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I TESTIMONI DI GEOVA

Di Don Vigilio Covi

INTRODUZIONE

� con dolore che scrivo queste pagine. Vorrei poter riconoscere nei Testimoni di Geova dei fratelli, dato che adorano " Geova Dio ", lettura strana del nome di Dio, ma pur sempre il nostro Dio e Padre del Signore Ges� Cristo.
La maggior parte di essi erano dei cari fratelli nella Chiesa cattolica: vorrei poterli riabbracciare, almeno come ho potuto abbracciare molti fratelli - che mi considerano loro fratello - appartenenti a Chiese che non sono ancora in piena Comunione con la Chiesa cattolica.
Ma purtroppo � stata riversata in essi una cos� profonda avversione verso la Chiesa cattolica, che non possono neppure pregare insieme a me.
Le seguenti pagine non sono per loro. Sono per i cristiani che con loro hanno avuto un incontro e rimangono perplessi, perch� non posseggono una conoscenza sicura ed ampia delle Sacre Scritture, o rimangono scossi dalla loro sicurezza. Sono un piccolo aiuto.
don Vigilio Covi

I� PARTE

RIFLESSIONI

Cerchiamo di capire la loro esperienza
C'� tra loro chi ha fatto una scelta di fede e vive di fede, amando "Geova" e lasciandosi amare da lui. � spesso, ma non sempre, una scelta decisa da adulti: un'esperienza di vita nuova che li distanzia nettamente dalla vita precedente.
C'� tra loro anche chi vive di polemica contro la Chiesa e il mondo, pi� che di fede. (� l'impressione che si ricava dalla lettura dei loro libri e periodici). Come cresce poi la loro fede? La loro risposta a Dio?... Cresce sul fondamento degli Apostoli o su immaginazioni e ragionamenti umani? Purtroppo ci sembra di dover ammettere che gran parte del loro "edificio spirituale" � costruito su errori di interpretazione della S. Scrittura, su conclusioni di ragione pi� che di fede, su invenzioni strane...
Non hanno occhi aperti e liberi per riconoscere la presenza e l'opera dello Spirito di Dio. Sono molto attenti nell'osserva re il male, l'opera di Satana nel mondo e pronti nel rilevarne la presenza laddove � gi� evidente. Di qui ha origine il loro continuo atteggiamento di critica e di condanna, e lo spirito settario: essi soltanto sono sulla retta via.
Perci� non possono ascoltare nessuno che non sia dei loro, poich� a priori sanno che nessun altro viene da Dio! Non si interpella e non si ascolta nessuna altra voce: al di fuori della propria " Congregazione " Dio non pu� agire, non pu� dar sapienza e luce agli altri (vedi ad es. la nota sui dizionari biblici pag. 65 n. 1).
Questa superbia spirituale porta a prendere la parola senza mai cederla: tanto, quello che altri possono dire, � inutile, senza valore, se non addirittura satanico. Questo modo di fare produce una vera cappa di oppressione psicologica e spirituale su colui che ascolta, anche a prescindere dagli argomenti di cui si parla e da eventuali minacce o appelli all'estrema possibilit� di perdizione.
Il male peggiore diffuso dai T. d. G. � a questo livello. E pochi se ne accorgono e sanno distinguere questo "spirito di dominio" dallo Spirito Santo con i suoi frutti e doni. (1}
Quello produce oppressione, paura e senso di inferiorit�; mentre lo Spirito Santo produce pace, gioia, libert�, pazienza ecc. (Gal 5,22). Molti cristiani non sono preparati a distinguere (almeno a livello cosciente) gli spiriti. La loro attenzione rimane sulle ragioni e argomenti discussi, sui quali spesso sembra che i testimoni di Geova parlino bene e con coerenza.
La presunta maggior scienza e " conoscenza " della Bibbia produce effetto a scapito dello spirito di chi ascolta (e dello Spirito Santo); cos� si sposta l'attenzione dall'essere (con Dio e il Padre) sul conoscere (le parole di Dio).
Il cristiano che ascolta corre il rischio di esser preso da un senso di inferiorit�, perch� "non conosce la Bibbia come loro", di essere preso da spirito di discussione e perde la pace interiore, di cui egli costantemente gode e che non deriva dal conoscere frasi della Bibbia a memoria, ma dall'avere in s� Spirito Santo, che � spirito di umilt� e di preghiera e di sacrificio e di amore, ma anche di unit� con gli altri cristiani, con i vescovi e con il Papa.

(1) Lo spirito di dominio � l'elemento di coesione dell'enorme e perfetta organizzazione dei T. d.G. Si pensi che tutto parte da Brooklyn-Pittsburgh, Pen.! I loro organi di stampa in Europa e in tutto il mondo sono traduzioni: nessuno potrebbe aggiungervi un articolo!


LA NON MISERICORDIA

Chi ha incontrato i Testimoni di Geova ha fatto l'esperienza - molte volte drammatica - di non sentire nel loro cuore nessuna misericordia. Come mai? Donde viene questo atteggiamento? da quali presupposti psicologici o di fede dipende? Come mai un gruppo che si definisce religioso e cristiano non riesce a vivere, o non cerca di vivere la misericordia del Padre di tutti?
Noi siamo chiamati a rivestirci di sentimenti di misericordia (Col 3,12). Questa � la nostra vocazione bella ed esaltante. Essa per� � sempre insidiata da una grossa tentazione. E lo sappiamo tutti per esperienza personale: ne siamo stati vittime in modo soggettivo (non abbiamo avuto misericordia) e in modo oggettivo (non ci � stata usata misericordia). � una tentazione costante dell'uomo, figlio di Adamo peccatore e accusatore, ergersi a giudice degli altri, condannare, far s� che il Male, di cui uno si fa complice, gli ricada addosso piuttosto che liberarlo da quel male stesso! Da questa tentazione non siamo esenti noi cristiani, che spesso ci facciamo forti, per il nostro giudizio, addirittura dalla nostra posizione di credenti (come � gi� successo ai primi discepoli di Ges� che avrebbero invocato il fuoco su di una citt�...).
Ges�, in molte occasioni, con forza, deve ricordare ai suoi che la misericordia � indispensabile, pena l'esser fuori del cuore di Dio! Dio infatti � misericordioso: il Padre usa misericordia e pazienza!
Questa tentazione c'� a livello individuale e sociale, e ognuno d� noi deve lottare contro di essa per poter rimanere nella somiglianza
con Dio. Nessuna meraviglia, n� scandalo, quindi, se dei nostri fratelli si lasciano trasportare da un atteggiamento di non misericordia: non li vogliamo giudicare n� condannare: se potessimo li aiuteremmo a tornare nell'obbedienza al desiderio di Dio, Egli vuoi essere Padre e vuoi vedere che i suoi figli - noi - hanno un amore di padre per i loro fratelli (siamo battezzati nel nome del Padre!).

1. LA NON MISERICORDIA: interpretazione psicologica

Ognuno di noi vede il peccato degli altri (e Io vede tutti i giorni); lo vede molto bene, soprattutto se gli causa sofferenza! Ma se non siamo mai stati abituati a vedere il nostro peccato e ad umiliarci per esso, e ci siamo considerati in modo egocentrico, ci viene allora spontaneo giudicare, poi condannare e accusare i peccatori che ci stanno attorno! � normale! � normale perch� siamo peccatori. � normale perch� � il primo sintomo del peccato che � in noi. Adamo ed Eva, dopo il loro primo rifiuto di obbedienza a Dio sono divenuti accusatori. Ges� agii accusatori dell'adultera ha ricordato i loro peccati.
� normale che l'uomo peccatore non sia misericordioso: manifesta in tal modo la sua distanza da Dio distanziandosi dai fratelli che Dio gli ha dato. Vuole distogliere l'attenzione al proprio peccato rivolgendola su quello degli altri. � vero che i suoi fratelli sono peccatori, ma � vero che il Padre li ama ancora: l'uomo che vive nel peccato dimentica questo secondo fatto che � pi� reale e pi� eterno del primo. L'uomo nel peccato non ha occhi limpidi e liberi per vedere Dio e seguire la direzione del Suo Amore. Beati i puri di cuore: vedranno Dio!
Quando una persona cristiana porta alle estreme conseguenze la sua mancanza di misericordia pu� arrivare a coinvolgere i suoi ragionamenti e le sue convinzioni di fede. Ecco che si stacca dal Corpo della Chiesa, che, essendo formata da uomini, porta sempre in s� il peso dei peccati dei suoi membri e quindi l'occasione alla tentazione di non misericordia.
E se la persona non misericordiosa � influente nella comunit� (ha il carisma di maestro o di profeta o di dottore...) trascina nella sua sequela altri fedeli incapaci di giudizio proprio sulla Parola di Dio o incapaci di discernimento degli spiriti: si formano in tal modo gruppi, s�tte, comunit� non misericordiose... (per questo motivo a capo delle comunit� cristiane non vengono dati " maestri " o " profeti ", ma padri, persone che hanno attenzione non solo alle verit� della dottrina cio� ma anzitutto alla persona umana da salvare, e sanno rispettarne i tempi di crescita, sanno dare il cibo assimilabile da ciascuno secondo le sue capacit� e i suoi tempi, sanno accogliere a braccia aperte i peccatori che tornano settanta volte sette, sanno discernere anzitutto gli spiriti...).
Senza padri una comunit� cristiana diviene associazione, societ�, non famiglia, non popolo. Un'associazione dipende dai suoi membri e questi, con facilit�, quindi, non avendo appreso misericordia, possono suddividersi, staccarsi...
La mancanza di misericordia e di pazienza � stata alla base delle varie separazioni e divisioni avvenute nella Chiesa dagli inizi fino ad oggi. Ed ognuna delle chiese separate, a seconda della sua mancanza di misericordia iniziale � stata afflitta da ulteriori divisioni e frazionamenti dei suoi membri, che hanno dato origine a nuove ramificazioni...
La mancanza di misericordia in una comunit� si esprime nel fatto che essa ritiene se stessa unica detentrice della verit� e giudica gli altri come pagani, li esclude da rapporti di fraternit� e di collaborazione e di amicizia. Una comunit� cos� viene definita generalmente s�tta. Se una s�tta mantiene salde le principali verit� della fede (Trinit�, Incarnazione, Redenzione, Giudizio) la possiamo chiamare s�tta cristiana, altrimenti dovremo trovare un altro nome. Di queste s�tte ce ne sono sempre state e ce ne saranno.

2. LA NON MISERICORDIA: interpretazione teologica

Chi assume un atteggiamento non misericordioso deve giustificarlo a se stesso e agli altri: anzi, deve addirittura trovare un posto adeguato a questo atteggiamento davanti a Dio stesso. Scopriamo quindi che i non misericordiosi si rifanno per gran parte della loro " teologia " all'Antico Testamento. Non possono rinnegare il Nuovo, ma gli mettono alla pari l'Antico e cercano nell'Antico i fondamenti della loro conoscenza di Dio.
Ora l'Antico Testamento conosce Dio in modo incompleto, parziale, non adeguato a figli, ma a schiavi (cfr. Calati). La conoscenza che gli uomini hanno avuto di Dio nell'Antico Testamento si � prestata spesso e facilmente nell'ebraismo e nei vari gruppi da esso emergenti (farisei, sadducei, esseni) ad atteggiamenti di non misericordia. L'uomo che contemplava - e che contempla - il Dio dell'Antico Testamento trova con facilit� lo spunto per assumere la non misericordia come uno dei suoi atteggiamenti fondamentali. Difatti Dio non aveva ancora mandato il Figlio suo, in cui abita corporalmente tutta la Divinit�, per farsi conoscere come ad amici, non aveva mostrato tutto il suo amore, che trova la manifestazione completa e visibile nella persona di Ges�, non aveva effuso lo Spirito di misericordia: non si era fatto conoscere primariamente come Padre, come Figlio, come Spirito Santo.
L'uomo non conosceva la vita tri-dimensonale-trinitaria di Dio: non conosceva l'unico Dio in Tre Persone (Dio che vive uno nella Trinit�). Chi conosce Dio in modo imperfetto si forma un'idea dell'uomo inadeguata, cos� pure della societ� e dei rapporti interpersonali dell'uomo si costruisce una teologia - e l'uomo religioso una sociologia quindi - in base alla sua conoscenza di Dio.
Chi conosce Dio Padre, Figlio e Spirito Santo sa qua! � l'amore del Padre al Figlio, un amore che � Dono, Gratuit� pura. Chi conosce l'amore del Figlio al Padre conosce l'ubbidienza spontanea e generosa, risposta di vero amore, dipendenza totale, richiesta della manifestazione della Volont� del Padre non per curiosit�, ma per esserne guidato. Chi conosce l'amore che � Spirito Santo conosce il rispetto e l'adorazione vera, conosce l'umilt� e la mitezza, la preghiera e la gioia, il perdono dei nemici, il desiderio di salvezza per tutti - peccatori compresi - e l'attesa fiduciosa fino al limite non della pazienza, ma della propria vita. Conosce anche il valore degli uomini per i quali Ges�, il Figlio, si � incarnato ed � morto e risorto e conosce il valore di tutte le cose, di tutte le creature, opera d'amore e dono del Padre al Figlio e non di costrizione.
Chi conosce Dio Trinit� conosce un Dio misericordioso amante degli uomini, dei peccatori! Chi Lo conosce e Lo ama si lascia coinvolgere nella sua vita d'amore - liberamente - e nella sua espressione d'amore verso tutti, perch� conosce la morte di Ges� ed il Suo amore per i Suoi carnefici. Conosce un Dio che � amore fin dal principio e rimarr� Amore fino alla fine.
Chi si ferma alla conoscenza di Dio come ce la tramanda il Vecchio Testamento o ad una conoscenza puramente filosofica, arriva a contemplare un Dio, senza relazioni, unica persona. Ebbene, un Dio cos�, unica persona - "senza relazione" - non pu� essere amore che � pura relazione (Dio � amore). Se Dio fosse una unica "persona", chi avrebbe Egli potuto amare prima della creazione del mondo? nessuno ( non avrebbe avuto relazione con alcuno! ). Per poter amare, cio� per poter essere se stesso (Dio � amore) - avrebbe dovuto per forza creare qualcuno cui donarsi. Ma se � costretto a creare, non � pi� libero: non � pi� Dio! Un Dio non libero ha qualcosa che lo costringe: non � sopra tutto. Non � Dio. Solo Dio Amore in s� sussistente come Amore pu� essere libero, pu� essere Dio.
Chi conosce Dio come "unica persona" si forma un'idea di s� e del proprio gruppo con immagini e impulsi di costrizione, che si manifestano in dominio, in esclusione, in proselitismo violento, in mancanza di pazienza, mancanza di attesa, mancanza di misericordia. Per essi il mondo � tutto malvagio: tutto fa paura. � chiaro: il mondo - uomini compresi - fa paura ad un Dio costretto da esso (come un padre ha istintivamente atteggiamento di rifiuto per un figlio non voluto liberamente e che � costretto ad accettare accanto a s�). Cos� il mondo viene visto malvagio, e se questo Dio pu� e ne ha " giustificata occasione " lo distrugge: manifesta cos� il suo esser Dio, con la fine del mondo, con la distruzione completa dell'uomo (anima e corpo), per dare finalmente origine ad un mondo liberamente voluto da Lui, come piace ora a Lui, dopo l'esperienza negativa della prima creazione (quale garanzia che sia cos�? illusione). Un Dio cos� sarebbe costantemente in contraddizione con se stesso e non � nemmeno secondo la vera conoscenza dell'Antico Testamento, la quale � solo un avvio per una conoscenza pi� completa. Ma chi si rif� solo o principalmente alle nozioni Veterotestamentarie arriva a questo punto. E chi � a questo punto nella sua evoluzione psicologica personale o sociale si rif� con preferenza all'Antico Testamento (o meglio, ad un'idea primordiale e filosofica di Dio che trova maggiori appoggi nelle esperienze vissute e trasmesse da Israele. Il Dio dell'Antico Testamento vuole in realt� a pii) riprese manifestarsi Amore, padre tenero e misericordioso, ma il popolo si mostra pi� sensibile e reagisce maggiormente alla sua conoscenza imperfetta e primitiva di un Dio giudice severo).
I Testimoni di Geova si rifanno appunto con preferenza all'Antico Testamento; nel Nuovo non ne vedono lo sviluppo, il completamento, il compimento. La loro conoscenza di Dio rimane perci� limitata e incompleta. Le rivelazioni del Nuovo Testamento sulla vita di Dio vengono sottomesse a quelle del Vecchio Testamento, piuttosto che viceversa. Ne consegue che essi, come unico punto fermo della loro dottrina dagli inizi fino ad oggi, hanno il rifiuto netto della visione trinitaria di Dio. Da qui nasce ogni altro rifiuto delle verit� della fede e un'assenza di misericordia straordinariamente evidente sia all'interno che all'esterno della loro "congregazione", come vedremo in seguito.

II parte

CENNI DI STORIA

II 16 febbraio 1852 a Pittsburg, Pen. USA, nasceva Charles Taze Russel.
Commerciante come il padre, fu cresciuto nella fede dei Presbiteriani. A 16 anni era gi� membro dei Congregazionisti. A 17 attravers� un periodo di ateismo. A 18 si un� agli Avventisti, che, allora, attendevano per il 1874 l'incarnazione visibile di Cristo. Russel super� la grossa delusione, provata col trascorrere del 1874 senza vedere verificate le attese, convincendosi che Cristo era s� venuto, ma invisibilmente.
Insieme ad un altro avventista (Barbour) fond� un nuovo circolo di studi biblici. Separatosi da lui nel 1881 giunse alla fondazione di una grossa Casa Editrice, la "Societ� Torre di Guardia di bibbie e trattati". Questa Casa Editrice fu un vero investimento come Societ� per Azioni. Tali azioni furono in massima parte nelle mani di Russel, che vi impieg� 350.000 Dollari.
Sorsero un migliaio di gruppi che si ispirarono alle sue teorie. Si fece chiamare "Pastore Russel" o anche "Pastore della verit� pura". Cominci� a visitare i suoi gruppi e pi� tardi, impedito dalla salute, mand� i suoi collaboratori come "fratelli pellegrini"a curare la formazione di tali comunit�.
Scrisse libri, dandosi da fare a cercare una cronologia biblica. In seguito alle sue "ricerche" pot� annunciare che Adamo � stato creato nell'autunno dell'anno 4026 a. E. V. (= avanti Era Volgare = avanti Cristo); nel 3896 Caino uccide Abete, nel 3404 nasce Enoc, nel 2970 nasce No� ecc. ecc. (dal libro: "Tutta la Scrittura � ispirata da Dio e utile" e dal libro "Babilonia la grande � caduta"). Nel 1874 (E.V.) Cristo � ritornato invisibilmente, nel 1878 i generati nello Spirito sono saliti in cielo, nel 1914 sarebbe avvenuta la fine del mondo. Queste sono solo alcune date, scelte tra le pi� significative.
Continu� una vita di contraddizioni, con molti processi che dovette sostenere a causa delle grosse perdite economiche subite da chi dava credito alle sue profezie, che non si avveravano. Questa mania profetica e (sembra accertato) un suo adulterio gli causarono anche il divorzio. Alla sua morte (31.10.1916) - in treno, mentre si recava a vendere sementi miracolose - gli successe nel 1917 il suo avvocato difensore, Joseph Franklin Rutheford. Costui condusse una vera lotta per poter essere incontestato presidente della societ�. Diffuse molto odio contro i cristiani (basterebbe vedere le copertine di "La Torre di Guardia" o di "Svegliatevi" di quelle annate). Alla morte del Presidente Russel la Societ� aveva un capitale di 1.500.000 Dollari con 150.000 diritti di voto.
Allorch� il nuovo Presidente cambi� vari punti della dottrina, molti membri si ritirarono e vollero essere rimborsati del loro denaro. La Societ�, messa alle strette, ancora nel 1917, dovette vendere le propriet� di Brooklyn e si ritir� a Pittsburgh. Tornarono a New York, dopo aver nuovamente comperato gli edifici, nel 1919. Rutheford nel 1931 diede alla congregazione il nome che porta ancora oggi: Testimoni di Geova.

Fece costruire delle ville in S. Diego (California) per l'attesa risurrezione dei santi Patriarchi Abramo, Isacco, ecc. L� egli mor� il 7 dicembre 1941. Poco prima aveva consigliato i suoi "figli" di non sposarsi, perch� la fine del mondo era imminente. Molti "fratelli" affermano che la sua morte sia stata causata dall'alcoolismo e dall'aver fatto uso di droga.

Gli successe nel 1952 Natan Homer Knorr, nato nel 1905, accompagnatore di Rutheford nei suoi molti viaggi. E' presente attualmente nel Corpo Direttivo della "Congregazione": ha dato grande impulso alle scuole di preparazione dei "missionari" e al capillare lavoro dei propagandisti.
Dal 1942, cio� dall'arrivo di Knorr alla presidenza, la Societ� non si identifica pi� con una persona. Da allora i libri e gli scritti non portano pi� il nome dell'autore.
Da allora non si vorrebbe pi� nemmeno profetizzare la data della fine del mondo: ma la direzione si trov� obbligata a ci� dalle attese dei Testimoni: fiss� tale data per il 1975 oppure, in caso di sbaglio per il 1996.
Ben cinque volte � cambiata la interpretazione della Bibbia dalla fondazione della Societ�. Quella di Russel � stata rigettata da Rutheford dal 1919 fino al 1925. A partire dal 1931 Rutheford stesso vari� la propria. Dopo la sua morte Knorr diede nuovo significato alle spiegazioni precedenti; Knorr stesso poi, nel 1955, cominci� a modificare il proprio insegnamento.
Ci sono solo tre punti che non hanno cambiato da Russel fino ad oggi:
- il rifiuto della Trinit�, come insegnamento demoniaco,
- il rinnegamento dell'immortalit� dell'anima,
- e l'attenersi al nome di Dio Geova.

Nel 1946 i membri con diritto di voto nella Societ� erano 436, nel 1972, 423.
(cfr. Pape, "Die Wahrheit �ber Jehovas Zeugen" pg. 92)

[Dopo Knorr altri Presidenti si sono succeduti. Io non mi sono pi� aggiornato: non � cos� importante! Dal momento che si conoscono gli scopi e i metodi, poco importano i nomi di singole persone, che non possono essere altro che ingranaggi di una macchina che non pu� cambiare. (2005)]

organizzazione

insegnamenti a confronto con la Bibbia

 

 

Comitati del Comitato Direttivo centrale

Adunanze

Servizi di Congregazione

Servizi speciali

 

 

foglietti per le note di Campo

Pagella della Scuola di ministero Teocratico

II parte

CENNI SULL'ORGANIZZAZIONE

La Societ� � diretta dal Presidente e sei Direttori.
Il mondo � suddiviso in dieci Zone. Ogni Zona ha il Direttore di Zona con vari collaboratori.
Le Zone sono suddivise in Rami nazionali con Direttore nazionale.
Ogni nazione � suddivisa a sua volta in Distretti, i Distretti in Circoscrizioni, le Circoscrizioni in Congregazioni, formate al massimo da cento membri Predicatori.
Le Congregazioni hanno riunioni plurisettimanali, le Circoscrizioni e Distretti rispettivamente una volta e due volte all'anno. Per il lavoro di campo si servono di due quindicinali, "La Torre di Guardia" e "Svegliatevi". Inoltre distribuiscono foglietti, opuscoli e libri. Tra questi ultimi ha particolare importanza "La Verit� che conduce alla vita eterna" (74 milioni di copie). Scopo nascosto ma costantemente presente in tale scritto � voler dimostrare la falsit� del Cristianesimo, definito "Babilonia la grande" e invita "uscite di mezzo a loro".
Ci� che sta scritto nei loro opuscoli ha valore categorico, come la Bibbia stessa, se non addirittura maggiore.
Raccogliamo qui alcuni scritti dei T. d. G. tolti da testi riservati ai dirigenti, per conoscere qual'� la loro Organizzazione, come si giustifica e di quali mezzi si avvale.

LE SOCIET� TORRE DI GUARDIA DI BIBBIE E TRATTATI DI
- PENNSYLVANIA
- NEW YORK

Leggiamo direttamente dai loro libri la presentazione delle Societ� (di Pennsylvania e di New York) e la loro organizzazione. Da questa presentazione, in cui la Societ� si autodefinisce "corporazione legale", � facile comprendere la reale natura stessa, e come di spirituale ci sia ben poco, bench� si cerchi di mettere in relazione il "corpo direttivo" con gli apostoli: ma quale diversit�! Non assomiglia forse maggiormente al corpo direttivo di una Societ� per Azioni, che stampa e vende libri?

Da La tua parola � una lampada al mio piede 1969, pg. 36, cap. II:

"ORGANIZZAZIONE BASATA SULLA PAROLA DI DIO
Oggi i rimanenti dei membri del Corpo di Cristo unti con lo spirito che sono sulla terra costituiscono "lo schiavo fedele e discreto", ed � questa classe, come fu predetto in Matteo 24: 47, che il Signore Ges� ha nominata "sopra tutti i suoi averi" qui sulla terra. E' dunque essenziale operare in stretta associazione con questa classe dello "schiavo" e seguire positivamente i consigli che per mezzo d'esso ricevete.
Di fra quelli che compongono i membri del corpo di Cristo unti con lo spirito, certuni rendono servizio quale visibile corpo direttivo. Nel primo secolo della nostra Era Volgare quel corpo direttivo era costituito dagli apostoli e da certi altri fratelli maturi della congregazione di Gerusalemme (Atti 15: 2,6,23). Per svolgere l'opera di predicazione nella maniera pi� efficace nelle condizioni dei giorni moderni, " lo schiavo fedele e discreto " ha organizzato una corporazione legale, la Watch Tower Bible and Traci Society of Pennsylvania (Societ� Torre di Guardia di Bibbie e Trattati di Pennsylvania). Questa societ�, formata da maturi cristiani, non � lucrativa ed � completamente dedicata a promuovere gli interessi della vera adorazione sulla terra. E' stata impiegata dagli unti seguaci di Ges� Cristo da molti anni per dispensare la conoscenza alla famiglia della fede e per dirigere l'opera di predicazione, e la benedizione di Geova su questa disposizione � molto manifesta. Il visibile corpo direttivo � strettamente identificato nel consiglio dei direttori di questa Societ�. Come accadeva fra i primi cristiani, seguendo la sorveglianza del corpo direttivo ne risultano unit� e incremento. Per facilitare l'osservanza delle istruzioni di Ges� di predicare questa "buona notizia del regno" in tutta la terra abitata, la Societ� Torre di Guardia di Bibbie e Trattati ha pure filiali in vari paesi. Tutte queste sono sottoposte al visibile corpo direttivo, ma ciascuna filiale presta attenzione al suo proprio territorio. Conoscendo le condizioni che vi esistono, la filiale � in grado di applicare le istruzioni nel modo pi� utile e di occuparsi prontamente delle faccende locali.
Non � meno vero nel nostro giorno di quanto lo fu nel primo secolo della nostra Era Volgare che lo stretto contatto con l'organizzazione visibile di Geova � importante. Quelli che si battezzarono come cristiani al tempo di Pentecoste, il 33 E. V., continuarono a tenersi in stretta associazione con gli apostoli per ricevere istruzioni. (Atti 2:41,42).
Le istruzioni scritte ad alcune di quelle congregazione ci sono state preservate nell'ispirata parola di Dio, e continuano a provvedere la base della procedura organizzativa che i cristiani testimoni di Geova seguono".

Da Annuario 1973, pg. 258:

"IL CORPO DIRETTIVO
II Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova consiste di undici fratelli, tutti unti da Dio.
Il 6 settembre 1971 si determin� che la presidenza del Corpo Direttivo fosse assunta a turno secondo l'ordine alfabetico. Quindi lo scorso anno Frederick W. Franz ha prestato servizio come sorvegliante presidente alle adunanze del Corpo Direttivo. Ogni membro del Corpo Direttivo segue inoltre un turno secondo cui siede a capo delle tavole della Betel, agendo da presidente per una settimana alla volta. Questa � risultata una disposizione eccellentissima, e a capo delle tavole di ciascuna filiale della Societ� ci sono anziani che si succedono a turno.
Poco dopo le dieci fu all'ordine del giorno l'adunanza annuale delle societ� e, per procura e in persona, furono presenti 423 membri della societ� di Pennsylvania. Essi rielessero come membri del consiglio dei direttori per tre anni M. G. Henschel, N. H. Knorr e L. A. Swingle.


Watchtower Bible and Tract Society of New York, inc.
Conforme alle esigenze di legge, allo statuto e alla notifica inviata ai membri della Societ� il sabato 1. gennaio 1972, l'adunanza annuale dei membri della Watchtower Bible and Tract Society of New York, ine. fu tenuta nella sede della Societ� situata in 124 Columbia Heights, Brooklin, New York, 11201). Il Presidente, N. H. Knorr presiedette e A. B. Tedesco apr� con preghiera. I membri della societ� restarono cinquantuno, e tutti eran presenti in persona o per procura. Furono fatti parecchi rapporti sul progresso dell'opera della Societ�, ed ebbe luogo l'elezione dei direttori. I periodi scaduti furono quelli di L. K. Greenlees, N. H. Knorr e M. H. Larson. Tutti i cinquantuno membri rielessero all'unanimit� questi direttori per un periodo di due anni ".

Da Annuario 1977, pg. 258-59:

" IL CORPO DIRETTIVO DEI TESTIMONI DI GEOVA
I primi di dicembre del 1975, l'intero Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova si radun� a Brooklyn, New York, per considerare le raccomandazioni relative all'organizzazione e alla procedura. Per molti mesi due diversi comitati avevano considerato le disposizioni organizzative. E il 4 dicembre 1975 il Corpo Direttivo lesse alla famiglia Betel una lettera che spiegava gli aggiustamenti apportati.
Furono anche mandate lettere a tutte le filiali in ogni parte del mondo che spiegavano le procedure e nella rivista "Torre di Guardia" del 1. maggio 1976 fu pubblicato un articolo intitolato "Disposizioni del Corpo Direttivo" che spiegava come, per facilitare la sua opera, erano stati costituiti sei comitati del Corpo Direttivo e questi sei comitati avevano cominciato a funzionare il 1. gennaio 1976. Ciascun comitato ha il proprio presidente, che presta servizio per un periodo di un anno.
COMITATO DEL PRESIDENTE: Questo comitato si compone del presidente attuale del Corpo Direttivo, del presidente precedente e del prossimo nell'ordine che sar� presidente. Il presidente attuale presta servizio come coordinatore e sbriga il lavoro per conto del Corpo Direttivo. I rapporti di notevoli emergenze, disastri o campagne di persecuzione o qualsiasi altra cosa urgente che influisce sui Testimoni di Geova sono sottoposti immediatamente al Comitato del Presidente affinch� si possano esaminare con il Corpo Direttivo.
COMITATO DEGLI SCRITTORI: Questo comitato dispone che il cibo spirituale sia scritto e registrato per la stampa e la distribuzione ai Testimoni di Geova e al pubblico in genere. Poich� si occupa delle pubblicazioni, esso soprintende anche al lavoro di traduzione che si compie in tutta la terra.
COMITATO DELL'INSEGNAMENTO: Questo comitato ha le responsabilit� di soprintendere sia alle scuole e alle assemblee per l'educazione spirituale del popolo di Geova che all'istruzione delle famiglie Betel. Inoltre, soprintende all'opera di abbozzare il materiale da usare nell'insegnamento e ha la sorveglianza dei programmi radiofonici e televisivi e dei programmi delle assemblee.
COMITATO DEL SERVIZIO: Questo comitato soprintende a tutti i campi dell' opera di evangelizzazione e ha la responsabilit� di dirigerne l'ulteriore sviluppo. Il comitato si interessa delle attivit� delle congregazioni, dei sorveglianti di circoscrizione e di distretto, dei missionari, dei Comitati delle Filiali e delle visite periodiche dei sorveglianti di zona.
COMITATO EDITORIALE: Questo comitato soprintende alla stampa, alla pubblicazione e alla spedizione di letteratura in ogni parte del mondo. Perci�, ha la responsabilit� della sorveglianza degli stabilimenti e dei beni di cui sono proprietarie e fanno uso le varie societ� impegnate dai Testimoni di Geova, nonch� delle operazioni finanziarie, delle attivit� legali e di ci� che ha relazione con la pubblicazione della buona notizia del Regno in tutta la terra.
COMITATO DEL PERSONALE: La sorveglianza di questo comitato riguarda le disposizioni prese per prestare assistenza personale e spirituale ai membri delle famiglie Betel, ed esso ha la responsabilit� di invitare i nuovi membri a prestare servizio nelle famiglie Betel e dei Poderi in ogni parte del mondo.
COMITATO DELLE FILIALI: Oltre alla disposizione di soprintendere all'opera del Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova per mezzo dei sei comitati, si dispose che ogni filiale, a cominciare dal 1. febbraio 1976, avesse un comitato responsabile di lavorare con il Corpo Direttivo per seguire le disposizioni organizzative e tenere informato il Corpo Direttivo del progresso dell'opera del Regno nel territorio assegnato alla filiale. Tale comitato ha un presidente che presta servizio per un anno. Secondo la grandezza della filiale, il comitato pu� avere da tre a sette membri. La rotazione della presidenza nei comitati delle filiali avviene ogni anno il 1. gennaio.
Tutti i comitati assunsero le loro responsabilit� come era stato prestabilito e hanno funzionato molto bene. E' stato utile avere un certo numero di fratelli che si sono consigliati prendendo in esame gli interessi dell'opera del Regno - Prov. 11:14; 15:22; 25:26.
Confidiamo che la guida di Geova si sia resa manifesta nella formulazione di questi aggiustamenti e continuiamo a rivolgerci a Geova Dio perch� ci guidi per mezzo del suo spirito e della sua Parola. Questo � un tempo per continuare ad avanzare con l'espansione dell'opera di predicare il Regno e far discepoli, attendendo da Geova continue benedizioni. Apprezziamo vivamente le benedizioni che Geova Dio ci ha elargite nel passato anno di servizio ed esprimiamo gratitudine per la generosa cooperazione che i proclamatori del Regno ci hanno resa in ogni parte del mondo. Tutti attendiamo nel nuovo anno di servizio altre benedizioni di Geova.
Vostri fratelli
CORPO DIRETTIVO DEI TESTIMONI DI GEOVA"
 

ADUNANZE

(cfr. "La tua Parola � una lampada al mio piede " Watchtower B.A.T.S. of N. Y. 1969)
I - STUDIO " TORRE DI GUARDIA "
E' l'adunanza settimanale pi� importante. I partecipanti si preparano anticipatamente con la lettura privata del quindicinale "Torre di guardia ". Questo " Studio " si apre e si chiude con cantico e preghiera. Dura da 1 ora e 1 ora e 10'.

II - ADUNANZA PUBBLICA
Possibilmente si tiene una volta la settimana, se ci sono oratori sufficienti. Pu� essere tenuta in luoghi pubblici. E' " pubblica " perch� possano essere invitate altre persone che non siano T. d.G. Non c'� preghiera. L'argomento viene trattato in forma di discorso da uno o pi� oratori e pu� riguardare problemi di morale, scienza, istruzione biblica.

III - ADUNANZA DI SERVIZIO
Questa adunanza settimanale prepara il T. d. G. al ministero di campo, con esemplificazioni dei discorsi da fare di porta in porta. Inizia e termina con cantico e preghiera. Durata prestabilita: 1 ora. Viene svolta secondo le precise indicazioni del foglio mensile " Ministero del Regno " (cfr. 60).

IV - SCUOLA DI MINISTERO TEOCRATICO
Non � obbligatoria ma � molto raccomandata. E' una scuola di addestramento continuo per l'esercitazione oratoria. Si usano libri di testo. Lo " studente " fa le prove dei discorsi che terr� di porta in porta, ricevendone consigli su un foglio apposito.

V - STUDI DI LIBRO DI CONGREGAZIONE
Questa adunanza si svolge di preferenza nelle case a gruppi pi� ristretti, con frequenza settimanale. Si apre e si chiude con preghiera. La durata � di 1 ora. Si studiano le dottrine usando la Bibbia e un libro fornito dalla Societ�. In questa adunanza ognuno pu� intervenire liberamente. Vi si possono portare persone estranee per fare la conoscenza ed essere edificati dalle "conversazioni spirituali della nostra calorosa associazione". La Bibbia pu� essere letta solo da una persona "dedicata", che cio� abbia firmato la "registrazione di battesimo cristiano".

LA SALA DEL REGNO
E' il luogo normale delle adunanze. Deve essere pubblicizzato con una targa esterna che ne riporti gli orar! delle adunanze. Se c'� una finestra viene usata come vetrina per la "letteratura" ad edificazione dei passanti. Per la manutenzione della Sala "tutti gli associati della Congregazione hanno il privilegio di contribuire finanziariamente". Nella sala c'� la cassetta per le "contribuzioni".
Funerali ed eventuali matrimoni possono essere celebrati nella Sala del Regno.

ASSEMBLEE
Due volte l'anno per tre giorni consecutivi si tiene l'assemblea di Circoscrizione con discorsi, istruzioni ed eventuale immersione in acqua. Una volta l'anno varie Circoscrizioni tengono l'Assemblea di Distretto.
 

SERVIZI DI CONGREGAZIONE

Ogni Congregazione � diretta dal " servitore di Congregazione " con alcuni assistenti.

I - SERVITORE (SORVEGLIANTE) DI CONGREGAZIONE "Presiede ed ha la sorveglianza generale della Congregazione".

II - ASSISTENTE SERVITORE DI CONGREGAZIONE Sostituisce il Servitore di Congregazione. Compila i rapporti del servizio d� campo dell'intera Congregazione e li "spedisce alla Societ� non pi� tardi del 5 del mese seguente". Sorveglia i proclamatori.

III - SERVITORE DEGLI STUDI BIBLICI "Si interessa in maniera particolare di promuovere l'attivit� delle visite ulteriori e degli studi b�blici da parte d� tutti i proclamatori". Ne tiene un preciso schedario.

IV - COMITATO DELLA CONGREGAZIONE I tre predetti servitori formano il Comitato della Congregazione. Detto comitato esamina le domande di servizio, gli oratori pubblici ed ha " funzione giudiziaria ".

V - SERVITORE DELLE RIVISTE E DEL TERRITORIO Provvede ai proclamatori " le copie delle riviste "Torre di guardia" e "Svegliatevi!" da usare nel servizio d� campo, e il territorio da lavorare ".

VI - SERVITORE DELLA LETTERATURA Procura i libri, gli opuscoli, le Bibbie e i trattati da usare ne! ministero di campo.

VII - SERVITORE CONTABILE Riceve il denaro dai proclamatori, ne tiene accurata contabilit�, e, dopo ogni adunanza, svuota la cassetta delle contribuzioni. Fa eventuali depositi in banca e spedisce il denaro delle riviste alla Societ�.

VIII - SERVITORE DELLO STUDIO TORRE DI GUARDIA Presiede detto Studio; " Egli ha l'incarico di aiutare tutti nella Congregazione a trarre pieno benef�cio da questo provvedimento spirituale che Geova ha preso per il suo popolo ".

IX - SERVITORE DELLA SCUOLA DI MINISTERO TEOCRATICO "Si interessa vivamente di migliorare la capacit� di parlare e insegnare di tutti nella Congregazione". Riceve i programmi dalla Societ� per poter guidare questa scuola. Cura la biblioteca nella Sala del Regno.

X - SERVITORI DI STUDIO DI LIBRO DELLA CONGREGAZIONE E' nominato dalla Societ�, "Conduce studi di libro di Congregazione, prende la direttiva del ministero di campo e presta la necessaria attenzione personale a ciascuno, cos� che tutti godano buona salute spirituale ". Pu� far visita ai proclamatori per congratularsi con loro o incoraggiarli.

XI - ORATORI PUBBLICI Sono qualificati per pronunciare discorsi in Congregazioni diverse dalla propria durante le Adunanze pubbliche.

Ecco qui sotto riprodotti i foglietti che i pionieri compilano ogni giorno: l'uno per rendere conto del suo lavoro e delle sue vendite, l'altro per prender nota delle persone incontrate e loro reazione.

RAPPORTO SETTIMANALE DI SERVIZIO DEL PROCLAMATORE

SERVIZI SPECIALI

Pioniere regolare: per essere ammesso a questo servizio il T. d.G. deve essere battezzato da almeno 6 mesi, deve essere stato Proclamatore regolare con una media di almeno 10 ore di servizio di campo e 6 visite settimanali, deve aver tenuto uno studio biblico settimanale a domicilio, deve essere d� condotta eccellente e " non usare tabacco ".
I suoi compiti saranno 100 ore al mese di lavoro di campo (= 3 ore e 20' al giorno), vendita di 100 riviste al mese, 35 visite ulteriori, 7 studi biblici a domicilio ogni settimana. L'anno di servizio inizia il 1" settembre e termna il 31 agosto. Se durante un mese non compie le 100 ore, deve recuperare in altri mesi fino ad arrivare a 1200 ore l'anno. Ogni mese spedisce un rapporto dettagliato alla Societ�.

Pioniere temporaneo: si impegna per due settimane o qualche mese agli stessi obblighi del pioniere regolare.

Pioniere speciale: chi ha buoni risultati come pioniere regolare pu� fare domanda per divenire pioniere speciale. Egli dedicher� tutto il tempo al ministero di campo in territorio " vergini ", dove nessuno � ancora mai passato. Avr� il compito di iniziare Congregazioni in territori nuovi. Dovr� impegnarsi a 150 ore di ministero di campo al mese, a vendere 150 riviste, a 50 visite ulteriori e a 10 studi biblici settimanali.
Il denaro necessario per il "nutrimento e di che coprirsi " gli viene dato mensilmente, mentre il 1� novembre riceve un "altro aiuto pecuniario perch� vi ottenga indumenti". Potr� avere 2 settimane di vacanza all'anno e 3 dopo 20 anni di servizio ininterrotto. Servizio missionario: coloro che sono battezzati da 3 anni, che da 2 sono pionieri, con un'et� tra i 21 e i 40 anni, non sposati o sposati senza figli, che sanno l'inglese, che godono buona salute, disposti a trasferirsi in qualsiasi luogo e per un periodo indeterminato, potranno chiedere il privilegio di svolgere servizio missionario. Se la domanda viene accolta riceveranno uno speciale addestramento nella Scuola Biblica di Galaad a Brooklyn USA. Avranno le mansioni e le ricompense come i pionieri speciali.

Servizio alla Betel: casa Betel viene chiamata la sede delle filiali. Pu� far domanda di servizio in queste case chi � battezzato da almeno un anno, sia celibe o senza figli, si impegni per almeno 4 anni. Dovr� lavorare o in ufficio, o in tipografia, o in guardaroba, o in cucina ecc. ecc. per 8 ore e 40' al giorno per 5 giorni e 4 ore al sabato. Oltre a vitto e alloggio ricever� una " piccola spettanza mensile per le spese personali ".

 

Riproduciamo qui fac-simile del registro "Consigli sui discorsi" degli alunni della scuola che prepara a tenere discorsi. L'alunno viene osservato nei minimi particolari, come si pu� vedere dalle varie note su cui riceve il voto! Da " Manuale per la Scuola di Ministero Teocratico " pag. 104-105. Periodicamente una prova scritta di ripetizione

 

PUBBLICAZIONI riservate ai T. d. G. o ai loro dirigenti:
- Annuario (annuale)
- Ministero del Regno (foglio mensile per i dirigenti di Congregazione, con le indicazioni per ogni incontro "Adunanza di servizio" - vedi pg. 60).
- Babilonia la grande � caduta!
- Luce, 1930, J. F. Rutheford, 2 voi.
- Sia Dio riconosciuto verace (1949)
- Questo significa vita eterna (1952)
- Preparato per ogni opera buona (1960)
- Sia fatta la tua volont� in terra (1961)
- Qualificati per essere Ministri (1963)
- Cose nelle quali � impossibile che Dio menta (1965)
- Nuovi cieli e nuova terra (1965)
- La tua parola � una lampada al mio piede (1969)
- Manuale per la scuola di ministero teocratico (1971)
- Le nazioni conosceranno che io sono Geova. Come? (1973)
- Vera pace e sicurezza. Da quale fonte? (1973)

Conclusione

Dalle testimonianze di G. Pape e F. W. Haack (pastore protestante) e degli ex ministri T. d. G. Aveta e Palmieri - oo. cc. in Bibliograf�a -, risulta che la Societ� Torre di Guardia di Bibbie e Trattati (Watchtower Bible and Tract Society of Pennsylvania and of New York) � una duplice Societ� per Azioni con una propria banca, la "Wachtower Tresaures".
Come gi� menzionato nel settembre 1971 aveva 423 azionisti a Pen-nsylv. e 51 a N.Y.
La stampa dei libri ed opuscoli costa loro solo il 10% del ricavato, essendo gli operai tutti volontari, ed il tipo di carta usata la pi� scadente! Nel 1929 ad es. un libro venduto in Germania per un marco costava alla Societ� appena 11 Pfennig (centesimi). A Brooklyn un libro venduto a 35 Cents ne costava alla Societ� appena 4, Rischio per gli azionisti non esiste, perch� la rete dei distributori gratuiti della stampa � assicurata e aumenta ogni anno, e per di pi� i vari Pionieri o Proclamatori devono pagarsi in anticipo ogni libro e opuscolo e foglio che distribuiscono. La Societ� non regala nulla. Ogni filiale (per es. quella di Roma) per stampare qualsiasi cosa deve pagare i diritti di licenza alla Centrale negli USA. La INTERNATIONAL STUDENTS ASSOCIATION di Brooklyn non ha speciali funzioni. Compare laddove non possono intervenire come Societ�. Presidente e cassiere sono gli stessi.
Cos� gli stessi T. d.G. sono abilmente ingannati e noi - oltre che come spirituali ingannatori - li potremmo considerare veramente sfruttati, anche economicamente.

insegnamenti a confronto con la Bibbia

 

 

 

 

 

 

La Bibbia

Di casa in casa: come si presentano?

La loro conoscenza della Bibbia

LA BIBBIA:

lettura cristiana e interpretazione dei T. d. G.

I Testimoni di Geova sostengono le loro verit� "Bibbia alla mano", e citano con destrezza capitoli e versetti del testo sacro, dopo essersi accuratamente preparati sul modo di parlare, sugli argomenti da trattare, sul come atteggiarsi, ecc... ecc..., come puoi vedere a pag. 66 e segg. Ma sono interpretati divinamente quei passi della Scrittura, quelle Parole di Dio?
La Sacra Scrittura � fonte di vita, di vita spirituale e autentica, ma solo quando viene letta nello Spirito di Dio. Non basta leggere la Scrittura, Parola di Dio: � necessario leggerla nello Spirito Santo, donato ai credenti e alla comunit� di coloro che credono in Cristo Ges�, la stessa comunit� cui � stato fatto il dono della S. Bibbia. "La S. Scrittura deve essere letta e interpretata con l'aiuto dello stesso Spirito mediante il quale � stata scritta" (Dei Verbum 12/89, Concilio Vaticano II).

Una pagina del prof. don Lorenzo Zani, docente di Sacra Scrittura, ci aiuta a comprendere come ci si debba accostare alla lettura della S. BIBBIA.
" La Bibbia non � un libro che vuoi comunicare anzitutto nozioni scientifiche o storiche, ma � un libro in cui si parla dell'incontro di Dio con l'uomo, del cammino di Dio con l'uomo, delle risposte positive o negative dell'uomo all'invito di Dio. La Bibbia ci dice che Dio rivela se stesso intervenendo nella storia per farsi conoscere: Dio valica la distanza che lo separa dall'uomo, gli va incontro e gli parla per stabilire con l'uomo dei legami di amicizia. La storia umana � il luogo in cui Dio si rivela: Israele ha incontrato Dio nella storia e la Bibbia contiene la storia degli interventi di Dio. Dio agisce nella storia e commenta, spiega questo suo intervento. La Bibbia contiene la spiegazione degli interventi di Dio nella storia. E' una spiegazione data da Dio stesso, ma espressa attraverso uomini, espressa con linguaggio umano. Gli uomini che hanno scritto la Bibbia sotto l'inspirazione di Dio, si sono serviti di fonti, orali o scritte, a loro preesistenti; hanno soprattutto usato dei modi di esprimersi, dei generi letterari diversi dai nostri. Noi, leggendo la Bibbia, dobbiamo cercare di capire cosa volevano comunicarci gli autori sacri, qual era la loro intenzione, che verit� intendevano professare.
La Bibbia contiene anzitutto una verit� che riguarda la nostra salvezza, una verit� di ordine religioso. La Bibbia ad esempio, non intende dirci come esattamente Dio ha creato il mondo o quando Io ha creato, ma nelle prime pagine ci insegna che il mondo � stato creato da Dio, che il mondo � buono, che il male non viene da lui, ma da noi, che l'uomo � stato creato per essere a immagine di Dio, per dialogare con Dio, per essere signore del mondo e non degli altri uomini, che Dio accompagna la coppia umana sempre con la sua benedizione, che il settimo giorno � il giorno in cui l'uomo � sollecitato a sentirsi particolarmente vicino e impegnato nell'alleanza di fedelt� a Dio. Analogamente la Bibbia non ci ha mai indicato quando verr� la fine della storia n� come avverr�; ci ha solo detto che quel giorno sar� il giorno dell'incontro definitivo col Signore: "Levate il capo, perch� la vostra liberazione � vicina" (Le 21,28). La Bibbia ci dice che Dio non abbandona mai l'uomo, che la storia non termina in orizzonti di cenere o in cieli spenti: l'amore di Dio avr� l'ultima parola e salver� i credenti. Dio si � avvicinato all'uomo in Ges� di Nazaret, in questa persona che � Dio e Uomo. Da allora il cristiano deve essere un ottimista e testimoniare che il mondo � avvolto dalla misericordia di Dio.
Va inoltre ricordato che nella Bibbia, Dio si � rivelato progressivamente, adattandosi alla mentalit�, ai costumi d'Israele ed educandolo gradualmente. Nella Bibbia quindi, e pi� precisamente nel Vecchio Testamento, ci sono pagine che presentano ancora imperfettamente il disegno di Dio, la realt� della salvezza, il problema del dolore, la sorte dell'uomo dopo la morte. La Bibbia perci� va letta globalmente; non basta stralciare una pagina o, peggio ancora, una riga: tutta la Bibbia � una grande pagina che testimonia l'amore di Dio, e questa pagina giunge a pienezza nel Nuovo Testamento.
Soprattutto va ricordato che nella Bibbia, pi� che informazioni o argomenti per approvare o respingere un determinato sistema, dobbiamo cercare il rapporto con Dio. A Dio che si fa conoscere bisogna rispondere con disponibilit�, con fede concreta. Perch� possa svolgersi questo dialogo tra Dio e l'uomo, la Bibbia va letta nella preghiera. Solo cos� potremo comprendere la Parola di Dio ed annunciarla agli altri".1

Nelle seguenti pagine cerco di spiegare brevemente e in modo semplice (quindi anche incompleto), le principali dottrine su cui si basa la fede apostolica che noi, cristiani cattolici, professiamo, e che sono rifiutate dai T. d. G.
Non ho illustrato in ogni punto in modo esauriente le motivazioni dei T. d. G.; sarebbe un lavoro arduo, anche per il fatto che c'� stato e c'� un evolversi e un cambiamento nelle loro affermazioni e negazioni. Ho cercato invece di chiarire la nostra dottrina riportando alcuni brani biblici da cui essa � nata, cercando in alcuni casi - dove sembrava pi� necessario - di commentarli brevemente.
Penso cos� di fare un servizio al lettore per un suo maggiore approfondimento delle verit� del nostro Credo, anche se non dovesse mai incontrare un T. d. G.
Questo non � certamente il modo migliore per presentare la dottrina cattolica; nemmeno il modo migliore per premunirsi dagli errori biblici e dogmatici dei T. d. G.
Non sar� nemmeno la lettura di queste pagine a dare ad un cristiano forza e coraggio per resistere alla tentazione di sfiducia, di curiosit� e di superbia che assale coloro che si lasciano convincere dai T. d.G.: la vita esemplare di un cristiano convince pi� di un libro, per quanto bellissimo. Spero solo che le prossime pagine possano essere un aiuto per il lettore a vivere con maggior coerenza e maggior fede e amore la sua vita di figlio di Dio.
Inizio con un capitolo sul modo con cui i Proclamatori T. d. G. si presentano alla porta.


I T. d. G. DI CASA IN CASA: COME SI PRESENTANO

Arrivano in casa tua e predicano. Hanno l'ordine di predicare e sono istruiti a perfezione sulla successione degli argomenti con cui affrontare la discussione, oltre che sul modo di sorridere, di gesticolare, di modulare il tono della voce (vedi: Consigli sui discorsi e Sommario delle qualit� oratorie in: Manuale per la scuola di Ministero Teocratico pg. 104-105, cfr. riproduz. a pag. 22 e "Qualificati..." ).
Anzitutto ti fanno un'osservazione alla quale devi dar ragione: "II mondo non va bene, non va pi� bene come una volta, ci sono tante brutture e delitti ".
Poi l'attenzione si sposta - se sanno o si accorgono che sei cristiano - sulla Chiesa: "nemmeno essa � stata capace di trasformare il mondo, anzi, ha in s� tanti cattivi esempi e scandali, non solo tra i fedeli, ma anche nella Gerarchia. Ma Dio vuol bene agli uomini e perci� ci deve essere la possibilit� di un mondo diverso, nuovo".
Persa la fiducia nei sacerdoti e poi nella Chiesa intera, il salto � facile, per chi non � vigilante e attento: "vieni con noi!". Se per� rifiuti questa loro proposta non parlano pi� di misericordia e di bont� di Dio, bens� passano alle minacce della perdizione eterna, anzi, dello "stroncamento" eterno.
L'insistenza con cui i predicatori T. d. G. vogliono entrare in casa tua o intrattenerti anche contro la tua volont�, pu� essere determinata non solo dall'amore per Geova, ma probabilmente anche dal fatto che hanno l'obbligo di compiere un determinato numero di " visite ulteriori " (per la seconda volta nella medesima casa).
Se non raggiungono il numero prefissato, possono essere ripresi alla fine della settimana e non ottengono promozioni nella complessa gerarchia di servizi (cfr. G. Pape o.c. e il cap. sui Servizi ). Ammiriamo forse il fatto che tutti i T.d.G. sono predicatori pi� o meno diligenti: noi non faremmo altrettanto!
In molte occasioni tutti i cristiani sono chiamati a "dar ragione della loro speranza" come dice s. Pietro, ma non tutti sono incaricati di predicare. C'� per� chi ne ha ricevuto il compito specifico. La Chiesa � come un corpo. Tutto l'organismo deve rendere testimonianza al Signore, ma non tutti hanno lo stesso compito. E' Cristo Ges� che fa alcuni apostoli, altri profeti, altri maestri, altri pastori, a vantaggio di tutti i fedeli. Cos� dice infatti s. Paolo in Corinzi 12, 12: Come infatti il corpo, pur essendo uno, ha molte membra e tutte le membra, pur essendo molte, sono un corpo solo, cos� anche Cristo...
Efesini 4, 11: E' Lui che ha stabilito alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti, altri come pastori e maestri...
Se un cristiano non riceve il compito di predicatore dalla Chiesa, o non gli viene approvato da essa (come fecero per es. s. Francesco di Assisi e i suoi frati) non va in giro a predicare, perch� conosce, o esegue senza conoscerle, le parole della Bibbia, che qui ora riporto.
Geremia 23,21 e 32: Io non ho inviato questi profeti ed essi corrono; non ho parlato a loro ed essi profetizzano. Eccomi contro i profeti di sogni menzogneri - dice il Signore - che li raccontano e traviato il mio popolo con menzogne e millanterie, lo non li ho inviati n� ho dato alcun ordine: essi non gioveranno affatto a questo popolo. Parola del Signore.
Galati 1,6-8: Mi meraviglio che cos� in fretta da colui che vi ha chiamati con la grazia di Cristo passiate ad un altro Vangelo. In realt� per�, non ce n'� un altro; solo che vi sono alcuni che vi turbano e vogliono sovvertire il vangelo di Cristo. Orbene, se anche noi stessi o un angelo dal Cielo vi predicasse un Vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato, sia anatema.
Ebrei 13, 8-9a: Ges� Cristo � lo stesso ieri, oggi e sempre! Non lasciatevi sviare da dottrine diverse e peregrine.
Romani 16, 17-18: Mi raccomando, poi, fratelli, di ben guardarvi da coloro che provocano divisioni e ostacoli contro la dottrina che avete appreso: tenetevi lontani da loro. Costoro, infatti, non servono Cristo nostro Signore, ma il proprio ventre e con un parlare solenne e lusinghiero ingannano il cuore dei semplici.

 

1- Potr� essere utile ai lettori questa breve chiarificazione sul rapporto tra la Chiesa e la S. Scrittura:
... " Negli scritti del Nuovo e del Vecchio Testamento � contenuta la parola di Dio: ma donde viene tale certezza? Possiamo esserne certi solo per merito della Chiesa. Cristo infatti non scrisse e neppure comand� ai suoi discepoli di scrivere. Egli assegn� loro il compito di "andare in tutto il mondo a predicare il Vangelo a tutte le creature" (Mc 16,15). Gli apostoli adempirono questo incarico attraverso la predicazione orale. Pietro, Matteo, Giovanni, Giacomo, Giuda Taddeo e Paolo lo fecero anche con alcuni scritti. Non � per� lecito dimenticare che la Chiesa era comunit� fiorente, vera Chiesa che insegnava, amministrava sacramenti, salvava anime prima che esistesse una riga di Nuovo Testamento. La Chiesa era dunque Chiesa anche senza Nuovo Testamento: non � perci� debitrice n� della sua esistenza, n� del suo potere di magistero alla S. Scrittura. Essa possedeva tutto ci� prima che la S. Scrittura esistesse: il suo essere, la sua dottrina, i suoi poteri li ricevette direttamente da Cristo. La Chiesa, che annunci� la parola di Dio certamente per un decennio prima che Matteo scrivesse il suo Vangelo, e settantenni prima del compimento della Scrittura, nel Sinodo di Roma (n. 382), nei Concili di Ippona (a. 393) e di Cartagine (a. 397) separ� pure dall'inondazione di evangeli non autentici e scritti apocrifi quelli invece che erano da ritenere parola di Dio. Questo essa lo poteva fare, e solo essa, perch� aveva ricevuto da Cristo il potere di magistero e la guida dello Spirito Santo. Pure per lo stesso motivo essa sola pu� interpretare autenticamente la parola di Dio. La Chiesa non � dunque figlia, ma la madre della Bibbia. La Chiesa stabil� il canone, ossia la lista dei libri che compongono la Scrittura.
La fede nella ispirazione si fonda in fin dei conti su un'unica testimonianza: la dichiarazione della Chiesa che tutti i libri del Nuovo Testamento furono scritti sotto l'influsso divino.
Se la Chiesa non avesse accuratamente esaminati gli scritti dei suoi figli, respinti alcuni, altri ritenuti degni di essere assunti nel Canone, noi non avremmo oggi il Nuovo Testamento. Se la Chiesa non avesse dichiarato che i libri che lo compongono sono da Dio ispirati, noi non lo potremmo sapere. Possediamo solo una testimonianza che la S. Scrittura � sorta sotto l'influsso divino: la testimonianza della Chiesa. Se si ripudia la Chiesa viene a mancare la premessa logica per la fede nell'ispirazione della Bibbia " (Don S. Visintainer in: " Botta e Risposta ", n. 4. Trento 1963).
 

I T. d. G. E LA CONOSCENZA DELLA BIBBIA

E' molto bene conoscere la Bibbia. E' parola di Dio " luce ai miei passi ", fondamento della preghiera e regola di vita. Pi� la conosci, pi� vorresti conoscerla: � fonte d'acqua viva. Per questo il cristiano invidia il T. d. G. per la sua conoscenza della Bibbia, che - a prima vista - sembra una conoscenza... a menadito!
Purtroppo "Per i T. d. G., la Bibbia � una riserva di citazioni per dedurne le cose pi� stravaganti. Ci� che permette loro di suscitare confusione o interrogativi tra i cristiani � la scarsa preparazione di questi ultimi. E' sufficiente avere una preparazione biblica anche minima per accorgersi di come i T. d. G. strumentalizzino la Bibbia, citando isolatamente qualche versetto, senza tener conto del contesto e commettendo grossolani errori" (prof. L Zani). Sembra infatti che i T. d. G., invece di dipendere onestamente da ci� che dice la S. Scrittura, la usino a loro comodo, per sostenere le loro idee e le loro " scoperte ". Cos� insegnano ai loro Proclamatori nel libro: " Manuale per la scuola di Ministero Teocratico", 1971, a pag. 128, n. 13-15 (vedi riproduz.).
La conoscenza della Bibbia � molto importante. Ma dobbiamo stare attenti a come la conosciamo, perch� anche Satana la conosce, eppure � menzognero nel modo in cui la presenta. Satana ha adoperato la parola di Dio per tentare Ges�.
Matteo 4,6: Allora il diavolo... gli disse: Se sei il figlio di Dio gettati gi�, poich� sta scritto: " Ai suoi Angeli dar� ordini, a tuo riguardo, ed essi ti sorreggeranno con le loro mani, perch� non abbia a urtare contro un sasso il tuo piede" (frase del salmo 91, 11-12). L'uomo posseduto dallo spirito immondo disse il vero, eppure Ges� lo fece tacere:
Marco 1,24: "Io so chi tu sei: il Santo di Dio! Ges� lo sgrid�: "Taci, esci da quell'uomo!".
I cristiani conoscono molto la parola di Dio imparata al catechismo o ascoltando le letture e le omelie domenicali, anche se non sanno dire il numero del capitolo e del versetto in cui si trovano. Conoscere "la lettera" della Bibbia � importante s�, ma non assolutamente indispensabile.
Nessun comando � dato da Ges� di conoscere a memoria la S. Scrittura! Pi� importante � ricevere in s� lo Spirito Santo di Dio!, spirito di amore, di preghiera, di ubbidienza, di comunione, di umilt�, che � lo scopo della conoscenza stessa della Bibbia. Ges� stesso non ha scritto nulla. Egli ha dato ai suoi Apostoli il potere sugli spiriti immondi e la parola (vedi Mc 6,6 ss)! Non ha dato loro la parola scritta, ma si � fidato dello Spirito Santo che avrebbe aperto loro la bocca ad annunciare il Vangelo.
La parola scritta � stato un aiuto per la predicazione e per la memoria del popolo di Dio!
Prima si � formato il popolo di Dio, poi � stata scritta la Sua Parola! E la parola di Dio non � stata consegnata al singolo per il suo uso personale, ma al popolo di Dio, alle varie comunit� per l'uso di tutti; � evidente perci� che nessuna Scrittura, come dice s. Pietro, va soggetta a privata spiegazione, poich� � lo Spirito che deve dare l'interpretazione (cfr. nota).
Ricorda quanto dicono gli Apostoli!
1. Pietro 1,20: Sappiate anzitutto questo: nessuna scrittura profetica va soggetta a privata spiegazione.
2. Corinzi 8,2 b: Se alcuno crede di sapere qualche cosa, non ha ancora imparato come bisogna sapere.

Da quando il fondatore dei T. d. G. C. T. Russe!, ha scoperto nella Bibbia la profezia dell'invenzione della ferrovia, dei fiammiferi, della macchina da mungere e di quella per cucire le scarpe, delle automobili, come segni del tempo della fine e della presenza di Cristo dal 1874, e da quando ha creduto di aver trovato nella Bibbia la data della creazione d� Adamo e quella di Eva, ecc., siamo autorizzati a dubitare della sua seriet� di interpretazione e di lettura della Parola di Dio! (cfr. Pape, o.c., pag. 9)

II Vecchio Testamento � per essi una miniera di dati storici e scientifici. Con calcoli acrobatici stabilirono che la settimana creativa d� Genesi 1, cominci� 45025 anni fa. Ognuno di quei giorni dura settemila anni; ora ci troviamo verso i seimila anni del settimo giorno, quindi alle porte del regno millenario di Cristo. Nel " terzo giorno ", fra il 35025 e il 28025, la terra era ricoperta da una "volta di acque che stava sopra la distesa atmosferica, che faceva passare i raggi di luce e di calore del sole, diffondendoli dappertutto, ma che come serra, impediva al calore d� disperdersi" (Nuovi cieli e nuova terra, pg. 47). Questa volta di acque cadde per� nei giorni del diluvio (anno 2370 a. C.) ed allora apparvero per la prima volta agli occhi degli uomini... il sole e la luna. Molte altre notizie scientifiche di questo genere sono diffuse come dati biblici! (riassunto da Visintainer, o.c.)

Le " Societ�
Torre di Guardia
di Bibbie e Trattati
di Pennsylvania
e di New York "
dei Testimoni di Geova

 

 

storia

organizzazione

insegnamenti a confronto con la Bibbia

 

 

 

 

 

 

I T.d.G. E IL VERO NOME DI DIO

I T. d. G. ritengono conoscere il "vero" Nome di Dio.
Molti sono i Nomi di Dio riferiti dalla Bibbia: Adonai, Elohim, Jahweh (il Nome rivelato a Mos� dal roveto ardente).
Essi lo chiamano Geova. Come mai?
A partire dall'et� dopo l'esilio di Babilonia (verso il 500 a. C. circa), il Nome santo non lo si pronunciava pi�, per paura di pronunciarlo senza attenzione e quindi profanarlo. Allora anche nella scrittura si introdussero dei modi per avvertire il lettore che non lo pronunciasse: per es. in alcuni manoscritti trovati nelle grotte del Mar Morto (commento di Abacuc) la scrittura � quadrata; quando s'arriva alle quattro lettere del Nome Sacro (JHWH), queste sono scritte in scrittura antica, fenicia, una scrittura che non si usava pi�. Pi� tardi, quando hanno messo le vocali sotto il testo consonantico (anticamente gli Ebrei scrivevano solo le consonanti), tutte le volte che trovavano le 4 lettere del Nome Sacro vi mettevano le vocali del nome Adonai, in modo che il lettore, vedendo quelle vocali pronunciasse "Adonai" (= mio Signore). La pronuncia JaHW�H � una pronuncia ricostruita. Dal Nome JHWH vocalizzato con Adonai � risultato, presso i cristiani dal Rinascimento in poi, una lettura che � erronea: Jehowah; i T.d.G. suppongono che sia il Nome di Dio, ma � un errore grammaticale molto elementare.
Conoscere il Nome di Dio non significa sapere come dev'esser chiamato, ma invece avere un rapporto personale con Lui, tanto da lasciarsi guidare e trasformare la vita. Vuoi dire lasciarsi fare da Lui, La parola "conoscere" nella Bibbia significa "conoscere con amore". "Conoscere il Nome" vuoi dire entrare in comunione con la realt� rappresentata dal nome, avere in qualche maniera una presa diretta su questa realt�, sicch� conoscere il Nome di Dio vorrebbe dire toccarlo in qualche maniera, mettergli su le mani; perci� Dio aspetta a rivelare il suo Nome in un tempo che � maturo, in modo che il popolo possa veramente raggiungerlo!
Teniamo presente questo fatto quando diciamo "sia santificato il tuo Nome" e quando ci segniamo "nel Nome del Padre..."!
II Nome di Dio, come ogni nome di persona nella cultura ebraica, indica o l'essenza o il compito di quella persona. Il Nome JHWH vorrebbe dire " lo sono l'Esistente ", oppure " lo sono colui che � efficacemente presente ", oppure " lo sono ci� che sono ". Con questo termine Dio si rivela, e nello stesso tempo si nasconde alla curiosit� umana. Egli � colui che esiste e della cui esistenza ed azione benefica sono testimoni i Padri Abramo, Isacco e Giacobbe!
Ce ne d� conferma il brano biblico del colloquio di Mos� con Dio presso il Roveto:
Esodo 3,13-15: Mos� disse a Dio: "Ecco io arrivo dagli Israeliti e dico loro: il Dio dei vostri padri mi ha mandato a voi. Ma mi diranno: Come si chiama? E io che cosa risponder� loro? ". Dio disse a Mos�: "Io sono colui che sono". Dio aggiunse a Mos�: " Dirai agli Israeliti: Il Signore, il Dio dei vostri padri, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe mi ha mandato a voi. Questo � il mio nome per sempre; questo � il titolo con cui sar� ricordato di generazione in generazione ".
Potremmo quindi tradurre il "Nome di Dio": "Colui che c'� (non vi abbandoner� mai)".(1)
Osserviamo inoltre che, come i figli non chiamano mai il loro papa per nome (perch� sarebbe mettersi in atteggiamento di parit� o di distanza), cos� i cristiani, Figli di Dio, non chiamano Dio Padre per nome, ma semplicemente, come ha insegnato e fatto Ges�: " Abb� " Padre!
Ecco l'insegnamento di Ges� e degli Apostoli:
Matteo 6.9: Voi dunque pregate cos�: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome.
Romani 8, 15: Voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto uno spirito da figli adottivi per mezzo del quale gridiamo: Abb�, Padre!
Chiamare Dio col nome "Padre" (papa) � certamente un modo confidenziale, che richiede vero spirito di figlio, vero amore semplice e sereno, e denota abbandono fiducioso nel suo cuore. Lo preferiamo perci� a qualsiasi altra usanza!
L'unico " nome " che noi abbiamo e che pronunciamo e nel quale troviamo salvezza � il Nome di Ges�, Figlio di Dio e Dio egli stesso.
Dice s. Pietro in Atti 4, 12: In nessun altro c'� salvezza; non vi � infatti altro NOME dato agli uomini sotto il cielo nel quale � stabilito che possiamo essere salvati!
Il Nome di Ges� � il nome divino con cui i cristiani si differenziano da tutte le altre religioni!

Sul nome di Dio scrive cos� lo studioso Ebreo Abraham Joshua Heschel (in "Dio alla ricerca dell'uomo", Boria, Torino, 1969, pg. 82, 83). << II vero nome di Dio � un mistero. Leggiamo nel Talmud: "disse il Signore a Mos�... "Questo � il mio nome in perpetuo".., (Es 3,15). La parola ebraica corrispondente a "in perpetuo" (leolam) � qui scritta in maniera da poter essere letta anche lealem, che significa "celare". Il nome di Dio deve rimanere celato" (Kiddushim 71 a). Nel corso dei secoli, gli ebrei rifuggirono dal pronunciare e, in parte, persino dal trascrivere in maniera completa le quattro lettere dei santo nome di Dio (il Tetragramma). Il vero nome � il NOME INEFFABILE. Esso viene reso dagli Ebrei con Adonai ( = Mio Signore), dai Samaritani con Hashem, e da coloro che tradussero la Bibbia in grece con la parola "Signore" (Kyrios). Secondo Abba Saul, colui che pronuncia il Nome Ineffabile � tra quelli che non godranno della vita futura. " Nessuno pu� pronunciare il mistero del Tuo nom". >>

IL MISTERO DELLA SANTISSIMA TRINIT�'

Chi pu� conoscere la vita di Dio se non lo Spirito di Dio stesso?
1 Cor 2,11-12: I segreti di Dio nessuno li ha mai potuti conoscere se non lo Spirito di Dio. Ora, noi non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo, ma lo Spirito di Dio per conoscere tutto ci� che Dio ci ha donato.
Molti brani del Nuovo Testamento ci fanno conoscere e ci mostrano la vita e la circolazione d'amore tra le Tre Divine Persone. E' un grande dono che Ges� ci ha fatto, il farci penetrare almeno un pochino nella vita stessa di Dio per vederne almeno la sublimit� e la superiorit�. Chi pu� pretendere di capire, di dominare con la propria intelligenza la vita e la sapienza di Dio?
Romani 11,33: O profondit� della ricchezza, della sapienza e della scienza di Dio! Quanto sono imperscrutabili i suoi giudizi e inaccessibili le sue vie!
Ges� ci si presenta come uguale al Padre, come con-vivente con Lui e con lo Spirito Santo. Dalle sue parole e dalle testimonianze degli Apostoli scopriamo che l'unico Dio �... una " famiglia ", una " comunit� ".
Ecco alcune, tra le molte asserzioni, che ci testimoniano la vita trinitaria:
Matteo 3,15-17: Egli vide lo Spirito di Dio scendere come una Colomba e venire su di Lui. Ed ecco una voce dal cielo che disse: " Questi � il mio Figlio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto ".
Matteo 28, 19: Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Giovanni 14,16-26: Io pregher� il Padre ed Egli vi dar� un altro Consolatore, perch� rimanga con voi per sempre, lo Spirito di verit�... Ma il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre mander� nel mio nome, egli vi insegner� ogni cosa e vi ricorder� tutto quello che vi ho detto.
2 Corinzi 13,13: La grazia del Signore Ges� Cristo, l'amore di Dio Padre e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi.
Prendiamo con semplicit� le parole del Signore; se vogliamo ragionarle con metodi di filosofia e di aritmetica faremmo presto a dar ragione ai Testimoni di Geova che definiscono la dottrina ed il Mistero della Santissima Trinit� come menzogna diabolica di origine pagana. Secondo essi questa dottrina avrebbe origine nel paganesimo babilonico del 2200 a. C. e sarebbe stata assunta nel II sec. d. C dalla Chiesa Cristiana, ormai fuori strada!
Per dimostrare la loro affermazione si servono di vari passi biblici, alcuni dei quali tolti dal loro contesto, altri tradotti con evidente falsificazione (come ad es. Gv 1,1; vedi pure nei capitoli "Ges� � Dio" e "Lo Spirito Santo").
E' vero che nella Bibbia non esiste la parola "Trinit� " e che questa parola � stata coniata nel periodo postapostolico, ma � altrettanto vero che ci� che i cristiani intendono esprimere con questa parola � profondamente radicato negli scritti del Nuovo Testamento: questa � una parola che esprime l'unit� profonda tra Padre, Figlio e Spinto Santo. Si potr� discutere (ed � compito di teologi e filosofi) se Padre e Figlio e Spirito Santo siano da definirsi " persona " o " ipostasi " o con altri termini, a seconda dell'evolversi del linguaggio, ma non si pu� discutere che Dio � Padre, che il Padre genera un Figlio a lui eguale, pur se distinto (altrimenti come potrebbe farsi chiamare "Padre"?) e che dal Padre e dal Figlio ("per" il Figlio) esce una " forza-alito-vita " non creata, con propria esistenza e attivit�, quindi " persona ", che viene chiamato Spirito Santo. La Chiesa � stata costretta molte volte lungo i secoli a pronunciarsi sull'interpretazione della Sacra Scrittura riguardo ai passi in cui parla delle relazioni tra il Padre e il Figlio e lo Spirito Santo, per difendere i fedeli da grosse eresie che portavano in ultima analisi a cambiare il Vangelo e a far credere addirittura inutile il sacrificio di Cristo Ges�. Perci� � stata costretta a formulare delle definizioni, delle certezze con il linguaggio culturale e filosofico del tempo. E' cos� che si � formata la dottrina " trinitaria ": uno sguardo d'insieme a tutte le parole e i fatti che nei Vangeli e negli altri libri sacri parlano o lasciano intravedere le relazioni tra Padre, Figlio e Spirito Santo.
Il Padre � Dio, origine e principio senza principio. Con un gesto d'amore totale comunica tutto se stesso, donandosi completamente: cos� genera il Figlio!
Il Figlio � un riflesso perfetto del Padre, ha una sua distinta realt�, ma completamente ricevuta partecipata dal Padre, ed esiste come impeto d'amore tutto proteso verso il Padre in una risposta d'amore. La forza di questa comunione d'amore, la potenza di questo legame da origine a un nuovo " modo di essere " Divino, vera e propria sussistenza divina; questo legame perfetto tra Padre e Figlio ha tale energia e intensit� che esso stesso � ancora una volta Dio. E' Dio non nel modo della Paternit�, n� nel modo della Figliolanza, ma nel modo proprio della Comunione. E lo chiamiamo con le parole di Ges�, Spirito Santo. (1)
L'unico Dio dunque esprime la sua vita misteriosa in tre forme di sussistenza realmente distinte e insieme intimamente compenetrate nella mutua relazione.
Sono le tre Persone nell'unico Dio, persone non semplicemente nel senso corrente - psicologico del termine (che comporta una perfetta autonomia) perch� in tal caso sarebbe pregiudicata l'unit� della natura divina.
Sono tre " persone ", tre " modi d'essere " dell'unico Dio la cui " sostanza " � pura relazione (in latino "esse ad"): Dio in s� � Colui che si dona, che esce da se stesso per donarsi completamente (Padre), per rispondere all'amore (Figlio), per comunicarsi (Spirito Santo).
Che Dio sia non un'unica persona, ma una Tri-unit� di Persone e che cos� a noi si faccia conoscere � pure pi� logico e profondamente psicologico! Le varie filosofie che arrivano ad ammettere l'esistenza di un Dio lo conoscono solo come creatore o determinatore di tutto, senza rapporto con l'umanit�. Le religioni non cristiane - che si basano su filosofie - e che cercano un rapporto con il Dio Unico (unica persona) si costruiscono un concetto di persona umana e di citt� terrena pi� conseguente all'idea da cui sono partite per scoprire Dio, che da una novit� quale la Rivelazione.
Basterebbe osservare le conseguenze della radicalizzazione del concetto di Dio nei Musulmani: Dio unico Allah, ma terribilmente dittatore; cos� i suoi seguaci che radicalizzano la " teologia " islamica. Nella loro religione non c'� posto n� per la grazia, n� per l'amore, n� per i diritti dell'uomo. Nei primi secoli dell'Islamismo � stato stroncato con persecuzione e martirio il tentativo di alcuni di introdurre il concetto di Amore.
Cos� pure la dittatura con l'esclusione di qualsiasi possibilit� di ricerca e di confronto la troviamo esercitata nella Societ� Torre di Guardia (cio� i T. d. G.).
Aggiungo qui ancora qualche riflessione semplice, a proposito della SS. Trinit�, perch� non � difficile sentir pronunciare anche da qualche cristiano frasi come questa: " In fondo a me non ne viene niente, che siano Uno o Tre o quattro! ". Vi � facilitato dal fatto che tutte le religioni non cristiane e tutta la filosofia che s'interessa di Dio, parlano di un Dio unica persona. Ci� non fa meraviglia, perch� il mistero Trinitario lo conosciamo solo dalla testimonianza di Ges�! Ma anche qualche setta oggi fiorente - tra cui i T. d. G. - e che si spaccia per cristiana, nei suoi ragionamenti fa capire che la Trinit�, cos� come l'adoriamo noi cristiani, � un'assurdit�, un qualcosa di impensabile, addirittura - se usiamo le loro parole - di demoniaco!
Cosa devo pensare io? Devo fidarmi della mia intelligenza e limitarmi a credere solo ci� che capisco? Posso fidarmi della testimonianza di Ges�?... o � anche quella un'invenzione dei preti?
Veramente godo che il mio Dio sia Trinit�: e sono giunto a un punto tale che... guai se il mio Dio non fosse Trinit�, se non fossero tre le Persone dell'unico Dio! Se fosse una persona sola sarebbe mostruosamente egoista: sarebbe stato obbligato a creare il mondo per poter aver qualcuno da amare; dovrebbe temere l'uomo che lo offende e lo abbandona, dovrebbe fare il dittatore. Non potrebbe essere per noi esempio e modello di amore, di umilt�, di generosit�! Chi s'immagina infatti che Dio sia un'unica persona, arriva a criticarlo e a sottometterlo a se stesso giudicandolo cattivo, despota... ecc... Siamo felici invece di poter conoscere (pur senza capire tutto) un pochino la vera vita di Dio Trinit�:
Il Padre prima ancora che il mondo fosse poteva amare il Figlio, ed il Figlio poteva amare il Padre e lo Spirito Santo. Dio non ha avuto bisogno del mondo per esser se stesso, per essere Amore. Il mondo � nato da un amore non egoista, ma puro: il Padre vuoi regalare al Figlio dei fratelli, allo Spirito un campo d'azione nuovo. Il Figlio potr� mostrare gratitudine al Padre con un amore spinto fino alla morte per fare spazio nel cuore degli uomini che diventeranno il tempio dello Spirito Santo! E lo Spirito pu� condurre il creato intero alla lode e all'adorazione del Padre e del Figlio. Il Padre ha una fiducia totale del figlio suo: non dice ai discepoli di Ges�: "venite a me che sono io il Padre"! invece li manda a Ges�: " ascoltatelo ". Lo stesso avviene per Ges�: Egli vuoi portare tutti al Padre dopo che sono stati ammaestrati dallo Spirito. E lo Spirito fa nascere nel cuore dell'uomo libero il grido "Abb�! Padre!" e fa piegare le ginocchia degli uomini davanti a Ges� " Signore "! Il Dio Trinit� � un vero Dio, il vero Dio, e non ve n'� altri. Egli pu� essere! modello di servizio, di amore, di umilt�, di fiducia...!
Chi radicalizza la sua sequela ed il suo amore a Dio Trinit� si fa servitore di tutti e amante di tutti (vedi s. Francesco, s. Teresina, s. Giovanni Bosco...). Un altro Dio ci sarebbe solo modello di padronanza e diventeremmo facilmente... superbi e insofferenti come il Dio che ci immagineremmo!

1 Potremo trovare qualche esempio concreto nella nostra esperienza: come esempio-parabola non potr� essere sufficiente, ma pu� rendere l'idea: dai due poli di un generatore elettrostatico, carichi di energia, scocca la scintilla (cos� pure il fulmine): una terza realt� distinta, relazione tra le altre due, che esiste solo come relazione.

GES�, FIGLIO DI DIO

I T.d.G. negano la divinit� di Ges�. Egli sarebbe una creatura, il primo dei servi salvati. Stando cos� le cose le conseguenze sono grosse: il suo Sacrificio non ha valore di redenzione, la sua Chiesa non � di origine divina, sua madre non � Madre di Dio, ecc. ecc... Rendiamo grazie a Dio di poter conoscere come in Ges� Cristo piacque a Dio far abitare corporalmente tutta la pienezza della divinit� (Col 2,9) ed Egli sia la immagine del Dio invisibile (Col 1,15). Egli stesso ci garantisce, nella diversit�, l'uguaglianza col Padre.
Dove l'intelligenza non arriva, arriva la fede e l'amore. Ecco alcuni passi che ci sono testimonianza della divinit� di Cristo:
Giovanni 1,1: In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio.
I T. d. G. traducono arbitrariamente questo versetto cos�: "In principio era la Parola e la Parola era con il Dio e la Parola era dio ". Mettendo l'iniziale minuscola a "dio" nella seconda parte del versetto (perch�?) sostengono che la Parola, il Verbo, il Figlio di Dio non � Dio, ma una creatura divina. Tale distinzione � gratuita, arbitraria. Nei testi greci antichi tutte le lettere sono maiuscole o tutte minuscole. La distinzione per le iniziali maiuscole � stata introdotta nel Medio Evo: non ci sono ragioni intrinseche a! testo per mettere alla parola " Dio " la maiuscola o la minuscola! Ma ecco altre parole di Ges� che in modo evidente dichiarano la sua uguaglianza al Padre, perci� la sua divinit�:
Giovanni 1,18: Dio nessuno lo ha mai visto; proprio il Figlio unigenito che � nel seno del Padre, Lui lo ha rivelato. La parola " il Figlio unigenito " c'� solo in alcuni codici antichi, mentre altri, molto importanti, dicono l'Unigenito Iddio, che � nel seno del Padre: ancora pi� chiaro dunque!
Giovanni 5, 17-18: Ges� rispose loro: " II Padre mio opera sempre e anch'io opero ". Proprio per questo i Giudei cercavano di ucciderlo: perch� non soltanto violava il sabato, ma chiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio.
Giovanni 5,21-23: Come il Padre risuscita i morti e da la vita, cos� anche il Figlio da la vita a chi vuole; il Padre infatti non giudica nessuno, ma ha rimesso ogni giudizio al Figlio, perch� tutti onorino il Figlio come onorano il Padre.
Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che l'ha mandato.

Giovanni 10,30: Io e il Padre siamo una cosa sola.
Giovanni 14,9 e 11: Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi dire mostraci il Padre?
(11): Credetemi: io sono nel Padre e il Padre � in me; se non altro credetelo per le opere stesse.
Matteo 11,27: Tutto mi � stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare.
Giovanni 17,21: Perch� tutti siano una sola cosa. Come tu Padre sei in me e io in te, siano una sola cosa anch'essi in noi, perch� il mondo creda che tu mi hai mandato.
1 Giovanni 5,20: Sappiamo anche che il Figlio di Dio � venuto e ci ha dato l'intelligenza per conoscere il vero Dio. E noi siamo nel vero Dio e nel Figlio suo Ges� Cristo: Egli � il vero Dio e la vita eterna.
Apocalisse 5,13: Tutte le creature del ciclo e della terra, sotto la terra e nel mare e tutte le cose ivi contenute, udii che dicevano: "A colui che siede sul trono e all'Agnello lode, onore, gloria e potenza nei secoli dei secoli ".
Ebrei 1,5-6: Infatti a quali degli angeli Dio ha mai detto: "Tu sei mio Figlio, oggi ti ho generato?". E ancora: " lo sar� per lui padre ed egli sar� per me figlio? ". E di nuovo quando introduce il primogenito nel mondo dice: " Lo adorino tutti gli Angeli di Dio ".
Anche la "Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture" (la Bibbia ufficiale dei Testimoni di Geova) traduce cos� questo versetto:
"Per esempio, a quale degli angeli ha egli detto mai: "Tu sei mio figlio; oggi ti ho generato"? e di nuovo: "lo gli sar� padre, ed egli mi sar� figlio "? Ma quando egli introduce di nuovo il suo Primogenito sulla terra abitata, dice: "E tutti gli angeli di Dio lo adorino"". Nella ultima edizione della Traduzione del Nuovo mondo delle Scritture" hanno cambiato: "gli rendano omaggio"!!! Perci�, se gli angeli devono "adorare" il Primogenito, significa che Egli � Dio: solo Dio � degno di "adorazione"!
(Vedi anche la loro traduzione di Mt 4, 10: "Ges� gli disse: "Va via Satana! poich� � scritto: devi adorare Geova il Tuo Dio e a lui solo devi rendere sacro servizio"").

E' vero che ci sono alcuni testi dei Nuovo Testamento in cui sembrerebbe che Ges� sia inferiore al Padre: Giovanni 14,28: Il Padre � pi� grande di me (1). Questa affermazione non bisogna intenderla in senso quantitativo. Il Figlio, proprio come generato, non ha niente di originariamente suo, perch� � originato tutto. All'interno della Trinit� c'� relazione di generazione, che noi, nel linguaggio umano traduciamo istintivamente come dipendenza, per� questa � un'imprecisione che proiettiamo nel piano della Trinit�. Il Figlio � l'infinitamente povero che riceve tutto da Colui che � infinitamente ricco. In questo senso Egli pu� dire "il Padre � maggiore di me", parlando delle relazioni intime della Trinit�, ma non � che ci sia una disuguaglianza. C'� concatenazione intima di eterna generazione.
Un altro passo che potrebbe confermare la tesi dei T. d.G. � questo: 1 Corinzi 15,24: Egli (Ges�) consegner� il Regno a Dio Padre.
28: Anche Lui, il Figlio, sar� sottomesso a Colui che Gli ha sottomesso ogni cosa...
Ma dobbiamo chiarire che s. Paolo considera le persone divine meno sul piano astratto della loro natura che sul piano concreto delle loro funzioni nell'opera della salvezza. Inoltre egli pensa sempre al Cristo storico nella sua realt� concreta di Dio fatto Uomo. Per questo egli lo mostra subordinato al Padre - sia nell'opera della creazione, che della restaurazione escatologica. Tuttavia il titolo di Kyrios (Signore) ricevuto dal Cristo nella Risurrezione (Fil 2,9-11; Ef 1, 20-22; Ebr l,3s) non � nient'altro che il titolo divino dato a Jahwe nell'Antico Testamento ( Rom 10,9 e 13; 1 Cor 2,16)" (dalla Bibbia di Gerusalemme, nota a Rom 9,5).
Ma talvolta Paolo da pure a Ges� il titolo di "Dio": vedi ad es.: Romani 9,5: Cristo... Egli che � sopra ogni cosa, Dio benedetto nei secoli.
Tito 2,13: Nell'attesa della beata speranza e della manifestazione della gloria del nostro grande Dio e Salvatore Ges� Cristo.
Ebrei 13,21: Ges� Cristo al Quale sia gloria nei secoli dei secoli. Amen.
1 Cor 12,3: Nessuno pu� dire "Ges� � Signore" se non sotto l'azione dello Spirito Santo.
Col 2,9: E' in Cristo che abita corporalmente tutta la pienezza della divinit�.
Naturalmente i T. d. G. cercano di tradurre arbitrariamente in modo diverso questi passi.
Che cosa pensava Ges� di se stesso? Quando i Profeti pronunciavano una parola di Dio introducevano sempre il loro discorso con " oracolo del Signore" e "Parola del Signore Dio", Ges� non parla mai cos�. Egli dice: "Ma io vi dico", oppure "Amen, amen, vi dico" (cio�: " In verit�, in verit� vi dico"). La sua parola � parola di Dio perch� Egli � Dio!

1 "Per ora la gloria del Figlio � velata, essendo in tutto simile agli uomini (Gv 1,14). Egli � uguale al Padre (Gv 10,30 e Gv 8,24) e la sua gloria risplender� di nuovo (Gv 17,5; Fil. 2,6-9; Ebr 1,3)! " (cfr. Bibbia di Gerusalemme, nota a Gv 14,28).

LO SPIRITO SANTO

I T. d. G. dicono che lo Spirito Santo non � Dio e non pu� essere " persona " divina, ma solo una forza divina.
II termine "persona" non � facile da definire n� da spiegare, perch� lungo i secoli il suo significato si � andato modificando. Noi usiamo questa parola per indicare l'individualit� distinta, nel nostro caso dello Spirito Santo. Egli, cio�, non � il Padre, non � Ges�, il Figlio incarnatosi in Ges�. Ha delle caratteristiche proprie, compie delle azioni proprie. E' un altro.
E' uno che vive con il "Padre" e con il Figlio e... con noi (in noi)! (Se glielo permettiamo, naturalmente!).
Ecco cosa ci dice la Bibbia:
Luca 4, 1 : Ges� pieno di Spirito Santo, si allontan� dal Giordano e fu condotto dallo Spirito nel deserto.
1 Corinzi 6,19: O non sapete che il vostro corpo � tempio dello Spirito Santo che � in voi e che avete da Dio, e che non appartenete a voi stessi?
Atti 15,20: Abbiamo deciso, lo Spirito Santo e noi, di non im-porvi nessun altro obbligo al di fuori di queste cose necessarie.
Romani 5,5: La speranza poi non delude, perch� l'amore di Dio � stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci � stato dato.
Lo Spirito Santo � una persona divina, � Dio egli stesso (cfr. pag. 35-36).
Nelle formule " trinitarie " viene nominato insieme al Padre e al Figlio senza distinzione:
Matteo 28,19: Battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
Ges� poi dice in Giovanni 15,26: Lo Spirito di verit� procede dal Padre.
Il termine "procedere" lascia intendere chiaramente che lo Spirito Santo non � creatura, ma partecipe della natura Divina. Non ci meravigliamo della affermazione dei T. d. G. perch� chi non ha lo Spirito Santo non pu� affermarne l'esistenza perch� non Io vede e non lo conosce, secondo quanto dice Ges� del " mondo " in Giovanni 14,17: Il mondo non pu� riceverlo perch� non lo vede e non Io conosce. Voi lo conoscete perch� Egli dimora presso di voi e sar� in voi.


LA CHIESA CATTOLICA

Per i T. d. G. la Chiesa cattolica (e le altre chiese cristiane) � diabolica. E' logico; se Ges� non � Dio, e Dio non � Trinit�, la Chiesa che lo adora � diabolica. Ma ogni cristiano ha esperienza personale almeno del perdono dei peccati ricevuto per il ministero della Chiesa. Se i! peccato - opera diabolica - viene tolto da noi nella Chiesa, questa certo non � opera del demonio perch� (Matteo 12,26): Se Satana scaccia Satana, egli � discorde con se stesso; come potr� dunque reggersi il suo regno?
2 Corinzi 5,18: Ha affidato a noi il ministero della riconciliazione. Inoltre tra i tanti brani del Nuovo Testamento leggiamo anche quelli di: Matteo 16,18-19: Ges� dice a Pietro: Tu sei Pietro e su questa pietra edificher� la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. A te dar� le chiavi del regno dei cieli, e tutto ci� che legherai sulla terra, sar� legato nei cieli e tutto ci� che scioglierai sulla terra, sar� sciolto nei cieli.
Con queste parole Ges� manifesta la sua intenzione: Egli ha in mente una sua famiglia che avr� una continuit�. E' il senso della continuit� che domina pure nelle lettere di s. Paolo. Per es. nella lettera ai Galati (1,8) dice: Se un angelo dal cielo vi predicasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato, sia anatema! La Chiesa non ha bisogno di tali riformatori: chi si pone nella Chiesa come suo riformatore, in realt� si mette fuori da essa.
Una bella fotografia della Chiesa ce la da s. Paolo in: Efesini 2,20-22: Siete edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, e avendo come pietra angolare lo stesso Cristo Ges�.
In Lui ogni costruzione cresce ben ordinata per essere tempio santo del Signore; in Lui anche voi insieme con gli altri venite edificati per diventare dimora di Dio per mezzo dello Spirito.
La Chiesa Cattolica ha la convinzione di essere la stessa Chiesa di cui facevano parte gli apostoli Pietro e Paolo, che non esiste interruzione tra la loro comunit� e l'attuale. Ne fanno fede, sul piano giuridico, l'imposizione delle mani per l'ordinazione dei vescovi, dei presbiteri e diaconi, mai interrotta, e sul piano spirituale, la testimonianza confortante di un'immensa schiera di martiri e santi, oltre all'esperienza psicologica, spirituale e mistica dei fedeli.
Per i T. d. G. invece il cristianesimo vero � terminato alla fine del primo secolo alla morte dell'ultimo apostolo. E' ricominciato soltanto nel 1919 con i T. d. G., dopo una preparazione di circa 50 anni (dal 1874, anno in cui Russel inizi� la Societ�!). Nel frattempo ci sono stati 18 secoli di oscurit� assoluta, non ci fu nessun cristiano vero, Dio rimase senza popolo, senza Chiesa!
(Cos� sarebbe falsa la parola di Ges�: "Le porte degli inferi non prevarranno sulla Chiesa"). Con queste affermazioni non s'accorgono di essere in contraddizione con se stessi: difatti la scelta dei libri del Nuovo Testamento cos� com'� e come essi lo usano � stata fissata dalla Chiesa appena alla fine del IV secolo! (cfr. nota). La negazione dell'autorit� del Papa, l'identificazione dei preti coi demoni e il rifiuto di altre verit� ecclesiali, e dei santi Sacramenti sono una conseguenza pi� o meno diretta della precedente convinzione. E' tale convinzione (che la Chiesa sia satanica) che impedisce loro qualsiasi possibilit� di dialogo e di collaborazione, nonch� persino di partecipare insieme alla preghiera.
Certamente la Chiesa, popolo di Dio in cammino, � e si riconosce sempre assemblea di imperfetti, di peccatori, di persone bisognose di misericordia, perch� ognuno di noi che ne siamo le membra, siamo peccatori. Non � una novit�. Anche tra la gerarchia stessa ci sono sempre stati e ci saranno peccatori!!! Questo � certamente motivo di continua revisione e conversione! Ma ci� non � motivo di sfiducia, perch� Dio si serve proprio d� chi � debole e fragile per manifestare la sua potenza; egli ha messo il suo tesoro in vasi di creta! Ci spiace che i membri della Chiesa siano peccatori, ma questo fatto � pur sempre garanzia che in essa c'� posto anche per noi!


IL BATTESIMO

Date le convinzioni precedentemente illustrate i T. d. G. non possono battezzare " nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo " con lo stesso significato che noi diamo a queste parole. Il battesimo in acqua � solo un " simbolo " della " dedicazione " che fanno a Geova Dio.
Col battesimo e una vita moralmente integra sono automaticamente "ordinati ministri" di Geova Dio. Il ministro ha il dovere di non trascurare lo studio della Bibbia, la frequenza alle adunanze, e il ministero di campo.
Per il cristiano il battesimo non � solo un simbolo, ma una vera "immersione" nella vita di Dio, che avviene in quel momento, ed egli la compie per ubbidire ad un preciso comando di Ges�:
Matteo 28, 19: Andate dunque ed ammaestrate tutte le nazioni e battezzatele nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Atti 2,38: Pentitevi e ciascuno si faccia battezzare nel nome di Ges� Cristo, per la remissione dei vostri peccati; dopo riceverete il dono dello Spirito Santo.
Battezzare nel nome di Dio vuoi dire passare in propriet� di Dio e quindi assumere il nome di Dio come proprio nome, tanto si � entrati in comunione con Lui! Noi assumiamo il nome del Padre amando per primi i nostri fratelli (amore dei nemici), poich� il Padre � colui che ama per primo, che ha l'iniziativa dell'amore! Assumiamo il nome del Figlio, che risponde ubbidendo con amore, sottomettendoci quindi a Dio e ai fratelli come Ges�! Assumiamo i! nome dello Spirito Santo lasciandoci guidare in ogni circostanza a dipendere da Dio e non dalle cose e dalle forze di questa terra.
In particolare il battesimo del cristiano � immergersi nel Figlio di Dio morente e risorgente, un morire al peccato e risorgere a vita nuova (Rom 6,3-11), � iniziare un processo vitale di conversione che ha bisogno poi di essere condotto avanti.
Siamo coscienti quindi che non basta certamente essere battezzati nel modo giusto. Chi creder� e sar� battezzato sar� salvo dice Ges�. L'impegno del cristiano nel far vivere la fede e nel dare spazio al proprio Dio nella vita (azioni, pensieri, progetti) deve essere continuamente presente.
Pu� essere certamente uno stimolo positivo per i cristiani l'impegno dei T. d. G. Il Battesimo non va solo celebrato e registrato, ma vissuto quotidianamente!


IL BATTESIMO DEI BAMBINI

II battesimo dei bambini per i T. d. G. � antiscritturale e inutile. Non abbiamo nella Bibbia testimonianze dirette di battesimo conferito ai bambini, ma ci sono alcune affermazioni che non lo escludono:
Atti 10,15: Dopo essere stata battezzata assieme a tutta la sua famiglia...
Atti 18,8: Crispo, capo della sinagoga, credette nel Signore insieme a tutta la sua famiglia; e anche molti dei Corinzi, udendo Paolo, credevano e si facevano battezzare.
Dicendo " tutta la famiglia " � probabile la presenza di bambini e fanciulli. La Scrittura ci assicura per� che Dio pu� intervenire anche nella vita dei bambini. Vedi per es.:
1 Samuele 1,27: Per questo fanciullo ho pregato e il Signore m! ha concesso la grazia che gli ho chiesto; perci� anch'io lo d� in cambio al Signore: per tutti i giorni della sua vita egli � ceduto al Signore.
1 Samuele 2, 18: Samuele prestava servizio davanti al Signore, per quanto lo poteva un fanciullo.
Luca 1,15: ...Sar� pieno di Spirito Santo fino dal seno di sua madre (detto di Giovanni Battista).
Luca 18,10: Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite perch� a chi � come loro appartiene il regno di Dio.
E' vero anche che la Chiesa amministra il battesimo ai bambini se ci sono garanzie sufficienti (genitori e parenti credenti) che essi possano "respirare" un'atmosfera di fede e quindi crescere nell'amore del Padre, Figlio e Spirito Santo nel cui nome sono stati battezzati. Se non c'� alcuna prospettiva che il bambino possa essere aiutato a far propria la fede della Chiesa, essa non amministra il s. Battesimo.

ANIMA IMMORTALE

I T. d. G. sostengono che l'anima dell'uomo non � immortale. Trovano motivo per questa affermazione nelle parole della Bibbia, ma non si accorgono che nella S. Scrittura la parola " anima " indica " persona " " essere vivente ": vedi per es. quando Abramo volle spartire il bottino col re di Sodoma, questi gli disse: " Dammi le anime, ma tieni per te i beni" (traduz. dei T. d.G.). Intendeva certamente dire Dammi le persone, i beni prendili per te (Genesi 14,21).
Una parola del profeta Ezechiele (18,20) dice: "l'anima che pecca essa stessa morr�" (traduz. dei T. d.G.).
II contesto in cui il profeta mette questa frase vuole sostenere il fatto che Dio punisce chi pecca e non i suoi parenti, vuoi metter l'uomo nella condizione di assumersi la responsabilit� delle proprie azioni: Colui che ha peccato e non altri deve morire; il figlio non sconta l'iniquit� del padre, n� il padre l'iniquit� del figlio. Al giusto sar� accreditata la sua giustizia e al malvagio la sua malvagit�.

Il profeta in questo passo usa il termine "anima" senza cambiargli il significato che aveva nel suo linguaggio d'allora, cio� " persona ". Perci� noi leggiamo quella riga cos�: " Colui che ha peccato e non altri morir� ".
I T. d. G. nel libro "Nuovi cieli e nuova terra" a pg. 82 dicono: "Perci�, quando Abramo fosse tornato in polvere, quell'anima vivente sarebbe morta; era un'anima mortale e Dio poteva distruggerla... Pi� d� 3400 anni dopo il peccato di Adamo Geova Dio ispir� il profeta Ezechiele onde scrivesse: "...l'anima che pecca sar� quella che morr�". Quindi per Adamo la morte signific� il ritorno all'inesistenza".

Interpretata cos� fuori del suo contesto tale frase porta alla conclusione che con la morte l'uomo subisce una distruzione: nulla pi� esiste di lui. Alla fine del presente "sistema di cose" solo il T. d. G. sar� nuovamente chiamato all'esistenza da Dio (vedi anche pg. 56). Non occorre ci serviamo di ragionamenti filosofici che dimostrano la immortalit� dell'anima: abbiamo la Parola di Dio che ci conforta e ci rassicura che con la nostra morte il corpo subisce s� la corruzione, ma qualcosa di noi (come chiamare questa cosa, " anima "?) sussiste.
Apocalisse 14, 13: Udii una voce dal cielo che diceva: Scrivi: beati d'ora in poi i morti che muoiono nel Signore. S�, dice lo Spirito, riposeranno dalle loro fatiche, perch� la loro opere li seguono.
Sapienza 2,23: S�, Dio ha creato l'uomo per l'immortalit�; lo fece a immagine della propria natura.
Col vocabolo "morte" il libro della Sapienza intende solo la morte dell'empio, che non ha prospettiva davanti a s�. Le anime dei giusti invece sono nelle mani di Dio: per essi la morte ha il senso della continuit� nella vita presso Dio.
Tutta la Sacra Scrittura quando dice " anima " o " carne " indica la totalit� della persona, ma con prospettive diverse: carne � l'uomo come creatura fragile, esposta alla morte; anima � la persona in quanto legata a Dio, aperta all'azione di Dio e perci� anche immortale. Che ci sia una vita oltre la morte non � mai stato messo in dubbio nell'Antico Testamento, pur non sapendo come fosse.
S. Paolo dice: Cos� anche quelli che sono morti, Dio li raduner� per mezzo di Ges� insieme con Lui (1 Tess 4, 14). Ora Dio pu� "radunare " chi gi� esiste!, non chi � annientato. Inoltre la Bibbia riferisce le visioni di s.Giovanni (in Apocalisse): Egli vede davanti al trono di Dio vegliardi e una " moltitudine immensa": essi sono vivi davanti a Dio! "e lo servono giorno e notte! ".

Aggiungiamo qui un'altra affermazione dei T. d. G.: l'inferno non esiste. Cerchiamo di non dimenticare alcune parole di Ges� e degli Apostoli per conoscere la verit�.
Mt 25,41: Lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno!...
Giov 5,28-29: Coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e ne usciranno: quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna.
2 Cor 5,10: Tutti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo, ciascuno per ricevere la ricompensa delle opere compiute finch� era nel corpo, sia in bene, che in male.


MARIA SANTISSIMA E I SANTI

Maria, la madre di Ges�, e i Santi non sono tenuti dai T. d.G. in alcuna considerazione. Anzi chi li venera � accusato di idolatria. Possiamo capirlo, se � vero che dall'anno 100 dopo Cristo fino al 1919 (il periodo del fondatore C. T. Russel, dal 1874 al 1919, viene definito periodo di " graduale risveglio ") non ci sono stati veri "adoratori!" (cfr. pag. 69). Non c'� stato cio� nessun cristiano! Non ci vogliamo ritenere cos� superbi da non poter ripetere le parole che l'angelo Gabriele ed Elisabetta rivolsero a Maria:
Luca 1,28: Ti saluto, piena di grazia, il Signore � con te.
Luca 1,42: Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo.
I cristiani non dimenticano queste altre parole della Bibbia pronunciate da Maria: Luca 1,48: D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata!
Cos�, come si dice a riguardo di Maria, sorella di Lazzaro: Matteo 26,7 e 13: Gli si avvicin� una donna con un vaso di alabastro di olio profumato molto prezioso, e glielo vers� sul capo mentre stava a mensa... Ges� disse: In verit� vi dico: dovunque sar� predicato questo Vangelo, nel mondo intero, sar� detto anche ci� che essa ha fatto in ricordo di lei.
1 Corinzi 11,1: Fratelli, siate miei imitatori come io lo sono di Cristo.
Queste parole di Paolo valgono anche oggi! Possiamo imitarlo anche se ora vive " nascosto con Cristo in Dio "!
Venerando (non "adorando") i Santi, noi apprezziamo e lodiamo l'opera di Dio, che da peccatori li ha resi amici suoi e risplendenti o rispecchianti la sua santit�. Solo Dio � santo! Nei " Santi " vediamo un riflesso della santit� di Dio!
Levitico 11/44: Siate santi, perch� lo sono santo.
Efesini 1,4: Ci ha scelti per essere santi.

IL NUMERO DEI REDENTI

1 T. d. G. posseggono un censimento esatto del proprio numero. Ci� � possibile grazie al controllo strettissimo su tutti i membri; ad es.:
media proclamatori 1980 in Italia: 81.569
media proclamatori 1981 in Italia: 87.854 (+8% del 1980)
media proclamatori 1980 ne! mondo: 2.175.403
media proclamatori 1981 nel mondo: 2.247.486 (+3,3% del 1980).
Noi cristiani non ci preoccupiamo del numero esatto dei nostri fratelli. Abbiamo letto nella Bibbia:
2 Samuele 24,2-3 e 10: II re David disse a Joab: "Fate il censimento del popolo, perch� io conosca il numero della popolazione ". Joab rispose al re: "il Signore Dio tuo moltiplichi il popolo cento volte pi� di quello che �, e gli occhi del re, mio signore, possano vederlo! Ma perch� il re, mio signore, desidera questa cosa? ". Ma dopo che Davide ebbe fatto il censimento del popolo si sent� battere il cuore e disse al Signore: " Ho peccato molto per quanto ho fatto ".
Nel libro dell'Apocalisse di s. Giovanni leggiamo: Apocalisse 7,4: Poi udii il numero di coloro che furono segnati con il sigillo: centoquarantaquattromila, segnati da ogni trib� dei Figli di Israele...
Da questo numero - che noi sappiamo essere simbolico (� il numero delle 12 trib� d'Israele moltiplicato per 12 e poi per mille: sta ad indicare il numero sterminato dei salvati) - i T. d.G. hanno dedotto che nel Paradiso saranno 144.000 (+ 1, cio� Cristo Ges�) coloro che regneranno: sono la "classe celeste".
I predestinati sanno d'esserlo per rivelazione diretta. Essi sono gli unici che possono partecipare al " pasto serale del Signore " (" Commemorazione") (1) una volta all'anno mangiando il "pane e vino emblematici " del corpo di Cristo.
Gli altri possono assistervi (dal 1938, prima non era permesso). Nel libro "Vita eterna, nella libert� dei figli di Dio" a pg. 120-156 sono contenute le indicazioni con cui ognuno pu� stabilire se � chiamato a partecipare alla Commemorazione (sono indicazioni molto confuse. Ognuno deve sentire dentro di s� tale chiamata). Il numero dei " partecipanti " � la cifra che manca a completare in cielo la " classe celeste " di 144.000. Tenendo conto dei decessi, il numero dei partecipanti dovrebbe diminuire di anno in anno. Non riusciamo a capire come mai nel 1973 i partecipanti in tutto il mondo furono 10.523 e nel 1974, il 7 aprile, furono 10.723! Nel 1976 invece furono 10.184. Nel 1981 furono 9.601. Alle stesse date "presenziarono" invece alla Commemorazione, senza mangiare il pane, rispettivamente 3.994.924 e 4.550.457 T. d. G. e 4.472.571 nel 76, nell'81, 5.987.893. In Italia, nel 76 presenziarono 130.748, nell'81, 187.165.
Tutti gli altri T. d.G. non andranno in cielo, ma vivranno in una terra da paradiso terrestre senza afflizioni, come Adamo ed Eva, prima del peccato. Chi non sar� T. d. G. sar� semplicemente annullato, "stroncato", non risorger�. L'inferno non esiste. I " fortunati " che vivranno sulla terra nuova saranno comandati (regnati) dalla "classe celeste" dei 144.001.
In questo modo vengono interpretati i passi del libro dell'Apocalisse senza tener conto del loro significato allegorico e apocalittico.
Noi leggiamo con gioia il seguente versetto dell'Apocalisse: Apocalisse 7,9: Dopo ci�, apparve una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, razza, popolo e lingua. Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all'Agnello, avvolti in vesti candide, e portavano palme nelle mani.
Qui il Paradiso viene presentato in modo plastico, quasi terrestre. Come avrebbe potuto spiegare l'Apostolo le sue visioni e le sue esperienze mistiche se non con immagini tolte dalla nostra esperienza terrestre?
La realt� del "Paradiso" � certamente molto distante da ci� che la nostra bocca pu� proferire o che i nostri orecchi possono udire: c'� la distanza che ci pu� essere tra Dio e l'uomo! Ci sar� posto anche per noi? Se saremo fedeli a Ges� Cristo e non lo rinnegheremo, "regneremo con lui "!
Luca 13,23-24: Un tale gli chiese: "Signore, sono pochi quelli che si salveranno? ". Rispose: " Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perch� molti, vi dico, cercheranno di entrarvi, ma non ci riusciranno".
Entrer� chiunque crede nel figlio di Dio, Ges� Cristo: Chi crede nel Figlio ha la vita!

1 " Commemorazione " � la loro celebrazione in ricordo dell'ultima Cena.

IL COMPORTAMENTO MORALE

II loro comportamento morale, che vuoi essere "integro" � un aspetto positivo per cui ritengono d'essere " testimoni " per Dio. Il buon comportamento (con l'assenza del fumo e dell'alcool) � per essi fondamentale. Se uno sbaglia gravemente viene "disassociato" dalla loro Societ�. Pu�, se veramente pentito a giudizio del " Comitato della Congregazione", presentare domanda di riassociazione dopo un anno. La domanda potr� venire accolta dopo un ulteriore anno di prova.
Tutto ci� � suggestivo, soprattutto per chi desidera una societ� perfetta (moralisticamente intesa!).
Essi devono essere i "puri". E' la loro unica forza di persuasione. Essi sono i puri: tra loro non ci sono scandali, non ci sono i peccatori: perci� possono presentarsi come i veri adoratori di Dio. E' una forza di persuasione che fa molta presa sull'opinione pubblica, che � alla ricerca di gente incorrotta. Ma il puritanesimo (pelagianesimo, perfezionismo, catarismo) se da una parte pu� sembrare una forza (o violenza) d'altro canto si condanna da s�: di chi ti puoi fidare? se uno pecca viene espulso: ti sei fidato di uno che � pronto a condannare, ma anche ad esser condannato. E' una debolezza terribile. Chi potrebbe scagliare la prima pietra? Del resto Ges� per la sua Chiesa non ha scelto non solo membri puri, ma nemmeno capi puri e immuni da peccato, e forse lo ha fatto proprio per evitare ai suoi discepoli il pericolo del voler essere una casta di "perfetti "!
Il T. d. G. intende l'integrit� morale come moneta per acquistarsi la salvezza; si salva con le proprie opere, secondo l'etica pelagiana o farisaica. Questo modo di considerare le proprie virt� e le proprie opere buone (come moneta di scambio con Dio) e la salvezza (come acquistabile o meritabile da noi) � una tentazione continua anche per il cristiano.
Egli deve sapere invece che il suo comportamento morale (di non indifferente importanza) di onest� e di amore vero � una risposta all'amore e alla salvezza donata gratuitamente da Dio al suo fedele, ed � una testimonianza che egli rende al suo Dio che lo ha salvato, perdonato e accolto come figlio. Il comportamento immorale di un cristiano "figlio di Dio" � una falsa testimonianza per il proprio Dio, un disonorare il proprio Padre, ma non ancora un uscire dalla comunit� dei credenti, tolto il caso di alcuni peccati gravissimi.
E' importante che il cristiano si comporti bene, obbedisca ai comandamenti ("sapienza" e "gioia del cuore"), sia "perfetto come il Padre celeste ", ma il comportamento, bench� importante, non � l'ultimo criterio. Dopo e prima di esso c'� la misericordia di Dio e l'umilt� dell'uomo.
Luca 18,9-14: Disse ancora questa parabola per alcuni che presumevano di essere giusti e disprezzavano gli altri. Due uomini salirono al Tempio a pregare: uno era fariseo e l'altro era pubblicano. Il fariseo, stando in piedi, pregava cos� fra se: "O Dio, ti ringrazio che non sono come gli altri uomini ladri, ingiusti, adulteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte la settimana e pago le decime di quanto posseggo". Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: "O Dio abbi piet� di me peccatore", lo vi dico: questi torn� a casa sua giustificato, a differenza dell'altro, perch� chi si esalta sar� umiliato e chi si umilia sar� esaltato.
Luca 16, 15: Ges� disse: voi vi ritenete giusti davanti agli uomini, ma Dio conosce i vostri cuori: ci� che � esaltato fra gli uomini � cosa detestabile davanti a Dio.
I Giovanni 1,8: Se diciamo che siamo senza peccato, inganniamo noi stessi e la verit� non � in noi.
Efesini 2,8-10: Siete salvi mediante la fede; e ci� non viene da voi, ma � dono di Dio; n� viene dalle opere, perch� nessuno possa vantarsene. Siamo infatti opera sua, creati in Cristo Ges� per le opere buone che Dio ha predisposto perch� noi le praticassimo.
II fariseo pensa di salvarsi con le sue opere buone. Il cristiano compie le opere buone che Dio gli suggerisce per dar gloria a Colui che lo ha salvato!
Il cristiano ha la certezza della propria salvezza in Cristo Ges�. Non ha per� la certezza di perseverarvi, n� pu� avere la certezza che gli altri ne siano esclusi! Ricorda:
Matteo 13,29: Non succeda che, cogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l'una e l'altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dir� ai mietitori: Cogliete prima la zizzania, e legatela in fastelli per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio.
Chi pu� autorizzarsi a giudicare se stesso e gli altri, prima che lo abbia fatto il Signore?
Matteo 7, 1 : Non giudicate e non sarete giudicati.
1 Corinzi 4,4-5: Il mio giudice � il Signore. Non vogliate perci� giudicare nulla prima del tempo, finch� venga il Signore. Egli metter� in luce i segreti delle tenebre e manifester� le intenzioni dei cuori; allora ciascuno avr� la sua lode da Dio.


LA FINE DEL MONDO

Ne hanno prefissato pi� volte la data e sono costretti continuamente a correggerla.
Noi ci terremo sempre pronti. Per chi ama il Signore sopra ogni cosa, il " mondo " ha gi� finito di essere cos� importante! e non ci importa che qualcosa di esso, o tutto, ci venga a mancare: abbiamo un Padre che ci ama, questo ci basta. E per ci� che riguarda l'ultima fine di tutto il mondo sappiamo da Ges� stesso che nessuno pu� saperne in anticipo la data, a meno che non ritenga di essere superiore a Ges� Cristo stesso.
Matteo 24,26: Quanto a quel giorno e a quell'ora per�, nessuno lo sa, neanche gli angeli del cielo e neppure il Figlio, solo il Padre. 2Tessalonicesi 2,1-3 a: Ora vi preghiamo, fratelli, riguardo alla venuta del Signore nostro Ges� Cristo e alla nostra riunione con lui, di non lasciarvi cos� facilmente confondere o turbare, n� da pretese ispirazioni, n� da parole, n� da qualche lettera fatta passare come nostra, quasi che il giorno del Signore sia imminente.
In Apocalisse 20,2-6 troviamo queste parole: Afferr� il Dragone, il serpente antico - cio� il diavolo, satana - e lo incaten� per mille anni... Essi ripresero vita e regnarono con Cristo per mille anni; gli altri morti invece non tornarono in vita fino al compimento dei mille anni... Regneranno con lui per mille anni. E' il passo della Scrittura su cui i T. d.G. fondano la loro teoria e le varie ipotesi sulla fine del mondo...
Il numero mille non � da intendersi in senso aritmetico (come pure gli altri numeri usati in questo libro dell'Apocalisse), ma nel suo significato allegorico di un lungo periodo di tempo, tanto1 lungo da esser superiore all'esperienza dei singoli uomini come pure delle singole generazioni. Davanti alle parole di s. Giovanni non abbiamo da cercare il come e il quando, ma invece vi troviamo un grosso ed impellente invito ad appartenere con tutto il cuore fin d'ora al Signore Ges�, a lasciarlo padrone del nostro essere fino a rinnegare noi stessi.
Se qualcuno vuoi venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vorr� salvare la propria vita la perder�, chi perder� la propria vita per me, la salver� (Le 9,23-24).


LE AUTORIT� CIVILI

Nei paesi a regime democratico i T. d. G. rifiutano oltre il servizio militare, anche altre forme di partecipazione alla vita civile.
II cristiano conosce i pericoli di una ubbidienza assoluta allo Stato, quando questo non � pi� servo di Dio, ma si fa suo nemico. Perci� il cristiano contesta la assolutizzazione dello Stato e la rifiuta, come pure si fa obiettore per quelle leggi che fossero contrarie ai pensieri divini. Le autorit� costituite possono per� anche essere serve dei piani di Dio. Perch� i cristiani non possono usare - come nei paesi democratici - del voto per contribuire a rendere meno forti le ingiustizie e sopraffazioni?
Gli Apostoli non hanno avuto occasioni di darci insegnamenti riguardo a votazioni politiche (non esisteva possibilit� di democrazia!). Non possiamo che lasciarci guidare dallo Spirito Santo, volta per volta, in queste decisioni. Riguardo alle autorit� d'allora essi ci dicono:
1 Pietro 2, 13-17: State sottomessi ad ogni istituzione umana per amore del Signore: sia al re come sovrano, sia ai governatori come suoi inviati per punire i malfattori e per premiare i buoni. Perch� questa � la volont� di Dio: che, operando il bene, voi chiudiate la bocca all'ignoranza degli stolti. Comportatevi come uomini liberi, non servendovi della libert� come di un velo per coprire la malizia, ma come servitori di Dio. Onorate tutti, amate i vostri fratelli, temete Dio, onorate il re.
Romani 13, 1-2: Ciascuno sia sottomesso alle autorit� costituite; poich� non c'� autorit� se non da Dio e quelle che esistono sono stabilite da Dio. E quelli che si oppongono si attireranno addosso la condanna.
(Leggi anche avanti fino al v. 7).


ATTENZIONE AL MALE

I T. d. G. conoscono e condannano tutto il male che c'� nel mondo, come fossero gli unici a disapprovare gli intrighi, gli inganni, i rapimenti, gli omicidi, ogni malvagit�.
Anche il cristiano sa che il male � male e sarebbe bestemmia contro lo Spirito Santo definirlo bene.
Ma, grazie a Dio, non occorre avere sempre la lamentela e l'accusa nel cuore e sulle labbra: saremmo amplificatori dell'opera del Maligno, daremmo gloria a lui, faremmo il gioco di Satana che vuoi far credere di essere il pi� forte, di essere l'unica Presenza. Sapendo che opera dello Spirito Santo � proclamare le opere di Dio, e che con la sua grazia possiamo compiere azioni divine, noi interveniamo pure nelle situazioni di ingiustizia e di male per portarvi l'amore del Padre. Godiamo per tutto il bene che Dio opera nel mondo. Il cristiano si fa amplificatore delle opere di Dio per dar gloria a Lui!
Isaia 33,15-16: Chi si tura gli orecchi per non udire fatti di sangue e chiude gli occhi per non vedere il male: costui abiter� in alto, fortezze sulle rocce saranno il suo rifugio, gli sar� dato il pane, avr� l'acqua assicurata.

LA TRASFUSIONE DEL SANGUE

Non viene da loro accettata: questo convincimento deriva dall'aver preso alla lettera dei comandi dati da Dio al popolo d'Israele di non bere il sangue degli animali: il sangue era ritenuto la "vita" ed unico proprietario della vita � Dio! Bere il sangue significava sottrarre a Dio ci� che gli appartiene! Bere il sangue, o farne la trasfusione per vena, ha il medesimo significato secondo i Testimoni (cfr. La verit� che conduce alla vita eterna, pg. 167). Accettano invece l'uso dei sieri (siero antivipera p. es.) che pure sono estratti dal sangue.
Sarebbe disubbidienza anche alla norma data dagli Apostoli nel Concilio di Gerusalemme riguardo alla accoglienza dei pagani nella Chiesa. Atti 15,20: Si ordini loro di astenersi... dal sangue. Il divieto della legge ebraica era cos� grave che i Giudei divenuti cristiani non se la sentivano di dispensarne nemmeno quei pagani che si convenivano. Gli Apostoli a Gerusalemme vollero, con questo provvedimento, facilitare la comunione di vita e di mensa tra giudei e pagani convertiti (cfr. Bibbia di Gerusalemme). Ma gi� pochi anni dopo s. Paolo ebbe a scrivere cos� ai Colossesi 2, 16: Nessuno vi inganni pi� in fatto di cibo o di bevanda...
Colossesi 2,20-23: Se pertanto siete morti con Cristo agli elementi del mondo, perch� lasciarvi imporre, come se viveste ancor nel mondo, dei precetti quali: "non prendere, non gustare, non toccare"? Tutte cose destinate a scomparire con l'uso: sono infatti prescrizioni e insegnamenti di uomini! Queste cose hanno una parvenza di sapienza, con la loro affettata religiosit� e umilt� e austerit� riguardo al corpo, ma in realt� non servono che a soddisfare la carne.
1 Timoteo 4,3-4: "Imporranno di astenersi da alcuni cibi che Dio ha creato per essere mangiati con rendimento di grazie dai fedeli e da quanti conoscono la verit�".
Infatti tutto ci che � stato creato � buono e nulla � da scartarsi, quando lo si prende con rendimento di grazie... Che significato pu� avere "donare il sangue"? E' un dare parte della propria "vita" per la vita dei fratelli. E' di Dio la mia "vita " come � di Dio quella del fratello in pericolo di morte, che Dio ama tanto quanto me. II cristiano � lieto di poter contribuire all'opera di Dio che da la vita! E � dare la propria vita - la propria energia - anche il lavoro spossante che talvolta compiamo per amore dei fratelli: � anche questo un modo di... " dare il sangue ".

LE IMMAGINI SACRE

Per i T. d. G. le immagini sono tutte idoli.
Evidentemente Dio vuole difendere dal pericolo dell'idolatria il suo popolo. Nelle civilt� confinanti col popolo ebraico erano usati gli idoli, gli amuleti, come i portafortuna di oggi: e anche oggi � chiaro l'ammonimento della Bibbia per ogni cosa che possa distrarre dalla adorazione del vero Dio vivente, e dal dipendere esclusivamente da Lui. Perci� sta scritto:
Deuteronomio 4, 16: Poich� dunque non vedeste alcuna figura, quando il Signore vi parl� suIl'Oreb dal fuoco, state bene in guardia per la vostra vita, perch� non vi corrompiate e non facciate l'immagine scolpita di qualche idolo, la Figura di maschio o femmina, la figura di qualunque animale, la figura di uccello che vola nei cieli, la figura di bestia che striscia sul suolo, la figura di un pesce che vive nelle acque sotto terra; perch�, alzando gli occhi al cielo e vedendo il sole, la luna e le stelle tutto l'esercito del cielo, tu non sia trascinato a prostrarti davanti a quelle cose e servirle.
Esodo 20,3-6: Non avrai altri dei di fronte a me. Non ti farai idolo n� immagine alcuna di ci� che � lass� nel cielo n� di ci� che � quaggi� sulla terra, n� di ci� che � nelle acque sotto terra. Non ti prostrerai davanti a loro, n� li servirai.
E' troppo poco interpretare questi passi della Scrittura come proibizione di fare e guardare immagini e statue. E se fosse questo il significato non si comprenderebbe come mai il Signore stesso abbia ordinato a chi costruiva l'arca dell'Alleanza, da porre nel Tempio, di scolpire due cherubini per il coperchio.
Esodo 25,18-20: Farai due Cherubini d'oro: li farai lavorati a martello sulle due estremit� del coperchio. Fa un Cherubino ad una estremit� ed un Cherubino all'altra estremit�. Farete i Cherubini tutti d'un pezzo con il coperchio alle sue due estremit�. I Cherubini avranno le due ali stese di sopra, proteggendo con le ali il coperchio; saranno rivolti l'un verso l'altro e le facce dei Cherubini rivolte verso il coperchio.
Pi� che dalle immagini materialmente intese, Dio vuole metterci in guardia anche oggi dal farci altre sicurezze su cui poggiare la nostra vita: Egli � il Signore! Oggi, per es., Egli vuole " metterci in guardia dall'adorare i grandi simulacri della societ� democratica: uguaglianza, vita senza sofferenza, piacere senza pentimenti, libert� senza vincoli, ecc... " (cfr. Muller-Schwefe, I dieci comandamenti, Paideia 1975). Ci vuole mettere in guardia dal ritenerci noi padroni delle esperienze d� Dio, tanto da non lasciarlo pi� agire liberamente!
Ges� si � lasciato vedere dagli uomini, egli, Figlio di Dio (e chi ha visto lui, ha visto il Padre, Gv 14,9). Egli ancora � apparso ai suoi discepoli dopo la risurrezione e in visioni e sogni, come � narrato dall'Apostolo Giovanni in:
Apocalisse 1, 12 ecc...; Come mi voltai per vedere chi fosse colui che mi parlava, vidi sette candelabri d'oro, e in mezzo ai candelieri c'era uno simile a figlio d'uomo, con un abito lungo fino ai piedi e cinto il petto con una fascia d'oro.
Inoltre Maria Santissima e altri santi sono apparsi spesso in visione lungo i secoli. Possiamo quindi ritenere possibile raffigurarne la vita e quei loro atteggiamenti o episodi che aiutino la nostra memoria a meditare, a contemplare, a richiamare verit� di fede, a lodare Dio e a imitare Ges� e coloro che Egli ha scelto. Abbiamo bisogno di avviare anche i nostri sensi ad aiutarci nell'atteggiamento di sottomissione a Dio e di adorazione.
Tutto quello che pu� aiutare a questo scopo la nostra fantasia pu� quindi essere utile!
Se le immagini non distraggono, ma aiutano ad adorare e a riunirsi in preghiera davanti al Dio vivente non possono essere che strumenti benedetti da Dio stesso. Possiamo ritenere le immagini come "angeli " di Dio, cio� cose che ci portano un messaggio da parte di Dio, che ricordano alla nostra piet� qualche aspetto del suo amore e della sua Presenza.

LA DOMENICA e altre dottrine

I T. d. G. negano tutte le altre dottrine cristiane cattoliche e rifiutano tutte le usanze e pratiche: sarebbe difficile elencarle in modo completo e per illustrarle bisognerebbe scrivere, scrivere... Ma credo che a questo punto un cristiano, prima di affidare al giudizio dei T. d. G. la propria fede e le proprie tradizioni sappia conservarle difendendosi con la semplice fiducia che ha nell'insegnamento della Chiesa e nell'autorit� apostolica dei propri pastori: eventualmente approfondir� i dubbi con l'aiuto di qualche sacerdote. Tra le feste rifiutate " perch� di origine pagana " c'� ad es. il Natale e come segno demoniaco il simbolo della croce: essi stessi per� le hanno rifiutate solamente a partire dal 1919.
Accenno un po' pi� estesamente solo ancora ad una accusa mossa a noi cristiani, e cio� che noi abbiamo abolito un comandamento di Dio, quello dell'osservanza del sabato. A rigor di termini � vero: noi non celebriamo pi� il sabato come era prescritto nell'Antico Testamento, e cos� un'infinit� di altre leggi: abbiamo sostituito questo giorno fin dai tempi apostolici con la domenica. Forse hanno contribuito pi� motivi a questa scelta.
S. Paolo stesso dice in Colossesi 2, 16-17: Nessuno dovunque vi condanni pi� in fatto di cibo o di bevanda, o riguardo a feste, a noviluni e a sabati: tutte cose queste che sono ombra delle future; ma la realt� invece � Cristo.
Se la realt� � Cristo noi festeggiamo Lui, il Salvatore, Dio stesso e non soltanto una sua legge: celebriamo ogni settimana il giorno della sua risurrezione e della Pentecoste.
Il significato profondo della legge del sabato viene cos� pure rispettato: ci ricordiamo che la nostra vita � di Dio, entriamo anche noi nel Suo riposo non pi� nel timore della Sua legge, ma nella gioia ed esultanza del Figlio Suo morto e risorto per noi.
Possiamo inoltre sottolineare che la Chiesa di Ges� Cristo ispirata e guidata dallo Spirito di Verit� ha il potere di fissare nuove leggi, nuovi precetti e di abolirne altri, perch� Ges� ha dato ad essa questa autorit�:
Matteo 16, 19: A te dar� le chiavi del regno dei cieli, e tutto ci� che legherai sulla terra sar� legato nei cieli, e tutto ci� che scioglierai sulla terra sar� sciolto nei cieli.


INTERROGATIVI Al CRISTIANI

Tu, cristiano, conosci la bellezza della tua fede. Hai mai ripensato a qualche esperienza della tua vita, esperienza di vera fede, di vero incontro con Dio Padre, col suo amore misericordioso, con Ges�, Figlio di Dio, col suo perdono e la sua gioia, con lo Spirito Santo e la profondit� delle sue ispirazioni?
Hai mai pensato alle tue esperienze nella comunit� dei cristiani? Forse i tuoi fratelli cristiani ti hanno dato occasione talvolta di soffrire, ma quante volte non hai ricevuto proprio da qualche cristiano aiuto, conforto, comunione di beni spirituali e materiali? Se tu ogni giorno ripensi alla tua fede e alla tua esperienza e ne ringrazi il Signore, essa crescer� in te. E nei tuoi incontri con i T. d. G. o con atei, o con altri - soprattutto con i tuoi fratelli di fede - potrai testimoniare la gioia e la pace della tua vita donata a Dio e permeata dal suo Spirito e sostenuta dalla preghiera e dalla comunione di tutta la comunit� dei credenti.
Nemmeno tu sei immune da pericoli e tentazioni. Come altri sono caduti, potresti cedere anche tu: perci�, "Siate temperanti, vigilate! Il vostro nemico, il diavolo, come teorie ruggente va in giro, cercando chi divorare. Resistetegli saldi nella fede, sapendo che i vostri fratelli sparsi per il mondo subiscono le stesse sofferenze di voi" (1 Pt 5,8-9).


COME POSSONO COMPORTARSI I CRISTIANI

Data la generale poco profonda conoscenza biblica dei cristiani, ma soprattutto dato che il pericolo peggiore viene dall'effetto psicologico e spirituale, e visto che nessuna parola viene recepita dall'interlocutore Testimonio di Geova, credo si possa raccomandare di non accettare discussioni con loro. Ricordo che i T. d. G. "devono" scrivere su un modulo quante ore hanno predicato, quante visite ulteriori hanno realizzato, quanti opuscoli e riviste hanno distribuito, quanti "Studi " hanno frequentato ecc.
E sono pi� preoccupati di riempire i loro moduli che non di sentire il tuo parere, o di dirti una parola di gioia e di salvezza! Nel caso ti trovi a discutere, fa attenzione pi� allo spirito con cui si parla o si ascolta, che agli argomenti stessi che si discutono. Se ti accorgi che entra nell'animo inquietudine o senso di inferiorit�, tronca il colloquio, almeno interiormente.
Parla subito con una persona che viva di fede (sacerdote o altro) e prega insieme con lui, soprattutto se � rimasta un po' di paura o oppressione, e il sacerdote (o altri) che ti accoglie si preoccupi anzitutto, prima ancora d� chiarire i dubbi teologici sollevati, di aiutarti a ristabilire un contatto di fiducia col Signore Ges� e di abbandono a Lui.
Prega affinch� il lavoro dei T. d. G. di casa in casa sia trasformato in strumento per il Regno di Dio, per una maggiore sensibilizzazione e pi� decisa risposta dei cristiani al Signore Ges� Cristo, come talvolta � gi� successo, in modo stupendo!


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Aggiungo qui, come testimonianza, una lettera di un amico evangelico (protestante) tedesco. Egli ci da esempio di come si possa conservare amore e comprensione per i T. d. G., pur nella fermezza e saldezza della fede.

" Ho conosciuto i Testimoni di Geova durante gli anni di studio a Berlino. Venivano anche in casa mia ed io non li volevo scacciar via. Li ho ascoltati e sono perfino andato alle loro riunioni per conoscerli. Ma non ho mai perduto l'amore per l'unica Chiesa di Ges� Cristo, anche se spesso essa � povera e poco ben presentata, anche se nelle chiese ci sono solo alcune vecchiette e anche se molte cose vengono fatte solo esteriormente e senza molto Spirito dall'Alto: " ecco l'ancella povera, ma piena di grazia...".
Ho scoperto che la maggior parte dei Testimoni sono persone semplici, che possono facilmente essere indotte in errore perch� pochi sanno distinguere lo "spirito di dominio" dallo Spirito Santo. E' il Maligno, molto intelligente.
Si potrebbero scrivere molte apologie. Ma l'importante � che i cristiani diventino cristiani maturi, cristiani saldi nella fede e che non vengano sballottati qua e l� da ogni vento di dottrina, come dice s. Paolo. E' un compito arduo che non finir� mai.
E' importante non solo la parola e la S. Scrittura, ma la vita, una vita esemplare che mostri cosa significhi la vera sequela di Ges� Cristo. La parola divenne carne: vuole diventarlo anche attraverso di noi! ".