IL VIVERE NELLA DIVINA VOLONTA’
Scendi
o Volere Supremo e vieni a regnare sulla terra. O Dio Onnipotente,
che
creasti l'uomo solo perché facesse quel Volere, che egli ingrato infranse
nel
ribellarsi a Te, accorri a riannodare il vincolo di questa volontà umana,
affinché
cielo e terra restino riordinati in Te.
In
voluntate Dei Deo Gratias
Leggiamo:
In
tutta la Chiesa, ci sono state, ci sono e ci saranno anime vittime in gran
numero, che la Divina Misericordia suscita in modo prodigioso.
Queste
anime vittime, soffrono, amano, espiano, pregano, meditano, edificano, e
conducono le anime a Dio.
Guai
se non ci fossero!
Esse
sono tanti contrappesi sulla bilancia dei grandi debiti dell'umanità verso Dio,
per mantenere il salutare equilibrio tra le umane colpe e la Divina
Misericordia.
Molte
grazie attirano queste anime sui popoli e su tutta la Santa Chiesa.
A
queste anime, generalmente, il Signore si degna di parlare.
Sul
proposito delle rivelazioni private, un parere assoluto lo possono dare i
rappresentanti della Santa Chiesa e del Sommo Pontefice.
Ma
generalmente la Santa Chiesa, le Sacre Congregazioni, i Vescovi delle diocesi,
il Sommo Pontefice stesso, quando la dottrina di un libro devoto, porta, pure in
forma di rivelazioni, una dottrina pura, conforme agli insegnamenti della Santa
Chiesa e di profitto per le anime, lasciano alla pietà dei fedeli, di farne
quell'apprezzamento che torna loro più proficuo. E: né condannano, né
sanzionano.
In
tali casi basta non richiedere che una fede puramente umana, giusto il
sapientissimo DECRETO DI URBANO VIII, ed essere sempre pronti a sottostare ad
ogni ulteriore giudizio della Santa Chiesa.
Il
Dottore della Chiesa S. Alfonso Maria de' Liguori, nel suo aureo libro delle
glorie di Maria, quando passa a raccontare dei fatti prodigiosi riferiti da
privati scrittori, disapprova tutti coloro che, pregiudicando di essere
spregiudicati, non vogliono ammettere altri miracoli e rivelazioni, se non
quelle approvate formalmente dalla Chiesa.
Perciò:
nessuno è obbligato per conoscenza a credere alle rivelazioni private finché
la Chiesa non vi appone il sacrosanto suo suggello.
Ma
quando sono pubblicate con la revisione dell'autorità ecclesiastica e quando
uomini prudenti e pii le vedono bene, quando le anime ne traggono profitto, chi
le disprezza mostra una certa presunzione e temerarietà e perde molti beni per
il suo spirito.
La
serva di Dio Luisa Piccarreta, Terziaria Domenicana, nacque a Corato, prov. di
Bari, il 23 Aprile 1865. Anima eletta, serafica sposa di Cristo, umile, pia,
dotata da Dio di doni straordinari: Aralda del Regno della Divina Volontà, vera
ed innocente vittima e perciò efficace e continuo parafulmine presso la Divina
Giustizia, indignata per i peccati dell'umanità. Fanciulla a 18 anni (visione o
sogno? all'Autorità Ecclesiastica il giudizio) vede Gesù, curvo sotto la
croce, che le dice: «Anima, aiutami!»; e da allora l'Anima solitaria è
vissuta in continua unione dei patimenti ineffabili del suo Sposo Divino.
Dai
13 ai 18 anni la sua vita angelica passa tra effusioni d'amore divino e di
celesti carismi e tra straordinari segni di vita soprannaturale. Nei suoi 62
anni di letto sopportò la sua dura e penosa infermità con eroica fortezza
cristiana e dal letto di dolore fu il conforto delle anime deboli e sofferenti,
la luce di quanti le si avvicinavano per consigli.
Soleva
chiamarsi "LA PICCOLA FIGLIA DELLA DIVINA VOLONTÀ" a tutti e sempre
parlava della Divina Volontà, come operare e vivere in Essa, come l'unico e
sicuro mezzo per conseguire la propria santificazione. Coloro che l'ascoltavano
rimanevano stupiti e meravigliati per il suo dire pieno di sapienza e di unzione
divina, e non pochi uscivano dalla sua stanzetta spiritualmente trasformati e...
purificati. Tutti la stimavano santa, tutti la chiamavano "LUISA LA
SANTA".
Piena
di meriti, il 4 Marzo 1947, nella.luce eterna del Divin Volere chiuse, come
visse, i suoi giorni, per trionfare cogli Angeli e Santi negli splendori eterni
della Divina Volontà.
L'essenza
del vivere nella Divina Volontà è la pratica interiore che consiste
nell'applicarsi per quanto e possibile, in ogni istante della nostra vita, a
vivere in PERFETTA UNIONE alla Divina Volontà.
Vivere
nel DIVIN VOLERE significa possedere tutto: Dio che entra in noi, agisce in noi,
e divinizza ogni nostro atto.
Per
vivere nel Divin Volere non si tratta di cambiare azione, ma solo di cambiare la
Volontà. Perciò: dopo aver letto con attenzione tutta la suddetta rivelazione,
e dopo averla meditata, approfondita e assimilata in tutto il suo valore, il
primo atto da fare è la CONSACRAZIONE (cioè l'adesione della nostra volontà a
questo invito di Dio che ci porge come immenso dono). (Vedi più avanti).
Questa
consegna della nostra volontà nella VOLONTÀ di DIO, forma il vuoto dell'anima
nostra, affinché poi solo la Volontà di Dio regni, domini e abbia il primato
su tutti gli atti nostri. In modo che, anziché far correre la nostra volontà
su tutto ciò che facciamo, facciamo correre quella di Dio.
Così
in ogni atto nostro viene formata la VITA DIVINA. E viene ripetuta la vita di
Dio nei nostri atti, tante volte per quanti atti facciamo. (Vedi più avanti).
Il
vivere nel Divin Volere è impegnativo ma semplice. Non si richiede altro che
chiamarLo nei nostri atti, per darGli il primato.
E
ciò si fa dicendo in tutto ciò che facciamo: «Gesù
ti amo, Divina Volontà vieni a lavorare nelle mie mani, a pregare nella mia
preghiera, a respirare nel mio respiro, a pensare nella mia mente, ecc...».
Dice
Gesù alla sua serva Luisa: «È
tanta l'altezza della perfezione dell'anima abbandonata nel Mio VOLERE, che
giunge ad operare come Dio. E questo non deve far meraviglia perché: siccome in
essa non vive più la sua volontà, ma la Volontà di Dio medesimo, cessa ogni
stupore se vivendo con questa Volontà, possiede la potenza, la sapienza, la
santità e le virtù di Dio.
Oh, come tutti gli
angeli e i santi l'adorano quest'anima, gli uomini l'ammirano, e i demoni la
temono scorgendo in essa l'Essere Divino!».
Non essendo la nostra mente tutta piena di Dio, siamo noi stessi causa che il demonio ci molesti. Se vivremo invece nella DIVINA VOLONTA, i pensieri santi hanno tanta forza contro il demonio che, come tante spade, lo feriscono mentre si avvicina, quindi teme di avvicinarsi.
Nella
DIVINA VOLONTA tutto è passato-presente-futuro. Così noi possiamo consolare
Gesù per tutte le genti passate, presenti e future.
In questi scritti Gesù parla ad una vergine, LUISA PICCARRETA, oggi già serva di Dio. E nei colloqui con questa anima prediletta, Gesù le farebbe sublimi ed importantissime rivelazioni sugli immensi vantaggi spirituali di chi agisce in unione e immedesimazione della DIVINA VOLONTA’; talmente che, in questo stato, il vivere e l'operare di un'anima si chiama: «vivere e operare della DIVINA VOLONTA».
...
«Ricchi e sempre felici, pur nella miseria e nel dolore, possono diventare
coloro che vivono di Mia Volontà.
La
vera ricchezza, infatti, e la vera felicità, scaturiscono proprio dal Mio
Volere, cosicché vivendo di Esso voi divenite veramente in possesso di ogni
ricchezza e felicità.
Una
tale unione si chiama: VITA DIVINA e l'anima che la possiede è un altro Me
Stesso, poiché nel Mio Volere c'è tutta la vita. Vita ricchissima, vita
felicissima.
In
tal caso non siamo più separati, ma fusi uno nell'altro, sicché Io faccio di
Me una moltiplicazione di Me stesso, mentre l'anima che vive fusa nel Mio
Volere, diviene la mia stessa Volontà che assorbe in Se stessa le vostre
miserie e i vostri dolori, mentre partecipa di Sé, ricchezze e gioie infinite.
Dunque
figli, non stentate ad entrare nel grande, infinito mare della mia ricchezza.
Io
so che non potete stare senza avere in voi la forza del Mio Volere. So che è
inutile ogni affanno, se non viene vissuto nella Mia Volontà.
Entrate, entrate
nel Mio Volere e di Esso rimanete prigionieri volontari, ospiti desiderati.
Entrate nel Mio Volere! E stimatevi fortunati di depositarvi miserie e dolori,
perché, in cambio avrete verissima ricchezza e una felicità suprema, che
nessuno potrà rapirvi.
Lasciatevi
prendere da Me, e venite a bruciare l'olocausto della vostra misera volontà NEL
FUOCO D'INFINITO CALORE CHE È LA MIA DIVINA VOLONTA’».
...
«La Mia Volontà è la santità delle santità. Sicché l'anima che vive con la
Mia Volontà, per quanto fosse piccola, ignorante, ignorata, si uguaglia a tutti
gli altri santi, anche se questi abbiano operati portenti, conversioni
strepitose, miracoli.
Sembra
che queste anime non facciano nulla, invece fanno tutto perché agiscono
"alla DIVINA" nascostamente sì, ma in modo sorprendente.
Esse
diventano luce che illumina, vento che purifica, potenze che fanno fare
miracoli, sono il piede del missionario, la lingua del predicatore, la forza dei
deboli, il coraggio dei martiri, la santità dei Santi. Poiché esse diventano
le mie vere ostie.
E
se Io esisto nelle Ostie Sacramentali, è per formare le ostie consacrate della
mia volontà».
«Quando
tu fai la comunione nella mia Volontà, ripeti ciò che feci Io.
Così
facendo, non solo riparerai tutto, ma darai la gloria, come se tutti si fossero
comunicati.
Ricordati: Gesù
ti amo: vieni Divina Volontà in questa Comunione mia con Te, perché io intendo
non solo donarti all’anima mia, ma a tutte le anime che non Ti ricevono, per
riparare i nostri peccati e dare gloria al Padre.
Il
Mio Cuore si sente intenerito nel vedere che la creatura, non potendo darmi
nulla di sé che sia degno di Me, prende le cose Mie, le fa sue, imita come le
ho fatte Io, e per piacerMi, Me le dà!
Gli
atti nella Mia Volontà, sono gli atti più semplici, e si comunicano a tutti.
Oh,
se tutti comprendessero il valore immenso dei più piccoli atti, OPERATI NELLA
MIA VOLONTÀ, nessun atto si farebbero sfuggire!
La
Mia VOLONTA è il portento dei portenti, è il segreto per trovare la luce, la
santità, le ricchezze; è il segreto di tutti i beni non conosciuti, e quindi
non apprezzati, né amati».
Dice Gesù all'anima eletta: «Figlia
mia, il timore toglie la vita all'amore. Non solo, ma anche le virtù stesse che
non hanno principio dall'amore, diminuiscono la vita dell'amore nell'anima.
Mentre, in tutte le cose, l'amore merita la preferenza, perché l'amore rende
facile ogni cosa.
Durante
la mia Passione, Io non mi occupavo delle Mie sofferenze, ma dello scopo di
esse. E siccome nelle Mie pene vedono compiuta la Volontà del Padre, mentre
soffrivo, trovavo anche il più dolce riposo.
Vivere nella Volontà Divina contiene questo bene: mentre si soffre, si trova il più bel riposo. Se si gode, e questo godere non è voluto da Dio, nel godere si trova il più atroce tormento. Quando più Io ero vicino al termine delle mie pene, tanto più guardavo di compiere la Volontà del Padre e così mi sentivo alleggerito e il mio riposo si faceva più bello.
Oh,
quanto è diverso il modo che tengono le anime che soffrono o operano, non
avendo di mira il frutto che possono ricavare, né l'adempimento della Volontà
Divina, e si concentrano nella cosa che fanno e non vedono i beni che possono
guadagnare, né il dolce riposo che porta la Volontà di Dio! Vivono infastidite
e tormentate e fuggono quanto più possibile, il patire e l'operare, credendo di
trovare il riposo, e restano invece più tormentate di prima.
A
seconda della dose di amore che contiene un'azione, fosse anche indifferente, si
aumenta all'infinito il valore di essa, perché IO GUARDO NON L'OPERA, MA L'INTENSITÀ
D'AMORE CHE ESSA CONTIENE.
L'intensità
d'amore della Mia Divina Volontà è infinita».
DIFFERENZA
DEL VIVERE RASSEGNATI ALLA DIVINA VOLONTÀ E IL VIVERE NELLA DIVINA VOLONTA’
Scrive
l'autrice:
Vivere rassegnati alla Divina Volontà, significa sottomettersi alla Divina Volontà, guardando in tutte le cose la Divina Volontà e l'ordine delle disposizioni che Dio ha su tutte le creature, (sapendo che neppure un capello del capo può cadere se il Signore non lo vuole).
Invece
vivere nel Divino Volere significa vivere in esso inseparabilmente, non fare
niente appoggiato a se stesso, perché l'anima si sente incapace di camminare da
sola e dice: «Mio Dio e Signore, se vuoi che operi, operiamo insieme, e se vuoi
che vada, andiamo insieme».
L'anima,
spaziandosi nell'immensità del Volere Divino, vola a tutti, ama tutti, aiuta
tutti, con l’amore stesso con cui Gesù aiuta chi ama. Ciò che non può fare,
invece, chi vive solo rassegnato.
Perciò:
nel Divino Volere, le cose, anche le più piccole, acquistano splendore, cioè
santità divina, potenza e bellezza divina; si moltiplicano all'infinito, ed in
un istante, l'anima fa tutto.
E
dopo che fa tutto dice: non ho fatto nulla perché l'ha fatto Gesù. Questa è
la mia gioia: che misera qual sono, Gesù mi ha dato l'onore di tenermi nel
Divino Volere per farmi fare ciò che ha fatto Lui. Quest'anima diventa
pacifica, ama tutti divinamente, non ha ansietà. È l'organo della voce di Gesù;
è il palpito del Suo Cuore!
In
questo solo credo che consista la vera santità.
Tutte
le altre della rassegnazione vi si avvicinano, ma restano molto lontane, anzi
alcune non sono che larve di santità.
Nella
Divina Volontà, le virtù prendono posto nell'ordine divino. Fuori di Essa,
nell'ordine umano. Quindi sono soggette a stima propria, a vana gloria, a vane
passioni.
Perciò
molti si trovano sulla via falsa della santità. Molti la mettono in un attacco,
non ben regolato, alle pie pratiche, e guai a chi li sposta! Oh, come si
ingannano!
Se
i loro voleri, non sono uniti a Gesù, e trasformati in Lui (il che diventa
continuata preghiera), malgrado tutte le loro pie pratiche, la santità è
falsa.
Ecco
perché vediamo queste anime passare con molta facilità dalle pie pratiche, ai
divertimenti, alle discordie, ecc., si arrabbiano facilmente, non si curano dei
propri doveri, guai a chi le contraddice. Vorrei le lacrime del Mio Gesù per
piangere insieme con Lui su queste santità false e fare conoscere a tutti come
la vera santità sta nel vivere ed operare nella VOLONTA’ DIVINA.
Questa
santità non è soggetta ad incostanza, a difetti volontari, è attenta ai
propri doveri, distaccata da tutto e da tutti; e siccome ha radici profonde, si
eleva tanto in alto, che i fiori ed i frutti sbocciano nel cielo.
L'anima
con tale santità, è tanto nascosta in Dio, che la terra poco o nulla sente di
lei. Il FIAT è il suo motto continuo.
Essa forma il sorriso di Gesù, solo Gesù è tutto per lei e l'aria benefica che possiede, imbalsama tutti e la fa diventare l'ordine e l'armonia di tutti.
31 Maggio 1926
Ero
tutta immersa nella luce del Divin Volere, quando Gesù, tutto tenerezza e tutto
amore mi ha detto:
«Figlia
mia, voglio farti conoscere ancor meglio la gran differenza che passa tra chi
vive nel mio VOLERE, nell'unità della sua luce, e chi si rassegna e si
sottopone alla Mia Volontà.
Osserva:
il sole sta nella volta dei cieli e spande i suoi raggi sulla superficie della
terra, sembra che tra terra e sole ci sia una specie di accordo: il sole col
toccare la terra e la terra col ricevere la luce ed il tocco del sole.
Perciò
la terra, col ricevere il tocco della luce, sottoponendosi al sole, riceve gli
effetti della luce, e questi effetti trasmutano la sua faccia, la fanno
rinverdire, fiorire, le sviluppano le piante, maturano i suoi frutti ed operano
tant'altre meraviglie che abbelliscono il creato.
Ora il sole, col dare i suoi effetti, non dà la sua luce; gli effetti poi non sono durati, e perciò si vede la povera terra ora tutta fiorita, ora tutta spoglia, subisce continue trasformazioni.
Se
il sole desse alla terra sia gli effetti sia la luce, la terra si cambierebbe in
sole e non avrebbe più bisogno di mendicare gli effetti avendo già in sé la
sorgente degli effetti, che il sole contiene.
Tale
è l'anima che si rassegna alla mia Volontà: vive degli effetti che contiene in
Essa, ma non possiede la sorgente degli effetti che nel Sole dell'eterno Volere
ci sono. E perciò ora è ricca di virtù, ora è povera e si muta ad ogni
circostanza. Se poi non è rassegnata alla mia Volontà, allora assomiglia alla
terra che non vuol farsi toccare dalla luce del sole, quindi squallida e senza
un filo d'erba. Tale restò Adamo dopo il peccato!
Perdette
l'unità della luce e quindi la sorgente dei beni ed effetti che il sole della
Mia Volontà contiene.
Per
renderlo fermo di nuovo e così godere ancora l'unità di questa luce ci voleva
un riparatore superiore a lui, ci voleva una forza divina per raddrizzarlo: ecco
la necessità della Redenzione.
Prima di peccare, possedendo la sorgente dell'unità della luce della Volontà del Suo Creatore, ogni suo piccolo atto era un raggio di luce, che invadendo la creazione tutta, andava a fissarsi nel centro del Suo Creatore, portandogli l'amore ed il contraccambio di tutto ciò che era stato fatto per lui in tutta la creazione.
Figlia
mia, ora puoi ben comprendere che il vivere nella Mia Volontà è possedere la
sorgente dell'unità della luce del Mio Volere con tutta la pienezza degli
effetti che Esso contiene.
Solo
la mia Celeste Mamma possedette l'unità della luce del Mio Divin Volere e perciò
può dare luce a tutti. Tra Lei e la Maestà Suprema non ci fu mai notte, né
ombra alcuna, ma sempre pieno giorno, e perciò in ogni istante, quest'unità
della luce del Mio Volere faceva scorrere in Lei tutta la vita divina. I suoi
piccoli atti, nell'unità di questa luce, erano superiori a tutti gli atti
insieme di tutte le creature.
Fu
in virtù dell'unità di questa luce del Supremo Volere, che Lei trionfo di
tutto, vinse il Suo stesso Creatore e lo fece prigioniero nel Suo materno seno.
Ah,
solo l'unità di questa luce del Mio Volere poteva operare un tale prodigio!
Adamo,
nello stato d'innocenza e la Mia Mamma Celeste, possedettero l'unità della luce
della Mia Volontà, non però per virtù propria, ma per virtù comunicata da
Dio.
Invece, la Mia Umanità, la possedette per virtù propria, perché in Essa non solo c'era l'unità della luce, del Supremo Volere, ma anche il Verbo Eterno. In loro grazia, in Me natura.
Perciò,
figlia mia, il tuo Gesù tiene la fonte di tutti i beni, fonte che sempre sorge,
per sempre comunicarteli.
Quindi
gli atti fatti nella Mia Divina Volontà, sono tante catene d'amore che uniscono
il cielo e la terra, i beati e le creature.
Vola,
corri sempre nel Mio Volere Divino e formerai il sorriso del cielo sulla terra.
In
questo appunto consiste il vivere nella mia Volontà: far scorrere in tutto
l'essere e in tutti gli atti, la luce, la forza, divina, la vita della Mia
Volontà.
Dove
non vi è la Sua Vita operante, quell'atto rimane inerte, senza calore, senza
forza e luce divina, e come morto ad ogni bene».
...
« Tutte le cose create hanno il loro posto nella Divina Volontà, anche il
respiro ed il palpito umano, e perciò non perdono mai la vita.
Solo l'umana
volontà, perché non vuol stare nel regio posto del Nostro Volere, rende l'uomo
smarrito, il più povero di tutti, l'infelice in tutta la creazione.
L'anima
sente la vera vita in sé, solo quando entra nella mia Divina Volontà, perché
solamente in Essa può vedere con chiarezza il suo nulla, e come questo nulla
sente il bisogno del TUTTO, cioè di COLUI che la trasse dal nulla.
Solo allora il TUTTO la riempirà si sé, e l'anima, avendo il possesso della vera vita, si vedrà in contatto immediato con la Santità, bontà, potenza, amore e sapienza di Dio.
Riconoscerà
in sé la potenza dell'opera creatrice, la Sua Vita palpitante ed il bisogno
estremo di questa Vita DIVINA».
...
«La Mia Volontà è come l'oppio al corpo. Quando i poveri pazienti, devono
subire un'operazione, vengono addormentati con l'oppio. Con ciò non vengono a
sentire l'acerbità del dolore e, dopo svegliati, si trovano con gli effetti
dell'operazione fatta. Se non hanno sofferto tanto, la virtù è stata tutta
dell'oppio.
Tale
è la Mia Volontà. È oppio all'anima, che addormenta l'amor proprio, la
propria stima, tutto ciò che è umano, e non fa penetrare sino in fondo il
dispiacere, la calunnia, la sofferenza.
Perché
ESSO, tiene l'anima come addormentata, cioè come se avesse sentito tutte quelle
sofferenze rispetto ai meriti e agli effetti, senza in realtà averle sentite.
E
questo oppio della Mia Volontà Io do gratis, e quando più spesso lo si prende,
tanto più luce acquista l'intelligenza. E se l'anima è debole, acquista
fortezza Divina!».
«Figlia mia, Io sulla terra non facevo altro che darmi in balia della Volontà del Padre. Se pensavo, pensavo nella mente del Padre; se parlavo, parlavo nella volontà del Padre; se operavo, operavo nelle mani del Padre; anche il respiro respirava in Lui. Sicché potevo dire che la Mia vita la svolgevo nel Padre. Ed Io ero il portatore del Padre, perché, tutto chiuso nel Suo Volere, niente facevo da Me.
L'unico
Mio pensiero era la VOLONTÀ DEL PADRE.
Così
tu, se ti darai in balia della Mia VOLONTÀ, non avrai più pensieri di nulla.
La
Mia Volontà di fa trovare il sostegno, ti fa sentire la Mia Vita in te».
«In
Noi non esiste né l'infelicità, né il dolore. Come potevamo darle alle
creature?
Se
esse sentono l'infelicità, è perché lasciano la Volontà Divina e si chiudono
nel piccolo campo della volontà umana.
E
solo quando ritornano nel Supremo Volere trovano le gioie, la felicità, la
luce, la bellezza del loro Creatore, sentono in loro una sostanza divina come
soprannaturale, che giunge a dar loro gioie e felicità nello stesso dolore».
... «Ed ora
portiamoci a considerare il mare dove sono ammontate immense masse di acque
cristalline, simbolo della purità divina.
Queste
acque camminano sempre, non si fermano mai, sono senza voce e mormorano, sono
senza vita eppure sono tanto forti.
La
Mia Volontà, velata dalle acque del mare, dice all'uomo: sii puro come queste
acque cristalline. Ma se vuoi essere puro cammina sempre verso il cielo,
altrimenti t'imputridiresti come si imputridirebbero queste acque così pure, se
non camminassero sempre. Il mormorio della tua preghiera sia continuo se vuoi
essere forte e potente al pari di Me, se vuoi atterrare i più forti nemici e la
tua volontà ribelle che mi impedisce di venire a regnare in te e stendere in te
il mare pacifico della mia grazia».
...
«Come Adamo peccò, Dio gli fece promessa del futuro Redentore.
Passarono
secoli, ma la promessa non venne meno e le generazioni ebbero il bene della
Redenzione.
Ora, come venni
dal cielo e formai il Regno della Redenzione, prima di partire dalla terra, feci
un'altra promessa: dell'avvento del Regno della Mia Volontà, nella preghiera
del Padre nostro, pregando il Padre che facesse venire il Suo Regno e che la
VOLONTÀ DIVINA si facesse come in cielo così in terra.
E
l'insegnai ai miei apostoli, affinché a loro volta l'insegnassero a tutto il
mondo, perché uno fosse il grido di tutti: "Sia fatta la Volontà Tua come
in cielo così in terra".
Quindi
il Regno del Divin Volere certamente verrà.
Questa
stessa mia preghiera al Padre significava che con la mia venuta sulla terra, non
venivo a stabilire il Regno della Mia Volontà (altrimenti avrei detto: il Regno
che già ho stabilito sulla terra sia confermato e la Nostra Volontà domini!)
Invece dissi: "venga!':
Ciò
significava che doveva venire e che le creature dovevano aspettarlo con quella
certezza con cui gli Ebrei aspettarono il futuro Redentore.
Voglio che tutti
conoscano che il Suo Regno è vicino e che ne apprezzino le Sue belle
prerogative, affinché tutti sospirino di entrare a vivere in un Regno tanto
pieno di felicità e di beni.
Quindi
ciò che a te sembra difficile, alla potenza del nostro FIAT è facile, perché
ESSA sa muovere tutte le difficoltà e conquistare tutto come vuole e quando
vuole».
«Figlia
Mia, Io sono Amore, e feci le creature tutto amore.
I
nervi, le ossa, la carne sono tessuti d'amore. E col far scorrere in tutte le
particelle del loro corpo il sangue, le coprivo come di una veste, per dar loro
vita di amore.
Sicché la
creatura non è altro che un complesso d'amore, e non si muove che per amore.
Ah,
quale non è il Mio dolore nel vedere nelle mie creature il Mio amore che loro
ho donato, profanato, contaminato per altri usi!
Io,
per custodire quest'amore uscito da Me e dato alla creatura, sto intorno ad essa
come un povero mendicante. E come essa si muove, palpita, respira, opera, parla,
cammina, le vò mendicando amore, e la prego, la supplico, che lo dia tutto a Me
dicendole:
Non
ti chiedo se non ciò che ti ho dato, e per il tuo bene; non Mi rubare ciò ch'è
Mio.
Il
tuo respiro è Mio: respira sol per Me. Il tuo palpito, il tuo movimento è Mio:
muoviti sol per Me.
Ma
con sommo Mio dolore sono costretto a vedere che il suo palpito prende una via,
il respiro un'altra, e tutto il suo agire, diretto per altri amori, mentre Io,
come un povero mendicante, ne resto digiuno!
Ci può essere torto maggiore di questo?».
Per
tutto ciò che in questo opuscolo si contiene di accenno a rivelazioni o visioni
private, non si richiede altra fede che l’umana, in conformità al
sapientissimo Decreto di Papa Urbano VIII e il tutto s'intende sottomettere
all'Infallibile giudizio della S. Chiesa Cattolica Apostolica Romana.