La
Medaglia - dono di Maria
ossia
la
Medaglia Miracolosa
e
la
Piccola Mamma
nel
centenario della sua nascita 1898- 1998
Ci
siamo chieste quale ricordo daremo ai nostri cari amici nella ricorrenza del
Centenario di nascita di Enrichetta Bianchi Carollo ed abbiamo deciso di
preparare un libretto, che parli della Piccola Mamma in relazione alla
"Medaglia di Maria" per eccellenza, ossia alla "Medaglia
Miracolosa", lasciando poi largo spazio per una più approfondita
conoscenza della stessa.
Noi
sappiamo che la nostra fondatrice aveva avuto esplicita raccomandata consegna di
diffonderla e farla conoscere, riportando tutto all'amore verso la Santissima
Vergine e per Lei a Gesù, e che tale mandato fu una delle gemme più preziose
del suo apostolato mariano.

Per
questo pensiamo di dar gioia al suo cuore, non solo, ma anche al buon Dio, che
spesso si serve, per noi uomini, di "segni" piccoli e tangibili, per
attirarci a sé.
Nella
prima parte - la più breve del libretto - sono riportate frasi tolte dalle
fonti originali degli Scritti della Piccola Mamma.
La
seconda parte - più estesa - è una piccola ma approfondita catechesi sul
valore della Medaglia Miracolosa, corredata da esempi e documentata da
testimonianze autentiche di conversioni e guarigioni, che ne confermano la
validità.
La
Chiesa, del resto, da tempo ha canonizzato Caterina Labouré, la fortunata
latrice di questo "messaggio", e la Medaglia è ormai diffusa in
ogni parte del mondo: motivi questi più che sufficienti per accogliere il
"dono" di Maria a cuore aperto e fiducioso.
Diciamo
poi che l'eccellenza di questa devozione sta nel fatto, che tale medaglia non è
come tutte le altre, perché essa è stata voluta e fatta coniare per ordine di
Maria Santissima, è una premura materna, un dono ai figli in esilio, è una sua
particolare immagine... è un gesto d'amore, come quello di una mamma terrena,
che al figlio in partenza o lontano consegna o manda la sua fotografia, perché
gli sia di conforto e richiamo.
Prima
di concludere, fermiamoci un momento a riflettere su un fatto molto
significativo e cioè che la proclamazione del Dogma dell'Immacolata Concezione,
da parte di Pio IX nel 1854, è stata preceduta nel 1830 appunto dalle
apparizioni della "Medaglia", che ne porta l'immagine e la giaculatoria
ben nota: "O Maria concepita senza peccato, pregate per noi che
ricorriamo a Voi"; come è altrettanto significativo il fatto che nel
1858 a Lourdes, Nostra Signora abbia voluto confermare la definizione
dogmatica chiamandosi per nome:"Io sono l'Immacolata Concezione."
Com'è
buona la nostra Mamma del Cielo a camminare coi figli del suo amore nei
sentieri del tempo, figli spesso ingrati, che Lei ebbe in eredità ai piedi
della Croce dal suo Figlio divino!
Com'è
provvida e sollecita ad accompagnare la Chiesa nel cammino verso Dio!
Vogliamo
farla contenta e ricambiare un po' le sue attenzioni materne? Ascoltiamo allora
la sua voce e seguiamo i suoi richiami, certi che Lei altro movente non ha, se
non quello di condurci a Gesù e per Lui all'adorabile Trinità.
Le
figlie spirituali della Piccola Mamma Mattarello (Trento) 13 luglio 1998 festa
di S. Enrico imperatore
Togliamo
dai suoi scritti alcuni passi che riguardano questo argomento.
5
maggio 1948
"Gesù
mi fa capire di dire al Padre mio di propagare senza fine la devozione alla
Medaglia Miracolosa, perché questa sarà la salvezza d'Italia.
La
vidi nel febbraio 1945 in Piné, la sera nel cielo, in una luce meravigliosa: il
rovescio della Medaglia... ed ancor subito capii il significato di questa, ma
non ebbi mai l'ordine di parlare. Ora è così.
Era
di una bellezza che non si può spiegare. Risaltava bene ogni cosa: la †
con la M ed i santissimi Cuori di Gesù e di Maria, con le dodici stelle, la
gloria di Maria.
Più tardi, la sera stessa, Gesù disse: Propagare, propagare la Medaglia Miracolosa e Maria trionferà. Far capire le meraviglie e le promesse di Maria. Come la Mamma Celeste salvò dalla persecuzione in quei tempi l'Ordine di San Vincenzo, così ora vuol salvare l'Italia!
6
maggio 1948
"Pure
oggi, dopo aver recitato il Regina coeli ... una luce nell'anima ... Maria, la
Mamma, domanda la Consacrazione al suo Cuore Immacolato, per mezzo della
Medaglia Miracolosa, a tutta l'Italia. Da Maria a Gesù".
Trionferà
Mamma sopra la Croce di Gesù e la sua giustizia verso gli uomini"
In
un contesto di accorato appello di Maria Santissima alle anime, confidato alla
Piccola Mamma nel 1948, si legge pure così:
"Maria,
la Mamma, insiste, Padre, che si dia compimento al desiderio suo con la
predicazione e diffondere la Medaglia Miracolosa, che è proprio attraverso
questa la conquista migliore delle anime; insistano alla Maternità di Maria per
i suoi figli e l'amore che ci porta."
17
aprile 1950
"...
Sulla sera la Mamma insiste e invita i reverendi Sacerdoti e ogni anima
dedicata all'educazione della gioventù e anime, insiste che ogni anima sia in
possesso della Medaglia Miracolosa e la porti con sé come pegno sicuro e scudo
di difesa della Mamma che combatterà, preparerà ogni cosa per la vittoria di
Gesù nelle anime e la sconfitta di Satana; fare quanto dice la Mamma Maria
Santissima e portare e far portare questa, anche di nascosto dai familiari, (i
quali) hanno anime che servono un altro padrone, cioè Satana; basta (metterla)
in qualunque posto, purché tocchi il corpo, e lasciar poi il compito alla Mamma
di adempiere la sua promessa di salvarci da errori e desolazioni e far trionfare
Gesù in mezzo a noi."
9
luglio 1950
Chi
entra nella stanza della piccola Mamma vede una piccola statua della Madonna,
con una corona di dodici lampadine accese attorno al capo; dietro c'è l'ovale
che rappresenta il rovescio della Medaglia. La stessa immagine era allora nella
camera al Castelletto del Duomo. È di questa che lei parla.
"La
Mamma Maria Santissima esprime il desiderio e quasi il comando di lasciarle
accese durante il giorno le lampadine, che fanno corona attorno alla Mamma
Medaglia Miracolosa, in camera. Il perché?
Perché
venga onorata, pregata e amata in questi momenti tanto tristi e dolorosi della
Chiesa e perché venga risparmiata la terra ove siamo."
8
febbraio 1951
"Passando
dalla stanzetta, cioè cappella - come la chiama Gesù - alzai la mano per
levare l'illuminazione delle stelle della statua Medaglia Miracolosa, ma
restai tanto male, sentendo un rimprovero all'anima mia della Mamma Celeste,
che disse: Non levatemi la mia gloria!
Soffersi,
chiesi perdono alla Mamma e lasciai accesa."
27
novembre 1971
In
queste righe La Piccola Mamma accenna alla particolare "Ora di spiritualità",
che si faceva nel giorno e nell'ora in cui la Santa Vergine è apparsa a santa
Caterina Labouré.
Pure
noi annualmente continuiamo questo "Incontro mariano", con la
celebrazione della s. Messa, con la recita del s. Rosario, canti e supplica
all'Immacolata della Medaglia Miracolosa.
"27
novembre 1971 - Festa della Medaglia Miracolosa. Alle 17.30 la sera, all'ora
medesima di 141 anni fa, della visione che ebbe s. Caterina Labouré della
dolcissima Mamma Celeste per la coniazione della Medaglia Miracolosa. E come 141
anni fa, era pure di sabato e vigilia di Avvento.
Fu
celebrata la s. Messa da don Cornelio Bertangnolli, qui in cappellina, presenti
Rosalba di Bolzano e un caro signore, amico di don Cornelio, Maria M. e le
Piccole. Fu davvero una festa di Paradiso, passata un'ora con la dolcissima
Mamma Celeste, che ci aiutava a ringraziare Gesù per le grazie ricevute e in
attesa di altre ancora per tante anime e in benedizione per tutti i nostri cari.
A
te, Gesù, sia onore e gloria!"
Questi
sono i passi principali degli "Scritti", riguardanti la devozione, che
vogliamo illustrare. Ed ora, prima di passare alla seconda parte dell'opuscolo,
che richiama il valore e la solidità di questo dono di Maria, è bene fare
alcune
La
Piccola Mamma - possiamo ben affermarlo - fedele al mandato ricevuto, ha sempre
cercato con zelo prudente e con amore acceso e oculato, di attuare la
propagazione della Medaglia Miracolosa, nel senso voluto dalla Santissima
Vergine, ossia non come fine a se stessa, ma come mezzo e segno per portare le
anime al Signore.
Diciamo
che era un apostolato di anima nascosta e immolata, perciò esercitato a livello
occasionale, il più delle volte spicciolo e individuale, ma costante e sicuro.
E vogliamo sottolineare la parola "sicuro", perché era guidata da
Sacerdoti secondo il Cuore di Dio e niente faceva senza il loro consenso.
A
conferma di ciò e a gioia di chi legge, è giusto ricordare fra questi due
Sacerdoti, direttori d'anima della Piccola Mamma, in successione di tempo, che
si distinsero nel diffondere questa devozione e nel distribuire ad ogni livello
la Medaglia Miracolosa. Il primo fu mons. Saverio Mochen, esimia figura di
santità sacerdotale, preposito del Capitolo della Cattedrale e padre spirituale
di buona parte del clero diocesano, morto nel 1975.
Il
secondo fu don Bonaventura Bassetti, direttore dei pellegrinaggi mariani,
sacerdote zelante di apostolato mariano, che ha coperto cariche onorevoli
nella Diocesi, deceduto nel 1988.
Naturalmente,
come ognuno comprende, abbiamo preso in considerazione solo i due sacerdoti
passati ormai all'eternità, ma il richiamo è più che sufficiente per
chiarire eventuali obiezioni.
pare
opportuno per prevenire e quindi rispondere a delle osservazioni che a buon
diritto le persone potrebbero farci.
La
statua della Madonna nella cappella della Piccola Opera del Divino Amore, sotto
quale titolo si può vederla, dato che richiama più devozioni?
Come
base, rappresenta senz'altro l'Immacolata della Medaglia Miracolosa: infatti,
l'immagine è quella, e c'è pure il rovescio, riprodotto nel grande quadro
ovale che sovrasta la statua.
La
Piccola Mamma ha poi voluto mettere in evidenza il Cuore Immacolato e
Addolorato di Maria, unendo così Fatima con Parigi, il messaggio dato a s.
Caterina Labouré e quello dato a Lucia, Francesco e Giacinta.
Anche
il ramo con le spine, fissato sul bianco vestito, che circuisce il Cuore della
Vergine, ha riferimento con quanto disse Nostra Signora a Lucia nel 1925:
"Guarda, figlia mia, il mio Cuore circondato di spine, che gli uomini
ingrati infiggono continuamente con bestemmie e ingratitudini. Consolami
almeno tu..."
Vediamo
ancora in che cosa differisce la statua della nostra cappella dal modello
presentato dalla Santissima Vergine per la coniazione della Medaglia Miracolosa.
La
giaculatoria "o Maria concepita senza peccato, pregate per noi che
ricorriamo a Voi" ... evidentemente non era possibile metterla attorno
alla statua e allora è stata scritta sull'ovale.
Neppure
i raggi si potevano far uscire dalle mani; così sono stati disposti in maniera
da rendere la loro posizione più vicina e conforme all'originale.
Inoltre,
nella statua della nostra cappella, la Madonna porta in capo la corona di Regina
ed ha pure quella di stelle luminose, che richiamano l'Apocalisse (Ap. 12,1),
mentre nel messaggio e nel modello presentato dalla Santa Vergine a Rue de Bac
non ci sono né questa, né quella.
Riguardo
a ciò - ne siamo ben sicure - la Piccola Mamma avrà avuto le sue solide e
fondate motivazioni.
Le
rose poi, che incorniciano l'ovale, rappresentano una consegna particolare
fatta alla Piccola Mamma e che lei ha voluto concretizzare in questo modo.
Possiamo allora concludere che le differenze e distinzioni, di cui abbiamo ora parlato, non sono una deformazione del capolavoro di origine celeste affidato alla Privilegiata di Parigi, ma un'immagine di Maria che richiama più aspetti devozionali, lasciando però l'essenziale alla rappresentazione della Medaglia Miracolosa.
Nota
introduttiva
La
"Rivelazione" e le rivelazioni
La
"Divina Rivelazione", ossia la Parola di Dio, scritta nella Sacra
Bibbia, ha termine con le ultime frasi dell'Apocalisse..." Lo spirito e la
Sposa dicono: Vieni... Si, verrò presto. Amen.
Vieni,
Signore Gesù! ..." (Ap.22,20)
Nel corso dei secoli tuttavia il Signore ha visitato il suo popolo con le rivelazioni private, specialmente in periodi difficili per la Chiesa e il mondo. Lo ha fatto Lui stesso, o attraverso sua Madre, Maria Santissima, o comunque con messaggeri celesti da Lui inviati, scegliendo a questo scopo sulla terra strumenti spesse volte piccoli e deboli, perché si comprenda che la gloria va a Dio solo e venga pure assicurata l'autenticità del messaggio.
Le
rivelazioni private non aggiungono nulla alla Parola di Dio della Sacra
Scrittura, ma ne sono un richiamo, un' esortazione, un rimprovero, severo anche,
quando la vita cristiana sta decrescendo o addirittura spegnendosi in molti.
Quale
padre e quale madre, che amano davvero, non intervengono con accorata premura,
se vedono i loro figli nelle insidie e nei pericoli? E allora? Saranno forse da
meno i Cuori amantissimi di Gesù e di Maria?
Certo,
occorre verificare l'autenticità delle rivelazioni private, con fede e
discernimento, e riferirci all'autorità della Chiesa, la quale, "non
attinge mai da esse il suo insegnamento ma, approvandole, intende assicurarci
che in esse non vi è nulla di contrario alla fede e alla morale cattolica e che
possiamo prudentemente prestarvi fede".
Ora,
la Chiesa, non solo ha permesso, ma ha lasciato campo libero alla diffusione
della Medaglia di Maria da parte di sacerdoti e laici in tutto il mondo.
Non
solo, ma ha pure concesso l'onore della s. Messa il 27 Novembre - è l'unica
medaglia, che ha il privilegio della Messa - assicurando così la più grande
certezza di questa devozione.
"Prendiamo
quindi il messaggio della Medaglia quale magnifica conferma dell'insegnamento
della Chiesa, sul quale solamente si fonda la nostra fede e la nostra devozione
a Maria Santissima."
S.
Caterina nacque nel piccolo villaggio di Fain le Moutier, diocesi di Digione
(Borgogna - Francia), il 2 maggio 1806 da Pietro Labouré e da Luisa Maddalena
Gondard; battezzata il giorno dopo, primo sabato del mese, le fu imposto il nome
di Caterina. Le si aggiunse in seguito il nome Zoe, ma, entrata in Comunità,
riprese il nome di Caterina, che prediligeva come nome di Battesimo.
Nona
di 11 figli, ricevette un'educazione profondamente cristiana, ma, fatto
strano, non frequentò mai alcuna scuola e solo più tardi imparò a scrivere,
senza però mai avere una nozione esatta dell'ortografia.
A
9 anni perse la madre, che tanto amore per la Madonna aveva saputo infondere in
lei. Un giorno fu vista da una domestica montare su una sedia e, stendendo le
manine tremanti, prendere la statuetta della Madonna esposta sull'altarino,
abbracciarla con affetto, come volesse dirle: "Ormai tu sei l'unica mia
Mamma!".
A
12 anni, partita la sorella maggiore, per entrare nelle Figlie della Carità,
ella prese su di sé la direzione della casa, coadiuvata da una domestica nei
lavori pesanti. Occupazione sua prediletta era la cura della piccionaia che
contava da 700 a 800 capi. Ed essa li accudiva così bene che tutti i piccioni
la conoscevano e al suo primo apparire le svolazzavano attorno, facendole
corona.
Alla
vita di lavoro univa la penitenza, digiunando il venerdì e il sabato, e
un'intensa pietà eucaristica.
Sin
da bambina avvertiva il prepotente desiderio di farsi suora e nel giorno della
prima Comunione si sentì ispirata a prometterlo a Gesù. Quando vide, dopo vari
anni, che la sua opera non era più necessaria in famiglia, dopo aver
rifiutato varie proposte di matrimonio, espresse al padre il desiderio di farsi
suora. Il padre, che già aveva dato a Dio la sua primogenita, con il pretesto
di dare aiuto ad un suo figlio a Parigi, la mandò in quella grande città con
la segreta speranza che la vita parigina avrebbe fatto recedere la figliola dal
proposito di farsi suora
La
virtù di Zoe trionfò sulla prova: il Signore la tolse dal pericolo della città
e la condusse presso una zia a Châtillon e poi nella Casa delle Figlie della
Carità che vi dirigevano un ospizio.
Un
sogno misterioso, che ebbe a 18 anni, la confermò nel suo proposito. Le apparve
un vecchio Sacerdote, prima in chiesa e poi vicino al capezzale di un infermo.
La ragazza voleva, piena di spavento, fuggire ma il Sacerdote, con infinita
dolcezza, le disse: "Figlia mia, è una bella cosa curare gli infermi; tu
ora mi sfuggi, ma un giorno sarai felice di venire da me. Iddio ha dei disegni
sopra di te: non lo dimenticare".
E
fu appunto nel parlatorio dell'ospizio di Châtillon che Zoe, posando
casualmente il suo sguardo sopra un quadro di S. Vincenzo de' Paoli, riconobbe
il vecchio Sacerdote: era proprio S. Vincenzo che la voleva tra le sue figlie.
La
riluttanza del padre fu vinta finalmente ed il 21 aprile 1830 Zoe entrò nel
noviziato delle Figlie della Carità, cominciando a vivere, con il nome di Suor
Caterina, nella famiglia di S. Vincenzo.
Quando,
con la Superiora di Châtillon, Suor Caterina giunse a Parigi, tutta la città
era in festa: le reliquie di S. Vincenzo, sottratte alla rapacità rivoluzionaria,
venivano in quei giorni solennemente trasportate, dopo 40 anni di
nascondimento, dalla Cattedrale di Nôtre Dame alla nuova Cappella dei
Missionari di S. Vincenzo. La giovane postulante assisté con lacrime di
commozione al trionfo del suo buon Padre; ella, più di tutti, sentiva il
bisogno di rendere la sua gratitudine al Santo che, dopo averla chiamata a sé,
le aveva fatto superare tutte quelle difficoltà che le si erano frapposte.
S.
Vincenzo volle subito manifestare la sua predilezione per quella figliola e,
durante i nove giorni di festa che seguirono la gloriosa traslazione del suo
corpo, la Suora vide più volte il cuore del Santo elevarsi al disopra del
reliquiario esposto nella cappella delle Figlie della Carità.
Seguirono
le apparizioni di Gesù in Sacramento e specialmente quella della Madonna di cui
parleremo più a lungo.
Terminato
il noviziato il 30 gennaio 1831, fece la sua vestizione e il 5 febbraio 1831 fu
inviata alla Casa di Enghien, ove trascorse i restanti 46 anni di sua vita.
Enghien era una casa di riposo per i dipendenti dei Principi d'Orleans. Suor
Caterina fu adibita alla cucina, poi al guardaroba e dal 1836 fino alla morte
ebbe cura dei vecchi e contemporaneamente si occupava del pollaio e anche della
porta.
Ella che aveva visto almeno sei volte la Vergine, che aveva assistito alla prodigiosa diffusione della Medaglia in tutto il mondo, ed ai miracoli di cui era stata strumento; ella che era stata testimone del sorgere e diffondersi dell'Associazione delle Figlie di Maria che la Madonna le aveva domandato; ella che tante volte aveva sentito parlare con ammirazione della fortunata Novizia confidente di Maria, restò sempre impassibile e non tardi mai il suo segreto né con le compagne, né con le Superiore, neppure col nipote sacerdote, anch'egli figlio di S. Vincenzo.
Il
suo eroico silenzio suscitò l'ammirazione dei giudici del processo di
beatificazione e non cesserà d'essere l'oggetto dell'ammirazione del mondo
intero.
Solo
sei mesi prima della morte, e 46 anni dopo gli avvenimenti, S. Caterina decise
di confidare il suo segreto alla Superiora Suor Dufés, dopo aver chiesto il
permesso alla Madonna, non avendo potuto parlare né col suo confessore, né
col Superiore Generale, per manifestare il desiderio della Madonna che fosse
eseguita una statua rappresentante la Vergine del globo, e un altare sul luogo
delle apparizioni.
Morte
della Santa. Le ultime volontà della Vergine erano ormai eseguite; la sua
missione era compiuta; ormai presentiva che la fine si avvicinava e fin dal
principio del 1876 preannunziò ripetutamente la sua morte.
In
ogni ricorrenza diceva: "È l'ultima volta; non vedrò il 1877. Del reso
era sfinita, la malattia di cuore aumentava, le gambe le si gonfiavano, la
tosse, con accessi d'asma, non le dava tregua.
Andata
agli esercizi alla Casa Madre, disse a Suor Pineau: "Sono gli ultimi!"
E poichè l'altra pigliava la cosa per ridere, soggiunse: "Vi ripeto che
sono i miei ultimi esercizi". Aggiungeva che per la sua sepoltura non vi
sarebbe stato bisogno di carro funebre, perché sarebbe stata sepolta a
Reuilly.
Volendo
meglio prepararsi alla morte, fece chiamare il P. Chinchon, già suo
confessore e confidente dopo il P. Aladel e d'allora non si occupò più se non
dell'eternità.
Il
30 dicembre la suora dispensiera del Noviziato e già sua compagna a Enghien,
venuta a trovarla le disse: "Sorella, ci lascerete dunque senza dirci una
parola della Madonna?". La malata la guardò con bontà e poi con un po' di
sforzo, le mormorò all'orecchio l'ultima confidenza che doveva essere un monito
per tutta la famiglia vincenziana: "La SS. Vergine è addolorata, perché
le due comunità non sanno fare abbastanza caso del dono che loro ha fatto con
la Medaglia. È particolarmente spiacente, perché non si recita bene il
Rosario".
E
tornando con il pensiero alla Cappella delle apparizioni soggiunse: "La
Madonna ha promesso grazie speciali a chi prega nella Cappella. Ella concederà
specialmente un aumento di purità, di quella purità di cuore e di volontà che
è il puro amore".
Si
lamentò pure che "la divozione all'Immacolata era meno viva e meno
generale che ai tempi dell'Aladel, subito dopo le apparizioni. Bisognava pregare
Dio che ispirasse i superiori".
Ad
una superiora disse ancora: "Raccomandi specialmente che si dica bene il
Rosario". Era come il suo testamento spirituale.
Il
31 dicembre fu ancora posta a sedere su di un seggiolone; era tranquilla. Ad una
suora, che le chiese se non avesse paura della morte, rispose: "Perché
vuole che abbia paura? Non vado forse a trovare N. Signore, la S. Vergine e S.
Vincenzo?"
Ricevette
con calma e viva fede gli ultimi sacramenti, dopo aver rinnovato i santi voti,
seguendo attentamente le preghiere liturgiche, e alle 7 spirava placidamente.
I
funerali furono un trionfo ed il sepolcro fu ben presto sorgente di grazie. Il
28 maggio 1933 si ebbe la sua Beatificazione ed il 27 luglio 1947 la
Canonizzazione. Essa dal cielo protegge in modo speciale i devoti della
Medaglia, che possiamo, con verità, chiamare anche sua. Se vogliamo ottenere
grazie per mezzo della Medaglia - Se vogliamo capire il Messaggio di Maria - Se
vogliamo che la nostra devozione alla Medaglia abbia tutta l'efficacia santificatrice
che ebbe per S. Labouré, rivolgiamoci a Lei: è questa la sua specialità fra
tutti i Santi del Paradiso.
"In
cappella la Madonna ti aspetta" Sentiamone il racconto dalla Santa stessa:
"...
Alle 11.30 mi sento chiamare per nome: Suor Labouré, Suor Labouré!
Svegliatami,
guardo dalla parte donde veniva la voce ... tiro la tenda e vedo un fanciullo
vestito di bianco, dai 4 ai 5 anni, tutto splendente, che mi dice: Vieni in
Cappella, la Madonna ti spetta. Vestitami in fretta lo seguii, tenendosi egli
sempre alla mia sinistra.
Erano
accesi i lumi da per tutto dove passavamo: ciò che molto mi sorprendeva.
Assai più meravigliata rimasi all'ingresso della Cappella, quando l'uscio si
aprì appena il fanciullo l'ebbe toccato con la punta del suo ditino. La
meraviglia crebbe al vedere tutte le candele accese come alla Messa di mezzanotte.
... Il fanciullo mi condusse nel presbiterio, accanto alla poltrona del
direttore, dove io mi posi in ginocchio"...
"Finalmente
giunge il sospirato momento: Ecco la Madonna, eccola! Sento un rumore come il
fruscio di una veste di seta, e vedo la Vergine che partendo dalla tribuna
presso il quadro di S. Giuseppe veniva a posarsi sui gradini dell'altare dal
lato del Vangelo.
Era
la Santissima Vergine, ma tutta simile nelle vesti a S. Anna, il cui quadro si
trovava al di sopra del seggiolone. Io ero incerta se si trattasse della
Madonna. Intanto il fanciullo, che era sempre li, mi ripetè: Ecco la Madonna!
Dire
ciò che provai in quel momento e ciò che succedeva in me, sarebbe cosa
impossibile. Mi sembrava di non riconoscere la Madonna!
Quel
fanciullo mi parlò allora non più con voce di bambino, ma di uomo adulto,
rimproverando la mia esitazione; allora alzai gli occhi verso la Santissima
Vergine, spiccai un salto verso di Lei e, ingiocchiatami sui gradini
dell'altare, appoggiai le mani sulle sue ginocchia: fu quello il momento più
dolce della mia vita. Mi è impossibile esprimere ciò che provai.
La
Madonna mi insegnò:
1)
come dovevo comportarmi col mio Direttore; 2) parecchie cose che non debbo dire;
3) il modo di regolarmi nelle mie pene e, mostrandomi con la sinistra
l'altare, mi disse di andarmi a gettare ai piedi dell'altare ad espandervi il
mio cuore, aggiungendo che colà io avrei ricevuto tutti i conforti a me
necessari, e soggiunse: "Figlia mia, Dio vuole affidarti una missione;
avrai molto da soffrire, ma soffrirai volentieri pensando che si tratta della
gloria di Dio. Sarai sostenuta dalla Grazia; rendi conto di tutto quanto in te
succede con semplicità e confidenza;... sarai ispirata nelle tue orazioni;
rendine conto a chi è incaricato dell'anima tua..."
Nel
lungo colloquio che la Santa ebbe con Maria Santissima le furono annunciate
molte sciagure che avrebbero colpito la Francia, la Chiesa e il mondo. Parlando
di questi eventi la Santa Vergine aveva le lacrime agli occhi ed era tanto
addolorata.
Santa
Caterina Labouré così conclude: "Quanto tempo restassi con la Madonna non
saprei dire; tutto quello che so è che, dopo di avermi lungamente parlato, la
Santissima Vergine se ne andò, scomparendo come ombra che svanisce, dirigendosi
verso la tribuna donde era venuta. Alzandomi, rividi il fanciullo al posto
dove l'avevo lasciato, il quale mi disse: È partita! Ripigliammo la medesima
via fatta nel venire, trovando sempre tutti i lumi accesi e tenendosi quel
bambino sempre alla mia sinistra. Credo che quel bambino fosse il mio Angelo
Custode, resosi visibile per farmi vedere la Madonna: io infatti l'avevo molto
pregato di ottenermi un tal favore.
Tornata a letto sentii suonare le due e non potei più riprendere sonno."
A
questo punto ci viene spontaneo un richiamo, caro al nostro cuore.
Quale?
Il ricordo della Piccola Mamma, quando ci raccontava i particolari di questa
apparizione, con quel suo narrare vivo e genuino, compreso e semplice, che ci
sembrava quasi di vedere e udire i fatti stupendi del 1830, avvenuti nella
cappella delle Figlie della Carità a Rue de Bac, in Parigi.
Quell'atteggiamento,
quasi ispirato, della Piccola Mamma, non lo possiamo dimenticare, come del resto
non possiamo dimenticare l'espressione dolce e forte insieme che lei assumeva
quando parlava di cose spirituali.
L'apparizione,
che ci ha portato questo singolarissimo dono di Maria Santissima, si manifesta
in due fasi.
Togliamo
di peso il racconto e qualche spiegazione dal suddetto libro di P. Francesco
Maria Avidano, in cui troviamo molti particolari, scritti dalla Veggente stessa.
Nella
prima Apparizione della SS. Vergine, Suor Caterina aveva ricevuto l'annunzio che
le sarebbe stata affidata una missione. Quale era quella missione? Ecco che le
viene svelata in questa seconda Apparizione che così viene descritta dalla
Veggente:
"Il 27 novembre 1930, che cadeva il sabato antecedente alla prima domenica di Avvento, alle 5.30 di sera, facendo la meditazione in profondo silenzio, mi parve di sentire dal lato della tribuna un rumore, come il fruscio di una veste di seta. Avendo alzato lo sguardo da quel lato, vidi la SS. Vergine all'altezza del quadro di S. Giuseppe."
"La
sua statura era media ed era di una bellezza indescrivibile; la sua veste, di
color bianco aurora, era accollata e con le maniche liscie. Dal capo Le scendeva
un velo bianco che arrivava fin quasi ai piedi; aveva i capelli spartiti e una
specie di cuffia con un merletto largo circa tre centimetri leggermente
appoggiato sui capelli; il viso era abbastanza scoperto; i piedi poggiavano
sopra un globo, o meglio sopra un mezzo globo, o almeno io non ne vidi che una
metà. Le sue mani, elevate all'altezza della cintura, tenevano in modo molto
naturale un'altro globo, più piccolo, d'oro, sormontato da una croce pure
d'oro."
"Ella
aveva gli occhi rivolti al Cielo. Il suo volto diventò risplendente mentre
presentava il globo a Nostro Signore. Tutto ad un tratto le sue dita si
coprirono di anelli (tre per dito) ornati di pietre preziose, le quali
gettavano dei raggi gli uni più belli degli altri, che si andavano allargando
man mano, sicché riempivano la parte inferiore del suo corpo, ed io non vedevo
più i suoi piedi."
"Mentre
io ero intenta a contemplarla, la SS. Vergine abbassò gli occhi verso di me ed
una voce si fece intendere che mi disse queste parole: Questo globo che vedi
rappresenta il mondo intero; in particolare la Francia ed ogni singola
persona." "Io qui non so ridire ciò che provai e ciò che vidi, la
bellezza e lo splendore dei raggi così sfolgoranti! E la Vergine aggiunse: I
raggi sono il simbolo delle grazie che io spargo sulle persone che me le
domandano", facendomi così comprendere quanto è dolce pregare la SS.
Vergine e quanto ella è generosa verso le persone che la pregano, quante
grazie Ella accorda alle persone che gliele domandano e quale gioia Ella prova
nel concederle.
"In
quel momento io ero o non ero? ...non so ... io godevo".
"Ed
ecco formarsi attorno alla figura della SS. Vergine un quadro alquanto ovale,
sul quale, in alto a modo di semicerchio dalla mano destra alla sinistra di
Maria, si leggevano queste parole scritte a lettere d'oro: O MARIA CONCEPITA
ecc."
"In
questa prima fase dell'Apparizione, che si rinnoverà tale e quale in
dicembre, non più a destra ma sull'altare maggiore un po' indietro, la Madonna
con celeste sapienza ha ben tratteggiato i concetti fondamentali della sua
personalità: il privilegio della sua Immacolata Concezione, la sua Regalità
Universale (ha il mondo intero per scettro e per trono), la sua Onnipotente ed
Universale Medizione (prega per il mondo, la sua preghiera è esaudita e le sue
mani si riempiono di anelli splendenti, simboli delle grazie) e la sua
Maternità Spirituale a nostro riguardo (ci tiene tutti, simboleggiati da quel
piccolo globo dorato, fra le sue braccia, poggiati sul suo Cuore)."
Ma
la Madonna chiede che sul luogo dell'Apparizione del 27 novembre venga eretto un
altare ed una statua alla Regina Mundi, promettendo che tale altare:"sarà
privilegiato di molte grazie per quanti verranno a pregarla".
S.
Caterina Labouré conclude la relazione dell'Apparizione della "Madonna del
Globo" con questa consolante profezia:" Quanto sarà bello intendere
dire: Maria è la Regina dell'universo e di ogni anima! Quello sarà un tempo di
pace, di gioia e di felicità, che durerà a lungo."
"La
Madonna farà il giro del mondo": La Peregrinatio della statua della
Madonna di Fatima ha realizzato alla lettera questa profezia".
Su
"Ecce Mater tua!" (1965) è stata riportata una lettera, che contiene
la narrazione di un fatto che non esito a qualificare come un vero miracolo.
Eccola: "Col cuore riboccante di riconoscenza la preghiamo di pubblicare
questo strepitoso miracolo.
Avevamo accettato, contro l'uso nostro, una giovane che aveva già fatto il noviziato in un'altra Comunità. Purtroppo però, 8 giorni dopo l'ingresso, già si dimostrava inadatta alla vita religiosa. Dopo due mesi di assidue cure, la sera del 2 febbraio 1965, la Rev. M. Badessa le ha fatto il primo rimprovero ed ella ha risposto difendendosi ed urlando. Durante la notte ha tentato prima di avvelenarsi e poi di strangolarsi, ma l'assistenza ininterrotta della M. Maestra ha sventato ogni pericolo.
La
mattina seguente era sempre sotto sorveglianza da parte di tutta la Comunità,
ma, non sappiamo come, è riuscita a fuggire e si è gettata nel pozzo profondo
42 metri! La credevamo completamente sfracellata: Ma aveva al collo la Medaglia
Miracolosa. Al nostro primo richiamo non ha risposto. Una suora, allora, ha
gridato: In nome di Maria SS. rispondici! Ed allora si è sentito un gemito:
"Aiutatemi!". In un attimo, mentre le suore anziane pensavano di
chiamare i pompieri ed i carabinieri, otto delle suore più giovani, mosse da
un'ispirazione divina, desiderando salvare quell'anima, le hanno detto:
Coraggio, aggrappati alla catena del secchio e la Madonna ti salverà. La
giovane vi si è aggrappata. Due suore hanno girato la ruota, quattro hanno
tirato l'altro capo della catena; ma per ben due volte la giovane, non riuscendo
a sostenersi, è caduta nell'acqua. La terza volta era arrivata a una ventina
di metri dal fondo quando si è messa a gemere: Non ce la faccio più! Una suora
allora si è strappata dal collo la Medaglia e l'ha gettata nel pozzo dicendo:
Non temere! La Madonna ti prenderà in braccio!
La
giovane non si è più lamentata. Arrivata all'orlo del pozzo è stata presa
per i capelli, poi per le spalle e infine per la vita. Miracolo! Era incolume!
Ha mostrato le mani: non vi erano neppure i segni della catena, mentre le suore
che l'hanno tirata avevano tutte le mani scorticate.
Ha
detto che al momento in cui le era stata gettata la Medaglina, aveva pregato
la Madonna di salvarle almeno l'anima e che si era sentita portare su tenendo
la catena in mano come se tenesse un fiorellino. Ed infatti non è venuta su
appesa alla catena, ma con i gomiti piegati. La catena vecchia e logora, con due
anelli rotti e legati col fil di ferro e che spesso si era spezzata per il
peso di due secchi, aveva resistito al peso del suo corpo!
...Siamo
31 monache ad attestare la veridicità di quanto sopra". - Firmato: Le
Clarisse di S. Maria della Sanità - S. Lucia di Serino (Avellino).
Si
dice sempre che "le parole muovono e gli esempi trascinano", come è
pure scontato che i fatti incidono nell'animo umano più della parola, oppure ne
convalidano l'efficacia, come è nel nostro caso. Intercaleremo, dunque, alle
brevi spiegazioni, alcuni prodigi e meraviglie, ottenuti dalla Santissima
Vergine, attraverso la sua Medaglia.
Nato
a Strasburgo nel 1814, ottavo di 9 figli, da una delle famiglie israelitiche più
ricche e più benefiche dell'Alsazia, Alfonso Ratisbonne a 4 anni perdé la
madre.
La
sua educazione religiosa fu pressochè nulla: era israelita di nome, ma non
credeva neppure in Dio e odiava la religione cattolica.
Partito
per un lungo viaggio in Oriente, provvidenzialmente passò da Roma nel gennaio
del 1842, ove s'incontrò con un amico d'infanzia, protestante, ed ebbe
occasione di conoscere il di lui fratello, il barone Teodoro di Bussières, che
tanta influenza ebbe nella sua conversione.
Il
barone, un convertito dal protestantesimo e di zelo ammirabile, discusse di
religione col Ratisbonne e vedendolo irriducibile gli propose una prova
innocente: portare su di sé la Medaglia Miracolosa e recitare mattina e sera il
"Memorare" di cui gli fece scrivere una copia.
Il
giovedì 20 gennaio incontrò il Bussières, che lo pregò di accompagnarlo in
una passeggiata in carrozza, domandandogli solo il permesso di fermarsi per
pochi minuti a S. Andrea delle Fratte per una commissione. Il Ratisbonne scese
anch'egli dalla carrozza per vedere la chiesa; ma, appena entrato, la chiesa
disparve ai suoi occhi: una sola cappella aveva concentrata tutta la luce, ed in
quell'irradiamento gli apparve in piedi sull'altare, splendente, piena di mestà
e di dolcezza, la Vergine, così com'è sulla Medaglia. Una forza irresistibile
lo spinse verso di Lei. La Vergine gli fece segno di inginocchiarsi e senza
parlare gli fece capire tutto. Gli cadde come una benda davanti agli occhi, e
comprese tutte le verità della fede: i pregiudizi furono cancellati e non
desiderò che il Battesimo.
L'amico
Bussières, rientrato in chiesa, lo trovò in ginocchio, col viso inondato di
lacrime, e alle sue domande rispose traendo dal seno la Medaglia Miracolosa e,
coprendola di baci e di lacrime, volle essere subito condotto da un sacerdote, e
8 giorni dopo, il 31 gennaio 1842 fu battezzato fra la commozione di tutta
Roma e decise di dedicarsi tutto al servizio di Dio. Restituì la sua parola
alla fidanzata, assicurandola che non avrebbe che la SS. Vergine per Dama del
suo cuore, ed entrò nel noviziato dei Gesuiti a Tolosa.
Nel
1822 si ritirò a Gerusalemme, fondandovi la "Casa dell'Opera di Nostra
Signora di Sion per l'Apostolato d'Israele", dove morì il 6 maggio 1884.
Sulla
sua tomba volle due sole parole: Padre Maria. Il processo che subito fu fatto
sull'accaduto influì grandemente sull'approvazione della Medaglia. (vedi
"Messaggio del 1830").
Dopo
la lettura e la riflessione sulla prima parte dell'apparizione, passiamo alla
fase principale del messaggio e della consegna di Maria Santissima a Caterina
Labouré.
"A
questo punto della visione, il globo che la Madonna aveva offerto a Dio
scomparve in un modo che la stessa veggente non sa bene spiegarsi; le mani della
Madonna cariche di grazie, si piegarono verso il globo sul quale ella poggiava i
piedi calpestando il capo di un serpente verdastro con chiazze gialle."
Anche
questo globo è "simbolo del mondo intero e di ogni anima in
particolare".
Come
si vede, la seconda fase è identica alla prima: la Madonna ci insegna le stesse
verità: solo che la prima raffigura la "mediazione di impetrazione",
la seconda la "mediazione di distribuzione."
Improvvisamente
il quadro si volta e a suor Caterina Labouré si manifesta il rovescio della
Medaglia, cioè il monogramma di Maria sormontato dalla Croce; nel piano
inferiore dell'ovale, separati da una sbarra, due Cuori, quello di Gesù,
coronato di spine, quello di Maria, trafitto dalla spada. Attorno come cornice,
una regale corona di 12 stelle.
La
Veggente allora udì una voce che le disse: 'Fa' coniare una Medaglia su questo
modello. Tutte le persone che la porteranno benedetta, specialmente al collo,
e reciteranno la breve preghiera, godranno di una specialissima protezione
della Madre di Dio e riceveranno grandi grazie. Le grazie saranno abbondanti per
chi la porterà con fiducia"
Suor
Caterina conclude: "Poi tutto disparve come qualcosa che si spegne ed io
sono rimasta ripiena di gioia e di consolazione."
Poco
dopo, nel dicembre 1830, la Santa ebbe la medesima visione, cioè il disegno
della Medaglia dal diritto e dal rovescio con l'ingiunzione di farla coniare e
la visione le fu concessa almeno altre due volte nel 1831. Infine la Santissima
Vergine si congedò da lei dicendole: "Figlia mia, d'ora innanzi non mi
vedrai più, ma sentirai la mia voce nelle tue orazioni."
La
breve preghiera incisa sulla Medaglia:
"O
Maria concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a Voi"
preannuncia la proclamazione del Dogma dell'Immacolata (Pio IX - 1854) e si può
sentirne l'eco nelle invocazioni delle Litanie Lanretane: "Regina,
concepita senza macchia originale, prega per noi."
Suor
Caterina, secondo l'ordine della Madonna, riferì ogni cosa al suo direttore,
Padre Aladel, Prete della Missione, il quale prudentemente mostrò di non dare
importanza alla cosa. Temendo una illusione, esortò la suora alla devozione
alla Madonna e all'esercizio delle virtù religiose.
Suor
Labouré umilmente si sottomise ai suoi ordini, ma la Madonna rinnovava le sue
insistenze. Finalmente l'Aladel, persuaso della santità della sua penitente e
della realtà delle sue celesti comunicazioni, e temendo di dispiacere alla
Vergine, le cui lagnanze per il ritardo erano indirizzate a lui, si decise di
rivolgersi all'Arcivescovo di Parigi, mons. De Quelen, per avere il permesso di
procedere alla coniazione della Medaglia.
Il
Prelato, dopo di aver ascoltato il racconto delle apparizioni, diede con
entusiasmo la chiesta approvazione (verso l'ottobre 1831), ma la coniazione fu
ritardata fino al giugno 1832 a causa dell'epidemia del colera che infestava
Parigi.
L'Arcivescovo
ricevette le prime Medaglie e ne esperimentò subito l'efficacia con la
conversione dell' ex Vescovo di Malines monsignor Pradt che, divenuto
scismatico, era in pericolo di morire fuori della Chiesa. Il primo miracolo
della Medaglia!
"Quando
suor Caterina ricevette i primi esemplari delle sospirate Medaglie, eclamò
con insolita risolutezza: "Ora bisogna diffonderla".
E
la diffusione fu davvero prodigiosa, non solo in Francia, ma in tutta l'Europa,
fra tutti i ceti sociali; fin dai primi anni furono coniate milioni e milioni di
Medaglie; oggi il computo delle Medaglie distribuite in tutta la Terra in
oltre 100 anni è impossibile e inimmaginabile.
E
tali furono le grazie strepitose ottenute, che la Medaglia fu ben presto
chiamata dal popolo "Miracolosa" anche se, per la spiritualità
attuale, potrebbe essere meglio denominata come "Medaglia
dell'Immacolata".
Non
pensiamo alla "Medaglia di Maria" come ad un amuleto o a un
portafortuna o anche ad un oggetto benedetto che ottiene - detto fatto - tutto
ciò che si vuole.
Saremmo
del tutto fuori strada. Non così bisogna vederla.
La
Medaglia Miracolosa è un dono della "Mamma" ai figli, è un segno
della sua specialissima protezione, ma è anche un richiamo, un impegno a vivere
la vita di Grazia e di perfezione evangelica, a leggere in tutti i particolari
raffigurati nella Medaglia i privilegi altissimi di cui Dio ha rivestito colei,
che è Madre di Gesù e nostra.
Questa
è la Medaglia, che alcuni teologi amano chiamare: "Il celeste catechismo
di Maria". Guardiamola dunque così, indossiamola con fede e desiderio di
continua perfezione, recitando col cuore la stupenda preghiera impressa attorno
all'immagine della Vergine:
"O
Maria, concepita senza peccato, pregate per noi, che ricorriamo a Voi".
Ricordiamo
una volta di più:
-
non è una medaglia come le altre, - non è opera di un artista, - non è opera
di un teologo, - non è opera di un santo, - non è ricordo di qualche
santuario: è opera di Maria, perciò di Dio, perché Lei sempre eseguisce i
voleri di Dio.
Una
cifra eloquente: nel decennio 1832 - 1842, solo in Francia, se ne coniarono
oltre 100 milioni ...una pioggia di grazie spirituali e materiali.
"La
signora Elda di Trento (Via S. Pietro, 62) era affetta da tumore al cervello,
riconosciuto da ben tre medici, che non le assicuravano più di un anno di vita
(1952). Le procurai la Medaglia, iniziando una novena per ottenere la
guarigione. Contro ogni speranza sconparvero tutti i sintomi del male e la mia
amica è ora perfettamente guarita.
"Suor
Maria Aglaé Dausson nel 1834 (due anni dopo l'approvazione e la coniazione
della Medaglia) ebbe l'osso del femore sinistro slogato, la gamba paralizzata e
accorciata più di tre pollici, il piede voltato verso l'interno.
Un
consulto di tre medici rilasciò la dichiarazione che la malata non avrebbe più
potuto camminare senza le grucce, perché si trattava di un fatto incurabile
dalla scienza medica.
La
suora però aveva una ferma fede nella Madonna e nella Medaglia, che già si
chiamava popolarmente "miracolosa". Allora mise sulla parte malata una
Medaglia ripetendo con fervore e fiducia la giaculatoria.
Nella
notte del 7 marzo, si accorse, fuori di sé, che la gamba era diventata normale.
I medici dichiararono che il fatto era umanamente inspiegabile.
La
guarita estrasse la Medaglia ed esclamò: È stata questa che mi ha guarita! E
correndo, fra l'ammirazione di tutti, andò in cappella a ringraziare
l'Immacolata".
-
Ciò che Maria è in se stessa: dignità, privilegi e grandezze.
-
Ciò che Maria Santissima è per noi.
-
Ciò che Maria Santissima vuole da noi.
a)
• Il colore delle sue vesti, il serpente schiacciato dal suo piede e
specialmente la giaculatoria, ci dicono con evidente chiarezza la realtà del
peccato originale e la sua Immacolata Concezione, la prima e più splendida
rivelazione di questo "Messaggio".
•
Il monogramma sormontato dalla croce simboleggia la divina Maternità di Maria.
•
Le 12 stelle indicano la sua Regalità.
b)
"In modo non meno chiaro leggiamo sulla Medaglia ciò che Maria è per noi.
Tutti i suoi privilegi le furono concessi per poter essere Madre del nostro
Redentore e per poter con Lui compiere l'opera della nostra Redenzione,
diventando cosí Madre nostra spirituale...
"Il
Cuore trafitto dalla spada, accanto a quello di Gesù, ci indicano abbastanza
la parte da Lei avuta alla nostra salvezza quale Corredentrice".
"L'atteggiamento,
gli anelli, i fasci di raggi, simbolo delle sue grazie, ben manifestano il suo
ufficio di Mediatrice di tutte le Grazie".
c)
Cosa vuole Maria Santissima da noi?
Il
dono di noi stessi a Lei e per suo mezzo a Dio, come ci viene suggerito dalla
"Madonna del globo".
Ammiriamo
il dono di Maria a Dio. Ringraziamo del dono suo a noi . Imitiamo Maria nel
darci a Dio come Lei, subito, totalmente, per sempre.
Con
Lei, in Lei, per Lei, e per mezzo di Lei, doniamoci irrevocabilmente a Gesú e
per Lui all'adorabile Trinità.
Sorretti
dal suo aiuto, pregando anche con la giaculatoria della Medaglia, "irrestistibile"
al suo Cuore di Madre e di Regina, saremo capaci di vivere nella Grazia, lontani
dal peccato e pronti come Lei a dire il nostro "fiat" al Signore,
anche nel momento della prova, certi che così facendo l'avremo accanto al
momento del nostro passaggio all'eternità.
Fu
l'apostolo dell'Abissinia, dove visse più di 20 anni e dove morí nel 1860,
ricevendo da Pio XI l'appellativo di "abissino di adozione". Mise
tutte le sue opere sotto la protezione dell'Immacolata e della sua
"Medaglia". Piacque tanto la Medaglia agli Abissini, che andavano
tutti a gara, anche i Musulmani, nel portarla bene in vista sugli abiti.
Si
rese amico il Ras del Tigré con un bel quadro dell'Immacolata; scampò da un
naufragio nel Mar Rosso, con la visibile protezione della Medaglia; fondò,
sotto il sorriso della "Madonna dei raggi", il primo Seminario per
Abissini e Guala.
Tra
i numerosi episodi, nei quali appare evidente l'aiuto miracoloso delle
"Madonna della Medaglia", ce n'è uno, che egli stesso amava raccontare.
Aveva
fatto esporre nella chiesa di S. Salvatore in Adua un'immagine della
"Medaglia". Un diacono abissino, attaccato dal vaiolo, corse ai piedi
di quella Immagine a chiedere la sua guarigione. Lo aveva seguito anche un
armeno, il quale con gesti sacrileghi, faceva segno di voler cavare gli occhi
alla Vergine. Si verificò allora un fatto terribile: il diacono uscì guarito
dalla chiesa, mentre l'armeno ne uscì cieco! (Dalla "Vita" del Beato)
Nota
- Questo fatto ci può suggerire almeno due cose: 1) Con Dio non si scherza,
specialmente quando si offende sua Madre. 2) La cecità non era certo per la
morte, ma per la vita spirituale del povero sacrilego, ossia per attirarlo alla
conversione.
La
grande "Promessa" della Madonna, che abbiamo già scritta a
caratteri grandi e marcati, nelle pagine precedenti, parlando appunto della
consegna fatta a santa Caterina Labouré a Rue de Bac della Medaglia di Maria
per eccellenza, è rivolta a tutte le persone, nessuna esclusa, purché vi siano
buone e rette disposizioni. È anche per chi è lontano da Dio a causa del
peccato, se ha il desiderio della conversione o se è aiutato in essa dalla
preghiera e dal sacrificio del cuore amico che gli ha donato la Medaglia.
Ma
la "Promessa" di Maria Santissima non è - come dice bene Padre
Francesco M. Avidano - non è per coloro che scientemente credono, con una bella
divisa, coprire una brutta vita; non è per quei devoti superstiziosi, che
accettano la Medaglia come un amuleto - lo diciamo una seconda volta - come uno
dei tanti portafortuna e la tengono magari in compagnia di essi; non è per
quei falsi devoti, che vorrebbero le grazie dalla Madre, mentre rifiutano di
sottomettersi ai Comandamenti del Figlio; non è per quei cristiani che con
una strana mentalità, indice della loro ... ignoranza, protestano di credere
nella Medaglia, ma rifiutano di riconoscere l'Autorità Ecclesiastica, non
riflettendo che tutta la certezza che la Medaglia ci venga veramente da Maria
Santissima, l'abbiamo proprio e solo dalla Chiesa, dalle cui mani la Madonna
vuole la riceviamo".
L'atteggiamento
dell'Autorità Ecclesiastica è sempre attenta e prudente di fronte alle
rivelazioni private e questo per accertarne o meno l'origine soprannaturale.
Vediamo ora, a nostra consolazione, il cammino meraviglioso della Chiesa a
questo riguardo nell'accettare, riconoscere e approvare non solo le apparizioni
di Rue de Bac e della Medaglia, ma anche di favorirne la diffusione.
1831
- ottobre: L'Arcivescovo di Parigi, mons. De Quelen, concede con entusiasmo
l'approvazione per la coniazione della Medaglia, che verrà ritardata di un
anno a causa della malattia di colèra, che infestava Parigi, cioè fino al
giugno 1832, a soli 2 anni dall'apparizione della Vergine.
1838
- L'Arcivescovo di Parigi, mons. De Quelen, che ha approvato la Medaglia,
ottiene di celebrarne la festa con ottava e di aggiungere alle Litanie:
"Regina sine labe originali concepta". "Regina concepita senza
peccato originale, prega per noi".
1847
- P. Aladel, padre spirituale di Caterina Labouré, fonda l'Associazione delle
Figlie di Maria e, modellata su questa, nel 1909 sorge a Parigi l'Associazione
della Medaglia Miracolosa.
19
aprile 1895 - Il Sommo Pontefice Leone XIII approva una speciale formula per la
benedizione e imposizione della Medaglia, riservata dapprima ai Preti della
Missione di S. Vincenzo de'Paoli, ora però estesa a tutti i Sacerdoti. Padre
Aladel, quando parla di portare la Medaglia, aggiunge la parola "indulgenziata",
che significa la stessa cosa, ossia benedetta.
-
San Pio X (1903-1914) concede l'approvazione all'Associazione della Medaglia
Miracolosa e l'arricchisce di molte indulgenze.
19
luglio 1931 - Pio XI, Romano Pontefice, nella ricorrenza dei processi di
Beatificazione di Suor Caterina Labouré dà a Maria Santissima questo titolo:
Regina della Medaglia Miracolosa, e dopo aver parlato della situazione storico
religiosa ed ecclesiale di quel tempo, aggiunge: "Ed ecco che in questi
giorni risplende la Medaglia Miracolosa come per richiamarci in modo visibile e
tangibile che alla preghiera tutto è promesso, anche i miracoli e soprattutto
i miracoli. In ciò sta la specialità magnifica della Medaglia Miracolosa e
noi abbiamo bisogno di miracoli. È già un gran miracolo che i ciechi vedano,
ma vi è un altro miracolo che dobbiamo domandare a Maria ed è che vedano
quelli che non vogliono vedere..."
1)
La "Madonna del Globo" (prima fase dell'apparizione della Medaglia)
è stata battezzata ufficialmente da Pio XI "Regina delle Missioni"
e "Regina Mundi".
Il
Vicario apostolico di Porto Said, l'ideatore e realizzatore del primo Santuario
della Regina Mundi, scrive: "Perché cercare un altro ideale per
rappresentare Maria regalmente possente, mentre Essa stessa si è mostrata
nell'atto di sostenere il globo, simbolo della sua Regalità? ... non perdiamoci,
dunque, - continua il Prelato - in vane ricerche per trovare una
rappresentazione della "Regina Mundi", mentre Essa stessa ha voluto
darcene la più perfetta, mostrandosi a sr. Labouré, nell'atto di sostenere
il mondo fra le sue verginali mani, di riscaldarlo sul suo Cuore, illuminarlo
dei suoi raggi ed offrirlo in una fervente preghiera a Colui che con una sola
parola l'ha fatto uscire dal nulla." (cfr. P. Francesco M. Avidano
"Mese della M.M." pagina 87 - Casale Nonferrato)
2)
"La Madonna dei raggi è stata scelta come làbaro e come auspicio e
segno di vittoria sul serpente dalla "Legio Mariae", dalla
"Milizia dell'Immacolata" e da altre Associazioni
Concludiamo questo importante e documentato capitolo, con questa constatazione: la "Medaglia Miracolosa" o la "Medaglia di Maria" o "dell'Immacolata" - come desideriamo chiamarla - è l'unica, che ha l'onore della santa Messa, il 27 novembre, e con questo la Chiesa dà la massima sicurezza ad una devozione, come dice bene mons. Bonaventura Bassetti, fervoroso e solerte apostolo di Maria Santissima nella nostra Diocesi e altrove, (deceduto nel 1988) come abbiamo, già detto nella Prefazione e nelle note introduttive della seconda parte. E se la Chiesa ha così agito e parlato, che altro abbiamo noi da aggiungere?
Diffondiamola!
"Datela
a tutti" - dice Padre Avidano - "specialmente ai vostri cari ...
Seminatela ovunque, nei luoghi del dolore, in quelli del divertimento, nei
luoghi di pericolo per l'anima, in quelli del lavoro, là dove c'è malattia o
lutto ... ovunque. Appendetela al collo dei bambini. Deponetela sotto il
capezzale dei malati. Mettetela al taschino degli uomini. Attacatela
all'orologio dei giovani. Introducetela nella borsetta delle signorine. Cucitela
negli abiti di chi non la vuole ...
Seminate
la Medaglia con fede, con fiducia, con coraggio, con costanza ...
La
Medaglia sia il vostro regalo preferito, il vostro ricordo più caro, il vostro
grazie più sincero, sempre però accompagnata dal foglietto esplicativo."
"Mio
marito ha giurato di morire ateo, dice una signora al parroco, e piuttosto di
avere un prete al suo funerale, preferisce essere gettato su un letamaio".
"Ebbene,
dice il parroco, sappia che la bontà della Madonna e la misericordia di Dio
sono più grandi delle sue colpe. Si fermi davanti all'altare della Madonna e
reciti la giaculatoria: O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi, che
ricorriamo a Voi. Gli nasconda addosso la Medaglia Miracolosa e abbia
fiducia."
La
sera stessa il parroco, chiamato d'urgenza, fuori di sé per la gioia, corre dal
malato, il quale, con i segni del più sincero pentimento, riceve i Sacramenti e
muore serenamente, riconciliato con Dio". (Don Rigo Verona)
"Saputo
della sua malattia, tento di portagli la Medaglia. La concubina mi caccia con
insulti. Tento una seconda volta; non mi apre neppure la porta. Per mezzo della
sorella del malato, gli faccio nascondere la Medaglia nel guanciale. Il
parroco nell'occasione della benedizione delle case, tenta di compiere il suo
dovere, ma viene cacciato come un malfattore.
Era
l'ultimo trionfo di Satana, che doveva rendere più splendida la vittoria
della Madonna.
La
sera stessa, il malato, non potendo più resistere al rimorso che lo tormenta,
manda a chiamare un sacerdote. Si confessa, regolarizza il suo matrimonio,
revoca le sue disposizioni testamentarie circa la cremazione e nei pochi giorni
che sopravvive non fa che pregare ed esortare la sua compagna ad abbandonare
le antiche idee e vivere cristianamente." (Don Rigo - Verona "Annali
della missione" 1939)
"Il
19 maggio 1956 il cardinal Griffin riceveva l'abiura del canonico anglicano
Rich, autore dell'opera intitolata L'autorità spirituale nella Chiesa
Anglicana. Opera che influì efficacemente sulla conversione dell'autore.
Infatti le ricerche fatte per comporre l'opera contribuirono alla conversione.
Però il colpo decisivo glielo diede la Medaglia Miracolosa.
Il
giornale Chatolic Herald così intitola la notizia della sua conversione:
Cominciò con un libro e terminò con l'intervento della Madonna. Infatti,
attraverso i suoi studi, arrivò gradatamente alla conclusione che l'autorità
divina, esercitata per mezzo di Gesù Cristo quando era sulla terra, è la
stessa che continua ad esercitarsi per mezzo della Chiesa nel corso dei secoli.
Il privilegio dell'infallibilità del Papa, penetrava a poco a poco nel suo
spirito, ma non senza molte esitazioni. Egli si dibatteva ancora in questa
difficoltà, quando senti proclamare il Dogma dell'Assunzione. Per molti mesi
visse nell'inquietudine. Giunse la festa dell'Ascensione ed egli confrontò i
due fatti: l'Ascensione e l'Assunzione, ma si sentiva sempre più disorentato.
Allora
- egli dice - mi sentii spinto a pregare la Santissima Vergine come non l'avevo
mai fatto. Era l'impulso spontaneo del cuore, il disperato grido di un anglicano
di buona fede. Non vorrà Ella ascoltare la mia preghiera? Quale certezza
avrebbe potuto darmi della sua Assunzione e della verità di questo Dogma? Le
gridavo la mia angoscia e il mio desiderio di conoscere la verità.
Il
martedì seguente, camminando per la strada, urtai contro un dischetto di
metallo. Raccolsi una Medaglia Miracolosa. Mi sembrò una delicatezza della
Vergine.
Cominciai
quindi a ripetere la preghiera: O Maria concepita ecc. e da allora questa
preghiera è rimasta sulle mie labbra. Quantunque la scoperta della Medaglia non
fosse stata una risposta alla mia preghiera, essa mi ispirò almeno la fiducia
che la luce sarebbe venuta. Venne infatti dopo tanti mesi di angosciosa ricerca;
attribuivo questa luce alla preghiera della Santissima Vergine e mi sentivo
venir meno dalla commozione."
Dopo
aver concluso le nostre riflessioni, sentiamo spontaneo il desiderio di
ringraziare con profonda commozione la Santissima Trinità, per le meraviglie
che ha compiuto e continua a compiere attraverso la Vergine Maria, che ci ha
donato come Madre, Regina e Mediatrice presso lo stesso Mediatore, che è Gesù
Cristo. (Trattato della vera devozione a Maria, capitolo 2, paragrafo 4, nummero
83. di San Luigi M. da Montfort)
Dedichiamo ora le ultime pagine ad alcune preghiere all'Immacolata della Medaglia Miracolosa, che la Piccola Mamma tante volte ha recitato con fervore, fiducia e intenso amore.
I.
- O Vergine Immacolata, siate per sempre benedetta per aver voluto scegliere
un'umile Figlia di S. Vincenzo, per manifestare la materna vostra sollecitudine
verso gli uomini. O pietosa nostra Avvocata, che nella vostra prima apparizione
a S. Caterina Labouré vi degnaste mostrarvi nell'atto di piangere sulle miserie
dei vostri figli e sulle calamità che stavano per colpirli, specialmente
sulla persecuzione che stava per scatenarsi contro il clero e le comunità
religiose, e che prometteste la vostra particolare protezione ai vostri
devoti: rivolgete di nuovo i vostri occhi misericordiosi sul vostro popolo,
tormentato dalle stesse miserie, minacciato dalle stesse calamità e abbiate
pietà di noi. Difendete e santificate il Clero, proteggete la Chiesa, esaltate
il suo augusto Capo e fate che per mezzo della vostra Medaglia tanti vostri
figli erranti si convertano e si salvino. Ave Maria…
O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a Voi.
II.
- O Vergine Immacolata, Regina nostra potente, Voi vi mostraste alla vostra
Serva con le mani piene di anelli splendenti, che ricoprivano la terra con i
loro raggi, simbolo delle grazie che spargete sui vostri devoti, e aggiungeste
anche con dolore, che gli anelli che non mandavano luce, indicavano le grazie
che Voi vorreste farci, ma, che noi non Vi domandiamo; o Madre di
misericordia, non riguardate la nostra indegnità, ma, per l'amore che ci
portate, fate risplendere su di noi in tutto il suo splendore la vostra potenza
e concedeteci tutte quelle grazie che la vostra bontà tiene riservate a chi Ve
le domanda con fiducia. Ave Maria…
O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a Voi.
III.
- O Vergine Immacolata, sicuro nostro Rifugio, siate Voi eternamente esaltata,
perché, dandoci la vostra Medaglia come potente scudo contro i nostri
spirituali nemici e sicuro scampo contro ogni corporale pericolo, ci avete pure
insegnata la supplica che Vi dobbiamo presentare, per muovere il vostro cuore
a pietà. Ebbene, o tenera Madre, ecco che noi prostrati ai vostri piedi Vi
invochiamo con la giaculatoria che ci avete portata dal cielo, e, ricordandovi
il glorioso privilegio della vostra Immacolata Concezione, Vi domandiamo in virtù
di esso le grazie di cui abbiamo bisogno. Ave Maria…
O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a Voi.
IV
- O Vergine Immacolata, Consolatrice dei tribolati, siate in eterno benedetta,
perché avete voluto fare della vostra Medaglia lo strumento delle vostre più
stupende misericordie in favore di tutti gli infelici: convertendo con essa i
peccatori, guarendo gli ammalati, consolando ogni sorta di miserie. Non permettete,
o Madre pietosa, che si smentisca il nome che il popolo riconoscente volle dare
alla vostra Medaglia, ma versate anche su di noi e sulle persone che Vi
raccomandiamo le vostre grazie ed i vostri prodigi, facendo sì che la vostra
Medaglia sia anche per noi veramente Miracolosa. Ave Maria…
O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a Voi.
V
- O Vergine Immacolata, Voi avete voluto essere rappresentata
nell'atteggiamento trionfale di schiacciare il capo al serpente infernale, e ci
additaste nella devozione della vostra Medaglia il segreto della vittoria.
Ebbene, o Maria, invitta debellatrice dell'inferno, volgete lo sguardo su di
noi, che, per non essere vittima del vostro e nostro nemico, ci siamo rifugiati
sotto la vostra protezione, ci siamo iscritti alla vostra milizia. Fate che la
vostra Medaglia sia per noi scudo sicuro ed arma potente affinché, dopo d'aver
anche noi vinto il demonio, possiamo in eterno esaltare la vostra Immacolata
Concezione. Ave Maria…
O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a Voi.
Pregate
per noi, o Vergine Immacolata, affinché siamo fatti degni delle promesse di
Cristo.
ORAZIONE.
Signore Gesù Cristo, che volesti glorificare con innumerevoli miracoli la
Beatissima Vergine Maria tua Madre, Immacolata fin dalla sua Concezione: concedi
a noi che, implorando il suo patrocinio, conseguiamo i gaudii eterni. Tu che
vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.
Da recitarsi alle 17 del 27 novembre, festa della Medaglia Miracolosa, in ogni 27 del mese e in ogni urgente necessità.
O
Vergine Immacolata, noi sappiamo che sempre ed ovunque sei disposta ad esaudire
le preghiere dei tuoi figli esuli in questa valle di pianto, ma sappiamo pure
che vi sono giorni ed ore in cui ti compiaci di spargere più abbondantemente i
tesori delle tue grazie. Ebbene, o Maria, eccoci qui prostrati davanti a te,
proprio in quello stesso giorno ed ora benedetta, da te prescelta per la
manifestazione della tua Medaglia.
Noi
veniamo a te, ripieni di immensa gratitudine ed illimitata fiducia, in quest'ora
a te sì cara, per ringraziarti del gran dono che ci hai fatto dandoci la tua
immagine, affinché fosse per noi attestato d'affetto e pegno di protezione. Noi
dunque ti promettiamo che, secondo il tuo desiderio, la santa Medaglia sarà il
segno della tua presenza presso di noi, sarà il nostro libro su cui impareremo
a conoscere, seguendo il tuo consiglio, quanto ci hai amato e ciò che noi
dobbiamo fare, perché non siano inutili tanti sacrifici tuoi e del tuo divin
Figlio. Sì, il tuo Cuore trafitto, rappresentato sulla Medaglia, poggerà
sempre sul nostro e lo farà palpitare all'unisono col tuo. Lo accenderà
d'amore per Gesù e lo fortificherà per portar ogni giorno la propria croce
dietro a Lui. Questa è l'ora tua, o Maria, l'ora della tua bontà inesauribile,
della tua misericordia trionfante, l'ora in cui facesti sgorgare per mezzo della
tua Medaglia, quel torrente di grazie e di prodigi che inondò la terra. Fai, o
Madre, che quest'ora, che ti ricorda la dolce commozione del tuo Cuore, la quale
ti spinse a venirci a visitare e a portarci il rimedio di tanti mali, fai che
quest'ora sia anche l'ora nostra: l'ora della nostra sincera conversione, e
l'ora del pieno esaudimento dei nostri voti.
Tu
che hai promesso, proprio in quest'ora fortunata, che grandi sarebbero state le
grazie per chi le avesse domandate con fiducia: volgi benigna i tuoi sguardi
alle nostre suppliche. Noi confessiamo di non meritare le tue grazie, ma a chi
ricorreremo, o Maria, se non a te, che sei la Madre nostra, nelle cui mani Dio
ha posto tutte le sue grazie? Abbi dunque pietà di noi.
Te lo domandiamo per la tua Immacolata Concezione e per l'amore che ti spinse a
darci la tua preziosa Medaglia. O Consolatrice degli afflitti, che già ti
inteneristi sulle nostre miserie, guarda ai mali da cui siamo oppressi. Fai che
la tua Medaglia sparga su di noi e su tutti i nostri cari i tuoi raggi benefici:
guarisca i nostri ammalati, dia la pace alle nostre famiglie, ci scampi da ogni
pericolo. Porti la tua Medaglia conforto a chi soffre, consolazione a chi
piange, luce e forza a tutti.
Ma
specialmente permetti, o Maria, che in quest'ora solenne ti domandiamo la
conversione dei peccatori, particolarmente di quelli, che sono a noi più cari.
Ricordati che anch'essi sono tuoi figli, che per essi hai sofferto, pregato e
pianto. Salvali, o Rifugio dei peccatori, affinché dopo di averti tutti amata,
invocata e servita sulla terra, possiamo venirti a ringraziare e lodare
eternamente in Cielo. Cosi sia. Salve
Regina…
l.
- O Vergine Immacolata della Medaglia Miracolosa, che, mossa a pietà delle
nostre miserie, scendeste dal cielo per mostrarci quanta parte prendete alle
nostre pene e quanto Vi adoperate per stornare da noi i castighi di Dio e
impetrarci le sue grazie, movetevi a pietà della presente nostra necessità;
consolate la nostra afflizione e concedeteci la grazia che vi domandiamo. Salve
Regina…
O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a Voi.
2.
- O Vergine Immacolata della Medaglia Miracolosa, che, quale rimedio a tanti
mali spirituali e corporali che ci affliggono, ci avete portata la vostra
Medaglia, affinché fosse difesa delle anime, medicina dei corpi e conforto di
tutti i miseri, ecco che noi la stringiamo riconoscenti sul nostro cuore e Vi
domandiamo per essa di esaudire la nostra preghiera.
Salve Regina…
O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a Voi.
3.
- O Vergine Immacolata della Medaglia Miracolosa, Voi avete promesso che grandi
sarebbero state le grazie per i devoti della vostra Medaglia che Vi avessero
invocata con la giaculatoria da Voi insegnata; ebbene, o Madre, ecco che noi,
pieni di fiducia nella vostra parola, ricorriamo a Voi e Vi domandiamo, per la
vostra Immacolata Concezione, la grazia di cui abbiamo bisogno.
Salve Regina…
O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a Voi.
1.
Ne l'ora che tace la terra ed il ciel, dormìvasi in pace la serva fedel.
Ave, ave, ave, Maria.
2.
Soave la desta un vago bambin e guidala presta al tempio divin.
Ave, ave, ave, Maria.
3.
Del cuore suo pio l'acceso desìr degnàvasi Iddio al fine compìr.
Ave, ave, ave, Maria.
4.
Ed ecco posando accanto all'altar, la Vergin tra un blando splendore le appar.
Ave, ave, ave, Maria.
5.
Le parla di oscuri eventi avvenir, che avranno i futuri cristiani a soffrir.
Ave, ave, ave, Maria.
6.
Essendo in battaglia col dèmon crudel, di bella medaglia le porge il model.
Ave, ave, ave, Maria.
7.
Dal collo pendente portàrsi dovrà: di grazie un torrente perenne sarà.
Ave, ave, ave, Maria.
8.
Portiàmla fidenti con speme ed amor: vedremo portenti mai visti fin or.
Ave, ave, ave, Maria.
9.
Chi l'arte guarire ormai non potrà, vedrà rifiorire la sua sanità.
Ave, ave, ave, Maria.
10.
Ritorna al suo Dio l'umil peccator; il cuore già freddo ravviva il fervor.
Ave, ave, ave, Maria.
11.
Portiamo la pia Medaglia con fe' solenne Maria promessa ci die'.
Ave, ave, ave, Maria.
12.
È raggio di luce, è fiamma d'amor, che al gaudio conduce del sommo Signor.
Amen!
Ave, ave, ave, Maria.
Da
ricordare:
Chi
desidera la Medaglia Miracolosa, già benedetta, la può sempre trovare nella
nostra Casa "Piccola Opera del Divino Amore" - Mattarello (Trento).
Chi,
dopo aver letto questo libretto, desidera approfondire maggiormente la
conoscenza di queste apparizioni e del dono di Maria Santissima, può rivolgersi
a:
1)
Apostolato Mariano - Casale Monferrato (Alessandria) Padre Francesco Maria
Avidano - due libri:
a)
"Il più grande Messaggio e il più prezioso dono di Maria nel secolo XIX",
èdito da Propaganda Mariana.
b)
Dello stesso Autore: "Mese della Medaglia Miracolosa"
2)
Editrice Ancilla: "E la Vergine distese le mani" di Antonino Grasso
Ciascuno
dei libri citati porta un'ampia documentazione.