IL DONO DI MARIA ossia LA MEDAGLIA MIRACOLOSA

LUIGI CHIEROTTI c. m. - COOPERAZIONE VINCENZIANA GENOVA 1999

Imprimatur

La Spezia, 14 giugno 1979

Can. Edoardo Ricci, Vic. Gen.

 

IL SECOLO DI MARIA

Il secolo XIX è stato denominato dagli scrittori catto­lici «Il secolo dell'Immacolata», sia per la definizione del dog­ma dell'Immacolata Concezione di Maria (1854), sia per le apparizioni di Parigi (1830) e di Lourdes (1858), che ad esso si riferiscono. In realtà però, tutto il periodo di questi ulti­mi 170 anni della vita della Chiesa, sono stati frequentemente costellati da "visite" della nostra Mamma Celeste, di gran­de risonanza e valore. Un quadro cronologico sintetico di questi incontri straordinari, ci fa capire quale rete di amore materno Maria SS. abbia intessuto sull'umanità, sopra i suoi figli, per difenderli dal male ed animarli alla fiducia: Parigi (1830), visita dell'Immacolata della Medaglia Miracolosa; Ro­ma (1842), la stessa Immacolata appare e converte il ban­chiere ebreo Alfonso Ratisbonne; La Salette (1846), appari­zione della Vergine sulle Alpi Francesi; Lourdes (1858), di­ciotto apparizioni dell'Immacolata a Bernadette; Pontmain (1871) e Pellevoisin (1876), la Madonna ritorna col suo mes­saggio di speranza; Fatima (1917), la Mamma Celeste ci è vicina in un momento ben triste dell'umanità, tra due san­guinose guerre mondiali; Beauraing (1932) e Banneux (1933), la SS. Vergine manifesta la sua sollecitudine materna per i poveri, gli ammalati, i sofferenti; Siracusa (1953), il pianto della Madonnina ci richiama ancora una volta all'osservan­za della legge di Dio; Medjugorje, dove le apparizioni conti­nuano ancora (1999) e Maria si presenta come Regina della Pace.

Ognuna di queste visite di Maria è parte di un'unica grande sinfonia mariana, di cui l'inizio, l'ouverture, furono le apparizioni dell'Immacolata della Medaglia Miracolosa del 1830.

 

LA VEGGENTE

La persona incaricata dalla Madonna di trasmetterci il suo "DONO", fu Caterina Labouré (1806-1876), un'umile figlia dei campi, originaria di un paesino della Borgogna, non lontano dalla città di Digione. Rimasta orfana di mamma con altri fratelli e sorelle, Caterina seppe rimboccarsi le mani­che e mandare avanti la piccola fattoria del babbo, infon­dendo in tutti fiducia e buona volontà.

- Non abbiamo più mamma! - disse un giorno, abbrac­ciando la statuetta della Madonna posta sul caminetto della casa -, ma d'ora innanzi sarà Lei la nostra mamma!

La Vergine Santa gradì quest'omaggio così sincero e scrisse nel suo cuore il nome di Caterina.

Nel 1830, Caterina Labouré lascia ogni cosa e segue la vocazione religiosa, entrando tra le Figlie della Carità di S. Vincenzo De Paoli. Le apparizioni dell'Immacolata, tre di numero, avvengono durante il suo noviziato nella cappella della casa-madre delle Figlie della Carità di Parigi. Terminato il noviziato, Caterina viene destinata al ser­vizio e all'assistenza dei poveri vecchi, nell'ospizio di En­ghien. Per tutta la vita compirà gli uffici più svariati ed umili, con pazienza e carità eroica. Nessuno, ad eccezione dei suoi superiori maggiori, saprà mai che Suor Labouré, la suora della cucina, del pollaio, della stalla, è stata la "Privilegiata di Ma­ria". Solo dopo la sua morte, si svelerà il suo segreto durato per 46 anni. Morì santamente il 31 dicembre 1876.

Beatificata nel 1933 dal Papa Pio XI e canonizzata nel 1947 da Pio XII, Caterina Labouré non fu fatta santa per­ché aveva veduto la Madonna, ma perché aveva praticato le virtù cristiane in grado eroico.

Le sue mani, che si erano posate sulle ginocchia della SS. Vergine nell'apparizione della notte dal 18 al 19 luglio 1830, si conservano rinsecchite, ma intatte, in un reliquario del noviziato della casa-madre delle Figlie della Carità a Parigi.

 

PRIMA APPARIZIONE

Colloquio nella notte del 18 luglio 1830

"IN CAPPELLA LA MADONNA TI ASPETTA"

Nella notte del 18 luglio 1830, vigilia della festa di S. Vincenzo, verso le ore 23,30, Suor Caterina si sentì chiama­re sommessamente dai piedi del letto:

- Suor Labouré!... Suor Labouré!... Suor Labouré!...

Si svegliò di soprassalto e scostò la tendina. Un fanciul­lino risplendente, il suo angelo custode, la invitava a recarsi in cappella: - Vieni! In cappella la Madonna ti aspetta!

La novizia non se lo fece ripetere due volte. Si vestì e seguì la sua guida celeste. I lumi a petrolio si accendevano al loro passaggio e la pesante porta della cappella si aprì ad un semplice tocco dell'angelo.

Nella cappella, illuminata come nella notte del S. Na­tale, la giovane fu condotta dal fanciullino fino al presbite­rio e qui la SS. Vergine non si fece attendere. Un fruscio di veste di seta ed ecco la Regina del cielo avanzare dalla parte destra e venire a sedersi sulla poltroncina, da cui il di­rettore, il p. Richenet, soleva tenere le sue istruzioni alle no­vizie.

Col cuore traboccante di gioia, suor Caterina si gettò in ginocchio, giunse le mani e le posò in grembo alla Vergi­ne Santa. Ebbe così inizio, tra la Mamma Celeste e l'umile suora, un colloquio durato oltre due ore.

La Madonna era afflitta ed il pianto le faceva nodo alla gola. Annunciò la caduta della Monarchia, la morte tragica di un Arcivescovo di Parigi, la persecuzione contro la Chie­sa, il Clero e le Comunità religiose. Si lamentò di alcuni abusi introdottisi nelle Famiglie Vincenziane, ma si compiacque di esprimere ripetutamente l'amore che loro porta, promet­tendo la sua protezione: - Abbiate fiducia, io sarà con voi e riconoscerete gli effetti della mia visita e della protezione di Dio e di S. Vin­cenzo sulle due Comunità... Figlia mia, io mi compiaccio di spargere le mie grazie sulla tua Comunità, perché l'amo... Io ho sempre l'occhio aperto su di voi e vi accorderò molte grazie!

Le promesse della Madonna si avverarono. Le due Fa­miglie Vincenziane ebbero nel secolo scorso uno sviluppo me­raviglioso: crebbe il numero dei membri e si moltiplicarono le opere; si rinvigorì lo spirito e l'osservanza; le turbolenze politiche non portarono alle due Comunità gravi danni. Prima di scomparire "come qualcosa che si spegne", la SS. Vergine disse a suor Caterina: - Ritornerò, figlia mia, perché ho una missione da af­fidarti!

Quando l'angelo custode riaccompagnò Suor Caterina in dormitorio, batterono al campanile le due del 19 luglio. Con grande semplicità ed ingenuità, la veggente scrisse nel suo racconto: "Non potei più chiudere occhio!". Nessuno al mondo avrebbe potuto chiudere occhio dopo tante emo­zioni. Col cuore in tumulto, la giovane attese l'alba solo per correre ai piedi del suo confessore a manifestargli tutto, ma fu accolta con somma freddezza e diffidenza. Giustamente il p. Aladel agiva con prudenza, come deve fare in simili ca­si ogni buon direttore di coscienza. Nessun altro ebbe il mi­nimo sospetto di quanto era accaduto nella notte.

 

APPARIZIONE DEL 27 NOVEMBRE

PRIMA FASE:

LA VERGINE DEL GLOBO

Caterina Labouré cercò di mettere il suo cuore in pace, come le aveva raccomandato il confessore e si applicò alle pratiche del noviziato con fervore e con umiltà raddoppia­ta, senza tuttavia scordare mai le ultime parole della SS. Ver­gine, che l'avevano molto colpita.

Finalmente, il 27 novembre 1830, verso le ore 17,30, mentre Suor Labouré si trova in cappella per la meditazione pomeridiana con altre 72 novizie, ecco... senza che nessuno se ne accorga, l'ormai noto fruscio di veste di seta la scuo­te.,. Con un tuffo al cuore alza gli occhi e scorge sull'altare la Madonna. Ha un veste color bianco aurora, un manto az­zurro, un velo bianco in testa ed è ritta su di una mezza sfe­ra, avvolta dalle spire di un serpente verdastro. All'altezza del cuore, l'Immacolata regge con le mani e stringe amoro­samente un altro globicino dorato, offrendolo a Dio con at­teggiamento materno. Una voce interna dice alla veggente: - Questo globicino simboleggia il mondo intero ed ogni anima in particolare!

È questa la prima fase dell'apparizione del 27 novem­bre, è l'immagine plastica e commovente della Virgo Potens, della Madonna del globo, della Regina delle Missioni: il mon­do ed ogni anima in particolare riposano sul suo cuore di Ma­dre e Regina!

 

SECONDA FASE:

LA VERGINE DEI RAGGI

Ad un tratto il globicino che la Madonna teneva sul cuo­re, scomparve forse in alto, forse soffuso dalla luce; le mani di Maria si riempirono di raggi luminosi, le dita di anelli splen­denti, e, come se le braccia più non reggessero a quel peso, si abbassarono, avvolgendo il mondo che aveva sotto i pie­di, con un mare di luce. Quei raggi erano il simbolo delle grazie e delle misericordie che la SS. Vergine aveva implo­rato ed ottenuto per noi.

Si formò quindi, attorno alla figura della Madonna, una cornice ovale ed apparvero in caratteri d'oro le parole della giaculatoria: "O MARIA CONCEPITA SENZA PECCA­TO, PREGA PER NOI CHE RICORRIAMO A TE!".

Se il quadro simbolico della Madonna del globo signifi­ca la Maternità spirituale di Maria per gli uomini, la sua Re­galità, la sua Mediazione "ascendente", la Vergine dei rag­gi significa la Mediazione "discendente" di Maria, mentre la giaculatoria apparsa attorno, in cornice ovale, aveva una chiara riferenza all'Immacolata Concezione di Maria. Le ap­parizioni di Parigi manifestavano così uno scopo specifico, oltre che un messaggio per tutti i tempi, lo scopo di prepara­re prossimamente i fedeli alla definizione del dogma, fatto a cui mancavano ancora 24 anni.

 

TERZA FASE:

"POI MI SEMBRÒ CHE IL QUADRO SI VOLTASSE"

Poi, davanti agli occhi di Suor Caterina in estasi, il qua­dro sembrò voltarsi. La figura della Madonna scomparve e rifulse al centro una grande M, sormontata da una crocetta. Tra la crocetta e la M, si vedeva una lineetta. Sotto la M comparvero i Sacri Cuori di Gesù e di Maria, l'uno corona­to di spine, l'altro trapassato da una spada. Attorno, sem­pre in cornice ovale, si stagliarono dodici fulgidissime stelle.

La veggente sentì allora una voce distinta che le disse: - Fa' coniare una medaglia su questo modello; le per­sone che la porteranno al collo con fiducia, riceveranno grandi grazie...

Il significato tradizionale della parte posteriore della Me­daglia è facile da esporre e da capire. La lettera M simboleggia il nome di Maria, dal cuore della quale spunta la croce, spunta Gesù. I Sacri Cuori parlano della Redenzione e della Passione di Gesù e di Maria. Il quadro è tutto imperniato sull'amore e sul dolore, sulla sofferenza di Cristo e della Ad­dolorata per la nostra redenzione. Le stelle simboleggiano le virtù della Madonna, che noi dobbiamo sforzarci di imi­tare, se vogliamo essere suoi veri devoti.

Vi è tuttavia una recente interpretazione di questi sim­boli iconografici, che indubbiamente arricchisce di contenuto teologico il valore della Medaglia: la piccola croce, la lineet­ta e la M sarebbero lettere dell'alfabeto greco e precisamen­te una X (chi), una J (iota) ed una M (mu). Cosicchè si avrebbe in sintesi iconografica la frase comune, che appare in tante rappresentazioni ed iscrizioni antiche greche e latine: X = Cristu; J = Jesù; M = Méter: vale a dire: DI CRISTO GE­SÙ MADRE.

La Medaglia Miracolosa, questa piccola "summa" ma­riologica, si colloca così al centro del dogma e parte dalla Di­vina Maternità di Maria, base di tutta la sua grandezza e fonte di tutti i suoi privilegi. Suor Caterina, certo, nella sua semplicità non potè comprendere questo significato, ma ri­ferì esattamente, sebbene materialmente, quanto aveva ve­duto.

La stessa apparizione del 27 novembre si ripetè un'al­tra volta sempre nella cappella della casa-madre, nel mese di dicembre 1830, senza che Suor Caterina abbia tenuto be­ne a mente la data precisa. Dunque il numero complessivo delle apparizioni non fu di cinque, ma solo di tre (18 luglio, 27 novembre, e mese di dicembre 1830).

 

NON È UNA MEDAGLIA COME LE ALTRE

Non diciamo questo per superbia. La Medaglia Mira­colosa infatti:

- Non è opera di qualche artista, che abbia ideato un quadro così armonico e bello;

- Non è opera di un dotto teologo, che abbia saputo riassumere con simboli, in così piccolo spazio, le divine bel­lezze e le prerogative di Maria;

- Non è opera di un santo, che abbia voluto illustrare qualche titolo o privilegio particolare di Maria, per ricordarci il suo amore, la sua potenza, la sua bontà.

- Non ricorda nessun Santuario, come in genere le al­tre Medaglie, ma è un ricordo della nostra Mamma Celeste, portato da Lei stessa e da Lei tanto raccomandato.

Le altre medaglie, tutte preziose per il loro significato e per le immagini che riproducono, sono l'espressione del­l'amore dei cristiani per Maria. La Medaglia Miracolosa in­vece, è l'espressione dell'amore di Maria per noi. Le altre medaglie sono opera di uomini, sia pure ispirati da Dio. La Medaglia Miracolosa è Opera di Maria, la sua effige auten­tica, portataci dal cielo.

 

NON È UN PORTAFORTUNA, MA UN SEGNO DI FEDE E DI AMORE!

Invitandoci a portare al collo con devozione la sua effi­ge, la Madonna con un "segno" materiale, ci ricorda costantemente il suo amore per noi, la sua presenza, l'aiuto ed il richiamo materno ad una condotta degna dei suoi figli. Co­me la fotografia della propria mamma ricorda ed eccita in un figlio di buon naturale amore e riconoscenza per chi gli ha dato la vita, così la Medaglia di Maria deve tenerci uniti a Lei. Materialmente è un pezzo di alluminio, come una fo­tografia è un pezzo di carta di nessun valore, ma come signi­ficato è una grande cosa: segno di amore, pegno di protezio­ne, ricordo degli ammonimenti materni, distintivo che ci fa suoi figli e ci separa dai figli del Serpente, sigillo di speranza che ci sprona a raggiungerla in cielo; la Medaglia Miracolosa è il vero DONO DI MARIA.

Farne un oggetto di superstizione, un portafortuna co­me tanti altri, non avrebbe alcun senso e sarebbe cosa inde­gna di un cristiano, che voglia amare la Madonna.

La Medaglia Miracolosa è un libro, nel quale possiamo e dobbiamo leggere e meditare costantemente tre cose:

a) Ciò che Maria è in se stessa, la sua grandezza e i suoi pri­vilegi;

b) Ciò che Maria è per noi;

c) Ciò che noi dobbiamo essere per Lei.

1) La Medaglia Miracolosa ci svela anzitutto le gran­dezze di Maria. La sua Maternità Divina, fonte di ogni sua prerogativa, è simboleggiata nella parte posteriore dalla M sormontata dalla croce, sia che si adotti la lettura tradizio­nale dei simboli, sia che si preferisca quella più recente e teo­logica.

Perché Madre di Dio, Maria fu Immacolata fin dal pri­mo istante della sua Concezione ed ecco il dogma simboleggiato nella veste bianco-aurora dell'apparizione, ma ancor più espressamente confessato dalle parole della giaculatoria. La Regalità di Maria si legge nel suo atteggiamento di Regina ritta sul mondo, mentre offre a Dio un altro globici­no, simbolo anch'esso del mondo e di ogni anima in partico­lare. È l'atteggiamento della Madre e della Regina, più Ma­dre che Regina. Le dodici stelle confermano la sua Regalità e simboleggiano le sue virtù, mentre richiamano alla nostra mente la "Donna" dell'Apocalisse, che raffigura Maria.

2) Ciò che Maria è per noi è stampato chiaramente nel­le due facciate della medaglia. Essa è per noi anzitutto Ma­dre spirituale e Mediatrice di grazia e di grazie (Vergine del globo e dei raggi). Siamo sul cuore di Maria, ciascuno come un bimbo sul cuore della propria mamma! Non ci può essere una verità più confortante, che ci riempia di maggior fidu­cia. Che cosa possiamo ancora temere?

Se meditiamo sulla facciata posteriore della Medaglia, scopriamo però quanto sia costata a Maria la sua maternità per gli uomini.

I due Cuori, uniti nello stesso dolore, nella stessa Passione, ci parlano della partecipazione generosa di Maria alle soffe­renze di Cristo, suo figlio, per la salvezza degli altri suoi fi­gli, che siamo noi.

3) Ciò che noi dobbiamo essere per Maria infine, è una conseguenza di quanto abbiamo meditato. Per Maria dob­biamo essere sudditi devoti e figli affezionati. Sudditi della Regina del cielo, che ci vuole con Lei lassù, salvi in cielo; che ci invita a guardare lassù e sfuggire il Serpente e la sua stirpe.

Ma soprattutto Maria ci vuole sentire vicini come figli affezionati. Se ripensiamo alla prima apparizione di Parigi, nella notte dal 18 al 19 luglio, vediamo come tutto in Maria spiri bontà e tenerezza. Un figlio affezionato risponde all'a­more materno, non contrista il cuore della mamma, ne imita le virtù, si consacra totalmente a Lei e ne vive questa consa­crazione giorno per giorno.

Tutto questo la Medaglietta di Maria saprà dirci in sin­tesi, se sapremo leggerne i simboli, quando ogni mattina ed ogni sera apriremo e chiuderemo le nostre giornate bacian­dola amorevolmente. Dunque non deve essere mai conside­rata come un oggetto, un amuleto, ma come il "segno" del­la presenza di Maria nella nostra vita. Ricevila e portala sem­pre con questi sentimenti, e non dimenticare di diffonderla tra amici e parenti, tra gli ammalati, tra ricchi e poveri. Met­tila in casa, sull'automobile, ovunque, con la perseveranza di un apostolo.

 

L'ASSOCIAZIONE DELLA MEDAGLIA MIRACOLOSA

Per meglio studiare e vivere il messaggio delle appari­zioni della Immacolata di Parigi, nel 1909 sorse l'Associa­zione della Medaglia Miracolosa, sul modello di quella delle Figlie di Maria, richiesta dalla Madonna stessa e fondata dal p. Aladel nel 1847. S. Pio X le diede la sua approvazione e l'arricchi di numerose indulgenze. Avendo poi la S. Sede tolto l'obbligo dell'iscrizione dei membri nei registri dell'associazione fin dal principio (8 luglio 1909), praticamente tutti coloro che portano devotamente la Medaglia Miracolosa be­nedetta, fanno parte del sodalizio. È cosa lodevole che i fe­deli ricevano con la medaglia benedetta anche "l'imposizio­ne liturgica", che qualsiasi sacerdote può compiere serven­dosi della formula del Rituale. L'imposizione però non è ne­cessaria per essere membri dell'Associazione e ottenere le indulgenze concesse (cfr. Rescripta Penitentiariae Apostoli­cae del 20-3-1975 - 4-3-1985 e della Congreg. del Culto Di­vino del 14-9-1990. Cfr. pure Vincentiana n. 1, 1991).

L'Associazione dipende da un unico Direttore Genera­le, che è il Superiore Generale dei Missionari di S. Vincen­zo, ma in ogni diocesi vi possono essere dei direttori parti­colari, con dei gruppi locali.

Scopo: L'Associazione si propone come fine la santifi­cazione personale dei membri, mediante l'apostolato maria­no, servendosi specialmente della Medaglia Miracolosa.

Si fa obbligo agli associati di portare con amore e di diffondere la Medaglia Miracolosa, invocando spesso la SS. Vergine con la giaculatoria: "O Maria concepita...".

Dove è costituito un gruppo mariano, si raccomanda di partecipare alla funzione della "Novena Perpetua", che or­dinariamente si tiene ogni sabato o almeno al 27 di ogni mese.

 

CORONCINA DELLA MEDAGLIA (per chiedere qualche grazia)

1) O Vergine Immacolata della Medaglia Miracolosa, che, mossa a pietà delle nostre miserie, scendesti dal cielo per mostrarci quanta parte prendi alle nostre pene e quanto ti adoperi per allontanare da noi i castighi di Dio e ottenerci le sue grazie, soccorrici in questa presente nostra necessità e concedici la grazia che ti domandiamo. Ave Maria.

- O Maria concepita senza peccato... (tre volte).

2) O Vergine Immacolata, che ci hai fatto dono della tua Medaglia, quale rimedio a tanti mali spirituali e corpo­rali che ci affliggono, come difesa delle anime, medicina dei corpi e conforto di tutti i miseri, ecco che noi la stringiamo riconoscenti sul nostro cuore e ti domandiamo per essa di esaudire la nostra preghiera. Ave Maria.

- O Maria concepita senza peccato... (tre volte).

3) O Vergine Immacolata, che hai promesso grandi grazie ai devoti della tua Medaglia, che ti avessero invocata con la giaculatoria da te insegnata, noi, pieni di fiducia nella tua parola, ricorriamo a te e ti domandiamo, per la tua Immaco­lata Concezione, la grazia di cui abbiamo bisogno. Ave Maria. - O Maria concepita senza peccato... (tre volte).

 

NOVENA PERPETUA ALL'IMMACOLATA

Origine: Questa novena fu iniziata nell'anno 1927, nel Santuario dell'Immacolata di Filadelfia (U.S.A.), dal p. Giu­seppe Skelly, Missionario di S. Vincenzo, fondatore di un vasto movimento mariano fin dal 1915. Essa prese la forma odierna, però, solo nel dicembre del 1930.

Si tratta di una funzione che si tiene lungo l'arco del­l'anno in un giorno fisso della settimana, ed è una "nove­na" soltanto nell'intenzione di chi vi partecipa per nove volte di seguito.

La sua caratteristica di rendere pubbliche le grazie ri­cevute e quelle che si chiedono dai fedeli, non è sempre pos­sibile per ragioni di prudenza. Ecco comunque lo svolgimento tipo, completo, che il sacerdote può adattare, secondo le cir­costanze:

Lode a Maria e recita del S. Rosario.

Il sacerdote tiene poi un'apposita catechesi mariana, per la quale possono servire anche i capitoli di un libro sulle ap­parizioni di Parigi, opportunamente distribuiti nell'anno.

Lettura eventuale (anonima) delle grazie che si sono ot­tenute e di quelle che si chiedono.

Il sacerdote prosegue così:

O Dio, che per l'immensa bontà che ci manifesti nel­l'Immacolata Vergine Maria, da te associata in modo singo­lare al mistero del tuo Figlio, fa' che la sua materna prote­zione ci assicuri il conforto della tua provvida sollecitudine

e liberamente serviamo, nella fede, al mistero della reden­zione. Per Cristo nostro Signore.

Popolo: Amen.

Sacerdote e popolo insieme, con le dovute pause: Ricordati, o piissima Vergine Maria, - che non si è mai sentito dire - che alcuno abbia fatto ricorso al tuo patroci­nio, - implorato il tuo aiuto, - chiesto la tua protezione - e sia stato abbandonato. - Animato da questa fiducia, - anch'io ricorro a te, O Madre, Vergine delle Vergini, - a te vengo e, pentito, mi prostro davanti a te. - Non re­spingere, o Madre del Verbo, la mia supplica, - ma ascolta benigna ed esaudiscimi. Amen.

PREGHIERA DELLA NOVENA

Sacerdote e popolo insieme:

O Vergine Immacolata, - Madre di Dio e Madre nostra, - con la più viva fiducia nella tua potente intercessione, - tante volte manifestata per mezzo della tua Medaglia, - umil­mente ti supplichiamo - di volerci ottenere le grazie - che con questa Novena ti chiediamo.

(Breve pausa per formulare in silenzio le proprie richie­ste).

O Madonna della Medaglia Miracolosa, - che sei apparsa a Santa Caterina Labouré, - nell'atteggiamento di Mediatri­ce del mondo intero, - e di ogni anima in particolare, - noi mettiamo nelle tue mani - e affidiamo al tuo cuore le nostre suppliche. - Degnati di presentarle al tuo Divin Figlio ed esau­dirle, - se esse sono conformi alla Divina Volontà - e utili alle anime nostre. - E, dopo aver innalzato verso Dio le tue mani supplichevoli, - abbassale su di noi - e avvolgici coi raggi delle tue grazie, - illuminando le nostre menti, - purificando i nostri cuori, - affinchè da te guidati, - raggiungiamo un gior­no la beata eternità. - Amen.

ATTO DI CONSACRAZIONE FINALE

Sacerdote e popolo insieme:

O Vergine della Medaglia Miracolosa, - gloriosa Regi­na dell'Universo, - quale riconoscimento della tua Regalità - e per assecondare il tuo materno desiderio, - totalmente

e per sempre - consacriamo noi stessi e le nostre famiglie - al tuo Cuore Addolorato ed Immacolato. - Degnati, o buo­na Madre, - secondo la tua promessa, - di prenderci sotto la tua protezione - e di far piovere i raggi delle tue grazie sopra di noi. - Proteggi le nostre persone, - guarisci i nostri ammalati, - benedici i nostri interessi, - ma specialmente san­tifica le nostre anime, - conservando in noi la fede, - aumen­tando in noi la fiducia in Dio, - dandoci la forza di osservare la sua santa legge, - facendo regnare nella nostra casa - quel­la santità e quella concordia di cuori, - che regnava nella Fa­miglia di Nazaret; - affinché un giorno, - possiamo essere partecipi della felicità eterna, - da te assicurata ai tuoi devo­ti. - Amen.

Canto dell'Ave Maris Stella e benedizione eucaristica.

 

LE BELLE LODI D'UN TEMPO

Alla "Virgo Potens", Regina delle Missioni

I

Regina, potente, che in Dio rapita nell'estasi sul vergine cuore il mondo riscaldi d'amore; Deh! guarda clemente lo stuolo dei figli che gemono, dal Serpe infernale sospinti nel gorgo del male.

Ritornello

Dal cielo pietosa t'inchina e il popol che giace nell'ombra di morte, Tu guida all'ovile di pace, O bella, potente Regina!

Il

Per Te, dolce Aurora, risplenda dal cielo più fulgido il raggio fecondo del "Sol di giustizia" sul mondo. Per Te scocchi l'ora, che tutte le genti conoscano la Fede e la Croce, e seguan di Cristo la voce.

III

O Vergine pia, riaccendi l'ardor degli Apostoli nei tuoi missionari, che arditi attraversano i mari. Ad essi, o Maria, largisci il coraggio dei martiri che dieder la vita, per Cristo con gioia infinita.

 

L’AVE MARIA DELLA MEDAGLIA (Sull'aria di "È l'ora che pia")

Nell'ora che tace la terra ed il ciel, dormivasi in pace la serva fedel.

Ritornello: Ave, Ave, Ave Maria... Soave la desta un vago Bambin e guidala presta al tempio divin Ed ecco posando accanto all'altar, la Vergin tra un blando splendor le appar.

E scudo in battaglia col demon crudel, di bella Medaglia le porge un model.

Portiamola fidenti con speme ed amor, vedremo portenti mai visti finor.

Portiamo la pia Medaglia con fé, solenne Maria promessa ci dié.

E raggio di luce del sommo Signor, che al gaudio conduce, è fiamma d'amor.

3) O Maria, concepita senza peccato, Pregate per noi, che ricorriamo a Voi!

Vergin del ciel Maria, Immacolata e bella,

che Ti chiamasti ancella, e sei Regina.

O Maria, concepita senza peccato...

4) Dolce e cara, Madre nostra, del cuor balsamo e fragranza, di salvezza e di speranza, viva fonte ci sei Tu, (Di salvezza...)

Ritornello

O Maria, o Maria, per noi prega, per noi prega!

O Maria, o Maria, per noi prega, Maria!

Prega, prega, Maria, prega, prega!

5) Dell'aurora tu sorgi più bella, coi tuoi raggi fai lieta la terra e tra gli astri che il ciel rinserra non c'è stella più bella di te.

Ritornello

Bella tu sei qual sole, bianca più della luna e le stelle più belle non son belle al par di te.

(Bella...)

T'incoronano dodici stelle, ai tuoi piedi sull'ali del vento, della luna s'incurva l'argento, il tuo manto ha il colore del ciel.

6) O Maria, nostra speranza.

Deh! ci assisti e pensa a noi. Deh! proteggi i figli tuoi, col favor di tua possanza.

Ritornello

Cara Madre e gran Regina, volgi a noi gli occhi pietosi; senza Te, siam timorosi; con Te pieni di fidanza; O Maria, o Maria, nostra speranza!

7) Quando nell'ombra cade la sera,

è questa, o Madre, la mia preghiera: fa' pura e santa l'anima mia, Ave Maria, Ave!

(Fa' pura...)

E quando l'alba annuncia il giorno, all'ara tua faccio ritorno, dicendo sempre con voce pia: Ave Maria, Ave!

(Dicendo...).

Vergine bella, del ciel Regina, è tutto il mondo che a te s'inchina;

benigna ascolta la voce mia, Ave Maria, Ave! (Benigna...).

8) Ave Maria, se il fervido suono di mia favella insino a Te può giungere, Vergine santa e bella, forar del figlio accetta, che da Te sola, ogni suo bene aspetta.

(L'orar...). Ave Maria, sui peccator stendi tua mano pietosa; dà Tu conforto al misero, che più sperare non osa; e dell'afflitto il pianto tergi, o Maria, Tu che hai sofferto tanto! (E dell'afflitto...).

9) Te, Madre di grazia, sul trono di gloria, assisa Regina, del Dio Signor, ogni alma ricanta, ridice la storia, materna potenza, prodigi d'amor.

Ritornello

Benedici, Potente Regina, al tuo popol che implora pietà; sui tuoi figli lo sguardo reclina, 0 Signora di grande bontà! (Benedici...).

10) Andrò a vederla un dì!, in ciel, patria mia; andrò a veder Maria, mia gioia e mio amor. Ritornello

Al ciel, al ciel, al ciel, andrò a vederla un dì! (Al ciel).

Andrò a vederla un dì, è il grido di speranza, che infondemi costanza, nel gaudio e nel dolor! Rit.

11) Nome dolcissimo, nome d'amore tu sei rifugio al peccatore; tra i cori angelici sei l'armonia: Ave Maria, Ave Maria! Fidenti e supplici, a Te veniamo: Vergin dolcissima, noi Ti amiamo. A Te innalziamo, la voce pia: Ave Maria, Ave Maria!

12) Ti salutiamo, o Vergine, o Madre tutta pura, nessuna creatura è bella come Te! (Nessuna...)

Ritornello

Prega per noi, Maria, prega pei figli tuoi! Madre che tutto puoi, abbi di noi pietà! (Prega...)

Di stelle risplendenti in ciel sei coronata; Tu sei l'Immacolata, sei Madre di Gesù!

Rit.

13) Madre Santa, il Creator da ogni macchia Ti serbò: sei tutta bella nel tuo splendor, Immacolata noi T'acclamiam!

Ritornello

Ave, ave, ave Maria (bis).

Tanto pura, Vergine, sei, che il Signor discese in Te; formasti il cuor al Re dei re, Madre di Dio noi T'invochiam!

Rit.

O Maria, volgi quaggiù il tuo sguardo di bontà! Quante sventure, quanto dolor, qui sulla terra ci sono ancor!

Rit.

Sulla nostra Comunità (cara città) stendi il manto di bontà! Mostra, o Maria, mostraci ancor il tuo grande materno amor.

Rit.

14) O Maria santissima, dolce madre di Gesù, stendi il tuo manto sopra la terra, rendi sicuro il cammino quaggiù.

Rit.

Ave, ave, Maria. O Maria purissima, sei l'eletta del Signor. Salva i tuoi figli, portali al cielo, sorreggi tu la speranza nei cuor.

Rit.

Ave, ave, Maria. O Maria amabile, doni al mondo il Salvator.

Tutti i credenti accolgano Cristo, e regni sempre tra i figli l'amor.

 

I MISTERI DEL S. ROSARIO

V. O Dio, vieni a salvarmi.

R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio...

Lodato sempre sia il nome di Gesù, Giuseppe e di Maria. Gesù mio, perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell'in­ferno, porta in cielo tutte le anime, specialmente le più biso­gnose della tua misericordia.

(Oppure)

O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a Te.

Misteri della Gioia (Gaudiosi: lunedì e giovedì):

1) L'annunciazione dell'Angelo a Maria SS.

2) La visita di Maria SS. a S.ta Elisabetta.

3) La nascita di Gesù a Betlemme.

4) La presentazione di Gesù Bambino al tempio.

5) Il ritrovamento -di Gesù tra i dottori del tempio.

Misteri del Dolore (Dolorosi: martedì e venerdì):

1) L'orazione di Gesù nell'orto del Getsemani.

2) La flagellazione di Gesù alla colonna.

3) L'incoronazione di spine.

4) Il viaggio di Gesù al Calvario.

5) La crocefissione e morte di Gesù.

Misteri della Gloria (Gloriosi: mercoledì, sabato e domenica):

1) La risurrezione di Gesù.

2) L'ascensione di Gesù al cielo.

3) La discesa dello Spirito Santo.

4) L'assunzione di Maria SS. al cielo.

5) L'incoronazione di Maria come Regina degli Angeli e dei Santi.

 

MUSICA E PAROLE PER IL CANTO DEI MISTERI

Misteri gaudiosi

1) Maria l'annunzio - celeste ascoltò e il Figlio di Dio - in Lei s'incarnò.

2) Ai Monti di Giuda - Maria sali, e il grande mistero - di grazia compì.

3) La Madre beata - sul fieno adagiò il Bimbo divino - e poi l'adorò.

4) Col Bimbo Maria - al tempio salì, il vecchio profeta - li vide e gioì.

5) Gesù fra i dottori - del Tempio restò; tre giorni la Madre - per Lui trepidò.

Misteri dolorosi

1) Nell'orto bagnato - di sangue e sudor, pregando agonizza - Gesù Redentor.

2) Gesù flagellato - la pena subì, Maria in cuor suo - i colpi sentì.

3) Per noi coronato - di spine è il Signor, il Re della gloria, - Gesù Redentor!

4) Gesù sul Calvario - la croce portò. L'afflitta Maria - il Figlio incontrò.

5) Venite, adoriamo - Gesù Redentor, che in croce confitto - Sul Golgota muor!.

Misteri Gloriosi

1) I figli d'Adamo - non gemano più. È vinta la morte, - risorto è Gesù.

2) Dal cielo, ove ascese, - Gesù tornerà. Il mondo e le genti, - Ei giudicherà.

3) O Spirito, vieni, - Santificator! Rinnova i prodigi - del primo fervor!

4) In cielo è portata - accanto a Gesù; la Vergine Santa - ci aspetta lassù!

5) Maria dei Santi - Tu sei lo splendor: con Te la dolcezza, - la gioia e l'amor.

N.B.: Si può cantare anche sull'aria dell'Ave Maria di Lourdes.

 

S. VINCENZO DE PAOLI (1581-1000) VINCENT DEPAUL (in italiano DE PAOLI)

nacque in Francia a Pouy, non lontano da Lourdes, nel 1581, da una fa­miglia di contadini. Lavorò nei campi fin verso i quindici anni e poi intraprese gli studi per divenire sacerdote. Fu ordinato nel 1600, ma qualche anno dopo, nel 1605, cadde prigioniero dei corsari turchi e fu condotto schiavo a Tunisi. Ebbe quattro padroni diversi, ma nel 1607 convertì il suo ultimo padrone e con lui fuggì verso la Provenza su di una piccola imbarcazione. Da quel momento consacrò la sua vita ai poveri.

Divenuto parroco, fondò la sua opera primogenita, le Da­me della Carità (oggi Volontarie Vincenziane) a Chàtillon-les­Dombes, nel 1617. Nel 1625 istituì i Preti della Missione o "Missionari", per la predicazione in patria e all'estero, special­mente per le missioni del Madagascar. Nel 1633, con la colla­borazione di Santa Luisa de Marillac, fondò le Figlie della Ca­rità, per tutte le opere di bene, dai trovatelli ai forzati, dagli ammalati ai poveri vecchi.

Le sue opere sono anche oggi quanto mai attuali. Mori a Parigi nel 1660 e la Chiesa lo ha proclamato Patrono delle ope­re di carità.

 

CONSACRAZIONE ALL'IMMACOLATA (di San Massimiliano Kolbe)

Vergine Immacolata Regina e Madre della Chiesa, Maria, io rinnovo a te, oggi e per sempre, la consacrazione di me stesso, perché tu disponga di me per l'avvento del Regno di Gesù in tutto il mondo. Offro pertanto al tuo Cuore immacolato le preghiere, le azioni e i sacrifici di questo giorno, per collaborare alla tua missione mediatrice di grazia e di salvezza per tutte le anime.