L'ERA DELLO SPIRITO SANTO

PACE UNIVERSALE NEI SECOLI

(Dal Diario di una Religiosa: L. L., morta nel 1945)

Nullaosta alla stampa. Palestrina, 25 febbraio 1975. D. A. Angelucci Revisore delegato

Imprimatur Praeneste, die 1 mardi 1975 Petrus Severi, Ep.us

 

PREFAZIONE

Giustizia? Riforme? Contestazioni? No. O non bastano. La medicina che può guarire l'umanità nella nostra età convulsa, è ben altra.

Ecco. Nel nascondimento, nell'umiltà di una quotidiana sottomissione, una suora prega e ascolta. Una « voce » le parla. L'orazione della fedele e umile contemplativa, è trascesa da una comunicazione più segreta che la invade e la guida Una luce infusa, una partecipazione misteriósa la occupa. La pia religiosa trascrive tali colloqui: ne fa un mistico diario. E' un comporre singolare, perché la trascrizione delle parole internamente « udite » la suora le compie tra le occupazioni ordinarie che riempiono la sua giornata e che essa non interrompe. Talvolta un concetto resta incompleto, un periodo sospeso, Sarà ripreso più tardi. Lo Spirito soffia dove vuole. Nella profondità di quel segreto, nel mistero di quel colloquio, nel comporsi di quel sacro disegno, è un organico messaggio che viene rivelato alla pia Suora: un mandato le viene trasmesso per gli uomini del nostro tempo.

E' una risposta, forse, alle ansie ed alle interrogazioni che la Suora si pone sulla sorte del mondo; ed è diversa dalle soluzioni che la pia religiosa suppone o propone; sconvolge, anzi, le sue prospettive, apre un'altra dimensione, perché Dio non applica le misure degli uomini. E questa dimensione insospettata che noi rintracciamo nelle pagine che seguono, si potrebbe riassumere nelle parole: « Gesù solo è il Salvatore, i nostri espedienti sono troppo piccola cosa, gretta e impotente ». Gesù domanda che non poniamo ostacoli alla sua opera che ha una sola dimensione ed è quella dell'Amore. Nulla più dell'Amore, nulla fuori dell'Amore, nulla senza l'Amore. Ma questo Amore che la Suora viene chiamata a praticare ancora più ardentemente ed al quale è esortata a chiamare tutti gli uomini, si qualifica con un attributo che, se possibile, lo rende ancora più amabile. NON SOLO AMORE: MA AMORE MISERICORDIOSO, cioè che non chiede giustizia ma salvezza, non vuole intimorire ma conquistare. Ciò che gli uomini non hanno capito è che l'Amore di Dio non ha misura; e chiede di espandersi senza che gli si pongano ostacoli né restrizioni. Salverà senza contropartita, non farà calcoli di dare e avere, non chiederà risarcimenti. Il male del mondo è tale che solo l'Amore potrà superarlo perché gli uomini, anche i più duri, non resistono a lungo all'Amore misericordioso.

Una immensa apertura di speranza, di inesauribile confidenza, di carità consolatrice ci investe dunque da questo Messaggio. Il quale non mira certo ad allentare l'ascesi o l'umiltà o l'austerità; ma anzi a vincolarci virilmente in un maggiore impegno, in un ardente servizio, per una « crociata » d'amore che disgeli i cuori e raggiunga ogni anima. « L'amore che vi predico lo non è debolezza. Vi è debolezza nel vostro Salvatore?».

Alla Suora che prega e soffre per i fratelli, angustiandosi forse per gli errori e gli orrori del mondo che sembrano provocare la giustizia, la « voce » fa questa meravigliosa rivelazione: « il mondo pensa troppo alla giustizia; anche i buoni si instradano per una via di carità, di quella carità che sta più nella bocca che nelle opere, ma voi avete bisogno di una CARITA' DI MISERICORDIA Finché non arriverete a questo punto sarete dei retrogradi, non siete all'altezza dei tempi ».

Dobbiamo dunque allargare gli orizzonti; dilatare il nostro cuore; osare nella Speranza: sperare tutto. Siamo troppo piccoli, aridi, limitati.

La Suora vive essa stessa la comune tragedia del mondo senza pace, della convivenza lacerata, della recessione delle anime; Essa non si è nascosta nel chiostro per sfuggire alla realtà del tempo e per estraniarsi dalla vita del prossimo. Al contrario. La agitata vicenda degli uomini e dell'attuale società, si rifrange nella sua anima come in uno specchio ed essa vi si sente partecipe nella Fede e nella Carità. La consacrazione religiosa è il modo più alto di partecipazione al dramma umano di ogni tempo, perché si esprime con l'offerta totale di sé in un « servizio » che non è di parole ma di abnegazione, per implorare misericordia dal cielo. « Nessuno ha amore più grande di questo: dare la vita per i suoi amici ».

E la « voce » sceglie per il suo ascolto l'oscurità di questa creatura come Gesù scelse lo squallore della mangiatoia per Incarnarsi e l'abominio della Croce, per Salvarci.

Ripeto: la « voce » rivela che non amiamo ancora abbastanza o ci siamo fatti dell'Amore un'idea troppo meschina, umana, calcolatrice; l'Amore, essendo divino, non ha confini per sé ed in sé: esso ha per sé solo l'infinito e l'eterno.

Il messaggio della « voce » si caratterizza in indicazioni che toccano direttamente noi `uomini di penna o uomini di cultura. Dice infatti che la malattia degli uomini contemporanei è nella loro mente; è il capo ad essere guasto, cioè, la ragione il « sapere » che respingono la verità e seminano l'errore.

Questo assioma centrale si esprime nel messaggio con il ricorrente richiamo ad una immagine conturbante: il Cristo bendato, deriso e colpito con pugni e schiaffi nella testa, nella Notte della sua Passione. In altra intuizione o visione la divina persona di Cristo, appare senza il volto.

E sono soprattutto le spine, le ferite e le percosse al capo che Gesù lamenta. E ci esorta a combattere l'errore imperversante con la parola, con l'amore, col dono di noi stessi, col ricorso a Maria; ed infine « con la penna » che deve essere impegnata, veritiera, intrepida. La penna è più che la spada.

E' dunque un appello agli scrittori, quello che la « voce » ci trasmette.

Ma chi non sente il cuore disfarsi alla vista di quell'adorabile Capo di Gesù crudelmente oltraggiato e ferito?

C'è anche un insegnamento di linguaggio per i giornalisti e gli scrittori, perché, dice il messaggio, l'errore si combatte con la semplicità che é di Dio, mentre l'ambiguità o l'oscurità sono del diavolo.

L'amore poi chiede unione, iniziativa, coraggio chi ha poco dia quel poco che ha ». Si susciti una « Crociata ».

Chi non sì sente conquistato e vinto da tanta forza di speranza? La « voce » ci ricorda quale immagine dell'amore quello della madre di ogni madre che non desiste e non disarma per quanto dura possa essere la risposta dei figli, madre che assurge la sua perfezione più alta, il suo prototipo in Maria, la Madre di Gesù.

« Lasciate libero passaggio allo Spirito, il cui Soffio è l'Amore»: tale l'annuncio, la rivelazione, il mandato della pia suora. RAIMONDO MANZINI

 

L'ERA DELLO SPIRITO SANTO

Dicembre 1941

VOCE DIVINA: « Voglio da te un abbandono speciale e una misericordia senza limiti ».

L.L. (Durante l'Orazione, mentre penso ai Sacerdoti)

 

VOCE: « Milizia scelta (e dopo una pausa): « Anch'essa ha un dovere ben determinato, durante questa guerra mondiale ».

L. Quale dovere, o Gesù?

 

V. « Difendere il mio onore conculcato ».

L. In qual modo?

 

V. « Con una Lega di amore e fedeltà, che si opponga all'ateismo e al materialismo che domina il mondo. IO vi conduco, IO vi guido...

Sorgerò in questa notte di sconvolgimento universale e avrete finalmente la pace in Me. Io sono la Pace. Chiunque si allontana da Me è in guerra: entra in guerra per il fatto stesso che si allontana dall'Ordine. Il mondo pensa troppo alla giustizia; anche i buoni s'istradano per una

via di carità... di quella carità che sta più nella bocca che nelle opere... ma voi avete bisogno di una carità di misericordia. Finché non arriverete a questo punto sarete dei retrogradi, non siete all'altezza dei tempi presenti. Il mondo ha bisogno di misericordia è come un povero ammalato. Non si parla agli ammalati come si parla ai sani: è meno responsabile di quello che credete. Il medico stesso prende un accento pietoso accanto a una creatura debole e languente, minacciata di morte e voi, voi figli miei, osereste fare discorsi, perorazioni a questa povera grande ammalata ch'è l'umanità? Se così vi regolate, non mi conoscete. SALVATORE SON IO, non giudice, e accenti salvatori voglio Io trovare sulle vostre labbra, ché salvatori vi ho costituiti, non giudici, per questa povera umanità. Ognuno ha il suo ciottolino da scagliarle contro... e non potrei, Io vostro Giudice, raccattare tutti questi ciottolini e rivolgerli contro voi stessi? Perché limitate la mia azione salvatrice? Perché vi mettete tra loro e Me? Opera di salvamento lo vi chiedo, di salvataggio per questa povera umanità che pericola, e nelle opere di salvataggio si richiede azione pronta ed efficace e dedizione assoluta. Chi vuol salvare non teme di esporsi alla morte. Di anime coraggiose ho bisogno venite corriamo a salvare la umanità: i vostri e miei fratelli. Vi voglio in prima fila, ché di coraggiosi mi sono sempre circondato. Un vero cristiano è un uomo votato alla morte so Io poi se lasciarlo ghermire dalla morte o se sottrarlo alla morte facendolo passare illeso tra mille fiamme e mille frecce avvelenate.

« La vostra giostra è questa Lega di amore e fedeltà: ve l'ho detto ma non mi credete e lasciate che gli altri avanzino la loro azione senza neppure iniziare la vostra. Vi ho additate le armi e non le impugnate, o non le maneggiate secondo le regole suggeritevi da Me.

 

L..................

V. « Scrivi, figlia mia, poiché ti detto. « Il mondo intero è in attesa di una parola nuova e questa parola a Me appartiene dirla. Il mondo intero è nell'attesa di « un santo » che non e mai mancato nelle epoche più tormentate, per confortare e guidare l'umanità; ma eccolo, ecco che viene tra voi il « Santo dei santi ». Tutti attendono una nota imprevista, straordinaria, in mezzo ad un tale caos... Ecco che Io stesso vengo: Io sono invisibile, ma sono presente per darvi questa nota, la vera. Vengo a sedermi tra i miei figli, vengo per istruirli. I mali dei tempi passati non sono paragonabili a quelli dei tempi presenti; i bisogni dell'umanità, la mia figlia diletta, sono aumentati... Venite; fate cerchio attorno a Me e Io stesso v'insegnerò, Io che sono la Luce e la Verità Un lavoro simile di ricostruzione non è opera umana: è opera divina... Mio è il segreto di quello che vi riserbo; ma voi, fate bene la parte vostra, la parte preliminare, preparatemi lo sfondo dal quale farò sorgere le mie meraviglie... quello sfondo di stalla dal quale voglio far partire i miei raggi sul mondo.

 

L. (Chiama sfondo di stalla l'immagine).

V. « I re fanno coniare le loro monete con tanto di effige, e a Me si rifiuta la riproduzione di una scena vissuta e sofferta per voi, figli miei, e per l'ora presente.

« Chi questa luce disprezzerà, si smarrirà ché il demonio non esita, lui, a continuare ad attizzare il fuoco acceso per voi su questa povera terra, addensando le sue nere caligini perché più non distinguiate la Luce.

La luce è qui, o figli, in questo piccolo mezzo di salvezza messo a vostra disposizione abbiate la fiducia dei pastori che credettero in Me avvolto in poveri pannicelli, e nato lì dove nesuno avrebbe mai pensato: in una povera stalla. Ecco che ve l'ho detto, ché Salvatore rimango, per i secoli.

« E tu pure, L. devi esporti coraggiosamente, come si è esposta la Madre mia... Lascia i tuoi timori. L. le tue perplessità, e vieni, lottiamo per i nostri fratelli, per i nostri figli. Dovete seguirmi, non precedermi. Seguirmi fedelmente ad ogni nuovo passo che vi domando. Mi hai spianato la via, mi hai dato uno sbocco di uscita coi miei figli, insieme ora lavoreremo; ti guido Io, ti precedo, non dubitare. Non ho bisogno di te che per apparenza, ma l'opera è mia. Devi servirmi da velo, come il conopeo nasconde il Santissimo...

O mia piccola stazione di trasmissione, seguimi in questa seconda fase del nostro lavoro. A me il guidarti, a te l'assecondarmi non odi gli appelli accorati che a Me giungono da tutte le parti del mondo? la terra intera è diventata una orchestra di dolore e ogni singola nota ha le sue risonanze nel mio Cuore di Padre e di Salvatore. Se i loro peccati sono giunti fino a Me, voglio che giungano ad essi anche gli accenti del mio Cuore intenerito dalle loro miserie.

«La mia cara figlia: l'umanità, è stata ferita ferita dopo essere stata ingannata, è il sistema del traditore, del vostro nemico comune... Ha bisogna di balsamo, venite, datele i miei unguenti, astergetene le sue piaghe, mormorandole al cuore parole di pace e di perdono. Grande fu il suo fallo, ma lo ha espiato nel sangue del suo cuore e delle sue membra... Il mio Cuore ha sussulti di tenerezza nel mirarla... tutti i suoi torti sono dimenticati vieni, o mia diletta, e assiediti qual regina nei domini che ti ho assegnato... non si parla più di torti a chi ha espiato, si parla di perdono. Datevi l'abbraccio della pace, della fratellanza a questo vi riconoscerò miei figliuoli se fate quello che vi domando, quello di cui vi dò Io per primo l'esempio. Non dubitate del vostro fratello: s'egli vi tende la mano, voi porgetegli la guancia; fatevi vicendevolmente credito di sincerità. Io sono il Padre della verità e come non posso darvi consigli mendaci e ingannevoli, così non posso circondarmi se non di figli veritieri. Vivete nella verità, non vi frodate scambievolmente la verità è il primo elemento per vivere nella pace solo nella verità si può edificare la carità: la carità che viene da Dio, non quella che nasce sulle vostre labbra umane e che ha la durata di un soffio. Nella verità e nella carità poi le relazioni sociali si semplificano in modo meraviglioso, poiché vi mettete in contatto diretto con quel terzo che spesso dimenticaste finora. Il « Terzo » è il Padre vostro dei Cieli. Può forse un Padre disinteressarsi dei suoi figli, anche se questi l'associano come terzo nelle loro imprese, nell'ansia di far da sé? Quando questo terzo è il Padre, sa bene in qual modo ristabilire l'ordine gerarchico per Sé e tutelare gl'interessi dei suoi figli diletti che hanno avuto fiducia in Lui, sia pure come un terzo... ».

 

L. O Signore, abbi pietà della mia pochezza!... abbi pietà della mia pochezza!

V. Sono dei grandi bambini, hanno bisogno di ritornare alle nozioni elementari della vita. Ogni madre è atta a tale compito, non c'è bisogno di scienziati; gli scienziati li ingarbuglierebbero di più hanno bisogno di un linguaggio di madre, per deporre le loro ire e rappacificarsi concordi. Essi stessi hanno sete di rappacificarsi, ma occorre la mediazione di una madre. Non c'è di peggio che i puntigli di bambini imbizziti solo la mamma può spianare la loro fronte e rasserenarli in un sorriso.

Siate madri per i miei poveri figli, non vogliate esser padri, non sperate di vincerli opponendo ragionamento a ragionamento. Son tutti pesti e scarmigliati aiutateli a ricomporsi, a riprendere un aspetto di socievolezza sana e serena.

« Io vi chiamo tutti a questo risanamento sociale, Io v'invito tutti a fare opera di misericordia. La misericordia Io vi domando e non la giustizia salite più in su, o figli, ché già i tempi sono maturi e l'ora della vendemmia si avvicina.

 

L.................

V. « Sì, L., è tutto un movimento di amore che Io chiedo, lo vedi, di amore e di misericordia e quando sarete uniti in quest'opera di risanamento sociale, mediante l'amore, voi avrete salvato il mondo, potrete dirvi vincitori del mondo. Il mondo non si vince con le armi, non si vince neppure con la giustizia, si vince con l'amore. Questo Io sono venuto a predicarvi, e con le parole e con l'esempio. Dovete fare a chi ama di più, a chi spinge più innanzi degli altri le sue possibilità di amore, le sue prevenienze e risposte di di amore. Non si resiste a lungo all'amore, a un amore provato, di dedizione assoluta e sincera, non di parole. Se aveste amato così, il mondo non sarebbe caduto tanto basso, e perciò le responsabilità sono da ambo le parti. Occorreva un rinfocolamento di amore, di carità, per equilibrare la partita, e perciò i più colpevoli non sono sempre quelli che sono caduti più in basso, ma quelli puranco che non hanno teso in tempo la mano per evitare fatali cadute. Io non vi rimprovero, o figli, siete tutti puniti abbastanza, ma vi ammonisco per l'avvenire.

« Non filosofate Io non ho filosofato sui vostri accecamenti ho aperto le braccia e ho amato. Così voglio essere seguito dai miei piccoli salvatori braccia e cuore aperti, mani aperte, palme dischiuse. Amate al momento presente, come Me senza un ritorno al passato. Avreste potuto sentirvi tanto amati, voi, se avessi voluto ricordare il vostro passato? il vero amore è un eterno presente.

« L'amore vero è dono, è donazione se così non fosse, Io non mi sarei dato tutto a voi non crediate di amare finché non avrete dato e non vi sarete dati. Opera divina è questa, e dobbiamo compierla insieme: nessun'opera umana può venire a capo del guazzabuglio odierno.

« Siate uniti, stringetevi in lega, in santa crociata è questa l'organizzazione che vi chiedo. Che potreste fare isolatamente? Se essi sono giunti a tanto, lo devono all'essersi organizzati sotto la guida di un capo infernale: hanno invaso la terra con il loro odio... Ora Io voglio un'invasione di amore.

« Venite, non vi mando già soli Io son con voi, o figli insieme dobbiamo combattere la parte mia è unita alla vostra, come la loro è unita a quella del mio infernale nemico.

« Prendete esempio dalla stessa Chiesa di cui fate parte; la sua forza non è forse costituita dal suo ordine gerarchico nell'unità? alla dipendenza tutti da uno stesso Centro propulsore? e non siete tutti raggi che partono dallo stesso Astro? Così, in ogni movimento specializzato, occorre il raggruppamento, con date leggi che lo governino, con sistemi in armonia al fine che si propone, con unità di sforzi occorre insomma la mobilitazione delle buone volontà, quella mobilitazione che vi ho chiesta e che tardate tanto a concedermi!...

 

L. (all'Elevazione, nella Messa):

V. « Quel che si richiede agli strumenti è la docilità la docilità nasce dalla fede, la fede in colui che manovra lo strumento. Io mi nascondo dietro di voi, ma sono Io che opero.

 

L.................

V. « Con una mobilitazione generale venite a destare tante energie sopite. Il padre di famiglia andò egli stesso a procurarsi lavoratori alla vigna, li andò cercando nelle piazze, né solo alla prima ora, ma alla terza, alla sesta, alla nona e perfino all'undicesima ora. Fu la mobilitazione del lavoro, che evitò a tanti sfaccendati di rimanersene a oziare in piazza, che li invogliò a dare il loro contributo di operosità.

« Le anime hanno bisogno di chi le desti... le masse hanno bisogno di guida, Uscite, chiamate a raccolta i lavoratori di penna, di braccio, di cuore! dia ognuno quello che può, molto chi ha molto, poco chi ha poco, ma dia ».

 

L. (ripete le parole di due anni fa)

V. « Non si tratta di assistere, si tratta di dare, di dare secondo date regole, cioè secondo le norme stabilite dall'organizzazione generale, come ogni movimento ben lanciato ».

 

L. (rifletto... perché Gesù ha taciuto da due anni e quasi tre: da Febbraio 1939 ad oggi: Dicembre 1941...).

V. « Io ho il rispetto delle anime (mi risponde Gesù) esse sono nobili e grandi agli occhi del Padre mio, perché concepite dalla Sua mente e create col Soffio delle sue labbra. Io non violento mai le anime, non le forzo, non le costringo propongo semplicemente, le sollecito, ma le lascio libere di aderire o no alla mia sollecitazione, e di aderirvi nella misura che credono, operando in esse a quel modo che il lievito opera nella farina. Se la farina fosse cosciente, sarebbe libera di sottrarsi all'azione del lievito, o di lasciarsi lavorare nella misura della sua volontà. Due sono gli elementi che devono lavorare nell'opera che vi chiedo potevo Io forse mescolarmi alla vostra azione, dopo aver parlato?... Dovevo lasciarvi liberi di aderire o no alla mia proposta, dovevo star lì a vedere quale accoglienza mi avreste fatta, prima d'inoltrarmi più innanzi. L'azione di Dio ha le sue soste, più o meno lunghe, per dar tempo all'uomo di svolgere l'azione sua, di manifestarsi a sua volta, nell'accettazione o il rifiuto di quello che gli è proposto da parte di Dio. Collaborare dobbiamo, altrimenti in che consisterebbe il vostro merito, se la mia manifestazione fosse ininterrotta? I Magi dovettero anch'essi fermarsi allo sparire della stella, ma continuarono da sé alla ricerca della luce se così non fosse stato, il mio Astro divino non sarebbe riapparso alla loro anima, avrebbe ritirato i suoi raggi. Noi (la SS. Trinità) non insistiamo mai nell'offerta dei nostri doni con chi di questi doni non vuol saperne. Siate vigilanti perciò e pronti a cogliere la luce e non desistete dall'andarne in cerca quando si nasconde, senza sfiduciarvi, ché il suo riapparire è premio dovuto alla vostra costanza.

« Il tempo della giustizia è passato, spunta l'èra della misericordia... Seguitemi, o figli! Troppo il mio Cuore è stato squarciato per voi e da voi non voglio più sentir parlare di giustizia se non al momento del rendiconto finale, quando l'opera di salvataggio sarà compiuta fino all'ultimo limite, al limite estremo. Troppo profonde sono le ferite dell'umanità perché possano essere sanate in altro modo che con l'amore. Solo la carità può aprire l'adito alla salvezza troppo inveterati sono gli odi che vi dividono perché possiate col ragionamento colmare l'abisso che vi separa troppo presuntuoso e tracotante è l'orgoglio di ogni singolo perché la conciliazione sia possibile con un semplice spirito di giustizia e non di misericordia. Oh! come sarò grato a quei miei figli che mi aiuteranno al più pronto compimento di questi miei voti di amore!

« Lasciate agli altri l'additare i mezzi di riconciliazione nella giustizia il compito vostro sia di lenire le asprezze, di addolcire gli animi, di mettere in evidenza i lati buoni della società, di rialzarla ai propri occhi, infondendole fiducia perché possa effettivamente rialzarsi. Le nazioni sono sanabili come le anime, le generazioni hanno i loro risvegli di primavera, nonostante i lunghi inverni che le hanno agghiacciate. Non dubitate dell'esito il medico deve aver fiducia nella guarigione dell'ammalato che cura, altrimenti la sua opera è deleteria anziché sanatrice.

... « I tempi sono ormai maturi: venite, secondate lo Spirito in questa effusione di amore, di caritatevole misericordia per l'umanità, di rialzamento per le masse. La mia cara figliuola è assetata datele da bere mettetemi in azione, valorizzatemi, fatemi apparire a lei nella mia vera essenza di Salvatore.

 

L. (dopo la S. Comunione):

V. « Voglio che          siate degli ottimisti, di quell'ottimismo sano e amorevole delle mamme che sperano sempre nel ravvedimento del figlio anche dopo la sua scappata. Le mamme non disperano mai della salvezza dei loro figliuoli; perché dovete disperare voi della salvezza dei miei figli, come se non potessi strapparli alla perdizione fino al momento estremo, quando, agonizzanti, più non possono comunicare con voi? Voi giudicate secondo quello che cade sotto i vostri sensi... e delle meraviglie nascoste, che ne sapete? Potreste almeno argomentarne qualche cosa, se foste ottimisti, penetrare con lo sguardo acuto dell'amore quello che l'Amore vi nasconde e che si svolge dietro al velo impenetrabile che separa il mondo visibile dall'invisibile...

« Cogliere il lato buono da ogni cosa fa parte del vostro lavoro, fa parte dello spirito che deve animare la vostra Lega. Banditori di amore dovete essere e l'amore è sempre ottimista, sempre pronto a interpretare in bene, sempre proclive a sperare quando l'interpretazione benevola non è possibile. All'amore non si resiste quando si pensa di difendersi dai suoi assalti è già troppo tardi, si è lì per esser vinti.

« Lasciate libero passaggio allo SPIRITO, il cui Soffio è AMORE, non l'ostacolate con cavilli e ragionamenti, siate fluidi e scorrevoli, imparate da Lui stesso le vostre lezioni; rendetevi voi stessi per primi suoi discepoli: discepoli di questo Maestro incomparabile. Solo quello che parte da Lui lascia tracce profonde e durature. Egli non lavora mai alla superficie, quello che parte da Lui ha valore per i secoli, si trattasse pure di germi d'ispirazione. I germi sono sempre fecondi, e lo Spirito Santo è Vita fecondissima, espansiva al massimo grado.

« Arruolate anche i bambini, i fanciulli... I bambini sono sotto l'azione diretta dello Spirito Santo. Molte volte quello che sfugge ai grandi è risolto con grande semplicità dai piccoli. Non capite che si tratta di ricondurre il mondo alla Verità? e la Verità è semplice, o figli! Abbiano anch'essi, i fanciulli, la loro piccola giostra di allenamento nelle vostre riviste. Promuovete delle gare di amore, con quesiti, sul modo di risolvere una data questione col maggior amore possibile, con la massima carità, proponete di vincere il record dell'amore, appassionate le anime al tema « amore ». Fissate in tutti modi possibili l'idea « carità » nelle menti.

« L'amore vero non è mai snervante, è corroborante l'idea « carità » non è mai astratta, avendo nel prossimo un oggetto visibile sul quale riversare le proprie energie affinché l'idea si completi nelle opere, si mostri alla prova. L'amore che vi predico Io non è debolezza. Vi è forse debolezza nel vostro Salvatore? Ora Io voglio fare di voi dei piccoli Salvatori di questa povera umanità. C'è forse qualcosa di più grande, un ideale più nobile di questo? Tutta la vostra grandezza è qui, dev'essere qui: essere dei salvatori.

Di questo il mondo ha bisogno. Invano cercherete mezzi di accomodamento e concessioni se non cominciate da qui.

« Dovete operare all'opposto di loro: la loro è forza della terra la vostra è forza del Cielo, ché da ME vi viene e Io stesso vi investo, vi mando. Chi mi vuol seguire mi segua, e godrà con Me i trionfi che vi ho predetti, ma chi non mi crederà sarà un retrogrado e avrà la punizione che meritano i retrogradi...

 

L. (Non ho potuto preseguire per la troppa applicazione che richiedeva il lavoro di ufficio. Questa sera però mi pare di vedere la figura di Gesù la testa però è nascosta in atto di scendere, di avanzarsi verso l'umanità. Ne scorgo i piedi e la veste bianca col manto rosso come nei « Cuori di Gesù », molto diverso però... La bianchezza della veste è come di cielo, quel rosso vivo del manto le stesse pieghe non hanno nulla a vedere coi quadri di quaggiù e tutta la Persona, nobile e slanciata, è di una maestà e bellezza divina... Si direbbe che viene verso di noi... Il Salvatore nostro si avanza!...).

 

30 Dicembre (al risveglio):

V. « Io ti voglio senza volontà, tutta mia... ». « Cantate le bellezze della natura, le bellezze profuse per voi sulla terra dal Padre mio. Le bellezze della natura superano le bellezze dell'arte chi si estasia dinanzi al quadro di un artista deve maggiormente estasiarsi dinanzi alla natura, ispiratrice di quel quadro, e, per essa, risalire all'Autore di ogni bellezza e di ogni arte. Egli è stato dovizioso con voi, e voi, siate larghi con Lui, nella riconoscenza e nell'amore.

Il cantare le bellezze della natura rendendone lode al Creatore vi semplifica e vi nobilita, mettendovi al vostro vero posto di figli, grati e amorevoli; dà alle vostre idee un corso innocente e alle vostre anime un senso di serenità. Non si sa più godere perché tutto è stato artefatto, e perché anche in questo si è capovolto l'ordine: si dà più valore alla tavolozza di un artista che all'Ispiratore e al Creatore dei geni. La natura vi rimette nell'innocenza , in quell'innocenza da cui troppo vi allontanaste, o figli!...

« Non disprezzate le cose semplici, voi, riconducete tutto alla semplicità. Dio è semplicità, e nella semplicità opera, da secoli. Volete forse essere superiori a Dio, atteggiandovi a superuomini? Sia pure eletta la vostra maniera di esprimervi, ma la semplicità dev'essere il suo primo e più bell'ornamento. La semplicità accresce forza e valore a quello che si esprime e ha il vantaggio di scolpirsi più facilmente nell'animo di chi legge o ascolta, siano grandi o piccoli, profondi pensatori o gente semplice e ignorante. Non dovete forse prendere esempio da Me? Un Salvatore non prende aria di Maestro, pur ammaestrando... si china sulle folle e porge loro la mano e indica il sentiero. Dovete aver fede in Me che vi guido e non voler seguire le vostre idee, i vostri sistemi... ».

 

31 Dicembre:

L. (mi sveglio con l'ispirazione di scrivere quest'offerta) :

O mio Gesù, colpito sulla testa nella Notte della tua Passione, Notte di Redenzione, e dalla umanità peccatrice attraverso i secoli, io........... m'impegno di consolarti, di riparare quegli oltraggi nella misura delle mie forze e di adoperarmi con vero fervore secondo le mie possibilità alla conversione dei peccatori e di quanti addolorano il tuo Cuore adorabile, mettendo al tuo servizio, o Re divino, le mie povere forze onde aderire a questa « santa crociata » in uno spirito di amore e di misericordia.

Noi ci stringiamo compatti intorno a Te, o nostro divin Capitano, supplicandoti umilmente di benedirci tutti e ciascuno, grandi e piccoli, e di benedire il nostro piccolo contributo, che volentieri ti offriamo, ognuno secondo le sue possibilità, sia con la preghiera, con le nostre offerte e sopra tutto con la penna, affinché, vinto l'errore con le Armi di Luce che Tu ci hai additate, meritiamo di pervenire con tutti i nostri fratelli, a Te che sei la Via, la Verità e la Vita e che, insieme col Padre e con lo Spirito Santo, vivi e regni nei secoli dei secoli. Così sia.

O MARIA, Arma li Luce e di Amore e Porta di misericordia, tutta la nostra fiducia è in Te!

 

V. « Vi voglio votati alla mia Causa. Tempo di azione è questo, oltre che di preghiera, poiché non vi voglio solo mediatori della povera umanità, ma miei cooperatori. Un cooperatore non si contenta di pregare. Si muove, parla, opera, scrive. Si sono tanto mossi loro!... fino ad assalirvi! dovete ora voi pure difendervi ed assalirli a vostra volta. Non difendervi soltanto, ma assalirli con le Armi di Luce e di bontà, finché ne avrete fatti mia preda: preda dell'Amore! In questo consisterà la grande sconfitta di Satana, di essere stato sconfitto dall'Amore con armi totalmente opposte alle sue... Sono queste le armi di cui si ha bisogno presentemente. Come potete sperare di vincerli col ragionamento? Sono troppo presi dal delirio: un pazzo delirio di orgoglio e di sangue, di cupidigia e di egoismo, solo l'amore può disarmarli, solo la misericordia può darli vinti nelle vostre mani.

« Amateli... come Io li ho amati! Ora voi sapete come Io li ho amati... dandomi ad essi, mettendomi a loro servizio con tutti i benefizi che erano in mio potere, fino a morire per essi. Sia questa la misura del vostro amore, o figli: amarli cioè senza misura, di un amore fattivo, generoso, disinteressato, instancabile che si rinnovi sempre alla mia scuola che sia interprete fedele dei sentimenti miei, i sentimenti di questo mio Cuore squarciato per essi!

 

L. O mio Gesù, ti ringrazio di tanto amore che porti all'umanità. E' veramente cosa da sbalordire... ma Tu l'avevi detto fin dal principio: «Voglio sbalordirli col mio amore! .

V. « Le mie armi sono pacifiche... armi di Agnello immolato armi conquistatrici e irresistibili, armi di Salvatore. Sono venuto a salvare quello ch'è perduto. Riconducete a Me le masse, nell'amore: Lasciate agli altri il compito di giudici di pace, voi siate angeli di pace. Ecco che il mio Spirito soffia su voi, fatene parte ai vostri fratelli ristorateli nel mio Amore, diffondetene l'essenza ai quattro punti cardinali, con voi voglio lavorare, con voi voglio passare come un'ondata di pace su questa povera umanità.

« Ognuno di voi è responsabile del suo fratello non vi disinteressate delle sue sorti, ve ne chiederò conto, a tutti, ad uno ad uno, come se ciascuno fosse solo responsabile unità nella tototalità totalità nell'unità.

« Come Me! Non sono Io Uno per tutti? E non dovete voi essere tutti per ME Uno? Ora, se in ognuno di voi sono Io, allo stesso modo si deve procedere. Amateli come amereste Me, fate per essi quello che fareste a Me stesso. Viviamo in famiglia, Io, voi e l'umanità, la diletta e cara umanità. Aiutatemi a realizzare un ideale tanto bello: Ideale che è la Verità. Voi siete nati per la Verità se viveste nella verità non vi sarebbero mai guerre, mai dissidi, ma un'eterna pace regnerebbe quaggiù.

« Vocazione di madri è quella ch'Io desto in voi una madre non pensa mai a sé sola o allo sposo il pensiero dei figli è sempre mescolato a tutti i suoi pensieri e per essi sono le principali sue sollecitudini, anche quando non se ne occupa direttamente. Così, o figli, dovete sempre aver presenti questi cari figliuolini da salvare ch'Io vi affido e industriarvi, con ogni mezzo, di venirne a capo. Non vi accontentate dei mezzi generici, dei suggerimenti altrui, date il vostro pieno rendiconto personale e volontario, riflettete con tutta serietà a quello che vi è possibile fare e intraprendere per il loro miglioramento sociale.

« La rete da tendere è vasta, vasta quanto la terra stessa, tanto il male è dilagato. I metodi e sforzi antichi non bastano più, occorre crearne di nuovi, adeguati ai tempi presenti occorre raggiungere la misura del bisogno dando tutta la propria misura. Chi lesina nel dono di sé non è "Salvatore", l'umanità gli deve nulla o ben poco, e su questa sua astensione dal dare la propria misura sarà giudicato. Non vi preparate un giudizio severo, o figli siate all'altezza dell'ora che attraversate sappiate viverla da forti e da degni. Un vero cristiano è un valoroso e osa tutto, anche quando gli altri non hanno più la fiducia di osare e si ritirano scoraggiati. Ricominciare sempre bisogna, come ogni giorno Io ricomincio nel dono di Me all'umanità, dal Cielo e dall'altare, come voi stessi ogni giorno riprendete la vostra vita quotidiana con tutte le leggi di sostentamento e di moto che la governano.

« Non mi accontento più di virtù passive vi voglio attivi al mio servizio, attivi e desti nella dipendenza da Me e nel controllo della legittima Autorità.

« Le anime hanno fame di amore non le credete quando vi passano avanti sdegnose, hanno più fame delle altre. Ho deposto Io stesso in esse questo pungolo. Solo Satana è la negazione dell'amore solo per lui non ci sarà mai nulla da fare, per questo appunto, perché è insofferente di amore, in sé e negli altri. Tutta l'idolatria di se stesso ha spento in lui questa sorgente di vita, quest'adito aperto alla salvezza ch'è la possibilità e il bisogno di amore.

« Dissetatevi, o figli venite alle mie pure sorgenti.

« Quando voi avrete dato l'amore a un'anima, le avrete fatto il più gran dono, più che se aveste satollato un affamato e dissetato un assetato. Sì, perché l'amore, il vero, viene da Dio e a Dio conduce. Dio è amore Dio è amore e i miei figli sono carità. Amore e carità si fondono, fanno parte della stessa famiglia, sono frutti dello stesso unico albero. Non sperate di trovare né amore né carità in chi non è mio seguace.

 

1942

1° Gennaio

V. « L'amore della collettività in Me non diminuisce l'amore del singolo. E' questo un punto a cui dovete badar molto, o figli... altrimenti cadreste voi pure nell'errore per beneficare i lontani, dimentichereste i vicini; per abbracciare i problemi sociali, vi disinteressereste dei bisogni dei più prossimi. Sarebbe una carità monca la vostra e da universale diventerebbe parziale; tutta ardore per i lontani, fredda per i vicini...

« Prendete esempio dal Padre vostro dei Cieli. Egli governa sull'universo intero e cura la perfezione di ogni singola creatura, come se non avesse che quella a sui badare... Ogni anima è un capolavoro della potenza, della sapienza e della bontà di Dio. Perché trascurate quella singola anima, voi che amate le masse, perché credete di togliere qualche cosa all'insieme del quadro, occupandovi con cura di un particolare del quadro stesso? In un quadro, ogni figura ha la sua importanza, anche quella destinata a servire da sfondo e sarebbe un cattivo pittore chi curasse solo le figure principali. Tante volte giungete più alle masse coltivando quell'anima, anziché trascurandola per occuparvi più direttamente delle masse. Che sapete voi quali servizi avrebbe reso in luogo vostro questa singola anima accanto alla quale siete passati indifferenti? Nell'individuo c'è il germe della società: non può dire di amare la società chi trascura l'individuo.

 

2 Gennaio

1° Venerdì dell'anno

V. « La misericordia è la nota          distintiva di questi tempi. Su questa nota sarete giudicati, voi che attraversate quest'epoca. Ogni epoca ha le sue grazie speciali la sua nota caratteristica questa è epoca di misericordia, benché sempre poi, in fondo, vi abbia predicato la misericordia.

La misericordia è uno dei più grandi attributi del Padre mio, ma quello che non è stato ancora abbastanza onorato quaggiù. Sorge ora un'epoca di misericordia... Benedite il Signore di avervi fatto vivere in un'epoca di misericordia, poiché la misericordia che avrete usata agli altri sarà riversata su voi stessi.

Su questa nota di misericordia voglio ricamare un poema di amore. Ma ho bisogno della vostra cooperazione dovete voi pure ricamare con Me insieme dobbiamo lavorare per creare questo capolavoro. In questo appunto consisterà la sua speciale bellezza, nell'armonia del Creatore con la sua creatura in un'opera tanto bella ideata a salvezza dell'umanità. Io voglio un'opera di salvatori, voglio trarre dai miei figli quelle note che non hanno ancora copiato dal Padre mio dei Cieli.

« La misericordia non è debolezza, altrimenti la Madre mia dovrebbe essere la persona più debole di tutte, Lei che è Madre di misericordia.

« Da Lei dovete apprendere questa via; siete tutti novellini in fatto di misericordia. Là dove non è possibile la misericordia Ella si ritira, ma non prende tono da Maestro, non sferza, non lancia anatemi... La vedete, tra gli Apostoli, come è mite? Maria vi rende bene l'idea di quello che Io mi aspetto da voi. Non vi chiamo a seguire Pietro che fulmina di morte Anania e Saffira ed era nel diritto del suo ministero; vi chiamo a seguire Maria. C'è chi tutela i miei interessi in altri rami, ma a voi chiedo un movimento di amore, una crociata di misericordia: mia pacifica armata di salvezza. Maria, Madre di misericordia, vi indicherà i sentieri da battere, le posizioni da prendere, i punti strategici da conquistare. Nessuno può esservi miglior maestro di Lei in questa scienza, Lei ch'è il capolavoro della misericordia di Dio perché associata all'opera della Redenzione. Di che temete e perché esitate? Insieme avanzeremo.

 

L. (Che si avanzi insieme si può dedurlo dal fatto che si stamperanno le parole di Gesù, e a queste sue parole Egli annette un'efficacia soprannaturale di cui ci si accorgerà alla prova).

(Durante l'incursione di stasera):

V. « Voce d'oltre terra è questa che vi parla per vostro bene, Voce segnalatrice a cui dovete ubbidire per trovare il bandolo di questa matassa arruffata ch'è divenuta la povera umanità.

« Vi ho segnalato il pericolo, a suo tempo, vi segnalo ora i rimedi; la Mia Voce non inganna, il mio Verbo è verità. Se siete per la verità, seguitemi se amate l'umanità, fate quello che vi dico. Non è poi difficile quello che vi domando porgetele la mano, aiutatela a rialzarsi siate anche voi delle voci, in questo clamore di guerra, voci di amore, richiami di salvezza, campane di misericordia. Non dite: non ci ascolteranno una madre chiama sempre, anche se il figlio è lontano o indifferente. Il cuore di una madre non cessa mai di sperare, perché è un tesoro di amore. Vi affido l'umanità come una figliuolina da sanare, siatele madri!

Il vostro grido sia diretto a tutti senza distinzione. Gli uomini hanno la nostalgia di una parola di amore, non v'è più chi la rivolga loro: apritemi un varco perché possa parlare ai miei figlil

 

4 Gennaio, SS. Nome di Gesù

(durante l'Adorazione del SS.mo Sacramento esposto).

V. « E' l'Era dello Spirito Santo che s'inizia con questo mio movimento. Lo Spirito Santo è Amore, e soffia dove vuole e quando vuole. Rimanete sotto la mia azione. Non vi ho detto che saremo NOI ad operare?... e voi, mossi da Noi. Investirò tutti del mio Spirito sarà un'invasione di amore. Può forse lo Spirito non operare nell'amore? E voi sarete premiati per aver servito da veli allo Spirito e aver cooperato alla Sua azione, per esservi lasciati investire da Lui, dal Suo soffio. « Mi occorreva la vostra fiducia assoluta, incondizionata, per operare lo Spirito Santo non può operare sopra un terreno di sfiducia e di incredulità. Ecco già opero adesso col dettarvi le mie volontà. Io ho fiducia in voi, chiedendovi la vostra collaborazione, abbiate voi pure fiducia in Me.

« Vi dò un battesimo nuovo, un battesimo di amore, battesimo di carità. Gli Apostoli ricevettero il dono delle lingue. Io vi dò l'eloquenza dell'amore, l'intuito della Carità. Andate e ristorate i vostri fratelli, fate che anch'essi credano all'amore, fate che anch'essi vivano nella carità.

Rendetevi riconoscibili al vostro linguaggio al vostro linguaggio e alle vostre opere... La vostra forza è tutta nell'amore. Nulla di peggio che la parodia dell'amore sarebbe una profanazione perché l'amore è cosa sacra che viene dal Cielo, come l'odio viene dall'inferno. La provenienza di questi elementi dà ad essi il rispettivo valore. Non profanate l'amore meglio non schierarvi nelle mie file che dare parvenza di amare, blandizie insipide e infeconde... Non si viene a scherzare nelle mie file, non vi si entra per trastullarsi, ma per lavorare, l'amore è fiamma viva. Non si scherza col fuoco, non è elemento di trastullo né di blandizie, è elemento di vita di vita o di morte, non c'è via di mezzo. Chi non arde di amore per i suoi fratelli non venga a Me, non ardisca di entrare nelle mie file, altrimenti lo rigetterò, resterà impigliato da ben altre reti. Non sono venuto a scherzare coi miei figli, son venuto a salvarli! AbbiateMi sempre presente come Salvatore e sarete nella verità.

 

5 Gennaio:

V. « La vostra letteratura sia tutta permeata di amore e di bontà, in una nobile grandezza. Ammaestrate i piccoli scoprite loro i segreti della natura, mettendo la scienza a loro portata, non sdegnando di parlare ad essi delle scoperte dei grandi, come appunto si fa in famiglia dove tutto è messo in comune, in un'atmosfera di sana letizia e di schietta domestichezza.

« E' un lavoro serio questo che vi invito a compiere, nonostante la sua apparente semplicità e facilità. Niente toni da maestri, ma toni da fratelli maggiori che s'intrattengono coi fratelli minori come Me, che ho favellato con essi come un Padre, che li ho ammaestrati amandoli. Non crediate sia cosa tanto facile ammaestrare nella semplicità di linguaggio, rimanere in una sfera nobile e alta facendosi piccoli, adattandosi ai piccoli... Pio XI, il mio Papa, sudò a trovare una formula adatta ai « piccolissimi »... egli che aveva il dono della parola e stendeva encicliche magistrali senza sforzo. Restar grandi senza riuscir banali e facendovi piccoli coi piccoli, è questo lo sforzo che vi domando sforzo maggiore che se vi dicessi di parlare come i grandi di quaggiù, poiché conosco la vostra natura. Non vi domando di restringervi, ma di semplificarvi e di semplificarvi nella verità. Tutto ciò che non è semplice, mi è odioso, perché ha qualche affinità coi satelliti del mio nemico, col giuoco loro, non col mio lavoro.

 

(durante la Messa)

V. « Voi siete gli apostoli della nuova Era che sorge sul mondo. Non fui già solo a fondare la mia Chiesa, gli Apostoli vi hanno pur essi contribuito per la loro parte e così ora, nell'opera grandiosa che vi affido, opera di rinascita cristiana, voi miei fidi, sarete i miei araldi, i miei conquistatori, con voi passerò sul mondo come una folgore di luce.

« Non vi atteggiate a riformatori, voi siete i seguaci del Salvatore, di un Salvatore divino chiamate le masse a collaborare con voi, ad entrare nel mio movimento, lavorate d'accordo con loro, non isolatamente: voi di qua, essi di là. Io sono sempre Centro di unità, non di divisione, non posso, non voglio fare tutto Io. Nella Casa del Padre mio vi sono diverse mansioni, e così pure nel vostro movimento tutto si svolga in famiglia, in uno spirito di famiglia schietto e cordiale.

 

L. O Gesù, Signor mio, come ti ringrazio di questa nuova luce che hai fatto sorgere sull'umanità!...

V. « E voi, siate i miei rivi di luce, i trasmettitori della mia luce. Non la conservate cupidamente per voi, datela, effondetela, siate fedeli alla vostra missione di figli della Luce. Chi dà un po' di luce a una persona che è all'oscuro ha fatto un'opera di bene chi dà un po' di luce all'umanità è un benefattore dell'umanità stessa. E' come una povera cieca la mia povera figlia!... brancola nelle tenebre e neppur se ne avvede! Tutta la sua guida per muoversi è la voce di colui che la mena come una povera schiava. Non ha più libertà non sono stati mai liberi i seguaci di Satana. Io solo rispetto la libertà dei miei figli. Aiutatela a svincolarsi... fatele piovere addosso la luce, la vera luce, quella che per voi sono venuto a portare quaggiù.

 

L. (Ma, l'immagine? penso; tutto quello che mi va dicendo sta bene per il movimento, per lo spirito che deve animarlo, ma prima mi parlava più dell'immagine, ora mi pare passata in seconda linea...).

V. « Con l'immagine lavorerò Io, (mi risponde internamente) voi lavorerete con la stampa. L'immagine è il vostro segno distintivo, il vostro punto di collegamento e in pari tempo il mezzo di diffondere l'idea e il movimento di rinnovamento cristiano. Dall'immagine lavorerò direttamente IO.

« Vengo Io stesso a salvarvi, ve lo avevo promesso: « Quando la partita è più disperata, IO son lì tra voi e combatto con voi ». Mi avete dilaniato, o figli!...

 

6 Gennaio (alla fine della S. Messa)

V. « La tua stella sono Io; Io ti guido direttamente, mi son fatto tuo Maestro e tuo Conduttore, e tutto ciò per il bene dell'umanità. Siamo indissolubilmente uniti tutti e tre (Lui, l'umanità ed io, L.) i nostri interessi sono inseparabili.

 

L. (Durante l'Esame, in Cappella, ripensando alle prime grazie ricevute per la Lega di amore chiesta da Gesù, vedo così chiare adesso tante cose che mi diceva allora, comincio ad avere la chiave del suo Piano...).

V. « Credi adesso di conoscere tutto il mio Piano, ma ti sbagli, ne vedi solo le linee principali, giusto quel che occorre per la vostra cooperazione. Dovete seguir Me, mettere i piedi nelle mie orme, se volete riscaldare l'umanità siete tutti novellini nella via che vi traccio, come potreste avanzare da soli?

 

7 Gennaio:

V. « Da una stalla ho fatto partire i miei primi raggi, e Magi e Pastori sono venuti ad adorarmi. Da un cuore di vergine lancio un appello ai miei figli, e si stenta a credermi, si va in cerca di una nota straordinaria... Lo straordinario sta in questo, o figli che una vergine abbia osato parlare, in tempi di tal guazzabuglio, e in tono tanto semplice e dimesso in tempi di tanti discorsi altisonanti. Le mie Giovanne d'Arco non hanno sempre una spada in mano vi pongo in mano l'arma dei tempi, la penna, non meno efficace e temibile dell'altra, non meno sicura nei suoi effetti, e tanto più alta e nobile in quanto vi dico d'intingerla nel mio Cuore, non nel sangue dei vostri fratelli! E non vi lascio già guidare da una donna, ma mi metto lo stesso a capo delle vostre file. Suvvia, impugnate l'arma che vi metto nelle mani e parlate in Nome mio, o figli... già troppo tardaste. Ecco che Io v'investo del mio Spirito e vi mando, IO. Mi sentirete pulsare nelle vostre vene, mi sentirete aleggiare sulle vostre labbra, ardere come fuoco nel vostro cuore... Passo Io stesso in voi: passa l'Amore! Quello che ho fatto per una donnicciuola lo ripeterò tra voi, con più ampie manifestazioni mettetemi alla prova vi guido Io, vengo Io stesso a salvare questa povera umanità dagli artigli di Satana.

« Non vi scopro tutte le mie batterie in una volta, mi basta che mi seguiate un generale serba per sé il segreto dei suoi attacchi e ne svela ai suoi dipendenti solo quella parte che li riguarda per il momento.

« Abbiate fede nel vostro Generale, e coadiuvatemi, seguendo i miei ordini, man mano che ve li trasmetto ».

 

8 Gennaio.

V. « Mi occorreva un lavacro generale per questa povera umanità, per darle lo Spirito Santo. Lo Spirito Santo è sempre frutto di sangue, dal peccato di origine in poi.

 

L. (mentre comincio la Corona in tribuna):

V. « Ne facciano meta di pellegrinaggi ».

 

L. (capisco che allude all'immagine; ma, dove? penso se non esiste neppure ancora l'immagine...).

V. « Là dove sarà esposta alla venerazione dei fedeli, là dove si raccoglieranno i miei figli a offrirmi riparazioni. C'è lavoro per tutti: i Parroci nel promuovere funzioni sacre di riparazione, gli ascritti nel collaborare alla diffusione della stampa, i fedeli nell'estendere la divozione. E' un movimento vasto e alla vostra attività corrisponderà l'attività mia. Mi manifesterò: avrete la prova delle mie manifestazioni. Non ho mai speso tante parole ad invogliarvi all'incremento di una divozione segno dunque che qualche cosa di nuovo vi preparo. Ma ho bisogno di fiducia per operare, e di essere assecondato; non debbo già far tutto Io. Se voglio ridestare l'amore tra voi e la reciproca comprensione, è necessario che vi abbia al mio fianco, altrimenti il movimento tenderebbe ad un accrescimento di amor di Dio soltanto e non ad un accrescimento di amore del prossimo, a riparazioni rese a Me, e non a riparazioni scambievoli tra voi. Venite! abbracciatevi sotto i miei occhi: il più caro al mio Cuore tra i miei figli sarà quegli che per primo tenderà le braccia al fratello il più meritevole delle mie benedizioni sarà quegli che per primo risponderà all'invito del fratello gettandosi tra le sue braccia aperte... ».

... « La ricostruzione sociale!... Ma avete mai costruito sul serio, voi, o.figli?... Vedete le civiltà passate, gli antichi imperi... cumuli di rovine! Solo la mia Chiesa edifica sulla roccia e sfida i secoli. Da ciò capite la necessità di allearvi con Me, se volete davvero ricostruire ».

 

11 Gennaio:

L. (mi angustio pensando al tempo che mi manca per copiare i suoi fogli...).

V. « Industriati un po' più »

L. (Lo vuole proprio questo lavoro...).

 

12 Gennaio:

V. « O mia terra fecondissima, Io ti ho coltivata col mio Sangue e ti ho inaffiata coi miei sudori... I miei figli saranno finalmente ristorati. In ogni singola anima che si abbandona a Me per i suoi fratelli, per la salvezza dell'umanità, ripeterò le medesime operazioni di amore. Io ardo di comunicarmi ai miei figli, di essere amato, in Me e nei vostri fratelli, come non sono stato ancora amato. L'invasione di amore sulla terra deve superare il dilagamento dell'odio. Con le mie mani vi voglio lavorare, perché i vostri frutti siano cosa divina com'essi furono lavorati dalle mani di satana e i loro frutti furono frutti satanici! Che cosa nobile e grande è l'amore, o figli! Un'anima che si dà a Me salva il mondo è come un altro Cristo che passa tra l'umanità... le sue facoltà sono divinizzate in virtù dello Spirito che la investe, un nuovo alito possente di vita passa sull'umanità. Sono le mie stazioni climatiche poste tra gli uomini a salvezza della società. Una vita simile è ben degna di essere vissuta, dà il suo pieno rendimento.

« Vino nuovo stilleranno le mie vigne... Le mie vigne siete voi, e il vino nuovo è la nuova letteratura che sorge con l'Era dello spirito Santo. Lo Spirito Santo è AMORE e non può parlare che nell'amore e per l'amore: le sue vigne sono sempre fecondissime e il suo vino è sempre nuovo, non si ripete mai, pur dando sempre lo stesso succo ristoratore e allietante.

« Inebriatevi, o figli, e inebriate i vostri fratelli: la mia cella vinaria è aperta a tutti; il segreto per entrarvi è « l'amore », non un amore qualsiasi, non un amore di giustizia, ma amore di misericordia, viscere tenerissime di carità per i fratelli.

« O mie fonti ristoratrici, apro lo stesso in voi queste sorgenti misteriose, perché l'umanità sia dissetata, perché più non vi sia chi nega acqua ai miei figli. L'hanno allagata di sangue, questa povera terra... Io voglio inondarla di amore! Ogni zolla darà il suo fiore, ogni angolo avrà la sua piccola oasi ristoratrice Lo Spirito Santo passa sul mondo e vi rifà. Opera di « rifacimento » è questa e solo Lui può compierla.

« Aprite le porte all'AMORE: ecco si avanza e non sfuggirete al suo fuoco divoratore e vi rivolgerete beati tra le sue fiamme esclamando: Chi è mai questo Liberatore possente che ci ha sottratti alle leggi asserventi dell'odio?... Il LIBERATORE SONO IO, o figli. La mano dell'uomo non può operare quello che opera la mano di un Dio, del VOSTRO DIO è il SOFFIO dell'ALTISSIMO che passa sul mondo ».

 

15 Gennaio:

L. (penso ai Patroni della Lega chiesta da Gesù: san Giuseppe e san Michele, così come Egli me li ha indicati: prima S. Giuseppe e poi S. Michele. Li nomino quindi mentalmente, aggiungendovi, prima, la Madonna).

V. « LEI fa più che proteggere, opera... è sempre con Me nelle mie opere di redenzione, di

salvezza. Una Madre è sempre in mezzo ai suoi figli, non le si dà un posto di patrona, fa parte della famiglia... Ha in mano i vostri interessi più di voi stessi e la parte sua è preponderante in questa Lega, benché ancora non vi appaia direttamente.

« Lei è Madre ed Arma, l'arma vostra di luce ».

 

L. (così mi dice interiormente, quasi a suggerirmi di darle un posto a parte nella Lega, superiore ai Patroni).

V. « S'Io sono Salvatore; Ella è Salvatrice siete ai cenni suoi come siete ai cenni miei. Ve l'ho data a Modello e Madre. I Patroni intercedono presso il Re in favore dei loro protetti, ma Ella è Regina e coadiuva il Re e si occupa direttamente di voi figli. Datele il posto che le spetta, nei vostri cuori e nei ranghi della vostra Lega, a fianco a Me, vostro Capo e Condottiero. Ester pregava Assuero e svenne alla sua presenza.. Maria espone i bisogni dei suoi figli e dice loro tranquillamente: « Fate quello che Egli vi dirà », conscia del suo potere irresistibile sul Cuore di Dio. Ella impera.

« San Giuseppe la venerava. Quando ebbe conosciuto dall'Angelo il mistero compiutosi in Lei, rivolto alla sua stanzetta si poneva spesso ginocchioni, in un senso di venerazione profonda ... Egli non fu solo il Protettore della verginità di Maria, ma fu pure il suo primo devoto...

Ecco il primo Patrono che vi dò: colui che ho maggiormente amato sulla terra, per debito di riconoscenza e perché è stato il primo cuore che ha vegliato su Me e su Maria il primo sacro lavoratore, poiché tutte le sue fatiche tendevano direttamente al sostentamento del Figlio di DIO e della VERGINE.

« Andate a Giuseppe, o miei fidi lavoratori posate le vostre mani stanche e operose sui suoi ginocchi, miratelo negli occhi, confidategli le vostre sollecitudini.

Solo in Cielo conoscerete appieno la virtù e i meriti del mio diletto Padre putativo, e questi è il primo Patrono a cui affido la Lega tanto cara al mio Cuore.

Nel darvelo a speciale Patrono, vi fo un grande onore poiché vi associo al Patronato di cui gode la mia Chiesa stessa.

« Il secondo Patrono che vi dò è San Michele, il difensore dell'onore di Dio. "Chi è come DIO"? esclama l'arcangelo Michele e tosto intorno a lui si schierano gli Angeli, dividendosi in due campi: oppositori e difensori. "Chi è come Dio?..." chi osa far la guerra a DIO? Come gli Angeli fedeli, capaci di mostrarmi in modo fattivo il loro attaccamento nel tempo della prova, insorgete a mia difesa, o figli, siate degni così di schierarvi al mio seguito e di avere a Patrono un Angelo di luce e di forza.

 

16 Gennaio:

V. « Non date apprezzamenti sugli avvenimenti se non quelli dettati dalla carità. Voi non siete chiamati a giudicare, ma a salvare. Ci sono già troppi giudici in questo mondo e ognuno diverso dall'altro, perché ognuno segue il proprio criterio, come se non vi fosse chi giudica i giudici e i loro giudizi. Io giudico nell'equità. Astenetevi da ogni giudizio non necessario, o figli, poiché per dare un giudizio bisogna essere in date condizioni di verità e di libertà, condizioni non facilmente raggiungibili alla vostra fragile natura umana. Lasciate il giudizio a Me che dall'alto scruto le menti e i cuori e tutto mi è svelato come in uno specchio tersissimo.

« Migliorate voi stessi, o figli, pietra a pietra, se volete ricostruire e non vedere il vostro lavoro sgretolato dal vento. Se volete giovare all'edificio e trascurate la vostra povera pietra, questa unica povera pietra può esser causa del crollo totale e fatale dell'edificio. Chi sta per annegare non può tendere la mano al naufrago che gli sta accanto. Pensi prima a mettere in equilibrio se stesso e poi tenderà la mano al fratello. L'amore del fratello che naufraga accanto a voi vi renderà anzi più industriosi e più destri a ritornare a galla e tra le vostre industrie e la vostra buona volontà ci son sempre Io pronto a tendere la mano, Io che passeggio sui flutti e comando alle tempeste:

« Abbiate fiducia in Me, o figli! Io sono venuto a salvarvi!

 

L. (ripenso stupita a questa Voce di Gesù che parla ai suoi figli dall'adorabile Sacramento del suo Amore...).

V. « Il mio silenzio secolare è un miracolo maggiore di questi echi dalla mia Voce che vi lancia il mio Cuore. Del resto, è il mio Spirito che vi mando: i nostri accenti sono gli stessi. A questa fusione vorrei arrivare con voi, figli miei!

 

L. (più tardi mi pare di sentirlo ripetere: "Siete pronti?... Vengo!! » Capisco che domanda di preparargli la parte preliminare che ha chiesta: immagine e un organo di stampa... per potersi manifestare maggiormente. Infatti, la manifestazione promessa, pare già cominciata?...).

 

17 Gennaio:

V. « All'ardita avanzata di Satana tra i miei figli doveva corrispondere una mia più ampia manifestazione. Nessuno mi può vincere, nessuno mi può mai superare. Vi avevo mai parlato direttamente e collettivamente, dalla mia Ascensione in poi? Le mie manifestazioni si erano limitate a pochi privilegiati, alla parte scelta dei miei Santi, e sempre in modo più o meno parziale. Il bene dell'umanità ne veniva poi per ridondanza e sempre attraverso i miei Santi, i grandi, i veri benefattori dell'umanità. Ma in questa mia manifestazione Io mi rivolgo a tutti, parlo a voi direttamente, a voi dico, figli miei, rivolgendomi più particolarmente ai miei preferiti, i lavoratori, poveri, i semplici ed umili di cuore. Qui l'intermediario non è più che una penna, giusto quel tanto che occorre per velarvi la mia Persona e impedire che la manifestazione sia piena, quale non si addirebbe al vostro stato di viatori e di pellegrini...

« Una manifestazione simile non si è mai avuta atraverso i secoli, ma debbo confondere il mio nemico, il mio e vostro nemico. Egli passeggia tra i miei figli, ha creduto fare sua stanza dell'universo tende ognora a soppiantarmi. Gli permetto tanta audacia perché giostra è per voi la vita presente, ma dovete saper discernere la verità, dovete saper lottare. Se mi manifesto tanto è perché la sua audacia è andata troppo oltre e vengo da Me stesso a mettervi in mano il bandolo per ricondurvi alla verità. Dovete però cooperare da parte vostra, chè tale è l'economia stabilita per la vostra salvezza. San Giuseppe e l'Arcangelo Michele vi mostrano il cammino da seguire, il sistema da adottare, nella cooperazione che vi chiedo e nella soluzione delle difficoltà che incontrate. Chi più pacifico e mite del mio Giuseppe? ...Chi più ardente e battagliero del mio grande Michele? chi più di lui pronto alla azione e alla lotta, per difendere i diritti del suo Dio? chi più prudente e circospetto dell'altro per vegliare sugl'interessi di Dio? Entrambi danno un contributo generoso alla causa dell'Altissimo, entrambi votano tutti se stessi, ciascuno nella sua sfera di azione, alla gloria di Dio e al bene della società. Vi ho dato due Protettori che sono la sintesi di tutto quello che può esservi richiesto per avanzare e risponder bene al vostro compito di miei cooperatori, cooperatori del Salvatore vostro divino.

 

V. « Vi dò il mio Cuore, vi offro il mio Cuore, venite e dissetatevi: Fate per i vostri fratelli quello ch'Io fo per voi. Non lesinate nel dono di voi stessi, non vi disinteressate dei suoi bisogni non passate diritto accanto al vostro fratello caduto, chinatevi e aiutatelo a rialzarzi...

«Chinatevi, è questo il gesto del Salvatore. Io andavo incontro ai bisogni dei miei figli, camminando per le vie della Palestina e percorrendo villaggi e borgate. Come volete risanare le classi sociali se non andate fino ad essi, villaggio per villaggio, e casa per casa se occorre? Come Me! Abbracciateli in Nome mio, annunziate loro la buona novella: "Il Salvatore ci ha parlato"... a noi, piccoli e umili lavoratori, a noi gente oscura e ignorata, a noi accanto ai quali i grandi passano indifferenti, e i satelliti di Satana tendono reti e imboscate come ad uccellini ignari. Egli ci dà coscienza della nostra dignità e c'invita a collaborare con Lui, al risanamento sociale".

 

18 Gennaio:

V. Se una cosa avesse cento aspetti, bisognerebbe considerarla da quell'unico aspetto buono che può avere questo è essere nella verità e nella carità, la carità di misericordia che copre o dimentica i novantanove lati difettosi per fermarsi a quell'unico lato buono. E questo aiuta pure a semplificare la vita, personalmente e nei riguardi del prossimo. Quando si sa che una persona è abituata a giudicare così cose e avvenimenti, si ha fiducia in lei e la sua possibilità di bene è grande. Dovete aumentare le vostre possibilità di bene in tutti i modi, da tutti i lati, per arrivare a un pieno rendimento verso la società, e questo non come opera di supererogazione, ma come stretto dovere di carità, per pagare il vostro debito di misericordia all'umanità. E altrimenti in che consisterebbe la specializzazione dell'amore? Dovete viverle, le cose che vi dico. Né andate pensando che son cose semplici, sapute... o figli, e la vostra vita non dipende forse dalle cose più semplici e usuali che formano il vostro alimento quotidiano? E un povero contadino che si nutre a un desco frugale non è spesso più sano, lui e la sua generazione, di tanti opulenti la cui mensa rigurgita di vivande prelibate? Come avete complicato la vita, miei poveri figli! la vita spirituale e la vita sociale!

E le stesse complicazioni vorreste imporre al vostro Dio ch'è l'Essere sostanzialmente semplice, e nella semplicità opera, dall'eternità.

Satana si è perduto perché ha voluto complicare la sua vita: il suo sguardo non era semplice e ha perduto non solo se stesso, ma i suoi compagni di acciecamento, i vostri progenitori nel paradiso terrestre e tutti quelli che saranno tanto gonzi da credere alle sue menzogne. Dalle complicazioni alle menzogne, infatti, il passo è breve. Nessuno è mai tanto sincero quanto chi è semplice e semplicità e sincerità vengono da Dio. Gli opposti sapete bene ora da chi vengono.

« La severità nel giudizio è propria alla vostra umana natura e credete poi che anche Dio sia severo. La mia è necessaria reazione per il vostro emendamento, è punizione salvatrice che vi fa aprire gli occhi e vi trattiene sulla china ripida nella quale v'ingaggiate per la vostra sete di novità e d'indipendenza, ma non è severità. Se fossi severo con voi, o figli, dove sareste a quest'ora? Chiamate forse severo il medico che ordina una medicina amara al vostro bambino o vi taglia un arto senza tanti complimenti... Mettete le cose al loro posto. La severità consisterebbe nel condannarvi, e Io invece vi tendo la mano per salvarvi. Da quanti mali non ho tratto un bene, invece di sradicare il male e colui che lo opera? Quante cose non tollero Io quaggiù, adattandomi alle vostre debolezze e santificando la vostra vita nei minimi particolari, anziché farla da riformatore?... E sto a capo del genere umano, da superiore a inferiore. Ma quanta maggiore indulgenza e misericordia e comprensione non dovrebbe trovarsi tra voi per i vostri fratelli, che sono vostri eguali? Chi dunque vi dà il diritto di giudicarli, di essere severi con essi, di prendere toni da maestri? Fratelli maggiori vi voglio, non maestri... di maestri è pieno il mondo e ve ne sono fin troppi.

« C'è del buono, o figli, nei vostri fratelli... c'è sempre in essi un lato dal quale guadagnarli e questo lato è l'amore. Una corda che vibra per amore vi dà in mano la chiave di tutto lo strumento musicale ch'è ciascuno dei miei figli. Sappiate cavare da essi quelle armonie ch'essi stessi ignorano. Ogni mio figlio è un'arpa di armonia; quante di queste arpe resteranno mute per secoli e, forse, per l'eternità!.....

Che neppur una resti muta per colpa vostra, o figli! ».

 

L. (Che impressione di tristezza grave e profonda lasciano queste parole! Pareva essere partito da cause molto innocenti, trascurabili in apparenza, ed è arrivato piano piano, impensatamente, a conseguenze eccessive, direi... certo penosissime).

 

19 Gennaio:

V. « Una parola d'amore all'umanità è quella goccia d'olio di cui ha bisogno il vasto congegno sociale perché cessi lo stridio del suo ingranaggio e ritorni a un funzionamento normale.

« Vi par cosa da poco? Una gocciolina da far penetrare fin nelle rotelline più nascoste, addolcendo e facilitando il compito di ogni singola parte perché più non vi siano sfregamenti e asprezze, ma tutto proceda in quell'ordine che proviene, come vedete, dalla misericordia più che dalla giustizia, poiché chi dà una goccia d'olio compie una opera di misericordia più che di giustizia. E la "misericordia" è il grande dovere di "giustizia" che avete verso i vostri fratelli.

« Con la giustizia non verrete a capo di nulla, perché ognuno crede che la giustizia sia dal lato suo, mentre con la misericordia ognuno si sente inclinato a cedere del suo, a facilitare gli accomodamenti.

« La vostra nota di universalità poi è già un ristoro per questa cara umanità, stanca di tante divisioni e di tanti partiti. Il mondo pare divenuto un casellario e ciascuno parteggia per la sua casella, pur credendosi ognuno in buona fede partigiano dell'internazionalismo.

« L'universalità » non l'internazionalità sta solo nell'amore, ché solo l'amore vi affratella, e nell'amore ritrovate il bandolo dell'eguaglianza che rende possibili gli accordi ma finché sarete casellisti e internazionalisti sarete come quelli che risolvono i teoremi più astrusi sulla carta e si arenano poi dinanzi al problema del bilancio domestico. E' vita pratica questa?... E' la negazione della beneficenza sociale e familiare.

Occorre poi sempre un centro di unità, per l'universalità, e questo centro è il Cristo, o figli, il vostro grande Legislatore e Salvatore. Si è mai visto unità duratura fuori di Me? Voi siete sempre portati, istintivamente, alle divisioni e suddivisioni, alle classificazioni e a tutti i derivati simili. Solo da Me vi viene la fusione, la comprensione reciproca degl'interessi, nell'amore e nella carità. La carità è scambio ragionevole e umanitario, non spirito di partigianeria o ripudio dei propri legittimi interessi scambio sacro e socievole, possibilità d'intese pacifiche, campo di azione serena e collaboratrice, punto d'incontro degno d'intelligenze libere e di nobili volontà, non di cupidi egoismi e di malevole diffidenze. Nessuno meglio di Me, e quindi nessuno più dei miei seguaci, ha tutelato gl'interessi dei Cesari e degli umili, delle classi abbienti e dei non abbienti, in un'equa ripartizione di beni e di vantaggi, in una solidarietà fraterna e gerarchica in pari tempo, quale si addice ad ogni società, spirituale o umana. Chi mi segue, congrega, non disgrega edifica, non distrugge conserva, non manda a rotoli.

 

20 Gennaio:

V. « Credete dunque all'Amore e all'Agnello di Dio.

« La specializzazione vostra, nella Lega che vi unisce, dev'essere « l'amore ». E' semplice, o figli. Essi sono andati all'estremo dell'odio, voi dovete andare all'estremo dell'amore ».

 

21 Gennaio:

V. « La vostra specializzazione nel riportarli alla mia Verità dev'essere l'amore: per trarli dalle loro reti diaboliche, così come la loro specializzazione consiste nell'attirarvi in quelle reti. Essi non predicano il male, in generale, ma certe date dottrine che conducono al male e alla rovina. Queste dottrine dovete combattere, ad una ad una, investendole in pieno della luce che vi viene dal Vangelo. Col Vangelo dovete dunque confonderli confonderli illuminandoli né solo teoricamente, ma con la forza irrefutabile dell'esempio, mettendo voi per primi in atto quello che predicate. Il dar loro la luce, è già un grande atto di carità, un beneficio inestimabile, e darla con amore l'aggiungervi la solidarietà in quest'opera, lavorando concordi al loro ravvedimento è un rendere fruttuoso il vostro apostolato...

« Opera di misericordia sarà l'aiutarli a dissuggellare i propri occhi e ad aprirli alla verità.

 

L. (nel prepararmi alla meditazione mi fa comprendere a un tratto che la semplicità è come una rete tesa al demonio, perché è proprio l'opposto della sua essenza, è come l'acqua limpidissima di un lago, per un pesce che voglia nascondersi: la limpidezza dell'acqua lo rende visibile in tutte le sue mosse ed è quindi scoperto nei suoi raggiri e preso senza rimedio. Egli non ha mai compreso la semplicità, è stato sempre calcolatore, e come una persona calcolatrice scopre le frodi altrui e difficilmente cade nelle reti, così al contrario la semplicità lo lascia indifeso, non ci capisce nulla, è come un linguaggio indecifrabile il cui senso gli è scoperto solo a fatti compiuti, dinanzi all'evidenza dello scopo raggiunto da chi ha operato con semplicità).

V. « Voi siete potentissimi su lui quando operate con semplicità, mentre restate voi indifesi e facilmente diventate sua preda quando vi discostate dalla semplicità, o per lo meno i vostri frutti sono molto meno copiosi di quello che vi aspettavate. Nella messe, che si prometteva abbondante, ha potuto insinuare la sua falce, lui, il nemico della semplicità, da quel lato debole della complicazione umana che gli ha dato accesso nel vostro lavoro.

« Tutto è tanto semplice nella macchina umana e nella macchina sociale e nulla di più perfetto. Il Padre mio ha messo la sua impronta da per tutto ed è un grave sbaglio per voi il non seguire i suoi sistemi, il suo metodo, voi che figli siete della Luce, non delle tenebre, della Verità, non della menzogna. Oltre a ciò, la semplicità è uno specchio tersissimo, nel quale il demonio ha orrore lui stesso di mirarsi cerca di dimenticare la sua laidezza col ricordo della sua passata grandezza, quando era tutto scintillante di luce e di beltà. La penosità del contrasto tra quello che era e quello che è, gli fa desiderare di trascinare anche gli altri nella sua sventura irreparabile.

« Se voi poteste vedere le vostre anime, o figli, quando siete in grazia di Dio: tutte bagnate nella Luce, dai riflessi iridescenti secondo le virtù che andate praticando, rispecchianti più o meno le perfezioni del Padre mio, animate dal Soffio dello Spirito che le vivifica, ascendenti sempre di più nella chiarezza luminosa degli spazi, a misura che progredite nella conoscenza e nell'amore di Dio... E' cosa di Cielo! come volete che il demonio non sia geloso di voi, egli che ha perduto la sua bellezza per sempre!...

Voi ignorate che cosa siete al di dentro, nel regno della Verità, e non vedete che cosa perdete quando vi degradate col peccato, o quando semplicemente decrescete nella virtù; non conoscete i valori che portate, il valore che siete... egli sì che lo sa, il vostro nemico, e se ne rode e tutta la sua gioia maligna consiste a far decrescere la luce in un'anima, quando non gli riesce di spegnerla addirittura. Un'anima è un mondo, o figli. Avete mai pensato a quello che possa essere un mondo senza luce? è un caos, anticamera dell'inferno... e in questo caos il gioco del maligno è facile, può spadroneggiare come vuole; il padrone stesso di quel caos, l'anima, non ci capisce più nulla e si lascia menare, piedi e mani legati, da chi è più forte di lui: Satana! Oh! la sorte dei miei poveri figli piombati nel buio!... Abbiatene compassione, voi che siete nella Luce, voi che godete e riconoscete i benefici della Luce!

« La semplicità è luce, e la luce è semplicità. Vi è niente di più semplice e in pari tempo di più alto e di più nobile della luce? Dovunque vi sono questi due elementi che si equivalgono, il demonio fugge, vinto.

 

L. (Questa sera ho avuto un momento di vera angoscia, ripensando alle Parole del 17 Gennaio... Le manifestazioni dirette, da parte di Dio all'umanità, si sono già avute al tempo degli Ebrei... Allora penso vi è contraddizione in quel che mi pareva di sentire l'altro giorno... sono dunque illusioni le mie... Dio, che angoscia!... Ma Gesù ha la bontà di rassicurarmi).

V. « Allora, si manifestava più direttamente il Padre, mentre ora si manifesta il Salvatore, vivente tra voi nell'Eucaristia ».

 

L. Un altro timore mi si è affacciato. Perché, alle volte, mi pare di lavorare con la mia mente... la mescolanza mia alle parole di Gesù è la cosa che maggiormente mi fa tremare!... ma Gesù mi fa comprendere che, quando mi dà una ispirazione (in quel campo) posso andare avanti, mossa dalla spinta datami da Lui):

V. « Quando non puoi andare più avanti, riprendo Io direttamente ».

 

L. La cosa si svolge così. La Voce, abitualmente, detta, non ho che da buttare giù a matita, anche occupandomi d'altro parola per parola, né posso prevedere, non dico quale sarà la fine di un periodo cominciato, ma quale parola seguirà quella che sto scrivendo, precisamente come un bambino che ignora l'idea del maestro. E quasi sempre è così.

Qualche volta però, invece delle parole, Gesù dà l'idea e le parole vengono spontanee alle labbra per tradurre quel pensiero non nostro, né verrebbe in mente di adoperare altro pronome che la prima persona al singolare, tanto si sente che è Lui. Così, ad esempio, una volta mi sono trovata a scegliere fra tre vocaboli che indicavano tutti e tre la stessa cosa, e la scelta era lasciata a me, ma il pensiero di Chi mi guidava restava inalterato; un'altra volta invece ho sentito che il vocabolo mi sfuggiva, ma per non perdere la luce che mi guidava in quel momento, ne ho buttato uno a caso e dopo l'ho corretto. (Avevo scritto prudenza invece di scaltrezza). Il più delle volte la Voce è chiara, il pensiero limpido; accade però qualche volta che sento come uno sforzo all'incontro di questa luce superiore con le mie facoltà e mi pare che questo avvenga quando non sono abbastanza passiva, come vuole lo Spirito Santo, e cerco di controllare il pensiero nel timore di sbagliarmi (come quando Gesù parlava del « proletariato » e io, interpretando «proprietari», non volevo andare aventi credendomi vittima di una illusione...). In questi casi il pensiero si risente degli ondeggiamenti, direi, della mia passività, o piuttosto della mia attività. Dalla stessa causa provengono pure, suppongo, le ripetizioni non delle parole, quello è proprio il sistema della Voce ma di un dato pensiero, tanto più poi (si tenga presente) del modo con cui scrive abitualmente questo povero soggetto, in fretta e furia, e con continuo timore di essere sorpresa. interrompendomi spesso sul più bello senza possibilità di continuare e senza avere il tempo di rileggere quello che scrivo.

Questa Voce sorge dal di dentro, quasi sempre inaspettatamente; so bene che nessun altro può udirla fuori di me, eppure ne percepisco l'accento, il tono... tono quasi sempre pacato, di maestro, qualche volta dolce e profondo, o anche accorato: quando è così si direbbe che la Voce parta da un Cuore... L'anima la distingue bene dalle parole proprie, perché di solito il primo pensiero sopra tutto che detta è molto chiaro e ordinato e si ripete nello stesso ordine inalterato di parole, anche se passa qualche intervallo prima che possa trascriverlo, mentre quando si tratta di pensieri miei le parole cambiano continuamente e nel tornarvi su il ricordo non è così preciso e chiaro, debbo rifare il pensiero. Dal profondo dell'anima poi, qualche volta, la Voce sembra affiorare alla superficie, tanto è distinta.

Perché ho scritto tutto questo?... Non lo so... mi pare tuttavia doveroso far conoscere in qual modo avvengono queste comunicazioni a chi ha la bontà di interessarvisi e di dar corso ai desideri di Gesù. Dio mi preservi dal pericolo di ingannare o di ingannarmi!...

 

26 Gennaio:

V. « Va, penna di Dio, va! ».

L. (forse vuole che mi decida a scrivere la supplica al Santo Padre?...).

 

31 Gennaio:

L. « Come puoi amarli, fino a tal punto?... »

V. « Io ne ho compassione... » (mi risponde con dolcezza infinita).

 

9 Febbraio:

L Nel leggere il libro « I fratelli separati e noi », scritto dal Padre Manna del Pontificio Istituto delle Missioni Estere, varie volte sono rimasta colpita da certe affinità tra l'Autore di detto Libro e la « Voce ». Identico il linguaggio, identico il modo fattivo di considerare questo gran dovere di apostolato, identico il principale mezzo da adoperare: l'amore... e pacata la difesa della Religione cattolica, com'è sempre pacata la Voce di Gesù. Mi è parso quindi che il Divin Salvatore mi orientasse da questo lato, facendomi scorgere nella figura del P. Manna la persona più indicata per attuare il Suo Piano di Salvezza...

 

10 Febbraio:

L. (Mentre rifletto... pensando appunto a questi cari fratelli separati dalla Chiesa, sento dirmi da Gesù):

V. « L'amore li affratellerà ».

 

L. (temendo un'illusione, dico a me stessa: ma qui si tratta di diversità di dottrina... l'amore non basta ...).

V. « L'amore li farà arrendevoli » (risponde Gesù).

L. Risposta divina!...

 

5 Marzo: (Ieri sera, e ancora questa mattina, mi è parso che Gesù mi dicesse):

V. « Ora ti avvii alla fase risolutiva » (pensavo, davanti al SS. Sacramento a quell'idea che ormai mi ha presa, del P. Manna).

 

V. « Se Io non ti fermo o ti ostacolo, puoi andare avanti ».

L. Sì, la Lega richiesta da Gesù e il Piano del P. Manna per la riunione delle Chiese separate da Roma hanno una certa affinità in fondo, e un medesimo scopo: lo stesso abbraccio universale, che, Padre Manna, svolgendo più particolarmente la sua tesi, o meglio « missione » della riunione delle Chiese cristiane separate, ha di mira la conversione degli infedeli e l'avvento del Regno di Dio nel mondo intero e Gesù, chiedendo una Lega « specializzata » contro l'ateismo militante, mira e annunzia l'estensione della sua Chiesa...

 

V. « Sui quattro punti cardinali splenderà la mia Croce! La Chiesa, piangendo di gioia, stringerà al seno i suoi nuovi nati... ».

 

7 Marzo:

L. (mentre copio una « Via Crucis, arrivata alla sesta stazione):

V. « Aiutami, L. aiutami... (varie volte).

L. Che vuoi che faccia, o Gesù... se Tu non. parli, che posso. fare?...

V.. « Va avanti »

 

8 Marzo:

V. « Essi aspettano... ».

L. (E' la tacita parola che mi va dicendo... Prima mi spingeva a «lasciare ad essi» (i Sacerdoti, i Superiori...) « l'azione » moderando e frenando i miei slanci irresistibili. Ora si direbbe che faccia il contrario).

 

L. (più tardi)

V. « E' il grido dell'umanità che giunge fino a te ».

L. (Mi sento infatti come spingere da ogni parte da una folla sconfinata, una vera marea, e ne, percepisco interiormente il vocìo confuso. Quanta, quanta gente che soffre, che aspetta!... è impressionante!).

 

13 Marzo:

L. (stanotte, svegliandomi, mi è parso che Gesù mi dicesse):

« Sarà un vero plebiscito... »

(con qualche altra parolina che non riesco a ricordare: pareva che tendesse le braccia lietamente a qualcuno o a qualche cosa. Stamattina cerco nel vocabolario che voglia dire «plebiscito» e trovo «consenso unanime, universale». Difatti in questo senso avevo interpretato le sue parole).

 

18 Marzo:

V. « Sono gli ultimi sforzi del mio Cuore per la povera umanità » (questi eccessi di misericordia).

 

7 Aprile:

V. « Voglio che si torni alla semplicità evangelica ».

 

15 Aprile:          (durante la S. Messa).

V. « Io sono una Voce, Io sono La VOCE. Ma non sono ascoltato! Offro le mie grazie, ma nessuno le accetta... Il mio Piano è magnifico, ma ho bisogno della vostra collaborazione ».

(dopo l'Elevazione) : « Svegliati, L. non dormire... Muoviti... Affrettati!... ».

(più tardi):        « Svegliami gli altri ».

(e la sera):        « Aiutami a svegliarli ».

 

19 Aprile: (stasera, dinanzi al Tabernacolo):

V. « Aiutami a vincere la loro resistenza...».

 

21 Aprile:

V. « Lascia tutto occupati di Me ».

 

22 Aprile, Festa del Patrocinio di S. Giuseppe:

V. « Lascia tutto e seguimi! ».

 

9 Maggio:

V. « Voi siete gli araldi del mio amore » (era l'indoniani dell'incontro avvenuto col Padre Manna).

 

22 Maggio:

L. (mi era stato consigliato di aspettare almeno qualche mese prima di fare nuovi passi).

V. « Io sono la Voce che grida nel deserto!... ».

 

31 Maggio, Festa della SS.ma Trinità.

(durante fl ringraziamento della S. Comunione):

V. « Lasciati tutta rinnovare perché nuove sono le cose che voglio fare in te. Il mondo non crede in Me, ma Io gli preparo la salvezza... ».

L. (Era una Voce dolce e mite, che mi è scesa al cuore come una rugiada).

 

APPENDICE

Breve "pro memoria" relativo all'immagine di Gesù bendato e colpito sul capo nella Notte della sua Passione.

 

12 Settembre 1938 Festa del S. S. Nome di Maria

L. (Dopo la S. Comunione Gesù mi si mostra come nella Notte della sua Passione: Egli è seduto, con gli occhi bendati, le mani legate, circondato dai Giudei che gli tendono il pugno, e gli s'inchinano beffardi deridendolo... Ne provo una stretta al cuore e sento che Gesù chiede riparazioni a tali oltraggi... mi propongo perciò di offrire la S. Comunione per tre giorni di seguito; e così faccio, nella meditazione di quel doloroso mistero...)

Gesù: "Alla testa sono ora diretti i colpi dei miei figli, e nel mirare alle "teste" e nel fare cattivo uso delle teste, mi si. colpisce nella parte più nobile... Io sono nella Chiesa e sono nella società, negli individui e nella collettività. A Me sono diretti i vostri colpi, Me voi dilaniate nel contendervi. Io sono in mezzo a voi e vi sono nel modo con cui mi trattate."

L. O Gesù, non capisco bene... perché ora più specialmente ti colpiscono nella testa?! ...

Gesù: "Perché vogliono sempre ragionare: sono ragionatori e superbi. Io non mi manifesto ai superbi. Col bendare gli occhi a Me, si accecarono da se stessi!..."

L. Povero Gesù! quanto hai sofferto!...

Gesù: "Da quella Notte scaturirà una gran luce sull'umanità. Io splendevo per i secoli nell'abbassamento di quell'ora... Io soffrivo per quest'ora: per prepararvi dei trionfi di luce. Volgetevi all'Astro che oggi sorge per voi, attingete alla Luce. Nelle tenebre di una Notte ve l'ho meritata con le mie umiliazioni... Notte divina, perché Notte di Redenzione.

« Io sfolgorerò come un Sole nelle case che mi onoreranno in quel mistero, in quell'immagine. Riscalderò le abitazioni più fredde, inonderò ogni anima di letizia... Quanta Luce si sprigionerà dai miei occhi bendati!...

 

14 Settembre...

L. O Gesù, intendo di riparare tutti quei colpi, quelle beffe, quegli oltraggi che ricevesti...

Gesù: "Quello che mi fecero allora è un niente in confronto di quello che mi fanno adesso! E il loro peccato è tanto più grave in quanto la Luce è cresciuta. Mi si colpisce in pieno giorno: si chiudono gli occhi alla Luce volontariamente e li bendano ai miei figli perché non vedano neppur essi!... Pongono veli tra loro e Me, intercettano la mia Luce. Peccato grave è questo; peccato maggiore di chi ha colpito nelle ombre, nelle incertezze dell'aurora. Si poteva dubitare allora, ma chi dubita adesso è cieco volontario, è persona che si benda gli occhi da sé!...

« Ma voi, miei fidi, venite alla Luce e lottate nella Luce: confondeteli con la luce della vostra vita, e con le armi di luce che Io vi metterò in mano al momento voluto... Ve le ho acquistate col mio Sangue ».

"ARMA DI LUCE è la PAROLA. La Parola ispirata dal Verbo, non frutto dei vostri pensieri. Questa sola è luminosa ed opera quello che esprime... la parola indirizzata al PADRE, per essi! la Parola indirizzata ad essi, per il Padre. «Domandatemi quest'Arma e ve la darò. Non potete acquistarla da voi: dovete prenderla da Me, se volete che abbia efficacia.

«La seconda Arma è l'AMORE. Chi ama vince sempre, viene a capo di tutto. Andate a loro sempre a braccia aperte, per sciogliere il ghiaccio dei loro cuori. Non li giudicate, non li aggredite: sono poveri illusi! Credono di beneficare se stessi e il mondo, di seguire un ideale... Sono stati affascinati da Satana! hanno più bisogno di amore di quel che credete... Lasciate a Me il giudicarli.»

«Terza Arma è il DONO. Date, che cosa? DATE ME! DATEMI AL MONDO! Voi santificate un ambiente quando mi portate in voi e mi portate con l'intenzione di darMi, di effonderMi.. come mi effuse Maria!... ».

«La quarta Arma è Lei stessa: MARIA! Dall'idea di una Madre, di Maria, è breve il passo all'idea di DIO ».

«E' mio dovere di fornirvi le armi, come un buon Capitano, e insegnarvi a maneggiarle: Non spirito bellico Io vi domando, ma spirito di amore, di verace amore. »

«Vi voglio tutti miei cooperatori, tutti, anche i piccoli, i giovanetti e ognuno di voi deve chiedersi: Come guadagnerò alla Verità i miei fratelli? e non: come sconfiggerò i miei nemici? «Le armi che Io vi pongo in mano sono le mie stesse armi. Per essi, Io, anche morendo, ho pregato!»

«Venite, o miei figli fedeli, venite alla Luce e date loro un po' della Mia Luce. Non è più tempo di ambiguità o di taciti accordi. Dia ciascuno il suo contributo: poco chi ha poco; molto chi ha molto, ma dia, e tutti, dopo aver dato, dicendo a se stessi: Che cosa potrei fare di più?

 

« VOGLIO ADESSO IL RICONOSCIMENTO UFFICIALE DELLA MIA SOVRANITA' SUI POPOLI, SUL DESTINO DEI POPOLI... + SONO IO CHE VI CHIAMO. CHI FA LA MIA VOLONTA' COMPIE REALMENTE UN'OPERA DI AMORE, PER UN BENE INCOMPARABILE, ETERNO!

 

Egli sarà premiato della sua missione, perché avrà dato una lezione al mondo, a quel mondo per il quale IO non ho pregato!