IL MISTERO DEL SANGUE DI CRISTO
1° volume
1a parte
Milano, 19 gennaio 1984
Molto reverendo padre, alla sua richiesta - di poter avere dal nostro archivio generale tutti gli scritti di suor Antonietta Prevedello - aderisco ben volentieri, soprattutto per l'altissima finalità che intendono dare a un'eventuale pubblicazione di essi: la gloria del Sangue prezioso di Gesù e la diffusione del suo culto.
Da questa devozione suor Prevedello fu colpita e penetrata quasi agli inzi della sua esperienza spirituale di «suora di Carità delle sante Bartolomea Capitanio e Vincenza Gerosa», e unificò tutta se stessa nella contemplazione del Sangue prezioso da lei intuito come la suprema espressione dell'amore con cui Dio ci ama.
Nonostante la non comune operosità della sua vita di storiografa e agiografa della Congregazione, scrisse moltissimo del suo quotidiano camminare sulle adorabili tracce del Sangue di Gesù, e del suo struggente bisogno di vederlo da tutti riconosciuto, adorato, bevuto..
Consegnando questi scritti a lei, rev.mo padre, lascio alla competenza e al discernimento suo e dei suoi collaboratori tutte le decisioni riguardanti la pubblicazione, subordinata al «nulla osta» dell'Autorità ecclesiastica locale.
Augurando efficacia apostolica alla loro iniziativa, cordialmente saluto.
INCONTRO CON SR. M. ANTONIETTA PREVEDELLO
«Dopo la mia morte qualcuno raccolga questo mio patrimonio celeste e lo partecipi alle anime». q. 1 : 1 maggio 1929
«Signore, so che queste mie pagine si sperderanno nel nulla, che nessuno forse le conoscerà».
Gesù la interrompe: «Figliuola, un giorno raccoglieranno persino le briciole di questa mensa squisitissima» q. 1 : 13 maggio 1930
Ecco, Sr. Maria Antonietta, mi sono premurato di raccogliere la quasi totalità, la parte migliore e che a te stava più a cuore, di questo patrimonio celeste, di questa mensa squisitissima, e mi sforzerò di renderne partecipi le anime.
Nel 1940 ebbi la fortuna d'incontrarmi per la prima volta con Sr. M. Antonietta a Roma, ma non ne ricordo il giorno e il mese. M'era stata affidata dai Superiori la Direzione Nazionale della nostra Pia Unione del Prez.mo Sangue e della rivista della Provincia Italiana della nostra Congregazione Il Sangue Prezioso della nostra Redenzione. Questi incontri mi davano l'opportunità d'aver contatto non solo con tanti devoti e cultori della devozione al Prez.mo Sangue, ma anche con Scrittori sacri di chiara fama e prestigio a quel tempo. Fra gli altri, mi onorarono della loro amicizia l'insigne apologeta Igino Giordani, autore del bel libro Il
Sangue Di Cristo; P. Mondrone S.J., della nota rivista La Civiltà Cattolica; P.G.M. Petazzi S.J., emerito cultore e scrittore sul tema del Prez.mo Sangue, autore del bel volumetto Il Prez.mo Sangue e la Madonna; D.G. De Luca; la poetessa Ada Negri e la illustre romanziera ed agiografa Luisa Santandrea, autrice della biografia di S. Gaspare Sotto il Segno Vermiglio e L'Umanità nel Calice. Essi e molti altri, che purtroppo qui non è possibile citare, mi parlarono di Sr. M. Antonietta Prevedello, come scrittrice e soprattutto come «anima privilegiata» «fervidissima devota del Sangue di Cristo» «molto ascoltata da personalità eccelsiastiche e civili ed in particolare dagli Eminentissimi Patriarchi di Venezia». Li ascoltavo con vivo interessamento, non conoscendo la Suora neppure di nome; dicevano: «E una ferventissima apostola del Mistero e ne infiamma chiunque l'accosti».
Fu proprio la Santandrea a mettermi in contatto epistolare con lei e a preparare quel primo incontro, che si effettuò poi 'in modo alquanto affrettato per i suoi tanti impegni nell'Urbe. Già dalle sue lettere avevo compreso di quanto zelo vibrasse la sua anima per il trionfo del Sangue di Cristo, sicché l'accostarla fu per me una grande gioia. Quel primo colloquio fu come la continuazione d'un discorso iniziato da tempo su un tema ad entrambi tanto caro: l'espansione della conoscenza del grande Mistero e del suo culto, l'intensificazione del nostro apostolato specialmente fra i sacerdoti, che, a loro volta, avrebbero partecipato le ricchezze del Prez.mo Sangue alle anime affidate alla loro cura pastorale.
Mi resi conto subito della statura spirituale di Sr. M. Antonietta. Nel parlare del Mistero s'accendeva nel volto, gli occhi scintillavano, la voce s'addolciva. Penso che chiunque ne sarebbe rimasto conquistato.
Ebbi tuttavia una delusione: Sr. Antonietta non conosceva né la grande figura di S. Gaspare (allora Beato), insigne apostolo del Sangue di Cristo nei primi anni del 1800, né le due Congregazioni dei Missionari e delle Suore del Prez.mo Sangue da lui fondate, col fine precipuo di approfondire la conoscenza del Mistero del Sangue di Gesù, coltivarne e diffonderne il culto. Il posto eminente ch'ella ricopriva nel suo Istituto mi faceva pensare a rapporti, a livello di conoscenza almeno, con altri Istituti femminili. Ebbi l'impressione che non conoscesse neppure le Suore del Prez.mo Sangue di Monza tanto vicine a Milano.
Quella prima impressione è ora confermata da quanto leggo nel quaderno 69 del 7.8.1934: «...pur essendovi apostoli della verità, della santità, della carità, della penitenza, della contemplazione, non vi è un apostolo del Prez.mo Sangue». Sr. Antonietta lamenta anche la mancanza d'un Istituto che si dedichi a propagare questa devozione, e scrive: «Ah! Se il nostro piccolo Istituto fosse degno di dare al mondo lo sviluppo della devozione verso il Divin Sangue di Cristo» (q. 39 : 12 novembre 1929).
In quel primo colloquio si gettò, per così dire, il seme della nostra fattiva collaborazione per un apostolato più ampio ed incisivo. L'incontro segnò per me anche l'apertura d'un più vasto orizzonte di preziose conoscenze ed, in particolare, d'un continuo contatto col Card. G.A. Piazza, successore del Card. La Fontaine nel governo della Diocesi di Venezia.
Conobbi anche, tramite Sr. Antonietta, vescovi, sacerdoti, religiosi, suore, laici: tutti ferventi devoti del Sangue di Cristo e dotati di profonda pietà e grande cultura. Sr. Antonietta era il centro dal quale partivano ed al quale tornavano il fervore e le iniziative per promuovere la gloria del Sangue di Cristo.
Qualche giorno dopo la sua partenza da Roma mi giunse un primo manoscritto accompagnato da un biglietto: «Se crede possa far bene alle anime lo pubblichi pure, apportandovi quelle modifiche che riterrà opportune». Col manoscritto una sorpresa graditissima: l'immagine della sua Fondatrice nel cui retro ella aveva scritto di suo pugno: «Adesso capisco come possa sussistere il mondo e non sia sprofondato per l'enormità dei peccati che in esso si commettono: il Sangue di Gesù e le sue piaghe gridano continuamente misericordia» (Dagli Scritti della B. Bartolomea).
Il nostro secondo incontro avvenne nel 1942, in piena guerra mondiale. Era venuta a Roma per una seconda Udienza accordata da Pio XII. Viveva un momento di legittima esaltazione per questo nuovo incontro col Papa, che costituiva soprattutto un premio per il rigoglioso sviluppo del suo Istituto e per il gran bene che operava con le sue molteplici opere di carità.
Grande allora era il desiderio dei devoti del Prez.mo Sangue di veder aggiunta alla preghiera di lode del «Dio sia Benedetto»
anche l'invocazione «Benedetto il suo Preziosissimo Sangue». Le dissi: ne parli anche Lei al Santo Padre. Mi assicurò che se ne stava interessando personalmente il Card. Piazza ed era bene non interferire. Le chiesi pure notizie del suo Diario, ma eluse la risposta. Gradì molto l'omaggio di due copie del Manuale di preghiere al Prez.mo Sangue da me composto e dato alle stampe in quei giorni e con preghiera di farne dono, a mio nome, anche al Card. Piazza. Mi scrisse poi da Venezia che sua Eminenza aveva gradito molto l'omaggio e si diceva lieto di collaborare affinché il Culto al Prez.mo Sangue si diffondesse sempre più tra i sacerdoti e in tutta la Chiesa. Lo stesso Porporato mi onorò d'un suo autografo con lusinghiero apprezzamento per il nuovo Manuale.
Il Card. Piazza fece moltissimo per la devozione a cominciare dalla bellissima Lettera Pastorale sul Sangue di Cristo. Recatomi ad ossequiarlo in una sua venuta a Roma, si parlò ovviamente anche di Sr. Antonietta, e disse: «E stata lei a suggerirmela».
Dopo il secondo incontro non vidi più Sr. Antonietta e, a causa dell'inesorabile tragico incalzare degli eventi bellici, si diradò anche il contatto epistolare, finché, interrotte le comunicazioni col Nord-Italia, cessò del tutto.
Nel gennaio del 1946 appresi con vero dolore che Sr. Antonietta si era spenta serenamente e santamente il 22 nov. 1945. Lasciai Roma per la Romagna, ed a Rimini sulla fine del 1957 ricevetti la biografia che di lei scrisse Luisa Santandrea. Purtroppo nei miei vari trasferimenti andarono smarrite le sue lettere ed anche 1'immaginetta col suo autografo, che avevo così cara e sempre tra le pagine del Breviario.
Nel 1952 fui trasferito in Albano Laziale, poco lontano da Roma, e con la diffusione del giornale «Primavera Missionaria», di libri ed immagini, ripresi con maggior intensità e fervore a propagare la devozione al Sangue Divino di Gesù e al suo grande apostolo S. Gaspare. Ma passarono diversi anni prima di prendere contatto con le Consorelle di Sr. Antonietta. Per puro caso, mi capitò tra le mani un volumetto curato dal P. Nazzareno Bartoletto, carmelitano scalzo, intitolato «La mia Missione»: era una raccolta di alcuni brani, tra i più significativi, stralciati dal Diario di Sr. Antonietta. Li lessi con avidità e si ridestò così in me il ricordo della venerata Suora, dei nostri incontri e dell'impegno reciprocamente assunto per la gloria del Sangue di Cristo. Fui preso subito da una santa impazienza: far mia al più presto la brama, che Sr. Antonietta nutriva sulla terra e certamente la bruciava ancor più in cielo, di far conoscere e glorificare il Mistero del Divin Sangue.
Presi subito contatto con Sr. Maria Clara Bianchi, sua consorella. Corsi a Milano, dove, per la prima volta ebbi la gioia di vedere il Diario, ben 157 quadernetti, ordinati in un grande scaffale. Ho trovato in Sr. Maria Clara, mia principale interlocutrice e collaboratrice, e nelle sue Consorelle, entusiasmo, comprensione e fiducia. Mi furono affidati i quaderni e sul treno che mi riconduceva a Roma, nel timore di perderli, non facevo che fissare lo sguardo sui due grossi pacchi, sapendo quale inestimabile tesoro essi racchiudevano.
Ovviamente non chiesi i quaderni del Diario solo per leggerli, ma per raccogliere la preziosa eredità di Sr. Antonietta ed attuare la promessa da lei fatta a Gesù: partecipare alle anime il grande Patrimonio di Grazia da lei lasciato.
Il compito non è stato davvero dei più facili.
E stato necessario, innanzi tutto, ricopiare a macchina tutti i manoscritti: ben 16.282 fogli dattilografati! Il nostro P. Giulio, da me pregato, si è assunto, con la sua ben nota capacità e pazienza certosina, il compito di leggerli, ricavarne tutti i brani attinenti al nostro tema, scegliere tra questi i testi dove il Sangue di Cristo viene presentato con il rilievo e le caratteristiche di un «Mistero di splendori» dottrinali e spirituali, e curarli per la stampa.
Davvero preziosa è stata poi la collaborazione di Sr. M. Teresa Zambon e di Sr. Ornella Brini, della Congregazione di Sr. Antonietta. In fase di correzione delle prime bozze, hanno letto attentamente i passi scelti, riducendone, in taluni casi, l'ampiezza e a volte cambiando, con fine delicatezza, termini caduti in disuso o che, nel linguaggio corrente, hanno acquistato significati nuovi. In tal modo, l'antologia acquista migliore omogeneità nella sua compagine e intonazione più corrispondente alle caratteristiche di pensiero di Sr. Antonietta.
A me il lavoro di revisione delle ultime bozze, dell'impaginazione e della veste tipografica.
La pubblicazione non ha l'aspetto di una edizione critica né una veste tipografica ricercata. Fedeli ai testi originali, abbiamo fatto del nostro meglio per renderla accessibile e gradita, e offrirla come ricchezza di gran valore allo studio e alla meditazione di quanti sono attratti dal Mistero del Sangue Prezioso di Gesù. Speriamo d'esservi riusciti.
Nel suo profilo biografico Luisa Santandrea riporta un ampio elenco degli «Amici del Prez.mo Sangue», che collaborarono con la santa Suora, la quale così scrive di loro: «Signore, credo che ci siano delle anime nella Chiesa, incaricate per il trionfo di questo Mistero».
Tra queste la Scrittrice cita anche la mia povera persona con queste parole: «D. Raffaele Bernardo della Congregazione del Prez.mo Sangue in Roma, per Sr. Antonietta fu inestimabile corrispondente, perché insignito della preziosità del Sangue di Cristo; egli dischiuse alla nostra Suora il campo già fecondato dal Fondatore della sua Congregazione, il Beato (oggi Santo), Gaspare Del Bufalo». Siccome della mia corrispondenza con Sr. Antonietta non avevo mai fatto cenno alla Santandrea, penso sia stata la stessa Suora a parlargliene e, nella sua umiltà, a darle tanta importanza. Infatti il Diario arrivato fino a noi ha inizio nel lontano 1913. Quante e quali cose sublimi ella aveva scritto prima che io la conoscessi! Dunque, non ho proprio tutto quel merito che lei mi ha attribuito.
Il colloquio e il rapporto epistolare è stato certo lo scambio di doni reciproci. Con lei misi in risalto l'ardore vivissimo di S. Gaspare, vero serafino del Sangue di Cristo, il suo zelo e l'eroico suo apostolato nel portare le ricchezze del Sangue di Gesù alle anime, anche tra indicibili disagi, contraddizioni e sofferenze. Egli infatti, ancora vivo, era chiamato Terremoto spirituale e Tromba del Divin Sangue.
Nel darle il libro della vita del Santo, le confermai anche quanto fosse tra i suoi figli l'ardore d'imitarlo. Devo però ammettere, e con tutta sincerità, che, senza meno, sono stato io a rimanere come folgorato dal sano e santo misticismo di Sr. Antonietta, tanto da aver l'impressione di parlare e scrivere come ad una nuova S. Caterina da Siena. Se la grazia del Sacerdozio mi ha offerto la possibilità di donare qualcosa a Sr. Antonietta, in ricambio ho ricevuto di più, molto di più.
Ed eccomi, cara Sr. Antonietta, nella mia ormai tarda età a raccogliere il tuo ardente desiderio: aprire alle anime i grandi tesori che in te ha effuso il Sangue di Gesù e che tu hai fissati in tanti quadernetti con i tuoi caratteri così nitidi e fitti.
Quanto tempo è stato perduto! Essi erano sepolti come in una ricca miniera, in attesa del minatore che li scoprisse per farne dono alle anime.
Tempo veramente perduto? Chi sa... Tu scrivi che è sempre e solo il Signore che segna il cammino alle anime; è Lui che sceglie tempi, luoghi e persone; Egli solo sa il come e il quando. Se ti ha solennemente assicurato che neppure le briciole di quanto Egli ti ha ispirato e donato anche per noi sarebbero andate perdute, io ho allora la'certezza che oggi soltanto i tempi sono maturati e che da oggi Egli scaverà quei misteriosi canali, di cui tante volte scrivi, per far giungere alle anime la tua voce e il suo Sangue.
Mantre tu preghi, io dico ai tuoi Scritti le stesse parole che prima di morire S. Gaspare rivolse ai suoi figli: «Andate, inondate il mondo del Sangue Prezioso di Cristo Gesù».
D. Raffaele Bernardo C. PP. S.
INTRODUZIONE
I quaderni di Suor Antonietta
Suor Antonietta Prevedello è quasi sconosciuta ai molti che nel Sangue Prezioso di Cristo trovano l'alimento privilegiato della loro vita cristiana e il motivo dell'incessante rendimento di grazie e della lode a Dio Padre che proprio nel Sangue del Figlio ha riconciliato tutti a sé.
Appassionata del «Sangue Adorabile», purificata e trasformata da questo «fuoco divoratore», ella scrive per ben trentadue anni del «Mistero che abbaglia», riempiendo un totale di 117 quaderni manoscritti e 40 dattiloscritti.
Giorno dopo giorno, con puntualità cronologica, dispone la sua anima alle «impressioni» che il Cristo stesso scriverà in lei col proprio Sangue. Parla di espansioni, operazioni, ascensioni, manifestazioni, trasformazioni, estensioni, intuizioni, elevazioni, visioni, e di esperienze spirituali durante la celebrazione della Messa e in occasione di visite a grandi personaggi della Gerarchia Ecclesiastica o a Santuari celebri. Quando si leggono con calma i racconti di tali «impressioni» ed esperienze, si scorrono talvolta pagine di luce radiosa nelle quali si manifesta più chiaramente come fosse trasportata dal «fiume impetuoso del Sangue» e quanto vivesse «in questa spiritualità di privilegio».
Le sue effusioni, scritte con ardore sempre rinnovato, rivelano doti non comuni di intuizione e di penetrazione del Mistero del Sangue, e una originale abilità espositiva. Non si attarda molto nella descrizione di ciò che «sente» o «vede»; afferma semplicemente, traducendo talvolta concetti alti con immagini prese in
prestito dalla natura e dai suoi fenomeni. E favorita, in questo, da una buona cultura e da una non comune capacità di assimilare quanto legge e, soprattutto, quanto ascolta dai predicatori nel corso di Ritiri spirituali.
Cita, facendole straordinariamente sue, espressioni e detti di Padri della Chiesa, di grandi Teologi, di Mistici, di Scrittori di cose spirituali. Ma il riferimento più costante è alla Bibbia, i cui testi, riportati secondo la versione latina, appartengono a brani inseriti nel Breviario e nel Messale, sempre in latino.
Suor Antonietta è cosciente che «il Sangue divino scrive sull'anima i suoi prodigi, i suoi misteri, le sue meraviglie, i suoi benefici». Ma «occorre che qualcuno scriva» (q. 77:1936): scriva « la storia dell'amore di Dio come posta dal.suo Sangue Adorabile», pensando «ai milioni di anime» sulle quali bisogna «scrivere, a caratteri di Sangue, l'opera della Redenzione»; scriverla con penna mistica, cioè fatta «di zelo, di pietà, di carità, di umiltà, e con lo stile dell'umiltà e dell'amore».
Ma bisogna soprattutto scrivere questo «volume del Sangue» per offrirlo in dono all'Amore, Cristo Gesù: «Se mi si chiedesse perchè scrivo, a mia volta chiederei: "Perchè portate all'altare del Signore i fiori splendidi del vostro giardino e quelli agresti del vostro campo? Ecco, i pensieri, gli affetti, le espressioni sono i poveri fiori che raccolgo dall'anima mia, poveri fiori senza tinte e senza fragranze, fiorellini di selva, di bosco e di roccia: do quello che ho, quello che rinasce continuamente sul povero terreno e lo offro, come dessi tutta la vita e tutto l'amore, al Divino Amore, Cristo Gesù» (q. 19:1923).
Da questo «volume scritto col Sangue divino» abbiamo estratto i brani più salienti che possano servire alle persone desiderose di nutrimento spirituale e di conoscenza di quegli effetti interni ed esterni che conseguono all'esperienza spirituale della comunione al Sangue del Signore.
Per facilitare il raggiungimento di questi intenti e l'utilizzazione di tanta ricchezza, abbiamo dato un titolo ad ogni brano - quasi tema centrale di esso - nel rispetto della successione cronologica, importante per cogliere l'evoluzione dell'esperienza spirituale di Suor Antonietta, e per rilevare, all'interno di questa, le «infinite significazioni» del Mistero del Sangue.
La storia di un'anima
L'esperienza spirituale di Suor Antonietta emerge gradualmente ed espressivamente dall'interno della storia della sua vita spirituale, e non si dice mai con i caratteri di quello straordinario al quale siamo comunemente attaccati per sostenere o verificare una nostra spiritualità, che il più delle volte non è tale.
Il Signore le dà la vita nuova dello Spirito il primo giorno dell'anno 1876: «Nel giorno solenne in cui tu, mio Gesù, hai versato le prime stille di Sangue, per redimermi e santificarmi» (q. 27:1926).
A 5 anni, ripetendosi nel suo cuore « la dolcissima voce», dichiara «voler essere sempre di Gesù». A 9 anni «l'incontro reale col Sangue di Gesù» nella prima Comunione. A 11 anni la Confermazione, «ricevuta con particolare devozione e penetrazione». A 1213 anni comincia « la Comunione quotidiana e, in essa, i colloqui ingenui, soavi, dolcissimi con Gesù»; colloqui che lei scrive « in libriccini tanto piccoli» e che più tardi saranno bruciati.
A 14 anni, «sospirando un ambiente di freschezza e di giovinezza» e seguendo l'esempio della nonna, diviene Terziaria Francescana, ratificando, l'anno seguente, il «voto di Castità, fatto già e ripetuto col desiderio e con la volontà fino dall'infanzia». A 16 anni è in attesa che si aprano le porte della Casa Religiosa; a 18 Novizia; a 19 «la grazia dell'abito della Suora di Carità»; a 20 la Professione Religiosa.
Celebrando il 25° della sua Vita Religiosa, ama ricordare «ad una ad una le grazie intime, speciali, comuni e straordinarie di cui il Signore ha ricolmato lo spirito...; le grazie interne, le aspirazioni, le attrazioni, i lumi, gli inviti, i richiami, le tenerezze dell'amore...; gli aiuti spirituali di persone dotte e sante». Anche «le grazie esterne» non vuole dimenticare: «Una famiglia cristiana, esemplare, timorata di Dio; un fratello sacerdote che portò in famiglia il sorriso di Dio...; fratelli e sorelle buoni di cuore, esemplari di costumi, semplici, generosi, affettuosi... Una istruzione cristiana profondamente religiosa di piissime Suore Maestre...; e le infinite grazie per la conservazione della vita».
È sul ricordo di queste grazie esterne che intende insistere quando poi festeggia il suo 50° di Vita Religiosa: perché quelle grazie «spesse volte non sono considerate come tali», o, per l'incalzare delle attività, non ricevono «il giusto valore» (q. 119:1945).
Elenca con gratitudine figure di santi Presuli sotto la cui guida ha svolto determinate attività o con i quali ha stabilito un «contatto spirituale» privilegiato. Rievoca «spaventi, disagi'e patimenti» durante la prima grande guerra e, dopo questa, «la ripresa delle opere, le ricostruzioni, le sistemazioni», e più tardi «grandi sofferenze fisiche» che daranno «un impulso nuovo alla vita intima orientata verso il Mistero» (q. 119:1945)
Nel 1926 è a Roma per la Beatificazione della Fondatrice Bartolomea Capitanio; nel 1929 «il cuore è straziato» per la morte della venerata Provinciale suor Clementina Azzini «con la quale aveva vissuto diciotto anni nell'unione più intima ed alta di apostolato, di sofferenza, di attività» (q. 119:1945). Nel 1933 è di nuovo a Roma per la Beatificazione della prima compagna di Bartolomea C., Vincenza Gerosa, e a Grottaferrata ha «il privilegio della S. Comunione sotto le due Specie». Nel settembre 1937 è nominata «Consigliera Generale, elezione di cui non ero, nè sono degna» (q. 119:1945)
Da ogni cosa sente salire la voce di Dio ed è richiamata alla sua magnificenza e bontà.
Le ultime pagine su cui Suor Antonietta fissa a matita i suoi pensieri, sono un dolce commento a talune Beatitudini proclamate da Gesù nel Discorso della montagna (q. 117:1945).
Canta le misericordie del Signore verso «i piccoli, i poveri, i meschini», e particolarmente verso «le anime che si struggono per il trionfo del Sangue e per la salvezza dei fratelli». Spiega la purezza dell'anima come capacità di «contemplare la luce, vivere nella luce, parlare col linguaggio della luce». Presenta la pace come il riflesso in noi delle perfezioni divine, delle quali è il vincolo, e come operazione del Sangue di Cristo.
Vede «la morte di Gesù nei perseguitati, negli insidiati, negli uccisi», che Gesú stesso «inebria col suo Sangue divino».
Alla fine però si avvede di «non aver bisogno di segni esteriori», tanto più evidenti sono «quelli che si avvicendano nell'anima». Sprofonda allora in se stessa e cerca quello che Dio vi ha deposto e le manifestazioni di cui l'ha favorita: manifestazioni d'amore temprate nel dolore. Termina i suoi «appunti» scrivendo: «Nessuno potrà mai dire l'evoluzione dell'anima quando Gesú si comunica divinamente e sensibilmente. Non è più sulla terra ma in Cielo. Così sia!» (q. 117:1945).
L'esperienza spirituale
I «quaderni» di Suor Antonietta non sono un trattato di Teologia spirituale, né una descrizione sistematica di tutte le sue esperienze. Raccolgono semplicemente la testimonianza di cib che ella vive, riceve, sperimenta giorno per giorno, senza tacere le proprie debolezze e non nascondendo ansietà e dubbi su talune «manifestazioni» o «visioni».
I termini di cui fa uso per dire la sua esperienza spirituale gravitano intorno alla parola Mistero. Il Mistero infatti, come aspetto originario della Realtà divina, pur rimanendo inafferrabile e incomprensibile, è percepibile nell'esperienza, la quale include non solo lo spirito ma anche la psiche, l'immaginazione, i sensi, ed è esprimibile, in qualche misura, attraverso i simboli.
Nell'ambito dell'esistenza cristiana il Mistero è Dio in Cristo, il quale testimonia di sé nel cuore del credente dandogli la certezza di fede e suscitando in lui la reazione di risposta.
Per Suor Antonietta il Mistero è Dio «svelato da Gesù Cristo, gustato per Gesù Cristo, vissuto in Gesù Cristo»; è «Cristo in noi, in mezzo a noi, nell'atto di donarci il suo Sangue divino» (q. 3:1932).
Nella contemplazione del Mistero, l'anima «riporta impressioni amorose e divine» (q. 29:1927) che, fra i vari modi, vengono così descritte: «Il Mistero è la voce del mio Dio che giunge fino a noi, che inebria l'anima; il gaudio che investe lo spirito; la forza occulta che lo muove verso i cieli altissimi, verso le sorgenti della vita, verso la gloria, la bontà, la santità di Dio» (q. 61:1932).
Sulla Montagna del Mistero è Gesù stesso che «attrae la piccola sposa» (q. 117:1945) : l'attrae «con attrazioni speciali che sono come vincoli che la tengono legata al suo Cuore, immedesimata col suo Sangue» (q. 117:1945). E un giorno le dirà: «Ricordi la prima volta che ti attrassi con la visione del mio Sangue fluente dal Calice ricolmo?» (q. 29:1927).
Le stesse ascensioni dell'anima non sono che la «penetrazione nella luce del Mistero» mediante « la riflessione, lo studio, la volontà» corroborate dal Sangue di Gesù (q. 6:1933). E le estensioni non sono che l'espansione dell'anima sul ritmo della crescita della fede nel Mistero, secondo l'energia dilatatrice del Sangue di Gesù (q. 30:1927); espansione «nel regno della grazia» fondato sul Sangue di Gesù ed esteso con la virtù e i meriti del medesimo Sangue: «Che è il tuo regno, o Signore? È il tuo perdono, la tua grazia, il tuo spirito in noi; è il contatto della mia anima col tuo sguardo, con la tua parola, con i tuoi desideri, con la tua volontà; il contatto del mio nulla con l'infinito dei tuoi Misteri» (q. 118:1945).
Per «avere il contatto sensibile coi Misteri», l'anima deve portarsi sul Monte del Signore. Il Monte «è il Tabor, il Calvario, l'Oliveto; è l'Altare, il Tabernacolo, la Mensa Eucaristica; è il Crocifisso, il suo Sangue». Deve salire velocemente lassù, uscendo da se stessa per contemplare e adorare, e ridiscendere poi nell'intimo dello spirito «per prepararlo alle manifestazioni del Signore, all'effusione della sua grazia, ai contatti con la sua Passione, col suo Sangue, col suo amore» (q. 117:1945).
E in questi contatti Suor Antonietta sente che «il respiro, lo sguardo, il pensiero si fondono nella verità del Preziosissimo Sangue...; che la vita, l'attività, la volontà, tutto l'essere è sopraffatto dalla forza e dall'essenza del Sangue» (q. 125:1945). Sperimenta anche l'ebbrezza, la quale «non è un godimento sensibile, un'esaltazione del sentimento, una voluttà del cuore: è l'adesione pura e perfetta alla virtù del Mistero» (q. 22:1942).
Non di rado Suor Antonietta narra di visioni e di parole, unite a volte fra loro, altre volte indipendenti. Ella vede «una visione adorabile»; ascolta le comunicazioni di Gesù le cui «parole sono deliziose e suadenti»; dà la propria risposta d'amore che è sempre una volontà di «seguire Gesù nella via della sua Passione, raccogliendo il Sangue e adorando» (q. 30:1927).
Che dire di queste visioni e parole? Non si può mettere in dubbio la sincerità della Religiosa e la sua semplicità nel descrivere i particolari e riferire i dialoghi; né si può spiegare il fenomeno chiamando in causa l'allucinazione. Suor Antonietta è portata a dare figurazione sensoriale alle proprie considerazioni, e parla con se stessa e risponde a se stessa come accade nel parlare di una persona con un'altra. Tutto dunque è frutto della sua attività di meditazione, dalla quale però non possiamo escludere l'attività dello Spirito Santo che l'aiuta a formare parole vere. Quelle «comunicazioni», poi, che riceve durante la contemplazione, spesso le traduce in forme di visioni o di dialoghi. Ciò non significa però che non si tratti di vere visioni e di veri dialoghi.
Il Sangue di Cristo, al centro
Tutta l'esperienza spirituale di Suor Antonietta ha un centro, un'origine e un fine: il Sangue di Cristo. Dirà un giorno: « Il Mistero del Sangue di Gesù sarà il centro della mia vita, l'unico sospiro del mio cuore, il rifugio, la sede, il talamo dell'anima mia» (q. 27:1926). E un altro giorno sarà il Signore a dirle: «Non è stato uno scherzo l'averti attratta nella corrente del mio Sangue, ma una volontà: la mia volontà» (q. 123:1945)
In uno dei giorni di Ritiro spirituale del 1935, Suor Antonietta «comprende» e «gusta» la sua via speciale alla santità: «La mia via è segnata. Una via di Sangue divino. Corrisponde a una via eccelsa e profonda, aspra e dolce, velata di tenebre e smagliante di luce, tutto fuoco e spesso gelida, immensa e spesso invisibile, rapida, sicura, elettissima» (q. 73:1935)
Qualche anno prima della sua morte si domanda come apprese «l'altissima idea del Sangue Prezioso», e quale forma l'attrasse all'altare. Fu una visione intellettuale, immaginaria, corporea? «Vidi il Sangue rigogliare nel Calice e traboccare e scendere come se realmente fossero colpite le pupille dalla mirabile visione? O fu una visione intellettuale? Chi sa! ... Quell'attrazione indicibile fu per me come un nuovo battesimo...» (q. 105:1942).
Nel 1938 scrive di un'esperienza contemplativa avuta diciannove anni prima: «Diciannove anni fa, Gesù si degnava di farmi contemplare ripetutamente la mistica scena dell'altare: il Calice ricolmo di Sangue che gorgogliava e si riversava vivo sull'Altare con getto perenne... Oggi quel Calice è portato da Gesù nell'anima mia e mi ha promesso che vi rimarrà perennemente» (q. 83: 1938).
Ogni tanto Suor Antonietta vuole precisare che cosa intende quando dice Sangue. Ne dà una prima specificazione nel 1923: «Quando dico Sangue di Cristo non intendo alludere né alla sostanza, né al suo colore, ai suoi elementi, al sangue; no, esso mi attrae come forza, vita, luce, grazia, dono di Dio» (q. 17:1923). Il Sangue è dunque l'Energia di cui Dio ha fatto dono alla sua vita. Nel 1923, con espressione concisa e robusta, definisce: «Il Sangue di Gesù è Gesù» (q. 79:1936). Nell'ultimo anno della sua vita vede nel Sangue il Cristo stesso e l'intera sua vita donata in amore, ripresentati sull'altare: « Il Sangue di Gesù è il sigillo della sua morte, l'espressione, la significazione, l'offerta, la potenzialità della sua vita; è tutto Gesù che mi viene incontro con le tenerezze del suo amore e la profondità del suo dolore» (q. 117:1945); «è l'immolazione della Croce e quella dell'altare» (q. 125:1945).
Altre precisazioni la Religiosa le darà quando vorrà esporre il significato d'una vita nel Sangue, e che si trovano tutte compendiate in una dichiarazione del 1927: «Vivere nel Sangue di Gesù vuol dire unirsi a Gesù incarnato, crocifisso, morto, risorto per noi: unirsi a lui per compiere i quattro altissimi atti dell'adorazione, del ringraziamento, della riparazione e dell' impetrazione» (q. 32:1927).
Quando Suor Antonietta nomina il Sangue di Cristo, ne mette in evidenza la ricchezza e la potenzialità con aggettivi e con immagini originali. Il Sangue è vivo, caldo, profumato, divino, prezioso, benedetto, purissimo, incisivo, rifulgente. Il Sangue di Gesù è per l'anima «come la luce che piove sui fiori e la rugiada che li imperla e la brezza che li bacia» (q. 125:1945); è «come la pioggia che non lascia senza il suo bacio nemmeno le pietre...; come la parola con i suoi accenti soavi... ; come lo sguardo che tutto abbraccia; come il pensiero che ha manifestazioni infinite» (q. 125:1945); è «una catena d'oro che ci lega all'augusta Trinità, alla Chiesa, e specialmente a quelli che soffrono» (q. 125:1945; è «il fiume che attraversa e feconda tutta la terra...; la misteriosa acqua che scaturisce dalla fontana eucaristica» (q. 117:1945).
Ma è il simbolo del fuoco che Suor Antonietta usa con predilezione, apprendendolo dalla grande Tradizione patristica e spirituale, per significare l'Energia purificatrice e trasformante del Sangue e, soprattutto, per evidenziare la stretta relazione che esiste tra il Sangue e lo Spirito Santo: «Il fuoco è lo Spirito del Sangue» (q. 117:1945).
Nel Sangue è presente lo Spirito; l'anima che lo riceve, riceve con esso la vita dello Spirito Santo come luce e calore (cf. q. 30:1927). Anzi, il Sangue è un dono dello Spirito Santo, il quale «lo fa fruttificare nelle anime con operazioni incomprensibili, ma spesso sensibili» (q. 52:1932; cf. anche q. 54:1932). Dalle mani di Gesù, dal suo Cuore, dalle sue membra il Sangue passa nella corrente d'amore dello Spirito che è incaricato di consegnarlo a noi e renderlo in noi sempre più fecondo di purezza, di carità, di santità (cf. q. 121:1945).
Citando Alberto Magno, Suor Antonietta ama scrivere che «il Sangue di Gesù trae seco il raggio fiammante dello Spirito Santo e lo porta nel cuore nostro che, a quella sorgente beve la gioia a grandi sorsi fino all'ebbrezza. E un sottile fluido divino che trae in noi lo Spirito vivificante del Cristo» (q. 122:1945). Nell'ultimo suo «quaderno» annoterà semplicemente: «Passa col Sangue il suo Spirito e con lo Spirito il Sangue» (q. 117:1945).
Nello Spirito che ella beve al Sangue, Suor Antonietta canterà la bellezza, la potenza, la grandezza, la santità del Sangue di Cristo (cf. q. 54:1932), particolarmente nel mese di luglio che la tradizione dedica al culto del Preziosissimo Sangue.
Compone, fra le altre, una lunga Litania di «invocazioni al Sangue di Gesù» simili a rumore di acque potenti che cadono dall'alto dell'ispirazione biblica e dell'esperienza mistica (q. 31:1927). Le molte preghiere al Sangue di Gesù, i «cantici» poetici, le brevi giaculatorie lasciano filtrare i tesori che la meditazione e la contemplazione accumulano nella sua anima, e fanno udire voci come quelle dei seguaci dell'Agnello che cantano accompagnandosi con le arpe (cf. Ap 14,2 - 4).
Nel medesimo Spirito, Suor Antonietta medita, in amore adorante, le scene della Passione nelle quali il Sangue dice la misura dell'amore e della sofferenza di Gesù. Non esitiamo ad affermare che ha bisogno di far sua tutta la sofferenza dello Sposo, di accompagnarlo nei momenti delle effusioni di Sangue - che più volte commenta lungamente - di baciare le ferite e berne il Sangue per divenire lei stessa sposa di Sangue: sposa che dispone del Sangue di lui (cf. 117:1945), ne «sente il sapore» (q. 123:1945), se ne riveste come di «porpora adorabile» (q. 121:1945), se ne riempie la bocca come di liquore (q. 8:1937 q. 80:1937), ne «immedesima lo spirito» (q. 117:1954), e diviene vittima di amore per la sua gloria (cf. q. 11:1939): tanto grande è il bisogno di ricambiare «il sangue per il Sangue» (q. 89:1939).
Dalla partecipazione alle sofferenze di Cristo, specialmente a quelle intime, Suor Antonietta si apre al mistero di espiazione per i peccatori che anche oggi crocifiggono Gesù, calpestano il suo Sangue, lo profanano con Comunioni sacrileghe.
Ella intercede, offrendo al Padre il «Calice ripieno del Sangue della Vittima, sempre alzato tra la terra e il cielo, prezzo della giustizia, prezzo del perdono, prezzo dell'amore e del dolore del Verbo Incarnato» (q. 11:1939; cf. q. 103:1942).
Offre al Cristo, Sposo di Sangue, il sangue del proprio cuore divenuto «piccolo calice di oblazione», e le sofferenze volontarie e involontarie della vita a complemento di ciò che manca alla Passione di Lui (Col. 1,24). Piange le proprie infedeltà e mette se stessa fra i peccatori. «Cerco riparazione - le dice un giorno Gesù -, chiedo conforto, chiedo anime comprensive, pronte a patire, a riflettere, a lasciarsi penetrare dalle mie sofferenze... Occorre l'amore nutrito di sacrifici, di dolori, di lacrime, di pianto sincero per le incomprensioni degli uomini, per le debolezze delle anime che vorrebbero essere sante... Io sono tra queste, o Signore...» (q. 117:1945).
Le grandi devozioni
L'esperienza spirituale di Suor Antonietta è costantemente attraversata e sostenuta da grandi devozioni, il cui centro è Gesù Cristo che ha dato il suo Sangue per tutti gli uomini.
La devozione al Preziosissimo Sangue di Gesù, «l'istituzione più magnifica della Chiesa» (q. 33:1928), «compendia tutte le altre devozioni: quella del S. Volto, delle Ss. Piaghe, della Passione, della Morte, la devozione del S. Cuore, la devozione alla sua Augusta Divinità e alla sua Adorabile Umanità» (q. 31:1927).
Suor Antonietta «conosce» in maniera «gustosa» queste realtà che la fede le pone davanti e l'amore fa passare nella sua vita. Le celebra nel culto liturgico e con quei «pii esercizi» della tradizione che caratterizzano la sua attenzione adorante e affettuosa alla Persona di Gesù Cristo.
Non intende «sapere» e «vivere» che del Sangue: non conoscerlo è la più grande sventura, non glorificarlo il patimento più forte, non contenere le sue onde il sacrificio massimo (cf. q. 27:1943). Perché, se tutte le devozioni della Chiesa sono nobili, questa è la più nobile; se tutte sono come altrettante stelle, questa è «come il sole che tutte le illumina, le avviva, le attrae, le assorbe» (q. 90:1939).
Infatti il culto al Sangue divino tocca il Cuore di Gesù (cf. q. 109:1943): la devozione al Cuore prepara quella del Sangue (cf. q. 12:1922), come la devozione del Corpo santissimo dispone a quella del Cuore (cf. q. 40:1930). Tocca pure il Nome: il Sangue scaturisce dalle sante Membra «nell'atto stesso in cui si pronunciava per la prima volta il suo Nome » (q. 33:1928) e in questo Nome trova in definitiva il suo «compendio» (cf. q. 30:1927). Il Sangue inoltre porta alla Passione: nella contemplazione di questa, esso dice la misura della carità di Dio, è apprezzato come dono stupendo, è onorato grandemente (cf. q. 105:1942). Porta infine alla Croce: su di essa l'effusione del Sangue ha consacrato «il mistico sposalizio di Gesù con l'umanità»; la sua contemplazione «rende più intensa l'adesione al Mistero del Sangue prezioso», che a sua volta «scolpisce nell'anima le impressioni più forti della Croce adorabile» (q. 59:1932).
L'altra grande devozione di Suor Antonietta è la Vergine Maria, la cui figura è sempre vista all'interno del Mistero del Sangue: «Il Mistero del Sangue è il Mistero di Maria» (q. 90:1939). Maria infatti «è la custode, la tesoriera, la depositaria» del Sangue di Cristo, la sola che, dopo Gesù, «ne può comprendere degnamente il prezzo» (q. 3:1932). È la «Mediatrice e la Regina di quel Sangue» (q. 103:1942). Ella offrì il Figlio al Padre nel rito della Presentazione, quando «il sangue del suo cuore precorse quello delle membra straziate» di Gesù, e da quel momento la sua vita «accanto all'Agnello divino fu una perenne, mistica crocifissione spirituale» (q. 123:1945). E «la prima Apostola del Sangue di Gesù»: presso la Croce, accanto al Sacrificio, ella sta «tra Gesù e la Chiesa, tra Gesù e le nostre anime» (q. 117:1945); ma è anche «la prima Adoratrice» (q. 85:1938).
Le feste di Maria sono sempre per Suor Antonietta motivo di esultanza e di intercessione, nel Sangue di Cristo. La celebra Immacolata perchè «concepita in quel Sangue, votata a quel Sangue, consumata in quel Sangue» (q. 92:1939). Nell'Annunciazione la contempla «piena di grazia» (q. 63:1933) «per virtù, per i meriti, per la potenza del Sangue del suo Figlio» (q. 92:1939). La compatisce Addolorata dallo «sguardo pieno di lacrime, velato dal sangue del cuore» (q. 117:1945). L'acclama Assunta che «sale al Cielo per virtù del Sangue divino» (q. 90:1939), mostrando in lei « il più bel trionfo del Sangue di Gesù» (q. 13:1940). Ne ammira la bellezza e la potenza, che sono « bellezza e potenza del Sangue di Gesù» (q. 117:1945).
Gli orientamenti fondamentali della spiritualità
Da una pur semplice lettura dei «quaderni» di Suor Antonietta si colgono facilmente gli orientamenti di fondo che caratterizzano la sua spiritualità.
L'orientamento eri stocentrico, robusto nel contenuto e suggestivo nell'esperienza, è particolarmente accentuato. La centralità del Mistero di Cristo si identifica col Mistero del suo Sangue, accettato e appreso non tanto come verità rivelata quanto come momento della Storia della Salvezza nel quale si compie l'opera redentiva di Dio a favore degli uomini.
Suor Antonietta indugia lungamente nella meditazione e contemplazione di questa azione che si è compiuta nel fatto dell'Incarnazione e della Passione - Morte - Risurrezione, e che si attua nei singoli uomini attraverso la Liturgia.
Dalla Liturgia eucaristica, in primo luogo, ella si lascia introdurre in una «conoscenza» sempre più profonda di Cristo nel suo Sangue: conoscenza-unione, perché ciò che di Cristo viene annunciato nella Parola, il Sacramento lo realizza. Questo fa capire bene il suo costante rapportarsi alla Messa, alla quale intende «assistere» tutte le volte che sarà celebrata fino alla fine dei secoli (q. 125:1945), e il suo amore ed entusiasmo per i Sacerdoti che la celebrano.
Ma, della Messa, lei vive drammaticamente l'atto della Consacrazione nel quale tutto viene come sceneggiato, e avverte intensamente il momento della Comunione durante il quale riceve le «comunicazioni» e sperimenta le «operazioni» divine e le «estensioni» del suo spirito. Dirà: «La manifestazione del Signore è dinanzi a noi: il Sacrificio, il Tabernacolo, il Sangue divino offerto ininterrottamente al Padre per noi... Ma, specialmente, è la S. Comunione che rivela il Signore... Egli entra nell'anima, e le potenze trasaliscono, e l'intelligenza è assorbita dai suoi splendori, e il cuore si espande..., e lo spirito sente circolare in sé la vita nuova» (q. 62:1933). Tutta questa realtà sacramentale Suor Antonietta poi la prolunga nella «devozione al Sangue» che, per altro verso, dispone al Sacramento.
L'orientamento ecclesiale consegue a questa centralità del Mistero di Cristo. Cristo col suo Sangue è presente e attivo nella Chiesa, alla quale non cessa di rivelare il suo Mistero e donare il suo Spirito. È nella Chiesa che si attua e si realizza una vita incentrata in Cristo e vissuta secondo lo Spirito di Cristo e le esigenze della Chiesa stessa.
Suor Antonietta perciò vuole essere nella Chiesa « la piccola goccia del tuo Sangue divino, per vivere in Te, per consumarmi in Te, per compiere perfettamente la missione del Tuo amore in tutte le anime»; desidera essere «membro vivo di questo Corpo Mistico», e adorare Gesù in questa Istituzione (q. 31:1927), cogliendone la sua presenza soprattutto nel Papa, nei Vescovi, nei Sacerdoti e nella Storia millenaria della Chiesa.
Dall'orientamento cristocentrico ed ecclesiale, Suor Antonietta si eleva al Padre e allo Spirito, della cui presenza fa esperienza «gaudiosa» (q. 54:1932). Negli ultimi anni potrà scrivere: «L'anima cristiana, vivente nella Chiesa, viva e attiva nel Corpo Mistico di Cristo, orientata verso i grandi Misteri, è in società col Padre, col Figlio, collo Spirito Santo» (q. 106:1942)
Un giorno Suor Antonietta si domandò: «Perché non tutti comprendono le meraviglie operate dal Sangue di Gesù? Perché non parliamo sempre di questo Mistero d'amore? Perché non sacrifichiamo la vita per esaltarlo? Dopo la mia morte qualcuno raccolga questo patrimonio celeste e lo partecipi alle anime! Amen» (q. 1:1929).
Dalle pagine dei «quaderni» dove ella lo aveva depositato, abbiamo raccolto il «patrimonio celeste», e col presente lavoro lo «partecipiamo», pubblicando brani che possono maggiormente interessare ai «cultori» del Sangue del Signore e a quanti desiderano conoscerne l'azione plasmatrice nelle anime.
Costoro tuttavia, familiarizzati ormai con il linguaggio e con lo spirito del concilio Vaticano 11, potranno rimanere perplessi di fronte a taluni modi di concepire e vivere la vita spirituale, e al tipo di linguaggio usato per trascrivere momenti di previlegiata esperienza:
Desideriamo pertanto avvertire che la spiritualità di suor Antonietta, pur cristocentrica e già largamente attinta dalla Liturgia, risente di un modello spirituale, i cui caratteri fondano e animano l'ideale di santità dell'epoca: affermazione del primato dei valori religiosi; esigenze della vita contemplativa come «anima di ogni apostolato»; forte affermazione della nozione di «sacrificio», attraversata da correnti «vittimistiche» e aperta alla «espiazione» e alla «riparazione»; presenza di molti elementi ascetici miranti a formare caratteri forti, e tendenti a volte ad un «volontarismo» eccessivo.
Il nostro avvertimento si estende anche al tipo di linguaggio che suor Antonietta usa per dirci la sua esperienza spirituale. E il caratteristico linguaggio che si costituisce e si formula ogni qualvolta una determinata «vibrazione» commuove lo spirito di chi ha la passione infinita di Dio. I modi comuni di pensare e di sentire sono trasformati, e si è portati a trascrivere la propria esperienza indicibile secondo un modo che supera le regole del discorso razionale e si affida allo splendore misterioso di immagini oscure e al gioco poetico dei simboli. Solo l'immagine e il simbolo infatti, con la loro ricchezza di concetti, formano il modo di parlare più adatto alla «manifestazione» della Presenza di Dio e del suo Cristo.
Tuttavia, al di là della ricerca del modello spirituale e del parlare «mistico» di suor Antonietta, c'è la sua esistenza quotidiana bruciata dall'amore per il Cristo che dona il suo Sangue. Dicendoci l'esperienza di Lui con un linguaggio irriducibile, che può talvolta sorprenderci, ella ci ricorda che il Cristo è Vivente e che lo si conosce soltanto conducendo la propria vita alla sua sequela, secondo la modalità della passione d'amore.
CRONOLOGIA AUTOBIOGRAFICA
Nei «quaderni» leggiamo due racconti autobiografici: uno, scritto «nella luce del Sangue di Gesù» durante i SS. Esercizi del 1926, quinto giorno; l'altro, redatto il 15 marzo 1945 in occasione del suo 50° di Vita Religiosa. I testi si trovano, rispettivamente, nel «quaderno» 27 e nel dattiloscritto «Per il 50° di Vita Religiosa», quaderno 119 (pp. 409-418). Essi ci permettono di rilevare le molte tappe della vita di Suor Antonietta.
1876 - 1 gennaio: nasce a Crespano del Grappa e viene battezzata con il nome di Angelina.
1881 - Prima Confessione. Volontà, espressa nel cuore, di essere sempre di Gesù.
1885 - Prima Comunione: l'incontro reale col Sangue di Gesù. 1887 - Santa Cresima: la mente si apre ai doni del Signore e alle effusioni della sua grazia.
1888 - Incominciò la Comunione quotidiana e, in essa, i colloqui con Gesù.
1891 - Professione Religiosa nel Terz'ordine Francescano e Voto di Castità.
1895 - Entra in Noviziato, a Milano, tra le Suore di Carità delle Sante Capitanio e Gerosa. Più tardi, la grazia dell'abito della Suora di Carità.
1896 - La S. Professione, i Voti che mi unirono a Gesù per sempre. 1904 - Pronuncia i Voti Perpetui.
1911 - A Venezia, per cura, a ritemprare le corde vocali scalfite.
1919 - Data memoranda, scritta in Cielo e nell'anima a caratteri di Sangue, di cui solo il Signore conosce l'arcano mistero.
1920 - Grandi sofferenze fisiche la cui grazia dà un impulso nuovo alla vita intima orientata verso il Mistero.
1923 - Morte straziante di una giovane sorella, madre di quattro figlioli... Grazia di adorare serenamente la volontà di Dio. 1926 - A Roma per la Beatificazione di B. Capitanio. Giubileo. Udienza di Pio XI e privilegio di assistere alla sua S. Messa nella Cappella privata e di fare la S. Comunione dalle sue mani. 1929 - Morte della Superiora Provinciale Suor Clementina Azzini con la quale aveva vissuto diciotto anni nella unione più intima ed alta di apostolato, di sofferenza, di attività.
1933 - A Roma per la Beatificazione di V. Gerosa. Nuova Udienza di Pio XI. Giubileo. A Grottaferrata privilegio della Comunione sotto le due specie.
1935 - Assiste alla morte del Card. Pietro La Fontaine fra le cui mani mette il Crocifisso della sua Professione, portato sul petto tanti anni.
1937 - Morte della Superiora Provinciale Suor Ernesta Gallotti con la quale ha condiviso per otto anni preoccupazioni e fatiche. Nel settembre, nomina a Consigliera Generale.
1939 - A Roma con la Madre Generale e Consiglio. Partecipa all'Udienza privata di Pio XI, raccogliendo dalle sue labbra parole indimenticabili.
1942 - Ultimo viaggio a Roma, ricco di impressioni per una nuova Udienza di Sua Santità Pio XII.
Sr. M. Antonietta morì santamente nella Casa «S. Bernardino» del suo Istituto in Bergamo il 22 novembre 1945.
NOTE INFORMATIVE sulla trascrizione e selezione dei brani.
In questa trascrizione integrale dei «quaderno, di Suor Antonietta, abbiamo rispettato la numerazione data dall'Archivio Generale delle Suore di Carità delle Sante B. Capitanio e V. Gerosa, e da essa abbiamo poi estratto i molti brani che compongono questo lavoro.
Ogni brano è stato da noi situato nella raccolta con una proprio titolo, ricavato dal brano stesso o dall'immediato contesto, e contrassegnato da un numero progressivo. La citazione che segue ogni brano indica il numero del «quaderno» manoscritto e porta la data del giorno o, in taluni casi, ne segnala l'assenza. La successione dei singoli brani ha una duplice caratteristica: cronologica, relativamente agli anni; numerica, relativamente ai «quaderni». Abbiamo cercato di armonizzare l'una e l'altra in una forma di progressione continua che rispettasse il più possibile la completezza dei singoli quaderni, anche se ciÓ ha comportato talvolta una discontinuità nel susseguirsi dei mesi e dei giorni.
Suor Antonietta infatti, appuntava i suoi pensieri e narrava le sue esperienze ora nell'uno ora nell'altro «quaderno». Non di rado, per non interrompere una serie di riflessioni (ad esempio, in quaresima o in occasione di ritiri spirituali) ella scriveva in pagine di altri «quaderno rimaste bianche, o ne cominciava uno nuovo. Alcune volte, inoltre, ha cercato di costituire come un florilegio di pensieri, scritti in date diverse e disposti poi in uno o più quaderni, dattiloscritti e cronologicamente discontinui, nel tentativo (forse) di delineare un'organica complementarità.
Si tenga presente infine che l'uso delle lettere maiuscole e delle minuscole non è sempre omogeneo nei manoscritti; e che la punteggiatura non di rado fa difficoltà. Suor Antonietta scriveva in fretta! Per parte nostra, abbiamo preferito lasciare il testo conforme all'originale.
Per la selezione dei brani, abbiamo tenuto costantemente presente il tema del Sangue, centrale nella vita di Suor Antonietta, nell'intento di far conoscere la sua esperienza spirituale e il messaggio in questa contenuto. Abbiamo raccolto perciò i testi più espressivi e trascritto pagine nelle quali la Religiosa ci offre anche momenti di riflessione dottrinale. Se ripetizioni di argomenti si possono rilevare, esse sono soltanto apparenti; in realtà si tratta di sfumature significative.
Confessiamo con vivo dispiacere di aver dovuto rinunciare alla pubblicazione di molte pagine ricche di insegnamento e di «consolazione» spirituale, come gli scritti dedicati alla Passione e al Sacerdozio. L'omissione tuttavia non diminuisce il dovizioso «patrimonio» che Suor Antonietta ci ha lasciato, né indebolisce la sua statura, che proprio nel Sangue di Cristo trova il suo «peso» e la sua «misura» originali.
Avvertiamo che gli «originali» si trovano nell'Archivio Generale della Casa Generalizia delle Suore di Carità, via S. Sofia, 13 Milano.
1913
1 - Il tuo Sangue scenda sopra tutti
Eccomi, o Gesù, a pié della tua Croce, accanto a Maria, a Giovanni, alla Maddalena.
Eccomi, o Gesù, con le braccia tese verso di Te, nel desiderio di partecipare a' tuoi martiri, nel desiderio di sollevarTi dai tuoi spasimi, nel desiderio di consolarTi.
O Gesù, splendore eterno del Padre, maestà e bellezza infinita che Ti sei ridotto in così umile stato e in così profonda abiezione; Gesù, martire divino per i miei peccati, vittima di tutte le colpe umane, abbi pietà di me.
Il Sangue prezioso, che sgorga dalle tue ferite, discenda sull'anima mia, la purifichi, la renda bella a' tuoi occhi, pura e santa.
Sangue prezioso, versato per redimere tutto il mondo, scendi sopra di me: io voglio ripetere con fervore e con speranza, per adorazione e per riparazione le parole dei tristi giudei.
Il tuo Sangue, o Gesù, scenda sopra di me e sopra di tutti, cancelli le nostre colpe, ci renda grati a' tuoi benefici, fedeli alla tua grazia, perseveranti nel bene, forti nella prova, generosi nel sacrificio e nella pratica della virtù.
Sangue prezioso di Gesù, corrobora e difendi e rendi vittoriosa la Chiesa, converti i peccatori, salva tutto il mondo.
«Sanguis Christi, inebria me». q. 1: s.d.
2 - Vivere accanto a Gesù grondante Sangue
Offriamo a Gesù, non soltanto i dolori e le amarezze della vita per averne conforto e sollievo, ma cediamogli anche le piccole gioie e le soddisfazioni legittime, chiedendo in cambio i tesori della sofferenza.
Che contraddizione! Noi vogliamo abbracciare Gesù, ma Gesù glorioso sul Tabor e sull'Oliveto.
E non pensiamo che, prima di raggiungere le altezze del trionfo, bisogna chinarci ad agonizzare sull'orto degli ulivi e stenderci
sulla Croce del Calvario. Ah! se sapessimo intendere il mistero del dolore!
Se sapessimo vivere accanto a Gesù grondante sangue, quale forza dalle nostre prove!
Se sapessimo abbracciare Gesù sulla croce, quella croce sarebbe il nostro trofeo e la nostra salvezza. q. 2 : s. d.
1914
3 - Compiere ciò che manca alla sua Passione?
Contemplando Gesù agonizzante nell'orto degli ulivi e morente sul Calvario, vittima per i nostri peccati, Ostia di propiziazione e di redenzione, noi sentiamo il bisogno di stendere le braccia per sollevarlo nelle prostrazioni dell'agonia, per abbracciarlo tra gli spasimi della Croce, sentiamo il bisogno di ringraziarlo di tanto sacrificio e di corrispondere a tanta Redenzione.
Ma perché non sentiamo il dovere di ringraziarlo quando ci invia un po' di pena? perché non abbiamo il coraggio di chiedergli un po' di dolore e di sofferenza per partecipare a' suoi martiri e compiere ciò che manca alla sua Passione? q. 5: s.d.
4 - La Croce è il mistico altare
La Croce! è il mistico altare, più regale dei troni, più prezioso dei regni! Il Sangue di Gesù, che stilla dalle piaghe sacrosante, purifica, corrobora, divinizza l'anima, la inebria di soavità, le è caparra del Cielo e fonte di benedizione. Oh! Siamo felici di starcene ai piedi della Croce di Gesù, e il nostro sospiro angoscioso sia di amore, e l'amore sia abbandono al Cuore di Gesù. q. 6: s.d.
1916
5 - Dammi la Croce, o Signore!
«Dammi la Croce, o Signore!».
Fu il grido dei Santi e salirono il Calvario seguendo Gesù. Non vollero altro sulla terra: croce e martirio, distacco e dolore. Vollero come Gesù passare disprezzati, dimenticati, negletti da tutti; vollero l'umiliazione, la povertà, il patimento: null'altro! Dammi la Croce, o Signore!
Anch'io balbetto queste parole come un piccolo bimbo che ripete a stento, tronche e difettose, le parole dei grandi.
Lo so che la croce è martirio, e che il martirio, sebbene lo chieda a Te ogni mattina, come grazia, mi spaventa.
Ma Tu, o Signore, sei potente, sei buono, sei Padre ed amore. La tua forza sarà il mio sostegno, la tua bontà, come luce dissiperà ogni tenebra, come dolcezza attenuerà le mie pene, come speranza sarà il mio conforto ed il tuo amore sarà la mia guida. Dammi la croce, ma dammi, o Gesù, la tua grazia; dammi la croce, ma dammi il tuo amore; dammi la croce, ma dammi la pazienza, il fervore, la costanza.
Per favore dammi la croce, quella che pare a Te, quella che mi guiderà alla perfezione, alla santificazione, al tuo regno. Dammi la croce, ma che io, conoscendola, l'apprezzi, la tenga cara, la porti alta come vuoi tu; la tenga nascosta, tutta, nel cuore, perchè Tu solo abbia la fragranza de' miei sacrifici e delle mie pene. q. 3 : novembre, s. g.
6 - Il dolore salga, il Sangue discenda
Se ci ami ancora, se ci perdoni, se ci vuoi salvi, deh! o Signore, ridona alla terra il tuo sorriso!
Abbi pietà di tutti!
Il dolore che ci opprime salga come espiazione ed il tuo Sangue divino discenda a redenzione nuova, a nuovo patto d'amore, di grazia e di benedizione q. 3 : 31 dicembre
1917
7 - Sangue fin dai primi giorni
«Sine Sanguinis effusione, non fit remissio...». E Tu Gesù buono, incominci a versare il tuo Sangue divino fin dai primi giorni della tua vita mortale.
Per tutta l'umanità, per la povera anima mia, Tu porgi al Sacerdote le tue membra tenerissime e dalla ferita, dallo strazio prodotto dalla lama spietata, fluisce, a mia redenzione, la vita della tua vita.
O mistero di carità, o bontà del nostro Iddio!
Se non ci danno speranza le tue piaghe, se non tendiamo le braccia al tuo amore, se non schiudiamo il cuore al tuo Sangue divino, abbi pietà di noi! ...
In questo giorno della tua circoncisione Tu mi hai donato la vita del corpo e largita la grazia dell'anima; giorno fortunato perché le tue ferite si apersero per sanarmi e il tuo Nome risuonò come caparra di amore e di benedizione.
Salvami adunque, per il tuo Sangue e per il tuo Nome, o dolcissimo Gesù.
«Sanguis Christi, inebria me».
«Aspersio Sanguinis tui sit mihi ablutio omnium delictorum meorum». q. 3 : 1 gennaio
8 - Purificati dal Sangue, possiamo risollevarci
Inchina, o Signore, la tua bontà verso la nostra umiliazione. Abbiamo smarrito la via, non abbiamo ascoltato la tua parola. Ingrati, cattivi e superbi abbiamo gridato il «non serviam» dell'angelo ribelle, ma il grido si è convertito in flagello e la nostra rovina è frutto della nostra colpa.
Chi può sollevarci se non la tua misericordia? «Miserere nostri Domine, miserere nostri».
Ricorda le tue antiche misericordie e, per la tua immensa bontà, rinnova il tuo perdono. Fa che purificati dal Sangue di Gesù possiamo risollevarci dalla nostra colpa, sperare ancora il tuo aiuto e ritemprarci nel tuo amore paterno. q. 7 : 16 dicembre
1918
9 - Nel Sangue, il pegno della misericordia
Nel tuo Sangue prezioso e nella tua Redenzione abbiamo, o Signore, il pegno della tua misericordia.
Piegati sotto la sferza de' tuoi flagelli, alziamo al tuo Cuore il gemito dei nostri dolori.
Ci hai trovato cattivi, ingrati e indegni delle tue benedizioni, ed ora la tua giustizia ci strazia con le sue vendette.
Plàcati, o Signore, Dio nostro.
Siamo figli tuoi, figli della tua creazione, redenti dal tuo Sangue, rigenerati dal tuo amore.
Plàcati, o Signore, con l'oblazione di Gesù, che ogni giorno si rinnova sull'altare del Sacrificio, plàcati con il prezzo del suo Sangue divino, con la sua carità. q. 7.- 1 gennaio
10 - Per riconquistare la pace, invocare il Sangue
Allontanatosi da Dio, l'uomo perde la pace: per riconquistarla, non occorrono trattati diplomatici, non convenzioni, non decreti. Basta ritornare a Lui con la fede, con la pietà, con la giustizia, con l'amore; basta mettersi sotto la Croce e invocare il Sangue prezioso di Gesù ed i meriti della sua Redenzione. q. 7.- 5 gennaio
11 - Gesù morì vittima della sua carità
La Redenzione! Gesù è passato sulla terra amando, soffrendo, facendo del bene a tutti e morì vittima della sua carità.
Questo poema della Redenzione sarà in Cielo l'argomento della nostra beatitudine. Quaggiù non lo si comprende, meno ancora del Mistero della creazione, ma dobbiamo meditarlo, farlo oggetto della nostra pietà, d'el nostro amore.
Gesù è vissuto, è morto per noi; viviamo, lavoriamo, sacrifichiamoci, moriamo per Lui, per Gesù. q. 9 : luglio, s.g.
12 - Mettiti nell'orto accanto a Gesù
Quando la natura grida forte «Transeat a me calix iste» rispondi, anima mia:
«Omnia possum in eo qui me confortat». Omnia!
Mettiti allora nell'Orto accanto a Gesù, prostrati bocconi sul terreno inzuppato del suo Sangue, t'incontrerai con il suo volto divino, con la sua bocca divina, e da esso, più che dall'Angelo, sentirai uscire le parole del conforto supremo, la promessa del gaudio immortale riserbato ai doloranti e riprenderai la via con la generosità dei santi. q. 9 : agosto. s.g.
13 - Gesù volle per sé tutto il dolore
Gesù venne al mondo per patire: dal presepio al Calvario non conobbe che due vie, quella dell'amore che lo guidò al Calvario, quella del dolore che lo portò al Cielo. Il patire è per la virtù ciò che la rugiada, la luce e il calore sono per i germogli. Il dolore trasforma il buon seme che è nel cuore; lo feconda, lo sviluppa; esso porta a maturazione gli splendidi frutti dell'eroismo. Il dolore purifica, ritempra; ci spoglia della terra e ci fa più degni di toccare il cielo. Ma se non vi fossero motivi nostri, individuali, per considerare il dolore come provvidenziale, per accettarlo con devozione e amarlo con predilezione, basterebbe pensare a Gesù: a Gesù che volle per sé tutto il dolore, nelle membra e nel cuore, per tutta la vita, coronandolo con una morte straziante e crudele, lo volle per la sua Madre Santissima, per i suoi santi, per i suoi prediletti! q. 9 : 14 novembre
1919
14 - L'olocausto è pingue perchè il Sangue lo irrora
Il presente e l'avvenire, quello che mi consola, che mi affascina e che mi attrae, i desideri generosi, gl'ideali più santi, le dolcezze più care, tutto depongo sul tuo cuore, Gesù mio. E l'olocausto è pingue perchè il tuo Sangue lo irrora, lo feconda, lo avvalora; perchè la tua bontà lo accoglie, lo gradisce e lo sublima, perchè infine sacrificando, in questa vita, tutta me stessa per il tuo amore, ho il tuo amore che mi inebria e mi arricchisce della stessa tua grandezza e santità.
La nostra somma speranza sei Tu, o Signore! il tuo Tabernacolo è la sorgente della nostra forza, e il pegno della nostra vittoria è il tuo Cuore adorabile. g. 7 : gennaio, s.g.
15 - Traggo la speranza dal tuo Sangue
Perché non sono vissuta come i santi, senza macchie e senza infedeltà? Sento, o Signore, la pena de' tuoi giudizi; il cuore è stretto dal rimorso crudele e l'anima paurosa invoca pietà, invoca un'acqua purificatrice, l'acqua della tua grazia; invoca il fuoco che ritempri, che ravvivi, che riscaldi, il fuoco del tuo santo amore.
Io mi rifugio nel tuo Tabernacolo, mi prostro a' piè della tua Croce. Deh! per lo strazio delle tue carni immacolate, per il martirio del tuo cuore ferito, per le angosce de' tuoi spasimi, abbi pietà di me.
Io traggo la mia speranza dal tuo Sangue divino; prostrata a' piè della tua Croce, annichilita, pentita, supplicante, io sento tutta la potenza del tuo riscatto; sento il tuo Sangue prezioso penetrare nelle intime fibre dell'anima, sento che esso può tutto: purificarmi, riabilitarmi, santificarmi.
O Sorgente inesauribile di salvezza, onda prodigiosa che scaturisci dal Cuore di Gesù, scendi in me in tutti gli istanti della vita perché, nonostante la mia volontà, quaggiù io sono sempre debole, meschina, peccatrice.
«Sanguis Christi, inebria me». g. 11 : ottobre, s.g.
1921
16 - La piccola anima è posta tra il Sangue e la colpa
Da ogni anima, come da una sorgente attiva e continua, partono rivi di peccati e questi crescono e diminuiscono in proporzione dello studio dell'anima nel santificarsi, o dell'abbandono totale di ogni energia atta a resistere alla colpa. E questi rivi di iniquità formano un immenso oceano che nessuno può misurare, un oceano spaventoso dove si accozzano tutte le passioni e il cui mugghio sale fino al cospetto di Dio.
Ma, da tutti gli altari del mondo scorrono, con maggiore attività rivi di Sangue; scorrono, per vie misteriose, sopra quelli della colpa e formano oceani ancor più immensi, profondi, capaci di coprire, sommergere, distruggere l'oceano dell'iniquità.
La mia piccola anima è posta, da Gesù, tra queste forze poderose, tra l'iniquità e la grazia, tra il Sangue e la colpa, tra il cielo e la terra, tra il suo Cuore santissimo e l'umanità peccatrice. lo sono un atomo, o Signore, la stella uscita, per la tua misericordia, dall'oceano delle colpe; porto in me - come tutti - le stimmate delle mie infedeltà; non fidarti, o Signore: piuttosto sommergimi nel tuo Sangue, e fa che mi distrugga in esso e per esso. q. 11: s. d.
17 - Raccolgo le stille preziose e invoco perdono
Gesù vuole che, con il suo aiuto, dia al suo Cuore la grande consolazione di piangere, di impetrare, di riparare per me e per gli altri, specialmente per le anime religiose. Anch'esse - ed io per prima - confondono le loro acque con quelle dei peccatori, anch'esse si uniscono all'insulto, all'offesa, al tradimento.
La bocca adorabile di Gesù versa vivo Sangue.
Raccolgo con devozione, adorazione e tremore quelle stille preziose e invoco per la loro virtù, dall'Eterno Padre, il perdono di tutte le mie colpe e di quelle dell'umanità.
Sí, o Gesù benedetto, le mie labbra, benché umane, colpevoli e indegne, aderiscono alle tue divine, immacolate, adorabilissime. Queste tue labbra che hanno ripetuto il Verbo della Sapienza, il Verbo della Giustizia, della Santità e della Misericordia, ora celebrano, con un linguaggio più ineffabile, ardente come il fuoco, luminoso come la luce, il Mistero della tua infinita Carità. q. Il : s.d.
18 - Preparare nel cuore un calice degno
Ogni stilla di Sangue è il grido del tuo amore supremo, è il sitio del tuo Cuore assetato di amore, è l'angoscia per quelli che si perdono.
O Sangue del mio Dio, o Sangue misterioso che sgorghi a fiotti dalle sue labbra palpitanti, discendi nella mia povera anima, in tutte le anime, sorgente di vita nuova, di amore nuovo, di immolazioni generose.
Io ti adoro prostrata nella polvere del mio nulla, voglio adorarti perpetuamente per tutti, voglio prepararti nel cuore un calice degno di te, il Cuore divino di Gesù, padrone assoluto di tutto il mio essere, vivente in me nella pienezza della sua vita, per dare al Padre la gloria massima, l'amore massimo e, con la mia vita, se fosse possibile, tutte le vite umane. q. Il : s.d.
19 - La grazia che discende nella Santa Comunione
E chi mai, anche tra i Santi, ha potuto ripresentarsi a Gesù con tutta la grazia che Egli andava effondendo nelle loro anime? - Se tu sapessi accogliere e contenere la grazia che discende in te nella Santa Comunione, non sapresti sopravvivere perché la vita completa della grazia è vita di Dio, e la vita di Dio non si comprende che in Cielo. Immergiti nell'oceano della rigenerazione, esso ridona tutte le grazie; lava l'anima nel Sangue prezioso, che è sorgente di tutti i beni soprannaturali. Rivestita di esso, puoi ben presentarti al festino nuziale. -
L'anima è trasformata, inebriata.
Il Sangue divino distrugge ogni colpa, ogni pena; la tristezza scompare, l'indifferenza diventa ardore, l'aridità diventa feconda, la debolezza si trasforma in forza poderosa, la morte stessa spunta i suoi strali.
Quanta luce, quanto ardore, quale soffio di vita crescente, operante, esuberante!
Voglio che questa Comunione sia come l'ultima della vita; che lo spirito compunto, purificato, santificato, si renda degno di essere il piccolo Tabernacolo di Gesù onde possa essere accolto nei Tabernacoli eterni, in virtù dei meriti, della carità, della misericordia del mio Signore. q. 11 : s.d.
20 - O ineffabile forma della sua carità
O suprema degnazione di Gesù!
O ineffabile, indicibile, inesauribile forma della sua carità! Vuol beneficare e finge di chiedere benefici; vuol prodigare i suoi tesori e si piega a domandare la mia povertà; vuol sanare le piaghe del mio cuore e della mia anima e mi invita a contemplare le sue, misteriose e sanguinanti, tenute vive lungo i secoli dal suo amore supremo! Come ridirò, o Signore, questo tuo amore? Potesse parlare l'anima, quando, immersa nel Sangue prezioso, conosce le ferite che lo hanno prodotto; potesse parlare questo povero cuore, quando, sprofondato nella caverna del tuo, conta gli strazi segreti che lo vanno torturando; potesse parlare lo spirito, quando, affidato alle tue mani che composero il mondo e reggono l'equilibrio di tutte le cose, è portato fino alla soglia de' tuoi Misteri più occulti. O Signore, Tu hai scelto il nulla perchè Ti dia gloria, e questa gloria scaturisce ancora da Te che sei il Tutto. Gloria a Te nei secoli eterni!
Ci sono delle stille che non ritornano più sulla terra. Attratte dal calore del sole, corrispondendo con slancio possente alla sua attrazione, salgono, oltre gli spazi, tramutate prima in vapore, poi in piccole scintille e assorbite dalla fornace inestinguibile. q. 11 : s. d.
21 - Rivestirmi dei peccati altrui e chiedere misericordia
Oh! io chiedo per me misericordia! Lavami, o Signore, nel Sangue prezioso di Gesù, abbrucia tutte le mie iniquità con il fuoco dello Spirito Santo, ridonami la veste nuziale, la pienezza della tua grazia, la giovinezza dell'amore.
Allora potrò, come mi chiedi, rivestirmi dei peccati altrui e, stretta alla Croce di Gesù, chiedere per il suo Sangue la tua misericordia; solo allora potrò intensificare il mio povero amore e presentarlo in sostituzione di quello che ti viene negato; solo allora, purificate le labbra, potrò avvicinarmi al Calice del Sacramento e invocare che il Sangue prezioso entri nel mio cuore, affinchè io lo possa adorare, invocare ed offrire come lo adorano, lo offrono e lo amano i Santi e i Cherubini del Cielo, in riparazione di chi lo accoglie freddamente, senza la pienezza della fede, la vivezza della speranza e l'ardore della carità. q. 11 : s.d.
22 - O stigmate adorabili del mio Gesù!
Gesù ha attratto a sé con potenza sovrumana la povera, piccola anima e, dopo averle rinnovato la stola immacolata, dopo aver deposto, con suprema bontà e indicibile tenerezza, il bacio del nuovo patto d'amore, ha ripetuto: - Su questa anima imprimerò le mie stigmate, ma guai se, accanto ad esse, si rinnovassero quelle del peccato!
La perfezione alla quale devi elevarti è altissima, perchè è sublime l'apostolato che ti assegno. Vi giungerai con la virtù del Sangue, con la forza dell'amore, con la grazia, che renderà sempre più pura l'anima, con l'amore, che renderà sempre più puro il cuore. -
O bacio divino, che versi nell'anima le supreme dolcezze del Cielo; o espansione sostanziale di grazia, di purezza, di santità, di amore o nuova, sublime creazione che dà allo spirito mille slanci, mille forme nuove; o solco misterioso, che ti riempi delle mistiche produzioni dell'amore! Chi celebrerà la tua grandezza, la tua soavità, la tua possanza?
O stigmate adorabili del mio Gesù, venite a piagarmi, non soltanto l'anima, ma il cuore e il corpo altresì! q. 11 : s.d.
23 - La visione di una mano insanguinata
Più volte durante il giorno, passò per lo spirito la visione di una mano insanguinata. Nel sonno e allo svegliarmi, la mano ricomparve più viva, con un foro sanguinante e, nel foro, un grosso chiodo che insistentemente allargava la ferita spingendosi a ricrocifiggere la mano straziata. Forse Gesù voleva impressionare l'anima con i Misteri della sua Passione, forse li rendeva così vivi e sensibili perchè l'anima, a sua volta, penetrata di amore e di dolore, ripetesse l'offerta delle piccole immolazioni.
Nella S. Comunione Gesù rinnova la visione, la sua candida, bellissima, adorabilissima mano che sta per essere ricrociîissa, che già sanguina per la punta crudele che vuole immobilizzarla. - Sei tu che mi crocifiggi; è la tua resistenza a' miei impulsi che vuole nuovamente legarmi all'inazione, al martirio della croce.
Questa mano benedetta dissipa i veli che ti nascondono sublimi verità, essa ti schiude la via per le ascensioni soprannaturali, ti svela i misteri più reconditi; ti porta sui sentieri della grazia che guidano all'incontro con la Divinità; ti introduce nel sacrario del mio Amore e del mio dolore, e tu la respingi con la tua incredulità, tu la paralizzi con la tua resistenza e la crocifiggi con il chiodo spietato della tua ingratitudine. - q. Il : s.d.
24 - Aderire alle mistiche operazioni del Sangue
- Vedi, figliuola, conta, se puoi, le fibre che compongono questo Cuore immenso; ognuna di esse corrisponde a un'anima; io vivo in esse e per esse e tutte le anime vivono in me e per me, mantenendo, con il loro amore, la mia vita. Guarda più da vicino, vedi le fibre che non intendono questi misteri ineffabili, che rifiutano il mio Sangue e, con esso, la loro vita e la mia vita. Contempla le fibre più vitali del cuore; esse rappresentano le mie anime più care, le elette, le predilette. Almeno esse dovrebbero corrispondere agli intimi movimenti del mio Cuore, aderire alle mistiche operazioni del Sangue, riceverlo, trasmetterlo, mantenere la circolazione, favorirne la trasmissione.
Invece anche tra esse ci sono le fibre morte, le ribellioni, le ripulse amare e pungenti e il Cuore è trapassato nel più vivo, soffocato nelle sue espansioni, torturato ne' suoi slanci, straziato da nuove immolazioni. - q. M.- s. d.
25 - L'anima nutrita col Sangue cresce
O anima mia, slanciati in questo nuovo abisso di perfezione dove Dio e l'anima formano una sola cosa, senza parti, senza divisione, senza principio e senza fine, senza limiti e senza misura!
L'anima nutrita col Sangue divino cresce senza accorgersi, vede dinanzi a sé orizzonti infiniti, ode voci misteriose e impara le grandezze dell'amore ben più luminose di quelle della verità.
O Sangue, o Verità, o Amore! q. Il : s.d.
1922
26 - Immolazione
O adorabilissimo mio Gesù, che Ti presenti, ad ogni istante, allo sguardo della mia anima, ricoperto da piaghe profonde che deformano il tuo Corpo perfettissimo e straziano il tuo Cuore divino, perché fatte dalle persone più care e che meglio hai beneficato, io voglio rispondere al tuo misterioso richiamo con tutte le potenze dell'anima.
In tutti gli istanti della vita io intendo ripetere l'offerta di tutta me stessa: voglio deporre, su ogni piaga del tuo Corpo santissimo, su ogni ferita del tuo Cuore angosciato, su ogni amarezza della tua anima triste, il mio poverissimo cuore perché vi porti tutto l'ardore, la tenerezza, l'amore; perché sia come un piccolo riparo alle nuove ferite ed un balsamo perenne a quelle prodotte dalla mia infedeltà. E, seguendo gli impulsi della tua grazia e l'attrazione irresistibile della tua misericordia, intendo raccogliere tutte le gocce di Sangue che scaturiscono dalle sorgenti vive del tuo Amore, quelle che nessuno apprezza,, che ti vengono respinte, disprezzate, calpestate.
Voglio immergere, con me, tutte le anime nell'oceano immenso del tuo Sangue adorabilissimo, preziosissimo: voglio lavare in esso le mie colpe e tutte le iniquità del mondo, voglio adorarlo come si adora il Padre e lo Spirito Santo perché esso non è che l'espansione del loro Amore.
Voglio attingere da esso la forza per la vita esterna, onde sia perfetta; la luce per quella dell'anima onde salga sempre più per le mirabili vie del tuo Amore, voglio essere la piccolissima, segreta vittima del tuo Sangue non compreso, non amato, non corrisposto.
«Sanguis Christi, inebria me».
Voglio abbeverare il mio spirito a tutti i Calici della tua Passione, assorbendone la parte più amara, voglio che le mie povere labbra riparino, con la tenerezza e con l'ardore, il bacio sacrilego di tutte le labbra profane: voglio intensificare, perpetuare la riparazione, accogliendo, come pegni del tuo amore tutte le piccole immolazioni della mia vita oscura, con il sentimento, con la generosità e con l'entusiasmo con cui si compiono quelle più eroiche.
E siccome, o Gesù, la tua immolazione è perenne, così voglio che la mia intelligenza sia perennemente crocifissa con i tuoi piedi, calpestata dalla tua sovranità; voglio che la mia volontà sia crocifissa con la tua mano destra, e in modo così assoluto, ch'io non abbia più giudizio mio, né desiderio, né speranza di cosa alcuna; voglio che la mia libertà sia crocifissa con la tua mano sinistra, fino a impedirne l'impulso più tenue; voglio che il mio cuore, sprofondato nella misteriosa caverna delle tue amarezze, non abbia altra visione che quella del Sangue, altro sospiro che quello del patimento, altra vita che quella dell'amore, il più forte, il più sublime, il più infuocato. q. 12: s.d.
27 - Offrire tutte le immolazioni di Gesù
Insieme a Gesù, avvalorata da' suoi meriti, sostenuta dalla sua grazia, infervorata dal suo amore, con le stesse sue labbra insanguinate, con il suo Cuore squarciato, con il suo Sangue vivo che grida pietà, misericordia e perdono, io Ti offro, o Signore, il poverissimo mio essere, la mia volontà, il mio cuore, la mia vita, le mie speranze più care e più sante, le mie aspirazioni più ardenti, perché Tu possa, ad ogni istante, prendermi tutta: sacrificarmi come vuoi, nell'anima, nel sentimento, nell'azione; perché Tu possa, ad ogni istante, privarmi di tutti i beni del corpo, del cuore e dello spirito, ritenendo la mia consumazione come l'omaggio più umile, ma più generoso, alla tua Maestà Sovrana, degna che tutte le creature si annientino per la tua gloria.
Con la mia piccola, sincera, irrevocabile immolazione, che ripeto e sempre ripeterò nei limiti dell'obbedienza, intendo di offrirti, o mio Dio, ad ogni istante, e non solo durante la vita, ma anche lungo tutti i secoli, fino all'ultimo istante del tempo, tutte le immolazioni di Gesù, tutto il Sangue che versa per la redenzione del mondo, e intendo di offrirlo in riparazione alla tua Divina Maestà, tanto oltraggiata dai nostri peccati, e di applicare i suoi meriti preziosi, possenti ed infiniti ad ogni anima, a tutte le anime che vivranno lungo i secoli, onde siano purificate, santificate, ridonate al tuo Cuore con la candida veste della giustizia, con quella sfolgorante della carità.
Chiedo, o Padre Santo, che per i patimenti della Croce e per quelli dell'altare, per gli infiniti abbandoni del Cuore di Gesù, siano risanate le piaghe dell'umanità; che la nostra vita terrena non sia che lo slancio per quella celeste; che tutte le menti, tutti i cuori, tutte le anime rispondano al sitio di Gesù, per dare a Te, o Padre nostro, la gloria massima nei secoli eterni!
O Padre Santo, disseta la tua giustizia nel Sangue dell'Agnello immolato per noi!
O Gesù, imprimi la tua passione nella mia anima, le tue pene nel cuore, le tue piaghe nel corpo!
O Spirito Santo, accresci in me la luce, la forza, la grazia, l'amore! q. 12 : s. d.
28 - O Porta regale e magnifica!
Santo giorno di ritiro che mi schiude le vie misericordiose dell'amore.
Già da parecchi giorni, dal giorno del Sangue e della Morte (Venerdì Santo), Gesù, mostrandomi il petto squarciato, mi fece osservare, non solo la ferita prodotta dalla lancia di Longino, ma una ben più lunga profonda e straziante, prodotta dai nostri peccati. O Porta regale e magnifica che introduci nel sacrario della Divinità! O piaga misteriosa, sanguinante e sfolgorante, da cui scende il balsamo delizioso che purifica, che ritempra, che divinizza, Ti adoro!
Aderisco alla tua attrazione, mi unisco al tuo martirio, desidero di comprendere il tuo mistero, voglio immolarmi per glorificarlo. q. 12 : maggio, s.g.
29 - La mia anima segnata con una croce di Sangue
M'illudo quando vedo che il Sangue scorre a rivi, ininterrottamente, lungo la Croce, lungo le mani del Sacerdote, e ascolto l'invito a raccoglierlo, e sento le labbra aderenti alle piaghe, fisse su quella del Costato?
M'illudo, sentendo il tuo Capo coronato di spine, il tuo Volto Divino straziato e morente, chini sul mio petto, nella ricerca della fedeltà, della compassione, della tenerezza, e della riparazione?
M'illudo, vedendo la mia povera anima come una candida colomba segnata da Te con una piccola croce di Sangue sul petto, rinchiusa nel tuo Cuore e trasformata in fiamma ardente e la croce in luce fulgidissima?
È vero che la purezza produce, raddoppia l'amore e il Sangue si trasforma in splendore? q. 12 : 1 giugno.
30 - Il Cuore nascosto da un profluvio di Sangue
Come sulla Croce, così nell'Eucarestia lo stesso Gesù che s'immola e che dà il suo Sangue con le stigmate della Passione: in Paradiso lo darà con quello dell'amore.
Gesù mi si presenta, come altre volte, con il petto squarciato e chiedo il perché di quell'insistenza e perché il Cuore è nascosto da un profluvio di Sangue. Perché la piaga e non il cuore?
L'umanità aveva paura della Croce, del suo petto insanguinato, ed Egli, per avvicinarla, mostrò a S. Margherita il Cuore palpitante di amore. Sormontato da una croce ed avvolto di spine equivaleva, a chi voleva intenderlo, a una manifestazione di misterioso dolore, ma ancor pochi lo capiscono, e i segreti e i tesori di quel Cuore restano sepolti.
Tuttavia la devozione al S. Cuore era una preparazione a quella del Sangue. Ed ecco la piaga viva, ecco la sorgente prodigiosa, inesauribile della vita eterna.
Anima siziente, vieni e bevi; vieni e aspergiti, vieni e inabissati nelle acque della misericordia.
Come la divinità è andata manifestandosi agli uomini con un crescendo meraviglioso, così la Sacra Umanità di Gesù va spiegando a poco a poco i suoi Misteri.
«Venite ad aquas» fu detto per la voce del Profeta; ora è la voce stessa di Gesù che ripete: «Venite ad Sanguinem».
Ma ciò che caratterizza questa nuova manifestazione di amore, sono le mani di Gesù poste accanto alle ferite nell'atteggiamento di raccogliere il Sangue e di trasmetterlo più facilmente alle labbra assetate.
Avvicinati, o povera umanità, o povera anima mia: se tu sapessi il dono di Dio, l'ebbrezza che infonde quel Sangue, la luce che porta nello spirito, la forza con cui slancia il cuore alla ricerca del vero bene immortale!
Oh! perché non posso scolpire come la vedo l'immagine del mio Gesù, così piena di carità, di tenerezza, di misericordia? Il Sangue scende senza intervallo dalle mani alle anime, senza toccare la candida veste della sua gloria. Quanti misteri, quante significazioni!
Le intuisco, le comprendo, le gusto, ma non posso esprimerle. Sono più le gocce di quel Sangue o i peccati? Sono più i peccati.
Ma una goccia sola li distrugge tutti, se il peccatore lo vuole. E la volontà che bisogna muovere.
Da quel Sangue purissimo, divino, esala un profumo di cielo e il profumo si espande su tutta la terra: oh! la potenza della mediazione di Gesù: perché non vi pensiamo, perché non vi partecipiamo?
L'acqua disseta, il Sangue alimenta. Così l'invito fatto da Gesù è più magnifico di quello preannunciato dal Profeta.
Gesù mi fa osservare, da lontano, delle piccole colombe nere; povere anime colpevoli che si fanno bianche man mano che si avvicinano al Sangue che scorre sul terreno.
Ci sono poi le colombe candide svolazzanti per la forza acquistata da quel vino pretto; ci sono le piccole colombe sfavillanti che salgono fino alle mani, ci sono quelle splendide e quelle invisibili che entrano nel cuore.
Oh! le trasformazioni, le ascensioni delle anime in virtù del Sangue di Cristo!
Bevi, ascendi ed entra.
Se tutta la vita fosse spesa adorando tale atteggiamento di Gesù, sarebbe ricolma di tesori e di delizie. q. 12 : luglio, s.g.
31 - Il Sangue della vita e il sangue della morte
Gesù si presenta nuovamente con la sua larga ferita sul petto e le mani ripiene di Sangue: ma vi aggiunge un segno ancor più vivo della sua carità.
Per avvicinarmi a Lui e secondare le sue brame, desidero che il mio cuore sia pure ferito. Gesù non aspettava che questa corrispondenza. Egli stesso lo ferisce ed in qual modo e con quale misericordia lo risana!
O Dio, è possibile che, dopo avermi ferito così, Tu scenda ad attingere, con le tue labbra divine, la corruzione che ne esce? - Sí, figliuola, è possibile: nel Calice offertomi dall'Angelo nel Getsemani, che ho bevuto se non le iniquità della terra? Non
è questa la mia missione?
Tu attingi al mio petto il Sangue della vita per te, per le persone a te care: io attingerò dal tuo e da quello delle stesse persone il sangue della morte. - q. 12: luglio, s.g.
32 - Il Sangue creato, assunto e versato
Quanto Sangue! Esso è la voce del Mistero posto tra Dio e l'uomo, e questa voce ha mille suoni indefinibili.
Il corpo adorabile di Gesù si presenta a me, come al Salmista, tutto piagato, dal vertice del capo all'estremità dei piedi, e con una forza misteriosa, uscente dalle piaghe, attrae l'intelletto e lo purifica, dilata il cuore e lo dispone a ricevere i nuovi tesori, assorbe l'anima e la unisce alla virtù de' suoi Misteri.
Il Sangue creato, assunto e versato per l'umanità! C'è in queste tre parole il compendio di tutti i Misteri di Dio: l'unione delle Tre Divine Persone nella redenzione della creatura, nella rielevazione alla grazia, nella santificazione per la gloria.
Il Sangue fu creato direttamente da Dio in un cuore purissimo: soltanto la purezza può comprendere questo Mistero ineffabile; fu assunto da Dio, fatto uomo per un mistero di umiltà, solo per l'umiltà si partecipa a' suoi meriti infiniti; fu versato con infiniti patimenti; solo il sacrificio può unire l'anima alla sublime immolazione di Gesù. q. 12.- luglio, s.g.
33 - Ho lo spirito avvinto alla Croce
Per le angosce, per gli affanni, per il martirio, per il Sangue, per la preghiera, per la riparazione, per la morte di Gesù, abbi, o Padre Santo, pietà di me.
Come il ladro crocifisso al suo fianco, anch'io ripeto che ho meritato il castigo della morte con tutti i suoi tormenti, i suoi spasimi e le sue agonie.
Che se non sono realmente crocifissa a un duro legno, ho però lo spirito avvinto alla Croce di Gesù: ho desiderato partecipare alle sue pene, ho adorato, annientandomi, le sue stigmate, mi sono immersa, per devozione, per compassione, per amore, nel suo Sangue Prezioso.
Per il Sangue, per le stigmate, per le pene, per l'immolazione, per l' impetrazione, per la morte di Gesù, abbi, o Padre Santo, pietà di me.
Ch'io mi senta ripetere la divina promessa: «Hodie mecum eris in Paradiso». q.'12 : agosto, s.g.
34 - Quanto più penetrerai...
Gesù mi fa intendere che se l'anima reggesse, in tutti questi giorni, nella sola contemplazione di così augusto Mistero, senz'altro sforzo di volontà per la ricerca di altri mezzi di santificazione, ne uscirebbe trasformata in Lui, così penetrata della sua Santità, così imbevuta della vita del Cielo da non desiderare altro bene, altra cognizione, altro amore.
Questa elevazione fino alla Mente di Dio, donde fino ab aeterno è venerato il suo Verbo, deve essere un privilegio altissimo. Ne rilevo la sua indicibile sublimità dalla forza con cui mi attrae, dalla dimenticanza assoluta della vita naturale operata in me, dal bisogno assoluto di immolarmi totalmente agli impulsi della grazia, operante in me, sia pure per brevi istanti, come operò continuamente nell'anima del Verbo Umanato. O eccelse, ineffabili, inconcepibili operazioni di Dio!
O Dio Eterno, che ti sveli per eccesso di misericordia, per la veemenza del tuo amore infinito, abbi pietà di me! Dammi le ali dell'umiltà e della semplicità onde ti segua negli abissi del Mistero, e dammi la vita del Mistero perché discenda sempre più nell'umiltà e nella semplicità: condizioni essenziali per salire fino a te, per rimanere nella cognizione di me stessa, per mantenere la grazia e raggiungere la gloria.
- Quanto più penetrerai nei Misteri della Passione, tanto più ti eleverai in quelli della Divinità; quanto più intensificherai la tua fede, tanto più attingerai il Sangue della Redenzione; quanto più avrai dato di amore, tanto più intimamente ti sentirai unita allo spirito di Dio. - q. 12 : Ss. Esercizi
35 - Dopo la colpa, la via del Sangue
Né la mente, né il cuore, né le labbra sanno formulare l'espressione corrispondente alla sublimità delle operazioni di Dio. Da tre giorni l'anima è insistentemente attratta alla contemplazione del Verbo generato nel seno del Padre. E una elevazione ineffabile a cui non può trasportare che la grazia, non potendo da noi, non solo penetrare, ma neppure avvicinarci ai Misteri di Dio [...]
Contemplando la generazione eterna del Verbo nel seno del Padre, si rende omaggio al Padre e allo Spirito Santo: si onora il Mistero dell'Unità e della Trinità di Dio, dai quali si espandono, come torrenti di luce, gli infiniti Misteri della Potenza, della Misericordia, della Grazia, dell'Amore per noi; i Misteri eccelsi, inconcepibili, intrinseci della sua Gloria [...].
Dalla contemplazione del Verbo nel Cuore di Dio, la grazia mi porta a contemplare il Cuore di Dio nel Verbo Incarnato. Gesù mi porta a piè della sua Croce; la sua delizia è la sua passione, perché essa ripara alla nostra immensa cecità.
Accanto al suo Cuore, palpitante di misericordia, intendo che la via più sicura, più breve e più rapida per tornare al seno di Dio, dopo la colpa, è quella del Sangue. In esso, siamo rigenerati, e, per esso, possiamo risalire alla contemplazione della generazione del Verbo.
Comprendo ora che la elevazione nei Misteri è più fruttuosa di qualunque forma di preghiera, di qualunque altro slancio dell'anima. Voglio adorarti, Signore, come i Santi, come gli Angeli, come la Vergine! q. 12
36 - L'anima rinchiusa nella ferita del Costato
Gesù mi fa contemplare la mia anima rinchiusa nella ferita del Costato, immersa nel Sangue, mentre il corpo è fuori, a piè dell'altare, coperto di piaghe, di ferite, di deformità.
- Ecco, fgliuola, la tua anima è in me; quante volte l'hai immersa nel Sangue con fede, con umiltà, con ardore, altrettante essa è stata lavata, purificata, guarita in proporzione della confidenza e dell'abbandono.
Io sono la Misericordia infinita, manifestata agli uomini nella pienezza del mio Amore: chi si avvicina alla Croce, chi adora e beve il Sangue della Redenzione, ha la pienezza della giustizia. Non temere, mi svelo ai piccoli, agli umili, cerco cuori che mi accolgano, che entrino amorosamente nel mio per non uscir mai più; ad essi manifesto le mie tenerezze esuberanti, se l'anima è esuberante di fede; inebrianti, se l'anima crede oltre la rivelazione e la manifestazione; trasformanti nella mia stessa vita, se l'anima asseconda lo spirito della grazia, lo spirito dell'amore. Il tuo corpo è piagato: è la condizione della natura umana in lotta lungo la vita, anche se l'anima è ricoverata nel mio Cuore Divino. Guarisci dunque le piaghe, ritempra la natura, trasforma i sensi con il Sangue che attingi dal petto del tuo Signore. -
q. 12 : s. d.
37 - Ti unirò al Padre e allo Spirito con la forza del Sangue
Oh, l'incontro con Gesù! Egli gradisce talmente di ritrovare la sua piccola anima nella materia nella quale si opera la misteriosa Transustanziazione, che, avvolgendomi di luce, di sangue e di amore, mi dice:
- Come in questo mistero tu adori la mia unione alla croce, rappresentata da questa sostanza, così io ti ricambio unendoti realmente a Dio, al Mistero della sua Unità. E come il tuo cuore contempla, piangendo e adorando i chiodi spietati che mi hanno straziato le membra, e raccogli con pietà, con desiderio, per riparazione e per impetrazione il Sangue che ne esce, così il mio Cuore, confortato e sollevato, ti unisce prodigiosamente, con vincoli occulti, inconcepibili al Mistero della Trinità. Quante volte tu ripeterai questa unione al mio Mistero, altrettante sarai partecipe dei meriti della mia Passione e altrettante io ti unirò al Padre ed allo Spirito Santo con la forza del mio Sangue. Insegna a tutti questo mio desiderio di manifestare il prezzo, i tesori, i prodigi del mio Sangue. - q. 12
38 - Lo Spirito Santo è l'Amore trasformato in grazia
Gesù mi unisce allo Spirito Santo con l'unione della luce e del Sangue.
Essi solo possono produrre e cementare l'amore.
L'unione allo Spirito Santo, impulso, guida e sostegno dell'anima nelle operazioni divine, è il segreto per raggiungere la perfetta unione con Dio.
L'anima deve invocarlo ad ogni istante, ascoltarlo, seguirlo; deve abbandonarsi alle sue misteriose manifestazioni, all'aura dolce e soave con cui accarezza e sprona lo spirito nella pietà, al soffio possente con cui lo scuote, lo intimorisce, lo spinge al sacrificio.
Lo Spirito Santo è l'Amore di Dio, trasformato in luce, in aura, in voce, in forza, in soavità ed in grazia. Beata l'anima che lo accoglie sotto qualunque forma si presenti, operi ed attragga! q. 12 : s. d.
39 - O Passione della Sacra Umanità
Vedo Gesù sulla Croce con le mille piaghe sanguinanti, avvolto dalla gloria della Divinità, dal Verbo Divino, unito ipostaticamente a quelle membra, gementi sotto lo strettoio del dolore. O calvario, o altare, o mistica montagna, ardente per gli olocausti divini!
O Passione della Sacra Umanità di Cristo, ispirata dalla Potenza, sostenuta dalla Sapienza, avvalorata dall'Amore di Dio! - Raccogli il Sangue che esce da ogni piaga e riportalo nel Cuore: non perché io abbia sollievo, ma perché possa prodigarlo nuovamente, continuamente alle anime. - q. 12
40 - Ch'io non veda che la Croce insanguinata
O misericordia del mio Dio! O carità di Gesù! O misteri di grazia! O tesori dell'anima attinti con la confidenza e con l'amore!
Tutto questo è il dono magnifico del Sangue del mio Gesù, di Cristo Crocifisso.
«Sanguis Christi inebria me».
O Sangue di Cristo, sorgente prodigiosa dei divini tesori, da cui fluiscono come raggi luminosi le eterne verità, la forza che produce l'amore e la grazia che si chiama ascensione, o Sangue del mio Cristo, «inebria me et omnia».
lo ti adoro fluente dal petto adorato di Gesù, da tutte le sue membra straziate. Ti raccolgo nei calici della adorazione, della riparazione, della impetrazione e dell'amore e Ti offro alla augustissima Trinità come pegno della mia salvezza, come prezzo della mia santità, come caparra della mia beatitudine.
O Sangue di Cristo, io mi unisco a Te per ritemprare la mia vita e intendere quella del mio Gesù, per sentire in me gli strazi della sua Passione e per compiere quanto mi manca nella conquista della perfezione e dell'amore.
O Sangue di Cristo, io intendo di invocarTi ad ogni istante, ad ogni respiro, ad ogni palpito del cuore e di riceverTi insieme al Corpo, all'Anima, alla Divinità del mio Gesù; intendo di raccoglierTi sugli altari del Tempio e in quelli delle anime per adorarTi perpetuamente per me e per tutte le creature e per vivere la perfetta vita di Gesù.
«Sanguis Christi, age pro me!».
Con questa invocazione chiedo a te l'ispirazione, lo slancio della vita soprannaturale, la sanzione delle comunicazioni con Dio, l'aiuto, la forza, la grazia per la corrispondenza, per la santa perseveranza, per l'accrescimento nel bene, nella virtù, nel sacrificio della pietà e dell'amore.
«Sanguis Christi, age pro me!».
O Sangue di Cristo, chiedo, desidero, e supplico che tu mi unisca a Gesù, così strettamente alla sua vita di dolori, così intensamente al martirio della Croce, così realmente alla sua immolazione nel Tabernacolo, ch'io senta straziarmi il cuore, le membra, la vita; ch'io non desideri se non pene e dolori, che io non pensi che al Mistero della Passione e non veda che la Croce insanguinata.
O Croce squallida e triste, che ti sei presentata alla mia anima il primo giorno dei Santi Esercizi, forse per scuotere il mio torpore, fissare la mia compassione ed avvincere il mio cuore, ti comprendo ora in cui il soffio dello Spirito divino mi porta a te con palpiti inenarrabili. Ti comprendo, o vita di unione con Cristo Crocifisso; ti comprendo, o voto di unione, che mi stringi a Lui ineffabilmente.
L'obbedienza verrà a sanzionarti.
lo ti depongo con la vita, povero, piccolo voto, a' piedi del mio adorato Maestro, ripetendo con tutto lo slancio dell'anima: «Sanguis Christi, age pro me!».
Il mio povero cuore è trapassato come da una freccia acuminata, scosso, palpitante per una forza occulta.
Sei Tu, mio Signore, che lo pervadi, che lo trafiggi, che lo commuovi così?
O è illusione della mia povera mente?
O forse è inganno del demonio per rapirmi il timore della tua Maestà e la paura della mia abiezione?
O mio Dio, che adoro nell'alto dei cieli; o mio Gesù, o Cristo, mio Redentore, o Spirito Santo, che invoco ed a cui consegno la mia povera anima, o Trinità Augusta, abbi pietà di me!
Se questo affanno che mi opprime è il peso formidabile della tua gloria, se il palpito violento che mi porta fuori di me stessa è l'effetto della tua attrazione; se la vita è sconcertata, annientata, scossa perché sia poi orientata alle influenze della tua grazia, abbi pietà di me!
Io non cerco che Te, mio Dio, e sono pronta a morire per Te! Fammi dunque morire così, di amore, per amore, sulla croce del mio Gesù.
Gesù stacca dalla sua Croce le braccia divine, le avvolge intorno alla poverissima anima e le fa gustare le gioie più alte dell'unione divina.
- Ho simboleggiato l'unione con i miei santi avvincendoli a me con anelli e catene preziose; il tuo anello è formato dalle stesse mie braccia che ti portano e ti stringono al mio Cuore. - Perché, o Signore, tanta degnazione?
- Perché ti ho veduto pronta al sacrificio. Ricordati che il godimento spirituale nutre l'anima tua, ma il sacrificio di questo godimento, compiuto per obbedienza e per dovere, nutre l'anima mia.
Tu temi ed hai ragione. Il pulviscolo portato sulla cima più alta è più facilmente soggetto alla furia dei venti e può discendere più in basso del luogo da cui fu elevato, ma se è strettamente unito alla montagna della umiltà, non temere, continuerà a contemplare il sole, a rivestirsi di luce, di un manto immacolato che perpetuerà la sua unione e la sua fecondità. -
O labbra del mio Dio aperte per me! O braccia tese verso la mia povertà!
O Cuore Santissimo, schiuso a ricevere la mia vita! q. 12: 22 agosto
41 - Attingi dal cuore il Sangue
- L'acqua spegne le fiamme, ma l'acqua della grazia le aumenta, le rende gigantesche, inestinguibili.
Attingi quest'acqua divina dal Costato che ti accoglie e attingi ancora dal Cuore che ti rinchiude, il Sangue della rigenerazione, atto a portarti fino al Cuore di Dio.
Così unita al mio olocausto, in tutti gli istanti, ci sarà la tua piccola consumazione. - q. 12 : 23 agosto
42 - Tu sei la vita di Dio trasfusa in noi
O Sangue di Cristo, Tu sei la più superba creazione di Dio! Tu hai in te stesso le arcane meraviglie dei cieli, le forze occulte della terra, tutti i bagliori della luce e tutta la potenza del fuoco... Tu sei per le anime ciò che è il sole, l'acqua, l'aria per la vita del corpo. Tu sei la partecipazione diretta della grazia, della soprannaturalità, dell'amore di Dio.
Tu sei la vita stessa di Dio trasfusa in noi, sei la sorgente di ogni bene, il bene stesso manifestato alla mente, al cuore e allo spirito.
Ah! non c'è altra ricchezza al mondo, altra scienza, altra felicità. Noi possiamo attingere da te la pace, la verità, la soavità; possiamo vedere ciò che non è concesso che in Cielo perché, abbeverandoci alla sorgente del Cuore di Cristo, possiamo contemplare la carità sovrana del Padre celeste, intento a darci, con il Sangue del Figlio, la virtù dello Spirito Santo [...].
Ma ció che più è ammirabile, è l'impulso che dà alle virtù interne, alla vita soprannaturale. Quale gradazione infinita tra la semplice fede e lo spirito, la vita, l'unione (per la fede) nei Misteri!
Ciò è frutto del Sangue Divino.
A conferma Gesù m'invita a immergere le mie virtù teologali nelle sue piaghe adorabili.
Nel Sangue del Capo divino immergo la fede: nel Sangue degli occhi; la speranza; nel Sangue della bocca, la carità. Quali insegnamenti da questi contatti intimi, soprannaturali. Quale aumento, quale forza, quale vita per le virtù!
Nel Sangue che sgorga dalle mani e dai piedi devo ritemprare le mie virtù cardinali: larve di virtù per il mio poco lavoro intorno ad esse, ma promettenti largo aiuto nella via dei Misteri se le alimenterò col Sangue del Redentore.
Nel Costato immergo le virtù morali. Così la vita dell'intelletto, della volontà, tutta la vita del cuore si rinnova e si ricrea. q. 1 : 1 agosto.
43 - La dimora della SS. Trinità
La dimora della SS. Trinità nell'anima!
Con quali parole dirò questo Mistero così profondo, così sensibile, così sublime che forma la base della nostra santificazione, della nostra vita spirituale, il principio e la corona della nostra vita di Cielo?
Quando la grazia, discendendo nell'anima per pura misericordia del Signore, trova la volontà disposta a secondarla, incomincia una mistica relazione tra il Creatore e la creatura e quanto più questa ritira la propria libertà e la dona e la consuma seguendo le operazioni della grazia, tanto più si rende docile al lavoro di Dio. Ma come dirò questo lavoro?
La grazia prepara il posto nel cuore, Gesù vi discende e dilata la profondità dello spirito. Con l'oro fuso della sua parola prepara il Tabernacolo e in esso ripone il suo Sangue, i suoi Misteri, il suo amore. E come altra volta il Padre e lo Spirito Santo discendevano sensibilmente sopra Gesù, compiacendosi dell'opera della sua Redenzione, così discendono nuovamente nell'anima sposata a Gesù, divenuta la montagna della sua immolazione, la croce su cui si distende, il cuore su cui versa le ultime stille della sua Passione.
O inenarrabili, arcane meraviglie dello sposalizio dell'anima con Dio!
O ineffabile dimora della SS. Trinità nell'anima congiunta con Cristo!
L'anima trabocca, l'anima vien meno e lo spirito esultante, inebriato, rapito esclama: 0 quam suavis est Dominus!
O patimenti, o martirio, o sofferenze tutte della terra, venite a sostenere l'anima che langue per troppo amore!
Sarò io illusa da queste ebbrezze di amore?
O peccati, o ingratitudini, o infedeltà, o indegnità, o debolezze, o miserie della mia povera anima, uscite a umiliarmi!
O Croce, o Sangue, o Passione di Cristo, o patimenti, o virtù, o meriti del suo Cuore, salvatemi! q. 1 : 5 settembre
1923
44 - Le magnificenze di Dio distribuite nelle anime
Ogni anima riceve da Cristo quanto vuole, rispecchia Cristo come vuole e si rispecchia in Lui in proporzione della vita che attinge dal suo Cuore.
O verità ineffabili, o misteri di carità, di potenza, di sapienza e di grazia!
O magnificenze di Dio effuse nella mente, nel cuore, nell'anima di Cristo!
O luce che riveli così eccelse meraviglie!
O grazia che sostieni nella soavissima contemplazione! O vita soprannaturale, scaturiente dall'unione con Cristo!
Chi corrobora lo spirito con queste elevazioni supreme? Il Sangue del mio Gesù! Esso stilla dal suo Capo adorabile, quasi a corona della verità che rifulge nella sua mente; esso sgorga a fiotti dal Cuore, gareggiando con le fiamme di amore; esso è la veste regale della sua anima, anelante a tutti i martiri della Passione per la gloria del Padre e per la salvezza del mondo.
Così le magnificenze di Dio, raccolte da Cristo con tutta la potenza della Divinità, sono distribuite alle anime con tutta la virtù della sacra Umanità.
Gesù ha versato il suo Sangue per la giustizia, per la verità, per la santità, e per mezzo del Sangue, noi raggiungiamo la santità, la verità, la giustizia di Dio stesso. q. 13 :febbraio, s.g.
45 - La Croce mi ha segnato di Sangue
Mi sono lavata nel Sangue di Cristo avvicinandomi al Sacramento, e, nello stesso Sangue ho trovato i doni da offrire allo Sposo: il dolore e l'amore. Egli ha pianto i miei peccati ed ha prediletto l'anima mia: quella predilezione e quel pianto, ritrovati nel suo Sangue, sono il dono più gradito al suo Cuore amoroso.
Con la sua luce divina, Gesù mi fa osservare le diverse strade della sua provvidenza che mi hanno condotto alla conoscenza de' suoi tesori.
Ho percorso la strada dello studio, della espansione, della dedizione di me stessa per la gioventù, la strada del sacrificio, della fatica e delle privazioni: tutte buone strade, ma sempre basse. Quella che mi ha portato in alto, è quella del patimento.
Il patimento mi ha introdotto nella strada del Calvario; il Calvario mi ha stretto alla Croce; la Croce mi ha bagnato di Sangue; il Sangue mi ha introdotto nel Cuore di Gesù ed ora il Cuore di Gesù mi dona e ridona, a dismisura, il Sangue della grazia, della misericordia, della predilezione.
Ed è questo Sangue che ripete in me le brame di Cristo: «Exurio et sitio!».
Io non saprei aver fame e sete di Lui se la sua grazia non svelasse le sue meraviglie, se non mi partecipasse le conoscenze soprannaturali, se non mi avvicinasse continuamente alla luce di Dio riflessa sul Volto di Cristo ed al Cuore di Gesù dove si riflette l'amore di Dio. q. 13: 12 marzo
46 - Le tue mani devono essere il canale del Sangue
Adoro il mio Dio che opera in me e ascolto la sua voce che parla un mistico linguaggio.
- Il tuo cuore è fra le mie mani a contatto delle piaghe; attingendo da esse il Sangue della vita, potrà dilatarsi per ricevere tutte le santificazioni, per versarle poi nelle stesse piaghe con l'amore più puro, più forte e generoso.
Il mio Cuore è fra le tue mani e le tue mani sono misticamente forate. Esse devono essere il canale del Sangue, devono distribuirlo a tutti continuamente.
Ma queste tue mani devono essere pure, la purezza sarà il frutto del Sangue, il dono dell'amore. - q. 13 : 12 marzo
47 - L'anima è la croce di Gesù
L'anima è la croce di Gesù, è la sua croce di amore nella quale non solo si appoggia, ma penetra, ma vive con l'effusione del suo Sangue, e mentre la dura croce di legno era insensibile ai Misteri della Passione, questa nuova croce soffusa di grazia, accoglie tutti i gemiti e gli slanci dell'immolazione di Cristo per offrirli al Padre accompagnati dal Verbo di amore del Sacramento.
Il Sacrificio di Gesù per il Sacramento, il Sacramento per il Sacrificio!
O misteri palpitanti dell'amore di Dio!
Con quali chiodi si unisce Gesù alla piccola anima! Ah! nei misteri dell'unione non vi sono né chiodi, né catene, né strumenti di supplizio.
Qui tutto è carità. Carità che discende, che si umilia, che avvince per trasformare, per elevare, per sostenere.
I chiodi, i vincoli, i legami sono tutti di amore, perché Gesù si slancia verso l'anima con l'amplesso della misericordia e l'unione è prodotta dalla corrispondenza della volontà.
Basta che l'anima aderisca alle piaghe, le adori, le baci e ne succhi il Sangue divino; basta che intenda il patire, lo apprezzi, lo adori in Gesù, lo voglia e lo chieda per sé.
Il patimento è la porta che schiude l'anima a tutte le effusioni della grazia ed è il cemento che unisce alle piaghe di Cristo. Esso distrugge la vita umana mentre il Sangue infonde la vita divina, confermando l'anima nella fede e nella grazia.
Così, nell'amplesso della misericordia, manifestata nell'immensa carità di Cristo, l'anima, messa a contatto delle mani, dei piedi, del petto adorabile di Gesù, sfiorando le sue labbra insanguinate, sente ripetere il grido amoroso, doloroso, ineffabile: «Sitio! Sitio!».
E comprende che Gesù non ha soltanto sete di ricevere, ma ha sete di profondere i suoi Tesori, brama di dare il suo Sangue. Ma chi apre il cuore, la mente, lo spirito per ricevere il grande dono di Gesù? q. 13 : 22 marzo
48 - La vita delle piaghe è il Sangue
La vita delle piaghe di Gesù è il Sangue divino. Creato dal Padre per un mistero di misericordia, composto dallo Spirito Santo per un mistero di amore, ci viene donato da Gesù per un mistero di grazia. Ah! non era necessario che Gesù aprisse sulla croce tutte le sue vene per darci e ridarci il suo amore. Lo aveva profuso nella Incarnazione, nella sua vita privata di silenzio, di lavoro e di sacrificio, nella sua vita apostolica di zelo e di bontà, nella sua vita intima di preghiera manifestata a Dio con gli atti perfetti di un culto supremo.
Ma l'amore di Dio, l'amore di Gesù è inesauribile e, per significare questa sovrabbondanza, il Salvatore aperse le sue piaghe perché il Sangue fluisse a dismisura.
Sì, mio Gesù, intendo questo prodigio di amore; lo adoro, e lo invoco per me e per tutti, con la fede più viva, con la speranza ardente, con la carità attinta dalla tua stessa carità.
Gesù rinnova in me le sue misericordie.
Non gli basta che io sia la sua croce: questa croce viva deve avere tutte le impronte del Sangue.
E con una tenerezza, con una bontà, con una degnazione inedita, s'appressa alla mia povera anima e vi pone i sette suggelli del suo amore.
Come dirò, o meglio, come custodirò nel cuore queste meraviglie?
Gesù purifica col Sangue del suo Capo divino la mia mente e, in virtù di quel Sangue, aperta alle visioni del Mistero, essa è fatta degna della contemplazione di Dio.
La destra di Gesù stringe ora la mia povera mano e l'unione, trasmettendo il Sangue della piaga, trasmette la santificazione alle mie povere azioni, avvalora le mie meschinissime opere, i doveri dell'obbedienza e del sacrificio.
Ora è la mano sinistra che tocca la mia mano meschina e, al suo tocco divino, per i meriti del Sangue di cui si riveste, vengono pure rivestiti di meriti i santi desideri di bene, le intenzioni molteplici, gli ideali di apostolato non compiuto, gli slanci della pietà non effettuati.
Chi può dire l'ebbrezza, la ricchezza, la trasformazione dell'anima per questi contatti di grazia, di Sangue, di vita soprannaturale?
Anche i santissimi piedi di Gesù portano le loro stigmate sui miei poveri piedi e il Sangue, fluente dalle trafitture, impreziosisce, sollecita e guida i miei passi nella via della santità, li rende alacri nelle vie del Signore, li tiene sospesi in quelle del Mistero.
Sembra ora che tutta la mia vita sia trasformata in Cristo per virtù del suo Sangue adorabile...
O carità di Cristo impressa sulle mie povere membra, nel cuore e nell'anima a carattere di Sangue!
L'impronta di Cristo in me è il suggello della Redenzione. - Questa impressione, dice Gesù, allontana da te ogni tentazione, raddoppia in te la grazia e ti prepara alla gloria.
La sentirai rinnovata in te ogni volta che contemplerai la mia croce, che parteciperai al Sacrificio e mi riceverai nel Sacramen-
to dell'amore.
Queste impressioni, queste operazioni di misericordia si rinnoveranno con tanta vivezza, effusione di grazia ed intensità di unione quanto più l'anima tua vivrà di fede e di abbandono ai piedi della croce.
La Vergine Santa, S. Giovanni, la Maddalena, furono i primi ad avere le impressioni del Sangue, così come le ho vivificate in te. Angosciati sotto la croce, furono poi i più beati nella vita, tanto è la magnificenza della grazia che proviene dalla mia Passione. Ebbero sempre negli occhi e nel cuore la visione della Croce, ma ebbero, con essa, tutti i godimenti della Redenzione...
0 Signore Gesù, io intendo accogliere in me le impressioni del tuo Sangue divino tante volte quanti sono i tuoi Sacrifici sull'Altare, le tue immolazioni nelle anime, le tue offerte all'Eterno Padre e intendo di offrirle con Te, non solo durante la vita terrena, ma oltre la vita, fino alla fine dei secoli, pur vivendo beata in Te.
O adorabili piaghe della vita del mio Gesù! O vita mistica del Sangue prezioso!
Aumento in me queste virtù con l'esercizio, con il desiderio, con la preghiera. q. 13 : 23 marzo
49 - La vita di Gesù deve trasfondersi in me
Per essere tinti di Sangue, basta aderire alle piaghe; ma per ricevere la vita di Cristo, occorre contemplarlo.
E la contemplazione intima è un dono del suo Cuore divino. Contemplando le divine perfezioni di Gesù, la luce di Cristo si riflette nell'anima e la riflessione profonda, costante e vitale, finisce col formare nello specchio dello spirito, non una immagine, virtuale, ma una fiamma viva, reale, divoratrice. q. 13: 24 marzo
50 - Immergermi sette volte nel Sangue
Gesù m'invita ad immergere sette volte il mio spirito nel suo Sangue prezioso, per avere la virtù e la grazia dei sette Sacramenti.
L'anima religiosa, appunto perché scelta da Cristo, ha i doni speciali della sua tenerezza, che la dispongono a una specie di Sacerdozio; e unita a Lui con i vincoli indissolubili dei santi voti, contrae un'unione intima profonda, efficace che l'avvince sempre più alla vita soprannaturale ed ai Misteri.
Ribattezzata e riconsacrata così dai Sacramenti del dolore e dell'amore, l'anima può prepararsi a ricevere nuovi carismi. Gesù rinnova l'invito; devo immergermi ancora per sette volte nel Sangue del suo Cuore per avvivare i sette doni dello Spirito Santo.
Per questi doni eccelsi, l'anima è elevata ancor più nelle vie di Dio, ed è dagli stessi immersa nel Sangue divino, per acquistare, mercé una grazia più abbondante, l'intuito dei doni del Padre. q. 13 : 24 marzo
51 - Non mi partirei mai più dalla tua Croce
Oggi la fontana dalle limpide acque vivificatrici si è inaridita, e invano l'anima assetata bussa alla porta del Tabernacolo. Il Sacramento dell'amore si è rifugiato in quello del dolore, e invece di luce, di soavità e di dolcezza, il fianco della sacra montagna non dà che tenebre, pianto e sangue.
Immergiamoci in esso, ritroveremo la vita, la letizia, l'amore. O Comunione di Sangue, gustata a' piè della Croce, mediante la fede nel Mistero, mediante la compunzione per i peccati, mediante il desiderio dell'unione con Cristo, agonizzante, morente, immolato nell'amore e nel dolore. Il Sangue scende a dismisura, e più l'anima riceve e più s'inebria e più lo desidera, lo invoca, lo gusta, ne sente il prezzo infinito, la prima sorgente da cui fu scaturito e la caverna meravigliosa dove s'impreziosì per la forza dell'amore sovrumano. Oh! se per ogni goccia potessi darti, o Signore Gesù, un'anima santificata da' tuoi patimenti, attratta dal tuo amore, unita al tuo dolore!
Se potessi comprendere ciò che ti costa questa redenzione di Sangue, ciò che richiedi perchè sia corrisposta, ciò che vale dinanzi all'Eterno!
Inginocchiata a' piè della Croce, col cuore aperto sotto i piedi adorabili di Gesù e le braccia stese nell'accoglimento del Sangue delle mani; unita intimamente a Gesù per i meriti della sua stessa Passione, sento la grandezza, l'austerità dell'ora suprema, dell'ora di Dio in cui si stringono in possente amplesso la Giustizia e la Misericordia, donando all'umanità il bacio del perdono col prezzo del Sangue. E attratta dalla carità di Cristo, nella sua anima di Sacerdote e di Vittima, partecipo alla sublimità della sua immolazione, alla profondità del suo annientamento.
Più la vita umana va spegnendosi, e più sale la sua vita di amore; più gli manca il Sangue e più si raddoppia il suo ardore; più crescono i tormenti della crocifissione e le agonie della morte, e più si slancia verso la vita del Padre con le fiamme della carità.
Non mi partirei mai più dalla tua Croce, o Cristo Gesù. Qui trovo la vita, il perdono, la grazia, l'amore.
Qui attingo la dottrina, la forza, la verità, la santità, la perfezione. Qui mi disseto nel Sangue, mi rinchiudo nelle piaghe, vivo nella tua stessa oblazione.
O Misteri della Croce! O eccellenza del Sacerdozio di Cristo! O grandezza del suo olocausto!
Sotto la tua Croce, o Gesù, imparo a tacere, a patire, ad amare, a morire. Qui leggo i tremendi diritti della Giustizia e le espansioni infinite della Misericordia.
Qui le tue parole sono Misteri, il tuo silenzio ha un'eloquenza ineffabile, e il tuo martirio ha tutto lo splendore della pace radiosa. O mio Gesù, credo che il tuo Sangue, invocato, scenda a purificare, a illuminare, a santificare; credo che esso è potente come il tuo amore, impetrativo come la tua preghiera. O Sangue del mio Dio, scendi nell'anima mia e riempila della vita di Gesù, perché, morta a me stessa incominci a vivere della stessa vita di Dio.
O Sacramento della grazia, dell'amore e della misericordia, ideato, sgorgato, composto dal dolore! q. 13 : marzo, venerdì santo.
52 - O mio Gesù Crocifisso
O mio Gesù Crocifisso, Ti adoro nella tua Divinità, nella tua Sacra Umanità; Ti adoro come Figlio Unigenito di Dio, Eterno, Potente, Santo come Lui. Ti adoro Incarnato per la salvezza del genere umano, crocifisso nell'amore, per amore.
Ti adoro nella gloria che dai al Padre con la tua oblazione cruenta: Ti adoro nei Misteri che avvolgono la tua morte, dopo aver suggellato con meriti infiniti i patimenti della mente, del cuore e dello spirito. Ti adoro nella pienezza della tua vita divina e nella immolazione della tua vita umana.
Tutta la Rivelazione e tutta la Redenzione è nella perfezione della tua Sapienza, nella infinità del tuo amore.
O mio Gesù Crocifisso! Ti adoro con la stessa tua Divinità onnipotente, con la stessa tua Umanità immolata.
Ti adoro avvolto dalla veste purpurea del tuo Sangue prezioso, mentre esprimi i tuoi strazi immensi e il tuo amore possente. Ti adoro nella oppressione de' tuoi affanni e nella sublimità del tuo spirito, mentre sali al Padre con i meriti del riscatto per tutto il genere umano.
Ti adoro negli ultimi istanti della tua vita mortale, accompagnando il tuo spirito nella gloria del Padre e il tuo sacro Corpo nella umiliazione del sepolcro.
Chiudo nella tua tomba la povera anima mia con tutte le sue forze, con la volontà, con la libertà, con le sofferenze, con tutta la sua vita. La tua tomba è il solco divino donde germogliano tutte le vite umane, dove si fecondano nella grazia per rendersi degne della vita di gloria. In quel silenzio, in quel nascondimento, a contatto delle piaghe aperte del tuo Cuore squarciato raccolgo l'anima mia perché impari a tacere, a soffrire, ad amare, perché attinga dal tuo Sangue la purezza, il perdono, la grazia, la vita soprannaturale, la vita immortale. q. 13 : marzo, s.g.
53 - O Sacramento di Sangue
Dopo aver contemplato Gesù Crocifisso, le sue piaghe adorabili, il Sangue fluente a goccia a goccia, come si è composto a goccia a goccia; dopo aver pianto a' piè di quello strazio e di quello spargimento; dopo aver invocato sulle membra, sul cuore e sullo spirito il lavacro della rigenerazione, oh! come è dolce e inebriante poter presentarsi al Tabernacolo e dire a Gesù: Vieni fra queste braccia più amorose di quelle della croce, in questo cuore che si apre per darti tutta la sua vita, in quest'anima che si prostra per ricevere tutto il tuo Sangue.
O Sacramento di Sangue! O Sangue del mio Dio!
O Sacramento perenne della riconciliazione, della misericordia e dell'amore!
Con quali parole ti adorerò, con quali palpiti Ti posso glorificare, quali forze posso disporre in me per accoglierti nella tua pienezza? O Sacramento divino, pegno di un amore eterno, sostanza dell'Uomo-Dio, miracolo della Divinità, io invoco la tua stessa virtù per desiderarti, per riceverti, per ringraziarti.
Ah! io non conosco i grandi misteri che ti legano alla nostra povertà, so e sento che Tu cerchi cuori semplici, umili, puri; so e sento che Tu vuoi prodigare a dismisura i tesori della tua carità; so e sento che la mia povera vita, accanto alla tua EucaristicaDivina, attinge conoscenze soprannaturali, penetra nei Misteri del tuo dolore e del tuo Amore per salire in quelli della tua gloria e del tuo Amore sempiterno. q. 13: marzo, s.g.
54 - Il fiume regale è il Sangue di Cristo
Questo è l'inizio della Santità, con Gesù, il cammino è in Cristo, in Lui, nella sua Passione. Dopo aver incanalato il fiume torbido della mia vita nelle acque trasparenti, luminose, vivificatrici del fiume regale, bisogna attingere da esse il movimento, la fecondità e la vita. Il fiume regale è il Sangue di Cristo, ed esso ha in sé tutta la storia della Passione, tutta la vita, tutta l'essenza della Redenzione.
Ed è in questa essenza di Cristo, in questa sua vita divina, che l'anima deve perdersi per trovarsi; unirsi sempre piú per comprendere sempre meglio la vita del Mistero: il Mistero del Calvario, il Mistero del Tabernacolo, il Mistero delle anime. Non c'è vita più sicura, né mezzo più efficace per la santità, né manifestazione più profonda nelle verità, se non nel Sangue di Cristo.
Chi avvicina le labbra a questa mistica sorgente, non le distacca mai più, per la divina ebbrezza che ne gusta.
Chi arriva a lasciarsi trasportare dalla corrente impetuosa, sente il profondo linguaggio della misericordia divina. Chi affina l'amore in quel gusto e in quel movimento, diventa il nuovo sangue del Cuore di Cristo.
Egli mi dice: - Nel mio Sangue ti do il talento più prezioso: esso vale ben più del dono del miracolo e della profezia. - Nel miracolo c'è il dominio sulla natura, c'è la sospensione di qualche legge e c'è l'impero sulla morte. La predizione non è che la conoscenza anticipata di un fatto, la rivelazione solenne di avvenimenti futuri.
Ma nel Sangue c'è ben di più.
In esso è l'impero sulle anime, è la vita perenne, immortale, vita soprannaturale, divina: è la potenza di conciliare l'uomo con Dio, di unire l'uomo a Dio, di trasformare quasi l'uomo in Dio.
Nel Sangue è la rivelazione dei grandi Misteri, è la glorificazione delle profezie, è la Potenza di Dio nella sua Gloria eterna, è la Sapienza di Dio negli splendori del suo Verbo, è l'Amore di Dio nella sua vita eterna.
Questo talento regale ne frutta infiniti. Esso solo è un cumulo di doni.
La concezione del Sangue, la comprensione del Sangue, la partecipazione al Sangue, la vita nel Sangue di Gesù.
Misteri che racchiudono la più alta Sapienza celeste e che elevano l'anima alle conoscenze soprannaturali.
- Ricorda però che, immersa in questa vita, tu devi portare il mio Sangue a piene mani nelle anime Sacerdotali, nelle anime religiose, nelle anime vergini, in tutte le anime empie.
Ricorda che il Sangue è scorrevole e potente: se non trasporta, seppellisce.
Ricorda che, per esso, hai in mano il Cielo, la grazia, la beatitudine, il tuo Dio, le anime, la loro salvezza.
Ricorda che l'intelligenza del Sangue porta alla intelligenza di Dio, che la vita del Sangue porta alla vita di Dio, che l'amore, prodotto dalla fusione del mio Sangue col tuo, stabilisce in te l'amore di Dio. Nel Sangue è la mia vita umana, dall'Incarnazione alla Risurrezione, con tutto il suo sviluppo, ne' suoi rapporti con il Mistero.
Quanto più riceverai il mio Sangue, tanto più si estenderà in te la mia vita... La virtù del mio Sangue eleva l'anima spogliandola di tutto e di se stessa: la avvicina a Dio per i meriti ed i frutti della Passione; la tiene sospesa, avvinta, immersa in Dio per la potenza della Risurrezione.
Nella Passione il Sangue è prodigato per l'uomo: nella Risurrezione è raccolto per Iddio: così, mentre l'uomo lo raccoglie a' piè dell'altare e del Calvario, io lo effondo dinanzi al Padre, e l'amplesso del Sangue del patimento e di quello dell'amore attira sull'anima il sorriso e la compiacenza, la grazia di Dio, che è poi la sua vita.
Beata l'anima che intende queste cose sublimi e le fa oggetto della sua vita intima. Il Sangue opera da sé, è vero, ma quando l'anima, conoscendone il linguaggio, vi corrisponde, allora si stabilisce, tra lei e il mio Cuore, la corrente perenne e ineffabile dell'amore eterno. - q. 13 : 27 aprile
55 - I doni dello Spirito sono i tesori del Sangue
Nel Cenacolo del Cuore di Gesù.
1 doni dello Spirito Santo sono i tesori del Sangue di Gesù comunicati all'anima.
La S. Comunione prepara l'anima alla conoscenza del Mistero e la Passione di Gesù rinnovellata per il Sacramento infonde nell'anima la vita soprannaturale di Cristo che è l'espansione dello Spirito Santo.
Gesù ha promesso lo Spirito Santo agli Apostoli ed alle anime, ma in quella promessa non c'è che la manifestazione della divina carità.
Da noi non sapremmo il valore della Redenzione di Cristo, il prezzo del suo Sangue e della sua immolazione, non intenderemmo la profondità della Comunione in quanto al suo scopo di unire tutta l'umanità al Padre, non conosceremmo le elevazioni nel Mistero e la forza dell'amore divino.
Ora si sono avvicinate le due sorgenti: quella della misericordia del mio Dio e quella della mia miseria. Sorgenti ambedue maestose; Dio non si arresta dal beneficare la mia povera anima, che attinge la sua attività dalla natura di Dio, ma resta sempre nella sua impotenza. q. 1 : 12 maggio
56 - Ora comprendo meglio
Ora intendo meglio il martirio della tua Crocifissione, posso dire di essere crocifissa da te, con te, per te e posso darti il sangue del dolore che esce dal cuore con patimento indicibile.
Ora comprendo meglio l'immenso dolore della tua SS. Madre nell'impossibilità di soccorrerti, di sollevare i tuoi dolori, di prestare refrigerio alle tue labbra e conforto al tuo Cuore.
Questo dolore ineffabile è la misura dell'amore che tu hai Tesso nel nostro spirito e della felicità da cui doveva essere resa Tesso la vita dell'innocenza.
Adoro, o Signore, l'opera della tua creazione nelle bellezze della sua perfezione, e accetto in ispirito di riparazione la conseguenza del peccato. Ma mi rifugio con pieno abbandono nel Mistero della tua Redenzione, chiedendo per i suoi meriti, per il tuo Sangue e per la tua morte, di poter risollevarci dalla nostra prova più puri, più forti, più generosi e santi.
Sia fatta, o Signore, la tua volontà nella nostra vita, nella nostra morte, nei nostri dolori e nei nostri sacrifici, ora e sempre sia fatto, o Signore, il tuo santo volere. q. 1 : 17 maggio
57 - L'anima che soffre in Lui...
O misteri di Dio nella santificazione delle anime! O bontà sovrumana nella disposizione delle nostre intime pene!
Gesù m'insegna che non si può salire ai Misteri della gloria se non per quelli della Croce; che più l'anima è unita per il patimento a Gesù, e meglio si dispone alla luce del prodigio della misericordia; che per salire occorre sprofondarsi così nell'affanno e nel dolore; che nessuna forza è più valida per la santità come quella del sacrificio; che finché l'anima contempla solo esternamente la Croce è avvolta dallo splendore del Mistero, ma quando è portata nelle piaghe, inabissata in quella del Costato, partecipe degli intimi patimenti della Redenzione, è resa simile alla Vittima Augusta e perciò fatta degna di ricevere i frutti preziosi della divina carità.
M'insegna che i doni dello Spirito Santo non sono che la rivelazione del suo Cuore, la disposizione per avvicinarmi a Lui, per conoscerlo e per amarlo, e se l'anima è già in Lui per l'immolazione, questi doni le sono partecipati con sovrabbondante misura.
Essi hanno per iscopo la glorificazione di Gesù nell'estensione del suo Regno, nella corrispondenza della sua carità, nell'unione alla sua vita di amore.
L'anima che soffre in Lui, che è avvinta per una grazia speciale alle piaghe intime del suo Cuore, non solo intuisce tutte queste verità, ma vive in esse una sublime vita soprannaturale.
Soffrendo con fede e con rassegnazione, contemplando i patimenti di Gesù e adorando la sua Volontà, l'anima purifica continuamente se stessa, ogni imperfezione è lavata nel Sangue prezioso, ogni sospiro, ogni lagrima, tutto è avvalorato dai meriti della Passione, e la purezza, la perfezione, la virtù acquistata con mezzi così efficaci e potenti la dispongono alla vita del Cielo che pregusta nella visione dell'intelletto, e nell'arcana soavità del cuore, nella perenne elevazione dello spirito che è il dono più sublime della carità del Signore. q. 1: 20 maggio
58 - Tutto diventa spirito...
- Quando l'anima ama, sfiora la Croce, le piaghe, il Costato, il mio Volto divino.
Quando soffre entra in ogni ferita, porta le membra a contatto del Sangue, porta se stessa a contatto del Cuore, della mia anima
divina ed io mi chino in un amplesso d'amore verso la creatura. Non è illusione, figliuola, sentirti stretta dalle mie braccia, resa soave dalle mie labbra, infiammata dal mio Cuore.
E il dono della mia grazia per il tuo abbandono alla mia volon
tà.
È così che tratto chi soffre. Tutto diventa spirito quando lo spirito si alimenta di Sangue. Le sofferenze della vita, il sacrificio, il pianto, la tribolazione, tutto è dal Sangue trasformato in fiamma e la fiamma si unisce così, è accolta così, si svolge così nel mio Cuore. Così, come tu, affranta dal dolore, ti senti inebriata d'amore. - q. 1 . 21 giugno
59 - Il Crocifisso avvince l'anima
La Croce di Gesù è la vita e la speranza di ogni anima cristiana.
Nella sua Passione è la nostra salvezza.
Il Sangue che sgorga dalle piaghe scende a rivestire le membra straziate e scende pure a ricoprire di un sacro manto tutta l'umanità quasi di una veste regale e magnifica. Per la creazione siamo figli di Dio, per la Redenzione siamo conquista di un Re.
Il Crocifisso avvince l'anima con il patimento, con la parola, con l'abbandono, con l'immolazione, ma più di tutto con il Sangue. Che è che mi inebria al solo pronunziare questa parola: «Il Sangue del mio Dio?»
O ch'io lo veda scorrere da ogni piaga, uscire dalla bocca divina di Gesù, scaturire a fiotti dal Costato, stillare da ogni fibra del Capo adorabile; ch'io lo riceva dalle mani, dai piedi, dagli occhi di Gesù; o che lo senta scorrere per le mie vene, fluire al cuore e rifluire come un'onda sempre più possente. Questo tesoro del mio Dio esercita su di me un'attrazione irresistibile; non vedo che Sangue, non invoco che Sangue, non vivo che di Sangue! q. 14 : s. quaresima
60 - A Gesù coronato di spine
O divino Capo di Gesù, coronato di spine, ti adoro profondamente, ispirando la mia adorazione a tutto l'amore del Cielo, a tutto il pentimento della terra, a tutte le manifestazioni di lode, di riconoscenza, di devozione, di compassione, uscite dal cuore dell'umanità.
Ti adoro, mio Gesù, come Re di dolore e di misericordia. Ogni spina è una significazione della nostra iniquità. L'uomo è giunto al culmine della sua ingratitudine straziando il tuo Capo con le spine dell'incredulità, dell'eresia, della superbia, ma Tu, mio Dio, sei giunto al culmine della misericordia.
Ah! se ti avessimo incoronato d'oro non avremmo il purissimo, il santissimo, il preziosissimo tuo Sangue.
Esso forma una corona ben più preziosa e fulgente dell'oro, e, mentre Ti risplende in capo mandando bagliori di Cielo, lascia cadere su noi, sulle nostre anime colpevoli, una mistica pioggia di gemme, con le quali offriamo al Padre il prezzo del perdono, mentre il Padre le intesse a corona di gloria sempiterna.
Deh!, o mio Gesù, per i patimenti, per le angosce, per le sofferenze che ti costarono quelle spine, abbi pietà di me e di tutti. Crocifiggi con esse la mia volontà, perché sia uniformata alla tua volontà, e trafiggi il cuore perché ti dia tutta la vita e tutto il dolore e tutto l'amore. q. 14
61 - Con la pienezza del Sangue
Si entra nella pienezza della luce di Dio con la pienezza della grazia. Ma la pienezza della grazia non fu concessa che alla Vergine.
Si entra nella pienezza della vita e dell'amore di Dio con la pienezza del Sangue. Esso è dato senza misura a tutti. O Mistero di misericordia, o mistero di sovrabbondanza spirituale!
L'anima, riconquistata da Gesù a prezzo di Sangue, è come una fortezza circondata da un fiume regale. Guai se essa lo calpesta per ritornare nel mondo! Vi attinga invece per salire alla mistica torre della santità, donde può contemplare le superne visioni della luce, della pace e della misericordia del Sangue. q. 14
62 - Deponiamo il Sangue su ogni piaga
Da tutte le membra perfettissime, santissime, delicatissime di Gesù, stilla per noi il Sangue del dolore e dell'amore. Raccogliamolo devotamente, adorando il prezzo della nostra vita spirituale, e offriamolo a Gesù per Gesù; deponiamo il suo Sangue su ogni piaga, il suo dolore su ogni dolore per avere, in cambio, la fiamma viva della purezza e della carità. q. 14
63 - Non vedo che Sangue e fuoco
Il Sacrificio dell'altare, se è incruento per il Sangue, è cruento per l'amore! O Sangue adorabile, che scendi come una pioggia di fuoco da tutte le piaghe del mio Salvatore! Ogni scintilla è una goccia del Sangue del mio Signore e la fiamma ardentissima che lo avvolge è il fiume regale della sua vita di grazia.
Non vedo che Sangue e fuoco, fuoco e Sangue: la Passione nel suo supremo dolore; la Redenzione nel suo amore supremo! La mia vita è nelle piaghe di Cristo!
Non c'è sterilità per l'anima che vive, ama e s'immola a piè della Croce. Il Sangue non ha stagioni o leggi come la rugiada e la pioggia: esso scende in tutti i terreni, anche in quelli incolti, sempre, feconda anche quelli che non hanno seme, poiché il seme di vita spirituale lo porta lui, lo seppellisce lui nei solchi dell'anima, facendo germogliare una messe ubertosa.
O Signore, quanto Sangue e quanta luce e quanta grazia! Quid retribuam?
- Dammi, o figlia, i frutti dello spirito di fede e dello spirito di umiltà, essi produrranno i frutti dell'amore. - q. 14
64 - Nel santuario del Cuore, il Sangue della Vita
Nel santuario del tuo Cuore, già immolato per noi, erano i simboli del tuo amore perenne: c'era l'acqua purificatrice e c'era il Sangue della vita.
O gocce misteriose, fluite dalla trafittura del costato del mio Gesù, vi raccolgo con tremore, con devozione, con amore. Vi raccolgo nel mio povero cuore perché abbia purezza e vita; vi raccolgo per tutti gli uomini, chiedendo per tutti redenzione e salvezza; vi raccolgo per le anime del Purgatorio perché ottengano la luce e la beatitudine; vi raccolgo ancora per la anime beate dei Santi perché sia accresciuta, mercé del vostro merito, la loro gloria accidentale.
Vi raccolgo come omaggio ai Misteri della Giustizia e della Misericordia, con quelle intenzioni, con quell'amore, con quella generosità che ebbe Gesù versandovi dopo la sua morte.
La lancia del Centurione è passata di mano in mano; anch'io, Signore, l'ho stretta nell'espressione della mia iniquità manifestata con la freddezza e con l'ingratitudine.
E Tu, pietoso Signore, ogni volta hai corrisposto con l'acqua
della rigenerazione, con il Sangue della tua vita, e, mentre sanavi così le mie infermità, per la trafittura del tuo Cuore, Tu accoglievi le mie miserie, versando in me nuove misericordie.
O Signore Gesù, non più con la lancia del peccato o con quella della infedeltà, ma col tuo Amore fatto mio, con la stessa acqua che zampilla alla vita eterna, con lo stesso Sangue trasformato in mistica fiamma, penetrerò nel tuo Cuore, a cantare le tue Misericordie, a celebrare i Misteri della tua immolazione, a compiervi la mia per Te, per la gloria del Padre, per la gloria della Divinità unita alla Sacra Umanità, simboleggiate nell'acqua e nel Sangue.
O adorabili Misteri del mio Dio!
O armonie della Passione, della grazia, dell'amore, della bontà somma del mio Gesù! q. 14
65 - Bevete il Sangue di Cristo
Volete immergervi nell'abisso dei Misteri di Dio? Bevete il Sangue di Cristo.
Volete comprendere che cosa sia la vita soprannaturale, nella partecipazione dei Misteri?
Bevete il Sangue di Cristo.
Volete incominciare, anche in questa vita, a conoscere l'infinità del Misteri?
Bevete il Sangue di Cristo.
Volete offrire al Signore una fede purissima e ardente, una speranza fatta certezza, un amore trasformato in vita essenziale? Bevete il Sangue di Cristo.
Esso è l'irradiazione della Divinità per mezzo della Sacra Umanità, perché trasfonde in noi la vita di Cristo, la sua vita umana, la sua vita divina.
Il Sangue di Cristo è il dono per eccellenza dello Spirito Santo: il dono vitale che ha mille voci e mille manifestazioni; esso è la manifestazione della misericordia del Padre.
Oh! potenza del Sangue di Cristo! Esso non soltanto purifica l'anima, la riscatta dalla colpa, la rende degna dello sguardo di Dio, la dispone alla grazia e la prepara alla gloria, ma ha in sé una virtù rivelatrice. E quando l'anima, elevata nelle altezze del Mistero, non può intendere i segreti impulsi da cui è attratta, non può abbracciare l'eccellenza e la grandezza del dono di Dio, il Sangue di Cristo le dà l'intuito profondo e, con esso, la partecipazione alla vita di Cristo in Dio.
Il Sangue di Cristo! Scaturisce dalle sommità del Cielo come le acque del diluvio, ma più abbondante ancora e continuo, e, mentre il diluvio coperse le genti sotto i flutti della giustizia e della morte, il Sangue di Cristo le immerge nei flutti della grazia e dell'amore, che risalgono alla vita eterna. q. 14
66 - Come canteremo le glorie del Sangue?
Il Sangue di Cristo [...] è il cibo della mente per la verità; è il cibo del cuore per l'amore che profonde; è la veste regale che ricopre le nostre membra piagate; è la chiave misteriosa di tutti i tesori del Cuore di Gesù; la mistica corrente per cui si sale al Mistero; la meravigliosa forza per cui ci si unisce a Dio! Come canteremo le glorie del Sangue di Cristo?
Con il dolore e con l'amore, così come l'ha versato Gesù. q. 14
67 - Non stancarti di attingere alla sorgente
- Non stancarti di attingere alla sorgente inesauribile del mio Sangue!
Se attingi con fede, esso diverrà fede per te: la più pura e profonda; se attingi con speranza, esso alimenterà in te la speranza più ardente; se attingi con carità, esso si trasformerà in fiamma viva, operosa, inestinguibile di amore. Se ad esso chiedi la purezza, ti purificherà l'anima, il cuore, l'occhio, lo spirito, trasfondendo in te la mia stessa purezza.
Se gli chiederai l'umiltà, ti insegnerà gli abbassamenti che portano alla più eccelsa vetta della carità; se gli domanderai la partecipazione ai Misteri, t'introdurrà negli abissi della Misericordia. -
O potenza, grandezza ed efficacia del Sangue di Cristo! Esso è la mistica acqua che zampilla alla vita eterna con getto sovrabbondante, perpetuo; esso è la stessa vita eterna perché ci dà l'incremento della vita spirituale: sviluppa, feconda e porta a maturazione le opere della grazia e ci unisce alla stessa vita di Dio. q. 14
68 - O piaghe adorabili, o fonti vive!
O piaghe adorabili del mio Gesù, santissime piaghe delle mani, dei piedi, del costato, per cui la Sacra Umanità profonde le ricchezze, le misericordie della Divinità, vi adoro e vi bacio con la devozione, con la tenerezza della Vergine, con l'adorazione degli Angeli, con lo stesso sguardo della augusta Trinità chinata su di voi nella compiacenza dell'amplesso della giustizia e della pace.
O fonti vive, eccelse, perenni, di amore e di dolore, vi adoro, mi anniento dinanzi alla vostra grandezza e invoco tutti gli ardori dello Spirito Santo per rendermi degna di adorarvi sempre più, di sentirvi nelle mie povere membra, nel cuore e nello spirito, per attingere da voi la mia santificazione e la vostra gloria. q. 14
69 - Quando l'anima è così stretta a Gesù...
Quando l'anima è così stretta. a Gesù, avvinta alle sue membra piagate, china sulle sue labbra da cui fluiscono parole adorabili, rinchiusa nel Suo Cuore straziato per disporsi alla consumazione ed all'annientamento, allora Gesù la considera come sua. Lui stesso la presenta al Padre segnata di perdono, di grazia, di misericordia, di Sangue e di amore. Quest'anima, intimamente unita a Cristo, per l'uniformità alla sua volontà, per la rinunzia di sé, per la partecipazione a' suoi dolori, è deposta da Gesù stesso nelle mani di Dio perché sia strumento di gloria nel regno della beatitudine. q. 14
70 - Il bacio di amore alle piaghe di Gesù
Esso è un atto di fede, riconoscendo, in quelle membra straziate, la potenza del Padre, che ha scelto per la Redenzione la Vittima augusta del suo stesso Figliuolo.
È un atto di speranza, adorando, nel Sangue, la Sapienza ordinatrice nella forma del riscatto.
E un atto di carità, contemplando, nella consumazione di Cristo, l'Amore con cui lo Spirito Santo ha versato la sua misericordia. q. 14
71 - Sette parole sgorgate dal Cuore col Sangue
- Durante l'Agonia, ho pronunziato sette misteriose parole che sono la rivelazione del mio amore infinito; parole sgorgate dal Cuore col Sangue, innalzate al Padre con la consumazione di me stesso. Chi le medita? Chi si unisce alla mia preghiera di in-
tercessione? Chi si rende degno di sentire la promessa del Cielo, di ricevere la Madre in dono, di comprendere il mio abbandono, di estinguere la mia sete, di unirsi alla mia consumazione per po- ter vivere perpetuamente col Padre? - q. 14
72 - Il silenzio della Croce
- Il silenzio della Croce è un mistero profondo; ma quante cose rivela!
Esso riflette il grande silenzio di Dio, da cui scaturisce il fiume della sapienza regale.
Ma chi pensa al mio silenzio misterioso? Chi prega per avere il lume di intuirlo, la grazia per comprenderlo, l'amore per imitarlo?
L'uomo continua la vita nello studio della scienza che egli persegue invano con tutte le forze della mente. Anche se giunge ad afferrarla, che cosa è mai, in confronto alla scienza che scaturisce dalla Croce, dalle piaghe aperte, del Sangue versato per amore? - q. 14
73 - Il Sangue dà le intuizioni del Mistero
- O anima, che ascolti le mie pene, che intendi il mio dolore, che t'inchini alla mia Passione, sii benedetta. -
Chi può arrivare alla contemplazione del Volto Santo del Signore? Chi abbevera il cuore e ricopre gli occhi di Sangue. Il Sangue di Gesù dà le intuizioni del Mistero e il Mistero svela il Signore.
Ciò che cementa l'unione con Cristo è il Sangue; il Sangue nel quale è la vita della grazia, la vita di Dio. q. 14
74 - Le promesse di Gesù Crocifisso
- L'anima che si avvicina alla Croce con fede viva viene purificata da' suoi peccati ed iniziata alle conoscenze superiori, viene ricoperta dalla candida veste della purezza e disposta a ricevere gli impulsi della grazia.
L'anima che si avvicina alla Croce con speranza viene unita a' miei stessi patimenti e resa degna della nuova vita di grazia e di giustizia.
L'anima che si avvicina alla Croce con la carità ardente partecipa ai meriti e ai frutti della Redenzione. Il suo amore sale al
Padre con il mio olocausto e la sua vita diventa una mistica immolazione.
L'anima che si appressa alla Croce con le virtù teologali, accompagnate dalla umiltà, dalla mortificazione e dall'amore, si prepara ad entrare nei Misteri della Passione per gustare poi quelli della gloria.
L'anima che adora e bacia le mie piaghe e attinge, con devozione, il Sangue che ne esce, acquista una vita nuova, una vita di luce, di grazia e di amore. L'intelletto si illumina delle verità eterne, il cuore palpita per le attrazioni soprannaturali, e lo spirito trascina la vita per le vie della santità.
L'anima che ripensa alle mie parole pronunziate sulla Croce, le sente ripetere nel più profondo, come fossero dette per lei, intende il mio verbo di amore e la potenza, la grandezza e l'efficacia della mia carità.
L'anima che stabilisce la sua dimora nelle mie piaghe, e specialmente in quella del Costato, è difesa da ogni tentazione: a poco a poco si attutiscono in essa le esigenze della vita naturale, perde la conoscenza delle cose caduche per ricordare soltanto quelle eterne.
L'anima che tiene fisso lo sguardo sulla Croce, sulle mie membra straziate, per offrirmi al Padre come ostia immacolata, piacente a Lui, riceve in sé, con la vita del Sangue, il riflesso della divina Misericordia.
L'anima che vive accanto alla Croce, invocando la virtù del mio Sangue, non sente l'aridità; essa è sempre irrorata dalla mistica rugiada fecondatrice.
L'anima che seppellisce la propria vita nelle profonde amarezze del mio Cuore squarciato, troverà, alla morte, la vita eterna. L'anima che, contemplandomi crocifisso, adorerà i decreti della Giustizia e della Misericordia, troverà, in morte, un compenso di amore.
L'anima che mi offrirà al Padre come vittima di amore, di espiazione e di Redenzione, meriterà di essere offerta da me stesso al Padre perché abbia la beatitudine eterna.
Chi desidererà distaccarmi dalla Croce, con la riparazione e con l'amore, avrà la grazia di sentirsi unito alle mie piaghe, alla mia Passione, alla mia immolazione e perciò a' miei meriti, alla mia vita e alla mia gloria. - q. 14
75 - Avvicinati, entra, bevi e canta
O Misteri del mio Dio! O Misteri del mio Dio! La luce, la forza e la grazia che emanano da questi contatti con la vita di Cristo, mi portano al suo Costato e sento la voce di Lui che ripete:
- Avvicinati e partecipa alla adorazione fatta dalla mia sacra Umanità; bevi il mio Sangue e canta con esso il ringraziamento; penetra ancor più nell'anima per impetrare la misericordia di Dio sul mondo. -
O potenza di Gesù! O ebbrezza della Croce!
O rivelazioni scaturite misteriosamente dalle membra, dal Cuore, dal Sangue, dall'Anima, dalla Divinità di Cristo!
q. 1,5 : s. quaresima.
76 - Raccogli nel mio Cuore tutto il Sangue
La vita e la passione di Cristo compendiano tutti gli atti di culto e tutte le riparazioni dovute alla Divinità: ma chi compie gli atti di culto e le riparazioni valevoli a soddisfare Gesù?
Gesù stesso con la sua Divinità.
Lo squallore della grotta di Betlemme è glorificato dalla magnificenza della visione beatifica; l'oscurità della vita di Nazareth è compensata dagli splendori della gloria divina; la privazione del deserto, le angoscie dell'agonia, il martirio della Passione, tutto è corrisposto dalle espansioni della Divinità, unita alla Sacra Umanità umiliata, santificata, consumata per me.
Ma questi Misteri, che rivelano eccelse misericordie, non sono svelati che misticamente, e l'anima, compresa, commossa, impotente, desiderosa di presentare a Cristo gli atti di un culto, accettevole, valevole e meritorio e gradito, chiede che può dare, che può fare per Gesù. E Gesù risponde: - Ecco il mio Sangue. Esso ha in sé tutte le virtù. Offrilo al mio Cuore come adorazione, come ringraziamento, impetrazione e riparazione. Esso corrisponde a tutti gli slanci dell'umanità e soddisfa a tutte le esigenze della Divinità. -
Il Sangue di Cristo conobbe i palpiti più profondi e santi del suo Cuore divino, esso risentì tutte le commozioni della grande anima compresa della Giustizia di Dio e delle colpe degli uomini e, con lo slancio supremo dell'amore, si versò tutto in redenzione copiosa.
Vogliamo di più? Gesù mi presenta il suo Cuore stesso e dice:
- Raccogli in esso tutto il Sangue che esce dal mio Capo, dagli occhi, dalla bocca, dalle mani, dai piedi, da tutte le piaghe: raccogli ed offri, offri e raccogli continuamente per compiere i quattro atti di culto. -
O Signore, e Tu rimarrai senza Cuore! - Metti il tuo al suo posto. - Possibile, o Signore?
- Io lo dilaterò a dismisura perché tu mi segua perfettamente, costantemente, con tutta la fede, con la confidenza, con tutto l'amore. -
O redenzione copiosa di Cristo!
Essa racchiude tutte le riparazioni della Divinità, tutte le riparazioni della Sacra Umanità e la meschinissima ma viva partecipazione della povera anima mia! q. 1,5
77 - Il Sangue ci trasformerà e saliremo all'amplesso
Finché rimaniamo terra, non potremo salire all'unione con Dio, ma se per il pentimento e per le lagrime, saremo trasformati dal Sangue di Cristo, allora il Sole divino ci bacerà con la sua luce, e noi, deposte le nostre miserie nelle profondità della misericordia del Cuore di Cristo, saliremo all'amplesso della Divinità dove è il trionfo dell'Amore eterno. q. 15.
78 - Essere la nuova croce
Gesù chiede a questo povero spirito di essere la nuova croce... disposta a ricevere tutto il Sangue che sgorga, tutta la virtù che l'accompagna, tutto l'amore che perpetua questi Misteri.
O Cristo Gesù! O Cristo Crocifisso, o Crocifisso amore, la mia povera anima è tutta per Te: vieni, o Gesù; con la tua vita sosterrò le tue piaghe, col tuo Sangue sosterrò le tue angosce, con la tua grazia parteciperò a' tuoi Misteri.
O Crocifisso amore!
Gesù stesso offre i chiodi per la mistica unione: la purezza, l'umiltà, la semplicità, l'obbedienza: le virtù tutte che Egli stesso ha voluto praticare nella sua vita umana e senza le quali l'anima non può unirsi perfettamente al suo Dio. q. 1,5
79 - I Misteri del Sinai e del Calvario
Sul Sinai la legge fu incisa sulla pietra, sul Calvario l'amore fu
scritto a caratteri di sangue sulle stesse membra di Gesù. Contemplo i grandi Misteri del Sinai e del Calvario da una vetta eccelsa: è la montagna della grazia su cui mi ha portato la forza del Sangue di Gesù. Da questa vetta contemplo la potenza della Divinità e la misericordia della Sacra Umanità, adoro il Verbo sul labbro di Dio e Dio sulle labbra del Verbo Incarnato, adoro la sapienza nel seno di Dio e la grazia nel Cuore dell'Uomo-Dio, adoro i disegni dell'Amore eterno e le giustificazioni dell'Amore immolato. E contemplando la miseria da cui sono salita, meravigliata che la piccola mente possa abbracciare gli sconfinati orizzonti del Mistero, della grandezza, della Giustizia e della Misericordia di Dio, chiedo confusa il perché di queste sublimi ascensioni, per poter corrispondervi con tutto lo slancio del cuore. q. 15
80 - L'anima è il mistico Calvario
L'anima è il mistico Calvario su cui Gesù vuole piantare la sua croce.
E avviene infatti che, per virtù del Sacramento, Egli s'immola in noi; nelle profondità della nostra terra pianta la croce della sua Passione, e, se questa terra si rammollisce e si consuma a contatto del Sangue, che ha il potere di scioglierla e di stemperarla, allora Gesù fa una sola cosa di se stesso e dell'anima, porta le piaghe vive e vere a contatto del cuore, e rivela allo spirito i segreti del suo martirio e le grandezze della sua Divinità. q. 15
81 - Salire per i meriti della Passione
Tremo sempre di queste elevazioni supreme; eppure Gesù mi fa intendere che esse sono la forma di culto più gradito, più essenziale, più vitale per lo spirito che cerca Dio solo.
La divinità si comunica a noi per Gesù Cristo e per Lui soltanto noi possiamo elevarci a Dio. Per Gesù Cristo, per il suo Sangue, trasmesso in noi, possiamo rientrare nelle sue piaghe, penetrare nel suo Cuore e di là salire l'altare dell'immolazione dove bruciano tutte le nostre miserie e con la mistica fiamma possiamo salire fino a Dio. Salire per i meriti della Passione e per la forza della nostra volontà.
O Signore, è un'illusione questo misterioso indugio nelle grandezze della tua Passione e in quelle della divinità?
- È una grazia, figliuola, ricevila con umiltà e con amore. - q. 16: marzo
82 - Sei la goccia del mio Sangue
Non diciamo che la vita spirituale è sterile quando Gesù la coltiva in se stesso, quando non si vedono né fiori, né frutti, né luce, né bellezza, né splendore. La fecondità prodotta dal Sangue di Gesù è consumata dallo stesso Sangue nella formazione di una vita soprannaturale, sfuggente ai sensi. Ecco l'opera trasformatrice di Gesù: riempire l'anima di se stesso, ridurla a sostanza di vita essenziale e di amore purissimo; avvolgere questa sostanza e questo amore con la vita della grazia perché, unita al suo Cuore, palpiti con Lui nella vita del Mistero. Dunque Gesù cerca nell'anima il rifugio, non per sé, ma per l'anima stessa: è Lui che cerca, ma è l'anima che trova: è Lui che chiede, ed è l'anima che riceve: è Lui che discende, ed è l'anima che sale.
Sento come una trasformazione di tutta me stessa e odo le parole del mio Signore: - Sei la goccia del mio Sangue che ritorna al Cuore per incontrarsi e perdersi nella sovrabbondanza del fiume regale. - q. 16
83 - Il modo di cercare il regno di Dio
Stamane Gesù insegna all'anima il modo di cercare il regno di Dio e il modo di pregare perché esso si estenda nell'anima. Cercare il regno di Dio vuol dire elevarsi nella contemplazione della sua potenza, della sua grandezza, della sua gloria: vederlo nella sua bellezza, nella sua sapienza, nella sua misericordia, nel suo amore.
Ma l'anima non può vedere se non è illuminata: il richiamo viene sempre da Dio e quando Egli la illumina, il regno di Dio si estende in essa, s'imprime nelle sue potenze, domina il suo cuore, la volontà, lo spirito. Bisogna cercare il regno di Dio per mezzo di Gesù Cristo.
Basta unirsi alla sua Croce, abbeverarsi al Sangue della rigenerazione e della santificazione: esso riporta alla giustizia, alla pace, alla verità, alla santità, all'amore che formano il regno di Dio...
Il regno di Dio nell'anima.
Non si stabilisce se Gesù non possiede tutta la mente, il cuore,
lo spirito, se Gesù non impera con la sua Passione, con la sua dottrina, con la sua vita, col suo amore.
Non si accresce, se l'anima non dimentica di avere la volontà e se non mette quella volontà sui i passi di Gesù. Non si estende, se l'anima non .si studia di salire verso la luce con la rinunzia di sé, con il desiderio di compiere i disegni del Signore.
Ma chi conosce questi disegni?
Chi li può prevenire e comprendere?
Chi prepara nell'anima l'attitudine a riceverli, la sapienza per adorarli, la grazia per effettuarli?
Il Sangue di Gesù. Esso compie tutti i disegni del Padre. In che modo?
Gesù ha aperto le sue braccia sulla croce nell'impetrazione del grande regno di Dio, nel desiderio di parteciparlo a tutti, ed ha aperto il Cuore per offrire il prezzo della conquista.
Questo prezzo è inesauribile come è infinito il regno, e più si rinnova l'offerta, più il regno si estende: il regno della gloria di Dio e il regno della sua grazia in noi.
Vivendo sotto l'influsso di queste grandi misericordie, ascoltandole dalle stesse labbra di Gesù, l'anima si sente impiccolire, consumarsi, diventare come un semplice soffio, puro, leggerissimo, così da poter penetrare, nascondersi, immergersi nel Cuore di Cristo. E Cristo stesso, per la forza sovrana dell'Amore, pare nascondersi nella piccola anima per unirla e immedesimarla con la luce di Dio. q. 16
84 - Lo Sposo del dolore sanguinante
L'amore nuovo è l'investimento della pace, il dominio di Cristo e, nell'investimento di Lui, la vita in Lui: vita eccelsa, di mistero, di amore; vita soprannaturale di fede, di adorazione, di penetrazione nelle segrete cose di Dio. Contemplo il Mistero dell'Amore fatto Carne, fatto Sangue nell'Incarnazione, e, per la Carne e per il Sangue, diventato Mistero di amore che unisce a Dio con vincoli sovrumani.
Quest'unione si intensifica nel divino banchetto dove tutta la virtù del Sacramento, tutto il Sacramento dell'amore viene gustato dall'anima.
Avviene però che spesso, nell'intimità dello sposalizio, rinnovato tutte le volte che l'anima è chiamata da Gesù a pregustare le delizie dell'eternità, Gesù stesso si trasforma, non è più lo sposo dell'amore soave, ma lo sposo del dolore sanguinante.
E l'anima lo vede, non più nella gloria della festa, ma nello squallore della Croce, nell'amarezza dell'agonia.
Chi può dire queste trasformazioni di Gesù nell'anima, le impressioni misteriose, profonde, inconcepibili che producono; le conoscenze superiori che profondono, i sensi nuovi che scaturiscono, così nuovi da non poter seguirli ed effonderli con le semplici concezioni umane?
L'attrazione della Croce, la penetrazione per la piaga del Costato, nel Cuore di Cristo è il ritorno al mistero dell'amore ritrovato, per il dolore, più fecondo di benefici, più luminoso di verità, più ricolmo di grazie. q. 16
85 - Il Sangue è la vita del Corpo Mistico
Lo Spirito Santo ammaestra l'anima, immergendola nel Sangue di Gesù. Come il sangue è la vita del corpo, così il Sangue di Gesù è la vita del corpo mistico della Chiesa.
Ma, mentre il sangue umano non vivifica che un corpo, il Sangue divino vivifica tutte le anime con la pienezza della vita soprannaturale.
Nel corpo umano, ogni fibra ed ogni particella deve restare nel suo composto essenziale. Nel corpo mistico della Chiesa, anche le ultime fibre più insignificanti e più umili, possono essere trasformate in sangue di vita e scorrere, vivificando sé e altri.
Quando avviene la trasformazione dell'anima nel Sangue di Gesù?
Quando essa domina i sensi del corpo; quando essa può rispondere che vive per Gesù, che desidera Lui solo, che palpita per Lui, che pensa a Lui; che ama, vuole, aspetta, cerca, adora soltanto Gesù.
Così distaccata dalla vita della natura, dei sensi, dell'egoismo, del tempo, della volontà e della libertà, incomincia a vivere la vita della grazia. E questa grazia ha movimenti soprannaturali, essenzialmente spirituali: ed avendo il Corpo Mistico di Cristo - la Chiesa - un'anima eminentemente mistica, così in quest'anima, informata dalla vita di Cristo, la piccola creatura trova l'impulso a muoversi, a dilatarsi, a salire. Essa si muove perché, mercé il Sangue di Cristo, si dilata con il Cibo sostanziale delle divine verità, si eleva, spazia, sale sempre più alto per l'amore.
Ora la piccola anima è come la goccia di Sangue nel Cuore di Cristo e sale, dal Cuore al Capo divino, dall'amore alla luce, e scende dalla luce all'amore, con le esuberanze della divina carità.
Nel Cuore attinge la vita, nel Capo la consuma in omaggio al Padre, e così, in questi mistici movimenti di grazia, rassoda l'unione, raddoppia le intuizioni e stabilisce la sua vita in Cristo Gesù. E Gesù l'arresta, o nel Cuore, o nella sua mente divina, secondo i suoi disegni d'amore; e rendendola partecipe dei Misteri della sua Passione, la invita ad immergersi nel più profondo del Cuore, al largo, dove sono i dolori supremi. q. 16
86 - Il Sangue è mano, braccio e cuore
La grazia è la mano di Dio che conduce l'anima per i sentieri fioriti della luce e dell'amore. E se questa mano mancasse? Se ad un tratto sospendesse la sua carità?
- La grazia di Dio non manca mai. Ma, e se mancasse?
Allora immergerei il mio spirito nella corrente del Sangue di Cristo. Esso è mano, braccio e cuore: mi saprà guidare, portare e riunire al soffio della grazia immortale. q. 16
87 - Le glorie della Risurrezione e le grandezze della Passione
Le glorie della Risurrezione fanno risplendere, in tutta la loro austera bellezza, le grandezze della Passione.
O Misteri del mio Signore! Essi hanno in sé un carattere tutto speciale, eppure l'uno illumina l'altro e più si contemplano, più si comprende l'essenza che li unisce: la loro vitalità dipende dall'unica potenza della Divinità.
Dopo aver contemplato la Passione, con la fede e con la grazia, seguendo gl'impulsi dello Spirito Santo e le attrattive del divino paziente, dopo aver gustato le espansioni della Divinità nelle immolazioni della SS. Umanità, l'anima è preparata ai gaudi della Risurrezione, nella radiosa luce del Mistero.
Ma questi gaudi e questa luce riportano a' piè della Croce, e il Sangue, che ancora fluisce per la Passione dell'amore, dà le nuove intuizioni della vita di gloria.
Gesù è risorto, e le adorabili piaghe si sono trasformate in sor-
genti di luce, di fiamme prodigiose che attraggono l'anima con nuove armonie, con forza nuova, con grazia ineffabile. E la luce addita altre vie di ascensione e la fiamma domanda nuova consumazione.
Se bisogna completare la Passione di Cristo per ciò che riguarda la nostra cooperazione, bisogna completare anche la Risurrezione.
Gesù la domanda con la stessa tenerezza con cui ci effonde la sua misericordia. Bisogna compiere il Mistero della Risurrezione di Gesù con la nostra stessa risurrezione dalla vita di debolezze e di peccato, alla vita di forza e di grazia.
Vita di forza nella fede, vita di grazia nell'amore; vita soprannaturale nei Misteri, vita sostanziale nell'unione.
La Passione e la Risurrezione di Cristo si completano per il Sacramento.
Il Sacramento dà le intuizioni del Sacrificio e dà le purificazioni per la vita spirituale.
Esso ha in sé i meriti del Sangue e quelli dell'amore; ha le piaghe vive e le stigmate fulgenti; ha tutta la tristezza del Calvario e tutto lo splendore del sepolcro glorioso.
Il Sacramento si alimenta delle pene della Croce e dei gaudi della Risurrezione.
Il Mistero del Sacramento fu annunciato nei secoli con la voce delle Profezie, fu istituito dalla stessa voce del Verbo di Dio e perpetuato dal Verbo della Risurrezione.
In virtù della sua vita gloriosa Gesù vive nella sua vita di amore. La Risurrezione conferma l'Incarnazione, la vita di Gesù, la dottrina, gli esempi, la Passione, la morte prodigiosa, il Sacrificio, il Sacramento. Se Gesù non fosse risuscitato, come potremmo dire che è vivo nel Mistero dell'amore?
Ah! dopo aver sepolto nella tomba di Cristo la vita con tutte le sue energie, la volontà con tutte le sue potenze, la libertà con i suoi voli, lo spirito con le sue conquiste, il cuore con i suoi diritti, è sommamente soave sentire rinnovarsi nelle profondità dell'anima le attrattive per nuovi Misteri e per forme nuove di mistica unione.
Ed io volo come ape, passando dalle piaghe di Gesù alle ferite sfavillanti di luce, bevo il Sangue e bevo l'amore. q. 16: Santa Pasqua
88 - Il Sacramento illumina il Mistero
La contemplazione del Crocifisso imprime nell'anima salutari ammaestramenti, ardori nuovi per la virtù, per la santità, per la perfezione; rende sensibile, per l'unione alle piaghe, al Sangue ed alla immolazione, la grandezza della Redenzione.
Il Sacramento cementa la contemplazione della Croce e quella della Risurrezione, trasfondendo la vita nuova della rigenerazione.
Il Sacramento illumina il Mistero della Croce rendendolo sensibile per il Sangue, che trasmette e dona la forza per comprendere la vita trasumanata di Cristo.
Il Sacramento conferma tutti gli atteggiamenti di Gesù sulla Croce: Sacerdote, Vittima, Uomo, Dio, immolato da Dio per l'umanità.
Per il Sacramento l'anima ritrova tutta la grazia, tutta la luce, tutta la dottrina, l'amore della vita di Gesù.
Quando ripensiamo a persone o a cose care, a luoghi noti, a vicende tristi, è in noi un rivivere sentimenti di soavità, di tristezza, di compiacenza, di pianto, di gioia o di amore.
Le persone, le cose, le vicende si ravvivano con strana potenza quasi fossero di nuovo presenti all'anima con la loro essenza. E un lavoro dello spirito.
Ma le cose, le persone, le vicende non hanno la potenza di suscitarsi in noi con la loro vitalità. Cristo, sí. Quando pensiamo con amore, con devozione, con riconoscenza alla sua vita privata, alla sua vita pubblica, alla sua Passione, a' suoi Misteri, alla sua misericordia ed al suo amore, Egli trasmette, suscita e alimenta in noi la sua vita vera e reale con l'esuberanza della sua grazia, con la magnificenza della sua luce, con la potenza della sua carità. E quando l'anima lo ha ritrovato vivo e vero in tutti i Misteri della sua misericordia, non le resta che aderirvi e ritornare col pensiero, con il cuore e con lo spirito alle tappe luminose che intensificano la vita e l'unione col Sangue e con l'amore. q. 16 : Santa Pasqua
89- Ogni volta che l'anima bacia le ferite
Mi presento a Gesù col cuore ripieno del suo Sangue, attinto dall'adorazione delle sue piaghe; col cuore ripieno di gaudio per l'adorazione della sua gloria nella Risurrezione.
Quel Sangue m'insegna ad adorare le piaghe e quella luce m'insegna la misericordia di Gesù.
Ogni volta che l'anima bacia le ferite del Crocifisso merita che Gesù baci le piaghe della sua miseria e de' suoi peccati. E come le piaghe danno il valore al piccolo atto di culto, così l'efficacia del bacio di Gesù è in proporzione della fede.
Quando l'anima ha baciato ed abbracciato le piaghe di Gesù, viene illuminata, fortificata, elevata nelle sue conoscenze superiori, e, volgendosi alle debolezze del prossimo, vede in esse le soavissime piaghe di Gesù.
Ogni anima, per quanto santa, rappresenta co' suoi difetti una piaga di Gesù, e, Gesù domanda che esse siano compatite, addolcite e rese soavi dallo stesso amore profuso per la sua Passione. O carità di Gesù! q. 16 : Santa Pasqua
90 - Di che temerò?
Di che temerò, mio Signore, se la tua misericordia sovrabbonda nella mia piccola anima?
Temerò i giudizi del Padre?
No, Egli non giudica e non condanna l'anima rivestita del Sangue di Gesù.
Temerò l'inferno?
No, perché me ne libera il Sangue di Cristo. Temerò per i miei peccati?
Il Sangue di Gesù me li ha lavati tutti e continuamente scorre sulle imperfezioni della mia anima.
Temerò per le mie ingratitudini?
No, perché il Sangue dello Sposo le ripara. Temerò per la mia debolezza?
Il Sangue è la mia forza. Temerò per la mia povertà? Il Sangue è la mia ricchezza. Temerò per i pericoli che mi attorniano? Il Sangue è la mia difesa.
Per l'impotenza a comprendere le cose di Dio? Il Sangue me le rivela.
Per l'incostanza nell'amore? Il Sangue lo avviva.
Per la debolezza nel sacrificio?
Il Sangue mi sostiene.
Per l'impotenza a corrispondere alla grazia? Il Sangue ha corrisposto per me.
Per l'incapacità di accogliere i doni di Dio?
Il Sangue mi rende capace di tutto; lo credo, lo sento, lo invoco.
O Sangue del mio Gesù, vita della mia vita, luce della mente, dolcezza del cuore, slancio dello spirito, sorgente della vita divina, portami alla vita eterna! q..17. aprile, s.g.
91 - San Giuseppe fu l'ombra di Dio
S. Giuseppe fu l'ombra di Dio, misteriosamente disposta intorno alla vita di Gesù.
Egli appare alla Natività del Redentore, nei momenti del sacrificio e della prova, e scompare quando Gesù si presenta alle turbe, nello splendore della dottrina e nella gloria del miracolo. Chi può scrutare queste segrete disposizioni di Dio?
S. Giuseppe non potè seguire Gesù nella sua Passione, né assistere sotto la Croce alle sue immolazioni supreme.
Forse ebbe l'intuito della Passione di Gesù nella Circoncisione, quando vide uscire da quelle carni delicatissime e immacolate il Sangue adorabile della Redenzione. A piè della Croce di Gesù troviamo il Mistero, rappresentato da Maria, il Sacerdozio, rappresentato da Giovanni, l'umanità peccatrice rappresentata dalla Maddalena.
S. Giuseppe non appare più.
Egli passò sulla terra nella umiltà, nella oscurità, nel silenzio: servì il Signore nello spirito di fede, di abbandono e di amore e cooperò alla Redenzione mediante il sacrificio e il disprezzo. E la gloria di Gesù illumina la sua vita, esaltandola su tutta la terra.
Così l'anima, chiamata da Dio a grande santità. Essa è sempre l'ombra dei segreti di Dio: deve essere la custode fedele di Gesù, disposta a tutto, pur di conservarlo nella profondità del suo spirito, disposta a patire, a soffrire, a seppellirsi per Lui nell'umiltà, nell'oscurità e nel silenzio.
Nella nostra vita deve apparire, trionfare solo Gesù. Nascondiamoci. q. 17: 18 aprile
92 - Quando dico Sangue di Cristo, non intendo...
C'è in noi una forza occulta, quasi uno spirito sconosciuto che risponde alla voce di Dio?
Quando l'anima, attratta dalla divina potenza, arresta tutte le sue facoltà per ascoltare e seguire il misterioso richiamo e, pur rimanendo nell'impotenza assoluta, sente in sé impulsi nuovi, forze nuove, la volontà che acuisce la sua energia, l'intelletto che si eleva, lo spirito che sobbalza per l'entusiasmo e per la vita nuova che lo investe e lo trascina, chi accoglie e risponde a questo passamio di Dio?
E la misteriosa forza, sepolta in noi dal peccato e dalla schiavitù delle passioni, che risorge dalle rovine al richiamo di Dio? E il senso profondo con il quale il primo uomo rispondeva all'appello del suo Dio, che si sprigiona dal sepolcro mercé la virtù e la forza della Redenzione?
Non so. Certo in noi c'è qualche cosa di intimo, profondo, inafferrabile che si commuove al tocco della divina misericordia e sostiene l'anima nelle altezze del Mistero.
Quante cose mi rivela il Sangue di Cristo! Quando dico Sangue di Cristo non intendo alludere né alla sostanza, né al suo colore, né a' suoi elementi; no, esso mi attrae come forza, vita, luce, grazia, dono di Dio.
In esso trovo tutti i mezzi della santità. La santità richiede la purificazione.
Il Sangue mi purifica.
La santità vuole la mortificazione.
Il Sangue mi parla di mortificazione. La santità vuole l'umiltà.
Poteva scendere più basso la profusione del Sangue di Cristo? La santità è unione con Dio.
Chi, più del Sangue, mi avvince a Cristo, e, per Cristo, a Dio? La santità richiede spirito di fede, di speranza e di amore. Quanta fede, quanta speranza e quanto amore nell'accoglimento del Sangue di Cristo!
La santità è la conoscenza di Dio.
Chi, meglio del Sangue, mi rivela la potenza, la grandezza, la sapienza, la gloria del mio Dio?
Immagino la compiacenza dei filosofi nello studio del pensiero e immagino il godimento dei teologi nella elevazione della mente
alle grandi cose di Dio.
Ma, se mi prostro a' piè della Croce, e invoco e ricevo e adoro e bevo il Sangue del mio Dio, esso mi spiega verità sublimi, mi rivela Misteri profondi, mi rapisce con gli splendori della sacra Umanità di Cristo e con le glorie della augusta Divinità.
Ah! non mi distaccherei più dalla Croce! Sia questa Croce sul Calvario o sull'altare, dovunque essa piove su di me le sovrabbondanze della misericordia, della luce, della pace, dell'amore. q. 17 : 20 aprile
93 - O Sangue, mi abbandono alla tua virtù rivelatrice
Ah! noi non intendiamo questi Misteri perché, dinanzi a Dio, conserviamo le facoltà umane. Bisogna annullare tutto, credersi impotenti della più piccola elevazione, della più semplice intuizione e abbandonarsi alla sola virtù del Sangue di Cristo.
Esso ci rivelerà tutti i Misteri.
Quando Gesù, salendo sulla Croce, rappresentò l'elevazione più sublime, il Sangue discese a rivelare gli abbassamenti della sua anima. Sulla Croce era il compendio della divina carità ed il Sangue uscì a profusione a denotarne la forza, la potenza, l'estensione e la continuità.
O Sangue del mio Gesù, io mi abbandono alla tua virtù rivelatrice!
Accogliendoti in me, con la fede profonda, con una speranza ardente e con la carità operativa, intendo di ascoltare tutti gli insegnamenti luminosi, di partecipare alla vita intima di Cristo, a' suoi abbassamenti, alle sue umiliazioni, a' suoi patimenti, alla sua carità.
Intendo di offrire ad ogni istante queste glorie sconosciute alla Maestà del Padre: intendo di offrirle per tutto il mondo, e, con le intenzioni, con l'amore, con la virtù, con il merito con cui le offrì Gesù stesso. O Sangue del mio Gesù, Tu sei Verbo e Luce, Grazia e Gloria del mio Redentore. Tu sei la mia speranza, la mia vita, il mio amore. q. 17: 21 aprile
94 - Finché il Sangue sgorga, l'amore non verrà meno
Là (a' pié della Croce), il patimento, il dolore, il Sangue, la morte di Gesù, tutto diventa amore per l'anima. Ma un amore che, mentre sale nella luce del Mistero, deve, come il fuoco della terra, sprofondarsi nella oscurità, nel silenzio e nel nascondimento perché sia sodo, resistente e costante.
L'amore superficiale svanisce, come la scintilla, al minimo soffio della brezza, alla più piccola goccia della rugiada; l'amore forte, vero, reale, non teme nulla, né si piega, né si attenua, né vien meno giammai.
Ma come alimentare questo amore?
Col Sangue. Finché il Sangue sgorga dalle adorabili piaghe del mio Gesù; finché la grazia mi terrà avvinta ad esse, e finché il cuore sarà aperto al tesoro prezioso, l'amore non verrà meno.
L'amore nutrito dal Sangue di Gesù, intensificato sotto la sua Croce dal desiderio, dalla fede, dall'unione, salirà con la fiamma dello stesso amore di Gesù, fino al trono di Dio, dove attingerà grazie nuove e misericordie ineffabili per la mistica consumazione. q. 17 : 22 aprile
95 - Il Sangue e l'amore
La Comunione del Sangue completa quella dell'amore, e quella dell'amore prepara quella del Sangue: il Sangue e l'amore comunicano all'anima la Divinità. L'anima si abbandona a queste operazioni segrete della grazia e crede di nascondersi, di seppellirsi in Dio. Questo nascondimento indica invece esporsi alla luce più viva, abbagliante, sovrumana degli splendori di Dio. Indica salire l'ardua montagna, avvolta di caligine densa, ma vedere in essa e sentire, ed essere veduta e sentita da Dio.
E questa la sua partecipazione alla vita del Mistero. Vi si sale tutte le volte che l'anima si prostra a' piè della Croce: tutte le volte che l'anima è unita alla Passione, alla vita, all'amore di Gesù.
Per virtù dei Misteri della Sacra Umanità si penetra e si vive in quelli dell'augusta Divinità.
Ma, più si sale e meno si vede e meno si comprende Iddio, come chi salendo, resta abbagliato dalla luce sfolgorante del sole e si perde nell'ampiezza dei cieli.
O Signore, il Re sapiente Ti chiedeva la Sapienza celeste, in. tuendo forse, in essa, la virtù del Mistero della Redenzione: io Ti chiedo, o Signore, il Sangue prezioso che mi dà i tesori della Redenzione e, con essa, la Sapienza celeste.
0 Signore, non potendo accogliere che imperfettamente le effusioni della tua carità, non posso che rispondere e corrispondere imperfettamente.
Ebbene, o Gesù, intendo di offrirti, ad ogni istante, tutti i sentimenti della vita, quelli gustati e offerti e quelli che scaturiranno ancora al richiamo della tua grazia.
Voglio essere docile, pronta, disposta a tutte le tue espansioni, ma voglio evitare ogni ansia, ogni ricerca perché so che il tuo spirito e la tua grazia trionfano nella semplicità. q. 17: 23 aprile
96 - Sangue e Sapienza
Per il Sangue di Gesù l'anima acquista la Sapienza celeste. Esso la dispone a contemplare lo stesso Mistero della Sapienza nella Persona del Verbo: generato eternamente dal Padre, il Mistero dell'Amore nello Spirito Santo.
La Sapienza insegna a contemplare il mondo delle altezze del Cielo, a vedere l'ordine di Dio anche nel disordine causato dalla debolezza dell'uomo, dalla sua manchevolezza e dalla cattiva volontà, l'ordine che è la legge, la base di tutte le cose create, l'apoteosi della stessa Potenza di Dio. La Sapienza celeste rivela che tutto è ordinato alla gloria di Dio, da tutto Egli ricava il suo trionfo.
La Sapienza celeste manifesta la Provvidenza di Dio, l'espansione della sua carità estesa a tutti in generale ed a tutti in particolare, espansione che si estende al corpo e all'anima, alle cose visibili e invisibili.
Non c'è palpito umano, non c'è pensiero, non c'è parola, atto e fatto che non sia avvolto dai misteriosi disegni della Provvidenza. La Provvidenza è l'aiuto per la legge, è la forza per l'elevazione, è la virtù dell'amore. La Sapienza celeste rivela il grande amore di Dio che avvolge tutti i figli che amano e quelli che non amano.
L'amore è lo scopo della legge e dell'ordine, è il frutto della Provvidenza.
La Comunione, riabilitando l'anima, vi produce l'ordine, la schiude ai tesori della Provvidenza e la corona di amore.
Il Sangue di Gesù, scorrendo nelle nostre vene ricompone la vita; la vita ricomposta dalla stessa virtù di Dio è atta a ricevere la Provvidenza e, con la Provvidenza, l'amore.
La Sapienza celeste, che svela e porta all'ordine, che manifesta e dona la Provvidenza, che attrae e concede l'amore, porta alla santità.
La glorificazione dei Santi non è che la manifestazione dell'ordine, della provvidenza, dell'amore di Dio.
Vi sono anime che Egli riempie di sé fino a farne traboccare la pienezza.
E allora che la grazia, la luce, la forza, l'amore di Dio giungono a noi rivelando il Mistero della Sapienza celeste, rivelando la Potenza del Sangue, e tutte le meraviglie della Divina carità! q. 17: 24 aprile
97 - Nella piccola Ostia e nel Sangue prezioso, adoro...
O Padre Santo, Ti offro il Corpo adorabile di Gesù che credo e adoro nella piccola Ostia, consacrata, innalzata, offerta a Te dal Sacerdote. In quella candida Ostia vedo, credo e adoro Cristo Crocifisso, incarnato, vissuto, morto per me. Vedo, credo e adoro le privazioni, le sofferenze, i sacrifici della sua vita privata: le fatiche dell'Apostolato, le grandezze della sua vita Sacerdotale, il martirio della sua Passione.
E nel Sangue prezioso, offerto nel Calice, credo e adoro tutte le perfezioni della sua vita, tutte le virtù del suo Cuore, le immolazioni del suo spirito, le grandezze del Mistero, la potenza della riparazione, la misericordia dell'incarnazione, la perpetuità dell'immolazione.
E offro, con il Corpo Santissimo e col Sangue prezioso, la mia povera vita e, ripeto, con l'amore di tutto il Cielo, con la fede di tutte le creature, con tutto lo slancio del mio spirito immortale: «Sia lode a Te, mio Dio, nei secoli eterni». Amen! q. 17:24 aprile
98 - O Sangue, Tu sei la più superba creazione
O Sangue di Cristo, Tu sei la più superba creazione di Dio! Tu hai in te stesso le meraviglie dei cieli, le forze occulte della natura, tutti i bagliori della luce e tutta la potenza del fuoco.
Tu sei, per le anime, ciò che è il sole, l'acqua, l'aria per la vita del corpo, tu sei la partecipazione diretta della grazia della soprannaturalità dell'amore di Dio. Tu sei la vita stessa dell'Uomo-Dio trasfusa in noi: sei la sorgente di ogni bene, il bene stesso, manifestato alla mente, nel cuore e nello spirito.
Non c'è altra ricchezza al mondo, altra scienza, altra felicità.
Noi possiamo attingere da te la pace, la verità, la soavità; possiamo vedere ciò che non è concesso che in Cielo, perché, abbeverandoci alla sorgente del Cuore di Cristo, possiamo contemplare la carità sovrana del Padre Celeste, intento a darci perpetuamente, con il Sangue del Figlio, la virtù dello Spirito Santo.
Quale slancio non ricevono le energie dello spirito sotto l'impulso di tanta misericordia! q. 18: novembre, s.g.
99 - Quale abisso, la piaga del tuo Costato!
- Riposa sul mio Cuore lo spirito, il cuore e tutta te stessa. - Mi chino sulla piaga che, man mano, va allargandosi. Assorbo il Sangue divino e mi lascio distruggere dal fuoco e investire dall'amore.
Sono disposta a rimanere così tutta la vita. O mio Dio, o mio Gesù, quale abisso la piaga del tuo Costato!
Essa è estesa quanto i secoli, immersa quanto il Cuore di Dio. Ben vi può stare tutto il mondo.
- Aderisci alle parti vive per essere poi tradotta in Sangue ed in amore. -
Il Sacrificio che si compie sull'altare è in corrispondenza di quanto avviene nell'anima: è il segno del vero, reale, ineffabile incontro con Gesù. q. 18 : novembre, s.g.
100 - Piaghe sanguinanti e mistici doni dello Spirito
Gesù ricompensa con sette mistici doni, quelli dello Spirito Santo, atti a distruggere i sette peccati capitali, quelli che baciano, per adorazione le piaghe sanguinanti del suo Corpo.
Per crucem ad lucem per mortem ad vitam per dolorem ad amorem. q. 18: novembre, s.g.
101 - Per mezzo del Sangue, comprendere la giustizia
Nella giustizia di Dio è tutta la sua potenza, la sua sapienza e il suo amore. Questo attributo di Dio è manifestato alla povera anima come una luce immensa, ineffabile, così splendida, abbagliante, e potente che non permette l'accesso a nessuna creatura. Tutto è ombra dinanzi a Dio.
Ma quest'ombra viene illuminata, preparata e disposta a sostenere la luce di Dio dalla Incarnazione di Gesù, dai meriti della
sua Passione, dal suo Sangue, dalla sua Morte, dalla sua Risurrezione.
Soltanto per mezzo di Gesù l'anima può essere esposta a sostenere il riflesso della luce del gran Re.
L'anima deve calpestare ogni cura, vivere nello spirito di fede, entrare per mezzo di questo spirito nel Cuore di Gesù; là è il centro della riflessione della giustizia: per mezzo del Sangue può giungere a comprenderla, può acquistare la purezza per sostenerla e la grazia per unirvisi. q. 18 : novembre, s.g.
102 - La via del Sangue è la via del Mistero
C'è chi gode i benefici del sole senza riflettere alle sue meraviglie: c'è chi gode e contempla: e c'è chi, godendo e contemplando, sale oltre il sole, a contemplare ed a godere la sorgente eterna da cui scaturiscono tutte le meraviglie temporali e spirituali.
Così nei rapporti del Sangue di Cristo. C'è chi vi partecipa quasi inconsciamente.
La virtù e il merito giungono alla sua anima, per una misericordia infinita, senza che l'anima si rivolga a cercare la sorgente di bene che l'avvolge.
C'è chi, affascinato dalla corrente misteriosa, seguendo la forza che lo travolge, cerca, nella stessa forza, il segreto della carità. E c'è chi, abbandonando se stesso alle segrete operazioni della carità, lascia che il Sangue operi i suoi prodigi soprannaturali. Ed ecco che l'anima, illuminata dalla fede, trova nel Sangue di Gesù il perdono di tutte le colpe, vi trova i meriti, le virtù, gli esempi, la vita e la morte di Cristo; vi trova il Mistero, e, per il Mistero, sale all'unione con Dio.
- In un istante solo, figliuola, puoi raggiungere beni così eccelsi, intimi, soprannaturali. In un solo istante, purché tu corrisponda a questo battesimo di Sangue, con tutte le forze del tuo spirito, puoi ottenere un battesimo di purezza, nel perdono delle colpe, un battesimo di luce, nella partecipazione alla stessa mia vita, un battesimo di amore, nella elevazione al Mistero. -
Non indugiare nel pensiero della tua meschinità, della tua pochezza e impotenza.
La gloria di Dio non si aumenta per ciò che gli dà l'uomo. Che cosa può dare l'uomo che non sia di Dio? Ma per ciò che l'uomo riflette di Dio: per la grazia che accoglie in sé, per il modo con cui la accoglie, per la fedeltà con cui la conserva, per il desiderio con cui l'accresce.
Il digiuno, la penitenza, la preghiera, sono atti buoni, graditi ed efficaci per ottenere il perdono delle colpe, ma quando l'anima, stretta da molti doveri, dalla debolezza delle membra, dalla impotenza del fisico, dalla tirannia del tempo, non può compierli e dà queste sofferenze in cambio degli atti e si getta con fiducia nel mare ampio del Sangue di Gesù, trova, in quell'abisso di carità, i mezzi possenti per il riscatto di se stessa dalle proprie miserie, per la trasformazione in Dio, per la sua vita in Dio.
La via del Sangue è la via del Mistero, bisogna percorrerla ad occhi chiusi, ma senza tentennare. Essa è più spaziosa dei cieli e più profonda dei mari, più luminosa della stessa luce del sole. Chi vi è introdotto, per una misericordia di predilezione, deve portarvi uno slancio perenne che accolga tutta la vitalità dell'intelletto e quella del cuore. Deve adattarsi a una vita intima di moto e di impotenza, di beatitudine e di amarezza, di rinunzia e di immolazione: deve acuire lo spirito mediante il silenzio dei sensi e dilatare il cuore mediante le rinunzie della volontà.
Deve perdere l'amore di se stessa per estendersi nell'amplesso della carità universale: deve consumare tutte le forze vive della natura per lasciare la fecondità a quelle della grazia: deve insomma lasciarsi avvolgere e travolgere dalla mistica corrente come la goccia dal fiume impetuoso. q. 19.- 30 dicembre
103 - Intorno a te, il mio fiume di Sangue
- Non temere le ire del nemico, intorno a te è il mio fiume di Sangue: egli non lo può toccare, non lo può passare; se ti disturba, se ti minaccia col suo vocio, immergiti nel fiume prodigioso: egli non ti vedrà più. - q. 19: 30 dicembre
104 - L'anima intenta ai Misteri
Il sentiero di Dio è molto stretto, lo batte soltanto l'anima che vive la vera vita dello spirito: vita di purezza, di semplicità, di mortificazione.
Quel sentiero è continuamente percorso da Gesù: se l'anima sa unirsi a Lui, intimamente, completamente, è portata, trasportata dalla sua carità. Queste cose meravigliose non le vedo soltanto, ma le sento, le gusto, vivo in esse e mi sento trasformata.
Accanto al mistico sentiero è un fluire di Sangue: chi ha coraggio di immergervisi per attingere la purezza, la spiritualità e la grazia, cammina con Gesù nel piccolo sentiero della santità. O Signore, mi getto a capo fitto nell'abisso delle tue misericordie: voglio attingervi tanto Sangue quanto è il tuo Amore: voglio seppellire in esso tutte le mie colpe, le colpe del mondo, per ricavare la grazia della nostra salvezza.
Ascolto. «Chi adora e beve e s'immerge nel Sangue di Cristo, acquista la sensazione del suo dolore immenso, degli spasimi che sostenne per noi, del martirio con cui immolò la vita».
L'anima intenta a questi Misteri, riceve le impressioni della Passione e, per queste impressioni soprannaturali, diventa pura, leggera, spirituale, così che può percorrere il sentiero angusto della santità, velocemente, sicuramente, per raggiungere quello regale dell'amore eterno. q. 19: 31 dicembre
105 - Chi attinge il Sangue in vita...
- Immergi ogni preghiera, ogni azione, ogni pensiero, ogni palpito, ogni atto nel Sangue delle mie piaghe: usciranno santificati e saliranno come fiamma di amore a Dio, come pioggia di espiazione nel Purgatorio. -
O mio Dio, che intendo! Qual luce, quale fiamma, quale veri-. tà, quale potenza, quale misericordia!
Il Sangue di Gesù, versato e applicato alle anime, non è consumato, no: esso è sempre in Gesù per tutti, con tutto il suo valore, con tutta la sua virtù, con tutti i suoi meriti, per noi, per ciascuno di noi, ad ogni istante, per tutta la vita.
E a disposizione della nostra volontà, in proporzione della nostra pietà, per l'accrescimento della nostra santità.
Perché non vi attingiamo?
- Chi attinge il Sangue di Gesù in vita, con fede, con speranza, con amore, non scenderà ad attingere il fuoco del Purgatorio. - q. 19 : 31 dicembre
106 - In tutte le Sante Messe, con la bocca sul Sangue
Adoro e bacio, ad ogni istante, le piaghe misteriose del mio Gesù.
Raccolgo il Sangue prezioso che ne fluisce, lo depongo sugli occhi, ne riempio la mente, il cuore e lo spirito.
Cosi, sempre in tutte le S. Messe, con lo spirito accanto al Mistero, con il cuore sulle piaghe, con la bocca sul Sangue, con la vita sulla morte del mio Gesù, aspiro la vita eterna.
O mio Gesù, se non so dire ciò che Tu mi riveli, se non so afferrare ciò che passa nel più intimo, se non so penetrare in Te se non nei limiti della mia poverissima capacità, ti offro questa capacità accresciuta dalla volontà, estesa dall'amore, perpetuata dalla grazia e, aderendo con lo spirito ai Misteri del tuo spirito, ripeto ad ogni istante, con tutta la fede, con tutta la speranza e con tutto l'ardore: «Sanguis Christi, descende, inebria, sanctifica me et omnes!». q. 19 : 31 dicembre
1924
107 - Immòlati così...
Finita la Consumazione della S. Messa Gesù mi fa contemplare la Croce, le spine, i chiodi, rimasti sull'Altare intrisi di sangue.
Che posso fare, mio Dio?
- Raccoglierli, stringerli al cuore in un amplesso di adorazione e di amore.
Non basta ricevere l'impressione di quegli strumenti di passione, distenditi sulla croce, accogli sulle mani e sui piedi quei chiodi intrisi di Sangue, metti sul capo la corona di acutissime spine, immolati così, adorando, amando, impetrando. -
q. 19 : gennaio, s.g.
108 - Dona il Sangue con la parola
O grandezza dei doni del Signore! O sovrabbondanza della divina carità!
Gesù continua in me i suoi richiami di misericordia. Egli vuole effondere in me il suo Sangue prezioso perchè io lo possa partecipare agli altri. Sí, mio Signore, credo che una goccia sola del tuo Sangue basterebbe a redimere mille mondi.
Ebbene, io raccolgo e Ti offro tutto il Sangue de' tuoi olocausti per la salvezza, per la santità di ciascuna anima. Insegnami, o Gesù, come posso trafficare questo tuo dono supremo.
Che fa un ricco buono e pietoso?
Dà lavoro, dà il pane, dispensa doni, moltiplica gli atti di carità e di amore.
Dona il Sangue con la parola, con la carità, con il sacrificio, con l'umiltà. q. 19 : 16 febbraio
109 - ... verserei il sangue ora per Te
- Quando Teresa, contemplando le cose create, saliva con un impeto di amore fino a me, io le dissi con parola divina: «Se non avessi creato il mondo, lo creerei ora per te».
A te, mia figlia, ripeto: «Se non avessi versato il Sangue sulla Croce lo verserei ora per te». Tanto mi è gradita la tua contemplazione, tanto mi è cara la tua vita di unione alle mie piaghe, la tua vita di amore nel Sangue.
So che tu vorresti che questa tua vita non fosse disturbata dalle cose esterne, che non fosse sospesa dal contatto con le creature. Ma il prodigio è appunto qui. Tenere desta, forte, vivissima la fiamma in mezzo al vento della distrazione, del sacrificio e del dovere.
Se tu non puoi rimanere sempre con me, verrò io con te, ti seguirò nel lavoro, nella distrazione e nella fatica. -
Ed io bacio i tuoi piedi, le tue mani, il costato, tutte le piaghe del capo, del volto e del petto, ripetendo nel lavoro, nella fatica, nella tribolazione il cantico del Sangue che è il canto dell'amore. q. 19 : 18 febbraio
110 - Il Mistero del Sangue si rinnova a ogni istante
L'altare è ricoperto di Sangue, le mani del sacerdote sono ricolme di Sangue. Quando egli le alza per benedire, per consacrare, per pregare, per cancellare la colpa, per invocare la grazia, esse piovono Sangue.
Il Sangue di Cristo scorre sulle pagine sante del Vangelo, sovrabbonda nei Sacramenti, perpetua il suo getto profondo nel Sacrificio e nel Sacramento, dalla Croce e dal Tabernacolo.
Mio Gesù, Tu mi ripeti in mille modi la grandezza del tuo Mistero di amore, lo sanzioni ad ogni istante, lo rinnovi per tutti. E come, dal giorno della creazione, non sono venute meno le forze della natura, come anzi si rinnovano e trionfano per la virtù della tua potenza, così il Mistero del Sangue si rinnova e trionfa dal giorno dell'immolazione: si rinnova ad ogni istante per trionfare su tutti.
O Misteri profondi, dischiusi all'anima con luce misteriosa, con attrazioni ineffabili! O potenza del Sangue, o virtù, o sovrabbondanza, o perpetuità!
Mentre penso e scrivo, il Sangue scende e scorre, scende da ogni croce innalzata sull'altare, scorre alla porta di ciascuna anima.
Perché non posso raccoglierlo tutto e offrirlo a Te, Padre di misericordia, per ottenere il dono, la grazia, la potenza di portar-
lo in tutte le anime, come l'angelo portò un giorno il pane della vita al profeta sfinito? Perché non posso riempire il mondo del tuo grido di amore, di questo Mistero di amore, di questo prodigio sovrumano che si compie in mezzo a noi con tutte le asprezze della tua Passione?
Perché io stessa non vado crescendo in questo amore, mentre Tu mi concedi tutti i mezzi per renderlo infinito?
Piego l'umile vita a' piè della Croce del mio Signore con il desiderio più ardente di amare, di adorare, di comprendere il Mistero. q. 20: 1 giugno
111 - Stringi le mani in mistica coppa
- Aprimi il cuore, figliuola, e i tuoi desideri saranno coronati e le tue ricerche saranno soddisfatte.
Voglio appoggiare sul tuo cuore la mia croce nuda, fredda e squallida, ma stendi le braccia, stringi le mani in mistica coppa sotto il mio costato aperto e piega il tuo capo sul mio sanguinante.
Ecco la risposta. Raccogli il Sangue, spargilo nelle anime, la tua ne sarà ripiena ugualmente per il contatto delle labbra alle mie piaghe.
Mi abbandono a te, mi abbandonerei ad ogni anima come mi sono abbandonata tra le braccia del Padre. Non temere, non è illusione, dalla croce scende la misericordia infinita: essa è il canale misterioso per cui giungono alle anime tutti i beni della verità, della grazia e dell'amore. Quando gli uomini mi crocifissero le mani ed esse apparvero impotenti, apersi il Cuore per offrire tesori inesauribili; e mentre la crocifissione sembrava distruggere la mia Sacra Umanità, la misericordia trovava espansione nell'Augusta Divinità». -
Dal Cuore trafitto uscì l'ultima goccia di Sangue, la goccia misteriosa dell'acqua: dallo stesso Cuore, aperto quotidianamente sull'altare, continua ad uscire il perdono, esce con l'amore, con la verità e con la grazia, esce la vita soprannaturale e quella eterna. Ogni immolazione ammette la Risurrezione gloriosa, e come la Passione profonde la misericordia sugli uomini, la Risurrezione raddoppia la gloria del Cielo. La Passione è per ogni anima, pur rimanendo completa nella sua essenza, nella sua potenza e nella sua grandezza dinanzi alla giustizia di Dio. q. 20: 27 ottobre
112 - Il Sangue di Cristo è la mia ricchezza
A piè della Croce mi rivesto delle spoglie di Gesù. Il suo Sangue lava i miei peccati e ricopre le mie indegnità, la sua misericordia sana le piaghe e ricolma i solchi infruttuosi, l'amore spegne ogni forma di vita naturale, ispirando i pensieri, gli atti, le parole alla purezza della vita spirituale.
La mia ricchezza è Gesù. Egli ha corrisposto per me alla giustizia del Padre e mi offre ad ogni istante i tesori del suo Sangue divino, facendomi sentire e gustare in essi tutte le espansioni della sua divina carità.
Il Sangue di Cristo è la mia ricchezza. In esso trovo la luce per la mente, la forza per lo spirito, la gioia per il cuore, la ricchezza sovrabbondante di ogni bene morale, la promessa infallibile dei beni eterni.
Il Sangue di Cristo mi fa penetrare nella vita intima di Gesù, nella vita della sua Passione, del suo dolore, della sua morte; nella vita Eucaristica, nella vita de' suoi Misteri. Ed è un'ascensione continua, una penetrazione ineffabile, una unione sostanziale.
A poco a poco l'anima si distacca dalle cose esterne, sensibili, visibili, da se stessa, dal tempo e dai desideri, dalla cognizione delle proprie facoltà e dalle grandezze della propria libertà.
Sente solo un bisogno, l'amore; prova una sola attrattiva, immergersi nel Sangue della Redenzione; nutre un solo desiderio, compiacere Gesù; ha sete di Lui, ha fame di Lui, e questa sete e questa fame aumentano quanto più sovrabbonda la grazia, quanto più è rapida e benefica la mistica corrente del Sangue.
O Sangue di Gesù, in te è la mia vita del tempo e quella dell'eternità!
Il Sangue di Cristo, penetrando in noi con la possente vita del suo Cuore, ci rende membri vivi del suo corpo mistico, la Chiesa militante, facendoci quasi sentire la nostra unione con la Chiesa purgante e con quella gaudiosa.
O Sangue di Cristo, alimenta la mia fede, la speranza, la carità; donami la forza nel combattimento, la luce nella tenebra, la grazia che dispone alle comunicazioni con Dio!
Il Sangue di Gesù dà un'ebbrezza di cielo che è impossibile dimenticare.
Gustata una volta, l'anima la ricerca, la chiede, non può vivere priva di essa. Il Sangue di Gesù spira una fragranza soavissima, esso ha in sé il gusto delle cose eterne.
Dammi dunque, o Signore, continua a darmi il tuo Sangue divino.
Esso discenda sulla poverissima anima mia con tutta la sua virtù redentrice. Tu puoi estenderla sulla mia vita passata, come il maestro ritocca la tela del giovane alunno; Tu puoi santificare le mie azioni, perdonare tutte le colpe, dissipare le tenebre, togliere ogni residuo di debolezza, di infedeltà e di miseria.
Ti prego, estendi, o Signore, la virtù redentrice del tuo Sangue sulla mia vita avvenire, su ogni palpito, su ogni pensiero, su ogni azione.
Informa con essa ogni atto, santifica ogni respiro, rendi la mia vita pura, perfetta e accettevole al tuo Padre celeste.
Il Sangue di Cristo stabilisce in noi la verità, la giustizia, la pace e l'amore: donandoci la purezza, esso ci porta alla santità: spegnendo in noi le passioni, vi suscita lo slancio generoso per la virtù: trasformando il gusto delle cose terrene in disprezzo e noncuranza, porta a una vita di soprannaturalità e di amore.
Per seguire le operazioni della grazia l'anima deve orientarsi: deve fissare lo sguardo in Gesù. Fissare lo sguardo in Gesù vuol dire indirizzare a Lui tutto, pensieri, affetti e azioni.
Lasciargli la mente libera, il cuore vuoto, alacre lo spirito: scacciare dalla mente ogni immagine come si toglierebbe dalla pupilla un corpo estraneo: non interrompere mai l'amore, intensificare la dedizione, l'immolazione.
Tutto questo l'anima raggiunge per virtù del Sangue di Cristo.
È il Sangue di Gesù che purifica e spiritualizza la vita della mente, che accende, infiamma e consuma il cuore, che sorregge, slancia e illumina lo spirito, la volontà.
Chiedo a Gesù di partecipare a' suoi dolori; se non lo potrò fare in Paradiso, perché lassù non si soffre, mi conceda di patire quaggiù, di penetrare nella sua Passione adorabile, di unirmi a' suoi patimenti ineffabili. E la migliore corrispondenza a' suoi disegni di amore.
Quando la lotta si fa più intensa e la fragilissima mia natura, oppressa e stanca, pare vicina alla resa, allora porto la mia volontà sotto la croce, la immergo nel Sangue di Cristo e ritorno al combattimento con una energia invincibile. Alimentata, corroborata da quella forza suprema, non temo né il demonio, né la natura, né la mia debolezza.
Il mio vino eletto è il Sangue di Cristo: esso ritempra l'anima affievolita e dà alla mente visioni di cielo: inebria il cuore di carismi ineffabili e rende lo spirito alacre, generoso e attivo nella corrispondenza alla grazia, nella volontà dell'ascesa. q. 21 : 3-25 luglio
113 - Il Sangue guida i miei passi
La corrente dell'amore mi ha trasportato nella corrente del Sangue ed ora questa corrente impetuosa mi riporta a quella dell'amore.
O mistica vita di unione, vita preziosa di santità e di grazia! Tutte le operazioni della mia anima sono compiute dal Sangue di Gesù. Esso penetra nelle fibre più intime della mia vita e scorre rapidamente trasformandola.
Il Sangue è il mio cibo, la mia bevanda, la mia forza, la mia luce, la mia salvezza, la mia ricchezza.
Esso guida i miei passi e li sostiene, mi ripara dalle bufere, mi ristora, mi dona la vita della grazia e mi promette quella della gloria. q. 21 : 7 agosto
114 - Dal Cuore di Gesù sgorgano tre sorgenti
Dal Cuore di Gesù sgorgano tre sorgenti divine, ineffabili, inesauribili.
Una sorgente di acqua purissima: è la grazia che si spande su tutti per virtù del Sacramento del Battesimo, anche senza che l'anima la conosca, la desideri e la invochi.
Una sorgente di Sangue: sono i meriti della Redenzione estesi agli uomini di buona volontà, a quelli che vivono di fede, di speranza e di amore.
Una sorgente impetuosa di fuoco. E per i più generosi, per quelli che accolsero ripetutamente, con devozione, con desiderio, con riconoscenza la grazia; che purificarono se stessi nel mistico lavacro di Sangue, che si portarono fino alle vette della perfezione.
Travolti dalla corrente impetuosa del divino amore, non possono fermarsi più e corrono, con essa, al mare dell'eternità. q. 21: 10 agosto
115 - Il Sangue... non è una idealità
Il Sangue di Cristo, che scende continuamente sul mondo per il Mistero della Consacrazione, non è una idealità, una visione soprannaturale, ma una realtà sostanziale, in cui ogni anima può trovare luce, forza e amore per la vita intima dello spirito, grazia, benedizione e aiuto per quella esterna. q. 21 . 15 agosto
116 - La mia immolazione perenne divinizza
- Ogni dolore del tuo corpo, ogni sofferenza del tuo cuore, ogni angoscia della tua anima, tutte le desolazioni del tuo spirito, le pene, i patimenti, gli abbandoni, tutto è già passato per il mio cuore nella vita umana, tutto fu intensificato sulla croce, e tutto per compatire e santificare e sublimare gli atteggiamenti dell'anima umana.
La mia immolazione perenne accoglie e trasforma e divinizza tutte le tribolazioni della vita. - q. 21 : 25 agosto
117 - Nella Passione, tutto il dolore e tutto l'amore
Dilata, o Signore, la tua Passione nella mia anima e la mia povera anima nello splendore della tua Passione. La Passione di Cristo! Essa è profonda, angosciosa come la notte ed è pure meravigliosa, smagliante come il sole.
C'è in essa tutto il dolore e tutto l'amore: la potenza ammantata di impotenza, la grazia rivestita di Sangue, la Sapienza velata di Mistero e la santità nascosta dalla ignominia. O Padre santo, non temo di presentarmi a Te: per il Sangue di Gesù non pavento il tuo giudizio. Esso mi redense, mi purificò dal peccato originale, distrusse e cancellò in me tutti i peccati veniali; più ancora, mi ricolma di meriti, di speranza, di promesse, di virtù e di santità. Non c'è membro che non sia ricoperto del sacro manto: gli occhi sono ripieni di Sangue, le labbra, il cuore, la mente, lo spirito non vivono e non palpitano che per il Sangue del mio Gesù. q. 21 : 28 agosto
118 - La Passione esterna e la Passione intima
La Passione del mio Gesù è per l'anima più ancora di quello che la vita è per le membra. Tutti gli argomenti della fede, della speranza e dell'amore sono illuminati dalla Passione di Gesù. Ma ciò che maggiormente mi avvince è la vita soprannaturale che vi attingo.
Questa vita soprannaturale introduce nella passione intima di Gesù, nei misteri della sua anima illuminata dalla perfettissima luce della Divinità e avvolta dalle profonde tenebre della umanità. La passione esterna di Gesù, i dolori del corpo e del cuore, quelli della sua vita umana sono un nulla in confronto della passione intima, che è quasi infinita quanto la sua giustizia, la sua santità e il suo amore. Comprendo che Gesù non ebbe conforti lungo il suo calvario.
La Madre e le pie donne non fecero che torturargli il cuore. Così Egli porge agli amici più cari dolori senza consolazione, dolori che devono restare segreti e perciò più amari, più tormentosi, ma più meritori. q. 21 : 28 agosto
119 - Produrrò nella tua anima le stesse pene
- Nello stesso modo con cui imprimerai nella tua anima la mia Passione, imprimerò nel mio cuore la tua. Contemplando e adorando le mie piaghe e le mie sofferenze, produrrò nella tua anima le stesse pene e le stesse angosce, partecipando ad esse la grazia, i meriti, la virtù del mio Sangue. Così le tribolazioni e le prove della vita, ricoperte dal Sangue della Redenzione, appariranno gradite agli occhi del Padre. A chi crede in me, insegno la via della croce, a chi mi ama offro la croce, a chi mi predilige gliela metto sul cuore.
A quelli che mi sono cari porgo qualche stilla del mio fiele commisto alle dolcezze della mia grazia; a quelli che mi sono prediletti presento lo stesso calice della mia passione, do le prove e le pene più aspre, li espongo soli, senza conforto, sbattuti dalle bufere, angosciati per lo smarrimento, ma un giorno essi avranno la parte più eletta nell'amore. - q. 21 : 30 agosto
120 - Il Sangue è l'attrazione possente
Offro a Gesù la poverissima anima disposta a fare in tutto la sua volontà. Gliela offro come molle cera, ed Egli la prende, la plasma, la dispone a vaso, tanto più profondo ed esteso, quanto più si lascia dilatare, e lo riempie del suo Sangue prezioso. Gliela offro come un umile fiore, aperto però alla rugiada della sua grazia, alla luce della sua verità. E questo fiorellino umile e agreste, irrorato dal Sangue dell'amore, vede moltiplicare intorno a sé frutti rigogliosi.
Il Sangue del mio Gesù! E l'attrazione possente che assorbe la mia povera anima, è la forza arcana che mi avvince al Mistero, è la luce prodigiosa che rivela sempre più meraviglie soprannaturali. E questo Sangue adorato lo invoco per me, per tutte le anime, per la liberazione di quelle del Purgatorio, per la maggiore gloria di quelle del Cielo. q. 21 : 31 agosto
121 - Il manto del suo Sangue prezioso
Pare che Gesù occupi la piccola anima; Egli la incoraggia, la scuote, la ammaestra. Vuole essere solo a dominarla, non vuole nessuna rimanenza della vita terrena, nemmeno l'ombra di me stessa.
E sulle squallide pareti della mia nudità distende il suo manto regale, il manto del suo Sangue prezioso, che rifulge più dell'oro, più delle gemme ed è più terso del cristallo.
- Così, figliuola, potrà rispecchiare la mia Passione, e l'immagine che si formerà in te sarà reale, vitale, incancellabile. Tu temi di te stessa, il mio Sangue t'incoraggia; temi l'inferno ed esso ti ripete: all'inferno non può penetrare il Sangue di Cristo altrimenti anch'esso diverrebbe un paradiso; temi per i tuoi peccati ed io ti dico: provati a gettare dei sassolini negli abissi del mare: chi saprebbe rintracciarli? Gli abissi del mio Sangue sono ancora più profondi, in essi tutto viene distrutto, trasformato, santificato.
Mi dici: Ma se i sassi fossero grossi e io non potessi accoglierli con le mie mani, né potessi portarli nel tuo Cuore?
Allora verrei io stesso con l'onda possente a ricoprirli, a smuoverli, a seppellirli nell'abisso.
Il mio Sangue opera in proporzione della fede, a seconda della speranza, dell'abbandono e dell'amore.
Lasciati immergere e sommergere dai gorghi misteriosi: lasciami assoluto padrone di te stessa, dominatore della tua vita, delle tue forze, del tempo, del cuore. - q. 22 : 13 settembre
122 - Adoro Te, o Croce preziosa
Come adoro Cristo morto in croce per me, così adoro te, o Croce preziosa, che accogliesti le sue membra santissime, presentandole dalla vetta del Calvario a tutte le generazioni e per tutti i secoli, crocifisse, straziate, sanguinanti.
O Croce del mio Gesù, trasfondi in me le virtù che attingesti dal suo Corpo immolato, dal suo Cuore squarciato, dal suo Sangue prezioso.
Debbo continuare nella mia vita il tuo ufficio di pietà, devo saper portare Cristo Crocifisso, gustarlo per me, unirmi a Lui, formare una sola cosa con la sua immolazione e presentarlo a Dio, ai peccatori, a tutte le anime e ottenere che la sua redenzione sia copiosa.
O Croce del mio Gesù! Tu sei il faro risplendente dell'anima cristiana, il suo sostegno, la sua salvezza, la sua ricchezza e il suo amore.
A' tuoi piedi si ritemprano tutte le virtù, si calmano tutti i dolori, l'anima trasforma le sue aspirazioni, si purifica, si eleva, pensa alle sue miserie, si pente, confida, spera e ama.
Tutte le Scritture e tutti i prodigi, tutta la vita di Gesù e tutte le sue misericordie, le sue grandezze e le sue umiliazioni, il suo dolore e il suo amore, tutto è svelato dalla Croce, purché l'occhio che la contempla sia semplice e il cuore puro e l'anima ardente.
Oh! ineffabili, mistici, sovrumani godimenti fluiti dalla Croce, dalle piaghe, dal Sangue, dal Cuore ferito di Gesù! Ma il godimento caro e gradito che devo dare a Gesù è la mia crocifissione alla sua volontà, lo spogliamento di me stessa, dell'amor proprio, del mio giudizio e della mia volontà.
La croce è squallida: essa m'insegna il distacco, la rinunzia, il sacrificio.
Sullo squallore della croce Gesù ha disteso, per l'immolazione, le sue membra adorabili e da quell'altare di umiliazione e di morte è salita gradita al Padre Celeste l'immolazione della vittima augusta, consumata per la nostra Redenzione.
O Gesù Crocifisso! O Croce del mio Gesù! O Vittima divina! O altare divinizzato! O Misteri augusti della nostra fede, o segreti profondi dell'amore di Dio, della sua misericordia e della sua bontà!
Prostrata nella polvere adoro tutte le tue virtù, o Cristo Crocifisso, le virtù della tua Croce, le grandezze del tuo Mistero. Chiedo, per queste virtù possenti, il perdono delle colpe, una purificazione sempre più profonda, sempre più perfetta; lumi alla mente e fervore per il cuore, la fedeltà, la giustizia, la grazia, la generosità e l'amore.
O Crux, ave spes unica! q. 22 : 14 settembre
123 - Lo sposalizio della Croce
- Mettiti, figliuola, a' piè della Croce, con profonda fede e grande semplicità. Senti la voce del Sangue, adora la sua potenza e il suo valore.
Esso scende e ti riempie le mani, ti corona il capo, ti ricopre tutta come di un manto regale.
Ma il vero sposalizio è prodotto dal Sangue che scende fino al tuo cuore; quello è il Sangue del patto di amore, esso rinnova la vita, la feconda, la trasforma, la unisce alla mia divina. -
L'anima è come fuori di sé per la dolcezza delle misericordie divine, e ripete, nello slancio del fervore:
«Quid retribuam Domino?».
- Dammi le tue pene, esse costituiscono il sangue del tuo cuore.
Accoglimi in te paziente, crocifisso. -
- Ti vorrei ricoprire di rose, o Signore, ma dove raccoglierle se intorno a me non vi sono che spine?
- Le rose più belle sono quelle che fioriscono appunto tra le spine: l'amore più fragrante è quello che sale dal pianto. Ogni volta che ti metterai sotto la croce, rinnovando questi sensi, si rinnoverà il mistico sposalizio del mio Sangue col tuo amore. -
Voglio farmi santa per il Sangue di Gesù, voglio farmi grande santa con il Sangue di Gesù, voglio farmi presto santa nel Sangue di Gesù. q. 22 : 14 settembre
124 - Dilata il tuo Sangue nelle mie membra
Quando mettevi il tuo Cuore adorabile nelle anime de' tuoi santi, essi sentivano lo strazio delle tue pene o le ebbrezze della tua gloria, a seconda delle disposizioni che Tu preparavi in essi. In me, o Signore, è la disposizione del tuo Sangue adorabile: vieni a raccoglierlo, vieni a rivivere per esso, a santificarmi, a glorificarti.
Altre volte mi hai ispirato di ripetere: «Dilata, o Signore, la mia intelligenza nella tua carità e dilata la tua carità nella mia intelligenza: dilata la tua Passione nella mia anima e la mia anima nella tua Passione: dilata il mio spirito nella tua grazia e la tua grazia nel mio spirito: dilata il tuo Sangue nelle mie membra e le mie membra nel tuo Sangue divino». Ora, o Signore, ripeterò: Dilata il tuo Cuore nella mia povera vita e la mia vita nel tuo Cuore adorabile, santissimo, misericordioso. q. 22 : 15 settembre
125 - Atto di abbandono a Gesù Crocifisso
O mio Signore Gesù, Maestro divino che espandi la luce della tua sapienza nelle piccole anime, ecco dinanzi a Te la più piccola, la più meschina, la più bisognosa.
Vengo, o Signore Gesù, rapita dal tuo amore generoso, dalla tua misericordia e dalla tua carità a rassegnare nelle tue mani divine il mio povero spirito. Questo atto di confidenza e di abbandono l'ho imparato da Te, meditando i tuoi dolori, le tue piaghe, la tua passione, il tuo Sangue divino.
Ed ora invoco che questo Sangue adorabile, che questa Passione redentrice e questa Redenzione copiosa mi aiutino a riconoscere la mia debolezza e la mia miseria, il bisogno che ho della tua carità e la confidenza per dilatarvi tutto lo spirito.
Signore, non ho nulla di mio, eppure trovo in me delle ricchezze senza numero, dei doni preziosi, dei tesori incalcolabili. Tutto mi venne da Te: la vita, l'intelligenza, il cuore, lo spirito, la fede, la grazia, l'amore; tutti i beni per l'esistenza umana e quelli intimi, eccelsi, innumerabili per la vita immortale. Rassegno tutto, o Gesù, nelle tue mani, rinunziando completamente, spontaneamente a quel diritto di libertà con il quale hai avvalorato i tuoi doni.
Abbandono a Te la mia mente con tutta la verità, le illustrazioni, le comunicazioni che Tu vorrai parteciparle. Abbandono a Te il cuore con tutta la sua sensibilità, potenza e forza, con i suoi palpiti, i suoi respiri, le sue espansioni.
Abbandono l'anima con le sue potenze, con le sue elevazioni, con la sua vita soprannaturale, con le grazie di cui la ricolmi, con le prove nelle quali la cimenti.
Abbandono fra le tue mani il tempo che mi è riserbato, le vicende, i dolori, i sacrifici, il lavoro, le infermità del corpo e le pene del cuore; la preghiera, le speranze, i desideri e i timori, il gaudio e la pace; tutti i respiri della vita, i palpiti, gli affetti, i passi, le azioni. Tutto quello che Tu getti con provvida mano al mio passaggio, sia letizia o dolore, fatica o sollievo, tenebra o luce, tutto raccolgo in ispirito di fede e lo offro a Te ricolmo di amore, di riconoscenza e di abbandono.
Rassegno a te la cura del mio spirito, il profitto nella perfezione, il raggiungimento della santità stabilita dal tuo amore, l'aumento della grazia, la partecipazione alla tua vita. Ignorante e meschina, non so usare né dei beni, né dei mali con quella sapienza celeste che sa ricavare la gloria perfino dalle più umili cose. Abbandonando tra le mani della tua provvidenza tutta la mia vita, confidando nella tua carità, sono certa di raggiungere il fine dell'esistenza, di compiere i tuoi disegni ammirabili, di corrispondere ai ripetuti inviti del tuo Cuore, della tua Passione e del tuo Sangue.
Tu, o Signore, nell'immensa tua misericordia mi suggerisci di rassegnare nelle tue mani anche i peccati, le imperfezioni, le miserie, quello che può adombrare l'anima, rendendola meno pura e meno disposta al lavoro della tua grazia.
Sí, o mio Dio, metto fra le tue mani piagate tutte le debolezze della mia vita, anche quelle che Tu prevedi e giudichi e disapprovi, e confido di ottenere da Te piena misericordia, salvezza, purezza e benedizione.
Abbandonando - con questo voto - alla tua provvidenza amorosa tutta me stessa, perdendomi in essa, intendo di vivere esclusivamente per Te, cercando la tua gloria, compiendo la tua volontà, struggendomi nella tua carità. Intendo di sottomettere al tuo cospetto tutti i tuoi doni, riconoscendoli esclusivamente tuoi, credendo che da tutti Tu vuoi ricavare la mia perfezione e la mia santità. Intendo di vivere spogliata di tutto: della libertà, della volontà, del giudizio, dell'affetto ad ogni cosa, della preoccupazione per ogni dovere, del timore per ogni pena, dell'ansia per la malattia, per l'agonia e per la morte; intendo voler vivere senza consolazione, senza soddisfazione, senza ricerca di beni, né per l'anima, né per la mente, né per il cuore, né per il corpo, per poter ripetere con Te, mio amabilissimo Gesù: «Consummatum est. In manus tuas, Domine, commendo spiritum meum». q. 22.: 16 settembre
126 - La tua Croce sia piantata sul mio cuore
Se Tu ti avvicini con la prova, è misericordia; se mi porti accanto alla tua croce, è privilegio; se mi stringi al tuo Cuore squarciato, se m'immergi nella tua Passione e mi fai gustare, come oggi, la profondità delle tue sofferenze, la solitudine del cuore, l'isolamento e l'abbandono, è predilezione, è carità, è amore infinito.
Che importa se in questa vita umana sono così oppressa, dal momento che ho tutta l'eternità per dilatarmi e che la dilatazione gaudiosa è in proporzione del patimento sofferto quaggiù?
Tu mi hai chiesto stamane che io celebrassi la festa della tua Passione: comprendo ora, mio Gesù, che non si può rimanere al tuo banchetto, né seguirti al Calvario senza riflettere le stigmate del tuo dolore. Accetto, o Signore, che la tua croce sia piantata sul mio cuore e accetto di consumarmi per sostenerla. Ripeto la preghiera che tu stesso mi hai insegnato:
«Dilata la tua Passione nella mia anima e la mia anima nella tua Passione». Questa preghiera che non comprendevo se non per l'efficacia della tua grazia, ora la ripeto per la virtù del dolore, partecipando con lo spirito ai Misteri profondi della tua Passione. Se non si patisce come Te, se l'umiliazione non ci prostra fino a sentirsi schiacciati, se il pianto non affoga l'anima, se il cuore non è straziato dalle iniquità della terra, se non si è gustato il fiele della calunnia, l'abbandono dei beneficati, il tradimento dei buoni, non si può comprendere la tua misteriosa Passione, o dolcissimo, amabilissimo Gesù. q. 23 : 3 settembre
127 - Penetrando nella Passione, l'anima si trasforma
Immergimi, o Signore, nella tua infinita carità.
- Tutte le volte che entrerai devotamente nella mia Passione attingerai non solo il senso della carità, ma l'essenza, la vita, la forza della carità. -
La Passione è il compendio di tutti i mali sofferti da Gesù per ottenere all'umanità tutti i beni.
Penetrando con senso cristiano nella Passione l'anima si trasforma a poco a poco perde la vigoria delle passioni, le abitudini della vita umana e acquista le virtù soprannaturali per la vita divina.
Penetrare nella Passione di Gesù vuol dire lasciarsi guidare
dalla sua provvidenza attraverso le tenebre, le tentazioni, l'annientamento, la sofferenza e la consumazione, fino a non intendere più nulla della vita, a desiderare soltanto i patimenti, a contemplare gli strazi di Gesù, a vivere nel suo dolore per morire nel suo amore.
Immersa così nella Passione di Gesù, sento l'invito di unirmi ancor più intensamente, con maggior fede, con maggior abbandono.
E trascinata nella profondità del suo Cuore, intendo un invito più delicato, più intimo e più caro, quello di poter partecipare il Sangue, la carità, la misericordia, la dolcezza, la benignità di Gesù alle anime che mi sono care.
Intendo come vivendo nel Cuore di Cristo le anime possono avere, pur vivendo a distanza, un intimo contatto spirituale, mercé il Sangue di Gesù, che scorre in tutte e che le unisce come in una sola vita prodigiosa. Così, amando Gesù, invocando il suo Sangue e la sua grazia a conforto e sostegno delle anime care, vedo che questo desiderio è trasformato misteriosamente in potenza efficace, e mentre vivo in Gesù e mi alimento del suo amore, porto lo stesso amore e la stessa vita alle anime unite a Lui ed a me per il vincolo della grazia. q. 23: 6 settembre
128 - Per il Sangue la vita si ritempra
Il Sangue del mio Gesù! Il Sangue della redenzione, della riconciliazione, della santificazione!
Scende tutti gli istanti da ogni piaga di Gesù su mille e mille altari dove s'immola; scende con la stessa espansione di grazia, di vita, di santità come già sul Calvario, con la stessa sovrabbondanza d'amore, di misericordia, di meriti e di virtù.
La vita è triste per le miserie della nostra anima, per il contatto con le miserie altrui, per la freddezza, l'indifferenza, le colpevolezze dell'umanità intera, ma su queste miserie piove il Sangue di Cristo; esso ravviva, ristora e feconda e sempre con la stessa tenerezza, con la stessa prodigalità; per i più meschini, i più colpevoli, i più lontani.
Per il Sangue di Gesù la vita si ritempra, si purifica, acquista le forze misteriose per l'ascesa e quelle immortali per il raggiungimento di Dio.
O Passione della Croce! 0 Passione dell'anima del mio Gesù!
O Passione delle anime!
Vale più una piaga del suo Corpo divino che tutti i conforti, tutti gli appoggi, tutte le ricchezze, tutti i trionfi umani. L'anima esce da se stessa per darsi a Gesù e l'incontro avviene in un regno sconosciuto, che è quello del dolore, per coronarsi in quello misterioso dell'amore. q. 24 : 29 ottobre
129 - Puoi trovare Calice più prezioso?
Gesù segue le anime con tenerezze infinite, con un amore delicato, soavissimo, inesauribile. Possibile, o Signore, che Tu possa occuparti continuamente di noi?
- Che fanno le madri buone, pie, solerti? Il mio Cuore non ha limiti nella tenerezza, conosco tutte le finezze che sollevano, che avvincono, che attraggono: Io stesso ho formato il cuore umano e mi servo degli stessi atteggiamenti per vincerlo. Sono morto per le mie creature sopra una squallida croce versando tutto il mio Sangue; rimango nel Tabernacolo vittima di amore; non posso servirmi dei mezzi più semplici, apparentemente umani, per guadagnare le anime? -
L'anima adora il suo Dio nell'umiliazione di se stessa dinanzi a tanta carità. E Gesù raddoppia la tenerezza.
- Ti sei abbandonata alle mie mani, vedi queste mani? Sono piene di Sangue. Puoi trovare Calice più prezioso, più sovrabbondante? Immergiti e bevi. I Santi hanno attinto qui la loro santità. Se vuoi la purezza attingi al mio Sangue. Se vuoi la forza, la luce, la grazia, gli aiuti per resistere in ogni prova, i mezzi per trasformarti, ricorri al mio Sangue. - q. 25 : 1 novembre
130 - Il Sangue eleva all'amplesso dello Spirito
L'anima è immersa nella contemplazione della sua origine divina. Creata ad immagine e somiglianza di Dio! Creata da Dio! Creata per Iddio! La colpa. originale, le colpe attuali hanno adombrata quest'immagine, deturpata questa somiglianza, ma la carità di Gesù, il suo Sangue, la sua immolazione, cancellando ogni colpa ed ogni macchia, ristabilendo l'ordine, ridonando la giustizia e la pace, elevano l'anima all'amplesso dello Spirito Santo, sorgente di santificazione e di amore. Il segreto di questo ritorno all'immagine e somiglianza di Dio è nel Sangue di Gesù, nella sua Passione. Se io riceverò devotamente, ardentemente
questo dono divino, se parteciperò al Mistero con tutta l'anima, riacquisterò pienamente la grandezza, la santità, la perfezione della vita di origine. q. 2,5: 4 novembre
131 - Bisogna legare l'amore al dolore
La Passione di Gesù è continuata, attraverso i secoli, con la stessa misericordia, con le stesse grazie sovrabbondanti, gli stessi meriti, gli stessi frutti, lo stesso amore. Ma le anime come vi corrispondono? E la tua?
- Ad ogni istante tu abbisogni di aiuto, di sostegno, di luce, di grazia. Ebbene, nella mia Passione c'è tutto questo. -
E passano per l'anima visioni di tristezza riflesse da Gesù, visioni di gaudio da parte dell'anima. È possibile che, dal dolore più vivo, più intenso e più profondo, scaturisca una delizia di Cielo?
Gesù ha patito per donarci un godimento infinito.
Non trovo più parole umane, o mio Signore, per ridirti il grande amore.
- Ripeti le mie divine. Entra nella Passione: in essa c'è l'amore infinito. L'amore che cresce in proporzioni del patimento, in proporzione del sacrificio e dell'abbandono. Se una persona cara che, potendo aiutarti, ti lasciasse in balia della tribolazione, umanamente tu chiuderesti il cuore e ridurresti l'amore. Nella mia passione, più ero abbandonato al furore degli insulti, allo strazio dei flagelli, alle agonie della croce, più scaturivano dal cuore accenti di amore infuocato verso il Divin Padre, fino a ripetere, dopo l'abbandono, il Sitio della consumazione dell'amore. Bisogna legare l'amore al dolore, dargli una forma sostanziale. L'amore fatto di puro sentimento, di pura elevazione, vale poco, dura poco ed è sterile. -
O Signore, fa' che il mio cuore sia come il vaso di alabastro della Maddalena, ch'io possa versare sulle tue piaghe tutto il balsamo che racchiude e spezzarlo per tuo amore perché non raccolga altro palpito, altro senso, altra vita, all'infuori della tua grazia, del tuo Sangue e della tua volontà. q. 25: 6 novembre
132 - Questa è la mia Passione continuata
- Guarda intorno a te quante sofferenze: ammalati, poveri, impotenti; ma le sofferenze dell'anima sono ancor più gravi e tristi, perché nessuno le vede e ripara. Quante anime giacciono inerti, impotenti, piagate; non possono venirmi incontro, né ricevere i miei doni, né apprezzarli, né servirsene. Questa è la mia Passione continuata, rinnovata sulla terra ad ogni istante. Dall'altare della mia immolazione guardo con occhio di amore fino alla fine dei secoli; poi, cessato il tempo, lo sguardo sarà di giustizia.
Abbraccio tutti con amore, tengo aperte le piaghe, il Cuore ed effondo il Sangue per tutti. Credi, entra, adora, bevi e distribuisci a tutti i miei tesori. - q. 25 : 14 novembre
133 - O potenza della carità di Cristo!
O mio Dio, o mio Gesù, sii benedetto per questo reciproco seppellimento!
Io seppellisco nel tuo Cuore le mie indegnità e ne ritraggo tutta la ricchezza del tuo Sangue divino! Tu seppellisci in me la tua misericordia e vi attingi le mie miserie infinite! O potenza della carità di Cristo! q. 25 : 14 novembre
134 - Chi riceve il mio Sangue... ha l'infinito per uno
Vorrei che la mia povera anima fosse imbalsamata dal profumo di tutte le virtù, di tutta la pietà, di tutto l'amore delle anime sante per preparare a Gesù una dimora meno indegna.
Ma Gesù assicura che una goccia sola del suo Sangue prezioso vale più di tutti i meriti, di tutta la santità, di tutta la perfezione delle anime più sante.
Egli è assetato di Sangue, vorrebbe trovarlo in tutte le anime come lo prodiga continuamente per tutte. Il suo Sangue è la migliore corrispondenza al suo amore; il Sangue sparso a profusione, volontariamente, generosamente, rende accetta, cara, gradita al divin padre l'immolazione della Sacra Umanità.
- Se ti trovassi in tutti gli istanti nell'atteggiamento di ricevere il mio Sangue, di nutrirti di esso, di espanderlo nelle anime, la perfezione sarebbe rapidissima.
Tutto ha valore dal Sangue, perché esso fu il prezzo della Redenzione. Chi riceve il mio Sangue, lo adora, lo invoca e lo distribuisce alle anime con la preghiera, col desiderio, non ha il centuplo, ma l'infinito per uno.
Dilata, figliuola, il tuo spirito nello spazio dei mondi, nello spazio dei cieli, nello spazio dell'infinito. Avanti, avanti! In ogni spazio metti le debolezze, le imperfezioni, i peccati, i delitti, i sacrifici delle anime, i peccati di tutti i secoli, di tutti gli istanti; dilata in essi il mio Cuore, il mio dolore. Contempla, se reggi, il cumulo dei mali, l'intensità, la continuità. Estendi su di essi il mio Sangue e il mio amore. Quello che ti dico è sempre infinitamente al di sotto di quello che è. Misura il dolore, il Sangue e l'amore. -
O mio Dio, come posso sostenere la grandezza di queste tue misericordie?
- Col mio Sangue possente. - q. 25 : 15 novembre
135 - Il Sangue è la manifestazione del Mistero
All'appressarsi di Gesù sento l'invito a coprirmi col suo Sangue prezioso. Ed io lo invoco quale rugiada celeste che ravvivi il fervore, l'amore, le dedizioni di tutta la vita.
- Esso è ancor più - dice il Signore - seme, germoglio, fiore e frutto, rugiada e calore, aura e forza, è la vita nel suo complesso, in tutte le sue manifestazioni, nell'inizio e nel progresso, nella intensità e nella perfezione.
Chi mangia la mia Carne e beve il mio Sangue, ha la vita eterna. La vita eterna è la vita della grazia nel suo pieno godimento, nella sua continuità, nella sua perfezione. -
Il Sangue è la manifestazione sensibile del Mistero della grazia. Come avrebbe fatto l'uomo ad intuire, desiderare e gustare la grazia senza un segno possente che lo impressionasse? La grazia fluisce da Gesù e specialmente dalla sua Passione come i raggi scendono dal sole.
Sotto qualunque aspetto la si contempli, da qualunque punto l'anima si elevi a Lui, è avvolta dalla sua grazia divina. Essa scaturisce dalle parole, dai prodigi, dal silenzio, dal sacrificio, dalle umiliazioni, dalla gloria di Gesù: dalla sua vita segreta, nascosta e faticosa, e dalla vita pubblica, prodigiosa e trionfale ma, sopra tutto, scaturisce dalla Croce, dalle fonti vive, perenni, inesauribili.
O mio Dio, come può reggere l'anima sotto il peso delle tue grandezze, meglio, come posso amare in corrispondenza della luce, della grazia e della tua misericordia? E Gesù si mostra ferito e sanguinante. Ecco la corrispondenza: adorare, baciare, me-
dicare le sue piaghe.
In qual modo, o Signore?
- Con il balsamo stesso che scaturisce dal Sangue. -
Non si adora, non si ama, non si ringrazia, non si ripara che con i doni stessi ricevuti da Gesù. Se l'anima volesse dare di se stessa, non troverebbe che un fondo miserabile di colpe e di imperfezioni. E vero, anch'esse possono deporsi col patimento e con l'amore, sulle piaghe di Gesù, aperte per noi. L'anima bacia e adora e avvolge ogni piaga con il mistico lino della purezza attinta dal Sangue prezioso. E Gesù manifesta il gradimento per questi atti pietosi che vorrebbe si ripetessero all'infinito da tutte le anime per il bene, per le elevazione, per la santificazione delle anime stesse. Mossa da interno impulso, quale mistica tomba, resa nuova dalla grazia, l'anima si apre ora per accogliere Gesù che vuole entrare in essa col suo divino Corpo piagato. Come riceverTi, o Signore, come contenerTi?
Quando l'anima non giunge a comprenderlo, a possederlo, allora Egli s'impiccolisce, si umilia, si adatta alla capacità, pur di abitare nel cuore con la sua Passione e con l'amore.
q. 25 : 16 novembre
136 - Ho Gesù che avvalora tutto
Per reggere nell'avvilimento della natura indegna, mi appello a Dio anche con le tre potenze di Gesù: l'Incarnazione, l'Immolazione e il suo Sangue prezioso. E sento in me un'esuberanza di vita soprannaturale che riveste di splendore le stesse miserie.
Sento che l'aridità è una prova come la consolazione; che la desolazione è ricolma di meriti come il fervore. Se ho Gesù che avvalora tutto, che importa la diversità della cosa e della forma? q. 25 : 24 novembre
137 - Contempla la mia Passione nelle tue mani
Vorrei gridare ad ogni anima: «Contempla il Crocifisso, medita la Passione, riempi la mente, il cuore, lo spirito del suo Sangue prezioso: ti sentirai trasformata, inebriata, consumata con Gesù nella sua vita di amore».
Ricevendolo nella S. Comunione Egli mi ha insegnato a baciare le sue piaghe, tante volte quante sono i miei peccati, le mie ingratitudini, le mie freddezze e infedeltà, quante sono le grazie
ricevute, i doni gustati, le verità contemplate.
Da quel contatto scaturirà la pienezza della vita. Egli m'insegna che quando l'anima ha tolto tutti gli ostacoli e tiene aperte le pupille della fede, la grazia giunge, entra a dismisura; la grazia che è la sua vita eterna, concessa, partecipata anche a noi per la virtù della sua Passione. Mi insegna a vivere continuamente nelle sue piaghe adorabili, divenute fulgenti di luce per la verità, per la luce, per la grazia che mi comunicano.
- Ieri - mi dice - hai contemplato la mia Passione nelle mani di Dio, visione sovrumana di suprema misericordia; oggi contempla la mia Passione nelle tue mani. -
Mio Dio, la misericordia è ancor più infinita e l'anima non può sostenerla se tu non sostieni l'anima.
Quale mistero di amore! Venite, voi tutti che stringete fra le mani l'oro della terra, l'oro del pensiero, l'oro del genio, l'oro della potenza, l'oro della gloria; voi che sudate e vi consumate per conservarlo, per raddoppiarlo: venite a contemplare l'oro del Sangue di Gesù raccolto nelle mie povere mani.
Esso pesa più del mondo, vale più del tempo, dura più dei secoli. E l'oro che Dio ci dona per acquistare il regno celeste. E l'oro del Cuore di Dio, è l'oro dei forzieri eterni. q. 25: 26 novembre
138 - Il mio Sangue è il tuo amore
Per tre volte Gesù mi ripete: Questo è il mio Corpo, questo è il mio Sangue! Sí, mio Gesù; sono tua, creata da Te, redenta, conservata, sostenuta, guidata da Te. Tutto è tuo, l'ho conservato per Te, sempre, tutto per Te! L'ho sacrificato per Te ed ora forze, vita, energie, desideri e aspirazioni, tutto si consuma per Te.
Gesù ripete: Questo è il mio Corpo, questo è il mio Sangue. Sí, mio Gesù, c'è in me la verità, la grazia, la vita del tuo Sacramento. Quante volte ti ho ricevuto vivo, vero, possente nel tuo Mistero di amore! Quante volte! Quasi tutti i giorni nel corso di quasi quarant'anni, Tu sei entrato in me con la magnificenza delle tue grazie, nella immolazione del tuo Sacrificio. Mio Gesù, dov'è compreso chi ha raccolto tutto il tesoro de' tuoi sentimenti, della tua virtù, della tua santità, del tuo amore?
Questo è il mio Corpo, questo è il mio Sangue!
O mio Gesù, che intendi ora? Che c'è di tuo in me che io non conosca o non lo comprenda?
- Il mio corpo mistico sono le tue azioni, il mio Sangue è il tuo amore. Tutto è mio, la tua vita intima, segreta, soprannaturale, la vita mistica, che è composta dai miei Misteri di amore, dalla mia vita divina e dalla tua umana, dalla mia grazia e dalla tua cooperazione, dai miei richiami e dalla tua fedeltà, dal mio possesso di te e dalla tua vita in me.
Questa vita è mia perché è il frutto della mia redenzione. q. 25 : 10 dicembre
139 - Questo contatto di reciproco amore
Il Volto di Gesù. Egli mi attrae col suo splendore, ma, avvicinandomi, lo contemplo insanguinato.
O mio Gesù, la contemplazione mi prostra nell'adorazione e l'adorazione mi fa penetrare nelle tue piaghe sanguinanti.
- Hai osservato che avviene baciando una piaga? -
O mio Gesù, Ti bacio non solo con le labbra, riportandole bagnate di Sangue, ma con gli occhi, con la fronte, con tutto il volto chino, umiliato dinanzi al tuo adorabilissimo.
Questo contatto di reciproco amore, del povero amore della creatura invitata al convito gaudioso del Mistero, è un piccolo segno della misericordia di Gesù, della vita mistica che si svolge accanto a Lui per la virtù della sua Passione. q. 25: 19 dicembre
140 - La via del Sangue
O mio Gesù, Ti cerco, T'incontro e Ti seguo nella via de' miei doveri, de' miei sacrifici, nella via della preghiera, dell'unione e dell'abbandono. Non sono io che preparo le vie, sei Tu che me le additi e mi illumini a comprenderle. Ed io Ti vedo venire per la via dell'umiliazione, del patimento e della desolazione.
Se il mio occhio è puro e può vedere la tua luce, Ti vedo, o mio Signore, dovunque perché tutto mi porta a Te. Ma c'è una via speciale per cui vieni a me: è la via del tuo Sangue.
O mistica via, segnata nell'anima a caratteri indelebili, riempiti di tutto il mio amore. q. 25 : 20 dicembre
141 - È il rito dell'amore
- Oggi ti aspettavo per compiere un rito, disponi la tua anima, raddoppia la fede, rafforza l'amore. -
E l'anima poverella si umilia, prega, spera, si abbandona e attende. Attende l'ora di Dio, la mistica ora dello sposalizio mattutino, vero convito gaudioso, sempre nuovo, sempre vero, sempre ricolmo di grazie.
La povera, piccola anima è presa tra le mani del Signore, avvicinata al suo petto, sprofondata nel Costato aperto, rinchiusa nel suo cuore squarciato.
Mio Dio!
- Entra, figliuola, nella mistica ferita dond'è uscito l'ultimo Sangue, entra nel mio Cuore, umanamente morto, ma vivo della mia augusta Divinità.
E la prima volta che ti elevo così, mettendoti quasi al posto della mia Sacra Umanità. -
O mio Signore, che rito è mai questo? - E il rito dell'amore. -
E chi sono io per parteciparvi?
- Tu sei un nulla, il dono è l'espansione della mia liberalità. -
Come corrispondere, mio Signore?
- Rimanendo nel mio Cuore per sempre. -
Quasi a conferma delle misteriose parole del mio Signore, leggo che l'anima, per l'unione con Dio, «diviene come un'estensione di Lui medesimo, come un prolungamento della sua Umanità».
O bontà, o tenerezza, o misericordia del mio Gesù! q. 25 : 23 dicembre
142 - Preparami una culla di Sangue S. Natale.
O Notte augusta della nascita del mio Redentore! Quale culla preparerò per accoglierti, o Dio di infinita bontà!
Come disporrò il mio cuore alla tua venuta?
- Preparami una culla di Sangue - fu la voce interna che insisté parecchie volte su questa preparazione misteriosa.
Mio Dio, come si può preparare una culla di Sangue?
- Ci sono delle anime che preparano una culla di gigli, composta dalla purezza della vita immacolata; altre preparano una culla di rose, formate con la virtù e il sacrificio; altre compongono una culla di luce con la fede e con la verità; altre una culla di fuoco con il fervore e l'amore; a te domando una culla di Sangue
con la tua vita nel Mistero e col Mistero nella tua vita. La culla di Sangue è la più munifica. -
Come riposerai sul Sangue, o Bimbo celeste?
- Misticamente è il riposo più soave: riposo su me stesso, sulla mia ricchezza, sulla mia misericordia, sulla mia immolazione. Se avessi redento gli uomini con la sapienza, con il prodigio, con la parola, l'espansione non sarebbe stata così semplice, continua, alla portata di tutti, ininterrottamente.
Preparami una culla di Sangue e contemplami su di essa nello splendore della mia vita umana e nella profondità della mia dolorosa passione. Altri contempli la soavità della mia infanzia, tu devi contemplare le ferite che la immolarono. - q. 25: 25 dicembre
143 - Insegnami a trattare questo talento prezioso
S. Stefano.
Voglio farmi santa, o Signore.
- Ed hai in te tutta la ricchezza per farti santa davvero. Tutta la profusione del mio Sangue, la luce che ne deriva, la forza, la grazia, l'aiuto e tutto ciò a dismisura, perennemente. - Vorrei dilatare tutte le fibre del corpo e del cuore, le potenze della mente, della volontà e dello spirito per accogliere il tesoro prezioso.
- Dilata invece la fede, ,è su di essa che si espande il mio Sangue, che agisce ed opera. E la fede che ti fa vivere nel Mistero e, per la fede, puoi ricevere la vita divina, la vita del mio Sangue, della mia Sacra Umanità, della mia Redenzione copiosa. -
Ma, o Signore, come è possibile che Tu tenga rivolto lo sguardo su di me, se sono così vile, meschina, indegna e miserabile? - Quando tu cogli un giglio ti fermi forse a riflettere che le sue radici sono nel fango? Perde forse, per quello, o diminuisce la sua bellezza? -
Ma i miei peccati, o Signore?
- Anch'essi spariranno sotto il sigillo mistico del mio nome di Sangue. La Passione non si è distesa appunto sulla umanità colpevole? E chi può limitare l'estensione alla mia misericordia? Quando mi crocifissero, le mie mani, te l'ho ripetuto ancora, si aprirono con un getto di Sangue perenne. Dove non giunge esso? Chi non vi può attingere? Quale limite, quale misura ho segnato alla effusione? -
O mio Dio, o mio Dio! «Quid retribuam Domino?».
Ripeterò col Salmista: «Calicem salutaris accipiam». Prenderò il Calice della grazia, della salvezza, dei meriti, dei patimenti, del Sangue della tua Passione! Prenderò il calice del mio Signore e m'inebrierò; getterò in esso le mie colpe e vi attingerò il perdono; vi getterò le pene e avrò il conforto; vi getterò le tenebre e avrò la luce. Insegnami, o Signore, a trattare questo talento prezioso, ad accogliere in me, a partecipare ad altri i frutti ed i meriti del tuo Sangue divino.
- Tu puoi parteciparlo, con la preghiera, col desiderio e con l'intenzione a tutte le anime, a quelle dei buoni e dei cattivi, degli infedeli, degli eretici, degli ingrati, alle anime apostoliche, ai Missionari, ai Sacerdoti, ai Vescovi che insegnano la verità, al Supremo Gerarca che regge la Chiesa e governa le anime, dispensando al mondo tutti i beni della Redenzione.
T'insegno una verità sublime, figliuola: non c'è maggiore ricchezza spirituale di quella che è racchiusa nel mio Sangue.
La salvezza, la santità, la perfezione, l'unione con il mio spirito, i doni soprannaturali, la virtù, la grazia, la verità, tutto è frutto del mio Sangue prezioso.
E ti dico ancora che mentre tu mi prepari una culla di Sangue con la fede, l'adorazione e l'amore, la stessa culla si cambierà per te in un trono di gloria. - q. 2,5 : 26 dicembre
144 - A contatto del Sangue, del fuoco e dell'amore
S. Giovanni Evangelista.
O Santo dell'amore, insegnami la via per giungere al petto adorabile di Gesù, per rinchiudermi e consumarmi nella sua vita, per inebriarmi della sua carità, per attingere le sue misericordie, celebrare le sue grandezze e glorificare i suoi Misteri.
La piccola creatura ha già segnata la sua via, ha già i mezzi, la luce, i richiami per l'amore immortale.
Non solo è attratta al petto di Gesù, ma introdotta nella ferita, a contatto del Sangue, a contatto del fuoco e dell'amore. La poverissima anima riposa sul Sangue di Gesù, che è grazia, luce, pace e vita divina, e il riposo è salvezza, sicurezza, santità. Chi può concedere un riposo più beatificante? E Gesù può darmi più di se stesso?
O Signore, o mio Signore, Ti ripeto ardentemente, distruggi o conferma! Distruggi queste visioni di Sangue, o conferma la virtù che ne esce. Sento l'ispirazione di fare sette segni di croce, sulla fronte, sugli occhi, sulla bocca, sulle mani e sul petto e, attraverso quei segni di fede, pare che penetri nell'anima la virtù del mio Dio, pare che, dall'abisso del Sangue, essa sia introdotta nella mistica fornace dell'amore. q. 25 : 27 dicembre
145 - L'Incarnazione è per ogni anima
L'Incarnazione è per ogni anima, non solo con i meriti, con la virtù, con la potenza della Redenzione, ma con la grandezza del Mistero. Ogni anima che riceve Gesù partecipa del Mistero dell'Incarnazione. La Carne e il Sangue dell'Uomo-Dio diventano Carne e Sangue, vita essenziale dell'anima.
Per l'Incarnazione di Gesù, il suo Sangue circola nelle mie vene, la sua verità brilla nella mia mente, il suo amore consuma il cuore, il mistero avvolge e penetra lo spirito.
O mio Gesù, vieni a rinnovare in me questa Incarnazione adorabile.
Vieni, l'anima mia ha ora estensioni infinite per l'unione a' tuoi Misteri. Non so se questo mio povero spirito viva in me o fuori di me. Esso è come avvolto da una nube prodigiosa e penetrato da una scintilla che accende una fiamma vivissima. E una voce ripete dal più profondo:
- Tu non puoi comprendere le trasformazioni che si compiono nell'anima quando mi accoglie con la mente fissa nella contemplazione dei Misteri. -
Invano m'indugio nel pensiero de' miei peccati. Quando furono perdonati tutti, è meglio crescere nell'amore che indugiarsi nel rammarico.
- Se un ricco possessore di milioni ti avesse condonato il debito di pochi denari, non si annoierebbe se tu rammentassi perpetuamente il tuo debito e la sua carità? Ama! -
La grotta di Betlemme, la Croce, il Tabernacolo, il Mistero! Sí, mio Dio, accolgo questi splendori, mi inabisso in essi, li ricevo in me, mi lascio penetrare, voglio penetrarvi!
La grotta di Betlemme è deliziosa, ma bisogna comprenderla nella sua profonda significazione.
Il Crocifisso impressiona, ma ha misteri di infinita dolcezza. Il Tabernacolo è il flusso e riflusso di amore, ma bisogna assaporare profondamente, ardentemente il Pane della vita.
Il Mistero richiede l'essenza della vita, la dedizione completa di sé nel pieno slancio della fede. L'adorazione dei Misteri è l'atto più sublime: vale più di tutte le preghiere, di tutte le riparazioni, di tutte le invocazioni.
L'anima è inoltrata in questa vita di Dio per la virtù del Sangue che è il vincolo misterioso tra l'umanità e Dio, il mistico fiume che la congiunge all'infinito.
Tutta la vita soprannaturale attinge l'alimento dal Sangue di Gesù. O mio Signore, inebriata come sono di te vorrei sapere a quale creatura Ti manifesti di più e con quali mezzi.
- A quella cui dono maggior abbondanza di Sangue. - Quale creatura corrisponde di più?
- Quella che meglio lo accoglie, lo adora, lo desidera, si nutre e vi si abbandona. - q. 25 : 28 dicembre
146 - I dolori della vita, gemme della veste nuziale
L'attrazione è sempre nei Misteri del dolore e l'anima li comprende, li gusta, vi si sente unita perché affinata dai patimenti e dalle prove.
O mio Signore, se non m'illudo, questa è la vera unione alla tua volontà. Sentirsi attrarre e abbandonarsi a questa visione di Sangue, comprendere l'eccellenza del dolore e accoglierlo come un dono del tuo Cuore. Comprendo che i dolori della vita sono le gemme della veste nuziale e la gloria di Gesù è nella Passione. Intorno a noi tutto crolla: rimarranno soltanto i fondamenti dell'umiltà e le colonne della sofferenza; su queste basi apparirà 1'edifizio del Signore.
O vita del mio Dio, comunicata per il Mistero, gustata per il Sacramento, accresciuta dal Sangue che è il nutrimento del cuore, della mente, della virtù, della verità, della scienza, dell'abbandono, del sacrificio e della consumazione!
Il dolore ci arreca confusione e umiliazione, ma è quello che più ci assomiglia e più ci unisce a Gesù, e da tale somiglianza e da tale unione scaturisce la vita soprannaturale.
O vita del dolore! O vita dell'amore! O vita di Dio in noi, o vita nostra in Dio! q. 25: 30 dicembre
1925
147 - Quelle prime gocce di Sangue
Come un sole smagliante che mi avvolge di splendida luce, è nella mia povera anima il Mistero della Infanzia di Gesù. Tutto è perfetto, immacolato e santo in quella adorabile Umanità rifulgente di tutte le potenze della Divinità. Da una ferita misteriosa, luminosa, escono delle gocce di Sangue e diventano fiamma, luce, mistero.
Mi prostro e adoro quelle prime gocce di Sangue fluenti dal corpo adorabile del mio Gesù. Esse sono il segno sensibile della sua misericordia, la prima espansione umana, il primo atto della sua carità, il primo vincolo di unione ai Misteri augusti della sua riparazione divina.
O Sangue del mio Gesù, in quale calice ti raccoglierò? Dove troverò il vaso prezioso degno di contenere e di conservare il prezzo della mia vita eterna?
- Accoglimi nel tuo cuore: esso deve formare il calice vivo, amoroso, immenso, pronto a ricevere in tutti gli istanti il tesoro della mia Passione. Il mio Sangue sarà la tua vita.
Scorrerà nelle tue fibre, innoverà lo spirito, snebbierà la mente, sarà l'ispirazione essenziale della tua vita di amore. Non devi attendere altra luce, né cercare altra via, né chiedere altri mezzi di perfezione. Nel mio Sangue hai tutta la promessa e la speranza, il perdono e l'amore, la giustizia e la pace, la verità e la carità. - q. 25 : 1 gennaio
148 - Il Sangue profonde tesori
O regno del mio Dio, dilata, estendi il tuo dominio nella mente, nel cuore e nello spirito: estendi la tua luce, la tua grazia, l'amore, e insegnami a mantenere, a contenere, ad accrescere questi doni soprannaturali, vitali, queste misericordie infinite.
La dilatazione e ,il possesso si compiono per il Sangue. Il mio regno è di luce, e il Sangue insegna la verità; è di sapienza, e il Sangue la dona; è di purezza, e il Sangue la opera; è di pace, e il Sangue la ottiene; è di amore, e il Sangue lo comunica: il mio regno non ha limiti di tempo e di misura e il Sangue profonde a dismisura tesori di grazie e di gloria. - q. 25 : 5 gennaio
149 - Il tuo regno consiste nella mia unione al Sangue
O Signore, Tu mi fai intendere che il tuo regno non consiste soltanto nel tuo possesso di me stessa ma nella mia unione al tuo Sangue divino. Esso dilaga ed io devo lasciarmi sommergere; esso deve penetrare in me ed io devo dissetarmi di esso.
Ma chi potrà dissetarsi al fonte delle delizie soprannaturali? E come posso, o Signore, giungere e penetrare in Te?
Vedi il sole? giunge fino a te, ti avvolge, ti avviva e tu dilati la pupilla per accogliere la luce meravigliosa e sali per essa alla sorgente e t'arresti a contemplarne i segreti.
E la pupilla dell'anima non potrà nella stessa guisa penetrare fino al suo sole divino? Egli scende con raggio vitale e, per lo stesso raggio, l'anima si eleva alla sorgente misteriosa. Per penetrare in me occorre una piccolezza estrema e un abbandono assoluto. -
Penetrare nel Sangue di Gesù vuol dire smarrirsi nel Mistero. q. 25 : 9 gennaio
150 - Donami almeno una stilla del tuo Sangue
Metto sull'altare della mia povera anima tutte le ricchezze di Gesù, i suoi doni e le sue misericordie.
Entrando in me riposerà sulle sue magnificenze. Egli invece vuol riposare sulla pietra viva del cuore per rammollirla col suo amore e goderne la fusione. Mio Dio, devo umiliarmi, adorarTi, invocarTi, deplorare le mie colpe, confondermi, temere, sperare?
- Hai tutto questo nell'amore. L'amore stempera il cuore, lo dilata, lo rafforza, lo dispone alla generosità, a ricevere l'abbondanza del mio Sangue divino. -
Donami, o Signore, almeno una stilla del tuo sangue.
- Sai tu che cosa vuol dire ricevere anche una sola stilla del mio Sangue divino? Esso ti farebbe morire di dolore e di amore. Sai tu che una sola goccia del mio Sangue basterebbe a convertire, perfezionare, santificare tutto il mondo?
Per una sola goccia di Sangue tutti gli uomini sarebbero trasformati, con la mente capace delle eterne verità, con il cuore traboccante di amore, con lo spirito inebriato della vita celeste, ammesso alla visione del Padre adorabile.
Pensa che cosa farebbe una goccia in un'anima sola. La farebbe morire. -
Sí, mio Dio, morire, ma vederTi, goderTi, amarTi così. L'anima è pervasa da sovrumana dolcezza nel godimento soprannaturale della goccia di Sangue. q. 25 : 10 gennaio
151 - Ti supplico di chiedere il mio Sangue
Dammi il tuo Sangue, o mio Gesù, con quella espansione che Tu desideri per i santi fini disposti dalla tua Provvidenza, per dissetare l'ardore dell'anima, anelante all'unione de' tuoi Misteri.
- Non solo ti dò il mio Sangue, ma ti supplico di chiederlo, di ripetere la richiesta, di raddoppiarla, di intensificarla. Darti il mio Sangue vuol dire darti i meriti, i frutti, le virtù, la potenza della Passione. Vedi: il mio Sangue scorre sulla terra a rivi, a fiumi; non c'è lembo che non abbia la sua parte: esso scorre dovunque e si raccoglie, come le acque negli oceani, nell'abisso della misericordia. Quest'abisso è la Chiesa, e tutti possono attingere in quantità illimitata, come tutti possono attingere ai mari. -
O Signore, e dove non giunge perché l'uomo Te lo impedisce? - Portami tu. -
In qual modo, mio Signore?
- Io sono il vero Sacerdote: sono io che m'immolo continua-' mente per le anime. Seguimi nei paesi infedeli; seguimi adorando il Mistero, invocandone i Tesori, distribuendoli alle anime. -
In quale terra mio Signore dirigeremo il volo? - Dove vuoi. -
A quali anime vuoi espanderti?
- A tutte, specialmente a quelle peccatrici, a quelle ingolfate nell'incredulità, nella superstizione e nella tenebra. -
Mio Dio, quante volte ripeteremo insieme questo rito di amore?
- Se tu potessi resistere, te lo chiederei in perpetuo. - Veramente la Redenzione è copiosa ed ha questi tre caratteri: portare la grazia alle anime, consumare le colpe e le miserie, rivestirle di luce e d'amore.
Proprio oggi Gesù dispone ch'io visiti un carcere dove sono
anime a centinaia, condannate dalla giustizia umana, ma oggetto di amore da parte della misericordia divina.
Con il pensiero, con la preghiera e col desiderio invoco su tutte i tesori del Sangue prezioso di Gesù. q. 25 : 11 gennaio
152 - Il Volto intriso di Sangue, che riflesso può darmi?
L'unione con Gesù è più intima, elevata e fruttuosa quando l'anima lo ascolta, lascia che parli Lui, che dica quello che vuole, che si manifesti come gli piace.
Le insistenze dell'anima per essere perdonata dei peccati, per avere grazie speciali, per voler intendere le cose occulte del Signore, disturbano l'azione di Gesù.
Egli è più contento di vedere l'anima raccolta a' suoi piedi, come la Maddalena nella contemplazione del suo Volto divino, del suo Verbo di amore e della sua volontà.
Nel Volto di Gesù è il riflesso del Padre e dello Spirito Santo, è lo splendore della verità e la forza dell'amore.
Ma, o Signore, il tuo Volto è intriso di Sangue: che riflesso può darmi? Appunto per la verità del Sangue il riflesso è più vivo e più salutare: se l'anima può giungere al Padre e allo Spirito Santo non è che per virtù della Passione, per i meriti del Sangue prezioso. q. 2,5 : 14 gennaio
153 - Il mio cuore come un calice
L'amplesso di Dio è un fatto di grande misericordia, di grazie efficacissime, di luce straordinaria.
Per esso l'anima si sente come sciolta dai legami del corpo, libera, pronta, alacre. E tuffata nel mare della vita, e gustando a pieno respiro la vita ineffabile del suo Dio, sente che non vi sono più vincoli che la possono arrestare, né ostacoli all'amore, né limiti alla reciproca unione.
Le Carni immolate di Gesù guariscono, riordinano, imbalsamano le mie povere membra disordinate e guastate dalla colpa di origine, e il suo Sangue divino scende nel mio povero cuore, disposto come un calice per accogliere le misericordie infinite. L'anima di Gesù penetra, investe, illumina, dilata la mente con le eterne verità, e la Divinità si degna avvicinarsi e unirsi al suo povero spirito, il quale, reso libero dalla grazia, è perciò capace di unirsi al suo Dio. q. 25 : 28 gennaio
154 - Ogni tribolazione nell'ordine dell'amore
L'anima abbeverata del Sangue di Gesù, unita alla sua Passione, chiamata a partecipare alla sua vita di grazia e di amore, deve perdere la cognizione di se stessa, la volontà e la libertà ad accettare, non solo qualunque prova e qualunque patimento come dono, come pegno di amicizia e di amore, ma a considerare ogni tribolazione nell'ordine dell'amore. q. 25 : 30 gennaio
155 - L'amore irrorato dal Sangue
Insegnami, o mio Dio, questo atto di amore illuminato, immenso che giunge fino a Te, che mi porta nel tuo Cuore, che mi unisce al tuo spirito e alla tua carità.
- L'amore non può essere accresciuto, perfezionato e santificato se non ai piedi della Croce.
Il valore massimo lo riceve dal mio Sangue prezioso: l'amore irrorato dal Sangue delle mie piaghe è il più forte, il più puro e il più resistente perché rivestito della stessa virtù divina.
Ripeti i tuoi atti di amore sotto la croce; ti porteranno sù, accanto al Cuore squarciato, entrerai a unirti alla vita che vi palpita e allora il tuo amore sarà perfettissimo, gradito ed efficace. - q. 20 : 31 gennaio
156 - L'albero della Passione
Non posso sottrarmi all'incanto di una meravigliosa visione. Usando questo nome non intendo dare un carattere straordinario a ciò che è passato nel mio povero spirito, raccolgo semplicemente quanto ha veduto, compreso e.gustato per straordinaria bontà del Signore. Da più giorni chiedevo un segno certo della presenza del mio Dio nelle intime comunicazioni, un segno certo della sua bontà, della sua verità, della sua misericordia nell'abbassarsi fino a me e della sua compiacenza nell'ascoltarmi. E il segno fu questo: l'albero della Passione.
Vidi le sue radici profonde, segrete, nascoste negli abissi della eternità; vidi i suoi rami estesi, infinitamente estesi, slanciati fino al cielo, curvi verso terra, soavemente disposti all'amplesso di tutte le anime.
Lo vidi sovraccarico di frutti meravigliosi, le fronde sempre verdeggianti, i fiori a profusione.
Ognuno può avvicinarsi a quell'albero misterioso e raccogliere
in abbondanza il frutto della vita. Esso però si china spontaneamente su quelli che non lo conoscono (Battesimo), su quelli che giacciono a terra impotenti (peccatori) e a quelli che sono lontani (infedeli) lancia un riflesso di mille splendori.
Sotto quest'albero magnifico è un'ombra deliziosa, che protegge dalle tempeste, dagli ardori del sole, dalle bufere, da ogni intemperia.
Quando l'anima lo ha veduto, resta vinta, lo abbraccia e non se ne parte mai più. Ma quello che forma l'essenza del godimento è la partecipazione alla vita dell'albero stesso per mezzo dei frutti saporosi.
Come mangiando il frutto proibito l'uomo perdette la grazia e l'innocenza, mangiando i frutti dell'albero della Passione di Gesù l'anima acquista l'innocenza e la grazia, risorge a vita novella, intuisce quella soprannaturale e si dispone a quella eterna [...].
O mistico albero di vita, di redenzione e di misericordia, accoglimi sotto la tua ombra benefica, a' piè del tuo tronco poderoso, nelle profonde aperture da cui stilla continuamente la mirra della tua virtù. Ch'io mi consumi nell'accoglimento de' tuoi doni, attingendo la vita dalla tua stessa amarezza, la luce dalla tua ombra, la forza dalla tua estensione, la grazia dalla tua Passione e dalla tua Morte.
O Misteri del mio Gesù!
O abissi della Incarnazione!
O profondità dell'Immolazione!
O ricchezze, o splendori, o trionfi del Sangue di Cristo! q. 20 : 28 febbraio
157 - La cognizione del Crocifisso vale di più di...
Ora intendo, mio Signore, la sublimità de' tuoi insegnamenti di amore.
Intendo che la cognizione più semplice e più umile del Crocifisso vale più di tutto lo scibile umano; che una sola goccia di Sangue vale Gesù, che un solo istante di unione con Gesù paziente vale più delle alte contemplazioni. Intendo che contemplando le eterne verità l'anima esce da se stessa, unendosi a Gesù entra nella stessa vita divina. q. 20: marzo, s.g.
158 - Tu mi parli da due cattedre
O mio Gesù, Tu mi parli da due cattedre egualmente eloquenti: dalla Croce e dal Tabernacolo e il tuo linguaggio è ripieno di Mistero. Concedimi le disposizioni per comprenderlo: l'umiltà, la semplicità, la compunzione del cuore, la dedizione amorosa e l'ardore vigilante.
Gesù mi fa comprendere che quando l'anima è rimasta in contemplazione a' piè di queste due cattedre, adorando e amando, allora Egli la fa rientrare in se stessa, rivelandosi nel segreto dell'anima vivo e vero.
Allora essa lo contempla in sé, lo sente in sé, lo ascolta in sé. La croce non è più fuori, ma dentro; è l'anima stessa che porta, che stringe Gesù: non vi sono chiodi, basta l'amore ed esso è così veemente, da parte di Gesù, da continuare la stessa effusione di Sangue. q. 20: marzo, s.g.
159 - I tesori del Sangue di Gesù
- Io sono la vita della tua anima, del tuo cuore, del tuo spirito: sono il principio della tua redenzione, il mezzo della tua conciliazione, il prezzo della tua santificazione.
Non nominare il mio Sangue senza parteciparlo alle anime, con la preghiera, col desiderio, con la riparazione, con l'invocazione.
Ricordati di santificare l'anima tua attingendo al mio Sangue divino, il quale costituisce la più efficace manifestazione della mia potenza, della mia sapienza e bontà.
Onora il Mistero del Sangue, adorando, benedicendo, ringraziando la provvidenza divina che ti ha largito un tesoro così prezioso, così prodigioso e salutare.
Non perdere neppure una goccia del mio Sangue: non calpestarlo, non disprezzarlo, non renderlo infruttuoso ed inefficace con la tua indifferenza o freddezza.
Non permettere che il mio Sangue venga a contatto delle tue immortificazioni, delle tue passioncelle, de' tuoi pensieri vani e inutili, delle tue intenzioni non rette, dei sentimenti meno nobili.
Distruggi tutto ciò, perché la purezza dell'anima è la disposizione e la misura dei frutti spirituali del mio Sangue.
Non sprecare il talento messo nelle tue mani con tanto amore, non defraudare la gloria che il Sangue si aspetta dalla tua corrispondenza alla grazia del Sangue.
Non nascondere a te stessa la predilezione di Dio per la vita del Mistero, non restringere la mente nelle ragioni umane, arrestando il volo dell'ascensione prodigiosa.
Considera il dono del mio Sangue sopra ogni altro dono.
Se desideri la santità, la perfezione, la grazia, la gloria, la beatitudine, l'unione con Dio, l'elevazione, la consumazione dell'amore, invoca, desidera e accogli il mio Sangue - q. 20: maggio, s.g.
160 - Sette effusioni di Sangue, sette propositi
Segno il mio povero corpo con sette croci: per esse il Sangue di Gesù entri nella mente, si posi sugli occhi, sulle labbra, sulle mani, sul petto: entri in tutti i sensi, scorra in ogni fibra, purifichi ogni respiro, elevi ogni pensiero, santifichi ogni azione.
Per queste sette croci lo Spirito Santo effonda i suoi sette doni, chiedendo alla piccola anima, in armonia con le sette effusioni di Sangue di Gesù e di quelle dell'amore, sette propositi:
1 ° La purezza nel più alto grado.
2° La riparazione offerta a Dio mediante le preghiere, le azioni, gli atti della vita, consacrando a Lui ogni istante.
3° La mortificazione del corpo, del cuore e dello spirito.
4° L'uniformità perfetta alla divina volontà.
5° L'abbandono ai disegni della Provvidenza.
6° L'unione perenne della Passione di Gesù mediante i patimenti e le tribolazioni della vita.
7° La vita intima ispirata al Mistero del Sangue prezioso di Gesù.
Sono di Cristo, sposa di Cristo, Sangue di Cristo, e lo Spirito Santo sigilla l'unione consumando la vita umana nella mistica fiamma dell'amore. E nell'anima non c'è che lo slancio per salire e la fervida brama della immolazione.
O Signore Gesù, aiutami, salvami, rendimi strumento della tua misericordia, compi in me stessa la più grande misericordia, seppellendomi, consumandomi nel tuo Sangue prezioso. Amen! q. 20 : s. ritiro, giugno, s.g.
161 - Il regno della Passione è meraviglioso
Il regno della Passione è infinito, meraviglioso, adorabile,
ineffabile come quello dell'amore; è un regno misterioso, però, e quando Gesù porta l'anima dalla contemplazione dell'agonia, della flagellazione, del Calvario e della croce a quella del Mistero in sé, allora essa deve spogliarsi di ogni immagine, cedere ogni concezione umana, dilatare il cuore, purificare la mente e attendere il verbo del Mistero. Come risuonerà questo verbo se non vi debbono essere più sensi, né voci? Come ridirò l'ampiezza della Passione di Gesù, quale si presenta all'anima? q. 26: ss. esercizi
162 - La misericordia è il prezzo del Sangue
- E un regno inesplorato quello della mia misericordia: vieni a scoprirne i tesori segreti.
Non lo conoscerai da te stessa ma te li additerà la virtù del mio Sangue. La misericordia è il prezzo del Sangue e il Sangue mio è il prezzo della misericordia.
Se attingerai abbondantemente, continuamente alle sorgenti del Sangue, attingerai pure a quelle della misericordia. - q. 26
163 - Se Gesù Crocifisso è tra le mie braccia...
Abbandoniamo alle sue braccia la nostra vita meschina, la nostra anima impotente, il cuore, i pensieri, i desideri, le azioni, le debolezze, le infermità, i peccati.
Anima mia, raccogli tutte le voci e ripeti per tutta la vita le misericordie del tuo Signore!
E intanto il Signore le manifesta sempre più sensibilmente al mio povero spirito.
Se Gesù crocifisso è tra le mie braccia ed io Lo stringo e Lo porto, Lo vedo e Lo bacio, Egli è accanto a me, unito a me con le sue piaghe santissime e il Sangue suggella ogni bacio, cementa ogni contatto, dà alla poverissima anima la veste nuova, fulgida, rossa, di fuoco e di amore, la veste del Sangue.
L'anima può dire, abbandonandosi completamente a Gesù, che Gesù, Lui, il Dio onnipotente, eterno, infinito, che assunse la Carne e il Sangue per noi nel limite del tempo, si dà, si dona e si abbandona a noi con la Carne e con il Sangue nel limite della nostra povera natura con la estensione della infinità. q. 26
164 - La Passione è il regno della pace
Gesù ha conquistato a prezzo del suo Sangue la pace e la dona
larga, profonda, duratura a tutti quelli che entrano nella sua Passione con cuore pentito, con amore grande, con abbandono generoso. La pace è il frutto del suo Sangue: essa piove continuamente dalle sue Piaghe adorabili, sgorga dal suo Cuore squarciato, scende dalle sue labbra insanguinate. Ogni patimento di Gesù, dal presepio alla Croce, dalla circoncisione all'agonia, dalla fuga in Egitto alla immolazione sul Calvario, tutta la sua vita straordinariamente tribolata, tutte le sue prove, le sue pene e i suoi sacrifici, perfino le ultime ore del suo martirio, tutto fu reso soave dalla pace ineffabile della sua santità, della sua carità, del suo infinito amore per noi. q. 26
165 - La Passione è il regno dell'abbondanza
Chiedo a Gesù perché, così poche siano le anime che partecipano alla Passione.
Egli mi risponde che poche sanno spogliarsi affatto di ogni cosa temporale per vivere soltanto di quelle spirituali.
Gedeone scelse per i suoi combattimenti soltanto trecento guerrieri, quelli che bevettero col cavo della mano, chini sulle sponde del fiume.
Soltanto chi beve al fiume impetuoso del Sangue di Gesù, in umile atteggiamento, soltanto le anime generose, morte a sé e ad ogni cosa, intendono i sublimi misteri della Passione. q. 26
166 - Perché tu possa edificare il tempio...
- Ti dirò di più: tu hai nel fondo dell'anima un desiderio segreto, una brama ardente, un sospiro che non ti dà tregua: tu vorresti poter edificare un magnifico tempio al tuo Dio.
Ebbene, se ti dessi tutto il materiale, tutti i mezzi ed anche il mio aiuto divino per compierlo? La sovrabbondanza dei beni spirituali, la smisurata prodigalità del mio Sangue, tutti i frutti della mia Passione sono i mezzi reali, preziosi, incalcolabili che io ti somministro perché tu possa edificare il tempio più magnifico, visibile un giorno negli splendori dell'eternità. - q. 26
167 - O Passione, tu sei il regno della luce
Chi vive nella Passione di Gesù ha momenti di grande sconforto, ma tosto ha il risveglio sicuro nella pienezza della luce di giustizia.
E una luce fiammante che scende dalle piaghe adorabili del mio Salvatore: è la luce adorabile de' suoi patimenti, delle sue angosce, de' suoi martiri, la luce della sua santità, della sua potenza e della sua redenzione. Egli ha patito ed è morto per me. Egli ha pagato col suo Sangue la giustizia divina ed ha avocato a Sé tutte le sue cause.
Se io sono meschina, Egli è potente; se io ho peccato, Egli si è offerto vittima per me; se io non ho la forza, né virtù, né meriti, né diritti per l'eternità, Egli mi dà tutto questo con il suo Sangue prezioso. q. 26
168 - La Passione è il regno dell'amore
Alla scuola della passione di Gesù l'anima impara l'amore: lo impara dalla vita nascosta, umiliata, disprezzata di Gesù, lo impara dalla grotta di Betlemme, nel silenzio della casetta di Nazareth, accanto alle fatiche della vita apostolica, nella espansione dell'ultima cena. Gradatamente, con un crescendo inesprimibile, sale a imparare l'amore che fiorisce dal tradimento, che raggiunge il culmine nell'agonia, l'amore divino che si consuma sulla Croce donando alla stessa umanità che lo immola i frutti, i meriti, le virtù della sua adorabile immolazione. q. 26
169 - Nel Sangue il martirio dell'amore
L'onda del Sangue di Cristo scorre in me con manifestazioni indicibili. Nessuna lingua, nessuna scienza, nessuna intelligenza umana può celebrare questo Mistero di infinita sapienza e di amore infinito.
Io intendo immergere in esso ogni respiro, ogni pensiero, ogni parola, ogni atto, azione, desiderio, speranza e volontà. Intendo immergere nelle fiamme purificatrici del Cuore di Gesù tutta la mia vita perché sia trasformata, santificata, consumata.
O mio Gesù, io ripeto che il tuo Sangue adorabile è il mio purgatorio perché in esso l'anima sente tutto il martirio dell'amore. q. 26
1926
170 - Ti consacro col mio Sangue
- Ti consacro io stesso col mio Sangue: sai che vuol dire una consacrazione regale? -
Si benedice l'abito, lo scettro, il titolo e il dominio.
Guarda che abito ti dono e con quali aspersioni di grazia: ti do il titolo di sposa, il dominio de' miei beni e lo scettro della potenza. Tu sei nulla e lo sai e lo senti in te stessa e arrossisci della tua miseria e ti umili per le tue viltà e ti annienti per la tua indegnità, ma, unita al Mistero, immolata per il Sangue, sacrificata esclusivamente per la mia gloria, tu potrai compiere una missione di carità per la salvezza delle anime [... ].
Metti le tue povere mani sul mio Cuore, immergile nel mio Sangue, usciranno purificate e capaci di accogliere i tesori della mia misericordia.
Metti la tua vita e la tua anima accanto all'offerta preparata per sacrificio.
Unita poi al mio Corpo e al mio Sangue formeremo una sola consacrazione, tu vi parteciperai per i meriti e la virtù e la potenza del mio Sangue, io mi servirò di te per continuare la grande opera della Redenzione.
Il Sacrificio della S. Messa non finisce con la consumazione fatta dal Sacerdote: non vedi intorno a lui, sull'altare, nel Tabernacolo quanto Sangue ancora?
Gli Angeli lo adorano ma è riserbato alle anime immolate raccoglierlo in benedizione per la salvezza di molti. Bisogna che qualcuno compia questo sacerdozio segreto, nascosto, benefico: dammi la tua anima con tutte le tue potenze e io la renderò degna e capace di sí nobile ufficio.
Non ti chiedo più di quello che tu mi possa dare, ti chiedo l'intenzione, l'azione, l'amore, soprattutto l'amore per questi Misteri di misericordia troppo dimenticati. Non chiedermi come farai a trasmettere il mio Sangue nelle anime.
La luce non trasmette il calore, e l'aria non trasmette la luce e la voce, senza che nessuno di questi elementi sia conscio di ciò che opera? Ed io non posso compiere, per mezzo dell'anima, prodigi di grazia? Basta che essa sia docile, semplice, perduta nella mia volontà [ ... ].
Riempi la tua anima di Sangue, esso ti comunicherà la sete della santificazione altrui, il martirio profondo, sacro, efficace della mia Passione. Più volte tu pensi e rifletti al modo di compiacermi. Non chiedo a te che una cosa sola, ma essa deve informare i pensieri, i sentimenti, le azioni e le aspirazioni, la vita e la morte: ti chiedo di vivere, di operare, di consumarti nel mio Sangue; esso più dell'olio riempirà la mistica lampada della tua carità, sarà il tuo cibo, la tua bevanda, la tua forza, la tua dolcezza, la tua sazietà. q. 27 : 6 settembre
171 - Ti voglio esclusivamente per la mia Passione
- Il Mistero della Passione è la forza del mondo, il sostegno, la salvezza, la ricchezza, lo splendore della vita. Ma chi intende, chi ascolta, chi ama questo Mistero di infinito amore?
Chi si prostra adorandolo, chi si ricovera in esso, chi attinge da esso la virtù santificatrice? [...].
Sono io che ti parlo, che ti voglio esclusivamente per la mia Passione, continuamente nel mio Sangue, piccola vittima di carità sublime, di una carità che ha per oggetto lo stesso Figlio di Dio. Ti ho invitato a uscire da te stessa: quante volte! Significava dilatare l'anima alle mie grazie, alle mie espansioni, prepararla alle mistiche nozze, rinnovate tante volte a' piè dell'altare [...].
Dammi l'anima tua, non come cosa che ti appartiene', ma come dono che intendi fare a me per i sacrifici sostenuti per te; come offerta per riscattare le anime, come strumento per compiere i miei disegni di amore [. .. ].
Ricorda che io ti ho dato la Passione per la tua anima, dammi ora l'anima per la Passione: ho dato il Sangue per la tua anima, dammi ora l'anima per il Sangue; ho dato la vita per la tua anima, dammi ora l'anima per la mia vita in te. - [...]
Signore, insegnami a chiedere ciò che vuoi darmi e aiutami a darmi ciò che mi chiedi. Invero non ci sono ostacoli che possano rendere meno pronta e meno completa la mia povera dedizione all'infuori della mia indegnità. Siccome poi questa costituisce il fondo della mia esistenza e non posso sottrarmi, né annientarla, né nasconderla, supplico la tua misericordia, o Signore, a coprirla con l'onda salutare del tuo Sangue divino.
E mi slancio in esso come in un mare sterminato, che esprime la tua misericordia, e ripeto: Prendi, o Signore, la mia povera anima, creata, redenta, santificata da te, riempita di grazia per mezzo de' tuoi Sacramenti, consacrata a Te con i santi voti, unita a Te dalla virtù del tuo Sangue, non mai sazia di Te, dilatata sempre più nel regno della tua carità, sperduta nella profondità de' tuoi abissi, abbagliata dallo splendore de' tuoi Misteri, purificata, trasformata, elevata dalla potenza della tua grazia.
Prendi la mia povera anima, o Signore, stringila alla tua Croce, immergila nel tuo Sangue, non restituirmela più, se il suo annientamento giovasse ad aumentare la tua gloria.
O felice seppellimento dell'anima nelle segrete profondità del Mistero!
O predilezione inconcepibile ottenuta a' piè della Croce! g. 27 : 7 settembre
172 - Offerta al Mistero della Passione
O Gesù, Figlio di Dio, Maestà sovrana, Verbo adorabile, Sapienza infinita, incarnato per la salvezza del genere umano, crocifisso, morto e sepolto per noi, Ti adoro con tutte le potenze dell'anima, Ti benedico e Ti ringrazio. Tu sei l'Eterna bellezza, l'Eterna verità, l'Eterno amore. Perché sei onnipotente, sapiente e misericordioso, Tu hai voluto e saputo portare sulla terra le manifestazioni più sublimi della tua infinita carità nel Mistero della tua Passione. Adoro, mio Gesù, tutti i Misteri che avvolgono la Divinità e ne formano l'essenza, adoro la luce inaccessibile, la grandezza infinita, la potenza dominatrice; adoro le infinite, auguste, eterne perfezioni del mio Creatore, del mio Conservatore e Padre, ma intendo in questo istante adorare le umiliazioni del mio Dio fatto Uomo, i patimenti di Gesù, la Passione di Gesù, il suo Sangue, la sua Morte.
O Mistero di infinito amore, consacro a Te, immolo per Te la povera anima mia, invocando di essere immersa e sommersa nell'onda del tuo Sangue divino per divenire capace di partecipare a' tuoi meriti e per offrirTi un sacrificio accettevole, puro e santo, chiedendo per esso la salvezza di molte anime, la risurrezione di quelle che giacciono nelle ombre di morte, la santificazione di quelle che Tu hai favorito con predilezione di amore. Immersa nel tuo Sangue adorato, chiedo di poter concepire atti di perfetto dolore e di perfettissimo amore ed essi siano il mio canto sulla terra e la laude perenne su in Cielo. q. 27: Settembre, s.g.
173 - Voto di rinuncia a Gesù Crocifisso
Prostrata a' piè della tua Croce, adoro, o mio Gesù, il Mistero della tua Passione che compendia quelli dello spargimento di Sangue e della tua Morte. Attratta verso questo Mistero dalla tua infinita misericordia, sostenuta dalla tua grazia, incoraggiata dal tuo Ministro, mi presento, o Signore, per fare umilmente ma irrevocabilmente l'offerta di tutta me stessa.
Sì, mio Signore, voglio rispondere alla voce del tuo Sangue adorabile, che mi ha parlato e che continua a parlarmi in mille modi, con la completa dedizione della mente, del cuore e dello spirito, votata alla tua Passione, immolata per il tuo Sangue, consumata in esso.
Con questo mio voto intendo, o Gesù, di sacrificare la mia mente nei limiti desiderati dalla tua volontà, rinunciando perfino alle contemplazioni piú sublimi per mantenere in essa la sola impressione de' tuoi patimenti, delle tue immolazioni, del tuo Sangue prezioso.
Intendo sacrificare gli affetti del cuore, i più puri, i più santi, non solo, ma ancora i godimenti ineffabili delle tue dolcezze con i quali l'hai tante volte inebriato, per accogliere in esso soltanto il gemito e lo strazio e la continuità della tua Passione.
Intendo sacrificare il mio spirito fino al punto di rinunciare, se è di tua gloria, alle elevazioni più sublimi, alle dolcezze indicibili che Tu vai prodigando alle anime che Ti sono care, per immergerle nella tua divina Passione.
Intendo rinunziare a quei trasporti di amore che spesso l'hanno così avvinto a' tuoi splendori e alle tue perfezioni, per accogliere e seguire le profonde, segrete, inafferrabili operazioni del tuo Sangue divino.
Intendo seppellirmi nella tua Passione per sempre, come una piccola ostia, come non esistessi più, indirizzando le preghiere, le meditazioni, i Sacramenti, gli atti della vita, i pensieri e i respiri all'aumento di questa dedizione, al perfezionamento di questa immolazione.
Intendo rinnovare questo mio voto ad ogni istante con gli altri voti offerti al tuo Cuore nell'umiltà della mia povertà, ma con tutto lo slancio dell'anima, unendomi a tutte le immolazioni che Tu, mio Gesù, compi sull'altare per la nostra salvezza, per la gloria del Padre, per il trionfo della tua misericordia infinita.
Con questo mio voto intendo chiedere il tuo Sangue adorabile per l'anima, ad ogni istante della vita e sul punto di morte; lo chiedo per la famiglia dello spirito e per quella del cuore, per le anime del Purgatorio, per gli ammalati, per i moribondi, per gl'infedeli, per gl'innocenti, per la tua Chiesa, per il Sommo Pontefice, per i Vescovi, per i tuoi Sacerdoti, per i Missionari, per i Religiosi.
Chiedo di essere trasformata dal tuo Sangue nel cuore e nello spirito, vivificata, perdonata, ricolma di grazia e unita a Te, mio Gesù, nel tempo e nei secoli eterni. Amen! q. 27: ottobre, s.g.
174 - Il Sangue, creazione incomprensibile
Il Sangue di Gesù, questa creazione incomprensibile che ha in sé tutti i caratteri dell'essere umano e quelli del Mistero divino, è un compendio di meraviglie, di tesori, di grandezze, di Misteri.
- Guarda, figliuola, una pianta di rose, ha variazioni molteplici pur conservando sempre la stessa specie, la forma, la fragranza. Se tu sapessi l'infinita varietà di grazie soprannaturali prodotte da una sola goccia di Sangue! -
La creazione del Sangue di Gesù costituisce un regno, un trionfo, una gloria incomprensibile. Esso è contemplato da Dio, adorato dagli Angeli e dai Beati, invocato dalle anime, temuto dai demoni.
L'anima che è portata da una grazia speciale alle soglie del mistico regno del Sangue, sente un'attrazione irresistibile e se la grazia ve la introduce non ne esce più. Il Signore la rende partecipe dei frutti deliziosi, la investe, la inebria con lo splendore di ricchezze inaudite, la unisce a sé, la trasforma, le dà il senso delle cose divine, l'intuito di quelle eterne. q. 27: ss. esercizi
175 - Le creazioni del Sangue di Gesù
Il Mistero del Sangue dischiude gli orizzonti sconfinati della rigenerazione delle anime. Per questo Mistero l'umanità è risorta dalle rovine della colpa originale e rinasce quotidianamente da quelle delle conseguenti miserie morali. Per questo Mistero hanno principio, vita e compimento gli atti virtuosi, la preghiera, il sacrificio, le ascensioni sublimi, l'unione con Dio, la consumazione per Lui, la trasformazione in Lui nella vita eterna.
Il Sangue di Gesù crea il cuore mondo, invocato dal Salmista, infonde lo spirito retto, dona la visione limpida e chiara della vita soprannaturale. Il Sangue di Gesù crea, per così dire, le anime dei Santi, degli Apostoli, dei Martiri, perché partecipa all'anima con la purezza, la carità e la santità, il vigore nuovo, costante, efficace per la vita intima con Cristo per la morte in Lui, aspettando da Lui la risurrezione finale. q. 27
176 - O vita vera del Sangue
- Confida nella potenza, nella virtù, nella efficacia del mio Sangue.
Esso ha creato in te una mente nuova, un cuore nuovo, uno spirito nuovo, una vita nuova. -
O vita vera, santa, augusta del Sangue del mio Gesù, penetra in tutte le fibre del mio essere, per tutti gli istanti della mia vita... O Sangue del mio Gesù, creatore della vita di grazia, di perfezione e di santità, entra anche nelle mie membra ed esse si riempiano di giustizia, di soavità, di fragranza.
O Sangue del mio Gesù, Tu sei la mia speranza, la mia gioia, la mia luce, il mio conforto, la mia ricchezza, il mio tutto. Immergendomi in Te, essendo rivestita di Te, non posso più temere la Giustizia divina poiché quale giustizia mi potrà chiedere il Signore che superi quella del Sangue del mio Gesù, versato in riparazione delle mie iniquità, per la mia rigenerazione? q. 27
177 - Le vittorie del Sangue di Gesù
Canterò le vittorie del tuo Sangue divino, ma più e meglio di me cantano le sue glorie le anime dei Santi, le anime dei Giusti, gli Angeli stessi confermati in grazia per virtù della tua adorabilissima misericordia.
O Sangue di Gesù, espansione di una carità infinita, pegno del cielo e conforto della terra, auspicio di santità e alimento di vita, io Ti adoro per me, per il mondo nei secoli dei secoli. Adoro la tua potenza, l'ampiezza con la quale ti estendi nel tempo e nella eternità, dinanzi al Padre e sul capo de' tuoi figliuoli, nel regno celeste e in quello delle anime, nei fulgori della beatitudine e nelle tenebre della terra di esilio.
Canterò le tue vittorie, o Sangue del mio Gesù, ma con quale lingua, con quali parole, con quali sensi? lo intendo ispirarmi alle rivelazioni del tuo spirito, a quelle raccolte nella Sacra Scrittura, illustrate dai Padri, dai Dottori, dai Confessori, ma intendo ancora ispirarmi alle arcane, sublimi e inesprimibili rivelazioni che Tu hai fatto gustare alle anime a Te più care nel segreto del loro cuore; alla Vergine Santissima, all'Apostolo prediletto: essi gustarono a' piè della tua Croce il martirio della tua Passione e bevvero a dismisura con gli occhi, col cuore, con lo spirito il Sangue delle tue piaghe.
Mio Signore, voglio, più che con la parola, cantare in me stessa le vittorie del tuo Sangue prezioso. [...].
O Sangue di Gesù, Tu hai vinto il demonio, l'inferno, i castighi, le pene, le conseguenze del peccato, e queste vittorie le cantano i Beati del Cielo: essi sono lo splendore de' tuoi trionfi e li celebrano nella gloria della tua Divinità.
Sia lode, benedizione, ringraziamento, adorazione al Sangue adorabile di Gesù! Per esso noi otteniamo la forza per vincere le nostre debolezze, le miserie, le prove della vita; da esso attingiamo la virtù che ci corrobora, la grazia che ci eleva, la luce che ci guida, l'amore che ci trasforma; con esso vinciamo le tentazioni, superiamo gli ostacoli e, portati nella via del cielo, ci sentiamo trasportare rapidamente.
O mio Gesù, io non so celebrare queste tue glorie, non so nemmeno intuirle; vi aderisco con tutta l'anima, intendo adorarle con tutto il cuore per sempre e consacrare ad esse tutta la vita che mi resta, le forze che mi concedi, l'intelligenza, il sentimento, la volontà, l'azione. q. 27
178 - La vita del Sangue di Gesù
- Ascolta, figliuola. -
La povera figliuola ascolta e sente in sé il Signore e gusta il suo linguaggio d'amore, un linguaggio che non si può né concepire, né comprendere, né ripetere. L'anima vi risponde col linguaggio dell'estasi che è quello dell'amore.
- Ascoltami. Bevi il Sangue del tuo Signore e mentre l'anima
ne sente e gusta l'ebbrezza, vi ritrae un vigore celeste e si immerge nella luce divina. Scrivi il documento di amore: la vita del Sangue di Gesù!
Chi può dire quanto eccelsa, benefica, meravigliosa? -
Il Sangue di Gesù ha le sorgenti misteriose oltre gli spazi, oltre gli elementi, oltre ogni legge, ma quando giunge sulla terra per entrare nell'anima, diventa la bevanda salutare, corroborante, vivificatrice.
Come l'acqua spegne gli ardori delle membra, così il Sangue spegne gli ardori delle passioni.
- Ma pensa, figliuola, ai prodigi che compie, ben più meravigliosi di tutte le arcane bellezze della natura. -
Il Sangue porta nell'anima la vita soprannaturale, la vita perfettissima, divina di Gesù.
Esso vi porta la vita dell'Incarnazione; la vita umile, segreta, nascosta, ma quanto feconda dell'Infanzia di Gesù; vi porta la vita intima de' suoi trent'anni, vita di altissima unione con Dio, di purissima contemplazione, di preghiera incessante; vi porta la vita dell'apostolato, i suoi sacrifici, le sue fatiche, la sua dottrina celeste, i suoi esempi, i suoi prodigi, la sua carità, la sua santità. Ma, a corona di tutto questo, anzi per rendere costante, vitale, questa trasfusione di vita celeste, il Sangue porta nell'anima la vita della Passione, la vita del Mistero nella istituzione del Sacramento, la vita del Sacrificio nella immolazione di sé, la vita della consumazione nella donazione di sé. Chi può intendere la grandezza, l'eccellenza, l'efficacia della vita di Gesù portata nell'anima per la potenza, per i meriti, per l'opera del suo Sangue divino?
- Vedi, figliuola, dice Gesù, gli effetti della pioggia vivificatrice sulle aride zolle, sui teneri germogli, sui fiori svigoriti? Il Sangue di Gesù opera prodigi inconcepibili sulle anime che lo ricevono con fede, che lo conservano con amore, che lo invocano, che si nutrono di esso.
Pensa a tutti gli atteggiamenti del mio Cuore; alla sublimità della dottrina, alla estensione della misericordia, alla potenza dell'amore: tutto viene insegnato, partecipato, comunicato all'anima dal mio Sangue. - [...]
L'onda del mio Sangue passa impetuosa sul tuo cuore; staccalo dal basso fondo della tua miseria e ti sentirai trasportata rapi dissimamente verso gli abissi del mio Cuore.
Non pensi poi che si possano conciliare gli argomenti degli Esercizi con la virtù, la potenza, la dottrina del mio Sangue? Non sono essi suggeriti al Ministro dallo stesso spirito che celebra nel tuo cuore le meraviglie della Passione?
Applicando all'anima tua ogni insegnamento, ogni verità, non senti che tutto viene avvalorato dalla stessa virtù del Sangue? Non vedi che le labbra che pronunziano la mia dottrina sono imporporate di Sangue? Non fluisce essa pure dal cuore sacerdotale ricolmo di Sangue? -
Bontà del mio Dio! Posso dubitare di illudermi seguendo i trasporti della sua dilezione nella manifestazione del suo Sangue prezioso? q. 27
179 - La luce del Sangue di Gesù
Una delle operazioni più salutari ed efficaci del Sangue di Gesù è la illuminazione dell'anima.
Esso non vi getta una luce abbagliante che fissi l'anima in godimenti celesti; nemmeno dona una luce ardente che rapisca l'anima in trasporti d'amore, ma effonde una luce equilibrata, tranquilla, estesa, per cui l'anima vede l'abisso della propria miseria e l'altezza, l'eccellenza delle divine misericordie. g. 27
180 - Contemplandoti coronato di spine
- E il mio Sangue che compie i prodigi nell'anima tua, che ti illumina, ti domina e ti trasforma. -
O mio Gesù, sii benedetto, adorato e glorificato nel Sangue prezioso! ...
ContemplandoTi coronato di spine, mi umilio, mi pento, detesto ogni colpa, chiedo il tuo perdono, la tua grazia e la tua misericordia.
Da quella corona che Tu hai imporporato di Sangue, partono raggi meravigliosi che rischiarano ogni tenebra e additano il cammino della perfezione. Aiutami, o Signore, a raccogliere in me la potenza di quella luce, la forza di quell'amore onde io non veda che Te, mio Gesù, coronato di spine, non ami che Te, immolato per mio amore...
Vergine Santissima, per lo strazio sofferto vedendo il tuo Divin Figlio coronato di spine, ottieni che la mia mente e il mio
dissimamente verso gli abissi del mio Cuore.
Non pensi poi che si possano conciliare gli argomenti degli Esercizi con la virtù, la potenza, la dottrina del mio Sangue? Non sono essi suggeriti al Ministro dallo stesso spirito che celebra nel tuo cuore le meraviglie della Passione?
Applicando all'anima tua ogni insegnamento, ogni verità, non senti che tutto viene avvalorato dalla stessa virtù del Sangue? Non vedi che le labbra che pronunziano la mia dottrina sono imporporate di Sangue? Non fluisce essa pure dal cuore sacerdotale ricolmo di Sangue? -
Bontà del mio Dio! Posso dubitare di illudermi seguendo i trasporti della sua dilezione nella manifestazione del suo Sangue prezioso? q. 27
180 - Contemplandoti coronato di spine
- E il mio Sangue che compie i prodigi nell'anima tua, che ti illumina, ti domina e ti trasforma. -
O mio Gesù, sii benedetto, adorato e glorificato nel Sangue prezioso!...
ContemplandoTi coronato di spine, mi umilio, mi pento, detesto ogni colpa, chiedo il tuo perdono, la tua grazia e la tua misericordia.
Da quella corona che Tu hai imporporato di Sangue, partono raggi meravigliosi che rischiarano ogni tenebra e additano il cammino della perfezione. Aiutami, o Signore, a raccogliere in me la potenza di quella luce, la forza di quell'amore onde io non veda che Te, mio Gesù, coronato di spine, non ami che Te, immolato per mio amore...
Vergine Santissima, per lo strazio sofferto vedendo il tuo Divin Figlio coronato di spine, ottieni che la mia mente e il mio
cuore siano purissimi, intesi solo a raccogliere le visioni della Passione e del Sangue di Gesù. q. 27
181 - Offri tutto per il mio Sangue
Che fai anima mia? Che aspetti? Il tempo incalza e forse volge, per te, al suo tramonto.
Sorgi, rinnovata nel sacrificio, consacrata all'amore! Bisogna agire, far presto, far bene; dare tutto, aspettare tutto; vivere di Dio, per Lui, per Gesù, nel suo Sangue, col suo Sangue.
La via è segnata, è luminosa; erta, ma sicura; faticosa, ma rapida. È quella scelta per te, e la scelta fu di privilegio; percorrerla vuol dire salvarti, non solo, ma santificarti.
- Non temere; l'illusione è per le anime che cercano se stesse. Nessuna illusione nella tua vita consacrata al mio Sangue. Che puoi ricercare in esso se non gli splendori del Mistero per adorarli, le manifestazioni della misericordia per invocarla, e gli aiuti divini per la salvezza delle anime? Quale illusione in queste attrazioni, se il mio Sangue costituisce il principio della vita morale, della vita soprannaturale, della vita eterna? E se, offrendoti il mio Cuore squarciato, senti che la tua miseria te ne rende indegna, che la tua debolezza non lo può sostenere e la tua infermità lo può offendere e disgustare, senti ancora che la mia misericordia è infinita.
Apri la tua anima, il tuo cuore, dilata lo spirito, accoglimi ferito, sanguinante.
Offri tutto per il mio Sangue: la facoltà di comprendere, la potenza di amare, la forza del volere, il tempo, i desideri, le speranze, ogni appoggio umano, ogni sollievo, anche le spine, le prove e la vita intima dello spirito, la vita soprannaturale e tutti i doni che io stesso ti comunico. q. 27
182 - Una stola rossa e un piccolo calice
- Guarda, figliuola, io interesso i miei Angeli perché ti preparino una veste nuova, adorna, preziosa. Con che giubilo gli Angeli e i Beati preparano le grazie di benedizione alle anime viatrici sulla terra! -
Mio Dio, voi rivestite il fango, ma darà lode al vostro nome nei secoli eterni.
Cantate, o cieli, canta, o terra tutta, le glorie di Dio!
Dovunque posa il suo sguardo, Egli crea, trasforma, santifica. Sia benedetto il Signore!
Egli adorna l'anima mia di una candida veste preziosa: è il dono della purezza che mette l'anima in grado di avvicinarsi a Lui, di fissare in Lui la pupilla, di unire a Lui il piccolo cuore.
Ma Gesù non si accontenta del ricco dono e porge un'ampia stola rossa, la quale si ripiega sulla persona in forma di croce. - Apri le braccia, dice Gesù distendile dinanzi a me: non vedi la somiglianza con lo sposo?
Tu sei adorna di doppia veste... vergine immolata al tuo Dio, non devi avere nella vita altra aspirazione, altro desiderio, altro amore che quello della Croce e del Sangue che ne sgorga.
Prendi e metti fra le mani un piccolo calice di creta, accogli in esso il mio Sangue e offrilo in sacrificio al Signore per te, per le anime, perché la redenzione sia copiosa, estesa a tutti, accolta da tutti, adorata, corrisposta, invocata. -
Il piccolo vaso di creta è una stonatura accanto a un abito così prezioso.
Eppure, dice Gesù, è il calice composto, ornato da te. -
E vero, è il mio cuore di fango, vile, disordinato, spregevole, che non sa né accogliere, né contenere la mistica essenza della grazia, della virtù, della santità, del Sangue di Gesù.
O Signore, aiutami, soccorri anche a questa miseria, cambiami il cuore, rendilo vigoroso, generoso, meno indegno di Te. Ma quale cuore può credersi degno di ricevere il Sangue di Gesù?
E Gesù dona il suo, ferito, squarciato, quel Cuore Santissimo che ha spasimato sulla croce, che è stato sepolto, che vive, ama ed opera nel Sacramento della sua carità e della sua misericordia...
Gesù entrando in noi con la sua Divinità, con la sua Sacra Umanità può operare miracoli, rivestirmi di Lui, trasformarmi in Lui e, se sono debole, mettere nel mio povero cuore la forza del suo Cuore.
Egli lo ha fatto mille volte con le anime consacrate in modo speciale a Lui, con le anime che, pur nella ridda delle vicende, dei doveri e delle miserie della terra, vogliono vivere la vita soprannaturale. q. 27
183 - Come arido legno in una fornace ardente
- Immergi te stessa nel mio Sangue: sarà come gettare un arido legno in una fornace ardente: tutto verrà consumato, purificato e trasformato. Sarà come immergere un oggetto nell'oro fuso: si rivestirà di ricchezza e di splendore: sarà come esporre il tuo spirito alla fulgida luce delle verità eterne. - q. 27: 31 dicembre
1927
184 - La sete inestinguibile del tuo Sangue
Apri la mia bocca, o Signore, e insegnami a cantare le glorie del tuo Mistero, aiutami a comprenderlo, a viverlo in me stessa, a immolare la mia vita per il tuo trionfo.
O giorno di misericordia, nel quale sgorgano sulle membra immacolate di Gesù le prime stille di Sangue, come rose rugiadose, fragranti del più sublime amore.
O mio Gesù, adoro quel Sangue, lo raccolgo con le labbra avide, lo porto nel mio cuore, nella mente, nello spirito; mi nutro di esso, m'ispiro, mi riposo: esso è la mia delizia, la mia consolazione, la mia ricchezza, la mia salvezza.
Ti ringrazio, o mio Gesù, che mi hai dato la vita in questo giorno santo, che segna le primizie della tua dedizione e preludia le grandezze della tua immolazione.
Lasciami considerare come un privilegio l'essere nata in questo giorno, giacché pare che Tu abbia infuso nella mia anima la sete inestinguibile del tuo Sangue divino. E crescendo con la vita, questa mistica sete è andata aumentando in proporzione alla tua carità e della mia dedizione al Mistero fino a non sapere altra verità, a non desiderare altra conoscenza che il Mistero del tuo Sangue e il Sangue del Mistero.
Sii benedetto, sii adorato, o mio Gesù!
Insegnami a cantare queste misericordie, a volare per queste vie sublimi dove non c'è sostegno, né indicazione, né termine fisso. Oh! il Mistero del tuo Sangue è il Mistero della tua carità, e in esso tutto vi è ampio, immenso, infinito! Insegnami, o Gesù, l'unione a questo divino Mistero. Tu me lo chiedi con insistenza ed io voglio corrispondervi per quanto è possibile a creatura umana.
E Gesù dice all'anima cose ineffabili.
- Tu hai desiderato, e il desiderio venne dalla mia grazia, di veder edificato un magnifico tempio nel centro della cristianità dedicato al mio Sangue e nella tua mente hai veduto un edificio superbo, eseguito con tutte le finezze dell'arte e rispondente al senso profondo della liturgia.
Hai veduto il Crocifisso, maestoso nelle stigmate del dolore e infinitamente soave nelle espressioni dell'amore e, al di sotto, il Sangue che scorreva dalle mani, dai piedi, dal petto; un fiume di Sangue che scorreva senza arrestarsi mai.
Intorno al Crocifisso hai veduto meravigliosi quadri riproducenti le sette effusioni di Sangue, altri ancora riproducenti le sette ultime mie parole, i setti Sacramenti, i setti doni dello Spirito Santo, le sette beatitudini, tutta la simbologia del sacrificio e quella della grazia. E ti pareva che ognuno, entrando in quel tempio, si commuovesse leggendo le mie parole di invito e di amore, contemplasse la Passione con tenerezza, si accostasse alle sorgenti del Sangue e rimanesse rivestito di grazia, di bellezza e di gloria.
Ciò che hai veduto con gli occhi dell'amore compi in te stessa con quelli della fede.
In mezzo al tuo cuore pianta la mia croce, accoglimi crocifisso, scolpisci nelle tue membra le mie effusioni di Sangue, accogli nella mente e fissa in essa la simbologia della Passione, nutri l'anima con la virtù dei Sacramenti, corrobora la volontà con i doni dello Spirito Santo e unisci il tuo spirito ai disegni della Passione, desiderando di cooperare alla mia Redenzione.
Mi dirai che questo tempio è invisibile, ideale e che nessuno potrà entrarvi.
Ma non ti basta che sia noto allo Sposo e che vi entri lui solo per parlare segretamente, misticamente con l'anima tua per associarla a sé nell'opera mirabile della santificazione delle anime?
I templi edificati dagli uomini splendono nel tempo, ma quelli costruiti da Dio nell'anima rivelano la loro bellezza nei secoli eterni.
Scrivi, figliuola. -
Che devo scrivere, mio Signore Gesù?
- Che ti amo, che ti sono vicino, che sono in te, nella mente, nel cuore e nello spirito, come una fiamma che pervade l'oggetto a cui s'è avvinta.
Scrivi che la mia misericordia è infinita, sovrabbondante, magnifica; che per ottenerla basta il desiderio, per possederla è necessaria la volontà, per aumentarla occorre l'unione di amore.
Scrivi che la mia misericordia si effonde col Sangue, perciò scaturisce dalla croce, scorre sull'altare, discende come un fiume impetuoso durante il Sacrificio della Santa Messa [...].
Scrivi che nel Sangue di Gesù è la salvezza, la speranza, la santificazione, la glorificazione delle anime: la tua ricchezza, la tua pace, la tua suprema felicità! -
O Signore Gesù, scrivi ancor Tu nell'anima mia questi caratteri del tuo amore infinito! q. 27: 1 gennaio
185 - Tingi col mio Sangue le anime
Negli antichi tempi, prima che l'angelo sterminatore passasse, vindice dell'ira di Dio, a distruggere i primogeniti degli egiziani, un altro angelo aveva tinto con il Sangue dell'agnello le porte del popolo di Dio perché fosse salvo.
Tingi col Sangue del vero Agnello le anime. Lo puoi fare col desiderio, con la preghiera, con l'unione al Sacrificio della S. Messa, con l'annientamento di te stessa nel Sacramento della Comunione.
Tingi col mio Sangue le anime dei buoni, le anime dei perseguitati, ma tingi ancora le anime dei persecutori. Aiuta il loro braccio, non temere, aiuta il loro braccio portando su di esso il Sangue del mio Cuore. Quel Sangue santificherà persecutori e perseguitati perché nella legge nuova, dopo il Mistero della Croce, tutti sono miei figli.
Tingi col Sangue ogni anima, non con le tue forze, ma con quelle del Sangue stesso; prega che il Padre trovi ogni anima segnata col mio Sangue.
Non c'è altro segno più efficace, né altro mezzo più sicuro, né altra via più rapida che avvicini l'uomo a Dio quanto il mio Sangue. Esso darebbe al mondo la pace vera e duratura, la pace meritoria e fattiva del più sublime progresso, quello verso la perfezione. - q. 28 : gennaio, s.g.
186 - Immagina una grande cascata
- Immagina, dice Gesù, una grande cascata che scenda da sublimi altezze. Chi la contempla da lontano non sente che la carezza dell'aria mossa dall'impeto dell'onda. Chi si avvicina sente sfiorare il volto dagli spruzzi freschissimi, chi si avvicina ancor più beve a larghi sorsi l'onda pura e la può raccogliere abbondantemente; chi poi, spinto dal più grande ardore si getta nell'impeto della corrente è immerso e trascinato da essa. E chi può dire la vita ineffabile che sgorga da una corrente di amore? Dalla mistica corrente del Sangue di Gesù? - q. 28: gennaio, s.g.
187 - Benedicimi con benedizioni di Sangue!
Benedicimi, o Signore, con benedizioni di Sangue! Esso cada sull'anima mia come pioggia benefica, che ravviva e feconda, come rugiada ristoratrice, che porta a maturazione i fiori e i frutti del mio povero cuore.
Fa', o Signore, che per la virtù del tuo Sangue, si raccolgano in me tutte le misericordie che invano Tu effondi nei cuori induriti e freddi.
Si raccolgano in me e siano motivo di impetrazione efficace, di conversione, di salvezza per tutti!
O Signore, fa' che nel mistico campo della tua Chiesa io sia la valle profonda che accoglie e trasmette l'onda vitale della tua grazia e del tuo amore a tutte le anime.
Benedicimi, o Signore, con benedizioni di Sangue! q. 28 : 25 marzo
188 - Le mie piaghe sono le stanze segrete
- Entra, figliuola, nelle mie piaghe, esse sono le stanze segrete dove io nascondo tesori celesti, entra, acquista e vivi delle mie ricchezze.
Il Sangue ti darà una conoscenza più larga e profonda della mia grazia. -
O Sangue divino del mio Gesù, assunto per riparare le colpe dell'umanità decaduta, entra in me, ristora la mia anima assetata, sterile e infeconda: ricomponi le energie della vita, riordina le passioni, ritempra le potenze, ridonami la visione delle cose eterne, il gusto e il sapore della virtù, la luce della sapienza celeste, l'intuito della vita soprannaturale, il vincolo dell'unione, la forza del Mistero, l'ardore della consumazione. q. 28: luglio, s.g.
189 - Il Sangue è la via diretta del cielo
O Misteri del mio Dio!
Sono trasportata, elevata in essi dal Sangue di Gesù, e sento che Esso è la via diretta del cielo, attraverso la quale Dio si comunica all'anima e l'anima sale a Lui.
No, non posso riacquistare la patria e la vita celeste che per la vita di Gesù e specialmente per la vita del suo Sangue divino. Per la Comunione Egli trasmette in me la sua perfezione e comprendo che, nel corpo mistico della Chiesa, dove circola il Sangue di Gesù, risiede la verità di Dio. q. 28: luglio, s.g.
190 - Riempio col mio Sangue le spighe del tuo amore
Osservando poi una povera donna china sui solchi di un campo, nell'atto di raccogliere le messi rigogliose, intenta al suo lavoro per non trascurare, né perdere nemmeno la spiga più tenue, sentii ripetere da Gesù: - Così mi chino nei solchi della tua anima per raccogliere gelosamente le spighe del tuo amore.
A volte sono vuote ed io le riempio col mio Sangue premiando la tua buona volontà. - q. 28: luglio, s.g.
191 - Quando l'anima si è abbandonata alla virtù del Sangue
- All'Elevazione il mio Sangue scende sulle anime come alimento di vita nuova. Se l'anima esce da se stessa per accogliere questo dono, dà la vita umana per avere quella eterna. -
E l'atto mistico più sublime: è la base per salire ad una unione soprannaturale, ineffabile.
Quando l'anima si è abbandonata alla virtù del Sangue, per la stessa virtù è unita alla vita divina, mentre il Sangue continua ad esercitare la sua virtù nelle membra del corpo, quasi spiritualizzandolo.
Sono operazioni inesprimibili e incomprensibili della grazia, della sapienza, bontà e carità di Dio. q. 28: luglio, s.g.
192 - Un fiume rallegra la Città di Dio
È il fiume regale del Sangue di Gesù, mistico fiume a cui tutti possono avvicinarsi e attingere acque abbondanti. E chi può resistere alle sue onde possenti che avvolgono, trasportano e guidano nell'immenso mare della misericordia?
Alla S. Messa ho l'impressione, la sensazione, che il Sacerdote sia Gesù. Ed è veramente Gesù che celebra, si immola e si dà a me con sovrabbondanza di carità e di misericordia.
Alla Elevazione del Calice pare che la grazia scenda col Sangue da sette fonti, portando sette doni all'anima.
Quel Sangue cancella i peccati, toglie e ripara l'impressione delle colpe, la debolezza, la indegnità, infonde novella vita, trasforma l'anima, le rivela il Mistero, l'avvicina ad esso e la stabilisce nella sua misericordia. q. 28 : luglio, s.g.
193 - Un crocifisso dipinto o il Crocifisso vivo?
Se ti si offrisse alla contemplazione, all'adorazione, all'amplesso, un crocifisso dipinto o il Crocifisso vivo e vero, quale sceglieresti per testimoniare la tua pietà?
La tribolazione che hai nel cuore è il Crocifisso vivo e vero, è lo stesso Gesù che si presenta a te, non rifiutarlo, non respingerlo. q., 28 : luglio, s.g.
194 - Il segreto per compiere le tue opere
- Se tu potessi compiere un viaggio, o un'azione benefica col solo pensiero!
T'insegno il segreto per compiere così le tue opere di zelo, di apostolato e di carità. Basta che tu abbia l'intenzione di applicare alle anime il mio Sangue Divino: nella intenzione e nell'applicazione ci sarà l'efficacia.
Attingi quanto Sangue vuoi: offrilo a chi vuoi e con quella misura con cui concepirai il desiderio.
Questo apostolato segreto, se è accompagnato dalla fede e sostenuto dall'amore, è il più fruttuoso. - q. 28 : luglio, s.g.
195 - La prima effusione del Sangue di Gesù
Simile all'effluvio di purissimo fiore, esce dal corpo delicatissimo di Gesù il Sangue della Circoncisione.
E come l'effluvio è essenza del fiore, vita e sostanza, così il Sangue adorabile di Gesù è l'essenza, la sostanza, la vita della vita di Gesù, fiore immacolato, freschissimo, olezzante, sbocciato nel tempo per comporre la gloria nell'eternità.
Il Sangue della Circoncisione è la prima parola mistica pronunciata da Gesù al primo incontrarsi con la legge: è il primo segno di immenso amore dato al Padre, rassegnandosi, offrendosi anzi a essere Vittima per la salvezza dei peccatori.
Nessuno ha raccolto quelle gocce!
La Madre amorosa lo ha contemplato con sguardi pieni di lagrime, il Sommo Sacerdote con intuizione profetica le ha adorate e celebrate con un cantico meraviglioso, le anime ebbero inconsciamente i primi impulsi della nuova vita redentrice... ma il demonio sentì la forza arcana che usciva da esse.
La piccola anima è attratta dalle meraviglie di questo Mistero, e, quasi a contatto delle adorabili membra di Gesù, come accogliesse in sé le stille preziose del Sangue Divino, intuisce e gusta le perfezioni della vita soprannaturale.
Il Sangue di Gesù ristabilisce l'ordine della natura scomposta, dà alla mente le intuizioni del Mistero, al cuore i palpiti più puri e soavi dell'amore celeste e all'anima le ricchezze inesauribili della Divinità.
Come immerso nel Sangue di Gesù, lo spirito contempla meraviglie indescrivibili, acquista una energia che lo dispone a qualunque sacrificio e attinge la grazia che lo trasforma e divinizza.
Entrare in questa via, è come abbandonarsi a una forza irresistibile che trascina sempre più alto, facendo essa comprendere che questa altezza equivale a profondità, ad estensioni infinite, dove lo spirito sembra smarrire ogni senso di vita terrena sentendosi molto vicino a quella di Dio.
L'anima è invitata a contemplare il Mistero della Incarnazione, Passione e Morte di Gesù.
L'Incarnazione è il principio e la Morte è la fine della vita umana di Gesù. La Passione compendia la vita. Tutto è avvolto nel Mistero e la Circoncisione è il primo segno visibile e sensibile della suprema grandezza, bontà e misericordia del Signore.
Non voglio sollevare il tuo velo, o Signore, ma nascondermi all'ombra di esso, ed è come mi assidessi all'ombra di piante freschissime per godere maggiormente della luce, degli splendori, delle armonie che irraggiano all'intorno.
O Misteri della divina bontà! q. 28: luglio, s.g.
196 - La seconda effusione del Sangue di Gesù
Prima di raccoglierti nella Passione di Gesù, nella misteriosa e sublime Passione dell'orto, recita, piccola anima, il credo della tua fede.
Esso ti porterà nelle altezze della gloria del cielo per farti discendere nelle profondità dell'umiliazione di Gesù e ricondurti ancora al regno del suo trionfo.
Adoro, mio Gesù, il mistero del tuo amore infinito, che nessuna creatura umana né angelica potrà mai comprendere e seguendo il tuo spirito di misericordia che mi guida in questo cammino di predilezione, tento di raccogliere le sublimi lezioni del tuo verbo di amore.
Per meglio intendere la tua voce e contemplare le stigmate dell'infinito dolore che appaiono sul tuo sacro Corpo santissimo mi prostro accanto a Te bocconi sul suolo, troppo fortunata se le mie labbra, purificate dall'asprezza dei sassi, potranno baciare e raccogliere le gocce del tuo Sangue divino.
Ascolto, mio Gesù; la tua preghiera fu ripetuta tre volte in omaggio alla Trinità augusta per esprimere il martirio della mente, del cuore e del corpo sostenuto nelle false accuse, per l'odio dei Giudei e il tradimento della Sinagoga, per significare le umane iniquità nelle eresie, nella corruzione, nei delitti, e per supplicare il perdono, la misericordia e l'amore.
Mio Gesù! Vengo accanto a Te e voglio rimanere sempre così, a terra, adorando, supplicando, riparando, invocando con i tuoi patimenti, le tue preghiere e il tuo amore.
Voglio raccogliere il Sangue adorabile, ma come, o Signore? In qual modo si raccoglie?
In quale calice?
O Signore, Tu hai più Sangue che parole e lo versi, lo doni, lo offri a me e a tutti. Come, o Signore, vi corrisponderò?
- Con la vita della tua anima.
Ascolta, dice Gesù, tu hai in te dei vasi preziosi e sicuri, mistici vasi che possono ingrandire in proporzione della tua volontà e perciò raccogliervi abbondantemente il prezioso tesoro.
Con la fede tu accogli il Sangue dell'Uomo-Dio, con la speranza ne attingi la virtù, con la carità fai tua la misericordia, con lo zelo ottieni che quel Sangue venga applicato efficacemente alle anime e, convergendo al Mistero del Sangue la tua vita intima, si raddoppia in te la grazia per riceverlo, la luce per contemplarlo e la forza per sostenerlo.
L'orto degli ulivi è figura dell'anima. Quante volte io vengo per compiervi la mia passione! Vengo di notte perché l'anima è spesso avvolta da tenebre volontarie; vengo solo perché nessuno può entrare con me nel segreto della vita intima; vengo per pregare, per amare, per scongiurare rovine fatali, ma invece, nell'anima stessa trovo i nemici spietati che rendono infruttuosa la mia carità, legandomi con le catene della ingratitudine, della sconoscenza e del tradimento.
Medita, figliuola, questi segreti, e veglia accanto a me per dirmi almeno che mi ami e per darmi il tuo amore sincero. - q. 28: luglio, s.g.
197 - La terza effusione del Sangue di Gesù
Segui, o piccola anima, le orme del tuo Signore, cammina mettendo il piede sull'orma insanguinata del suo piede, ne ritrarrai forza, alacrità e costanza.
Ascolta, e intendi il significato delle sue immolazioni.
Se l'orto degli ulivi raffigura l'anima, la simboleggia ancor più la colonna alla quale fu legato. Contempla quel Corpo santissimo stretto da corde a quel gelido marmo, e contempla ancora la crudeltà del supplizio, l'accanimento dei Giudei e la tempesta dei flagelli.
Dalle Carni immacolate, purissime, perfettissime di Gesù, parte come una luce misteriosa e una fragranza di Cielo: la vita soprannaturale della grazia, la vita della santità, la stessa vita divina; ma l'odio da cui è accecato l'uomo ne impedisce l'intuizione e la visione radiosa.
La colonna è figura dell'anima a cui Gesù si lega e si abbandona con tutta la tenerezza del suo amore infinito.
Prima del peccato originale, l'uomo saliva a Dio quasi spontaneamente con tutte le facoltà, trovando, nell'unione con Lui, il motivo del gaudio supremo e l'essenza di tutta la vita.
Per il peccato l'uomo non potè più salire, sentì invece una forza continua che lo piegò più lontano dal suo Dio.
E Gesù venne con la sua Redenzione, con la sua Misericordia, con la sua Passione volontaria, con il suo Sangue; venne a unirsi all'uomo e si legò a lui per trasportarlo al regno celeste.
Gesù si è legato ad ogni anima.
Me lo dice Lui, e afferma che le catene con le quali si è legato sono di metallo purissimo e prezioso, e mentre legano a Lui, concedono all'anima l'assoluta libertà nel regno del santo amore.
E ancora mi ripete che troppo poche anime comprendono questo mistero di misericordia; molte non lo vogliono conoscere, molte lo disprezzano, molte ancora lasciano che Gesù sia flagellato ad ogni istante dalle passioni che insorgono, dalla natura che s'impone sulla grazia, dalle mille infedeltà che indeboliscono lo spirito.
O mio Signore Gesù, dolcissimo, amabilissimo Re, Sovrano e Padrone di tutte le cose, Ti contemplo nello stato della umiliazione più avvilente, legato alla colonna e flagellato.
Ma come posso contemplarTi senza arrossire, senza piangere e senza tremare?
Sono io la colonna gelida, insensibile alle mistiche voci di dolore e di amore che partono dalle vive piaghe prodotte dalla flagellazione; sono io che percuoto e strazio e flagello le tue membra adorabili, io che insulto la tua augusta Divinità, la tua Sacra Umanità [...].
O Misteri del mio Gesù! La Circoncisione fu dolorosa, ma ebbe il carattere di una cerimonia, l'agonia manifestò la veemenza del tuo amore infinito, la flagellazione fu, invece, l'espressione della iniquità umana, continuata poi lungo i secoli dal peccato, dalle ingratitudini, dalle nostre indegnità.
O mio Gesù, perdonami, perdonaci! q. 28: luglio, s.g.
198 - Per i meriti del Sangue avrò il Cielo
Io non ho nulla da presentare all'Eterno Padre. Quando giungerò a Lui, sarò coperta di peccati, di debiti e di infedeltà.
Ma mi ricoprirò del Sangue della Passione di Cristo e, per i suoi meriti, per la sua virtù e per la sua potenza, avrò il perdono, la misericordia e il Cielo. q. 29 : s. quaresima
199 - La Passione di Gesù è la mia Passione d'amore
Chiedo al Signore ciò che m'ispira ed Egli mi dona ciò che gli domando.
- Con un segno solo posso scrivere ciò che desideri e voglio scriverlo a caratteri indelebili imprimendo la mia croce sul tuo cuore: essa t'insegnerà le cose più sante, ti rivelerà il Mistero, la grazia, la mia stessa vita divina. La mia croce, ricordalo, figlia, è più abbagliante della luce del sole, ma imprime in te un segno oscuro e arido: è il segno incancellabile della mia giustizia, della mia potenza e del mio amore.
L'apparente oscurità sarà sorgente della vera luce e l'aridità feconda dei beni soprannaturali.
Quanto più contemplerai questo segno tanto più profondamente s'imprimerà nel tuo cuore partecipandovi la vita soprannaturale.
L'impressione della croce, aprendo un solco nel tuo cuore, vi mette il desiderio di vederlo riempito, produce la mistica sete della purificazione, della santità e della carità. -
O mio Gesù, posso scrivere anch'io sul tuo Cuore?
- È il desiderio prodotto dalla mia croce: l'amore vuole la somiglianza, sensi uguali, atti uguali. -
Come posso scrivere sul tuo Cuore, mio Dio?
- Con il mio Sangue. La Croce versa in te le sovrabbondanze di questo tesoro prezioso: raccogliendolo con desiderio, offrendolo in riparazione, conservandolo con amore, tu scrivi in me la tua salvezza, chiedi la santità di cui offri il prezzo e ottieni l'unione. - q. 29
200 - Un mezzo infallibile per avere la santità
C'è un mezzo infallibile, efficace e rapidissimo per cui l'anima può avere la santità: il Sangue di Gesù! Esso può guidarla attraverso mille abissi, portandola sicuramente alla santità di Dio.
- Questo mezzo è per te, figliuola. Riconoscilo, disponi l'anima ad accoglierlo e fatti santa.
O Sangue di Gesù, Mistero di grazia e di misericordia, abbi pietà di me.
O Sangue di Gesù, Mistero di giustizia e di pace, abbi pietà di me!
O Sangue di Gesù, Mistero di redenzione e di santificazione, abbi pietà di me! q. 29
201 - Come comprendere queste cose arcane?
O Signore, come posso comprendere queste cose arcane che giungono a me avvolte di Mistero?
Le credo, le adoro, ma come posso estendermi in esse quanto è richiesto dalla grazia che opera in me?
- Col mio Sangue. Esso ti darà il vero conoscimento di Dio svelando alla tua mente le eterne verità, nutrendo il tuo cuore di vita celeste, trasportando la tua anima per le vie luminose del Mistero. -
O Cristo! O Passione, o Sangue! O conoscimento del mio Dio! E ancora misteriose voci ripetono in me: Egli è la via, la verità, la vita.
O Sangue adorabile del mio Gesù, mistica via per cui l'anima ascende a Dio, abbi pietà di me!
O Sangue adorabile del mio Gesù, che sveli all'anima le eterne verità, abbi pietà di me!
O Sangue adorabile del mio Gesù, che partecipi all'anima le arcane delizie della vita soprannaturale, abbi pietà di me!
Ho contemplato un Crocifisso di smisurate proporzioni e contemplandolo, ho sentito nell'anima una commozione indicibile. - Vedi queste braccia? Esse si estendono ancor più: esse abbracciano tutte le anime, di tutti i luoghi e di tutti i tempi.
Vedi queste mani? Esse versano il Sangue a dismisura, su tutti, perennemente.
Misura, se puoi, la potenza e l'amore. - Come posso consolarti, o mio Dio?
- Con l'amore, rimanendo vicina a me, raccogliendo il mio Sangue. - q. 29
202 - Chi contempla la mia misericordia nella Passione
- Guarda, dice Gesù, guarda un semplice filo d'erba e poi spazia, per quanto è possibile alla mente, per l'ampiezza della terra e dei cieli.
Ti pare che bastino alla vita di quel semplice filo?
Così e ancor più la mia misericordia in proporzione de' tuoi peccati e di quelli di tutto il mondo. Chi contempla la mia misericordia nella Passione ne sente i meravigliosi effetti e, sotto il suo influsso, può spaziare ampiamente nel regno della vita soprannaturale, nel regno della grazia. -
O Sangue adorabile di Gesù, luce misteriosa dell'anima, abbi pietà di me!
O Sangue adorabile del mio Gesù, balsamo divino a tutte le mie piaghe, abbi pietà di me!
O Sangue adorabile del mio Gesù, sorgente di misericordia infinita, abbi pietà di me! q. 29
203 - La misericordia, frutto della Passione
- La vita dell'anima con le sue ascensioni, con l'amore delle cose soprannaturali, con la consumazione di questo amore e nell'unione a Dio, è frutto della mia misericordia.
La misericordia è il frutto della Passione.
L'Incarnazione, la Passione, il Sacramento sono tre vette eccelse alle quali si giunge per il Sangue divino e dalle quali si sale fino a Dio. -
L'anima non vive che per la misericordia, non respira che misericordia, non vede intorno a sé che le opere della misericordia...
O Sangue adorabile del mio Gesù, pegno di misericordia, abbi pietà di me!
O Sangue adorabile del mio Gesù, alimento divino, abbi pietà di me!
O Sangue adorabile del mio Gesù, espansione della sua infinita carità, abbi pietà di me! q. 29
204 - La pace, frutto della Passione
La pace! Essa è il frutto prezioso della Passione di Gesù. E come la base, il principio della vita spirituale, il regno della grazia, il mezzo più valido per l'amore. La pace esterna è l'equilibrio degli elementi, l'armonia delle cose; la pace dell'anima risulta dall'equilibrio delle passioni e dall'armonia delle potenze, dalla serenità della mente, dalla rettitudine del cuore, dal silenzio e dalla tranquillità dello spirito...
O Sangue di Gesù, sublime prezzo di pace, abbi pietà di me! O Sangue di Gesù, datore di pace, abbi pietà di me!
O Sangue di Gesù, ministro di pace, abbi pietà di me! q. 29
205 - La Passione fu un cumulo di oltraggi
Il peccato fu un oltraggio alla Maestà del Padre e Gesù, nella Passione subì l'oltraggio massimo alla sua Sacra Umanità. Non rimase fibra del suo Corpo senza dolore, né vi fu in Lui nessun dolore senza umiliazione.
Il peccato fu un oltraggio alle leggi di Dio.
La Passione fu un cumulo di oltraggi a tutte le leggi dell'umanità: fu il massimo oltraggio all'amore di Dio. E nel Cuore Divino di Gesù si accumularono tutte le ingratitudini umane e per conseguenza tutta la Giustizia del Padre...
O Sangue di Gesù, che ripari gli oltraggi fatti alla divina Maestà, abbi pietà di me!
O Sangue di Gesù, che ripari gli oltraggi fatti alla legge di Dio, abbi pietà di me!
O Sangue di Gesù, che ripari gli oltraggi fatti all'amore di Dio, abbi pietà di me! q. 29
206 - La giustizia e la pace nelle piaghe di Gesù
La giustizia e la pace si sono stabilite nelle piaghe di Gesù, e l'anima che vi si stabilisce ne resta illuminata, compresa, fino a risentire in se stessa il mistico bacio di amore.
- Entra, figliuola, e rigenera l'anima tua, con la compunzione, per il Sangue e per l'amore. -
O Sangue adorabile del mio Gesù, che illumini le colpe della mia vita, abbi pietà di me!
O Sangue adorabile del mio Gesù, che mi aiuti a nasconderle nelle piaghe del mio Redentore, abbi pietà di me!
O Sangue adorabile del mio Gesù, che mi guidi al bacio della giustizia e della pace, abbi pietà di me! q. 29
207 - Tre atti di infinita umiltà
L'atto più semplice della vita e della Passione di Gesù fu così sublime e perfetto da superare la santità consumata di tutti gli spiriti beati. Chi può giungere a contemplare simili altezze?
Gesù immerge l'anima nel Mistero della sua Passione che comprende tre atti di infinita umiltà: l'Incarnazione, il patimento, l'abbandono alla volontà del Padre. E questi tre atti sono perpetuati lungo i secoli per il sacrificio della S. Messa, in cui si rinnovano, con l'Incarnazione, l'immolazione e la consumazione, tutte le espansioni della misericordia.
Per le umiliazioni di Gesù noi riviviamo alla grazia, alla santità, alla vita eterna.
O Sangue di Gesù, che mi sveli con sensi intraducibili il Mistero della sua umiltà, abbi pietà di me!
O Sangue di Gesù, che mi sveli i suoi profondi dolori e le grandi umiliazioni, abbi pietà di me!
O Sangue di Gesù, che mi riveli il mistero del suo abbandono, abbi pietà di me! q. 29
208 - Cinque caverne misteriose
Quasi a prova della sua compiacenza, come segno del suo amore infinito, Gesù addita all'anima cinque cavità misteriose. All'apertura esse sono strette, oscure, tristi, poi, man mano che
l'anima avanza, la luce cresce, si raddoppia, intensifica e si dilata pure l'estensione, e con la luce l'anima è investita, pervasa di calore, e avanza e contempla e gode in una sicurezza deliziosa, indicibile.
Pare che lo spirito si inoltri nel regno della beatitudine, ma già queste cose non si possono dire. Adoro le piaghe santissime di Gesù da cui mi viene tanta predilezione e nelle quali trovo la pienezza della misericordia.
O Sangue adorabile di Gesù, sorgente di amore, abbi pietà di me!
O Sangue adorabile di Gesù, pegno del suo immenso amore, abbi pietà di me!
O Sangue adorabile di Gesù, espansione del suo infinito amore, abbi pietà di me! q. 29
209 - Il silenzio, stato sublime dell'anima
Il silenzio sembrerebbe accidia, inerzia, tranquillità infruttuosa, esso è invece uno stato sublime dell'anima per mezzo del quale essa intende meglio il suo Dio, si unisce più facilmente e più intimamente a Lui e acquista cognizioni altissime intorno alla divina sua vita...
O Sangue adorabile di Gesù, che immergi la mia anima ne' suoi segreti divini, abbi pietà di me.
O Sangue adorabile di Gesù, che mi riveli il mistero del suo silenzio ineffabile, abbi pietà di me!
O Sangue adorabile di Gesù che m'insegni le vie delle ascensioni mirabili, abbi pietà di me! q. 29
210 - L'anima avvolta di tenebra!
L'anima avvolta di tenebra! Chi può dire la sofferenza di questo stato? E nello stesso tempo chi può dire di vedere la propria anima e la vita stessa avvolta di luce vera? Chi può penetrare nei segreti del proprio spirito? Chi può intendere i misteri dell'anima, i suoi rapporti con Dio, l'essenza del sacrificio, dell'unione, dell'amore? Chi può penetrare nella vita di preghiera, di mortificazione, di santità quale dovrebbe essere?...
O Sangue adorabile di Gesù, che mi additi la profondità delle mie tenebre interiori, abbi pietà di me!
O Sangue adorabile di Gesù, che mi guidi a penetrare nella tenebra della Passione, abbi pietà di me!
O Sangue adorabile di Gesù, che mi elevi nelle sublimi tenebre dei Misteri, abbi pietà di me! q. 29
211 - Come pagliuzze in un grande incendio
- Raccogli, se puoi, col pensiero tutti i peccati del mondo, di tutte le anime, di tutti i tempi, i peccati che non puoi né conoscere, né immaginare ma che effettivamente si compiono, e portali sulle mie piaghe sanguinanti, specialmente su quella del Costato. Non vedi? E come se gettassi delle pagliuzze in un grande incendio. Metti ora accanto a quelle colpe le tue: puoi dubitare che non possa distruggerle in un istante? -
O mio Gesù, mio Dio, vieni e possiedimi e lascia che la mia confidenza riposi in Te con tutte le forze della vita.
O Sangue adorabile di Gesù, ispirazione della mia confidenza, abbi pietà di me!
O Sangue adorabile di Gesù, motivo della mia confidenza, abbi pietà di me!
O Sangue adorabile di Gesù, corona della mia confidenza, abbi pietà di me! q. 29
212 - L'abbandono è la più forte espressione di amore
L'abbandono è la più forte espressione di amore perché, abbandonandosi completamente, l'anima non conserva più nulla, mette se stessa nelle mani di Dio ed Egli la introduce nel suo Cuore...
O Sangue adorabile di Gesù, rivelazione del suo sublime abbandono, abbi pietà di me!
O Sangue adorabile di Gesù, che ispiri i miei poveri atti di abbandono, abbi pietà di me!
O Sangue adorabile di Gesù, che avvalori la mia povera vita di abbandono, abbi pietà di me! q. 29
213 - Disposta a ricevere il segno dell'unione
Quando l'anima ha cercato di purificarsi mediante il dolore, l'umiliazione e il Sacramento, allora è meglio disposta a ricevere il segno dell'unione ed a corrispondere alle espansioni di Gesù, a partecipare alla sua Passione.
O mio Signore, quali dolcezze riservi a chi Ti cerca e a chi Ti ama! Rivesti le mie povere membra del tuo Sangue divino, ed è come se penetrasse in me il soffio di una creazione nuova; rivesti di Sangue l'anima che si sente quasi separata e libera da ogni soggezione; rivesti di Sangue lo spirito ed è come se penetrasse in esso quanto di più intimo, sublime e gaudioso possa immaginarsi. Quanto profonde le misericordie del mio Dio!
Il rivestimento del Sangue è simbolo della partecipazione vera, deliziosa ed efficace ai patimenti e alla gloria di Gesù; ed è nello spirito, nel cuore e nelle membra un gaudio sovrumano...
O Sangue adorabile di Gesù, pegno di unione dei nostri cuori al suo divino, abbi pietà di me!
O Sangue adorabile di Gesù, vincolo di unione alla Passione di Lui, abbi pietà di me!
O Sangue adorabile di Gesù, vita della mistica unione, abbi pietà di me! q. 29
214 - La vita di unione si perfeziona nella Passione
L'unione è il primo passo nei rapporti dell'anima con Dio; la vita di unione è la penetrazione in Lui, o meglio la penetrazione di Lui nell'anima, la fusione dell'anima nella sua vita di amore...
La vita di unione si perfeziona nella Passione di Gesù.
O Sangue adorabile di Gesù, che avvinci l'anima al Sacramento, abbi pietà di me!
O Sangue adorabile di Gesù, che introduci l'anima nel sacrario della sua Passione, abbi pietà di me!
O Sangue adorabile di Gesù, che la consumi nella vita di unione, abbi pietà di me! q. 29
215 - L'unione deve essere più intima
- Altre volte, moltissime volte ti ho invitato a penetrare nel mio Cuore per conoscervi i Misteri profondi! Ora l'unione deve essere più stretta, più intima e profonda, ti ho chiesto di convertire in calice il tuo cuore per accogliere il mio Sangue, ora porta questo calice nel mio Cuore; lo riporterò nel più segreto e vi verserò le pene più amare. Acconsenti? -
O mio Signore, opera come vuoi nel mio povero spirito, ma come Ti amerò senza cuore?...
O Sangue adorabile di Gesù, che estendi nell'anima umana la vita divina, abbi pietà di me!
O Sangue adorabile di Gesù, che infondi nell'anima la sete insaziabile dell'amore, abbi pietà di me!
O Sangue adorabile di Gesù, che comunichi all'anima le divine ebbrezze dell'unione, abbi pietà di me! q. 29
216 - Tu fosti tutto una piaga per me
O mio Gesù, Tu fosti tutto una piaga per me e i tuoi dolori interni raggiunsero il culmine nell'abbandono del Padre: lascia che mi ricoveri nelle tue ferite riportando in me stessa l'impressione della tua Passione.
Dove sei e dove sono io? Pare che ci avvolgano solo splendori. Lo splendore sei Tu, mio Gesù, che penetri e avvolgi tutto: ci unisci a Te e Ti manifesti come da lontananze infinite, ci stringi al tuo Cuore e fai risplendere in esso le tue ineffabili misericordie.
Come corrispondervi, o Signore?
- Come fossi tu sola a raccogliere il mio Sangue, ad adorarlo, a nutrirti di esso. Non senti che delizie versa esso nell'anima tua? Contempla la purezza che vi opera, il senso delle cose spirituali che vi trasfonde! -
O Sangue adorabile di Gesù, spremuto dalla sofferenza, abbi pietà di me!
O Sangue adorabile di Gesù, mistico linguaggio della Passione, abbi pietà di me!
O Sangue adorabile di Gesù, conforto e santificazione di ogni sofferenza, abbi pietà di me! q. 29
217 - La sofferenza dà diritto all'intimità
La sofferenza sostenuta in unione a Gesù dà un certo diritto all'intimità...
L'intimità indica possesso; salendo, per la virtù della Passione, si giunge a possedere la vita della grazia, della giustizia e dell'amore, si giunge alla Divinità. L'intimità concessa in questa vita è segno di beatitudine nell'altra.
L'intimità non è una donazione, ma la consumazione di un dono; non è il conoscimento di cose segrete, ma la vita in esse; non è la contemplazione dei Misteri eccelsi, ma la partecipazione alle cose soprannaturali...
O Sangue adorabile di Gesù, concedimi la purezza che dispone alla sua intimità!
O Sangue adorabile di Gesù, mantieni nella mia anima le sante impressioni della sua intimità!
O Sangue adorabile di Gesù, immergi il mio spirito nei segreti della sua vita d'immolazione! q. 29
218 - L'abbraccio
Come potrò esprimere questa sublime, mistica unione con Gesù? Non solo Egli mi stringe al suo Cuore, ma mi rende una sola cosa con Lui. E l'anima è attratta sempre più intimamente e riceve come un sigillo di amore.
Chi crederà a queste mie parole? E che cosa dire che non sia falsità in confronto delle dolci e inebrianti comunicazioni con Gesù?
O Sangue adorabile di Gesù, mistero di ineffabile amore, abbi pietà di me!
O Sangue adorabile di Gesù, fiume impetuoso di amore, abbi pietà di me!
O Sangue adorabile di Gesù, alimento vitale di amore, abbi pietà di me! q. 29
219 - La consumazione dell'intimità
O Signore, che grado è mai questo della tua Passione?
- È il grado delle ascensioni. Esso corrisponde a quello dell'intimità. Confronta i segni, i doni, la consumazione dell'intimità: con queste tre ascensioni sublimi della misericordia che ti redime, della carità che t'infonde una vita nuova e della luce che ti rivela le ineffabili grandezze della vita eterna. -
O mio Gesù, con quale canto posso celebrare questi sponsali gaudiosi?
- Con quello dell'amore, frutto del tuo abbandono! -
O Sangue adorabile di Gesù, che rinnovi la vita dell'anima, abbi pietà di me!
O Sangue adorabile di Gesù, che doni la vera visione della luce eterna, abbi pietà di me!
O Sangue adorabile di Gesù, che sei il verbo, il dono, il pegno della divina carità, abbi pietà di me! q. 29
220 - La Passione è per tutti, ma chi vi attinge?
La Passione è per tutti, ma chi vi attinge le grazie per l'ordine della vita, per la giustificazione, per la santità?
Perché non tutte le anime sono elevate sopra le cose transitorie? Perché amano troppo se stesse, più se stesse che la grazia, più se stesse che Dio.
Perché non tutte sanno dominare il proprio egoismo e ispirarsi alle sublimi verità e vivere nella carità del Signore?
Perché non sanno, non vogliono conoscere le ineffabili misericordie della Passione di Gesù.
O Sangue adorabile di Gesù, insegnami le privazioni che preparano le vie alla tua effusione!
O Sangue adorabile di Gesù, aiutami a penetrare nelle vie misteriose dell'elevazione!
O Sangue adorabile di Gesù, consumami per la tua gloria nelle sublimi tenebre del Mistero! q. 29
221 - La elezione nelle piaghe di Gesù
E Gesù che elegge alla vita eterna, ma noi pure eleggiamo il grado di questa vita con la nostra corrispondenza. Egli elegge attraendoci alla sua croce, noi eleggiamo di rimanervi fedelmente col nostro amore. Egli ci attrae al suo Cuore, ma noi eleggiamo di rimanervi fino a seppellire in esso ogni vitalità. Egli illumina, propone, noi eleggiamo di accogliere la sua luce e di aderire alla sua volontà.
La elezione della vita nelle piaghe di Gesù è una vera predilezione di Gesù per l'anima...
O Sangue adorabile di Gesù, rendimi degna della sublime elezione al suo amore!
O Sangue adorabile di Gesù, dammi il senso delle elezioni della grazia!
O Sangue adorabile di Gesù, insegnami a eleggere ciò che più mi avvicina, mi unisce e mi perde in Dio! q. 29
222 - Hai coraggio di patire con me e per me?
L'anima tolta dalla via, è chiamata ad entrare in un palazzo sontuoso, in una reggia...
Passando di sala in sala, Gesù va ricoprendosi di abiti sempre più umili, semplici, poveri, e invita l'anima a fare altrettanto.
All'uscita dall'ultima sala, con il capo scoperto, a piedi nudi, ridotta la veste a un piccolo lembo, Egli addita una croce squallida sulla quale dovrà morire solo, nudo e abbandonato.
- Hai coraggio di seguirmi così, dice Gesù alla piccola anima, balzando dalla potenza e dalla felicità all'annientamento? Hai coraggio di patire con me e per me?
Questa è la mistica elezione di amore. -
O Sangue adorabile di Gesù, che guidi l'anima per le mistiche vie della vita soprannaturale, abbi pietà di me!
O Sangue adorabile di Gesù, che dai vita, forza e virtù alle intime comunicazioni, abbi pietà di me!
O Sangue adorabile di Gesù, che infondi nell'anima l'ardore della croce, abbi pietà di me! q. 29
223 - Adorare la tua vita umana immolata per noi
- Raccogliti, se puoi, su queste espansioni divine e pensa che tutto questo fu votato alla morte per la redenzione dell'umanità, per la sua redenzione. Il mio corpo, il mio cuore, il mio spirito, immolati nel sacrificio furono il prezzo del peccato. -
O mio Dio, lasciami adorare fibra per fibra, sospiro per sospiro, la tua vita umana vissuta, immolata per noi!
O Sangue adorabile di Gesù, insegnami ad adorare le virtù del suo Corpo!
O Sangue adorabile di Gesù, aiutami ad attingere gl'insegnamenti della sua carità!
O Sangue adorabile di Gesù, guidami a immolarmi nella stessa carità! q. 29
224 - La Passione è così vasta, così ampia...
Chi entra nella Passione non ne esce più.
Essa è così vasta, così ampia, infinita, che tutte le menti create non varrebbero a concepirla, poiché dov'è il limite delle cognizioni umane, ivi soltanto incomincia il riflesso delle cognizioni altissime di Dio.
- Entra, piccola anima, in questo abisso di dolore e contempla la Passione, non soltanto come sacrificio ma come patimento essenziale. Vedi le torture del corpo, gli strazi di ogni fibra, il martirio di ogni piaga, l'acutezza di ogni dolore. Entra nella Passione del cuore, oppresso dal cumulo delle iniquità e dei rigo-
ri della giustizia divina. Entra nelle agonie dello spirito. Esso ha estensioni infinite. -
La Passione è rinnovata realmente nel sacrificio e misticamente nelle anime che vi partecipano, come già sul Calvario, la Vergine SS. e S. Giovanni. Ma quanto poche queste anime! Chi si avvicina alla Croce a raccogliere il Sangue della misericordia?...
O Signore, io vorrei piantare una croce, la tua croce sulla vetta più alta del mondo, portare a' suoi piedi tutti gli uomini per consacrarli a te nel Mistero della tua Passione.
O Sangue adorabile di Gesù, segno della infinita sofferenza del suo Corpo, abbi pietà di me!
O Sangue adorabile di Gesù, pegno della infinita sofferenza del suo Cuore, abbi pietà di me!
O Sangue adorabile di Gesù, dono della sua infinita Passione, abbi pietà di me! q. 29
225 - Se vuoi purificare la tua anima
- Se tu vuoi purificare la tua anima dai difetti che non conosci, da quelli che adombrano il tuo amor proprio, dalle macchie causate dal contatto delle cose umane, invoca il mio Sangue. Esso scorrerà in te cancellando, purificando ogni atto, ogni senso della vita umana. - q. 29
226 - Il salmo della spogliazione
Tu hai rivestito di bellezza i fiori, di splendore gli astri, di luce i cieli, di meraviglie la terra ed ecco, o Signore, il tuo Corpo ignudo sopra la Croce.
Tu hai ricolmato di doni, di pace, di gioia, di festività la nostra vita ed ecco Tu hai riservato per Te, o Signore, la porzione amarissima, il fiele per le tue labbra riarse e le agonie desolate per il tuo Cuore morente.
O Sangue adorabile di Gesù, manifestami i misteri delle sue derelizioni!
O Sangue adorabile di Gesù, aiutami a contemplare questi misteri profondi!
O Sangue adorabile di Gesù, immergi il mio spirito in quest'onda vitale di sublime amore! q. 29
227 - Il Sangue è il regno delle spogliazioni
- Adora la mia vita umana; essa non può essere compresa da nessuna anima nemmeno beata, e intendi nel suo vero significato la spogliazione della Croce. Vedi il Sangue che sgorga da ogni piaga: esso è il regno di tutte le spogliazioni, esso ha il segreto di tutte le virtù.
Attingi e bevi di esso: ti rivelerà il significato profondo della mistica spogliazione del mio spirito e intenderai quanto valore nell'offrirlo tra le mani del Padre.
Man mano che la verità si manifesta all'anima, essa si sente dilatare in una ampiezza sconfinata e, dilatandosi, non sa più raccogliere nella parola finita il senso infinito delle cose di Dio. È il premio della spogliazione. -
O mio Signore, c'è più merito a contemplare i tuoi patimenti o a riposare sui nostri cercando di santificarli?
- Ti rispondo. C'è più vantaggio nel seminare e lavorare intorno a un seme o nel raccogliere gratuitamente, abbondantemente in un campo rigoglioso ricco di messi già mature? -
O Sangue adorabile di Gesù, ricchezza inesauribile del suo Cuore, abbi pietà di me!
O Sangue adorabile di Gesù, spogliazione suprema del suo Corpo adorabile, abbi pietà di me!
O Sangue adorabile di Gesù, vita della sua vita, abbi pietà di me! q. 29
228 - I puri seguiranno l'Agnello
- Entra nella mia Passione e, per la virtù di essa, contempla la purezza della mia vita umana. -
In Cielo - sta scritto - i puri seguiranno l'Agnello immacolato; qui sulla terra è anticipata questa predilezione alle anime pure. Esse possono penetrare nella Passione con intuizioni profonde, soprannaturali, impossibili ad essere manifestate...
O Sangue adorabile di Gesù, insegnami l'eccellenza della sua purezza!
O Sangue adorabile di Gesù, purificami la mente, il cuore, i sensi, la vita!
O Sangue adorabile di Gesù, rendimi degna dell'unione indissolubile alla purezza del suo Cuore che forma la beatitudine degli eletti! q. 29
229 - I santi Misteri
L'Annunciazione preludia le alte vette della Passione e la Passione risale al Mistero dell'Annunciazione. L'Incarnazione è l'inizio della misericordia resa sensibile e la Passione ne è l'espansione prodigiosa, amorosa, perenne.
L'Incarnazione del Figlio di Dio! È la creazione suprema della potenza di Dio. È la manifestazione adorabile della sapienza del Figlio, è lo splendore fulgidissimo della carità dello Spirito Santo. E il Cielo chinato sulla terra nell'amplesso di un amore infinito...
O Sangue adorabile di Gesù, immergi il mio spirito nella luce del Mistero.
O Sangue adorabile di Gesù, rendimi degna di contemplare il Mistero dell'Incarnazione.
O Sangue adorabile di Gesù, rendimi degna di consumarmi nel Mistero della Passione. q. 29
230 - I tesori adorabili della Passione
Chi si avvicina alla Passione con la semplice preghiera, con l'adorazione, con la compassione, attinge beni grandi per l'anima, beni spirituali che la rendono degna del Cielo. Ma chi vive nelle mie piaghe, attinge beni infiniti.
Vieni, mia figliuola, e inebriati in esse. Vieni, spoglia di te, senza intendimento umano, semplice, umile, generosa, ad attingere nelle mie piaghe il verbo della carità, della sapienza, della giustizia, della grazia e dell'amore.
L'anima è introdotta amabilmente, soavemente, in ogni piaga, a contatto dei tesori immensi, preziosissimi, adorabili della Passione di Gesù...
O Sangue adorabile di Gesù, circondami di amore ed esso mi dia la verità e la giustizia.
O Sangue adorabile di Gesù, riempimi di amore ed esso sia per me sapienza e grazia.
O Sangue adorabile di Gesù, consuma tutta la mia vita nell'amore della tua Passione. q. 29
231 - La Passione di Gesù è una preghiera continua
La Passione di Gesù è una preghiera continua che avrà il suo compimento alla fine dei secoli.
La Passione di Gesù è la preghiera sublime, ispirata, efficacissima dell'Uomo-Dio la quale accoglie in sé tutte le elevazioni soprannaturali e tutta la forza morale, il senso altissimo e profondo della adorazione dovuta alla Divinità e quello della devozione propria della Sacra Umanità.
La Passione di Gesù è la preghiera universale dei tempi e delle anime; la preghiera onnipotente che compendia tutti gli atteggiamenti e tutti i sospiri dello spirito umano e sale al trono di Dio con la stessa virtù dell'Altissimo.
La Passione di Gesù, cioè tutta la sua vita umana, è l'inno intraducibile, incomprensibile della misericordia divina.
L'anima ne afferra i benefici, ne gode le preziosità, partecipa ai meriti, alla efficacia di questa preghiera sublime in proporzione ai patimenti di Gesù.
Entrando nelle ombre del mistero, unendosi allo spirito di Gesù nell'accoglimento della verità, della sapienza, della giustizia, della grazia e dell'amore, l'anima intuisce la grandezza, l'estensione, la profondità della preghiera di Gesù, e abbandonandosi allo spirito che la guida, sale con esso fino a Dio: sale portata senza conoscere, né comprendere, né apprezzare la forza occulta che la eleva...
La preghiera di Gesù! Essa è più ampia degli spazi, più profonda degli abissi, più alta dei cieli: essa è il canto sconosciuto che attraversa il tempo per ricongiungerci all'eternità, è come il raggio di luce sceso dal Cielo, raccolto, intensificato nel Cuore di Gesù e risalito alla sorgente con tutta la potenza della vita divina.
O mio Gesù, sii benedetto, sii adorato per la tua preghiera santa, potentissima, perfetta [...].
Insegnami a pregare, o Gesù concedimi di raccogliere in me il verbo del tuo amore ed esso si espanda nella mia anima con la fragranza della divina virtù.
O Sangue adorabile di Gesù, infondi in me lo spirito di preghiera.
O Sangue adorabile di Gesù, fammi comprendere la sublimità della sua preghiera.
O Sangue adorabile di Gesù, uniscimi alla sua divina preghiera. q. 29
232 - Entro nella sua Passione
Intendo la immensità della misericordia di Gesù, la sua espansione nei cuori, l'amabilità, la tenerezza, la forza, la sublimità del suo amore infinito.
Entro nella sua divina Passione con il dolore e trovo l'amore; entro con ansia e pena e trovo pace e soavità; entro col cuore in tempesta e vi trovo la calma e la tranquillità.
È proprio della misericordia di Dio riempire di dolcezza anche le cose più amare.
La vita della Passione, cioè i frutti, i meriti, i doni, le grazie, tutti i benefici della Redenzione, sono a disposizione delle anime e in ogni istante...
O Sangue adorabile di Gesù, introducimi nella vita della sua Passione.
O Sangue adorabile di Gesù, aiutami a comprendere la vita della Passione.
O Sangue adorabile di Gesù, consuma la mia vita aumentando quella della Passione. q. 29
233 - Metti la tua vita nella mia vita
E chi lascerebbe scorrere un fiume d'oro senza attingerne per sé? E noi perché lasciamo effondere tanto Sangue senza raccoglierne una stilla per la nostra anima?
- Accogli - dice Gesù - i miei doni, ma più ancora metti la tua vita nella mia vita, così il pensiero, il sentimento, l'azione, la forza, la libertà, il tempo, saranno trasformati in capacità e mezzo efficace per l'unione.
Fa' che le mie operazioni di amore si compiano in te stessa ma come fuori di te stessa.
Ricevi il Sangue con la fede, comunicalo alle anime con la preghiera.
Per l'ospitalità che mi darai sulla terra ti darò la beatitudine su in Cielo...
Per la fede ti darò la verità, per l'adorazione ti darò l'amore, per il Sangue ti darò la vita. -
O mio Gesù, Tu mi tieni schiusa continuamente la fonte delle delizie ineffabili: il tuo Cuore amoroso, con tutti i suoi palpiti, le sue brame e la sua carità. E vai ripetendo in tutti i linguaggi: «Sitio! Sitio!».
Da che cosa spremerò l'essenza degna delle tue labbra divine? degna del tuo Cuore insaziabile?
- Dal Sangue del dolore e dell'amore. -
O Sangue adorabile di Gesù, illumina la vita del mio spirito e rendila degna di adorare la vita della sua Passione.
O Sangue adorabile di Gesù, partecipami la virtù, i segreti, la fortezza della Passione.
O Sangue adorabile di Gesù, rendi la mia anima strumento docile delle divine operazioni della Passione, secondo i disegni della sua carità. q. 29
234 - Avere da te la tenerezza della compassione
- Unisci, figliuola, i tuoi patimenti a quelli della Passione, saranno convertiti in benedizione e in merito di vita eterna. Chi soffre cammina accanto a me, ma chi è risoluto di soffrire, rassegnato, informato a' miei voleri, vive in me: allora io stesso porto la croce ed egli gode l'abbondanza de' miei beni nell'unione alla mia vita. Attingi dal mio Sangue la virtù per continuare il cammino in questi segreti della mia Passione, darai conforto alla mia anima e vigore alla tua.
Vedi, quando un padre esce a diporto prende seco il bimbo più piccolo e si allieta con lui del sorriso di tutte le cose. Ma se deve compiere un viaggio faticoso, di notte, prende seco il figlio maggiore, ripieno di coraggio per avere da lui conforto e aiuto.
Ti ho invitata ad accompagnarmi lungo la via della mia Passione, per avere da te il balsamo della corrispondenza, il senso della pietà e la tenerezza della compassione.
Se l'anima tua non fosse penetrata da' miei dolori, immersa nelle mie pene, che sapresti delle mie angosce? Come potresti concepire la mia Passione? -
E l'anima è pervasa da un patimento indicibile; pare che in sé e attorno a sé non vi sia che il terrore della morte e l'agonia della vita.
Mio Dio, perché questo sgomento e questo affanno inconcepibile?
E la partecipazione alla Passione di Gesù.
O Sangue adorabile di Gesù, rivelami i segreti del suo martirio infinito.
O Sangue adorabile di Gesù, partecipa all'anima mia i meriti della sua mortale agonia.
O Sangue adorabile di Gesù, consumami nel Mistero della Passione. q. 29
235 - Bevi a questi calici di salvezza
Gesù invita la piccola anima a questo ineffabile convito, a questa mensa deliziosa con le parole della misericordia: - Bevi a questi calici di salvezza. - E mi presenta quattro calici misteriosi.
Nel primo è la Passione composta dalle iniquità della terra e dalla giustizia rivendicatrice del Padre.
Nel secondo è il Sangue uscito dalle piaghe adorabili, offerto per l'espiazione delle colpe.
Nel terzo è la grazia meritata con i patimenti, con la immolazione, con la virtù e i meriti dell'Uomo-Dio.
Nel quarto è l'amore.
Misticamente, in questo invito, l'anima è chiamata dalla misericordia di Dio alla considerazione della colpa, alla contemplazione della efficacia della Redenzione, della vita divina, della ineffabile vita di unione, giacché l'amore non è che unione. L'amore, o trova, o rende uguali...
O Sangue adorabile di Gesù, disponi la mia anima alla Comunione della grazia.
O Sangue adorabile di Gesù, disseta la mia anima con la comunione del dolore.
O Sangue adorabile di Gesù, rendi la mia povera anima degna dell'eterna comunione dell'amore. q. 29
236 - Egli accoglie come doni le mie miserie
La vita della Passione di Gesù! La comunione della Passione di Gesù! Non possono compiersi nell'anima se non trovano omogeneità di spirito, di cuore e di vita.
O mio Gesù, chi può rendersi simile a Te?
Come mai la terra, la cenere e il fango possono trasformarsi in luce? La trasformazione è operata da Gesù.
Egli accoglie come doni le mie miserie e mi offre in cambio le misericordie della sua Passione.
- Nella Passione, mi ripete, troverai l'esuberanza dei tesori celesti, la magnificenza della potenza, della sapienza e dell'amore. La mente e il cuore, il corpo e lo spirito possono qui arricchir-
si di ogni perfezione, attingere tutte le virtù, ottenere la grazia di penetrare nel Mistero e di riposarvi. Il riposo nel Mistero è lo stato più sublime dell'unione con Dio ed è raggiunto dalle anime che hanno fissato la loro dimora nella Passione, che hanno lavato in essa la stola dell'anima, acquistando la veste nuziale della purezza. -
O mio Signore, Ti offro tutto ciò che è disgustoso, amaro, imperfetto, vile, biasimevole nella mia vita: lo offro perché me lo domandi, perché Tu solo puoi distruggerlo e trasformarlo in argomento di salvezza. Confido in Te, mi affido a Te, mi immolo con Te.
- Ed io ti darò la perfezione, la pace, la carità e la santità. - O Sangue adorabile di Gesù, aiutami a compiere la spogliazione delle mie miserie.
O Sangue adorabile di Gesù, rivestimi della tua bellezza, della tua virtù e de' tuoi meriti.
O Sangue adorabile di Gesù, conserva nel mio cuore la mistica fragranza de' suoi doni. q. 29
237 - Tutto dipende dai frutti e dai meriti del Mistero
La salvezza, la perfezione, la santità dell'anima dipendono essenzialmente dalla Passione di Gesù, dai frutti e dai meriti del Mistero.
Nessuna cosa è esclusivamente nostra in questo mondo, ma il Sangue di Gesù, la sua misericordia, i suoi patimenti sono nostri e ci vengono prodigati in proporzione della partecipazione al Mistero...
O Sangue adorabile di Gesù, eleva il mio spirito nella luce del Mistero.
O Sangue adorabile di Gesù, infiamma il mio cuore della vita del Mistero.
O Sangue adorabile di Gesù, consuma tutto il mio essere nella docilità alle operazioni divine. q. 29
238 - La tua Carne! Il tuo Sangue!
- Avanzati, figliuola, e gusta l'attrazione di questa ricca mensa. Non senti che essa ti imbalsama l'anima con la soavità di mille fragranze, quante sono le virtù che scaturiscono dalla croce?
L'anima corre, si slancia, si allieta nell'invito amoroso e, seguendo l'attrazione, anelando al possesso dei gaudi sovrumani dimenticando se stessa, si fissa in Gesù, lo contempla, lo ascolta, vi si abbandona.
Allora Gesù le si svela con la sua Passione adorabile, coperto di piaghe, grondante di Sangue da ogni ferita.
- Prendi e bevi, prendi e mangia. -
O mio Dio! La tua Carne! Il tuo Sangue! Dalla Passione cruenta la nostra vita di grazia! Chi può dire le ebbrezze che trasfonde?
Questa Passione disgustosa e soavissima a un tempo, ritempra lo spirito e lo prepara a un convito più eccelso, introducendolo nella Passione intima.
E l'anima entra nei segreti del Cuore di Gesù, partecipando alle angosce ineffabili per le iniquità umane.
È il convito del dolore...
O Sangue adorabile di Gesù, introducimi nel convito della Passione.
O Sangue adorabile di Gesù, insegnami le disposizioni per rimanervi.
O Sangue adorabile di Gesù, disponi in me le capacità per accogliere i preziosi tesori. q. 29
239 - Il sigillo più prezioso è quello del Sangue
E costume, nella vita, segnare le cose che ci appartengono; ognuno distingue le proprie.
L'artista ha un segno di convenzione che compendia il nome; il pastore segna con una croce le sue pecorelle, il boscaiolo segna le piante, il contadino i suoi campi.
Anche le anime vengono segnate, distinte dalla folla per un carattere speciale, ma più ancora intimamente portano il segno dell'amore. Alcune ricevono da Gesù un sigillo di fuoco, e l'anima arde nell'espansione dello zelo più santo, attivo e fecondo; altre ricevono un sigillo di candore e passano per la vita come le stelle, tanto al di sopra delle miserie umane, vicinissime al sole, che le attrae a sé, nella purezza del Mistero; altre hanno il sigillo di luce e risplendono con la dottrina, con la virtù, con l'esempio.
Il sigillo più prezioso, quello che racchiude la virtù degli altri, il più prezioso, profondo, benefico, incancellabile, è quello del Sangue.
Ricevuto con fede, conservato con fedeltà e devozione, apparirà luminoso nella gloria del cielo...
Imprimi, o Signore, la tua Passione sul mio cuore ed esso abbia effetti purissimi, elevati e santi; imprimila sul mio spirito e esso capisca e conosca i tuoi divini richiami, e risponda con tutte le energie, con tutto lo slancio, con tutto l'amore a' tuoi disegni di misericordia.
O Passione di Cristo, sii la mia luce, la mia guida, il mio riposo, il mio sostegno, il mio rifugio, la mia sicurezza, la mia salvezza, la mia passione!
O Passione di Cristo, estendi la tua virtù sulla mia vita passata, sulla mia vita presente e su quella futura!
O Passione di Gesù, trasformando e santificando la mia vita terrena, svelami quella celeste!
O Sangue adorabile di Gesù, rendimi degna dei mistici sigilli della Passione!
O Sangue adorabile di Gesù, conserva in me il mistico sigillo del perdono, della grazia e dell'amore!
O Sangue adorabile di Gesù, consumami col sigillo della sua volontà e della sua misericordia! q. 29
240 - Essere la piccola vittima del tuo Sangue
Mi abbandono, o Gesù, come piccola vittima della tua Passione, al fiotto di Sangue che scorre sul mondo, nelle anime, nella mia stessa anima senza essere compreso, adorato, corrisposto. Voglio essere la piccola vittima del tuo Sangue, disposta a seguire l'onda misteriosa dovunque mi trascinerà, disposta a consumarmi nell'adorazione, nella partecipazione al Mistero augusto della tua carità.
O mio Gesù, apri tutte le vie della mia povera anima alle espansioni della tua misericordia; che io raccolga in me la pienezza della tua grazia: attira a Te il mio spirito onde si uniformi ai disegni della tua Provvidenza e sia strumento di riparazione alle immense colpe del mondo, strumento di grazia per i peccatori, strumento di bene per tutte le anime, strumento di santità per la mia poverissima.
O mio Gesù, il mio abbandono alle operazioni del tuo Sangue prezioso sia pegno della mia corrispondenza a' tuoi sigilli di amore: non voglio altra volontà che la tua, altro sospiro che quello
che esce dalle tue piaghe, altra visione che quella del tuo Sangue...
O Sangue adorabile di Gesù, spogliami di ogni cosa terrena per rivestirmi della veste del suo amore.
O Sangue adorabile di Gesù, insegnami il canto, la forma, la vita dell'abbandono.
O Sangue adorabile di Gesù, consumami in un atto di amore perfetto. q. 29
241 - O Verbo di Gesù, o Verbo di perdono
Il Verbo della vita scende dalle labbra insanguinate di Gesù e sale dal profondo dell'anima per virtù del suo Sangue divino. Il Verbo della vita: è la voce del suo perdono e il perdono è la base della riconciliazione con Dio.
«Padre perdona perché non sanno quello che fanno!».
Ti adoro, mio Gesù, per questa misericordia infinita. Tu non chiedi il perdono soltanto per la virtù dei tuoi meriti, de' tuoi patimenti, de' tuoi sacrifici, del tuo Sangue e della tua morte, ma perché noi non sappiamo quello che facciamo.
O mio Gesù, non lo sappiamo davvero... O Verbo di Gesù, o Verbo di perdono!
O Padre Santo, per amore di Gesù, per le sue piaghe, per i suoi patimenti, per il suo Sangue, per la sua morte, perdona i nostri peccati, le mie iniquità. Lo sappiamo purtroppo di offendere la tua divina giustizia.
Nessuno di noi è incosciente de' suoi doveri, come nessuno può dire di non sentire i tuoi diritti, non fosse altro per la voce della coscienza che rimprovera l'ingiustizia, l'ingratitudine e l'infedeltà.
O mio Dio, per la preghiera di Gesù, fluente col Sangue da tutte le piaghe, abbi pietà di me! q. 29
242 - Lasciami bere la tua grazia col tuo Sangue
Dammi la grazia che purifica, che ritempra, che istruisce, che guida, che sostiene e santifica.
O grazia eccelsa, sgorgata dai patimenti, dalle immolazioni, dalla consumazione del mio Gesù!
O adorabili piaghe del Salvatore, mistiche sorgenti della grazia, della salvezza e della Redenzione copiosa! 0 Gesù, lasciami
bere la tua grazia col tuo Sangue divino!
- Entra, figliuola, nelle mie piaghe e bevi e chiedi le grazie che vuoi. -
Chiedo, o Signore, il perdono de' miei peccati, la perseveranza finale, la grazia di conoscerTi, di servirTi e di amarTi. Chiedo di poter estendere alle anime la virtù della tua Passione, di ottenere per tutti il dono della grazia che schiude la vita eterna.
q. 29
243 - Vivere nella Risurrezione con lo spirito della Passione
Devo vivere nella Risurrezione con lo spirito della Passione e nella Passione con lo spirito della Risurrezione. Ogni istante è per l'anima una vera Risurrezione quando, uscendo da se stessa, tende a migliorarsi, a perfezionarsi.
La Risurrezione mistica è basata sulla virtù delle sette parole: sul perdono, sulla potenza, sulla grazia di Gesù, sulla spogliazione, sul desiderio, sul sacrificio, sull'abbandono dell'anima.
Se l'anima si lascia dominare, Dio la guida sensibilmente. Avrà le stesse angosce della Passione, le stesse glorie della Risurrezione.
La Risurrezione rivela e assicura la Comunione.
La Risurrezione finale sarà tanto più gloriosa e luminosa quanto più attiva e generosa sarà stata la risurrezione dalla vita della natura a quella della grazia.
- Lasciati investire dalla virtù della Risurrezione, dice Gesù alla povera anima, ti sentirai pura nella mente, agile nel sacrificio, impassibile nella prova, ardente nell'amore. -
Ma dove attingerò questa virtù così benefica? - A' pié della Croce, dal mio Sangue.
La vita soprannaturale della grazia non può essere iniziata, né sostenuta da altro elemento. La Risurrezione mistica è lo slancio nella vita soprannaturale. q. 29 : S. Pasqua
244 - Metto in te il mio Sangue
Come pervasa da una dolcezza indefinibile, sento lo spirito del Signore che ripete: - Vengo a prendere il tuo cuore, il cuore mistico della tua anima formato dal mio Sangue, dal mio amore e dalla tua cooperazione.
Sono molti anni che vado formando questo cuore con la stessa mia vita.
Ricordi la prima volta che ti attrassi con la visione del mio Sangue fluente dal calice ricolmo? Da allora non ebbero limite le mie espansioni. In quanti modi, con quante tenerezze, con quali mezzi non ho lavorato in te con la mia grazia? Ho diritto al frutto soprannaturale. -
O mio Signore, donandoti tutto, come posso vivere senza più nulla, squallida, povera, vuota?
- È la condizione migliore per assicurare la tua salvezza. Ritornerò a te con nuove forme di grazia e di amore. -
E viene all'improvviso, misericordioso e amoroso, ripetendo: - Dammi ciò che è mio, prendi ciò che è tuo. Metto in te il mio Sangue, i suoi meriti, la sua virtù; in essi è la vita nuova, tu aggiungi la tua cooperazione per la nuova vita di grazia e di amore ispirata alla stessa mia vita. - q. 29: s.d.
245 - L'elemento vitale della mia opera è il Sangue
Per riprodurre un'opera ci vogliono i mezzi; il solo ingegno non basterebbe.
L'elemento vitale della mia opera è il Sangue di Gesù. Esso è tutto: è l'ispirazione, la forza, la luce, la grazia, la virtù trasformatrice. Esso accieca e illumina, avvalora e sostiene, guida, trasporta, spiritualizza, divinizza e pulsando nel mio cuore come in quello di Gesù, vi farà scaturire le mirabili opere dell'amore. Quante verità luminose passano per l'anima!
Gesù domanda la corrispondenza alla grazia.
Sí, o Signore, sono pronta: voglio rispondere a' tuoi richiami, voglio impegnarmi con un nuovo voto di amore, ma ho bisogno del tuo aiuto, del tuo lume, e del tuo amore.
Per conoscere la grazia, le sue esigenze, la tua voce e i tuoi disegni, ho bisogno di una grazia ancor maggiore; per apprezzare le tue ispirazioni e re tue espansioni ho bisogno di lume ancor più intenso.
Se questa grazia e questo lume mi verranno da Te, accetto, Signore, di votarmi per il sacrificio, per l'immolazione nella tua Passione, nel tuo Sangue e nel tuo amore, giacché il tuo linguaggio è di amore, di Sangue e di Passione. q. 29: s.d.
246 - O Santissimo Nome, scritto a caratteri di Sangue
O Santissimo Nome del mio Gesù, che compendi il Mistero
del suo Sangue, non posso invocarTi senza adorare questo Mistero di infinito amore.
O Santissimo Nome, scritto a caratteri di Sangue sulle membra divine del mio Dio, scritto sul mio cuore in virtù di quel Sangue, concedimi di penetrare nei Misteri della divina misericordia e di vivere in essi tutti i giorni della mia vita.
O Nome augusto, io contemplo i tuoi trionfi negli splendori della Vergine. Essa è regina, mediatrice per Te. Contemplo la tua grandezza negli Spiriti Angelici: essi occupano per Te le sedi della gloria.
Contemplo la tua potenza nei santi: essi hanno conquistato il Cielo per i tuoi meriti.
Per il tuo Santissimo Nome, concedimi, o Gesù, i tesori della grazia, il dono della Sapienza celeste, l'effusione del divino amore. Insegnami a comprendere le manifestazioni della tua bontà e i segreti del Mistero della tua Passione divina.
- L'anima intenta a contemplare la mia Passione, fissa nei Misteri del Sangue, è come uno specchio esposto ai raggi del sole. Essa accoglie i raggi fulgentissimi della Passione, ma quanto è più pura, ampia, ben disposta, più accoglie questi splendori e meglio li riflette.
Nessuno può affermare che il tenue raggio del sole, riflesso dallo specchio, ritorni alla sorgente, ma io ti posso affermare che il raggio della grazia, della virtù e della Passione, riflesso amorosamente dalla tua anima, risale alla sua sorgente, aiutato dalla virtù degli stessi raggi che discendono.
E mentre la riflessione aumenta così i mistici fulgori, li espande altresì e li comunica ad altre anime.
Rinnoviamo, figliuola, le mistiche nozze nel Nome e nel Sangue, ti insegnerò il modo più degno. Bacia e adora le mie piaghe, ripetendo ad ognuna il mio Nome.
Ogni volta che pronunzierai questo Nome possente, ti darò, con il calice del Sangue, l'aumento della grazia. Ripetilo molte volte e bevi continuamente le ineffabili delizie della grazia. - g. 30 : gennaio 1927
247 - La vocazione germinata dal Sangue
Sia adorato, lodato, benedetto Gesù!
O Gesù, Tu hai riscattato la mia anima dalle tenebre di mor-
te, l'hai ricomperata con la tua Incarnazione, arricchita con la tua Passione, trasformata col tuo Sangue.
Ti ringrazio, mio Gesù, dei doni preziosi della grazia, comunicata a noi per mezzo dei Sacramenti, della preghiera, del sacrificio, dell'amore.
Ti ringrazio, mio Gesù, della vocazione germinata dal tuo Sangue, dei richiami speciali all'unione con Te, delle manifestazioni della tua Passione, della partecipazione ai disegni del tuo amore, del dono prezioso della tua sapienza nella comprensione del tuo Sangue adorabile. q. 30: s.d.
248 - Se l'anima riceve il Sangue di Gesù
Dinanzi a Dio, la povera anima è come la terra dinanzi al sole. Da sé la terra è arida, meschina, vile e infruttuosa, ma se una mano benefica la rimuove, se vi si gettano semi preziosi nei solchi aperti, se la rugiada la irrora e il calore la feconda, allora essa diventa rigogliosa di fiori e di frutti.
Così l'anima; se accoglie il mistico seme della verità nel solco dell'umiltà e riceve il Sangue di Gesù e la vita dello Spirito Santo, che è luce e calore, allora essa produce in abbondanza fiori e frutti di eterna vita. q. 30: s.d.
249 - Seguire la mistica corrente del Sangue
La vita dello spirito è data, alimentata, accresciuta, perfezionata dal Sangue di Gesù.
Non è necessario conoscere il modo, il grado, lo scopo della elevazione dell'anima: basta che essa risponda agli impulsi divini e segua la mistica corrente del Sangue. Ciò che acquista salendo, ciò che perde, ciò che trasforma, perfeziona e compie è tutto noto al Signore, scritto col suo Sangue divino. q. 30: s.d.
250 - La scienza divina infusa dal Sangue
- La scienza umana si acquista con lo studio e ci vuole ingegno per possederla, ma la scienza divina può essere concessa in un istante e può essere infusa dal Sangue della Passione. Ricevi questo Sangue abbondantemente e segui le operazioni della grazia, schiudendo la mente, il cuore, lo spirito alle divine misericordie e agli splendori del Mistero.
Vengo a celebrare il mio sacrificio nel tuo cuore: accoglimi. - q. 30 : s. d.
251 - Ti guardo con le mie piaghe
- Ti guardo con le mie piaghe; esse sono come altrettanti soli, i cui raggi di luce dissipano ogni tenebra, il cui calore riscalda ogni freddezza, la cui virtù trasforma ogni miseria, distrugge ogni debolezza, guarisce ogni piaga, nobilita ogni senso, ispira ogni atto, santifica ogni palpito.
Guardami con le tue piaghe. Non c'è incontro più salutare per l'anima tua. Più di tutte le contemplazioni, elevazioni, consolazioni spirituali, esso ti arricchisce di grazia, ti spoglia di ogni viltà e debolezza, ti unisce al tuo Dio.
Ti guardo con le mie piaghe, e vuol dire che riverso nell'anima tua il mio amore sostanziale. E chi può dire l'impeto, la grandezza, l'effusione del mio amore?
Ti guardo con le mie piaghe: e vuol dire ti rivelo il cumulo dei peccati che le hanno aperte e riaperte, l'enormità delle offese fatte a Dio, il dovere di espiarle e di servirsi dei mezzi più efficaci per compiere ciò che manca alla mia divina Passione.
Guardami con le piaghe della tua anima e con quelle dei peccatori e gli sguardi si fonderanno nell'amplesso dell'amore, come dalla mia croce stendo le mie braccia per abbracciare tutte le anime, per abbracciare te, mia figliuola, per godermi tutto il tuo cuore, la tua vita, la tua speranza, e il tuo abbandono. Sapessi l'eccellenza di queste predilezioni!
Non pretendo di trovare in te la vita degli angeli; la virtù e l'amore consistono nel vivere come gli angeli, della luce e dell'amore di Dio; non importa se questa luce e questo amore devono attraversare la spoglia mortale, essa non nuoce alla loro sublimità e grandezza.
Quello che voglio da te è la volontà energica di seguire le mie operazioni con costanza, di rimanere sotto la croce nell'unione alla mia Passione e nell'invocazione perenne del mio Sangue. - q. 30 : s. d.
252 - La vita del Sangue è nel S. Sacrificio
- Ti do la vita del mio Sangue, ma perché tu la possa ricevere in abbondanza, occorre che tu prepari vie ampie e spaziose, solchi profondi, larghi, segreti. Dov'è agglomeramento di case o rilievi di terreno, non si può edificare con larghezza di linee e di proporzioni.
Sii semplice, umile, desiderosa della vita del mio Sangue: in essa è la pienezza della grazia e, più ancora, c'è il riflesso della mia divinità.
Se un'anima, per un solo istante, desse tutta la vita per il mio Sangue, per lasciare che esso operi liberamente, raccoglierebbe, in quel solo istante, tesori di grazia celeste.
La vita del mio Sangue è nel S. Sacrificio.
Pensa che su questo altare si immolano tutti i Sacrifici del mondo: pensa al Sangue che ne sgorga!
E pensa ancora alla poca partecipazione delle anime, anche delle anime religiose che non sanno comprendere questo mistero di ineffabile amore.
Il Sangue compie ugualmente la sua missione: sale al Padre in odore di soavità, espia, cancella, ripara, invoca, adora. La gloria non è diminuita: sono le anime che non la comprendono e non la godono perchè non sanno accogliere questa sublime ricchezza.
Portami tutti i calici vuoti... vieni, riempili e portali alle anime assetate del mio Sangue. Questo ministero è proprio degli Angeli; associati ad essi: ti do questo privilegio e intendo che tu lo possa compiere con la retta intenzione del tuo operare, col sacrificio perenne di te stessa, con l'abbandono alla mia volontà.
Dammi l'esuberanza della tua vita: dammi la mente e il cuore perché, riempiti di Sangue, vivano della mia Passione, nella mia Passione, per la mia Passione.
Le sorgenti del mio Sangue sono inesauribili.
L'unico altare del mondo è il mio Cuore, su di esso si compiono tutti i sacrifici.
Unisciti ad esso, parteciperai alla virtù del Sangue, a quella del Mistero.
Bisogna vivere in modo da poter rivivere.
Fa' che il Signore ti trovi sempre pronta al passaggio della sua grazia. - q. 30 : s. d.
253 - Il segreto... è nel Sangue di Gesù
Quando Gesù sembra lontano dall'anima è per farle dilatare lo sguardo della fede e il senso della confidenza. La lontananza poi è divorata dall'amore sospiroso dell'anima e da quello paterno di Gesù che viene sempre incontro alla nostra povera debolezza.
La lontananza di Gesù pare attenui l'attenzione; la rende invece più sensibile nello slancio dato all'anima per raggiungere il divino amore.
La lontananza di Gesù, mentre è per l'anima esercizio di amore, è ancora esercizio di purificazione: più ama e più sale, più si purifica e più desidera distaccarsi dalle cose della terra, più avanza nella via della perfezione, e più sente raddoppiare in sé l'ardore del Cielo. Ma il segreto per mantenere l'ardore del cammino, la forza onde resistere al volo faticoso, la grazia per compierlo, è nel Sangue di Gesù. L'anima ripiena del Sangue di Gesù si troverà sempre nelle condizioni della massima lontananza per il Mistero che l'avvolge, ma si troverà tuttavia a contatto dell'infinita carità del suo Cuore, immersa nell'abisso del suo amore.
Il Sangue di Gesù che scorre nelle mie povere membra e riempie le fibre del cuore e illumina l'intelligenza e nutre lo spirito, m'insegna che, per giungere alle soglie della vita, alle soglie della carità, incontro a Gesù che discende sull'altare, l'anima deve compiere tre atti. Deve dimenticare, anzi tutto, la terra, le persone, le cose, se stessa. Allora trovasi come immersa nella tenebra e, spento il ricordo della vita e il senso della propria volontà, non vede intorno a sè che vuoto, silenzio e solitudine: è l'atteggiamento necessario per prepararsi a intuire le cose di Dio che contempla.
Purificata così dalla mistica tenebra, riceve le impressioni della luce divina, e, con esse, la misericordia ineffabile che la prepara al ricevimento del suo Dio.
Ed Egli sembra discendere dall'altezza della sua gloria, e, incontrandosi con la piccola anima, l'avvolge rapidamente nel suo amplesso di amore e la inghiotte come fa l'aquila col moscerino, unendola alla sua stessa vita.
O amatissimo Gesù, o potentissimo Gesù, discendi e consuma e trasforma la meschinissima anima mia! q. 30: s. d.
254 - Immersa nel Sangue, la volontà diventa energica
Immersa nel Sangue di Gesù, la volontà diventa energica, vigorosa: elevata nelle purissime sfere dell'amore, vive in esse affatto libera da ogni legame del tempo, avvinta alle cose eterne. Rinunziando a se stessa per vivere nel Sangue di Gesù, la vo-
lontà non fa che rinunziare alle debolezze della natura, alla esigenza delle passioni e alla tirannia dei sensi.
Vivendo nel Sangue di Gesù aderisce alla sua Passione che la investe, la sublima, la trasforma.
Immersa nel Sangue di Gesù, la volontà si unisce a Lui, al suo spirito, al suo Cuore, alla sua vita, e gusta il senso, e sente l'efficacia delle sette parole dette sulla Croce.
E sente perdonarsi le proprie miserie, e vede aprirsi il regno della pace e gusta gli amplessi della Vergine e, nella suprema derelizione di Gesù, intuisce l'immenso amore e l'immenso dolore di Gesù per le anime, partecipa alla sete della sua sacra umanità, mistica sete che Lo strugge nel desiderio di salvare tutto il mondo, e sente poi consumarsi con Lui nelle vie della dedizione, abbandonando totalmente l'anima tra le mani del Padre.
Chi può dire la forza, la luce, la vita della volontà attinta dal Sangue di Gesù?
Le continue manifestazioni da parte di Gesù e la pronta corrispondenza dell'anima costituiscono altrettanti passi nel cammino della vita soprannaturale e gradi che portano alla intimità con Gesù. E l'intimità dà all'anima un'intuizione sempre più profonda dei dolori di Gesù per le anime che si perdono, per il Sangue trascurato e calpestato, mentre essa stessa diventa il mistico calice che va riempiendosi continuamente del Sangue adorabile per portarlo in tutti i cuori, datore di grazia, di vita e di amore infinito. q. 30: s.d.
255 - L'amore sgorga dalle piaghe
O mio Gesù, dilata il cuore, la mente, e lo spirito, o meglio seppelliscimi in questo tuo incendio di carità, consumami in esso!
L'amore tuo sgorga dalle tue piaghe, attrae dal Tabernacolo e scende dal tuo regno, fluisce dalle tue parole, traspira dal tuo amplesso, trabocca dal tuo Cuore, lo fai perfino salire da' miei peccati e dalla mia miseria, lo raddoppi con l'unione, lo perenni col tuo dominio in me, di me stessa! O prodigi della Divina Passione di Gesù!
Perchè questo amore soavissimo, che è frutto del tuo Sangue e frutto della tua Passione, non può tradursi in voce melodiosa che inviti tutti a' piè della tua croce, o mio dolce Gesù? q. 30: s.d.
256 - Celebrare l'infinita misericordia di Gesù
Chi può celebrare l'infinita misericordia di Gesù? Egli non cessa un istante dall'attrarre a sè la piccola anima e, nell'impeto del suo amore, le va comunicando i tesori della sua immensa carità, dilatandola nel mistico regno del suo Sangue.
Signore, domando che il tuo Sangue cancelli le mie colpe, distrugga ogni ombra, ogni macchia, mi conceda ogni virtù, mi riempia gli occhi, la mente, il cuore, lo spirito, le fibre: che mi trasformi, mi santifichi, mi unisca a Te perfettissimamente.
Chiedo, o Signore, che il tuo Sangue cancelli, non solo la colpa, ma anche mi condoni la pena e mi liberi da ogni attacco, da ogni concupiscenza, rendendo l'anima così pura da farle evitare le pene del Purgatorio.
Chiedo, o mio Signore, che il tuo Sangue mi arricchisca di grazia, dilati la fede e l'amore e mi conceda la gloria del tuo regno.
Chiedo, o mio Gesù, che il tuo Sangue conforti, purifichi, santifichi la mia famiglia, riempia di tesori celesti le anime che mi sono care e tutte le avvinca al tuo Cuore santissimo.
Chiedo il tuo Sangue, o mio Gesù, per la Chiesa, per i Sacri Ministri, per le anime religiose, per i bambini innocenti, per i peccatori, per gli ammalati, per i morenti, per i vivi e per i morti.
O mio Signore Gesù, chiedo il tuo Sangue, la tua virtù redentrice e santificatrice per tutti gli infedeli, per tutte le anime e per tutti i cuori, lo chiedo per la liberazione delle anime del Purgatorio e per accrescere la gloria dei Beati.
O Signore, chiedo troppo? La tua sorgente è inesauribile e più vi attingo e più il getto è vigoroso. E se riempissi tutte le creature del dono ineffabile, comprendo che sarebbe come raccogliere una piccola goccia dagli oceani sterminati.
O Signore Gesù, adoro il Mistero del tuo Sangue nell'eternità e nel tempo, nella gloria del Cielo e nell'opera santificatrice del mondo, nel Mistero del dolore e in quello dell'amore!
Le piaghe che più tormentano Gesù sono quelle prodotte dall'ingratitudine de' suoi figli prediletti.
Egli vuole che io contempli la piaga profonda del suo Cuore. Essa accresce il dolore di tutte le altre, disperde il Sangue, indebolisce le forze, consuma la vita.
Ma guarda che avviene. La stessa ferita dispone il cuore a forma di calice ed esso è ricolmo delle acque di giustizia. Vieni e adora, vieni e bevi la giustificazione. Mettiti alla porta del mio palazzo, umiliati, prega, rispetta chi passa e offri il prezzo del perdono, il segno della pace e l'alimento della nuova vita. Non pensare a nulla, attingi e dona. -
Dammi un segno, o Signore: dimmi che sei Tu che mi comandi, perchè, con quale ardire posso presentarmi a Te, e impetrare per gli altri se sono ripiena di miseria?
- Ecco, io ti corroboro con la mia grazia e il nemico che ti rugge intorno non ti nuocerà.
Ti partecipo delle delizie della vita eterna, e con essa la tua natura sarà trasformata, purificata, perfezionata: ti partecipo la vita del mio Sangue, la sua potenza, i suoi meriti, i tesori, ed ecco la misura della santità.
Incomincia e chiudi la tua giornata con un atto di dolore, di umiltà e di amore. - q. 30: s. d.
257 - La mia passione è la Passione di Gesù
L'umiltà è il farmaco di ogni tribolazione. La mia unica passione è la Passione di Gesù.
O Gesù, Tu mi hai chiamata figlia, amica, sorella, sposa del tuo Sangue e ancora conquista, premio e prezzo del tuo Sangue: fa' che intenda queste parole e vi corrisponda con l'amore.
O mio Gesù, ogni espressione ha significazioni infinite: che io le sappia comprendere, accogliere, seguire.
Come figlia, Tu mi nutri del tuo Sangue adorabile; come amica, me lo manifesti ne' suoi splendori; come sorella, me lo partecipi in abbondanza; come sposa, estendi il mio dominio sull'infinita tua liberalità.
E ancora mi fai comprendere che, ogni anima, è conquista del tuo Sangue: che anche la più meschina e peccatrice del mondo, è amata da Te perchè in essa trovi Te stesso, il soffio della tua vita divina, il prezzo del tuo Sangue, il fuoco della tua carità.
Ogni anima è un premio dato dal Padre al tuo dolore ed al tuo amore: ogni anima fu lo scopo e il fine della tua Passione.
Ma l'anima che Ti ama diventa la tua conquista ineffabile in terra e su in Cielo.
- Rimani a' piè della mia Croce, nel mio Sangue! -
È illusione o sono tue, o Signore, queste voci che risuonano
nell'anima nel raccoglimento della preghiera e nella ridda dei doveri?
Che cosa chiedi con queste voci?
- Anime! Amore! Unione! - q. 30: s.d. 258 - O Sangue, sii la mia estensione
L'anima si estende in Cielo, nella gloria di Dio quanto più, durante la vita, avrà estesa la fede nei suoi Misteri, la speranza nelle sue promesse, la carità nella sua Passione e nel suo Sangue.
O Sangue di Gesù, sii la mia estensione nel regno della grazia, nel regno della verità, nel regno dell'amore del mio Dio! q. 30: s. d. 259 - Insegnami a dare il mio sangue
Mio Gesù, dilata il mio cuore, la mia anima, il mio spirito onde possa accogliere i tesori della tua bontà, le ricchezze della tua carità.
O Carità di Cristo! O Carità del Sangue di Cristo!
Non so intendere altra voce, nè contemplare altra misericordia. Tutto mi trascina nell'abisso della Passione, per elevarmi in quello dell'amore. E l'amore dice l'ultima parola, quella che compendia la vita spirituale, la vita soprannaturale.
Signore, insegnami e aiutami a dare il mio sangue, per il tuo Sangue adorabile, concedimi la grazia di un vero martirio, di immolarmi per Te, per la tua Passione, perchè essa si estenda su tutte le anime, in tutti i tempi, per sempre!
O Sangue di Gesù, io t'invoco nella mia mente, nel cuore, nello spirito: gli occhi stessi devono essere ripieni di Sangue, le mani, la bocca.
O mio Gesù! quanto abbondantemente doni Te stesso! E con quanta tenerezza ammaestri la tua povera figliuola!
Le tue mani santissime portano una croce e l'avvicinano alle mie tremanti.
Chi porta la croce della vita? L'anima o Gesù?
Guarda, tu avvicini le tue povere mani a quelle santissime di Lui che reggono il mondo. Piega la tua bocca sulla croce. Non ti chiede che l'adesione alla sua volontà.
Mio Gesù! Piegando sulla croce sento la virtù delle tue mani adorabili: esse mi avvicinano, mi stringono a Te! q. 30: s. d.
260 - Se l'anima vive nel Sangue
Ogni istante della vita presenta all'anima la prova da sostenere, da vincere, da santificare.
E infatti, la gioia è una prova che può infiacchire o dissipare: il dolore è una prova che può abbattere e scoraggiare: il lavoro opprimente assorbe ogni energia, la sofferenza prostra, la cattiva riuscita rattrista, l'aridità dissecca le fonti del cuore, l'amicizia può disperdere le forze e rendere egoisti, le difficoltà possono distruggere i buoni propositi, tutto può gettare nell'anima un'ombra malinconica o contare un'imperfezione. Ma tutto altresì porta seco un raggio di vivida luce e una fiamma di purissimo amore se l'anima è ispirata e vive nel Sangue di Gesù. q. 30: s. d.
261 - Ricevi l'impronta della mia Croce
Ricevi l'impronta della mia croce sul tuo cuore, lascia che essa vi imprima un solco incancellabile.
La croce sul cuore - la sofferenza fisica; la croce nel cuore - il patimento morale; la croce nello spirito - l'unione ai patimenti di Gesù.
Come mai, o Signore, sento dilatare lo spirito in questa tua Passione adorabile?
Perchè tu vivi ormai in essa come nel tuo regno, e questo regno ti avvolge di luce, di speranza, di letizia, di amore.
Tu desideri vedere il tuo Signore: vedilo nelle creature, in tutte, siano buone o cattive, sante o peccatrici, perseguitate o ingiuste.
Vedendo il tuo Signore nelle anime, tu le avvolgerai col senso della carità, le contemplerai con l'ardore dello zelo, le porterai a me, ti sentirai avvinta ad esse dalla virtù della mia Passione, che ti aiuterà a portarle a Dio. q. 30: s.d.
262 - Il cantico dell'amore perfetto
Insegnami, o Signore, il cantico dell'amore perfetto, la vita dell'amore perfetto, la consumazione dell'amore perfetto.
Il cantico dell'amore perfetto si compone di quattro espressioni che compendiano tutto il Mistero della Incarnazione:
Ecce venio!
Non mea sed tua voluntas fiat! Sitio!
In manus tuas Domine commendo spiritum meum.
Se l'anima le sa ripetere nei momenti più solenni e più gravi della vita, essa inneggia all'amore nel modo più sublime, più meritorio e più perfetto.
Il cantico del perfetto amore è quello celebrato con le labbra bagnate di Sangue.
La vita dell'amore perfetto è quella nutrita dal Sangue. La consumazione del perfetto amore avviene per la virtù del Sangue.
La vita dell'amore perfetto è vita si semplicità, di intimità con lo spirito del tuo Dio, di adesione pronta e generosa agli impulsi della sua grazia.
L'amore perfetto resiste all'aridità, alla tentazione, alla tribolazione, alla fatica, al lavoro, alle distrazioni, alle sofferenze, alle privazioni, a tutte le prove dello spirito, del cuore e del corpo, a tutto ciò che può ostacolare la sua espansione e la sua serenità.
La consumazione dell'amore perfetto è la vita stessa dell'amore, aumentata con la consumazione della vita umana, con il sacrificio della propria volontà, della propria libertà, delle proprie tendenze, con la riduzione di tutte le attitudini interne a una sola espressione vitale, intensa, generosa, quella dell'abbandono.
O Signore, da tanto tempo Ti chiedo il senso, il gusto, l'efficacia di una stilla del tuo Sangue prezioso: lo chiedo perchè Tu mi ispiri, mi solleciti e mi rinnovi.
Ora chiedo di poter compiere un atto di amore perfetto che abbia in sè la letizia del cantico, l'intensità della vita e l'espressione dell'olocausto.
Avvicina la tua anima al mio cuore squarciato, riceverai dal Sangue la virtù di penetrarvi, di partecipare alla mia vita, di perderti in essa. Solo allora si compirà l'atto più perfetto dell'amore. q. 30 : 2 febbraio 1927
263 - Scegli, seguendomi glorioso o paziente
Dinanzi a me appare una visione adorabile. A sinistra è la sublime figura di Gesù sfolgorante di luce, avvolto da una bellezza sovrumana, da cui partono mistici raggi di vita eterna, purissime gioie, delizie soprannaturali e un'ebbrezza di paradiso.
A destra è l'immagine di Gesù triste, paziente, solitario, sotto il peso della croce che gli fa uscire dal volto, dalle mani, dagli occhi, e dal petto rivi di Sangue.
- Scegli, o figliuola, seguendomi glorioso o paziente, nella luce o nella tenebra, nel godimento o nel patimento : mi dai la stessa gloria, acquisti gli stessi meriti, manifesti lo stesso amore.
Raccolta nei Misteri delle mie grandezze, tu godi senza essere affaticata, tu contempli e sei contemplata, tu ricevi soavemente, dolcemente l'espansione della mia carità. Non è necessario che ti affatichi, non devi cercare altro cammino, nè altri mezzi, nè altre manifestazioni; nella mia luce, nella mia bellezza, nel mio amore hai la vita eterna. -
Le parole di Gesù sono deliziose e suadenti, ma mi ferisce più ancora il suo silenzio e la visione del patimento che traspare dalla sua figura incorniciata dalla Croce.
Lo so, mio Gesù, che per seguirTi nella via della tua Passione dovrò sostenere maggiori gravezze, camminare ancora, seguirTi sempre sulla via interminabile del Calvario, ma scelgo questa via, mi prostro dinanzi al tuo Martirio, voglio amarTi così, umiliato, fatto servo, fatto schiavo per me, voglio unirmi alla tua Passione, raccogliere, adorando, il Sangue che ne fluisce, amarTi nello stento, nella fatica, nella tribolazione, nella tenebra, perchè sulla terra Tu mi hai amato così.
In Cielo ci ameremo nella luce perfetta e nel gaudio infinito. q. 30 : 6 febbraio
264 - Il Sangue è la mistica porta
L'anima segue lo spirito del Signore, ma giunta al limite della potenza umana, avvicinandosi ai regni misteriosi del suo Dio, si sente chiedere: Quali diritti hai tu per entrare nei segreti del tuo Signore?
Nessuno, mio Dio.
Chi ti guida e chi ti sostiene? Il Sangue del mio Signore.
La virtù redentrice del Signore, può benissimo guidare l'anima nei penetrali della sua grandezza.
- Contempla, figliuola, il regno di Dio e vedi che cosa può giungere quassù di terreno, di umano, di personale.
O mio Dio, che cosa ci resta per l'eternità?
Non ci restano che i meriti, la virtù e la potenza del Sangue di Cristo.
Esso è la mistica porta che introduce nei regni eterni ed è l'unica sorgente della nostra speranza, della nostra salvezza, della beatitudine eterna. q. 30 : 8 febbraio
265 - L'Altare ricolmo del prezzo del riscatto
Durante la S. Comunione Gesù parla soavissimamente. Vedi, ora è il momento della vera consumazione, della vera dedizione.
Il Sacerdote la compie e sembra che l'Altare resti squallido: esso è invece ricolmo del prezzo del riscatto.
Se venisse celebrato un solo sacrificio e tutte le anime attingessero tutto il Sangue possibile e ne venisse versato con sovrabbondanza nel Purgatorio per la liberazione delle anime, ancora resterebbe tanto di quel Sangue quanto è l'amore con cui fu versato e quanto è infinita la potenza che produsse l'amore.
O mio Gesù, insegnami queste misericordie infinite, sono la tua piccola scolara.
- Sei la mia piccola confidente. Agli scolari il Maestro insegna ciò che sa, non ciò che è egli stesso perché non può dare di sè nulla. Io ti rivelo e ti dono l'infinito. - q. 30 : ]]febbraio
266 - Entra nella virtù del Sangue
L'ingresso di Gesù nell'anima e quello dell'anima in Gesù. Per la S. Comunione Egli entra nel mio povero cuore, ma appena la fede, la speranza e la carità, ancelle dello spirito, Lo adorano, Lo pregano e Lo servono, Egli appare il Padrone supremo e l'anima s'inchina e ripete: Regna, o Signore, mi umilio, mi anniento, mi consumo dinanzi a Te!
E Gesù si espande e ripete, a sua volta:
- Entra, ancor più intimamente - e le addita il Cuore adorabile.
L'anima, impiccolita per l'umiltà, per la cognizione di se stessa e per lo stupore della Maestà del Sovrano, entra nel mistico tabernacolo della Divinità.
Allora Gesù estende ancor più la sua misericordia.
- Voglio entrare in te con una vita più perfetta. Ricevi il mio Sangue. -
E l'anima, dilatata per la grazia, accoglie il tesoro divino. La voce continua: - Entra nella virtù del Sangue. -
In qual modo, Signore?
- Assottigliando te stessa, la vita dei sensi, ridiscendendo nel nulla, conservando solo la vita dell'amore. -
Raggiunta simile profondità, l'anima è portata in una elevazione singolare; nelle altezze supreme dello spirito, dove è sempre il Signore, dove passa continuamente con misericordie infinite.
Ma per vederLo, per gustarLo, per unirsi a Lui sulla vetta eccelsa, occorre la pienezza della virtù del suo Sangue. q. 30 : 12 febbraio
267 - Gesù imprime la sua Passione
O Gesù, imprimi la tua Passione nella mia anima, le tue pene nel mio cuore, le tue piaghe sul mio corpo!
Quante volte ho ripetuto e ripeto questa preghiera, ma forse con poca penetrazione.
Gesù mi fa intendere oggi il significato profondo.
Per ricevere una impressione, occorre che la cosa abbia una preparazione solida, resistente. La preparazione dell'anima è data dalla conoscenza di sè, raggiunta per l'umiliazione, il patimento e lo sviluppo della vita interiore.
Nella conoscenza di se stessi, che è un lume speciale donato dalla misericordia del Signore, Gesù imprime la sua Passione, partecipando all'anima il senso della propria miseria, quello della giustizia divina e quello della misericordia infinita. Questa impressione diventa quasi una partecipazione della vita di Gesù all'anima, per cui l'anima si eleva nei Misteri con intuizioni speciali.
E vede uscire da ogni piaga di Gesù, col Sangue, parole di vita eterna, tesori di grazie, prodigi ammirabili ed anche maledizioni. O mio Dio, anche maledizioni!
Se il Sangue di Gesù è calpestato, disprezzato, esso grida vendetta e segna una condanna di riprovazione.
O mio Signore, abbi pietà di me! abbi pietà di chi non Ti conosce abbastanza, di chi non vuole conoscerTi.
L'anima vede ancora che in ogni Sacrificio di Gesù c'è la porzione per ogni anima, per tutte le anime. E la porzione più efficace è quella del Sangue.
Ma, o Signore, dove riponi tutto questo Sangue che mi doni?
Ancorà nel mio Cuore. Tu non sai quali misericordie da parte mia e quali benedizioni per la tua anima vi siano in queste adesioni.
Chiedo una stilla di Sangue. Gesù non può rifiutarmi di sentirlo anche in questa vita: ed è come se una corrente di fuoco attraversasse la mente, portando seco ogni impressione; come se attraversasse il cuore distruggendo ogni colpa, e s'arresta poi nella sede più intima dell'anima a compiervi i prodigi della mistica unione. q. 30: 14 febbraio
268 - Partecipare i tesori della Passione
Mio Dio, non voglio, non cerco, non bramo che Te. E Tu aggiungi: Scrivo queste parole nella tua anima: le scrivo col Sangue, ricordalo. Tu desideri compiere atti di carità: hai senso di invidia per chi assiste gli ammalati, per chi porge la limosina ai poveri; ebbene dentro di te tu hai un tesoro insuperabile, inesauribile. Attingi e dona il mio Sangue ai malati, ai poverelli, agli afflitti: lo puoi fare segretamente, largamente, perennemente. E di questa distribuzione ti verrà chiesto un conto rigoroso, ma ti verrà anche data una mercede ampia.
Il Sacerdote ha il potere di consacrare, di compiere il sacrificio e di effondere nelle anime i tesori del Sangue.
Ma vi sono pure ministri invisibili, anime pure, amanti, consacrate, immolate a Gesù, alle quali è dato il mistero sublime di partecipare alle anime i tesori della Passione.
Il Sacerdote partecipa il dono celeste ai cuori di buona volontà, ma le anime votate alla Passione portano, con la preghiera, e con la riparazione, i frutti, i meriti, la virtù, il Sangue di Cristo anche alle anime più lontane, ai peccatori, agli infedeli, a tutti [...] q. 30: 16febbraio
269 - Amore e Sangue
Quando la spogliazione dell'anima è portata all'estremo, allora giunge la misericordia di Dio.
Rivestimi, o Signore, rivestimi! E la preghiera è offerta col Sangue, le labbra la pronunciano posando sulle piaghe adorabili, baciandole, invocandone i meriti, la virtù, la potenza.
E Gesù risponde ad ogni contatto, ad ogni bacio devoto con tesori di grazia.
- Ti do la veste del perdono, ti do la veste della purezza, ti do la veste della giustizia, ti do la veste della carità, ti do la veste della sapienza.
Ogni piaga dona il tesoro soprannaturale, ma la piaga del Costato ti dona la veste dell'innocenza. -
Come è fatto, o Signore?
- Esso è fatto di Sangue. Il perdono toglie la colpa, distrugge la miseria, ripara l'infedeltà; la purezza dona la luce, la giustizia prepara la capacità, la verità eleva e porta alle sorgenti della grazia, la carità ricolma di amore, la sapienza insegna a corrispondervi, ma il Sangue, solo il Sangue di Gesù forma l'unione, la mantiene, l'accresce, la perfeziona e la rende eterna.
Quell'unione poi non è che la vita, la forza, lo splendore dell'innocenza. -
O mio Dio, non so pronunziare che due parole: Sangue e Amore!
Amore e Sangue. L'uno mi attrae, l'altro mi domina, mi alimenta, m'investe; che l'attrazione sia perenne e il dominio assoluto! q. 30 : 17 febbraio
270 - Quando l'anima abbraccia la Croce
Quando l'anima abbraccia la croce, è a sua volta sicuramente abbracciata da Gesù.
La croce è il simbolo della riparazione e della redenzione; mediante la croce della tribolazione l'anima ripara, per i meriti di Gesù, le proprie colpe e redime la propria felicità. La felicità perfetta consiste nell'unione con Gesù e questa unione, stretta sotto la Croce, ha un carattere di vera elevazione.
Spesso Gesù staccò dall'albero della Croce le sue braccia per stringere in sublime amplesso le anime consumate per Lui dal dolore e dall'amore. Sempre rinnova questa mistica espansione quando l'anima lo accompagna con tutte le forze nelle vie della Passione dolorosa.
Egli fa ancor più: dal profondo dell'anima dov'è crocifisso, non per il dolore, ma dall'amore, apre le braccia possenti, non solo per avvolgere di tenerezza la sua creatura, ma per stringersela al petto, avvicinarla al suo labbro e segnarla in fronte con il bacio della dilezione. q. 30: 21 febbraio
271 - L'amore vuole la somiglianza
Il desiderio del mio cuore è il Sangue di Gesù. La ricchezza del mio cuore è il Sangue di Gesù. La fiamma del mio cuore è il Sangue di Gesù. La forza del mio cuore è il Sangue di Gesù.
La purificazione del mio cuore è il Sangue di Gesù. La giustificazione del mio cuore è il Sangue di Gesù. La brama del mio cuore è il Sangue di Gesù.
Il nutrimento del mio cuore è il Sangue di Gesù. La speranza del mio cuore è il Sangue di Gesù. Il sostegno del mio cuore è il Sangue di Gesù. La vita del mio cuore è il Sangue di Gesù! Amen! g. 30: 22 febbraio
272 - La Passione di Gesù è...
«Ecco ora il tempo accettevole, ecco ora il giorno della salute». O santissimi giorni di grazia, di perdono, di benedizione, di luce, di pace e di amore!
Giorni di Mistero!
La Santa Quaresima è la manifestazione perenne, intensa e feconda dell'infinita misericordia di Dio verso le nostre anime, è il prodigio della divina carità, lo splendore della sua giustizia nella celebrazione della Passione.
Concedimi, o Signore, di cantare, con le mie povere labbra umane, i trionfi di queste glorie divine, ma più ancora di ritemprare il mio spirito nelle sublimi lezioni della Croce, del Sangue, della Morte del mio Gesù.
La Passione di Gesù è l'altissima scuola della scienza divina, i cui insegnamenti, impartiti dallo stesso Divino Maestro, mettono l'anima nelle disposizioni di accogliere il riflesso sublime del Mistero.
La Passione di Gesù è la mistica sorgente della divina carità. La Passione di Gesù è la medicina celeste che ha in sè la virtù, la potenza e l'efficacia di sanare ogni piaga e di preservare da ogni male.
La Passione di Gesù è per l'anima, che la contempla, l'adora e la invoca, come una nuova creazione.
La Passione di Gesù è il principio, il mezzo e il fiore della vita spirituale, il principio, perchè la grazia che ci inizia alla santità
sgorga dalla Passione: il mezzo, perchè la virtù che la corrobora è frutto della Passione; il fine, perchè l'anima raggiunge la beatitudine per i meriti della Passione.
La Passione di Gesù è la luce del mondo, il respiro del mondo, la salvezza del mondo.
La Passione di Gesù è un tesoro prezioso dal quale ogni anima può prendere quanto è necessario per ottenere l'ingresso e la beatitudine nel regno celeste.
La Passione di Gesù è la scuola della santità, e questa è in proporzione della fede con cui l'anima ascolta le sublimi lezioni, della speranza con cui le accoglie e della carità con cui le mette in pratica.
La Passione di Gesù dà efficacia ai sacramenti, alla divina parola, alla preghiera, alla virtù, al sacrificio, all'apostolato, ai voti, all'amore, all'immolazione, ad ogni opera di culto, di fede e di carità.
La Passione di Gesù è il Mistero dell'unione: l'unione intima, profonda, ineffabile di Gesù con la piccola anima, mediante la partecipazione del suo Sangue.
La Passione di Gesù riempie la mente di celestiali pensieri, il cuore di santi affetti e lo spirito di arcane rivelazioni.
La Passione di Gesù è il Mistero della carità sovrumana che estende indistintamente a tutti le dolcezze della riconciliazione, della pace e della speranza immortale.
La Passione di Gesù è il libro misterioso che racchiude tutti i segreti, le prove, le promesse, i doni, i trionfi, le delizie del divino amore.
La Passione di Gesù è la mistica valle di Giosafat dove gli uomini possono essere giudicati in vita con giudizio di misericordia e di amore.
La Passione di Gesù è il mistero delle sue umiliazioni, ma è pure il Mistero de' suoi trionfi.
La Passione di Gesù è il fiume regale che ha le sorgenti nell'eternità, scorre sulla terra portando ovunque fecondità e vita, e risale dal tempo all'eternità con gli splendori di una messe rigogliosa, i mistici frutti della virtù, della grazia e dell'amore.
La Passione di Gesù è il braciere ardente sul quale si consumano tutte le iniquità della terra.
La Passione di Gesù è la mistica corrente che ci trasporta in se-
no a Dio, dopo averci ricoperto dell'oro della divina carità. La Passione di Gesù è il Mistero delle rivelazioni.
La Passione di Gesù dona la vita della fede, la vita della speranza, la vita della carità, che formano la vita della grazia, e man mano che questa cresce, dona la vìta del Sangue, la vita del Mistero, elevando così l'anima alla vera vita soprannaturale.
La Passione di Gesù è la comunione di tutti i beni spirituali. La Passione di Gesù è il punto verso cui convergono tutte le miserie del mondo, ma dal quale partono tutte le misericordie atte a sanare ogni infermità, a riparare ogni rovina, a rivestire di luce ogni tenebra, a ricolmare di benedizione ogni cuore, di grazia ogni anìma, dì vita eterna la povera vita umana.
La Passione di Gesù non solo riveste l'anima di un abito di bellezza, di virtù e di grazia, ma dà all'anima stessa una vita nuova, feconda, sublime, divina.
La Passione di Gesù è, nel corso del tempo, come una pioggia perenne di celesti benedizioni.
La Passione di Gesù ci aspetta alle soglie dell'eternìtà con il cumulo de' suoì tesorì. Tutte le anime possono essere arricchite prima di presentarsi al Divino Giudice, poichè la Passione appartiene a tutti, o meglio, avvolge e benefica tutti. Beata l'anima che in vita ha riconosciuto e apprezzato questi Misteri.
La Passione di Gesù è l'attrazione delle anime semplici, pure e amanti.
La Passione di Gesù guida e prepara alla resurrezìone mettendo 1'anìma ìn grado dì comprendere il Mistero e di vivere in esso.
La Passione di Gesù è la più ricca, feconda e preziosa sorgente dell'amore, l'amore è il più grande maestro della vita spirituale. La Passione di Gesù è il pianto di un Uomo-Dio cambiato per l'uomo in sorriso di eterna beatitudine.
La Passione di Gesù è la fornace del divìno amore in cui le anime, pìccole e grandi, giuste e peccatrici, vengono temprate, abbellite, impreziosite e rese degne della vita eterna.
La Passione di Gesù è il riflesso dei grandi Misteri della Giustizia, della Misericordia di Dio, della bontà, della Carità e della Grazia.
La Passione di Gesù ha in sè la virtù segreta di riempire 1'anìma di celestiali delizìe.
La Passione di Gesù è il calice mistico ripieno delle misericordie di Dio: il vero calice al quale sono invitate tutte le anime, continuamente, e ciascuna può attingervi senza misura, bevendo sempre le acque della vita eterna senza dissetarsi mai.
La Passione di Gesù è un libro sigillato, i cui sigilli misteriosi possono essere aperti con semplici atti di desiderio, di amore, di buona volontà, di fedeltà alla grazia.
La Passione di Gesù è la scala mistica per cui si discende negli abissi delle umiliazioni dell'Uomo - Dio per salire agli splendori della sua gloria eterna.
La Passione di Gesù è la Misericordia di Dio messa a disposizione delle anime: è il sublime altare su cui Gesù compie l'immolazione della sua adorabilissima Umanità per la salute del mondo e per la gloria del Padre, invitando tutte le anime a parteciparvi per santificarsi.
La Passione di Gesù è il fiume regale che attraversa la terra portando ovunque la vita, la fecondità e la ricchezza spirituale. La Passione di Gesù è l'unico, sublime poema del mondo, scritto a caratteri di Sangue dalla stessa mano di Dio; sacro poema che racchiude i prodigi della misericordia infinita, la gloria della potenza sovrumana e l'estensione dell'amore eterno.
Beata l'anima che s'ispira a questo divino poema!
La Passione di Gesù è il più alto ossequio alla Divinità... Mentre scrivo queste parole, una voce interna mi ripete: «Non c'è nè alto, nè basso nella Passione di Gesù: essa non ha limiti, nè misure, essa è infinita nella potenza, nella grandezza, nella eccellenza, misericordia e bontà».
La Passione di Gesù è l'iride di pace tra la terra e il Cielo, è la sorgente di tutti i doni di Dio, la manifestazione suprema de' suoi Misteri di amore.
La Passione di Gesù mi mette tra le mani la Croce che è la chiave del Cielo; il Sangue che è il prezzo della beatitudine; la Misericordia che ne è la corona.
La Passione di Gesù è la rinnovazione del patto di amore, attraverso il martirio e la consumazione di un infinito dolore. La Passione di Gesù! E il baluardo nel quale mi rifugio, tentata; è il conforto di ogni tribolazione; è l'unico sostegno che mi guida, mi attrae e mi alimenta durante la vita.
È il mio tesoro, la mia ricchezza, la mia delizia, la mia giustificazione. È l'ispirazione della mente, la forza del cuore, la luce dello spirito.
La Passione di Gesù è la mia passione di amore.
La Passione di Gesù ha infiniti affetti e l'anima può comprenderli quando è immersa nel suo Sangue prezioso.
La Passione di Gesù è il compendio delle misericordie divine operate nel tempo.
La Passione di Gesù guida l'anima nelle vie della giustizia, svelando i tesori della divina carità.
La Passione di Gesù è un mistico fascino, dove l'anima è nutrita di cibi amari e disgustosi, ma che producono le virtù egregie della fortezza, della umiltà e della carità, le quali guidano alla perfezione.
La Passione di Gesù è la via regale che conduce trionfalmente in Cielo.
La Passione di Gesù è il Mistero adorabile che avvolge di luce, di speranza e di conforto la nostra povera vita.
La Passione di Gesù è per l'anima quello che il sole è per la natura.
Più ancora: la Passione di Gesù si effonde nell'anima e la riempie di sè come il sole si diffonde per gli spazi investendoli della sua luce e dilatando in essi le sue meravigliose bellezze. Potessi comprendere e dire l'influsso della Passione di Gesù nella povera anima mia.
La Passione di Gesù è un oceano di misericordia, una fornace di amore, un abisso di perfezione.
Nella Misericordia è l'infinita potenza del Padre. Nell'Amore è l'infinita Sapienza del Figlio.
Nella Perfezione è l'infinita bontà dello Spirito Santo.
E la misericordia, l'amore e la perfezione rispondono meravigliosamente alle mistiche espansioni dell'acqua, del Sangue e del fuoco.
La Passione di Gesù partecipa i gaudi e gli splendori della sua vita divina alle anime che la contemplano con umiltà, fede e amore.
La Passione di Gesù è un abisso nel quale l'anima sembra perdersi.
Se è guidata dall'umiltà e dall'amore, non deve temere: ogni passo è fruttuoso, e ogni smarrimento conduce a mete, sublimi.
La Passione di Gesù è il sole magnifico alzatosi sulle tenebre del mondo. Per godere però la sua luce e il suo calore bisogna uscire dalle viscere della terra, dall'involucro delle nostre passioni che ci tiene soggetti e ci nasconde tanta parte delle divine bellezze.
La Passione di Gesù è lo specchio fulgidissimo nel quale l'anima deve saper vedere se stessa con le proprie miserie, debolezze, indegnità e responsabilità per sapere pure trovare il motivo del perdono, della speranza e della salvezza nell'unione ai patimenti e alle immolazioni del Divin Redentore. q. 31: Santa Quaresima 1927
273 - La Chiesa di Gesù, uscita dal suo Costato
La Chiesa di Gesù, uscita dal suo Costato divino, è alimentata, sostenuta, estesa dal Sangue suo preziosissimo.
La Chiesa è il corpo mistico di Gesù, la cui vita è il Sangue adorabile.
La Chiesa è l'istituzione magnifica della sua sapienza, e la luce, la legge e la gloria è data dal suo Sangue adorabile.
La Chiesa è il regno mistico delle anime, e tutto, in questo regno, è sanzionato dal Sangue adorabile.
La Chiesa è l'albero gigantesco le cui radici partono dall'eternità, i cui rami si estendono su tutta la terra: la vita e la forza di quest'albero meraviglioso è nel Sangue adorabile.
La Chiesa è lo splendore visibile della divina carità ed esso scaturisce dal Sangue adorabile.
La Chiesa è il campo mistico in cui si coltivano e si raccolgono fiori e frutti immarcescibili, e il seme, l'aria, l'acqua che lo fecondano è il Sangue adorabile.
La Chiesa è la palestra di tutte le virtù, ma gli eroi sono formati dal Sangue adorabile.
La Chiesa è la scuola delle altissime cognizioni celesti: chi le rivela è il Sangue adorabile.
La Chiesa popola il Cielo di Martiri e di Santi: chi li forma è il Sangue ai Gesù.
O Signore, vorrei poter raccogliere le infinite perfezioni, meraviglie e grandezze del tuo Sangue divino, ma mentre l'anima sale a contemplarle, vengono meno le parole atte a manifestarle.
O Signore, una grande santa ripeteva: «Nella Chiesa io voglio essere l'amore» - ispirata da Te, pur conoscendo la mia miseria,
ripeto - nella Chiesa voglio essere la piccola goccia del tuo Sangue divino, per vivere in Te, per consumarmi in Te, per compiere perpetuamente la missione del tuo amore in tutte le anime.
Mio Gesù, Ti adoro nella istituzione della tua Chiesa: adoro la potenza, la virtù, l'efficacia del tuo Sangue che la rende santa, infallibile, invincibile, madre dei Santi, sorgente di vita soprannaturale, di grazia, di perfezione, di santità.
Fa' che io sia membro vivo di questo corpo mistico e la mia vita sia nascosta, sepolta, consumata nel Sangue e dal Sangue attinga le ispirazioni per la nuova vita di amore perfetto, di unione altissima, di consumazione ineffabile nel regno della grazia.
q. 31 : 29 giugno
274 - Invocazioni al Sangue di Gesù
O Sangue di Gesù, Mistero adorabile, abbi pietà di noi.
O Sangue di Gesù, compendio del suo amore infinito, abbi pietà di noi.
O Sangue di Gesù, sorgente di misericordia, abbi pietà di noi. O Sangue di Gesù, altissimo dono di Dio, abbi pietà di noi. O Sangue di Gesù, lume delle genti, abbi pietà di noi.
O Sangue di Gesù, ricchezza dei popoli, abbi pietà di noi. O Sangue di Gesù, mistica acqua saliente alla vita eterna, abbi pietà di noia
O Sangue di Gesù, alimento di vita soprannaturale, abbi pietà di noi.
O Sangue di Gesù, prezzo della nostra redenzione, abbi pietà di noi.
O Sangue di Gesù, porta del Cielo, abbi pietà di noi.
O Sangue di Gesù, ministro di pace tra Dio e gli uomini, abbi pietà di noi.
O Sangue di Gesù, argomento indefettibile della nostra speranza, abbi pietà di noi.
O Sangue di Gesù, espansione ineffabile della divina carità, abbi pietà di noi.
O Sangue di Gesù, balsamo efficace delle nostre piaghe spirituali, abbi pietà di noi.
O Sangue di Gesù, datore della vita di grazia, abbi pietà di noi.
O Sangue di Gesù, pegno della nostra riconciliazione, abbi
pietà di noi.
O Sangue di Gesù, mistica bevanda di amore, abbi pietà di noi.
O Sangue di Gesù, forza dei nostri cuori, abbi pietà di noi. O Sangue di Gesù, luce della nostra mente, abbi pietà di noi. O Sangue di Gesù, ristoro delle nostre membra, abbi pietà di noi.
O Sangue di Gesù, sostegno del nostro cammino spirituale, abbi pietà di noi.
O Sangue di Gesù, vincolo di amore tra Dio e gli uomini, abbi pietà di noi.
O Sangue di Gesù, refrigerio delle nostre anime, abbi pietà di noi.
O Sangue di Gesù, unico rimedio a tutte le iniquità umane, abbi pietà di noi.
O Sangue di Gesù, lavacro salutare di tutte le nostre colpe, abbi pietà di noi.
O Sangue di Gesù, giustificazione efficace di tutte le nostre imperfezioni, abbi pietà di noi.
O Sangue di Gesù, promessa di eterna vita, abbi pietà di noi. O Sangue di Gesù, caparra di immortalità, abbi pietà di noi. O Sangue di Gesù, prezzo della beatitudine celeste, abbi pietà di noi.
O Sangue di Gesù, sorgente di tutte le consolazioni, abbi pietà di noi.
O Sangue di Gesù, vera manna discesa dal Cielo, abbi pietà di noi.
O Sangue di Gesù, delizia ineffabile delle anime verginali, abbi pietà di noi.
O Sangue di Gesù, splendore della sua Sacra Umanità, abbi pietà di noi.
O Sangue di Gesù, pegno del suo amore infinito, abbi pietà di noi.
O Sangue di Gesù, dono eccelso del Divin Padre, abbi pietà di noi.
O Sangue di Gesù, espansione ineffabile del Figlio, abbi pietà di noi.
O Sangue di Gesù, manifestazione di grazia dello Spirito Santo, abbi pietà di noi. q. 31 : s. d.
275 - Il cantico del Sangue
Benedite il Sangue di Gesù, o Angeli del Signore, esso è la corona della vostra gloria.
Benedite il Sangue di Gesù, o Santi del Cielo, esso fu la sorgente della vostra santità. Benedite il Sangue di Gesù, o Martiri augusti, esso fu la vostra forza e il vostro trionfo. Benedite il Sangue di Gesù, o Confessori, esso vi diede la luce, la verità, la dottrina, la sapienza. Benedite il Sangue di Gesù, o Vergini,
esso fu l'ispirazione, l'alimento, lo splendore della vostra vita di privilegio.
Benedite il Sangue di Gesù,
o Beati tutti della celeste Gerusalemme, esso fu il prezzo della vostra beatitudine. Benedite il Sangue di Gesù, o bimbi innocenti, esso vi ha aperto il Cielo gratuitamente. Benedite il Sangue di Gesù, o popoli tutti, esso è l'unico mezzo della vostra salute eterna e della vostra gloria celeste. q. 31 : s.d.
276 - La vita nel Sangue
Vivere nel Sangue di Gesù vuol dire vivere nel Mistero della Incarnazione, in profonda unione all'anima della Vergine Santissima, contemplando le operazioni dello Spirito Santo, adorando le umiliazioni, le immolazioni, le espansioni della Sacra Umanità del Figliuolo di Dio.
Vivere nel Sangue di Gesù vuol dire entrare nell'abisso dei Misteri per adorare la Potenza del Padre, la Sapienza del Figlio, la Bontà dello Spirito Santo, nell'amore infinito del Verbo Umanato.
Vivere nel Sangue di Gesù vuol dire abbracciare tutta la rivelazione, disporre l'anima ad accogliere le rivelazioni particolari che Dio si degnerà farle e tenere pronto lo spirito onde sia docile strumento dei disegni del Signore.
Vivere nel Sangue di Gesù, vuol dire mantenere nell'anima il silenzio di tutte le cose umane per intendere, gustare ed apprezzare il linguaggio delle cose divine.
Vivere nel Sangue di Gesù, vuol dire vivere con Gesù, di Gesù, per Gesù e perciò dilatare l'anima nelle conoscenze soprannaturali, ineffabili, intraducibili: vuol dire vivere la vita eterna! Vivere nel Sangue di Gesù vuol dire toccare la profondità delle umiliazioni di Gesù e contemplare l'altezza della sua vita eterna, immolando a Lui la vita del tempo per ricevere quella della eternità.
Vivere nel Sangue di Gesù, vuol dire immergere l'anima nella mistica sorgente della grazia per riempire la mente, il cuore, lo spirito, del dono ineffabile.
Vivere nel Sangue di Gesù, vuol dire imparare a conoscere, a comprendere, a gustare il linguaggio delle cose di Dio, scendere negli abissi del Mistero e contemplare, o meglio, perdersi nella luce ineffabile della divina carità.
Vivere nel Sangue di Gesù, vuol dire attingere la grazia alle prime sorgenti, riempire di essa la mente e il cuore, riparare con essa alle miserie e alle imperfezioni, avvalorare ogni respiro ed ogni atto, impreziosire, santificare la vita.
Chi può giungere fino a Dio? Chi parla dinanzi a Dio?
Chi può reggere dinanzi a Dio?
Il Sangue di Gesù mi trasporta fino a Dio, parla per me, mi sostiene dinanzi alla sua infinita misericordia e mi rende degna de' suoi benefici.
Vivere nel Sangue di Gesù, vuol dire estendere l'anima nella sua vita divina: sulla Passione, sui meriti, sulla virtù, sulla potenza, sulla carità, sulla misericordia del suo Cuore adorabile.
Vivere nel Sangue di Gesù, vuol dire intendere il Mistero della Croce, il valore della croce individuale, del patimento, della umiliazione, del sacrificio, dei voti, della immolazione, della consumazione per Gesù. Vuol dire intendere quello che il mondo non intende, amare ciò che disprezza, cercare ciò che rifiuta, seppellirsi nella solitudine e nel nascondimento per trovare solo Gesù, tutto Gesù, con la sua Passione infinita e col suo infinito amore.
Vivere nel Sangue di Gesù, vuol dire immergersi nelle ricchezze di Dio, nelle dovizie della sua carità, negli splendori della sua Potenza, della sua Sapienza e del suo Amore: comprendere la nostra miseria e la sua Maestà, le nostre tenebre e la sua luce, la nostra impotenza e la sua grandezza: le nostre debolezze e le sue Perfezioni, l'instabilità della nostra vita mortale e le infinite magnificenze della sua eterna.
Vivere nel Sangue di Gesù, vuol dire schiudere l'anima alla intelligenza delle cose soprannaturali, contemplare la vita umana dalle altezze del Cielo e sentire che Dio domina nelle alte sedi dell'anima stessa.
Vivere nel Sangue di Gesù, vuol dire comprendere il disordine che è nell'anima: la sua indegnità, le sue miserie, le sue passioni, tutte le conseguenze lasciate dal peccato originale e quelle causate dal peccato attuale, per salire poi con la grazia e con la luce della sapienza celeste a conoscere, o almeno, intuire l'ordine che è in Dio.
Vivere nel Sangue di Gesù, vuol dire vivere nel Mistero della Incarnazione, parteciparvi, riempire l'anima de' suoi splendori, de' suoi meriti, della sua grazia, della sua potenza, della sua virtù.
Vivere nel Sangue di Gesù, vuol dire ascoltare il linguaggio del suo amore e del suo dolore e intendere quello più augusto e sublime del Mistero.
Vivere nel Sangue di Gesù, vuol dire attingere la vita spirituale alle sorgenti e raggiungere la maggior intensità, ampiezza ed eccellenza della vita soprannaturale.
Vivere nel Sangue di Gesù vuol dire penetrare nei segreti della Sacra Umanità di Cristo, conoscere gli altissimi fini della sua Passione nella redenzione delle anime e nella gloria che ridonderà a Lui nel tempo e nei secoli eterni.
Vivere nel Sangue di Gesù, vuol dire attingere lo spirito del Cristianesimo alle sue sorgenti, lasciarsi penetrare dalla sua vitalità ed ispirare ogni azione alla sua sublimità.
Vivere nel Sangue di Gesù, vuol dire vivere nel regno del dolore infinito e dell'amore eterno.
Vivere nel Sangue di Gesù, vuol dire dilatare lo spirito nelle più eccelse verità, elevarle nelle più arcane delizie, inebbriarlo della più pura, ineffabile, indefinibile soavità.
Avànzati, piccola anima, nel Mistero del Sangue di Gesù, lava in esso le tue colpe, ripara alle tue miserie, invoca i suoi meriti, la sua virtù, la sua potenza e poi riempiti di Sangue, e quando esso traboccherà, allora ti sentirai ancor più assetata e, spingendo l'ardore nell'abisso del Mistero, vivrai nella luce dell'infinito
e parteciperai alla vita della infinita misericordia di Gesù.
Il Sangue di Cristo mi esalta, sì, mi esalta e mi fa esclamare: tutti gli splendori del creato, tutte le manifestazioni del genio, tutte le opere dell'intelligenza, tutto il canto delle anime, tutti gli eroismi del cuore, tutti i palpiti della vita umana, tutto per il Sangue di Gesù!
Insegnami, o Signore, ad accogliere la ricchezza del tuo Sangue prezioso, la luce che ne sgorga, la virtù di cui è ripieno. Insegnami a comprendere che voglia dire vivere nel tuo Sangue, immolarsi in questo Mistero, consumarsi in esso.
Insegnami i primi passi, dimmi le prime parole, manifestami le prime ascensioni, i primi gradi di questa unione mistica, profonda, altissima, desiderata dalla tua carità, bramata dal mio povero cuore.
Dammi, o Signore, una capacità infinita per accogliere i tesori del tuo Sangue.
E la capacità infinita che dona Gesù, consiste nelle partecipazioni ai suoi meriti infiniti in questa vita per renderla degna di partecipare in Cielo alla sua gloria infinita.
S. Paolo, che viveva di Cristo e in Cristo, è salito al terzo Cielo: così l'anima che vive nel suo Sangue è fatta degna di salire nei cieli altissimi, ed essi pure sono infiniti come è infinita la potenza di Dio, ma il grado di beatitudine e l'altezza sublime sono in proporzione dell'amore dell'anima, delle immolazioni, della unione al Mistero.
Gesù si è incarnato nella Vergine; in ogni anima verginale Egli perpetua la sua Incarnazione mistica, purchè essa dia a Lui, come la Vergine, tutti i sensi del corpo, tutti i palpiti del cuore e tutte le energie della vita.
Il Sangue di Gesù! E un regno inesplorato. Se l'anima vi mette piede, non ritorna più sui suoi passi e lo smarrimento costituisce la sua immensa felicità.
Il Sangue di Gesù è, per le anime, ciò che il sole è per la terra. Entrare nel Sangue di Gesù, vivere in esso, vuol dire gettarsi in una fornace di luce e di fuoco! Vivere nel Sangue di Gesù vuol dire lasciarsi avvolgere, penetrare, trasformare dalla potenza della luce e dell'amore!
O Signore, ricomponi, dinanzi a Te, le mie povere parole, onde giungano al tuo Cuore spogliate del segno che le rende inesat-
te e forse sprezzabili.
Giunga a Te il senso puro, semplice, ardente, quello che arde nel cuore come un grande fuoco e trascina lo spirito come una forza irresistibile nella corrente del tuo Sangue, nella fornace del tuo Cuore, nell'abisso del tuo Mistero.
Amen! q. 31 : dicembre s.g.
277 - Se mi chiedessi il sangue, o Signore?
Contemplami sulla croce e vedi in quale forma mi sono annientato per te!
E se Tu mi chiedessi il sangue, o Signore?
E il Sangue di Gesù scende realmente come pioggia continua benefica, feconda su di me, sul mio cuore, sulle mani, sui piedi, entra negli occhi, tinge le labbra, riempie la mente, mi pervade ogni fibra.
Il Sangue del mio Signore Gesù! Vivo per Esso, vivo in Lui, respiro, parlo, agisco, prego, spero tutto in Lui, da Lui!
Ah! è questa la solitudine che vuole Gesù!
Estendere la fede su tutte le verità rivelate, su quelle che Egli riserba per il Cielo, su quelle che formano attorno a Lui il Mistero: umiliare il mio orgoglio alla vista delle mie colpe e delle mie ingratitudini, separarmi da tutto e da tutti e intensificare, convergere, concentrare tutta la mia attività spirituale nel Mistero del Sangue.
Sola con Dio! Sola con Gesù, in questo oceano dell'infinita carità e della inesauribile misericordia; contemplare, adorare, amare immolarmi per questo Mistero che non conosco come il bimbo non conosce il congegno che lo porta su negli spazi immensi, e seguire velocemente per questa via augusta la scia luminosa della grazia.
Che importa se il mio apostolato resterà segreto come è segreto il lavoro di ogni anima? Che importa se non vedo la via, se non comprendo le meraviglie che racchiude la vetta a cui conduce?
Che importa se l'essere sola con Dio vuol dire non vivere più, non ragionare più umanamente, ma morire a tutto?
Sola con Dio mediante il Sangue di Gesù. È una grande potenza il Sangue di Gesù!
L'anima vi attinge per purificarsi, per arricchire, per affrettare il passo nel cammino spirituale, per divorare la via, per conoscere la verità, per ritrovare la vita. E il Sangue di Gesù dà tutto.
E quando, per la comunione incessante di questo tesoro divino, l'anima ha intuito le ascensioni di cui parla il Salmista, allora non vi sono più espressioni, né forme, né simboli: l'anima sale e vive, vive e comprende senza spiegare come avvenga, vive nell'oceano dell'infinito amore con le leggi, con le forme, con le manifestazioni della vita soprannaturale.
O Sangue adorabile di Gesù, insegnami gli atteggiamenti per questa via mirabile che conduce al tuo Cuore divino, alla sorgente della tua vita divina.
Insegnami l'isolamento generoso, virtuoso, soprannaturale; quello che non solo separa l'anima dal creato e da se stessa, ma quello altresì che la tiene spoglia di ogni concezione sensibile, di ogni atteggiamento individuale, di ogni aspirazione particolare per lasciare al mio Dio il compimento perfetto de' suoi disegni di amore. q. 32 : 9 novembre
278 - Basta che l'anima si apra come calice
Quale bevanda può scendere nell'intimo dell'anima e dare all'ardore che la consuma la forza della vita, la resistenza, la dilatazione?
Il Sangue di Gesù! Esso è la mistica bevanda dell'amore: esso inizia, rafforza, corona l'amore.
Basta che l'anima si stabilisca a' piè della Croce, si apra, come calice, alle sorgenti vive delle piaghe di Gesù, e adori, invochi e si riempia del Sangue prezioso.
Allora l'amore cresce e il Sangue sovrabbonda: l'uno e l'altro si avvicendano, si raddoppiano, si completano e l'anima sente che non può vivere senza amore e che l'amore più forte, più ardente e più vigoroso scaturisce dal Sangue di Gesù.
E sente ancora che, più ama Gesù, e più desidera che sia amato anche dagli altri: invoca che Egli effonda il suo Sangue e il suo Amore su tutti, e questo desiderio, mentre dilata l'amore della piccola anima verso Gesù, dilata altresì l'amore di Gesù verso la piccola anima.
O soavissimi ricambi di amore!
O vita di altissimo amore del Sangue di Gesù!
O vita di perfettissimo amore nel Sangue di Gesù! q. 32 : 15 novembre
279 - Il voto di vivere nel suo Sangue
Il grido, il canto, il programma dell'Apostolo, compendia, rivela, sanziona ciò che Gesù domanda alla piccola anima. Vivere nel Sangue di Gesù, vuol dire vivere in Cristo, di Cristo, per Cristo!
Vuol dire vivere nella sua Passione di amore, nella sua Passione di dolore: vivere nel Mistero della sua Incarnazione, della sua vita umana, della sua Redenzione divina: vivere nella rivelazione e nella storia, nella luce e nella grazia, nelle espansioni della sua misericordia e nelle ampiezze della sua carità: vuol dire vivere nella vita soprannaturale verso cui tendono le anime perchè in essa è il riflesso della luce di Dio, della grazia di Dio, dell'amore di Dio!
O mio Gesù, se la mia piccola anima intende, gusta e si slancia in questa corrente di mistero, è perchè Tu la inviti, la trasporti e la guidi, ma non vedi come essa è insaziata della stessa luce che l'abbaglia, della stessa magnificenza che l'avvolge, dello stesso ardore che la consuma?
Svélati, o Signore: chiedi e dona ciò che vuoi ottenere da me: compi la trasformazione e forma in me le nuove capacità per accogliere i tuoi doni: eccita le potenze e crea sensi nuovi e attitudini ineffabili onde l'anima aderisca all'invito di amore.
O Signore, svelami la tua volontà, e, nella tua volontà, si consumi il mio spirito e tutto il mio essere.
E Gesù chiede alla povera anima una promessa particolare: il voto generoso e perpetuo di vivere nel suo Sangue.
E le fa intendere che questo voto mirabile è il compendio di tutti gli altri, ne è anzi la corona, più ancora, la sanzione e il premio [...]
Obbligandoti con voto a vivere nel mio Sangue, incominci a pensare più a me che a te: ti spogli realmente di ogni cosa, di ogni idea, e di ogni volontà per accogliere la voce, i desideri e compiere la volontà del mio Cuore.
O Signore Gesù, mi getto a' tuoi piedi confusa: non sono degna di ascoltarTi, di riceverTi in me e tanto meno di offrirmi per i tuoi disegni di amore.
Aiutami, dunque, o Gesù, a comprendere questa tua nuova misericordia, prepara la via, dona le forze, i mezzi, la luce, l'ardore.
Stretta alla croce, invoco l'aiuto della tua Madre Santissima: essa, più di tutti, conosce l'eccellenza, la santità, il valore del tuo Sangue divino. Essa rischiari la mia mente e la disponga ad accogliere le sublimi verità, purifichi il cuore e lo immerga nella mistica corrente del fiume misterioso, mi inizi, mi accompagni, e mi sostenga in questa via luminosa e arcana onde la piccola anima si renda strumento docile e fedele delle grandi misericordie della tua provvidenza amorosa.
Sanguis Christi purifica, sanctifica, inebria me et omnes. Quando la piccola anima salirà dinanzi alla presenza del Padre, nell'attesa del giudizio per la vita eterna, tremante, confusa, spoglia di ogni cosa, senza meriti, né opere, né virtù, con un cumulo di responsabilità, se sarà vissuta secondo i desideri di Gesù, potrà dire:
O Signore, la mia vita fu sepolta nel Sangue di Cristo; i miei occhi, la bocca, le mani, il cuore, i pensieri, i sospiri, i desideri, i palpiti, le speranze, le preghiere, le azioni, i passi, tutto fu immerso nel Sangue, ricoperto dai suoi meriti e dai suoi splendori.
Come potrai giudicarmi? Come potrai giudicare il Sangue di Gesù?
Il giudizio del Sangue di Gesù è un giudizio di misericordia e di amore! q. 32 : s. d.
280 - O Cuore di Maria
Egli è disceso dal Cielo in terra, facendo centro delle sue misericordie il cuore della Vergine: in quel cuore ogni anima trova l'inizio della via per salire al Cielo. In quel cuore sono i tesori e i segreti della Incarnazione, i Misteri del Sangue, i mezzi più efficaci per la vita soprannaturale, le grazie più eccellenti per corrispondere ai disegni di Gesù, per vivere in Lui, del suo Sangue e del suo amore.
O Cuore di Maria, tabernacolo di Gesù, dove l'anima beve a sazietà, pur rimanendo insaziata, i tesori del Sangue adorabile, rinchiudi nel tuo sacrario la mia poverissima anima onde sia resa degna di partecipare ai Misteri santissimi della Redenzione di Gesù. Amen! q. 32: s.d.
281 - Non conosco altro tesoro
La Passione di Gesù è il mio Paradiso sulla terra perchè da essa mi viene la luce, la promessa, l'aiuto, la forza, la grazia, per raggiungere la patria celeste. lo non conosco altro tesoro, nè voglio altro bene, nè desidero altra conoscenza all'infuori della Passione di Gesù.
Quando l'anima è stata avvolta e travolta dalla luce misteriosa della vita ineffabile di Dio e poi, per necessità, risospinta nella tenebra delle cose, sente il disagio dell'apparente privazione, immergendosi nel Sangue di Gesù trova la forza e la grazia, per slanciarsi più alacramente ancora negli splendori dell'eterno amore.
La verità del mio Dio, annunciata all'anima per mezzo della viva voce, dei suoi Ministri, delle opere dei S. Padri, dei Dottori, della Rivelazione, dei Profeti, diventa cibo, scienza, tesoro, ricchezza, luce e forza per l'anima stessa.
Ma quando la verità è attinta alla sorgente, bevuta col Sangue di Gesù, allora diventa essenza di vita, vita eminentemente soprannaturale. q. 32: s.d.
282 - Le mie membra rivestite di Sangue
Da me non ho nulla, ma sento il cuore e vedo le mie mani e contemplo le mie membra rivestite di Sangue.
Che importa se tutto cede, si annienta, si oscura, si consuma e si dilegua innanzi a me, se Tu mi doni il tuo Sangue, se mi inviti a entrare nella tua vita ineffabile?
Esso è per l'anima mia più che il padre, più che la madre, più della vita stessa: esso è la mia vita eterna! q. 32 : 31 dicembre
1928
283 - Che l'anima entri a vivere nel Sangue
Le continue manifestazioni di Gesù all'anima costituiscono una vera istituzione; l'importante è di compierla.
In qual modo?
Stabilendo i mezzi, gli scopi, il fine voluto da Gesù. Egli vuole che l'anima entri a vivere nel suo Sangue divino: deve dunque dare un indirizzo fattivo alle ispirazioni, e conseguire la perfezione degli altri voti - dare alla vita soprannaturale l'impulso più generoso e costante, cioè cooperare alacremente al lavoro della grazia, e partecipare alle anime più largamente possibile i frutti, e i meriti del suo Sangue adorabile.
In questa via sono necessari i patimenti, le croci, le tribolazioni. L'anima intuisce che, mentre si rassegna a portare la croce, trova nella rassegnazione la virtù di progredire nei desideri santi, la virtù di salire all'unione più intima e, procedendo con fedeltà e amore, si accorge che invece di portare la croce, è portata da essa nelle mirabili vie della soprannaturalità.
- Dilata la mente oltre gli spazi esistenti e oltre quelli possibili, e intendi di estenderla così sulle verità della fede; estendi il cuore oltre le ampiezze e le capacità esistenti possibili, e intendi che salga, da così immensa estensione, il tuo amore; estendi lo spirito sulle ampiezze del tempo e ancora, se fosse possibile, oltre ogni misura ed ogni estensione e immagina di accogliere in tali estensioni il mio Sangue.
Crederesti di essere sazia?
Il desiderio crescerebbe ancor più, mentre è inestinguibile il mio bisogno di donare e di trovare dei cuori che accolgano le ricchezze del mio Sangue. -
Resa impotente di arginare le immense acque della divina grazia, simboleggiata nel Sangue di Gesù, l'anima si getta in esso, abbandonandosi alla corrente misteriosa.
O Signore, io mi dono irrevocabilmente al tuo Sangue divino, e tu concedimi di rimanere accanto a Te sull'Altare della tua Im-
molazione, lungo il corso dei secoli, finchè l'Altare del tuo sacrificio sarà tramutato in quello della gloria eterna.
- Tutti i beni spirituali della terra sono largiti dal mio Sangue. Soltanto per virtù del mio Sangue i popoli possono ottenere e godere la pace, migliorare i costumi, prosperare nel bene, progredire nella scienza umana acquistando la sapienza celeste.
Il mio Sangue è il tesoro più prezioso della terra messo a disposizione di tutte le anime perchè tutte possano acquistare con esso il cielo.
I Santi godono i frutti del mio Sangue, intercedono per virtù del mio Sangue, mi danno gloria con lo splendore acquistato con il mio Sangue.
I giusti, sulla terra, avanzano nella virtù e accumulano tesori per virtù del mio Sangue, e anche i cattivi, i peccatori e gli infedeli godono indirettamente dei vantaggi di questo dono divino.
Tutte le opere umane rappresentano lo sforzo della volontà umana, ma più ancora le opere dello spirito sono frutto di questa volontà educata alla scuola dello Spirito Santo.
Per intendere il segreto e la forza della volontà nelle vie soprannaturali, bisogna raccogliersi ai piedi della croce, immergere la stessa volontà nel Sangue di Gesù e seguire l'onda misteriosa.
Mentre il Sangue di Gesù opera in noi, coadiuvato dalla nostra buona volontà, per questa buona volontà opera anche negli altri e così ne risulta un lavoro esteso, complesso, meraviglioso.
L'anima, apparentemente, non fa nulla, non dice nulla, è avvolta nel silenzio e nel raccoglimento, ma unita al Sangue di Gesù è come una goccia di acqua unita a quelle prodigiose correnti che s'aggirano nelle viscere della terra alimentando tutte le sorgenti.
- «Chi mangia la mia Carne e beve il mio Sangue avrà la vita eterna» - e la vita eterna consiste nel conoscere, amare, e gustare la vita del Mistero.
Affrettiamoci dunque, con umiltà, rispetto, devozione, e amore a questa mensa divina: avremo la vita, i fiori della vita, i frutti, le opere!
Non può germogliare un filo d'erba, nè sbocciare un fiore, nè maturarsi un frutto senza la pioggia; non può compiersi un atto di virtù, un'azione eroica, la santità senza il Sangue di Gesù.
La piccola anima deve attingere l'ispirazione della preghiera,
della virtù, del sacrificio, del dovere, dell'amore dal Sangue adorabile di Gesù.
Deve compendiare tutta la devozione nella Passione di Gesù, nelle piaghe, nel Sangue, unificare le invocazioni, convergere ogni palpito, ogni sospiro, ogni preghiera al Sangue di Gesù!
Impadroniamoci del Signore e poi ci impadroniremo delle anime e del mondo. Come ho sentito la potenza, la realtà, l'efficacia di queste espressioni! Impadronirsi del Signore, vuol dire gettarsi a' piè della sua Croce e nutrirsi del suo Sangue: esso, donandoci la vita di Gesù, ci unirà alla sua Potenza, alla sua Santità, e alla sua Carità.
Il Signore dirada, a poco a poco, il velo che ci nasconde i più alti misteri, ma per essere fatti degni della Rivelazione bisogna aspettare con amore vigilante e desiderare con brama sempre crescente.
I fiori che raccogliamo dal giardino della nostra devozione nel cammino della nostra anima lungo le vie del Signore siano deposti a' piè della Croce perché la rugiada della celeste benedizione e la virtù del Sangue divino li trasformi in frutti di vita eterna.
Nella mia vita non vedo e non trovo che miserie, peccati, infedeltà e iniquità, ma ho tra le mani il Sangue di Gesù, esso mi riempie la mente, il cuore, e lo spirito, è la mia giustificazione, la mia difesa e la mia salute.
O Signore Gesù, intendo di consacrare ogni pensiero, di cedere ogni speranza, di rinunziare ad ogni gioia, di sopportare ogni pena, di compiere ogni dovere, di perdere il ricordo di ogni cosa gradita, di abbandonarmi a tutte le disposizioni della provvidenza per il tuo Sangue divino. q. 32 : gennaio s.g.
284 - L'introduzione nella vita del Sangue
Si è compiuta a' piè della Croce, sotto la protezione della Vergine addolorata, per intercessione di S. Giovanni, il prediletto di Gesù, e della santa dell'amore, Maria Maddalena.
In questa via mistica, eccelsa e luminosa ma ancora tenebrosa, sono guida le due sante impareggiabili Caterina da Siena e Angela da Foligno.
Condizione indispensabile all'anima per incominciare questo cammino, il distacco più assoluto dalle cose terrene e da se stessa, il desiderio sincero di mettersi tra le mani di Dio come stru-
mento vile ma docile alle sue disposizioni divine, l'abbandono completo tra le sue braccia amorose con una dedizione irrevocabile.
Oh! quanto si estende l'orizzonte dell'anima, o meglio l'orizzonte delle divine misericordie quando l'anima si raccoglie a celebrarle! E come se un pittore dopo aver percorso un lunghissimo viaggio in luoghi pittoreschi, ameni, e meravigliosi, volesse raccogliere in una semplice tela le infinite bellezze e armonie!
O mio Dio! chi saprà mai ridire le meravigliose visioni di amore che riveli all'anima meschina?
Mio Gesù, mi getto a' tuoi piedi, Ti adoro, credo in Te, Ti amo, Ti invoco, rinnovo le mie povere dedizioni, Ti apro le braccia, la mente, il cuore, l'anima.
Vieni! Vieni, mio Gesù!
Ti vedo barcollante, sfinito, bagnato di Sangue, con le mani protese verso il vuoto.
Verso il vuoto! Ma dunque nessuno Ti viene incontro? nessuno Ti vede, Ti compatisce, Ti invita, Ti apre l'anima, Ti accoglie, Ti ristora, Ti conforta e Ti sostiene?
Vieni, mio Gesù! Tu sembri disceso dal tuo martirio. Giacché noi non veniamo a Te e non abbiamo ancora compreso la tua Passione, e non abbiamo ancora gustato l'ebbrezza del tuo Sangue, Tu vieni a noi, vieni alla mia piccola anima per ridire il tuo dolore e il tuo amore.
O mio Gesù, comprendo la tua misericordia! Tu Ti avanzi verso questa povera umanità avvolto nel sudario della Passione per farci intendere tutta la forza del tuo amore e la grandezza del tuo dono, per farci comprendere che ancora non abbiamo trovato la via della vita se non ci avviciniamo a Te, se non sappiamo raccogliere e accogliere il tuo Sangue prezioso, se non dissetiamo con esso l'ardore che ci consuma, se non attingiamo alle sorgenti della tua misericordia la verità, la grazia e l'amore.
Vieni, mio Gesù, vieni!
La piccola anima si annienta dinanzi a Te compresa della propria indegnità, ma Ti ripete con tutte le forze della mente e del cuore, con una volontà ardente e immutabile:
Vieni, mio Gesù, il mio povero amore sia il balsamo delle tue ferite, il piccolo cuore accolga il Sangue tuo divino e l'anima, oh! l'anima si consumi, si immoli e si unisca a Te nell'abisso del grande Mistero!
Quando la divina immagine di Gesù crocifisso, di Gesù piagato e sanguinante mi appare in uno strazio più vivo e più acerbo, è sempre significazione delle innumerevoli colpe che giungono al suo Cuore, le quali impressionano altresì la poverissima anima mia.
Oh! quante colpe nel mondo! Ma quanto Sangue pronto a redimerle!
Quante rovine morali e spirituali, ma quante misericordie e quante dovizie pronte a ripararle!
Con quale misura attingerò dal tuo Cuore il Sangue che redime, ristora, perdona e salva?
Con la misura del mio stesso Cuore.
O mio Gesù, voglio stare a' piè della tua Croce come Longino nell'atto di ferire il tuo Cuore adorabile.
Ma voglio ferirlo con la lancia dell'amore e raccogliere in questo amore il Sangue e l'acqua che scaturirono dalla tua immolazione.
O mio Gesù, perché non posso trattenermi tutto il giorno e tutta la notte e tutta la vita a' piè dell'altare della tua Passione? Vi starò con il desiderio, con l'abbandono, con lo spirito, e in proporzione del lavoro cresca l'amore, e in proporzione dei doveri e delle distrazioni della vita cresca la contemplazione, e in proporzione del sacrificio cresca l'unione!
Per vivere sempre più intimamente nel Sangue di Gesù e con una maggior efficacia, l'anima deve spogliarsi di quanto può renderla meno atta alla sublime partecipazione.
E la spogliazione consiste nel distaccarsi dalle creature, dalle cose che la circondano, dalla propria volontà e libertà e perfino dagli scopi, dai mezzi e dai frutti della mistica unione.
Deve disporsi a lasciare che Gesù operi liberamente, che guidi l'anima come vuole, che la immerga nella luce o nelle tenebre, l'avvolga di pace e la flagelli con la tempesta, la inebri di gioia e la ricolmi di amarezza.
L'importante è di camminare risolutamente nella via segnata da' suoi richiami e cosparsa dalle sue benedizioni: intendere le sue manifestazioni, crescere nella cognizione della sua carità, crescere sempre più nella devozione della Passione e nell'amore al suo Sangue. Gesù ha redento l'umanità, ha ricomperato la no-
stra anima e il nostro cuore simili a un campo sterile su cui non crescono che rovi e spine.
Egli stesso lo avviva, lo feconda, lo rende fruttuoso gettandovi il seme della grazia e irrorandolo col suo Sangue prezioso.
È una vita nuova, spaziosa, luminosa, rapida, sicura che Gesù addita alla piccola anima.
Nessuno certamente vi può essere introdotto, nè può rimanervi, nè può percorrerla senza ispirazioni particolari e senza una grazia speciale, ma nessuno vi è introdotto senza raccogliervi frutti preziosi, senza sentire godimenti ineffabili.
La vita nel Sangue di Gesù è la più grande prova del suo amore e il segno più certo della sua predilezione.
La spogliazione richiesta all'anima per entrare nel Mistero del Sangue di Gesù, è l'imitazione di quanto Gesù stesso ha sacrificato per noi dandoci il suo Sangue.
Egli si è privato della sua Madre SS., della vita, del tempo, delle forze, della volontà, della libertà, dei mezzi, degli scopi, dei meriti, della virtù, della potenza di tutto se stesso per essere nelle mani del Padre strumento di redenzione e di amore.
Oh! Misteri di Dio! Misteri di Gesù! Misteri di Gesù nella sete insaziabile delle anime.
Tu potevi e potresti saziarTi delle dolcezze del Cielo, o Gesù, dell'amore dei Beati, delle meraviglie del tuo regno, dell'acqua scaturiente dal Cuore del tuo Divin Padre con la magnificenza dei Misteri: Tu potresti saziarTi di Te stesso, della tua gloria, della tua sapienza, della tua stessa Umanità. Eppure Tu hai sete di noi, e Ti rivolgi alle acque putride del nostro cuore e le chiedi, le aspetti, le brami come fossero più deliziose delle acque della vita eterna.
O Gesù, bevi e Ti sazia delle nostre miserie distruggendole con la tua misericordia: bevi e liberaci dalla nostra corruzione: bevi e risana e purifica e perfeziona il nostro cuore, infondendovi l'acqua vitale, feconda, inesauribile delle tue piaghe!
Spogliata di sé, l'anima deve rivestirsi della grazia che sgorga dalla vita di Gesù, della luce che emana da' suoi Misteri, dell'amore che fluisce dalle sue parole.
Allora può intuire, apprezzare, desiderare la vita del Sangue, tuffarsi in essa, nutrirsi, parteciparla e consumarsi nell'unione profonda alle sue operazioni ineffabili.
Chi mai potrà celebrare gli abissi di questo Mistero e comprenderne tutta la grandezza? Giammai non avremo né tempo, né parole, né affetti, né voti sufficienti per ringraziare il Signore dei benefici ricevuti, del beneficio immenso di conoscerlo, di amarlo e di servirlo.
Oh! Se tutta la vita e tutto l'ingegno, le forze, le ricchezze, la volontà, la libertà e l'amore avessero per unica meta Gesù, la sua Passione e il suo Sangue!
Il Santo vecchio Simeone, mosso da un'aspirazione speciale, si reca al Tempio del Signore ed ivi ha la grande ventura di stringere fra le braccia Gesù.
Ma, in quell'amplesso di fede e di amore, egli presenta la dolorosa Passione di Gesù, la scolpisce nel cuore della Madre a punta di spade, ma altresì vi partecipa con frutti di vita eterna.
O mio Gesù, la piccola anima viene a Te con una brama ancor più ardente di quella del S. Profeta perché conosce tutta la tua Passione di amore e di dolore, la conosce e l'adora, la invoca, la benedice e implora, ripetendo con amore sempre più intenso: O Gesù, dammi il Tuo Sangue per cibo, per bevanda, per sigillo, come vita del tempo e come vita dell'eternità! Amen!
L'anima privilegiata da Gesù con grazie particolari, come il sacerdote dell'antica legge, pare introdotta nel sancta sanctorum dove, nel silenzio e nel nascondimento si compiono le più dolci manifestazioni dell'amore di Dio e le più larghe dedizioni dell'anima.
Essa intende il Mistero che l'avvolge, s'immerge nella sua luce vitale e risponde ai richiami divini con tutte le energie della volontà.
In un silenzio così profondo e sopra tutto nel silenzio di se stessa, ascolta il linguaggio mistico che le addita la via delle ascensioni.
Intende che il voto di vivere nel Sangue di Gesù, in un certo senso, ha un carattere più saliente del voto di maggior perfezione. Con questo voto l'anima si obbliga a compiere le azioni della vita, gli impegni spirituali e quelli morali con la maggior perfezione possibile per amore di Gesù.
Col voto di vivere nel suo Sangue prezioso, l'anima eleva ancor più il senso dell'amore, impegnandosi a convergere la vita dell'intelligenza, quella del cuore e dello spirito nella Passione di
Gesù, nel Mistero sublime dell'infinita sua misercordia. Vivere nel Sangue di Gesù, vuol dire unirsi a Gesù incarnato, crocifisso, morto, risorto per noi: unirsi a Lui per compiere i quattro altissimi atti della adorazione, del ringraziamento, della riparazione e della impetrazione.
Adorare il Padre con occhi, nel cuore e nello spirito il riflesso delle piaghe di Gesù, il mistico segno della croce formata col Sangue!
Ringraziare il Padre con la voce del Sangue di Gesù, voce arcana, melodiosa, divina, operante!
Riparare le offese fatte al Padre col Sangue di Gesù, offerta di valore infinito e di infinito amore, avente già in sé la pienezza della grazia, dei meriti, della giustificazione e della santità.
Impetrare con la potenza del Sangue di Gesù! Chi potrebbe resistere alle sue suppliche se ha in sé tutte le virtù, tutta la potenza e tutta la forza, non solo per ottenere, ma altresì per operare prodigi di misericordia?
Il voto di vivere nel Sangue di Gesù non è che la perfezione, la corona, il compimento degli altri sette voti con i quali l'anima, sebbene indegna, è salita grado grado nelle vie di Dio, dimenticando se stessa ed ogni cosa terrena.
Infatti, con il voto di povertà, si è spogliata delle cose terrene - col voto di castità si è spogliata di ogni piacere sensibile - col voto di ubbidienza si è spogliata della volontà - col voto di amore si è spogliata dell'egoismo - col voto di rinunzia si è spogliata di ogni bene spirituale - col voto di immolazione si è spogliata della vita più intima - col voto di unione si è spogliata della vita del tempo per avere quella eterna. In questa vita sovrumana è stabilito il compimento del voto.
Questo voto, più che nel mantenere un proposito, consiste nell'accogliere la grazia straordinaria che piove dalle membra piagate di Gesù Crocifisso.
Non c'è nessun programma per questa via così nuova: il programma andrà svolgendosi se l'anima stabilirà la sua vita, le opere, le energie nel Sangue di Gesù.
La via di questa vita è la sofferenza - l'aria è l'amore - la luce è la fede - l'alimento è la preghiera - il sostegno è la virtù della croce - l'abitazione è il Calvario - il ristoro, la bevanda, l'alimento, tutto è nel Sangue di Gesù - il conforto è il Cuore di Gesù - il
mezzo per avere tutto questo è la preghiera - lo scopo è la santità e la meta è l'unione con Dio - il fiore ultimo, il Cielo! q. 32 : gennaio -febbraio
285 - La santità è compiuta dalla Passione
La santità è compiuta nelle anime dalla Passione di Gesù mediante l'azione dello Spirito Santo, quindi non c'è miglior mezzo per ottenerla che quello di vivere sotto la croce invocando lo spirito di amore.
E mentre quello spirito illumina, sostiene, ispira e conforta, il Sangue di Gesù scorre nell'anima compiendo i prodigi della trasformazione.
- Vieni e bevi - ripete Gesù, invitandola a penetrare nelle sue piaghe divine e lo Spirito Santo insegna:
Il Sangue della mano destra ti comunicherà la semplicità, ridonando all'anima tua la purezza immacolata; il Sangue della mano sinistra ti insegnerà l'umiltà, scavando in te solchi profondi; il Sangue del piede destro ti riempirà di confidenza; il Sangue del piede sinistro t'insegnerà l'abbandono, e il Sangue del costato ti ricolmerà di amore.
- Vieni e bevi! La mia mensa è ripiena di calici: essi contengono un liquore eccellente che ha la virtù di sanare ogni piaga, di comunicare la forza, la vita, la ricchezza, lo splendore, la gloria, la felicità. Vieni e bevi - [...]
I Santi hanno attratto intorno a sé le anime, stringendole con provvide istituzioni accanto alla Croce e all'altare. Ognuno però, che sia unito a Gesù, alla sua Passione e al suo Sangue, esercita nelle anime un'influenza efficace, trascinandole verso il suo Cuore adorabile per virtù della sua grazia cooperata dai Santi desideri del loro cuore.
- Gesù ripete all'anima: sarai stabilita nella mia eternità mediante la vita del Sangue. Ricorda che l'anima, quando è oppressa dal peso della propria abbiezione, deve fare più atti di fiducia in me che di abbattimento, poichè, riposare il pensiero e il sentimento sulle proprie miserie, equivale a sprofondarsi nelle miserie stesse, mentre, salendo a me con la confidenza e l'abbandono, vuol dire trovare le ali per volare alto, nelle regioni della grazia e della pace. -
Porterò il calice delle mie sofferenze sotto la Croce di Gesù:
riempito del suo Sangue, diventerà offerta divina, impetrazione efficace e olocausto di amore.
Come avviene, o Signore, che scorrendo sulla terra, continuamente il fiume del tuo Sangue, non si vedono i frutti meravigliosi che dovrebbe produrre?
Perché non tutti conoscono, adorano e invocano questo Mistero di infinita carità? Perché anche le anime buone non sanno vedere, comprendere, adorare questo tesoro immenso che racchiude la felicità del tempo e quella dell'eternità?
Perché le anime sono attaccate alla terra, e avviene che, mentre questo fiume maestoso passa trascinando con sè i piccoli sassi, le foglie, le erbe poco aderenti alla terra, ciò che è sprofondato nel fondo, resta invece insensibile al passaggio dell'onda, anzi sepolto dal peso di essa?
Così avviene delle anime attaccate alla terra e a se stesse. L'onda del Sangue, anziché travolgerle e portarle nell'oceano della misericordia, le seppellisce ancor più nelle loro miserie. E il castigo più terribile [.. . ]
Prima di salire al Cielo, Gesù promette lo Spirito Santo, l'altissimo dono di Dio. Ma è altresì il dono della Passione poiché lo Spirito Santo estenderà nella Chiesa i frutti, i meriti, la virtù della Passione, del Sangue di Cristo.
Lo Spirito Santo guidò gli Apostoli nella celebrazione dei Divini Misteri, nella amministrazione dei Sacramenti e, per i Sacramenti nei quali è la vita, l'essenza, la potenza della Passione, le anime giungeranno al Mistero.
La Pentecoste è l'esaltazione, il trionfo, la corona della Passione di Gesù.
Per la tua Divina Passione donami, o Gesù, lo Spirito Santo. O Spirito Santo, introducimi nella Passione di Gesù, uniscimi, consumami in essa col fuoco del tuo santo e divino amore [ ... ] q. 33 : s. d.
286 - Bevi il mio Sangue
Chi vuol conoscere, percorrere e divorare la via della mistica unione deve immergersi nella Passione del Redentore e specialmente unirsi al Sacrificio della S. Messa, immolando ad esso tutta la vita.
Voglio essere l'adoratrice segreta, l'apostola segreta del Sangue di Gesù.
La vita mistica è nelle piaghe di Gesù, e invano si pensa di trovare la sua pienezza nelle contemplazioni puramente speculative. Per Crucem ad lucem! [...]
Verrà giorno in cui non saprai né vedere, né pensare, né amare, nè comprendere nulla all'infuori del Sangue di Gesù [...] La devozione del Sangue di Gesù è l'istituzione più magnifica della Chiesa, perché l'anima che la coltiva coopera efficacemente alla divina Redenzione [...]
Se tutto il mondo raccogliesse le sue forze intorno al Mistero del Sangue sarebbe sempre un nulla in confronto dell'eccellenza, grandezza e potenza dei beni che comunica.
Dilato il mio cuore invocando, desiderando l'immensa capacità degli spazi e lo estendo per quanto abbracciano i secoli. Così, o Signore, intendo di preparare l'immensa capacità per accogliere il tuo Sangue e per dispensarlo a tutte le anime [...] Vorrei gridare a tutti: Accorrete alle piaghe di Gesù, bevete il Sangue prezioso, consumate in esso le forze terrene, avrete la conoscenza, il possesso e il godimento di quelle celesti!
Il Sangue di Gesù è la salute del mondo! q. 33: s.d.
287 - Additami la via dell'annientamento
O mio Signore, additandomi la via dell'annientamento, Tu mi riporti alle prime prove ed ai primi passi della mia vita spirituale ed io sono lieta, troppo lieta di ritornare bambina, perchè ho fiducia di ritrovare nella mia piccolezza le vie della ingenuità care al tuo Cuore perchè esse danno vigore alla mansuetudine ed alla mitezza.
Ma, o Signore, in questo stato di annientamento posso rimanere sotto la Croce?
I bambini si tolgono alla vista dei grandi dolori perché non li sanno comprendere, né sostenere.
Ebbene, o Signore, mi getto a terra e nascondo il mio volto e i miei occhi, Ti seguo col cuore.
O Signore, quanto Sangue!
China al suolo nel mio annientamento, sento il volto, le mani, le membra stesse irrorate di Sangue.
O mio Gesù, vivere così, rimanere così, morire così ricoperta del tuo Sangue!
Se potessi comparire dinanzi a te, mio Signore, mio Redentore, mio Giudice, mio Maestro, mio Sposo, con una sola goccia del tuo Sangue divino!
Quanta pace e quanta speranza mi dà questo pensiero! Come l'anima si dilata in queste grandezze del tuo amore! Come sente rinnovare in sé l'alacrità, la dolcezza, la soavità dei primi anni!
L'annientamento è fatto così?
O Signore, esso mi spaventa e mi entusiasma, mi getta a terra e mi eleva fino a Te, minaccia la mia distruzione e, invece, mi dà la vita.
Equilibra, o Signore, col tuo Sangue divino le mie forze, i sentimenti, gli ardori, le aspirazioni.
Rinnova in me la giovinezza dello spirito, ristora il terreno dell'anima mia, dai vigore ai poveri fiori, sapore e compimento ai miseri frutti; fragranza, freschezza e soavità al povero giglio della mia purezza. Esso mi appare sciupato: le nebbie, il gelo, le intemperie, il soffio di mille cose, e specialmente quello del mio amor proprio e della mia sensualità, gli hanno tolto lo splendore e rapito il profumo.
O Signore, nessun fiore può riaversi se avvizzito e calpestato, tanto meno il giglio cui basta il tocco della brezza per sfiorarne il candore immacolato.
È vero, ma se io porto questo povero giglio sotto la Croce e lo ristoro con la rugiada del suo Sangue, esso riapparirà fresco e olezzante, grato al tuo onore ed al tuo amore.
O mio Gesù, ridona alla mia anima la purezza immacolata attinta alle acque lustrali del Battesimo, perché possa vederTi, unirmi a Te, consumarmi per Te nella vita del tuo Sangue adorabile.
Ridonami la purezza della mia infanzia, quando tutto era luce, fiamma, bellezza, ardore intorno a me e la vita si compendiava in una tensione amorosa verso la tua misericordia e verso la tua carità.
Ridonami la semplicità, l'ingenuità di quei giorni sereni nei quali l'abbandono fluiva dalla mia nullità e dalla preghiera ardente, così l'annientamento mi farà trovare la via per una ascensione più rapida.
L'annientamento distrugge l'amore di Dio?
Tutt'altro! lo rende anzi più intimo e reale.
Per l'annientamento l'anima si stacca da se stessa come il pulviscolo si stacca dalla roccia ed è lanciato negli spazi senza più tregua nella sua corsa: come la goccia limpida si stacca dal ghiacciaio che la teneva avvinta e corre frettolosa al mare: come l'onda baciata dal sole si dilata, si fa leggera, si eleva e sale a perdersi nelle alte sfere.
Distaccandosi da se stessa, l'anima ripete: sono un nulla! e questa affermazione sincera, distrugge la distanza, l'abisso che corre tra sé e il suo Dio ed ella si slancia in Lui con un abbandono ineffabile.
L'annientamento mi allontana dal Mistero? Anzi, rende l'anima più atta a ricevere il riflesso. L'annientamento rende l'anima inoperosa?
Tutt'altro! esso invece è un lavoro simile a quello degli scavi: ciò che trova e che scopre è sempre prezioso.