LO SCAPOLARE DEL CARMINE

DONO DI MARIA ALL'UMANITA'

 

"Mediante lo Scapolare, mezzo di affiliazione all'Ordine del Carmelo per condividerne i benefici spirituali i devoti della Madonna del Carmine esprimono la loro volontà di plasmare la loro esistenza sull'esempio di Maria, Madre, Patrona, Sorella, Vergine purissima, accogliendo con cuore purfucato la Parola di Dio e dedicandosi al servizio dei fratelli".

 Giovanni Paolo Il, Angelus, 26 luglio 1988

 

Maria, nostra sorella e madre, compagna discreta nel pellegrinaggio della fede.

è proverbiale la convinzione pressoché millenaria nel Carmelo, di essere in particolari rapporti di amichevole fraternità con Maria, Madre di Gesù. Ogni cristiano è stato educato a un'attenzione di affettuosa devozione filiale a Maria, Madre di Gesù e perciò Madre nostra. Ma fin dalle origini del Carmelo si può intuire una curiosa caratteristica della nostra tradizione mariana: è dalla vita e dall'esperienza che è nata e si nutre la devozione. E così l'antica denominazione Fratelli della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo ha finito per indicare un atteggiamento del cuore di profonda sintonia e solidarietà nella faticosa peregrinazione della fede, con Maria, nostra sorella. Ci sono alcune indicazioni forti nella tradizione carmelitana: il riferimento radicale e assoluto alla Parola (meditando giorno e notte la Legge del Signore e vegliando nella preghiera, dice la Regola primitiva), il modo solitario di cercare Dio e nello stesso tempo di stare insieme in fraternità orante; una costante sollecitudine per i poveri e i piccoli; una certa ritrosia a essere protagonisti nella Chiesa, unita però alla consapevolezza che il Signore guarda all'umiltà e attraverso questa fa grandi cose (l'apporto più grande al Carmelo,  qualitativamente  e  quantitativamente, l'hanno dato le monache di clausura!)... Queste sono tutte condizioni interiori che inducono e maturano progressivamente un atteggiamento profondo di simpatia con questa evangelica "icona perfetta del discepolo del Signore, fino a farla diventare spontaneamente compagna e sorella: cioè riferimento personale e amichevole nel cammino quotidiano, proprio perché tutto quanto il discepolo va cercando appassionatamente e faticosamente sulla salita del monte Carmelo, Maria lo ha già cercato e trovato. E ne sono rimaste le tracce nelle indicazioni sobrie, ma essenziali, dei misteri della sua vita descritti dal Vangelo. Ma ancor più, essendo in lei che la Parola si è fatta carne e si è offerta a noi come misericordia e perdono, promessa e modello, cammino e meta... e proprio lei il luogo teologale dove nasce e cresce la nostra dinamica interiore di evangelizzazione, cioè di cristianizzazione personale e comunitaria. Ecco perché la fatica quotidiana, la stanchezza e i conflitti, la piccolezza e inadeguatezza della nostra fede, trovano un sostegno nella sua compagnia affettuosa e nel suo esempio intelligente; nella sua fatica a comprendere il mistero del dolore come nella sua ricerca di meditare e confrontare tra loro le contraddizioni della vita; nelle lacrime d'impotenza a contenere tutta la sofferenza del figlio dell'uomo, come nella fedeltà discreta e nascosta, ma appassionata e indefettibile fin sotto la croce. Un'altra cosa impararono i primi discepoli sul Carmelo, tenendo per mano Maria nel loro lungo e talora scosceso cammino: nell'ascolto e nella meditazione diuturna della Legge del Signore lei si era impegnata a non scordarsi mai nessuna Parola. Le conservava appunto e le esaminava lungamente con l'intelligenza e il cuore, disposta e pronta a fare tutto quello che capiva, e a pregare per tutto quello che non capiva. Inventò così la preghiera intelligente e affettuosa insieme. Una preghiera che era più un atteggiamento profondo della vita che una serie di parole, più un movimento del cuore che delle labbra; più un'attenzione discreta e delicata al bisogni della gente attorno a lei che un assorbimento nel proprio io. Maria aveva capito che c'entrava tutta la storia di ieri, di oggi e di domani, in questa preghiera: il mangiare e la fame, i troni e la polvere, gli angeli e gli innocenti ammazzati dagli oppressori, la miseria del popolo e la cugina anziana sterile e feconda, i vecchi sacerdoti senza prole e i fidanzati che dovevano sposarsi... infine tutte le antiche insopprimibili speranze inesauste delrumanità... Tutto si poteva riaggiustare nel nuovo modo di essere uomini che il figlio suo aveva iniziato. E che per prima aveva imparato.

 Fr. Giuliano Bettati Provinciale Milano, maggio 1998

 

IL CARMELO UN MONTE... GIARDINO DI DIO

Il Carmelo è una catena di colline (in ebraico karmel che significa "Frutteto, giardino"; in arabo Gebel Mar Eljas). La catena che è prevalentemente di formazione calcarea, si stacca dal sistema montuoso centrale della Palestina e da sudest si prolunga verso nordovest, lasciando a sudest la pianura di Esdrelon e terminando in un promontorio che domina il mare a sud della baia di Haifa. Misura 30 km di lunghezza e dai 12 ai 16 metri di larghezza, mantenendosi su un'altezza media di 500 metri. La catena del Carmelo segna il confine fra la Galilea e la Samaria. Solcato da frequenti valli, forato da numerose grotte che furono sicuro riparo ai perseguitati (Am 9,25) e con i fianchi ammantati di ricca vegetazione, il Carmelo è spesso ricordato nella Sacra Scrittura come simbolo di grazia e prosperità per la sua ubertosità, o come simbolo di desolazione per il suo disboscamento (Is 55,9; Gcr 4,26; 50,19; Am 1,2). Nella spartizione della Terra Promessa il Carmelo venne a trovarsi in mezzo al territorio delle tribù di Aser, Zabulon e Issacar (Gs 19,26). A partire dal secolo IX a.C. divenne celebre come luogo di culto della religione monoteistica giudaica. Su una della sue cime pianeggianti (elMuhraqah, 514 m) restò immortalato il sacrificio del profeta Elia (1 Rc 18,1946). Invano i sacerdoti di Baal invocarono il fuoco dall'alto per bruciare la vittima sopra l'altare; mentre, alla preghiera di Elia, l'olocausto fu completo sull'altare eretto su 12 pietre. Il Dio degli Isrealiti vi ebbe culto permanente: vi era celebrato il novilunio, il sabato e vi ebbe dimora il profeta Eliseo (2Rc 4,25). Il luogo è venerato da cristiani, ebrei e mussulmani. Al sorgere del cristianesimo il Carmelo divenne luogo preferito da monaci ed eremiti. è sulle pendici di questo monte, già spiritualmente legato alla memoria di Elia, che tra la seconda crociata (114749) e la terza (118992), alcuni devoti pellegrini di Dio, forse ex crociati, provenienti dall'Europa, si riuniscono accanto alla fonte del profeta. Il loro preciso intento è quello di vivere nell'ossequio di Cristo, in santa penitenza, in uno stile rigorosamente eremitico, denso di solitudine e di silenzio, di meditazione e di contemplazione. Dopo alcuni anni chiedono ad Alberto, patriarca di Gerusalemme (12061214), di essere riuniti in comunità e da lui ottengono per iscritto anche la Regola. In essa appare che questi eremiti si sono stabiliti presso la fonte (di Elia) sul Monte Carmelo e qui costruirono in mezzo alle loro celle... un piccolo oratorio in onore di Nostra Signora; per la scelta del titolo sono poi chiamati Frati (fratelli) della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo. Il gruppo dei fratelli quando trasmigra nei primi decenni del 1200 in Europa, porta già il nome di Ordine di Santa Maria del Monte Carmelo, un titolo di privilegio, riconosciuto all'Ordine dalla stessa Sede Apostolica e che appare per la prima volta in un documento pontificio di Innocenzo IV (1252). è fuor di dubbio che già nella prima metà del 1200 l'Ordine è mariano, fondato in onore della Vergine, e che i religiosi si professano particolarmente dedicati alla Madre di Dio. Tale dedicazione espressa fondamentalmente nella scelta di Maria quale Signora del primo luogo sul Carmelo costituiva i fratelli persone poste al suo totale servizio. Con la scelta di Maria come titolare, quindi Domina (Signora), e professandosi fedeli suoi servitori, questi primi eremiti cominciano a vivere di fatto quella consacrazione, o affidamento, che costituisce il nocciolo della pietà mariana dell'Ordine. Appartenere a Maria, vivere in dipendenza da Maria, promuovere il culto a Maria: in ciò consiste l'orientamento vitale e l'apostolato caratteristico di un autentico figlio del Carmelo. Si può dire che la Vergine del Monte Carmelo, come viene sentita, venerata, contemplata dai suoi fratelli e da quanti partecipano alla loro vita religiosi, confratres, terziari è al centro dell'esperienza spirituale del gruppo costituitosi in Terra Santa, con il fine della perfezione evangelica, in una solitudine contemplativa centrata sulla preghiera continua e l'ascolto della Parola, in un clima di semplicità, povertà e lavoro, come la vita di Maria a Nazareth. Il riferimento che nel nome della Madonna si dà al Monte Carmelo è semplicemente geografico storico, quale indicazione del luogo dove i frati sono nati. Per questo, in origine, il titolo Santa Maria del Monte Carmelo non si riferisce a un'immagine speciale o a un aspetto nuovo di culto. Tanto è vero che nella  manifestazione  concreta  della  loro  pietà, espressa subito anche nei titoli delle varie chiese, i Carmelitani accentuano per lo più gli aspetti della maternità divina, della verginità, dell'immacolata concezione, dell'annunciazione. Perciò, nella tradizione primitiva, Santa Maria del Monte Carmelo è semplicemente la Madonna del vangelo, la purissima Vergine Maria, che accoglie e custodisce la Parola e con il suo Fiat (sì) diventa Madre del Figlio di Dio fatto uomo. Tenuti, per Regola, a meditare giorno e notte nella Legge del Signore (la Sacra Scrittura), se nelle pagine dell'Antico Testamento scoprono l'esemplarità di Elia, in quelle del Nuovo, riscontrano in Maria un modello esimio di vita consacrata: accessibile... imitabile, anche se impareggiabile. Senza voler accentuare troppo quest'aspetto, si può affermare che i fratelli del Carmelo guardano a Maria di Nazareth, ancella del Signore, come all'ispiratrice, guida e signora della vita. Per questo la sentono madre e sorella insieme, in un'atmosfera d'intimità che li orienta a vivere in pienezza la vita teologale "nel servizio di Cristo", in un clima di semplicità e di austerità. è quanto esprime la prima vitae formula, che presto, fin dal 1300, gli scrittori dell'Ordine vedono incarnata nello stile di vita della giovane donna di Nazareth che nel silenzio della sua casa rimane in preghiera mentre le tornano in mente tutti gli avvenimenti del Figlio e li custodisce nel cuore. Da allora l'Ordine del Carmelo non cessa di ripensare, riformulare e soprattutto di riappropriarsi dei legami che lo uniscono così strettamente alla prima discepola del Signore, la madre sua Maria. Tra tutte le leggende fiorite attorno all'amore che la Vergine dimostra verso il Carmelo, autentici fioretti dell'epopea che circonda sempre gli inizi di avvenimenti importanti, alcune sono già presenti nei primi scritti giunti sino a noi: si pensi alla lettura in chiave mariana della nuvoletta del Carmelo (1 Re 18,44) apparsa ad Elia e da lui proposta ai suoi discepoli; al racconto delle visite di Maria coi genitori alla comunità del Carmelo (Nazareth dista una trentina di chilometri); al culto che dai Carmelitani sarebbe stato tributato alla Vergine sin dall'antichità o, almeno, dai tempi apostolici. Tali leggende non sono che l'espressione, forse maldestra e goffa, del desiderio affettuoso che i Carmelitani hanno di vedersi coinvolti con il destino di colei che vedono già possedere in pienezza ciò che essi stanno ancora faticosamente cercando.

 

IL CULTO LITURGICO A NOSTRA SIGNORA DEL MONTE CARMELO

...In un luogo molto bello e grazioso abitano gli eremiti latini che vengono chiamati fratelli del Carmelo; hanno costruito là una piccola chiesa molto bella a Nostra Signora.

La scelta della dedicazione di questa piccola chiesa molto bella dà il punto di partenza di quello che possiamo chiamare il culto liturgico a Nostra Signora del Monte Carmelo. Infatti, il luogo di cui parla questo itinerario per i pellegrini (12201229) è il Monte Carmelo, e gli eremiti latini non sono altro che i Fratelli della Beata Vergine Maria. Nel pensiero medioevale la scelta del nome di una chiesa indicava un orientamento spirituale e metteva quella comunità al servizio del santo patrono dell'edificio. Maria diventava dunque ufficialmente e liturgicamente la Patrona dei Fratelli del Monte Carmelo; un fatto, questo, che i pontefici romani riconosceranno con l'utilizzazione nella denominazione dell'ordine del nome Santa Maria del Monte Carmelo, già dal 1252. Siamo nell'epoca delle Crociate e del diritto feudale, i Fratelli Carmelitani si sono consacrati al servizio e all'obbedienza di colei che ha detto sia fatta la tua volontà. Una lunga lista di prescrizioni liturgiche per il servizio a Nostra Signora dava ai Fratelli la possibilità di rivolgere frequentemente il pensiero e il cuore verso la Vergine: digiuni nelle vigilie delle festività di Maria, prescrizione della Santa Comunione in queste stesse festività, Ore del giorno del Piccolo Uffìcio, Salve Regina con cui i Carmelitani terminavano i loro impegni comunitari, commemorazione settimanale della Santa Vergine, chiese dedicate a qualche mistero della Vergine Maria. Nel 1282 il Generale dell'Ordine Padre Pierre de Millaud, rivolgendosi al Re d'Inghilterra per sollecitare la sua protezione, dichiara che: l'Ordine è stato fondato al di là dei mari (cioè in Palestina) per la lode e la glorficazione della Vergine Maria. Questa definizione dell'Ordine sarà ripresa nel 1287 al Capitolo generale di Montpellier. Con l'arrivo in Europa dei Carmelitani ci fu anche un cambiamento di mentalità e si cominciò a considerare Maria, Madre e Sorella piuttosto che Signora nel senso medioevale. Ma, sia come Signora che come Madre, il legame di obbedienza e di servizio restò ugualmente fatto di amore e d'imitazione. La festa patronale dell'Ordine è sempre stata una festa della Vergine Maria. Agli inizi, nel XIII secolo fu l'Annunciazione, in seguito in molte Province dell'Ordine l'Assunzione. Quando nel XIV secolo i Carmelitani divennero  difensori,  con i Francescani Minori, dell'Immacolata Concezione, si fecero un dovere di solennizzare questa festa, che divenne la principale dell'Ordine. Sappiamo che ad Avignone la Curia Pontificia si recava nella chiesa dei Carmelitani nella festa dell'Immacolata Concezione, per venerare la Patrona dell'Ordine, come vi era l'abitudine di venerare ugualmente San Domenico, San Francesco e Sant'Agostino nelle loro rispettive feste. La commemorazione solenne di Nostra Signora del Monte Carmelo apparve forse in Inghilterra verso la fme del XIV secolo. In Inghilterra gli argomenti dei Fratelli Carmelitani furono ritenuti validi per ciò che concerne il titolo mariano dell'Ordine, contro gli attacchi dei frati predicatori. è chiaro che tale festa voleva essere un riconoscimento a Maria quale Patrona e autrice "della pace" dell'Ordine rispetto alle lotte esterne, sostenute in Europa dopo la fuga dalla Palestina invasa dai mussulmani. In Europa infatti non si voleva dar spazio a questo nuovo Ordine eremitico. è importante sottolineare che la primitiva data della festa 17 luglio sembra richiamarsi alla data dell'ultima sessione del concilio di Lione (17 luglio 1274) nella quale si decretò: Concediamo all'Ordine Carmelitano di rimanere nel suo stato attuale, finché non si decida altrimenti. Vi è qui una confusione storica, poiché tale decreto si pronunciò soltanto sull'esistenza dei Domenicani e dei Francescani, lasciando in sospeso i Carmelitani e gli Agostiniani. Fu in effetti nel 1298 che papa Bonifacio VIII mise fine a questa incertezza dopo un serio richiamo all'Ordine di colei che è Madre della Chiesa. La celebrazione solenne si aggiunse alle celebrazioni ordinarie che avevano luogo ogni settimana. Alla fine del XV secolo la festa venne anticipata al 16 luglio. Nel '500 la festa, già diffusa in altre nazioni europee e nella stessa America, pur non perdendo la sua fisionomia primitiva di celebrazione di Maria Patrona, assunse gradualmente, fino a prevalere, il carattere di festa dell'abito. Ciò anche a causa del moltiplicarsi dei fedeli che, specialmente in Spagna e in Italia, venivano aggregati all'Ordine per mezzo dello Scapolare, segno di devozione alla Vergine, e insieme della sua protezione nell'ora della morte. Ciò che ulteriormente accentuò tale nuovo carattere fu pure la cosiddetta Bolla sabatina con cui papa Giovanni XXII (1322) che riferirebbe una sua visione della Vergine, la quale avrebbe promesso la liberazione dal purgatorio il primo sabato dopo la morte per i Carmelitani e anche per i confratelli dell'Ordine che avessero osservato la castità del loro stato, elevato preghiere e portato l'abito del Carmelo. L'abito, che all'inizio era specialmente il mantello, presto venne inteso solo come Scapolare. In un Cerimoniale del 1616 troviamo i quattro elementi che caratterizzano la festa del 16 luglio, dalla sua istituzione ai nostri giorni:

     l'effetto potente del Nome a cui si sono legati i fratelli eremiti: Fratelli della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo;

     la gloria e le promesse unite alla vestizione del suo Abito;

     l e molteplici manifestazioni della sua diretta protezione sull'Ordine;

     i benefici ricevuti dall'Ordine dalla sua fondazione fino ad oggi.

I Superiori Carmelitani resero universale per l'Ordine la pratica di questa solennità dal 1609, data in cui furono composte le lezioni dell'antico breviario Cum sacra Pentecoste, riviste dal cardinale Bellarmino. In quest'epoca cominciò anche la celebrazione dell'ottava. A partire dal XVI secolo le chiese locali, soprattutto in Spagna e in Italia, chiesero delle indulgenze per la celebrazione della festa di Nostra Signora del Monte Carmelo. In alcune regioni della Francia troviamo delle narrazioni di feste popolari proprio il 16 luglio, particolarmente in Bretagna. Nel 1674 la festa si estese a tutta la Spagna. A poco a poco si diffuse in molti stati e anche tra i Maroniti del Monte Libano. è certo che le due assente promesse a San Simone (salvezza eterna) e a papa Giovanni XXII (liberazione dal purgatorio il primo sabato dopo la morte) incisero molto sulla diffusione della devozione alla Madonna del Carmine (come è più usualmente chiamata tra i fedeli) e sul moltiplicarsi di confratelli aggregati all'Ordine mediante il piccolo abito (abitino) o Scapolare. Non è quindi strano che la festa del 16 luglio si sia imposta man mano come festa dell'abito, fino a divenire nel 1606 festa delle confraternite carmelitane. Tale festa, dapprima si diffuse spontaneamente in molte nazioni, e anche nei riti mozarabico, caldeo, maronita, ambrosiano, grecoalbanese; poi papa Benedetto XIII, con il Breve del 24 settembre 1726, la estese alla Chiesa universale con una Messa propria. Nella semplificazione del calendario, richiesta dal Concilio Vaticano Il, la festa si è conservata con il grado di memoria facoltativa. Quindi la celebrazione della Madonna del Carmelo è la festa dell'Ordine e di quanti in qualsiasi modo sono uniti al Carmelo nel riconoscere Maria quale sorgente di ogni bene in Cristo, e quale modello evangelico nel vivere l'ideale della preghiera contemplativa. Contemporaneamente la festa mostra la certezza di fede nell'aiuto di grazia di Maria. L'amore particolare e la fedele imitazione di Maria danno sicura speranza che colei che ha l'ufficio di essere madre nell'ordine della grazia... ha cura dei fratelli del Figlio ancora peregrinanti e posti in mezzo a pericoli e affanni fino a che non siano introdotti nella patria beata (LG nn.616). Ella sarà perciò segno di sicura speranza e consolazione per coloro che, attraverso l'umile segno della particolare dedizione, cercano di rifletterne la presenza nel mondo, sia in mezzo alle prove della vita, sia nei dolori dell'ultimo combattimento. Allo stesso modo sarà segno di speranza anche nel luogo della purificazione che prepara l'incontro eterno con l'Amore, fino a che non siamo introdotti nel cielo. Le Costituzioni dei Carmelitani Scalzi (1986) indicano quattro punti liturgici per valorizzare il carattere mariano dell'Ordine:

     a) le festività della Beata Vergine Maria saranno celebrate degnamente, secondo la loro solennità. Il suo culto sarà incoraggiato nelle nostre chiese e l'immagine della Madre di Dio sarà esposta in una posizione d'onore;

     b) la celebrazione della Beata Vergine Maria; 

     c) nei sabati del tempo ordinario in cui è permessa una memoria ad libitum si farà ordinariamente memoria di Santa Maria nella celebrazione eucaristica e nella liturgia delle Ore;

     d) il sabato e nelle solennità e feste della Beata Vergine Maria, o nelle vigilie, si canterà l'antifona Salve Regina.

Quanto alle Costituzioni delle Carmelitane Scalze (1991), ci ricordano al n.56 che: ... nella liturgia la Chiesa venera la Vergine Maria unita all'opera di salvezza di suo Figlio con un legame indissolubile e la contempla come il modello dell'atteggiamento spirituale con cui si devono celebrare e vivere i misteri divini. Alla luce dei testi del Messale dell'Ordine Carmelitano, vediamo qual è il modello di atteggiamento spirituale che siamo chiamati a segnire: Tu hai dato, Signore, all'Ordine del Carinelo la gioia di portare il nome della Vergine Maria, Madre di tuo Figlio; poiché oggi noi la festeggamo solennemente, accordaci, per la sua protezione, di giungere alla vera montagna, il Cristo, nostro Signore.

Possiamo constatare che si ritrovano i punti tradizionali del legame tra il Carmelo e Maria: il Nome della Vergine Maria ricevuto dal Signore, la riconoscenza che si esprime attraverso la festa solenne, la protezione diretta di Maria sui suoi figli e la meta, Cristo, verso cui ci orienta la Vergine. Nel secondo Prefazio ritroviamo gli stessi elementi con l'aggiunta del richiamo all'Abito ricevuto da Maria e dal suo ruolo d'identificazione nel mondo: ella ci ha rivestito dell'Abito del suo Ordine, perché siamo, nel mondo, sua vivente immagine. Questo Prefazio ci ricorda anche la nostra dimensione contemplativa con la sua particolare nota carmelitana: ... che non cessiamo, con Lei (Maria), di contemplare il tuo Verbo, che noi amiamo i nostri fratelli con il suo stesso cuore e che li attiriamo a Cristo donando, per essi, la nostra vita. Sottolinea altresì il rapimento del profeta Elia e il Privilegio Sabatino, che apparivano così chiaramente nell'antico Messale carmelitano: .. A voi che avete rivelato al Beato Profeta Elia, attraverso una piccola nube sorgente dal mare, l'Immacolata Vergine Maria, e che avete voluto che Ella fosse onorata in modo speciale dai figli del Profeta... Coloro dunque che la Beata Vergine Maria ha adottato con il santo Scapolare come figli di predilezione e che muoiono piamente, rivestiti di quest'Abito, degnatevi di condurli al più presto alla Vostra Santa Montagna.

Come si vede, il culto liturgico di Nostra Signora del Monte Carmelo consiste prima di tutto nel silenzio e nell'imitazione della Vergine Maria che conduce alla vera montagna, il Figlio unico e Salvatore. La Vergine stessa ce lo mostra nel segno profetico della sua apparizione a Santa Bernadette a Lourdes. La sua diciottesima e ultima apparizione ebbe luogo il 16 luglio 1858; apparve silenziosa e in preghiera. Bernadette portava lo Scapolare e Maria era più bella che mai; nonostante le barriere che le impedivano di avvicinarla la fanciulla era felice. Come ha scritto Padre Joseph Baudry, la lode del Carmelo alla Vergine Maria è certamente una preghiera liturgica, ... ma si tratta soprattutto di un culto spirituale che conduce a offrire a Dio la persona tutta intera come ostia vivente, a immagine del Fiat della Vergine. Lontana dall'aggiungersi all'obbedienza a Gesù Cristo, la lode di Nostra Signora, così intesa, non ha altro scopo che condurre ad essa.

 Vivendo pienamente la nostra preghiera liturgica nel cuore della Chiesa, con la nostra fedeltà filiale e ferma, lasceremo sviluppare in noi l'amore della Vergine Maria, che ci renderà capaci di contemplare il Verbo e di amare il nostro prossimo con il suo stesso Cuore Immacolato poiché il tesoro della Madre appartiene ai figli.

 

NASCITA DI UNA DEVOZIONE

Per comprendere il significato del gesto della Vergine Maria che offre il suo abito ai Carmelitani come segno di particolare affetto e protezione, occorre tenere presente il pensiero e la cultura medievale. I Carmelitani si erano messi a servizio della Vergine, loro Sovrana e Domina (Signora), allo stesso modo di un vassallo che s'impegnava al servizio di un sovrano e da cui si attendeva in cambio soccorso e protezione. Questa sottomissione fedele, questa devozione ossequio, questo votarsi non è però a senso unico. Esige una risposta: la protezione. è alla luce di queste relazioni feudali che i Carmelitani intendono ottenere la protezione di Maria vista come loro Sovrana. Questa protezione è un effetto consequenziale del patronato di Maria. è poi in modo pieno simbolizzata dall'immagine dei clientes termine latino che si potrebbe tradurre con difensori, sostenitori, tifosi... devoti insomma coloro che si prendono cura degli interessi di un altro e che si raggruppano in questo caso sotto il manto della Madre di Dio, loro avvocata. Si pensi a l'advocata nostra della Salve Regina di poco anteriore al XIII secolo... Il tipo iconografico della Vergine del mantello, molto noto all'epoca dell'apparizione a San Simone Stock che riceve lo Scapolare dalle mani della Vergine Maria, testimonia anch'esso questa bella spiritualità. Lo Scapolare del Carmelo è il segno di questa protezione mariana. è la risposta, il dono che Maria offre alla devozione dei suoi Fratelli. Grazie ad esso, Nostra Signora autentica la consacrazione a Dio dei suoi figli e il loro proposito di vivere nella sequela di Cristo. Colui che lo riceve, rivestendolo, viene associato a un grado più o meno intimo dell'Ordine del Carmelo. Chi lo porta fa professione d'appartenere a Nostra Signora, allo stesso modo che un cavaliere del XIIII secolo (..) che si sentiva, sotto lo sguardo della sua Dama, valoroso e certo nel combattimento e che, portando i suoi colori, avrebbe prefirito mille volte la morte che di sporcare quei colori.

Avendo esposto le basi, il fondamento, della nostra devozione, possiamo rivolgere la nostra attenzione al significato profondo dello Scapolare analizzando due elementi costantemente messi in rilievo dalla tradizione spirituale del Carmelo: l'Abito di Nostra Signora è nel contempo segno di protezione e pegno di salvezza.

 

LO SCAPOLARE, SEGNO DI PROTEZIONE

Nessuno, come Santa Teresa di Gesù Bambino, ora anche Dottore della Chiesa, ha probabilmente esposto meglio l'idea secondo la quale lo Scapolare ci si presenta come segno di protezione mariana. Il grande insegnamento mariano che ci dona la giovane carmelitana è quello che nasce dalla grazia ricevuta presso la grotta di santa Maddalena, una sorta di minuscolo romitono situato in un luogo isolato del giardino del monastero di Lisieux. Questo avvenimento ebbe luogo nel mese di luglio del 1889, e Teresa lo racconta a Madre Agnese di Gesù in questo modo: C'era come un velo gettato per me sopra tutte le cose della terra... ...Ero interamente nascosta sotto il velo della Santa Vergine. In quel tempo, mi avevano incaricata del refittorio, e mi ricordo che facevo le cose come se non le facessi, era come se mi si avessero prestato un corpo. Sono rimasta così per tutta la settimana. Noi vediamo attraverso questa formulazione originale, un singolare riferimento implicito al ruolo dello Scapolare. C'era come un velo gettato per me sopra tutte le cose della terra. Questa constatazione non è null'altro che la realizzazione di un desiderio di Teresa manifestato fin dal suo passaggio nel celebre santuario parigino di Nostra Signora delle Vittorie nel 1887, poco prima della sua entrata al Carmelo: Con quanto fervore l'ho pregata (la Vergine Maria) di custodirmi sempre e di realizzare presto il mio sogno nascondendomi all'ombra del suo manto verginale! (...) Avevo capito che era al Carmelo che mi sarebbe stato possibile trovare davvero il manto della Madonna, ed era verso quella montagna fertile che tendevano tutti i miei desideri (Ms A 57 r°). Per Teresa, essere al Carmelo (o essere affiliati al Carmelo), è trovarsi sotto il manto, sotto il velo della Vergine. è trovarsi sotto l'abito di Nostra Signora, cioè, come abbiamo appena detto, trovarsi rivestiti dello Scapolare, la livrea mariana per eccellenza. In poche parole, Santa Teresa di Gesù Bambino richiama il significato profondo dello Scapolare che, pur non nominato esplicitamente, le è tuttavia così familiare. La grazia della grotta di Santa Maddalena può aiutarci a trovare il senso dell'Abito di Maria. Attraverso una via nascosta, questa umile veste ci predispone, in maniera tangibile e incarnata, all'azione benevola della protezione materna di Maria. Questa protezione ci è manifestata con molta discrezione. Occorrerebbe piuttosto dire che essa ci è svelata progressivamente, come se la Madre di Dio delicatamente alzasse un lembo del velo che ricopre il mistero della sua materna protezione. La giovane carmelitana di Lisieux, fedele alla concezione tradizionale del suo Ordine, ci ricorda, attraverso una testimonianza che potrebbe sembrarci anonima, che Maria, al Carmelo, esercita come un carisma di rivelazione. Misteriosamente ella si svela, in una sorta d'intimità spirituale, simbolizzata dalla grotta del giardino di Lisieux. Lo Scapolare, il velo di Maria, sono un tutt'uno. Anche noi, come Santa Teresa, possiamo essere interamente nascosti sotto il velo della Santa Vergine e fare le cose come se non le facessi. Portare l'Abito di Nostra Signora, è lasciare che Maria ricopra della sua materna protezione l'oscurità delle nostre vite anonime, semplici, silenziose e monotone... e allora nulla più sarà superficiale. Ciò che Teresa afferma del velo di Maria si applica perfettamente alla devozione dello Scapolare, come segno di protezione mariana. In una poesia composta nel 1894 (cinque anni dopo l'esperienza significativa della grotta), ella immagina che la Regina del Cielo, rivolgendosi a uno dei suoi figli della terra, gli dica: Ti celerò sotto il mio velo / ove dimora il Re del Cielo. / Sola stella sarà mio Figlio / a brillare ormai agli occhi tuoi. Ma perché sempre io ti accolga / presso Gesù sotto il mio velo, / tu dovrai rimaner piccina / adorna di virtù infantili (Poesia 15). Lo Scapolare è più che un'insegna mariana. è il segno di una protezione reale ed efficace. Non si contenta di rimandarci a Maria. è il memoriale di tutte le grazie concesse dalla Madre di Dio a ciascuno di noi. La sua vista ci riconforta. Nei pericoli o nelle angosce, ci fa bene toccarlo: sappiamo così che non siamo soli. Ricevere questo ritaglio di stoffa bruno, è infilarsi, è farsi scivolare sotto il velo protettore di Nostra Signora. Lo Scapolare, significando la protezione di Maria, fonda la nostra fiducia, il nostro abbandono confidente tra le sue mani materne. Ci dona la sicurezza che questa protezione sarà seguita dalla grazia della misericordia di Dio, perché anche quando la Madre di Dio protegge i suoi figli, è per sottometterli all'azione benefica del Signore. Ecco perché l'Abito di Maria, in quanto sacramentale, impegna la grazia del Signore. La protezione mariana che esso significa implica una trasformazione presso colui che ne è rivestito poiché ricevere lo Scapolare è rivestire Maria, è accoglierla e riceverla in eredità; è impegnarsi a imitare le sue virtù ed esclamare, con il profeta Isaia: Esulto di gioia in Dio, l'anima mia giubila nel mio Signore. Poiché mi ha rivestito delle vesti della salvezza, mi ha avvolto nel manto della giustizia (IS 61,10). Per una sorta di carità velata che cerca di nascondere le sue origini, la nostra Madre ci assiste e presiede alla nostra crescita spirituale per introdurci al pieno possesso di Dio. Invitandoci a condividere sotto il suo velo la sua intimità divina, la Vergine Maria impegna la sua materna protezione e ce ne lascia un segno meraviglioso: lo Scapolare, sua propria veste.

 

LO SCAPOLARE, PEGNO DI SALVEZZA

La protezione di Maria, come abbiamo visto, sarà seguita dalla grazia del Signore di cui essa è come un anticipo. Lo Scapolare è la veste di salvezza (Is 61,10), cioè pegno di salvezza. Ed è ciò che vorremmo ora illustrare attraverso un breve ritorno alle origini della storia del Carmelo. L'Ordine del Carmelo, come abbiamo visto, è un Ordine mariano perché è intimamente legato, attraverso il segno della nuvoletta, all'effusione della misericordia divina. Secondo una traduzione autorizzata, Carmelo significa giardino di Dio. è un paese fertile che ci richiama il tema biblico della Terra Promessa. Il primo Libro dei Re attraverso. il "ciclo elianico" (cc. 17 e 18) ci invita a vedere nel Monte Carmelo il simbolo e la promessa delle grazie di cui Dio vuole riempire il suo popolo. Secondo la tradizione, l'azione del santo profeta Elia è ordinata all'opera redentrice di Cristo e ai fiumi di grazia che di là scorreranno. è precisamente a questo punto che interviene la Vergine, in quanto Mediatrice di misericordia. La Madre di Dio, nel pensiero dei Carmelitani medioevali, è simbolizzata dalla piccola nube che si innalza sopra il mare e che il servitore di Elia segnala al suo maestro (1Re 18,4146). Questa piccola nube precede e annuncia una forte pioggia che porrà fine a una siccità funesta, allo stesso modo che un'umile figlia d'Israele metterà alla luce il Messia e renderà possibile il flusso della grazia. Ecco perché la Vergine Maria, al Carmelo, è intimamente legata all'effusione della misericordia e della grazia del Signore. Come suggerisce l'inno liturgico del Rorate coeli desuper il cielo riversa il Cristo sulla terra partendo da una piccola nube (la Vergine) annunciatrice di pesanti nubi gonfie di pioggia (la grazia divina). Tutta la persona di Nostra Signora è protesa verso l'accoglienza di questa misericordia che essa mette a disposizione dei suoi figli, di ciascuno di noi. è la ragione per la quale la principale devozione mariana del Carmelo è sottomessa a questa legge della tensione di Maria verso la grazia futura. Lo Scapolare non è altro che un annuncio di promessa. è pegno di salvezza nel senso che è segno della misericordia futura. Impegna il nostro futuro nella misura in cui noi lo portiamo degnamente, con il desiderio profondo e sincero di rivestire Maria. Così, noi saremo sicuri di raccogliere i frutti della nostra salvezza senza indugio, quando avremo reso il nostro ultimo respiro. Posti questi principi, dobbiamo stare in guardia da una concezione errata che tende a limitare Vefficacia dello Scapolare alle grazie future. La livrea mariana è invece anche pegno di salvezza per l'ora presente. Se essa ci ricollega al ricordo dei benefici del passato, se essa è orientata al futuro, non di meno in essa dimora un memoriale permanente, una riattualizzazione del patronato di Nostra Signora e della sua protezione. La ragione è semplicissima: lo Scapolare ci riveste della presenza stessa di Maria, perennemente presente nella nostra vita spirituale. Si tratta per noi di modellarci sulla Vergine Maria, la cui vita potrebbe definirsi come un'accoglienza incessante della misericordia di Dio. Anche noi, possiamo ricevere questa misericordia giorno dopo giorno. Come Maria, noi possiamo lasciarci letteralmente seppellire sotto le innumerevoli manifestazioni della bontà del Signore che si spande attraverso il mondo intero e si estende di generazione in generazione (Lc 1,50). Lasciando i fiumi della grazia espandersi sopra di noi, possiamo contribuire a far sì che la misericordia copra una moltitudine di peccati (1 Pt 4,8). Rivestire l'Abito di Nostra Signora, è lasciarsi seppellire sotto un pegno di salvezza e lasciare che l'amore benevolo del Padre copra i nostri propri peccati. Non si finirà mai di esaurire il significato dello Scapolare. In quanto pegno di salvezza, infine, questa umile veste ci rivela la misericordia di Dio senza tuttavia manifestarla apertamente. Attira la nostra attenzione sul nostro glorioso destino. Rende visibile (o almeno pone alla nostra portata) ciò che c'è di più invisibile e segreto: il flusso della grazia. La Madre di Dio, poiché è Madre della grazia divina (o Mediatrice della grazia), assiste al flusso e allo spiegamento di questa grazia attraverso le anime che le sono consacrate. è dunque normale che la principale devozione del Carmelo sia ordinata a questa opera di misericordia. E poiché essa è la testimone privilegiata della nostra crescita spirituale, la Vergine Maria ha ben voluto mettere a disposizione la propria veste, pegno di salvezza e anticipo della veste di gloria di cui il Signore ci rivestirà un giorno, in virtù stessa del nostro battesimo poiché, come ci ricorda l'Apostolo, noi tutti che siamo stati battezzati in Cristo, abbiamo rivestito il Cristo (Gal 3,27). Tenuto conto di ciò che abbiamo esposto a partire dai molteplici sviluppi della tradizione del Carmelo lungo i secoli, appare dunque che lo Scapolare è dotato di una significazione spirituale ricchissima. Questa significazione si appoggia su dei principi teologici sicuri nel campo della partecipazione di Maria all'opera della grazia realizzata dai meriti del suo divino Figlio. A partire dal momento in cui la protezione di Nostra Signora è la risposta alla nostra devozione mariana, questa stessa protezione crea in noi, in maniera misteriosa, una vera rassomiglianza mariana. è questa rassomiglianza mariana che lo Scapolare intende significare: Maria ci riveste dell'Abito del suo Ordine perché noi siamo nel monde, la sua immagine vivente. In questo senso, l'umile veste di Maria impegna e affretta la nostra salvezza perché sostiene il nostro desiderio ardente di rivestirci delle virtù di colei che è la prima dei salvati. Questo piccolo pezzo di stoffa è per noi il memoriale dei benefici (passati, presenti e futuri) che il Signore ci accorda per l'intercessione di Maria. Faremmo male a disprezzare questa devozione che la santa Chiesa mette a nostra disposizione, dopo averlo arricchito di numerose approvazioni e raccomandazioni. La nostra vita spirituale ha bisogno di segni incarnati della misericordia. Invitandoci a condividere la sua intimità sotto il suo velo, affidandoci il suo abito come segno e pegno della misericordia di Dio, Nostra Signora ha superato la nostra attesa e ci ha tracciato un vero cammino di santità.

 

"PRIVILEGI" DELLO SCAPOLARE

Da oltre sette secoli i fedeli portano lo Scapolare del Carmine per assicurarsi la protezione di Maria in tutte le necessità della vita, e, in particolare, per ottenere mediante la sua intercessione, la salvezza eterna e una sollecita liberazione dal Purgatorio. La promessa di queste due grazie dette appunto privilegi dello Scapolare sarebbe stata fatta dalla Madonna a San Simone Stock e a papa Giovanni XXII. Diciamo sarebbe perché le visioni non sono provate storicamente. Ma la fiducia dei fedeli, più che nelle visioni e nei racconti storicamente non accertati, e tuttora oggetto di attenta ricerca, trova un saldo fondamento nella dottrina della Chiesa. La Madonna, secondo il piano di Dio, è associata strettamente a Cristo in tutta l'opera della salvezza, e ora, anche in cielo, con la sua molteplice intercessione, continua a ottenerci la grazia della vita eterna (LG n.62). L'intervento della Madonna in favore degli uomini non oscura, né diminuisce l'unica mediazione di Cristo, ma ne mostra l'efficacia, perché è frutto della sovrabbondanza dei meriti del Salvatore. Perciò la Chiesa non dubita di riconoscere apertamente questa funzione subordinata di Maria... che opera affinché i fedeli sostenuti da questo materno aiuto, siano più intimamente uniti con il Mediatore e Salvatore (ibidem). Chi indossa lo Scapolare, mette la sua vita al servizio della Madonna, si lega a lei con un vincolo di amore, e può stare certo che in lei troverà protezione e aiuto nei momenti difficili, specialmente nella soluzione dei problemi più importanti: quello della salvezza eterna e della sollecita liberazione dal Purgatorio. Lo Scapolare non è un talismano o qualcosa di magico, che produce automaticamente determinati effetti. I privilegi dello Scapolare sono grazie e favori che la Madonna ottiene da Cristo Signore per i suoi figli devoti, come premio della loro dedizione generosa. Consideriamo questi privilegi un po' più dettagliatamente, per chiarire meglio le idee e dissipare eventuali equivoci.

 

LA SALVEZZA ETERNA

La prima grazia che i devoti dello Scapolare sperano di ottenere con la protezione della Madonna è appunto quella di salvarsi. Non si tratta di cosa di poco conto osservava Pio XII ma dell'acquisto della vita eterna in virtù della tradizionale promessa della beatissima Vergine, si tratta dell'impresa più importante e del modo più sicuro di attuarla. Secondo l'insegnamento della Chiesa, la salvezza eterna è frutto della fedeltà dell'uomo alla Parola di Dio e della sua collaborazione alla grazia divina. Sarebbe erroneo e pericoloso ritenere che, per salvarsi, sia sufficiente portare lo Scapolare, senza nessuna preoccupazione di vivere la fede e l'amore. Chi indossa lo Scapolare, deve impegnarsi in una condotta esemplare, nel fedele compimento dei suoi doveri e nel sevizio della Chiesa. Sono queste le buone opere che meritano la vita eterna. Lo Scapolare non garantisce interventi miracolosi da parte della Madonna per salvare chi volontariamente persiste nel peccato, ma assicura un'assistenza continua a quanti si sforzano di convertirsi dal peccato e di perseverare nel bene. Esso offre la certezza di veder coronati dal successo i propri sforzi, per l'aiuto materno di Maria. Pio XII, nel discorso celebrativo del VII Centenario dello Scapolare nel 1951, diede questa magnifica testimonianza: Quante anime buone hanno dovuto, anche in circostanze umanamente disperate, la loro suprema conversione e la loro salvezza eterna allo Scapolare che indossavano! Quanti inoltre, nei pericoli del corpo e dell'anima, hanno sentito, grazie ad esso, la protezione materna di Maria! La devozione allo Scapolare ha fatto riversare su tutto il mondo fiumi di grazie spirituali e temporali.

 

IL "PRIVILEGIO SABATINO"

La devozione allo Scapolare si è diffusa nella Chiesa anche per la fiducia che i fedeli hanno avuto di essere aiutati dalla Madonna non solo in vita, ma anche al più presto, dopo la morte, specialmente nel giorno a lei dedicato, il sabato. Per questo si parla di privdegio sabatino. Simile privilegio, attribuito a papa Giovanni XXII, venne approvato e saggiamente interpretato da molti pontefici. Papa Roncalli in un discorso del 1959 parlò del privilegio sabatino, così prezioso, così caro a coloro che portano lo Scapolare di Nostra Signora del Carmelo. Il Papa stesso lo portava. Pio XII assicura i devoti dello Scapolare che la piissima Madre non tralascerà d'intervenire con la sua preghiera a Dio perché i suoi figli, che espiano nel Purgatorio i loro peccati, raggiungano al più presto la patria celeste, secondo il così detto privilegio sabatino tramandato dalla tradizione. Il sabato, come giorno di liberazione dal Purgatono, non è un dato assoluto, ma punto di riferimento, un giorno privilegiato. La Madonna interverrà al più presto, tenuto conto del disegno di Dio. La liturgia stessa esprime questa fede della Chiesa nell'intervento di Maria in favore delle anime del Purgatorio, invocandola, nella Santa Messa, per parenti, amici e benfattori defunti. I devoti dello Scapolare confidano in un particolare e più sollecito intervento della Vergine, alla quale si sono consacrati, dedicandole tutta la loro vita. La stessa devozione allo Scapolare, vissuta nella sua pienezza, come realizzazione della vita cristiana nell'imitazione e sotto la protezione di Maria, purifica dall'affetto al peccato, e crea le migliori disposizioni per ottenere la misericordia di Dio e la liberazione dal Purgatorio. Più recentemente, grazie a una conoscenza più profonda della nostra tradizione, frutto della ricerca e del processo di rinnovamento in tutta la Chiesa, si è cambiata l'impostazione della religiosità popolare e, perciò, della devozione dello Scapolare.

 

LO SCAPOLARE DEL CARMINE: SEGNO DI UNA VOCAZIONE

La decisione di consacrarsi a Maria deriva da una scelta della volontà, mossa dalla fede e dall'amore. è quindi un atto intimo, personale, che impegna la facoltà dell'anima. Può tuttavia manifestarsi esternamente per mezzo di un rito o di segni, che cadono sotto l'esperienza dei sensi e possono essere percepiti dagli altri. L'uso di espressioni sensibili è pienamente conforme alla natura dell'uomo, che solo attraverso i sensi comunica con il mondo esterno. Anche Gesù nei Sacramenti si serve di segni sensibili come veicoli di grazia. Lo Scapolare è, quindi, il segno sensibile, approvato dalla Chiesa, con il quale rendiamo manifesta la nostra consacrazione a Maria e i vincoli che ci legano a lei. Chi indossa lo Scapolare come affermò esattamente Pio X per mezzo di esso viene associato, in modo più o meno stretto, all'Ordine Carmelitano. Egli percio deve sentirsi impegnato a una speciale dedizione alla Vergine, al suo culto e alla sua imitazione: elementi essenziali di quella vocazione carmelitana di cui nella Chiesa lo Scapolare rende partecipi. Così lo hanno considerato i numerosi santi, che non hanno mai voluto separarsene e che lo hanno considerato vincolo di unione a una famiglia religiosa, di cui volevano vivere l'impegno di particolare dedizione alla Madonna, sicuri della sua speciale protezione materna durante la vita e nell'ora della morte. Per tutti coloro che lo indossano disse ancora Pio XII lo Scapolare diventi memoriale della Madonna, specchio di umiltà e di castità, breviario di modestia e di semplicità, eloquente espressione simbolica della preghiera d'invocazione dell'aiuto divino. E un altro pontefice, Paolo VI, afferma: Lo Scapolare del Carmine è una forma di pietà che per la sua semplicità è adeguata alla comprensione di tutti e si è largamente diffusa fra i cristiani con tanti frutti salutari. Su questo argomento, quando il popolo cristiano viene ammaestrato, bisogna sempre ricordare e insistere che, mentre si onora la Madre, il Figlio, per il quale tutto è stato fatto e nel quale piacque al Padre far abitare ogni pienezza, dev'essere maggiormente conosciuto, amato e glorificato, e si devono osservare i suoi comandamenti... Si deve inoltre ammonire che la devozione verso la Madre di Dio non consiste in uno sterile passeggero sentimentalismo, né in una certa qual vana credulità, ma deve procedere dalla fede vera, dalla quale siamo portati a riconoscere la preminenza della Madre di Dio, e siamo spinti al filiale amore verso la Madre nostra e all'imitazione delle sue virtù. è ormai risaputo, per averlo più volte rimarcato lui stesso, l'attaccamento, o meglio l'affezione, alla Vergine sotto il titolo del Carmelo che papa Giovanni Paolo Il nutre teneramente, verso la quale si dichiara Totus tuus, a cui fa quasi da eco il Carmelo con il suo Totus marianus est Carmelus. Una conferma della devozione alla Vergine del Carmelo era stata fornita personalmente dal papa nella sua visita pastorale alla parrocchia romana di San Martino ai Monti del 17 febbraio 1980. Prendendo lo Scapolare della priora dell'Ordine Secolare Carmelitano e portando le mani sul proprio petto esclamò: qui sotto lo porto anch'io da molto tempo! Un quotidiano laico di Roma di larga diffusione afferma che sul petto del Santo Padre, in occasione dell'intervento chirurgico al Policlinico Gemelli il 13 maggio 1981, in seguito all'attentato di piazza San Pietro, fu distintamente osservato lo Scapolare del Carmine.

Tentiamo, con l'aiuto di chi era presente di ricostruire le condizioni del Papa prima del lungo intervento. Mancano pochi minuti alle sei del pomeriggio. Quando il Pontefice entra in sala operatoria non ha già più la talare bianca. Indossa solo una maglietta e sulla pelle lo Scapolare, due ritagli di stoffa marrone sul petto e sulla schiena legati da una fettuccia, con l'immagine della Madonna del Carmelo... "18  Nuova conferma e ulteriori particolari li troviamo nell'ultimo libro, Dono e Mistero, nel 500 del mio Sacerdozio, scritto in occasione del suo Giubileo, dove il Papa si abbandona a confidenze che mostrano ulteriormente il filo mariano, forte e profondo, che lo lega a Maria e al Carmelo:

... a Wadowice (sua città natale), c'era sulla collina un convento di Carmelitani la cui fondazione risaliva ai tempi di San Raffaele Kalinowski (carmelitano polacco canonizzato dal Papa). Gli abitanti di Wadowice lo frequentavano in gran numero, e ciò non mancava di riflettersi in una diffusa devozione per lo Scapolare della Madonna del Carmelo. Anch'io lo ricevetti credo all'età di dieci anni e lo porto tuttora. Si andova dei Carmelitani anche per confissarsi. Fu così che, tanto nella chiesa parrocchiale quanto in quella del Carmelo, si formò la mia devozione mariana durante gli anni dell'infanzia e dell'adolescen

 

IL PERDONO DEL CARMINE 16 LUGLIO

EVENTO DI MISERICORDIA

Il Sommo Pontefice Leone XIII in data 16 maggio 1892 concesse all'Ordine Carmelitano, a beneficio di tutta la cristianità, l'insigne privilegio del perdono del Carmine, ossia l'indulgenza plenaria tante volte quante si visiterà nei debiti modi una chiesa dove è istituita la confraternita del Carmine per la festa della Madonna del Carmelo e si pregherà secondo l'intenzione dei Sommi Pontefici.

 

A perpetua memoria.

 

Perché si aceresca sempre più la devozione e la pietà dei fedeli verso la Beatissima Vergine del Carmelo, donde possono derivare per le loro anime frutti ubertosi e salutari accondiscendendo benignamente alla pia richiesta del diletto figlio Luigi Maria Galli supremo moderatore dell'Ordine della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo, abbiamo stabilito di arricchire le chiese carmelitane di uno speciale privilegio. Quindi, basandoci sulla onnipotente misericordia di Dio e sull'autorità dei suoi apostoli Pietro e Paolo, a tutti e singoli fedeli di ambo i sessi veramente pentiti e nutriti della santa Comunione, i quali visiteranno devotamente qualsiasi chiesa o pubblico oratorio tanto dei frati quanto delle monache, sia calzati che scalzi, di tutto l'ordine Carmelitano, in qualunque luogo esistano, il giorno 16 luglio di ogni anno, giorno nel quale si celebra la festa della Madonna del Monte Carmelo, dai primi vespri alla caduta del sole di tale giorno, ed ivi innalzeranno a Dio pie preci per la concordia dei principi cristiani, per l'estirpazione delle eresie, per la conversione dei peccatori e per l'esaltazione della santa madre Chiesa, concediamo misericordiosamente nel Signore che ogni volta faranno questo, altrettante volte acquistino l'indulgenza e la remissione plenaria di tutti i loro peccati, che si possa anche applicare per modo di suffragio alle anime dei fedeli cristiani, che sono passati da questa vita in grazia di Dio.

 

Papa Benedetto XV il 6 luglio 1920 estendeva la medesima indulgenza plenaria alle chiese od oratori del Terz'Ordine sia regolare (le congregazioni religiose aggregate o no all'Ordine) che secolare. Il Concilio Ecumenico Vaticano 11 (19621965) ha costituito un grandissimo avvenimento di rinnovamento e di aggiornamento per tutta la Chiesa e per tutti gli aspetti della sua vita (dottrinale, liturgico, spirituale, disciplinare, organizzativo, ecc...). Anche le norme per l'acquisto delle indulgenze ne sono state coinvolte. Il Santo Padre, papa Paolo VI, in attuazione dei Decreti Conciliari, il  10 gennaio 1965, promulgava la Costituzione Apostolica dal titolo Indulgentiarum Doctrina, per la quale tutte le indulgenze concesse in passato, venivano temporaneamente sospese fino a una nuova approvazione. Il 29 giugno 1968 usciva il nuovo Enchiridion delle Indulgenze il quale stabiliva una nuova normativa, più rispondente alle mutate condizioni socioculturali, per lucrare le indulgenze. Nel marzo precedente era stata comunicata all'Ordine la riconferma della concessione delle indulgenze. In base ad essa, il 16 luglio di ogni anno, dal mezzogiorno del 15 luglio alla mezzanotte del 16 luglio, oppure la domenica stabilita dal Vescovo, antecedente o seguente la festa, nelle chiese od oratori pubblici dell'Ordine si acquista una volta sola l'indulgenza plenaria del perdono del Carmine. Le norme per l'acquisito dell'indulgenza plenaria sono:

    

          n. 1. L'Indulgenza è la remissione davanti a Dio della pena temporale per i peccati, già rimessi quanto alla colpa, che il fedele, debitamente disposto e a determinate condizioni, acquista per intervento della Chiesa, la quale, come ministra della redenzione, autoritativamente dispensa e applica il tesoro delle soddisfazioni di Cristo e dei Santi.

          n. 3. Le indulgenze... possono sempre essere applicate ai defunti a modo di suffragio.

          n. 6. L'indulgenza plenaria può essere acquistata una sola volta al giorno.

          n. 7. Per acquistare l'indulgenza plenaria è necessario eseguire l'opera indulgenziata (nel nostro caso la visita di una chiesa o di un oratorio dell'Ordine, N.d.R.) e adempiere tre condizioni:

                    confessione sacramentale,

                    comunione eucaristica e

                    preghiera secondo le intenzioni del Sommo Ponifice.

Si richiede inoltre che sia escluso qualsiasi affetto al peccato anche veniale.

          n. 8. Le tre condizioni possono essere adempiute otto giorni prima od otto giorni dopo aver compiuto l'opera prescritta; tuttavia e conveniente che la comunione e la preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice siano fatte nello stesso giorno, in cui si compie l'opera.

          n. 10. Si adempie pienamente la condizione della preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice, recitando un Padre nostro e un Ave Maria; è lasciata tuttavia libertà ai singoli fedeli di recitare qualsiasi altra preghiera secondo la pietà e la devozione di ciascuno.

          n. 16. L'opera prescritta per lucrare l'indulgenza plenaria annessa a una chiesa o a un oratorio consiste nella devota visita di questi luoghi sacri, recitando in essi un Padre nostro e un Credo.

 

CONCLUSIONE

Prima di concludere questa esposizione sullo Scapolare della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo, lasciamo a J.Guitton, Accademico di Francia e amico di papa Paolo VI, il compito di sintetizzare in modo geniale lo spirito mariano del Carmelo:

L'Ordine del Carmelo ha nella sua tradizione l'idea di una donazione alla Vergine Maria, che considera la sovrana di tutti i mondi, Purgatorio compreso. Forse proprio questo è il senso recondito della consacrazione di Simone Stock. Mi si obietterà che anche la maggior parte degli Ordini religiosi si onora d'una speciale protezione della Vergine, o perlomeno di comprenderla in qualehe particolare maniera. Maria regna su ciascun Ordine al modo che la luce del sole batte sulle faccette d'un diamante, che ne ha tante e ciascuna può credersi baciata dal sole. Ma il Carmelo ha una preminenza d'antichità, esso solo potendo rifarsi all'economia antica: quasi come se il Carmelo fosse stato fondato, prima del Cristo, dalla Vergine antecedente, cioè dall'idea della Vergine in Dio. Nel Carmelo non c'è bisogno che il nome della Vergine venga pronunciato in modo esplicito, non c'è bisogno che questo o quel suo attributo venga ricordato e sottolineato con evidenza. Nel Carmelo è l'atmosfera stessa ad essere mariana, in forza della fondazione, dell'impregnazione, della consacrazione, dell'omaggio del silenzio. Per questo ogni vita carmelitana, anche quando non si propone in modo esplicito una qualche speciale imitazione di Maria, contiene in modo eminente lo spirito mariano.

   

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Il testo che qui riproduciamo è stato preparato dai Definitori Generali O.Carm. e OCD. Si tratta di una riflessione teologica più approfondita con un ampio rituale per la benedizione e l'imposizione dello Scapolare. Questo testo è stato approvato dalla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, il 5 gennaio 1996.

 

LO SCAPOLARE: UN IMPEGNO DI VITA

La devozione a Maria legata alla storia e ai valori spirituali dell'Ordine dei Frati della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo è espressa mediante lo Scapolare. Perciò chi lo riceve diventa membro della Famiglia Carmelitana e si impegna a vivere la sua spiritualità con le caratteristiche del proprio stato di vita.

 

PROFILO STORICO

UN PROGETTO MARIANO DI VITA EVANGELICA

L'Ordine dei Fratelli e delle Sorelle della Beata Vergine Maria è nato sul Monte Carmelo, in Terra santa, nel secolo XII. Un gruppo di eremiti, provenienti dall'Occidente, vi si stabilì per vivere la sequela di Cristo sulla sua terra. Dietro loro richiesta, il patriarca Alberto dette loro una norma di vita che richiedeva, tra l'altro, di costruire in mezzo alle celle un oratorio dove riunirsi per l'Eucaristia. Essi lo dedicarono a Maria, e intesero in tal modo legarsi a lei in maniera speciale, tanto da venir identificati, prima dal popolo e poi ufficialmente, come i Fratelli della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo. L'itinerario evangelico o impegno cristiano dei armelitani assume quindi una connotazione profonimente mariana. Maria infatti:

 

     *  magnifica il Signiore ed esulta nelle meraviglie del suo amore misericordioso (Lc 1,46);

     *  ascolta e contempla nel suo cuore tutte le cose di Gesù (Lc 2,19.51);

     * si identfica con il suo popolo, specialmente con i biognosi, con i poveri spiritualmente e materialmente, con gli emarginati (Lc 1,39 SS.; Gv 2,3);

     * è assidua nella preghiera, aperta al fuoco dello Spirito (At 1,14; 2,14) che è la forza di qualsiasi donazione apostolica.

 

NELLA FRATERNITA' DEL CARMELO

Sin dai tempi antichi ci furono dei fedeli laici che, attirati da questo ideale di vita e dalle sue caratteristiche, chiesero di poterlo condividere. La loro particolare situazione in famiglia, e nelle realtà temporali, non era un ostacolo alla partecipazione alla fraternità del Carmelo. Segno esteriore di ammissione a questa fraternità fu l'abito (o parte dell'abito) dell'Ordine. All'inizio si trattava specialmente del mantello, ma ben presto venne ad essere definitivamente rappresentato dallo Scapolare. Lo Scapolare del Carmine, o abitino (indicato anche con altri nomi secondo i diversi luoghi), è una delle devozioni più amate tra il popolo di Dio. La sua grande diffusione sembra doversi ricondurre alla tradizione di una visione della Madonna, documentata almeno alla fine del secolo XIV. In un periodo difficile, l'Ordine pregava per ottenere pieno riconoscimento e stabilità nella Chiesa. Maria, Patrona del Carmelo, avrebbe risposto con una visione al carmelitano inglese S. Simone Stock. Ella teneva in mano lo Scapolare e assicurava il santo Priore generale dicendo: Questo è il privilegio per te e per i tuoi chiunque muoia con questo Scapolare sara salvo. Più tardi si cominciò a credere piamente che la Vergine avrebbe liberato presto dal Purgatorio, il primo sabato dopo la morte, i Carmelitani e anche i confratelli che avessero osservato la castità secondo il loro stato, recitato le preghiere e portato l'abito del Carmelo. E il cosiddetto privilegio sabatino. I fedeli allora compresero subito che rivestire l'abito significava entrare nella fraternità dell'Ordine e di Maria. Rispondendo all'amore della Vergine, vivono sicuri della sua protezione nei pericoli della vita e nell'ora della morte, fiduciosi che anche dopo la morte interverrà per loro colei che con la sua materna carità si prende cura dei fratelli del Figlio suo... fino a che non siano condotti nella patria beata (LG n.62). Recentemente, grazie a una conoscenza più profonda della nostra tradizione, frutto della ricerca e del processo di rinnovamento in tutta la Chiesa, si è cambiata l'impostazione della religiosità popolare e, perciò, della devozione dello Scapolare (LG n.67; EN n.48). La storia e l'evoluzione della devozione a Maria attraverso lo Scapolare presenta oggi varie categorie di devoti che, tenendo presente il grado d'identificazione e di appartenenza alla Famiglia del Carmelo, possono riassumersi nei seguenti:

     a) le religiose e i religiosi

     b) l'Ordine Secolare (già chiamato Terz'Ordine);

     c) coloro che fanno parte della Confraternita dello Scapolare;

     d) tutte le persone che ricevono lo Scapolare e ne vivono la spiritualità in forme associative varie (es. MCS Movimento Carmelitano dello Scapolare);

     e) coloro che, ricevuto lo Scapolare, vivono tale devozione in forme non associate.

 

Tutti sono tenuti a impegnarsi a vivere la caratteristica mariana della spiritualità carmelitana nella sua totalità e con fervore, ma in forme corrispondenti alla natura del vincolo che li lega alla suddetta ft~miglia di Maria.

 

NATURA E CARATTERE

Lo Scapolare è essenzialmente un abito. Chi lo riceve è, in virtù dell'assunzione, associato in un grado più o meno intimo all'Ordine del Carmelo. Lo Scapolare o abitino, infatti, è l'abito in miniatura di questo Ordine, che per vivere nell'ossequio di Gesù Cristo (Regola, Prologo), ha scelto l'esperienza spirituale di familiarità con Maria, sorella, madre e modello. L'aggregazione alla Famiglia Carmelitana e la familiarità con Maria, assumono un carattere fondamentalmente comunitario ed ecclesiale, perché Maria aiuta tutti i suoi figli dovunque e comunque essi vivano a trovare in Cristo la via verso la casa del Padre (Redcmptoris Mater, n.47). Così lo Scapolare è il piccolo segno del grande ideale del Carmelo: l'intimità con Dio e l'amicizia tra i discepoli.

 

NELLA TRINITA CON CRISTO SIMBOLISMO BIBLICO

Già nell'Antico Testamento il vestito, e specialmente il manto, era simbolo dei benefici divini, della protezione dall'alto, della potenza trasmessa a un inviato di Dio. Il vestito speciale di Giuseppe fu simbolo di predilezione (Gcn 37,3); il mantello di Gionata regalato a Davide un simbolo di amicizia (1San 18,4). Nel profeta Isaia leggiamo: Io gioisco pienamente nel Signore, la mia anima esulta nel mio Dio, perché mi ha rivestito delle vesti di salvezza, mi ha avvolto con il manto della giustizia (Is 61,10). Quando il profeta Elia fu rapito dalla terra, il suo mantello cadde sul suo discepolo Eliseo, trasmettendogli lo spirito del maestro (2Rc 2,14 ss.). Nel Nuovo Testamento persino le frange del mantello di Gesù, toccate con fede, comunicano la sua potenza benefica (Mc 5,25 ss.). San Paolo più di una volta rappresenta la vita in Cristo come un rivestirsi di Cristo (Rm 13,14; Gai 3,27). Indossare gli stessi sentimenti di Gesù, cioè la vita di grazia filiale del cristiano, viene descritta con l'immagine delle vesti. L'abito religioso, del quale lo Scapolare è parte e simbolo, significa questa sequela di Gesù in modo particolare. Maria, la benedetta fra le donne, è il capolavoro della Santissima Trinità che se l'associò portando al massimo della realizzazione in lei il femminile, come icona della sua tenerezza e della sua volontà salviflca. Maria è la Madonna nella quale tutto è relativo a Cristo e tutto da lui dipende; in vista di lui Dio Padre, da tutta l'eternità, la scelie come madre tutta santa e la ornò di doni dello Spirito, a nessun altro concessi (MC 25). La Madonna è per tutta la Chiesa esemplare di quella lode della gloria della Santissima Trinità che tutti siamo chiamati ad essere. Lo Scapolare è simbolo e riconoscimento filiale e grato della missione che la Santissima Trinità ha voluto affidare a Maria nella storia della salvezza, mistero di misericordia (Tm 3,16). Sulle labbra di Maria sono state poste queste parole davvero significative: Ti porto uno Scapolare come pegno della mia benedizione e del mio amore e, al tempo stesso, come un segno del mistero che si compirà in te. Vengo per finire di rivestirti di Gesù Cristo (Gal 3,27) affinché tu sia radicata in lui (Col 2,7) via regale nella profondità dell'abisso, con il Padre e lo Spirito d'amore.

 

CAMMINOPELLEGRINAGGIO ECCLESIALE

Attraverso lo spazio e il tempo, e ancor più attraverso la storia degli esseri umani, Maria è presente come colei che ha creduto (Lc 1,45), come colei che avanza nella pellegrinazione della fede, partecipando come nessun'altra creatura al mistero di Cristo (LG n.65; RM n.25). La Chiesa nel suo pellegrinaggio di fede trova il suo migliore esemplare nella Madonna. L'esemplarità della Beata Vergine induce i fedeli a conformarsi alla Madre per meglio conformarsi al Figlio. Ma li induce pure a celebrare i misteri di Cristo con gli stessi sentimenti e atteggiamenti con cui la Vergine fu accanto al Figlio nella nascita e nell'epifania, nella morte e nella risurrezione. Li incita cioè a custodire premurosamente la parola di Dio e a meditarla amorosamente; a lodare Dio con esultanza e a rendergli grazie con gioia, a servire fedelmente Dio e i fratelli e a offrire generosamente per loro anche la vita; a pregare il Signore con perseveranza e implorarlo con fiducia; ad essere misericordiosi e umili; a osservare la legge del Signore e a fare la sua volontà; ad amare Dio in tutto e soprattutto; a vegliare in attesa del Signore che viene. Il Carmelo ha seguito questa scia, proponendo ai suoi membri di diventare come Maria per poter essere stabiliti nell'intimità divina seguendo il suo esempio. I tre gradi di questa ascesa del Monte Carmelo sono: imitazione, unione, somiglianza con Maria.

 

IMPEGNO DI VITA

L'ossequio di Cristo e di Maria, come è inteso e vissuto secondo il carisma dell'Ordine, diventa nella Famiglia del Carmelo la realtà a cui i fedeli tendono. Possono contare sull'aiuto e sul sostegno di tutti i fratelli e le sorelle nella comunione dello stesso ideale. I membri della Famiglia carmelitana vivono in diversi modi il loro impegno: nel deserto, nella vita fraterna, nell'apostolato, sulle strade del mondo, operando per il regno di Cristo con Maria. Le forme istituzionali, riconosciute ed erette dall'ordine, contribuiscono a mettere in rilievo il carattere comunitario della famiglia di coloro che, sollecitati dallo Spirito, intendono orientare tutta l'esistenza nel mondo, in unione con Maria, a gloria di Dio. Così il far parte della fraternità dell'Ordine dei Fratelli della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo e l'assumere come segno di appartenenza lo Scapolare, diventano per i fedeli strumento di vita cristiana con caratteristiche particolari:

 

          * Vivere da fratelli o sorelle di Maria in comunione con il Carmelo, approfondendone lo spirito, vivendone gli ideali e la storia, pregando e collaborando con esso, perché nella fedeltà al proprio carisma e alla propria vocazione, rifletta nel mondo Maria che dona a tutti Gesu.

          * Dare a Maria sempre più spazio nella propria esistenza, cercando di vivere nel proprio ambiente la fedeltà a Cristo con lo spirito di Maria: nella fede che si fa sguardo e preghiera, accoglienza e dialogo con Dio; nella speranza che si fa disponibilità a Dio nella carità che si abbandona alla volontà del Signore per essere vero dono ai fratelli, specialmente ai più piccoli e umili.

         *  Imitare la Vergine orante  che custodiva la parola di Dio nel suo cuore (Lc 2,51), dedicando qualche tempo all'incontro con Dio nella preghiera, meditando i misteri della salvezza, partecipando con fede al culto della Chiesa, specialmente all'Eucaristia, recitando ogni giorno qualche Ora Liturgica o alcuni salmi o il santo Rosario. Fare in modo che, nell'attenzione alla presenza del Dio vivo, ogni aspetto della vita diventi orazione e l'orazione vita, nel realismo degli impegni e del lavoro.

         *  Comunicare al mistero pasquale di Cristo anche per mezzo dell'abnegazione volontaria, vissuta nello spirito del Carmelo guardando a Maria, dall'anima trapassata da una spada (Lc 2,55), che serbò fedelmente la sua unione con il suo Unigenito e associandosi con animo materno al sacrficio di lui (LG n.58).

          * Far trasparire l'amore di Dio. La Vergine purissima lascia trasparire, senza alcuna resistenza e opacità, in tutto il suo essere l'amore di Dio che la investe personalmente e la apre a tutta l'umanità. Così, Ella affascina e attrae i devoti, che custodiscono cuore e sensi, anima e corpo, aperti all'amore di Dio, ricercato e atteso in tutto e al di sopra di tutto. I fedeli si rendono disponibili a ricevere tutta la santità che Dio stesso immette nelle relazioni umane e nell'amore del prossimo, valorizzando il corpo come 'luogo" di Dio (1Cor 5,1617), e linguaggio di amore e comunicazione.

          * Impegnarsi nelle opere dell'evangelizzazione. Chi porta lo Scapolare si identifica con la missione del Carmelo: essere nel mondo segno profetico dell'unione con Dio, lavorare per la venuta del regno di Dio, con segni visibili di comunione, riconciliazione, giustizia, cura dei malati, ascolto del grido del povero.

          * Favorire nella misura del possibile la comunione fraterna fra i membri della fraternità mediante convegni e riunioni che alimentino e confermino tutte queste finalità proprie.

Lo Scapolare è segno dell'amore di Maria, icona della bontà e della misericordia della Santissima Trinità. L'impegno di vita è risposta a quell'amore, ed è frutto delle ricchezze ed energie spirituali riversate nel cuore dei devoti.

 

NORME PRATICHE PER LE CONFRATERNITE DELLO SCAPOLARE

La Confraternita dello Scapolare del Carmine è un'associazione di fedeli che, tendendo alla perfezione della carità nel mondo secondo lo l'Ordine Carmelitano, partecipa alla sua vita e alle grazie spirituali in un'intima comunione di pensieri, ideali e opere con Maria. Per l'erezione di una Confraternita è competente il Moderatore supremo dell'Ordine; il consenso dato dal Vescovo diocesano per rerezione della casa religiosa vale anche per l'erezione della Confraternita. Invece per l'erezione in altre chiese e luoghi è necessario il consenso scritto del Vescovo diocesano. Può ammettere alla Confraternita dello Scapolare del Carmine una persona autorizzata ad agire nel nome dell'Ordine. L'ammissione alla Confraternita avviene secondo il rito proprio approvato dalla Santa Sede, mediante l'imposizione dello Scapolare. Questo è composto da due pezzi di stoffa colore marrone o bruno, uniti assieme da due fettucce o cordoncini. Dell'ammissione deve far fede l'iscrizione del nome del fedele, e la data, nell'apposito libro. Può venire anche rilasciata un'attestazione con l'indicazione della Confraternita o della chiesa alla quale far riferimento. Ricevuto lo Scapolare, il fedele può liberamente sostituirlo con una medaglia, recante da una parte il Sacro Cuore di Gesù e dall'altra la Madonna. Sia la medaglia che lo Scapolare possono essere cambiati senza che intervenga una nuova benedizione. I membri della Confraternita porteranno sempre e devotamente lo Scapolare o la medaglia, come segno sensibile della loro appartenenza a Maria nella fraternità del Carmelo. I membri sono tenuti a dedicare abitualmente del tempo all'incontro con Dio nell'orazione, alla frequente partecipazione all'Eucaristia, alla recita quotidiana di qualche Ora della Liturgia, o di alcuni Salmi, o del Rosario, o di preghiere analoghe. Per quanto è possibile avranno degli incontri periodici nei quali alimenteranno il senso della fraternità, la conoscenza dello spirito del Carmelo, l'attenzione ai fratelli e alle sorelle in particolari necessità, realizzando tutto in intima comunione con Maria. Possono  acquistare  l'indulgenza  plenaria,  alle solite condizioni, nel giorno dell'ingresso nella Confraternita e nelle seguenti ricorrenze: Festa della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo (16 luglio), di S. Simone Stock (16 maggio), di S. Teresa di Gesù Bambino (1 ottobre), di S.Teresa di Gesù (15 ottobre), di tutti i Santi del Carmelo (14 novembre) e di S. Giovanni della Croce (14 dicembre). La celebrazione di massima solennità della Confraternita è la Commemorazione della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo (16 luglio). I membri la celebreranno con intimi sentimenti di amore e di gratitudine verso Maria, rinnovando in tale giorno l'impegno del devoto servizio a lei, la fedeltà a Cristo e alla Chiesa, e affidando al cuore materno della Vergine l'intera Famiglia del Carmelo.

   

RITO SOLENNE PER LA BENEDIZIONE E IMPOSIZIONE DELLO SCAPOLARE DELLA BEATA VERGINE MARIA DEL MONTE CARMELO PREMESSE

La benedizione e l'imposizione dello Scapolare della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo si farà preferibilmente durante una celebrazione comunitaria. L'imposizione dello Scapolare comporta l'aggregazione alla Famiglia Carmelitana. Hanno la facoltà di benedire e imporre lo Scapolare i sacerdoti e i diaconi; possono inoltre imporlo anche altre persone autorizzate. Per la benedizione e l'imposizione dev'essere usato lo Scapolare del Carmine nella sua forma tradizionale. Può venir poi sostituito con l'apposita medaglia. La benedizione e l'imposizione dello Scapolare avviene secondo i riti e le preghiere che seguono. La forma comune comprende i riti iniziali, la lettura della Parola di Dio e le intercessioni, la preghiera di benedizione e l'imposizione dello Scapolare, i riti finali. Con tutto questo si esprime in maniera compiuta il senso dello Scapolare nella vita dei fedeli che lo ricevono. è necessario che in ambedue le formule sia ben espresso il senso spirituale delle grazie unite allo Scapolare della Madonna del Carmine, nonché gli impegni che si assumono con questo segno di devozione alla Vergine santa.

 

RITI INIZIALI

Riuniti i fedeli davanti all'altare maggiore o davanti all'immagine della Madonna, il celebrante accoglie i fedeli presenti. Canto iniziale o momento di raccoglimento.

 

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

Amen.

Il Signore sia con voi.

E con il tuo spirito.

Oppure:

La grazia del Signore nostro Gesù Cristo nato da Maria Vergine, l'amore di Dio Padre e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi.

E con il tuo spirito.

 

Il celebrante dispone i presenti a parteclpare al rito della benedizione e all'imposizione dello Scapolare con le seguenti parole, o altre simili che indichino la natura di questa celebrazione:

 

CELEBRANTE Durante la vita terrena di Gesù, chi toccava anche solo i lembi del suo mantello veniva guarito. Noi lodiamo il Signore perché nella sua Chiesa continua a usare i mezzi più umili per mostrarci la sua immensa misericordia. Anche noi possiamo servircene per glorificare il Signore, esprimere il nostro desiderio di servirlo e rinnovare il nostro impegno di fedeltà, assunto con la consacrazione battesimale, per tutta la nostra vita. Questo Scapolare del Carmine è un segno dell'amore materno della Vergine Maria, che ricorda l'iniziativa di lei in favore dei membri della Famiglia Carmelitana, particolarmente nei momenti di maggior bisogno. è un amore che sollecita una risposta all'amore. Questo Scapolare è segno della comunione con l'Ordine dei Fratelli della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo dedicato al servizio della Madonna per il bene di tutta la Chiesa. Con esso voi esprimete il desiderio di partecipare allo spirito e alla vita dell'Ordine. Lo Scapolare è uno specchio dell'umiltà e della castità di Maria: per la sua semplicità ci invita a vivere con modestia e purezza. Portandolo giorno e notte, esso diventa segno della nostra continua preghiera e di particolare dedizione all'amore e al servizio della Vergine Maria. Indossando lo Scapolare rinnovate il vostro impegno battesimale di rivestirvi di nostro Signore Gesù Cristo. In Maria sarà custodita la vostra speranza di salvezza, pèrché in lei il Dio della Vita ha posto la sua dimora.

 

LETTURA DELLA PAROLA DI DIO

Uno dei presenti o lo stesso celebrante, proclama un testo della Sacra Scrittura. Quelli indicati di seguito hanno un rfierimento speciale al mistero della salvezza o alla devozione alla Vergine santa. Si può scegliere tra uno dei brani seguenti:

 

Dall'Antico Testamento

Genesi 3,2024 Fece loro due tuniche.

Genesi 7,18 Rebecca prese i vestiti migliori.

Genesi 37,13 Gli fece un vestito molto bello.

Genesi 37,1224 Il bel vestito che portava.

iSamuele 18,17 Lo vesti di abiti di lino.

2Re 2,113 Il mantello di Elia cade su Eliseo.

Proverbi 8,1721 Io amo quelli che mi amano.

Isala 61,1011 Rivestito di un manto di giustizia.

Baruc 5,15 Rivestitevi della bellezza di Dio.

Ezechiele 6, 814 La tua bellezza era perfetta.

 

Dal Nuovo Testamento

Luca 2,48 Maria avvolse in fasce il suo primogenito.

Marco 5,2534 La donna toccò la veste di Gesù e guari.

Luca 15, 1132 La veste nuziale.

Matteo 22,114 La veste nuziale.

Giovanni 19,1624 Si divisero le sue vesti.

Romani 12,12 è questo il vostro culto spirituale.

2Corinti 4,135,10 Non siamo spogliati, ma sopravvestiti.

Galati 4,47 Dio ha mandato suo Figlio nato da donna.

Efesini 4,17,2024 Rivestitevi dell'uomo nuovo.

Efesini 6, 1017 Prendete forza dal Signore.

 

BREVE ESORTAZIONE

Terminata la lettura, il celebrante rivolge alcune parole ai presenti per illustrare il senso della celebrazione, le grazie e gli impegni che derivano dallo Scapolare, alla luce della Parola di Dio. Segue un momento di silenzio.

 

INTERCESSIONI

Segue la preghiera comune o universale. Qui vengono proposte alcune intenzioni. Si può scegliere tra le più convenienti o aggiungerne altre maggiormente adatte alle circostanze.

 

CELEBRANTE Care sorelle, cari fratelli, noi godiamo del patrocinio della Vergine Maria, Madre di Dio. Nel suo seno il Verbo di Dio ha rivestito la nostra mortalità prendendo la nostra carne. Preghiamo il Padre perché possiamo rispecchiare nella nostra vita Gesù nostro fratello per la potenza dello Spirito Santo e diciamo: Donaci, Signore, di rivestirci di Gesù Cristo.

LETTORE Padre santo, che hai rivestito il tuo Figlio della nostra carne umana per renderci partecipi della tua vita divina, per intercessione della Vergine Maria, sua perfetta discepola, fa' che siamo rivestiti della sua divinità.

Donaci, Signore, di rivestirci di Gesù Cristo.

LETTORE Padre Santo, che hai voluto che tuo Figlio fosse simile a noi, eccetto nel peccato, perché seguendo le sue orme fossimo in tutto conformi alla sua immagine, per intercessione della Vergine Maria fa' che imitiamo Cristo e ti siamo graditi in tutte le nostre opere.

Donaci, Signore, di rivestirci di Gesù Cristo.

LETTORE Padre Santo, che ci chiami al banchetto della grazia, rivestiti con l'abito nuziale, per rivelarci il tuo amore, per intercessione della Vergine Maria, rivestici della sua carità operosa e del suo amoroso servizio.

Donaci, Signore, di rivestirci di Gesù Cristo.

LETTORE Padre Santo, che hai rivestito di sole Maria, e in lei hai schiacciato la testa al serpente, per intercessione della Vergine fa' che siamo capaci di superare le insidie del maligno nella nostra vita e nel mondo in cui viviamo.

Donaci, Signore, di rivestirci di Gesù Cristo.

LETTORE Padre Santo, che hai scelto Maria come figlia della Nuova Alleanza, per intercessione di Maria, Vergine del Cuore Nuovo, purifica i nostri cuori, e fortifica la nostra fede.

Donaci, Signore, di rivestirci di Gesù Cristo.

LETTORE Padre Santo, che hai guardato l'umiltà della tua Serva, e nella sua bocca hai proclamato la potenza del tuo braccio, per intercessione di Maria fa' che siamo profeti del tuo Regno, che proclamano la tua misericordia per ogni generazione. Donaci, Signore, di rivestirci di Gesù Cristo.

LETTORE Padre Santo, hai dato al tuo Figlio una madre che lo avvolse nelle fasce; per intercessione della Vergine Madre fa' che amiamo i poveri e gli emarginati, e siamo uniti con loro per costruire un mondo più giusto e fraterno.

Donaci, Signore, di rivestirci di Gesù Cristo.

LETTORE Padre Santo, che ci hai avvolti con il manto della giustizia e della santità, per intercessione della Vergine Maria, santificaci in Cristo e rendici cooperatori generosi nell'opera di salvezza di questo mondo.

Donaci, Signore, di rivestirci di Gesù Cristo.

LETTORE Padre Santo, che ci hai benedetti con ogni benedizione spirituale in Cristo, per intercessione della Vergine Maria fa' che passiamo facilmente dalla morte alla vita.

Donaci, Signore, di rivestirci di Gesù Cristo.

 

PREGHIERA DI BENEDIZIONE

Il celebrante con le braccia allargate, pronuncia questa preghiera di benedizione:

 

CELEBRANTE O Dio, autore e perfezionatore della santità, che chiami alla pienezza della vita cristiana e alla perfezione della carità coloro che hai fatto nascere dall'acqua e dallo Spirito Santo, guarda con benevolenza coloro che stanno per ricevere devotamente lo Scapolare del Carmine, che porteranno diligentemente come segno della loro offerta alla Vergine Maria del Monte Carmelo. Fa' che, lasciandosi amare dalla Vergine tenerissima, siano conformi all'immagine del tuo Figlio Gesù Cristo, e dopo aver percorso felicemente il cammino della vita, possano entrare nella gioia della tua casa. Per Cristo nostro Signore.

Amen.

Segue l'aspersione con l'acqua benedetta dello Scapolare

 

IMPOSIZIONE DELLO SCAPOLARE

Il celebrante impone quindi lo Scapolare a ciascun fedele che lo ha richiesto e dice:

 

CELEBRANTE Ricevi questo Scapolare, con il quale entri nella Famiglia della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo. Fiducioso dell'amore preveniente di così grande Madre, dedicati alla sua imitazione e alla sua intimità. Ricevi questo simbolo come ricordo della presenza di Maria nell'impegno quotidiano di rivestirti interiormente di Gesù Cristo, di manifestarlo vivente in te per il bene della Chiesa e di tutta l'umanità e a gloria della Santissima Trinità.

Amen.

 

Se necessario, il celebrante può dire una volta per tutti, a voce alta, la formula dell'imposizione dello Scapolare. Tutti rispondono insieme Amen e si accostano al celebrante per ricevere lo Scapolare. Terminata l'imposizione, il celebrante rivolge a tutti queste parole:

 

CELEBRANTE Ricevendo questo Scapolare siete stati accolti nella Famiglia del Carmelo, consacrata in special modo all'imitazione e al servizio della Vergine Madre di Dio, perché possiate vivere per Cristo e la sua Chiesa con il medesimo spirito contemplativo e apostolico dell'Ordine del Carmelo. E perché possiate conseguire perfettamente questo ideale, con le facoltà che mi sono concesse, io vi ammetto alla partecipazione di tutti i beni spirituali dell'Ordine del Carmelo.

 

RITI DI CONCLUSIONE

Dopo aver spiegato brevemente e con chiarezza gli impegui e gli obbbghi che comporta l'ammissione alla Famiglia del Carmelo in forma istituzionale il celebrante conclude il rito con la benedizione. il celebrante stende le mani sui presenti:

 

Il Signore sia con voi.

E con il tuo spirito.

Il Padre vi inondi del suo amore misericordioso donatoci in Cristo Gesù Figlio della Vergine Maria.

Amen.

Gesù Cristo vi faccia partecipi dell'amore del Padre nel calore materno della Vergine del Carmelo sì che diventiate operatori di ogni bene.

Amen.

Lo Spirito che vi ha ispirato di porvi sotto il manto di Maria, vi faccia apostoli nel cammino della pace e della giustizia.

Amen.

E la benedizione di Dio onnipotente Padre e Figlio e Spirito Santo discenda su di voi e con voi rimanga sempre.

Amen.

Oppure:

Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna.

Amen.

 

La celebrazione può terminare con un canto mariano adatto come ad esempio, Flos Carmeli, Salve regina, Sub tuum prmaidium.

 

 

 

RITO BREVE PER LA BENEDIZIONE E IMPOSIZIONE DELLO SCAPOLARE DELLA BEATA VERGINE MARIA DEL MONTE CARMELO

 

RITI INIZIALI

Riuniti i fedeli davanti all'altare maggiore o davanti all'immagine della Madonna, il celebrante accoglie i fedeli presenti:

 

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

Amen.

Il Signore sia con voi.

E con il tuo spirito.

Oppure:

La grazia del Signore nostro Gesù Cristo, nato da Maria Vergine, l'amore di Dio Padre e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi.

E con il tuo spirito.

 

LETTURA DELLA PAROLA DI DIO

Uno dai presenti o lo stesso celebrante, proclama un testo dalla Sacra Scrittura.

 

INTERCESSIONI

 

CELEBRANTE Care sorelle, cari fratelli, noi godiamo del patrocinio della Vergine Maria, Madre di Dio; nel suo seno il Verbo di Dio ha rivestito la nostra mortalità prendendo la nostra carne. Preghiamo Dio nostro Padre per intercessione della Vergine Maria:

Ti preghiamo, ascoltaci.

LETTORE Perché coloro che indossano lo Scapolare siano rivestiti di Cristo con la grazia dello Spirito Santo,

Ti preghiamo, ascoltaci.

LETTORE Perché coloro che indossano lo Scapolare vivano il loro impegno battesimale di rivestirsi di Cristo,

Ti preghiamo, ascoltaci. 

LETTORE Perché coloro che indossano lo Scapolare siano fortificati nella fede, nella speranza e nella carità,

Ti preghiamo, ascoltaci.

LETTORE Perché coloro che indossano lo Scapolare siano membra vive della Famiglia del Carmelo con le loro preghiere, i sacrifici e le buone opere,

Ti preghiamo, ascoltaci.

LETTORE Perché coloro che indossano lo Scapolare siano una continuazione dell'amore che Gesù portò a sua Madre,

Ti preghiamo, ascoltaci.

LETTORE Perché coloro che indossano lo Scapolare si rivestano delle virtù della Vergine purissima, sappiano ascoltare la Parola di Dio e viverla ogni giorno,

Ti preghiamo, ascoltaci.

LETTORE Perché coloro che indossano lo Scapolare, per intercessione di Maria, siano illuminati nella contemplazione, gioiosi nella fraternità e zelanti nel servizio agli altri,

Ti preghiamo, ascoltaci.

LETTORE Perché coloro che indossano lo Scapolare vivano in modo da essere pronti a entrare nell'assemblea dei santi, con Maria santissima, rivestiti della veste nuziale,

Ti preghiamo, ascoltaci.

 

PREGHIERA DI BENEDIZIONE

Il celebrante, con le braccia allargate, pronuncia questa preghiera di benedizione:

 

CELEBRANTE Padre Santo, che prediligi e aumenti la carità, hai voluto che il tuo Unigenito Figlio Gesù Cristo prendesse la nostra carne umana nel seno della Vergine Maria per opera dello Spirito Santo; concedi a questo tuo figlio (questa tua figlia) che sta per indossare con devozione lo Scapolare della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo la grazia di rivestirsi del Signore Gesù in tutte le circostanze di questa vita e raggiungere così la gloria eterna. Per Cristo nostro Signore.

Amen.

Segue l'aspersione dello Scapolare con l'acqua benedetta.

 

IMPOSIZIONE DELLO SCAPOLARE

Il celebrante impone quindi lo Scapolare a ciascun fedele che lo ha rishiesto e dice:

 

CELEBRANTE Ricevi questo Scapolare col quale entri a far parte della Famiglia della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo; portalo  come  segno  della  protezione materna della Vergine e del tuo impegno nell'imitarla e nel servirla. Ti aiuti la Madre di Dio a rivestirti di Cristo. Egli viva in te per rendere gloria alla Trinità e cooperare nella Chiesa al bene dei fratelli.

Amen.

 

Terminata l'imposizione, il celebrante piega brevemente e con chiarezza gli impegui e gli obblighi che comporta l'ammissione alla Famiglia ha del Carmelo in forma istituzionale: indi rivolge a tutti queste parole:

 

CELEBRANTE E perché tu possa conseguire perfettamente questo ideale, per la facoltà che mi è stata concessa, io ti ammetto alla partecipazione di tutti i beni spirituali dell'Ordine del Carmelo.

 

RITI DI CONCLUSIONE

Il rito si conclude con la benedizione.

 

Il Signore sia con voi.

E con il tuo spirito.

Il Padre vi inondi del suo amore misericordioso donatoci in Cristo Gesù Figlio della Vergine Maria.

Amen.

     

 

IN PREGHIERA CON LA BEATA VERGINE MARIA DEL MONTE CARMELO.

 

 

ELEVAZIONI E PREGHIERE MARIANE DEL CARMELO

 

ANGELUS

 

Angelus Domini nuntiavit Mariae.

Et concepit de Spiritu Sancto.

Ave Maria, gratia plena; Dominus tecum,, benedicta tu in mulieribus, et benedictus fructus ventris tui, Jesus.

Sancta Maria, Mater Dei, ora pro nobis peccatoribus, nunc et in hora mortis nostrae. Amen.

Ecce ancilla Domini.

Fiat mihi secundum verbum tuum.

Ave Maria...

Et Verbum caro factum est.

Ft habitavit in nobis.

 Ave Maria...

Ora pro nobis, sancta Dei Genetrix.

Ut digni efficiamur promissionibus Christi.

 

OREMUS

 

Gratiam tuam, quaesumus, Domine, mentibus nostris infunde; ut qui, Angelo nuntiante, Christi Filii tui incarnationem cognovimus, per passionem ejus et crucem, ad resurrectionis gloriam perducamur.

Per eundem Christum Dominum nostrum.

 Amen.

Gloria Patri et Filio et Spiritui Sancto, Sicut erat in principio et nunc et semper et in sacula saeculorum.  Amen. (s v.)

 

L'ANGELO DEL SIGNORE

 

La Chiesa ci invita mattino, mezzogiorno e sera a recitare l'Angelus, cioè a fare memoria di una "presenza" che i cominciata per opera dello Sirito Santo e che darerà sempre.

 

L'angelo del Signore portò l'annuncio a Maria.

Ed ella concepì per opera dello Spirito Santo.

Ave, o Maria...

Ecco l'ancella del Signore.

Si faccia di me secondo la tua parola.

Ave, o Maria...

E il Verbo si fece carne.

E abitò fra noi.

Ave, o Maria...

Prega per noi, Santa Madre di Dio.

E saremo degni delle promesse di Cristo.

 

PREGHIAMO Infondi nel nostro spirito la tua grazia, Padre; tu, che all'annuncio dell'Angelo ci hai rivelato l'incarnazione di Cristo tuo Figlio, per la sua passione e la sua croce guidaci alla gloria della risurrezione. Per Cristo Nostro Signore.

Amen.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, e ora e sempre, nei secoli dei secoli. Amen. (s v.)

 

REGINA CAELI

da Pasqua a Pentecoste

 

Regina caeli, laetare, alleluia;

quia quem meruisti portare, alleluia, resurrexit sicut dixit, alleluia: ora pro nobis Deum, alleluia.

Gaude et laetare, Virgo Maria, alleluia.

Quia surrexit Dominus vere, alleluia.

 

OREMUS

 

Deus, qui per resurrectionem Filii tui Domini nostri Jesu Christi mundum laetificare dignatus es, praesta, quaesumus, ut per ejus Genitricem flrgìnem Mariam, perpetuae capiamus gaudia vitae.

Per eundem Christum Dominum nostrum.

Amen.

 

REGINA DEL CIELO

 

Regina del cielo, rallegrati, alleluia;

Cristo, che hai portato nel grembo, alleluia, è risorto, come aveva promesso, alleluia: prega per noi il Signore, alleluia.

Godi ed esulta, o Vergine Maria, alleluia.

Poiché il Signore è veramente risorto, alleluia.

 

PREGHIAMO O Dio, che nella gloriosa risurrezione del tuo Figlio hai ridonato la gioia al mondo intero, per intercessione della Vergine Maria concedi a noi di godere la gioia senza fine della vita eterna. Per Cristo Nostro Signore. Amen.

 

 

IL SANTO ROSARIO

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Io credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio, Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen.

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli.

Gesù mio, perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell'inferno, porta in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della tua misericordia.

Salve Regina, madre di misericordia, vita, dolcezza e speranza nostra, salve. A te ricorriamo, esuli figli di Eva; a te sospiriamo gementi e piangenti in questa valle di lacrime. Orsù dunque, avvocata nostra, rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi. E mostraci, dopo questo esilio, Gesù, il frutto benedetto del tuo seno. O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria

 

MISTERI GAUDIOSI

   Primo Mistero: L'annunciazione "L'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea chiamata Nazareth, a una Vergine (di nome Maria). L'angelo, entrato da lei, disse: "Ti saluto, piena di grazia; il Signore è con te... Darai alla luce un figlio, cui porrai nome Gesù" (Lc 1,2628.31). Padre nostro, Ave Maria (10 volte), Gloria, Gesù mio.

   Secondo Mistero: La visita a Elisabetta "Maria si pose in viaggio, e andò in fretta in una regione montuosa, in una città della Giudea. Entrata in casa di Zaccaria, salutò Elisabetta, che appena udì il saluto di Maria fu ripiena di Spirito Santo" (Lc 1,3940). Padre nostro, Ave Maria (10 volte), Gloria, Gesù mio.   

Terzo Mistero: La nascita di Gesù "Giuseppe e Maria salirono da Nazareth a Betlemme e, mentre erano là, Maria diede alla luce il figlio suo primogenito; lo avvolse in fasce e lo adagiò in una mangiatoia" (Lc 2,67). Padre nostro, Ave Maria (10 volte), Gloria, Gesù mio.

   Quarto Mistero: La presentazione di Gesù al Tempio "Portarono Gesù a Gerusalemme per presentarlo al Signore, secondo ciò che è scritto nella Legge del Signore: "Ogni maschio primogenito sarà consacrato al Signore" (Lc 2,2223). Padre nostro, Ave Maria (10 volte), Gloria, Gesù mio.

   Quinto Mistero: Gesù ragazzo ritrovato nel Tempio. "Il fanciullo Gesù rimase in Gerusalemme, senza che i suoi genitori se ne accorgessero. E avvenne che lo trovarono tre giorni dopo, nel Tempio, seduto in mezzo ai dottori della Legge e intento ad ascoltarli e a interrogarli" (Lc 2,4346). Padre nostro, Ave Maria (10 volte), Gloria, Gesù mio. Salve Regina.

 

MISTERI DOLOROSI

   Primo mistero: L'agonia del Getsemani "Gesù andò con i suoi discepoli in un luogo chiamato Getsemani e cominciò a provare tristezza e angoscia" (Mt 26, 3637). "Ed entrato in agonia, pregava più intensamente e il suo sudore divenne come gocce di sangue che scorrevano fino a terra" (Lc 22,4344).  Padre nostro, Ave Maria (10 volte), Gloria, Gesù mio.

   Secondo Mistero: La flagellazione "Quelli ancor più gridavano: Crocifiggilo! Allora Pilato, volendo tare il popolo, liberò Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso" (Mt 15,1315). Padre nostro, Ave Maria (10 volte), Gloria, Gesù mio.

   Terzo Mistero: L'incoronazione di spine "I soldati lo condussero nell'atrio del Pretorio. Lo rivestirono di porpora e, intrecciata una corona di spine, gliela conficcarono sul capo. Si misero poi a salutarlo: Salve, o Re dei Giudei!" (Mc 15,1618). Padre nostro, Ave Maria (10 volte), Gloria, Gesù mio.

   Quarto Mistero: La "Via Crucis" "Presero dunque Gesù e lo condussero via. Ed egli, portando la croce, uscì verso il luogo chiamato Calvario, in ebraico Golgota, dove lo crocifissero" (Gv 19, 1617). Padre nostro, Ave Maria (10 volte), Gloria, Gesù mio.

   Quinto Mistero: Crocifissione e morte di Gesù "Quando fu mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra, fino alle quindici" (Mc 15,33). "Gesù gridando a gran voce disse: Padre, nelle tue mani affido il mio spirito. Detto questo, spirò" (Lc 23,46).  Padre nostro, Ave Maria (10 volte), Gloria, Gesù mio. Salve Regina.  

 

MISTERI GLORIOSI

    Primo Mistero: Gesù è risorto "L'angelo disse alle donne: Non temete! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. è risorto: non è qui. Ecco il luogo dove l'avevano deposto" (Mc 16,6). Padre nostro, Ave Maria (10 volte), Gloria, Gesù mio.

   Secondo Mistero: L'Ascensione di Gesù "Il Signore Gesù, dopo aver loro parlato" (Mc 16, 19), "alzate le mani al cielo, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e si sollevò su nel cielo" (Lc 24,5051), ove siede alla destra del Padre. Padre nostro, Ave Maria (10 volte), Gloria, Gesù mio.

   Terzo Mistero: Il dono dello Spirito Santo "Al compiersi dei giorni della Pentecoste, tutti i discepoli erano riuniti nello stesso luogo. E apparvero loro lingue come di fuoco, che si spartivano, posandosi ognuna su ciascuno di essi. E tutti furono ripieni di Spirito Santo" (At 2,1.34). Padre nostro, Ave Maria (10 volte), Gloria, Gesù mio.

   Quarto Mistero: L'Assunzione di Maria al Cielo "Maria è stata assunta in cielo: si rallegrino le schiere degli Angeli" (Liturgia). "Tutta splendente entra la figlia del Re; il suo vestito è intessuto d'oro" (Sal 44,14). Padre nostro, Ave Maria (10 volte), Gloria, Gesù mio.

   Quinto Mistero: L'incoronazione di Maria Regina del Cielo e della terra "Un grandioso segno apparve nel cielo: una donna ammantata di sole, sotto i suoi piedi si trova la luna e sul capo ha una corona di dodici stelle" (Ap 12,1). Padre nostro, Ave Maria (10 volte), Gloria, Gesù mio. Salve Regina.

 

LITANIE LAURETANE

Signore, pietà.

Cristo, pietà.

Signore, pietà.

Cristo, ascoltaci.

Cristo, esaudiscici.

Padre del cielo, che sei Dio, abbi pietà di noi.

Figlio, Redentore del mondo, che sei Dio, abbi pietà di noi

Spirito Santo, che sei Dio, abbi pietà di noi

Santa Trinità, unico Dio, abbi pietà di noi

Santa Maria, prega per noi.

Santa Madre di Dio,  prega per noi

Santa Vergine delle vergini, prega per noi

Madre di Cristo, prega per noi

Madre  della Chiesa, prega per noi

Madre della divina grazia, prega per noi

Madre purissima, prega per noi

Madre castissima, prega per noi

Madre sempre vergine, prega per noi

Madre immacolata, prega per noi

Madre degna d'amore, prega per noi

Madre ammirabile, prega per noi

Madre del buon consiglio, prega per noi

Madre del Creatore, prega per noi

Madre del Salvatore, prega per noi

Madre di misericordia, prega per noi

Vergine prudentissima, prega per noi

Vergine degna di onore, prega per noi

Vergine degna di lode, prega per noi

Vergine potente, prega per noi

Vergine clemente, prega per noi

Vergine fedele, prega per noi

Specchio della santità divina, prega per noi

Sede della Sapienza, prega per noi

Causa della nostra letizia, prega per noi

Tempio dello Spirito Santo, prega per noi

Tabernacolo dell'eterna gloria, prega per noi

Dimora tutta consacrata a Dio, prega per noi

Rosa mistica, prega per noi

Torre di Davide, prega per noi

Torre d'avorio, prega per noi

Casa d'oro, prega per noi

Arca dell'alleanza, prega per noi

Porta del cielo, prega per noi

Stella del mattino, prega per noi

Salute degli infermi, prega per noi

Rifugio dei peccatori, prega per noi

Consolatrice degli afflitti, prega per noi

Aiuto dei cristiani, prega per noi

Regina degli angeli, prega per noi

Regina dei Patriarchi, prega per noi

Regina dei Profeti, prega per noi

Regina degli Apostoli, prega per noi

Regina dei Martiri, prega per noi

Regina dei veri cristiani, prega per noi

Regina dei Vergini, prega per noi

Regina di tutti i Santi, prega per noi

Regina concepita senza peccato originale, prega per noi

Regina assunta in cielo, prega per noi

Regina del santo Rosario, prega per noi

Regina della Pace, prega per noi

Agnello di Dio che togli i peccati del   mondo,

perdonaci, o Signore.

Agnello di Dio che togli i peccati del mondo,

ascoltaci, o Signore.

Agnello di Dio che togli i peccati del mondo,

abbi pietà di noi.

Prega per noi, Santa Madre di Dio. E saremo degni delle promesse di Cristo

 

LITANIE DELLA BEATA VERGINE DEL CARMINE

 

Le Litanie delta Beata vergine del Carmine sono costituite da invocazioni della tradizione biblica e anche di quella carmelitano, come segno dell'amore verso la Madre dell'Ordine.

 

Signore, pietà.

Cristo, pietà.

Signore, pietà.

Cristo, ascoltaci.

Cristo, esaudiscici.

Padre celeste, Dio, abbi pietà di noi

Figlio Redentore del mondo, Dio, abbi pietà di noi

Spirito Santo, Dio, abbi pietà di noi

Santa Trinità, unico Dio, abbi pietà di noi.

Santa Maria, prega per noi.

Santa Maria Madre di Dio, prega per noi.

Santa Maria del Monte Carmelo, prega per noi.

Santa Maria dello Scapolare, prega per noi.

Santa Maria del Sabato, prega per noi.

Madre di Cristo, prega per noi.

Madre della Chiesa, prega per noi.

Madre e Signora del Carmelo, prega per noi.

Madre castissima, prega per noi.

Madre amabile, prega per noi.

Madre mite, prega per noi.

Valle piacevole di purità, prega per noi.

Fertile giardino del Carmelo, prega per noi.

Ceppo fiorito di Jesse, prega per noi.

Regina del silenzio, prega per noi.

Fiore del Carmelo, prega per noi.

Regina dei Carmelitani, prega per noi.

Rosa fragrante, prega per noi.

Regina dei Profeti, prega per noi.

Giglio cresciuto tra le spine, prega per noi.

Regina dei Mistici, prega per noi.

Vite fiorente, prega per noi.

Regina e decoro del Carmelo, prega per noi.

Profumo del Carmelo, prega per noi.

Stella del mare, prega per noi.

Splendore del Cielo, prega per noi.

Luce nella notte dello spirito,         prega per noi.

Mistica scala del Monte Carmelo, prega per noi.

Mistica stella del Monte Carmelo, prega per noi.

Piena della grazia divina, prega per noi.

Sposa eletta di Dio, prega per noi.

Amica del Padre Celeste, prega per noi.

Dimora del Verbo, prega per noi.

Tabernacolo dello Spirito Santo, prega per noi.

Discepola del Signore, prega per noi.

Via retta che conduci al Cielo, prega per noi.

Chiave e porta del Paradiso, prega per noi.

Guida al Monte che è Cristo, prega per noi.

Guida sicura, prega per noi.

Armatura contro il male, prega per noi.

Corazza di giustizia, prega per noi.

Elmo di speranza, prega per noi.

Scudo contro i dardi del nemico, prega per noi.

Baluardo di salvezza, prega per noi.

Nostra Avvocata,  prega per noi.

Rimedio del peccato, prega per noi.

Donna dell'Apocalisse, prega per noi.

Agnello di Dio che togli i peccati del mondo,

perdonaci, Signore.

Agnello di Dio che togli i peccati del mondo,   

esaudiscici, Signore.

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo,

abbi pietà di noi.

Prega per noi, Madre e decoro del Carmelo. E saremo degni delle promesse di Cristo.

 

PREGHIAMO: O Dio che hai onorato l'Ordine del Carmelo con il titolo glorioso della Beata Vergine Maria, Madre del tuo Figlio, concedi a noi che ne celebriamo la memoria di poter giungere, forti del suo aiuto, alla vetta del monte che è Cristo Signore. Egli è Dio e vive regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

 

NOVENA ALLA MADONNA DEL CARMINE

 

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

O Dio, vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre, Credo.

  

Vergine Maria, che in mille modi dimostri la tua missione di mediatrice di ogni grazia, e che nel Santo Scapolare ti compiaci di manifestare ai tuoi devoti una speciale protezione materna, fa che portando questo segno di predilezione ci dimostriamo veri tuoi figli. Ave Maria.

   Regina del Carmelo, che nel Santo Scapolare col segno di protezione ci dai un richiamo alla modestia, alla mortificazione, alla preghiera, alla consacrazione al tuo Cuore Immacolato, fa che sappiamo comprendere questo linguaggio, così da essere di esempio ai nostri fratelli e sperimentare il tuo potente aiuto. Ave Maria.  

   Madre del Carmelo, che a quanti portano pienamente il Santo Scapolare hai promesso aiuto nei pericoli e salvezza dall'inferno e una sollecita liberazione dal purgatorio, fa che anche noi siamo tra coloro che meritano tali favori e grazie, così da venire a lodarti e ringraziarti in cielo. Ave Maria.  

     Preghiera:

   Vergine Maria, Madre e Regina del Carmelo, unita mirabilmente al mistero della Redenzione, tu hai accolto e custodito nel cuore la Parola di Dio e hai perseverato con gli Apostoli in preghiera nell'attesa dello Spirito Santo.

   In te, come in una perfetta immagine, noi vediamo realizzato quello che desideriamo e speriamo di essere nella Chiesa.

   O Vergine Maria, mistica stella del Monte Carmelo, illuminaci e guidaci sulla via della perfetta carità; attiraci nella contemplazione del volto del Signore.

   Veglia con amore su noi tuoi figli rivestiti del tuo Santo Scapolare, segno della tua protezione e risplendi sul nostro cammino, perché giungiamo alla vetta del monte che è Cristo Gesù, tuo Figlio e nostro Signore. Salve Regina.  

 

TRIDUO ALLA MADONNA DEL CARMINE

 

O Dio, vieni a salvarmi.

Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre

 

   O Vergine Maria. che ci hai beneficato con il dono del santo Scapolare, distintivo dei tuoi figli di predilezione, noi ti benediciamo per questo tuo dono e ti chiediamo la grazia di esserne sempre degni, conservandoci puri nel cuore e nel corpo, e di meritare così la protezione tua in vita e nel momento della morte. Ave, o Maria..

  O gloriosa Vergine Maria, che fosti simboleggiata nella nube vista dal profeta Elia sul Carmelo, la quale poi riversò la pioggia ristoratrice sulla terra riarsa d'Israele, effondi su di noi le tue materne benedizioni, e dal nostro spirito sempre arido fa' germogliare propositi santi e sante opere. Ave, o Maria.

   O Vergine Maria, Madre del Carmelo, che nel tuo santo Scapolare ci offri un'arma per il combattimento spirituale, ottienici dal tuo Figlio Gesù lo spirito di fortezza nella lotta contro il male, così che possiamo sempre vincere le insidie del nostro nemico, e possiamo cantare a Dio in eterno l'inno della vittoria e della riconoscenza. Ave, o Maria....

 

PREGHIERA

 

O Beatissima Vergine Immacolata, decoro e splendore del Carmelo, tu che guardi con occhi di particolare bontà chi veste il tuo benedetto Scapolare, riguarda benignamente anche me e ricoprimi con il manto della tua materna protezione.

Fortifica la mia fiacchezza con il tuo potere, illumina le tenebre della mia mente con la tua sapienza, accresci in me la fede, la speranza e la carità.

Adorna l'anima mia di tali grazie e virtù che sia sempre cara al tuo divino Figlio e a te.

Assistimi in vita, consolami in morte con la tua amabilissima presenza e presentami all'augustissima Trinità come tuo figlio (tua figlia) e servo devoto (serva devota) per lodarti e benedirti eternamente in Paradiso. Amen. Salve, Regina...

  

SUPPLICA ALLA MADONNA DEL CARMINE

 

O Dio, vieni a salvarmi.

Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

   O Vergine Maria, Madre e Regina del Carmelo, in questo giorno che ricorda la tua tenerezza materna per chi piamente indossa il santo Scapolare, innalziamo le  nostre preghiere e, con confidenza di figli, imploriamo il tuo patrocinio.

   Tu vedi, o Vergine santissima, quante prove temporali e spirituali ci affliggono: volgi il tuo sguardo di misericordia su tali miserie, e da esse libera noi che ti invochiamo, ma liberane anche coloro che non t'invocano, perché imparino a invocarti.

   Il titolo con il quale oggi ti celebriamo richiama il luogo scelto da Dio per riconciliarsi con il suo popolo, quando questo, pentito, volle ritornare a Lui. Dal monte Carmelo, infatti, il profeta Elia innalzò la preghiera che, dopo lunga siccità, ottenne la pioggia ristoratrice, segno del perdono di Dio: la preannunciò con gioia il santo Profeta quando vide levarsi dal mare una nuvoletta bianca che in breve tempo ricoprì il cielo. In quella nuvoletta, o Vergine Immacolata, i tuoi figli Carmelitani hanno visto te, sorta purissima dal mare contaminato dell'umanità, che nel Cristo ci hai dato l'abbondanza di ogni bene; e con quella visione nel cuore essi sono andati e vanno nel mondo a parlare e a testimoniare te, i tuoi insegnamenti, le tue virtù. In questo santo giorno sii per noi sorgente di grazie e di benedizioni. Ave, o Maria...

   Per dimostrarci più chiaramente il tuo affetto, o Madre nostra, tu riconosci come simbolo della nostra devozione filiale lo Scapolare che piamente portiamo in tuo onore e che tu consideri come tua veste, e noi come segno della nostra consacrazione a te.

   Vogliamo renderti grazie, o Maria, per il tuo Scapolare. Quante volte, però, ne abbiamo fatto poco conto; quante volte abbiamo trascurato quell'abito che doveva essere per noi simbolo e richiamo alle tue virtù! Ma tu perdonaci e fa' che il tuo santo Scapolare ci sia di difesa contro i nemici dell'anima e del corpo, richiamandoci il pensiero di te e del tuo amore nel momento della tentazione e del pericolo.

   O Madre nostra tutta santa, in questo giorno che ricorda la tua continua bontà verso di noi che viviamo la spiritualità del Carmelo, commossi e fiduciosi, ti ripetiamo la preghiera che da secoli ti rivolge l'Ordine a te consacrato: "Fior del Carmelo vite fiorente splendore del cielo, tu solamente sei Vergine, Madre. Dolce Madre e intemerata, ai figli tuoi sii propizia stella del mare".

   Questa invocazione segni l'aurora di un'era nuova di santità per tutti i popoli, per la Chiesa e per il Carmelo. Desideriamo rimanere saldi in questo nobile proposito, perché diventino realtà le parole che interessano tanto il Carmelo fin dai primi momenti della sua esistenza: "Molte volte e in molte maniere i santi Padri hanno stabilito che ciascuno deve vivere nell'ossequio di Gesù Cristo e servire fedelmente a Lui con cuore puro e buona coscienza". Ave, o Maria...

   O Maria, è grande il tuo amore per tutti i devoti del tuo Scapolare. Non contenta di aiutarli perché vivano in modo da evitare la condanna eterna, ti prendi cura di abbreviare ad essi le pene del Purgatorio, per affrettare l'ingresso in Paradiso. Questa è una grazia, o Maria, che rende più luminose tutte le altre grazie, e degna di una madre misericordiosa quale sei tu.

   Veramente come Regina del Purgatorio, tu puoi mitigare le pene di quelle anime, ancora lontane dalla gioia di Dio. Pietà ti prenda, dunque, o Maria, di tutti i tuoi figli che pieni di speranza aspettano di entrare in cielo per vedere e udire ciò che occhio mai vide e orecchio d'uomo mai udì. In questo bel giorno si sveli loro la potenza della tua intercessione materna.

   Noi ti supplichiamo, o Vergine, per le anime dei nostri cari e per quelle che in vita furono rivestite del tuo Scapolare e si impegnarono a portarlo con decoro, ma non vogliamo dimenticare tutte le altre che aspettano il dono della visione celeste. Per tutte ottieni che, purificate dal Sangue innocente di Cristo, siano ammesse quanto prima alla felicità senza fine. Anche noi ti preghiamo! Per gli ultimi momenti del nostro pellegrinaggio verso Cristo, perché nulla ci impedisca di accoglierlo nella sua nuova venuta. Prendici per mano e guidaci al godimento dei frutti del tuo Carmelo, giardino di delizie eterne. Ave, o Maria...

   Tutte le altre grazie vorremmo chiederti, o nostra dolcissima Madre! In questo giorno che i nostri padri dedicarono alla gratitudine per te, ti supplichiamo di beneficarci ancora. Impetraci la grazia per i mali del corpo e dello spirito; concedici le grazie d'ordine temporale che vorremmo chiederti per noi e per il nostro prossimo. Tu puoi esaudire le nostre richieste; e abbiamo fiducia che le esaudirai per l'amore che nutri verso il tuo Gesù e verso di noi, che a te siamo stati affidati come figli.

   E ora benedici tutti noi, o Madre della Chiesa e Regina del Carmelo.

   Benedici il Sommo Pontefice che in nome di Gesù guida ai pascoli ubertosi il popolo di Dio; concedigli la gioia di trovare pronta e leale risposta ad ogni sua iniziativa a beneficio dell'uomo.

   Benedici i Vescovi, nostri Pastori; le vocazioni sacerdotali e religiose, speranze della Chiesa; tutti i sacerdoti.

   Benedici quanti soffrono a causa delle aridità dello spirito e delle prove della vita. Illumina gli animi tristi e infiamma i cuori inariditi.

   Sostieni quelli che fanno conoscere la tua devozione con il proporre lo Scapolare del Carmelo come richiamo a imitare le tue virtù.

   Benedici, infine, le anime del Purgatorio: libera con sollecitudine quelle che ti sono state devote. Sii con noi sempre, nella gioia e nel pianto, ora e nel momento in cui il giorno terreno si spegnerà. L'inno di ringraziamento qui incominciato si muti in canto di lode nei cieli dove tu vivi con Cristo, Re e Signore per tutti i secoli dei secoli. w Amen.  Ave, o Maria...

 

Prega per noi, Madre e decoro del Carmelo.

E saremo degni delle promesse di Cristo.

 

PREGHIAMO Assisti i tuoi fedeli, o Signore, nel cammino della vita; e per l'intercessione della beata Vergine Maria, Madre e Regina del Carmelo, fa' che giungiamo felicemente alla santa montagna, Cristo Gesù, che vive e regna nei secoli dei secoli.

Amen.

 

ATTO DI CONSACRAZIONE

ALLA BEATA VERGINE DEL CARMINE

 

O Maria, Madre e decoro del Carmelo, a te consacro oggi la mia vita, quale piccolo tributo di gratitudine per le grazie che attraverso la tua intercessione ho ricevuto da Dio. Tu guardi con particolare benevolenza coloro che devotamente portano il tuo Scapolare: ti supplico perciò di sostenere la mia fragilità con le tue virtù, d'illuminare con la tua sapienza le tenebre della mia mente, e di ridestare in me la fede, la speranza e la carità, perché possa ogni giorno crescere nell'amore di Dio e nella devozione verso di te. Lo Scapolare richiami su di me lo sguardo tuo materno e la tua protezione nella lotta quotidiana, sì che possa restare fedele al Figlio tuo Gesù e a te, evitando il peccato e imitando le tue virtù. Desidero offrire a Dio, per le tue mani, tutto il bene che mi riuscirà di compiere con la tua grazia; la tua bontà mi ottenga il perdono dei peccati e una più sicura fedeltà al Signore. O Madre amabilissima, il tuo amore mi ottenga che un giorno sia concesso a me di mutare il tuo Scapolare con l'eterna veste nuziale e di abitare con te e con i Santi del Carmelo nel regno beato del Figlio tuo che vive e regna per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

PREGHIERA DI RINGRAZIAMENTO

DOPO L'IMPOSIZIONE DELLO SCAPOLARE

 

O gloriosissima Maria, Madre e decoro del Carmelo, eccomi rivestito dello Scapolare, segno della tua benevolenza verso di me e della mia consacrazione a te, Vergine Immacolata. Fa' che ora mi senta anche impegnato a imitare le tue virtù e in particolare l'umiltà, la purità, la carità. Donami la gioia della tua protezione, scampami dai pericoli in vita e in morte, e, morendo con il tuo aiuto nella grazia del Signore, fa' che sia ammesso al più presto a godere la sua visione. O Vergine santa, assistimi perché io porti sempre con tanto rispetto il tuo santo abito e nella mia condotta nulla lo disonori o smentisca la mia devozione verso di te; ottienimi che, custodendo con premura la Parola di Dio e compiendo in terra la sua volontà, possa presentarmi a lui rivestito delle tue virtù così da meritare di vivere con lui e con te per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

ALLA VERGINE DEL CARMELO DI GIOVANNI PAOLO Il

 

Santa Madre della Speranza, Vergine del Carmine, distendi come mantello di protezione, sulle città e sui paesi, sugli uomini e le donne, sui giovani e i bambini, sugli anziani e gli ammalati, sugli orfani e gli afflitti, sui figli fedeli e le pecore smarrite. Stella del mare e Faro di luce, conforto sicuro per il popolo pellegrino, guida i suoi passi nel suo peregrinare terreno, affinché percorra sempre sentieri di pace e di concordia, cammini di Vangelo, di progresso, di giustizia e di libertà. Riconcilia i fratelli in un abbraccio fraterno; che spariscano gli odi e i rancori, che si superino le divisioni e le barriere, che si appianino i conflitti e si rimarginino le ferite. Fa' che Cristo sia la nostra Pace, che il suo perdono rinnovi i cuori, che la sua Parola sia speranza e fermento nella società. Amen.

 

MARIA SIAMO TUOI CHIESA DEL CARMINE (LUINO)

 

Maria, dolce Vergine del Carmelo, essendo tu Madre del Redentore sei anche la Madre della Chiesa, comunità riunita nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Tu sei la Madre nostra. Donaci di entrare nel mistero di Gesù via verità e vita dell'uomo, con l'ascolto appassionato della Parola di Dio e attraverso la grazia dei sacramenti della Confessione e dell'Eucaristia. Rendici capaci di parlare a tutti del tuo amore misericordioso che salva e manifestarlo attraverso la solidarietà, con i poveri di senso della vita, con le persone sole e con i sofferenti di ogni genere. Aiutaci ad essere costruttori di pace e di fraternità superando l'individualismo e promuovendo il bene comune. Richiama gli uomini alla santità e alla bellezza della famiglia cristiana. Veglia sui nostri bambini. Proteggi i ragazzi e i giovani dai pericoli che insidiano la loro crescita spirituale e umana. Conforta gli ammalati e gli anziani. Donaci la perseveranza nel bene sino alla morte. Intercedi per i nostri cari defunti. Madonna del Carmine manifesta la tua protezione, noi ci affidiamo a te.

 

MADRE DEL CARMELO DI ARNOLDO BOSTIO, O.CARM. (14751525)

 

O Madre del Carmelo, che ci doni la veste dello Scapolare, tu ti esprimi e quasi ti identifichi con questo umile "segno" di protezione. Madre, con questo abito santo tu abolisci ogni distinzione di persone: esso è per tutti e senza alcun limite. Tu doni un distintivo tuo, non nostro. Doni un segno d'invincibile difesa per ogni tuo figlio. Tu presti la tua amabile attenzione di Serva del Signore verso noi peccatori ostinati. Ti  costituisci  come  richiamo  continuo  della nostra dignità di figli di Dio, cui è stata data la veste battesimale della grazia; e ci aiuti a mantenerla intatta o almeno a ripulirla. Nello Scapolare poni tutta la tua tenerezza umana di Madre del Verbo fatto carne e tutta la tua carità divina di prima "ancella" e "discepola" di Cristo. Hai stabilito con noi un patto di salvezza, impegnando la tua opera di Mediatrice se noi appena ci impegniamo a confidare in te e a tenerti per Madre nostra. Madre e Signora del Carmelo, difendici con la tua veste come con una nuova armatura, perché la guerra contro il nostro spirito infuria sempre più. E donaci di raggiungerti in cielo, dove sei coronata di gloria a Dio Trinità. Amen.

 

MEMORARE (RICORDATI) SAN BERNARDO (10901153)

 

Memorére, o piissima Virgo Maria, non esse auditum a saeculo quemquam ad tua curréntem praesidia, tua imploràntem auiilia, tua peténtem suffràgia esse derelictum. Ego, tali animatus confidentia, ad te, Virgo virginum Mater, curro, ad te vénio, coram te gemens peccator assisto.

 

RICORDATI (MEMORARE)

 

Ricordati, o piissima Vergine Maria, che non si è mai udito al mondo che qualcuno, ricorrendo al tuo patrocinio, implorando il tuo aiuto, chiedendo la tua protezione, sia stato abbandonato. Animato da tale fiducia, a te ricorro, o Madre, Vergine delle vergini; a te vengo e, peccatore contrito, innanzi a te mi prostro. Non volere, o Madre del Verbo, disprezzare le mie preghiere, ma ascoltami propizia ed esaudiscimi. Amen.

 

SUB TUUM PRAESIDIUM

PRIMA PREGHIERA A MARIA (III sec.)

 

Sub tuum praesidium confugimus, Sancta Dei Genitrix, nostras deprecationes ne despicias in necessitatibus nostris, sed a periculis cunctis libera nos semper; Virgo gloriosa et benedicta.

 

SOTTO LA TUA PROTEZIONE

(Sub tuum praesidium)

 

Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, santa Madre di Dio: non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, e liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta.

 

IGNARA DELLA TUA BELLEZZA

BEATA ELISABETTA DELLA SS. TRINITA (18801906)

 

O Maria, tu sei la creatura che ha conosciuto il dono di Dio e non ne ha perduto neppure una stilla: tu sei tanto pura e luminosa da sembrare la luce stessa. Virgo Fidelis: sei la Vergine fedele, colei che custodiva tutte le cose nel suo cuore. Ti mantenevi così piccola e raccolta alla presenza di Dio, nel segreto del tempio, che attiravi su di te le compiacenze della Trinità Santa. Poiche il Signore si è deguato di rivolgere lo sguardo alla pochezza della sua serva, tutte le generazioni mi chiameranno beata. Il Padre, chinandosi su di te, creatura così bella, così ignara della tua bellezza, ha voluto che tu fossi nel tempo la Madre di Colui di cui Egli è il Padre nell'eternità. Allora intervenne lo Spirito d'amore e si compì il più grande dei misteri: per la discesa del Verbo, tu, o Maria, fosti per sempre la preda di Dio.

 

DIMMI IL TUO MISTERO

BEATA ELISABETTA DELLA SS. TRINITA (18801906)

 

Madre del Verbo, dimmi il tuo mistero: dopo l'Incarnazione del Signore come sei vissuta sulla terra tutta immersa nell'adorazione? In un'ineffabile pace, in un silenzio misterioso, hai penetrato l'insondabile portando in te il dono di Dio. Custodiscimi sempre in un divino abbraccio. Fa' che porti in me l'impronta di questo Dio d'amore.

 

STRUMENTO DI MARIA

SANTA TERESA BENEDETTA DELLA CROCE (18911942)

 

Madre mia amatissima, il Signore ha affidato a te i misteri del Regno. Ha consegnato a te il Corpo Mistico. Il tuo sguardo abbraccia tutti i tempi. Tu conosci ogni membro del Corpo Mistico e i suoi doveri. Sei tu che lo guidi. Ti ringrazio per avermi chiamata ancora prima di sapere che la vocazione viene da te. Che cosa vuoi fare di me? Non lo so. Ma lo considero grazia grande e non meritata l'avermi scelta per essere tuo strumento. Come docile strumento vorrei abbandonarmi nelle tue mani. Confido in te: sei tu che renderai utile questo inabile strumento.

 

MOVIMENTO CARMELITANO DELLO SCAPOLARE (M.C.S.)

Nella Provincia religiosa carmelitana lombarda è sorto recentemente il Movimento Carmelitano dello Scapolare (M.C.S.) il cui Statuto è stato approvato dal Definitorio generale dei Carmelitani Scalzi il 25 gennaio 1999, giorno in cui la Chiesa celebra la memoria liturgica della Conversione dell'Apostolo delle genti. Sviluppatosi dalla gloriosa tradizione delle Confraternite dello Scapolare, una delle più antiche forme di aggregazione laicale cattolica, tuttora esitente, il M.C.S. considera come propri e vincolanti per tutti i suoi membri gli impegni di vita che sono presupposti dalla vestizione dello Scapolare, nella ricerca appassionata di quelle forme nuove o antiche che possono fare di ogni laico, sposato o no, giovane o meno gioyane, un credibile testimone della gioia di Cristo sulle orme di Maria. ll M.C.S. fonda la propria spiritualità sui grandi maestri del Carmelo teresiano, contempla Maria, nel segno dello Scapolare, in particolare come Madre della Chiesa e Sorella degli Apostoli e delle donne con cui compie il primo atto apostolico della Chiesa dopo l'Ascensione di Cristo: la preghiera, che precede la discesa dello Spirito Santo i cui doni soltanto renderanno possibile l'annunzio della Buona Novella alle genti (At 1,14). Per questo il M.C.S. intende attuare un apostolato laico nel mondo in comunione con l'Ordine dei Carmelitani Scalzi e collaborare con esso nella formazione di persone impregnate del carisma carmelitano, capaci di vivere in intimità con Dio ogni aspetto del loro quotidiano, capaci di essere, come Maria, trasparenti alla volontà di Dio e di trasformare tutta la loro vita in orazione, per crescere incessantemente nell'amore fraterno, nella povertà e nella verità. Esso tuttavia allarga il suo orizzonte, raccogliendo quei fedeli che già trovano o pensano di trovare il loro terreno naturale di crescita interiore nella spiritualità del Carmelo, la famigiia spirituale con cui si sentono in sintonia e con cui, attraverso l'imposizione dello Scapolare, sottolineano il loro legame quasi  fisiologico. In tal modo manifestano la loro volontà di adeguarsi a uno stile di vita cristiana che testimoni questa loro appartenenza carmelitana. Per aiutare i fedeli che desiderano intraprendere questo cammino di profonda comunione con Dio e con la Chiesa, il M.C.S. promuove ad ogni livello e dovunque sia possibile, secon do la propria vocazione laicale, la formazione di gruppi fraterni di laici che vogliano attuare uno stile di vita cristiana che testimoni la loro appartenenza alla Famiglia del Carmelo. I gruppi del M.C.S., chiamati Fraternità, si ritrovano generalmente con cadenza mensile per un incontro di comune formazione, di preghiera contemplativa e di scambio di esperienza e comunicazioni. Questo incontro mensile è aperto anche a tutti coloro che, pur non essendo iscritti al M.C.S., desiderano conoscere e approfondire la spiritualità e l'apostolato in spirito d'amicizia Nel corso di ogni anno vengono inoltre proposti momenti di incontro e di approfondimento per tutti i membri della Famiglia carmelitana, così da stringere sempre più stretti legami di comunione con coloro che si ispirano al carisma carmelitano. La vestizione dello Scapolare e l'appartenenza ai M.C.S. definiscono pertanto i contorni di una vera e propria consacrazione personale nell'Ordine dei Fratelli Scalzi della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo nello stato laicale che, in quanto tale, coinvolge ogni aspetto delresistenza del consacrato: è quindi una nuova forma dell'antica spiritualità carmelitana, a cui sono chiamati tutti i laici che dediderano portare il carisma carmelitano in modo deciso nel mondo contemporaneo, là dove vive e opera l'uomo comune e dove patiscono angoscia e dolore quegli ultimi nei cui volto ogni carmelitano riconosce il volto di Cristo.

 

PER INFORMAZIONI:

Padre Antonio Sangalli V.le Cesare Battisti 53

20052 Monza (Mi) tel. E fax 039/323506

 

Sergio Rossi Via Leonardo da vinci, 5

20053 Muggiò (Mi) tel. 039/790338

 

La Sede generale e internazionale del M.C.S. è:

 

Padri Carmelitani Scalzi viale C. Battisti, 52

20052 Monza (Mi) tel. e fax 039/323506.

 

 

APPENDICE

 

L'ORDINE DEL CARMELO ALLE SOGLIE DEL TERZO MILLENNIO

 

ORDINE DEI CARMELITANI SCALZI

 

 A differenza di altri Ordini religiosi, l'Ordine del Carmelo non si rifà a un fondatore ben distinto, quanto piuttosto a un gruppo di iniziatori, i cui nomi non ci sono pervenuti. Nel XII secolo alcuni pellegrini, probabilmente excrociati, si erano stabiliti sul Monte Carmelo, in Terra Santa, per vivere nell'imitazione di Cristo, sullo stile del profeta Elia e il modello della Vergine Maria. Qui costruirono una chiesetta dedicata a Maria e, attorno ad essa, il loro eremo. Tra il 1206 e il 1214, dietro loro richiesta, il Patriarca di Gerusalemme, Sant'Alberto, diede loro una norma di vita. Dopo pochi decenni, però, furono costretti a trasferirsi in Occidente a motivo dell'espansione islamica. Con la caduta del regno latino di Gerusalemme (1291) sfumò definitivamente la speranza di un ritorno nella terra d'origine. L'Ordine, sorto come eremitico, si avviò inevitabilmente verso la trasformazione in Ordine mendicante. Nei secoli XIV e XV i Carmelitani seguirono nelle grandi linee lo sviluppo e il declino degli altri Ordini mendicanti, fino a giungere a un progressivo rilassamento della vita religiosa, sfociato poi nelle mitigazioni della Regola.  Movimenti di riforma iniziarono già nella seconda metà del secolo XV (Mantova e Albi). è in questo periodo che, sotto il Generale Giovanni Soreth (1594 1471), vennero fondate le Monache Carmelitane. La riforma che ebbe maggiore sviluppo fu quella avviata in Spagna da Santa Teresa di Gesù; fondando nel 1562 il monastero di S. Giuseppe, ad Avila, ella riprese la Regola di sant'Alberto nella sua forma primitiva. La riforma teresiana, grazie all'adesione di San Giovanni della Croce, nel 1568 si estese anche al ramo maschile. Non compresa e non accettata da parte dell'Ordine, la riforma dovette chiedere a Roma la separazione giuridica (1593). Da allora esistono due famiglie religiose, i Carmelitani dell'antica osservanza e i Carmelitani Scalzi o Teresiani, ciascuna con le sue Costituzioni e un governo proprio. Nel 1600, i Carmelitani Scalzi d'Italia venivano eretti da Clemente VIII nella Congregazione di S. Elia, che assumeva un marcato carattere missionario. Già due anni dopo la morte di Santa Teresa (1582), i Carmelitani Scalzi giungevano a Genova, per fondare il primo convento dell'Ordine fuori di Spagna; animatore dell'impresa era P. Nicolò Doria. Da questo convento di S. Anna presto il Carmelo teresiano si sarebbe diffuso per tutta l'Europa; nel medesimo tempo, dalla Spagna e dal Portogallo, si partiva per fondare in America Latina. Anche le Monache Scalze vennero a Genova, nel 1590, diffondendosi poi per tutta l'Italia e l'Europa e giungendo anche a Praga.

 

SPIRITUALITà

La riforma introdotta da Santa Teresa e da San Giovanni della Croce volle essere una superiore quanto delicata fusione tra l'ideale contemplativo, proprio dei primi eremiti del Monte Carmelo, e l'ideale apostolico che animò profondamente i due Santi riformatori. Questa mirabile sintesi spirituale può essere schematizzata nei seguenti binomi:

 

 intensa ricerca di Dio, proteso sull'uomo, e grande attenzione all'uomo, assetato di Dio;

   comunione con Dio, alla sequela di Cristo, e comunione con la Chiesa, seguace di Cristo;

   riposo dell'animo nella pratica dell'orazione e sforzo ascetico di purificazione;

   quiete in Dio e inquietudine per la salvezza del mondo;

   gusto delle cose spirituali e senso del concreto;

   solitudine, silenzio, ritiro e zelo delle anime, dottrina universale, slancio missionario.

 

La spiritualità del Carmelo si basa sulla dottrina di Santa Teresa di Gesù e di San Giovanni della Croce, proclamati Dottori della Chiesa, ed è unanimemente riconosciuta come il supporto fondamentale della teologia ascetica e mistica. Questa dottrina, che prende il nome di Scuola teresiana, è stata successivamente arricchita dall'esperienza e dagli scritti di altre figure carmelitane, quali Santa Teresa di Gesù Bambino (dal 1997 Dottore della Chiesa), la beata Elisabetta della Trinità e Santa Teresa Benedetta della Croce. Caratteristico della spiritualità carmelitana è lo spiccato cristocentrismo. Al cuore della vita spirituale risplende la figura di Cristo, che l'anima cerca per mezzo delle virtù teologali (fede, speranza, amore) e ascetiche (umiltà, carità, distacco) intraprendendo il cammino dell'orazione amorosa. Da questa spiritualità profondamente mistica e coraggiosamente ascetica fiorisce, fin dal XVII secolo, l'ideale missionario. Basti pensare che la prima Congregazione di Propaganda Fide (1600) fu in gran parte opera dei Carmelitani Teresiani, ed ebbe il notevole apporto dal grande missionario spagnolo P. Tommaso di Gesù. I primi missionari italiani si recarono in Persia (1604); in seguito fondarono a Malta, nelle Indie, in Mozambico e Madagascar, in Cina ed Estremo Oriente. Originaria e fondamentale è la consacrazione dell'Ordine a Maria, Madre e Regina del Carmelo. Segno di questa speciale consacrazione alla Vergine èlo Scapolare, che ogni religioso indossa come parte del suo abito, poiché è proprio della madre vestire i figli. Innumerevoli sono i laici iscritti alla Confraternita dello Scapolare; vi fanno parte tutti coloro che desiderano raggiungere la santità dentro quel solco che è il Carmelo, nutriti della sua spiritualità e sostenuti dalla sua preghiera.

 

GUIDE E MAESTRI

NELLA RICERCA ED ESPERIENZA DI DIO

 

PER CRISTO E PER LA CHIESA:

S. TERESA DI GESù

Teresa (15151582) intraprese la Riforma Carmelitana nel 1562. Influì grandemente sulla spiritualità di San Giovanni della Croce, e, benché più anziana di lui di circa trent'anni, subì a sua volta l'influsso spirituale di colui che ella chiamava affettuosamente il mio piccolo Seneca e una delle anime più pure e sante che Dio abbia nella sua Chiesa. Santa Teresa è grande maestra della vita di orazione avendoci lasciato nelle sue opere la descrizione precisa e affascinante della sua esperienza personale. La sua profonda amicizia con Gesù si fa ardore apostolico sempre più grande per la Chiesa e per le anime. Sul letto di morte dirà: O Signore, finalmente è ora d'incontrarci! e ancora: Sono Figlia della Chiesa! Maestra d'orazione  è proclamata Dottore  della Chiesa nel 1970. Pur di salvare un'anima sola darei mille volte la vita.

 

AL TUTTO ATTRAVERSO IL NULLA:

S. GIOVANNI DELLA CROCE

Compagno di Santa Teresa nella sua opera di riforma dell'Ordine, Giovanni della Croce (1542 1591) è il primo Carmelitano Scalzo. Dottore dell'Assoluto, è forse il più grande tra i mistici cristiani: ne sono prova la sua vita e i suoi scritti. Quelli che sono molto attivi e che pensano di abbracciare il mondo con le loro prediche e con le loro opere esteriori, ricordino che sarebbero di maggior profitto per la Chiesa e molto più accetti a Dio se spendessero almeno la metà del tempo nello stare con Lui in orazione. Allora, con minor fatica, otterrebbero più con un'opera che con mille (Cantico Spirituale, 28,5). Per una conversazione tanto interiore quanto è quella che si fa con Dio, si (leve sceghere il luogo che meno occupi e attiri a sé il senso... Per tale motivo è utile un luogo solitario e anche impervio perché lo spirito si unisca fermamente e direttamente al Signore senza essere impedito e trattenuto dalle cose visibili (Salita al Monte Carmelo, 111.59,2). Gesù Cristo disse ai suoi discepoli di non usare molte parole nella preghiera, ma raccomandò caldamente loro di perseverare nella preghiera (Salita al Monte Carmelo 111.44,4).

 

NASCOSTA CON CRISTO IN DIO:

S. TERESA MARGHERITA REDI

La dottrina di questa giovane carmelitana di Firenze (1747 1770) è una cosa sola con la sua vita: ho voluto consumare nel silenzio e nel nascondimento la sua esistenza per quel Dio, che a lei si era comunicato come il più grande amore.

Il vostro cuore sarà l'altare, dove si ha da fare questa consumazione di me in Voi.

 

CONFIDENTE FINO ALL'EROISMO:

S. TERESA DI GESù BAMBINO

Teresa di Gesù Bambino (1875 1897), francese, è contemplativa e missionaria. La sua breve avventura è segnata dalla piccola via. Una vita all'apparenza incolore, ma di un'intensità straordinaria. Ella conosce la tentazione dell'ateismo e si offre vittima di carità per i suoi fratelli. è patrona delle Missioni. Recentemente, il 19 ottobre 1997, a conclusione del primo centenario della morte, Giovanni Paolo Il l'ha proclamata Dottore della Chiesa. Diventano così tre i "dottori" del Carmelo. Teresa è il più giovane Dottore della Chiesa: ventiquattro anni!

Ho trovato la mia vocazione: nel cuore della Chiesa, mia madre, io sarò l'Amore!... così sarò tutto (Ms. B 5v0).

 

NEL CUORE DEL MISTERO:

BEATA ELISABETTA DELLA TRINITà

Elisabetta Catez (1880 1906) entra a ventun'anni nel Carmelo di Digione. Meditando S. Paolo trova il suo nome nuovo e la sua vocazione: Lode di gloria. Si inabissa così nel cielo della fede in adorazione dei suoi Tre. Giovanni Paolo Il l'ha beatificata in San Pietro il 25 novembre 1984.

O miei Tre; mio Tutto, mia Beatitudine, Solitudine infinita, Immensità in cui mi perdo, mi consegno a voi come preda

 (Elevazione alla SS. Trinità).

 

IL SANTO DELLA CITTà DEL PAPA:

S. RAFFAELE DI S. GIUSEPPE

(RAFFAELE KALINOWSKI)

Raffaele di S. Giuseppe (al secolo: Josef Kalinowski), nacque a Vilna da famiglia polacca il luglio 1835 e morì a Wadowice, il 19 novembre 1907. Laureatosi in ingegneria all'Accademia del Genio Militare a San Pietroburgo, fu assegnato alla fortezza di Brest Litowski e promosso capitano di Stato Maggiore dell'esercito russo. Nonostante la volontà di lasciare la vita militare, aderì all'insurrezione per salvare, dal potere zarista di occupazione, la Polonia, accettando la nomina di ministro della guerra a Vilna. La notte del 24 ottobre 1864 venne arrestato e condotto in carcere. Fu condannato a morte, sentenza che gli fu commutata in dieci anni di lavori forzati in Siberia. Nel 1874 ottenne la libertà e fu rimpatriato. Nel 1877 entrò al Carmelo. Ordinato sacerdote nel 1882, si impegnò soprattutto nel ministero del confessionale, nella direzione spirituale e pieno di zelo ecumenico operò ardentemente per l'unità della Chiesa. Fece rifiorire in Polonia rordine del Carmelo Teresiano.

Il Signore conduce ognuno per le sue vie.

 

DIO è GIOIA:

TERESA DELLE ANDE

Teresa di Gesù, delle Ande, il cui nome prima di entrare in monastero era Juanita Solar, nacque a Santiago del Cile il 13 luglio 1900. A quindici anni entrò nel collegio delle religiose del Sacro Cuore e l'8 dicembre 1915 fece voto di consacrarsi totalmente al Signore. Il 7 maggio 1919 entrò tra le Carmelitane Scalze della cittadina di Los Andes, prendendo il nome di Teresa di Gesù. Il venerdì santo del 2 Aprile 1920 si ammalò di tifo. Il giorno 5 ricevette gli ultimi sacramenti ed emise la professione religiosa in articulo mortis. Spirò il 12 aprile 1920 dopo aver trascorso al Carmelo, come postulante e come novizia, soltanto undici mesi. è stata canonizzata in San Pietro a Roma da Giovanni Paolo Il il 21 marzo 1993.

La mia vita è strettamente unita alla vita della Chiesa.

 

LA PASSIONE PER LA VERITà:

S. TERESA BENEDETTA DELLA CROCE

(EDITH STEIN)

Edith Stein nasce a Breslavia nel 1891 da genitori ebrei. Nel 1913 perde la fede. Dal 1916 al 1918 è assistente di Husserl. Sfogliando per caso l'autobiografia di Santa Teresa ne rimane così colpita che, dopo aver passato un'intera notte immersa nella lettura, scriverà in calce al libro: Questa è la Verità. Si converte così al Cristianesimo. Trascorre gli anni dal 1922 al 1933 tra insegnamento e impegni culturali che la portano in molte città d'Europa. Entra prima al Carmelo di Colonia e poi in quello di Echt in Olanda. Deportata dalla Gestapo muore ad Auschwitz nel 1942. L'11 ottobre 1998 in piazza San Pietro a Roma, nel corso di un'imponente celebrazione, è canonizzata da Giovanni Paolo Il.

La mia ansia di verità era una continua preghiera.

 

IL CARMELO OGGI

Nella fedeltà viva e coerente all'orazione e alla vita di orazione i Carmelitani Scalzi si sforzano di raggiungere "quella esperienza del Dio vivente che nella Chiesa è il loro titolo di nobiltà, la loro speciale vocazione, la loro missione salutare. Solo così essi sanno di essere nel mondo di oggi le guide e i maestri degli uomini assetati di comunione e di esperienza di Dio" (Giovanni Paolo II). Per questo a tutti coloro che vogliono fare un'esperienza di preghiera secondo lo stile di vita carmelitano, essi intendono offrire: un ambiente di pace e di fraternità un clima di silenzio e di solitudine una direzione spirituale un approfondimento della vita cristiana attraverso celebrazioni liturgiche, meditazioni, riflessioni teologiche... 'la Chiesa ha bisogno di chi ascolta le lezioni sublimi, gravi e difficili, di S. Teresa di Gesù e di S. Giovanni della Croce. Ha bisogno di chi abbia l'audacia di una scelta così unica come la vostra" (Paolo VI). La famiglia del Carmelo Teresiano è presente in tutti i continenti e comprende:

 

I Carmelitani Scalzi, che operano in 68 nazioni con 3.765 religiosi distribuiti in 459 case.

Le Carmelitane Scalze, presenti in 81 nazioni con 857 monasteri e i 3.195 religiose claustrali.

Le suore Carmelitane di vita attiva, suddivise in 69 Congregazioni diverse, che si ispirano tutte allo stesso carisma.

L' Ordine secolare con circa 27.000 laici riuniti in 677 'fraternità" sparse in molte parti del mondo. Fanno inoltre parte della Famiglia del Carmelo anche varie Associazioni laicali, tra cui: le Confraternite dello Scapolare, il Movimento Carmelitano dello Scapolare...

 

 

SE VUOI CONOSCERE LA SPIRITUALITà DEL CARMELO O VIVERE QUALCHE GIORNO DI VITA CARMELITANA:

 

CARMELITANI Scalzi Convento di Concesa

Tel.02/90961489 Fax 02/90964144

20056 TREZZO D'ADDA (MI)

è casa di accoglienza e ritiri, esercizi spirituali.

Sede del Noviziato.

 

CARMELITANI SCALZI

CENTRO CARMELITANO VOCAZIONI

Viale C. Battisti, 52 Tel. 039/322944 039/323506

20052 MONZA (MI)

è casa di promozione, animazione e discernimento vocazionale.

Sede del Postulandato.

 

CARMELITANI Scalzì

Eremo "Santa Maria del Monte Carmelo"

21030 CASSANO VALCUVIA (VA)

Per informazioni: tel. 039/3229944/323506

è luogo di accoglienza per gruppi di ragazzi/e

giovani in discernimento vocazionale.