L’ABORTO “ABOMINEVOLE DELITTO”

Frà Rosario M. Daniello CASA MARIANA Frigento (AV) Con approvazione ecclesiastica

SANGUE, CASTIGO, STRAGE DI INNOCENTI

Diede un grido e svenne...

Una signora si era recata a S. Giovanni Rotondo per confessarsi dal santo cappuccino stimmatizzato, P. Pio da Pietrelcina.

Questa signora era interiormente straziata da un rimorso crudele: si era procurato l'aborto, uccidendo il bambino nel suo grembo. Tremante e con dolore si accusò in confessione a P. Pio. A questa accusa il volto di P. Pio si coprì di una tristezza mortale, e il santo frate volle svelare in modo insolito e prodigioso l'enormità della scelleratezza compiuta con quell'aborto..

P. Pio disse alla signora: - Chiudi gli occhi e dimmi che cosa vedi. La signora obbedì, chiuse gli occhi, e disse: - Vedo un'immensa piazza con tanta gente. In mezzo a quella gente vedo un corteo che si avanza solenne. Vedo in quel corteo molti sacerdoti, vescovi e cardinali; tutti precedono un Papa, che è portato sul trono. Si, vedo proprio un Papa sul trono e la gran folla osannante a questo Papa molto bello... Ma che significa tutto questo?...

- Il bambino che hai ucciso nel tuo seno - le disse P.Pio - nei disegni di Dio doveva diventare quel Papa!

La povera signora diede un grido e svenne accanto al confessionale. Quante donne, a leggere questo episodio, non dovrebbero anchesse dare un grido e svenire?...

 

Un bimbo viene ucciso

Ad ogni aborto avviene l'uccisione di un bimbo.

L'aborto consiste nello strappare dal seno materno un bimbo che non sia ancora capace di vivere fuori del grembo.

L'essenza dell'aborto sta nella separazione violenta del bimbo dal seno materno, cosicchè il bimbo ne resta ucciso.

L'aborto si distingue dall'infanticidio, perchè quest'ultimo si ha con l'uccisione del bimbo sia quando è ancora chiuso nel seno materno, sia durante il parto, sia dopo il parto.

C'è un particolare che rende ancor più odioso l'aborto: si vuole uccidere all'oscuro, nel grembo materno; non si vuol guardare in faccia il bimbo, e lo si pugnala nell'ombra: da traditori ancor più spregevoli. Come è possibile arrivare a tanto?

 

Nella storia dell'uomo

L'aborto era già praticato dai medici pagani, sia greci che romani. Con l'avvento del Cristianesimo tale pratica pagana venne severamente riprovata. La Chiesa aggravò le pene per l'aborto e riuscì a estirpare questo nefando delítto.

Dopo diversi secoli di relativo silenzo, con il rifiorire del paganesimo nel periodo dell'umanesimo, la questione dell'aborto si risollevò fra i canonisti e i moralisti (sec. XV), e ne venne riaffermata la gravissima illiceità.

La questione si riaccese ancora nel secolo XIX; e verso la fine del secolo il S. Uffizio si pronunciò di nuovo contro la liceità di qualsiasi aborto diretto.

Nel 1930, inoltre, con l'enciclica Casti Connubii, Pio XI insegnò solennemente questa dottrina al mondo intero.

Tuttavia, malgrado l'insegnamento autorevole del Magistero della Chiesa, c'è stato quasi sempre chi ha avanzato qua e là proposte in favore dell'aborto, e in questi ultimi anni già in molti Paesi si è arrivati alla legalizzazione dell'aborto (anche se non per tutti i casi).

Da parte della Chiesa, intanto, non è mai mancata la rinnovata condanna dell'aborto, da Pio XII al Concilio Vaticano II, a Paolo VI, alla C.E.I. (per l'Italia), alla "Dichiarazione sull'aborto procurato" della Congregazione per la dottrina della Fede (18 novembre 1974).

 

Falsità e assurdità

Gli abortisti, pur di raggiungere lo scopo dell'approvazione del­l'aborto, non hanno avuto ritegno nel gonfiare cifre, lanciare slogans pubblicitari, calpestare la verità sotto la maschera dei cosiddetti "casi pietosi".

Essi hanno affermato, ad esempio, che nella sola Italia, a causa dell'aborto perivano circa 25.000 donne all'anno. E' stata una falsità colossale! Le statistiche più serie dicevano che in Italia tutti i decessi di donne fra i 15 e 45 anni di età (periodo della fertilità) ammontavano annualmente a circa 11.000; di questi decessi soltanto meno di un centinaio avevano per causa l'aborto.

Si poteva essere più disonesti nel falsificare le cifre?

Ma anche se il numero dei decessi fosse stato superiore, si sarebbe potuto forse ammettere il diritto o la liceità dell'aborto? E' semplicemente assurdo. Ragioniamone.

Si dice: lo Stato deve offrire l'assistenza medica e ospedaliera alla donna che vuole abortire, per evitare il pericolo di morte della madre insieme al bimbo ucciso.

Sarebbe come dire: giacchè nelle rapine si corre sempre il pericolo di spargimento di sangue, sarebbe dovere dello Stato assistere i banditi, mettere a loro servizio le forze della polizia, cosicchè essi possano rapinare tranquillamente, senza far succedere fatti di sangue.

Siamo all'assurdo dell'incoscienza dell'uomo.

 

Strage degli innocenti

Leggiamo questa appassionata pagina sull'aborto scritta da un apostolo che sta consumando sè stesso per i fratelli più bisognosi.

"Quanti uomini e quante donne dovrebbero chinare la testa quando si narra l'antica storia della strage degli innocenti? I bambini vennero strappati dalle braccia delle madri di Betlemme. Alcune di queste madri morirono perchè la spada colpì loro, per prime. Ed altre morirono perchè il cuore di una madre facilmente si spezza quando vede morire il suo bambino.

Ma, voi, migliaia di padri e di madri nell'Occidente cristiano che cosa avete fatto voi? Non avete neppure voluto udire il pianto del vostro bambino.

Voi avete tramato in silenzio e comprato un libro nel quale si descrive per filo e per segno come potervi premonire dal 'fardello dei figli". Vi siete incamminati sul sentiero dell'assassinio e avete ucciso o fatto uccidere quello che già aveva incominciato a vivere nel vostro grembo. L'avete fatto per salvarvi la linea? L'avete fatto perchè volevate rimanere così come eravate, ancorati alla vostra balorda sicurezza borghese? L'avete fatto perchè vostro marito era un buono a nulla che vi bramava come amante ma non teneva alla vostra maternità? L'avete fatto spinti dal vile timore delle preoccupazioni, del dolore, delle responsabilità? O l'avete fatto perchè sviati e ingannati dalle chiacchiere di falsi profeti, di dirigenti dimentichi dei loro doveri o di un pugno di teologi usciti dalla carreggiata? Eccovi dunque: un albero sterile del quale è scritto che dovrà essere abbattuto; un fiore senza seme, un essere senza scopo, un'anima piena di vergogna. E quando verranno i giorni in cui almeno la piccola mano di un bimbo avrebbe potuto consolarvi, in cui gli occhi di un bimbo tutto avrebbero potuto riparare e lenire, allora potrete soltanto piangere al pensiero dei piccoli ai quali avete negato o sottratto la vita..." (Werenfried van straateti).

 

I PRETESTI PER UCCIDERE, OSSIA: LE COSIDDETTE "INDICAZIONI"

I pretesti con i quali oggi si vorrebbe dichiarare moralmente lecito l'aborto sono chiamati con il termine "indicazioni"

Le più note "indicazioni" sono le seguenti:

a) Indicazione eugenica.

Si giustifica la soppressione dei bimbi nel seno materno per impedire quella prole che nascerebbe con malattie o debolezze ereditarie, con­dannata per ciò a vivere una vita sub-umana.

Si può rispondere che anche i sub-normali, come ogni persona umana, riflettono l'immagine di Dio, e, anzi, somigliano di più a Gesù che, per noi, è arrivato a farsi come un "verme" (salmo 21,7) e un "lebbroso" (Is. 53,4).

Inoltre bisogna dire che sarebbe certamente da sub-umani e da inumani uccidere i bambini minorati che sono i più bisognosi del nostro aiuto. Proprio perchè essi si trovano in condizioni di inferiorità fisica o psichica o intellettuale, vanno amati con amore più generoso. Chi si procura l'aborto sa solo uccidere anzichè amare.

b) Indicazione sociale.

Si dice: è lecito sopprimere la vita innocente dei bimbi per com­battere l'esplosione della natalità, il sovrappopolamento della terra. Ogni figlio sarebbe un ennesimo "peso sociale" per la donna in specie, per la famiglia in genere.

Si risponde che la Chiesa insegna ad accogliere nel nome di Dio i figli, pegno del suo Amore, e a confidare nella Provvidenza per il loro sostentamento.

Se Dio Padre si occupa delle piante e degli animali, dice Gesù, quanto più non si preoccupa dei bambini creati a Sua immagine e somiglianza (Lc. 12,22-30)? Siamo davvero "gente di poca fede" (Mt. 6,30).

Dio ha sempre ricolmato dei suoi benefici le famiglie numerose i cui genitori non hanno posto riserve, o, peggio, imprecazioni e bestem­mie contro l'aiuto provvidenziale che viene da Lui per ogni figlio che Egli manda.

Canta bene il salmista: "Eredità che viene da Dio sono i figli gran ricompensa è il frutto del ventre Beato l'uomo che con quelli ha riempito la propria faretra". (Salmo 126)

c) Indicazione medica o terapeutica.

Si dice che bisogna sacrificare il figlio quando c'è pericolo per la salute della madre. La nascita di un altro bambino procurerebbe una perdita di salute o addirittura la morte della madre. Quindi, è meglio uccidere il bimbo.

Questa è una sottospecie di aborto da cui si fanno ingannare anche diversi cattolici onesti. Teoricamente c'è un'apparenza di bene, poichè si parla di protezione della vita della madre. Sembra che qui in modo particolare si sia posti nella necessità di scegliere fra l'uccidere un essere o l'ucciderne due, concludendo che è più giusto ucciderne uno solo (il figlio) perchè è male minore.

In realtà, questo è un terribile sofisma ingannatore. Qui si tratta di scegliere tra l'uccidere e il non impedire la morte: tra l'uccidere con le proprie mani un essere innocente, e il non impedire che muoiano tutti e due. La prima scelta è un male morale; la seconda scelta non è un male morale, dal momento che l'unico mezzo per impedirlo è quello di commettere direttamente un peccato mortale (uccidere un bimbo). Il primo male essendo un male morale è il più grande, perchè si tra­sgredisce il comandamento di Dio: non uccidere. Il secondo in realtà non è un male perchè, sia nell'eventualità che si salvi la vita della madre e del bambino, sia nell'eventualità della morte di entrambi, si dà un'altissima testimonianza di amore a Dio, obbedendo ai Suoi coman­damenti. Solo questo è il vero amore, come dice Gesù: "Se mi amate, osservate i miei comandamenti" (Gv. 14,15).

d) Indicazione psichica.

Questa indicazione è la meno chiara. Si dice che l'aborto sarebbe lecito per risparmiare alla madre le tensioni nervose della gravidanza e del parto e anche quella dell'assistenza al neonato. Ma è facile rispon­dere che il nervosismo, se non si prendono efficaci rimedi contro di esso, è un elemento tale da poter rientrare in qualsiasi dovere o impegno della vita quotidiana. Può forse un insegnante dispensarsi dal compiere il dovere della scuola, solo perchè è nervoso? Significherebbe il caos e la rovina di ogni struttura sociale. Nulla più potrebbe reggersi o essere garantito.

Lo stesso avverrebbe e con estrema facilità per giustificare l'aborto. Quale gravidanza e quale parto non procurano tensioni e travagli? Se questa indicazione psichica dovesse ritenersi valida per abortire, sarebbe l'indicazione a portata di mano di chiunque voglia disfarsi di un figlio.

e) Indicazione etica.

Si dice: è lecito sopprimere un bimbo che è stato concepito a seguito di un atto di violenza carnale.

Il caso è veramente triste. Ma bisogna rispondere che non si può aggiungere delitto a delitto. In simile penosa condizione è una dolorosa necessità che la madre si accolli le conseguenze della violenza carnale subita, perchè non può essere lecito sbarazzarsi di un male morale per mezzo di un altro male anch'esso grave, qual'è l'assassinio di una vita innocente. Non perchè c'è chi fa il male a me, io posso fare del male a un terzo innocente. La soluzione di questo caso esige veramente eroismo; ma Dio solo sa quanta ricompensa merita chi rispetta la vita innocente anche in una situazione del genere.

 

ABORTO DIRETTO E INDIRETTO INSEGNAMENTO DELLA CHIESA

Aborto diretto

Tutti e cinque i casi presentati come "indicazione" per l'aborto rientrano nel cosidetto aborto diretto o procurato.

Si ha l'aborto diretto ogni qualvolta viene interrotta la gravidanza uccidendo direttamente il bambino nel seno materno per qualsiasi motivo (ad esempio, per salvare la vita della madre, o per disfarsi di un figlio ecc.).

Ogni caso di aborto diretto è sempre vietato dal costante insegna­mento della Chiesa, perchè si tratta di un vero omicidio, di un orribile delitto contro un piccolo innocente che non può difendersi dalla mano assassina.

Chi commette l'aborto, e tutti coloro che cooperano a tale delitto, incorrono nella scomunica riservata al Vescovo, ossia rompono la co­munione con la Chiesa (sono scomunicati) e non possono ricevere i Sacramenti se prima non vengono assolti dal loro Vescovo.

Questo insegnamento costante della Chiesa "non è mutato ed è immutabile" ha detto il Papa Paolo VI (9 dicembre 1972).

Il concilio Vaticano II aveva già solennemente ribadito: "Dio, padrone della vita, ha affidato agli uomini l'altissima missione di pro­teggerla: missione che deve essere adempiuta in modo umano. Perciò la vita, una volta concepita, deve essere protetta con la massima cura; e l'aborto, come l'infanticidio, sono abominevoli delitti". (La Chiesa nel mondo contemporaneo, n. 51)

 

Neppure il rischio dell'omicidio

Il Concilio, dunque, definisce l'aborto un "abominevole delitto" e afferma che si deve avere cura della vita dal momento in cui essa e stata concepita.

Anche se non si volesse ritenere del tutto certa la teoria dell'infusione dell'anima al momento stesso della concezione del bimbo è sicuro tuttavia che con l'aborto si impedisce l'esistenza di una persona che almeno è già in via irreversibile di costituzione.

Sarebbe da insensati sopprimere tale vita in boccio affermando che non si è certi se si tratta solo di un organismo o gia di una persona umana giunta a livello di "coscienza". Sarebbe follia, perchè "anche se ci fosse un dubbio concernente il fatto che il frutto del concepimento sia già una persona umana, è oggettivamente un grave peccato osare di assumere il rischio di un omicidio". (Dichiarazione sull'aborto pro­curato n. 12)

Anche l'aborto procurato perchè si ritiene che il bimbo chiuso in grembo non sia più vitale, non è ammesso dalla morale cattolica. Tale divieto si fonda soprattutto sulla costatazione che tale certezza (la morte del bimbo nel seno) è sempre relativa, percui molte volte si ritiene morto il bambino, mentre poi risulta che era vivo! Inoltre bisogna salvare il principio che non si può accorciare mai la vita a nessuno neppure a chi è destinato, per grave infermità a perderla entro breve tempo.

 

"E' già un uomo colui che lo sarà"

Ai nostri giorni, il dubbio sull'animazione del bimbo all'atto stesso della concezione, può essere maggiormente fugato; grazie ai contributi della scienza.

La genetica e l'embriologia ci assicurano oggi che il neo-concepito non è un semplice organismo, ma è un individuo umano che segue tutte le leggi biologiche dell'ontogenesi umana, percorrendo, per l'intrinseca attività una curva vitale tesa fino al compimento del progetto-programma che "individua" il neo-concepito dal primo istante del concepimento in ogni dettaglio del suo essere (A. Serra, La realtà biologica del neo­concepito).

In base ai risultati delle ricerche scientifiche più valide oggi si può dire per ogni neo-concepito che "il suo corpo è programmato e quindi registrato in codice su di un nastro. Ciascuno di noi si è autocostruito nel grembo materno in base a quella programmazione registrata su quel nastro. La scienza ha scoperto che il nostro corpo oggi vive in base a quella stessa programmazione registrata su quel nastro stesso". (Ravelico, La creazione non è una favola).

Aveva davvero ragione Tertulliano, quindi, a scrivere questa scul­torea frase: "E' già un uomo colui che lo sarà" (Apologeticum, IX, 8).

 

Aborto indiretto

L'aborto indiretto si ha quando il medico opera un intervento clinico o chirurgico su una donna gravida, per motivi sanitari del tutto indi­pendenti dallo stato di gravidanza della donna, e tale intervento produce la morte del bimbo soltanto come effetto collaterale, cioè secondario, non voluto. Ad es., il medico interviene necessariamente per asportare l'utero affetto da cancro, e in questo utero c'è un bambino in gestazione.

L'aborto indiretto è moralmente lecito quando il medico non vuole nè deve affatto uccidere il bimbo per salvare la madre, ma vuole e deve effettuare l'intervento necessario ad eliminare un male dall'organismo: ciò facendo, come effetto non voluto, anche se previsto, consegue la morte del bimbo. In questo caso non c'è colpa perchè l'intenzione e l'azione del medico non colpiscono direttamente il bambino, ma il cancro, non vogliono eliminare il bimbo, ma il tumore; non mirano affatto alla morte del bimbo per salvare la madre, perchè non è certamente la morte del bimbo che salva la madre: è solo la asportazione dell'utero affetto da cancro che salva la madre. La morte del bimbo, quindi, è soltanto una dolorosa conseguenza non voluta, e spesso tragica per la mamma.

 

Mamme eroiche

Più di qualche mamma è arrivata all'eroismo di affrontare corag­giosamente la morte senza permettere l'operazione chirurgica che avreb­be provocato indirettamente la morte del bimbo.

Anche la stampa ha riferito ogni tanto qualche esempio eroico di questo genere, sebbene di solito non siano affatto questi i modelli di comportamento che oggi vengono presentati dai giornali e dai mass ­media.

Ci sono, si, di queste mamme eroiche pronte a rifiutare l'aborto -anche se imposto dai medici- pagando con la loro morte la salvezza dei loro figli.

Sappiamo che ci sono Processi di Beatificazione già ben avviati per alcune di queste mamme esemplari. E noi speriamo di vederle presto sugli altari a richiamo altissimo per tutte quelle donne timorose di sacrificarsi senza riserve nell'accettare il dono della vita di un nuovo figlio e nel salvare a tutti i costi la vita del figlio racchiuso nel loro grembo.

 

PRETESA DELLO STATO: APPROVARE L'ABORTO. RIFLESSIONI RELIGIOSE E MORALI

"Dio dei vivi"

Solo Dio è l'origine e il fine della vita umana. Il nostro Dio è "Dio dei vivi e non dei morti" (Matt. 22, 32).

La vita umana è vigilata dall'amore di Dio (Gen. 4,10), ed è difesa dal comandamento divino: "non uccidere" (Es. 20,13; Matt. 5,21). Orbene, almeno per i cattolici, nessuna legge civile che pretendesse legalizzare l'aborto potrebbe renderlo moralmente lecito, perchè calpe­sterebbe un comandamento di Dio e non approverebbe che un "abo­minevole delitto".

Le parole del vangelo, "chi accoglie uno di questi bambini nel mio nome, accoglie Me "(Mc. 9,37), indicano chiaramente quale debba essere la condotta dei coniugi cristiani nell'accettare ogni nuovo figlio.

L'accoglienza a un bambino che viene in questo mondo va fatta con la consapevolezza di accogliere un essere umano destinato a diventare con il ricevimento del Battesimo, un figlio adottivo di Dio, partecipe della natura divina (2 Pt. 1,4), da sempre amato dal Padre (Ef. 1,4), e fratello di Gesù Cristo, nostro divino Primogenito (Rom. 8,29).

 

Per sempre al Limbo

Ci si sbarazza cinicamente di un bambino che Dio, nei suoi piani, potrebbe riservare per grandi cose, come risulta dall'impressionante episodio descritto all'inizio di questo lavoro.

Soprattutto, però, non si pensa al fatto che diventa pressocchè impossibile dare il Battesimo a quel bimbo abortito, anche se è doveroso cercare di battezzarlo ugualmente, sotto condizione ("se sei vivo io ti battezzo") sia pure quando si tratti solo di minimi prodotti del conce­pimento.

Orbene, un bimbo senza Battesimo non può entrare in Paradiso. Resterà per sempre privo della visione beatifica di Dio. La sua eternità sarà il Limbo, anzichè il Regno dei Cieli.

Questa è la dottrina costante e sicura della Chiesa. Basti ricordare qui solo tre affermazioni chiarissime del Concilio Fiorentino, del Concilio di Trento e del Catechismo di S. Pio X, che sono documenti del magistero universale della Chiesa docente. Il Concilio Fiorentino dice: "non c'è altro mezzo per strappare i bambini al dominio di satana (pecc. ori­ginale) e renderli figli adottivi di Dio (infusione della grazia) che il Sacramento del Battesimo" .

Il Catechismo del Concilio di Trento conferma: "Ai bambini non é lasciata alcuna possibilità di guadagnare la salvezza (Paradiso), se ad essi non sia impartito il Battesimo".

Il Catechismo di S. Pio, infine, si esprime nella forma più chiara e inequivocabile: "I bambini morti senza Battesimo vanno al Limbo, dove non c'è premio soprannaturale nè pena; perchè avendo il peccato originale e solo quello non meritano il paradiso, ma nemmeno l'inferno e il purgatorio".

Non è forse una responsabilità enorme voler privare un bambino per tutta l'eternità della visione beatifica di Dio, del gaudio infinito del Paradiso? Ci pensano i genitori cristiani? Cosa risponderanno al giudizio di Dio?

 

Sesto e nono comandamento

Molte volte, si sa, la non osservanza del sesto e del nono coman­damento causa la non osservanza del quinto comandamento. Il sesto e nono comandamento -specialmente oggi- sono i due comandamenti più calpestati dagli uomini. Il demonio fa proprio cuccagna con la nostra lussuria. Non per niente la Madonna disse per mezzo di Giacinta di Fatima: "I peccati che mandano più anime all'inferno sono i peccati della carne ". E non per niente Dio ha dato all'umanità due comandamenti in materia di castità e di continenza.

Anche nei riguardi dell'aborto, quanto spesso la causa è solo la concupiscenza della carne! La degenerazione della sessualità anzichè alle propagazione, porta alla distruzione della vita.

"Non commettere atti impuri", "Non desiderare la donna d'altri", così dice il Signore. Ossia: non profanare il tuo corpo, il tuo cuore, non fornicare, non avere rapporti adulterini, non avere rapporti pre­matrimoniali.

Il frutto di questi peccati può essere il concepimento di un bimbo. Ma questo bimbo così concepito non è voluto, non è gradito, anzi è di fastidio e spesso lo si odia, a tal punto da ucciderlo per disfarsene. E' l'aborto. E' l'assassinio dell'innocente.

La lussuria, la concupiscenza carnale, l'immoralità e l'erotismo, la nefandezza di comportamenti da bruti, la glorificazione della pornogra­fia, del pansessualismo, del nudismo più rivoltante: tutto questo oggi è realtà cancrenosa che sta putrefacendo la società, operando i massacri di milioni e milioni di innocenti ogni anno. La lussuria è diventata la più feroce belva omicida su tutta la faccia della terra. Chi vuole, chiuda pure ingenuamente gli occhi su questa realtà, che intanto permane e avanza nella sua brutale perversione.

Forse mai come oggi "tutto ciò che è nel mondo è concupiscenza degli occhi, concupiscenza della carne e superbia della vita" (1 Gv. 2,16). E' chiaro, allora, che sotto questo impero della corruzione, non può sorprendere gran che la vittoria del divorzio, la propaganda degli anticoncezionali, la legalizzazione dell'aborto, dell'eutanasia, del genocidio, per lo sfrenamento senza più ritegno dell'animalità dell'uomo moderno che per colmo di folle ironia e stupidità, si ritiene civile, adulto, maturo, responsabile...

E' cecità satanica. Siamo davvero sotto la "potestà delle tenebre" (Luc. 22,53).

 

A voi giovani

L'arcivescovo di Bamberga, Mons. Selmeider, ai nostri giorni ha denunciato con forza "la galoppante depravazione dei costumi, specie fra i giovani, quasi sconosciuta in questa forma, anche tra i pagani".

I giovani di oggi sono più depravati dei giovani pagani. Ah se potesse la realtà smentire questa affermazione! Ma non sono forse i giovani, oggi, i protagonisti di quei vergognosi "rapporti pre-matrimoniali" disonore di ogni fidanzamento e oltraggio al matrimonio? "E per soddisfare la loro sporca carne evitando il peso della prole, scrive quasi con furore Edward Histon- non ricorrono forse, senza ombra di rimorso, a mezzi e a modi indegni dell'uomo?

Parlano di liberazione dai "tabù" del sesso e intanto non possono stare senza le pillole anticoncezionali portate in tasca. Più schiavi miserandi di così? Parlano di recuperato rispetto dell'uomo nella sua libertà di pensare e di agire, e intanto non hanno nessun ritegno a massacrare un bambino chiuso nel seno materno, inerme innocente ucciso senza che nessuno possa ascoltarne l'esile gemito di morte...".

Ma Dio ascolta, sì, Dio ascolta "l'esile gemito di morte" del bimbo ucciso nel grembo materno; e Dio ha detto che la voce del sangue innocente grida vendetta davanti a Lui (Gen. 4,10).

Purtroppo, si è in tempi di volontario silenzio nel richiamare i giovani alla pudicizia e alla castità, perchè si teme di essere considerati vecchi arretrati, che non capiscono affatto le esigenze animalesche dei giovani d'oggi.

Ma i comandamenti di Dio sono rimasti e resteranno immutati, e se l'uomo facilmente è volubile nel suo modo di pensare e di agire, Dio invece è sempre lo stesso ieri oggi e domani.

Non si scherzi con il pericolo, perchè è verità di sempre questa parola dello Spirito Santo: "L'accorto vede il pericolo e lo schiva, gli inesperti ci si meliono dentro e ne pagano le .spese". (Prov. 22,3; 27,12).

 

"Date a Cesare... Date a Dio"

Purtroppo, oggi, in tante nazioni lo Stato concede sempre più spazio al libertinaggio in materia così delicata e vitale, come quella del rispetto della vita dei nascituri. Coscientemente o incoscientemente, quindi, lo Stato aiuta l'uomo moderno a diventare sempre più indipendente dalle norme eterne e santissime della Legge di Dio, scolpita nei cuori, prima ancora che nelle tavole di pietra.

Gesù ha detto di "dare a Cesare ciò che è di Cesare e dare a Dio ciò che è di Dio" (Mtt. 22,21). Orbene, solo Dio è l'autore e il datore della vita: perciò solo a Lui spetta di ridomandarla quando e come a Lui piace.

Se lo Stato vuole usurpare il diritto di Dio, i cristiani retti non debbono fare alcun conto di tale usurpazione, e non possono mai accettare norme o leggi dello Stato che spingano a compiere questo "abominevole delitto". Ciò costerà o potrà costare anche la vita. Ma non dimentichiamo la fedeltà degli antichi cristiani e seguiamone gli esempi di fortezza eroica nel rifiutarsi di sacrificare agli idoli o di adorare l'imperatore, pronti anche a pagare con la morte il loro rifiuto.

 

Una ferita sempre aperta

Una signora entra in un magazzino di tessuti. Trova una buona rivenditrice con cui stringe subito amicizia; entra in confidenza e viene a sapere che è una madre con una ferita sempre aperta nel cuore: in un momento di follia, per essere più libera aveva ceduto alla tentazione di ammazzare il frutto del proprio concepimento. Ora il rimorso è tanto grande che non ha più pace nell'anima e piange con lacrime cocenti mentre si confida all'amica. Ma come rimarginare quella ferita?

E’ la storia tragica della ragazza-madre, che spesso è spinta all'aborto o dal fidanzato, che minaccia di abbandonarla se non si libera di quell'in­truso o dai genitori, che ipocritamente vogliono salvare la faccia della loro inesistente onestà, facendo uccidere un innocente.

Nascondere un peccato con un delitto! E' mostruoso. Così come è mostruoso gridare subito allo scandalo per una ragazza-madre. "Chi di voi è senza peccato, scagli la prima pietra", ci ripete Gesù (Gv. 8,7).

Oggi come oggi, una ragazza-madre che mette al mondo un figlio e una ragazza coraggiosa, e per questo suo rispetto della vita innocente merita di essere aiutata e assistita sia dai parenti sia dallo Stato (magari con la creazione di apposite case o istituti per esse).

E' vero che spesso, empiamente, ci si irrita per la "stupidità" della ragazza, che non ha scelto la "via più comoda" dell'uccisione del bimbo nel grembo. Ma chi ha questa mentalità assassina che va contro la legge santa di Dio, sappia che Gesù ha detto anche queste terribili parole: "Conducete qui i miei nemici, quelli che non volevano che io regnassi sopra di loro, e sgozzateli in mia presenza" (Lc. 19,27).

 

La gioia di vivere

Un ultimo esempio di vita vissuta.

Una madre da tre mesi ha concepito una bimba, ma ha dei disturbi di gravidanza. Una sua amica, donna dall'animo perfido, le insinua: - Ma perchè soffrire senza motivo? Io ti procuro subito una donna che con pochi soldi ti libererà presto dall'aggravio che porti in seno...

La buona madre è cristiana e rigetta quella proposta infame. La notte seguente poi sogna una bella bambina bionda che le dice piangente: - Mamma, perchè mi cacci via?

Intanto, nonostante il rifiuto della madre, il mattino seguente quell'amica diabolica porta ugualmente in casa la donna che, per pochi soldi, è pronta a procurare l'aborto.

Fortunatamente anche il babbo della bimba ha subodorato qualcosa di losco e quel mattino non va a lavorare, perchè ha la santa preoc­cupazione che venga impedito a tutti i costi l'assassinio dell'innocente creatura.

Grazie all'intervento deciso del marito, cristiano convinto, ogni progetto omicida salta per aria; e così oggi una bellissima figliola dagli occhi profondi allieta la casa dei buoni coniugi con la sua fresca gioia di vivere, ragazza che, chi scrive, ha, avuto la ventura di conoscere.