LETTERA AI GIOVANI SULLA SESSUALITA’

Di Padre Andrea Gasparino

Introduzione.

Il problema della sessualità

Carissimi, a pochi chilometri da dove mi trovo hanno fatto un deposito enorme di rifiuti: tutti i Comuni delle nostre valli si sono consorziati, e ne è venuto fuori un impianto gi­gantesco in piena campagna. Poi, in questi anni, l'acqua della pioggia si è riversata sulla montagna di rifiuti, ha im­bevuto il terreno, ed è diventata acqua velenosa.

Tutti i prati verdi, per un raggio di molti chilometri, sono stati avvelenati, l'erba è appassita, è stata come bru­ciata dai veleni. Le cascine, anche molto lontane dai de­positi, hanno dovuto essere abbandonate perché non c'e­ra più vita né per gli animali né per le persone.

Di queste insensatezze oggi è piena la terra. Dicono che la sabbia del deserto sta invadendo le zone più pro­spere dell'Africa, a motivo del disboscamento forsennato.

In Germania, dove la tecnologia è a un grado tanto avanzato, intere foreste di conifere sono state uccise dalla pioggia acida. Nelle grandi città i bambini vanno a scuola con la mascherina, perché l'aria che respirano è satura di ossido di carbonio e devasta i loro polmoni.

 

Nel baratro, spensieratamente

Non siamo più sicuri di nulla, né dell'acqua che be­viamo, né del pane che mangiamo, né della carne che consumiamo...

Che cosa sta succedendo sulla terra? Gli uomini stan­no perdendo la testa? Con il loro consumismo sfacciato stanno distruggendo tutto?

Se passiamo al campo della moralità, le cose sem­brano anche più tragiche: la televisione, il cinema e la stampa gestiscono in grande la loro scuola di depravazio­ne, di violenza; non sembrano avere altra mercanzia da vendere al grande pubblico.

Provate a contare tra i film prodotti quest'anno, quelli che possiamo chiamare formativi: ci stanno sulle dita di una mano.

Date un'occhiata a un'edicola di giornali, e lì vedete la moralità pubblica: c'è posto per ogni porcheria, ma di giornali seri non ne trovate molti, sono rari come le mo­sche bianche.

Che ne sarà dell'educazione dei bambini, della forma­zione di voi giovani alla vita? Se qualcuno alza la voce (quella del Papa non manca mai), gli si grida contro qua­lificandolo di sorpassato. È come se in un naufragio si al­zasse il pugno contro chi rischia la vita per far giungere le scialuppe di salvataggio...

La società moderna rotola giù nel baratro, spensiera­tamente. Cosa fare allora? Lasciarsi andare a fondo?

 

C'è una speranza!

Una speranza solida come una roccia, una precisa vo­lontà di Dio. Dio ci vuole salvare: «Dio ha tanto amato il mondo, da dare il suo Figlio unigenito perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna» (Gv 3,16). Gesù Cristo ha dato la vita per salvarci.

Nel profondo del cuore umano c'è tanto bisogno di luce, tutti anelano a un mondo pulito, e abbiamo tutti i mezzi per vivere nel pulito. E oso dire, per la conoscenza che ho di voi giovani, non c'è mai stata sulla terra - pure in questo caos soffocante di immoralità - tanta purezza come oggi, tanta santità come oggi:

- cristiani che rifiutano ogni menzogna;

- sposi e fidanzati capaci di compiere eroismi per salvare la loro fedeltà;

- educatori che danno la vita per la loro missione;

- uomini e donne che consumano l'esistenza per il bene dei loro fratelli.

Mai come oggi la battaglia per difendere i valori pro­fondi dell'uomo è stata tanto sanguinante. Per questo non è lecito disperare.

 

Il dono calpestato

Entriamo nel problema della sessualità. Anzitutto è da ribadire una verità che oggi si va offuscando. Mai come oggi il sesso è stato tanto vituperato, profanato, calpestato.

Bisogna partire anzitutto da idee chiare. La sessualità non è un'invenzione umana: è nata dalla mente di Dio, e tutto quello che viene dalla mente di Dio è perfetto. Pe­rò...

Sentite un paragone. Un giovane papà sogna di fare con la tredicesima il più bel dono al suo bambino che è pieno di vitalità. Gli compra la bicicletta nuova fiamman­te. Cosa direste se il bambino, mentre il papà è al lavoro e nessuno lo vede, prende la bicicletta, la porta in cortile, poi con un martello di suo padre, aiutato da un coetaneo più robusto di lui, la fa a pezzi, riducendola a un mucchio di rottami? Cosa pensereste voi davanti a un atto simile?

Mi direste: è un piccolo mascalzone, ha nel sangue qualcosa di depravato, non basta nemmeno sculacciarlo, bisogna punirlo in modo che comprenda la sua insensa­tezza.

Bene, lo sapete che in tanti giovani succede proprio questa storia con la loro sessualità? Un dono straordina­rio di Dio viene ridotto a un cumulo di rovine, in un mo­mento di insensatezza. E poi questi ragazzi non risalgono più la china, rimangono senza forze, poveri uccelli con le ali tarpate.

 

L'educazione sessuale

Se ne è fatto un gran polverone, in campo educativo, dell'educazione sessuale: gente per il sì, gente per il no, schieramenti contrapposti, feroci.

Naturalmente noi cristiani siamo per il sì, noi diciamo che si deve fare educazione sessuale. Solo che affermia­mo che il compito primario è della famiglia; se la famiglia non ci arriva, allora va aiutata; se non può essere aiutata, in seconda battuta andrebbe bene anche la scuola.

Ma c'è un rischio: che facciano salire in cattedra dei somari che hanno idee distorte sull'educazione sessuale. La scuola prende spesso questi abbagli: dà la parola a gente incompetente. L'educazione sessuale non si inse­gna come la storia o la geografia o le scienze naturali, non la può insegnare un maestro che è complessato dal sesso.

Non basta essere brillanti, bisogna essere sessualmen­te maturi, gente che vive una sessualità armoniosa e vir­tuosa, gente adulta nel suo sviluppo sessuale, trasparen­te, capace di parlare di sesso guardando negli occhi i pro­pri figli. Di insegnanti così, giudicatelo voi se la scuola non è un tantino carente.

Dunque, noi cristiani siamo per l'educazione sessuale, e riteniamo che per voi giovani urge un'educazione ses­suale ad ampio raggio.

 

1. CINQUE GRADINI DI MATURAZIONE SESSUALE

Cominciamo. Direi che il giovane deve salire cinque gradini di maturazione. Questi:

l. allargare gli orizzonti della sessualità;

2. educarsi al pulito;

3. educarsi all'amore;

4. educarsi al sacro;

5. capire che Dio chiama tutti alla santità.

1 • ALLARGARE GLI ORIZZONTI DELLA SESSUALITÀ

La prima cosa da mettersi in testa e nel cuore è la gran­dezza e bellezza della sessualità: capirla come un grandio­so progetto di Dio. E ogni progetto di Dio è santo!

La sessualità è un dono che purtroppo Dio ha affida­to all'incoscienza degli uomini, e tanti l'hanno smantella­ta nella sua dignità.

Per molta gente dal Cervello piccolo la sessualità ha un certo contenuto di macchiato. Che pena! Da Dio non vengono doni macchiati o guasti. Se c'è qualcosa di spor­co nella sessualità, viene solo dall'uomo, non da Dio.

La sessualità è un dono fatto da Dio per l'elevazione dell'uomo: è una delle poesie più stupende della vita uma­na; attraverso questo dono la vita umana si propaga, si conserva, si arricchisce.

Da questo dono nasce la famiglia: il fiore più bello per la formazione e la difesa dell'uomo. Oggi, declassando e inquinando la sessualità, si è anche inquinata la famiglia; anzi, quando la sessualità è profanata, ecco, comincia lo sgretolamento della famiglia. Datemi degli sposi che pro­fanino la loro sessualità, voi vedrete che giungeranno a poco a poco a distruggere la famiglia e a tirare su delle creature infelici.

Il peccato umano ha ferito tutto l'uomo, anche la sua sessualità. Per questo la sessualità ha bisogno di reden­zione, e di formazione.

 

2 • EDUCARSI AL PULITO

Chi non è educato al pulito, non comprende la sessua­lità. Occorrono: linguaggio pulito, occhi puliti, pensieri puliti, azioni pulite. Vediamo insieme.

Linguaggio pulito. Ragazzo, devi imparare ad aver orrore del discorso impuro, e a guardarti dalle bocche sporche. Ti lasciano sempre qualcosa dentro che ti insu­dicia. Se frequenti con tanta libertà gente pidocchiosa, si capisce che presto o tardi prendi i pidocchi anche tu.

Oggi il turpiloquio è salito di grado: vedi gente che sembra educata e colta, e quando apre bocca è una cloa­ca di parolacce.

Chi è facile al discorso sporco, alla barzelletta lurida, stai certo che è impigliato in disordini sessuali preoccu­panti. Non è capace di pensieri grandi chi è sempre im­pantanato in discorsi depravati.

Occhi puliti. Se agli occhi concedi tutto ciò che chie­dono, tu non arrivi alla vera, profonda educazione ses­suale.

Oggi la battaglia è spietata. Non c'è più misura nella pornografia. La pubblicità commerciale è spesso un ap­parato pornografico. Se hanno da spiattellarti un cartoc­cio di patatine, c'è bisogno di una figura pornografica se no le patatine non arrivano a destinazione.

Come difenderci dalla pornografia? Non ho mai sa­puto rispondere. La cosa più semplice è rifiutare con ra­dicalità gli spettacoli di cinema e tv che guazzano nel por­no. Si può, e come! Quando invece comandi ai tuoi oc­chi, l'educazione sessuale prende consistenza, perché fa­cilmente arrivi a essere padrone anche dei tuoi pensieri.

Pensieri puliti. Il mondo dei pensieri sembra im­possibile da controllare. È come imprigionare il vento. Eppure devi avere il coraggio di ammettere a te stesso che tu diventi quello che pensi. Se non comandi ai tuoi pensieri, tu non comandi a nulla dentro di te.

I pensieri preparano i desideri, i desideri maturano le azioni, e tu diventi quello che pensi. Se pensi sensuale di­venti un sensuale. Se diventi un sensuale, il tuo cuore si inquina e prepara le debolezze.

I pensieri sono il tuo respiro: se respiri aria malsana, certo i tuoi polmoni si riempiono di microbi micidiali.

Azioni pulite. Qui siamo approdati a un campo deli­cato. Parliamo un poco della masturbazione. È egoismo che ripiega e chiude su se stessi. È la piaga tremenda di tanti adolescenti, e anche di tanti adulti. È una catena pe­sante che certi giovani non riescono più a spezzare. E si scoraggiano.

 

La masturbazione è una droga

Ricordati di una cosa: non puoi andare al matrimonio con questo vizio addosso, anzi, non puoi fidanzarti con questa schiavitù: condizionerebbe dal primo momento il tuo rapporto.

Chi ha il vizio della masturbazione ha dentro di sé una carica pesante di debolezza, che spezza ogni ideale. Chi ha questo vizio non è capace di grandi ideali.

Ma da questo vizio si può uscire, se si lotta. Dalla ma­sturbazione si esce con la forza di Cristo, e con una lotta disciplinata.

Bisogna affrettarsi subito a precisare che il vizio della masturbazione si ferma e si sradica quando tu lo vuoi. Se hai il vizio di fumare dicono che sia tremendo smettere; del vizio della masturbazione è più facile venirne a capo.

Cristo te lo comanda: vuole che tu bandisca ogni disor­dine: «Se il tuo occhio ti scandalizza, cavalo! Se la tua ma­no ti è causa di peccato, tagliala!». Questo linguaggio dra­stico di Cristo devi applicarlo a ogni disordine sessuale.

Cristo ti chiama a una vita armoniosa. Dunque, se tu lotti e Cristo è con te, è impossibile che non vinca tu.

 

Che cosa fare? Eccoti una buona ricetta, ben prova­ta da una lunga esperienza.

• Schiettezza sanguinante: occorre schiettezza asso­luta con se stessi, e con un sacerdote. Scegli un sacerdo­te con cui aprirti, stendi un rapporto scritto sulla gravità del tuo vizio, poi va' da lui con regolarità. La tua schiet­tezza e la forza del sacramento del perdono faranno mi­racoli.

• Sii onesto a non alimentare in te il fuoco della sensualità: proteggiti da spettacoli, pensieri, fantasie, di­scorsi, letture sensuali.

Se concedi ai tuoi occhi tutto ciò che essi chiedono, se indugi sulle fantasie impure, si capisce che poi sei de­bole, che la volontà è sempre più fragile. Se un malato si espone alle correnti d'aria, si capisce che si prende i ma­lanni.

• Non perdere tempo a piagnucolare, ripara, fallo subito. A ogni festa di Maria SS.ma chiedi il miracolo del­la guarigione. L'intercessione di Maria, e la tua voglia di lottare, presto o tardi faranno il miracolo.

• Ripara con prontezza ogni caduta, buttandoti in qualche atto generoso di carità. La masturbazione è egoi­smo allo stato puro, la medicina infallibile è la carità. Si vince con la carità.

Ricorda: Dio ci vuole liberi e maturi, la masturbazione rende schiavi e infantili.

 

3 • EDUCARSI ALL'AMORE

Parlo di amicizie. Devi processare le tue amicizie con serenità e con garbo, ma devi farlo, perché l'amicizia deve farti crescere, non imprigionarti nella tua debolezza.

L'amicizia è uno dei doni più grandi che Dio fa all'uo­mo, è un dono delicato che esige cure e attenzioni. L'amicizia è un dono meraviglioso di Dio, per formar­ci all'amore.

L'amore! La parola umana più profanata, la più bel­la e la più maltrattata, la più semplice e la più fraintesa. L'amore è rispetto della persona, non scatenamento dei propri egoismi. Quando sentite la parola amore siete tal­mente abituati alla sua profanazione, che subito il pen­siero vi porta a qualcosa di negativo.

Bisogna assolutamente verificare le nostre idee sull'a­more. Tutti! perché tutti nasciamo per amare.

Quand'è che un ragazzo ama una ragazza?

Quando cerca il suo bene, il suo vero bene. Il suo vero bene però non sta in quel che piace a te, sta in quel che piace a Dio:

sei fragile? Devi diventare forte, e io ti devo aiutare;

hai un bisogno reale? Io ti aiuto a colmarlo, ma non approfitto di te per i miei egoismi;

sei bella? Ma prima di scegliere la tua bellezza scelgo la tua persona, scelgo i valori profondi che ci sono in te.

 

L'attrazione fisica non è la profondità dell'amore, è un coefficiente abbastanza secondario dell'amore. Quan­do avrai scelto la compagna della tua vita, se l'hai scelta nell'amore vero, tu le sarai legato anche quando la sua bellezza sparirà.

Tu hai scelto la sua persona, non la sua giovinezza, non la sua bellezza, non il suo fascino, anche se tutti que­sti elementi hanno avuto il loro ruolo per la tua scelta.

E la prova qual è, se hai scelto la persona più che le sue qualità esteriori? La prova è che sei pronto a qua­lunque sacrificio per lei. L'amore è donarsi nella gioia, ma anche nel sacrificio. Finché non sei pronto al sacrificio dei tuoi gusti, il tuo non è amore autentico.

Quando vedo che certi ragazzi vanno al matrimonio con una spensieratezza completa, come se andassero a uno spettacolo rock, mi gela il sangue nelle vene, perché mi domando: quanto tempo starà in piedi quel matrimo­nio? Cosa ne sarà dei loro bambini se ne avranno?

Sì, perché troppi ragazzi vanno al matrimonio senza essere capaci di amare, senza aver capito che amare è do­narsi fino al sacrificio.

Nessuno ha detto loro che amare è:

- sacrificarsi, rinnegarsi, rispettare i gusti dell'al­tro,

- tacere quando si ha una voglia matta di parlare,

- rinunciare a tutti i propri capricci,

- saper rispondere a tutti i bisogni,

 -saper indovinare i desideri,

- cercare in ogni momento il vero bene dell'altro ri­nunciando al proprio tornaconto e alle proprie scelte,

- sapersi donare, cambiare la tua esistenza in dono! E questo non per un giorno, ma per la vita intera.

Ec­co, tutto questo è amare.

 

La formazione del carattere

Così, l'amore esige prima del matrimonio una revisio­ne seria, un'adeguata formazione del carattere. Chi va al matrimonio senza aver formato il carattere è un po­veretto, come chi si sposa e non ha nemmeno la casa.

Se il tuo carattere si accende come un fiammifero alla prima contraddizione, come farai a reggere quando na­sceranno i contrasti profondi tra te e lei?

Anche la formazione del carattere è amore: devi li­marlo in modo da saper convivere e rispettare le angola­ture degli altri.

Se il tuo carattere è sempre in frizione, il tuo matri­monio starà poco ad andarsene a gambe levate.

E la formazione all'amore, non sognare di farla sei mesi prima del tuo matrimonio: la devi iniziare al più pre­sto, subito.

Comincia ad amare in casa, ma seriamente. Comin­cia a sacrificarti in casa, seriamente, e senza crederti un eroe.

La tua casa è un'ottima palestra per addestrarti ad amare, e per limare il tuo carattere. Più presto cominci, migliore sarà il tuo matrimonio.

 

4 • EDUCARSI AL SACRO

Questo è il grado superiore di educazione sessuale, finché non si giunge qui, manca il più nell'educazione ses­suale. Bisogna che entri nel tuo cuore una verità sublime: il sesso è una realtà segnata dal sacro. La prova è questa: Dio ha legato la sessualità al mistero della vita.

Dicono che nella spiritualità indù il rapporto sessuale è compiuto dagli sposi come un atto sacro. Conosco tanti sposi cristiani che vivono il rapporto matrimoniale come un atto sacro, preparato nella preghiera e nella purifica­zione da ogni egoismo. Il loro donarsi per amore, diventa un momento di grazia che li arricchisce.

La formazione al sacro deve cominciare in tempo, fin dalla fanciullezza: imparando il rispetto per tutto ciò che è attinente al mistero della vita e del sesso. È una mentalità che dobbiamo rafforzare nell'adolescenza.

Per esempio quando l'adolescente passa vicino a una donna incinta, deve imparare a fare una preghiera per la piccola creatura che quella mamma porta in sé, e un'altra per quella mamma, perché sia capace a educare quel bimbo in modo sapiente, e sia capace di sopportare tutti i sacrifici che Dio le chiederà per la vita di quel bimbo.

L'incontro con una mamma in attesa di un figlio è un momento di grande commozione per l'adolescente. Quando questo senso del sacro è vivo, si capisce che la sua maturazione sessuale sta giungendo a un livello altis­simo.

 

Rapporti prematrimoniali

Parliamo un momento, è il suo posto più giusto, dello spinoso problema dei rapporti prematrimoniali.

È un punto importante nella formazione dei giovani, è la loro prova del fuoco. Da questo problema nasce la se­rietà del futuro matrimonio, o il suo sfascio.

Mi ha sempre colpito un dato di fatto impressionante: i matrimoni falliti che ho incontrato nella mia vita, sono partiti tutti con rapporti prematrimoniali sbagliati. Non ho ancora incontrato un solo caso di matrimonio ben riu­scito che affondava la sua radice in un fidanzamento sba­gliato.

Il fidanzamento e il matrimonio sono due realtà legate, ma diverse: il fidanzamento è preparazione e attesa. Il matrimonio è compimento.

 

Perché la Chiesa dice no ai rapporti prematrimo­niali? Per tanti gravi motivi. Eccone alcuni.

1. Il rapporto prematrimoniale è un'ingiustizia e una slealtà, perché la Chiesa considera l'atto matrimo­niale come un atto con cui ci si impegna irrevocabilmen­te. Ora è lecito prendere alla leggera questo atto? E gio­care con questo atto? «Pongono il segno del matrimonio senza che vi sia il matrimonio», si legge in un documento dell'Episcopato tedesco: è qui la sua gravità.

Un giovane mi ha chiesto: «Perché la Chiesa, nono­stante la mentalità che circola, è sempre sulle sue posizio­ni di massima severità in questa faccenda?».

Ho risposto: ma la Chiesa non c'entra, è la severità di Cristo che obbliga la Chiesa ad aprire gli occhi e a farli aprire. Alla Chiesa sarebbe più comodo essere blanda, fa­re la tollerante come fanno tutti, come ormai è di moda.

Ma non può, perché Gesù Cristo ha parlato chiaro sulla santità del matrimonio - cioè sulla sua serietà - fino a dire: «Avete inteso che fu detto: "Non commettere adul­terio", ma io vi dico: chiunque guarda una donna per de­siderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuo­re» (Mt 5,27).

Il vincolo matrimoniale è così sacro, che basta uno sguardo impuro, un desiderio impuro, a sporcarlo e a in­frangerlo. Ora giudica tu come è grave il divertirsi con l'atto matrimoniale.

E la coscienza te lo conferma, se sei profondamente sincero, che Cristo ha ragione: non si può donare il cor­po senza donare se stessi.

 

2. Un motivo serio che convalida la severità della Chiesa è questo: la libertà prematrimoniale impove­risce la conoscenza vera, e non verifica affatto l'amore.

La prova dell'amore tra i due ragazzi è macchiata e di­sturbata dalla loro sensualità; chi indulge ai rapporti pre­matrimoniali giunge al matrimonio senza aver fatto la prova dell'amore.

E l'amore senza gratificazioni quello che conta: due giovani che si lasciano andare vanno al matrimonio con gli occhi bendati, senza sapere se saranno capaci di esse­re reciprocamente fedeli.

 

3. Un'altra riflessione che mi impressiona è questa: l'amore vero non è mai cedimento o conquista, l'amore vero rende migliori e sereni. Voglio vedere com'è la coscienza e la pace interiore di chi corre dietro ai suoi istinti e alle sue passioni.

Una ragazza mi ha confidato: «Ho risposto così al mio ragazzo che cercava soddisfazioni sensuali: "Ho detto no perché: non ti considero un ragazzino da accontentare, ma ti considero un amico da aiutare a crescere, e che aiuta me a crescere.

Se mi ami veramente, devi considerarmi una persona, non devi considerarmi un oggetto. Baloccarti con l'amore è troppo infantile. Non voglio sciupare l'amore"».

Sono risposte che vengono dallo Spirito Santo.

 

4. C'è un'insidia che sembra vestita di luce, ma è pie­na di menzogna. Eccola: dobbiamo vedere se siamo fatti una per l'altro, se fra noi c'è armonia sessuale.

Menzogna! Il matrimonio non è un gioco sessuale. Il divertirsi non chiarisce certo l'armonia sessuale. E il ri­spetto che crea l'armonia, non il divertirsi. Il divertirsi usando un atto sacro, scatena e fomenta l'egoismo; non crea l'armonia, la minaccia.

Ho sentito un sacerdote presentare questo paragone: «Sono chiamato al sacerdozio, ma prima del giorno in cui sarò consacrato non posso né celebrare la Messa né dare l'assoluzione. Se lo facessi commetterei un delitto. Eppu­re a tre mesi dalla prima Messa conosco già il messale e ho finito i miei studi».

Solo col sacramento dell'Ordine il novello sacerdote riceve da Cristo il sì che lo investe della missione di sacer­dote per tutta la vita.

Così due giovani col matrimonio ricevono il sì di Cri­sto che li rende capaci di un sì reciproco, fedele per tutta la vita, e insieme sono investiti della missione sublime di trasmettere la vita.

 

5. Lo so che l'andazzo è grande e troppa gente ci ca­sca. Si dice: «Ci mettiamo insieme e vediamo», e si sot­tintende: se non va, ognuno ritorna per conto suo.

Non è un ragionare da persona, è un ragionare ani­malesco. È lo sfascio della famiglia, che spesso la fa pa­gare ai figli. È la premessa per gli squilibri affettivi, è cal­pestare la missione matrimoniale, è la strage della fami­glia nel presente e nel futuro.

Un'altra famiglia che nasce sullo sfascio di un matri­monio andato a monte, è una desolazione! Che consi­stenza potrà avere costruire su un divorzio un'altra fami­glia, calpestando cocciutamente la legge di Dio?

 

5 • CAPIRE CHE DIO CHIAMA TUTTI ALLA SANTITÀ

Dio ci ha creati per la santità. Ci ha modellati nella santità, ci ha fatti tempio vivo dello Spirito Santo. La san­tità di Dio abita in noi. Da sempre l'uomo si realizza in pienezza solo se aspira alla santità.

Paolo aveva il coraggio di parlare in termini estrema­mente chiari ai primi cristiani:

• «Il Padre ci ha benedetti in Cristo, con ogni bene­dizione spirituale, in lui ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e senza macchia» (Ef 1,3-4).

• «Non sono più io che vivo, è Cristo che vive in me» (Gal 2,20).

• Sì, è vero, il mondo è pieno di peccato, è infangato di orgoglio, di menzogna, di violenza e di sensualità, «ma Cristo è lo stesso, ieri, oggi e sempre» (Eb 13,8).

E allora la Chiesa osa proporre la santità a tutti, gio­vani e adulti, fidanzati e sposi, vergini consacrate e preti. Ecco cos'ha detto il Sinodo dei Vescovi: «Il Concilio ha proclamato la chiamata di tutti alla santità... La santità significa e supera la realizzazione di ogni desiderio del­l'uomo» (Messaggio del Sinodo, n. 4).

Insomma la Chiesa moderna dice che tutti i desideri dell'uomo moderno devono concentrarsi lì: essere santi, perché la santità - nonostante ogni apparenza contraria - è quella che colma ogni desiderio vero dell'uomo.

In parole povere la Chiesa di oggi ha il coraggio di af­fermare: l'uomo moderno è realizzato solo nella santità.

L'uomo moderno ritrova se stesso, il suo equilibrio inte­riore, solo se tende con tutte le forze alla santità!

È un'utopia? Anche andare sulla luna era. un'utopia, ma ce l'abbiamo fatta.

 

Il santi anonimi

Guardati intorno e scopri i santi che lo Spirito su­scita nel mondo moderno. Non parlo dei santi di grido, come madre Teresa, Raoul Follereau, Papa Giovanni, I'Abbé Pierre, Roger Schutz, Chiara Lubich, Helder Cà­mara; parlo invece dei santi anonimi che incontri per la strada, sul lavoro, nella scuola, allo stadio, al bar.

Parlo dei santi che trovi dappertutto: sposi santi, fi­danzati santi, madri di famiglia sacrificate e sante, papà santi, vecchi, giovani santi, operai, studenti, medici, in­fermieri, professionisti santi, preti, suore sante.

Ogni giorno, se hai l'occhio, t'imbatti in un santo. Non dire che è un'utopia: mai come oggi il mondo è stato pieno di santi a tutti i livelli, in tutte le classi sociali e di tutte le età.

Dunque, giovani, svegliatevi: oggi non si può più vivere da cristiani annacquati; il cristianesimo all'acqua di rose è un cristianesimo sorpassato.

 

2. DOMANDE E RISPOSTE

Battute insensate di gente che non riflette

«Che male c'è? Fanno tutti così!». Sì, si dice sem­pre che fanno tutti così. Più c'è paganesimo, più «fanno tutti così». Ma la morale della massa non è morale.

È la coscienza che deve ispirare gli atti di un uomo. E per un cristiano è la coscienza illuminata dagli insegna­menti di Cristo.

Dio pretende che il tuo amore sia crescita, non distru­zione. La sensualità senza freno non fa crescere l'amore, lo distrugge. È egoismo a due. Indebolisce l'amore. È que­sto il motivo per cui Dio ti chiede di dire no a una scelta di comodo.

I matrimoni che si sfasciano sono sempre i matrimoni cominciati male, dove i due non hanno sperimentato l'a­more, a motivo della sensualità sfrenata. Finché cerchi lei a motivo del tuo egoismo sessuale, inquini il tuo e il suo amore. Se l'amore non sa riscattare il vostro egoismo, se ha sempre bisogno di soddisfazioni sessuali, è un amore egoistico e immaturo. Non reggerà alle lotte della vita.

Cristo non è per l'amore facile. Cristo ti chiede un amore che resista al capriccio del momento. Cristo ti chiede un amore che cresce e che purifica.

 

«La castità non è possibile». Storie! La castità è possibile, e come! La castità coniugale, poi, è solo ordine sessuale. Però è necessario che non sia l'egoismo la realtà che ispira la vita.

E per dimostrarti che la castità è possibile, e poi per dare forza alla tua debolezza, Gesù Cristo ha voluto che nella Chiesa esistessero schiere di giovani pronti alla ri­nuncia completa, radicale, nella castità perfetta per tutta la vita. Nel mondo esistono un milione di donne consa­crate a Dio che si sono votate alla castità perfetta per tut­ta la vita. Quasi altrettanti sono gli uomini (religiosi e sa­cerdoti) che si sono impegnati in nome di Gesù Cristo a percorrere questa stessa strada.

In tutte le religioni storiche (eccettuato forse 1'Islàm) esiste il culto della castità perfetta: migliaia di uomini, sot­to tutti i paralleli, la scelgono.

Questo dimostra che la castità è possibile all'uomo, anche la castità perfetta che la Chiesa richiede fino al matrimonio.

 

«La masturbazione non fa male a nessuno; per­ché la Chiesa la condanna?». Non è la Chiesa che la condanna, è Gesù Cristo stesso. E la condanna perché la masturbazione è la tomba della tua libertà. È egoismo al­lo stato puro.

Il male più grave della masturbazione è che intacca la tua personalità: difficilmente cresce nell'amore chi ha il vi­zio della masturbazione. È un virus che colpisce la vo­lontà. È un disordine che Cristo condanna.

Questo male rischia sempre di diventare abitudine, e l'abitudine crea a poco a poco una mentalità egoistica che plagia la tua personalità. Se un giovane dorme su questo male, diventa così profondamente egoista da segnare ne­gativamente tutta la sua esistenza.

Come ho già spiegato, devi combattere contro la ma­sturbazione, con serenità, ma anche con serietà. L'uomo può vincere qualunque battaglia quando lo vuole vera­mente. II cristiano poi ha dalla sua la forza di Cristo.

 

«Gli psicologi consigliano i rapporti prematri­moniali». Gli psicologi disonesti sì! Lo psicologo onesto no, e lo psicologo cristiano ti dirà sempre che così facen­do ti stai fissando nell'immaturità.

Un grande psicologo che tutti conoscono - Eric Fromm - ha scritto: «La prima condizione dell'amore è la libertà. Libertà nel senso di essere privi di pastoie, di non essere legati e inceppati dalle cose, e dal proprio io».

Io mi domando: due ragazzi che si impantanano nei rapporti prematrimoniali, sono ancora liberi? Non sono degli «inceppati dalie cose e dal proprio io»?

Tu lo sai come gioca sull'individuo la schiavitù del ses­so: è una tenaglia che ti imprigiona e non ti lascia più li­bero per nulla.

Perché la Chiesa in nome di Cristo è rigida contro le esperienze prematrimoniali? Perché vi incastrano, stroz­zano la vostra libertà. Arrivate a un punto che non siete più padroni di decidere della vostra vita: la vostra libertà è insabbiata e voi non siete più capaci di spezzare il cerchio chiuso dei vostri orizzonti sensuali.

La Chiesa si aspetta che il tuo amore sia portato sul­l'altare come omaggio a Dio, perciò vuole che sia un amore responsabile. Cosa faranno nella lotta per la fe­deltà quei ragazzi che ora non sanno stare in piedi e crol­lano al primo fuoco passionale? Sanno veramente se si amano? Hanno le prove?

Hanno eluso la prova più profonda.

I matrimoni che falliscono dopo pochi mesi sono in gran parte i matrimoni cominciati con rapporti prematri­moniali; sono ragazzi che si sposano ma non hanno di­mostrato di amarsi sul serio. Hanno giurato un amore eterno, ma l'hanno fatto da incoscienti, perché il loro amore era solo passionale, il loro egoismo era intatto, il fidanzamento non l'aveva neppure scalfito.

 

Battute serie e alcuni perché difficili

«Perché il matrimonio in chiesa?». Per un motivo semplicissimo e importantissimo: tu sei un essere fragile, la tua ragazza è fragile come te, ma il vostro amore è una cosa seria, e così importante che tu hai bisogno di una forza più grande della tua: tu hai bisogno di Gesù Cristo.

Il matrimonio cristiano è questo: Gesù Cristo ti unisce a lei, e dà a tutti e due la forza di amarvi fino alla morte. Donando tutto! Sfidando tutte le vicissitudini della vita, gli alti e bassi dell'amore, le incomprensioni, le gelosie. E anche gli egoismi e le bassezze dell'istinto.

Avete bisogno di Cristo che purifichi il vostro amore, che lo renda forte, pronto a tutti i sacrifici, lo renda co­stante. Ecco perché c'è un sacramento, ecco perché Ge­sù Cristo vuole entrare nel tuo matrimonio.

Tu devi sentire il bisogno di farlo entrare perché la ami, perché non la vuoi deludere, perché non la vuoi ingannare. E lei ha bisogno di Cristo come te, per saper rispondere al tuo amore fino in fondo e per sempre. È questo il senso del sacramento. E questo il matrimonio cristiano.

 

«È ardua la castità, a volte sembra impossibi­le». Sì, la castità è una vetta altissima, è una parete di se­sto grado.

Il problema è tutto lì: essere allenati alle vette, ed es­sere sufficientemente attrezzati per la scalata. Chi lascia allo stato brado i suoi istinti, è naturale che non sia allenato alle vette. Chi accontenta se stesso in tutto, chi non impara a dire di no a se stesso, chi non si è mai po­sto il problema dell'autodominio, chi non sa dove il sacri­ficio stia di casa, è naturale che non ce la fa con la ca­stità.

Poi è necessaria l'attrezzatura per l'alta monta­gna: con le pantofole non si scala l'Himalaya. Certi pas­saggi in parete esigono buone corde, buoni chiodi, e un po' d'ardimento.

• L'attrezzatura fondamentale per la castità è la pre­ghiera. Senza di quella la castità è impossibile. La pre­ghiera è la potenza di Dio che scende in noi: quando den­tro la nostra debolezza scende la potenza di Dio, non c'è difficoltà che resista all'uomo. Sì, bisogna imparare a pregare, e bisogna imparare l'abitudine della preghiera, cioè bisogna addestrarsi a es­sere costanti nella preghiera. Non basta una preghiera appiccicata come un francobollo alla nostra vita: occorre farci l'osso alla preghiera.

E occorre imparare a qualificare la preghiera. C'è tipo e tipo di preghiera. C'è la preghiera inconsistente come un soffio, e c'è la preghiera che è vita che scende in noi. Chi impara a pregare, impara la strada della castità.

• Poi c'è la seconda attrezzatura, la vigilanza. Siamo fragili. Non dobbiamo peccare di ingenuità. Quando un'auto sbanda sul pendio, è solo un miracolo se si fer­ma. Chi è presuntuoso, chi non ha paura della sua debo­lezza, chi non accetta la sua debolezza, chi non ne tiene conto, difficilmente si salva dai tranelli della sessualità.

• C'è poi la terza attrezzatura: la volontà forte. La volontà allenata, la volontà preparata al combattimento. La castità non è fatta per chi non allena la volontà alla lotta. Le vette sono riservate ai coraggiosi che hanno sa­puto temprarsi con un allenamento efficace.

 

«Gli omosessuali sono dei perduti?». No! No! No! Dio non fa sgorbi. Anche gli omosessuali possono realiz­zarsi, se hanno buona volontà.

La piaga è sempre più estesa e minacciosa. Ma diamo fiducia a questi ragazzi. Dio li guarda con grande amore, sono sue creature. Ognuno chi essi ha un destino, vanno aiutati e compresi.

Io oso affermare che l'omosessuale è un chiamato al­la donazione totale di se stesso ai fratelli. Se ha il coraggio di accettare la sfida di Dio che lo chiama a servire il pros­simo, può trovare in sé delle energie pari a chi sceglie il celibato per tutta la vita per il servizio dei suoi fratelli.

Ho conosciuto degli omosessuali che hanno saputo ab­bracciare una vita eroica a servizio completo dei poveri.

Ma occorre avere il coraggio di amarli, questi ragazzi, tanto da far loro sentire il palpito di tenerezza che Dio ha per loro, fino a far sprigionare in loro la donazione com­pleta a Dio. Occorre avere il coraggio di chiedere eroismi.

Essi sono continuamente alla ricerca di chi li compren­de e di chi li scusa. Il loro peggior nemico è chi attenua le loro debolezze e fa concessioni alle loro responsabilità. Il loro peggior nemico è chi li compiange senza aprire loro gli orizzonti di Dio.

 

«Chi sceglie il celibato per tutta la vita è un fuo­riclasse?». Niente affatto. È un chiamato da Dio, e ha la grazia per rispondere a questa chiamata. È un uomo in carne e ossa come te, che lotta come te contro i suoi istinti, che sente fremere la sua debolezza a ogni passo, ma ha trovato un segreto di forza.

Non basta normalmente un alto ideale a sorreggere il cammino della castità perfetta. Occorre una forza che ogni giorno si ritempra e sorregge la volontà: una forza che difficilmente viene dall'uomo, e va implorata da Dio. La castità perfetta è come un andare contro corrente: se deponi i remi, è finita.

L'imitazione di Cristo: quasi sempre è questo il gran­de ideale che si propongono coloro che scelgono il celi­bato per il regno di Dio.

Ma è indispensabile un'impostazione di vita che sor­regga la debolezza e la difenda; normalmente è necessa­ria una vita comunitaria fervente e una vita di preghiera profonda. Chi ha scelto il celibato per il Regno e non ha alle sue spalle una vita comunitaria efficiente, di solito non regge al suo impegno. Così il consacrato che non prega non può portare avanti con serietà i suoi voti.

 

«Perché la Chiesa incoraggia la scelta del celi­bato?». Se Gesù ha vissuto la castità perfetta, se l'ha chie­sta a chi lo voleva seguire più da vicino, è segno che per il mondo, per la salvezza degli uomini, è necessario che ci siano uomini e donne capaci di vivere nella castità perfet­ta tutta la vita. E necessaria all'umanità questa rinuncia.

• Siamo legati fortemente nel nostro destino uma­no. C'è una legge nel mondo della fisica che si enuncia così: quando in una massa liquida si aggiunge anche solo un centigrammo dello stesso liquido, il livello di tutta la massa si alza in modo impercettibile. Ecco, è proprio ciò che avviene in mezzo all'umanità.

Siamo così uniti nel nostro destino, che il delitto di un uomo, anche nascosto, fa scendere il livello umanitario di tutta la massa umana. Viceversa, quando un uomo compie un atto generoso ed eroico, tutta l'umanità ne guadagna.

Siamo giustamente impressionati della degradazione morale a cui si è giunti. Ebbene, non è possibile essere pessimisti finché esistono uomini e donne capaci, con la forza di Dio, di vivere distaccati da ogni istinto carnale. Es­si elevano il mondo. Essi salvano dalla catastrofe l'uomo.

• Poi forse c'è un'altra ragione per cui Cristo ha scel­to la vita di castità perfetta: tu sai quanto è difficile la lot­ta della castità; tu sai che a volte sembra una battaglia im­possibile; tu sai che chi è vile piega sempre su questo ra­gionamento: vivere casti non si può!

Ecco, questo ragionamento sbagliato ha bisogno di una confutazione lampante, la confutazione che viene dalla testimonianza eroica di migliaia di uomini e don­ne che in nome di Cristo, per una sua chiamata, per un servizio generoso dei fratelli, sono capaci non di vivere per qualche tempo nella castità, ma di sceglierla per tutta la vita.

Gandhi diceva che il nerbo della Chiesa Cattolica, ciò che dà vigore al suo annuncio e copre le sue macchie, è il celibato dei suoi preti.

E un eroismo la castità perfetta per tutta la vita! Ma Cristo l'ha chiesta ai suoi discepoli, perché col loro dono rafforzassero la volontà di lotta di tutti i loro fratelli.

 

3. A VOI FIDANZATI

Cinque sentieri di santità

Rivolgo un appello soprattutto a voi fidanzati, che siete la speranza delle famiglie nuove. Vi indico cinque sen­tieri di santità:

1. imparate a pregare!

2. imparate a dialogare!

3. imparate a nutrirvi della Parola di Dio!

4. datevi ai poveri!

5. prendete per guida una coppia di sposi santi!

 

Primo: imparate a pregare!

Cercate chi insegna la preghiera, andate magari in ca­po al mondo per trovare una vera scuola di preghiera. Ma trovatela.

Non sposatevi se non avete imparato a pregare. Le tempeste della vita sono tante, solo se imparate a prega­re salverete il vostro amore nei momenti difficili.

 

Secondo: imparate a dialogare!

Dovete apprendere l'arte della revisione di vita. Se non sapete dialogare non sposatevi ancora. Fatevi inse­gnare cos'è la revisione di vita da altri giovani che la san­no fare. Andate a imparare l'arte della revisione di vita in quei centri che sono specializzati per questo (il nostro cen­tro è uno di essi: le Comunità di Padre De Foucauld so­no completamente fondate sulla revisione di vita).

Una famiglia senza dialogo è destinata a sfasciarsi, una famiglia che non sa dialogare non regge all'impatto col mondo di oggi.

 

Terzo: imparate a nutrirvi della Parola di Dio!

Il vostro amore, anche se è grande, ha la sua fragilità. Avete bisogno di rinnovarlo ogni giorno. Se imparate a nutrirvi della Parola di Dio voi imparate a nutrire la men­te di idee grandi, voi imparate a dirvi la verità, voi impa­rate ad appoggiarvi su Dio in tutto ciò che vi supera.

«Lampada ai miei passi è la tua Parola, luce sul mio cammino», prega il Salmista, e con lui ogni cristiano. La Parola di Dio ha la potenza dell'Eucaristia.

 

Quarto: datevi ai poveri!

Andate insieme ai poveri, non perdete tempo in cose sciocche, avete bisogno di dilatare il cuore, avete bisogno dei poveri per crescere e diventare dono.

«Portate i pesi gli uni degli altri», invitava san Paolo. Fate insieme servizio di volontariato, crescete nella carità, a cominciare dalla carità perfetta in casa vostra.

 

Quinto: prendete per vostra guida una coppia di sposi santi!

Oggi non basta più il sacerdote, ci vuole l'aiuto di spo­si santi, con cui confidarvi e da cui lasciarvi guidare nelle battaglie quotidiane.

Cercate altre famiglie, cercate comunità coraggiose che vi stimolino alla generosità. Unitevi ad altre coppie, non vivete da soli. Oggi non è più il tempo di vivere isola­ti. La coppia isolata si perde, non è capace di resistere al­le pressioni del mondo.

Se poi vi imbattete in un giovane che ha avuto il co­raggio di abbracciare la castità perfetta per Cristo, votandogli la vita, fermatevi e cogliete il messaggio! L'esempio di questi giovani vi darà forza nei momenti di debolezza: il mondo cristiano ha un tremendo bisogno di questi gio­vani che sanno bruciare la loro giovinezza offrendo a Cri­sto la loro castità per tutta la vita.

 

Ancora qualche consiglio spicciolo

• Sport, molto sport! Ma sport sano, coraggioso, nobilitante, che tempri la volontà, che irrobustica il fisico, che elevi alle cose grandi.

• Sognate! Sì, bisogna sognare. Sognare cose gran­di. Sognare anche cose che vi superano. Se non si sogna da giovani fidanzati, non si sogna mai più: la vita butterà giù i sogni, ma la generosità resterà a mediare i problemi più gravi della vita.

Fortunate le giovani coppie che sono inserite in grup­pi che sono stimolanti per sognare, che discutono (è già buono discutere) di imprese coraggiose tra i poveri, nel terzo mondo, dei grandi ideali sociali.

Senza dire che certi sogni cullati nella preghiera e nel­l'umiltà, Dio presto o tardi li rende veri.

Le coppie che sognano, difficilmente saranno chiuse nei loro egoismi.

• E imparate a vivere nella gioia, perché il cri­stianesimo vero è soltanto gioia, gioia vera, gioia pura, gioia mai inquinata da nessun egoismo.

Preparatevi a insegnare ai vostri figli che il cristianesi­mo è la gioia più grande della terra; se non lo insegnere­te, non ne farete dei veri cristiani.

Ha detto madre Teresa: «Se volete cambiare il mon­do, sorridete più spesso». È il mio augurio finale, per voi e per le vostre famiglie.

È anche il mio abbraccio:

di padre Andrea Gasparino.

 

Prima Appendice.

La grandezza del matrimonio

Ecco una pagina vibrante di Dietrich Bonhoeffer sul matrimonio cristiano.

Il matrimonio è più del vostro amore reciproco. Ha maggiore dignità e maggiore potere. Finché siete solo voi ad amarvi, il vostro sguardo si limita nel riquadro isolato della vostra coppia. Entrando nel matrimonio, siete inve­ce un anello della catena di generazioni che Dio fa anda­re e venire e chiama al suo regno.

Chiusi nel vostro sentimento, godete solo il cielo priva­to della vostra felicità. Nel matrimonio, invece, venite col­locati attivamente nel mondo, e ne diventate responsabili.

Il sentimento del vostro amore appartiene a voi soli. Il matrimonio invece è un'investitura, un ufficio.

Per fare un re non basta che lui ne abbia voglia, oc­corre che gli riconoscano l'incarico di regnare. Così non è la voglia di amarvi che vi stabilisce come strumenti della vita. E il matrimonio che ve ne rende atti.

Non è il vostro amore che sostiene il matrimonio: è il matrimonio che, d'ora in poi, porta sulle spalle il vostro amore.

Dio vi unisce in matrimonìó: non lo fate voi, è Dio che lo fa. Dio protegge la vostra unità indissolubile di fronte a ogni pericolo che la minaccia dall'interno e dall'esterno. Dio è il garante dell'indissolubilità.

È una gioiosa certezza sapere che nessuna potenza terrena, nessuna tentazione, nessuna debolezza, potran­no sciogliere ciò che Dio ha unito.

(DIETRICH BONHOEFFER, Resistenza e resa, Bompiani 1969, pag. 86).

 

Seconda Appendice.

La castità e...

Leggiamo nella Bibbia il pensiero di Dio.

La castità è libertà

«Il corpo non è per l'impudicizia, ma per il Signore, e il Signore per il corpo. Non sapete che siete tempio dello Spirito, e che non appartenete a voi stessi?» (1 Cor 6,13).

 

La castità è vittoria sugli istinti

«Che ciascuno di voi sappia mantenere il proprio cor­po con santità e rispetto, non come oggetto di passione e libidine, come i pagani che non conoscono Dio; che nes­suno offenda e inganni in questa materia il proprio fratel­lo» (1 Tess 4,3-6).

 

La castità è fedeltà generosa

«Avete inteso che fu detto: non commettere adulterio! Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderar­la, ha già commesso adulterio con lei dentro il suo cuore» (Mt 5,27).

 

La castità nasce dal cuore

«Frutto dello Spirito è: amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé» (Gal 5,22).

«Crea in me, o Dio, un cuore puro», pregava Davide (Salmo 50,12).

 

La castità è fortezza

«Se il tuo occhio ti scandalizza, cavalo; se la tua mano ti scandalizza, tagliala» (Mc 9,43).

 

Terza Appendice.

Le beatitudini della castità

Beati i giovani che scoprono la castità come una perla preziosa e non giocano con i sentimenti propri e al­trui, ma li purificano e li educano per giungere preparati al tempo delle grandi scelte.

 

Beati i fidanzati che si amano nella trasparenza, guardando Cristo negli occhi, insieme. Lo sguardo di Cri­sto sarà la luce e la forza del loro cammino.

Beati i fidanzati che imparano a non separare mai questa tre parole: amore, sacrificio, gioia. Il loro attende­re è la vera prova d'amore, prima pietra di fedeltà.

 

Beati gli sposi che sanno rispettarsi e amarsi in una fedeltà crescente per tutta la vita.

Beati se non cercano se stessi, ma cercano il bene l'u­no dell'altro, e si mettono a servizio della vita.

Beati perché nel loro dono reciproco, Dio stesso si do­na, li fa crescere e li santifica.

 

Beati coloro che Cristo chiama alla castità con­sacrata. Non sono più meritevoli degli altri, ma «ciascu­no ha il proprio dono da Dio» (1 Cor 7,7).

Beati se nell'amicizia con Cristo e nell'umiltà imparano a dilatare il loro cuore fino a dimenticare se stessi per ama­re chi non è amato. Sperimentano il centuplo già in questa vita, e l'Amore di Cristo è la loro continua ricompensa.

 

Beati i bambini educati dai loro genitori al senso del­la meraviglia e alla bellezza di una vita limpida. Ben presto impareranno a rifiutare con gioia tutto ciò che inquina i loro occhi e il loro cuore.

Beati loro, perché hanno imboccato il sentiero per di­ventare veri uomini e vere donne del Vangelo.

 

Beati gli anziani che hanno camminato e lottato con energia nella grazia dello Spirito Santo. I loro occhi sono luminosi e umili. I loro cuori sono forti e consacrati dalla fedeltà a Dio.

 

Beati quelli che sono soli, e nella vita non hanno scelto perché la vita ha scelto per loro. La loro castità è, spesso, più costosa, ma beati loro se si lasciano prendere per mano da Cristo per fare della vita un dono generoso, senza amarezza.

Dio che vede nel segreto, veglia su di loro e non delu­derà il loro sacrificio.

 

Beati voi se amate la luce, e la irradiate sempre e ovunque con umile coraggio.