IL MISTERO DEL SANGUE DI CRISTO

1° volume

1a parte

 

Milano, 19 gennaio 1984

Molto reverendo padre, alla sua richiesta di poter avere dal nostro archivio generale tutti gli scritti di suor Antonietta Prevedello aderisco ben volentieri, soprattutto per l'altissima finalità che intendono dare a un'eventuale pubblicazione di essi: la gloria del Sangue prezioso di Gesù e la diffusione del suo culto.

Da questa devozione suor Prevedello fu colpita e penetrata quasi agli inzi della sua esperienza spirituale di «suora di Carità delle sante Bartolomea Capitanio e Vincenza Gerosa», e unificò tutta se stessa nella contemplazione del Sangue prezioso da lei intuito come la suprema espressione dell'amore con cui Dio ci ama.

Nonostante la non comune operosità della sua vita di storiografa e agiografa della Congregazione, scrisse moltissimo del suo quotidiano camminare sulle adorabili tracce del Sangue di Gesù, e del suo struggente bisogno di vederlo da tutti riconosciuto, adorato, bevuto..

Consegnando questi scritti a lei, rev.mo padre, lascio alla competenza e al discernimento suo e dei suoi collaboratori tutte le decisioni riguardanti la pubblicazione, subordinata al «nulla osta» dell'Autorità ecclesiastica locale.

Augurando efficacia apostolica alla loro iniziativa, cordialmente saluto.

 

INCONTRO CON SR. M. ANTONIETTA PREVEDELLO

«Dopo la mia morte qualcuno raccolga questo mio patrimonio celeste e lo partecipi alle anime». q. 1 : 1 maggio 1929

«Signore, so che queste mie pagine si sperderanno nel nulla, che nessuno forse le conoscerà».

Gesù la interrompe: «Figliuola, un giorno raccoglieranno persino le briciole di questa mensa squisitissima» q. 1 : 13 maggio 1930

Ecco, Sr. Maria Antonietta, mi sono premurato di raccogliere la quasi totalità, la parte migliore e che a te stava più a cuore, di questo patrimonio celeste, di questa mensa squisitissima, e mi sforzerò di renderne partecipi le anime.

 

Nel 1940 ebbi la fortuna d'incontrarmi per la prima volta con Sr. M. Antonietta a Roma, ma non ne ricordo il giorno e il mese. M'era stata affidata dai Superiori la Direzione Nazionale della nostra Pia Unione del Prez.mo Sangue e della rivista della Provincia Italiana della nostra Congregazione Il Sangue Prezioso della nostra Redenzione. Questi incontri mi davano l'opportunità d'aver contatto non solo con tanti devoti e cultori della devozione al Prez.mo Sangue, ma anche con Scrittori sacri di chiara fama e prestigio a quel tempo. Fra gli altri, mi onorarono della loro amicizia l'insigne apologeta Igino Giordani, autore del bel libro Il

Sangue Di Cristo; P. Mondrone S.J., della nota rivista La Civiltà Cattolica; P.G.M. Petazzi S.J., emerito cultore e scrittore sul tema del Prez.mo Sangue, autore del bel volumetto Il Prez.mo Sangue e la Madonna; D.G. De Luca; la poetessa Ada Negri e la illustre romanziera ed agiografa Luisa Santandrea, autrice della biografia di S. Gaspare Sotto il Segno Vermiglio e L'Umanità nel Calice. Essi e molti altri, che purtroppo qui non è possibile citare, mi parlarono di Sr. M. Antonietta Prevedello, come scrittrice e soprattutto come «anima privilegiata» «fervidissima devota del Sangue di Cristo» «molto ascoltata da personalità eccelsiastiche e civili ed in particolare dagli Eminentissimi Patriarchi di Venezia». Li ascoltavo con vivo interessamento, non conoscendo la Suora neppure di nome; dicevano: «E una ferventissima apostola del Mistero e ne infiamma chiunque l'accosti».

Fu proprio la Santandrea a mettermi in contatto epistolare con lei e a preparare quel primo incontro, che si effettuò poi 'in modo alquanto affrettato per i suoi tanti impegni nell'Urbe. Già dalle sue lettere avevo compreso di quanto zelo vibrasse la sua anima per il trionfo del Sangue di Cristo, sicché l'accostarla fu per me una grande gioia. Quel primo colloquio fu come la continuazione d'un discorso iniziato da tempo su un tema ad entrambi tanto caro: l'espansione della conoscenza del grande Mistero e del suo culto, l'intensificazione del nostro apostolato specialmente fra i sacerdoti, che, a loro volta, avrebbero partecipato le ricchezze del Prez.mo Sangue alle anime affidate alla loro cura pastorale.

Mi resi conto subito della statura spirituale di Sr. M. Antonietta. Nel parlare del Mistero s'accendeva nel volto, gli occhi scintillavano, la voce s'addolciva. Penso che chiunque ne sarebbe rimasto conquistato.

Ebbi tuttavia una delusione: Sr. Antonietta non conosceva né la grande figura di S. Gaspare (allora Beato), insigne apostolo del Sangue di Cristo nei primi anni del 1800, né le due Congregazioni dei Missionari e delle Suore del Prez.mo Sangue da lui fondate, col fine precipuo di approfondire la conoscenza del Mistero del Sangue di Gesù, coltivarne e diffonderne il culto. Il posto eminente ch'ella ricopriva nel suo Istituto mi faceva pensare a rapporti, a livello di conoscenza almeno, con altri Istituti femminili. Ebbi l'impressione che non conoscesse neppure le Suore del Prez.mo Sangue di Monza tanto vicine a Milano.

Quella prima impressione è ora confermata da quanto leggo nel quaderno 69 del 7.8.1934: «...pur essendovi apostoli della verità, della santità, della carità, della penitenza, della contemplazione, non vi è un apostolo del Prez.mo Sangue». Sr. Antonietta lamenta anche la mancanza d'un Istituto che si dedichi a propagare questa devozione, e scrive: «Ah! Se il nostro piccolo Istituto fosse degno di dare al mondo lo sviluppo della devozione verso il Divin Sangue di Cristo» (q. 39 : 12 novembre 1929).

In quel primo colloquio si gettò, per così dire, il seme della nostra fattiva collaborazione per un apostolato più ampio ed incisivo. L'incontro segnò per me anche l'apertura d'un più vasto orizzonte di preziose conoscenze ed, in particolare, d'un continuo contatto col Card. G.A. Piazza, successore del Card. La Fontaine nel governo della Diocesi di Venezia.

Conobbi anche, tramite Sr. Antonietta, vescovi, sacerdoti, religiosi, suore, laici: tutti ferventi devoti del Sangue di Cristo e dotati di profonda pietà e grande cultura. Sr. Antonietta era il centro dal quale partivano ed al quale tornavano il fervore e le iniziative per promuovere la gloria del Sangue di Cristo.

Qualche giorno dopo la sua partenza da Roma mi giunse un primo manoscritto accompagnato da un biglietto: «Se crede possa far bene alle anime lo pubblichi pure, apportandovi quelle modifiche che riterrà opportune». Col manoscritto una sorpresa graditissima: l'immagine della sua Fondatrice nel cui retro ella aveva scritto di suo pugno: «Adesso capisco come possa sussistere il mondo e non sia sprofondato per l'enormità dei peccati che in esso si commettono: il Sangue di Gesù e le sue piaghe gridano continuamente misericordia» (Dagli Scritti della B. Bartolomea).

Il nostro secondo incontro avvenne nel 1942, in piena guerra mondiale. Era venuta a Roma per una seconda Udienza accordata da Pio XII. Viveva un momento di legittima esaltazione per questo nuovo incontro col Papa, che costituiva soprattutto un premio per il rigoglioso sviluppo del suo Istituto e per il gran bene che operava con le sue molteplici opere di carità.

Grande allora era il desiderio dei devoti del Prez.mo Sangue di veder aggiunta alla preghiera di lode del «Dio sia Benedetto»

anche l'invocazione «Benedetto il suo Preziosissimo Sangue». Le dissi: ne parli anche Lei al Santo Padre. Mi assicurò che se ne stava interessando personalmente il Card. Piazza ed era bene non interferire. Le chiesi pure notizie del suo Diario, ma eluse la risposta. Gradì molto l'omaggio di due copie del Manuale di preghiere al Prez.mo Sangue da me composto e dato alle stampe in quei giorni e con preghiera di farne dono, a mio nome, anche al Card. Piazza. Mi scrisse poi da Venezia che sua Eminenza aveva gradito molto l'omaggio e si diceva lieto di collaborare affinché il Culto al Prez.mo Sangue si diffondesse sempre più tra i sacerdoti e in tutta la Chiesa. Lo stesso Porporato mi onorò d'un suo autografo con lusinghiero apprezzamento per il nuovo Manuale.

Il Card. Piazza fece moltissimo per la devozione a cominciare dalla bellissima Lettera Pastorale sul Sangue di Cristo. Recatomi ad ossequiarlo in una sua venuta a Roma, si parlò ovviamente anche di Sr. Antonietta, e disse: «E stata lei a suggerirmela».

Dopo il secondo incontro non vidi più Sr. Antonietta e, a causa dell'inesorabile tragico incalzare degli eventi bellici, si diradò anche il contatto epistolare, finché, interrotte le comunicazioni col NordItalia, cessò del tutto.

Nel gennaio del 1946 appresi con vero dolore che Sr. Antonietta si era spenta serenamente e santamente il 22 nov. 1945. Lasciai Roma per la Romagna, ed a Rimini sulla fine del 1957 ricevetti la biografia che di lei scrisse Luisa Santandrea. Purtroppo nei miei vari trasferimenti andarono smarrite le sue lettere ed anche 1'immaginetta col suo autografo, che avevo così cara e sempre tra le pagine del Breviario.

Nel 1952 fui trasferito in Albano Laziale, poco lontano da Roma, e con la diffusione del giornale «Primavera Missionaria», di libri ed immagini, ripresi con maggior intensità e fervore a propagare la devozione al Sangue Divino di Gesù e al suo grande apostolo S. Gaspare. Ma passarono diversi anni prima di prendere contatto con le Consorelle di Sr. Antonietta. Per puro caso, mi capitò tra le mani un volumetto curato dal P. Nazzareno Bartoletto, carmelitano scalzo, intitolato «La mia Missione»: era una raccolta di alcuni brani, tra i più significativi, stralciati dal Diario di Sr. Antonietta. Li lessi con avidità e si ridestò così in me il ricordo della venerata Suora, dei nostri incontri e dell'impegno reciprocamente assunto per la gloria del Sangue di Cristo. Fui preso subito da una santa impazienza: far mia al più presto la brama, che Sr. Antonietta nutriva sulla terra e certamente la bruciava ancor più in cielo, di far conoscere e glorificare il Mistero del Divin Sangue.

Presi subito contatto con Sr. Maria Clara Bianchi, sua consorella. Corsi a Milano, dove, per la prima volta ebbi la gioia di vedere il Diario, ben 157 quadernetti, ordinati in un grande scaffale. Ho trovato in Sr. Maria Clara, mia principale interlocutrice e collaboratrice, e nelle sue Consorelle, entusiasmo, comprensione e fiducia. Mi furono affidati i quaderni e sul treno che mi riconduceva a Roma, nel timore di perderli, non facevo che fissare lo sguardo sui due grossi pacchi, sapendo quale inestimabile tesoro essi racchiudevano.

Ovviamente non chiesi i quaderni del Diario solo per leggerli, ma per raccogliere la preziosa eredità di Sr. Antonietta ed attuare la promessa da lei fatta a Gesù: partecipare alle anime il grande Patrimonio di Grazia da lei lasciato.

Il compito non è stato davvero dei più facili.

E stato necessario, innanzi tutto, ricopiare a macchina tutti i manoscritti: ben 16.282 fogli dattilografati! Il nostro P. Giulio, da me pregato, si è assunto, con la sua ben nota capacità e pazienza certosina, il compito di leggerli, ricavarne tutti i brani attinenti al nostro tema, scegliere tra questi i testi dove il Sangue di Cristo viene presentato con il rilievo e le caratteristiche di un «Mistero di splendori» dottrinali e spirituali, e curarli per la stampa.

Davvero preziosa è stata poi la collaborazione di Sr. M. Teresa Zambon e di Sr. Ornella Brini, della Congregazione di Sr. Antonietta. In fase di correzione delle prime bozze, hanno letto attentamente i passi scelti, riducendone, in taluni casi, l'ampiezza e a volte cambiando, con fine delicatezza, termini caduti in disuso o che, nel linguaggio corrente, hanno acquistato significati nuovi. In tal modo, l'antologia acquista migliore omogeneità nella sua compagine e intonazione più corrispondente alle caratteristiche di pensiero di Sr. Antonietta.

A me il lavoro di revisione delle ultime bozze, dell'impaginazione e della veste tipografica.

La pubblicazione non ha l'aspetto di una edizione critica né una veste tipografica ricercata. Fedeli ai testi originali, abbiamo fatto del nostro meglio per renderla accessibile e gradita, e offrirla come ricchezza di gran valore allo studio e alla meditazione di quanti sono attratti dal Mistero del Sangue Prezioso di Gesù. Speriamo d'esservi riusciti.

Nel suo profilo biografico Luisa Santandrea riporta un ampio elenco degli «Amici del Prez.mo Sangue», che collaborarono con la santa Suora, la quale così scrive di loro: «Signore, credo che ci siano delle anime nella Chiesa, incaricate per il trionfo di questo Mistero».

Tra queste la Scrittrice cita anche la mia povera persona con queste parole: «D. Raffaele Bernardo della Congregazione del Prez.mo Sangue in Roma, per Sr. Antonietta fu inestimabile corrispondente, perché insignito della preziosità del Sangue di Cristo; egli dischiuse alla nostra Suora il campo già fecondato dal Fondatore della sua Congregazione, il Beato (oggi Santo), Gaspare Del Bufalo». Siccome della mia corrispondenza con Sr. Antonietta non avevo mai fatto cenno alla Santandrea, penso sia stata la stessa Suora a parlargliene e, nella sua umiltà, a darle tanta importanza. Infatti il Diario arrivato fino a noi ha inizio nel lontano 1913. Quante e quali cose sublimi ella aveva scritto prima che io la conoscessi! Dunque, non ho proprio tutto quel merito che lei mi ha attribuito.

Il colloquio e il rapporto epistolare è stato certo lo scambio di doni reciproci. Con lei misi in risalto l'ardore vivissimo di S. Gaspare, vero serafino del Sangue di Cristo, il suo zelo e l'eroico suo apostolato nel portare le ricchezze del Sangue di Gesù alle anime, anche tra indicibili disagi, contraddizioni e sofferenze. Egli infatti, ancora vivo, era chiamato Terremoto spirituale e Tromba del Divin Sangue.

Nel darle il libro della vita del Santo, le confermai anche quanto fosse tra i suoi figli l'ardore d'imitarlo. Devo però ammettere, e con tutta sincerità, che, senza meno, sono stato io a rimanere come folgorato dal sano e santo misticismo di Sr. Antonietta, tanto da aver l'impressione di parlare e scrivere come ad una nuova S. Caterina da Siena. Se la grazia del Sacerdozio mi ha offerto la possibilità di donare qualcosa a Sr. Antonietta, in ricambio ho ricevuto di più, molto di più.

Ed eccomi, cara Sr. Antonietta, nella mia ormai tarda età a raccogliere il tuo ardente desiderio: aprire alle anime i grandi tesori che in te ha effuso il Sangue di Gesù e che tu hai fissati in tanti quadernetti con i tuoi caratteri così nitidi e fitti.

Quanto tempo è stato perduto! Essi erano sepolti come in una ricca miniera, in attesa del minatore che li scoprisse per farne dono alle anime.

Tempo veramente perduto? Chi sa... Tu scrivi che è sempre e solo il Signore che segna il cammino alle anime; è Lui che sceglie tempi, luoghi e persone; Egli solo sa il come e il quando. Se ti ha solennemente assicurato che neppure le briciole di quanto Egli ti ha ispirato e donato anche per noi sarebbero andate perdute, io ho allora la'certezza che oggi soltanto i tempi sono maturati e che da oggi Egli scaverà quei misteriosi canali, di cui tante volte scrivi, per far giungere alle anime la tua voce e il suo Sangue.

Mantre tu preghi, io dico ai tuoi Scritti le stesse parole che prima di morire S. Gaspare rivolse ai suoi figli: «Andate, inondate il mondo del Sangue Prezioso di Cristo Gesù».

D. Raffaele Bernardo C. PP. S.

 

INTRODUZIONE

I quaderni di Suor Antonietta

Suor Antonietta Prevedello è quasi sconosciuta ai molti che nel Sangue Prezioso di Cristo trovano l'alimento privilegiato della loro vita cristiana e il motivo dell'incessante rendimento di grazie e della lode a Dio Padre che proprio nel Sangue del Figlio ha riconciliato tutti a sé.

Appassionata del «Sangue Adorabile», purificata e trasformata da questo «fuoco divoratore», ella scrive per ben trentadue anni del «Mistero che abbaglia», riempiendo un totale di 117 quaderni manoscritti e 40 dattiloscritti.

Giorno dopo giorno, con puntualità cronologica, dispone la sua anima alle «impressioni» che il Cristo stesso scriverà in lei col proprio Sangue. Parla di espansioni, operazioni, ascensioni, manifestazioni, trasformazioni, estensioni, intuizioni, elevazioni, visioni, e di esperienze spirituali durante la celebrazione della Messa e in occasione di visite a grandi personaggi della Gerarchia Ecclesiastica o a Santuari celebri. Quando si leggono con calma i racconti di tali «impressioni» ed esperienze, si scorrono talvolta pagine di luce radiosa nelle quali si manifesta più chiaramente come fosse trasportata dal «fiume impetuoso del Sangue» e quanto vivesse «in questa spiritualità di privilegio».

Le sue effusioni, scritte con ardore sempre rinnovato, rivelano doti non comuni di intuizione e di penetrazione del Mistero del Sangue, e una originale abilità espositiva. Non si attarda molto nella descrizione di ciò che «sente» o «vede»; afferma semplicemente, traducendo talvolta concetti alti con immagini prese in

prestito dalla natura e dai suoi fenomeni. E favorita, in questo, da una buona cultura e da una non comune capacità di assimilare quanto legge e, soprattutto, quanto ascolta dai predicatori nel corso di Ritiri spirituali.

Cita, facendole straordinariamente sue, espressioni e detti di Padri della Chiesa, di grandi Teologi, di Mistici, di Scrittori di cose spirituali. Ma il riferimento più costante è alla Bibbia, i cui testi, riportati secondo la versione latina, appartengono a brani inseriti nel Breviario e nel Messale, sempre in latino.

Suor Antonietta è cosciente che «il Sangue divino scrive sull'anima i suoi prodigi, i suoi misteri, le sue meraviglie, i suoi benefici». Ma «occorre che qualcuno scriva» (q. 77:1936): scriva « la storia dell'amore di Dio come posta dal.suo Sangue Adorabile», pensando «ai milioni di anime» sulle quali bisogna «scrivere, a caratteri di Sangue, l'opera della Redenzione»; scriverla con penna mistica, cioè fatta «di zelo, di pietà, di carità, di umiltà, e con lo stile dell'umiltà e dell'amore».

Ma bisogna soprattutto scrivere questo «volume del Sangue» per offrirlo in dono all'Amore, Cristo Gesù: «Se mi si chiedesse perchè scrivo, a mia volta chiederei: "Perchè portate all'altare del Signore i fiori splendidi del vostro giardino e quelli agresti del vostro campo? Ecco, i pensieri, gli affetti, le espressioni sono i poveri fiori che raccolgo dall'anima mia, poveri fiori senza tinte e senza fragranze, fiorellini di selva, di bosco e di roccia: do quello che ho, quello che rinasce continuamente sul povero terreno e lo offro, come dessi tutta la vita e tutto l'amore, al Divino Amore, Cristo Gesù» (q. 19:1923).

Da questo «volume scritto col Sangue divino» abbiamo estratto i brani più salienti che possano servire alle persone desiderose di nutrimento spirituale e di conoscenza di quegli effetti interni ed esterni che conseguono all'esperienza spirituale della comunione al Sangue del Signore.

Per facilitare il raggiungimento di questi intenti e l'utilizzazione di tanta ricchezza, abbiamo dato un titolo ad ogni brano quasi tema centrale di esso nel rispetto della successione cronologica, importante per cogliere l'evoluzione dell'esperienza spirituale di Suor Antonietta, e per rilevare, all'interno di questa, le «infinite significazioni» del Mistero del Sangue.

 

La storia di un'anima

L'esperienza spirituale di Suor Antonietta emerge gradualmente ed espressivamente dall'interno della storia della sua vita spirituale, e non si dice mai con i caratteri di quello straordinario al quale siamo comunemente attaccati per sostenere o verificare una nostra spiritualità, che il più delle volte non è tale.

Il Signore le dà la vita nuova dello Spirito il primo giorno dell'anno 1876: «Nel giorno solenne in cui tu, mio Gesù, hai versato le prime stille di Sangue, per redimermi e santificarmi» (q. 27:1926).

A 5 anni, ripetendosi nel suo cuore « la dolcissima voce», dichiara «voler essere sempre di Gesù». A 9 anni «l'incontro reale col Sangue di Gesù» nella prima Comunione. A 11 anni la Confermazione, «ricevuta con particolare devozione e penetrazione». A 1213 anni comincia « la Comunione quotidiana e, in essa, i colloqui ingenui, soavi, dolcissimi con Gesù»; colloqui che lei scrive « in libriccini tanto piccoli» e che più tardi saranno bruciati.

A 14 anni, «sospirando un ambiente di freschezza e di giovinezza» e seguendo l'esempio della nonna, diviene Terziaria Francescana, ratificando, l'anno seguente, il «voto di Castità, fatto già e ripetuto col desiderio e con la volontà fino dall'infanzia». A 16 anni è in attesa che si aprano le porte della Casa Religiosa; a 18 Novizia; a 19 «la grazia dell'abito della Suora di Carità»; a 20 la Professione Religiosa.

Celebrando il 25° della sua Vita Religiosa, ama ricordare «ad una ad una le grazie intime, speciali, comuni e straordinarie di cui il Signore ha ricolmato lo spirito...; le grazie interne, le aspirazioni, le attrazioni, i lumi, gli inviti, i richiami, le tenerezze dell'amore...; gli aiuti spirituali di persone dotte e sante». Anche «le grazie esterne» non vuole dimenticare: «Una famiglia cristiana, esemplare, timorata di Dio; un fratello sacerdote che portò in famiglia il sorriso di Dio...; fratelli e sorelle buoni di cuore, esemplari di costumi, semplici, generosi, affettuosi... Una istruzione cristiana profondamente religiosa di piissime Suore Maestre...; e le infinite grazie per la conservazione della vita».

è sul ricordo di queste grazie esterne che intende insistere quando poi festeggia il suo 50° di Vita Religiosa: perché quelle grazie «spesse volte non sono considerate come tali», o, per l'incalzare delle attività, non ricevono «il giusto valore» (q. 119:1945).

Elenca con gratitudine figure di santi Presuli sotto la cui guida ha svolto determinate attività o con i quali ha stabilito un «contatto spirituale» privilegiato. Rievoca «spaventi, disagi'e patimenti» durante la prima grande guerra e, dopo questa, «la ripresa delle opere, le ricostruzioni, le sistemazioni», e più tardi «grandi sofferenze fisiche» che daranno «un impulso nuovo alla vita intima orientata verso il Mistero» (q. 119:1945)

Nel 1926 è a Roma per la Beatificazione della Fondatrice Bartolomea Capitanio; nel 1929 «il cuore è straziato» per la morte della venerata Provinciale suor Clementina Azzini «con la quale aveva vissuto diciotto anni nell'unione più intima ed alta di apostolato, di sofferenza, di attività» (q. 119:1945). Nel 1933 è di nuovo a Roma per la Beatificazione della prima compagna di Bartolomea C., Vincenza Gerosa, e a Grottaferrata ha «il privilegio della S. Comunione sotto le due Specie». Nel settembre 1937 è nominata «Consigliera Generale, elezione di cui non ero, nè sono degna» (q. 119:1945)

Da ogni cosa sente salire la voce di Dio ed è richiamata alla sua magnificenza e bontà.

Le ultime pagine su cui Suor Antonietta fissa a matita i suoi pensieri, sono un dolce commento a talune Beatitudini proclamate da Gesù nel Discorso della montagna (q. 117:1945).

Canta le misericordie del Signore verso «i piccoli, i poveri, i meschini», e particolarmente verso «le anime che si struggono per il trionfo del Sangue e per la salvezza dei fratelli». Spiega la purezza dell'anima come capacità di «contemplare la luce, vivere nella luce, parlare col linguaggio della luce». Presenta la pace come il riflesso in noi delle perfezioni divine, delle quali è il vincolo, e come operazione del Sangue di Cristo.

Vede «la morte di Gesù nei perseguitati, negli insidiati, negli uccisi», che Gesù stesso «inebria col suo Sangue divino».

Alla fine però si avvede di «non aver bisogno di segni esteriori», tanto più evidenti sono «quelli che si avvicendano nell'anima». Sprofonda allora in se stessa e cerca quello che Dio vi ha deposto e le manifestazioni di cui l'ha favorita: manifestazioni d'amore temprate nel dolore. Termina i suoi «appunti» scrivendo: «Nessuno potrà mai dire l'evoluzione dell'anima quando Gesù si comunica divinamente e sensibilmente. Non è più sulla terra ma in Cielo. Così sia!» (q. 117:1945).

 

L'esperienza spirituale

I «quaderni» di Suor Antonietta non sono un trattato di Teologia spirituale, né una descrizione sistematica di tutte le sue esperienze. Raccolgono semplicemente la testimonianza di cib che ella vive, riceve, sperimenta giorno per giorno, senza tacere le proprie debolezze e non nascondendo ansietà e dubbi su talune «manifestazioni» o «visioni».

I termini di cui fa uso per dire la sua esperienza spirituale gravitano intorno alla parola Mistero. Il Mistero infatti, come aspetto originario della Realtà divina, pur rimanendo inafferrabile e incomprensibile, è percepibile nell'esperienza, la quale include non solo lo spirito ma anche la psiche, l'immaginazione, i sensi, ed è esprimibile, in qualche misura, attraverso i simboli.

Nell'ambito dell'esistenza cristiana il Mistero è Dio in Cristo, il quale testimonia di sé nel cuore del credente dandogli la certezza di fede e suscitando in lui la reazione di risposta.

Per Suor Antonietta il Mistero è Dio «svelato da Gesù Cristo, gustato per Gesù Cristo, vissuto in Gesù Cristo»; è «Cristo in noi, in mezzo a noi, nell'atto di donarci il suo Sangue divino» (q. 3:1932).

Nella contemplazione del Mistero, l'anima «riporta impressioni amorose e divine» (q. 29:1927) che, fra i vari modi, vengono così descritte: «Il Mistero è la voce del mio Dio che giunge fino a noi, che inebria l'anima; il gaudio che investe lo spirito; la forza occulta che lo muove verso i cieli altissimi, verso le sorgenti della vita, verso la gloria, la bontà, la santità di Dio» (q. 61:1932).

Sulla Montagna del Mistero è Gesù stesso che «attrae la piccola sposa» (q. 117:1945) : l'attrae «con attrazioni speciali che sono come vincoli che la tengono legata al suo Cuore, immedesimata col suo Sangue» (q. 117:1945). E un giorno le dirà: «Ricordi la prima volta che ti attrassi con la visione del mio Sangue fluente dal Calice ricolmo?» (q. 29:1927).

Le stesse ascensioni dell'anima non sono che la «penetrazione nella luce del Mistero» mediante « la riflessione, lo studio, la volontà» corroborate dal Sangue di Gesù (q. 6:1933). E le estensioni non sono che l'espansione dell'anima sul ritmo della crescita della fede nel Mistero, secondo l'energia dilatatrice del Sangue di Gesù (q. 30:1927); espansione «nel regno della grazia» fondato sul Sangue di Gesù ed esteso con la virtù e i meriti del medesimo Sangue: «Che è il tuo regno, o Signore? è il tuo perdono, la tua grazia, il tuo spirito in noi; è il contatto della mia anima col tuo sguardo, con la tua parola, con i tuoi desideri, con la tua volontà; il contatto del mio nulla con l'infinito dei tuoi Misteri» (q. 118:1945).

Per «avere il contatto sensibile coi Misteri», l'anima deve portarsi sul Monte del Signore. Il Monte «è il Tabor, il Calvario, l'Oliveto; è l'Altare, il Tabernacolo, la Mensa Eucaristica; è il Crocifisso, il suo Sangue». Deve salire velocemente lassù, uscendo da se stessa per contemplare e adorare, e ridiscendere poi nell'intimo dello spirito «per prepararlo alle manifestazioni del Signore, all'effusione della sua grazia, ai contatti con la sua Passione, col suo Sangue, col suo amore» (q. 117:1945).

E in questi contatti Suor Antonietta sente che «il respiro, lo sguardo, il pensiero si fondono nella verità del Preziosissimo Sangue...; che la vita, l'attività, la volontà, tutto l'essere è sopraffatto dalla forza e dall'essenza del Sangue» (q. 125:1945). Sperimenta anche l'ebbrezza, la quale «non è un godimento sensibile, un'esaltazione del sentimento, una voluttà del cuore: è l'adesione pura e perfetta alla virtù del Mistero» (q. 22:1942).

Non di rado Suor Antonietta narra di visioni e di parole, unite a volte fra loro, altre volte indipendenti. Ella vede «una visione adorabile»; ascolta le comunicazioni di Gesù le cui «parole sono deliziose e suadenti»; dà la propria risposta d'amore che è sempre una volontà di «seguire Gesù nella via della sua Passione, raccogliendo il Sangue e adorando» (q. 30:1927).

Che dire di queste visioni e parole? Non si può mettere in dubbio la sincerità della Religiosa e la sua semplicità nel descrivere i particolari e riferire i dialoghi; né si può spiegare il fenomeno chiamando in causa l'allucinazione. Suor Antonietta è portata a dare figurazione sensoriale alle proprie considerazioni, e parla con se stessa e risponde a se stessa come accade nel parlare di una persona con un'altra. Tutto dunque è frutto della sua attività di meditazione, dalla quale però non possiamo escludere l'attività dello Spirito Santo che l'aiuta a formare parole vere. Quelle «comunicazioni», poi, che riceve durante la contemplazione, spesso le traduce in forme di visioni o di dialoghi. Ciò non significa però che non si tratti di vere visioni e di veri dialoghi.

 

Il Sangue di Cristo, al centro

Tutta l'esperienza spirituale di Suor Antonietta ha un centro, un'origine e un fine: il Sangue di Cristo. Dirà un giorno: « Il Mistero del Sangue di Gesù sarà il centro della mia vita, l'unico sospiro del mio cuore, il rifugio, la sede, il talamo dell'anima mia» (q. 27:1926). E un altro giorno sarà il Signore a dirle: «Non è stato uno scherzo l'averti attratta nella corrente del mio Sangue, ma una volontà: la mia volontà» (q. 123:1945)

In uno dei giorni di Ritiro spirituale del 1935, Suor Antonietta «comprende» e «gusta» la sua via speciale alla santità: «La mia via è segnata. Una via di Sangue divino. Corrisponde a una via eccelsa e profonda, aspra e dolce, velata di tenebre e smagliante di luce, tutto fuoco e spesso gelida, immensa e spesso invisibile, rapida, sicura, elettissima» (q. 73:1935)

Qualche anno prima della sua morte si domanda come apprese «l'altissima idea del Sangue Prezioso», e quale forma l'attrasse all'altare. Fu una visione intellettuale, immaginaria, corporea? «Vidi il Sangue rigogliare nel Calice e traboccare e scendere come se realmente fossero colpite le pupille dalla mirabile visione? O fu una visione intellettuale? Chi sa! ... Quell'attrazione indicibile fu per me come un nuovo battesimo...» (q. 105:1942).

Nel 1938 scrive di un'esperienza contemplativa avuta diciannove anni prima: «Diciannove anni fa, Gesù si degnava di farmi contemplare ripetutamente la mistica scena dell'altare: il Calice ricolmo di Sangue che gorgogliava e si riversava vivo sull'Altare con getto perenne... Oggi quel Calice è portato da Gesù nell'anima mia e mi ha promesso che vi rimarrà perennemente» (q. 83: 1938).

Ogni tanto Suor Antonietta vuole precisare che cosa intende quando dice Sangue. Ne dà una prima specificazione nel 1923: «Quando dico Sangue di Cristo non intendo alludere né alla sostanza, né al suo colore, ai suoi elementi, al sangue; no, esso mi attrae come forza, vita, luce, grazia, dono di Dio» (q. 17:1923). Il Sangue è dunque l'Energia di cui Dio ha fatto dono alla sua vita. Nel 1923, con espressione concisa e robusta, definisce: «Il Sangue di Gesù è Gesù» (q. 79:1936). Nell'ultimo anno della sua vita vede nel Sangue il Cristo stesso e l'intera sua vita donata in amore, ripresentati sull'altare: « Il Sangue di Gesù è il sigillo della sua morte, l'espressione, la significazione, l'offerta, la potenzialità della sua vita; è tutto Gesù che mi viene incontro con le tenerezze del suo amore e la profondità del suo dolore» (q. 117:1945); «è l'immolazione della Croce e quella dell'altare» (q. 125:1945).

Altre precisazioni la Religiosa le darà quando vorrà esporre il significato d'una vita nel Sangue, e che si trovano tutte compendiate in una dichiarazione del 1927: «Vivere nel Sangue di Gesù vuol dire unirsi a Gesù incarnato, crocifisso, morto, risorto per noi: unirsi a lui per compiere i quattro altissimi atti dell'adorazione, del ringraziamento, della riparazione e dell' impetrazione» (q. 32:1927).

Quando Suor Antonietta nomina il Sangue di Cristo, ne mette in evidenza la ricchezza e la potenzialità con aggettivi e con immagini originali. Il Sangue è vivo, caldo, profumato, divino, prezioso, benedetto, purissimo, incisivo, rifulgente. Il Sangue di Gesù è per l'anima «come la luce che piove sui fiori e la rugiada che li imperla e la brezza che li bacia» (q. 125:1945); è «come la pioggia che non lascia senza il suo bacio nemmeno le pietre...; come la parola con i suoi accenti soavi... ; come lo sguardo che tutto abbraccia; come il pensiero che ha manifestazioni infinite» (q. 125:1945); è «una catena d'oro che ci lega all'augusta Trinità, alla Chiesa, e specialmente a quelli che soffrono» (q. 125:1945; è «il fiume che attraversa e feconda tutta la terra...; la misteriosa acqua che scaturisce dalla fontana eucaristica» (q. 117:1945).

Ma è il simbolo del fuoco che Suor Antonietta usa con predilezione, apprendendolo dalla grande Tradizione patristica e spirituale, per significare l'Energia purificatrice e trasformante del Sangue e, soprattutto, per evidenziare la stretta relazione che esiste tra il Sangue e lo Spirito Santo: «Il fuoco è lo Spirito del Sangue» (q. 117:1945).

Nel Sangue è presente lo Spirito; l'anima che lo riceve, riceve con esso la vita dello Spirito Santo come luce e calore (cf. q. 30:1927). Anzi, il Sangue è un dono dello Spirito Santo, il quale «lo fa fruttificare nelle anime con operazioni incomprensibili, ma spesso sensibili» (q. 52:1932; cf. anche q. 54:1932). Dalle mani di Gesù, dal suo Cuore, dalle sue membra il Sangue passa nella corrente d'amore dello Spirito che è incaricato di consegnarlo a noi e renderlo in noi sempre più fecondo di purezza, di carità, di santità (cf. q. 121:1945).

Citando Alberto Magno, Suor Antonietta ama scrivere che «il Sangue di Gesù trae seco il raggio fiammante dello Spirito Santo e lo porta nel cuore nostro che, a quella sorgente beve la gioia a grandi sorsi fino all'ebbrezza. E un sottile fluido divino che trae in noi lo Spirito vivificante del Cristo» (q. 122:1945). Nell'ultimo suo «quaderno» annoterà semplicemente: «Passa col Sangue il suo Spirito e con lo Spirito il Sangue» (q. 117:1945).

Nello Spirito che ella beve al Sangue, Suor Antonietta canterà la bellezza, la potenza, la grandezza, la santità del Sangue di Cristo (cf. q. 54:1932), particolarmente nel mese di luglio che la tradizione dedica al culto del Preziosissimo Sangue.

Compone, fra le altre, una lunga Litania di «invocazioni al Sangue di Gesù» simili a rumore di acque potenti che cadono dall'alto dell'ispirazione biblica e dell'esperienza mistica (q. 31:1927). Le molte preghiere al Sangue di Gesù, i «cantici» poetici, le brevi giaculatorie lasciano filtrare i tesori che la meditazione e la contemplazione accumulano nella sua anima, e fanno udire voci come quelle dei seguaci dell'Agnello che cantano accompagnandosi con le arpe (cf. Ap 14,2 4).

Nel medesimo Spirito, Suor Antonietta medita, in amore adorante, le scene della Passione nelle quali il Sangue dice la misura dell'amore e della sofferenza di Gesù. Non esitiamo ad affermare che ha bisogno di far sua tutta la sofferenza dello Sposo, di accompagnarlo nei momenti delle effusioni di Sangue che più volte commenta lungamente di baciare le ferite e berne il Sangue per divenire lei stessa sposa di Sangue: sposa che dispone del Sangue di lui (cf. 117:1945), ne «sente il sapore» (q. 123:1945), se ne riveste come di «porpora adorabile» (q. 121:1945), se ne riempie la bocca come di liquore (q. 8:1937 q. 80:1937), ne «immedesima lo spirito» (q. 117:1954), e diviene vittima di amore per la sua gloria (cf. q. 11:1939): tanto grande è il bisogno di ricambiare «il sangue per il Sangue» (q. 89:1939).

Dalla partecipazione alle sofferenze di Cristo, specialmente a quelle intime, Suor Antonietta si apre al mistero di espiazione per i peccatori che anche oggi crocifiggono Gesù, calpestano il suo Sangue, lo profanano con Comunioni sacrileghe.

Ella intercede, offrendo al Padre il «Calice ripieno del Sangue della Vittima, sempre alzato tra la terra e il cielo, prezzo della giustizia, prezzo del perdono, prezzo dell'amore e del dolore del Verbo Incarnato» (q. 11:1939; cf. q. 103:1942).

Offre al Cristo, Sposo di Sangue, il sangue del proprio cuore divenuto «piccolo calice di oblazione», e le sofferenze volontarie e involontarie della vita a complemento di ciò che manca alla Passione di Lui (Col. 1,24). Piange le proprie infedeltà e mette se stessa fra i peccatori. «Cerco riparazione le dice un giorno Gesù , chiedo conforto, chiedo anime comprensive, pronte a patire, a riflettere, a lasciarsi penetrare dalle mie sofferenze... Occorre l'amore nutrito di sacrifici, di dolori, di lacrime, di pianto sincero per le incomprensioni degli uomini, per le debolezze delle anime che vorrebbero essere sante... Io sono tra queste, o Signore...» (q. 117:1945).

 

Le grandi devozioni

L'esperienza spirituale di Suor Antonietta è costantemente attraversata e sostenuta da grandi devozioni, il cui centro è Gesù Cristo che ha dato il suo Sangue per tutti gli uomini.

La devozione al Preziosissimo Sangue di Gesù, «l'istituzione più magnifica della Chiesa» (q. 33:1928), «compendia tutte le altre devozioni: quella del S. Volto, delle Ss. Piaghe, della Passione, della Morte, la devozione del S. Cuore, la devozione alla sua Augusta Divinità e alla sua Adorabile Umanità» (q. 31:1927).

Suor Antonietta «conosce» in maniera «gustosa» queste realtà che la fede le pone davanti e l'amore fa passare nella sua vita. Le celebra nel culto liturgico e con quei «pii esercizi» della tradizione che caratterizzano la sua attenzione adorante e affettuosa alla Persona di Gesù Cristo.

Non intende «sapere» e «vivere» che del Sangue: non conoscerlo è la più grande sventura, non glorificarlo il patimento più forte, non contenere le sue onde il sacrificio massimo (cf. q. 27:1943). Perché, se tutte le devozioni della Chiesa sono nobili, questa è la più nobile; se tutte sono come altrettante stelle, questa è «come il sole che tutte le illumina, le avviva, le attrae, le assorbe» (q. 90:1939).

Infatti il culto al Sangue divino tocca il Cuore di Gesù (cf. q. 109:1943): la devozione al Cuore prepara quella del Sangue (cf. q. 12:1922), come la devozione del Corpo santissimo dispone a quella del Cuore (cf. q. 40:1930). Tocca pure il Nome: il Sangue scaturisce dalle sante Membra «nell'atto stesso in cui si pronunciava per la prima volta il suo Nome » (q. 33:1928) e in questo Nome trova in definitiva il suo «compendio» (cf. q. 30:1927). Il Sangue inoltre porta alla Passione: nella contemplazione di questa, esso dice la misura della carità di Dio, è apprezzato come dono stupendo, è onorato grandemente (cf. q. 105:1942). Porta infine alla Croce: su di essa l'effusione del Sangue ha consacrato «il mistico sposalizio di Gesù con l'umanità»; la sua contemplazione «rende più intensa l'adesione al Mistero del Sangue prezioso», che a sua volta «scolpisce nell'anima le impressioni più forti della Croce adorabile» (q. 59:1932).

L'altra grande devozione di Suor Antonietta è la Vergine Maria, la cui figura è sempre vista all'interno del Mistero del Sangue: «Il Mistero del Sangue è il Mistero di Maria» (q. 90:1939). Maria infatti «è la custode, la tesoriera, la depositaria» del Sangue di Cristo, la sola che, dopo Gesù, «ne può comprendere degnamente il prezzo» (q. 3:1932). è la «Mediatrice e la Regina di quel Sangue» (q. 103:1942). Ella offrì il Figlio al Padre nel rito della Presentazione, quando «il sangue del suo cuore precorse quello delle membra straziate» di Gesù, e da quel momento la sua vita «accanto all'Agnello divino fu una perenne, mistica crocifissione spirituale» (q. 123:1945). E «la prima Apostola del Sangue di Gesù»: presso la Croce, accanto al Sacrificio, ella sta «tra Gesù e la Chiesa, tra Gesù e le nostre anime» (q. 117:1945); ma è anche «la prima Adoratrice» (q. 85:1938).

Le feste di Maria sono sempre per Suor Antonietta motivo di esultanza e di intercessione, nel Sangue di Cristo. La celebra Immacolata perchè «concepita in quel Sangue, votata a quel Sangue, consumata in quel Sangue» (q. 92:1939). Nell'Annunciazione la contempla «piena di grazia» (q. 63:1933) «per virtù, per i meriti, per la potenza del Sangue del suo Figlio» (q. 92:1939). La compatisce Addolorata dallo «sguardo pieno di lacrime, velato dal sangue del cuore» (q. 117:1945). L'acclama Assunta che «sale al Cielo per virtù del Sangue divino» (q. 90:1939), mostrando in lei « il più bel trionfo del Sangue di Gesù» (q. 13:1940). Ne ammira la bellezza e la potenza, che sono « bellezza e potenza del Sangue di Gesù» (q. 117:1945).

 

Gli orientamenti fondamentali della spiritualità

Da una pur semplice lettura dei «quaderni» di Suor Antonietta si colgono facilmente gli orientamenti di fondo che caratterizzano la sua spiritualità.

L'orientamento eri stocentrico, robusto nel contenuto e suggestivo nell'esperienza, è particolarmente accentuato. La centralità del Mistero di Cristo si identifica col Mistero del suo Sangue, accettato e appreso non tanto come verità rivelata quanto come momento della Storia della Salvezza nel quale si compie l'opera redentiva di Dio a favore degli uomini.

Suor Antonietta indugia lungamente nella meditazione e contemplazione di questa azione che si è compiuta nel fatto dell'Incarnazione e della Passione Morte Risurrezione, e che si attua nei singoli uomini attraverso la Liturgia.

Dalla Liturgia eucaristica, in primo luogo, ella si lascia introdurre in una «conoscenza» sempre più profonda di Cristo nel suo Sangue: conoscenzaunione, perché ciò che di Cristo viene annunciato nella Parola, il Sacramento lo realizza. Questo fa capire bene il suo costante rapportarsi alla Messa, alla quale intende «assistere» tutte le volte che sarà celebrata fino alla fine dei secoli (q. 125:1945), e il suo amore ed entusiasmo per i Sacerdoti che la celebrano.

Ma, della Messa, lei vive drammaticamente l'atto della Consacrazione nel quale tutto viene come sceneggiato, e avverte intensamente il momento della Comunione durante il quale riceve le «comunicazioni» e sperimenta le «operazioni» divine e le «estensioni» del suo spirito. Dirà: «La manifestazione del Signore è dinanzi a noi: il Sacrificio, il Tabernacolo, il Sangue divino offerto ininterrottamente al Padre per noi... Ma, specialmente, è la S. Comunione che rivela il Signore... Egli entra nell'anima, e le potenze trasaliscono, e l'intelligenza è assorbita dai suoi splendori, e il cuore si espande..., e lo spirito sente circolare in sé la vita nuova» (q. 62:1933). Tutta questa realtà sacramentale Suor Antonietta poi la prolunga nella «devozione al Sangue» che, per altro verso, dispone al Sacramento.

L'orientamento ecclesiale consegue a questa centralità del Mistero di Cristo. Cristo col suo Sangue è presente e attivo nella Chiesa, alla quale non cessa di rivelare il suo Mistero e donare il suo Spirito. è nella Chiesa che si attua e si realizza una vita incentrata in Cristo e vissuta secondo lo Spirito di Cristo e le esigenze della Chiesa stessa.

Suor Antonietta perciò vuole essere nella Chiesa « la piccola goccia del tuo Sangue divino, per vivere in Te, per consumarmi in Te, per compiere perfettamente la missione del Tuo amore in tutte le anime»; desidera essere «membro vivo di questo Corpo Mistico», e adorare Gesù in questa Istituzione (q. 31:1927), cogliendone la sua presenza soprattutto nel Papa, nei Vescovi, nei Sacerdoti e nella Storia millenaria della Chiesa.

Dall'orientamento cristocentrico ed ecclesiale, Suor Antonietta si eleva al Padre e allo Spirito, della cui presenza fa esperienza «gaudiosa» (q. 54:1932). Negli ultimi anni potrà scrivere: «L'anima cristiana, vivente nella Chiesa, viva e attiva nel Corpo Mistico di Cristo, orientata verso i grandi Misteri, è in società col Padre, col Figlio, collo Spirito Santo» (q. 106:1942)

Un giorno Suor Antonietta si domandò: «Perché non tutti comprendono le meraviglie operate dal Sangue di Gesù? Perché non parliamo sempre di questo Mistero d'amore? Perché non sacrifichiamo la vita per esaltarlo? Dopo la mia morte qualcuno raccolga questo patrimonio celeste e lo partecipi alle anime! Amen» (q. 1:1929).

Dalle pagine dei «quaderni» dove ella lo aveva depositato, abbiamo raccolto il «patrimonio celeste», e col presente lavoro lo «partecipiamo», pubblicando brani che possono maggiormente interessare ai «cultori» del Sangue del Signore e a quanti desiderano conoscerne l'azione plasmatrice nelle anime.

Costoro tuttavia, familiarizzati ormai con il linguaggio e con lo spirito del concilio Vaticano 11, potranno rimanere perplessi di fronte a taluni modi di concepire e vivere la vita spirituale, e al tipo di linguaggio usato per trascrivere momenti di previlegiata esperienza:

Desideriamo pertanto avvertire che la spiritualità di suor Antonietta, pur cristocentrica e già largamente attinta dalla Liturgia, risente di un modello spirituale, i cui caratteri fondano e animano l'ideale di santità dell'epoca: affermazione del primato dei valori religiosi; esigenze della vita contemplativa come «anima di ogni apostolato»; forte affermazione della nozione di «sacrificio», attraversata da correnti «vittimistiche» e aperta alla «espiazione» e alla «riparazione»; presenza di molti elementi ascetici miranti a formare caratteri forti, e tendenti a volte ad un «volontarismo» eccessivo.

Il nostro avvertimento si estende anche al tipo di linguaggio che suor Antonietta usa per dirci la sua esperienza spirituale. E il caratteristico linguaggio che si costituisce e si formula ogni qualvolta una determinata «vibrazione» commuove lo spirito di chi ha la passione infinita di Dio. I modi comuni di pensare e di sentire sono trasformati, e si è portati a trascrivere la propria esperienza indicibile secondo un modo che supera le regole del discorso razionale e si affida allo splendore misterioso di immagini oscure e al gioco poetico dei simboli. Solo l'immagine e il simbolo infatti, con la loro ricchezza di concetti, formano il modo di parlare più adatto alla «manifestazione» della Presenza di Dio e del suo Cristo.

Tuttavia, al di là della ricerca del modello spirituale e del parlare «mistico» di suor Antonietta, c'è la sua esistenza quotidiana bruciata dall'amore per il Cristo che dona il suo Sangue. Dicendoci l'esperienza di Lui con un linguaggio irriducibile, che può talvolta sorprenderci, ella ci ricorda che il Cristo è Vivente e che lo si conosce soltanto conducendo la propria vita alla sua sequela, secondo la modalità della passione d'amore.

 

CRONOLOGIA AUTOBIOGRAFICA

Nei «quaderni» leggiamo due racconti autobiografici: uno, scritto «nella luce del Sangue di Gesù» durante i SS. Esercizi del 1926, quinto giorno; l'altro, redatto il 15 marzo 1945 in occasione del suo 50° di Vita Religiosa. I testi si trovano, rispettivamente, nel «quaderno» 27 e nel dattiloscritto «Per il 50° di Vita Religiosa», quaderno 119 (pp. 409418). Essi ci permettono di rilevare le molte tappe della vita di Suor Antonietta.

1876 1 gennaio: nasce a Crespano del Grappa e viene battezzata con il nome di Angelina.

1881 Prima Confessione. Volontà, espressa nel cuore, di essere sempre di Gesù.

1885 Prima Comunione: l'incontro reale col Sangue di Gesù. 1887 Santa Cresima: la mente si apre ai doni del Signore e alle effusioni della sua grazia.

1888 Incominciò la Comunione quotidiana e, in essa, i colloqui con Gesù.

1891 Professione Religiosa nel Terz'ordine Francescano e Voto di Castità.

1895 Entra in Noviziato, a Milano, tra le Suore di Carità delle Sante Capitanio e Gerosa. Più tardi, la grazia dell'abito della Suora di Carità.

1896 La S. Professione, i Voti che mi unirono a Gesù per sempre. 1904 Pronuncia i Voti Perpetui.

1911 A Venezia, per cura, a ritemprare le corde vocali scalfite.

1919 Data memoranda, scritta in Cielo e nell'anima a caratteri di Sangue, di cui solo il Signore conosce l'arcano mistero.

1920 Grandi sofferenze fisiche la cui grazia dà un impulso nuovo alla vita intima orientata verso il Mistero.

1923 Morte straziante di una giovane sorella, madre di quattro figlioli... Grazia di adorare serenamente la volontà di Dio. 1926 A Roma per la Beatificazione di B. Capitanio. Giubileo. Udienza di Pio XI e privilegio di assistere alla sua S. Messa nella Cappella privata e di fare la S. Comunione dalle sue mani. 1929 Morte della Superiora Provinciale Suor Clementina Azzini con la quale aveva vissuto diciotto anni nella unione più intima ed alta di apostolato, di sofferenza, di attività.

1933 A Roma per la Beatificazione di V. Gerosa. Nuova Udienza di Pio XI. Giubileo. A Grottaferrata privilegio della Comunione sotto le due specie.

1935 Assiste alla morte del Card. Pietro La Fontaine fra le cui mani mette il Crocifisso della sua Professione, portato sul petto tanti anni.

1937 Morte della Superiora Provinciale Suor Ernesta Gallotti con la quale ha condiviso per otto anni preoccupazioni e fatiche. Nel settembre, nomina a Consigliera Generale.

1939 A Roma con la Madre Generale e Consiglio. Partecipa all'Udienza privata di Pio XI, raccogliendo dalle sue labbra parole indimenticabili.

1942 Ultimo viaggio a Roma, ricco di impressioni per una nuova Udienza di Sua Santità Pio XII.

Sr. M. Antonietta morì santamente nella Casa «S. Bernardino» del suo Istituto in Bergamo il 22 novembre 1945.

 

NOTE INFORMATIVE sulla trascrizione e selezione dei brani.

In questa trascrizione integrale dei «quaderno, di Suor Antonietta, abbiamo rispettato la numerazione data dall'Archivio Generale delle Suore di Carità delle Sante B. Capitanio e V. Gerosa, e da essa abbiamo poi estratto i molti brani che compongono questo lavoro.

Ogni brano è stato da noi situato nella raccolta con una proprio titolo, ricavato dal brano stesso o dall'immediato contesto, e contrassegnato da un numero progressivo. La citazione che segue ogni brano indica il numero del «quaderno» manoscritto e porta la data del giorno o, in taluni casi, ne segnala l'assenza. La successione dei singoli brani ha una duplice caratteristica: cronologica, relativamente agli anni; numerica, relativamente ai «quaderni». Abbiamo cercato di armonizzare l'una e l'altra in una forma di progressione continua che rispettasse il più possibile la completezza dei singoli quaderni, anche se ciÓ ha comportato talvolta una discontinuità nel susseguirsi dei mesi e dei giorni.

Suor Antonietta infatti, appuntava i suoi pensieri e narrava le sue esperienze ora nell'uno ora nell'altro «quaderno». Non di rado, per non interrompere una serie di riflessioni (ad esempio, in quaresima o in occasione di ritiri spirituali) ella scriveva in pagine di altri «quaderno rimaste bianche, o ne cominciava uno nuovo. Alcune volte, inoltre, ha cercato di costituire come un florilegio di pensieri, scritti in date diverse e disposti poi in uno o più quaderni, dattiloscritti e cronologicamente discontinui, nel tentativo (forse) di delineare un'organica complementarità.

Si tenga presente infine che l'uso delle lettere maiuscole e delle minuscole non è sempre omogeneo nei manoscritti; e che la punteggiatura non di rado fa difficoltà. Suor Antonietta scriveva in fretta! Per parte nostra, abbiamo preferito lasciare il testo conforme all'originale.

Per la selezione dei brani, abbiamo tenuto costantemente presente il tema del Sangue, centrale nella vita di Suor Antonietta, nell'intento di far conoscere la sua esperienza spirituale e il messaggio in questa contenuto. Abbiamo raccolto perciò i testi più espressivi e trascritto pagine nelle quali la Religiosa ci offre anche momenti di riflessione dottrinale. Se ripetizioni di argomenti si possono rilevare, esse sono soltanto apparenti; in realtà si tratta di sfumature significative.

Confessiamo con vivo dispiacere di aver dovuto rinunciare alla pubblicazione di molte pagine ricche di insegnamento e di «consolazione» spirituale, come gli scritti dedicati alla Passione e al Sacerdozio. L'omissione tuttavia non diminuisce il dovizioso «patrimonio» che Suor Antonietta ci ha lasciato, né indebolisce la sua statura, che proprio nel Sangue di Cristo trova il suo «peso» e la sua «misura» originali.

Avvertiamo che gli «originali» si trovano nell'Archivio Generale della Casa Generalizia delle Suore di Carità, via S. Sofia, 13 Milano.

 

1913

 

1 Il tuo Sangue scenda sopra tutti

Eccomi, o Gesù, a pié della tua Croce, accanto a Maria, a Giovanni, alla Maddalena.

Eccomi, o Gesù, con le braccia tese verso di Te, nel desiderio di partecipare a' tuoi martiri, nel desiderio di sollevarTi dai tuoi spasimi, nel desiderio di consolarTi.

O Gesù, splendore eterno del Padre, maestà e bellezza infinita che Ti sei ridotto in così umile stato e in così profonda abiezione; Gesù, martire divino per i miei peccati, vittima di tutte le colpe umane, abbi pietà di me.

Il Sangue prezioso, che sgorga dalle tue ferite, discenda sull'anima mia, la purifichi, la renda bella a' tuoi occhi, pura e santa.

Sangue prezioso, versato per redimere tutto il mondo, scendi sopra di me: io voglio ripetere con fervore e con speranza, per adorazione e per riparazione le parole dei tristi giudei.

Il tuo Sangue, o Gesù, scenda sopra di me e sopra di tutti, cancelli le nostre colpe, ci renda grati a' tuoi benefici, fedeli alla tua grazia, perseveranti nel bene, forti nella prova, generosi nel sacrificio e nella pratica della virtù.

Sangue prezioso di Gesù, corrobora e difendi e rendi vittoriosa la Chiesa, converti i peccatori, salva tutto il mondo.

«Sanguis Christi, inebria me». q. 1: s.d.

 

2 Vivere accanto a Gesù grondante Sangue

Offriamo a Gesù, non soltanto i dolori e le amarezze della vita per averne conforto e sollievo, ma cediamogli anche le piccole gioie e le soddisfazioni legittime, chiedendo in cambio i tesori della sofferenza.

Che contraddizione! Noi vogliamo abbracciare Gesù, ma Gesù glorioso sul Tabor e sull'Oliveto.

E non pensiamo che, prima di raggiungere le altezze del trionfo, bisogna chinarci ad agonizzare sull'orto degli ulivi e stenderci

sulla Croce del Calvario. Ah! se sapessimo intendere il mistero del dolore!

Se sapessimo vivere accanto a Gesù grondante sangue, quale forza dalle nostre prove!

Se sapessimo abbracciare Gesù sulla croce, quella croce sarebbe il nostro trofeo e la nostra salvezza. q. 2 : s. d.

 

1914

 

3 Compiere ciò che manca alla sua Passione?

Contemplando Gesù agonizzante nell'orto degli ulivi e morente sul Calvario, vittima per i nostri peccati, Ostia di propiziazione e di redenzione, noi sentiamo il bisogno di stendere le braccia per sollevarlo nelle prostrazioni dell'agonia, per abbracciarlo tra gli spasimi della Croce, sentiamo il bisogno di ringraziarlo di tanto sacrificio e di corrispondere a tanta Redenzione.

Ma perché non sentiamo il dovere di ringraziarlo quando ci invia un po' di pena? perché non abbiamo il coraggio di chiedergli un po' di dolore e di sofferenza per partecipare a' suoi martiri e compiere ciò che manca alla sua Passione? q. 5: s.d.

 

4 La Croce è il mistico altare

La Croce! è il mistico altare, più regale dei troni, più prezioso dei regni! Il Sangue di Gesù, che stilla dalle piaghe sacrosante, purifica, corrobora, divinizza l'anima, la inebria di soavità, le è caparra del Cielo e fonte di benedizione. Oh! Siamo felici di starcene ai piedi della Croce di Gesù, e il nostro sospiro angoscioso sia di amore, e l'amore sia abbandono al Cuore di Gesù. q. 6: s.d.

 

1916

 

5 Dammi la Croce, o Signore!

«Dammi la Croce, o Signore!».

Fu il grido dei Santi e salirono il Calvario seguendo Gesù. Non vollero altro sulla terra: croce e martirio, distacco e dolore. Vollero come Gesù passare disprezzati, dimenticati, negletti da tutti; vollero l'umiliazione, la povertà, il patimento: null'altro! Dammi la Croce, o Signore!

Anch'io balbetto queste parole come un piccolo bimbo che ripete a stento, tronche e difettose, le parole dei grandi.

Lo so che la croce è martirio, e che il martirio, sebbene lo chieda a Te ogni mattina, come grazia, mi spaventa.

Ma Tu, o Signore, sei potente, sei buono, sei Padre ed amore. La tua forza sarà il mio sostegno, la tua bontà, come luce dissiperà ogni tenebra, come dolcezza attenuerà le mie pene, come speranza sarà il mio conforto ed il tuo amore sarà la mia guida. Dammi la croce, ma dammi, o Gesù, la tua grazia; dammi la croce, ma dammi il tuo amore; dammi la croce, ma dammi la pazienza, il fervore, la costanza.

Per favore dammi la croce, quella che pare a Te, quella che mi guiderà alla perfezione, alla santificazione, al tuo regno. Dammi la croce, ma che io, conoscendola, l'apprezzi, la tenga cara, la porti alta come vuoi tu; la tenga nascosta, tutta, nel cuore, perchè Tu solo abbia la fragranza de' miei sacrifici e delle mie pene. q. 3 : novembre, s. g.

 

6 Il dolore salga, il Sangue discenda

Se ci ami ancora, se ci perdoni, se ci vuoi salvi, deh! o Signore, ridona alla terra il tuo sorriso!

Abbi pietà di tutti!

Il dolore che ci opprime salga come espiazione ed il tuo Sangue divino discenda a redenzione nuova, a nuovo patto d'amore, di grazia e di benedizione q. 3 : 31 dicembre

 

1917

 

7 Sangue fin dai primi giorni

«Sine Sanguinis effusione, non fit remissio...». E Tu Gesù buono, incominci a versare il tuo Sangue divino fin dai primi giorni della tua vita mortale.

Per tutta l'umanità, per la povera anima mia, Tu porgi al Sacerdote le tue membra tenerissime e dalla ferita, dallo strazio prodotto dalla lama spietata, fluisce, a mia redenzione, la vita della tua vita.

O mistero di carità, o bontà del nostro Iddio!

Se non ci danno speranza le tue piaghe, se non tendiamo le braccia al tuo amore, se non schiudiamo il cuore al tuo Sangue divino, abbi pietà di noi! ...

In questo giorno della tua circoncisione Tu mi hai donato la vita del corpo e largita la grazia dell'anima; giorno fortunato perché le tue ferite si apersero per sanarmi e il tuo Nome risuonò come caparra di amore e di benedizione.

Salvami adunque, per il tuo Sangue e per il tuo Nome, o dolcissimo Gesù.

«Sanguis Christi, inebria me».

«Aspersio Sanguinis tui sit mihi ablutio omnium delictorum meorum». q. 3 : 1 gennaio

 

8 Purificati dal Sangue, possiamo risollevarci

Inchina, o Signore, la tua bontà verso la nostra umiliazione. Abbiamo smarrito la via, non abbiamo ascoltato la tua parola. Ingrati, cattivi e superbi abbiamo gridato il «non serviam» dell'angelo ribelle, ma il grido si è convertito in flagello e la nostra rovina è frutto della nostra colpa.

Chi può sollevarci se non la tua misericordia? «Miserere nostri Domine, miserere nostri».

Ricorda le tue antiche misericordie e, per la tua immensa bontà, rinnova il tuo perdono. Fa che purificati dal Sangue di Gesù possiamo risollevarci dalla nostra colpa, sperare ancora il tuo aiuto e ritemprarci nel tuo amore paterno. q. 7 : 16 dicembre

 

1918

 

9 Nel Sangue, il pegno della misericordia

Nel tuo Sangue prezioso e nella tua Redenzione abbiamo, o Signore, il pegno della tua misericordia.

Piegati sotto la sferza de' tuoi flagelli, alziamo al tuo Cuore il gemito dei nostri dolori.

Ci hai trovato cattivi, ingrati e indegni delle tue benedizioni, ed ora la tua giustizia ci strazia con le sue vendette.

Plàcati, o Signore, Dio nostro.

Siamo figli tuoi, figli della tua creazione, redenti dal tuo Sangue, rigenerati dal tuo amore.

Plàcati, o Signore, con l'oblazione di Gesù, che ogni giorno si rinnova sull'altare del Sacrificio, plàcati con il prezzo del suo Sangue divino, con la sua carità. q. 7. 1 gennaio

 

10 Per riconquistare la pace, invocare il Sangue

Allontanatosi da Dio, l'uomo perde la pace: per riconquistarla, non occorrono trattati diplomatici, non convenzioni, non decreti. Basta ritornare a Lui con la fede, con la pietà, con la giustizia, con l'amore; basta mettersi sotto la Croce e invocare il Sangue prezioso di Gesù ed i meriti della sua Redenzione. q. 7. 5 gennaio

 

11 Gesù morì vittima della sua carità

La Redenzione! Gesù è passato sulla terra amando, soffrendo, facendo del bene a tutti e morì vittima della sua carità.

Questo poema della Redenzione sarà in Cielo l'argomento della nostra beatitudine. Quaggiù non lo si comprende, meno ancora del Mistero della creazione, ma dobbiamo meditarlo, farlo oggetto della nostra pietà, d'el nostro amore.

Gesù è vissuto, è morto per noi; viviamo, lavoriamo, sacrifichiamoci, moriamo per Lui, per Gesù. q. 9 : luglio, s.g.

 

12 Mettiti nell'orto accanto a Gesù

Quando la natura grida forte «Transeat a me calix iste» rispondi, anima mia:

«Omnia possum in eo qui me confortat». Omnia!

Mettiti allora nell'Orto accanto a Gesù, prostrati bocconi sul terreno inzuppato del suo Sangue, t'incontrerai con il suo volto divino, con la sua bocca divina, e da esso, più che dall'Angelo, sentirai uscire le parole del conforto supremo, la promessa del gaudio immortale riserbato ai doloranti e riprenderai la via con la generosità dei santi. q. 9 : agosto. s.g.

 

13 Gesù volle per sé tutto il dolore

Gesù venne al mondo per patire: dal presepio al Calvario non conobbe che due vie, quella dell'amore che lo guidò al Calvario, quella del dolore che lo portò al Cielo. Il patire è per la virtù ciò che la rugiada, la luce e il calore sono per i germogli. Il dolore trasforma il buon seme che è nel cuore; lo feconda, lo sviluppa; esso porta a maturazione gli splendidi frutti dell'eroismo. Il dolore purifica, ritempra; ci spoglia della terra e ci fa più degni di toccare il cielo. Ma se non vi fossero motivi nostri, individuali, per considerare il dolore come provvidenziale, per accettarlo con devozione e amarlo con predilezione, basterebbe pensare a Gesù: a Gesù che volle per sé tutto il dolore, nelle membra e nel cuore, per tutta la vita, coronandolo con una morte straziante e crudele, lo volle per la sua Madre Santissima, per i suoi santi, per i suoi prediletti! q. 9 : 14 novembre

 

1919

 

14 L'olocausto è pingue perchè il Sangue lo irrora

Il presente e l'avvenire, quello che mi consola, che mi affascina e che mi attrae, i desideri generosi, gl'ideali più santi, le dolcezze più care, tutto depongo sul tuo cuore, Gesù mio. E l'olocausto è pingue perchè il tuo Sangue lo irrora, lo feconda, lo avvalora; perchè la tua bontà lo accoglie, lo gradisce e lo sublima, perchè infine sacrificando, in questa vita, tutta me stessa per il tuo amore, ho il tuo amore che mi inebria e mi arricchisce della stessa tua grandezza e santità.

La nostra somma speranza sei Tu, o Signore! il tuo Tabernacolo è la sorgente della nostra forza, e il pegno della nostra vittoria è il tuo Cuore adorabile. g. 7 : gennaio, s.g.

 

15 Traggo la speranza dal tuo Sangue

Perché non sono vissuta come i santi, senza macchie e senza infedeltà? Sento, o Signore, la pena de' tuoi giudizi; il cuore è stretto dal rimorso crudele e l'anima paurosa invoca pietà, invoca un'acqua purificatrice, l'acqua della tua grazia; invoca il fuoco che ritempri, che ravvivi, che riscaldi, il fuoco del tuo santo amore.

Io mi rifugio nel tuo Tabernacolo, mi prostro a' piè della tua Croce. Deh! per lo strazio delle tue carni immacolate, per il martirio del tuo cuore ferito, per le angosce de' tuoi spasimi, abbi pietà di me.

Io traggo la mia speranza dal tuo Sangue divino; prostrata a' piè della tua Croce, annichilita, pentita, supplicante, io sento tutta la potenza del tuo riscatto; sento il tuo Sangue prezioso penetrare nelle intime fibre dell'anima, sento che esso può tutto: purificarmi, riabilitarmi, santificarmi.

O Sorgente inesauribile di salvezza, onda prodigiosa che scaturisci dal Cuore di Gesù, scendi in me in tutti gli istanti della vita perché, nonostante la mia volontà, quaggiù io sono sempre debole, meschina, peccatrice.

«Sanguis Christi, inebria me». g. 11 : ottobre, s.g.

 

1921

 

16 La piccola anima è posta tra il Sangue e la colpa

Da ogni anima, come da una sorgente attiva e continua, partono rivi di peccati e questi crescono e diminuiscono in proporzione dello studio dell'anima nel santificarsi, o dell'abbandono totale di ogni energia atta a resistere alla colpa. E questi rivi di iniquità formano un immenso oceano che nessuno può misurare, un oceano spaventoso dove si accozzano tutte le passioni e il cui mugghio sale fino al cospetto di Dio.

Ma, da tutti gli altari del mondo scorrono, con maggiore attività rivi di Sangue; scorrono, per vie misteriose, sopra quelli della colpa e formano oceani ancor più immensi, profondi, capaci di coprire, sommergere, distruggere l'oceano dell'iniquità.

La mia piccola anima è posta, da Gesù, tra queste forze poderose, tra l'iniquità e la grazia, tra il Sangue e la colpa, tra il cielo e la terra, tra il suo Cuore santissimo e l'umanità peccatrice. lo sono un atomo, o Signore, la stella uscita, per la tua misericordia, dall'oceano delle colpe; porto in me come tutti le stimmate delle mie infedeltà; non fidarti, o Signore: piuttosto sommergimi nel tuo Sangue, e fa che mi distrugga in esso e per esso. q. 11: s. d.

 

17 Raccolgo le stille preziose e invoco perdono

Gesù vuole che, con il suo aiuto, dia al suo Cuore la grande consolazione di piangere, di impetrare, di riparare per me e per gli altri, specialmente per le anime religiose. Anch'esse ed io per prima confondono le loro acque con quelle dei peccatori, anch'esse si uniscono all'insulto, all'offesa, al tradimento.

La bocca adorabile di Gesù versa vivo Sangue.

Raccolgo con devozione, adorazione e tremore quelle stille preziose e invoco per la loro virtù, dall'Eterno Padre, il perdono di tutte le mie colpe e di quelle dell'umanità.

Sì, o Gesù benedetto, le mie labbra, benché umane, colpevoli e indegne, aderiscono alle tue divine, immacolate, adorabilissime. Queste tue labbra che hanno ripetuto il Verbo della Sapienza, il Verbo della Giustizia, della Santità e della Misericordia, ora celebrano, con un linguaggio più ineffabile, ardente come il fuoco, luminoso come la luce, il Mistero della tua infinita Carità. q. Il : s.d.

 

18 Preparare nel cuore un calice degno

Ogni stilla di Sangue è il grido del tuo amore supremo, è il sitio del tuo Cuore assetato di amore, è l'angoscia per quelli che si perdono.

O Sangue del mio Dio, o Sangue misterioso che sgorghi a fiotti dalle sue labbra palpitanti, discendi nella mia povera anima, in tutte le anime, sorgente di vita nuova, di amore nuovo, di immolazioni generose.

Io ti adoro prostrata nella polvere del mio nulla, voglio adorarti perpetuamente per tutti, voglio prepararti nel cuore un calice degno di te, il Cuore divino di Gesù, padrone assoluto di tutto il mio essere, vivente in me nella pienezza della sua vita, per dare al Padre la gloria massima, l'amore massimo e, con la mia vita, se fosse possibile, tutte le vite umane. q. Il : s.d.

 

19 La grazia che discende nella Santa Comunione

E chi mai, anche tra i Santi, ha potuto ripresentarsi a Gesù con tutta la grazia che Egli andava effondendo nelle loro anime? Se tu sapessi accogliere e contenere la grazia che discende in te nella Santa Comunione, non sapresti sopravvivere perché la vita completa della grazia è vita di Dio, e la vita di Dio non si comprende che in Cielo. Immergiti nell'oceano della rigenerazione, esso ridona tutte le grazie; lava l'anima nel Sangue prezioso, che è sorgente di tutti i beni soprannaturali. Rivestita di esso, puoi ben presentarti al festino nuziale.

L'anima è trasformata, inebriata.

Il Sangue divino distrugge ogni colpa, ogni pena; la tristezza scompare, l'indifferenza diventa ardore, l'aridità diventa feconda, la debolezza si trasforma in forza poderosa, la morte stessa spunta i suoi strali.

Quanta luce, quanto ardore, quale soffio di vita crescente, operante, esuberante!

Voglio che questa Comunione sia come l'ultima della vita; che lo spirito compunto, purificato, santificato, si renda degno di essere il piccolo Tabernacolo di Gesù onde possa essere accolto nei Tabernacoli eterni, in virtù dei meriti, della carità, della misericordia del mio Signore. q. 11 : s.d.

 

20 O ineffabile forma della sua carità

O suprema degnazione di Gesù!

O ineffabile, indicibile, inesauribile forma della sua carità! Vuol beneficare e finge di chiedere benefici; vuol prodigare i suoi tesori e si piega a domandare la mia povertà; vuol sanare le piaghe del mio cuore e della mia anima e mi invita a contemplare le sue, misteriose e sanguinanti, tenute vive lungo i secoli dal suo amore supremo! Come ridirò, o Signore, questo tuo amore? Potesse parlare l'anima, quando, immersa nel Sangue prezioso, conosce le ferite che lo hanno prodotto; potesse parlare questo povero cuore, quando, sprofondato nella caverna del tuo, conta gli strazi segreti che lo vanno torturando; potesse parlare lo spirito, quando, affidato alle tue mani che composero il mondo e reggono l'equilibrio di tutte le cose, è portato fino alla soglia de' tuoi Misteri più occulti. O Signore, Tu hai scelto il nulla perchè Ti dia gloria, e questa gloria scaturisce ancora da Te che sei il Tutto. Gloria a Te nei secoli eterni!

Ci sono delle stille che non ritornano più sulla terra. Attratte dal calore del sole, corrispondendo con slancio possente alla sua attrazione, salgono, oltre gli spazi, tramutate prima in vapore, poi in piccole scintille e assorbite dalla fornace inestinguibile. q. 11 : s. d.

 

21 Rivestirmi dei peccati altrui e chiedere misericordia

Oh! io chiedo per me misericordia! Lavami, o Signore, nel Sangue prezioso di Gesù, abbrucia tutte le mie iniquità con il fuoco dello Spirito Santo, ridonami la veste nuziale, la pienezza della tua grazia, la giovinezza dell'amore.

Allora potrò, come mi chiedi, rivestirmi dei peccati altrui e, stretta alla Croce di Gesù, chiedere per il suo Sangue la tua misericordia; solo allora potrò intensificare il mio povero amore e presentarlo in sostituzione di quello che ti viene negato; solo allora, purificate le labbra, potrò avvicinarmi al Calice del Sacramento e invocare che il Sangue prezioso entri nel mio cuore, affinchè io lo possa adorare, invocare ed offrire come lo adorano, lo offrono e lo amano i Santi e i Cherubini del Cielo, in riparazione di chi lo accoglie freddamente, senza la pienezza della fede, la vivezza della speranza e l'ardore della carità. q. 11 : s.d.

 

22 O stigmate adorabili del mio Gesù!

Gesù ha attratto a sé con potenza sovrumana la povera, piccola anima e, dopo averle rinnovato la stola immacolata, dopo aver deposto, con suprema bontà e indicibile tenerezza, il bacio del nuovo patto d'amore, ha ripetuto: Su questa anima imprimerò le mie stigmate, ma guai se, accanto ad esse, si rinnovassero quelle del peccato!

La perfezione alla quale devi elevarti è altissima, perchè è sublime l'apostolato che ti assegno. Vi giungerai con la virtù del Sangue, con la forza dell'amore, con la grazia, che renderà sempre più pura l'anima, con l'amore, che renderà sempre più puro il cuore.

O bacio divino, che versi nell'anima le supreme dolcezze del Cielo; o espansione sostanziale di grazia, di purezza, di santità, di amore o nuova, sublime creazione che dà allo spirito mille slanci, mille forme nuove; o solco misterioso, che ti riempi delle mistiche produzioni dell'amore! Chi celebrerà la tua grandezza, la tua soavità, la tua possanza?

O stigmate adorabili del mio Gesù, venite a piagarmi, non soltanto l'anima, ma il cuore e il corpo altresì! q. 11 : s.d.

 

23 La visione di una mano insanguinata

Più volte durante il giorno, passò per lo spirito la visione di una mano insanguinata. Nel sonno e allo svegliarmi, la mano ricomparve più viva, con un foro sanguinante e, nel foro, un grosso chiodo che insistentemente allargava la ferita spingendosi a ricrocifiggere la mano straziata. Forse Gesù voleva impressionare l'anima con i Misteri della sua Passione, forse li rendeva così vivi e sensibili perchè l'anima, a sua volta, penetrata di amore e di dolore, ripetesse l'offerta delle piccole immolazioni.

Nella S. Comunione Gesù rinnova la visione, la sua candida, bellissima, adorabilissima mano che sta per essere ricrociîissa, che già sanguina per la punta crudele che vuole immobilizzarla. Sei tu che mi crocifiggi; è la tua resistenza a' miei impulsi che vuole nuovamente legarmi all'inazione, al martirio della croce.

Questa mano benedetta dissipa i veli che ti nascondono sublimi verità, essa ti schiude la via per le ascensioni soprannaturali, ti svela i misteri più reconditi; ti porta sui sentieri della grazia che guidano all'incontro con la Divinità; ti introduce nel sacrario del mio Amore e del mio dolore, e tu la respingi con la tua incredulità, tu la paralizzi con la tua resistenza e la crocifiggi con il chiodo spietato della tua ingratitudine. q. Il : s.d.

 

24 Aderire alle mistiche operazioni del Sangue

Vedi, figliuola, conta, se puoi, le fibre che compongono questo Cuore immenso; ognuna di esse corrisponde a un'anima; io vivo in esse e per esse e tutte le anime vivono in me e per me, mantenendo, con il loro amore, la mia vita. Guarda più da vicino, vedi le fibre che non intendono questi misteri ineffabili, che rifiutano il mio Sangue e, con esso, la loro vita e la mia vita. Contempla le fibre più vitali del cuore; esse rappresentano le mie anime più care, le elette, le predilette. Almeno esse dovrebbero corrispondere agli intimi movimenti del mio Cuore, aderire alle mistiche operazioni del Sangue, riceverlo, trasmetterlo, mantenere la circolazione, favorirne la trasmissione.

Invece anche tra esse ci sono le fibre morte, le ribellioni, le ripulse amare e pungenti e il Cuore è trapassato nel più vivo, soffocato nelle sue espansioni, torturato ne' suoi slanci, straziato da nuove immolazioni. q. M. s. d.

 

25 L'anima nutrita col Sangue cresce

O anima mia, slanciati in questo nuovo abisso di perfezione dove Dio e l'anima formano una sola cosa, senza parti, senza divisione, senza principio e senza fine, senza limiti e senza misura!

L'anima nutrita col Sangue divino cresce senza accorgersi, vede dinanzi a sé orizzonti infiniti, ode voci misteriose e impara le grandezze dell'amore ben più luminose di quelle della verità.

O Sangue, o Verità, o Amore! q. Il : s.d.

 

1922

 

26 Immolazione

O adorabilissimo mio Gesù, che Ti presenti, ad ogni istante, allo sguardo della mia anima, ricoperto da piaghe profonde che deformano il tuo Corpo perfettissimo e straziano il tuo Cuore divino, perché fatte dalle persone più care e che meglio hai beneficato, io voglio rispondere al tuo misterioso richiamo con tutte le potenze dell'anima.

In tutti gli istanti della vita io intendo ripetere l'offerta di tutta me stessa: voglio deporre, su ogni piaga del tuo Corpo santissimo, su ogni ferita del tuo Cuore angosciato, su ogni amarezza della tua anima triste, il mio poverissimo cuore perché vi porti tutto l'ardore, la tenerezza, l'amore; perché sia come un piccolo riparo alle nuove ferite ed un balsamo perenne a quelle prodotte dalla mia infedeltà. E, seguendo gli impulsi della tua grazia e l'attrazione irresistibile della tua misericordia, intendo raccogliere tutte le gocce di Sangue che scaturiscono dalle sorgenti vive del tuo Amore, quelle che nessuno apprezza,, che ti vengono respinte, disprezzate, calpestate.

Voglio immergere, con me, tutte le anime nell'oceano immenso del tuo Sangue adorabilissimo, preziosissimo: voglio lavare in esso le mie colpe e tutte le iniquità del mondo, voglio adorarlo come si adora il Padre e lo Spirito Santo perché esso non è che l'espansione del loro Amore.

Voglio attingere da esso la forza per la vita esterna, onde sia perfetta; la luce per quella dell'anima onde salga sempre più per le mirabili vie del tuo Amore, voglio essere la piccolissima, segreta vittima del tuo Sangue non compreso, non amato, non corrisposto.

«Sanguis Christi, inebria me».

Voglio abbeverare il mio spirito a tutti i Calici della tua Passione, assorbendone la parte più amara, voglio che le mie povere labbra riparino, con la tenerezza e con l'ardore, il bacio sacrilego di tutte le labbra profane: voglio intensificare, perpetuare la riparazione, accogliendo, come pegni del tuo amore tutte le piccole immolazioni della mia vita oscura, con il sentimento, con la generosità e con l'entusiasmo con cui si compiono quelle più eroiche.

E siccome, o Gesù, la tua immolazione è perenne, così voglio che la mia intelligenza sia perennemente crocifissa con i tuoi piedi, calpestata dalla tua sovranità; voglio che la mia volontà sia crocifissa con la tua mano destra, e in modo così assoluto, ch'io non abbia più giudizio mio, né desiderio, né speranza di cosa alcuna; voglio che la mia libertà sia crocifissa con la tua mano sinistra, fino a impedirne l'impulso più tenue; voglio che il mio cuore, sprofondato nella misteriosa caverna delle tue amarezze, non abbia altra visione che quella del Sangue, altro sospiro che quello del patimento, altra vita che quella dell'amore, il più forte, il più sublime, il più infuocato. q. 12: s.d.

 

27 Offrire tutte le immolazioni di Gesù

Insieme a Gesù, avvalorata da' suoi meriti, sostenuta dalla sua grazia, infervorata dal suo amore, con le stesse sue labbra insanguinate, con il suo Cuore squarciato, con il suo Sangue vivo che grida pietà, misericordia e perdono, io Ti offro, o Signore, il poverissimo mio essere, la mia volontà, il mio cuore, la mia vita, le mie speranze più care e più sante, le mie aspirazioni più ardenti, perché Tu possa, ad ogni istante, prendermi tutta: sacrificarmi come vuoi, nell'anima, nel sentimento, nell'azione; perché Tu possa, ad ogni istante, privarmi di tutti i beni del corpo, del cuore e dello spirito, ritenendo la mia consumazione come l'omaggio più umile, ma più generoso, alla tua Maestà Sovrana, degna che tutte le creature si annientino per la tua gloria.

Con la mia piccola, sincera, irrevocabile immolazione, che ripeto e sempre ripeterò nei limiti dell'obbedienza, intendo di offrirti, o mio Dio, ad ogni istante, e non solo durante la vita, ma anche lungo tutti i secoli, fino all'ultimo istante del tempo, tutte le immolazioni di Gesù, tutto il Sangue che versa per la redenzione del mondo, e intendo di offrirlo in riparazione alla tua Divina Maestà, tanto oltraggiata dai nostri peccati, e di applicare i suoi meriti preziosi, possenti ed infiniti ad ogni anima, a tutte le anime che vivranno lungo i secoli, onde siano purificate, santificate, ridonate al tuo Cuore con la candida veste della giustizia, con quella sfolgorante della carità.

Chiedo, o Padre Santo, che per i patimenti della Croce e per quelli dell'altare, per gli infiniti abbandoni del Cuore di Gesù, siano risanate le piaghe dell'umanità; che la nostra vita terrena non sia che lo slancio per quella celeste; che tutte le menti, tutti i cuori, tutte le anime rispondano al sitio di Gesù, per dare a Te, o Padre nostro, la gloria massima nei secoli eterni!

O Padre Santo, disseta la tua giustizia nel Sangue dell'Agnello immolato per noi!

O Gesù, imprimi la tua passione nella mia anima, le tue pene nel cuore, le tue piaghe nel corpo!

O Spirito Santo, accresci in me la luce, la forza, la grazia, l'amore! q. 12 : s. d.

 

28 O Porta regale e magnifica!

Santo giorno di ritiro che mi schiude le vie misericordiose dell'amore.

Già da parecchi giorni, dal giorno del Sangue e della Morte (Venerdì Santo), Gesù, mostrandomi il petto squarciato, mi fece osservare, non solo la ferita prodotta dalla lancia di Longino, ma una ben più lunga profonda e straziante, prodotta dai nostri peccati. O Porta regale e magnifica che introduci nel sacrario della Divinità! O piaga misteriosa, sanguinante e sfolgorante, da cui scende il balsamo delizioso che purifica, che ritempra, che divinizza, Ti adoro!

Aderisco alla tua attrazione, mi unisco al tuo martirio, desidero di comprendere il tuo mistero, voglio immolarmi per glorificarlo. q. 12 : maggio, s.g.

 

29 La mia anima segnata con una croce di Sangue

M'illudo quando vedo che il Sangue scorre a rivi, ininterrottamente, lungo la Croce, lungo le mani del Sacerdote, e ascolto l'invito a raccoglierlo, e sento le labbra aderenti alle piaghe, fisse su quella del Costato?

M'illudo, sentendo il tuo Capo coronato di spine, il tuo Volto Divino straziato e morente, chini sul mio petto, nella ricerca della fedeltà, della compassione, della tenerezza, e della riparazione?

M'illudo, vedendo la mia povera anima come una candida colomba segnata da Te con una piccola croce di Sangue sul petto, rinchiusa nel tuo Cuore e trasformata in fiamma ardente e la croce in luce fulgidissima?

è vero che la purezza produce, raddoppia l'amore e il Sangue si trasforma in splendore? q. 12 : 1 giugno.

 

30 Il Cuore nascosto da un profluvio di Sangue

Come sulla Croce, così nell'Eucarestia lo stesso Gesù che s'immola e che dà il suo Sangue con le stigmate della Passione: in Paradiso lo darà con quello dell'amore.

Gesù mi si presenta, come altre volte, con il petto squarciato e chiedo il perché di quell'insistenza e perché il Cuore è nascosto da un profluvio di Sangue. Perché la piaga e non il cuore?

L'umanità aveva paura della Croce, del suo petto insanguinato, ed Egli, per avvicinarla, mostrò a S. Margherita il Cuore palpitante di amore. Sormontato da una croce ed avvolto di spine equivaleva, a chi voleva intenderlo, a una manifestazione di misterioso dolore, ma ancor pochi lo capiscono, e i segreti e i tesori di quel Cuore restano sepolti.

Tuttavia la devozione al S. Cuore era una preparazione a quella del Sangue. Ed ecco la piaga viva, ecco la sorgente prodigiosa, inesauribile della vita eterna.

Anima siziente, vieni e bevi; vieni e aspergiti, vieni e inabissati nelle acque della misericordia.

Come la divinità è andata manifestandosi agli uomini con un crescendo meraviglioso, così la Sacra Umanità di Gesù va spiegando a poco a poco i suoi Misteri.

«Venite ad aquas» fu detto per la voce del Profeta; ora è la voce stessa di Gesù che ripete: «Venite ad Sanguinem».

Ma ciò che caratterizza questa nuova manifestazione di amore, sono le mani di Gesù poste accanto alle ferite nell'atteggiamento di raccogliere il Sangue e di trasmetterlo più facilmente alle labbra assetate.

Avvicinati, o povera umanità, o povera anima mia: se tu sapessi il dono di Dio, l'ebbrezza che infonde quel Sangue, la luce che porta nello spirito, la forza con cui slancia il cuore alla ricerca del vero bene immortale!

Oh! perché non posso scolpire come la vedo l'immagine del mio Gesù, così piena di carità, di tenerezza, di misericordia? Il Sangue scende senza intervallo dalle mani alle anime, senza toccare la candida veste della sua gloria. Quanti misteri, quante significazioni!

Le intuisco, le comprendo, le gusto, ma non posso esprimerle. Sono più le gocce di quel Sangue o i peccati? Sono più i peccati.

Ma una goccia sola li distrugge tutti, se il peccatore lo vuole. E la volontà che bisogna muovere.

Da quel Sangue purissimo, divino, esala un profumo di cielo e il profumo si espande su tutta la terra: oh! la potenza della mediazione di Gesù: perché non vi pensiamo, perché non vi partecipiamo?

L'acqua disseta, il Sangue alimenta. Così l'invito fatto da Gesù è più magnifico di quello preannunciato dal Profeta.

Gesù mi fa osservare, da lontano, delle piccole colombe nere; povere anime colpevoli che si fanno bianche man mano che si avvicinano al Sangue che scorre sul terreno.

Ci sono poi le colombe candide svolazzanti per la forza acquistata da quel vino pretto; ci sono le piccole colombe sfavillanti che salgono fino alle mani, ci sono quelle splendide e quelle invisibili che entrano nel cuore.

Oh! le trasformazioni, le ascensioni delle anime in virtù del Sangue di Cristo!

Bevi, ascendi ed entra.

Se tutta la vita fosse spesa adorando tale atteggiamento di Gesù, sarebbe ricolma di tesori e di delizie. q. 12 : luglio, s.g.

 

31 Il Sangue della vita e il sangue della morte

Gesù si presenta nuovamente con la sua larga ferita sul petto e le mani ripiene di Sangue: ma vi aggiunge un segno ancor più vivo della sua carità.

Per avvicinarmi a Lui e secondare le sue brame, desidero che il mio cuore sia pure ferito. Gesù non aspettava che questa corrispondenza. Egli stesso lo ferisce ed in qual modo e con quale misericordia lo risana!

O Dio, è possibile che, dopo avermi ferito così, Tu scenda ad attingere, con le tue labbra divine, la corruzione che ne esce? Sì, figliuola, è possibile: nel Calice offertomi dall'Angelo nel Getsemani, che ho bevuto se non le iniquità della terra? Non

è questa la mia missione?

Tu attingi al mio petto il Sangue della vita per te, per le persone a te care: io attingerò dal tuo e da quello delle stesse persone il sangue della morte. q. 12: luglio, s.g.

 

32 Il Sangue creato, assunto e versato

Quanto Sangue! Esso è la voce del Mistero posto tra Dio e l'uomo, e questa voce ha mille suoni indefinibili.

Il corpo adorabile di Gesù si presenta a me, come al Salmista, tutto piagato, dal vertice del capo all'estremità dei piedi, e con una forza misteriosa, uscente dalle piaghe, attrae l'intelletto e lo purifica, dilata il cuore e lo dispone a ricevere i nuovi tesori, assorbe l'anima e la unisce alla virtù de' suoi Misteri.

Il Sangue creato, assunto e versato per l'umanità! C'è in queste tre parole il compendio di tutti i Misteri di Dio: l'unione delle Tre Divine Persone nella redenzione della creatura, nella rielevazione alla grazia, nella santificazione per la gloria.

Il Sangue fu creato direttamente da Dio in un cuore purissimo: soltanto la purezza può comprendere questo Mistero ineffabile; fu assunto da Dio, fatto uomo per un mistero di umiltà, solo per l'umiltà si partecipa a' suoi meriti infiniti; fu versato con infiniti patimenti; solo il sacrificio può unire l'anima alla sublime immolazione di Gesù. q. 12. luglio, s.g.

 

33 Ho lo spirito avvinto alla Croce

Per le angosce, per gli affanni, per il martirio, per il Sangue, per la preghiera, per la riparazione, per la morte di Gesù, abbi, o Padre Santo, pietà di me.

Come il ladro crocifisso al suo fianco, anch'io ripeto che ho meritato il castigo della morte con tutti i suoi tormenti, i suoi spasimi e le sue agonie.

Che se non sono realmente crocifissa a un duro legno, ho però lo spirito avvinto alla Croce di Gesù: ho desiderato partecipare alle sue pene, ho adorato, annientandomi, le sue stigmate, mi sono immersa, per devozione, per compassione, per amore, nel suo Sangue Prezioso.

Per il Sangue, per le stigmate, per le pene, per l'immolazione, per l' impetrazione, per la morte di Gesù, abbi, o Padre Santo, pietà di me.

Ch'io mi senta ripetere la divina promessa: «Hodie mecum eris in Paradiso». q.'12 : agosto, s.g.

 

34 Quanto più penetrerai...

Gesù mi fa intendere che se l'anima reggesse, in tutti questi giorni, nella sola contemplazione di così augusto Mistero, senz'altro sforzo di volontà per la ricerca di altri mezzi di santificazione, ne uscirebbe trasformata in Lui, così penetrata della sua Santità, così imbevuta della vita del Cielo da non desiderare altro bene, altra cognizione, altro amore.

Questa elevazione fino alla Mente di Dio, donde fino ab aeterno è venerato il suo Verbo, deve essere un privilegio altissimo. Ne rilevo la sua indicibile sublimità dalla forza con cui mi attrae, dalla dimenticanza assoluta della vita naturale operata in me, dal bisogno assoluto di immolarmi totalmente agli impulsi della grazia, operante in me, sia pure per brevi istanti, come operò continuamente nell'anima del Verbo Umanato. O eccelse, ineffabili, inconcepibili operazioni di Dio!

O Dio Eterno, che ti sveli per eccesso di misericordia, per la veemenza del tuo amore infinito, abbi pietà di me! Dammi le ali dell'umiltà e della semplicità onde ti segua negli abissi del Mistero, e dammi la vita del Mistero perché discenda sempre più nell'umiltà e nella semplicità: condizioni essenziali per salire fino a te, per rimanere nella cognizione di me stessa, per mantenere la grazia e raggiungere la gloria.

Quanto più penetrerai nei Misteri della Passione, tanto più ti eleverai in quelli della Divinità; quanto più intensificherai la tua fede, tanto più attingerai il Sangue della Redenzione; quanto più avrai dato di amore, tanto più intimamente ti sentirai unita allo spirito di Dio. q. 12 : Ss. Esercizi

 

35 Dopo la colpa, la via del Sangue

Né la mente, né il cuore, né le labbra sanno formulare l'espressione corrispondente alla sublimità delle operazioni di Dio. Da tre giorni l'anima è insistentemente attratta alla contemplazione del Verbo generato nel seno del Padre. E una elevazione ineffabile a cui non può trasportare che la grazia, non potendo da noi, non solo penetrare, ma neppure avvicinarci ai Misteri di Dio [...]

Contemplando la generazione eterna del Verbo nel seno del Padre, si rende omaggio al Padre e allo Spirito Santo: si onora il Mistero dell'Unità e della Trinità di Dio, dai quali si espandono, come torrenti di luce, gli infiniti Misteri della Potenza, della Misericordia, della Grazia, dell'Amore per noi; i Misteri eccelsi, inconcepibili, intrinseci della sua Gloria [...].

Dalla contemplazione del Verbo nel Cuore di Dio, la grazia mi porta a contemplare il Cuore di Dio nel Verbo Incarnato. Gesù mi porta a piè della sua Croce; la sua delizia è la sua passione, perché essa ripara alla nostra immensa cecità.

Accanto al suo Cuore, palpitante di misericordia, intendo che la via più sicura, più breve e più rapida per tornare al seno di Dio, dopo la colpa, è quella del Sangue. In esso, siamo rigenerati, e, per esso, possiamo risalire alla contemplazione della generazione del Verbo.

Comprendo ora che la elevazione nei Misteri è più fruttuosa di qualunque forma di preghiera, di qualunque altro slancio dell'anima. Voglio adorarti, Signore, come i Santi, come gli Angeli, come la Vergine! q. 12

 

36 L'anima rinchiusa nella ferita del Costato

Gesù mi fa contemplare la mia anima rinchiusa nella ferita del Costato, immersa nel Sangue, mentre il corpo è fuori, a piè dell'altare, coperto di piaghe, di ferite, di deformità.

Ecco, fgliuola, la tua anima è in me; quante volte l'hai immersa nel Sangue con fede, con umiltà, con ardore, altrettante essa è stata lavata, purificata, guarita in proporzione della confidenza e dell'abbandono.

Io sono la Misericordia infinita, manifestata agli uomini nella pienezza del mio Amore: chi si avvicina alla Croce, chi adora e beve il Sangue della Redenzione, ha la pienezza della giustizia. Non temere, mi svelo ai piccoli, agli umili, cerco cuori che mi accolgano, che entrino amorosamente nel mio per non uscir mai più; ad essi manifesto le mie tenerezze esuberanti, se l'anima è esuberante di fede; inebrianti, se l'anima crede oltre la rivelazione e la manifestazione; trasformanti nella mia stessa vita, se l'anima asseconda lo spirito della grazia, lo spirito dell'amore. Il tuo corpo è piagato: è la condizione della natura umana in lotta lungo la vita, anche se l'anima è ricoverata nel mio Cuore Divino. Guarisci dunque le piaghe, ritempra la natura, trasforma i sensi con il Sangue che attingi dal petto del tuo Signore.

q. 12 : s. d.

 

37 Ti unirò al Padre e allo Spirito con la forza del Sangue

Oh, l'incontro con Gesù! Egli gradisce talmente di ritrovare la sua piccola anima nella materia nella quale si opera la misteriosa Transustanziazione, che, avvolgendomi di luce, di sangue e di amore, mi dice:

Come in questo mistero tu adori la mia unione alla croce, rappresentata da questa sostanza, così io ti ricambio unendoti realmente a Dio, al Mistero della sua Unità. E come il tuo cuore contempla, piangendo e adorando i chiodi spietati che mi hanno straziato le membra, e raccogli con pietà, con desiderio, per riparazione e per impetrazione il Sangue che ne esce, così il mio Cuore, confortato e sollevato, ti unisce prodigiosamente, con vincoli occulti, inconcepibili al Mistero della Trinità. Quante volte tu ripeterai questa unione al mio Mistero, altrettante sarai partecipe dei meriti della mia Passione e altrettante io ti unirò al Padre ed allo Spirito Santo con la forza del mio Sangue. Insegna a tutti questo mio desiderio di manifestare il prezzo, i tesori, i prodigi del mio Sangue. q. 12

 

38 Lo Spirito Santo è l'Amore trasformato in grazia

Gesù mi unisce allo Spirito Santo con l'unione della luce e del Sangue.

Essi solo possono produrre e cementare l'amore.

L'unione allo Spirito Santo, impulso, guida e sostegno dell'anima nelle operazioni divine, è il segreto per raggiungere la perfetta unione con Dio.

L'anima deve invocarlo ad ogni istante, ascoltarlo, seguirlo; deve abbandonarsi alle sue misteriose manifestazioni, all'aura dolce e soave con cui accarezza e sprona lo spirito nella pietà, al soffio possente con cui lo scuote, lo intimorisce, lo spinge al sacrificio.

Lo Spirito Santo è l'Amore di Dio, trasformato in luce, in aura, in voce, in forza, in soavità ed in grazia. Beata l'anima che lo accoglie sotto qualunque forma si presenti, operi ed attragga! q. 12 : s. d.

 

39 O Passione della Sacra Umanità

Vedo Gesù sulla Croce con le mille piaghe sanguinanti, avvolto dalla gloria della Divinità, dal Verbo Divino, unito ipostaticamente a quelle membra, gementi sotto lo strettoio del dolore. O calvario, o altare, o mistica montagna, ardente per gli olocausti divini!

O Passione della Sacra Umanità di Cristo, ispirata dalla Potenza, sostenuta dalla Sapienza, avvalorata dall'Amore di Dio! Raccogli il Sangue che esce da ogni piaga e riportalo nel Cuore: non perché io abbia sollievo, ma perché possa prodigarlo nuovamente, continuamente alle anime. q. 12

 

40 Ch'io non veda che la Croce insanguinata

O misericordia del mio Dio! O carità di Gesù! O misteri di grazia! O tesori dell'anima attinti con la confidenza e con l'amore!

Tutto questo è il dono magnifico del Sangue del mio Gesù, di Cristo Crocifisso.

«Sanguis Christi inebria me».

O Sangue di Cristo, sorgente prodigiosa dei divini tesori, da cui fluiscono come raggi luminosi le eterne verità, la forza che produce l'amore e la grazia che si chiama ascensione, o Sangue del mio Cristo, «inebria me et omnia».

lo ti adoro fluente dal petto adorato di Gesù, da tutte le sue membra straziate. Ti raccolgo nei calici della adorazione, della riparazione, della impetrazione e dell'amore e Ti offro alla augustissima Trinità come pegno della mia salvezza, come prezzo della mia santità, come caparra della mia beatitudine.

O Sangue di Cristo, io mi unisco a Te per ritemprare la mia vita e intendere quella del mio Gesù, per sentire in me gli strazi della sua Passione e per compiere quanto mi manca nella conquista della perfezione e dell'amore.

O Sangue di Cristo, io intendo di invocarTi ad ogni istante, ad ogni respiro, ad ogni palpito del cuore e di riceverTi insieme al Corpo, all'Anima, alla Divinità del mio Gesù; intendo di raccoglierTi sugli altari del Tempio e in quelli delle anime per adorarTi perpetuamente per me e per tutte le creature e per vivere la perfetta vita di Gesù.

«Sanguis Christi, age pro me!».

Con questa invocazione chiedo a te l'ispirazione, lo slancio della vita soprannaturale, la sanzione delle comunicazioni con Dio, l'aiuto, la forza, la grazia per la corrispondenza, per la santa perseveranza, per l'accrescimento nel bene, nella virtù, nel sacrificio della pietà e dell'amore.

«Sanguis Christi, age pro me!».

O Sangue di Cristo, chiedo, desidero, e supplico che tu mi unisca a Gesù, così strettamente alla sua vita di dolori, così intensamente al martirio della Croce, così realmente alla sua immolazione nel Tabernacolo, ch'io senta straziarmi il cuore, le membra, la vita; ch'io non desideri se non pene e dolori, che io non pensi che al Mistero della Passione e non veda che la Croce insanguinata.

O Croce squallida e triste, che ti sei presentata alla mia anima il primo giorno dei Santi Esercizi, forse per scuotere il mio torpore, fissare la mia compassione ed avvincere il mio cuore, ti comprendo ora in cui il soffio dello Spirito divino mi porta a te con palpiti inenarrabili. Ti comprendo, o vita di unione con Cristo Crocifisso; ti comprendo, o voto di unione, che mi stringi a Lui ineffabilmente.

L'obbedienza verrà a sanzionarti.

lo ti depongo con la vita, povero, piccolo voto, a' piedi del mio adorato Maestro, ripetendo con tutto lo slancio dell'anima: «Sanguis Christi, age pro me!».

Il mio povero cuore è trapassato come da una freccia acuminata, scosso, palpitante per una forza occulta.

Sei Tu, mio Signore, che lo pervadi, che lo trafiggi, che lo commuovi così?

O è illusione della mia povera mente?

O forse è inganno del demonio per rapirmi il timore della tua Maestà e la paura della mia abiezione?

O mio Dio, che adoro nell'alto dei cieli; o mio Gesù, o Cristo, mio Redentore, o Spirito Santo, che invoco ed a cui consegno la mia povera anima, o Trinità Augusta, abbi pietà di me!

Se questo affanno che mi opprime è il peso formidabile della tua gloria, se il palpito violento che mi porta fuori di me stessa è l'effetto della tua attrazione; se la vita è sconcertata, annientata, scossa perché sia poi orientata alle influenze della tua grazia, abbi pietà di me!

Io non cerco che Te, mio Dio, e sono pronta a morire per Te! Fammi dunque morire così, di amore, per amore, sulla croce del mio Gesù.

Gesù stacca dalla sua Croce le braccia divine, le avvolge intorno alla poverissima anima e le fa gustare le gioie più alte dell'unione divina.

Ho simboleggiato l'unione con i miei santi avvincendoli a me con anelli e catene preziose; il tuo anello è formato dalle stesse mie braccia che ti portano e ti stringono al mio Cuore. Perché, o Signore, tanta degnazione?

Perché ti ho veduto pronta al sacrificio. Ricordati che il godimento spirituale nutre l'anima tua, ma il sacrificio di questo godimento, compiuto per obbedienza e per dovere, nutre l'anima mia.

Tu temi ed hai ragione. Il pulviscolo portato sulla cima più alta è più facilmente soggetto alla furia dei venti e può discendere più in basso del luogo da cui fu elevato, ma se è strettamente unito alla montagna della umiltà, non temere, continuerà a contemplare il sole, a rivestirsi di luce, di un manto immacolato che perpetuerà la sua unione e la sua fecondità.

O labbra del mio Dio aperte per me! O braccia tese verso la mia povertà!

O Cuore Santissimo, schiuso a ricevere la mia vita! q. 12: 22 agosto

 

41 Attingi dal cuore il Sangue

L'acqua spegne le fiamme, ma l'acqua della grazia le aumenta, le rende gigantesche, inestinguibili.

Attingi quest'acqua divina dal Costato che ti accoglie e attingi ancora dal Cuore che ti rinchiude, il Sangue della rigenerazione, atto a portarti fino al Cuore di Dio.

Così unita al mio olocausto, in tutti gli istanti, ci sarà la tua piccola consumazione. q. 12 : 23 agosto

 

42 Tu sei la vita di Dio trasfusa in noi

O Sangue di Cristo, Tu sei la più superba creazione di Dio! Tu hai in te stesso le arcane meraviglie dei cieli, le forze occulte della terra, tutti i bagliori della luce e tutta la potenza del fuoco... Tu sei per le anime ciò che è il sole, l'acqua, l'aria per la vita del corpo. Tu sei la partecipazione diretta della grazia, della soprannaturalità, dell'amore di Dio.

Tu sei la vita stessa di Dio trasfusa in noi, sei la sorgente di ogni bene, il bene stesso manifestato alla mente, al cuore e allo spirito.

Ah! non c'è altra ricchezza al mondo, altra scienza, altra felicità. Noi possiamo attingere da te la pace, la verità, la soavità; possiamo vedere ciò che non è concesso che in Cielo perché, abbeverandoci alla sorgente del Cuore di Cristo, possiamo contemplare la carità sovrana del Padre celeste, intento a darci, con il Sangue del Figlio, la virtù dello Spirito Santo [...].

Ma ció che più è ammirabile, è l'impulso che dà alle virtù interne, alla vita soprannaturale. Quale gradazione infinita tra la semplice fede e lo spirito, la vita, l'unione (per la fede) nei Misteri!

Ciò è frutto del Sangue Divino.

A conferma Gesù m'invita a immergere le mie virtù teologali nelle sue piaghe adorabili.

Nel Sangue del Capo divino immergo la fede: nel Sangue degli occhi; la speranza; nel Sangue della bocca, la carità. Quali insegnamenti da questi contatti intimi, soprannaturali. Quale aumento, quale forza, quale vita per le virtù!

Nel Sangue che sgorga dalle mani e dai piedi devo ritemprare le mie virtù cardinali: larve di virtù per il mio poco lavoro intorno ad esse, ma promettenti largo aiuto nella via dei Misteri se le alimenterò col Sangue del Redentore.

Nel Costato immergo le virtù morali. Così la vita dell'intelletto, della volontà, tutta la vita del cuore si rinnova e si ricrea. q. 1 : 1 agosto.

 

43 La dimora della SS. Trinità

La dimora della SS. Trinità nell'anima!

Con quali parole dirò questo Mistero così profondo, così sensibile, così sublime che forma la base della nostra santificazione, della nostra vita spirituale, il principio e la corona della nostra vita di Cielo?

Quando la grazia, discendendo nell'anima per pura misericordia del Signore, trova la volontà disposta a secondarla, incomincia una mistica relazione tra il Creatore e la creatura e quanto più questa ritira la propria libertà e la dona e la consuma seguendo le operazioni della grazia, tanto più si rende docile al lavoro di Dio. Ma come dirò questo lavoro?

La grazia prepara il posto nel cuore, Gesù vi discende e dilata la profondità dello spirito. Con l'oro fuso della sua parola prepara il Tabernacolo e in esso ripone il suo Sangue, i suoi Misteri, il suo amore. E come altra volta il Padre e lo Spirito Santo discendevano sensibilmente sopra Gesù, compiacendosi dell'opera della sua Redenzione, così discendono nuovamente nell'anima sposata a Gesù, divenuta la montagna della sua immolazione, la croce su cui si distende, il cuore su cui versa le ultime stille della sua Passione.

O inenarrabili, arcane meraviglie dello sposalizio dell'anima con Dio!

O ineffabile dimora della SS. Trinità nell'anima congiunta con Cristo!

L'anima trabocca, l'anima vien meno e lo spirito esultante, inebriato, rapito esclama: 0 quam suavis est Dominus!

O patimenti, o martirio, o sofferenze tutte della terra, venite a sostenere l'anima che langue per troppo amore!

Sarò io illusa da queste ebbrezze di amore?

O peccati, o ingratitudini, o infedeltà, o indegnità, o debolezze, o miserie della mia povera anima, uscite a umiliarmi!

O Croce, o Sangue, o Passione di Cristo, o patimenti, o virtù, o meriti del suo Cuore, salvatemi! q. 1 : 5 settembre

 

1923

 

44 Le magnificenze di Dio distribuite nelle anime

Ogni anima riceve da Cristo quanto vuole, rispecchia Cristo come vuole e si rispecchia in Lui in proporzione della vita che attinge dal suo Cuore.

O verità ineffabili, o misteri di carità, di potenza, di sapienza e di grazia!

O magnificenze di Dio effuse nella mente, nel cuore, nell'anima di Cristo!

O luce che riveli così eccelse meraviglie!

O grazia che sostieni nella soavissima contemplazione! O vita soprannaturale, scaturiente dall'unione con Cristo!

Chi corrobora lo spirito con queste elevazioni supreme? Il Sangue del mio Gesù! Esso stilla dal suo Capo adorabile, quasi a corona della verità che rifulge nella sua mente; esso sgorga a fiotti dal Cuore, gareggiando con le fiamme di amore; esso è la veste regale della sua anima, anelante a tutti i martiri della Passione per la gloria del Padre e per la salvezza del mondo.

Così le magnificenze di Dio, raccolte da Cristo con tutta la potenza della Divinità, sono distribuite alle anime con tutta la virtù della sacra Umanità.

Gesù ha versato il suo Sangue per la giustizia, per la verità, per la santità, e per mezzo del Sangue, noi raggiungiamo la santità, la verità, la giustizia di Dio stesso. q. 13 :febbraio, s.g.

 

45 La Croce mi ha segnato di Sangue

Mi sono lavata nel Sangue di Cristo avvicinandomi al Sacramento, e, nello stesso Sangue ho trovato i doni da offrire allo Sposo: il dolore e l'amore. Egli ha pianto i miei peccati ed ha prediletto l'anima mia: quella predilezione e quel pianto, ritrovati nel suo Sangue, sono il dono più gradito al suo Cuore amoroso.

Con la sua luce divina, Gesù mi fa osservare le diverse strade della sua provvidenza che mi hanno condotto alla conoscenza de' suoi tesori.

Ho percorso la strada dello studio, della espansione, della dedizione di me stessa per la gioventù, la strada del sacrificio, della fatica e delle privazioni: tutte buone strade, ma sempre basse. Quella che mi ha portato in alto, è quella del patimento.

Il patimento mi ha introdotto nella strada del Calvario; il Calvario mi ha stretto alla Croce; la Croce mi ha bagnato di Sangue; il Sangue mi ha introdotto nel Cuore di Gesù ed ora il Cuore di Gesù mi dona e ridona, a dismisura, il Sangue della grazia, della misericordia, della predilezione.

Ed è questo Sangue che ripete in me le brame di Cristo: «Exurio et sitio!».

Io non saprei aver fame e sete di Lui se la sua grazia non svelasse le sue meraviglie, se non mi partecipasse le conoscenze soprannaturali, se non mi avvicinasse continuamente alla luce di Dio riflessa sul Volto di Cristo ed al Cuore di Gesù dove si riflette l'amore di Dio. q. 13: 12 marzo

 

46 Le tue mani devono essere il canale del Sangue

Adoro il mio Dio che opera in me e ascolto la sua voce che parla un mistico linguaggio.

Il tuo cuore è fra le mie mani a contatto delle piaghe; attingendo da esse il Sangue della vita, potrà dilatarsi per ricevere tutte le santificazioni, per versarle poi nelle stesse piaghe con l'amore più puro, più forte e generoso.

Il mio Cuore è fra le tue mani e le tue mani sono misticamente forate. Esse devono essere il canale del Sangue, devono distribuirlo a tutti continuamente.

Ma queste tue mani devono essere pure, la purezza sarà il frutto del Sangue, il dono dell'amore. q. 13 : 12 marzo

 

47 L'anima è la croce di Gesù

L'anima è la croce di Gesù, è la sua croce di amore nella quale non solo si appoggia, ma penetra, ma vive con l'effusione del suo Sangue, e mentre la dura croce di legno era insensibile ai Misteri della Passione, questa nuova croce soffusa di grazia, accoglie tutti i gemiti e gli slanci dell'immolazione di Cristo per offrirli al Padre accompagnati dal Verbo di amore del Sacramento.

Il Sacrificio di Gesù per il Sacramento, il Sacramento per il Sacrificio!

O misteri palpitanti dell'amore di Dio!

Con quali chiodi si unisce Gesù alla piccola anima! Ah! nei misteri dell'unione non vi sono né chiodi, né catene, né strumenti di supplizio.

Qui tutto è carità. Carità che discende, che si umilia, che avvince per trasformare, per elevare, per sostenere.

I chiodi, i vincoli, i legami sono tutti di amore, perché Gesù si slancia verso l'anima con l'amplesso della misericordia e l'unione è prodotta dalla corrispondenza della volontà.

Basta che l'anima aderisca alle piaghe, le adori, le baci e ne succhi il Sangue divino; basta che intenda il patire, lo apprezzi, lo adori in Gesù, lo voglia e lo chieda per sé.

Il patimento è la porta che schiude l'anima a tutte le effusioni della grazia ed è il cemento che unisce alle piaghe di Cristo. Esso distrugge la vita umana mentre il Sangue infonde la vita divina, confermando l'anima nella fede e nella grazia.

Così, nell'amplesso della misericordia, manifestata nell'immensa carità di Cristo, l'anima, messa a contatto delle mani, dei piedi, del petto adorabile di Gesù, sfiorando le sue labbra insanguinate, sente ripetere il grido amoroso, doloroso, ineffabile: «Sitio! Sitio!».

E comprende che Gesù non ha soltanto sete di ricevere, ma ha sete di profondere i suoi Tesori, brama di dare il suo Sangue. Ma chi apre il cuore, la mente, lo spirito per ricevere il grande dono di Gesù? q. 13 : 22 marzo

 

48 La vita delle piaghe è il Sangue

La vita delle piaghe di Gesù è il Sangue divino. Creato dal Padre per un mistero di misericordia, composto dallo Spirito Santo per un mistero di amore, ci viene donato da Gesù per un mistero di grazia. Ah! non era necessario che Gesù aprisse sulla croce tutte le sue vene per darci e ridarci il suo amore. Lo aveva profuso nella Incarnazione, nella sua vita privata di silenzio, di lavoro e di sacrificio, nella sua vita apostolica di zelo e di bontà, nella sua vita intima di preghiera manifestata a Dio con gli atti perfetti di un culto supremo.

Ma l'amore di Dio, l'amore di Gesù è inesauribile e, per significare questa sovrabbondanza, il Salvatore aperse le sue piaghe perché il Sangue fluisse a dismisura.

Sì, mio Gesù, intendo questo prodigio di amore; lo adoro, e lo invoco per me e per tutti, con la fede più viva, con la speranza ardente, con la carità attinta dalla tua stessa carità.

Gesù rinnova in me le sue misericordie.

Non gli basta che io sia la sua croce: questa croce viva deve avere tutte le impronte del Sangue.

E con una tenerezza, con una bontà, con una degnazione inedita, s'appressa alla mia povera anima e vi pone i sette suggelli del suo amore.

Come dirò, o meglio, come custodirò nel cuore queste meraviglie?

Gesù purifica col Sangue del suo Capo divino la mia mente e, in virtù di quel Sangue, aperta alle visioni del Mistero, essa è fatta degna della contemplazione di Dio.

La destra di Gesù stringe ora la mia povera mano e l'unione, trasmettendo il Sangue della piaga, trasmette la santificazione alle mie povere azioni, avvalora le mie meschinissime opere, i doveri dell'obbedienza e del sacrificio.

Ora è la mano sinistra che tocca la mia mano meschina e, al suo tocco divino, per i meriti del Sangue di cui si riveste, vengono pure rivestiti di meriti i santi desideri di bene, le intenzioni molteplici, gli ideali di apostolato non compiuto, gli slanci della pietà non effettuati.

Chi può dire l'ebbrezza, la ricchezza, la trasformazione dell'anima per questi contatti di grazia, di Sangue, di vita soprannaturale?

Anche i santissimi piedi di Gesù portano le loro stigmate sui miei poveri piedi e il Sangue, fluente dalle trafitture, impreziosisce, sollecita e guida i miei passi nella via della santità, li rende alacri nelle vie del Signore, li tiene sospesi in quelle del Mistero.

Sembra ora che tutta la mia vita sia trasformata in Cristo per virtù del suo Sangue adorabile...

O carità di Cristo impressa sulle mie povere membra, nel cuore e nell'anima a carattere di Sangue!

L'impronta di Cristo in me è il suggello della Redenzione. Questa impressione, dice Gesù, allontana da te ogni tentazione, raddoppia in te la grazia e ti prepara alla gloria.

La sentirai rinnovata in te ogni volta che contemplerai la mia croce, che parteciperai al Sacrificio e mi riceverai nel Sacramen

to dell'amore.

Queste impressioni, queste operazioni di misericordia si rinnoveranno con tanta vivezza, effusione di grazia ed intensità di unione quanto più l'anima tua vivrà di fede e di abbandono ai piedi della croce.

La Vergine Santa, S. Giovanni, la Maddalena, furono i primi ad avere le impressioni del Sangue, così come le ho vivificate in te. Angosciati sotto la croce, furono poi i più beati nella vita, tanto è la magnificenza della grazia che proviene dalla mia Passione. Ebbero sempre negli occhi e nel cuore la visione della Croce, ma ebbero, con essa, tutti i godimenti della Redenzione...

0 Signore Gesù, io intendo accogliere in me le impressioni del tuo Sangue divino tante volte quanti sono i tuoi Sacrifici sull'Altare, le tue immolazioni nelle anime, le tue offerte all'Eterno Padre e intendo di offrirle con Te, non solo durante la vita terrena, ma oltre la vita, fino alla fine dei secoli, pur vivendo beata in Te.

O adorabili piaghe della vita del mio Gesù! O vita mistica del Sangue prezioso!

Aumento in me queste virtù con l'esercizio, con il desiderio, con la preghiera. q. 13 : 23 marzo

 

49 La vita di Gesù deve trasfondersi in me

Per essere tinti di Sangue, basta aderire alle piaghe; ma per ricevere la vita di Cristo, occorre contemplarlo.

E la contemplazione intima è un dono del suo Cuore divino. Contemplando le divine perfezioni di Gesù, la luce di Cristo si riflette nell'anima e la riflessione profonda, costante e vitale, finisce col formare nello specchio dello spirito, non una immagine, virtuale, ma una fiamma viva, reale, divoratrice. q. 13: 24 marzo

 

50 Immergermi sette volte nel Sangue

Gesù m'invita ad immergere sette volte il mio spirito nel suo Sangue prezioso, per avere la virtù e la grazia dei sette Sacramenti.

L'anima religiosa, appunto perché scelta da Cristo, ha i doni speciali della sua tenerezza, che la dispongono a una specie di Sacerdozio; e unita a Lui con i vincoli indissolubili dei santi voti, contrae un'unione intima profonda, efficace che l'avvince sempre più alla vita soprannaturale ed ai Misteri.

Ribattezzata e riconsacrata così dai Sacramenti del dolore e dell'amore, l'anima può prepararsi a ricevere nuovi carismi. Gesù rinnova l'invito; devo immergermi ancora per sette volte nel Sangue del suo Cuore per avvivare i sette doni dello Spirito Santo.

Per questi doni eccelsi, l'anima è elevata ancor più nelle vie di Dio, ed è dagli stessi immersa nel Sangue divino, per acquistare, mercé una grazia più abbondante, l'intuito dei doni del Padre. q. 13 : 24 marzo

 

51 Non mi partirei mai più dalla tua Croce

Oggi la fontana dalle limpide acque vivificatrici si è inaridita, e invano l'anima assetata bussa alla porta del Tabernacolo. Il Sacramento dell'amore si è rifugiato in quello del dolore, e invece di luce, di soavità e di dolcezza, il fianco della sacra montagna non dà che tenebre, pianto e sangue.

Immergiamoci in esso, ritroveremo la vita, la letizia, l'amore. O Comunione di Sangue, gustata a' piè della Croce, mediante la fede nel Mistero, mediante la compunzione per i peccati, mediante il desiderio dell'unione con Cristo, agonizzante, morente, immolato nell'amore e nel dolore. Il Sangue scende a dismisura, e più l'anima riceve e più s'inebria e più lo desidera, lo invoca, lo gusta, ne sente il prezzo infinito, la prima sorgente da cui fu scaturito e la caverna meravigliosa dove s'impreziosì per la forza dell'amore sovrumano. Oh! se per ogni goccia potessi darti, o Signore Gesù, un'anima santificata da' tuoi patimenti, attratta dal tuo amore, unita al tuo dolore!

Se potessi comprendere ciò che ti costa questa redenzione di Sangue, ciò che richiedi perchè sia corrisposta, ciò che vale dinanzi all'Eterno!

Inginocchiata a' piè della Croce, col cuore aperto sotto i piedi adorabili di Gesù e le braccia stese nell'accoglimento del Sangue delle mani; unita intimamente a Gesù per i meriti della sua stessa Passione, sento la grandezza, l'austerità dell'ora suprema, dell'ora di Dio in cui si stringono in possente amplesso la Giustizia e la Misericordia, donando all'umanità il bacio del perdono col prezzo del Sangue. E attratta dalla carità di Cristo, nella sua anima di Sacerdote e di Vittima, partecipo alla sublimità della sua immolazione, alla profondità del suo annientamento.

Più la vita umana va spegnendosi, e più sale la sua vita di amore; più gli manca il Sangue e più si raddoppia il suo ardore; più crescono i tormenti della crocifissione e le agonie della morte, e più si slancia verso la vita del Padre con le fiamme della carità.

Non mi partirei mai più dalla tua Croce, o Cristo Gesù. Qui trovo la vita, il perdono, la grazia, l'amore.

Qui attingo la dottrina, la forza, la verità, la santità, la perfezione. Qui mi disseto nel Sangue, mi rinchiudo nelle piaghe, vivo nella tua stessa oblazione.

O Misteri della Croce! O eccellenza del Sacerdozio di Cristo! O grandezza del suo olocausto!

Sotto la tua Croce, o Gesù, imparo a tacere, a patire, ad amare, a morire. Qui leggo i tremendi diritti della Giustizia e le espansioni infinite della Misericordia.

Qui le tue parole sono Misteri, il tuo silenzio ha un'eloquenza ineffabile, e il tuo martirio ha tutto lo splendore della pace radiosa. O mio Gesù, credo che il tuo Sangue, invocato, scenda a purificare, a illuminare, a santificare; credo che esso è potente come il tuo amore, impetrativo come la tua preghiera. O Sangue del mio Dio, scendi nell'anima mia e riempila della vita di Gesù, perché, morta a me stessa incominci a vivere della stessa vita di Dio.

O Sacramento della grazia, dell'amore e della misericordia, ideato, sgorgato, composto dal dolore! q. 13 : marzo, venerdì santo.

 

52 O mio Gesù Crocifisso

O mio Gesù Crocifisso, Ti adoro nella tua Divinità, nella tua Sacra Umanità; Ti adoro come Figlio Unigenito di Dio, Eterno, Potente, Santo come Lui. Ti adoro Incarnato per la salvezza del genere umano, crocifisso nell'amore, per amore.

Ti adoro nella gloria che dai al Padre con la tua oblazione cruenta: Ti adoro nei Misteri che avvolgono la tua morte, dopo aver suggellato con meriti infiniti i patimenti della mente, del cuore e dello spirito. Ti adoro nella pienezza della tua vita divina e nella immolazione della tua vita umana.

Tutta la Rivelazione e tutta la Redenzione è nella perfezione della tua Sapienza, nella infinità del tuo amore.

O mio Gesù Crocifisso! Ti adoro con la stessa tua Divinità onnipotente, con la stessa tua Umanità immolata.

Ti adoro avvolto dalla veste purpurea del tuo Sangue prezioso, mentre esprimi i tuoi strazi immensi e il tuo amore possente. Ti adoro nella oppressione de' tuoi affanni e nella sublimità del tuo spirito, mentre sali al Padre con i meriti del riscatto per tutto il genere umano.

Ti adoro negli ultimi istanti della tua vita mortale, accompagnando il tuo spirito nella gloria del Padre e il tuo sacro Corpo nella umiliazione del sepolcro.

Chiudo nella tua tomba la povera anima mia con tutte le sue forze, con la volontà, con la libertà, con le sofferenze, con tutta la sua vita. La tua tomba è il solco divino donde germogliano tutte le vite umane, dove si fecondano nella grazia per rendersi degne della vita di gloria. In quel silenzio, in quel nascondimento, a contatto delle piaghe aperte del tuo Cuore squarciato raccolgo l'anima mia perché impari a tacere, a soffrire, ad amare, perché attinga dal tuo Sangue la purezza, il perdono, la grazia, la vita soprannaturale, la vita immortale. q. 13 : marzo, s.g.

 

53 O Sacramento di Sangue

Dopo aver contemplato Gesù Crocifisso, le sue piaghe adorabili, il Sangue fluente a goccia a goccia, come si è composto a goccia a goccia; dopo aver pianto a' piè di quello strazio e di quello spargimento; dopo aver invocato sulle membra, sul cuore e sullo spirito il lavacro della rigenerazione, oh! come è dolce e inebriante poter presentarsi al Tabernacolo e dire a Gesù: Vieni fra queste braccia più amorose di quelle della croce, in questo cuore che si apre per darti tutta la sua vita, in quest'anima che si prostra per ricevere tutto il tuo Sangue.

O Sacramento di Sangue! O Sangue del mio Dio!

O Sacramento perenne della riconciliazione, della misericordia e dell'amore!

Con quali parole ti adorerò, con quali palpiti Ti posso glorificare, quali forze posso disporre in me per accoglierti nella tua pienezza? O Sacramento divino, pegno di un amore eterno, sostanza dell'UomoDio, miracolo della Divinità, io invoco la tua stessa virtù per desiderarti, per riceverti, per ringraziarti.

Ah! io non conosco i grandi misteri che ti legano alla nostra povertà, so e sento che Tu cerchi cuori semplici, umili, puri; so e sento che Tu vuoi prodigare a dismisura i tesori della tua carità; so e sento che la mia povera vita, accanto alla tua EucaristicaDivina, attinge conoscenze soprannaturali, penetra nei Misteri del tuo dolore e del tuo Amore per salire in quelli della tua gloria e del tuo Amore sempiterno. q. 13: marzo, s.g.

 

54 Il fiume regale è il Sangue di Cristo

Questo è l'inizio della Santità, con Gesù, il cammino è in Cristo, in Lui, nella sua Passione. Dopo aver incanalato il fiume torbido della mia vita nelle acque trasparenti, luminose, vivificatrici del fiume regale, bisogna attingere da esse il movimento, la fecondità e la vita. Il fiume regale è il Sangue di Cristo, ed esso ha in sé tutta la storia della Passione, tutta la vita, tutta l'essenza della Redenzione.

Ed è in questa essenza di Cristo, in questa sua vita divina, che l'anima deve perdersi per trovarsi; unirsi sempre più per comprendere sempre meglio la vita del Mistero: il Mistero del Calvario, il Mistero del Tabernacolo, il Mistero delle anime. Non c'è vita più sicura, né mezzo più efficace per la santità, né manifestazione più profonda nelle verità, se non nel Sangue di Cristo.

Chi avvicina le labbra a questa mistica sorgente, non le distacca mai più, per la divina ebbrezza che ne gusta.

Chi arriva a lasciarsi trasportare dalla corrente impetuosa, sente il profondo linguaggio della misericordia divina. Chi affina l'amore in quel gusto e in quel movimento, diventa il nuovo sangue del Cuore di Cristo.

Egli mi dice: Nel mio Sangue ti do il talento più prezioso: esso vale ben più del dono del miracolo e della profezia. Nel miracolo c'è il dominio sulla natura, c'è la sospensione di qualche legge e c'è l'impero sulla morte. La predizione non è che la conoscenza anticipata di un fatto, la rivelazione solenne di avvenimenti futuri.

Ma nel Sangue c'è ben di più.

In esso è l'impero sulle anime, è la vita perenne, immortale, vita soprannaturale, divina: è la potenza di conciliare l'uomo con Dio, di unire l'uomo a Dio, di trasformare quasi l'uomo in Dio.

Nel Sangue è la rivelazione dei grandi Misteri, è la glorificazione delle profezie, è la Potenza di Dio nella sua Gloria eterna, è la Sapienza di Dio negli splendori del suo Verbo, è l'Amore di Dio nella sua vita eterna.

Questo talento regale ne frutta infiniti. Esso solo è un cumulo di doni.

La concezione del Sangue, la comprensione del Sangue, la partecipazione al Sangue, la vita nel Sangue di Gesù.

Misteri che racchiudono la più alta Sapienza celeste e che elevano l'anima alle conoscenze soprannaturali.

Ricorda però che, immersa in questa vita, tu devi portare il mio Sangue a piene mani nelle anime Sacerdotali, nelle anime religiose, nelle anime vergini, in tutte le anime empie.

Ricorda che il Sangue è scorrevole e potente: se non trasporta, seppellisce.

Ricorda che, per esso, hai in mano il Cielo, la grazia, la beatitudine, il tuo Dio, le anime, la loro salvezza.

Ricorda che l'intelligenza del Sangue porta alla intelligenza di Dio, che la vita del Sangue porta alla vita di Dio, che l'amore, prodotto dalla fusione del mio Sangue col tuo, stabilisce in te l'amore di Dio. Nel Sangue è la mia vita umana, dall'Incarnazione alla Risurrezione, con tutto il suo sviluppo, ne' suoi rapporti con il Mistero.

Quanto più riceverai il mio Sangue, tanto più si estenderà in te la mia vita... La virtù del mio Sangue eleva l'anima spogliandola di tutto e di se stessa: la avvicina a Dio per i meriti ed i frutti della Passione; la tiene sospesa, avvinta, immersa in Dio per la potenza della Risurrezione.

Nella Passione il Sangue è prodigato per l'uomo: nella Risurrezione è raccolto per Iddio: così, mentre l'uomo lo raccoglie a' piè dell'altare e del Calvario, io lo effondo dinanzi al Padre, e l'amplesso del Sangue del patimento e di quello dell'amore attira sull'anima il sorriso e la compiacenza, la grazia di Dio, che è poi la sua vita.

Beata l'anima che intende queste cose sublimi e le fa oggetto della sua vita intima. Il Sangue opera da sé, è vero, ma quando l'anima, conoscendone il linguaggio, vi corrisponde, allora si stabilisce, tra lei e il mio Cuore, la corrente perenne e ineffabile dell'amore eterno. q. 13 : 27 aprile

 

55 I doni dello Spirito sono i tesori del Sangue

Nel Cenacolo del Cuore di Gesù.

1 doni dello Spirito Santo sono i tesori del Sangue di Gesù comunicati all'anima.

La S. Comunione prepara l'anima alla conoscenza del Mistero e la Passione di Gesù rinnovellata per il Sacramento infonde nell'anima la vita soprannaturale di Cristo che è l'espansione dello Spirito Santo.

Gesù ha promesso lo Spirito Santo agli Apostoli ed alle anime, ma in quella promessa non c'è che la manifestazione della divina carità.

Da noi non sapremmo il valore della Redenzione di Cristo, il prezzo del suo Sangue e della sua immolazione, non intenderemmo la profondità della Comunione in quanto al suo scopo di unire tutta l'umanità al Padre, non conosceremmo le elevazioni nel Mistero e la forza dell'amore divino.

Ora si sono avvicinate le due sorgenti: quella della misericordia del mio Dio e quella della mia miseria. Sorgenti ambedue maestose; Dio non si arresta dal beneficare la mia povera anima, che attinge la sua attività dalla natura di Dio, ma resta sempre nella sua impotenza. q. 1 : 12 maggio

 

56 Ora comprendo meglio

Ora intendo meglio il martirio della tua Crocifissione, posso dire di essere crocifissa da te, con te, per te e posso darti il sangue del dolore che esce dal cuore con patimento indicibile.

Ora comprendo meglio l'immenso dolore della tua SS. Madre nell'impossibilità di soccorrerti, di sollevare i tuoi dolori, di prestare refrigerio alle tue labbra e conforto al tuo Cuore.

Questo dolore ineffabile è la misura dell'amore che tu hai Tesso nel nostro spirito e della felicità da cui doveva essere resa Tesso la vita dell'innocenza.

Adoro, o Signore, l'opera della tua creazione nelle bellezze della sua perfezione, e accetto in ispirito di riparazione la conseguenza del peccato. Ma mi rifugio con pieno abbandono nel Mistero della tua Redenzione, chiedendo per i suoi meriti, per il tuo Sangue e per la tua morte, di poter risollevarci dalla nostra prova più puri, più forti, più generosi e santi.

Sia fatta, o Signore, la tua volontà nella nostra vita, nella nostra morte, nei nostri dolori e nei nostri sacrifici, ora e sempre sia fatto, o Signore, il tuo santo volere. q. 1 : 17 maggio

 

57 L'anima che soffre in Lui...

O misteri di Dio nella santificazione delle anime! O bontà sovrumana nella disposizione delle nostre intime pene!

Gesù m'insegna che non si può salire ai Misteri della gloria se non per quelli della Croce; che più l'anima è unita per il patimento a Gesù, e meglio si dispone alla luce del prodigio della misericordia; che per salire occorre sprofondarsi così nell'affanno e nel dolore; che nessuna forza è più valida per la santità come quella del sacrificio; che finché l'anima contempla solo esternamente la Croce è avvolta dallo splendore del Mistero, ma quando è portata nelle piaghe, inabissata in quella del Costato, partecipe degli intimi patimenti della Redenzione, è resa simile alla Vittima Augusta e perciò fatta degna di ricevere i frutti preziosi della divina carità.

M'insegna che i doni dello Spirito Santo non sono che la rivelazione del suo Cuore, la disposizione per avvicinarmi a Lui, per conoscerlo e per amarlo, e se l'anima è già in Lui per l'immolazione, questi doni le sono partecipati con sovrabbondante misura.

Essi hanno per iscopo la glorificazione di Gesù nell'estensione del suo Regno, nella corrispondenza della sua carità, nell'unione alla sua vita di amore.

L'anima che soffre in Lui, che è avvinta per una grazia speciale alle piaghe intime del suo Cuore, non solo intuisce tutte queste verità, ma vive in esse una sublime vita soprannaturale.

Soffrendo con fede e con rassegnazione, contemplando i patimenti di Gesù e adorando la sua Volontà, l'anima purifica continuamente se stessa, ogni imperfezione è lavata nel Sangue prezioso, ogni sospiro, ogni lagrima, tutto è avvalorato dai meriti della Passione, e la purezza, la perfezione, la virtù acquistata con mezzi così efficaci e potenti la dispongono alla vita del Cielo che pregusta nella visione dell'intelletto, e nell'arcana soavità del cuore, nella perenne elevazione dello spirito che è il dono più sublime della carità del Signore. q. 1: 20 maggio

 

58 Tutto diventa spirito...

Quando l'anima ama, sfiora la Croce, le piaghe, il Costato, il mio Volto divino.

Quando soffre entra in ogni ferita, porta le membra a contatto del Sangue, porta se stessa a contatto del Cuore, della mia anima

divina ed io mi chino in un amplesso d'amore verso la creatura. Non è illusione, figliuola, sentirti stretta dalle mie braccia, resa soave dalle mie labbra, infiammata dal mio Cuore.

E il dono della mia grazia per il tuo abbandono alla mia volon

tà.

è così che tratto chi soffre. Tutto diventa spirito quando lo spirito si alimenta di Sangue. Le sofferenze della vita, il sacrificio, il pianto, la tribolazione, tutto è dal Sangue trasformato in fiamma e la fiamma si unisce così, è accolta così, si svolge così nel mio Cuore. Così, come tu, affranta dal dolore, ti senti inebriata d'amore. q. 1 . 21 giugno

 

59 Il Crocifisso avvince l'anima

La Croce di Gesù è la vita e la speranza di ogni anima cristiana.

Nella sua Passione è la nostra salvezza.

Il Sangue che sgorga dalle piaghe scende a rivestire le membra straziate e scende pure a ricoprire di un sacro manto tutta l'umanità quasi di una veste regale e magnifica. Per la creazione siamo figli di Dio, per la Redenzione siamo conquista di un Re.

Il Crocifisso avvince l'anima con il patimento, con la parola, con l'abbandono, con l'immolazione, ma più di tutto con il Sangue. Che è che mi inebria al solo pronunziare questa parola: «Il Sangue del mio Dio?»

O ch'io lo veda scorrere da ogni piaga, uscire dalla bocca divina di Gesù, scaturire a fiotti dal Costato, stillare da ogni fibra del Capo adorabile; ch'io lo riceva dalle mani, dai piedi, dagli occhi di Gesù; o che lo senta scorrere per le mie vene, fluire al cuore e rifluire come un'onda sempre più possente. Questo tesoro del mio Dio esercita su di me un'attrazione irresistibile; non vedo che Sangue, non invoco che Sangue, non vivo che di Sangue! q. 14 : s. quaresima

 

60 A Gesù coronato di spine

O divino Capo di Gesù, coronato di spine, ti adoro profondamente, ispirando la mia adorazione a tutto l'amore del Cielo, a tutto il pentimento della terra, a tutte le manifestazioni di lode, di riconoscenza, di devozione, di compassione, uscite dal cuore dell'umanità.

Ti adoro, mio Gesù, come Re di dolore e di misericordia. Ogni spina è una significazione della nostra iniquità. L'uomo è giunto al culmine della sua ingratitudine straziando il tuo Capo con le spine dell'incredulità, dell'eresia, della superbia, ma Tu, mio Dio, sei giunto al culmine della misericordia.

Ah! se ti avessimo incoronato d'oro non avremmo il purissimo, il santissimo, il preziosissimo tuo Sangue.

Esso forma una corona ben più preziosa e fulgente dell'oro, e, mentre Ti risplende in capo mandando bagliori di Cielo, lascia cadere su noi, sulle nostre anime colpevoli, una mistica pioggia di gemme, con le quali offriamo al Padre il prezzo del perdono, mentre il Padre le intesse a corona di gloria sempiterna.

Deh!, o mio Gesù, per i patimenti, per le angosce, per le sofferenze che ti costarono quelle spine, abbi pietà di me e di tutti. Crocifiggi con esse la mia volontà, perché sia uniformata alla tua volontà, e trafiggi il cuore perché ti dia tutta la vita e tutto il dolore e tutto l'amore. q. 14

 

61 Con la pienezza del Sangue

Si entra nella pienezza della luce di Dio con la pienezza della grazia. Ma la pienezza della grazia non fu concessa che alla Vergine.

Si entra nella pienezza della vita e dell'amore di Dio con la pienezza del Sangue. Esso è dato senza misura a tutti. O Mistero di misericordia, o mistero di sovrabbondanza spirituale!

L'anima, riconquistata da Gesù a prezzo di Sangue, è come una fortezza circondata da un fiume regale. Guai se essa lo calpesta per ritornare nel mondo! Vi attinga invece per salire alla mistica torre della santità, donde può contemplare le superne visioni della luce, della pace e della misericordia del Sangue. q. 14

 

62 Deponiamo il Sangue su ogni piaga

Da tutte le membra perfettissime, santissime, delicatissime di Gesù, stilla per noi il Sangue del dolore e dell'amore. Raccogliamolo devotamente, adorando il prezzo della nostra vita spirituale, e offriamolo a Gesù per Gesù; deponiamo il suo Sangue su ogni piaga, il suo dolore su ogni dolore per avere, in cambio, la fiamma viva della purezza e della carità. q. 14

 

63 Non vedo che Sangue e fuoco

Il Sacrificio dell'altare, se è incruento per il Sangue, è cruento per l'amore! O Sangue adorabile, che scendi come una pioggia di fuoco da tutte le piaghe del mio Salvatore! Ogni scintilla è una goccia del Sangue del mio Signore e la fiamma ardentissima che lo avvolge è il fiume regale della sua vita di grazia.

Non vedo che Sangue e fuoco, fuoco e Sangue: la Passione nel suo supremo dolore; la Redenzione nel suo amore supremo! La mia vita è nelle piaghe di Cristo!

Non c'è sterilità per l'anima che vive, ama e s'immola a piè della Croce. Il Sangue non ha stagioni o leggi come la rugiada e la pioggia: esso scende in tutti i terreni, anche in quelli incolti, sempre, feconda anche quelli che non hanno seme, poiché il seme di vita spirituale lo porta lui, lo seppellisce lui nei solchi dell'anima, facendo germogliare una messe ubertosa.

O Signore, quanto Sangue e quanta luce e quanta grazia! Quid retribuam?

Dammi, o figlia, i frutti dello spirito di fede e dello spirito di umiltà, essi produrranno i frutti dell'amore. q. 14

 

64 Nel santuario del Cuore, il Sangue della Vita

Nel santuario del tuo Cuore, già immolato per noi, erano i simboli del tuo amore perenne: c'era l'acqua purificatrice e c'era il Sangue della vita.

O gocce misteriose, fluite dalla trafittura del costato del mio Gesù, vi raccolgo con tremore, con devozione, con amore. Vi raccolgo nel mio povero cuore perché abbia purezza e vita; vi raccolgo per tutti gli uomini, chiedendo per tutti redenzione e salvezza; vi raccolgo per le anime del Purgatorio perché ottengano la luce e la beatitudine; vi raccolgo ancora per la anime beate dei Santi perché sia accresciuta, mercé del vostro merito, la loro gloria accidentale.

Vi raccolgo come omaggio ai Misteri della Giustizia e della Misericordia, con quelle intenzioni, con quell'amore, con quella generosità che ebbe Gesù versandovi dopo la sua morte.

La lancia del Centurione è passata di mano in mano; anch'io, Signore, l'ho stretta nell'espressione della mia iniquità manifestata con la freddezza e con l'ingratitudine.

E Tu, pietoso Signore, ogni volta hai corrisposto con l'acqua

della rigenerazione, con il Sangue della tua vita, e, mentre sanavi così le mie infermità, per la trafittura del tuo Cuore, Tu accoglievi le mie miserie, versando in me nuove misericordie.

O Signore Gesù, non più con la lancia del peccato o con quella della infedeltà, ma col tuo Amore fatto mio, con la stessa acqua che zampilla alla vita eterna, con lo stesso Sangue trasformato in mistica fiamma, penetrerò nel tuo Cuore, a cantare le tue Misericordie, a celebrare i Misteri della tua immolazione, a compiervi la mia per Te, per la gloria del Padre, per la gloria della Divinità unita alla Sacra Umanità, simboleggiate nell'acqua e nel Sangue.

O adorabili Misteri del mio Dio!

O armonie della Passione, della grazia, dell'amore, della bontà somma del mio Gesù! q. 14

 

65 Bevete il Sangue di Cristo

Volete immergervi nell'abisso dei Misteri di Dio? Bevete il Sangue di Cristo.

Volete comprendere che cosa sia la vita soprannaturale, nella partecipazione dei Misteri?

Bevete il Sangue di Cristo.

Volete incominciare, anche in questa vita, a conoscere l'infinità del Misteri?

Bevete il Sangue di Cristo.

Volete offrire al Signore una fede purissima e ardente, una speranza fatta certezza, un amore trasformato in vita essenziale? Bevete il Sangue di Cristo.

Esso è l'irradiazione della Divinità per mezzo della Sacra Umanità, perché trasfonde in noi la vita di Cristo, la sua vita umana, la sua vita divina.

Il Sangue di Cristo è il dono per eccellenza dello Spirito Santo: il dono vitale che ha mille voci e mille manifestazioni; esso è la manifestazione della misericordia del Padre.

Oh! potenza del Sangue di Cristo! Esso non soltanto purifica l'anima, la riscatta dalla colpa, la rende degna dello sguardo di Dio, la dispone alla grazia e la prepara alla gloria, ma ha in sé una virtù rivelatrice. E quando l'anima, elevata nelle altezze del Mistero, non può intendere i segreti impulsi da cui è attratta, non può abbracciare l'eccellenza e la grandezza del dono di Dio, il Sangue di Cristo le dà l'intuito profondo e, con esso, la partecipazione alla vita di Cristo in Dio.

Il Sangue di Cristo! Scaturisce dalle sommità del Cielo come le acque del diluvio, ma più abbondante ancora e continuo, e, mentre il diluvio coperse le genti sotto i flutti della giustizia e della morte, il Sangue di Cristo le immerge nei flutti della grazia e dell'amore, che risalgono alla vita eterna. q. 14

 

66 Come canteremo le glorie del Sangue?

Il Sangue di Cristo [...] è il cibo della mente per la verità; è il cibo del cuore per l'amore che profonde; è la veste regale che ricopre le nostre membra piagate; è la chiave misteriosa di tutti i tesori del Cuore di Gesù; la mistica corrente per cui si sale al Mistero; la meravigliosa forza per cui ci si unisce a Dio! Come canteremo le glorie del Sangue di Cristo?

Con il dolore e con l'amore, così come l'ha versato Gesù. q. 14

 

67 Non stancarti di attingere alla sorgente

Non stancarti di attingere alla sorgente inesauribile del mio Sangue!

Se attingi con fede, esso diverrà fede per te: la più pura e profonda; se attingi con speranza, esso alimenterà in te la speranza più ardente; se attingi con carità, esso si trasformerà in fiamma viva, operosa, inestinguibile di amore. Se ad esso chiedi la purezza, ti purificherà l'anima, il cuore, l'occhio, lo spirito, trasfondendo in te la mia stessa purezza.

Se gli chiederai l'umiltà, ti insegnerà gli abbassamenti che portano alla più eccelsa vetta della carità; se gli domanderai la partecipazione ai Misteri, t'introdurrà negli abissi della Misericordia.

O potenza, grandezza ed efficacia del Sangue di Cristo! Esso è la mistica acqua che zampilla alla vita eterna con getto sovrabbondante, perpetuo; esso è la stessa vita eterna perché ci dà l'incremento della vita spirituale: sviluppa, feconda e porta a maturazione le opere della grazia e ci unisce alla stessa vita di Dio. q. 14

 

68 O piaghe adorabili, o fonti vive!

O piaghe adorabili del mio Gesù, santissime piaghe delle mani, dei piedi, del costato, per cui la Sacra Umanità profonde le ricchezze, le misericordie della Divinità, vi adoro e vi bacio con la devozione, con la tenerezza della Vergine, con l'adorazione degli Angeli, con lo stesso sguardo della augusta Trinità chinata su di voi nella compiacenza dell'amplesso della giustizia e della pace.

O fonti vive, eccelse, perenni, di amore e di dolore, vi adoro, mi anniento dinanzi alla vostra grandezza e invoco tutti gli ardori dello Spirito Santo per rendermi degna di adorarvi sempre più, di sentirvi nelle mie povere membra, nel cuore e nello spirito, per attingere da voi la mia santificazione e la vostra gloria. q. 14

 

69 Quando l'anima è così stretta a Gesù...

Quando l'anima è così stretta. a Gesù, avvinta alle sue membra piagate, china sulle sue labbra da cui fluiscono parole adorabili, rinchiusa nel Suo Cuore straziato per disporsi alla consumazione ed all'annientamento, allora Gesù la considera come sua. Lui stesso la presenta al Padre segnata di perdono, di grazia, di misericordia, di Sangue e di amore. Quest'anima, intimamente unita a Cristo, per l'uniformità alla sua volontà, per la rinunzia di sé, per la partecipazione a' suoi dolori, è deposta da Gesù stesso nelle mani di Dio perché sia strumento di gloria nel regno della beatitudine. q. 14

 

70 Il bacio di amore alle piaghe di Gesù

Esso è un atto di fede, riconoscendo, in quelle membra straziate, la potenza del Padre, che ha scelto per la Redenzione la Vittima augusta del suo stesso Figliuolo.

è un atto di speranza, adorando, nel Sangue, la Sapienza ordinatrice nella forma del riscatto.

E un atto di carità, contemplando, nella consumazione di Cristo, l'Amore con cui lo Spirito Santo ha versato la sua misericordia. q. 14

 

71 Sette parole sgorgate dal Cuore col Sangue

Durante l'Agonia, ho pronunziato sette misteriose parole che sono la rivelazione del mio amore infinito; parole sgorgate dal Cuore col Sangue, innalzate al Padre con la consumazione di me stesso. Chi le medita? Chi si unisce alla mia preghiera di in

tercessione? Chi si rende degno di sentire la promessa del Cielo, di ricevere la Madre in dono, di comprendere il mio abbandono, di estinguere la mia sete, di unirsi alla mia consumazione per po ter vivere perpetuamente col Padre? q. 14

 

72 Il silenzio della Croce

Il silenzio della Croce è un mistero profondo; ma quante cose rivela!

Esso riflette il grande silenzio di Dio, da cui scaturisce il fiume della sapienza regale.

Ma chi pensa al mio silenzio misterioso? Chi prega per avere il lume di intuirlo, la grazia per comprenderlo, l'amore per imitarlo?

L'uomo continua la vita nello studio della scienza che egli persegue invano con tutte le forze della mente. Anche se giunge ad afferrarla, che cosa è mai, in confronto alla scienza che scaturisce dalla Croce, dalle piaghe aperte, del Sangue versato per amore? q. 14

 

73 Il Sangue dà le intuizioni del Mistero

O anima, che ascolti le mie pene, che intendi il mio dolore, che t'inchini alla mia Passione, sii benedetta.

Chi può arrivare alla contemplazione del Volto Santo del Signore? Chi abbevera il cuore e ricopre gli occhi di Sangue. Il Sangue di Gesù dà le intuizioni del Mistero e il Mistero svela il Signore.

Ciò che cementa l'unione con Cristo è il Sangue; il Sangue nel quale è la vita della grazia, la vita di Dio. q. 14

 

74 Le promesse di Gesù Crocifisso

L'anima che si avvicina alla Croce con fede viva viene purificata da' suoi peccati ed iniziata alle conoscenze superiori, viene ricoperta dalla candida veste della purezza e disposta a ricevere gli impulsi della grazia.

L'anima che si avvicina alla Croce con speranza viene unita a' miei stessi patimenti e resa degna della nuova vita di grazia e di giustizia.

L'anima che si avvicina alla Croce con la carità ardente partecipa ai meriti e ai frutti della Redenzione. Il suo amore sale al

Padre con il mio olocausto e la sua vita diventa una mistica immolazione.

L'anima che si appressa alla Croce con le virtù teologali, accompagnate dalla umiltà, dalla mortificazione e dall'amore, si prepara ad entrare nei Misteri della Passione per gustare poi quelli della gloria.

L'anima che adora e bacia le mie piaghe e attinge, con devozione, il Sangue che ne esce, acquista una vita nuova, una vita di luce, di grazia e di amore. L'intelletto si illumina delle verità eterne, il cuore palpita per le attrazioni soprannaturali, e lo spirito trascina la vita per le vie della santità.

L'anima che ripensa alle mie parole pronunziate sulla Croce, le sente ripetere nel più profondo, come fossero dette per lei, intende il mio verbo di amore e la potenza, la grandezza e l'efficacia della mia carità.

L'anima che stabilisce la sua dimora nelle mie piaghe, e specialmente in quella del Costato, è difesa da ogni tentazione: a poco a poco si attutiscono in essa le esigenze della vita naturale, perde la conoscenza delle cose caduche per ricordare soltanto quelle eterne.

L'anima che tiene fisso lo sguardo sulla Croce, sulle mie membra straziate, per offrirmi al Padre come ostia immacolata, piacente a Lui, riceve in sé, con la vita del Sangue, il riflesso della divina Misericordia.

L'anima che vive accanto alla Croce, invocando la virtù del mio Sangue, non sente l'aridità; essa è sempre irrorata dalla mistica rugiada fecondatrice.

L'anima che seppellisce la propria vita nelle profonde amarezze del mio Cuore squarciato, troverà, alla morte, la vita eterna. L'anima che, contemplandomi crocifisso, adorerà i decreti della Giustizia e della Misericordia, troverà, in morte, un compenso di amore.

L'anima che mi offrirà al Padre come vittima di amore, di espiazione e di Redenzione, meriterà di essere offerta da me stesso al Padre perché abbia la beatitudine eterna.

Chi desidererà distaccarmi dalla Croce, con la riparazione e con l'amore, avrà la grazia di sentirsi unito alle mie piaghe, alla mia Passione, alla mia immolazione e perciò a' miei meriti, alla mia vita e alla mia gloria. q. 14

 

75 Avvicinati, entra, bevi e canta

O Misteri del mio Dio! O Misteri del mio Dio! La luce, la forza e la grazia che emanano da questi contatti con la vita di Cristo, mi portano al suo Costato e sento la voce di Lui che ripete:

Avvicinati e partecipa alla adorazione fatta dalla mia sacra Umanità; bevi il mio Sangue e canta con esso il ringraziamento; penetra ancor più nell'anima per impetrare la misericordia di Dio sul mondo.

O potenza di Gesù! O ebbrezza della Croce!

O rivelazioni scaturite misteriosamente dalle membra, dal Cuore, dal Sangue, dall'Anima, dalla Divinità di Cristo!

q. 1,5 : s. quaresima.

 

76 Raccogli nel mio Cuore tutto il Sangue

La vita e la passione di Cristo compendiano tutti gli atti di culto e tutte le riparazioni dovute alla Divinità: ma chi compie gli atti di culto e le riparazioni valevoli a soddisfare Gesù?

Gesù stesso con la sua Divinità.

Lo squallore della grotta di Betlemme è glorificato dalla magnificenza della visione beatifica; l'oscurità della vita di Nazareth è compensata dagli splendori della gloria divina; la privazione del deserto, le angoscie dell'agonia, il martirio della Passione, tutto è corrisposto dalle espansioni della Divinità, unita alla Sacra Umanità umiliata, santificata, consumata per me.

Ma questi Misteri, che rivelano eccelse misericordie, non sono svelati che misticamente, e l'anima, compresa, commossa, impotente, desiderosa di presentare a Cristo gli atti di un culto, accettevole, valevole e meritorio e gradito, chiede che può dare, che può fare per Gesù. E Gesù risponde: Ecco il mio Sangue. Esso ha in sé tutte le virtù. Offrilo al mio Cuore come adorazione, come ringraziamento, impetrazione e riparazione. Esso corrisponde a tutti gli slanci dell'umanità e soddisfa a tutte le esigenze della Divinità.

Il Sangue di Cristo conobbe i palpiti più profondi e santi del suo Cuore divino, esso risentì tutte le commozioni della grande anima compresa della Giustizia di Dio e delle colpe degli uomini e, con lo slancio supremo dell'amore, si versò tutto in redenzione copiosa.

Vogliamo di più? Gesù mi presenta il suo Cuore stesso e dice:

Raccogli in esso tutto il Sangue che esce dal mio Capo, dagli occhi, dalla bocca, dalle mani, dai piedi, da tutte le piaghe: raccogli ed offri, offri e raccogli continuamente per compiere i quattro atti di culto.

O Signore, e Tu rimarrai senza Cuore! Metti il tuo al suo posto. Possibile, o Signore?

Io lo dilaterò a dismisura perché tu mi segua perfettamente, costantemente, con tutta la fede, con la confidenza, con tutto l'amore.

O redenzione copiosa di Cristo!

Essa racchiude tutte le riparazioni della Divinità, tutte le riparazioni della Sacra Umanità e la meschinissima ma viva partecipazione della povera anima mia! q. 1,5

 

77 Il Sangue ci trasformerà e saliremo all'amplesso

Finché rimaniamo terra, non potremo salire all'unione con Dio, ma se per il pentimento e per le lagrime, saremo trasformati dal Sangue di Cristo, allora il Sole divino ci bacerà con la sua luce, e noi, deposte le nostre miserie nelle profondità della misericordia del Cuore di Cristo, saliremo all'amplesso della Divinità dove è il trionfo dell'Amore eterno. q. 15.

 

78 Essere la nuova croce

Gesù chiede a questo povero spirito di essere la nuova croce... disposta a ricevere tutto il Sangue che sgorga, tutta la virtù che l'accompagna, tutto l'amore che perpetua questi Misteri.

O Cristo Gesù! O Cristo Crocifisso, o Crocifisso amore, la mia povera anima è tutta per Te: vieni, o Gesù; con la tua vita sosterrò le tue piaghe, col tuo Sangue sosterrò le tue angosce, con la tua grazia parteciperò a' tuoi Misteri.

O Crocifisso amore!

Gesù stesso offre i chiodi per la mistica unione: la purezza, l'umiltà, la semplicità, l'obbedienza: le virtù tutte che Egli stesso ha voluto praticare nella sua vita umana e senza le quali l'anima non può unirsi perfettamente al suo Dio. q. 1,5

 

79 I Misteri del Sinai e del Calvario

Sul Sinai la legge fu incisa sulla pietra, sul Calvario l'amore fu

scritto a caratteri di sangue sulle stesse membra di Gesù. Contemplo i grandi Misteri del Sinai e del Calvario da una vetta eccelsa: è la montagna della grazia su cui mi ha portato la forza del Sangue di Gesù. Da questa vetta contemplo la potenza della Divinità e la misericordia della Sacra Umanità, adoro il Verbo sul labbro di Dio e Dio sulle labbra del Verbo Incarnato, adoro la sapienza nel seno di Dio e la grazia nel Cuore dell'UomoDio, adoro i disegni dell'Amore eterno e le giustificazioni dell'Amore immolato. E contemplando la miseria da cui sono salita, meravigliata che la piccola mente possa abbracciare gli sconfinati orizzonti del Mistero, della grandezza, della Giustizia e della Misericordia di Dio, chiedo confusa il perché di queste sublimi ascensioni, per poter corrispondervi con tutto lo slancio del cuore. q. 15

 

80 L'anima è il mistico Calvario

L'anima è il mistico Calvario su cui Gesù vuole piantare la sua croce.

E avviene infatti che, per virtù del Sacramento, Egli s'immola in noi; nelle profondità della nostra terra pianta la croce della sua Passione, e, se questa terra si rammollisce e si consuma a contatto del Sangue, che ha il potere di scioglierla e di stemperarla, allora Gesù fa una sola cosa di se stesso e dell'anima, porta le piaghe vive e vere a contatto del cuore, e rivela allo spirito i segreti del suo martirio e le grandezze della sua Divinità. q. 15

 

81 Salire per i meriti della Passione

Tremo sempre di queste elevazioni supreme; eppure Gesù mi fa intendere che esse sono la forma di culto più gradito, più essenziale, più vitale per lo spirito che cerca Dio solo.

La divinità si comunica a noi per Gesù Cristo e per Lui soltanto noi possiamo elevarci a Dio. Per Gesù Cristo, per il suo Sangue, trasmesso in noi, possiamo rientrare nelle sue piaghe, penetrare nel suo Cuore e di là salire l'altare dell'immolazione dove bruciano tutte le nostre miserie e con la mistica fiamma possiamo salire fino a Dio. Salire per i meriti della Passione e per la forza della nostra volontà.

O Signore, è un'illusione questo misterioso indugio nelle grandezze della tua Passione e in quelle della divinità?

è una grazia, figliuola, ricevila con umiltà e con amore. q. 16: marzo

 

82 Sei la goccia del mio Sangue

Non diciamo che la vita spirituale è sterile quando Gesù la coltiva in se stesso, quando non si vedono né fiori, né frutti, né luce, né bellezza, né splendore. La fecondità prodotta dal Sangue di Gesù è consumata dallo stesso Sangue nella formazione di una vita soprannaturale, sfuggente ai sensi. Ecco l'opera trasformatrice di Gesù: riempire l'anima di se stesso, ridurla a sostanza di vita essenziale e di amore purissimo; avvolgere questa sostanza e questo amore con la vita della grazia perché, unita al suo Cuore, palpiti con Lui nella vita del Mistero. Dunque Gesù cerca nell'anima il rifugio, non per sé, ma per l'anima stessa: è Lui che cerca, ma è l'anima che trova: è Lui che chiede, ed è l'anima che riceve: è Lui che discende, ed è l'anima che sale.

Sento come una trasformazione di tutta me stessa e odo le parole del mio Signore: Sei la goccia del mio Sangue che ritorna al Cuore per incontrarsi e perdersi nella sovrabbondanza del fiume regale. q. 16

 

83 Il modo di cercare il regno di Dio

Stamane Gesù insegna all'anima il modo di cercare il regno di Dio e il modo di pregare perché esso si estenda nell'anima. Cercare il regno di Dio vuol dire elevarsi nella contemplazione della sua potenza, della sua grandezza, della sua gloria: vederlo nella sua bellezza, nella sua sapienza, nella sua misericordia, nel suo amore.

Ma l'anima non può vedere se non è illuminata: il richiamo viene sempre da Dio e quando Egli la illumina, il regno di Dio si estende in essa, s'imprime nelle sue potenze, domina il suo cuore, la volontà, lo spirito. Bisogna cercare il regno di Dio per mezzo di Gesù Cristo.

Basta unirsi alla sua Croce, abbeverarsi al Sangue della rigenerazione e della santificazione: esso riporta alla giustizia, alla pace, alla verità, alla santità, all'amore che formano il regno di Dio...

Il regno di Dio nell'anima.

Non si stabilisce se Gesù non possiede tutta la mente, il cuore,

lo spirito, se Gesù non impera con la sua Passione, con la sua dottrina, con la sua vita, col suo amore.

Non si accresce, se l'anima non dimentica di avere la volontà e se non mette quella volontà sui i passi di Gesù. Non si estende, se l'anima non .si studia di salire verso la luce con la rinunzia di sé, con il desiderio di compiere i disegni del Signore.

Ma chi conosce questi disegni?

Chi li può prevenire e comprendere?

Chi prepara nell'anima l'attitudine a riceverli, la sapienza per adorarli, la grazia per effettuarli?

Il Sangue di Gesù. Esso compie tutti i disegni del Padre. In che modo?

Gesù ha aperto le sue braccia sulla croce nell'impetrazione del grande regno di Dio, nel desiderio di parteciparlo a tutti, ed ha aperto il Cuore per offrire il prezzo della conquista.

Questo prezzo è inesauribile come è infinito il regno, e più si rinnova l'offerta, più il regno si estende: il regno della gloria di Dio e il regno della sua grazia in noi.

Vivendo sotto l'influsso di queste grandi misericordie, ascoltandole dalle stesse labbra di Gesù, l'anima si sente impiccolire, consumarsi, diventare come un semplice soffio, puro, leggerissimo, così da poter penetrare, nascondersi, immergersi nel Cuore di Cristo. E Cristo stesso, per la forza sovrana dell'Amore, pare nascondersi nella piccola anima per unirla e immedesimarla con la luce di Dio. q. 16

 

84 Lo Sposo del dolore sanguinante

L'amore nuovo è l'investimento della pace, il dominio di Cristo e, nell'investimento di Lui, la vita in Lui: vita eccelsa, di mistero, di amore; vita soprannaturale di fede, di adorazione, di penetrazione nelle segrete cose di Dio. Contemplo il Mistero dell'Amore fatto Carne, fatto Sangue nell'Incarnazione, e, per la Carne e per il Sangue, diventato Mistero di amore che unisce a Dio con vincoli sovrumani.

Quest'unione si intensifica nel divino banchetto dove tutta la virtù del Sacramento, tutto il Sacramento dell'amore viene gustato dall'anima.

Avviene però che spesso, nell'intimità dello sposalizio, rinnovato tutte le volte che l'anima è chiamata da Gesù a pregustare le delizie dell'eternità, Gesù stesso si trasforma, non è più lo sposo dell'amore soave, ma lo sposo del dolore sanguinante.

E l'anima lo vede, non più nella gloria della festa, ma nello squallore della Croce, nell'amarezza dell'agonia.

Chi può dire queste trasformazioni di Gesù nell'anima, le impressioni misteriose, profonde, inconcepibili che producono; le conoscenze superiori che profondono, i sensi nuovi che scaturiscono, così nuovi da non poter seguirli ed effonderli con le semplici concezioni umane?

L'attrazione della Croce, la penetrazione per la piaga del Costato, nel Cuore di Cristo è il ritorno al mistero dell'amore ritrovato, per il dolore, più fecondo di benefici, più luminoso di verità, più ricolmo di grazie. q. 16

 

85 Il Sangue è la vita del Corpo Mistico

Lo Spirito Santo ammaestra l'anima, immergendola nel Sangue di Gesù. Come il sangue è la vita del corpo, così il Sangue di Gesù è la vita del corpo mistico della Chiesa.

Ma, mentre il sangue umano non vivifica che un corpo, il Sangue divino vivifica tutte le anime con la pienezza della vita soprannaturale.

Nel corpo umano, ogni fibra ed ogni particella deve restare nel suo composto essenziale. Nel corpo mistico della Chiesa, anche le ultime fibre più insignificanti e più umili, possono essere trasformate in sangue di vita e scorrere, vivificando sé e altri.

Quando avviene la trasformazione dell'anima nel Sangue di Gesù?

Quando essa domina i sensi del corpo; quando essa può rispondere che vive per Gesù, che desidera Lui solo, che palpita per Lui, che pensa a Lui; che ama, vuole, aspetta, cerca, adora soltanto Gesù.

Così distaccata dalla vita della natura, dei sensi, dell'egoismo, del tempo, della volontà e della libertà, incomincia a vivere la vita della grazia. E questa grazia ha movimenti soprannaturali, essenzialmente spirituali: ed avendo il Corpo Mistico di Cristo la Chiesa un'anima eminentemente mistica, così in quest'anima, informata dalla vita di Cristo, la piccola creatura trova l'impulso a muoversi, a dilatarsi, a salire. Essa si muove perché, mercé il Sangue di Cristo, si dilata con il Cibo sostanziale delle divine verità, si eleva, spazia, sale sempre più alto per l'amore.

Ora la piccola anima è come la goccia di Sangue nel Cuore di Cristo e sale, dal Cuore al Capo divino, dall'amore alla luce, e scende dalla luce all'amore, con le esuberanze della divina carità.

Nel Cuore attinge la vita, nel Capo la consuma in omaggio al Padre, e così, in questi mistici movimenti di grazia, rassoda l'unione, raddoppia le intuizioni e stabilisce la sua vita in Cristo Gesù. E Gesù l'arresta, o nel Cuore, o nella sua mente divina, secondo i suoi disegni d'amore; e rendendola partecipe dei Misteri della sua Passione, la invita ad immergersi nel più profondo del Cuore, al largo, dove sono i dolori supremi. q. 16

 

86 Il Sangue è mano, braccio e cuore

La grazia è la mano di Dio che conduce l'anima per i sentieri fioriti della luce e dell'amore. E se questa mano mancasse? Se ad un tratto sospendesse la sua carità?

La grazia di Dio non manca mai. Ma, e se mancasse?

Allora immergerei il mio spirito nella corrente del Sangue di Cristo. Esso è mano, braccio e cuore: mi saprà guidare, portare e riunire al soffio della grazia immortale. q. 16

 

87 Le glorie della Risurrezione e le grandezze della Passione

Le glorie della Risurrezione fanno risplendere, in tutta la loro austera bellezza, le grandezze della Passione.

O Misteri del mio Signore! Essi hanno in sé un carattere tutto speciale, eppure l'uno illumina l'altro e più si contemplano, più si comprende l'essenza che li unisce: la loro vitalità dipende dall'unica potenza della Divinità.

Dopo aver contemplato la Passione, con la fede e con la grazia, seguendo gl'impulsi dello Spirito Santo e le attrattive del divino paziente, dopo aver gustato le espansioni della Divinità nelle immolazioni della SS. Umanità, l'anima è preparata ai gaudi della Risurrezione, nella radiosa luce del Mistero.

Ma questi gaudi e questa luce riportano a' piè della Croce, e il Sangue, che ancora fluisce per la Passione dell'amore, dà le nuove intuizioni della vita di gloria.

Gesù è risorto, e le adorabili piaghe si sono trasformate in sor

genti di luce, di fiamme prodigiose che attraggono l'anima con nuove armonie, con forza nuova, con grazia ineffabile. E la luce addita altre vie di ascensione e la fiamma domanda nuova consumazione.

Se bisogna completare la Passione di Cristo per ciò che riguarda la nostra cooperazione, bisogna completare anche la Risurrezione.

Gesù la domanda con la stessa tenerezza con cui ci effonde la sua misericordia. Bisogna compiere il Mistero della Risurrezione di Gesù con la nostra stessa risurrezione dalla vita di debolezze e di peccato, alla vita di forza e di grazia.

Vita di forza nella fede, vita di grazia nell'amore; vita soprannaturale nei Misteri, vita sostanziale nell'unione.

La Passione e la Risurrezione di Cristo si completano per il Sacramento.

Il Sacramento dà le intuizioni del Sacrificio e dà le purificazioni per la vita spirituale.

Esso ha in sé i meriti del Sangue e quelli dell'amore; ha le piaghe vive e le stigmate fulgenti; ha tutta la tristezza del Calvario e tutto lo splendore del sepolcro glorioso.

Il Sacramento si alimenta delle pene della Croce e dei gaudi della Risurrezione.

Il Mistero del Sacramento fu annunciato nei secoli con la voce delle Profezie, fu istituito dalla stessa voce del Verbo di Dio e perpetuato dal Verbo della Risurrezione.

In virtù della sua vita gloriosa Gesù vive nella sua vita di amore. La Risurrezione conferma l'Incarnazione, la vita di Gesù, la dottrina, gli esempi, la Passione, la morte prodigiosa, il Sacrificio, il Sacramento. Se Gesù non fosse risuscitato, come potremmo dire che è vivo nel Mistero dell'amore?

Ah! dopo aver sepolto nella tomba di Cristo la vita con tutte le sue energie, la volontà con tutte le sue potenze, la libertà con i suoi voli, lo spirito con le sue conquiste, il cuore con i suoi diritti, è sommamente soave sentire rinnovarsi nelle profondità dell'anima le attrattive per nuovi Misteri e per forme nuove di mistica unione.

Ed io volo come ape, passando dalle piaghe di Gesù alle ferite sfavillanti di luce, bevo il Sangue e bevo l'amore. q. 16: Santa Pasqua

 

88 Il Sacramento illumina il Mistero

La contemplazione del Crocifisso imprime nell'anima salutari ammaestramenti, ardori nuovi per la virtù, per la santità, per la perfezione; rende sensibile, per l'unione alle piaghe, al Sangue ed alla immolazione, la grandezza della Redenzione.

Il Sacramento cementa la contemplazione della Croce e quella della Risurrezione, trasfondendo la vita nuova della rigenerazione.

Il Sacramento illumina il Mistero della Croce rendendolo sensibile per il Sangue, che trasmette e dona la forza per comprendere la vita trasumanata di Cristo.

Il Sacramento conferma tutti gli atteggiamenti di Gesù sulla Croce: Sacerdote, Vittima, Uomo, Dio, immolato da Dio per l'umanità.

Per il Sacramento l'anima ritrova tutta la grazia, tutta la luce, tutta la dottrina, l'amore della vita di Gesù.

Quando ripensiamo a persone o a cose care, a luoghi noti, a vicende tristi, è in noi un rivivere sentimenti di soavità, di tristezza, di compiacenza, di pianto, di gioia o di amore.

Le persone, le cose, le vicende si ravvivano con strana potenza quasi fossero di nuovo presenti all'anima con la loro essenza. E un lavoro dello spirito.

Ma le cose, le persone, le vicende non hanno la potenza di suscitarsi in noi con la loro vitalità. Cristo, sì. Quando pensiamo con amore, con devozione, con riconoscenza alla sua vita privata, alla sua vita pubblica, alla sua Passione, a' suoi Misteri, alla sua misericordia ed al suo amore, Egli trasmette, suscita e alimenta in noi la sua vita vera e reale con l'esuberanza della sua grazia, con la magnificenza della sua luce, con la potenza della sua carità. E quando l'anima lo ha ritrovato vivo e vero in tutti i Misteri della sua misericordia, non le resta che aderirvi e ritornare col pensiero, con il cuore e con lo spirito alle tappe luminose che intensificano la vita e l'unione col Sangue e con l'amore. q. 16 : Santa Pasqua

 

89 Ogni volta che l'anima bacia le ferite

Mi presento a Gesù col cuore ripieno del suo Sangue, attinto dall'adorazione delle sue piaghe; col cuore ripieno di gaudio per l'adorazione della sua gloria nella Risurrezione.

Quel Sangue m'insegna ad adorare le piaghe e quella luce m'insegna la misericordia di Gesù.

Ogni volta che l'anima bacia le ferite del Crocifisso merita che Gesù baci le piaghe della sua miseria e de' suoi peccati. E come le piaghe danno il valore al piccolo atto di culto, così l'efficacia del bacio di Gesù è in proporzione della fede.

Quando l'anima ha baciato ed abbracciato le piaghe di Gesù, viene illuminata, fortificata, elevata nelle sue conoscenze superiori, e, volgendosi alle debolezze del prossimo, vede in esse le soavissime piaghe di Gesù.

Ogni anima, per quanto santa, rappresenta co' suoi difetti una piaga di Gesù, e, Gesù domanda che esse siano compatite, addolcite e rese soavi dallo stesso amore profuso per la sua Passione. O carità di Gesù! q. 16 : Santa Pasqua

 

90 Di che temerò?

Di che temerò, mio Signore, se la tua misericordia sovrabbonda nella mia piccola anima?

Temerò i giudizi del Padre?

No, Egli non giudica e non condanna l'anima rivestita del Sangue di Gesù.

Temerò l'inferno?

No, perché me ne libera il Sangue di Cristo. Temerò per i miei peccati?

Il Sangue di Gesù me li ha lavati tutti e continuamente scorre sulle imperfezioni della mia anima.

Temerò per le mie ingratitudini?

No, perché il Sangue dello Sposo le ripara. Temerò per la mia debolezza?

Il Sangue è la mia forza. Temerò per la mia povertà? Il Sangue è la mia ricchezza. Temerò per i pericoli che mi attorniano? Il Sangue è la mia difesa.

Per l'impotenza a comprendere le cose di Dio? Il Sangue me le rivela.

Per l'incostanza nell'amore? Il Sangue lo avviva.

Per la debolezza nel sacrificio?

Il Sangue mi sostiene.

Per l'impotenza a corrispondere alla grazia? Il Sangue ha corrisposto per me.

Per l'incapacità di accogliere i doni di Dio?

Il Sangue mi rende capace di tutto; lo credo, lo sento, lo invoco.

O Sangue del mio Gesù, vita della mia vita, luce della mente, dolcezza del cuore, slancio dello spirito, sorgente della vita divina, portami alla vita eterna! q..17. aprile, s.g.

 

91 San Giuseppe fu l'ombra di Dio

S. Giuseppe fu l'ombra di Dio, misteriosamente disposta intorno alla vita di Gesù.

Egli appare alla Natività del Redentore, nei momenti del sacrificio e della prova, e scompare quando Gesù si presenta alle turbe, nello splendore della dottrina e nella gloria del miracolo. Chi può scrutare queste segrete disposizioni di Dio?

S. Giuseppe non potè seguire Gesù nella sua Passione, né assistere sotto la Croce alle sue immolazioni supreme.

Forse ebbe l'intuito della Passione di Gesù nella Circoncisione, quando vide uscire da quelle carni delicatissime e immacolate il Sangue adorabile della Redenzione. A piè della Croce di Gesù troviamo il Mistero, rappresentato da Maria, il Sacerdozio, rappresentato da Giovanni, l'umanità peccatrice rappresentata dalla Maddalena.

S. Giuseppe non appare più.

Egli passò sulla terra nella umiltà, nella oscurità, nel silenzio: servì il Signore nello spirito di fede, di abbandono e di amore e cooperò alla Redenzione mediante il sacrificio e il disprezzo. E la gloria di Gesù illumina la sua vita, esaltandola su tutta la terra.

Così l'anima, chiamata da Dio a grande santità. Essa è sempre l'ombra dei segreti di Dio: deve essere la custode fedele di Gesù, disposta a tutto, pur di conservarlo nella profondità del suo spirito, disposta a patire, a soffrire, a seppellirsi per Lui nell'umiltà, nell'oscurità e nel silenzio.

Nella nostra vita deve apparire, trionfare solo Gesù. Nascondiamoci. q. 17: 18 aprile

 

92 Quando dico Sangue di Cristo, non intendo...

C'è in noi una forza occulta, quasi uno spirito sconosciuto che risponde alla voce di Dio?

Quando l'anima, attratta dalla divina potenza, arresta tutte le sue facoltà per ascoltare e seguire il misterioso richiamo e, pur rimanendo nell'impotenza assoluta, sente in sé impulsi nuovi, forze nuove, la volontà che acuisce la sua energia, l'intelletto che si eleva, lo spirito che sobbalza per l'entusiasmo e per la vita nuova che lo investe e lo trascina, chi accoglie e risponde a questo passamio di Dio?

E la misteriosa forza, sepolta in noi dal peccato e dalla schiavitù delle passioni, che risorge dalle rovine al richiamo di Dio? E il senso profondo con il quale il primo uomo rispondeva all'appello del suo Dio, che si sprigiona dal sepolcro mercé la virtù e la forza della Redenzione?

Non so. Certo in noi c'è qualche cosa di intimo, profondo, inafferrabile che si commuove al tocco della divina misericordia e sostiene l'anima nelle altezze del Mistero.

Quante cose mi rivela il Sangue di Cristo! Quando dico Sangue di Cristo non intendo alludere né alla sostanza, né al suo colore, né a' suoi elementi; no, esso mi attrae come forza, vita, luce, grazia, dono di Dio.

In esso trovo tutti i mezzi della santità. La santità richiede la purificazione.

Il Sangue mi purifica.

La santità vuole la mortificazione.

Il Sangue mi parla di mortificazione. La santità vuole l'umiltà.

Poteva scendere più basso la profusione del Sangue di Cristo? La santità è unione con Dio.

Chi, più del Sangue, mi avvince a Cristo, e, per Cristo, a Dio? La santità richiede spirito di fede, di speranza e di amore. Quanta fede, quanta speranza e quanto amore nell'accoglimento del Sangue di Cristo!

La santità è la conoscenza di Dio.

Chi, meglio del Sangue, mi rivela la potenza, la grandezza, la sapienza, la gloria del mio Dio?

Immagino la compiacenza dei filosofi nello studio del pensiero e immagino il godimento dei teologi nella elevazione della mente

alle grandi cose di Dio.

Ma, se mi prostro a' piè della Croce, e invoco e ricevo e adoro e bevo il Sangue del mio Dio, esso mi spiega verità sublimi, mi rivela Misteri profondi, mi rapisce con gli splendori della sacra Umanità di Cristo e con le glorie della augusta Divinità.

Ah! non mi distaccherei più dalla Croce! Sia questa Croce sul Calvario o sull'altare, dovunque essa piove su di me le sovrabbondanze della misericordia, della luce, della pace, dell'amore. q. 17 : 20 aprile

 

93 O Sangue, mi abbandono alla tua virtù rivelatrice

Ah! noi non intendiamo questi Misteri perché, dinanzi a Dio, conserviamo le facoltà umane. Bisogna annullare tutto, credersi impotenti della più piccola elevazione, della più semplice intuizione e abbandonarsi alla sola virtù del Sangue di Cristo.

Esso ci rivelerà tutti i Misteri.

Quando Gesù, salendo sulla Croce, rappresentò l'elevazione più sublime, il Sangue discese a rivelare gli abbassamenti della sua anima. Sulla Croce era il compendio della divina carità ed il Sangue uscì a profusione a denotarne la forza, la potenza, l'estensione e la continuità.

O Sangue del mio Gesù, io mi abbandono alla tua virtù rivelatrice!

Accogliendoti in me, con la fede profonda, con una speranza ardente e con la carità operativa, intendo di ascoltare tutti gli insegnamenti luminosi, di partecipare alla vita intima di Cristo, a' suoi abbassamenti, alle sue umiliazioni, a' suoi patimenti, alla sua carità.

Intendo di offrire ad ogni istante queste glorie sconosciute alla Maestà del Padre: intendo di offrirle per tutto il mondo, e, con le intenzioni, con l'amore, con la virtù, con il merito con cui le offrì Gesù stesso. O Sangue del mio Gesù, Tu sei Verbo e Luce, Grazia e Gloria del mio Redentore. Tu sei la mia speranza, la mia vita, il mio amore. q. 17: 21 aprile

 

94 Finché il Sangue sgorga, l'amore non verrà meno

Là (a' pié della Croce), il patimento, il dolore, il Sangue, la morte di Gesù, tutto diventa amore per l'anima. Ma un amore che, mentre sale nella luce del Mistero, deve, come il fuoco della terra, sprofondarsi nella oscurità, nel silenzio e nel nascondimento perché sia sodo, resistente e costante.

L'amore superficiale svanisce, come la scintilla, al minimo soffio della brezza, alla più piccola goccia della rugiada; l'amore forte, vero, reale, non teme nulla, né si piega, né si attenua, né vien meno giammai.

Ma come alimentare questo amore?

Col Sangue. Finché il Sangue sgorga dalle adorabili piaghe del mio Gesù; finché la grazia mi terrà avvinta ad esse, e finché il cuore sarà aperto al tesoro prezioso, l'amore non verrà meno.

L'amore nutrito dal Sangue di Gesù, intensificato sotto la sua Croce dal desiderio, dalla fede, dall'unione, salirà con la fiamma dello stesso amore di Gesù, fino al trono di Dio, dove attingerà grazie nuove e misericordie ineffabili per la mistica consumazione. q. 17 : 22 aprile

 

95 Il Sangue e l'amore

La Comunione del Sangue completa quella dell'amore, e quella dell'amore prepara quella del Sangue: il Sangue e l'amore comunicano all'anima la Divinità. L'anima si abbandona a queste operazioni segrete della grazia e crede di nascondersi, di seppellirsi in Dio. Questo nascondimento indica invece esporsi alla luce più viva, abbagliante, sovrumana degli splendori di Dio. Indica salire l'ardua montagna, avvolta di caligine densa, ma vedere in essa e sentire, ed essere veduta e sentita da Dio.

E questa la sua partecipazione alla vita del Mistero. Vi si sale tutte le volte che l'anima si prostra a' piè della Croce: tutte le volte che l'anima è unita alla Passione, alla vita, all'amore di Gesù.

Per virtù dei Misteri della Sacra Umanità si penetra e si vive in quelli dell'augusta Divinità.

Ma, più si sale e meno si vede e meno si comprende Iddio, come chi salendo, resta abbagliato dalla luce sfolgorante del sole e si perde nell'ampiezza dei cieli.

O Signore, il Re sapiente Ti chiedeva la Sapienza celeste, in. tuendo forse, in essa, la virtù del Mistero della Redenzione: io Ti chiedo, o Signore, il Sangue prezioso che mi dà i tesori della Redenzione e, con essa, la Sapienza celeste.

0 Signore, non potendo accogliere che imperfettamente le effusioni della tua carità, non posso che rispondere e corrispondere imperfettamente.

Ebbene, o Gesù, intendo di offrirti, ad ogni istante, tutti i sentimenti della vita, quelli gustati e offerti e quelli che scaturiranno ancora al richiamo della tua grazia.

Voglio essere docile, pronta, disposta a tutte le tue espansioni, ma voglio evitare ogni ansia, ogni ricerca perché so che il tuo spirito e la tua grazia trionfano nella semplicità. q. 17: 23 aprile

 

96 Sangue e Sapienza

Per il Sangue di Gesù l'anima acquista la Sapienza celeste. Esso la dispone a contemplare lo stesso Mistero della Sapienza nella Persona del Verbo: generato eternamente dal Padre, il Mistero dell'Amore nello Spirito Santo.

La Sapienza insegna a contemplare il mondo delle altezze del Cielo, a vedere l'ordine di Dio anche nel disordine causato dalla debolezza dell'uomo, dalla sua manchevolezza e dalla cattiva volontà, l'ordine che è la legge, la base di tutte le cose create, l'apoteosi della stessa Potenza di Dio. La Sapienza celeste rivela che tutto è ordinato alla gloria di Dio, da tutto Egli ricava il suo trionfo.

La Sapienza celeste manifesta la Provvidenza di Dio, l'espansione della sua carità estesa a tutti in generale ed a tutti in particolare, espansione che si estende al corpo e all'anima, alle cose visibili e invisibili.

Non c'è palpito umano, non c'è pensiero, non c'è parola, atto e fatto che non sia avvolto dai misteriosi disegni della Provvidenza. La Provvidenza è l'aiuto per la legge, è la forza per l'elevazione, è la virtù dell'amore. La Sapienza celeste rivela il grande amore di Dio che avvolge tutti i figli che amano e quelli che non amano.

L'amore è lo scopo della legge e dell'ordine, è il frutto della Provvidenza.

La Comunione, riabilitando l'anima, vi produce l'ordine, la schiude ai tesori della Provvidenza e la corona di amore.

Il Sangue di Gesù, scorrendo nelle nostre vene ricompone la vita; la vita ricomposta dalla stessa virtù di Dio è atta a ricevere la Provvidenza e, con la Provvidenza, l'amore.

La Sapienza celeste, che svela e porta all'ordine, che manifesta e dona la Provvidenza, che attrae e concede l'amore, porta alla santità.

La glorificazione dei Santi non è che la manifestazione dell'ordine, della provvidenza, dell'amore di Dio.

Vi sono anime che Egli riempie di sé fino a farne traboccare la pienezza.

E allora che la grazia, la luce, la forza, l'amore di Dio giungono a noi rivelando il Mistero della Sapienza celeste, rivelando la Potenza del Sangue, e tutte le meraviglie della Divina carità! q. 17: 24 aprile

 

97 Nella piccola Ostia e nel Sangue prezioso, adoro...

O Padre Santo, Ti offro il Corpo adorabile di Gesù che credo e adoro nella piccola Ostia, consacrata, innalzata, offerta a Te dal Sacerdote. In quella candida Ostia vedo, credo e adoro Cristo Crocifisso, incarnato, vissuto, morto per me. Vedo, credo e adoro le privazioni, le sofferenze, i sacrifici della sua vita privata: le fatiche dell'Apostolato, le grandezze della sua vita Sacerdotale, il martirio della sua Passione.

E nel Sangue prezioso, offerto nel Calice, credo e adoro tutte le perfezioni della sua vita, tutte le virtù del suo Cuore, le immolazioni del suo spirito, le grandezze del Mistero, la potenza della riparazione, la misericordia dell'incarnazione, la perpetuità dell'immolazione.

E offro, con il Corpo Santissimo e col Sangue prezioso, la mia povera vita e, ripeto, con l'amore di tutto il Cielo, con la fede di tutte le creature, con tutto lo slancio del mio spirito immortale: «Sia lode a Te, mio Dio, nei secoli eterni». Amen! q. 17:24 aprile

 

98 O Sangue, Tu sei la più superba creazione

O Sangue di Cristo, Tu sei la più superba creazione di Dio! Tu hai in te stesso le meraviglie dei cieli, le forze occulte della natura, tutti i bagliori della luce e tutta la potenza del fuoco.

Tu sei, per le anime, ciò che è il sole, l'acqua, l'aria per la vita del corpo, tu sei la partecipazione diretta della grazia della soprannaturalità dell'amore di Dio. Tu sei la vita stessa dell'UomoDio trasfusa in noi: sei la sorgente di ogni bene, il bene stesso, manifestato alla mente, nel cuore e nello spirito.

Non c'è altra ricchezza al mondo, altra scienza, altra felicità.

Noi possiamo attingere da te la pace, la verità, la soavità; possiamo vedere ciò che non è concesso che in Cielo, perché, abbeverandoci alla sorgente del Cuore di Cristo, possiamo contemplare la carità sovrana del Padre Celeste, intento a darci perpetuamente, con il Sangue del Figlio, la virtù dello Spirito Santo.

Quale slancio non ricevono le energie dello spirito sotto l'impulso di tanta misericordia! q. 18: novembre, s.g.

 

99 Quale abisso, la piaga del tuo Costato!

Riposa sul mio Cuore lo spirito, il cuore e tutta te stessa. Mi chino sulla piaga che, man mano, va allargandosi. Assorbo il Sangue divino e mi lascio distruggere dal fuoco e investire dall'amore.

Sono disposta a rimanere così tutta la vita. O mio Dio, o mio Gesù, quale abisso la piaga del tuo Costato!

Essa è estesa quanto i secoli, immersa quanto il Cuore di Dio. Ben vi può stare tutto il mondo.

Aderisci alle parti vive per essere poi tradotta in Sangue ed in amore.

Il Sacrificio che si compie sull'altare è in corrispondenza di quanto avviene nell'anima: è il segno del vero, reale, ineffabile incontro con Gesù. q. 18 : novembre, s.g.

 

100 Piaghe sanguinanti e mistici doni dello Spirito

Gesù ricompensa con sette mistici doni, quelli dello Spirito Santo, atti a distruggere i sette peccati capitali, quelli che baciano, per adorazione le piaghe sanguinanti del suo Corpo.

Per crucem ad lucem per mortem ad vitam per dolorem ad amorem. q. 18: novembre, s.g.

 

101 Per mezzo del Sangue, comprendere la giustizia

Nella giustizia di Dio è tutta la sua potenza, la sua sapienza e il suo amore. Questo attributo di Dio è manifestato alla povera anima come una luce immensa, ineffabile, così splendida, abbagliante, e potente che non permette l'accesso a nessuna creatura. Tutto è ombra dinanzi a Dio.

Ma quest'ombra viene illuminata, preparata e disposta a sostenere la luce di Dio dalla Incarnazione di Gesù, dai meriti della

sua Passione, dal suo Sangue, dalla sua Morte, dalla sua Risurrezione.

Soltanto per mezzo di Gesù l'anima può essere esposta a sostenere il riflesso della luce del gran Re.

L'anima deve calpestare ogni cura, vivere nello spirito di fede, entrare per mezzo di questo spirito nel Cuore di Gesù; là è il centro della riflessione della giustizia: per mezzo del Sangue può giungere a comprenderla, può acquistare la purezza per sostenerla e la grazia per unirvisi. q. 18 : novembre, s.g.

 

102 La via del Sangue è la via del Mistero

C'è chi gode i benefici del sole senza riflettere alle sue meraviglie: c'è chi gode e contempla: e c'è chi, godendo e contemplando, sale oltre il sole, a contemplare ed a godere la sorgente eterna da cui scaturiscono tutte le meraviglie temporali e spirituali.

Così nei rapporti del Sangue di Cristo. C'è chi vi partecipa quasi inconsciamente.

La virtù e il merito giungono alla sua anima, per una misericordia infinita, senza che l'anima si rivolga a cercare la sorgente di bene che l'avvolge.

C'è chi, affascinato dalla corrente misteriosa, seguendo la forza che lo travolge, cerca, nella stessa forza, il segreto della carità. E c'è chi, abbandonando se stesso alle segrete operazioni della carità, lascia che il Sangue operi i suoi prodigi soprannaturali. Ed ecco che l'anima, illuminata dalla fede, trova nel Sangue di Gesù il perdono di tutte le colpe, vi trova i meriti, le virtù, gli esempi, la vita e la morte di Cristo; vi trova il Mistero, e, per il Mistero, sale all'unione con Dio.

In un istante solo, figliuola, puoi raggiungere beni così eccelsi, intimi, soprannaturali. In un solo istante, purché tu corrisponda a questo battesimo di Sangue, con tutte le forze del tuo spirito, puoi ottenere un battesimo di purezza, nel perdono delle colpe, un battesimo di luce, nella partecipazione alla stessa mia vita, un battesimo di amore, nella elevazione al Mistero.

Non indugiare nel pensiero della tua meschinità, della tua pochezza e impotenza.

La gloria di Dio non si aumenta per ciò che gli dà l'uomo. Che cosa può dare l'uomo che non sia di Dio? Ma per ciò che l'uomo riflette di Dio: per la grazia che accoglie in sé, per il modo con cui la accoglie, per la fedeltà con cui la conserva, per il desiderio con cui l'accresce.

Il digiuno, la penitenza, la preghiera, sono atti buoni, graditi ed efficaci per ottenere il perdono delle colpe, ma quando l'anima, stretta da molti doveri, dalla debolezza delle membra, dalla impotenza del fisico, dalla tirannia del tempo, non può compierli e dà queste sofferenze in cambio degli atti e si getta con fiducia nel mare ampio del Sangue di Gesù, trova, in quell'abisso di carità, i mezzi possenti per il riscatto di se stessa dalle proprie miserie, per la trasformazione in Dio, per la sua vita in Dio.

La via del Sangue è la via del Mistero, bisogna percorrerla ad occhi chiusi, ma senza tentennare. Essa è più spaziosa dei cieli e più profonda dei mari, più luminosa della stessa luce del sole. Chi vi è introdotto, per una misericordia di predilezione, deve portarvi uno slancio perenne che accolga tutta la vitalità dell'intelletto e quella del cuore. Deve adattarsi a una vita intima di moto e di impotenza, di beatitudine e di amarezza, di rinunzia e di immolazione: deve acuire lo spirito mediante il silenzio dei sensi e dilatare il cuore mediante le rinunzie della volontà.

Deve perdere l'amore di se stessa per estendersi nell'amplesso della carità universale: deve consumare tutte le forze vive della natura per lasciare la fecondità a quelle della grazia: deve insomma lasciarsi avvolgere e travolgere dalla mistica corrente come la goccia dal fiume impetuoso. q. 19. 30 dicembre

 

103 Intorno a te, il mio fiume di Sangue

Non temere le ire del nemico, intorno a te è il mio fiume di Sangue: egli non lo può toccare, non lo può passare; se ti disturba, se ti minaccia col suo vocio, immergiti nel fiume prodigioso: egli non ti vedrà più. q. 19: 30 dicembre

 

104 L'anima intenta ai Misteri

Il sentiero di Dio è molto stretto, lo batte soltanto l'anima che vive la vera vita dello spirito: vita di purezza, di semplicità, di mortificazione.

Quel sentiero è continuamente percorso da Gesù: se l'anima sa unirsi a Lui, intimamente, completamente, è portata, trasportata dalla sua carità. Queste cose meravigliose non le vedo soltanto, ma le sento, le gusto, vivo in esse e mi sento trasformata.

Accanto al mistico sentiero è un fluire di Sangue: chi ha coraggio di immergervisi per attingere la purezza, la spiritualità e la grazia, cammina con Gesù nel piccolo sentiero della santità. O Signore, mi getto a capo fitto nell'abisso delle tue misericordie: voglio attingervi tanto Sangue quanto è il tuo Amore: voglio seppellire in esso tutte le mie colpe, le colpe del mondo, per ricavare la grazia della nostra salvezza.

Ascolto. «Chi adora e beve e s'immerge nel Sangue di Cristo, acquista la sensazione del suo dolore immenso, degli spasimi che sostenne per noi, del martirio con cui immolò la vita».

L'anima intenta a questi Misteri, riceve le impressioni della Passione e, per queste impressioni soprannaturali, diventa pura, leggera, spirituale, così che può percorrere il sentiero angusto della santità, velocemente, sicuramente, per raggiungere quello regale dell'amore eterno. q. 19: 31 dicembre

 

105 Chi attinge il Sangue in vita...

Immergi ogni preghiera, ogni azione, ogni pensiero, ogni palpito, ogni atto nel Sangue delle mie piaghe: usciranno santificati e saliranno come fiamma di amore a Dio, come pioggia di espiazione nel Purgatorio.

O mio Dio, che intendo! Qual luce, quale fiamma, quale veri. tà, quale potenza, quale misericordia!

Il Sangue di Gesù, versato e applicato alle anime, non è consumato, no: esso è sempre in Gesù per tutti, con tutto il suo valore, con tutta la sua virtù, con tutti i suoi meriti, per noi, per ciascuno di noi, ad ogni istante, per tutta la vita.

E a disposizione della nostra volontà, in proporzione della nostra pietà, per l'accrescimento della nostra santità.

Perché non vi attingiamo?

Chi attinge il Sangue di Gesù in vita, con fede, con speranza, con amore, non scenderà ad attingere il fuoco del Purgatorio. q. 19 : 31 dicembre

 

106 In tutte le Sante Messe, con la bocca sul Sangue

Adoro e bacio, ad ogni istante, le piaghe misteriose del mio Gesù.

Raccolgo il Sangue prezioso che ne fluisce, lo depongo sugli occhi, ne riempio la mente, il cuore e lo spirito.

Cosi, sempre in tutte le S. Messe, con lo spirito accanto al Mistero, con il cuore sulle piaghe, con la bocca sul Sangue, con la vita sulla morte del mio Gesù, aspiro la vita eterna.

O mio Gesù, se non so dire ciò che Tu mi riveli, se non so afferrare ciò che passa nel più intimo, se non so penetrare in Te se non nei limiti della mia poverissima capacità, ti offro questa capacità accresciuta dalla volontà, estesa dall'amore, perpetuata dalla grazia e, aderendo con lo spirito ai Misteri del tuo spirito, ripeto ad ogni istante, con tutta la fede, con tutta la speranza e con tutto l'ardore: «Sanguis Christi, descende, inebria, sanctifica me et omnes!». q. 19 : 31 dicembre

 

1924

 

107 Immòlati così...

Finita la Consumazione della S. Messa Gesù mi fa contemplare la Croce, le spine, i chiodi, rimasti sull'Altare intrisi di sangue.

Che posso fare, mio Dio?

Raccoglierli, stringerli al cuore in un amplesso di adorazione e di amore.

Non basta ricevere l'impressione di quegli strumenti di passione, distenditi sulla croce, accogli sulle mani e sui piedi quei chiodi intrisi di Sangue, metti sul capo la corona di acutissime spine, immolati così, adorando, amando, impetrando.

q. 19 : gennaio, s.g.

 

108 Dona il Sangue con la parola

O grandezza dei doni del Signore! O sovrabbondanza della divina carità!

Gesù continua in me i suoi richiami di misericordia. Egli vuole effondere in me il suo Sangue prezioso perchè io lo possa partecipare agli altri. Sì, mio Signore, credo che una goccia sola del tuo Sangue basterebbe a redimere mille mondi.

Ebbene, io raccolgo e Ti offro tutto il Sangue de' tuoi olocausti per la salvezza, per la santità di ciascuna anima. Insegnami, o Gesù, come posso trafficare questo tuo dono supremo.

Che fa un ricco buono e pietoso?

Dà lavoro, dà il pane, dispensa doni, moltiplica gli atti di carità e di amore.

Dona il Sangue con la parola, con la carità, con il sacrificio, con l'umiltà. q. 19 : 16 febbraio

 

109 ... verserei il sangue ora per Te

Quando Teresa, contemplando le cose create, saliva con un impeto di amore fino a me, io le dissi con parola divina: «Se non avessi creato il mondo, lo creerei ora per te».

A te, mia figlia, ripeto: «Se non avessi versato il Sangue sulla Croce lo verserei ora per te». Tanto mi è gradita la tua contemplazione, tanto mi è cara la tua vita di unione alle mie piaghe, la tua vita di amore nel Sangue.

So che tu vorresti che questa tua vita non fosse disturbata dalle cose esterne, che non fosse sospesa dal contatto con le creature. Ma il prodigio è appunto qui. Tenere desta, forte, vivissima la fiamma in mezzo al vento della distrazione, del sacrificio e del dovere.

Se tu non puoi rimanere sempre con me, verrò io con te, ti seguirò nel lavoro, nella distrazione e nella fatica.

Ed io bacio i tuoi piedi, le tue mani, il costato, tutte le piaghe del capo, del volto e del petto, ripetendo nel lavoro, nella fatica, nella tribolazione il cantico del Sangue che è il canto dell'amore. q. 19 : 18 febbraio

 

110 Il Mistero del Sangue si rinnova a ogni istante

L'altare è ricoperto di Sangue, le mani del sacerdote sono ricolme di Sangue. Quando egli le alza per benedire, per consacrare, per pregare, per cancellare la colpa, per invocare la grazia, esse piovono Sangue.

Il Sangue di Cristo scorre sulle pagine sante del Vangelo, sovrabbonda nei Sacramenti, perpetua il suo getto profondo nel Sacrificio e nel Sacramento, dalla Croce e dal Tabernacolo.

Mio Gesù, Tu mi ripeti in mille modi la grandezza del tuo Mistero di amore, lo sanzioni ad ogni istante, lo rinnovi per tutti. E come, dal giorno della creazione, non sono venute meno le forze della natura, come anzi si rinnovano e trionfano per la virtù della tua potenza, così il Mistero del Sangue si rinnova e trionfa dal giorno dell'immolazione: si rinnova ad ogni istante per trionfare su tutti.

O Misteri profondi, dischiusi all'anima con luce misteriosa, con attrazioni ineffabili! O potenza del Sangue, o virtù, o sovrabbondanza, o perpetuità!

Mentre penso e scrivo, il Sangue scende e scorre, scende da ogni croce innalzata sull'altare, scorre alla porta di ciascuna anima.

Perché non posso raccoglierlo tutto e offrirlo a Te, Padre di misericordia, per ottenere il dono, la grazia, la potenza di portar

lo in tutte le anime, come l'angelo portò un giorno il pane della vita al profeta sfinito? Perché non posso riempire il mondo del tuo grido di amore, di questo Mistero di amore, di questo prodigio sovrumano che si compie in mezzo a noi con tutte le asprezze della tua Passione?

Perché io stessa non vado crescendo in questo amore, mentre Tu mi concedi tutti i mezzi per renderlo infinito?

Piego l'umile vita a' piè della Croce del mio Signore con il desiderio più ardente di amare, di adorare, di comprendere il Mistero. q. 20: 1 giugno

 

111 Stringi le mani in mistica coppa

Aprimi il cuore, figliuola, e i tuoi desideri saranno coronati e le tue ricerche saranno soddisfatte.

Voglio appoggiare sul tuo cuore la mia croce nuda, fredda e squallida, ma stendi le braccia, stringi le mani in mistica coppa sotto il mio costato aperto e piega il tuo capo sul mio sanguinante.

Ecco la risposta. Raccogli il Sangue, spargilo nelle anime, la tua ne sarà ripiena ugualmente per il contatto delle labbra alle mie piaghe.

Mi abbandono a te, mi abbandonerei ad ogni anima come mi sono abbandonata tra le braccia del Padre. Non temere, non è illusione, dalla croce scende la misericordia infinita: essa è il canale misterioso per cui giungono alle anime tutti i beni della verità, della grazia e dell'amore. Quando gli uomini mi crocifissero le mani ed esse apparvero impotenti, apersi il Cuore per offrire tesori inesauribili; e mentre la crocifissione sembrava distruggere la mia Sacra Umanità, la misericordia trovava espansione nell'Augusta Divinità».

Dal Cuore trafitto uscì l'ultima goccia di Sangue, la goccia misteriosa dell'acqua: dallo stesso Cuore, aperto quotidianamente sull'altare, continua ad uscire il perdono, esce con l'amore, con la verità e con la grazia, esce la vita soprannaturale e quella eterna. Ogni immolazione ammette la Risurrezione gloriosa, e come la Passione profonde la misericordia sugli uomini, la Risurrezione raddoppia la gloria del Cielo. La Passione è per ogni anima, pur rimanendo completa nella sua essenza, nella sua potenza e nella sua grandezza dinanzi alla giustizia di Dio. q. 20: 27 ottobre

 

112 Il Sangue di Cristo è la mia ricchezza

A piè della Croce mi rivesto delle spoglie di Gesù. Il suo Sangue lava i miei peccati e ricopre le mie indegnità, la sua misericordia sana le piaghe e ricolma i solchi infruttuosi, l'amore spegne ogni forma di vita naturale, ispirando i pensieri, gli atti, le parole alla purezza della vita spirituale.

La mia ricchezza è Gesù. Egli ha corrisposto per me alla giustizia del Padre e mi offre ad ogni istante i tesori del suo Sangue divino, facendomi sentire e gustare in essi tutte le espansioni della sua divina carità.

Il Sangue di Cristo è la mia ricchezza. In esso trovo la luce per la mente, la forza per lo spirito, la gioia per il cuore, la ricchezza sovrabbondante di ogni bene morale, la promessa infallibile dei beni eterni.

Il Sangue di Cristo mi fa penetrare nella vita intima di Gesù, nella vita della sua Passione, del suo dolore, della sua morte; nella vita Eucaristica, nella vita de' suoi Misteri. Ed è un'ascensione continua, una penetrazione ineffabile, una unione sostanziale.

A poco a poco l'anima si distacca dalle cose esterne, sensibili, visibili, da se stessa, dal tempo e dai desideri, dalla cognizione delle proprie facoltà e dalle grandezze della propria libertà.

Sente solo un bisogno, l'amore; prova una sola attrattiva, immergersi nel Sangue della Redenzione; nutre un solo desiderio, compiacere Gesù; ha sete di Lui, ha fame di Lui, e questa sete e questa fame aumentano quanto più sovrabbonda la grazia, quanto più è rapida e benefica la mistica corrente del Sangue.

O Sangue di Gesù, in te è la mia vita del tempo e quella dell'eternità!

Il Sangue di Cristo, penetrando in noi con la possente vita del suo Cuore, ci rende membri vivi del suo corpo mistico, la Chiesa militante, facendoci quasi sentire la nostra unione con la Chiesa purgante e con quella gaudiosa.

O Sangue di Cristo, alimenta la mia fede, la speranza, la carità; donami la forza nel combattimento, la luce nella tenebra, la grazia che dispone alle comunicazioni con Dio!

Il Sangue di Gesù dà un'ebbrezza di cielo che è impossibile dimenticare.

Gustata una volta, l'anima la ricerca, la chiede, non può vivere priva di essa. Il Sangue di Gesù spira una fragranza soavissima, esso ha in sé il gusto delle cose eterne.

Dammi dunque, o Signore, continua a darmi il tuo Sangue divino.

Esso discenda sulla poverissima anima mia con tutta la sua virtù redentrice. Tu puoi estenderla sulla mia vita passata, come il maestro ritocca la tela del giovane alunno; Tu puoi santificare le mie azioni, perdonare tutte le colpe, dissipare le tenebre, togliere ogni residuo di debolezza, di infedeltà e di miseria.

Ti prego, estendi, o Signore, la virtù redentrice del tuo Sangue sulla mia vita avvenire, su ogni palpito, su ogni pensiero, su ogni azione.

Informa con essa ogni atto, santifica ogni respiro, rendi la mia vita pura, perfetta e accettevole al tuo Padre celeste.

Il Sangue di Cristo stabilisce in noi la verità, la giustizia, la pace e l'amore: donandoci la purezza, esso ci porta alla santità: spegnendo in noi le passioni, vi suscita lo slancio generoso per la virtù: trasformando il gusto delle cose terrene in disprezzo e noncuranza, porta a una vita di soprannaturalità e di amore.

Per seguire le operazioni della grazia l'anima deve orientarsi: deve fissare lo sguardo in Gesù. Fissare lo sguardo in Gesù vuol dire indirizzare a Lui tutto, pensieri, affetti e azioni.

Lasciargli la mente libera, il cuore vuoto, alacre lo spirito: scacciare dalla mente ogni immagine come si toglierebbe dalla pupilla un corpo estraneo: non interrompere mai l'amore, intensificare la dedizione, l'immolazione.

Tutto questo l'anima raggiunge per virtù del Sangue di Cristo.

è il Sangue di Gesù che purifica e spiritualizza la vita della mente, che accende, infiamma e consuma il cuore, che sorregge, slancia e illumina lo spirito, la volontà.

Chiedo a Gesù di partecipare a' suoi dolori; se non lo potrò fare in Paradiso, perché lassù non si soffre, mi conceda di patire quaggiù, di penetrare nella sua Passione adorabile, di unirmi a' suoi patimenti ineffabili. E la migliore corrispondenza a' suoi disegni di amore.

Quando la lotta si fa più intensa e la fragilissima mia natura, oppressa e stanca, pare vicina alla resa, allora porto la mia volontà sotto la croce, la immergo nel Sangue di Cristo e ritorno al combattimento con una energia invincibile. Alimentata, corroborata da quella forza suprema, non temo né il demonio, né la natura, né la mia debolezza.

Il mio vino eletto è il Sangue di Cristo: esso ritempra l'anima affievolita e dà alla mente visioni di cielo: inebria il cuore di carismi ineffabili e rende lo spirito alacre, generoso e attivo nella corrispondenza alla grazia, nella volontà dell'ascesa. q. 21 : 325 luglio

 

113 Il Sangue guida i miei passi

La corrente dell'amore mi ha trasportato nella corrente del Sangue ed ora questa corrente impetuosa mi riporta a quella dell'amore.

O mistica vita di unione, vita preziosa di santità e di grazia! Tutte le operazioni della mia anima sono compiute dal Sangue di Gesù. Esso penetra nelle fibre più intime della mia vita e scorre rapidamente trasformandola.

Il Sangue è il mio cibo, la mia bevanda, la mia forza, la mia luce, la mia salvezza, la mia ricchezza.

Esso guida i miei passi e li sostiene, mi ripara dalle bufere, mi ristora, mi dona la vita della grazia e mi promette quella della gloria. q. 21 : 7 agosto

 

114 Dal Cuore di Gesù sgorgano tre sorgenti

Dal Cuore di Gesù sgorgano tre sorgenti divine, ineffabili, inesauribili.

Una sorgente di acqua purissima: è la grazia che si spande su tutti per virtù del Sacramento del Battesimo, anche senza che l'anima la conosca, la desideri e la invochi.

Una sorgente di Sangue: sono i meriti della Redenzione estesi agli uomini di buona volontà, a quelli che vivono di fede, di speranza e di amore.

Una sorgente impetuosa di fuoco. E per i più generosi, per quelli che accolsero ripetutamente, con devozione, con desiderio, con riconoscenza la grazia; che purificarono se stessi nel mistico lavacro di Sangue, che si portarono fino alle vette della perfezione.

Travolti dalla corrente impetuosa del divino amore, non possono fermarsi più e corrono, con essa, al mare dell'eternità. q. 21: 10 agosto

 

115 Il Sangue... non è una idealità

Il Sangue di Cristo, che scende continuamente sul mondo per il Mistero della Consacrazione, non è una idealità, una visione soprannaturale, ma una realtà sostanziale, in cui ogni anima può trovare luce, forza e amore per la vita intima dello spirito, grazia, benedizione e aiuto per quella esterna. q. 21 . 15 agosto

 

116 La mia immolazione perenne divinizza

Ogni dolore del tuo corpo, ogni sofferenza del tuo cuore, ogni angoscia della tua anima, tutte le desolazioni del tuo spirito, le pene, i patimenti, gli abbandoni, tutto è già passato per il mio cuore nella vita umana, tutto fu intensificato sulla croce, e tutto per compatire e santificare e sublimare gli atteggiamenti dell'anima umana.

La mia immolazione perenne accoglie e trasforma e divinizza tutte le tribolazioni della vita. q. 21 : 25 agosto

 

117 Nella Passione, tutto il dolore e tutto l'amore

Dilata, o Signore, la tua Passione nella mia anima e la mia povera anima nello splendore della tua Passione. La Passione di Cristo! Essa è profonda, angosciosa come la notte ed è pure meravigliosa, smagliante come il sole.

C'è in essa tutto il dolore e tutto l'amore: la potenza ammantata di impotenza, la grazia rivestita di Sangue, la Sapienza velata di Mistero e la santità nascosta dalla ignominia. O Padre santo, non temo di presentarmi a Te: per il Sangue di Gesù non pavento il tuo giudizio. Esso mi redense, mi purificò dal peccato originale, distrusse e cancellò in me tutti i peccati veniali; più ancora, mi ricolma di meriti, di speranza, di promesse, di virtù e di santità. Non c'è membro che non sia ricoperto del sacro manto: gli occhi sono ripieni di Sangue, le labbra, il cuore, la mente, lo spirito non vivono e non palpitano che per il Sangue del mio Gesù. q. 21 : 28 agosto

 

118 La Passione esterna e la Passione intima

La Passione del mio Gesù è per l'anima più ancora di quello che la vita è per le membra. Tutti gli argomenti della fede, della speranza e dell'amore sono illuminati dalla Passione di Gesù. Ma ciò che maggiormente mi avvince è la vita soprannaturale che vi attingo.

Questa vita soprannaturale introduce nella passione intima di Gesù, nei misteri della sua anima illuminata dalla perfettissima luce della Divinità e avvolta dalle profonde tenebre della umanità. La passione esterna di Gesù, i dolori del corpo e del cuore, quelli della sua vita umana sono un nulla in confronto della passione intima, che è quasi infinita quanto la sua giustizia, la sua santità e il suo amore. Comprendo che Gesù non ebbe conforti lungo il suo calvario.

La Madre e le pie donne non fecero che torturargli il cuore. Così Egli porge agli amici più cari dolori senza consolazione, dolori che devono restare segreti e perciò più amari, più tormentosi, ma più meritori. q. 21 : 28 agosto

 

119 Produrrò nella tua anima le stesse pene

Nello stesso modo con cui imprimerai nella tua anima la mia Passione, imprimerò nel mio cuore la tua. Contemplando e adorando le mie piaghe e le mie sofferenze, produrrò nella tua anima le stesse pene e le stesse angosce, partecipando ad esse la grazia, i meriti, la virtù del mio Sangue. Così le tribolazioni e le prove della vita, ricoperte dal Sangue della Redenzione, appariranno gradite agli occhi del Padre. A chi crede in me, insegno la via della croce, a chi mi ama offro la croce, a chi mi predilige gliela metto sul cuore.

A quelli che mi sono cari porgo qualche stilla del mio fiele commisto alle dolcezze della mia grazia; a quelli che mi sono prediletti presento lo stesso calice della mia passione, do le prove e le pene più aspre, li espongo soli, senza conforto, sbattuti dalle bufere, angosciati per lo smarrimento, ma un giorno essi avranno la parte più eletta nell'amore. q. 21 : 30 agosto

 

120 Il Sangue è l'attrazione possente

Offro a Gesù la poverissima anima disposta a fare in tutto la sua volontà. Gliela offro come molle cera, ed Egli la prende, la plasma, la dispone a vaso, tanto più profondo ed esteso, quanto più si lascia dilatare, e lo riempie del suo Sangue prezioso. Gliela offro come un umile fiore, aperto però alla rugiada della sua grazia, alla luce della sua verità. E questo fiorellino umile e agreste, irrorato dal Sangue dell'amore, vede moltiplicare intorno a sé frutti rigogliosi.

Il Sangue del mio Gesù! E l'attrazione possente che assorbe la mia povera anima, è la forza arcana che mi avvince al Mistero, è la luce prodigiosa che rivela sempre più meraviglie soprannaturali. E questo Sangue adorato lo invoco per me, per tutte le anime, per la liberazione di quelle del Purgatorio, per la maggiore gloria di quelle del Cielo. q. 21 : 31 agosto

 

121 Il manto del suo Sangue prezioso

Pare che Gesù occupi la piccola anima; Egli la incoraggia, la scuote, la ammaestra. Vuole essere solo a dominarla, non vuole nessuna rimanenza della vita terrena, nemmeno l'ombra di me stessa.

E sulle squallide pareti della mia nudità distende il suo manto regale, il manto del suo Sangue prezioso, che rifulge più dell'oro, più delle gemme ed è più terso del cristallo.

Così, figliuola, potrà rispecchiare la mia Passione, e l'immagine che si formerà in te sarà reale, vitale, incancellabile. Tu temi di te stessa, il mio Sangue t'incoraggia; temi l'inferno ed esso ti ripete: all'inferno non può penetrare il Sangue di Cristo altrimenti anch'esso diverrebbe un paradiso; temi per i tuoi peccati ed io ti dico: provati a gettare dei sassolini negli abissi del mare: chi saprebbe rintracciarli? Gli abissi del mio Sangue sono ancora più profondi, in essi tutto viene distrutto, trasformato, santificato.

Mi dici: Ma se i sassi fossero grossi e io non potessi accoglierli con le mie mani, né potessi portarli nel tuo Cuore?

Allora verrei io stesso con l'onda possente a ricoprirli, a smuoverli, a seppellirli nell'abisso.

Il mio Sangue opera in proporzione della fede, a seconda della speranza, dell'abbandono e dell'amore.

Lasciati immergere e sommergere dai gorghi misteriosi: lasciami assoluto padrone di te stessa, dominatore della tua vita, delle tue forze, del tempo, del cuore. q. 22 : 13 settembre

 

122 Adoro Te, o Croce preziosa

Come adoro Cristo morto in croce per me, così adoro te, o Croce preziosa, che accogliesti le sue membra santissime, presentandole dalla vetta del Calvario a tutte le generazioni e per tutti i secoli, crocifisse, straziate, sanguinanti.

O Croce del mio Gesù, trasfondi in me le virtù che attingesti dal suo Corpo immolato, dal suo Cuore squarciato, dal suo Sangue prezioso.

Debbo continuare nella mia vita il tuo ufficio di pietà, devo saper portare Cristo Crocifisso, gustarlo per me, unirmi a Lui, formare una sola cosa con la sua immolazione e presentarlo a Dio, ai peccatori, a tutte le anime e ottenere che la sua redenzione sia copiosa.

O Croce del mio Gesù! Tu sei il faro risplendente dell'anima cristiana, il suo sostegno, la sua salvezza, la sua ricchezza e il suo amore.

A' tuoi piedi si ritemprano tutte le virtù, si calmano tutti i dolori, l'anima trasforma le sue aspirazioni, si purifica, si eleva, pensa alle sue miserie, si pente, confida, spera e ama.

Tutte le Scritture e tutti i prodigi, tutta la vita di Gesù e tutte le sue misericordie, le sue grandezze e le sue umiliazioni, il suo dolore e il suo amore, tutto è svelato dalla Croce, purché l'occhio che la contempla sia semplice e il cuore puro e l'anima ardente.

Oh! ineffabili, mistici, sovrumani godimenti fluiti dalla Croce, dalle piaghe, dal Sangue, dal Cuore ferito di Gesù! Ma il godimento caro e gradito che devo dare a Gesù è la mia crocifissione alla sua volontà, lo spogliamento di me stessa, dell'amor proprio, del mio giudizio e della mia volontà.

La croce è squallida: essa m'insegna il distacco, la rinunzia, il sacrificio.

Sullo squallore della croce Gesù ha disteso, per l'immolazione, le sue membra adorabili e da quell'altare di umiliazione e di morte è salita gradita al Padre Celeste l'immolazione della vittima augusta, consumata per la nostra Redenzione.

O Gesù Crocifisso! O Croce del mio Gesù! O Vittima divina! O altare divinizzato! O Misteri augusti della nostra fede, o segreti profondi dell'amore di Dio, della sua misericordia e della sua bontà!

Prostrata nella polvere adoro tutte le tue virtù, o Cristo Crocifisso, le virtù della tua Croce, le grandezze del tuo Mistero. Chiedo, per queste virtù possenti, il perdono delle colpe, una purificazione sempre più profonda, sempre più perfetta; lumi alla mente e fervore per il cuore, la fedeltà, la giustizia, la grazia, la generosità e l'amore.

O Crux, ave spes unica! q. 22 : 14 settembre

 

123 Lo sposalizio della Croce

Mettiti, figliuola, a' piè della Croce, con profonda fede e grande semplicità. Senti la voce del Sangue, adora la sua potenza e il suo valore.

Esso scende e ti riempie le mani, ti corona il capo, ti ricopre tutta come di un manto regale.

Ma il vero sposalizio è prodotto dal Sangue che scende fino al tuo cuore; quello è il Sangue del patto di amore, esso rinnova la vita, la feconda, la trasforma, la unisce alla mia divina.

L'anima è come fuori di sé per la dolcezza delle misericordie divine, e ripete, nello slancio del fervore:

«Quid retribuam Domino?».

Dammi le tue pene, esse costituiscono il sangue del tuo cuore.

Accoglimi in te paziente, crocifisso.

Ti vorrei ricoprire di rose, o Signore, ma dove raccoglierle se intorno a me non vi sono che spine?

Le rose più belle sono quelle che fioriscono appunto tra le spine: l'amore più fragrante è quello che sale dal pianto. Ogni volta che ti metterai sotto la croce, rinnovando questi sensi, si rinnoverà il mistico sposalizio del mio Sangue col tuo amore.

Voglio farmi santa per il Sangue di Gesù, voglio farmi grande santa con il Sangue di Gesù, voglio farmi presto santa nel Sangue di Gesù. q. 22 : 14 settembre

 

124 Dilata il tuo Sangue nelle mie membra

Quando mettevi il tuo Cuore adorabile nelle anime de' tuoi santi, essi sentivano lo strazio delle tue pene o le ebbrezze della tua gloria, a seconda delle disposizioni che Tu preparavi in essi. In me, o Signore, è la disposizione del tuo Sangue adorabile: vieni a raccoglierlo, vieni a rivivere per esso, a santificarmi, a glorificarti.

Altre volte mi hai ispirato di ripetere: «Dilata, o Signore, la mia intelligenza nella tua carità e dilata la tua carità nella mia intelligenza: dilata la tua Passione nella mia anima e la mia anima nella tua Passione: dilata il mio spirito nella tua grazia e la tua grazia nel mio spirito: dilata il tuo Sangue nelle mie membra e le mie membra nel tuo Sangue divino». Ora, o Signore, ripeterò: Dilata il tuo Cuore nella mia povera vita e la mia vita nel tuo Cuore adorabile, santissimo, misericordioso. q. 22 : 15 settembre

 

125 Atto di abbandono a Gesù Crocifisso

O mio Signore Gesù, Maestro divino che espandi la luce della tua sapienza nelle piccole anime, ecco dinanzi a Te la più piccola, la più meschina, la più bisognosa.

Vengo, o Signore Gesù, rapita dal tuo amore generoso, dalla tua misericordia e dalla tua carità a rassegnare nelle tue mani divine il mio povero spirito. Questo atto di confidenza e di abbandono l'ho imparato da Te, meditando i tuoi dolori, le tue piaghe, la tua passione, il tuo Sangue divino.

Ed ora invoco che questo Sangue adorabile, che questa Passione redentrice e questa Redenzione copiosa mi aiutino a riconoscere la mia debolezza e la mia miseria, il bisogno che ho della tua carità e la confidenza per dilatarvi tutto lo spirito.

Signore, non ho nulla di mio, eppure trovo in me delle ricchezze senza numero, dei doni preziosi, dei tesori incalcolabili. Tutto mi venne da Te: la vita, l'intelligenza, il cuore, lo spirito, la fede, la grazia, l'amore; tutti i beni per l'esistenza umana e quelli intimi, eccelsi, innumerabili per la vita immortale. Rassegno tutto, o Gesù, nelle tue mani, rinunziando completamente, spontaneamente a quel diritto di libertà con il quale hai avvalorato i tuoi doni.

Abbandono a Te la mia mente con tutta la verità, le illustrazioni, le comunicazioni che Tu vorrai parteciparle. Abbandono a Te il cuore con tutta la sua sensibilità, potenza e forza, con i suoi palpiti, i suoi respiri, le sue espansioni.

Abbandono l'anima con le sue potenze, con le sue elevazioni, con la sua vita soprannaturale, con le grazie di cui la ricolmi, con le prove nelle quali la cimenti.

Abbandono fra le tue mani il tempo che mi è riserbato, le vicende, i dolori, i sacrifici, il lavoro, le infermità del corpo e le pene del cuore; la preghiera, le speranze, i desideri e i timori, il gaudio e la pace; tutti i respiri della vita, i palpiti, gli affetti, i passi, le azioni. Tutto quello che Tu getti con provvida mano al mio passaggio, sia letizia o dolore, fatica o sollievo, tenebra o luce, tutto raccolgo in ispirito di fede e lo offro a Te ricolmo di amore, di riconoscenza e di abbandono.

Rassegno a te la cura del mio spirito, il profitto nella perfezione, il raggiungimento della santità stabilita dal tuo amore, l'aumento della grazia, la partecipazione alla tua vita. Ignorante e meschina, non so usare né dei beni, né dei mali con quella sapienza celeste che sa ricavare la gloria perfino dalle più umili cose. Abbandonando tra le mani della tua provvidenza tutta la mia vita, confidando nella tua carità, sono certa di raggiungere il fine dell'esistenza, di compiere i tuoi disegni ammirabili, di corrispondere ai ripetuti inviti del tuo Cuore, della tua Passione e del tuo Sangue.

Tu, o Signore, nell'immensa tua misericordia mi suggerisci di rassegnare nelle tue mani anche i peccati, le imperfezioni, le miserie, quello che può adombrare l'anima, rendendola meno pura e meno disposta al lavoro della tua grazia.

Sì, o mio Dio, metto fra le tue mani piagate tutte le debolezze della mia vita, anche quelle che Tu prevedi e giudichi e disapprovi, e confido di ottenere da Te piena misericordia, salvezza, purezza e benedizione.

Abbandonando con questo voto alla tua provvidenza amorosa tutta me stessa, perdendomi in essa, intendo di vivere esclusivamente per Te, cercando la tua gloria, compiendo la tua volontà, struggendomi nella tua carità. Intendo di sottomettere al tuo cospetto tutti i tuoi doni, riconoscendoli esclusivamente tuoi, credendo che da tutti Tu vuoi ricavare la mia perfezione e la mia santità. Intendo di vivere spogliata di tutto: della libertà, della volontà, del giudizio, dell'affetto ad ogni cosa, della preoccupazione per ogni dovere, del timore per ogni pena, dell'ansia per la malattia, per l'agonia e per la morte; intendo voler vivere senza consolazione, senza soddisfazione, senza ricerca di beni, né per l'anima, né per la mente, né per il cuore, né per il corpo, per poter ripetere con Te, mio amabilissimo Gesù: «Consummatum est. In manus tuas, Domine, commendo spiritum meum». q. 22.: 16 settembre

 

126 La tua Croce sia piantata sul mio cuore

Se Tu ti avvicini con la prova, è misericordia; se mi porti accanto alla tua croce, è privilegio; se mi stringi al tuo Cuore squarciato, se m'immergi nella tua Passione e mi fai gustare, come oggi, la profondità delle tue sofferenze, la solitudine del cuore, l'isolamento e l'abbandono, è predilezione, è carità, è amore infinito.

Che importa se in questa vita umana sono così oppressa, dal momento che ho tutta l'eternità per dilatarmi e che la dilatazione gaudiosa è in proporzione del patimento sofferto quaggiù?

Tu mi hai chiesto stamane che io celebrassi la festa della tua Passione: comprendo ora, mio Gesù, che non si può rimanere al tuo banchetto, né seguirti al Calvario senza riflettere le stigmate del tuo dolore. Accetto, o Signore, che la tua croce sia piantata sul mio cuore e accetto di consumarmi per sostenerla. Ripeto la preghiera che tu stesso mi hai insegnato:

«Dilata la tua Passione nella mia anima e la mia anima nella tua Passione». Questa preghiera che non comprendevo se non per l'efficacia della tua grazia, ora la ripeto per la virtù del dolore, partecipando con lo spirito ai Misteri profondi della tua Passione. Se non si patisce come Te, se l'umiliazione non ci prostra fino a sentirsi schiacciati, se il pianto non affoga l'anima, se il cuore non è straziato dalle iniquità della terra, se non si è gustato il fiele della calunnia, l'abbandono dei beneficati, il tradimento dei buoni, non si può comprendere la tua misteriosa Passione, o dolcissimo, amabilissimo Gesù. q. 23 : 3 settembre

 

127 Penetrando nella Passione, l'anima si trasforma

Immergimi, o Signore, nella tua infinita carità.

Tutte le volte che entrerai devotamente nella mia Passione attingerai non solo il senso della carità, ma l'essenza, la vita, la forza della carità.

La Passione è il compendio di tutti i mali sofferti da Gesù per ottenere all'umanità tutti i beni.

Penetrando con senso cristiano nella Passione l'anima si trasforma a poco a poco perde la vigoria delle passioni, le abitudini della vita umana e acquista le virtù soprannaturali per la vita divina.

Penetrare nella Passione di Gesù vuol dire lasciarsi guidare

dalla sua provvidenza attraverso le tenebre, le tentazioni, l'annientamento, la sofferenza e la consumazione, fino a non intendere più nulla della vita, a desiderare soltanto i patimenti, a contemplare gli strazi di Gesù, a vivere nel suo dolore per morire nel suo amore.

Immersa così nella Passione di Gesù, sento l'invito di unirmi ancor più intensamente, con maggior fede, con maggior abbandono.

E trascinata nella profondità del suo Cuore, intendo un invito più delicato, più intimo e più caro, quello di poter partecipare il Sangue, la carità, la misericordia, la dolcezza, la benignità di Gesù alle anime che mi sono care.

Intendo come vivendo nel Cuore di Cristo le anime possono avere, pur vivendo a distanza, un intimo contatto spirituale, mercé il Sangue di Gesù, che scorre in tutte e che le unisce come in una sola vita prodigiosa. Così, amando Gesù, invocando il suo Sangue e la sua grazia a conforto e sostegno delle anime care, vedo che questo desiderio è trasformato misteriosamente in potenza efficace, e mentre vivo in Gesù e mi alimento del suo amore, porto lo stesso amore e la stessa vita alle anime unite a Lui ed a me per il vincolo della grazia. q. 23: 6 settembre

 

128 Per il Sangue la vita si ritempra

Il Sangue del mio Gesù! Il Sangue della redenzione, della riconciliazione, della santificazione!

Scende tutti gli istanti da ogni piaga di Gesù su mille e mille altari dove s'immola; scende con la stessa espansione di grazia, di vita, di santità come già sul Calvario, con la stessa sovrabbondanza d'amore, di misericordia, di meriti e di virtù.

La vita è triste per le miserie della nostra anima, per il contatto con le miserie altrui, per la freddezza, l'indifferenza, le colpevolezze dell'umanità intera, ma su queste miserie piove il Sangue di Cristo; esso ravviva, ristora e feconda e sempre con la stessa tenerezza, con la stessa prodigalità; per i più meschini, i più colpevoli, i più lontani.

Per il Sangue di Gesù la vita si ritempra, si purifica, acquista le forze misteriose per l'ascesa e quelle immortali per il raggiungimento di Dio.

O Passione della Croce! 0 Passione dell'anima del mio Gesù!

O Passione delle anime!

Vale più una piaga del suo Corpo divino che tutti i conforti, tutti gli appoggi, tutte le ricchezze, tutti i trionfi umani. L'anima esce da se stessa per darsi a Gesù e l'incontro avviene in un regno sconosciuto, che è quello del dolore, per coronarsi in quello misterioso dell'amore. q. 24 : 29 ottobre

 

129 Puoi trovare Calice più prezioso?

Gesù segue le anime con tenerezze infinite, con un amore delicato, soavissimo, inesauribile. Possibile, o Signore, che Tu possa occuparti continuamente di noi?

Che fanno le madri buone, pie, solerti? Il mio Cuore non ha limiti nella tenerezza, conosco tutte le finezze che sollevano, che avvincono, che attraggono: Io stesso ho formato il cuore umano e mi servo degli stessi atteggiamenti per vincerlo. Sono morto per le mie creature sopra una squallida croce versando tutto il mio Sangue; rimango nel Tabernacolo vittima di amore; non posso servirmi dei mezzi più semplici, apparentemente umani, per guadagnare le anime?

L'anima adora il suo Dio nell'umiliazione di se stessa dinanzi a tanta carità. E Gesù raddoppia la tenerezza.

Ti sei abbandonata alle mie mani, vedi queste mani? Sono piene di Sangue. Puoi trovare Calice più prezioso, più sovrabbondante? Immergiti e bevi. I Santi hanno attinto qui la loro santità. Se vuoi la purezza attingi al mio Sangue. Se vuoi la forza, la luce, la grazia, gli aiuti per resistere in ogni prova, i mezzi per trasformarti, ricorri al mio Sangue. q. 25 : 1 novembre

 

130 Il Sangue eleva all'amplesso dello Spirito

L'anima è immersa nella contemplazione della sua origine divina. Creata ad immagine e somiglianza di Dio! Creata da Dio! Creata per Iddio! La colpa. originale, le colpe attuali hanno adombrata quest'immagine, deturpata questa somiglianza, ma la carità di Gesù, il suo Sangue, la sua immolazione, cancellando ogni colpa ed ogni macchia, ristabilendo l'ordine, ridonando la giustizia e la pace, elevano l'anima all'amplesso dello Spirito Santo, sorgente di santificazione e di amore. Il segreto di questo ritorno all'immagine e somiglianza di Dio è nel Sangue di Gesù, nella sua Passione. Se io riceverò devotamente, ardentemente

questo dono divino, se parteciperò al Mistero con tutta l'anima, riacquisterò pienamente la grandezza, la santità, la perfezione della vita di origine. q. 2,5: 4 novembre

 

131 Bisogna legare l'amore al dolore

La Passione di Gesù è continuata, attraverso i secoli, con la stessa misericordia, con le stesse grazie sovrabbondanti, gli stessi meriti, gli stessi frutti, lo stesso amore. Ma le anime come vi corrispondono? E la tua?

Ad ogni istante tu abbisogni di aiuto, di sostegno, di luce, di grazia. Ebbene, nella mia Passione c'è tutto questo.

E passano per l'anima visioni di tristezza riflesse da Gesù, visioni di gaudio da parte dell'anima. è possibile che, dal dolore più vivo, più intenso e più profondo, scaturisca una delizia di Cielo?

Gesù ha patito per donarci un godimento infinito.

Non trovo più parole umane, o mio Signore, per ridirti il grande amore.

Ripeti le mie divine. Entra nella Passione: in essa c'è l'amore infinito. L'amore che cresce in proporzioni del patimento, in proporzione del sacrificio e dell'abbandono. Se una persona cara che, potendo aiutarti, ti lasciasse in balia della tribolazione, umanamente tu chiuderesti il cuore e ridurresti l'amore. Nella mia passione, più ero abbandonato al furore degli insulti, allo strazio dei flagelli, alle agonie della croce, più scaturivano dal cuore accenti di amore infuocato verso il Divin Padre, fino a ripetere, dopo l'abbandono, il Sitio della consumazione dell'amore. Bisogna legare l'amore al dolore, dargli una forma sostanziale. L'amore fatto di puro sentimento, di pura elevazione, vale poco, dura poco ed è sterile.

O Signore, fa' che il mio cuore sia come il vaso di alabastro della Maddalena, ch'io possa versare sulle tue piaghe tutto il balsamo che racchiude e spezzarlo per tuo amore perché non raccolga altro palpito, altro senso, altra vita, all'infuori della tua grazia, del tuo Sangue e della tua volontà. q. 25: 6 novembre

 

132 Questa è la mia Passione continuata

Guarda intorno a te quante sofferenze: ammalati, poveri, impotenti; ma le sofferenze dell'anima sono ancor più gravi e tristi, perché nessuno le vede e ripara. Quante anime giacciono inerti, impotenti, piagate; non possono venirmi incontro, né ricevere i miei doni, né apprezzarli, né servirsene. Questa è la mia Passione continuata, rinnovata sulla terra ad ogni istante. Dall'altare della mia immolazione guardo con occhio di amore fino alla fine dei secoli; poi, cessato il tempo, lo sguardo sarà di giustizia.

Abbraccio tutti con amore, tengo aperte le piaghe, il Cuore ed effondo il Sangue per tutti. Credi, entra, adora, bevi e distribuisci a tutti i miei tesori. q. 25 : 14 novembre

 

133 O potenza della carità di Cristo!

O mio Dio, o mio Gesù, sii benedetto per questo reciproco seppellimento!

Io seppellisco nel tuo Cuore le mie indegnità e ne ritraggo tutta la ricchezza del tuo Sangue divino! Tu seppellisci in me la tua misericordia e vi attingi le mie miserie infinite! O potenza della carità di Cristo! q. 25 : 14 novembre

 

134 Chi riceve il mio Sangue... ha l'infinito per uno

Vorrei che la mia povera anima fosse imbalsamata dal profumo di tutte le virtù, di tutta la pietà, di tutto l'amore delle anime sante per preparare a Gesù una dimora meno indegna.

Ma Gesù assicura che una goccia sola del suo Sangue prezioso vale più di tutti i meriti, di tutta la santità, di tutta la perfezione delle anime più sante.

Egli è assetato di Sangue, vorrebbe trovarlo in tutte le anime come lo prodiga continuamente per tutte. Il suo Sangue è la migliore corrispondenza al suo amore; il Sangue sparso a profusione, volontariamente, generosamente, rende accetta, cara, gradita al divin padre l'immolazione della Sacra Umanità.

Se ti trovassi in tutti gli istanti nell'atteggiamento di ricevere il mio Sangue, di nutrirti di esso, di espanderlo nelle anime, la perfezione sarebbe rapidissima.

Tutto ha valore dal Sangue, perché esso fu il prezzo della Redenzione. Chi riceve il mio Sangue, lo adora, lo invoca e lo distribuisce alle anime con la preghiera, col desiderio, non ha il centuplo, ma l'infinito per uno.

Dilata, figliuola, il tuo spirito nello spazio dei mondi, nello spazio dei cieli, nello spazio dell'infinito. Avanti, avanti! In ogni spazio metti le debolezze, le imperfezioni, i peccati, i delitti, i sacrifici delle anime, i peccati di tutti i secoli, di tutti gli istanti; dilata in essi il mio Cuore, il mio dolore. Contempla, se reggi, il cumulo dei mali, l'intensità, la continuità. Estendi su di essi il mio Sangue e il mio amore. Quello che ti dico è sempre infinitamente al di sotto di quello che è. Misura il dolore, il Sangue e l'amore.

O mio Dio, come posso sostenere la grandezza di queste tue misericordie?

Col mio Sangue possente. q. 25 : 15 novembre

 

135 Il Sangue è la manifestazione del Mistero

All'appressarsi di Gesù sento l'invito a coprirmi col suo Sangue prezioso. Ed io lo invoco quale rugiada celeste che ravvivi il fervore, l'amore, le dedizioni di tutta la vita.

Esso è ancor più dice il Signore seme, germoglio, fiore e frutto, rugiada e calore, aura e forza, è la vita nel suo complesso, in tutte le sue manifestazioni, nell'inizio e nel progresso, nella intensità e nella perfezione.

Chi mangia la mia Carne e beve il mio Sangue, ha la vita eterna. La vita eterna è la vita della grazia nel suo pieno godimento, nella sua continuità, nella sua perfezione.

Il Sangue è la manifestazione sensibile del Mistero della grazia. Come avrebbe fatto l'uomo ad intuire, desiderare e gustare la grazia senza un segno possente che lo impressionasse? La grazia fluisce da Gesù e specialmente dalla sua Passione come i raggi scendono dal sole.

Sotto qualunque aspetto la si contempli, da qualunque punto l'anima si elevi a Lui, è avvolta dalla sua grazia divina. Essa scaturisce dalle parole, dai prodigi, dal silenzio, dal sacrificio, dalle umiliazioni, dalla gloria di Gesù: dalla sua vita segreta, nascosta e faticosa, e dalla vita pubblica, prodigiosa e trionfale ma, sopra tutto, scaturisce dalla Croce, dalle fonti vive, perenni, inesauribili.

O mio Dio, come può reggere l'anima sotto il peso delle tue grandezze, meglio, come posso amare in corrispondenza della luce, della grazia e della tua misericordia? E Gesù si mostra ferito e sanguinante. Ecco la corrispondenza: adorare, baciare, me

dicare le sue piaghe.

In qual modo, o Signore?

Con il balsamo stesso che scaturisce dal Sangue.

Non si adora, non si ama, non si ringrazia, non si ripara che con i doni stessi ricevuti da Gesù. Se l'anima volesse dare di se stessa, non troverebbe che un fondo miserabile di colpe e di imperfezioni. E vero, anch'esse possono deporsi col patimento e con l'amore, sulle piaghe di Gesù, aperte per noi. L'anima bacia e adora e avvolge ogni piaga con il mistico lino della purezza attinta dal Sangue prezioso. E Gesù manifesta il gradimento per questi atti pietosi che vorrebbe si ripetessero all'infinito da tutte le anime per il bene, per le elevazione, per la santificazione delle anime stesse. Mossa da interno impulso, quale mistica tomba, resa nuova dalla grazia, l'anima si apre ora per accogliere Gesù che vuole entrare in essa col suo divino Corpo piagato. Come riceverTi, o Signore, come contenerTi?

Quando l'anima non giunge a comprenderlo, a possederlo, allora Egli s'impiccolisce, si umilia, si adatta alla capacità, pur di abitare nel cuore con la sua Passione e con l'amore.

q. 25 : 16 novembre

 

136 Ho Gesù che avvalora tutto

Per reggere nell'avvilimento della natura indegna, mi appello a Dio anche con le tre potenze di Gesù: l'Incarnazione, l'Immolazione e il suo Sangue prezioso. E sento in me un'esuberanza di vita soprannaturale che riveste di splendore le stesse miserie.

Sento che l'aridità è una prova come la consolazione; che la desolazione è ricolma di meriti come il fervore. Se ho Gesù che avvalora tutto, che importa la diversità della cosa e della forma? q. 25 : 24 novembre

 

137 Contempla la mia Passione nelle tue mani

Vorrei gridare ad ogni anima: «Contempla il Crocifisso, medita la Passione, riempi la mente, il cuore, lo spirito del suo Sangue prezioso: ti sentirai trasformata, inebriata, consumata con Gesù nella sua vita di amore».

Ricevendolo nella S. Comunione Egli mi ha insegnato a baciare le sue piaghe, tante volte quante sono i miei peccati, le mie ingratitudini, le mie freddezze e infedeltà, quante sono le grazie

ricevute, i doni gustati, le verità contemplate.

Da quel contatto scaturirà la pienezza della vita. Egli m'insegna che quando l'anima ha tolto tutti gli ostacoli e tiene aperte le pupille della fede, la grazia giunge, entra a dismisura; la grazia che è la sua vita eterna, concessa, partecipata anche a noi per la virtù della sua Passione. Mi insegna a vivere continuamente nelle sue piaghe adorabili, divenute fulgenti di luce per la verità, per la luce, per la grazia che mi comunicano.

Ieri mi dice hai contemplato la mia Passione nelle mani di Dio, visione sovrumana di suprema misericordia; oggi contempla la mia Passione nelle tue mani.

Mio Dio, la misericordia è ancor più infinita e l'anima non può sostenerla se tu non sostieni l'anima.

Quale mistero di amore! Venite, voi tutti che stringete fra le mani l'oro della terra, l'oro del pensiero, l'oro del genio, l'oro della potenza, l'oro della gloria; voi che sudate e vi consumate per conservarlo, per raddoppiarlo: venite a contemplare l'oro del Sangue di Gesù raccolto nelle mie povere mani.

Esso pesa più del mondo, vale più del tempo, dura più dei secoli. E l'oro che Dio ci dona per acquistare il regno celeste. E l'oro del Cuore di Dio, è l'oro dei forzieri eterni. q. 25: 26 novembre

 

138 Il mio Sangue è il tuo amore

Per tre volte Gesù mi ripete: Questo è il mio Corpo, questo è il mio Sangue! Sì, mio Gesù; sono tua, creata da Te, redenta, conservata, sostenuta, guidata da Te. Tutto è tuo, l'ho conservato per Te, sempre, tutto per Te! L'ho sacrificato per Te ed ora forze, vita, energie, desideri e aspirazioni, tutto si consuma per Te.

Gesù ripete: Questo è il mio Corpo, questo è il mio Sangue. Sì, mio Gesù, c'è in me la verità, la grazia, la vita del tuo Sacramento. Quante volte ti ho ricevuto vivo, vero, possente nel tuo Mistero di amore! Quante volte! Quasi tutti i giorni nel corso di quasi quarant'anni, Tu sei entrato in me con la magnificenza delle tue grazie, nella immolazione del tuo Sacrificio. Mio Gesù, dov'è compreso chi ha raccolto tutto il tesoro de' tuoi sentimenti, della tua virtù, della tua santità, del tuo amore?

Questo è il mio Corpo, questo è il mio Sangue!

O mio Gesù, che intendi ora? Che c'è di tuo in me che io non conosca o non lo comprenda?

Il mio corpo mistico sono le tue azioni, il mio Sangue è il tuo amore. Tutto è mio, la tua vita intima, segreta, soprannaturale, la vita mistica, che è composta dai miei Misteri di amore, dalla mia vita divina e dalla tua umana, dalla mia grazia e dalla tua cooperazione, dai miei richiami e dalla tua fedeltà, dal mio possesso di te e dalla tua vita in me.

Questa vita è mia perché è il frutto della mia redenzione. q. 25 : 10 dicembre

 

139 Questo contatto di reciproco amore

Il Volto di Gesù. Egli mi attrae col suo splendore, ma, avvicinandomi, lo contemplo insanguinato.

O mio Gesù, la contemplazione mi prostra nell'adorazione e l'adorazione mi fa penetrare nelle tue piaghe sanguinanti.

Hai osservato che avviene baciando una piaga?

O mio Gesù, Ti bacio non solo con le labbra, riportandole bagnate di Sangue, ma con gli occhi, con la fronte, con tutto il volto chino, umiliato dinanzi al tuo adorabilissimo.

Questo contatto di reciproco amore, del povero amore della creatura invitata al convito gaudioso del Mistero, è un piccolo segno della misericordia di Gesù, della vita mistica che si svolge accanto a Lui per la virtù della sua Passione. q. 25: 19 dicembre

 

140 La via del Sangue

O mio Gesù, Ti cerco, T'incontro e Ti seguo nella via de' miei doveri, de' miei sacrifici, nella via della preghiera, dell'unione e dell'abbandono. Non sono io che preparo le vie, sei Tu che me le additi e mi illumini a comprenderle. Ed io Ti vedo venire per la via dell'umiliazione, del patimento e della desolazione.

Se il mio occhio è puro e può vedere la tua luce, Ti vedo, o mio Signore, dovunque perché tutto mi porta a Te. Ma c'è una via speciale per cui vieni a me: è la via del tuo Sangue.

O mistica via, segnata nell'anima a caratteri indelebili, riempiti di tutto il mio amore. q. 25 : 20 dicembre

 

141 è il rito dell'amore

Oggi ti aspettavo per compiere un rito, disponi la tua anima, raddoppia la fede, rafforza l'amore.

E l'anima poverella si umilia, prega, spera, si abbandona e attende. Attende l'ora di Dio, la mistica ora dello sposalizio mattutino, vero convito gaudioso, sempre nuovo, sempre vero, sempre ricolmo di grazie.

La povera, piccola anima è presa tra le mani del Signore, avvicinata al suo petto, sprofondata nel Costato aperto, rinchiusa nel suo cuore squarciato.

Mio Dio!

Entra, figliuola, nella mistica ferita dond'è uscito l'ultimo Sangue, entra nel mio Cuore, umanamente morto, ma vivo della mia augusta Divinità.

E la prima volta che ti elevo così, mettendoti quasi al posto della mia Sacra Umanità.

O mio Signore, che rito è mai questo? E il rito dell'amore.

E chi sono io per parteciparvi?

Tu sei un nulla, il dono è l'espansione della mia liberalità.

Come corrispondere, mio Signore?

Rimanendo nel mio Cuore per sempre.

Quasi a conferma delle misteriose parole del mio Signore, leggo che l'anima, per l'unione con Dio, «diviene come un'estensione di Lui medesimo, come un prolungamento della sua Umanità».

O bontà, o tenerezza, o misericordia del mio Gesù! q. 25 : 23 dicembre

 

142 Preparami una culla di Sangue S. Natale.

O Notte augusta della nascita del mio Redentore! Quale culla preparerò per accoglierti, o Dio di infinita bontà!

Come disporrò il mio cuore alla tua venuta?

Preparami una culla di Sangue fu la voce interna che insisté parecchie volte su questa preparazione misteriosa.

Mio Dio, come si può preparare una culla di Sangue?

Ci sono delle anime che preparano una culla di gigli, composta dalla purezza della vita immacolata; altre preparano una culla di rose, formate con la virtù e il sacrificio; altre compongono una culla di luce con la fede e con la verità; altre una culla di fuoco con il fervore e l'amore; a te domando una culla di Sangue

con la tua vita nel Mistero e col Mistero nella tua vita. La culla di Sangue è la più munifica.

Come riposerai sul Sangue, o Bimbo celeste?

Misticamente è il riposo più soave: riposo su me stesso, sulla mia ricchezza, sulla mia misericordia, sulla mia immolazione. Se avessi redento gli uomini con la sapienza, con il prodigio, con la parola, l'espansione non sarebbe stata così semplice, continua, alla portata di tutti, ininterrottamente.

Preparami una culla di Sangue e contemplami su di essa nello splendore della mia vita umana e nella profondità della mia dolorosa passione. Altri contempli la soavità della mia infanzia, tu devi contemplare le ferite che la immolarono. q. 25: 25 dicembre

 

143 Insegnami a trattare questo talento prezioso

S. Stefano.

Voglio farmi santa, o Signore.

Ed hai in te tutta la ricchezza per farti santa davvero. Tutta la profusione del mio Sangue, la luce che ne deriva, la forza, la grazia, l'aiuto e tutto ciò a dismisura, perennemente. Vorrei dilatare tutte le fibre del corpo e del cuore, le potenze della mente, della volontà e dello spirito per accogliere il tesoro prezioso.

Dilata invece la fede, ,è su di essa che si espande il mio Sangue, che agisce ed opera. E la fede che ti fa vivere nel Mistero e, per la fede, puoi ricevere la vita divina, la vita del mio Sangue, della mia Sacra Umanità, della mia Redenzione copiosa.

Ma, o Signore, come è possibile che Tu tenga rivolto lo sguardo su di me, se sono così vile, meschina, indegna e miserabile? Quando tu cogli un giglio ti fermi forse a riflettere che le sue radici sono nel fango? Perde forse, per quello, o diminuisce la sua bellezza?

Ma i miei peccati, o Signore?

Anch'essi spariranno sotto il sigillo mistico del mio nome di Sangue. La Passione non si è distesa appunto sulla umanità colpevole? E chi può limitare l'estensione alla mia misericordia? Quando mi crocifissero, le mie mani, te l'ho ripetuto ancora, si aprirono con un getto di Sangue perenne. Dove non giunge esso? Chi non vi può attingere? Quale limite, quale misura ho segnato alla effusione?

O mio Dio, o mio Dio! «Quid retribuam Domino?».

Ripeterò col Salmista: «Calicem salutaris accipiam». Prenderò il Calice della grazia, della salvezza, dei meriti, dei patimenti, del Sangue della tua Passione! Prenderò il calice del mio Signore e m'inebrierò; getterò in esso le mie colpe e vi attingerò il perdono; vi getterò le pene e avrò il conforto; vi getterò le tenebre e avrò la luce. Insegnami, o Signore, a trattare questo talento prezioso, ad accogliere in me, a partecipare ad altri i frutti ed i meriti del tuo Sangue divino.

Tu puoi parteciparlo, con la preghiera, col desiderio e con l'intenzione a tutte le anime, a quelle dei buoni e dei cattivi, degli infedeli, degli eretici, degli ingrati, alle anime apostoliche, ai Missionari, ai Sacerdoti, ai Vescovi che insegnano la verità, al Supremo Gerarca che regge la Chiesa e governa le anime, dispensando al mondo tutti i beni della Redenzione.

T'insegno una verità sublime, figliuola: non c'è maggiore ricchezza spirituale di quella che è racchiusa nel mio Sangue.

La salvezza, la santità, la perfezione, l'unione con il mio spirito, i doni soprannaturali, la virtù, la grazia, la verità, tutto è frutto del mio Sangue prezioso.

E ti dico ancora che mentre tu mi prepari una culla di Sangue con la fede, l'adorazione e l'amore, la stessa culla si cambierà per te in un trono di gloria. q. 2,5 : 26 dicembre

 

144 A contatto del Sangue, del fuoco e dell'amore

S. Giovanni Evangelista.

O Santo dell'amore, insegnami la via per giungere al petto adorabile di Gesù, per rinchiudermi e consumarmi nella sua vita, per inebriarmi della sua carità, per attingere le sue misericordie, celebrare le sue grandezze e glorificare i suoi Misteri.

La piccola creatura ha già segnata la sua via, ha già i mezzi, la luce, i richiami per l'amore immortale.

Non solo è attratta al petto di Gesù, ma introdotta nella ferita, a contatto del Sangue, a contatto del fuoco e dell'amore. La poverissima anima riposa sul Sangue di Gesù, che è grazia, luce, pace e vita divina, e il riposo è salvezza, sicurezza, santità. Chi può concedere un riposo più beatificante? E Gesù può darmi più di se stesso?

O Signore, o mio Signore, Ti ripeto ardentemente, distruggi o conferma! Distruggi queste visioni di Sangue, o conferma la virtù che ne esce. Sento l'ispirazione di fare sette segni di croce, sulla fronte, sugli occhi, sulla bocca, sulle mani e sul petto e, attraverso quei segni di fede, pare che penetri nell'anima la virtù del mio Dio, pare che, dall'abisso del Sangue, essa sia introdotta nella mistica fornace dell'amore. q. 25 : 27 dicembre

 

145 L'Incarnazione è per ogni anima

L'Incarnazione è per ogni anima, non solo con i meriti, con la virtù, con la potenza della Redenzione, ma con la grandezza del Mistero. Ogni anima che riceve Gesù partecipa del Mistero dell'Incarnazione. La Carne e il Sangue dell'UomoDio diventano Carne e Sangue, vita essenziale dell'anima.

Per l'Incarnazione di Gesù, il suo Sangue circola nelle mie vene, la sua verità brilla nella mia mente, il suo amore consuma il cuore, il mistero avvolge e penetra lo spirito.

O mio Gesù, vieni a rinnovare in me questa Incarnazione adorabile.

Vieni, l'anima mia ha ora estensioni infinite per l'unione a' tuoi Misteri. Non so se questo mio povero spirito viva in me o fuori di me. Esso è come avvolto da una nube prodigiosa e penetrato da una scintilla che accende una fiamma vivissima. E una voce ripete dal più profondo:

Tu non puoi comprendere le trasformazioni che si compiono nell'anima quando mi accoglie con la mente fissa nella contemplazione dei Misteri.

Invano m'indugio nel pensiero de' miei peccati. Quando furono perdonati tutti, è meglio crescere nell'amore che indugiarsi nel rammarico.

Se un ricco possessore di milioni ti avesse condonato il debito di pochi denari, non si annoierebbe se tu rammentassi perpetuamente il tuo debito e la sua carità? Ama!

La grotta di Betlemme, la Croce, il Tabernacolo, il Mistero! Sì, mio Dio, accolgo questi splendori, mi inabisso in essi, li ricevo in me, mi lascio penetrare, voglio penetrarvi!

La grotta di Betlemme è deliziosa, ma bisogna comprenderla nella sua profonda significazione.

Il Crocifisso impressiona, ma ha misteri di infinita dolcezza. Il Tabernacolo è il flusso e riflusso di amore, ma bisogna assaporare profondamente, ardentemente il Pane della vita.

Il Mistero richiede l'essenza della vita, la dedizione completa di sé nel pieno slancio della fede. L'adorazione dei Misteri è l'atto più sublime: vale più di tutte le preghiere, di tutte le riparazioni, di tutte le invocazioni.

L'anima è inoltrata in questa vita di Dio per la virtù del Sangue che è il vincolo misterioso tra l'umanità e Dio, il mistico fiume che la congiunge all'infinito.

Tutta la vita soprannaturale attinge l'alimento dal Sangue di Gesù. O mio Signore, inebriata come sono di te vorrei sapere a quale creatura Ti manifesti di più e con quali mezzi.

A quella cui dono maggior abbondanza di Sangue. Quale creatura corrisponde di più?

Quella che meglio lo accoglie, lo adora, lo desidera, si nutre e vi si abbandona. q. 25 : 28 dicembre

 

146 I dolori della vita, gemme della veste nuziale

L'attrazione è sempre nei Misteri del dolore e l'anima li comprende, li gusta, vi si sente unita perché affinata dai patimenti e dalle prove.

O mio Signore, se non m'illudo, questa è la vera unione alla tua volontà. Sentirsi attrarre e abbandonarsi a questa visione di Sangue, comprendere l'eccellenza del dolore e accoglierlo come un dono del tuo Cuore. Comprendo che i dolori della vita sono le gemme della veste nuziale e la gloria di Gesù è nella Passione. Intorno a noi tutto crolla: rimarranno soltanto i fondamenti dell'umiltà e le colonne della sofferenza; su queste basi apparirà 1'edifizio del Signore.

O vita del mio Dio, comunicata per il Mistero, gustata per il Sacramento, accresciuta dal Sangue che è il nutrimento del cuore, della mente, della virtù, della verità, della scienza, dell'abbandono, del sacrificio e della consumazione!

Il dolore ci arreca confusione e umiliazione, ma è quello che più ci assomiglia e più ci unisce a Gesù, e da tale somiglianza e da tale unione scaturisce la vita soprannaturale.

O vita del dolore! O vita dell'amore! O vita di Dio in noi, o vita nostra in Dio! q. 25: 30 dicembre

 

1925

 

147 Quelle prime gocce di Sangue

Come un sole smagliante che mi avvolge di splendida luce, è nella mia povera anima il Mistero della Infanzia di Gesù. Tutto è perfetto, immacolato e santo in quella adorabile Umanità rifulgente di tutte le potenze della Divinità. Da una ferita misteriosa, luminosa, escono delle gocce di Sangue e diventano fiamma, luce, mistero.

Mi prostro e adoro quelle prime gocce di Sangue fluenti dal corpo adorabile del mio Gesù. Esse sono il segno sensibile della sua misericordia, la prima espansione umana, il primo atto della sua carità, il primo vincolo di unione ai Misteri augusti della sua riparazione divina.

O Sangue del mio Gesù, in quale calice ti raccoglierò? Dove troverò il vaso prezioso degno di contenere e di conservare il prezzo della mia vita eterna?

Accoglimi nel tuo cuore: esso deve formare il calice vivo, amoroso, immenso, pronto a ricevere in tutti gli istanti il tesoro della mia Passione. Il mio Sangue sarà la tua vita.

Scorrerà nelle tue fibre, innoverà lo spirito, snebbierà la mente, sarà l'ispirazione essenziale della tua vita di amore. Non devi attendere altra luce, né cercare altra via, né chiedere altri mezzi di perfezione. Nel mio Sangue hai tutta la promessa e la speranza, il perdono e l'amore, la giustizia e la pace, la verità e la carità. q. 25 : 1 gennaio

 

148 Il Sangue profonde tesori

O regno del mio Dio, dilata, estendi il tuo dominio nella mente, nel cuore e nello spirito: estendi la tua luce, la tua grazia, l'amore, e insegnami a mantenere, a contenere, ad accrescere questi doni soprannaturali, vitali, queste misericordie infinite.

La dilatazione e ,il possesso si compiono per il Sangue. Il mio regno è di luce, e il Sangue insegna la verità; è di sapienza, e il Sangue la dona; è di purezza, e il Sangue la opera; è di pace, e il Sangue la ottiene; è di amore, e il Sangue lo comunica: il mio regno non ha limiti di tempo e di misura e il Sangue profonde a dismisura tesori di grazie e di gloria. q. 25 : 5 gennaio

 

149 Il tuo regno consiste nella mia unione al Sangue

O Signore, Tu mi fai intendere che il tuo regno non consiste soltanto nel tuo possesso di me stessa ma nella mia unione al tuo Sangue divino. Esso dilaga ed io devo lasciarmi sommergere; esso deve penetrare in me ed io devo dissetarmi di esso.

Ma chi potrà dissetarsi al fonte delle delizie soprannaturali? E come posso, o Signore, giungere e penetrare in Te?

Vedi il sole? giunge fino a te, ti avvolge, ti avviva e tu dilati la pupilla per accogliere la luce meravigliosa e sali per essa alla sorgente e t'arresti a contemplarne i segreti.

E la pupilla dell'anima non potrà nella stessa guisa penetrare fino al suo sole divino? Egli scende con raggio vitale e, per lo stesso raggio, l'anima si eleva alla sorgente misteriosa. Per penetrare in me occorre una piccolezza estrema e un abbandono assoluto.

Penetrare nel Sangue di Gesù vuol dire smarrirsi nel Mistero. q. 25 : 9 gennaio

 

150 Donami almeno una stilla del tuo Sangue

Metto sull'altare della mia povera anima tutte le ricchezze di Gesù, i suoi doni e le sue misericordie.

Entrando in me riposerà sulle sue magnificenze. Egli invece vuol riposare sulla pietra viva del cuore per rammollirla col suo amore e goderne la fusione. Mio Dio, devo umiliarmi, adorarTi, invocarTi, deplorare le mie colpe, confondermi, temere, sperare?

Hai tutto questo nell'amore. L'amore stempera il cuore, lo dilata, lo rafforza, lo dispone alla generosità, a ricevere l'abbondanza del mio Sangue divino.

Donami, o Signore, almeno una stilla del tuo sangue.

Sai tu che cosa vuol dire ricevere anche una sola stilla del mio Sangue divino? Esso ti farebbe morire di dolore e di amore. Sai tu che una sola goccia del mio Sangue basterebbe a convertire, perfezionare, santificare tutto il mondo?

Per una sola goccia di Sangue tutti gli uomini sarebbero trasformati, con la mente capace delle eterne verità, con il cuore traboccante di amore, con lo spirito inebriato della vita celeste, ammesso alla visione del Padre adorabile.

Pensa che cosa farebbe una goccia in un'anima sola. La farebbe morire.

Sì, mio Dio, morire, ma vederTi, goderTi, amarTi così. L'anima è pervasa da sovrumana dolcezza nel godimento soprannaturale della goccia di Sangue. q. 25 : 10 gennaio

 

151 Ti supplico di chiedere il mio Sangue

Dammi il tuo Sangue, o mio Gesù, con quella espansione che Tu desideri per i santi fini disposti dalla tua Provvidenza, per dissetare l'ardore dell'anima, anelante all'unione de' tuoi Misteri.

Non solo ti dò il mio Sangue, ma ti supplico di chiederlo, di ripetere la richiesta, di raddoppiarla, di intensificarla. Darti il mio Sangue vuol dire darti i meriti, i frutti, le virtù, la potenza della Passione. Vedi: il mio Sangue scorre sulla terra a rivi, a fiumi; non c'è lembo che non abbia la sua parte: esso scorre dovunque e si raccoglie, come le acque negli oceani, nell'abisso della misericordia. Quest'abisso è la Chiesa, e tutti possono attingere in quantità illimitata, come tutti possono attingere ai mari.

O Signore, e dove non giunge perché l'uomo Te lo impedisce? Portami tu.

In qual modo, mio Signore?

Io sono il vero Sacerdote: sono io che m'immolo continua' mente per le anime. Seguimi nei paesi infedeli; seguimi adorando il Mistero, invocandone i Tesori, distribuendoli alle anime.

In quale terra mio Signore dirigeremo il volo? Dove vuoi.

A quali anime vuoi espanderti?

A tutte, specialmente a quelle peccatrici, a quelle ingolfate nell'incredulità, nella superstizione e nella tenebra.

Mio Dio, quante volte ripeteremo insieme questo rito di amore?

Se tu potessi resistere, te lo chiederei in perpetuo. Veramente la Redenzione è copiosa ed ha questi tre caratteri: portare la grazia alle anime, consumare le colpe e le miserie, rivestirle di luce e d'amore.

Proprio oggi Gesù dispone ch'io visiti un carcere dove sono

anime a centinaia, condannate dalla giustizia umana, ma oggetto di amore da parte della misericordia divina.

Con il pensiero, con la preghiera e col desiderio invoco su tutte i tesori del Sangue prezioso di Gesù. q. 25 : 11 gennaio

 

152 Il Volto intriso di Sangue, che riflesso può darmi?

L'unione con Gesù è più intima, elevata e fruttuosa quando l'anima lo ascolta, lascia che parli Lui, che dica quello che vuole, che si manifesti come gli piace.

Le insistenze dell'anima per essere perdonata dei peccati, per avere grazie speciali, per voler intendere le cose occulte del Signore, disturbano l'azione di Gesù.

Egli è più contento di vedere l'anima raccolta a' suoi piedi, come la Maddalena nella contemplazione del suo Volto divino, del suo Verbo di amore e della sua volontà.

Nel Volto di Gesù è il riflesso del Padre e dello Spirito Santo, è lo splendore della verità e la forza dell'amore.

Ma, o Signore, il tuo Volto è intriso di Sangue: che riflesso può darmi? Appunto per la verità del Sangue il riflesso è più vivo e più salutare: se l'anima può giungere al Padre e allo Spirito Santo non è che per virtù della Passione, per i meriti del Sangue prezioso. q. 2,5 : 14 gennaio

 

153 Il mio cuore come un calice

L'amplesso di Dio è un fatto di grande misericordia, di grazie efficacissime, di luce straordinaria.

Per esso l'anima si sente come sciolta dai legami del corpo, libera, pronta, alacre. E tuffata nel mare della vita, e gustando a pieno respiro la vita ineffabile del suo Dio, sente che non vi sono più vincoli che la possono arrestare, né ostacoli all'amore, né limiti alla reciproca unione.

Le Carni immolate di Gesù guariscono, riordinano, imbalsamano le mie povere membra disordinate e guastate dalla colpa di origine, e il suo Sangue divino scende nel mio povero cuore, disposto come un calice per accogliere le misericordie infinite. L'anima di Gesù penetra, investe, illumina, dilata la mente con le eterne verità, e la Divinità si degna avvicinarsi e unirsi al suo povero spirito, il quale, reso libero dalla grazia, è perciò capace di unirsi al suo Dio. q. 25 : 28 gennaio

 

154 Ogni tribolazione nell'ordine dell'amore

L'anima abbeverata del Sangue di Gesù, unita alla sua Passione, chiamata a partecipare alla sua vita di grazia e di amore, deve perdere la cognizione di se stessa, la volontà e la libertà ad accettare, non solo qualunque prova e qualunque patimento come dono, come pegno di amicizia e di amore, ma a considerare ogni tribolazione nell'ordine dell'amore. q. 25 : 30 gennaio

 

155 L'amore irrorato dal Sangue

Insegnami, o mio Dio, questo atto di amore illuminato, immenso che giunge fino a Te, che mi porta nel tuo Cuore, che mi unisce al tuo spirito e alla tua carità.

L'amore non può essere accresciuto, perfezionato e santificato se non ai piedi della Croce.

Il valore massimo lo riceve dal mio Sangue prezioso: l'amore irrorato dal Sangue delle mie piaghe è il più forte, il più puro e il più resistente perché rivestito della stessa virtù divina.

Ripeti i tuoi atti di amore sotto la croce; ti porteranno sù, accanto al Cuore squarciato, entrerai a unirti alla vita che vi palpita e allora il tuo amore sarà perfettissimo, gradito ed efficace. q. 20 : 31 gennaio

 

156 L'albero della Passione

Non posso sottrarmi all'incanto di una meravigliosa visione. Usando questo nome non intendo dare un carattere straordinario a ciò che è passato nel mio povero spirito, raccolgo semplicemente quanto ha veduto, compreso e.gustato per straordinaria bontà del Signore. Da più giorni chiedevo un segno certo della presenza del mio Dio nelle intime comunicazioni, un segno certo della sua bontà, della sua verità, della sua misericordia nell'abbassarsi fino a me e della sua compiacenza nell'ascoltarmi. E il segno fu questo: l'albero della Passione.

Vidi le sue radici profonde, segrete, nascoste negli abissi della eternità; vidi i suoi rami estesi, infinitamente estesi, slanciati fino al cielo, curvi verso terra, soavemente disposti all'amplesso di tutte le anime.

Lo vidi sovraccarico di frutti meravigliosi, le fronde sempre verdeggianti, i fiori a profusione.

Ognuno può avvicinarsi a quell'albero misterioso e raccogliere

in abbondanza il frutto della vita. Esso però si china spontaneamente su quelli che non lo conoscono (Battesimo), su quelli che giacciono a terra impotenti (peccatori) e a quelli che sono lontani (infedeli) lancia un riflesso di mille splendori.

Sotto quest'albero magnifico è un'ombra deliziosa, che protegge dalle tempeste, dagli ardori del sole, dalle bufere, da ogni intemperia.

Quando l'anima lo ha veduto, resta vinta, lo abbraccia e non se ne parte mai più. Ma quello che forma l'essenza del godimento è la partecipazione alla vita dell'albero stesso per mezzo dei frutti saporosi.

Come mangiando il frutto proibito l'uomo perdette la grazia e l'innocenza, mangiando i frutti dell'albero della Passione di Gesù l'anima acquista l'innocenza e la grazia, risorge a vita novella, intuisce quella soprannaturale e si dispone a quella eterna [...].

O mistico albero di vita, di redenzione e di misericordia, accoglimi sotto la tua ombra benefica, a' piè del tuo tronco poderoso, nelle profonde aperture da cui stilla continuamente la mirra della tua virtù. Ch'io mi consumi nell'accoglimento de' tuoi doni, attingendo la vita dalla tua stessa amarezza, la luce dalla tua ombra, la forza dalla tua estensione, la grazia dalla tua Passione e dalla tua Morte.

O Misteri del mio Gesù!

O abissi della Incarnazione!

O profondità dell'Immolazione!

O ricchezze, o splendori, o trionfi del Sangue di Cristo! q. 20 : 28 febbraio

 

157 La cognizione del Crocifisso vale di più di...

Ora intendo, mio Signore, la sublimità de' tuoi insegnamenti di amore.

Intendo che la cognizione più semplice e più umile del Crocifisso vale più di tutto lo scibile umano; che una sola goccia di Sangue vale Gesù, che un solo istante di unione con Gesù paziente vale più delle alte contemplazioni. Intendo che contemplando le eterne verità l'anima esce da se stessa, unendosi a Gesù entra nella stessa vita divina. q. 20: marzo, s.g.

 

158 Tu mi parli da due cattedre

O mio Gesù, Tu mi parli da due cattedre egualmente eloquenti: dalla Croce e dal Tabernacolo e il tuo linguaggio è ripieno di Mistero. Concedimi le disposizioni per comprenderlo: l'umiltà, la semplicità, la compunzione del cuore, la dedizione amorosa e l'ardore vigilante.

Gesù mi fa comprendere che quando l'anima è rimasta in contemplazione a' piè di queste due cattedre, adorando e amando, allora Egli la fa rientrare in se stessa, rivelandosi nel segreto dell'anima vivo e vero.

Allora essa lo contempla in sé, lo sente in sé, lo ascolta in sé. La croce non è più fuori, ma dentro; è l'anima stessa che porta, che stringe Gesù: non vi sono chiodi, basta l'amore ed esso è così veemente, da parte di Gesù, da continuare la stessa effusione di Sangue. q. 20: marzo, s.g.

 

159 I tesori del Sangue di Gesù

Io sono la vita della tua anima, del tuo cuore, del tuo spirito: sono il principio della tua redenzione, il mezzo della tua conciliazione, il prezzo della tua santificazione.

Non nominare il mio Sangue senza parteciparlo alle anime, con la preghiera, col desiderio, con la riparazione, con l'invocazione.

Ricordati di santificare l'anima tua attingendo al mio Sangue divino, il quale costituisce la più efficace manifestazione della mia potenza, della mia sapienza e bontà.

Onora il Mistero del Sangue, adorando, benedicendo, ringraziando la provvidenza divina che ti ha largito un tesoro così prezioso, così prodigioso e salutare.

Non perdere neppure una goccia del mio Sangue: non calpestarlo, non disprezzarlo, non renderlo infruttuoso ed inefficace con la tua indifferenza o freddezza.

Non permettere che il mio Sangue venga a contatto delle tue immortificazioni, delle tue passioncelle, de' tuoi pensieri vani e inutili, delle tue intenzioni non rette, dei sentimenti meno nobili.

Distruggi tutto ciò, perché la purezza dell'anima è la disposizione e la misura dei frutti spirituali del mio Sangue.

Non sprecare il talento messo nelle tue mani con tanto amore, non defraudare la gloria che il Sangue si aspetta dalla tua corrispondenza alla grazia del Sangue.

Non nascondere a te stessa la predilezione di Dio per la vita del Mistero, non restringere la mente nelle ragioni umane, arrestando il volo dell'ascensione prodigiosa.

Considera il dono del mio Sangue sopra ogni altro dono.

Se desideri la santità, la perfezione, la grazia, la gloria, la beatitudine, l'unione con Dio, l'elevazione, la consumazione dell'amore, invoca, desidera e accogli il mio Sangue q. 20: maggio, s.g.

 

160 Sette effusioni di Sangue, sette propositi

Segno il mio povero corpo con sette croci: per esse il Sangue di Gesù entri nella mente, si posi sugli occhi, sulle labbra, sulle mani, sul petto: entri in tutti i sensi, scorra in ogni fibra, purifichi ogni respiro, elevi ogni pensiero, santifichi ogni azione.

Per queste sette croci lo Spirito Santo effonda i suoi sette doni, chiedendo alla piccola anima, in armonia con le sette effusioni di Sangue di Gesù e di quelle dell'amore, sette propositi:

1 ° La purezza nel più alto grado.

2° La riparazione offerta a Dio mediante le preghiere, le azioni, gli atti della vita, consacrando a Lui ogni istante.

3° La mortificazione del corpo, del cuore e dello spirito.

4° L'uniformità perfetta alla divina volontà.

5° L'abbandono ai disegni della Provvidenza.

6° L'unione perenne della Passione di Gesù mediante i patimenti e le tribolazioni della vita.

7° La vita intima ispirata al Mistero del Sangue prezioso di Gesù.

Sono di Cristo, sposa di Cristo, Sangue di Cristo, e lo Spirito Santo sigilla l'unione consumando la vita umana nella mistica fiamma dell'amore. E nell'anima non c'è che lo slancio per salire e la fervida brama della immolazione.

O Signore Gesù, aiutami, salvami, rendimi strumento della tua misericordia, compi in me stessa la più grande misericordia, seppellendomi, consumandomi nel tuo Sangue prezioso. Amen! q. 20 : s. ritiro, giugno, s.g.

 

161 Il regno della Passione è meraviglioso

Il regno della Passione è infinito, meraviglioso, adorabile,

ineffabile come quello dell'amore; è un regno misterioso, però, e quando Gesù porta l'anima dalla contemplazione dell'agonia, della flagellazione, del Calvario e della croce a quella del Mistero in sé, allora essa deve spogliarsi di ogni immagine, cedere ogni concezione umana, dilatare il cuore, purificare la mente e attendere il verbo del Mistero. Come risuonerà questo verbo se non vi debbono essere più sensi, né voci? Come ridirò l'ampiezza della Passione di Gesù, quale si presenta all'anima? q. 26: ss. esercizi

 

162 La misericordia è il prezzo del Sangue

E un regno inesplorato quello della mia misericordia: vieni a scoprirne i tesori segreti.

Non lo conoscerai da te stessa ma te li additerà la virtù del mio Sangue. La misericordia è il prezzo del Sangue e il Sangue mio è il prezzo della misericordia.

Se attingerai abbondantemente, continuamente alle sorgenti del Sangue, attingerai pure a quelle della misericordia. q. 26

 

163 Se Gesù Crocifisso è tra le mie braccia...

Abbandoniamo alle sue braccia la nostra vita meschina, la nostra anima impotente, il cuore, i pensieri, i desideri, le azioni, le debolezze, le infermità, i peccati.

Anima mia, raccogli tutte le voci e ripeti per tutta la vita le misericordie del tuo Signore!

E intanto il Signore le manifesta sempre più sensibilmente al mio povero spirito.

Se Gesù crocifisso è tra le mie braccia ed io Lo stringo e Lo porto, Lo vedo e Lo bacio, Egli è accanto a me, unito a me con le sue piaghe santissime e il Sangue suggella ogni bacio, cementa ogni contatto, dà alla poverissima anima la veste nuova, fulgida, rossa, di fuoco e di amore, la veste del Sangue.

L'anima può dire, abbandonandosi completamente a Gesù, che Gesù, Lui, il Dio onnipotente, eterno, infinito, che assunse la Carne e il Sangue per noi nel limite del tempo, si dà, si dona e si abbandona a noi con la Carne e con il Sangue nel limite della nostra povera natura con la estensione della infinità. q. 26

 

164 La Passione è il regno della pace

Gesù ha conquistato a prezzo del suo Sangue la pace e la dona

larga, profonda, duratura a tutti quelli che entrano nella sua Passione con cuore pentito, con amore grande, con abbandono generoso. La pace è il frutto del suo Sangue: essa piove continuamente dalle sue Piaghe adorabili, sgorga dal suo Cuore squarciato, scende dalle sue labbra insanguinate. Ogni patimento di Gesù, dal presepio alla Croce, dalla circoncisione all'agonia, dalla fuga in Egitto alla immolazione sul Calvario, tutta la sua vita straordinariamente tribolata, tutte le sue prove, le sue pene e i suoi sacrifici, perfino le ultime ore del suo martirio, tutto fu reso soave dalla pace ineffabile della sua santità, della sua carità, del suo infinito amore per noi. q. 26

 

165 La Passione è il regno dell'abbondanza

Chiedo a Gesù perché, così poche siano le anime che partecipano alla Passione.

Egli mi risponde che poche sanno spogliarsi affatto di ogni cosa temporale per vivere soltanto di quelle spirituali.

Gedeone scelse per i suoi combattimenti soltanto trecento guerrieri, quelli che bevettero col cavo della mano, chini sulle sponde del fiume.

Soltanto chi beve al fiume impetuoso del Sangue di Gesù, in umile atteggiamento, soltanto le anime generose, morte a sé e ad ogni cosa, intendono i sublimi misteri della Passione. q. 26

 

166 Perché tu possa edificare il tempio...

Ti dirò di più: tu hai nel fondo dell'anima un desiderio segreto, una brama ardente, un sospiro che non ti dà tregua: tu vorresti poter edificare un magnifico tempio al tuo Dio.

Ebbene, se ti dessi tutto il materiale, tutti i mezzi ed anche il mio aiuto divino per compierlo? La sovrabbondanza dei beni spirituali, la smisurata prodigalità del mio Sangue, tutti i frutti della mia Passione sono i mezzi reali, preziosi, incalcolabili che io ti somministro perché tu possa edificare il tempio più magnifico, visibile un giorno negli splendori dell'eternità. q. 26

 

167 O Passione, tu sei il regno della luce

Chi vive nella Passione di Gesù ha momenti di grande sconforto, ma tosto ha il risveglio sicuro nella pienezza della luce di giustizia.

E una luce fiammante che scende dalle piaghe adorabili del mio Salvatore: è la luce adorabile de' suoi patimenti, delle sue angosce, de' suoi martiri, la luce della sua santità, della sua potenza e della sua redenzione. Egli ha patito ed è morto per me. Egli ha pagato col suo Sangue la giustizia divina ed ha avocato a Sé tutte le sue cause.

Se io sono meschina, Egli è potente; se io ho peccato, Egli si è offerto vittima per me; se io non ho la forza, né virtù, né meriti, né diritti per l'eternità, Egli mi dà tutto questo con il suo Sangue prezioso. q. 26

 

168 La Passione è il regno dell'amore

Alla scuola della passione di Gesù l'anima impara l'amore: lo impara dalla vita nascosta, umiliata, disprezzata di Gesù, lo impara dalla grotta di Betlemme, nel silenzio della casetta di Nazareth, accanto alle fatiche della vita apostolica, nella espansione dell'ultima cena. Gradatamente, con un crescendo inesprimibile, sale a imparare l'amore che fiorisce dal tradimento, che raggiunge il culmine nell'agonia, l'amore divino che si consuma sulla Croce donando alla stessa umanità che lo immola i frutti, i meriti, le virtù della sua adorabile immolazione. q. 26

 

169 Nel Sangue il martirio dell'amore

L'onda del Sangue di Cristo scorre in me con manifestazioni indicibili. Nessuna lingua, nessuna scienza, nessuna intelligenza umana può celebrare questo Mistero di infinita sapienza e di amore infinito.

Io intendo immergere in esso ogni respiro, ogni pensiero, ogni parola, ogni atto, azione, desiderio, speranza e volontà. Intendo immergere nelle fiamme purificatrici del Cuore di Gesù tutta la mia vita perché sia trasformata, santificata, consumata.

O mio Gesù, io ripeto che il tuo Sangue adorabile è il mio purgatorio perché in esso l'anima sente tutto il martirio dell'amore. q. 26

 

1926

 

170 Ti consacro col mio Sangue

Ti consacro io stesso col mio Sangue: sai che vuol dire una consacrazione regale?

Si benedice l'abito, lo scettro, il titolo e il dominio.

Guarda che abito ti dono e con quali aspersioni di grazia: ti do il titolo di sposa, il dominio de' miei beni e lo scettro della potenza. Tu sei nulla e lo sai e lo senti in te stessa e arrossisci della tua miseria e ti umili per le tue viltà e ti annienti per la tua indegnità, ma, unita al Mistero, immolata per il Sangue, sacrificata esclusivamente per la mia gloria, tu potrai compiere una missione di carità per la salvezza delle anime [... ].

Metti le tue povere mani sul mio Cuore, immergile nel mio Sangue, usciranno purificate e capaci di accogliere i tesori della mia misericordia.

Metti la tua vita e la tua anima accanto all'offerta preparata per sacrificio.

Unita poi al mio Corpo e al mio Sangue formeremo una sola consacrazione, tu vi parteciperai per i meriti e la virtù e la potenza del mio Sangue, io mi servirò di te per continuare la grande opera della Redenzione.

Il Sacrificio della S. Messa non finisce con la consumazione fatta dal Sacerdote: non vedi intorno a lui, sull'altare, nel Tabernacolo quanto Sangue ancora?

Gli Angeli lo adorano ma è riserbato alle anime immolate raccoglierlo in benedizione per la salvezza di molti. Bisogna che qualcuno compia questo sacerdozio segreto, nascosto, benefico: dammi la tua anima con tutte le tue potenze e io la renderò degna e capace di sì nobile ufficio.

Non ti chiedo più di quello che tu mi possa dare, ti chiedo l'intenzione, l'azione, l'amore, soprattutto l'amore per questi Misteri di misericordia troppo dimenticati. Non chiedermi come farai a trasmettere il mio Sangue nelle anime.

La luce non trasmette il calore, e l'aria non trasmette la luce e la voce, senza che nessuno di questi elementi sia conscio di ciò che opera? Ed io non posso compiere, per mezzo dell'anima, prodigi di grazia? Basta che essa sia docile, semplice, perduta nella mia volontà [ ... ].

Riempi la tua anima di Sangue, esso ti comunicherà la sete della santificazione altrui, il martirio profondo, sacro, efficace della mia Passione. Più volte tu pensi e rifletti al modo di compiacermi. Non chiedo a te che una cosa sola, ma essa deve informare i pensieri, i sentimenti, le azioni e le aspirazioni, la vita e la morte: ti chiedo di vivere, di operare, di consumarti nel mio Sangue; esso più dell'olio riempirà la mistica lampada della tua carità, sarà il tuo cibo, la tua bevanda, la tua forza, la tua dolcezza, la tua sazietà. q. 27 : 6 settembre

 

171 Ti voglio esclusivamente per la mia Passione

Il Mistero della Passione è la forza del mondo, il sostegno, la salvezza, la ricchezza, lo splendore della vita. Ma chi intende, chi ascolta, chi ama questo Mistero di infinito amore?

Chi si prostra adorandolo, chi si ricovera in esso, chi attinge da esso la virtù santificatrice? [...].

Sono io che ti parlo, che ti voglio esclusivamente per la mia Passione, continuamente nel mio Sangue, piccola vittima di carità sublime, di una carità che ha per oggetto lo stesso Figlio di Dio. Ti ho invitato a uscire da te stessa: quante volte! Significava dilatare l'anima alle mie grazie, alle mie espansioni, prepararla alle mistiche nozze, rinnovate tante volte a' piè dell'altare [...].

Dammi l'anima tua, non come cosa che ti appartiene', ma come dono che intendi fare a me per i sacrifici sostenuti per te; come offerta per riscattare le anime, come strumento per compiere i miei disegni di amore [. .. ].

Ricorda che io ti ho dato la Passione per la tua anima, dammi ora l'anima per la Passione: ho dato il Sangue per la tua anima, dammi ora l'anima per il Sangue; ho dato la vita per la tua anima, dammi ora l'anima per la mia vita in te. [...]

Signore, insegnami a chiedere ciò che vuoi darmi e aiutami a darmi ciò che mi chiedi. Invero non ci sono ostacoli che possano rendere meno pronta e meno completa la mia povera dedizione all'infuori della mia indegnità. Siccome poi questa costituisce il fondo della mia esistenza e non posso sottrarmi, né annientarla, né nasconderla, supplico la tua misericordia, o Signore, a coprirla con l'onda salutare del tuo Sangue divino.

E mi slancio in esso come in un mare sterminato, che esprime la tua misericordia, e ripeto: Prendi, o Signore, la mia povera anima, creata, redenta, santificata da te, riempita di grazia per mezzo de' tuoi Sacramenti, consacrata a Te con i santi voti, unita a Te dalla virtù del tuo Sangue, non mai sazia di Te, dilatata sempre più nel regno della tua carità, sperduta nella profondità de' tuoi abissi, abbagliata dallo splendore de' tuoi Misteri, purificata, trasformata, elevata dalla potenza della tua grazia.

Prendi la mia povera anima, o Signore, stringila alla tua Croce, immergila nel tuo Sangue, non restituirmela più, se il suo annientamento giovasse ad aumentare la tua gloria.

O felice seppellimento dell'anima nelle segrete profondità del Mistero!

O predilezione inconcepibile ottenuta a' piè della Croce! g. 27 : 7 settembre

 

172 Offerta al Mistero della Passione

O Gesù, Figlio di Dio, Maestà sovrana, Verbo adorabile, Sapienza infinita, incarnato per la salvezza del genere umano, crocifisso, morto e sepolto per noi, Ti adoro con tutte le potenze dell'anima, Ti benedico e Ti ringrazio. Tu sei l'Eterna bellezza, l'Eterna verità, l'Eterno amore. Perché sei onnipotente, sapiente e misericordioso, Tu hai voluto e saputo portare sulla terra le manifestazioni più sublimi della tua infinita carità nel Mistero della tua Passione. Adoro, mio Gesù, tutti i Misteri che avvolgono la Divinità e ne formano l'essenza, adoro la luce inaccessibile, la grandezza infinita, la potenza dominatrice; adoro le infinite, auguste, eterne perfezioni del mio Creatore, del mio Conservatore e Padre, ma intendo in questo istante adorare le umiliazioni del mio Dio fatto Uomo, i patimenti di Gesù, la Passione di Gesù, il suo Sangue, la sua Morte.

O Mistero di infinito amore, consacro a Te, immolo per Te la povera anima mia, invocando di essere immersa e sommersa nell'onda del tuo Sangue divino per divenire capace di partecipare a' tuoi meriti e per offrirTi un sacrificio accettevole, puro e santo, chiedendo per esso la salvezza di molte anime, la risurrezione di quelle che giacciono nelle ombre di morte, la santificazione di quelle che Tu hai favorito con predilezione di amore. Immersa nel tuo Sangue adorato, chiedo di poter concepire atti di perfetto dolore e di perfettissimo amore ed essi siano il mio canto sulla terra e la laude perenne su in Cielo. q. 27: Settembre, s.g.

 

173 Voto di rinuncia a Gesù Crocifisso

Prostrata a' piè della tua Croce, adoro, o mio Gesù, il Mistero della tua Passione che compendia quelli dello spargimento di Sangue e della tua Morte. Attratta verso questo Mistero dalla tua infinita misericordia, sostenuta dalla tua grazia, incoraggiata dal tuo Ministro, mi presento, o Signore, per fare umilmente ma irrevocabilmente l'offerta di tutta me stessa.

Sì, mio Signore, voglio rispondere alla voce del tuo Sangue adorabile, che mi ha parlato e che continua a parlarmi in mille modi, con la completa dedizione della mente, del cuore e dello spirito, votata alla tua Passione, immolata per il tuo Sangue, consumata in esso.

Con questo mio voto intendo, o Gesù, di sacrificare la mia mente nei limiti desiderati dalla tua volontà, rinunciando perfino alle contemplazioni più sublimi per mantenere in essa la sola impressione de' tuoi patimenti, delle tue immolazioni, del tuo Sangue prezioso.

Intendo sacrificare gli affetti del cuore, i più puri, i più santi, non solo, ma ancora i godimenti ineffabili delle tue dolcezze con i quali l'hai tante volte inebriato, per accogliere in esso soltanto il gemito e lo strazio e la continuità della tua Passione.

Intendo sacrificare il mio spirito fino al punto di rinunciare, se è di tua gloria, alle elevazioni più sublimi, alle dolcezze indicibili che Tu vai prodigando alle anime che Ti sono care, per immergerle nella tua divina Passione.

Intendo rinunziare a quei trasporti di amore che spesso l'hanno così avvinto a' tuoi splendori e alle tue perfezioni, per accogliere e seguire le profonde, segrete, inafferrabili operazioni del tuo Sangue divino.

Intendo seppellirmi nella tua Passione per sempre, come una piccola ostia, come non esistessi più, indirizzando le preghiere, le meditazioni, i Sacramenti, gli atti della vita, i pensieri e i respiri all'aumento di questa dedizione, al perfezionamento di questa immolazione.

Intendo rinnovare questo mio voto ad ogni istante con gli altri voti offerti al tuo Cuore nell'umiltà della mia povertà, ma con tutto lo slancio dell'anima, unendomi a tutte le immolazioni che Tu, mio Gesù, compi sull'altare per la nostra salvezza, per la gloria del Padre, per il trionfo della tua misericordia infinita.

Con questo mio voto intendo chiedere il tuo Sangue adorabile per l'anima, ad ogni istante della vita e sul punto di morte; lo chiedo per la famiglia dello spirito e per quella del cuore, per le anime del Purgatorio, per gli ammalati, per i moribondi, per gl'infedeli, per gl'innocenti, per la tua Chiesa, per il Sommo Pontefice, per i Vescovi, per i tuoi Sacerdoti, per i Missionari, per i Religiosi.

Chiedo di essere trasformata dal tuo Sangue nel cuore e nello spirito, vivificata, perdonata, ricolma di grazia e unita a Te, mio Gesù, nel tempo e nei secoli eterni. Amen! q. 27: ottobre, s.g.

 

174 Il Sangue, creazione incomprensibile

Il Sangue di Gesù, questa creazione incomprensibile che ha in sé tutti i caratteri dell'essere umano e quelli del Mistero divino, è un compendio di meraviglie, di tesori, di grandezze, di Misteri.

Guarda, figliuola, una pianta di rose, ha variazioni molteplici pur conservando sempre la stessa specie, la forma, la fragranza. Se tu sapessi l'infinita varietà di grazie soprannaturali prodotte da una sola goccia di Sangue!

La creazione del Sangue di Gesù costituisce un regno, un trionfo, una gloria incomprensibile. Esso è contemplato da Dio, adorato dagli Angeli e dai Beati, invocato dalle anime, temuto dai demoni.

L'anima che è portata da una grazia speciale alle soglie del mistico regno del Sangue, sente un'attrazione irresistibile e se la grazia ve la introduce non ne esce più. Il Signore la rende partecipe dei frutti deliziosi, la investe, la inebria con lo splendore di ricchezze inaudite, la unisce a sé, la trasforma, le dà il senso delle cose divine, l'intuito di quelle eterne. q. 27: ss. esercizi

 

175 Le creazioni del Sangue di Gesù

Il Mistero del Sangue dischiude gli orizzonti sconfinati della rigenerazione delle anime. Per questo Mistero l'umanità è risorta dalle rovine della colpa originale e rinasce quotidianamente da quelle delle conseguenti miserie morali. Per questo Mistero hanno principio, vita e compimento gli atti virtuosi, la preghiera, il sacrificio, le ascensioni sublimi, l'unione con Dio, la consumazione per Lui, la trasformazione in Lui nella vita eterna.

Il Sangue di Gesù crea il cuore mondo, invocato dal Salmista, infonde lo spirito retto, dona la visione limpida e chiara della vita soprannaturale. Il Sangue di Gesù crea, per così dire, le anime dei Santi, degli Apostoli, dei Martiri, perché partecipa all'anima con la purezza, la carità e la santità, il vigore nuovo, costante, efficace per la vita intima con Cristo per la morte in Lui, aspettando da Lui la risurrezione finale. q. 27

 

176 O vita vera del Sangue

Confida nella potenza, nella virtù, nella efficacia del mio Sangue.

Esso ha creato in te una mente nuova, un cuore nuovo, uno spirito nuovo, una vita nuova.

O vita vera, santa, augusta del Sangue del mio Gesù, penetra in tutte le fibre del mio essere, per tutti gli istanti della mia vita... O Sangue del mio Gesù, creatore della vita di grazia, di perfezione e di santità, entra anche nelle mie membra ed esse si riempiano di giustizia, di soavità, di fragranza.

O Sangue del mio Gesù, Tu sei la mia speranza, la mia gioia, la mia luce, il mio conforto, la mia ricchezza, il mio tutto. Immergendomi in Te, essendo rivestita di Te, non posso più temere la Giustizia divina poiché quale giustizia mi potrà chiedere il Signore che superi quella del Sangue del mio Gesù, versato in riparazione delle mie iniquità, per la mia rigenerazione? q. 27

 

177 Le vittorie del Sangue di Gesù

Canterò le vittorie del tuo Sangue divino, ma più e meglio di me cantano le sue glorie le anime dei Santi, le anime dei Giusti, gli Angeli stessi confermati in grazia per virtù della tua adorabilissima misericordia.

O Sangue di Gesù, espansione di una carità infinita, pegno del cielo e conforto della terra, auspicio di santità e alimento di vita, io Ti adoro per me, per il mondo nei secoli dei secoli. Adoro la tua potenza, l'ampiezza con la quale ti estendi nel tempo e nella eternità, dinanzi al Padre e sul capo de' tuoi figliuoli, nel regno celeste e in quello delle anime, nei fulgori della beatitudine e nelle tenebre della terra di esilio.

Canterò le tue vittorie, o Sangue del mio Gesù, ma con quale lingua, con quali parole, con quali sensi? lo intendo ispirarmi alle rivelazioni del tuo spirito, a quelle raccolte nella Sacra Scrittura, illustrate dai Padri, dai Dottori, dai Confessori, ma intendo ancora ispirarmi alle arcane, sublimi e inesprimibili rivelazioni che Tu hai fatto gustare alle anime a Te più care nel segreto del loro cuore; alla Vergine Santissima, all'Apostolo prediletto: essi gustarono a' piè della tua Croce il martirio della tua Passione e bevvero a dismisura con gli occhi, col cuore, con lo spirito il Sangue delle tue piaghe.

Mio Signore, voglio, più che con la parola, cantare in me stessa le vittorie del tuo Sangue prezioso. [...].

O Sangue di Gesù, Tu hai vinto il demonio, l'inferno, i castighi, le pene, le conseguenze del peccato, e queste vittorie le cantano i Beati del Cielo: essi sono lo splendore de' tuoi trionfi e li celebrano nella gloria della tua Divinità.

Sia lode, benedizione, ringraziamento, adorazione al Sangue adorabile di Gesù! Per esso noi otteniamo la forza per vincere le nostre debolezze, le miserie, le prove della vita; da esso attingiamo la virtù che ci corrobora, la grazia che ci eleva, la luce che ci guida, l'amore che ci trasforma; con esso vinciamo le tentazioni, superiamo gli ostacoli e, portati nella via del cielo, ci sentiamo trasportare rapidamente.

O mio Gesù, io non so celebrare queste tue glorie, non so nemmeno intuirle; vi aderisco con tutta l'anima, intendo adorarle con tutto il cuore per sempre e consacrare ad esse tutta la vita che mi resta, le forze che mi concedi, l'intelligenza, il sentimento, la volontà, l'azione. q. 27

 

178 La vita del Sangue di Gesù

Ascolta, figliuola.

La povera figliuola ascolta e sente in sé il Signore e gusta il suo linguaggio d'amore, un linguaggio che non si può né concepire, né comprendere, né ripetere. L'anima vi risponde col linguaggio dell'estasi che è quello dell'amore.

Ascoltami. Bevi il Sangue del tuo Signore e mentre l'anima

ne sente e gusta l'ebbrezza, vi ritrae un vigore celeste e si immerge nella luce divina. Scrivi il documento di amore: la vita del Sangue di Gesù!

Chi può dire quanto eccelsa, benefica, meravigliosa?

Il Sangue di Gesù ha le sorgenti misteriose oltre gli spazi, oltre gli elementi, oltre ogni legge, ma quando giunge sulla terra per entrare nell'anima, diventa la bevanda salutare, corroborante, vivificatrice.

Come l'acqua spegne gli ardori delle membra, così il Sangue spegne gli ardori delle passioni.

Ma pensa, figliuola, ai prodigi che compie, ben più meravigliosi di tutte le arcane bellezze della natura.

Il Sangue porta nell'anima la vita soprannaturale, la vita perfettissima, divina di Gesù.

Esso vi porta la vita dell'Incarnazione; la vita umile, segreta, nascosta, ma quanto feconda dell'Infanzia di Gesù; vi porta la vita intima de' suoi trent'anni, vita di altissima unione con Dio, di purissima contemplazione, di preghiera incessante; vi porta la vita dell'apostolato, i suoi sacrifici, le sue fatiche, la sua dottrina celeste, i suoi esempi, i suoi prodigi, la sua carità, la sua santità. Ma, a corona di tutto questo, anzi per rendere costante, vitale, questa trasfusione di vita celeste, il Sangue porta nell'anima la vita della Passione, la vita del Mistero nella istituzione del Sacramento, la vita del Sacrificio nella immolazione di sé, la vita della consumazione nella donazione di sé. Chi può intendere la grandezza, l'eccellenza, l'efficacia della vita di Gesù portata nell'anima per la potenza, per i meriti, per l'opera del suo Sangue divino?

Vedi, figliuola, dice Gesù, gli effetti della pioggia vivificatrice sulle aride zolle, sui teneri germogli, sui fiori svigoriti? Il Sangue di Gesù opera prodigi inconcepibili sulle anime che lo ricevono con fede, che lo conservano con amore, che lo invocano, che si nutrono di esso.

Pensa a tutti gli atteggiamenti del mio Cuore; alla sublimità della dottrina, alla estensione della misericordia, alla potenza dell'amore: tutto viene insegnato, partecipato, comunicato all'anima dal mio Sangue. [...]

L'onda del mio Sangue passa impetuosa sul tuo cuore; staccalo dal basso fondo della tua miseria e ti sentirai trasportata rapi dissimamente verso gli abissi del mio Cuore.

Non pensi poi che si possano conciliare gli argomenti degli Esercizi con la virtù, la potenza, la dottrina del mio Sangue? Non sono essi suggeriti al Ministro dallo stesso spirito che celebra nel tuo cuore le meraviglie della Passione?

Applicando all'anima tua ogni insegnamento, ogni verità, non senti che tutto viene avvalorato dalla stessa virtù del Sangue? Non vedi che le labbra che pronunziano la mia dottrina sono imporporate di Sangue? Non fluisce essa pure dal cuore sacerdotale ricolmo di Sangue?

Bontà del mio Dio! Posso dubitare di illudermi seguendo i trasporti della sua dilezione nella manifestazione del suo Sangue prezioso? q. 27

 

179 La luce del Sangue di Gesù

Una delle operazioni più salutari ed efficaci del Sangue di Gesù è la illuminazione dell'anima.

Esso non vi getta una luce abbagliante che fissi l'anima in godimenti celesti; nemmeno dona una luce ardente che rapisca l'anima in trasporti d'amore, ma effonde una luce equilibrata, tranquilla, estesa, per cui l'anima vede l'abisso della propria miseria e l'altezza, l'eccellenza delle divine misericordie. g. 27

180 Contemplandoti coronato di spine

E il mio Sangue che compie i prodigi nell'anima tua, che ti illumina, ti domina e ti trasforma.

O mio Gesù, sii benedetto, adorato e glorificato nel Sangue prezioso! ...

ContemplandoTi coronato di spine, mi umilio, mi pento, detesto ogni colpa, chiedo il tuo perdono, la tua grazia e la tua misericordia.

Da quella corona che Tu hai imporporato di Sangue, partono raggi meravigliosi che rischiarano ogni tenebra e additano il cammino della perfezione. Aiutami, o Signore, a raccogliere in me la potenza di quella luce, la forza di quell'amore onde io non veda che Te, mio Gesù, coronato di spine, non ami che Te, immolato per mio amore...

Vergine Santissima, per lo strazio sofferto vedendo il tuo Divin Figlio coronato di spine, ottieni che la mia mente e il mio

dissimamente verso gli abissi del mio Cuore.

Non pensi poi che si possano conciliare gli argomenti degli Esercizi con la virtù, la potenza, la dottrina del mio Sangue? Non sono essi suggeriti al Ministro dallo stesso spirito che celebra nel tuo cuore le meraviglie della Passione?

Applicando all'anima tua ogni insegnamento, ogni verità, non senti che tutto viene avvalorato dalla stessa virtù del Sangue? Non vedi che le labbra che pronunziano la mia dottrina sono imporporate di Sangue? Non fluisce essa pure dal cuore sacerdotale ricolmo di Sangue?

Bontà del mio Dio! Posso dubitare di illudermi seguendo i trasporti della sua dilezione nella manifestazione del suo Sangue prezioso? q. 27

 

180 Contemplandoti coronato di spine

E il mio Sangue che compie i prodigi nell'anima tua, che ti illumina, ti domina e ti trasforma.

O mio Gesù, sii benedetto, adorato e glorificato nel Sangue prezioso!...

ContemplandoTi coronato di spine, mi umilio, mi pento, detesto ogni colpa, chiedo il tuo perdono, la tua grazia e la tua misericordia.

Da quella corona che Tu hai imporporato di Sangue, partono raggi meravigliosi che rischiarano ogni tenebra e additano il cammino della perfezione. Aiutami, o Signore, a raccogliere in me la potenza di quella luce, la forza di quell'amore onde io non veda che Te, mio Gesù, coronato di spine, non ami che Te, immolato per mio amore...

Vergine Santissima, per lo strazio sofferto vedendo il tuo Divin Figlio coronato di spine, ottieni che la mia mente e il mio

cuore siano purissimi, intesi solo a raccogliere le visioni della Passione e del Sangue di Gesù. q. 27

 

181 Offri tutto per il mio Sangue

Che fai anima mia? Che aspetti? Il tempo incalza e forse volge, per te, al suo tramonto.

Sorgi, rinnovata nel sacrificio, consacrata all'amore! Bisogna agire, far presto, far bene; dare tutto, aspettare tutto; vivere di Dio, per Lui, per Gesù, nel suo Sangue, col suo Sangue.

La via è segnata, è luminosa; erta, ma sicura; faticosa, ma rapida. è quella scelta per te, e la scelta fu di privilegio; percorrerla vuol dire salvarti, non solo, ma santificarti.

Non temere; l'illusione è per le anime che cercano se stesse. Nessuna illusione nella tua vita consacrata al mio Sangue. Che puoi ricercare in esso se non gli splendori del Mistero per adorarli, le manifestazioni della misericordia per invocarla, e gli aiuti divini per la salvezza delle anime? Quale illusione in queste attrazioni, se il mio Sangue costituisce il principio della vita morale, della vita soprannaturale, della vita eterna? E se, offrendoti il mio Cuore squarciato, senti che la tua miseria te ne rende indegna, che la tua debolezza non lo può sostenere e la tua infermità lo può offendere e disgustare, senti ancora che la mia misericordia è infinita.

Apri la tua anima, il tuo cuore, dilata lo spirito, accoglimi ferito, sanguinante.

Offri tutto per il mio Sangue: la facoltà di comprendere, la potenza di amare, la forza del volere, il tempo, i desideri, le speranze, ogni appoggio umano, ogni sollievo, anche le spine, le prove e la vita intima dello spirito, la vita soprannaturale e tutti i doni che io stesso ti comunico. q. 27

 

182 Una stola rossa e un piccolo calice

Guarda, figliuola, io interesso i miei Angeli perché ti preparino una veste nuova, adorna, preziosa. Con che giubilo gli Angeli e i Beati preparano le grazie di benedizione alle anime viatrici sulla terra!

Mio Dio, voi rivestite il fango, ma darà lode al vostro nome nei secoli eterni.

Cantate, o cieli, canta, o terra tutta, le glorie di Dio!

Dovunque posa il suo sguardo, Egli crea, trasforma, santifica. Sia benedetto il Signore!

Egli adorna l'anima mia di una candida veste preziosa: è il dono della purezza che mette l'anima in grado di avvicinarsi a Lui, di fissare in Lui la pupilla, di unire a Lui il piccolo cuore.

Ma Gesù non si accontenta del ricco dono e porge un'ampia stola rossa, la quale si ripiega sulla persona in forma di croce. Apri le braccia, dice Gesù distendile dinanzi a me: non vedi la somiglianza con lo sposo?

Tu sei adorna di doppia veste... vergine immolata al tuo Dio, non devi avere nella vita altra aspirazione, altro desiderio, altro amore che quello della Croce e del Sangue che ne sgorga.

Prendi e metti fra le mani un piccolo calice di creta, accogli in esso il mio Sangue e offrilo in sacrificio al Signore per te, per le anime, perché la redenzione sia copiosa, estesa a tutti, accolta da tutti, adorata, corrisposta, invocata.

Il piccolo vaso di creta è una stonatura accanto a un abito così prezioso.

Eppure, dice Gesù, è il calice composto, ornato da te.

E vero, è il mio cuore di fango, vile, disordinato, spregevole, che non sa né accogliere, né contenere la mistica essenza della grazia, della virtù, della santità, del Sangue di Gesù.

O Signore, aiutami, soccorri anche a questa miseria, cambiami il cuore, rendilo vigoroso, generoso, meno indegno di Te. Ma quale cuore può credersi degno di ricevere il Sangue di Gesù?

E Gesù dona il suo, ferito, squarciato, quel Cuore Santissimo che ha spasimato sulla croce, che è stato sepolto, che vive, ama ed opera nel Sacramento della sua carità e della sua misericordia...

Gesù entrando in noi con la sua Divinità, con la sua Sacra Umanità può operare miracoli, rivestirmi di Lui, trasformarmi in Lui e, se sono debole, mettere nel mio povero cuore la forza del suo Cuore.

Egli lo ha fatto mille volte con le anime consacrate in modo speciale a Lui, con le anime che, pur nella ridda delle vicende, dei doveri e delle miserie della terra, vogliono vivere la vita soprannaturale. q. 27

 

183 Come arido legno in una fornace ardente

Immergi te stessa nel mio Sangue: sarà come gettare un arido legno in una fornace ardente: tutto verrà consumato, purificato e trasformato. Sarà come immergere un oggetto nell'oro fuso: si rivestirà di ricchezza e di splendore: sarà come esporre il tuo spirito alla fulgida luce delle verità eterne. q. 27: 31 dicembre

 

1927

 

184 La sete inestinguibile del tuo Sangue

Apri la mia bocca, o Signore, e insegnami a cantare le glorie del tuo Mistero, aiutami a comprenderlo, a viverlo in me stessa, a immolare la mia vita per il tuo trionfo.

O giorno di misericordia, nel quale sgorgano sulle membra immacolate di Gesù le prime stille di Sangue, come rose rugiadose, fragranti del più sublime amore.

O mio Gesù, adoro quel Sangue, lo raccolgo con le labbra avide, lo porto nel mio cuore, nella mente, nello spirito; mi nutro di esso, m'ispiro, mi riposo: esso è la mia delizia, la mia consolazione, la mia ricchezza, la mia salvezza.

Ti ringrazio, o mio Gesù, che mi hai dato la vita in questo giorno santo, che segna le primizie della tua dedizione e preludia le grandezze della tua immolazione.

Lasciami considerare come un privilegio l'essere nata in questo giorno, giacché pare che Tu abbia infuso nella mia anima la sete inestinguibile del tuo Sangue divino. E crescendo con la vita, questa mistica sete è andata aumentando in proporzione alla tua carità e della mia dedizione al Mistero fino a non sapere altra verità, a non desiderare altra conoscenza che il Mistero del tuo Sangue e il Sangue del Mistero.

Sii benedetto, sii adorato, o mio Gesù!

Insegnami a cantare queste misericordie, a volare per queste vie sublimi dove non c'è sostegno, né indicazione, né termine fisso. Oh! il Mistero del tuo Sangue è il Mistero della tua carità, e in esso tutto vi è ampio, immenso, infinito! Insegnami, o Gesù, l'unione a questo divino Mistero. Tu me lo chiedi con insistenza ed io voglio corrispondervi per quanto è possibile a creatura umana.

E Gesù dice all'anima cose ineffabili.

Tu hai desiderato, e il desiderio venne dalla mia grazia, di veder edificato un magnifico tempio nel centro della cristianità dedicato al mio Sangue e nella tua mente hai veduto un edificio superbo, eseguito con tutte le finezze dell'arte e rispondente al senso profondo della liturgia.

Hai veduto il Crocifisso, maestoso nelle stigmate del dolore e infinitamente soave nelle espressioni dell'amore e, al di sotto, il Sangue che scorreva dalle mani, dai piedi, dal petto; un fiume di Sangue che scorreva senza arrestarsi mai.

Intorno al Crocifisso hai veduto meravigliosi quadri riproducenti le sette effusioni di Sangue, altri ancora riproducenti le sette ultime mie parole, i setti Sacramenti, i setti doni dello Spirito Santo, le sette beatitudini, tutta la simbologia del sacrificio e quella della grazia. E ti pareva che ognuno, entrando in quel tempio, si commuovesse leggendo le mie parole di invito e di amore, contemplasse la Passione con tenerezza, si accostasse alle sorgenti del Sangue e rimanesse rivestito di grazia, di bellezza e di gloria.

Ciò che hai veduto con gli occhi dell'amore compi in te stessa con quelli della fede.

In mezzo al tuo cuore pianta la mia croce, accoglimi crocifisso, scolpisci nelle tue membra le mie effusioni di Sangue, accogli nella mente e fissa in essa la simbologia della Passione, nutri l'anima con la virtù dei Sacramenti, corrobora la volontà con i doni dello Spirito Santo e unisci il tuo spirito ai disegni della Passione, desiderando di cooperare alla mia Redenzione.

Mi dirai che questo tempio è invisibile, ideale e che nessuno potrà entrarvi.

Ma non ti basta che sia noto allo Sposo e che vi entri lui solo per parlare segretamente, misticamente con l'anima tua per associarla a sé nell'opera mirabile della santificazione delle anime?

I templi edificati dagli uomini splendono nel tempo, ma quelli costruiti da Dio nell'anima rivelano la loro bellezza nei secoli eterni.

Scrivi, figliuola.

Che devo scrivere, mio Signore Gesù?

Che ti amo, che ti sono vicino, che sono in te, nella mente, nel cuore e nello spirito, come una fiamma che pervade l'oggetto a cui s'è avvinta.

Scrivi che la mia misericordia è infinita, sovrabbondante, magnifica; che per ottenerla basta il desiderio, per possederla è necessaria la volontà, per aumentarla occorre l'unione di amore.

Scrivi che la mia misericordia si effonde col Sangue, perciò scaturisce dalla croce, scorre sull'altare, discende come un fiume impetuoso durante il Sacrificio della Santa Messa [...].

Scrivi che nel Sangue di Gesù è la salvezza, la speranza, la santificazione, la glorificazione delle anime: la tua ricchezza, la tua pace, la tua suprema felicità!

O Signore Gesù, scrivi ancor Tu nell'anima mia questi caratteri del tuo amore infinito! q. 27: 1 gennaio

 

185 Tingi col mio Sangue le anime

Negli antichi tempi, prima che l'angelo sterminatore passasse, vindice dell'ira di Dio, a distruggere i primogeniti degli egiziani, un altro angelo aveva tinto con il Sangue dell'agnello le porte del popolo di Dio perché fosse salvo.

Tingi col Sangue del vero Agnello le anime. Lo puoi fare col desiderio, con la preghiera, con l'unione al Sacrificio della S. Messa, con l'annientamento di te stessa nel Sacramento della Comunione.

Tingi col mio Sangue le anime dei buoni, le anime dei perseguitati, ma tingi ancora le anime dei persecutori. Aiuta il loro braccio, non temere, aiuta il loro braccio portando su di esso il Sangue del mio Cuore. Quel Sangue santificherà persecutori e perseguitati perché nella legge nuova, dopo il Mistero della Croce, tutti sono miei figli.

Tingi col Sangue ogni anima, non con le tue forze, ma con quelle del Sangue stesso; prega che il Padre trovi ogni anima segnata col mio Sangue.

Non c'è altro segno più efficace, né altro mezzo più sicuro, né altra via più rapida che avvicini l'uomo a Dio quanto il mio Sangue. Esso darebbe al mondo la pace vera e duratura, la pace meritoria e fattiva del più sublime progresso, quello verso la perfezione. q. 28 : gennaio, s.g.

 

186 Immagina una grande cascata

Immagina, dice Gesù, una grande cascata che scenda da sublimi altezze. Chi la contempla da lontano non sente che la carezza dell'aria mossa dall'impeto dell'onda. Chi si avvicina sente sfiorare il volto dagli spruzzi freschissimi, chi si avvicina ancor più beve a larghi sorsi l'onda pura e la può raccogliere abbondantemente; chi poi, spinto dal più grande ardore si getta nell'impeto della corrente è immerso e trascinato da essa. E chi può dire la vita ineffabile che sgorga da una corrente di amore? Dalla mistica corrente del Sangue di Gesù? q. 28: gennaio, s.g.

 

187 Benedicimi con benedizioni di Sangue!

Benedicimi, o Signore, con benedizioni di Sangue! Esso cada sull'anima mia come pioggia benefica, che ravviva e feconda, come rugiada ristoratrice, che porta a maturazione i fiori e i frutti del mio povero cuore.

Fa', o Signore, che per la virtù del tuo Sangue, si raccolgano in me tutte le misericordie che invano Tu effondi nei cuori induriti e freddi.

Si raccolgano in me e siano motivo di impetrazione efficace, di conversione, di salvezza per tutti!

O Signore, fa' che nel mistico campo della tua Chiesa io sia la valle profonda che accoglie e trasmette l'onda vitale della tua grazia e del tuo amore a tutte le anime.

Benedicimi, o Signore, con benedizioni di Sangue! q. 28 : 25 marzo

 

188 Le mie piaghe sono le stanze segrete

Entra, figliuola, nelle mie piaghe, esse sono le stanze segrete dove io nascondo tesori celesti, entra, acquista e vivi delle mie ricchezze.

Il Sangue ti darà una conoscenza più larga e profonda della mia grazia.

O Sangue divino del mio Gesù, assunto per riparare le colpe dell'umanità decaduta, entra in me, ristora la mia anima assetata, sterile e infeconda: ricomponi le energie della vita, riordina le passioni, ritempra le potenze, ridonami la visione delle cose eterne, il gusto e il sapore della virtù, la luce della sapienza celeste, l'intuito della vita soprannaturale, il vincolo dell'unione, la forza del Mistero, l'ardore della consumazione. q. 28: luglio, s.g.

 

189 Il Sangue è la via diretta del cielo

O Misteri del mio Dio!

Sono trasportata, elevata in essi dal Sangue di Gesù, e sento che Esso è la via diretta del cielo, attraverso la quale Dio si comunica all'anima e l'anima sale a Lui.

No, non posso riacquistare la patria e la vita celeste che per la vita di Gesù e specialmente per la vita del suo Sangue divino. Per la Comunione Egli trasmette in me la sua perfezione e comprendo che, nel corpo mistico della Chiesa, dove circola il Sangue di Gesù, risiede la verità di Dio. q. 28: luglio, s.g.

 

190 Riempio col mio Sangue le spighe del tuo amore

Osservando poi una povera donna china sui solchi di un campo, nell'atto di raccogliere le messi rigogliose, intenta al suo lavoro per non trascurare, né perdere nemmeno la spiga più tenue, sentii ripetere da Gesù: Così mi chino nei solchi della tua anima per raccogliere gelosamente le spighe del tuo amore.

A volte sono vuote ed io le riempio col mio Sangue premiando la tua buona volontà. q. 28: luglio, s.g.

 

191 Quando l'anima si è abbandonata alla virtù del Sangue

All'Elevazione il mio Sangue scende sulle anime come alimento di vita nuova. Se l'anima esce da se stessa per accogliere questo dono, dà la vita umana per avere quella eterna.

E l'atto mistico più sublime: è la base per salire ad una unione soprannaturale, ineffabile.

Quando l'anima si è abbandonata alla virtù del Sangue, per la stessa virtù è unita alla vita divina, mentre il Sangue continua ad esercitare la sua virtù nelle membra del corpo, quasi spiritualizzandolo.

Sono operazioni inesprimibili e incomprensibili della grazia, della sapienza, bontà e carità di Dio. q. 28: luglio, s.g.

 

192 Un fiume rallegra la Città di Dio

è il fiume regale del Sangue di Gesù, mistico fiume a cui tutti possono avvicinarsi e attingere acque abbondanti. E chi può resistere alle sue onde possenti che avvolgono, trasportano e guidano nell'immenso mare della misericordia?

Alla S. Messa ho l'impressione, la sensazione, che il Sacerdote sia Gesù. Ed è veramente Gesù che celebra, si immola e si dà a me con sovrabbondanza di carità e di misericordia.

Alla Elevazione del Calice pare che la grazia scenda col Sangue da sette fonti, portando sette doni all'anima.

Quel Sangue cancella i peccati, toglie e ripara l'impressione delle colpe, la debolezza, la indegnità, infonde novella vita, trasforma l'anima, le rivela il Mistero, l'avvicina ad esso e la stabilisce nella sua misericordia. q. 28 : luglio, s.g.

 

193 Un crocifisso dipinto o il Crocifisso vivo?

Se ti si offrisse alla contemplazione, all'adorazione, all'amplesso, un crocifisso dipinto o il Crocifisso vivo e vero, quale sceglieresti per testimoniare la tua pietà?

La tribolazione che hai nel cuore è il Crocifisso vivo e vero, è lo stesso Gesù che si presenta a te, non rifiutarlo, non respingerlo. q., 28 : luglio, s.g.

 

194 Il segreto per compiere le tue opere

Se tu potessi compiere un viaggio, o un'azione benefica col solo pensiero!

T'insegno il segreto per compiere così le tue opere di zelo, di apostolato e di carità. Basta che tu abbia l'intenzione di applicare alle anime il mio Sangue Divino: nella intenzione e nell'applicazione ci sarà l'efficacia.

Attingi quanto Sangue vuoi: offrilo a chi vuoi e con quella misura con cui concepirai il desiderio.

Questo apostolato segreto, se è accompagnato dalla fede e sostenuto dall'amore, è il più fruttuoso. q. 28 : luglio, s.g.

 

195 La prima effusione del Sangue di Gesù

Simile all'effluvio di purissimo fiore, esce dal corpo delicatissimo di Gesù il Sangue della Circoncisione.

E come l'effluvio è essenza del fiore, vita e sostanza, così il Sangue adorabile di Gesù è l'essenza, la sostanza, la vita della vita di Gesù, fiore immacolato, freschissimo, olezzante, sbocciato nel tempo per comporre la gloria nell'eternità.

Il Sangue della Circoncisione è la prima parola mistica pronunciata da Gesù al primo incontrarsi con la legge: è il primo segno di immenso amore dato al Padre, rassegnandosi, offrendosi anzi a essere Vittima per la salvezza dei peccatori.

Nessuno ha raccolto quelle gocce!

La Madre amorosa lo ha contemplato con sguardi pieni di lagrime, il Sommo Sacerdote con intuizione profetica le ha adorate e celebrate con un cantico meraviglioso, le anime ebbero inconsciamente i primi impulsi della nuova vita redentrice... ma il demonio sentì la forza arcana che usciva da esse.

La piccola anima è attratta dalle meraviglie di questo Mistero, e, quasi a contatto delle adorabili membra di Gesù, come accogliesse in sé le stille preziose del Sangue Divino, intuisce e gusta le perfezioni della vita soprannaturale.

Il Sangue di Gesù ristabilisce l'ordine della natura scomposta, dà alla mente le intuizioni del Mistero, al cuore i palpiti più puri e soavi dell'amore celeste e all'anima le ricchezze inesauribili della Divinità.

Come immerso nel Sangue di Gesù, lo spirito contempla meraviglie indescrivibili, acquista una energia che lo dispone a qualunque sacrificio e attinge la grazia che lo trasforma e divinizza.

Entrare in questa via, è come abbandonarsi a una forza irresistibile che trascina sempre più alto, facendo essa comprendere che questa altezza equivale a profondità, ad estensioni infinite, dove lo spirito sembra smarrire ogni senso di vita terrena sentendosi molto vicino a quella di Dio.

L'anima è invitata a contemplare il Mistero della Incarnazione, Passione e Morte di Gesù.

L'Incarnazione è il principio e la Morte è la fine della vita umana di Gesù. La Passione compendia la vita. Tutto è avvolto nel Mistero e la Circoncisione è il primo segno visibile e sensibile della suprema grandezza, bontà e misericordia del Signore.

Non voglio sollevare il tuo velo, o Signore, ma nascondermi all'ombra di esso, ed è come mi assidessi all'ombra di piante freschissime per godere maggiormente della luce, degli splendori, delle armonie che irraggiano all'intorno.

O Misteri della divina bontà! q. 28: luglio, s.g.

 

196 La seconda effusione del Sangue di Gesù

Prima di raccoglierti nella Passione di Gesù, nella misteriosa e sublime Passione dell'orto, recita, piccola anima, il credo della tua fede.

Esso ti porterà nelle altezze della gloria del cielo per farti discendere nelle profondità dell'umiliazione di Gesù e ricondurti ancora al regno del suo trionfo.

Adoro, mio Gesù, il mistero del tuo amore infinito, che nessuna creatura umana né angelica potrà mai comprendere e seguendo il tuo spirito di misericordia che mi guida in questo cammino di predilezione, tento di raccogliere le sublimi lezioni del tuo verbo di amore.

Per meglio intendere la tua voce e contemplare le stigmate dell'infinito dolore che appaiono sul tuo sacro Corpo santissimo mi prostro accanto a Te bocconi sul suolo, troppo fortunata se le mie labbra, purificate dall'asprezza dei sassi, potranno baciare e raccogliere le gocce del tuo Sangue divino.

Ascolto, mio Gesù; la tua preghiera fu ripetuta tre volte in omaggio alla Trinità augusta per esprimere il martirio della mente, del cuore e del corpo sostenuto nelle false accuse, per l'odio dei Giudei e il tradimento della Sinagoga, per significare le umane iniquità nelle eresie, nella corruzione, nei delitti, e per supplicare il perdono, la misericordia e l'amore.

Mio Gesù! Vengo accanto a Te e voglio rimanere sempre così, a terra, adorando, supplicando, riparando, invocando con i tuoi patimenti, le tue preghiere e il tuo amore.

Voglio raccogliere il Sangue adorabile, ma come, o Signore? In qual modo si raccoglie?

In quale calice?

O Signore, Tu hai più Sangue che parole e lo versi, lo doni, lo offri a me e a tutti. Come, o Signore, vi corrisponderò?

Con la vita della tua anima.

Ascolta, dice Gesù, tu hai in te dei vasi preziosi e sicuri, mistici vasi che possono ingrandire in proporzione della tua volontà e perciò raccogliervi abbondantemente il prezioso tesoro.

Con la fede tu accogli il Sangue dell'UomoDio, con la speranza ne attingi la virtù, con la carità fai tua la misericordia, con lo zelo ottieni che quel Sangue venga applicato efficacemente alle anime e, convergendo al Mistero del Sangue la tua vita intima, si raddoppia in te la grazia per riceverlo, la luce per contemplarlo e la forza per sostenerlo.

L'orto degli ulivi è figura dell'anima. Quante volte io vengo per compiervi la mia passione! Vengo di notte perché l'anima è spesso avvolta da tenebre volontarie; vengo solo perché nessuno può entrare con me nel segreto della vita intima; vengo per pregare, per amare, per scongiurare rovine fatali, ma invece, nell'anima stessa trovo i nemici spietati che rendono infruttuosa la mia carità, legandomi con le catene della ingratitudine, della sconoscenza e del tradimento.

Medita, figliuola, questi segreti, e veglia accanto a me per dirmi almeno che mi ami e per darmi il tuo amore sincero. q. 28: luglio, s.g.

 

197 La terza effusione del Sangue di Gesù

Segui, o piccola anima, le orme del tuo Signore, cammina mettendo il piede sull'orma insanguinata del suo piede, ne ritrarrai forza, alacrità e costanza.

Ascolta, e intendi il significato delle sue immolazioni.

Se l'orto degli ulivi raffigura l'anima, la simboleggia ancor più la colonna alla quale fu legato. Contempla quel Corpo santissimo stretto da corde a quel gelido marmo, e contempla ancora la crudeltà del supplizio, l'accanimento dei Giudei e la tempesta dei flagelli.

Dalle Carni immacolate, purissime, perfettissime di Gesù, parte come una luce misteriosa e una fragranza di Cielo: la vita soprannaturale della grazia, la vita della santità, la stessa vita divina; ma l'odio da cui è accecato l'uomo ne impedisce l'intuizione e la visione radiosa.

La colonna è figura dell'anima a cui Gesù si lega e si abbandona con tutta la tenerezza del suo amore infinito.

Prima del peccato originale, l'uomo saliva a Dio quasi spontaneamente con tutte le facoltà, trovando, nell'unione con Lui, il motivo del gaudio supremo e l'essenza di tutta la vita.

Per il peccato l'uomo non potè più salire, sentì invece una forza continua che lo piegò più lontano dal suo Dio.

E Gesù venne con la sua Redenzione, con la sua Misericordia, con la sua Passione volontaria, con il suo Sangue; venne a unirsi all'uomo e si legò a lui per trasportarlo al regno celeste.

Gesù si è legato ad ogni anima.

Me lo dice Lui, e afferma che le catene con le quali si è legato sono di metallo purissimo e prezioso, e mentre legano a Lui, concedono all'anima l'assoluta libertà nel regno del santo amore.

E ancora mi ripete che troppo poche anime comprendono questo mistero di misericordia; molte non lo vogliono conoscere, molte lo disprezzano, molte ancora lasciano che Gesù sia flagellato ad ogni istante dalle passioni che insorgono, dalla natura che s'impone sulla grazia, dalle mille infedeltà che indeboliscono lo spirito.

O mio Signore Gesù, dolcissimo, amabilissimo Re, Sovrano e Padrone di tutte le cose, Ti contemplo nello stato della umiliazione più avvilente, legato alla colonna e flagellato.

Ma come posso contemplarTi senza arrossire, senza piangere e senza tremare?

Sono io la colonna gelida, insensibile alle mistiche voci di dolore e di amore che partono dalle vive piaghe prodotte dalla flagellazione; sono io che percuoto e strazio e flagello le tue membra adorabili, io che insulto la tua augusta Divinità, la tua Sacra Umanità [...].

O Misteri del mio Gesù! La Circoncisione fu dolorosa, ma ebbe il carattere di una cerimonia, l'agonia manifestò la veemenza del tuo amore infinito, la flagellazione fu, invece, l'espressione della iniquità umana, continuata poi lungo i secoli dal peccato, dalle ingratitudini, dalle nostre indegnità.

O mio Gesù, perdonami, perdonaci! q. 28: luglio, s.g.

 

198 Per i meriti del Sangue avrò il Cielo

Io non ho nulla da presentare all'Eterno Padre. Quando giungerò a Lui, sarò coperta di peccati, di debiti e di infedeltà.

Ma mi ricoprirò del Sangue della Passione di Cristo e, per i suoi meriti, per la sua virtù e per la sua potenza, avrò il perdono, la misericordia e il Cielo. q. 29 : s. quaresima

 

199 La Passione di Gesù è la mia Passione d'amore

Chiedo al Signore ciò che m'ispira ed Egli mi dona ciò che gli domando.

Con un segno solo posso scrivere ciò che desideri e voglio scriverlo a caratteri indelebili imprimendo la mia croce sul tuo cuore: essa t'insegnerà le cose più sante, ti rivelerà il Mistero, la grazia, la mia stessa vita divina. La mia croce, ricordalo, figlia, è più abbagliante della luce del sole, ma imprime in te un segno oscuro e arido: è il segno incancellabile della mia giustizia, della mia potenza e del mio amore.

L'apparente oscurità sarà sorgente della vera luce e l'aridità feconda dei beni soprannaturali.

Quanto più contemplerai questo segno tanto più profondamente s'imprimerà nel tuo cuore partecipandovi la vita soprannaturale.

L'impressione della croce, aprendo un solco nel tuo cuore, vi mette il desiderio di vederlo riempito, produce la mistica sete della purificazione, della santità e della carità.

O mio Gesù, posso scrivere anch'io sul tuo Cuore?

è il desiderio prodotto dalla mia croce: l'amore vuole la somiglianza, sensi uguali, atti uguali.

Come posso scrivere sul tuo Cuore, mio Dio?

Con il mio Sangue. La Croce versa in te le sovrabbondanze di questo tesoro prezioso: raccogliendolo con desiderio, offrendolo in riparazione, conservandolo con amore, tu scrivi in me la tua salvezza, chiedi la santità di cui offri il prezzo e ottieni l'unione. q. 29

 

200 Un mezzo infallibile per avere la santità

C'è un mezzo infallibile, efficace e rapidissimo per cui l'anima può avere la santità: il Sangue di Gesù! Esso può guidarla attraverso mille abissi, portandola sicuramente alla santità di Dio.

Questo mezzo è per te, figliuola. Riconoscilo, disponi l'anima ad accoglierlo e fatti santa.

O Sangue di Gesù, Mistero di grazia e di misericordia, abbi pietà di me.

O Sangue di Gesù, Mistero di giustizia e di pace, abbi pietà di me!

O Sangue di Gesù, Mistero di redenzione e di santificazione, abbi pietà di me! q. 29

 

201 Come comprendere queste cose arcane?

O Signore, come posso comprendere queste cose arcane che giungono a me avvolte di Mistero?

Le credo, le adoro, ma come posso estendermi in esse quanto è richiesto dalla grazia che opera in me?

Col mio Sangue. Esso ti darà il vero conoscimento di Dio svelando alla tua mente le eterne verità, nutrendo il tuo cuore di vita celeste, trasportando la tua anima per le vie luminose del Mistero.

O Cristo! O Passione, o Sangue! O conoscimento del mio Dio! E ancora misteriose voci ripetono in me: Egli è la via, la verità, la vita.

O Sangue adorabile del mio Gesù, mistica via per cui l'anima ascende a Dio, abbi pietà di me!

O Sangue adorabile del mio Gesù, che sveli all'anima le eterne verità, abbi pietà di me!

O Sangue adorabile del mio Gesù, che partecipi all'anima le arcane delizie della vita soprannaturale, abbi pietà di me!

Ho contemplato un Crocifisso di smisurate proporzioni e contemplandolo, ho sentito nell'anima una commozione indicibile. Vedi queste braccia? Esse si estendono ancor più: esse abbracciano tutte le anime, di tutti i luoghi e di tutti i tempi.

Vedi queste mani? Esse versano il Sangue a dismisura, su tutti, perennemente.

Misura, se puoi, la potenza e l'amore. Come posso consolarti, o mio Dio?

Con l'amore, rimanendo vicina a me, raccogliendo il mio Sangue. q. 29

 

202 Chi contempla la mia misericordia nella Passione

Guarda, dice Gesù, guarda un semplice filo d'erba e poi spazia, per quanto è possibile alla mente, per l'ampiezza della terra e dei cieli.

Ti pare che bastino alla vita di quel semplice filo?

Così e ancor più la mia misericordia in proporzione de' tuoi peccati e di quelli di tutto il mondo. Chi contempla la mia misericordia nella Passione ne sente i meravigliosi effetti e, sotto il suo influsso, può spaziare ampiamente nel regno della vita soprannaturale, nel regno della grazia.

O Sangue adorabile di Gesù, luce misteriosa dell'anima, abbi pietà di me!

O Sangue adorabile del mio Gesù, balsamo divino a tutte le mie piaghe, abbi pietà di me!

O Sangue adorabile del mio Gesù, sorgente di misericordia infinita, abbi pietà di me! q. 29

 

203 La misericordia, frutto della Passione

La vita dell'anima con le sue ascensioni, con l'amore delle cose soprannaturali, con la consumazione di questo amore e nell'unione a Dio, è frutto della mia misericordia.

La misericordia è il frutto della Passione.

L'Incarnazione, la Passione, il Sacramento sono tre vette eccelse alle quali si giunge per il Sangue divino e dalle quali si sale fino a Dio.

L'anima non vive che per la misericordia, non respira che misericordia, non vede intorno a sé che le opere della misericordia...

O Sangue adorabile del mio Gesù, pegno di misericordia, abbi pietà di me!

O Sangue adorabile del mio Gesù, alimento divino, abbi pietà di me!

O Sangue adorabile del mio Gesù, espansione della sua infinita carità, abbi pietà di me! q. 29

 

204 La pace, frutto della Passione

La pace! Essa è il frutto prezioso della Passione di Gesù. E come la base, il principio della vita spirituale, il regno della grazia, il mezzo più valido per l'amore. La pace esterna è l'equilibrio degli elementi, l'armonia delle cose; la pace dell'anima risulta dall'equilibrio delle passioni e dall'armonia delle potenze, dalla serenità della mente, dalla rettitudine del cuore, dal silenzio e dalla tranquillità dello spirito...

O Sangue di Gesù, sublime prezzo di pace, abbi pietà di me! O Sangue di Gesù, datore di pace, abbi pietà di me!

O Sangue di Gesù, ministro di pace, abbi pietà di me! q. 29

 

205 La Passione fu un cumulo di oltraggi

Il peccato fu un oltraggio alla Maestà del Padre e Gesù, nella Passione subì l'oltraggio massimo alla sua Sacra Umanità. Non rimase fibra del suo Corpo senza dolore, né vi fu in Lui nessun dolore senza umiliazione.

Il peccato fu un oltraggio alle leggi di Dio.

La Passione fu un cumulo di oltraggi a tutte le leggi dell'umanità: fu il massimo oltraggio all'amore di Dio. E nel Cuore Divino di Gesù si accumularono tutte le ingratitudini umane e per conseguenza tutta la Giustizia del Padre...

O Sangue di Gesù, che ripari gli oltraggi fatti alla divina Maestà, abbi pietà di me!

O Sangue di Gesù, che ripari gli oltraggi fatti alla legge di Dio, abbi pietà di me!

O Sangue di Gesù, che ripari gli oltraggi fatti all'amore di Dio, abbi pietà di me! q. 29

 

206 La giustizia e la pace nelle piaghe di Gesù

La giustizia e la pace si sono stabilite nelle piaghe di Gesù, e l'anima che vi si stabilisce ne resta illuminata, compresa, fino a risentire in se stessa il mistico bacio di amore.

Entra, figliuola, e rigenera l'anima tua, con la compunzione, per il Sangue e per l'amore.

O Sangue adorabile del mio Gesù, che illumini le colpe della mia vita, abbi pietà di me!

O Sangue adorabile del mio Gesù, che mi aiuti a nasconderle nelle piaghe del mio Redentore, abbi pietà di me!

O Sangue adorabile del mio Gesù, che mi guidi al bacio della giustizia e della pace, abbi pietà di me! q. 29

 

207 Tre atti di infinita umiltà

L'atto più semplice della vita e della Passione di Gesù fu così sublime e perfetto da superare la santità consumata di tutti gli spiriti beati. Chi può giungere a contemplare simili altezze?

Gesù immerge l'anima nel Mistero della sua Passione che comprende tre atti di infinita umiltà: l'Incarnazione, il patimento, l'abbandono alla volontà del Padre. E questi tre atti sono perpetuati lungo i secoli per il sacrificio della S. Messa, in cui si rinnovano, con l'Incarnazione, l'immolazione e la consumazione, tutte le espansioni della misericordia.

Per le umiliazioni di Gesù noi riviviamo alla grazia, alla santità, alla vita eterna.

O Sangue di Gesù, che mi sveli con sensi intraducibili il Mistero della sua umiltà, abbi pietà di me!

O Sangue di Gesù, che mi sveli i suoi profondi dolori e le grandi umiliazioni, abbi pietà di me!

O Sangue di Gesù, che mi riveli il mistero del suo abbandono, abbi pietà di me! q. 29

 

208 Cinque caverne misteriose

Quasi a prova della sua compiacenza, come segno del suo amore infinito, Gesù addita all'anima cinque cavità misteriose. All'apertura esse sono strette, oscure, tristi, poi, man mano che

l'anima avanza, la luce cresce, si raddoppia, intensifica e si dilata pure l'estensione, e con la luce l'anima è investita, pervasa di calore, e avanza e contempla e gode in una sicurezza deliziosa, indicibile.

Pare che lo spirito si inoltri nel regno della beatitudine, ma già queste cose non si possono dire. Adoro le piaghe santissime di Gesù da cui mi viene tanta predilezione e nelle quali trovo la pienezza della misericordia.

O Sangue adorabile di Gesù, sorgente di amore, abbi pietà di me!

O Sangue adorabile di Gesù, pegno del suo immenso amore, abbi pietà di me!

O Sangue adorabile di Gesù, espansione del suo infinito amore, abbi pietà di me! q. 29

 

209 Il silenzio, stato sublime dell'anima

Il silenzio sembrerebbe accidia, inerzia, tranquillità infruttuosa, esso è invece uno stato sublime dell'anima per mezzo del quale essa intende meglio il suo Dio, si unisce più facilmente e più intimamente a Lui e acquista cognizioni altissime intorno alla divina sua vita...

O Sangue adorabile di Gesù, che immergi la mia anima ne' suoi segreti divini, abbi pietà di me.

O Sangue adorabile di Gesù, che mi riveli il mistero del suo silenzio ineffabile, abbi pietà di me!

O Sangue adorabile di Gesù che m'insegni le vie delle ascensioni mirabili, abbi pietà di me! q. 29

 

210 L'anima avvolta di tenebra!

L'anima avvolta di tenebra! Chi può dire la sofferenza di questo stato? E nello stesso tempo chi può dire di vedere la propria anima e la vita stessa avvolta di luce vera? Chi può penetrare nei segreti del proprio spirito? Chi può intendere i misteri dell'anima, i suoi rapporti con Dio, l'essenza del sacrificio, dell'unione, dell'amore? Chi può penetrare nella vita di preghiera, di mortificazione, di santità quale dovrebbe essere?...

O Sangue adorabile di Gesù, che mi additi la profondità delle mie tenebre interiori, abbi pietà di me!

O Sangue adorabile di Gesù, che mi guidi a penetrare nella tenebra della Passione, abbi pietà di me!

O Sangue adorabile di Gesù, che mi elevi nelle sublimi tenebre dei Misteri, abbi pietà di me! q. 29

 

211 Come pagliuzze in un grande incendio

Raccogli, se puoi, col pensiero tutti i peccati del mondo, di tutte le anime, di tutti i tempi, i peccati che non puoi né conoscere, né immaginare ma che effettivamente si compiono, e portali sulle mie piaghe sanguinanti, specialmente su quella del Costato. Non vedi? E come se gettassi delle pagliuzze in un grande incendio. Metti ora accanto a quelle colpe le tue: puoi dubitare che non possa distruggerle in un istante?

O mio Gesù, mio Dio, vieni e possiedimi e lascia che la mia confidenza riposi in Te con tutte le forze della vita.

O Sangue adorabile di Gesù, ispirazione della mia confidenza, abbi pietà di me!

O Sangue adorabile di Gesù, motivo della mia confidenza, abbi pietà di me!

O Sangue adorabile di Gesù, corona della mia confidenza, abbi pietà di me! q. 29

 

212 L'abbandono è la più forte espressione di amore

L'abbandono è la più forte espressione di amore perché, abbandonandosi completamente, l'anima non conserva più nulla, mette se stessa nelle mani di Dio ed Egli la introduce nel suo Cuore...

O Sangue adorabile di Gesù, rivelazione del suo sublime abbandono, abbi pietà di me!

O Sangue adorabile di Gesù, che ispiri i miei poveri atti di abbandono, abbi pietà di me!

O Sangue adorabile di Gesù, che avvalori la mia povera vita di abbandono, abbi pietà di me! q. 29

 

213 Disposta a ricevere il segno dell'unione

Quando l'anima ha cercato di purificarsi mediante il dolore, l'umiliazione e il Sacramento, allora è meglio disposta a ricevere il segno dell'unione ed a corrispondere alle espansioni di Gesù, a partecipare alla sua Passione.

O mio Signore, quali dolcezze riservi a chi Ti cerca e a chi Ti ama! Rivesti le mie povere membra del tuo Sangue divino, ed è come se penetrasse in me il soffio di una creazione nuova; rivesti di Sangue l'anima che si sente quasi separata e libera da ogni soggezione; rivesti di Sangue lo spirito ed è come se penetrasse in esso quanto di più intimo, sublime e gaudioso possa immaginarsi. Quanto profonde le misericordie del mio Dio!

Il rivestimento del Sangue è simbolo della partecipazione vera, deliziosa ed efficace ai patimenti e alla gloria di Gesù; ed è nello spirito, nel cuore e nelle membra un gaudio sovrumano...

O Sangue adorabile di Gesù, pegno di unione dei nostri cuori al suo divino, abbi pietà di me!

O Sangue adorabile di Gesù, vincolo di unione alla Passione di Lui, abbi pietà di me!

O Sangue adorabile di Gesù, vita della mistica unione, abbi pietà di me! q. 29

 

214 La vita di unione si perfeziona nella Passione

L'unione è il primo passo nei rapporti dell'anima con Dio; la vita di unione è la penetrazione in Lui, o meglio la penetrazione di Lui nell'anima, la fusione dell'anima nella sua vita di amore...

La vita di unione si perfeziona nella Passione di Gesù.

O Sangue adorabile di Gesù, che avvinci l'anima al Sacramento, abbi pietà di me!

O Sangue adorabile di Gesù, che introduci l'anima nel sacrario della sua Passione, abbi pietà di me!

O Sangue adorabile di Gesù, che la consumi nella vita di unione, abbi pietà di me! q. 29

 

215 L'unione deve essere più intima

Altre volte, moltissime volte ti ho invitato a penetrare nel mio Cuore per conoscervi i Misteri profondi! Ora l'unione deve essere più stretta, più intima e profonda, ti ho chiesto di convertire in calice il tuo cuore per accogliere il mio Sangue, ora porta questo calice nel mio Cuore; lo riporterò nel più segreto e vi verserò le pene più amare. Acconsenti?

O mio Signore, opera come vuoi nel mio povero spirito, ma come Ti amerò senza cuore?...

O Sangue adorabile di Gesù, che estendi nell'anima umana la vita divina, abbi pietà di me!

O Sangue adorabile di Gesù, che infondi nell'anima la sete insaziabile dell'amore, abbi pietà di me!

O Sangue adorabile di Gesù, che comunichi all'anima le divine ebbrezze dell'unione, abbi pietà di me! q. 29

 

216 Tu fosti tutto una piaga per me

O mio Gesù, Tu fosti tutto una piaga per me e i tuoi dolori interni raggiunsero il culmine nell'abbandono del Padre: lascia che mi ricoveri nelle tue ferite riportando in me stessa l'impressione della tua Passione.

Dove sei e dove sono io? Pare che ci avvolgano solo splendori. Lo splendore sei Tu, mio Gesù, che penetri e avvolgi tutto: ci unisci a Te e Ti manifesti come da lontananze infinite, ci stringi al tuo Cuore e fai risplendere in esso le tue ineffabili misericordie.

Come corrispondervi, o Signore?

Come fossi tu sola a raccogliere il mio Sangue, ad adorarlo, a nutrirti di esso. Non senti che delizie versa esso nell'anima tua? Contempla la purezza che vi opera, il senso delle cose spirituali che vi trasfonde!

O Sangue adorabile di Gesù, spremuto dalla sofferenza, abbi pietà di me!

O Sangue adorabile di Gesù, mistico linguaggio della Passione, abbi pietà di me!

O Sangue adorabile di Gesù, conforto e santificazione di ogni sofferenza, abbi pietà di me! q. 29

 

217 La sofferenza dà diritto all'intimità

La sofferenza sostenuta in unione a Gesù dà un certo diritto all'intimità...

L'intimità indica possesso; salendo, per la virtù della Passione, si giunge a possedere la vita della grazia, della giustizia e dell'amore, si giunge alla Divinità. L'intimità concessa in questa vita è segno di beatitudine nell'altra.

L'intimità non è una donazione, ma la consumazione di un dono; non è il conoscimento di cose segrete, ma la vita in esse; non è la contemplazione dei Misteri eccelsi, ma la partecipazione alle cose soprannaturali...

O Sangue adorabile di Gesù, concedimi la purezza che dispone alla sua intimità!

O Sangue adorabile di Gesù, mantieni nella mia anima le sante impressioni della sua intimità!

O Sangue adorabile di Gesù, immergi il mio spirito nei segreti della sua vita d'immolazione! q. 29

 

218 L'abbraccio

Come potrò esprimere questa sublime, mistica unione con Gesù? Non solo Egli mi stringe al suo Cuore, ma mi rende una sola cosa con Lui. E l'anima è attratta sempre più intimamente e riceve come un sigillo di amore.

Chi crederà a queste mie parole? E che cosa dire che non sia falsità in confronto delle dolci e inebrianti comunicazioni con Gesù?

O Sangue adorabile di Gesù, mistero di ineffabile amore, abbi pietà di me!

O Sangue adorabile di Gesù, fiume impetuoso di amore, abbi pietà di me!

O Sangue adorabile di Gesù, alimento vitale di amore, abbi pietà di me! q. 29

 

219 La consumazione dell'intimità

O Signore, che grado è mai questo della tua Passione?

è il grado delle ascensioni. Esso corrisponde a quello dell'intimità. Confronta i segni, i doni, la consumazione dell'intimità: con queste tre ascensioni sublimi della misericordia che ti redime, della carità che t'infonde una vita nuova e della luce che ti rivela le ineffabili grandezze della vita eterna.

O mio Gesù, con quale canto posso celebrare questi sponsali gaudiosi?

Con quello dell'amore, frutto del tuo abbandono!

O Sangue adorabile di Gesù, che rinnovi la vita dell'anima, abbi pietà di me!

O Sangue adorabile di Gesù, che doni la vera visione della luce eterna, abbi pietà di me!

O Sangue adorabile di Gesù, che sei il verbo, il dono, il pegno della divina carità, abbi pietà di me! q. 29

 

220 La Passione è per tutti, ma chi vi attinge?

La Passione è per tutti, ma chi vi attinge le grazie per l'ordine della vita, per la giustificazione, per la santità?

Perché non tutte le anime sono elevate sopra le cose transitorie? Perché amano troppo se stesse, più se stesse che la grazia, più se stesse che Dio.

Perché non tutte sanno dominare il proprio egoismo e ispirarsi alle sublimi verità e vivere nella carità del Signore?

Perché non sanno, non vogliono conoscere le ineffabili misericordie della Passione di Gesù.

O Sangue adorabile di Gesù, insegnami le privazioni che preparano le vie alla tua effusione!

O Sangue adorabile di Gesù, aiutami a penetrare nelle vie misteriose dell'elevazione!

O Sangue adorabile di Gesù, consumami per la tua gloria nelle sublimi tenebre del Mistero! q. 29

 

221 La elezione nelle piaghe di Gesù

E Gesù che elegge alla vita eterna, ma noi pure eleggiamo il grado di questa vita con la nostra corrispondenza. Egli elegge attraendoci alla sua croce, noi eleggiamo di rimanervi fedelmente col nostro amore. Egli ci attrae al suo Cuore, ma noi eleggiamo di rimanervi fino a seppellire in esso ogni vitalità. Egli illumina, propone, noi eleggiamo di accogliere la sua luce e di aderire alla sua volontà.

La elezione della vita nelle piaghe di Gesù è una vera predilezione di Gesù per l'anima...

O Sangue adorabile di Gesù, rendimi degna della sublime elezione al suo amore!

O Sangue adorabile di Gesù, dammi il senso delle elezioni della grazia!

O Sangue adorabile di Gesù, insegnami a eleggere ciò che più mi avvicina, mi unisce e mi perde in Dio! q. 29

 

222 Hai coraggio di patire con me e per me?

L'anima tolta dalla via, è chiamata ad entrare in un palazzo sontuoso, in una reggia...

Passando di sala in sala, Gesù va ricoprendosi di abiti sempre più umili, semplici, poveri, e invita l'anima a fare altrettanto.

All'uscita dall'ultima sala, con il capo scoperto, a piedi nudi, ridotta la veste a un piccolo lembo, Egli addita una croce squallida sulla quale dovrà morire solo, nudo e abbandonato.

Hai coraggio di seguirmi così, dice Gesù alla piccola anima, balzando dalla potenza e dalla felicità all'annientamento? Hai coraggio di patire con me e per me?

Questa è la mistica elezione di amore.

O Sangue adorabile di Gesù, che guidi l'anima per le mistiche vie della vita soprannaturale, abbi pietà di me!

O Sangue adorabile di Gesù, che dai vita, forza e virtù alle intime comunicazioni, abbi pietà di me!

O Sangue adorabile di Gesù, che infondi nell'anima l'ardore della croce, abbi pietà di me! q. 29

 

223 Adorare la tua vita umana immolata per noi

Raccogliti, se puoi, su queste espansioni divine e pensa che tutto questo fu votato alla morte per la redenzione dell'umanità, per la sua redenzione. Il mio corpo, il mio cuore, il mio spirito, immolati nel sacrificio furono il prezzo del peccato.

O mio Dio, lasciami adorare fibra per fibra, sospiro per sospiro, la tua vita umana vissuta, immolata per noi!

O Sangue adorabile di Gesù, insegnami ad adorare le virtù del suo Corpo!

O Sangue adorabile di Gesù, aiutami ad attingere gl'insegnamenti della sua carità!

O Sangue adorabile di Gesù, guidami a immolarmi nella stessa carità! q. 29

 

224 La Passione è così vasta, così ampia...

Chi entra nella Passione non ne esce più.

Essa è così vasta, così ampia, infinita, che tutte le menti create non varrebbero a concepirla, poiché dov'è il limite delle cognizioni umane, ivi soltanto incomincia il riflesso delle cognizioni altissime di Dio.

Entra, piccola anima, in questo abisso di dolore e contempla la Passione, non soltanto come sacrificio ma come patimento essenziale. Vedi le torture del corpo, gli strazi di ogni fibra, il martirio di ogni piaga, l'acutezza di ogni dolore. Entra nella Passione del cuore, oppresso dal cumulo delle iniquità e dei rigo

ri della giustizia divina. Entra nelle agonie dello spirito. Esso ha estensioni infinite.

La Passione è rinnovata realmente nel sacrificio e misticamente nelle anime che vi partecipano, come già sul Calvario, la Vergine SS. e S. Giovanni. Ma quanto poche queste anime! Chi si avvicina alla Croce a raccogliere il Sangue della misericordia?...

O Signore, io vorrei piantare una croce, la tua croce sulla vetta più alta del mondo, portare a' suoi piedi tutti gli uomini per consacrarli a te nel Mistero della tua Passione.

O Sangue adorabile di Gesù, segno della infinita sofferenza del suo Corpo, abbi pietà di me!

O Sangue adorabile di Gesù, pegno della infinita sofferenza del suo Cuore, abbi pietà di me!

O Sangue adorabile di Gesù, dono della sua infinita Passione, abbi pietà di me! q. 29

 

225 Se vuoi purificare la tua anima

Se tu vuoi purificare la tua anima dai difetti che non conosci, da quelli che adombrano il tuo amor proprio, dalle macchie causate dal contatto delle cose umane, invoca il mio Sangue. Esso scorrerà in te cancellando, purificando ogni atto, ogni senso della vita umana. q. 29

 

226 Il salmo della spogliazione

Tu hai rivestito di bellezza i fiori, di splendore gli astri, di luce i cieli, di meraviglie la terra ed ecco, o Signore, il tuo Corpo ignudo sopra la Croce.

Tu hai ricolmato di doni, di pace, di gioia, di festività la nostra vita ed ecco Tu hai riservato per Te, o Signore, la porzione amarissima, il fiele per le tue labbra riarse e le agonie desolate per il tuo Cuore morente.

O Sangue adorabile di Gesù, manifestami i misteri delle sue derelizioni!

O Sangue adorabile di Gesù, aiutami a contemplare questi misteri profondi!

O Sangue adorabile di Gesù, immergi il mio spirito in quest'onda vitale di sublime amore! q. 29

 

227 Il Sangue è il regno delle spogliazioni

Adora la mia vita umana; essa non può essere compresa da nessuna anima nemmeno beata, e intendi nel suo vero significato la spogliazione della Croce. Vedi il Sangue che sgorga da ogni piaga: esso è il regno di tutte le spogliazioni, esso ha il segreto di tutte le virtù.

Attingi e bevi di esso: ti rivelerà il significato profondo della mistica spogliazione del mio spirito e intenderai quanto valore nell'offrirlo tra le mani del Padre.

Man mano che la verità si manifesta all'anima, essa si sente dilatare in una ampiezza sconfinata e, dilatandosi, non sa più raccogliere nella parola finita il senso infinito delle cose di Dio. è il premio della spogliazione.

O mio Signore, c'è più merito a contemplare i tuoi patimenti o a riposare sui nostri cercando di santificarli?

Ti rispondo. C'è più vantaggio nel seminare e lavorare intorno a un seme o nel raccogliere gratuitamente, abbondantemente in un campo rigoglioso ricco di messi già mature?

O Sangue adorabile di Gesù, ricchezza inesauribile del suo Cuore, abbi pietà di me!

O Sangue adorabile di Gesù, spogliazione suprema del suo Corpo adorabile, abbi pietà di me!

O Sangue adorabile di Gesù, vita della sua vita, abbi pietà di me! q. 29

 

228 I puri seguiranno l'Agnello

Entra nella mia Passione e, per la virtù di essa, contempla la purezza della mia vita umana.

In Cielo sta scritto i puri seguiranno l'Agnello immacolato; qui sulla terra è anticipata questa predilezione alle anime pure. Esse possono penetrare nella Passione con intuizioni profonde, soprannaturali, impossibili ad essere manifestate...

O Sangue adorabile di Gesù, insegnami l'eccellenza della sua purezza!

O Sangue adorabile di Gesù, purificami la mente, il cuore, i sensi, la vita!

O Sangue adorabile di Gesù, rendimi degna dell'unione indissolubile alla purezza del suo Cuore che forma la beatitudine degli eletti! q. 29

 

229 I santi Misteri

L'Annunciazione preludia le alte vette della Passione e la Passione risale al Mistero dell'Annunciazione. L'Incarnazione è l'inizio della misericordia resa sensibile e la Passione ne è l'espansione prodigiosa, amorosa, perenne.

L'Incarnazione del Figlio di Dio! è la creazione suprema della potenza di Dio. è la manifestazione adorabile della sapienza del Figlio, è lo splendore fulgidissimo della carità dello Spirito Santo. E il Cielo chinato sulla terra nell'amplesso di un amore infinito...

O Sangue adorabile di Gesù, immergi il mio spirito nella luce del Mistero.

O Sangue adorabile di Gesù, rendimi degna di contemplare il Mistero dell'Incarnazione.

O Sangue adorabile di Gesù, rendimi degna di consumarmi nel Mistero della Passione. q. 29

 

230 I tesori adorabili della Passione

Chi si avvicina alla Passione con la semplice preghiera, con l'adorazione, con la compassione, attinge beni grandi per l'anima, beni spirituali che la rendono degna del Cielo. Ma chi vive nelle mie piaghe, attinge beni infiniti.

Vieni, mia figliuola, e inebriati in esse. Vieni, spoglia di te, senza intendimento umano, semplice, umile, generosa, ad attingere nelle mie piaghe il verbo della carità, della sapienza, della giustizia, della grazia e dell'amore.

L'anima è introdotta amabilmente, soavemente, in ogni piaga, a contatto dei tesori immensi, preziosissimi, adorabili della Passione di Gesù...

O Sangue adorabile di Gesù, circondami di amore ed esso mi dia la verità e la giustizia.

O Sangue adorabile di Gesù, riempimi di amore ed esso sia per me sapienza e grazia.

O Sangue adorabile di Gesù, consuma tutta la mia vita nell'amore della tua Passione. q. 29

 

231 La Passione di Gesù è una preghiera continua

La Passione di Gesù è una preghiera continua che avrà il suo compimento alla fine dei secoli.

La Passione di Gesù è la preghiera sublime, ispirata, efficacissima dell'UomoDio la quale accoglie in sé tutte le elevazioni soprannaturali e tutta la forza morale, il senso altissimo e profondo della adorazione dovuta alla Divinità e quello della devozione propria della Sacra Umanità.

La Passione di Gesù è la preghiera universale dei tempi e delle anime; la preghiera onnipotente che compendia tutti gli atteggiamenti e tutti i sospiri dello spirito umano e sale al trono di Dio con la stessa virtù dell'Altissimo.

La Passione di Gesù, cioè tutta la sua vita umana, è l'inno intraducibile, incomprensibile della misericordia divina.

L'anima ne afferra i benefici, ne gode le preziosità, partecipa ai meriti, alla efficacia di questa preghiera sublime in proporzione ai patimenti di Gesù.

Entrando nelle ombre del mistero, unendosi allo spirito di Gesù nell'accoglimento della verità, della sapienza, della giustizia, della grazia e dell'amore, l'anima intuisce la grandezza, l'estensione, la profondità della preghiera di Gesù, e abbandonandosi allo spirito che la guida, sale con esso fino a Dio: sale portata senza conoscere, né comprendere, né apprezzare la forza occulta che la eleva...

La preghiera di Gesù! Essa è più ampia degli spazi, più profonda degli abissi, più alta dei cieli: essa è il canto sconosciuto che attraversa il tempo per ricongiungerci all'eternità, è come il raggio di luce sceso dal Cielo, raccolto, intensificato nel Cuore di Gesù e risalito alla sorgente con tutta la potenza della vita divina.

O mio Gesù, sii benedetto, sii adorato per la tua preghiera santa, potentissima, perfetta [...].

Insegnami a pregare, o Gesù concedimi di raccogliere in me il verbo del tuo amore ed esso si espanda nella mia anima con la fragranza della divina virtù.

O Sangue adorabile di Gesù, infondi in me lo spirito di preghiera.

O Sangue adorabile di Gesù, fammi comprendere la sublimità della sua preghiera.

O Sangue adorabile di Gesù, uniscimi alla sua divina preghiera. q. 29

 

232 Entro nella sua Passione

Intendo la immensità della misericordia di Gesù, la sua espansione nei cuori, l'amabilità, la tenerezza, la forza, la sublimità del suo amore infinito.

Entro nella sua divina Passione con il dolore e trovo l'amore; entro con ansia e pena e trovo pace e soavità; entro col cuore in tempesta e vi trovo la calma e la tranquillità.

è proprio della misericordia di Dio riempire di dolcezza anche le cose più amare.

La vita della Passione, cioè i frutti, i meriti, i doni, le grazie, tutti i benefici della Redenzione, sono a disposizione delle anime e in ogni istante...

O Sangue adorabile di Gesù, introducimi nella vita della sua Passione.

O Sangue adorabile di Gesù, aiutami a comprendere la vita della Passione.

O Sangue adorabile di Gesù, consuma la mia vita aumentando quella della Passione. q. 29

 

233 Metti la tua vita nella mia vita

E chi lascerebbe scorrere un fiume d'oro senza attingerne per sé? E noi perché lasciamo effondere tanto Sangue senza raccoglierne una stilla per la nostra anima?

Accogli dice Gesù i miei doni, ma più ancora metti la tua vita nella mia vita, così il pensiero, il sentimento, l'azione, la forza, la libertà, il tempo, saranno trasformati in capacità e mezzo efficace per l'unione.

Fa' che le mie operazioni di amore si compiano in te stessa ma come fuori di te stessa.

Ricevi il Sangue con la fede, comunicalo alle anime con la preghiera.

Per l'ospitalità che mi darai sulla terra ti darò la beatitudine su in Cielo...

Per la fede ti darò la verità, per l'adorazione ti darò l'amore, per il Sangue ti darò la vita.

O mio Gesù, Tu mi tieni schiusa continuamente la fonte delle delizie ineffabili: il tuo Cuore amoroso, con tutti i suoi palpiti, le sue brame e la sua carità. E vai ripetendo in tutti i linguaggi: «Sitio! Sitio!».

Da che cosa spremerò l'essenza degna delle tue labbra divine? degna del tuo Cuore insaziabile?

Dal Sangue del dolore e dell'amore.

O Sangue adorabile di Gesù, illumina la vita del mio spirito e rendila degna di adorare la vita della sua Passione.

O Sangue adorabile di Gesù, partecipami la virtù, i segreti, la fortezza della Passione.

O Sangue adorabile di Gesù, rendi la mia anima strumento docile delle divine operazioni della Passione, secondo i disegni della sua carità. q. 29

 

234 Avere da te la tenerezza della compassione

Unisci, figliuola, i tuoi patimenti a quelli della Passione, saranno convertiti in benedizione e in merito di vita eterna. Chi soffre cammina accanto a me, ma chi è risoluto di soffrire, rassegnato, informato a' miei voleri, vive in me: allora io stesso porto la croce ed egli gode l'abbondanza de' miei beni nell'unione alla mia vita. Attingi dal mio Sangue la virtù per continuare il cammino in questi segreti della mia Passione, darai conforto alla mia anima e vigore alla tua.

Vedi, quando un padre esce a diporto prende seco il bimbo più piccolo e si allieta con lui del sorriso di tutte le cose. Ma se deve compiere un viaggio faticoso, di notte, prende seco il figlio maggiore, ripieno di coraggio per avere da lui conforto e aiuto.

Ti ho invitata ad accompagnarmi lungo la via della mia Passione, per avere da te il balsamo della corrispondenza, il senso della pietà e la tenerezza della compassione.

Se l'anima tua non fosse penetrata da' miei dolori, immersa nelle mie pene, che sapresti delle mie angosce? Come potresti concepire la mia Passione?

E l'anima è pervasa da un patimento indicibile; pare che in sé e attorno a sé non vi sia che il terrore della morte e l'agonia della vita.

Mio Dio, perché questo sgomento e questo affanno inconcepibile?

E la partecipazione alla Passione di Gesù.

O Sangue adorabile di Gesù, rivelami i segreti del suo martirio infinito.

O Sangue adorabile di Gesù, partecipa all'anima mia i meriti della sua mortale agonia.

O Sangue adorabile di Gesù, consumami nel Mistero della Passione. q. 29

 

235 Bevi a questi calici di salvezza

Gesù invita la piccola anima a questo ineffabile convito, a questa mensa deliziosa con le parole della misericordia: Bevi a questi calici di salvezza. E mi presenta quattro calici misteriosi.

Nel primo è la Passione composta dalle iniquità della terra e dalla giustizia rivendicatrice del Padre.

Nel secondo è il Sangue uscito dalle piaghe adorabili, offerto per l'espiazione delle colpe.

Nel terzo è la grazia meritata con i patimenti, con la immolazione, con la virtù e i meriti dell'UomoDio.

Nel quarto è l'amore.

Misticamente, in questo invito, l'anima è chiamata dalla misericordia di Dio alla considerazione della colpa, alla contemplazione della efficacia della Redenzione, della vita divina, della ineffabile vita di unione, giacché l'amore non è che unione. L'amore, o trova, o rende uguali...

O Sangue adorabile di Gesù, disponi la mia anima alla Comunione della grazia.

O Sangue adorabile di Gesù, disseta la mia anima con la comunione del dolore.

O Sangue adorabile di Gesù, rendi la mia povera anima degna dell'eterna comunione dell'amore. q. 29

 

236 Egli accoglie come doni le mie miserie

La vita della Passione di Gesù! La comunione della Passione di Gesù! Non possono compiersi nell'anima se non trovano omogeneità di spirito, di cuore e di vita.

O mio Gesù, chi può rendersi simile a Te?

Come mai la terra, la cenere e il fango possono trasformarsi in luce? La trasformazione è operata da Gesù.

Egli accoglie come doni le mie miserie e mi offre in cambio le misericordie della sua Passione.

Nella Passione, mi ripete, troverai l'esuberanza dei tesori celesti, la magnificenza della potenza, della sapienza e dell'amore. La mente e il cuore, il corpo e lo spirito possono qui arricchir

si di ogni perfezione, attingere tutte le virtù, ottenere la grazia di penetrare nel Mistero e di riposarvi. Il riposo nel Mistero è lo stato più sublime dell'unione con Dio ed è raggiunto dalle anime che hanno fissato la loro dimora nella Passione, che hanno lavato in essa la stola dell'anima, acquistando la veste nuziale della purezza.

O mio Signore, Ti offro tutto ciò che è disgustoso, amaro, imperfetto, vile, biasimevole nella mia vita: lo offro perché me lo domandi, perché Tu solo puoi distruggerlo e trasformarlo in argomento di salvezza. Confido in Te, mi affido a Te, mi immolo con Te.

Ed io ti darò la perfezione, la pace, la carità e la santità. O Sangue adorabile di Gesù, aiutami a compiere la spogliazione delle mie miserie.

O Sangue adorabile di Gesù, rivestimi della tua bellezza, della tua virtù e de' tuoi meriti.

O Sangue adorabile di Gesù, conserva nel mio cuore la mistica fragranza de' suoi doni. q. 29

 

237 Tutto dipende dai frutti e dai meriti del Mistero

La salvezza, la perfezione, la santità dell'anima dipendono essenzialmente dalla Passione di Gesù, dai frutti e dai meriti del Mistero.

Nessuna cosa è esclusivamente nostra in questo mondo, ma il Sangue di Gesù, la sua misericordia, i suoi patimenti sono nostri e ci vengono prodigati in proporzione della partecipazione al Mistero...

O Sangue adorabile di Gesù, eleva il mio spirito nella luce del Mistero.

O Sangue adorabile di Gesù, infiamma il mio cuore della vita del Mistero.

O Sangue adorabile di Gesù, consuma tutto il mio essere nella docilità alle operazioni divine. q. 29

 

238 La tua Carne! Il tuo Sangue!

Avanzati, figliuola, e gusta l'attrazione di questa ricca mensa. Non senti che essa ti imbalsama l'anima con la soavità di mille fragranze, quante sono le virtù che scaturiscono dalla croce?

L'anima corre, si slancia, si allieta nell'invito amoroso e, seguendo l'attrazione, anelando al possesso dei gaudi sovrumani dimenticando se stessa, si fissa in Gesù, lo contempla, lo ascolta, vi si abbandona.

Allora Gesù le si svela con la sua Passione adorabile, coperto di piaghe, grondante di Sangue da ogni ferita.

Prendi e bevi, prendi e mangia.

O mio Dio! La tua Carne! Il tuo Sangue! Dalla Passione cruenta la nostra vita di grazia! Chi può dire le ebbrezze che trasfonde?

Questa Passione disgustosa e soavissima a un tempo, ritempra lo spirito e lo prepara a un convito più eccelso, introducendolo nella Passione intima.

E l'anima entra nei segreti del Cuore di Gesù, partecipando alle angosce ineffabili per le iniquità umane.

è il convito del dolore...

O Sangue adorabile di Gesù, introducimi nel convito della Passione.

O Sangue adorabile di Gesù, insegnami le disposizioni per rimanervi.

O Sangue adorabile di Gesù, disponi in me le capacità per accogliere i preziosi tesori. q. 29

 

239 Il sigillo più prezioso è quello del Sangue

E costume, nella vita, segnare le cose che ci appartengono; ognuno distingue le proprie.

L'artista ha un segno di convenzione che compendia il nome; il pastore segna con una croce le sue pecorelle, il boscaiolo segna le piante, il contadino i suoi campi.

Anche le anime vengono segnate, distinte dalla folla per un carattere speciale, ma più ancora intimamente portano il segno dell'amore. Alcune ricevono da Gesù un sigillo di fuoco, e l'anima arde nell'espansione dello zelo più santo, attivo e fecondo; altre ricevono un sigillo di candore e passano per la vita come le stelle, tanto al di sopra delle miserie umane, vicinissime al sole, che le attrae a sé, nella purezza del Mistero; altre hanno il sigillo di luce e risplendono con la dottrina, con la virtù, con l'esempio.

Il sigillo più prezioso, quello che racchiude la virtù degli altri, il più prezioso, profondo, benefico, incancellabile, è quello del Sangue.

Ricevuto con fede, conservato con fedeltà e devozione, apparirà luminoso nella gloria del cielo...

Imprimi, o Signore, la tua Passione sul mio cuore ed esso abbia effetti purissimi, elevati e santi; imprimila sul mio spirito e esso capisca e conosca i tuoi divini richiami, e risponda con tutte le energie, con tutto lo slancio, con tutto l'amore a' tuoi disegni di misericordia.

O Passione di Cristo, sii la mia luce, la mia guida, il mio riposo, il mio sostegno, il mio rifugio, la mia sicurezza, la mia salvezza, la mia passione!

O Passione di Cristo, estendi la tua virtù sulla mia vita passata, sulla mia vita presente e su quella futura!

O Passione di Gesù, trasformando e santificando la mia vita terrena, svelami quella celeste!

O Sangue adorabile di Gesù, rendimi degna dei mistici sigilli della Passione!

O Sangue adorabile di Gesù, conserva in me il mistico sigillo del perdono, della grazia e dell'amore!

O Sangue adorabile di Gesù, consumami col sigillo della sua volontà e della sua misericordia! q. 29

 

240 Essere la piccola vittima del tuo Sangue

Mi abbandono, o Gesù, come piccola vittima della tua Passione, al fiotto di Sangue che scorre sul mondo, nelle anime, nella mia stessa anima senza essere compreso, adorato, corrisposto. Voglio essere la piccola vittima del tuo Sangue, disposta a seguire l'onda misteriosa dovunque mi trascinerà, disposta a consumarmi nell'adorazione, nella partecipazione al Mistero augusto della tua carità.

O mio Gesù, apri tutte le vie della mia povera anima alle espansioni della tua misericordia; che io raccolga in me la pienezza della tua grazia: attira a Te il mio spirito onde si uniformi ai disegni della tua Provvidenza e sia strumento di riparazione alle immense colpe del mondo, strumento di grazia per i peccatori, strumento di bene per tutte le anime, strumento di santità per la mia poverissima.

O mio Gesù, il mio abbandono alle operazioni del tuo Sangue prezioso sia pegno della mia corrispondenza a' tuoi sigilli di amore: non voglio altra volontà che la tua, altro sospiro che quello

che esce dalle tue piaghe, altra visione che quella del tuo Sangue...

O Sangue adorabile di Gesù, spogliami di ogni cosa terrena per rivestirmi della veste del suo amore.

O Sangue adorabile di Gesù, insegnami il canto, la forma, la vita dell'abbandono.

O Sangue adorabile di Gesù, consumami in un atto di amore perfetto. q. 29

 

241 O Verbo di Gesù, o Verbo di perdono

Il Verbo della vita scende dalle labbra insanguinate di Gesù e sale dal profondo dell'anima per virtù del suo Sangue divino. Il Verbo della vita: è la voce del suo perdono e il perdono è la base della riconciliazione con Dio.

«Padre perdona perché non sanno quello che fanno!».

Ti adoro, mio Gesù, per questa misericordia infinita. Tu non chiedi il perdono soltanto per la virtù dei tuoi meriti, de' tuoi patimenti, de' tuoi sacrifici, del tuo Sangue e della tua morte, ma perché noi non sappiamo quello che facciamo.

O mio Gesù, non lo sappiamo davvero... O Verbo di Gesù, o Verbo di perdono!

O Padre Santo, per amore di Gesù, per le sue piaghe, per i suoi patimenti, per il suo Sangue, per la sua morte, perdona i nostri peccati, le mie iniquità. Lo sappiamo purtroppo di offendere la tua divina giustizia.

Nessuno di noi è incosciente de' suoi doveri, come nessuno può dire di non sentire i tuoi diritti, non fosse altro per la voce della coscienza che rimprovera l'ingiustizia, l'ingratitudine e l'infedeltà.

O mio Dio, per la preghiera di Gesù, fluente col Sangue da tutte le piaghe, abbi pietà di me! q. 29

 

242 Lasciami bere la tua grazia col tuo Sangue

Dammi la grazia che purifica, che ritempra, che istruisce, che guida, che sostiene e santifica.

O grazia eccelsa, sgorgata dai patimenti, dalle immolazioni, dalla consumazione del mio Gesù!

O adorabili piaghe del Salvatore, mistiche sorgenti della grazia, della salvezza e della Redenzione copiosa! 0 Gesù, lasciami

bere la tua grazia col tuo Sangue divino!

Entra, figliuola, nelle mie piaghe e bevi e chiedi le grazie che vuoi.

Chiedo, o Signore, il perdono de' miei peccati, la perseveranza finale, la grazia di conoscerTi, di servirTi e di amarTi. Chiedo di poter estendere alle anime la virtù della tua Passione, di ottenere per tutti il dono della grazia che schiude la vita eterna.

q. 29

 

243 Vivere nella Risurrezione con lo spirito della Passione

Devo vivere nella Risurrezione con lo spirito della Passione e nella Passione con lo spirito della Risurrezione. Ogni istante è per l'anima una vera Risurrezione quando, uscendo da se stessa, tende a migliorarsi, a perfezionarsi.

La Risurrezione mistica è basata sulla virtù delle sette parole: sul perdono, sulla potenza, sulla grazia di Gesù, sulla spogliazione, sul desiderio, sul sacrificio, sull'abbandono dell'anima.

Se l'anima si lascia dominare, Dio la guida sensibilmente. Avrà le stesse angosce della Passione, le stesse glorie della Risurrezione.

La Risurrezione rivela e assicura la Comunione.

La Risurrezione finale sarà tanto più gloriosa e luminosa quanto più attiva e generosa sarà stata la risurrezione dalla vita della natura a quella della grazia.

Lasciati investire dalla virtù della Risurrezione, dice Gesù alla povera anima, ti sentirai pura nella mente, agile nel sacrificio, impassibile nella prova, ardente nell'amore.

Ma dove attingerò questa virtù così benefica? A' pié della Croce, dal mio Sangue.

La vita soprannaturale della grazia non può essere iniziata, né sostenuta da altro elemento. La Risurrezione mistica è lo slancio nella vita soprannaturale. q. 29 : S. Pasqua

 

244 Metto in te il mio Sangue

Come pervasa da una dolcezza indefinibile, sento lo spirito del Signore che ripete: Vengo a prendere il tuo cuore, il cuore mistico della tua anima formato dal mio Sangue, dal mio amore e dalla tua cooperazione.

Sono molti anni che vado formando questo cuore con la stessa mia vita.

Ricordi la prima volta che ti attrassi con la visione del mio Sangue fluente dal calice ricolmo? Da allora non ebbero limite le mie espansioni. In quanti modi, con quante tenerezze, con quali mezzi non ho lavorato in te con la mia grazia? Ho diritto al frutto soprannaturale.

O mio Signore, donandoti tutto, come posso vivere senza più nulla, squallida, povera, vuota?

è la condizione migliore per assicurare la tua salvezza. Ritornerò a te con nuove forme di grazia e di amore.

E viene all'improvviso, misericordioso e amoroso, ripetendo: Dammi ciò che è mio, prendi ciò che è tuo. Metto in te il mio Sangue, i suoi meriti, la sua virtù; in essi è la vita nuova, tu aggiungi la tua cooperazione per la nuova vita di grazia e di amore ispirata alla stessa mia vita. q. 29: s.d.

 

245 L'elemento vitale della mia opera è il Sangue

Per riprodurre un'opera ci vogliono i mezzi; il solo ingegno non basterebbe.

L'elemento vitale della mia opera è il Sangue di Gesù. Esso è tutto: è l'ispirazione, la forza, la luce, la grazia, la virtù trasformatrice. Esso accieca e illumina, avvalora e sostiene, guida, trasporta, spiritualizza, divinizza e pulsando nel mio cuore come in quello di Gesù, vi farà scaturire le mirabili opere dell'amore. Quante verità luminose passano per l'anima!

Gesù domanda la corrispondenza alla grazia.

Sì, o Signore, sono pronta: voglio rispondere a' tuoi richiami, voglio impegnarmi con un nuovo voto di amore, ma ho bisogno del tuo aiuto, del tuo lume, e del tuo amore.

Per conoscere la grazia, le sue esigenze, la tua voce e i tuoi disegni, ho bisogno di una grazia ancor maggiore; per apprezzare le tue ispirazioni e re tue espansioni ho bisogno di lume ancor più intenso.

Se questa grazia e questo lume mi verranno da Te, accetto, Signore, di votarmi per il sacrificio, per l'immolazione nella tua Passione, nel tuo Sangue e nel tuo amore, giacché il tuo linguaggio è di amore, di Sangue e di Passione. q. 29: s.d.

 

246 O Santissimo Nome, scritto a caratteri di Sangue

O Santissimo Nome del mio Gesù, che compendi il Mistero

del suo Sangue, non posso invocarTi senza adorare questo Mistero di infinito amore.

O Santissimo Nome, scritto a caratteri di Sangue sulle membra divine del mio Dio, scritto sul mio cuore in virtù di quel Sangue, concedimi di penetrare nei Misteri della divina misericordia e di vivere in essi tutti i giorni della mia vita.

O Nome augusto, io contemplo i tuoi trionfi negli splendori della Vergine. Essa è regina, mediatrice per Te. Contemplo la tua grandezza negli Spiriti Angelici: essi occupano per Te le sedi della gloria.

Contemplo la tua potenza nei santi: essi hanno conquistato il Cielo per i tuoi meriti.

Per il tuo Santissimo Nome, concedimi, o Gesù, i tesori della grazia, il dono della Sapienza celeste, l'effusione del divino amore. Insegnami a comprendere le manifestazioni della tua bontà e i segreti del Mistero della tua Passione divina.

L'anima intenta a contemplare la mia Passione, fissa nei Misteri del Sangue, è come uno specchio esposto ai raggi del sole. Essa accoglie i raggi fulgentissimi della Passione, ma quanto è più pura, ampia, ben disposta, più accoglie questi splendori e meglio li riflette.

Nessuno può affermare che il tenue raggio del sole, riflesso dallo specchio, ritorni alla sorgente, ma io ti posso affermare che il raggio della grazia, della virtù e della Passione, riflesso amorosamente dalla tua anima, risale alla sua sorgente, aiutato dalla virtù degli stessi raggi che discendono.

E mentre la riflessione aumenta così i mistici fulgori, li espande altresì e li comunica ad altre anime.

Rinnoviamo, figliuola, le mistiche nozze nel Nome e nel Sangue, ti insegnerò il modo più degno. Bacia e adora le mie piaghe, ripetendo ad ognuna il mio Nome.

Ogni volta che pronunzierai questo Nome possente, ti darò, con il calice del Sangue, l'aumento della grazia. Ripetilo molte volte e bevi continuamente le ineffabili delizie della grazia. g. 30 : gennaio 1927

 

247 La vocazione germinata dal Sangue

Sia adorato, lodato, benedetto Gesù!

O Gesù, Tu hai riscattato la mia anima dalle tenebre di mor

te, l'hai ricomperata con la tua Incarnazione, arricchita con la tua Passione, trasformata col tuo Sangue.

Ti ringrazio, mio Gesù, dei doni preziosi della grazia, comunicata a noi per mezzo dei Sacramenti, della preghiera, del sacrificio, dell'amore.

Ti ringrazio, mio Gesù, della vocazione germinata dal tuo Sangue, dei richiami speciali all'unione con Te, delle manifestazioni della tua Passione, della partecipazione ai disegni del tuo amore, del dono prezioso della tua sapienza nella comprensione del tuo Sangue adorabile. q. 30: s.d.

 

248 Se l'anima riceve il Sangue di Gesù

Dinanzi a Dio, la povera anima è come la terra dinanzi al sole. Da sé la terra è arida, meschina, vile e infruttuosa, ma se una mano benefica la rimuove, se vi si gettano semi preziosi nei solchi aperti, se la rugiada la irrora e il calore la feconda, allora essa diventa rigogliosa di fiori e di frutti.

Così l'anima; se accoglie il mistico seme della verità nel solco dell'umiltà e riceve il Sangue di Gesù e la vita dello Spirito Santo, che è luce e calore, allora essa produce in abbondanza fiori e frutti di eterna vita. q. 30: s.d.

 

249 Seguire la mistica corrente del Sangue

La vita dello spirito è data, alimentata, accresciuta, perfezionata dal Sangue di Gesù.

Non è necessario conoscere il modo, il grado, lo scopo della elevazione dell'anima: basta che essa risponda agli impulsi divini e segua la mistica corrente del Sangue. Ciò che acquista salendo, ciò che perde, ciò che trasforma, perfeziona e compie è tutto noto al Signore, scritto col suo Sangue divino. q. 30: s.d.

 

250 La scienza divina infusa dal Sangue

La scienza umana si acquista con lo studio e ci vuole ingegno per possederla, ma la scienza divina può essere concessa in un istante e può essere infusa dal Sangue della Passione. Ricevi questo Sangue abbondantemente e segui le operazioni della grazia, schiudendo la mente, il cuore, lo spirito alle divine misericordie e agli splendori del Mistero.

Vengo a celebrare il mio sacrificio nel tuo cuore: accoglimi. q. 30 : s. d.

 

251 Ti guardo con le mie piaghe

Ti guardo con le mie piaghe; esse sono come altrettanti soli, i cui raggi di luce dissipano ogni tenebra, il cui calore riscalda ogni freddezza, la cui virtù trasforma ogni miseria, distrugge ogni debolezza, guarisce ogni piaga, nobilita ogni senso, ispira ogni atto, santifica ogni palpito.

Guardami con le tue piaghe. Non c'è incontro più salutare per l'anima tua. Più di tutte le contemplazioni, elevazioni, consolazioni spirituali, esso ti arricchisce di grazia, ti spoglia di ogni viltà e debolezza, ti unisce al tuo Dio.

Ti guardo con le mie piaghe, e vuol dire che riverso nell'anima tua il mio amore sostanziale. E chi può dire l'impeto, la grandezza, l'effusione del mio amore?

Ti guardo con le mie piaghe: e vuol dire ti rivelo il cumulo dei peccati che le hanno aperte e riaperte, l'enormità delle offese fatte a Dio, il dovere di espiarle e di servirsi dei mezzi più efficaci per compiere ciò che manca alla mia divina Passione.

Guardami con le piaghe della tua anima e con quelle dei peccatori e gli sguardi si fonderanno nell'amplesso dell'amore, come dalla mia croce stendo le mie braccia per abbracciare tutte le anime, per abbracciare te, mia figliuola, per godermi tutto il tuo cuore, la tua vita, la tua speranza, e il tuo abbandono. Sapessi l'eccellenza di queste predilezioni!

Non pretendo di trovare in te la vita degli angeli; la virtù e l'amore consistono nel vivere come gli angeli, della luce e dell'amore di Dio; non importa se questa luce e questo amore devono attraversare la spoglia mortale, essa non nuoce alla loro sublimità e grandezza.

Quello che voglio da te è la volontà energica di seguire le mie operazioni con costanza, di rimanere sotto la croce nell'unione alla mia Passione e nell'invocazione perenne del mio Sangue. q. 30 : s. d.

 

252 La vita del Sangue è nel S. Sacrificio

Ti do la vita del mio Sangue, ma perché tu la possa ricevere in abbondanza, occorre che tu prepari vie ampie e spaziose, solchi profondi, larghi, segreti. Dov'è agglomeramento di case o rilievi di terreno, non si può edificare con larghezza di linee e di proporzioni.

Sii semplice, umile, desiderosa della vita del mio Sangue: in essa è la pienezza della grazia e, più ancora, c'è il riflesso della mia divinità.

Se un'anima, per un solo istante, desse tutta la vita per il mio Sangue, per lasciare che esso operi liberamente, raccoglierebbe, in quel solo istante, tesori di grazia celeste.

La vita del mio Sangue è nel S. Sacrificio.

Pensa che su questo altare si immolano tutti i Sacrifici del mondo: pensa al Sangue che ne sgorga!

E pensa ancora alla poca partecipazione delle anime, anche delle anime religiose che non sanno comprendere questo mistero di ineffabile amore.

Il Sangue compie ugualmente la sua missione: sale al Padre in odore di soavità, espia, cancella, ripara, invoca, adora. La gloria non è diminuita: sono le anime che non la comprendono e non la godono perchè non sanno accogliere questa sublime ricchezza.

Portami tutti i calici vuoti... vieni, riempili e portali alle anime assetate del mio Sangue. Questo ministero è proprio degli Angeli; associati ad essi: ti do questo privilegio e intendo che tu lo possa compiere con la retta intenzione del tuo operare, col sacrificio perenne di te stessa, con l'abbandono alla mia volontà.

Dammi l'esuberanza della tua vita: dammi la mente e il cuore perché, riempiti di Sangue, vivano della mia Passione, nella mia Passione, per la mia Passione.

Le sorgenti del mio Sangue sono inesauribili.

L'unico altare del mondo è il mio Cuore, su di esso si compiono tutti i sacrifici.

Unisciti ad esso, parteciperai alla virtù del Sangue, a quella del Mistero.

Bisogna vivere in modo da poter rivivere.

Fa' che il Signore ti trovi sempre pronta al passaggio della sua grazia. q. 30 : s. d.

 

253 Il segreto... è nel Sangue di Gesù

Quando Gesù sembra lontano dall'anima è per farle dilatare lo sguardo della fede e il senso della confidenza. La lontananza poi è divorata dall'amore sospiroso dell'anima e da quello paterno di Gesù che viene sempre incontro alla nostra povera debolezza.

La lontananza di Gesù pare attenui l'attenzione; la rende invece più sensibile nello slancio dato all'anima per raggiungere il divino amore.

La lontananza di Gesù, mentre è per l'anima esercizio di amore, è ancora esercizio di purificazione: più ama e più sale, più si purifica e più desidera distaccarsi dalle cose della terra, più avanza nella via della perfezione, e più sente raddoppiare in sé l'ardore del Cielo. Ma il segreto per mantenere l'ardore del cammino, la forza onde resistere al volo faticoso, la grazia per compierlo, è nel Sangue di Gesù. L'anima ripiena del Sangue di Gesù si troverà sempre nelle condizioni della massima lontananza per il Mistero che l'avvolge, ma si troverà tuttavia a contatto dell'infinita carità del suo Cuore, immersa nell'abisso del suo amore.

Il Sangue di Gesù che scorre nelle mie povere membra e riempie le fibre del cuore e illumina l'intelligenza e nutre lo spirito, m'insegna che, per giungere alle soglie della vita, alle soglie della carità, incontro a Gesù che discende sull'altare, l'anima deve compiere tre atti. Deve dimenticare, anzi tutto, la terra, le persone, le cose, se stessa. Allora trovasi come immersa nella tenebra e, spento il ricordo della vita e il senso della propria volontà, non vede intorno a sè che vuoto, silenzio e solitudine: è l'atteggiamento necessario per prepararsi a intuire le cose di Dio che contempla.

Purificata così dalla mistica tenebra, riceve le impressioni della luce divina, e, con esse, la misericordia ineffabile che la prepara al ricevimento del suo Dio.

Ed Egli sembra discendere dall'altezza della sua gloria, e, incontrandosi con la piccola anima, l'avvolge rapidamente nel suo amplesso di amore e la inghiotte come fa l'aquila col moscerino, unendola alla sua stessa vita.

O amatissimo Gesù, o potentissimo Gesù, discendi e consuma e trasforma la meschinissima anima mia! q. 30: s. d.

 

254 Immersa nel Sangue, la volontà diventa energica

Immersa nel Sangue di Gesù, la volontà diventa energica, vigorosa: elevata nelle purissime sfere dell'amore, vive in esse affatto libera da ogni legame del tempo, avvinta alle cose eterne. Rinunziando a se stessa per vivere nel Sangue di Gesù, la vo

lontà non fa che rinunziare alle debolezze della natura, alla esigenza delle passioni e alla tirannia dei sensi.

Vivendo nel Sangue di Gesù aderisce alla sua Passione che la investe, la sublima, la trasforma.

Immersa nel Sangue di Gesù, la volontà si unisce a Lui, al suo spirito, al suo Cuore, alla sua vita, e gusta il senso, e sente l'efficacia delle sette parole dette sulla Croce.

E sente perdonarsi le proprie miserie, e vede aprirsi il regno della pace e gusta gli amplessi della Vergine e, nella suprema derelizione di Gesù, intuisce l'immenso amore e l'immenso dolore di Gesù per le anime, partecipa alla sete della sua sacra umanità, mistica sete che Lo strugge nel desiderio di salvare tutto il mondo, e sente poi consumarsi con Lui nelle vie della dedizione, abbandonando totalmente l'anima tra le mani del Padre.

Chi può dire la forza, la luce, la vita della volontà attinta dal Sangue di Gesù?

Le continue manifestazioni da parte di Gesù e la pronta corrispondenza dell'anima costituiscono altrettanti passi nel cammino della vita soprannaturale e gradi che portano alla intimità con Gesù. E l'intimità dà all'anima un'intuizione sempre più profonda dei dolori di Gesù per le anime che si perdono, per il Sangue trascurato e calpestato, mentre essa stessa diventa il mistico calice che va riempiendosi continuamente del Sangue adorabile per portarlo in tutti i cuori, datore di grazia, di vita e di amore infinito. q. 30: s.d.

 

255 L'amore sgorga dalle piaghe

O mio Gesù, dilata il cuore, la mente, e lo spirito, o meglio seppelliscimi in questo tuo incendio di carità, consumami in esso!

L'amore tuo sgorga dalle tue piaghe, attrae dal Tabernacolo e scende dal tuo regno, fluisce dalle tue parole, traspira dal tuo amplesso, trabocca dal tuo Cuore, lo fai perfino salire da' miei peccati e dalla mia miseria, lo raddoppi con l'unione, lo perenni col tuo dominio in me, di me stessa! O prodigi della Divina Passione di Gesù!

Perchè questo amore soavissimo, che è frutto del tuo Sangue e frutto della tua Passione, non può tradursi in voce melodiosa che inviti tutti a' piè della tua croce, o mio dolce Gesù? q. 30: s.d.

 

256 Celebrare l'infinita misericordia di Gesù

Chi può celebrare l'infinita misericordia di Gesù? Egli non cessa un istante dall'attrarre a sè la piccola anima e, nell'impeto del suo amore, le va comunicando i tesori della sua immensa carità, dilatandola nel mistico regno del suo Sangue.

Signore, domando che il tuo Sangue cancelli le mie colpe, distrugga ogni ombra, ogni macchia, mi conceda ogni virtù, mi riempia gli occhi, la mente, il cuore, lo spirito, le fibre: che mi trasformi, mi santifichi, mi unisca a Te perfettissimamente.

Chiedo, o Signore, che il tuo Sangue cancelli, non solo la colpa, ma anche mi condoni la pena e mi liberi da ogni attacco, da ogni concupiscenza, rendendo l'anima così pura da farle evitare le pene del Purgatorio.

Chiedo, o mio Signore, che il tuo Sangue mi arricchisca di grazia, dilati la fede e l'amore e mi conceda la gloria del tuo regno.

Chiedo, o mio Gesù, che il tuo Sangue conforti, purifichi, santifichi la mia famiglia, riempia di tesori celesti le anime che mi sono care e tutte le avvinca al tuo Cuore santissimo.

Chiedo il tuo Sangue, o mio Gesù, per la Chiesa, per i Sacri Ministri, per le anime religiose, per i bambini innocenti, per i peccatori, per gli ammalati, per i morenti, per i vivi e per i morti.

O mio Signore Gesù, chiedo il tuo Sangue, la tua virtù redentrice e santificatrice per tutti gli infedeli, per tutte le anime e per tutti i cuori, lo chiedo per la liberazione delle anime del Purgatorio e per accrescere la gloria dei Beati.

O Signore, chiedo troppo? La tua sorgente è inesauribile e più vi attingo e più il getto è vigoroso. E se riempissi tutte le creature del dono ineffabile, comprendo che sarebbe come raccogliere una piccola goccia dagli oceani sterminati.

O Signore Gesù, adoro il Mistero del tuo Sangue nell'eternità e nel tempo, nella gloria del Cielo e nell'opera santificatrice del mondo, nel Mistero del dolore e in quello dell'amore!

Le piaghe che più tormentano Gesù sono quelle prodotte dall'ingratitudine de' suoi figli prediletti.

Egli vuole che io contempli la piaga profonda del suo Cuore. Essa accresce il dolore di tutte le altre, disperde il Sangue, indebolisce le forze, consuma la vita.

Ma guarda che avviene. La stessa ferita dispone il cuore a forma di calice ed esso è ricolmo delle acque di giustizia. Vieni e adora, vieni e bevi la giustificazione. Mettiti alla porta del mio palazzo, umiliati, prega, rispetta chi passa e offri il prezzo del perdono, il segno della pace e l'alimento della nuova vita. Non pensare a nulla, attingi e dona.

Dammi un segno, o Signore: dimmi che sei Tu che mi comandi, perchè, con quale ardire posso presentarmi a Te, e impetrare per gli altri se sono ripiena di miseria?

Ecco, io ti corroboro con la mia grazia e il nemico che ti rugge intorno non ti nuocerà.

Ti partecipo delle delizie della vita eterna, e con essa la tua natura sarà trasformata, purificata, perfezionata: ti partecipo la vita del mio Sangue, la sua potenza, i suoi meriti, i tesori, ed ecco la misura della santità.

Incomincia e chiudi la tua giornata con un atto di dolore, di umiltà e di amore. q. 30: s. d.

 

257 La mia passione è la Passione di Gesù

L'umiltà è il farmaco di ogni tribolazione. La mia unica passione è la Passione di Gesù.

O Gesù, Tu mi hai chiamata figlia, amica, sorella, sposa del tuo Sangue e ancora conquista, premio e prezzo del tuo Sangue: fa' che intenda queste parole e vi corrisponda con l'amore.

O mio Gesù, ogni espressione ha significazioni infinite: che io le sappia comprendere, accogliere, seguire.

Come figlia, Tu mi nutri del tuo Sangue adorabile; come amica, me lo manifesti ne' suoi splendori; come sorella, me lo partecipi in abbondanza; come sposa, estendi il mio dominio sull'infinita tua liberalità.

E ancora mi fai comprendere che, ogni anima, è conquista del tuo Sangue: che anche la più meschina e peccatrice del mondo, è amata da Te perchè in essa trovi Te stesso, il soffio della tua vita divina, il prezzo del tuo Sangue, il fuoco della tua carità.

Ogni anima è un premio dato dal Padre al tuo dolore ed al tuo amore: ogni anima fu lo scopo e il fine della tua Passione.

Ma l'anima che Ti ama diventa la tua conquista ineffabile in terra e su in Cielo.

Rimani a' piè della mia Croce, nel mio Sangue!

è illusione o sono tue, o Signore, queste voci che risuonano

nell'anima nel raccoglimento della preghiera e nella ridda dei doveri?

Che cosa chiedi con queste voci?

Anime! Amore! Unione! q. 30: s.d. 258 O Sangue, sii la mia estensione

L'anima si estende in Cielo, nella gloria di Dio quanto più, durante la vita, avrà estesa la fede nei suoi Misteri, la speranza nelle sue promesse, la carità nella sua Passione e nel suo Sangue.

O Sangue di Gesù, sii la mia estensione nel regno della grazia, nel regno della verità, nel regno dell'amore del mio Dio! q. 30: s. d. 259 Insegnami a dare il mio sangue

Mio Gesù, dilata il mio cuore, la mia anima, il mio spirito onde possa accogliere i tesori della tua bontà, le ricchezze della tua carità.

O Carità di Cristo! O Carità del Sangue di Cristo!

Non so intendere altra voce, nè contemplare altra misericordia. Tutto mi trascina nell'abisso della Passione, per elevarmi in quello dell'amore. E l'amore dice l'ultima parola, quella che compendia la vita spirituale, la vita soprannaturale.

Signore, insegnami e aiutami a dare il mio sangue, per il tuo Sangue adorabile, concedimi la grazia di un vero martirio, di immolarmi per Te, per la tua Passione, perchè essa si estenda su tutte le anime, in tutti i tempi, per sempre!

O Sangue di Gesù, io t'invoco nella mia mente, nel cuore, nello spirito: gli occhi stessi devono essere ripieni di Sangue, le mani, la bocca.

O mio Gesù! quanto abbondantemente doni Te stesso! E con quanta tenerezza ammaestri la tua povera figliuola!

Le tue mani santissime portano una croce e l'avvicinano alle mie tremanti.

Chi porta la croce della vita? L'anima o Gesù?

Guarda, tu avvicini le tue povere mani a quelle santissime di Lui che reggono il mondo. Piega la tua bocca sulla croce. Non ti chiede che l'adesione alla sua volontà.

Mio Gesù! Piegando sulla croce sento la virtù delle tue mani adorabili: esse mi avvicinano, mi stringono a Te! q. 30: s. d.

 

260 Se l'anima vive nel Sangue

Ogni istante della vita presenta all'anima la prova da sostenere, da vincere, da santificare.

E infatti, la gioia è una prova che può infiacchire o dissipare: il dolore è una prova che può abbattere e scoraggiare: il lavoro opprimente assorbe ogni energia, la sofferenza prostra, la cattiva riuscita rattrista, l'aridità dissecca le fonti del cuore, l'amicizia può disperdere le forze e rendere egoisti, le difficoltà possono distruggere i buoni propositi, tutto può gettare nell'anima un'ombra malinconica o contare un'imperfezione. Ma tutto altresì porta seco un raggio di vivida luce e una fiamma di purissimo amore se l'anima è ispirata e vive nel Sangue di Gesù. q. 30: s. d.

 

261 Ricevi l'impronta della mia Croce

Ricevi l'impronta della mia croce sul tuo cuore, lascia che essa vi imprima un solco incancellabile.

La croce sul cuore la sofferenza fisica; la croce nel cuore il patimento morale; la croce nello spirito l'unione ai patimenti di Gesù.

Come mai, o Signore, sento dilatare lo spirito in questa tua Passione adorabile?

Perchè tu vivi ormai in essa come nel tuo regno, e questo regno ti avvolge di luce, di speranza, di letizia, di amore.

Tu desideri vedere il tuo Signore: vedilo nelle creature, in tutte, siano buone o cattive, sante o peccatrici, perseguitate o ingiuste.

Vedendo il tuo Signore nelle anime, tu le avvolgerai col senso della carità, le contemplerai con l'ardore dello zelo, le porterai a me, ti sentirai avvinta ad esse dalla virtù della mia Passione, che ti aiuterà a portarle a Dio. q. 30: s.d.

 

262 Il cantico dell'amore perfetto

Insegnami, o Signore, il cantico dell'amore perfetto, la vita dell'amore perfetto, la consumazione dell'amore perfetto.

Il cantico dell'amore perfetto si compone di quattro espressioni che compendiano tutto il Mistero della Incarnazione:

Ecce venio!

Non mea sed tua voluntas fiat! Sitio!

In manus tuas Domine commendo spiritum meum.

Se l'anima le sa ripetere nei momenti più solenni e più gravi della vita, essa inneggia all'amore nel modo più sublime, più meritorio e più perfetto.

Il cantico del perfetto amore è quello celebrato con le labbra bagnate di Sangue.

La vita dell'amore perfetto è quella nutrita dal Sangue. La consumazione del perfetto amore avviene per la virtù del Sangue.

La vita dell'amore perfetto è vita si semplicità, di intimità con lo spirito del tuo Dio, di adesione pronta e generosa agli impulsi della sua grazia.

L'amore perfetto resiste all'aridità, alla tentazione, alla tribolazione, alla fatica, al lavoro, alle distrazioni, alle sofferenze, alle privazioni, a tutte le prove dello spirito, del cuore e del corpo, a tutto ciò che può ostacolare la sua espansione e la sua serenità.

La consumazione dell'amore perfetto è la vita stessa dell'amore, aumentata con la consumazione della vita umana, con il sacrificio della propria volontà, della propria libertà, delle proprie tendenze, con la riduzione di tutte le attitudini interne a una sola espressione vitale, intensa, generosa, quella dell'abbandono.

O Signore, da tanto tempo Ti chiedo il senso, il gusto, l'efficacia di una stilla del tuo Sangue prezioso: lo chiedo perchè Tu mi ispiri, mi solleciti e mi rinnovi.

Ora chiedo di poter compiere un atto di amore perfetto che abbia in sè la letizia del cantico, l'intensità della vita e l'espressione dell'olocausto.

Avvicina la tua anima al mio cuore squarciato, riceverai dal Sangue la virtù di penetrarvi, di partecipare alla mia vita, di perderti in essa. Solo allora si compirà l'atto più perfetto dell'amore. q. 30 : 2 febbraio 1927

 

263 Scegli, seguendomi glorioso o paziente

Dinanzi a me appare una visione adorabile. A sinistra è la sublime figura di Gesù sfolgorante di luce, avvolto da una bellezza sovrumana, da cui partono mistici raggi di vita eterna, purissime gioie, delizie soprannaturali e un'ebbrezza di paradiso.

A destra è l'immagine di Gesù triste, paziente, solitario, sotto il peso della croce che gli fa uscire dal volto, dalle mani, dagli occhi, e dal petto rivi di Sangue.

Scegli, o figliuola, seguendomi glorioso o paziente, nella luce o nella tenebra, nel godimento o nel patimento : mi dai la stessa gloria, acquisti gli stessi meriti, manifesti lo stesso amore.

Raccolta nei Misteri delle mie grandezze, tu godi senza essere affaticata, tu contempli e sei contemplata, tu ricevi soavemente, dolcemente l'espansione della mia carità. Non è necessario che ti affatichi, non devi cercare altro cammino, nè altri mezzi, nè altre manifestazioni; nella mia luce, nella mia bellezza, nel mio amore hai la vita eterna.

Le parole di Gesù sono deliziose e suadenti, ma mi ferisce più ancora il suo silenzio e la visione del patimento che traspare dalla sua figura incorniciata dalla Croce.

Lo so, mio Gesù, che per seguirTi nella via della tua Passione dovrò sostenere maggiori gravezze, camminare ancora, seguirTi sempre sulla via interminabile del Calvario, ma scelgo questa via, mi prostro dinanzi al tuo Martirio, voglio amarTi così, umiliato, fatto servo, fatto schiavo per me, voglio unirmi alla tua Passione, raccogliere, adorando, il Sangue che ne fluisce, amarTi nello stento, nella fatica, nella tribolazione, nella tenebra, perchè sulla terra Tu mi hai amato così.

In Cielo ci ameremo nella luce perfetta e nel gaudio infinito. q. 30 : 6 febbraio

 

264 Il Sangue è la mistica porta

L'anima segue lo spirito del Signore, ma giunta al limite della potenza umana, avvicinandosi ai regni misteriosi del suo Dio, si sente chiedere: Quali diritti hai tu per entrare nei segreti del tuo Signore?

Nessuno, mio Dio.

Chi ti guida e chi ti sostiene? Il Sangue del mio Signore.

La virtù redentrice del Signore, può benissimo guidare l'anima nei penetrali della sua grandezza.

Contempla, figliuola, il regno di Dio e vedi che cosa può giungere quassù di terreno, di umano, di personale.

O mio Dio, che cosa ci resta per l'eternità?

Non ci restano che i meriti, la virtù e la potenza del Sangue di Cristo.

Esso è la mistica porta che introduce nei regni eterni ed è l'unica sorgente della nostra speranza, della nostra salvezza, della beatitudine eterna. q. 30 : 8 febbraio

 

265 L'Altare ricolmo del prezzo del riscatto

Durante la S. Comunione Gesù parla soavissimamente. Vedi, ora è il momento della vera consumazione, della vera dedizione.

Il Sacerdote la compie e sembra che l'Altare resti squallido: esso è invece ricolmo del prezzo del riscatto.

Se venisse celebrato un solo sacrificio e tutte le anime attingessero tutto il Sangue possibile e ne venisse versato con sovrabbondanza nel Purgatorio per la liberazione delle anime, ancora resterebbe tanto di quel Sangue quanto è l'amore con cui fu versato e quanto è infinita la potenza che produsse l'amore.

O mio Gesù, insegnami queste misericordie infinite, sono la tua piccola scolara.

Sei la mia piccola confidente. Agli scolari il Maestro insegna ciò che sa, non ciò che è egli stesso perché non può dare di sè nulla. Io ti rivelo e ti dono l'infinito. q. 30 : ]]febbraio

 

266 Entra nella virtù del Sangue

L'ingresso di Gesù nell'anima e quello dell'anima in Gesù. Per la S. Comunione Egli entra nel mio povero cuore, ma appena la fede, la speranza e la carità, ancelle dello spirito, Lo adorano, Lo pregano e Lo servono, Egli appare il Padrone supremo e l'anima s'inchina e ripete: Regna, o Signore, mi umilio, mi anniento, mi consumo dinanzi a Te!

E Gesù si espande e ripete, a sua volta:

Entra, ancor più intimamente e le addita il Cuore adorabile.

L'anima, impiccolita per l'umiltà, per la cognizione di se stessa e per lo stupore della Maestà del Sovrano, entra nel mistico tabernacolo della Divinità.

Allora Gesù estende ancor più la sua misericordia.

Voglio entrare in te con una vita più perfetta. Ricevi il mio Sangue.

E l'anima, dilatata per la grazia, accoglie il tesoro divino. La voce continua: Entra nella virtù del Sangue.

In qual modo, Signore?

Assottigliando te stessa, la vita dei sensi, ridiscendendo nel nulla, conservando solo la vita dell'amore.

Raggiunta simile profondità, l'anima è portata in una elevazione singolare; nelle altezze supreme dello spirito, dove è sempre il Signore, dove passa continuamente con misericordie infinite.

Ma per vederLo, per gustarLo, per unirsi a Lui sulla vetta eccelsa, occorre la pienezza della virtù del suo Sangue. q. 30 : 12 febbraio

 

267 Gesù imprime la sua Passione

O Gesù, imprimi la tua Passione nella mia anima, le tue pene nel mio cuore, le tue piaghe sul mio corpo!

Quante volte ho ripetuto e ripeto questa preghiera, ma forse con poca penetrazione.

Gesù mi fa intendere oggi il significato profondo.

Per ricevere una impressione, occorre che la cosa abbia una preparazione solida, resistente. La preparazione dell'anima è data dalla conoscenza di sè, raggiunta per l'umiliazione, il patimento e lo sviluppo della vita interiore.

Nella conoscenza di se stessi, che è un lume speciale donato dalla misericordia del Signore, Gesù imprime la sua Passione, partecipando all'anima il senso della propria miseria, quello della giustizia divina e quello della misericordia infinita. Questa impressione diventa quasi una partecipazione della vita di Gesù all'anima, per cui l'anima si eleva nei Misteri con intuizioni speciali.

E vede uscire da ogni piaga di Gesù, col Sangue, parole di vita eterna, tesori di grazie, prodigi ammirabili ed anche maledizioni. O mio Dio, anche maledizioni!

Se il Sangue di Gesù è calpestato, disprezzato, esso grida vendetta e segna una condanna di riprovazione.

O mio Signore, abbi pietà di me! abbi pietà di chi non Ti conosce abbastanza, di chi non vuole conoscerTi.

L'anima vede ancora che in ogni Sacrificio di Gesù c'è la porzione per ogni anima, per tutte le anime. E la porzione più efficace è quella del Sangue.

Ma, o Signore, dove riponi tutto questo Sangue che mi doni?

Ancorà nel mio Cuore. Tu non sai quali misericordie da parte mia e quali benedizioni per la tua anima vi siano in queste adesioni.

Chiedo una stilla di Sangue. Gesù non può rifiutarmi di sentirlo anche in questa vita: ed è come se una corrente di fuoco attraversasse la mente, portando seco ogni impressione; come se attraversasse il cuore distruggendo ogni colpa, e s'arresta poi nella sede più intima dell'anima a compiervi i prodigi della mistica unione. q. 30: 14 febbraio

 

268 Partecipare i tesori della Passione

Mio Dio, non voglio, non cerco, non bramo che Te. E Tu aggiungi: Scrivo queste parole nella tua anima: le scrivo col Sangue, ricordalo. Tu desideri compiere atti di carità: hai senso di invidia per chi assiste gli ammalati, per chi porge la limosina ai poveri; ebbene dentro di te tu hai un tesoro insuperabile, inesauribile. Attingi e dona il mio Sangue ai malati, ai poverelli, agli afflitti: lo puoi fare segretamente, largamente, perennemente. E di questa distribuzione ti verrà chiesto un conto rigoroso, ma ti verrà anche data una mercede ampia.

Il Sacerdote ha il potere di consacrare, di compiere il sacrificio e di effondere nelle anime i tesori del Sangue.

Ma vi sono pure ministri invisibili, anime pure, amanti, consacrate, immolate a Gesù, alle quali è dato il mistero sublime di partecipare alle anime i tesori della Passione.

Il Sacerdote partecipa il dono celeste ai cuori di buona volontà, ma le anime votate alla Passione portano, con la preghiera, e con la riparazione, i frutti, i meriti, la virtù, il Sangue di Cristo anche alle anime più lontane, ai peccatori, agli infedeli, a tutti [...] q. 30: 16febbraio

 

269 Amore e Sangue

Quando la spogliazione dell'anima è portata all'estremo, allora giunge la misericordia di Dio.

Rivestimi, o Signore, rivestimi! E la preghiera è offerta col Sangue, le labbra la pronunciano posando sulle piaghe adorabili, baciandole, invocandone i meriti, la virtù, la potenza.

E Gesù risponde ad ogni contatto, ad ogni bacio devoto con tesori di grazia.

Ti do la veste del perdono, ti do la veste della purezza, ti do la veste della giustizia, ti do la veste della carità, ti do la veste della sapienza.

Ogni piaga dona il tesoro soprannaturale, ma la piaga del Costato ti dona la veste dell'innocenza.

Come è fatto, o Signore?

Esso è fatto di Sangue. Il perdono toglie la colpa, distrugge la miseria, ripara l'infedeltà; la purezza dona la luce, la giustizia prepara la capacità, la verità eleva e porta alle sorgenti della grazia, la carità ricolma di amore, la sapienza insegna a corrispondervi, ma il Sangue, solo il Sangue di Gesù forma l'unione, la mantiene, l'accresce, la perfeziona e la rende eterna.

Quell'unione poi non è che la vita, la forza, lo splendore dell'innocenza.

O mio Dio, non so pronunziare che due parole: Sangue e Amore!

Amore e Sangue. L'uno mi attrae, l'altro mi domina, mi alimenta, m'investe; che l'attrazione sia perenne e il dominio assoluto! q. 30 : 17 febbraio

 

270 Quando l'anima abbraccia la Croce

Quando l'anima abbraccia la croce, è a sua volta sicuramente abbracciata da Gesù.

La croce è il simbolo della riparazione e della redenzione; mediante la croce della tribolazione l'anima ripara, per i meriti di Gesù, le proprie colpe e redime la propria felicità. La felicità perfetta consiste nell'unione con Gesù e questa unione, stretta sotto la Croce, ha un carattere di vera elevazione.

Spesso Gesù staccò dall'albero della Croce le sue braccia per stringere in sublime amplesso le anime consumate per Lui dal dolore e dall'amore. Sempre rinnova questa mistica espansione quando l'anima lo accompagna con tutte le forze nelle vie della Passione dolorosa.

Egli fa ancor più: dal profondo dell'anima dov'è crocifisso, non per il dolore, ma dall'amore, apre le braccia possenti, non solo per avvolgere di tenerezza la sua creatura, ma per stringersela al petto, avvicinarla al suo labbro e segnarla in fronte con il bacio della dilezione. q. 30: 21 febbraio

 

271 L'amore vuole la somiglianza

Il desiderio del mio cuore è il Sangue di Gesù. La ricchezza del mio cuore è il Sangue di Gesù. La fiamma del mio cuore è il Sangue di Gesù. La forza del mio cuore è il Sangue di Gesù.

La purificazione del mio cuore è il Sangue di Gesù. La giustificazione del mio cuore è il Sangue di Gesù. La brama del mio cuore è il Sangue di Gesù.

Il nutrimento del mio cuore è il Sangue di Gesù. La speranza del mio cuore è il Sangue di Gesù. Il sostegno del mio cuore è il Sangue di Gesù. La vita del mio cuore è il Sangue di Gesù! Amen! g. 30: 22 febbraio

 

272 La Passione di Gesù è...

«Ecco ora il tempo accettevole, ecco ora il giorno della salute». O santissimi giorni di grazia, di perdono, di benedizione, di luce, di pace e di amore!

Giorni di Mistero!

La Santa Quaresima è la manifestazione perenne, intensa e feconda dell'infinita misericordia di Dio verso le nostre anime, è il prodigio della divina carità, lo splendore della sua giustizia nella celebrazione della Passione.

Concedimi, o Signore, di cantare, con le mie povere labbra umane, i trionfi di queste glorie divine, ma più ancora di ritemprare il mio spirito nelle sublimi lezioni della Croce, del Sangue, della Morte del mio Gesù.

La Passione di Gesù è l'altissima scuola della scienza divina, i cui insegnamenti, impartiti dallo stesso Divino Maestro, mettono l'anima nelle disposizioni di accogliere il riflesso sublime del Mistero.

La Passione di Gesù è la mistica sorgente della divina carità. La Passione di Gesù è la medicina celeste che ha in sè la virtù, la potenza e l'efficacia di sanare ogni piaga e di preservare da ogni male.

La Passione di Gesù è per l'anima, che la contempla, l'adora e la invoca, come una nuova creazione.

La Passione di Gesù è il principio, il mezzo e il fiore della vita spirituale, il principio, perchè la grazia che ci inizia alla santità

sgorga dalla Passione: il mezzo, perchè la virtù che la corrobora è frutto della Passione; il fine, perchè l'anima raggiunge la beatitudine per i meriti della Passione.

La Passione di Gesù è la luce del mondo, il respiro del mondo, la salvezza del mondo.

La Passione di Gesù è un tesoro prezioso dal quale ogni anima può prendere quanto è necessario per ottenere l'ingresso e la beatitudine nel regno celeste.

La Passione di Gesù è la scuola della santità, e questa è in proporzione della fede con cui l'anima ascolta le sublimi lezioni, della speranza con cui le accoglie e della carità con cui le mette in pratica.

La Passione di Gesù dà efficacia ai sacramenti, alla divina parola, alla preghiera, alla virtù, al sacrificio, all'apostolato, ai voti, all'amore, all'immolazione, ad ogni opera di culto, di fede e di carità.

La Passione di Gesù è il Mistero dell'unione: l'unione intima, profonda, ineffabile di Gesù con la piccola anima, mediante la partecipazione del suo Sangue.

La Passione di Gesù riempie la mente di celestiali pensieri, il cuore di santi affetti e lo spirito di arcane rivelazioni.

La Passione di Gesù è il Mistero della carità sovrumana che estende indistintamente a tutti le dolcezze della riconciliazione, della pace e della speranza immortale.

La Passione di Gesù è il libro misterioso che racchiude tutti i segreti, le prove, le promesse, i doni, i trionfi, le delizie del divino amore.

La Passione di Gesù è la mistica valle di Giosafat dove gli uomini possono essere giudicati in vita con giudizio di misericordia e di amore.

La Passione di Gesù è il mistero delle sue umiliazioni, ma è pure il Mistero de' suoi trionfi.

La Passione di Gesù è il fiume regale che ha le sorgenti nell'eternità, scorre sulla terra portando ovunque fecondità e vita, e risale dal tempo all'eternità con gli splendori di una messe rigogliosa, i mistici frutti della virtù, della grazia e dell'amore.

La Passione di Gesù è il braciere ardente sul quale si consumano tutte le iniquità della terra.

La Passione di Gesù è la mistica corrente che ci trasporta in se

no a Dio, dopo averci ricoperto dell'oro della divina carità. La Passione di Gesù è il Mistero delle rivelazioni.

La Passione di Gesù dona la vita della fede, la vita della speranza, la vita della carità, che formano la vita della grazia, e man mano che questa cresce, dona la vìta del Sangue, la vita del Mistero, elevando così l'anima alla vera vita soprannaturale.

La Passione di Gesù è la comunione di tutti i beni spirituali. La Passione di Gesù è il punto verso cui convergono tutte le miserie del mondo, ma dal quale partono tutte le misericordie atte a sanare ogni infermità, a riparare ogni rovina, a rivestire di luce ogni tenebra, a ricolmare di benedizione ogni cuore, di grazia ogni anìma, dì vita eterna la povera vita umana.

La Passione di Gesù non solo riveste l'anima di un abito di bellezza, di virtù e di grazia, ma dà all'anima stessa una vita nuova, feconda, sublime, divina.

La Passione di Gesù è, nel corso del tempo, come una pioggia perenne di celesti benedizioni.

La Passione di Gesù ci aspetta alle soglie dell'eternìtà con il cumulo de' suoì tesorì. Tutte le anime possono essere arricchite prima di presentarsi al Divino Giudice, poichè la Passione appartiene a tutti, o meglio, avvolge e benefica tutti. Beata l'anima che in vita ha riconosciuto e apprezzato questi Misteri.

La Passione di Gesù è l'attrazione delle anime semplici, pure e amanti.

La Passione di Gesù guida e prepara alla resurrezìone mettendo 1'anìma ìn grado dì comprendere il Mistero e di vivere in esso.

La Passione di Gesù è la più ricca, feconda e preziosa sorgente dell'amore, l'amore è il più grande maestro della vita spirituale. La Passione di Gesù è il pianto di un UomoDio cambiato per l'uomo in sorriso di eterna beatitudine.

La Passione di Gesù è la fornace del divìno amore in cui le anime, pìccole e grandi, giuste e peccatrici, vengono temprate, abbellite, impreziosite e rese degne della vita eterna.

La Passione di Gesù è il riflesso dei grandi Misteri della Giustizia, della Misericordia di Dio, della bontà, della Carità e della Grazia.

La Passione di Gesù ha in sè la virtù segreta di riempire 1'anìma di celestiali delizìe.

La Passione di Gesù è il calice mistico ripieno delle misericordie di Dio: il vero calice al quale sono invitate tutte le anime, continuamente, e ciascuna può attingervi senza misura, bevendo sempre le acque della vita eterna senza dissetarsi mai.

La Passione di Gesù è un libro sigillato, i cui sigilli misteriosi possono essere aperti con semplici atti di desiderio, di amore, di buona volontà, di fedeltà alla grazia.

La Passione di Gesù è la scala mistica per cui si discende negli abissi delle umiliazioni dell'Uomo Dio per salire agli splendori della sua gloria eterna.

La Passione di Gesù è la Misericordia di Dio messa a disposizione delle anime: è il sublime altare su cui Gesù compie l'immolazione della sua adorabilissima Umanità per la salute del mondo e per la gloria del Padre, invitando tutte le anime a parteciparvi per santificarsi.

La Passione di Gesù è il fiume regale che attraversa la terra portando ovunque la vita, la fecondità e la ricchezza spirituale. La Passione di Gesù è l'unico, sublime poema del mondo, scritto a caratteri di Sangue dalla stessa mano di Dio; sacro poema che racchiude i prodigi della misericordia infinita, la gloria della potenza sovrumana e l'estensione dell'amore eterno.

Beata l'anima che s'ispira a questo divino poema!

La Passione di Gesù è il più alto ossequio alla Divinità... Mentre scrivo queste parole, una voce interna mi ripete: «Non c'è nè alto, nè basso nella Passione di Gesù: essa non ha limiti, nè misure, essa è infinita nella potenza, nella grandezza, nella eccellenza, misericordia e bontà».

La Passione di Gesù è l'iride di pace tra la terra e il Cielo, è la sorgente di tutti i doni di Dio, la manifestazione suprema de' suoi Misteri di amore.

La Passione di Gesù mi mette tra le mani la Croce che è la chiave del Cielo; il Sangue che è il prezzo della beatitudine; la Misericordia che ne è la corona.

La Passione di Gesù è la rinnovazione del patto di amore, attraverso il martirio e la consumazione di un infinito dolore. La Passione di Gesù! E il baluardo nel quale mi rifugio, tentata; è il conforto di ogni tribolazione; è l'unico sostegno che mi guida, mi attrae e mi alimenta durante la vita.

è il mio tesoro, la mia ricchezza, la mia delizia, la mia giustificazione. è l'ispirazione della mente, la forza del cuore, la luce dello spirito.

La Passione di Gesù è la mia passione di amore.

La Passione di Gesù ha infiniti affetti e l'anima può comprenderli quando è immersa nel suo Sangue prezioso.

La Passione di Gesù è il compendio delle misericordie divine operate nel tempo.

La Passione di Gesù guida l'anima nelle vie della giustizia, svelando i tesori della divina carità.

La Passione di Gesù è un mistico fascino, dove l'anima è nutrita di cibi amari e disgustosi, ma che producono le virtù egregie della fortezza, della umiltà e della carità, le quali guidano alla perfezione.

La Passione di Gesù è la via regale che conduce trionfalmente in Cielo.

La Passione di Gesù è il Mistero adorabile che avvolge di luce, di speranza e di conforto la nostra povera vita.

La Passione di Gesù è per l'anima quello che il sole è per la natura.

Più ancora: la Passione di Gesù si effonde nell'anima e la riempie di sè come il sole si diffonde per gli spazi investendoli della sua luce e dilatando in essi le sue meravigliose bellezze. Potessi comprendere e dire l'influsso della Passione di Gesù nella povera anima mia.

La Passione di Gesù è un oceano di misericordia, una fornace di amore, un abisso di perfezione.

Nella Misericordia è l'infinita potenza del Padre. Nell'Amore è l'infinita Sapienza del Figlio.

Nella Perfezione è l'infinita bontà dello Spirito Santo.

E la misericordia, l'amore e la perfezione rispondono meravigliosamente alle mistiche espansioni dell'acqua, del Sangue e del fuoco.

La Passione di Gesù partecipa i gaudi e gli splendori della sua vita divina alle anime che la contemplano con umiltà, fede e amore.

La Passione di Gesù è un abisso nel quale l'anima sembra perdersi.

Se è guidata dall'umiltà e dall'amore, non deve temere: ogni passo è fruttuoso, e ogni smarrimento conduce a mete, sublimi.

La Passione di Gesù è il sole magnifico alzatosi sulle tenebre del mondo. Per godere però la sua luce e il suo calore bisogna uscire dalle viscere della terra, dall'involucro delle nostre passioni che ci tiene soggetti e ci nasconde tanta parte delle divine bellezze.

La Passione di Gesù è lo specchio fulgidissimo nel quale l'anima deve saper vedere se stessa con le proprie miserie, debolezze, indegnità e responsabilità per sapere pure trovare il motivo del perdono, della speranza e della salvezza nell'unione ai patimenti e alle immolazioni del Divin Redentore. q. 31: Santa Quaresima 1927

 

273 La Chiesa di Gesù, uscita dal suo Costato

La Chiesa di Gesù, uscita dal suo Costato divino, è alimentata, sostenuta, estesa dal Sangue suo preziosissimo.

La Chiesa è il corpo mistico di Gesù, la cui vita è il Sangue adorabile.

La Chiesa è l'istituzione magnifica della sua sapienza, e la luce, la legge e la gloria è data dal suo Sangue adorabile.

La Chiesa è il regno mistico delle anime, e tutto, in questo regno, è sanzionato dal Sangue adorabile.

La Chiesa è l'albero gigantesco le cui radici partono dall'eternità, i cui rami si estendono su tutta la terra: la vita e la forza di quest'albero meraviglioso è nel Sangue adorabile.

La Chiesa è lo splendore visibile della divina carità ed esso scaturisce dal Sangue adorabile.

La Chiesa è il campo mistico in cui si coltivano e si raccolgono fiori e frutti immarcescibili, e il seme, l'aria, l'acqua che lo fecondano è il Sangue adorabile.

La Chiesa è la palestra di tutte le virtù, ma gli eroi sono formati dal Sangue adorabile.

La Chiesa è la scuola delle altissime cognizioni celesti: chi le rivela è il Sangue adorabile.

La Chiesa popola il Cielo di Martiri e di Santi: chi li forma è il Sangue ai Gesù.

O Signore, vorrei poter raccogliere le infinite perfezioni, meraviglie e grandezze del tuo Sangue divino, ma mentre l'anima sale a contemplarle, vengono meno le parole atte a manifestarle.

O Signore, una grande santa ripeteva: «Nella Chiesa io voglio essere l'amore» ispirata da Te, pur conoscendo la mia miseria,

ripeto nella Chiesa voglio essere la piccola goccia del tuo Sangue divino, per vivere in Te, per consumarmi in Te, per compiere perpetuamente la missione del tuo amore in tutte le anime.

Mio Gesù, Ti adoro nella istituzione della tua Chiesa: adoro la potenza, la virtù, l'efficacia del tuo Sangue che la rende santa, infallibile, invincibile, madre dei Santi, sorgente di vita soprannaturale, di grazia, di perfezione, di santità.

Fa' che io sia membro vivo di questo corpo mistico e la mia vita sia nascosta, sepolta, consumata nel Sangue e dal Sangue attinga le ispirazioni per la nuova vita di amore perfetto, di unione altissima, di consumazione ineffabile nel regno della grazia.

q. 31 : 29 giugno

 

274 Invocazioni al Sangue di Gesù

O Sangue di Gesù, Mistero adorabile, abbi pietà di noi.

O Sangue di Gesù, compendio del suo amore infinito, abbi pietà di noi.

O Sangue di Gesù, sorgente di misericordia, abbi pietà di noi. O Sangue di Gesù, altissimo dono di Dio, abbi pietà di noi. O Sangue di Gesù, lume delle genti, abbi pietà di noi.

O Sangue di Gesù, ricchezza dei popoli, abbi pietà di noi. O Sangue di Gesù, mistica acqua saliente alla vita eterna, abbi pietà di noia

O Sangue di Gesù, alimento di vita soprannaturale, abbi pietà di noi.

O Sangue di Gesù, prezzo della nostra redenzione, abbi pietà di noi.

O Sangue di Gesù, porta del Cielo, abbi pietà di noi.

O Sangue di Gesù, ministro di pace tra Dio e gli uomini, abbi pietà di noi.

O Sangue di Gesù, argomento indefettibile della nostra speranza, abbi pietà di noi.

O Sangue di Gesù, espansione ineffabile della divina carità, abbi pietà di noi.

O Sangue di Gesù, balsamo efficace delle nostre piaghe spirituali, abbi pietà di noi.

O Sangue di Gesù, datore della vita di grazia, abbi pietà di noi.

O Sangue di Gesù, pegno della nostra riconciliazione, abbi

pietà di noi.

O Sangue di Gesù, mistica bevanda di amore, abbi pietà di noi.

O Sangue di Gesù, forza dei nostri cuori, abbi pietà di noi. O Sangue di Gesù, luce della nostra mente, abbi pietà di noi. O Sangue di Gesù, ristoro delle nostre membra, abbi pietà di noi.

O Sangue di Gesù, sostegno del nostro cammino spirituale, abbi pietà di noi.

O Sangue di Gesù, vincolo di amore tra Dio e gli uomini, abbi pietà di noi.

O Sangue di Gesù, refrigerio delle nostre anime, abbi pietà di noi.

O Sangue di Gesù, unico rimedio a tutte le iniquità umane, abbi pietà di noi.

O Sangue di Gesù, lavacro salutare di tutte le nostre colpe, abbi pietà di noi.

O Sangue di Gesù, giustificazione efficace di tutte le nostre imperfezioni, abbi pietà di noi.

O Sangue di Gesù, promessa di eterna vita, abbi pietà di noi. O Sangue di Gesù, caparra di immortalità, abbi pietà di noi. O Sangue di Gesù, prezzo della beatitudine celeste, abbi pietà di noi.

O Sangue di Gesù, sorgente di tutte le consolazioni, abbi pietà di noi.

O Sangue di Gesù, vera manna discesa dal Cielo, abbi pietà di noi.

O Sangue di Gesù, delizia ineffabile delle anime verginali, abbi pietà di noi.

O Sangue di Gesù, splendore della sua Sacra Umanità, abbi pietà di noi.

O Sangue di Gesù, pegno del suo amore infinito, abbi pietà di noi.

O Sangue di Gesù, dono eccelso del Divin Padre, abbi pietà di noi.

O Sangue di Gesù, espansione ineffabile del Figlio, abbi pietà di noi.

O Sangue di Gesù, manifestazione di grazia dello Spirito Santo, abbi pietà di noi. q. 31 : s. d.

 

275 Il cantico del Sangue

Benedite il Sangue di Gesù, o Angeli del Signore, esso è la corona della vostra gloria.

Benedite il Sangue di Gesù, o Santi del Cielo, esso fu la sorgente della vostra santità. Benedite il Sangue di Gesù, o Martiri augusti, esso fu la vostra forza e il vostro trionfo. Benedite il Sangue di Gesù, o Confessori, esso vi diede la luce, la verità, la dottrina, la sapienza. Benedite il Sangue di Gesù, o Vergini,

esso fu l'ispirazione, l'alimento, lo splendore della vostra vita di privilegio.

Benedite il Sangue di Gesù,

o Beati tutti della celeste Gerusalemme, esso fu il prezzo della vostra beatitudine. Benedite il Sangue di Gesù, o bimbi innocenti, esso vi ha aperto il Cielo gratuitamente. Benedite il Sangue di Gesù, o popoli tutti, esso è l'unico mezzo della vostra salute eterna e della vostra gloria celeste. q. 31 : s.d.

 

276 La vita nel Sangue

Vivere nel Sangue di Gesù vuol dire vivere nel Mistero della Incarnazione, in profonda unione all'anima della Vergine Santissima, contemplando le operazioni dello Spirito Santo, adorando le umiliazioni, le immolazioni, le espansioni della Sacra Umanità del Figliuolo di Dio.

Vivere nel Sangue di Gesù vuol dire entrare nell'abisso dei Misteri per adorare la Potenza del Padre, la Sapienza del Figlio, la Bontà dello Spirito Santo, nell'amore infinito del Verbo Umanato.

Vivere nel Sangue di Gesù vuol dire abbracciare tutta la rivelazione, disporre l'anima ad accogliere le rivelazioni particolari che Dio si degnerà farle e tenere pronto lo spirito onde sia docile strumento dei disegni del Signore.

Vivere nel Sangue di Gesù, vuol dire mantenere nell'anima il silenzio di tutte le cose umane per intendere, gustare ed apprezzare il linguaggio delle cose divine.

Vivere nel Sangue di Gesù, vuol dire vivere con Gesù, di Gesù, per Gesù e perciò dilatare l'anima nelle conoscenze soprannaturali, ineffabili, intraducibili: vuol dire vivere la vita eterna! Vivere nel Sangue di Gesù vuol dire toccare la profondità delle umiliazioni di Gesù e contemplare l'altezza della sua vita eterna, immolando a Lui la vita del tempo per ricevere quella della eternità.

Vivere nel Sangue di Gesù, vuol dire immergere l'anima nella mistica sorgente della grazia per riempire la mente, il cuore, lo spirito, del dono ineffabile.

Vivere nel Sangue di Gesù, vuol dire imparare a conoscere, a comprendere, a gustare il linguaggio delle cose di Dio, scendere negli abissi del Mistero e contemplare, o meglio, perdersi nella luce ineffabile della divina carità.

Vivere nel Sangue di Gesù, vuol dire attingere la grazia alle prime sorgenti, riempire di essa la mente e il cuore, riparare con essa alle miserie e alle imperfezioni, avvalorare ogni respiro ed ogni atto, impreziosire, santificare la vita.

Chi può giungere fino a Dio? Chi parla dinanzi a Dio?

Chi può reggere dinanzi a Dio?

Il Sangue di Gesù mi trasporta fino a Dio, parla per me, mi sostiene dinanzi alla sua infinita misericordia e mi rende degna de' suoi benefici.

Vivere nel Sangue di Gesù, vuol dire estendere l'anima nella sua vita divina: sulla Passione, sui meriti, sulla virtù, sulla potenza, sulla carità, sulla misericordia del suo Cuore adorabile.

Vivere nel Sangue di Gesù, vuol dire intendere il Mistero della Croce, il valore della croce individuale, del patimento, della umiliazione, del sacrificio, dei voti, della immolazione, della consumazione per Gesù. Vuol dire intendere quello che il mondo non intende, amare ciò che disprezza, cercare ciò che rifiuta, seppellirsi nella solitudine e nel nascondimento per trovare solo Gesù, tutto Gesù, con la sua Passione infinita e col suo infinito amore.

Vivere nel Sangue di Gesù, vuol dire immergersi nelle ricchezze di Dio, nelle dovizie della sua carità, negli splendori della sua Potenza, della sua Sapienza e del suo Amore: comprendere la nostra miseria e la sua Maestà, le nostre tenebre e la sua luce, la nostra impotenza e la sua grandezza: le nostre debolezze e le sue Perfezioni, l'instabilità della nostra vita mortale e le infinite magnificenze della sua eterna.

Vivere nel Sangue di Gesù, vuol dire schiudere l'anima alla intelligenza delle cose soprannaturali, contemplare la vita umana dalle altezze del Cielo e sentire che Dio domina nelle alte sedi dell'anima stessa.

Vivere nel Sangue di Gesù, vuol dire comprendere il disordine che è nell'anima: la sua indegnità, le sue miserie, le sue passioni, tutte le conseguenze lasciate dal peccato originale e quelle causate dal peccato attuale, per salire poi con la grazia e con la luce della sapienza celeste a conoscere, o almeno, intuire l'ordine che è in Dio.

Vivere nel Sangue di Gesù, vuol dire vivere nel Mistero della Incarnazione, parteciparvi, riempire l'anima de' suoi splendori, de' suoi meriti, della sua grazia, della sua potenza, della sua virtù.

Vivere nel Sangue di Gesù, vuol dire ascoltare il linguaggio del suo amore e del suo dolore e intendere quello più augusto e sublime del Mistero.

Vivere nel Sangue di Gesù, vuol dire attingere la vita spirituale alle sorgenti e raggiungere la maggior intensità, ampiezza ed eccellenza della vita soprannaturale.

Vivere nel Sangue di Gesù vuol dire penetrare nei segreti della Sacra Umanità di Cristo, conoscere gli altissimi fini della sua Passione nella redenzione delle anime e nella gloria che ridonderà a Lui nel tempo e nei secoli eterni.

Vivere nel Sangue di Gesù, vuol dire attingere lo spirito del Cristianesimo alle sue sorgenti, lasciarsi penetrare dalla sua vitalità ed ispirare ogni azione alla sua sublimità.

Vivere nel Sangue di Gesù, vuol dire vivere nel regno del dolore infinito e dell'amore eterno.

Vivere nel Sangue di Gesù, vuol dire dilatare lo spirito nelle più eccelse verità, elevarle nelle più arcane delizie, inebbriarlo della più pura, ineffabile, indefinibile soavità.

Avànzati, piccola anima, nel Mistero del Sangue di Gesù, lava in esso le tue colpe, ripara alle tue miserie, invoca i suoi meriti, la sua virtù, la sua potenza e poi riempiti di Sangue, e quando esso traboccherà, allora ti sentirai ancor più assetata e, spingendo l'ardore nell'abisso del Mistero, vivrai nella luce dell'infinito

e parteciperai alla vita della infinita misericordia di Gesù.

Il Sangue di Cristo mi esalta, sì, mi esalta e mi fa esclamare: tutti gli splendori del creato, tutte le manifestazioni del genio, tutte le opere dell'intelligenza, tutto il canto delle anime, tutti gli eroismi del cuore, tutti i palpiti della vita umana, tutto per il Sangue di Gesù!

Insegnami, o Signore, ad accogliere la ricchezza del tuo Sangue prezioso, la luce che ne sgorga, la virtù di cui è ripieno. Insegnami a comprendere che voglia dire vivere nel tuo Sangue, immolarsi in questo Mistero, consumarsi in esso.

Insegnami i primi passi, dimmi le prime parole, manifestami le prime ascensioni, i primi gradi di questa unione mistica, profonda, altissima, desiderata dalla tua carità, bramata dal mio povero cuore.

Dammi, o Signore, una capacità infinita per accogliere i tesori del tuo Sangue.

E la capacità infinita che dona Gesù, consiste nelle partecipazioni ai suoi meriti infiniti in questa vita per renderla degna di partecipare in Cielo alla sua gloria infinita.

S. Paolo, che viveva di Cristo e in Cristo, è salito al terzo Cielo: così l'anima che vive nel suo Sangue è fatta degna di salire nei cieli altissimi, ed essi pure sono infiniti come è infinita la potenza di Dio, ma il grado di beatitudine e l'altezza sublime sono in proporzione dell'amore dell'anima, delle immolazioni, della unione al Mistero.

Gesù si è incarnato nella Vergine; in ogni anima verginale Egli perpetua la sua Incarnazione mistica, purchè essa dia a Lui, come la Vergine, tutti i sensi del corpo, tutti i palpiti del cuore e tutte le energie della vita.

Il Sangue di Gesù! E un regno inesplorato. Se l'anima vi mette piede, non ritorna più sui suoi passi e lo smarrimento costituisce la sua immensa felicità.

Il Sangue di Gesù è, per le anime, ciò che il sole è per la terra. Entrare nel Sangue di Gesù, vivere in esso, vuol dire gettarsi in una fornace di luce e di fuoco! Vivere nel Sangue di Gesù vuol dire lasciarsi avvolgere, penetrare, trasformare dalla potenza della luce e dell'amore!

O Signore, ricomponi, dinanzi a Te, le mie povere parole, onde giungano al tuo Cuore spogliate del segno che le rende inesat

te e forse sprezzabili.

Giunga a Te il senso puro, semplice, ardente, quello che arde nel cuore come un grande fuoco e trascina lo spirito come una forza irresistibile nella corrente del tuo Sangue, nella fornace del tuo Cuore, nell'abisso del tuo Mistero.

Amen! q. 31 : dicembre s.g.

 

277 Se mi chiedessi il sangue, o Signore?

Contemplami sulla croce e vedi in quale forma mi sono annientato per te!

E se Tu mi chiedessi il sangue, o Signore?

E il Sangue di Gesù scende realmente come pioggia continua benefica, feconda su di me, sul mio cuore, sulle mani, sui piedi, entra negli occhi, tinge le labbra, riempie la mente, mi pervade ogni fibra.

Il Sangue del mio Signore Gesù! Vivo per Esso, vivo in Lui, respiro, parlo, agisco, prego, spero tutto in Lui, da Lui!

Ah! è questa la solitudine che vuole Gesù!

Estendere la fede su tutte le verità rivelate, su quelle che Egli riserba per il Cielo, su quelle che formano attorno a Lui il Mistero: umiliare il mio orgoglio alla vista delle mie colpe e delle mie ingratitudini, separarmi da tutto e da tutti e intensificare, convergere, concentrare tutta la mia attività spirituale nel Mistero del Sangue.

Sola con Dio! Sola con Gesù, in questo oceano dell'infinita carità e della inesauribile misericordia; contemplare, adorare, amare immolarmi per questo Mistero che non conosco come il bimbo non conosce il congegno che lo porta su negli spazi immensi, e seguire velocemente per questa via augusta la scia luminosa della grazia.

Che importa se il mio apostolato resterà segreto come è segreto il lavoro di ogni anima? Che importa se non vedo la via, se non comprendo le meraviglie che racchiude la vetta a cui conduce?

Che importa se l'essere sola con Dio vuol dire non vivere più, non ragionare più umanamente, ma morire a tutto?

Sola con Dio mediante il Sangue di Gesù. è una grande potenza il Sangue di Gesù!

L'anima vi attinge per purificarsi, per arricchire, per affrettare il passo nel cammino spirituale, per divorare la via, per conoscere la verità, per ritrovare la vita. E il Sangue di Gesù dà tutto.

E quando, per la comunione incessante di questo tesoro divino, l'anima ha intuito le ascensioni di cui parla il Salmista, allora non vi sono più espressioni, né forme, né simboli: l'anima sale e vive, vive e comprende senza spiegare come avvenga, vive nell'oceano dell'infinito amore con le leggi, con le forme, con le manifestazioni della vita soprannaturale.

O Sangue adorabile di Gesù, insegnami gli atteggiamenti per questa via mirabile che conduce al tuo Cuore divino, alla sorgente della tua vita divina.

Insegnami l'isolamento generoso, virtuoso, soprannaturale; quello che non solo separa l'anima dal creato e da se stessa, ma quello altresì che la tiene spoglia di ogni concezione sensibile, di ogni atteggiamento individuale, di ogni aspirazione particolare per lasciare al mio Dio il compimento perfetto de' suoi disegni di amore. q. 32 : 9 novembre

 

278 Basta che l'anima si apra come calice

Quale bevanda può scendere nell'intimo dell'anima e dare all'ardore che la consuma la forza della vita, la resistenza, la dilatazione?

Il Sangue di Gesù! Esso è la mistica bevanda dell'amore: esso inizia, rafforza, corona l'amore.

Basta che l'anima si stabilisca a' piè della Croce, si apra, come calice, alle sorgenti vive delle piaghe di Gesù, e adori, invochi e si riempia del Sangue prezioso.

Allora l'amore cresce e il Sangue sovrabbonda: l'uno e l'altro si avvicendano, si raddoppiano, si completano e l'anima sente che non può vivere senza amore e che l'amore più forte, più ardente e più vigoroso scaturisce dal Sangue di Gesù.

E sente ancora che, più ama Gesù, e più desidera che sia amato anche dagli altri: invoca che Egli effonda il suo Sangue e il suo Amore su tutti, e questo desiderio, mentre dilata l'amore della piccola anima verso Gesù, dilata altresì l'amore di Gesù verso la piccola anima.

O soavissimi ricambi di amore!

O vita di altissimo amore del Sangue di Gesù!

O vita di perfettissimo amore nel Sangue di Gesù! q. 32 : 15 novembre

 

279 Il voto di vivere nel suo Sangue

Il grido, il canto, il programma dell'Apostolo, compendia, rivela, sanziona ciò che Gesù domanda alla piccola anima. Vivere nel Sangue di Gesù, vuol dire vivere in Cristo, di Cristo, per Cristo!

Vuol dire vivere nella sua Passione di amore, nella sua Passione di dolore: vivere nel Mistero della sua Incarnazione, della sua vita umana, della sua Redenzione divina: vivere nella rivelazione e nella storia, nella luce e nella grazia, nelle espansioni della sua misericordia e nelle ampiezze della sua carità: vuol dire vivere nella vita soprannaturale verso cui tendono le anime perchè in essa è il riflesso della luce di Dio, della grazia di Dio, dell'amore di Dio!

O mio Gesù, se la mia piccola anima intende, gusta e si slancia in questa corrente di mistero, è perchè Tu la inviti, la trasporti e la guidi, ma non vedi come essa è insaziata della stessa luce che l'abbaglia, della stessa magnificenza che l'avvolge, dello stesso ardore che la consuma?

Svélati, o Signore: chiedi e dona ciò che vuoi ottenere da me: compi la trasformazione e forma in me le nuove capacità per accogliere i tuoi doni: eccita le potenze e crea sensi nuovi e attitudini ineffabili onde l'anima aderisca all'invito di amore.

O Signore, svelami la tua volontà, e, nella tua volontà, si consumi il mio spirito e tutto il mio essere.

E Gesù chiede alla povera anima una promessa particolare: il voto generoso e perpetuo di vivere nel suo Sangue.

E le fa intendere che questo voto mirabile è il compendio di tutti gli altri, ne è anzi la corona, più ancora, la sanzione e il premio [...]

Obbligandoti con voto a vivere nel mio Sangue, incominci a pensare più a me che a te: ti spogli realmente di ogni cosa, di ogni idea, e di ogni volontà per accogliere la voce, i desideri e compiere la volontà del mio Cuore.

O Signore Gesù, mi getto a' tuoi piedi confusa: non sono degna di ascoltarTi, di riceverTi in me e tanto meno di offrirmi per i tuoi disegni di amore.

Aiutami, dunque, o Gesù, a comprendere questa tua nuova misericordia, prepara la via, dona le forze, i mezzi, la luce, l'ardore.

Stretta alla croce, invoco l'aiuto della tua Madre Santissima: essa, più di tutti, conosce l'eccellenza, la santità, il valore del tuo Sangue divino. Essa rischiari la mia mente e la disponga ad accogliere le sublimi verità, purifichi il cuore e lo immerga nella mistica corrente del fiume misterioso, mi inizi, mi accompagni, e mi sostenga in questa via luminosa e arcana onde la piccola anima si renda strumento docile e fedele delle grandi misericordie della tua provvidenza amorosa.

Sanguis Christi purifica, sanctifica, inebria me et omnes. Quando la piccola anima salirà dinanzi alla presenza del Padre, nell'attesa del giudizio per la vita eterna, tremante, confusa, spoglia di ogni cosa, senza meriti, né opere, né virtù, con un cumulo di responsabilità, se sarà vissuta secondo i desideri di Gesù, potrà dire:

O Signore, la mia vita fu sepolta nel Sangue di Cristo; i miei occhi, la bocca, le mani, il cuore, i pensieri, i sospiri, i desideri, i palpiti, le speranze, le preghiere, le azioni, i passi, tutto fu immerso nel Sangue, ricoperto dai suoi meriti e dai suoi splendori.

Come potrai giudicarmi? Come potrai giudicare il Sangue di Gesù?

Il giudizio del Sangue di Gesù è un giudizio di misericordia e di amore! q. 32 : s. d.

 

280 O Cuore di Maria

Egli è disceso dal Cielo in terra, facendo centro delle sue misericordie il cuore della Vergine: in quel cuore ogni anima trova l'inizio della via per salire al Cielo. In quel cuore sono i tesori e i segreti della Incarnazione, i Misteri del Sangue, i mezzi più efficaci per la vita soprannaturale, le grazie più eccellenti per corrispondere ai disegni di Gesù, per vivere in Lui, del suo Sangue e del suo amore.

O Cuore di Maria, tabernacolo di Gesù, dove l'anima beve a sazietà, pur rimanendo insaziata, i tesori del Sangue adorabile, rinchiudi nel tuo sacrario la mia poverissima anima onde sia resa degna di partecipare ai Misteri santissimi della Redenzione di Gesù. Amen! q. 32: s.d.

 

281 Non conosco altro tesoro

La Passione di Gesù è il mio Paradiso sulla terra perchè da essa mi viene la luce, la promessa, l'aiuto, la forza, la grazia, per raggiungere la patria celeste. lo non conosco altro tesoro, nè voglio altro bene, nè desidero altra conoscenza all'infuori della Passione di Gesù.

Quando l'anima è stata avvolta e travolta dalla luce misteriosa della vita ineffabile di Dio e poi, per necessità, risospinta nella tenebra delle cose, sente il disagio dell'apparente privazione, immergendosi nel Sangue di Gesù trova la forza e la grazia, per slanciarsi più alacramente ancora negli splendori dell'eterno amore.

La verità del mio Dio, annunciata all'anima per mezzo della viva voce, dei suoi Ministri, delle opere dei S. Padri, dei Dottori, della Rivelazione, dei Profeti, diventa cibo, scienza, tesoro, ricchezza, luce e forza per l'anima stessa.

Ma quando la verità è attinta alla sorgente, bevuta col Sangue di Gesù, allora diventa essenza di vita, vita eminentemente soprannaturale. q. 32: s.d.

 

282 Le mie membra rivestite di Sangue

Da me non ho nulla, ma sento il cuore e vedo le mie mani e contemplo le mie membra rivestite di Sangue.

Che importa se tutto cede, si annienta, si oscura, si consuma e si dilegua innanzi a me, se Tu mi doni il tuo Sangue, se mi inviti a entrare nella tua vita ineffabile?

Esso è per l'anima mia più che il padre, più che la madre, più della vita stessa: esso è la mia vita eterna! q. 32 : 31 dicembre

 

1928

 

283 Che l'anima entri a vivere nel Sangue

Le continue manifestazioni di Gesù all'anima costituiscono una vera istituzione; l'importante è di compierla.

In qual modo?

Stabilendo i mezzi, gli scopi, il fine voluto da Gesù. Egli vuole che l'anima entri a vivere nel suo Sangue divino: deve dunque dare un indirizzo fattivo alle ispirazioni, e conseguire la perfezione degli altri voti dare alla vita soprannaturale l'impulso più generoso e costante, cioè cooperare alacremente al lavoro della grazia, e partecipare alle anime più largamente possibile i frutti, e i meriti del suo Sangue adorabile.

In questa via sono necessari i patimenti, le croci, le tribolazioni. L'anima intuisce che, mentre si rassegna a portare la croce, trova nella rassegnazione la virtù di progredire nei desideri santi, la virtù di salire all'unione più intima e, procedendo con fedeltà e amore, si accorge che invece di portare la croce, è portata da essa nelle mirabili vie della soprannaturalità.

Dilata la mente oltre gli spazi esistenti e oltre quelli possibili, e intendi di estenderla così sulle verità della fede; estendi il cuore oltre le ampiezze e le capacità esistenti possibili, e intendi che salga, da così immensa estensione, il tuo amore; estendi lo spirito sulle ampiezze del tempo e ancora, se fosse possibile, oltre ogni misura ed ogni estensione e immagina di accogliere in tali estensioni il mio Sangue.

Crederesti di essere sazia?

Il desiderio crescerebbe ancor più, mentre è inestinguibile il mio bisogno di donare e di trovare dei cuori che accolgano le ricchezze del mio Sangue.

Resa impotente di arginare le immense acque della divina grazia, simboleggiata nel Sangue di Gesù, l'anima si getta in esso, abbandonandosi alla corrente misteriosa.

O Signore, io mi dono irrevocabilmente al tuo Sangue divino, e tu concedimi di rimanere accanto a Te sull'Altare della tua Im

molazione, lungo il corso dei secoli, finchè l'Altare del tuo sacrificio sarà tramutato in quello della gloria eterna.

Tutti i beni spirituali della terra sono largiti dal mio Sangue. Soltanto per virtù del mio Sangue i popoli possono ottenere e godere la pace, migliorare i costumi, prosperare nel bene, progredire nella scienza umana acquistando la sapienza celeste.

Il mio Sangue è il tesoro più prezioso della terra messo a disposizione di tutte le anime perchè tutte possano acquistare con esso il cielo.

I Santi godono i frutti del mio Sangue, intercedono per virtù del mio Sangue, mi danno gloria con lo splendore acquistato con il mio Sangue.

I giusti, sulla terra, avanzano nella virtù e accumulano tesori per virtù del mio Sangue, e anche i cattivi, i peccatori e gli infedeli godono indirettamente dei vantaggi di questo dono divino.

Tutte le opere umane rappresentano lo sforzo della volontà umana, ma più ancora le opere dello spirito sono frutto di questa volontà educata alla scuola dello Spirito Santo.

Per intendere il segreto e la forza della volontà nelle vie soprannaturali, bisogna raccogliersi ai piedi della croce, immergere la stessa volontà nel Sangue di Gesù e seguire l'onda misteriosa.

Mentre il Sangue di Gesù opera in noi, coadiuvato dalla nostra buona volontà, per questa buona volontà opera anche negli altri e così ne risulta un lavoro esteso, complesso, meraviglioso.

L'anima, apparentemente, non fa nulla, non dice nulla, è avvolta nel silenzio e nel raccoglimento, ma unita al Sangue di Gesù è come una goccia di acqua unita a quelle prodigiose correnti che s'aggirano nelle viscere della terra alimentando tutte le sorgenti.

«Chi mangia la mia Carne e beve il mio Sangue avrà la vita eterna» e la vita eterna consiste nel conoscere, amare, e gustare la vita del Mistero.

Affrettiamoci dunque, con umiltà, rispetto, devozione, e amore a questa mensa divina: avremo la vita, i fiori della vita, i frutti, le opere!

Non può germogliare un filo d'erba, nè sbocciare un fiore, nè maturarsi un frutto senza la pioggia; non può compiersi un atto di virtù, un'azione eroica, la santità senza il Sangue di Gesù.

La piccola anima deve attingere l'ispirazione della preghiera,

della virtù, del sacrificio, del dovere, dell'amore dal Sangue adorabile di Gesù.

Deve compendiare tutta la devozione nella Passione di Gesù, nelle piaghe, nel Sangue, unificare le invocazioni, convergere ogni palpito, ogni sospiro, ogni preghiera al Sangue di Gesù!

Impadroniamoci del Signore e poi ci impadroniremo delle anime e del mondo. Come ho sentito la potenza, la realtà, l'efficacia di queste espressioni! Impadronirsi del Signore, vuol dire gettarsi a' piè della sua Croce e nutrirsi del suo Sangue: esso, donandoci la vita di Gesù, ci unirà alla sua Potenza, alla sua Santità, e alla sua Carità.

Il Signore dirada, a poco a poco, il velo che ci nasconde i più alti misteri, ma per essere fatti degni della Rivelazione bisogna aspettare con amore vigilante e desiderare con brama sempre crescente.

I fiori che raccogliamo dal giardino della nostra devozione nel cammino della nostra anima lungo le vie del Signore siano deposti a' piè della Croce perché la rugiada della celeste benedizione e la virtù del Sangue divino li trasformi in frutti di vita eterna.

Nella mia vita non vedo e non trovo che miserie, peccati, infedeltà e iniquità, ma ho tra le mani il Sangue di Gesù, esso mi riempie la mente, il cuore, e lo spirito, è la mia giustificazione, la mia difesa e la mia salute.

O Signore Gesù, intendo di consacrare ogni pensiero, di cedere ogni speranza, di rinunziare ad ogni gioia, di sopportare ogni pena, di compiere ogni dovere, di perdere il ricordo di ogni cosa gradita, di abbandonarmi a tutte le disposizioni della provvidenza per il tuo Sangue divino. q. 32 : gennaio s.g.

 

284 L'introduzione nella vita del Sangue

Si è compiuta a' piè della Croce, sotto la protezione della Vergine addolorata, per intercessione di S. Giovanni, il prediletto di Gesù, e della santa dell'amore, Maria Maddalena.

In questa via mistica, eccelsa e luminosa ma ancora tenebrosa, sono guida le due sante impareggiabili Caterina da Siena e Angela da Foligno.

Condizione indispensabile all'anima per incominciare questo cammino, il distacco più assoluto dalle cose terrene e da se stessa, il desiderio sincero di mettersi tra le mani di Dio come stru

mento vile ma docile alle sue disposizioni divine, l'abbandono completo tra le sue braccia amorose con una dedizione irrevocabile.

Oh! quanto si estende l'orizzonte dell'anima, o meglio l'orizzonte delle divine misericordie quando l'anima si raccoglie a celebrarle! E come se un pittore dopo aver percorso un lunghissimo viaggio in luoghi pittoreschi, ameni, e meravigliosi, volesse raccogliere in una semplice tela le infinite bellezze e armonie!

O mio Dio! chi saprà mai ridire le meravigliose visioni di amore che riveli all'anima meschina?

Mio Gesù, mi getto a' tuoi piedi, Ti adoro, credo in Te, Ti amo, Ti invoco, rinnovo le mie povere dedizioni, Ti apro le braccia, la mente, il cuore, l'anima.

Vieni! Vieni, mio Gesù!

Ti vedo barcollante, sfinito, bagnato di Sangue, con le mani protese verso il vuoto.

Verso il vuoto! Ma dunque nessuno Ti viene incontro? nessuno Ti vede, Ti compatisce, Ti invita, Ti apre l'anima, Ti accoglie, Ti ristora, Ti conforta e Ti sostiene?

Vieni, mio Gesù! Tu sembri disceso dal tuo martirio. Giacché noi non veniamo a Te e non abbiamo ancora compreso la tua Passione, e non abbiamo ancora gustato l'ebbrezza del tuo Sangue, Tu vieni a noi, vieni alla mia piccola anima per ridire il tuo dolore e il tuo amore.

O mio Gesù, comprendo la tua misericordia! Tu Ti avanzi verso questa povera umanità avvolto nel sudario della Passione per farci intendere tutta la forza del tuo amore e la grandezza del tuo dono, per farci comprendere che ancora non abbiamo trovato la via della vita se non ci avviciniamo a Te, se non sappiamo raccogliere e accogliere il tuo Sangue prezioso, se non dissetiamo con esso l'ardore che ci consuma, se non attingiamo alle sorgenti della tua misericordia la verità, la grazia e l'amore.

Vieni, mio Gesù, vieni!

La piccola anima si annienta dinanzi a Te compresa della propria indegnità, ma Ti ripete con tutte le forze della mente e del cuore, con una volontà ardente e immutabile:

Vieni, mio Gesù, il mio povero amore sia il balsamo delle tue ferite, il piccolo cuore accolga il Sangue tuo divino e l'anima, oh! l'anima si consumi, si immoli e si unisca a Te nell'abisso del grande Mistero!

Quando la divina immagine di Gesù crocifisso, di Gesù piagato e sanguinante mi appare in uno strazio più vivo e più acerbo, è sempre significazione delle innumerevoli colpe che giungono al suo Cuore, le quali impressionano altresì la poverissima anima mia.

Oh! quante colpe nel mondo! Ma quanto Sangue pronto a redimerle!

Quante rovine morali e spirituali, ma quante misericordie e quante dovizie pronte a ripararle!

Con quale misura attingerò dal tuo Cuore il Sangue che redime, ristora, perdona e salva?

Con la misura del mio stesso Cuore.

O mio Gesù, voglio stare a' piè della tua Croce come Longino nell'atto di ferire il tuo Cuore adorabile.

Ma voglio ferirlo con la lancia dell'amore e raccogliere in questo amore il Sangue e l'acqua che scaturirono dalla tua immolazione.

O mio Gesù, perché non posso trattenermi tutto il giorno e tutta la notte e tutta la vita a' piè dell'altare della tua Passione? Vi starò con il desiderio, con l'abbandono, con lo spirito, e in proporzione del lavoro cresca l'amore, e in proporzione dei doveri e delle distrazioni della vita cresca la contemplazione, e in proporzione del sacrificio cresca l'unione!

Per vivere sempre più intimamente nel Sangue di Gesù e con una maggior efficacia, l'anima deve spogliarsi di quanto può renderla meno atta alla sublime partecipazione.

E la spogliazione consiste nel distaccarsi dalle creature, dalle cose che la circondano, dalla propria volontà e libertà e perfino dagli scopi, dai mezzi e dai frutti della mistica unione.

Deve disporsi a lasciare che Gesù operi liberamente, che guidi l'anima come vuole, che la immerga nella luce o nelle tenebre, l'avvolga di pace e la flagelli con la tempesta, la inebri di gioia e la ricolmi di amarezza.

L'importante è di camminare risolutamente nella via segnata da' suoi richiami e cosparsa dalle sue benedizioni: intendere le sue manifestazioni, crescere nella cognizione della sua carità, crescere sempre più nella devozione della Passione e nell'amore al suo Sangue. Gesù ha redento l'umanità, ha ricomperato la no

stra anima e il nostro cuore simili a un campo sterile su cui non crescono che rovi e spine.

Egli stesso lo avviva, lo feconda, lo rende fruttuoso gettandovi il seme della grazia e irrorandolo col suo Sangue prezioso.

è una vita nuova, spaziosa, luminosa, rapida, sicura che Gesù addita alla piccola anima.

Nessuno certamente vi può essere introdotto, nè può rimanervi, nè può percorrerla senza ispirazioni particolari e senza una grazia speciale, ma nessuno vi è introdotto senza raccogliervi frutti preziosi, senza sentire godimenti ineffabili.

La vita nel Sangue di Gesù è la più grande prova del suo amore e il segno più certo della sua predilezione.

La spogliazione richiesta all'anima per entrare nel Mistero del Sangue di Gesù, è l'imitazione di quanto Gesù stesso ha sacrificato per noi dandoci il suo Sangue.

Egli si è privato della sua Madre SS., della vita, del tempo, delle forze, della volontà, della libertà, dei mezzi, degli scopi, dei meriti, della virtù, della potenza di tutto se stesso per essere nelle mani del Padre strumento di redenzione e di amore.

Oh! Misteri di Dio! Misteri di Gesù! Misteri di Gesù nella sete insaziabile delle anime.

Tu potevi e potresti saziarTi delle dolcezze del Cielo, o Gesù, dell'amore dei Beati, delle meraviglie del tuo regno, dell'acqua scaturiente dal Cuore del tuo Divin Padre con la magnificenza dei Misteri: Tu potresti saziarTi di Te stesso, della tua gloria, della tua sapienza, della tua stessa Umanità. Eppure Tu hai sete di noi, e Ti rivolgi alle acque putride del nostro cuore e le chiedi, le aspetti, le brami come fossero più deliziose delle acque della vita eterna.

O Gesù, bevi e Ti sazia delle nostre miserie distruggendole con la tua misericordia: bevi e liberaci dalla nostra corruzione: bevi e risana e purifica e perfeziona il nostro cuore, infondendovi l'acqua vitale, feconda, inesauribile delle tue piaghe!

Spogliata di sé, l'anima deve rivestirsi della grazia che sgorga dalla vita di Gesù, della luce che emana da' suoi Misteri, dell'amore che fluisce dalle sue parole.

Allora può intuire, apprezzare, desiderare la vita del Sangue, tuffarsi in essa, nutrirsi, parteciparla e consumarsi nell'unione profonda alle sue operazioni ineffabili.

Chi mai potrà celebrare gli abissi di questo Mistero e comprenderne tutta la grandezza? Giammai non avremo né tempo, né parole, né affetti, né voti sufficienti per ringraziare il Signore dei benefici ricevuti, del beneficio immenso di conoscerlo, di amarlo e di servirlo.

Oh! Se tutta la vita e tutto l'ingegno, le forze, le ricchezze, la volontà, la libertà e l'amore avessero per unica meta Gesù, la sua Passione e il suo Sangue!

Il Santo vecchio Simeone, mosso da un'aspirazione speciale, si reca al Tempio del Signore ed ivi ha la grande ventura di stringere fra le braccia Gesù.

Ma, in quell'amplesso di fede e di amore, egli presenta la dolorosa Passione di Gesù, la scolpisce nel cuore della Madre a punta di spade, ma altresì vi partecipa con frutti di vita eterna.

O mio Gesù, la piccola anima viene a Te con una brama ancor più ardente di quella del S. Profeta perché conosce tutta la tua Passione di amore e di dolore, la conosce e l'adora, la invoca, la benedice e implora, ripetendo con amore sempre più intenso: O Gesù, dammi il Tuo Sangue per cibo, per bevanda, per sigillo, come vita del tempo e come vita dell'eternità! Amen!

L'anima privilegiata da Gesù con grazie particolari, come il sacerdote dell'antica legge, pare introdotta nel sancta sanctorum dove, nel silenzio e nel nascondimento si compiono le più dolci manifestazioni dell'amore di Dio e le più larghe dedizioni dell'anima.

Essa intende il Mistero che l'avvolge, s'immerge nella sua luce vitale e risponde ai richiami divini con tutte le energie della volontà.

In un silenzio così profondo e sopra tutto nel silenzio di se stessa, ascolta il linguaggio mistico che le addita la via delle ascensioni.

Intende che il voto di vivere nel Sangue di Gesù, in un certo senso, ha un carattere più saliente del voto di maggior perfezione. Con questo voto l'anima si obbliga a compiere le azioni della vita, gli impegni spirituali e quelli morali con la maggior perfezione possibile per amore di Gesù.

Col voto di vivere nel suo Sangue prezioso, l'anima eleva ancor più il senso dell'amore, impegnandosi a convergere la vita dell'intelligenza, quella del cuore e dello spirito nella Passione di

Gesù, nel Mistero sublime dell'infinita sua misercordia. Vivere nel Sangue di Gesù, vuol dire unirsi a Gesù incarnato, crocifisso, morto, risorto per noi: unirsi a Lui per compiere i quattro altissimi atti della adorazione, del ringraziamento, della riparazione e della impetrazione.

Adorare il Padre con occhi, nel cuore e nello spirito il riflesso delle piaghe di Gesù, il mistico segno della croce formata col Sangue!

Ringraziare il Padre con la voce del Sangue di Gesù, voce arcana, melodiosa, divina, operante!

Riparare le offese fatte al Padre col Sangue di Gesù, offerta di valore infinito e di infinito amore, avente già in sé la pienezza della grazia, dei meriti, della giustificazione e della santità.

Impetrare con la potenza del Sangue di Gesù! Chi potrebbe resistere alle sue suppliche se ha in sé tutte le virtù, tutta la potenza e tutta la forza, non solo per ottenere, ma altresì per operare prodigi di misericordia?

Il voto di vivere nel Sangue di Gesù non è che la perfezione, la corona, il compimento degli altri sette voti con i quali l'anima, sebbene indegna, è salita grado grado nelle vie di Dio, dimenticando se stessa ed ogni cosa terrena.

Infatti, con il voto di povertà, si è spogliata delle cose terrene col voto di castità si è spogliata di ogni piacere sensibile col voto di ubbidienza si è spogliata della volontà col voto di amore si è spogliata dell'egoismo col voto di rinunzia si è spogliata di ogni bene spirituale col voto di immolazione si è spogliata della vita più intima col voto di unione si è spogliata della vita del tempo per avere quella eterna. In questa vita sovrumana è stabilito il compimento del voto.

Questo voto, più che nel mantenere un proposito, consiste nell'accogliere la grazia straordinaria che piove dalle membra piagate di Gesù Crocifisso.

Non c'è nessun programma per questa via così nuova: il programma andrà svolgendosi se l'anima stabilirà la sua vita, le opere, le energie nel Sangue di Gesù.

La via di questa vita è la sofferenza l'aria è l'amore la luce è la fede l'alimento è la preghiera il sostegno è la virtù della croce l'abitazione è il Calvario il ristoro, la bevanda, l'alimento, tutto è nel Sangue di Gesù il conforto è il Cuore di Gesù il

mezzo per avere tutto questo è la preghiera lo scopo è la santità e la meta è l'unione con Dio il fiore ultimo, il Cielo! q. 32 : gennaio febbraio

 

285 La santità è compiuta dalla Passione

La santità è compiuta nelle anime dalla Passione di Gesù mediante l'azione dello Spirito Santo, quindi non c'è miglior mezzo per ottenerla che quello di vivere sotto la croce invocando lo spirito di amore.

E mentre quello spirito illumina, sostiene, ispira e conforta, il Sangue di Gesù scorre nell'anima compiendo i prodigi della trasformazione.

Vieni e bevi ripete Gesù, invitandola a penetrare nelle sue piaghe divine e lo Spirito Santo insegna:

Il Sangue della mano destra ti comunicherà la semplicità, ridonando all'anima tua la purezza immacolata; il Sangue della mano sinistra ti insegnerà l'umiltà, scavando in te solchi profondi; il Sangue del piede destro ti riempirà di confidenza; il Sangue del piede sinistro t'insegnerà l'abbandono, e il Sangue del costato ti ricolmerà di amore.

Vieni e bevi! La mia mensa è ripiena di calici: essi contengono un liquore eccellente che ha la virtù di sanare ogni piaga, di comunicare la forza, la vita, la ricchezza, lo splendore, la gloria, la felicità. Vieni e bevi [...]

I Santi hanno attratto intorno a sé le anime, stringendole con provvide istituzioni accanto alla Croce e all'altare. Ognuno però, che sia unito a Gesù, alla sua Passione e al suo Sangue, esercita nelle anime un'influenza efficace, trascinandole verso il suo Cuore adorabile per virtù della sua grazia cooperata dai Santi desideri del loro cuore.

Gesù ripete all'anima: sarai stabilita nella mia eternità mediante la vita del Sangue. Ricorda che l'anima, quando è oppressa dal peso della propria abbiezione, deve fare più atti di fiducia in me che di abbattimento, poichè, riposare il pensiero e il sentimento sulle proprie miserie, equivale a sprofondarsi nelle miserie stesse, mentre, salendo a me con la confidenza e l'abbandono, vuol dire trovare le ali per volare alto, nelle regioni della grazia e della pace.

Porterò il calice delle mie sofferenze sotto la Croce di Gesù:

riempito del suo Sangue, diventerà offerta divina, impetrazione efficace e olocausto di amore.

Come avviene, o Signore, che scorrendo sulla terra, continuamente il fiume del tuo Sangue, non si vedono i frutti meravigliosi che dovrebbe produrre?

Perché non tutti conoscono, adorano e invocano questo Mistero di infinita carità? Perché anche le anime buone non sanno vedere, comprendere, adorare questo tesoro immenso che racchiude la felicità del tempo e quella dell'eternità?

Perché le anime sono attaccate alla terra, e avviene che, mentre questo fiume maestoso passa trascinando con sè i piccoli sassi, le foglie, le erbe poco aderenti alla terra, ciò che è sprofondato nel fondo, resta invece insensibile al passaggio dell'onda, anzi sepolto dal peso di essa?

Così avviene delle anime attaccate alla terra e a se stesse. L'onda del Sangue, anziché travolgerle e portarle nell'oceano della misericordia, le seppellisce ancor più nelle loro miserie. E il castigo più terribile [.. . ]

Prima di salire al Cielo, Gesù promette lo Spirito Santo, l'altissimo dono di Dio. Ma è altresì il dono della Passione poiché lo Spirito Santo estenderà nella Chiesa i frutti, i meriti, la virtù della Passione, del Sangue di Cristo.

Lo Spirito Santo guidò gli Apostoli nella celebrazione dei Divini Misteri, nella amministrazione dei Sacramenti e, per i Sacramenti nei quali è la vita, l'essenza, la potenza della Passione, le anime giungeranno al Mistero.

La Pentecoste è l'esaltazione, il trionfo, la corona della Passione di Gesù.

Per la tua Divina Passione donami, o Gesù, lo Spirito Santo. O Spirito Santo, introducimi nella Passione di Gesù, uniscimi, consumami in essa col fuoco del tuo santo e divino amore [ ... ] q. 33 : s. d.

 

286 Bevi il mio Sangue

Chi vuol conoscere, percorrere e divorare la via della mistica unione deve immergersi nella Passione del Redentore e specialmente unirsi al Sacrificio della S. Messa, immolando ad esso tutta la vita.

Voglio essere l'adoratrice segreta, l'apostola segreta del Sangue di Gesù.

La vita mistica è nelle piaghe di Gesù, e invano si pensa di trovare la sua pienezza nelle contemplazioni puramente speculative. Per Crucem ad lucem! [...]

Verrà giorno in cui non saprai né vedere, né pensare, né amare, nè comprendere nulla all'infuori del Sangue di Gesù [...] La devozione del Sangue di Gesù è l'istituzione più magnifica della Chiesa, perché l'anima che la coltiva coopera efficacemente alla divina Redenzione [...]

Se tutto il mondo raccogliesse le sue forze intorno al Mistero del Sangue sarebbe sempre un nulla in confronto dell'eccellenza, grandezza e potenza dei beni che comunica.

Dilato il mio cuore invocando, desiderando l'immensa capacità degli spazi e lo estendo per quanto abbracciano i secoli. Così, o Signore, intendo di preparare l'immensa capacità per accogliere il tuo Sangue e per dispensarlo a tutte le anime [...] Vorrei gridare a tutti: Accorrete alle piaghe di Gesù, bevete il Sangue prezioso, consumate in esso le forze terrene, avrete la conoscenza, il possesso e il godimento di quelle celesti!

Il Sangue di Gesù è la salute del mondo! q. 33: s.d.

 

287 Additami la via dell'annientamento

O mio Signore, additandomi la via dell'annientamento, Tu mi riporti alle prime prove ed ai primi passi della mia vita spirituale ed io sono lieta, troppo lieta di ritornare bambina, perchè ho fiducia di ritrovare nella mia piccolezza le vie della ingenuità care al tuo Cuore perchè esse danno vigore alla mansuetudine ed alla mitezza.

Ma, o Signore, in questo stato di annientamento posso rimanere sotto la Croce?

I bambini si tolgono alla vista dei grandi dolori perché non li sanno comprendere, né sostenere.

Ebbene, o Signore, mi getto a terra e nascondo il mio volto e i miei occhi, Ti seguo col cuore.

O Signore, quanto Sangue!

China al suolo nel mio annientamento, sento il volto, le mani, le membra stesse irrorate di Sangue.

O mio Gesù, vivere così, rimanere così, morire così ricoperta del tuo Sangue!

Se potessi comparire dinanzi a te, mio Signore, mio Redentore, mio Giudice, mio Maestro, mio Sposo, con una sola goccia del tuo Sangue divino!

Quanta pace e quanta speranza mi dà questo pensiero! Come l'anima si dilata in queste grandezze del tuo amore! Come sente rinnovare in sé l'alacrità, la dolcezza, la soavità dei primi anni!

L'annientamento è fatto così?

O Signore, esso mi spaventa e mi entusiasma, mi getta a terra e mi eleva fino a Te, minaccia la mia distruzione e, invece, mi dà la vita.

Equilibra, o Signore, col tuo Sangue divino le mie forze, i sentimenti, gli ardori, le aspirazioni.

Rinnova in me la giovinezza dello spirito, ristora il terreno dell'anima mia, dai vigore ai poveri fiori, sapore e compimento ai miseri frutti; fragranza, freschezza e soavità al povero giglio della mia purezza. Esso mi appare sciupato: le nebbie, il gelo, le intemperie, il soffio di mille cose, e specialmente quello del mio amor proprio e della mia sensualità, gli hanno tolto lo splendore e rapito il profumo.

O Signore, nessun fiore può riaversi se avvizzito e calpestato, tanto meno il giglio cui basta il tocco della brezza per sfiorarne il candore immacolato.

è vero, ma se io porto questo povero giglio sotto la Croce e lo ristoro con la rugiada del suo Sangue, esso riapparirà fresco e olezzante, grato al tuo onore ed al tuo amore.

O mio Gesù, ridona alla mia anima la purezza immacolata attinta alle acque lustrali del Battesimo, perché possa vederTi, unirmi a Te, consumarmi per Te nella vita del tuo Sangue adorabile.

Ridonami la purezza della mia infanzia, quando tutto era luce, fiamma, bellezza, ardore intorno a me e la vita si compendiava in una tensione amorosa verso la tua misericordia e verso la tua carità.

Ridonami la semplicità, l'ingenuità di quei giorni sereni nei quali l'abbandono fluiva dalla mia nullità e dalla preghiera ardente, così l'annientamento mi farà trovare la via per una ascensione più rapida.

L'annientamento distrugge l'amore di Dio?

Tutt'altro! lo rende anzi più intimo e reale.

Per l'annientamento l'anima si stacca da se stessa come il pulviscolo si stacca dalla roccia ed è lanciato negli spazi senza più tregua nella sua corsa: come la goccia limpida si stacca dal ghiacciaio che la teneva avvinta e corre frettolosa al mare: come l'onda baciata dal sole si dilata, si fa leggera, si eleva e sale a perdersi nelle alte sfere.

Distaccandosi da se stessa, l'anima ripete: sono un nulla! e questa affermazione sincera, distrugge la distanza, l'abisso che corre tra sé e il suo Dio ed ella si slancia in Lui con un abbandono ineffabile.

L'annientamento mi allontana dal Mistero? Anzi, rende l'anima più atta a ricevere il riflesso. L'annientamento rende l'anima inoperosa?

Tutt'altro! esso invece è un lavoro simile a quello degli scavi: ciò che trova e che scopre è sempre prezioso.

O Signore, sono ancora sotto la Croce e vi rimarrò nell'atteggiamento della mia nullità, aiutami a comprendere queste misericordie della tua grazia!

L'annientamento getta l'anima nell'ardità? La ricolma, invece, di beni.

Tutte le vie sono ineffabilmente ripiene di luce e di grazia purché l'anima segua la voce, la volontà, le disposizioni di Dio. Se l'anima sale abbandonata alle attrazioni dello spirito di Dio, è irrorata dalla pioggia salutare della grazia, avvolta dalla fiamma ardente della divina carità, consumata nella luce purissima dell'eterno amore.

Ma se l'anima discende in se stessa trova correnti segrete, nascoste e perenni come quelle che scorrono nelle viscere della terra, trova il fuoco e, con esso, la luce, il calore e la consumazione, la trasformazione.

Signore, lasciami sotto la tua Croce: lascia che il mio corpo sia sostegno a' tuoi piedi e le mie povere labbra siano a contatto del Sangue che esce dalle loro ferite.

Ma sono piccola, troppo piccola!

Era alta, era bassa la Croce di Gesù?

Non lo so. Per me, non cerco, né seguo le indagini della Storia: per me, l'unica storia, la più vera e reale è quella che Gesù scrive col suo Sangue nelle anime e su in Cielo.

Non sono degna di stare sotto la Croce!

Sì, o Signore, i titoli per essere degna della tua misericordia e del tuo Sangue sono i miei peccati!

Sono a terra come i bambini, ma l'amore batte le vie del Cielo e questo amore guida le mani a scavare la mia fossa sotto la Croce di Gesù.

Io scavo e le mani si riempiono di Sangue, così come la Beata fanciulla di Lourdes, scavando nella terra, vedeva gorgogliare una sorgiva purissima e dissetava con quella il suo amore.

Bevo il tuo Sangue o Gesù, e mentre sotto i miei sguardi, si dilata e si sprofonda la fossa riempiendosi di Sangue, ripeto: o Signore, fammi morire sotto la Croce perchè il mio corpo e la mia anima siano immersi nel tuo Sangue e trovino in esso la pienezza della virtù redentrice. Amen! [...]

O Signore, ripeto con S. Ambrogio, rigenera in me sensi nuovi onde accolgano, non solo il tuo sacramento, ma la virtù e l'essenza del Mistero!

O Signore Gesù, rendimi degna di Te: fa che il mio corpo sia il calice del tuo dolore, il cuore, il calice del tuo Sangue e il mio spirito sia il calice del tuo amore onde sia perpetua in me la comunione del tuo Sangue, la comunione della tua grazia, la comunione della tua vita.

Amen! [...]

Vivere a' piè della Croce nel Sangue di Gesù è un santificare tutta la vita spirituale [...]

Fa', o Signore, che io sia la più piccola, ma la più perfetta goccia di Sangue del corpo mistico della tua Chiesa [...]

O Gesù, riempi la mia mente del tuo Sangue onde abbia le disposizioni per ricevere la luce del Mistero: riempimi il cuore onde abbia le disposizioni per ricevere e conservare la virtù del Mistero: riempimi lo spirito onde abbia le disposizioni per ricevere e conservare la vita del Mistero! q. 34 : marzo s.g.

 

288 L'anima può arricchirsi in un istante

L'anima, la più spoglia di virtù, di meriti e di santità, può arricchirsi in un istante e per sempre delle dovizie celesti immergendosi nel Sangue di Gesù, nutrendosi di esso, consumandosi in esso. Acquista la purezza, poiché il Sangue cancella ogni peccato: la grazia, poiché esso dona la vita divina di Gesù: la forza, la pazienza, la dolcezza, la carità, lo slancio per il bene, l'ardore per l'immolazione, la virtù della consumazione nell'amore ineffabile.

La contemplazione della potenza, sapienza e carità di Dio apporta all'anima beni immensi. Come contemplando il sole si è avvolti dalla sua luce e penetrati dal calore, così l'anima rivolta al suo Dio, fissa in Lui, desiderosa, avida di Lui, riceve lo splendore delle sue perfezioni.

Il mio sole è la Passione di Gesù! Essa mi riempie l'anima di luce sovrumana e m'incoraggia a battere l'ardua via della contemplazione: via ardua, sublime, ineffabile ma accessibile a chi si nutre del suo Sangue prezioso.

O mio Gesù, invoco il Sangue delle tue piaghe per la gioventù! Essa è la speranza della Chiesa, delle nazioni, delle famiglie. Che il tuo Sangue adorabile scenda nei giovani cuori, nelle menti, nello spirito come fiamma vivificatrice, alimento di vita spirituale, caparra di salvezza, sorgente di santità e di amore [...]

O mio Signore Gesù, voglio raccogliere ad una ad una le gocce del tuo Sangue divino, mistica rugiada che irrora la mia anima sterile e infeconda. Voglio raccoglierle nel pensiero, nel cuore, nello spirito, nelle stesse fibre del corpo, perché rinnovata, trasformata nella mia vita, possa ascoltare il tuo linguaggio, comprendere la sua eccellenza, corrispondere a' suoi richiami. Donami, o Signore, col tuo Sangue, la santa ebbrezza dell'amore ed esso consumi le colpe, distrugga le imperfezioni, prepari le disposizioni, rafforzi la volontà, compia la santità.

Chiedo che il tuo Sangue rinnovi la mia giovinezza, mi doni l'innocenza soave dei bimbi, la purezza dei santi a Te più cari, di S. Luigi, della Beata Capitanio, e mi renda semplice, umile, piccola come i fanciulli ma vigorosa, magnanima e invincibile nella virtù.

O Signore, Tu mi hai trattato regalmente, chiamata a Te, per Te stesso. Come ti seguirò? Come corrisponderò a' tuoi richiami?

Con una missione segreta. Portando, con la preghiera, col desiderio e coll'amore il mio Sangue nelle anime perché siano preservate dalla colpa, illuminate, guidate, santificate. q. 36: settembre s.g.

 

289 Una sola cosa con la Croce

Una sola cosa con la Croce, col Sangue, con l'amore di Gesù. L'amore non può sussistere senza il Sangue, nè il Sangue può attingersi altrove che sotto la Croce di Gesù.

La Croce è il sostegno dell'amore, e la sorgente del Sangue è dunque il centro della vita.

Finchè l'amore è ideale, fatto di speculazione, di slanci, di sentimento, resta comune, limitato, ordinario; quando sgorga dal dolore, dalla croce, dalle pene, dalla tribolazione; quando domina lo stesso dolore, allora sale purissimo, perfetto, efficace a Dio.

Ascolta, figlia mia, una grande verità.

Questo amore non consiste in un godimento sensibile, in uno slancio di fervore, in una elevazione soave, ma nella forza della volontà che trae dal dolore la virtù soprannaturale della fede.

Internamente il tuo spirito intende quello che nessuna parola sa esprimere: anche in questa intima comunicazione l'anima ama purissimamente poiché non cerca il godimento sensibile ma l'unione alla mia volontà. E la perfezione dell'amore.

q. 36 : settembre s.g.

 

290 Sulle rovine, il mio Sangue

Comtempla la rovina di una immensa città. Rovina di templi, di edifizi, di oggetti, d'ogni cosa. Se ti si dicesse: Ripara! sarebbe un assurdo.

Ascolta. Un'anima in peccato mortale ha in sé una rovina maggiore di quella rappresentata dallo sterminio di mille città. Chi potrà ripararla? In qual modo?

Ebbene, figliuola, t'insegno il segreto:

Portando su quelle rovine il mio Sangue onnipotente. q. 36 : settembre s. g.

 

291 Se attingi alla misericordia del Sangue

Guarda intorno alla natura: se potessi liberamente servirtene, ti basterebbe l'aria, la luce, il fuoco, l'acqua, tutto ciò che la terra produce, racchiude ed offre?

Ti basterebbero gli spazi del cielo, le estensioni dei mari, il giro dei secoli?

Avrai ben di più se attingi alla misericordia del mio Sangue: in

esso sazierai ogni brama, avrai godimenti ineffabili e ricchezze sterminate nel possesso della beatitudine eterna. q. 36: settembre s.g.

 

292 Il Regno mio è la Passione

Il Cielo della mia anima è il Mistero, il regno mio è la Passione di Gesù: il mio cibo la mia bevanda, il suo Sangue; la mia abitazione, il Calvario; la ricchezza, la Croce; il mio desiderio, il patimento; la mia delizia, il sacrificio; tutto questo, però, se la grazia di Dio mi assiste. q. 36 : settembre s.g.

 

293 Con le rovine della propria miseria

Pensa se uno dei templi più famosi crollasse, seppellendo e distruggendo tanti tesori! Che sarebbe la rovina delle pietre in confronto di quella dell'arte?

Chi può dire la capacità, la perfezione dell'intelligenza, del cuore e dello spirito nello stato perfetto?

L'uomo, a poco a poco, per virtù della Passione, del Sacramento, del Sangue, della grazia può intuire qualche cosa delle antiche bellezze, ma le ritroverà in cielo se, fedele alla mano del Divino Artefice, con le rovine della propria miseria saprà lavorare l'edificio della propria santità. q. 36: settembre s.g.

 

294 Ti presento il Calice del Cuore

Dove attingerò, o mio Dio, l'ispirazione, la grazia, la parola, per celebrare i tuoi benefici? O mio Signore, il Salmista, divinamente ammaestrato, rispondeva alle tue misericordie, presentandoti il Calice della Redenzione.

Anch'io Ti presento il Calice misterioso ripieno, ricolmo, traboccante di Sangue: Ti presento il Calice vivo, reale, santissimo del Cuore di Gesù, sorgente inesauribile di amore. Esso Ti soddisferà per tutti i miei debiti e attirerà sul mio cuore nuovi doni e nuovi aiuti.

Non possiamo salire a Dio con la gratitudine se prima non siamo giunti a Lui con l'amore. Esso prepara la via per tutte le espansioni e dalla sua pienezza dipende l'intensità della riconoscenza [...] q. 36 : settembre s.g.

 

295 Contempla la mia Croce...

Ti riempie di entusiasmo il solo pensiero della gloria che i Santi hanno anche su questa terra?

Contempla la mia Croce, la mia Passione, la mia immolazione: essa si svolge sull'altare del mondo, ha per padiglione i cieli; avvolta dalla luce del sole, ha per addobbo le meravigliose bellezze della natura, mentre la musica sale da ogni anima e la gioia infinita, sensibile, immortale scende nello spirito con la virtù del Sangue. Cambieresti queste intime soavità con il godimento più completo delle grandi, solenni, e sacre festività della terra? q. 36 : settembre s.g.

 

296 Gloria e beatitudine

In Cielo l'anima avrà una gloria e una beatitudine corrispondenti alla partecipazione avuta alla Croce di Gesù.

L'anima che si è unita a Lui in questa vita a traverso le sue piaghe sanguinanti, acquista in Cielo il riflesso della luce che sgorga dalle ferite gloriose.

L'anima, immolata con Lui e per Lui, godrà degli stessi suoi trionfi. q. 36 : settembre s.g.

 

297 In cielo la Croce sarà il trofeo dell'amore

Mettendoti a piè della Croce tu segui Gesù nella sua umiliazione, nel suo dolore, nel disprezzo, nelle angosce della sua Passione, poichè il mondo continua il suo odio verso la Croce.

Ma osserva: quel segno non resta nascosto, nè sempre disprezzato sulla terra. Esso viene collocato al di sopra di tutte le cose e spesso lo vedi sui pinnacoli dei templi e sulle più alte vette dei monti.

Naturalmente anche l'anima sale la via della vita con la sua croce.

Ma pensa in cielo dove la croce sarà il trofeo dell'amore; attorno ad essa saranno le anime più amanti, quelle che seppero rivestirsi del sacro paludamento del Sangue, rivestirsi di esso e vivere nel dolore, di amore. q. 36: settembre s.g.

 

298 Il fine della mia vita

O buon Gesù, il fine della mia vita è la salvezza dell'anima mia, è la corrispondenza alla misericordia del tuo Cuore, alle infinite attrazioni del tuo Sangue.

Il fine della mia vita è ancor più sublime: è la santità raggiunta

nella vita religiosa: la consumazione di tutta me stessa nel Mistero del tuo Sangue. q. 37: 6 novembre

 

299 I talenti più preziosi della vita

O mio Gesù, la parabola dei talenti ha dilatato in me il senso della responsabilità e quello della mia infedeltà.

Debbo confessare che Tu mi hai dato, non un talento, né due, né cinque, ma dieci, mille, un numero infinito di talenti, perché il dono del tuo Sangue, l'attrazione in esso, la virtù che mi partecipa, i meriti che dona, costituiscono i talenti più preziosi della vita del tempo e di quella dell'eternità. q. 37: 6 novembre

 

300 Mi sono rivestita della veste del Sangue

Facendo oggi la via Crucis, ad ogni stazione ho invocato che il Signore applicasse all'anima mia le oblazioni della sua misericordia.

Contemplando Gesù, spogliato delle sue vesti, chiedo per i meriti di tanta umiliazione di essere spogliata della mia natura, del mio carattere, della mia vita umana ed Egli, Gesù, con un atto della sua incomprensibile bontà, mi offre la sua santissima veste intrisa del Sangue della flagellazione e m'incoraggia a ricoprire con essa tutta la mia indegnità.

O mio Gesù, stamane, non sapendo come presentarmi a Te perchè tanto piena di peccati, di ingratitudine e di responsabilità, ho trovato la via della confidenza: mi sono rivestita della veste mistica del tuo Sangue: oggi, dopo un giorno di penetrazione né tuoi divini giudizi, nel castigo della morte e del giudizio, Tu mi offri la tua stessa veste che ricopre le tue membra divine e mi ripeti con incomprensibile generosità: se ti dessi anche la mia spoglia e la mia vita?

Sembrano doni incredibili, eppure Gesù è pronto a darli ad ogni anima appunto perché la sua misericordia è infinita.

O Gesù, Ti adoro, Ti ringrazio, Ti benedico: non voglio di più: stringo al mio cuore la tua veste insanguinata e mi reco con questo tesoro a' piè della Vergine.

Ella mi renda pura e degna di indossarla, m'insegni il valore e l'uso onde, avvinta ai Misteri della Tua Passione, partecipi, o Gesù, a quelli della misericordia per me e per le anime che Tu hai redento e vuoi salve.

Bacio in ispirito e con tutto l'ardore della vita questa adorabile tunica che gronda del tuo Sangue e Ti supplico, o Gesù, per quel Sangue divino, fammi pura, fedele e santa. Amen! q. 37 : 8 novembre

 

301 Rivestiamoci del Sangue

Mi presento a ricevere Gesù recando tra le mani la sua veste insanguinata, così come un povero porterebbe tra le mani un manto regale.

Ma se la donna del Vangelo al solo toccare la veste di Gesù risanò da' suoi mali, che sarà della mia povera anima che bacia e stringe a sè questo suo paludamento, ornato, impreziosito dal tuo Sangue?

Mi è sembrato vedere Gesù chino sulla povera creatura con le tenerezze di una madre.

Che fa una madre? Prende fra le braccia il suo bambino e lo bacia, lo abbraccia, lo accarezza, se lo stringe al seno, gli parla, gli domanda mille cose, gli fa mille promesse e tutte di amore.

E poi, quasi a formare una cosa sola col suo tesoro, lo avvolge in uno scialle prezioso, avvolgendo così, tra la seta e l'oro, tra i ricami e le iridescenze, la sua piccola creatura nel più puro e santo poema del vero amore.

Così ha fatto Gesù con la sua piccola figliuola: Egli l'ha avvolta nella sua veste e l'ha stretta a sé, partecipandole una bellezza e una ricchezza insuperabile.

Ma ancor più. Rimanendo la piccola anima dinanzi a Gesù, semplice, docile, piccola, ma pura per il contatto con la sua santa Umanità, Egli l'ha avvicinata al suo Cuore e, mentre le sue mani adorabili, grondanti Sangue, risanavano tutte le piaghe della piccola creatura, infondevano altresì in essa una vita novella con le impressioni delle stimmate adorabili.

Intuivo così il Mistero della oblazione del Sangue. E comprendevo che la creatura, la quale contempla con fede questo Mistero, si salva sicuramente; quella che lo invoca, si santifica; quella che si nutre di Sangue, si arricchisce in modo inconcepibile.

E sentivo fluire dal Sangue di Gesù le forze nuove per una vita rigenerata.

La piccola anima poteva così accostarsi alla Croce, librarsi accanto alle piaghe, penetrarvi profondamente e vivere in esse.

O soli fulgenti di eterna bellezza!

O mistiche sorgenti di sovrumana bellezza!

O inconcepibili altezze della divina misericordia! Le oblazioni del Sangue di Gesù!

Ma accostiamoci al Mistero della Circoncisione, gettiamoci a terra accanto a Gesù nell'Orto degli Ulivi, stringiamoci alla colonna, alle sue braccia straziate, a' suoi piedi rigurgitanti del Sangue prezioso; stringiamoci al suo Cuore squarciato, profondamente ferito e beviamo a dismisura l'onda rigeneratrice.

Beviamo a sazietà, e il divino alimento raddoppierà la sete e l'amore; beviamo per noi e per gli altri: per i fedeli e per gl'infedeli, per i giusti e per i peccatori, per i Santi e per Gesù.

Sì, beviamo per dissetare la sete di Gesù, perché quanto più le sue oblazioni sono abbondanti, tanto meglio appagano la sua sete di amore.

Beviamo il Sangue di Gesù, prostrati a terra, umilmente, devotamente, santamente.

Rivestiamoci del Sangue di Gesù, con fede, con speranza, con amore.

Uniamoci al Sangue di Gesù con tutte le facoltà dell'anima, con le energie del cuore, con i desideri della vita. Contempliamo il Sangue di Gesù che scende dal Cielo più vivido, fulgente e inebriante della luce, e sale dalla terra recando al trono di Dio l'essenza della nostra povera vita umana, rivestita de' suoi meriti, de' suoi doni e delle sue misericordie infinite. q. 37 : 9 novembre

 

302 Il Cuore, trofeo della divina carità

Per la virtù, per la potenza, per la grazia, per i meriti del tuo Sangue prezioso, raccolto nella mia piccola anima, ripara, conforta, addolcisci le amarezze, le ferite e i patimenti del tuo Cuore Santissimo.

Io contemplerò questo trofeo della tua divina carità con umiltà profonda e vivissimo amore: fermerò la mia stanza in Te, accanto a queste tue pene, mi rifugerò in queste caverne auguste dalle quali la tua misericordia fa scaturire la vita delle anime, la vita del mondo e quella del Cielo.

Sii adorato, benedetto, compatito, amato, riparato nelle tue oblazioni di morte, o dolcissimo, benignissimo mio Signore! Intorno al tuo Cuore scaverò solchi profondi come intorno ai grandi castelli e vi porterò il tuo Sangue adorabile. Ah! se le anime vorranno ancora giungere a Te, offenderTi, tradirTi, se la mia anima cattiva e ingrata tenterà ancora ribellarsi a Te, venga impedito l'accesso e, travolti tutti, immersi nell'onda purificatrice e redentrice del Tuo Sangue divino, perdendo in esso la vita dell'orgoglio, della sensualità e della volontà, possiamo riacquistare quella della purezza, dell'umiltà, della carità per giungere a Te pieni di grazia e di amore, gloriosa conquista della Tua oblazione di morte! [...]

O Signore, sono tua da tutta la vita, ma giammai come ora ho inteso che cosa voglia dire essere tua per il Mistero del Tuo Sangue divino.

Ebbene, rispondo oggi a questo richiamo del tuo Cuore, sepolta in esso, nella ferita più profonda, rimanendo col desiderio e con la volontà, per tutta la vita, nell'atteggiamento di raccogliere l'ultima stilla del tuo Sangue divino; intendo, o mio Gesù, di consacrarmi perpetuamente ad esso come vittima della Tua oblazione di morte, piccola vittima segreta, intesa ad adorare, invocare, benedire, lodare e partecipare a tutti il Tuo Sangue prezioso. q. 37: 1 o novembre

 

303 Tenere aperta l'anima alle predilezioni

Non so se la Maddalena, prostrata a' piè della Croce di Gesù, abbia potuto baciare i piedi santissimi e posarsi con l'abbandono del dolore e dell'amore su quelle piaghe grondanti Sangue. Certamente ella si avvinse alla Croce, e le mani, il capo, la persona, tutto fu bagnato di Sangue, anche le labbra, gli occhi, la fronte, il volto!

Nello stesso atteggiamento, invocando lo stesso fervore e lo stesso amore, mi presento a ricevere Gesù.

C'è accanto a me, sopra di me la Vergine SS. e c'è pure Giovanni nella persona del Sacerdote che rinnova, celebra e distribuisce i Divini Misteri.

Se il mondo pensasse e gustasse la profondità, la sublimità, la grandezza di simili splendori! Se entrando nella casa di Dio e avvicinandosi all'altare o assistendo alla S. Messa, fosse animato dallo spirito di fede e contemplasse quello che la mia povera anima contempla e adora!

La contemplazione è visione, l'adorazione è amore e tutto questo, sublimato dalla fede, diventa vita spirituale, vita soprannaturale, vita di luce, di grazia, di verità, di santità.

Abbi pietà di me, o Signore, insegnami le tue vie e sostienimi nella tua vita.

Ai piedi di Gesù, in casa del Fariseo, la Maddalena ebbe il perdono dei peccati; a' piè della Croce ebbe le sovrabbondanze della redenzione nella vita di unione e di santità; a' piè di Cristo risorto ebbe la caparra della vita eterna con il dono dell'apostolato.

Vivere a' piè di Gesù, a' piè della sua Croce, a' piè del suo Tabernacolo, vuol dire tenere aperta l'anima alle predilezioni del Redentore e ricevere successivamente i doni sublimi della penetrazione nel Mistero, dell'unione alle sue oblazioni, della consumazione nella sua divina carità.

Non c'è atto di culto tanto gradito al Cuore di Gesù come quello di contemplare la sua Passione, adorare il suo Sangue, invocarlo, immergersi in esso per diventare strumento delle sue divine misericordie. q. 37: 11 novembre

 

304 Per vivere nel Sangue, bisogna essere puri

Il Sangue adorabile è la guida, la forza, l'aiuto, la luce, la porta reale e magnifica per cui la piccola anima entra nei segreti del Re a contemplare e gustare le meraviglie della vita soprannaturale, della vita mistica.

Per entrare o vivere in quel Sangue, che costituisce la vita del corpo mistico della Chiesa, bisogna essere puri.

Ogni elemento può concorrere alla formazione del sangue, ma quale purificazione prima di essere trasformato in materia così essenziale dell'organismo!

Così della povera anima: per diventare la piccola goccia del Sangue di Gesù, per vivere in Lui e circolare nel corpo mistico della Chiesa, deve essere piccola, pura, viva: piccola fino ad annientarsi, pura fino a perdere forma e consistenza, viva per essere facilmente trasformata in calore.

Con queste disposizioni, o meglio ridotta l'anima alla massima semplicità, accoglierà semplicemente, quasi naturalmente l'impulso della grazia che la guiderà nella vita intima di Gesù, nella vita della sua Chiesa, de' suoi Sacramenti, della sua volontà e della sua misericordia.

Essa potrà vivere così nelle intimità del Cuore, salire fino alla pupilla, palpitare nelle labbra, fluire e rifluire col ritmo della vita mistica in manifestazioni ancor più ineffabili di vita eterna.

Ma guai se la piccola goccia di Sangue accoglie il più piccolo atomo, sia pure invisibile, di materie impure!

Guai se essa vive a contatto delle corruzioni della terra! Quante sublimi verità e quanta efficacia nelle immagini che attraggono l'anima e che la riempiono di stupore e di commozione!

Immagini che non si possono nemmeno tradurre, poichè chi saprebbe intendere il mistero dell'amore di Gesù, la sua degnazione infinita nel far intendere che Egli stesso vivrà nella piccola goccia, che in essa stabilirà il suo dominio, che il suo Cuore, le sue labbra, le sue pupille manifesteranno la loro vita per mezzo della stessa goccia meschinissima?

Intendo però che Gesù, tanto più perfettamente vivrà in me quanto più perfettamente vivrò nel corpo mistico della Chiesa, che scorrendo nel corpo mistico di Gesù, a contatto delle altre gocce, la piccola goccia di Sangue potrà compiere un apostolato segreto, ma attivo e fecondo e la perfezione di questa vita sarà ottenuta e rassodata per mezzo della mortificazione, del nascondimento e dell'isolamento.

Devo perciò scegliere ciò che costa di più, ciò che riesce ingrato, gravoso, penoso: scegliere il ritiro per quanto è compatibile con i miei doveri, perfezionare la povertà dello spirito, la purezza del pensiero, la finezza della rettitudine.

Comprendo poi che la purificazione, la preghiera, il lavoro, il dolore, l'aridità, le pene, le prove, i sacrifici, le elevazioni, i richiami, i simboli, le immagini sono come altrettanti gradini per mezzo dei quali l'anima è condotta al Signore.

Sugli ultimi gradini della mistica scala il Signore la prende tra le braccia per elevarla, con la sua grazia e col suo amore, nel regno della luce e della sua vita divina. g. 37: 12 novembre

 

305 I mistici sponsali

Tra Gesù e l'anima è ora un flusso e riflusso di amore. L'anima riceve Gesù, Gesù accoglie in se stesso l'anima e nell'accoglimento reciproco, è un crescendo di vita soprannaturale, di vita mistica, di vita di unione.

Comprendo che, quanto più profonda sarà la mia vita in Gesù, tanto più reale ed efficace sarà la mia unione al corpo mistico della Chiesa.

Quali pensieri! Quale profondità! Quale altezza di Mistero! Il Sangue di Gesù mi rivela tutte le grandezze della sua vita umana e dispone l'anima a ricevere il riflesso ed a godere la virtù dei Misteri della sua vita divina.

Comprendo che l'anima che riceve Gesù nel Sacramento dell'Altare e si abbandona a Lui con atto di perfetto amore diventa la goccia del suo Sangue.

Non lo ha detto Lui, il Maestro?

«Chi mangia la mia carne e beve il mio Sangue, rimane in me e io in Lui» (Giov. VI. 57).

Allora effettivamente può dire di essere rigenerata, e si verificano le parole dette da Gesù a Nicodemo: «Dio ha così amato il mondo da aver dato il Figlio suo unigenito, affinchè ogni credente in lui non perisca, ma abbia la vita eterna».

Allora si compiono quelle di S. Paolo: «Con Cristo son confitto in Croce: e vivo non già io, ma vive in me Cristo».

Allora, piccola ma reale goccia di Sangue di Gesù, sono nuovamente da Lui trasformata per il bene dei fratelli concorrendo alla formazione del corpo mistico della Chiesa.

Il Sangue inizia, sviluppa e mantiene la vita fisica; esso dà il movimento alle labbra, alla mano, al piede, al cuore, l'accento alla parola, i fulgori alle pupille, lo slancio al pensiero.

Il Sangue di Gesù inizia, sviluppa e mantiene la vita mistica; esso dilata il pensiero, accende il cuore, illumina la mente, rende visibili e sensibili le cose eterne nel godimento della grazia, nell'accoglimento della verità, nello struggimento dell'amore.

Il Sangue di Gesù celebra realmente con l'anima i mistici sponsali nella effusione della più larga e generosa carità. E la povera piccola anima è tutta confusa, commossa dalla sovrabbondanza dei beni celesti, incapace di esprimere la grandezza delle divine misericordie.

Consacrando la mia misera vita al Sangue di Gesù, credevo di offrire dei doni, mi sono trovata invece in mezzo alle sue dovizie più meravigliose; credevo di rinunciare a qualche cosa, ho trovato invece il mio Tutto; credevo di raggiungere la meta di tanti sospiri, ho visto, invece, aprirsi una via nuova, larga, fulgida; credevo di compiere un dovere, invece ho compreso che si è effettuato il desiderio di Gesù; credevo di stringermi alla croce, invece mi son trovata immersa nella luce, nella grazia, nella carità, nella santità del mio Dio!

O misteri di Gesù! O bontà, o misericordia, o dolcezza, o potenza del suo Sangue!

Esso non solo avvolge il cuore con un mistico anello di Sangue, ma mi rimpie di Sangue gli occhi, le mani, il cuore, mi inebria, mi toglie la parola, la conoscenza, il senso umano e mi dà l'intuizione delle cose divine, l'adesione ad esse, mi sprona e mi trattiene, mi vuota e mi riempie, mi toglie ogni luce e mi dà la luce nella tenebra, mi sazia e nello stesso tempo acuisce la sete, mi ricolma di dolcezza e mi fa considerare come elementi necessari per la nuova vita soprannaturale tutte le pene e le sofferenze; mi sprofonda poi nell'abisso della mia miseria per elevarmi, come la piccola goccia sperduta nell'oceano, per il bacio del sole, fino agli alti spazi celesti.

Inebriata dal Sangue adorabile di Gesù, depongo a' piè della sua Croce i miei propositi, umili e semplici ma indirizzati allo scopo di tenere l'anima sempre pronta e aperta ai richiami della grazia. q. 37 : 13 novembre

 

1929

 

306 L'unico ristoro fu il Tuo Sangue

Hai veduto che l'unico ristoro nel cammino aspro e triste, l'unica bevanda, l'unica luce, l'unica speranza fu il tuo Sangue divino, prezioso, adorabile, potentissimo, sceso in me con la virtù e le dolcezze della vita superna [...]

O Sangue di Gesù, come sei potente, amabile, soavissimo! quanta pace infondi nelle anime, quante armonie dischiudi allo spirito, di quanti tesori non riempi il cuore!

O Tesoro il più prezioso e, apparentemente, il più negletto! o pegno di amore ineffabile, o sorgente di chiarissima luce, o ministro di grazia, di dolcezza e di tranquillità, scendi nell'anima mia e ispira il canto dell'abbandono, il magnifico canto che dal cuore e dal labbro sale con l'amore fino al cielo. q. 38: 22 marzo

 

307 Le anime vivono per virtù del Sangue

Il segreto della mia forza e della mia resistenza nel dolore è tutto nel Sangue di Gesù [...]

O Sangue di Gesù! O potenza, o grandezza, o misericordia del mio Dio!

Prostrata a' piè della tua Croce, dilato la fede, la speranza, l'amore; dilato la mente, il cuore, lo spirito e accolgo e raccolgo quanto più posso del tuo Sangue adorabile e lo verso così a piene mani, con grande fiducia, con grande gioia nel cuore della tua giustizia divina. q. 38 : 22 marzo

 

308 Lo smarrimento dell'anima nelle vie di Dio

Non è illusione la parola di Gesù.

Aprimi l'anima, o sorella, o amica, o sposa e verrò a rinnovare in te la mia immolazione.

La S. Comunione non è immolazione?

E quell'immolazione divina non rinnova nell'anima la Vita, la Passione, la Morte del mio Gesù?

E rinnovando nella povera anima questo Mistero sublime, non può espandervi ancora le più larghe e profonde testimonianze di amore?

E se Gesù compie un Mistero, non può concedere che l'anima gusti, comprenda e contempli i riflessi di questo Mistero di amore?

è così che intendo, che amo, che adoro, che invoco, che sento e usto e canto il Mistero del Sangue di Gesù!

E vero, ricevendo Gesù in me ricevo la sua Divinità, la sua anima, il suo Corpo e il suo Sangue.

Credo a questo Mistero, credo e darei la vita per attestarlo. Ma credo ancora che Gesù, entrando in un'anima, le si svela come vuole, la attrae con speciali richiami, la fissa su quegli splendori che Egli crede meglio, la immerge, la nutre, la riempie della virtù ineffabile del Mistero, così che l'anima stessa si vede e si sente orientata verso di esso da dover abbandonarvisi totalmente come non ci fossero altre vie, altri segni, altri mezzi, altri splendori più dolci, vitali e sublimi.

So che, pur credendo di dire cose nuove, non ripeto che quelle già manifestate altre volte sotto l'impulso dell'amore.

So però che, nonostante la mia debolezza, le infedeltà, i dolori, le prove, le vicende, le distrazioni della vita, la povera piccola anima è sempre più unita a Gesù, al Mistero della sua Passione, del suo Sangue; che anzi, quel Sangue è la luce dell'anima, il suo sospiro, il cielo in cui spazia, l'onda a cui si abbandona, la voce che la guida, il sorriso che la ricrea, la forza che la sostiene e la trasporta verso lidi remoti, fulgenti di bellezze sovrumane.

Gesù dunque orienta questa sua piccola anima verso le sue Piaghe adorabili e verso il suo Sangue divino, la inebria del mistico sapore, la inabissa nel Mistero e fa che si smarrisca per le vie spaziose della sua misericordia infinita.

Oh! come è consolante, giocondo e ineffabile lo smarrimento dell'anima nelle vie di Dio! Potessi, o Signore, perdermi in queste vie, e non ritornare mai più sui passi della mia povera vita umana! perdermi negli splendori del Mistero, nei segreti del tuo amore, nei reconditi disegni della tua volontà!

Potessi, almeno purificare il mio spirito, elevarlo, santificarlo a contatto delle tue misericordie di amore!

Potessi, se non intuire, adorare in ispirito e verità le operazioni ascose del tuo Sangue divino!

è il tuo Sangue che mi riempie di ardore, che suscita in me desideri sempre più accesi e audaci, che mi fa sperare contro ogni speranza, che mi fa vivere in un regno di giustizia e di pace e mi preludia il santissimo regno dell'amore.

O Sangue di Gesù, sii benedetto, adorato, glorificato! Tu compi nelle anime, nella mia poverissima, arcane meraviglie. Sento che la tua virtù mi ricrea, rigenera in me sensi nuovi, energie soprannaturali, palpiti, sospiri, abbandoni: sento che Tu mi dai una vita sovrumana, quasi lo spirito fosse libero dalla schiavitù del peccato.

O Sangue di Gesù, sii benedetto, sii glorificato!

Se tutti conoscessero la potenza della tua virtù! Essa investe l'anima e vi toglie non solo il peccato, ma altresì ogni reliquia del peccato ed ogni conseguenza e, nello stesso tempo, ripara le offese fatte al Padre, ripara le offese fatte a Gesù e allo Spirito Santo, ripara il tempo perduto, riconquista le ricchezze spirituali trascurate, ricompone la vita nella sua più perfetta essenza e la ordina secondo i disegni amorosi della Divinità.

O Gesù, lasciami dire quello che intendo attraverso questa corrente divina di amore.

è dottrina che nessuno può essere certo della propria predestinazione e io rispetto e venero tale affermazione.

Ma non è pur vero quello che ho compreso sotto la tua Croce, immergendomi nel tuo Sangue, nutrendomi di esso, consacrandomi tutta alla sua gloria, che vivendo nel tuo Sangue ho il pegno più certo della mia predestinazione?

Quanta luce scende dal Sangue a illuminare questa verità! O virtù eccelsa del Sangue del mio Gesù, perchè non mi è dato comprendere, rivelare e partecipare a tutti le tue meraviglie ineffabili? q. 38 : 23 marzo

 

309 O Mistero augusto

O Gesù, povera e miserabile creatura qual sono, mi affido, mi consacro e mi immolo al Tuo Sangue prezioso.

Esso è la mia redenzione copiosa, il mio talamo, il mio sostegno, il mio patrimonio inesauribile.

Il tuo Sangue è la mia vita ed esso opera in me le meraviglie degne del tuo amore.

E come il Sangue inizia, svolge e mantiene misteriosamente la vita umana, così, o Signore, comprendo che il tuo Sangue divino, sparso per me sulla Croce e che io raccolgo a' tuoi piedi, questo tuo Sangue adorabile inizia, svolge e mantiene in me la vita soprannaturale.

Il sangue dà fulgori alle pupille, movenze al labbro, soavità alla voce, slancio, vigore e maestà alle azioni umane.

O Signore Gesù, quanto più fulgore dà il tuo Sangue alle pupille della mia anima, quale estensione non dà esso all'impeto del cuore, all'ardenza dei desideri, all'intensità dell'amore!

è il tuo Sangue che suscita le generose dedizioni, che svela gli orizzonti della verità, le dovizie della grazia, le arcane sublimità dell'ascensione e dell'unione profonda.

Il tuo Sangue, o Gesù, inizia, svolge, mantiene e corona la vita mistica dell'anima.

Se i Santi hanno raggiunto la perfezione toccando le vette dell'amore, è perchè furono mistici del Sangue di Gesù!

Se la mia povera anima sente e gusta le arcane dolcezze della vita immortale, è perchè vive nel Sangue di Gesù.

O Mistero augusto! O dovizia inesauribile! O vincolo possente che ci rannodi all'eterna vita! q. 38 : 24 marzo

 

310 Ci hai redenti nel tuo Sangue

Dammi, o Signore, il senso delle tue ispirazioni di misericordia onde canti le grandezze, le meraviglie, la potenza, la virtù, la sublimità del tuo Sangue adorabile.

Dammi, o Signore, lume all'intelligenza, slancio al cuore, energia allo spirito. perchè tutto s'inchini al verbo ineffabile del tuo Mistero di amore.

Immergimi, o Signore, nell'onda purissima del fiume regale ch'io vedo discendere dalle altezze dei Cieli e fa ch'io attinga da esso la vita nuova, la vita vera, la vita eterna.

O irresistibile potenza che domini il mondo, le anime, e comprendi i misteri più eccelsi della sua bontà inesauribile; o potenza divina del Sangue di Cristo, traimi dietro la vestigia della sua suprema volontà, entra in me con la pienezza del tuo dominio, piega ogni palpito, ogni fibra ai disegni della tua provvidenza amorosa, vincimi, annientami, consumami in Te, per Te, nel più segreto, con frutti efficaci per le anime, con mirabili trionfi per la sua gloria.

O mio Gesù, vorrei superare tutte le anime nello slancio, nella sublimità, nella generosità di questa dedizione amorosa. Immolami per il tuo Sangue adorabile, consumami in esso, nel modo più degno dopo che l'anima avrà intuito il suo linguaggio profondo e accolto la sua grazia di salute e di santità.

O Sangue del mio Dio, Tu sei il medicamento per le mie piaghe, la luce che scaccia ogni tenebra, il cibo che ristora e rinvigorisce, il sostegno che avvalora, la guida che conduce a meta eccelsa, il balsamo che addolcisce ogni pena.

Tu sei il palpito, il cuore, la vita del mio Dio!

O Sangue di Cristo, o bevanda deliziosa, che inebri lo spirito e lo elevi nelle mistiche contemplazioni; o cibo divino, che hai in te stesso tutte le dolcezze della vita soprannaturale; o comunione ineffabile che ti compi nel segreto dell'anima facendole gustare visioni sovrumane; o Sangue di Cristo, sii benedetto, adorato, glorificato nei secoli eterni.

Io non voglio ripetere altra parola, né ricercare altre verità, né desiderare altro gaudio perchè il tuo Verbo è parola sostanziale, in esso sono raccolti tutti i tesori della sapienza, della misericordia e della bontà e in esso è pure la sorgente e il centro di ogni consolazione.

Il Sangue del mio Gesù è la medicina miracolosa che guarisce ogni malattia morale e spirituale: guarisce la superbia, la sensualità, la tristezza, fa scomparire la debolezza e l'incostanza; dà il senso della pace ineffabile e la forza e la grazia per compiere in tutti gli istanti, e con fervore crescente, i doni della perfezione religiosa.

L'anima rivestita di Sangue! chi può dire, o Signore, l'eccellenza di questa misericordia? Con quali accenti infuocati, con quali lagrime di amore la celebrerebbero i Santi?

Dammi, o Signore, i sensi umili, devoti, arcani, degni di così eccelso dono.

Ahimé! quanto è piccola, meschina, indegna l'anima mia di cose tanto sublimi! L'anima rivestita di Sangue! O Gesù, dicci piuttosto che il tuo Sangue adorabile riempie un solco profondo, che dà vita al nulla, che opera la più sublime creazione.

Nessuna frase, nessuna idea, nessun concetto risponde a questo grande atto di amore. L'anima è alle porte del Mistero! L'anima è assetata di Sangue e si presenta a Gesù con la più viva fiducia di riceverlo abbondantemente nella Santa Comunione. Il Sangue di Gesù accolto in me, penetrato non solo nelle fibre delle membra, ma nella vita del pensiero, in quella della volontà e in quella dell'amore è la più efficace preparazione all'incontro di Gesù nel momento della morte. Essa togliendo la scoria del mio fango, offrirà a Lui tutta la ricchezza del suo dono divino. Il Sangue di Gesù costituisce la vita e il movimento, l'attrazione, l'espansione, la dovizia, la potenza, la forza, la luce, la bontà, la misericordia del suo Cuore santissimo.

O doni sublimi! O misteriosi segreti della sapienza celeste! O splendori di eterna vita!

Come rendere ininterrotto l'accoglimento del Sangue del mio Gesù?

Interrompendo ogni relazione naturale, umana, sensibile con la vita terrena, nobilitando e santificando tutti i doveri che essa impone.

Come proseguire nel cammino misterioso delle attrazioni divine?

Con la virtù della confidenza e dell'abbandono.

Dammi la grazia, o Gesù, di raccogliere dal tuo labbro i canti gloriosi del tuo Sangue Divino.

Ma con quali espressioni li potrò ripetere?

Chi mai sa concepire la grandezza, la potenza, l'espansione, lo splendore di un tal dono?

O Gesù, Tu hai detto che sei venuto ad accendere il fuoco sulla terra.

Il Sangue adorabile è il fuoco che accende, infiamma, consuma e trasforma le anime. Dammi, o Gesù, questo fuoco divino. Tu hai detto, o Gesù: «Chi ha sete venga a me e beva». Il tuo Sangue è la sorgente inesausta dell'acqua pura, fresca, inebriante, che ristora, vivifica, feconda e porta alla vita eterna. Dammi, o Gesù, quest'acqua deliziosa.

Tu hai detto, o Gesù: «Quando sarò sospeso sulla Croce, trarrò tutti a me». L'attrazione è esercitata dal tuo Sangue divino che esce dalle innumerevoli sorgenti delle tue piaghe santissime.

O vita sovrumana!

Se conoscessimo i tesori racchiusi nel Sangue di Gesù! Non cercheremmo nella vita altra luce, altro conforto, altra speranza, altra gioia, altro amore; tutta la vita si sprofonderebbe in questo abisso di misericordia, non desiderando che annientarsi in esso. Il Sangue di Gesù è tutto a mia disposizione!

Non posso parlare alle anime, convertirle a Gesù? Porterò ad esse il suo Sangue prezioso.

Non posso recarmi nelle terre infedeli, nei deserti lontani, in cerca di anime? A tutto, però, dovunque e sempre posso partecipare la virtù del Sangue di Cristo.

Adorando il Sangue di Gesù, facendo mia dimora in esso, compio tutti gli atti di culto, assecondo nella forma migliore i desideri di Gesù, corrispondo a' suoi disegni di misericordia, mi getto al passaggio di una corrente impetuosa per essere trasportata in seno a Dio!

O Sangue adorabile del mio Gesù, dona alla mia mente la tua virtù redentrice!

O Sangue adorabile del mio Gesù, dona al mio cuore la tua virtù santificatrice!

O Sangue adorabile del mio Gesù, dona al mio spirito la tua virtù beatificante!

O Sangue adorabile del mio Gesù, effondi la tua virtù divina in tutte le anime, ma specialmente in quelle più lontane da Te, sepolte nelle tenebre della idolatria e della superstizione.

Illumina, ravviva e feconda ogni cuore, sicchè diventi un giardino fiorito dove Tu possa scendere a deliziarTi tra le fragranze soavi e le armonie vivaci dell'anima inebriata di Te!

O Sangue Divino di Gesù, sei la nostra vita nel tempo per donarci quella gaudiosa della eternità!

Se, durante gli ardori dell'estate, ogni mattina all'alba scendesse una pioggia ristoratrice sui campi fecondi di messi! Quale rigoglio e quale abbondanza di raccolti!

Ogni mattina, all'alba, nel campo della mia anima scende la mistica pioggia ristoratrice del Sangue adorabile di Gesù.

Oh! quanto provvidenziale, quanto benefica, quanto fruttuo

sa questa pioggia di amore e di misericordia!

Le piccole virtù si ristorano, i fiori si schiudono al suo bacio, i frutti delle opere acquistano freschezza e sapore e ogni germoglio di bontà, di purezza, di umiltà, di fervore acquista forza e resistenza, ogni elemento vitale diventa sorgente di nuove espansioni.

O mistica pioggia del Sangue di Gesù, scendi nella povera anima mia non soltanto all'alba di ogni giorno, ma in tutti gli istanti della giornata perchè ogni respiro ed ogni pensiero, ogni atteggiamento ed ogni speranza, la preghiera e il lavoro, l'unione e il Sacrificio, tutto sia purificato e santificato da questo lavacro di misericordia, tutto sia impreziosito e reso degno del mio dolcissimo Gesù.

Intendo che la mente, il cuore e lo spirito siano altrettanti calici composti dall'amore e ornati dalla devozione per ricevere il Sangue di Gesù.

Intendo altresì che la bocca, gli occhi e tutti i sensi e tutte le membra siano nella disposizione di riceverlo a tutte le ore, in tutti gli istanti così come accolgono i riflessi della luce, del suono, della brezza, della vita che li attornia.

Oh! La vita del Sangue di Gesù!

Esso ha operato fin dalla eternità la Redenzione operata nel tempo, la trasformazione e la santificazione, coronando questo lavoro di misericordia con il mistero della unione ineffabile.

Chi può dire i prodigi compiuti dal Sangue di Gesù nelle anime che vi corrispondono? Le operazioni amorose, mediante le quali porta l'anima alla perfezione di se stessa?

Ma chi potrà dire il suo lavoro di misericordia compiuto intorno alle anime onde siano degne di giungere, entrare, penetrare e vivere nella beatitudine eterna?

Entriamo con i nostri peccati, con le nostre miserie, con le nostre infedeltà, con le nostre ingratitudini, ma altresì con i nostri desideri, con le nostre speranze, col pentimento, con il dolore, con l'amore nel Sangue di Gesù e anticiperemo il tributo alla Giustizia Divina.

Facciamo il nostro Purgatorio sulla terra vivendo, pregando, operando nel Sangue di Gesù.

La parabola dei talenti ha per me la sua più alta significazione se la medito a' piè della Croce di Gesù.

La misura del Sangue sparso da Gesù per me e per tutti mi riempie l'anima di compassione e di commozione.

Che potremo dire al giudizio di Dio di questo talento prezioso offerto, prodigato per noi fino dal principio dei secoli?

O mio Gesù, perché la nostra vita non converge tutta la sua attività verso questo tesoro inesauribile da cui scaturiscono tutti i beni temporali e tutti quelli eterni?

Perchè non vogliamo arricchirci di questi beni inestimabili che ci avvicinano a Dio e ci rendono degni del suo amore?

Non c'è linguaggio al mondo che sappia esprimere e glorificare il Sangue di Gesù. Esso è la mistica perla, per acquistare la quale bisogna vendere tutto, la volontà, la libertà, la vita stessa, giacché, per offrire a noi si grande tesoro, Gesù ha sacrificato tutto: il regno celeste, la volontà, la libertà, la vita stessa.

Nel Sangue di Gesù è la sorgente della vita spirituale, della vita eterna.

Più mi nutro del Sangue di Gesù, più crescerà in me la vita spirituale e più gloriosa, più gaudiosa sarà per me la vita eterna. Nel Sangue di Gesù trovo le spiegazioni più forti, più elevate e più convincenti di ogni verità.

Nel Sangue di Gesù trovo la pace ineffabile, l'esperienza più vivida, l'amore più tenero e santo.

Il Sangue di Gesù mi distacca dalle cose create e mi congiunge a quelle eterne; mi mette in comunicazione con le anime del Purgatorio, con quelle degli spiriti celesti, con la Vergine Santissima, con l'anima, con il Cuore, con l'amore di Gesù!

Il Sangue di Gesù è l'artefice di ogni santità.

Il Sangue di Gesù è il mistico banchetto della dispensazione, sempre pronto, imbandito, gaudioso.

Partecipando ad esso, l'anima ha il più grande ed efficace ristoro: nutre la mente, il cuore, lo spirito; perfino le membra sentono una nuova vita di dolcezza, di pace, di ordine, di armonia.

Se tutto questo opera il Sangue di Gesù nella nostra vita terrena, miserabile e sensuale, che farà applicato alle Anime del Purgatorio, distaccate dalla terra, dai sensi, e dalla materia, pronte,

perciò, e meglio adatte a lasciarsi trasformare?

O Sangue di Gesù, delizia dei nostri cuori, abbi di noi pietà. Per ricevere in grande copia il Sangue di Gesù è necessario un profondo silenzio interiore.

Non chiedo che una sola cosa al mondo: di essere immersa e sommersa nel Sangue di Gesù, di vivere in esso e di morire per la sua gloria.

Tutti gli splendori del cielo, tutte le armonie della terra, tutte le bellezze della scienza, dell'arte, della civiltà umana, tutto è nulla al confronto della scienza, dello splendore, delle armonie, delle grandezze, delle ricchezze del Sangue di Gesù.

Il Sangue di Gesù è il mio amore. Il Sangue di Gesù è la mia vita. Il Sangue di Gesù è la mia gloria.

Lasciami cantare, o Gesù, le meraviglie del tuo Sangue adorabile!

Il Salmista ha celebrato le magnificenze della tua Divinità, della tua Santità, della tua Potenza e della tua Gloria: egli ha cantato la grandezza della tua Misericordia, l'ampiezza della tua Bontà, l'eccellenza della tua Verità, la dolcezza della tua Parola, la tenerezza del tuo Amore.

Con le sue parole inspirate e infuocate, io canto, o Signore, le grandezze del tuo Sangue adorabile!

Ho veduto come un fiume di purissime acque discendere dalle altezze dei Cieli. E mentre l'onda, fresca e limpida, scorreva impetuosa, portando dovunque la vita, mandava all'intorno, sprazzi di luce vivissima, la quale emanava altresì una forza di immenso calore.

Immagine stupenda dei mirabili effetti del Sangue di Gesù! Oh! Scendi in me, acqua purissima, che ha le sorgenti nello stesso Cuore di Dio; scendi in me, vivida luce, che rifletti gli splendori della Divinità; scendi in me, fiamma vitale, promessa, e portata da Gesù sulla terra per i cuori che vogliono vivere e morire nella grazia, nella salute e nell'amore.

O Sangue adorabile del mio Gesù, Ti adoro, Ti invoco, Ti desidero, Ti sospiro ardentemente nell'anima mia per nutrirmi di Te, per purificarmi, per rendermi degna della tua carità.

Deh! vieni e m'inebria, vieni e mi trasforma; vieni e donami i sensi, la virtù, la grazia di portarti nel Purgatorio tra le anime assetate della tua virtù redentrice.

Io intendo di versarTi abbondantemente sulle anime che mi sono care: sull'anima della Mamma mia e su quella della mia Venerata Provinciale.

O Sangue Divino, scendi e purifica, scendi e giustifica, scendi e abbella e salva e guida al Cielo quelle anime Sante!

O Sangue adorabile, mistero di giustizia e di perdono, di redenzione e di glorificazione, deh! avvalora i desideri di quelle anime sante e guidale al regno dell'amore. Amen!

Il Sangue di Gesù alimenta la fede fino a rendere visibili e sensibili i riflessi del Mistero, e l'anima vive in essi come in un'atmosfera divina.

Che importa se non sa né raccogliere, né comprendere, né manifestare simili meraviglie?

Basta che viva con libero abbandono di tutte le sue facoltà: saprà il Signore renderle nella vita eterna, in sostanza di amore, ciò che quaggiù fu esercizio di fede e di rinunzia.

Il Sangue di Gesù mi dà il lume per conoscere le cose di Dio in questa vita e prepara l'anima per l'accoglimento e la comprensione di quelle eterne.

La vita del tempo mi è data perchè possa arricchirmi del Sangue di Cristo: quale rendiconto se dimenticassi questa sorgente inesauribile delle dovizie divine!

La Passione di Gesù è il Mistero delle elevazioni sublimi. Vita della mia vita interiore è il Sangue di Gesù.

Esso compie nel più segreto operazioni incomprensibili che si riflettono però nell'anima con impressioni incancellabili.

Il Sangue di Gesù è il prezzo, il segno, il pegno della mia giustificazione.

Il Sangue di Gesù è il cammino luminoso, rapido, ascensionale verso gli splendori del Mistero.

Il Sangue di Gesù è la sorgente di ogni ricchezza spirituale, di ogni elevazione soprannaturale, di ogni grandezza morale.

O mio Gesù, voglio prepararmi il meglio possibile a riceverTi nella S. Comunione.

Intendo di riceverTi, o Gesù, col cuore fervente delle anime dei Santi, dei Sacerdoti, delle anime innocenti; col cuore delle anime che sono in Purgatorio e che comprendono l'eccellenza del Mistero; col cuore degli stessi Beati; col cuore della Vergine, col tuo stesso Cuore, o Gesù, il solo degno dei tuoi Misteri, dei tuoi sacrifici dei frutti sovrabbondanti della grazia. q. 38: 131 luglio

 

311 Che cosa ti renderò, mio Signore?

Che Ti renderò, mio Signore, per il cumulo de' tuoi benefici? Per la vita della grazia, per la vita soprannaturale, per la vita dell'amore, per la stessa tua vita effusa in me, comunicata, partecipata con la parola di verità, con la virtù dei Sacramenti, con la potenza e l'efficacia del tuo Sangue prezioso? [...]

Prenderò il Calice della salute, il Calice del tuo Cuore ricolmo del Sangue della Passione, ricolmo delle lagrime del tuo dolore, ricolmo del fuoco del tuo amore e invocherò il Nome santo di Dio.

Invocherò il suo Nome, benedicendo la sua grandezza, la sua sapienza e la sua carità, e invocherò ancora il tuo Nome, o Gesù, perchè scendano su di me i tesori della tua misericordia, le dolcezze della tua grazia e i meriti della tua Passione.

Invocherò il Nome santo di Dio, il Nome tuo, o Gesù, intendendo di lodarlo, benedirlo e adorarlo per tutti i popoli, in tutti i luoghi e per tutti i tempi.

Con il Calice di salute, unitamente al Sangue adorabile della tua Passione, offrirò, o mio Gesù, i miei voti al Sangue, al cospetto della Chiesa, de' tuoi Ministri, del Sacerdote scelto da Te per guidare, sostenere e santificare la povera anima mia.

E con i miei voti offrirò la vita, il tempo, la libertà, la volontà perché tutto sia consumato nel calice della tua carità e secondo la tua santa volontà. q. 38 : s.d.

 

312 Quanto Sangue bevuto in condanna!

Il Sangue di Gesù è nostro! portiamolo alle soglie dell'eternità e offriamolo a Dio per le anime che devono morire.

Quanto Sangue bevuto in condanna!

Mio Signore, illumina le nostre anime di questa grande verità. Il Sangue di Gesù sia la nostra giustificazione! q. 38 : 17 ottobre 313 Grazie dell'amore e del Sangue

Grazie, o mio Gesù, di questo dono sublime e impareggiabile che dà slancio e freschezza alla mia povera vita, preparando i semi nuovi per la vita eterna.

Grazie, o mio Gesù, dell'amore puro e forte scaturito dal tuo Sangue e grazie del tuo Sangue prezioso scaturito dal tuo amore. Immergimi sempre più in questo Mistero di misericordia, rendimi degna di gustarlo, di consumarmi per glorificarlo; rendimi degna di comprendere, di adorare e di celebrare i Misteri della tua Incarnazione divina!

Concedimi la grazia di compiere nel tempo il lavoro della mia santificazione per coronare di amore e di gloria il tuo Sangue prezioso nella eternità. Amen!

q. 38 : 31 dicembre

 

314 Tutto è frutto del tuo Sangue

Nel raccogliermi per i S. Esercizi, nel godimento e nella partecipazione di questa nuova e grande grazia di Dio, non so trovare né desiderare altro luogo più adatto, più santo e più fruttuoso per l'anima che il Tabernacolo di Gesù, donde Egli si manifesta con le grandi misericordie del suo infinito amore, nella immolazione di tutto se stesso, nella profusione del suo Sangue adorabile.

Potessi comprendere l'eccellenza di questo eccelso dono del Signore, effuso nella mia piccola anima con una larghezza e continuità inesprimibili!

Potessi corrispondervi con tutte le mie povere forze! Potessi dare il tempo, la volontà, la libertà, la vita: sì, la vita in mezzo ai più penosi tormenti per il Sangue adorabile del mio Gesù!

Non me lo ha Egli dato, non lo ha versato per me in mezzo ai più grandi tormenti? E tutt'ora, dal Tabernacolo, dall'Altare dove s'immola continuamente, non lo prodiga per me e per tutto il mondo, in mezzo agli strazi cagionati al suo Cuore dalle anime

cattive, ingrate, infedeli, traditrici?

O mio Gesù, non so pensare, non so parlare, non so meditare, non so invocare, adorare, amare che il tuo Sangue prezioso. Tutti i Misteri mi portano ad Esso quasi attingendovi la sanzione; tutti gli splendori della tua luce indefettibile, tutte le manifestazioni della tua carità, le infinite testimonianze del tuo amore, le provvide disposizioni della tua sapienza, le forze regolatrici della santità, le fiamme consumatrici della mia miseria, tutto ciò che vedo e sento in me di grande, di puro, nobile, santo, perfetto, immortale: tutto è frutto, merito, virtù e trionfo del tuo Sangue prezioso. q. 39 : 4 novembre

 

315 L'uomo sapiente

L'uomo sapiente, dice il Ministro del Signore, è colui che opera con riflessione, che contempla l'anima alla luce di Dio, che si studia di abbellirla, di perfezionarla, di santificarla.

E colui che in questa vita tende all'edilizio spirituale, nutrendo l'anima delle verità eterne, ispirando il cuore ai precetti del Maestro, riempiendo lo spirito di sapienza celeste attinta alle sorgenti vive delle piaghe di Gesù, al suo Costato che gronda Sangue, alla sua bocca divina che dà Sangue e parole, parole e Sangue. q. 39 : 5 novembre

 

316 Vendere tutto per comperare una stilla di Sangue

«Il regno dei cieli è simile ad un tesoro nascosto nel campo, che un uomo travatolo, tiene occulto: e tutto allegro di ciò, va, vende quello che ha e compra quel campo» (Mt. 13,44).

Quanta luce e quanto conforto per il mio spirito in questa parabola commentata con vivezza di fede e grande amore dal Ministro di Gesù!

Egli ha detto che il tesoro nascosto nel campo della Chiesa è la vocazione religiosa, e veramente, questo tesoro così prezioso e sublime è il dono più grande che il Signore abbia fatto dopo il Battesimo.

Ma se penso al tesoro nascosto, trovato nella vocazione stessa, al dono ancor più eccelso fattomi da Gesù con la manifestazione delle ricchezze del suo Sangue prezioso, con i beni spirituali e soprannaturali che scaturiscono dal Sangue stesso, allora devo convincermi che veramente il Signore ha usato con me delle predilezioni divine, movendo l'anima mia a corrispondervi per raggiungere i più eletti tesori del Cielo.

Trovato il tesoro, l'uomo del Vangelo vende tutto per comprare il podere, ma rinchiuse nel suo cuore il segreto della grande fortuna.

O Gesù, anch'io voglio vendere tutto; sì, tutto per comprare il mistico terreno delle tue Piaghe, del tuo Costato adorabile, del tuo Volto sfigurato, delle tue membra a brandelli per raccogliere i tesori che fluiscono da tante ferite con i rivi del tuo Sangue divino.

O Gesù, voglio vendere tutto, ma a Te, per comperare, se è possibile, una stilla di Sangue!

O misericordia del mio Gesù!

Ma se Lui mi paga perché io possa comperare tali dovizie! Se in pagamento mi dà se stesso perché io raccolga, ami, conservi, adori, celebri e glorifichi il suo Sangue. q. 39 : 5 novembre

 

317 Il peccato è nemico del Sangue

L'anima che vive nel Sangue di Gesù non può vivere nel peccato: il peccato è nemico del Sangue di Gesù e il Sangue di Gesù è, a sua volta, il nemico più formidabile del peccato stesso.

O lo cancella, o spinge l'anima a uscire da sé.

Ne viene di conseguenza che, se il peccatore si avvicina al Sangue di Gesù, trova tutti gli aiuti per comprendere il suo stato, per pentirsi, per liberarsi dalla colpa e per riacquistare la vita della grazia.

Quando poi l'anima non è in peccato mortale, ma ha tuttavia in sé la traccia e le conseguenze della colpa veniale avvertita, anche allora non può vivere nel Sangue di Gesù se non scende a conoscere la propria miseria, detestandola e facendo ogni sforzo per non ricadere.

Se poi l'anima si avvicina al Sangue di Gesù senza colpe volute o avvertite, allora, al solo appressarsi al Sangue divino, resta cancellata ogni macchia, tolto ogni languore, riparata ogni debolezza, riempito di luce, di grazia e di amore ogni solco.

E pensa se l'anima così avvolta dalle misericordie del Sangue divino si mantiene nello stato di purezza di fervore e di amore! Se poi quest'anima si mantiene poi libera nella vita, distaccata, pronta alle disposizioni di Dio, interessata di nessun altro bene all'infuori di quello che vuol dare a Gesù con la conversione delle anime e alle anime con la partecipazione del Sangue di Gesù!

Chi mi potrà distaccare dalla Croce, dal Sangue del mio Gesù?

Non le pene della vita, non la tribolazione, non la solitudine, né l'isolamento, non la debolezza, né la fatica, né il lavoro, né la gioia, né gli splendori del creato, né le meraviglie delle creature: nulla mi separerà dal Sangue del mio Gesù!

Se mi offrissero il mondo e tutte le bellezze che racchiude, se mi dessero tutti i tesori dell'arte e ancora la potenza del genio e lo splendore della nobiltà, se venisse offerto all'anima mia la gloria di tutte le opere umane, tutto cederei per una goccia di Sangue del mio Gesù, anzi per il solo riflesso di questo Mistero di amore.

E che sono mai tutte le cose più eccelse confrontate con il valore infinito del Sangue di Gesù? [...]

Mentre il Sacerdote diceva che il peccato è l'annientamento di ogni bene, Tu mio Gesù, andavi ripetendo nell'anima mia le espressioni più dolci e più forti: «Il peccato è l'annientamento del mio Sangue, che è il prezzo del mio amore infinito, della mia misericordia infinita, del mio martirio infinito» [...]

Il peccato è l'annientamento del Sangue del mio Gesù!... Mi rifugio nel Tuo Sangue prezioso: voglio riparare agli insulti che gli ho cagionato; voglio che abbia in me e da me tutto l'onore, tutto l'amore, tutta la gloria.

Voglio che esso trionfi sulla mia malizia, edifichi sulla mia miseria, operi sulla mia debolezza; che la vita che mi resta sia un omaggio alla sua grandezza e potenza, un olocausto di fede e di amore, una consumazione segreta ma intensa e rapida nel Mistero di questo Sangue adorabile, che è per me il centro della mia esistenza e la sorgente da cui deriva ogni bene. q. 39: 6 novembre

 

318 O Sangue, aspetto Te

O Sangue Divino del mio Gesù, aspetto Te, invoco Te: vieni, scendi nella mia anima. Vieni a purificare le membra, a santificare il pensiero, a dare forma, eccellenza, nobiltà e santità a tutto il mio essere. Scendi a creare in me un cuore mondo, la mente perfetta, lo spirito vigoroso e forte; scendi a infondere il senso delle sublimi cose celesti, a donare il sapore, il gusto delle cose immortali, a preparare sensi nuovi e parole nuove che sappiano intendere e conservare il Verbo adorabile del mio Gesù.

O Sangue di Gesù, avvolgi, penetra, sostieni e santifica questa piccola anima che aspetta Gesù, che vuole Gesù, che vive di Gesù. q. 39 : 7 novembre

 

319 O Sangue, sarai il mio Giudice

O Sangue del mio Gesù, Tu sarai il mio Giudice!

Abbi pietà di me: aiutami ora a comprendere la Tua virtù, a seguire i Tuoi richiami, a ricoverarmi nei Tuoi abissi, a dissetarmi alle Tue onde, a esaminarmi alla Tua luce, a rivestirmi dei Tuoi meriti, a seppellire in Te i miei peccati, ad attingere dalla Tua potenza i lumi, le ispirazioni, le risoluzioni per la nuova vita di santificazione e di amore.

O Sangue di Gesù, sii il mio giudice in questa vita: condanna pure le mie azioni, i pensieri, gli affetti, tutto quello che può dispiacerti; castigami con le Tue vendette, o meglio perdonami; medicami col Tuo balsamo, ricoprimi con i Tuoi meriti, avvalorami con la Tua santità, perchè come potrà giudicarmi Gesù se mi vedrà protetta, purificata e impreziosita da Te?

O Sangue di Gesù, prezzo di giustizia, prezzo di misericordia, prezzo di amore, abbi pietà di me!

Discerni la mia causa, giudicami sotto la Croce del Calvario, per liberarmi, per riunirmi a Gesù, per inabissarmi nel Suo amore sotto la Croce del Giudizio!

Sanguis Christi, purifica, santifica, inebria me et omnes. Amen! q. 39: 7 novembre

 

320 La S. Confessione, sorgente del Sangue

La S. Confessione è la sorgente vigorosa, reale, autentica del Sangue di Gesù.

Quante volte, presentandomi al Sacro Ministro e umiliando me stessa come fossi sul Calvario, a' piè della Croce, ho veduto scendere dalle mani del Sacerdote e dalle labbra che pronunciavano il perdono, la mistica pioggia di Sangue, redentrice delle nostre povere anime!

La S. Confessione è il Tribunale terreno dell'anima credente, è vero; è la cattedra donde il Signore effonde la pace nelle anime e, con essa, la sicurezza e la grazia; ma la virtù che accompagna

il perdono, la forza che rinnova l'alleanza e sostiene e guida nel cammino faticoso, è il Sangue di Gesù. q. 39: 7 novembre

 

321 Sangue di Cristo, salvami

Per il Tuo Sangue divino, salvami dall'inferno!

Per la virtù, per la potenza, per i meriti, per i diritti del Tuo Sangue prezioso, salva tutte le anime dai terrori dell'inferno. O Sangue adorabile del mio Gesù, mi rivestirò della Tua fortezza; mi nutrirò di Te a' piè della Croce, riempirò le mani, gli occhi, la bocca, il cuore, vivrò di Te stesso. Tu sii la porta misteriosa e possente che mi chiude l'inferno, ma sii ancora la porta magnifica e gaudiosa che mi apre il paradiso.

Sanguis Christi, salva me. q. 39 : 7 novembre

 

322 Nel Sangue, la vita della più alta spiritualità

La vita nel Sangue di Gesù è la più alta manifestazione della sua misericordia ed è altresì l'atto più gradito al suo Cuore. Nel Sangue di Gesù è la vita della più alta spiritualità, se l'anima giunge a comprenderla mettendosi nelle disposizioni della più profonda umiltà.

Nel Sangue di Gesù è il germe, l'alimento, lo sviluppo, il coronamento della vita dello spirito.

Saper trovare la via del Mistero, attraverso il Sangue di Gesù, è un dono gratuito del suo Cuore, una rivelazione della sua grande bontà verso le povere creature che eleva e rende degne di penetrare nei segreti della sua redenzione.

Chi può spiegare questo Mistero di amore? E chi può insegnarlo?

Chi può guidare ad esso e sostenere continuamente l'anima nelle altezze divine?

Felici le anime cui Dio chiama nelle tenebre della Passione di Gesù per unirle al suo Sangue, e per il suo Sangue alla sua Vita ed al suo Amore.

O mio Gesù, mi sento sempre più indegna di questa Tua inconcepibile misericordia! q. 39 : 8 novembre

 

323 Scendi, o Sangue

Scendi, o Sangue del mio Gesù, e penetra nelle mie pupille, nella mia bocca, nel mio cuore, in tutte le membra; entra, non

solo per imprimervi i segni della tua divina misericordia, ma per operarla, per portare con i miei poveri sguardi raggi di pentimento e di amore nel cuore dei peccatori, per portare con essi i frutti della tua redenzione in tutti i cuori, per parlare con le mie povere labbra il verbo della verità e compiere, con la mia povera vita i prodigi della tua divina potenza.

O Sangue del mio Gesù, vivi in me con la pienezza della tua vita divina! Amen! q. 39: 8 novembre

 

324 Vivere e morire dinanzi all'Agnello

I Beati stanno alla presenza dell'Agnello! Come mi conforta questo pensiero e quanto slancio dà al mio cuore!

Dinanzi a me, pure in questa misera vita, è la visione continua dell'Agnello Immacolato Cristo Gesù, ferito, immerso nel suo Sangue: è la visione della sua infinita misericordia e dei suoi disegni di amore per tutte le anime, è la visione magnifica del suo Mistero Augusto, al quale attrae e avvince il mio povero spirito.

Oh! io starò perennemente prostrata nell'abisso di questo Mistero.

Se non saprò comprenderlo, intenderò di adorarlo; se non potrò parlarne, vorrò immolarmi per Esso, vivere e morire dinanzi all'Agnello ferito, baciare le sue piaghe e abbeverarmi con fede, con speranza e con amore al gettito del Sangue prezioso.

q. 39 : 8 novembre

 

325 Stringerò tra le mani il vaso del Tuo Sangue

Ho invidiato l'ardore, la generosità, la finezza, la progalità di Maddalena nel vincersi, nell'umiliarsi, nello studiare il modo di giungere a Gesù e di onorarlo e manifestargli tutto l'amore.

Ho invidiato la forza, il sentimento, la magnanimità del suo cuore.

Però, contemplandola così delicata e così amorosa e sentendo in me vivo il desiderio di imitarla, mi sono vista tra le mani un mistico vaso, non di alabastro, ma di fattura celeste, non ripieno di essenza di nardo, ma contenente l'aroma più prezioso, il balsamo più efficace, l'unguento più soave: il tuo Sangue divino!

O mio Gesù, io stringerò tra le mani il mistico e prezioso e divino vaso del tuo Sangue, non lo spezzerò. L'ho già ferito purtroppo con i mei peccati, ma da quella ferita esce la fragranza che avvolge la tua carità e quella altresì che avvolge la mia miseria.

Sii benedetto adorato, amato, compreso, o Cuore di Gesù, sorgente e vita del tuo Sangue adorabile.

Sii benedetto adorato, amato, compreso, o Sangue di Gesù, virtù, grandezza e vita del tuo Sangue.

In questa virtù e in questa vita consuma la mia poverezza onde io viva per Te, nell'intima unione di amore; meglio, nell'intima unione a' tuoi dolori, perché essa sola mi frutterà la conquista dei doni celesti. q. 39: 8 novembre

 

326 L'anima mia è un campo esteso

O mio Gesù, l'anima mia è proprio così: un campo esteso, perchè la vita fu lunga; un campo che accolse molti semi, ma lavorato male, meglio, sciupato da mano inesperta, dalla mia povera e cattiva volontà.

Nella tua misericordia, che non ha limiti, vai ripetendo: «dona a me completamente questa volontà; in un istante riparerò a tutto, rinverdirò ogni pio desiderio, ogni seme darà il suo frutto e la terra della tua anima, bagnata dal mio Sangue, diverrà sorgente di floridezza per te e per gli altri. Ma dammi codesta tua volontà, tutta, non per gli interessi della tua vita, ma per quelli del mio Sangue. q. 39 : 9 novembre

 

327 Quanti debiti ho verso la Vergine!

Maria è la corredentrice; essa ci offre Gesù, ci porta a Lui, ci ottiene da Lui le misericordie ineffabili e, raccolti sotto il suo manto, effonde nell'anima nostra i sensi di Gesù, la sua grazia, il suo amore, la sua vita.

Quanti debiti ho io verso la Vergine! [...]

Ella ha cambiato il sangue delle mie vene riempiendole del Sangue di Gesù.

Ella mi ha abbeverato alle sorgenti inesauribili delle sue piaghe, dando al mio povero cuore, alla mia mente, ai miei sensi la vita nuova, vigorosa e immortale della vita divina. q. 39: 9 novembre

 

328 Vedo e sento la grandezza del tuo Sangue

Oggi l'anima è ritornata pura come quella di un fanciullo appena tocco dalle acque battesimali, oggi questa povera anima vede più chiaro nei tuoi Misteri, sente più vivamente la grandezza della vita soprannaturale e contempla con più vivo senso di amore gli splendori del tuo Sangue divino.

Santa Teresa sentì nella sua bocca l'ardore di questa fiamma divina, senti il sapore di questo cibo celeste, dono sublime, ben degno di quell'anima eletta.

O mio Gesù, non ti chiedo simile privilegio, non ti chiedo né segni, né visioni, né previsioni, giacché per opera della tua misericordia infinita, pure circondata di tenebra, vedo e sento tutta la grandezza e l'eccellenza del tuo Sangue, mentre con parola di amore, raccogliendomi nel tuo Cuore come una piccola radice spoglia di ogni bene, ma vitale per il tuo contatto, mi vai ripetendo: bevi abbondantemente, bevi a sazietà!

La Vergine pare incoraggiare lo spirito tremebondo dicendo: bevi, è il mio Sangue!

Gli Angeli, i Santi, i Beati esclamano: adora, ama, glorifica il Sangue di Gesù!

Le anime del Purgatorio pregano: attingi abbondantemente e versa su di noi la pioggia ristoratrice e risanatrice.

Da lontano, le anime degli infedeli e quelle dei peccatori gridano: porta anche a noi il refrigerio e la vita.

Nessuna penna, nessuna parola, nessun quadro potrebbe rappresentare questo magnifico dono perchè dice Gesù nessuna mente umana ed angelica potrà né intuire, né gustare, né comprendere le grandezze e le magnificenze del mio Sangue.

g. 39 : 10 novembre

 

329 La vita nel Sangue è il mistico sposalizio

La vita nel Sangue di Gesù è il mistico sposalizio compiuto nelle profondità del Mistero, suggellato da Gesù con ascensioni inesprimibili.

Gesù mi offre, non soltanto un mistico anello, ma attrae l'anima ad un celeste banchetto nel quale, donando se stesso, penetra nell'anima stessa e la fa salire in proporzione della discesa che essa raggiunge con l'umiltà e l'abbandono.

In questa mistica unione l'anima comprende che l'unico mezzo per corrispondere a così eletti doni del cielo è la rinunzia di sé, alimentata dalla sete di patimenti, dalla sete di ritiro e di silenzio.

Comprende che i raggi di luce e di amore che partono dalle piaghe adorabili di Gesù, dal suo Sangue divino sono fulgenti come quelli che partivano dalla persona adorabile di Gesù, inebriando S. Margherita.

Comprende che le attrazioni continue e amorose verso questo Mistero ineffabile diventeranno un giorno irradiazioni potenti per la conversione delle anime.

Comprende che non c'è preghiera, né azione, né sacrificio, né atto, né olocausto più gradito al suo cuore di quello del suo Sangue divino e che, in quel Sangue sono tutte le magnificenze della sua santa umanità.

Vorrei, o Gesù mio, partecipare a tutte le anime, almeno a quelle che mi sono sorelle, tutto l'amore e tutta la devozione verso il tuo Sangue divino.

Ah! se il nostro piccolo Istituto fosse degno di dare al mondo lo sviluppo della devozione verso il Sangue preziosissimo di Gesù! Se la piccola anima potesse immolare se stessa per diventare la radice iniziale di codesto mistico albero di vita, sotto le cui ombre ripareranno un giorno tutti i popoli della terra!

O Gesù, che m'importa seppellire la vita, le mie energie, i miei desideri e le mie speranze; che m'importa patire, soffrire e morire se potrò guadagnare al tuo Cuore la gloria del tuo Sangue divino?

1 miei poveri desideri, in apparenza infruttuosi, sembrano cari a Gesù perchè mi fa comprendere cose sublimi.

Mi fa comprendere che il mistico sposalizio del Sangue mette alle soglie dell'eternità perché, se l'anima è così avvinta alla vita di Gesù, penetra nelle meravigliose profondità del Mistero: quasi immersa nella luce sovrumana, acquista le intuizioni speciali che le fanno pregustare l'eccellenza della vera vita immortale.

Non m'inganno. Sento che queste ascensioni sono compiute dal Sangue di Gesù e che, corrisposte dall'anima fedele, libera e spoglia di ogni cosa terrena, la porteranno a unirsi in modo soprannaturale al suo Cuore Divino.

Il nuovo regno si avvicina: è il regno del Sangue di Gesù. Per giungervi tutte le vie sono buone; perfino l'ignoranza, la miseria, la debolezza, il peccato; sì, anche il peccato, riconosciuto e pianto, porta alle soglie di questo regno di amore.

Per entrare in questo mistico regno non è necessario che il desiderio; per appartenervi basta la buona volontà.

Il regno di Dio si avvicina, auspice il Sangue di Gesù. Voglio accostarmi ad Esso, accostarmi alla luce fino ad esserne bruciata. Amen! q. 39: 12 novembre

 

330 Santi propositi

Mi ricorderò che l'edificio della mia santità esige la distruzione del mio egoismo, atti di perfetta uniformità alla volontà del Signore, unione intima con Lui, tutto cementato dal suo Sangue prezioso.

Procurerò di distaccarmi da tutto quello che mi circonda e da quello che è in me stessa, per consacrare la mia vita interiore alla contemplazione del tesoro divino del Sangue di Gesù, che è in me, che scende continuamente in me, e che io devo far fruttificare. Domine, adjuva me! q. 39: 12 novembre

 

331 Scambio d'amore sotto la Croce

Santo ritiro a' piè della Croce di Gesù.

Non c'è trono più alto, né sfera più fulgida, né sorgente più limpida, né fuoco più vivido ed espansivo della Croce di Gesù. Insegnandomi ad annientare la mia superbia, essa mi eleva verso il mio Redentore, mi avvolge di luce, mi dilata il cuore, lo accende, lo infiamma, lo consuma di celeste carità.

Che cosa posso volere, cercare, amare all'infuori della Croce di Gesù?

Quale tesoro più prezioso, quale libro più divino, quale canto più sublime, quale pegno più efficace della mia redenzione? Non è la Croce di Gesù che mi sostiene nelle mie debolezze, che mi ristora ne' miei affanni, mi accoglie, mi stringe a sé, mi inebria di sé, mi nasconde nei suoi fulgori, mi riempie de' suoi lumi, mi attrae, mi trasforma, mi rigenera alla vita della grazia, per rendermi degna della vita della gloria?

La Croce di Gesù è la margherita preziosa per acquistare la quale debbo vendere ogni cosa, vendere ciò che è fuori di me e mi occupa, ciò che è in me e mi lega. Debbo vendere la gioia, il dolore, la soavità e la tempesta, la pace e la tribolazione, tutto devo vendere per acquistare la Croce del mio Gesù; vendere il tempo e la libertà, i desideri e le speranze, la vita e la morte. Come, o Signore, dove, o Signore, si compie questo scambio tutto di amore?

Sotto la Croce di Gesù, immergendosi nel suo Sangue Divino, seppellendosi ognor più nell'abisso del Mistero, nelle profondità della misericordia, nelle ampiezze dell'amore.

L'anima che più si perde nei domini del suo Dio, che meglio si abbandona alle sue attrazioni amorose, è quella che più partecipa delle armonie della grazia, delle dovizie della Croce e degli splendori della verità.

L'anima che vive stretta alla Croce di Gesù sente e gusta il suo linguaggio divino, lo penetra, lo trasfonde, lo perenna in sè e negli altri.

La Croce di Gesù addita verità eterne, promesse infallibili, conquiste meravigliose ed eterne.

O Signore, che merito può avere la mia povera anima per sentirsi così attratta al Tuo Legno adorabile?

Chi mi ha insegnato questa via e mi tiene fissa a questa eccelsa Croce donde Tu manifesti gli splendori della tua carità?

Che posso fare per corrispondere a questi tuoi disegni di amore?

O Gesù, che importa a me la vita del tempo, la vita della mente, del cuore e dello spirito, se questa che mi largisci dalla Croce è così soave, feconda, gaudiosa?

Che importa se intorno a me e dentro di me c'è la tristezza, il pianto, la tribolazione, il sacrificio e il dolore?

La mia gioia, la mia brama, la mia beatitudine, la mia ricchezza, il mio titolo, il mio premio è la Croce di Gesù. q. 1 : 3 maggio

 

332 Accogliendo il mio cuore ferito...

Accogliendo in te il mio cuore ferito, sanguinante, così come lo hai veduto parecchie volte in questi giorni, tu renderai atti di culto graditi al Padre celeste, per essi verrà accresciuta la sua gloria, manifestando Egli la sua Sapienza e Potenza nell'ottenere grandi cose da uno strumento vile come sei tu.

Accogliendo questa misericordia intendo sempre il mio Sangue sparso per l'umanità concorrerai a consolare e a liberare le anime del Purgatorio, non spegnendo il fuoco che le purifica, ma aumentando la forza d'intensità di quel fuoco onde la fiamma affretti la consumazione di ogni scoria e perciò la purificazione.

Accogliendo in te questa mia misericordia, giungerai a penetrare nelle anime dei peccatori movendole a penitenza e rendendole accette al Signore.

Pensa che la tua preghiera, il tuo pensiero, le tue azioni, tutto riuscirà efficace e accetto al Padre siccome tutto viene impreziosito dal mio Sangue. E non dirmi che queste misericordie sono degne dei grandi Santi. q. 1 : 2 novembre

 

333 Chi mi separerà dalla carità di Cristo?

«Chi mi separerà dalla carità di Cristo? diceva S. Paolo Forse la tribolazione? forse l'angustia? forse la fame? forse la nudità? forse il pericolo? forse la persecuzione? forse la spada?»

La piccola anima, chiedendo una favilla dell'incendio che ardeva nel cuore dell'Apostolo, chiede a se stessa e a tutte le cose che la circondano: Chi mi avvicinerà alla carità di Cristo? chi mi unirà? chi mi consumerà nella carità di Cristo?

E sente la risposta sulle labbra di un altro Apostolo: «O crux, ave, spes unica».

è la devozione alla Croce che mi unisce alla carità di Cristo, è l'unione alla Croce che mi consumerà nella carità di Cristo. Ma dove attingere la devozione e l'amore, dove imparare l'unione se non dal Sangue di Gesù?

Esso mi dà la visione luminosa della Sapienza della Croce, mi spiega il valore della Croce, mi addita i tesori della Croce, mi porta a' piè della Croce, mi stringe ad essa, mi rende partecipe dei frutti di essa e mi promette quelli immortali.

Chi mi avvicinerà alla carità di Cristo?

Il Sangue di Gesù! Esso produce la carità, la infonde nelle anime, la mantiene, l'accresce, la perfeziona [...]

Sia benedetto Gesù che mi dischiude un lembo misterioso del suo regno di misericordia.

«Sono venuto Egli ha detto a portare il fuoco sulla terra, e che altro desidero se non che si accenda in tutti i cuori?».

Il fuoco misterioso è il suo Sangue divino che, sgorgando dalle sue piaghe, scende ad infiammare le anime prostrate a' piè della Croce.

Incendiami, o Gesù, con queste tue fiamme divine, consumami e avrò la carità, e vivrò nella carità, e risorgerò nella carità. Mio Dio, non ti chiedo la vita della carità nel tempo, ma quella della eternità; non voglio l'amore sensibìle, ma quello soprannaturale che si riveste de' tuoi splendori e vive della virtù del tuo Sangue, per tutti i secoli. Amen! q. 1 : 30 novembre

 

334 Il trionfo della Croce Il trionfo della Croce.

Affretta, o Signore, ìl trionfo dì Gesù, ìl trionfo della sua Croce, così dimenticata, trascurata e vilipesa; il trionfo della sua gloria nella Croce, il trionfo della nostra gloria per la Croce.

La Croce mi ricorda, è vero, i miei peccati; mi ricorda che io stessa l'ho composta con la mia sensualità, con la vanità, con l'orgoglio.

Ma Gesù l'ha abbracciata con amore per me, vi ha comunicato la sua carità e la sua misericordia, l'ha rivestita e penetrata col suo Sangue. Che questo Sangue adorabile penetri e ricopra la mia poverissima anima.

O mio Gesù, che vedo mai?

I miei peccati, la mia natura corrotta, le mie azioni, ogni espansione della mia vita umana, tutto è come ricoperto da un'onda vivida di luce e di Sangue che purifica, feconda e alimenta una fioritura meravigliosa!

Passando a traverso il Sangue di Gesù tutto viene trasformato e impreziosito.

Oh! chi comprenderà questa misericordia di Gesù? I prodigi compiuti dal suo Sangue? Quelli che opererebbe se lo seguissimo nei suoi trasporti di amore!

Se un'onda sonora raccolta da una stazione sperduta nella Siberia lontana, ha lanciato il grido di soccorso e ha salvato i naufraghi doloranti nei ghiacci del Polo, che farebbe la voce del Sangue raccolta nelle piccole anime e lanciata in quelle lontane e sperdute tra i ghiacci della incredulità e del peccato?

Perchè non tutti comprendono le meraviglie operate dal Sangue dì Gesù? Perchè non parliamo sempre di questo Mistero di amore? Perchè non sacrifichiamo la vita per esaltarlo?

Dopo la mia morte, qualcuno raccolga questo ricco patrimonio di grazia e lo distribuisca e lo partecipi alle anime! Amen! q. 1 : 1 dicembre

 

1930

 

335 Se potessi raccogliere tutto... del Sangue!

Se potessi raccogliere tutto ciò che passa per l'anima a contatto del Sangue di Gesù!

Comprendo ora il significato delle parole di S. Giovanni: «Tutta la terra non potrebbe contenere tutti i libri che sarebbero da scrivere» intorno alle cose fatte da Gesù durante la sua vita nel mondo.

E come potrebbe contenere quello che continua ad operare nelle anime che Lo amano, Lo seguono e vivono unite a Lui nutrendosi alle sorgenti del suo Sangue prezioso? q. 40: 1 gennaio

 

336 Il Nome di Gesù e il Sangue prezioso

Il Nome di Gesù pronunziato dall'anima mentre adora il Sangue prezioso nel quale si sente immersa ed alla cui virtù si abbandona con tutte le energie dello spirito!

Chi può dire simili segreti e l'intimità di così celestiali rapporti?

Il Sangue divino le insegna a pronunziare il Nome adorabile, e il Santissimo Nome di Gesù la rende capace di ricevere in larga misura il Sangue prezioso.

E questo mistero di infinito amore avvolge l'anima con tale dolcezza e soavità da renderla come insensibile alle cose passeggere della vita, solo intenta a quelle interne che sono il riflesso delle sublimi cose celestiali. q. 40 : 9 gennaio

 

337 Venga il regno del tuo Sangue

Venga il Tuo regno, o mio Gesù, venga il regno del Tuo Sangue nel mondo, in ogni anima, nella mia specialmente.

Per l'avvento di questo Tuo regno, offro tutta me stessa, mi nascondo in Te, mi seppellisco nelle profondità del Mistero, rinunzio a tutto, anche alla gioia di comprendere queste sublimi cose che si compiono nel più intimo, purchè il Mistero del Tuo Sangue sia conosciuto, adorato e glorificato.

Venga il regno del Tuo Sangue e stabilisca in me e in tutti i cuori il regno della giustizia, della purezza, della pace, della verità, della carità, della sudditanza vera, amorosa, perfetta. q. 40: 17 gennaio

 

338 Devo prepararmi alla vita del Cielo!

Devo prepararmi alla vita del Cielo! Come uno, invitato alla reggia, deve studiare l'etichetta di corte, così ancor io devo chiedere a Gesù che mi insegni a prepararmi al banchetto celeste. Come mi presenterò al Padre che sta nei Cieli e domina tutte le cose? Che gli dirò? Dove troverò gli accenti per parlargli? Con quali pupille Lo contemplerò? Quale palpito di amore sarà degno di Lui?

L'anima non dovrà che tuffarsi nel Sangue di Gesù per attingere tutti gli elementi della nuova vita. Esso diventerà la sua voce, la sua bellezza, lo splendore del suo sguardo, la vita del suo cuore, il titolo al premio celeste, il diritto alla figliolanza di Dio. q. 40 : 19 gennaio

 

339 Se sapessi invocare il Santo Nome!

Invocando il S. Nome di Gesù, invoco il mio Redentore. La Redenzione di Gesù è la mia salvezza, la via luminosa e fiorita per la quale ascendo al Cielo.

Invocando il S. Nome di Gesù invoco i meriti della sua Redenzione, la virtù, la potenza del suo amore.

Ma sopra tutto invoco il suo Sangue adorabile che compendia tutti i beni del Cielo e tutti quelli della terra.

Che cumulo di grazie se sapessi invocare il Santo Nome di Gesù con questi santi desideri! Ma sopra tutto se sapessi vivere in modo da essere degna di invocare tal Nome. q. 40: 23 gennaio

 

340 Devo sapere immolare me stessa

Per le opere esclusivamente di Dio occorre che l'anima sacrifichi anche il gusto di comprendere, la soddisfazione di vedere, la gioia di sapere in qual modo avanza. Abbandonata ormai ai Misteri del Sangue del mio Gesù, devo sapere immolare me stessa nella forma più concreta, continua e amorosa. q. 40 : 26 gennaio

 

341 Gesù Si immola per noi ininterrottamente

Ogni mattina, al momento della Elevazione, dico a Gesù: Concedimi, o Signore, che io venga ad incontrarTi alle soglie della eternità.

Concedimi la forza del volo, l'ardore della speranza, il fuoco della Carità.

Stamattina, ripetendo la stessa preghiera, ho avuto, non so come chiamarlo, una intuizione profonda della carità di Gesù e una visione chiara e ammirabile della sua misericordia.

Mentre Gesù varca le soglie della Eternità e varcare le soglie della Eternità significa tutto il Mistero della Redenzione per discendere tra noi sull'Altare del Sacrificio, alle soglie della Eternità incontra le anime che ritornano al Padre mercé le opere, i meriti e il Sangue della Redenzione.

Che visione stupenda! Che incontro!

Quali parole non dice Gesù alle anime poverelle che, impaurite della propria miseria, salgono verso la luce!

«Io vado a immolarmi per voi! Portate al Padre i meriti della mia immolazione, della mia vita e della mia morte».

O Misteri sublimi di misericordia infinita!

Ogni giorno muoiono circa centomila persone, e sugli Altari si compiono più di trecentomila Sacrifici.

Gesù si immola per noi ininterrottamente, con la potenza, i meriti e l'intercessione della stessa Morte del Calvario.

Perchè tutti gli sguardi e tutti i cuori non sono rivolti all'Altare? Perchè non ci eleviamo al di sopra delle miserie terrene pensando agli splendori celesti? A ciò che si compie in noi e attorno a noi dalla sapienza e bontà del Signore? q. 40: 27 gennaio

 

342 O Sangue di Gesù, dissetami

Ogni parola di Gesù è una vera creazione.

Non so né spiegare, né comprendere simile verità, ma sento che è così sublime da meritare tutta la nostra considerazione e devozione.

Che sono mai tutte le pene della vita in confronto della gioia di poter recarci a' piè degli Altari per trattenerci in colloquio con Dio?

Non dalle mie energie ma dalla tua misericordia, o Signore, va crescendo in me la sete del tuo Sangue.

Invano tutte le onde misteriose giungono a quest'anima poverella; invano le mie mani portano alla bocca fiotti di Sangue; invano gli occhi, le labbra e tutte le mie membra sono ricoperte di Sangue; la sete cresce ognor più, abbrucia e divora tutto il mio essere. O Sangue di Gesù, dissetami saziami!

Il grande segreto è che ogni movimento compiuto nel Sangue di Gesù opera prodigi di amore.

Come le onde concentriche, prodotte per il più piccolo movimento, vanno dilatandosi ognor più e non s'arrestano se non per comunicare sempre più estesamente il loro moto, così ogni desiderio dell'anima, ogni sentimento di amore viene comunicato, per mezzo del Sangue di Gesù, alle anime più lontane e sconosciute.

Chi può dire la sapienza, la grandezza della misericordia di Gesù? q. 40 : 30 gennaio

 

343 Quale grazia fluisce dal S. Nome!

Quanta grazia fluisce dal S. Nome di Gesù!

Per essa l'anima è attratta ripetutamente, insistentemente al Sangue, chiamata ad avvicinare le labbra al Calice divino.

In questa unione di amore essa beve continuamente la vita della Passione, che è vita di chiarissima luce e di altissima carità. Contemplando il Crocifisso e le sue Carni sanguinanti, l'anima ha sentito ripetersi da Gesù: Vedi come è alzato da terra il mio Corpo, come è straziato e come è insultato! Contempla questo Mistero di dolore e di amore e poi rifletti a' tuoi piccoli patimenti e vedi se reggono al confronto della mia immolazione.

Tu mi hai detto che è tempo che io tratti te con la stessa tenerezza che ho usato alle anime a me più care.

Ebbene, tutto quello che giunge al tuo Cuore con le stimmate del dolore è segno del mio più grande amore. Non trattai diversamente i miei amici più cari. Se intendi questo linguaggio, non avrai altro desiderio all'infuori di quello di patire con me e per me, e questo desiderio è il frutto del mio Sangue e il segno che avanzi nella via del Mistero. q. 40: 31 gennaio

 

344 Voglio patire per amore di Gesù

Voglio patire per amore di Gesù, per amare Gesù, per compiere i suoi desideri, per cooperare alla sua Divina Redenzione, per rendermi sempre più degna del suo Sangue prezioso. Comprendo ora perchè devo patire.

Perchè non è possibile vivere nel Sangue di Gesù senza patire. Il patimento è la partecipazione alla vita stessa di quel Sangue divino, è l'alimento, l'elemento essenziale per avanzare nel mio cammino tanto misterioso. q. 40: febbraio

 

345 Non si conosce il Sangue di Gesù

Adoro i tuoi Misteri e invoco la grazia che da essi discende avvolgendomi come in una atmosfera divina. Aiutami a ricavare profitto da queste tue tenerezze di amore.

Il Battesimo ci toglie il peccato originale e ci restituisce la grazia di Dio ammettendoci alle soglie della eternità, ma il Sangue di Gesù purifica e santifica il cuore, le membra, lo spirito e trasporta nella eternità.

Non si conosce, né si apprezza il Sangue di Gesù!

Finchè i Sacerdoti non predicheranno con più insistenza la efficacia del Sangue di Gesù e il popolo non lo invocherà con fede e amore, il mondo non si riscuoterà dal suo torpore, né si arresterà sulla china che lo conduce al precipizio. q. 40: 3 febbraio

 

346 ... e ne uscì Sangue ed acqua

Leggendo le parole dell'Apostolo: «Uno dei soldati aprì con una lancia il fianco di Lui e subito ne uscì sangue ed acqua» (Gv 19) esclamo:

O mano crudele, sii benedetta.

O lancia crudele sii benedetta! Tu hai aperto il Costato di Gesù, tu hai squarciato il suo Cuore adorabile e dischiusa la sorgente inesauribile dell'amore eterno!

O lancia crudele, sii benedetta!

Non canta anche la Chiesa «felice la colpa che ci diede il divino Redentore?».

O Misteri di infinita misericordia!

Il trionfo del Sangue di Gesù si compirà e si perpetuerà. Ma come ti contempleremo, o Signore, in questo Mistero augusto? Il tuo Sacro Cuore fu presentato alle anime sormontato da una croce, avvolto da una corona di spine, circonfuso da una mistica fiamma, simboli meravigliosi atti a denotare l'amore e il dolore, l'immolazione e la dedizione!

Ma chi potrà riprodurre, sia pure con tutte le ispirazioni della pietà e i mezzi dell'arte, in un modo degno di Te, gli altissimi Misteri del tuo Sangue?

O mio Gesù! Se tu mi precedi nella via del mio piccolo Calvario, vedo le tue orme segnate di Sangue: ogni passo è un'effusione di carità.

Se stendi le braccia per avvolgere la mia piccola anima nel tuo amplesso di amore, dalle mani adorabili scendono fiumi di Sangue.

Se Tu mi guardi con le tue pupille divine, esse appaiono velate di Sangue e di Sangue sono cosparsi i tuoi capelli.

Se Ti chini amoroso sulla poverezza della mia anima, le tue labbra non danno che Sangue, più Sangue che parole!

Se mi schiudi il petto e mi attrai, per la ferita del Costato, al Cuore Santissimo, esso mi appare come una sorgente esuberante di Sangue.

Che dico di questo Mistero? Chi mai potrà significarlo? Chi potrà scolpire lo splendore della tua persona divina circonfusa di Angeli dalle grandi coppe dorate, intenti e raccogliere le onde inebrianti della tua via? q. 40: 7 febbraio

 

347 La mano che lavora nel giardino dell'anima

Il patimento è la mano misteriosa che strappa le male erbe dal giardino della nostra anima.

Esso compie un lavoro invisibile, ma quanto provvido e quanto prezioso! E mentre sembra produrre nell'anima ferite profonde, cui nessuno saprebbe rimarginare, non fa che preparare i solchi per il mistico seme della grazia divina.

Ma c'è un'altra mano mistica, adorabile, possente che lavora nel giardino della mia piccola anima.

E il Sangue di Gesù! Esso scende nei solchi preparati dal dolore e dalla tribolazione e li feconda e dà vita, forza e bellezza alle tenere pianticelle della virtù, alle spighe verdi e delicate della carità e della pietà.

Non solo il Sangue di Gesù distrugge la zizzania, le impedisce di crescere, la colpisce fin dalle radici, così che il buon grano cresce rigoglioso e giunge a maturazione già scelto e perfetto, pronto per i granai del cielo.

Sento, sì, sento che il Sangue di Gesù opera in me energicamente e, distruggendo man mano le imperfezioni e le radici delle imperfezioni, santifica e ricolma di beni la mia povera vita. q. 40: 9 febbraio

 

348 Sposa di Sangue

Per amare il patimento bisogna contemplarlo e abbracciarlo come fa l'artista con il blocco di marmo che deve trasformare in capolavoro onde averne gloria e guadagno.

Grande cosa è il patimento contemplato sotto lo sguardo di Gesù, accolto per suo amore, offerto per la sua gloria. Quando l'anima intende questi segreti di amore, onorando nel patimento la croce di Gesù, Gesù entra in lei abbracciando il segno della Redenzione, che è il trofeo della sua gloria.

Sei la mia sposa va ripetendo allora sei la sposa del mio Sangue. Ti ho acquistato col Sangue e col Sangue tu acquisterai la mia vita e i miei doni.

Sposa di Sangue!

Gesù vuole che onori questo Mistero, ed io sono a' suoi piedi con tutte le mie povere forze, nel desiderio di ricevere le grazie di privilegio, necessarie per accogliere e glorificare il Sangue di Gesù.

Tutto è pronto per accogliere questa corrente di vita soprannaturale: le pupille della mente, le energie del cuore, i sensi, la volontà.

Sì, sono disposta a sottrarre tutta la vita ai miei sensi per concentrarla nel Sangue di Gesù perchè esso è l'unica mia vita. Nel Sangue di Gesù non si può vivere umanamente!

Del resto tutti i miei colloqui con Gesù non hanno altro argomento che il suo Sangue ed il suo Amore! Il Sangue per avere l'amore, l'amore per glorificare il Sangue! Amen. q. 40: 14 febbraio

 

349 Il Sangue infonde nell'anima sensi divini

Tu hai fatto comprendere che per compatire bisogna saper patire e per imparare e praticare questa virtù sovrana del patimento bisogna attingere al tuo Cuore adorabile, al tuo Sangue prezioso.

Esso infonde nell'anima di chi lo riceve sensi divini.

Il Sangue di Gesù dona alle pupille dell'intelletto l'acutezza per penetrare nei segreti delle verità eterne contemplando lo splendore dei divini Misteri.

Il Sangue di Gesù risuona nell'interno dell'anima con le voci armoniose della misericordia, della bontà e della carità.

Il Sangue di Gesù dà all'anima le intuizioni delicatissime della virtù e produce una ripugnanza, una nausea, uno spavento verso tutto ciò che potrebbe offuscarla. Inoltre le dona una disposizione serena, pronta e gioiosa per tutto ciò che riguarda le cose spirituali, le grandi cose di Dio.

Il Sangue di Gesù infonde ancora nell'anima come un celeste sapore, una avidità, una brama intensa e insaziabile delle cose divine, una sete ardente delle cose soprannaturali.

E, come compimento di tutti questi doni, il Sangue di Gesù comunica all'anima le divine ebbrezze dell'unione mistica, le sante e celestiali dolcezze dell'unione vera alla Sacra Umanità di Cristo.

Donami, o Signore, l'altissima fede per comprendere queste tue grazie e l'altissimo amore per conservarle. Amen! q. 40 : 18 febbraio

 

350 Cooperare al lavoro del Sangue

Quanti motivi di patimento intorno a me!

Molti sono voluti e disposti da Dio, molti permessi da Lui, ma quanti sonò causati dalla mia immortificazione, dalla mia sensibilità troppo fine, dall'attacco al mio giudizio, dalle consuetudini troppo amate e perfino dalle cose più sante che occupano lo spirito!

Non voglio scrivere i motivi del mio patimento e se Dio mi aiuta, non voglio nemmeno parlarne, il Signore li sa meglio di me e tocca a Lui indirizzarli al mio bene. A me tocca soltanto sopportare tutto in silenzio e chiedere a Gesù l'aiuto per trasformare ogni cosa in motivo di amore.

E la trasformazione è fatta dal Sangue di Gesù.

Esso infonde nell'anima la sua vita, è vero, ma una delle operazioni più energiche che compie e che è la base di tutte le sue operazioni la distruzione dei vestigi del peccato, motivi questi di indebolimento nelle disposizioni della sofferenza.

La mia mente è corta, ristretta, limitata, debole; ebbene, il Sangue di Gesù la illumina, la estende, la dilata, la rafforza, ma ciò che è più importante, distrugge quanto vi è in essa di imperfetto, di inutile, specialmente nel giudizio.

Distrugge quello che è umano e che non regge alla luce della eternità; distrugge le reliquie della colpa, i segni della morte per infondere più largo e vitale il soffio e lo splendore della vita divina.

Il Sangue di Gesù distrugge nel cuore le cattive abitudini di un amore imperfetto, indebolisce le passioni santificandole, rivolgendole a un solo obbietto, la volontà di Dio, l'amore di Dio!

Ma devo cooperare anch'io vivamente, costantemente a questo lavoro del Sangue di Gesù!

O Signore, perdonami, non faccio nulla perchè non capisco nulla!

Come devo vergognarmi della mia insufficienza e cattiva volontà! Aiutami, o Signore, in questo lavoro santo, l'unico importante della mia vita! q. 40 : 19 febbraio

 

351 Se questa parola cade nel cuore ricolmo di Sangue

La parabola della semenza è una grande rivelazione.

La divina semenza è la parola di Dio che scende nell'anima apportatrice di vita spirituale, di luce, di pace e di amore.

Ma quale fecondità se questa parola cade non sulla terra arida, sulla pubblica via, sulla rigida pietra o tra le spine, ma nel cuore ricolmo del Sangue di Gesù!

Quale vita allora, quali progetti per l'anima, quali tesori!

Se la divina parola annunzia le meraviglie del creato, l'onnipotenza di Dio, la sua Sapienza e la sua Bontà, il Sangue di Gesù riflette nell'anima gli splendori della Divinità.

Se la parola canta la misericordia di Dio, il Sangue che l'accoglie non fa che accrescere la divina armonia.

Se la parola celebra la Divina giustizia, il Sangue di Gesù rivela la storia autentica della riparazione.

Se la divina parola richiama la luce delle Profezie, il Sangue di Gesù le sanziona; se presenta la potenza dei miracoli, il Sangue di Gesù ne è la più vigorosa conferma.

Se la parola di Dio annuncia il Mistero della Incarnazione, la vita, la Passione, la morte di Gesù, il Sangue prezioso trasforma ogni pensiero, ogni senso ed ogni parola in sostanza vitale.

Se la divina parola ammonisce l'anima; il Sangue di Gesù la incoraggia: se la divina parola rivela segreti misteriosi, il Sangue di Gesù aiuta l'anima nella fede amorosa; se la divina parola impone sacrificio e lotta, il Sangue di Gesù le infonde forze divine; se la divina parola addita la vetta luminosa da raggiungere, il Sangue di Gesù le dona le ali per conquistarla.

O divina potenza del Sangue di Gesù! q. 40: 23 febbraio 352 Raccogliete il mio Sangue...

Sono io che vi attraggo al mio Cuore dice Gesù che vi abbevero col mio Sangue e che suscito in voi la brama di sempre nuove attrazioni.

E la mia sete che muove i vostri desideri.

La mia sete è infinita e per quanto gli uomini vi corrispondano non la estingueranno giammai.

Ho sete di darvi i miei beni e ho sete dei vostri beni. Quali sono, o Signore, i nostri beni?

Quelli che scaturiscono dalla vostra volontà unita alla mia grazia e al mio Sangue.

è il mio Sangue il motivo della mia sete e il mezzo, per voi, di alimentarla.

Vedi, sulla Croce il mio corpo esangue: il Sangue è corso lungo le membra, quasi attratto dalla terra arida su cui era infitta la Croce: erano le anime vostre terra arida e sterile che lo attiravano. Né ha cessato da quell'istante, di scendere su di voi.

Esso produce al mio cuore una sete infinita. q. 40: 25 febbraio

 

353 Il Sangue di Gesù è l'unica Salvezza

Chi potrà contenere il mare di corruzione che si avanza con le sue onde minacciose? Chi potrà frenare l'onda delle passioni turbinose, le quali tentano di distruggere tutto quello che è sacro, accumulando rovine di morte? Il Sangue di Gesù è l'unica salvezza! è giunto il momento del suo trionfo ma, perchè si compia, è necessario che tutte le anime vi concorrano: che gli Apostoli predichino il Sangue di Gesù, che le anime pie Lo invochino, Lo offrano all'Eterno Padre; che tutte le anime riconoscano i suoi diritti e la sua potenza. Si è fatto del cammino nella vita spirituale, ma molte anime non sanno ancora attingere alla vera sorgente donde vengono le forze per agire santamente, per compiere atti generosi di virtù e per salire alla contemplazione delle cose celesti. q. 40 : 3 marzo

 

354 Perchè non possono ricevere il tuo Sangue?

O mio Gesù. Tu mi fai vedere delle anime devote che si accostano a Te ma che non possono ricevere il tuo Sangue Divino. Ma perchè?

Perchè la loro bocca è ripiena di altri cibi, perchè la loro anima si pasce di vanità, di amor proprio, di orgoglio e di gusti umani. E il Sangue di Gesù viene come respinto.

Donalo a me, o Signore riempimi la bocca, il cuore, lo spirito e con la dovizia di questo tesoro divino, concedimi la grazia di comprendere i tuoi desideri di amore, le tue vie di amore, la tua vita di amore. q. 41 . 17 marzo

 

355 Il Sangue di Gesù è una grande ricchezza

Piccola anima, tu sei la depositaria del mio Sangue. O mio Signore, quale degnazione! Sono un vaso di ignominia e non merito questo privilegio. Trova un vaso nobile, prezioso, degno di conservare la tua vita divina.

Ma Tu, o Signore, vuoi confondere il nostro pensiero con le opere della tua sapienza, servendoti degli strumenti più umili per compiere i tuoi grandi disegni di amore.

Ripeto adorando le tue parole. Il Sangue di Gesù è la ricchezza di Dio portata sulla terra. Oh! perché non vi attingiamo? Più di trecentomila S. Messe vengono celebrate ogni giorno sulla terra. è il Sangue di Gesù offerto ininterrottamente al Padre per i nostri peccati, per la nostra redenzione, per la nostra santificazione.

Ma chi si unisce a Gesù? Chi contempla questa offerta divina che sale al cielo con gli splendori, con i meriti, con la virtù della misteriosa immolazione?

Il Sangue di Gesù riceve in Cielo l'ossequio di tutta la Corte Celeste, ma sulla terra chi gli porge speciale ossequio di amore? Chi lo riceve degnamente e lo conserva con vivezza di fede e di amore?

O Signore, parla, manifesta a tutti queste tue misericordie adorabili: le creature anche più sante non possono giungere a comprenderle da sé.

Nella mia ignoranza e meschinità non capisco nulla neppure io, sebbene la tua luce pervada la mia piccola anima. Oh! come siamo lenti a giungere fino a Te!

Le anime muoiono assetate. Rinchiuse nella casa della loro miseria, non vogliono comprendere e vedere il torrente di acqua viva che scende ad ogni istante dal Cielo. Non vogliono uscire da sé, hanno paura del rischio della fede e non sanno attingere una sola goccia del Sangue adorabile che scende a dismisura e che potrebbe ravvivarle, ristorarle, donare loro la vita immortale.

Il Sangue di Gesù è una grande ricchezza, ma perchè fruttifichi nelle anime è necessario che esse lo accolgano come un seme fecondo.

O Signore, tremo al pensiero di non saper accogliere questo tuo dono. Chi sente scorrere in sé il Sangue di eroi, è generoso e nobile.

Da tanti anni scende in me il Sangue adorabile con i suoi palpiti, la sua nobiltà, la sua potenza e la sua virtù: perché non ha potuto ancora trasformarmi?

Perché non comprendo la sua virtù tanto eccelsa e non vi corrispondo con tutte le forze dell'anima?

Pensa al mio Sangue, io penserò alla tua anima, a' tuoi bisogni, a' tuoi doveri, a' tuoi desideri.

La trasformazione si compirà quando sarai morta a te stessa. q. 41 : 18 marzo

 

356 Vivendo nel Sangue ricevi questi tesori...

Il Sangue di Gesù è la grazia divina in me.

Il Sangue di Gesù è la rivelazione divina in me. Il Sangue di Gesù è la sapienza divina in me. Il Sangue di Gesù è la scienza divina in me.

Il Sangue di Gesù è la verità divina in me.

Il Sangue di Gesù è la ricchezza divina in me. Il Sangue di Gesù è la bellezza divina in me. Il Sangue di Gesù è la potenza divina in me. Il Sangue di Gesù è la giustizia divina in me.

Il Sangue di Gesù è la misericordia divina in me. Il Sangue di Gesù è la bontà divina in me.

Il Sangue di Gesù è la promessa divina in me. Il Sangue di Gesù è la carità divina in me.

Il Sangue di Gesù è la pace divina in me. Il Sangue di Gesù è la luce divina in me. Il Sangue di Gesù è la verità divina in me.

Il Sangue di Gesù è la santità divina in me.

Il Sangue di Gesù è la perfezione divina in me. Il Sangue di Gesù è l'altezza divina in me.

Il Sangue di Gesù è la profondità divina in me. Il Sangue di Gesù è la redenzione divina in me. Il Sangue di Gesù è la vita divina in me.

Vivendo nel Sangue di Gesù ricevi questi tesori divini e li partecipi alle anime.

O Signore, aiutami a contemplare queste tue dovizie divine! S. Paolo non voleva conoscere altra scienza all'infuori di quella del Crocifisso. Per me, o Signore, quella scienza è troppo vasta e complessa; per me non chiedo che di conoscere, di adorare, di amare il tuo Sangue prezioso, di vivere e di morire in esso. Aiutami, o Signore, a raggiungere questa scienza sublime che mi attrae con gli splendori della Passione e con le espansioni della tua misericordia infinita. q. 41 : 20 marzo

 

357 Mi accosto a ricevere Gesù

Che avranno detto e che cosa dicono i Santi a Gesù nella S. Comunione?

Ah! vorrei conoscere il loro linguaggio, avere i loro trasporti, saper dare a Gesù quello che essi offrirono con tanto slancio e con tanto amore.

Eppure devo cercare in me le espressioni particolari, proprie degli atteggiamenti della piccola anima, perché Gesù si compiace della semplicità e della spontaneità degli affetti più che di qualunque studio della mia povera mente.

Mi accosto a ricevere Gesù chiedendo che questo nuovo incontro sia una nuova manifestazione di amore alla sua Passione e un più vivo ossequio al suo Sangue Prezioso.

Ma quale atto degno di sì grande Mistero posso compiere dinanzi al mio Gesù Crocifisso?

Oh! dammi, o Signore, la virtù di poter togliere dalle tue membra i chiodi spietati e dal tuo Capo la corona aspra e tormentosa delle spine intrecciate dai miei peccati.

Ecco, o Signore, alla croce squallida e nuda si sostituisce la mia povera anima, fredda, è vero, misera, spoglia di ogni bene, ma è rivestita del tuo Sangue.

Tu mi chiedi, o Gesù, che bisogna sostituire qualche cosa ai

chiodi perchè, tra l'anima e Te ci vuole un mistico legame. Ecco, o Signore, la mia volontà. Essa mi avvicina a Te e mi unisce a Te con i Santi Voti, che io rinnovo sotto l'ispirazione della tua luce ineffabile. q. 41 : 24 marzo

 

358 Bevi il Sangue, e rinnova la tua vita

Contempla il mio Sangue che affiora con perenne espansione di vita divina. Perché tutti gli uomini non vengono a dissetarsi a così fresca e vivida sorgente?

Bevi il mio Sangue, e rinnova il tuo spirito. Bevi il mio Sangue, e rinnova le tue dedizioni. Bevi il mio Sangue, e rinnova la tua vita.

Bevi il mio Sangue, e renditi degna di accogliere in te le Sacre Specie profanate, calpestate o indegnamente accolte dai cattivi figlioli.

Questo tuo atto di fede di speranza e di amore aggiungerà bellezza a' tuoi voti e darà consolazione al mio Cuore. q. 41: 24 marzo

 

359 Il Sangue compie opere di santità

Dall'unione dell'anima al Crocifisso scaturisce una luce nuova, un amore nuovo, una vita nuova, una vita nuova che si compendia nel desiderio di un profondo annientamento per lasciare operare solo la grazia di Dio.

E intendo che, annientandomi nella volontà e in tutte le esigenze del pensiero, del cuore e dei sensi, il Sangue di Gesù opera in me con maggiore efficacia. Esso penetra allora nella mente e le comunica le visioni della infinita potenza e bellezza del Suo Signore, penetra nel cuore e ne infiamma gli affetti, penetra nello spirito e lo ordina secondo i disegni della divina Sapienza.

Se l'anima sa impiccolirsi sempre più, nascondersi, umiliarsi dinanzi alle meraviglie della grazia, il Sangue di Gesù perfeziona e compie opere mirabili di Santità.

Ma, o Signore, come è possibile che io porti il peso di santi doni, che sappia sostenere il riflesso di così eccelsi Misteri, che possa salire, gustare e inebriarmi di così arcane delizie?

Dimmi, o Signore, è l'anima che pensa, che opera, che sale, che contempla, o sei Tu? q. 41 : 24 marzo

 

360 Sarai gettata nel Sangue per avere la tempra

La piccola anima si abbandona alla carità dello Sposo che si manifesta in un modo sorprendente.

Potrebbe vivere una povera creatura umana nell'immenso braciere del sole? E come può vivere una piccola anima nell'oceano della divina carità?

Tu acquisti, dice Gesù, una incandescenza tutta particolare, poi sarai gettata nel Sangue per avere la tempra.

Non meravigliarti di questi prodigi della grazia: l'anima piccola e docile diventa strumento di grandi misericordie. La tua meschinità, che è pur grande, si cambia in potenza col nutrimento del mio Sangue.

Se il mio mondo conoscesse questi splendori di vita soprannaturale, queste espansioni di vita divina, tutte le anime si stringerebbero attorno alla Croce, attorno alle piaghe e non si staccherebbero più.

Io stessa provo questi effetti meravigliosi.

Che importa a me delle soddisfazioni, delle gioie, dei trionfi, della bellezza, della ricchezza, della gloria del mondo? Che importa se i dolori acerbi mi feriscono il cuore, se mille pene hanno tormentato la mia vita, se sono sola, triste, sconfortata quasi dalla mia meschinità?

Mi basta il Sangue di Gesù. Esso è tutto per l'anima mia, per il cuore, per lo spirito.

Esso è il mio paradiso in terra. g. 41 : 25 marzo.

 

361 Sapessimo contemplare questo tesoro!

Io non vedo ormai che la potenza del Sangue di Gesù, non posso formulare altra invocazione che non sia della sua gloria, non posso vedere altro trionfo, contemplare altra meraviglia nel mondo delle anime che non sia prodotta dal Sangue di Gesù.

Non m'inganno se vedo piovere dal Cielo questo fiume maestoso, se lo vedo dilatarsi sulla terra e risalire al Cielo con le vittorie più fulgide.

Sapessimo avvicinarci al passaggio di questa forza travolgente! Sapessimo almeno contemplare questo tesoro portato nelle nostre anime dalle stesse mani di Gesù, dal suo Cuore, dalla sua bocca divina! [...] g. 41 : 26 marzo

 

362 Potessi scolpire su tutte le pietre le parole di lode...

Potessi scolpire su tutte le pietre le parole di lode, di benedizione e di gloria al tuo Sangue prezioso!

Quali meraviglie mi fa contemplare la tua bontà, o Signore! A traverso una goccia del tuo Sangue, come a traverso una potenza inafferrabile, contemplo gli orizzonti infiniti della tua bellezza e della tua ricchezza divina.

A traverso la goccia del tuo Sangue io vivo nelle altezze della vita soprannaturale, negli splendori della tua vita beata.

O dolce Gesù! O Passione adorabile! O Sangue Santissimo! q. 41 : 31 marzo

 

363 Credete alla potenza del Sangue di Gesù

La mia anima è rigenerata da Cristo, in Cristo, per Cristo. Per comprendere la grandezza di questa misericordia devo raccogliermi a' piè della Croce, contemplare la Passione e bere il suo Sangue.

L'anima è imbevuta di questa vita divina ma non è sazia. Anzi, la sete va aumentando con la conoscenza del tesoro divino che accoglie in sé.

Nella vita fisica il sangue va dal cuore al cervello: nella vita soprannaturale il Sangue di Gesù, dopo aver riempito il calice del cuore, riempie quello della mente, partecipando allo spirito l'alito possente della vita divina.

Come è possibile chiudere in sé i palpiti di questa vita sovrumana? Ma a chi rivolgere la mia parola?

Se dico: venite ad attingere alle sorgenti delle piaghe di Gesù la ricchezza, la potenza, la grazia, la salute, l'amore, chi mi crederà? Chi mi ascolterà?

Ebbene, o Signore, voli questa parola, non sulle ali dell'etere, ma su quelle della tua misericordia, voli fino ai lidi più remoti, ripetendo:

Credete alla potenza del Sangue di Gesù! Invocate la grazia del Sangue di Gesù! Contemplate la luce del Sangue di Gesù! Cooperate alla gloria del Sangue di Gesù! E potenza vostra, è grazia vostra, è luce vostra, è gloria vostra. q. 41 : 4 aprile

 

364 Concedimi di raccogliere le voci ineffabili...

Concedimi di raccogliere le voci ineffabili di adorazione, di lode, di ringraziamento, di riparazione e di amore, salite dalle tue piaghe e dal tuo Sangue fino al Padre; le voci ineffabili discese dal Sangue e dalle piaghe nella mia piccola anima, apportatrici di salute e di vita divina.

Esse compongono l'inno più magnifico perchè le voci del tuo Sangue sono le voci del tuo Cuore. q. 41 : 12 aprile

 

365 Voi contemplate le meravigliose sorgenti del mio Sangue...

Entra nella Passione, piccola anima, contempla, adora, invoca.

Quante anime sono prostrate dinanzi all'Altare, quante pregano e contemplano! Ma chi penetra nel Mistero del Sangue che scaturisce perennemente dalle piaghe?

Chi pensa a questo fiume di grazia che scorre sulla terra apportatore dell'unica vita?

Chi pensa di attingervi il perdono e la salute?

Che cosa può compiere l'apostolato se non attinge l'ispirazione dal Sangue di Gesù?

Qual è lo scopo delle Istituzioni se non il trionfo del Sangue di Gesù?

Quando su di un terreno appare una sorgente di acqua minerale, attorno ad essa è una folla di gente che accorre per avere salute e per accumulare tesori.

Voi contemplate le meravigliose sorgenti del mio Sangue e non vi movete.

Ho comperato a prezzo di Sangue la vostra anima perchè in essa affluisce questa mia vita celeste: voi non intendete nulla, non volete conoscere la vostra felicità e grandezza.

Avete il mezzo per avvicinarvi al Padre, per unirvi alla sua vita divina, per abitare in Lui: non lo conoscete e non volete servirvene.

Sai tu quali energie avrebbe l'anima se ricordasse spesso che è nutrita del Sangue mio?

La mia Passione è rinnovata ad ogni istante.

C'è chi mi vende, chi mi tradisce, chi mi abbandona, chi mi rinnega, chi mi insulta, chi mi calunnia, chi mi condanna, chi mi crocifigge.

Ed il mio Cuore offre a tutti la misericordia infinita del Sangue

che redime, che perdona, che compatisce, che difende, che protegge, che salva, che santifica.

Chi intende questi misteri dell'amore di Gesù? Grande sventura la nostra cecità e la nostra ingratitudine! q. 41 : 14 aprile

 

366 La sete del Sangue di Gesù

L'anima ha sete di conoscere il suo Dio, ha sete di ricchezze spirituali, ha sete di amore. E quando si raccoglie sotto la croce, allora la sete si fa più intensa, costituisce un vero martirio da parte dell'anima: è una corrente di misericordia da parte di Gesù.

La sete del Sangue di Gesù.

Riconosci in questa sete la tua ricchezza spirituale, l'espansione più larga e amorosa della mia misericordia, il segno più sincero del tuo cammino nelle vie dell'amore.

La sete del mio Sangue distrugge in te ogni altra sete, converge i tuoi sensi alla Croce, spinge il tuo sguardo nelle profondità del Mistero, porta il Tuo cuore nelle profondità del mio Cuore [ ... ] . q. 41 : 27 aprile

 

367 Viva Gesù nel Sacerdote!

Il Sacerdote di Gesù è il Ministro del suo Sangue prezioso. Chi amministra i tesori della terra ed è libero nella distribuzione di essi ha il mezzo più valido per giovare a tanti poverelli. Il Sacerdote ha un mezzo ancor più efficace per dare la vita, la pace, la felicità, la ricchezza alle anime.

Viva Gesù nel Sacerdote!

Viva il Sangue di Gesù sulle labbra del Sacerdote! Viva il Sangue di Gesù nelle mani del Sacerdote! Viva il Sangue di Gesù nel cuore del Sacerdote! Viva il Sangue di Gesù nel Sacerdote! q. 113: 4 maggio

 

368 Il Sangue di Gesù è l'artista delle anime

Il Sangue di Gesù è il grande artista delle anime che compie i suoi mirabili disegni guidato dall'amore.

Il Sangue di Gesù è il mio Tutto. Sento che è il mio piede, la mia mano, il mio cuore, il mio pensiero, la mia parola, la mia pupilla.

E il piede che mi segna le orme nel cammino della vita, il mi

stico piede che mi trasporta per le vie della giustizia e della verità.

E la mano che mi guida nei doveri quotidiani del mio stato e in quelli più nobili e sublimi dell'unione con Gesù.

è il cuore da cui trae inizio, alimento e sviluppo ogni vitalità. è il cuore del mio cuore.

E il pensiero profondo che spazia nel regno del Mistero. è la parola dolcissima che ripete i più bei canti di amore. è la pupilla acuta che penetra nelle altezze della luce.

Il Sangue di Gesù è veramente la mia vita. q. 113: 5 maggio

 

369 Il patimento è il calice d'oro

Nella S. Comunione è l'incontro dell'anima col suo Dio, col suo Padre, col Figlio, con lo Spirito Santo.

Il Padre ci offre il dono del Sangue di Gesù. Il Figlio ce lo comunica.

Lo Spirito Santo opera con Esso, nell'anima nostra, le opere della santità. Che magnifico lavoro può compiere in noi col Sangue di Gesù se trova docilità, umiltà e corrispondenza!

Segno di questo lavoro è il patimento. Il patimento è il calice d'oro che accoglie il Sangue di Gesù, più prezioso del calice composto dalla preghiera.

Il patimento introduce nei segreti del Cuore di Gesù, affina l'anima nella intuizione dei dolori che lo afflissero nella Passione, mantiene l'anima nelle altezze della grazia, distrugge le sensazioni della vita umana comunicando la squisitezza della vita spirituale.

Più l'amarezza punge l'anima e più riesce saporoso il Sangue di Gesù.

Il patimento bene sopportato dà all'anima una grande capacità ed essa può accogliere a dismisura il Sangue di Gesù.

Non datemi gioie, né conforti, né dolcezze, ma solo croci e pene; io voglio tutto ciò che aumenta in me la conoscenza del mio Gesù e il possesso del suo amore.

O sogni gaudiosi di bellezza, o care visioni della vita di apostolato, o intime soddisfazioni della vita intellettuale, annientatevi dinanzi alla corrente del Sangue di Gesù, dinanzi alle sue operazioni di amore, dinanzi allo splendore de' suoi trionfi.

Voglio vivere sepolta nel Sangue di Gesù.

Che importa a me di ogni altra vita? q. 113: 6 maggio

 

370 Il Sangue è il Mistero della Chiesa

Noi desideriamo la santità: la cerchiamo, ci studiamo di raggiungerla con i nostri deboli sforzi.

E come il povero cerca l'elemosina, come l'operaio tende le braccia al lavoro e l'artista persegue l'ideale che gli brilla nel pensiero, così l'anima che vive di Dio anela al pane che la ristori, al guadagno che l'arricchisca, all'ideale puro e santo che la faccia vivere nel regno della grazia e dell'amore.

Il Sangue di Gesù le dà tutto questo.

Esso contiene tutto ciò che possiamo desiderare per questa vita o per l'altra.

Il Sangue di Gesù è il Mistero vivente nella Chiesa di Cristo. Un giorno questo Mistero verrà palesato nella sua grandezza e bellezza e i Sacerdoti ne rifletteranno il magnifico splendore. Il Sacerdote è il volto del Corpo mistico della Chiesa. Egli è la mente che dirige, l'occhio che vigila, la bocca che annunzia la verità.

Immagina però un occhio ulcerato e una bocca coperta di piaghe! q. 113 : 8 maggio

 

371 Quale vita dal Sangue!

Che sublimi e profonde verità! Quali espansioni! Quale vita sgorga dal Cuore, dal Sangue di Gesù!

Quale attenzione, però, quale penetrazione per intuirla, per conoscerla e per accoglierla!

è la vita divina che Gesù trasfonde nelle anime dei Beati? E gli splendori che dalla sua vita divina e dal suo Sangue si versano nel seno della Divinità?

Quanti Misteri intorno alla vita del mio Gesù!

Ma ci sono pure i Misteri della nostra ingratitudine.

Queste vie luminose che ci portano al Cielo non sono battute che da pochi, e quei pochi quanto lenti, pigri e freddi!

Eppure Gesù ci chiama e c'invita! Ci chiama e ci invita quasi avesse bisogno di noi, quasi la nostra corrispondenza lo rendesse più beato! q. 113: 17 maggio

 

372 Invoco il trionfo del Sangue

L'anima corre come trasportata da una corrente misteriosa e sente ripetere un'espressione di infinità carità: Sei mia! Consàcrati al Sangue di Gesù! Sacrifica tutto per il Sangue di Gesù! Invoca il trionfo del Sangue di Gesù.

Il trionfo del Sangue di Gesù sarà il trionfo spirituale della tua anima.

Il trionfo del Sangue di Gesù sarà il trionfo spirituale delle anime che ti sono care.

Il trionfo del Sangue di Gesù sarà il trionfo spirituale dell'Istituto.

Il trionfo del Sangue di Gesù sarà il trionfo spirituale della Chiesa.

Il trionfo del Sangue di Gesù sarà il trionfo spirituale di tutte le anime. q. 113 : 24 maggio

 

373 La mistica via del Sangue

Il Sangue di Gesù è mio! Il Sangue è per me! Il Sangue di Gesù è in me! Io vivo nel Sangue di Gesù!

Verità consolanti e meravigliose che ognuno potrebbe ripetere con immensa gioia dello Spirito se, confessando la propria miseria e gettandosi a piè della Croce, si gloriasse di essere conquista di Gesù, oggetto del suo amore e strumento della sua volontà. Il Sangue di Gesù!

è l'onda travolgente che ha l'impero sui mondi perchè, discendendo dalle altezze del Cielo, vi porta la vita, la fecondità e la santità.

Abbandonata a quest'onda rapida e vitale, la piccola anima si sente avvolta, pervasa, conquisa da una vita misteriosa. L'anima ha come perduto i sensi, non conserva la percezione di nessuno di essi, non quella della vista, né quella dell'udito; non ha favella, non il movimento dell'intelligenza, non il palpito del cuore.

Si può vivere così? Non so. So che quando l'anima si sprofonda nel Sangue di Gesù, è come non fosse legata alle membra, come vivesse puro spirito nelle altezze e nelle profondità dello spirito del Signore.

Mi sbaglierò, ma devo ripetere che la mistica via del Sangue è più rapida di quella dell'amore, quando l'anima, piccola ed umile, si abbandona a questa corrente di vita eterna. q. 113 : 27 maggio

 

374 Palesa agli uomini i desideri di Gesù

O piccola anima, palesa agli uomini i desideri del tuo Gesù. Desidero e chiedo

1° Che vi ricordiate del Padre Celeste che vi ha creati e che vi ama:

2° Ringraziatelo del Mistero della Redenzione.

3° Offritegli il mio Sangue.

4° Bevete il mio Sangue.

5° Riparate le ingratitudini con le quali è offeso questo Mistero.

6° Invocate che si estenda sulla terra la devozione al mio Sangue.

7° Vivete della virtù del mio Sangue . q. 113: 28 maggio

 

375 O Sangue, scendi come benedizione

Bevi il mio Sangue, lascia che Esso scorra nelle tue membra e vi apporti la morte di ogni senso: rifiorirà in esse la mia vita. Desidera che esso penetri nelle anime dei peccatori come balsamo, medicina, perdono e vita: chiedi la salvezza dei peccatori, offri il Sangue per la loro redenzione e ripeti, con la virtù del mio Sangue, con la fiducia nei suoi meriti, con l'abbandono alla sua potenza: O Sangue del mio dolce Gesù, scendi come benedizione in tutte le anime! Se Tu dovessi condannarle e maledirle, condanna e maledici prima l'anima mia: saprà con la tua grazia scendere nelle viscere della tua misericordia. Ma salva e redimi tutte le anime! q. 113 : 28 maggio

 

376 Tutto per il Sangue di Gesù

La mia vita, le mie facoltà, il mio corpo, la mia anima, tutto per il Sangue di Gesù!

L'intelligenza, il cuore per il Sangue di Gesù! Tutte le rinunce per il Sangue di Gesù! Tutte le preghiere per il Sangue di Gesù!

Come è bella, come è santa questa vita nel Sangue di Gesù! Ma come sarà di consolazione al mio dolce Gesù!

Se Egli m'invita a vivere nel suo Sangue, è perchè io possa intenderne i desideri, gustarlo, comunicarlo, coronarlo di gloria e

di amore con la salvezza delle anime, con la conquista dei peccatori.

Portare il Sangue di Gesù nelle anime dei peccatori! Portare i peccatori nel Sangue di Gesù!

Ecco il mio ufficio, la mia missione, la mia gloria! q. 113 : 29 maggio

 

377 C'è chi fa mercato del mio Sangue

O Cuore di Gesù, sorgente feconda e inesauribile di Sangue, abbi pietà di me, sii la mia vita.

Voglio in questo mese lavorare la tua piccola anima, dilatarla, disporla alle mie espansioni, perfezionarla col mio Sangue. Seguimi, piccola figlia. Esercitati nella fede, nello spirito di fede che è spirito di perfetto abbandono.

La misura della tua fede sarà la misura con la quale tu parteciperai il mio Sangue alle anime infedeli.

Questa tua fede deve giungere al convincimento profondo che io posso e voglio farti santa con i tesori del mio Sangue. Aumenta questa fede con l'amore.

Posso fidarmi della tua volontà? Posso venire da te come un tempo entravo nelle anime delicate e fedeli di Geltrude, di Caterina, di Teresa, di Bartolomea?

Posso trovare in te i conforti e le finezze che mi offrivano le loro anime amanti?

Posso effondere in te le mie grazie senza che tu insuperbisca? O Signore, io posso rispondere quello che direbbe un bambino alla mamma se questa gli chiedesse aiuto, consiglio e sostegno. Io non posso dare, né promettere nulla, mio Gesù, non so né parlare, né reggermi in piedi, tanto meno operare come i Santi in un modo degno di Te.

Ti domando quello che io stesso depongo nella tua anima. Sii attenta, vigilante, generosa.

Un cuore piccolo si meraviglierebbe delle mie degnazioni, un cuore superbo le sciuperebbe, un cuore dissipato le renderebbe infruttuose.

Eppure sono questi i caratteri del mio cuore. Che faccio, mio dolce Gesù?

Abbi fede, ripeti gli atti della tua fede e immergili nel mio Sangue.

Mentre Tu lo contempli e ti senti struggere di tenerezza per questa mia vita divina che offro a tutti generosamente, c'è chi fa mercato del mio Sangue!

Pensa a queste ingratitudini: il tuo pensiero mi darà conforto. Ascolta: i miei Angeli raccolgono il Sangue, indegnamente mercanteggiato dagli uomini, e lo portano a te. Dilata nuovamente con la fede il tuo piccolo cuore. q. 113 : 1 giugno

 

378 Cosa vuol dire vivere nel mio Sangue

Beati quelli che si immergono con l'anima pura nel Sangue dell'Agnello; più beati quelli che consacrano la vita al Sangue di Gesù: più beati quelli che la consumano in Esso, che dimenticando se stessi, si uniscono all'onda misteriosa per entrare nelle anime e produrre frutti di eterna vita.

Beate le anime che, morte alla propria vita, non intendono che il linguaggio del Sangue di Gesù, e lungi dal pensare ai propri interessi, anche spirituali, si gettano nel fuoco dell'amore per compiere solo gli interessi di Gesù.

Lo Spirito Santo insegna all'anima che vale di più l'apostolato compiuto nell'unione intima e segreta al Sangue di Gesù, che l'apostolato fatto di parole e di sacrifici.

In fondo, l'apostolato compiuto con Gesù richiede il sacrificio di tutto l'essere e specialmente, il sacrificio dell'intelletto e della volontà, oblazione purissima e meritoria.

Ti assicuro e ti prometto, dice Gesù, che chi vive nel mio Sangue non passerà per il Purgatorio; rifletti però che cosa vuol dire vivere nel mio Sangue: vuol dire morire perfettamente per effetto di puro amore.

Che grande rivelazione è questa del Sangue di Gesù! q. 113: 3 giugno

 

379 Togli, Signore, il sangue dalle mie vene

Non mi esprimo come sento e come vedo: sono troppo eccelse le manifestazioni del Sangue di Gesù, è troppo meschino il mio povero essere per afferrarle. E allora mio Gesù?

Vuota il tuo cuore del tuo sangue e lascia che vi introduca il mio.

Non meravigliarti di questi fatti che ti paiono impossibili, essi compiono la promessa che io ho ripetuto con parole divine: «Chi mangia la mia Carne e beve il mio Sangue vivrà in me ed io in lui». q. 113 : 7 giugno

 

380 Se il mio Sangue potrà penetrare in te...

Se il mio Sangue potrà penetrare in te, in tutto il tuo essere, con le tue pupille non vedrai che le opere della Redenzione, il cuore darà tutti i suoi palpiti per la mia Passione e lo spirito si dilaterà sugli splendori della mia gloria.

Più ancora. Con gli occhi dell'anima contemplerai i riflessi del Mistero, con le facoltà spirituali seguirai il lavoro della grazia, con le forze nuove, sgorgate dai rapporti col mio Sangue, trasformerai te stessa.

O Signore, io vorrei scrivere a caratteri d'oro queste tue parole adorabili e invece non ho nemmeno il tempo di segnarle con finezza e ordine.

O Signore, perdonami, io non sospiro altra vita all'infuori di quella del tuo Sangue, voglio vivere in esso, voglio consumarmi per esso! q. 113 : 10 giugno

 

381 L'immensa carità del Mistero del Sangue

Per crearci Iddio si è servito del fango della terra, ma, per redimerci, ha cercato nelle profondità del suo Cuore la vita sostanziale qual è quella del Sangue adorabile di Gesù.

O carità del mio Dio!

Vorrei che tutti, pensando alla S. Messa, comprendessero l'alto significato del suo valore, contemplandola come Sacrificio. Se usassimo dire: vado al Sacrificio, assisto al Sacrificio, mi unisco al Sacrificio di Gesù, quanto più fervore immetteremmo, nella vita spirituale, quanti frutti di perfetta devozione!

Sono meravigliata per l'immensa bontà e carità del Mistero del Signore.

Ti meravigli dice Gesù perché i miei Sacerdoti intendono e compiono il mio precetto di amore?

Guarda! Contempla la ferita del mio Cuore.

Avvicinati, metti le labbra a quella sorgente di vita, bevi e assapora la mia bontà.

E le braccia di Gesù stringono al Cuore SS.la piccola anima confusa per tanta degnazione di amore.

Così il Signore stringerebbe a sé tutte le anime.

Guarda invece quante sfuggono a questi amplessi di misericordia! Quante defezioni! Quanti tradimenti! Quanti peccati! Quanto Sangue sparso inutilmente. q. 113: 11 giugno

 

382 Nel Tabernacolo, fuoco e Sangue

Il Signore vuole da te grandi cose, ma aspetta che tu diventi piccola e umile, docile e fiduciosa, che tu viva esclusivamente per il suo Sangue prezioso.

Guarda come questo Mistero si fa sempre più vivo e profondo all'occhio della tua anima, come avvolge il tuo spirito e quasi informa la tua esistenza.

Guarda: tu non vedi che il Tabernacolo e, in esso, fuoco e Sangue, Sangue e fuoco.

Hai veduto stamattina il fuoco del Tabernacolo!

Hai compreso che fuoco è quello che avvampa nel Mistero? L'idea del fuoco della terra scompare accanto al concetto del fuoco di cui parla il Signore.

Il fuoco del Cuore di Gesù, il fuoco che sgorga dal suo Sangue è una cosa così alta, così supremamente ineffabile da non poter esprimersi con parole.

Il Signore non pretende che io definisca queste cose, basta che vi aderisca, che ne mantenga la vita nel cuore e vi attinga per la mia santificazione. q. 113 : 13 giugno

 

383 Corpus Domini!

Corpus Domini! Questa parola divina è scritta nel mio cuore a caratteri di Sangue, è scritta nel mio spirito a caratteri di fuoco, è scritta in Cielo con gli splendori del Mistero.

Corpus Domini! Questa parola ineffabile mi richiama la divina bellezza di Gesù fatto uomo per noi, mi fa contemplare le sue membra adorabili grondanti Sangue e amore, mi presenta allo sguardo della mente tutto il fulgore della sua Redenzione divina. Corpus Domini!

Il Tabernacolo è chiuso, pare freddo e muto, ma non vedete che Gesù attraversa la porticina dorata e giunge all'anima con i dardi del suo amore?

Non vedete che fiamme? Non sentite le voci della sua tenerezza?

Contemplando il Calice, elevato al momento della consacrazione, mi parve di vedere scendere Sangue e fuoco.

Mi parve? Ma è così. Provate a non pensare che a Gesù, a non amare che Lui, a meditare la sua Passione, la sua immolazione: vedrete allora gli splendori della sua vita mistica nella Chiesa, nelle anime, nella vostra anima.

E quando l'amore di Gesù incomincia a bruciare nelle profondità dell'anima, siamo diligenti nell'aggiungere alla fiamma tutto ciò che può alimentarla.

Gettiamo in essa i tralci inutili, le vecchie radici, ogni germoglio che succhia inutilmente la linfa: tutto ciò che può recarci sofferenza, le privazioni e le noie, tutto è buono per raddoppiare la fiamma.

Incominciato questo lavoro di trasformazione spirituale, sentiamo il bisogno di gettare nella vivida fiamma divoratrice perfino i sensi, il cuore, gli occhi, tutto, per consumarci interamente per amore di Gesù. q. 114 : 19 giugno

 

384 Avvicinati alle sorgenti misteriose

Avvicinati, piccola anima, alle sorgenti misteriose. Se l'anima è fredda, intorpidita, nell'onda calda del Sangue di Gesù rinnoverà le sue energie.

Se l'anima è bruciata dall'ardore delle passioni, l'onda refrigerante del Sangue di Gesù spegnerà ogni fiamma impura.

Se l'anima è avvolta di tenebre, il Sangue di Gesù vi apporterà tutta la luce gaudiosa.

Se l'anima è in tempesta, il Sangue di Gesù donerà la calma e la sicurezza.

Se l'anima è povera, il Sangue di Gesù la riempirà di celestiale ricchezza.

Se l'anima è piagata, il Sangue di Gesù la risanerà perfettamente.

Se l'anima è ordinata, in pace, fervorosa, amante, il Sangue di Gesù la trasformerà compiendo in essa le sublimi creazioni della Santità.

I Martiri e i Santi furono tali perchè seppero approfittare del Sangue di Gesù.

O Signore, voglio immergermi in quest'onda salutare, voglio attingervi tutta la virtù e tutte le dovizie per la vita del tempo e per quella della eternità.

Gesù m'ispira di portare nel Purgatorio il Suo Sangue ricevuto male sulla terra. Quelle anime saranno sollevate e liberate. Ho la grazia di ascoltare la S. Messa accanto al Corpo venerato della martire S. Lucia.

Chiedo vivamente alla gloriosa martire di darmi la luce dell'anima e specialmente di illuminarmi intorno al Mistero del Sangue di Gesù.

E mi pare che, dall'urna benedetta e, più ancora dal fondo dell'anima, risuoni e si ripeta la voce ben nota: Il Sangue di Gesù è il tesoro del mondo, è la salvezza del mondo, è la gloria del mondo.

Il Sangue di Gesù è la vita dell'anima, è la forza dell'anima, è la ricchezza dell'anima. q. 114 : 22 giugno

 

385 Pensami vivo sulla Croce

Pensami dice Gesù vivo sulla Croce, nell'atto di immolarmi per l'umanità. Contempla le membra livide, straziate. Guarda le dita delle mani.

Se l'anima non fosse sostenuta dalla grazia morrebbe dinanzi a una simile contemplazione.

Guarda! Le dita si stringono convulsamente intorno al chiodo spietato.

Provati a toglierlo con la tua devozione, ti vedrai tra le mani la mia mano ripiena di Sangue.

Apri il tuo piccolo cuore e accogli il dono divino.

Togli con altrettanta devozione gli altri chiodi, sentirai rifluire in te l'onda pura e fresca del mio Sangue. Puoi rinnovare questo atto di pietà ad ogni istante perchè la mia immolazione è ininterrotta.

Mi sento indegna e meschina e, per di più, impossibilitata a compiere una missione così sublime e delicata; tuttavia, desiderosa di consacrare tutte le forze spirituali per il trionfo del Mistero, chiedo a Gesù un piccolo segno che mi aiuti e mi infervori a seguirlo nella via misteriosa.

E il segno giunge inaspettato dalla santa parola del Sacerdote che, illuminato dal Signore, ripete le espressioni sentite più volte nel segreto dell'anima durante la S. Comunione.

Il Sangue di Gesù è calpestato, in qual modo e da quali persone! Bisogna dare tutto per ripararlo: offrirsi a Gesù, seguirlo in questa sua Passione continua, umilmente, amorosamente, a costo di tutti i sacrifici, a costo della vita stessa.

Mi vengono rivelati i più forti motivi per la riparazione e le cause più segrete della Passione di Gesù.

O mio dolce Gesù! La nostra vita dovrebbe essere tutta impegnata a conoscere, ad adorare, a glorificare il Mistero del tuo Sangue e, invece, noi ci uniamo ai crocifissori di un tempo per rinnovare la tua Passione dolorosa!

Mio Gesù, quali accoglienze riceve il tuo Sangue in certe anime cattive! Mio Gesù, dove è portato il tuo Sangue! Quali mani lo accolgono! Quali profanazioni!

La tua povera serva è qui ai tuoi piedi confusa e annientata. Mio Gesù, se le mie povere mani sono degne di avvicinarsi all'olocausto e di rapirlo da quelle dei traditori; se le mie povere labbra possono avvicinarsi al tuo Sangue calpestato e sorbirlo insieme al fango che vi si mescola: se il mio povero cuore può accogliere questa tua vita divina indegnamente respinta dai cattivi figliuoli, donami, o Signore, la grazia di avvolgere col più puro amore questo Tuo dono divino e di consumarmi per il trionfo del Sangue.

Sanguis Christi, exaudi me! q. 115 : 2 luglio

 

386 Schiudiamogli tutte le porte

Quali opere compirebbe anche in noi Gesù se sapessimo amarlo, desiderarlo e compiacerlo!

Egli ci chiama, ci invita, ci guarda, ci ama e fa giungere fino a noi l'onda del suo Sangue.

Schiudiamogli tutte le porte: disponiamo tutte le facoltà, beviamo il Sangue: berremo la Vita.

Guarda, figliuola, dice Gesù appassionatamente, quante anime hanno l'inferno nel cuore perchè non bevono il mio Sangue! Quante, invece, portano nell'anima l'onda infernale ricevendo indegnamente il mio Corpo e il mio Sangue!

Pensa il peccato e il demonio a contatto della mia vita eucaristica!

Avvicinati alle povere anime che mi trattano così crudelmente, avvicinati con umiltà e fiducia.

E cosa delicatissima distribuire i tesori del mio Sangue, ma è cosa ben più delicata raccoglierli e separarli dal fango! q. 115 : 4 luglio

 

387 O Sangue di Gesù, trionfa

O Sangue di Gesù, trionfa sulle miserie della mia anima, su quelle di tutte le anime!

Trionfa, o Sangue di Gesù e compi le meraviglie della sua carità. Vedo che esse superano lo splendore di quelle operate nelle anime dell'antico tempo e vedo ancor che esse formeranno in Cielo la sua gloria più bella.

O Sangue di Gesù, trionfa sulle nostre ingratitudini, sulle nostre ingiustizie, sulle infedeltà dei figliuoli cattivi!

O Sangue di Gesù, trionfa sulle nostre debolezze, sul languore del nostro spirito, sul rispetto umano, sulle freddezze, sulle tiepidezze, sulle noncuranze della nostra cattiva volontà!

O Sangue di Gesù, trionfa sul mondo distratto e colpevole che corre alle sorgenti avvelenate dal piacere, dimenticando e forse, non conoscendo le sorgenti fresche e pure, inesauribili e gaudiose della tua carità, bellezza, potenza e ricchezza!

O Sangue di Gesù, trionfa su tutti noi con le espansioni della misericordia, con le tenerezze del perdono, con le dovizie della grazia!

O Sangue di Gesù, rivelaci i tuoi trionfi, manifesta a tutti l'onda misteriosa che scende dal Cielo, nunzia di pace e di amore! O Sangue di Gesù, illumina la mia povera mente, rafforza il cuore, attrai il mio spirito, e tutto il mio essere viva, si trasformi e si consumi nel tuo Mistero adorabile! q. 115 : 6 luglio

 

388 Il nostro cuore creato per ricevere il Sangue

La mia anima è la più piccola e la più umile, non per merito di virtù, ma per condizione, per natura, per le mie infedeltà e per la mia povertà. Eppure Gesù non la disprezza, anzi, vedendola così meschina, si compiace manifestarle i suoi misteri di misericordia, il magnifico e sublime dono del suo Sangue prezioso.

Il Sangue di Gesù è la mia tomba nella vita, sarà la mia vita nella morte e la mia gloria nella eternità.

Il Signore mi ha creata perchè divenissi il calice del Sangue di Gesù.

Tutta la creazione per onorare Gesù, ma il nostro cuore fu creato per ricevere il suo Sangue divino.

L'anima immersa nella luce del Mistero, e più nella fiamma della divina carità, sente raddoppiare in sé la sete del Sangue di Gesù e domanda insistentemente di essere abbeverata alla sorgente divina. E sente dilatarsi il cuore come se davvero accogliesse un flusso di sangue e sente ancora che Gesù le chiede: Dammi il tuo sangue, il sangue degli occhi, della bocca, del cuore, il Sangue dell'anima.

E realmente nella mistica unione avviene che l'anima si riempie dei doni di Dio e della sua vita in proporzione della spogliazione che fa di se stessa, deponendo, a' piè della croce, nel suo Cuore amoroso, la contemplazione delle proprie miserie e i fiori del suo piccolo amore. q. 115 : 8 luglio

 

389 Gli atti più graditi al suo Cuore

Sono più di dieci anni che la voce del Sangue di Gesù mi chiama, mi attrae, mi segna la via, mi addita un programma, mi chiede l'adesione a' suoi disegni di misericordia.

Che ho fatto io per corrispondere a tanta degnazione? Nulla, e più si raddoppiano le espansioni di Gesù e più si raddoppia la conoscenza della mia infedeltà e della mia indegnità. Eppure Gesù non si stanca di battere alla porta di questo piccolo cuore e va ripetendo i suoi desideri divini: comunicare il suo Sangue a tutte le anime, riempire del suo Sangue tutti i cuori, compiere con la virtù del suo Sangue le più sublimi operazioni di vita soprannaturale.

Il suo invito è sempre appassionato, non perché Gesù perda della sua gloria se noi non corrispondiamo, ma perché Egli vuole la nostra santità e la nostra felicità eterna, ed il mezzo più efficace per raggiungere la perfezione è il suo Sangue divino.

Oggi Egli mi ispira di compiere gli atti più graditi al suo Cuore:

1° devi portare il mio Sangue nell'anima dei bambini senza Battesimo;

2° nelle anime innocenti perchè siano difese dalle insidie del mondo e del demonio;

3° nelle anime chiamate alla vita sacerdotale;

4° nelle anime chiamate alla vita religiosa;

5° nelle anime di quelli che muoiono soli senza conforti religiosi e senza conforti umani;

6° nelle anime di quelli che respingono il mio Cuore;

7° nelle anime dei miei Ministri infedeli. q. 115 : 9 luglio

 

390 Vivere nel mio Sangue vuol dire...

Vivi nel mio Sangue. Sai che cosa vuol dire vivere nel mio Sangue? Vuol dire contemplare questo Mistero di infinito amore, considerare da chi fu formato, da chi venne assunto, in qual modo, con quale amore, con quale generosità lo offersi per te e per le tue anime.

Vivere nel mio Sangue vuol dire pensare che ad ogni istante, per la mistica passione, per la nuova immolazione viene effuso su tutti gli Altari del mondo.

Vuol dire considerare nel mio Sangue il sole che illumina e riscalda la tua anima, l'alimento che ti nutre, l'aria che dilata il tuo spirito, la luce che ti guida, la forza che ti sostiene.

Quando avrai compreso questa vita, il Sangue regnerà in te e riprodurrà la stessa mia vita. q. 115 : 13 luglio

 

391 La tela più bella del mondo

La devozione al mio Cuore divino ha preparato le anime alla devozione del mio Sangue prezioso.

O mio Gesù, che posso fare per concorrere a questi tuoi desideri? Non ho nulla da dare, non so dire nulla, non so far nulla. Ti offro lo stesso tuo Sangue: esso compia in me e per me la tua benedetta volontà.

Per obbedirTi cercherò di esprimere quello che mi fai contemplare.

Sullo sfondo meraviglioso del Cielo è l'immagine amabilissima, splendidissima di Gesù.

Egli posa sulle nubi e stende le sue braccia nell'ampiezza degli spazi.

Il suo volto è coronato, come altra volta, da una fulgida corona di Sangue: dal petto e dalle mani sgorgano getti di vivido Sangue, avvolto da una luce meravigliosa.

Gli Angeli chini sotto le mani di Gesù, accanto al suo Cuore, da cui esce l'onda più copiosa, sostengono calici dorati che vanno riempiendosi e traboccando di Sangue.

A' pié di Gesù, sono anime che lambiscono il rivo misterioso. Lontane, separate da una distanza infinita, sono altre anime che tendono le braccia verso Gesù.

Chi le porterà a Lui? O come giungerà fino ad esse l'onda salutare?

La tela più bella del mondo sarà quella in cui si rappresenterà Gesù che dona il suo Sangue alle anime.

Gesù sprona la piccola anima a concretare la missione ineffabile che porterà le anime al Sangue di Gesù e il Sangue di Gesù alle anime.

Se tu vedessi un fiume di Sangue? Se il fiume si convertisse in lago immenso? Se formasse un mare infinito?

Su questo mare misterioso la fragile barca della tua vita è condotta ai lidi del Cielo.

Non temere: se la tempesta ti travolgesse, nel mare stesso attingeresti nuove forze per volare ancor più fidente al mio Cuore. O Signore, tu devi avere quaggiù le tue anime fedeli e predilette alle quali comunichi i segreti del tuo Sangue. Oh! io voglio unirmi ad esse, al loro fervore, al loro amore, essere almeno la loro serva e la loro schiava per rendermi meno indegna delle tue misericordie. q. 115 : 16 luglio

 

392 Sono il tuo Sposo di Sangue

O Gesù, Sposo di Sangue, abbi pietà di me!

Non potresti trovare un'invocazione più cara di questa. Sono il tuo Sposo di Sangue, lo Sposo di Sangue di tutte le anime, e come Sposo abbraccio la tua piccola anima e le comunico beni infiniti.

Guarda: il mio Sangue è fuoco che consuma la tua scoria, è lavacro misterioso che deterge le tue miserie, è luce che illumina il tuo spirito, è soavità che inebria tutto il tuo essere.

Questa unione mistica si rinnova ogni volta che tu aderisci alle espansioni della mia misericordia, e si rinnoverebbe tutti gli istanti se tu potessi rispondere ininterrottamente ai richiami della grazia.

Da questa unione sbocciano i frutti spirituali più graditi al Padre mio, la trasformazione di te stessa, la vita nuova del tuo spirito, la vita nuova di tante anime che tu puoi salvare per i meriti, la virtù e la potenza del mio Sangue.

Ma come partecipare alle anime il tuo Sangue prezioso se non posso parlare di questo Mistero, se lo svolgimento di questa vita mistica è tutto interno?

Col desiderio, mia figliuola, unendoti alla potenza del mio Sangue. q. 115 : 21 luglio

 

393 L'amore che scaturisce dal Sangue

Il Sangue del mio Gesù, non altro che il Sangue del mio Gesù può darmi l'amore puro e forte, l'amore intelligente e operoso, l'amore umile e sincero, l'amore semplice e nobile che crede, spera ed ama senza ricerca di compensi, senza interesse individuale, pronto a seguire l'onda dell'altissimo amore, porti essa negli abissi più oscuri o negli spazi più luminosi, nelle arcane cognizioni della Divinità e nelle umilianti constatazioni dell'umana miseria.

L'amore che scaturisce dal Sangue di Gesù, è amore che ama come ha amato Gesù. q. 115 : 22 luglio

 

394 Prenderò il calice della salvezza

Il Salmista offerse a Dio il calice delle sue tribolazioni e delle sue fatiche, o con cuore profetico offerse il calice ripieno del Sangue di Gesù?

Non lo so, perchè sono affatto digiuna della scienza della Sacra Scrittura, però penso che il suo spirito fu illuminato dal Signore nell'insegnarci il modo onde possiamo presentare le nostre suppliche alla Divina Maestà.

«Calicem salutaris accipiam!».

Prenderò il calice del mio Signore, il calice ripieno delle lagrime del mio Gesù, ripieno del suo Sangue, ripieno del suo amore e lo offrirò al Padre, lo offrirò a Gesù, lo offrirò allo Spirito Santo.

Piccola figlia, ti metto fra le mani il mio Calice, ma io stesso voglio avere tra le mie mani il calice del tuo cuore, piccolo calice, vile, fragile, ma ricolmo del mio Sangue. Pensa al valore che acquista fra le mie mani, ripieno dei frutti della mia Passione!

Potessi tenere in mano così tutti i cuori degli uomini! Tu non comprendi nulla di questo mistero di amore, e quasi ti pare che il mio linguaggio semplice e umano non si addica alla mia Maestà, e pensi se le comunicazioni con le anime dei Santi abbiano un'impronta di intimità come uso con te.

A' miei Santi mi comunico semplicemente come a Te, essi poi sanno penetrare nei segreti delle mie parole con lo spirito di fede e di amore.

Metti tra le mie mani i cuori de' Sacerdoti, de' Religiosi, delle anime scelte a compiere insieme a me le opere della Redenzione.

lo li riempirò di Sangue ed essi vivranno una vita più intensa. Ma tu entra nel mio Cuore. Mi domandi da bere! Ma forse, trovandoti accanto a molte sorgenti, chiedi a qualcuno il permesso di bere?

Aumenta la fede con la mia grazia e aumenta la grazia con la fede, e nell'accrescimento di queste forze vive e di questi doni di Cielo ci sarà l'accrescimento dell'onore dato al mio Sangue e dei frutti con i quali lo glorificherai. g. 115 : 25 luglio

 

395 Voglio farmi santa col Sangue

Voglio farmi santa col Sangue di Gesù. Esso è la sorgente di ogni santità, è la vita di ogni santità, è la corona di ogni santità. Il Sangue di Gesù è una ricchezza divina che mi appartiene. Mi appartiene perché Gesù l'ha versato per me nella sua Passione e sulla Croce.

Mi accosterò con umiltà alla Croce del mio Gesù, piangerò i miei peccati che furono la cagione della sua morte e, incoraggiata dalla bontà del mio Gesù, mi avvicinerò alle sue piaghe adorabili che sono le fonti della santità e ripeterò: Sanguis Christi, fons vitae et sanctitatis, miserere nobis.

Il Sangue di Gesù, lo sento, penetra nelle più intime fibre dell'anima, riempie i solchi formati dalle mie infedeltà, ripara alle impressioni lasciate dalla colpa e infondendomi la vita divina, mi infonde la santità.

Voglio farmi santa! Intendo ricevere, ad ogni respiro della vita e in tutti gli istanti, il Sangue di Gesù perchè mi aiuta a farmi santa e voglio farmi santa per ricevere meno indegnamente il Sangue di Gesù.

La santità che l'anima acquista nutrendosi del Sangue di Gesù è vera e sostanziale perchè non può essere adombrata dalla tenebra dell'amor proprio, sfugge all'orpello della illusione e non può venire distrutta dal vento devastatore della superbia.

Il Sangue di Gesù fu versato da Lui per ricomprarci: è giusto che compia la nostra santificazione ed è giusto altresì che le sue operazioni siano contemplate dall'anima come un puro dono della divina misericordia.

La santità adunque è il fiore più bello della Redenzione, il frutto divino maturato sull'albero della Croce. Chi lo gusta si fa santo.

O Gesù voglio farmi santa col tuo Sangue divino. q. 115 : 29 luglio

 

396 è bello vantare questo Mistero di amore!

Che può uscire di buono dalla mia piccola anima? Nulla!

Ma se io la porto sotto la Croce e la tengo avvinta al Mistero ineffabile della Passione di Gesù, se la avvinco alle sue piaghe santissime e schiudo l'immensa capacità del mio nulla alle dovizie del suo Sangue, allora divento ricca e possente per la sua virtù e il suo splendore.

Come è bello vantare questo Mistero di amore!

Sì, mio Gesù, mi avvicino alle tue piaghe, penetro in esse, bevo il tuo Sangue, lo bevo con la voluttà dell'assetato, a cui per la prima volta, dopo un lungo cammino, sorride la purezza dell'onda fresca e inesauribile.

Vieni, onda misteriosa del mio Gesù, vieni e dissetami: non ho altra brama nella vita, non ne voglio altra.

Che importa se esternamente, resto brulla e squallida, come sperduta nell'ombra della mia piccolezza?

Perchè in questa piccola anima che è la casa del pane sgorghi perenne e con getti altissimi l'onda del tuo Sangue divino, purchè io lo ami, lo adori, lo serva e lo glorifichi, non Ti chiedo altro, null'altro, mio Gesù.

Versa dunque nel piccolo cuore, versa a dismisura il tuo Sangue adorabile. lo intendo di ricevere specialmente quello che viene disprezzato e calpestato. q. 116: 2 agosto

 

397 Il Sangue è il cielo della mia anima

La vita nuova, di cui parlò Gesù Cristo, è nel suo Sangue, ci viene dal suo Sangue, si conserva col suo Sangue, si aumenta nel suo Sangue, si estende, si partecipa, si perfeziona per il suo Sangue.

Anima mia, sprofondati in questo Mistero, consuma le tue forze, i tuoi averi, le tue aspirazioni nel Sangue di Gesù; avrai la pienezza delle sue forze de' suoi beni e della sua misericordia.

Il Sangue di Gesù è il cielo della mia anima, è la luce della mia mente, è lo spazio infinito da cui lo spirito attinge le meraviglie della sapienza celeste, è un mistico regno di pace dove si avvicendano le misericordie del gran Re e le ineffabili ascensioni della piccola anima, dove Lui profonde i suoi tesori divini e in cui l'anima si spoglia delle sue miserie umane.

Nel Sangue di Gesù ho rinnovato, come sempre, i miei poveri voti. Quanto diviene sublime il piccolo olocausto rivestito del Sangue di Gesù! q. 116: 5 agosto

 

398 Sei la madre del mio Sangue

Egli dice: tu sei la piccola Sposa della mia Passione sei la madre del mio Sangue .

Non comprendo quest'ultima frase [...].

L'unione con Lui dà diritto alla comunanza dei beni ed Egli dona alla piccola sposa l'eredità del Sangue, il quale diventa il misterioso patrimonio da conservare, da godere, da partecipare alle anime.

Questa missione è come una mistica maternità.

Infatti Gesù dice: Tu devi somministrare il mio Sangue alle anime come una madre somministra il cibo a' suoi figli.

Porta il mio Sangue ai bambini che muoiono senza Battesimo. Porta il mio Sangue alle anime che muoiono senza assistenza religiosa, a quelle che la rifiutano, a quelle che muoiono improvvisamente, tragicamente.

Porta il mio Sangue alle anime degli infedeli. Quale ufficio! Quale maternità spirituale!

Comprendi ora il mio linguaggio?

Lo comprendo ma non so attuarlo perchè non ne sono degna. q. 116 : 10 agosto

 

399 Dove trovare queste mani?

Si rinnovano, nell'intimità, i misteri della Passione, Gesù accresce nell'anima la sete del suo Sangue e, nello stesso tempo, le presenta le sue piaghe divine da cui sgorgano fiotti di Sangue vivo.

L'anima deve togliere, staccare dalla Croce le membra adorabili di Gesù, ma specialmente Egli le offre il Capo santissimo perchè vi tolga la corona di spine.

Come è possibile toccarla senza rinnovare lo strazio? Ci vogliono mani sottili, delicate, straordinariamente pure.

O Signore, dove trovare queste mani?

Mi affido alla Vergine Santa, invoco il suo aiuto, quello del mio Angelo Custode, di S. Giuseppe, di S. Antonio, di S. Caterina da Siena, della Beata Angela da Foligno, delle mie Sante Fondatrici, di S. Geltrude, di S. Teresa, di S. Margherita Alacoque, di S. Teresina.

Le mani della Vergine e quelle de' miei Santi Patroni possono levare delicatamente la corona senza farti patire, o dolce Gesù! lo contemplo e alloro.

Ma che atti sono questi, o Signore?

Sono le esercitazioni della fede e dell'amore. Ed ora?

Stringi al cuore le membra divine insanguinate [...]

lo porterò sulle ferite questa vita che esce per noi, la riporterò con la mia povera vita, con la vita delle anime che Egli vuole redimere.

E Gesù vivrà in me con queste espansioni di misericordia ed io vivrò in Lui con la virtù del suo Sangue.

La Vergine Santa mi guida, mi illumina e mi sostiene in questa vita intima con Gesù.

Quale vita? Chi la intende, chi la conosce e chi l'ama non può intendere, né gustare, né amare più nulla quaggiù. q. 116: 14 agosto

 

400 Maria è grande per il Mistero del Sangue

Se Gesù ha redento col suo Sangue gli uomini, prima di tutti e sopra tutti ha redento la sua Madre Santissima con una redenzione di privilegio.

Sotto la Croce ella apparve divina.

Che avrebbe fatto una madre tenera dinanzi a un figlio straziato nelle membra, mentre su di una croce viene dissanguato dalla barbaria umana?

Si sarebbe slanciata verso la croce, avrebbe strappato i chiodi spietati, o almeno avrebbe addolcito, imbalsamato con i suoi baci le carni tormentate, raccogliendo devotamente il Sangue in preziosi pannolini come venne fatto all'epoca dei martiri.

Maria invece è immobile sotto la Croce.

Ella contempla il martirio di Gesù con pupilla illuminata: vede la Giustizia divina che avvolge l'augusta Vittima e vede la misericordia che dall'augusta Vittima scende col suggello del Sangue su tutte le anime.

Il mistero del Sangue! Esso ci ha dato Maria, ci ha dato Gesù, ci ha dato la vita soprannaturale, ci darà la vita eterna.

Maria è grande, è divina, è regina per il Mistero del Sangue di Gesù: è corredentrice per il Mistero del Sangue di Gesù.

Figlia mia, ogni anima può essere corredentrice delle anime, purché resti con Maria accanto alla Croce, contemplando il mio Sangue, bevendolo, offrendolo all'Eterno Padre, versandolo sulle anime.

Onorando il mio Sangue, onori la Vergine, la rendi propizia ai tuoi bisogni e ottieni le sue grazie speciali. Essa ti sarà maestra nella via misteriosa che tu percorri vivendo nel mio Sangue. q. 114 : 15 agosto

 

401 Ma quei calici sono pochi

Attorno alla Croce è uno stuolo di Angeli intenti a raccogliere in calici dorati il Sangue di Gesù. Ma quei calici sono pochi, sono piccoli e il Sangue scorre e si perde ancora.

Poveri piccoli cuori, che gli Angeli appressano alle ferite di Gesù, moltiplicatevi, dilatatevi, Gesù vuol prodigare a tutti la sua vita, vuol purificare, santificare, inebriare tutto il mondo.

Ci vuole una santa crociata che prepari tutte le anime al tesoro della Redenzione. Non basta adorare, amare il Cuore di Gesù, bisogna adorare, amare e sopra tutto raccogliere il Sangue prezioso che scaturisce dalla profonda ferita.

Bisogna che i Sacerdoti specialmente nel Sacramento della penitenza ricordino ai peccatori il Sangue di Gesù: esso è l'unica salvezza, l'acqua salutare che lava ogni colpa, è la forza che sostiene, la grazia che preserva dalle cadute. q. 1: s.d.

 

402 Gesù cerca un cuore che riceva il suo Sangue

E impossibile che l'anima rimanga continuamente unita al suo Dio. 1 doveri della vita, la debolezza della natura, e molte altre cause impediscono che essa stia librata sull' ali dello spirito, in unione perfettissima al divino amore.

C'è però un mezzo possente che può rendere perenne e vitale il suo slancio attuale ed efficace la sua unione soprannaturale. è il Sangue di Gesù.

Cerco un cuore mi dice Gesù.

O Signore, guarda all'intorno quante anime elette, sante, generose, apostoliche; esse hanno certo un cuore che risponde ai tuoi desideri.

Ma Gesù non trova un cuore secondo i suoi desideri.

Quali doti deve avere, o Signore? Cerchi un cuore puro, mite, umile, generoso, distaccato, delicato, nobile, sensibile, amoroso? Gesù non cerca le doti del cuore, ma un cuore che riceva e accolga i tesori del suo, il dono del Sangue, la virtù, i meriti, gli atteggiamenti della sua Passione. E siccome è impossibile che trovi un cuore così eletto, Egli stesso promette di formarlo in me con gli stessi elementi del suo Sangue Prezioso. q. 1: s. d.

 

403 Immergiti nel mio Sangue

Immergiti nel mio Sangue. Soltanto vivendo in esso sarà tolto da te ogni contatto con la vita, ogni ostacolo alla perfezione, ogni ombra di colpa, ogni debolezza.

Finora il Mistero ha avvolto la tua anima ora vi penetrerà intimamente e per la sua virtù comprenderai cose sublimi.

Finora hai contemplato le verità eterne con la tua pupilla, ma ora le contemplerai alla luce del mio Sangue.

Sentirsi immersi nel Sangue di Gesù, vale gustare il senso della vita divina che è il preludio di quella eterna. q. 1: s. d.

 

404 La Vergine Immacolata è il fiore del Sangue

La Vergine Immacolata è il fiore più splendido, è il frutto più saporoso del Sangue Prezioso di Gesù.

Nella sua infinita e inconcepibile misericordia Egli ha voluto giungere a noi per mezzo di Maria, per mezzo della sua stessa creatura.

Ma questa creatura fu composta dalla virtù del Padre, dalla potenza, dallo splendore del Figlio, dalla sapienza e dalla sublimità dell'amore dello Spirito Santo. E in questa fattura tutta divina ha trasfuso il Sangue Adorabile che doveva diventare il Sangue di Gesù, che doveva essere l'elemento, il prezzo della rigenerazione e della riparazione. q. 1: s. d.

 

405 Gli uomini non vogliono pensare a quel Sangue

Vedo la Redenzione di Gesù come il sole che ricopre tutto il mondo, che lo avvolge, lo penetra, lo rende vivo, lo feconda. E il mondo sfugge alla luce, apre dei solchi e si sprofonda nelle viscere della terra fangosa e sterile.

O mio Dio, la sorte dei popoli, la sorte delle anime è legata al trionfo del Sangue di Gesù, ma quel trionfo è lontano perché gli uomini non vogliono nemmeno pensare a quel Sangue, non lo vedono colare dalla fronte dell'UomoDio, non lo vogliono raccogliere [...] q. 1: s.d.

 

406 Passa nel mondo un'onda di fango

Come gode Gesù nell'incontrare un'anima semplice! L'apparato della scienza pare che gli chiuda la via, il cerimoniale della conversazione pare metta un freno alla sua tenerezza. Egli vuol abbassarsi, vuol vincere, e per giungere alla piccola creatura usa un linguaggio infantile.

O mio Gesù, vieni, ma prima prepara la piccola anima che non muoia sotto la pressione del tuo dolore e del tuo amore. Vieni e ricolma di Sangue il piccolo cuore e trasforma in amore ogni piccola fibra e ricolma ogni fibra di Sangue Prezioso. è in vista di quel Sangue che Gesù piange e ha bisogno di consolazione.

Passa nel mondo un'onda di fango e quel fango giunge fino al Tabernacolo, fino a Gesù Ostia, fino alle sorgenti dei tesori della Riparazione.

Bisogna che un'onda pura sfidi questa fiumana di iniquità e giunga con la riparazione amorosa fino alle piaghe di Gesù. Ma chi può opporsi alle sorgenti di iniquità che allagano la terra e portare fino a Gesù le testimonianze del nostro piccolo amore?

Il Sangue di Gesù: esso è la sola riparazione divina degna del Cuore di Gesù.

Raccogliamolo dal Getsemani. Nella terra fredda ed insensibile, che accolse e bevette il Sangue di Gesù senza commuoversi, siamo significati tutti noi, e essa simboleggia la nostra durezza e incoscienza.

Anche oggi, come sempre, il Sangue di Gesù scende sulle nostre anime con voci di pianto e rivelazioni di agonie. Accogliamolo e sapremo sollevarci con Gesù e potremo seguirlo al Calvario.

Espiazione per espiazione.

Il peccato fu espiato dal Sangue di Gesù, il nuovo peccato che si commette calpesta il Sangue di Gesù e non può essere riparato che dallo stesso Sangue Prezioso. q. 1: s. d.

 

407 Beate le nazioni, beate le famiglie...

Il Maestro, il Padre, il Sacerdote, la Vittima Divina insegna, attrae, offre, s'immola per noi.

Credo, mio Signore; la mia fede è visione. Spero, tocco con mano le ricchezze della tua Redenzione. Amo! Sei tu che ci ami, sei tu che mi ami! Sei tu che ripeti: Beate le nazioni che prima adoreranno il mio Sangue!

Beate le famiglie che si consacreranno a questo Mistero! Tenetevi pronti perchè il nemico vi metterà alla prova, ma anche il Signore sceglierà il suoi campioni tra quelli che onorano il suo Sangue Divino.

I Sacerdoti dicano alle anime afflitte, colpevoli, alle anime amanti, alle anime votate ad una missione particolare: Ti ricopro col Sangue Prezioso di Gesù.

I Santi contemplano i patimenti di Gesù come fossero fatti presenti; vedono la Passione prodotta dal peccato e tutte le conseguenze che aggravano sui popoli e sulle nazioni.

Il Sangue di Gesù dà queste intuizioni. q. 1: s.d.

 

408 Il Sangue è l'acqua mistica che disseta

Il suo Sangue Divino è l'acqua mistica che disseta le anime tormentate dalle passioni.

Il Sangue di Gesù spegne la sete dell'oro, la sete dei piaceri, la sete dell'orgoglio, la sete della gioia e dona all'anima la mistica sete per cui aspira alla vita nuova, alla vita soprannaturale, alla vita mistica, alla perfettissima vita di unione con Cristo.

O Sangue di Cristo, salvezza dei popoli, sovrana ricchezza del mondo, ti adoro, ti invoco, ti benedico! q. 1: s. d.

 

409 Devi saper contemplare

Devi saper vivere nella mia presenza, essere docile a' miei comandi, pronta a' miei desideri, fiduciosa nelle mie parole, sicura delle mie promesse.

Devi saper contemplare i miei passi: guarda, essi lasciano nella tua anima delle orme sanguinose.

Devi saper contemplare l'opera delle mie mani: guarda, esse

cementano, impreziosiscono col Sangue ogni dono celeste. Devi saper contemplare il mio Volto: guarda, da esso partono raggi di luce divina e fiotti di Sangue.

Guarda la mia pupilla velata di Sangue! Guarda il mio Cuore: non dà che Sangue!

è il grande Mistero che manifesta il Cielo alla terra, che riconduce le anime al Padre, che le dispone ai segreti della mistica unione e anticipa quaggiù i gaudi della giustificazione. q. 42 : 8 novembre

 

410 Che cosa è l'amore?

Che cosa è l'amore? E la vita che Dio ha posto in me e che si svolge a contatto della sua grazia, della sua verità, della sua santità, a contatto del Corpo e del Sangue di Gesù, a contatto del Mistero, a contatto della volontà santa, amabile e perfetta del mio Signore.

Che cosa è l'amore? è il dono di me stessa a Lui, l'abbandono di ogni cosa per amore di Lui, è la ricerca di Lui in ogni cosa; è il riposo in Lui sopra ogni cosa, è l'unione con Lui fuori di ogni altra cosa.

Che cosa è l'amore? E la rinunzia, completa, amorosa, continua di me stessa perchè in tutto e sempre trionfi Gesù: è il basso conoscimento di me stessa che dispone al conoscimento di Gesù: è l'annientamento di tutta me stessa che lascia il posto alle operazioni di Gesù.

Che cosa è l'amore? E il desiderio di possedere Gesù: la brama di conoscere la sua verità, lo zelo per l'estensione del suo regno nelle anime, la gioia per le sue conquiste spirituali, il sacrificio per l'effettuazione de' suoi disegni di provvidenza e di misericordia.

Ma sopra tutto l'amore è l'unione a' suoi patimenti, la comprensione de' suoi dolori, la tenerezza per le sue piaghe, l'adorazione del suo Sangue prezioso.

L'amore è la vita consacrata, consumata nel Mistero ineffabile del Sangue di Gesù. q. 42 : 8 novembre

 

411 Se il mio Calice posasse...

Al momento della Consacrazione, mentre è nell'anima il riflesso dei grandi Misteri, una voce segreta va ripetendomi: se il mio Calice posasse sui tuoi occhi, sulla tua bocca, sul tuo cuore? Non sono degna, o Signore.

Invidio le ossa dei Martiri e dei Santi sulle quali si posa il Calice inebriante della Passione, del Sangue di Gesù.

Contempla la mia Passione, bevi il mio Sangue, conservalo nel cuore: sarà come se il Calice del mio Sangue posasse sulla tua pupilla, sulle tue labbra, sul tuo cuore.

La piccola anima non potrebbe godere più vivamente le tenerezze di Gesù: pare che Egli voglia ricompensarla dei lunghi silenzi e delle rinunce imposte dall'obbedienza.

E tutto è tradotto in amore. La verità che sgorga dalle labbra del Ministro, il silenzio che mi circonda, il vuoto nel quale l'anima pare inabissarsi e dal quale attinge la più larga comprensione delle parole del Salmista: «Tamquam nihilum ante Te!».

q. 42 : 9 novembre

 

412 O mio Gesù, che hai fatto per noi?

O mio Gesù, che hai fatto per noi?

O mio Gesù, per quali vie sei disceso dall'eternità nel tempo, dallo splendore della tua Maestà alla tenebra del nostro esilio! E noi Ti abbiamo crocifisso!

Noi Ti abbiamo ucciso!

E Tu divino amante, pazzo di amore per noi, ci offri il tuo Sangue perchè possiamo salvarci ancora, riavere il perdono, la grazia, la salvezza e la gloria!

O veramente infinito, immenso, incomprensibile nella tua misericordia e nel tuo Amore, o dolce Gesù! q. 42: 11 novembre

 

413 Contemplare il SS. Sacramento

Egli vuole essere contemplato, amato, adorato nella sua immolazione perpetua.

Contemplare il SS. Sacramento con l'intenzione di offrire al Divin Padre le immolazioni di Gesù.

Contemplare, invocando che il Sangue prezioso entri in ogni anima, la rivesta di grazia, la santifichi.

Guarda il sole, dice Gesù.

Ha forse perduto del suo splendore illuminando gli spazi dall'istante della sua creazione?

è una pallidissima idea confrontata col grande Mistero del Sangue prezioso.

Nessuno potrà mai comprenderlo, ma le anime dovrebbero struggersi di amore nel contemplarlo.

A' piè dell'Altare della Vergine chiedo umilmente se la piccola anima può seguire Gesù lasciandosi attrarre dalla forza, dalla dolcezza del Mistero del Sangue. q. 42: 12 novembre

 

1931

 

414 Adoriamo il Mistero della Circoncisione

Tra le pìccole mani di Gesù vedo un mistico calice nel quale sono raccolte le sue prime gocce di Sangue, sparse nella Circoncisione.

Adorìamo il Mistero!

Prostriamoci nella polvere, ringraziamo il Signore delle sue grandi misericordie e scongiuriamolo a renderci degni della sua infinita carità.

Piccola anima, raccogliti in silenzio accanto alla Vergine, accanto al Bambino Gesù, adora e contempla, contempla e adora. Metti in quel calice il tuo piccolo cuore, i tuoi piccoli sacrifici, le tue promesse, i tuoi desideri, le tue preghiere, ìl tuo amore. Guarda, Gesù ti ricambia con un dono regale. Egli ti segna la fronte, gli occhi, la bocca, le mani, il cuore col segno della croce, con una croce formata dal suo Sangue.

E il segno della redenzione, il segno della predilezione, il segno della santità, il segno dell'amore, il segno dell'unione, il segno della immortalità, il segno della beatitudine. q. 43: 1 gennaio

 

415 O Gesù, sacerdote e vittima

O mio Gesù, Tu sei veramente il Sommo Sacerdote, il Sacerdote dell'Altissimo che compie in noi perfettamente, amorosamente, divinamente tutti gli atti di culto dovuti al Padre.

Tu sei il grande sacerdote e sei altresì la Vittima augusta, immolata sull'altare della tua carità.

Sacerdote e Vittima fin dal primo istante dell'Incarnazione nel seno di Maria: Sacerdote e Vittima nella grotta di Betlemme, nella Circoncisione, nella presentazione al Tempio, nella fuga in Egitto, nel silenzio della casa di Nazareth, nell'apostolato della vita pubblica.

Sacerdote e Vittima nell'ultima Cena, nell'Orto degli Ulivi, sul Calvario, sulla Croce, nel Sepolcro: sempre e dovunque Sacerdote dell'Altissimo, nell'atto di offrire, di consacrare e di immolare la vittima augusta, perfetta, degna del Padre.

E continua questo Sacerdozio regale e questa immolazione divina nel Sacrificio e nel Sacramento, nel silenzio del Tabernacolo e nel segreto delle anime.

E invita le nostre piccole anime a unirsi a' suoi meriti, alle sue immolazioni, al suo amore.

O Gesù, unisci a questo tuo Sacerdozio la mia povera anima. Lo so, sono troppo piccola e troppo meschina per salire accanto a Te sull'Altare delle tue immolazioni; ebbene, lascia che io venga accanto alla tua Culla, che contempli il Sacerdozio regale della tua umiltà, che mi ispiri al tuo Sacrificio onde possa unirmi con più amore, con maggior devozione e con più chiara comprensione al Sacrificio dell'Altare, al Sacerdozio che Tu compi dinanzi al Padre Celeste, nell'altezza dei Cieli e nello splendore della tua gloria. g. 43 : 8 gennaio

 

416 Gesù in me, con me, per me

Il Mistero entra in me per la S. Comunione. L'anima, per la virtù divina, è resa capace di accogliere gli splendori dei divini Misteri.

Un Dio a me, in me, per me!

Quante volte ho ripetuto queste parole senza vedere la luce e senza gustare la soavità che oggi mi comunicano!

Gesù in me, con la sua virtù divina, con i suoi meriti, con il suo Sangue, con la sua vita divina!

Signore, credo, spero, amo, vivo per Te!

Le tue mani mi sollevano dalla terra, il tuo sguardo mi ravviva, la tua parola mi trasforma, il tuo Sangue mi santifica, il tuo Cuore mi fa pregustare le ineffabili gioie della vita beata.

Gesù in me! Gesù con me! Gesù per me! g. 44 : 29 gennaio

 

417 Il divin Sangue apporta molti benefici

O mio Gesù, comprendo che, dinanzi a Te, più della frase sgorgata dal cuore, vale l'olocausto consumato nel cuore stesso. Sarebbe dolcissima cosa per me trattenermi in dolci colloqui di amore intorno al Mistero del tuo Sangue, e sarebbe ancor più desiderabile ascoltare il tuo linguaggio divino.

Ma il silenzio sarà un atteggiamento di più forte amore. Seppellirmi nell'abisso del Mistero è ancor più che contemplarlo di lontano.

Si, voglio seppellirmi in Esso, ma dilatando la mente, il cuore, lo spirito perchè si riempiano della vita divina.

Mi seppellirò nel silenzio, volenterosamente, con gioia, invocando che sorgano altre anime più degne, più virtuose, più coraggiose di me, che sappiano suscitare i santi entusiasmi e la vera e soda devozione al Divin Sangue di Gesù.

Rinuncio a scrivere intorno a questo Mistero perchè non lo so fare, ma non rinuncio ad amarlo.

Il silenzio renderà l'anima capace di percepire e intuire le voci più delicate di Gesù, di unirsi maggiormente a' suoi desideri, di immedesimarsi nella sua volontà.

Raccolgo intanto il suo testamento. Il Divin Sangue apporta alle anime molti benefici:

1° Cancella i peccati

2° Ripara le debolezze contratte dall'anima per il peccato originale.

3° Aiuta a vincere le tentazioni.

4° Guida alacramente nella via della salute.

5° Sostiene nella tribolazione.

6° Aiuta a conoscere la vocazione.

7° Comunica tutti i beni spirituali.

8° Eleva l'anima alla contemplazione delle cose celesti.

9° Mantiene l'anima nella vita soprannaturale.

10° Infonde nell'anima l'amore ai Misteri.

11° Unisce perfettamente a Gesù.

12° Comunica all'anima la grazia, l'amore, la vita divina. Amen. q. 44 : 31 gennaio

 

418 Potessi riceverne una piccola goccia!

Vieni! Sul terreno ricomperato dal tuo Sangue semina la tua virtù, trasforma, verifica, produci e opera le meraviglie della tua carità.

Sì, a forza di invocare, chiedere, desiderare il Sangue di Gesù, potessi prima della mia morte, riceverne una piccola goccia, una di quelle che assorbe il purificatoio, quanto sarei felice!

Avrei il prezzo del mio riscatto, la chiave del Paradiso e il pegno della gloria celeste. q. 44 : 8 febbraio

 

419 In tutti gli istanti è rinnovata la Passione

Ho appena ricevuto Gesù ed è in me in uno stato il più compassionevole.

Non l'ho immaginato così. Lo sento così, vivo in me, con le sue membra santissime straziate e insanguinate. I piedi, le mani, il Cuore, la bocca, il capo danno sangue. Perchè?

I miei peccati e quelli di tutti gli uomini Lo hanno trafitto così, non soltanto sul Calvario, ma tutti i giorni, in tutti gli istanti è rinnovata la sua Passione.

O mio Gesù, parla! Che vuoi che ti dica, piccola anima? Non vedi che sta per morire? Chiudi quelle piaghe col balsamo della carità, baciale con devozione, con umiltà, compunzione e fiducia, stringiti ad esse, vivi per esse.

O Sacramentato Gesù!

O Crocifisso vivente! Ti adoro, Ti benedico, Ti amo! Abbi di noi pietà! Insegnaci a contemplarTi, ad amarTi! O Crocifisso Amore! O Amore Crocifisso! q. 44: 12 febbraio

 

420 In Chiesa tutto mi parla della Passione

La Passione di Gesù!

Se entro in Chiesa tutto mi parla della Passione di Gesù: i dipinti, le statue, i simboli, la lampada, gli ornamenti, tutto è decorato dalla Croce.

Sulla Croce è Gesù immolato: nel Tabernacolo e sull'Altare è Gesù che s'immola.

Gesù che s'immola per me, Gesù che s'immola in me!

O contemplazione delle contemplazioni! O fornace donde partono le fiamme dell'amore ineffabile!

O Misteri! O Misteri! O Misteri!

Non desidero che di consumare la mia vita a' piè della Croce di Gesù. q. 44 : 15 febbraio

 

421 Il massimo amore si sprigiona dal Sangue

Tu regni dalla Croce. Con la tua Morte Tu conquisti un regno ineffabilmente spirituale e versando il tuo Sangue Divino Tu estendi nelle anime il regno della pace, della giustizia e dell'amore.

Tu sei il Re dei popoli perchè realmente li hai ricomperati con la tua immolazione.

Rivestito del paludamento regale, il massimo splendore parte dalle ferite del tuo corpo, il massimo amore si sprigiona dal Sangue che è il nuovo paludamento della tua regalità umana, la veste mirabile dell'umanità redenta.

Cantate al Dio nostro, cantate, cantate al Re nostro. q. 45 : 25 ottobre

 

422 Vivendo nel Sangue di Gesù

Vivendo nel Sangue di Gesù, l'anima, si può dire, non ha più sforzi da compiere.

E Lui che la avvolge, la alimenta, la feconda e la trasporta; è Lui che la fa agire, amare, salire; compie cioè in essa, le vere opere della santità.

Ma occorre che questa piccola anima non si stanchi delle difficoltà che deve sormontare per raggiungere la perfezione di questa vita intima: occorre che sia pronta e docile ad ogni ispirazione, fedele e generosa nella contraddizione.

Uscendo da se stessa, l'anima vive, non solo del Sangue di Gesù, della grazia di Gesù, della vita divina, ma si rende degna di vivere nel Sangue di Gesù, nella grazia di Gesù, nella vita di Gesù. è l'unione santa e ineffabile, frutto della Redenzione.

q. 45 : 27 ottobre

 

423 Cerco la corrente del Sangue

La grazia è la vita del mio Gesù, comunicatami per mezzo del suo Sangue.

O Signore, gli uomini cercano di strappare i segreti della scienza, dall'aria, dall'acqua, dalla luce; cercano le ricchezze nelle viscere della terra, sfruttano gli elementi, per averne vantaggi e comodità.

Per me, o Signore, cerco una cosa sola: discendo e mi nascondo nelle viscere della tua misericordia: cerco la corrente del tuo Sangue adorabile. q. 45 : 28 ottobre

 

424 O Crocifisso, compendio della mia vita di fede!

O Crocifisso Divino, Tu sei il compendio della mia vita di fede! ContemplandoTi, io adoro per Te, con la virtù che sgorga dalle tue piaghe e dal tuo Sangue, adoro i Misteri della Unità e Trinità di Dio, adoro l'Incarnazione, la Passione, la tua Morte, la tua Resurrezione, la tua vita di immolazione e di gloria, adoro il Sacrificio e il Sacramento, la tua vita divina e la tua vita umana.

ContemplandoTi, o mio Re Crocifisso, io intensifico la mia fede, la speranza si avvalora, la carità si infiamma: le virtù cardinali si corroborano e l'anima sente la grandezza e l'efficacia delle virtù morali.

ContemplandoTi, o mio Re Divino, o mio Re Crocifisso, sento ripetere la tua dottrina adorabile: le Beatitudini fioriscono sul tuo labbro con tutte le iridiscenze della sapienza celeste, e le Tue sette parole, testamento di insuperabile e inconcepibile sublimità, risuonano nell'anima con la virtù dei sette doni dello Spirito Santo.

O Crocifisso mio Signore! O mio Signore Crocifisso!

In Te è la mia vita del tempo, da Te e per Te la mia vita dell'eternità. q. 45 : 20 novembre

 

425 Ringrazio il Signore per aver creato il Sangue

Ringrazio il Signore per avermi creata, ma lo ringrazio ancor più per aver creato il Sangue di Gesù.

Nell'ordine della sua espansione è il tesoro più prezioso per le anime.

O Signore, vorrei poter trovare espressioni degne di questo Mistero.

La mia esistenza non trova la sua ragione soprannaturale che a traverso questo elemento di vita divina.

Ogni anima dovrebbe trovare nel Sangue di Gesù l'inizio, il progresso, la corona della vita spirituale.

Per il Sangue di Gesù, col Sangue di Gesù, nel Sangue di Gesù abbiamo la vita eterna. q. 45 : 26 novembre

 

426 Il Sangue è la tua gloria e la nostra eredità

Ogni giorno schiude all'anima nuovi orizzonti.

E possibile trovare ogni giorno argomenti nuovi e vivere continuamente a' piè della Croce, nell'adorabile Mistero del Sangue di Gesù?

E come è possibile distaccarmene e cambiare rotta?

E possibile tener chiusi gli occhi per non vedere il sole? Fermare il respiro, annientare il pensiero? E possibile sospendere le attività morali e le energie spirituali?

è possibile non rispondere a una voce ineffabile che invita continuamente negli abissi del Mistero, a' piè di una Croce, nella ferita di un Costato adorabile?

Questo ritorno immediato nella Passione di Gesù rinforza l'amore, raddoppia l'amore, santifica il mio piccolo amore. Ma ciò non sarebbe nulla se non arrecasse lode, gloria e benedizione al Sangue di Gesù.

O Signore, non potendo far nulla, non essendo capace di manifestare altrui la mia devozione e il mio zelo per il tuo Sangue prezioso, intendo di onorarlo ripetendo ininterrottamente, per tutta la vita, che esso è la tua gloria e la nostra eredità.

O Signore, vorrei vivere nell'abisso di questo Mistero come la piccola goccia vive sperduta nel mare, ma spesso Tu mi distacchi da questo tuo regno di immensità, di bellezza e di potenza per portarmi, piccola stilla di rugiada, sulla corolla di qualche piccolo fiore. Sii benedetto, o Signore! q. 45 : 4 dicembre

 

427 Ho nelle mani il prezzo del mio riscatto

Gesù riempie le mie povere mani del suo Sangue Divino. O Signore, come accogliere così grande tesoro?

La mia salute è assicurata: ho nelle mani il prezzo del mio riscatto, il segno della mia predestinazione, il merito, la virtù e la gloria per la mia beatitudine.

Unendo le mani in preghiera, più della mia povera voce e del mio umile pensiero, il Sangue di Gesù invocherà per me, offrirà per me, riparerà per me.

Facendo il segno di Croce, segnerò la fronte, le membra, il petto del Sangue di Gesù, ed esso imprimerà nella mia anima la Passione di Cristo.

Il Sangue di Gesù è scudo che mi ripara dal contatto del mondo, è l'atmosfera che mantiene il respiro alla mia anima, è il mistico cibo soprasostanziale che le comunica una forza divina. q. 45: 6 dicembre

 

428 La mia salvezza fu scritta col Sangue

La mia salvezza fu scritta col Sangue di Gesù, la mia santità fu comperata col Sangue di Gesù, la mia beatitudine fu assicurata dal Sangue di Gesù.

Col Sangue di Gesù io scriverò la mia fede, la mia speranza, la mia carità; col Sangue di Gesù chiederò a Dio il perdono, la grazia, la perfezione, la santità, la vita eterna. Amen! q. 45: 11 dicembre

 

429 Per Christum crucifixum

Per Christum Dominum nostrum crucifixum!

Tutto abbiamo, tutto possiamo per Gesù Crocifisso!

Per Christum crucifixum, il perdono del Padre, la sua grazia, il suo amore, i suoi doni, il regno, la sua vita divina.

Per Christum crucifixum, la fede che è la. via la speranza che è la verità la carità che è la vita.

Per Christum crucifixum, l'ordine dello spirito, la luce nella intelligenza, la pace nel cuore.

Per Christum crucifixum, la virtù nelle prove, la forza nei sacrifici, la santità nelle opere.

Per Christum crucifixum, le ispirazioni nel bene, la costanza nei propositi, la fedeltà nell'amore.

Per Christum crucifixum la vocazione, la predilezione, le chiamate interne, le intuizioni profonde, la vita soprannaturale. Per Christum crucifixum, le conoscenze altissime della divinità, le elevazioni ineffabili del Mistero, la dilatazione dello spirito nelle opere della Redenzione.

Per Christum crucifixum, l'intelligenza delle Scritture, la penetrazione negli abissi della Passione, la disposizione per l'accoglimento del suo Sangue Prezioso, la capacità e la grazia per conservarlo, lo zelo nel parteciparlo alle anime.

Per Christum crucifixum, la pace sulla terra e la gloria in Cielo: l'unione della piccola anima alla SS. Trinità, la trasformazione della piccola creatura, la perfezione delle facoltà, la santificazione di ogni atto.

O Signore, questi raggi meravigliosi che partono dalla tua Santissima Umanità avvolgono l'anima di luce meravigliosa: Come corrispondervi?

Contempla il Cuore sanguinante di Gesù.

E là, nel Tabernacolo e attende la nostra corrispondenza. Bisogna ascoltarlo, compiacerlo, compiere i suoi disegni per la gloria del Padre, per la sua gloria, per il bene delle anime. q. 45 : 12 dicembre

 

430 Piccolo atomo cementato dal Sangue

O Signore, fa che questo piccolo atomo sia cementato dal tuo Sangue Divino nella misteriosa corolla della tua carità.

O piccola anima, vivi la tua vita nei segreti della mistica unione, feconda la tua vita col Sangue Divino, impreziosisci la tua vita con la perfezione della volontà e quella delle opere.

A che varrebbero le più alte speculazioni intorno alla vita eterna del Figlio di Dio, se non sapessi rientrare in me stessa per vedere quale espansione lascio a tale vita, come la accolgo e con quale corrispondenza la ricambio? q. 46 : 17 dicembre

 

431 Meraviglioso è il mondo mistico della Passione

Ciò che è ancor più meraviglioso è il mondo mistico della Passione di Gesù, illuminato dal suo Sangue Divino, mondo adorabile, che dovrei saper comprendere e nel quale dovrei vivere alimentata dalla luce e dalla vita dello stesso Sangue prezioso.

O Signore, quale dolorosa constatazione! Il mondo non volle conoscere la tua Passione, anzi la rese immensamente tormentosa, ed anche ora che la Passione si è trasformata nella tua gloria e nel tuo trionfo, anche ora il mondo non vuol riconoscere la tua Redenzione adorabile, sorgente per noi di vita di grazia e di benedizione.

Neppur io comprendo bene che il piccolo mondo della mia anima è fatto per accogliere la luce e il Sangue del Divin Redentore. q. 46 : 19 dicembre

 

432 Mi prostro ai piedi della tua Culla

O Gesù, il tuo Mistero m'inebria. Mi prostro a' piè della tua Culla; Ti adoro, Ti amo! Ti amo, Ti adoro!

Ti contemplo avvolto in una veste candida. è la grazia con cui avvolgi la mia piccola anima.

Ti contemplo ricoperto di una veste purpurea. è il tuo Sangue divino che gronda da ogni fibra del tuo Corpo Santissimo e che penetra in ogni mia fibra per risanarla.

Ti contemplo risplendente di una veste aurata. E significazione del fuoco che sei venuto a portare sulla terra e che desideri portare in ogni anima.

Oh! porta questo fuoco nella mia piccola anima, che si abbandona a Te, in questa notte gaudiosa, rinnovando i poveri voti, il desiderio di servirTi, di amarTi, di immolarsi per Te, per il Mistero del tuo Sangue prezioso che è il Mistero della tua Incarnazione. q. 46: S. Natale

 

433 Tutto questo è frutto del tuo Sangue

O Signore, sento in me il lavoro della tua grazia, accolto, intensificato, seguito dalla virtù del tuo Sangue Divino.

Esso compie operazioni ineffabili.

Le disposizioni dell'anima nell'accogliere la verità, nel gustarla e possederla, quasi fosse un dono naturale, l'abituale visione delle cose che hanno attinenza con la vita soprannaturale, la fame e la sete insaziabili delle cose di Dio, l'ordine dei pensieri e dei sentimenti, per cui mi è facilissimo sottomettere la volontà, tenere la mente spoglia da pensieri che non abbiano rapporto col dovere, il desiderio della vita interiore: tutto questo è frutto del Sangue di Gesù. q. 46: 29 dicembre

 

434 Se non avessi in me il Sangue di Cristo!

«Ecce venio... In capite libri scriptum est de me ut facerem voluntatem tuam».

La Santa Comunione ha espansioni infinite.

Unita a Gesù, la piccola anima partecipa dei meriti della sua divina immolazione per virtù del suo Sangue prezioso.

Ecce venio! Gesù ripete, dal fondo della piccola anima, questa parola che compendia tutta la Redenzione.

Meglio, la piccola anima, racchiusa in non so quali profondità, unita a non so quale misteriosa vita, sente e gusta le grandezze dell'oblazione divina, offerta al Padre negli splendori del Mistero.

Per la virtù di tale oblazione, la piccola anima, rinata a Cristo per la potenza del suo Sangue, è resa degna di stabilirsi nella sua divina volontà.

Stabilirsi nella volontà di Dio è assicurare la salvezza, la perfezione, la santità, la vita di Dio in noi, la nostra vita in Dio. Oh! quanta luce e quanto amore, quanta forza e quanta espansione dà all'anima questa unione con Dio per mezzo di Gesù!

Quanto è potente il Sangue di Gesù! Esso abbatte tutte le barriere delle passioni per lasciare entrare in me la grazia: esso circola in ogni fibra e la ordina, avvolge l'intelligenza e la rischiara, riempie il cuore di accesi desideri e lo infervora, lo fortifica, lo rende capace di sostenere il peso delle divine misericordie.

Il peso delle divine misericordie!

Se non avessi in me il Sangue di Cristo, esse mi farebbero morire!

Beata morte nell'amplesso della sua vita!

Beata vita, se fecondata e ispirata dal suo Sangue, saprò abbandonarla alla sua divina volontà! Il Sangue di Cristo imbalsama le mie povere membra, corrotte per sé, deboli, fragili, spregevoli, repugnanti, ma quanto nobilitate dal Sangue divino!

Tale nobiltà favorisce il lavoro interiore per cui l'intelligenza e la volontà operano con maggior libertà e generosità e lo spirito sereno, docile e pronto alle divine operazioni, accoglie lo spirito del Signore, lo Spirito Santo che entra e domina la vita soprannaturale, insegnando a compiere ciò che manca alla Passione di Cristo. q. 46: 30 dicembre

 

435 Sanguis Christi, miserere nobis

E notte profonda, e Gesù giace ancora a terra, reiterando la sua preghiera angosciosa.

Egli è così, nello squallore di tante anime, di anime a Lui tanto care; è nel buio profondo del loro accecamento, nella tristezza desolata della loro infedeltà, e ripete: Passi, passi da me questo Calice!

O Signore, come Ti conforteremo?

Chi mai saprà seguirTi nella Passione desolata delle anime infedeli?

Chi mai potrà recarTi sollievo e conforto? lo mi accosto addolorata e tremante.

Mi getto bocconi accanto a Te, Gesù dolce, e chiedendo all'Angelo del tuo conforto il Calice misterioso, oso ripetere: Esso è ricolmo del Sangue delle tue vene;

Esso fu sparso per i peccatori, per i tuoi figli; Esso grida pietà e chiede pietà, ottiene pietà. «Sanguis Christi, miserere nobis!». q. 47: 3 novembre

 

436 Il diritto e la confidenza di entrare nel Santuario

Aprendo il libro dei Salmi leggo:

«Ecce haereditas Domini, filii» (Sal 126).

I figli sono eredità del Signore.

Pare la conferma di Gesù nella espansione più luminosa. Che renderò al mio Signore, per tanti benefici?

Che dirò al mio Dio? Che dirò a me stessa?

Con quali parole celebrerò le divine misericordie verso di me? Il Padre mi ha creata per offrirmi in eredità al Figlio, il Figlio mi ha redenta per ridonarmi al Padre, lo Spirito Santo mi comunica le dovizie della grazia perchè unita a Gesù, io possa ascendere per le misteriose vie della perfezione fino a raggiungere la santità.

Oh! mirabili grandezze dell'anima umana, chiamata, non solo a godere gli splendori della natura, della scienza e dell'arte, ma a partecipare delle sublimi e ineffabili manifestazioni della vita divina!

Ma è in virtù del Sangue di Cristo che io acquisto «il diritto e la confidenza di entrare nel Santuario celeste» (Ebr. 10,19). Gesù mi ha attratto veramente in luoghi di pascolo dove sono tutte le sorgive della misericordia nell'esempio e nella parola dei Santi.

Quanta luce e quanto fervore dona all'anima mia l'Apostolo innamorato della Croce!

«...Habemus redemptionem per Sanguinem ejus» (Ef 1,7). Insegnami, o Apostolo di Cristo, o amante del suo Sangue, o cantore della Redenzione, insegnami a contemplare il mio Dio, ad amarlo, a servirlo a traverso le piaghe, il Sangue, l'amore di Gesù! Amen! q. 47: 4 novembre

 

437 Dov'è il Calice ripieno del Sangue?

Prostrati in ispirito dinanzi alla Maestà del Padre, trema e piangi, piangi e prega sulle rovine di tante anime.

Guarda!

Lungo una via tenebrosa e fangosa corrono molte persone agitatissime e furenti. Corrono e poi si arrestano dinanzi a un disgraziato che giace al suolo come sopito e inerte.

Egli non è capace di reagire, egli non sa difendersi, lotta un poco ma deve cedere perchè è solo, nella tenebra, lungo la via, senza aiuti e senza conforti.

Anima disgraziata! Nobilissima anima un giorno, a cui era stato affidato il Calice delle giustificazioni, ricolmo dei tesori della grazia, dei meriti di Gesù, del Sangue di Gesù!

Le passioni l'hanno circondata, l'hanno stretta, l'hanno vinta, l'hanno spogliata di ogni bene.

Chi può dire le profanazioni che avvengono tutti gli istanti per le infedeltà dei cattivi figliuoli? [...]

Chi, o Signore, riparerà a queste rovine, tanto più grandi quanto più nascoste?

Ancora il mio Sangue dice Gesù.

Dove non può giungere la parola dell'uomo, dove non può giungere il suo sguardo, il suo aiuto, la sua parola di zelo, giunge il mio Sangue portato dallo stesso zelo. q. 47: 5 novembre

 

438 Quanto è possente il Sangue di Gesù!

Oh! quanto è possente il Sangue di Gesù!

Quello che non può ottenere la parola dell'uomo, può ottenere il Sangue di Gesù, che grida con mille voci: Misericordia, perdono e vita per le anime riconquistate!

Il Sangue di Gesù portato nelle anime con la preghiera, dispone al pentimento, al rimorso, alla contrizione.

Il Sangue di Gesù è la salvezza di ogni uomo vivente.

Gesù vuole che tutti siano salvi e chiede che il suo Sangue scenda nelle anime apportatore di vita.

Oh! sorgano i veri adoratori del Sangue di Gesù, i missionari segreti della conversione delle anime! q. 47: 5 novembre

 

439 L'Inferno mi spaventa?

L'Inferno mi spaventa?

è giusto; ma tra i miei peccati e la Giustizia di Dio c'è il Sangue di Gesù Cristo.

Il Sangue di Gesù Cristo mi monda da ogni peccato. «Sanguis Jesu Christi emundat nos ab orini peccato». (1 Giov. 1, 7). O Apostolo della carità, che hai posato il tuo capo sul Cuore di Gesù, tu non fai che ripetere il suono della sua voce misteriosa, il canto della sua infinita bontà.

Io laverò i miei peccati, tutti, incominciando dai primi moti del cuore, dai primi pensieri, dai primi falli; tutti i miei peccati commessi fino ad ora, tutti li laverò nel Sangue di Cristo!

O oblazione ineffabile! O lavacro perfetto! O trasformazione meravigliosa! [...]

Sì, mio Signore, intendo di attingere ad ogni istante della mia vita alle acque salutari della tua Redenzione; intendo di attingervi il perdono de' miei peccati, la grazia, la luce, la vita; intendo di purificare in esso le mie azioni, il pensiero, il cuore, ogni senso ed ogni aspirazione; di avvalorare col Sangue di Gesù ogni espansione di vita morale, religiosa, spirituale, soprannaturale.

Oh! quale incremento avrà la mia vita interiore alimentata, ispirata, ordinata, avvalorata dal Sangue di Gesù!

Mediterò con grande confidenza le parole dell'Apostolo Paolo: «Justificati in Sanguine ipsius, salvi erimus ab ira per ipsum». (Rm, 5,9).

«Giustificati per mezzo del tuo Sangue, saremo liberati dall'ira nel giorno del giudizio, in virtù dei meriti di questo medesimo Sangue».

Oh! quali consolanti verità, quale via spaziosa e nobile per salire al Cuore del Padre! Quale unzione, quali ragioni, quali meriti, quale intercessione per placare la sua ira meritata dai nostri peccati, per temperare il suo giusto giudizio meritato dalle nostre infedeltà!

In questo confidente abbandono alla virtù e alla potenza del Sangue di Cristo, mi incoraggia il grande Vescovo Ambrogio: «Bonum pretiosum Sanguis Christi, quia immaculati Corporis Sanguis est: qui Sanguis est Filii Dei». (Exp. in Luc. Lib. 7). Oh! grazia grande l'aver scoperto questa sorgente di infinito amore e di valore infinito; predilezione ineffabile del Signore l'avermi concesso di fissare le pupille dell'anima in questo Mistero di infinita misericordia.

Il Sangue di Cristo è il Sangue del Figlio di Dio, versato per me, vivente in me!

Potessi conoscere e raccogliere tutti i canti fioriti intorno a questo Mistero; fioriti sulle labbra e più nel cuore dell'Apostolo Paolo, di Francesco di Assisi, di Bonaventura, di Tommaso d'Aquino; potessi raccogliere tutte le preci, sgorgate dall'anima dei Padri della Chiesa, dai Santi, per deporle a' piè della Croce di Gesù, come ossequio alla sua Passione, come invocazione de' suoi meriti, come preghiera, riparazione e consacrazione!

O Vergine Santissima, che più di tutti hai conosciuto le profondità di questo Mistero, e meglio di tutti puoi insegnarmi ad onorarlo; o Mamma celeste, aiutami a deporre a' piè della Croce di Gesù i miei peccati, onde possa ritrovare la grazia per risorgere, la luce per iniziare una nuova via di fedeltà e di generosità, l'amore per consumare in essa la vita che ancor mi resta, incominciando ancor quaggiù a vivere della vita del mio Gesù. Amen! q. 47: 6 novembre

 

440 Raccogliere il Sangue di Gesù

O Signore, Tu Ti compiaci di vedere accanto al tuo Tabernacolo la piccola anima desiderosa di Te e mentre la attrai e la avvicini ognor più, le additi il modo di contemplare la tua Passione, la Passione che si svolge nelle tenebre della notte per le opere inique dei cattivi îigliuoli, che profanano il Tabernacolo, che insultano e oltraggiano il Sacramento.

Apri il piccolo cuore per ricevere le grandi immolazioni, le grandi donazioni di Gesù.

Raccogli il suo Sangue Prezioso prima che passi nelle mani dei traditori, prima che scenda nelle loro anime come maledizione. Quali inviti!

Raccogliere, accogliere, conservare in me il Sangue di Gesù! è questo l'atto più grande della mia fede, il culto più fervido della speranza, il suggello più ardente della carità, perché è un cooperare intensamente alla Redenzione Divina. q. 47: 6 novembre 441 Quanto fu grande questo amore!

Quanti Tabernacoli sulla terra!

E in ciascuno di essi sei Tu, Figlio di Dio, Dio come il Padre e come lo Spirito Santo!

Mio Gesù, Ti adoro, Ti amo, credo al tuo amore per me, al tuo amore per tutti!

Quanto fu grande questo tuo amore!

Contemplo il tuo Tabernacolo raggiante di mistica fiamma ed in mezzo ad essa le sembianze del tuo Volto divino, quali furono nell'ora delle tue agonie.

O Gesù! O Gesù! I tuoi occhi danno rivi di Sangue, la bocca dà Sangue, il Capo è cinto di una corona sanguinante.

Tutto è intriso di Sangue: i capelli, il Volto, le membra. Ricoperto di quel sacro e terribile paludamento, o Gesù, Tu non puoi né vedere, né parlare, né respirare.

Quale mente potrebbe concepire queste tue agonie subìte per me?

Quale penna potrebbe descriverle? Quale pennello riprodurle?

Quanto Ti è costata la Redenzione!

Quanto Ti costa tuttora l'amore verso gli uomini! Sapessimo almeno comprendere questi tuoi dolori!

La Passione di Gesù non s'imprime che sulle anime pure, e vi s'imprime tanto più fedelmente, efficacemente, quanto più l'anima si sforza di purificarsi, di rendersi capace di contemplare i patimenti di Gesù.

O mio Signore, che posso fare per adorarTi degnamente, per riparare tante colpe, per impetrare grazia e salute per me e per il mondo?

Tutti siamo colpevoli de' tuoi dolori e de' tuoi sacrifici; perché non ci accorgiamo della tua Passione perpetuata sugli Altari, sotto il nostro sguardo, causata dalle nostre iniquità?

Occhi santissimi di Gesù, apritevi e contemplate e guarite la nostra cecità!

O bocca adorabile di Gesù, donami quei grumi di Sangue che T'impediscono di muovere le labbra e parlami il linguaggio del perdono e dell'amore.

O Volto divino, insanguinato, contraffatto per me, rifletti nella mia povera anima i tuoi splendori di Cielo; che almeno sia colpita dalla tua Potenza, se non sono salutarmente commossa dalle tue agonie!

Angeli del Sacramento, Angeli della Passione, Angeli del Sangue del mio Gesù, offrite all'Eterno Padre, offrite a Gesù il Calice delle sue immolazioni per la mia salvezza, per la salvezza del mondo, per il trionfo della Bontà di Dio e della Redenzione di Gesù! Amen! q. 47: 7 novembre

 

442 L'unione col mio Dio!

L'unione col mio Dio!

Non la posso raggiungere se non mi nutro alla mensa della Passione del mio Gesù: non posso accrescerla, conservarla, renderla fruttuosa per me e per le anime se non la alimento col Sangue di Gesù.

Il Signore ha istituito questa mensa per difendermi da quelli che mi perseguitano.

Nessuno mi nuoce a questo mondo.

Non vedo nemici, non trovo avversari all'infuori di me stessa, de' miei peccati, delle mie passioni, della mia cattiva natura e della mia cattiva volontà.

Ebbene, Gesù ha istituito la sua Mensa divina perché avessi a presidiare il mio spirito, a rinnovarlo, a irrobustirlo a contatto delle sue Carni Santissime, del suo Preziosissimo Sangue: perché mi fosse più facile, quasi naturale l'esercizio della virtù nella mia vita religiosa.

Se ogni mattina il Signore mi concede la grazia di appressarmi al suo Banchetto divino, di nutrirmi di Se stesso, di conservare in me i frutti, gli effetti della Santa Comunione, com'è possibile non corrispondervi con la piena adesione a' suoi precetti, a' suoi richiami, a' suoi esempi, alle sue ispirazioni?

Quanto però è meschina la mia corrispondenza!

Io contemplo, o Signore, il tuo Altare sovraccarico di tesori, vedo lo splendore che ne emana, desidero arricchirmi, gustare, rimanere perpetuamente avvinta a' tuoi beni: ma ahimè! non so contemplare bene, non ho il coraggio di vedere da vicino la mensa della tua Passione, la Passione della tua mensa!

Il tuo Corpo Santissimo e il tuo Sangue adorabile mi inebriano nella Santa Comunione, ma mi additano altresì il cibo sostanzioso della tua volontà, senza del quale non si può gustare quello del tuo Amore. q. 47: 8 novembre

 

443 Chi potrà dire lo splendore del Calice?

Quando la tenera mente si aperse, per l'olio de' tuoi Sacramenti, alla vita vera della pietà, alla vita impostata sulla tua legge, allora, o Signore, Tu hai offerto alla piccola anima il Calice inebriante del tuo Mistero Eucaristico.

Chi potrà dire lo splendore di questo Calice, la sovrabbondanza dei carismi che contiene, la prodigalità con cui li versa nelle anime? I fiumi e i mari non reggono al confronto della sua ricchezza e magnificenza e tutte le meraviglie della terra sono insufficienti a stabilire il confronto con quelle che Esso produce nell'anima.

O Calice Divino, in cui si contiene tutto l'Amore di Dio e in cui si accoglie, santificandolo e impreziosendolo, il piccolo amore

dell'uomo!

O Calice prezioso, in cui si contiene, e per cui si dona la Passione dell'Uomo Dio!

O Calice vivificante, in cui è il Corpo e il Sangue di Cristo che ravviva tutte le anime, che ristora le nostre membra,che trasforma la nostra povera vita!

O Calice inesauribile, che attingi le sue ricchezze dalla infinita misericordia di Dio, effondendola continuamente sulle nostre infinite miserie!

Se potessi comprendere il dono di Dio!

Se potessi onorarlo, celebrarlo con tutti i Canti del Cielo, con le espressioni più degne della intelligenza umana! q. 47: 9 novembre

 

444 Offri in riparazione il prezzo del tuo Sangue

Nel silenzio del suo Tabernacolo Gesù compie un altro atto sublime: Egli offre continuamente al Padre il Calice della sua Passione, il Calice del suo Sangue Divino, il Calice della sua Morte in riparazione delle nostre colpe.

Nel Tabernacolo Santo Egli rinnova il fiat del Getsemani, il Sitio della Croce!

Gesù! glorioso, vincitore e sovrano di tutte le anime! Le hai redente, conquistate ed hai offerto tutti i mezzi perché potessero santificarsi ed esse Ti sfuggono, Ti disprezzano, non si curano del tuo Amore.

E con la loro ingratitudine rinnovano tutti gli strazi della Passione.

Ma Tu le ami ugualmente, chiedi perdono al Padre della loro sconoscenza ed insipienza ed offri in riparazione, continuamente, perpetuamente, il prezzo del tuo Sangue. q. 47 : Io novembre

 

445 Vengo a rinnovare il mistico sposalizio

Vengo, o Signore, a rinnovare il mistico sposalizio: vengo a vivere nel tuo Sangue e del tuo Sangue Divino.

Esso è il pegno della mia eredità. Esso è l'unica eredità del mondo.

Il tuo Sangue, o Gesù, per me e per il mondo, per me e per le anime: il tuo Sangue in me e nelle anime!

Per gustarlo devo essere digiuna di ogni altro cibo, per nutrirmi devo rifiutare ogni altro cibo, per possederlo devo astenermi

da ogni altro cibo.

Oh! ma devo soprattutto cedere i miei sensi e lasciare a Te, mio Gesù, il dominio completo della mia povera anima, il dominio intimo, il dominio sullo spirito e nello spirito.

O Signore, io vado ripetendo miseri accenti umani e Tu mi attrai, mi inebri, mi tieni avvinta al Mistero con ineffabili accenti divini! q. 47: 10 novembre

 

446 Insegnami ad adorare il tuo Sangue

Ripeterò sovente la preghiera che mi pare suggerita e insegnata da Gesù:

O Gesù, insegnami ad adorare il tuo Sangue prezioso, fammi la grazia di riceverlo perpetuamente, efficacemente; rendimi degna di unirmi a Te per offrirlo all'Eterno Padre e per parteciparlo alle anime.

«Laus Deo! Amen! Refloruit caro mea in Sanguine tuo». q. 47: 11 novembre

 

1932

 

447 Stille di Sangue infiorano le membra

Le stille di Sangue che infiorano le tue membra delicatissime mi rivelano il Mistero della tua Passione, che andrà manifestandosi nella tua Sacra Umanità fino a raggiungere la pienezza della immolazione sulla Croce. O Gesù, avvolgo le mie sofferenze nel candore del mio povero voto di castità, voglio riscaldarTi con l'ardore che si sprigiona dalle piccole mortificazioni della mia povertà; voglio spargere di fragranze il tuo Capo adorabile con i fiori della mia obbedienza.

O Gesù, lasciami ripetere la tua preghiera: o Gesù, Figlio di Dio, sia santificato il tuo Nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà. Tu vivi col Padre e sei una sola cosa col Padre e con lo Spirito Santo. Sia santificato il tuo Nome! Risuoni il tuo Nome sulle labbra dei redenti e sia l'inno più giocondo che sale al Padre e allo Spirito Santo.

Venga il tuo Regno!

Venga il Regno della tua grazia e sia dilatato, reso fecondo, reso vittorioso dal tuo Sangue Divino.

Sia fatta la tua volontà! La tua volontà sia la nostra legge, la nostra vita, la nostra speranza e tutti gli avvenimenti disposti dalla tua Provvidenza siano nelle tue mani le gemme mistiche con cui Tu adorni la tua corona di Principe e di Re delle genti.

O Gesù, estendo la mia fede nel regno del tuo Sangue, e il tuo Sangue si estenda nella mia fede; estendo la speranza nei frutti del tuo Sangue, e Tu estendi il tuo Sangue sulle mie povere opere; estendo la mia carità negli splendori del tuo Sangue, e Tu estendi il tuo Sangue nelle espansioni della mia larva di carità.

La mia povera intelligenza sia il Calice che accoglie il Sangue di Gesù, il cuore sia la vita che vuole immolarsi alle operazioni divine, operazioni di amore verso il Padre, di zelo per le anime, di santificazione per la mia poverissima.

«Sanguis ejus super me!». q. 49: 1 gennaio

 

448 Oh! Bella e santa via!

O Signore, Ti adoro, Ti amo, Ti benedico! Nei momenti di maggiore elevazione non so dirTi nulla, anzi non faccio che confondere e capovolgere le idee, ma Ti do tutto, e in quel misero tutto c'è la vita del tuo Sangue che parla per me, che opera per me. La virtù del tuo Sangue stabilisce l'equilibrio di tutte le mie povere forze, essa regola ogni atteggiamento, accoglie ogni dono, risponde ad ogni richiamo, onora, adora, ama per me.

O Signore, come seguirTi?

Puoi cercare un'altra via che non sia quella già mille volte indicata? Bisogna percorrerla con amore, dilatare in essa tutte le energie e consumarvi la vita.

Oh! bella e santa vita! Vivere per il Sangue di Gesù, col Sangue di Gesù, per accogliere il riflesso del Mistero, per vivere nella vita del Mistero, per salire a Dio con la virtù del Mistero. q. 49 : 2 gennaio

 

449 II Sangue, Mistero di splendori

L'abisso che mi separa da Dio mi rivela l'immensa bontà, l'infinita misericordia, l'inesauribile carità di Gesù, e appaiono sullo sfondo di questi Misteri: Betlemme, il Calvario, il Tabernacolo, il Sacrificio, il Sacramento, il Corpo e il Sangue di Gesù.

E in quel Sangue ogni bene, ogni promessa, ogni aiuto, ogni dono.

Il Sangue di Gesù è il grande Mistero che avvolge di splendori la terra e ogni anima, ma sventuratamente non è compreso, adorato, gustato, amato!

Io stessa che, da tanti anni, vivo in questa atmosfera celeste, io stessa non lo comprendo, non so ispirare la mia vita a questa vita sovrumana che è partecipata con sovrabbondanza dalla carità di Gesù. «Hic est Calix Sanguinis mei», dice Gesù ad ogni anima, e lo ripete col desiderio di essere compreso, esaudito. L'anima è il calice del Sangue di Gesù! La mia piccola anima può e deve essere il Calice del Sangue di Gesù! q. 49 : 9 gennaio

 

450 Il Sangue stabilisce nella grazia e nella carità

Il Sangue di Gesù, assunto per me, sparso per me, offerto per me al Padre, offerto a me continuamente, stabilisce l'anima, nella grazia e nella carità.

Il dono di Gesù è perfetto; è quindi un dono che ha valore infinito, potenza infinita, meriti infiniti. Appunto perché dono di infinito valore ha non soltanto la virtù di comunicare il bene, ma di stabilire lo spirito nella verità e nell'amore.

Se io non sono indebolita dalle mie colpe posso acquistare e godere quella stabilità. Essa mantiene l'anima al cospetto di Dio e la mette nelle disposizioni di ricevere il riflesso della sua bellezza, della sua carità e della sua misericordia.

O Signore, credo fermissimamente a quello che Tu operi nelle anime mediante il tuo Sangue: credo, adoro, amo il tuo Sangue Divino; credo, adoro, amo le sue operazioni incomprensibili! Immergendo la mia anima nell'onda misteriosa, sento, conosco che l'intelletto e la volontà, cementati dal Sangue Divino, fioriscono in una vita nuova, e la vita nuova, alimentata ancora dal Sangue Prezioso, prepara l'ostia «viventem, sanctam, Deo placentem».

O misteriosa, perenne rinascita in Cristo! Ogni giorno, ad ogni istante, il Sangue di Cristo entra in me, ad ogni istante io posso offrire al Padre, insieme a Gesù, per i suoi meriti, con i suoi meriti, la piccola immolazione di tutta me stessa; immolazione che consiste specialmente nell'annientamento del mio intelletto e della mia volontà, sepolti nel Sangue Divino, per lasciare a Lui la trasformazione del piccolo essere, la vita nel piccolo essere, la gloria di ogni atto di perfezione e di ogni operazione divina. La mia vita in Cristo! quanto profonda! quanto luminosa! e quanto tenebrosa! Ma io non cerco di vedere, di misurare, di conoscere. O Signore, voglio amare, voglio amarTi! Oggetto del tuo amore, voglio prepararTi la via e la vita perchè Tu possa compiere i tuoi disegni di misericordia. O Signore, spesso cerco le più belle frasi della Scrittura, dei Santi Padri per riempire l'anima di canti a Te graditi, perché Tu possa trovare in me l'atmosfera ripiena delle fragranze della pietà e dell'amore. Ma che è mai tutta la scienza umana, sebbene ispirata e illuminata, in confronto di un raggio solo della tua sapienza celeste?

O Cristo, vivi in me col tuo Sangue Divino! q. 49: 12 gennaio

 

451 Ci vuoi accanto al tuo Altare

Il Calice è il tuo Sangue Divino. O Signore, sono in Te tutte le oblazioni divine, degne della grandezza, della santità, della giustizia, dell'amore del Padre.

Che posso aggiungere alle tue ineffabili immolazioni?

Oh! nulla, come il fiore non può aggiungere nulla alle bellezze della luce da cui è investito, come, né l'onda, né l'aria, né gli elementi della terra possono accrescere il calore dei raggi del sole.

Ma Tu, o Gesù, ci vuoi ugualmente accanto al tuo Altare, accanto a Te, Vittima Augusta, accanto al tuo Calice e alla tua Passione, perché, contemplando il tuo amore, aumentiamo il nostro piccolo amore per Te; perché questo piccolo amore divenga desiderio ardente, zelo efficace e operoso e sia nelle tue mani la piccola ostia pura, santa, immacolata, il fiore e il frutto della tua Redenzione divina. q. 50: 17 gennaio

 

452 Il Sangue è una moneta inesauribile

Il Sangue che adori, che offri al Padre, che ricevi in te, che comunichi agli altri, è tutto tuo. Esso è una moneta inesauribile: chi la acquista e la possiede, può parteciparla senza diminuirne il possesso, anzi, nel contemplarla e nel donarla, ne raddoppia il valore e il frutto. E questa una operazione tutta divina e si compie nella tua anima ininterrottamente, sebbene tu non sappia né possa comprendere tale privilegio. q. 50 : 18 gennaio

 

453 Nel Sangue è la vita eterna

O Signore, mi sento più che mai unita a Te, pervasa dal tuo Sangue e, per il tuo Sangue prezioso, mi sento congiunta in una forma nuova alla vita del tuo Corpo mistico.

Il tuo Sangue, che scorre in me, trasforma la mia vita e, con la vita nuova, per mezzo del tuo Sangue, mi sento unita alla Chiesa trionfante, purgante, militante, mistica vita, che pare compendiata dalle parole dell'Apostolo, e che mi fa gustare, per quanto è possibile a creatura mortale, indegna e meschina, la Comunione dei Santi.

Non ho né il tempo, né la capacità per dire ciò che passa per la mia piccola anima. Veramente essa sente che nel Sangue di Gesù è la vita eterna, la vita di Dio, la vita delle anime; la vita, che è luce, forza e amore; soavità, bellezza e santità; la vita, che è soffio di Dio, dono di Dio, creazione, operazione, santificazione di Dio: sente che, non solo aspersa, ma immersa nel Sangue di Cristo, ubbidisce ai desideri del suo Cuore; nell'invocare la redenzione delle anime, dilata lo spirito alle effusioni dello Spirito Santo e corrisponde alle previsioni di Dio nella perfezione della elezione. Sente ancora che nella vita del Sangue di Gesù ritrova le anime dei cari trapassati, e pare che esse, redente e beatificate dal lavacro di rigenerazione, la invitino a celebrare sempre più e a invocare con fervore sempre crescente, il trionfo del Sangue Divino. q. 50: 18 gennaio

 

454 Tutta la mia vita dipende dal Sangue

Affidata al Sangue di Gesù, mi sento sicura, mi sento forte. Il Sangue di Gesù è la forza invisibile che mi avvicina e mi unisce a Cristo, mantenendomi nelle condizioni onde Egli possa essere in me, vivere in me, operare in me.

Grandi ostacoli si frappongono a questa vita misteriosa; vi si oppone il peccato, ma il Sangue di Gesù lo cancella; vi si oppone la mia indegnità, ma il Sangue di Gesù la riveste di santità; vi si oppone la mia povertà, ma il Sangue di Gesù mi partecipa tutti i suoi beni; vi si oppongono i doveri della vita esterna, ma il Sangue di Gesù resta sempre in me a compiere i doveri della vita interiore, adorando, ringraziando, riparando, impetrando per me.

Se poi la fede, la speranza e la carità sono vive nell'anima, allora il Sangue di Gesù, rendendole ancor più ardenti e vigorose, le prepara a ricevere Cristo che in esse e per esse stabilisce la sua vita.

Io vivo in Gesù con la fede, con la speranza e con la carità: Gesù vive in me in proporzione di queste virtù.

Tutta la mia vita soprannaturale dipende da Dio, dal Sangue prezioso che mi comunica Gesù, ma dipende altresì dal mio desiderio, dal mio fervore, dal mio spirito di fede, dal mio abbandono alla sua volontà, dalla mortificazione di me stessa, dall'annientamento di tutto il mio essere. q. 50 : 19 gennaio

 

455 Mysterium fidei!

Il Sangue di Cristo è il grande Mistero della fede.

Non lo si comprende è Mistero ma la fede ci deve avvicinare ad esso, ci deve immergere ne' suoi fulgori, nei riflessi emananti dalla sua irradiazione di misericordia.

Avvicinati, piccola anima, al Mistero del Sangue, prostrati a' piè del Calice inebriante, contempla la divina immolazione, pensa alla divina donazione, bevi l'infinita dedizione. Mysterium fidei!

Il Sangue di Gesù, versato da Lui nella Passione, e offerto al Padre, è il Sangue del Figliuolo di Dio, Incarnato per noi: è il Sangue donato misericordiosamente a noi dal Padre.

Noi non possiamo conoscere il Mistero, i disegni, gli scopi, l'eccellenza di questa effusione adorabile. Non sappiamo, quanta gloria renda a Dio, di quali splendori adorni il Cielo, di quanta beatitudine aumenti la vita degli eletti, di quante grazie ricolmi l'anima dei credenti.

Noi non conosciamo e non possiamo conoscere il Mistero: ma perchè non amarlo? perchè non adorarlo come si merita? perchè non avvicinarci ad accogliere le ineffabili dovizie spirituali? O mio Gesù! O vita del Mistero! O sorgente del Mistero! O centro del Mistero! O Mistero di dolore, di amore, di potenza, di gloria! O Mistero, nascosto ai superbi e svelato ai piccoli! O Mistero, aperto ai peccatori! Sotto la Croce, a' piè degli Altari, tutti possono attingere le acque misteriose, il Sangue della purificazione e della giustificazione.

O Sangue di Cristo! O Mistero Augusto della mia fede! Tu sei la mia luce, la mia vita, la mia forza, la mia ricchezza, la mia speranza, il mio gaudio, la mia corona.

Tu sei il mio Tutto! il mio Tutto in Dio! il mio tutto nella vita della grazia. Sii il mio Tutto nella vita della gloria, che mi sarà concessa solo per Te, per i meriti del Sangue del mio Gesù. Mysterium fidei!

Tu sei il Mistero della grazia, la sorgente della grazia, il suggello della grazia.

O Splendori! O Splendori!

Rivela, o Gesù, queste magnificenze divine a tutte le anime! La mia, piccolissima, non le sa accogliere, non le sa contenere, non sa corrispondervi.

O Sangue di Gesù! O riflesso della misericordia divina! Vieni in me, cancella i miei peccati, ripara alle mie colpe, risana le mie piaghe, ridonami la luce piena, l'amore perfetto, la santità, la tua vita!

O Sangue di Gesù donami Gesù! O Gesù, donami il tuo Sangue per me e per tutte le anime!

Mysterium fidei!

O Mistero di fede, o Sangue di Cristo, Ti adoro, e con le mie povere e umili adorazioni intendo presentarTi l'adorazione della Vergine, dei Santi, dei Beati del Cielo, delle anime del Purgatorio, delle anime dei giusti che vivono sulla terra.

Intendo di adorarTi per tutti quelli che non conoscono questo Mistero o che, conoscendolo, non sanno o non vogliono prestare l'ossequio della loro fede.

Mysterium fidei!

O Sangue di Cristo, o Mistero di benedizione, Ti benedico! Tu sei la rugiada ristoratrice delle nostre anime riarse dalle passioni, dalle distrazioni della vita, dal vento della dissipazione.

Intendo di benedirTi, o Augusto Mistero, con i cantici della Vergine, dei Santi, dei Beati, dei Giusti, delle Anime del Purgatorio.

Intendo di ripetere misteriosamente: benedizione, gloria, trionfo al Sangue di Gesù!

Mysterium fidei!

O Sangue di Cristo, Ti ringrazio: Tu sei la vita della mia anima; la vita vera, la vita feconda, la vita duratura che mi rende capace della sua grazia, degna dei suoi meriti, unendomi alla sua vita divina.

O Sangue di Cristo, Ti ringrazio unendomi agli ossequi della Vergine, a quelli dei Santi, dei Beati, delle Anime del Purgatorio, dei Giusti; Ti ringrazio dei doni di grazia che sono il frutto della tua Redenzione, l'estensione della nostra ricchezza spirituale e il pegno della gloria futura.

Intendo ringraziarTi, o Divina espansione del Cuore di Gesù, per quelli che non Ti ringraziano, per quelli che dimenticano il tuo dono, per quelli che non vi corrispondono.

Mysterium fidei!

O Sangue di Cristo sii glorificato!

Tu ora compi segretamente la tua missione di perdono, di salvezza, di redenzione. Tu salvi le anime e nessuno vede i tuoi trionfi; Tu le santifichi e nessuno conosce le opere della tua giustificazione; Tu le inebri, le unisci a Gesù, e nessuno comprende

queste misericordie ineffabili.

C'è, invece, chi abusa del tuo Sangue, chi lo disprezza, chi lo dimentica, chi lo tradisce, chi lo getta ai cani.

O Signore, abbi pietà! abbi pietà!

Intendo di riparare, di adorare, di amare, di servirTi, di seguirTi nel cammino misterioso delle tue misericordie.

O Sangue di Cristo, vivo in Te, vivo con Te, vivo per Te! q. 50 : 2627 gennaio

 

456 Il Sangue, onda misteriosa che tutto avviva

Il Sangue di Gesù scorre nel giardino della Chiesa, ricchezza inesauribile, onda misteriosa che tutto avviva, feconda, santifica.

Nelle mie vene scorre il Sangue di Cristo. Per la sua virtù l'anima è degna di entrare nella nube del Mistero.

O Vita sepolta con Cristo in Dio, come posso accogliere la verità nella mente, come posso resistere all'impeto dell'onda misteriosa, mentre la vita possente pare esclusa, consumi, distrugga ogni elemento vitale?

O tenebra del Mistero! O vita di Cristo in me! O vita del Sangue di Cristo! O Sangue della vita di Cristo! q. 50: 29 gennaio

 

457 Non voglio sottrarmi al Mistero del Sangue

La mia adesione al tuo Sangue Divino è una vana formula se non l'accompagno al Sacrificio, se non la traduco in amore.

O Signore Gesù, io non posso sottrarmi, non voglio sottrarmi al Mistero del tuo Sangue. Sono impaziente di onorarlo, di benedirlo, di assecondare i tuoi desideri.

Me ne starò alla porta del tuo Cuore finché lo aprirai. Ma non me l'hai già aperto, squarciato perché fluisse su di me l'onda del tuo Sangue? Esso mi apre la via della tua intimità, mi trasporta e mi sospinge all'azione.

Quale azione? In qual modo? con quale forma di apostolato? O mio Gesù, perché non posso manifestare l'impeto delle tue grazie? Perché non posso far nulla?

L'apostolato del Sangue di Gesù! O Signore, perché non manifesti questi tuoi desideri ad anime privilegiate, degne più di me, più ardenti, più capaci di me di propagarlo? q. 50: 31 gennaio

 

458 Il Sangue dell'Agnello immolato per amore

La cerimonia della Purificazione di Maria, se raccoglie il mio pensiero sulla sua grande umiltà, sulla sua perfetta obbedienza alla legge dalla quale poteva tenersi dispensata, mi fa penetrare bene addentro nel significato profondo di ciò che simboleggia il Sangue della tortorella con cui venne aspersa la sua veste.

è il Sangue del benedetto Agnello immolato sulla Croce per il nostro amore.

Oh! le stille, i fiotti del Sangue di Gesù scesi sulla veste della Vergine Immacolata a' piè della Croce!

Maria contempla il Sangue adorabile che scende dalle trafitture di Gesù, lavacro di Redenzione per l'umanità: lo contempla, si lascia come rivestire della mistica veste rossa, in cambio di quella che Ella ha tessuto per Lui!

Con quali tesori ricompensa il Signore le nostre piccole offerte, anche le nostre povere fatiche materiali!

Maria, a' piè della Croce, contempla, non parla: accoglie il Sangue Divino, ma non è detto che si accostasse alle piaghe. O mio Signore, Tu volevi che questo atto di riparazione fosse tutto nostro, perché infine siamo noi che abbiamo peccato. O Signore, la piccola anima, attratta a' piè della tua Croce, contempla il tuo Sangue che scende in Redenzione copiosa. Contemplo come so e posso, ma che è mai questa sterile contemplazione?

Nulla è sterile quando è fecondato dal Sangue di Gesù. Ma, Signore, sono sola, troppo sola.

La solitudine raddoppia il desiderio, rafforza l'amore: la solitudine, spogliazione morale, rende l'anima maggiormente atta alla contemplazione: la solitudine impreziosisce il Sacrificio, purifica ogni atto, rinvigorisce ogni atteggiamento.

O Signore, la solitudine mi fa apparire insufficienti, spregevoli, vane, imperfette tutte le mie aspirazioni.

Essa ti fa conoscere la verità.

O Signore, io vorrei vedere attorno a me una crociata di anime dedicate alla glorificazione del tuo Sangue.

La crociata sia composta dalle tue rinunzie, dai tuoi desideri, dalle tue offerte.

O Signore, e allora le tue manifestazioni?

Non vedi che cosa producono? Una diligenza più amorosa e una semplicità più spontanea.

Sei sola perchè devi essere più unita a me, per assomigliare a me, per essere capace di comprendere le profondità della mia Passione. q. 51 : 3 febbraio

 

459 Ai piedi del Tabernacolo, tu pensi al Sangue

A' piè del Tabernacolo tu pensi al Sangue che sgorga dalle mie piaghe e che va come perdendosi; se mi contempli in te, senti che quel Sangue penetra nelle tue vene, ti riordina la vita, ti orienta nel cammino della vita soprannaturale, ti rende capace della vita divina, immergendoti in essa con arcana virtù.

O mio Gesù, la tua vita è il Mistero, e il Mistero è la mia vita. q. 51 : 4 febbraio

 

460 Glorificare il Sangue o morire

O Signore, aiutami a glorificare il tuo Sangue Divino, o fammi morire perché dal mio annientamento sorgano le novelle olive destinate a portare la pace nelle anime con la vita, con i meriti del tuo Sangue Divino.

Non vedo attorno a me che il Sangue di Gesù, non odo che la sua voce di misericordia, non comprendo che i suoi splendori. Perché non sorgono anime fervorose che sappiano opporre ai fiumi della perversità umana quelli strapotenti del Sangue di Gesù?

Perchè non pensiamo che il tempo incalza e il tesoro immenso de' suoi meriti va perduto per sempre se non ci curiamo di acquistarlo?

Quante anime non lo conoscono, non lo invocano, non sanno che il Sangue di Gesù fu versato per loro, non sanno che è continuamente offerto per loro al Padre Celeste in redenzione e salute! q. 51 : 4 febbraio

 

461 Se non saprò dire nulla

Se non saprò dire nulla, se non avrò nulla da offrire, offrirò, tornerò a offrire il Sangue: metterò il Sangue tra me e il mondo, tra me e le passioni, tra me e la natura; allora, con la mente ricca solo della luce della verità, con nel cuore la fiamma del tuo amore, metterò in quell'amore e in quella fiamma il suo Sangue e in quella luce e in quell'ardore sarà il mistico Tabernacolo della tua misericordia; la tua sede, il tuo talamo dove Tu compirai nuove misericordie.

Gesù! Gesù!

No, non mi stancherò di questi atteggiamenti, non cercherò nessun'altra via, nessun altro mezzo per amarTi e per servirTi. Lo so, infiniti sono i mezzi che mi possono elevare al Padre, al Figlio, allo Spirito Santo, infinite le attrazioni, infiniti i richiami, le contemplazioni ineffabili, le ascensioni grandiose. Non chiedo però nulla di tutto questo; non voglio, non desidero, non bramo che di raggiungere il massimo grado di amore alla Passione di Gesù e al suo Sangue Prezioso.

In esso c'è tutto e troverò tutto. q. 51 : 4 febbraio

 

462 La Passione di Gesù si rinnova

« Il Figlio di Dio ha amato me, ha dato la sua vita per me». (Gal 2,28).

Questi Misteri mi schiudono sterminati orizzonti di contemplazioni celesti.

O Passione di Gesù! O Passione di Gesù! Getto la mia povera vita al tuo passaggio. Si, la Passione di Gesù passa e ripassa nel mondo nel suo mistero di giustizia divina, di empietà umana, di misericordia infinita.

La Passione di Gesù si rinnova.

Si rinnova come immolazione al Padre per ottenere la misericordia in pro dei fratelli, si rinnova come dedizione ai fratelli, per ridonare al Padre la sua gloria.

La Passione di Gesù si rinnova ai nostri sguardi illuminati dalla fede, si rinnova sulle nostre anime, si rinnova in un mistero di amore, di patimento e di gloria.

La Passione di Gesù è la tenebra e la luce del mondo: è la luce delle nostre tenebre, è la tenebra sulla nostra luce falsa.

O Signore, illumina la nostra cecità! Siamo poveri, siamo meschini, siamo ignoranti, siamo tribolati, affamati, assetati, stanchi, morenti perché non conosciamo la Passione di Gesù. Gesù ha dato la vita per me e me la dà continuamente con tutte le misericordie della sua carità, con tutte le finezze della sua bontà.

Perchè non posso dire e ridire a tutte le anime questo prodigio che si compie ad ogni istante nella Chiesa di Cristo? Gesù «è stato offerto perchè Egli ha voluto»! (Is 53,7).

Gesù ha voluto assumere per me un corpo creato, ha voluto patire, morire per me, ha voluto morire crocifisso per me.

Egli ha voluto così!

Possiamo noi vivere senza pensare a ciò che ha fatto Gesù per noi?

Posso vivere fuori della Passione di Cristo? Posso trovare altra vita che non sia nella Passione di Cristo?

La Passione di Gesù è sempre nuova perché germoglia e produce continuamente frutti di vita eterna.

Oh! io la sento questa vitalità meravigliosa e la invoco per tutte le anime.

La Passione di Gesù è come l'orizzonte infinito su cui lo sguardo non può fermarsi perché non trova limiti: è come la luce che piove dal Cielo, suscitando ogni bellezza.

Dalla Passione di Gesù scaturisce la grazia per la nostra vita soprannaturale, scaturiscono gli eroismi che salvano il mondo. Quanto mi sento vile a questo pensiero! Se vivo nella Passione di Gesù, se mi abbevero alle sorgenti del suo Sangue, se credo che questo è l'unica salute del mondo, perché non ho il coraggio di annunciare questa crociata di misericordia?

Se i Missionari si recano lontano per salvare le anime, perché non posso accostarmi alle anime col Sangue di Gesù? Compirò questo ufficio con la preghiera col silenzio, col distacco da me stessa, con lo spirito di mortificazione e di umiltà, impreziosito dallo spirito di fede, dall'esercizio di un amore operoso, vivendo accanto alla Croce di Gesù, portando religiosamente la mia piccola croce. q. 52 : I1 febbraio

 

463 L'incontro è ineffabile

Oh, grande ventura vivere accanto a Gesù, poter vivere nella sua Passione, consumare in essa il pensiero e l'affetto, perché, vivere nella Passione, vuol dire amare, patire, annientarsi con Gesù e per Gesù, onde trionfi la sua misericordia.

Ecce venio! ripete Gesù, entrando in me per la S. Comunione. Ecce venio! risponde l'anima.

E l'incontro è ineffabile.

Vieni, mio Gesù, la piccola anima è tenebrosa e fredda come l'Orto del Getsemani, ma è desiderosa di ricevere, nella terra infruttuosa, il tuo Sangue prezioso.

Oh! io lo raccoglierò tutto, lo adorerò, lo offrirò al Padre, lo gusterò in me, per me e per le anime, lo conserverò amorosamente, lascerò che esso si dilati, si effonda e produca le tue opere di amore.

Ecce venio! prepariamo l'anima alla venuta di Gesù, dilatiamola perché vi compia i misteri della sua Passione divina, perché la santifichi e la inebri col suo Sangue divino. q. 52: 16 febbraio

 

464 Potrò portare in me le stigmate del mio Signore

Voglio morire per avere la tua vita.

O Signore, vieni! Troverai in me due sole forze: la volontà e l'amore, fuse nella tua divina volontà. Tutto il resto è distrutto per lasciare a Te le espansioni di una vita misteriosa.

O Signore, su queste forze versa il tuo Sangue divino! Il tuo Sangue mi comunicherà il tuo dolore, mi comunicherà la tua vita, mi manterrà fedele, mi purificherà, mi infonderà sensi nuovi, con i quali potrò comprendere la tua Passione.

La piccola anima è l'orto chiuso dove Gesù rinnova misticamente la sua Passione.

Il Sangue di Gesù' mi comunica la virtù, i meriti della Passione, ma se mi renderò degna, mi parteciperà altresì i dolori della Passione e io potrò portare in me, nello spirito e nelle membra, le stigmate del mio Signore Gesù Cristo. q. 52: 18 febbraio

 

465 Quale utilità nel mio Sangue?

«Quae utilitas in Sanguine mco?» (Sal 29,10).

Dinanzi alla iniquità del mondo, alla indifferenza delle anime, ai peccati che esse avrebbero commesso lungo i secoli nonostante gli esempi delle umiliazioni e delle angosce della Passione, Gesù va ripetendo: «Quae utilitas in Sanguine meo?».

Quale utilità per gli infedeli che lo rifiuteranno, per i peccatori che lo calpesteranno, per i cristiani che non si cureranno di conoscerlo, per i Religiosi che non si studieranno di amarlo, per i Sacerdoti che non ne intuiranno la grandezza e la potenza?

La Chiesa sarebbe stata arricchita di questo tesoro inesauribile, le anime avrebbero potuto attingervi ad ogni istante, per tutte le necessità, smisuratamente; ma quanti avrebbero partecipato di questo dono divino? Anche i giusti, che avrebbero amato e seguito Gesù, anch'essi non avrebbero saputo entrare nelle profondità di questo Mistero, non avrebbero compreso la sua efficacia, i suoi meriti, la sua virtù.

«Quae utilitas in Sanguine meo?»

E dinanzi a Gesù è la visione spaventosa delle ingratitudini umane, ma c'è ancora l'abuso che l'uomo avrebbe fatto di tal dono: le profanazioni, gli insulti, i sacrilegi!

O mio Gesù, noi non sappiamo conoscere la sublimità de' tuoi Misteri e non sappiamo nemmeno comprendere la grandezza, la colpevolezza delle nostre iniquità! O mio Gesù! come sono tristi e gravi i tuoi lamenti, ma quanto sconosciuti e quanto incompresi!

O mio Gesù, e che dirò di me stessa?

Ah! io sento salire dall'anima la tua voce pietosa: «Quae utilitas in Sanguine meo?». Quale utilità per tutto il Sangue che vi hai versato e versi continuamente?

Se l'avessi lasciato penetrare nell'anima, se avessi corrisposto alle sue operazioni, se avessi avuto la fede vigorosa, la speranza ardente, l'amore purissimo!

Se avessi creduto semplicemente alla tua parola! Se davvero la mia consacrazione a così grande Mistero fosse stata seguita da propositi sinceri e da atti generosi! Se avessi compreso i tuoi richiami, le tue espansioni, i tuoi desideri, le tue predilezioni, la tua carità!

O Gesù, il tuo lamento è sopra tutto per me. Ed io lo raccolgo nell'anima pentita, mi umilio, mi offro a Te nuovamente, sinceramente, completamente.

Venga a me il tuo Sangue divino e mi purifichi, mi ristori, mi faccia santa. Qual è l'ostacolo che impedisce le tue operazioni divine?

Come nell'ingranaggio di un meccanismo delicato basta poca polvere per impedire il movimento, così basta una piccola colpa, una tenue imperfezione per interrompere l'oscillazione che muove il cuore verso la tua misericordia.

O Signore, abbi pietà di me!

Aiutami a comprendere i tuoi lamenti, a ripararli con la mia fedeltà e con la mia devozione. q. 52 : 23 febbraio

 

466 Il Calice del suo Sangue divino

«Il Signore ha nella mano un calice di vino puro, pieno di amara mistura».

Nel Cenacolo Gesù ha offerto a' suoi Apostoli un calice inebbriante, ripieno della sua grazia, della sua virtù, del suo amore: ha offerto il Calice del suo Sangue divino.

Oh! grande misericordia di Gesù! In quel Calice era la sua Passione amarissima raddolcita dalla sua misericordia ineffabile; era la vita della sua Santissima Umanità, offerta per noi sull'Altare del Sacrificio; era il cumulo delle misericordie affidate alla Chiesa per la santificazione delle anime.

Nel Calice del Cenacolo era il Sacrificio, il Sacramento: era il Mistero comunicato alle anime con un altro mistero di infinita carità.

Il Calice del Cenacolo è offerto a noi ad ogni istante: è là riboccante di benedizioni celesti, di dolcezze divine, di grazie ineffabili: è là; sull'Altare, nel Tabernacolo, ininterrottamente offerto a ciascuno di noi, con le stesse cerimonie e lo stesso amore del Cenacolo.

Per comprendere questo dono sublime, per gustarlo, bisogna esser puri, essere di Gesù, appartenergli, vivere con Lui, di Lui! Allora il Calice ci comunica le dovizie celesti, le dolcezze divine. E noi, in cambio di un dono così prezioso, ineffabile, adorabile, noi abbiamo offerto a Gesù, nell'Orto di Getsemani, il calice ripieno dei nostri peccati, un calice fangoso ripieno di odio e di iniquità.

Fummo noi a mettere nelle mani dell'Angelo consolatore il Calice delle nostre ingratitudini.

O mio Gesù, quale consolazione poteva recarTi quel Calice? Quanto amara questa contemplazione! Anch'io ho messo in quel calice le mie debolezze, i miei peccati, le mie infedeltà, feccia disgustosa alla bocca divina del mio Gesù! O Gesù sono pentita! Sono a' tuoi piedi, nella adorazione de' tuoi Misteri, nell'adorazione del tuo dolore e del tuo amore.

O Signore! O Gesù, vieni a celebrare in me i tuoi Misteri di misericordia, se Ti posso accogliere, se posso corrispondere a queste tue degnazioni, se il mio piccolo cuore può essere l'umile altare delle tue immolazioni.

Il tuo Sangue mi purifichi e prepari la vita per accogliere il riflesso del tuo calice amaro.

O Signore, i tuoi Misteri mi accecano, come soli sfolgoranti, ma la loro luce mi avvolge, mi riscalda, mi eleva!

O Gesù, Amore Crocifisso! g. 52: 2 marzo

 

467 Perchè è rossa la tua tunica?

«Perché è rossa la tua tunica, e le tue vesti quasi di chi preme le uve nello strettoio? Io, da me solo, ho premuto il torchio» (Is 63,2 23).

Noi non possiamo chiedere, come il Profeta, perché è rossa la tua veste, o Gesù adorabilissimo. Noi sappiamo che la porpora, onde Tu hai voluto coprire la tua SS. Umanità, fu preparata da noi, ma tessuta dal tuo amore.

La Passione del tuo Sangue adorabile è la Passione per i nostri peccati, ma è ancora la Passione della tua carità, della tua misericordia infinita.

Perché è rossa la tua veste? Perché Tu hai voluto tingere con gli splendori della tua immolazione la tua Sacra Umanità prima che la toccasse l'empia crudeltà degli uomini; perché se i redenti non avessero creduto alla tua parola e non avessero attinto alla tua verità, si fossero almeno commossi allo spettacolo de' tuoi dolori, nello spargimento volontario del tuo Sangue; perché noi che professiamo la fede viva e ardente, e vogliamo portare seguaci alla tua scuola e anime al tuo Altare, potessimo, prima, inebriarci del vino delizioso che purifica e trasforma. Tu hai premuto da solo il torchio e ancora lo premi da solo!

Chi viene in tuo aiuto? Chi ti avvicina nella tua agonia? Chi rammenta con animo riconoscente e devoto il tuo Sangue divino? Chi desidera gustarlo? E quelli che hanno la fortuna di riceverlo, di gustarlo, pensano in qual modo, con quali ambascie, con quali agonie Tu ce l'hai offerto?

«Io da me solo ho premuto il torchio» .

O Signore, le tue parole suonano rimprovero alla mia povera anima, fredda, inerte. Me ne ripeti altre, pur amarissime.

Tu pure vieni sola, sei sempre sola, non hai potuto trovare nessuno che si unisse a te per adorare, per glorificare il Mistero del Sangue!

è vero, o Signore, sono sola, e indegna e infingarda, e incapace di zelare l'amore e la potenza del tuo Sangue prezioso. Mi avvicino a Te tremando e adorando. Se non posso trovare anime generose che mi seguano in questa via tenebrosa, sulle orme della tua Passione, muovile Tu, o Signore, con la tua luce, col tuo amore.

Io mi avvicinerò fidente alle sorgenti di questa luce e di questo

tuo amore.

Raccoglierò, adorando, il Sangue che Ti cola dagli occhi, dalle labbra, dal volto, dalle mani, da tutta la tua Persona adorabile. Lo raccoglierò nel drappo candido e soffice della mia purezza, che il Sangue tuo renderà davvero pura; lo raccoglierò nelle profondità del cuore; lo adorerò nel silenzio e nel segreto; lo lascerò scorrere in tutte le fibre.

Oh! ma non è già da tempo che tutta la mia vita è sotto l'influenza del tuo Sangue adorabile? Che vuoi, Gesù? q. 52: 3 marzo

 

468 Adoriamo Gesù agonizzante nell'Orto

«Et factus est sudor ejus, sicut guttae Sanguinis decurrentis in terram». (Lc. 22,44).

Venite, adoremus!

Adoriamo Gesù agonizzante nell'Orto di Getsemani.

Oh! quale mi appari, benedetto Gesù! il più bello, il più santo tra i figli degli uomini: il Figlio di Dio, il mio Dio! O Gesù! Il Sangue gronda dal Capo e inzuppa i capelli: il Sangue fluisce dalla fronte augusta e scorre sul Volto divino, gli occhi, la bocca, tutto è pieno di Sangue, ogni punto delle membra adorabili è divenuto sorgente di Sangue.

O Signore, qui non vedo né flagelli, né spine, né chiodi! Ed il Sangue sgorga. Non vedo né soldati, né sgherri, né carnefici! E il Sangue sgorga!

Chi adunque produce ferite invisibili e toglie crudelmente la vita del mio Gesù? è il Cuore che martella la Passione! E la Passione che dà al Cuore i colpi giganteschi della agonia! è Gesù che vuol gustare la morte prima che gli uomini si appressino a farlo morire! E Gesù che vuol dare il suo Sangue spontaneamente, generosamente, amorosamente! Sapessimo intendere questo Mistero!

Povero Gesù! Veramente Tu hai premuto da solo il torchio! Ed ora giaci a terra, immerso nel tuo Sangue, morente!

E nessuno viene da Te, nessuno Ti aiuta, nessuno Ti soccorre, Ti conforta! Ma la tua Madre Santissima? E gli Angeli? E il Padre Celeste? E gli Apostoli? e le persone che hai beneficato, che hai guarito, risuscitato? E noi? Ed io, dove ero io in quel momento? Forse, martellavo anch'io il tuo Cuore SS. nella parte più viva, producendoTi la vera Passione cruenta. O Gesù, pietà, perdono! Voglio amarTi, voglio riparare, voglio partecipare alle tue agonie ineffabili. Oh! vieni a consumarle nel mio cuore! Gesù, aiutami a comprenderle, a glorificarle, a parteciparvi con lo spirito di fede e di umiltà.

Oh! quanto è vasta, larga, profonda la Passione di Gesù!

O Gesù, io non posso vantarmi della tua gloria, ma posso dire: il tuo Sangue è mio. O Signore! «Degno sei Tu, o Signore, che ci hai ricomprato col Sangue tuo... che sei stato scannato, di ricevere l'onore, la gloria e la benedizione». (Ap. 5, 9.12).

O Signore Gesù, io voglio invocare con immensa fede il tuo Sangue Divino: lo invoco con le parole de' tuoi Santi, de' tuoi figli prediletti, con le parole de' tuoi adoratori fedeli.

O Sangue Divino, «Tu plachi la collera Divina irritata per i nostri peccati» (Rm 5,9).

«Tu sei l'ostia di espiazione...» (Rm 3, 25). «Tu sei il prezzo del mio riscatto...» (Ef 1,7). «Tu sei il lavacro salutare che purifica la mia coscienza...» (Eb 9,14).

«Tu sei il suggello di pace fra il cielo e la terra...» (Col 1,20). «Tu gridi sempre misericordia per me» (Eb 12,24). q. 52: 4 marzo

 

469 O terra, non bere il Sangue di Cristo

«Terra, ne operias Sanguinem meum». Aveva esclamato Giobbe.

«Terra, non bere il Sangue di Gesù», ripeto anch'io col tuo Vescovo ispirato. O terra, non bere il Sangue di Cristo! O Signore, io sono la terra vile, indegna, immeritevole di bere il vino delizioso del tuo Cuore, del tuo amore e della tua misericordia.

Sono indegna, perché in me è il peccato; in me sono le conseguenze del peccato; sono le ingratitudini, le infedeltà, le bassezze, le colpevolezze della mia povera natura decaduta.

Ma appunto per questo sono assetata del tuo Sangue, per questo ho diritto di berlo, perchè Tu, mio Gesù, l'hai versato proprio per questo, per dissetare la mia sete, per cancellare le mie colpe, per riabilitarmi, per togliere da me ogni traccia di corruzione, per infondere in me i germi della vita immortale. Ma come ricevere il Sangue di Gesù? O Signore, la terra del Getsemani non sapeva di accogliere il prezioso tesoro che la rese venerata e sacra come una reliquia preziosa. Se avesse saputo il dono di Dio!

Io lo conosco questo dono: io so di riceverlo; so che scende in me con i Sacramenti, quando prego, quando ascolto i tuoi richiami, quando Ti seguo, vivo della tua grazia e mi unisco a Te con lo spirito di fede, di umiltà e di abbandono.

Ma quante altre volte scende in me senza che io lo sappia e me ne accorga! O Signore, insegnami a raccogliere tutte le stille del tuo Sangue prezioso.

Esso irrora le foglie degli ulivi, nel Getsemani inzuppa il terreno e si sperde. Quanto Sangue va perduto per la nostra insipienza! O Signore, perdonaci questa ignoranza colpevole, illumina la nostra cecità! dimmi, o Signore, come possiamo adorare, glorificare questo Mistero!

è tanto tempo che io cerco un'anima che compia questo ufficio pietoso! Vuoi aiutarmi a cercarla e a formarla?

Sì, mio Signore, Ecco, la mia povera vita è per questo Mistero di infinita misericordia. La fede, la speranza, la carità vi attingono la loro ispirazione, la preghiera e il Sacrificio sono avvalorati dalla sua virtù. Tutto il creato mi parla del Sangue di Gesù, perché il creato fu fatto per Gesù: e il mio cielo, quaggiù, è la gloria del suo Sangue.

O Gesù, perché non posso comunicare questo balsamo divino a tutte le anime? [...]

Oh! rendimi degna di così nobile missione. O Sangue del Getsemani! O Sangue del Figliuolo di Dio! O Sangue del mio Gesù! «Terra, non bere il Sangue di Gesù!» «Oh! che io mi lavi in questo Sangue; che lo metta nelle mie vene; che trasfonda in me stessa la purezza, la forza, il merito di questo Sangue!» (Bossuet).

O Signore, che mi resta, se l'onda travolgente del tuo Sangue pare distrugga tutto? Mi resta il tuo Sangue, e in esso è la mia volontà, la mia povera volontà che si abbandona all'onda adorabile, nel desiderio di lasciarsi penetrare, nella brama di poterla comunicare a tutti.

O Gesù, sei Tu che mi avvicini a questa tua vita divina, che è la vita, la forza, lo splendore della Chiesa.

Che sarebbe la Chiesa senza il tuo Sangue? E io che sarei senza il tuo Sangue e fuori della tua Chiesa? Ma che cosa sono nella tua Chiesa, che cosa faccio col tesoro del tuo Sangue divino? Sono un operaio inerte, lento, infingardo; sono una terra sterile, in

grata, infruttuosa.

Terra non bere il Sangue di Cristo! «O Sangue, che scorri dalla testa ferita, dagli occhi sfigurati, dal corpo straziato del mio Gesù; Sangue prezioso, che io ti raccolga!» (Bossuet).

«Se baci il Crocifisso con tanta venerazione e tenerezza, è perché dalle sue piaghe tu senti uscire la voce del Sangue, e la tua fede penetrante, portando a compimento il lavoro dell'artista, intravvede sul legno o l'avorio alcune stille di Sangue» (]. Hoppenot) q. 52 : 56 marzo

470 Il Sangue è battesimo, alimento, paradiso

«Non possiamo essere attenti agli insegnamenti del Crocifisso, senza ascoltare la voce del Sangue» (J. Hoppenet).

Il Sangue di Gesù è il mio battesimo quotidiano. Da questo mistico battesimo l'anima esce pura e semplice.

La purezza rende gli spazi più luminosi, e la semplicità favorisce l'unione della sostanza.

O Signore, io non so accogliere tutta la luminosità del Mistero, e nemmeno so appropriarmi la divina sostanza del tuo Sangue, ma desidero, Signore, i doni e i frutti della tua misericordia.

Desidero accogliere il tuo Sangue come un vero battesimo che mi 'lavi da ogni macchia, distrugga ogni scoria, disperda la polvere, mi rigeneri alla vita della grazia e mi riempia di questa vita celeste.

Il tuo Sangue, o Gesù, è il mio alimento. è l'alimento della verità che mi comunichi, delle verità che sono in me in germe, e spesso ostacolate dalle mie passioncelle, dal mio amor proprio, dalla mia ignoranza e debolezza.

E l'alimento della fede, della speranza e della carità, che vigoreggiano sotto la sua azione vivificatrice, al bacio della rugiada mattutina, fresca, rosseggiante. Oh! quel mistico bacio vale più della conquista di tutti i mondi; esso mi avvince al Re del Cielo e fa una sola cosa con Lui del mio povero spirito, rendendolo degno e partecipe delle sue misericordie infinite.

Il tuo Sangue, o Gesù, è l'alimento de' miei pensieri, de' miei affetti, della mia vita morale e spirituale, perché se tutto, dopo la tua morte, fu attratto alla Croce, tutto è ristorato, rinnovato, ispirato, santificato dal tuo Sangue.

0 battesimo di amore, che infondi in me il più vivo dolore per la Passione del mio Gesù!

O battesimo di dolore, che fai sgorgare l'amore più ardente per la sua immolazione divina!

Il Sangue di Gesù è il mio paradiso terrestre, dove sono tutti i beni largiti dalla carità del Padre e tutti i doni per conservarli, per accrescerli, per portarli alla perfezione. Ma in questo paradiso terrestre vi è un albero che bisogna contemplare da lontano, umilmente, amorosamente, rassegnando a' suoi piedi la ragione e la volontà.

L il Mistero.

O Signore, io lo adoro il Mistero del tuo Sangue, lo invoco, lo benedico, lo amo, ma non oso, non voglio, non penso neppure di scrutarlo. Io sono nulla. q. 52 : 7 marzo

 

471 Voglio che il tuo cuore diventi il mio Calice

Se tu sapessi il dono di Dio! Se tu sapessi rispondere all'invito! Voglio che il tuo piccolo cuore umano diventi il mio calice divino: il Calice per il Sacrificio, per l'offerta, per l'immolazione; il calice nuovo, puro, delicatissimo, prezioso, accetto; il calice vivo, cosciente, indistruttibile, scelto dalla mia volontà, consacrato dalla mia Passione, santificato dal mio amore.

Voglio poter dire: questo è il mio calice, lavorato dalle mie mani, ricolmo del Sangue, dei meriti, della vita della mia Passione. q. 53 : 19 marzo

 

472 Questo è il Calice del mio Sangue

Tu dici, o Signore, che il calice non gusta il tuo Sangue, né può essere fecondato dalla sua virtù, né può fare atti di adorazione, di invocazione, né può comunicare ad altri il tuo Sangue.

Il nostro piccolo cuore può, invece, lasciarsi trasformare dalla sua potenza, seguire i suoi impulsi, assecondare le sue operazioni, vivere della stessa sua vita, e a traverso questa vita mistica può conoscere Te, amare Te, ringraziare, benedire, adorare il Padre Celeste e offrirsi in omaggio a Lui per i meriti della tua immolazione.

«Questo è il calice del mio Sangue!»

Gesù si compiace di considerare il piccolo cuore umano come il calice che contiene il suo Sangue: questo fu lo scopo della istituzione del Sacramento comunicarsi all'anima nel modo più intimo questo fu il suo desiderio più ardente quando, nelle piaghe adorabili della sua Divina Umanità, si apersero le sorgenti inesauribili della sua grazia e del suo amore. O Signore Gesù, donami codesta ricchezza divina, codesta vita ineffabile, codesta potenza incomprensibile. Donami il tuo Sangue!

Ma prima, purifica, perfeziona, dilata, santifica il cuore. Inondalo della tua luce, accendilo con la tua fiamma, dona vaghezza a' suoi palpiti, nobiltà a' suoi sensi, costanza a' suoi desideri, e ogni fibra sia docile al tocco della tua volontà, ogni atto si tramuti in dolce armonia, ogni atteggiamento risponda alla voce delle tue misericordie.

Allora questo piccolo cuore, schiudendosi a ricevere il tuo Sangue divino, ne seguirà i movimenti, ne raccoglierà le sovrabbondanze, prenderà forma, misura e vita dalle sue operazioni; allora diverrà davvero calice delle tue misericordie e, stretto fra le tue mani divine, sarà reso degno di essere offerto al Padre insieme ai meriti, alla virtù, alle magnificenze della Tua Passione divina [...]

«Questo è il calice del Sangue mio!».

Queste misteriose parole rivolte da Te, mio Gesù, alla piccola anima, mentre richiamano l'adorabile Sacrificio dell'Altare, rivelano significati profondi, rapporti intimi, tutta la sublimità della vita mistica, della vita soprannaturale, vita di unione, di consumazione, di amore.

Veramente, se Tu penetri nel cuore e lo investi e lo fai tuo e lo domini, lo guidi, lo possiedi, veramente esso diviene allora il calice del tuo Sangue; e non soltanto lo riceve nella Santa Comunione, ma entra nella vita stessa del Sangue, costituisce con esso una sola cosa, diventa strumento del Sangue, mezzo di operazioni divine, elemento di santificazione, parte vitale del corpo mistico della Chiesa.

«Novi et aeterni testamenti».

Questo è veramente il nuovo ed eterno testamento della tua misericordia.

Da tutta l'eternità Tu hai vagheggiato questo mistero di infinito amore, e quando si compirono tempi e l'attesa desiata si cambiò nell'immolazione suprema, Tu l'hai abbracciata, voluta, compiuta con divina esultanza.

O Signore, io non posso né so raccogliere tutti i passi scritturali che compendiano questa tua infinita carità, ma dentro la piccola anima sono i riflessi della luce meravigliosa.

Il Sacrificio è veramente il testamento eterno: ma rivelato a noi nel tempo, esso è la potenza, la sapienza, la bontà; esso racchiude tutte le perfezioni, tutti i fulgori della tua vita divina, sorgente per noi della vita spirituale, della vita soprannaturale, della vita mistica.

O Sangue del mio Gesù, o testamento nuovo ed eterno, pegno adorabile di perdono, ministero di giustizia, di santità, di misericordia, alleanza di pace, dono magnifico del Cielo, tesoro nascosto negli abissi del Mistero, rinchiuso nelle profondità del silenzio e del nascondimento, Ti adoro, Ti ringrazio, Ti benedico, Ti invoco!

Tu sei il testamento nuovo offerto all'anima mia in tutti gli istanti, con tutte le dovizie della carità divina.

O Sangue di Gesù, o testamento divino! Chi avrebbe potuto pensare alla degnazione dell'UomoDio nell'offrire se stesso alle nostre povere anime, sotto forma di cibo e di bevanda? E chi avrebbe potuto pensare la vitalità, la eccellenza, la continuità, l'universalità di tal cibo e di tale bevanda? E il modo e il tempo e la misura con cui ci offre questo dono?

O Signore, vieni, porta in me questo flusso di misericordia infinita. Vieni e vivi, vieni e regna, vieni e trasforma il mio povero essere rendendolo degno della vita de' Tuoi Misteri. q. 53: 20 marzo

 

473 Tutto il mondo non è che un piccolo altare

La fede mi rivela il Mistero del Sangue di Gesù, ed è come se io non vedessi che le piaghe di Gesù aperte per me e per i peccatori; come se non sentissi che la voce che parte da esse con i fiotti di Sangue che scendono a ravvivare le anime.

Tutto il mondo non è che un piccolo altare, in confronto alla grandezza del Mistero, e il Sangue vi scorre ininterrottamente, con sovrabbondanza e con efficacia pari alla infinita misericordia che lo effonde.

Non è una illusione se, mentre io accompagno con fede e adorazione le parole del Sacerdote: «Hic est Calix Sanguinis meis», Gesù ripete alla piccola anima: Questo è il Calice del mio Sangue.

Si, il cuore umano può e deve essere il Calice del Sangue di Gesù, perchè riceve il Corpo e il Sangue prezioso; riceve la grazia che lo rende degno della nuova alleanza avvincendolo al Mistero di fede.

O Signore, perdonami se oso avvicinare lo spirito alle grandi meraviglie della tua carità; se penso che non v'ha nulla più grande quaggiù della S. Comunione: in essa trovo il Padre, il Figlio, lo Spirito Santo! O Sacrum Convivium! q. 53: 22 marzo

 

474 Divenire ed essere il calice mistico della Passione Gioved'i Santo

E il giorno della nuova creazione, per mezzo della quale tutti noi fummo restaurati, rigenerati, resi degni di passare alla gloria, per il Corpo adorabile e per il Sangue prezioso di Cristo, cibo divino, bevanda augusta, dono ammirabile, dono che supera ogni dono celeste.

«Hoc est Corpus meum!».

Quali splendori raggiarono dalle tue labbra, o Divino Gesù, mentre pronunziarvi queste parole che sarebbero risuonate lungo i secoli, ineffabile significazione del Mistero della tua Carità?

Quale vampa di amore salì dal tuo Cuore fino al Padre per ridiscendere e avvolgere tutti quelli che avrebbero creduto alla tua parola, che si sarebbero nutriti delle tue Carni immacolate?

«Hic est Calix Sanguinis mei!». Il Calice del tuo Sangue!

Stretto fra le tue mani santissime nell'estasi della tua immolazione divina, esso rappresenta dinanzi al Padre il martirio della tua Passione cruenta, e quello non meno prezioso della tua Passione incruenta, perpetuata per noi su tutti gli Altari del mondo. Mistero di fede! Mistero di amore!

Mistero! Mistero!

Non so concepire come possiamo commettere il peccato dopo l'istituzione del Sacramento della vita: non so concepire come la nostra povera vita umana non sia trasformata, non si lasci trasformare dalla potenza di Gesù, dalla potenza della Comunione.

O Gesù, perdona la nostra cecità, la nostra ignoranza, la nostra freddezza. Insegnaci a vivere nella nuova vita, a circondare il tuo Tabernacolo, a formare in noi il Tabernacolo degno del tuo amore, del tuo Sacrificio, della tua creazione divina. O felice momento, o momento augusto, segnato fin dall'eternità, quello

in cui il pane e il vino si tramutarono nel Corpo e nel Sangue di Cristo, per la potenza della sua parola, per la potenza del Verbo di Dio! Beato Giovanni che penetrò negli abissi del Mistero!

Parlami, o Apostolo prediletto da Gesù, della istituzione divina: insegnami a vivere per la Eucarestia, nella Eucarestia, della Eucarestia; insegnami ad accogliere il Verbo di Dio, a gustare il dono del Verbo di Dio, a glorificare l'immolazione del Verbo di Dio!

O Signore, desidero che la mia vita sia una perpetua comunione!

Quando, per bocca del Sacerdote, Gesù dice: «Hoc est Corpus meum. Hic est Calix Sanguinis mei!», assumendo il Corpo di Cristo, posso anch'io ripetere: Questo è il mio Corpo! Questo è il Calice del mio Sangue! perchè Gesù l'ha offerto per me, immolato per me, donato a me prima ancora che io apparissi alla vita.

E quando, compresa del Sacramento che ha ricevuto, l'anima pare rannicchiarsi nell'ultima espressione della vita, lasciando a Gesù pensiero e affetto, il ricordo e la volontà, ogni bene ricevuto e ogni bene acquistato, allora Egli, nella infinita bontà del suo Cuore, ripete: Questo è il mio Corpo, questo è il mio Sangue.

Sì, mio Gesù, è ben giusto che mentre Tu mi offri Te stesso, il Corpo, il Sangue, l'Anima, la Divinità, io mi annienti dinanzi a Te, offrendoTi ogni manifestazione di vita umana, purificata dal tuo Sangue, trasformata dalla tua virtù e dai tuoi meriti.

In questo scambio di vita, è la vita nuova per me, è il principio della vita mistica, della vita eminentemente interiore, mentre, per Gesù, è il raggiungimento dello scopo della sua Incarnazione: redimere l'anima rivestirla di grazia, riempirla di se stesso, renderla sede, talamo del suo amore e operare in essa secondo i disegni della sua misericordia.

Il mio proposito, il mio desiderio ardente: divenire ed essere il calice mistico della Passione di Gesù. q. 53 : 24 marzo

 

475 Bacio le zolle inzuppate dal tuo Sangue

Ho contemplato, o mio Gesù, il tuo Sangue adorabile scendere a fiotti dalle tue membra santissime, l'ho sentito battere con una sinfonia strana sul suolo, l'ho visto perdersi in quel terriccio freddo e insensibile.

Terra, non bere il Sangue di Gesù!

Il Calvario si è invece impinguato di questa tua vita, uscita a goccia a goccia dalle tue membra, e mentre, attorno alla tua salma divina, la Madre desolata, il Discepolo amante, Nicodemo, Giuseppe d'Arimatea e le pie donne, compiono, pietosi uffici della Deposizione, nessuno forse si cura di raccogliere il Prezioso Sangue, che è tanta parte della Tua Sacra Umanità. O Gesù, concedi a me tanto onore. Mi prostro adorando sulla terra benedetta e voglio restarvi vigile scolta del Mistero del nuovo testamento.

Bacio in ispirito le zolle inzuppate del tuo Sangue, voglio raccogliere in me questa virtù possente e formare con essa il nuovo edificio nel quale dovrà abitare la tua grazia.

Oh! Sì, con la terra arida e fredda del mio cuore, cementata dal tuo Sangue divino, Tu edificherai il tempio spirituale e in esso verranno celebrate le mistiche nozze della nuova alleanza.

O patto eterno, scritto col Sangue di Gesù! O vita nuova, sgorgata dal Sangue di Gesù!

O amore nuovo, sbocciato dal Sangue di Gesù! Abbandonata a quest'onda misteriosa, per questo canale della divina misericordia, io ritrovo la via per ritornare al Padre che mi ha creata, per unirmi al Figlio che mi ha redenta, per compiere sotto l'azione dello Spirito Santo le opere della mia santificazione.

O Sangue di Cristo, sceso sulla terra maledetta con i segni e le promesse di eterne benedizioni!

O Sangue di Cristo, imprecato dagli stolti Giudei e piovuto su tutti come sorgente inesauribile di grazia, tu scendi ora dalle altezze del Cielo, non solo sul piccolo lembo del Calvario, ma su tutta la terra: scendi e la purifichi; scendi e la ristori; scendi e la fecondi e la arricchisci e forse ben pochi si accorgono della tùa virtù misteriosa!

O Sangue di Gesù, sii conosciuto, adorato, invocato, benedetto, glorificato! q. 53 : 25 marzo

 

476 Sii l'anima di un'idea

Non posso introdurmi nei S. Esercizi senza pensare al suo Sangue Prezioso, nel Quale è la mia vita spirituale più alta. Ho il cammino tracciato e la vetta luminosa che attrae irresistibilmente; e mentre mille voci sussurrano: Vieni! mille altre ripetono: Prendi e bevi! Sii l'anima di un'idea! Vivi per questa idea! Formati in questa idea! Opera per questa idea! Il viaggio fu tutto una elevazione gaudiosa: un colloquio intimo, ineffabile tra il Signore che spiegava allo sguardo dell'anima le dovizie delle sue bellezze create e l'anima che attingeva da quelle bellezze il motivo per salire a Lui, per unirsi a Lui. q. 3. 2 novembre

 

477 Noi vi attingiamo senza misura

S. Paolo mi avvince a Cristo con la sua dottrina smagliante: «Piacque a Dio suo Padre che tutta la pienezza delle grazie e delle perfezioni risiedesse inseparabilmente e per sempre in Gesù Cristo suo Figliuolo». (Col. 1,19).

E piacque a questo suo Figliuolo divino, santissimo, adorabilissimo, guadagnare queste grazie col prezzo della sua vita, col prezzo del suo Sangue e della sua Morte per versarle come fiume magnifico e perenne sulla Chiesa e sulle anime.

Noi vi attingiamo senza meriti; noi vi attingiamo senza diritti; noi vi attingiamo senza misura, perennemente, efficacemente, divinamente.

Sì, divinamente, perché è proprio di Dio attingere senza interruzione e senza limiti dai suoi tesori celesti... Anche noi possiamo attingervi, uniti a Cristo, resi degni del suo Sangue prezioso. q. 3. 5 novembre

 

478 Gesù è l'Altare del mio Dio

Gesù è l'Altare del mio Dio, e a quest'Altare m'invita Lui stesso, ricordandomi che è il mio Salvatore, il mio Redentore, il mio Re Crocifisso.

Egli è il mio Salvatore!

Quali braccia di misericordia ha steso per giungere fino alla sua piccola creatura!

Vedo l'iniquità che immobilizza quelle mani onnipotenti, quasi a punire il gesto divino con cui si sono schiuse a salvare il mio nulla.

Ma l'Altare non è abbattuto. Su di esso vive, muore, e torna a vivere perennemente il grande Sacerdote, Cristo Gesù, il mio Re Crocifisso.

La mia mente è occupata di Lui, il cuore palpita per Lui, tutto il mio essere è pieno di Lui!

Il mio Re Crocifisso è l'Altare del mondo, è l'Altare di Dio, è l'Altare delle anime, l'Altare delle misericordie, l'Altare del Sangue! [...]

La riconciliazione è fatta da Gesù con la sua Morte cruenta sull'Altare della Croce, con la morte mistica sull'Altare del sacrificio quotidiano.

Il mondo fu creato per Gesù Cristo, ma la creazione meravigliosa, gloriosa è quella che Egli continua a compiere nelle anime col suo Mistero adorabile. Non posso sottrarmi agli splendori dell'Altare mistico che oggi brilla dinanzi a me come sorgente di luce sovrumana. q. 3 : 6 novembre

 

479 Il Sangue produce ebbrezze inenarrabili

lo mi aggiro nella vita quasi incosciente di ciò che mi attornia e penso che il Sangue di Gesù produce ebbrezze inenarrabili, trasforma anche i cuori più meschini, comunica le delizie più nobili, eleva a cime luminose, rivela misteri adorabili trasportando il nostro povero essere all'Altare di Dio, unendolo a Gesù nella forma più intima e trascendente.

Io non so, né voglio conoscere i disegni del mio Signore: se veramente ricavi gloria dal mio povero essere avvinto alla sua Passione.

Mi umilio, invoco il perdono dei miei peccati, adoro le sue misericordie e ancora un volta ripeto: la mia vita, la mia rigenerazione, la mia santificazione è il Sangue di Gesù.

E confortata dalle parole del Salmista, le faccio mie ripetendo: «Il Signore è la porzione della mia eredità e del mio calice: sei Tu, Signore, che a me renderai la mia eredità».

Tu me la rendi anche quaggiù invitandomi ad appressarmi al tuo Altare, al Calice della tua Passione, riboccante di tutti i misteri della tua Misericordia. q. 3 : 6 novembre

 

480 Va' e dì la potenza del mio Sangue

L'Altare di marmo, sebbene prezioso, sebbene consacrato, non intende nulla dei Misteri di Gesù.

L'altare del mio cuore, vaso di fragilissima creta, è reso degno di raccogliere non solo il Sangue di Gesù ma di accogliere altresì la voce che si sprigiona da esso.

«Va' e di' alle anime le tenerezze del mio amore. Va' e dì ai Sacerdoti la potenza del mio Sangue. Va' e di' a tutti che nel Mistero del mio Sangue è la vita dei popoli, la salvezza delle nazioni, la potenza della religione, l'efficacia per l'avvento del mio Regno». q. 3 : 6 novembre

 

481 Introibo ad Altare Dei!

Introibo ad Altare Dei!». L'Altare delle immolaziomi di Cristo! L'Altare delle oblazioni incomprese!

L'Altare dell'amore calpestato, del Sangue calpestato, della misericordia calpestata!

Gesù Cristo ci fu dato perché fosse la nostra sapienza, e la sapienza è misconosciuta, disprezzata, dimenticata. Ci fu dato perché fosse nostra giustificazione: e chi punta gli sguardi sulla Croce donde pende negli spasimi del suo martirio?

Lo so; Egli non patisce più, ma la sua Passione è divina e tutto ciò che è divino è infinito: la Passione mistica del mio Gesù perdura nella sua concretezza spirituale, nella sua efficacia universale, nella sua ampiezza infinita.

Gesù Cristo ci fu dato perchè fosse nostra santificazione. Oh! quanto poco pensiamo ai torrenti di grazia che Egli emana dal suo Tabernacolo di amore, dalla candida Ostia silenziosa e segreta, dal Calice riboccante della sua vita divina!

Gesù Cristo ci fu dato perchè fosse nostra redenzione!

E la redenzione fu sigillata dal suo Sangue, si compie col suo Sangue, si attinge dal suo Sangue.

O Misteri adorabili! O Misteri sconosciuti! O Misteri appena intuiti dalle anime buone!

Perché non sappiamo trovare la forza e l'audacia per gettarci e sommergerci negli abissi di questi Misteri dove la fede diventa visione, la speranza fiamma divoratrice e la carità oblazione eroica?

Che vi può essere al mondo di più nobile, di più alto, di più concreto, di più vantaggioso all'anima nostra della vita di Nostro Signor Gesù Cristo, della grazia di Cristo, della sua sapienza, della sua misericordia, del suo Sangue prezioso?

La morte non mi spaventa perchè sento di vivere nel Sangue di Cristo; il giudizio non mi spaventa perché risponderà per me il Sangue di Cristo; la fossa non mi angustia perché lo spirito sente di spaziare nel Sangue di Cristo e questa vita non mi sarà tolta mai più, anzi sarà ringagliardita dal tempo, da' miei sacrifici, dalle rinunzie, dalle piccole immolazioni, dalla preghiera, dalla mia unione con Gesù.

Ancora una volta ripeto:

«Introibo ad Altare Dei!» q. 3. 7 novembre

 

482 Distribuire le ricchezze del Sangue

La mia casa sono le tue piaghe, o adorato Gesù; il mio nido il tuo Cuore Santissimo.

Non conosco altra dimora, non so trovare quaggiù sede più ampia e più alta, altare più santo e più prezioso, rifugio più intimo e più divino.

Chi mi renderà degna di questa dimora, chi mi accosterà a quest'Altare sublime, chi mi immergerà nelle Piaghe adorabili di Gesù, nel suo Cuore crudelmente squarciato, e divinamente aperto?

Il Sangue di Gesù. Esso è l'artefice delle operazioni divine. Il Sangue di Gesù che mi giunge da mille rivi, da tutti gli Altari del mondo, dalle infinite dedizioni di Gesù. Ma chi può sostenere queste onde impetuose impazienti di guadagnare tutte le anime e di riportarle tutte alle sorgenti della vita?

I Sacerdoti! Essi hanno il dominio del Sangue di Gesù: essi possono distribuire le sue ricchezze divine con larghezza, profusione e liberalità: essi possono salvare il mondo comunicando la potenza e l'efficacia del Mistero di Cristo.

Ma vi possono concorrere anche le piccole, umili anime che intendono i desideri di Gesù e accolgono la sua amarezza con senso di profonda pietà.

Ministra del Sangue di Gesù può essere ogni anima consacrata a Lui per una vita di apostolato e di zelo: ogni anima che lo ama, Lo pensa nel suo Tabernacolo d'amore, gli fa compagnia, ne intravede gli abbandoni, le ingratitudini e le desolazioni.

Ci affliggiamo tanto per le tribolazioni della vita e non sapremo partecipare alle pene che giungono al Cuore di Gesù vedendo respinto, calpestato, odiato, maledetto il suo Sangue prezioso? q. 3 : 7 novembre

 

483 Altare d'oro, di fiamma, di Sangue

L'anima si orienta anche oggi verso il suo Altare magnifico che vede elevato tra il Cielo e la terra: Altare d'oro, Altare di fiamma, Altare di Sangue.

La Divinità vi risiede, la Sacra Umanità di Cristo lo investe, lo ricopre del suo manto regale, lo ricolma del suo Sangue divino. Io sono vilissima creta, ma in essa il mio Dio ha posto lo spirito vivo, ardente, capace di spaziare per i cieli e di stringere in un solo amplesso tutta la terra. Con questa potenza infusa io volo fino all'estremità del mondo, fino al principio dei secoli e raccolgo in me tutte le adorazioni, le elevazioni, le operazioni divine compiute nelle anime per portarle a' piè dell'Altare del mio Dio, a' piè della immolazione di Cristo per renderGli l'ossequio che gli è dovuto, per supplire alla povertà delle mie idee, alla tenuità del mio pensiero, alla freddezza del cuore.

Ma sopra tutto porto all'Altare del mio Dio il Sangue di Cristo, il prezzo della mia vita spirituale, il dono che raccoglie in sé tutti i doni della Sapienza celeste, l'artefice divino che con la creta della mia miseria, il ferro dei miei peccati e l'oro delle piccole virtù compone gli ornamenti degni del mistico Altare. q. 3 : 8 novembre

 

484 Immolatevi al Sangue di Cristo!

Oh! quanto è bello, quanto è grande, quanto è potente il Cristo immolato per noi.

Il Profeta lo ha veduto da lungi «con le vesti tinte... splendido nel suo paludamento» (Is 63, 1).

E S. Giovanni lo ha contemplato nell'altezza dei Cieli «vestito di una veste cosparsa di Sangue; e il suo nome è il Verbo di Dio» (9, 13).

Ecco l'Altare di Dio! Ecco la Vittima!

Ella è dinanzi a Dio nell'olocausto perenne, rifulgente di luce sovrumana, sorgente di grazie celesti che comunica mediante il Sangue adorabile.

Tutte le verità sono sanzionate da questo Mistero augusto, Cristo è con noi, in mezzo a noi, nell'atto di donarci il suo Sangue divino. E l'onda scorre continua, dal suo Cuore al nostro, e batte e invita e prega e offre e si offre.

E scendendo nelle nostre anime quell'onda divina erige e consacra e stabilisce un altro altare, quello della nostra povera immolazione.

O mio Cristo Gesù!

O mio Sacerdote adorato!

O Altare dei profumi divini, delle misericordie, della Redenzione!

O Altare dei secoli dove si compiono i trionfi della Eternità! O Altare della eternità, dove si manifestano i prodigi del tempo: la vita di grazia, la vita soprannaturale, la vita di unione, la vita di santificazione!

Io non cesserò dal lodare questi Misteri che assorbono la mia vita intima come la luce assorbe la mia pupilla: non cesserò dall'invocare l'aiuto di Dio, la grazia, la forza, la santità per rendermi degna di così grandi tesori.

E vero, io sono un verme: è vero, io sono il nulla: e questo verme ha peccato e questo nulla continua a peccare, ma sono rinnovata dalle parole dell'Apostolo che ascolto nel silenzio della mia anima e ripete con tutto l'ardore della fede:

«Avendo... la fiducia di entrare nel Santo dei Santi e per mezzo del Sangue di Cristo, via nuova e vivente che Egli ci ha aperto attraverso il velo, cioè la sua carne, e avendo un gran Sacerdote che presiede alla casa di Dio, accostiamoci con un cuore sincero nella potenza della fede, purificati i cuori dalle sozzure di una mala coscienza e lavati il corpo con un'acqua pura: conserviamo incrollabile la professione della nostra speranza» (Gv. 10, 1924).

O mio Signore, io sento crescere in me la potenza della mia fede e la speranza ineffabile per virtù del tuo Sangue divino. Griderei a tutto il mondo le tue misericordie.

Vorrei portare al tuo Altare tutti i cuori.

Vorrei portare il tuo Sangue in tutte le anime: purificarle, inebriarle, avvicinarle a Te.

Vorrei, o Signore, ripetere ad ogni istante, ad ogni creatura che ha pensiero e sentimento e volontà, e specialmente alle anime consacrate a Te:

Immolatevi al Sangue di Cristo! Siate le pietre levigate del suo sublime Altare. q. 3 : 9 novembre

 

485 Quel Sangue è tuo, o Madre!

Dinanzi a me sempre l'Altare del Sangue di Cristo. La Vergi

ne benedetta ne è la custode, la tesoriera, la depositaria. Essa sola, dopo Gesù, ne può comprendere degnamente il prezzo. Essa può aiutarci a riceverlo, a conservarlo, a nutrircene con vantaggio, con merito, con aumento di vita spirituale.

O Madre Santissima, dove posso trovare luce più viva, sostanza più efficace di vita, grazia più abbondante se non nel Sangue del tuo Figlio divino?

Quel Sangue è tuo, o Madre, perchè Tu sei il canale che giunge a noi con le divine misericordie: e quale onda più santa, più vitale, più nutriente può recare a noi del Sangue di Cristo?

O Madre, Tu l'hai visto calpestato quel Sangue sulla via della Croce, l'hai veduto inzuppare le zolle del Calvario, l'hai raccolto, toccato con le tue mani quel Sangue quando venivano affidate alla tua pietà le membra straziate del tuo Gesù morto.

O Madre, donami il Sangue di Gesù!

Te lo domando per me e per i peccatori. Te lo domando per la vita e per la morte, per il tempo e per l'eternità.

Te lo domando come pegno di salute, come segno di pace, come misura di Redenzione, Te lo domando con l'ardore dei Santi, con la misura della tua misericordia.

O Madre, donami il Sangue di Gesù: esso costituirà il mio Altare, il mio sacrificio. q. 3 : 10 novembre

 

486 Il vero Altare di Gesù

L'Altare di Gesù, il vero altare di Gesù non è quello fulgente di oro, ricco di gemme e di marmi, splendido d'arte, ma quello silenzioso e segreto che si mette in comunicazione con le anime, quello che maggiormente dispensa le sue acque di salute, quello che attrae le anime, le avvince a sé, le porta a Dio le mette in comunicazione con l'augusta Trinità, le avvolge di Mistero, le seppellisce nel Mistero e per la loro immolazione le rende capaci di una feconda missione nel mondo.

L'Altare più caro a Dio è quello servito da un Sacerdote santo, zelante del suo Ministero, che intende la voce, conosce i desideri, effonde le sovrabbondanze del Sangue di Gesù.

Tutto è là: il segreto della vita spirituale è nel Sangue di Gesù. Quale onda infuocata non passò dal Tabernacolo al Cuore sacerdotale del Santo Curato d'Ars e, con essa, quale onda di eloquenza celeste, quale prestigio sulle anime, quale potenza sui

peccatori, quale conquista nel regno del mondo per il regno di Cristo!

Ah! io mi smarrisco nell'oceano della divina misericordia quando parlo del Sangue di Gesù.

Tutto è nulla nella vita se non si aderisce alla Passione divina di Gesù e la Passione di Gesù si compie in noi partecipando alla sua Passione mistica nella Comunione del suo Corpo e del suo Sangue. q. 3 : 11 novembre

 

487 Tutto per l'Altare del suo Sangue lo ripeto: Tutto per il Sangue di Gesù! Tutto per l'Altare del suo Sangue!

Non spine, ma fiori per questa nuova Croce; non chiodi, ma amplessi, aromi, fragranze.

Tutto quello che può dare l'anima stretta a Gesù, vivente per il suo Altare, vivente sul suo Altare. L'Altare di Gesù è il mio faro, il mio porto, il mio rifugio, il mio Tutto.

O augusto Mistero! Io sono inebriata da' tuoi carismi, né so pensar ad altri beni pur nobili e santi.

Il Mistero del mio Gesù è al di sopra di ogni contemplazione, al di sopra di ogni elevazione speculativa.

E vero, la contemplazione mi avvicina alla luce di Dio, mi inabissa in quella luce e lo spirito la beve gaudiosamente.

Ma il Sangue di Gesù non reca in me lo stesso alimento divino?

Non mi unisce alla Triade Augusta, non mi riempie de' suoi lumi, non mi eleva, non mi spiritualizza, non mi divinizza?

E possiamo noi ancora soffermarci per la via, piangere perché squallida e angusta, se per il Mistero di Gesù, per il suo Sangue prezioso ci sono dischiusi gli spazi celesti?

O mio Gesù! Come è folgorante di luce il tuo Altare! O Signore, mi mancano le parole per celebrare le tue ineffabili misericordie. q. 3 : 11 novembre

 

488 L'anima rivestita del Sangue si abbandona a Lui

O unione di Cristo! O vita di Cristo! L'anima rivestita del suo Sangue si abbandona a Lui, ed è come se un pulviscolo venisse assorbito da una fornace ardente. In quella fornace non ha più forma né consistenza propria, ma vive della vita nuova; vita di

luce, di calore, di movimento, di elevazione. Gesù comunica all'anima la vita nuova: vita fisica, vita morale, vita soprannaturale, vita mistica, vita divina.

E sbalorditiva la potenza della vita interiore. Trovato in sé, questo tesoro, chi può desiderare altro se non che si aumenti, e Gesù che lo dona, lo custodisca, lo domini, ne sia l'assoluto padrone? q. 54 : 11 aprile

 

489 In me scorre il Sangue di Cristo

Se vivo in grazia di Dio e sono membro vivo della Chiesa, il Sangue di Gesù scorre e fruttifica ininterrottamente in me. Sì, vi scorre anche quando io non lo avverto e fruttifica anche quando io non vi penso, purché ci sia in me ininterrotta la volontà di seguire il mio Gesù, di ascoltarlo, di amarlo, di sentirlo.

Tremo al pensiero che in me scorre il Sangue di Cristo! Eppure se sono membro vivo, se sono spiritualmente unita al Corpo mistico della Chiesa, se questa unione si avvalora con l'unione mistica a Gesù, posso ripetere: il mio Tutto è in me! Ma mi è più facile ripetere: io in Lui! Come costringerTi in me, o Amore infinito? Non ci sono più similitudini per significare l'infinita misericordia di Gesù nel Sacramento del suo Amore. E mi piace che la mente non abbia né soavi richiami, né vive immagini: quale idea, quale bellezza, quale potenza può significare la misteriosa vita di Gesù?

O Vittima Augusta! O Vittima esangue, nascosta nel Sacramento del tuo Amore, quanta forza partecipi alle anime che Ti ricevono con fede! Non solo Ti rifletti virtualmente nello specchio di questo piccolo essere, ma vi infondi ancora la tua vita e la rendi capace de' tuoi Misteri. q. 54: 1,5 aprile

 

490 Il Sangue feconda i mistici doni

O immagine di Cristo in me, come spesso mi appari scialba e indecisa per la tenebra che tenta separare l'anima dal tuo contatto! Ma come riappari splendida e possente, rinvigorita dal Sangue di Gesù!

Tutto torna in beneficio dell'anima volonterosa. Sbattuta, commossa, impaurita ma volente, dal fragile legno su cui posa, dal carcere dell'involucro pesante e insidioso, essa può salire con slancio più vigoroso al suo Dio; può amarlo di più, servirlo me

glio, sentirlo più intimamente, purificata, riempita, investita dal suo Sangue adorabile, che feconda e fa fruttificare i mistici doni sepolti dallo Spirito Santo nei solchi della tribolazione e della prova. q. 54: 17 aprile

 

491 O Sangue, vieni!

Sotto l'impressione del Volto di Dio l'anima è come abbagliata, trasformata. Anche l'umile zolla dei campi, avvolta dagli splendori del sole, appare rivestita di bellezza rilucente! La Luce! è la veste con cui adorni le anime, mio Signore, è la tua veste, è la vita che piove dal tuo Volto divino.

Come la terra fredda noi possiamo rivestirci del tuo dono, ma non sappiamo corrispondervi.

Ahimè, Signore, la tua luce indefettibile piove sopra una terra sterile e insensibile!

O Volto del mio Gesù, o Volto di misericordia, di grazia, di bellezza, di potenza, guardami anche se io non posso vederti, imprimiti nel mio spirito e fa che esso aderisca alla vita nuova che gli infondi.

O Sangue del mio Gesù, vieni in me ad accogliere l'impronta del tuo Volto! Vieni a produrre in me il pensiero, la parola, l'affetto perché tutte queste forme di vita aderiscano ai fiumi di grazia che scendono dal Volto divino e ricompongano nello spirito la sua immagine adorabile.

O Signore, mi fu detto che il segreto del tuo Sangue è solo per me: è la seconda volta che mi viene affermata questa persuasione. E io la credo perché uscita dalla bocca de' tuoi Ministri santi. Mi dispiace, però, perchè sono nell'impotenza di comprenderli, nell'incapacità di accogliere questi torrenti di misericordia infinita.

Vedi, dice Gesù, come è difficile che altri vi aderisca! Quanto è raro trovare un'anima che si doni a questi misteri segreti, che si sacrifichi per lasciarli vivere in sé! E intanto la ricchezza è là, sovrabbondante per tutti, ma dimenticata, spregiata, spesso calpestata.

O Signore, mi immergerò negli abissi di questo Mistero come i sottomarini si sprofondano negli abissi del mare, ma rimarrò abbandonata alle tue disposizioni; Ti servirò come vorrai, nel silenzio, nel Sacrificio, nell'oscurità, ma nel fervore di una vita soprannaturale accanto alla tua vita divina. q. 54: 20 aprile

 

492 Dove metterò tutto questo Sangue?

Dove metterò tutto questo Sangue?

Dove lo metterai, o Signore? Non hai i Cieli altissimi e profondi? Non hai i Santi e gli Angeli? Essi lo possono accogliere ben più degnamente di noi.

Eppure Gesù batte alla porta delle nostre piccole anime, alla porta del nostro cuore piccolissimo e ripete: Aprimi, sorella, amica, sposa! Apri, non vedi? Il mio dono è stragrande, mi pesa, ho bisogno di distribuirlo e distribuendolo raddoppia. Apri il cuore, dilata le pupille della fede, disponi i sensi nuovi. Non temere. Il mio Sangue porta seco una virtù trasformatrice: ti chiederà lo sforzo della adesione, la costanza nel reggere sola in queste tenebre abbaglianti. Ti chiederà l'abbandono eroico alle sue operazioni, ma appunto in queste esercitazioni di fede e di amore sarà la mia gloria e la tua ricchezza. Il mondo non conosce nulla di questi tesori segreti, i buoni li ignorano e le anime elette spesso non sanno accogliere il richiamo e l'attrazione.

O Gesù, il tuo Sangue Divino copre i peccati del mondo, li lava, li distrugge, li cancella dal libro della vita, ma se noi vogliamo, se aderiamo al Mistero, se viviamo in esso. O Signore, grazie! la tua misericordia mi invita a queste altezze sublimi. Come vi giungerò? Invocando il tuo Sangue, nutrendomi di esso, adorandolo, consumandomi per la sua gloria! q. 54: 23 aprile

 

493 O Sangue, rivela presto i tuoi splendori

Quali prodigi non opererebbe questo Sangue Divino se noi sapessimo corrispondervi! Se l'intelligenza coltivata, sviluppata, nutrita di studio ci dà le meraviglie dell'arte letteraria, artistica, musicale, che non ci darebbe la fede alimentata dal tuo Sangue divino? O mio Signore, mentre tutto va dilatandosi in me, la fede, la speranza, la carità, il desiderio di Te, l'anelito della tua grazia, la brama di vederTi, di possederTi, tutto altresì mi spinge a considerare le meraviglie del tuo Sangue adorabile.

Esso è veramente il grande segreto della santità, il tesoro sconosciuto della felicità. E l'astro più fulgente della Chiesa, ma la sua luce è ancor lontana, giunge tenue, sottile, con trasparenze inafferrabili. I tempi avvenire, meglio, la devozione delle anime,

i sacrifici delle anime, le preghiere delle anime privilegiate otterranno che si manifesti un giorno ai popoli questo atto meraviglioso che guiderà a salvezza l'intera umanità. Il Signore mi ha fatto vedere che per le grandi costruzioni occorrono fondamenta corrispondenti.

Quante ricchezze sepolte nelle murature basilari! Quanto studio, quanto lavoro, quante fatiche e, spesso, quante vittime! Devo essere una di queste piccole pietre sepolte nelle viscere segrete della terra.

Un giorno, forse, concorrerà a mantenere l'equilibrio, sia pure per il contatto di un semplice punto del mirabile edificio spirituale.

Trionfa, o Sangue di Gesù, di me, del mondo, di tutta l'umanità!

Rivela presto i tuoi splendori, le tue ricchezze, la tua missione divina.

O Gesù! O Sangue di Gesù! q. 54 : 25 aprile 494 Il tuo Sacrificio è il centro della Chiesa

Il Sacrificio della S. Messa è il compendio della Redenzione, la sorgente dei tesori della Redenzione, il sole da cui irraggiano tutti gli splendori della Redenzione.

Mentre il Sacerdote si accosta all'Altare l'anima tremebonda lo segua col desiderio, e metta vicino all'offerta se stessa con le sue potenze, con la volontà, con i sacrifici, con il fervore, con le intenzioni più pure e sante.

Alle parole della Consacrazione diventerà anch'essa parte mistica del Sacrificio. O Signore, se sbaglio a intendere, perdonami; se sciupo i tuoi doni, aiutami a riceverli, a contemplarli, a conservarli.

O Signore Gesù, Ti adoro, Ti ringrazio, Ti benedico. Adoro, ringrazio, benedico il Sacrificio dell'Altare, il tuo Sacrificio: esso è il centro della Chiesa, il centro della fede, il centro della vita soprannaturale, il centro della vita mistica, il centro della unione.

Partecipando alla S. Messa, l'anima resta rigenerata per la virtù della vita di Cristo. q. 54 . 28 aprile

 

495 Questo Mistero mi rapisce

Il paludamento regale di Gesù Crocifisso: questo pensiero,

spuntato non so come, si avviva alla luce che emana dalle elevazioni di S. Caterina da Siena.

La Santa innamorata di Gesù Crocifisso, che al Crocifisso deve la sua santità e nel Crocifisso trovò i fulgori della beatitudine, era assetata del Sangue di Gesù. Il Sangue di Gesù ella bevve con insaziabile voluttà; nel Sangue di Gesù intinse la penna per illustrare le più sublimi verità; dal Sangue di Gesù attinse la parola intraducibile della sua meravigliosa eloquenza.

O cara santa, amabile santa, impetrami altrettanto ardore, altrettanto zelo per il Sangue del mio Gesù.

Questo mistero mi rapisce.

Esso dilata, estende le ampiezze dell'anima e in quelle ampiezze la luce divina rivela infinite bellezze.

O Signore, un solo istante di vita racchiude gli splendori della luce, le armonie della musica, le fragranze dei fiori, il sorriso del creato, le tenerezze dell'amore.

Ma un solo istante di intimità col tuo Spirito, quali splendori non racchiude! Luce di verità, armonie di spirituali bellezze, fulgori di sapienza, fragranze di misericordia, tenerezze di infinito amore. q. 54 : 30 aprile

 

496 L'anima attratta alla piaga del Costato

Oggi l'anima è attratta alla piaga del Costato di Gesù, nutrita dalle mistiche gocce di acqua e Sangue, penetra e vede; vede il Cuore come dissanguato.

In quale maniera si può ridargli la vita? Col Sangue stesso di Gesù. Così il corpo mistico della Chiesa si avviva e rinvigorisce col Sangue prezioso.

La Vergine Santissima che più di tutti conosce il valore del Sangue di Gesù, mi aiuti a conoscere queste sublimi meraviglie della vita soprannaturale.

Il Cuore di Gesù pare venga ravvivato e rinvigorito dalla vita soprannaturale prodotta nell'anima dal suo Sangue divino. Chi comprende queste cose tanto sublimi? Chi può intuire l'ampiezza del Cuore di Gesù e come aspetta che essa sia riempita dai frutti della sua Passione, dalla fecondità del suo Sangue?

q. 54 : 3 maggio

 

497 O Passione, donami il Sangue

O Passione del mio Gesù, Ti adoro! voglio vivere de' tuoi meriti, della tua virtù, della tua luce.

O Passione cruenta, donami il Sangue di Gesù. O Passione reale, donami i meriti di Gesù.

O Passione intima, donami la grazia di Gesù. O Passione incruenta, aumenta la mia fede.

O Passione mistica, rinfervora la speranza nelle anime, riaccendi la carità.

O Passione di Gesù! Passione tormentosa, amara, straziante! O Passione divina!

O Potenza di Gesù! Egli è il raggio divino disceso sulla terra a baciare, a sollevare il vile pulviscolo. Aderendo alla forza e alla virtù di quel raggio il pulviscolo sale con lui nelle sfere più alte, fino al Sommo Sole.

L'anima vive in quelle altezze sublimi come fossero la naturale atmosfera della sua vita. Oh! sì la vita soprannaturale ha un crescendo mirabile quando è alimentata dal Sangue di Gesù e il Sangue di Gesù estende la sua potenza e la sua virtù quando è accolto da un'anima che vive nel pieno rigoglio della vita soprannaturale. q. 54 : 4 maggio

 

498 L'anima che va riempiendosi del Sangue...

L'anima in grazia di Dio è poco inferiore all'Angelo: è bella della bellezza di Dio. E se quest'anima, ripiena di grazia, va riempiendosi ad ogni istante del Sangue di Gesù? Allora conosce Gesù e conosce se stessa e conoscendo se stessa diviene umile e l'umiltà accresce dinanzi a Dio la capacità di ricevere nuovi doni. L'umìltà è l'equilibrìo della vita spirituale e il segreto della santità. q. 54 : 9 maggio

 

499 Ricevere lo Spirito accanto alla Croce

La Vergine mi presenta Gesù in un mare di Sangue.

Il richiamo mi pare esagerato; mi ricorre al pensiero che, parlando di una persona uccisa a tradimento, si dice che è morto in un lago di sangue.

Se è esagerata la frase riferendosi a una persona, il cui sangue non può formare un lago, non è esagerato parlando misticamente del Sangue di Gesù. Il suo Corpo adorabile è davvero immerso nella sua immensa misericordia della sua Divina Passione. A quella misericordia dovremmo attingere continuamente, intimamente, di quella sua vita soprasostanziale lasciatami in eredità e affidata allo Spirito Santo perchè la tramuti per noi in ricchezza spirituale.

La preparazione alla venuta dello Spirito Santo non potrebbe essere più efficace: prepararci a ricevere lo Spirito Santo accanto alla Croce di Gesù con l'anima ricolma del suo Sangue Prezioso.

O Signore, darei la vita per questo Mistero! Lo ripeto a' piè della Vergine incaricandola di rendere questa piccola anima sempre più capace di accogliere il dono divino, sempre più degna di corrispondervi. q. 54: 1.3 maggio

 

500 Il Sangue è il fuoco dello Spirito Pentecoste.

Si fa sempre più viva in me la cognizione del grande dono che è il Sangue di Gesù. Sento che penetra l'anima, la nobilita, la perfeziona, la rende docile, aperta, pronta alle più tenui manifestazioni della grazia. Il Sangue di Gesù è l'alimento celeste che trasforma le energie naturali in forze possenti, quasi nuove facoltà capaci di intuire le cose divine.

Il Sangue di Gesù è la preparazione più favorevole alla venuta dello Spirito Santo. Il Sangue di Gesù e il fuoco dello Spirito Santo compiono nell'anima misteriose operazioni quando la volontà si abbandona completamente ai richiami divini. Tutto diventa luminoso, trasparente, sottile: la vita intima va svolgendosi con un crescendo di aspirazioni e di conquiste che segnano un cammino alto e molto rapido. Se il mondo capisse! Se il mondo comprendesse! Se io stessa potessi accogliere lo splendore dei Misteri, rifletterlo sulle anime, su tutto il mondo per portarlo tutto a Dio, all'amore di Dio! q. 54 : 15 maggio