IL MESSAGGIO DELL'AMORE
dettato
da Gersù a Suor Josafa Menendez
«-
Io sono l'Amore! Il mio Cuore non può contenere la fiamma che lo divora! «Amo
tanto le anime da dare per esse la vita! «Per amor loro ho voluto rimanere
prigioniero nel tabernacolo. Da venti secoli dimoro là, notte e giorno, velato
sotto le apparenze del pane e nascosto nell'Ostia, sopportando per amore
l'oblio, la solitudine, i disprezzi, le bestemmie, gli oltraggi, i sacrilegi!
Per amore delle anime ho voluto lasciare loro il Sacramento di Penitenza, per
dar loro il perdòno, non una volta o due, ma ogni volta che avranno bisogno di
ricuperare la grazia. Là le attendo, là desidero che vengano a lavarsi delle
loro colpe, non con l'acqua, ma col mio proprio sangue. «Nel corso dei secoli
ho rivelato in diverse maniere il mio amore agli uomini: ho mostrato quanto Mi
consuma il desiderio della loro salvezza. Ho fatto loro conoscere il mio Cuore!
Questa devozione è stata come una luce irradiante sul mondo, e oggi è il mezzo
di cui si serve per commuovere i cuori la maggior parte di coloro che lavorano
alla propagazione del mio Regno. «Ora però voglio qualche cosa di più, poiché
se chiedo amore in cambio di quello che Mi consuma, non è questo soltanto che
desidero dalle anime: bramo che esse credano alla mia misericordia, che
aspettino tutto dalla mia bontà, che non dubitino mai del mio perdono! «Sono
Dio, ma Dio di amore! Sono Padre, ma un Padre che ama con tenerezza e non con
severità. Il mio Cuore è infinitamente santo, ma anche infinitamente sapiente
e, conoscendo la miseria e la fragilità umana, si china verso i poveri
peccatori con una misericordia infinita... «Amo le anime dopo il primo
peccato, se vengono a chiederMi umilmente perdono, le amo ancora dopo che hanno
pianto il secondo peccato, e se cadessero non dico un miliardo di volte, ma dei
milioni di miliardi, Io le amo e le perdono sempre, e lavo nello stesso mio
sangue l'ultimo come il primo peccato. «Non Mi stanco mai delle anime e il mio
Cuore aspetta continuamente ch'esse vengano a rifugiarsi in lui, e ciò tanto più
quanto più sono miserabili! Un padre non si prende forse più cura del figlio
malato che di quelli sani? Le sue premure e le sue delicatezze non sono forse più
grandi per lui? Così il mio Cuore effonde sui peccatori, con più larghezza
ancora che sui giusti, la sua compassione e la sua tenerezza. «Ecco ciò che
desidero far sapere alle anime: insegnerò ai peccatori che la misericordia del
mio Cuore è inesauribile; alle anime fredde e indifferenti che il mio Cuore
è un fuoco che vuole infiammarle, perché le ama; alle anime pie e buone che il
mio Cuore è la via per progredire verso la perfezione e giungere con
sicurezza al termine beato. Infine, alle anime a Me consacrate, ai Sacerdoti, ai
Religiosi, alle anime elette e predilette, Io chiedo una volta di più che Mi
diano la loro fiducia e non dubitino della mia misericordia! E’ tanto facile
attendere tutto dal mio Cuore!».
«-
Voglio perdonare! Voglio regnare! Voglio perdonare alle anime e alle nazioni!
Voglio regnare sulle anime, sulle nazioni, sul mondo intero! Voglio diffondere
la mia pace fino alle estremità della terra, ma soprattutto su questo suolo
benedetto, culla della devozione al mio Cuore. Sì, voglio essere la sua pace,
la sua vita, il suo re. Io sono la sapienza e la felicità. Sono l'amore e la
misericordia. Sono la pace e regnerò! «Per cancellare la sua ingratitudine
effonderò un torrente di misericordia. Per riparare le sue offese sceglierò
delle vittime che otterranno perdono... Sì, ci sono nel mondo molte anime
generose che Mi daranno tutto quello che posseggono perché Io mi possa servire
di loro secondo i miei desideri e la mia volontà. «Per regnare, comincerò
col fare misericordia, poiché il mio regno è di pace e di amore: ecco lo scopo
che voglio raggiungere, ecco la mia Opera d'Amore!».
«-
Il mio invito lo rivolgo a tutti: alle anime consacrate e a quelle del mondo,
ai giusti e ai peccatori, ai dotti e agli ignoranti, a chi comanda e a chi
obbedisce. A tutti Io dico: Se volete la felicità, Io lo sono. Se cercate la
ricchezza, Io sono la ricchezza senza fine. Se bramate la pace, Io sono la
pace... Io sono la misericordia e l'amore! Voglio essere il vostro re». (…)
«Vengo
a consumarti e ad infiammarti! Ecco tutto il mio desiderio... Infiammare le
anime... incendiare il mondo. Purtroppo, le anime respingono la fiamma! Ma io
trionferò: esse saranno mie e Io il loro Re! Soffri con Me affinché il mondo
Mi conosca e le anime vengano a Me! La sofferenza farà trionfare l'amore».
«Voglio
che il mondo lo conosca - dice. -Voglio che si sappia il mio amore! Lo sanno,
gli uomini, ciò che ho fatto per loro?». (…)
«-
Scrivi Josefa: «Un padre aveva un unico figlio. «Potenti, ricchi, circondati
di buon numero di servi, di tutto quello che fa il decoro e l'agiatezza e la
comodità della vita, nulla mancava loro per essere felici. Il, figlio bastava
al padre, il padre al figlio e tutt'e due trovavano l'uno nell'altro una piena
felicità, mentre i loro cuori nobili, generosi, si volgevano con delicata carità
verso le miserie altrui. «Ora accade un giorno che uno dei servi di quell'ottimo
padrone cadde malato. La malattia si aggravò tanto che per sottrarlo alla morte
non c'era più speranza che nelle cure più assidue e nei più energici rimedi.
«Ma il servo stava a casa sua, povero e solo. «Che fare per lui? Abbandonarlo
e lasciarlo morire? Il padrone buono non può risolversi a questo pensiero.
Mandargli uno dei servi? Ma il suo cuore potrà riposare in pace su cure
prestate più per interesse che per affetto? «Mosso dalla compassione, chiama
il figlio e gli confida le sue ansie: gli espone le condizioni di quel poveretto
sul punto di morire. Aggiunge che solo assidue e amorevoli cure potrebbero
rendergli la salute e assicurargli una lunga vita. «Il Figlio, il cui cuore
batte all'unisono con quello del padre, si offre, se tale è la sua volontà, di
curarlo egli stesso con molta vigilanza, non risparmiando né pene né fatiche,
né veglie, finché non sia tornato in salute. «Il padre acconsente: fa il
sacrificio della dolce compagnia di questo figlio che, sottraendosi alla
tenerezza paterna, si costituisce servo e discende alla casa di colui che, in
realtà, è suo servo. «Trascorre così vari mesi al capezzale dell'infermo,
vegliandolo con delicatezza attenta e prodigandogli mille cure e provvedendo non
soltanto a ciò che richiede la sua guarigione, ma anche al suo benessere, finché
non giunge a rendergli le forze. «Il servo allora, pieno di ammirazione alla
vista di ciò che ha fatto per lui il suo padrone, gli domanda come potrà
esprimere la sua riconoscenza e corrispondere a così meravigliosa e insigne
carità. «Il figlio gli consiglia di presentarsi al padre e, guarito com'è,
offrirsi a lui per essere il più fedele dei suoi servi, in cambio della sua
grande liberalità. «Quell'uomo allora si presenta al padrone e nella
convinzione di ciò che gli deve, esalta la sua carità e quel che è meglio
ancora, si offre a servirlo senza alcun interesse, poiché al servizio di un
tal signore, non ha bisogno di essere pagato come un servitore, essendo stato
trattato e amato come un figlio! «Questa parabola non è che una debole
immagine del mio amore per gli uomini e della risposta che aspetto da loro. La
spiegherò gradatamente affinché tutti conoscano il mio Cuore!». Gesù tace un
istante e quindi procede con ardore: «Aiutami, Josefa, aiutaMi a manifestare il
mio Cuore agli uomini! Ecco che sto per dir loro che invano cercano la felicità
fuori di Me: non la troveranno!... Tu, soffri e ama, poiché dobbiamo
conquistare le anime!». (…)
«-
Dio creò l'uomo per amore. Lo collocò sulla terra in condizioni tali che
niente potesse mancare quaggiù alla sua felicità, mentre aspettava l'eterna.
Ma per avervi diritto doveva osservare la legge dolce e sapiente imposta dal
Creatore. «L'uomo, infedele a questa legge, cadde gravemente malato: commise il
primo peccato. L'uomo, cioè il padre e la madre, il ceppo del genere
umano. Tutta la posterità fu macchiata della sua bruttura. In lui l'umanità
intera perdette il diritto alla felicità perfetta che Dio gli aveva promesso e
dovette, d'allora in poi, tribolare, soffrire, morire. «Dio nella sua
beatitudine: non ha bisogno né dell'uomo né dei suoi servizi: basta a sé
stesso. La sua gloria è infinita e niente la può diminuire. «Tuttavia,
infinitamente potente, è anche infinitamente buono. Lascerà soffrire e morire
l'uomo creato per amore? no, gli darà una nuova prova di questo amore e, ad un
male così estremo, applicherà un rimedio di valore infinito. Una delle Persone
della SS.ma Trinità prenderà l'umana natura e riparerà divinamente il male
cagionato dal peccato. «Il Padre dà il suo Figlio. Il Figlio sacrifica la sua
gloria scendendo in terra non in qualità di signore, di ricco, di potente, ma
nella condizione di servo, di povero, di bambino. La vita che Egli condusse in
terra la conoscete tutti. «Sapete come dal primo momento della mia incarnazione,
Mi sottomisi a tutte le miserie della natura umana. «Bambino soffrii il freddo,
la fame, la povertà e le persecuzioni. Nella mia vita di operaio fui spesso
umiliato e disprezzato come il figlio di un povero falegname. Quante volte il
mio padre adottivo ed io, dopo aver portato il peso di una lunga giornata di
lavoro, ci trovavamo la sera ad aver appena guadagnato quanto bastava ai
bisogni della famiglia... E così sono vissuto per trenta anni! «Allora
abbandonai la dolce compagnia di mia Madre, Mi consacrai a far conoscere il mio
Padre celeste, insegnando a tutti che Dio è carità. «Sono passato facendo
bene ai corpi e alle anime: ai malati ho dato la salute, ai morti la vita, alle
anime?... ah! alle anime... ho reso loro la libertà perduta col peccato, ho
loro aperto le porte della vera ed eterna patria. «Venne poi l'ora in cui per
comprare la loro salvezza il Figlio di Dio volle dare la sua stessa vita! «E in
qual maniera morì? circondato da amici?... acclamato come benefattore?...
Anime carissime, voi ben sapete che il Figlio di Dio non ha voluto morire così:
Egli non aveva sparso altro che amore, fu vittima dell'odio... Egli aveva
portato la pace al mondo, fu oggetto di crudeltà accanita... Egli aveva reso la
libertà agli uomini: fu imprigionato, legato, maltrattato, calunniato e morì
infine su una croce tra due ladroni, disprezzato, abbandonato, povero e
spogliato di tutto. «Così Egli si immolò per salvare gli uomini... così compì
l'Opera per la quale aveva lasciato la gloria del Padre suo: l'uomo era malato e
il Figlio di Dio scese verso di lui. Non soltanto gli rese la vita, ma gli meritò
la forza e i mezzi necessari per acquistare quaggiù il tesoro dell'eterna
felicità. «Come ha risposto l'uomo a tale favore? Si è offerto come il buon
servitore al servizio del Padrone divino senza altro interesse che gli interessi
di Dio?... «Qui bisogna distinguere le differenti risposte dell'uomo al suo
Dio. (…)
«Alcuni
Mi hanno veramente conosciuto e spinti dall'amore, hanno sentito accendersi in
cuore il vivo desiderio di dedicarsi completamente e senza interesse al mio
servizio, che è quello del Padre mio. Gli hanno chiesto ciò che potrebbero
fare di più grande per Lui e il Padre mio ha loro risposto: «'Lasciate la
vostra casa, i beni, voi medesimi, e venite dietro a Me per fare ciò che vi dirò'».
«Altri si sono sentiti commuovere il cuore alla vista di ciò che il Figlio di
Dio ha fatto per salvarli. Pieni di buona volontà si sono presentati a Lui
domandando come corrispondere alla sua bontà e lavorare per i suoi interessi,
senza però abbandonare i propri. «A costoro il Padre mio ha risposto:
Osservate la legge che il Signore vostro Dio vi ha data. Osservate i miei
comandamenti senza sviarvi né a destra né a sinistra; vivete nella pace dei
servi fedeli. «Altri, poi, hanno capito ben poco quanto Dio li ami! Tuttavia un
poco di buona volontà ce l'hanno, e vivono sotto la sua legge, ma senza amore.
«Questi non sono dei servi volontari, perché non si sono offerti agli ordini
del loro Dio... Ma, siccome in essi non c'è cattiva volontà, in molti casi
basta loro un suggerimento perché si prestino al suo servizio. «Altri poi si
sottomettono a Dio più per interesse che per amore e nella stretta misura
necessaria per la ricompensa finale promessa a chi osserva la legge. «Tuttavia
gli uomini si dedicano tutti al servizio del loro Dio? Non ce ne sono forse di
quelli che, ignari del grande amore di cui sono oggetto, non corrispondono
affatto a ciò che Gesù Cristo ha per essi compiuto? «Ahimè!... Molti Lo
hanno conosciuto e disprezzato... molti non sanno neppure chi sia!... «A tutti
Gesù stesso dirà ora una parola d'amore. «Parlerò dapprima a coloro che non
Mi conoscono. Sì, a voi, carissimi figli, che fino dall'infanzia viveste
lontani dal Padre. Venite! Vi dirò perché non Lo conoscete: e quando
comprenderete chi Egli sia, e quale Cuore amante e tenero abbia per voi, non
potrete resistere al suo amore. «Non accade spesso a coloro che crescono
lontano dalla casa paterna di non provare alcun affetto per i genitori?... Ma se
un giorno sperimentano la tenerezza del padre e della madre non li amano forse
più ancora di quelli che non hanno mai lasciato il loro focolare? «A voi, che
non soltanto non Mi amate, ma Mi odiate e perseguitate, Io chiederò soltanto:
'Perché quest'odio accanito?... Che cosa vi ho fatto perché Mi maltrattiate
così?...'. Molti non si sono mai fatti questa domanda, ed ora che Io stesso la
rivolgo loro, forse risponderanno: 'Non so'. «Ebbene risponderò per voi! «Se
dalla vostra infanzia non Mi avete conosciuto, è stato perché nessuno vi ha
insegnato a conoscerMi. E mentre voi crescevate le inclinazioni naturali,
l'attrattiva per il piacere e per il godimento, il desiderio della ricchezza e
della libertà sono cresciuti con voi. «Poi un giorno avete inteso parlare di
Me. Avete sentito dire che per vivere secondo la mia volontà occorreva amare e
sopportare il prossimo, rispettare i suoi diritti e i suoi beni, sottomettere e
incatenare la propria natura: insomma, vivere sotto una legge. E voi che fino
dai primi anni non viveste che eseguendo il capriccio della vostra volontà e
forse gli impulsi delle passioni, voi che non sapevate di quale legge si
trattasse, avete protestato con forza: 'Non voglio altra legge che me stesso,
voglio godere di essere libero!' «Ecco come avete incominciato ad odiarMi ed a
perseguitarMi! «Ma Io che sono vostro Padre vi amavo e mentre con tanto
accanimento lavoravate contro di Me, il mio Cuore più che mai si riempiva per
voi di tenerezza. «Così trascorsero gli anni della vostra vita... forse
numerosi... «Oggi non posso più a lungo conteneré il mio amore per voi! E
vedendovi in guerra aperta contro Colui che tanto vi ama, vengo a dirvi Io
stesso quello che sono. «Sono Gesù, e questo nome significa Salvatore. Perciò
ho le mani forate dai chiodi che Mi tennero confitto alla croce su cui sono
morto per vostro amore... I miei piedi portano i segni delle stesse piaghe e il
mio Cuore è aperto dalla lancia che mi trafisse dopo la mia morte!... «Così
Io mi presento a voi per insegnarvi chi sono Io e quale è la mia legge. Non
v'intimorite, è legge di amore!... Allorché Mi conoscerete troverete la pace e
la felicità. Vivere come orfani è triste! Venite, figli, venite al Padre
vostro! (…)
«Andiamo
incontro a quelle povere anime che Mi perseguitano perché non Mi conoscono.
Voglio dir loro chi sono Io, e ciò che esse sono: «Sono il vostro Dio e il
vostro Padre! Il vostro Creatore e il vostro Salvatore! Voi siete mie creature,
miei figli, miei redenti anche, poiché a prezzo della mia vita e del mio sangue
vi ho liberati dalla schiavitù e dalla tirannia del peccato. «Voi avete un
'anima grande, immortale e creata per una beatitudine eterna: una volontà
capace di bene, un cuore che ha bisogno di amare e di essere amato... «Se voi
cercate nei beni terrestri e passeggeri l'appagamento delle vostre
aspirazioni, avrete sempre fame e non troverete mai l'alimento che pienamente
sazia. Vivrete sempre in lotta con voi stessi, tristi, inquieti, turbati. «Se
siete poveri e vi guadagnate il pane col lavoro, le miserie della vita vi
colmeranno di amarezza. Sentirete dentro di voi insorgere l'odio contro i vostri
padroni e forse giungerete al punto di desiderare la loro sventura affinché
anch 'essi siano soggetti alla legge del lavoro. Sentirete pesare su di voi la
stanchezza, la rivolta, la disperazione stessa, perché la vita è triste e poi,
alla fine, bisognerà morire!... «Sì, umanamente considerato, tutto ciò è
duro! «Ma io vengo a mostrarvi la vita in una realtà opposta a quella che
voi vedete: «Voi che, privi dei beni terreni, siete obbligati al lavoro sotto
la dipendenza di un padrone, per sovvenire ai vostri bisogni non siete affatto
degli schiavi, ma creati per essere liberi... «Voi che cercate l'amore, e vi
sentite sempre insoddisfatti, siete fatti per amare, non ciò che passa, ma
cio che è eterno. «Voi che amate tanto la vostra famiglia, e che dovete
assicurarle, per quanto dipende da voi, il benessere e la felicità quaggiù,
non dimenticate che, se la morte ve ne separerà un giorno, non sarà che per
breve tempo... «Voi che servite un padrone e che dovete lavorare per lui,
amarlo e rispettarlo, prender cura dei suoi interessi, farli fruttare col vostro
lavoro e la vostra fedeltà, non dimenticate che questo padrone non è vostro
padrone che per pochi anni, poiché la vita scorre rapida e vi conduce là dove
non sarete più degli operai, ma dei re per l'eternità! «L'anima vostra,
creata da un Padre che vi ama, non di un amore qualsiasi, ma di un amore immenso
ed eterno, troverà un giorno, nel luogo della felicità senza fine preparatovi
dal Padre, la risposta a tutti i suoi desideri! «Là troverete la ricompensa al
lavoro di cui avrete sopportato il peso quaggiù. «Là troverete la famiglia
tanto amata sulla terra e per la quale avrete sparso i vostri sudori. «Là
vivrete eternamente, poiché la terra non è che un'ombra che scompare e il
cielo non passerà mai! «Là vi unirete al Padre vostro che è vostro Dio. «Se
sapeste quale felicità vi attende! «Forse ascoltandomi direte: 'In quanto a me
non ho la fede, non credo all'altra vita!'. «Non avete fede? Ma allora, se non
credete in Me, perché Mi perseguitate? Perché vi ribellate alle mie leggi, e
combattete quelli che mi amano? Poiché volete la libertà per voi, perché non
la lasciate agli altri? «Non credete alla vita eterna?... DiteMi se vivete
felici quaggiù; non sentite anche voi il bisogno di qualche cosa che non potete
trovare sulla terra? «Quando cercate il piacere e lo raggiungete, non vi
sentite soddisfatti... «Se volete accumulare ricchezze e riuscite ad ottenerle
non vi sembrano mai bastanti... «Se avete bisogno di affetto e se lo trovate un
giorno, presto ne siete stanchi... «No, nulla di tutto ciò è quello che voi
cercate!... Ciò che bramate non lo troverete sicuramente quaggiù, perché ciò
di cui avete bisogno è la pace, non quella del mondo, ma quella dei figli di
Dio, e come potrete trovarla in seno alla rivolta? «Ecco perché voglio
mostrarvi dove è questa pace, dove troverete questa felicità, dove
estinguerete quella sete che vi tortura da così lungo tempo. «Non ribellatevi
se Mi sentite dire: tutto ciò lo troverete nel compimento della mia legge:
no, non spaventatevi di questa parola: la mia legge non è tirannica, è una
legge d'amore! «Sì, la mia legge è d'amore perché sono vostro Padre. «Voglio
insegnarvi ciò che è questa legge, e ciò che è il mio Cuore che ve la dà,
questo Cuore che non conoscete e che così spesso ferite! Voi Mi cercate per
darMi la morte, ed Io vi cerco per darvi la vita! Chi di noi trionferà? E la
vostra anima rimarrà sempre così dura nel contemplare Colui che vi ha dato la
sua vita e tutto il suo amore? (…)
«-
Scrivi! «Ora, figli miei, udite ciò che il Padre vostro chiede come prova del
vostro amore: sapete bene che una disciplina è necessaria in un esercito, ed
un regolamento in una famiglia ben ordinata. Così nella grande famiglia di Gesù
Cristo è necessaria una legge, ma una legge piena di dolcezza. «Nell'ordine
umano i figli portano sempre il nome del padre, senza il quale non potrebbero
essere riconosciuti come appartenenti alla famiglia». «Così i miei figli si
chiamano cristiani, nome che loro conferisce alla loro nascita il Battesimo. Voi
che avete ricevuto questo nome siete miei figli e avete diritto a tutti i beni
del padre vostro. «So che non Mi conoscete e che non Mi amate, anzi Mi odiate e
Mi perseguitate. Tuttavia Io vi amo di un amore infinito. Voglio farvi conoscere
quell'eredità a cui avete diritto, e il poco che dovete fare per acquistarla:
«Credete al mio amore e alla mia misericordia. «Mi avete offeso: Io vi
perdono. «Mi avete perseguitato: Io vi amo. «Mi avete ferito con le parole e
le opere: voglio farvi del bene e aprirvi i miei tesori. «Non pensate che Io
ignori quale fu la vostra vita fin qui: so che avete disprezzato le mie grazie,
forse anche profanato i miei Sacramenti. Ma vi perdono!... «E se volete vivere
felici in terra e assicurare nello stesso tempo la vostra eternità, fate d'ora
innanzi quanto vi dirò: «Siete poveri? Quel lavoro che la necessità vi impone
eseguitelo con sottomissione e sappiate che Io pure ho vissuto trent'anni
assoggetandoMi alla stessa legge, perché fui povero, anzi poverissimo! «Non
considerate mai i vostri padroni come tiranni, non nutrite verso di loro
sentimenti di odio, non desiderate il loro male, ma curate i loro interessi e
siate loro fedeli. «Siete ricchi? Avete sotto di voi operai e servi?... Non
sfruttate il loro lavoro, rimunerate giustamente le loro fatiche, e date loro
prova di affetto con dolcezza e bontà. Pensate che se voi avete un 'anima
immortale essi pure ce l'hanno: se voi avete ricevuto le sostanze che possedete,
non è soltanto per il vostro godimento e benessere personale, ma affinché
amministrandole saggiamente possiate esercitare la carità verso quelli che vi
circondano. «Dopo aver accettato, gli uni e gli altri, con sottomissione
questa legge del lavoro, riconoscete umilmente l'esistenza di un Essere che
presiede a tutto il Creato. Questo Essere è il vostro Dio, e insieme il vostro
Padre. «Come Dio v'impone di adempire la sua legge divina. «Come Padre vi
chiede di sottomettervi da figli ai suoi comandamenti. «Così, quando voi avete
passato tutta una settimana nei vostri lavori, nei vostri affari, ed anche nei
vostri sollievi... vi domanda di dare almeno una mezz 'ora all'adempimento del
suo precetto. E questo esigere molto? «Andate dunque alla sua casa. Vi attende
giorno e notte. E ogni domenica o giorno di festa riservateGli questa mezz'ora,
assistendo a quel mistero d'amore e di misericordia che si chiama MESSA. «Là
parlateGli di tutto: della vostra famiglia, dei figli, dei vostri affari, dei
vostri desideri... EsponeteGli le vostre difficoltà e le vostre pene... Se
sapeste come vi ascolterà e con quale amore! «Voi forse Mi direte: 'Non so
come assistere alla Messa! Da tanto tempo non ho varcato la soglia di una
chiesa!...' Non temete per questo. Venite e passate soltanto questa mezz'ora ai
miei piedi. Lasciate che la vostra coscienza dica quello che dovete fare e date
ascolto alla mia voce. Aprite l'anima vostra, e la mia grazia vi parlerà.
Essa a poco a poco vi mostrerà come dovete agire in ogni circostanza della
vostra vita, come comportarvi in famiglia e negli affari, come allevare i figli,
amare gli inferiori, rispettare i superiori. Forse essa vi ispirerà di lasciare
quell'impresa, di rompere una cattiva amicizia, di allontanarvi energicamente da
quella riunione pericolosa. Vi dirà che odiate la tal persona senza ragione e
che dovete fuggire i consigli e separarvi da quell'altra che amate e frequentate.
«Provate a fare così, e a poco a poco si prolungherà la catena delle mie
grazie! Tanto nel male come nel bene, tutto sta nel cominciare. Gli anelli della
catena si seguono l'un l'altro. Se oggi ascoltate la mia grazia e la lasciate
agire in voi, domani l'ascolterete meglio, più tardi meglio ancora e così di
giorno in giorno la luce verrà, la pace aumenterà e la vostra felicità sarà
eterna! «L'uomo non è creato per restare sempre quaggiù: è fatto per
l'eternità. Se dunque è immortale, deve vivere non per quello che muore, ma
per ciò che dura. «Giovinezza, ricchezza, sapienza, gloria umana, tutto questo
è un niente... passa e finisce! Dio solo sussiste in eterno! «Il mondo e
l'umana società sono pieni di odio e di continue lotte, popoli contro popoli,
nazioni contro nazioni, individui contro individui, perché il fondamento della
fede è quasi del tutto scomparso. «Rinasca la fede e tornerà la pace e regnerà
la carità! «La fede non nuoce alla civiltà, né si oppone al progresso. Anzi,
più è radicata negli individui e nei popoli, più crescono in loro la saggezza
e la scienza, poiché Dio è sapienza e scienza infinita. Ma dove non c'è più
la fede, la pace scompare, e con essa la civiltà, la cultura, il vero
progresso... poiché Dio non è nella guerra!... Allora non ci sono che
divisioni di idee, lotte di classe, e nell'uomo stesso ribellione delle passioni
contro il dovere. Allora sparisce tutto ciò che fa la nobiltà dell'uomo: non
rimane che la rivolta, l'insubordinazione, la guerra!... «Ah! Lasciatevi
convincere dalla fede e sarete grandi! Lasciatevi dominare dalla fede e sarete
liberi! Vivete secondo la fede e non morrete eternamente!». Con queste ultime
parole il Messaggio al mondo è compiuto. Nostro Signore abbassa lo sguardo su
Josefa: «Addio le dice
tu sai che aspetto da voi riparazione e amore: l'amore si prova con gli
atti. Che tutto in voi provi l'amore. Siate le messaggere dell'amore nelle cose
più piccole come nelle più grandi. Fate tutto per amore. Vivete di amore!».
(…)
«-
Non crediate - Egli dice - che Io voglia parlarvi d'altro che della mia croce.
«Per mezzo di essa ho salvato il mondo, per mezzo di essa voglio ricondurlo
alla verità della fede, e soprattutto alla via dell'amore... «Vi manifesterò
i miei desideri: ho salvato il mondo dall'alto della croce, cioè con la
sofferenza. Voi sapete che il peccato è un'offesa infinita e richiede una
infinita riparazione... Per questo chiedo che le vostre sofferenze e le vostre
fatiche le offriate unite ai meriti infiniti del mio Cuore. Sapete bene che il
mio Cuore è vostro. Prendetelo e riparate per mezzo suo!... Alle anime che
avvicinerete inculcate l'amore e la fiducia. Immergetele nell'amore,
immergetele nella fiducia verso la bontà e la misericordia del mio Cuore. In
tutte le circostanze in cui potete parlare e farMi conoscere, dite sempre alle
anime che non temano, perché Io sono un Dio di amore. «Vi raccomando
specialmente tre cose: «1°. L'esercizio dell'Ora Santa, poiché è uno
dei mezzi per offrire a Dio Padre, per la mediazione di Gesù Cristo suo divin
Figlio, una riparazione infinita; «2°. La devozione dei cinque Pater
in onore delle mie piaghe, poiché per mezzo loro il mondo ha ricevuto la
salvezza; «3°. Infine l'unione costante, e l'offerta quotidiana dei meriti
del mio Cuore, poiché così darete a tutte le vostre azioni un valore
infinito. «Servirsi continuamente della mia vita, del mio Sangue, del mio
Cuore; è un segreto che molte anime non conoscono ancora abbastanza. Voglio
che voi, voi lo conosciate e ne approfittiate».
(…)
«Voglio che il mio amore sia il sole che illumina e il calore che riscalda le
anime. Perciò desidero che si facciano conoscere le mie parole. Voglio che il
mondo intero sappia che Io sono un Dio di amore, di perdono, di misericordia.
Voglio che tutto il mondo legga il mio desiderio ardente di perdonare e di
salvare: i più miserabili non temano!... i più colpevoli non fuggano lontano
da Me!... che tutti vengano! Li aspetto come un padre, con le braccia aperte,
per dar loro la vita e la vera felicità. «Affinché il mondo conosca la mia
bontà ho bisogno di apostoli che gli manifestino il mio Cuore, ma che, prima di
tutto, lo conoscano essi stessi... si può insegnare ciò che si ignora?... «Perciò
parlerò durante alcuni giorni per i miei Sacerdoti, i miei Religiosi, le mie
Religiose. Allora conosceranno chiaramente quello che chiedo. Voglio formare
una lega di amore tra le anime consacrate, affinché esse insegnino e
pubblichino fino ai confini della terra la mia misericordia e il mio amore. «Voglio
che il desiderio e il bisogno di riparare si risveglino ed aumentino tra le
anime fedeli e le anime consacrate, poiché il mondo ha peccato... Sì, il
mondo, le nazioni provocano in questo momento la collera divina. Ma Dio, che
vuoi regnare con l'amore, si volge alle sue anime scelte e specialmente a quelle
di questa nazione. Chiedo loro di riparare prima per ottenere il perdono, ma
soprattutto per attirare nuove grazie su questo paese, che è stato il primo, lo
ripeto ancora, a conoscere il mio Cuore ed a propagarne la devozione. «Voglio
che il mondo sia salvo... che la pace e l'unione regnino tra gli uomini. Io
voglio regnare e regnerò mediante la riparazione delle anime scelte e una
conoscenza nuova della mia bontà, della mia misericordia e del mio amore. Le
mie parole saranno luce e vita per un numero incaicolabile di anime, e tutte
verranno stampate, lette, predicate, e darò loro una grazia speciale affinché
illuminino e trasformino le anime». (…)
«-
Voglio ora rivolgerMi alle mie anime consacrate, affinché possano farMi
conoscere ai peccatori ed al mondo intero. «Molte tra esse non sanno ancora
approfondire i miei sentimenti. Mi trattano come uno che vive lontano da loro...
uno che conoscono poco e in cui non hanno abbastanza fiducia. Voglio che
rianimino la loro fede e il loro amore, che
vivano in intimità e confidenza con Colui che esse amano e che le ama.
«In una famiglia è il figlio maggiore che conosce meglio i sentimenti e i
segreti paterni. Infatti il padre a lui si confida più interamente perché i più
giovani non sono ancora capaci di interessarsi ai gravi affari, né di andare al
di là della superficie delle cose. Perciò al maggiore spetta di trasmettere ai
fratelli i desideri e i voleri del padre quando questi viene a mancare. «Nella
Chiesa ho dei figli maggiori e sono le anime che ho scelte per Me. Consacrate
dal sacerdozio o dai voti religiosi, esse vivono più vicino a Me, partecipano
alle mie grazie di privilegio, e a loro confido i miei segreti, i miei
desideri... e anche i miei patimenti! «Sono esse che incarico, per mezzo del
loro ministero, di vegliare sui fanciulli, loro fratelli, e direttamente o
indirettamente istruirli, guidarli e trasmettere loro i miei insegnamenti. «Se
le mie anime scelte Mi conoscono pienamente, sapranno farmi conoscere, se Mi
amano davvero, sapranno farmi amare. Ma che cosa insegneranno agli altri se Mi
conoscono poco?... Ora Io domando: si può amare molto Colui che si conosce
male? Si può parlare con vera intimità a Colui da cui ci teniamo lontano?...
a Colui in cui abbiamo poca fiducia?... «Ecco quello che voglio ricordare alle
mie anime consacrate. Non è una cosa nuova, certamente, ma esse hanno bisogno
di rianimare la loro fede, il loro amore e la loro fiducia. «Voglio che Mi
trattino con maggiore intimità, che Mi cerchino nel loro interno, poiché esse
sanno che l'anima in grazia è tempio dello Spirito Santo. E là Mi vedano come
Io sono, cioè come Dio, ma Dio d'amore! Abbiano più amore che timore, credano
al mio amore senza mai dubitarne! Molte, infatti, sanno che le ho scelte perché
le ho amate, ma quando si sentono oppresse dalle loro miserie, e forse anche
dalle colpe, allora le invade la tristezza al pensiero che Io non abbia più per
loro l'amore di una volta». (…)
«Ti
ho detto ieri che quelle anime non Mi conoscono. Quelle anime non hanno capito
che cos'è il mio Cuore! Poiché sono appunto le loro miserie e le loro colpe
che inclinano la mia bontà verso di loro. E quando riconoscono la loro
impotenza e debolezza, si umiliano e vengono a Me con piena fiducia, allora esse
Mi glorificano ancora più che prima della loro colpa. «Così quando esse
pregano per sé e per gli altri: se esitano, se dubitano di Me, non onorano il
mio Cuore, mentre Mi glorificano quando aspettano con sicurezza ciò che Mi
chiedono, certe che non potrò rifiutare loro se non quello che sarebbe dannoso
alle loro anime. «Quando il Centurione venne a supplicarMi di guarire il
servitore, Mi disse con molta umiltà: "Non sono degno che Tu entri in casa
mia..." ma pieno di fede e di fiducia aggiunse: "Tuttavia, Signore, se
dici una sola parola il mio servo guarirà". Quest'uomo conosceva il mio
Cuore, e sapeva che non posso resistere alle suppliche di un'anima che aspetta
tutto da Me... Quest'uomo Mi ha grandemente glorificato perché all'umiltà ha
congiunto una fiducia ferma e totale... Sì, quest'uomo conosceva il mio Cuore,
eppure non Mi ero manifestato a Lui come Mi manifesto alle mie anime scelte! «Con
la fiducia esse otterranno innumerevoli grazie, non soltanto per se stesse ma
per gli altri, ed è quello che voglio che comprendano pienamente, poiché
desidero che manifestino i sentimenti del mio Cuore alle povere anime che non Mi
conoscono». «Lo ripeto ancora: ciò che ora dico non è niente di nuovo. Ma
come una fiamma ha bisogno di essere alimentata per non spengersi, così le
anime hanno bisogno di un nuovo incitamento che le faccia avanzare, e di nuovo
calore che le rianimi. «Fra le anime a Me consacrate, poche ve ne sono che
hanno in me una vera fiducia, perché ce ne sono poche che vivono in intima
unione con Me. Voglio che si sappia che amo le anime quali esse sono. So che la
fragilità le farà cadere più d'una volta. So che in molte occasioni non
manterranno ciò che Mi hanno promesso: ma il loro proposito Mi glorifica,
l'atto di umiltà che faranno dopo una caduta, la fiducia che pongono in Me mi
onorano talmente che il mio Cuore sparge sopra di esse un torrente di grazie.
«Voglio che si sappia quanto desidero che le anime consacrate si rianimino e si
rinnovino in questa vita di unione e d'intimità con Me. Esse non si limitino a
parlarMi quando sono ai piedi dell'altare. Sono là presente, è vero, ma Io
vivo anche dentro di loro, e Mi compiaccio a non fare che una cosa sola con
loro. «Mi parlino di tutto!... Mi consultino in tutto!... Mi domandino
tutto!... Io vivo in loro per essere la loro vita. Dimoro in loro per essere la
loro forza... Sì, lo ripeto non dimentichino che Mi compiaccio di fare una cosa
sola con loro... Si ricordino che Io vivo in esse... e che là le vedo, le
ascolto, le amo. Là aspetto che corrispondano al mio amore! «Vi sono molte
anime che ogni mattina fanno orazione: ma non è piuttosto una formalità che
un colloquio d'amore?... Ascoltano o celebrano la Messa, e Mi ricevono nella
Comunione... ma una volta uscite di chiesa non si lasciano forse talmente
assorbire dagli affari, che non pensano più a rivolgerMi una parola?... «Mi
trovo in queste anime come in un deserto: non Mi dicono niente; non Mi chiedono
niente: e quando hanno bisogno di essere consolate spesso si rivolgono a qualche
creatura di cui vanno in cerca, piuttosto che a Me, loro Creatore, che vivo e
sono in esse! «Non è questa mancanza di unione, mancanza di vita interiore o,
ciò che viene a essere lo stesso, mancanza d'amore? «Voglio anche ricordare
alle anime consacrate che Io le ho scelte in modo speciale, affinché vivendo
con Me di questa vita di unione Mi consolino e riparino per tutte quelle che Mi
offendono. «Voglio che si ricordino il dovere che hanno di studiare il mio
Cuore, per condividerne i sentimenti e realizzarne i desideri per quanto è
loro possibile. «Quando un uomo lavora nel proprio campo si applica con ardore
a sradicare tutte le erbe cattive, e non risparmia né pena né fatica finché
non vi sia riuscito. Così Io voglio che le anime a Me consacrate, appena conosciuti
i miei desideri, si applichino con zelo ed ardore ad effettuarli, senza
retrocedere davanti a qualsiasi difficoltà o sofferenza, per accrescere la mia
gloria e riparare le offese del mondo. (…)
«- Le invito tutte, i miei Sacerdoti, i miei Religiosi, le mie Religiose, a vivere in intima unione con Me. «Spetta ad esse conoscere i miei desideri e condividere le mie gioie e le mie tristezze. «Tocca ad esse di occuparsi dei miei interessi senza risparmiare né fatiche, né sofferenze. «Ad esse riparare, con le preghiere e le loro penitenze, le offese di tante e tante anime! «Ad esse soprattutto spetta raddoppiare l'unione con Me, e non lasciarMi solo! Non lasciarMi solo... Ah! molte non comprendono, e dimenticano che tocca a loro tenerMi compagnia e consolarMi!... «Ad esse, infine, di formare una lega d'amore e, tutte unite nel mio Cuore, implorare per le anime la conoscenza della verità, la luce e il perdono. «E allorché penetrate di dolore alla vista delle offese che ricevo da ogni parte, le mie anime scelte si offriranno per riparare e lavorare all'Opera mia, la loro fiducia sia intera, perché non potrò resistere alle loro suppliche e le esaudirò pienamente. «Si applichino dunque tutte a studiare il mio Cuore e ad approfondirne i sentimenti. Si sforzino di vivere unite a Me di parlarMi, di consultarMi. Rivestano dei miei meriti e coprano col mio sangue tutte le loro azioni. Consacrino la loro vita alla salvezza delle anime e all'accrescimento della mia gloria! Non si rimpiccoliscano considerando se stesse, dilatino invece il loro cuore vedendosi rivestite della potenza del mio sangue e dei miei meriti, poiché se agiscono da sole, non potranno fare gran cosa, ma se lavorano con Me, in mio nome e per la mia gloria, allora saranno potenti. «Le anime a Me consacrate ravvivino i loro desideri di riparare e chiedano con fiducia che sorga sul mondo il giorno del Re divino, cioè il giorno del mio Regno universale! «Non temano, sperino in Me, confidino in Me! «Siano divorate di zelo e di carità per i peccatori!.. Ne abbiano compassione, preghino per loro e li trattino con dolcezza! «Parlino a tutti gli uomini della mia bontà, del mio amore, della mia misericordia! «Rivestano i loro lavori apostolici di preghiera, di penitenza e soprattutto di fiducia, non nelle loro industrie, ma nella potenza e nella bontà del mio Cuore che le accompagna! «Nel tuo nome, o Signore, opererò e so che sarò potente! «Questa fu la preghiera dei miei Apostoli, uomini poveri e ignoranti, ma ricchi e sapienti della ricchezza e sapienza divina!... «Tre cose chiedo alle anime consacrate: «Riparazione, cioè vita di unione col Riparatore divino: operare per Lui, con Lui, in spirito di riparazione, in stretta unione ai suoi sentimenti e desideri. «Amore, cioè intimità con Colui che è tutto amore e che si mette al livello delle sue creature, per domandare di non lasciarLo solo, e di darGli il loro amore. «Fiducia, cioè sicurezza in Colui che è bontà e misericordia... in Colui col quale io vivo giorno e notte, che mi conosce e che io conosco... che mi ama e che io amo... in Colui che invita le sue anime consacrate perché vivendo con Lui e conoscendo il suo Cuore aspettino tutto da Lui.