IMITAZIONE
DI MARIA
Libro Primo
INCONTRARE MARIA
COME
SALUTARE LA GLORIOSA VERGINE
Capitolo II
LA CONSOLAZIONE DELLA VERGINE MARIA
1) Il figlio. Ora, mia Signora, ti prego di parlare un po'
con me. Apri la tua bocca in nome del tuo Figlio, che ti ha colmata di ogni
grazia spirituale. 2) La Madre. Io sono la Madre della misericordia,
piena di carità e di dolcezza; sono la scala dei peccatori, la speranza e il
perdono dei colpevoli, il conforto degli afflitti e la gioia particolare dei
santi. Venite a me voi tutti che mi amate, e vi sazierete al seno delle mie
consolazioni, perché sono buona e misericordiosa per tutti coloro che mi
invocano. 3) Venite tutti, giusti e peccatori, e io pregherò il Padre
per voi. Pregherò anche il Figlio, perché si riconcili con voi nello Spirito
Santo. Invito tutti, aspetto tutti, desidero che tutti vengano a me. Non
disprezzo nessun peccatore; e anzi, per un peccatore che si converte, io
gioisco con grande amore insieme agli angeli di Dio nel cielo. Perché non è
stato versato invano il sangue prezioso del mio Figlio per il mondo. 4)
Avvicinatevi dunque a me, figli degli uomini: osservate il mio zelo per voi
presso Dio e presso il mio Figlio Gesù Cristo. Ecco, prenderò su di me la sua
ira e placherò con le mie ferventi preghiere Colui, che sapete di avere offeso.
5) Convertitevi e venite; fate penitenza, e io impetrerò il perdono
per voi. Ecco: io sto fra il cielo e la terra, tra Dio e il peccatore; e ottengo
con le mie preghiere, che questo mondo non perisca. Però non vogliate abusare
della misericordia di Dio e della mia clemenza; ma state lontani da ogni peccato,
perché non scenda su di voi la sua ira e la sua tremenda vendetta. 6)
Esorto i miei figli, scongiuro i miei diletti: siate imitatori di mio Figlio e
della Madre vostra. Ricordatevi di me, che non posso dimenticarmi di voi,
perché ho compassione di tutti gli infelici e sono misericordiosissima avvocata
di tutti i fedeli. 7) Il figlio. Parole meravigliose, piene di
ogni celestiale dolcezza! Voce sublime che scende dal cielo come celeste
rugiada, recando conforto ai peccatori e gioia ai giusti; melodia celeste che
si diffonde nella coscienza dei disperati. E chi sono io, perché la Madre del
mio Signore parli a me? Sii benedetta, Madre Santissima, e siano benedette le
tue parole. Esse sono latte e miele sulla tua lingua e il loro profumo supera
tutti gli altri profumi. 8) L'anima mia si è profondamente commossa alle
tue parole, o Maria. Ecco, non appena la tua voce consolatrice è giunta alle
mie orecchie, l'anima mia ha esultato di gioia, il mio spirito ha ripreso vigore
e tutto il mio cuore è stato inondato di nuovo gaudio, perché oggi mi hai
annunziato cose buone e gioconde. Ero triste, ma ora sono felice per le tue
parole. La tua voce è dolce alle mie orecchie: ero oppresso e sfiduciato, ma
ora sono lieto e veramente confortato. 9) Mi hai teso la mano dall'alto e
mi hai toccato; così io sono guarito dalle mie miserie. A mala pena potevo
parlare, mentre ora ho voglia di cantare e di ringraziarti. Mi era venuta a noia
la vita, ora invece non ho paura nemmeno della morte, perché so che tu sei la
mia avvocata presso il Figlio tuo, alla cui misericordia mi raccomando da questo
momento e per ogni istante della mia vita futura. Da quando hai parlato al cuore
del tuo desolato orfano, immediatamente sono cambiato in meglio e mi sento
profondamente trasformato nell'intimo. Giacevo come disperato, ma tu ti sei
avvicinata a me, mi hai consolato e sollevato, parlandomi con grande amore. 10)
La Madre. Che hai, figlio, chi vuole farti del male? Non temere ci penserò
io. Ci sono io e c'è mio Figlio, il tuo fratello, che sta alla destra del Padre
ed è fedele mediatore e intercessore per i tuoi peccati. In lui devi avere
totale fiducia, perché è lui che dà la vita, è lui che vince la morte. Incarnato
da me nel tempo, generato dal Padre fin dall'eternità, è stato mandato per la
salvezza di tutto il mondo. Da lui provengono la speranza e la consolazione,
la fede e la vittoria. Perciò ricordati sempre di Gesù e di Maria, e non avrai
paura di alcun nemico. 11) Il figlio. Felice quel momento in cui
ti degni di avvicinarti al mio cuore preda dello sconforto, misericordiosa
Vergine Maria. Magari fosse più lungo, per poter ascoltare le tue parole di
conforto, che così fortemente mi infiammano e mi purificano, allorché mi
toccano nell'intimo e mi rinnovano profondamente. Beato il tuo seno, o Maria,
che non cessa di donare il dolcissimo latte della consolazione. Per
l'abbondanza di grazia del Bambin Gesù, che tu allattasti, non puoi negare la
tua innata misericordia a chi te la domanda. E anzi concedi spesso grazia
pure ai grandi peccatori. 12) O Madre di immensa pietà, di grandissima
misericordia e carità; Vergine incomparabile, amabile e venerabile per
tutti; Madre singolare del Figlio di Dio, nato da te, nonché Madre universale
di tutta la cristianità e Madre particolare e speciale in rapporto al grado
di devozione che abbiamo per te; Vergine Regina del mondo e Signora degli
angeli, attirami a te, perché non rimanga sotto il peso dei miei peccati.
Dispensa la grazia, salvifica rugiada del cielo, di cui sei la Mediatrice, perché
mi meriti di sperimentare che sei la Madre della grazia e la fontana della
misericordia. 13) La Madre. Io sono la Madre del nobile amore,
del casto e santo timore, del pio conforto e della soavissima consolazione.
Perciò, nell'udire il mio nome, esulta con tutto il cuore. Inchinati con riverenza
e salutami con gioia, perché onorando la Madre onori anche il Figlio, che ha
Dio per Padre. Io sono Maria, la Madre di Gesù, e questo sarà il mio nome per
sempre. E chi è Gesù? È
il Cristo, il Figlio
del Dio vivente, il Salvatore del mondo, il Re del cielo e della terra, il
Signore degli angeli e il Redentore dei fedeli, il Giudice dei vivi e dei
morti. 14) È
lui la speranza
delle anime buone, la consolazione dei devoti, la pace dei mansueti, la ricchezza
dei poveri, la gloria degli umili, la fortezza dei deboli, la via degli
smarriti, la luce dei ciechi, il bastone degli storpi, il sollievo degli
oppressi, l'aiuto dei tribolati e il rifugio particolare di tutti i buoni.
Benedici il Figlio con la Madre, e sarai amato dal Padre. Ogni volta che mi
renderai qualche ossequio, rendi onore e gloria a lui, perché la sua gloria
è la mia gioia, e l'omaggio reso a lui è una lode fatta a me. Poni me e Gesù
come sigillo sul tuo cuore, come sigillo sul tuo braccio. Se stai in piedi o
seduto, se preghi, leggi, scrivi o lavori, Gesù e Maria siano spesso sulle tue
labbra e sempre nel tuo cuore. 15) Il figlio. Ti servano tutti i
popoli, tutte le nazioni e tutte le lingue. Tutte le creature si inginocchino
davanti a te. Il cielo dica: «Rallegrati, o Maria». La terra risponda: «Ave
in eterno e... oltre». Tutti i santi glorifichino il tuo nome, e tutti i
devo-ti esultino davanti a te e all'Agnello, Gesù Cristo tuo Figlio e nostro
Signore. Amen.
Capitolo III
IL RICORDO E L'INVOCAZIONE DELLA BEATISSIMA VERGINE
MARIA
1) È giusto ricordarsi sempre della gloriosa Vergine
Maria, la Madre benedetta di Gesù, ai cui meriti e alle cui preghiere devi
raccomandarti ogni giorno, e alla quale devi ricorrere in tutte le tue necessità,
come un figlio percosso e ferito ricorre alla sua diletta madre. È
dolce il nome di
Maria: dona fiducia a chi la chiama e la invoca. Ella da parte sua è sempre
pronta a dire una buona parola al suo Figlio Gesù per un'anima tribolata, che
si trova nel bisogno. Se Maria non pregasse ogni giorno per il mondo con tutti
gli angeli del cielo, come potrebbe esistere il mondo, che con sì gravi peccati
offende Dio e tanto poco si emenda? Perciò tutti devono invocare Maria: i
giusti e i peccatori, soprattutto i religiosi e le persone devote che hanno
fatto il voto di castità e anelano con santi desideri alle cose celesti, ma non
vogliono avere nulla a che fare con il mondo. 2)
Che cosa devi domandarle? In primo luogo il perdono dei tuoi peccati, poi
la virtù della castità nonché il dono, oltremodo gradito a Dio, dell'umiltà,
perché tu sia davanti a lui sempre umile e desideroso di essere ritenuto vile
e abietto. Infine devi chiedere di non gloriarti mai di alcuna cosa, per non
perdere tutto quanto ti sembra di possedere. 3) Devi inoltre affliggerti,
per essere tanto lontano dalle vere virtù: dalla profonda umiltà, dalla santa
povertà, dalla perfetta obbedienza, dalla purissima castità, dalla devotissima
preghiera, dalla fervidissima carità. Tutte virtù che albergano in Maria,
Madre di Gesù. Perciò gettati ai suoi piedi come un povero mendico, perché tu
possa ottenere almeno il minimo grado di quelle virtù, non essendo capace di
raggiungere quello più alto a causa della tua indolenza. 4) Qualunque
cosa desideri, prega umilmente di ottenerla per mano di Maria. È
per i suoi
meriti gloriosi che vengono soccorsi quanti si trovano in purgatorio e sulla
terra. Grande è la sua grazia e grande la sua gloria in Gesù suo Salvatore, al
di sopra di tutti i santi del cielo. Ma tutto è a beneficio di noi, che
stiamo sulla terra. Affidati totalmente alla sua fedeltà. Le sue preghiere
sono gradite a Dio, ed Ella non chiede e non desidera, se non quanto è
gradito a lei e al suo diletto Figlio; quanto giova alla tua salvezza, secondo i
piani della volontà divina. 5)
Piace molto a
Dio e alla Beata Vergine, che si preghi per evitare i peccati e per custodire il
cuore nell'umiltà. Ella infatti si gloriò davanti a Dio soltanto dell'umiltà,
tacendo sul resto; e nonostante la sua inesauribile ricchezza di grazia, giammai
dall'umiltà si distaccò. La Vergine Maria preghi per noi con voce
misericordiosa, perché siamo resi degni della grazia di Dio.
Libro Secondo
CONOSCERE
MARIA
Capitolo I
MARIA E IL MISTERO DELL'INCARNAZIONE
1) Ti benedico e ti ringrazio, Signore Iddio,
creatore e redentore del genere umano, per l'immensa bontà con la quale hai
voluto ancor più mirabilmente redimere quell'uomo, che mirabilmente già
avevi creato. Infatti, mentre eravamo ancora tuoi nemici e la morte antica
esercitava il suo iniquo dominio su tutto il genere umano, ti ricordasti della
tua infinita misericordia, e dal trono sublime della tua gloria volgesti lo
sguardo a questa valle di pianto e di miseria. 2) Osservasti la grande
afflizione del tuo popolo sulla terra e il grave retaggio dei figli di Adamo. E,
spinto da un profondo impulso di amore, cominciasti ad avere per noi pensieri
di pace e di redenzione. Così, quando giunse la pienezza dei tempi, venisti a
visitarci, scendendo dal cielo; e con l'Incarnazione apparisti tra gli uomini
vero Dio e vero uomo, realizzando le attese dei profeti. 3)
Ti benedico e ti
lodo, Salvatore nostro Gesù Cristo, per la immensa umiltà con cui ti
degnasti di scegliere per Madre una vergine povera, che facesti sposare con un
povero falegname: Giuseppe, uomo santo e giusto. 4) Ti benedico per
l'annunzio della degnissima incarnazione e per il rispettoso saluto angelico,
con cui l'angelo Gabriele incontrò con grandissima devozione la beatissima
Vergine Maria, annunziandole il divino mistero del Figlio di Dio, che si sarebbe
incarnato in lei. 5) Ti
lodo e ti rendo onore per la grandezza della fede di Maria Vergine, per il suo
deciso consenso, per l'umilissima sua risposta e per tutte le sue virtù,
confermate quando, all' arcangelo che recava il lieto annunzio, rispose con
docile sottomissione: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello
che tu hai detto» (Lc 1,38). 6) Ti lodo e ti glorifico, o eterna
Sapienza del Padre, per essersi interessata la tua inaccessibile Altezza al
misero ergastolo della nostra mortalità e per la tua purissima concezione da
Maria, avvenuta per opera dello Spirito Santo (Lc 1,35), nel cui seno verginale
l'ineffabile virtù dell'Altissimo, scendendo su di lei (Lc 1,35), formò dalla
carne intemerata della Vergine la tua carne sacrosanta. Tu dunque, vero Dio,
consustanziale con l'Eterno Padre, sei divenuto una sola carne con noi, ma
senza contagio di peccato, per renderci un solo spirito con te, attraverso
l'adozione a figli di Dio (Gal 4,4). 7)
Ti lodo e ti
glorifico per aver voluto svuotare la tua grandezza, assumendo la nostra
passibilità, la pochezza, la sofferenza e la mortalità abbracciate con amore,
per riempirci con il tuo svuotamento, per salvarci con la tua passione, per
esaltarci con la tua umiliazione, per irrobustirci con la tua infermità e per
condurci alla gloria dell'immortalità con la tua mortalità. 8) Ti lodo
e ti glorifico per quei lunghi nove mesi, durante i quali ti nascondesti bambino
nelle angustie di un seno verginale, aspettando il tempo per il tuo natale, Tu
che, come Dio, non hai tempo e non hai età, ma tutte le cose ordinasti nel
tempo con ammirevole armonia. 9) O
amabile e ammirabile degnazione, Dio di immensa gloria, che non disdegnasti di
farti disprezzabile e di assumere, per salvarci, le nostre sofferenze, Tu,
che creasti tutte le cose senza fatica. O dolcissimo Gesù, splendore dell'
eterna gloria, quanto più ti sei umiliato nell'umanità, tanto più mi hai
dimostrato la tua bontà; quanto più ti sei fatto disprezzabile per me, tanto
più mi sei caro. 10) Ti benedico e ti ringrazio, Signore Gesù, Figlio
unigenito del Padre, unico generato prima dell'esistenza del mondo, di esserti
ineffabilmente degnato, per la tua grandissima umiltà, di nascere in una
sordida stalla e di essere deposto per amore della santa povertà in una povera
mangiatoia. Ti lodo, amatissimo Gesù, per la tua venuta coronata di luce, per
la tua gloriosa nascita dalla illibata Vergine Maria, per la tua povertà e per
l'umile tua sistemazione in una mangiatoia così piccola e vile. Chi potrebbe
immaginare l'Altissimo Iddio fatto così piccolo per gli uomini? Quante grazie
deve renderti tutto il genere umano, se hai scelto le angustie di una
mangiatoia per redimerlo? 11) Quale grande tenerezza, mirabile dolcezza e
soavissimo amore vedere Iddio fatto bambino, ravvolto in poveri panni e
giacere in una angusta mangiatoia davanti ad animali! Quale incomprensibile
umiltà, che il Signore di tutti i signori si degni di farsi servo dei suoi
servi! E questo, Signore Dio, ti sembrò ancora poco, perché volesti diventare
mio Padre, tu che sei il mio Creatore. Addirittura ti sei degnato di essere mio
Fratello e carne mia nella realtà della tua natura umana, pur senza contrarre
nulla dell' antica corruzione. 12) La tua nascita è superiore alle leggi
della natura; ma, dovendo riparare proprio la natura, con un grande miracolo
supera il modo con cui nascono gli uomini e conforta con divina virtù i nostri
faticosi natali. Quanto è felice e amabile il tuo natale, dolcissimo Gesù,
Figlio di una Vergine eccelsa, cioè dell' esimia Madre Maria, che rinnova il
natale di tutti, ne migliora la condizione, ne
scioglie i pregiudizi e lacera il decreto di condanna della natura. E così,
chi si vergogna di far parte della stirpe peccatrice di Adamo, si può
rallegrare per la tua natività incontaminata, sicuro di essere felicemente
rinato per tua grazia. 13)
Ringrazio la tua miracolosa e gloriosa nascita, o Gesù, Figlio unigenito di
Dio, in virtù della quale abbiamo accesso a questa grazia, nella quale viviamo,
e confidiamo nella speranza della gloria dei figli di Dio, promessa dal cielo.
Tu sei il pegno della nostra redenzione; tu sei l'eterna speranza di tutti noi
fedeli. A te ricorriamo noi, umili peccatori; a te che ci cercasti per primo,
quando noi non ti conoscevamo ancora. 14) O santa e dolce infanzia, che
nel cuore degli uomini infondi la vera innocenza, per cui ogni età ritorna a te
beata e a te diventa simile, non per debolezza delle membra, ma per l'umiltà
dei sensi e per la bontà dei costumi. Concedimi di seguire le tue sante orme,
clementissimo Gesù, che, per dare a tutti gli uomini esempio della virtù e
della salvezza eterna, volesti nascere a mezzanotte da Maria Vergine. Fa,
dunque, che io possa porgerti grazie e cantare le lodi con gli angeli e con
tutta la milizia celeste, che volesti felici messaggeri del tuo Santo natale.
Capitolo Il
MARIA DURANTE L'INFANZIA DI GESÙ
1) Ti benedico e ti ringrazio, Signore Gesù Cristo, autore della
purezza, per la tua umile presentazione al tempio di Dio, dove con vittime e
offerte, come uno dei figli di Adamo, sei stato presentato dai genitori e sei
stato riscattato con cinque monete d'argento, come un povero schiavo comprato al
mercato. Ti benedico, Santissimo Redentore del mondo, per la tua umile
obbedienza alla legge di Dio. Pur essendo senza debito di peccato, per darci
esempio di profonda sottomissione, ti rendesti suddito delle prescrizioni
legali. 2) Ti benedico, inoltre, per l'immensa umiltà della beatissima
tua Madre e per la sua spontanea sottomissione ai precetti della legge.
Infatti, pure essendo Vergine Santa nel parto e dopo il parto, non ricusò di
sottomettersi al rito della purificazione. Offerta meravigliosa e riparazione
soavissima, perché libera e aliena da qualsiasi colpa. 3)
Che cosa potrei
offrire o donare a te, mio Signore, per tutte le cose che mi hai dato? Come sarebbe
utile, invece, che io espiassi doverosamente i miei peccati, macchiato come sono di tante colpe e
di tante turpitudini. Perciò mi rivolgo a te, benignissimo Signore Gesù
Cristo, e ti prego di dare soddisfazione per me e di lavare con la tua purissima
oblazione tutti i miei peccati, perché possa entrare nel tempio celeste
mondato e purificato, al fine di lodare per sempre il tuo santo nome. 4)
Prega anche Tu per me, grande Madre di Dio, gloriosa Vergine Maria, perché mi
vengano perdonati i miei peccati e mi sia concesso il tempo per espiarli e per
fare fermo proposito di meritare l'aiuto della grazia divina; e per quanto mi
manca per ringraziare Dio di tutti i suoi benefici, suppliscimi tu, piissima
Madre, offrendo te stessa con il tuo amatissimo Figlio al cospetto della gloria
del Padre. Che la tua integrità verginale scusi la mia impurità, sia della
mente sia del cuore; la tua carità accenda la mia tiepidezza; la tua umiltà
abbassi la mia superbia; la tua spontanea obbedienza infranga la durezza della
mia volontà perversa. 5) Ecco:
offro me stesso nelle tue mani e in quelle del tuo diletto Figlio, e qualunque
cosa possa fare, la farò sempre al vostro servizio. Offro un paio di tortore:
la compunzione per i miei peccati e per le mie negligenze nonché il desiderio
dei gaudi eterni. Offro anche due piccoli nati da colomba: il doppio desiderio
di custodire nel cuore la doppia semplicità di non rendere a nessuno male per
male, e di vincere sempre il male con il bene. 6) Degnati di concedermi
tutto questo, o buon Gesù, che fosti presentato oggi nel Tempio dalla tua
umile Vergine Madre e fosti preso con gioia fra le braccia dal giusto e timorato
Simeone.
Capitolo III
LA PERDITA E IL RITROVAMENTO DI GESÙ
1) Il figlio. Non sempre si trova Gesù dove lo si cerca;
ma spesso lo si trova dove meno si crede. Perciò nessuno presuma di essere
l'unico a possedere Gesù; nessuno disprezzi un altro, perché non conosce
quanto possa piacere internamente a Dio, cosa che sfugge agli uomini, anche se
esternamente egli può sembrare un uomo da nulla. 2) Non deve
sembrarmi, dunque, una cosa strana né una novità, se perderò Gesù. Ma so che
questo sarebbe dannoso per me e molto doloroso per il mio cuore. Confesso di
essere colpevole e degno di gravi castighi, perché non ho custodito bene il mio
cuore e mi sono comportato con molta tiepidezza e negligenza. Perciò ho perso
la grazia di Gesù e non so chi me la potrà restituire, se lui stesso non si
degnerà di avere compassione ancora una volta di me poveretto. 3) Clementissima
Madre di Dio, soccorrimi in questa mia disgrazia; aiutami, mia Signora; proteggimi,
dilettissima Vergine Maria, porta della vita e della misericordia. Ti domando
conforto e aiuto. Tu conosci meglio di tutti quanto dolore causa la perdita di
Gesù e quanta gioia rechi il suo ritrovamento. Beatissima Vergine, se questo capitò
a te, che non ne avevi alcuna colpa, quale meraviglia ci può essere, se la
grazia di Gesù non esaudisce le speranze di un peccatore, che l'offende in
tanti modi? 4) Che
cosa devo fare per ritrovare la grazia di Gesù? Se c'è qualche speranza di
ritrovarla, dipenderà dal tuo consiglio, si realizzerà per i tuoi meriti;
poiché tu sei la più vicina a Gesù, rimani al mio fianco finché non lo
ritroverò. Dopo averlo visto e ntrovato, canterò in giubilo con te: «Rallegratevi
tutti con me, perché ho ritrovato Colui che l'anima mia ama». Egli è Colui
che tu hai partorito, o castissima Vergine Maria. 5) La Madre.
Ascolta il mio consiglio: imita il mio esempio e l'anima tua sarà consolata. Se
avrai smarrito Gesù, non disperarti e non turbarti troppo; non stare con le
mani in mano, non smettere di pregare, non distrarti in consolazioni terrene, ma
cerca la solitudine. Piangi te stesso, e nel tempio del tuo cuore ritroverai Gesù,
che hai smarrito con i tuoi peccati e con il compiacimento delle vanità. 6)
Non si trova Gesù nelle piazze delle città, in compagnia di giocatori o di
quanti vivono mollemente; ma in compagnia dei giusti e dei santi. Si deve
cercare, gemendo di dolore, chi si è perduto per colpa della propria
dissolutezza; si deve conservare con grande cautela chi si è perduto per incuria;
si deve supplicare con timore e riverenza chi detesta i pigri e gli ingrati; si
deve richiamare con somma umiltà chi è stato allontanato per orgoglio; si deve
placare con frequenti e sincere preghiere chi, intento in futili pensieri, non
ascolta chi parla sottovoce. Ma si deve anche lodare con grande riconoscenza
chi è sempre disposto a concedere la sua grazia; si deve abbracciare con
ardentissimo amore chi perdona a tutti, chi ha compassione di tutti, chi dà
gratuitamente i suoi doni e non li nega a nessuno di coloro che glieli chiedono.
7) Anche
se a volte tarda, non abbandona chi persevera nella preghiera; ma ritorna spesso
senza che lo sappia, lo illumina più chiaramente e lo istruisce con maggior
cura, perché non presuma mai di sé, ma confidi umilmente e devotamente in lui.
8) Se dunque presti molta attenzione a queste cose, placherai
facilmente Gesù. Lo troverai a Gerusalemme, perché quei luogo è destinato
alla pace. Gesù, nel tempio del tuo cuore, ripeterà le sue sacre parole. Sarà
con te tutto il giorno; ti insegnerà tutte le cose che riguardano la salvezza;
tutto quanto riguarda la grazia e la virtù, che rifulgono negli angeli e negli
uomini; tutto ciò che di buono splende nelle creature. 9)
Perciò devi
sempre invocare Gesù; lo devi sempre ricercare; lo devi sempre desiderare,
ricordare, lodare, venerare e amare. Non devi offenderlo in nessuna cosa; devi
adorarlo con santità e purezza, poiché è benedetto sopra tutte le cose nei
secoli dei secoli. Amen.
Capitolo IV
“DONNA ECCO TUO FIGLIO”
1) Ti benedico e ti ringrazio, Signore Gesù
Cristo, consolatore di tutti gli afflitti, per il doloroso rispetto con cui
guardasti la tua dilettissima Madre ai piedi della croce, in preda ad angoscia
mortale. L'immensità del suo dolore la conoscevi bene soltanto tu, che eri
profondo conoscitore del suo cuore e non avesti in terra essere più caro
della tua Vergine Madre. Ma anche lei non amò nessuno più di te, suo Divin
Figlio, che appena nato da lei rionobbe Signore di tutte le cose e suo
Creatore. Perciò, guardando appeso alla croce te, che amava infinitamente,
viveva più in te che in sé; e quasi totalmente astratta da sé, era
anch'essa appesa alla croce: «crocifissa» in spirito con te, benché con il
corpo fosse ancora accanto alla croce in lacrime. 2) Ti lodo e ti rendo
gloria per la tua infinita compassione, per cui eri filialmente «consofferente»
con la tua addoloratissima Madre, che in verità soffriva i tuoi dolori come
suoi e le tue ferite come proprie, quando con nuovi contorcimenti spasimavi; e
con occhi materni vedeva scorrere il sangue dal tuo corpo, e sentiva la tua voce
che parlava a lei. 3)
Ti lodo e rendo
gloria per le bellissime parole, con cui brevemente ti rivolgesti alla tua Madre
desolata, raccomandandola al tuo discepolo prediletto Giovanni, come a
fedelissimo sostituto. E unisti la Vergine al vergine Giovanni con il vincolo
della indissolubile carità, dicendo: «Donna, ecco tuo figlio!» (Gv 19,26);
e al discepolo: «Ecco la tua Madre!» (Gv 19,27). 4)
Felice comunione e gradita consegna, che unì e consacrò una integrità verginale. Con questa
espressione, infatti, manifestasti l'affetto di un'amorevole preoccupazione
per l'onorabilità di tua Madre, cui affidasti il conforto di un casto discepolo;
e le offristi, in qualche modo, un altro figlio in armonia con la purezza dei
suoi costumi e capace di provvedere alla necessità della sua vita. Era giusto
che la tua filiale provvidenza si comportasse così, perché una Madre Santa e
Vergine illibata non mancasse di un fedelissimo servo; e perché Colei, che
stava per essere privata della tua dolcissima presenza, non poteva apparire
quasi abbandonata e straniera tra i giudei. 5) Accogli dunque o Maria, dolcissima Madre di Dio, questa disposizione del
Figlio tuo e questa decisione così dolce. Accogli con affetto questo discepolo,
che ti ha donato tuo Figlio Gesù. È l'apostolo Giovanni, vergine eccellente, il più amato da Gesù, di
soavi costumi. Egli è verecondo nel volto, modesto nel tratto, sobrio nel cibo,
umile nel vestire, ossequente, pronto all'obbedienza. È
il discepolo
più amato, molto legato a te, stimato, puro di mente e vergine di corpo,
gradito a Dio e caro a tutti. Perciò del tutto degno di vivere con te, Madre
di Dio. So bene, inoltre, che a te sempre piacque e sempre piace ciò che piace
al Figlio tuo; e che desideri la realizzazione di quanto Egli dispone, poiché
in tutti i suoi atti non ha mai compiuto la propria volontà, ma sempre ha
cercato la gloria del Padre. Perciò non dubito che ti piacque quando, prossimo
a morire, ti lasciò Giovanni come suo sostituto. 6) E tu, san
Giovanni, accogli il desiderabile tesoro che ti è stato affidato. Accogli la
venerabile Madre di Gesù, la Regina del cielo, la Signora dell'universo, la
tua diletta Parente, sorella di tua madre: la Vergine Santa. Finora la Beata
Vergine era solo la tua parente, per diritto di sangue. Ora invece sarà tua
Madre con un vincolo più sacro e per diritto divino, affidata a te per grazia
speciale. Anche tu, che prima eri figlio di Zebedeo secondo la carne, fratello
di Giacomo il Maggiore e parente del Salvatore, in seguito, divenuto discepolo
di Gesù, sarai chiamato con nome nuovo: «figlio adottivo di Maria», cui
obbedirai con amore filiale per tutto il resto della tua vita. Esegui, dunque,
quanto Gesù ti comanda; metti in pratica l'ordine del sacro affidamento e
otterrai l'onore e la riconoscenza di tutto il mondo. 7) Giovanni
eseguì con somma gioia quanto Gesù gli disse dall' alto della croce. Infatti
«da quel momento la prese nella sua casa» (Gv 19,27), ebbe cura di lei, la
servì con sollecitudine, le obbedì incondizionatamente e l'amò con tutto il
cuore. Godi dunque e rallegrati, beatissimo Giovanni, per il dono che ti è
stato affidato: giacché ciò che Gesù aveva di più caro al mondo, lo consegnò
con fiducia a te. Ti arricchì a dismisura, quando legò a te quasi con
testamento Maria, che gli angeli santi non sono in grado di lodare degnamente. 8)
Cristo consegnò a san Pietro le chiavi del Regno dei cieli; ma costituì te suo
sostituto per la Madre. Un giorno Maria fu sposata a Giuseppe, ma fu affidata
a te. A lui disse l'angelo: «Non temere di prendere con te Maria, tua sposa» (Mt
1,20). Ora il Signore degli angeli dice a te: «Ecco la tua Madre» (Gv
19,27); e come Giuseppe fu vicino alla Vergine nella nascita del Figlio, così
tu devi starle vicino nella passione di Cristo, e per lungo tempo dopo la sua
ascensione al cielo. 9)
Se san Giovanni
Battista fosse stato ancora in vita, per diritto di parentela e in virtù della
sua castità sarebbe stato molto idoneo a servirla e suo insigne custode. Ma
Giuseppe non c'è più, poiché non si conosce se è ancora in vita oppure è
morto; Giovanni, in catene per lungo tempo, è stato ucciso; Gesù è ormai
prossimo a morire e a sparire dagli occhi della Madre. E allora tu devi fare
le veci di tutte queste persone a lei care; e devi fare le veci di Cristo,
quale pegno del Figlio che le viene sottratto. Confido nel Signore Gesù, che
questo sarà molto gradito a tuo fratello Giacomo e a tutti gli altri apostoli;
che nessuno dei tuoi amici ti invidierà e che chiunque abbia stima di te si
rallegrerà sinceramente. La ricchezza delle tue virtù ha meritato questo
grande premio: ossia un perfetto «disprezzo del mondo», l'amore per Gesù, la
dolcezza dei modi, l'integrità verginale, la serenità della mente, la libertà
dell' anima, la purezza del cuore e la probità della vita. 10) Prendi
dunque in tua custodia la Madre di Cristo, e ne conseguirai una grazia
immensa. Accanto a lei farai molti e grandi progressi spirituali; sarai istruito
dalle sue parole, edificato dai suoi esempi, aiutato dalle sue preghiere,
incoraggiato dalle sue esortazioni, infiammato dal suo amore, attratto dalla sua
devozione, elevato dalla sua contemplazione, ripieno di gioia, riempito di
celesti delizie. Ascolterai dalla sua bocca i misteri di Dio, cono scerai cose
nascoste, apprenderai cose mirabili e comprenderai cose ineffabili. 11)
Per la tua presenza diventerai più casto, diventerai più puro,
diventerai più santo e progredirai ancor più nella tua devozione. Lo sguardo
di lei è pudicizia, prudenza il suo parlare, giustizia le sue azioni. Gesù è
la sua lettura, Cristo la sua meditazione, Dio la sua contemplazione. Il
decoro del suo volto brilla come la luce, il suo aspetto rispettabile non
offende nessuno, il suo comportamento rende casto chi la guarda. La sua parola
allontana ogni male. 12) Talmente grande è la dignità di Maria, che supera
tutti i santi per purezza e grazia. Di lei tu avrai la custodia, affidata dal
Sommo Re del cielo. Perciò offrile con diligenza i tuoi servizi, rendile onore,
prestale premurosa attenzione. Resta accanto alla croce, vigila sulla Vergine,
sostienila, abbracciala, sorreggila se viene meno, consolala se piange.
Piangi con lei che piange, gemi con lei che geme, seguila se cammina, fermati
se si ferma e siedi con lei, se si mette a sedere. 13) Se piange, non
allontanarti; se soffre, fai opera di misericordia. Infine preparati alle
esequie di Gesù che muore; conduci con te la Madre al luogo della sua
sepoltura, riconducila in città, a casa e conforta la consolatrice di tutti gli
afflitti. Sii suo servitore angelico, e anche in questo ufficio potrai offrire
sollievo a chi è più degno di te. Cristo infatti venne confortato da un
angelo nella sua agonia. Benche' non ne avesse bisogno, volle essere visitato
da un inferiore e non rifiutò di essere da lui consolato. 14) Ecco,
carissimo Giovanni, a quale eccelsa missione sei chiamato, quale Vergine ti
viene affidata, di chi è Madre colei cui devi prestare le tue cure. Infine, ti
scongiuro umilmente di pregare tanto per me peccatore, affinché io pure sia
fervoroso nell'amore di Cristo e sia trovato degno di lodare la Beata Vergine
e di partecipare ai suoi dolori.
Capitolo V
LA COMUNIONE DI MARIA CON GESÙ
1) Ti benedico, ti lodo e ti rendo grazie, Santa
Madre di Dio, Vergine Maria, per tutti i beni e i doni a te concessi
copiosamente da Dio; per le innumerevoli tue virtù e per gli straordinari
privilegi di grazia, per i quali in modo assai insigne e al di sopra di tutti
i santi risplendesti in terra; per essere degna Madre di Dio e nutrire al tuo
seno, sollevare nelle tue braccia, abbracciare e portare il Verbo di Dio in te
incarnato. 2) Ti benedico, ti lodo e ti onoro, eletta Madre di Dio e
umile «Serva del Signore» (Lc 1,38), per tutti gli amorevoli servizi e i
necessari aiuti prestati a Cristo fatto uomo, tuo Figlio; per le molteplici persecuzioni,
per le privazioni, per i lavori e le fatiche sopportate pazientemente con lui. 3)
Ti benedico, ti lodo e ti rendo omaggio, gloriosa Vergine Maria, Madre e Figlia
dell'Eterno Re, per i soavi e frequenti colloqui con Gesù; per le divine parole
ascoltate con tanta diligenza dalla sua bocca, e puntualmente conservate e
meditate nel profondo del cuore (Lc 3,51); per le magnifiche consolazioni da lui
spessissimo ricevute; per gli incommensurabili gaudi e le divine gioie
procurati dalla sua presenza, suscitati per grazia dello Spirito Santo, e a
lungo coltivati nel cuore. 4) Ti benedico, ti lodo e ti esalto, Santa
Maria e mia venerata Signora, per la tua purissima e santissima vita, così
cara a Dio e agli angeli, trascorsa con Gesù per lunghi anni in povertà e
silenzio, provata da molte sofferenze e avversità, offerta a tutti i seguaci di
Cristo come esempio da imitare devotamente e offerta mirabilmente fino al termine
dei secoli alla Chiesa universale quale sostegno nelle sue prove. 5) Ti
benedico, ti lodo e ti glorifico, o benignissima e piissima Madre di Dio Maria,
per tutti i tuoi devoti esercizi e le sacre meditazioni sulla legge di Dio, cui
ti dedicavi giorno e notte; per le tue ferventissime preghiere, per le lacrime
e i digiuni che offristi a Dio con grande impegno per la conversione dei
peccatori e la perseveranza dei giusti; per la tua grande compassione per i
poveri e gli ammalati, per i tentati e gli oppressi dall' ansia; per il tuo
grande. desiderio di salvezza del genere umano, del quale sapevi che doveva
essere redento dalla morte del tuo Figlio. 6) Inoltre, benché amassi
con immenso amore il Figlio tuo unigenito, tuttavia non lo strappasti
all'orribile supplizio della croce, ma ti sottomettesti totalmente alla volontà
del Padre. Inoltre, in tutte le sue sofferenze, «consoffristi» assieme a lui;
e fino all' ignominia della croce con passo fermo seguisti Gesù che andava
avanti, senza badare alla fuga degli apostoli (Mt 26,56) e senza temere
la crudeltà dei giudei. Eri disposta a subire la morte con lui, piuttosto che
abbandonarlo in tale estremo frangente. 7) Ti benedico, ti lodo e ti
esalto con tutte le mie forze, o fedelissima e amatissima Madre di Dio, Celeste
Maria, per la tua perseveranza nella fede ferma e nella carità perfetta,
quando, mentre gli apostoli fuggivano per paura e mentre anche i pochi che
seguivano Gesù si vergognavano, tu sola, con estrema costanza, tenesti alta la
fiaccola accesa della fede nella passione del Figlio, non dubitando della sua
futura risurrezione al terzo giorno, come era stato predetto da lui abbastanza
chiaramente. 8) Mentre tutti gli amici di Gesù si erano dispersi, tu,
Madre mestissima, con un piccolo gruppo di donne ti recasti impavida al
Calvario, passando attraverso una folla minacciosa, per avvicinarti il più
presto possibile al Figlio, che stava per essere crocifisso. Volevi vederlo
mentre era ancora vivo, per poter ricevere da lui, prima della morte, la parola
del suo amorevole dono. 9) Ti benedico, ti lodo e con tutte le mie forze
mi raccomando a te, Santa e Immacolata Vergine, per la tua dolorosa presenza
presso la croce di Gesù, dove affranta e afflitta a lungo ti fermasti, trafitta
da una spada di dolore secondo la profezia di Simeone (Lc 2,35); per le molte
lacrime versate; per la grande fedeltà e indicibile coerenza che dimostrasti
al Figlio tuo nell'estremo bisogno, mentre stava per morire; per il grande
dolore del tuo cuore; per la sofferenza più lacerante nel momento della sua
morte; per il cereo suo aspetto, quando lo vedesti pendere morto davanti a te. 10)
Ti benedico e ti lodo per il pio abbraccio con cui lo stringesti fra le tue
materne braccia; per il mesto tragitto verso il luogo della sua sepoltura,
allorché seguivi piangendo coloro che portavano il povero santo corpo, e
piangendo guardasti tuo Figlio deposto nel sepolcro e chiuso sotto un grande
sasso; per il doloroso ritorno dal sepolcro alla casa in cui eri ospitata, ove
con molti fedeli colà riuniti ti sciogliesti in lacrime per la morte dell'amato
Figlio con ripetuti lamenti, e piangesti tanto da far piangere anche quanti ti
stavano vicino. 11) Compatisci ora, anima mia, la Vergine dolorosa, la
Madre lacrimosa, Maria amorosa. Se ami Maria, devi compatirla per i tanti suoi
dolori, affinché ti soccorra nelle tue pene. Ecco, la Santa Madre piange il
suo unico Figlio; piange Maria di Cleofa il suo diletto Congiunto; piange Maria
Maddalena il Medico della sua salute; piange Giovanni il suo dolcissimo
Maestro; piangono tutti gli apostoli il loro Signore perduto. E chi non piangerebbe
fra tanti amici che piangono insieme? 12) È davvero grande questo pianto
a Gerusalemme! Fermati dunque anche tu un poco, e impara a piangere dalla
Vergine Maria, le cui lacrime amare potranno commuovere il tuo cuore nel
profondo. Eccola in piedi accanto alla croce, straziata da grandi dolori,
colei che un giorno lontano, davanti al presepe, era piena di celesti armonie.
È oppressa dal clamore dei giudei, lei che un tempo venne onorata dai re magi;
è tutta cosparsa del sangue del Figlio, lei che era stata accarezzata dal suo
candido aspetto. 13) Vede appeso alla croce, in mezzo a due ladroni,
Colui che tante volte aveva visto operare miracoli in mezzo al popolo;
contempla, reso quasi come un lebbroso per lo scempio delle ferite, Colui che
aveva donato la guarigione a molti lebbrosi; mira, oppresso da innumerevoli
dolori, Colui che aveva scacciato il dolore dagli infermi; contempla, vinto
dalla morte, Colui che aveva richiamato il morto Lazzaro alla vita. Tutte le
gioie si sono mutate in tristezze e tutte le cose dolci in amarezze. 14)
La rutilante Stella del mare è sbattuta da numerose e angoscianti tempeste;
ma la sua mente, che rimane fissa in Dio, non è vinta dalle perversità umane.
Sta dunque ritta presso la croce con costanza e pazienza, con fedeltà e
amore, senza temere quanti la minacciano di morte e senza sfuggire a quanti
la maledicono. Sopporta tutto con animo tranquillo e si sforza di confrontarsi
al Figlio umiliato, non rispondendo nulla ai crudelissimi nemici. Non usa
espressioni di sdegno e non fa gesti di indignazione. Emette solo gemiti
profondi, piange amaramente, si addolora con ansia, compatisce intimamente ed
è immensamente afflitta. Non si irrita con i crocifissori, ma prega per i
calunniatori, si rattrista e geme per quanti deridono e bestemmiano Cristo.
Quindi sta presso la croce in un mare di lacrime, e con il suo esempio di
mitezza offre il conforto della pazienza a tutti i tribolati. 15)
O voi tutti che passate perla via del Calvario, guardate la dolorosa
presenza della Beata Vergine Maria: guardate alla destra della croce e osservate
Maria, Madre di Cristo. Non vi può essere un dolore simile al suo; non vi fu
mai al mondo una madre che abbia compatito il proprio figlio con tanto amore,
giacché per quante ferite ricevevano le membra di Gesù, tante ne riceveva la
sua anima; tante volte diventava martire, quante volte contemplava le piaghe
cruenti del Figlio. 16) Vedi dunque, anima devota, di stampare nel tuo
cuore queste cose. Sii mite e forte, quando verrà il momento della tentazione.
Non turbarti e non disperare, se ti viene a mancare quello che molto ami, o se
ti viene negato ciò che ritieni esserti necessario. Gli amici di Gesù
vengono provati spesso con gravissime afflizioni, perché, se Dio non risparmiò
nemmeno suo Figlio ma per noi tutti lo abbandonò a gravissimi tormenti, come
pretendi trattamenti migliori? Se Cristo non ricercò se stesso, ma fu
obbediente e pronto a sopportare anche cose vilissime e dolorosissime, perché
tu temi tanto la fatica e il dolore; e invece, per amore del Crocifisso, non
abbracci le cose aspre e dure? Se egli riservò alla sua Santissima Madre molte
contrarietà sulla terra; se permise che spesso tribolasse e soffrisse molto,
come mai tu potresti vivere senza prove? 17) Se osservi tutti gli amici
di Dio, non troverai nessuno che abbia navigato il mare di questa vita senza
dure prove. Dall'immagine del Crocifisso e della sua Benedetta Madre, raccogli
quindi l'esempio di una instancabile pazienza, e non temerai più di
sopportare sacrifici per la tua salvezza e per la ricompensa dell'infinita bontà
di Gesù. Così facendo, potrai godere la visione del suo volto per tutta
l'eternità. 18) La Benignissima Madre di Gesù sa ben compatire chi
soffre. Ha imparato da quanto ha sofferto ad avere affettuosa compassione
degli afflitti. Non si dimenticherà dei suoi poveri devoti, verrà incontro
alle loro preghiere, aiuterà quelli che la invocano con perseveranza e sarà
propizia per tutti coloro che la servono. 19) Misericordiosissimo Gesù,
Figlio di Maria, ti prego di concedermi il dono delle lacrime e di ferire il mio
cuore con profondo e compassionevole affetto, di cui ben conosci che fu
angosciata la tua pia Madre. Guardami con quegli occhi compassionevoli, con i
quali guardasti tua Madre e il discepolo Giovanni che stavano accanto alla
croce in lacrime, allorché affidasti l'uno all'altra, dando loro quest'ultimo
addio: «Ecco tuo Figlio; ecco tua Madre». Visitami, ti prego, con la tua
grazia in punto di morte; e fa sentire anche a me le parole che Giovanni udì
dalla croce: «Ecco tua Madre», perché, sentendo queste parole, la mia anima
non tema il «nemico ruggente» (1 Pt 5,8). 20) O clementissima
Santa Maria, mia Signora, fedelissima Avvocata dei cristiani, ti prego per
tutti i tuoi altissimi meriti, per i quali piacesti sommamente a Dio; per
tutte le attenzioni che con grande amore avesti per tuo Figlio, e per tutte le
lacrime che versasti nella dolorosissima sua passione: degnati di avere
compassione di me, di prenderti cura di me con amore materno e di mettermi nel
numero dei tuoi servi, che ti sono particolarmente vicini e da te sono più
amati. 21) O unica speranza, gloriosa Vergine Maria, vieni e mostrami
il tuo volto, prima che l'anima mia abbandoni il mio corpo; e «rivolgi a me gli
occhi tuoi misericordiosi», con i quali guardasti molto spesso con grande gioia
Gesù, «il frutto benedetto del tuo seno»: occhi segnati da tante lacrime durante
la sua passione. 22) Assistimi allora Santissima Madre di Gesù, con la
dolce comitiva delle tue vergini e con il sacro collegio di tutti i santi,
come assistesti sino alla fine il tuo dilettissimo Figlio che stava per morire
sulla croce, poiché dopo il tuo Figlio unigenito e mio Signore Gesù Cristo
non trovo nelle necessità un sollievo più grande e sollecito del tuo, o
Benignissima Madre di tutti gli afflitti.
Capitolo VI
PREGHIERE A MARIA IN LACRIME PRESSO LA CROCE
1) Pie, sante e dolorosissime lacrime della beata
intemerata e sempre Vergine Maria, che sgorgaste dai suoi occhi nel giorno di
Parasceve dall'intima compassione per Cristo e l'amatissima sua passione e
morte in croce; quando copiose, lungo le guance e il suo petto fino al lembo
estremo del vestito, scorreste e profondamente bagnaste il velo del suo sacro
capo; e, cadendo sui suoi santi piedi, bagnaste la polvere della terra. 2)
Oh, se avessi potuto seguire allora le orme dei piedi della mia Signora e avessi
potuto in segreto raccogliere in recipiente le sue calde lacrime, non per lavare
i miei piedi, che spesso ho macchiato con i pensieri cattivi e gli affetti
indecenti, ma per lavarmi le mani e il capo, cioè le parole e le azioni
cattive, per il perdono di tutti i miei peccati commessi ogni giorno. 3)
O pia Madre di Dio, Vergine Maria, siimi propizia: cancella tutti i miei vizi
con i tuoi dolori e la tua devotissima intercessione. Carissima Maria, soccorri
l'anima mia nell' ultima ora della mia vita, e vieni con la moltitudine degli
angeli e dei santi a difendermi contro i terrori del nemico e i dolori dell'inferno.
Ricordati del sangue prezioso e innocente della morte del tuo diletto Figlio
Gesù Cristo, sofferta per me peccatore; del suo costato ferito e di tutte le
lacrime versate nell'intera tua vita; e abbi pietà di me. A te io sospiro, nei
tuoi meriti confido, o clemente, o pia, o dolce Vergine Maria. Amen.
Capitolo VII
MARIA E IL MISTERO DELLA RISURREZIONE
1) Ti benedico e ti ringrazio, Signore Gesù Cristo, Figlio
unigenito di Dio, incarnato per la nostra salvezza dalla Vergine Maria, per la
tua gloriosa e vera risurrezione, avvenuta oggi; e soprattutto per la
lietissima e segretissima apparizione, che ti sei degnato di concedere alla
tua Santissima Madre Maria, mentre era in preghiera nella sua solitaria cameretta.
Essa ti aspettava con immenso desiderio, e con fiducia che tu apparissi a lei
prima di tutti i santi amici tuoi e le sante donne che ti erano care e
familiari, per consolarla dolcissimamente e confortarla con la tua presenza
corporale nella veste della gioia e nella gloria della tua immortalità. 2)
È pio e giusto pensare a ciò per la tua filiale pietà, e crederlo per l'onore
della Santissima Madre tua, poiché in tutte le tue opere sei pio e misericordioso.
Questo debbono credere devotamente anche tutti i fedeli, perché tu hai
comandato di onorare i genitori e di consolarli, quando sono tristi. Perciò,
prima di ogni altro, visitasti la tua Santissima Madre, tristissima per la tua
passione; e con la tua presenza la ricreasti, sollevandola da ogni dolore e
tristezza, e la facesti gioire indicibilmente. 3) Ella non venne con le
altre pie donne a visitare il tuo sepolcro, non per debolezza, per timore o per
grande dolore, ma perché era certissima che tu saresti risorto al terzo
giorno. Perciò, sperando che saresti venuto da lei, restò in casa, a pregare e
ad aspettare la tua venuta con grande desiderio. Per questo meritò di essere la
prima a vederti: perché ti amava e ti desiderava; aveva creduto in te e non
aveva mai dubitato delle tue parole. 4) Se dunque Maria è chiamata Beata
e viene lodata, perché credette alle parole dell' angelo Gabriele, quando
le annunziò il sacro mistero dell'incarnazione, tanto più deve essere
beatificata e lodata perché credette in te, Figlio nato da lei, e in tutte le
tue opere. E mentre gli altri dubitavano ancora, si mantenne ferma nella fede
e non vacillò minimamente. 5) Di quanto ineffabile gaudio fu inondata in
quel santo momento Maria, Madre tua, quando vide te, suo Figlio, adornato da
candido splendore, con il corpo glorioso più splendido della chiarezza del sole
e più bello di tutte le stelle! Quanto indicibilmente e gioiosamente esultò
il suo spirito in te, Gesù, Dio, suo Salvatore: più di tutti i giorni della
sua vita terrena. 6)
Con quanta attenzione guardò con i suoi occhi il tuo corpo glorioso, che
prima aveva visto duramente piagato da crudeli flagelli, inchiodato sul legno
della croce, perforato crudelmente sul lato destro dalla lancia di Longino, e
quindi morto e deposto nel sepolcro. 7) Perciò è giusto che oggi
davanti a te, apparso nel fulgore della tua gloria, Maria sia diventata più
felice del solito e sia stata colmata di nuove consolazioni, dopo che al tempo
della passione aveva sofferto più crudelmente e pianto più acerbamente degli
altri. Allora adempisti la tua promessa, Signore, fatta nell'ultima cena agli
apostoli per consolarli; e l'adempisti nella maniera più vera per l'afflitta
tua Madre: «Non vi lascerò orfani, ritornerò da voi» (Gv 14,18); «Vi vedrò
di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno vi potrà togliere la
vostra gioia» (Gv 16,23). 8) Benissimo facesti, Ottimo Gesù, allorché
visitasti filialmente la tua Dilettissima Madre, la salutasti con riverenza,
le parlasti con dolcezza, la consolasti cordialmente e, mostrandole il tuo
volto felice, facesti scomparire tutta la sua tristezza e le dolorose lacrime
dai suoi occhi. Non appena ti ebbe soltanto visto, scomparvero il dolore e i
gemiti; quando parlasti al suo cuore, discese in lei lo Spirito Santo più che
negli apostoli, inebriando di letizia il suo spirito. 9) Tu che nelle
nozze di Cana, su sua esortazione, cambiasti l'acqua in ottimo vino, di ritorno
dagli inferi e dopo aver vinto i nemici con maggiore potenza e più grande
miracolo cambiasti 'la morte in vita, la croce in gloria, il pianto materno in
gioia e la paura dei discepoli in sempiterno gaudio. 10) Non inviasti un
angelo, non un arcangelo, non Michele, Gabriele o Raffaele, tuoi messaggeri ufficiali;
né alcuno dei dignitari terreni, distinti, vestiti di oro, argento e gemme
preziose, a visitare tua Madre, Regina del cielo, l'amata nostra Signora; ma
venisti tu stesso, Re della gloria, Gesù Cristo. Venisti personalmente di
buon mattino, senza che nessuno lo sapesse e senza alcun preavviso, a visitare
e a consolare la tua Beatissima Madre. Essa era in preghiera e piena di fede,
in attesa del tuo ritorno dal sepolcro con il corpo glorioso. Sapeva infatti,
che tutto doveva avvenire sulla tua passione e risurrezione, come tu stesso
avevi detto e come tanto tempo prima annunziarono i profeti. Ma questo, che tu
hai voluto, è un giorno di gioia e da ritenersi come il più santo e il più
lieto fra tutti i giorni più santi. 11) Ti lodo e ti onoro, con tutti i
tuoi santi e con tutti i fedeli devoti nel mondo, per il dolce colloquio e per
l'intimo incontro che avesti con la dilettissima Madre Maria nella sua camera,
chiusa a ogni strepito esterno, durante il quale con lei parlasti dei divini
misteri del Regno di Dio, dei gaudi del paradiso, dei cori degli angeli, delle
anime sante tratte dagli inferi e condotte alle gioie del cielo, con Enoch ed
Elia. 12) Oh, se avessi potuto essere presente anch' io, se avessi potuto
ascoltare le dolci tue parole, se avessi potuto origliare accanto alla finestra
e diligentemente percepire le parole che il mio Signore Gesù Cristo diceva
alla Madre sulle gioie dei cittadini del cielo, senza che nessun altro
ascoltasse con me! Come avrebbe esultato di gioia il mio cuore nel Signore,
se avessi potuto conservare qualcuna di quelle parole, quale conforto mi
avrebbero recato nel pericoloso esilio di questo mondo. Verosimilmente si
trattava di parole che a nessun uomo è concesso ndire, perché devono essere
conservate nel profondo del cuore e meditate con gioiosa intimità. 13)
Beato chi conosce questa gioia; e attraverso la contemplazione si innalza dalle
cose terrene e trascorre tutto il giorno con Gesù e con Maria, disinteressandosi
delle cose di questa terra. Credo che nessun mortale fu degno di essere presente
a questo colloquio: solo i santi angeli e le anime dei giusti, che seguivano
il loro Signore dovunque con grande riverenza e grande letizia. 14) Forse
questa visita e questa intimità erano così alte e celesti nella casetta di
Maria, che nemmeno agli apostoli fu concesso di entrare e di ascoltare le
eccelse parole pronunziate da Gesù, glorificato dal Padre, alla benedetta
Madre Maria, piena di grazia. Perciò, Signore Gesù, credo che sia meglio da
parte mia affidarle ai tuoi angeli, chiedendo umilmente perdono di tutti i miei
peccati e negligenze a te, che riveli i tuoi segreti agli umili e nutri gli
affamati con il cibo celeste. 15) O benignissimo Gesù Cristo, che dopo
la amara tua passione e la gloriosa risurrezione apparisti alla triste
Santissima Madre Maria con grande splendore e la riempisti di ineffabile e nuova
gioia, abbi pietà di me, povero e infermo, spesso gravemente tribolato
nell'esilio di questo mondo. Mi prostro profondamente davanti a te, e con grande
affetto bussò ripetutamente alla porta della tua pia Madre, affinché tu voglia
degnarti di visitare intimamente anche me nel tempo della mia afflizione, per
consolarmi, confortarmi e liberarmi da ogni maligna tristezza e vana letizia. 16)
Accendi dunque il mio cuore di nuovo fervore, di maggiore e perseverante
devozione nel lodarti, onde impari a rigettare le cose terrene e a ricercare
quelle celesti, a gustare e contemplare con Maria le realtà divine, esultando
solo in te. Chi potrà aiutare me meschino a meditare profondamente e
intensamente queste cose, a vivere qui con il Signore Gesù, tanto che il
mondo intero, con tutti i suoi amanti, perda ogni significato e al più presto
sparisca dalla mia memoria? 17) Ti prego, dolcissimo Gesù,
unitamente alla dolcissima Madre tua, Maria, e ai tuoi angeli e santi, fa che il
mio cuore sia conquistato da te, infiammato profondamente, visitato più
spesso e custodito nella devozione. E, dopo le sofferenze di questa vita, sia
condotto ai gaudi celesti.
Capitolo VIII
MARIA MEDIATRICE DELLA GRAZIA
1) Cari fratelli, siate fedeli servitori di Gesù Cristo
e amanti devoti della sua Madre Santissima, la Vergine Maria, se volete essere
eternamente felici con loro nel cielo. Sarete cari a Dio e alla Benedetta sua
Madre, se sarete umili di cuore, casti di corpo; se sarete modesti nel parlare,
prudenti, timorati, controllati; se non darete a nessuno occasione di
scandalo o di giuste lamentele. 2) Giova molto alla vostra salvezza,
all'onore di Dio e alla lode della Beata Vergine, che siate devoti nella
preghiera, impegnati nello studio e nel lavoro, mansueti nei rimproveri, sobri
nel mangiare, castigati nel guardare e corretti in tutto il vostro
comportamento. Pertanto, se desiderate lodare degnamente e venerare
adeguatamente la Beata Vergine, comportatevi da figli di Dio: con semplicità,
senza malizia, senza cattiveria, senza menzogne, senza ira, senza contrasti,
senza mormorazioni, senza sospetti; sopportando per Gesù e Maria ogni
contrarietà con carità fraterna, con umiltà e pazienza a imitazione della
vita dei santi, per la vostra stessa pace e per l'edificazione degli altri. Ma
soprattutto per godere la gloria della Santa Trinità. Infatti, tutte le cose
amare diventano dolci e le pesanti leggere, quando l'amore per Gesù e il
ricordo della sua Santa Madre penetrano l'intimo del cuore. Se qualcuno vuole
sperimentarlo, basta che pensi frequentemente a loro, ne parli, ne legga, canti
e preghi. 3) Perché poi possiate conoscere un po' l’eccellentissima
dignità della Beatissima Vergine Maria, ascoltate alcuni dei tanti doni e
privilegi, con i quali Dio l'ha benedetta ed esaltata al di sopra di tutti i
santi angeli e arcangeli nel cielo, e al di sopra di tutti gli uomini sulla
terra. Maria è la Vergine Santissima e la Madre carissima di Dio, di cui
nella Chiesa, largamente diffusa in tutto il mondo, si canta: «La Santa Madre
di Dio è stata esaltata al di sopra dei cori degli angeli». Riflettete
attentamente sugli antichi episodi riguardanti i Patriarchi, dalla cui
stirpe è nata Maria come rosa senza spine tra le spine. Come un giorno,
infatti, da molti santi uomini: patriarchi, profeti, giudici, re, sacerdoti,
leviti, dottori e scribi, fu annunziato con parole, segni e figure che Cristo,
Figlio di Dio, sarebbe nato da una Vergine per la redenzione del mondo e sarebbe
morto sulla croce; così, in perfetta simmetria e secondo il piano divino della
salvezza, fu prefigurata e preconizzata la Beatissima e devotissima Vergine
Maria mediante le sacre vergini del tempo, mediante donne illustri, caste
vedove, devote profetesse e mediante oneste matrone, che vivevano castamente e
che, per custodire la loro pudicizia, vivevano éhiuse nelle loro case con le
loro ancelle, lungi dagli sguardi degli uomini. 4) Maria, come dice la
Sacra Scrittura, è veramente la Vergine più prudente di tutte le vergini, la
più pudica di tutte le donne, la più bella di tutte le fanciulle, la più
onesta di tutte le signore, la più graziosa di tutte le donzelle e la regina
più nobile di tutte le regine. In lei rifulgono tutto il decoro della vergine,
ogni virtù morale, ogni speculazione teologica, ogni amorosa devozione, ogni
esercizio di virtù, ogni perfezione di santità. Inoltre, tutte queste cose si
accumulano, hanno sede e risplendono in lei in modo talmente perfetto, che
nessuno le fu simile prima della sua apparizione e nessuno le fu, le è o le sarà
simile dopo la sua venuta. Come una volta il tempio materiale di Salomone fu il
più maestoso di tutti i templi della terra, il più largamente famoso e il più
decorato, e veniva magnificamente venerato dai re e dai popoli, così il tempio
spirituale di Dio, la Beata Vergine Maria pura da ogni macchia, è superiore a
tutti i templi dei santi; e perciò più di tutti deve essere immensamente
onorata e amata. 5) Maria è figlia illustrissima, nobilmente procreata
dalla stirpe insigne dei Patriarchi, discendente dall'inclita casta sacerdotale,
preannunziata dal coro dei Profeti, rampollo di stirpe regale, discendente in
linea retta da Davide, della tribù di Giuda, figlia del popolo di Israele e
nata, per divina disposizione, da genitori santi e cari a Dio. 6)
Felice e illibata Vergine Maria, degnissima di ogni lode e onore, cui ciascuno
deve sentire il bisogno di stringersi con tutto l'amore e la riverenza!
Splendida gemma delle vergini, predestinata da Dio fin dal principio e prima di
tutti i secoli a dare alla luce nella pienezza dei tempi il Redentore del
mondo! Desiderata dai Patriarchi, preannunziata dai Profeti, eletta di molti
re e di molti giusti, fosti lungamente attesa dal devotissimo popolo di Israele
e finalmente donata visibilmente al mondo malato dalla misericordia divina. 7)
Sacra e
illustrissima Vergine Maria, quanto è meraviglioso e lodato in tutto il mondo
il tuo nome! Dall' Oriente all' Occidente in tutte le parti del mondo, a
giudei e gentili, a greci e romani, a latini e germani esso è predicato con
il Vangelo di Gesù Cristo tuo Figlio; e viene ancora predicato ininterrottamente
in tutte le chiese cristiane, nelle cappelle e nei chiostri, nei campi e nelle
selve consacrati a Dio, da piccoli e grandi, da sacerdoti e dottori, dai
predicatori di tutti gli ordini religiosi, che all'unisono amano lodarti e farti
conoscere. Inoltre, tutti i giusti desiderano e godono immensamente di
innalzarti fino alle stelle e di esaltare la tua santità e la tua bellezza al
di sopra di ogni angelica dignità. Essi, nonostante cantino, preghino,
meditino e celebrino solennemente le tue feste, non si stancano mai, secondo il
detto della sapienza che recita: «Chi si ciba di me, avrà ancora più fame;
e chi mi beve, avrà ancora più sete». 8) Lode e gloria, dunque,
all'Altissimo Iddio, che a te diede quaggiù, o Maria, le grazie più grandi fra
tutte le figlie degli uomini; e che ora ha posto il tuo trono accanto a quello
di tuo Figlio nel regno dei cieli, nel luogo più alto e più incantevole, al di
sopra dei cori degli angeli e dei santi, preparato per te da tutta l'eternità e
destinato a durare felicemente per sempre. 9) A te che sei degna di
somma venerazione, o Vergine Maria, Madre e Figlia dell'eterno Re, renda lode
ogni bocca venerandoti con i più alti onori, perché sei la più pura delle
vergini, la più umile, la più caritatevole, la più paziente, la più
misericordiosa, la più fervente nella preghiera, la più profonda nella
meditazione, la più eccelsa nella contemplazione, la più prodiga di consigli,
la più potente nel prestare soccorso. Sei la reggia di Dio, la porta del cielo,
il paradiso delle delizie, il pozzo delle grazie, la gloria degli angeli, la
gioia degli uomini, il modello dei costumi, lo splendore delle virtù, il faro
della vita, la speranza dei bisognosi, la salute degli infermi e la madre degli
orfani. 10) Sei la Vergine delle vergini, tutta soave e bella,
splendente come una stella, dolce come una rosa, bianca come una margherita,
luminosa come il sole e la luna in cielo e in terra... Sei Vergine mite,
innocente come un'agnella, semplice come una colomba, prudente come una nobile
matrona, servizievole come un'umile ancella. Sei santa radice, cedro eccelso,
vite feconda, frutto dolcissimo, palma maestosa. In te si trovano tutti i beni
e per mezzo tuo ci vengono concessi i premi eterni. Tutti dunque, finché
viviamo, dobbiamo ricorrere a te, come figli al seno della madre e come orfani
alla casa del padre, per essere protetti da ogni male per i tuoi gloriosi meriti
e le tue preghiere. 11) Sentite cosa afferma un certo scrittore sulle
dodici stelle che ornano la corona della Beata Vergine, per cui rifulge Maria
in cielo al di sopra di tutti i santi. Queste dodici stelle sono le dodici caratteristiche
della sua splendida regalità. Rispetto alla Chiesa militante, ella possiede
quattro caratteristiche, che traboccano in opere di misericordia: più
benignamente di tutti gli altri esaudisce e più umilmente si china; agisce con
fermezza, ma soccorre con frequenza, come ci insegna l'esperienza nelle
difficili necessità della Chiesa. Rispetto alla Chiesa trionfante possiede
ugualmente quattro caratteristiche: il suo trono nel cielo è collocato più
in alto di tutti gli altri e risplende di maggior luce; è amata più
fervorosamente ed è onorata più diffusamente, come si conviene ai suoi
gloriosi meriti. Rispetto alla Santissima Trinità possiede ugualmente quattro
caratteristiche, ossia quattro stelle più splendenti di tutte: fra quanti
contemplano la gloria dell'Eterna Trinità, nessun altro la intuisce più
limpidamente, l'ama con maggiore gioia, la contempla più intimamente e ne gode
più felicemente nel cielo. Non vi è alcun dubbio al riguardo. 12)
Ascoltate anche quanto dice, a proposito di queste dodici stelle, Bernardo,
l'ardente amante della Beata Vergine, il dottore «mellifluo» e il devoto
educatore di monaci: «Sul suo capo una corona di dodici stelle... Chi potrà
mai stimare il valore di queste gemme? Chi potrà mai contare le stelle, di
cui la corona regale di Maria si compone? È impossibile che l'uomo possa
spiegare come e composta questa corona». 13) A mio modesto avviso e
lungi dal pericoloso scandaglio dei misteri divini, forse non incongruamente
mi sembra di poter individuare in queste dodici stelle le dodici prerogative
di cui è adornata Maria: prerogative del cielo, prerogative della carne e
prerogative del cuore. Se moltiplichiamo questo numero tre per quattro,
probabilmente avremo le dodici stelle, che fanno brillare la corona della nostra
Regina agli occhi di tutti. Per me il fulgore risplende nella natività di Maria,
nell' annunciazione, nell' intervento dello Spirito Santo, nella menarrabile
concezione del Figlio di Dio. Secondo il vostro zelo potrete meglio approfondire
la cosa. A me basta avere segnalato solo alcune considerazioni. Ma, se si
vuole meglio approfondire il significato mistico delle dodici stelle, si legga
il discorso di san Bernardo, che inizia così: «Un grande segno apparve nel
cielo». 14) Cari fratelli, per la singolare riverenza e l'amore che
portate alla Beatissima Vergine Maria, ripensate spesso nella vostra mente a
queste cose, e gustatele anche con le vostre labbra. In ringraziamento,
cantate con fervore inni e canti di gioia nelle sue feste e nelle sue solennità.
Ma soprattutto scopritevi il capo e chinate la testa davanti all'altare di Dio
e all' immagine della Beata Vergine; piegate le ginocchia umilmente, come se
vedeste realmente Maria dialogare con l'angelo o portare in braccio il suo
Figlio. Poi, alzando gli occhi con grande fiducia di essere salvati, implorate
con molto affetto l'aiuto misericordioso dalla Madre della misericordia, e
recitate la seguente preghiera. 15) «Clementissima Madre di Dio, Vergine
Maria, Regina del cielo, Signora del mondo, gioia dei santi, sollievo dei
peccatori, ascolta i gemiti dei peccatori contriti; esaudisci i desideri dei
devoti; soccorri le necessità degli ammalati; conforta il cuore dei tribolati;
assisti gli agonizzanti; proteggi i supplici tuoi servi dagli assalti dei
demoni; porta con te quanti ti amano al premio dell'eterna beatitudine, dove
con il tuo amatissimo Figlio Gesù Cristo regni felicemente per sempre. Amen».
Libro Terzo
AMARE
MARIA
Capitolo I
A GESÙ CON MARIA
1) È giusto e logico, che dopo la memoria della santa
croce si abbia anche una speciale memoria per i dolori della Beatissima sempre
Vergine Maria, Madre di Dio, la quale stette fedelmente accanto al suo
diletto Figlio Gesù, che pendeva dalla croce e moriva per la salvezza di tutto
il mondo. Spettacolo straziante, quello della Madre e del Figlio crocifisso:
della Madre che piange e del Figlio che soffre per lei; della Madre annientata
dal dolore e del Figlio che le parla; della Madre che sta sotto la croce e
del Figlio che pende dalla croce; della Madre che sospira e del Figlio che
spira. Abisso di immenso dolore, che non si deve mai dimenticare, ma si deve
conservare fortemente impresso nel cuore dei fedeli. 2) Pilato, sulla
tavoletta fissata alla croce, fece scrivere: «Gesù Nazareno, re dei Giudei» (Gv
19,19). Scrivi anche tu questo a lettere d'oro nel tuo cuore, contro le
derisioni degli uomini e il terrore dei demoni; e Gesù Cristo, Re del cielo,
ti libererà da ogni persecuzione dei malvagi. Se farai così, ti starà
accanto con le sue preghiere anche Maria, la Madre di Gesù, perché tu non ti
disperi nelle angustie e negli ultimi istanti della tua vita. 3)
Nessuna madre provò tanta gioia e tanta consolazione nella nascita del proprio figlio, quanta ne provò questa
Beatissima Madre, che meritò di concepire e partorire il Figlio di Dio.
Parimenti nessuna madre soffrì e sopportò tanto sconforto e tanto lacerante
dolore per la morte del proprio figlio, quanto questa Amantissima Madre nella
passione del suo Diletto Figlio, partecipando ai suoi dolori. Restò ferma
accanto alla sua croce e, trafitta dalla spada del dolore, pianse
amarissimamente. 4) Nel vedere così grandi sofferenze nel Figlio, che
amava in maniera singolare e al di sopra di ogni cosa, fu un vero miracolo se
poté continuare a vivere ancora nel corpo, mentre la sua anima veniva
trapassata dalla spada del dolore tante volte quante vide o udì lamentarsi il
Figlio, straziato e schernito. Martirio veramente unico per la Madre desolata e
per la Vergine tenera, tormentata nel cuore e sofferente con il Figlio più
atrocemente di un martire steso sul cavalletto di tortura. 5) Se amate
Nostra Signora, fratelli, e se desiderate il suo aiuto in tutte le
tribolazioni, fermatevi con lei presso la croce di Gesù, partecipando con tutto
il cuore alle sofferenze di entrambi, perché Ella, nell'ora della vostra morte,
preghi sollecitamente affinché vengano perdonati i vostri peccati e le vostre
mancanze. Infatti chi ora ricorda e medita devotamente e spesso la passione
del Signore e le lacrime della sua addoloratissima Madre può ben sperare
nella misericordia di Dio e nella bontà della Madre e del Figlio, perché
siano presenti nelle sue necessità e lo confortino nell' ora della morte.
Quanto felice quell' anima che amò in vita Gesù e Maria, e meditò ogni giorno
la dolorosa presenza di lei accanto alla croce di Gesù! Felice il religioso,
che disprezza tutti i piaceri mondani e ha eletto nostra Signora come Madre
consolatrice, custode e protettrice di tutta la sua vita. 6) Nessuno può
dubitare che la buona e misericordiosa Madre, consolatrice dei poveri e
soccorritrice degli orfani, volentieri dirà una sua parola dolce e buona
per il fedele servitore, che starà per uscire da questo mondo. Placherà con le
sue sante preghiere il volto del diletto Figlio e nostro Redentore, dicendo:
«Mio amorosissimo Figlio, abbi pietà del tuo servo che mi ama e mi loda, come
tu stesso hai visto e conosci. I santi angeli mi annunziavano i frequenti
saluti, che uscivano devotamente dalle sue labbra, rammentando i miei gaudi;
come era solito invitare molti fratelli a lodare con lui il tuò santo nome.
Egli è il nostro segretario, e scrive libri di devozione. Passando per via e vedendo
da lontano una croce, egli si ricorda della tua passione e ti dimostra il suo
ossequio, inchinandosi davanti a essa. È lui che, vedendo in una chiesa o
altrove un' immagine che ti ritrae, mentre giaci sul mio grembo o morto fra le
mie braccia, immediatamente se ne addolorava, versava lacrime, piangeva,
pregava piegando le ginocchia e ti adorava. Egli non si è mai allontanato da
noi senza darci un bacio d'amore; e anzi tutti i giorni e tutte le notti tenne
viva nel cuore la compassione per le tue sante piaghe e per le lacrime degli
occhi miei, cercando di compatirmi con trasporto. Perciò ricordati di tutto
questo, mio carissimo Figlio, e concedigli di trovare misericordia presso di te.
Ti supplico con forza per lui, unitamente a tutti i tuoi angeli e santi». 7)
Fate
questo, fratelli, mentre state bene e avete ancora tempo per emendarvi.
Procuratevi tali amici e avvocati, che possano dire una buona parola, gradita
a Dio, per le vostre offese e i vostri debiti; e che vi possano accogliere nei
loro eterni tabernacoli, dopo i pericoli e le faticose lotte di questo mondo,
giacché non potreste trovare amici più fedeli e potenti in cielo e sulla terra
di Gesù, Re degli angeli, e di Maria, nostra Signora e Regina del cielo. Se
amate Cristo, prendete la sua croce, seguite la sua croce, restate accanto
alla sua croce, abbracciatela e non abbandonatela finché non giungiate a Gesù,
vera luce, che disse: «Chi segue me non cammina nelle tenebre». Se desiderate
essere consolati in ogni tribolazione, avvicinatevi a Maria, Madre di Gesù,
che sta accanto alla croce, addolorata e in lacrime; e tutto ciò che vi opprime
svanirà o diventerà più sopportabile. Prima di morire, eleggete questa
benignissima Madre di Gesù al di sopra di tutti i parenti e di tutti gli amici,
come vostra Madre e Avvocata; e salutatela frequentemente con l'Ave Maria,
che le è molto gradita. 8) Se il nemico maligno vi tenta e vi impedisce
di invocare Dio e Maria, non vi curate e non cessate di lodarli e di pregare; ma
più ardentemente invocate Maria, salutate Maria, pensate a Maria, nominate
Maria, onorate Maria, inchinatevi a Maria, raccomandatevi a Maria. Restate in
casa con Maria; tacete con Maria, godete con Maria; soffrite con Maria;
lavorate con Maria; vigilate con Maria; pregate con Maria; camminate con Maria;
sedete con Maria; cercate Gesù con Maria; stringete nelle braccia Gesù con
Maria. Abitate a Nazaret con Gesù e Maria; andate a Gerusalemme con Maria;
state presso la croce di Gesù con Maria; piangete con Maria; seppellite Gesù
con Maria; risorgete con Gesù e con Maria; salite al cielo con Gesù e con
Maria; desiderate di vivere con Gesù e con Maria. 9) Se meditate bene
queste cose, fratelli, e se crederete di metterle in pratica, il diavolo
fuggirà da voi e farete progressi nella vita spirituale. Maria, nella sua
clemenza, pregherà volentieri per voi; e Gesù ben volentieri, per il rispetto
che porta alla Madre, la esaudirà. È ben poca cosa quello che facciamo. Ma se
ci accostiamo al Padre per mezzo di Maria e il suo Figlio Gesù, otterremo
misericordia e grazia in terra, nonché gloria senza fine con loro nel cielo.
Amen. 10) Felice l'anima devota, che in questa vita abbia Gesù e Maria
come intimi amici: commensali a tavola, compagni nei viaggi, premurosi nel
bisogno, consolatori nelle sofferenze, consiglieri nelle incertezze,
soccorritori nei pericoli e in punto di morte. Beato chi si ritiene pellegrino
su questa terra, e considera massima gioia avere ospiti Gesù e Maria nel
profondo del suo cuore.
Capitolo Il
EFFICACIA DELL'AVE MARIA
1) Primo esempio. Un fratello aveva smarrito
nella sua cella
un libretto e,
nonostante. lunghe e accurate ricerche, non riuscì a trovano. Era assai
rattristato per tale perdita e se ne disperava, finché si rifugiò nella
preghiera e invocò la Beata Vergine con l'Ave Maria. Avvenne che, iniziando
l'Ave Maria e continuando ad affliggersi per quella perdita, gli venne in
mente questa ispirazione: «Cerca qui, davanti a te, sotto la pàglia del
giaciglio dove ti trovi in preghiera davanti all'immagine di Maria». Stese
subito la mano per esplorare, se si trovasse lì sotto. Ed ecco, non appena ebbe
sollevato un po' di paglia, ritrovò il libretto e lo estrasse. Commosso lo
baciava, ringraziando Dio e la Beata Vergine; e portò a termine l'Ave Maria,
che aveva solo cominciato. Pensava: «Forse nostra Signora desiderava ricevere
alcune Ave Maria. Per questo non ho potuto trovare subito il libretto». E bene,
quindi, dire spesso l'Ave Maria, invocando devotamente la Madre di Gesù. 2)
Secondo esempio. Un altro fratello, mentre stava scrivendo un libro
nella sua cella, era molestato dal diavolo con cattivi pensieri. Perciò si
alzò indignato, allo scopo di uscire dalla cella. Prima di uscire, ebbe però
una ispirazione divina: guardò l'immagine della Beata Vergine, che aveva con se
ed era solito salutare con devozione. Si inginocchiò e cominciò a ripetere
l'Ave Maria a mani giunte. Subito fu aiutato dalla grazia divina. Infatti
accorsero da lui Maria, nostra Signora, e il suo Divin Figliolo. Allora concluse
l'Ave Maria, che a causa dell'agitazione aveva solo cominciato. Quando disse: «Gesù
Cristo, amen», sentì in se' la virtù divina e scomparve ogni tentazione. Si
meravigliò di essere stato esaudito così velocemente e comprese la grande
utilità dell'Ave Maria contro qualunque tentazione del nemico. Ringraziò, dunque,
Dio e disse fra sé: «Ora capisco che nostra Signora Santa Maria è potente,
e può aiutare tutti quelli che ricorrono a lei». La notte seguente gli apparve
in sogno questa visione: gli sembrava di camminare da solo nell'orto del
pomerio. Gli si presentò satana e cominciò a spaventarlo, a metterlo in fuga.
Il frate, impressionato dal suo aspetto, cominciò a correre per salvarsi da
lui. Non osando uscire fuori dei confini del monastero, smise tosto di correre e
cadde in un fosso d'acqua, pieno di fango. Temeva di affogare, poiché non
c’era anima viva che gli desse una mano per aiutarlo. Allora cominciò a
recitare l'Ave Maria e a chiedere aiuto. Profondamente sollevato, quasi liberato
dal laccio della morte, rientrò in sé. Levandosi sul letto, per la gioia
cominciò a piangere e, inginocchiato, recitò molte Ave Maria, aggiungendo
anche queste parole: «Ave Maria, dolce Signora nostra, piena di grazia, il
Signore sia con te, porta della misericordia». 3) Terzo esempio.
Due frati regolari andavano insieme verso una montagna, per visitare parenti e
fedeli in Cristo. Avvenne che essi deviarono alquanto dalla via giusta. Allora
il frate più anziano disse al più giovane: «Fratello, mi sembra che abbiamo
sbagliato; perciò torniamo indietro», e cominciò a pregare e a invocare la
Beata Vergine, affinché mandasse loro un esperto che indicasse la via giusta.
Avendo recitato alcune preghiere, inni e collette in onore della Beata Vergine,
ecco sopraggiungere un uomo dall'aspetto di pellegrino, che portava sulle
spalle un bastone e una borsa da viaggio. Questi salutò i due frati e disse che
si stava recando verso la montagna, per l'indulgenza di san Quirino. Volentieri
si unì a loro. Seguirono speditamente la guida sulla giusta via per un lungo
tratto, finché giunsero nel luogo in cui dovevano recarsi. Allora il frate piu
anziano, comprendendo che era stato loro concesso un aiuto divino, ringraziò
la Beata Vergine per avere inviato una guida, che li avrebbe condotti alla
meta. Memore delle parole di san Pietro: «Lasciate ogni sollecitudine vostra a
Lui, giacché è Lui che si prende cura di voi». 4) Quarto esempio.
Un frate, quando aveva tribolazioni, usava invocare Gesù e la piissima Madre
Maria. E quando era tentato da qualche viziosa passione o tristezza, si
rifugiava nella meditazione della passione di Gesù, recitando l'Ave Maria e invocando
l'aiuto di Gesù e Maria contro la tentazione. Una notte vide in sogno il
diavolo, che si avvicinava e voleva fargli del male. Temendo di avere la peggio,
senza via di scampo, cominciò a recitare sottovoce l'Ave Maria. Quando il
diavolo lo sentì invocare Gesù, immediatamente si allontanò da lui e
cominciò a fuggire velocemente. Visto ciò, il fratello cominciò a gridargli
dietro: «Gesù, Gesù», e quanto più forte gridava quel nome, tanto più
velocemente satana si allontanava, atterrito dal dolce nome di Gesù e di
Maria sua Madre. E sparì. Di fronte al fatto sognato, il frate si svegliò
per l'improvvisa gioia e disse: «Se con un'Ave Maria posso mettere in fuga il
diavolo, che cosa ho da temere?». 5) Quinto esempio. Nel nostro
convento c'era un frate anziano di nome Egberto. Era devoto a Dio e alla Beata
Vergine, nonché fervido amante della santa povertà. Per quanto gli
consentivano le sue forze, lavorava intensamente, zappando la terra o arando.
Sudando nella sua dura fatica, pensava ai dolori della passione di Cristo. Poi,
stanco per il lavoro e allo scopo di dare sollievo al corpo, insisteva nella
preghiera. Lungamente lo tentò il diavolo, perché abbandonasse il monastero
e se ne andasse a mendicare per il mondo, dicendogli che questo piaceva di più
a Dio e che si sarebbe spogliato delle comodità di cui si riteneva indegno.
Ma abbandonò questo progetto su consiglio del priore e per le raccomandazioni
dei confratelli, evitando così di affrontare pericoli e di commettere errori,
vagando per il mondo. Spesso l'astuto tentatore inganna sotto le spoglie di un
angelo e allontana l'anima dalla via del bene. Comunque, poiché non era
contento di restare in convento, ma non voleva nemmeno allontanarsi senza il
dovuto permesso, si rivolse alla Beata Vergine con la preghiera. Un giorno,
stanco per il lavoro, si inginocchiò per pregare secondo il suo solito.
Mentre si trovava da solo prostrato per terra, si addormentò dolcemente, e vide
la Venerabile Signora che gli stava accanto e gli diceva queste parole: «Restate
in questo luogo e fate quanto vi hanno detto il priore e i confratelli». Detto
questo, la Signora sparì e il frate, tornato in sé, pianse abbondantemente.
Si recò subito dal priore e con gemito e pianto gli raccontò ciò che aveva
visto e aveva sentito. Il priore, da buon pastore, rispose confortando la
pecorella triste e gli disse: «Mi piace questo, caro Egberto. Rimanete con
noi, come nostra Signora vi ha testé raccomandato». Il frate non visse ancora
a lungo; ma per una breve opera avrebbe ricevuto il premio della vita eterna.
Perseverando in pazienza e in obbedienza, si addormentò nel Signore al
mattino dell'ottava di san Giovanni apostolo ed evangelista, nell'anno 1420.
Capitolo III
EFFETTI DELLA DEVOZIONE A MARIA
1) «Il ricordo di me è più dolce del miele» (Sir 24.19). Queste parole
dell'Eterna Sapienza si applicano decorosamente e opportunamente alla Madre
della misericordia, da cui è nato Cristo, sole della giustizia. Dolce è Gesù,
dolce è Maria, perché in essi non c'è amarezza alcuna, ma somma pietà,
mansuetudine, carità e smisurata misericordia. Beato chi segue le orme
dell'umile Gesù e si rivolge devotamente a sua Madre, per trovare grazia
davanti a loro. Pertanto, fedelissimo servo di Dio, riunisci in un fascicolo
quanto fece e insegnò Gesù, e ti gioverà più di tutti i tesori del mondo;
medita frequentemente le azioni e le parole della sua Santissima Madre, che
saranno di enorme consolazione per l'anima e più profumate di tutti gli aromi. 2)
Il corpo ama i buoni odori e si rinfranca con il nutrimento dei cibi; l'anima
invece si nutre, si irrobustisce e si allieta con salde virtù e sante meditazioni.
Perciò, più ci si dedica alla perfezione sotto la guida e alla scuola dei
maestri più nobili, tanto più efficacemente si impara e, in breve tempo, si
giunge al colmo della felicità. Orbene, i maestri più grandi delle virtù e i
più grandi luminari di tutta la santita' sono Gesù e Maria, che devi
proporre alla tua pochezza come modelli da imitare, quasi fossero davanti a te.
A essi devi unirti, rendendoti loro familiare, dedicandoti a loro e, dovunque ne
senti parlare, fermati ad ascoltare diligentemente ogni cosa. E poi pensaci a
lungo e rifletti attentamente su quanto suscita edificazione e dolcezza. 3)
Ogni volta che stai per recitare le lodi divine o per fare qualunque azione, da
solo o con gli altri, alza prima gli occhi al cielo e invoca teneramente Gesù e
Maria, mettendoti supplichevolmente sotto la loro vigile protezione, facendo
l'offerta di te stesso al loro beneplacito, perché la tua azione sia gradita a
Dio, utile al prossimo e meritoria per te. La tua mente sia sempre pura, la tua
volontà decisa, il tuo lavoro discreto, le tue parole controllate, ben
concluse le tue azioni. Tutto si svolga a lode di Gesù e della sua Benedetta
Madre. 4) Comincia sulla terra a lodarli, a venerarli e ad amarli, per
poter meritare di regnare con loro, di lodarli, benedirli ed esaltarli in eterno
unitamente agli angeli e ai santi. È bello e soave lodare Gesù; è amabile e
grazioso lodare Maria. Lodali nella gioia, lodali nella tristezza, perché sono
degni di ogni lode e devono essere ugualmente invocati in ogni circostanza.
Quanto più frequentemente ti eserciterai a lodarii, tanto più crescerai nel
loro amore e ti rafforzerai nella grazia della loro devozione. 5)
Essi non si
dimenticheranno mai di te, se tu non ti dimenticherai di loro. Ma se
sventuratamente ti sarai dimenticato o ti sarai comportato male, se la tua
devozione di una volta sarà raffreddata, dovrai punirti con opportuni castighi,
deplorare amaramente i tuoi cattivi trascorsi, imparare a parlare più spesso
con Dio e custodire con vigilanza maggiore la grazia che ti è stata donata.
Ricordati, dunque, dei benefici di Gesù e Maria, e deplora la tua negligenza
e la grave ingratitudine, in cui stoltamente sei caduto. 6) Felice chi
ascolta attentamente gli ammonimenti
di Gesù, perché
si corregga e sia nuovamente rapito, dopo il pianto amaro, alle felici estasi
dell'anima. La pietà di Gesù è più grande di tutti i peccati e la
benignità di Maria non potrà mai esaurirsi. Oh, se tu potessi progredire
molto nell' amore di Gesù, e servire degnamente e devotamente la benedetta
sua Madre Maria! Ma che cosa potresti fare tu, che non sei degno nemmeno di
pronunziarne il nome, poiché sei fragile, tiepido, negligente e, per di più,
li offendi in molti modi frequentemente? Come protesti lodarli, se la lode
sulla bocca di un peccatore non è accetta, poiché i santi possono essere
soltanto quelli che sono giusti e degni? Ma allora devi tacere o parlare? Guai a
te, se non loderai; ma guai a te anche se loderai con labbra indegne. Insomma,
cosa devi fare per trovare misericordia e non incorrere in peccato? 7)
Per procurarti la benevolenza del benignissimo Gesù e della misericordiosissima
sua Madre, non c'è di meglio che umiliarti in ogni cosa, sottomettendoti a
tutti, stando sempre all'ultimo posto e ritenendoti sinceramente indegno e
vile. Se ti ritieni invece capace di fare qualcosa di buono, renditi conto della
tua nullità. Soltanto così potrai placare Dio; Gesù avrà compassione di te e
anche Maria pregherà per te. Sarai consolato nella tua umiltà, e non rimarrai
confuso davanti a loro; ma riceverai copiosi doni, sciogliendo canti di lode. Se
non sei capace di lodarli degnamente, fa come meglio puoi, offrendo ciò che
hai, poiché la buona intenzione ti aiuterà fino a quando non sarai in grado
di rendere ossequi migliori. 8) I più grandi e i più devoti lodano
magnificamente; quelli che hanno solo un po' di olio, lo offrano volentieri
al Figlio e lo sacrifichino alla Madre della grazia. Bisognerebbe zittire
davanti all'eccellenza della gloria e della dignità del magnifico Figlio di
una Madre Vergine, ma poiché Maria non disprezza i piccoli e i peccatori,
ammetterà misericordiosamente la tua lode nel coro di quelli che la lodano,
come afferma il santo profeta: «Il povero e il misero loderanno il suo nome».
Questo si doveva dire, anche se in breve, secondo le proprie modeste
possibilità, ma con linguaggio semplice e con sincerità. 9)
Forse Gesù
e Maria non furono i più umili sulla terra e non sono i più grandi nel
cielo? Gesù si fece servo e Maria si chiamò ancella. Ma il mondo intero ha
sperimentato la loro carità; i santi esaltano la loro dignità; la schiera
degli angeli li venera. Potessi trovare anche te con loro, per inneggiare
insieme con accenti instancabili al dolce nome di Gesù e della dolcissima
Vergine Maria. 10) È bello e dolce mettersi al servizio di Gesù e di
Maria. Essi per primi si sono messi al nostro servizio con molta fedeltà e
umiltà. Figli degli uomini, servite il Signore, che si è degnato di servirvi
così tanto; servite la Madre di Dio, che tanti esempi vi ha dato di santo
servizio. È giusto onorare questi sommi patroni che ci possono aiutare, visto
che per loro mezzo si conosce e si attua la volontà di Dio. 11)
Implora ogni istante Gesù e Maria, che ti difendono dai nemici dell'anima e
del corpo, e concedono i gaudi eterni a quanti li servono. Ricorri a Gesù e a
Maria in ogni necessità, manifestando loro le tue richieste, confessando loro
le tue colpe e deplorando i peccati commessi. Chiedi perdono, abbraccia la
penitenza, riprendi a sperare, prometti di emendarti e abbi fiducia nell'
aiuto della grazia. Se cadi facilmente in peccato, sollecitamente sforzati di
rialzarti. Gesù e Maria esaudiranno volentieri le preghiere di chi li invoca,
e non disprezzeranno il gemito dei bisognosi. Faranno festa anche gli
angeli, quando ti sarai convertito con tutto il cuore da ogni peccato e avrai
abbracciato una vita migliore, come è gradito a Cristo e alla sua Benedetta
Madre. Cerca solo di non offenderli, ed essi non ti negheranno il loro aiuto;
rendi loro il dovuto onore ed essi si prenderanno la massima cura di te. 12)
Preghiera. A te, Signore Gesù, e alla tua Santissima Madre Maria
raccomando l'anima mia e il mio corpo da custodire per la vita eterna. O unica
speranza mia, Gesù e Maria, in ogni tribolazione e angustia mi soccorra la
vostra pietà. Voi siete miei padroni potentissimi, degni di essere amati più
di tutti i santi. Io, povero e pellegrino su questa terra, non ho nessuno, fra
tutti i miei amici e conoscenti, tanto fedele e caro quanto voi, in cui
confido.
Capitolo IV
RICORDO E DEVOZIONE DI MARIA
1) Maria è amica della povertà, la via dell'umiltà, il modello
della pazienza e della perfezione in tutto. Fin dalla nascita di Gesù
condusse una vita molto povera, e fino alla sua morte sulla croce fu sempre
paziente. È dolce seguirla, è giusto onorarla con umile e devoto ossequio;
si deve pensare ogni giorno a ciò che si può offrirle più degnamente in
segno di gratitudine e d'amore. 2) Sicuramente vorresti godere in cielo
con Maria, ma devi sopportare volentieri con Maria anche la povertà e il
disprezzo sulla terra. Rifletti sui suoi umili costumi e sulla sua verginale
verecondia con le amiche; poni un freno alle tue leggerezze e rifuggi il
chiasso. Non offendere Gesù e Maria con discorsi frivoli e con azioni indegne,
poiché non è cosa da nulla offendere amici tanto cari. Essi ti sono, accanto
qualunque cosa tu faccia; e, secondo l'impegno con cui ti sforzi di emendarti,
ti verranno incontro con il loro aiuto. La loro prudenza supera la tua malizia
e la loro benignità ti guiderà alla penitenza. 3) Se riconosci i tuoi
errori, cambia in meglio la tua vita; persevera nel bene e rendi devotamente grazie
a Dio per i suoi doni. Fece altrettanto la Beata Vergine Maria, ripiena di
Spirito Santo, quando portava in seno Gesù. Sull'esempio della sua mansuetudine,
impara a sopportare pazientemente le croci che incontri, sottomettendoti alla
volontà di Dio, come Egli ha stabilito da tutta l'eternità. Gesù sarà la
tua forza e Maria la tua fedelissima Madre, se ti comporterai da figlio docile
e da servo devoto, sempre pronto a fare il bene. Vuoi fare ciò che piace alla
Beata Vergine? «Sii umile, paziente, sobrio, casto e verecondo; fervoroso,
mansueto, profondamente devoto; va' raramente in giro, leggi e scrivi, ma più
spesso prega». 4) Il servizio di Maria non ti sembri mai lungo e
pesante, poiché servire con il cuore e la parola una tale Regina dona diletto e
letizia. Inoltre ti procurerà una notevole ricompensa per qualunque cosa,
anche minima, che avrai fatto in suo onore. L'umile Madre non disprezza gli
umili ossequi; la pia Vergine accetta volentieri anche i doni modesti, se
offerti con spontaneità e devozione. La dolce Regina e Signora misericordiosa
sa bene che noi non siamo capaci di offrirle grandi cose, né richiede dai suoi
poveri servi cose impossibili. Non cerca né ha bisogno dei nostri beni, Maria,
al cui cenno obbedisce il paradiso. Ella vuole il nostro bene, allorché cerca
il nostro servizio; desidera la nostra salvezza, quando ci chiede di lodarla;
cerca l'occasione di aiutarci, quando ci sollecita a festeggiare il suo
nome, poiché si compiace di ricambiare i suoi servi. Insomma, è fedelissima
nelle promesse e generosissima nei doni. 5)
Maria è
piena di delizie ed è sempre allietata dai canti degli angeli; ma gioisce
quando gli uomini la servono, perché così si diffondono maggiormente la gloria
di Dio e la salvezza per molti. Si commuove alle lacrime dei poveretti;
compatisce le sofferenze dei tribolati; soccorre nei pericoli coloro che
vengono tentati, ed esaudisce le preghiere dei devoti. Se qualcuno si rivolge a
lei senza incertezze e con umiltà, invocando il suo nome dolce e glorioso,
non si allontanerà a mani vuote. 6) Ha numerosi alleati e le obbediscono
i cori degli angeli, che può mandare in aiuto dei derelitti. Comanda ai
demoni, perché non osino tentare nessuno di quelli che le hanno chiesto aiuto
e si sono messi sotto la sua protezione. Gli spiriti maligni hanno terrore della
Regina del cielo e fuggono via appena sentono il suo santo nome, come si fugge
dal fuoco. Hanno terrore del santo e terribile nome di Maria, mentre esso è
sommamente amabile e invocato dovunque dai cristiani; non ardiscono apparire
né esercitare il loro nefasto potere, dove sanno che brilla il nome di Maria
Santissima perché, solo all'udire questo nome, precipitano a terra
violentemente, come precipita un fulmine dal cielo. E quanto più frequentemente
tale nome viene invocato con amore e fervore, tanto più velocemente e più
lontano essi fuggono. 7) Il nome di Maria, dunque, deve essere venerato e
amato da tutti i fedeli, prediletto dai religiosi, raccomandato dai laici,
inculcato ai peccatori, suggerito ai sofferenti e invocato da tutti nei
pericoli, poiché Maria è la più vicina a Dio e la più cara al benedetto
Figlio suo Gesù. È quindi onnipotente per grazia a intercedere in favore dei
miseri figli di Adamo, perché Egli possa perdonare loro le colpe e soccorrerli
nei pericoli. Presentandosi l’opportunità, Maria certamente non mancherà
di dire una buona parola all'orecchio di suo Figlio e di impetrare
misericordia per i bisognosi. E viene immediatamente esaudita in ogni causa a
lei affidata per la sua singolare dignità, poiché il suo amorevole Figlio Gesù,
autore della salvezza del genere umano, la onora non negandole nulla. 8)
Perciò ogni fedele e devoto, che desidera evitàre i naufragi del mondo e
raggiungere il porto della salvezza eterna, deve rifugiarsi presso Maria,
nostra Signora, la cui bontà incomiriensurabile viene sperimentata
particolarniente e con maggior forza dai miseri. Perciò è giusto attendersi da
lei anche i doni più grandi. In realtà la misericordia crebbe in lei fin
dall'infanzia. E non l'ha certo abbandonata, quando salì in cielo; anzi, di sé
la riempì più abbondantemente e soavemente. Perciò non potrà mai dimenticare
i suoi poverelli. Benché sia la più grande di tutti e sia immersa in felicissimi
gaudi, non si scorda mai della sùa umiltà, per cui meritò di essere innalzata
al di sopra di tutti. Ella sa inchinarsi anche verso i più piccoli fra i suoi
servitori ed è felice di essere considerata Avvocata dei miseri e invocata
come Madre degli orfani. Amen.
Capitolo V
DOLORI E CONSOLAZIONI DI MARIA
1) Devi meditare con grande impegno gli esempi dell'
amabile Vergine Maria, che, come mirra squisita, diede frutti profumati di
pazienza e fu ripiena in modo soavissimo, in misura sovrabbondante di
consolatrici dolcezze divine. Anche tu troverai grandissime consolazioni, se
porterai nel cuore il nome di Maria. Se starai bene con lei, trarrai molti
vantaggi, poiché il suo amore scaccia ogni ardore della concupiscenza
carnale; dona il refrigerio della castità; fa disprezzare il mondo; fa servire
Cristo nell'umiltà; fa sfuggire ogni cattiva compagnia ed educa a una vita
casta e religiosa. 2) Ama Maria, dunque, e riceverai una grazia speciale;
invoca Maria, e otterrai vittoria; onora Maria, e riceverai l'eterna
ricompensa. Due benefici speciali
comporta il vivere con lei: insegna a ringraziare Dio dal profondo del cuore,
quando le cose vanno bene; e a sopportarle con pazienza, quando vanno male.
Ella per prima ringraziò continuamente e con tutte le sue forze Dio, per i
benefici ricevuti da lui più di tutti gli altri; e si comportò sempre con
mitezza in tutte le sofferenze di questo mondo, preferendo costantemente le cose
più umili a quelle che comportano vanto. Non visse un giorno solo senza
dolori, e tuttavia nelle angustie non fu mai senza grande consolazione, perché
ogni tribolazione abbracciata per Cristo raddolcisce e allieta: e quanto più
frequentemente uno viene bersagliato e ferito dal male, tanto più merita di
ricevere aiuti. 3)
La Beata
Vergine soffrì moltissimo per gli errori del mondo e per le malvagità di
tanti; compatì quanti erano veramente pentiti o duramente tenta-ti. Si afflisse
per la grande ingratitudine degli uomini, per i quali Dio Padre aveva mandato
il suo Figlio unigenito, incarnato per amore, affinché riacquistassero il
paradiso, perduto un giorno per il peccato di Adamo. Si addolorò per la
dannazione dei cattivi, che in dispregio della parola di Dio preferivano il
mondo al cielo e ricercavano le fallaci ricchezze invece delle veraci virtù.
Soffrì per la persecuzione degli innocenti e la violenza dei maligni, per il
disprezzo dei poveri e l'alterigia dei superbi, per la negligenza del culto
divino e la trasgressione dei divini comandamenti. E costituiva per lei motivo
di profonda sofferenza il fatto che il mondo intero era immerso nel male e pochi
erano disposti ad accogliere la luce eterna, accesa nel mondo per mezzo di lei,
Madre di immensa pietà. Per tutti ebbe grandissima pazienza, conducendo una
vita piena di sofferenze nonché pregando con lacrime e singulti per la salvezza
delle anime. 4)
Se vuoi conoscere più
a fondo quali e quante sofferenze sostenne Maria nella persecuzione e nella
passione del suo Diletto Figlio, saprai che bevve fino all'ultima goccia il
calice di tante amare sofferenze, quante ne bevve Gesù in ogni istante
della sua vita e per tutte le ferite ricevute nel suo corpo. Quando mai Gesù
ebbe infatti a soffrire contrarietà e disprezzo da parte degli uomini, senza
che ne soffrisse anche lei per compassione? Se ella soffrì, quando smarrì Gesù
solo per qualche giorno, quanto pianse quando lo vide crocifisso e poi morto?
Quanti amano Gesù sanno bene, che l'affetto materno di Maria superò nella
sofferenza quello di tutte le anime pie. Perciò, se vuoi conoscere la
violenza del dolore nella Madre, pensa alla veemenza dell'amore nella Vergine.
5) Nessuno può esprimere il gaudio di Maria; nessuno è in grado di
comprendere l'abbondanza della sua dolcezza e la grandezza della sua consolazione,
perché dove più sovrabbonda la grazia, là più sovrabbondano la letizia e la
consolazione, là Dio più frequentemente suole fare le sue visite. Da ciò
deriva, che sempre più ardentemente aumenta l'amore per la lode di Dio e si
rinnova tutta la vita interiore dell' uomo. Perciò la grazia celeste non
permette che un cristiano, amante dì Dio sopra ogni cosa, viva senza
consolazione interiore; ma lo innalza continuamente alle cose celesti e lo
illumina sapientemente sulle cose da fare; lo infiamma nelle sante meditazioni
e lo spinge al rendimento di grazie poiché, quanto più grande è la grazia e
più pura la vita, tanto più lieta è la coscienza e più devota la preghiera. 6)
Una vita lontana dal chiasso del mondo e dai cattivi desideri ha una sete
costante e sempre più intensa di venire introdotta nei cori degli angeli; si
innalza al di sopra delle cose presenti e arde dal desiderio di godere
nell'eterna gloria la Somma Trinità. Gloria che nessun santo in questa vita pregustò
più intensamente della beata e gloriosa Vergine Maria, costituita mediatrice
più efficace di tutti coloro che contemplano e benedicono Dio. 7) Dopo
aver ascoltato l'elogio delle sue lodi, imita anche tu la Madre di Dio, per
poter meritare di far parte del numero dei suoi devoti. Studiati di seguire
premurosamente Maria Santissima nelle sue celebrate virtù e conseguirai la
palma della gloria celeste. Rattristati molto per le tue passate negligenze e
per i difetti non ancora vinti, con cui hai offeso Dio e tutte le creature. Hai
agito male su questa terra e ti sei comportato con tiepidezza nel servizio di
Cristo, per cui devi piangere innanzitutto su te stesso e poi, per carità, sul
prossimo. Perciò compatisci coloro, che nei pericoli si comportano male e non
se ne accorgono; molti, pur conoscendo le proprie cattiverie, non se ne emendano.
Per questi bisogna rattristarsi e pregare, perché Dio conceda loro lo spirito
della compunzione per potersi salvare. 8) Prega per i tuoi amici e
benefattori; prega anche per i tuoi detrattori, perché ai buoni sia concessa
una grazia adeguata, ai nemici un equo giudizio, a tutti la pace e la
misericordia di Cristo. Prega affinché tutti gli uomini, per i quali Dio fece
tante cose meravigliose e si abbassò, sottomettendosi umilmente a Maria e a
Giuseppe, lo amino, osservino i suoi comandamenti e glorifichino il loro
Creatore. 9)
Sii
riconoscente per i benefici concessi gratuitamente da Dio a tutto il genere
umano per mezzo della sua Santissima Madre, tributandole continuamente
gratitudine e onore; poiché, se la legge naturale comanda di avere sempre
rispetto e amore per i genitori carnali, molto di più i figli della Chiesa
devono essere grati e riconoscenti verso la loro Madre spirituale e amare al di
sopra di tutti i parenti e i congiunti la Madre di Dio. È necessario che tu
impari a salire verso Dio con Maria per mezzo di lodi e di preghiere. È
necessario che ti appoggi fiduciosamente al suo patrocinio, senza confidare
nelle tue forze, perché la tua mente, oppressa dalle passioni, non resti
irretita nelle bassezze; ma, infiammata ogni giorno da nuovi desideri, possa
tendere liberamente verso l'alto, dove regna felicemente con Gesù, Re degli
angeli, la dolce Vergine Maria, gloriosa Regina del cielo. 10) Purtroppo
la debolezza della carne, dopo avere gustato per breve tempo le divine
consolazioni, ti
spinge
ancora una volta a scendere su questa valle di lacrime. Ma allora devi
ricorrere con tutte le tue forze alla Madre delle molte misericordie, perché
suggerisca al suo Figlio misericordioso che tu non hai più vino, e hai bisogno
del sacro unguento della devozione per poterlo degnamente lodare. È lei,
infatti, che si prende cura dei poveri, di quanti disprezzano il mondo e di
quanti vengono disprezzati nel mondo per Gesù e per il Vangelo del regno. Per
cui contro il nemico è molto utile conoscere dove trovare rifugio, al riparo
dalle frecce acuminate; e dove difendersi dal freddo e dalle tempeste delle
tribolazioni. Non vi è luogo dove rifugiarsi più sicuro del grembo di Maria,
né cavallo più veloce per sfuggire alle mani del tentatore, di una preghiera
diretta con fede alla fortezza di Maria, Regina nostra. 11) Gesù stesso
entrò in questa fortezza, assumendo da lei le sacre membra del suo corpo, per
vincere il principe delle tenebre. Anche tu, dunque, entra a rifugiarti
all'ombra di questa fortezza, pregando giorno e notte di essere salvato per i
meriti della Santissima Vergine da tutti i mali che ti sovrastano, tenendoti
al sicuro sotto l'ampio e bellissimo manto della nostra Signora; giacché,
quando Maria prega, sparisce ogni torma maligna. Se ti aiuta Maria, scamperai da
ogni pericolo. In lei trova rifugio il povero; trova rimedio l'infermo; trova
conforto l'afflitto; riceve consigli il dubbioso; trova vigore lo sfiduciato.
Sarà un bene, anzi un gran bene per te, se lo meriterai e se sarai pronto e docile
ai desideri di Maria, perché riceverai i suoi favori qui in terra e la gloria
con tutti gli eletti nel cielo. Tieniti stretto a Maria e non làsciarla, finché
non ti abbia benedetto e non ti abbia condotto con la sua guida felice alla
reggia del cielo. Amen.
Capitolo VI
MARIA CI MOSTRA SUO FIGLIO GESU’
1) Il figlio.
Esulta oggi, Santa Maria, perché partorisci i gaudi della nuova alleanza;
esulta, Madre Intatta, perché continua la tua verginità fiorita di gloria;
esulta, Madre Vergine, perché sei stata preservata dalla maledizione e
dall'obbrobrio delle donne. Puoi giustamente esultare in Gesù, tuo Salvatore,
perché riscaldi nel tuo seno e deponi con le tue mani nella mangiatoia Colui
che i cieli non possono contenere. Giustamente adori Colui che nato nel tempo
da te; ma, sai bene, sopra di te ha Dio per Padre. Giustamente gli presti le
cure materne, e poiché per grazia sua sei diventata così sublime e celeste,
il tuo spirito esulta al di sopra di tutte le cose. 2) Ti lodino il cielo
e la terra; ogni loro bellezza ti renda grazie. Ti lodi l'anima mia, o Signora
Carissima, e tutto il mio intimo gioisca davanti a te con somma riverenza.
La lingua non è capace di cantare le tue lodi, né la mente di meditare le tue
grandezze. Perciò mi inginocchio umilmente davanti a te, o Maria, Grande Madre
di Dio. Accogli le mie preghiere e ascolta con materno affetto i desideri del
mio cuore. 3) L'anima mia desidera vedere Gesù, perché so che lui è il
mio bene. Mostrami il tesoro nascosto, che riservatamente custodisci presso di
te. Io credo che Gesù è il Figlio unigenito di Dio e il primogenito della
tua feconda verginità. Confesso che è il mio Dio, il mio Creatore e Redentore,
nato per la mia salvezza. È lui che prego, per tuo mezzo, di vedere e adorare
con riverenza. Tu lo avvolgesti in fasce, per cui non è facile per gli estranei
vederlo e riconoscerlo. Perciò chi potrebbe vederlo, se tu non ti degnassi di
mostrarlo? Infatti, soltanto per mezzo tuo abbiamo l'accesso al Figlio e per
mezzo del Figlio al Padre. 4) Mostrami dunque Gesù, e mi basta più di
ogni altra cosa. Non domando né desidero altro conforto che Gesù, tuo
Figlio, mio rifugio particolare, tuo unico gaudio. O mia Signora, Santa Maria,
desidero ardentemente vedere Gesù, che tu ami innanzitutto e al di sopra di
tutte le cose. Il mio cuore desidera Gesù; il mio affetto invoca Gesù. 5)
La Madre.
Se vuoi vedere Gesù, devi avere occhi
puri e limpidi; devi comportarti con devozione e umiltà in tutte le tue cose;
devi rinunziare a tutte le cose terrene e disprezzare te stesso. 6)
Il figlio. Dilettissima Maria, io so di essere tanto impuro e del tutto indegno di vedere tuo Figlio.
Però non posso assolutamente stare zitto, perché sono spinto dal grande
affetto a manifestare il mio desiderio. So che a Gesù piace essere pregato; e
so anche che a te piace aiutare chi prega: per questo non posso facilmente
smettere di pregare...
Capitolo VII
INVOCAZIONE DEI SANTI NOMI DI GESÙ E DELLA BEATA
VERGINE
1) Signore Gesù Cristo, le tue vie sono belle e sicure per camminarvi
con rettitudine e perfezione; tutte le tue vie sono pacifiche e sante, per
condurre al tuo regno celeste tutti i tuoi fedeli e gli umili di cuore. 2)
Perciò, dovunque ti dirigi, dovunque cammini o sosti o ti stabilisci, invoca
Gesù e Maria, sua Dolce Madre, ripetendo con amore questa santa invocazione:
«Signore, mio Dio, dirigi la mia via davanti a te»; e aggiungendo quest'altra
analoga: «O Buon Gesù, rendi saldi i miei passi lungo le tue vie, affinché
non se ne allontanino, per guardare le vanità e per discorrere su cose oziose
e nocive all'anima mia». Ripeti questa dolce invocazione anche quando stai
per prendere cibo, e tienila sempre a portata di mano, come un bastone cui
appoggiarti, ripetendola spesso con devozione. 3)
Gesù e Maria
siano sempre con me nella via, in ogni luogo e in ogni momento, come buoni custodi,
perché non abbia a errare per vie pericolose, né venga distratto da tanti
fantasmi interni ed esterni. 4) Questa santa invocazione: «Gesù e Maria»,
è breve da dire e da ricordare, ma è anche dolce da meditare. È efficace
protezione, fedele custodia, amica nel cammino, dolce conforto, aiuto potente,
prudenza e perseveranza sulla retta via verso la vita eterna per ogni debole
pellegrino, che disprezzi le mondanità; possiede la forza dei guerrieri migliori
e più agguerriti, che sono al servizio dei re e dei principi di questo mondo,
nonché dei santi del cielo e della terra. Essa unisce nel fervore spirituale
tutti i cittadini del cielo, che seguono con ogni riverenza Gesù Cristo e Maria
Santissima, sua Diletta Madre, incomparabilmente degna di ogni lode e di ogni
onore da parte di tutti. Pertanto, chi ha Gesù e Maria come compagni nel
cammino di questa vita, li avrà come amorevoli avvocati nell'ora della morte. 5)
Non abbandonare
Gesù, se desideri vivere e godere per sempre con Gesù e Maria. Bene e con sicurezza
cammina chi porta nel cuore Gesù e Maria; li ha sempre sulle labbra e li
benedice; li chiama con la voce e ne sente giubilare il proprio cuore; li
invoca con gli occhi, sospira con il volto, li placa con baci, li abbraccia e li
prega in ginocchio. Beato chi invoca spesso e saluta devotamente Gesù e Maria;
chi li ricorda amorevolmente, li onora e canta festevolmente per loro. Quanto è
dolce Gesù e quanto è dolce Maria, sua Diletta e Santa Madre! Beato il
pellegrino, che in ogni luogo e in ogni tempo del suo esilio nel corpo si
ricorda della patria celeste, dove Gesù e Maria godono con tutti i loro
angeli e santi nella gioia più grande e nella gloria eterna. 6) Beato il
pellegrino che non chiede di restare in questo mondo, ma desidera dissolversi ed
essere con Cristo nel cielo. Beato il povero e mendico che ogni giorno stende la
mano, per ricevere il pane del cielo; e che, finché non ne riceve almeno una
briciola, non cessa di supplicare umilmente davanti alla mensa di Dio. Beato
chi viene invitato alla cena dell'Agnello e riceve il suo sacramento, fino a
quando non giungerà al convito supremo. Infatti, ogni volta che qualcuno si
comunica con devozione o un sacerdote celebra devotamente in onore di Dio,
spiritualmente mangiano e bevono con Gesù Benedetto e con sua Madre. Questi è
discepolo di Gesù, intimo della Beata Vergine Maria, compagno degli angeli,
concittadino degli apostoli, domestico di Dio, parente dei santi e amico del
cielo. Egli fugge il chiasso e le chiacchiere, medita le parole di Gesù e
custodisce con sollecitudine il suo cuore assieme agli altri sensi, per non
offendere Gesù, Maria e gli altri santi.
Libro Quarto
PREGARE E
CANTARE MARIA
Capitolo I
PREGHIERA PER L'AMORE E LA LODE DELLA BEATA VERGINE
MARIA
1) Il figlio. Ti
prego, benignissima Madre di Dio, Vergine
Maria, degnati di manifestare ora e per sempre a me, tuo povero e infermo servo,
la tua pieta' e la tua dolcissima carità, di cui sei stata sempre piena; e di
istillarmi nel più profondo del cuore quella dolcezza che rechi nel petto e
serbi nascosta nel tuo sacro seno, perché possa amare con cuore puro e
integro, e lodare con grande devozione e sopra tutte le cose te, Madre
Benedetta, e il tuo unigenito Figlio e Signor nostro Gesù Cristo. Ne riceverei
un grande bene, perché per tutti i giorni della mia vita sulla terra servirei
con amore e fervore di spirito te e il tuo unico Figlio. 2) Vergine Maria,
rosa d'oro, tutta soave e bella, prego che giungano a te le mie preghiere
elevate con insistenza. Per mezzo loro io busso alla porta della tua dimora
nella casa del Signore, fiducioso nella tua generosa misericordia ora e in
qualunque momento di tribolazione, poiché sei Madre della misericordia e per
tuo mezzo il peccatore raggiunge la più grande speranza del perdono. Ma la
tua bontà e la tua pietà sono maggiori di quanto noi possiamo pensare in
terra, perché sei al di sopra di ogni lode e della gloria dei santi, e superi
in dolcezza e mansuetudine, Vergine Beata e Signora Veneranda, anche gli
angeli. 3)
Se ciò non
fosse, come si potrebbe infondere nei miseri e nei peccatori una così grande
dolcezza di consolazione; come si potrebbe comunicare tanta speranza di perdono?
D'altra parte tu non potresti mai venire meno, poiché portasti nel seno per nove
mesi Gesù Cristo, fonte di infinita bontà. 4) Tu sei l'ornamento del
cielo, il gaudio e la gioia di tutti i santi, l'aureo guanciale del Santo dei
Santi, il
tripudio e l'attesa dei Padri antichi. Per te, Madre Benedetta e Vergine
prescelta in modo singolare, a quanti chiedono la divina misericordia vengono
promessi e concessi il perdono dei peccati, la gloria dei figli di Dio e la
beatitudine senza fine nel regno dei cieli. 5)
Stella
luminosissima, che brilli nel cielo; Regina del cielo, Signora del mondo,
nessuna vergine piena di celeste virtù può paragonarsi alla tua verginale
bellezza poiché, dopo il tuo unico Figlio Gesù, tu sei la prima di tutti i
santi e le sante, nonché la più nobile creatura che Dio Padre previde prima di
tutti i secoli e creò nella pienezza dei tempi, perché fossi la Madre Vergine
del tuo unigenito Figlio, partorito con stupendo gaudio, ineffabile ed eterno
miracolo per la salvezza di tutti i credenti. 6) Tutto il genere umano ti
lodi, glorifichi, sommamente veneri e intimamente ami con grandissimo
giubilo del cuore e con purissimo affetto te, la più bella Regina di tutte le
vergini, o sempre Vergine Maria, costituita mediatrice di tutto il mondo. E ogni
creatura del cielo e della terra, che Dio creò a lode e gloria del suo
altissimo nome, innalzi a te, in rendimento di grazie, le più dolci melodie.
Capitolo Il
PREGHIERA PER LE SOFFERENZE DI CRISTO E DELLA SUA
MADRE
1) Il figlio. Piego le ginocchia davanti a te,
Signore Gesù Cristo, che contemplo sospeso sulla croce per
me. Ti saluto, veneranda immagine del mio Signore Gesù Cristo crocifisso, per
il cui sangue fui redento dal nemico. Ti ringrazio, Salvatore del mondo, che hai
affrontato per me questa dolorosissima morte. 2) Dolcissimo Gesù, per
l'abbondanza delle tue misericordie prego perché tu mi conceda di compatire
con tutto il cuore le tue pene nonché i dolori della tua Santissima Madre, e di
versare molte lacrime sotto la croce assieme al tuo prediletto discepolo
Giovanni, fedelissimo suo custode. Sappi che mi sarebbe di sollievo, se davanti
all'immagine della tua croce potessi versare lacrime anche esteriormente per
la grandezza della compassione per te, che versasti tutto il tuo prezioso
sangue per me. 3) Poiché da te proviene ogni dono, accogli questo mio
desiderio in tuo onore: che da questo momento e per sempre in me si accenda,
crésca e sempre più profondamente sia sentita la memoria della tua santissima
Passione, nonché il ricordo particolare della tua Gloriosa Madre, insieme al
tuo prediletto discepolo e suo custode Giovanni; ma accogli anche il desiderio
che la mia vita diventi migliore. 4) Inoltre ti prego, perché la tua
crocifissione sia al centro della mia riflessione, perché mio conforto sia il
dolore della tua Madre e mia intercessione il pianto di san Giovanni. Ti prego,
che non rimanga senza una profonda compassione del mio cuore l'immagine
straziante della tua morte. Fa in modo che, quando ricorderò la tua passione o
vedrò un crocifisso, senta dentro di me quanto hai concesso di sentire a molti
devoti, tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.
Capitolo III
PREGHIERA ALLA BEATA VERGINE PER OTTENERE
CONSOLAZIONE
1) Il figlio. Misericordiosissima Maria, Madre
di Dio, accogli
il tuo servo che si rivolge a te per ogni tribolazione. Purissima Vergine,
accoglimi come l'unico che non ha chi lo conforti. O mia Signora, vedi la mia
afflizione e apri a me il seno della tua misericordia. Ecco, io busso, grido,
chiedo e adoro. 2) Non mi allontano, né ti lascio. Ti resterò sempre
vicino, finché non avrai pietà di me. Conosco l'incomparabile tua dolcezza e
l'affetto materno del tuo cuore, così ardente per l'abbondanza del divino
amore, da rendere inconcepibile il timore che venga meno la tua consolazione. 3)
Io vengo a
te con molta frequenza e con grande speranza, per meritare sempre di essere
protetto dal tuo aiuto e di essere rincuorato dal conforto delle tue parole, sia
che le cose mi vadano bene sia che mi vadano male. Se tu ci offri le tue consolazioni,
quale tristezza ci può essere nel cuore, come il nemico potrebbe nuocere a chi
può sempre ricorrere a te? 4) O Benignissima Madre, porgi ascolto alle
mie preghiere; offrimi, o Vergine, la tua brocca e dammi un po' da bere. Dalla
sovrabbondanza di grazia che è in te e trabocca, riversa in me una piccola
consolazione. Mi è necessaria assai in questo momento e gradita sempre; né
mi dispiacerebbe anche se fosse piccola, poiché una sola goccia, stillata
dal tuo viso alle mie labbra, è così efficace e importante che al confronto
è vile e inutile ogni cosa piacevole in questa vita. 5) Perciò,
Dilettissima Maria, ricca e generosa di doni, mirabilmente soave nelle tue
espressioni di grazia; confortami con i tuoi ammonimenti: tu, nel cui seno
verginale dimorò la Somma Sapienza, lo Spirito Santo fin dall'inizio ti consacrò,
l'angelo ti custodì, l'arcangelo ti istruì e la virtù dell'Altissimo ti
adombrò. Dì solo una parola e l'anima mia sarà consolata. 6)Non
domando cose difficili o impossibili, ma solo questa, mia Signora: dimmi una
parola di intimo conforto, che mi dia gaudio e letizia. Vengo a te nel bisogno;
accoglimi, dunque, con volto benigno. Il tuo servo conoscerà di aver trovato
grazia presso di te, se gli concederai amorosamente qualcosa. Cioè se non
tarderai molto a concedergli la consolazione, che da te implora. 7) Carissima
Maria, vieni a visitare con la tua dolce presenza il mio cuore nella sua
tribolazione, giacché tu sai lenire benissimo i suoi dolori e riformarli alla
pace. Vieni, Piissima Signora, con una nuova grazia di Cristo; e con la tua
santa destra rialza il tuo servo. Vieni, eletta Madre di Dio, e mostrami la ben
nota ampiezza della tua misericordia, giacché, come vedi, sono ridotto male,
ma non mi sono dimenticato né mai mi dimenticherò di te. Vieni, dunque; vieni
mia speranza e mia gioia, Vergine Maria, perché, se tu vieni e mi parli,
verranno a me tutti i beni; e tutti i mali staranno invece lontani. 8)
Quanto desiderabile, quanto importante e quanto gioioso sarà per me ascoltare
le parole della Madre dei mio Signore Gesù Cristo. Quali parole? Parole
pie, molto dolci e amiche, come quelle che udì l'apostolo Giovanni dal suo
amato Maestro, tuo Figlio, quando disse: «Ecco tua Madre». Egli lo udì dal
suo Signore, ma io desidero udirlo da te, mia Signora, nel mio spirito e nella
mia mente devota. Dimmi dunque: «Ecco tua Madre: ecco sono io». Al suono di
questa dolcissima tua voce l'anima mia si conforti e si rallegri davanti a te,
come suole allietarsi un figlio, che ha trovato sua madre. 9) Entri,
entri questa voce amica nelle orecchie del mio cuore; e dalle soavi parole della
tua bocca mi venga contemporaneamente trasmessa qualche spirituale consolazione
dello Spirito Santo. Assuma il mio cuore nuova fiducia; si allontani il timore;
non mi turbi ulteriormente l'ambiguità; la disperazione non mi tormenti con
le sue diverse tentazioni, ma mi confortino le parole, che ho pregato di
ascoltare da te e di affidare più attentamente al mio cuore. 10) Ecco
tua Madre. Abbraccia dunque, anima mia, questa raccomandazione. Abbraccia la Dolcissima
Maria; abbraccia la Madre di Dio con il suo Bambino Gesù, il più bello tra i
figli degli uomini; ringraziala sempre, poiché è lei che ascolta le
preghiere dei poveri, e non lascia andar via senza consolazione nessuno di
quanti davanti a sé vide pregare con perseveranza. Questa è la Vergine Maria,
Madre di Dio, la mistica verga che, nata da stirpe regale, partori il mandorlo
del fiore divino, Gesù Cristo, Re e Salvatore di tutti, al quale dobbiamo
rendere onore e gloria nei secoli.
Capitolo IV
PREGHIERA ALLA BEATA VERGINE MARIA NELL'INSORGERE DI
UNA TRIBOLAZIONE
1) Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te,
Vergine Serena. Ave, particolare speranza dei bisognosi. Ave, Madre Benigna
degli orfani. O Maria, quando sono chiuse tutte le porte del cielo e mi viene
negato di avvicinarmi a Dio a causa dei miei peccati; quando mi abbandonano il
conforto e la forza della mente, e in nessuna cosa posso più trovare aiuto;
quando il tedio della vita presente e l'ansietà del cuore mi costringono
talmente, che niente più mi piace in questo mondo; quando scompare il conforto
della consolazione celeste e mi opprime la pesante desolazione; quando insorgono
i venti delle tentazioni e si levano i moti delle passioni; quando
sopraggiungono un'improvvisa malattia o altre avversità; quando tutte queste
cose si rovesciano su di me, dove fuggirò e a chi mi rivolgerò se non a te,
Benignissima Consolatrice dei poveri? A chi chiederò aiuto per giungere al
porto della salvezza, se non alla fulgidissima Stella del mare, sempre
splendente, che mai nasconde la grazia della sua luce? 2) O Maria, dolce
e cara Madre, sei la fulgidissima Stella del mare, che consoli quanti ti
guardano e ti invocano, e ci conduci speditamente al porto della serenità. A
te, dunque, oggi mi rivolgo; e supplico di essere da te aiutato, poiché tutto
quanto chiederai, l'otterrai facilmente dal Figlio tuo. 3) Se tu, mia
gloriosissima Signora, starai con me, chi potrà stare contro di me? E se mi
farai la grazia, chi mi potrà respingere? Spalanca le tue braccia su di me,
ora, e io in esse troverò rifugio. Dì all'anima mia: «Io sono la tua
Avvocata, non temere. Come una madre consola suo figlio, così io ti consolerò».
La tua voce è questa, Dolce Maria. 4) Ma chi aiuetrà il mio cuore ad
ascoltarla sempre? Quanto sono dolci le tue parole! Parla, mia Signora, al cuore
del tuo servo, poiché il tuo servo ti ascolta. Io sono servo tuo e servo del
tuo Figlio. Ma dico di più: tu sei mia Madre e Gesù è mio fratello. Oso
aggiungere questo, perché tu l'hai generato non solo per te, ma per tutto il
mondo. 5) Perciò non voglio chiamare nessun' altra «madre» sulla
terra. Rifiuto di averne altra all'infuori di te, Madre di Dio. Non ve n’è
un' altra che possa paragonarsi a te per virtù, per decoro, per carità e
mansuetudine, per pietà e dolcezza, per fedeltà e conforto materno, per
misericordia e per tante compassioni. 6) Oggi mi dono con fiducia a te, e
desidero che questo venga confermato in eterno per mezzo tuo. Per vincere la mia
debolezza, è sufficiente che io sia strettamente unito a te. Perciò mi
rallegrerò e mi consolerò profondamente in te, e canterò con gioia le lodi
del tuo santo nome. 7) Quanto sei bella e amabile, mia Signora, Santa
Maria, piena di ogni grazia! Se qualcuno potesse contare le stelle del cielo,
potrebbe spiegare le tue virtù, poiché, come sono distanti i cieli dalla
terra, così la tua vita è distante dalla vita degli uomini e lo splendore
della tua gloria rifulge ben al di sopra dei cori angelici. 8) Salga a
te, dunque, la mia povera preghiera, o Nobilissima Signora; e possa salire fino
a te il mio grido, perché tu voglia patrocinare la mia causa davanti al tuo
Figlio, poiché nessuno da sé può essere trovato giusto dal suo giudizio. O
Signora Clementissima, per l'immenso amore e la profonda confidenza che ho per
te, ti ho manifestato i miei bisogni e te li manifesterò ancora. Sento
infatti che da te proviene una grande virtù, e il ricordo del tuo nome sarà
sempre il conforto dell'anima mia. 9) O dolcissimo nome di Maria: nome
di salvezza e di grazia, che deve essere sempre ricordato, pensato,
pronunziato e venerato! Nome celestiale e veramente angelico, che dalla bocca
dell'evangelista è stato piamente rivelato ai fedeli: «E il suo nome è
Maria» (Lc I ,27). O Maria, santissima e degnissima di ogni lode, tu sei la
porta del cielo, il tempio di Dio, il sacrario dello Spirito Santo. 10)
Quanto di bello e di attraente scorgo nelle creature; quanto di grande e di
virtuoso ammiro nei santi, tutto desidero paragonare alla tua eccelsa
grandezza, perché è giusto, come anche per tutte le altre creature insieme a
me, che lo trasferisca in perpetua lode per te, che ho eletto Madre mia
singolare nonché fedelissima Avvocata, per mentare, dopo questa vita, la
gloria del benedetto Figlio tuo Gesù Cristo. Amen.
Capitolo V
PREGHIERA ALLA BEATA VERGINE PER L'ORA DELLA MORTE
1) Amabilissima Madre di Dio, sempre Vergine Maria,
ricca oltre ogni limite di una dolcezza così grande, che mente umana non può
comprendere ed esprimere, io, tuo umile servo, mi inchino umilmente e con
tutto l'affetto del cuore davanti al tuo gloriosissimo trono, esaltato da tutti
i cori angelici nel regno dei cieli. 2) Tu l'hai meritato, Degnissima
Madre di Dio, perché sei stata trovata la più umile tra le figlie di
Gerusalemme e sei piaciuta agli occhi di Lui, Vergine Degnissima, perché non
si è trovata sulla terra nessun'altra simile a te. Mi inchino dunque, ancora
una volta, davanti ai tuoi piedi, desiderando salutarti e lodarti doverosamente
con labbra devote e cuore puro. 3) Madre Eccelsa, so bene di non essere
degno di alzare i miei occhi impuri, spesso inquinati dalla concupiscenza della
carne e dalla superbia della vita, verso il tuo viso limpidissimo, raggiante di
luce divina, ammirato da tutta la milizia celeste. Tu sei totalmente splendida,
ornata meravigliosamente di candidi veli e rose rosse e fiorellini d'oro.
Perciò resto confuso per la mia impurità, pensando con tristezza alla mia
indegnità. 4) Per la tua clemenza e per la tua dolcezza sento sorgere
ancora in me la grande e forte speranza di poter impetrare al più presto la
grazia e il pieno perdono, per il tuo intervento e la tua mediazione. E che
altro potrei desiderare da te, Misericordiosissima Madre e Dolcissima Vergine,
se non di sentirmi perdonato da tutti i peccati con amore e misericordia? 5)
Per tale clemenza e generosità, mi rifugio sotto il tuo presidio, dove i deboli
acquistano forza e i prigionieri acquistano libertà. Sii Madre buona e
misericordiosa per il mio cuore, affinché possa sperimentare felicemente, che
sei la consolatrice di tutti e il sollievo di quanti ti servono. 6)
Inoltre, o Maria, gloriosissima Madre di Dio, da questo momento e fino
all'ultima ora della mia vita, ti prego di non stancarti mai di guardarmi con
volto sereno e propizio nonché con dolcissimo affetto; e di non stancarti mai
di vegliare su di me. Mettimi sotto la tua protezione e stendi le tue braccia
santissime su di me, dovunque vada. 7) Quando verrà per me l'ultimo
giorno, che io ignoro, e l'ora della mia morte, che tanto temo ma non posso
sfuggire, Signora Clementissima, mia grande fiducia in ogni difficoltà e
soprattutto nell' ora della morte, ricordati di me. E assistimi quando terminerà
la mia vita, confortando l'anima mia trepidante. 8) Proteggi allora la
mia anima dagli spiriti immondi e spaventosi, perché non òsino avvicinarsi;
e degnati di visitarla con la tua dolce presenza, unitamente alla moltitudine
degli angeli e dei san-ti. Prima che io lasci questo mondo, impegnati anche a
placare, con le tue purissime preghiere, il tuo Figlio Divino, che tante volte e
così gravemente ho offeso con i miei peccati. 9) Poi accogli l'anima,
che si allontana da questo esilio; e introducila attraverso le porte del cielo
ai luoghi felici del paradiso. Poni la mia sede accanto a te e parla in mio
favore al Figlio tuo, Re dei secoli, con parole buone e soavi, tu che ricevesti
quel saluto santo e benedetto dalla bocca di Gabriele. Per sua virtù degnati
di proteggermi in vita e in morte, e fa che io possa manifestare spesso, con
riconoscenza e con cuore devoto, la tua lode e la gloria del tuo dolce e
benedetto nome. 10) Accetta, dunque, la preghiera che il tuo servo recita
davanti a te; e guardami, Misericordiosissima Madre di Gesù, Dilettissima
Vergine Maria. Ricordati sempre di me poiché, se qualche volta io mi dimentico
dite, ne sono molto dispiaciuto. Non dimenticarti mai di me, tu che hai generato
la misericordia per tutti. 11) Ti saluto ora, o Vergine Maria; ti
saluto in ginocchio e con grande devozione, ringraziandoti a mani giunte.
Inoltre, perché tu accolga ed esaudisca la mia fervida preghiera, ti saluterò
ancora una volta con quel devoto ossequio: «Ave Maria, piena di grazia, il
Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del
tuo seno, Gesù Cristo. Amen».
Capitolo VI
CANTI A MARIA
Chi
è Maria
Maria è
il chiarissimo vaso dello Spirito Santo Paraclito, la gloriosa città di Dio, la
donna delle virtù che schiacciò il capo al serpente. Più splendente del sole,
più incantevole della luna, più rutilante dell' aurora, più chiara delle
stelle. A lei peccatori e devoti ricorriamo battendoci il petto, dicendo: «Santa
Santa Santa Maria, nostra Signora clemente e pia rendici partecipi per le tue
preghiere della gloria del cielo».
Carme
sulla Beata Vergine
Ave
Bellissima Regina, per grazia divina resa eccelsa dalla Trinità che né prima né
dopo fece un' altra più grande. Nella tua giovinezza per le tue provate virtù
il Re dei re, sommo ed eterno Dio, ti scelse come sposa. Un angelo ti invitò, oh meraviglia, tanto gli
piacesti. E quando disse: «Piena di Grazia», Vergine concepisti, Vergine
rimanesti. E dicest i: «Avvenga di me secondo la tua parola». Salute e lode di
Padri e di Profeti, glossa di molte Scritture, porta attraversata e sempre
chiusa di Ezechiele. Come il roveto da Mosé osservato acceso e non consumato,
così partorisci l'Emmanuele, Vergine che non conosci uomo. Come fiori la secca
verga di Aronne contro le leggi di natura, come il vello di Gedeone mirabilmente
si bagnò di celeste rugiada, così nella salvaguardia del pudore, nell'assenza
di dolore e dell'intervento d'uomo partoristi come attesta Gabriele. Salve
Ester, per tuo mezzo il re salvò Mardocheo, uccidendo Aman reo. Tu Giuditta
mostri il capo reciso d'Oloferne, che superbo sognava di disperdere il popolo di
Giuda. Regina, madre del saggio Salomone che regna in Sion, alla cui destra
siedi nostra Avvocata. Vergine clemente e pia, proteggici Maria. Amen.
Maria
prefigurata
Ave
Celeste Regina, mirabilmente resa augusta dalla Triplice Maestà Divina. Il Re
degli angeli e dei santi, attirato e colpito dal profumo delle tue virtù,
discese dentro di te. Tu lode di Padri e di Profeti,
~ Tu di molte scritture fulgida glossa e malia dei cuori per la tua
dolcezza. Porta chiusa mai aperta, attraversata e sempre chiusa ti
descrisse
Ezechiele come ti vi~ Il roveto ardente e intatto, ammirato dal profeta, ti
cantò casta
e partoriente. Sono tue figure la verga secca eppur fiorita, il vello di Gedeone
intriso di celeste rugiada. Per te, Ester, Mardocheo il giusto giudeo salva il
re e giustizia Aman reo del suo delitto. Con la spada di Giuditta abbatti la
superbia di Oloferne, che minaccia la rovina di Giuda. Dal Sommo Re coronata,
Madre Clemente, Dolce e Cara, sii Avvocata nostra Vergine Pia. Benediciamo e
lodiamo Gesù, che la sua Madre Maria benedisse in Dio per l'eternità.
Il
Natale
Tutto il
mondo sia giocondo con letizia e puro cuore senza macchia e senza vizi perché
è il giorno del Signore, nato dalla Vergine. Nel parto di Maria, Madre Pia, il
popolo si allieti e ognun le renda le più sentite lodi. Godi uomo sulla terra
con tripudio e con ardore, rendi grazie al Divin Figlio poiché per il suo
soccorso sei lavato dalla colpa. Lode a te, Felice Madre, nel cui grembo
verginale, nato per opera del Paraclito senza intervento d'uomo, il Sommo
Creatore del mondo trova riposo.
I
dolori della vergine
Sotto la
croce siede in pianto la Madre di Dio, recando Gesù nel suo casto grembo,
lacrima molto guardando il volto del suo Figlio straziato. Bacia con la pia
bocca le rosse piaghe di Gesù, stringe con ambo le braccia le sue spalle e i
fianchi. O Maria rossa rosa, candido giglio, dolce pia amorosa, placa tuo
Figlio. Lo partoristi felice tra canti d' angeh, ora schiodato dalla croce lo
stringi con braccia dolenti. Anima pia, compiangi Cristo e sua Madre, se
desideri godere con essi nel cielo. Gesù, Figlio di Dio, pietà di me per le
preghiere della tua Pia Madre, salvami per la tua croce, portami alla vera luce
con te in cielo. Tu che al ladrone pentito promettesti il paradiso, perdona me
peccatore redento dal tuo sangue. Figlie di Gerusalemme venite e vedete,
convertitevi al Crocifisso e piangete.
Gemma
di pudicizia
Maria,
Custode Fedelissima della sua pudicizia, come tortora fuggiva, vivendo. nellà
solitudine del cuore quasi piccolo nido di pudicizia, guidando i suoi pensieri
con santa meditazione al possesso di consumata virtù e ai frutti di
contemplazione. Così la Dolcissima Maria era amica della quiete, amava stare in
casa e non uscir per via. L'Umilissima Maria odiava i tumulti, fuggiva gli
assembramenti per non patire detrimenti nell'anima e nel buon nome. Gemma di
pudicizia, donaci di vivere così.
Tenera
fanciulla
Quanto
sei bella, tenera fanciulla, quanto soave e quanto senza macchia, quanto potente
ed eterna regina come attestano i tuoi tanti miracoli. L inverno è passato...
Tu fosti il vello sopra l'aia, arca dell'alleanza, torre d'avorio, sii nostra
egida di salvezza, grano puro senza pula. E vieni... Degnissima figlia di
Davide, Vergine la più bella fra le donne, città regale e torre fortissima,
difendici dalla cattiva morte. Ascoltaci...
La
bellezza di Maria
L'ho
vista bella come una colomba che saliva sugli specchi delle acque, e il suo
profumo inestimabile fluiva immenso dalle sue vesti. Come giorni di primavera la
cingevano petali di rose e gigli di convalli. Chi è Costei che sale dal deserto
come nuvola di fumo dagli aromi di mirra e di incenso? Gloria al Padre, al Figlio e allo
Spirito Santo... Come giorni di primavera la cingevano petali di rose e gigli di
convalli.
Maria
nostra salvezza Guarda la Stella
Se
insorgono contro di te i venti delle
tentazioni, tu non temere: ricorda e guarda la Stella del mare, invoca Maria
Madre di Dio. Se
lei ti sostiene, non cadrai; se lei ti protegge, non ti nuocerà il nemico.
Guarda la Stella del mare, invoca Maria.
Facci
degni
Verga di
Jesse che rechi frutto e fiore, lampada in cielo fulgida e pia per tutti, rendi
per Dio fervidi i nostri cuori tiepidi nel bene. Tu fosti giglio tra le spine e
fiore di convalli, sei porto che dona conforto, sei sempre rimedio del male.
Affrettati, o Madre, mostra l'immensa misericordia, offri al Figlio il petto e
il seno e impetra per noi il perdono. Ave, Vergine gloriosa, eccelsa sposa di
Dio, lodabile, famosa e cara a tutti gli uomini per il fior di castità con cui
vincesti ogni malia dell'impero di Satana. Facci degni d'innalzare a te il canto
e di sedare gli incendi di libidine. Tu decisa disprezzasti ogni inane vanità,
ricercando il Re dei re con sublime desiderio, per cui seco meritasti d'allegrarti
e di ornarti di ineffabili monili. Facci degni... Nel fulgor delle tue gemme
imitasti il casto Agnello, per amare con diletto quel che ancora giovinetta
portasti in te con giubilo. Facci degni... Dai suoi attesi amplessi alfine
riscaldata sei, Regina, segui il Figlio tuo diletto con le sacre vergini,
cantando con dolcezza. Facci degni...
La
Madre della misericordia
Io sono
la Madre della misericordia, piena d'amore e di dolcezza, sono la gioia speciale
dei santi perché sono buona. Venite a me voi che mi amate, e dal seno delle mie
consolazioni sarete saziati, perché sono buona.
L'eccellenza
di Maria
Grandissima,
molteplice è l'eccellenza della vita della Santissima Vergine Maria. La sua
persona e il conversare eccellono per profonda umiltà, per sublime castità,
per immensa carità, per generosa misericordia e pietà per tutti. O
Veneratissima Vergine, giustamente sei superbenedetta nei secoli eterni.
Salve,
Regina dei cieli
«Salve,
Regina dei cieli, salve, Signora degli angeli, sacro germoglio e porta felice,
da cui spuntò la Luce del mondo». O Gloriosa, che copri i delitti del mondo,
melodia della schiera dei mesti, sei il libro della legge per il povero, il
testo e il commento: rosa e prosa, Madre del sommo Re. «Godi, Vergine Gloriosa,
bella più di tutte». Salve, Porta della speranza, profumata come rosa, palma,
fiore delle vergini, pace del reo dopo la procella, sei legge graziosa, ai
condannati rechi l'amnistia. «Salve, o Bellissima». Luce eccelsa e verginale,
fulgida come aurora, che sali verso il tempio eterno, prega per noi, perché
l'ora della morte nulla di malvagio trovi in noi. «Prega Cristo per noi».
«Rallegrati,
o Regina del cielo»
In te la
ragione stupisce, Vergine Madre, per cui la stirpe di Adamo è riconciliata; e
per divino consiglio santificata, secondo l'annunzio di Gabriele sei scelta per
Madre. «È risorto
come aveva detto, alleluia! Prega per noi il Signore, alleluia!». Non tocca da
contatti umani, eppure resa gravida, intatta da ogni vizio, gradita per purezza,
mirabilmente esaltata nel palazzo del cielo, portaci, o Beata, nel grembo della
pace.
Maria
Regina e Porta del cielo
Salve, o
Vergine, Speranza dei peccatori, Madre dell'eterno Re, spezza le loro catene con
la tua preghiera, o Signora. Salve, o Vergine, non tardare, affrettati ad
aprirci le porte, comanda che noi entriamo con te nella gloria del cielo. Salve,
o Vergine, amata da Dio, sii la nostra Avvocata, tu che sei detta Stella del
mare che conduce al cielo.
Regina,
Signora del mondo
Salve, o
Signora del mondo, sola senza uguali; ti preghiamo che il Signore sia placato da te, Egli che
per noi in te volle incarnarsi ed essere duramente trafitto sul legno della
croce. Salve, o Piena di grazia, Signora degli angeli, Consolatrice di tutti e
Speranza dei miseri; sei molto in alto nel regno dei cieli. Ti preghiamo,
cancella le macchie dei nostri peccati. Salve, o Madre di Gesù, tutta graziosa,
Vergine prudente e umile e tutta virtuosa, tra le figlie di Sion sei deliziosa;
portaci ai gaudi gloriosi del cielo. Amen.