuo aiuto, chiedendo la tua
protezione, sia stato abbandonato. Animato da tale fiducia, a te ricorro, o
Madre, Vergine delle vergini; a te vengo e, peccatore contrito, innanzi a te mi
prostro. Non volere, o Madre del Verbo, disprezzare le mie preghiere, ma
ascoltami propizia ed esaudiscimi. Amen.
SUB TUUM PRAESIDIUM
PRIMA PREGHIERA A MARIA (III sec.)
Sub
tuum praesidium confugimus, Sancta Dei Genitrix, nostras deprecationes ne
despicias in necessitatibus nostris, sed a periculis cunctis libera nos semper;
Virgo gloriosa et benedicta.
SOTTO LA TUA PROTEZIONE
(Sub tuum praesidium)
Sotto
la tua protezione cerchiamo rifugio, santa Madre di Dio: non disprezzare le
suppliche di noi che siamo nella prova, e liberaci da ogni pericolo, o Vergine
gloriosa e benedetta.
IGNARA DELLA TUA BELLEZZA
BEATA ELISABETTA DELLA SS. TRINITA (1880-1906)
O
Maria, tu sei la creatura che ha conosciuto il dono di Dio e non ne ha perduto
neppure una stilla: tu sei tanto pura e luminosa da sembrare la luce stessa. Virgo
Fidelis: sei la Vergine fedele, colei che custodiva tutte le cose nel suo
cuore. Ti mantenevi così piccola e raccolta alla presenza di Dio, nel
segreto del tempio, che attiravi su di te le compiacenze della Trinità Santa. Poiche
il Signore si è deguato di rivolgere lo sguardo alla pochezza della sua
serva, tutte le generazioni mi chiameranno beata. Il Padre, chinandosi su di
te, creatura così bella, così ignara della tua bellezza, ha voluto che tu
fossi nel tempo la Madre di Colui di cui Egli è il Padre nell'eternità. Allora
intervenne lo Spirito d'amore e si compì il più grande dei misteri: per la
discesa del Verbo, tu, o Maria, fosti per sempre la preda di Dio.
DIMMI IL TUO MISTERO
BEATA ELISABETTA DELLA SS. TRINITA (1880-1906)
Madre
del Verbo, dimmi il tuo mistero: dopo l'Incarnazione del Signore come sei
vissuta sulla terra tutta immersa nell'adorazione? In un'ineffabile pace, in un
silenzio misterioso, hai penetrato l'insondabile portando in te il dono di
Dio. Custodiscimi sempre in un divino abbraccio. Fa' che porti in me l'impronta
di questo Dio d'amore.
STRUMENTO DI MARIA
SANTA TERESA BENEDETTA DELLA CROCE (1891-1942)
Madre
mia amatissima, il Signore ha affidato a te i misteri del Regno. Ha consegnato a
te il Corpo Mistico. Il tuo sguardo abbraccia tutti i tempi. Tu conosci ogni
membro del Corpo Mistico e i suoi doveri. Sei tu che lo guidi. Ti ringrazio per
avermi chiamata ancora prima di sapere che la vocazione viene da te. Che cosa
vuoi fare di me? Non lo so. Ma lo considero grazia grande e non meritata
l'avermi scelta per essere tuo strumento. Come docile strumento vorrei
abbandonarmi nelle tue mani. Confido in te: sei tu che renderai utile questo
inabile strumento.
MOVIMENTO
CARMELITANO DELLO
SCAPOLARE (M.C.S.)
Nella
Provincia religiosa carmelitana lombarda è sorto recentemente il Movimento
Carmelitano dello Scapolare (M.C.S.)
il cui Statuto è
stato approvato dal Definitorio generale dei Carmelitani Scalzi il 25 gennaio 1999,
giorno in cui la
Chiesa celebra la memoria liturgica della Conversione dell'Apostolo delle genti.
Sviluppatosi dalla gloriosa tradizione delle Confraternite dello Scapolare,
una delle più antiche forme di aggregazione laicale cattolica, tuttora
esitente, il M.C.S.
considera come
propri e vincolanti per tutti i suoi membri gli impegni di vita che sono presupposti
dalla vestizione dello Scapolare, nella ricerca appassionata di quelle forme
nuove o antiche che possono fare di ogni laico, sposato o no, giovane o meno
gioyane, un credibile testimone della gioia di Cristo sulle orme di Maria. ll M.C.S.
fonda la propria
spiritualità sui grandi maestri del Carmelo teresiano, contempla Maria, nel
segno dello Scapolare, in particolare come Madre della Chiesa e Sorella degli
Apostoli e delle donne con cui compie il primo atto apostolico della Chiesa dopo
l'Ascensione di Cristo: la preghiera, che precede la discesa dello Spirito
Santo i cui doni soltanto renderanno possibile l'annunzio della Buona Novella
alle genti (At 1,14).
Per questo il M.C.S.
intende attuare
un apostolato laico nel mondo in comunione con l'Ordine dei Carmelitani Scalzi
e collaborare con esso nella formazione di persone impregnate del carisma
carmelitano, capaci di vivere in intimità con Dio ogni aspetto del loro
quotidiano, capaci di essere, come Maria, trasparenti alla volontà di Dio e di
trasformare tutta la loro vita in orazione, per crescere incessantemente
nell'amore fraterno, nella povertà e nella verità. Esso tuttavia allarga il
suo orizzonte, raccogliendo quei fedeli che già trovano o pensano di trovare il
loro terreno naturale di crescita interiore nella spiritualità del Carmelo, la
famigiia spirituale con cui si sentono in sintonia e con cui, attraverso
l'imposizione dello Scapolare, sottolineano il loro legame quasi
fisiologico. In tal modo manifestano la loro volontà di adeguarsi a
uno stile di vita cristiana che testimoni questa loro appartenenza carmelitana.
Per aiutare i fedeli che desiderano intraprendere questo cammino di profonda
comunione con Dio e con la Chiesa, il M.C.S. promuove ad ogni livello e dovunque sia possibile,
secon do la propria vocazione laicale, la formazione di gruppi fraterni di laici
che vogliano attuare uno stile di vita cristiana che testimoni la loro
appartenenza alla Famiglia del Carmelo. I gruppi del M.C.S.,
chiamati
Fraternità, si ritrovano generalmente con cadenza mensile per un incontro di
comune formazione, di preghiera contemplativa e di scambio di esperienza e
comunica-zioni. Questo incontro mensile è aperto anche a tutti coloro che, pur
non essendo iscritti al M.C.S.,
desiderano
conoscere e approfondire la spiritualità e l'apostolato in spirito d'amicizia
Nel corso di ogni anno vengono inoltre proposti momenti di incontro e di
approfondimento per tutti i
membri della
Famiglia carmelitana, così da stringere sempre più stretti legami di
comunione con coloro che si ispirano al carisma carmelitano. La vestizione dello
Scapolare e l'appartenenza ai M.C.S.
definiscono
pertanto i contorni di una vera e propria consacrazione personale nell'Ordine
dei Fratelli Scalzi della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo nello stato
laicale che, in quanto tale, coinvolge ogni aspetto delresistenza del
consacrato: è quindi una nuova forma dell'antica spiritualità carmelitana, a
cui sono chiamati tutti i laici che dediderano portare il carisma carmelitano in
modo deciso nel mondo contemporaneo, là dove vive e opera l'uomo comune e
dove patiscono angoscia e dolore quegli ultimi nei cui volto ogni carmelitano
riconosce il volto di Cristo.
PER INFORMAZIONI:
Padre Antonio Sangalli V.le Cesare Battisti 53
20052 Monza (Mi) tel. E fax 039/323506
Sergio Rossi Via Leonardo da vinci, 5
20053 Muggiò (Mi) tel. 039/790338
La Sede generale e internazionale del M.C.S.
è:
Padri Carmelitani Scalzi viale C. Battisti, 52
20052 Monza (Mi) tel. e fax 039/323506.
APPENDICE
L'ORDINE
DEL CARMELO ALLE SOGLIE DEL TERZO MILLENNIO
ORDINE DEI CARMELITANI SCALZI
A differenza di altri Ordini religiosi, l'Ordine del Carmelo
non si rifà a un fondatore ben distinto, quanto piuttosto a un gruppo di
iniziatori, i cui nomi non ci sono pervenuti. Nel XII secolo alcuni pellegrini,
probabilmente ex-crociati, si erano stabiliti sul Monte Carmelo, in Terra Santa,
per vivere nell'imitazione di Cristo, sullo stile del profeta Elia e il modello
della Vergine Maria. Qui costruirono una chiesetta dedicata a Maria e, attorno
ad essa, il loro eremo. Tra il 1206 e il 1214,
dietro loro
richiesta, il Patriarca di Gerusalemme, Sant'Alberto, diede loro una norma di
vita. Dopo pochi decenni, però, furono costretti a trasferirsi in Occidente a
motivo dell'espansione islamica. Con la caduta del regno latino di Gerusalemme
(1291) sfumò definitivamente la speranza di un ritorno nella terra d'origine.
L'Ordine, sorto come eremitico, si avviò inevitabilmente verso la
trasformazione in Ordine mendicante. Nei secoli XIV e XV i Carmelitani
seguirono nelle grandi linee lo sviluppo e il declino degli altri Ordini
mendicanti, fino a giungere a un progressivo rilassamento della vita
religiosa, sfociato poi nelle mitigazioni della Regola.
Movimenti di riforma iniziarono già nella seconda metà del secolo XV
(Mantova e Albi). È in questo periodo che, sotto il Generale Giovanni
Soreth (1594 -
1471), vennero
fondate le Monache Carmelitane. La riforma che ebbe maggiore sviluppo fu quella
avviata in Spagna da Santa Teresa di Gesù; fondando nel 1562 il monastero di S. Giuseppe, ad Avila, ella riprese la Regola di
sant'Alberto nella sua forma primitiva. La riforma teresiana, grazie
all'adesione di San Giovanni della Croce, nel 1568 si estese anche al ramo maschile. Non compresa e non
accettata da parte dell'Ordine, la riforma dovette chiedere a Roma la separazione
giuridica (1593). Da allora esistono due famiglie religiose, i Carmelitani
dell'antica osservanza e i Carmelitani Scalzi o Teresiani, ciascuna con le sue
Costituzioni e un governo proprio. Nel 1600, i Carmelitani Scalzi d'Italia
venivano eretti da Clemente VIII nella Congregazione di S. Elia, che assumeva
un marcato carattere missionario. Già due anni dopo la morte di Santa Teresa
(1582), i Carmelitani Scalzi giungevano a Genova, per fondare il primo convento
dell'Ordine fuori di Spagna; animatore dell'impresa era P. Nicolò Doria. Da
questo convento di S. Anna presto il Carmelo teresiano si sarebbe diffuso per
tutta l'Europa; nel medesimo tempo, dalla Spagna e dal Portogallo, si partiva
per fondare in America Latina. Anche le Monache Scalze vennero a Genova, nel 1590, diffondendosi poi per tutta l'Italia e l'Europa e
giungendo anche a Praga.
SPIRITUALITÀ
La
riforma introdotta da Santa Teresa e da San Giovanni della Croce volle essere
una superiore quanto delicata fusione tra l'ideale contemplativo, proprio dei
primi eremiti del Monte Carmelo, e l'ideale apostolico che animò
profondamente i due Santi riformatori. Questa mirabile sintesi spirituale può
essere schematizzata nei seguenti binomi:
intensa ricerca di Dio, proteso sull'uomo, e grande attenzione
all'uomo, assetato di Dio;
comunione con Dio, alla sequela di Cristo, e comunione
con la Chiesa, seguace di Cristo;
riposo dell'animo nella pratica dell'orazione e sforzo
ascetico di purificazione;
quiete in Dio e inquietudine per la salvezza del mondo;
gusto delle cose spirituali e senso del concreto;
solitudine, silenzio, ritiro e zelo delle anime,
dottrina universale, slancio missionario.
La
spiritualità del Carmelo si basa sulla dottrina di Santa Teresa di Gesù e di
San Giovanni della Croce, proclamati Dottori della Chiesa, ed è unanimemente
riconosciuta come il supporto fondamentale della teologia ascetica e mistica.
Questa dottrina, che prende il nome di Scuola teresiana, è stata successivamente
arricchita dall'esperienza e dagli scritti di altre figure carmelitane, quali
Santa Teresa di Gesù Bambino (dal 1997 Dottore
della Chiesa), la beata Elisabetta della Trinità e Santa Teresa Benedetta della
Croce. Caratteristico della spiritualità carmelitana è lo spiccato
cristocentrismo. Al cuore della vita spirituale risplende la figura di Cristo,
che l'anima cerca per mezzo delle virtù teologali (fede, speranza, amore) e
ascetiche (umiltà, carità, distacco) intraprendendo il cammino dell'orazione
amorosa. Da questa spiritualità profondamente mistica e coraggiosamente
ascetica fiorisce, fin dal XVII secolo, l'ideale missionario. Basti pensare
che la prima Congregazione di Propaganda Fide (1600) fu in gran parte opera dei Carmelitani Teresiani, ed
ebbe il notevole apporto dal grande missionario spagnolo P. Tommaso di Gesù.
I primi missionari italiani si recarono in Persia (1604); in seguito fondarono a Malta, nelle Indie, in
Mozambico e Madagascar, in Cina ed Estremo Oriente. Originaria e fondamentale è
la consacrazione del-l'Ordine a Maria, Madre e Regina del Carmelo. Segno di
questa speciale consacrazione alla Vergine èlo Scapolare, che ogni religioso
indossa come parte del suo abito, poiché è proprio della madre vestire i
figli. Innumerevoli sono i laici iscritti alla Confraternita dello Scapolare;
vi fanno parte tutti coloro che desiderano raggiungere la santità dentro quel
solco che è il Carmelo, nutriti della sua spiritualità e sostenuti dalla sua
preghiera.
GUIDE E MAESTRI
NELLA RICERCA ED ESPERIENZA DI DIO
PER CRISTO E PER LA CHIESA:
S. TERESA DI GESÙ
Teresa
(1515-1582) intraprese
la Riforma Carmelitana nel 1562.
Influì
grandemente sulla spiritualità di San Giovanni della Croce, e, benché più
anziana di lui di circa trent'anni, subì a sua volta l'influsso spirituale
di colui che ella chiamava affettuosamente il mio piccolo Seneca e una
delle anime più pure e sante che Dio abbia nella sua Chiesa. Santa Teresa
è grande maestra della vita di orazione avendoci lasciato nelle sue opere la
descrizione precisa e affascinante della sua esperienza personale. La sua
profonda amicizia con Gesù si fa ardore apostolico sempre più grande per la
Chiesa e per le anime. Sul letto di morte dirà: O Signore, finalmente è
ora d'incontrarci! e ancora: Sono Figlia della Chiesa! Maestra
d'orazione è proclamata Dottore
della Chiesa nel 1970.
Pur di salvare
un'anima sola darei mille volte la vita.
AL TUTTO
ATTRAVERSO IL NULLA:
S. GIOVANNI DELLA CROCE
Compagno
di Santa Teresa nella sua opera di riforma dell'Ordine, Giovanni della Croce (1542
-1591) è il
primo Carmelitano Scalzo. Dottore dell'Assoluto, è forse il più grande tra i
mistici cristiani: ne sono prova la sua vita e i suoi scritti. Quelli che
sono molto attivi e che pensano di abbracciare il mondo con le loro prediche e
con le loro opere esteriori, ricordino che sarebbero di maggior profitto per
la Chiesa e molto più accetti a Dio se spendessero almeno la metà del tempo
nello stare con Lui in orazione. Allora, con minor fatica, otterrebbero più con
un'opera che con mille (Cantico
Spirituale, 28,5). Per una conversazione tanto interiore quanto è quella che si fa con Dio,
si (leve sceghere il luogo che meno occupi e attiri a sé il senso… Per tale
motivo è utile un luogo solitario e anche impervio perché lo spirito si
unisca fermamente e direttamente al Signore senza essere impedito e trattenuto
dalle cose visibili (Salita
al Monte
Carmelo, 111.59,2). Gesù
Cristo disse ai suoi discepoli di non usare molte parole nella preghiera, ma
raccomandò caldamente loro di perseverare nella preghiera (Salita al Monte Carmelo 111.44,4).
NASCOSTA CON CRISTO IN DIO:
S. TERESA MARGHERITA REDI
La
dottrina di questa giovane carmelitana di Firenze (1747 - 1770) è una cosa sola con la sua vita: ho voluto consumare nel silenzio e nel
nascondimento la sua esistenza per quel Dio, che a lei si era comunicato come
il più grande amore.
Il
vostro cuore sarà l'altare, dove si ha da fare questa consumazione di me in
Voi.
CONFIDENTE FINO ALL'EROISMO:
S. TERESA
DI GESÙ BAMBINO
Teresa
di Gesù Bambino (1875 - 1897), francese, è contemplativa e missionaria. La sua
breve avventura è segnata dalla piccola via. Una vita all'apparenza
incolore, ma di un'intensità straordinaria. Ella conosce la tentazione
dell'ateismo e si offre vittima di carità per i suoi fratelli. È patrona delle Missioni. Recentemente, il 19 ottobre 1997, a conclusione del primo centenario della morte,
Giovanni Paolo Il l’ha proclamata Dottore della Chiesa. Diventano così tre i
"dottori" del Carmelo. Teresa è il più giovane Dottore della
Chiesa: ventiquattro anni!
Ho
trovato la mia vocazione: nel cuore della Chiesa, mia madre, io sarò
l'Amore!... così sarò tutto (Ms.
B 5v0).
NEL CUORE DEL MISTERO:
BEATA
ELISABETTA DELLA TRINITÀ
Elisabetta
Catez (1880 - 1906)
entra a ventun'anni
nel Carmelo di Digione. Meditando S. Paolo trova il suo nome nuovo e la
sua vocazione: Lode di gloria. Si inabissa così nel cielo della fede in
adorazione dei suoi Tre. Giovanni Paolo Il l'ha beatificata in San Pietro
il 25 novembre
1984.
O
miei Tre; mio Tutto, mia Beatitudine, Solitudine infinita, Immensità in cui mi
perdo, mi consegno a voi come preda
(Elevazione alla SS. Trinità).
IL SANTO DELLA CITTÀ DEL PAPA:
S. RAFFAELE DI S. GIUSEPPE
(RAFFAELE
KALINOWSKI)
Raffaele
di S. Giuseppe (al secolo: Josef Kalinowski), nacque a Vilna da famiglia
polacca il 1° luglio
1835 e
morì a Wadowice, il 19
novembre 1907.
Laureatosi in
ingegneria all’Accademia del Genio Militare a San Pietroburgo, fu assegnato
alla fortezza di Brest Litowski e promosso capitano di Stato Maggiore dell'esercito
russo. Nonostante la volontà di lasciare la vita militare, aderì
all'insurrezione per salvare, dal potere zarista di occupazione, la Polonia,
accettando la nomina di ministro della guerra a Vilna. La notte del 24 ottobre 1864
venne arrestato e
condotto in carcere. Fu condannato a morte, sentenza che gli fu commutata in
dieci anni di lavori forzati in Siberia. Nel 1874 ottenne la libertà e fu rimpatriato. Nel 1877
entrò al
Carmelo. Ordinato sacerdote nel 1882,
si impegnò
soprattutto nel ministero del confessionale, nella direzione spirituale e pieno
di zelo ecumenico operò ardentemente per l'unità della Chiesa. Fece rifiorire
in Polonia rordine del Carmelo Teresiano.
Il
Signore conduce ognuno per le sue vie.
DIO È GIOIA:
TERESA
DELLE ANDE
Teresa
di Gesù, delle Ande, il cui nome prima di entrare in monastero era Juanita
Solar, nacque a Santiago del Cile il 13
luglio 1900.
A quindici anni
entrò nel collegio delle religiose del Sacro Cuore e l'8 dicembre 1915
fece voto di consacrarsi totalmente al Signore. Il 7 maggio 1919 entrò tra le Carmelitane Scalze della cittadina di Los Andes, prendendo
il nome di Teresa di Gesù. Il venerdì santo del 2 Aprile 1920 si ammalò di tifo. Il giorno 5 ricevette gli ultimi sacramenti ed emise
la professione religiosa in articulo mortis. Spirò il 12
aprile 1920
dopo aver
trascorso al Carmelo, come postulante e come novizia, soltanto undici mesi. È
stata canonizzata
in San Pietro a Roma da Giovanni Paolo Il il 21 marzo 1993.
La
mia vita è strettamente unita alla vita della Chiesa.
LA PASSIONE PER LA VERITÀ:
S. TERESA
BENEDETTA DELLA CROCE
(EDITH
STEIN)
Edith
Stein nasce a Breslavia nel 1891
da genitori
ebrei. Nel 1913 perde
la fede. Dal 1916
al 1918
è assistente
di Husserl. Sfogliando per caso l'autobiografia di Santa Teresa ne rimane così
colpita che, dopo aver passato un'intera notte immersa nella lettura, scriverà
in calce al libro: Questa è la Verità. Si converte così al
Cristianesimo. Trascorre gli anni dal 1922
al 1933
tra insegnamento
e impegni culturali che la portano in molte città d’Europa. Entra prima al
Carmelo di Colonia e poi in quello di Echt in Olanda. Deportata dalla Gestapo
muore ad Auschwitz nel 1942.
L'11 ottobre 1998
in piazza San
Pietro a Roma, nel corso di un'imponente celebrazione, è canonizzata da
Giovanni Paolo Il.
La
mia ansia di verità era una continua preghiera.
IL
CARMELO OGGI
Nella
fedeltà viva e coerente all'orazione e alla vita di orazione i Carmelitani
Scalzi si sforzano di raggiungere "quella esperienza del Dio vivente che
nella Chiesa è il loro titolo di nobiltà, la loro speciale vocazione, la loro
missione salutare. Solo così essi sanno di essere nel mondo di oggi le guide e
i maestri degli uomini assetati di comunione e di esperienza di Dio" (Giovanni
Paolo II). Per
questo a tutti coloro che vogliono fare un'esperienza di preghiera secondo lo
stile di vita carmelitano, essi intendono offrire: - un ambiente di pace e di
fraternità - un clima di silenzio e di solitudine - una direzione spirituale -
un approfondimento della vita cristiana attraverso celebrazioni liturgiche,
meditazioni, riflessioni teologiche... 'la Chiesa ha bisogno di chi ascolta le
lezioni sublimi, gravi e difficili, di S. Teresa di Gesù e di S. Giovanni della
Croce. Ha bisogno di chi abbia l'audacia di una scelta così unica come la
vostra" (Paolo
VI). La famiglia
del Carmelo Teresiano è presente in tutti i continenti e comprende:
I
Carmelitani Scalzi, che operano in 68
nazioni con 3.765
religiosi
distribuiti in 459 case.
Le
Carmelitane Scalze, presenti in 81
nazioni con 857
monasteri e i 3.195
religiose
claustrali.
Le
suore Carmelitane di vita attiva, suddivise in 69 Congregazioni diverse,
che si ispirano tutte allo stesso carisma.
L'
Ordine secolare con circa 27.000
laici riuniti in
677 'fraternità"
sparse in molte parti del mondo. Fanno inoltre parte della Famiglia del Carmelo
anche varie Associazioni laicali, tra cui: le Confraternite dello
Scapolare, il Movimento Carmelitano dello Scapolare...
SE VUOI
CONOSCERE LA SPIRITUALITÀ DEL CARMELO O VIVERE QUALCHE GIORNO DI VITA
CARMELITANA:
CARMELITANI Scalzi Convento di Concesa
Tel.02/90961489
- Fax 02/90964144
20056 TREZZO D'ADDA (MI)
È casa
di accoglienza e ritiri, esercizi spirituali.
Sede del Noviziato.
CARMELITANI SCALZI
CENTRO CARMELITANO VOCAZIONI
Viale C. Battisti, 52 Tel. 039/322944 - 039/323506
20052 MONZA (MI)
È casa
di promozione, animazione e discernimento vocazionale.
Sede del Postulandato.
CARMELITANI Scalzì
Eremo "Santa Maria del Monte Carmelo"
21030 CASSANO VALCUVIA (VA)
Per informazioni: tel. 039/3229944/323506
È luogo
di accoglienza per gruppi di ragazzi/e
giovani in discernimento vocazionale.