LETTERA AI
GIOVANI SULLA SESSUALITA’
Di
Padre Andrea Gasparino
Introduzione.
Carissimi,
a pochi chilometri da dove mi trovo hanno fatto un deposito enorme di rifiuti:
tutti i Comuni delle nostre valli si sono consorziati, e ne è venuto fuori un
impianto gigantesco in piena campagna. Poi, in questi anni, l'acqua della
pioggia si è riversata sulla montagna di rifiuti, ha imbevuto il terreno, ed
è diventata acqua velenosa.
Tutti i prati verdi, per un raggio di molti chilometri, sono stati avvelenati, l'erba è appassita, è stata come bruciata dai veleni. Le cascine, anche molto lontane dai depositi, hanno dovuto essere abbandonate perché non c'era più vita né per gli animali né per le persone.
Di
queste insensatezze oggi è piena la terra. Dicono che la sabbia del deserto sta
invadendo le zone più prospere dell'Africa, a motivo del disboscamento
forsennato.
In
Germania, dove la tecnologia è a un grado tanto avanzato, intere foreste di
conifere sono state uccise dalla pioggia acida. Nelle grandi città i bambini
vanno a scuola con la mascherina, perché l'aria che respirano è satura di
ossido di carbonio e devasta i loro polmoni.
Non
siamo più sicuri di nulla, né dell'acqua che beviamo, né del pane che
mangiamo, né della carne che consumiamo...
Che
cosa sta succedendo sulla terra? Gli uomini stanno perdendo la testa? Con il
loro consumismo sfacciato stanno distruggendo tutto?
Se
passiamo al campo della moralità, le cose sembrano anche più tragiche: la
televisione, il cinema e la stampa gestiscono in grande la loro scuola di
depravazione, di violenza; non sembrano avere altra mercanzia da vendere al
grande pubblico.
Provate
a contare tra i film prodotti quest'anno, quelli che possiamo chiamare
formativi: ci stanno sulle dita di una mano.
Date
un'occhiata a un'edicola di giornali, e lì vedete la moralità pubblica: c'è
posto per ogni porcheria, ma di giornali seri non ne trovate molti, sono rari
come le mosche bianche.
Che
ne sarà dell'educazione dei bambini, della formazione di voi giovani alla
vita? Se qualcuno alza la voce (quella del Papa non manca mai), gli si grida
contro qualificandolo di sorpassato. È come se in un naufragio si alzasse
il pugno contro chi rischia la vita per far giungere le scialuppe di
salvataggio...
La
società moderna rotola giù nel baratro, spensieratamente. Cosa fare allora?
Lasciarsi andare a fondo?
Una
speranza solida come una roccia, una precisa volontà di Dio. Dio ci vuole
salvare: «Dio ha tanto amato il mondo, da dare il suo Figlio unigenito perché
chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna» (Gv 3,16). Gesù
Cristo ha dato la vita per salvarci.
Nel
profondo del cuore umano c'è tanto bisogno di luce, tutti anelano a un mondo
pulito, e abbiamo tutti i mezzi per vivere nel pulito. E oso dire, per la
conoscenza che ho di voi giovani, non c'è mai stata sulla terra - pure in
questo caos soffocante di immoralità - tanta purezza come oggi, tanta santità
come oggi:
-
cristiani che rifiutano ogni menzogna;
-
sposi e fidanzati capaci di compiere eroismi per salvare la loro fedeltà;
-
educatori che danno la vita per la loro missione;
-
uomini e donne che consumano l'esistenza per il bene dei loro fratelli.
Mai
come oggi la battaglia per difendere i valori profondi dell'uomo è stata
tanto sanguinante. Per questo non è lecito disperare.
Entriamo
nel problema della sessualità. Anzitutto è da ribadire una verità che oggi si
va offuscando. Mai come oggi il sesso è stato tanto vituperato, profanato,
calpestato.
Bisogna
partire anzitutto da idee chiare. La sessualità non è un'invenzione umana: è
nata dalla mente di Dio, e tutto quello che viene dalla mente di Dio è
perfetto. Però...
Sentite
un paragone. Un giovane papà sogna di fare con la tredicesima il più bel dono
al suo bambino che è pieno di vitalità. Gli compra la bicicletta nuova fiammante.
Cosa direste se il bambino, mentre il papà è al lavoro e nessuno lo vede,
prende la bicicletta, la porta in cortile, poi con un martello di suo padre,
aiutato da un coetaneo più robusto di lui, la fa a pezzi, riducendola a un
mucchio di rottami? Cosa pensereste voi davanti a un atto simile?
Mi
direste: è un piccolo mascalzone, ha nel sangue qualcosa di depravato, non
basta nemmeno sculacciarlo, bisogna punirlo in modo che comprenda la sua insensatezza.
Bene,
lo sapete che in tanti giovani succede proprio questa storia con la loro
sessualità? Un dono straordinario di Dio viene ridotto a un cumulo di rovine,
in un momento di insensatezza. E poi questi ragazzi non risalgono più la
china, rimangono senza forze, poveri uccelli con le ali tarpate.
Se
ne è fatto un gran polverone, in campo educativo, dell'educazione sessuale:
gente per il sì, gente per il no, schieramenti contrapposti, feroci.
Naturalmente
noi cristiani siamo per il sì, noi diciamo che si deve fare educazione
sessuale. Solo che affermiamo che il compito primario è della famiglia; se la
famiglia non ci arriva, allora va aiutata; se non può essere aiutata, in
seconda battuta andrebbe bene anche la scuola.
Ma
c'è un rischio: che facciano salire in cattedra dei somari che hanno idee
distorte sull'educazione sessuale. La scuola prende spesso questi abbagli: dà
la parola a gente incompetente. L'educazione sessuale non si insegna come la
storia o la geografia o le scienze naturali, non la può insegnare un maestro
che è complessato dal sesso.
Non
basta essere brillanti, bisogna essere sessualmente maturi, gente che vive una
sessualità armoniosa e virtuosa, gente adulta nel suo sviluppo sessuale,
trasparente, capace di parlare di sesso guardando negli occhi i propri
figli. Di insegnanti così, giudicatelo voi se la scuola non è un tantino
carente.
Dunque,
noi cristiani siamo per l'educazione sessuale, e riteniamo che per voi giovani
urge un'educazione sessuale ad ampio raggio.
1.
CINQUE GRADINI DI MATURAZIONE SESSUALE
Cominciamo.
Direi che il giovane deve salire cinque gradini di maturazione. Questi:
l.
allargare gli orizzonti della sessualità;
2.
educarsi al pulito;
3.
educarsi all'amore;
4.
educarsi al sacro;
5.
capire che Dio chiama tutti alla santità.
1
• ALLARGARE GLI ORIZZONTI DELLA SESSUALITÀ
La prima cosa da mettersi in testa e nel cuore è la grandezza e bellezza della sessualità: capirla come un grandioso progetto di Dio. E ogni progetto di Dio è santo!
La
sessualità è un dono che purtroppo Dio ha affidato all'incoscienza degli
uomini, e tanti l'hanno smantellata nella sua dignità.
Per
molta gente dal Cervello piccolo la sessualità ha un certo contenuto di
macchiato. Che pena! Da Dio non vengono doni macchiati o guasti. Se c'è
qualcosa di sporco nella sessualità, viene solo dall'uomo, non da Dio.
La
sessualità è un dono fatto da Dio per l'elevazione dell'uomo: è una delle
poesie più stupende della vita umana; attraverso questo dono la vita umana si
propaga, si conserva, si arricchisce.
Da questo dono nasce la famiglia: il fiore più bello per la formazione e la difesa dell'uomo. Oggi, declassando e inquinando la sessualità, si è anche inquinata la famiglia; anzi, quando la sessualità è profanata, ecco, comincia lo sgretolamento della famiglia. Datemi degli sposi che profanino la loro sessualità, voi vedrete che giungeranno a poco a poco a distruggere la famiglia e a tirare su delle creature infelici.
Il
peccato umano ha ferito tutto l'uomo, anche la sua sessualità. Per questo la
sessualità ha bisogno di redenzione, e di formazione.
2
• EDUCARSI AL PULITO
Chi
non è educato al pulito, non comprende la sessualità. Occorrono: linguaggio
pulito, occhi puliti, pensieri puliti, azioni pulite. Vediamo insieme.
Linguaggio
pulito.
Ragazzo, devi imparare ad aver orrore del discorso impuro, e a guardarti dalle
bocche sporche. Ti lasciano sempre qualcosa dentro che ti insudicia. Se
frequenti con tanta libertà gente pidocchiosa, si capisce che presto o tardi
prendi i pidocchi anche tu.
Oggi il turpiloquio è salito di grado: vedi gente che sembra educata e colta, e quando apre bocca è una cloaca di parolacce.
Chi
è facile al discorso sporco, alla barzelletta lurida, stai certo che è
impigliato in disordini sessuali preoccupanti. Non è capace di pensieri
grandi chi è sempre impantanato in discorsi depravati.
Occhi
puliti. Se agli occhi
concedi tutto ciò che chiedono, tu non arrivi alla vera, profonda educazione
sessuale.
Oggi
la battaglia è spietata. Non c'è più misura nella pornografia. La pubblicità
commerciale è spesso un apparato pornografico. Se hanno da spiattellarti un
cartoccio di patatine, c'è bisogno di una figura pornografica se no le
patatine non arrivano a destinazione.
Come
difenderci dalla pornografia? Non ho mai saputo rispondere. La cosa più
semplice è rifiutare con radicalità gli spettacoli di cinema e tv che
guazzano nel porno. Si può, e come! Quando invece comandi ai tuoi occhi,
l'educazione sessuale prende consistenza, perché facilmente arrivi a essere
padrone anche dei tuoi pensieri.
Pensieri
puliti. Il mondo dei
pensieri sembra impossibile da controllare. È come imprigionare il vento.
Eppure devi avere il coraggio di ammettere a te stesso che tu diventi quello che
pensi. Se non comandi ai tuoi pensieri, tu non comandi a nulla dentro di te.
I
pensieri preparano i desideri, i desideri maturano le azioni, e tu diventi
quello che pensi. Se pensi sensuale diventi un sensuale. Se diventi un
sensuale, il tuo cuore si inquina e prepara le debolezze.
I
pensieri sono il tuo respiro: se respiri aria malsana, certo i tuoi polmoni si
riempiono di microbi micidiali.
Azioni
pulite. Qui siamo
approdati a un campo delicato. Parliamo un poco della masturbazione. È
egoismo che ripiega e chiude su se stessi. È la piaga tremenda di tanti
adolescenti, e anche di tanti adulti. È una catena pesante che certi giovani
non riescono più a spezzare. E si scoraggiano.
Ricordati
di una cosa: non puoi andare al matrimonio con questo vizio addosso, anzi, non
puoi fidanzarti con questa schiavitù: condizionerebbe dal primo momento il tuo
rapporto.
Chi
ha il vizio della masturbazione ha dentro di sé una carica pesante di
debolezza, che spezza ogni ideale. Chi ha questo vizio non è capace di grandi
ideali.
Ma
da questo vizio si può uscire, se si lotta. Dalla masturbazione si esce con
la forza di Cristo, e con una lotta disciplinata.
Bisogna
affrettarsi subito a precisare che il vizio della masturbazione si ferma e si
sradica quando tu lo vuoi. Se hai il vizio di fumare dicono che sia tremendo
smettere; del vizio della masturbazione è più facile venirne a capo.
Cristo
te lo comanda: vuole che tu bandisca ogni disordine: «Se il tuo occhio ti
scandalizza, cavalo! Se la tua mano ti è causa di peccato, tagliala!».
Questo linguaggio drastico di Cristo devi applicarlo a ogni disordine
sessuale.
Cristo ti chiama a una vita armoniosa. Dunque, se tu lotti e Cristo è con te, è impossibile che non vinca tu.
Che cosa fare? Eccoti una buona ricetta, ben provata da una lunga esperienza.
•
Schiettezza sanguinante: occorre schiettezza assoluta con se stessi, e con un
sacerdote. Scegli un sacerdote con cui aprirti, stendi un rapporto scritto
sulla gravità del tuo vizio, poi va' da lui con regolarità. La tua schiettezza
e la forza del sacramento del perdono faranno miracoli.
•
Sii onesto a non alimentare in te il fuoco della sensualità: proteggiti da
spettacoli, pensieri, fantasie, discorsi, letture sensuali.
Se concedi ai tuoi occhi tutto ciò che essi chiedono, se indugi sulle fantasie impure, si capisce che poi sei debole, che la volontà è sempre più fragile. Se un malato si espone alle correnti d'aria, si capisce che si prende i malanni.
•
Non perdere tempo a piagnucolare, ripara, fallo subito. A ogni festa di Maria
SS.ma chiedi il miracolo della guarigione. L'intercessione di Maria, e la tua
voglia di lottare, presto o tardi faranno il miracolo.
•
Ripara con prontezza ogni caduta, buttandoti in qualche atto generoso di carità.
La masturbazione è egoismo allo stato puro, la medicina infallibile è la
carità. Si vince con la carità.
Ricorda:
Dio ci vuole liberi e maturi, la masturbazione rende schiavi e infantili.
3
• EDUCARSI ALL'AMORE
Parlo
di amicizie. Devi processare le tue amicizie con serenità e con garbo, ma devi
farlo, perché l'amicizia deve farti crescere, non imprigionarti nella tua
debolezza.
L'amicizia
è uno dei doni più grandi che Dio fa all'uomo, è un dono delicato che esige
cure e attenzioni. L'amicizia è un dono meraviglioso di Dio, per formarci
all'amore.
L'amore!
La parola umana più profanata, la più bella e la più maltrattata, la più
semplice e la più fraintesa. L'amore è rispetto della persona, non
scatenamento dei propri egoismi. Quando sentite la parola amore siete talmente
abituati alla sua profanazione, che subito il pensiero vi porta a qualcosa di
negativo.
Bisogna assolutamente verificare le nostre idee sull'amore. Tutti! perché tutti nasciamo per amare.
Quand'è
che un ragazzo ama una ragazza?
Quando cerca il suo bene, il suo vero bene. Il suo vero bene però non sta in quel che piace a te, sta in quel che piace a Dio:
•
sei fragile? Devi diventare forte, e io ti devo aiutare;
•
hai un bisogno reale? Io ti aiuto a colmarlo, ma non approfitto di te per
i miei egoismi;
•
sei bella? Ma prima di scegliere la tua bellezza scelgo la tua persona,
scelgo i valori profondi che ci sono in te.
L'attrazione
fisica non
è la profondità dell'amore, è un coefficiente abbastanza secondario
dell'amore. Quando avrai scelto la compagna della tua vita, se l'hai scelta
nell'amore vero, tu le sarai legato anche quando la sua bellezza sparirà.
Tu
hai scelto la sua persona, non la sua giovinezza, non la sua bellezza, non il
suo fascino, anche se tutti questi elementi hanno avuto il loro ruolo per la
tua scelta.
E
la prova qual è, se hai scelto la persona più che le sue qualità esteriori?
La prova è che sei pronto a qualunque sacrificio per lei. L'amore è donarsi
nella gioia, ma anche nel sacrificio. Finché non sei pronto al sacrificio dei
tuoi gusti, il tuo non è amore autentico.
Quando
vedo che certi ragazzi vanno al matrimonio con una spensieratezza completa, come
se andassero a uno spettacolo rock, mi gela il sangue nelle vene, perché mi
domando: quanto tempo starà in piedi quel matrimonio? Cosa ne sarà dei loro
bambini se ne avranno?
Sì,
perché troppi ragazzi vanno al matrimonio senza essere capaci di amare, senza
aver capito che amare è donarsi fino al sacrificio.
Nessuno
ha detto loro che amare è:
-
sacrificarsi, rinnegarsi, rispettare i gusti dell'altro,
-
tacere quando si ha una voglia matta di parlare,
-
rinunciare a tutti i propri capricci,
-
saper rispondere a tutti i bisogni,
-saper
indovinare i desideri,
-
cercare in ogni momento il vero bene dell'altro rinunciando al proprio
tornaconto e alle proprie scelte,
-
sapersi donare, cambiare la tua esistenza in dono! E questo non per un giorno,
ma per la vita intera.
Ecco,
tutto questo è amare.
Così,
l'amore esige prima del matrimonio una revisione seria, un'adeguata formazione
del carattere. Chi va al matrimonio senza aver formato il carattere è un poveretto,
come chi si sposa e non ha nemmeno la casa.
Se
il tuo carattere si accende come un fiammifero alla prima contraddizione, come
farai a reggere quando nasceranno i contrasti profondi tra te e lei?
Anche
la formazione del carattere è amore: devi limarlo in modo da saper convivere
e rispettare le angolature degli altri.
Se
il tuo carattere è sempre in frizione, il tuo matrimonio starà poco ad
andarsene a gambe levate.
E
la formazione all'amore, non sognare di farla sei mesi prima del tuo matrimonio:
la devi iniziare al più presto, subito.
Comincia
ad amare in casa, ma seriamente. Comincia a sacrificarti in casa, seriamente,
e senza crederti un eroe.
La
tua casa è un'ottima palestra per addestrarti ad amare, e per limare il tuo
carattere. Più presto cominci, migliore sarà il tuo matrimonio.
4
•
EDUCARSI AL SACRO
Questo
è il grado superiore di educazione sessuale, finché non si giunge qui, manca
il più nell'educazione sessuale. Bisogna che entri nel tuo cuore una verità
sublime: il sesso è una realtà segnata dal sacro. La prova è questa: Dio ha
legato la sessualità al mistero della vita.
Dicono
che nella spiritualità indù il rapporto sessuale è compiuto dagli sposi come
un atto sacro. Conosco tanti sposi cristiani che vivono il rapporto matrimoniale
come un atto sacro, preparato nella preghiera e nella purificazione da ogni
egoismo. Il loro donarsi per amore, diventa un momento di grazia che li
arricchisce.
La formazione al sacro deve cominciare in tempo, fin dalla fanciullezza: imparando il rispetto per tutto ciò che è attinente al mistero della vita e del sesso. È una mentalità che dobbiamo rafforzare nell'adolescenza.
Per
esempio quando l'adolescente passa vicino a una donna incinta, deve imparare a
fare una preghiera per la piccola creatura che quella mamma porta in sé, e
un'altra per quella mamma, perché sia capace a educare quel bimbo in modo
sapiente, e sia capace di sopportare tutti i sacrifici che Dio le chiederà per
la vita di quel bimbo.
L'incontro
con una mamma in attesa di un figlio è un momento di grande commozione per
l'adolescente. Quando questo senso del sacro è vivo, si capisce che la sua
maturazione sessuale sta giungendo a un livello altissimo.
Rapporti
prematrimoniali
Parliamo un momento, è il suo posto più giusto, dello spinoso problema dei rapporti prematrimoniali.
È
un punto importante nella formazione dei giovani, è la loro prova del fuoco. Da
questo problema nasce la serietà del futuro matrimonio, o il suo sfascio.
Mi
ha sempre colpito un dato di fatto impressionante: i matrimoni falliti che ho
incontrato nella mia vita, sono partiti tutti con rapporti prematrimoniali
sbagliati. Non ho ancora incontrato un solo caso di matrimonio ben riuscito
che affondava la sua radice in un fidanzamento sbagliato.
Il
fidanzamento e il matrimonio sono due realtà legate, ma diverse: il
fidanzamento è preparazione e attesa. Il matrimonio è compimento.
Perché
la Chiesa dice no ai rapporti prematrimoniali?
Per tanti gravi motivi. Eccone alcuni.
1. Il rapporto prematrimoniale è un'ingiustizia e una slealtà, perché la Chiesa considera l'atto matrimoniale come un atto con cui ci si impegna irrevocabilmente. Ora è lecito prendere alla leggera questo atto? E giocare con questo atto? «Pongono il segno del matrimonio senza che vi sia il matrimonio», si legge in un documento dell'Episcopato tedesco: è qui la sua gravità.
Un
giovane mi ha chiesto: «Perché la Chiesa, nonostante la mentalità che
circola, è sempre sulle sue posizioni di massima severità in questa
faccenda?».
Ho
risposto: ma la Chiesa non c'entra, è la severità di Cristo che obbliga la
Chiesa ad aprire gli occhi e a farli aprire. Alla Chiesa sarebbe più comodo
essere blanda, fare la tollerante come fanno tutti, come ormai è di moda.
Ma
non può, perché Gesù Cristo ha parlato chiaro sulla santità del matrimonio -
cioè sulla sua serietà - fino a dire: «Avete inteso che fu detto:
"Non commettere adulterio", ma io vi dico: chiunque guarda una donna
per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore» (Mt
5,27).
Il
vincolo matrimoniale è così sacro, che basta uno sguardo impuro, un desiderio
impuro, a sporcarlo e a infrangerlo. Ora giudica tu come è grave il
divertirsi con l'atto matrimoniale.
E
la coscienza te lo conferma, se sei profondamente sincero, che Cristo ha
ragione: non si può donare il corpo senza donare se stessi.
2.
Un motivo serio che convalida la severità della Chiesa è questo: la libertà
prematrimoniale impoverisce la conoscenza vera, e non verifica affatto
l'amore.
La
prova dell'amore tra i due ragazzi è macchiata e disturbata dalla loro
sensualità; chi indulge ai rapporti prematrimoniali giunge al matrimonio
senza aver fatto la prova dell'amore.
E
l'amore senza gratificazioni quello che conta: due giovani che si lasciano
andare vanno al matrimonio con gli occhi bendati, senza sapere se saranno capaci
di essere reciprocamente fedeli.
3.
Un'altra riflessione che mi impressiona è questa: l'amore vero non è mai
cedimento o conquista, l'amore vero rende migliori e sereni. Voglio vedere com'è
la coscienza e la pace interiore di chi corre dietro ai suoi istinti e alle sue
passioni.
Una
ragazza mi ha confidato: «Ho risposto così al mio ragazzo che cercava
soddisfazioni sensuali: "Ho detto no perché: non
ti considero un ragazzino da accontentare, ma ti considero un amico da aiutare a
crescere, e che aiuta me a crescere.
Se
mi ami veramente, devi considerarmi una persona, non devi considerarmi un
oggetto. Baloccarti con l'amore è troppo infantile. Non voglio sciupare
l'amore"».
Sono
risposte che vengono dallo Spirito Santo.
4.
C'è un'insidia che sembra vestita di luce, ma è piena di menzogna. Eccola:
dobbiamo vedere se siamo fatti una per l'altro, se fra noi c'è armonia
sessuale.
Menzogna! Il matrimonio non è un gioco sessuale. Il divertirsi non chiarisce certo l'armonia sessuale. E il rispetto che crea l'armonia, non il divertirsi. Il divertirsi usando un atto sacro, scatena e fomenta l'egoismo; non crea l'armonia, la minaccia.
Ho
sentito un sacerdote presentare questo paragone: «Sono chiamato al sacerdozio,
ma prima del giorno in cui sarò consacrato non posso né celebrare la Messa né
dare l'assoluzione. Se lo facessi commetterei un delitto. Eppure a tre mesi
dalla prima Messa conosco già il messale e ho finito i miei studi».
Solo
col sacramento dell'Ordine il novello sacerdote riceve da Cristo il sì che lo
investe della missione di sacerdote per tutta la vita.
Così
due giovani col matrimonio ricevono il sì di Cristo che li rende capaci di un
sì reciproco, fedele per tutta la vita, e insieme sono investiti della missione
sublime di trasmettere la vita.
5.
Lo so che l'andazzo è grande e troppa gente ci casca. Si dice: «Ci mettiamo
insieme e vediamo», e si sottintende: se non va, ognuno ritorna per conto
suo.
Non
è un ragionare da persona, è un ragionare animalesco. È lo sfascio della
famiglia, che spesso la fa pagare ai figli. È la premessa per gli squilibri
affettivi, è calpestare la missione matrimoniale, è la strage della famiglia
nel presente e nel futuro.
Un'altra
famiglia che nasce sullo sfascio di un matrimonio andato a monte, è una
desolazione! Che consistenza potrà avere costruire su un divorzio un'altra
famiglia, calpestando cocciutamente la legge di Dio?
5
• CAPIRE CHE DIO CHIAMA TUTTI ALLA SANTITÀ
Dio ci ha creati per la santità. Ci ha modellati nella santità, ci ha fatti tempio vivo dello Spirito Santo. La santità di Dio abita in noi. Da sempre l'uomo si realizza in pienezza solo se aspira alla santità.
Paolo
aveva il coraggio di parlare in termini estremamente chiari ai primi
cristiani:
•
«Il Padre ci ha benedetti in Cristo, con ogni benedizione spirituale, in lui
ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e senza macchia»
(Ef 1,3-4).
•
«Non sono più io che vivo, è Cristo che vive in me» (Gal 2,20).
•
Sì, è vero, il mondo è pieno di peccato, è infangato di orgoglio, di
menzogna, di violenza e di sensualità, «ma Cristo è lo stesso, ieri, oggi e
sempre» (Eb 13,8).
E
allora la Chiesa osa proporre la santità a tutti, giovani e adulti, fidanzati
e sposi, vergini consacrate e preti. Ecco cos'ha detto il Sinodo dei Vescovi: «Il
Concilio ha proclamato la chiamata di tutti alla santità... La santità
significa e supera la realizzazione di ogni desiderio dell'uomo» (Messaggio
del Sinodo, n. 4).
Insomma
la Chiesa moderna dice che tutti i desideri dell'uomo moderno devono
concentrarsi lì: essere santi, perché la santità - nonostante ogni apparenza
contraria - è quella che colma ogni desiderio vero dell'uomo.
In
parole povere la Chiesa di oggi ha il coraggio di affermare: l'uomo moderno è
realizzato solo nella santità.
L'uomo
moderno ritrova se stesso, il suo equilibrio interiore, solo se tende con
tutte le forze alla santità!
È
un'utopia? Anche andare sulla luna era. un'utopia, ma ce l'abbiamo fatta.
Guardati
intorno e scopri i santi che lo Spirito suscita nel mondo moderno. Non parlo
dei santi di grido, come madre Teresa, Raoul Follereau, Papa Giovanni, I'Abbé
Pierre, Roger Schutz, Chiara Lubich, Helder Càmara; parlo invece dei santi
anonimi che incontri per la strada, sul lavoro, nella scuola, allo stadio, al
bar.
Parlo
dei santi che trovi dappertutto: sposi santi, fidanzati santi, madri di
famiglia sacrificate e sante, papà santi, vecchi, giovani santi, operai,
studenti, medici, infermieri, professionisti santi, preti, suore sante.
Ogni
giorno, se hai l'occhio, t'imbatti in un santo. Non dire che è un'utopia: mai
come oggi il mondo è stato pieno di santi a tutti i livelli, in tutte le classi
sociali e di tutte le età.
Dunque,
giovani, svegliatevi: oggi non si può più vivere da cristiani annacquati; il
cristianesimo all'acqua di rose è un cristianesimo sorpassato.
2.
DOMANDE E RISPOSTE
«Che
male c'è? Fanno tutti così!».
Sì, si dice sempre che fanno tutti così. Più c'è paganesimo, più «fanno
tutti così». Ma la morale della massa non è morale.
È
la coscienza che deve ispirare gli atti di un uomo. E per un cristiano è la
coscienza illuminata dagli insegnamenti di Cristo.
Dio
pretende che il tuo amore sia crescita, non distruzione. La sensualità senza
freno non fa crescere l'amore, lo distrugge. È egoismo a due. Indebolisce
l'amore. È questo il motivo per cui Dio ti chiede di dire no a una scelta di
comodo.
I
matrimoni che si sfasciano sono sempre i matrimoni cominciati male, dove i due
non hanno sperimentato l'amore, a motivo della sensualità sfrenata. Finché
cerchi lei a motivo del tuo egoismo sessuale, inquini il tuo e il suo amore. Se
l'amore non sa riscattare il vostro egoismo, se ha sempre bisogno di
soddisfazioni sessuali, è un amore egoistico e immaturo. Non reggerà alle
lotte della vita.
Cristo
non è per l'amore facile. Cristo ti chiede un amore che resista al capriccio
del momento. Cristo ti chiede un amore che cresce e che purifica.
«La
castità non è possibile».
Storie! La castità è possibile, e come! La castità coniugale, poi, è solo
ordine sessuale. Però è necessario che non sia l'egoismo la realtà che ispira
la vita.
E
per dimostrarti che la castità è possibile, e poi per dare forza alla tua
debolezza, Gesù Cristo ha voluto che nella Chiesa esistessero schiere di
giovani pronti alla rinuncia completa, radicale, nella castità perfetta per
tutta la vita. Nel mondo esistono un milione di donne consacrate a Dio che si
sono votate alla castità perfetta per tutta la vita. Quasi altrettanti sono
gli uomini (religiosi e sacerdoti) che si sono impegnati in nome di Gesù
Cristo a percorrere questa stessa strada.
In
tutte le religioni storiche (eccettuato forse 1'Islàm) esiste il culto della
castità perfetta: migliaia di uomini, sotto tutti i paralleli, la scelgono.
Questo
dimostra che la castità è possibile all'uomo, anche la castità perfetta che
la Chiesa richiede fino al matrimonio.
«La
masturbazione non fa male a nessuno; perché la Chiesa la condanna?».
Non è la Chiesa che la condanna, è Gesù Cristo stesso. E la condanna perché
la masturbazione è la tomba della tua libertà. È egoismo allo stato puro.
Il male più grave della masturbazione è che intacca la tua personalità: difficilmente cresce nell'amore chi ha il vizio della masturbazione. È un virus che colpisce la volontà. È un disordine che Cristo condanna.
Questo
male rischia sempre di diventare abitudine, e l'abitudine crea a poco a poco una
mentalità egoistica che plagia la tua personalità. Se un giovane dorme su
questo male, diventa così profondamente egoista da segnare negativamente
tutta la sua esistenza.
Come
ho già spiegato, devi combattere contro la masturbazione, con serenità, ma
anche con serietà. L'uomo può vincere qualunque
battaglia quando lo vuole veramente. II cristiano poi ha dalla sua la forza di
Cristo.
«Gli
psicologi consigliano i rapporti prematrimoniali».
Gli psicologi disonesti sì! Lo psicologo onesto no, e lo psicologo cristiano ti
dirà sempre che così facendo ti stai fissando nell'immaturità.
Un grande psicologo che tutti conoscono - Eric Fromm - ha scritto: «La prima condizione dell'amore è la libertà. Libertà nel senso di essere privi di pastoie, di non essere legati e inceppati dalle cose, e dal proprio io».
Io
mi domando: due ragazzi che si impantanano nei rapporti prematrimoniali, sono
ancora liberi? Non sono degli «inceppati dalie cose e dal proprio io»?
Tu
lo sai come gioca sull'individuo la schiavitù del sesso: è una tenaglia che
ti imprigiona e non ti lascia più libero per nulla.
Perché
la Chiesa in nome di Cristo è rigida contro le esperienze prematrimoniali?
Perché vi incastrano, strozzano la vostra libertà. Arrivate a un punto che
non siete più padroni di decidere della vostra vita: la vostra libertà è
insabbiata e voi non siete più capaci di spezzare il cerchio chiuso dei vostri
orizzonti sensuali.
La
Chiesa si aspetta che il tuo amore sia portato sull'altare come omaggio a Dio,
perciò vuole che sia un amore responsabile. Cosa faranno nella lotta per la fedeltà
quei ragazzi che ora non sanno stare in piedi e crollano al primo fuoco
passionale? Sanno veramente se si amano? Hanno le prove?
Hanno
eluso la prova più profonda.
I
matrimoni che falliscono dopo pochi mesi sono in gran parte i matrimoni
cominciati con rapporti prematrimoniali; sono ragazzi che si sposano ma non
hanno dimostrato di amarsi sul serio. Hanno giurato un amore eterno, ma
l'hanno fatto da incoscienti, perché il loro amore era solo passionale, il loro
egoismo era intatto, il fidanzamento non l'aveva neppure scalfito.
«Perché
il matrimonio in chiesa?».
Per un motivo semplicissimo e importantissimo: tu sei un essere fragile, la tua
ragazza è fragile come te, ma il vostro amore è una cosa seria, e così
importante che tu hai bisogno di una forza più grande della tua: tu hai bisogno
di Gesù Cristo.
Il
matrimonio cristiano è questo: Gesù Cristo ti unisce a lei, e dà a tutti e
due la forza di amarvi fino alla morte. Donando tutto! Sfidando tutte le
vicissitudini della vita, gli alti e bassi dell'amore, le incomprensioni, le
gelosie. E anche gli egoismi e le bassezze dell'istinto.
Avete
bisogno di Cristo che purifichi il vostro amore, che lo renda forte, pronto a
tutti i sacrifici, lo renda costante. Ecco perché c'è un sacramento, ecco
perché Gesù Cristo vuole entrare nel tuo matrimonio.
Tu devi sentire il bisogno di farlo entrare perché la ami, perché non la vuoi deludere, perché non la vuoi ingannare. E lei ha bisogno di Cristo come te, per saper rispondere al tuo amore fino in fondo e per sempre. È questo il senso del sacramento. E questo il matrimonio cristiano.
«È
ardua la castità, a volte sembra impossibile».
Sì, la castità è una vetta altissima, è una parete di sesto grado.
Il
problema è tutto lì: essere allenati alle vette, ed essere sufficientemente
attrezzati per la scalata. Chi lascia allo stato brado i suoi istinti, è
naturale che non sia allenato alle vette. Chi accontenta se stesso in tutto, chi
non impara a dire di no a se stesso, chi non si è mai posto il problema dell'autodominio,
chi non sa dove il sacrificio stia di casa, è naturale che non ce la fa con
la castità.
Poi
è necessaria l'attrezzatura per l'alta montagna: con le pantofole non si
scala l'Himalaya. Certi passaggi in parete esigono buone corde, buoni chiodi,
e un po' d'ardimento.
•
L'attrezzatura fondamentale per la castità è la preghiera. Senza di quella
la castità è impossibile. La preghiera è la potenza di Dio che scende in
noi: quando dentro la nostra debolezza scende la potenza di Dio, non c'è
difficoltà che resista all'uomo. Sì, bisogna imparare a pregare, e bisogna
imparare l'abitudine della preghiera, cioè bisogna addestrarsi a essere
costanti nella preghiera. Non basta una preghiera appiccicata come un
francobollo alla nostra vita: occorre farci l'osso alla preghiera.
E
occorre imparare a qualificare la preghiera. C'è tipo e tipo di preghiera. C'è
la preghiera inconsistente come un soffio, e c'è la preghiera che è vita che
scende in noi. Chi impara a pregare, impara la strada della castità.
•
Poi c'è la seconda attrezzatura, la vigilanza. Siamo fragili. Non dobbiamo
peccare di ingenuità. Quando un'auto sbanda sul pendio, è solo un miracolo se
si ferma. Chi è presuntuoso, chi non ha paura della sua debolezza, chi non
accetta la sua debolezza, chi non ne tiene conto, difficilmente si salva dai
tranelli della sessualità.
•
C'è poi la terza attrezzatura: la volontà forte. La volontà allenata, la
volontà preparata al combattimento. La castità non è fatta per chi non allena
la volontà alla lotta. Le vette sono riservate ai coraggiosi che hanno saputo
temprarsi con un allenamento efficace.
«Gli
omosessuali sono dei perduti?».
No! No! No! Dio non fa sgorbi. Anche gli omosessuali possono realizzarsi, se
hanno buona volontà.
La
piaga è sempre più estesa e minacciosa. Ma diamo fiducia a questi ragazzi. Dio
li guarda con grande amore, sono sue creature. Ognuno chi essi ha un destino,
vanno aiutati e compresi.
Io oso affermare che l'omosessuale è un chiamato alla donazione totale di se stesso ai fratelli. Se ha il coraggio di accettare la sfida di Dio che lo chiama a servire il prossimo, può trovare in sé delle energie pari a chi sceglie il celibato per tutta la vita per il servizio dei suoi fratelli.
Ho
conosciuto degli omosessuali che hanno saputo abbracciare una vita eroica a
servizio completo dei poveri.
Ma
occorre avere il coraggio di amarli, questi ragazzi, tanto da far loro sentire
il palpito di tenerezza che Dio ha per loro, fino a far sprigionare in loro la
donazione completa a Dio. Occorre avere il coraggio di chiedere eroismi.
Essi
sono continuamente alla ricerca di chi li comprende e di chi li scusa. Il loro
peggior nemico è chi attenua le loro debolezze e fa concessioni alle loro
responsabilità. Il loro peggior nemico è chi li compiange senza aprire loro
gli orizzonti di Dio.
«Chi
sceglie il celibato per tutta la vita è un fuoriclasse?».
Niente affatto. È un chiamato da Dio, e ha la grazia per rispondere a questa
chiamata. È un uomo in carne e ossa come te, che lotta come te contro i suoi
istinti, che sente fremere la sua debolezza a ogni passo, ma ha trovato un
segreto di forza.
Non basta normalmente un alto ideale a sorreggere il cammino della castità perfetta. Occorre una forza che ogni giorno si ritempra e sorregge la volontà: una forza che difficilmente viene dall'uomo, e va implorata da Dio. La castità perfetta è come un andare contro corrente: se deponi i remi, è finita.
L'imitazione
di Cristo: quasi sempre è questo il grande ideale che si propongono coloro
che scelgono il celibato per il regno di Dio.
Ma
è indispensabile un'impostazione di vita che sorregga la debolezza e la
difenda; normalmente è necessaria una vita comunitaria fervente e una vita di
preghiera profonda. Chi ha scelto il celibato per il Regno e non ha alle sue
spalle una vita comunitaria efficiente, di solito non regge al suo impegno. Così
il consacrato che non prega non può portare avanti con serietà i suoi voti.
«Perché
la Chiesa incoraggia la scelta del celibato?». Se
Gesù ha vissuto la castità perfetta, se l'ha chiesta a chi lo voleva seguire
più da vicino, è segno che per il mondo, per la salvezza degli uomini, è
necessario che ci siano uomini e donne capaci di vivere nella castità perfetta
tutta la vita. E necessaria all'umanità questa rinuncia.
• Siamo legati fortemente nel nostro destino umano. C'è una legge nel mondo della fisica che si enuncia così: quando in una massa liquida si aggiunge anche solo un centigrammo dello stesso liquido, il livello di tutta la massa si alza in modo impercettibile. Ecco, è proprio ciò che avviene in mezzo all'umanità.
Siamo
così uniti nel nostro destino, che il delitto di un uomo, anche nascosto, fa
scendere il livello umanitario di tutta la massa umana. Viceversa, quando un
uomo compie un atto generoso ed eroico, tutta l'umanità ne guadagna.
Siamo
giustamente impressionati della degradazione morale a cui si è giunti. Ebbene,
non è possibile essere pessimisti finché esistono uomini e donne capaci, con
la forza di Dio, di vivere distaccati da ogni istinto carnale. Essi elevano il
mondo. Essi salvano dalla catastrofe l'uomo.
•
Poi forse c'è un'altra ragione per cui Cristo ha scelto la vita di castità
perfetta: tu sai quanto è difficile la lotta della castità; tu sai che a
volte sembra una battaglia impossibile; tu sai che chi è vile piega sempre su
questo ragionamento: vivere casti non si può!
Ecco,
questo ragionamento sbagliato ha bisogno di una confutazione lampante, la
confutazione che viene dalla testimonianza eroica di migliaia di uomini e donne
che in nome di Cristo, per una sua chiamata, per un servizio generoso dei
fratelli, sono capaci non di vivere per qualche tempo nella castità, ma di
sceglierla per tutta la vita.
Gandhi
diceva che il nerbo della Chiesa Cattolica, ciò che dà vigore al suo annuncio
e copre le sue macchie, è il celibato dei suoi preti.
E
un eroismo la castità perfetta per tutta la vita! Ma Cristo l'ha chiesta ai
suoi discepoli, perché col loro dono rafforzassero la volontà di lotta di
tutti i loro fratelli.
3.
A VOI FIDANZATI
Rivolgo
un appello soprattutto a voi fidanzati, che siete la speranza delle famiglie
nuove. Vi indico cinque sentieri di santità:
1.
imparate a pregare!
2.
imparate a dialogare!
3.
imparate a nutrirvi della Parola di Dio!
4.
datevi ai poveri!
5. prendete per guida una coppia di sposi santi!
Primo: imparate a pregare!
Cercate chi insegna la preghiera, andate magari in capo al mondo per trovare una vera scuola di preghiera. Ma trovatela.
Non
sposatevi se non avete imparato a pregare. Le tempeste della vita sono tante,
solo se imparate a pregare salverete il vostro amore nei momenti difficili.
Dovete
apprendere l'arte della revisione di vita. Se non sapete dialogare non sposatevi
ancora. Fatevi insegnare cos'è la revisione di vita da altri giovani che la
sanno fare. Andate a imparare l'arte della revisione di vita in quei centri
che sono specializzati per questo (il nostro centro è uno di essi: le Comunità
di Padre De Foucauld sono completamente fondate sulla revisione di vita).
Una
famiglia senza dialogo è destinata a sfasciarsi, una famiglia che non sa
dialogare non regge all'impatto col mondo di oggi.
Il
vostro amore, anche se è grande, ha la sua fragilità. Avete bisogno di
rinnovarlo ogni giorno. Se imparate a nutrirvi della Parola di Dio voi imparate
a nutrire la mente di idee grandi, voi imparate a dirvi la verità, voi imparate
ad appoggiarvi su Dio in tutto ciò che vi supera.
«Lampada
ai miei passi è la tua Parola, luce sul mio cammino», prega il Salmista, e con
lui ogni cristiano. La Parola di Dio ha la potenza dell'Eucaristia.
Andate
insieme ai poveri, non perdete tempo in cose sciocche, avete bisogno di dilatare
il cuore, avete bisogno dei poveri per crescere e diventare dono.
«Portate
i pesi gli uni degli altri», invitava san Paolo. Fate insieme servizio di
volontariato, crescete nella carità, a cominciare dalla carità perfetta in
casa vostra.
Oggi
non basta più il sacerdote, ci vuole l'aiuto di sposi santi, con cui
confidarvi e da cui lasciarvi guidare nelle battaglie quotidiane.
Cercate
altre famiglie, cercate comunità coraggiose che vi stimolino alla generosità.
Unitevi ad altre coppie, non vivete da soli. Oggi non è più il tempo di vivere
isolati. La coppia isolata si perde, non è capace di resistere alle
pressioni del mondo.
Se
poi vi imbattete in un giovane che ha avuto il coraggio di abbracciare la
castità perfetta per Cristo, votandogli la vita, fermatevi e cogliete il
messaggio! L'esempio di questi giovani vi darà forza nei momenti di debolezza:
il mondo cristiano ha un tremendo bisogno di questi giovani che sanno bruciare
la loro giovinezza offrendo a Cristo la loro castità per tutta la vita.
•
Sport, molto sport! Ma sport sano, coraggioso, nobilitante, che tempri la volontà,
che irrobustica il fisico, che elevi alle cose grandi.
•
Sognate! Sì, bisogna sognare. Sognare cose grandi. Sognare anche cose che vi
superano. Se non si sogna da giovani fidanzati, non si sogna mai più: la vita
butterà giù i sogni, ma la generosità resterà a mediare i problemi più
gravi della vita.
Fortunate
le giovani coppie che sono inserite in gruppi che sono stimolanti per sognare,
che discutono (è già buono discutere) di imprese coraggiose tra i poveri, nel
terzo mondo, dei grandi ideali sociali.
Senza
dire che certi sogni cullati nella preghiera e nell'umiltà, Dio presto o
tardi li rende veri.
Le
coppie che sognano, difficilmente saranno chiuse nei loro egoismi.
•
E imparate a vivere nella gioia, perché il cristianesimo vero è soltanto
gioia, gioia vera, gioia pura, gioia mai inquinata da nessun egoismo.
Preparatevi
a insegnare ai vostri figli che il cristianesimo è la gioia più grande della
terra; se non lo insegnerete, non ne farete dei veri cristiani.
Ha
detto madre Teresa: «Se volete cambiare il mondo, sorridete più spesso». È
il mio augurio finale, per voi e per le vostre famiglie.
È
anche il mio abbraccio:
di
padre Andrea Gasparino.
Prima
Appendice.
La
grandezza del matrimonio
Ecco
una pagina vibrante di Dietrich Bonhoeffer sul matrimonio cristiano.
Il
matrimonio è più del vostro amore reciproco. Ha maggiore dignità e maggiore
potere. Finché siete solo voi ad amarvi, il vostro sguardo si limita nel
riquadro isolato della vostra coppia. Entrando nel matrimonio, siete invece un
anello della catena di generazioni che Dio fa andare e venire e chiama al suo
regno.
Chiusi
nel vostro sentimento, godete solo il cielo privato della vostra felicità.
Nel matrimonio, invece, venite collocati attivamente nel mondo, e ne diventate
responsabili.
Il
sentimento del vostro amore appartiene a voi soli. Il matrimonio invece è
un'investitura, un ufficio.
Per
fare un re non basta che lui ne abbia voglia, occorre che gli riconoscano
l'incarico di regnare. Così non è la voglia di amarvi che vi stabilisce come
strumenti della vita. E il matrimonio che ve ne rende atti.
Non
è il vostro amore che sostiene il matrimonio: è il matrimonio che, d'ora in
poi, porta sulle spalle il vostro amore.
Dio
vi unisce in matrimonìó: non lo fate voi, è Dio che lo fa. Dio protegge la
vostra unità indissolubile di fronte a ogni pericolo che la minaccia
dall'interno e dall'esterno. Dio è il garante dell'indissolubilità.
È
una gioiosa certezza sapere che nessuna potenza terrena, nessuna tentazione,
nessuna debolezza, potranno sciogliere ciò che Dio ha unito.
(DIETRICH
BONHOEFFER, Resistenza e resa, Bompiani 1969, pag. 86).
Seconda
Appendice.
La
castità e...
Leggiamo
nella Bibbia il pensiero di Dio.
«Il
corpo non è per l'impudicizia, ma per il Signore, e il Signore per il corpo.
Non sapete che siete tempio dello Spirito, e che non appartenete a voi stessi?»
(1 Cor 6,13).
«Che
ciascuno di voi sappia mantenere il proprio corpo con santità e rispetto, non
come oggetto di passione e libidine, come i pagani che non conoscono Dio; che
nessuno offenda e inganni in questa materia il proprio fratello» (1 Tess
4,3-6).
«Avete
inteso che fu detto: non commettere adulterio! Ma io vi dico: chiunque guarda
una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei dentro il suo
cuore» (Mt 5,27).
«Frutto
dello Spirito è: amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà,
mitezza, dominio di sé» (Gal 5,22).
«Crea
in me, o Dio, un cuore puro», pregava Davide (Salmo 50,12).
«Se
il tuo occhio ti scandalizza, cavalo; se la tua mano ti scandalizza, tagliala»
(Mc 9,43).
Terza
Appendice.
Beati
i fidanzati
che si amano nella trasparenza, guardando Cristo negli occhi, insieme. Lo
sguardo di Cristo sarà la luce e la forza del loro cammino.
Beati
i fidanzati che imparano a non separare mai questa tre parole: amore,
sacrificio, gioia. Il loro attendere è la vera prova d'amore, prima pietra di
fedeltà.
Beati
gli sposi
che sanno rispettarsi e amarsi in una fedeltà crescente per tutta la vita.
Beati
se non cercano se stessi, ma cercano il bene l'uno dell'altro, e si mettono a
servizio della vita.
Beati
perché nel loro dono reciproco, Dio stesso si dona, li fa crescere e li
santifica.
Beati
coloro che Cristo chiama alla castità consacrata.
Non sono più meritevoli degli altri, ma «ciascuno ha il proprio dono da Dio»
(1 Cor 7,7).
Beati se nell'amicizia con Cristo e nell'umiltà imparano a dilatare il loro cuore fino a dimenticare se stessi per amare chi non è amato. Sperimentano il centuplo già in questa vita, e l'Amore di Cristo è la loro continua ricompensa.
Beati
i bambini
educati dai loro genitori al senso della meraviglia e alla bellezza di una
vita limpida. Ben presto impareranno a rifiutare con gioia tutto ciò che
inquina i loro occhi e il loro cuore.
Beati
loro, perché hanno imboccato il sentiero per diventare veri uomini e vere
donne del Vangelo.
Beati
gli anziani
che hanno camminato e lottato con energia nella grazia dello Spirito Santo. I
loro occhi sono luminosi e umili. I loro cuori sono forti e consacrati dalla
fedeltà a Dio.
Beati
quelli che sono soli,
e nella vita non hanno scelto perché la vita ha scelto per loro. La loro castità
è, spesso, più costosa, ma beati loro se si lasciano prendere per mano da
Cristo per fare della vita un dono generoso, senza amarezza.
Dio
che vede nel segreto, veglia su di loro e non deluderà il loro sacrificio.
Beati
voi se amate la luce,
e la irradiate sempre e ovunque con umile coraggio.