LE APPARIZIONI DI MARIENFRIED  scarica

Il Messaggio di Marienfried riguarda la fine dei tempi. Esso ci presenta, in dimensione gran­diosa, la "Bestia" in opposizione alla “Donna”: (Apoc. 12, 1-4)

Molti si domandano: "Come mai non ab­biamo ancora sentito parlare di questo Messag­gio? E' stato nascosto o misconosciuto?"

Per dirla in breve: dopo un sonno di 20 an­ni, Biancaneve si è svegliata alla vita, e dopo altri 10 anni ha ricevuto a poco a poco il suo valore nella Chiesa, disposto da Dio. Nel corso degli an­ni esso potè quindi portare dei frutti e maturare, poichè le Grandi Cose crescono nel silenzio, ma portano molti frutti.

Marienfried ci mostrerà che ha da occupare un grande posto nella storia della salvezza del mondo, perchè rappresenta ed è come il corona­mento delle grandi apparizioni di Maria.

A Parigi, nel 1830, cominciò la serie delle grandi visite di Maria. Esse sono continuate a La Salette, Lourdes, Fatima e in altri luoghi. Ma­rienfried ha in questo coronamento un particola­re significato. L'Apocalisse si manifesta qui in u­na luce chiarissima. Il Messaggio finisce con il grandioso Inno dei Cori Angelici. La vittoria di Cristo, Re, viene annunciata.

Le apparizioni della Madonna oggi sono combattute e sono accolte con molto scettici­smo ed avversione. Il noto teologo Carlo Rahner tuttavia disse: "Le apparizioni della Madonna so­no per loro natura un "imperativo" (comando).

 

LE APPARIZIONI DI MARIENFRIED

"Il Santuario di Marienfried significa per me una sintesi della devozione mariana del nostro tempo.

Esso appartiene ai più importanti santuari mariani della Chiesa cattolica dove la Madre di Dio è venerata in forme così molteplici".

Mons. Venanclo Pereira Vescovo di Fatima

 

"Chi studia attentamente il messaggio di Marienfried, scopre l'interpretazione dell'Apocalisse, c. 12, dove il "gran Dragone rosso" perseguita la donna vestita di sole, cercando di annientare Lei e suo Figlio".

Mons. Rudolf Graber, Vescovo di Ratlsbona il 25 luglio 1976

 

Permesso ecclesiastico di stampa accordato il 16 novem­bre 1970 per l'edizione tedesca:

"Die Erscheinung in Marienfried"

 

PREFAZIONE

Da diversi anni il mondo cattolico - ed in particolare la Diocesi di Augsburg - si sta occu­pando dei fatti di Marienfried, nella parrocchia di Pfaffenhofen. Vi affluiscono pellegrini venuti da vicino e da lontano, perfino dall'estero, e ven­gono non solo per pregare, ma pure per fare del­le indagini sulle origini, il significato religioso e l'efficacia spirituale di questo luogo di preghiera.

E si ritorna continuamente alla carica per richiedere un rapporto completo sulle origini di Marienfried, sulla posizione della Chiesa nei con­fronti di questo messaggio e sul suo valore spiri­tuale. Questo opuscolo si propone di rispondere a queste domande.

Non essendo io un teologo, mi rendo per­fettamente conto delle difficoltà di questo tenta­tivo. Ma, dal momento che i teologi competenti non hanno scritto nulla a questo proposito, quan­tunque sarebbe stato necessario, io ho cercato di colmare questa lacuna, servendomi semplicemen­te dei fatti accaduti, seguiti da una mia modesta interpretazione teologica. Quantunque questi av­venimenti siano ritenuti solo "naturali" dal Ve­scovo competente di Augsburg, in seguito al rap­porto di un teologo che ha fatto l'inchiesta su Marienfried, il numero dei pellegrini che credono all'autenticità di queste apparizioni aumenta continuamente.

Anch'io appartengo a questo numero,e prego il lettore, che voglia fare delle critiche, di pa­zientare e di tener conto del testo che segue. Se nei capitoli seguenti le apparizioni sono rite­nute come vere, ciò non impegna che me stesso. Come autore io parlo in virtù della mia esperien­za personale, come qualcuno che ne è profonda­mente convinto, in seguito alle grazie ricevute da Maria. Però rispetto ogni opinione ed ogni presa di posizione critica senza avermente a male se qualcuno, per ragioni personali, non si sente di credere all'autenticità dei fatti.

Si può presupporre che il tempo porti mol­te persone a Marienfried, persuadendole sulla autenticità del Messaggio, su cui la Chiesa non ha ancora preso posizione alcuna. Ma la parola della S. Scrittura sarà determinante: "L'albero buono porta frutti buoni, e quello cattivo frutti cattivi. Voi lo riconoscerete dai suoi frutti".

Marienfried ha già dato i suoi frutti: la pro­va è data dai pellegrini che, sempre in numero crescente, vengono a Marienfried da vicino e da lontano.

Io sono venuto a Marienfried quattro anni fa. E non ci sono venuto per ammirare il luogo idillico dove sorse la cappella, ma per sentire il mistero che questa cappella svela ad ogni cuore, aperto ai messaggi della Madonna. Io stesso ho potuto esperimentare in larga misura la potenza di Maria, Mediatrice di tutte le grazie.

Mi sta quindi particolarmente a cuore apri­re anche ad altre anime il cammino verso Marien­fried con questo modesto lavoro.

25 aprile 1970 Josef Kúnzli .6.

ANTEFATTO DI MARIENFRIED

Il Rosario dell'Immacolata

Era il 13 maggio 1940, il lunedì di Penteco­ste. Barbara Ruess di Pfaffenhofen fece una pas­seggiata nel bosco. Allora aveva 16 anni, faceva e volentieri belle camminate. Andava spesso nel bosco di suo padre, vicino a Marienfried. Anche il giorno prima, la domenica di Pentecoste, aveva fatto la stessa strada, recitando il Rosario, ma a­veva perso senza accorgersi la corona. Rifaceva quindi il lunedì la stessa strada sperando di ritro­varla.

Mentre si stava incamminando, domandan­dosi che Misteri del Rosario doveva recitare, i gloriosi o i gaudiosi, una signora la raggiunse, di­cendo dopo un breve saluto: "Tu stai pensando che corona devi recitare. Io ti voglio insegnare un altro Rosario, e così pregheremo insieme". Barbara le chiese: "Scusi, come mai conosce il mio pensiero? Chi è Lei?" - La signora rispose: "Non è importante saperlo; se tu reciterai con diligenza questo Rosario, imparerai a conoscer­mi meglio". E le insegnò il Rosario dell'Immaco­lata.

In questo Rosario, dopo i soliti misteri, vengono recitate le invocazioni seguenti:

Per la tua Immacolata Concezione, salvaci!

Per la tua Immacolata Concezione, proteggici!

Per la tua Immacolata Concezione, guidaci!

Per la tua Immacolata Concezione, santificaci!

Per la tua Immacolata Concezione, governaci!

La signora volle recitare il Rosario con Bar­bara per la "Patria", poichè si era nel periodo della seconda guerra mondiale, quando Hitler ri­portava vittoria su vittoria e aveva sottomesso territori su territori. Così recitò con lei il Rosa­rio dell'Immacolata per la Patria:

"Ave Maria...

Per la tua Immacolata Concezione, salva la nostra Patria!".

Recitate le dieci Ave Maria, seguì il secondo mi­stero con l'invocazione: "Per la tua Immacolata Concezione, proteggi la nostra Patria!"

Poi il ter­zo con l'invocazione: "Per la tua Immacolata Concezione, guida la nostra Patria!".

Poi il quar­to e il quinto con le invocazioni: "santifica" e "governa".

La signora disse anche che secondo il biso­gno si poteva scegliere l'intenzione sia per una singola persona che per una comunità. (Quindi, per esempio, aggiungere il nome se si recita il Rosario privatamente per una persona o per una specifica comunità. - In genere si può dire "noi" (es. salvaci); se è una comunità a recitarlo, ognu­no può mettere la propria intenzione). Ma una cosa era strana: la donna non recitava che una parte dei Rosario, il "Padre Nostro" e il "Gloria Patri".

Appena ebbero finito di recitare il Rosario, la signora si allontanò, seguendo una strada late­rale in un'altra direzione. Il viso di questa signo­ra, vestita semplicemente, fece un'impressione indimenticabile su Barbara. Questo viso irradiava una forza straordinaria di spiritualità, di purezza e di bontà tali che Barbara sentì il desiderio di poterla conoscere meglio, e di incontrarla anco­ra. Da allora Barbara recitò spesso il Rosario del­l'Immacolata, tenendo però per sé quanto le era successo, e non raccontando nulla a nessuno. So­lo cinque anni dopo raccontò ciò che le era acca­duto alla sua amica Anna Humpf.

 

II gruppo di Schònstatt

Il 29 settembre 1943, festa di S. Michele Arcangelo, il parroco Martin Humpf prese pos­sesso della parrocchia di Pfaffenhofen. Sua sorel­la Anna l'aiutava con il suo lavoro, non solo co­me donna di casa, ma anche come collaboratrice nella cura d'anime. Si occupava pure dei giovani.

Pfaffenhofen contava allora 1300 abitanti. Appena il parroco ebbe cominciato il suo lavoro pastorale, sua sorella Anna si occupò subi­to della gioventù femminile. Essa riunì alcune ra­gazze, che si radunavano di tanto in tanto in casa parrocchiale, chiamando questi incontri "l'ora di canto", per non entrare in conflitto con le leggi del Terzo Reich. A quei tempi era difficile edu­care religiosamente la gioventù, poichè il Regime Nazionalsocialista cercava di influenzare la gio­ventù contro la Chiesa.

Circa una ventina di persone, dai 15 ai 25 anni, si riunivano per "l'ora di canto", che segui­vano assiduamente. Certe volte, in primavera o di estate, si facevano anche dei giri in bicicletta. Anna Humpf sapeva entusiasmare e guidare le giovani. Esse andavano quindi volentieri a que­ste riunioni, poichè trovavano un ideale nell'i­struzione religiosa: MARIA!

La signorina Humpf era sempre stata un membro attivo nel movimento di Schónstatt. Es­so è un movimento di apostolato religioso, che cerca di educare le ragazze, proponendo loro Ma­ria come modello. Anna voleva dare loro un orientamento spi­rituale, e vi riuscì molto bene. Quest'ideale affa­scinò queste ragazze, formandole per tutta la vi­ta. Una di queste giovani era appunto Barbara Ruess.

Per poter fare un ritratto esatto di lei, con­forme alla realtà, io voglio riportare verbalmente ciò che Anna Humpf scrisse di quell'epoca: "Dapprima conoscevo Barbara solo perché la ve­devo alle sacre funzioni in Chiesa. Qualche volta si inginocchiava vicino a me, e fui subito colpita dal raccoglimento di questa giovane: quando pre­gava si capiva benissimo che la sua vita interiore era assai ricca. Faceva la Comunione quasi sem­pre, anche se a quei tempi non era molto in uso. Dapprincipio, Barbara non veniva all`ora di can­to", poichè era gravemente ammalata. Nel 1945 venne ai nostri incontri e collaborò a formare, con la sua maniera del tutto originale, una bella associazione.

Più tardi essa mi confidò che veniva all'as­sociazione femminile perchè io avevo sempre presentato la Madonna come l'ideale della donna e della ragazza.

Barbara aveva uno spirito molto critico e faceva molte riflessioni ed obiezioni su Schón­statt. Dal 25 novembre al 2 dicembre 1945 ci fu la settimana religiosa, tenuta nella nostra parroc­chia dal Padre Bezler di Schónstatt, che era l'as­sistente ecclesiastico della gioventù femminile di Schónstatt. Egli predicava ai mattino e alla sera, e teneva anche delle conferenze durante il gior­no per la gioventù femminile sul movimento di Schónstatt. Padre Bezler è conosciuto come un pensatore dalle idee chiare e profonde, che ha il dono di persuadere la gente con argomenti basati sul ragionamento e non sul sentimentalismo. E questo era proprio lo stile che piaceva a Barbara. Io notai, nel corso delle discussioni, che Barbara faceva tanta domande, e capivo che aveva ancora tarai dubbi nei riguardi di Schónstatt. Essa tutta­via cercava di esporli lealmente, discutendo con rispetto e dignità. Fra l'altro essa chiese se uno, che si fosse già consacrato prima totalmente alla Madonna, potesse rinnovare questa consacrazio­ne nel senso dell'atto di amore e donazione a Maria. Dopo la lucida spiegazione e risposta di P. Bezler essa rimase tranquilla e contenta e il 2 dicembre fece con grande consapevolezza la sua consacrazione con le sue compagne.

 

La cappella

Durante la predicazione mariana del maggio dell'anno di guerra 1944 il parroco d. Humpf a­veva lanciato l'idea, vedendo che la catastrofe si stava avvicinando, di fare un voto alla Madonna: se Ella proteggerà la parrocchia di Pfaffenhofen, allora in ringraziamento si edificherà una cappel­la in Suo onore. Il pericolo era grande per Pfaf­fenhofen, poichè ogni giorno la zona veniva sor­volata dagli aerei nemici, e nessuno era ormai più al sicuro. Alcuni mesi prima Ulm era stata bom­bardata dagli aerei. Vicino a Pfaffenhofen c'era­no importanti obbiettivi militari. Un'importante strada strategica di ritirata per le truppe tedesche passava per Pfaffenhofen. Quasi ogni settimana sostavano automezzi militari sulla piazza e at­torno alla Chiesa. C'era da aspettarsi il peggio. Chi avrebbe potuto salvare il paese da questo pe­ricolo? In questa situazione la comunità parrocchiale si rivolse a Colei che è l'Aiuto dei Cristia­ni", non solo con la preghiera, ma promettendo­Le di edificare una Cappella, se Ella fosse venuta loro in aiuto.

Anche il Parroco Humpf aveva fatto questa proposta, anche perchè, fin dai primi anni del suo sacerdozio, aveva desiderato di avere un pic­colo santuario mariano nella sua parrocchia. Co­sì il grande spirito di fede, spinto dalla necessità, e il desiderio amoroso del parroco si incontraro­no per fare la promessa alla Madonna.

La fiducia dei parrocchiani non fu delusa. La guerra finì senza disastri per Pfaffenhofen. Le bombe pesanti, che avrebbero dovuto esser lanciate su Pfaffenhofen, caddero nel bosco vici­no, dove scavarono parecchi e profondi crateri. Sarebbe bastata una di queste bombe a distrug­gere il centro di Pfaffenhofen. Questa salvezza non era forse la risposta della Madonna al voto dei suoi figli? La risposta dei parrocchiani non poteva essere che questa: darsi da fare per man­tenere la promessa fatta. Tutta la parrocchia era pronta a costruire la Cappella promessa in voto a Maria. Ma dove si doveva costruire? A sud-est di Pfaffenhofen sorgeva una collina coperta di albe­ri. Che ci sarebbe stato di più bello di una Chie­setta al margine del bosco? Si trattava di sceglie­re fra due posti: uno al margine a ovest dei bo­sco, e l'altro al margine opposto, ad est. A Pfaf­fenhofen c'era l'usanza che, la domenica in AI­bis, i bambini della prima comunione facessero un'escursione, assieme al Parroco, ad una cappella di Lourdes. Quell'anno si volle celebrare una ora solenne di preghiera, in onore della Madon­na, sui luogo dove sarebbe dovuta sorgere la cap­pella. Era quindi necessario abbellire un po' il luogo.

Anna, la sorella del parroco, preparò un'im­magine della Madonna di Schónstatt per l'edico­la. Ma lasciamo parlare di nuovo Anna Humpf, di ciò che accadde in quel 25 aprile: "Quando nel pomeriggio del 25 aprile uscimmo di casa alle tre per cercare il luogo adatto per la cappella e per dissodare il terreno, il parroco, Barbara di 22 anni ed io di 26, avevo preso con me l'immagine della Madonna di Schónstatt. Il parroco avrebbe voluto servirsene solo provvi­soriamente per ornare l'oratorio, poiché voleva mettere poi nella cappella una statua della Ma­donna scolpita in legno. Ma questa si trovava dal restauratore, e per il 25 aprile non era ancora fi­nita. Io stavo pensando: "Ciò che si è offerto u­na volta alla Madonna e Lei ha preso ed accetta­to come cosa Sua, lo deve anche tenere". Nessu­no di noi pensava che succedesse o che potesse succedere qualcosa di nuovo o di straordinario. I due posti scelti per la cappella sembravano u­gualmente adatti, per cui la scelta era difficile.

Mentre stavamo andando a vedere i due po­sti dove avrebbe potuto sorgere la cappella, il parroco ci raccontò la storia dell'origine della Basilica di S. Maria Maggiore in Roma. Poi sog­giunse: "Ora bisognerebbe sapere quale sarebbe il posto adatto per costruire la cappella. Un segno come quello di Roma ci faciliterebbe la scel­ta". Ma, mentre parlava in questo modo, egli pensava ad un segno dei tutto naturale, come, per esempio, ad un passante che arrivasse all'improv­viso e scegliesse il posto adatto. Noi andammo quindi insieme al primo posto, recitando il Rosa­rio. Appena arrivammo, ci mettemmo a dissoda­re il terreno attorno ad un giovane ciliegio. Noi volevamo appunto appendere all'albero il quadro che avevamo portato con noi.

Il parroco, Barbara ed io eravamo occupati in questo lavoro, e non pensavamo per nulla a qualcosa di straordinario, ma ci davamo molto da fare. Il parroco dissodava col piccone la gran­de sterpaglia, mentre noi due, tutte sudate, strap­pavamo con la zappa le ortiche e le altre erbacce. Era assolutamente assurdo che noi pensassimo ad un'apparizione. Tutto ciò che successe, arrivò come un fulmine a ciel sereno; fu una cosa ina­spettata ed allo stesso tempo incomprensibile. Barbara stava lavorando a sinistra, a un metro da me. Improvvisamente alzò la testa, tendendo l'o­recchio: -"Mi ha chiamato qualcuno".- Io non avevo sentito nulla. - "Eppure" -, essa corre un po' verso il bosco, si ferma, in modo che io la posso ancora vedere, e mi accorgo che parla e guarda come se qualcuno stesse davanti a lei. Io, in quel momento, non ci faccio caso, e continuo a lavorare. Essa ritorna dopo qualche minuto e mi dice raggiante di gioia e tutta eccitata: -"Hai visto la signora?" E' la signora che ho visto allo­ra, e che mi ha insegnato il Rosario dell'Immacolata. Non l'ho mai potuta dimenticare. Vorrei proprio sapere chi è questa signora. Ma essa non me l'ha detto -". Io le risposi che non avevo proprio visto nulla, e che non avevo prestato al­cuna attenzione. Continuammo a lavorare sodo per strappare almeno le erbacce attorno all'albe­ro. Dopo circa mezz'ora, Barbara mi disse: "A­desso mi chiama di nuovo". Io dissi: "Chi?" - "Deve essere quella signora", disse Barbara. Essa fu chiamata ancora una terza volta. Io dissi: "Và e fermati, se ti chiama". - "No, non ci vado, per­chè essa parla di cose che non capisco. Deve par­larmi in modo che si capisce. Io, per esempio, parlo chiaro". Io insistetti: "Se qualcuno ti ha chiamato, tu devi andare". Allora Barbara si al­lontanò di cinque o sei passi verso destra, fer­mandosi poi e parlando con una persona che noi non vedevamo. Mio fratello mi disse a mezzavo­ce, un po' seccato: "Ma che cos'ha?" Io prima non dissi nulla, poi scuotendo la testa, mi misi ad ascoltare ciò che Barbara stava dicendo: "Ma chi è Lei? Dove abita?". Poi scosse la testa, come se non capisse. “Io non capisco ciò che dice”. "E Lei come lo sa? Sì, accadde sei anni fa: era il lu­nedì di Pentecoste". Poi essa si mise di nuovo in ascolto e rispose: "Sì, accadde esattamente un anno fa, all'arrivo degli Americani". Stette anco­ra un momento in ascolto. Mio fratello mi do­mandò a voce bassa: "Ma che cos'ha Barbara?" Io gli dissi: "Lei vede qualcosa che noi non ve­diamo". Stavolta era distante circa quattro me­tri da noi, guardava e parlava. Poi si volse indietro, e disse in tono sicuro: "Ma stavolta anche voi l'avete vista!" Il parroco disse: "E chi?" - "Ma la signora! - disse Barbara - Stava lì in piedi. Dovete pure averla vista!" Noi scuotemmo la te­sta, dicendo: "Noi non abbiamo visto nulla". Barbara si inquietò, e disse: "Ma qui, in questo posto; è pur stata qui!" E ci fece vedere esatta­mente il posto. "Io non vedevo certo un fanta­sma! Essa ha detto qualcosa anche a voi". - "Che cosa?" - "La pace di Cristo sia con voi e con tut­ti coloro che qui pregano", disse Barbara.

Noi affermammo ancora una volta di non a­ver visto nè sentito nulla. -."Macchè! - disse - io sono sana di mente, io so benissimo ciò che ho visto!" Ed era molto irritata con noi. In quel momento arrivarono cinque o sei ragazze del gruppo che, finito il loro lavoro, volevano aiutar­ci a preparare bene il posto per la cappellina. Co­sì fu soltanto il giorno seguente, dopo la S. Mes­sa, che Barbara ci raccontò tutto in canonica.

La settimana seguente, nel nostro stretto cerchio di persona, riflettendo sul nome adatto da dare alla cappella, ne venne fuori la proposta di chiamarla "Marienfried", la "Pace di Maria". E questo nome fu scelto pensando al silenzio ed alla quiete di questo angolo di bosco, al bisogno di quell'ora, al desiderio ardente di una vera pa­ce, ma soprattutto pensando alle parole piene di significato della signora: "La pace di Cristo sia con voi e con tutti coloro che qui pregano".

 

IL MESSAGGIO DI MARIENFRIED

L'apparizione del 25 aprile 1946

Quando il parroco Humpf chiese a Barbara ciò che la signora le aveva detto nel bosco, essa rispose: "Quando le chiesi chi fosse e dove abi­tasse Ella rispose: "Se non avessi il velo, tu mi riconosceresti!" Era la medesima signora che a­vevo incontrato il lunedì di Pentecoste del 1940, mentre stavo incamminandomi verso il bosco. Io non la conosco, ed Ella disse queste cose che io non capisco: - "Io sono il Segno del Dio vivente. Io imprimo il Segno sulla fronte dei miei figlioli. La Stella perseguiterà il mio Segno, ma il mio Segno vince­rà la Stella.

Io stabilirò la pace là dove la fiducia è maggiore, e là dove si insegna agli uomini che Io posso tut­to presso Dio. Poi, quando tutti gli uomini cre­deranno nella mia potenza, verrà la pace". Congedandosi, Ella disse: "La pace di Cristo sia con tutti voi e con tutti coloro che qui pregano". Allora il parroco fece questa riflessione: "Queste espressioni non possono essere che della Madonna".

Ma Barbara non era ancora capace di adat­tarsi a quest'idea.

 

L'apparizione del 25 maggio 1946

Il mattino del 25 maggio 1946, Barbara fu invitata dall'Angelo che le appariva spesso e che si era chiamato l'Angelo della Grande Mediatrice delle grazie, di recarsi quel giorno a Marienfried. Dopo la S. Messa, essa pregò Anna, la sorel­la del parroco, di accompagnarla. In mattinata però mandò ad Anna un biglietto, a mezzo della sua sorellina, in cui le comunicava che non sareb­be andata a Marienfried, poichè pensava che tut­to fosse un'illusione. Il parroco invece era di pa­rere contrario, e le consigliò di ubbidire all'Ange­lo, come aveva sempre fatto. Infine essa si lasciò a malincuore convincere di recarsi a Marienfried. Poco dopo le 5 pomeridiane, Anna e Barba­ra uscirono insieme, andarono alla cappelletta l'ornarono di fiori e si misero a pregare. Il padre di Barbara stava allora passando casualmente di là in automobile. Come proprietario di una se­gheria aveva molto da fare nel bosco. Barbara al­lora disse ad Anna: "Vieni, ritorniamo a casa in macchina", ma Anna non voleva, poichè di soli­to quando andava in macchina stava male. Inol­tre le strade del bosco erano brutte, piene di sas­si e di dossi. Essa disse: "Non c'è fretta", poichè voleva ancora star lì a pregare. E così si fermaro­no e non ritornarono in macchina. Marienfried non dista che dieci o quindici minuti da Pfaffen­hofen.

Improvvisamente Barbara vide l'Angelo vi­cino all'albero che indicava con il dito verso destra. Là c'era la misteriosa Signora in piedi. Più tardi la descrisse così: - "Era vestita tutta di bianco. Portava un mantello bianco, simile ad u­no scialle. I suoi capelli erano scuri, divisi in mezzo, e i suoi occhi erano pure scuri. Dagli oc­chi e da tutto il viso irradiava una tale chiarezza, una luminosità, un candore e una grande bontà". Barbara non aveva notato tutte queste cose pri­ma, come questa volta. Nell'apparizione del 25 aprile, la signora disse: "Se io non avessi il velo, tu mi riconosceresti!" Non si trattava dunque di un velo materiale, altrimenti Barbara l'avrebbe visto. Ma i suoi occhi erano semplicemente im­pediti, cosicchè essa non riconobbe subito Maria, come successe ai discepoli di Emmaus, cui si ac­compagnò Gesù e non lo riconobbero, perchè i loro occhi erano velati. Poi le sembrò che la Madonna volesse sollevare un pochino quel velo. Barbara fu tutta presa dalla visione della Signora, e subito capì di vedere Maria davanti a sè. Gridò: "Maria!".

A questo punto la Signora incominciò a par­lare con lei: - "Sì, Io sono la Grande Mediatrice di tutte le grazie. Allo stesso modo in cui il mondo non può trovare misericordia presso il Padre se non per il sacrificio del Figlio, così voi non potete es­sere ascoltati da mio Figlio che per mezzo della mia intercessione. Cristo è così poco conosciuto, perchè Io non sono conosciuta. Per questo moti­vo il Padre riversa la sua ira sui popoli, poichè es­si hanno rifiutato suo Figlio. Il mondo è stato consacrato al mio Cuore Immacolato, ma questa consacrazione è diventata per molti una terribile responsabilità. Io chiedo al mondo di vivere que­sta consacrazione. Abbiate una fiducia illimitata nel mio Cuore Immacolato! Credetemi, Io posso tutto presso mio Figlio!

Mettete al posto del vostro cuore macchia­to dal peccato il mio Cuore Immacolato, ed allo­ra sarò Io che attirerò la forza di Dio, e l'amore del Padre riprodurrà nuovamente in voi l'Imma­gine perfetta di Cristo. Esaudíte la mia preghiera, affinchè Cristo possa presto regnare come Re di Pace!"

Poi fu detto a Barbara qualcosa che essa do­veva tenere come un segreto. Dopo la Signora ri­prese a dire: - "il mondo deve bere fino all'ultima goccia il calice dell'ira divina a causa degli innumerevoli peccati dai quali viene offeso il suo Cuore. La Stella dell'Abisso s'infurierà sempre più fero­cemente e farà sempre maggiori distruzioni, per­chè sa che il suo tempo è breve, e perchè vede che ormai molte anime si sono schierate sotto il mio Segno. Su costoro la Stella non ha potere al­cuno, anche se ne potrà uccidere molti. Ma sono appunto queste vittime a me offerte che accre­sceranno la mia potenza, e condurranno il picco­lo resto degli eletti alla vittoria per Cristo. Alcu­ni hanno già accettato di lasciarsi imprimere il mio Segno, e il loro numero aumenterà conti­nuamente. A voi Io voglio dire, miei figlioli dilet­ti: non dimenticate che proprio nei giorni più sanguinosi questa Croce è una grazia, e ringrazia­te sempre il Padre per questa grazia! Pregate e sa­crificatevi per i peccatori! Offrite, per mezzo mio, voi stessi e ogni vostra azione al Padre! Met­tetevi totalmente a mia disposizione! Recitate il Rosario! Non chiedete tante grazie d'ordine ma­teriale! Ora si tratta di pregare per qualcosa che vale molto di più. Non aspettatevi nè segni, nè miracoli! Io voglio agire nel nascondimento, co­me la Grande Mediatrice di grazie! E' la pace del cuore che Io voglio concedervi, se però voi farete ciò che Io vi chiedo. La pace dei popoli potrà es­sere costruita solo su questa pace. Poi Cristo re­gnerà su tutti i popoli come Re di Pace".

Dette queste parole, la Signora diede l'ordi­ne a Barbara di far conoscere tale messaggio al mondo intero. Ma Barbara le disse: - "Io non rie­sco a ricordare tutto". La Signora rispose: "A tempo opportuno, tu ricorderai esattamente o­gni parola". Sembrò che per settimane e mesi Barbara sentisse queste parole come incise nella memoria. Infatti le poteva ripetere senza fatica, e senza un particolare sforzo mentale. Ed erano proprio le parole della Signora, eppure non aveva per nulla studiato il messaggio a memoria. Duran­te l'apparizione, come subito dopo, essa non pre­se nessun appunto, poichè sia Barbara che Anna non avevano con sè niente per scrivere. Esse non potevano assolutamente immaginare il motivo per cui Barbara era stata invitata dall'Angelo a recarsi a Marienfried.

In relazione all'incarico affidato a Barbara, la Signora le disse ancora quanto segue: - "Il demonio potrà manifestare una tale poten­za apparente, che tutti coloro che non saranno profondamente ancorati a Me, si lasceranno in­gannare. Verrà un tempo in cui tu sarai proprio sola e ti calunnieranno, poichè il demonio è abi­lissimo nell'accecare gli uomini, tanto che anche i migliori si lasceranno ingannare. Ma è assoluta­mente necessario avere una fiducia cieca in me. Là dove gli uomini non avranno fiducia nel mio Cuore Immacolato il demonio potrà dominare. Ma là dove gli uomini metteranno il mio Cuore Imma­colato al posto del loro cuore macchiato dal pec­cato, egli non avrà nessun potere. Tuttavia egli per­seguiterà i miei figlioli diletti, essi saranno disprez­zati, ma il demonio non potrà far loro alcun male. Come prova dell'autenticità dell'apparizione, la bella Signora diede a Barbara l'ordine di andare a Kellerberg, suIla strada da Pfaffenhofen a Beueren.

- "Là, - disse Ella - c'è un uomo che si trova in grave pericolo. Tu lo devi aiutare. E questo sa­rà il segno che tu non sei vittima di un inganno.

Ed a proposito del dubbio che Barbara ave­va avuto al mattino, pensando che tutto fosse u­na terribile illusione, la Signora le disse: "Vedi, stamattina Io ti ho lasciata proprio sola, la mia grazia non era con te. Tu lo esperimenterai anco­ra spesso. Io ho bisogno di vittime. Le grazie maggiori devono essere pagate a prezzo di tali sofferenze".

Poi la Signora disse: "Tu devi ritornare qui la festa di San Guglielmo abate.

Dopo il colloquio, l'Angelo, che era presen­te, recitò una preghiera alla Madonna, con diver­se invocazioni, di cui alcune erano queste: "Ope­ra come Madre di grazie! Opera come meraviglio­sa Madre di meravigliose grazie!... Tu, via della pace!... Tu, Madre degna di fiducia!... Salvezza della cristianità!... Tu, grande! Tu, fedele! Tu, Mediatrice di tutte le grazie!" Ad ogni invoca­zione Barbara rispondeva: "Prega per noi". Allora l'Angelo, rivolgendosi verso Barbara ed Anna, disse: "Inginocchiatevi!" Poi la Madonna diede la sua benedizione, aggiungendo: "Io vi trasmetto la pace di Cristo, in nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo!"

Mentre la Signora parlava con Barbara, Ella aveva lo stesso aspetto come in principio. Le sue mani erano giunte. Però, quando l'Angelo inco­minciò a pregare, Ella divenne splendente e lumi­nosa, indescrivibilmente bella. Allargò le braccia. Lo splendore che appariva prima sul suo viso si riflettè su tutta la sua persona. Sul capo si vede­vano tre cerchi radiosi, che formavano come una corona. Mentre dava la sua benedizione, Ella di­venne tutta trasparente, e molto più luminosa di un lampo di luce. Barbara dovette distogliere lo sguardo, perchè era rimasta come abbagliata da quella visione. Quando alzò di nuovo gli occhi, la apparizione era scomparsa.

Barbara si rimise subito in cammino verso Kellerberg. Là incontrò effettivamente un uomo che sembrava nella più squallida miseria spiritua­le, ed era completamente stravolto. Egli nascon­deva qualcosa sotto l'abito. Barbara gli doman­dò: "Che cosa tieni nascosto sotto il tuo vesti­to?" Egli rispose: "Nulla". "Tu hai una corda", gli disse Barbara.

Allora egli rispose: "E' così pesante! Puoi aiutarmi?" Barbara gli disse: "Io personalmente non ti possono aiutare, ma ti condurrò in un po­sto dove troverai aiuto". E lo condusse a Marien­fried, dove lo lasciò solo.

Cammin facendo, egli disse a Barbara che e­ra per lui un fatto straordinario quello di lasciar­si condurre da lei così docilmente. Egli non ri­conosceva più se stesso.

La sera alcune ragazze andarono alla cap­pellina. Vi trovarono una corda che pendeva da essa. La Madonna aveva salvato quell'uomo!.

 

L'apparizione del 25 giugno 1946

Il 25 giugno 1946, festa di San Guglielmo abate, il parroco Humpf accompagnò Barbara e sua sorella alla cappellina. Essi avevano mantenu­to un rigoroso segreto su tutto ciò che era acca­duto, poichè volevano evitare sorprese sensazio­nali, e attendevano ancora lo svolgimento di tutta la vicenda. Arrivati alla cappelletta, essi pregarono un po' in silenzio. Barbara volle im­provvisamente tornare a casa, ma Anna le parlò e la pregò di restare ancora un poco. Subito do­po, Barbara vide l'apparizione e gridò: "Maria! quanto sei bella!" Allora la Madre di Dio inco­minciò a parlare: "Io sono la Grande Mediatrice delle grazie. Il Pa­dre vuole che il mondo riconosca questo compi­to alla Sua Ancella. Gli uomini devono credere che Io, continuando ad essere la Sposa dello Spi­rito Santo, sono la fedele Mediatrice di tutte le grazie. Il mio Segno sta per apparire. Così vuole il Signore. Solo i miei figli diletti lo riconoscono, perchè esso si manifesta in segreto, e perciò essi glorificano Dio. Io non posso manifestare adesso la mia potenza nel vasto mondo. Ora devo riti­rarmi assieme ai miei figli. Io compirò miracoli nel segreto delle anime, finchè il numero delle vittime sarà completo. Dipende da voi abbreviare i giorni delle tenebre. Le vostre preghiere ed i vo­stri sacrifici distruggeranno l'immagine della Be­stia. Allora Io mi potrò manifestare al mondo in­tero a gloria dell'Onnipotente. Scegliete il mio Segno, affinchè presto il Dio Uno e Trino sia a­dorato ed onorato da tutti.

Pregate e sacrificatevi a Dio per mezzo mio! Pre­gate sempre! Recitate il Rosario! Al Padre do­mandate tutto quanto vi occorre per mezzo del mio Cuore Immacolato! Egli concederà quanto chiedete, se questo sarà a Sua maggior gloria. Re­citate quel Rosario, sì ricco di grazie, dell'Imma­colata, come io ti ho insegnato. Con questo Ro­sario non chiedete beni materiali, ma chiedete grazie per ogni anima, per le vostre comunità, per i popoli, affinchè tutti amino ed onorino il Divin Cuore. Continuate ad onorare il sabato a me de­dicato, come Io ho chiesto. E' necessario che gli apostoli ed i sacerdoti si consacrino particolar­mente a Me, affinchè i grandi sacrifici che l'Im­perscrutabile vuole appunto da loro, venendo posti nelle mie mani, aumentino in santità e va­lore.

Offritemi molti sacrifici! Fate che la vostra pre­ghiera sia un sacrificio! Non siate egoisti! Oggi la cosa che solo vale è questa: offrire all'Eterno gloria e riparazione. Se vi metterete completa­mente a mia disposizione, a tutto il resto provve­derò Io. Io caricherò i miei figli diletti di croci, pesanti, profonde come il mare, perchè Io li amo nel mio Figlio immolato. Vi prego: siate pronti a portare la croce, affinchè venga presto la pace. Sceglietevi il mio Segno, perchè presto sia onora­to il Dio Uno e Trino.

Io esigo che gli uomini eseguiscano presto i miei desideri, perchè questa è la volontà del Padre Celeste, e perchè questo è necessario oggi e sempre alla Sua maggior gloria e onore. Il Padre annuncia uno spaventoso castigo per coloro che non si vogliono sottomettere alla Sua volontà: Poi la Madonna incaricò Barbara di far co­noscere quanto aveva comunicato. Questo infatti era il Suo messaggio per il mondo e bisognava farlo conoscere. Ella le disse: - "Io voglio che gli uomini lo accolgano esatta­mente come Io l'ho dato, parola per parola. No­talo bene. Barbara chiese come avrebbe potuto farlo. La Madonna disse: "Di' agli uomini che Io ho un nuovo messaggio per il mondo. Non è ne­cessario svelare le circostanze esteriori ed i detta­gli. La cosa importante è solo questa, che si co­nosca la mia volontà, che è la volontà del Padre. Gli spiriti si divideranno a causa di questo mes­saggio. Moltissimi si scandalizzeranno, ma una piccola schiera lo capirà esattamente e lo apprez­zerà. Queste persone riconosceranno in esso la mia volontà, e ne saranno felici. Questa schiera ha riconosciuto il mio posto nei tempi attuali, e mi ha dato una gran gioia; essa ha i suoi rappre­sentanti in molti paesi, e questi provvederanno a diffondere il mio messaggio. Molti, fra questa mia schiera, hanno già potuto vedere i miei mira­coli nascosti. Essi hanno riconosciuto che Io so­no la “Madre ammirabile, e mi onorano con questo nome”.

La Madonna disse pure a Barbara che pro­prio nella sua patria si erano visti i primi gruppi, e ciò Le aveva fatto molto piacere. (Si noti che Barbara è oriunda della Baviera, e proprio in Ba­viera è nata la prima congregazione mariana te­desca).

Poi, conforme a quanto aveva richiesto il parroco, Barbara pregò la Madonna di voler dare un segno visibile, affinchè gli uomini prestassero fede al Suo messaggio. La Madonna rispose: "Io darò i segni solo se gli uomini eseguiranno la mia volontà. Allora Io compirò dei miracoli mol­to più grandi di quanto non ne abbia mai fatto, e precisamente miracoli nelle anime. Io ho già da­to spesso dei segni esteriori, e molte persone so­no venute qui soltanto per questi segni esteriori. Ci troviamo di fronte a un tempo in cui tutti co­loro che credono solo ai segni esteriori saranno ingannati. I segni saranno per loro solo un moti­vo di maggior responsabilità.

Allora Barbara Le chiese se era la Sua vo­lontà che la cappella venisse costruita in quel luogo. La Madonna rispose: “Io ho esaudito il vostro desiderio, ora voi adempite la vostra pro­messa”.

Barbara chiese che quadro si dovesse sce­gliere per ornare la cappella. L'apparizione le in­dicò il quadro lì vicino, dicendo di prendere il quadro della "Madre tre volte ammirabile", poi­chè Lei avrebbe raccolto anche qui una piccola schiera che aveva già pregato molto ed offerto sacrifici.

"Io ho accettato questi sacrifici, e voglio che vengano condotte davanti a questo quadro ancora molte persone che, essendo "vittime consacrate" a me, mi diano il potere di creare il Re­gno del Re di pace. Se questo gruppo sarà dispo­sto a fare la mia volontà, allora Io comincerò a fare i primi e più grandi miracoli. Là dove gli uo­mini riconosceranno e seguiranno il mio messag­gio, là Io farò i primi e più grandi miracoli, che saranno però visibili solo ai miei figli diletti, per­chè essi si compiranno solo nel nascondimento".

Poi la Madonna invitò Barbara a pregare, di­cendo: "E' necessario che i miei figlioli lodino, glorifichino e ringrazino di più l'Eterno. Egli li ha creati proprio per questo, per la sua Gloria". Alla fine di ogni Rosario, si devono recitare queste invocazioni: "Tu grande, Tu fedele Media­trice di tutte le grazie!" "Si deve pregare molto per i peccatori. Per questo è necessario che mol­te anime si mettano a mia disposizione, in modo che Io possa dar loro l'incarico di pregare. Ci so­no tante anime che stanno aspettando solo la preghiera dei miei figli.

Appena la Madonna ebbe finito di parlare, subito le si fece intorno una sterminata schiera di Angeli.

Essi indossavano vesti lunghe e bianche, e­rano inginocchiati a terra e si inchinavano pro­fondamente. Recitavano una preghiera speciale, una "preghiera di lode al Padre". In principio fu espressa come un "cantico nuovo". Poi una par­te degli Angeli fece un'altra preghiera al Padre. Un gruppo ripetè ogni invocazione come un'eco. Poi di nuovo un altro gruppo, ed erano moltissi­mi, intonarono: "Santo, santo, santo".

Quando finirono di pregare, l'Angelo che e­ra lì fin da principio, disse a Barbara di ripetere la preghiera. Essa ubbidì, recitandola con lingua scorrevole, senza intoppi. Dopo l'Amen, l'Ange­lo disse: "Tu, grande Mediatrice di grazie". Bar­bara rispose: "Prega per noi".

Poi seguì allo stesso modo una lode al Fi­glio. I personaggi vestiti di bianco recitarono una magnifica preghiera, che iniziava anche con le parole "un cantico nuovo".

Seguì poi un'altra preghiera recitata allo stesso modo come quella in onore del Padre. Bar­bara ripetè nuovamente la preghiera. Seguì la invocazione: "Tu, fedele Mediatrice di grazie". Barbara rispose: "Prega per noi".

Poi ci fu una lode alla SS. Trinità con l'in­vocazione: "Tu Mediatrice di tutte le grazie". Barbara rispose: "Prega per noi". Questo inno di lode alla SS. Trinità, Barbara lo recitò a voce al­ta. Mentre il parroco e sua sorella, durante il col­loquio con l'apparizione non sentirono nulla, ma osservarono solo Barbara che muoveva le labbra, essi udirono Barbara recitare la preghiera di lode, parlando chiaramente con ritmo scorrevole. Il parroco Humpf l'ha stenografata. Essa suona co­sì:

Ave, o Eterno Sovrano,

Dio vivente, che esisti dall'eternità!

Giudice tremendo e giusto,

Padre sempre buono e misericordioso!

A te sia resa nuova ed eterna supplica,

Lode, onore e gloria, per mezzo della

Tua Figlia vestita di sole, Nostra ammirabile Madre! Amen.

"Tu, grande Mediatrice di grazie, - "Prega per noi!"

Ave, o Uomo - Dio immolato Agnello sanguinante,

Re della pace, Albero della vita,

Tu nostro Capo, Porta di ingresso al Cuore del Padre,

'Figlio eterno del Dio vivente,

Che con Colui che è, regni in eterno!

A Te sia data potenza, ora e nei secoli,

E gloria e grandezza,

E adorazione e riparazione e lode,

Per mezzo della Tua Immacolata Genitrice,

Nostra ammirabile Madre! Amen.

"Tu, fedele Mediatrice di grazie, - "Prega per noi!"

Ave, o Spirito dell'Eterno, Sorgente inesauribile di santità,

Operante in Dio dall'eternità!

Torrente di fuoco dal Padre al Figlio,

Uragano impetuoso,

Che spiri forza, luce e fuoco

Nelle membra del Corpo mistico!

Tu eterno incendio d'amore,

Spirito di Dio che operi nei viventi,

Tu rosso torrente di fuoco

Che scorri eternamente vivo nei mortali,

A Te sia data gloria, potenza e bellezza

Ora e in tutta l'eternità

Per mezzo della Tua Sposa coronata di stelle,

Nostra ammirabile Madre! Amen.

"Tu, Mediatrice di tutte le grazie".­- "Prega per noi

In seguito l'Angelo recitò la stessa preghiera alla Madonna come in maggio. Poi la Madonna disse che era contenta, perchè il suo gruppo aveva promesso - la domenica precedente - di recitare il Rosario così ricco di grazie. Essa volle benedire l'associazione e recitare il Rosario con noi. Reci­tammo tutti la corona.

La Madonna diceva sempre "Amen" e reci­tava da sola il "Gloria al Padre, al Figlio ed allo Spirito Santo", e recitandolo, faceva un inchino profondo. Lo stesso faceva anche quando pro­nunciava il nome di Gesù. Anche le figure vestite di bianco facevano la stessa cosa. L'Angelo chie­se anche a noi di fare così. Le figure recitavano con noi la prima parte dell'Ave Maria, la seconda parte solo poche. Come chiusura, l'Angelo recitò le tre invocazioni alla Mediatrice di grazie.

Poi la Madonna diede la sua benedizione come in maggio. Ella allargò le braccia per bene­dire, e disse una preghiera alla SS. Trinità. Pregò pure per la Chiesa, perchè riconoscesse questo suo titolo, e rispettasse la volontà del Padre. Ella pregò il Dio Uno e Trino, affinchè benedicesse per mezzo suo la Chiesa, e volesse accordare la pace.

Già fin da principio la Madonna appariva molto più bella e gloriosa che in maggio, era tan­to buona ed amabile. Sul suo volto però c'era qualcosa come un grande dolore. Si lamentò an­che perchè i suoi figli l'abbandonavano e perciò Lei non poteva condurli al Signore. E questo era un grande dolore per Lei.

Quando la schiera cominciò a pregare, Ella apparve ancor più bella, irradiata da una luce tutta chiara e brillante. La triplice corona radio­sa sul suo capo era così luminosa e così grande che copriva il cielo.

Barbara racconta: "Quando Ella diede la benedizione allargò le braccia come il sacerdote prima della consacrazione, ed io allora vidi uscire dalle sue mani soltanto raggi che passavano attra­verso quelle figure e attraverso noi. I raggi veni­vano dall'alto alle sue mani. Per questo le figure e anche noi divenimmo tutti luminosi. Allo stes­so modo i raggi uscivano dal suo corpo, attraver­sando tutto ciò che era lì attorno. Ella era diven­tata tutta trasparente e come immersa in uno splendore che non si può descrivere. Era così bella, pura e luminosa, da non poter trovare parole adatte per descriverLa. lo ero come acceca­ta. Avevo dimenticato tutto ciò che era lì attorno. Non sapevo che una cosa: che Ella era la Ma­dre del Salvatore.

Improvvisamente, gli occhi incominciarono a farmi male per il chiarore. lo distolsi il mio sguardo, ed in quell'attimo Ella disparve con tut­to quel chiarore e quella bellezza.

 

INTERPRETAZIONE RELIGIOSA ED IMPORTANZA DEL MESSAGGIO

La Stella e il Segno di Dio

- "Io sono il Segno del Dio vivente. Io im­primo il mio Segno sulla fronte dei miei figlioli. La Stella perseguiterà il mio Segno, ma il mio Se­gno vincerà la Stella.

Con un linguaggio strettamente biblico-pro­fetico, Maria si definisce come il "segno del Dio vivente", il Segno che, per essenza e titolo si rife­risce sempre e solo a Dio, e perciò è specialmen­te odiato e perseguitato dal Nemico di Dio, che Maria chiama "Stella". Il 25 maggio lo chiama più chiaramente "Stella dell'Abisso". E qui c'è certamente un'allusione all'Apocalisse (9:1-12): - "Allora vidi una Stella cadere dal cielo sulla terra (come precipitano i demoni)..."

Come Segno misterioso di Dio Maria si im­prime anche nei "suoi figli". Per questo motivo anche Lei viene perseguitata con loro e in loro dal Nemico di Dio, la Stella, ma non vinta. Anzi, al contrario: "Ma il mio Segno vincerà la Stella". Maria interviene qui proprio nel senso del Proto­evangelo (Gen. 3,15) e dell'Apocalisse, come la grande Nemica vittoriosa del Serpente, contro la quale il Dragone infuria, ma alla fine non ha al­cun potere. Maria è la "vincitrice perseguitata", ma "invincibile" della Stella.

Così già in questa apparizione premonitoria di Marienfried, Cielo e Inferno si affrontano in dimensioni grandiose, uno contro l'altro, in per­fetta linea con il Santo del giorno di questa ap­parizione, l'evangelista San Marco, che, prima di tutto, rappresenta nel suo vangelo Cristo come il potente vincitore dei demoni.

Un ulteriore rapporto con il "Segno" della Bibbia sembra messo in evidenza anche da que­ste parole: - "Dio stesso vi darà un segno"... (Isaia: 7,14) e... "un gran segno apparve nel cielo..." (Apoc. 12,1) La Signora si presenta con la parola "Segno": Come la Vergine della Rivelazione (Isaia 7,14) Come la Coadiutrice del Redentore. Come la vittoriosa Avversaria di Satana. Ma che cosa si intende con questo "Se­gno"? Maria stessa, come "Segno del Dio viven­te" è la perfetta immagine di Dio fra tutti gli es­seri creati. Con la promessa: "Io imprimo il mio Segno nei miei figli", non si può intendere altro che la rassomiglianza più perfetta possibile con la Madre di Dio, la formazione mariana di un'a­nima nella fede, speranza e carità, con la consa­crazione a Maria, fatta e vissuta con il massimo impegno. "Io esigo che si viva questa consacra­zione". A Marienfried, come coronamento a que­sta consacrazione vissuta, si aggiunge lo scambio del cuore con Maria, al quale poi, per opera dello Spirito Santo, segue lo scambio del cuore con Ge­sú. La trasformazione nel cuore di Maria esige pure logicamente il possesso di Dio. Egli é il vincito­re finale. Egli vuole trionfare nel cuore degli uo­mini. Maria é solo la Porta, attraverso la quale Egli entra nei cuori, dopo che Lei li preparó per Gesú.

A questo punto però noi ci troviamo davan­ti allo scopo reale del suo messaggio; per questo Ella prega così insistentemente: "Lasciatevi im­primere il mio ‘Segno’, perchè dalla disposizio­ne e dalla donazione totale degli uomini dipende la vittoria finale contro Satana. Satana deve esse­re vinto per mezzo dei figli, che sono diventati simili a Cristo attraverso il mistero dello scambio del cuore con Maria. Maria ci mette tutto ciò sotto gli occhi come piano di Dio per la fine dei tempi.

 

La grande Mediatrice di grazie

L'apparizione si presenta in questi termini: "Io sono la grande Mediatrice di grazie". Maria ci dà con assoluta chiarezza il significato del tito­lo che Ella si è scelto: "Come il mondo non può trovare misericordia presso il Padre se non per il Sacrificio del Figlio, così voi non potete essere a­scoltati dal Figlio se non per mezzo della mia mediazione". Se a qualcuno la frase della Signora "Io posso tutto", detta nell'apparizione del 25 aprile, può forse sembrare azzardata, ora Maria dà degli schiarimenti che non lasciano alcun dub­bio sulla natura della sua attività onnipotente: es­sa riguarda la sua "Mediazione" presso il Figlio, che è voluta da Lui solo per la nostra salvezza e santificazione. Essa si differenzia fondamental­mente dalla posizione mediatrice di Gesù, che la Madonna chiama l'Unico Mediatore per ottenere misericordia dal Padre. Per maggior chiarezza queste due realtà sono messe qui parallelamente: presso il Padre: Misericordia per il Sacrificio del Figlio; presso il Figlio: Esaudimento attraverso l'inter­cessione di Maria!

Nel messaggio del 25 giugno, Maria stabili­sce il suo compito di mediatrice quando affer­ma: - Il Padre vuole che il mondo riconosca que­sto compito della Sua Ancella. E' necessario che gli uomini credano che Io, come eterna Sposa dello Spirito Santo, sono la fedele Mediatrice di tutte le grazie. Il mio Segno sta per apparire. Co­sì vuole Dio".

La mediazione di grazie da parte di Maria significa per noi non solo: Mediatrice presso il Figlio, ma anche guida per arrivare al Figlio.

Ciò si capisce chiaramente dalle parole di Maria: - "Cristo è così poco conosciuto, perchè Io non sono conosciuta".

La mediazione di grazie da parte di Maria é il pensiero centrale del messaggio. Il signifi­cato più profondo della sua parola è questo: "Io voglio e posso operare come la grande Me­diatrice di tutte le grazie!"

Dio mi ha chiamata e stabilita per questa missione, perchè io sono l'eterna Sposa dello Spirito Santo, e perciò io compio fedelmente la mia missione.

Questa dichiarazione fatta al mondo e alla Chiesa merita la massima attenzione.

 

L'aiuto alla cristianità

Il messaggio di Marienfried vuol far capire quanto profondamente la Madonna si prenda a cuore i compiti, le sofferenze ed i pericoli del popolo di Dio. Ciò è evidente da quanto segue:

1) Il messaggio è legato a un grave avveni­mento per il mondo: la grande guerra mondiale. "Il Padre ha fatto cadere la sua ira suoi popoli, poichè essi hanno rifiutato Suo Figlio".

2) Esso ricorda un evento nella vita della Chiesa: "Il mondo è stato consacrato al mio Cuore Immacolato..." (Consacrazione della Chie­sa e del mondo al Cuore Immacolato di Maria da parte del Papa Pio XI l, nel 1942).

3) La Signora accenna ai pericoli incomben­ti sul mondo e sulla Chiesa, e al punto culminan­te dell'urto fra Cristo e Satana, come è già prean­nunciato nell'Apocalisse. "Il mondo deve bere la coppa dell'ira fino all'ultima goccia... La Stella dell'Abisso si infurierà sempre più ferocemente, e farà sempre maggiori devastazioni... "

4) La Signora mette in evidenza la vittoria finale di Cristo come Re della Pace: "Poi Cristo regnerà su tutti i popoli come Re di Pace” Il ri­ferimento del messaggio di Marienfried al passa­to e al futuro gli dà un'urgenza profetica e una particolare forza di convinzione.

 

La Regina della pace

Il messaggio di Marienfried è anche un mes­saggio di pace, come già indica il nome: "Pace di Maria". Questo messaggio che fu dato dopo la seconda guerra mondiale all'umanità, ci fa senti­re la grande ansia degli uomini e dei popoli verso la pace.

"Io stabilirò la pace là dove si insegna agli uomini che Io posso tutto presso Dio. Poi, quan­do tutti gli uomini crederanno nella mia poten­za, ci sarà la pace. E' la pace del cuore che Io voglio concedervi, se voi farete ciò che Io vi chie­do. La pace dei popoli potrà essere costruita solo su questa pace. Poi Cristo regnerà su tutti i po­poli come Re di Pace”

La parola della pace del cuore e della pace dei popoli mostra quanto questo messaggio sia attuale ed urgente. Esso conviene anche all'at­mosfera particolarmente spirituale della cappella come luogo di preghiera e di pace: "La pace di Cristo sia con tutti coloro che qui pregano.

 

La Sposa dello Spirito Santo coronata di stelle

Il messaggio di Marienfried traccia una chia­ra linea di condotta della vera pietà cattolica, che non separa Maria, Madre di Dio, dal suo Figlio Gesù, ma la vede sempre in comunione di vita e di azione con Lui: Maria conduce a Cristo.

E' in questo senso che va capita l'afferma­zione: "Io sono il Segno del Dio vivente". Maria non vuole tenere nulla per sè, e non vuole nem­meno essere il "punto di arrivo" della nostra pie­tà, Ella vuole condurci alla SS. Trinità, che ha ri­volto il Suo sguardo a noi, per mezzo dell'Incar­nazione del Figlio.

In ciascuna delle tre divine Persone è chiaro l'ordinamento della devozione a Maria, a Gesù ed alla Trinità.

Proprio l'ultimo messaggio colpisce per il suo chiarissimo indirizzo trinitario. Esso termina con questo invito: "I miei figli devono lodare e glorificare di più l'Eterno e rendere grazie a Lui. Per questo egli ci ha creati. per la Sua gloria". E' evidente qui che la devozione a Maria è ordinata completamente alla glorificazione della SS. Trinità. L'ultima pietra miliare di questo cammino è l'Inno alla SS Trinità, recitato dagli Angeli, dagli uomini e dalla SS. Vergine. L'alto linguaggio figurato, la sua precisione dogmatica e la sua profondità mistica imprimono a tutto il messaggio il sigillo della sua provenienza sopran­naturale. Esso si rivolge alle tre Persone divine in tre versi. Ogni strofa incomincia con un saluto ("Gloria al nostro Dio... Apoc. 7,10), che accen­tua con diverse frasi, collegate fra di loro dogma­ticamente, l'attività della Persona. Ogni strofa fi­nisce con una lode a Maria, la Figlia del Padre ve­stita di sole, l'Immacolata Genitrice del Figlio, la Sposa dello Spirito Santo coronata di stelle. - "A Te ora e in tutta l'eternità, la potenza, la glorificazione e la bellezza per mezzo della Tua Sposa coronata di stelle, la nostra ammirabi­le Madre.

II parroco Humpf, che sentì questo inno di lode dalla bocca di Barbara e lo stenografò, ne fu così impressionato che da allora credette al mes­saggio. Come a lui, ciò accadde a moltissimi altri.

 

L'amore della croce

Il messaggio di Marienfried non cerca il sen­sazionale, nè il prodigioso in campo materiale: "Non aspettatevi nè segni, nè miracoli! Io voglio agire nel nascondimento come la grande Media­trice di grazie".

Ella esige soprattutto l'intima disposizione al sacrificio e a portare la croce. "Le vostre pre­ghiere e i vostri sacrifici distruggeranno l'immagi­ne della Bestia. Io compirò miracoli segretamen­te nelle anime, finchè sarà completo il numero delle vittime. Io caricherò i miei figli diletti di croci pesanti, profonde come il mare, poichè Io li amo nel mio Figlio immolato. Vi prego, siate pronti a portare la croce, affinchè venga presto la pace!"

Con questo pensiero, il messaggio accenna all'apporto che la Madonna si aspetta dai suoi fi­gli fedeli: "Dipende da voi abbreviare i giorni delle tenebre. Allora Io potrò manifestarmi al mondo intero, a gloria dell'Onnipotente.

 

La consacrazione a Maria e scambio del Cuore

La vera devozione alla Madonna consiste nella vissuta consacrazione a Lei. Fu soprattut­to questo il desiderio espresso a Fatima, ma ora lo chiede ancor più intensamente: "Io esigo che la consacrazione sia vissuta: Solo la "consacra­zione vissuta" crea la premessa per lo scambio del Cuore per l'ultimo e più grande mistero nel "suo Cuore ammirabile". La consacrazione è nel­lo stesso tempo la semente che, attraverso lo scambio del cuore, viene fatta fruttificare dallo Spirito Santo. Ma a sua volta questo sarà possibi­le se anche l'uomo saprà dire il suo "Sì" a Dio e contemporaneamente il "Sì" a Maria. Chi si affi­da a Lei e a Lei si abbandona, si abbandona ad una vita tutta vissuta per Iddio.

Nella preghiera a Maria per il compimento dello scambio del Cuore si dice consapevolmen­te il "Sì" a Dio, come è detto nell'annuncio del­l'Angelo: "Avvenga a me - Io sono l'Ancella del Signore". Ci si vuole identificare con Lui, essere a Sua completa disposizione.

Ma c'é un secondo desiderio: Si crede e si riconosce Maria come Mediatrice di tutte le grazie. Questa mediazione è nel piano di Dio, e solo coloro che crederanno potranno e­sprimere la sua veridicità. Dove regna il dubbio e l'incredulità Maria non può fare nulla. Lei stessa era "Piena di Fede", perciò chiede ai suoi Figli di credere al suo ruolo di "Mediatrice di grazie", e crederlo, perchè così vuole il Padre. Ecco la sua preghiera: "Mettete al posto del vostro cuore macchiato dal peccato il mio Cuore Immacolato, ed allora sarò Io che attirerò la forza di Dio, e l'amore del Padre riprodurrà di nuovo in voi la Immagine perfetta di Cristo.

Con ciò si affermano tre cose:

1) che la consacrazione a Maria, vissuta, conduce allo scambio del Cuore con la Madre di Dio;

2) che lo scambio del Cuore diventa efficace per mezzo della Mediazione di grazie operata da Ma­ria;

3) che lo scambio del Cuore attira lo Spirito San­to attraverso "l'amore del Padre", ed è Lui che porta divinamente a termine la nostra vita in Cri­sto.

Qual è lo scopo di questa consacrazione? Maria vuole che molti, come vittime a Lei consa­crate, Le diano il potere di stabilire il Regno del Re della Pace". Ella dice: "Esaudite la mia pre­ghiera, affinchè Cristo possa presto regnare come Re di Pace!"

 

ELEZIONE E MISSIONE PER MEZZO DI MARIA

Donazione totale e disponibilità per Maria

I messaggi, che Maria ha indirizzato al mon­do da Marienfried, sono molto energici, e quasi di scongiuro. Essi non sono capiti dalla massa della gente, poichè sono straordinari. Sono paro­le dirette ai suoi Figli, che Lei vuole svegliare dall'ignavia e scuotere energicamente.

Maria ha molti figli dispersi nel mondo, ma su quanti di essi può veramente contare? La mag­gior parte non ha forse uno spirito buono e nobi­le, che li spinge ad offrirsi a Dio, e a voler fare tutto per Lui? Ma questo spirito ha bisogno di un forte risveglio apostolico. Le intenzioni di queste persone sono buone: ma Maria le vuole rendere "attive". Ella si presenta loro come la guida scelta da Dio, che, in nome Suo, conduce e dirige la battaglia contro Satana. Maria vuole chiamare i suoi figli a combattere assieme e schie­rarli nel suo esercito. Il "Segno" che Lei porta per grazia di Dio, devono portarlo anche i suoi figli, ed è per questo che Ella vuole imprimerlo in loro, in modo che essi formino con Lei una sola e stretta unità. Così Ella raduna il suo eser­cito per la lotta contro Satana.

Ma Satana riconoscerà presto questi figli fe­deli, a Lei consacrati, come i suoi nemici più a­cerrimi, poichè riescono a strappargli molte anime. Egli condurrà una battaglia feroce contro di loro, ma non riuscirà a vincerli, proprio perchè essi portano impresso sulla fronte il "Segno di Maria".

La trasformazione in Cristo per mezzo di Maria Dio avrebbe potuto ricondurre a sè e salva­re gli uomini in diverse maniere. Ma Egli scelse la via dell'Incarnazione del suo divin Figlio, per mezzo della Vergine Maria. Lei potè dare agli uomini il Salvatore. Ma Lei può anche continua­re a trasmettere agli uomini le grazie del Salvato­re, perchè Dio si serve di Maria come del suo strumento per trasmettere e dare le sue grazie. Questo non è un compito che Ella si scelse, co­me credono alcuni cristiani oggi, ma è Dio stesso che Le ha affidato questo compito. Allo stesso modo in cui Dio volle che il Salvatore venisse per mezzo di Maria, così Egli vuole che tutte le gra­zie che Egli elargisce al mondo siano anch'esse trasmesse per mezzo di Maria. Quindi non è pre­sunzione la sua quando nel messaggio dice: “Io sono la grande Mediatrice di grazie. Allo stesso modo in cui il mondo non può trovare misericor­dia presso il Padre se non per il Sacrificio del Fi­glio, così voi non potete essere ascoltati da mio Figlio che per mezzo della mia intercessione”. Con queste parole Maria ci mette sott'oc­chio il piano di Dio, secondo il quale suo Figlio, come Salvatore, merita le grazie, che Lei, a sua volta, distribuisce. Il Figlio vuole donare tutte le grazie agli uomini per mezzo di Lei. Di conse­guenza, la devozione a Maria non può essere una "manifestazione marginale" o accessoria nell'am­bito della Chiesa, ma essa deve essere la guida principale e fondamentale di ogni buon cristia­no.

Questa asserzione porta dunque a questa ultima conseguenza: Chi rifiuta Maria come Me­diatrice di tutte le grazie, chiude il flusso delle grazie. Per costui la vita spirituale intima si va man mano spegnendo. Il suo lavoro e il suo darsi da fare diventa infruttuoso, nonostante il suo ze­lo e i suoi sforzi.

La Chiesa di Roma ha bensì riconosciuto di fatto, attraverso la consacrazione del mondo al Cuore Immacolato di Maria ad opera del Pon­tefice Pio XII nel 1942, che Maria è la Mediatri­ce delle grazie. Ma i cristiani però non hanno tratto le conseguenze necessarie. Ciò che il Papa ha fatto, consacrando il mondo al Cuore di Ma­ria, non può essere o restare un atto puramente esteriore e formale; ora ogni cristiano deve vera­mente vivere questa consacrazione e considerare Maria come sua Madre spirituale, dispensatrice di grazie, e instaurare un vivo rapporto con Lei in una parola, Maria vuole trasformarci e farci cre­scere conformi all'immagine di suo Figlio per mezzo della sua potente mediazione di grazia. Per questo motivo Ella pronunciò quelle parole così significative: "Mettete al posto del vostro cuore macchiato dal peccato il mio Cuore Immacolato, e allora sarò Io che attirerò la forza di Dio, e l'amore del Padre riprodurrà nuovamente in voi l'immagine perfetta di Cristo.

Gesù, il Figlio di Dio, ci offre la sua carne ed il suo sangue, affinchè noi viviamo in Lui. Ma­ria, sua Madre, ci offre il suo Cuore, perchè noi accogliamo degnamente Gesù, donandoci com­pletamente a Lui. Se noi ci doneremo totalmen­te a Dio, senza riserve, come ha fatto Maria, Egli potrà trasformarci completamente. Donarsi to­talmente non è una cosa facile per l'uomo: al contrario è la cosa più difficile che ci sia. Però se abbiamo la buona volontà e siamo pronti a servi­re Dio in modo totale, allora noi siamo in sinto­nia con la Madonna, e formiamo così un cuore solo con Maria e Gesù. Maria poi farà il resto nel suo ufficio di Mediatrice di tutte le grazie. Men­tre essa nel compimento dello scambio del Cuo­re ci va formando secondo l'immagine di Gesù, imprime in noi il suo "Segno", la sua immagine. Il suo Segno di elezione da parte di Dio è la sua". Immacolata Concezione". Questo è un privile­gio che la mette al di sopra di tutte le creature, che il Signore Le ha concesso in vista della sua divina maternità. Se i suoi figli sono con Lei e con suo Figlio una cosa sola per mezzo dell'unio­ne dei cuori, allora Ella concede loro tutte le gra­zie che Dio le ha dato per la salvezza del mondo. Queste riguardano naturalmente il Figlio, e non mirano ad altro che alla salvezza delle anime. In questo modo Dio viene ad essere glorificato, per questo Ella dice: "Date ascolto alla mia richiesta, affinchè Cristo possa presto regnare come Re di Pace".

Maria vuole costruire il Regno di suo Figlio, perchè Lei sa che Lui vuole formare per gli uo­mini un Regno di Pace, di amore e di veri beni. Cristo cerca unicamente la nostra salvezza, per questo appunto Egli fa la volontà del Padre, che l'ha inviato sulla terra per questo scopo. Se ciò avviene, allora il volere del Padre si compie in tutti, e ridonda su di Lui, a gloria ed onore del Padre.

Questo è il piano di Dio per l'umanità, che sedotta da Satana, è caduta nell'errore. Ma poi­chè Satana ora vede come l'uomo peccatore tro­va di nuovo il modo di arrivare a Dio, egli cerca con tutte le forze di scompigliare e confondere il piano di Dio, per allontanare gli uomini da Cri­sto e da Maria. Nel suo furore, egli userà tutta la sua potenza e condurrà al martirio molti figli di Maria. Nonostante la loro estrema necessità, essi non perderanno la cosa più preziosa: la pace con Dio. Anche nella più dura battaglia dello spirito, essi saranno felici e riconoscenti a Dio nell'inti­mo del loro cuore.

Satana si servirà delle seduzioni più sottili e raffinate per ingannare molte anime, perfino i migliori cristiani, e per condurli nell'errore. Que­sto gli sarà possibile con coloro che rifiutano Ma­ria come Mediatrice di grazie. Così, a causa di questo loro rifiuto, i doni di grazia non fluiranno più, o solo scarsamente, in loro, ed essi divente­ranno presto spiritualmente poveri e vuoti. Così essi si lasceranno ingannare da belle parole, co­me una volta Eva nel Paradiso terrestre: essi cor­reranno per le vie dell'errore, perderanno la sicu­ra e felice guida di Maria, e si allontaneranno dà Dio. E ciò sarà possibile perchè alla fine dei tem­pi Satana avrà un ben grande potere. Ma questo grande potere di Satana sarà debolezza per colo­ro che si saranno donati totalmente a Maria, per coloro che vivranno e lavoreranno al servizio di suo Figlio. Per costoro la potenza di Satana non potrà nulla, egli non potrà ingannarli, perchè essi portano in sé il "Segno dell'Immacolata". Nel suo messaggio, Maria insiste specialmente sul fat­to che noi dobbiamo riconoscere la gravità della ora attuale, e metterci senza riserva alcuna a sua disposizione per la salvezza delle anime.

Al servizio di Maria per il mondo e per la Chiesa Ancora oggi si conosce troppo poco l'im­portanza di Maria per il mondo e per la Chiesa. Perfino molti cristiani hanno un atteggiamento molto riservato verso Maria, o non se ne curano affatto. Ma questo contegno non corrisponde al­la volontà del Padre, che ha scelto Maria come Sposa dello Spirito Santo, dalla quale venne a noi il Cristo. Maria rappresenta pure la Chiesa in maniera misteriosa. Maria è la figura della Chie­sa, Sposa dello Spirito Santo, e da Lei sono nati Cristo e spiritualmente tutti gli uomini redenti. Queste non sono parole altisonanti, nè un semplice gioco di pensiero, no: questa è invece la realtà voluta dall'Eterno Padre. Per questo moti­vo Maria insiste: "Il mio Segno sta per apparire. Così vuole Iddio" Con ciò Maria vuole indicarci che quanto più noi ci avviciniamo agli ultimi tempi, tanto più si sta realizzando il piano di Dio. Prima di tutto il Segno verrà riconosciuto solo da coloro che vivono completamente nello spirito di Dio, e sono i suoi figli migliori. Ad essi viene manifesta­to ciò che resta nascosto agli altri. Inoltre essi ri­cevono la grazia e la forza di darsi più interamen­te a Dio per la salvezza delle anime.

In queste persone Maria opera nel segreto e le porta alla più grande rassomiglianza con Dio. Con loro e per loro condurrà e vincerà la batta­glia decisiva contro Satana. Quando ciò sarà ac­caduto, essa potrà mostrarsi al mondo come la grande vincitrice di Satana. Ella mostrerà davanti a tutto il mondo come Dio avrà condotto e vinto la battaglia assieme ai più piccoli e coloro che il mondo ignora. Essi sono pieni dello spirito di donazione a Dio, come Maria. Per mezzo dello scambio del Cuore Lei ha preparato i loro cuori, perchè siano trasformati in Cristo. Per questo sopportano croci e pene, ma anche la gioia dei figli di Dio nello spirito di Cristo: essi sono vitti­me riparatrici per la salvezza delle anime. Essi hanno una tale potenza riparatrice, perchè sono intimamente uniti a Gesù e a Maria, così che essi operano "miracoli nelle anime". Tutto questo Maria vuole compierlo nel nascondimento, perchè altrimenti non può crescere nè maturare ciò che è grande, perchè il nemico tormenterebbe troppo duramente le anime. Ma tutto sarà chiaro ai suoi figli come segno e prova che è Lei a con­durli con la sua grazia. Per amor suo, essi preghe­ranno e glorificheranno Dio e, riconoscenti, ren­deranno onore e gloria al Dio della Trinità con tutti gli Angeli e i Santi.

Essi giubileranno e canteranno: "Questo è il cantico nuovo...-. Essi si uniranno al canto dell'Inno, come lo hanno cantato assieme in un potentissimo coro gli angeli in onore della SS. Trinità, quando fu manifestato il nuovo Messag­gio della Madre di Dio. Questo Inno è la glorifi­cazione di Dio, Trinità Santissima, con Maria e per mezzo di Maria, la quale con i suoi figli ha combattuto la sua battaglia ad onore e gloria del­l'Altissimo, e ne è uscita vittoriosa. E' un canto di ringraziamento e di gioia di tutti coloro che hanno preso parte a questa battaglia. Ciò riguar­da angeli e uomini che entrarono in campo per la salvezza delle anime. Per questo motivo il "Cantico di lode" è un potente canto di ringra­ziamento e di vittoria in cielo e sulla terra, uscito dalla bocca di tutti i redenti, di tutti gli angeli e dei santi.

 

IMPORTANZA DEL MESSAGGIO PER I FIGLI DI MARIA

Marienfried e S. Lodovico Maria Grignion de Monfort

Per molte persone S. Luigi Maria Grignion non è più uno sconosciuto. E' stato proclamato santo dalla Chiesa nel 1947. La sua canonizza­zione avvenne così nel tempo in cui cominciava a fiorire e maturare ciò per cui egli aveva com­battuto e lavorato. Egli coniò la parola "scambio del cuore" che anche la Madonna ha pronuncia­to a Marienfried.

Luigi Maria Grignion visse in Francia. Nac­que il 31 gennaio 1673 a Monfort-sur Meu, e morì già a 43 anni, durante una missione al po­polo. La sua vita fu tutta intessuta di attività, sa­crificio e sofferenza. Il suo lavora fu tutto per Gesù Crocifisso, al cui servizio egli voleva con­durre i giovani. Il segreto di tutta la sua attività fu l'amore a Cristo, infiammato dal grande amo­re alla Madonna, la Mediatrice di tutte le grazie. Il suo motto era: "A Gesù per mezzo di Maria!". Egli capì che noi amiamo tanto più Gesù, quan­to più Lo amiamo nello spirito di Maria. E per questo egli desiderava ardentemente possedere il Cuore di Maria per poter servire Cristo nello spi­rito del di Lei amore. Dio ha dimostrato con se­gni e miracoli, che ciò si adempì miracolosamen­te. Per questo Dio lo ha scelto come apostolo e maestro della vera Imitazione di Cristo davanti agli occhi di tutto il mondo. Nei suoi preziosi scritti che ha pubblicato, egli vuol portare alla imitazione di Cristo condotti come per mano da Maria. Le sue istruzioni mostrano la via alla "do­nazione totale a Nostro Signore Gesù Cristo per le mani di Maria". Non è forse questo anche il programma che la Madonna ha proposto al mon­do a Marienfried? Ciò che Grignion tanto tempo prima aveva stabilito e proposto alla Chiesa nei suoi scritti, fu poi confermato personalmente dalla Madonna nelle apparizioni di Marienfried. Essa dice: "Cristo è così poco conosciuto, per­chè io non sono conosciuta". Ne deriva che non si può avere un amore profondo a Cristo senza un profondo amore a Maria. Dove è Maria, ivi è suo Figlio, e dove è suo Figlio, ivi è la Madre sua.

Luigi Maria Grignion non fu solo un grande maestro della Chiesa, ma anche un profeta . Si può credere con certezza che egli scrisse la sua dottrina mariana per la fine dei tempi, tutta die­tro illuminazione dello Spirito Santo. Dai suoi scritti si capisce che egli era ispirato e che potè anche vivere in ispirito il frutto della sua dottri­na. Egli dice: "Non senza fondamento si può pensare che verso la fine dei tempi Dio susciterà grandi uomini pieni di Spirito Santo e dello Spi­rito di Maria. Per loro mezzo la nostra Signora o­pererà cose meravigliose nel mondo, per rompere il dominio del peccato e per costruire il Regno di Cristo, suo Figlio, sulle rovine del mondo corrot­to".

Benchè Grignion apparentemente ottenesse poco successo e riconoscimento, egli potè tutta­via fondare una congregazione maschile e una femminile, che ebbe il compito di far conoscere il valore della sua dottrina e di diffonderla. Col passare del tempo le congregazioni dovettero at­traversare delle prove e subire persecuzioni. Ma esse sono rimaste fedeli al loro fondatore e lavo­rano ai nostri giorni ancor più di un tempo. Esse operano nel silenzio. Ciò corrisponde anche alla volontà della Madonna, che dice nel messaggio: "Io devo ritirarmi con i miei figli. Io opererò co­se meravigliose nel nascondimento, finchè il nu­mero delle vittime sarà completo. Dipende da voi abbreviare i giorni delle tenebre". I tempi av­venire dimostreranno che le cose più grandi per la gloria di Dio sono state fatte dagli umili e dai piccoli. Lo scopo principale della dottrina di Gri­gnion sta in questo: preparare i fedeli a una con­sacrazione totale a Gesù Cristo come vittime, e condurli a questo grandissimo ideale. Questa consacrazione a Cristo attraverso la donazione totale a Maria è diventata una convinzione nella Chiesa cattolica. Essa è anche il germe nascosto da cui è nata la diffusione e la formazione dei tanti gruppi mariani nel corso degli ultimi decen­ni e secoli. Si riconosce sempre di più che pro­prio la consacrazione a Maria è la premessa per una più profonda unione di vita con Cristo. Solo colui che si consacra a Dio con tutto il cuore rende evidente che vuol fare qualcosa di straordi­nario per il Signore Iddio. E Dio dà ad ogni volonteroso la sua approvazione e la sua risposta. Ma Dio prima prova e purifica i cuori per vedere a quale lavoro essi possano servire.

Barbara, veggente di Marienfried, aveva già fatto segretamente, alcuni anni prima delle appa­rizioni, la consacrazione a Maria, secondo il Gri­gnion. Così si era messa al servizio della Madon­na. Con i "Messaggi" essa si era caricata sulle spalle un peso gravissimo: la croce del Signore. Ma Dio desidera che ogni uomo sia là dove Egli vuole, e che "porti la croce che Lui gli impone. E' sempre la croce del Signore. Il suo termine è sempre il Golgota.

 

Marienfried e i Santi Angeli

E' un fatto addirittura essenziale per il mes­saggio di Marienfried che gli Angeli occupino un posto così significativo sia nella vita della veg­gente, come pure nei messaggi.

"L'Angelo della grande Mediatrice di grazie" viene da lei e le ordina di pregare per singole persone: per sacerdoti, per moribondi, ma so­prattutto per il S. Padre.

Barbara domandò un giorno ad Anna Humpf: "Chi è il 'Pastor Angelicus'? Durante la notte mi sono svegliata: la mia stanza era illumi­nata. Pensando di aver dimenticato di spegnere la luce, io girai l'interruttore. Ma la stanza rimase illuminata. Improvvisamente vidi in questa luce una figura che disse: "Io sono l'Angelo della grande Mediatrice delle grazie. Oggi devi pregare per il "Pastor Angelicus". Egli ha grandi preoc­cupazioni. Domani è il suo grande giorno". Anna potè spiegare che il "Pastor Angelicus" (l'angelico pastore) era il Papa Pio XII che, se­condo la vecchia profezia di S. Malachia, porta questo titolo il suo grande giorno era l'anniver­sario della sua incoronazione, che infatti avvenne il giorno dopo. Poichè questo Angelo la svegliava spesso di notte per farla pregare, divenne troppo per lei, tanto che si lamentò ed espresse il deside­rio di poter dormire indisturbata. Ma poichè un giorno venne da lei una persona per cui aveva do­vuto pregare e l'assicurò sull'esito della sua pre­ghiera, essa ne fu impressionata, e non si lamen­tò più.

Spesso riceveva anche l'ordine di andare a pregare in Chiesa anche a tarda ora. In questo caso essa poteva entrare in Chiesa, anche se essa era chiusa.

Nella notte del 25 maggio, fu invitata dal­l'Angelo ad andare di nuovo alla piccola cappel­la. Appena arrivata, vide l'Angelo in piedi a sini­stra del quadro. Egli fece un segno con la mano verso destra, dove essa vide in piedi la "Signora". Molto impressionante fu l'esperienza con gli Angeli il 25 giugno 1946. Essa vide grandi schiere di "figure bianche".

"Quando la Signora cessò di parlare, subito si fece attorno a Lei una schiera di figure che in­dossavano lunghe vesti bianche; si inginocchiaro­no a terra, e si inchinarono profondamente. Recitarono il magnifico inno alla SS. Trinità. AI­l'inizio lo si disse un "canto nuovo"; poi una parte di essi aveva recitato un'altra preghiera al Padre. Come un'eco altri ripeterono la medesima parte. Poi, di nuovo, un gruppo numeroso cantò: "Santo, Santo, Santo". Quando fu finita la pre­ghiera, l'angelo disse a Barbara di rispondere. Es­sa ripetè la preghiera. Dopo l'Amen, l'angelo dis­se: "Tu grande Mediatrice delle grazie". Barbara rispose: "Prega per noi!"

Dai fatti citati risulta chiaro che il ciclo del­le apparizioni di Marienfried è stato preparato dagli Angeli. Ma c'è un fatto che si può sempre constatare nella storia della Chiesa: gli Angeli prestano i loro servizi alle persone che si met­tono totalmente a disposizione di Dio. Gli Ange­li vogliono mettere gli uomini al loro vero posto per il servizio di Dio. Essi sono gli esecutori del divino Volere. Dio li usa come messaggeri, come collaboratori nell'opera della Redenzione, come Egli usa anche gli uomini che si mettono a Sua disposizione.

Egli mandò un angelo a Tobia, per indicar­gli la strada. A Pietro in carcere, mandò un ange­lo per condurlo fuori. AL SIGNORE nell'Orto degli Ulivi mandò un angelo per confortarlo. Co­sì gli angeli stanno come fratelli a fianco degi uomini per aiutarli a compiere la volontà di Dio. Essi vogliono indirizzare tutto alla gloria di Dio, e non cessano mai di servire alla causa di Dio. La scelta, con o contro Dio, avvenne in cielo tra le schiere degli Angeli. Lucifero si rivoltò, perché voleva essere come Dio. San Michele e gli angeli fedeli a Dio insorsero contro di lui, e lo precipi­tarono con il suo seguito nell'abisso. Ora la lotta continua sulla terra contro Dio, perchè non ci fu più posto per loro in cielo (Apoc. 12, 8).

Ora, spinti da un odio feroce, gli angeli ri­belli escono dall'inferno per spingere gli uomini contro Dio per farli loro servitori. Ma gli angeli vittoriosi e fedeli stanno a fianco degli uomini e offrono il loro aiuto e la loro protezione. Essi parlano agli uomini con la voce della coscienza. Chi presta loro ascolto non cade sotto l'influsso malefico e non cede alle tentazioni del Maligno. Maria è la Regina degli Angeli. Chi si mette al suo servizio, si mette pure a disposizione degli Angeli. Essi coopereranno in ogni occasione nel­la quale Maria darà un incarico a una persona.

Essi ci insegnano anche ad essere perspicaci ascoltatori dei desideri di Maria. La loro voce i fa sentire solo nel silenzio, nella meditazione e nella preghiera. Noi ci dobbiamo quindi racco­gliere sempre "nella cella interiore", perchè l'an­gelo ci possa parlare. Nella preghiera, nella medi­tazione, noi riusciamo a scoprire quanto Mara soffre per i suoi figli fuorviati. Ella desidera che tutti siano salvi. Nella preghiera ci viene chiarito il mistero della riparazione, e noi impariamo, in unione con il Cuore materno di Maria, ad amare le pecorelle smarrite e per le quali Egli si è sacri­ficato. Maria, con la preghiera riparatrice, ci con­duce nel centro del Cuore di suo Figlio. Ci affida i "suoi ordini di pregare", perchè tantissimi suoi figli aspettano il Suo aiuto". (Messaggio del 25 giugno).

Gli Angeli portano a onorare e glorificare il Signore, e desiderano veder compiuta ovunque la volontà di Dio. Se noi siamo disposti a fare la vo­lontà di Dio, gli Angeli di Dio si mettono al no­stro fianco. Noi possiamo fidarci del loro frater­no consiglio, possiamo camminare e parlare con loro come con le persone. Essi ci sono vicini co­me fratelli. Solo colui che li stima e li ascolta con attenzione avvertirà la loro presenza.

Gli Angeli non riposano: essi operano gior­no e notte, perchè anche il Maligno non si dà pa­ce. Là dove Satana intacca gli interessi di Dio, è presente anche l'Angelo di Dio. La battaglia si svolge attorno all'uomo, che con il suo libero ar­bitrio, deve decidersi con, oppure contro, Dio. Nel momento in cui si stava giocando il destino dell'umanità, Maria, la Regina degli Angeli, ha pronunciato in nome di tutti gli uomini la parola che ha trovato la maggiore risposta d'amore pres­so Dio: "Io sono l'Ancella del Signore, sia fatto di me secondo la tua parola". Da quando l'Ar­cangelo Gabriele sentì questa parola piena di fe­de e di fiducia, egli sta a fianco degli uomini, e vorrebbe imprimere in tutti lo spirito di Maria, perchè Ella ha trovato grazia presso Dio" e vuo­le che anche noi troviamo grazia davanti a Dio.

Le prove, a cui sono sottomessi gli uomini, le molte tentazioni e gli astuti assalti del demo­nio possono sempre essere vittoriosamente supe­rati se si ascolta la voce dell'Angelo. Per vincere una tentazione ci vuole sempre lo spirito di sacri­ficio che mette in fuga il nemico, perchè con es­so si cammina sulla via del Signore. L'uomo deve affrontare le tentazioni più terribili quando dubita della presenza di Dio e dubita della Divina Provvidenza e dell'aiuto della grazia. Ci può essere di conforto ciò che la Ma­donna disse in questo messaggio: "Io ho bisogno di vittime. Le grazie più grandi si possono avere solo a prezzo di questi dolori".

In queste prove e sofferenze noi siamo uniti al Signore nell'Orto. Se, noi nella notte della ten­tazione abbiamo per lo meno fiducia e ci offria­mo incondizionatamente, senza dire una parola o senza fare delle domande, allora il Padre che è nei Cieli manderà anche a noi un angelo come a Gesù nel Getsemani. Egli ci darà forza, affin­chè possiamo percorrere la Via Crucis di Gesù fino alla fine con Maria Sua Madre.

 

L'ERA MARIANA

Parigi 1830

Le apparizioni mariane che precedettero il Messaggio di Marienfried confermano in modo impressionante, proprio con l'apparizione di Ma­rienfried, quanto la Madonna aveva detto o ave­va voluto nelle precedenti apparizioni. Ogni Mes­saggio ha in qualche modo un riflesso con Ma­rienfried. Si possono anche rilevare e stabilire sviluppi da un Messaggio all'altro. C'è pure il fatto che un Messaggio conferma l'altro median­te il contenuto e la materia che viene annuncia­ta.

Si può fare anche una constatazione negati­va, perchè, fra un Messaggio e l'altro, il mondo diviene sempre più contrario al contenuto dei Messaggi e alle loro richieste. E non è solo il mondo che reagisce in questo modo, ma bensì molti circoli ecclesiastici e molti fedeli.

Quando nel 1830, a Parigi, la Madonna ap­parve a Caterina Labouré allora novizia, espri­mendole il desiderio che voleva una medaglia che portasse la sua immagine con l'invocazione: "O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a Voi!" il suo direttore spirituale, Padre Aladel, dopo una prima esitazione, fece inoltrare il desiderio della Madonna all'Arcive­scovo di Parigi. Questi fu subito disposto a rea­lizzare il desiderio della Madonna. Egli non perse tempo col dubitare dell'autenticità del messag­gio, e diede la sua approvazione perchè venisse coniata la Medaglia. Egli stesso volle avere la pri­ma. Nella Medaglia egli vide solo un mezzo per onorare la Madonna. Portando egli stesso la Me­daglia, volle crearsi la convinzione che essa a­vrebbe ottenuto le abbondanti grazie promesse dalla Madonna. E le sue speranze non furono de­luse: egli stesso potè per primo esperimentare il miracolo grande di una conversione. L'apostata Arcivescovo di Malines si convertì in una manie­ra straordinaria in punto di morte. Da allora la medaglia fu chiamata dal popolo la "Medaglia miracolosa", e divulgata in milioni di esemplari. L'apparizione di Parigi ha molte affinità con quella di Marienfried. In ambedue i casi la Ma­donna parla a persone che si erano già consacra­te a Lei. Caterina Labouré come Barbara aveva­no perduto la mamma in giovane età. Per questo nel seguito della loro vita si affidarono alla Ma­donna. L'aiuto che Maria vuole portare a Parigi come a Marienfried è di natura spirituale. In tut­ti e due i casi si tratta soprattutto della salvezza delle anime, e Maria appare alla medesima maniera: Ella allargò le mani e da esse uscirono dei raggi che si posarono sopra le persone.

A Parigi la Vergine desidera che si porti la Medaglia con la sua immagine e la sua preghiera. A Marienfried, Ella offre il suo Cuore e il Rosa­rio dell'Immacolata, indicandolo come il Rosario ricco di grazie.

La preghiera che la Vergine dà a Parigi ha come oggetto la sua Immacolata Concezione. A quel tempo il dogma dell'Immacolata Concezio­ne non era ancora stato annunziato. Ma la pre­ghiera: "O Maria,concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a Voi!", esprime in altri termini la stessa cosa.

Sul fondamento del suo privilegio, cioè del­la Immacolata Concezione, Ella concede le gra­zie promesse, in concomitanza con la medaglia che porta la sua immagine. A Marienfried Lei vuole operare i suoi miracoli di grazia per mezzo di quelle persone che posseggono il suo Cuore, cioè per mezzo di coloro che hanno realizzato lo scambio del cuore. La preghiera che Ella chiede è il Rosario dell'Immacolata, che racchiude le in­vocazioni: "Per la tua Immacolata Concezione, salva... proteggi... guida... santifica... governa...

Con il Messaggio di Parigi la Vergine racco­glie i suoi figli in una congregazione. A Marien­fried Ella parla ai suoi figli della congregazione e vuole guidarli all'ultima decisiva battaglia contro le potenze demoniache e armarli delle sue armi potenti. Marienfried può essere indicata come il coronamento di tutti i Messaggi mariani. Se il messaggio non sarà compiuto dai figli che Maria ha chiamati, allora sorgerà il serio pericolo che allo scoppio della battaglia decisiva gli eserciti mariani combattenti rifiutino le armi più poten­ti.

 

La Salette 1846

L'apparizione a La Salette avvenne esatta­mente 100 anni prima che a Marienfried (1846­1946). Il messaggio fu rivolto a due pastorelli, Massimino di 11 anni e Melania di 15. La Vergi­ne era seduta su un sasso e piangeva. Il suo dolo­re era di vedere che gli uomini non si curavano più di Dio, del suo dilettissimo Figlio. Ella pian­geva perchè gli uomini erano immersi nelle cose terrene e disprezzavano i Comandamenti di Dio. Il primo pensiero del Messaggio della Madre di Dio a La Salette dice: "Se il mio popolo non si vuole sottomettere, lo sono costretta a lasciar cadere il braccio di mio Figlio". L'ultima parte del Messaggio a Mariendried dice: - Il Padre an­nunzia una fine spaventosa a coloro che non vo­gliono sottomettersi alla sua Volontà: Anche a Marienfried la Vergine si lamentò perchè i suoi figli l'abbandonavano. E ciò procurava a Lei un grande dolore. La veggente comprese che per questo motivo aveva un'espressione così triste.

A La Salette, dopo aver esortato alla pre­ghiera e alla penitenza, per riparare la miseria spirituale, la Vergine avverte e scongiura gli uo­mini di non provocare l'ira di Dio. Ella vuole che essi servano Dio e non Mammona. Il Messaggio di La Salette per mezzo dell'immagine della "Madonna che piange" ha ormai commosso mol­ti cuori e li ha condotti e riconciliati a suo Fi­glio. Come prova dell'autenticità dell'apparizio­ne la Vergine fece scaturire dal terreno pietroso una sorgente che ha compiuto sui fedeli innume­revoli miracoli. Già dopo cinque anni la Chiesa ha riconosciuto "vero" questo Messaggio. Il Ve­scovo di Grenoble fece costruire sul luogo della apparizione un grandioso Santuario per i pelle­grinaggi.

 

Lourdes 1858

A Lourdes la Madonna è apparsa per ringra­ziare e confermare il dogma dell'immacolata Concezione", quattro anni dopo la sua procla­mazione solenne (1854 - 1858). Durante l'appa­rizione Ella dichiarò: "Io sono l'Immacolata Concezione".

Il Messaggio di Marienfried seguì quattro anni dopo la consacrazione del mondo al Cuore immacolato di Maria, fatta dal Papa Pio XII, nel 1942 (1942 - 1946).

A Mariendried l'apparizione operò come Segno della verità un miracolo di conversione. Maria salvò un uomo da una profonda miseria spirituale. Essa disse a Barbara: 'là si trova un uomo in grave pericolo che tu devi aiutare. Man­dalo qui; qui egli sarà aiutato. Questo sarà un se­gno che tu non sei affatto vittima di un ingan­no”. Specialmente oggi questa parola della gran­de Mediatrice di grazie è importante: la Madon­na vuole e può aiutare tutti gli uomini, che sono immersi in una grande miseria spirituale e pieni di fiducia cercano aiuto in Lei. Ma anche noi dobbiamo aiutare e confortare a parole e a fat­ti queste creature di Maria.

A Lourdes la Vergine Maria si mostrò come “L’Immacolata Concezione”. A Marienfried Ella regala il Rosario dell`Immacolata Concezione: A Lourdes accentua e raccomanda soprattutto la recita del S. Rosario e prega il popolo fedele di usarlo come arma di sicura vittoria. A Marien­fried Ella insegna il Rosario dell'Immacolata, con il quale si possono chiedere per mezzo del suo Cuore Immacolato tutti i mezzi di grazia ne­cessari alle anime.

A Lourdes lascia come segno l'aver Ella ot­tenuto da Dio il potere di operare per i suoi figli molti miracoli visibili, affinchè gli uomini - an­che i non credenti - vedano e credano.

A Marienfried promette di compiere dei miracoli nascosti di grazia, e parla ai suoi figli di­letti che credono fermamente in Lei. Perciò essa evita i miracoli esteriori, visibili, perchè questi per molti uomini non servono che ad aumentare la loro responsabilità. In tal modo però essa vuo­le tenere lontane da Marienfried quelle masse di persone che si rivolgono a Lei solo per un profit­to personale (per es. guarigione di malati, ecc.). Per questo Ella dice: "Ora si tratta di una cosa molto più importante". Si tratta della "lotta de­cisiva" - Dio o Satana - si tratta della salvezza delle anime".

I miracoli della grazia avverranno solo quando i suoi eletti incominceranno sul serio e totalmente a fare la sua volontà. Maria allora farà le grandi meraviglie e i grandi miracoli - ma in segreto - essi resteranno nascosti agli occhi del mondo. Il nemico non deve essere messo troppo in allarme. Essa vuole vincerlo con le sue schiere in maniera tattica, quando egli crederà di aver ormai vinta la battaglia e di aver la vittoria in pu­gno.

 

Fatima 1917

La prima apparizione di Maria a Fatima in­cominciò il 13 maggio 1917. La prima apparizio­ne a Marienfried avvenne pure in un 13 maggio, nel 1940. In questo primo incontro a Marien­fried l'apparizione non si lasciò riconoscere co­me la Vergine. Solo nei messaggi seguenti Ella fece un accenno a questo primo incontro, quan­do disse: "Recitate il Rosario dell'Immacolata, il Rosario ricco di grazie, come lo te l'ho inse­gnato". Più tardi Ella disse alla veggente di reci­tarlo per la patria. Allora la Germania era vitto­riosa in guerra, e pareva che il suo governo senza Dio volesse sottomettere il mondo intero. Senza dubbio la Madonna aveva intenzione di far pren­dere una diversa piega alla guerra, mediante la re­cita di quella preghiera, e mettere una barriera alle forze diaboliche. In effetti successe così. Na­turalmente, in simili circostanze, innumerevoli fedeli di tutto il mondo hanno pregato, ma forse fu proprio questo Rosario il fatto determinante della nuova piega della guerra, altrimenti la Madonna non l'avrebbe fatto conoscere proprio in quei giorni così gravi e cruciali. E se a questo sco­po Ella apparve in incognito, lo fece solo perchè il suo nemico non rendesse inutile in partenza il suo aiuto.

L'avvenimento dell'apparizione a Fatima fu preparato e preannunziato da un angelo, che si proclamò l'Angelo del Portogallo. A Marienfried la veggente ebbe pure frequenti visite di un ange­lo. Questi si proclamò "l'Angelo della grande Mediatrice di grazie" (probabilmente egli era l'Arcangelo Gabriele).

A Fatima, prima dell'inizio dell'apparizione l'angelo insegnò una preghiera di riparazione, of­ferta alla SS. Trinità, che pure l'angelo recitò as­sieme.

A Marienfried, al termine del terzo Messag­gio non appare solo l'angelo che era presente alla seconda e terza apparizione, ma innumerevoli angeli, e fra di loro di quelli eccezionalmente grandi e potenti. Essi pregarono assieme alla Ma­donna e alla veggente, cantando un inno di rin­graziamento, di adorazione e di glorificazione al­la SS. Trinità. Questo mette in evidenza che la più grande lode e glorificazione a Dio viene cele­brata e offerta per mezzo di Maria, la "Madre ammirabile". Questo cantico suona come un in­no di ringraziamento dopo la vittoria. Qui il can­tico ricordò ciò che la Madonna aveva predetto a Fatima: "Alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà" .

Nel Messaggio di Fatima la Madonna mostrò ai veggenti il suo "Cuore ferito" che ripara e soffre per il mondo assieme al Figlio di Dio. A Marienfried Ella dona il suo Cuore, affinchè i suoi figli, intimamente uniti a Lei, possano ope­rare per la salvezza delle anime. In un ulteriore Messaggio la Madonna disse a Lucia, la veggente di Fatima: "Dopo esser ricorsa a tutti i mezzi che sono stati disprezzati da molti uomini, io do con un brivido di paura l'ultima ancora di salvez­za: me stessa". A Marienfried noi troviamo l'a­dempimento di questa parola nella preghiera del­la Madre di Dio, di compiere lo scambio del cuo­re con Lei. Essa dice: "Mettete al posto del vo­stro cuore macchiato dal peccato il mio Cuore Immacolato, allora sarò lo che attirerò la forza di Dio e l'amore del Padre riprodurrà nuovamen­te in voi l'Immagine perfetta di Cristo. Adempite la mia richiesta affinchè Cristo possa presto re­gnare come Re di pace!"

Si danno però ancora ulteriori e più signifi­cativi rapporti con il suo Messaggio di Fatima. Senza fare espressamente il nome di "Fatima", il messaggio di Marienfried viene per così dire rico­struito e sviluppato.

A Fatima la Madonna chiede preghiere, pe­nitenza e riparazione da tutto il mondo e così pure la venerazione del suo Cuore ferito dai pec­cati degli uomini. Ella compì un grande e poten­te miracolo del sole, visto da almeno 50.000 per­sone, credenti e non credenti, affinchè il mondo riconoscesse la verità del messaggio e credesse. A Marienfried la Madonna si lamentò e disse: "Io ho dato frequenti segni, e solo a causa di questi segni molti vennero. Ora noi ci troviamo davanti all'epoca in cui coloro che credono solo a causa dei segni esteriori saranno tratti in ingan­no. l segni saranno per loro solo un motivo di maggiore responsabilità" (Messaggio del 25 giu­gno 1946).

Nel suo messaggio a Marienfried Maria dà un ulteirore e significativo riferimento al suo messaggio di Fatima, quando dice: "Celebrate il sabato a me dedicato, secondo il desiderio da me espresso. Nel 1,925, il 10 dicembre, espresse questo desiderio, quando disse a Lucia: "Figlia mia, guarda questo mio Cuore circondato di spi­ne, che gli uomini ingrati trafiggono continua­mente con i loro peccati e ingratitudine. Almeno tu cerca di consolarmi. A coloro che il primo sa­bato, per 5 mesi consecutivi, faranno la confes­sione e comunione, recitando il Rosario, e mi terranno compagnia per un quarto d'ora con la meditazione dei misteri del Rosario, con l'inten­zione di onorarmi in tal modo, Io prometto che sarò vicina nell'ora della loro morte, con quelle grazie necessarie alla salvezza delle anime:

Con questo esercizio la Madonna vuole rac­cogliere figli e combattenti, per prenderli total­mente al suo servizio. Se costoro con la medita­zione dei misteri del Rosario riconosceranno l'a­more del suo Cuore materno nel cooperare con il suo divin Figlio, essi stessi esperimenteranno in sè il desiderio di diventare una sola cosa con il Cuore della Madre. La pratica dei primi sabati in onore del Cuore Immacolato di Maria è una sor­gente particolare di grazie, e dovrebbe essere maggiormente raccomandata e diffusa.

 

Amsterdam 1945 - 1959

Il Messaggio di Amsterdam può essere con­siderato come una messaggio parallelo a quello di Marienfried.

La veggente di Amsterdam vide la Madonna in piedi sulla Germania. Essa aprì le mani e guar­dò molto triste verso la Germania, dicendo alla veggente: '"Figliola, io ci ho posto sopra ambe­due i miei piedi. La Germania deve essere salva­ta. Mio Figlio ti ha portata qui appunto perchè tu possa comprendere meglio. (Questo Messaggio non fu dato ad Amsterdam, ma in Germania quando la veggente vi era di passaggio). Io ho fatto guarire molti malati" (e fece accenno a Lourdes e ad altri luoghi.) "Capisci ora che cosa voglio dire? Qui ci sono tante anime malate, che devono essere salvate". (Messaggio del 16.11. 1950).

Con queste parole risulta abbastanza chiaro che Lei vuole costituire in Germania un centro di grazie come a Lourdes. Ma a differenza di Lourdes qui non pensa a guarire malati di corpo, ma ammalati dell'anima. Così il 25 maggio 1946 a Marienfried come segno della verità del suo Messaggio ha operato il primo miracolo nell'ani­ma di quell'uomo che si voleva togliere la vita.

A Lourdes, come segno della verità del suo Mes­saggio, aveva guarito improvvisamente un bam­bino che era in punto di morte. Quindi da una parte un miracolo visibile, tangibile, dall'altra un miracolo spirituale, che non si poteva toccare nè vedere.

In un altro punto del Messaggio di Amster­dam dice, a proposito della Germania: "Qui c'è una grande, gravissima apostasia. - Un lavoro molto difficile. Io vi avverto soltanto. Gli altri si danno molto da fare per allontanare il popolo tedesco da Roma (dalla vera dottrina cattolica). Mio Figlio vuole portare il suo particolare aiuto e mi ha mandata, per venire in soccorso alla Ger­mania. Ma essi devono venir spronati a fare ciò che io dico" Un ulteriore accenno all'apparizione di Ma­rienfried si può dedurre dal primo Messaggio di Amsterdam. La Vergine alza tre dita, poi quat­tro, poi cinque dita. E aggiunge allo stesso tem­po: "Le tre dita indicano il mese di marzo, le quattro l'aprile, le cinque dita il maggio". Che cosa vuol dire questo?

Il 25 marzo 1945 incominciarono i Messag­gi di Amsterdam. Il 25 aprile 1946 avvenne il primo Messaggio a Marienfried. Il 5 maggio 1945 finiva, in Olanda, la seconda guerra mondiale. La Vergine in tal modo vuol dire che, finita la guerra, il suo programma per la salvezza del mondo doveva essere portata avanti partendo dalla Germania, perchè tutti i popoli hanno dirit­to al suo Messaggio, mentre Lei è appunto la Signora di tutti gli uomini, di tutti i popoli. A Marienfried la Madonna disse che questo era "il suo Messaggio al mondo". – “Io voglio che gli uomini lo accolgano esattamente come io l'ho dato, parola per parola” (25 giugno 1946).

Nel Messaggio di Amsterdam essa parla agli uomini di tutto il mondo, parla ai singoli paesi, ai singoli popoli. Essa dà degli avvertimenti, ma anche ammonizioni, consigli. Ella insegna una preghiera che va bene per tutti i popoli e tutte le razze, ed essa deve far venire sulla terra lo Spiri­to Santo. Ella insiste dicendo che Lei è anche Miriam, la Vergine, che è molto venerata anche dai Maomettani. Anche questi devono pregare Gesù e invocare la venuta dello Spirito Santo sul­la terra.

A Marienfried, a differenza di Amsterdam, Maria parla solo ad un determinato gruppo di persone, la sua Elite, quelle, che in tutto il mon­do stanno espiando per la salvezza e la salute di tutti gli uomini. Ella assicura loro tutti i mezzi migliori di aiuto, che ha a disposizione: il “Rosa­rio dell'Immacolata e il suo Cuore”. Queste sono cose, che può capire veramente soltanto uno che è legato profondamente alla Madre di Dio. I suoi figli devono essere contemporaneamente fonda­mento e terreno, su cui essa può piantare il pia­no di salvezza e di pace di suo Figlio. I suoi fi­glioli devono operare con atti di riparazione in u­nione con Lei e con suo Figlio il mutamento dei cuori degli uomini e dei popoli.

Che di fatto la Vergine e Madre, Maria, voglia questo, lo manifesta chiaramente ai suoi figli nel caso della veggente di Amsterdam. Questa, molte volte durante le apparizioni, dovette met­tersi davanti alla Croce del Signore, e dovette provare i più atroci dolori del Salvatore crocifis­so, tanto che quasi non li poteva sopportare. E questo durò finchè potè mettersi da una parte e la Madre di Dio prese di nuovo il suo posto da­vanti alla Croce. (dolori di riparazione con il Signore in Croce).

A Mariendried la veggente esperimentò la stessa cosa in un modo simile. Il Signore la intro­dusse intimamente nei suoi dolori di Redentore. Maria conferma così ciò che disse nel Messaggio di Marienfried: "Io caricherò i miei figli diletti di croci, pesanti e profonde come il mare, perchè Io li amo nel mio Figlio immolato. Vi prego: sia­te pronti a portare la croce, affinchè venga pre­sto la pace" (25 giugno 1946).

Ad Amsterdam la Vergine mostrò il Rosa­rio e disse: "Si deve ringraziare questo, ma perse­verare". (Messaggio del 25 marzo 1945). Forse la Vergine vuole alludere al Rosario dell'Immacola­ta, che essa insegnò il 13 maggio 1940 a Marien­fried? Essa pregò la veggente di recitarlo per la patria, indicandolo come il Rosario delle "ab­bondanti grazie". I due messaggi trovano una si­gnificativa integrazione in riferimento alla Me­diazione di grazie di Maria. Ad Amsterdam la Si­gnora disse: "Osserva bene le mie mani. Da esse provengono raggi di grazia, salvezza e pace" (6). I raggi illuminano tutti i popoli, tutte le pecorelle. A Marienfried la Vergine si presentò come la "grande Mediatrice di tutte le grazie". Gli uomini devono credere che lo, come "eterna Sposa dello Spirito Santo, sono la fedele Media­trice di tutte le grazie" (25 giugno 1946). Con questi due messaggi che si completano vicende­volmente e che devono essere considerati nella loro interdipendenza come un tutto unico, la Vergine rivela le intenzioni dell'Eterno Padre, fi­nora velate. Egli manda la "Signora", la Madre del Figlio, nel mondo perchè raccolga i figli di­spersi e sconfigga Satana che è la causa dell'odio e della rovina. Dio le affida i tesori di quelle gra­zie che sono necessarie alla salute e alla salvezza degli uomini. Mediante lo scambio del cuore, lo Spirito Santo deve rigenerare Cristo nei di Lei fi­gli. La Chiesa - il Cristo mistico - sarà così con­dotta alla perfezione. Ma poichè questo meravi­glioso progetto non è capito dalla maggior parte degli uomini e da molti, perfino dai mini­stri della Chiesa, non è voluto, la situazione diventa assai pericolosa. Maria prega perciò insi­stentemente e dice: “E’ tempo stringe” (Amster­dam). Il nemico lavora febbrilmente per tirare il mondo sotto il suo dominio. Egli vuole prevenire la Vergine con le di Lei schiere. Perciò esso fa di tutto perchè non vengano conosciuti i Messaggi di Amsterdam e di Marienfried. E in parte ci rie­sce. Ma quando il loro tempo, secondo il proget­to di Dio, verrà, nessuna potenza demoniaca po­trà più impedire la loro divulgazione.

Marienfried e "La rivelazione dell'Amore divino" (Il testo si trova sul sito in “libri”)

La "Rivelazione dell'Amore divino" sono comunicazioni di Gesù e di Maria a Mamma Graf, della Svizzera (1906 - 1964). Esse mostra­no gli sforzi che fa il Cielo per la salvezza del mondo.

A causa del peccato dei Progenitori venne la maledizione nel mondo sopra gli uomini. In luogo del paradiso si ebbe "l'ingrata terra", che produce triboli e spine, e richiede dagli uomini fatica e sudore per il loro sostentamento, cui si aggiunge alla fine la morte corporale. Dio però, quando cacciò i Progenitori dal Paradiso, promi­se che un giorno egli avrebbe ripristinato la situa­zione del Paradiso, e perciò ci mandò come "Salvatore" il Suo unico Figlio, per mezzo di Maria. Ma Egli non vuole compiere l'opera della Redenzione da solo, cioè senza la cooperazione dell'uomo, poichè la maledizione cadde sulla terra "per causa dell'uomo", e gli uomini devono cooperare, per porre fine al dominio del peccato. Per questo motivo Dio si sceglie degli uomini che sono totalmente disposti a fare la sua volontà, e diventano i suoi strumenti per l'esecuzione dei suoi consigli divini. Essi devono ristabilire l'amo­re tolto a Dio, e devono svergognare Satana, il nemico di Dio e degli uomini. Già nel Paradiso Dio dice al Serpente che ha ingannato Eva: "lo porrò inimicizia fra te e la Donna, fra la tua di­scendenza e la sua discendenza. Questa ti schiac­cerà il capo". (Gen. 3, 15).

Tutto ciò si va sempre più realizzando, visi­bilmente però soltanto per coloro che hanno oc­chi per il soprannaturale e il divino, particolar­mente visibile per coloro che sono chiamati a ri­stabilire sulla terra l'ordine andato perduto. Que­ste persone si sottomettono alla Vergine Maria, perchè è Lei, che è scelta, a stritolare con i suoi figli il capo del Serpente.

Nel Messaggio di Marienfried noi troviamo a proposito una parola molto chiara: "La vostra preghiera e i vostri sacrifici distruggeranno l'im­magine di Satana. Allora mi potró manifestare a tutto il mondo, a onore dell'Onnipotente. Sce­gliete per voi il mio "Segno", perchè il Dio Uno e Trino venga pregato e onorato da tutti". Maria vuole dunque che noi tutti cooperiamo a ridare a Dio il Suo onore. Occorre perciò che noi unifor­miamo e sottomettiamo completamente la no­stra volontà al Volere di Dio, affinchè diventia­mo nuovamente "Uno" con lo Spirito di Dio. E qui ritorna evidente e a proposito il pensiero del­lo scambio del cuore con Maria, che nell'unione con Cristo, che è un solo Dio col Padre e lo Spi­rito Santo, trova il suo perfezionamento.

Nella "Rivelazione dell'Amore divino", tut­ti questi pensieri trovano là loro eco. Essi danno un quadro chiaro e completo di tutta l'opera del­la Salvezza. Ci viene però anche rivelato che tut­to ciò deve essere compiuto per mezzo di Maria, la Madre della nuova stirpe umana, e che perciò noi ci dobbiamo mettere a sua disposizione e consacrare a Lei. Così, come Satana tenta di al­lontanare da Dio tutti gli uomini e tirarli dalla sua parte, così Maria è la Donna scelta da Dio per portare a Lui tutti gli uomini. Maria è la preannunciata nemica di Satana. In questa gran­diosa lotta ciò è evidente.

A conferma di tutto questo, Gesù disse a Mamma Graf le promettenti parole: "Io voglio togliere la maledizione del peccato da coloro che mi chiedono misericordia per mezzo di Maria e voglio donare loro la mia pace". Questo ci dice che dobbiamo offrire a Gesù un servizio di Amo­re, e questo lo facciamo consacrandoci comple­tamente al servizio di Maria. Lei é chiamata a ri­costruire l'Ordine andato perduto, perciò Essa prende al suo servizio delle persone, i suoi figli. E' quindi un "grande onore" per l'uomo essere al servizio di Maria, e nessuna fatica e nessun sa­crificio devono essere troppo gravosi. E' però im­portante che noi sottoponiamo la nostra volontà alla sua, perchè è Lei la Condottiera e unica Vittoriosa secondo il Volere di Dio; i suoi figli elet­ti sono il suo esercito per il combattimento. Tut­ti questi pensieri si rispecchiano nel Messaggio di Marienfried, perchè esso è il messaggio della ele­zione dei figli di Maria per la battaglia finale. Si tratta quindi di una piccola schiera di intrepidi che rinunciano a tutti gli interessi terreni e sono totalmente dediti al servizio di Dio. Presso tutti gli altri uomini essa trova opposizione e rifiuto. E' un Messaggio diametralmente opposto allo spirito del mondo. E' però anche un messaggio che nasconde e allude alla vittoria finale con le parole: -"La Stella dell'abisso s'infurierà sempre più ferocemente e farà sempre maggiori distru­zioni, perchè sa che il suo tempo è breve, e per­chè vede che ormai molte anime si sono schiera­te sotto il mio Segno. Su costoro la Stella non ha potere alcuno, anche se ne potrà uccidere molti Ma sono appunto queste vittime che accresceran­no la mia potenza, e condurranno il piccolo re­sto degli eletti alla vittoria per Cristo".

Da tutto ciò nasce la seguente conclusione: ciò che Maria ci domanda nel Messaggio di Ma­rienfried è quello che di più grande si può do­mandare, ma è anche una chiamata, una grazia gratuita da parte di Dio. Dio non compie nulla per la nostra salvezza senza Maria: Lei può rea­lizzare tutto con la nostra cooperazione a gloria di Dio. Maria ha detto una volta, in piena co­scienza, il suo "Sì" al progetto della Redenzio­ne. Maria vuole che anche noi, suoi figli, le dicia­mo il nostro "sì" e ci mettiamo incondizionatamente al servizio di Dio. Ciò è necessario, perchè oggigiorno Satana ccmbatte apertamente, con o­gni mezzo e in ogni campo, contro Dio e la sal­vezza degli uomini, in modo tale che molte per­sone si danneranno; perciò anche i figli di Dio devono decidersi e darsi con l'anima e col corpo al servizio di Dio. A questo ci chiama e richiama la Vincitrice di ogni battaglia, la nostra Madre Maria. A tutti i suoi figli fedeli Ella imprime il suo Segno sulla fronte. E' il suo sigillo, il suo se­gno della totale donazione a Dio, ma anche il se­gno della completa unione con Gesù e con Ma­ria. Come Cristo si è totalmente sacrificato per la salvezza del genere umano, così anche i figli di Maria si offriranno, e in Cristo e con Cristo ot­terranno la vittoria sul peccato e sulla morte. Ciò avverrà tanto più quanto più forti e pericolosi sa­ranno gli attacchi di Satana. Maria non cessa di preparare nuove schiere per la causa di Dio, suo Figlio. II genere umano si trova di fronte alla scelta più difficile, poichè si tratta della salvezza eterna. Dobbiamo scegliere: o cadere in avvenire sotto il dominio di Satana, o consacrare la nostra vita futura a Dio. II mondo diventerà nuovamen­te il paradiso di Dio e degli uomini, oppure Sata­na, come principe del mondo, vi pianterà il suo dominio per sempre?

Apparentemente, sembra che egli sia vicino al suo scopo, ma non gli riuscirà, perchè Maria raccoglierà le sue schiere per l'attacco decisivo. Alla fine il suo Cuore materno trionferà, perchè non ha mai cessato di compiere la volontà del Padre celeste.

 

Marienfried e l'Apocalisse

Chi conosce la misteriosa Apocalisse sa che essa è un libro oscuro, sigillato, molto difficile da capire e da interpretare. Tuttavia questo libro è stato il grande Libro per la consolazione della cristianità nel, corso dei secoli. Riguardo a Ma­rienfried è sintomatico che il Messaggio del 25 aprile 1946 apparve ugualmente incomprensibile ed oscuro alla veggente. Essa non riuscì a capire il Messaggio datole dalla Madonna, nelle parole di esso v'è non il linguaggio della terra, ma il lin­guaggio dell'Apocalisse, che si manifesta in tutti i messaggi di Marienfried.

Il messaggio del 25 aprile rende comprensi­bile il combattimento che è descritto nell'Apoca­lisse al capitolo XII. Il tempo del suo compimen­to è vicino, e la Madonna viene per annunziarlo. Si mettono ora qui successivamente i testi più importanti dell'Apocalisse, che sono in rela­zione ai messaggi di Marienfried. Le parole dette a Marienfried sono messe in rapporto con questi testi: non pare necessario commentarli, poichè il tutto è detto in un linguaggio molto chiaro e comprensibile.

"Un gran Segno apparve nel Cielo:una Don­na maestosa vestita di sole". (Apoc. 12, I). Marienfried: "Io sono il Segno del Dio vivente. Io imprimo il mio Segno sulla fronte dei miei figlioli". (25 aprile 1946)

-"Figlia vestita di sole" (25 giugno 1946). -"E un altro segno apparve nel Cielo: un gran dragone rosso di fuoco (figura del demonio), che aveva sette teste e dieci corna, e sulle sue teste sette corone, e la sua coda fece cadere un terzo delle stelle del Cielo e le riversò sulla terra. E il dragone si rizzò davanti alla Donna che stava per partorire, per divorare il suo bambino appena es­sa avesse partorito" (Apoc. 12, 3 - 4).

Marienfried: "La Stella perseguiterà il mio Segno, ma il mio Segno vincerà la Stella" (25 apri­le 1946).

- "La Stella dell'Abisso" (25 maggio 1946). - "Ed essa partorì un bambino, che regnerà con scettro regale sopra tutti i popoli (il Messia). E il figliolo di Lei fu rapito verso Dio e il Suo trono" (Apoc. 12, 5).

Marienfried: "Esaudite la mia preghiera, affinchè Cristo possa presto regnare come Re della pace" (25 maggio 1946).

"Poi Cristo regnerà su tutti i popoli come Re di pace" (25 maggio 1946).

"Io voglio che ancor molti, come vittime, a me offerte, mi diano il potere di creare il Regno del Re di pace" (25 giugno 1946). - "Poi ci fu una terribile lotta in Cielo: Michele e gli angeli suoi combatterono contro il Dragone,e il Dragone e i suoi angeli combatterono, ma non vinsero, e in cielo non ci fu più posto per loro. E il Dragone fu precipitato, chiamato Satana e il Nemico, che inganna tutta la terra, e fu precipitato sulla terra, e con lui furono precipitati an­che i suoi angeli" (Apoc. 12, 7 - 9).

- "Ma guai alla terra e al mare, perchè il demo­nio è caduto sopra di voi con ira potente, sapen­do di avere solo poco tempo" (Apoc. 12, 12). Marienfried: "La Stella dell'Abisso si infurierà sempre più ferocemente e farà sempre mag­giori distruzioni, perchè sa che il suo tempo è breve, e perchè vede che ormai molte ani­me si sono schierate sotto il mio Segno" (25 maggio 1946).

- "E dopo che il dragone vide che era precipitato sulla terra, egli perseguitò la Donna che aveva partorito il bambino" (Apoc. 12, 13). Marienfried: "La Stella perseguiterà il mio Se­gno" (25 aprile 1946).

“Su costoro (i miei figli) la Stella non ha potere alcuno, anche se ne potrà uccidere molt”.

"Là dove non si avrà fiducia nel mio Cuore Immacolato, il demonio potrà dominare. Ma là, dove gli uomini metteranno il mio Cuore Immacolato al posto del loro cuore macchiato dal peccato, egli non avrà alcun potere. Tuttavia egli perseguiterà i miei fi­glioli diletti: essi saranno disprezzati, ma e­gli non potrà far loro alcun male" (25 mag­gio 1946).

- "Allora il serpente soffiò acqua dalla sua bocca dietro la Donna come un torrente, per farla an­negare, ma la terra venne in aiuto alla Donna, es­sa aprì la sua bocca e inghiottì il torrente, che il Dragone aveva fatto uscire dalla sua bocca" (Apoc. 12, 15 - 16).

Marienfried: "Io devo ritirarmi con i miei figli. lo compirò miracoli nel segreto delle ani­me, finchè il numero delle vittime sarà completo. Dipende da voi abbreviare i gior­ni delle tenebre. Le vostre preghiere e i vo­stri sacrifici distruggeranno l'immagine del­la Bestia" (25 giugno 1946).

- "Allora il Dragone si infuriò contro la donna e si mosse per far guerra contro i rimanenti figli, che osservano i Comandamenti di Dio e testimo­niano coraggiosamente Gesù" (Apoc. 12, 17). Marienfried: "Su costoro la Stella non ha potere alcuno, anche se ne potrà uccidere molti. Ma sono appunto queste vittime a me offer­te che accresceranno la mia potenza, e con­durranno il piccolo resto degli eletti alla vit­toria per Cristo. Alcuni hanno già accettato di lasciarsi imprimere il mio Segno e aumenteranno continuamente. A voi lo voglio dire, miei figlioli diletti: non dimen­ticate che proprio nei giorni più sanguinosi questa Croce è una grazia, e ringraziate sempre il Padre per questa grazia" (25 mag­gio 1946).

- "E' necessario che gli apostoli ed i sacer­doti si consacrino particolarmente a Me, af­finchè i grandi sacrifici, che l'Imperscruta­bile vuole appunto da loro, posti nelle mie mani, aumentino in santità e valore". (25 giugno 1946).

- "Ed io udii una voce potente dal tempio, che diceva ai sette angeli: "Andate e versate le sette coppe dell'ira di Dio sulla terra" (Apoc. 16, I). Marienfried: "Per questo motivo il Padre riversa la coppa della sua collera sui popoli, perchè essi hanno rifiutato suo Figlio" (25 maggio 1946).

- "Ed essi combatteranno l'Agnello; ma l'Agnel­lo sarà vittorioso su di loro: perchè Egli è il Si­gnore dei Signori e il Re dei Re, e coloro che ap­partengono a LUI, i Chiamati, gli Eletti e i Fede­li" (trionferanno). (Apoc. 17, 14).

Marienfried: "Il mio Segno però vincerà la Stel­la" (25 aprile 1946).

- "Ma sono appunto queste vittime a me offerte che accresceranno la mia potenza, e condurranno il piccolo resto degli eletti alla vittoria per Cristo" (25 maggio 1946).

- "E vidi l'Agnello ritto sul monte Sion e con LUI centoquarantaquattromila persone (la So­cietà dei Santi) che avevano scritto sulle loro fronti il suo nome e il nome del Padre suo".

E udii una voce dal Cielo come un fragore di molte acque e come un rimbombo di forte tuo­no (di cori degli angeli); e la voce che udii era co­me di suonatori che cantano sulla loro cetra. Essi cantavano un "nuovo cantico" davanti al trono e davanti ai quattro Viventi e ai vegliardi; e nessu­no poteva comprendere e imparare quel canto se non quei centoquarantaquattromila, i riscat­tati della terra" (Apoc. 14, 1-3).

Marienfried: "Appena la Madonna ebbe finito di parlare, subito le si fece intorno una ster­minata schiera di Angeli. Essi indossavano vesti lunghe e bianche, si inginocchiarono a terra e si inchinarono profondamente. Recí­tarono una preghiera speciale, una "pre­ghiera di lode al Padre". In principio fu e­spressa con un “cantico nuovo”: Poi una parte delle figure fece un'altra preghiera al Padre. Un'altra parte di esse ripetè ogni ver­setto come un'eco. Poi di nuovo un altro gruppo, ed erano moltissimi, cantarono: "Santo, santo, santo... ". Poi seguì allo stes­so modo un canto di lode al Figlio. Dappri­ma una meravigliosa preghiera da parte del­le bianche figure, che pure cominciava: "Un canto nuovo... ". Seguì un'altra preghiera, che fu recitata allo stesso modo come quel­la in onore al Padre. Seguì poi allo stesso modo un inno di lode allo Spirito Santo" (25 giugno 1946).

Nell'apocalisse noi troviamo la descrizione del tempo dell'Anticristo. Di lui si dice: "Esso opera segni grandissimi, sino a far scendere fuoco dal cielo sulla terra, davanti agli occhi della gente. E­gli ingannerà gli abitanti della terra con dei segni che gli è concesso di operare dinnanzi alla Be­stia (per suo ordine)"' (Apoc. 13, 13 - 14).

A Marienfried la Madonna ci ha parlato con un linguaggio apocalittico, poichè Ella vuole mo­strarci i "segni dei tempi", come Cristo stesso ci ha insegnato. "Quando voi vedrete accadere que­ste cose, sappiate che il tempo è vicino" (Marco, 13-29).

E' significativo il fatto che Lei non abbia o­perato un miracolo visibile nè a Marienfried nè ad Amsterdam, come prova dell'autenticità del suo messaggio. Essa operò solo miracoli "visibi­li", poichè il nemico, l'avversario, sta alla porta, ed egli cerca di trarre in inganno anche i figli di­letti di Maria con segni e prodigi. Per questo Ella disse: "Io voglio agire in segreto come la grande Mediatrice di grazie". La Madonna vuole avver­tirci, per evitare che noi ci facciamo trascinare e sedurre dai segni e prodigi dei falsi profeti. Alla fine dei tempi l'Anticristo avrà il potere di dare molti segni e di fare miracoli, per trarre in errore perfino gli eletti (Marco, 13, 22-23). A Marien­fried la Madonna ci dà degli avvertimenti, in per­fetta armonia con le parole di suo Figlio: "Ci troviamo di fronte a un tempo in cui tutti coloro che credono solo ai segni esteriori saranno ingan­nati" (25 giugno 1946).

Noi dobbiamo orientarci soltanto secondo il Vangelo, lasciar da parte la ricerca dei miraco­li, cercando di fare la volontà di Dio con tutta umiltà, nello spirito di Maria.

 

LO SVILUPPO DI MARIENFRIED

Costruzione e consacrazione della cappella

All'inizio del 1946 si cominciò a preparare il progetto e il preventivo per la costruzione del­la cappella, in esecuzione al voto fatto. Trovato il posto adatto, si trattava di ottenere l'approva­zione del progetto da parte della Chiesa e dello Stato, che si ottennero senza difficoltà. Il terre­no per la costruzione fu dato gratuitamente dal proprietario, signor Giuseppe Inhofer. Più tardi cedette, con un contratto di vendita, i suoi 3000 mq di bosco, situato ai due lati della cappella, al­la fondazione ecclesiastica di Pfaffenhofen. Si ag­giunse a questo, nel 1965, un prato della gran­dezza di due giornate lavorative a oriente della cappella, che fu regalato dalle sorelle Lore e Giu­seppina Spiegler di Pfaffenhofen.

Numerosi furono i parrocchiani e le perso­ne che aiutarono con offerte materiali e presta­zioni di lavoro per la costruzioni della cappella. Così si volle sciogliere il voto fatto alla Madon­na nei difficili tempi della guerra, nel 1944. La comunità di Pfaffenhofen visse gli anni di guerra senza subire gravi danni.

Meditando le parole della Madonna, si puó dedurre che le cose sarebbero andate ben diver­samente senza un suo speciale intervento. Infat­ti essa disse a Barbara: "Io ho esaudito il vostro desiderio; voi ora mantenete la vostra promessa!"

Ora tutta la parrocchia era pronta e piena di entusiasmo per costruire una bella cappella, degna della SS. Vergine. Il posto scelto al margi­ne del bosco era veramente adatto, e i lavori pro­cedevano bene. Tutte le pietre per la costruzione furono prese dalle rovine della casa del Sindaco di Ulma, dr. Nuiss. Il denaro necessario provenne da offerte. Il capomastro Giuseppe Eberhardinger fece i progetti e diresse i lavori. Il direttore Voi­lert di Augusta contribuì decisamente ad elabo­rare i piani.

Il parroco Don Martino Humpf voleva in un primo tempo mettere nella cappella una statua della Madonna. Ma quando l'apparizione disse, il 25 giugno, che bisognava prendere l'immagine della "Madonna tre volte ammirabile", egli si sottomise a questo desiderio. Fece eseguire dal Prof. Otto Riàckert, direttore dell'Accademia delle belle arti di Monaco, un gran dipinto, che trovò posto nel coro sopra l'altare. E' una bellis­sima Madonna col Bambino Gesù, che parlava al cuore dei devoti. L'anno 1971 la pala fu tolta dalla cappella, perchè il gruppo di Schónstatt trasformò la cappella in una "cappella di Schón­statt" rispondente al Santuario originale di Schónstatt. Finita la chiesa di emergenza, nel 1972, per desiderio dei pellegrini di Marienfried il quadro assieme all'altare di Marienfried ritornò nel vano della Chiesa. Purtroppo nell'incendio della chiesa di legno, il 3 agosto 1973, essa si bruciò. Il pittore Alfredo Schmid tentò di re­staurare l'Immagine miracolosa, ma non riuscì del tutto conforme al quadro originale, per cui si pensò di far fare in seguito un'immagine più bel­la.

Sulla parte anteriore dell'altare si mise que­sta iscrizione:

"Descendat Maria ut fiat Germania sancta Mariana"

"Scendi, Maria sulla terra, affinchè la Germania diventi una terra consacrata a Te".

Sul rialzo destinato ai candelieri, che sta sull'altare, sono scritte le parole:

"Io sono la grande Mediatrice di tutte le grazie". A sinistra e a destra del tabernacolo ci sono dei bassorilievi raffiguranti angeli che arricchi­scono il tabernacolo. Lo scultore Siegfried Fricker di Jestetten eseguì il tabernacolo con ri­vestimento di bronzo. Le figure del tabernacolo rappresentano la Madonna come Mediatrice di grazie, che conduce i suoi figli diletti al sacrificio della Croce di suo Figlio. Questa raffigurazione si adatta molto bene alla cappella della "Madre ammirabile" e Mediatrice di tutte le grazie.

La Ditta Zettler di Monaco creò le bellissi­me vetrate a colori con la meravigliosa simbolo­gia raffigurante la relazione fra la vita di Gesù e di Maria. Queste otto finestre di stile barocco la­sciano entrare molta luce e danno all'interno del­la cappella un carattere particolarmente intimo, creano un'atmosfera familiare, come si fosse nel­la bella stanzetta della Madonna. Dalla grande pala d'altare i suoi occhi salutano chi entra a tro­varla con dolcezza e serietà. Si ha l'impressione che i suoi occhi materni scrutino nel più intimo dell'anima in qualsiasi posto uno sia, nella corsia centrale o in ginocchio in un banco.

Il primo paio di finestre porta l'iscrizione: "Tu Rex g!oriae Christe!" Tu Cristo, Re della gloria.

"Regina coeli!" Regina del Cielo. Il secondo paio di finestre: "Hostia sancta, hostia immacolata". Ostia santa e immacolata.

"Consors et spossa Cristi!" Coadiutrice e Sposa di Cristo.

Il terzo paio di finestre:

"Mediatrix omnium gratiarum". Mediatrice di tutte le grazie.

"Rosa mystica". Rosa mistica.

La cappella può dirsi ben riuscita: essa ha un fascino perfettamente mariano. - Il 18 maggio 1947 la cappella potè "essere benedetta, con una cerimonia solenne, dal Decano Sac. Edoardo Schmid di Weissenhorn. A questa cerimonia pre­sero parte molte persone venute dalle vicinanze e anche da lontano.

Nel 1971 fu ingrandito il vano dei coro, se­condo il primitivo Santuario di Schónstatt. Il nuovo altare di Schónstatt venne inaugurato il 31 maggio 1971 dal Presidente diocesano della "Famiglia Schónstatt", dott.Adalberto Vogel. L'altare originale fu portato nella Chiesetta che, purtroppo, bruciò nell'incendio del 1973.

 

L'inchiesta ecclesiastica

Dopo le apparizioni dell'anno 1946, il par­roco del luogo, don Martino Humpf, fece una re­lazione scritta degli avvenimenti e la trasmise al­l'Ordinariato di Augusta il Vescovo dapprima si mantenne in riserbo. Formò comunque subito u­na Commissione che, sotto la direzione del Dott. Kumpfmiiller (morto il 9 febbraio 1949), e poi sotto il suo successore, Dott. Freundorfer, inco­minciò l'inchiesta dal 1947 al 1950.

La Commissione concluse che assolutamen­te sia nei Messaggi, sia nelle circostanze ad essi connesse, non si trovava alcunchè di contrario al­la fede cattolica. Si sa che come criterio sulla autenticità si richiede un miracolo, per esempio un'improvvisa guarigione da una malattia che non si potesse affatto spiegare naturalmente. Ma poichè non c'erano miracoli visibilmente eviden­ti, non si poteva riconoscervi un'origine sopran­naturale. In conclusione la Commissione inqui­rente concluse che un'apparizione della Madon­na non si poteva riconoscere, e nemmeno la si poteva divulgare.

Finita perciò l'inchiesta con la conclusione che abbiamo visto, fu proibito al parroco del luogo (Don M. Humpf) di parlare delle appari­zioni nelle prediche o di divulgare messaggi o dif­fondere notizie in materia. Nella cappella si po­teva andare a pregare come prima: essa restava aperta giorno e notte per i visitatori.

Nel foglio diocesano di Augusta non apparve alcuna proibizione ufficiale. Così il Messaggio di Marienfried passa per il pubblico e per la Chie­sa come non fosse nè riconosciuto nè negato, quindi ognuno ha il diritto di crederci.

 

Marienfried nella prova

Per la gente di Pfaffenhofen, che era molto legata alle apparizioni, la proibizione di parlare, imposta al parroco, fu una prova assai dura. Ciò che la Madonna aveva detto alla veggente si veri­ficò molto presto: "Verrà un tempo in cui tu ti troverai tutta sola e sarai terribilmente calunnia­ta, poichè il demonio sa accecare gli uomini in modo tale che anche i migliori si faranno ingan­nare".

Tutto questo si avverò alla lettera, sia nei ri­guardi della veggente, che di quelli che ne ebbero qualche parte. In questa grave prova essi si sotto­misero al decreto vescovile, tenendo un conte­gno altamente rispettoso verso la Chiesa. Che la prova sia stata superata bene da parte di coloro che furono coinvolti con le apparizioni e i Mes­saggi, ne dà testimonianza il fatto che il parroco don Humpf non fu rimosso da Pfaffenhofen per castigo, nè fu richiamato all'ordine. E sarebbe senz'altro successo se egli non avesse obbedito al suo Vescovo.

Delle apparizioni non si parlò in pubblico. Tuttavia c'erano sempre delle persone che prega­vano in silenzio sul luogo dell'apparizione. La cappella era a disposizione di tutti coloro che ci venivano a pregare da vicino o da lontano. A Pfaffenhofen il "gruppo di Schónstatt" teneva regolarmente le sue riunioni e celebrazioni solen­ni nella cappella, e così pure le solite funzioni. La vita religiosa prese a fiorire sempre di più nel­la parrocchia di Pfaffenhofen. Non si poteva quindi negare che una benedizione tutta speciale irradiasse sulla parrocchia di Pfaffenhofen. Du­rante i 20 anni dai fatti delle apparizioni ci furo­no almeno 20 vocazioni sacerdotali o religiose nate in quella parrocchia. Alcuni di questi chia­mati dichiararono di aver sentito la chiamata al servizio di Dio nella cappella di Marienfried.

Tutti questi fatti confortanti non servirono comunque ad ottenere dalle aurorità ecclesiasti­che di Augusta una nuova inchiesta, affinchè il fatto delle apparizioni venisse nuovamente esa­minato. Il parroco volle lasciare tutto in mano alla Madonna, perchè aveva piena fiducia che Lei avrebbe condotto tutto a buon fine, se lui si manteneva fedele ed ossequiente alla Chiesa. Egli pensava che non avrebbe potuto far nulla di me­glio per il bene della Causa.

 

Marienfried si sviluppa e diventa un luogo di preghiera

Il lunedì di Pentecoste, il 20 maggio 1966 vennero molti pellegrini da vicino e da lontano per celebrare il ventesimo anniversario della cappella e quello del Messaggio di Marienfried. L'an­no giubilare 1970-71 l'afflusso dei pellegrini fu molto grande. La cappella era sempre troppo piccola per accoglierli tutti, così maturò l'idea di costruire una Chiesa-Santuario. Essa potè essere consacrata il 23 luglio 1972 dal Vescovo Ausilia­re di Augusta, Monsignor Schmid. In quell'anno aumentò ancor di più il numero dei pellegrini a Marienfried. La maggior parte di essi veniva da lontano, perfino dall'estero, dall'Austria e dalla Svizzera. Si dovette provvedere a un parcheggio per i pullman che, specialmente la domenica, vi portavano numerosi pellegrini. Talvolta venivano anche dei sacerdoti con loro; e poichè il Messag­gio di Marienfried era in sintonia con i fatti di Schónstatt, Fatima, Lourdes e il pensiero di S. Lodovico Maria Grignion di Monfort, non man­cavano ai predicatori i punti di aggancio per i loro discorsi.

Una particolare forza di attrazione proveni­va da Marienfried sui membri dei grandi movi­menti mariani, dai movimento mariano di Schón­statt, all'Armata Azzurra di Maria, alla Legione di Maria e all'Opera Angelica (Opus Angelorum). Tutte le restrizioni da parte delle autorità ecclesiastiche dell'Ordinariato Vescovile di Au­gusta furono sospese dal 1966. Da questa data si possono celebrare S. Messe nella cappella e con­servare il SS. Sacramento (13 settembre 1966). Si ottenne pure il permesso ecclesiastico per la stampa del Rosario dell'Immacolata e dell'Inno alla SS. Trinità (27 ottobre 1966), e per il Messaggio di Marienfried, il 14 febbraio 1969, nella pubblicazione del signor Giuseppe Kúnzli: - "Io sono il Segno" ("Ich bin das Zeichen"). Questo libretto ha ottenuto l'autorizzazione ecclesiasti­ca di stampa, però non si dice nulla circa il carat­tere soprannaturale del Messaggio, tuttavia se ne riconosce la consonanza con la Verità della Fede cattolica.

Nonostante molte difficoltà ed ostacoli Ma­rienfried diventa di anno in anno più importan­te. Dopo l'incendio della Chiesetta dell'anno 1973 fu proposto di costruirne una nuova. Essa fu finita nel 1974 e solennemente benedetta dal Vescovo, Mons. Stimpfle di Augusta il 5 ottobre 1974, assieme con la "Casa Marienfried", la casa per i sacerdoti, che ha camere per gli ospiti e sale per riunioni. La solenne cerimonia si svolse da­vanti a un numeroso popolo e pellegrini prove­nienti da ogni parte. Le spese vennero coperte con offerte, perchè da parte ecclesiastica non si potevano ricevere sovvenzioni. L'abbondanza delle offerte dimostra che i pellegrini sono dispo­sti. a dare molto per Marienfried. Benchè durante tutto l'anno arrivino privatamente molti devoti da località vicine e lontane, per pregare nella cappella di Marienfried, tuttavia si innalzano co­me fari gli "Stellati Pellegrinaggi" dell'Armata Azzurra di Maria" (Apostolato di Fatima) fra la marea di pellegrini.

Nel 1974, per la prima volta, un Vescovo prese parte al "pellegrinaggio stellato" a Marien­fried, e precisamente il maggiore rappresentante del Movimento - Fatima, il Vescovo Venancio Pereira di Fatima, in Portogallo. Nel suo discorso di saluto egli disse: "che da tempo desiderava ve­nire a Marienfried, perchè Marienfried e Fatima sono strettamente uniti fra di loro. A Fatima il luogo dell'apparizione si chiama "Cova da Iria", Valle di pace, e Marienfried vuol dire "Pace di Maria". Ambedue i luoghi hanno da Dio la spe­ciale missione di portare al mondo, alla Chiesa, alle persone, all'umanità; la tanto desiderata pa­ce".

Durante la principale e grande celebrazione tenuta all'aperto, dato l'eccezionale numero di pellegrini, egli parlò con convinzione e con chia­rezza della "Devozione al Cuore Immacolato di Maria e del significato della consacrazione a Ma­ria". Nel pomeriggio parlò davanti ad una folla di circa 6000 persone il Priore Tommaso Niggl di Weltenburg sul Messaggio di Marienfried. Le sue parole piene di convinzione provenivano dal cuo­re e quindi trovarono tanta accoglienza, gioia e riconoscenza nell'animo dei numerosi pellegrini. Questo pellegrinaggio fu per tutti i partecipanti un grande avvenimento e segnò una punta mai raggiunta prima per Marienfried. Tutti compre­sero allora che Marienfried e Fatima avevano fra di loro stretti rapporti. L'anno seguente, nel 1975, il Vescovo di Fatima non potè fare a meno di unirsi di nuovo al pellegrinaggio dell'Armata Azzurra a Marien­fried, perchè in quell'occasione intendeva presie­dere alla benedizione della Gretta di Fatima, che fu costruita a Marienfried come segno dello stret­to rapporto che lo lega a Fatima.

La statua di Maria giunse direttamente da Fatima, e fu donata dai membri dell'Armata Az­zurra. Il Vescovo di Fatima consacrò solenne­mente la grotta e incoronò la statua della Ma­donna.

In segno di venerazione e fedeltà fu pubbli­camente e solennemente rinnovata la consacra­zione alla Vergine Maria. Una folla di pellegrini, mai fino allora raggiunta a Marienfried, circa 10.000, prese parte a questa grande giornata di preghiera e di riparazione dell'Armata Azzurra di Maria. Il Vescovo di Fatima ne raccolse il si­gnificato con le parole: "Il Santuario di Marien­fried significa per me una sintesi della devozione di Maria del nostro tempo. Esso appartiene ai più importanti Santuari mariani della Chiesa cat­tolica, dove la Madonna viene venerata in forme così molteplici".

Il 25 luglio 1976 il pellegrinaggio dell'Ar­mata Azzurra di Maria raggiunse la cifra di 12.000. Il pontificale solenne con il discorso fu celebrato dal Dott. Mons. Rodolfo Graber, Vescovo di Ra­tisbona. Le sue parole trovarono in tutti i pelle­grini un'eco potente, perchè esse rilevarono la serietà dell'ora, e mostrarono che nel Messaggio di Marienfried era stato offerto a tutti noi prote­zione ed aiuto per l'apocalittico contrasto che divide tanti spiriti. Data l'importanza del discor­so del Vescovo Monsignor Graber, esso viene ri­portato integralmente alla fine del libro.

Quanto più infuria la lotta spirituale contro la potenza delle tenebre dentro e fuori della Chie­sa, tanto maggiore importanza assume il Messag­gio di Marienfried. Esso è un baluardo contro le potenze sataniche, e diventa decisivo per ottene­re la vittoria per Cristo. E questo però non a pa­role, ma con azioni e precisamente da parte di coloro che si sono totalmente consacrati a Maria, per realizzare il Regno di Cristo, il Principe della Pace. Le generazioni future lo riconosceranno con gratitudine, concedendo a Marienfried quel posto che Dio gli ha destinato nel piano della Salvezza. Noi però siamo chiamati a vivere il Messaggio e a testimoniare l'azione di grazie da parte di Maria, mentre con Maria siamo "Segni di Dio".

 

Il furto sacrilego nel Santuario di Marienfrien

Dove la Madonna si manifesta e prende una particolare posizione, intervengono presto o tar­di anche le forze diaboliche. La profezia del Pro­toevangelo: "Ella ti schiaccerà il capo e tu tente­rai di mordere al suo tallone", si rinnova conti­nuamente nella storia della Chiesa e nella vita dei santi.

Questo si è rivelato fin dal principio a Ma­rienfried: lotta, anzi denigrazione ed ostilità. Le potenze oscure e diaboliche divennero sempre più palpabili ed evidenti.

Dal 24 ottobre 1966, festa dell'Arcangelo S. Raffaele, il Dio Eucaristico Re è continua­mente presente nella cappella, con l'autorizza­zione del Vescovo. La Madre e il Figlio, Maria e Gesù sono uniti. Una vera devozione alla Madon­na conduce necessariamente ad una vera e pro­fonda unione, anzi intimità con Cristo.

Il 4 giugno 1970, la vigilia della Festa del Sacro Cuore di Gesù, mani sacrileghe hanno pro­fanato e devastato il Santuario di Marienfried. Fra le 15 e le 16 fu strappato e portato via il ta­bernacolo con il santissimo (il Ciborio contenen­te circa 200 Ostie, la custodia con la grande O­stia per l'Ostensorio), con una violenza brutale e feroce. In questa settimana la cappella era parti­colarmente bella a motivo del Patrocinio del 31 maggio: essa era adorna di gigli e di rose. Dopo l'irruzione la cappella presentava l'immagine del­la devastazione: i vasi di fiori rovesciati, i fiori calpestati. Un grosso bellissimo cero con l'imma­gine della "Patrona Bavariae" (Patrona della Ba­viera) fu ridotta in tre pezzi, la grossa candela ornamentale al centro e i candelieri dell'altare rovesciati ed ammaccati. Alla statua di S. Giu­seppe erano state tagliate tutte le dita della ma­no sinistra, con cui egli teneva Gesù Bambino con un gesto di protezione. Nel libro dei pellegri­ni era stato strappato un foglio su cui un pelle­grino aveva scritto le sue petizioni, e messo per parodia dove prima stava il tabernacolo. Nell'ar­madietto, forzato e rotto, sotto lo scrittoio, tut­to era stato rovesciato; la patena della comunio­ne piegata in due, l'incenso sparso per terra. La lampada del Santuario era stata spenta dai profa­natori della cappella nella piena consapevolezza del loro sacrilegio. Da tutte le circostanze si de­duce che in questo caso si tratta di un attacco al Cuore della cappella, il Tabernacolo, la presenza di Cristo eucaristico, e di una voluta profanazio­ne e disprezzo del sentimento religioso. Qui vie­ne in mente una parola della Sacra Scrittura: "Quando vedrete nel Santuario l'abbominio del­la desolazione..." (Matteo, 23). La cappella fu ri­messa in ordine dopo l'inchiesta della polizia, fatta fra il 4 e il 5 giugno. Questa violenza al ca­rattere religioso della cappella ha profondamente offeso il sentimento religioso di tutti gli amici della cappella.

Il sabato fu celebrata la prima S. Messa in riparazione. In seguito, tutti coloro che desidera­vano riparare l'ingiuria ed offesa a Dio, sia quelli della parrocchia, sia quelli fra i pellegrini, si sono sforzati con sacre funzioni e preghiere riparatrici ed espiatorie di riparare al grande sacrilegio. L'at­tacco sacrilego contro la cappella di Marienfried ebbe come risposta un più grande amore e mag­gior fedeltà a Gesú ed a Maria.

Il 25 giugno 1970, ventiquattresimo anni­versario dell'ultima apparizione, fu arrestato il primo criminale, e poco dopo gli altri tre. Il fat­to che proprio il 25 giugno (data dell'ultima ap­parizione) fosse catturata la banda dei criminali, e che proprio in questo giorno si fosse deciso di contrapporre al criminoso attacco del Demonio un'amorosa ed impegnativa offerta di amore e riparazione, è sicuramente dovuto ad uno specia­le piano della Divina Provvidenza.

Il 25 giugno venne spontaneamente un sa­cerdote dell'Opera angelica, Padre Michele Pra­der da Scheffau, Tirolo, per celebrare nella cap­pella di Marienfried una S. Messa riparatrice. Io pure venni con lo stesso scopo in quel giorno a Marienfried, e fui così testimonio di commoven­ti preghiere riparatrici in ore notturne, protratte fino a mezzanotte. Si associarono a noi, senza preavviso alcuno, circa una cinquantina di pelle­grini della regione di Memmingen, e un certo nu­mero di persone della parrocchia di Pfaffenhofen e dintorni. Durante questa sacra funzione essi ri­volsero a Gesù ed a Maria la supplica e la ferven­te preghiera seguente:

1) Come risposta contro il sacrilegio e alla pro­fanazione del Santuario e l'attacco contro la Presenza reale di Cristo nel Sacramento dell'Eucarestia e per Suo amore, noi pre­ghiamo il Vescovo di stabilire qui un luogo dell'Adorazione riparatrice, le cui Suore (a­doratrici) curino questo sacro luogo, e con l'adorazione perpetua e la riparazione effet­tuino ciò che la Madonna aveva espresso co­me suo desiderio il 25 giugno 1946: "Ora è assolutamente necessario offrire all'Eterno gloria e riparazione".

2) E' necessario che tutti si sentano chiamati, in seguito a questo avvenimento, a contrap­porre alla superficialità, alla mancanza di ri­spetto a Dio e alla mancanza di preghiera del nostro tempo, insurrezione cioè della vita interiore, l'adorazione al Santissimo e la cosciente vita di preghiera.

In compenso tutti devono cercare di offri­re, con più elevato amore, riparazione e ti­mor di Dio. La Congregazione di Schón­statt di Pfaffenhofen, la sera del 17 di ogni mese, terrà regolarmente, dalle 19 alle 21, due ore di adorazione, e il giorno 18, dalle ore 13 alle 16. Ognuno cerchi di assistere alla S. Messa, anche nei giorni feriali, con tutto il cuore in vero spirito di sacrificio, di amore e di donazione totale, modellando la sua vita su quella di Gesù e di Maria.

Nel Messaggio del 25 giugno 1946 si legge: - "E' necessario che i miei figli lodino, glo­rifichino e ringrazino di più l'Eterno. Egli li ha creati proprio per questo, per la sua Glo­ria".

3) Il sacerdote dell'Opera angelica, d'accordo con il parroco del luogo, ha consacrato il Santuario di Marienfried e i dintorni ai san­ti Angeli, durante la S. Messa di riparazione alle ore 23. Essi devono proteggere il San­tuario della loro Regina, vegliare sul loro Re sotto le specie del Pane, provvedere ai suo onore e alla sua glorificazione. Anche nella preghiera di lode del 25 giugno 1946 ascoltiamo l'invocazione: "A Te sia lode, o­nore e riparazione".

Tutti devono conoscere questo desiderio degli Angeli a Marienfried, e continuarlo nelle loro case.

Come particolare atto di amore, i partecipanti al­la S. Messa di riparazione chiesero la conversione dei profanatori. "Come il ladrone crocifisso, pos­sano essi ottenere la grazia della conversione, il miracolo interiore di un mutamento della loro anima!"

Tutti gli amici di Marienfried possono unir­si a pregare e a riparare per questa intenzione, af­finchè possano essere accolte le giuste proposte per lo sviluppo di Marienfried.

Questo fatto si presenta come un segnale di risveglio per tutti: pare che ora si sia spalancata una porta alla missione di Marienfried secondo il Volere di Dio.

 

Preghiera di consacrazione

Ecco la preghiera recitata il 25 giugno 1970, du­rante la S. Messa di riparazione, dal sacerdote dell'Opera angelica:

"ETERNO PADRE, glorifica la tua Figlia Imma­colata e manifesta lo splendore della Corona che essa ha ricevuto da Te.

SIGNORE GESU' CRISTO, Agnello immolato, Sommo Sacerdote del mondo, glorifica la tua Madre Immacolata e manifesta lo splendore della Corona che essa ha ricevuto da Te.

SPIRITO SANTO, glorifica la tua Sposa Imma­colata e manifesta lo splendore della Corona che essa ha ricevuto da Te.

Il suo Cuore Immacolato sia il nostro calice nei quale noi mettiamo la nostra risposta, che Tu oggi aspettavi da noi, per l'orribile sacrilegio, che fu compiuto la vigilia della Festa del Sacratissimo Cuore di Gesù. Noi comprendiamo perchè questo delitto avven­ne qui. La Mediatrice di tutte le grazie pren­de tutto dal CUORE di DIO, nel Sacrificio santo, che noi ogni giorno, migliaia di volte, possiamo presentare alla Santa Chiesa. Gli altari delle nostre Chiese sono la mensa sot­to la Croce. Il santo Sacrificio è la rinnova­zione attuale del Sacrificio della Croce. Il sacrosanto Corpo e il preziosissimo Sangue sono il frutto della Croce, che in ogni Con­sacrazione si rinnova sui nostri altari come Pane di vita, per tutti gli uomini e per tutti i popoli. Qui la Mediatrice di grazie ottiene sempre di nuovo tutto ciò che osa chiedere. Per questo fu qui profanato il Santissimo, per questo dovette sparire dalla cappella vo­tiva.

O Mediatrice di tutte le grazie, per il tuo Cuore Immacolato permetti che noi possia­mo finalmente dare la nostra risposta al PADRE e al FIGLIO e allo SPIRITO SAN­TO: noi chiediamo e preghiamo con Te, per ottenere la grazia che gli autori sacrile­ghi, come un giorno il ladrone, ottengano la grazia della conversione.

Noi chiediamo al Vescovo di creare qui un luogo di riparazione e di adorazione, e le suore adoratrici abbiano cura di questo luo­go santo e con l'adorazione perpetua realizzino quello che Tu, o Madre di tutte le gra­zie, hai chiesto.

Noi consacriamo questo luogo santo della Grande Mediatrice di tutte le grazie agli An­geli Santi, perchè essi lo proteggano come loro tempio, e custodiscano il loro Re nella umiliazione del Pane e Lo glorifichino.

Tu, gloriosa Madre e Regina, accogli questa preghiera e presentala al PADRE, per il no­stro SIGNORE GESU' CRISTO, tuo Figlio, nell'unità dello SPIRITO SANTO, per la sua gloria, secondo la sua volontà e nel suo Amore!

E così io consacro questa cappella e i suoi dintorni ai Santi Angeli, in forza del mio potere sacerdotale e in accordo con il Si­gnor Parroco del luogo, in nome del PADRE, in nome del FIGLIO e in nome dello SPIRITO SANTO! Amen.

 

APPENDICE

Predica

Questo discorso fu tenuto il 25 luglio 1976 dal Ve­scovo di Ratisbona, Mons. Rodolfo Graber a conclusione della giornata di preghiera dell'Armata Azzurra di Maria a Marienfried.

"Marienfried celebra quest'anno il suo Giubileo. Precisamente trent'anni fa,quasi una generazione,il 25 a­prile, il 25 maggio e il 25 giugno 1946 deve essere appar­sa qui la Madre di Dio. Dico esplicitamente "deve essere apparsa", perchè non voglio prevenire il giudizio della Chiesa. Ciò vale per tutte le mie citazioni o affermazioni. Possiamo comunque fare una cosa. Noi possiamo esami­nare e studiare ciò che Maria disse allora, possiamo vede re se le cose dette da Maria sono in contraddizione con i grandi rivelazioni: e se fosse così, allora la faccenda che riguarda Marienfried sarebbe finita per sempre. E questo non è avvenuto. Possiamo fare però qualche altra cosa. Possiamo confrontare ciò che fu detto allora, trent'anni fa, con il momento presente. Se risulterà che molte cose corrispondono o si realizzano ai nostri giorni, non si po­trà tuttavia ancora parlare di origine soprannaturale nelle così dette rivelazioni; esse sono tuttavia un segno che ci fa capire il nostro tempo, e sono un ammonimento ed un avviso che dobbiamo prendere sul serio. Inoltre io esami­no e cito i testi alla lettera e li prendo come sono, come per esempio citerei Nietzsche con le sue espressioni sul nichilismo europeo, oppure Dostojewski con le sue paro­le: "L'occidente ha perduto Cristo, perciò deve andare in rovina", oppure lo spagnolo Donoso Cortés, il quale ri­tiene "inverosimile un salutare rinnovamento religioso dell'Europa", oppure Caterina Emmerich, la quale nel 1820 vide come tanti uomini portavano grembiuli con strisce bianche e azzurre e con "cazzuole da muratori" alla cintola cercavano di demolire la Chiesa di San Pie­tro in Roma. lo non dirò mai che tutte queste espressio­ni sono di origine soprannaturale, però io le prendo tutte molto sul serio, le esamino e le metto a confronto con l'attuale situazione. Nessuno mi proibisce di fare anche nei confronti di Marienfried la stessa cosa, affermando però ancora una volta che nulla è stato finora detto sulla natura soprannaturale di queste così dette rivelazioni. Noi le consideriamo esclusivamente come un prodotto dell'anno 1946, e le interpretiamo confrontandole con quest'anno 1976.

Incominciamo con il pensiero dominante: "Io so­no la Grande Mediatrice di grazie", una parola che oggi urta e allontana molta gente. Ma la parola "Mediatrice" è stata sanzionata dal Concilio, e cosa ancor più impor­tante, il Concilio si richiama alle affermazioni dei Papi Leone XIII, S. Pio X, Pio XI e Pio XII. Con un'osserva­zione a parte, io penso e ho l'impressione che molti, che vorrebbero rinnegare il Concilio per il suo preteso mo­dernismo, non hanno studiato bene nè i testi e tanto me­no hanno osservato e rilevato le numerosissime note, nè le hanno consultate. II Concilio elabora e sviluppa la Tra­dizione molto più di quanto noi crediamo. Così disse Leone XIII: "Ecco Colei che una volta fu coadiutrice nel mistero della Redenzione del genere umano, ora si deve anche vedere come la "Dispensatrice di tutte le grazie... e a questo scopo le fu dato un potere quasi infinito".

Pio IX e Pio X chiamarono Maria "la potente Mediatrice e Riconciliatrice di tutto il mondo, e Pio XII, il Papa della Madonna, dice: "Cristo, l'unico Mediatore fra Dio e gli uomini, ha messo al suo fianco la sua Mamma, come Avvocata dei peccatori, custode e dispensatrice (Media­trice) della grazia". Marienfried è in accordo sia con il Concilio che con la Tradizione. Inoltre quest'anno sono passati 100 anni da quando S. Caterina Labouré ritornò a Dio. Essa è la santa della Medaglia Miracolosa. Allora Maria disse alla giovane suora: "I raggi (che uscivano dal­le mani di Maria) sono un simbolo delle grazie che io ver­sò sopra coloro che mi pregano". Marienfried è la conti­nuazione di Parigi, 1830, alla Rue du Bac. La Chiesa nel vecchio Messale fra le "Messe per certi luoghi" aveva un formulario in onore di Maria Mediatrice di tutte le grazie (8 maggio) e uno in onore di Maria Immacolata della Me­daglia Miracolosa (27 novembre). Dispiace moltissimo che queste Messe non siano state riprese nel nuovo Mes­sale.

Quello che è importante per noi e che ci riguarda di più è che noi invochiamo ora molto più di prima Ma­ria come la Grande Mediatrice di tutte le grazie.

La Grande Mediatrice di grazie muove contro il Demonio, "Stella dell'Abisso", come è chiamato. Ed ec­co qui un accenno all'Apocalisse 9, I dove il Veggente di Patmos vede una stella cadere dal Cielo sulla terra, che a suo tempo spalanca l'abisso dell'inferno e libera un eser­cito di demoni sotto forma di locuste e scorpioni. Po­trebbe essere il caso di ricordare anche il primo libro di Enoc, che risale a circa 70 anni avanti Cristo, dove sette stelle del Cielo precipitate nell'abisso cadono nel fuoco. Marienfried crede nel diavolo, non ha quindi messo da parte o negato il diavolo, come possiamo leggere oggi, per il semplice motivo che senza peccato, senza diavolo e senza inferno si può vivere più facilmente e più allegra­mente. Fa quello che vuoi e goditi la vita. Abbiamo but­tato via e negato tante cose, adesso diamo l'addio anche al diavolo. Come disse Papa Paolo VI il 29 giugno 1972: "Il fumo di Satana, attraverso certe fessure, è entrato nel tempio di Dio", cioè nella Chiesa. Marienfried è con il Papa.

Noi dovremmo stare molto attenti a quello che è detto qui a proposito del diavolo. Quando si parla di "giorni delle tenebre", non si è forse in armonia con quello che dice il Santo Padre "dell'ora delle tenebre" e della "notte senza stelle", che incombe oggi sopra l'uma­nità? Ma ancor più importante di questo è quanto segue. Se si studia bene Marienfried, allora vi troviamo l'inter­pretazione dell'Apocalisse 12, dove il "grande dragone rosso" muove guerra contro la Donna vestita di sole e cerca di uccidere Lei e il suo Bambino. Che è detto qui? "La Stella dell'Abisso s'infurierà sempre più feroce­mente e farà sempre maggiori distruzioni... il demonio a­vrà una tale potenza visibile, che tutti coloro che non sa­ranno bene ancorati a me si lasceranno ingannare, perchè il diavolo è abilissimo nell'accecare gli uomini tanto che anche i migliori si lasceranno ingannare". lo mi domando con tutta serietà se non è proprio questo che ora avviene. Nella massa di lettere che io ricevo, torna sempre la do­manda: che cosa dobbiamo credere? E' tutto sbagliato ciò che prima abbiamo fatto? Oggi si è trovata una mera­vigliosa parola per giustificare questo stato di aberrazio­ne, e questa parola magica si chiama "pluralismo": con essa si può definire tutto. Se uno nega l'esistenza del diavolo, e l'altro - e questo è il Papa- nel suo Credo del po­polo di Dio parla del fuoco inestinguibile, allora è Plura­lismo. Se uno nega l'infallibilità della Chiesa e il Papa la afferma, ecco ancora il Pluralismo. Se uno nella S. Messa vede solo una cena e l'altro con il Papa vi vede un sacrificio, anche qui è Pluralismo. Se per uno Cristo è so­lo "un grande ambasciatore, un fiduciario fidato di Dio", per noi invece è il Vero Figlio di Dio, il Verbo eterno, ge­nerato dal Padre prima di tutti i secoli e con Lui conso­stanziale, anche questo è Pluralismo. Se per uno la Chie­sa è un grande movimento per la rivoluzione sociale, per la liberazione dal colonialismo, e per la rivoluzione alla Teilhard, e per gli altri invece è il popolo di Dio pellegri­no sulla terra, che si completa al di là dei tempi nella glo­ria eterna, anche questo è soltanto Pluralismo. Allora se le cose stanno così, allora la verità è menzogna e la men­zogna è verità, allora chiudiamo le chiese e gridiamo: fa quello che vuoi, che tutto va bene!

Ancora una cosa risulta evidente in questo conte­sto. Nell'Apocalisse si parla della Donna vestita di Sole, che si sottrasse al Dragone e fuggì nel deserto (12, 6-14). A Marienfried vengono poste sulla bocca a Maria queste parole: "lo devo ritirarmi assieme ai miei figli". Ciò non fa forse pensare al titolo di un libro: "Congedo da Ma­ria", seguito però da un punto di domanda. lo mi do­mando: non c'è forse un intimo legame quando da una parte si dà l'addio al diavolo e dall'altra parte alla Madre di Dio? Maria fino dai giorni del Paradiso terrestre è po­sta come il polo opposto al serpente. Fra coloro che dan­no l'addio a Maria metto anche i fautori di "Ave Eva". Essi possono dirci migliaia di volte, che con questa "fra­se" vogliono proprio inserire Maria nel nostro presente; essi ci devono dire se anche uno solo di quelli che sono d'accordo con questa osservazione è cresciuto nel suo a­more a Maria e se si è deciso di recitare il Rosario. Essi possono dirmi migliaia di volte che in questa frase non viene negato alcun dogma: d'accordo, però i dogmi non sono degli assiomi di matematica, ma annunciano verità soprannaturali, alle quali io mi devo accostare con in­commensurabile rispetto. Che ciò sia ignorato, dimostra già quanto profonda sia la spaccatura nella Chiesa e che non solo il "fumo di Satana", ma Satana stesso è pene­trato nel Santo dei Santi ed acceca anch i migliori. Ma­rienfried non dipinge un quadro terrificantedel nostro tempo?

Abbiamo già detto da principio che Marienfried conferma ciò che Maria ha detto a Caterina Labouré nel 1830. Marienfried sottolinea anche il Messaggio di La Salette. Sulla solitaria montagna del Delfinato, nel 1846, Maria si lamenta, che essa "è costretta a lasciar cadere il braccio di suo Figlio; è così pesante che non posso più trattenerlo". A Marienfried si dice compiuto il castigo preannunciato. "Il Padre versa il calice della sua ira sui popoli, perchè essi hanno rinnegato Suo Figlio... Il mon­do deve bere il calice dell'ira di Dio fino all'ultima goc­cia, a causa degli innumerevoli peccati dai quali è offeso il Suo Cuore". A Lourdes, nel 1858 la Vergine si era pre­sentata a Bernadette come l'Immacolata Concezione. A Marienfried Ella raccomanda il Rosario dell'Immacolata. Dall'Immacolata Concezione di Maria consegue la Re­denzione e la Salvezza della nostra Patria. Così non fa meraviglia che Marienfried abbracci pure il Messaggio di Fatima. Allora in Portogallo la SS. Vergine ha chiara­mente e con accentuazione prospettato l'alternativa: O si adempie alla sua preghiera della Consacrazione della Rus­sia al suo Cuore Immacolato e si offre la S. Comunione riparatrice il primo sabato del mese, o si avrà la guerra, la persecuzione alla Chiesa: "I buoni saranno martirizzati, il Santo Padre dovrà molto soffrire, molte nazioni saran­no distrutte". Ma anche allora la consolante parola: "Al­la fine il mio Cuore Immacolato trionferà".

Marienfried parla delle "giornate di sangue" che verranno, parla del diavolo che "perseguita i miei figli". Ma anche qui si apre sempre di nuovo la speranza della vittoria di. Dio. "La Stella perseguiterà il mio Segno, ma il mio Segno vincerà la Stella". E' una lotta gigantesca, che infuria, nella quale appunto questo segno di Maria sostiene una parte di prim'ordine. "Molte anime si sono schierate sotto il mio Segno... Alcuni hanno già accettato di far imprimere il mio Segno, e il loro numero aumente­rà continuamente... II mio Segno sta per apparire. Così vuole il Signore. Solo i miei figli diletti lo riconoscono, perchè esso si manifesta in segreto... Scegliete il mio Se­gno, affinchè presto il Dio Uno e Trino sia adorato ed o­norato da tutti". Queste sono parole misteriose. Che co­sa intende per questo Segno? Nel Profeta Ezechiele (9, 4-6) vengono contrassegnati con il Tau, una croce sulla fronte "tutti coloro che si lamentano per gli errori che vengono compiuti fra loro", e per questo sono risparmia­ti dalla morte e dalla distruzione; similmente i 144.000 contrassegnati sullfi fronte col nome di Dio-Padre, che "seguono l'Agnello ovunque egli vada" (Apoc. 14.1-4). Non è Maria stessa il "grande Segno" che appare nel Cie­lo, come è scritto nell'Apocalisse (12)? Anche qui Ma­rienfried concorda perfettamente: "Io sono il Segno del Dio vivente. lo imprimo il mio Segno sulla fronte dei miei figli. La Stella perseguiterà il mio Segno, ma il mio Segno vincerà la Stella". In ogni caso una cosa è certa: noi ci schieriamo attorno al Segno del Dio vivente, Maria.

Ma questo ha le sue conseguenze. con ciò tocchia­mo quella parte di Marienfried, che ci rivolge delle serie richieste. Finora tutto procede abbastanza bene, e la preannunciata coppa dell'ira di Dio riguarda gli altri, non noi, che ci sentiamo farisaicamente nascosti sotto il manto protettivo di Maria e alla quale è lasciata la vitto­ria sulla Stella dell'Abisso. Ma ora tocca a noi, sì proprio a noi. Il Messaggio dice: "Il mondo è stato consacrato al mio Cuore Immacolato, ma questa consacrazione è di­ventata per molti una terribile responsabilità. lo chiedo al mondo di vivere questa consacrazione ". Appunto per questa affermazione io vorrei ritenere vera Marienfried, perchè essa finalmente tocca il punto cruciale, che non è proprio secondo i nostri gusti.Non è forse vero che noi continuamo a muoverci nei limiti più bassi, cioè a fare quello che ci fa comodo, e non è forse vero che conti­nuiamo a recitare formule di consacrazione e crediamo che questo sia sufficiente, invece di convincerci che qui si tratta di vita o di morte? E proprio questo ci viene a dire senza tanti preamboli Mariendried: "Mettetevi total­mente a mia disposizione... Offritemi molti sacrifici... lo caricherò i miei figli diletti di croci pesanti e profonde come il mare...Vi prego:siate pronti a portare la croce..." Queste parole suonano, ben diversamente di quanto noi crediamo. Forse che oggi non si presenta un Cristianesi­mo a prezzo molto basso e come tale svenduto? Si fa tut­to facile. Viene diminuita l'importanza del Comandamen­to festivo. La confessione personale viene sostituita da u­na funzione penitenziale, o sostituita da un'assoluzione generale, il precetto dell'astinenza al venerdì é pratica­mente tolto. Con ironia feroce è descritta da Urs von Balthasar l'attuale situazione della Cristianità: Davvero non dobbiamo credere che "essendo stati tolti i Cavalli da battaglia della sacra Inquisizione dal Santo Uffizio, si possa entrare nella celeste Gerusalemme cavalcando il mite asinello dell'evoluzione, sotto gli sventolii di pal­me". Questo è scritto nel libricino "Cordula o Emergen­za—. Di questa emergenza parla Marienfried. Uno spaven­toso "Guai" annunzia il Padre a coloro che non vogliono sottomettersi al Suo Volere. Questo libretto "Cordula" porta alla fine un dialogo immaginario fra un comunista ed un cristiano, il quale cerca di avviare il dìscorso: "Sì, anche noi siamo per la rivoluzione mondiale, per la liber­tà, l'eguaglianza e la fraternità. Ma riceve poi la risposta: "II vostro cristianesimo non merita neppure un colpo di moschetto a polvere... Voi siete liquidati da voi stessi, e così ci risparmiate la fatica di una persecuzione".

Marienfried contrappone invece la mobilitazione al sacrificio ed alla Croce. Non si fanno tante circonlocuzio­ni e. non viene tutto minimizzato con un "illuministico decotto", in cui nuotano un paio di sparute verità di fe­de, ma si esige invece e si chiede: "E' necessario che gli Apostoli e i sacerdoti si consacrino particolarmente a Me, affinchè i grandi sacrifici che l'Imperscrutabile vuole ap­punto da loro, essendo posti nelle mie mani, aumentino in santità e in valore. Oggi si tratta solo di questo, che vega reso all'Eterno onore e riparazione". - Ci troviamo così di fronte ad un ultimo pensiero, che sviluppa il di­scorso fatto fin qui. Chi pensa oggi all'onore e alla ripara­zione da dare a Dio? Si pensa sempre all'uomo. Perfino il sevizio divino diventa servizio dell'uomo. Fin dapprincipio si devono salutare i presenti, e alla fine si deve augurare loro una buona domenica. Nell'Eucarestia Cristo viene subordinato all'uomo. Dov'è andata l'adorazione, primo dovere che abbiamo verso Dio? L'uomo è al centro, non Dio. Marienfried è ritorno al Cristocentrico: "Offrite voi stessi e quello che fate, per mezzo mio al Padre... Se vi mettete senza riserve a questo servizio, al resto provvede­rò io". Come disse Cristo: "Cercate prima il Regno di Dio, e la sua Giustizia, tutto il resto vi sarà dato in so­vrappiù". Non è forse questa una concomitanza degna di nota?

Ma non ci mancano forse le forze per offrire questi sacrifici che ci vengono richiesti per la gloria di Dio?Ecco che Marienfried ci propone qualcosa che penetra addirit­tura nelle profondità della mistica, e precisamente lo scambio dei cuori "Là dove non si avrà la fiducia nei mio Cuore Immacolato, il demonio potrà dominare.Ma là do­ve gli uomini metteranno il mio Cuore Immacolato al po­sto del loro cuore macchiato dal peccato, egli non avrà nessun potere... Mettete al posto del vostro cuore mac­chiato dal peccato il mio Cuore Immacolato, e allora sa­rò lo che attirerò la forza di Dio,e l'amore dei Padréripro­durrà nuovamente in voi l'Immagine perfetta di Cristo". Non sono forse queste delle parole meravigliose? La mi­stica ricorda non meno di 38 nomi, di persone (Santi)nel­le quali si operò questa cosiddetta sostituzione del cuore.

Qui si tratta di una direzione nel campo mistico. Il pensiero, i sentimenti, le azioni di Maria devono poter entrare talmente in noi da renderci capaci di realizzare in noi Cristo. Evidentemente noi sentiamo di toccare qui un mistero, che per la prima volta ci mostra veramente che cosa è in realtà il Cristianesimo. Questo pensiero si

accorda pure con quanto dice un grande santo dell'Evo moderno, San Lodovico Maria Grignion di Monfort. Si accorda pure con un altro pensiero di Marienfried quan­do dice: "Cristo è così poco conosciuto, perchè io (Ma­ria) non sono conosciuta"; così aveva scritto già 250 an­ni fa il Grignion: "Se Gesù Cristo, secondo il sicuro e certo decreto di Dio, deve essere conosciuto e deve re­gnare nel mondo, ciò può avvenire soltanto se prima sarà conosciuta Maria e sarà esteso il suo Regno". Oggi ci si chiede tante volte il perchè le Chiese sono poco frequen­tate, e il perchè del crollo della vita religiosa e cristiana: ebbene, per noi devoti di Maria il motivo è chiaro ed evi­dente. L'aver abbandonato Maria ha per necessaria con­seguenza il distanziamento da Cristo. Non ci dovrebbero essere più discussioni in proposito.

Ci vengono proposti grandi sacrifici e pesanti croci. Questo si accorda con un Vangelo che è la lieta novella? Ma certamente! C'è ancora una parola che non dobbia­mo dimenticare. Ritorna sempre una parola di fiducia: "Là dove è maggiore la fiducia... lo diffonderò la pace... Abbiate una fiducia incondizionata nel mio Cuore Imma­colato... Siate certi, credete che lo posso tutto presso mio Figlio..." La fiducia viene ricompensata. A Fatima Maria disse: "Alla fine il mio Cuore Immacolato trionfe­rà"; e qui dice: "Quando tutti gli uomini crederanno alla mia potenza, allora ci sarà la pace... Le vostre preghiere e i vostri sacrifici distruggeranno l'immagine della Bestia. II sacrificio offerto a me, mi darà il potere di instaurare il Regno del Re della Pace".

lo ho una lettera di Lucia di Fatima, dell'ultima veggente ancor viva. Lucia aveva scritto quella lettera il 19 marzo 1940 al Prof. di Bamberga, Lodovico Fischer,

che per primo aveva fatto conoscere Fatima in Germa­nia. Questa lettera finisce con queste parole, che tradotte suonano così: "Nella mia povera preghiera io non dimgn­tico la Germania. Essa ritornerà ancora nel gregge di f Cri­sto. Questo momento si avvicina molto, molto lenta~en­te, ma arriverà alla sua conclusione. E i Sacratissìmi Cuo­ri di Gesù e di Maria domineranno colà nel massimo splendore". Parole che meritano grande attenzione. Sono esse una profezia? lo non lo so. Qui io devo soltanto ri­cordare il tema del mio discorso: "II tempo di Maria è in cammino". Esso sta avanzando anche per i nostri amici evangelici. II parroco evangelico Riccardo Baumann ha scritto due libri: "Avanza l'ora di Maria" (Marias Stunde kommt) e "Con Maria nel futuro" (Mit Maria in die Zu­kunft). "Venga il tuo Regno, Signore, fa che venga il Re­gno di Maria", dice il Grignion.

Ciò che abbiamo sentito finora, ci ha confermati nel pensiero che Marienfried noncontiéne nulla che sia contro la divina rivelazione, ma anzi si inserisce Perfetta­mente nella Tradizione mariana della Chiesa, e dà un'im­portante visuale del nostro tempo. Ancora un'ultima pa­rola. Dobbiamo opporci ancora una volta all'idea che la devozione a Maria distolga lo sguardo dal Cristo, e quindi impedisca e blocchi i nostri sforzi ecumenici. Ma­rienfried rappresenta invece proprio la Teologia classica perchè tutto converge verso il Dio Uno e Trino. Incon­triamo spesso le parole: "L'Eterno, l'Onnipotente, il Dio Uno e Trino, l'Imperscrutabile, il Volere del Padre Cele­ste, l'Amore del Padre, il Dio vivente".

E la conclusione ci offre la più bella e profonda glorificazione alla SS. Trinità, che cerca e può trovare forse l'eguale soltanto nella Storia della Mistica. E' un'e-

co del Canto dell'Apocalisse, che la grande schiera, che nessuno può numerare, canta con gli Angeli e i Seniori, prosternata avanti al trono di Dio e all'Agnello: "Gloria al nostro Dio, che siede sul trono e all'Agnello... Lode e Glorificazione, Sapienza e Ringraziamento, Onore, Po­tenza e Forza al nostro Dio per tutta l'Eternità".

Marienfried dà a questo Cantico di lode l'accento mariano. Maria si interpone per noi. Ella presenta all'E­terno Dominatore, all'Agnello immolato, allo Spirito dell'Eterno, all'Eterna Santità, perenne Adorazione, Lo­de, Onore e Riparazione e Glorificazione".

E questi cantici dell'Eternità, che risuonarono trent'anni fa in questo luogo, ci avvolgono, senza che li sentiamo, durante la Consacrazione. Un giorno, anche noi potremo unirci a questo Cantico mariano di Lode al­la Trinità divina.