LA
MADONNA PIANGE SANGUE (MAROPATI)
VISTO
PER LA CONGREGAZIONE
Catania, 11 Gennaio 1972 Sac. Rosario Vasta
Messina,
28 Aprile 1972 Mons. Giuseppe Scarcella Vicario Generale
Nel
1953 dimoravo a Catania. Negli ultimi giorni di agosto i giornali della Sicilia
pubblicarono una lunga serie di articoli, riguardanti un fenomeno straordinario:
un quadro di maiolica, raffigurante il Cuore Immacolato di Maria, versava
lacrime. Il quadro era nell'abitazione della famiglia Iannuso-Giusto, in Via
Degli Orti, 11, a Siracusa.
Alle
prime notizie io diedi poco peso. Ma poiché il fenomeno si ripeteva per diversi
giorni e gli articoli dei giornali si presentavano sempre più importanti, mi
recai sul posto ad attingervi notizie più precise, intervistando i testimoni
oculari, e così potei pubblicare un libretto « Storia della Madonna delle
Lacrime ».
Come
si sa, il fatto della lacrimazione della Madonna a Siracusa prese proporzioni
mondiali.
Siamo nel 1971; io dimoro a Messina. Dal maggio di quest'anno i giornali parlano con vivo interesse di un altro fenomeno straordinario, che si verifica a varie riprese nella vicina Calabria e propriamente a Maropati, paesetto della provincia di Reggio.
Riflettendo
su diversi particolari, mi son detto: Qui si tratta di un fenomeno parallelo a
quello di Siracusa. È bene che vada sul posto, che intervisti i testimoni, che
veda, che tocchi con mano e che poi scriva.
Il
6 giugno, in compagnia, di un medico chirurgo, mi recai a Maropati; in seguito
vi ritornai parecchie e parecchie volte e così potei avere la materia per una
modesta pubblicazione.
Il
giudizio definitivo sullo strabiliante fenomeno sarà dato a suo tempo dalla
Chiesa, unica competente in materia.
Qui
si espongono i fatti, ai quali si è tenuti a prestare solamente la fede umana.
In
tempi così tristi, in cui l'umanità è aberrata e si calpesta con tanta
facilità ogni legge morale e religiosa, in tempi in cui il paganesimo trionfa e
ne sono prova i fermenti dei popoli, i delitti, i furti, i suicidi, il nudismo,
il disprezzo e l'indifferenza religiosa, soltanto la Madonna, Aiuto del popolo
cristiano e Debellatrice delle eresie, può trattenere il braccio della Divina
Giustizia.
Nel
corso dei secoli, in periodi critici, è stata sempre la Vergine Santissima ad
intercedere presso Dio, per svegliare la fede assopita; in prova, basta
ricordare le apparizioni della Salette (1846), di Lourdes (1858) e di Fatima
(1917). Nella metà del nostro secolo, il 29 agosto 1953, nel difficile
dopoguerra, la Madonna si manifestò in Sicilia, a Siracusa, con la famosa
lacrimazione di quattro giorni.
La
Madonna pianse a Siracusa, ma non parlò. Aveva parlato alla Salette, a Lourdes
ed a Fatima; ma i frutti dei suoi messaggi non furono così abbondanti come
avrebbero dovuto essere. Le parole della Regina del Cielo toccarono poco i cuori
induriti nel male.
Una
madre che piange, dice più di una madre che parla.
Tuttavia
anche le lacrime della Madonna hanno prodotto poco frutto nel mondo; per
convincersi è sufficiente riflettere sul grande decadimento dei costumi e
sull'apatia religiosa delle masse in quest'ultimo ventennio.
Ma
la madre è sempre madre; non si stanca di richiamare i figli ingrati.
Al
presente, 1971, pare che la Madonna voglia rafforzare il suo doloroso
messaggio. Piangere ... sì, ma non più lacrime comuni, bensì lacrime di
sangue.
A
Siracusa l'immagine piangente era del Cuore Immacolato di Maria; nella
lacrimazione a sangue l'immagine è della Madonna del Rosario.
Il
Rosario, che la stessa Vergine suggerì a San Domenico per abbattere l'eresia
degli albigesi, il Rosario che da secoli è stato distintivo delle famiglie
cristiane, ora è facilmente trascurato o recitato poco devotamente, anzi da
taluni è considerato quale pratica devota sorpassata e da altri è combattuto.
La
Madonna vuol richiamare i suoi figli alla recita quotidiana del Rosario, affinché
pregando e meditando i misteri della Divina Redenzione i cuori si rinnovino, la
società si salvi.
Maròpati,
borgatina di poche migliaia di abitanti, è verso il confine delle due provincie
calabresi, Reggio - Catanzaro. Vi si può giungere solo per auto, partendo da
Palmi o da Rosarno.
Il
paesetto è sulle spalle di una discreta altura. Vi domina il silenzio e la pace
della natura, poiché è distante da altri centri abitati.
Verso
la periferia di Maròpati trovasi l'abitazione della famiglia Cordiano.
L'avvocato Cordiano, ex sindaco del paese, è stato un comunista.
La
sua sposa, De Luca Katia (Caterina), è molto religiosa ed ha educato cristianamente
i suoi sei figli.
Nell'ambito
della famiglia ci sono due Suore, sorelle dell'avvocato, Suore che vivono nella
loro Comunità religiosa.
Presso
questa famiglia è avvenuto e continua a ripetersi il fenomeno della lacrimazione
a sangue.
La
madre del Signor Cordiano, defunta, era devota della Madonna del Ròsario.
La pia donna soleva recitare ogni pomeriggio il Rosario intiero, cioè le 15
poste. Era zelante ed invitava alla recita le vicine di casa.
La
Madonna scelse la camera, ove prima le si rendeva il devoto omaggio. Le
dimensioni del quadro che sanguina sono un metro e dieci per sessanta.
L'immagine non è a pittura, ma a stampa; è riparata da un vetro; la cornice
è larga e spessa.
Il
quadro sta attaccato alla parte centrale della stanza, a qualche metro di
altezza del letto dei coniugi Cordiano.
Si
viene ora alla esposizione dei fatti, di cui ho sentita la narrazione per bocca
dell'avvocato Cordiano, della sua consorte, dei suoi figli, del Segretario
Comunale e di altri testimoni; interessante è la testimonianza del Parroco
Rev.mo Don Eugenio Anile, che registra ed anche filma lo svolgimento dei fatti
più significativi.
SOGNO?
D'ordinario
i sogni sono da disprezzarsi, perché semplice frutto di fantasia. Qualcuno
talvolta potrebbe verificarsi per eventuali combinazioni o per telepatia.
Però
possono esserci dei sogni che hanno del misterioso e sono detti « sogni
monitori ». Ad essi può attribuirsi una certezza relativa, non assoluta.
Dio
può manifestarsi anche nel sogno, come si rileva dalla Sacra scrittura. Difatti
la Bibbia riporta il sogno di Giuseppe, figlio di Giacobbe, quello di Nabuccodonosor,
interpretato dal Profeta Daniele, quello di San Giuseppe, quando fu illuminato
sulla verginità della Madonna, ecc.
La
notte del 28 dicembre 1970 la signora Katia dormiva nel letto, posto ai piedi
del quadro della Madonna del Rosario, ed ebbe un sogno. Così ella racconta:
Mi
sembrò di vedere al posto del quadro una nicchia; dentro vi stava una bellissima
Signora. In un dato momento uscì dalla nicchia e si mosse, passeggiando in
lungo sul letto a qualche metro di altezza. Il letto sembrava che sussultasse.
Guardavo
estasiata la Signora; era tanto bello il suo volto, candidissima la veste e
tanto deliziosa la luce che era emanata dalla sua persona. Teneva al braccio
una lunga corona del Rosario, la quale mandava raggi e scintille molto luminose.
Infine
la Signora lasciò cadere la corona sul letto.
Sull'istante
mi svegliai; ero lieta ed emozionata. Raccontai il sogno in famiglia. Sei
giorni dopo, verso le ore 19, attraversavo la stanza dove è collocato il
quadro. Un fortissimo rumore mi riempì di spavento; credevo trattarsi di terremoto
e volsi dapprima lo sguardo a destra verso la finestra e poi subito a sinistra,
verso il letto. Vidi allora il quadro della Madonna staccato da uno dei chiodi
del sostegno di base e pendente a destra. Mi sorprese la cosa, poiché questo
mai era avvenuto. Lo stupore crebbe allorché scorsi sulla parete sottostante al
quadro una chiazza di vivo sangue, dalla dimensione di una moneta di cinquanta
lire -: Fin qui la narrazione diretta.
La
Signora Katia si avvicinò alla parete per rendersi meglio conto ed intanto i
suoi occhi si posarono sul guanciale del letto. Altre macchie di sangue stavano
sulla federetta del guanciale; vi si scorgevano pure altre macchiette, formate
da un liquido simile all'acqua.
Pensando
che la vista di quel sangue avrebbe impressionato i figli, credette prudente far
sparire ogni traccia.
Con
un foglio di giornale strofinò sulla parete e così la chiazza di sangue rimase
appena visibile. Non riflettendo sull'importanza del fenomeno, cestinò il
foglio di giornale.
Il
guanciale, macchiato di sangue, presentò un fenomeno curioso. Innanzi tutto
si rileva che il sangue era sul posto ove la signora soleva posare il capo. Fu
tolta la federetta per essere messa da parte e poi lavata. Il guanciale era del
tutto bagnato, o per dire meglio inzuppato, compresa tutta la lana interna;
sembrava che fosse stato in un bagno d'acqua. Per asciugare si dovette tenere al
sole un paio di giorni.
Quanto
detto si verificò il 3 gennaio.
La
signora, per non allarmare, conservò il segreto assoluto; ne parlò solo al
marito.
Due
giorni dopo, di sera, la macchia di sangue, già resa quasi invisibile dallo
strofinio del giornale, cominciò a vivificarsi ed apparve con la primiera
densità.
Allora
chiamò il marito ed il figlio Raffaele, i quali constatarono la realtà della
larga chiazza di sangue.
Questa
volta non si strofinò sulla parete, ma sul sangue fu messo un foglietto di
carta e su di esso fu collocato un Crocifisso di circa un palmo.
Il
tutto non finì qui.
La
sera del 23 febbraio, mentre in famiglia si, cenava, si udirono due forti
battiti alla porta. Il figlio Antonello, studente in Legge, andò a vedere.
C'era nessuno. Ripassando poi dalla stanza dove era il quadro, vide che questo
era pendente, come il 3 gennaio.
Ne
informò babbo e mamma e tutti e tre corsero sul posto.
Il
quadro nuovamente si era staccato da solo da un chiodo di base.
Contemporaneamente si avvidero che sotto le mani del Crocifisso si erano formati
due rivoletti di sangue ed il sangue si era sparso sulla carta sottostante.
Si
può pensare che i forti battiti alla porta siano avvenuti misteriosamente, affinché
in quel momento qualcuno passando avesse potuto verificare l'avvenuta
sanguinazione.
La
notizia degli strani fenomeni non poteva restare in famiglia. Era prudente
confidare tutto a persone serie.
L'indomani
fu chiamato il Sacerdote Don Vincenzo Idà.
Il
quadro era rimasto pendente ed il sangue era lì, visibile ai convenuti.
Si
credette opportuno cambiare il foglio di carta e conservarlo accuratamente,
assieme alla federetta insanguinata.
Il
Reverendo Idà suggerì di fissare il quadro con due nuovi chiodi ad uncino ed
esortò i familiari ad accostarsi ai Santi Sacramenti. Inoltre consigliò di
sottoporre ad analisi scientifica un poco di quel sangue.
Dice
l'avvocato Cordiano:
«
Negli ultimi giorni di febbraio toccò a me di constatare personalmente il fenomeno.
La carta che avevo incollato sulla parete, sotto il quadro, era macchiata di
rosso. La tolsi senza allarmare nessuno e la conservai nel cassetto del
comodino. Quella volta ebbi l'impressione che si trattasse di macchie di sangue.
Qualche ora dopo, esaminai ancora il foglio e per poco non svenni dall'emozione.
Quel liquido non si era coagulato. Era mai possibile? Indubbiamente mi
trovavo di fronte ad un fenomeno che non riuscivo a capire. Respingevo a
priori l'idea del miracolo; eppure mi trovavo, inconsciamente, a pensare che
potesse trattarsi di sangue sgorgato dal quadro.
Per
quante ipotesi abbia potuto fare, quella volta non trovai una spiegazione logica
».
È
naturale che i componenti la famiglia Cordiano, dopo quanto era avvenuto, di
tanto in tanto passando davanti al quadro vi volgessero lo sguardo.
La
mattina del 23 marzo, verso le ore 8,30, il figlio Vincenzino, universitario, si
accorse che dagli occhi dell'immagine della Madonna sgorgavano lacrime di sangue.
Chiamò subito la mamma e la zia Elvira sorella del babbo.
Si
fa notare che il sangue non sgorgava propriamente dagli occhi dell'immagine,
ma dal vetro, in corrispondenza agli occhi dell'immagine. La lacrimazione si
ripeteva ad intervalli ed i rivoli di sangue raggiungevano la base della
cornice. Don Vincenzo Idà, presente alla lacrimazione, si permise toccare il
sangue, che a poco a poco veniva giù, e vi intinse il dito.
Nei
fenomeni mistici certe circostanze non sono trascurabili; circostanza importante
è talvolta la data, cioè il periodo del tempo o il giorno in cui il fenomeno
accade.
Il
25 marzo è la festa liturgica dell'Annunciazione della Vergine Santissima. In
detto giorno avvenne una solenne lacrimazione. Afferma l'avvocato Cordiano:
Nella
mattinata del 25 marzo vidi sulla carta, su cui era appeso il Crocifisso, due
strisce larghe di sangue; si rilevava subito che il sangue scendeva. Non
potevo trattenere la commozione. Mi trovavo davanti a sangue vivo. Vennero altri
a vedere. Quando mi accertai che i piccoli rivoli erano fermi, staccai la carta
da sotto il Crocifisso e la conservai in una custodia; la carta era ancora umida
di sangue.
La
signora Katia ogni sera apriva la custodia e baciava la carta macchiettata di
sangue; era un delicato atto di devozione.
La
sera del 6 aprile, Martedì Santo, scorse sulla carta una Croce di sangue
liquido. Chiamò il marito.
L'avvocato
dichiara:
Per
tre ore io ho tenuto in mano la carta con la Croce di sangue, il quale si
manteneva liquido. Guardavo, riflettevo e non sapevo decidermi ad andare a
letto.
Dopo
tre ore rimisi la carta nella custodia, mentre il sangue era ancora semiliquido.
Al mattino fu mia premura andare a verificare e trovai il sangue coagulato
-.
Come
si dirà in seguito, parte della Croce di sangue fu prelevata ed analizzata a
Reggio Calabria, assieme ad un batuffolo di cotone intriso di sangue.
Si
giunse al Venerdì Santo, giorno sacro alla memoria della Passione e morte di
Gesù Cristo. In questo giorno il fenomeno si rinnovò con più intensità del
solito.
Come
già si è detto, la carta sottostante al Crocifisso, essendo insanguinata, era
stata tolta e sostituita da altro foglietto.
Le
ore più sacre del Venerdì Santo vanno dalle 12 alle 15, dette le « tre ore di
agonia di Gesù ».
Proprio
verso le 12 andarono formandosi due Croci di sangue vicino al Crocifisso. La
loro formazione, controllata e seguita da tanti occhi, si svolse così: Appariva
dapprima una macchia oscura; a poco a poco aumentava di densità ed appariva il
colore di sangue. Il liquido appariva sempre più sanguigno ed era semovente,
cioè da solo si muoveva verso l'alto ed il basso, finché si formò una larga
barra perpendicolare. Di poi il liquido, senza che alcuno lo toccasse, si
diresse a destra e a sinistra, formando così la Croce. Dopo tre ore il sangue
cominciò a coagularsi.
La
stessa sera, alle ore 18,30, alla presenza di tanti convenuti, tra cui parenti
e parecchie Suore, il sangue delle due Croci riprese a liquefarsi e restò
liquido per un'altra ora.
I
fogli di carta, con queste Croci a sangue, conservati nella custodia a vetro,
possono vedersi dai visitatori.
Nella
nuova Liturgia la notte del Sabato Santo viene solennizzata con la funzione
della Risurrezione. Nel cuore della notte i fedeli sogliono popolare le Chiese
per partecipare alla gioia della Pasqua. Al canto del Gloria nella Messa le
campane suonano a distesa, annunciando la Pasqua del Cristo Risorto.
A
Maròpati, mentre le campane squillavano, l'avvocato Cordiano e la sposa erano
presso il sacro quadro in atteggiamento devoto come di preghiera. Si accorsero
che sulla parete sottostante al quadro era apparsa come un'ombra di Croce,
appena percettibile. Dopo una mezz'oretta la Croce divenne visibile e
sanguinante. Il sangue sul muro si muoveva da solo, ma senza uscire dai limiti
della Croce.
La
mattina di Pasqua la Croce apparve più ingrandita e più sanguinante del solito.
Lo stato liquido si mantenne per tutto il giorno.
Fin
dalle prime comparse del sangue il Reverendo Don Idà aveva suggerito di
sottoporre il sangue all'analisi scientifica.
Il
29 marzo e l'8 aprile si fece l'analisi nel Laboratorio Provinciale d'Igiene e
Profilassi di Reggio Calabria.
Nella
prima analisi di un batuffolo di cotone con macchie di sangue si ebbe questo
risultato:
L'esame
chimico dell'estratto acquoso conferma che si tratta di sangue. La prova è
stata fatta alla bensidina ed al peramidone. L'esame con i sieri precipitanti
accerta che il sangue è umano.
Nella
seconda analisi fu presentato un pezzetto di carta con macchia rossa. All'esame
microscopico risultò: Caratteri di sangue coagulato. All'esame chimico:
L'estratto acquoso conferma trattarsi di sangue. All'esame dei sieri
precipitanti: Si accerta che il sangue è umano.
I
due esami ebbero l'identico risultato.
Il
mese di maggio è dedicato al culto della Madonna. In questo mese avvennero le
grandi ed abbondantissime lacrimazioni a sangue.
Dal
primo maggio al mattino del 2 si formarono altre Croci a sangue, ai lati della
Croce precedente. Nel pomeriggio del 2 maggio, dopo le ore 14, avvenne la
lacrimazione della Madonna.
L'indomani
si ripetè il fenomeno. Il quadro stava sulla parete e non era permesso
toccarlo. Il sangue intanto, partendo dalla direzione degli occhi e del cuore
della Vergine, scendeva abbondante lungo il vetro, imporporando l'abito bianco
di S. Caterina e di S. Domenico. La larga cornice di base tratteneva l'effluvio
del sangue.
Erano
presenti anche dei medici. Il Dottor Ferdinando Arcà prelevò un po' di sangue
con un batuffolo di cotone. Il 4 maggio la lacrimazione fu la più eccezionale,
alla presenza di persone di ogni ceto e di molti paesi, alle quali si permetteva
un turno con breve sosta.
Era
da vedersi la scena di quella stanza: chi piangeva, chi pregava talvolta a
voce alta e chi implorava grazie. Anche uomini di cuore duro guardavano impietriti
quei rivoli di sangue umano.
L'avvocato
Cordiano parlava poco o niente, mentre commosso osservava e meditava.
La
lacrimazione del 4 maggio ebbe inizio verso le ore 14 e si protrasse a lungo;
poi ci fu una sosta; riprese a sera verso le 20,30. La camera era sempre
assiepata.
Nel
paesetto la notizia dei vari fenomeni si diffondeva largamente e se ne parlava
con diversi commenti, tanto più che era permesso a tutti di andare a vedere
il quadro della Madonna.
Come
suole avvenire in simili casi, chi credeva e chi non voleva credere, chi
aspettava un giudizio favorevole e chi interpretava malignamente la cosa.
Taluni,
ignoranti o malevoli, sparsero la notizia che la famiglia Cordiano mistificasse
tutto per avere un utile.
L'avvocato
fu costretto a presentarsi al Pretore per denunziare in genere i calunniatori
o malpensanti.
I
fatti di Maròpati interessavano un po' tutti e non solo i semplici del popolo,
ma più che tutto gli intellettuali.
L'autorità
civile, nella persona del Pretore di Cinquefrondi, Dott. Naccari, nominò
una sua Commissione. I componenti, medici, ingegneri, professori ed avvocati,
studiando la situazione delicata, poiché taluni sospettavano di trucco, sigillarono
il quadro con una grande custodia di vetro e tutti vi apposero la firma. Difatti
l'11 maggio il quadro era sempre esposto, ma sigillato.
L'indomani
si ripetè la sanguinazione. Il piccolo rivolo sanguigno, dopo essere scivolato
lungo il vetro, uscì dalla cornice. Il tutto si verificò sotto il vetro del
sigillo ed il sangue apparve pure sul vetro del sigillo.
Lo
stesso giorno, avvisato tempestivamente, andò sul posto il Pretore Naccari
con i membri della Commissione; tutti osservarono, ma non dissero nulla. Il loro
silenzio era eloquente. La lacrimazione dopo il sigillo pare sia stata la
risposta della Madonna alla Commissione.
La
pubblicità non poteva non interessarsi.
Giunsero
a Maròpati i corrispondenti della TV e fecero dei cortometraggi. Diversi
corrispondenti di giornali erano anche sul luogo.
I
giornalisti andavano e vanno tuttora a Maròpati.
Si
riporta qualche brano di giornale. Il Telefono di Livorno dice:
«Il
fenomeno o prodigio di Maròpati ormai è di pubblico dominio. I testimoni
oculari ormai si contano a migliaia ...
«
La gente per devozione, prima di allontanarsi, poggia il fazzoletto sul vetro
o bacia la Madonna. Caso sintomatico quello verificatosi il 10 maggio. Una
signora di Locri, rientrata in casa, trovò il fazzoletto, che aveva poggiato
sul quadro, intriso di sangue, sangue che andò sempre più allargandosi. Lo
attestano persone di fiducia, quali i Dottori Celentano e Manfrida ». (da Il
Telefono)
Poiché
si è toccato il fenomeno della riproduzione del sangue su oggetti che hanno
avuto contatto col vetro del quadro, l'autore di questo scritto, fra le molteplici
altre riproduzioni verificatesi, apporta anche la sua testimonianza:
Suor
Teresa S. O ... poggiò un'immagine-cartolina della Madonna del Rosario sul
vetro come devoto ricordo. Di poi pose l'immagine tra due libretti di devozione
che aveva in mano. Dall'immagine-cartolina venne fuori tanto sangue da
insanguinare la copertina del libretto e da scendere sul taglio del libro
stesso. Questo libretto e l'immagine-cartolina sono in mio possesso.
In
questa estate, trovandomi a Gambarie (Reggio Calabria), in mattinata venne a
trovarmi Don Gabriello Zuccone, Parroco di Condofuri. Mi disse: Vado a Maròpati
a vedere il quadro -. Nel pomeriggio mi riferì: Ho toccato con questo
fazzolettino il vetro della custodia, ove stanno diversi. oggetti insanguinati.
Il vetro era pulito, poiché sono tanti che vi strofinano fazzoletti. Guardai
subito dopo il fazzoletto e vi riscontrai una gocciolina di sangue; a poco a
poco la gocciolina si allargò e divenne una discreta macchia di sangue -.
Il
Reverendo Don Gabriello, come fece vedere a me il fazzoletto, così lo mostra
commosso a tanti altri.
Non
si finirebbe più a riportare episodi del genere. In casa Cordiano si registra
tutto e chi vuole può avere altre notizie -.
Fin
qui l'autore. Ritorniamo ai giornalisti.
«
Il paese di Maròpati è ancora alla ribalta della cronaca. Dalla sera di lunedì
scorso il fenomeno del sangue vivo si è spostato dal quadro, al semplice tocco,
su ben quattro pacchi di cotone idrofilo, sui quali questa sera le macchie rosse
hanno raggiunto il numero di 140.
«
Sono macchie di sangue vivo, tanto è vero che le ultime sei sono state toccate
con le mani dai coniugi Michele e Santina D'Agostino, recatisi questa sera di
proposito in casa Cordiano.
«
Lo stesso giorno Giorgio Verbicaro volle poggiare un batuffolo di cotone sulla
cornice del quadro e subito vi apparvero macchie di sangue, che andavano
sempre più allargandosi.
«
Il vivo sangue è stato visto da tanti presenti ed anche dal Parroco del luogo,
Don Eugenio Anile, il quale ha eseguito delle riprese filmate a colori.
«
L'avvocato Cordiano a sua volta non si stancava di toccare il cotone insanguinato.
«
Le lacrimazioni del quadro continuano e tutti possono assistervi. Il vigile
urbano Bruno Adornato ha detto: Finché non ho visto con i miei occhi, credevo
poco che da un quadro potesse sgorgare del sangue. Adesso sono pienamente convinto
-.
«
Dopo una lacrimazione abbondante il Signor Salvatore Pulzoni ha soggiunto: Ho
visto più di una volta qualche goccia di sangue; ma oggi è stato così copioso
che anche i ciechi potevano vederlo. Insieme con me decine di persone l'hanno
pure visto.
«
A Maròpati non si tratta di suggestione, giacché, guardando attentamente, si
nota subito la lacrimazione a sangue.
«
Un'altra personalità del mondo giuridico calabrese è entrata nella stanza
del miracolo. Accompagnava la moglie. Forse era un po' scettico. Ma quando ha intravisto
nella striscia di sangue che scendeva una figura umana (il Cristo sofferente),
dalla larghezza di poco più di un centimetro, come tutti constatavano, il
giurista si è subito segnata la fronte con la Croce, e poi si raccolse in
preghiera.
«
In veste privata si sono recati a Maròpati il Maggiore Generale Ignazio Biondi,
Ministero Difesa Aeronautica, Roma, ed il Procuratore della Repubblica di Palmi.
«
L'intera Calabria si è mossa per vedere il prodigio ed automezzi di fedeli
giungono dalla Sicilia, dalla Lucania e dalla Campania.
«
Il Parroco Don Anile, interrogato da molti, non fa commenti. Si giustifica
dicendo: Non tocca a me farli. Ci troviamo davanti ad un fatto, del quale non
è possibile negare l'evidenza. Il frutti spirituale c'è; i maropatesi appaiono
più buoni. Alcune donne mi hanno confidato che i loro mariti non bestemmiano più
-.
«
Questo Reverendo, per soddisfare il desiderio dei visitatori, ha preparato un
foglio ciclostilato, nel quale sono riportate le date degli avvenimenti più
importanti » (Da Gazzetta del Sud).
A
proposito di visitatori, si fa notare quanto è detto nei fogli ciclostilati. Si
calcola che in media, nei giorni feriali, giungano a Maròpati circa mille
macchine al giorno; nei festivi molto di più.
In
certi periodi hanno dovuto rendere servizio nel paesetto anche i Carabinieri dei
paesi circonvicini; le macchine, assedianti la zona, hanno dovuto posteggiarle
nella periferia e nei dintorni di Maròpati.
La
rivista « Gente » in un lungo articolo di diverse facciate, fra l'altro
riporta le parole dell'avvocato Cordiano: « La Madonna ha sanguinato ed io sono
un po' confuso. Ci troviamo in presenza di. un fenomeno soprannaturale. Io non
ho mai creduto ai miracoli. Ma quello che è avvenuto in questi mesi nella mia
casa, mi ha scosso profondamente. Io stesso, con i miei familiari ed alcuni
amici, ho assistito al manifestarsi di questo fenomeno soprannaturale, ho
visto le crocette che si formavano sulla parete col sangue che sgorgava dal
quadro » -.
Riprendiamo
la cronistoria almeno nei punti salienti.
Dopo
che il quadro fu sigillato, la Commissione dell'Autorità civile diede ordine
al fotografo Sig. Giovanni Avati di fotografare quasi giornalmente il quadro.
Il
21 maggio, presente il fotografo, alle ore 17 cominciò la sanguinazione dal
piede della Madonna. Assistevano i familiari. Sopraggiungendo l'avvocato Oliva,
la sposa e la sorella, avendo anch'essi visto il fenomeno, fecero una scritta
di testimonianza all'Autorità Ecclesiastica.
Durante
il mese di maggio e di giugno la sanguinazione si ripeteva quasi ogni due o tre
giorni; di poi a varia distanza.
Il
6 giugno per la prima volta io scrivente si recò a Maròpati. Osservò quadro
e parete col sangue ed anche gli altri oggetti chiazzati di sangue. Si sentì il
dovere di dire:
Questi
oggetti insanguinati, federetta, cotone, fogli di carta, ecc ... è bene che non
stiano chiusi nell'armadio. Fate preparare una custodia adatta, mettete questi
oggetti dentro, riparate il tutto con un vetro e così la gente può vedere,
senza toccare nulla; al massimo potrà baciare il vetro -.
L'indomani,
7 giugno, il falegname portò la custodia ben preparata. La sorella
dell'avvocato, Elvira, prima di tutto voleva mettere nella custodia la
federetta.
Dapprima
la prese e la distese sul tavolo. All'improvviso le macchie di sangue divennero
vive; il sangue aumentava sempre più; il falegname rimase interdetto ed
esclamò: Ed ora come facciamo a metterla nella custodia? -
Il
sangue attraversò la federetta e rimasero chiazze di sangue anche sulla tovaglia
che ricopriva il tavolo.
Molti
visitatori videro la federetta in tale stato, compreso il Maresciallo dei
Carabinieri.
Vista
la necessità, si stabilì di fare apporre la firma ai visitatori, testimoni
della sanguinazione.
Così
si hanno firme nel 2 luglio, festa della Visitazione della Madonna, il giorno
16 dello stesso mese, Commemorazione della Madonna del Carmine, il 6 agosto,
festa della Trasfigurazione, il 24 settembre, Commemorazione della Vergine della
Mercede; ecc ...
Il
4 ottobre, festa di S. Francesco d'Assisi, giunse a Maròpati un pellegrinaggio
da Leuzzi (Cosenza). Era guidato dai Reverendi Armando Perna ed Umile Plastina.
Verso
le 12,30, mentre i pellegrini pregavano davanti al quadro, sul braccio destro
del Crocifisso apparve una grossa macchia di sangue. Tutti volevano vederla da
vicino; erano un centinaio. Don Armando Perna staccò il Crocifisso e, tenendolo
in mano, lo lasciò vedere e contemplare.
Un
signore, M. Michele, per avere il prezioso ricordo, repentinamente poggiò il
fazzoletto sul Crocifisso ed asciugò il sangue. Lui fu contento, ma i presenti
si indignarono, tanto che il signor Michele dovette allontanarsi.
Il
22 novembre il Pretore ordinò di prelevare dal quadro dei campioni di sangue
per l'analisi. Si prelevarono 19 campioni da 19 punti del vetro e della cornice.
La prelevazione fu fatta dal Dott. Raffaele Misiti, il quale con una lametta
raschiava il sangue già secco.
Il
Signor Verbicaro Giorgio, prima di rimettere il sigillo, ritoccò con un buon
batuffolo di cotone il vetro del quadro, raccogliendo così un po' di pulvischio
di sangue.
Fu
un « Attenti »? ... Fu un rimprovero? ... Fu una risposta al Pretore ed alla
sua Commissione? ... Il fatto è che avvenne un altro fenomeno.
Il
cotone cominciò a sanguinare; il sangue aumentava al punto quasi di gocciolare.
Subito si provvide un pacco di cotone per trattenere l'abbondanza del sangue;
anche questo cotone s'insanguinò. Era sera inoltrata. Il cotone sanguinante
si lasciò sul tavolo, rimandando al domani il da farsi.
L'indomani
venne il Parroco Don Anile, che fotografò il cotone; dopo tagliò la lunga
striscia di cotone in tredici fette, tutte insanguinate. Sulla tovaglia del
tavolo, sotto di essa in corrispondenza alla macchia di sangue, si era formata
una Croce di sangue.
Questo
materiale insanguinato può vedersi dai visitatori.
L'otto
dicembre, festa dell'Immacolata, si mostrava il cotone insanguinato ai
familiari del Dott. Campagna di Reggio. In quell'istante riprese la
sanguinazione. I presenti approfittarono per inzuppare di sangue altro cotone.
Prima
di chiudere la cronistoria si fa menzione di un episodio, che non merita essere
trascurato. Avvenne quando il quadro non era ancora sigillato.
Si
sa che la gioventù, specie moderna, è smaniosa, sensibile e sempre disposta a
lasciarsi trascinare dalla corrente delle novità.
Un
giovane universitario di Rosarno, Mario L.... si era entusiasmato dei problemi
della Cina e già si professava Maoista. Le sue idee non erano ortodosse in
fatto di Religione. Sentendo parlare del quadro sanguinante, andò a vedere
anche lui.
Tutto
il giorno si fermò nella stanza del quadro; gl'interessava poco il viavai dei
visitatori; a lui premeva vedere la lacrimazione a sangue. Giunse la sera e non
si verificò alcun fenomeno. Deluso, l'universitario fece ritorno a Rosarno.
Lo
stesso giorno, a tarda sera, ebbe luogo la lacrimazione. La notizia si diffuse
presto. Saputo ciò, il maoista ritornò a Maròpati. Disse ai Cordiano: Non partirò
da qui, se non avrò visto scorrere il sangue dal quadro. Starò tutto oggi; questa
notte resterò ancora qui. Voglio assolutamente vedere anch'io -.
Nella
serata si verificò il fenomeno del sangue. Il giovane scoppiò in pianto, istintivamente
s'inginocchiò e pregò.
Si
domanda da taluni:
Sono
avvenute guarigioni straordinarie nella stanza, ove è esposto il quadro? Si
risponde: La cronaca privata dell'avvocato Cordiano registra non una, ma tante
grazie ottenute riguardo la salute. Ma non risulta che si siano verificate guarigioni
del tutto miracolose nel vero senso della parola; si tratta solo di grandi
miglioramenti, stazionari o progressivi. Però i miracoli più grandi sono
quelli spirituali: aumento di fede, vere conversioni, frequenza ai Sacramenti,
abbondanza di preghiere e vita cristiana più sentita. Tutto ciò si
verifica giornalmente a Maròpati.
I
fatti sono fatti. E l'Autorità Ecclesiastica cosa ne pensa, come si muove,
cosa deciderà?
Soltanto
la Chiesa ha il diritto ed il dovere d'interessarsi e di pronunziarsi sui
fenomeni prodigiosi e soprannaturali.
Però
la Chiesa è lentissima a fare i suoi passi, basandosi sulla prudenza, che non
è mai troppa.
Così
avvenne, per esempio, per la lacrimazione del quadro di maiolica a Siracusa.
Monsignor
Baranzini, Arcivescovo di Siracusa, così disse allo scrivente di questo
libretto:
Io
ero informato di tutto; mandavo Sacerdoti e periti a controllare i fatti. Ma io,
pur sapendo trattarsi di fenomeno straordinario, non andavo sul posto e non mi
pronunziavo. Volevo che gli altri comprendessero la serietà del mio riserbo.
Quando credetti opportuno, allora feci visita al quadro prodigioso -. Tuttavia
il lettore vorrebbe conoscere qualche notizia al riguardo.
Maròpati
appartiene alla Diocesi di Mileto; è quindi il Vescovo di Mileto che deve
interessarsi direttamente ed a suo tempo pronunziarsi. In un secondo momento
il Vescovo, se credesse necessario, potrebbe affidarsi al giudizio del Vaticano.
Si
riporta un brano dell'articolo di « Gazzetta del Sud »
«
Alle ore 19 di oggi si è riunita in Mileto, dopo il Consiglio Presbiterale, la
Commissione nominata ieri da Sua Eccellenza Monsignor De Chiara per lo studio
del fenomeno di Maròpati.
«
La Commissione risulta composta da Don Iaria, Don Barone, Mons. Luzzi, Don Giampà
e Don Brindisi.
«
La Commissione, che sembra sia stata presieduta dal Vescovo, dopo avere
esaminato tutti i documenti, di cui in possesso, ha ascoltato nella veste di
testimoni Don Anile, Don Idà e Don Muscari, i tre Sacerdoti che per primi,
vennero a conoscenza di quanto si sta verificando in casa Cordiano.
«
È: certo che l'Autorità Ecclesiastica continuerà a seguire l'evolversi del
fenomeno » (Da Gazzetta del Sud).
La
Gazzetta del Sud pubblicò il suddetto articolo il 13 maggio, cioè nelle
prime settimane dopo la divulgazione del fenomeno.
Da
maggio in poi il quadro non ha cessato di sanguinare; i nuovi fatti, le continue
testimonianze di persone autorevoli e competenti, l'analisi del sangue, ecc....
tutto ciò non ha fatto dormire l'Autorità Ecclesiastica, che anzi ha
dimostrato molto interesse.
È
bene conoscere l'articolo della rivista « Gente » pubblicato in ottobre:
«Secondo
l'Autorità Ecclesiastica, il fenomeno che da circa un anno si manifesta
nell'abitazione dell'Avvocato Cordiano in Maròpati, è un fenomeno " soprannaturale
".
«
Gli ultimi dubbi sono stati disciolti dall'esito degli esami del Laboratorio,
eseguiti col sangue che sgorga dal quadro e dalle innumerevoli testimonianze
di Ecclesiastici e di fedeli.
«
Nulla di ufficiale naturalmente, mentre si è in attesa di ulteriori conferme
e della sentenza definitiva del processo, che, a quanto si dice, dovrebbe essere
istruito dal Vaticano.
«
La Commissione, nominata nel maggio scorso dal Vescovo di Mileto, ha stabilito
che il sangue è effettivamente sgorgato dal vetro che ricopre l'immagine
della Madonna.
La
stessa Commissione ha stabilito inoltre che il fenomeno ha continuato a
verificarsi. anche dopo l'apposizione del sigillo al quadro. Il sangue umano,
scendendo a rivoli lungo la parete, ha formato delle Croci irregolari.
«
Sulla formazione di queste Croci, decine e decine di testimoni hanno sottoscritto
delle dichiarazioni, che saranno sottoposte al vaglio dei giudici ecclesiastici
» (Da Gente).
Sin
dai primi articoli di giornali e riviste il padrone del quadro è stato presentato
come un comunista di fede marxista. Si legge su « Gente »:
«
L'avvocato Cordiano è un uomo di mezza età. Che si tratti di un comunista di
provata fede, lo si intuisce subito alle prime battute del nostro colloquio.
Ecco il suo pensiero!
«
Sono sempre stato e sono un comunista. Il fatto che la Madonna di Pompei si
sia degnata di onorare la mia casa, non toglie nulla alla mia fede marxista. La
Religione e la politica sono due cose distinte e separate. Non sono stato un
credente, pur rispettando le convinzioni del prossimo. Con i preti non ho mai
voluto avere rapporti.
«
In Chiesa, quando ero sindaco, andai una sola volta, per una cerimonia
ufficiale, in occasione della Visita Pastorale del Vescovo di Mileto; non ne
potevo fare a meno.
-
Ora ha cambiato idea?
-
Questa è una domanda cattiva e rispondere non è facile. Posso dire soltanto
che ho una grandissima confusione in testa. Alla mia età e dopo una vita
vissuta per la realizzazione di certi ideali, dovere constatare ed ammettere di
avere sbagliato non è certo cosa di poco conto. Sono impreparato in fatto di
Religione. Non mi sono mai posto il problema e, allo stato attuale, non so
proprio cosa fare. Vorrei parlare con un Teologo per saperne di più » (Da
Gente).
Sia
permessa ora allo scrivente la parola di chiarificazione.
Il
12 dicembre andai a Maròpati. Già sin dal primo mio incontro con l'avvocato
Cordiano si sono stretti forti vincoli di amicizia. Ormai sono un amico di
famiglia.
A
sera, prima di ripartire, chiamai a parte la sposa di Cordiano: Signora Katia,
suo marito si è convertito? Ora va in Chiesa? Si accosta alla Confessione ed
alla Comunione?
-
Sì, di già si è confessato e comunicato -.
Subito
dopo m'intrattenni a colloquio privato con il marito:
-
Avvocato, come sa, è in preparazione un libretto sui fatti di Maròpati.
Vorrei chiarita una battuta, che tutti i giornali fanno rilevare. Tutti i
corrispondenti affermano che lei è un comunista. Secondo me lei non è un
marxista.
Da
informazioni assunte nei suoi riguardi mi risulta che lei in paese è stimato
perché vuole soccorrere i bisognosi ed è tanto caritatevole. Ma io in lei non
vedo il comunista.
Innanzi
tutto l'ideologia marxista è atea; non ammette né Dio né alcuna religiosità;
mentre lei crede in Dio ed all'atto pratico dimostra tanta religiosità. So
che è andato anche a confessarsi ed a comunicarsi.
-
Sì, questo è vero.
-
Nel comunismo c'è molto male, ma non tutto è male. Non è male, ad esempio,
se il comunismo vuole interessarsi del popolo bisognoso per sollevarlo, purché
si serva di mezzi leciti.
-
Ed è proprio questo che io intendo: vedere la necessità del prossimo e fare
quel che si può per aiutare i bisognosi.
-
E secondo lei, avvocato, questo è comunismo?
-
Secondo me, questo è spirito di Vangelo, perché Gesù Cristo dice di aiutare
il prossimo.
-
Ma se aiutare il prossimo significa essere comunista, io, sebbene Sacerdote,
sarei più comunista di lei, perché mi interesso tanto degli ammalati, dei
poveri, dei carcerati e degli afflitti. La parola « comunista », come è stata
riportata dai giornalisti, non si addice a lei. Intanto lei al corrispondente
disse: « Sono comunista ».
-
Dissi così all'inizio dell'intervista; fui preso alla sprovvista.
-
Intanto tutti i giornalisti mettono in evidenza questo punto.
-
Tutti i giornalisti! ... È stato uno dei primi articoli; in seguito tutti i corrispondenti
hanno copiato.
-
Oh, fossero così tutti i comunisti del mondo! La società cambierebbe aspetto.
Piuttosto approfondisca meglio il problema religioso. Sono un modesto scrittore
e le offrirò parecchie mie pubblicazioni, che le daranno luce. Legga specialmente
il mio libretto « Abbasso i preti ».
-
Lo farò.
-
Il rettificare le proprie idee non significa fare un passo indietro; vuol dire
piuttosto fare un passo in avanti. Alessandro Manzoni era Protestante; approfondì
la Religione Cattolica e divenne grande scrittore cattolico. Basta leggere « I
Promessi Sposi », « gl'Inni Sacri » e le « Osservazioni sulla morale
cattolica ». Lo stesso è da dirsi del grande filosofo Aurelio Agostino, di
Giovanni Papini, di Agostino Gemelli, ecc.... Ed ora permette che si pubblichi
questa intervista, che credo apporterà chiarificazione a suo riguardo e potrà
dare gloria a Dio ed onore alla Madonna, la quale ha prediletto la sua
famiglia?
-
Senz'altro; può farlo!
È
utile fare dei rilievi pratici sui fatti di Maròpati.
La
scienza atea è superba; pretende spiegare tutto con le leggi naturali. Esclude
dall'universo l'intervento di un Essere Supremo, di un Dio.
Spieghi
la scienza la sorgente del sangue umano, che si verifica alla superficie di un
vetro, che ricopre un quadro sacro!
Si
scompone l'atomo, si vaga negli spazi intersiderali, si va sulla Luna, su Marte,
ma sempre applicando leggi naturali, che millenni di studio ci hanno fatto
conoscere.
Ma
può lanciarsi la sfida, senza paura di smentita, che nessun scienziato ateo può
dare una condegna spiegazione del fenomeno di Maròpati: Possono portarsi
argomenti cavillosi, ma la sanguinazione, cento e più volte ripetuta, resta
inspiegabile.
Così
a Siracusa e così a Maròpati. Troppe Madonne piangono! - così esclamano certi
saccenti superficiali. Che risposta dare a costoro?
-
Il fatto è vero o non è vero?
Sì,
è vero!
-
E dunque, perché negarlo? Troppe Madonne piangono ed io aggiungerei « E
troppi Crocifissi sanguinano»!...
La
Madonna è una e può mostrarsi lacrimante in diversi luoghi. Il Crocifisso è
uno e può versare sangue in diversi posti. Chi può impedire a Dio di agire
come e quando vuole?
Contemporaneamente
ai fatti di Maròpati, non ha sanguinato il Crocifisso a Siracusa? .I giornali
ne hanno parlato e continuano a parlarne. Il sangue è stato esaminato: E’
umano. Chi avesse dubbio, vada a Siracusa e si metta a conoscenza dei risultati
di quest'altro fenomeno prodigioso!
Dovrebbe
piuttosto concludersi: Poiché la famiglia va disgregandosi, la società va a
catafascio, la fede in molti non c'è ed in tanti altri si è affievolita, il
Creatore del mondo in tempi così critici vuol manifestarsi, e con certa frequenza,
con dei fatti soprannaturali per svegliare la Fede nelle masse.
Perché
a Maròpati sangue e non lacrime o altro liquido?
Sangue
vuol dire ... sangue! Quali interpretazioni dare?
La
prima potrebbe essere questa: Il grandissimo dolore di Maria Santissima,
Corredentrice del genere umano, alla vista delle tristi condizioni morali del
mondo.
La
seconda interpretazione potrebbe essere: Spargimento di sangue. Si dice: Siamo
ancora in tempo di pace! – Ma è proprio pace quella che regna oggi nel mondo,
oppure è pace fittizia, per non dire « guerra fredda »?
Basta
riflettere sul fermento dei popoli e sull'ansia trepidante dei governanti. E non
dice nulla il sangue che si sparge in India, nel Pakistan, nel Vietnam, in
Israele, nell'Egitto?
Il
sangue fratricida potrebbe estendersi spaventosamente. Le grandi potenze sono
forsennatamente armate e continuano ad armarsi. Il pensiero di una guerra mondiale,
atomica e batterica, fa rabbrividire.
Il
tutto si fermerà qui, cioè nell'armamento, oppure si attende lo zolfanello
per appiccare il fuoco alla paglia accatastata?
Il
pericolo c'è. Il Papa accorato parla spesso di pace. Ma i reggitori dei popoli
ascoltano la sua voce?
Il
sangue di Maròpati potrebbe significare il pericolo di grande spargimento di
sangue nel mondo, se Dio, stanco dell'ammasso d'iniquità che pervade la terra,
desse corso alla sua potente giustizia. Sono queste le due interpretazioni che
l'autore dà al fenomeno del sangue di Maròpati. Altri darebbero altre interpretazioni.
La
lacrimazione avviene sul quadro della Madonna del Rosario.
Il
messaggio di Maròpati dunque sarebbe:
Fede
nel soprannaturale - Devozione del Rosario - Ritorno alla vera vita cristiana,
alla meditazione ed alla luce del Crocifisso e della Vergine Sanguinante.
FINE
Hai
peccato? Non peccare più, ma prega anche per le colpe passate per ottenerne il
perdono.
Come dalla faccia del serpente, così fuggì dal peccato; se ad esso ti accosti, ti morderà. I suoi denti sono denti di leoni, che uccidono le anime degli uomini.
Ogni
colpa è come spada a doppio taglio ed alla sua ferita non c'è rimedio.
L'arroganza e la violenza annientano le ricchezze; la casa della grande
abbondanza sarà spiantata dalla superbia e così i beni dell'orgoglioso
saranno sradicati.
Dalla
bocca del povero la preghiera giungerà sino alle orecchie di Dio e ben presto
sarà resa a lui giustizia ...
Chi
si fabbrica la casa con i denari altrui, è come colui che mette assieme le
pietre senza calce e senza cemento.
La
riunione degli iniqui è stoppa ammucchiata e finirà fra le fiamme ardenti.
La via dei peccatori è ben lastricata di pietre, ma va a finire all'inferno,
nelle tenebre e nei tormenti. (Dalla Sacra Scrittura - Ecclesiastico - XXI-1...)