IL PIANTO DELLA VERGINE

(Cinquefrondi) 1972-1973

Don GIUSEPPE TOMASELLI MESSINA LIBRERIA SACRO CUORE VIA LENZI, 24

Il Decreto della Congregazione per la Propaga­zione della Fede A. A. S. n. 58/16 del 29-12-1966, era stato già approvato da S. S. Paolo VI il giorno 1410-1966 e venne pubblicato per volere di Sua Santità stessa. Tre mesi dopo la pubblicazione il Decreto venne convalidato, per cui: Non è piú proibito divulgare - senza l'imprima. tur - scritti riguardanti nuove apparizioni, rivela­zioni, profezie e miracoli. Il Concilio Vaticano II ha riconosciuto il diritto all'informazione leale fra le persone oneste; dopo il 15-11-1966 i canoni 1399 e 2218 non sono piú in vigore.

(Documentazione cattolica N. 1488 pag. 327).

 INTRODUZIONE

Gl'impegni sacerdotali mi danno occasione di visitare le zone della Calabria. Trovandomi in una cittadina, Cinquefron­di, provincia di Reggio Calabria, volli consta­tare quanto ci fosse di vero riguardo ad un fenomeno strepitoso.

In via Prato, 9, trovai una modesta abi­tazione, ove dimora la signorina Bettina Ia­mundo.

Nella stanzetta sta un quadro, che rap­presenta il Cuore Addolorato di Maria. Ad intervalli di giorni, ed anche piú volte al giorno, si vedono sgorgare dagli occhi del­l'immagine grosse lacrime, che scendendo la­sciano lunga e larga scia sul volto e sul petto della Madonnina.

Il fenomeno, di cui da due anni tanto si parla, ha interessato la stampa.

Il giornale "Gazzetta del Sud" di Messina mandò il suo corrispondente, il quale nel suo articolo asserisce che presente lui si ri­peté la lacrimazione.

La rivista "Eva Espresso" pubblicò il 17 ottobre 1972 un lungo articolo con foto. Anche il giornale "Battaglia Calabra" dif­fuse la notizia del fenomeno.

La TV, accertata del fatto misterioso, volle fare un cortometraggio di foto.

Visto che il fenomeno è reale e sorpren­dente, anch'io ho moltiplicate le visite a Cin­quefrondi. Ho potuto vedere e toccare le vive lacrime, parlare con i testimoni di tanti episodi ed assistere alle manifestazioni di fede dei numerosi visitatori.

Credo bene rendere pubblico il fatto con un libretto popolare, lasciando ad altri scrit­tori il compito di piú ampia pubblicazione.

Si dichiara che a quanto di straordinario verrà esposto, si è tenuti a dare solo la fede umana. Si lascia alla Chiesa il giudizio finale.

 

IL PIANTO DELLA VERGINE

Un quadro

Presso una nobile famiglia di Cinquefrondi stava una vecchia Cappella privata. Volen­dosi fare una nuova costruzione sul posto, si pensò di abbattere la Cappella.

Suppellettili, immagini ed oggetti deterio­rati furono messi da parte per essere bruciati. La Provvidenza volle che, mentre il falò era ancora all'inizio, si trovasse a passare di lí un uomo, religioso e conosciuto in paese per musico compositore. Era il patrigno della Signorina Bettina Iamundo.

Colpito dalla bellezza del volto di una Madonnina; vecchia immagine incorniciata, riuscí a sottrarla alle fiamme e con devo­zione la portò a casa.

Il quadro fu tenuto in famiglia con grande rispetto, come un piccolo tesoro domestico.

Alla morte del patrigno la sacra immagine rimase in possesso di Bettina.

 

Il Rosario

La casa della Iamundo ha tre piccoli vani, con un cortiletto abbellito da qualche albe­rello.

Nel primo vano, il piú comodo, la sarta calabrese trascorre la giornata lavorando, ac­cudendo alle sue faccende e pregando. Qui riceve da anni le amiche, specialmente la sera, per la recita del Rosario.

Bettina è devota della Madonna e zela l'apostolato del Rosario. Da lunghi anni è riuscita ad attuare con perseveranza e frutto la recita del Rosario in comune, invitando un gruppetto di persone del vicinato.

Ogni sera, verso le ore venti, in quella stanzetta si rende alla Madonna il devoto omaggio: la terza parte del Rosario, cioè cinque poste della corona.

Il mese di maggio è dedicato alla Vergine Santissima ed anche il mese di ottobre è dedicato alla Madonna, in particolare sotto il titolo del Rosario.

In questi due mesi, tutte le sere, sempre alla stessa ora, la stanzetta di Bettina è piú gremita di oranti e la recita del Rosario è completa, cioè quindici poste.

La Madonna ha gradito e gradisce ancora la devota recita in quella stanzetta disadorna, ma illuminata dalla fede e ne ha dato prova con il fenomeno della lacrimazione proprio nel mese del Rosario, cioè nell'ottobre del 1971.

 

Due immagini

Come si è detto, la stanzetta del Rosario è disadorna; l'unico ornamento è dato da due sacre immagini: un arazzo, che rappre­senta Gesú morto con la Madonna vicino, cioè il quadro della Pietà, ed il quadro del Cuore Addolorato di Maria.

Da diversi anni le due sacre immagini sono state attaccate alla parete centrale; so­pra sta quella del Cristo morto e sotto, a poco intervallo, quella della Madonna. L'araz­zo è dentro una cornicetta.

Potrebbe sembrare superflua la descrizione dettagliata del posto delle due immagini; eppure la circostanza del sito ha un significato particolare, come potrà rilevarsi da quanto ora verrà esposto.

Gesú morto vuole essere ricordato assieme e vicino alla sua Madre Addolorata.

 

Primo avviso

Nel 1971 Bettina Iamundo fece imbian­care le pareti dell'abitazione. A lavoro finito credette bene cambiare il posto delle imma­gini; lasciò al primitivo posto il quadro della Madonna e collocò l'arazzo della Pietà sulla parete dirimpetto.

Si direbbe che abbia separato il Figlio dalla Madre.

Fu allora che cominciarono certi fenomeni strani.

La sera del 21 ottobre la signorina era andata a riposare nel secondo vano. Durante la notte fu svegliata da fortissimi rumori, simili a scosse di terremoto; il rumore era accentuato sul tetto dell'abitazione.

Spaventata, non sapendosi dare ragione dell'accaduto, per il naturale panico non si alzò da letto; però guardò l'orologio, che segnava le ore tre.

Alzatasi il mattino, si accorse che il quadro­ arazzo della Pietà si era staccato dalla parete e stava a terra, poggiato al muro, come se vi fosse stato posto da mano consapevole.

Verificò il laccio del quadro e lo trovò intatto; verificò pure il chiodo, ove soleva stare legato l'arazzo, e lo trovò fermo.

- Ma - diceva la signorina a se stessa - tutto il fracasso di questa notte non po­teva essere causato dalla caduta dell'arazzo, il quale è leggero. E poi, come è potuto ca­dere se laccio e chiodo sono in regola?

 

Commenti

La Signora Carmela Zaccaria, vicina di casa, nella mattinata andò dalla Bettina: - Cosa è capitato questa notte? Come mai quel fracasso indiavolato? Ho sentito tutto da casa mia e sono ancora spaventata!

- Non so proprio cosa dirti! Anch'io sono piena di paura. La mia meraviglia però è quell'immagine di Gesú morto; non so come e perché sia caduta. Ora la rimetto al suo posto.

L'arazzo fu rimesso sulla parete, dalla qua­le si era staccato.

La sera, alle ore venti, convennero i devoti del Rosario e si fecero larghi commenti sul fenomeno notturno.

 

Secondo avviso

La notte seguente la Signorina Rita Vale­rioti, dimorante ad un centinaio di metri dalla Iamundo, fece un sogno, che credette bene raccontare subito alla Bettina:

- Ho visto nel sogno tante persone in processione; tutte avevano in mano la co­rona del Rosario. Io osservavo la scena con piacere. Ad un tratto una donna si staccò dalla processione e venne a dirmi: « Va' a dire alla Signorina Bettina di mettere il qua­dro del Cristo morto dove era prima, vicino al quadro dell'Addolorata. Se non si farà cosí, fra giorni vedrete cose nuove, che nep­pure immaginate ».

La sera, all'ora del Rosario, i convenuti fecero i commenti sul sogno della Signorina Rita e si stabilí: l'immagine di Gesú morto resti dov'è; vedremo cosa avverrà.

La notte successiva, alla stessa ora, cioè alle tre, si ripeté il fenomeno clamoroso: ru­mori terribili e scuotimenti come provvedi­menti da scosse di terremoto. Il tutto fu av­vertito nell'intera zona dell'abitazione della Iamundo, cioè in tutte le case vicine; il resto della cittadina non avvertí nulla.

La mattina Bettina, ancora tremante, con­statò che di nuovo il quadro-arazzo si era stac­cato dalla parete e stava a terra.

Le vicine di casa nella mattinata corsero dalla Iamundo e la pregarono di mettere l'im­magine di Gesú vicino a quella dell'Addolo­rata, temendo potessero ripetersi gli spaventi notturni.

Questa volta Bettina si convinse di avvi­cinare i due quadri.

 

Inizio del fenomeno

Il 26 ottobre, verso le ore dieci, Bettina ebbe la visita di due sorelle, le Signorine Bul­zoní.

Mentre discorrevano, lo sguardo di una so­rella si posò sull'immagine della Madonna e vi scorse due lacrime luccicanti come due perle. Impressionata, invitò la sorella a guar­dare; anche questa vide le lacrime, come pure Bettina.

Credendo trattarsi d'impressione, stropicciarono gli occhi per rendersi maggior conto. Tutte e tre vedevano le lacrime.

- Chi sa, disse una, che non si tratti di suggestione? Chiamiamo un'altra persona, senza preavvisarla di nulla. -

Si chiamò la mamma delle signorine: Mam­ma, guarda quell'immagine!

- Oh, che vedo! La Madonna piange! Che grosse lacrime! Guardate che già scen­dono sulle guance! -

A tale vista la sorella maggiore cominciò a sentirsi male per l'emozione e rimase quasi scioccata. Bettina momentaneamente svenne e per tre giorni rimase fortemente scossa nel­la salute.

Cosa fare?... Avvisare i vicini?... Ma, è prudente?... Meglio aspettare e stare a ve­dere.

La lacrimazione continuò per due ore, sino a mezzogiorno; le lacrime, partendo ad in­tervalli dalle palpebre, scendevano sino alla base della cornice.

 

Segreto?

Nella serata, alla consueta ora del Rosario, i convenuti furono informati di tutto.

E’ da immaginare lo stupore! Tutti gli oc­chi erano posati sul volto della Madonnina. Siccome le lacrime non erano state toccate da nessuno, si scorgevano bene le lunghe scie la­sciate dal liquido misterioso.

Quella sera si rinnovò la lacrimazione, ma per breve durata.

Bettina rivolse la parola prima d'iniziare il Rosario, esortando a pregare con viva fede. Poi raccomandò di conservare il segreto, pre­vedendo le inevitabili seccature.

Pretendere il segreto da un gruppo di don­ne è quasi impossibile. Per quattro giorni si conservò un po' di segreto, segreto relativo, tanto che la notizia serpeggiava qua e là in paese.

In quei quattro giorni si ripeteva a tratti la lacrimazione, ma meno frequente del pri­mo giorno.

Chi già ne era a conoscenza, trascorreva le ore nella stanza del prodigio.

Il primo novembre si ruppe del tutto il segreto e Cinquefrondi fu a conoscenza del­l'accaduto.

 

Intervento del Maresciallo

L'accorrere dei curiosi nella piccola Via Prato, l'entusiasmo dei credenti, il gran par­lare che ovunque se ne faceva, spinse il Ma­resciallo dei carabinieri all'interessamento dell'ordine pubblico.

Lo stesso Maresciallo Micale andò sul po­sto a verificare se si trattasse di trucco. Staccò il quadro dal muro; poi tolse i chiodini che trattenevano l'immagine alla cor­nice. Teneva in mano l'immagine, che è di semplice carta un poco spessa, e seguí lo svi­luppo della lacrimazione; constatò come si formavano le lacrime agli occhi e come si muovevano scendendo sul volto.

Il Maresciallo, sbalordito, esclamò: Que­sto è un prodigio! Non può un'immagine ver­sare queste lacrime! -

Ritornato a casa, invitò i suoi familiari ad andare a vedere il fenomeno ed ordinò che due carabinieri prestassero servizio per man­tenere un po' di ordine. Ma poiché i visita­tori si moltiplicavano, mise a disposizione quattro carabinieri.

Il quattro novembre la folla era assai rile­vante e tra i presenti c'era anche il sindaco.

Era da vedersi l'esplosione di fede! Quan­te preghiere e suppliche ardenti dei malati accorsi ai piedi della Madonna piangente!

Ogni giorno si ripeteva la lacrimazione e questo per dieci giorni consecutivi, qualche volta per la durata di venti minuti. Dopo non apparvero piú lacrime per quindici giorni. In seguito la ripresa fu sempre piú meravigliosa.

 

L'Autorità Ecclesiastica

E l'Autorità Ecclesiastica del luogo, cioè il Parroco, cosa ne pensava? Come si com­portava?

Si risponde riportando un brano dell'ar­ticolo della rivista "Eva Espresso":

« L'Autorità Ecclesiastica, con l'atteggia­mento diplomatico ed attendista che le è tipico, ignora solo ufficialmente il fenomeno e preferisce giudicarne gli sviluppi.

« I Sacerdoti, che abbiano avuto occasione di avvicinare a Reggio ed a Cinquefrondi, preferiscono non commentare il fenomeno, ma è pur vero che alcuni di loro si sono organizzati ed hanno allestito efficientissime processioni alla casa di Iamundo.

« In una cornice tanto complessa non manca lo scetticismo. Per molti gridare al miracolo è... una bestemmia. Né a convin­cere i contestatori della Madonna che piange è bastato il risultato delle analisi compiute sulle presunte lacrime da un Laboratorio Specializzato di Messina. Gli scienziati mes­sinesi infatti hanno ammesso che il liquido che sgorga dagli occhi della Madonna di Cinquefrondi è di natura organica e sono lacrime umane.

« Si fa notare che il fenomeno si è ripe­tuto molte volte alla presenza di numerosi testimoni. Anche i piú scettici ed i meno suggestionabili hanno visto la Madonna pian­gente » ("Eva Espresso" - Corrispondente: Saverio Cosma).

 

Si è accennato all'Autorità Ecclesiastica. È bene conoscere l'intervista del corrispondente di "Gazzetta del Sud" al Parroco di Cin­quefrondi: « L'Autorità Ecclesiastica non ignora il fenomeno che si sta verificando in casa della Signorina Bettina Iamundo, dove il quadro del Cuore di Maria continua a lacrimare.

Però rimane in posizione di prudente attesa. Abbiamo avvicinato l'Arciprete del luogo, Monsignor Galati, il quale ci ha detto: « Siamo in attesa di ricevere istruzioni da parte del nostro Vescovo. Potremmo andare ad osservare il quadro della Madonna in qualità di semplici spettatori, ma preferiamo non farlo, perché non vogliamo che la nostra presenza in casa Iamundo venga interpretata in modo errato. Il nostro non è un atteg­giamento scettico, ma in questa circostanza dobbiamo essere molto prudenti ».

 

Avete visto?

Il giornalista Mario Sergio pubblicò una sua visita a Cinquefrondi: « Siamo stati a parlare con la Signorina Iamundo, che ci narrò la storia della lacri­mazione. Dopo siamo andati a parlare con qualcuna delle altre persone, che avevano potuto osservare le lacrime scendere dagli occhi della Madonna.

« Abbiamo cosí avvicinato i coniugi Ama­to, che gestiscono una trattoria. La Signora Amato ci ha detto: - Ho visto una lacrima uscire da un solo occhio.

Il marito ha affermato: - Non ho visto la lacrima mentre sgor­gava, però ho notato che nell'occhio dell'im­magine c'era del liquido.

« A questo punto abbiamo ritenuto oppor­tuno tornare in Via Prato, in compagnia di un fotografo. La casa era deserta. Siamo entrati senza chiedere permesso. Immedia­tamente ci ha raggiunto una vicina di casa della Iamundo: Ancora qualche attimo e poi un grido: - Ecco, ecco che lacrima!

La donna aveva visto per prima il feno­meno.

« Ci siamo avvicinati all'immagine: una grossa lacrima scendeva dall'occhio sinistro, scivolando in fretta verso il basso. Qualche attimo dopo sull'occhio destro si è formata un'altra lacrima. Si è visto il liquido sgor­gare pian piano come da una piccola sor­gente e poi crescere sino a formare due pic­cole lacrime, che questa volta invece di pre­cipitare verso il basso sono rimaste nell'oc­chio.

« La Iamundo ci ha detto: - Avete visto? Ora potete credere!

« I carabinieri del luogo hanno compiuto ripetuti controlli sul quadro e non hanno notato alcuna manomissione. Il quadro nella parte posteriore non presenta delle crepe ed è assolutamente asciutto » (Corrispondente: Mario Sergio).

 

Attestazioni

Le testimonianze del fatto straordinario sono senza numero, poiché il fenomeno si ripete con frequenza.

Tuttavia si riporta qualcuna delle testimo­nianze delle prime settimane, che i giornalisti hanno già pubblicata.

Assistevano alla lacrimazione le maestre e le Suore dell'Asilo di Cinquefrondi. Una di queste, Suor Rosa Bruzzese, dice: - Ho visto lacrimare il quadro. Una gros­sa lacrima scendeva dall'occhio destro ed una piú piccola si è fermata su quello sinistro. Io credo ai miracoli, perciò ho provato una profonda emozione.

La maestra Signora Cimino riferisce: - Quando sono entrata la prima volta in casa di Bettina, per la verità ero molto scettica. Ma quando ho visto lacrimare l'im­magine, stavo per svenire. E’ stata per me un'esperienza indimenticabile. Ricordo che, mentre la Madonna lacrimava, tra il pubblico c'era un uomo di Taurianova, Signor Ferraro, il quale diceva di non credere al fenomeno. Allora, malgrado le nostre proteste, si è per­messo prendere il quadro, lo ha portato alla luce presso l'uscio e lo ha voluto esaminare minuziosamente. Alla fine ha detto: « È vero! Queste sono lacrime! ».

 

Un giornalista

Il giornalista Sergio Perugi pubblicò: « A Cinquefrondi nessuno, tranne gli scet­tici per partito preso, ha dubbi sulla lacri­mazione del quadro di Via Prato. Si rinnova qui, come a Siracusa, come a Lourdes, il vero prodigio di un rinnovarsi della fede; questo è certo.

« La casa di Bettina è come un piccolo santuario: ceri accesi, fiori, preghiere; molti visitatori vogliono portare una reliquia a casa; moltissimi vengono ad implorare grazie per i loro malati e perché siano allontanati guai, privazioni e miseria ».

 

Rimedio necessario

Il quadro della Vergine prima della lacri­mazione stava attaccato alla parete a circa due metri di altezza dal pavimento. Comin­ciato il fenomeno del pianto, fu staccato dal muro e posto sopra un comodino, cosicché era a portata di mano.

Si comprende bene che i visitatori vole­vano toccare la sacra immagine, per devo­zione e per sacro ricordo. I presenti al tempo della lacrimazione si contestavano per stare vicini al quadro e seguire meglio lo svolgi­mento del fenomeno. Non si contentavano di guardare; man mano che le lacrime scorre­vano, poggiavano sull'immagine fazzoletti e bambage e cosí asciugavano il prezioso li­quido. La padrona si dispiaceva, ma non riusciva a trattenere i pressanti.

Certi visitatori, quando erano in pochi, approfittando del momento propizio, tocca­vano con le dita le lacrime, maltrattando in qualche modo l'immagine.

Bettina credette di rimediare all'inconve­niente sistemando il quadro dentro un pic­colo steccato di assicelle. Il rimedio fu quasi inutile, essendo il quadro ancora a portata di mano e potendo l'immagine essere toccata con facilità.

Un giorno un Sacerdote, constatando l'in­conveniente, disse alla Iamundo: - Si faccia tesoro di quanto ora dico! Poiché la lacrimazione si ripete, bisogna cu­stodire gelosamente l'immagine. Verrà giorno in cui le Autorità, religiose e laiche, si muo­veranno. L'immagine della Madonna allora sarà osservata bene e studiata. Conviene che le lacrime non siano piú asciugate da nes­suno, non solo per non guastare il bel volto della Madonna, ma piú che tutto per un altro motivo importante: le lacrime non asciugate scorrono sul volto e sul petto della Madonna e lasciano le lunghe scie. Queste scie, o tracce di lacrime, penso che servi­ranno agli specialisti per esaminare meglio il fenomeno. Vi suggerisco di mettere il quadro entro una bacheca di legno; questa stia chiusa a chiave. Avvenendo la lacrima­zione, si potrà soltanto guardare ma non toccare. E poiché le lacrime scendono sino alla base della cornice, si dovrà mettere sotto, alla base del quadro, un certo quantitativo di ovatta, la quale assorbirà le lacrime.

Il consiglio fu accettato e fu tanto gradito che si portarono in casa di Bettina non una, ma due bacheche, eleganti, graziose, prepa­rate con gusto artistico. Si scelse la migliore.

 

Le ovatte

Bambagia bagnata delle lacrime della Ma­donna ce n'è tanta in giro, poiché la padrona, di buon cuore, facilmente ne dà ai richiedenti.

L'autore di questo scritto, Sacerdote, ne tiene gelosamente diversi quantitativi e con prudenza ne dà a chi ha fede in questa la­crimazione. Può asserire che piú di una volta si è inumidite le mani al contatto delle ovatte, le quali per la prolungata lacrimazione hanno assorbito molto di quel liquido.

La bambagia è utilizzata specialmente dagli ammalati. Poggiandola con fede e pregando, si potrebbero avere dei grandi effetti.

La Signora Lina Tedesco di Cinquefrondi ebbe una notte una forte colica renale. In tale stato non è facile muoversi e cammi­nare, perché i dolori non lo permettono. Tuttavia la sofferente si alzò spasimante, riuscí a prendere un po' di cotone idrofilo in­triso delle lacrime della Madonna e lo tenne addosso. Il dolore scomparve e lei si ad­dormentò.

Non è solo la salute che sta a cuore a tutti. Ci sono tante altre necessità e tanti ardenti desideri che restano per sempre in­soddisfatti. Ad esempio, due sposi vorreb­bero essere allietati dal sorriso di un bimbo. Quanto pagherebbero per soddisfare il loro cuore! Ma quanti giungono alla vecchiaia con la speranza delusa!

Antonia Jacopino, della provincia di Mes­sina, non aveva avuto mai bambini. Non sapeva piú cosa fare e, come si suole dire, non sapeva piú a quale Santo rivolgersi.

Informata di quanto avveniva a Cinque­frondi, si recò ai piedi della sacra immagine di Maria e pregò a lungo con fede. Fu esaudita.

Oggi ha tra le braccia un bel bambino e rende vive grazie alla Madonna di Cinque­frondi.

Il Signor Baglio, assessore al comune di Polistena, fu investito da una macchina; fu subito ricoverato nell'ospedale di Polistena, cittadina poco distante da Cinquefrondi.

Era in condizioni disastrose. I medici fe­cero di tutto per venirgli in aiuto; ma, visto il caso grave, non essendoci speranza di sal­varlo, per non farlo morire nell'ospedale, dissero ai parenti: - Portatelo a casa; qui non c'è piú nulla da fare.

Il caso allarmò familiari e parenti.

Una nipote aveva un poco di cotone ba­gnato delle lacrime della Madonna. Piena di fede lo pose addosso al grave infermo.

La Vergine Santissima venne in soccorso. L'uomo investito cominciò subito a miglio­rare e da lì a pochi giorni era completamente guarito.

La Signora Nicolina Costa dice: - Ero stata operata di colicistite e mi avevano tolto un calcolo grosso quanto un uovo. Dopo l'intervento due punti di sutura produssero una suppurazione preoccupante. Poiché il pus era continuo, il medico curante disse: « È necessario riaprire la ferita, per vedere la causa della suppurazione.

Io sono devota della Vergine Maria. Ap­pena il medico mi lasciò, subito misi l'im­magine della Madonna di Cinquefrondi sulla parte inferma. L'indomani il dottore, venuto a visitarmi, disse: « Qui c'è stato un fatto strano, direi miracoloso. Il filo di sutura, che stava nell'interno, è uscito da sé ».

Due giorni dopo la ferita era già chiusa. Per ringraziare la nostra Madre Regina le portai la mia collana d'oro e per un mese recitai il Rosario davanti al quadro della Madonna piangente.

 

Una signora, M. R., di Reggio Calabria, andò con fede a visitare la prodigiosa im­magine; attendeva con ansia una grazia. Poi disse: - Se otterrò la grazia che desidero, por­terò qui un buon regalo.

Si era ancora nei primi giorni della lacri­mazione e cioè 1'8 novembre del 1971; l'im­magine non era ancora ornata ed era illu­minata da debole luce.

Visto ciò, soggiunse: - Regalerò alla Madonna un bel lampa­dario.

Venti giorni dopo la pia signora ritornò, portando il lampadario promesso.

 

La Signorina Teresina Monteleone era stata operata di appendicite. Dopo sopraggiunsero delle complicazioni ed il caso divenne preoc­cupante.

I dottori non sapevano diagnosticare il male e poiché l'inferma era assai grave e neppure parlava, fecero comprendere che non c'era piú speranza di salvarla.

La zia, Signora Cimino, esortò Teresina ad invocare l'aiuto della Madonna e le diede un poco di bambagia bagnata delle lacrime della Vergine. Il male diminuí ed in breve ritornò la perfetta salute.

La Monteleone dice: - È stata la grande Vergine delle lacrime che mi ha salvata.

Rosina Piromalli, riconoscente alla Ma­donna di Cinquefrondi, dichiara: - Mio fratello stava per morire. Mi ri­volsi con fiducia alla Vergine lacrimante. Il fratello superò la crisi e guarí. I dottori del­l'ospedale di Taurianova sono testimoni di questa grande grazia.

Il fratello della Rosina, di nome Fran­cesco, carabiniere, aveva subito l'intervento chirurgico per occlusione intestinale. Febbre alta, emorragia interna, trasfusione di san­gue... il tutto faceva pensare alla catastrofe finale; invece tutto si risolse in bene.

I dottori dissero: - Possiamo rilasciare la dichiarazione che la guarigione del carabiniere Francesco Pi­romalli è un vero miracolo.

Un commesso di quella plaga, certo Ce­lestino..., era un orribile bestemmiatore. Volle visitare l'immagine della Vergine. Quando mirandola nel volto vide scorrere le lacrime, cadde in ginocchio, si sentí tra­sformato interiormente e disse ad alta voce: - Non bestemmierò mai piú!

Si converti sul serio e raccomanda ora agli altri di non bestemmiare.

Ogni qualvolta Celestino va a Cinque­frondi per il suo compito di commesso, fa una visita alla Madonna delle lacrime.

Tanti episodi edificanti potrebbero pub­blicarsi, se i graziati s'interessassero a man­dare le relazioni a Cinquefrondi. Tuttavia quanto è stato detto è sufficiente a compren­dere l'importanza del fenomeno della lacri­mazione.

Un ultimo episodio conclusivo.

Un guardia-caccia, Giuseppe Avati da Gioia Tauro, fu ferito da due fucilate al­l'addome.

Trasportato all'ospedale, fu subito sotto­posto all'intervento chirurgico. Era in gravi condizioni. Dopo qualche giorno dall'inter­vento sopraggiunse una grave peritonite. Fu operato per la seconda volta. Passato ancora qualche giorno, si manifestò altro male al peritoneo. Per la terza volta fu operato.

Il guardia-caccia era estremamente prostra­to e grave. Già si pensava al vestito da morto. Una pia signora incontrò a caso una pa­rente del moribondo e le disse di rivolgersi con fede alla Madonna piangente di Cin­quefrondi; le diede anche un batuffoletto di cotone, col quale aveva asciugato le sacre lacrime, esortandola a metterlo addosso al moribondo.

La parente del moribondo eseguí il con­siglio avuto.

Il guardia-caccia migliorò tanto rapida­mente che dopo pochi giorni era ormai in via di completa guarigione.

 

Natale

Come si è detto innanzi, la Madonna ha lacrimato e continua a lacrimare. Data la frequenza del pianto, non è facile farne l'in­tera cronistoria.

Ora si rilevano soltanto alcune date si­gnificative, tenendo presente che quando ci sono devoti pellegrinaggi, facilmente riprende la lacrimazione.

La festa del Natale nel tempo moderno, piú che festa religiosa, per molti è solo oc­casione di divertimento. Infatti, come si tra­scorre il Natale? Fatta eccezione delle fa­miglie veramente cristiane, dalla massa si pensa piú alle gozzoviglie, al giuoco ed agli spettacoli visivi, anziché al grande mistero dell'Incarnazione del Figlio di Dio.

La Madonna il giorno di Natale, a mezzo­giorno, pare abbia voluto manifestare il suo dolore al mondo indifferente. Grosse lacrime venivano giú dai suoi occhi, lacrime che i presenti contemplavano commossi.

Il pianto continuò ad intervalli quel giorno e l'indomani.

 

Epifania

Si fa menzione della festa dell'Epifania. La vigilia, cinque gennaio, nel pomeriggio, un gruppo di devoti pregava davanti all'im­magine. Alle ore 16,30 ricominciò l'abbon­dante lacrimazione, che già dal capodanno per quattro giorni si era effettuata ad inter­valli.

La Signora Maria Dattolo a vedere quel pianto straordinario ebbe uno shock da im­pressionare tutti. Era presente il Maresciallo Giuseppe Petulla con la moglie ed i figli.

Sono testimoni della lacrimazione due Ma­gistrati di Catanzaro, due medici ed alcuni Frati e Suore di San Ferdinando di Rosarno.

 

Pasqua

La Pasqua è preceduta dalla cosí detta « Settimana Santa » o « Settimana di Pas­sione ». La Liturgia della Chiesa in tale tempo è improntata a mestizia, in quanto si fa rivi­vere nella mente dei fedeli il tempo della Passione e morte di Gesú Cristo.

La Madonna di Cinquefrondi in quella settimana pianse tutti i giorni, compreso il giorno di

Pasqua.

I pellegrini in quel periodo si moltiplica­rono.

 

Il 2 luglio

Il 2 luglio si ricorda la visita di Maria Vergine a Santa Elisabetta. Questa data suole chiamarsi « Festa della Madonna delle grazie ».

In detto giorno giunsero a Cinquefrondi numerosi pellegrini, in varie riprese.

Fu prelevato il quadro dal suo posto e presentato ai devoti piú da vicino. Mentre lo si guardava e si pregava, ebbe luogo la lacrimazione. In altra ora, presentandosi l'im­magine ad un altro folto gruppo di devoti, si ripeté il pianto.

La Madonna piangeva davanti a tanti suoi figli devoti, venuti da lontano per onorarla. Era presente il Professore Dante De Maria, da Palmi, al quale fu permesso asciugare le sacre lacrime.

Il 16 luglio si onora la Madre di Gesú con la commemorazione liturgica, detta « Madonna del Carmine ». Anche in questa ricorrenza si ripeterono le lacrime.

 

Frutti

I pellegrinaggi, fatti con fede, lasciano buo­ne tracce nei cuori e svegliano specialmente i tiepidi. Coloro che li organizzano sogliono averne piú frutto, misto a gioia.

La Signorina Santina Trinità, organizza­trice di un pellegrinaggio, cosí si esprime: - Con animo commosso e colmo di gioia ringrazio la Madonna di avermi aiutata ad effettuare questo pellegrinaggio, da tempo da me promesso. Se Dio e la Vergine mi consoleranno col darmi una grazia che desi­dero, ritornerò qui a condurrò ancora anime. L'Addolorata

Il 15 settembre è la commemorazione dei Dolori della Madonna e si onora la Vergine Addolorata. Questo giorno non poteva pas­sare inosservato.

La Signora Rina Stoffa aveva sentito par­lare della lacrimazione, ma non vi aveva mai assistito.

Andò da Bettina Iamundo in compagnia del figlio. Mentre guardava la sacra imma­gine, prima che fosse messa nella bacheca, vide formarsi e scendere due lacrime. Preso un batuffolo di cotone, le asciugò.

La meraviglia fu grande, allorché vide sul cotone non il solito liquido, ma una chiazza di vivo sangue.

A proposito di sangue, l'autore di questo scritto adduce una sua testimonianza:

- Da alcuni mesi l'immagine era custodita nella bacheca. Alla base di essa, sotto il ve­tro, stavano parecchie falde di cotone idrofi­lo, messevi per raccogliere le eventuali la­crime.

Dalla signorina Iamundo fu consegnata a me la chiavetta per aprire la bacheca, control­lare il cotone e poi sostituirlo con altro. Era­no presenti una dozzina di testimoni.

Sotto lo sguardo dei convenuti, osservan­do l'interno delle falde del cotone, vi scorsi delle chiazze di sangue, che lasciai vedere a tutti.

Come spiegare il fenomeno? Dall'immagine erano uscite lacrime, cioè il solito liquido misterioso. Dio però permise che nel cotone si mutassero in sangue, credo per significare che le lacrime della Vergine sono manifestazioni d'immenso dolore e che non si differiscono dalle lacrime di sangue, che si constatano ancora oggi nel quadro della vicina cittadina di Maropati.

Il cotone bagnato di lacrime con le chiazze di sangue è custodito da me con molta cura; potrà servire di testimonianza del fenomeno ai controlli delle autorità competenti. È con­servato in un vaso di vetro e lo presento a qualche richiedente per baciarlo.

Faccio notare che da esso si sprigionano abitualmente ondate di soave profumo, con­statato da me personalmente e da tutti coloro che vi si avvicinano.

 

Primo anniversario

Tra le date da ricordare è quella dell'anni­versario della prima lacrimazione, cioè il 26 ottobre 1972.

Dice una testimone: - Essendo l'anniversario del prodigio, ci siamo raccolti in preghiera davanti alla Ma­donnina. Erano presenti, tra gli altri, la signo­ra Cimino, la signorina Rosina Piromalli e la Bettina.

Ad un tratto, guardando il quadro, abbia­mo visto la Madonna piena di lacrime ed ogni lacrima dava l'impressione di una piccola stella, la quale emanava dei piccoli raggi, co­me un brillante, allorché lo si mette sotto la luce.

Tutti eravamo commossi, perché mai co­me quel giorno la Madonna ha lacrimato. Le lacrime erano molte e scendevano dal viso della Madonna una per una.

Era cosa stupenda assistere ad un fenome­no del genere!

 

Impressioni

In questa data anniversaria era giunto in pellegrinaggio un pullmann con le ragazze dell'Istituto « Divina Provvidenza » di Co­senza.

Le ragazze domandarono: Perché la Ma­donna piange?

Fu loro risposto: Piange perché nel mondo non c'è purezza, né candore e né amore caldo a Dio.

Le ragazze erano cosí liete di stare davanti a quell'immagine, che non volevano andare via.

Qualcuna disse: La Vergine ci trattiene con il suo sguardo!

 

Sanguinazione

Dopo il primo anniversario la lacrimazione è continuata; quando piú rara e quando piú frequente; per lo piú si ripete nei giorni fe­stivi ed in particolare nella serata della dome­nica.

Un nuovo fenomeno si verificò nella vici­nanza della Pasqua del corrente anno, 1973. La vigilia delle Palme, 14 aprile, prossi­mità della Settimana di Passione, la Madon­na intensificò la manifestazione del suo cor­doglio.

Sino a quel giorno dall'immagine erano uscite solo lacrime naturali e di tanto in tan­to sull'ovatta posta alla base del quadro le lacrime si erano trasformate in sangue; mai però era sgorgato il sangue direttamente dal­l'immagine.

La mattina del 14 aprile, verso le ore 8.30, la signora Marianna Papasidero era andata in casa della Iamundo per fare un po' di pu­lizia. Volgendo lo sguardo all'immagine, si accorse che dal cuore gocciolava sangue.

Sorpresa della novità, chiamò la Iamundo, la quale stava indisposta nell'altra stanza. Bettina Iamundo appena vide il sangue ebbe una specie di shok e si senti venir meno il cuo­re. Le fu somministrata la coramina.

Era necessario chiamare per telefono la cronista, la principale testimone dei fatti, cioè l'insegnante Maria Cimino.

Cosí la cronista racconta: - Alla base del cuore della Madonna, ove è la punta della spada dell'Addolorata, si ve­deva come una bollicina e da questa usciva­no ripetutamente gocce di sangue rosso vivo, cosí da formare un rivolo. Il sangue spendeva sino alla bambagia sottostante, inzuppandola.

Feci chiamare subito il fotografo, il quale osservando bene disse: Non c'è che dire!

Questo è sangue e sta uscendo dal cuore. Non si può negare!

La sanguinazione continuò per circa tre ore e tanti vennero a constatare.

La signorina Bettina, fuori di sé per lo sgomento, esclamò: Per carità, non fatemi vedere quel sangue! Lavate il vetro, togliete la bambagia insanguinata! Tremo per lo spa­vento!

Continua la cronista: Per nascondere il sangue rivoltai la bambagia e pulii il vetro della bacheca. Avevo le mani tutte insangui­nate e pensai di lavarle.

I presenti esclamarono: No, no! Non lavi le mani! E’ il sangue della Madonna!

Certo non potevo restare con le mani in quello stato; le pulii strofinandole per bene con delle ovatte. Tengo a casa gelosamente questo cimelio insanguinato.

Fin qui la cronista.

Dopo che la bambagia fu rivoltata, la san­guinazione continuò e chi va oggi a vedere la Madonnina, può mirare il rivolo di sangue, che, partito dal cuore, si riversò abbondante sull'ovatta.

Nel pomeriggio dello stesso giorno avven­ne pure la lacrimazione regolare dagli occhi.

 

Il giorno della Supplica

L'otto maggio si ricorda la Madonna del Rosario di Pompei; a mezzogiorno suole reci­tarsi la Supplica alla Vergine, non soltanto nel Santuario di Pompei, ma in tante altre chiese del mondo.

In detto giorno venne a Cinquefrondi una buona comitiva; erano pellegrini di Crotone. Mentre costoro guardavano l'immagine, una donna gridò: La Madonna sanguina!

Infatti dal cuore della Vergine veniva fuo­ri il sangue, formando un piccolo rivolo. Tut­ti poterono constatare il fatto. Fu tale l'im­pressione che qualche donna svenne, mentre taluni per non venir meno chiedevano acqua fresca o limoni per rinfrancarsi.

La Madonna volle far ricordare il giorno della Supplica di Pompei.

Il sangue al contatto dell'aria dapprima si coagula e dopo, a poco a poco, s'incrosta, prendendo il colore rosso cupo.

A metà settembre, in vicinanza della festa dell'Addolorata, all'improvviso il sangue in­crostato cominciò a prendere il colore rosso vivo vivo e si liquefece; però dal cuore non sgorgò nuovo sangue.

 

Luce misteriosa

Speciale interesse suscita quanto avvenne nella notte del 16 luglio, 1973, ricorrenza liturgica della Madonna del Carmine.

Si lascia la parola alla protagonista, Bettina Iamundo, la quale per la sua semplicità meri­ta fede: - Abitualmente sono sofferente ed ho debolezza al cuore. Il continuo venire della gen­te mi stanca assai. Un giorno dissi: O Ma­donnina mia, come devo fare? Non ne posso piú; sono stanca. Fatemi riposare almeno tre giorni! Che non venga nessuno! La Vergine mi ascoltò; per tre giorni non venne alcun visitatore.

Il 16 luglio andai a riposo ad ora tarda, verso la mezzanotte. Il mio letto è vicino alla finestra. Soffrendo di cuore ed avendo biso­gno di aria, lasciai la finestra socchiusa. Dopo essermi adagiata, sentii una voce che veniva dalla finestra: Ogni lacrima della Madonna è un discorso!

Mi allarmai: E questa voce di chi è? All'improvviso si proiettò sul muro, per l'apertura della finestra, una luce viva, come luce di una saetta che guizza. Pensai: Sarà la luce di qualche lampo; forse ora comincia il temporale. È meglio chiudere del tutto la finestra e cosí non entrerà acqua.

Mi avvicinai alla finestra e mi accorsi che il grande albero di arancio, sottostante alla finestra, si agitava fortemente. Ma cosa capi­ta? Che sia entrato qualcuno nel recinto e scuota l'albero? Guardai attentamente e non vidi alcuno. Fui colpita da una luce strana; verso il centro dell'albero si formò un disco rosso luminoso, simile al sole al tramonto.

Mi sgomentai: Gesú mio, misericordia! Non posso piú resistere!

La scena durò circa dieci minuti e non po­tevo staccare lo sguardo da quella luce. Den­tro il disco luminoso apparvero delle lettere maiuscole, punteggiate. Volli trascriverle. Non avendo pronta carta e matita, mi servii del ferretto dei capelli e tracciai sul muro quelle lettere:

I. R. D. G. S. C. M. P.

Dopo di ciò, il disco cambiò aspetto; si dilatò in linea orizzontale e perpendicolare, prendendo forma di Croce. Su questa sta­vano due lettere: I. R.

Lentamente la luce si dileguò ed io rimasi al buio. Tremavo da capo a piedi, specie che ero sola. Lasciai la lampada della stanza accesa per tutta la notte, per infondermi un po' di coraggio. Intanto avvertivo rumore nell'altra stanza, dove sta il quadro, ma egra tanta la paura che non andai a vedere.

L'indomani trovai il quadro e la bacheca spostati circa un palmo dal solito posto. Cosa sia capitato, non lo so.

 

Si fa qualche commento al su esposto. Le parole « Ogni lacrima della Madonna è un discorso », non abbisognano di com­mento. Le lacrime della Vergine sgorgano silenziosamente, ma sono eloquenti; dicono tante e tante cose; basta riflettere sul signi­ficato delle lacrime e sulla persona che le versa.

Invece richiedono spiegazione le lettere apparse sul disco luminoso e sulla Croce. Chi va a visitare la stanza da letto della Iamundo, sulla parete laterale della finestra può scorgere le lettere tracciate col ferretto dei capelli.

Si potrebbero dare alle lettere misteriose, diverse interpretazioni. L'autore però le in­terpreta così:

I. = Il

R. = Redentore D. = Divino G. = Gesú

S. = Sulla C. = Croce M. = Maria P. = Piange

Le due lettere apparse sulla Croce lumi­nosa possono interpretarsi cosí:

I. = Il

R. = Redentore

... che significa: L'umanità ricordi che il Cri­sto, morendo sulla Croce, ha redento il mondo.

 

RIFLESSIONI

Ci sono nella storia dei fatti isolati; altri invece, quantunque distanti di tempo e di luogo, sono identici, sia per il fine per cui avvengono e sia per le circostanze che li accompagnano.

Un caso si ha nel fenomeno della lacri­mazione delle immagini della Madonna. Siracusa, Maròpati e Cinquefrondi, città ormai conosciute per mezzo della stampa e della televisione, presentano un fatto ecce­zionale, vario nelle circostanze di tempo e di luogo, ma sostanzialmente identico. Siracusa è in Sicilia; Maròpati e Cinque­frondi in Calabria; queste due cittadine di­stano tra loro pochi chilometri.

A Siracusa il fenomeno avvenne il 29 ago­sto 1953, alla presenza di decine di migliaia di persone, di ogni ceto sociale.

A Maròpati ebbe inizio il 3 gennaio 1971, e si ripete ancora ad intervalli.

A Cinquefrondi cominciò il 26 ottobre 1971, e si rinnova ancora con discreta fre­quenza.

Si fanno ora rilevare i punti di contatto fra i tre fenomeni.

E’ sempre l''mmagíne della Vergine che lacrima.

Le lacrime sono l'espressione dell'amarezza del cuore.

L'immagine lacrimante di Siracusa è il Cuore Immacolato di Maria.

Quella di Cinquefrondi è il Cuore Im­macolato ed Addolorato di Maria, poiché porta al Cuore una piccola spada.

L'immagine di Maròpati non rappresenta il Cuore della Vergine, bensí la Madonna del Rosario. Però si è constatato che tanti rivoli di sangue sono sgorgati proprio dal Cuore, come anche oggi si può vedere osser­vando il sacro quadro. È sempre il Cuore della Madre Celeste che si manifesta ama­reggiato. La circostanza dell'immagine del Rosario è significativa, indicando che la Ma­donna desidera il ritorno alla recita del Ro­sario, devozione da molti non piú apprezzata. Nei tre fenomeni si riscontrano le lacrime, lacrime umane, di cui si sono fatte le analisi nei laboratori chimici.

A Siracusa la lacrimazione si protrasse sol­tanto quattro giorni. Vi assistettero solo co­loro che ne ebbero la fortuna.

Dopo venti anni, 1953-73, quanta igno­ranza e scetticismo c'è ancora riguardo a questo prodigio!

C'è chi dice: - Io non credo al fenomeno di Siracusa, perché non l'ho visto.

- Io non credo, perché non sono tenuto a credervi in quanto non è un dogma di fede. - Io non credo, perché forse si è trat­tato di suggestione collettiva.

- Io non credo, perché corbellerie nel mondo se ne dicono tante. Sono come San Tommaso: credo se ci metto il naso.

C'è chi asserisce: - Ma possibile credere che un quadro di maiolica a Siracusa abbia versato lacrime umane? È ridicolo solo il pensarlo. Sono favole popolari!

Ai contestatori del fenomeno di Siracusa risponde il fenomeno di Maròpati.

Che da un'immagine sacra, nel caso nostro della Vergine, possano sgorgare lacrime, è possibile, perché, come è avvenuto e con­tinua a ripetersi a Maròpati, cosí è possibile che sia avvenuto a Siracusa.

Il secondo fenomeno comprova il primo. Non solo Maròpati comprova Siracusa, ma c'è di piú. A Siracusa sgorgavano semplici lacrime umane; a Maròpati le lacrime sono di sangue, per significare un dolore maggiore della Madonna.

A Siracusa il prodigio durò quattro gior­ni; chi lo vide, lo vide. A Maròpati da due anni si ripete la lacrimazione a sangue e potrebbe controllarsi il fatto con i propri occhi. La lunga durata del fenomeno di Ma­ròpati dà agio a chi ha la mania della con­testazione, di controllare bene il fatto.

Gesú Cristo operava miracoli di oggi ge­nere; eppure c'erano di quelli che non cre­devano, o piuttosto non volevano credere.

I miracoli del Divin Nazareno erano pub­blici, evidenti, indiscutibili; con tutto ciò, come risulta dal Vangelo, i nemici di Gesú, gelosi della sua gloria, chiudevano gli occhi alla luce, tanto da meritare il forte rimpro­vero:

- Siete ciechi e guida di ciechi!

A Maròpati il fenomeno della lacrimazione ha fatto e continua a fare scalpore; ma nel primo tempo, com'è naturale, ci fu un poco di diffidenza. Si sono chiarite le cose con i controlli ufficiali.

Malgrado ciò, non mancano i contestatori, che sogliono essere dei superficiali o dei sac­centi, contestatori che forse mai sono stati a Maròpati per vedere lo svolgimento dei fatti.

La Provvidenza risponde a costoro con un altro fenomeno. Nella vicina cittadina di Cinquefrondi un altro quadro ha cominciato a lacrimare e proprio nello stesso anno e nello stesso periodo in cui i contestatori si avventavano di piú contro il fenomeno di Maròpati.

Come Maròpati ha comprovato Siracusa, cosí Cinquefrondi ha comprovato Maròpati. La lacrimazione di Cinquefrondi sa delle due lacrimazioni precedenti, in quanto è si­mile alla prima per le semplici lacrime natu­rali ed alla seconda perché tante lacrime si convertono in sangue.

Nel 1917 cominciò la rivoluzione russa con l'ideologia comunista. Le dottrine atee e terroristiche del comunismo sono andate diffondendosi sempre piú.

E’ stato Satana a suscitare tanto male nel mondo.

La Madonna venne subito in aiuto della povera umanità e lo stesso anno 1917, si manifestò a Fatima sotto il titolo di Cuore Immacolato di Maria, predicendo, come si rileva dai suoi messaggi, la rovina spirituale e sociale che avrebbe apportato il comunismo.

Molti, piú per ignoranza che per malva­gità, si sono messi nella corrente comunista. Quando la Madonna nel 1953 pianse a Siracusa, scelse una famiglia di comunisti, ma comunisti piú di nome che di fatto. Ne è prova che Angelo Iannuso ed Antonina Giusto avevano contratto il matrimonio reli­gioso sei mesi prima della lacrimazione ed avevano sulle pareti di casa delle immagini sacre.

Allorché la Madonna venti anni dopo co­minciò a versare lacrime di sangue a Marò­pati, scelse la famiglia dell'Avvocato Cor­diano, comunista. Prima di convertirsi, prima del prodigioso fenomeno, si professava co­munista, ma in pratica era un brav'uomo, piú intento ad aiutare i bisognosi che ad altro. Però in paese era considerato comu­nista, quasi esponente del comunismo, quale avvocato ed ex-sindaco.

Sono le dottrine perverse del comunismo ateo che rovinano le masse dei popoli ed il Cuore Immacolato di Maria col suo lacri­mare in casa di comunisti invita i suoi figli a riflettere per non farsi travolgere dalla corrente atea.

Ma tutti questi fatti strabilianti avven­gono solo nella bassa Italia?

No; anche all'estero altre immagini della Madonna hanno pianto, cosí pure dei Cro­cifissi hanno versato sangue. Ma per accen­nare solo all'Italia, anche verso il centro della penisola si verificano simili fatti. Ne è prova l'immagine della Madonna che versa sangue nella casa di Enzo Allocci, stimma­tizzato, dimorante a Porto Santo Stefano, zona Monte Argentario, provincia di Gros­seto.

Ma proprio in questo ventennio avvengono tante lacrimazioni misteriose? Perché nei secoli precedenti erano rarissimi tali casi? Come rispondere a questa domanda?

Il pianto della Madonna, come già si è detto, è segno di dolore. Quale potrebbe es­sere il motivo di questo dolore nel Cuore della Vergine? Non altro che l'offesa di Dio e la perdita delle anime.

Dal 1945, cioè dalla fine della terribile guerra mondiale, ad oggi l'umanità pare aber­rata: smania di piaceri, leciti ed illeciti; raf­freddamento religioso progressivo; contesta­zione di tutto ciò che in venti secoli di Cri­stianesimo si è creduto e praticato riguardo la fede ed i costumi; decadenza preoccu­pante del Clero, ecc... E poi: delitti, rapine, ingiustizie, scandali di moda e di trasmis­sioni televisive, pretesa di divorzio, liceità dell'infanticidio, lotte di classe, ribellioni alle autorità, guerre sanguinose e guerre fredde.

Siamo in un periodo storico eccezionale, in cui il male si diffonde rapidamente per le comunicazioni sociali e quindi si molti­plica presto.

Le anime deboli nella virtú e specialmente chi è nell'adolescenza e nella gioventú, co­storo facilmente si lasciano trasportare dal­l'ondata dei vizi e battono la via della per­dizione eterna.

La Vergine Addolorata, che ha visto croci­figgere il suo Gesú per la salvezza di queste anime, non può restare indifferente, come non resterebbe indifferente una qualsiasi. madre davanti alla rovina dei figli.

Ma le lacrime si ripetono, prima in un luogo, poi in un altro e poi in altri ancora. Vuol dire che l'umanità non riflette sui grandi avvenimenti, non comprende e non dà speranza di ravvedimento.

Continua e s'intensifica lo stato pietoso delle anime e continuano le lacrimazioni do­lorose della Madre di Dio.

Si faccia attenzione! Ci sono lacrime di sangue... e sangue vuol dire... sangue! Che queste lacrimazioni siano preavvisi di castighi di Dio sulla misera umanità?... Questo ormai si pensa da molti.

La Divina Giustizia non può restare indif­ferente davanti a tanto male e presto o tardi si pensa che agirà. Cosa avverrà nel mondo? Dio solo lo sa. Però sappiamo che la Madre del Redentore fa da potente Avvocata al trono di Dio e, se pregata ed onorata, potrà ottenere misericordia per l'umanità fuorviata. Come può onorarsi la Madonna?

Col vivere la vera vita cristiana, con un maggiore distacco dal mondo e dai suoi pia­ceri, con il custodire in particolare il pudore con l'abito decente e con l'evitare persone, luoghi e divertimenti, che mettono in peri­colo la purezza dei costumi.

Inoltre si onori la Madonna con la recita quotidiana del Rosario e con l'accostarsi alla Santa Comunione ogni sabato in suo onore.

Non essendo possibile comunicarsi qualche sabato, si supplisca in altro giorno. Tenere in casa esposta l'immagine del Cuore Im­macolato di Maria.

Ciò che si raccomanda a tutti è: asciugare le lacrime della Madonna.

- Non piangere, o Vergine Addolorata! Si può raggiungere lo scopo offrendo a Dio con cristiana rassegnazione le quotidiane sofferenze e le eventuali gravi croci della vita.

 

Cinquefrondi

Il nome « Cinquefrondi » potrebbe far pensare alle varie categorie di anime, per le quali la Madonna piange:

1) La Chiesa, nella quale si avverte un grande disagio, poiché schiere di Ecclesia­stici hanno travisato le direttive sapienti del Concilio Ecumenico.

2) I governanti, che nelle loro decisioni di massima responsabilità mettono da parte Dio, quasi fosse un estraneo al mondo.

3) I magistrati, custodi e responsabili del­la giustizia che agiscono come se non doves­sero dare conto a Dio del loro operato.

4) 1 medici ed in genere gl'intellettuali, imbevuti di ateismo teorico e pratico.

5) La grande massa dei peccatori, spe­cialmente i seminatori di scandali.

 

Il messaggio della Madonna piangente invita a ripetere questa invocazione:

«Per le vostre dolorose e pietose lacrime, o dolce Madre del Cielo, salvate tutta la umanità»!