I TESTIMONI DI GEOVA
Di
Don Vigilio Covi
INTRODUZIONE
È
con dolore che scrivo queste pagine. Vorrei poter riconoscere nei Testimoni di
Geova dei fratelli, dato che adorano " Geova Dio ", lettura strana del
nome di Dio, ma pur sempre il nostro Dio e Padre del Signore Gesù Cristo.
La maggior parte di essi erano dei cari fratelli nella Chiesa cattolica: vorrei
poterli riabbracciare, almeno come ho potuto abbracciare molti fratelli - che mi
considerano loro fratello - appartenenti a Chiese che non sono ancora in piena
Comunione con la Chiesa cattolica.
Ma purtroppo è stata riversata in essi una così profonda avversione verso la
Chiesa cattolica, che non possono neppure pregare insieme a me.
Le seguenti pagine non sono per loro. Sono per i cristiani che con loro hanno
avuto un incontro e rimangono perplessi, perché non posseggono una conoscenza
sicura ed ampia delle Sacre Scritture, o rimangono scossi dalla loro sicurezza.
Sono un piccolo aiuto. don
Vigilio Covi
Iª
PARTE
RIFLESSIONI
Cerchiamo
di capire la loro esperienza
C'è tra loro chi ha fatto una scelta di fede e vive di fede, amando "Geova"
e lasciandosi amare da lui. È spesso, ma non sempre, una scelta decisa da
adulti: un'esperienza di vita nuova che li distanzia nettamente dalla vita
precedente.
C'è tra loro anche chi vive di polemica contro la Chiesa e il mondo, più che
di fede. (È l'impressione che si ricava dalla lettura dei loro libri e
periodici). Come cresce poi la loro fede? La loro risposta a Dio?... Cresce sul
fondamento degli Apostoli o su immaginazioni e ragionamenti umani? Purtroppo ci
sembra di dover ammettere che gran parte del loro "edificio
spirituale" è costruito su errori di interpretazione della S. Scrittura,
su conclusioni di ragione più che di fede, su invenzioni strane...
Non hanno occhi aperti e liberi per riconoscere la presenza e l'opera dello
Spirito di Dio. Sono molto attenti nell'osserva re il male, l'opera di Satana
nel mondo e pronti nel rilevarne la presenza laddove è già evidente. Di qui ha
origine il loro continuo atteggiamento di critica e di condanna, e lo spirito
settario: essi soltanto sono sulla retta via.
Perciò non possono ascoltare nessuno che non sia dei loro, poiché a priori
sanno che nessun altro viene da Dio! Non si interpella e non si ascolta nessuna
altra voce: al di fuori della propria " Congregazione " Dio non può
agire, non può dar sapienza e luce agli altri (vedi ad es. la nota sui
dizionari biblici pag. 65 n. 1).
Questa superbia spirituale porta a prendere la parola senza mai cederla: tanto,
quello che altri possono dire, è inutile, senza valore, se non addirittura
satanico. Questo modo di fare produce una vera cappa di oppressione psicologica
e spirituale su colui che ascolta, anche a prescindere dagli argomenti di cui si
parla e da eventuali minacce o appelli all'estrema possibilità di perdizione.
Il male peggiore diffuso dai T. d. G. è a questo livello. E pochi se ne
accorgono e sanno distinguere questo "spirito di dominio" dallo
Spirito Santo con i suoi frutti e doni. (1}
Quello produce oppressione, paura e senso di inferiorità; mentre lo Spirito
Santo produce pace, gioia, libertà, pazienza ecc. (Gal 5,22). Molti cristiani
non sono preparati a distinguere (almeno a livello cosciente) gli spiriti. La
loro attenzione rimane sulle ragioni e argomenti discussi, sui quali spesso
sembra che i testimoni di Geova parlino bene e con coerenza.
La presunta maggior scienza e " conoscenza " della Bibbia produce
effetto a scapito dello spirito di chi ascolta (e dello Spirito Santo); così si
sposta l'attenzione dall'essere (con Dio e il Padre) sul conoscere (le parole di
Dio).
Il cristiano che ascolta corre il rischio di esser preso da un senso di
inferiorità, perché "non conosce la Bibbia come loro", di essere
preso da spirito di discussione e perde la pace interiore, di cui egli
costantemente gode e che non deriva dal conoscere frasi della Bibbia a memoria,
ma dall'avere in sé Spirito Santo, che è spirito di umiltà e di preghiera e
di sacrificio e di amore, ma anche di unità con gli altri cristiani, con i
vescovi e con il Papa.
(1)
Lo spirito di dominio è l'elemento di coesione dell'enorme e perfetta
organizzazione dei T. d.G. Si pensi che tutto parte da Brooklyn-Pittsburgh,
Pen.! I loro organi di stampa in Europa e in tutto il mondo sono traduzioni:
nessuno potrebbe aggiungervi un articolo!
LA NON MISERICORDIA
Chi
ha incontrato i Testimoni di Geova ha fatto l'esperienza - molte volte
drammatica - di non sentire nel loro cuore nessuna misericordia. Come mai? Donde
viene questo atteggiamento? da quali presupposti psicologici o di fede dipende?
Come mai un gruppo che si definisce religioso e cristiano non riesce a vivere, o
non cerca di vivere la misericordia del Padre di tutti?
Noi siamo chiamati a rivestirci di sentimenti di misericordia (Col 3,12). Questa
è la nostra vocazione bella ed esaltante. Essa però è sempre insidiata da una
grossa tentazione. E lo sappiamo tutti per esperienza personale: ne siamo stati
vittime in modo soggettivo (non abbiamo avuto misericordia) e in modo oggettivo
(non ci è stata usata misericordia). È una tentazione costante dell'uomo,
figlio di Adamo peccatore e accusatore, ergersi a giudice degli altri,
condannare, far sì che il Male, di cui uno si fa complice, gli ricada addosso
piuttosto che liberarlo da quel male stesso! Da questa tentazione non siamo
esenti noi cristiani, che spesso ci facciamo forti, per il nostro giudizio,
addirittura dalla nostra posizione di credenti (come è già successo ai primi
discepoli di Gesù che avrebbero invocato il fuoco su di una città...).
Gesù, in molte occasioni, con forza, deve ricordare ai suoi che la misericordia
è indispensabile, pena l'esser fuori del cuore di Dio! Dio infatti è
misericordioso: il Padre usa misericordia e pazienza!
Questa tentazione c'è a livello individuale e sociale, e ognuno dì noi deve
lottare contro di essa per poter rimanere nella somiglianza
con Dio. Nessuna meraviglia, né scandalo, quindi, se dei nostri fratelli si
lasciano trasportare da un atteggiamento di non misericordia: non li vogliamo
giudicare né condannare: se potessimo li aiuteremmo a tornare nell'obbedienza
al desiderio di Dio, Egli vuoi essere Padre e vuoi vedere che i suoi figli - noi
- hanno un amore di padre per i loro fratelli (siamo battezzati nel nome del
Padre!).
1.
LA NON MISERICORDIA: interpretazione psicologica
Ognuno
di noi vede il peccato degli altri (e Io vede tutti i giorni); lo vede molto
bene, soprattutto se gli causa sofferenza! Ma se non siamo mai stati abituati a
vedere il nostro peccato e ad umiliarci per esso, e ci siamo considerati in modo
egocentrico, ci viene allora spontaneo giudicare, poi condannare e accusare i
peccatori che ci stanno attorno! È normale! È normale perché siamo peccatori.
È normale perché è il primo sintomo del peccato che è in noi. Adamo ed Eva,
dopo il loro primo rifiuto di obbedienza a Dio sono divenuti accusatori. Gesù
agii accusatori dell'adultera ha ricordato i loro peccati.
È normale che l'uomo peccatore non sia misericordioso: manifesta in tal modo la
sua distanza da Dio distanziandosi dai fratelli che Dio gli ha dato. Vuole
distogliere l'attenzione al proprio peccato rivolgendola su quello degli altri.
È vero che i suoi fratelli sono peccatori, ma è vero che il Padre li ama
ancora: l'uomo che vive nel peccato dimentica questo secondo fatto che è più
reale e più eterno del primo. L'uomo nel peccato non ha occhi limpidi e liberi
per vedere Dio e seguire la direzione del Suo Amore. Beati i puri di cuore:
vedranno Dio!
Quando una persona cristiana porta alle estreme conseguenze la sua mancanza di
misericordia può arrivare a coinvolgere i suoi ragionamenti e le sue
convinzioni di fede. Ecco che si stacca dal Corpo della Chiesa, che, essendo
formata da uomini, porta sempre in sé il peso dei peccati dei suoi membri e
quindi l'occasione alla tentazione di non misericordia.
E se la persona non misericordiosa è influente nella comunità (ha il carisma
di maestro o di profeta o di dottore...) trascina nella sua sequela altri fedeli
incapaci di giudizio proprio sulla Parola di Dio o incapaci di discernimento
degli spiriti: si formano in tal modo gruppi, sètte, comunità non
misericordiose... (per questo motivo a capo delle comunità cristiane non
vengono dati " maestri " o " profeti ", ma padri, persone
che hanno attenzione non solo alle verità della dottrina cioè ma anzitutto
alla persona umana da salvare, e sanno rispettarne i tempi di crescita, sanno
dare il cibo assimilabile da ciascuno secondo le sue capacità e i suoi tempi,
sanno accogliere a braccia aperte i peccatori che tornano settanta volte sette,
sanno discernere anzitutto gli spiriti...).
Senza padri una comunità cristiana diviene associazione, società, non
famiglia, non popolo. Un'associazione dipende dai suoi membri e questi, con
facilità, quindi, non avendo appreso misericordia, possono suddividersi,
staccarsi...
La mancanza di misericordia e di pazienza è stata alla base delle varie
separazioni e divisioni avvenute nella Chiesa dagli inizi fino ad oggi. Ed
ognuna delle chiese separate, a seconda della sua mancanza di misericordia
iniziale è stata afflitta da ulteriori divisioni e frazionamenti dei suoi
membri, che hanno dato origine a nuove ramificazioni...
La mancanza di misericordia in una comunità si esprime nel fatto che essa
ritiene se stessa unica detentrice della verità e giudica gli altri come
pagani, li esclude da rapporti di fraternità e di collaborazione e di amicizia.
Una comunità così viene definita generalmente sètta. Se una sètta mantiene
salde le principali verità della fede (Trinità, Incarnazione, Redenzione,
Giudizio) la possiamo chiamare sètta cristiana, altrimenti dovremo trovare un
altro nome. Di queste sètte ce ne sono sempre state e ce ne saranno.
2.
LA NON MISERICORDIA: interpretazione teologica
Chi
assume un atteggiamento non misericordioso deve giustificarlo a se stesso e agli
altri: anzi, deve addirittura trovare un posto adeguato a questo atteggiamento
davanti a Dio stesso. Scopriamo quindi che i non misericordiosi si rifanno per
gran parte della loro " teologia " all'Antico Testamento. Non possono
rinnegare il Nuovo, ma gli mettono alla pari l'Antico e cercano nell'Antico i
fondamenti della loro conoscenza di Dio.
Ora l'Antico Testamento conosce Dio in modo incompleto, parziale, non adeguato a
figli, ma a schiavi (cfr. Calati). La conoscenza che gli uomini hanno avuto di
Dio nell'Antico Testamento si è prestata spesso e facilmente nell'ebraismo e
nei vari gruppi da esso emergenti (farisei, sadducei, esseni) ad atteggiamenti
di non misericordia. L'uomo che contemplava - e che contempla - il Dio
dell'Antico Testamento trova con facilità lo spunto per assumere la non
misericordia come uno dei suoi atteggiamenti fondamentali. Difatti Dio non aveva
ancora mandato il Figlio suo, in cui abita corporalmente tutta la Divinità, per
farsi conoscere come ad amici, non aveva mostrato tutto il suo amore, che trova
la manifestazione completa e visibile nella persona di Gesù, non aveva effuso
lo Spirito di misericordia: non si era fatto conoscere primariamente come Padre,
come Figlio, come Spirito Santo.
L'uomo non conosceva la vita tri-dimensonale-trinitaria di Dio: non conosceva
l'unico Dio in Tre Persone (Dio che vive uno nella Trinità). Chi conosce Dio in
modo imperfetto si forma un'idea dell'uomo inadeguata, così pure della società
e dei rapporti interpersonali dell'uomo si costruisce una teologia - e l'uomo
religioso una sociologia quindi - in base alla sua conoscenza di Dio.
Chi conosce Dio Padre, Figlio e Spirito Santo sa qua! è l'amore del Padre al
Figlio, un amore che è Dono, Gratuità pura. Chi conosce l'amore del Figlio al
Padre conosce l'ubbidienza spontanea e generosa, risposta di vero amore,
dipendenza totale, richiesta della manifestazione della Volontà del Padre non
per curiosità, ma per esserne guidato. Chi conosce l'amore che è Spirito Santo
conosce il rispetto e l'adorazione vera, conosce l'umiltà e la mitezza, la
preghiera e la gioia, il perdono dei nemici, il desiderio di salvezza per tutti
- peccatori compresi - e l'attesa fiduciosa fino al limite non della pazienza,
ma della propria vita. Conosce anche il valore degli uomini per i quali Gesù,
il Figlio, si è incarnato ed è morto e risorto e conosce il valore di tutte le
cose, di tutte le creature, opera d'amore e dono del Padre al Figlio e non di
costrizione.
Chi conosce Dio Trinità conosce un Dio misericordioso amante degli uomini, dei
peccatori! Chi Lo conosce e Lo ama si lascia coinvolgere nella sua vita d'amore
- liberamente - e nella sua espressione d'amore verso tutti, perché conosce la
morte di Gesù ed il Suo amore per i Suoi carnefici. Conosce un Dio che è amore
fin dal principio e rimarrà Amore fino alla fine.
Chi si ferma alla conoscenza di Dio come ce la tramanda il Vecchio Testamento o
ad una conoscenza puramente filosofica, arriva a contemplare un Dio, senza
relazioni, unica persona. Ebbene, un Dio così, unica persona - "senza
relazione" - non può essere amore che è pura relazione (Dio è amore). Se
Dio fosse una unica "persona", chi avrebbe Egli potuto amare prima
della creazione del mondo? nessuno ( non avrebbe avuto relazione con alcuno! ).
Per poter amare, cioè per poter essere se stesso (Dio è amore) - avrebbe
dovuto per forza creare qualcuno cui donarsi. Ma se è costretto a creare, non
è più libero: non è più Dio! Un Dio non libero ha qualcosa che lo costringe:
non è sopra tutto. Non è Dio. Solo Dio Amore in sé sussistente come Amore può
essere libero, può essere Dio.
Chi conosce Dio come "unica persona" si forma un'idea di sé e del
proprio gruppo con immagini e impulsi di costrizione, che si manifestano in
dominio, in esclusione, in proselitismo violento, in mancanza di pazienza,
mancanza di attesa, mancanza di misericordia. Per essi il mondo è tutto
malvagio: tutto fa paura. È chiaro: il mondo - uomini compresi - fa paura ad un
Dio costretto da esso (come un padre ha istintivamente atteggiamento di rifiuto
per un figlio non voluto liberamente e che è costretto ad accettare accanto a sé).
Così il mondo viene visto malvagio, e se questo Dio può e ne ha "
giustificata occasione " lo distrugge: manifesta così il suo esser Dio,
con la fine del mondo, con la distruzione completa dell'uomo (anima e corpo),
per dare finalmente origine ad un mondo liberamente voluto da Lui, come piace
ora a Lui, dopo l'esperienza negativa della prima creazione (quale garanzia che
sia così? illusione). Un Dio così sarebbe costantemente in contraddizione con
se stesso e non è nemmeno secondo la vera conoscenza dell'Antico Testamento, la
quale è solo un avvio per una conoscenza più completa. Ma chi si rifà solo o
principalmente alle nozioni Veterotestamentarie arriva a questo punto. E chi è
a questo punto nella sua evoluzione psicologica personale o sociale si rifà con
preferenza all'Antico Testamento (o meglio, ad un'idea primordiale e filosofica
di Dio che trova maggiori appoggi nelle esperienze vissute e trasmesse da
Israele. Il Dio dell'Antico Testamento vuole in realtà a pii) riprese
manifestarsi Amore, padre tenero e misericordioso, ma il popolo si mostra più
sensibile e reagisce maggiormente alla sua conoscenza imperfetta e primitiva di
un Dio giudice severo).
I Testimoni di Geova si rifanno appunto con preferenza all'Antico Testamento;
nel Nuovo non ne vedono lo sviluppo, il completamento, il compimento. La loro
conoscenza di Dio rimane perciò limitata e incompleta. Le rivelazioni del Nuovo
Testamento sulla vita di Dio vengono sottomesse a quelle del Vecchio Testamento,
piuttosto che viceversa. Ne consegue che essi, come unico punto fermo della loro
dottrina dagli inizi fino ad oggi, hanno il rifiuto netto della visione
trinitaria di Dio. Da qui nasce ogni altro rifiuto delle verità della fede e
un'assenza di misericordia straordinariamente evidente sia all'interno che
all'esterno della loro "congregazione", come vedremo in seguito.
II
parte
CENNI
DI STORIA
II
16 febbraio 1852 a Pittsburg, Pen. USA, nasceva Charles
Taze Russel.
Commerciante come il padre, fu cresciuto nella fede dei Presbiteriani. A 16 anni
era già membro dei Congregazionisti. A 17 attraversò un periodo di ateismo. A
18 si unì agli Avventisti, che, allora, attendevano per il 1874 l'incarnazione
visibile di Cristo. Russel superò la grossa delusione, provata col trascorrere
del 1874 senza vedere verificate le attese, convincendosi che Cristo era sì
venuto, ma invisibilmente.
Insieme ad un altro avventista (Barbour) fondò un nuovo circolo di studi
biblici. Separatosi da lui nel 1881 giunse alla fondazione di una grossa Casa
Editrice, la "Società Torre di Guardia di bibbie e trattati".
Questa Casa Editrice fu un vero investimento come Società per Azioni. Tali
azioni furono in massima parte nelle mani di Russel, che vi impiegò 350.000
Dollari.
Sorsero un migliaio di gruppi che si ispirarono alle sue teorie. Si fece
chiamare "Pastore Russel" o anche "Pastore della verità
pura". Cominciò a visitare i suoi gruppi e più tardi, impedito dalla
salute, mandò i suoi collaboratori come "fratelli pellegrini"a curare
la formazione di tali comunità.
Scrisse libri, dandosi da fare a cercare una cronologia biblica. In seguito alle
sue "ricerche" poté annunciare che Adamo è stato creato nell'autunno
dell'anno 4026 a. E. V. (= avanti Era Volgare = avanti Cristo); nel 3896 Caino
uccide Abete, nel 3404 nasce Enoc, nel 2970 nasce Noè ecc. ecc. (dal libro:
"Tutta la Scrittura è ispirata da Dio e utile" e dal libro
"Babilonia la grande è caduta"). Nel 1874 (E.V.) Cristo è ritornato
invisibilmente, nel 1878 i generati nello Spirito sono saliti in cielo, nel 1914
sarebbe avvenuta la fine del mondo. Queste sono solo alcune date, scelte tra le
più significative.
Continuò una vita di contraddizioni, con molti processi che dovette sostenere a
causa delle grosse perdite economiche subite da chi dava credito alle sue
profezie, che non si avveravano. Questa mania profetica e (sembra accertato) un
suo adulterio gli causarono anche il divorzio. Alla sua morte (31.10.1916) - in
treno, mentre si recava a vendere sementi miracolose - gli successe nel 1917 il
suo avvocato difensore, Joseph Franklin
Rutheford. Costui condusse una vera lotta per poter essere
incontestato presidente della società. Diffuse molto odio contro i cristiani
(basterebbe vedere le copertine di "La Torre di Guardia" o di
"Svegliatevi" di quelle annate). Alla morte del Presidente Russel la
Società aveva un capitale di 1.500.000 Dollari con 150.000 diritti di voto.
Allorché il nuovo Presidente cambiò vari punti della dottrina, molti membri si
ritirarono e vollero essere rimborsati del loro denaro. La Società, messa alle
strette, ancora nel 1917, dovette vendere le proprietà di Brooklyn e si ritirò
a Pittsburgh. Tornarono a New York, dopo aver nuovamente comperato gli edifici,
nel 1919. Rutheford nel 1931 diede alla congregazione il nome che porta
ancora oggi: Testimoni di Geova.
Fece
costruire delle ville in S. Diego (California) per l'attesa risurrezione dei
santi Patriarchi Abramo, Isacco, ecc. Là egli morì il 7 dicembre 1941. Poco
prima aveva consigliato i suoi "figli" di non sposarsi, perché la
fine del mondo era imminente. Molti "fratelli" affermano che la sua
morte sia stata causata dall'alcoolismo e dall'aver fatto uso di droga.
Gli
successe nel 1952 Natan Homer Knorr,
nato nel 1905, accompagnatore di Rutheford nei suoi molti viaggi. E' presente
attualmente nel Corpo Direttivo della "Congregazione": ha dato grande
impulso alle scuole di preparazione dei "missionari" e al capillare
lavoro dei propagandisti.
Dal 1942, cioè dall'arrivo di Knorr alla presidenza, la Società non si
identifica più con una persona. Da allora i libri e gli scritti non portano più
il nome dell'autore.
Da allora non si vorrebbe più nemmeno profetizzare la data della fine del
mondo: ma la direzione si trovò obbligata a ciò dalle attese dei Testimoni:
fissò tale data per il 1975 oppure, in caso di sbaglio per il 1996.
Ben cinque volte è cambiata la interpretazione della Bibbia dalla fondazione
della Società. Quella di Russel è stata rigettata da Rutheford dal 1919 fino
al 1925. A partire dal 1931 Rutheford stesso variò la propria. Dopo la sua
morte Knorr diede nuovo significato alle spiegazioni precedenti; Knorr stesso
poi, nel 1955, cominciò a modificare il proprio insegnamento.
Ci sono solo tre punti che non hanno cambiato da Russel fino ad oggi:
- il rifiuto della Trinità, come insegnamento demoniaco,
- il rinnegamento dell'immortalità dell'anima,
- e l'attenersi al nome di Dio Geova.
Nel
1946 i membri con diritto di voto nella Società erano 436, nel 1972, 423.
(cfr.
Pape, "Die Wahrheit über Jehovas Zeugen" pg. 92)
[Dopo
Knorr altri Presidenti si sono succeduti. Io non mi sono più aggiornato: non è
così importante! Dal momento che si conoscono gli scopi e i metodi, poco
importano i nomi di singole persone, che non possono essere altro che ingranaggi
di una macchina che non può cambiare. (2005)]
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organizzazione |
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Comitati
del Comitato Direttivo centrale
Adunanze
Servizi
di Congregazione Servizi
speciali |
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foglietti
per le note di Campo |
Pagella
della Scuola di ministero Teocratico |
II
parte
CENNI
SULL'ORGANIZZAZIONE
La
Società è diretta dal Presidente e sei Direttori.
Il mondo è suddiviso in dieci Zone. Ogni Zona ha il Direttore di Zona con vari
collaboratori.
Le Zone sono suddivise in Rami nazionali con Direttore nazionale.
Ogni nazione è suddivisa a sua volta in Distretti, i Distretti in
Circoscrizioni, le Circoscrizioni in Congregazioni, formate al massimo da cento
membri Predicatori.
Le Congregazioni hanno riunioni plurisettimanali, le Circoscrizioni e Distretti
rispettivamente una volta e due volte all'anno. Per il lavoro di campo si
servono di due quindicinali, "La Torre di Guardia" e
"Svegliatevi". Inoltre distribuiscono foglietti, opuscoli e libri. Tra
questi ultimi ha particolare importanza "La Verità che conduce alla vita
eterna" (74 milioni di copie). Scopo nascosto ma costantemente presente in
tale scritto è voler dimostrare la falsità del Cristianesimo, definito
"Babilonia la grande" e invita "uscite di mezzo a loro".
Ciò che sta scritto nei loro opuscoli ha valore categorico, come la Bibbia
stessa, se non addirittura maggiore.
Raccogliamo qui alcuni scritti dei T. d. G. tolti da testi riservati ai
dirigenti, per conoscere qual'è la loro Organizzazione, come si giustifica e di
quali mezzi si avvale.
LE
SOCIETÀ TORRE DI GUARDIA DI BIBBIE E TRATTATI DI
- PENNSYLVANIA
- NEW YORK
Leggiamo
direttamente dai loro libri la presentazione delle Società
(di Pennsylvania e di New York) e la loro organizzazione. Da questa
presentazione, in cui la Società si autodefinisce "corporazione
legale", è facile comprendere la reale natura stessa, e come di spirituale
ci sia ben poco, benché si cerchi di mettere in relazione il "corpo
direttivo" con gli apostoli: ma quale diversità! Non assomiglia forse
maggiormente al corpo direttivo di una Società per Azioni, che stampa e vende
libri?
Da La
tua parola è una lampada al mio piede 1969, pg. 36, cap. II:
"ORGANIZZAZIONE
BASATA SULLA PAROLA DI DIO
Oggi i rimanenti dei membri del Corpo di Cristo unti con lo spirito che sono
sulla terra costituiscono "lo schiavo fedele e discreto", ed è questa
classe, come fu predetto in Matteo 24: 47, che il Signore Gesù ha nominata
"sopra tutti i suoi averi" qui sulla terra. E' dunque essenziale
operare in stretta associazione con questa classe dello "schiavo" e
seguire positivamente i consigli che per mezzo d'esso ricevete.
Di fra quelli che compongono i membri del corpo di Cristo unti con lo spirito,
certuni rendono servizio quale visibile corpo direttivo. Nel primo secolo della
nostra Era Volgare quel corpo direttivo era costituito dagli apostoli e da certi
altri fratelli maturi della congregazione di Gerusalemme (Atti 15: 2,6,23). Per
svolgere l'opera di predicazione nella maniera più efficace nelle condizioni
dei giorni moderni, " lo schiavo fedele e discreto " ha organizzato
una corporazione legale, la Watch Tower Bible and Traci Society of Pennsylvania
(Società Torre di Guardia di Bibbie e Trattati di Pennsylvania). Questa società,
formata da maturi cristiani, non è lucrativa ed è completamente dedicata a
promuovere gli interessi della vera adorazione sulla terra. E' stata impiegata
dagli unti seguaci di Gesù Cristo da molti anni per dispensare la conoscenza
alla famiglia della fede e per dirigere l'opera di predicazione, e la
benedizione di Geova su questa disposizione è molto manifesta. Il visibile
corpo direttivo è strettamente identificato nel consiglio dei direttori di
questa Società. Come accadeva fra i primi cristiani, seguendo la sorveglianza
del corpo direttivo ne risultano unità e incremento. Per facilitare
l'osservanza delle istruzioni di Gesù di predicare questa "buona notizia
del regno" in tutta la terra abitata, la Società Torre di Guardia di
Bibbie e Trattati ha pure filiali in vari paesi. Tutte queste sono sottoposte al
visibile corpo direttivo, ma ciascuna filiale presta attenzione al suo proprio
territorio. Conoscendo le condizioni che vi esistono, la filiale è in grado di
applicare le istruzioni nel modo più utile e di occuparsi prontamente delle
faccende locali.
Non è meno vero nel nostro giorno di quanto lo fu nel primo secolo della nostra
Era Volgare che lo stretto contatto con l'organizzazione visibile di Geova è
importante. Quelli che si battezzarono come cristiani al tempo di Pentecoste, il
33 E. V., continuarono a tenersi in stretta associazione con gli apostoli per
ricevere istruzioni. (Atti 2:41,42).
Le istruzioni scritte ad alcune di quelle congregazione ci sono state preservate
nell'ispirata parola di Dio, e continuano a provvedere la base della procedura
organizzativa che i cristiani testimoni di Geova seguono".
Da Annuario
1973, pg. 258:
"IL
CORPO DIRETTIVO
II Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova consiste di undici fratelli, tutti
unti da Dio.
Il 6 settembre 1971 si determinò che la presidenza del Corpo Direttivo fosse
assunta a turno secondo l'ordine alfabetico. Quindi lo scorso anno Frederick
W. Franz ha prestato servizio come sorvegliante presidente alle adunanze del
Corpo Direttivo. Ogni membro del Corpo Direttivo segue inoltre un turno secondo
cui siede a capo delle tavole della Betel, agendo da presidente per una
settimana alla volta. Questa è risultata una disposizione eccellentissima, e a
capo delle tavole di ciascuna filiale della Società ci sono anziani che si
succedono a turno.
Poco dopo le dieci fu all'ordine del giorno l'adunanza annuale delle società
e, per procura e in persona, furono presenti 423 membri della società
di Pennsylvania. Essi rielessero come membri del consiglio dei direttori
per tre anni M. G. Henschel, N. H. Knorr e L. A. Swingle.
Watchtower Bible and Tract Society of New York, inc.
Conforme alle esigenze di legge,
allo statuto e alla notifica inviata ai membri della Società il sabato 1.
gennaio 1972, l'adunanza annuale dei membri della Watchtower Bible and Tract
Society of New York, ine. fu tenuta nella sede della Società situata in 124
Columbia Heights, Brooklin, New York, 11201). Il Presidente, N. H. Knorr
presiedette e A. B. Tedesco aprì con preghiera. I membri della società
restarono cinquantuno, e tutti eran presenti in persona o per procura. Furono
fatti parecchi rapporti sul progresso dell'opera della Società, ed ebbe luogo
l'elezione dei direttori. I periodi scaduti furono quelli di L. K. Greenlees, N.
H. Knorr e M. H. Larson. Tutti i cinquantuno membri rielessero
all'unanimità questi direttori per un periodo di due anni ".
Da Annuario
1977, pg. 258-59:
"
IL CORPO DIRETTIVO DEI TESTIMONI DI GEOVA
I primi di dicembre del 1975, l'intero Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova si
radunò a Brooklyn, New York, per considerare le raccomandazioni relative
all'organizzazione e alla procedura. Per molti mesi due diversi comitati avevano
considerato le disposizioni organizzative. E il 4 dicembre 1975 il Corpo
Direttivo lesse alla famiglia Betel una lettera che spiegava gli aggiustamenti
apportati.
Furono anche mandate lettere a tutte le filiali in ogni parte del mondo che
spiegavano le procedure e nella rivista "Torre di Guardia" del 1.
maggio 1976 fu pubblicato un articolo intitolato "Disposizioni del Corpo
Direttivo" che spiegava come, per facilitare la sua opera, erano stati
costituiti sei comitati del Corpo Direttivo e questi sei comitati avevano
cominciato a funzionare il 1. gennaio 1976. Ciascun comitato ha il proprio
presidente, che presta servizio per un periodo di un anno.
COMITATO DEL PRESIDENTE: Questo
comitato si compone del presidente attuale del Corpo Direttivo, del presidente
precedente e del prossimo nell'ordine che sarà presidente. Il presidente
attuale presta servizio come coordinatore e sbriga il lavoro per conto del Corpo
Direttivo. I rapporti di notevoli emergenze, disastri o campagne di persecuzione
o qualsiasi altra cosa urgente che influisce sui Testimoni di Geova sono
sottoposti immediatamente al Comitato del Presidente affinché si possano
esaminare con il Corpo Direttivo.
COMITATO DEGLI SCRITTORI: Questo
comitato dispone che il cibo spirituale sia scritto e registrato per la stampa e
la distribuzione ai Testimoni di Geova e al pubblico in genere. Poiché si
occupa delle pubblicazioni, esso soprintende anche al lavoro di traduzione che
si compie in tutta la terra.
COMITATO DELL'INSEGNAMENTO: Questo
comitato ha le responsabilità di soprintendere sia alle scuole e alle assemblee
per l'educazione spirituale del popolo di Geova che all'istruzione delle
famiglie Betel. Inoltre, soprintende all'opera di abbozzare il materiale da
usare nell'insegnamento e ha la sorveglianza dei programmi radiofonici e
televisivi e dei programmi delle assemblee.
COMITATO DEL SERVIZIO: Questo comitato
soprintende a tutti i campi dell' opera di evangelizzazione e ha la
responsabilità di dirigerne l'ulteriore sviluppo. Il comitato si interessa
delle attività delle congregazioni, dei sorveglianti di circoscrizione e di
distretto, dei missionari, dei Comitati delle Filiali e delle visite periodiche
dei sorveglianti di zona.
COMITATO EDITORIALE: Questo comitato
soprintende alla stampa, alla pubblicazione e alla spedizione di letteratura in
ogni parte del mondo. Perciò, ha la responsabilità della sorveglianza degli
stabilimenti e dei beni di cui sono proprietarie e fanno uso le varie società
impegnate dai Testimoni di Geova, nonché delle operazioni finanziarie, delle
attività legali e di ciò che ha relazione con la pubblicazione della buona
notizia del Regno in tutta la terra.
COMITATO DEL PERSONALE: La
sorveglianza di questo comitato riguarda le disposizioni prese per prestare
assistenza personale e spirituale ai membri delle famiglie Betel, ed esso ha la
responsabilità di invitare i nuovi membri a prestare servizio nelle famiglie
Betel e dei Poderi in ogni parte del mondo.
COMITATO DELLE FILIALI: Oltre alla
disposizione di soprintendere all'opera del Corpo Direttivo dei Testimoni di
Geova per mezzo dei sei comitati, si dispose che ogni filiale, a cominciare dal
1. febbraio 1976, avesse un comitato responsabile di lavorare con il Corpo
Direttivo per seguire le disposizioni organizzative e tenere informato il Corpo
Direttivo del progresso dell'opera del Regno nel territorio assegnato alla
filiale. Tale comitato ha un presidente che presta servizio per un anno. Secondo
la grandezza della filiale, il comitato può avere da tre a sette membri. La
rotazione della presidenza nei comitati delle filiali avviene ogni anno il 1.
gennaio.
Tutti i comitati assunsero le loro responsabilità come era stato prestabilito e
hanno funzionato molto bene. E' stato utile avere un certo numero di fratelli
che si sono consigliati prendendo in esame gli interessi dell'opera del Regno -
Prov. 11:14; 15:22; 25:26.
Confidiamo che la guida di Geova si sia resa manifesta nella formulazione di
questi aggiustamenti e continuiamo a rivolgerci a Geova Dio perché ci guidi per
mezzo del suo spirito e della sua Parola. Questo è un tempo per continuare ad
avanzare con l'espansione dell'opera di predicare il Regno e far discepoli,
attendendo da Geova continue benedizioni. Apprezziamo vivamente le benedizioni
che Geova Dio ci ha elargite nel passato anno di servizio ed esprimiamo
gratitudine per la generosa cooperazione che i proclamatori del Regno ci hanno
resa in ogni parte del mondo. Tutti attendiamo nel nuovo anno di servizio altre
benedizioni di Geova.
Vostri fratelli
CORPO DIRETTIVO DEI TESTIMONI DI GEOVA"
ADUNANZE
(cfr.
"La tua Parola è una lampada al mio
piede " Watchtower B.A.T.S. of N. Y. 1969)
I - STUDIO " TORRE DI GUARDIA "
E' l'adunanza settimanale più importante. I partecipanti si preparano
anticipatamente con la lettura privata del quindicinale "Torre di guardia
". Questo " Studio " si apre e si chiude con cantico e preghiera.
Dura da 1 ora e 1 ora e 10'.
II
- ADUNANZA PUBBLICA
Possibilmente si tiene una volta la settimana, se ci sono oratori sufficienti.
Può essere tenuta in luoghi pubblici. E' " pubblica " perché possano
essere invitate altre persone che non siano T. d.G. Non c'è preghiera.
L'argomento viene trattato in forma di discorso da uno o più oratori e può
riguardare problemi di morale, scienza, istruzione biblica.
III
- ADUNANZA DI SERVIZIO
Questa adunanza settimanale prepara il T. d. G. al ministero di campo, con
esemplificazioni dei discorsi da fare di porta in porta. Inizia e termina con
cantico e preghiera. Durata prestabilita: 1 ora. Viene svolta secondo le precise
indicazioni del foglio mensile " Ministero del Regno " (cfr. 60).
IV
- SCUOLA DI MINISTERO TEOCRATICO
Non è obbligatoria ma è molto raccomandata. E' una scuola di addestramento
continuo per l'esercitazione oratoria. Si usano libri di testo. Lo "
studente " fa le prove dei discorsi che terrà di porta in porta,
ricevendone consigli su un foglio apposito.
V -
STUDI DI LIBRO DI CONGREGAZIONE
Questa adunanza si svolge di preferenza nelle case a gruppi più ristretti, con
frequenza settimanale. Si apre e si chiude con preghiera. La durata è di 1 ora.
Si studiano le dottrine usando la Bibbia e un libro fornito dalla Società. In
questa adunanza ognuno può intervenire liberamente. Vi si possono portare
persone estranee per fare la conoscenza ed essere edificati dalle
"conversazioni spirituali della nostra calorosa associazione". La
Bibbia può essere letta solo da una persona "dedicata", che cioè
abbia firmato la "registrazione di battesimo cristiano".
LA
SALA DEL REGNO
E' il luogo normale delle adunanze. Deve essere pubblicizzato con una targa
esterna che ne riporti gli orar! delle adunanze. Se c'è una finestra viene
usata come vetrina per la "letteratura" ad edificazione dei passanti.
Per la manutenzione della Sala "tutti gli associati della Congregazione
hanno il privilegio di contribuire finanziariamente". Nella sala c'è la
cassetta per le "contribuzioni".
Funerali ed eventuali matrimoni possono essere celebrati nella Sala del Regno.
ASSEMBLEE
Due volte l'anno per tre giorni consecutivi si tiene l'assemblea di
Circoscrizione con discorsi, istruzioni ed eventuale immersione in acqua. Una
volta l'anno varie Circoscrizioni tengono l'Assemblea di Distretto.
SERVIZI
DI CONGREGAZIONE
Ogni
Congregazione è diretta dal " servitore di Congregazione " con alcuni
assistenti.
I
- SERVITORE
(SORVEGLIANTE) DI CONGREGAZIONE "Presiede ed ha la sorveglianza
generale della Congregazione".
II
- ASSISTENTE SERVITORE DI CONGREGAZIONE Sostituisce
il Servitore di Congregazione. Compila i rapporti del servizio dì campo
dell'intera Congregazione e li "spedisce alla Società non più tardi del 5
del mese seguente". Sorveglia i proclamatori.
III
- SERVITORE DEGLI STUDI BIBLICI
"Si interessa in maniera particolare di promuovere l'attività delle visite
ulteriori e degli studi bìblici da parte dì tutti i proclamatori". Ne
tiene un preciso schedario.
IV
- COMITATO DELLA CONGREGAZIONE
I tre predetti servitori formano il Comitato della Congregazione. Detto comitato
esamina le domande di servizio, gli oratori pubblici ed ha " funzione
giudiziaria ".
V
- SERVITORE DELLE RIVISTE E DEL TERRITORIO
Provvede ai proclamatori " le copie delle riviste "Torre di
guardia" e "Svegliatevi!" da usare nel servizio dì campo, e il
territorio da lavorare ".
VI
- SERVITORE DELLA LETTERATURA
Procura i libri, gli opuscoli, le Bibbie e i trattati da usare ne! ministero di
campo.
VII
- SERVITORE CONTABILE Riceve
il denaro dai proclamatori, ne tiene accurata contabilità, e, dopo ogni
adunanza, svuota la cassetta delle contribuzioni. Fa eventuali depositi in banca
e spedisce il denaro delle riviste alla Società.
VIII
- SERVITORE DELLO STUDIO TORRE DI GUARDIA
Presiede detto Studio; " Egli ha l'incarico di aiutare tutti nella
Congregazione a trarre pieno benefìcio da questo provvedimento spirituale che
Geova ha preso per il suo popolo ".
IX
- SERVITORE DELLA SCUOLA DI MINISTERO TEOCRATICO
"Si interessa vivamente di migliorare la capacità di parlare e insegnare
di tutti nella Congregazione". Riceve i programmi dalla Società per poter
guidare questa scuola. Cura la biblioteca nella Sala del Regno.
X
- SERVITORI DI STUDIO DI LIBRO DELLA CONGREGAZIONE
E' nominato dalla Società, "Conduce studi di libro di Congregazione,
prende la direttiva del ministero di campo e presta la necessaria attenzione
personale a ciascuno, così che tutti godano buona salute spirituale ". Può
far visita ai proclamatori per congratularsi con loro o incoraggiarli.
XI
- ORATORI PUBBLICI Sono
qualificati per pronunciare discorsi in Congregazioni diverse dalla propria
durante le Adunanze pubbliche.
Ecco
qui sotto riprodotti i foglietti che i pionieri compilano ogni giorno: l'uno per
rendere conto del suo lavoro e delle sue vendite, l'altro per prender nota delle
persone incontrate e loro reazione.
RAPPORTO
SETTIMANALE DI SERVIZIO DEL PROCLAMATORE


SERVIZI
SPECIALI
Pioniere
regolare: per essere ammesso
a questo servizio il T. d.G. deve essere battezzato da almeno 6 mesi, deve
essere stato Proclamatore regolare con una media di almeno 10 ore di servizio di
campo e 6 visite settimanali, deve aver tenuto uno studio biblico settimanale a
domicilio, deve essere dì condotta eccellente e " non usare tabacco
".
I suoi compiti saranno 100 ore al mese di lavoro di campo (= 3 ore e 20' al
giorno), vendita di 100 riviste al mese, 35 visite ulteriori, 7 studi biblici a
domicilio ogni settimana. L'anno di servizio inizia il 1" settembre e
termna il 31 agosto. Se durante un mese non compie le 100 ore, deve recuperare
in altri mesi fino ad arrivare a 1200 ore l'anno. Ogni mese spedisce un rapporto
dettagliato alla Società.
Pioniere
temporaneo: si impegna per
due settimane o qualche mese agli stessi obblighi del pioniere regolare.
Pioniere
speciale: chi ha buoni
risultati come pioniere regolare può fare domanda per divenire pioniere
speciale. Egli dedicherà tutto il tempo al ministero di campo in territorio
" vergini ", dove nessuno è ancora mai passato. Avrà il compito di
iniziare Congregazioni in territori nuovi. Dovrà impegnarsi a 150 ore di
ministero di campo al mese, a vendere 150 riviste, a 50 visite ulteriori e a 10
studi biblici settimanali.
Il denaro necessario per il "nutrimento e di che coprirsi " gli viene
dato mensilmente, mentre il 1° novembre riceve un "altro aiuto pecuniario
perché vi ottenga indumenti". Potrà avere 2 settimane di vacanza all'anno
e 3 dopo 20 anni di servizio ininterrotto. Servizio missionario: coloro che sono
battezzati da 3 anni, che da 2 sono pionieri, con un'età tra i 21 e i 40 anni,
non sposati o sposati senza figli, che sanno l'inglese, che godono buona salute,
disposti a trasferirsi in qualsiasi luogo e per un periodo indeterminato,
potranno chiedere il privilegio di svolgere servizio missionario. Se la domanda
viene accolta riceveranno uno speciale addestramento nella Scuola Biblica di
Galaad a Brooklyn USA. Avranno le mansioni e le ricompense come i pionieri
speciali.
Servizio
alla Betel: casa Betel viene
chiamata la sede delle filiali. Può far domanda di servizio in queste case chi
è battezzato da almeno un anno, sia celibe o senza figli, si impegni per almeno
4 anni. Dovrà lavorare o in ufficio, o in tipografia, o in guardaroba, o in
cucina ecc. ecc. per 8 ore e 40' al giorno per 5 giorni e 4 ore al sabato. Oltre
a vitto e alloggio riceverà una " piccola spettanza mensile per le spese
personali ".
Riproduciamo
qui fac-simile del registro "Consigli sui discorsi" degli alunni della
scuola che prepara a tenere discorsi. L'alunno viene osservato nei minimi
particolari, come si può vedere dalle varie note su cui riceve il voto! Da
" Manuale per la Scuola di Ministero
Teocratico " pag. 104-105. Periodicamente una prova scritta
di ripetizione

PUBBLICAZIONI
riservate ai T. d. G. o ai loro dirigenti:
- Annuario (annuale)
- Ministero del Regno (foglio mensile per i dirigenti di Congregazione, con le
indicazioni per ogni incontro "Adunanza di servizio" - vedi pg. 60).
- Babilonia la grande è caduta!
- Luce, 1930, J. F. Rutheford, 2 voi.
- Sia Dio riconosciuto verace (1949)
- Questo significa vita eterna (1952)
- Preparato per ogni opera buona (1960)
- Sia fatta la tua volontà in terra (1961)
- Qualificati per essere Ministri (1963)
- Cose nelle quali è impossibile che Dio menta (1965)
- Nuovi cieli e nuova terra (1965)
- La tua parola è una lampada al mio piede (1969)
- Manuale per la scuola di ministero teocratico (1971)
- Le nazioni conosceranno che io sono Geova. Come? (1973)
- Vera pace e sicurezza. Da quale fonte? (1973)
Conclusione
Dalle
testimonianze di G. Pape e F. W. Haack (pastore protestante) e degli ex ministri
T. d. G. Aveta e Palmieri - oo. cc. in Bibliografìa -, risulta che la Società
Torre di Guardia di Bibbie e Trattati (Watchtower Bible and Tract Society of
Pennsylvania and of New York) è una duplice Società per Azioni con una propria
banca, la "Wachtower Tresaures".
Come già menzionato nel settembre 1971 aveva 423 azionisti a Pen-nsylv. e 51 a
N.Y.
La stampa dei libri ed opuscoli costa loro solo il 10% del ricavato, essendo gli
operai tutti volontari, ed il tipo di carta usata la più scadente! Nel 1929 ad
es. un libro venduto in Germania per un marco costava alla Società appena 11
Pfennig (centesimi). A Brooklyn un libro venduto a 35 Cents ne costava alla
Società appena 4, Rischio per gli azionisti non esiste, perché la rete dei
distributori gratuiti della stampa è assicurata e aumenta ogni anno, e per di
più i vari Pionieri o Proclamatori devono pagarsi in anticipo ogni libro e
opuscolo e foglio che distribuiscono. La Società non regala nulla. Ogni filiale
(per es. quella di Roma) per stampare qualsiasi cosa deve pagare i diritti di
licenza alla Centrale negli USA. La INTERNATIONAL STUDENTS ASSOCIATION di
Brooklyn non ha speciali funzioni. Compare laddove non possono intervenire come
Società. Presidente e cassiere sono gli stessi.
Così gli stessi T. d.G. sono abilmente ingannati e noi - oltre che come
spirituali ingannatori - li potremmo considerare veramente sfruttati, anche
economicamente.
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insegnamenti
a confronto con la Bibbia |
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La
Bibbia Di
casa in casa: come si presentano?
La
loro conoscenza della Bibbia
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LA
BIBBIA:
lettura
cristiana e interpretazione dei T. d. G.
I
Testimoni di Geova sostengono le loro verità "Bibbia alla mano", e
citano con destrezza capitoli e versetti del testo sacro, dopo essersi
accuratamente preparati sul modo di parlare, sugli argomenti da trattare, sul
come atteggiarsi, ecc... ecc..., come puoi vedere a pag. 66 e segg. Ma sono
interpretati divinamente quei passi della Scrittura, quelle Parole di Dio?
La Sacra Scrittura è fonte di vita, di vita spirituale e autentica, ma solo
quando viene letta nello Spirito di Dio. Non basta leggere la Scrittura, Parola
di Dio: è necessario leggerla nello Spirito Santo, donato ai credenti e alla
comunità di coloro che credono in Cristo Gesù, la stessa comunità cui è
stato fatto il dono della S. Bibbia. "La S. Scrittura deve essere letta e
interpretata con l'aiuto dello stesso Spirito mediante il quale è stata
scritta" (Dei Verbum 12/89, Concilio Vaticano II).
Una
pagina del prof. don Lorenzo Zani, docente di Sacra Scrittura, ci aiuta a
comprendere come ci si debba accostare alla lettura della S. BIBBIA.
" La Bibbia non è un libro che vuoi comunicare anzitutto nozioni
scientifiche o storiche, ma è un libro in cui si parla dell'incontro di Dio con
l'uomo, del cammino di Dio con l'uomo, delle risposte positive o negative
dell'uomo all'invito di Dio. La Bibbia ci dice che Dio rivela se stesso
intervenendo nella storia per farsi conoscere: Dio valica la distanza che lo
separa dall'uomo, gli va incontro e gli parla per stabilire con l'uomo dei
legami di amicizia. La storia umana è il luogo in cui Dio si rivela: Israele ha
incontrato Dio nella storia e la Bibbia contiene la storia degli interventi di
Dio. Dio agisce nella storia e commenta, spiega questo suo intervento. La Bibbia
contiene la spiegazione degli interventi di Dio nella storia. E' una spiegazione
data da Dio stesso, ma espressa attraverso uomini, espressa con linguaggio
umano. Gli uomini che hanno scritto la Bibbia sotto l'inspirazione di Dio, si
sono serviti di fonti, orali o scritte, a loro preesistenti; hanno soprattutto
usato dei modi di esprimersi, dei generi letterari diversi dai nostri. Noi,
leggendo la Bibbia, dobbiamo cercare di capire cosa volevano comunicarci gli
autori sacri, qual era la loro intenzione, che verità intendevano professare.
La Bibbia contiene anzitutto una verità che riguarda la nostra salvezza, una
verità di ordine religioso. La Bibbia ad esempio, non intende dirci come
esattamente Dio ha creato il mondo o quando Io ha creato, ma nelle prime pagine
ci insegna che il mondo è stato creato da Dio, che il mondo è buono, che il
male non viene da lui, ma da noi, che l'uomo è stato creato per essere a
immagine di Dio, per dialogare con Dio, per essere signore del mondo e non degli
altri uomini, che Dio accompagna la coppia umana sempre con la sua benedizione,
che il settimo giorno è il giorno in cui l'uomo è sollecitato a sentirsi
particolarmente vicino e impegnato nell'alleanza di fedeltà a Dio. Analogamente
la Bibbia non ci ha mai indicato quando verrà la fine della storia né come
avverrà; ci ha solo detto che quel giorno sarà il giorno dell'incontro
definitivo col Signore: "Levate il capo, perché la vostra liberazione
è vicina" (Le 21,28). La Bibbia ci dice che Dio non abbandona mai
l'uomo, che la storia non termina in orizzonti di cenere o in cieli spenti:
l'amore di Dio avrà l'ultima parola e salverà i credenti. Dio si è avvicinato
all'uomo in Gesù di Nazaret, in questa persona che è Dio e Uomo. Da allora il
cristiano deve essere un ottimista e testimoniare che il mondo è avvolto dalla
misericordia di Dio.
Va inoltre ricordato che nella Bibbia, Dio si è rivelato progressivamente,
adattandosi alla mentalità, ai costumi d'Israele ed educandolo gradualmente.
Nella Bibbia quindi, e più precisamente nel Vecchio Testamento, ci sono pagine
che presentano ancora imperfettamente il disegno di Dio, la realtà della
salvezza, il problema del dolore, la sorte dell'uomo dopo la morte. La Bibbia
perciò va letta globalmente; non basta stralciare una pagina o, peggio ancora,
una riga: tutta la Bibbia è una grande pagina che testimonia l'amore di Dio, e
questa pagina giunge a pienezza nel Nuovo Testamento.
Soprattutto va ricordato che nella Bibbia, più che informazioni o argomenti per
approvare o respingere un determinato sistema, dobbiamo cercare il rapporto con
Dio. A Dio che si fa conoscere bisogna rispondere con disponibilità, con fede
concreta. Perché possa svolgersi questo dialogo tra Dio e l'uomo, la Bibbia va
letta nella preghiera. Solo così potremo comprendere la Parola di Dio ed
annunciarla agli altri".1
Nelle
seguenti pagine cerco di spiegare brevemente e in modo semplice (quindi anche
incompleto), le principali dottrine su cui si basa la fede apostolica che noi,
cristiani cattolici, professiamo, e che sono rifiutate dai T. d. G.
Non ho illustrato in ogni punto in modo esauriente le motivazioni dei T. d. G.;
sarebbe un lavoro arduo, anche per il fatto che c'è stato e c'è un evolversi e
un cambiamento nelle loro affermazioni e negazioni. Ho cercato invece di
chiarire la nostra dottrina riportando alcuni brani biblici da cui essa è nata,
cercando in alcuni casi - dove sembrava più necessario - di commentarli
brevemente.
Penso così di fare un servizio al lettore per un suo maggiore approfondimento
delle verità del nostro Credo, anche se non dovesse mai incontrare un T. d. G.
Questo non è certamente il modo migliore per presentare la dottrina cattolica;
nemmeno il modo migliore per premunirsi dagli errori biblici e dogmatici dei T.
d. G.
Non sarà nemmeno la lettura di queste pagine a dare ad un cristiano forza e
coraggio per resistere alla tentazione di sfiducia, di curiosità e di superbia
che assale coloro che si lasciano convincere dai T. d.G.: la vita esemplare di
un cristiano convince più di un libro, per quanto bellissimo. Spero solo che le
prossime pagine possano essere un aiuto per il lettore a vivere con maggior
coerenza e maggior fede e amore la sua vita di figlio di Dio.
Inizio con un capitolo sul modo con cui i Proclamatori T. d. G. si presentano
alla porta.
I T. d. G. DI CASA IN CASA: COME SI PRESENTANO
Arrivano
in casa tua e predicano. Hanno l'ordine di predicare e sono istruiti a
perfezione sulla successione degli argomenti con cui affrontare la discussione,
oltre che sul modo di sorridere, di gesticolare, di modulare il tono della voce
(vedi: Consigli sui discorsi e Sommario delle qualità oratorie in: Manuale per
la scuola di Ministero Teocratico pg. 104-105, cfr. riproduz. a pag. 22 e "Qualificati..."
).
Anzitutto ti fanno un'osservazione alla quale devi dar ragione: "II mondo
non va bene, non va più bene come una volta, ci sono tante brutture e delitti
".
Poi l'attenzione si sposta - se sanno o si accorgono che sei cristiano - sulla
Chiesa: "nemmeno essa è stata capace di trasformare il mondo, anzi, ha in
sé tanti cattivi esempi e scandali, non solo tra i fedeli, ma anche nella
Gerarchia. Ma Dio vuol bene agli uomini e perciò ci deve essere la possibilità
di un mondo diverso, nuovo".
Persa la fiducia nei sacerdoti e poi nella Chiesa intera, il salto è facile,
per chi non è vigilante e attento: "vieni con noi!". Se però rifiuti
questa loro proposta non parlano più di misericordia e di bontà di Dio, bensì
passano alle minacce della perdizione eterna, anzi, dello "stroncamento"
eterno.
L'insistenza con cui i predicatori T. d. G. vogliono entrare in casa tua o
intrattenerti anche contro la tua volontà, può essere determinata non solo
dall'amore per Geova, ma probabilmente anche dal fatto che hanno l'obbligo di
compiere un determinato numero di " visite ulteriori " (per la seconda
volta nella medesima casa).
Se non raggiungono il numero prefissato, possono essere ripresi alla fine della
settimana e non ottengono promozioni nella complessa gerarchia di servizi (cfr.
G. Pape o.c. e il cap. sui Servizi ). Ammiriamo forse il fatto che tutti i
T.d.G. sono predicatori più o meno diligenti: noi non faremmo altrettanto!
In molte occasioni tutti i cristiani sono chiamati a "dar ragione della
loro speranza" come dice s. Pietro, ma non tutti sono incaricati di
predicare. C'è però chi ne ha ricevuto il compito specifico. La Chiesa è come
un corpo. Tutto l'organismo deve rendere testimonianza al Signore, ma non tutti
hanno lo stesso compito. E' Cristo Gesù che fa alcuni apostoli, altri profeti,
altri maestri, altri pastori, a vantaggio di tutti i fedeli. Così dice infatti
s. Paolo in Corinzi 12, 12: Come infatti il corpo, pur essendo uno, ha molte
membra e tutte le membra, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche
Cristo...
Efesini 4, 11: E' Lui che ha stabilito alcuni come apostoli, altri come
profeti, altri come evangelisti, altri come pastori e maestri...
Se un cristiano non riceve il compito di predicatore dalla Chiesa, o non gli
viene approvato da essa (come fecero per es. s. Francesco di Assisi e i suoi
frati) non va in giro a predicare, perché conosce, o esegue senza conoscerle,
le parole della Bibbia, che qui ora riporto.
Geremia 23,21 e 32: Io non ho inviato questi profeti ed essi corrono; non ho
parlato a loro ed essi profetizzano. Eccomi contro i profeti di sogni menzogneri
- dice il Signore - che li raccontano e traviato il mio popolo con menzogne e
millanterie, lo non li ho inviati né ho dato alcun ordine: essi non gioveranno
affatto a questo popolo. Parola del Signore.
Galati 1,6-8: Mi meraviglio che così in fretta da colui che vi ha
chiamati con la grazia di Cristo passiate ad un altro Vangelo. In realtà però,
non ce n'è un altro; solo che vi sono alcuni che vi turbano e vogliono
sovvertire il vangelo di Cristo. Orbene, se anche noi stessi o un angelo dal
Cielo vi predicasse un Vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato, sia
anatema.
Ebrei 13, 8-9a: Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e sempre! Non
lasciatevi sviare da dottrine diverse e peregrine.
Romani 16, 17-18: Mi raccomando, poi, fratelli, di ben guardarvi da coloro
che provocano divisioni e ostacoli contro la dottrina che avete appreso:
tenetevi lontani da loro. Costoro, infatti, non servono Cristo nostro Signore,
ma il proprio ventre e con un parlare solenne e lusinghiero ingannano il cuore
dei semplici.
1- Potrà
essere utile ai lettori questa breve chiarificazione sul rapporto tra la Chiesa
e la S. Scrittura:
... " Negli scritti del Nuovo e del Vecchio Testamento è contenuta la
parola di Dio: ma donde viene tale certezza? Possiamo esserne certi solo per
merito della Chiesa. Cristo infatti non scrisse e neppure comandò ai suoi
discepoli di scrivere. Egli assegnò loro il compito di "andare in tutto il
mondo a predicare il Vangelo a tutte le creature" (Mc 16,15). Gli apostoli
adempirono questo incarico attraverso la predicazione orale. Pietro, Matteo,
Giovanni, Giacomo, Giuda Taddeo e Paolo lo fecero anche con alcuni scritti. Non
è però lecito dimenticare che la Chiesa era comunità fiorente, vera Chiesa
che insegnava, amministrava sacramenti, salvava anime prima che esistesse una
riga di Nuovo Testamento. La Chiesa era dunque Chiesa anche senza Nuovo
Testamento: non è perciò debitrice né della sua esistenza, né del suo potere
di magistero alla S. Scrittura. Essa possedeva tutto ciò prima che la S.
Scrittura esistesse: il suo essere, la sua dottrina, i suoi poteri li ricevette
direttamente da Cristo. La Chiesa, che annunciò la parola di Dio certamente per
un decennio prima che Matteo scrivesse il suo Vangelo, e settantenni prima del
compimento della Scrittura, nel Sinodo di Roma (n. 382), nei Concili di Ippona (a.
393) e di Cartagine (a. 397) separò pure dall'inondazione di evangeli non
autentici e scritti apocrifi quelli invece che erano da ritenere parola di Dio.
Questo essa lo poteva fare, e solo essa, perché aveva ricevuto da Cristo il
potere di magistero e la guida dello Spirito Santo. Pure per lo stesso motivo
essa sola può interpretare autenticamente la parola di Dio. La Chiesa non è
dunque figlia, ma la madre della Bibbia. La Chiesa stabilì il canone, ossia la
lista dei libri che compongono la Scrittura.
La fede nella ispirazione si fonda in fin dei conti su un'unica testimonianza:
la dichiarazione della Chiesa che tutti i libri del Nuovo Testamento furono
scritti sotto l'influsso divino.
Se la Chiesa non avesse accuratamente esaminati gli scritti dei suoi figli,
respinti alcuni, altri ritenuti degni di essere assunti nel Canone, noi non
avremmo oggi il Nuovo Testamento. Se la Chiesa non avesse dichiarato che i libri
che lo compongono sono da Dio ispirati, noi non lo potremmo sapere. Possediamo
solo una testimonianza che la S. Scrittura è sorta sotto l'influsso divino: la
testimonianza della Chiesa. Se si ripudia la Chiesa viene a mancare la premessa
logica per la fede nell'ispirazione della Bibbia " (Don S. Visintainer in:
" Botta e Risposta ", n. 4. Trento 1963).
I
T. d. G. E LA CONOSCENZA DELLA BIBBIA
E'
molto bene conoscere la Bibbia. E' parola di Dio " luce ai miei passi
", fondamento della preghiera e regola di vita. Più la conosci, più
vorresti conoscerla: è fonte d'acqua viva. Per questo il cristiano invidia il
T. d. G. per la sua conoscenza della Bibbia, che - a prima vista - sembra una
conoscenza... a menadito!
Purtroppo "Per i T. d. G., la Bibbia è una riserva di citazioni per
dedurne le cose più stravaganti. Ciò che permette loro di suscitare confusione
o interrogativi tra i cristiani è la scarsa preparazione di questi ultimi. E'
sufficiente avere una preparazione biblica anche minima per accorgersi di come i
T. d. G. strumentalizzino la Bibbia, citando isolatamente qualche versetto,
senza tener conto del contesto e commettendo grossolani errori" (prof. L
Zani). Sembra infatti che i T. d. G., invece di dipendere onestamente da ciò
che dice la S. Scrittura, la usino a loro comodo, per sostenere le loro idee e
le loro " scoperte ". Così insegnano ai loro Proclamatori nel libro:
" Manuale per la scuola di Ministero Teocratico", 1971, a pag. 128, n.
13-15 (vedi riproduz.).
La conoscenza della Bibbia è molto importante. Ma dobbiamo stare attenti a come
la conosciamo, perché anche Satana la conosce, eppure è menzognero nel modo in
cui la presenta. Satana ha adoperato la parola di Dio per tentare Gesù.
Matteo 4,6: Allora il diavolo... gli disse: Se sei il figlio di Dio gettati
giù, poiché sta scritto: " Ai suoi Angeli darà ordini, a tuo riguardo,
ed essi ti sorreggeranno con le loro mani, perché non abbia a urtare contro un
sasso il tuo piede" (frase del salmo 91, 11-12). L'uomo posseduto dallo
spirito immondo disse il vero, eppure Gesù lo fece tacere:
Marco 1,24: "Io so chi tu sei: il Santo di Dio! Gesù lo sgridò:
"Taci, esci da quell'uomo!".
I cristiani conoscono molto la parola di Dio imparata al catechismo o ascoltando
le letture e le omelie domenicali, anche se non sanno dire il numero del
capitolo e del versetto in cui si trovano. Conoscere "la lettera"
della Bibbia è importante sì, ma non assolutamente indispensabile.
Nessun comando è dato da Gesù di conoscere a memoria la S. Scrittura! Più
importante è ricevere in sé lo Spirito Santo di Dio!, spirito di amore, di
preghiera, di ubbidienza, di comunione, di umiltà, che è lo scopo della
conoscenza stessa della Bibbia. Gesù stesso non ha scritto nulla. Egli ha dato
ai suoi Apostoli il potere sugli spiriti immondi e la parola (vedi Mc 6,6 ss)!
Non ha dato loro la parola scritta, ma si è fidato dello Spirito Santo che
avrebbe aperto loro la bocca ad annunciare il Vangelo.
La parola scritta è stato un aiuto per la predicazione e per la memoria del
popolo di Dio!
Prima si è formato il popolo di Dio, poi è stata scritta la Sua Parola! E la
parola di Dio non è stata consegnata al singolo per il suo uso personale, ma al
popolo di Dio, alle varie comunità per l'uso di tutti; è evidente perciò che
nessuna Scrittura, come dice s. Pietro, va soggetta a privata spiegazione, poiché
è lo Spirito che deve dare l'interpretazione (cfr. nota).
Ricorda quanto dicono gli Apostoli!
1. Pietro 1,20: Sappiate anzitutto questo: nessuna scrittura profetica va
soggetta a privata spiegazione.
2. Corinzi 8,2 b: Se alcuno crede di sapere qualche cosa, non ha ancora
imparato come bisogna sapere.
Da
quando il fondatore dei T. d. G. C. T. Russe!, ha scoperto nella Bibbia la
profezia dell'invenzione della ferrovia, dei fiammiferi, della macchina da
mungere e di quella per cucire le scarpe, delle automobili, come segni del tempo
della fine e della presenza di Cristo dal 1874, e da quando ha creduto di aver
trovato nella Bibbia la data della creazione dì Adamo e quella di Eva, ecc.,
siamo autorizzati a dubitare della sua serietà di interpretazione e di lettura
della Parola di Dio! (cfr. Pape, o.c., pag. 9)
II
Vecchio Testamento è per essi una miniera di dati storici e scientifici. Con
calcoli acrobatici stabilirono che la settimana creativa dì Genesi 1, cominciò
45025 anni fa. Ognuno di quei giorni dura settemila anni; ora ci troviamo verso
i seimila anni del settimo giorno, quindi alle porte del regno millenario di
Cristo. Nel " terzo giorno ", fra il 35025 e il 28025, la terra era
ricoperta da una "volta di acque che stava sopra la distesa atmosferica,
che faceva passare i raggi di luce e di calore del sole, diffondendoli
dappertutto, ma che come serra, impediva al calore dì disperdersi" (Nuovi
cieli e nuova terra, pg. 47). Questa volta di acque cadde però nei giorni del
diluvio (anno 2370 a. C.) ed allora apparvero per la prima volta agli occhi
degli uomini... il sole e la luna. Molte altre notizie scientifiche di questo
genere sono diffuse come dati biblici! (riassunto da Visintainer, o.c.)
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Le
" Società |
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insegnamenti
a confronto con la Bibbia |
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I
T.d.G. E IL VERO NOME DI DIO
I
T. d. G. ritengono conoscere il "vero" Nome di Dio.
Molti sono i Nomi di Dio riferiti dalla Bibbia: Adonai, Elohim, Jahweh (il Nome
rivelato a Mosè dal roveto ardente).
Essi lo chiamano Geova. Come mai?
A partire dall'età dopo l'esilio di Babilonia (verso il 500 a. C. circa), il
Nome santo non lo si pronunciava più, per paura di pronunciarlo senza
attenzione e quindi profanarlo. Allora anche nella scrittura si introdussero dei
modi per avvertire il lettore che non lo pronunciasse: per es. in alcuni
manoscritti trovati nelle grotte del Mar Morto (commento di Abacuc) la scrittura
è quadrata; quando s'arriva alle quattro lettere del Nome Sacro (JHWH), queste
sono scritte in scrittura antica, fenicia, una scrittura che non si usava più.
Più tardi, quando hanno messo le vocali sotto il testo consonantico
(anticamente gli Ebrei scrivevano solo le consonanti), tutte le volte che
trovavano le 4 lettere del Nome Sacro vi mettevano le vocali del nome Adonai, in
modo che il lettore, vedendo quelle vocali pronunciasse "Adonai" (=
mio Signore). La pronuncia JaHWèH è una pronuncia ricostruita. Dal Nome JHWH
vocalizzato con Adonai è risultato, presso i cristiani dal Rinascimento in poi,
una lettura che è erronea: Jehowah; i T.d.G. suppongono che sia il Nome di Dio,
ma è un errore grammaticale molto elementare.
Conoscere il Nome di Dio non significa sapere come dev'esser chiamato, ma invece
avere un rapporto personale con Lui, tanto da lasciarsi guidare e trasformare la
vita. Vuoi dire lasciarsi fare da Lui, La parola "conoscere" nella
Bibbia significa "conoscere con amore". "Conoscere il Nome"
vuoi dire entrare in comunione con la realtà rappresentata dal nome, avere in
qualche maniera una presa diretta su questa realtà, sicché conoscere il Nome
di Dio vorrebbe dire toccarlo in qualche maniera, mettergli su le mani; perciò
Dio aspetta a rivelare il suo Nome in un tempo che è maturo, in modo che il
popolo possa veramente raggiungerlo!
Teniamo presente questo fatto quando diciamo "sia santificato il tuo
Nome" e quando ci segniamo "nel Nome del Padre..."!
II Nome di Dio, come ogni nome di persona nella cultura ebraica, indica o
l'essenza o il compito di quella persona. Il Nome JHWH vorrebbe dire " lo
sono l'Esistente ", oppure " lo sono colui che è efficacemente
presente ", oppure " lo sono ciò che sono ". Con questo termine
Dio si rivela, e nello stesso tempo si nasconde alla curiosità umana. Egli è
colui che esiste e della cui esistenza ed azione benefica sono testimoni i Padri
Abramo, Isacco e Giacobbe!
Ce ne dà conferma il brano biblico del colloquio di Mosè con Dio presso il
Roveto:
Esodo 3,13-15: Mosè disse a Dio: "Ecco io arrivo dagli Israeliti e dico
loro: il Dio dei vostri padri mi ha mandato a voi. Ma mi diranno: Come si
chiama? E io che cosa risponderò loro? ". Dio disse a Mosè: "Io sono
colui che sono". Dio aggiunse a Mosè: " Dirai agli Israeliti: Il
Signore, il Dio dei vostri padri, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di
Giacobbe mi ha mandato a voi. Questo è il mio nome per sempre; questo è il
titolo con cui sarò ricordato di generazione in generazione ".
Potremmo quindi tradurre il "Nome di Dio": "Colui che c'è
(non vi abbandonerà mai)".(1)
Osserviamo inoltre che, come i figli non chiamano mai il loro papa per nome
(perché sarebbe mettersi in atteggiamento di parità o di distanza), così i
cristiani, Figli di Dio, non chiamano Dio Padre per nome, ma semplicemente, come
ha insegnato e fatto Gesù: " Abbà " Padre!
Ecco l'insegnamento di Gesù e degli Apostoli:
Matteo 6.9: Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli, sia
santificato il tuo nome.
Romani 8, 15: Voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere
nella paura, ma avete ricevuto uno spirito da figli adottivi per mezzo del quale
gridiamo: Abbà, Padre!
Chiamare Dio col nome "Padre" (papa) è certamente un modo
confidenziale, che richiede vero spirito di figlio, vero amore semplice e
sereno, e denota abbandono fiducioso nel suo cuore. Lo preferiamo perciò a
qualsiasi altra usanza!
L'unico " nome " che noi abbiamo e che pronunciamo e nel quale
troviamo salvezza è il Nome di Gesù, Figlio di Dio e Dio egli stesso.
Dice s. Pietro in Atti 4, 12: In nessun altro c'è salvezza; non vi è
infatti altro NOME dato agli uomini sotto il cielo nel quale è stabilito che
possiamo essere salvati!
Il Nome di Gesù è il nome divino con cui i cristiani si differenziano da
tutte le altre religioni!
Sul
nome di Dio scrive così lo studioso Ebreo Abraham Joshua Heschel (in "Dio
alla ricerca dell'uomo", Boria, Torino, 1969, pg. 82, 83). << II vero
nome di Dio è un mistero. Leggiamo nel Talmud: "disse il Signore a Mosè...
"Questo è il mio nome in perpetuo".., (Es 3,15). La parola ebraica
corrispondente a "in perpetuo" (leolam) è qui scritta in maniera da
poter essere letta anche lealem, che significa "celare". Il nome di
Dio deve rimanere celato" (Kiddushim 71 a). Nel corso dei secoli, gli ebrei
rifuggirono dal pronunciare e, in parte, persino dal trascrivere in maniera
completa le quattro lettere dei santo nome di Dio (il Tetragramma). Il vero nome
è il NOME INEFFABILE. Esso viene reso dagli Ebrei con Adonai ( = Mio Signore),
dai Samaritani con Hashem, e da coloro che tradussero la Bibbia in grece con la
parola "Signore" (Kyrios). Secondo Abba Saul, colui che pronuncia il
Nome Ineffabile è tra quelli che non godranno della vita futura. " Nessuno
può pronunciare il mistero del Tuo nom". >>
IL
MISTERO DELLA SANTISSIMA TRINITÀ'
Chi
può conoscere la vita di Dio se non lo Spirito di Dio stesso?
1 Cor 2,11-12: I segreti di Dio nessuno li ha mai potuti conoscere se non lo
Spirito di Dio. Ora, noi non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo, ma lo
Spirito di Dio per conoscere tutto ciò che Dio ci ha donato.
Molti brani del Nuovo Testamento ci fanno conoscere e ci mostrano la vita e la
circolazione d'amore tra le Tre Divine Persone. E' un grande dono che Gesù ci
ha fatto, il farci penetrare almeno un pochino nella vita stessa di Dio per
vederne almeno la sublimità e la superiorità. Chi può pretendere di capire,
di dominare con la propria intelligenza la vita e la sapienza di Dio?
Romani 11,33: O profondità della ricchezza, della sapienza e della scienza
di Dio! Quanto sono imperscrutabili i suoi giudizi e inaccessibili le sue vie!
Gesù ci si presenta come uguale al Padre, come con-vivente con Lui e con lo
Spirito Santo. Dalle sue parole e dalle testimonianze degli Apostoli scopriamo
che l'unico Dio è... una " famiglia ", una " comunità ".
Ecco alcune, tra le molte asserzioni, che ci testimoniano la vita trinitaria:
Matteo 3,15-17: Egli vide lo Spirito di Dio scendere come una Colomba e
venire su di Lui. Ed ecco una voce dal cielo che disse: " Questi è il mio
Figlio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto ".
Matteo 28, 19: Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni,
battezzandole nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Giovanni
14,16-26: Io pregherò il Padre ed Egli vi darà un altro Consolatore, perché
rimanga con voi per sempre, lo Spirito di verità... Ma il Consolatore, lo
Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, egli vi insegnerà ogni cosa e
vi ricorderà tutto quello che vi ho detto.
2 Corinzi 13,13: La grazia del Signore Gesù Cristo, l'amore di Dio Padre e
la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi.
Prendiamo con semplicità le parole del Signore; se vogliamo ragionarle con
metodi di filosofia e di aritmetica faremmo presto a dar ragione ai Testimoni di
Geova che definiscono la dottrina ed il Mistero della Santissima Trinità come
menzogna diabolica di origine pagana. Secondo essi questa dottrina avrebbe
origine nel paganesimo babilonico del 2200 a. C. e sarebbe stata assunta nel II
sec. d. C dalla Chiesa Cristiana, ormai fuori strada!
Per dimostrare la loro affermazione si servono di vari passi biblici, alcuni dei
quali tolti dal loro contesto, altri tradotti con evidente falsificazione (come
ad es. Gv 1,1; vedi pure nei capitoli "Gesù è Dio" e "Lo
Spirito Santo").
E' vero che nella Bibbia non esiste la parola "Trinità " e che questa
parola è stata coniata nel periodo postapostolico, ma è altrettanto vero che
ciò che i cristiani intendono esprimere con questa parola è profondamente
radicato negli scritti del Nuovo Testamento: questa è una parola che esprime
l'unità profonda tra Padre, Figlio e Spinto Santo. Si potrà discutere (ed è
compito di teologi e filosofi) se Padre e Figlio e Spirito Santo siano da
definirsi " persona " o " ipostasi " o con altri termini, a
seconda dell'evolversi del linguaggio, ma non si può discutere che Dio è
Padre, che il Padre genera un Figlio a lui eguale, pur se distinto (altrimenti
come potrebbe farsi chiamare "Padre"?) e che dal Padre e dal Figlio
("per" il Figlio) esce una " forza-alito-vita " non creata,
con propria esistenza e attività, quindi " persona ", che viene
chiamato Spirito Santo. La Chiesa è stata costretta molte volte lungo i secoli
a pronunciarsi sull'interpretazione della Sacra Scrittura riguardo ai passi in
cui parla delle relazioni tra il Padre e il Figlio e lo Spirito Santo, per
difendere i fedeli da grosse eresie che portavano in ultima analisi a cambiare
il Vangelo e a far credere addirittura inutile il sacrificio di Cristo Gesù.
Perciò è stata costretta a formulare delle definizioni, delle certezze con il
linguaggio culturale e filosofico del tempo. E' così che si è formata la
dottrina " trinitaria ": uno sguardo d'insieme a tutte le parole e i
fatti che nei Vangeli e negli altri libri sacri parlano o lasciano intravedere
le relazioni tra Padre, Figlio e Spirito Santo.
Il Padre è Dio, origine e principio senza principio. Con un gesto d'amore
totale comunica tutto se stesso, donandosi completamente: così genera il
Figlio!
Il Figlio è un riflesso perfetto del Padre, ha una sua distinta realtà, ma
completamente ricevuta partecipata dal Padre, ed esiste come impeto d'amore
tutto proteso verso il Padre in una risposta d'amore. La forza di questa
comunione d'amore, la potenza di questo legame da origine a un nuovo " modo
di essere " Divino, vera e propria sussistenza divina; questo legame
perfetto tra Padre e Figlio ha tale energia e intensità che esso stesso è
ancora una volta Dio. E' Dio non nel modo della Paternità, né nel modo della
Figliolanza, ma nel modo proprio della Comunione. E lo chiamiamo con le parole
di Gesù, Spirito Santo. (1)
L'unico Dio dunque esprime la sua vita misteriosa in tre forme di sussistenza
realmente distinte e insieme intimamente compenetrate nella mutua relazione.
Sono le tre Persone nell'unico Dio, persone non semplicemente nel senso corrente
- psicologico del termine (che comporta una perfetta autonomia) perché in tal
caso sarebbe pregiudicata l'unità della natura divina.
Sono tre " persone ", tre " modi d'essere " dell'unico Dio
la cui " sostanza " è pura relazione (in latino "esse ad"):
Dio in sé è Colui che si dona, che esce da se stesso per donarsi completamente
(Padre), per rispondere all'amore (Figlio), per comunicarsi (Spirito Santo).
Che Dio sia non un'unica persona, ma una Tri-unità di Persone e che così a noi
si faccia conoscere è pure più logico e profondamente psicologico! Le varie
filosofie che arrivano ad ammettere l'esistenza di un Dio lo conoscono solo come
creatore o determinatore di tutto, senza rapporto con l'umanità. Le religioni
non cristiane - che si basano su filosofie - e che cercano un rapporto con il
Dio Unico (unica persona) si costruiscono un concetto di persona umana e di città
terrena più conseguente all'idea da cui sono partite per scoprire Dio, che da
una novità quale la Rivelazione.
Basterebbe osservare le conseguenze della radicalizzazione del concetto di Dio
nei Musulmani: Dio unico Allah, ma terribilmente dittatore; così i suoi seguaci
che radicalizzano la " teologia " islamica. Nella loro religione non
c'è posto né per la grazia, né per l'amore, né per i diritti dell'uomo. Nei
primi secoli dell'Islamismo è stato stroncato con persecuzione e martirio il
tentativo di alcuni di introdurre il concetto di Amore.
Così pure la dittatura con l'esclusione di qualsiasi possibilità di ricerca e
di confronto la troviamo esercitata nella Società Torre di Guardia (cioè i T.
d. G.).
Aggiungo qui ancora qualche riflessione semplice, a proposito della SS. Trinità,
perché non è difficile sentir pronunciare anche da qualche cristiano frasi
come questa: " In fondo a me non ne viene niente, che siano Uno o Tre o
quattro! ". Vi è facilitato dal fatto che tutte le religioni non cristiane
e tutta la filosofia che s'interessa di Dio, parlano di un Dio unica persona. Ciò
non fa meraviglia, perché il mistero Trinitario lo conosciamo solo dalla
testimonianza di Gesù! Ma anche qualche setta oggi fiorente - tra cui i T. d.
G. - e che si spaccia per cristiana, nei suoi ragionamenti fa capire che la
Trinità, così come l'adoriamo noi cristiani, è un'assurdità, un qualcosa di
impensabile, addirittura - se usiamo le loro parole - di demoniaco!
Cosa devo pensare io? Devo fidarmi della mia intelligenza e limitarmi a credere
solo ciò che capisco? Posso fidarmi della testimonianza di Gesù?... o è anche
quella un'invenzione dei preti?
Veramente godo che il mio Dio sia Trinità: e sono giunto a un punto tale che...
guai se il mio Dio non fosse Trinità, se non fossero tre le Persone dell'unico
Dio! Se fosse una persona sola sarebbe mostruosamente egoista: sarebbe stato
obbligato a creare il mondo per poter aver qualcuno da amare; dovrebbe temere
l'uomo che lo offende e lo abbandona, dovrebbe fare il dittatore. Non potrebbe
essere per noi esempio e modello di amore, di umiltà, di generosità! Chi
s'immagina infatti che Dio sia un'unica persona, arriva a criticarlo e a
sottometterlo a se stesso giudicandolo cattivo, despota... ecc... Siamo felici
invece di poter conoscere (pur senza capire tutto) un pochino la vera vita di
Dio Trinità:
Il Padre prima ancora che il mondo fosse poteva amare il Figlio, ed il Figlio
poteva amare il Padre e lo Spirito Santo. Dio non ha avuto bisogno del mondo per
esser se stesso, per essere Amore. Il mondo è nato da un amore non egoista, ma
puro: il Padre vuoi regalare al Figlio dei fratelli, allo Spirito un campo
d'azione nuovo. Il Figlio potrà mostrare gratitudine al Padre con un amore
spinto fino alla morte per fare spazio nel cuore degli uomini che diventeranno
il tempio dello Spirito Santo! E lo Spirito può condurre il creato intero alla
lode e all'adorazione del Padre e del Figlio. Il Padre ha una fiducia totale del
figlio suo: non dice ai discepoli di Gesù: "venite a me che sono io il
Padre"! invece li manda a Gesù: " ascoltatelo ". Lo
stesso avviene per Gesù: Egli vuoi portare tutti al Padre dopo che sono stati
ammaestrati dallo Spirito. E lo Spirito fa nascere nel cuore dell'uomo libero il
grido "Abbà! Padre!" e fa piegare le ginocchia degli uomini davanti a
Gesù " Signore "! Il Dio Trinità è un vero Dio, il vero Dio, e non
ve n'è altri. Egli può essere! modello di servizio, di amore, di umiltà, di
fiducia...!
Chi radicalizza la sua sequela ed il suo amore a Dio Trinità si fa servitore di
tutti e amante di tutti (vedi s. Francesco, s. Teresina, s. Giovanni Bosco...).
Un altro Dio ci sarebbe solo modello di padronanza e diventeremmo facilmente...
superbi e insofferenti come il Dio che ci immagineremmo!
1
Potremo trovare qualche esempio concreto nella nostra esperienza: come
esempio-parabola non potrà essere sufficiente, ma può rendere l'idea: dai due
poli di un generatore elettrostatico, carichi di energia, scocca la scintilla
(così pure il fulmine): una terza realtà distinta, relazione tra le altre due,
che esiste solo come relazione.
GESÙ,
FIGLIO DI DIO
I
T.d.G. negano la divinità di Gesù. Egli sarebbe una creatura, il primo dei
servi salvati. Stando così le cose le conseguenze sono grosse: il suo
Sacrificio non ha valore di redenzione, la sua Chiesa non è di origine divina,
sua madre non è Madre di Dio, ecc. ecc... Rendiamo grazie a Dio di poter
conoscere come in Gesù Cristo piacque a Dio far abitare corporalmente tutta
la pienezza della divinità (Col 2,9) ed Egli sia la immagine del Dio
invisibile (Col 1,15). Egli stesso ci garantisce, nella diversità,
l'uguaglianza col Padre.
Dove l'intelligenza non arriva, arriva la fede e l'amore. Ecco alcuni passi che
ci sono testimonianza della divinità di Cristo:
Giovanni 1,1: In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo
era Dio.
I T. d. G. traducono arbitrariamente questo versetto così: "In principio
era la Parola e la Parola era con il Dio e la Parola era dio ". Mettendo
l'iniziale minuscola a "dio" nella seconda parte del versetto (perché?)
sostengono che la Parola, il Verbo, il Figlio di Dio non è Dio, ma una creatura
divina. Tale distinzione è gratuita, arbitraria. Nei testi greci antichi tutte
le lettere sono maiuscole o tutte minuscole. La distinzione per le iniziali
maiuscole è stata introdotta nel Medio Evo: non ci sono ragioni intrinseche a!
testo per mettere alla parola " Dio " la maiuscola o la minuscola! Ma
ecco altre parole di Gesù che in modo evidente dichiarano la sua uguaglianza al
Padre, perciò la sua divinità:
Giovanni 1,18: Dio nessuno lo ha mai visto; proprio il Figlio unigenito che è
nel seno del Padre, Lui lo ha rivelato. La parola " il Figlio unigenito
" c'è solo in alcuni codici antichi, mentre altri, molto importanti,
dicono l'Unigenito Iddio, che è nel seno del Padre: ancora più chiaro dunque!
Giovanni 5, 17-18: Gesù rispose loro: " II Padre mio opera sempre e
anch'io opero ". Proprio per questo i Giudei cercavano di ucciderlo: perché
non soltanto violava il sabato, ma chiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a
Dio.
Giovanni 5,21-23: Come il Padre risuscita i morti e da la vita, così
anche il Figlio da la vita a chi vuole; il Padre infatti non giudica nessuno, ma
ha rimesso ogni giudizio al Figlio, perché tutti onorino il Figlio come onorano
il Padre.
Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che l'ha mandato.
Giovanni 10,30: Io e il Padre siamo una cosa sola.
Giovanni 14,9 e 11: Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi dire
mostraci il Padre?
(11): Credetemi: io sono nel Padre e il Padre è in me; se non altro
credetelo per le opere stesse.
Matteo 11,27: Tutto mi è stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio
se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il
Figlio lo voglia rivelare.
Giovanni 17,21: Perché tutti siano una sola cosa. Come tu Padre sei in
me e io in te, siano una sola cosa anch'essi in noi, perché il mondo creda che
tu mi hai mandato.
1 Giovanni 5,20: Sappiamo anche che il Figlio di Dio è venuto e ci ha dato
l'intelligenza per conoscere il vero Dio. E noi siamo nel vero Dio e nel Figlio
suo Gesù Cristo: Egli è il vero Dio e la vita eterna.
Apocalisse 5,13: Tutte le creature del ciclo e della terra, sotto la terra e
nel mare e tutte le cose ivi contenute, udii che dicevano: "A colui che
siede sul trono e all'Agnello lode, onore, gloria e potenza nei secoli dei
secoli ".
Ebrei 1,5-6: Infatti a quali degli angeli Dio ha mai detto: "Tu sei mio
Figlio, oggi ti ho generato?". E ancora: " lo sarò per lui padre ed
egli sarà per me figlio? ". E di nuovo quando introduce il primogenito nel
mondo dice: " Lo adorino tutti gli Angeli di Dio ".
Anche la "Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture" (la Bibbia
ufficiale dei Testimoni di Geova) traduce così questo versetto:
"Per esempio, a quale degli angeli ha egli detto mai: "Tu sei mio
figlio; oggi ti ho generato"? e di nuovo: "lo gli sarò padre, ed egli
mi sarà figlio "? Ma quando egli introduce di nuovo il suo Primogenito
sulla terra abitata, dice: "E tutti gli angeli di Dio lo
adorino"". Nella ultima edizione della
Traduzione del Nuovo mondo delle Scritture" hanno cambiato: "gli
rendano omaggio"!!! Perciò, se gli angeli devono
"adorare" il Primogenito, significa che Egli è Dio: solo Dio è degno
di "adorazione"!
(Vedi anche la loro traduzione di Mt 4, 10: "Gesù gli disse: "Va via
Satana! poiché è scritto: devi adorare Geova il Tuo Dio e a lui solo devi
rendere sacro servizio"").
E'
vero che ci sono alcuni testi dei Nuovo Testamento in cui sembrerebbe che Gesù
sia inferiore al Padre: Giovanni 14,28: Il Padre è più grande di me
(1). Questa affermazione non bisogna intenderla in senso quantitativo. Il
Figlio, proprio come generato, non ha niente di originariamente suo, perché è
originato tutto. All'interno della Trinità c'è relazione di generazione, che
noi, nel linguaggio umano traduciamo istintivamente come dipendenza, però
questa è un'imprecisione che proiettiamo nel piano della Trinità. Il Figlio è
l'infinitamente povero che riceve tutto da Colui che è infinitamente ricco. In
questo senso Egli può dire "il Padre è maggiore di me", parlando
delle relazioni intime della Trinità, ma non è che ci sia una disuguaglianza.
C'è concatenazione intima di eterna generazione.
Un altro passo che potrebbe confermare la tesi dei T. d.G. è questo: 1 Corinzi
15,24: Egli (Gesù) consegnerà il Regno a Dio Padre.
28: Anche Lui, il Figlio, sarà sottomesso a Colui che Gli ha sottomesso
ogni cosa...
Ma dobbiamo chiarire che s. Paolo considera le persone divine meno sul piano
astratto della loro natura che sul piano concreto delle loro funzioni nell'opera
della salvezza. Inoltre egli pensa sempre al Cristo storico nella sua realtà
concreta di Dio fatto Uomo. Per questo egli lo mostra subordinato al Padre - sia
nell'opera della creazione, che della restaurazione escatologica. Tuttavia il
titolo di Kyrios (Signore) ricevuto dal Cristo nella Risurrezione (Fil 2,9-11;
Ef 1, 20-22; Ebr l,3s) non è nient'altro che il titolo divino dato a Jahwe
nell'Antico Testamento ( Rom 10,9 e 13; 1 Cor 2,16)" (dalla Bibbia di
Gerusalemme, nota a Rom 9,5).
Ma talvolta Paolo da pure a Gesù il titolo di "Dio": vedi ad es.:
Romani 9,5: Cristo... Egli che è sopra ogni cosa, Dio benedetto nei secoli.
Tito 2,13: Nell'attesa della beata speranza e della manifestazione della
gloria del nostro grande Dio e Salvatore Gesù Cristo.
Ebrei 13,21: Gesù Cristo al Quale sia gloria nei secoli dei secoli. Amen.
1 Cor 12,3: Nessuno può dire "Gesù è Signore" se non sotto
l'azione dello Spirito Santo.
Col 2,9: E' in Cristo che abita corporalmente tutta la pienezza della divinità.
Naturalmente i T. d. G. cercano di tradurre arbitrariamente in modo diverso
questi passi.
Che cosa pensava Gesù di se stesso? Quando i Profeti pronunciavano una parola
di Dio introducevano sempre il loro discorso con " oracolo del
Signore" e "Parola del Signore Dio", Gesù non parla mai così.
Egli dice: "Ma io vi dico", oppure "Amen, amen, vi dico"
(cioè: " In verità, in verità vi dico"). La sua parola è
parola di Dio perché Egli è Dio!
1
"Per ora la gloria del Figlio è velata, essendo in tutto simile agli
uomini (Gv 1,14). Egli è uguale al Padre (Gv 10,30 e Gv 8,24) e la sua gloria
risplenderà di nuovo (Gv 17,5; Fil. 2,6-9; Ebr 1,3)! " (cfr. Bibbia di
Gerusalemme, nota a Gv 14,28).
LO
SPIRITO SANTO
I
T. d. G. dicono che lo Spirito Santo non è Dio e non può essere " persona
" divina, ma solo una forza divina.
II termine "persona" non è facile da definire né da spiegare, perché
lungo i secoli il suo significato si è andato modificando. Noi usiamo questa
parola per indicare l'individualità distinta, nel nostro caso dello Spirito
Santo. Egli, cioè, non è il Padre, non è Gesù, il Figlio incarnatosi in Gesù.
Ha delle caratteristiche proprie, compie delle azioni proprie. E' un altro.
E' uno che vive con il "Padre" e con il Figlio e... con noi (in noi)!
(Se glielo permettiamo, naturalmente!).
Ecco cosa ci dice la Bibbia:
Luca 4, 1 : Gesù pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano e fu
condotto dallo Spirito nel deserto.
1 Corinzi 6,19: O non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito
Santo che è in voi e che avete da Dio, e che non appartenete a voi stessi?
Atti 15,20: Abbiamo deciso, lo Spirito Santo e noi, di non im-porvi
nessun altro obbligo al di fuori di queste cose necessarie.
Romani 5,5: La speranza poi non delude, perché l'amore di Dio è stato
riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato.
Lo Spirito Santo è una persona divina, è Dio egli stesso (cfr. pag.
35-36).
Nelle formule " trinitarie " viene nominato insieme al Padre e al
Figlio senza distinzione:
Matteo 28,19: Battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito
Santo.
Gesù poi dice in Giovanni 15,26: Lo Spirito di verità procede dal Padre.
Il termine "procedere" lascia intendere chiaramente che lo Spirito
Santo non è creatura, ma partecipe della natura Divina. Non ci meravigliamo
della affermazione dei T. d. G. perché chi non ha lo Spirito Santo non può
affermarne l'esistenza perché non Io vede e non lo conosce, secondo quanto dice
Gesù del " mondo " in Giovanni 14,17: Il mondo non può riceverlo
perché non lo vede e non Io conosce. Voi lo conoscete perché Egli dimora
presso di voi e sarà in voi.
LA CHIESA CATTOLICA
Per
i T. d. G. la Chiesa cattolica (e le altre chiese cristiane) è diabolica. E'
logico; se Gesù non è Dio, e Dio non è Trinità, la Chiesa che lo adora è
diabolica. Ma ogni cristiano ha esperienza personale almeno del perdono dei
peccati ricevuto per il ministero della Chiesa. Se i! peccato - opera diabolica
- viene tolto da noi nella Chiesa, questa certo non è opera del demonio perché
(Matteo 12,26): Se Satana scaccia Satana, egli è discorde con se stesso;
come potrà dunque reggersi il suo regno?
2 Corinzi 5,18: Ha affidato a noi il ministero della riconciliazione.
Inoltre tra i tanti brani del Nuovo Testamento leggiamo anche quelli di: Matteo
16,18-19: Gesù dice a Pietro: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò
la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. A te darò
le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra, sarà
legato nei cieli e tutto ciò che scioglierai sulla terra, sarà sciolto nei
cieli.
Con queste parole Gesù manifesta la sua intenzione: Egli ha in mente una
sua famiglia che avrà una continuità. E' il senso della continuità che domina
pure nelle lettere di s. Paolo. Per es. nella lettera ai Galati (1,8) dice: Se
un angelo dal cielo vi predicasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo
predicato, sia anatema! La Chiesa non ha bisogno di tali riformatori: chi si
pone nella Chiesa come suo riformatore, in realtà si mette fuori da essa.
Una bella fotografia della Chiesa ce la da s. Paolo in: Efesini 2,20-22: Siete
edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, e avendo come pietra
angolare lo stesso Cristo Gesù.
In Lui ogni costruzione cresce ben ordinata per essere tempio santo del Signore;
in Lui anche voi insieme con gli altri venite edificati per diventare dimora di
Dio per mezzo dello Spirito.
La Chiesa Cattolica ha la convinzione di essere la stessa Chiesa di cui
facevano parte gli apostoli Pietro e Paolo, che non esiste interruzione tra la
loro comunità e l'attuale. Ne fanno fede, sul piano giuridico, l'imposizione
delle mani per l'ordinazione dei vescovi, dei presbiteri e diaconi, mai
interrotta, e sul piano spirituale, la testimonianza confortante di un'immensa
schiera di martiri e santi, oltre all'esperienza psicologica, spirituale e
mistica dei fedeli.
Per i T. d. G. invece il cristianesimo vero è terminato alla fine del primo
secolo alla morte dell'ultimo apostolo. E' ricominciato soltanto nel 1919 con i
T. d. G., dopo una preparazione di circa 50 anni (dal 1874, anno in cui Russel
iniziò la Società!). Nel frattempo ci sono stati 18 secoli di oscurità
assoluta, non ci fu nessun cristiano vero, Dio rimase senza popolo, senza
Chiesa!
(Così sarebbe falsa la parola di Gesù: "Le porte degli inferi non
prevarranno sulla Chiesa"). Con queste affermazioni non s'accorgono di
essere in contraddizione con se stessi: difatti la scelta dei libri del Nuovo
Testamento così com'è e come essi lo usano è stata fissata dalla Chiesa
appena alla fine del IV secolo! (cfr. nota). La negazione dell'autorità del
Papa, l'identificazione dei preti coi demoni e il rifiuto di altre verità
ecclesiali, e dei santi Sacramenti sono una conseguenza più o meno diretta
della precedente convinzione. E' tale convinzione (che la Chiesa sia satanica)
che impedisce loro qualsiasi possibilità di dialogo e di collaborazione, nonché
persino di partecipare insieme alla preghiera.
Certamente la Chiesa, popolo di Dio in cammino, è e si riconosce sempre
assemblea di imperfetti, di peccatori, di persone bisognose di misericordia,
perché ognuno di noi che ne siamo le membra, siamo peccatori. Non è una novità.
Anche tra la gerarchia stessa ci sono sempre stati e ci saranno peccatori!!!
Questo è certamente motivo di continua revisione e conversione! Ma ciò non è
motivo di sfiducia, perché Dio si serve proprio dì chi è debole e fragile per
manifestare la sua potenza; egli ha messo il suo tesoro in vasi di creta! Ci
spiace che i membri della Chiesa siano peccatori, ma questo fatto è pur sempre
garanzia che in essa c'è posto anche per noi!
IL BATTESIMO
Date
le convinzioni precedentemente illustrate i T. d. G. non possono battezzare
" nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo " con lo
stesso significato che noi diamo a queste parole. Il battesimo in acqua è solo
un " simbolo " della " dedicazione " che fanno a Geova Dio.
Col battesimo e una vita moralmente integra sono automaticamente "ordinati
ministri" di Geova Dio. Il ministro ha il dovere di non trascurare lo
studio della Bibbia, la frequenza alle adunanze, e il ministero di campo.
Per il cristiano il battesimo non è solo un simbolo, ma una vera
"immersione" nella vita di Dio, che avviene in quel momento, ed egli
la compie per ubbidire ad un preciso comando di Gesù:
Matteo 28, 19: Andate dunque ed ammaestrate tutte le nazioni e battezzatele
nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Atti 2,38: Pentitevi
e ciascuno si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per la remissione dei
vostri peccati; dopo riceverete il dono dello Spirito Santo.
Battezzare nel nome di Dio vuoi dire passare in proprietà di Dio e quindi
assumere il nome di Dio come proprio nome, tanto si è entrati in comunione con
Lui! Noi assumiamo il nome del Padre amando per primi i nostri fratelli (amore
dei nemici), poiché il Padre è colui che ama per primo, che ha l'iniziativa
dell'amore! Assumiamo il nome del Figlio, che risponde ubbidendo con amore,
sottomettendoci quindi a Dio e ai fratelli come Gesù! Assumiamo i! nome dello
Spirito Santo lasciandoci guidare in ogni circostanza a dipendere da Dio e non
dalle cose e dalle forze di questa terra.
In particolare il battesimo del cristiano è immergersi nel Figlio di Dio
morente e risorgente, un morire al peccato e risorgere a vita nuova (Rom
6,3-11), è iniziare un processo vitale di conversione che ha bisogno poi di
essere condotto avanti.
Siamo coscienti quindi che non basta certamente essere battezzati nel modo
giusto. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo dice Gesù. L'impegno del
cristiano nel far vivere la fede e nel dare spazio al proprio Dio nella vita
(azioni, pensieri, progetti) deve essere continuamente presente.
Può essere certamente uno stimolo positivo per i cristiani l'impegno dei T. d.
G. Il Battesimo non va solo celebrato e registrato, ma vissuto quotidianamente!
IL BATTESIMO DEI BAMBINI
II
battesimo dei bambini per i T. d. G. è antiscritturale e inutile. Non abbiamo
nella Bibbia testimonianze dirette di battesimo conferito ai bambini, ma ci sono
alcune affermazioni che non lo escludono:
Atti 10,15: Dopo essere stata battezzata assieme a tutta la sua famiglia...
Atti 18,8: Crispo, capo della sinagoga, credette nel Signore insieme a
tutta la sua famiglia; e anche molti dei Corinzi, udendo Paolo, credevano e si
facevano battezzare.
Dicendo " tutta la famiglia " è probabile la presenza di
bambini e fanciulli. La Scrittura ci assicura però che Dio può intervenire
anche nella vita dei bambini. Vedi per es.:
1 Samuele 1,27: Per questo fanciullo ho pregato e il Signore m! ha concesso
la grazia che gli ho chiesto; perciò anch'io lo dò in cambio al Signore: per
tutti i giorni della sua vita egli è ceduto al Signore.
1 Samuele 2, 18: Samuele prestava servizio davanti al Signore, per quanto lo
poteva un fanciullo.
Luca 1,15: ...Sarà pieno di Spirito Santo fino dal seno di sua madre
(detto di Giovanni Battista).
Luca 18,10: Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite perché
a chi è come loro appartiene il regno di Dio.
E' vero anche che la Chiesa amministra il battesimo ai bambini se ci sono
garanzie sufficienti (genitori e parenti credenti) che essi possano
"respirare" un'atmosfera di fede e quindi crescere nell'amore del
Padre, Figlio e Spirito Santo nel cui nome sono stati battezzati. Se non c'è
alcuna prospettiva che il bambino possa essere aiutato a far propria la fede
della Chiesa, essa non amministra il s. Battesimo.
ANIMA
IMMORTALE
I
T. d. G. sostengono che l'anima dell'uomo non è immortale. Trovano motivo per
questa affermazione nelle parole della Bibbia, ma non si accorgono che nella S.
Scrittura la parola " anima " indica " persona " "
essere vivente ": vedi per es. quando Abramo volle spartire il bottino col
re di Sodoma, questi gli disse: " Dammi le anime, ma tieni per te i
beni" (traduz. dei T. d.G.). Intendeva certamente dire Dammi le persone, i
beni prendili per te (Genesi 14,21).
Una parola del profeta Ezechiele (18,20) dice: "l'anima che pecca essa
stessa morrà" (traduz. dei T. d.G.).
II contesto in cui il profeta mette questa frase vuole sostenere il fatto che
Dio punisce chi pecca e non i suoi parenti, vuoi metter l'uomo nella condizione
di assumersi la responsabilità delle proprie azioni: Colui che ha peccato e non
altri deve morire; il figlio non sconta l'iniquità del padre, né il padre
l'iniquità del figlio. Al giusto sarà accreditata la sua giustizia e al
malvagio la sua malvagità.
Il
profeta in questo passo usa il termine "anima" senza cambiargli il
significato che aveva nel suo linguaggio d'allora, cioè " persona ".
Perciò noi leggiamo quella riga così: " Colui che ha peccato e non
altri morirà ".
I T. d. G. nel libro "Nuovi cieli e nuova terra" a pg. 82 dicono:
"Perciò, quando Abramo fosse tornato in polvere, quell'anima vivente
sarebbe morta; era un'anima mortale e Dio poteva distruggerla... Più dì 3400
anni dopo il peccato di Adamo Geova Dio ispirò il profeta Ezechiele onde
scrivesse: "...l'anima che pecca sarà quella che morrà". Quindi per
Adamo la morte significò il ritorno all'inesistenza".
Interpretata
così fuori del suo contesto tale frase porta alla conclusione che con la morte
l'uomo subisce una distruzione: nulla più esiste di lui. Alla fine del presente
"sistema di cose" solo il T. d. G. sarà nuovamente chiamato
all'esistenza da Dio (vedi anche pg. 56). Non occorre ci serviamo di
ragionamenti filosofici che dimostrano la immortalità dell'anima: abbiamo la
Parola di Dio che ci conforta e ci rassicura che con la nostra morte il corpo
subisce sì la corruzione, ma qualcosa di noi (come chiamare questa cosa, "
anima "?) sussiste.
Apocalisse 14, 13: Udii una voce dal cielo che diceva: Scrivi: beati d'ora in
poi i morti che muoiono nel Signore. Sì, dice lo Spirito, riposeranno dalle
loro fatiche, perché la loro opere li seguono.
Sapienza 2,23: Sì, Dio ha creato l'uomo per l'immortalità; lo fece a
immagine della propria natura.
Col vocabolo "morte" il libro della Sapienza intende solo la morte
dell'empio, che non ha prospettiva davanti a sé. Le anime dei giusti invece
sono nelle mani di Dio: per essi la morte ha il senso della continuità nella
vita presso Dio.
Tutta la Sacra Scrittura quando dice " anima " o " carne "
indica la totalità della persona, ma con prospettive diverse: carne è l'uomo
come creatura fragile, esposta alla morte; anima è la persona in quanto legata
a Dio, aperta all'azione di Dio e perciò anche immortale. Che ci sia una vita
oltre la morte non è mai stato messo in dubbio nell'Antico Testamento, pur non
sapendo come fosse.
S. Paolo dice: Così anche quelli che sono morti, Dio li radunerà per mezzo
di Gesù insieme con Lui (1 Tess 4, 14). Ora Dio può "radunare "
chi già esiste!, non chi è annientato. Inoltre la Bibbia riferisce le visioni
di s.Giovanni (in Apocalisse): Egli vede davanti al trono di Dio vegliardi e una
" moltitudine immensa": essi sono vivi davanti a Dio! "e
lo servono giorno e notte! ".
Aggiungiamo
qui un'altra affermazione dei T. d. G.: l'inferno non esiste. Cerchiamo di non
dimenticare alcune parole di Gesù e degli Apostoli per conoscere la verità.
Mt 25,41: Lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno!...
Giov 5,28-29: Coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e ne
usciranno: quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il
male per una risurrezione di condanna.
2 Cor 5,10: Tutti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo,
ciascuno per ricevere la ricompensa delle opere compiute finché era nel corpo,
sia in bene, che in male.
MARIA SANTISSIMA E I SANTI
Maria,
la madre di Gesù, e i Santi non sono tenuti dai T. d.G. in alcuna
considerazione. Anzi chi li venera è accusato di idolatria. Possiamo capirlo,
se è vero che dall'anno 100 dopo Cristo fino al 1919 (il periodo del fondatore
C. T. Russel, dal 1874 al 1919, viene definito periodo di " graduale
risveglio ") non ci sono stati veri "adoratori!" (cfr. pag. 69).
Non c'è stato cioè nessun cristiano! Non ci vogliamo ritenere così superbi da
non poter ripetere le parole che l'angelo Gabriele ed Elisabetta rivolsero a
Maria:
Luca 1,28: Ti saluto, piena di grazia, il Signore è con te.
Luca 1,42: Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo
grembo.
I cristiani non dimenticano queste altre parole della Bibbia pronunciate da
Maria: Luca 1,48: D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata!
Così, come si dice a riguardo di Maria, sorella di Lazzaro: Matteo 26,7 e
13: Gli si avvicinò una donna con un vaso di alabastro di olio profumato
molto prezioso, e glielo versò sul capo mentre stava a mensa... Gesù disse: In
verità vi dico: dovunque sarà predicato questo Vangelo, nel mondo intero, sarà
detto anche ciò che essa ha fatto in ricordo di lei.
1 Corinzi 11,1: Fratelli, siate miei imitatori come io lo sono di Cristo.
Queste parole di Paolo valgono anche oggi! Possiamo imitarlo anche se ora
vive " nascosto con Cristo in Dio "!
Venerando (non "adorando") i Santi, noi apprezziamo e lodiamo l'opera
di Dio, che da peccatori li ha resi amici suoi e risplendenti o rispecchianti la
sua santità. Solo Dio è santo! Nei " Santi " vediamo un riflesso
della santità di Dio!
Levitico 11/44: Siate santi, perché lo sono santo.
Efesini 1,4: Ci ha scelti per essere santi.
IL
NUMERO DEI REDENTI
1
T. d. G. posseggono un censimento esatto del proprio numero. Ciò è possibile
grazie al controllo strettissimo su tutti i membri; ad es.:
media proclamatori 1980 in Italia: 81.569
media proclamatori 1981 in Italia: 87.854 (+8% del 1980)
media proclamatori 1980 ne! mondo: 2.175.403
media proclamatori 1981 nel mondo: 2.247.486 (+3,3% del 1980).
Noi cristiani non ci preoccupiamo del numero esatto dei nostri fratelli. Abbiamo
letto nella Bibbia:
2 Samuele 24,2-3 e 10: II re David disse a Joab: "Fate il censimento del
popolo, perché io conosca il numero della popolazione ". Joab rispose al
re: "il Signore Dio tuo moltiplichi il popolo cento volte più di quello
che è, e gli occhi del re, mio signore, possano vederlo! Ma perché il re, mio
signore, desidera questa cosa? ". Ma dopo che Davide ebbe fatto il
censimento del popolo si sentì battere il cuore e disse al Signore: " Ho
peccato molto per quanto ho fatto ".
Nel libro dell'Apocalisse di s. Giovanni leggiamo: Apocalisse 7,4: Poi
udii il numero di coloro che furono segnati con il sigillo:
centoquarantaquattromila, segnati da ogni tribù dei Figli di Israele...
Da questo numero - che noi sappiamo essere simbolico (è il numero delle 12 tribù
d'Israele moltiplicato per 12 e poi per mille: sta ad indicare il numero
sterminato dei salvati) - i T. d.G. hanno dedotto che nel Paradiso saranno
144.000 (+ 1, cioè Cristo Gesù) coloro che regneranno: sono la "classe
celeste".
I predestinati sanno d'esserlo per rivelazione diretta. Essi sono gli unici che
possono partecipare al " pasto serale del Signore " ("
Commemorazione") (1) una volta all'anno mangiando il "pane e vino
emblematici " del corpo di Cristo.
Gli altri possono assistervi (dal 1938, prima non era permesso). Nel libro
"Vita eterna, nella libertà dei figli di Dio" a pg. 120-156 sono
contenute le indicazioni con cui ognuno può stabilire se è chiamato a
partecipare alla Commemorazione (sono indicazioni molto confuse. Ognuno deve
sentire dentro di sé tale chiamata). Il numero dei " partecipanti "
è la cifra che manca a completare in cielo la " classe celeste " di
144.000. Tenendo conto dei decessi, il numero dei partecipanti dovrebbe
diminuire di anno in anno. Non riusciamo a capire come mai nel 1973 i
partecipanti in tutto il mondo furono 10.523 e nel 1974, il 7 aprile, furono
10.723! Nel 1976 invece furono 10.184. Nel 1981 furono 9.601. Alle stesse date
"presenziarono" invece alla Commemorazione, senza mangiare il pane,
rispettivamente 3.994.924 e 4.550.457 T. d. G. e 4.472.571 nel 76, nell'81,
5.987.893. In Italia, nel 76 presenziarono 130.748, nell'81, 187.165.
Tutti gli altri T. d.G. non andranno in cielo, ma vivranno in una terra da
paradiso terrestre senza afflizioni, come Adamo ed Eva, prima del peccato. Chi
non sarà T. d. G. sarà semplicemente annullato, "stroncato", non
risorgerà. L'inferno non esiste. I " fortunati " che vivranno sulla
terra nuova saranno comandati (regnati) dalla "classe celeste" dei
144.001.
In questo modo vengono interpretati i passi del libro dell'Apocalisse senza
tener conto del loro significato allegorico e apocalittico.
Noi leggiamo con gioia il seguente versetto dell'Apocalisse: Apocalisse 7,9: Dopo
ciò, apparve una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni
nazione, razza, popolo e lingua. Tutti stavano in piedi davanti al trono e
davanti all'Agnello, avvolti in vesti candide, e portavano palme nelle mani.
Qui il Paradiso viene presentato in modo plastico, quasi terrestre. Come avrebbe
potuto spiegare l'Apostolo le sue visioni e le sue esperienze mistiche se non
con immagini tolte dalla nostra esperienza terrestre?
La realtà del "Paradiso" è certamente molto distante da ciò che la
nostra bocca può proferire o che i nostri orecchi possono udire: c'è la
distanza che ci può essere tra Dio e l'uomo! Ci sarà posto anche per noi? Se
saremo fedeli a Gesù Cristo e non lo rinnegheremo, "regneremo con lui
"!
Luca 13,23-24: Un tale gli chiese: "Signore, sono pochi quelli che si
salveranno? ". Rispose: " Sforzatevi di entrare per la porta stretta,
perché molti, vi dico, cercheranno di entrarvi, ma non ci riusciranno".
Entrerà chiunque crede nel figlio di Dio, Gesù Cristo: Chi crede nel Figlio ha
la vita!
1
" Commemorazione " è la loro celebrazione in ricordo dell'ultima
Cena.
IL
COMPORTAMENTO MORALE
II
loro comportamento morale, che vuoi essere "integro" è un aspetto
positivo per cui ritengono d'essere " testimoni " per Dio. Il buon
comportamento (con l'assenza del fumo e dell'alcool) è per essi fondamentale.
Se uno sbaglia gravemente viene "disassociato" dalla loro Società. Può,
se veramente pentito a giudizio del " Comitato della Congregazione",
presentare domanda di riassociazione dopo un anno. La domanda potrà venire
accolta dopo un ulteriore anno di prova.
Tutto ciò è suggestivo, soprattutto per chi desidera una società perfetta (moralisticamente
intesa!).
Essi devono essere i "puri". E' la loro unica forza di persuasione.
Essi sono i puri: tra loro non ci sono scandali, non ci sono i peccatori: perciò
possono presentarsi come i veri adoratori di Dio. E' una forza di persuasione
che fa molta presa sull'opinione pubblica, che è alla ricerca di gente
incorrotta. Ma il puritanesimo (pelagianesimo, perfezionismo, catarismo) se da
una parte può sembrare una forza (o violenza) d'altro canto si condanna da sé:
di chi ti puoi fidare? se uno pecca viene espulso: ti sei fidato di uno che è
pronto a condannare, ma anche ad esser condannato. E' una debolezza terribile.
Chi potrebbe scagliare la prima pietra? Del resto Gesù per la sua Chiesa non ha
scelto non solo membri puri, ma nemmeno capi puri e immuni da peccato, e forse
lo ha fatto proprio per evitare ai suoi discepoli il pericolo del voler essere
una casta di "perfetti "!
Il T. d. G. intende l'integrità morale come moneta per acquistarsi la salvezza;
si salva con le proprie opere, secondo l'etica pelagiana o farisaica. Questo
modo di considerare le proprie virtù e le proprie opere buone (come moneta di
scambio con Dio) e la salvezza (come acquistabile o meritabile da noi) è una
tentazione continua anche per il cristiano.
Egli deve sapere invece che il suo comportamento morale (di non indifferente
importanza) di onestà e di amore vero è una risposta all'amore e alla salvezza
donata gratuitamente da Dio al suo fedele, ed è una testimonianza che egli
rende al suo Dio che lo ha salvato, perdonato e accolto come figlio. Il
comportamento immorale di un cristiano "figlio di Dio" è una falsa
testimonianza per il proprio Dio, un disonorare il proprio Padre, ma non ancora
un uscire dalla comunità dei credenti, tolto il caso di alcuni peccati
gravissimi.
E' importante che il cristiano si comporti bene, obbedisca ai comandamenti
("sapienza" e "gioia del cuore"), sia "perfetto come il
Padre celeste ", ma il comportamento, benché importante, non è l'ultimo
criterio. Dopo e prima di esso c'è la misericordia di Dio e l'umiltà
dell'uomo.
Luca 18,9-14: Disse ancora questa parabola per alcuni che presumevano di
essere giusti e disprezzavano gli altri. Due uomini salirono al Tempio a
pregare: uno era fariseo e l'altro era pubblicano. Il fariseo, stando in piedi,
pregava così fra se: "O Dio, ti ringrazio che non sono come gli altri
uomini ladri, ingiusti, adulteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due
volte la settimana e pago le decime di quanto posseggo". Il pubblicano
invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si
batteva il petto dicendo: "O Dio abbi pietà di me peccatore", lo vi
dico: questi tornò a casa sua giustificato, a differenza dell'altro, perché
chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato.
Luca 16, 15: Gesù disse: voi vi ritenete giusti davanti agli uomini, ma
Dio conosce i vostri cuori: ciò che è esaltato fra gli uomini è cosa
detestabile davanti a Dio.
I Giovanni 1,8: Se diciamo che siamo senza peccato, inganniamo noi stessi e
la verità non è in noi.
Efesini 2,8-10: Siete salvi mediante la fede; e ciò non viene da voi, ma
è dono di Dio; né viene dalle opere, perché nessuno possa vantarsene. Siamo
infatti opera sua, creati in Cristo Gesù per le opere buone che Dio ha
predisposto perché noi le praticassimo.
II fariseo pensa di salvarsi con le sue opere buone. Il cristiano compie le
opere buone che Dio gli suggerisce per dar gloria a Colui che lo ha salvato!
Il cristiano ha la certezza della propria salvezza in Cristo Gesù. Non ha però
la certezza di perseverarvi, né può avere la certezza che gli altri ne siano
esclusi! Ricorda:
Matteo 13,29: Non succeda che, cogliendo la zizzania, con essa sradichiate
anche il grano. Lasciate che l'una e l'altro crescano insieme fino alla
mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Cogliete prima la
zizzania, e legatela in fastelli per bruciarla; il grano invece riponetelo nel
mio granaio.
Chi può autorizzarsi a giudicare se stesso e gli altri, prima che lo abbia
fatto il Signore?
Matteo 7, 1 : Non giudicate e non sarete giudicati.
1 Corinzi 4,4-5: Il mio giudice è il Signore. Non vogliate perciò giudicare
nulla prima del tempo, finché venga il Signore. Egli metterà in luce i segreti
delle tenebre e manifesterà le intenzioni dei cuori; allora ciascuno avrà la
sua lode da Dio.
LA FINE DEL MONDO
Ne
hanno prefissato più volte la data e sono costretti continuamente a
correggerla.
Noi ci terremo sempre pronti. Per chi ama il Signore sopra ogni cosa, il "
mondo " ha già finito di essere così importante! e non ci importa che
qualcosa di esso, o tutto, ci venga a mancare: abbiamo un Padre che ci ama,
questo ci basta. E per ciò che riguarda l'ultima fine di tutto il mondo
sappiamo da Gesù stesso che nessuno può saperne in anticipo la data, a meno
che non ritenga di essere superiore a Gesù Cristo stesso.
Matteo 24,26: Quanto a quel giorno e a quell'ora però, nessuno lo sa,
neanche gli angeli del cielo e neppure il Figlio, solo il Padre.
2Tessalonicesi 2,1-3 a: Ora vi preghiamo, fratelli, riguardo alla venuta del
Signore nostro Gesù Cristo e alla nostra riunione con lui, di non lasciarvi così
facilmente confondere o turbare, né da pretese ispirazioni, né da parole, né
da qualche lettera fatta passare come nostra, quasi che il giorno del Signore
sia imminente.
In Apocalisse 20,2-6 troviamo queste parole: Afferrò il Dragone, il
serpente antico - cioè il diavolo, satana - e lo incatenò per mille anni...
Essi ripresero vita e regnarono con Cristo per mille anni; gli altri morti
invece non tornarono in vita fino al compimento dei mille anni... Regneranno con
lui per mille anni. E' il passo della Scrittura su cui i T. d.G. fondano la loro
teoria e le varie ipotesi sulla fine del mondo...
Il numero mille non è da intendersi in senso aritmetico (come pure gli altri
numeri usati in questo libro dell'Apocalisse), ma nel suo significato allegorico
di un lungo periodo di tempo, tanto1 lungo da esser superiore all'esperienza dei
singoli uomini come pure delle singole generazioni. Davanti alle parole di s.
Giovanni non abbiamo da cercare il come e il quando, ma invece vi troviamo un
grosso ed impellente invito ad appartenere con tutto il cuore fin d'ora al
Signore Gesù, a lasciarlo padrone del nostro essere fino a rinnegare noi
stessi.
Se qualcuno vuoi venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce
ogni giorno e mi segua. Chi vorrà salvare la propria vita la perderà, chi
perderà la propria vita per me, la salverà (Le 9,23-24).
LE AUTORITÀ CIVILI
Nei
paesi a regime democratico i T. d. G. rifiutano oltre il servizio militare,
anche altre forme di partecipazione alla vita civile.
II cristiano conosce i pericoli di una ubbidienza assoluta allo Stato, quando
questo non è più servo di Dio, ma si fa suo nemico. Perciò il cristiano
contesta la assolutizzazione dello Stato e la rifiuta, come pure si fa obiettore
per quelle leggi che fossero contrarie ai pensieri divini. Le autorità
costituite possono però anche essere serve dei piani di Dio. Perché i
cristiani non possono usare - come nei paesi democratici - del voto per
contribuire a rendere meno forti le ingiustizie e sopraffazioni?
Gli Apostoli non hanno avuto occasioni di darci insegnamenti riguardo a
votazioni politiche (non esisteva possibilità di democrazia!). Non possiamo che
lasciarci guidare dallo Spirito Santo, volta per volta, in queste decisioni.
Riguardo alle autorità d'allora essi ci dicono:
1 Pietro 2, 13-17: State sottomessi ad ogni istituzione umana per amore del
Signore: sia al re come sovrano, sia ai governatori come suoi inviati per punire
i malfattori e per premiare i buoni. Perché questa è la volontà di Dio: che,
operando il bene, voi chiudiate la bocca all'ignoranza degli stolti.
Comportatevi come uomini liberi, non servendovi della libertà come di un velo
per coprire la malizia, ma come servitori di Dio. Onorate tutti, amate i vostri
fratelli, temete Dio, onorate il re.
Romani 13, 1-2: Ciascuno sia sottomesso alle autorità costituite; poiché
non c'è autorità se non da Dio e quelle che esistono sono stabilite da Dio. E
quelli che si oppongono si attireranno addosso la condanna.
(Leggi anche avanti fino al v. 7).
ATTENZIONE AL MALE
I
T. d. G. conoscono e condannano tutto il male che c'è nel mondo, come fossero
gli unici a disapprovare gli intrighi, gli inganni, i rapimenti, gli omicidi,
ogni malvagità.
Anche il cristiano sa che il male è male e sarebbe bestemmia contro lo Spirito
Santo definirlo bene.
Ma, grazie a Dio, non occorre avere sempre la lamentela e l'accusa nel cuore e
sulle labbra: saremmo amplificatori dell'opera del Maligno, daremmo gloria a
lui, faremmo il gioco di Satana che vuoi far credere di essere il più forte, di
essere l'unica Presenza. Sapendo che opera dello Spirito Santo è proclamare le
opere di Dio, e che con la sua grazia possiamo compiere azioni divine, noi
interveniamo pure nelle situazioni di ingiustizia e di male per portarvi l'amore
del Padre. Godiamo per tutto il bene che Dio opera nel mondo. Il cristiano si fa
amplificatore delle opere di Dio per dar gloria a Lui!
Isaia 33,15-16: Chi si tura gli orecchi per non udire fatti di sangue e
chiude gli occhi per non vedere il male: costui abiterà in alto, fortezze sulle
rocce saranno il suo rifugio, gli sarà dato il pane, avrà l'acqua assicurata.
LA
TRASFUSIONE DEL SANGUE
Non
viene da loro accettata: questo convincimento deriva dall'aver preso alla
lettera dei comandi dati da Dio al popolo d'Israele di non bere il sangue degli
animali: il sangue era ritenuto la "vita" ed unico proprietario della
vita è Dio! Bere il sangue significava sottrarre a Dio ciò che gli appartiene!
Bere il sangue, o farne la trasfusione per vena, ha il medesimo significato
secondo i Testimoni (cfr. La verità che conduce alla vita eterna, pg. 167).
Accettano invece l'uso dei sieri (siero antivipera p. es.) che pure sono
estratti dal sangue.
Sarebbe disubbidienza anche alla norma data dagli Apostoli nel Concilio di
Gerusalemme riguardo alla accoglienza dei pagani nella Chiesa. Atti 15,20: Si
ordini loro di astenersi... dal sangue. Il divieto della legge ebraica era
così grave che i Giudei divenuti cristiani non se la sentivano di dispensarne
nemmeno quei pagani che si convenivano. Gli Apostoli a Gerusalemme vollero, con
questo provvedimento, facilitare la comunione di vita e di mensa tra giudei e
pagani convertiti (cfr. Bibbia di Gerusalemme). Ma già pochi anni dopo s. Paolo
ebbe a scrivere così ai Colossesi 2, 16: Nessuno vi inganni più in fatto di
cibo o di bevanda...
Colossesi 2,20-23: Se pertanto siete morti con Cristo agli elementi del
mondo, perché lasciarvi imporre, come se viveste ancor nel mondo, dei precetti
quali: "non prendere, non gustare, non toccare"? Tutte cose destinate
a scomparire con l'uso: sono infatti prescrizioni e insegnamenti di uomini!
Queste cose hanno una parvenza di sapienza, con la loro affettata religiosità e
umiltà e austerità riguardo al corpo, ma in realtà non servono che a
soddisfare la carne.
1 Timoteo 4,3-4: "Imporranno di astenersi da alcuni cibi che Dio ha
creato per essere mangiati con rendimento di grazie dai fedeli e da quanti
conoscono la verità".
Infatti tutto ci che è stato creato è buono e nulla è da scartarsi, quando lo
si prende con rendimento di grazie... Che significato può avere "donare il
sangue"? E' un dare parte della propria "vita" per la vita dei
fratelli. E' di Dio la mia "vita " come è di Dio quella del fratello
in pericolo di morte, che Dio ama tanto quanto me. II cristiano è lieto di
poter contribuire all'opera di Dio che da la vita! E è dare la propria vita -
la propria energia - anche il lavoro spossante che talvolta compiamo per amore
dei fratelli: è anche questo un modo di... " dare il sangue ".
LE
IMMAGINI SACRE
Per
i T. d. G. le immagini sono tutte idoli.
Evidentemente Dio vuole difendere dal pericolo dell'idolatria il suo popolo.
Nelle civiltà confinanti col popolo ebraico erano usati gli idoli, gli amuleti,
come i portafortuna di oggi: e anche oggi è chiaro l'ammonimento della Bibbia
per ogni cosa che possa distrarre dalla adorazione del vero Dio vivente, e dal
dipendere esclusivamente da Lui. Perciò sta scritto:
Deuteronomio 4, 16: Poiché dunque non vedeste alcuna figura, quando il
Signore vi parlò suIl'Oreb dal fuoco, state bene in guardia per la vostra vita,
perché non vi corrompiate e non facciate l'immagine scolpita di qualche idolo,
la Figura di maschio o femmina, la figura di qualunque animale, la figura di
uccello che vola nei cieli, la figura di bestia che striscia sul suolo, la
figura di un pesce che vive nelle acque sotto terra; perché, alzando gli occhi
al cielo e vedendo il sole, la luna e le stelle tutto l'esercito del cielo, tu
non sia trascinato a prostrarti davanti a quelle cose e servirle.
Esodo 20,3-6: Non avrai altri dei di fronte a me. Non ti farai
idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù nel cielo né di ciò che è
quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto terra. Non ti
prostrerai davanti a loro, né li servirai.
E' troppo poco interpretare questi passi della Scrittura come proibizione di
fare e guardare immagini e statue. E se fosse questo il significato non si
comprenderebbe come mai il Signore stesso abbia ordinato a chi costruiva l'arca
dell'Alleanza, da porre nel Tempio, di scolpire due cherubini per il coperchio.
Esodo 25,18-20: Farai due Cherubini d'oro: li farai lavorati a martello sulle
due estremità del coperchio. Fa un Cherubino ad una estremità ed un Cherubino
all'altra estremità. Farete i Cherubini tutti d'un pezzo con il coperchio alle
sue due estremità. I Cherubini avranno le due ali stese di sopra, proteggendo
con le ali il coperchio; saranno rivolti l'un verso l'altro e le facce dei
Cherubini rivolte verso il coperchio.
Più che dalle immagini materialmente intese, Dio vuole metterci in guardia
anche oggi dal farci altre sicurezze su cui poggiare la nostra vita: Egli è il
Signore! Oggi, per es., Egli vuole " metterci in guardia dall'adorare i
grandi simulacri della società democratica: uguaglianza, vita senza sofferenza,
piacere senza pentimenti, libertà senza vincoli, ecc... " (cfr.
Muller-Schwefe, I dieci comandamenti, Paideia 1975). Ci vuole mettere in guardia
dal ritenerci noi padroni delle esperienze dì Dio, tanto da non lasciarlo più
agire liberamente!
Gesù si è lasciato vedere dagli uomini, egli, Figlio di Dio (e chi ha visto
lui, ha visto il Padre, Gv 14,9). Egli ancora è apparso ai suoi
discepoli dopo la risurrezione e in visioni e sogni, come è narrato
dall'Apostolo Giovanni in:
Apocalisse 1, 12 ecc...; Come mi voltai per vedere chi fosse colui che mi
parlava, vidi sette candelabri d'oro, e in mezzo ai candelieri c'era uno simile
a figlio d'uomo, con un abito lungo fino ai piedi e cinto il petto con una
fascia d'oro.
Inoltre Maria Santissima e altri santi sono apparsi spesso in visione lungo
i secoli. Possiamo quindi ritenere possibile raffigurarne la vita e quei loro
atteggiamenti o episodi che aiutino la nostra memoria a meditare, a contemplare,
a richiamare verità di fede, a lodare Dio e a imitare Gesù e coloro che Egli
ha scelto. Abbiamo bisogno di avviare anche i nostri sensi ad aiutarci
nell'atteggiamento di sottomissione a Dio e di adorazione.
Tutto quello che può aiutare a questo scopo la nostra fantasia può quindi
essere utile!
Se le immagini non distraggono, ma aiutano ad adorare e a riunirsi in preghiera
davanti al Dio vivente non possono essere che strumenti benedetti da Dio stesso.
Possiamo ritenere le immagini come "angeli " di Dio, cioè cose che ci
portano un messaggio da parte di Dio, che ricordano alla nostra pietà qualche
aspetto del suo amore e della sua Presenza.
LA
DOMENICA e altre dottrine
I
T. d. G. negano tutte le altre dottrine cristiane cattoliche e rifiutano tutte
le usanze e pratiche: sarebbe difficile elencarle in modo completo e per
illustrarle bisognerebbe scrivere, scrivere... Ma credo che a questo punto un
cristiano, prima di affidare al giudizio dei T. d. G. la propria fede e le
proprie tradizioni sappia conservarle difendendosi con la semplice fiducia che
ha nell'insegnamento della Chiesa e nell'autorità apostolica dei propri
pastori: eventualmente approfondirà i dubbi con l'aiuto di qualche sacerdote.
Tra le feste rifiutate " perché di origine pagana " c'è ad es. il
Natale e come segno demoniaco il simbolo della croce: essi stessi però le hanno
rifiutate solamente a partire dal 1919.
Accenno un po' più estesamente solo ancora ad una accusa mossa a noi cristiani,
e cioè che noi abbiamo abolito un comandamento di Dio, quello dell'osservanza
del sabato. A rigor di termini è vero: noi non celebriamo più il sabato come
era prescritto nell'Antico Testamento, e così un'infinità di altre leggi:
abbiamo sostituito questo giorno fin dai tempi apostolici con la domenica. Forse
hanno contribuito più motivi a questa scelta.
S. Paolo stesso dice in Colossesi 2, 16-17: Nessuno dovunque vi condanni più
in fatto di cibo o di bevanda, o riguardo a feste, a noviluni e a sabati: tutte
cose queste che sono ombra delle future; ma la realtà invece è Cristo.
Se la realtà è Cristo noi festeggiamo Lui, il Salvatore, Dio stesso e non
soltanto una sua legge: celebriamo ogni settimana il giorno della sua
risurrezione e della Pentecoste.
Il significato profondo della legge del sabato viene così pure rispettato: ci
ricordiamo che la nostra vita è di Dio, entriamo anche noi nel Suo riposo non
più nel timore della Sua legge, ma nella gioia ed esultanza del Figlio Suo
morto e risorto per noi.
Possiamo inoltre sottolineare che la Chiesa di Gesù Cristo ispirata e guidata
dallo Spirito di Verità ha il potere di fissare nuove leggi, nuovi precetti e
di abolirne altri, perché Gesù ha dato ad essa questa autorità:
Matteo 16, 19: A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che
legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla
terra sarà sciolto nei cieli.
INTERROGATIVI Al CRISTIANI
Tu,
cristiano, conosci la bellezza della tua fede. Hai mai ripensato a qualche
esperienza della tua vita, esperienza di vera fede, di vero incontro con Dio
Padre, col suo amore misericordioso, con Gesù, Figlio di Dio, col suo perdono e
la sua gioia, con lo Spirito Santo e la profondità delle sue ispirazioni?
Hai mai pensato alle tue esperienze nella comunità dei cristiani? Forse i tuoi
fratelli cristiani ti hanno dato occasione talvolta di soffrire, ma quante volte
non hai ricevuto proprio da qualche cristiano aiuto, conforto, comunione di beni
spirituali e materiali? Se tu ogni giorno ripensi alla tua fede e alla tua
esperienza e ne ringrazi il Signore, essa crescerà in te. E nei tuoi incontri
con i T. d. G. o con atei, o con altri - soprattutto con i tuoi fratelli di fede
- potrai testimoniare la gioia e la pace della tua vita donata a Dio e permeata
dal suo Spirito e sostenuta dalla preghiera e dalla comunione di tutta la
comunità dei credenti.
Nemmeno tu sei immune da pericoli e tentazioni. Come altri sono caduti, potresti
cedere anche tu: perciò, "Siate temperanti, vigilate! Il vostro nemico,
il diavolo, come teorie ruggente va in giro, cercando chi divorare. Resistetegli
saldi nella fede, sapendo che i vostri fratelli sparsi per il mondo subiscono le
stesse sofferenze di voi" (1 Pt 5,8-9).
COME POSSONO COMPORTARSI I CRISTIANI
Data
la generale poco profonda conoscenza biblica dei cristiani, ma soprattutto dato
che il pericolo peggiore viene dall'effetto psicologico e spirituale, e visto
che nessuna parola viene recepita dall'interlocutore Testimonio di Geova, credo
si possa raccomandare di non accettare discussioni con loro. Ricordo che i T. d.
G. "devono" scrivere su un modulo quante ore hanno predicato, quante
visite ulteriori hanno realizzato, quanti opuscoli e riviste hanno distribuito,
quanti "Studi " hanno frequentato ecc.
E sono più preoccupati di riempire i loro moduli che non di sentire il tuo
parere, o di dirti una parola di gioia e di salvezza! Nel caso ti trovi a
discutere, fa attenzione più allo spirito con cui si parla o si ascolta, che
agli argomenti stessi che si discutono. Se ti accorgi che entra nell'animo
inquietudine o senso di inferiorità, tronca il colloquio, almeno interiormente.
Parla subito con una persona che viva di fede (sacerdote o altro) e prega
insieme con lui, soprattutto se è rimasta un po' di paura o oppressione, e il
sacerdote (o altri) che ti accoglie si preoccupi anzitutto, prima ancora dì
chiarire i dubbi teologici sollevati, di aiutarti a ristabilire un contatto di
fiducia col Signore Gesù e di abbandono a Lui.
Prega affinché il lavoro dei T. d. G. di casa in casa sia trasformato in
strumento per il Regno di Dio, per una maggiore sensibilizzazione e più decisa
risposta dei cristiani al Signore Gesù Cristo, come talvolta è già successo,
in modo stupendo!
***
Aggiungo
qui, come testimonianza, una lettera di un amico evangelico (protestante)
tedesco. Egli ci da esempio di come si possa conservare amore e comprensione per
i T. d. G., pur nella fermezza e saldezza della fede.
"
Ho conosciuto i Testimoni di Geova durante gli anni di studio a Berlino.
Venivano anche in casa mia ed io non li volevo scacciar via. Li ho ascoltati e
sono perfino andato alle loro riunioni per conoscerli. Ma non ho mai perduto
l'amore per l'unica Chiesa di Gesù Cristo, anche se spesso essa è povera e
poco ben presentata, anche se nelle chiese ci sono solo alcune vecchiette e
anche se molte cose vengono fatte solo esteriormente e senza molto Spirito
dall'Alto: " ecco l'ancella povera, ma piena di grazia...".
Ho scoperto che la maggior parte dei Testimoni sono persone semplici, che
possono facilmente essere indotte in errore perché pochi sanno distinguere lo
"spirito di dominio" dallo Spirito Santo. E' il Maligno, molto
intelligente.
Si potrebbero scrivere molte apologie. Ma l'importante è che i cristiani
diventino cristiani maturi, cristiani saldi nella fede e che non vengano sballottati
qua e là da ogni vento di dottrina, come dice s. Paolo. E' un compito arduo
che non finirà mai.
E' importante non solo la parola e la S. Scrittura, ma la vita, una vita
esemplare che mostri cosa significhi la vera sequela di Gesù Cristo. La
parola divenne carne: vuole diventarlo anche attraverso di noi! ".