IL SEGRETO DI MARIA
San Luigi Maria di MonfortPrima Parte
Luigi
Maria Grignion nacque a Montfort-LaCane (oggi Montfort sur Meu), in Bretagna,
il 31 gennaio 1673 e morì, all'età di quarantatré anni, il 28 aprile 1716 a
Saint-Laurent.
Studiò dapprima nel collegio gesuita di Rennes, dove portò a termine i suoi studi umanistici, poi, all'età di vent'anni, si trasferì a Parigi, per entrare nel seminario di San Sulpicio, uno dei più importanti centri di spiritualità protagonisti della rinascita religiosa della Francia.
Ordinato
sacerdote nel 1700, iniziò la sua intensa attività di apostolato che non fu
però priva di difficoltà, dati i numerosi contrasti con chi, nell'ambito
della Chiesa di quel periodo, aderiva alla corrente del giansenismo.
Operò
dapprima a Nantes, presso i missionari di M. Lévéque, poi a Poitiers, in
qualità di cappellano dell'ospedale. Tornato a Parigi presso l'ospedale di
Solpétriére, fu di nuovo richiamato dai suoi poveri a Poitires.
Abbandonata
però la capitale francese, Luigi Maria da Montfort si orientò definitivamente
verso la sua principale vocazione: quella di essere missionario popolare. Dal
1706, dopo essersi recato a Roma in pellegrinaggio dal papa, si dedicò
interamente
all'opera
di ricostruzione della fede nel popolo e la sua vocazione di predicatore
itinerante lo portò, per i successivi dieci anni della sua vita, a percorrere
diverse regioni della Francia, vivendo povero tra i poveri. In ogni luogo Luigi
Maria Grignion si adoperò per ricostruire chiese e luoghi di preghiera, unire
i fedeli in confraternite, celebrare il rosario, provvedere alla costruzione
di calvari. Compose anche i testi di recite drammatiche e di canti popolari,
destinati a sopravvivere nelle popolazioni rurali.
Luigi
Maria Grignion da Monfort venne beatificato nel 1888 da Leone XIII e
canonizzato nel 1947 da Pio XII.
Tra
le istituzioni che si richiamano al santo francese come fondatore e ispiratore
sono da menzionare: le Figlie della Sapienza, i missionari della Compagnia di
Maria, i Fratelli insegnanti di San Gabriele, l'Istituto secolare della
Misericordia di Maria.
Tra
i suoi scritti principali ricordiamo: L'Amore dell'eterna Sapienza, Lettere,
Cantici, Trattato della vera Devozione alla Santa Vergine, Il Segreto di Maria,
Il Segreto dell'ammirabile santo rosario, Preghiera infuocata, Regole dei
Sacerdoti missionari della Compagnia di Maria, Allocuzione, Lettera agli amici
della croce, Regole delle Figlie della Sapienza.
Necessità
di una vera devozione a Maria.
I.
La grazia di Dio è assolutamente necessaria.
3) Anima, immagine
vivente di Dio e riscattata dal sangue prezioso di Cristo, la volontà di Dio è
che tu divenga santa come lui in questa vita e gloriosa come lui nell'altra.
L'acquisto della santità
di Dio è tua sicura vocazione. A questo devono tendere i tuoi pensieri, parole,
azioni, sofferenze, aspirazioni, altrimenti tu resisti a Dio non facendo ciò
per cui ti ha creata e ti conserva.
Quale opera mirabile! La
polvere mutata in luce, il fango in candore, il peccato in santità, la creatura
nel Creatore e l'uomo in Dio! Opera mirabile, lo ripeto, ma difficile in se
stessa e impossibile alla natura: solo Dio può riuscirvi con una grazia
abbondante e straordinaria. La creazione dell'universo è un capolavoro meno
grande di essa.
4) Ma come farai, o
anima? Quali mezzi sceglierai per salire dove Dio ti chiama? I mezzi di salvezza
e di santità sono noti a tutti, sono esposti nel Vangelo, spiegati dai maestri
della vita spirituale, vissuti dai santi; essi sono necessari a quanti vogliono
salvarsi e giungere alla perfezione. E sono: l'umiltà di cuore, l'orazione
continua, la mortificazione universale, l'abbandono alla divina Provvidenza, la
conformità alla volontà di Dio.
5) Per mettere in
pratica tutti questi mezzi di salvezza e di santità sono assolutamente
necessari la grazia e l'aiuto di Dio. E tale grazia - nessuno ne dubita - è
data a tutti in misura più o meno grande. Dico: in misura più o meno grande,
perché Dio, pur essendo infinitamente buono, non dà la sua grazia ugualmente
forte a tutti, pur concedendola sufficiente a ciascuno. L'anima fedele con una
grazia grande fa una grande opera, e con una grazia minore fa un'opera più
piccola. Il valore e l'eccellenza della grazia concessa da Dio e corrisposta
dall'anima, costituiscono il valore e l'eccellenza delle opere. Si tratta di
principi incontestabili.
II.
Per trovare la grazia di Dio bisogna trovare Maria.
6) Perciò, tutto si
riduce a trovare un mezzo facile per ottenere da Dio la grazia necessaria per
diventare santi; ed è proprio questo che voglio insegnarti. E ti dico che per
trovare la grazia di Dio, bisogna trovare Maria.
Perché:
7) 1) Soltanto Maria ha
trovato grazia davanti a Dio per sé e per ogni uomo in particolare. I
patriarchi, i profeti, tutti i santi dell'Antica Legge non hanno potuto trovare
questa grazia.
8) 2) Maria ha dato
l'essere e la vita all'Autore di ogni grazia; per questo è chiamata Madre della
grazia, Mater gratiae.
9) 3) Dio Padre, da cui
come da fonte essenziale discende ogni dono perfetto e ogni grazia, dandole il
proprio Figlio le ha dato tutte le grazie, tanto che - dice san Bernardo - in
lui e con lui le è stata comunicata la volontà di Dio.
10) 4) Dio l'ha scelta
come tesoriera, amministratrice e dispensatrice di tutte le grazie. Per questo
ogni sua grazia e ogni suo dono passano per le mani di lei. E - secondo san
Bernardino - per il potere che le è stato conferito, ella dà a chi vuole, come
vuole, quando vuole e nella misura che vuole le grazie dell'eterno Padre, le
virtù di Gesù Cristo e i doni dello Spirito Santo.
11) 5) Come nell'ordine
naturale ogni figlio deve avere un padre e una madre, così nell'ordine della
grazia ogni vero figlio della Chiesa deve avere Dio per padre e Maria per madre.
Chi si gloria di avere Dio per padre, ma non ha la tenerezza di un vero figlio
per Maria, è un bugiardo che ha soltanto il demonio per padre.
12) 6) Poiché Maria ha
formato il Capo dei predestinati, Gesù Cristo, ancora a lei tocca formare le
membra di questo Capo, i veri cristiani, perché una madre non forma la testa
senza le membra, né le membra senza la testa. Perciò, se uno vuole essere
membro di Gesù Cristo, pieno di grazia e di verità, deve essere formato in
Maria per mezzo della grazia di Gesù Cristo, la quale si trova in lei in
pienezza per essere comunicata in pienezza ai veri membri di Gesù Cristo e ai
suoi veri figli.
13) 7) Lo Spirito Santo,
avendo sposato Maria e avendo prodotto in lei, per mezzo di lei e da lei Gesù
Cristo, questo capolavoro, il Verbo incarnato, e non avendola mai ripudiata,
continua ogni giorno a produrre i predestinati in lei e per mezzo di lei, in
modo misterioso ma vero.
14) 8) Maria ha ricevuto
da Dio un dominio speciale sulle anime per nutrirle e per farle crescere in Dio.
Sant'Agostino dice perfino che in questo mondo tutti i predestinati sono
racchiusi nel seno di Maria, e vengono alla luce solo quando questa buona Madre
li genera alla vita eterna. Per conseguenza, come il bimbo trae ogni nutrimento
dalla propria madre, la quale proporziona il cibo alla sua debolezza, così i
predestinati traggono ogni nutrimento spirituale e ogni vigore da Maria.
15) 9) A Maria Dio Padre
ha detto: "In Iacob inhabita", Figlia mia, dimora in Giacobbe, cioè
nei miei predestinati raffigurati da Giacobbe. A Maria Dio Figlio ha detto:
"In Israel haereditare", Madre mia, prendi in eredità Israele, cioè
i predestinati. Infine, a Maria lo Spirito Santo ha detto: "In electis meis
mitte radices", mia Sposa fedele, poni le radici nei miei eletti. Chiunque
è eletto e predestinato ha la Madonna dimorante dentro di sé, cioè
nell'anima, e lascia che lei vi getti le radici di una profonda umiltà, di
un'ardente carità e di ogni virtù.
16) 10) Maria è
chiamata da sant'Agostino, e lo è effettivamente, forma Dei, vivo stampo di
Dio. Ciò significa che soltanto in lei il Dio-uomo è stato formato al
naturale, senza che abbia perduto alcun tratto della divinità; e che ancora
soltanto in lei l'uomo può essere formato in Dio al naturale, quanto lo
permetta la natura umana, per grazia di Gesù Cristo.
Uno scultore può
riprodurre al naturale un volto oppure un ritratto in due maniere: 1) impiegando
nella materia dura e informe la propria capacità, la propria forza, la propria
scienza e la bontà dei propri strumenti per fare quel volto; 2) può gettare la
materia nello stampo. La prima maniera è lunga e difficile, ed è soggetta a
molti inconvenienti: a volte basta un colpo maldestro di scalpello o di martello
per rovinare tutto il lavoro. La seconda maniera è celere, facile e dolce,
quasi senza fatica e spese, se lo stampo è perfetto e riproduce al naturale, e
la materia usata molto maneggevole e per nulla resistente al tocco della mano.
17) Maria è il grande
stampo di Dio, realizzato dallo Spirito Santo per formare al naturale un
Uomo-Dio per mezzo dell'unione ipostatica, e per formare un uomo-Dio per mezzo
della grazia. A simile stampo non manca nessun lineamento della divinità.
Chiunque vi è gettato e si lascia plasmare, acquista tutti i tratti di Gesù
Cristo, vero Dio, in maniera dolce e proporzionata alla debolezza umana, senza
tante agonie e fatiche; in maniera sicura, senza timore delle illusioni, perché
il demonio non ha mai avuto né avrà accesso in Maria, santa e immacolata,
senza ombra della minima macchia di peccato.
18) O anima cara, quanta
differenza fra un'anima formata in Gesù Cristo con i mezzi ordinari da coloro
che, come scultori, si fidano della propria bravura e si fondano sulla propria
ingegnosità, e l'anima molto docile, distaccata, malleabile che, senza alcuna
fiducia in se stessa, si getta in Maria e si lascia plasmare dall'operazione
dello Spirito Santo! Quante macchie, difetti, ombre, illusioni, quanto di
naturale e di umano c'è nella prima! E quanto pura, divina, somigliante a Gesù
Cristo, è la seconda!
19) Non c'è e non ci
sarà mai creatura in cui Dio sia più grande - al di fuori di se stesso e in se
stesso - che nella divina Maria, non eccettuati i santi, i cherubini e i più
alti serafini.
Maria è il paradiso di
Dio e il suo mondo ineffabile, in cui il Figlio di Dio è entrato per operarvi
meraviglie, per custodirlo e compiacersi. Ha fatto un mondo per l'uomo
pellegrino: è il nostro; ha fatto un mondo per l'uomo beato, il paradiso; ma ne
ha fatto un altro per sé e gli ha dato il nome di Maria. Questo è un mondo
sconosciuto a quasi tutti i mortali della terra e incomprensibile a tutti gli
angeli e i beati del cielo, che per l'ammirazione che provano nel vedere Dio così
elevato e distante da loro, così segregato e nascosto nel suo mondo, la divina
Maria, gridano giorno e notte: "Santo, Santo, Santo!".
20) Felice, mille volte
felice quaggiù, l'anima alla quale lo Spirito Santo rivela il segreto di Maria
per conoscerlo, e alla quale apre questo giardino chiuso perché vi entri,
questa fonte sigillata perché vi attinga e beva ad ampie sorsate le acque vive
della grazia! In questa amabile creatura tale anima troverà solo Dio, senza
creature, ma Dio nello stesso tempo infinitamente santo e sublime, infinitamente
condiscendente e proporzionato alla sua debolezza. Poiché Dio è dappertutto,
si può trovarlo dappertutto, perfino nell'inferno; ma non c'è luogo dove la
creatura possa trovarlo più vicino a sé e più proporzionato alla propria
debolezza che in Maria, perché a questo scopo vi è disceso. In ogni altro
luogo è il Pane dei forti e degli angeli, ma in Maria è il Pane dei figli.
21) Non si deve pertanto
immaginare, come certi falsi illuminati, che Maria, essendo creatura,
costituisca un impedimento all'unione con il Creatore: non è più Maria che
vive, è Gesù Cristo solo, è Dio solo che vive in lei. La sua trasformazione
in Dio sorpassa quella di san Paolo e degli altri santi, quanto il cielo
sorpassa in altezza la terra.
Maria è stata creata
soltanto per Dio, e, lungi dal trattenere a sé un'anima, la proietta in Dio e
la unisce a lui con tanta più perfezione quanto più l'anima si unisce a lei.
Maria è la meravigliosa eco di Dio, e risponde: Dio! quando si grida: Maria!, e
glorifica Dio quando, con santa Elisabetta, la si chiama beata. Se i falsi
illuminati, tristemente ingannati dal demonio perfino nell'orazione, avessero
saputo trovare Maria, e Gesù per mezzo di Maria, e Dio per mezzo di Gesù, non
avrebbero fatto così terribili cadute. Quando si è trovata Maria, e per mezzo
di Maria Gesù, e per mezzo di Gesù Dio Padre, si è trovato ogni bene, dicono
i santi. E dicendo questo, non si eccettua niente: ogni grazia e amicizia di
Dio, ogni sicurezza contro i nemici di Dio, ogni verità contro la menzogna,
ogni facilità e vittoria contro le difficoltà della salvezza, ogni dolcezza e
gioia nelle amarezze della vita.
22) Non si vuol dire che
chi ha trovato Maria con una vera devozione sia esente da croci e sofferenze.
Tutt'altro! Ne ha di più perché Maria, essendo Madre dei viventi, dà a tutti
i suoi figli dei pezzi dell'Albero della vita, la croce di Gesù. Però mentre
sceglie buone croci, dà loro la grazia di portarle pazientemente e perfino con
gioia, di modo che le croci che dà a quelli che le appartengono sono dei
canditi o croci candite più che croci amare. Oppure, anche se sentono per un
po' di tempo l'amarezza del calice che bisogna necessariamente bere per essere
amici di Dio, la consolazione e la gioia che questa buona Madre fa seguire alla
tristezza, li animano infinitamente a portare croci ancora più pesanti e amare.
III.
Una vera devozione a Maria è indispensabile.
23) La difficoltà sta
dunque nel saper trovare veramente la divina Maria per trovare l'abbondanza di
ogni grazia. Dio, quale signore assoluto, può comunicare da se stesso ciò che
comunica ordinariamente solo attraverso Maria, e non si può negare, senza
temerarietà, che talvolta lo faccia. Tuttavia, dice san Tommaso, secondo
l'ordine stabilito dalla divina Sapienza, non si comunica ordinariamente agli
uomini che per mezzo di Maria nell'ordine della grazia. Per salire e per unirsi
a lui, bisogna servirsi dello stesso mezzo di cui si è servito per discendere a
noi, per farsi uomo e per comunicarci le sue grazie. Tale mezzo è una vera
devozione alla Madonna.
Seconda
Parte
In
cosa consiste la vera devozione a Maria.
I.
Parecchie vere devozioni alla Madonna.
24) In realtà vi sono
parecchie vere devozioni alla Madonna. Non intendo parlare qui delle false.
25) La prima è quella
di compiere i doveri di cristiano: evitare il peccato mortale, agire più per
amore che per timore, pregare ogni tanto Maria e onorarla come Madre di Dio,
senza altra speciale devozione verso di lei.
26) La seconda è quella
di avere sentimenti più perfetti di stima, amore, fiducia e venerazione verso
la Madonna. Tale forma di devozione induce a entrare nelle confraternite del
santo Rosario, dello Scapolare, a recitare il Rosario, a onorare le sue immagini
e i suoi altari, a divulgare le sue lodi e a iscriversi nelle sue congregazioni.
Questa devozione è buona, santa e lodevole perché esclude il peccato; ma non
è tanto perfetta né tanto efficace da distaccare le anime dalle creature e da
se stesse per unirle a Gesù Cristo.
27) La terza devozione
alla Madonna, conosciuta e praticata da pochissime persone, è quella che sto
per rivelarti.
II.
La pratica perfetta di devozione a Maria.
1) In cosa consiste.
28) Anima predestinata,
essa consiste nel darsi interamente, in qualità di schiavo, a Maria e a Gesù
per mezzo di Maria; e poi nel fare ogni cosa con Maria, in Maria, per mezzo di
Maria e per Maria.
Spiego questi termini.
29) Occorre scegliere
una data importante per darsi, consacrarsi e sacrificare volontariamente e per
amore, senza costrizione, interamente, senza limitazioni, il corpo e l'anima,
con i beni esteriori di fortuna - come la casa, la famiglia e le proprie rendite
- e con quelli interiori dello spirito - i meriti, le grazie, le virtù e le
soddisfazioni.
Qui occorre notare che
con questa devozione si fa sacrificio a Gesù per mezzo di Maria di tutto ciò
che un'anima ha di più prezioso e che nessun istituto religioso fa sacrificare,
cioè del personale diritto di disporre di sé e del valore delle proprie
preghiere, elemosine, mortificazioni e soddisfazioni. Se ne abbandona alla
Vergine l'intera disposizione, perché applichi tutto secondo la sua volontà
alla maggior gloria di Dio che lei sola conosce perfettamente.
30) Si mette a sua
disposizione tutto il valore soddisfattorio e impetratorio delle buone opere.
Perciò, dopo aver fatto tale offerta, pur senza voto, non si è più padroni
del bene che si compie, e la Madonna lo può applicare sia a un'anima del
purgatorio da consolare o da liberare, sia a un povero peccatore da convertire.
31) Con questa devozione
si mettono nelle mani della Madonna i propri meriti, ma soltanto perché li
conservi, li aumenti, li abbellisca. Infatti i meriti in ordine alla grazia
santificante e alla gloria non si possono cedere agli altri.
Le si offrono invece
tutte le preghiere e le buone opere in quanto impetratorie e soddisfattorie,
affinché le distribuisca e le applichi a chi vorrà. Se, dopo essersi
consacrati in tal modo alla Madonna, si desiderasse aiutare un'anima del
purgatorio, salvare un peccatore, aiutare un nostro amico con le preghiere, le
elemosine, le mortificazioni, i sacrifici, bisognerà chiederglielo umilmente e
stare a quanto ella deciderà pur senza venirne a conoscenza, convinti che il
valore delle azioni non potrà non essere ordinato alla maggior gloria di Dio,
poiché è dispensato dalla stessa mano di cui Egli si serve per dispensare le
sue grazie e i suoi doni.
32) Ho detto che questa
devozione consiste nel darci a Maria in qualità di schiavi. Bisogna notare che
ci sono tre forme di schiavitù.
La prima è la schiavitù
di natura: gli uomini, buoni o cattivi, sono schiavi di Dio in questo modo.
La seconda è la
schiavitù di costrizione: i demoni e i dannati sono schiavi di Dio in questo
modo.
La terza è la schiavitù
d'amore e di volontà: è quella con la quale dobbiamo consacrarci a Dio per
mezzo di Maria, nel modo più perfetto di cui creatura possa servirsi per darsi
al suo Creatore.
33) Nota inoltre la
netta differenza fra servo e schiavo. Il servo esige un salario per il proprio
servizio, lo schiavo no. Il servo è libero di lasciare il padrone quando vuole
e lo serve per un periodo determinato; lo schiavo non può secondo giustizia
abbandonare il padrone, essendogli dato per sempre. Il servo non cede al padrone
il diritto di vita e di morte sulla propria persona; lo schiavo si dà
completamente, di modo che il padrone potrebbe farlo morire senza incontrare
noie con la giustizia.
Ma è facile vedere che
lo schiavo di costrizione subisce la più stretta delle dipendenze, che non può
convenire che a un uomo nei confronti del suo Creatore. Ecco perché i cristiani
non hanno tali schiavi, li hanno solo i turchi e gli idolatri.
34) Felice, mille volte
felice l'anima generosa che, dopo aver scosso da sé la tirannica schiavitù del
demonio con il battesimo, si consacra in qualità di schiava d'amore a Gesù per
mezzo di Maria!
2) Eccellenza di questa
pratica.
35) Mi occorrerebbero
molti doni di luce per descrivere perfettamente l'eccellenza di questa pratica.
Ne accennerò solamente di sfuggita:
1) Darsi a Gesù per le
mani di Maria in questo modo è imitare Dio Padre che ci ha dato il Figlio solo
per mezzo di Maria, e comunica le sue grazie solo per mezzo di Maria. È imitare
Dio Figlio che è venuto a noi solo per mezzo di Maria e, avendoci dato
l'esempio per fare come egli ha fatto, ci ha incoraggiati ad andare a lui per lo
stesso mezzo per il quale egli è venuto a noi, Maria. È imitare lo Spirito
Santo che comunica le sue grazie e i suoi doni solo per mezzo di Maria. Non è
forse giusto che la grazia ritorni al proprio autore - dice S. Bernardo - per lo
stesso canale per il quale è venuta a noi?
36) 2) Andare a Gesù
Cristo per mezzo di Maria è onorare veramente Gesù Cristo, perché è mettere
in risalto la nostra indegnità di avvicinare la sua santità infinita
direttamente, da soli, a causa dei nostri peccati, e il bisogno che abbiamo di
Maria, sua santa Madre, quale avvocata e mediatrice presso di lui, nostro
mediatore. È nello stesso tempo avvicinarsi a lui come nostro mediatore e
fratello e umiliarsi davanti a lui come nostro Dio e giudice. Insomma è
praticare l'umiltà che rapisce sempre il cuore di Dio.
37) 3) Consacrarsi così
a Gesù per mezzo di Maria, è mettere nelle mani di Maria le nostre buone opere
che, anche se sembrano buone, sono molto spesso macchiate e indegne dello
sguardo e dell'accettazione di Dio davanti al quale le stelle non sono pure.
Ah! Preghiamo questa
buona Madre e Signora affinché, dopo aver accolto la nostra povera offerta, la
purifichi, santifichi, elevi e abbellisca fino a renderla degna di Dio. Tutti i
guadagni della nostra anima sono meno davanti a Dio, il Padre di famiglia, per
guadagnare la sua amicizia e la sua grazia, della mela bacata di un povero
contadino affittuario di sua maestà, davanti al re, per pagare l'affitto. Che
farebbe il pover'uomo se fosse avveduto e se fosse ben accolto presso la regina?
Non le darebbe la sua mela? Amica del povero contadino e rispettosa verso il re,
ella toglierebbe alla mela il bacato e il guasto, e la metterebbe su di un
vassoio d'oro circondata di fiori. E il re non l'accetterebbe con gioia dalle
mani della regina che vuol bene a questo contadino? "Modicum quid offerre
desideras? manibus Mariae tradere cura, si non vis sustinere repulsam".
"Desideri offrire a Dio qualche piccola cosa? - dice san Bernardo - procura
di presentarla per le mani di Maria, se non vuoi ricevere un rifiuto".
38) Tutto quello che
facciamo è piccola cosa! Mettiamolo allora nelle mani di Maria con questa
devozione. Quando ci saremo dati realmente a lei, tanto quanto ci si può
donare, spogliandoci di tutto in suo onore, ella sarà infinitamente più
generosa verso di noi, ci darà per un uovo un bue (pour un oeuf un boeuf). Si
comunicherà a noi interamente, con i suoi meriti e le sue virtù; metterà la
nostra offerta sul vassoio d'oro della sua carità e come Rebecca fece con
Giacobbe ci rivestirà degli splendidi abiti di suo Figlio primogenito e
unigenito, Gesù Cristo, cioè dei suoi meriti che ha a disposizione. Così,
quali suoi domestici e schiavi, dopo esserci spogliati di tutto per onorarla,
avremo vestiti doppi: "Omnes domestici eius vestiti sunt duplicibus":
vestiti, ornamenti, profumi, meriti e virtù di Gesù e di Maria nell'anima di
uno schiavo di Gesù e di Maria spogliato di se stesso e fedele nella sua
spoliazione.
39) 4) Darsi in questo
modo alla Madonna è esercitare la carità verso il prossimo nel più alto grado
possibile, poiché farsi volontariamente suo schiavo è darle quello che si ha
di più caro affinché ne possa disporre liberamente in favore dei vivi e dei
morti.
40) 5) Con questa
devozione si mettono al sicuro le proprie grazie, i meriti e le virtù, perché
si costituisce Maria depositaria di tutto, dicendole: "Mia cara Signora,
prendi, eccoti quanto ho fatto di bene con la grazia di tuo Figlio. Io non sono
capace di custodirlo perché sono debole e incostante, perché grande è il
numero e la perfidia dei miei nemici che mi assalgono giorno e notte. Ahimè!
ogni giorno si vedono cadere nel fango i cedri del Libano, e mutarsi in uccelli
notturni le aquile che si elevavano fino al sole, e cadere mille giusti alla
sinistra e diecimila alla destra. Perciò, o potente, potentissima regina,
custodisci ogni mio bene perché non me lo rubino, sostienimi perché non cada!
Ti affido in deposito quanto possiedo: Depositum custodi. - Scio cui credidi. So
bene chi sei, per questo mi affido completamente a te. Sei fedele a Dio e agli
uomini, e non permetterai che si perda niente di quanto ti affido. Tu sei
potente, e nulla ti può nuocere, né rapire quanto tieni nelle tue mani!".
"Ipsam sequens non devias; ipsam rogans non desperas; ipsam cogitans non
erras; ipsa tenente, non corruis; ipsa protegente, non metuis; ipsa duce, non
fatigaris; ipsa propitia, pervenis" (San Bernardo, Inter flores, cap. 135).
E
altrove: "Detinet Filium ne percutiat; detinet diabolum ne noceat; detinet
virtutes ne fugiant; detinet merita ne pereant; detinet gratiam ne effluat".
Sono parole di S. Bernardo, ed
esprimono in sostanza quanto ho appena detto. Se ci fosse solo questo motivo per
indurmi a questa devozione, cioè il mezzo di conservarmi e crescere nella
grazia di Dio, dovrei far fuoco e fiamme per essa!
41) 6) Questa devozione
rende l'anima veramente libera della libertà dei figli di Dio. Siccome è per
amore di Maria che ci si riduce in volontaria schiavitù, questa cara Signora,
in segno di riconoscenza, allarga e dilata il nostro cuore e ci fa camminare a
passi da gigante sulla via dei comandamenti di Dio. Scaccia la noia, la
tristezza e lo scrupolo. Fu questa la devozione insegnata da nostro Signore a
suor Agnese di Langeac, morta in fama di santità, come un sicuro mezzo per
liberarsi dalle grandi pene e perplessità in cui si trovava. Le disse infatti:
"Renditi schiava di mia Madre, e mettiti la catenina!". Fatto ciò,
tutte le sue pene scomparvero all'istante.
42) Per legittimare
questa devozione bisognerebbe riportare qui tutte le bolle e indulgenze dei
papi, le circolari dei vescovi, in suo favore, le confraternite erette in suo
onore, l'esempio di molti santi e di grandi personaggi che l'hanno praticata; ma
tacerò tutto questo.
3) Sua formula interiore
e suo spirito.
43) Ho detto poi che
questa devozione consiste nel fare tutte le cose con Maria, in Maria, per mezzo
di Maria e per Maria.
44) Non basta donarsi
una volta a Maria in qualità di schiavo; non basta nemmeno farlo ogni mese e
ogni settimana; sarebbe una devozione troppo fugace e non eleverebbe l'anima
alla perfezione cui è capace di portare. Non ci sono molte difficoltà a
iscriversi a una confraternita, ad abbracciare questa devozione e a dire qualche
preghiera vocale tutti i giorni, come essa prescrive. La grande difficoltà è
entrare nello spirito di questa devozione, che è quello di rendere l'anima
interiormente dipendente e schiava della santissima Vergine e di Gesù per mezzo
di lei.
Ho incontrato molte
persone che con ammirevole ardore si sono poste sotto la loro santa schiavitù,
solo esteriormente. Ma molto raramente ho incontrato qualcuno che ne avesse lo
spirito e ancora meno che vi abbiano perseverato.
Agire
con Maria.
45) 1) La pratica
essenziale di questa devozione consiste nel fare tutte le azioni con Maria, cioè
nel prendere la Madonna come modello perfetto delle nostre azioni.
46) Perciò, prima di
iniziare a fare qualcosa, bisogna rinunciare a se stessi e ai propri punti di
vista anche migliori. Bisogna annientarsi davanti a Dio come degli incapaci di
ogni bene soprannaturale e di ogni azione utile alla salvezza se lasciati a se
medesimi. Bisogna ricorrere alla santissima Vergine, e unirsi a lei e alle sue
intenzioni anche se non conosciute. Bisogna unirsi per mezzo di Maria alle
intenzioni di Gesù Cristo, cioè mettersi nelle mani della Vergine come uno
strumento perché sia lei a fare in noi, di noi e per noi come meglio crede,
alla maggior gloria di Gesù suo Figlio e per mezzo di lui alla gloria del
Padre; in modo che non si intraprenda nulla nella vita interiore se non in
dipendenza da lei.
Agire
in Maria.
47) 2) Bisogna fare ogni
cosa in Maria. Bisogna cioè abituarsi a poco a poco a raccogliersi dentro di sé
per formarsi una piccola idea o immagine spirituale di Maria. Ella sarà per
l'anima l'oratorio in cui formulare tutte le preghiere a Dio senza timore di
essere respinti, la torre di Davide per mettersi al sicuro contro tutti i
nemici, la lampada accesa per illuminare tutto l'interno e per ardere del divino
amore, l'ostensorio sacro per vedere Dio con lei, infine il suo unico tutto
presso Dio e il suo ricorso universale. Quando l'anima prega, prega in Maria.
Quando riceve Gesù nella comunione, lo depone in Maria perché vi trovi le sue
compiacenze. Quando agisce, lo fa in Maria. Dappertutto e in tutto farà atti di
rinuncia a se stessa.
Agire
per mezzo di Maria.
48) 3) Non bisogna mai
andare a Gesù, nostro Signore, se non per mezzo dell'intercessione di Maria e
del suo credito presso di lui, non pregandolo mai senza di lei.
Agire
per Maria.
49) 4) Bisogna fare
tutte le azioni per Maria. Essendo schiava di questa augusta regina, bisogna che
l'anima non lavori più che per lei, a suo vantaggio, per la sua gloria come
fine prossimo e per la gloria di Dio come fine ultimo. Ella deve dunque in tutto
quello che fa rinunciare al suo amor proprio, che si prende quasi sempre per
fine in maniera quasi impercettibile, e ripetere spesso dal profondo del cuore:
"Mia cara Signora, è per te che vado qui o là, che faccio questo o
quello, che soffro questa pena o questa ingiuria".
50) Guardati bene, anima
predestinata, dal credere che sia più perfetto andare direttamente a Gesù,
direttamente a Dio, nel tuo agire e nella tua intenzione. Se vuoi andarci senza
Maria, il tuo agire, la tua intenzione sarà di poco valore; ma andandoci per
mezzo di Maria, è l'agire di Maria in te, e di conseguenza sarà di altissimo
valore e molto degno di Dio.
51) Inoltre, guardati
bene dallo sforzarti di sentire e gustare quello che dici e fai. Parla e agisci
sempre con la pura fede che Maria ha avuto sulla terra e che con l'andar del
tempo ti comunicherà. Lascia alla tua regina, povera piccola schiava, la
visione chiara di Dio, gli slanci, le gioie, le delizie, le ricchezze, e
accontentati della pura fede, piena di apatie, distrazioni, noie e aridità.
Di': "Amen, così sia, a quello che fa Maria, mia Signora, in cielo. È
quello che di meglio in questo momento posso fare".
52) Infine, guardati
bene dal tormentarti se non godrai subito la dolce presenza della Madonna nel
tuo intimo. Questa grazia non è data a tutti. E quando Dio per grande
misericordia ne favorisce un'anima, è facile perderla se l'anima non è fedele
a raccogliersi spesso. Se tale disgrazia ti capitasse, ritorna dolcemente alla
tua sovrana e rendile onorevole riparazione.
4) Effetti che produce
nell'anima fedele.
53) L'esperienza ti
insegnerà infinitamente più di quanto ti dico. E se sarai stata fedele nel
poco che ti ho detto, troverai tanta ricchezza e tanta grazia in questa pratica,
che ne resterai sorpresa e la tua anima si riempirà di gioia.
54) Lavoriamo dunque,
cara anima, e facciamo in modo che, per mezzo di questa devozione fedelmente
praticata, l'anima di Maria sia in noi per glorificare il Signore, lo spirito di
Maria sia in noi per gioire in Dio suo Salvatore. Come dice Sant'Ambrogio:
"Sit in singulis anima Mariae ut magnificet Dominum, sit in singulis
spiritus Mariae ut exultet in Deo". E non credere che ci sia più gloria e
più felicità a dimorare nel seno di Abramo, che è il paradiso, che nel seno
di Maria, poiché Dio vi ha posto il suo trono. Come dice l'abate Guerrico:
"Ne credideris maioris esse felicitatis habitare in sinu Abrahae, qui
vocatur Paradisum, quam in sinu Mariae in quo Dominus thronum suum posuit".
55) Questa devozione,
fedelmente praticata, produce una infinità di effetti nell'anima. Ma il
principale dono che le anime posseggono è stabilire quaggiù la vita di Maria
nell'anima, in modo che non è più l'anima che vive, ma Maria in lei, o l'anima
di Maria diventa la sua anima, per così dire. Ora, quando per grazia
ineffabile, ma vera, la divina Maria è regina in un'anima, che meraviglie vi
opera! Siccome ella è l'artefice delle grandi meraviglie, particolarmente
interiori, vi lavora in segreto, all'insaputa dell'anima stessa, che se ne
venisse a conoscenza distruggerebbe la bellezza delle sue opere.
56) Poiché Maria è
dappertutto Vergine feconda, ella porta nell'intimo dove si trova la purezza del
cuore e del corpo, la purezza delle intenzioni e dei propositi, la fecondità
delle buone opere. Anima cara, non credere che Maria, la più feconda di tutte
le creature, capace perfino di produrre un Dio, resti oziosa in un'anima fedele.
La farà vivere incessantemente in Gesù Cristo e Gesù Cristo in lei. "Filioli
mei, quos iterum parturio donec formetur Christus in vobis" (Gal 4,19), e
se Gesù Cristo è il frutto di Maria in ogni anima, è particolarmente
nell'anima dove lei si trova che Gesù Cristo è suo frutto e suo capolavoro.
57) Infine, Maria
diviene tutto per l'anima accanto a Gesù Cristo; illumina il suo spirito con la
sua pura fede, rende più profondo il suo cuore con la sua umiltà, lo dilata e
lo infiamma con la sua carità, lo purifica con la sua purezza, lo nobilita e lo
rende grande con la sua maternità. Ma su che cosa mi fermo? Soltanto
l'esperienza insegna queste meraviglie di Maria, incredibili per la gente
sapiente e orgogliosa, e perfino per i comuni devoti e devote.
58) Siccome è per mezzo
di Maria che Dio è venuto al mondo la prima volta, nell'umiliazione e
nell'annientamento, non si potrà dire che ancora per mezzo di Maria verrà una
seconda volta, come lo attende tutta la Chiesa, per regnare dappertutto e
giudicare i vivi e i morti? Chi può sapere come ciò avverrà e quando avverrà?
Ma io so bene che Dio, i cui pensieri sono più distanti dai nostri che il cielo
dalla terra, verrà nel tempo e nel modo meno atteso dagli uomini, anche dai più
sapienti e intelligenti nella Sacra Scrittura, che è oscurissima in proposito.
59) Si deve credere,
inoltre, che sul finire dei tempi, forse più presto di quanto non si pensi, Dio
susciterà grandi uomini pieni di Spirito Santo e dello spirito di Maria,
attraverso i quali la celeste Regina compirà grandi meraviglie nel mondo, per
distruggere il peccato e stabilire il regno di Gesù Cristo, suo Figlio, su
quello del mondo corrotto. Ed è per mezzo di questa devozione alla santissima
Vergine, che io non faccio che tracciare e ridurre per mia incapacità, che
questi santi uomini verranno a capo di tutto.
5) Pratiche esteriori.
60) Oltre la pratica
interiore di questa devozione, di cui abbiamo parlato, ce ne sono di esteriori
che non bisogna omettere né trascurare.
Consacrazione e sua
rinnovazione.
61) La prima è quella
di darsi a Gesù Cristo, in un giorno solenne, per le mani di Maria, della quale
ci si fa schiavi, ricevendo la comunione e passando il giorno in preghiera. Tale
consacrazione dovrà essere rinnovata almeno una volta all'anno, alla stessa
data.
Offerta di un tributo
alla Madonna.
62) La seconda è quella
di offrire ogni anno, in quel giorno, un piccolo tributo alla Madonna per
dimostrarle la propria schiavitù e la propria dipendenza; è stato sempre
l'omaggio degli schiavi verso i loro padroni. Questa offerta può consistere in
una mortificazione, un'elemosina, un pellegrinaggio, una preghiera. Il beato
Marino, stando a quanto racconta suo fratello san Pier Damiani, si dava la
disciplina pubblicamente ogni anno, nello stesso giorno, davanti a un altare
della Madonna. Non si chiede né consiglia un simile fervore; ma se non si dà
molto a Maria, si deve almeno offrire quello che si presenta con cuore umile e
molto riconoscente.
Celebrazione
speciale della festa dell'Annunciazione.
63) La terza è quella
di celebrare tutti gli anni con particolare devozione la festa
dell'Annunciazione, che è la festa principale di questa devozione. È stata
istituita per onorare e imitare la dipendenza in cui si mise il Verbo eterno in
quel giorno per nostro amore.
Recitazione della
Coroncina della santissima Vergine e del Magnificat.
64) La quarta consiste
nel recitare quotidianamente, ma non sotto pena di alcun peccato in caso di
omissione, la Coroncina alla Santissima Vergine, composta di tre Padre Nostro e
di dodici Ave Maria. E nel recitare spesso il Magnificat, che è l'unico cantico
che abbiamo di Maria, per ringraziare Dio dei suoi benefici e per attirarne di
nuovi; soprattutto non bisogna mancare di recitarlo dopo la santa Comunione come
ringraziamento, come il sapiente Gersone ritiene che facesse la Madonna stessa
dopo la Comunione.
Portare
la catenina.
65) La quinta è quella
di portare al collo o al braccio, al piede o alla vita una catenina benedetta.
Tale pratica può omettersi senza intaccare la sostanza di questa devozione, però
sarebbe dannoso disprezzarla e condannarla, e pericoloso trascurarla.
Ecco i motivi che
inducono a portare questo segno esteriore: 1) per garantirsi contro le funeste
catene del peccato originale e attuale con cui siamo stati legati; 2) per
onorare le corde e i legami amorosi con cui nostro Signore volle essere legato
per renderci veramente liberi; 3) siccome si tratta di legami di carità, traham
eos in vinculis caritatis, per ricordare che dobbiamo agire sempre mossi da
questa virtù; 4) infine, per ricordare la nostra dipendenza da Gesù e da Maria
in qualità di schiavi.
Parecchie persone
illustri che s'erano fatte schiave di Gesù e di Maria stimavano tanto queste
catenine che si lamentavano che non era loro consentito trascinarle
pubblicamente al piede come gli schiavi dei turchi.
O catene più preziose e
gloriose delle collane d'oro e pietre preziose di tutti gli imperatori, perché
esse ci legano a Gesù Cristo e alla sua santa Madre e ne sono i nobili
distintivi e divise!
Occorre ricordare
l'opportunità che le catene, se non d'argento, siano almeno di ferro, a causa
della comodità nel portarle.
Non bisogna mai
lasciarle durante la vita, affinché ci possano accompagnare fino al giorno del
giudizio. Quale gioia, quale gloria, quale trionfo per un fedele schiavo in quel
giorno che le sue ossa, al suono della tromba, sorgano dalla terra ancora legate
dalla catena della schiavitù! Questo solo pensiero deve fortemente animare un
devoto schiavo a non lasciarle mai, per quanto possano essere scomode alla
natura.
Preghiere
Preghiere
a Gesù e a Maria.
66) Mio amabile Gesù,
permetti che mi rivolga a te per esprimerti la riconoscenza per la grazia che mi
hai fatto di consacrarmi alla tua santa Madre con la devozione di santa schiavitù.
Maria è divenuta così la mia avvocata al cospetto della tua maestà e mio
universale supplemento nella mia grandissima miseria. Ahimè! Signore, sono così
miserabile che senza questa buona Madre sarei sicuramente perduto. Sì, Maria mi
è necessaria presso di te per ogni cosa: necessaria per placarti nella tua
giusta collera, perché molto ti ho offeso ogni giorno; necessaria per
trattenere gli eterni castighi della tua giustizia che merito; necessaria per
guardarti, per parlarti, per pregarti, per avvicinarmi a te e per piacerti;
necessaria per salvare la mia anima e quella degli altri; necessaria, in una
parola, per fare sempre la tua santa volontà e per procurarti in tutto la
maggior gloria.
Perché non posso far
sapere all'universo intero la misericordia usata nei miei confronti? Tutti
dovrebbero sapere che senza Maria io sarei già dannato. Perché non sono capace
di ringraziarti degnamente di un così grande beneficio? Maria è in me, haec
facta est mihi. Quale tesoro, quale conforto! E dopo questo dovrei non essere
tutto suo? Quale ingratitudine sarebbe, mio caro Salvatore! Piuttosto che mi
capiti una simile disgrazia, mandami la morte: preferisco morire che vivere
senza essere tutto di Maria.
Già mille e mille volte
l'ho presa per ogni mio bene con san Giovanni evangelista ai piedi della croce,
e altrettante volte mi sono dato a lei. Se ancora, però, non l'ho fatto bene
secondo i tuoi desideri, mio caro Gesù, lo faccio adesso come tu vuoi. E se
vedi nella mia anima e nel mio corpo qualcosa che non appartiene a questa
augusta regina, ti prego di strapparmela e di gettarla lontano da me, perché,
non essendo di Maria, è indegna di te.
67) O Spirito Santo,
concedimi tutte queste grazie, e pianta, irriga e coltiva nella mia anima
l'amabile Maria, l'Albero della vera vita, affinché cresca, fiorisca e dia
abbondanti frutti di vita. O Spirito Santo, donami una grande devozione e una
grande inclinazione verso la tua divina Sposa, un grande appoggio sul suo seno
materno e un ricorso continuo alla sua misericordia, affinché in lei tu abbia a
formare in me Gesù Cristo al naturale, grande e potente, fino alla pienezza
della sua età perfetta. Amen.
68) Ave Maria, Figlia
prediletta dell'eterno Padre! Ave Maria, Madre mirabile del Figlio! Ave Maria,
Sposa fedelissima dello Spirito Santo! Ave Maria, mia cara madre, mia amabile
signora e potente regina! Ave mia gioia, mia gloria, mio cuore e mia anima! Tu
sei tutta mia per misericordia e io sono tutto tuo per giustizia. E non lo sono
ancora abbastanza. Perciò, ancora una volta mi dono interamente a te in qualità
di eterno schiavo, senza nulla riservare per me o per altri.
Se vedi in me qualcosa
che non ti appartiene, ti supplico di prenderla subito e di farti padrona
assoluta di quanto sono. Distruggi, sradica e fa' scomparire in me quanto
dispiace a Dio, e pianta, sviluppa e metti in opera quanto piace a te.
La luce della tua fede
dissipi le tenebre del mio spirito; la tua profonda umiltà si sostituisca al
mio orgoglio; la tua sublime contemplazione arresti le distrazioni della mia
fantasia vagabonda; la tua ininterrotta visione di Dio riempia la mia memoria
con la sua presenza; l'incendio di carità del tuo cuore dilati e riscaldi la
tiepidezza e la freddezza del mio; le tue virtù prendano il posto dei miei
peccati; i tuoi meriti siano per me decoro e supplemento davanti a Dio. Infine,
mia carissima e amatissima Madre, fa', se è possibile, che io non abbia altro
spirito che il tuo per conoscere Gesù Cristo e i suoi divini voleri; non abbia
altra anima che la tua per lodare e glorificare il Signore; non abbia altro
cuore che il tuo per amare Dio con amore puro e ardente come te.
69) Non ti chiedo
visioni o rivelazioni, né gusti o delizie anche soltanto spirituali. Solamente
a te spetta vedere con chiarezza senza tenebre; a te gustare con pienezza senza
amarezze; a te trionfare gloriosamente in cielo alla destra di tuo Figlio senza
umiliazioni; a te comandare totalmente agli angeli, agli uomini e ai demoni
senza resistenze; infine, a te sola spetta disporre di tutti i beni di Dio,
secondo la tua volontà, senza alcuna limitazione.
Ecco, divina Maria,
l'ottima parte che il Signore ti ha dato e che non ti sarà mai tolta; e questo
mi rende tanto felice! Quaggiù io non voglio per mia porzione se non quello che
tu hai avuto, cioè: credere con fede pura senza nulla gustare o vedere;
soffrire con gioia senza conforto di creature; morire continuamente a me stesso
senza tregua e lavorare fortemente per te fino alla morte, come il più misero
degli schiavi, senza alcun interesse. L'unica grazia che ti chiedo, per pura
misericordia, è quella di poter dire, ogni giorno e momento della mia vita, tre
volte Amen. Amen! a tutto quello che hai fatto sulla terra quando ci vivevi.
Amen! a tutto quello che fai adesso in cielo. Amen! a tutto quello che fai nella
mia anima, affinché ci sia soltanto tu a glorificare pienamente Gesù in me
durante il tempo e l'eternità. Amen.
La
cultura e la crescita dell'Albero della vita ovvero la maniera di far vivere e
regnare Maria nelle nostre anime.
1) La Santa Schiavitù
d'amore. L'Albero della vita.
70) Hai compreso, anima
predestinata, per mezzo dello Spirito Santo quanto ti ho detto? Ringraziane Dio!
È un segreto sconosciuto quasi a tutti. Se hai trovato il tesoro nascosto nel
campo di Maria, la perla preziosa del Vangelo, devi vendere tutto per comprarla,
devi fare il sacrificio di te stesso nelle mani di Maria e perderti felicemente
in lei per trovarvi Dio solo.
Se lo Spirito Santo ha
piantato nella tua anima il vero Albero della vita, cioè la devozione che ho
spiegato, devi adoperare ogni cura per coltivarlo, perché doni frutto a suo
tempo. Questa devozione è il granello di senapa di cui parla il Vangelo, che
sembra il più piccolo di tutti i semi, e diventa molto grande e spinge il fusto
così in alto che gli uccelli del cielo, cioè i predestinati, vi fanno il loro
nido e vi riposano all'ombra nel calore del sole e vi si nascondono in sicurezza
dalle bestie feroci.
2) La maniera di
coltivarlo.
Ecco, anima
predestinata, la maniera di coltivarlo:
71) 1) Quest'albero,
piantato in un cuore molto fedele, vuole crescere all'aria aperta, senza alcun
appoggio umano. Quest'albero, essendo divino, vuole essere sempre senza nessuna
creatura che potrebbe impedirgli di elevarsi verso il suo principio, che è Dio.
Perciò non bisogna appoggiarsi sulla propria abilità umana o sui propri
talenti naturali, né sul credito e l'autorità degli uomini: bisogna ricorrere
a Maria e appoggiarsi sul suo aiuto.
72) 2) L'anima dentro la
quale l'albero è piantato, deve essere continuamente occupata a curarlo come un
buon giardiniere. Perché quest'albero, essendo vivo e dovendo produrre un
frutto di vita, vuole essere coltivato e cresciuto con una continua attenzione e
contemplazione dell'anima. Un'anima perfetta vi pensa continuamente e ne fa la
sua principale occupazione.
73) Bisogna strappare e
tagliare i cardi e le spine che potrebbero soffocare l'albero con il tempo o
impedirgli di portare frutto. Cioè bisogna essere fedeli a tagliare e troncare,
con la mortificazione e la violenza a se stessi, tutti i piaceri inutili e le
occupazioni vane con le creature. Bisogna crocifiggere la carne, conservare il
silenzio e mortificare i sensi.
74) 3) Bisogna vegliare
che i bruchi non gli rechino danno. I bruchi sono l'amore di sé e delle proprie
comodità, che divorano le foglie verdi e le belle speranze dell'Albero di
portar frutto. Perché l'amore di sé e l'amore di Maria non vanno assolutamente
d'accordo.
75) 4) Bisogna non
lasciargli avvicinare le bestie. Le bestie sono i peccati, che possono far
morire l'Albero della vita con il loro solo contatto. Bisogna impedire perfino
che lo sfiori il loro alito, cioè i peccati veniali, che sono sempre molto
pericolosi se non ce ne curiamo.
76) 5) Bisogna
innaffiare continuamente quest'albero divino con comunioni, messe e altre
preghiere pubbliche e private; senza di ciò l'albero cesserebbe di portare
frutto.
77) 6) Bisogna non darsi
pena se viene investito o scosso dal vento, perché è necessario che il vento
delle tentazioni soffi per farlo cadere, e la neve e il gelo lo circondino per
perderlo. In altre parole, questa devozione alla Madonna sarà necessariamente
attaccata e contraddetta; ma se si persevera nel coltivarla, non c'è niente da
temere.
3) Il suo frutto
duraturo: Gesù Cristo.
78) Anima predestinata,
se coltivi così il tuo Albero della vita appena piantato dallo Spirito Santo
nella tua anima, ti assicuro che in poco tempo crescerà così alto che gli
uccelli del cielo vi dimoreranno, e diventerà così perfetto che darà il suo
frutto di onore e di grazia a suo tempo, cioè l'amabile e adorabile Gesù, che
è sempre stato e sempre sarà l'unico frutto di Maria.
Beata l'anima nella
quale Maria, l'Albero della vita, è piantata. Più beata quella in cui è
cresciuta e fiorita. Beatissima quella in cui porta il suo frutto. Ma la più
beata di tutte è quella che gusta e conserva il suo frutto fino alla morte e
nei secoli dei secoli. Amen.