LA PASSIONE DI GESU’ DAGLI SCRITTI MISTICI DI LINDA LUCARELLI

Brevissima biografia.

Linda Lucarelli è nata a Castel Sant'Angelo (RI) l'11 apri­le 1916 da Giambattista Lucarelli e da Cotilia Teofili ed è deceduta in Roma, per carcinoma al fegato, all'alba del sa­bato del 23 ottobre 1993.

Il suo carisma: locuzioni interiori che partivano dal cuore e che lei fissava sulla carta, senza alcuna correzione; locu­zioni frequentemente confermate da passi scritturali appro­priati, egualmente "suggeriti" dall'Alto, dell'Antico e del Nuovo Testamento. E così fino al luglio del 1990, quando ini­ziarono le comunicazioni orali, che venivano regolarmente registrate. Era chiamata da Gesù: "Figlioletta" o "Mia pic­coletta"o "Penna e voce del tuo Gesù "e dalla Madre celeste: "Canale della voce della Madre, eco fedele della voce di Dio". E ancora, da Gesù, il 29 marzo 1993, quand'era già stata ope­rata da otto mesi, "Figlioletta mia, piccolo sparuto uccellino che cerchi di volare, di librarti in alto e spesso ti vedi cadere al solo spirare di una raffica di vento" e quasi al principio delle comunicazioni: "Tu sei una povera cosa, di cui Io, il Si­gnore, mi servo e poi ti metto da parte". E lei godeva immen­samente, nella sua umiltà, di questa espressione o altre simili.

Ora non ci resta che ringraziarla del servizio reso alla Chie­sa e pregarla perché continui dal cielo, presso Gesù e Maria, la sua assistenza.

Padre Giuseppe Lanfredi S.M. 

LA PASSIONE DI GESÙ 

Per informazioni e richieste: P. GIUSEPPE LANFREDI S.M.

Via Cernaia, 14/B - 00185-Roma Tel. 06/ 4825570

Via M. Pironti,26 - 00165-Roma Tel. 06/66418620

 

«Padre Mio, se è possibile, passi da Me questo calice! Non come voglio Io, ma come vuoi Tu!». Matteo 26,39 

PRESENTAZIONE

Il Signore Gesù, il Cristo Sofferente, il Crocifisso, morto in croce per redimerci e salvarci, chiama, invita i figli e i fratel­li di buona volontà a meditare, con il cuo­re aperto alla Luce, il Suo soffrire, per amore del Padre e dell'uomo di ogni tem­po, perché ad imitazione del mite ed umi­le Maestro di vita, i Suoi discepoli di questo nostro oggi imparino ad accetta­re, ad amare, ad offrire la propria soffe­renza, per collaborare con Lui, con ge­nerosa donazione, alla salvezza individua­le e universale!

Con la preghiera, che parte dal mio cuore sacerdotale, a che molte anime si riconoscano tra i chiamati e i prescelti, vengono presentati e diffusi, nel presen­te opuscolo, a gloria del Padre, nell'Uni­tà della Trinità Santissima, la medita­zione sulla Passione di Gesù, suggerita e suddivisa in quattro capitoli dal Signore Stesso, nella settimana Santa dell'anno 1984 e il messaggio di Gesù, ricevuto dal­lo strumento, da me attualmente diretto e seguito spiritualmente, nel marzo 1983.

Dio è ordine e luce di grazia e rende partecipe l'uomo, che chiede e torna a chiedere di penetrare nel mistero della sofferenza - di cui fatica a riconoscere, nell'ora della prova, nella solitudine uma­na e nel presunto abbandono di Dio - il valore salvifico proclamato nel Santo Vangelo, ricordato ai sordi nel cuore, ai dimentichi nella vita dello spirito e offer­to, quale rinnovato dono d'amore, a co­loro che accettano, amano, offrono il martirio del cuore e della carne.

P. Giuseppe Lanfredi S. M. 

«Io quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me». Gv. 12,32 

19 aprile 1984 (ore 9,20)  

CAPITOLO PRIMO 

Medita, o uomo, quante volte tu tradisci l'Amore, quante volte tu rifiuti la mia Misericordia..!

Preghiera dello strumento.

Mio Dio, mio dolce Gesù, io ti chiedo pietà per la mia debolezza, ti chiedo per­dono perché non ho risposto al tuo invi­to alla preghiera e all'ascolto! Mio Dio, quanto sono povera di amore e con quan­ta poca disponibilità mi metto al tuo ser­vizio! Sono sempre stanca e mi lascio, in queste notti, in cui dovrei vegliare, pre­gando e offrendo riparazione per l'indif­ferenza e il diniego di tanti tuoi figli e fratelli, vincere dal sonno! Signore, aiu-

tami a vincere la mia inerzia spirituale, soccorrimi perché io torni ad essere, per­ché sia come Tu mi vuoi e mi inviti ad es­sere! Pietà di me, Signore, pietà!

Madre mia, non lasciarmi, rimani sem­pre con me, aiutami ad essere vicina a Te, stretta a Te, con Te! Amen! 

Gesù.

Figlioletta mia, tu sei lenta e tarda nel rispondere alle mie chiamate, ma senti sempre il bisogno di venire a Me, di in­trattenerti con Me, anche se con fatica ti liberi dalle pastoie della tua povera uma­nità stanca ed avvilita sotto il peso di si­tuazioni familiari che ti opprimono e ti rendono inerte nella vita dello spirito!

Tu corri sempre a cercarmi presente nell'Eucarestia, ma quando rientri nella tua casa ti lasci schiacciare dalla realtà contingente della tua casa! Coraggio, Io ti dico, ti ripeto, ti suggerisco amorosa­mente al cuore e alla mente: non lasciar­ti opprimere oltre misura dal tuo oggi, dal tuo domani, da quanto ti affligge, ti disorienta, ti confonde, ti ferma nel cam­mino verso di Me, con Me, per Me! La tua realtà esistenziale è dura e opprimente e tu cerchi nel sonno di fuggire questa tua realtà, dimenticando che vivendo nelle tue notti in comunione amorosa con Me puoi vincere ogni penoso e doloroso sta­to d'animo! Vieni a Me, piccola mia, at­tingi alla fonte di ogni bene che è la tua vita, la tua speranza e la tua pace! Amen!

 

Ascolta e scrivi il primo capitolo della Mia Passione! Amen! 

Io, Gesù di Nazareth, passai, predican­do la buona Novella, amando e donando la vita spirituale e corporale, per le vie della Giudea, della Samaria, della Galilea e molta folla Mi seguì, Mi cercò, Mi sup­plicò, Mi invocò, Mi riconobbe profeta, Maestro, Salvatore! Io venni tra i miei: molti non Mi riconobbero Uomo Dio, po­chi Mi accolsero e Mi seguirono! Amen!

Il tempo della mia permanenza tra gli uomini volgeva al termine! Io, il Signore, Dio da Dio, stavo concludendo la mia mis­sione di Uomo, per redimere l'uomo ed entrai da trionfatore, nella veste del po­vero e dell'umile che tutto ha dato e nul­la chiede se non l'amore, che trova una eco immediata nel canto dell'alleluia, in Gerusalemme, dove tra tante voci fu di conforto e di diletto soltanto il grido fe­stoso dei piccoli, degli innocenti, dei fan­ciulli, che non maturavano nel cuore il tradimento e il diniego, perché non c'era in loro malizia, ma purezza di cuore, ge­nuinità di sentimenti! Mie creature, sia­te piccoli, fatevi piccoli e puri di cuore, per piacere al Mio Cuore!

Amen!

Quel trionfo di un'ora segnava l'inizio della Mia Passione, passione dell'Uomo Dio che è redenzione, come ogni sofferen­za è per voi redenzione, purificazione del vostro peccato e dei peccati dei vostri fra­telli! Per Me, la Mia Passione fu, è eterna purificazione dei vostri peccati, del pec­cato di ogni uomo di ogni tempo, per ogni tempo!

Amen!

Io, Dio, tutto sapevo, tutti conoscevo e non ignoravo la mia ora e Mi preparai, amando e soffrendo, al mio ritorno, con la mia umanità glorificata, al Padre da cui ero venuto per redimervi e salvarvi! Con­sumai la cena pasquale, che in questo vo­stro giorno commemorate, con i miei apo­stoli, avendo con Me colui che doveva tradirmi e che rispose all'offerta del Mio Amore Misericordioso, nella lavanda dei piedi e nell'offerta del Mio Corpo, con il tradimento e il rifiuto della Mia Miseri­cordia! Medita, o uomo, quante volte tu tradisci l'Amore, quante volte tu rifiuti la mia misericordia, quante volte tu uccidi il tuo Dio, bestemmiandolo e odiandolo, disprezzando o ignorando i suoi coman­damenti, la legge di vita dettata dall'Amo­re per tutti i figli di Dio, anche per coloro che negano, offendono, oltraggiano la pa­ternità di Dio, che va alla ricerca del pec­catore e lo ama anche se peccatore, anche quando Lo oltraggia e Lo bestemmia e vuole, sempre vuole, redimerlo e salvar­lo!

Io ero presente in quella ultima cena con i miei apostoli, ma quella mia presen­za da quell'Ora è, continua in ogni ora, perché Io sono vivo, Mi dono in ogni ce­na Eucaristica fino alla fine dei tempi! Venite e mangiate, venite e bevete: Io so­no cibo e bevanda per le vostre povere anime, per condurvi dalla morte del pec­cato alla vita della grazia!

Amen!

Grazie, Gesù, grazie, mio Dio! Amen!  

Luca 14,15-24;

Daniele 14,23-42;

Efesini 6,13-24

 

20 aprile 1984 (ore 1,30 di notte)  

CAPITOLO SECONDO 

Io chiesi ai miei amici partecipazione consapevole alla mia sofferenza nell'agonia del Mio Spirito e comunione di preghiera, ma ebbi in risposta abbandono e solitudine..!

 

Preghiera dello strumento.

Gesù mio, il sonno sta per vincermi: aiutami Tu, perché io possa ancora ve­gliare pregando! Ti prego, mio Gesù, io voglio intrattenermi con Te che in questa notte, in quell'Ora, Tu stavi vivendo la tua agonia, l'agonia dello spirito dell'Uomo Dio nell'orto del Getsemani! I tuoi predi­letti apostoli furono vinti dal sonno e si addormentarono e Tu, mio Signore, fosti solo a pregare, solo a soffrire, solo ad amare Dio Padre e tutti gli uomini di ogni tempo e ti caricasti, soffrendo ed aman­do, di tutti i nostri peccati, dei miei pec­cati, o mio Dio e mio Signore! Io, tua piccola, povera creatura voglio consolar­ti, voglio dirti e ripeterti: ti amo, Gesù, mio dolce Salvatore e Redentore! Voglio partecipare con Te all'opera della reden­zione, offrendo, nell'economia della sal­vezza, le mie piccole sofferenze, che a me sembrano tanto grandi e a volte insoppor­tabili, a Te, in riparazione e per la con­versione del mondo! Accogli, mio Dio, questa mia offerta e fortificami nella vir­tù della pazienza, donami l'umiltà, fam­mi crescere nell'amore per Te, a servizio, su questa terra, dei fratelli!

Madre mia, sii Tu, sempre più, la gui­da, la protettrice, la mediatrice di ogni grazia per me e per tutti i miei cari! Amen! 

Gesù.

Piccoletta mia, figlioletta del Mio Cuo­re Misericordioso e Amoroso, Io, il Signo­re, il vostro Redentore e Salvatore, in quell'orto del Getsemani, dissi ai miei tre apostoli Giacomo, Giovanni e Pietro: ve­gliate e pregate per non cadere in tenta­zione! Io chiesi in quell'ora partecipa­zione al mio dolore di Vittima d'amore che, Uomo dei dolori, vissi nella pienez­za della visione divina che Io ebbi dei vo­stri peccati, dei peccati di ogni uomo di ogni tempo, per ogni tempo, finchè il tem­po è!

Amen!

Io chiesi ai miei amici partecipazione consapevole alla mia sofferenza nell'ago­nia del Mio Spirito e comunione di pre­ghiera, ma ebbi, in risposta, abbandono e solitudine, perché la loro carne vinse, nel sonno, l'anelito dello spirito nutrito e alimentato alla scuola dell'Amore! An­che per te, mia creatura, anche per voi, mie creature, che Mi amate e Mi seguite, come i miei apostoli di quei tempi, anche per voi apostoli di questi vostri tempi si ripete la dolorosa esperienza della vostra umana fragilità e debolezza! Quante vol­te Mi lasciate solo, Vittima di amore e di riparazione, nei vostri tabernacoli, dove Io presente e vivo, dolorante del dolore di quella Ora nell'orto del Getsemani, vi attendo, in preghiera e in offerta di ripa­razione, che è partecipazione al dolore che redime e salva, e voi dormite e voi ta­cete con i vostri cuori, perché le vostre anime sono immerse nel silenzio e nel so­pore della morte e non Mi offrite che ri­tagli del vostro tempo, momenti di di­stratta preghiera e non di adorazione del Dio Vivente e Presente, divenuto ancora piccolo e finito per farsi trovare da voi che siete finiti, ma troppi di voi non pic­coli e semplici, come debbono essere i fi­gli della Luce, gli umili che Dio deve esaltare, facendoli partecipi della sua glo­ria nella sua resurrezione, nella resurre­zione di Cristo Signore!

Vegliate e pregate Io dissi allora, veglia­te e pregate Io dico a voi, vegliate e pregate per non cadere in tentazione, perché quando lo spirito, il vostro spirito prega entra in sintonia con lo Spirito di Dio e l'umana creatura viene difesa e resa im­mune dall'azione nefanda dello spirito del male! Ora, Io dico a te, come dissi ai miei tre apostoli: dormi, mia piccoletta, e la mia pace ti pervada tutta, cuore e men­te, anima e corpo!

Amen! 

21 aprile 1984 (ore 1,15 di notte)  

CAPITOLO TERZO 

Io soffrii e patii la sofferenza dell'espiazione, della riparazione dell'Amore offeso e oltraggiato, profanato e insultato, misconosciuto e rinnegato, ignorato e condannato, maledetto e tollerato, annientato e ucciso!

 

Preghiera dello strumento.

Gesù mio, Gesù Crocifisso, io ti ado­ro! Mio Dio, io ti chiedo perdono per i miei peccati, per le mie ingratitudini, per la mia limitatezza nell'amore, per la mia incapacità di soffrire con Te, per tutte le mie infinite povertà e mi consegno tutta a Te, così come sono, perché Tu, mio Signore e mio Dio, in questa notte santa, in questa notte in cui si realizzò con la tua morte di croce la nostra redenzione, mi trasformi in una creatura nuova, arden­te di amore, forte in ogni prova doloro­sa, paziente nell'attesa di quanto credo e spero per tua grazia e dalla tua misericor­dia, generosa nella donazione, operosa nel servizio, umile e semplice in ogni at­timo della mia terrena esistenza! Gesù mio, grazie, perché Tu sei l'Amore, Tu sei il mio Redentore e il mio Salvatore! Ti be­nedico, ti glorifico, ti lodo, Dio mio!

Madre dolcissima, Madre tenerissi­ma, Madre dei dolori, grazie e sempre grazie, perché ci hai donato Gesù, grazie, perché ci ami e ci soccorri pietosa e amo­rosa sempre! Amen! 

Gesù.

Piccola figlia mia, piccolo e tenero mio amore, ascolta e scrivi il terzo dolo­roso capitolo della mia storia di Uomo Dio, come Io stesso la suggerisco al tuo cuore, aperto a ricevere, perché tutto abbandonato all'azione dell'Amore, che tra­smette alla tua mente il Mio Pensiero che diventa tuo pensiero!

Amen!

La mia agonia, agonia del cuore, ago­nia dello spirito del Cristo Redentore si era compiuta in uno schianto del cuore, in un'offerta d'amore che voi, mie pove­re umane creature, limitate e condiziona­te dalla materia, non potete comprendere, non potete mai vivere, perché anche nel vostro dolore, nelle vostre percezioni af­fettive e sensitive siete limitati, perché le vostre realtà esistenziali sono limitate nel tempo, perché Io nella mia perfetta uma­nità vidi da Dio ogni uomo di ogni tempo e di ognuno conobbi, riconobbi e Mi pre­si, caricandomene, il peccato, l'offesa a Dio Creatore, a Dio Padre e Signore, e di ogni peccato soffrii e patii la sofferenza dell'espiazione, della riparazione all'Amo­re offeso e oltraggiato, profanato e insul­tato, misconosciuto e rinnegato, ignorato e condannato, maledetto e tollerato, an­nientato ed ucciso!

Creature mie che Mi amate, che volete amarmi, piangete e pregate, riparate ed offrite riparazione, perché siete voi, nel vostro oggi, le vittime, le ostie riparatri­ci per placare la giustizia di Dio, per da­re a Dio il tributo d'amore che compensi il disamore e l'oltraggio e l'armonia e l'e­quilibrio regnino ancora su questa vostra terra! Io vidi e soffrii, Io vidi ed offrii Me Stesso, Io vidi e sudore di sangue stillò dal mio corpo di Uomo, di Uomo dei do­lori, perché il Mio Cuore si spezzò in quel­la agonia di morte, perché nell'orto del Getsemani, in quell'orto iniziò la mia ago­nia!

Giuda, l'amico e l'apostolo, che Io at­tendevo, perché si compisse la mia Ora, venne e il suo bacio, espressione del suo tradimento, lasciò sul mio Volto di Mar­tire Divino il suggello di tanti altri tradi­menti che Io, Dio Uomo, conoscevo e per essi soffrivo! Io, che avevo amato e Mi ero donato, fui giudicato come reo e fui con­dannato! Quante volte l'umana creatura Mi giudica e Mi condanna e Mi dà odio in cambio dell'amore e giudica come male quanto Io, il Signore, permetto per il suo bene, per la sua eterna salvezza!

O mie creature, che Mi amate, conso­late con il vostro amore e il vostro grazie il Mio Cuore sempre trafitto dall'umana ingratitudine e da tanto odio che avvele­na tanti figli di Dio! Io fui flagellato nel­le mie carni innocenti e altro sangue fu versato per redimervi e per purificarvi dei peccati che commettete con il vostro corpo, che diventa strumento di perdizio­ne e di dannazione!

Povere mie creature, quanto debole è la vostra carne e quanta corruzione è ad essa legata! Voi, mie creature, che avete fatto dei vostri corpi il tempio dello Spi­rito, pregate e riparate per i vostri fratelli che uccidono il loro spirito e vivono da bruti, obbedendo all'istinto, non sotto­mettendosi e non obbedendo all'azione sanante e purificatrice dello Spirito, per­ché nel rifiuto della grazia che è dono del­la Misericordia di Dio! Io fui deriso, schiaffeggiato, incoronato di spine, Io, Dio-Uomo, fui annichilito e annientato nella dignità di ogni uomo! Io fui consi­derato e beffeggiato come un re da bur­la, Io, il Re dei re, fui il servo offeso di soldati asserviti da satana, il nemico di Cristo Signore, del Redentore, del Salva­tore, di Dio Uno e Trino!

Amen! 

22 aprile 1984 (ore 1,15 di notte)  

CAPITOLO QUARTO 

Il peso della mia Croce fu il peso di tutte le croci, di tutte le sofferenze di ogni uomo di tutti i tempi!

 

Preghiera dello strumento.

Gesù mio, quanto sono stanca: aiutami Tu a rimanere sveglia, perché io possa ascoltare la tua parola, parola di vita e di verità! Amen!

Madre mia, ti amo, Madre mia, prega per me e con me il Signore della vita! Amen! 

Marco 12,41-44 

Gesù.

Eccomi, piccoletta mia stanca e biso­gnosa di riposo, Io, il Signore, ti porto la mia forza e le energie che nascono dallo spirito, ti porto la gioia del sacrificio, l'of­ferta dell'amore!

Amen!

Io fui martirizzato nello spirito e nella carne, ma il martirio dello spirito fu più duro di quello della carne!

Amen!

Gli oltraggi, le bestemmie, il grido soffocato di condanna, l'inferno scatena­to contro la mia umanità furono l'inizio, il percorso, l'arrivo al Calvario, accompa­gnarono la mia agonia sulla Croce, men­tre la Madre mia dolorosa ascoltava, viveva il mio dolore e, straziata Ella stes­sa con Me e per Me, taceva: sacerdotessa eterna offriva al Padre il suo sacrificio in­cruento e del Redentore divenne in quel­l'Ora la Corredentrice!

Ella, la Madre del Salvatore, è stru­mento di salvezza! In quel cammino ver­so il Golgota Io caddi tre volte sotto la croce e le mie cadute divennero vittoria per voi nelle vostre cadute, furono ripa­ratrici in ogni vostra caduta! Il peso del­la mia croce fu il peso di tutte le croci, di tutte le sofferenze di ogni uomo di tut­ti i tempi: sulla mia croce deponete le vo­stre croci per non sentire più sofferenza non amata, ma dolce letizia, amore per le vostre croci, nutrimento e alimento di ogni perfezione nell'amare! Amare è sof­frire, soffrire è amare!

Amen!

L'uomo di Cirene si caricò della mia croce: siate anche voi oggi, nel vostro og­gi, i miei cirenei, che danno il loro con­tributo nell'opera salvifica della reden­zione! La Veronica asciugò il Mio Volto, il Mio Santo Volto deturpato dal sudore, dal sangue, dall'umano oltraggio e quel Volto divenne, nel lino della Veronica, specchio e riflesso della umana malvagi­tà e questo Mio Volto, impresso nel len­zuolo della Sindone, adorate, baciate, carezzate con amore, perché Io possa es­sere da voi consolato!

I chiodi che trapassarono le mie ma­ni e i miei piedi prefigurano le ferite che voi Mi fate, quando Mi rinnegate e croci­figgete con le vostre cattive intenzioni, con i vostri pensieri e con le vostre azio­ni! Io fui innalzato sulla Croce e da quel legno Io vi guardai, vi vidi tutti, vi amai dell'amore supremo! Le mie braccia aper­te, inchiodate sulla croce, vi parlano del­la mia misericordia, che tutti abbraccia, tutti chiama, tutti perdona! Sulla Croce, sulla mia croce, vivevo l'abbandono del Padre e la crudeltà dell'uomo mio fratel­lo, perché l'offerta riparatrice fosse totale e unica via di salvezza! Io non vidi, vici­no a Me, in quell'Ora estrema del mio sa­crificio, non vidi che la Madre mia, mio unico conforto, e nel mio sconvolgente amore, perché amore di un Dio, vi donai alla Madre e feci di Lei la vostra Madre, la Madre ausiliatrice di tutti i peccatori figli di Dio! E con tale investitura Io vol­li ricordarvi che Io sono vostro fratello, sempre pronto a darvi tutto, in cambio di un po' di amore!

Nel consegnare, nel supremo anelito, il Mio Spirito nelle mani del Padre, vi ac­comunai, nell'offerta e nella donazione, alla mia umanità e vi esaltai nella Mia Di­vina Persona!

Chinate le vostre teste orgogliose, apri­te le vostre anime alla voce dell'Amore e adorate il Dio Incarnato, morto e sepol­to per voi, per la vostra vita e per la vo­stra resurrezione!

Amen!  

Luca 9,12-17;

2 Corinzi 4,7-21;

Mt. 6,9-15 

«Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». Mt. 27,46 

24 marzo 1983 (ore 24,35) 

Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato! Tu, umana creatura, non sei, per la mia agonia di quell'Ora, mai abbandonata! 

Gesù.

Dio, Dio, perché mi hai abbandonato! È grido, è lamento, è preghiera, è espia­zione, è olocausto e tributo di amore a Dio Padre e offerta di amore sublimato dalla sofferenza per il riscatto dell'umana crea­tura!

Dio Padre ama Dio Figlio e del Figlio divenuto Uomo e Uomo Crocifisso, il Cro­cifisso con le braccia aperte in atto di of­ferta al Padre e promessa d'amore e di donazione alla umana creatura, accoglie il lamento, accetta e riceve la riparazione cruenta e il martirio del cuore, soffre e permette l'abbandono e la solitaria ago­nia, perché il riscatto sia, senza la divina presenza, totale e senza consolazione, per­ché totale e senza limiti fu l'offesa a Dio del primo Adamo!

La Madre mia fu vicina a Me Croci­fisso e anch'Ella sentì e provò con Me, perché di ogni mia sofferenza fu parteci­pe e compartecipe, Io abbandono del Pa­dre perché Ella, novella Eva, doveva espiare e riparare la debolezza e il rifiu­to della volontà di Dio della prima Eva!

Io, Dio Uomo, ebbi in Me, ebbi su di Me il rifiuto e la condanna del Padre per il peccato dei progenitori dell'umanità e per i peccati di tutti gli uomini di tutti i tempi, perché Io, Vittima innocente e Martire divino, Mi feci peccato per riscat­tarvi e riabilitarvi a figli di Dio nel Figlio umiliato, martoriato, crocifisso, abbando­nato! Ma Io, il Crocifisso, il Martire sup­plice al Padre con le braccia aperte per accogliere e ricevere, per amore, ogni martirio e l'abbandono del Padre, sono risorto e regno, eterno Re di gloria, per in­dicarvi la strada che conduce a Dio Uno nelle Tre divine Persone!

Io Dio Uomo fui, da Dio Padre, ab­bandonato nella prova suprema del mio amore, ma, tu, umana creatura, non sei, per l'agonia di quell'Ora, mai abbandona­ta, perché con la mia morte ho proclama­ta e consacrata, a tua salvezza, la Mise­ricordia, che mai abbandona l'uomo che supplice grida a Dio la richiesta di aiuto nella propria sofferenza!

Ringrazia, loda, benedici, adora Dio Uno e Trino, o uomo, nel tempo, per l'e­ternità e benedici la Vergine Madre cor­redentrice con Cristo Redentore!

Amen!  

Zaccaria 13,9;

Romani, 5,1-21;

Romani 6,1-14