IO CREDO IN GESU CRISTO FIGLIO DI DIO
«
Instaurare ogni cosa in Cristo ». Il programma del pontificato di S. Pio X è
sempre più attuale, ma, da dove incominciare? Da ciò che è più vicino e che
conosciamo meglio: il nostro cuore.
Da quello stesso cuore che Maria, ai piedi della croce, accettò in eredità da Gesù, con amore, vincendo ogni ripugnanza naturale perché ancora grondante sangue innocente, accecato dalle passioni e carico di odio contro il suo divin Figlio.
A
Maria il compito di far « decantare » impurità e passioni e - mentre infonde
la forza per dominarle - raccogliere ed elevare dalle miserie della vita i
nostri cuori per offrirli, con Gesù, a Dio Padre Onnipotente ogni volta che si
rinnova sull'altare il santo sacrificio della Messa.
La
disponibilità dei poveri mortali a questa sublime offerta, contribuisce ad
estendere il Regno sociale di Nostro Signore Gesù Cristo. Regno nato dalla
Croce e diffuso, nel corso dei secoli, dalla Chiesa con la Croce, ossia con la
forza dell'amore e del sacrificio.
Il
nome « Regnum crucis » dato alla serie di questo opuscolo, intende
sottolineare l'intima unione tra la Croce ed il cuore dei fedeli che vogliono
testimoniare Gesù Cristo e farsi riconoscere dal mondo (nonostante le difficoltà
della società contemporanea) come suoi discepoli.
Ecco
perché il primo numero inizia con un atto di fede: « Io credo! ». Ed è nella
speranza di aiutare ad approfondire questo atto, che la Fraternità Sacerdotale
S. Pio X ha tradotto in italiano uno scritto su Gesù Cristo di padre L. M.
Barrielle, direttore spirituale del seminario di Ecóne.
La
S. Vergine ci accolga sempre ai piedi della Croce!
CREDI
IN CRISTO?
IO
CREDO IN GESÙ FIGLIO DI DIO!
“I1
Padre ama il Figlio ed ha posto tutto in sua mano. Chi crede nel Figlio ha la
vita eterna; ma chi non crede nel Figlio non vedrà la vita, ma l'ira di Dio
dimorerà su di lui eternamente” S.
Giov. Battista (Gv. 111, 35)
E
VOI CHI DITE CHE IO SIA?
Gesù
essendo venuto nel territorio di Cesarea di Filippo, interrogava così i suoi
discepoli:
-
La gente chi dice che sia il Figlio dell'uomo? Essi risposero: - Alcuni dicono
che è Giovanni Battista, altri Elia, altri Geremia o uno dei Profeti...
E
Gesù chiese loro: - E voi chi dite che io sia?
Simon
Pietro, prendendo la parola, disse: - Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio
vivente! (Mt. XVI)
Il
disaccordo delle opinioni sulla persona di Gesù Cristo e sul suo insegnamento,
fa del mondo una specie di Babele. La gente potrebbe credere illusoria la
Rivelazione cristiana, o così vaga che ciascuno abbia il diritto di
interpretarla come vuole. Ma non è così.
Dio
ha parlato chiaro. Ad un'anima di buona volontà, ad un'anima che cerca la
verità con il desiderio di trovarla e senza essere schiava di istinti
malvagi... (“chiunque fa il male odia la luce e non s'appressa alla luce,
affinché le sue opere non vengano condannate” diceva Gesù a Nicodemo - Gv.
III, 20) ad un'anima che crede ancora alla possibilità per l'intelligenza di
trovare la verità... è possibile, con la grazia di Dio, conoscere con certezza
la divinità di Gesù Cristo.
La
grande disgrazia deriva dal fatto che molti uomini, anche laureati, ignorano
tutto, o quasi, di Cristo. Generalmente non esistono non-credenti, ma ignoranti.
“E'
gloria della nostra Fede, e straordinaria prerogativa dei discepoli di Cristo,
che solo un abuso della ragione può essere causa di incredulità. Al contrario,
mediante l'uso corretto della ragione, con la grazia di Dio (che non manca mai a
un'anima di buona volontà) e lo studio della Rivelazione, ogni uomo può
giungere alla Fede.” Hurter (letterato convertito)
Noi esortiamo tutti gli uomini a fare,
con cognizione di causa, con gioia ed ardore, un atto di Fede in N.S. Gesù
Cristo. Dobbiamo, quaggiù, inondare la nostra vita religiosa di questa
professione di Fede ferma e certa, benché umile e trepidante, tale che fu, come
leggiamo in S. Giovanni Evangelista, la Fede di quel cieco nato cui Gesù, nella
sua bontà ammirabile e in tutta la sua potenza, rese la vista: IO CREDO
SIGNORE! SS. Paolo VI « Ecclesiam suam
I
IMPORTANZA
DEL PROBLEMA
Dire:
« Che Cristo sia o no Figlio di Dio, la questione non mi interessa » è già
disprezzarlo. Questo dogma della divinità di Gesù Cristo è di un interesse
capitale per tutti gli uomini. Individui e Società.
Gesù significa: SALVATORE. Lui solo ha potuto, stabilirci in maniera valida sul nostro destino eterno. Questo problema interessa tutto il mondo.
«
Non ci si burla di Dio » dice S. Paolo ai Galati. « Non c'è salvezza in alcun
altro » (Atti IV) ha proclamato S. Pietro in pieno Sinedrio e ha ripetuto SS.
Paolo VI dall'alto della Loggia il giorno della sua elezione.
Gesù
stesso ci ha avvertiti: « Io sono la via, la verità, la vita, e nessuno può
venire al Padre mio se non per me » (Gv. XIV, 6).
Dunque,
rifiutarsi di seguirla... di credere in Lui, significa privarsi della salvezza
che è venuto a portarci. Significa privarsi quaggiù del conforto del suo
amore: «Venite a me voi tutti che soffrite e siete tribolati, ed io vi
conforterò » (Mt. XI 28).
Significa
esporsi volontariamente alla dannazione eterna...
«
Colui che mi confesserà davanti agli uomini, anch'io lo confesserò davanti
al Padre mio, che è nei cieli, ma colui che mi rinnegherà davanti agli uomini,
anch'io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli » (Mt. X, 32, 33).
E
l'Apostolo S. Giovanni ci avverte nell'Apocalisse: « Per gli schiavi del
rispetto umano, per gli increduli, per gli uomini di cattivi costumi, ... la
loro sorte sarà lo stagno ardente di fuoco e di zolfo » (Ap. XXI, 8).
-
O il mondo ritornerà alle istituzioni cristiane, o il mondo non si rialzerà,
ha detto Leone XIII (Rerum novarum).
-
Ce ne sono e in gran numero, che, spinti dall'amore della pace, vale a dire la
tranquillità dell'ordine, si associano e si raggruppano per formare ciò che
essi chiamano il partito dell'ordine. Oh! vane speranze, fatiche sprecate! Di
partiti d'ordine capaci di ristabilire la tranquillità in mezzo alla
perturbazione delle cose, ce n'è uno solo: il partito di Dio... Tuttavia,
venerabili fratelli, questo ritorno delle nazioni al rispetto della maestà e
della sovranità divina, qualsiasi sforzo noi facciamo per realizzarlo, non
avverrà che mediante Gesù Cristo. L'Apostolo in effetti ci avverte che «
nessuno può porre altro fondamento al di fuori di quello che è stato posto e
che è Cristo Gesù » (1 Cor. III). S. Pio X (E supremi apostolatus).
-
Non vi potrebbe essere vera pace - questa pace di Cristo così desiderata -
fintanto che non seguiremo fedelmente i principi e gli esempi di Cristo,
nell'ordine della vita pubblica come della vita privata. Pio XI (Ubi arcano).
-
Non soltanto questo scatenamento di calamità ha invaso l'universo, perché la
maggior parte degli uomini ha bandito Gesù Cristo e la sua Santa Fede dai
propri costumi e dalla vita privata come dalla Società Familiare e dallo
Stato, ma ancora la speranza di una pace duratura tra i popoli non brillerà
mai, fintanto che gli individui e gli Stati si ostineranno a rigettare
l'autorità del Nostro Salvatore. Pio XI (Quas primas).
-
I Cristiani sono sicuri che la contraddizione di cui soffriamo oggi (da una
parte: progresso tecnico inebriante, e dall'altra parte: insicurezza)
costituisce la prova di una grande rottura tra la vita e la Fede cristiana e che
è questo male che bisogna innanzi tutto guarire. Pio XII (Messaggio di Natale
1956).
Papa
Giovanni XXIII si lamenta di questa ignoranza religiosa che si incontra spesso
negli intellettuali:
- Se la Fede religiosa dei credenti è spesso in disaccordo con la loro maniera d'agire, ciò proviene dal fatto che la loro formazione in materia di dottrina e di morale cristiana è rimasta insufficiente. Troppo spesso, in molti dei migliori, si trova spezzato l'equilibrio tra gli studi religiosi e l'istruzione profana, proseguendo questa sino agli stadi più elevati, mentre per la formazione cristiana si rimane ad un grado elementare (Pacem in terris).
II
GESU'
CRISTO E' VERAMENTE ESISTITO?
«
Niente di tutto questo è avvenuto in segreto (At. XXVI, 26). E' necessario che
il complotto anticristiano laico-massonico abbia spinto ben lontano la sua
rabbia contro Cristo perché nel XX secolo si possa arrivare ad una simile
domanda!... in Italia!
Capita
di incontrare dei giovani diplomati che non sanno se Gesù visse prima o dopo
Giulio Cesare... Quanti mettono i Vangeli sullo stesso piano delle favole
mitologiche greche e romane, o degli scritti su Budda, di cui i più antichi
risalgono a molti secoli dopo la morte di questo personaggio!
Questa
ignoranza della storia non impedisce che GESU' CRISTO DOMINI TUTTA LA STORIA!
Ogni
numero di giornale ci ricorda ogni mattina in prima pagina la data della nascita
di Cristo.
Gesù
Cristo è nato, quando era atteso da migliaia di anni, 44 anni dopo che Giulio
Cesare fu assassinato nel Senato di Roma da suo nipote Bruto. Gesù è nato
sotto il regno dell'Imperatore Augusto. Si possiede un numero ben maggiore di
documenti su Cristo che su Alessandro, Annibale, Socrate, Virgilio, Cesare o
qualsiasi grande personaggio dell'antichità.
I
Vangeli non sono i soli documenti storici che parlano di Cristo.
Si
è sbigottiti d'incontrare delle persone che pensano che i Vangeli siano i
soli scritti antichi che ci parlano di Gesù... E sovente essi li credono di
molto posteriori a Gesù, ignorando che sono stati scritti da testimoni
oculari.
1
- I Vangeli e gli altri scritti degli Apostoli (in tutto 27 libri) sono in
effetti dei documenti di una storicità irrecusabile, perché:
a)
scritti o dettati da testimoni oculari della più alta probità;
b)
che non hanno indietreggiato davanti al martirio per sostenere le loro
affermazioni;
c)
questi scritti sono stati propagati quando la maggior parte dei testimoni, amici
o nemici, era ancora vivente;
d)
S. Matteo ha scritto il primo Vangelo appena dieci anni dopo la morte del
Salvatore;
e)
nessuno si è mai sognato di trattarli da impostori.
Per
nessun personaggio dell'antichità si hanno delle testimonianze di valore
simile.
2
- Esistono, in più, numerose testimonianze di Giudei o di pagani dell'epoca.
a)
Testimonianze Giudee:
Il
libro degli Atti degli Apostoli ci riferisce questa confessione del Sinedrio: «E'
chiaro non possiamo negarlo » (Atti IV, 16). I Talmud negano, burlandosi
delle credenze dei cristiani. E' un documento indiretto ma irrecusabile della
Fede dei cristiani.
b)
Autori pagani:
Celso,
il Voltaire del II sec., si burla dei cristiani che adorano un Dio crocifisso...
attribuisce i miracoli alla magia ma non li nega (cosa che facilitava la sua
argomentazione).
Il
greco Luciano si burla egualmente di Gesù.
Il
siro Mara, Porfirio, Ierocle, Svetonio lo storico dei primi imperatori (nelle
sue vite di Claudio, di Vespasiano e di Tito), Seneca, ecc... riconoscono come
indubbia l'esistenza di Cristo.
Durante
l'anno 117, lo storico Tacito parlando del massacro dei cristiani sotto Nerone
nel 64, scrive: «Il creatore della setta era stato condannato al supplizio,
sotto il regno di Tiberio, dal procuratore Ponzio Pilato». E, dettaglio
prezioso, ci dichiara che all'occasione dell'incendio di Roma, una « moltitudine
immensa» fu condannata ad atroci supplizi. Così dunque appena 30 anni dopo la
morte di Cristo, nel 64, c'era già a Roma « multitudo ingens » una immensa
moltitudine di cristiani (Tacito, Annali, L. XV, 44 e V, 13).
Abbiamo
anche due documenti la cui ufficialità è indubbia:
la
lettera di Plinio il Giovane, governatore della Bitinia tra il 111 e il 113,
all'Imperatore Traiano (caso di coscienza a proposito dei cristiani) e la risposta
dello stesso Imperatore.
c)
Cristiani del I e II secolo:
Possediamo
ugualmente degli scritti di cristiani e di eretici (di già) del I sec. o inizio
del II.
Ditemi:
ci sono dei personaggi storici sui quali esistono tanti documenti... e di un
simile valore?
3
- Perché, soprattutto, c'è IL FATTO STORICO DI CRISTO annunciato da migliaia
d'anni (la prova esiste ancora in tutte le sinagoghe).
E, immediatamente dopo la sua Ascensione: la moltiplicazione della sua Chiesa... Essa sarebbe sorta così senza un fondatore?
Che
dire di questa trasformazione del mondo: con delle nozioni nuove su Dio, la
famiglia, la schiavitù, l'amore dei nemici... Si dovettero creare parole
nuove per tradurre queste idee nuove: castità, umiltà, carità, abnegazione...
Christus heri hodie et in specula!
III
COME
SAPERE SE GESU' CRISTO E' DIO
«Quale
miracolo ci fai dunque, affinché lo vediamo e crediamo in te?» Gv. VI, 30
«
Non sono favole, che io vi porto, pur ingegnose che esse siano.
Ma
è come testimonio che io parlo... e questa voce noi l'abbiamo sentita ».
II Pt. 1, 16
La
Divinità dell'Uomo-Dio non può essere conosciuta mediante ragionamenti
scientifici, né mediante ragionamenti puramente filosofici. Non la si può
conoscere che con la rivelazione di Dio. Ora la Rivelazione è un fatto
storico, constatabile e constatato.
Il
Creatore della natura e delle sue leggi, può, per mostrare la sua identità
divina, sospendere momentaneamente le leggi che Egli ha dato alla natura. E'
questo che si chiama MIRACOLO o segno di Dio.
Per
studiare la Rivelazione, bisogna evitare due scogli:
1)
- L'abuso della critica interna (tener conto solo dei documenti scritti
indipendentemente dal contesto, dai testimoni viventi, dai fatti e da tutto
l'insieme storico).
2)
- L'abuso del metodo comparativo: « La comparazione, che ha reso nelle altre
scienze così grandi servizi perché la si spinge fino al dettaglio, diviene,
nella scienza delle religioni, un metodo di confusione perché ci si contenta
di guardarvi sommariamente » (P. de la Boullay). (Per es.: considerare
identiche idee o fatti che hanno solo un'analogia superficiale... Mettere sullo
stesso piano miracoli, riportati da testimoni oculari, con favole mitologiche,
ecc...).
Dio
ha proclamato la divinità di Gesù Cristo in almeno due occasioni:
1)
Al Battesimo di Nostro Signore, conferitogli da S. Giovanni Battista: « Questo
è il mio Figlio prediletto nel quale mi sono compiaciuto... » (Mt. III, 17).
2)
Alla Trasfigurazione: « Questo è il mio Figlio prediletto nel quale mi sono
compiaciuto, ascoltatelo » (Mt. XVII, 5).
a)
Gesù-Dio: nella vita
La
santità di Cristo prova la sua divinità. Cuor di Gesù fornace di Amore, fonte
di Vita e di Santità, modello di ogni virtù. Abbiate pietà di noi. (Litanie
del Sacro Cuore)
La
storia di tutti i tempi non offre nessuna creatura la cui bellezza morale non
scomparirebbe davanti alla Bellezza - la Purezza - la Giustizia - la Perfezione
in tutte le cose... di Gesù. Esistenza senza precedenti.
«
Chi di voi mi convincerà di peccato? » (Gv. VIII, 46)
In
tutti i tempi successivi la santità consisterà nell'imitare questo Divino
Modello.
Egli
è l'esemplare di ogni virtù:
Verso
Dio: « Il mio nutrimento è di fare la volontà di mio Padre »... « Cristo s'è
fatto obbediente fino alla morte ».
Verso
il Prossimo: il suo amore per i poveri, per i piccoli, per i peccatori. Gesù ha
pregato per i suoi carnefici.
Verso
se stesso: « Christus sibi non placuit » dice S. Paolo « Cristo non ha mai
fatto quello che gli piaceva ».
«
Un solo nome non è paragonabile a nessun altro. Un solo Santo è al di sopra
di tutti i Santi: Egli è il Santo dei Santi. Egli è GESU' CRISTO! ». Mons.
Besson
«La
persona di Cristo, particolarmente dal punto di vista della sua scienza e della
sua santità, è un miracolo di ordine intellettuale e morale che supera tutte
le forze della natura».
Tanquerey
b)
Gesù-Dio: nella parola
Mediante
la sua dottrina, Cristo ha mostrato la sua divinità.
S.
Paolo inizia la sua Lettera agli Ebrei con queste parole:
«
Iddio che anticamente aveva parlato più volte e in diverse maniere ai Padri per
mezzo dei Profeti, in questi ultimi tempi ha parlato anche a noi per mezzo del
Figlio, che egli ha costituito erede di tutte quante le cose e per opera del
quale ha creato anche il mondo ».
Anche
i suoi nemici proclamavano:
«
Giammai uomo ha parlato come parla costui » (Gv. VII, 46).
«
Le folle erano nell'ammirazione per il suo insegnamento: poiché egli
insegnava come uno che ha autorità » (Mt. VII, 28).
Gesù
ci porta la verità su Dio: Padre, Trinità... l'Incarnazione, la Redenzione, la
Chiesa, l'Eucarestia, la misericordia divina; la verità sull'uomo e sul suo
destino eterno, una morale così pura e così perfetta, tutta penetrata di verità,
di giustizia, di carità.
«
Non pensate che io sia venuto per abolire la legge o i profeti, io non sono
venuto per abolire ma per portare a compimento ». (Mt. V, 17).
«
Prima della venuta di Cristo nessun filosofo, con tutti i suoi sforzi, ha potuto
conoscere più cose su Dio e su ciò che è necessario alla salvezza, di quante
ne conosca per la fede una qualsiasi anziana popolana, dopo la venuta di
Cristo » (S. Tommaso d'Aquino, opuscoli VI, 166).
«
La sublimità di questa dottrina appare nel fatto che essa unisce in una maniera
ammirabile le cose più elevate alle cose più umili, le ricchezze della
misericordia divina alla miseria del genere umano, pur conservando i diritti
della giustizia. Una dottrina dotata di qualità così ammirabili contiene in se
stessa il segno della sua origine divina ». Garrigou-Lagrange
O.P.
c)
Gesù-Dio: nelle opere
Solo
l'artefice della natura può derogare alle leggi che ha posto alla natura.
Solo
Dio può perdonare i peccati (che sono una offesa verso di Lui).
Solo
Dio può comandare ai demoni.
Solo
Dio può comandare alla vita, alla morte, agli elementi.
Ora,
Gesù, durante la sua vita pubblica non ha cessato di moltiplicare i suoi
miracoli per mostrare la sua identità divina.
Ha
cambiato l'acqua in vino, per la preghiera di sua Madre... Ha calmato più volte
la tempesta, con una sola parola.
Ha
guarito da numerose malattie, perfino a distanza... Ha scacciato i demoni.
Ha
perdonato i peccati aggiungendovi un miracolo per garantirne l'autenticità.
«
Affinché voi sappiate che sulla terra, il Figlio dell'uomo ha il potere di
rimettere i peccati... prendi il tuo giaciglio e cammina! ».
Ha
moltiplicato i pani, resuscitato i morti, ecc... Ha donato così la
testimonianza della sua identità divina.
Può
di conseguenza esigere la nostra fede nella sua divinità: « Chi crederà e sarà
battezzato sarà salvo, chi non crederà sarà condannato ». (Mc. XVI, 16).
d)
Gesù ha predetto degli avvenimenti che solo Dio poteva predire.
Ha
annunciato la sua Passione, la sua Crocifissione, la fuga dei discepoli, il
triplice rinnegamento di Pietro, la sua morte, la sua Resurrezione il terzo
giorno. Ha annunciato le persecuzioni, la distruzione di Gerusalemme, la
propagazione del suo Vangelo fino alle estremità della terra...
Che
la sua Chiesa sarà « edificata sulla pietra e le forze dell'Inferno non
prevarranno su di essa ». Sua Madre, la Beata Vergine Maria, ha annunciato:
« Tutte le generazioni mi chiameranno Beata ». Tutto ciò è successo... o si
realizza sotto i nostri occhi.
S.
Agostino ne prendeva spunto per dire ai suoi cristiani: « Questi avvenimenti
predetti e già accaduti voi non li avete visti. Ma questi avvenimenti attuali,
non potete negare di vederli... ».
IV
GESU'
HA AFFERMATO POSITIVAMENTE LA SUA DIVINITA' E L'HA PROVATA
Principalmente:
1
- CON IL COMPIMENTO IN LUI DELLE PROFEZIE
2
- CON I MIRACOLI
3
- CON LA SUA RESURREZIONE
«
Non soltanto non avete il diritto di dichiarare anticipatamente che questi
fenomeni non esistono, ma neppure quello di negare il loro carattere soprannaturale.
Innanzitutto guardate. In seguito parlerete!... ».
H.
Poincarè, Discorsi 1910
NORMALMENTE,
PERCHE' UN UOMO SI DICA DIO, BISOGNA CHE SIA O UN PAZZO O UN IMPOSTORE. NOI
ABBIAMO PRECEDENTEMENTE VISTO CHE PER LA SUA SANTITA' E PER LA SUBLIMITA'
DELLA SUA DOTTRINA, GESU' NON E' NE' L'UNO NE' L'ALTRO. DUNQUE...
«
Mio Padre ed io non siamo che una sola cosa ». Cosa che gli Ebrei gli
rimproverano; essi vogliono lapidarlo (come si faceva per ogni bestemmiatore)
« perché tu ti fai Dio ». (Gv. X).
«
Io sono la via, la verità e la vita, e nessuno viene a mio Padre se non per me
». (Gv. XIV).
«
Io sono la luce del mondo; chi segue me non camminerà nelle tenebre, ma avrà
la luce della vita ». (Gv. VIII, 12).
Approva
S. Pietro che ha appena detto: « Tu sei Cristo, il Figlio del Dio vivente » e
gli dice che questa affermazione gli è stata ispirata dal Padre. (Mt. XVI).
Prima
di resuscitare Lazzaro, dichiara: « Io sono la resurrezione e la vita. Chi
crede in me, anche se morrà, vivrà» ed accetta l'atto di fede di Marta: « Io
credo che tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente che è venuto in questo
mondo ». (Gv. XI).
Al
cieco nato che ha appena guarito, Gesù dice: « Credi nel Figlio di Dio?... - E
chi è, Signore, affinché io creda in lui?... - E' colui che ti parla... - Io
credo, Signore! e prosternandosi l'adorò ». (Gv. IX). Gesù è morto martire
della sua divinità
Duplice
testimonianza ufficiale che Gesù dà della sua divinità davanti al Sinedrio:
A
Caifa che gli intima l'ordine solenne di spiegarsi (Mt. XXVI):
-
Io ti scongiuro nel nome del Dio vivente, di dirci se sei Cristo, il Figlio di
Dio.
Gesù
risponde:
-
Tu l'hai detto, io lo sono! (e conferma la sua dichiarazione ricordando la
profezia di Daniele a suo proposito).
Al
mattino del Venerdì Santo il Sinedrio l'interroga:
-
Sei dunque il Figlio di Dio? - L'avete detto. Io lo sono!...
-
Perché cerchiamo ancora testimoni! L'abbiamo sentito noi stessi dalla sua
bocca! (Lc. XXII). Infine, gli Ebrei diranno a Pilato che esita:
-
Abbiamo una legge, e secondo questa legge egli deve morire perché si è
proclamato Figlio di Dio! (Gv. XIX, 7).
Si."
Gesù ha affermato chiaramente la sua Divinità... Ma nello stesso tempo ci ha
dato prove valide della sua identità Divina.
La
Religione di Cristo non è cominciata 2.000 anni or sono con la sua nascita
temporale. La Religione
di
Cristo è cominciata fin dalla caduta originale. Da Adamo, ci sono sempre stati
sulla terra degli uomini che hanno avuto la fede, la speranza e la carità
verso il Messia promesso.
Nel
corso dei tempi, Dio inviò dei Profeti per ravvivare la fede nel Messia che
doveva venire.
L'ESISTENZA
DI QUESTE PROFEZIE NON SI PUO' NEGARE POICHE':
a)
esse sono ancora conservate nelle Sinagoghe degli ebrei che non hanno voluto
credere in Lui quando è giunto;
b)
il Re d'Egitto, Tolomeo di Filadelfia (286-247), fece tradurre queste profezie
in greco.
D'altra
parte:
Le
profezie andavano per la maggior parte in senso contrario a ciò che le
nazioni immaginavano all'epoca in cui esse furono scritte, e sembravano impossibili
in quel momento. Esse annunciavano la venuta di un Messia-Salvatore, davanti al
quale tutti i Re della terra si sarebbero inginocchiati, il cui Regno si sarebbe
esteso da un capo all'altro del mondo... e non avrebbe avuto fine... che ci
avrebbe salvato per una Passione e morte ignominiosa... con dei dettagli
precisi: sarebbe disceso da Abramo (Gen. XVIII)... sarebbe venuto quando lo
scettro sarebbe stato tolto alla tribù di Giuda (Gen. 49) (1).
Sarebbe
stato dolce e umile come un agnello che si conduce al macello... sarebbe stato
preceduto da un precursore, che avrebbe predicato nel deserto (Is. 40)...
sarebbe stato della stirpe di David (Is. 11)...
Sarebbe
venuto dopo la seconda costruzione del tempio (Agg. 11)... sarebbe nato a
Betlemme (Mich. V)... amico dei poveri (Is.)... sarebbe stato venduto per 30
denari (Zach.)... flagellato, schernito, riempito di sputi (Is. 50)... avrebbe
avuto le mani e i piedi trapassati, le sue vesti sarebbero state spartite... la
sua tunica tirata a sorte (Ps. 21)... sarebbe stato messo tra due ladroni... non
avrebbe conosciuto la corruzione della tomba (Ps. 15)... il suo Sacrificio
sarebbe stato offerto in tutti i tempi e in tutti i luoghi dall'oriente
all'occidente (Mal. 1). Il popolo ebreo sarebbe rimasto senza sacerdozio e senza
sacrificio (Os. III), ecc...
Gesù
parlando ai dottori della Legge richiamà continuamente queste profezie, che
essi ammettono: « Scrutate le Scritture, sono esse che mi rendono testimonianza
». (Gv. V, 39).
«
Cominciando da Mosè e da tutti i Profeti, spiegò loro quanto lo riguardava
in tutte le Scritture n (Lc. XXIV, 27).
-
OBIEZIONI SUI MIRACOLI
Prima
obiezione:
Anche
altre religioni affermano avere dei miracoli.
Risposta:
a)
ciò significa ammettere che il miracolo è segno di una Rivelazione divina.
Ma
giustamente ciò che noi sosteniamo, è che Gesù è il solo ad aver dato tali
prove. Poiché:
b)
spesso quei miracoli non sono narrati in modo valido e restano senza prova di
verità (ad es.: gli scritti su Budda datano 150 o 200 anni dopo la sua morte;
la Mitologia);
c)
bisogna sapere che il demonio può compiere prodigi o contraffazioni di
miracoli. Li si riconoscerà da quattro segni:
1)
il demonio non può compiere veri miracoli p.e.. resuscitare un morto o creare -
cioè fare qualche cosa senza utilizzare una certa materia preesistente;
2)
i prodigi del demonio non sono ordinati al bene: p.e.. far danzare delle statue;
3)
sono generalmente contro la buona dottrina;
4)
non possono essere fatti che con il permesso di Dio. Non possono durare un
minuto di più.
(Ma
Dio può permetterli, per castigare l'orgoglio di quelli che non vogliono
accettare le prove che Dio dona loro e accettano come oracoli ciò che viene
detto da maghi o cartomanti).
«
Io perderò la saggezza dei saggi e la prudenza dei prudenti, la riproverò ».
Seconda
obiezione:
Noi
non conosciamo tutte le forze della natura. E dunque può darsi che un giorno ciò
che noi chiamiamo miracolo sarà considerato qualche cosa di normale (p. es.
l'auto, la radio, l'aereo, ecc.).
Risposta:
Non
è necessario conoscere tutte le forze della natura per sapere se in un tal caso
ci sono dei miracoli o no. (Sarebbe negare tutte le leggi fisiche in corso).
E'
sufficiente sapere che nel tal caso preciso e in tali condizioni, senza niente
aggiungere, tale fatto è impossibile senza un intervento soprannaturale. (Nota
bene che anche oggi senza motore e senza benzina non farete funzionare
un'automobile o un aereo, e senza un apparecchio emittente e ricevente non potrete
utilizzare le onde hertziane, né più né meno che come al tempo di Giulio
Cesare).
Perché
vi sia miracolo divino, bisogna inoltre che non vi sia frode alcuna, niente che
favorisca il peccato o la cattiva dottrina, niente che possa essere interpretato
secondo le leggi naturali conosciute.
Se
colui che opera questa eccezione alle leggi della natura presenta queste
garanzie e opera senza nessuna macchina né gioco di prestigio si potrà concludere
che è un miracolo. E' il caso dei miracoli di Gesù:
-
Io lo voglio, sii guarito (e la lebbra scompare).
-
Va' il tuo servo è guarito (e alla stessa ora e a distanza questi è guarito).
-
Lazzaro vieni fuori! (e subito il morto, veramente morto, esce dalla tomba).
(Ci
mostrino simili miracoli, e con le stesse garanzie di autenticità, nelle
altre religioni).
Il
Miracolo è una deroga alle Leggi della Natura. Con la realizzazione delle
profezie, Gesù dà come prova irrecusabile della sua divinità i miracoli che
egli compie.
Gesù
non teme di dire ai Giudei che si rifiutano di credere alla sua divinità:
«
Le opere che faccio in nome del Padre mio, queste mi rendono testimonianza »
(Gv. X, 25).
Ed
ancora:
«
Se non compio le opere di mio Padre non mi credete. Ma se le compio, anche se
non volete credere a me, credete alle opere; affinché conosciate e sappiate
che il Padre è in me ed io in lui » (Gv. X, 37).
La
vigilia della sua morte, dirà con tristezza di quegli Ebrei che, testimoni dei
suoi miracoli, si rifiutano di credere:
«
Se non fossi venuto e non avessi parlato loro, non ne avrebbero colpa. Ma ora
non hanno scusa del loro peccato... se non avessi fatto le opere che ho fatto in
mezzo a loro, non avrebbero colpa. Ma ora le hanno viste e mi hanno odiato,
sia me che il Padre mio » (Gv. XV).
E'
la stessa prova che darà agli inviati di Giovanni Battista che vengono a
domandargli:
-
Sei tu quello che deve venire o dobbiamo attenderne un altro?
Ecco
la sua risposta:
Andate,
riferite a Giovanni ciò che avete visto e sentito: i ciechi vedono, gli zoppi
camminano, i lebbrosi sono guariti, i sordi odono, i morti risorgono, i poveri
vengono evangelizzati... » (Lc. VII, 22).
3
Resurrezione di Lazzaro. Sintesi di tutti i suoi miracoli (Gv. XI)
a)
Non vi è fatto più storico.
Gesù
opera questo miracolo davanti ad una moltitudine di persone venute da
Gerusalemme per esprimere le loro condoglianze.
«
Molti di coloro che erano venuti,... e videro ciò che fece Gesù, credettero in
LUI».
Ma
alcuni, « quidam », andarono dai Farisei.
Il
Sinedrio si riunisce... essi non negano, la realtà infatti è troppo evidente.
Caifa decide che la cosa più semplice è di sbarazzarsi di Gesù facendolo
morire.
Ecco
un riconoscimento ufficiale e pubblico di questo miracolo.
b)
Nessun miracolo è più probante di questo. Prima di compierlo Gesù rende
grazie al Padre.
«
... affinché questo popolo che mi circonda creda che tu mi hai mandato! ».
c)
Nessun miracolo_è più scientifico di questo. Ancora oggi, la prova più
scientifica della morte è la corruzione del corpo. Ora il corpo di Lazzaro «
esalava cattivo odore ».
-
Signore, dice Marta, esala cattivo odore!... è morto già da quattro giorni!
Se
anche Gesù avesse operato soltanto questo miracolo, esso sarebbe stato
sufficiente a togliere a chiunque il diritto di rifiutargli la fede.
V
GESU'
E' RESUSCITATO. DUNQUE E' DIO
E' IL MIRACOLO DEI MIRACOLI!... RESURREXITM Il miracolo che riunisce e riassume in sé tutti i miracoli e le profezie!
Cristo
stesso aveva annunciato la sua Resurrezione numerose volte come sigillo di
tutti i suoi miracoli... come l'argomento innegabile della sua divina
missione.
Fatto
storico celeberrimo, indiscutibile, raccontato dagli EVANGELISTI, dagli ATTI
DEGLI APOSTOLI, dalle EPISTOLE di S. PAOLO.
Non
solamente le profezie dell'Antico Testamento l'hanno annunciato, ma Gesù l'ha
spesso predetto « ecco, saliamo a Gerusalemme, e il Figlio dell'Uomo sarà
consegnato ai Sacerdoti e agli Scribi.
Essi
lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani i quali lo riempiranno
di sputi, lo flagelleranno, lo crocifiggeranno; ma il terzo giorno risusciterà
da morte ». (Mt. XX, 18).
Gli
ebrei lo sanno. E prendono le loro precauzioni per impedirlo (i sigilli
dell'Impero, le guardie alla tomba, ecc...).
E
il mattino di Pasqua, mentre i soldati fuggono atterriti, l'Angelo annunzia
fieramente alle pie donne: RESURREXIT! SICUT DIXIT. E' RESUSCITATO, COME AVEVA
PREDETTO!
Circondato
da un insieme di prove antecedenti, concomitanti, susseguenti.
-
Prove antecedenti: fatto conosciuto in anticipo, annunciato... e per il terzo
giorno.
-
Prove concomitanti: fatto successo nel giorno annunciato, con le guardie come
testimoni. L'annuncio degli angeli, che invitano le pie donne a constatare la
tomba vuota.
-
Prove susseguenti: l'incredulità degli Apostoli e dei discepoli.
L'incredulità
persistente dell'apostolo Tommaso, anche quando gli altri Apostoli avevano visto
Gesù. Il dubbio persistente degli Apostoli nel vederlo, Lo scambiano per un «
fantasma ». Gesù li invita a toccarlo. Mangia con essi. Il fermo convincimento
di questi stessi Apostoli dopo averlo visto, toccato, dopo aver mangiato e
parlato con lui in numerose e diverse apparizioni... una volta davanti a più di
cinquecento uomini.
Il
convincimento di questi stessi Apostoli che, immediatamente, davanti al popolo
che aveva assistito alla morte di Gesù, davanti allo stesso Sinedrio che
l'aveva condannato a morte e aveva assistito alla sua agonia, non hanno esitato
a proclamare la sua Resurrezione.
Essi
sono arrivati perfino a compiere miracoli in testimonianza della Resurrezione.
Il
giorno della Pentecoste, dopo aver ricevuto lo Spirito Santo, S. Pietro predica
la RESURREZIONE DI CRISTO.
«
Uomini d'Israele ascoltate queste parole: Gesù di Nazareth, uomo che Dio ha
accreditato presso di voi con miracoli, prodigi e segni operati da Dio mediante
lui in mezzo a voi... che voi avete ucciso crocifiggendolo per la mano di
empi, DIO L'HA RESUSCITATO!...
Costui
è Gesù che Dio ha resuscitato: noi ne siamo tutti testimoni ». (Atti II).
S.
Pietro e S. Giovanni, dopo aver guarito il paralitico della porta del Tempio:
«
Voi avete ucciso l'Autore della vita. DIO L'HA RESUSCITATO, NOI NE SIAMO
TESTIMONI... ed è per confermare questa fede che la salute è stata resa a
quest'uomo » (Atti III).
Questi
due Apostoli, essendo stati immediatamente arrestati, l'indomani proclamano di
nuovo davanti al Sinedrio:
«
Voi avete ucciso l'Autore della vita. DIO L'HA
RESUSCITATO
DAI MORITI, è per Sua virtù che quest'uomo è presente davanti a voi in
piena salute... » (Atti IV).
La
Resurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo è il grande motivo di credibilità
portato dagli Apostoli. L'apostolo S. Paolo non soltanto parla della Resurrezione
di Gesù come base della nostra fede, ma ne cita le differenti apparizioni...
s'appella ai numerosi testimoni ancora viventi, farà della Resurrezione il
fondo della sua predicazione:
«
Se Cristo non è risorto la nostra predicazione è vana come è vana la vostra
fede. Ma ecco che Cristo è risorto dai morti... » (I Cor. XV).
Sotto
questo aspetto sublime, la Resurrezione è così legata alla Redenzione
dell'umanità, che diventa oggetto di fede senza nulla perdere del suo aspetto
esteriore di fatto storico constatatile.
Testimonianze
degli Apostoli... di tutti i cristiani (tra cui i primi sono ebrei e tra di loro
sacerdoti ebrei, pur così prevenuti... e che erano sicuri di perdere il
posto... e che predicano la Resurrezione di Cristo... e nessuno osa negarla).
Gli
increduli stessi dicono: se Cristo è resuscitato, allora è l'uomo-Dio!
Se
non fosse resuscitato bisognerebbe spiegare come gli Apostoli sono arrivati a
credere e a farsi uccidere per predicare la Resurrezione di Cristo... e come
il mondo ha creduto alla loro parola...
Ciò
faceva dire a S. Agostino:
«
Delle due l'una: o il mondo è stato convertito dai miracoli che noi
reclamiamo essere stati fatti in favore della Religione Cristiana, ed allora
la Religione Cristiana è divina; o il mondo è stato convertito senza mi-'
racoli: in questo caso l'insediamento del cristianesimo è per se stesso il più
grande dei miracoli ».
Lo
storico Pinard de la Boullaye, aggiunge questa doppia osservazione: « La
Resurrezione del Salvatore allo sguardo di ogni spirito che riflette, ha due
prove complementari: da una parte la solidità degli argomenti che sviluppano
i suoi difensori, dall'altra la debolezza delle obiezioni che si oppongono
loro » (frode, esagerazioni, allucinazioni, visioni spirituali, ecc...).
Terminiamo
con questa preghiera piena di fede che, dopo tre anni di conferenze sulla
divinità di Gesù Cristo, Padre Pinard de la Boullaye S.J. pronunciava dalla
cattedra di Notre Dame nella Quaresima del 1931.
O
Gesù, ecco che per tre vie differenti avete manifestato le vostre prerogative e
i vostri diritti.
Se
mai fanciullo ha meritato di essere creduto sulla parola per il bagliore delle
sue virtù, siete voi. Voi avete affermato: « Io sono il Messia». Voi lo
siete!
I
secoli anteriori alla vostra nascita hanno annunciato la vostra venuta,
descritto la vostra vita, profetizzato le vostre opere. Voi avete realizzato
tutti questi oracoli. Il Messia promesso siete voi.
Voi
avete detto: « In garanzia della missione che ho ricevuto, quando questo Tempio
sarà stato distrutto, io lo ricostruirò in tre giorni ».
Voi
l'avete fatto: il Messia siete voi.
SANTA
MARIA, MADRE DI DIO, PREGATE PER NOI POVERI PECCATORI. OTTENETECI LA FEDE!