LA
PASSIONE DEL SIGNORE RIVELATA
A SUOR JOSEFA MENENDEZ
« Josefa, sposa e vittima
del mio Cuore, ti parlerò della mia Passione, perché sia oggetto costante del
tuo pensiero e perché essa apporti alle anime le confidenze del mio Cuore ».
Nella Quaresima del 1923,
Nostro Signore rivelò a Sorella Josefa Menèndez i sentimenti provati dal suo
Cuore divino durante la sua Passione. Josefa riceveva in ginocchio le confidenze
del Maestro, e mentre Egli parlava, scriveva.
Con approvazione del Card.
Pacelli, futuro Pio XII
22 febbraio 1923
« Comincerò a
scoprirti i sentimenti che inondavano il mio Cuore, mentre lavavo i piedi ai
miei Apostoli.
« Li convocai
tutti e dodici. Non volli escludere nessuno. Vi si trovava Giovanni, il
discepolo prediletto, e Giuda, che di lì a poco m'avrebbe consegnato ai miei
nemici.
« Ti dirò perché
volli riunirli tutti e perché incominciai a lavar loro i piedi:
« Li riunii
tutti, perché era quello il momento in cui la mia Chiesa doveva presentarsi al
mondo; e presto non vi sarebbe stato che un solo Pastore per tutte le greggi.
« Volevo anche
insegnare alle anime che quantunque cariche di peccati atroci; non le escludo
dalle mie grazie, né le separo dalle anime più amate; vale a dire che riunisco
le une alle altre nel mio Cuore, e che do loro le grazie di cui abbisognano.
« Ma qual dolore
provai in quell'ora sapendo che l'infelice Giuda rappresentava tutte le anime
che pur tante volte raccolte ai miei piedi, tante volte lavate nel mio Sangue,
si sarebbero egualmente perdute per sempre.
« Sì, in quel
momento volli insegnare ai peccatori che non devono allontanarsi da me, neppure
quando sono in peccato, pensando che non vi è più un rimedio e che mai più
saranno amati come prima di aver peccato. No, povere anime! Non sono questi i
sentimenti di un Dio, che ha sparso tutto il suo Sangue per voi!...
« Venite tutti a
Me e col mio Sangue tornerete candidi come la neve. Immergete i vostri peccati
nell'acqua della mia Misericordia; nessuno sarà capace di strappare dal mio
Cuore l'Amore che vi porto!... ».
25 febbraio
« Continuerò a
dirti i miei segreti d'amore...
« Volli lavare i
piedi dei miei apostoli per mostrare alle anime quanto desidero che siano candide
e pure quando mi ricevono nel Sacramento dell'amore.
« Fu anche per rappresentare il Sacramento della Penitenza nel quale le anime,
che hanno avuto la disgrazia di cadere in peccato, possono lavarsi e ricuperare
il primitivo candore ».
« In quell'ora
tanto prossima alla Redenzione del genere umano, il mio Cuore non poteva
contenere l'ardore che lo divorava; e perché era infinito l'amor mio per gli
uomini, non volli lasciarli orfani.
« Per vivere
quindi con essi fino alla consumazione dei secoli e dimostrare tutta la mia
tenerezza volli diventare loro alimento, loro sostegno, loro vita, loro tutto...
« Ah! quanto
vorrei far conoscere a tutte le anime i sentimenti del mio Cuore! Quanto bramo
che tutte siano penetrate dell'amore che m'infiammava quando nel cenacolo
istituii il Sacramento dell'Eucaristia.
« In quel
momento vidi tutte le anime, che nel corso dei secoli si sarebbero cibate del
mio Corpo e del mio Sangue; e anche tutti gli effetti divini prodotti in
moltissime di loro da tale Cibo.
« In quante
anime questo Sangue immacolato avrebbe generato purezza e verginità! In quante
avrebbe acceso la fiamma dell'amore e dello zelo! Quante anime, anche dopo aver
commesso molti e gravi peccati, indebolite dalle passioni, sarebbero ritornate a
Me e avrebbero ritrovato vigore nutrendosi del Pane dei forti!
« Ah, chi potrà
penetrare i sentimenti del mio Cuore in quei momenti... sentimenti d'amore, di
gioia, di tenerezza... Ma quanta fu pure l'amarezza che inondò il mio Cuore! ».
2 marzo
« Voglio
palesare alle mie anime la tristezza che inondò il mio Cuore durante la Cena;
poiché se fu grande la mia gioia nel farmi compagno degli uomini fino alla
fine dei secoli e divino alimento delle anime loro. e se vedevo il gran numero
di essi che mi avrebbe reso omaggio d'adorazione, di riparazione e d'amore...
non fu però minore la tristezza causatami dalla vista di quanti m'avrebbero
lasciato nella solitudine del Tabernacolo, e di quelli che non avrebbero creduto
alla presenza reale...
« In quanti
cuori macchiati di peccato avrei dovuto entrare... e quante volte la mia Carne
e il mio Sangue così profanati sarebbero diventati motivo di condanna per
quelle anime!
« Ah, come vidi
in quel momento tutti gli oltraggi, i sacrilegi e le abbominazioni orribili
che si sarebbero commesse contro di Me! Quante ore avrei dovuto passare nella
solitudine del Tabernacolo! Quante notti! E quante anime avrebbero rifiutato gli
amorosi inviti che dal Tabernacolo avrei fatto loro udire!
« Per amore
delle anime, rimango prigioniero nell'Eucaristia, affinché in tutte le loro
pene e nei loro dolori possano venire a consolarsi col più tenero dei Cuori,
col migliore dei Padri, col più fedele degli amici. Ma quest'amore che si
consuma per il bene delle anime non è corrisposto!... Abito fra i peccatori per
diventare la loro salvezza e la loro vita, medico e medicina di tutte le
malattie causate dalla natura corrotta... e in cambio essi si allontanano da
Me, mi oltraggiano, mi disprezzano!...
« Poveri
peccatori! Non allontanatevi! Vi aspetto nel Tabernacolo!... Non vi rimprovererò
i vostri delitti... non vi rinfaccerò il vostro passato... ma lo laverò nel
Sangue delle mie Piaghe... Non temete dunque... Venite a Me... Non sapete quanto
vi amo?... ».
6 marzo
« Nel momento d'istituire l'Eucaristia vidi presenti tutte le anime privilegiate che dovevano cibarsi del mio Corpo e del mio Sangue, e i differenti effetti prodotti in esse. Per alcune il mio Corpo sarebbe rimedio alla loro debolezza, per altre fuoco divoratore che consumerebbe la loro miseria e le accenderebbe d'amore.
« Ah, perché
tante anime diventano per il mio Cuore causa di tristezza, dopo che Io le ho
ricolmate di carezze e d'ogni bene? Non sono lo sempre lo stesso? Sono forse
cambiato con voi? No, Io non cambierò mai; e fino alla fine dei secoli vi amerò
con tenerezza e predilezione.
« So che siete
piene di miserie, ma per questo non ritrarrò da voi il mio più tenero sguardo;
ansiosamente vi aspetto, non solo per alleviare. le vostre pene, ma per
ricolmarvi di nuovi benefici.
« Se vi chiedo
amore, non me lo negate; è molto facile amare Colui che è lo stesso Amore.
« Se chiedo
qualche cosa che costa alla vostra natura, vi do anche la grazia e la forza
necessaria. « Vi ho scelto perché siate il mio conforto. Lasciatemi entrare
nell'anima vostra, e se non vi è nulla che sia degno di Me, ditemi con umiltà
e fiducia: "Signore, vedete quali frutti e quali fiori produce il mio
giardino. Venite ad insegnarmi ciò che debbo fare affinché oggi possa
cominciare a sbocciare in me il fiore che Voi desiderate ".
« Credi tu che
fra le anime scelte non ve ne siano alcune che mi danno pena?... Persevereranno
tutte? Questo è il grido di dolore che esce dal mio Cuore; questo il gemito che
voglio far udire alle anime ».
L'Eucaristia
meraviglia dell'amore sconosciuto
7 marzo
« Scrivi quello
che soffrì il mio Cuore in quell'ora quando cioè non potendo contenere il
fuoco d'amore che mi consumava, inventai la meraviglia dell'Amore
nell'Eucaristia.
« Avendo
presenti tutte le anime che si ciberebbero di questo Pane divino, vidi pure e
sentii tutta la freddezza di tante fra quelle predilette... di tante anime
consacrate, che avrebbero ferito il mio Cuore. Vidi quelle, che lasciandosi
vincere dall'abitudine, dalla stanchezza, dal disgusto, cadrebbero a poco a poco
nella tiepidezza.
« Io sto nel
Tabernacolo, e aspetto... Desidero che quell'anima venga a ricevermi, che mi
parli con la confidenza di una sposa, che mi chieda consiglio, e solleciti le
mie grazie...
« Vieni, le
dico, dimmi tutto; dimmi tutto con intera confidenza... chiedi dei peccatori...
offriti per riparare... promettimi che oggi non mi lascerai solo... guarda se il
mio Cuore desidera da te qualche cosa che mi possa dar conforto.
« Questo
m'aspettavo da quell'anima, e da tante altre... Ma quando si avvicinano e mi
ricevono sotto le Specie Eucaristiche, appena appena mi dicono una parola...
Hanno sempre fretta: sono preoccupate, stanche, contrariate.
« Sono inquiete
per la propria salute, angustiate per i loro affari... in ansietà per la
famiglia... non so che dire... sono fredda, desidero uscir di chiesa, non mi
occorre nulla...
« Ahimé, così
mi consoli, anima da me eletta, e che tutta la notte ho atteso con tanta
impazienza? « Celebrando il Santo Sacrificio, ricevendomi ogni mattina nel suo
cuore, il Sacerdote mi parla
forse delle anime
di cui è responsabile? Ripara le offese che ricevo da quel peccatore? Mi chiede
la forza per disimpegnare bene il suo ministero, lo zelo per lavorare per la
salvezza del suo gregge? Mi darà egli tutto il suo amore? Potrò riposarmi in
lui come nel mio discepolo tanto amato? ».
« L'Eucaristia
è invenzione d'amore, è vita e forza delle anime, è rimedio a tutte le
malattie dello spirito, è viatico per chi passa dal tempo all'eternità.
« I peccatori
ritrovano in essa la vita dell'anima; le anime tiepide, il calore che le
rinforza; le anime pure, soave, dolcissimo alimento; le fervorose, riposo e
soddisfazione a tutti i loro ardenti desideri; le perfette, ali per librarsi e
tendere a maggiore perfezione.
« Infine le
anime religiose trovano nell'Eucaristia il loro nido, il loro amore, ed inoltre
il simbolo dei benedetti e sacri vincoli, che le uniscono intimamente e
inseparabilmente allo Sposo Divino ».
12 marzo
« Josefa, vieni
con Me nel Getsemani; lascia che l'anima tua si riempia di quei medesimi
sentimenti, di quell'amara tristezza che inondarono la mia in quell'ora.
« Dopo aver
predicato alle turbe, curato gli infermi, dato la vista ai ciechi, risuscitato
i morti... dopo aver vissuto tre anni in mezzo agli Apostoli per istruirli e
affidar loro la mia dottrina, avevo infine insegnato coll'esempio a
sopportarsi vicendevolmente, lavando loro i piedi e facendomi loro cibo.
« Si avvicina
l'ora per la quale il Figlio di Dio s'era incarnato... Redentore del genere
umano, Egli avrebbe sparso il suo Sangue e dato la sua vita per il mondo.
« In quell'ora,
volli pormi in orazione e offrirmi a compiere la volontà del Padre mio.
« Anime care!
Imparate dal vostro modello, che l'unica cosa necessaria, quantunque alla natura
ripugni, è il sottomettersi umilmente e l'offrirsi a fare la volontà di Dio.
« Volli anche
insegnare alle anime, che ogni azione importante dev'essere preceduta,
preparata e vivificata dalla preghiera, perché nell'orazione l'anima si
rinvigorisce per affrontare le difficoltà e Dio le si comunica, consigliandola,
inspirandola; ancorché essa non se ne accorga.
« Mi ritirai
nell'Orto degli Ulivi con tre miei discepoli per insegnare a voi, anime care
al mio Cuore, che le tre potenze dell'anima debbono accompagnarvi ed aiutarvi
nell'orazione.
« Ricordate con
la memoria i benefici divini, le perfezioni di Dio, la sua bontà, il suo
potere, la sua misericordia, l'amore che vi porta. Cercate poi con
l'intelletto in
qual modo potete corrispondere alle meraviglie che ha fatto per voi... Lasciate
che la volontà si scuota, desiderando fare per Dio più e meglio; consacratevi
alla salvezza delle anime, sia con le opere apostoliche, sia con la vita umile e
nascosta, sia ritirandovi silenziose nella preghiera. Prostratevi umilmente come
creature alla presenza del Creatore, e adoratene i disegni sopra di voi qualunque
essi siano, sottomettendo la vostra alla divina sua volontà.
« Così
m'offersi, per attuare l'opera della Redenzione del mondo.
« Ah, che
momento fu quello in cui sentii piombare su di Me tutti i tormenti che avrei
dovuto soffrire durante la passione: le calunnie, gli insulti, gli schiaffi, i
flagelli, la corona di spine, la sete, la croce!... Tutto si affollò dinanzi ai
miei occhi e dentro il mio Cuore, e nel medesimo istante vidi le offese, i
peccati, le abbominazioni che si commetterebbero nel corso dei secoli, e non
solamente li vidi, ma mi sentii ricoperto
di tutti quegli
orrori... e così rivestito d'ignominia, mi presentai al Padre celeste per
implorare misericordia.
« Mi offersi
come garante per calmare la sua collera e placare l'ira sua. Ma sotto il peso
di tanti peccati e di tanti delitti la mia natura umana provò tale terribile
angoscia, tale agonia mortale da sudarne sangue..
« Oh, anime che
mi fate soffrire in tal modo! Sarà questo Sangue salute, vita per voi? Sarà
possibile che tale angoscia, tale agonia e tal Sangue restino inutili, per tante
anime? ».
13 marzo
« Continuiamo la
nostra meditazione: vieni accanto a Me, e quando mi vedrai immerso in un
oceano di tristezza, seguimi mentre cercherò i tre discepoli rimasti ad una
certa distanza.
« Li avevo presi
con Me perché mi aiutassero partecipando alla mia angoscia... perché
pregassero con Me; per riposarmi in essi... Ma... come esprimere ciò che provò
il mio Cuore quando, cercandoli, li trovai addormentati?... Come è triste
trovarsi soli, senza potersi confidare con coloro che ci circondano!
« Quante volte soffre il mio Cuore, e volendo trovar sollievo presso le anime
che più amo, vado loro incontro, e le trovo addormentate!...
« Anime care!
desidero insegnarvi quant'è inutile e vano cercar sollievo nelle creature!
Quante volte esse sono addormentate e invece di trovar in loro il conforto che
andiamo cercando, ce ne torniamo tristi, perché non comprendono, né
corrispondono al nostro desiderio, al nostro amore! ».
« Tornando
quindi alla preghiera, mi prostrai nuovamente, adorando il Padre, e gli chiesi
aiuto: « Padre mio! ». Non dissi: « Dio mio ». Quando soffrite
maggiormente, voi pure dovete chiamare Iddio, col dolce nome di « Padre »,
invocarlo, domandargli conforto, esponendogli le vostre pene, i vostri timori, e
ricordargli, gemendo, che siete suoi figli. Ditegli che l'anima vostra non ne può
più... che suda sangue.. che il vostro cuore è tanto oppresso da sembrare
che gli venga meno la vita... che il vostro corpo soffre e più non resiste.
« Chiedete con
confidenza di figli e siate certi che il Padre vostro vi consolerà, e darà la
forza necessaria per superare la tribolazione vostra o delle anime a voi
affidate ».
« L'anima mia
triste e desolata, pativa angoscie mortali... Mi sentii oppresso dal peso della
più nera ingratitudine...
« Il sangue, che
usciva da tutti i pori del mio corpo, e che fra poco avrei versato da tutte le
mie ferite, sarebbe riuscito inutile ad un gran numero d'anime che si sarebbero
perdute... Moltissime mi avrebbero offeso, e molte non mi avrebbero conosciuto!
« Spargerò il
mio Sangue per tutte, e i miei meriti saranno applicati ad ognuna... Sangue
divino... Meriti infiniti... e pur tuttavia inutili per tante e tante anime!...
« Questo fu il
calice che accettai e bevvi fino alla feccia!
« Tutto per
insegnarvi, anime care, a non indietreggiare di fronte ai patimenti e a non
crederli inutili, anche se non ne vedete il frutto, che però sempre otterrete.
Sottomettete il giudizio e lasciate che in voi si compia la volontà divina ».
14 marzo
« Dopo essere
stato confortato dall'Angelo inviatomi dal Padre mio, vidi avvicinarsi Giuda,
uno dei miei dodici Apostoli, e dietro a lui tutti quelli che dovevano
catturarmi. Avevano in mano corde, bastoni, pietre, e ogni genere di
strumenti, per impossessarsi di Me...
« M'alzai e
avvicinandomi a loro dissi: " Chi cercate? ".
« Frattanto
Giuda, posandomi le mani sulle spalle, mi baciò!... Ah! che fai Giuda, che
significa questo bacio?
« E qui potrei
dire a tante anime: Che fate?... perché mi tradite con un bacio?
« Anima ch'Io
amo... dimmi, tu che vieni a Me, che mi ricevi nel tuo petto... mentre più di
una volta mi dirai che mi ami, non mi consegnerai poi ai miei nemici quando
uscirai di qui? Ben sai che mi feriscono fortemente... voglio dire conversazioni
che mi offendono!...
« E tu che mi
hai ricevuto oggi, che mi riceverai domani, perderai il candore prezioso della
mia grazia?
« Continuerai tu
in quell'impresa che ti insozza le mani? Non sai che non è lecito il mezzo col
quale acquisti quel denaro, o raggiungi quella posizione, o ti procuri quel
benessere?
« Guarda... fai
come Giuda... adesso mi ricevi e mi baci; fra qualche minuto o fra qualche ora
mi
prenderanno i
miei nemici e tu stesso darai loro il segno di riconoscimento...
« Con quell'amicizia
non solo mi leghi e mi lapidi: ma sei anche causa che un'altra persona mi
maltratti e mi lapidi come te!
« Perché mi
tradisci così, anima che mi conosci e che in varie occasioni ti glorii di
essere pia e di esercitare la carità?
« Anima tanto
amata! perché ti lasci trasportare da quella passione? Non ti chiedo che tu ti
senta libera, perché ciò non è in tuo potere, ma che tu lotti... Bada che il
godimento di pochi istanti, sarà poi oggetto della tua perdizione come i trenta
denari coi quali Giuda mi vendette.
« Quante anime
mi hanno venduto e mi venderanno a prezzo vilissimo d'un piacere illecito, momentaneo,
passeggero... Ah, povere anime!... Chi cercate? Me? Quel Gesù che conoscete,
che avete amato e col quale avete pattuito alleanza eterna?
« Lasciate che
vi dica una parola: "Vegliate e pregate "... Lottate senza tregua e
non lasciate che le vostre inclinazioni ed i vostri difetti diventino abituali
».
« Le anime che
peccano" gravemente, mi consegnano al nemico, e l'arma con la quale mi
feriscono è il peccato...
« Però non
sempre si tratta di peccati gravi, specialmente fra le mie anime elette. Molte
di esse coi loro difetti abituali, con le cattive inclinazioni non combattute,
con le concessioni alla natura immortificata, con le mancanze di carità, mi
consegnano ugualmente ai miei nemici, se non perché mi uccidano, perché mi
maltrattino. E se è cosa tanto triste ricevere un'offesa d'ingratitudine da
un'anima qualsiasi, assai più dolorosa è l'offesa che proviene da chi è
particolarmente amato...
« Sì, anime che
ho scelto per farne il mio luogo di riposo, il giardino delle mie delizie; da
voi aspetto maggior tenerezza, maggior delicatezza, più grande amore...
« Da voi attendo
il balsamo che mi chiuda le ferite; voi mi asciugherete il volto divino
deturpato e sfigurato; mi aiuterete a illuminare tante anime cieche, che
nell'oscurità della notte m'afferrano e mi legano per darmi la morte.
« Non lasciatemi
solo... Destatevi e venite, perché già sono arrivati i miei nemici... ».
15 marzo
« Quando i
soldati si avvicinavano per prendermi, dissi loro: " Sono Io ".
Questa medesima parola ripeto all'anima prossima a cadere nella tentazione: Sono
Io... Sì, sono lo... Sei ancora in tempo a ritirarti e se vuoi, io ti
perdonerò; così invece di legarmi tu con le corde del peccato, ti stringerò
Io coi legami d'amore.
« Vieni, Io sono
Colui che ti ama, ed ha tanta compassione della tua debolezza, Colui che aspetta
ansiosamente per riceverti fra le sue braccia.
« Ah! che
tristezza per Me, quando, dopo aver detto tutto questo alle anime, pur tuttavia
alcune mi legano e mi trascinano egualmente alla morte! ».
« Ma era giunta
l'ora mia, quella in cui dovevo consumare il sacrificio. Lasciando ogni libertà
ai soldati, a loro mi consegnai con la mitezza di un agnello... Mi condussero a
casa di Caifa, dove fui ricevuto con insulti e beffe e dove uno dei servi mi
diede il primo schiaffo!
« Ah, Josefa!...
Comprendi questo... il primo
schiaffo!... Mi fece forse più male dei colpi della flagellazione?... No, ma in
quel primo schiaffo, vidi il primo peccato mortale di tante anime! Di quelle
anime che dopo essere vissute nella mia grazia avrebbero commesso il primo
peccato grave... e dopo il primo, quanti e quanti ancora... e quante anime
trascinate con l'esempio alla medesima sventura... ».
16 marzo
« Gli Apostoli
mi avevano abbandonato!... Pietro, mosso da curiosità, rimase nascosto tra i
servi. Intorno a Me si trovavano solo accusatori che cercavano di accumulare
accuse di delitti inesistenti, per accendere contro di Me la collera di quei
giudici tanto iniqui. Mi chiamarono perturbatore dell'ordine pubblico,
profanatore del sabato, falso profeta.La soldatesca eccitata dalle calunnie,
procedeva contro di Me con grida e minacce.
« Dove eravate
voi, Apostoli e Discepoli, testimoni della mia vita, della mia dottrina, dei
miei miracoli?
« Ah, di tutti
coloro dai quali aspettavo una prova d'amore, nessuno rimase per difendermi. Mi
trovai solo e circondato da soldati, che a guisa di lupi affamati mi cercavano
per divorarmi.
« Vedete come mi
maltrattano; uno mi schiaffeggia e chi mi ricopre di sputi immondi; e chi
ride, e mi schernisce.
« Mentre il mio
Cuore si offre a soffrire questi supplizi, Pietro, che avevo costituito Capo
della mia Chiesa e che poche ore prima aveva promesso di seguirmi fino alla
morte... Pietro ad una semplice domanda, mi rinnega; la paura s'impossessa di
lui, e al ripetersi della domanda, giura che non mi conobbe mai, che mai fu
mio discepolo.
« Ah, Pietro, tu
giuri che non conosci il tuo Maestro!... ed interrogato una terza volta,
rispondi imprecando orribilmente! ».
« Anime care!...
non sapete quant'è grande l'amore e la tristezza del mio Cuore, nei momenti
in cui mi vedo abbandonato e rinnegato dalle mie anime elette.
« Vi dirò come
a Pietro: Anima che tanto ho amato, non ricordi più le prove d'amore che t'ho
dato?... Dimentichi i vincoli che a Me ti stringono?
Dimentichi quante
volte hai promesso di essermi fedele e di difendermi?
« Non confidare
in te stessa... perché ti perderai: ma se ricorri a Me con umiltà e fiducia,
non temere, sarai ben sorretta...
« Anime che
vivete circondate da tanti pericoli... non mettetevi, per vana curiosità,
nell'occasione di peccare, perché come Pietro cadrete!... ».
« Quando dai
soldati fui condotto nella prigione, attraversando uno degli atri, vidi Pietro
tra la folla... lo guardai... i nostri occhi s'incontrano... Quante volte io
fisso un'anima ed essa volge lo sguardo altrove... non mi vede... è cieca...
la chiamo per nome e non mi risponde; le mando qualche tribolazione, perché si
desti dal sonno, ed essa non vuole scuotersi...
« Anime care, se
non guardate il cielo, vivrete come gli esseri privi di ragione... Alzate la
testa e guardate la patria che vi aspetta. Cercate il vostro Dio e lo vedrete
sempre con lo sguardo fisso su di voi; in quel suo sguardo troverete pace e vita
».
17 marzo
« Contemplami nella prigione dove passai gran parte della notte. I soldati
m'insultavano con parole e con atti; dandomi chi uno spintone, chi una
percossa...
« Al termine
della notte, stanchi di Me, mi lasciarono solo chiuso in un ambiente oscuro,
umido e fetido, dove, seduto su di una pietra, il mio corpo indolenzito, rimase
presto intirizzito dal freddo...
« Confrontiamo
ora la prigione col Tabernacolo... e soprattutto col cuore degli uomini...
« Nella prigione
passai parte di una notte... Quante notti passo Io nel Tabernacolo?...
« Nella prigione
mi oltraggiarono i soldati che erano miei nemici... Nel Tabernacolo mi
maltrattano e mi insultano anime, che mi chiamano " Padre "... Nella
prigione soffrii freddo, sonno, fame, vergogna, dolore, tristezza, solitudine,
desolazione...
« Vedevo nel
corso dei secoli tanti Tabernacoli nei quali mi sarebbe mancato il rifugio
dell'amore... Quanti cuori gelidi sarebbero stati per Me come la dura pietra
della prigione!...
« Quante volte
avrei avuto sete d'amore, sete di anime!
« Quanti giorni
aspetto nel Tabernacolo che un'anima venga a visitarmi... a ricevermi nel suo
cuore! Quante volte ho fame delle mie anime... della loro fedeltà, della loro
generosità!...
« Sapranno
calmare queste ansie? Sapranno dirmi nei loro momenti dolorosi: questo servirà
per confortare la tua tristezza, per tenerti compagnia nella tua solitudine?
« Nella prigione
provai grande vergogna udendo parole orribili pronunciate contro di Me... e tale
vergogna si accrebbe al pensiero che simili parole uscirebbero un giorno da
labbra amatissime...
« Quando le mani
sudice e ripugnanti dei soldati scaricavano su di me schiaffi e percosse, vidi
come molte volte sarei stato poi schiaffeggiato e colpito da tante anime che
senza purificarsi dai peccati mi avrebbero ricevuto nel loro cuore, e mi
avrebbero inflitto, coi loro peccati abituali, ripetuti colpi.
« Se volete
darmi prova del vostro amore, apritemi il vostro cuore, perchè possa farne la
mia prigione.
« Legatemi con
le catene del vostro amore...
« Ricopritemi
con le vostre attenzioni più delicate...
« Cibatemi con
la vostra generosità... dissetatemi col vostro zelo.
« Consolate la
mia tristezza e la mia desolazione con la vostra purezza e rettitudine
d'intenzione.
« Se volete
ch'io riposi in voi, evitate il tumulto delle passioni; udirete la mia voce che
dirà al vostro cuore: " Io sarò il tuo riposo per tutta l'eternità;
per te che con tanta vigilanza e amore mi procuri la dimora nel tuo cuore, la
mia ricompensa non avrà limiti... Non rimpiangerai i sacrifici che avrai fatti
per Me durante la vita.... " ».
20 marzo
« Ascolta dunque
i desideri del mio Cuore!
« Il pensiero di
tante anime alle quali avrei più tardi ispirato il desiderio di seguire le mie
orme, mi consumava d'amore!...
« Durante quelle
ore di prigione lo le vedevo mie fedeli imitatrici, imparare da Me la
mansuetudine, la pazienza, la serenità; non solo accettando il patimento e il
disprezzo, ma perfino amando chi le perseguita; ed anche sacrificarsi per i
loro nemici come lo stesso mi sacrificai.
« Oh, come si
accendeva ognor più il desiderio di compiere perfettamente la volontà del
Padre mio! E in quelle ore di solitudine, in mezzo a tanto dolore, come mi
offrivo per riparare la sua gloria oltraggiata!... ».
« Così voi
anime religiose, che di trovate nella prigione scelta dall'amore, voi che più
d'una volta passate agli occhi degli uomini come esseri inutili e forse nocivi:
non temete! Lasciate che gridino contro di voi e nelle ore di solitudine e di
dolore, fate che il vostro cuore si unisca intimamente a Dio, unico oggetto del
vostro amore. Riparatene la gloria oltraggiata da tanti peccati!... ».
Il mio Regno non
è di questo mondo
« All'alba del
giorno seguente, Caifa ordinò che mi conducessero da Pilato, perché
pronunciasse la sentenza di morte.
« Questi mi
interrogò con grande sagacia, desiderando trovar materia di condanna, ma
nello stesso tempo la coscienza gli rimordeva e gli faceva temere l'ingiustizia
che stava per commettere contro di Me.
« Infine trovò
modo di liberarsi di Me e comandò che mi conducessero da Erode.
In Pilato sono
fedelmente rappresentate le anime che sentono il pungolo della grazia e quello
delle passioni, e dominate dal rispetto umano e accecate dall'amor proprio,
temendo di sembrare ridicole, lasciano passare il momento della grazia... ».
« A tutte le
domande di Pilato, Io nulla risposi; ma quando mi disse: "Sei tu il Re dei
Giudei? " allora seriamente e gravemente replicai: " Tu lo hai detto:
Io sono Re, però il mio Regno non è di questo mondo ".
« Con queste
parole volli insegnare a molte anime che, presentandosi un'occasione di dolore,
di sofferenza o d'umiliazione che forse potrebbero evitare, debbono rispondere
generosamente: " Il mio Regno non è di questo mondo"; ossia: non
cerco lodi umane; la mia Patria non è qui; io riposerò in quella che è
veramente Patria, ora compirò coraggiosamente il mio dovere senza tener conto
dell'opinione del mondo ».
« Pilato comandò
che mi portassero alla presenza di Erode, uomo corrotto che solo cercava il
piacere, lasciandosi trasportare da passioni disordinate. Si compiacque di
vedermi comparire al suo tribunale, poiché sperava divertirsi alle mie spalle,
coi miei miracoli.
« Considerate,
anime care, il ribrezzo ch'Io provai alla presenza del più ripugnante fra gli
uomini... mentre le sue parole, le sue domande, i suoi gesti e le sue mosse mi
coprivano di confusione.
« Anime pure e
verginali! venite, circondate e difendete lo Sposo vostro! Erode s'aspettava
ch'Io rispondessi alle sue domande sarcastiche e derisorie, ma Io non aprii
bocca; mi chiusi, in sua presenza, nel più profondo silenzio.
« Il silenzio fu
allora la maggior prova che potessi dargli della mia dignità. Le sue parole
oscene non meritavano d'incontrarsi con le mie purissime.
« Intanto il mio
Cuore stava intimamente unito al Padre celeste. Mi struggevo dal desiderio di
dare alle anime il mio Sangue fino all'ultima goccia.
« Il pensiero di
tutte quelle che più tardi dovevano seguirmi conquistate dal mio esempio e
dalla mia liberalità, m'infiammava di amore, e non solo gioivo in quell'interrogatorio,
ma desideravo correre al supplizio.
« Lasciai che mi
trattassero da pazzo e mi coprissero di una veste bianca in segno di burla e
di derisione... dopo di ciò, tra furiose grida, venni ricondotto a Pilato ».
« Osserva come quest'uomo timoroso e codardo, non sappia che cosa fare di Me;
per sedare il tumulto della folla, ordina che Io sia flagellato.
« Guardate come
sono rappresentate in Pilato le anime che mancano di coraggio e di generosità
per romperla energicamente con le esigenze del mondo
e della natura.
Invece di seguire ciò che la coscienza suggerisce, cedono ad un capriccio, si
concedono una leggera soddisfazione, capitolano in parte alle esigenze della
passione... indi, per far tacere i rimorsi, dicono a se stesse: " Già mi
sono privato di questa cosa e di quest'altra ".
« Io non dirò
che una sola parola a qualcuna di queste anime: " Come Pilato mi fai
flagellare... già hai fatto un passo; domani ne farai un altro. Credi di
calmare così la tua passione! No... presto essa ti chiederà di più e siccome
non avesti coraggio di lottare contro la natura in cosa lieve, avrai assai minor
forza, quando l'occasione sarà più forte ".
« Contemplatemi,
anime tanto care al mio Cuore, mentre mansueto come un agnello mi lascio condurre
al terribile e ignominioso supplizio della flagellazione.
« Sopra il
corpo, già coperto di piaghe e sfinito dalla stanchezza i carnefici scaricano
colpi crudeli .dalla corde e con verghe. Ed è tanta la violenza con cui mi
feriscono che le mie ossa ne rimangono scosse con terribile dolore... La forza
delle battiture mi produsse ferite innumerevoli...
« Il sangue
schizzava da tutto il mio corpo, ridotto ormai in tale stato da somigliare più
a un mostro che ad un essere umano.
« Ah, come
potete contemplarmi in questo mare di dolori e di amarezza, senza che il vostro
cuore si muova a compassione?
« Contemplate le
mie ferite e vedete se c'è altri che tanto abbia sofferto per dimostrarvi il
suo amore!... ».
22 marzo
« Quando le braccia di quei crudeli furono stanche a forza di menar colpi sul
mio corpo, mi posero sulla testa una corona di rami spinosi poi sfilarono
davanti a Me dicendo: "Re, noi ti salutiamo!".
« Alcuni mi
sputavano addosso, altri m'insultavano... altri ancora menavano nuovi colpi
sul capo; ognuno aggiungeva nuovo dolore a quelli che già sfinivano il mio
corpo.
« Considerate
come con quella corona Io abbia voluto espiare i peccati di superbia di tante
anime, che si lasciano soggiogare dalle false opinioni del mondo, desiderandone
eccessivamente la stima. Permisi che mi coronassero di spine e che in tal modo
la mia testa soffrisse terribilmente per riparare con volontaria umiltà, la
ripugnanza e le orgogliose pretese con le quali tante anime ricusano di
seguire il cammino tracciato dalla Provvidenza.
« Invano
tenterete d'ingannare voi stesse, pensando di seguire la volontà di Dio, e
facendo invece la vostra... non troverete la vera pace, né la contentezza che
solo s'incontra nell'adempimento della volontà divina e nella piena
sottomissione a quanto ci chiede.
« Vi sono
persone che al momento di decidere l'inizio di un nuovo genere di vita,
riflettono ed esaminano i desideri del loro cuore. A volte trovano in colei o
in colui al quale pensano di unirsi solide basi per una vita cristiana e pia;
osservano che adempie i suoi doveri di famiglia, che possiede il necessario per
soddisfare i desideri di felicità... Ma la vanità e l'orgoglio sopravvengono
ad oscurare lo spirito... Si lasciano allora trasportare dalla smania di
figurare, di arricchire... Si affannano quindi nella ricerca di chi, essendo più
ricco e più elevato, possa soddisfare maggiormente le loro ambizioni!... Ah,
quanto si comportano stoltamente!... No, dirò loro, non troverete la vera
felicità in questo mondo; e voglia Dio che la troviate nell'altro! ... State
attenti, perché vi mettete in gran pericolo!... ».
« Parlerò a
quelle anime che chiamo alla vita perfetta. Quante illusioni in coloro che mi
dicono di essere disposti a fare la mia volontà e invece affondano sul mio
capo le spine della corona!...
« Vi sono anime
che veramente voglio per Me: e conoscendole e amandole desidero collocarle dove,
nella mia sapienza infinita, vedo che troveranno
quant'è
necessario per giungere alla santità. Là mi farò da loro conoscere, là esse
mi daranno più conforto, più amore e più anime!...
« Ma anche qui,
quante delusioni! Alcune accecate dall'orgoglio, da superbia o meschina
ambizione, piena la testa di pensieri vani e inutili, rifiutano di seguire la
via tracciata dal mio Amore...
« Coronato di
spine e coperto di un manto di porpora, i soldati mi presentarono di nuovo a
Pilato.
« Ma questi, non
trovando in Me nessun delitto che meritasse condanna, mi rivolse varie domande
chiedendomi per qual motivo non rispondevo, pur sapendo che egli aveva su di Me
ogni potere... Ruppi allora il silenzio e gli dissi:
- Non avresti
potere alcuno su di Me se non ti fosse stato dato dall'alto; ma è necessario
che si compiano le Scritture.
« Chiusi di
nuovo le labbra abbandonandomi al mio Padre celeste!
« Pilato,
turbato per l'avvertimento ricevuto dalla moglie, e perplesso fra i rimorsi
della coscienza e il timore che il popolo si ammutinasse contro di lui, cercava
un mezzo per liberarmi... Mi espose perciò alla vista della plebe nel pietoso
stato in cui mi trovavo dopo la flagellazione, proponendo di darmi la libertà e
condannare al mio posto un malfattore: Barabba... Ma ad una voce la plebe
rispose:
- Che Gesù muoia
e che Barabba sia messo in libertà.
« Anime che mi
amate, osservate come venni posto in paragone con un malfattore, guardate come
mi abbassarono al
livello del più perverso fra gli uomini... Udite le urla furiose contro di Me!
Vedete con quale rabbia chiedono la mia morte. Non crediate che la mia natura
umana non provasse ripugnanza e dolore... Al contrario, volli sentire in Me
tutte le vostre ripugnanze, dandovi così un esempio che vi fortifichi in ogni
circostanza della vita.
« Anime elette,
la vostra felicità e la vostra perfezione non consistono nel seguire i gusti
e le inclinazioni della natura, nell'essere conosciute o sconosciute dalle
creature, nell'impiegare o nell'occultare il talento che Dio v'ha dato... ma
nell'unirvi e conformarvi per amore e con piena adesione alla volontà di Lui, a
ciò che Egli vi chiede per la sua gloria e per la vostra santificazione ».
24 marzo
« Medita per un
momento l'indicibile martirio del mio Cuore, tanto tenero e delicato, quando si
vide posposto a Barabba...
« Rammentai in
quel momento tutta la tenerezza della Madre mia... quando Essa mi stringeva al
suo Cuore! Ricordai tutti gli sforzi e la fatica sopportata dal mio padre
adottivo per dimostrarmi il suo amore. Si presentarono alla mia memoria i
benefici da Me liberalmente sparsi su quel popolo ingrato... concedendo la vista
ai ciechi, ridonando la salute agli infermi e l'uso delle membra a quelli che
l'avevano perduto! Rifocillando le turbe e risuscitando i morti!...
« Ed ora, eccomi
da loro ridotto nello stato più spregevole! Sono il più odiato fra gli
uomini... condannato a morte come un infame assassino!... Pilato ha
pronunciato la sentenza! Anime care, meditate intensamente quanto ebbe a
soffrire il mio Cuore ». La disperazione di Giuda
« Dal momento in
cui mi consegnò nell'Orto degli Ulivi, Giuda errò fuggiasco, non potendo far
tacere il grido della coscienza che l'accusava del più orribile sacrilegio.
Quando poi gli giunse la notizia della mia condanna a morte, si lasciò prendere
da tremenda disperazione e si impiccò.
« Chi potrà
comprendere l'acuto dolore del mio Cuore vedendo gettarsi alla perdizione
eterna, quell'anima che aveva passato tre anni alla mia scuola d'amore,
ascoltando la mia dottrina, ricevendo il mio insegnamento, udendo tante volte
dalle mie labbra parole di perdono per i più grandi peccatori?
« Ah, Giuda!
perché non vieni a gettarti ai miei piedi, affinché Io ti perdoni? Se non osi
avvicinarti a Me, per paura di coloro che mi circondano e mi maltrattano con
tanto furore, almeno guardami... vedresti come subito il mio sguardo si
poserebbe su di te!».
« Anime che vi
trovate irretite nei più grandi peccati... se per più o meno tempo siete
vissute errabonde e fuggiasche a causa dei vostri delitti, se i falli di cui
siete colpevoli vi hanno accecato e indurito il cuore: se per seguire qualche
passione siete cadute nei più gravi disordini, ah, non lasciate che la
disperazione s'impossessi di voi, quando i complici del vostro peccato vi
abbandoneranno, o quando la vostra anima si renderà conto della sua colpa!
Fin che all'uomo resta un soffio di vita può sempre ricorrere alla Misericordia
e implorare il perdono.
« Se siete ancor
giovane e gli scandali della vita passata vi hanno lasciato in uno stato di
degradazione di fronte agli uomini, non temete! Quantunque il mondo vi
disprezzi, vi tratti da scellerati, v'insulti e vi abbandoni, siate sicuri che
il vostro Dio non vuole che diventiate preda delle fiamme dell'inferno. Egli
desidera che vi avviciniate a Lui, per perdonarvi. Se non osate parlargli,
rivolgetegli almeno uno sguardo, un sospiro del cuore e subito vedrete che la
sua mano benefica e paterna vi condurrà alla fonte del perdono e della vita.
« Se per malizia
avete passato la maggior parte della vita nel disordine
e nell'indifferenza, e già prossimi all'eternità sentite che la
disperazione cerca di tenervi chiusi gli occhi, non vi lasciate ingannare;
c'è ancor tempo per il perdono, ascoltate bene: se vi restasse anche un secondo
solo di vita, approfittatene, perché anche con quello soltanto, potete guadagnare
la vita eterna!
« Se la vostra
esistenza trascorse nell'ignoranza e nell'errore, se siete stati causa di gravi
danni agli uomini, alla società, alla religione, e se per una circostanza
qualunque, riconoscete il vostro errore, non lasciatevi accasciare dal peso
delle colpe, né
dal male di cui
siete stati strumento; al contrario, lasciando che la vostra anima si compenetri
nel più vivo pentimento, inabissatevi nella fiducia, ricorrete a Colui che
sempre attende e perdona ».
« Lo stesso
accade se si tratta di un'anima che, passati i primi anni della vita nella
fedele osservanza dei miei comandamenti, perduto poi il primitivo fervore,
si è lasciata trascinare a vita comoda e tiepida...
« Può darsi che
un giorno una forte scossa la ridesti; allora la vita le apparirà inutile,
vuota, senza meriti per l'eternità.
« Il demonio,
con infernale invidia, l'assedia in mille modi, ispirandole scoraggiamento,
tristezza ed esagerando la gravità delle colpe, finirà coll'immergerla nella
paura e nella disperazione.
« Anima che mi
appartieni, non far caso di questo nemico crudele... quando senti la mozione
della grazia, prima che incominci la lotta, ricorri al mio Cuore, chiedigli che
versi una goccia del suo sangue sull'anima tua... Vieni a Me! Tu sai dove lo mi
trovo, celato sotto il velo della fede. Solleva questo velo e dimmi con tutta
confidenza le tue pene, le tue miserie, le tue cadute... e non temere per il
passato. Il mio Cuore lo ha sommerso nell'abisso della misericordia. La tua vita
trascorsa ti renderà umile e ti sarà occasione di meriti; se vuoi darmi la
maggior prova d'amore, abbi fiducia e conta sul mio perdono. Credi che i tuoi
peccati non sorpasseranno mai la mia misericordia... essa è infinita... ».
26 marzo, lunedì santo
« Josefa,
seguimi per la via del Calvario, ove salgo esausto sotto il peso della croce.
« Mentre il mio
Cuore era in un abisso di tristezza per l'eterna perdizione di Giuda, i
carnefici crudeli, insensibili al mio dolore, mi caricarono sopra le spalle
una croce, dura e pesante, sopra la quale doveva consumarsi il Mistero della
Redenzione del mondo.
« Contemplatemi
Angeli del Cielo! Guardate il Creatore di tutte le meraviglie, quel Dio che gli
spiriti celesti adorano, salire il Calvario portando sulle spalle il legno
santo e benedetto, che presto riceverà il suo ultimo respiro!
« Guardatemi
pure voi, anime che desiderate essere mie imitatrici fedeli. Il mio corpo
martoriato dagli atroci supplizi, cammina senza forza, bagnato
di sudore e di
sangue... Soffro... senza che nessuno compatisca al mio dolore... La folla mi
accompagna, ma nessuno ha pietà di me!... Tutti mi circondano come lupi
affamati, desiderosi soltanto di divorare la preda.
La mia stanchezza
è così grande e la croce così pesante, che cado esausto!... Guarda come mi
rialzano quegli inumani e brutali; uno mi afferra per il braccio, l'altro mi
tira per le vesti, ch'erano aderenti alle ferite, altri m'afferrano pel collo,
altri pei capelli... alcuni mi sferrano addosso terribili colpi, con pugni e
calci. La croce cade sopra di me e sotto il suo peso si aprono sul mio corpo
nuove ferite.
« Il mio volto
batte sulle pietre... e il sangue scorre annebbiandomi gli occhi; così con
tutta la faccia imbrattata di polvere e di sangue sono divenuto l'oggetto più
ripugnante del mondo! ».
« Seguitemi per alcuni momenti ancora e fra poco mi vedrete alla presenza della
Madre mia Santissima. Essa, col Cuore trafitto dal dolore, viene ad
incontrarmi per due motivi: per trovare maggior forza nel dolore alla vista del
suo Dio... e per infondere, con l'eroico suo atteggiamento, coraggio al Figlio
suo per continuare l'opera della Redenzione.
« Meditate il
martirio di questi due Cuori: ciò che mia Madre più ama al mondo è il Figlio
suo... Lungi dal poterlo sollevare, sa tutto quello che la sua presenza aggiunge
alle mie sofferenze.
« Per me nulla
vi è di più caro che mia Madre: e non soltanto non posso consolarla, ma anzi
so benissimo che il pietoso stato in cui mi trovo, procura al suo Cuore una
pena simile alla mia: la morte che io soffro nel corpo, mia Madre la soffre nell'anima!...
« Ah, come si
fissano su di me i suoi sguardi e come gli occhi miei si fissano su di Lei. Non
pronunciammo una parola: ma quante cose si dissero i nostri Cuori con quel
doloroso sguardo.
« Sì, mia Madre
assistette a tutti i tormenti della mia Passione, perché per rivelazione divina
tutti le
furono presenti
allo spirito! Inoltre, alcuni miei discepoli, quantunque da lontano per paura
dei Giudei, cercavano di informarsi di tutto, e ne informavano la Madre mia.
Quando ella seppe che era già stata pronunciata la sentenza di morte, uscì
subito ad incontrarmi e più non mi abbandonò fino alla sepoltura! ».
27 marzo
« La folla si avanza verso il
Calvario...
« Quegli uomini
iniqui, temendo di vedermi morire prima di giungere al termine del supplizio,
si mettono d'accordo per cercare qualcuno che m'aiuti a portare la croce!
Requisiscono perciò, nelle vicinanze, un uomo chiamato Simone.
« Guardalo
dietro a Me mentre m'aiuta a portare la croce, e considera anzitutto due cose.
« Quell'uomo,
quantunque di buona volontà, è un mercenario, perché pur accompagnandomi e
prendendo parte al peso della croce, lo fa perchè "costretto ".
Infatti quando prova stanchezza soverchia, lascia che il peso gravi sopra di Me,
ed lo per questo cado due volte ancora.
« Egli m'aiuta
dunque a portare la croce, ma solo in parte, ossia non tutta la croce.
« Vediamo il
senso simbolico di queste due circostanze ».
« Vi sono molte
anime che camminano così dietro a Me. Come il Cireneo accettano di aiutarmi a
portare la croce, ma pensano anche al loro conforto.
« Molte cioè
accettano di seguirmi, e a tale scopo abbracciano la vita religiosa, ma non
abbandonano per questo il loro interesse, vacillano e lasciano cadere la mia
croce, quando questa pesa troppo. Cercano il modo di soffrire il meno
possibile, patteggiano la loro abnegazione, evitano quanto possono
l'umiliazione e la stanchezza... e ricordano forse con rimpianto quel che
lasciarono, si procurano certe comodità, certi sollievi. In una parola vi sono
anime tanto interessate e tanto egoiste, le quali Mi seguono ma per il loro
vantaggio più che per il mio... rassegnandosi a sopportare solo ciò che non
possono evitare... Esse così mi aiutano a portare solo una piccola parte
della mia croce e lo fanno in tal modo che appena acquistano i meriti necessari
alla loro salvezza... Nell'eternità esse vedranno quanto rimasero lontano
dalla via che dovevano percorrere...
« Vi sono al
contrario anime, e non sono poche, le quali mosse dal desiderio della loro
salvezza e soprattutto dall'amore che loro ispira la vista di quanto ho
sofferto, si risolvono a seguirmi generosamente sulla via del Calvario,
abbracciano la vita perfetta, si consacrano al mio servizio, e non per portare
soltanto una parte della mia croce, ma tutta intera. Il loro unico desiderio è
darmi riposo... consolarmi... e si offrono a tale scopo, per tutto ciò che la
mia volontà possa loro chiedere, e cercano solo quanto a Me può far piacere.
Non pensano né ai meriti, né alla stanchezza, né ai patimenti, che verranno
per esse. La sola cosa che esse tengono presente è l'amore che vogliono
dimostrarmi e la consolazione che mi procurano.
« Se la mia
croce si presenta sotto la forma della malattia, se si nasconde sotto
un'occupazione contraria ai loro gusti, o poco conforme alle loro attitudini,
se è accompagnata dall'indifferenza delle persone che la circondano, esse
l'accettano interamente sottomesse.
« Supponete ora
che piene di buoni desideri, mosse soltanto dal grande amore al mio Cuore e da
zelo per le anime, esse facciano tutto quello che più ritengono opportuno in
tale o tal'altra circostanza, ma che invece dell'esito che aspettavano,
raccolgano umiliazioni, dispiaceri, delusioni... Ebbene, queste anime accettano
tutto, e in ogni cosa vedendo la mia croce, l'adorano e di essa si servono per
procurare la mia maggior gloria.
« Ah, queste
anime sono quelle che veramente mi aiutano a portare la croce senz'altro
interesse, né altro compenso che il mio amore... Sono quelle che veramente mi
consolano e mi glorificano.
« Siate dunque
certi che se voi non vedrete il risultato dei vostri patimenti e della vostra
abnegazione, non per questo i vostri atti saranno vani e sterili: essi daranno
al contrario frutti abbondanti. « L'anima che veramente ama non tiene conto di
ciò che ha sofferto, né di quanto ha lavorato; né aspetta quella o questa
ricompensa; cerca solo quanto riesce di maggior gloria al suo Dio... Per Lui
non ricusa pene o fatica. Non si agita, non s'inquieta, né perde la pace se si
vede contrariata ed umiliata, perché l'unico motivo delle sue azioni è l'amore
».
28 marzo
« Siamo giunti
alla vetta del Calvario! La folla si agita, perché si avvicina il terribile
momento... Estenuato dalla fatica, posso appena appena camminare!...
« Tre volte sono
caduto nel tragitto.
« Una per dare
ai peccatori abituati al peccato la forza di convertirsi, l'altra per
incoraggiare le anime che cadono per la debolezza e rianimare quelle accecate
dalla tiepidezza e dall'ingratitudine, invitandole a riprendere serenamente la
via della virtù; la terza per aiutare le anime ad uscire dal peccato nell'ora
della morte.
« Vedi di quali
crudeltà mi fanno oggetto quei carnefici dal cuore indurito! Prendendo la
croce, la stendono al suolo; mi strappano le vesti che col sangue si erano
rapprese alle ferite, e queste si riaprono.
« Guardate,
anime care! quale vergogna e confusione nel vedermi in quello stato dinanzi a
quella folla immensa! Qual dolore per l'anima mia...
« I carnefici mi
strappano la tunica che con tanta cura la Madre mi aveva tessuto... la
sorteggiano... Quale dolore per mia Madre presente alla scena!...
Quanto avrebbe
desiderato di avere quella tunica tinta e imbevuta del mio sangue!...
« L'ora è
giunta... I carnefici mi stendono sulla croce, mi afferrano le braccia, le
tirano per farle giungere ai fori, già preparati per i chiodi.
« Tutto il mio
corpo è violentemente stiracchiato, la mia testa è scossa da un lato all'altro
e le spine della corona penetrano sempre più profondamente.
« Udite il primo
colpo di martello, che mi inchioda la mano destra... Risuona fino alle
profondità della terra!... Ascoltate ancora... già mi inchiodano la mano
sinistra... dinanzi a tale spettacolo il Cielo si commuove, gli angeli si
prostrano! Io mantengo un profondo silenzio... né un lamento, né un gemito
sfugge dalle mie labbra!...
« Dopo aver
inchiodato le mani, i carnefici stirano crudelmente i piedi... le piaghe si
aprono... i nervi si strappano... le ossa si slogano... Il dolore è intenso...
I miei piedi sono trapassati... e il mio sangue bagna la terra!... ».
« Contemplate un
istante quelle mani e quei piedi insanguinati... quel corpo ignudo coperto di
ferite e di sangue... Quel capo trafitto d'acute spine, bagnato di sudore,
ricoperto di polvere e intriso di sangue!...
« Ammirate il
silenzio, la pazienza e la piena rassegnazione con cui accetto tali patimenti.
« Chi è Colui
che soffre così, vittima di tali ignominie?... E' il Figlio di Dio!... Colui
che ha fatto il
cielo e la terra,
il mare e tutto ciò che esiste... Colui che ha creato l'uomo... che tutto
sostiene con il suo potere infinito. Ora è qui immobile... disprezzato...
spogliato di tutto... Ma presto una moltitudine di anime lo seguirà; per
imitarlo tutto abbandoneranno: fortuna, benessere, onore, famiglia, patria,
paghe solo di provargli l'amore a cui ha diritto.
« I soldati
rivoltano la croce per ribattere i chiodi; per impedire che col peso del mio
corpo si stacchino e mi lascino cadere. Il mio corpo dà così alla terra il
bacio della pace! Mentre i colpi di martello risuonano nello spazio, sulla vetta
del Calvario si compie il più ammirabile spettacolo! A richiesta della Madre
mia che, osservando quanto succede, né potendomi aiutare, implora la
misericordia del Padre, legioni d'Angeli scendono a sostenere il mio corpo
adorabile, impedendo che strisci sulla terra e venga schiacciato dal peso della
croce!... ».
« Contempla il
tuo Gesù steso sulla croce... immobile, nudo, infamato, disonorato, privo di
libertà... tutto gli è stato tolto...
« Nessuno
s'impietosisce al suo dolore... anzi Egli è oggetto di nuovi scherni, tormenti
e beffe.
« Se mi ami
veramente, a che cosa non sarai disposta per somigliare a Me? Che cosa potrai
ricusare per obbedirmi... compiacermi.. e consolarmi? Prostrati a terra e
lascia che ti dica una parola: " Che la mia volontà trionfi in te!
Che il mio amore
ti consumi! Che la tua miseria mi glorifichi! " ».
29 marzo, venerdì santo
« Accompagnami
sino alla fine e partecipa al mio dolore.
« Già hanno
inalberata la croce!... Ecco l'ora della Redenzione del mondo!
« Sono oggetto
di burla per la folla... ma sono pure oggetto d'ammirazione e d'amore per molte
anime!... Questa croce, finora strumento di supplizio, sul quale finivano i
malfattori, d'oggi in poi, sarà luce e pace per il mondo!
« Nelle mie
piaghe sacratissime troveranno i peccatori perdono e vita!... Il mio Sangue
laverà e cancellerà le macchie dei loro peccati ».
« Padre, perdona
loro perché non sanno quello che fanno!... ».
« Non hanno
veramente conosciuto Colui che è la vita loro. Ed hanno scaricato su di Lui
tutto il furore delle loro iniquità!... Ma lo ti prego, o Padre mio!...
scarica su di loro tutta la forza della tua Misericordia ».
« Oggi sarai
meco in Paradiso ».
« La tua fede
nella misericordia del tuo Salvatore ha cancellato i tuoi delitti, essa ti
conduce alla vita eterna... ».
« Donna, ecco
tuo Figlio ».
« Madre mia!
ecco i miei fratelli!... proteggili, amali ».
« Non siete
soli, voi, per cui ho dato la vita.
« Ora avrete una
Madre alla quale potete ricorrere in tutte le vostre necessità... Vi ho unito
tutti
a me con vincolo
strettissimo nel dare a voi la mia propria Madre!... ».
« Dio mio! Dio
mio! Perché mi hai abbandonato? ».
« Sì, l'anima
ha già il diritto di dire al suo Dio: - Perché mi hai abbandonato? Infatti,
compiuto il mistero della Redenzione, l'uomo torna ad essere figlio di Dio,
fratello di Gesù Cristo, erede della vita eterna.. ».
« Ho sete ».
« Oh! Padre
mio!... ho sete della tua gloria!... ed ecco ormai giunta l'ora... d'oggi in poi
vedendo avverate le mie parole, il mondo conoscerà che Tu mi hai mandato e ne
sarai glorificato...
« Ho sete della
tua gloria! Sete d'anime!... e per trovare refrigerio a questa sete, ho sparso
fino all'ultima goccia il mio sangue.
« Perciò posso
dire: Tutto è consumato ».
« E' compiuto il
grande Mistero d'Amore, per il quale Dio diede in balìa della morte il proprio
Figlio, per ridonare la vita all'uomo... Son venuto al mondo per fare la tua
volontà. Padre mio! essa è compiuta!... ».
« Nelle tue mani
affido lo spirito mio ».
“A Te offro
l'anima mia! Così le anime che adempiono la mia volontà possono dire
veramente: tutto è consumato! Signore mio, Dio mio! Ricevi l'anima mia; la
rimetto nelle mani tue ».