LA SANTA MESSA a cura di P.Giulio M. Scozzaro

EDITRICE VITA NUOVA

Hanno collaborato:

Testi: Autori vari

Progetto grafico:Mariano Gemma

Realizzazione grafica: Vittorio Candido

Videoimpaginazione: Danila Zimone

Ottimizzazione: Vincenzo Patricolo

DEDICATO A tutti i Sacerdoti, a tutti coloro che partecipano alla Santa Messa, ma soprattutto, a coloro che non hanno compreso l'infinito valore della Santa Messa

 

PRESENTAZIONE

Trivento, 25 marzo 2002 (Solennità dell'Annunciazione del Signore)

Purtroppo, nel clima imperante della secolarizzazione, del consumismo e dell'edonismo sfrenato molti, anche se battezzati, non si rendono conto della realtà della Santa Messa.

La maggior parte dei cristianì non partecipa più alla Messa domenicale e di quelli che la frequentano, alcuni lo fanno solo per soddisfare ad un obbligo. Per questi la Parola di Dio conta poco, sono distrattì e sperano solo che la Messa sia breve. E' davvero triste che ì discepoli dei Signore vanno a trovare il loro Signore, l'Amico, il Redentore, perché obbligati e che per di più non lo incontrano come Persona presente e viva.

Altri partecipano perché in fondo credono in Qualcuno che bisogna tenersì buono per ottenere favori e per non incorrere nei suoì castighi.

Non mancano persone, religiose a modo loro, che ritengono la Messa loro proprietà ìn quanto l'hanno "pagata": questi sono tanto più soddisfattì quanto più il celebrante nomina con più enfasi il loro defunto. Purtroppo non sanno che la Santa Messa è lo stesso Sacrifìcìo del Calvario, fonte e culmine di tutta l'opera della salvezza eterna dell'umanità intera.

Per fortuna ci sono anche cristiani che partecipano in pienezza e riconoscono il Signore allo spezzare del Pane, si riempiano di gioia incontenibile perché incontrano il Risorto e, come ì discepoli di Emmaus, escono dalla Chiesa per correre ad annunciare ii grande evento aì fratelli.

La presente pubblicazione è un umile, ma valido strumento perché il numero dei fedeli dalla fede matura cresca e diventi sempre più lievito in mezzo alla comunità: solo così si instaura il Regno di Dio sulla terra.

Per questo benedico volentieri l'iniziativa ed auguro ad essa la più larga diffusione.

+ Antonio Santucci Vescovo di Trivento

 

LA SANTA MESSA: L'INFINITO MISTERO di Padre Giulio Maria Scozzaro

Con questo libro, si intende dare un contributo per spiegare la Santa Messa. Vuole essere un ulteriore aiuto a tutti coloro che frequentano la Chiesa e partecipano alla Santa Messa. Solo istruendo con semplicità e fedeltà al Magistero, potremo aiutare tante anime, allontanatesi per mancanza di conoscenza dei "Misteri della Fede ". Moltissimi cattolici non sanno rispondere correttamente sul significato della Santa Messa; non conoscono le parti e gli effetti tutti soprannaturali di essa; non hanno mai saputo che ogni celebrazione è la rimiovazione della morte di Gesù, avvenuta duemila anni fa, anche se cambia la modalità: allora Gesù soffrì e morì realmente, versando il Suo Sangue, quindi, in modo cruento (spargendo il Sangue); invece, nella Santa Messa, Gesù muore misticamente, spiritualmente, cioè, in modo incruento (senza spargimento di Sangue).

Quindi, nella Santa Messa in ogni Santa Messa si ripete ancora una volta la morte di Gesù, anche se in modo mistico. Nella Santa Messa Gesù è veramente Vittima, è presente, è ancora e sempre Sacerdote, che offre al Padre Se stesso.

Per questa ragione, la Santa Messa ha un valore infinito, perché ancora Gesù si offre Vittima sanguinante al Padre; dal Sacerdote viene offerto al Padre il proprio Figlio Divino inchiodato sulla Croce, Vittima dell'ingratitudine degli uomini, Vittima per salvare e redimere l'umanità.

Per questo, S. Alfonso de' Liguori sostiene: "Dio stesso non può fare che vi sia un'azione più santa e più grande della celebrazione di una Santa Messa".

Il Santo Curato d'Ars afferma: "Tutte le opere buone riunite insieme non possono valere una Santa Messa, perché esse sono opere degli uomini, mentre la Santa Messa è opera di Dio".

è la preghiera più importante davanti a Dio Padre, l'unica preghiera assolutamente più potente, in quanto, chi ancora muore per amore di Dio è lo stesso Figlio di Dio Padre, la Parola, il Verbo eterno.

Giustamente, San Pier Giuliano Eymard suggerisce: "Sappi, o cristiano, che la Messa è l'atto più santo della Religione: tu non potresti far niente di più glorioso a Dio, né di più vantaggioso alla tua anima che di ascoltarla piamente e il più sovente possibile".

Ma non basta essere presenti fisicamente, bisogna disporsi spiritualmente, essere raccolti e attenti a quanto avviene durante la Santa Messa. Il Santo Curato d'Ars rimprovera quei fedeli che sono distratti durante la Santa Messa: "Se conoscessimo il valore del Santo Sacrificio della Messa, quanto maggiore zelo porremmo per ascoltarla!".

Occorre tenere presente, che la Santa Messa ci fa ottenere benefici e Grazie, nella misura della nostra partecipazione interiore: più attenzione e partecipazione, più preparazione e amore verso la Persona di Gesù e sul Sacrificio che si consumerà sull'altare, e più si ottiene Grazia da Dio. Mentre, più distrazioni, disinteresse e disamore alla Santa Messa, e meno Grazia si riceve, forse niente. Chi si comporta distrattamente, non avrà alcuna consolazione divina e lo Spirito Santo non si farà sentire nell'anima.

Occorre prepararsi bene prima della Santa Messa, perché è una questione di disposizione interiore, di amore, non solo di presenza esteriore. San Paolo ammonisce chiaramente, invitando ad un esame di coscienza: "Chiunque in modo indegno mangia il pane o beve il calice del Signore, sarà reo del Corpo e del Sangue del Signore. Ciascuno, pertanto, esamini se stesso e poi mangi di questo Pane e beva di questo calice; perché chi mangia e beve senza riconoscere il Corpo del Signore, mangia e beve la propria condanna" (1 Cor 11,2729).

Innanzitutto, ci vuole partecipazione devota, perché i fiotti vengono solo se si "vive" la Santa Messa, solo se si partecipa attivamente. In ogni Santa Messa le Grazie che si possono ottenere sono infinite, perché la Santa Messa ha un valore infinito. Nella Santa Messa si riceve il Corpo e il Sangue di Gesù, cioè, chi mangia l'Eucaristia immette in sé, ciò che appartiene alla Persona di Gesù. Ci si riempie dello Spirito di Gesù. Si riceve maggiore Grazia.

Sono molti i frutti spirituali che si ottengono per mezzo della Santa Messa: 1) si ha maggiore Spirito Santo, che è lo stesso Spirito di Gesù; 2) vengono cancellati i peccati veniali; 3) si dà alle Anime del Purgatorio immenso sollievo nelle loro pene; 4) Dio elargisce benedizioni particolari; 5) si prepara un grado maggiore di Gloria da usufruirne poi in Cielo; 6) la tendenza al male diminuisce; 7) si ha più forza per vincere le tentazioni; 8) si ha superiore capacità a perdonare gli altri; 9) si amerà con più slancio; 10) viene diminuito l'amor proprio, fonte di ogni cattiveria; 11) aumenta l'Amore Divino, l'Amore di Gesù nella propria anima; 12) ci si unisce più facilmente a Gesù; 13) si ha più Luce Divina che allontana le miserie umane.

Certamente questi flutti saranno più abbondanti, in relazione alla partecipazione interiore del Sacerdote alla Santa Messa. Il Sacerdote che celebra con più partecipazione interiore, quindi più unione a Gesù, più Grazie ottiene per sé e per tutti i fedeli presenti, assenti e coloro che sono lontani.

Ricevere la Santa Comunione significa lasciarsi assimilare da Gesù, introdursi nella Vita Divina di Gesù. "La Messa è ad un tempo e inseparabilmente il memoriale del Sacrificio nel quale si perpetua il Sacrificio della Croce, e il sacro banchetto della Comunione al Corpo e al Sangue del Signore. Ma la celebrazione del Sacrificio eucaristico è totalmente orientata all'unione intima dei fedeli con Cristo attraverso la Comunione. Comunicarsi, è ricevere Cristo stesso che si è offerto per noi" (Catechismo della Chiesa Cattolica, 1382).

La Chiesa insegna che il Sacrificio di Cristo e il Sacrificio dell'Eucaristia sono un unico Sacrificio: "Si tratta infatti di una sola e identica Vittima e lo stesso Gesù la offre ora per il ministero dei Sacerdoti, Egli che un giorno offrì Se stesso sulla Croce: diverso è solo il modo di offrirsi". "In questo divino Sacrificio, che si compie nella Messa, è contenuto e immolato in modo incruento lo stesso Cristo, che si offrì una sola volta in modo cruento sull'altare della Croce" (CCC 1367). "L'Eucaristia è dunque un Sacrificio perché ripresenta (rende presente) il Sacrificio della Croce, perché ne è il memoriale e perché ne applica il frutto" (CCC 1366).

A ragione, San Tommaso d'Aquino poteva scrivere: "Tanto vale la celebrazione della Santa Messa quanto vale la morte di Gesù in Croce". E tutti i Santi che hanno meditato sul valore e l'efficacia della Messa, sono stati devotissimi assistendovi come Serafini. Per il Santo Curato d'Ars "la Messa è la devozione dei Santi". Invece, numerosi fedeli non partecipano alla Messa, ma vi assistono, come si assiste ad uno spettacolo. Forse perché conoscono pochissimo della Santa Messa?

Essendo convinto di questo, San Leonardo da Porto Maurizio ripeteva di continuo a tutti quelli che lo incontravano: "O popoli ingannati, che fate voi? Perché non correte alle Chiese per ascoltare quante Messe potete? Perché non imitate gli Angeli che, quando si celebra la Santa Messa, scendono a schiere dal Paradiso e stanno attorno ai nostri altari in adorazione, per intercedere per noi?".

Ma già molti secoli prima, Sant'Agostino insegnava: "Tutti i passi che uno fa per recarsi ad ascoltare la Santa Messa sono da un Angelo numerati, e sarà concesso da Dio un sommo premio in questa vita e nell'eternità". La convinzione sull'Angelo era pure del Santo Curato d'Ars: "Com'è felice quell'Angelo Custode che accompagna un'anima alla Santa Messa".

Purtroppo, molti cattolici non hanno amore per la Santa Messa, probabilmente perché non ne conoscono bene il significato, ma è doloroso vedere sempre arrivare fedeli dopo l'inizio della Santa Messa e poi scappano via di corsa o cominciano a parlare in Chiesa subito dopo la fine della Santa Messa. Ma è ancora più triste sentire parlare durante la Santa Messa alcuni fedeli, che forse hanno scambiato il luogo santo per un luogo di conversazione. Esorto quei fedeli che hanno difficoltà a restare in silenzio in Chiesa, ad approfondire la conoscenza della Santa Messa e di pregare di più il Signore Gesù per avere più Amore e più Grazia soprannaturale.

Il Concilio Vaticano II precisa: "La Chiesa si preoccupa vivamente che i fedeli non assistano come estranei o muti spettatori a questo mistero di fede, ma che, mediante una comprensione piena dei riti e delle preghiere, partecipino all'azione sacra consapevolmente, pienamente e attivamente; siano istruiti nella Parola di Dio, si nutrano alla mensa del Corpo del Signore, rendano grazie a Dio; offrendo l'Ostia immacolata, non soltanto per le mani del Sacerdote, ma insieme con Lui, imparino ad offrire se stessi, e di giorno in giorno, per mezzo di Cristo Mediatore" (SC II,48).

Solo con la Santa Messa possiamo rendere convenientemente grazie a Dio dei Suoi doni, per questo Sant'Ireneo scrive: "A questo fine è stato istituito il Sacrificio della Messa, perchè noi rendessimo grazie a Dio". Non c'è altra preghiera per rendere adeguatamente grazie alla Santissima Trinità, per i benefici che riversa sull'umanità, se non con la Santa Messa. Ma con una partecipazione attenta, devota ed umile.

Sì, la Santa Messa è poco conosciuta, eppure è principalmente la Santa Messa a propiziarci favori da Dio. "Io credo che se non ci fosse la Messa, a quest'ora il mondo sarebbe già sprofondato sotto il peso delle sue iniquità. è la Messa il poderoso sostegno che lo regge", così affermava S. Leonardo da Porto Maurizio. Mentre S. Teresa d'Avila diceva alle monache: "Senza la Santa Messa che cosa sarebbe di noi? Tutto perirebbe quaggiù, perché soltanto essa può fermare il braccio di Dio". "Sarebbe più facile che la terra si reggesse senza sole, anziché senza la Santa Messa", asseriva convinto Padre Pio da Pietrelcina.

La Santa Messa ha un valore propiziatorio oltre che riparatorio, perché "con la preghiera noi domandiamo a Dio le Grazie; nella Santa Messa costringiamo Dio a darcele, diceva San Filippo Neri.

Sappiamo di Sacerdoti che celebravano piangendo. Padre Pio da Pietrelcina diceva: "Che cosa sono quelle poche lacrime di fronte a ciò che avviene sull'altare? Torrenti di lacrime ci vorrebbero!». Poteva dire questo, per avere lungamente meditato sull'importanza della Santa Messa e avere fatto esperienze mistiche durante la celebrazione del Sacrificio.

In ogni Santa Messa, Gesù immolato si offre Vittima di "espiazione per i nostri peccati" (1 Gv. 2,2), versa il suo Divino Sangue "in remissione dei peccati" (Mt. 26,28). Non c'è nulla che si possa mettere alla pari del Sacrificio della Santa Messa. Il Concilio Vaticano II è molto chiaro quando parla della funzione sacerdotale e della Santa Messa: "Nella loro qualità di ministri delle cose sacre, e soprattutto nel Sacrificio della Messa, i Presbiteri agiscono in modo speciale in Persona di Cristo, il quale Si è offerto come Vittima per santificare gli uomini; sono pertanto invitati a imitare ciò che trattano, nel senso che, celebrando il mistero della morte del Signore, devono cercare di mortificare le proprie membra dai vizi e dalle concupiscenze» (PO III,13c).

Soprattutto nella Messa "se chiederete qualche cosa al Padre nel Mio Nome, Egli ve la darà" (Gv 16,23). "Ogni volta che il Sacrificio della Croce col quale Cristo, nostro Agnello pasquale, è stato immolato , viene celebrato sull'altare, si rinnova l'opera della nostra redenzione, afferma il Vaticano II (LG I,3).

I Sacerdoti "esercitano la loro sacra funzione soprattutto nel culto eucaristico o sinassi, dove, agendo in Persona di Cristo e proclamando il Suo mistero, uniscono i voti dei fedeli al Sacrificio del loro Capo; e nel Sacrificio della Messa rendono presente e applicano fino alla venuta del Signore l'unico Sacrificio della nuova alleanza, cioè il Sacrificio di Cristo che Si offrì al Padre una volta per sempre quale Vittima Immacolata " (LG 28).

Non appena il Sacerdote pronuncia le parole della consacrazione, Gesù si rende presente sull'altare, senza considerare se il Sacerdote è buono o poco buono.

Il Sacerdote nella Santa Messa offre al Padre il Corpo di Suo Figlio morto in Croce; lacerato, con mani e piedi spaccati, avvolto dal Suo Preziosissimo Sangue. è poco tutto questo? Ah, se si comprendesse un poco cosa significhi offrire a Dio Padre il Figlio morto in Croce in ogni Santa Messa?!

La Santa Messa è lo stesso Sacrificio del Calvario. Nella Santa Messa Cristo viene offerto dal Sacerdote sull'Altare, in memoria e rinnovazione del Sacrificio del Calvario. Ogni giorno, celebrando la Santa Messa, si rinnova misteriosamente la Passione e Morte di Gesù sulla Croce. La Santa Messa non è solo memoria del Sacrificio della Croce, ma è lo stesso Sacrificio della Croce; identico l'Offerente, identica la Vittima, cioè, Gesù, Dio Incarnato: Si tratta, infatti, di una sola e identica Vittima... Diverso è solo il modo di offrirsi.

In questo libro sono riportate due meditazioni: una meditazione molto interessante ed approfondita di Francisco Fernàndez Carvajal, mentre l'altra è di Padre Gnarocas. Inoltre, ci sono due schemi di due Sacerdoti, che spiegano le varie parti della Santa Messa. La chiara e bella meditazione di Francisco Femàndez Carvajal aiuta il lettore a valorizzare la Santa Messa, ad approfondire la conoscenza di essa, che mai prima aveva scoperto. La meditazione di Padre Gnarocas è più breve, concreta e molto importante come la prima.

Alla luce di questi nuovi approfondimenti la Santa Messa avrà un significato nuovo, diverso e tutto spirituale, perché ci si sarà convinti che essa è il Santo Sacrificio di Gesù del Calvario, che continua dopo duemila anni a offrirsi Vittima Innocente inchiodato in Croce sull'altare per la salvezza dei peccatori.

Scoprire la Santa Messa, significa arrivare in Chiesa almeno dieci minuti prima dell'inizio per prepararsi, per liberare la mente dalle preoccupazioni e da tutto ciò che è in contrasto con l'Amore di Gesù. Chi arriva prima, mostra certamente interesse per la Santa Messa, si dispone mentalmente e spiritualmente meglio, ma non basta: ripeto che bisogna conoscere il significato della Santa Messa per parteciparvi con molto amore ed attenzione. Per parteciparvi efficacemente. Arrivando prima, ci si concentra su quello che avverrà sull'altare; chi si sacrificherà, per quale motivo e per chi; si rinnoverà nella mente il ricordo che la Santa Messa è lo stesso Sacrificio di duemila anni fa sul Calvario, e per questo bisogna essere composti ed attenti, perché Gesù realmente sente e vede tutto.

Per ricevere Grazie durante la Santa Messa, occorre disporsi interiormente, preparare l'anima all'incontro con Gesù, meditare anche per cinque minuti sulla Passione e Morte di Gesù, che si rinnoverà misticamente (spiritualmente) sull'altare, per il Santo Sacrificio che celebra il Sacerdote.

Scoprire la Santa Messa significa dare alla propria vita un nuovo orientamento; cambiare la vecchia mentalità, abbandonando e rifiutando ogni affetto al peccato; non essere più egoista e non sperare più di ottenere qualcosa in cambio, quando si aiuta una persona.

Scoprire la Santa Messa provoca nella persona una trasformazione sostanziale, perché la partecipazione e il cibarsi del Corpo di Gesù, riempie di Grazia l'anima e trasforma la vita, trasforma la mente. Conduce la persona a rifiutare ogni opera disonesta, ad avere terrore di commettere falsificazioni, a fuggire come la peste tutto ciò che offende il Signore Gesù. Questo significa scoprire la Santa Messa. E bisogna stare attenti, perché scoprire la Santa Messa non è tanto andarci spensieratamente la domenica o in altre occasioni: ma vivere la Santa Messa nella propria vita. Significa imitare Gesù Cristo, Colui che nel Santo Sacrificio si sacrifica nel silenzio, con Amore, sopportando insulti e calunnie, e perdona i Suoi nemici, anzi, ancora di più, li scusa: "Padre... non sanno quello che fanno" (Lc 23,34). Significa imitare in ogni momento della propria vita la Sua misericordia, la Sua bontà, la Sua preghiera mentre riceveva disprezzi e umiliazioni; la carità, morendo in Croce per salvare i peccatori; l'abbandono al Padre come segno di incondizionata fiducia alla Volontà del Padre; l'adempimento della Volontà del Padre, nonostante avesse dinanzi migliaia di nemici; la sopportazione amorosa di indicibili torture e sofferenze, della crocifissione con le mani e i piedi spaccati e trafitti. Vivere la Santa Messa significa mettere in pratica le virtù di Gesù durante la Sua Passione.

La persona che vive seriamente la Santa Messa nella propria vita, si convertirà decisamente, rifiuterà ogni forma di peccato. Il drogato vincerà questa grave debolezza e non si bucherà più; chi odia, comincerà ad amare; chi conosce poco Gesù si unirà con il tempo a Lui, metterà al primo posto Gesù nella scala dei valori; pregherà con umiltà e devozione il Santo Rosario per chiedere aiuto all'Immacolata, Madre ed Avvocata dell'umanità; osserverà i 10 Comandamenti con attenzione; avrà un alto senso del peccato; chi è malato potrà guarire o ricevere la Grazia di sopportare serenamente le sofferenze; chi non perdona, andrà a cercare l'altra parte per un abbraccio di pace; l'usuraio smetterà di farlo; chi ha rubato, non ruberà più e provvederà a restituire ciò che non gli appartiene; chi bestemmia imparerà a lodare il Signore; chi è schiavo del peccato avrà molta forza per liberarsi dalle catene e dalle reti della schiavitù; il povero troverà facilmente aiuti; il ricco aiuterà i poveri; l'amore regnerà nella persona; otterrà il dominio dei propri istinti, che non saranno più violenti ed insistenti; non sarà più avido di accumulare denaro; avrà una sensibilità squisita per aiutare i bisognosi; avrà un basso concetto di sé, cioè, sarà umile e rinnegato; non cercherà di prevalere sugli altri nelle discussioni, ma presenterà i suoi pareri con semplicità; si sforzerà di trovare armonia ed unità con marito o moglie, con figli o genitori; espierà su questa terra i peccati, cioè, le pene da espiare diminuiranno; otterrà le Grazie che desidera, se servono per la sua santificazione; si impegnerà nella parrocchia, dando il suo contributo nelle opere; avrà una particolare attenzione per la propria vita spirituale, così farà ogni giorno la meditazione e l'esame di coscienza; chiederà al Padre Spirituale consigli; penserà alla vita eterna, a vivere per raggiungere il Paradiso; avrà maggiore delicatezza nel "trattare" amorosamente con il Padre celeste; raggiungerà la convinzione che Gesù è Risorto, è in mezzo a noi, opera ancora miracoli come duemila anni fa, aiuta sempre coloro che a Lui si rivolgono; adorerà lo Spirito Santo con completo abbandono; ed altro ancora sgorgherà nella propria persona: sarà, appunto, una persona nuova.

Sì, sarà una persona nuova, con più forza e più Grazia Divina, proprio perché la Santa Messa è un canale speciale per ricevere Grazie ed aumento della Grazia santificante.

Tante altre cose potrei scrivere dei frutti spirituali che scaturiscono dalla devota ed attenta partecipazione alla Santa Messa, ma sono sicuro che ognuno riflettendo in cuor suo su se stesso, farà memoria delle Grazie ricevute, delle gioie provate durante il Santo Sacrificio, della pace ritrovata dopo avervi partecipato, dei sentimenti nuovi, diventati come quelli di Gesù.

Potenza della Santa Messa, chi potrà mai dare una spiegazione sufficiente ad essa? Gli Angeli meglio degli uomini comprendono la Santa Messa, ma neanche loro la comprendono fino in fondo, tanto è mistero infinito.

Anche noi, partecipando alla Santa Messa con devozione e unione spirituale con Gesù che si offre al Padre in ogni celebrazione, possiamo aiutare Gesù, offrendocì insieme a Lui, in unione con Lui come vittime al Padre per i bisogni della Chiesa Cattolica, la conversione dei peccatori e per aiutare le Anime del Purgatorio.

Diventiamo anche noi piccoli corredentori, figli della Corredentrice, di Colei che "per disposizione della divina Provvidenza fu su questa terra l'Alma Madre del Divino Redentore, generosamente associata alla Sua opera a un titolo assolutamente unico, e umile Ancella del Signore, concependo Cristo, generandolo, nutrendolo, presentandolo al Padre nel Tempio, soffrendo col Figlio Suo morente in Croce, Ella cooperò in modo tutto speciale all'opera del Salvatore, con l'obbedienza, la fede, la speranza e l'ardente carità, per restaurare la vita soprannaturale delle anime. Per questo Ella è diventata per noi Madre nell'ordine della Grazia" afferma il Concilio Vaticano II (LG VIII,61).

Ritornando ai significati all'interno della Santa Messa, se è importante sapere che essa è lo stesso Sacrificio di duemila anni fa sul Calvario che si rinnova sull'altare, è anche importante conoscere i significati dei riti nella celebrazione, per partecipare con maggiore convinzione ed amore.

Quindi, dopo questa mia meditazione che serve anche da prefazione, ci saranno le due meditazioni. Farà molto bene conoscerle e leggerle con grande attenzione, leggerle lentamente e rimanere a rifletterci anche per lungo tempo. Penso, che dalla buona lettura e meditazione che si farà, la vita dovrà cambiare e tutto dovrà avere un senso diverso e nuovo, spirituale e sublime. Si capirà se la meditazione è stata fatta bene o male, dal desiderio che si avrà o non si avrà di partecipare alla Santa Messa spessissimo (anche ogni giorno secondo le possibilità), e rimanere attenti, devoti e umili durante la celebrazione.

Ci sono molti fedeli assidui alla Santa Messa quotidiana, ed è una pratica molto efficace, non solo e primariamente per lodare e ringraziare Dio, ma anche per il guadagno spirituale che si riceve. Le Grazie che si ricevono sono numerose, e tutto dipende dalla nostra disposizione interiore. Certamente, la protezione divina sarà più forte sopra di noi, oltre le Grazie di ordine materiale che si possono ricevere: guarire da una malattia, trovare un lavoro, non fare un'azione pericolosa, guidare la macchina ed evitare un incidente grave, non subire avversità da chi è contro, superare momenti critici con facilità, avere pace in famiglia, andare d'accordo con le persone difficili, svolgere i propri compiti con successo. Sono comunque innumerevoli le Grazie che si ottengono, partecipando con devozione alla Santa Messa. Ciò che bisogna ricordare, è la maggiore presenza di Gesù nell'anima che partecipa alla Santa Messa: maggiore Grazia avrà chi incontra in amorosa visita il Figlio di Dio, l'Amore stesso venuto in mezzo a noi. Non bisogna d'altronde mai dimenticare, che partecipare alla Santa Messa è una necessità tua, che sei tu ad avere bisogno e quindi, in Chiesa ci devi andare essenzialmente per adorare Gesù, per ringraziarlo e per lodarlo.

Sarà Lui poi a donarti le Grazie che ti occorrono dietro la tua preghiera, ma prima devi adorarlo, ringraziarlo e lodarlo. Ogni volta che entri in Chiesa, ogni volta che passi dinanzi una Chiesa, ma sempre quando ti trovi dentro la Chiesa o per la Santa Messa o per i tuoi momenti di preghiera.

Purtroppo, c'è chi scambia la Chiesa per un luogo di ricreazione, per mormorare e anche calunniare, chi per illudersi di essere cattolico solo perché è amico di un Sacerdote, chi permette di fare delle cose che solitamente si fanno nei bar, chi per un luogo profano e chi per un luogo di azioni perverse. C'è chi sfoga la sua perversione e c'è chi entra in Chiesa illudendosi che basta questo per amare Gesù. Ma non dimentico tutti coloro che entrano in Chiesa con vero amore per Gesù, che partecipano alla Santa Messa con devozione e vera partecipazione interiore ed esteriore, che considerano seriamente la Chiesa come la Casa di Dio, il luogo del Santo Sacrificio e la dimora di Gesù Eucaristico.

Oggi c'è perdita di amore verso la Santa Messa festiva, figuriamoci per quella feriale. è chiaro che la frequenza giornaliera indica un particolare stato spirituale di chi vi si reca: amore a Gesù; devozione alla Santa Messa; una Grazia da chiedere; un conforto che si trova in Chiesa durante la Santa Messa; sofferenze negative scoperte nella propria persona e che solo l'Onnipotenza di Gesù potrà allontanare; anche abitudine creatasi nel tempo. Sono del parere, che chi si reca alla Santa Messa giornaliera, è spinto dall'amore per Gesù e per i bisogni spirituali che si hanno.

Partecipare alla Santa Messa giornaliera è un impiegare il proprio tempo nel migliore dei modi. Quanto tempo si spreca inutilmente nella giornata? Non si ha mezz'ora per lodare e ringraziare Gesù, per chiedere aiuti e protezioni per sé e per la famiglia? Quanto tempo davanti alla televisione? E per quale ragione: per vedere telenovele e certi films che allontanano da Gesù, tendono a fare dimenticare l'Amore di Dio, portano il cuore ad essere insensibile, duro e malvagio verso gli altri.

La televisione è una cosa buona, ma è usata male. Oggi, prevalentemente è usata per portare dissipazione, per distruggere le famiglie e per rendere immorale la società. Un genitore che venisse a sapere che la propria figlia è continuamente disturbata da altri uomini per condurla alla prostituzione, cosa fa, non la difende?

E guardare, lasciare che gli altri familiari guardano quella televisione immorale, non significa lasciare educare i propri figli e tutta la famiglia a comportamenti immorali?

E' proprio la televisione oggi uno dei mezzi più diabolici esistenti. C'è la televisione buona e che può seguire tutta la famiglia, ma è troppo poca. Trionfa e schiaccia tutto, quella televisione matrigna, che continua a uccidere i propri figli che rimangono per ore a guardarla, a guardare come è facile calpestare i Comandamenti e gli insegnamenti di Gesù Cristo; come si diventa obbedienti a messaggi demenziali, che inneggiano ad una falsa libertà, all'odio, all'adulterio, agli scandali sessuali, alla pornografia, alle lotte fratricide, ad una cultura di morte e di violenza, allo sconvolgimento della famiglia, al divorzio, agli amori facili, alla corruzione, all'esaltazione della droga, degli aborti e di tutto ciò che disprezza il Vangelo di Gesù Cristo.

La televisione ha due aspetti: uno buono e uno cattivo, dipende dall'utente che sceglie le cose buone da guardare o le cose non buone. Da ciò che si vede in televisione ci si forma di conseguenza la propria mentalità, si agisce condotti da ciò che si vede e da ciò che si sente, e questo il più delle volte avviene in modo inconscio, senza che la persona se ne renda conto. Questo avviene a numerose persone. Quante persone dicono tante frasi ridicole dopo avere visto telenovele e certi films? Proprio perché sono trasportate dalla propria debolezza a identificarsi con un dato personaggio. E se invece quel dato personaggio fosse una persona sana moralmente e virtuosa? Chi guarda la televisione sarebbe portato e probabilmente diventerebbe come quel personaggio sano moralmente e virtuoso. Uno diventa ciò che vede e dice ciò che sente. è vero che non è una regola generale e non la prendiamo per tale, ma il più delle volte è proprio così.

La televisione cattiva predica continuamente e sottilmente la distruzione della famiglia, il rinnegamento dei valori morali e la perversione morale e sessuale. Quante persone seguono la televisione con spirito critico, mettendo in discussione quello che viene detto? Da come vanno le cose nel mondo, sembra che siano molte le persone che prendono ogni cosa che viene detta in televisione come oro colato.

Ogni parola che si ascolta dalla televisione deve essere valutata, esaminata alla luce del Vangelo, alla luce dell'insegnamento della Chiesa. Non si può credere a tutto quello che si ascolta, non si può dare credito a chi vuole con le sue parole e con le sue opere portarti a rinnegare Gesù, a non amare la Madonna e a distruggere la tua famiglia. Ci vuole molto a capire che oggi ci sono molte belve, che con dolci parole vogliono mangiare la tua libertà, la tua vita spirituale e ogni tuo valore cristiano?

La Santa Messa potrà diventare una riparazione giornaliera a tutto quello che è contro Dio e che segue la morale cristiana. Basta convincersi dell'importanza della Santa Messa, del bisogno che se ne ha, della mezz'ora che doverosamente si deve dedicare a Dio, dato che Lui si dedica da sempre totalmente a noi.

è importante da parte dei fedeli, mettere un'intenzione prima dell'inizio della Santa Messa. Il Sacerdote offre al Padre il Figlio Divino immolato nella Santa Messa e chiede al Padre con un'intenzione (per i defunti o per i vivi) di aiutare la persona o le persone per cui viene celebrata la Santa Messa. Mentre i fedeli possono mettere l'intenzione di offrire al Padre la loro partecipazione alla Santa Messa.

La partecipazione dei fedeli è attiva, e chi ne è consapevole, offre l'innocente Gesù al Padre chiedendo Grazie e il perdono per i peccati commessi, ma la Grazia arriva secondo la sua partecipazione interiore, secondo le sue disposizioni spirituali. I fedeli offrono anche la Santa Comunione che mangiano per chiedere Grazie o per riparare i peccati che si commettono contro i Sacratissimi Cuori di Gesù e di Maria.

 

PER OGNI GIORNO SI POSSONO GIA STABILIRE LE INTENZIONI:

LUNEDì: si prega per tutti i giovani, per riparare le impurità;

MARTEDì: si prega anche oggi per i giovani e per riparare i crimini e gli scandali;

MERCOLEDì: si prega per tutti i genitori, per riparare le bestemmie e i discorsi scandalosi;

GIOVEDì: si prega per il Papa, i Vescovi, i Sacerdoti e si riparano i sacrilegi eucaristici e della Confessione;

VENERDì: si prega per i Religiosi e le Religiose, per riparare gli odi nel mondo e le mancanze di carità;

SABATO: si prega per i moribondi e le Anime del Purgatorio, mentre si riparano i peccati della droga, dei divorzi, della prostituzione, degli aborti e della stampa cattiva;

DOMENICA: si prega per la conversione di tutti i peccatori e si ripara la profanazione della Santa Messa festiva.

Riguardo lo svolgersi della Santa Messa, passo a dare una brevissima spiegazione sui significati, ma prima chiarisco che l'altare rappresenta il Calvario e per questo deve essere più elevato; il marmo è chiamato Mensa, perché vi si compiono i Sacri Misteri; sistemata al centro dell'altare è posta la Pietra Sepolcrale, che contiene le reliquie dei Martiri, anche se il Martire per eccellenza è Gesù, che in ogni Santa Messa ritorna ad offrirsi Vittima al Padre. L'altare viene coperto con alcune tovaglie pulite e decorose, con le candele accese, che sono simbolo della nostra Fede, che illumina la mente e riscalda il cuore. è importante sapere che le parti fondamentali della Messa sono due: "Liturgia della Parola" e "Liturgia Eucaristica", e sono strettamente collegate. Sia la Parola che l'Eucaristia ci nutrono, ma dipende dalla nostra disposizione ricevere adeguato nutrimento. Chi partecipa con attenzione e devozione, sarà stato più nutrito dalla Grazia di Gesù, mentre chi non è attento e né devoto, riceverà poco cibo spirituale, e per questo non crescerà, non farà progressi nella vita spirituale. Rimarrà sempre poco maturo nella vita spirituale.

 

INGRESSO:

il Sacerdote bacia l'altare, fa il segno della Croce e si umilia, recita il Confiteor (confesso a Dio...), chiede con il popolo pietà al Signore e dispone il cuore con atti di umiltà, anche in silenzio. Si fa l'esame di coscienza.

PREGHIERA:

è la colletta, che raccoglie tutte le preghiere dei partecipanti, tutte le intenzioni e le rivolge al Signore. Prima di questa preghiera (colletta) nei giorni festivi c'è l'inno di lode e di acclamazione a Dio con il Gloria. Se non c'è il Gloria, con la preghiera recitata dal Sacerdote si chiede al Signore di concedere nella Santa Messa le Grazie richieste da tutti i partecipanti;

LETTURA:

dopo avere pregato, c'è l'insegnamento. La lettura o le due letture prima del Vangelo ci fanno conoscere la Parola di Dio, ciò che Dio vuole dire ad ognuno di noi. E' Dio che parla attraverso le letture, ed è commovente pensare a questo, a un Dio che si rivolge a noi per amore. Questa Parola è Grazia Divina, per questo motivo di dice alla fine: "Rendiamo grazie a Dio".

VANGELO:

il Vangelo ci rivolge l'insegnamento più importante: quello detto da Dio incarnato. La Parola del Vangelo è Parola di vita, e i frutti sono abbondanti, quando si meditano le parole del Vangelo che si ascolta. Ci si mette in piedi per rispetto a Colui che ci rivolge le parole: Gesù. In piedi anche per mostrare la nostra sollecitudine nel voler mettere in pratica gli insegnamenti. Insieme al celebrante i fedeli fanno tre segni di croce: uno sulla fronte, sulle labbra e sul cuore. Significa che la Parola di Dio deve rimanere nella mia mente per meditarla, sulle mie labbra per annunciarla agli altri, nel mio cuore per amarla devotamente e conservarla. Il bacio dato dal Sacerdote è l'espressione della preziosità del Vangelo. Segue la predica nei giorni festivi e quando vi è necessità. è chiaro che segue con attenzione la predica chi vuole crescere nella vita spirituale, chi vuole sapere cosa è bene fare e cosa è bene non fare nella vita.

CREDO:

dopo avere ascoltato la proclamazione del Vangelo, ed eventualmente l'omelia, il Sacerdote ed i fedeli recitano insieme la Professione della propria Fede. Il Credo si chiama anche Simbolo Apostolico, e contiene l'insieme delle principali Verità rivelate da Dio. è importante recitare il Credo con attenzione e partecipazione, perché è anche un lodare e adorare la SS. Trinità, credere con maggiore convinzione alle Verità della Dottrina Cattolica. Non basta conoscere le Verità della nostra Fede, ma bisogna amarle, e questo è facile approfondendole, studiandole e meditandole. Una maggiore conoscenza comporta una maggiore Fede e una maggiore fiducia in Gesù Salvatore, buono e misericordioso, che continua a salvare, a sanare, a guarire e a perdonare.

OFFERTORIO:

il Sacerdote offre al Padre il pane e il vino da consacrare, che diventeranno Corpo e Sangue di Gesù, per la transustanziazione (cambiamento) delle due specie. Il Sacerdote offre il Santo Sacrificio insieme ai fedeli, che sono parte attiva e quindi partecipano alla Santa Messa, e non assistono come passivi spettatori. I fedeli pregano con il Sacerdote, anche se è necessario il Sacerdote per compiere il Sacrificio.

Le poche gocce di acqua che il Sacerdote aggiunge al vino, indicano l'unione delle due nature in Gesù: quella Divina e quella umana. Ciò che il Sacerdote offre sulla mensa dell'altare, servirà per il bene di tutti, infatti i fedeli rispondono: "Il Signore riceva dalle tue mani questo Sacrificio, a lode e gloria del Suo Nome, per il bene nostro e di tutta la Sua Santa Chiesa ".

A questo punto, ogni fedele può fare l'offerta personale, può offrire se stesso, la sua vita in riparazione dei propri peccati e dei peccati del mondo; offre i propri peccati, i peccati del mondo, affinché nel Santo Sacrificio vengano distrutti. è importante offrirsi insieme a Gesù al Padre, unire i propri meriti ai meriti infiniti di Gesù per la conversione dei peccatori e la pace nel mondo. Pregare per le povere Anime del Purgatorio e per tutti coloro che si affidano alle nostre preghiere. Ci sono quelle persone che si sono offerte a Dio come vittime per la salvezza dei peccatori, ed è bene rinnovare la propria offerta in questo momento.

PREFAZIO:

il Prefazio è una lode solenne rivolta al Padre in ringraziamento per l'opera della Salvezza. Si recita dopo la preghiera sulle offerte e i fedeli rispondono tre volte a tre inviti del Sacerdote: "Il Signore sia con voi ...; in alto i nostri cuori...; rendiamo grazie al Signore nostro Dio... ".

PREGHIERA EUCARISTICA:

è la preghiera di azioni di grazie e di santificazione. Questo è il momento più importante di tutta la Santa Messa.

CONSACRAZIONE:

dopo le parole della consacrazione Gesù è sull'altare nella forma eucaristica, ed è lo stesso Gesù vissuto duemila anni fa e morto in Croce. Sull'altare c'è un miracolo, il più grande miracolo. Questo è il momento per adorare Gesù, per ringraziarlo di tutti i benefici elargiti e per il Suo Amore per ognuno di noi. Si cerca tante volte l'aiuto di Gesù, ma proprio ora Lui è vivo e vero sull'altare, pronto ad esaudire le richieste di aiuto, a donare Grazia a chi la cerca, a sanare i malati, a liberare dalle tentazioni e negatività, a donare il Suo Amore a tutti. La trasformazione o transustanziazione del pane e del vino in Corpo e Sangue di Gesù, significano che realmente, veramente e sostanzialmente Gesù è sull'altare, e tu Lo adori e ringrazi nella misura della Fede che hai.

PADRE NOSTRO:

la preghiera di Gesù rivolta al Padre, in ogni Santa Messa è ripetuta dall'assemblea come atto di amore a Colui che ha permesso e permette il Santo Sacrificio per la salvezza degli uomini. Insieme a Gesù si rivolge al Padre la supplica di liberarci dal male, di aiutarci sempre. è la preghiera per eccellenza, la preghiera in cui si riconosce il Padre di Gesù come Padre nostro.

SCAMBIO DELLA PACE:

è curioso vedere a questo punto delle persone che girano per la Chiesa per scambiare il segno della pace, ignorando che la pace si deve scambiare con il cuore, deve essere il tuo cuore ad amare, a perdonare, a portare negli altri la pace di Gesù. Ci sono persone che in Chiesa scambiano la pace con tutti, sorridono, storcono le labbra per salutare, ma poi fuori la Chiesa sono dei veri e propri demoni, perché portano la guerra nelle famiglie, disprezzano gli altri e fomentano i litigi. Che significa? Che queste persone intendono prendere in giro Dio e le altre persone, ignorando che si prendono in giro da loro stessi. Gesù insegna: "Se dunque presenti la tua offerta sull'altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all'altare e và prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna ad offrire il tuo dono " (Mt 5,2425). Gesù spiega che non serve a niente andare a Messa se poi si odia il prossimo, se si ha una mentalità maligna che cerca di portare scompigli e non pace. Bisogna andare a Messa dopo avere trovato la pace con tutti, avere perdonato tutti, altrimenti è un inganno, un perdere tempo. Di sicuro è meglio andare che non andare, ma è bene andare con l'animo umile, misericordioso verso tutti e penitente.

COMUNIONE:

dopo la consacrazione, questo è l'altro momento di Grazia.

Addirittura, si riceve la Grazia stessa, Gesù che viene dentro di noi come Cibo Eucaristico. Purtroppo, in certi cattolici c'è discreta ignoranza sulla Fede e vanno a mangiare il Corpo di Gesù in peccato mortale. Si mette Gesù lì dove c'è il peccato. La Chiesa continua ad insegnare che la Santa Comunione si fa solo se si è in Grazia o al massimo, con peccati veniali, cioè leggeri, che si eliminano recitando l'atto di dolore e partecipando con devozione alla Santa Messa. Perché mangiare il Corpo di Gesù è un vero e proprio miracolo. Che senso ha fare la Santa Comunione quando non si ama Gesù e Lui non fa parte della tua vita? Bisogna chiedersi se fare la Santa Comunione domenicale è sentita come necessità per incontrare Gesù o come semplice abitudine. Vorresti parlare o abitare con uno che non ti ama e che ti è contro? No. Anche Gesù vuole incontrare e vuole abitare nei cuori che Lo amano e non Lo disprezzano, perché fare la Comunione in peccato mortale è disprezzare Gesù e il Suo Amore. Che serve fare la Comunione se si odia di continuo il prossimo, se si calunnia, se si perseguita il prossimo innocente? è un illudersi di essere cattolici, di frequentare la Santa Messa. Ma Gesù è contento di questi cattolici? Per piacere a Gesù, bisogna votarsi per Gesù ed eliminare tutto ciò non piace a Gesù. Se non si perdona il prossimo, neanche si riceve il perdono da Gesù.

BENEDIZIONE FINALE:

il Sacerdote congeda i fedeli benedicendoli, e i fedeli devono portare questa benedizione a tutti coloro che incontrano. Anche se il Sacerdote dice che la "Messa è finita", i fedeli devono subito dopo cominciare la loro messa, cioè, devono vivere in forma spirituale e praticare quello che ha vissuto Gesù nella Santa Messa. Come Gesù nella Santa Messa ritorna a morire spiritualmente in Croce, così il vero cattolico deve morire ogni giorno a se stesso, deve rinnegarsi, deve continuamente lavorare per distruggere il proprio orgoglio e la propria superbia. Se non ci si comporta così, allora veramente la Messa finisce in Chiesa. Invece, tutta la nostra vita deve essere una Santa Messa, vivere immolati con Gesù alla nostra croce e non alla Sua, in quanto è di dolore inaudito e infinito. Ognuno deve rimanere inchiodato alla propria croce, portarla con amore e umiltà, rinnovando ogni giorno la propria unione a Gesù Crocifisso e per amore Suo, sopportare in silenzio le pene, le sofferenze e le cattiverie che possono arrivare dall'esterno.

E' semplice comprendere i significati dei riti della Santa Messa, basta fissare nella mente le fasi più importanti, conoscere bene i significati spirituali dei riti e meditare spesso sulla Santa Messa come Santo Sacrificio, che si compie sotto i nostri occhi, sull'altare.

In fondo al libro ci sono due schemi, di cui il PRIMO è più liturgico, immediato e facilmente comprensibile, in quanto passa in rassegna ogni momento della Santa Messa. Il SECONDO schema, oltre a spiegare le parti della Santa Messa, offre anche riflessioni spirituali, che aiutano a prendere maggiore coscienza su come partecipare.

Possa questo libro aiutare tantissime anime a partecipare alla Santa Messa come piace a Gesù e ad offrirsi al Padre insieme a Gesù, per ottenere Grazie personali e per la conversione dei peccatori, per i bisogni della Chiesa, la santificazione dei Sacerdoti e la liberazione delle Anime del Purgatorio.

Maria Santissima aiuti il lettore ad amare e a partecipare alla Santa Messa con il Suo Cuore Immacolato, con il Suo Amore verso Gesù Crocifisso, che è Risorto ed è vivo e vero in mezzo a noi nell'Eucaristia, come generoso e misericordioso dispensatore di Grazie. Gesù Risorto ha vinto, anche noi dobbiamo continuare a vincere insieme a Gesù e a Maria.

 

SACRIFICIO DELLA CROCE E SACRIFICIO DELLA SANTA MESSA di Padre Gnarocas

Gesù Cristo, per la sua infinita bontà misericordiosa verso di noi, volle espiare il peccato originale e i nostri peccati personali per darci la possibilità di ridiventare figli di Dio ed eredi del Paradiso. Per fare questo Gesù consumò il suo martirio, iniziato fin dalla sua concezione nel seno purissimo della sempre Vergine Maria, con la sua Passione e Morte sul patibolo della Croce. Ma per applicare all'umanità i meriti della sua Redenzione lungo i secoli fino alla fine del mondo istituì il Sacrificio della Santa Messa.

La Santa Messa quindi è la rinnovazione del Sacrificio della Croce, infatti:

1) Il Sacrificio della Croce fu offerto all'Eterno Padre.

2) Nel Sacrificio della Croce la Vittima offerta al Padre fu Gesù Cristo.

3) Il Sacrificio si compì colla distruzione della Vittima divina, Gesù Cristo, mediante la morte reale della sua Umanità Santissima sulla Croce.

4) Sulla Croce il Sacerdote che offrì la Vittima al Padre fu Gesù stesso.

1) Il Sacrificio della Messa si offre all'Eterno Padre.

2) Nel Sacrificio della Messa la Vittima offerta al Padre è Gesù Cristo.

3) Il Sacrificio della Messa si compie con la distruzione della Vittima divina, Gesù Cristo, mediante la morte mistica della sua umanità Santissima sull'Altare.

4) Nella Messa, il Sacerdote che offre la Vittima al Padre è Gesù stesso per mezzo del Sacerdote Ministeriale.

La differenza tra il Sacrificio della Croce e il Sacrificio della Messa sta in questo:

A) Gesù sulla Croce si offrì al Padre in modo cruento, con spargimento di Sangue.

B) Col Sacrificio della Croce Gesù meritò agli uomini tutte le Grazie che costituiscono i meriti del Sacrificio della Croce.

A) Gesù nella Messa si offre al Padre in modo incruento, senza spargimento del suo Sangue, ma misticamente.

B) Col Sacrificio della Messa Gesù applica agli uomini i meriti del Sacrificio della Croce.

Perciò Gesù Cristo, realmente presente alla Santa Messa, offre al Padre Celeste, sotto forma sacramentale, la sua immolazione sulla Croce. Al riguardo il Concilio Vaticano II dice: "Nostro Signore, all'ultima Cena, la notte in cui si sarebbe sacrificato, istituì il Sacrificio Eucaristico del suo Corpo e del suo Sangue, per perpetuare il Sacrificio della Croce lungo i secoli fino a che Egli venga".

Il Papa Pio XII si esprimeva così: "Dall'altare del Golgota non è diverso l'altare delle nostre Chiese; anche esso è un monte sormontato dalla Croce e dal Crocifisso, dove si attua la riconciliazione fra Dio e l'uomo ".

Paolo VI a chiusura dell'Anno della Fede (30 giugno 1968), nell'importante documento sulla solenne Professione di Fede dice: "Noi crediamo che la Messa celebrata dal Sacerdote, che rappresenta la persona di Cristo in virtù del potere ricevuto nel Sacramento dell'Ordine, e da lui offerta nel nome di Cristo e dei membri del suo Corpo Mistico, è il Sacrificio del Calvario reso sacramentalmente presente sui nostri altari".

Il Sacrificio della Messa, che la Chiesa offre di continuo a Dio in tutto il mondo, placa la Giustizia, ne arresta i castighi e ottiene all'uomo Grazia e perdono. Si comprende allora perché Dio non ci castiga come faceva anticamente nel Vecchio Testamento, benché nei tempi attuali i peccati sono aumentati di molto in numero e gravità. In ogni parte del mondo c'è sempre una Messa che viene celebrata in cui Gesù Cristo, rioffrendosi al Padre, grida: "Padre, misericordia!". E il Padre sente l'amato Figlio e l'ascolta.

San Timoteo di Gerusalemme afferma che la terra è debitrice della propria conservazione alla Santa Messa, senza di questo Sacrificio i peccati dell'uomo l'avrebbero già distrutta.

"In ogni Messa dice San Tommaso d'Aquino si trova tutto il frutto che Gesù Cristo ha meritato sulla Croce: tutto il frutto della Passione e Morte del Signore è il frutto di ogni Messa".

S. Alfonso Maria de' Liguori dice: "Tutta la gloria che gli Angeli e i Santi hanno dato e daranno a Dio con le loro virtù, opere buone, penitenze ecc. non potrà mai eguagliare la gloria che gliene dà una sola Messa perché tutta la gloria di tutte le creature del Cielo, del Purgatorio e della terra è limitata, mentre la gloria data a Dio da una sola Messa è illimitata, infinita e Dio stesso non può fare che vi sia un'azione più santa e più grande della celebrazione della Messa". Perciò la Santa Messa è l'azione che maggiormente glorifica Dio e più efficacemente placa la Giustizia divina verso i peccatori, che apporta maggior abbondanza di bene su questa terra, che più abbatte le forze dell'inferno e apporta maggior suffragio alle Anime del Purgatorio, per cui il Concilio di Trento afferma: "Bisogna confessare che l'uomo non può fare opera più santa e divina del tremendo Sacrificio della Messa".

Prodigio ineffabile, mistero sublime che si compie sull'altare mentre si celebra la Santa Messa. E' Gesù Cristo che, Vittima di valore infinito, s'immola per noi e si offre all'Eterno Padre per soddisfare ai nostri peccati e per impetrarci i tesori della sua infinita Misericordia. Con la Messa Dio riceve l'adorazione perfetta, il ringraziamento pieno, la soddisfazione completa, la preghiera onnipotente.

Diceva Gesù alla grande mistica Santa Gertrude: "Sii sicura che a chi ascolta devotamente la Santa Messa, manderò, negli ultimi istanti della sua vita, per confortarlo e proteggerlo tanti dei miei Santi, quante saranno state le Messe da lui bene ascoltate ".

Una Messa, ascoltata bene durante la vita presente, è per noi molto più proficua e salutare di molte Messe ascoltate o fatte celebrare da altri per noi dopo la nostra morte. Come non compiangere quei fedeli, più pagani che cristiani, i quali non si curano affatto o ben poco di partecipare alla Messa festiva che perdono per ogni più futile motivo. Santa Maria Goretti per andare a Messa la domenica, alle volte percorreva a piedi, tra andata e ritorno, 22 chilometri.

Nella nostra vita di ogni giorno dovremmo preferire la Santa Messa ad ogni altra opera buona perché, dice San Bernardo, si merita di più ascoltando devotamente una Santa Messa che col distribuire ai poveri tutte le proprie sostanze e col girare pellegrinando per tutta la terra. E non può essere diversamente perché nessuna cosa al mondo può avere il valore infinito di una Messa. Il martirio non è nulla, diceva il Santo Curato d'Ars, in confronto della Messa, perché il martirio è il sacrificio dell'uomo a Dio, mentre la Messa è il Sacrificio di Dio per l'uomo! La Santa Messa è quindi la devozione delle devozioni alla quale dovremmo partecipare, possibilmente, tutti i giorni.

Un giorno fu domandato a P. Pio da Pietralcina: "Padre, spiegateci la Messa".

Figli miei, come posso spiegarvela? La Messa è infinita come Gesù... Chiedete ad un Angelo che cosa sia la Messa ed egli vi risponderà con verità: Capisco che cosa e perché si fa, ma non comprendo quanto valore abbia. Un Angelo, mille Angeli, tutto il Cielo sanno questo e così pensano.

Padre, come dobbiamo ascoltare la Messa?

Come vi assistettero la Santissima Vergine e le pie donne. Come assistette San Giovanni al Sacrificio Eucaristico e a quello cruento della Croce.

Padre, che benefici riceviamo assistendo alla Santa Messa? Non si possono enumerare. Li vedrete in Paradiso.

Altra risposta: nell'assistere alla Messa rinnova la tua Fede e medita quale Vittima s'immola per te alla Divina Giustizia per placarla e renderla propizia. Non allontanarti dall'altare senza versare lacrime di dolore e di amore per Gesù Crocifisso, per la tua eterna

salute. La Vergine Addolorata ti terrà compagnia e ti sarà di dolce ispirazione.

Se ci fossimo trovati sul monte Calvario, mentre Gesù agonizzava sulla Croce per nostro amore, per la nostra salvezza, con quali sentimenti avremmo assistito a quella scena d'immenso dolore e d'infinito amore?

Ebbene con gli stessi sentimenti dovremmo assistere alla Santa Messa, perché sull'altare è lo stesso Gesù, che compie, in un modo misterioso ma vero, lo stesso Sacrificio della Croce per nostro amore e per la nostra salvezza eterna.

Assistendo, quindi, devotamente alla Santa Messa ed offrendo a Dio, insieme col Sacerdote, il Santo Sacrificio, noi onoriamo Dio in modo degno di Lui, soddisfacciamo alla Divina Giustizia per i nostri peccati, ringraziamo Dio in modo conveniente, aiutiamo le Anime del Purgatorio, otteniamo la conversione dei peccatori, apriamo il tesoro delle Grazie Divine per noi e per il mondo intero.

Perciò, quanto è consigliabile e proficuo partecipare alla Santa Messa non solo nei giorni festivi, ma ogni qualvolta lo possiamo anche nei giorni feriali. Diceva il grande missionario San Leonardo da Porto Maurizio: "Oh, se capissimo quale tesoro è la Santa Messa! Le Chiese sarebbero sempre zeppe. Benedetto chi ascolta la Santa Messa ogni giorno!"

Aveva capito questo il grande scrittore Alessandro Manzoni. Un suo amico si recò a fargli visita nel pomeriggio di un giornata invernale con vento freddo e pioggia. Trovò l'illustre amico di umore cattivo.

Che cosa è capitato? gli chiese l'amico stupito.

C'è che stamane i miei familiari non hanno voluto che io andassi in Chiesa col pretesto del tempo cattivo!

Ma scusi, mi pare che abbiano fatto benissimo! C'era da prendersi un malanno sicuro alla sua età...

Ed io vi dico invece ribattè Alessandro Manzoni con forza che hanno fatto malissimo e glielo provo. Supponga che io avessi vinto a una lotteria un premio ricchissimo; supponga che scadesse proprio oggi il tempo per riscuoterlo e che per la riscossione avessi dovuto presentarmi personalmente, crede lei che per paura del cattivo tempo mi avrebbero fatto perdere il premio obbligandomi a stare in casa? L'amico non seppe rispondere.

 

LA MESSA, CENTRO DELLA VITA CRISTIANA di Francisco FernàndezCarvajal

HA OFFERTO SE STESSO PER TUTTI GLI UOMINI. LA DONAZIONE DI NOI STESSI

La donazione piena di Cristo, che culmina sul Calvario, è l'invito più pressante a corrispondere al suo grande amore per ciascuno di noi. Sulla Croce Gesù ha consumato la sua sottomissione completa alla Volontà del Padre e il suo amore per gli uomini, per ciascuno di loro: "Mi ha amato e ha dato se stesso per me " (Gal 2,20). Davanti a questo insondabile mistero d'amore dovrei domandarmi: che faccio per Lui? Come corrispondo al suo amore?

Sul Calvario nostro Signore, Sacerdote e Vittima, ha offerto se stesso al Padre celeste, spargendo il suo Sangue, che si separò dal Corpo. Si è compiuta così, fino in fondo, la Volontà del Padre. Fu desiderio del Padre che la Redenzione si realizzasse in questo modo; Gesù l'ha accolto con amore e con la più completa sottomissione. L'essenza del suo Sacrificio sta in questa offerta intima di se stesso. Sta nella sottomissione amorosa, senza limiti, alla Volontà del Padre.

Il Sacrificio della Croce è unico. Sacerdote e Vittima sono un'unica e medesima Divina Persona: il Figlio di Dio fatto Uomo. Gesù non fu offerto al Padre, da Pilato o da Caifa, o dalla moltitudine riunita ai suoi piedi. Fu Lui che sacrificò se stesso. Gesù ha vissuto in perfetta identificazione con la Volontà del Padre ogni momento della sua vita terrena, ma è sul Calvario che la sua donazione raggiunge la manifestazione suprema.

Noi, che vogliamo essere imitatori di Gesù, che desideriamo solo che la nostra vita sia il riflesso della sua, dobbiamo chiederci, nella nostra preghiera di oggi, se sappiamo unirci all'offerta di Gesù al Padre, accettando la Volontà di Dio in ogni momento, nelle gioie e nelle contrarietà, nelle occupazioni della giornata, nei momenti più difficili, nell'insuccesso, nel dolore, o nella malattia, e nei momenti facili, quando ci sentiamo pieni di gioia.

"Madre e Signora mia, insegnami a pronunciare un sì che, come il Tuo, si identifichi col grido di Gesù davanti a suo Padre: Non mea voluntas... (Lc 22, 42): non sia fatta la mia volontà, ma quella di Dio " scrive Escrivà.

 

LA SANTA MESSA, RINNOVAMENTO DEL SACRIFICIO DELLA CROCE

Per meditare sull'unità che esiste tra il Sacrificio della Croce e la Santa Messa, fissiamo la nostra attenzione sull'offerta interiore che Cristo fa di se stesso, con donazione totale e sottomissione amorosa a suo Padre. La Santa Messa e il Sacrificio della Croce sono il medesimo e unico Sacrificio, anche se nel tempo sono separati; la totale sottomissione amorosa di nostro Signore alla Volontà del Padre torna a farsi presente, senza le circostanze dolorose e cruente del Calvario. L'offerta interiore di se stesso è identica sul Calvario e nella Messa: è l'olocausto di Cristo. Il Sacerdote è lo stesso, identica la Vittima, identiche l'oblazione e la sottomissione alla Volontà del Padre; è diversa la manifestazione esteriore del medesimo Sacrificio: sul Calvario attraverso la Passione e Morte di Gesù; nella Messa attraverso la separazione sacramentale, non cruenta, del Corpo e del Sangue di Cristo mediante la transustanziazione del pane e del vino.

Nella Messa il Sacerdote è mero strumento di Cristo, Sommo ed eterno Sacerdote. Cristo offre se stesso in ogni Messa, allo stesso modo in cui si è offerto sul Calvario, anche se nella Messa lo fa attraverso un Sacerdote, il quale agisce in persona Christi. Perciò "ogni Messa, anche se privatamente celebrata da un Sacerdote, non è tuttavia cosa privata, ma azione di Cristo e della Chiesa, la quale nel Sacrificio che offre ha imparato a offrire sé medesima come Sacrificio universale, applicando per la salute del mondo intero l'unica e infinita virtù redentrice del Sacrificio della Croce ", ha scritto Paolo VI nella Mysterium fidei.

Lo stesso Cristo, in ogni Messa, si offre manifestando la donazione amorosa a suo Padre celeste, che ora si esprime attraverso la Consacrazione del pane e, separatamente, la Consacrazione del vino. è il momento culminante, l'essenza, il nucleo, della Santa Messa.

La nostra meditazione, oggi, ci offre l'opportunità di chiederci come assistiamo e partecipiamo alla Santa Messa. "Stai lì con le stesse disposizioni con cui la Vergine Santissima stava sul Calvario, poiché si tratta di essere alla presenza dello stesso Dio e della consumazione dell'identico Sacrificio?"; diceva il Santo Curato d'Ars. Cosa ci vuole per crescere nella Grazia di Dio? Amore, identificazione piena con la Volontà di Dio, offerta di sé, desiderio di corredenzione.

 

VALORE INFINITO DELLA SANTA MESSA

Il Sacrificio della Messa, poiché è sostanzialmente identico al Sacrificio della Croce, ha un valore infinito. In ogni Messa l'adorazione, il rendimento di grazie, la riparazione sono offerte infinite, indipendentemente dalle disposizioni concrete di coloro che vi assistono e del celebrante, poiché è Cristo il Sacerdote che offre ed è la Vittima che si offre. Di conseguenza non esiste un modo più perfetto di adorare Dio dell'offerta della Messa, nella quale suo Figlio Gesù Cristo è Vittima e Sommo Sacerdote.

E neppure c'è un modo più perfetto di rendere grazie a Dio per la sua infinita misericordia verso di noi: nulla risulta più gradito a Dio del Sacrificio dell'altare. Ogni volta che si celebra la Santa Messa, a motivo dell'infinita dignità del Sacerdote e della Vittima, vengono riparati tutti i peccati del mondo: si tratta dell'unica, perfetta e degna riparazione, alla quale dobbiamo unire i nostri atti di penitenza. é l'unico Sacrificio adeguato che noi uomini possiamo offrire, e attraverso il quale le nostre attività quotidiane, il nostro dolore e le nostre gioie possono acquistare un valore infinito. La Santa Messa "è realmente il cuore e il centro del mondo cristiano" (Giovanni Paolo II).

 

LA NOSTRA PARTECIPAZIONE AL SACRIFICIO

La Chiesa nostra Madre ci invita a partecipare all'atto più sublime che si realizza ogni giorno, in modo CONSAPEVOLE, DEVOTO E ATTIVO. Dobbiamo particolarmente curare di stare attenti e raccolti nel momento della Consacrazione; in quegli istanti cercheremo l'intimità di Colui che, Sacerdote e Vittima, si offre per amore a Dio Padre come fece sul Calvario. Questo Sacrificio diventerà allora il centro della nostra vita quotidiana, così come lo è di tutta la liturgia e della vita della Chiesa. La Santa Messa, il centro della vita della Chiesa e di ogni cristiano.

La nostra unione con Cristo, al momento della Consacrazione, sarà tanto più piena quanto più siamo identificati con la Volontà di Dio, e disposti a una dedizione generosa. Uniti al Figlio offriamo al Padre la Santa Messa, e nello stesso tempo offriamo noi stessi per Lui, con Lui e in Lui. Quest'atto di unione dev'essere così profondo e vero da penetrare ogni nostra giornata e influire decisamente nel lavoro, nei rapporti con gli altri, nelle gioie e nelle sconfitte, in tutto.

Se al momento della Comunione Gesù ci trova con simili disposizioni di donazione, di identificazione amorosa con la volontà di Dio Padre, che altro farà se non infonderci lo Spirito Santo, con tutti i suoi Doni e le sue Grazie?

Disponiamo di molti aiuti per vivere bene la Santa Messa. Tra gli altri quello degli Angeli, che "sono sempre presenti in gran numero per onorare questo santo mistero; [...] il trovarsi uniti a essi per lo stesso fine ci incoraggerà nello sforzo di migliorarci. Il coro della Chiesa trionfante e quello della Chiesa militante si uniranno a nostro Signore in questa azione divina, per rapire il Cuore di Dio Padre e conquistarci la sua misericordia; questo con Lui, in Lui e per Lui ", afferma San Francesco di Sales.

Rivolgiamoci agli Angeli per evitare le distrazioni, e sforziamoci di curare con più amore il momento incomparabile nel quale partecipiamo al Sacrificio della Croce.

 

I FRUTTI DELLA MESSA

I frutti di ogni Messa sono infiniti, ma in noi sono condizionati dalle nostre personali disposizioni e, per questo, limitati.

Il Concilio Vaticano II dice che, "fatta eccezione per il modo di offrire, che è differente, vi è piena identità tra il Sacrificio della Croce e la sua rinnovazione sacramentale nella Messa [...]; e per conseguenza, la Messa è insieme Sacrificio di lode, d'azione di grazie, di propiziazione e di espiazione". Si è soliti sintetizzare in questi quattro i fini che il Salvatore volle conferire al suo Sacrificio sulla Croce. Questi quattro fini della Santa Messa si conseguono in diversa misura e modo. I fini che direttamente si riferiscono a Dio, come l'adorazione e l'azione di grazie, si raggiungono sempre infallibilmente e pienamente con il loro valore infinito, anche senza la nostra collaborazione, anche se nessun fedele assiste alla celebrazione della Messa, o vi assista distratto. Ogni volta che si celebra il Sacrificio Eucaristico si dà lode in modo illimitato a Dio nostro Signore e si offre un'azione di grazie che soddisfa pienamente Dio. Questa offerta, dice San Tommaso, è gradita a Dio più di quanto lo offendano tutti i peccati del mondo, poiché il Sacerdote principale di ogni Messa è Cristo stesso, che è anche la Vittima che si offre.

Tuttavia, gli altri due fini del Sacrificio eucaristico (propiziazione e petizione), che ridondano in favore degli uomini e che si chiamano "frutti" della Messa, di fatto non sempre raggiungono la pienezza che di per sé potrebbero conseguire. I fiotti della riconciliazione con Dio e della propiziazione in vista di ottenere quel che imploriamo dalla sua benevolenza possono anch'essi essere infiniti, poiché si fondano sui meriti di Cristo: non li riceviamo, però, mai in tal grado perché CI VENGONO APPLICATI SECONDO LE

DISPOSIZIONI PERSONALI.

Quanto migliore è la nostra partecipazione al Santo Sacrificio dell'Altare tanto più sovrabbondano i frutti di propiziazione e di petizione. La preghiera stessa di Cristo moltiplica il valore della nostra nella misura in cui, nella Messa, uniamo le nostre richieste di ai e di riparazione alle sue.

Perché possiamo ricevere con abbondanza i frutti della Santa Messa, la Chiesa ci invita a unirci al Sacrificio di Cristo, a partecipare, pertanto, alla lode, al ringraziamento, all'espiazione e all'impetrazione di Cristo. Lo stesso rito della Messa (i gesti liturgici), mentre è significato del Sacrificio interiore di Cristo, è anche segno dell'offerta dei fedeli uniti a Lui. L'offerta di tutto il nostro essere, del lavoro quotidiano, è motivo per compierlo con perfezione umana e rettitudine d'intenzione. "Tutte infatti le loro attività, preghiere e iniziative apostoliche, la vita coniugale e familiare, il lavoro giornaliero, il sollievo spirituale e corporale, se sono compiute nello Spirito, e anche le molestie della vita, se sono sopportate con pazienza, diventano offerte spirituali gradite a Dio attraverso Gesù Cristo (cfr 1 Pt 2, S); nella celebrazione dell'Eucaristia sono in tutta pietà presentate al Padre insieme all'oblazione del Corpo del Signore " (LG 34).

Tutte le nostre opere e la nostra vita acquistano un valore nuovo, perché tutto allora fa perno intorno alla Santa Messa, che è centro della giornata, al quale si volgono tutti i nostri pensieri e azioni; è altresì la fonte dalla quale scaturiscono tutte le Grazie necessarie per santificare il nostro cammino sulla terra.

 

LA NOSTRA PARTECIPAZIONE ALLA SANTA MESSA DEVE ESSERE ORAZIONE PERSONALE, UNIONE CON CRISTO SACERDOTE E VITTIMA

Affinché possiamo ottenere sempre più frutto dalla Santa Messa, la Chiesa nostra Madre si preoccupa che vi assistiamo non come estranei o muti spettatori, ma sforzandoci di comprenderla ogni volta meglio, attraverso i suoi riti e le preghiere, partecipando all'azione sacra consapevolmente, devotamente e attivamente, con disposizione d'animo retta, l'anima in sintonia con le parole e corrispondendo alla Grazia Divina.

Presteremo un'attenzione delicata ai dialoghi, alle invocazioni, faremo atti di Fede e di amore nei silenzi previsti: durante la Consacrazione, al momento di ricevere il Signore. Ciò che conta è la partecipazione interiore, la nostra unione con Cristo che offre se stesso; ci saranno però di aiuto gli elementi esterni della liturgia: le posizioni (in ginocchio, in piedi, seduti), la recita o il canto di parti in comune (il Gloria, il Credo, il Sanctus, il Padre nostro...)

Spesso ci sarà di grande aiuto seguire sul messale le preghiere del celebrante. L'impegno a essere puntuali, arrivare almeno qualche minuto prima dell'inizio, ci aiuterà a prepararci meglio e avrà il sapore di una delicata attenzione verso il Signore, verso il Sacerdote che celebra la Messa e verso gli altri fedeli. Gesù gradisce che siamo esemplari anche in questo. Non arriveremmo forse con sufficiente anticipo se si trattasse di un appuntamento importante? Niente al mondo è più importante della Santa Messa.

La partecipazione interiore consiste nell'esercizio delle virtù: atti di Fede, di speranza e di carità. Al momento della Consacrazione possiamo ripetere, con l'Apostolo Tommaso, queste parole piene di Fede e di amore: `Mio Signore e mio Dio'; credo fermamente che sei presente sull'altare, e altre che potrà suggerirci la nostra pietà.

Nella Santa Messa la nostra partecipazione deve essere, prima di tutto, orazione personale, nella quale culmina il nostro dialogo abituale con il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Questa orazione per quanto a ognuno è possibile, è condizione indispensabile alla autentica e cosciente partecipazione liturgica; non solo: essa è il frutto, la conseguenza di tale partecipazione. Diceva Paolo VI nell'udienza generale del 20/8/1969: "Oggi più che mai occorre alimentare uno spirito e una pratica di orazione personale. Senza una propria, intima, continua vita interiore di preghiera, di fede, di carità, non ci si può conservare cristiani, non si può utilmente e saggiamente partecipare alla rifiorente rinascita liturgica, non si può efficacemente dare testimonianza di quella autenticità cristiana, della quale spesso si parla, non si può pensare, respirare, agire, soffrire, sperare pienamente con la Chiesa viva e pellegrina: occorre pregare".

Abbiamo Dio vicino a noi e in noi in modo del tutto speciale nel momento della Comunione, quando la partecipazione alla Santa Messa tocca il momento culminante. "L'effetto proprio di questo Sacramento"; insegna San Tommaso d'Aquino, "è la trasformazione dell'uomo in Cristo", perché dica con l'Apostolo: Non sono io che vivo, ma vive in me Cristo".

 

VIVERE LA MESSA LUNGO LA GIORNATA

La Messa è il più importante e il più proficuo dei nostri incontri personali con Dio Padre, Figlio e Spirito Santo, dato che tutta la Trinità interviene nel Sacrificio Eucaristico, ed è il modo migliore e il più grato a Dio di corrispondere all'Amore Divino. La Messa è il centro e la radice della vita spirituale del cristiano. Come i raggi di un cerchio convergono, tutti, nel loro centro, così le nostre azioni, le nostre parole e pensieri devono trovare il loro centro nel Sacrificio dell'altare. Lì tutto quanto facciamo acquista valore redentivo. Per questo aiuta molto la vita cristiana rinnovare l'offerta delle opere durante la Messa; offriamo tutto ciò che andiamo facendo nel corso della giornata, unendolo all'intenzione della Messa del giorno successivo o a quella che in quel momento si sta celebrando nel luogo più vicino o in qualsiasi altra parte del mondo. La nostra giornata diviene così, in modo misterioso ma reale, parte della Messa: è, in un certo modo, un prolungamento del Sacrificio dell'altare; la nostra esistenza e la nostra attività sono come la materia del Sacrificio Eucaristico, nel quale convergono e si offrono. La Santa Messa diventa il centro e ordina a sé la giornata, con le sue gioie e dolori. Anche le debolezze si purificano quando sono parte di una vita offerta a Dio.

Svolgeremo meglio il nostro lavoro se pensiamo che lo abbiamo posto sulla patena del Sacerdote, o se in quel momento ci uniamo interiormente a un'altra Messa, alla quale non possiamo essere presenti fisicamente. E lo stesso succederà con le altre realtà della giornata: i piccoli sacrifici che la vita familiare inevitabilmente comporta, la fatica, il dolore. Questo stesso lavoro e tutte le circostanze della giornata sono poi anche un'eccellente preparazione per la Messa del giorno seguente, preparazione che faremo in modo di intensificare nei momenti più prossimi alla celebrazione, evitando ogni forma d'abitudinarismo.

"Non lasciate mai che subentri in voi l'abitudine nel celebrare o nell'assistere al Santo Sacrificio: fatelo, invece, con tanta devozione come se si trattasse dell'unica Messa della vostra vita, sapendo che lì c'è sempre presente Cristo, Dio e Uomo, Capo e Corpo, e dunque, unita a nostro Signore, tutta la sua Chiesa", come afferma con amore il Fondatore dell'Opus Dei, Escrivà.

 

PREPARAZIONE ALLA MESSA

Per conseguire i frutti che il Signore vuole darci in ogni Messa dobbiamo, inoltre, affinare la preparazione dell'anima, la partecipazione nei riti liturgici, che deve essere consapevole, pia e attiva. Per questo DOBBIAMO CURARE LA PUNTUALITà, che è la prima manifestazione di delicatezza verso Dio e verso gli altri fedeli, l'ordine della persona, il modo di stare seduti o in ginocchio, come di chi sta alla presenza del suo Amico, ma anche suo Dio e suo Signore, con la riverenza e il rispetto dovuti, segni questi di Fede e di amore. E seguire i riti dell'azione liturgica facendo proprie le acclamazioni, i canti, i silenzi preghiera senza rumore di parole, senza fretta, riempendo di atti di Fede e di amore tutta la Messa, e particolarmente il momento della Consacrazione, vivendo con intensa partecipazione ogni singolo momento del Sacrificio Eucaristico (chiedendo perdono di cuore mentre si recita l'atto penitenziale, ascoltando con attenzione le letture, e così via).

E se viviamo con pietà, con amore, il Santo Sacrificio, ritorneremo alle nostre occupazioni con una grande gioia, fermamente disposti a manifestare con opere il fervore della nostra Fede: "Tu sei il Cristo ".

Molto vicino a Gesù troveremo Maria Santissima, che fu presente ai piedi della Croce e partecipò alla Redenzione in modo pieno e singolare. Ella ci ispirerà i sentimenti e le disposizioni con cui dobbiamo vivere il Sacrificio eucaristico, nel quale si offre suo Figlio.

Prima della Santa Messa dobbiamo disporci interiormente a partecipare all'avvenimento più importante che ogni giorno accade nel mondo. La Messa celebrata da un Sacerdote qualsiasi, nel posto più nascosto, è quanto di più grande stia avvenendo in quel momento sulla terra; anche se non vi assiste neppure una sola persona. é quanto di più grato a Dio gli uomini possano offrire; è l'occasione per eccellenza per ringraziarlo dei molti benefici che riceviamo, per chiedergli perdono per i tanti peccati e le mancanze d'amore, e implorare da Lui tante grazie (spirituali e materiali) di cui abbiamo bisogno.

Scrive Escrivà: "Chi non ha delle cose da chiedere? Signore, quella malattia... ; Signore, quella pena... ; Signore, quell'umiliazione che non so sopportare per Tuo amore... Vogliamo il bene, la felicità e la gioia dei nostri familiari; ci opprime il cuore la condizione di coloro che soffrono fame e sete di pane e di giustizia, di coloro che patiscono l'amarezza della solitudine, di coloro che, giunti alla fine dei loro giorni, non ricevono uno sguardo d'affetto né un gesto d'aiuto.

Ma la grande miseria che ci fa soffrire, il bisogno grande a cui vogliamo porre rimedio, è il peccato, l'allontanamento da Dio, il pericolo che le anime si perdano per tutta l'eternità. Condurre gli uomini alla gloria eterna nell'amore di Dio: ecco la nostra aspirazione fondamentale quando celebriamo la Messa; la stessa che ebbe Gesù quando donò la sua vita sul Calvario". In questo modo, il nostro apostolato punta sulla Santa Messa e da essa esce fortificato.

I minuti di ringraziamento dopo la Messa saranno il coronamento di questo tempo della giornata così importante, e avranno un'influenza diretta sul nostro lavoro, sulla famiglia, sulla gioia con cui trattiamo tutti, sulla serenità e fiducia con cui viviamo le altre ore del giorno. La Messa vissuta così non sarà mai un atto isolato; sarà l'alimento di tutte le nostre azioni e conferirà loro alcune caratteristiche specifiche.

E nella Santa Messa troviamo sempre nostra Madre Maria Santissima. "Come potremmo partecipare al Sacrificio senza ricordare e invocare la Madre del Sacerdote Supremo e della Vittima? La Madonna ha partecipato molto intimamente al sacerdozio di suo Figlio durante la sua vita in terra, per questo rimane legata in modo indissolubile al sacerdozio di Cristo. Come era presente sul Calvario, lo è nella Messa, che è un prolungamento del Calvario. Accanto alla Croce assisteva suo Figlio offrendolo al Padre; accanto all'Altare assiste la Chiesa che offre sé stessa nel suo Capo, di cui rinnova il Sacrificio. Offriamoci a Gesù per mezzo della Madonna"; sono belle parole di P Bernardos.

Sforziamoci di considerare la presenza di nostra Madre Santa Maria nella Santa Messa, ed Ella ci aiuterà a partecipare con maggior devozione e raccoglimento.

 

PARTECIPAZIONE DEI FEDELI AL SACRIFICIO EUCARISTICO

Il Signore ha diritto di chiedere a noi un'aperta confessione di Fede con parole e con opere in mezzo a un mondo in cui pare che la confusione, l'ignoranza e l'errore costituiscano la normalità. Ci unisce al Signore un vincolo stretto, che è nato nel Battesimo e che si è rafforzato giorno dopo giorno.

In quel Sacramento si è stabilita un'intima e profonda unione con Cristo, poiché in esso abbiamo ricevuto lo stesso Spirito e siamo stati elevati alla dignità di figli di Dio. Si tratta di una comunione di vita molto più profonda di quella che potrebbe esserci tra due esseri umani qualsiasi.

Come una mano unita al corpo è pervasa dal flusso di vita che scorre in tutto il corpo, in modo simile il cristiano è pieno della vita di Cristo.

In ogni Messa Cristo si offre tutto intero, insieme anche alla Chiesa, che è il suo Corpo mistico, formato da tutti i battezzati.

A motivo di questa unione con Cristo attraverso la Chiesa, i fedeli offrono il Sacrificio uniti a Lui, e con Lui offrono anche se stessi: partecipano dunque alla Messa come coloro che offrono e come offerte. Sull'altare, Gesù Cristo rinnova a Dio Padre l'offerta delle sofferenze redentrici e meritorie che patì sulla Croce, e quelle dei suoi fratelli. é possibile intimità maggiore, unione più salda con Cristo? é possibile una dignità più grande? La Santa Messa, ben vissuta, può cambiare la nostra esistenza. "Nutrendo nelle nostre anime gli stessi sentimenti che ebbe Cristo sulla Croce, otterremo che la nostra vita intera divenga un'incessante espiazione, un'assidua petizione e un sacrificio permanente per tutta l'umanità, perché il Signore vi concederà un istinto soprannaturale per purificare tutte le azioni, elevarle all'ordine della Grazia e trasformarle in strumento di apostolato ", afferma Escrivà.

"E voi chi dite che io sia?". Nel Sacrificio Eucaristico conosciamo intimamente Cristo. Lì la nostra fede diventa più salda, e ci fortifichiamo per confessare apertamente che Cristo è il Messia, l'Unigenito di Dio, venuto per la salvezza di tutti.

 

L'ANIMA SACERDOTALE DEL CRISTIANO E LA SANTA MESSA

"La Santa Messa è offerta dai Sacerdoti e anche dai fedeli, i quali infatti per mezzo del carattere che si imprime nella loro anima, sono deputati al culto divino partecipando, così, convenientemente al loro stato, al sacerdozio di Cristo afferma Pio XII , benché tale partecipazione sia essenzialmente diversa da quella di chi ha ricevuto il Sacramento dell'Ordine, continua il Concilio Vaticano II (LG 10).

Solamente mediante le parole del Sacerdote in quanto rappresenta Cristo, nel momento della Consacrazione si rende presente sull'altare lo stesso Cristo; tutti i fedeli, però, partecipano all'oblazione che si fa a Dio Padre per il bene di tutta la Chiesa. Insieme al Sacerdote offrono il Sacrificio, unendosi alle sue intenzioni di petizione, di riparazione, di adorazione e di ringraziamento; ancor più, si uniscono allo stesso Cristo, Sacerdote eterno e a tutta la Chiesa. Nella Messa possiamo ogni giorno offrire tutte le cose create e tutte le nostre opere: il lavoro, il dolore, la vita familiare, la fatica e la stanchezza, le iniziative apostoliche che ci proponiamo per quella giornata.

L'offertorio è un momento molto opportuno per presentare le nostre offerte personali, che si uniscono allora al Sacrificio di Cristo. Che cosa mettiamo ogni giorno sulla patena del Sacerdote? Che trova lì il Signore? Mossi dall'anima sacerdotale, che ci porta a identificarci con Cristo nella vita ordinaria, non solo offriremo le realtà della nostra esistenza, ma offriremo noi stessi, nel più intimo del nostro essere.

"PREGATE, FRATELLI, PERCHé IL MIO E VOSTRO SACRIFICIO SIA GRADITO A DIO, PADRE ONNIPOTENTE".

"IL SIGNORE RICEVA DALLE TUE MANI QUESTO SACRIFICIO A LODE E GLORIA DEL SUO NOME, PER IL BENE NOSTRO E DI TUTTA LA SUA SANTA CHIESA" (Messale Romano); dobbiamo riempire di contenuto e di orazione personale questa come le altre preghiere che si ripetono in ogni Messa.

Andiamo alla Messa per fare nostro il suo Sacrificio unico, di infinito valore. Lo facciamo nostro e ci presentiamo davanti alla Trinità beatissima rivestiti degli infiniti meriti di Gesù Cristo, aspirando con certezza al perdono, a una Grazia maggiore nell'anima e alla vita eterna; adoriamo con l'adorazione di Cristo, espiamo per i meriti di Gesù, impetriamo con la sua voce, sempre efficace.

Tutto quanto è suo diventa nostro. E il nostro, suo: orazione, lavoro, gioie, pensieri e desideri, che acquistano allora una dimensione soprannaturale ed eterna. Tutto quanto facciamo acquista valore nella misura in cui viene offerto con Cristo, Sacerdote e Vittima, sull'altare. Quando cerchiamo questa intimità con il Signore, "nella nostra vita l'umano si intreccia col divino. Tutti i nostri sforzi anche i più insignificanti acquistano una portata

eterna, perché sono uniti al Sacrificio di Gesù sulla Croce, sostiene Escrivà.

La nostra partecipazione alla Messa culmina nella Sacra Comunione, la più piena identificazione con Cristo che mai potremmo immaginare. Mai gli Apostoli, prima dell'istituzione della Sacra Eucaristia, negli anni in cui percorrevano la Palestina insieme a Gesù, hanno potuto gustare con Lui un'intimità come quella di cui godiamo noi dopo esserci comunicati. Chiediamoci ora com'è la nostra Messa, come sono le nostre Comunioni. Se cerchiamo di prepararle bene, se allontaniamo con prontezza qualsiasi distrazione volontaria, se facciamo molti atti di Fede e di amore; se sorge, con frequenza, nella nostra anima l'esclamazione piena di fede di San Pietro: "Tu sei il Cristo ".

 

MARIA E LA SANTA MESSA

"Gesù allora, vedendo la Madre e lì accanto a Lei il discepolo che Egli amava, disse alla Madre: Donna, ecco il Tuo Figlio!" (Gv 19,26). Era l'ultimo dono di Gesù prima di morire; ci ha dato sua Madre come Madre nostra.

Da quel momento il discepolo di Cristo ha qualcosa di suo: ha per Madre sua Maria. Il suo posto di Madre nella Chiesa durerà per sempre: "E da quel momento il discepolo La prese nella sua casa", (Gv 19,27).

Quella è l'ora di Gesù, che inaugura con la sua Morte redentrice una nuova èra fino alla fine dei tempi. Da allora, "SE VOGLIAMO ESSERE CRISTIANI DOBBIAMO ESSERE MARIANI", disse Papa Paolo VI nell'omelia del 24 aprile 1979; per essere un buon cristiano è necessario avere un grande amore per Maria. L'opera di Gesù può essere riassunta in due meravigliose realtà: ci ha dato la filiazione divina, facendoci figli di Dio, e ci ha fatto figli di Maria Santissima.

La Vergine vede in ogni cristiano suo Figlio Gesù. Ci tratta come se al posto nostro ci fosse Cristo stesso.

Come potrebbe dimenticarsi di noi quando ci vedesse nel bisogno? Che cosa non otterrà da suo Figlio per noi? Non potremo mai immaginare l'amore di Maria per ciascuno di noi.

Abituiamoci a incontrare Santa Maria mentre celebriamo o partecipiamo alla Santa Messa. Lì "nel Sacrificio dell'Altare, la partecipazione di Maria rievoca il silenzioso riserbo con cui accompagnò la vita di suo Figlio, quando percorreva la terra di Palestina. La Santa Messa è un'azione della Trinità; per volontà del Padre, cooperando con lo Spirito Santo, il Figlio si offre in oblazione redentrice. In questo insondabile mistero si scorge, come tra veli, il volto purissimo di Maria: Figlia di Dio Padre, Madre di Dio Figlio, Sposa di Dio Spirito Santo.

L'intimità con Gesù, nel Sacrificio dell'Altare, porta con sé necessariamente l'intimità con Maria, sua Madre. Chi incontra Gesù incontra anche la Vergine senza macchia, come accadde a quei Santi personaggi i Re Magi che vennero ad adorare Cristo: Entrati nella casa, videro il Bambino con Maria sua Madre" (Mt 2, 11)" (Escrivà).

Con Lei possiamo offrire tutta la nostra vita tutti i pensieri, gli affanni, le fatiche, gli affetti, le azioni, gli amori avendo in noi gli stessi sentimenti che ebbe Cristo Gesù: "Padre Santo!", gli diciamo nell'intimità del nostro cuore, e lo possiamo ripetere durante la Santa Messa, per il Cuore Immacolato di Maria io Ti offro Gesù Tuo Figlio amatissimo e offro me stesso insieme a Lui, con Lui e per Lui, per tutte le sue intenzioni e in nome di tutte le creature.

Celebrare o assistere come conviene al Santo Sacrificio dell'Altare è quanto di meglio possiamo offrire a Gesù, al suo Corpo Mistico e a tutta l'umanità. Accanto a Maria, nella Santa Messa, siamo particolarmente uniti a tutta la Chiesa.

Lei è Corredentrice con Cristo. Come Lei, anche noi possiamo essere corredentori in tutte le ore del giorno, se le colmiamo di preghiera, se lavoriamo con coscienza, se viviamo una carità amabile con coloro che abbiamo modo di incontrare durante le nostre faccende, in famiglia; se offriamo con serenità le contrarietà che ogni giorno porta con sé.

 

POSSIAMO AIUTARE MOLTO E IN MOLTI MODI LE ANIME DEL PURGATORIO

La Santa Messa, che ha valore infinito, è quanto di più importante possiamo offrire per le Anime del Purgatorio. A loro suffragio possiamo applicare anche le indulgenze che lucriamo in questa vita; le nostre preghiere, specialmente il Santo Rosario; il lavoro, il dolore, le contrarietà, eccetera. I suffragi sono il modo migliore per manifestare il nostro amore a coloro che ci hanno preceduti e aspettano di incontrarsi con Dio; e, in particolar modo, dobbiamo pregare per i nostri parenti e amici. Nelle nostre preghiere ci ricorderemo particolarmente e in primo luogo dei nostri genitori e anch'essi ci aiuteranno molto in quello scambio di beni spirituali che è la Comunione dei Santi. "Le Anime Sante del Purgatorio. Per dovere di carità, di giustizia, tienile molto presenti nei tuoi sacrifici e nella tua orazione.

Potessi tu dire, nel nominarle: "Le mie buone amiche, le Anime del Purgatorio... ". Esse sono molto potenti davanti a Dio!

 

IMPORTANZA DELLA CONFESSIONE

La Chiesa ci ricorda l'inderogabile necessità della Confessione sacramentale affinché tutti possiamo vivere la Risurrezione di Cristo non soltanto nella liturgia, ma anche nella nostra propria anima. La Confessione ci fa partecipi della Passione di Cristo e, per i suoi meriti, della sua Risurrezione. Ogni volta che riceviamo questo Sacramento con le dovute disposizioni si opera nella nostra anima una rinascita alla vita della Grazia. Il Sangue di Cristo, amorosamente sparso, purifica e santifica l'anima, e per sua virtù il Sacramento conferisce la Grazia se fosse stata perduta o l'aumenta, benché in gradi diversi a seconda delle disposizioni del penitente.

"L'intensità del moto suddetto talora capita che sia proporzionata a una Grazia superiore a quella da cui il penitente era decaduto col peccato; talora invece capita che sia uguale; e talora inferiore. Perciò il penitente talora risorge con una Grazia superiore a quella precedente; talora con una uguale; e talora con una Grazia inferiore. Lo stesso si dica delle virtù che accompagnano la Grazia", afferma San Tommaso.

Nella Confessione l'anima riceve da Dio maggiori luci e Grazie particolari per combattere le inclinazioni confessate, per evitare le occasioni di peccato, per non ricadere nelle colpe commesse, per la lotta quotidiana. Guarda com'è buono Dio e come facilmente perdona i peccati; non solo ti rimanda perdonato ma ti concede anche doni insperati.

Quante volte le Grazie maggiori le abbiamo ricevute dopo una Confessione, dopo aver detto al Signore che ci siamo comportati male con Lui! Gesù rende sempre bene per male, per incoraggiarci a essere fedeli. Il castigo che meritiamo per i nostri peccati come quello che meritarono gli abitanti di Ninive, come oggi ci viene narrato nella prima lettura della Messa, è annullato da Dio quando vede il nostro pentimento e le nostre opere di penitenza e di riparazione.

La Confessione sincera delle nostre colpe lascia sempre nell'anima grande pace e gioia. La tristezza del peccato o della mancanza di corrispondenza alla Grazia si muta in gioia. "Forse i momenti di una Confessione sincera sono tra i più dolci, più confortanti e più decisivi di una vita" (Paolo VI).

Il Santo Escrivà, con criterio semplice e pratico, consigliava che la Confessione fosse "concisa, concreta, chiara e completa". Confessione "CONCISA", di non molte parole: quelle che servono, che sono necessarie per dire con umiltà ciò che si è fatto o si è omesso, senza prolissità, senza perifrasi.

L'abbondanza di parole denota, talvolta, il desiderio più o meno cosciente di sfuggire la sincerità diretta e piena; per evitare ciò, bisogna fare bene l'esame di coscienza.

Confessione "CONCRETA", senza divagazioni, senza genericità. "Se il penitente è sconosciuto al confessore, è bene che gli precisi la sua condizione, il tempo trascorso dall'ultima Confessione, le eventuali difficoltà della sua vita cristiana..." (Paolo VI, Ordo Poenitentiae). Dichiarerà i suoi peccati e le circostanze che aggravano le colpe perché il confessore possa giudicare, assolvere e curare.

Confessione "CHIARA", perché ci capiscano, dichiarando la gravità precisa della colpa e mettendo in evidenza la nostra miseria con la modestia e la delicatezza dovute.

Confessione "COMPLETA", integra, senza tralasciare nulla per falsa vergogna, per non fare brutta figura davanti al confessore. Verifichiamo se, nel prepararci per ricevere questo Sacramento, facciamo sempre in modo che quello che stiamo per dire al confessore abbia le caratteristiche sopra descritte.

La santità si realizza nella continua purificazione dell'intimo dell'anima, condizione indispensabile per amare ogni giorno di più Dio. Per questo, amare la Confessione frequente è chiaro sintomo di delicatezza interiore, di amore a Dio; disprezzarla o non averla a cuore quando facilmente si trovano scuse o si rimanda indica mancanza di finezza d'animo e, forse, tiepidezza, stoltezza e insensibilità per le mozioni che il Signore ci suscita in cuore.

é necessario che ci risolleviamo e allontaniamo quel che ci ostacola, il peso delle nostre colpe. Ogni Confessione contrita ci aiuta a guardare avanti per percorrere con gioia e pieni di speranza la strada che ancora ci rimane.

Ogni volta che riceviamo questo Sacramento udiamo, come Lazzaro, le parole di Cristo: "Scioglietelo e lasciatelo andare" (Gv 11,44), perché le mancanze, le debolezze, i peccati veniali trattengono e intralciano il cristiano, e non gli consentono di percorrere svelto il cammino.

Il Sacramento della Confessione spezza tutti i legami con cui il demonio tenta di tenerci asserviti perché non ci dirigiamo solleciti e determinati verso Cristo.

La Confessione frequente dei nostri peccati è in stretta relazione con la santità, con l'amore a Dio; è lì, quindi, che il Signore ci affina e ci insegna a essere umili. La tiepidezza, al contrario, cresce dove c'è trascuratezza e abbandono, negligenze e peccati veniali di cui non ci si pente sinceramente. La Confessione contrita rende l'anima chiara e purificata. E, se siamo deboli, solo la Confessione frequente renderà possibile una costante condizione di purezza e di amore; nella vita interiore diventa il miglior rimedio per allontanare ogni sintomo di tiepidezza, di imborghesimento, di disamore nella vita interiore.

"Uno dei motivi principali per tenere in gran conto la Confessione frequente è che, se si pratica con buone disposizioni, è letteralmente impossibile uno stato di tiepidezza. Può essere questo il motivo per cui la Santa Chiesa raccomanda con una notevole insistenza la Confessione frequente o la Confessione settimanale", ha scritto Baur nel libro La confessione frequente. Per questa ragione dobbiamo sforzarci di curarne la puntualità e di accostarci a essa con sempre migliori disposizioni.

Cristo, l'Agnello senza macchia, è venuto a purificarci dai nostri peccati: non solo da quelli gravi, ma anche dalle imperfezioni e dalle mancanze d'amore della vita corrente. Esaminiamoci oggi sull'amore con cui ci accostiamo al Sacramento della Confessione, e se lo riceviamo con la frequenza che Dio ci chiede.

 

ATTI DI FEDE

Dobbiamo fare molti atti di Fede nell'orazione e durante la Santa Messa. Si racconta di San Tommaso che quando guardava la Sacra Specie, nell'elevarla al momento della consacrazione, ripeteva: "Tu sei il re della gloria, Tu sei il Figlio sempiterno del Padre". E il venerabile Josè Maria Escrivà in quegli istanti era solito ripetere: "Aumentaci la Fede, la speranza e la carità ", e, mentre faceva la genuflessione: "Ti adoro con devozione, o Dio nascosto".

Molti fedeli hanno l'abitudine di ripetere, con lo sguardo rivolto al Santissimo Sacramento, l'esclamazione dell'Apostolo Tommaso davanti a Gesù risorto: "Mio Signore e mio Dio!". Quale che sia il modo, non possiamo lasciarci sfuggire questa opportunità senza manifestare al Signore la nostra fede e il nostro amore.

 

RINGRAZIARE DIO PER TUTTI I BENEFICI è UNA MANIFESTAZIONE DI FEDE, DI SPERANZA E DI AMORE, E I MOTIVI PER ESSERE GRATI SONO INNUMEREVOLI

"Ti loderò, Signore, fra tutti i popoli, ai miei fratelli annunzierò il tuo nome. Alleluia" (Sal 17,50). La Sacra Scrittura ci invita incessantemente a rendere grazie a Dio: gli inni, i salmi, le parole di tutti gli uomini giusti sono pervasi di lode e di ringraziamento a Dio. "Benedici il Signore, anima mia, non dimenticare tanti suoi benefici" (Sal 102,2) canta il salmista. Il ringraziamento è un modo davvero bello di metterci in relazione con Dio e con gli uomini. è un modo di pregare molto gradito al Signore, e anticipa in qualche modo la lode che gli rivolgeremo per sempre nell'eternità; ed è un modo di rendere più gradevole la convivenza quotidiana.

Chiamiamo precisamente "azione di grazie" il Sacramento dell'Eucaristia, attraverso il quale anticipiamo l'unione in cui consiste la beatitudine eterna.

Nel Vangelo leggiamo come il Signore si dispiaccia per l'ingratitudine di alcuni lebbrosi che non sanno ringraziare: dopo essere stati guariti non si ricordano più di colui che ha reso loro la salute, e con essa gli affetti familiari, il lavoro, la vita stessa. In un'altra occasione si rammarica per la città di Gerusalemme, che non comprende l'infinita misericordia del Dio che va a visitarla, né il dono che il Signore le ha fatto quando ha cercato di raccogliere i suoi figli come una chioccia raduna i pulcini sotto le ali.

Ringraziare è una maniera di manifestare la Fede, perché riconosciamo in Dio la fonte di tutti i beni; è manifestazione di speranza, perché siamo convinti che in Lui sono tutti i beni; e conduce all'amore e all'umiltà, dato che ci ravvisiamo poveri e bisognosi. San Paolo esortava vivamente i primi cristiani a essere riconoscenti: "In ogni cosa rendete grazie; questa è infatti la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi" (1 Ts 5,18); vedeva nell'ingratitudine a Dio la causa del paganesimo.

"Anche Paolo rende grazie in tutte le sue lettere per il bene che Dio diffonde nel mondo. Ringraziamo dunque continuamente anche noi il Signore delle Grazie, grandi e piccole, che fa a noi e agli altri" afferma San Giovanni Crisostomo. Un giorno, quando saremo ormai alla presenza di Dio per sempre, comprenderemo con tutta chiarezza non solo che dobbiamo a Lui la nostra esistenza, ma che l'ha colmata di tante attenzioni, Grazie e benefici "il cui numero sorpassa quello dei granelli di sabbia". Ci renderemo conto che dobbiamo immensa gratitudine a Dio e agli altri. Solo quando la Fede si intiepidisce non si riconoscono più i doni e, dunque, l'obbligo della riconoscenza.

Scrive il Santo Escrivà: "Abituati a innalzare il cuore a Dio, in rendimento di grazie, molte volte al giorno. Perché ti dà questo e quest'altro. Perché ti hanno disprezzato. Perché non hai ciò di cui hai bisogno o perché lo hai. Perché ha fatto così bella sua Madre, che è anche Madre tua. Perché ha creato il sole e la luna e quell'animale e quella pianta. Perché ha fatto eloquente quell'uomo, e te impacciato nel parlare... Ringrazialo di tutto, perché tutto è buono".

 

IL RINGRAZIAMENTO DOPO LA SANTA MESSA E LA COMUNIONE

Il nostro rapporto quotidiano col Signore deve essere contrassegnato da frequenti atti di ringraziamento, perché siamo circondati dalle sue cure e dai suoi favori: "Ci inonda la Grazia", dice Journet.

C'è però, un momento veramente straordinario nel quale il Signore ci colma dei suoi doni, e in cui dobbiamo essere particolarmente pieni di gratitudine: il ringraziamento dopo la Messa.

In quei momenti il nostro dialogo con Gesù deve essere intimo, semplice e allegro. Formuleremo atti di adorazione, di petizione, di umiltà, di espiazione e di ringraziamento. Un grande maestro di spirito, GarrigouLagrange ha scritto: "I Santi hanno ripetutamente affermato che l'azione di grazie sacramentale è per noi il momento più prezioso della vita spirituale".

è il momento in cui dobbiamo escludere dal nostro cuore tutto il resto, per quanto importante possa essere o sembrare, per stare a tu per tu soli col Signore. Talvolta staremo in sua compagnia e non saranno necessarie le parole; ci basterà sapere che Egli è lì, nella nostra anima, e noi in Lui.

Questo ci farà provare una profonda gratitudine, una grande contentezza, e sperimenteremo la vera amicizia con l'Amico. Lì accanto gli Angeli Lo adorano nella nostra anima, che in quegli istanti è quanto al mondo somiglia più al cielo. Come mettersi a pensare ad altro?

In altre occasioni ci serviremo delle preghiere raccolte nei libri di devozione, che hanno alimentato la pietà di generazioni di cristiani lungo i secoli: il Te Deum, il Trium puerorum, l'Adoro te devote e molte altre che i Santi e i buoni cristiani ci hanno lasciato come alimento della nostra pietà.

"L'amore per Cristo, che si offre per noi, ci fa trovare, al termine della Messa, alcuni minuti per un ringraziamento personale, intimo, che prolunghi nel silenzio del cuore l'azione di grazie dell'Eucaristia. Come rivolgersi a Lui, come parlargli, come comportarsi? La vita cristiana non è fatta di rigide norme. Penso tuttavia che, molte volte, oggetto fondamentale del nostro dialogo con Cristo può essere la considerazione che il Signore è per noi Re, Medico, Maestro, Amico"; afferma Escrivà.

Re, perché ci ha riscattati dal peccato e ci ha riportati nel regno della luce. Gli chiederemo che regni nel nostro cuore, nelle parole che pronunceremo quel giorno, nel lavoro che gli abbiamo offerto, nei nostri pensieri, in ciascuna delle nostre azioni.

Nella Comunione incontriamo Gesù come Medico, e con Lui troveremo la cura per le nostre infermità. Ci accostiamo alla Comunione come si avvicinavano a Lui i ciechi, i sordi, i paralitici... E non dimentichiamo che abbiamo nella nostra anima, a nostra disposizione, la Fonte della vita. Egli è la Vita.

Gesù è il Maestro, e riconosciamo che Egli ha parole di vita eterna; e in noi c'è tanta ignoranza, invece. Egli insegna incessantemente, ma noi dobbiamo prestargli attenzione. Se non custodiamo l'immaginazione, la memoria, i sensi, non potremo udirlo.

Nella Comunione contempliamo l'Amico, il vero Amico, da cui impariamo che cosa sia la vera amicizia. A Lui raccontiamo quel che ci succede, e troviamo sempre una parola di conforto, di incoraggiamento... Ci capisce. Pensiamo che è presente realmente come in cielo, dove lo attorniano gli Angeli. Qualche volta potremo chiedere aiuto al nostro Angelo Custode: "Ringrazialo per me, tu sai farlo meglio".

La Vergine, che ha portato in grembo per nove mesi il Figlio di Dio, più di qualsiasi altra creatura potrà insegnarci a fare l'atto di ringraziamento dopo la Comunione. Chiediamo il suo aiuto.

 

LA REDENZIONE DIVENTA ATTUALE NELLA SANTA MESSA. SIAMO CORREDENTORI CON GESù CRISTO, SE CORRISPONDIAMO

Possiamo avere sempre nella giornata un momento opportuno per ricordare che la Redenzione, continua a farsi giorno dopo giorno e per soffermarci a considerare i momenti in cui essa diventa più manifesta: "Ogni volta che il Sacrificio della Croce, col quale Cristo, nostro Agnello pasquale, è stato immolato (cfr 1 Cor S, 7), viene celebrato sull'altare, si rinnova l'opera della nostra redenzione" (LG 3). Ogni Messa possiede un valore infinito; i frutti per ogni fedele dipendono dalle disposizioni personali. Insieme a Sant'Agostino possiamo dire, applicandolo alla Messa: "Vi si imprima nel cuore Colui che per voi fu confitto in Croce. Non vi è consentito amare con tiepidezza".

La Redenzione si è realizzata una sola volta attraverso la Passione, Morte e Risurrezione di Gesù Cristo, e si riattualizza ora, in modo particolarmente intenso, in ciascun uomo, che partecipa intimamente al Sacrificio della Messa.

La Redenzione si realizza anche, in modo diverso da quanto detto sopra per la Santa Messa, in ogni nostra conversione interiore, quando facciamo una buona Confessione, quando riceviamo con devozione i Sacramenti, che sono come "canali della Grazia". Il dolore offerto in riparazione dei nostri peccati che meritavano un castigo ben maggiore per la salvezza eterna nostra e di tutto il mondo, ci fa anche corredentori con Cristo.

Ciò che era inutile e devastante si muta in un acquisto di valore incalcolabile. Un malato in ospedale, una madre posta di fronte a problemi che sembrano sovrastarla, la profonda pena per la notizia di una disgrazia, le difficoltà nelle quali ogni giorno inciampiamo, le stesse mortificazioni che volontariamente cerchiamo, tutto ciò serve per la Redenzione del mondo se lo mettiamo sulla patena insieme al pane che il Sacerdote offre nella Santa Messa.

Magari ci sembrano cose piccole, di poco conto, come paiono di poco conto le poche gocce d'acqua che il Sacerdote aggiunge al vino nell'offertorio. Tuttavia, così come quelle gocce d'acqua si uniscono al vino che diventerà il Sangue di Cristo, anche le nostre azioni, offerte, avranno agli occhi di Dio un valore immenso, perché le abbiamo unite al Sacrificio di Gesù Cristo. "Il peccatore perdonato è capace di unire la sua propria mortificazione fisica e spirituale, ricercata o almeno accettata, alla Passione di Gesù che gli ha ottenuto il perdono" (Giovanni Paolo II). Diventiamo così corredentori con Cristo.

Ricorriamo sempre alla Vergine perché ci insegni a vivere la nostra vocazione di corredentori con Cristo nella vita quotidiana. "Che hai provato, Madonna, al vedere Tuo Figlio?", Le chiediamo nell'intimità della nostra preghiera: "Ti guardo, e non trovo parole per descrivere il Tuo dolore. Ma ben capisco che accetti tutto senza vacillare quando vedi che Tuo Figlio lo vuole, che noi Tuoi figli ne abbiamo bisogno. E un nuovo "fiat" nella Tua vita. Un nuovo modo di accettare la corredenzione. Grazie, Madre mia! Dammi una ferma volontà di dedizione, un completo distacco da me stesso. Che tutto mi sembri poco di fronte alle anime, avendo imparato da Te quel che significa corredimere. Ricordati, però, di venirmi incontro, nel cammino, perché da solo non saprei procedere", scrive appassionatamente M. Montenegro.

 

LA SANTA MESSA E LE SUE PARTI

PRIMO SCHEMA

Nella Messa il popolo di Dio si raduna, sotto la presidenza del Sacerdote, che agisce "in persona di Cristo capo", per celebrare il memoriale del Signore, cioè il Sacrificio eucaristico.

Nella Messa Cristo è realmente presente: nell'assemblea riunita in suo nome, nel ministro, nella Parola, e in modo "sostanziale" e permanente nell'Eucaristia.

Le parti fondamentali della Messa sono due: "Liturgia della Parola" e "Liturgia Eucaristica", strettamente congiunte; due mense, da entrambe le quali riceviamo istruzione e nutrimento.

RITI DI INTRODUZIONE

Lo scopo è di far sì che i fedeli, riuniti insieme, formino una comunità, e si dispongano ad ascoltare con fede la Parola e a celebrare degnamente l'Eucaristia.

"Dalla vita all'Eucaristia "

1. Canto d'ingresso

Favorisce l'unione dei fedeli

Introduce nello spirito del tempo liturgico o della festività

2. Segno di croce

Esprime il senso di tutto quello che si farà nella Messa:

riconoscere in Cristo morto per noi il senso della nostra esistenza

voler vivere in comunione con il Padre e il Figlio e lo Spirito

accettare lo stile di vita della croce

3. Saluto al popolo radunato

Annuncia alla comunità riunita la presenza del Signore

manifesta la realtà sacra della Chiesa radunata

4. Atto penitenziale

Esprime la dimensione di peccatori che ognuno si porta dentro; riconoscendosi tali si invoca il perdono di Dio.

Il celebrante assicura il perdono di Dio (ciò non sostituisce la Riconciliazione sacramentale).

"Togliti i sandali, perché il suolo sul quale stai è terra santa"

"Signore, allontanati da me che sono un peccatore".

5. Gloria a Dio

Inno antichissimo (IV secolo), che esprime la gioia di essere salvati. La Chiesa radunata dallo Spirito glorifica e supplica Dio Padre e l'Agnello.

Si tralascia in Avvento (si canterà solennemente la notte di Natale) e in Quaresima (perché risalti di più la gioia pasquale).

6. Orazione (Colletta)

Il celebrante invita a pregare, poi lascia qualche istante di silenzio, per prendere coscienza di essere alla presenza di Dio e per poter formulare nel cuore la preghiera personale.

La preghiera si dice "Colletta" perché "raccoglie" le preghiere di tutti. "Cosa chiedo a Dio in questa Messa?".

Essa esprime il carattere della celebrazione e a volte introduce il tema delle letture. Il popolo fa sua la preghiera con l'Amen.

A. LITURGIA DELLA PAROLA

In essa Dio stesso parla al suo popolo, manifestandogli i suoi desideri e il suo progetto d'amore, da lui rivelato nella storia della salvezza e in particolare in Cristo.

E' la "Mensa della Parola", dove la Parola viene ascoltata (letture), masticata (omelia), assimilata (silenzio).

La Parola non viene letta, ma proclamata. Chi legge impresta la sua voce a Dio stesso per parlare agli uomini.

1. LETTURE BIBLICHE

Costituiscono la parte principale della Liturgia della Parola. Nelle letture Dio:

parla al suo popolo

gli manifesta il mistero dell'amore che salva

offre un nutrimento spirituale.

Cristo stesso è presente nella sua Parola.

a. Prima lettura

E' dall'Antico Testamento (nel Tempo di Pasqua dagli Atti degli Apostoli), ed è riferita al Vangelo: di esso fa vedere la preparazione nella vita del popolo d'Israele.

b. Seconda lettura

E' tratta dalle lettere degli Apostoli, delle quali presenta brani successivi. Non dipende dal tema del Vangelo.

Ci pone nel "tempo della Chiesa", nel quale la Parola di Gesù è annunciata dagli apostoli.

c. Vangelo

E' la lettura più importante, come risalta da vari elementi:

normalmente è proclamata dal Sacerdote

in circostanze solenni il libro del Vangelo è incensato

si portano candele attorno al Libro

l'acclamazione finale è differente da quella delle altre letture, e dà lode a Cristo Signore

2. CANTI TRA LE LETTURE

a. Salmo responsoriale

E' connesso alla prima lettura, e la sviluppa in forma di preghiera.

b. Alleluia (o altro canto)

Esprime la gioia e la lode per il dono della Parola e in particolare del Vangelo.

"Alleluia" è un'espressione ebraica che significa "lodate Dio!".

3. OMELIA

Spiega le letture, rendendole attuali, facendone comprendere il significato per l'oggi.

E' una parte importante, attraverso la quale, nonostante i limiti del ministro, Dio parla ancora al suo popolo.

E' bene sia seguita da un momento di silenzio, nel quale far scendere la Parola al profondo del cuore e della vita.

4. PROFESSIONE DI FEDE (CREDO)

Suscita nell'assemblea una risposta di assenso

richiama alla mente la "regola" della nostra Fede

richiama il sì del Battesimo, dal momento che il Credo è in origine una professione di Fede battesimale.

5. PREGHIERA UNIVERSALE (O DEI FEDELI):

Con essa il popolo esercita la sua funzione "sacerdotale" (= prega per tutti gli uomini)

Trasforma in preghiera la Parola ascoltata. Le letture suscitano la preghiera della comunità.

La successione delle intenzioni deve avere un carattere di universalità; in genere:

a. per la Chiesa

b. per i governanti e tutto il mondo

c. per quelli in difficoltà

d. per la comunità locale

B. LITURGIA EUCARISTICA

In essa si compie ciò che fece Cristo nell'Ultima Cena, preannunciando e spiegando il significato di ciò che sarebbe successo all'indomani, il Venerdì Santo.

Nella Liturgia Eucaristica si celebra il "memoriale" della Passione, Morte e Risurrezione di Cristo; ossia, quegli eventi sono "ricordati e resi attuali" ("memoriale"), perché quanti partecipano possano riceverne i frutti. La Messa è, quindi, il canale attraverso cui ci giungono i frutti della Morte e Risurrezione di Cristo.

1. PREPARAZIONE DEI DONI

Vengono preparati i doni che diverranno il Corpo e Sangue di Cristo.

a. Processione offertoriale

Si portano le offerte:

anzitutto pane e vino, meglio se preparati dal lavoro dei fedeli stessi

altri doni, per i poveri o per le necessità della Chiesa (raccolta delle offerte)

l'offerta del pane e del vino richiama l'offerta di sé, delle gioie, speranze, timori, sofferenze, ecc., che ognuno è chiamato a deporre spiritualmente sull'altare. "Cosa presento al Signore in questa Messa?".

b. Presentazione del pane e del vino

La preghiera che il celebrante recita nel deporre pane e vino sull'altare ringrazia e dà lode a Dio, dal quale riceviamo tutto.

Al vino aggiunge qualche goccia d'acqua, segno "della nostra unione con la vita divina di Colui che ha voluto assumere la nostra natura umana".

c. "Lavabo "

Questo rito esprime il desiderio di purificazione interiore del celebrante e di tutti i fedeli presenti: "Lavami Signore da ogni colpa, purificami da ogni peccato".

d. Preghiera sulle offerte

Dopo l'invito alla preghiera, l'orazione riassume l'offerta dei doni a Dio e chiede che vengano trasformati nell'Eucaristia.

2. PREGHIERA EUCARISTICA

Siamo al momento centrale della Messa. E' una grande preghiera di ringraziamento e santificazione.

é pronunciata dal Sacerdote, che dice le parole della consacrazione "in persona di Cristo". Tutta l'assemblea si unisce nella lode e nell'offerta del Sacrificio ("sacerdozio comune" del cristiano).

Le varie parti della Preghiera Eucaristica:

a. Prefazio

Glorifica Dio Padre e lo ringrazia per tutta l'opera della salvezza o per qualche suo aspetto particolare, a seconda del momento liturgico.

b. "Santo, Santo, Santo

Tutta l'assemblea si unisce con questo canto, tratto dalla Bibbia: lodiamo Dio con le parole che lui stesso ci ha donato.

c. Invocazione dello Spirito Santo (Epìclesi)

Lo Spirito Santo viene invocato sui doni, perché divengano il Corpo offerto e il Sangue versato di Cristo.

Lo Spirito viene invocato anche sui presenti, perché nella partecipazione al convito siano anch'essi trasformati nell'unico Corpo di Cristo che è la Chiesa.

d. Racconto dell'istituzione e consacrazione

Si attualizza e si compie il Sacrificio della croce, che Cristo stesso istituì nell'Ultima Cena.

Le parole di Cristo sono pronunciate dal Sacerdote in persona di ("a nome e con la potenza e 1'autorità') Cristo stesso; ciò in forza del mandato che Cristo diede agli Apostoli di perpetuare questo mistero d'amore attraverso la celebrazione dell'Eucaristia.

e. Memoria della Pasqua di Cristo (Anàmnesi)

Vengono ricordati i momenti della Pasqua di Cristo: Passione, Morte, Risurrezione, Ascensione al cielo, Dono dello Spirito. Essi tutti sono resi attuali nell'Eucaristia.

f. Offerta

La Chiesa offre al Padre nello Spirito Santo, Cristo che si fece vittima per noi.

Qui tutti i presenti sono chiamati a offrire sé stessi e tutto ciò che alla presentazione dei doni hanno deposto sull'altare.

g. Intercessioni

L'offerta del Sacrificio di Cristo è fatta per tutta la Chiesa, in comunione gerarchica con il Papa e il proprio Vescovo.

Si prega per tutti i membri della Chiesa, vivi e defunti.

h. Lode conclusiva (dossologia)

Esprime la glorificazione di Dio.

A tutta l'opera di salvezza, donata da Dio agli uomini, corrisponde qui la glorificazione del Padre per mezzo di Cristo nello Spirito. Il movimento discendente dei doni ritoma a Dio nel movimento ascendente della lode.

Si prepara così la glorificazione totale di Dio della fine dei tempi, quando Cristo consegnerà al Padre ogni cosa e Dio sarà "tutto in tutti".

L'assemblea risponde con l'acclamazione dell'Amen (grande Amen): attraverso esso esprime la sua partecipazione attiva alla Preghiera Eucaristica.

3. RITI DI COMUNIONE

Poiché la Messa è un convito pasquale, la partecipazione piena si ha facendo la Comunione (chi ne ha le disposizioni, cioè, non in peccato mortale), ricevendo il Corpo e Sangue di Cristo come cibo spirituale.

a. Padre Nostro

Con esso chiediamo il pane quotidiano (riferimento anche al Pane Eucaristico) e la purificazione dei peccati, in modo che "i santi doni vengano dati ai santi".

Non è tanto la preghiera della fraternità, quanto dell'invocazione forte al Padre perché compia il suo disegno di amore. Per questo i fedeli sono invitati a recitarlo con le mani alzate, in atteggiamento di richiesta.

Si conclude con una preghiera: essa sviluppa l'ultima domanda del Padre Nostro.

b. Rito della Pace

Implora la pace e l'unità per la Chiesa e il mondo.

Lo scambio di pace vuole far esprimere ai partecipanti l'amore vicendevole e il perdono reciproco: "Se ti presenti all'altare e ti ricordi che tuo fratello ha qualcosa contro di te ...".

c. Frazione del Pane e "Agnello di Dio"

L'unico Pane viene spezzato perché se ne possa mangiare tutti.

Significa che attraverso la Comunione noi, pur essendo molti, diventiamo un corpo solo in Cristo.

Mentre viene spezzato il Pane si canta l'Agnello di Dio: è un'ulteriore invocazione di tipo "penitenziale", che viene rivolta a Dio subito prima di ricevere l'Eucaristia.

d. "Immixtio "

Un frammento di Pane viene posto nel calice.

Questo rito nasce nella Chiesa romana nel primo millennio: il Papa mandava a chi celebrava l'Eucaristia nelle parrocchie un frammento dell'Eucaristia, come segno di comunione con lui, e il ricevente, ponendolo nel calice, si comunicava anche alla stessa Eucaristia del Papa. E' quindi un gesto che esprime la comunione con il proprio Vescovo e con il Papa.

e. Presentazione dell'Eucaristia ai fedeli

"O Signore, non sono degno... ": un ultimo gesto di umiltà, e al tempo stesso esprime la Fede in Cristo che ha il potere di liberarci dal male con la sua potenza.

f. Comunione

Mangiare il Corpo e bevendo il Sangue di Cristo ha un significato molto ricco:

riceviamo nuovamente, trasformati dallo Spirito, i doni che avevamo offerto: la nostra vita ci viene ridonata trasfigurata attraverso la Croce e la Risurrezione di Cristo

accettiamo in noi e come Signore della nostra vita Gesù, che si è offerto per noi

accettiamo quindi il suo stile di vita, di donazione totale a Dio e ai fratelli, come nostro

l'Eucaristia ci dà la forza di vincere il male che rattrista la nostra vita

diciamo a Dio la nostra Fede che è Lui la forza per vincere il nostro peccato

veniamo edificati come ChiesaCorpodiCristo, veniamo resi una cosa sola da Dio

esprimiamo la nostra disponibilità a essere un solo corpo con i fratelli che con noi celebrano l'Eucaristia

non solo con loro ma con tutta la Chiesa

in particolare con il nostro Vescovo e con il Papa

veniamo nutriti da Cristo stesso, la linfa vitale dello Spirito scorre in noi (cf la vite e i tralci)

l'Eucaristia che mangiamo è una "caparra" che Dio ci dà per la vita eterna che riceveremo attraverso la nostra morte.

Cristo ha detto nell'Ultima Cena: "Prendete e mangiatene tutti":

chi è in comunione con Cristo non solo può, ma è invitato caldamente da Cristo stesso a mangiare l'Eucaristia

chi ha rotto la comunione con Cristo a causa di un peccato mortale, non può fare la Comunione eucaristica: porrebbe un gesto che non corrisponde a verità. "Chi mangia il corpo del Signore senza esserne degno mangia e beve la sua condanna" (S. Paolo)

chi, pur non avendo rotto la comunione con Cristo, si sente "freddo" nei suoi confronti, chieda anche con la Comunione Eucaristica la Grazia di riprendere con entusiasmo il cammino di Fede

chi vive situazioni che non sono di peccato grave, ma che rappresentano compromessi con Cristo, faccia la Comunione Eucaristica se vuole iniziare un cammino di superamento di quei compromessi.

g. Silenzio di ringraziamento

Ognuno nel silenzio del suo cuore "fa festa" a Cristo che è venuto in lui, lo adora come proprio Dio e si intrattiene a dialogare con Lui.

Un canto può esprimere la gioia di essere uniti e il ringraziamento per quanto ricevuto.

h. Preghiera dopo la Comunione

Chiede che maturino nella vita i frutti del mistero celebrato.

RITI DI CONCLUSIONE

"Dall'Eucaristia alla vita"

1. Saluto del celebrante

Il saluto annuncia la presenza di Cristo nell'assemblea che si disperde per le vie del mondo.

2. Benedizione

Nell'Antico Testamento "benedire" significa "rendere fecondo". Viene chiesto a Dio di donare la sua fecondità nella nostra vita di cristiani. Ciò è espresso esplicitamente nelle Benedizioni solenni.

3. Congedo

Si scioglie l'assemblea, non perché sia finito tutto, ma perché viene l'ora di portare frutto nel mondo attraverso una presenza santa, come testimoni e annunciatori di Cristo risorto.

Terminata la Santa Messa dell'altare, ognuno è chiamato a praticare quello che è avvenuto nella Santa Messa. Chiamato a vivere ciò che è avvenuto sull'altare, chiamato a praticare le virtù come le ha praticate Gesù Cristo, in gesto di obbedienza, adorazione e riconoscenza verso Dio incarnato, verso il Figlio di Maria Santissima. A Lei chiediamo di aiutarci a capire meglio e a vivere in ogni momento della nostra vita la Santa Messa, per diventare come desidera il Signore e realizzare tutti i disegni che Lui ha su ognuno di noi.

 

SECONDO SCHEMA

PROCESSIONE D'INGRESSO

La Santa Messa inizia con la processione d'ingresso. Il Sacerdote che si porta all'altare per la celebrazione del mistero Eucaristico, rappresenta tutta l'umanità in cammino verso la salvezza. La vita cristiana è presentata come un pellegrinaggio, un cammino, una tensione continua verso il Padre. L'Eucaristia, che noi stiamo per celebrare, è il Pane del cammino cristiano: Pane che nutre, che fortifica.

 

Signore Gesù, sono unito al Sacerdote, tuo ministro, che viene verso l'altare dove Tu ancora una volta ti doni per me e per ogni uomo.

Con il Sacerdote sono unito alla Chiesa intera, a tutti i battezzati, miei fratelli, che condividono con me questo cammino per giungere attraverso di Te al Padre.

Vengo verso di Te per cibarmi del tuo Corpo e del tuo Sangue, affinchè siano sostegno e forza del mio cammino.

 

* Vivo la celebrazione eucaristica come il momento essenziale della mia vita di cristiano?

* Lo sento come momento privilegiato di unione con Dio?

 

Fa', o Signore, che la mia vita sia sempre protesa verso di TE.

 

SALUTO

Il Sacerdote, baciato l'altare, con un saluto inizia il dialogo con l'assemblea. Con questo saluto biblico, il Sacerdote vuol significare alla comunità radunata la presenza del Signore.

Al saluto fa seguito una monizione che serve ad introdurre i fedeli nello spirito della celebrazione ed eventualmente anche all'atto penitenziale che segue.

Al saluto del Sacerdote, segue la risposta dei fedeli.

 

Il Signore ci ha convocati alla sua Cena perché ci incontriamo con Lui, ci saluta, si presenta, ci invita ad essere suoi amici, a conoscerlo.

Attende che noi entriamo in dialogo con Lui.

La nostra risposta è l'accettazione di questo rapporto di vita. Ci impegna a ravvivare la coscienza che non viviamo da soli né per noi stessi, ma con Dio, secondo la Sua volontà.

 

* Credo che è Dio a convocarmi, a chiedermi di stare con Lui?

* Sono attento a questa continua chiamata nella vita quotidiana?

* Mi impegno a dare una risposta sincera e coerente?

 

Fare attenzione agli inviti che, durante la giornata, il Signore mi offre di entrare in dialogo con Lui.

 

ATTO PENITENZIALE

La processione introitale ci ha richiamato il mistero della Chiesa pellegrina; l'atto penitenziale ci propone il tema della Chiesa dei peccatori, e ci invita a purificarci interiormente. Solo attraverso il pentimento sincero ci possiamo accostare a Dio per celebrare i santi misteri.

 

Il peccato è un "no" all'amore di Dio Padre, un "no" buttato in faccia ad una persona che mi ama fino ad aver dato la vita per me. Il Signore può dire a ciascuno di noi. "Che cosa potevo fare per te, che io non abbia fatto?" (Is. 5,4). Allora:

 

* Con che coraggio posso dire: In fondo non ho fatto nulla di male?

* Ho coscienza che il mio tradimento dell'amore di Dio danneggia anche i miei fratelli?

 

Aiutami, o Signore, ad evitare con delicatezza d'amore tutto ciò che può offenderti e a tornare a Te dopo ogni caduta.

 

LA LITURGIA DELLA PAROLA

La Santa Messa è il centro e la fonte del culto e della vita cristiana, perchè realizza la presenza di Cristo in mezzo al suo popolo per compiervi il mistero della salvezza, mistero che ci viene presentato attraverso la liturgia della Parola.

La Santa Messa infatti ci offre e ci fa vivere questa meravigliosa realtà: la famiglia di Dio raccolta alla mensa del Padre in intimo dialogo con Lui.

Infatti la Chiesa è la comunità di coloro che ascoltano e osservano la Parola di Dio.

Nel momento della liturgia della Parola dobbiamo credere che lo stesso Cristo, per mezzo della sua Parola, è presente in mezzo a noi. Dobbiamo fare nostra la Parola divina e aderirvi con la Professione di Fede.

Infatti: Dio parla, Dio manifesta, Dio nutre.

La lettura liturgica è una vera chiamata personale per ciascuno dei fedeli presenti.

 

La Parola di Dio pone innanzi a noi la sproporzione tra quello che siamo e quello che dovremmo essere per rispettare il progetto che il Signore ha su ognuno di noi. Nello stesso tempo ci dà gli strumenti (tramite ciò che esprime) per migliorarci; ma non riusciremo mai a capire le letture della Santa Messa se il loro ascolto non fa nascere in noi la consapevolezza di essere peccatori.

Solo a questo punto, pentendoci, partecipiamo al gesto della comunità riunita per l'Eucaristia, e cominciamo così a vivere la Fede, a vivere cioè la vita in modo unitario e totale.

 

* Quante volte io vivo da persona divisa per cui credo di essere giudicato cristiano solo quando sono in Chiesa e poi, tutti gli altri aspetti della vita "sono un problema diverso

 

La consapevolezza del nostro peccato deve trasformare il nostro volto e deve far nascere in noi il desiderio di cambiare la vita.

 

PREGHIERA UNIVERSALE

Questa preghiera conclude la prima parte della celebrazione (liturgia della Parola) e introduce la seconda (liturgia Eucaristica). Si dice "universale " per esprimere le sue caratteristiche. L'universalità consiste nell'attenzione alle esigenze della Chiesa universale e di tutto il mondo.

La preghiera segue generalmente questo schema:

* preghiera per la Chiesa;

* preghiera per coloro che ci governano;

* preghiera per quelli che si trovano in varie necessità;

* preghiera per tutti gli uomini.

La preghiera universale è il momento in cui la comunità, raccolta nella celebrazione eucaristica, prega per tutti gli uomini, perché Cristo è uno solo e solo Lui è morto per redimere tutti.

Ognuno di noi deve avere l'esigenza dentro di sé di pregare per i propri fratelli.

 

Cristo mi ama e mi ama sempre, è Lui che mi ha donato l'amore e come gesto di ringraziamento per questo amore io devo amare gli altri.

 

* Sono io in questo atteggiamento?

* Lo tengo solo per me, questo amore grande?

 

Signore, rendi me e tutto il tuo popolo capace di essere amore, affinché ogni giorno un nostro fratello usi della tua Misericordia per essere redento.

 

PREPARAZIONE DEI DONI

La liturgia della Parola è terminata. Il popolo di Dio è stato illuminato, nutrito, vivificato da questa Parola viva che lo inserisce nella storia della salvezza.

La Parola di Dio non è solo una rivelazione intellettuale, la trasmissione della verità.

Essa è azione, è l'espressione di un amore che realizza. L'uomo deve rispondere con un'azione.

é dunque conveniente che la risposta dell'uomo sia a sua volta un'azione: e sarà l'azione, il Sacrificio Eucaristico.

Ai doni che Dio ci fa, conviene rispondere con un dono, con un Sacrificio.

Nella preparazione dei doni, il Sacerdote INFONDE QUALCHE GOCCIA DI ACQUA nel calice. Questo gesto ha un significato altissimo: è il segno della nostra partecipazione al Sacrificio di Cristo, per il divino mistero di solidarietà.

 

La Tua Parola Signore è rivelazione d'amore per noi; attraverso di essa comprendiamo il tuo amore per l'uomo. Tu o Padre ci hai donato il tuo unico Figlio per la nostra salvezza; quale padre è stato mai capace di un dono così grande?

"Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date":

Questo Tu o Dio ci stai chiedendo: una risposta d'amore da realizzare concretamente nel nostro quotidiano.

Noi vogliamo preparare noi stessi come dono da portare sull'altare dell'offerta insieme al Corpo e al Sangue di Tuo Figlio, perché vogliamo partecipare con Lui, essere con Lui dono per gli altri.

 

* Nella mia vita in che modo sto rispondendo all'amore che Dio mi dona?

* Sono in grado di dimenticare me stesso e le mie necessità per andare verso gli altri, verso chi mi sta accanto?

* In che modo posso essere dono per gli altri?

 

Insegnami, Signore, a portare ogni giorno la mia vita sull'altare, insegnami ad essere disponibile e aperto verso tutti.

 

OFFERTA DEI DONI

L'offerta dei doni che diventeranno il Corpo e il Sangue di Cristo, ci ricorda che tutti siamo impegnati nel sacrificio di noi stessi.

La nostra offerta deve essere la volontà di obbedire come Cristo morto per amore, altrimenti i doni restano soltanto segni esteriori.

 

Nell'offerta del pane e del vino è significata l'offerta di noi stessi. ciò che siamo, che facciamo.

Ci ricorda che siamo creati per lodare Dio, per dirgli grazie con la nostra vita.

Poichè siamo creature, il nostro operare ha valore se siamo uniti al Creatore. é lui che agisce in noi.

Gli mostriamo gratitudine e riconoscenza restituendogli tutto, offrendogli ciò che ci ha dato: la capacità di amare, di capire, di vivere con pienezza, il dono delle persone con cui condividiamo l'esistenza, le gioie, le sofferenze.

Offrendo diventiamo poveri: facciamo spazio nel cuore per accogliere Lui che trasforma la nostra offerta nella sua presenza personale.

 

* Sono consapevole che niente mi appartiene ma tutto è dono di Dio?

* Sono capace di ringraziare?

* Sono generoso, oppure sono intransigente nel far rispettare i miei diritti?

 

Trovare gesti concreti che esprimano la mia partecipazione alla offerta di Gesù.

 

CREDO

Terminato l'offertorio si recita il Credo alla domenica e nelle solennità.

li Credo esprime l'adesione alla Parola ascoltata. Questa Professione di Fede in Dio e nella storia della salvezza da Lui operata (Incarnazione, Morte, Resurrezione, Ascensione, discesa dello Spirito Santo) ci prepara alla celebrazione del Sacrificio.

 

Credere non significa solo dare l'assenso a delle verità astrat

te, ma credere in una persona: Dio Padre che ci ha amato fino a dare per noi il Figlio prediletto Gesù e il suo Spirito Santo come guida e luce nel cammino di ognuno di noi e della sua Chiesa.

La mia Fede se è autentica si deve vedere dal mio comportamento. Credere significa decidere per Cristo in modo personale e libero.

 

* La mia Fede è così astratta che non si vede, o è credere a una Persona?

* Le mie azioni manifestano quello in cui dico di credere? Aiutami, o Dio, a testimoniare la mia Fede con la vita.

 

PREGHIERA SUI DONI

I riti dell'offertorio si chiudono con la preghiera sui doni.

Tale preghiera pronunciata dal celebrante raccomanda a Dio le offerte dell'assemblea perchè Cristo le accetti e le trasformi nell'unico Sacrificio di Cristo.

 

La preghiera sui doni chiede al Signore di gradire le offerte da noi portate all'altare. Perchè un'offerta sia gradita è necessario da parte dell'offerente un atteggiamento di sincerità, un dono è gradito quando è fatto col cuore.

Come si fa per essere in questo atteggiamento con Cristo? Egli stesso ci dice: `f'Che siano una cosa sola perchè il mondo veda". Per essere una 1 "sola cosa" dobbiamo essere coscienti di appartenere alla Chiesa, dobbiamo vivere la Sua vita. L'illusione più terribile è quella di crederci capaci di farci da soli. é invece la comunità che ci aiuta nella crescita della nostra persona; sempre se vogliamo farci aiutare.

 

* Quante volte dico: "Faccio io", "Basto io", "Ci penso io". "Gli altri nella mia vita non c'entrano niente", dimenticandomi che da solo sono un nulla ed è solo grazie alla bontà di Dio che posso vivere?

 

Desidero essere non più un "io" isolato ma un "noi" perchè gli altri "vedano":

 

PREGHIERA EUCARISTICA

La preghiera eucaristica, proclamata dal Sacerdote a nome dell'assemblea, è la grande preghiera durante la quale si ripete la Cena del Signore.

Inizia con il prefazio, un inno di lode al Padre per l'opera di salvezza che ha compiuto per noi e si conclude con la formula finale di glorificazione a Dio: "Per Cristo, con Cristo, in Cristo... ", con cui il popolo risponde la sua adesione con l'Amen.

In questo particolare momento della Messa il Signore fa dono di se stesso a tutti i partecipanti alla celebrazione Eucaristica e nello stesso tempo è mediatore tra il popolo e il Padre.

L'Eucaristia è data per la comunità, quindi la comunità non può esistere senza Eucaristia.

 

* L'Eucaristia è la presenza reale del Signore Gesù Cristo che celebra la Cena; il Sacerdote è colui che fa le veci ma l'autore è Gesù. La mia partecipazione alla Messa ha questa coscienza?

* Se l'Eucaristia è un dono del Signore, questo dono, allora, mi fa sentire persona nuova?

 

Signore, io ho bisogno di te, di questo tuo dono che penetra in me, ma che non mi sazia mai. Rendi me e questa comunità che celebra il tuo Sacrificio, capaci di accoglierti e di viverti.

 

LO SPIRITO SANTO

Nella preghiera Eucaristica si prega lo Spirito Santo. Lo Spirito Santo per mezzo del quale si operò l'Incarnazione, trasforma il pane e il vino nel Corpo e nel Sangue di Cristo e santifica coloro che li riceveranno.

 

é Dio che, mediante lo Spirito Santo, trasforma il pane e il vino nel Corpo e Sangue di Gesù. Ed è lo Spirito che fa di noi "un solo corpo e un solo Spirito" afnchè possiamo ricevere degnamente il Signore. Solo lo Spirito di Dio può purificare il nostro cuore dalle divisioni e raccoglierci nell'unità, ad immagine di Gesù Cristo che è il Primogenito di ogni creatura e ricapitola in sé tutte le cose.

Lo Spirito Santo, che ci fa capaci di partecipare alla Cena del Signore, ci dà la forza per compiere nella vita ciò che nella liturgia ci ha suggerito.

 

* Sono consapevole che solo nello Spirito Santo posso ricevere Gesù?

* Sono consapevole che è lo Spirito Santo che prega in me secondo la Volontà del Padre?

* Sono docile all'azione vivificante dello Spirito Santo, che fa di me una creatura nuova?

 

Pregare lo Spirito Santo, affinché mi faccia scoprire il suo agire in me e mi dia la docilità per seguire i suoi impulsi.

 

CONSACRAZIONE

La consacrazione è il momento culminante della celebrazione in cui il Sacerdote ripete i gesti e le parole dette da Cristo nell'Ultima Cena, secondo il comando che Egli stesso ha dato: `Fate questo in memoria di me ".

é Cristo stesso che agisce per mezzo del Sacerdote, suo ministro in forza del Sacramento dell'Ordine ricevuto.

 

Il pane e il vino che ora sono sulla mensa, sono segni reali e concreti, che ci rimandano ad un'altra realtà visibile solo per la Fede, per l'adesione a Dio fatto Uomo, morto e risorto. Il pane e il vino per la consacrazione diventano vero Corpo e vero Sangue di Cristo non segni o simboli. Lo divengono oggi e sempre come lo divennero realmente nell'Ultima Cena per i discepoli. é lo stesso Cristo che opera la trasformazione oggi come allora. Lui è il Signore del tempo e dello spazio.

 

* Cristo che trasforma il pane e il vino, ha la possibilità di cambiare chiunque partecipa al suo banchetto eucaristico.

* L'Eucaristia è per me cibo trasformante.

* Vado a ricevere l'Eucaristia col desiderio che il Signore mi trasformi?

 

Fa', o Signore, che ricevendo Te nell'Eucaristia la mia vita diventi segno della novità che Tu infondi.

 

MISTERO DELLA FEDE

Con la frase "MISTERO DELLA FEDE", il Sacerdote invita i fedeli alla acclamazione. Con questa acclamazione si riconosce che, nell'Eucaristia, è realizzato, ricordato in modo concreto, offerto alla nostra comunione tutto il mistero della Fede.

é tutta la economia della salvezza, tutto il disegno di amore di Dio per la salvezza del mondo che è presente davanti a noi, in questo momento, e a questo disegno noi siamo invitati ad unirci.

 

Cristo muore sull'altare per amore di noi. II pane ed il vino consacrati separatamente esprimono la separazione della Carne e del Sangue che avviene nella morte cruenta. Gesù morto e risorto si dona a noi e noi Lo offriamo al Padre per la salvezza del mondo e Lo adoriamo. Se vogliamo accogliere Cristo dobbiamo credere che è Lui il Pane vivo disceso dal cielo. Il pane è desiderato solo da chi ha fame: chi sperimenta di non potersi salvare da solo e volge a Cristo tutto il suo desiderio, accoglie e gusta questo Pane.

 

* Quando proclamo la mia Fede in Cristo morto e risorto presente sull'altare dopo la consacrazione, cerco di tener viva l'attenzione, la Fede e l'amore o la mia presenza è solo materiale, formalistica?

* Gesù si dona a me per amore: desidero donarmi anch'io a Lui?

 

Desidero accostarmi con Fede ed amore a Gesù che si fa nostro Pane.

 

ALLO SPEZZARE DEL PANE

Il gesto della frazione del Pane ha un duplice valore:

riproduce il gesto di Gesù che nella Cena spezzò il Pane, gesto al quale i discepoli di Emmaus riconobbero Cristo loro ospite la sera di Pasqua.

Ma c'è di più di un ricordo storico. La frazione del pane ha un profondo significato di unità. Nessuno lo ha detto meglio di San Paolo: "Il Pane che noi spezziamo non è comunione con il Corpo di Cristo? Essendo uno solo il Pane, noi siamo un corpo solo, sebbene in molti, partecipando tutti dello stesso Pane".

 

"Prese il Pane, lo spezzò, lo diede ai suoi discepoli...". Con questo gesto Gesù ci rende tutti fratelli nell'uguaglianza perchè ognuno di noi accostandosi a ricevere un pezzo di quel pane e un sorso di quel vino, è partecipe della vita nuova che già da ora inizia e si compirà alla resurrezione dei nostri corpi. Siamo partecipi del medesimo cammino, poichè abbiamo accolto il medesimo invito nel Battesimo e ora cibandoci dello stesso pane acquistiamo le forze per impegnarci maggiormente in questo comune lavoro che è la costruzione del suo Regno tra noi.

 

* Ci sono, almeno alcuni momenti durante i quali mi ricordo che col Battesimo sono divenuto partecipe ed ora con l'Eucaristia rinnovo la mia appartenenza ad un cammino di comunione con gli altri e che saprò farmi aiutare e aiuterò gli altri in questo viaggio?

 

Desideriamo "spezzare "per poter donare agli altri qualcosa di noi stessi. Spezziamo ad esempio il nostro egoismo per poter essere più attenti e più accoglienti verso i fratelli.

 

PADRE NOSTRO

La preghiera del Signore, il Padre Nostro, è sempre stata considerata la preghiera di preparazione alla Comunione.

Tutti osiamo rivolgerci a Dio chiamandolo Padre, perchè il Sacrificio di Gesù ci ha fatti figli di adozione. In quel momento ci sentiamo tutti fratelli intorno alla mensa dell'unico Padre.

La prima domanda che facciamo è quella di rimettere i nostri debiti come noi li rimettiamo agli altri. Facciamo sempre così?

Il Padre nostro si conclude con un ultima domanda: "Non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male.

Noi chiediamo a Dio di non esporci alla tentazione, ma se ritiene utile sottoporci alla prova: "Di liberarci dal male ".

San Giacomo dice: "Beato l'uomo che sopporta la tentazione ". Noi nelle tentazioni ci rivolgiamo a Dio?

 

Il "Padre Nostro" è la preghiera che Gesù ci ha insegnato perchè noi imparassimo a chiedere le cose essenziali al Padre, riconoscendo così solo Lui nostro Dio.

Padre che sei di tutti e che stai nei Cieli, il tuo nome sia sempre santificato, chiediamo sempre il tuo Regno, vogliamo fare la tua volontà in terra per arrivare al cielo. (Questa prima parte è di lode e di riconoscimento; la seconda è di domanda).

Fà che il pane non ci manchi mai, sia il pane alimento sia il pane spirituale; fà che perdoniamo ai nostri fratelli per essere anche noi perdonati, ma, soprattutto, o Dio, fà che non cadiamo nelle nostre tentazioni e donaci un cuore sempre più nuovo liberandoci dal male.

 

* Desidero per me tutte queste cose?

* Sono io in atteggiamento di richiesta e di ascolto?

 

Padre, donaci l'umiltà di riconoscere che abbiamo bisogno solo del tuo Amore, della tua presenza, del tuo perdono, della tua misericordia.

 

COMUNIONE

Il Sacerdote dopo aver ricevuto il Corpo e il Sangue di Gesù, come nutrimento, lo distribuisce ai fedeli...

La Comunione sacramentale è infatti il mezzo mediante il quale l'anima vive unita a Cristo in una unione strettissima; "Egli dimora in me e io in Lui", dice il Signore.

E contro questa Comunione nulla può la morte: "Chi mangia questa Pane non morrà in eterno ", perchè quel Pane è il Corpo di Cristo offerto per noi.

San Paolo dice: "Il Pane che noi spezziamo non è comunione con il Corpo di Cristo? ".

Noi ci accostiamo alla Comunione? E quando ci accostiamo, come?

 

Il momento della Comunione è quello in cui siamo chiamati alla più grande responsabilità ed al maggior impegno.

Ricevere in noi il Corpo ed il Sangue del Signore non ci cambia, non ci rende migliori in modo magico... Dio non fa mai nulla senza la nostra adesione, non ci impone nemmeno di fare il bene. Se ci accostiamo all'altare con leggerezza facciamo la nostra condanna, in quanto non utilizziamo l'aiuto che il Signore ci dà per essere migliori e rendiamo inutile il Corpo ed il Sangue di Cristo in noi.

 

* Quante volte mi accosto a ricevere l'Eucaristia con leggerezza, pensando magari a chi ho vicino, alla gente che mi osserva, a cosa farò uscito di Chiesa?

* Senza che mi sfiori il senso di quel che sto per fare, di Chi sto per ricevere?

 

Facci capaci di continuare a vivere la Comunione in tutti gli aspetti della vita quotidiana, nella famiglia, nel lavoro, nello studio...

 

CONGEDO

Il Sacerdote aveva iniziato la Santa Messa con l'invocazione delle tre Persone Divine. Ora, nel nome di queste Persone la termina.

Il Sacerdote dice: "Andate in Pace" e con questo suggerisce al cristiano che ha partecipato al Sacrificio del suo Signore, offerto per la salvezza del mondo, offerto con la Chiesa che è Sacramento di salvezza per il mondo, che deve trasformarsi in missionario e deve sforzarsi di irradiare attorno a sè giustizia e carità.

Noi facciamo sempre così al termine di ogni Santa Messa?

 

Il Signore ci ha convocato per la Cena. Non è soltanto un "mangiare insieme" è accogliere la vita di Gesù (la sua Parola, il suo Corpo) e donargli la nostra.

Il congedo non è quindi un lasciarsi. Dio resta in noi.

Egli, donando la sua vita per noi, mette il suo Amore nei nostri cuori. Ormai verrà riconosciuto grazie alla sua presenza in noi. Perciò, siamo chiamati a donarlo donando noi stessi nell'ambiente in cui viviamo. Questo è il nostro essere missionari.

Nella condivisione si costruisce il Regno di Dio iniziato con la Pasqua di Gesù. Egli ci ha donato la sua pace, cioè Se stesso. Questa pace ci dà la forza di vivere in suo nome, annunciando la sua presenza liberante tra noi.

 

* Credo veramente che la Messa non deve terminare con il congedo, ma continuare nella mia vita?

* Qual è la missione che il Signore oggi mi affida?

* Riesco a vivere e a portare la pace con cui il Signore mi invia ad annunciarlo?

 

Cercare di incarnare la Parola ricevuta nella celebrazione con docilità allo Spirito, cosciente che Cristo vive in me e ha bisogno di me per farsi conoscere agli uomini.

 

IL SILENZIO: PERCHè? PER ASCOLTARE

"Sentiamo " tanti suoni, tanti rumori, tante voci. La Parola però non può entrare dentro e farei crescere se non è ascoltata nel silenzio: può stordirci soltanto. La Parola del Signore chiede un clima di silenzio interiore perchè sia per noi Parola di vita.

La liturgia eucaristica ci offre vari momenti di silenzio: vediamoli insieme per viverli "dal di dentro" lasciando pregare lo Spirito che abita in noi.

Così la Messa non sarà un episodio isolato della domenica, ma coinvolgerà realmente tutta la vita.

Arriviamo in Chiesa, magari qualche minuto prima che la liturgia inizi, raccogliendoci un po' in silenzio in modo da poter fare spazio a quanto il Signore ci dirà e ci donerà nel nuovo incontro con Lui Risorto. In questo silenzio ricordiamoci anche dei nostri fratelli, conosciuti o no, per cui e con cui vogliamo offrire il nostro sacrificio sull'altare insieme a Gesù.

 

* Facciamo silenzio dopo l'invito del Sacerdote a riconoscerci peccatori: cerchiamo, con la mente e col cuore, di guardare il Signore. La scoperta della Sua misericordia operante nella nostra vita ci aiuterà a verificare le nostre situazioni di peccato, di infedeltà all'amore.

* Entriamo così in un atteggiamento di preghiera personale che offriremo al Signore in un momento di silenzio quando, dopo che avremo proclamato la gloria di Dio, il Sacerdote dirà: "Preghiamo". Egli poi raccoglierà tutte le nostre intenzioni nella formula preparata detta, appunto, "colletta".

* Dopo aver ascoltato la lettura della Parola di Dio, c'è uno spazio di silenzio perchè essa risuoni in noi, così che la sentiamo Parola detta a noi oggi, Parola che vuole essere messa in pratica da noi oggi.

* Se la Parola è Dio che è qui con noi e ci parla, l'Eucaristia è Dio che è qui, presente con il suo Corpo e il suo Sangue di cui ci cibiamo al momento della Comunione. Subito dopo sostiamo in silenzio adorando Dio che è in noi perchè viviamo in Lui, cioè nell'accoglienza della Sua volontà. Sostiamo in silenzio gustando l'incontro con il Dio fatto Carne, dicendogli il nostro desiderio di stare e di vivere con Lui per tutto il resto del tempo.

* Questo silenzio di adorazione si raccoglie nella preghiera che il celebrante innalza dopo averci invitato ad unirci con la nostra preghiera personale dicendo: "Preghiamo" e facendo una breve pausa di silenzio.

* Il Sacerdote conclude la liturgia dicendoci: "Andate in pace". é bene però che restiamo ancora un po' in silenzio e in preghiera, per assimilare, con la mente e col cuore, il mistero che abbiamo celebrato, per ricordare la Parola ascoltata che è la nostra missione, per ringraziare Dio di averci donato ancora una volta il Corpo e il Sangue di Gesù che ci danno la forza per compiere questa missione, per disporci a continuare con Lui la Messa nella vita quotidiana.