I PRIMI SABATI DEL MESE

E

LA CONSACRAZIONE AL CUORE IMMACOLATO DI MARIA

 

"Il Signore vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato. A chi la praticherà prometto la salvezza. Queste anime saranno predilette da Dio, e come fiori saranno collocate da me dinanzi al suo trono".

(Messaggio di Fatima)

 

PARTE PRIMA

I. DAL MESSAGGIO DI FATIMA

II. I PRIMI SABATI DEL MESE E LA CONSACRAZIONE

III. I PRIMI SABATI E LA RIPARAZIONE AL CUORE IMMACOLATO DI MARIA

IV. LA RIPARAZIONE E LA CONSACRAZIONE V. LA RIPARAZIONE E IL SANTO ROSARIO

 

Viva raccomandazione: consultate attentamente i numerosi passi biblici a cui rimanda il testo; ne avrete grande utile per la vostra devozione mariana.

 

I. DAL MESSAGGIO DI FATIMA (Terza appariziorie, 13 luglio, 1917)

Ascoltiamo la Vergine Santissima: "Prossima è la punizione del mondo per i suoi grandi delitti, mediante la guerra, la fame e le persecuzioni contro la Chiesa e contro il Santo Padre. Per impedire questo verrò a chiedere:

1°. La Consacrazione del mondo al mio Cuore Immacolato.

2°. La Comunione Riparatrice nei Primi Cinque Sabati del mese. Se si darà ascolto alle mie preghiere, si avrà la pace".

 

Dalle parole della Vergine si evidenzia che la Consacrazione al suo Cuore Immacolato e la pratica dei Primi Sabati del Mese devono essere strettamente unite.

I Primi Sabati, fatti seguendo fedelmente le richieste della Mamma celeste, sono l'avvio necessario e il cammino sicuro per giungere all'unione filiale con Lei e per Lei con Gesù.

Infatti, per la pratica dei Primi Sabati, Maria ha chiesto:

1°. La Confessione che è il sacramento della nostra conversio­ne a Dio, purificati nel Sangue divino di Gesù.

2°. La Comunione Eucaristica, sacramento della nostra unione totale a Lui.

3°. La recita di una corona del Rosario, i cui quindici Misteri sono il compendio della vita del Salvatore offerta alla nostra conoscenza e imitazione.

4°. La meditazione dei medesimi, in unione a Lei, sua e nostra divina Madre, per assimilarceli e viverli nell'amore a Cristo.

Gesù è "la via, la verità e la vita" (Gv 14, 6): solo chi ne fa la sua vita (cfr. Gv 10, 10), ha da Lui la pienezza della verità (cfr. Gv 1, 4) e conseguentemente possiede la via che conduce al Padre (cfr. Gv 14, 6).

Così ha fatto l'Immacolata con perfezione totale (cfr. Le 1, 38) e, per divino volere di Gesù, Ella ha la missione materna di guidare noi sulla sua via (cfr. Gv 19, 27).

 

II. I PRIMI SABATI DEL MESE E LA CONSACRAZIONE

Fedele alla sua promessa, la Vergine, fin dal 1926 e ripetu­tamente in seguito, tramite la veggente Suor Lucia, venne a chiedere la Consacrazione del mondo al suo Cuore Immacolato: Consacrazione che solennemente venne fatta dal Papa Pio XII, il 31 ottobre 1942, nell'anno 25° delle apparizio­ni a Fatima.

La Consacrazione fu rinnovata nel 1964 dal suo successore Paolo VI e ancora da Giovanni Paolo Il, pellegrino a Fatima il 13 maggio 1982, un anno esatto dall'attentato in Piazza S. Pietro.

Infine, nella ricorrenza dell'Anno Giubilare 2000, il Santo Padre, in unione con tutti i Vescovi del mondo, consacrò l'umanità intera al Cuore Immacolato di Maria, introducendola così ufficialmente nell'Era dello Spirito Santo: "Vogliamo, o Madre, affidarti il futuro che ci attende, chiedendoti di accom­pagnarci nel nostro cammino. A Te, aurora della salvezza, consegniamo il nuovo Millennio, perché sotto la tua guida tutti gli uomini scoprano Cristo, luce del mondo ed unico Salvatore".

Per incoraggiarci alla devozione dei Primi Cinque Sabati del mese, il Cuore Immacolato di Maria ci ha fatto una grande promessa, quella di "assisterci nell'ora della morte con le grazie necessarie alla salvezza delle nostre anime".

Dobbiamo, certo, esserLe molto grati, senza però dimenti­care quanto Ella ci ha detto nel suo Messaggio a Fatima: "Molte, molte anime vanno all'inferno, perché non c'è nessuno che preghi e si sacrifichi per loro!". La Pratica dei Primi cin­que Sabati del mese, nei desideri della Mamma celeste, è perciò un aiuto straordinario che Ella ci offre per la salvez­za di tutti i suoi figli: occorre quindi ripetere la Pratica per aiutarla a salvarli!

Occorre anche avere ben presente, come già si è rilevato in precedenza, che la Vergine ha voluto unire la devozione dei Primi Sabati alla Consacrazione al suo Cuore Immacolato: i Primi Sabati ne sono l'avvio necessario e privilegiato; non si deve perciò farne una ripetizione devozionale, ma un pro­gramma di conversione e di crescente devozione mariana che ha il suo vertice nella Consacrazione fedelmente vissuta.

Il Cuore Immacolato di Maria ha chiesto la Consacrazione del mondo ed è stata ufficialmente fatta e ripetuta; non dobbia­mo però pensare che questo basti ad assicurarci la salvezza e la pace promessa...

"Finalmente il mio Cuore Immacolato trionferà!" (Messaggio di Fatima). Ne siamo sicuri; ma solo nelle anime che avranno dato ascolto alle sue richieste; con queste l'Immacolata porterà avanti la nuova, terza Era dell'uma­nità, l'Era dello Spirito Santo, per il più grande, perfetto amore a GESÙ (Cfr. Trattato nn. 49 - 59; 217).

Desideriamo, sì, vedere il trionfo dell'Immacolata, ma anche siamone generosi collaboratori e non soltanto spetta­tori!

 

III. PRIMI SABATI E LA RIPARAZIONE AL CUORE IMMACOLATO DI MARIA

Il 10 dicembre 1925, compariva a Suor Lucia la Vergine SS.ma con accanto Gesù Bambino su di una nube luminosa. La Vergine mostrava il suo Cuore avvolto da spine e Gesù addi­tandolo esortava la Veggente "ad aver compassione di quel Cuore continuamente martoriato dall'umana ingratitudine, senza che vi sia chi lo consoli con atti di riparazione".

Allora la Vergine soggiunse: "Guarda, figlia mia, il mio Cuore circondato dalle spine con cui gli uomini ingrati ad ogni momento lo trafiggono con le loro bestemmie e ingrati­tudini. Tu almeno cerca di consolarmi".

La Riparazione è parte essenziale della devozione dei PRIMI SABATI del mese e quindi anche della CONSACRA­ZIONE. "Non offendano più Nostro Signore, che è già trop­po offeso": sono le ultime parole del Messaggio di Fatima, pronunciate da Maria, e sono l'essenza di tutto il Messaggio.

Perché voler continuare ad offendere Dio, Bontà infinita, Fonte di ogni nostro bene? Il male non è da Dio, ma dal Demonio (cfr. Sp 2, 23 - 24) e solo il Demonio, "padre della menzogna e omicida fin dal principio" (cfr. Gv 8, 44), può insegnare ad offendere Dio. Perché dargli ascolto?...

Dio Padre ci ha dato la creazione, divinamente buona (cfr. Gn 1, 31) e ci ha dato il Figlio suo con tanto amore! (cfr. Gv 3, 16); il Figlio ci ha dato se stesso, facendosi vittima per i nostri peccati! (cfr. Gv 15, 13); lo Spirito Santo si dà amorosamente a noi, venendo a vivere nelle nostre anime per farci figli di Dio (cfr. Rm 6, 15 - 16).

Quanto amore! Eppure Dio è offeso da noi cristiani, dai figli che più ama! Non offendiamo più il Signore, ma ripariamo le nostre indegne ingratitudini!

Fin dalla prima apparizione a Fatima, il Cuore Immacolato di Maria ha chiesto ai tre Veggenti: "Volete offrirvi al Signore, pronti a fare sacrifici ed accettare volentieri tutte le pene che Egli vorrà mandarvi, in riparazione di tanti peccati con cui si offende la divina Maesta?. "Sì, lo vogliamo!" ha risposto con entusiasmo Lucia a nome di tutti e tre.

Perchè bambini innocenti dovrebbero scontare per chi fa il male e lo fa con tanta ostinazione e malizia? Non fa sdegno e vergogna?!

 

IV LA RIPARAZIONE E LA CONSACRAZIONE

Vogliamo riparare! E la migliore RIPARAZIONE sta nell'amore alla Volontà di Dio: volontà "significata" (manife­stata) a noi dalla sua Legge, Antico e Nuovo Testamento (i Dieci Comandamenti e i Precetti evangelici (cfr. Mt 5, 17; Mt 19, 17. 21); volontà "di beneplacito" (perfezionativa): tutto ciò che Dio dispone o permette per il nostro maggior bene (cfr. Rm 8, 28).

L'amore alla Volontà di Dio raggiunge la pienezza nella CONSACRAZIONE al Cuore Immacolato di Maria che l'ha vissuta in tutta la sua perfezione con Gesù (cfr. Lc 1, 38; Gv 19, 30) e continua a viverla in noi (cfr. Gv 19, 27), facendoci così partecipi del suo materno amore a Cristo e alla sua Chiesa (cfr. Mt 12,50).

Ripariamo amando! Amiamo, per rispondere a tutte le aspettative di Gesù per ciascuno di noi (cfr. Lc 12, 59). Amando, impareremo ad imitare; impareremo a condividere con Chi ci ha amato per primo; impareremo a vivere la vita di Gesù e di Maria sulla terra per condividerla nella felicità del Paradiso (cfr. Rm 8, 17).

 

V. LA RIPARAZIONE E IL SANTO ROSARIO

A Fatima, nella seconda apparizione, la Vergine mostrò il suo Cuore attorniato da spine pungenti, in forma di virgulto che, nascendo dalla parte superiore del Cuore e circondandolo, finiva nella parte opposta alla stessa altezza. 1 Veggenti, alla grande luce che li illuminava, compresero che era il Cuore Immacolato di Maria afflitto per i tanti peccati del mondo e che chiedeva penitenza e riparazione.

Che cosa fa tanto soffrire il Cuore Immacolato di Maria? L'ingratitudine umana, l'animo cattivo di chi risponde all'amore con l'offesa!

E non si soffre soltanto quando si è personalmente offesi, ma anche e più ancora, quando vediamo offese le persone che amiamo: chi di noi non preferisce ricevere un'offesa persona­le, piuttosto che vederla fatta ad una persona che molto ama: una mamma per un figlio, un figlio per la mamma?

Ogni offesa fatta a Dio Padre o a Gesù, amati dall'Immacolata più di se stessa, ferisce dolorosamente il suo

Cuore di Figlia e di Madre del Signore: "Gli oltraggi di chi ti insulta ricadono su di me" (Salmo 69, 10).

Quale marea di male morale nel mondo! Non si ha il corag­gio di pensarvi! Per rendersi conto di quanto Dio sia offeso dal peccato, basta riflettere al disprezzo dei DIECI COMANDA­MENTI...

Chi ha fede e cuore comprende!

Al dolore delle offese fatte a Dio e a Gesù che tanto fanno soffrire il Cuore della Mamma celeste, dobbiamo aggiungere le offese personali fatte a Lei dalle bestemmie contro il suo Santo Nome e dalle negazioni ereticali dei pri­vilegi con i quali fu onorata da Dio: la sua Concezione Immacolata, la Maternità e Verginità divina, la Corredenzione e Mediazione universale.

Meditando i Misteri del S. Rosario che mettono in luce questi privilegi divini, vogliamo imparare non solo a rico­noscerli amorosamente, ma anche a viverli filialmente come la Mamma celeste desidera a gloria di Dio e sua e a tutto vantaggio nostro.

 

PARTE SECONDA

LE QUATTRO GRANDI PRATICHE DEL PRIMO SABATO DEL MESE

"Io prometto di assistere nell'ora della morte, con le grazie necessarie alla salvezza delle loro anime, tutti quelli che nel Primo Sabato di cinque mesi consecutivi:

1. SI CONFESSERANNO

2. RICEVERANNO LA SANTA COMUNIONE

3. DIRANNO UNA CORONA DEL ROSARIO

4. MI FARANNO COMPAGNIA PER QUINDICI MINU­TI, MEDITANDO I MISTERI DEL ROSARIO, COL FINE DI OFFRIRMI RIPARAZIONE.

(La Vergine a Suor Lucia)

 

LA PRIMA PRATICA DEL PRIMO SABATO DEL MESE

LA CONFESSIONE

La Confessione o penitenza e’ il sacramento istituito da Gesu’ Cristo per perdonare i peccati commessi dopo il Battesimo. Il sacramento della Confessione fu istituito da Gesu’ Cristo il giorno della sua Resurrezione, quando, apparendo agli apostoli nel Cenacolo disse: “Ricevete lo Spirito Santo: a chi perdonerete i peccati saranno perdonati”. Questa facolta’ divina e’ stata trasmessa dagli Apostoli ai loro successori.

La confessione ben fatta richiede cinque cose: 1. l’esame di coscienza; 2. il dolore dei peccati; 3. il proponimento di non commetterne piu’; 4. l’accusa dei peccati; 5. la penitenza.

L’esame di coscienza si fa richiamando alla mente i peccati commessi in pensieri, parole, opere e omissioni, contro i Comandamenti di Dio, i Precetti della Chiesa e gli obblighi del proprio stato, a cominciare dall’ultima confessione ben fatta. Nell’esame dobbiamo ricercare con diligenza anche il numero dei peccati mortali.

Il dolore o il pentimento e’ il dispiacere di avere offeso Dio, infinitamente buono, e d’aver meritato i suoi castighi, per cui proponiamo di non piu’ peccare. E’ necessario avere il dolore di tutti i peccati mortali commessi, senza eccezione; e conviene averlo anche dei peccati veniali. Il proponimento e’ la volonta’ ferma di non commettere mai più peccati e di fuggirne le occa­sioni, vale a dire ciò che ci mette in pericolo di peccare, perso­ne e cose.

L'accusa dei peccati è la confessione che se ne fa al sacer­dote per averne il perdono. Si devono confessare tutti i peccati mortali non ancora confessati o confessati male; è bene confes­sare anche i peccati veniali.

Dei peccati mortali si deve confessare anche il numero, almeno approssimativo. Chi volontariamente tace un peccato mortale non fa una buona confessione, ma commette un sacri­legio; ripeta quindi le confessioni mal fatte, facendosi aiutare dal Confessore.

Chi invece per dimenticanza non avesse confessato un peccato grave ha l'obbligo di confessarlo alla prossima confes­sione.

Il Confessore, in nome di Gesù Cristo, perdona i peccati a chi fa una buona confessione, dicendo: "Io ti assolvo dai tuoi peccati, nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen".

La penitenza consiste in un'opera buona o in preghiere che il Confessore assegna a chi si è confessato: essa contribuisce alla purificazione dell'anima e ad ottenere da Dio l'aiuto a non più peccare; va quindi fatta appena possibile e con molta devo­zione.

 

LA SECONDA PRATICA DEL PRIMO SABATO DEL MESE

LA COMUNIONE EUCARISTICA

Nell'Eucaristia c'è lo stesso Gesù Cristo che è in cielo ed è nato in terra da Maria Vergine. Gesù ha istituito l'Eucaristia nell'Ultima Cena fatta nel Cenacolo con gli Apostoli, trasfor­mando il pane e il vino nel suo Corpo e nel suo Sangue, antici­pando così il Sacrificio della Croce, e comandando agli Apostoli di rinnovare nella S. Messa quanto Egli aveva fatto nella Cena.

Gesù Cristo è perciò presente in ogni Ostia consacrata, in Corpo, Sangue, Anima e Divinità.

La Comunione ben fatta richiede tre cose: 1. essere in gra­zia di Dio; 2. sapere e pensare chi si va a ricevere; 3. osservare il digiuno eucaristico.

Essere in grazia di Dio significa non avere peccati mortali da confessare; chi si comunica, sapendo di essere in peccato mortale, commette un orribile sacrilegio e si rende meritevole di dannazione (cfr. 1 Cor 11, 23 - 29). Per evitare tanto male si consulti un buon esame di coscienza.

Sapere e pensare chi si va a ricevere significa ricevere l'Eucaristia con fede viva, ardente desiderio, profonda umiltà e modestia.

II digiuno eucaristico consiste nell'astenersi un'ora prima della Comunione dai cibi e dalle bevande. L'acqua naturale non rompe il digiuno. I malati possono prendere le bevande non alcooliche e le medicine vere e proprie, sia solide che liquide, senza limite di tempo.

I frutti della Comunione ben fatta: l'Eucaristia, in chi la riceve degnamente, conserva ed accresce la vita divina della Grazia; perdona i peccati veniali e preserva dai mortali; da conforto spirituale; accresce l'amore a Dio e ai fratelli, aiutan­do a santificare le sofferenze della vita.

 

LA TERZA PRATICA DEL PRIMO SABATO DEL MESE

IL SANTO ROSARIO

Chi ama Gesù, ama la sua divina Madre, l'Immacolata: e chi ama l'Immacolata, ama il Santo Rosario, tanto da Lei rac­comandato nei suoi grandi Messaggi di Lourdes, Fatima e Medjugorje.

"Per me vivere è Cristo" (Fil 1, 21). "Questa vita nella carne, io la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me" (Gal 2, 20).

Tutta la perfezione della nostra vita umana e cristiana sta nel vivere Cristo: questo e l'ideale propostoci da Dio il quale "Ci ha predestinati ad essere conformi all'immagine del Figlio suo" (Rm 8, 29). L'uomo che si lascia guidare dal mondo si prefigge tanti ideali...; non dimentichiamolo: sono ideali umani, terreni, e perciò finiranno con la nostra morte; il solo ideale eterno è quello propostoci da Dio. Stiamo attenti a non farci dei falliti, eternamente!

Vivere Cristo è il nostro ideale, divino ed eterno; non un ideale facile; per questo è scartato da molti, anche cristiani. Ricordiamo però che Dio non ci propone mete impossibili e, se noi a volte le consideriamo tali, è perché dimentichiamo l'inse­gnamento di Gesù: "Senza di me non potete fare nulla" (Gv 15, 5).

1 Misteri del Santo Rosario ci propongono la vita di Gesù dalla sua venuta sulla terra al suo ritorno glorioso al Padre; non stanchiamoci di ripeterci che questi suoi Misteri li ha fatti vivere prima all'Immacolata, perché maternamente li facesse vivere a noi.

Se Gesù ha voluto darci "questa" via per seguirlo, è certo la più facile, la più adatta alla nostra penosa situazione umana. Facciamola nostra.

È l'insegnamento che ci offre la Vera Devozione a Maria: "Vedo tanti devoti e devote che cercano Gesù Cristo, chi per una via e una pratica, chi per un'altra. E spesso, dopo aver lavorato molto durante la notte, devono ammettere: "Abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla" (Le 5, 5). Gesù Cristo è ancora molto debole in voi. Per la strada imma­colata di Maria e con questa pratica che io insegno, si lavora di giorno e si fatica poco" (Trattato n. 218; cfr. nn. 44. 164). Preghiamo lo Spirito Santo perché ci dia l'importante grazia di comprenderlo.

 

LA QUARTA PRATICA DEL PRIMO SABATO DEL MESE

LA MEDITAZIONE DEI QUINDICI MISTERI DEL SANTO ROSARIO IN COMPAGNIA DELLA MAMMA CELESTE

"Mi faranno compagnia durante quindici minuti, meditando i Misteri del Rosario, col fine di offrimi riparazione"

(La Vergine a Suor Lucia)

 

I MISTERI GAUDIOSI E LA RIPARAZIONE

II. MISTERI DELLA LUCE E LA RIPARAZIONE

III. I MISTERI DOLOROSI E LA RIPARAZIONE

IV. I MISTERI GLORIOSI E LA RIPARAZIONE

 

I. MISTERI GAUDIOSI E LA RIPARAZIONE

"Cristo è la mia vita" (FI 1, 21)

"Ecco la vergine concepirà e partorirà un Figlio che sarà chiamato Emanuele, che significa Dio-con-noi" (Is. 7, 14). L'incarnazione è il dono infinito dell'unione vitale di Dio con la nostra umanità, per mezzo di Cristo. Questa unione si compie direttamente e personalmente in Maria che la vive per Sé e per poterla comunicare maternamente a noi (cfr Gv 19, 27). I Misteri Gaudiosi sono perciò il fondamento della nostra unione con Dio e ce ne indicano il modo da Lui stabilito.

In forza di questa unione, l'Immacolata è costituita Madre di Cristo e nostra e da questa unione dipende la sua materna Corredenzione, evidenziata particolarmente dai Misteri Dolorosi.

Nella misura dela nostra unione d'amore a Cristo si diventa corredentori con Lui (cfr. Col. 1, 24): in Maria questa unione è materna e quindi universale.

I Misteri Gaudiosi ci insegnano questa unione necessaria con il nostro Redentore divino e ce ne offrono in Maria il modello vitale e universale.

"Ella ha cooperato realmente e immediatamente con Gesù, Redentore divino, all'opera grandiosa della redenzione degli uomini, soddisfacendo con Lui alla giustizia divina, offesa dal peccato di Adamo, e meritandoci con Lui tutte le grazie della redenzione. La Sacra Scrittura, la Tradizione cristiana, alle quali applaude la ragione, ci insegnano chiaramente che la mano di Dio ha unito con strettissimi vincoli la Vergine SS.ma a Gesù, associandola intimamente all'opera sublime del nostro riscatto e rendendola in tal modo Corredentrice del genere umano.

Nessun uomo, quindi, ardisca disgiungere ciò che l'Onnipotente ha congiunto!" (Roschini, Istruzioni Mariane).

 

PRIMO MISTERO GAUDIOSO

L'annunciazione dell'Angelo a Maria Vergine

(Vangelo di S. Luca 1, 26 - 38)

1. l'uomo peccatore Dio promette il Salvatore (Gn 3, 1 - 19)

La Bibbia, il libro della Parola di Dio, ci insegna che quan­do i primi uomini, creati direttamente da Dio nel paradiso terre­stre, ebbero la somma sventura di offendere il loro Creatore col peccato, dovettero ascoltarsi da Lui una terribile condanna.

Rivolto prima al serpente tentatore (il demonio) Dio gli disse: "Sii tu maledetto fra tutti gli animali della terra... Io porrò inimicizia fra te e la donna, fra la tua discendenza e la sua: essa ti schiaccerà la testa".

Poi Dio disse ad Eva: "Moltiplicherò i dolori della tua maternità e sarai sottomessa all'autorità del marito".

Infine ad Adamo: "Perché hai dato ascolto alla donna, la terra sarà maledetta; da essa trarrai il tuo nutrimento con gran­de fatica e con molte tribolazioni, fino a quando ritornerai alla terra dalla quale sei stato tratto".

Dio è giusto: premia il bene e castiga il peccato; tuttavia, mentre per gli angeli ribelli creò l'inferno dove li precipitò -únrnediatamente dopo la loro disobbedienza (cfr. Is 12, 15), per l'uomo, più debole e vittima dell'odio di Satana, promise la salvezza con la redenzione: "Porrò inimicizia fra te e la donna... essa ti schiaccerà la testa".

Con queste parole, Dio preannunziava l'Immacolata, vinci­trice del demonio e salvatrice con Gesù dell'umanità colpevole. Questa promessa divina si sarebbe compiuta dopo molti secoli, nel tempo stabilito dalla sapienza e bontà di Dio.

In compagnia della Mamma celeste

Da tutta l'eternità Dio aveva stabilito di farci suoi figli, di dare cioé a noi la sua vita, mediante l'incarnazione del suo Figlio divino (cfr. Ef 1, 3 ss.; 2 Pt 1, 4); aveva quindi anche pensato a dargli una Madre veramente degna di Lui. Come ci ha detto a Lourdes, Maria è l'Immacolata Concezione: l'imita­zione perfetta dello Spirito Santo e sua Sposa divina, per essere il congiungimento vitale d'amore fra le tre Persone divine e tutta la creazione.

Breve preghiera silenziosa: Benedetta, o Maria, la tua Santa ed Immacolata Concezione.

 

2. Dio compie la sua promessa (Lc 1, 26 - 38)

"L'angelo Gabriele fu mandato da Dio a Nazaret, piccola città della Galilea, in Palestina, ad una vergine di nome Maria, promessa sposa di un uomo della discendenza del re Davide, chiamato Giuseppe.

Ascoltiamo il loro dialogo.

L'Angelo: "Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te". Maria, tanto umile, rimane turbata da quella lode e pensa quale possa esserne il significato.

L'Angelo la rassicura: "Non temere, Maria, perché hai tro­vato grazia presso Dio che ti ha scelta ad essere la Madre di un Figlio che chiamerai GESÙ, il quale sarà anche il Figlio dell'Altissimo".

Maria: "Come è possibile se io mi sono consacrata vergine al Signore?".

L'Angelo: "Lo Spirito Santo scenderà su di te e la tua maternità sarà opera della onnipotenza di Dio".

Maria: "Eccomi, sono la serva del Signore: si compia in me la tua parola".

In quel medesimo istante, il Figlio di Dio, da tutta l'eternità generato spiritualmente (Dio è spirito) dal Padre, scende perso­nalmente nel seno della Vergine per ricevere da Lei la vita umana e diviene l'Emanuele, Dio-con-noi.

In compagnia della Mamma celeste

"Eccomi, sono la serva del Signore" (Lc 1, 36), così ha risposto Maria all'angelo, che le annunziava a nome di Dio di essere stata eletta Madre del suo Figlio. In quell'istante il Verbo si è fatto carne, ha cioé, per opera dello Spirito Santo, incominciato a prendere in Lei la sua umanità.

È questo il primo mistero della vita di Gesù: lo Spirito Santo ha unito maternamente la Vergine a Lui, in un crescendo d'amore che culminerà sul Calvario (cfr. Gv 15, 13) e si conti­nuerà in Cielo, perché Lei possa comunicare a noi suoi figli la vita divina di Gesù, nostro Fratello primogenito (cfr. Rm 8, 29). Breve preghiera silenziosa: Mamma Immacolata, fammi cono­scere la tua divina bellezza perché possa amarti tanto e ringra­ziare con te il Signore.

 

SECONDO MISTERO GAUDIOSO

"La Visita di Maria Vergine a S. Elisabetta (Vangelo di S. Luca 1, 39 - 45)

1. II viaggio di Maria

Otto chilometri a sud di Gerusalemme, si trova la città di Ebron, dove abitava una cugina della Vergine, S. Elisabetta, sposa di San Zaccaria.

I due coniugi erano giunti a tarda età senza avere figli, ma non si erano mai stancati di chiederne la grazia al Signore. Vennero esauditi ed ebbero la grande fortuna di diventare i genitori di S. Giovanni Battista.

L'angelo Gabriele, annunziando a Maria SS.ma la sua maternità divina, le aveva anche fatto conoscere la maternità miracolosa di S. Elisabatta (cfr. Lc 1, 36 - 37) e la Vergine si mise subito in viaggio per andarla a visitare ed aiutare.

Da Nazaret ad Ebron vi è una distanza di circa cento venti chilometri; un viaggio faticoso che Maria non esitò ad affronta­re per i gravi motivi che richiedevano la sua presenza: il figlio di Elisabetta, come avevano predetto i profeti (cfr. Is 40 , 3; Gv 1, 33), sarebbe stato il precursore di Gesù, colui cioé che aveva la missione di preparare il popolo ebreo a ricevere il Messia: gli occorreva perciò una grazia straordinaria; S. Elisabetta, essendo anziana aveva bisogno di assistenza e di aiuto; ma c'era anche questo grande motivo: l'anima di Maria traboccava di gioia e di riconoscenza per il Signore che si era degnato di inviare il Figlio suo sulla terra: Elisabetta e Zaccaria erano le persone preparate da Dio a riceverne il primo annunzio.

In compagnia della Mamma celeste

"A che debbo che la Madre del mio Signore venga a me?" (Lc 1, 43).

S. Elisabetta è stata la prima persona che, illuminata dallo Spirito Santo, ha conosciuto la Maternità divina di Maria. Questa conoscenza è stata frutto della gioia comunicata a lei dallo Spirito Santo, presente nella Madre di Gesù.

Lo Spirito Santo è gioia (cfr. Gal 5, 22) e Maria è colei che la dona a noi, generando per noi Gesù.

Breve preghiera silenziosa: grazie, o Madre, che in Gesù hai donato e doni a noi la gioia di Dio.

 

2. L'incontro con S. Elisabetta

Entrata nella casa di Zaccaria, la Vergine salutò Elisabetta. Al saluto di Maria, ella senti il bambino esultare di gioia nel suo seno; piena di Spirito Santo, riconobbe in Maria la Madre del Salvatore ed esclamò a gran voce: "Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno! A che debbo che la Madre del mio Signore venga a me? Te beata che hai creduto alla parola del Signore, perché in te si compiranno le sue promesse!".

Maria rispose: "L'anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio mio Salvatore, perché ha guardato l'umiltà della sua serva: ecco, d'ora in poi tutte le genti mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto in me l'onnipotente e Santo è il suo nome". Questo inno di riconoscenza a Dio, sgorgato dal cuore della Vergine, è il Magnificat "il più grande atto di lode che Dio abbia ricevuto da creatura umana. È il cantico più umile, più riconoscente e insieme più sublime ed elevato di tutti. 1 misteri che racchiude sono così grandi e nascosti che gli angeli stessi non li conoscono tutti" (Trattato della V. D., n. 255).

Maria, ci dice il Vangelo, restò nella casa di Elisabetta fino alla nascita di Giovanni Battista.

In compagnia della Mamma celeste

Con il Battesimo Gesù è venuto ad abitare nella nostra vita: "Quanti siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo" (Gal 3, 27), il quale, come ad Elisabetta, è stato portato a noi "spiritualmente" da Maria che l'ha concepito per opera dello Spirito Santo e, sempre unita a Lui, continua a farlo vive­re in noi: tutti i misteri di Gesù sono nostri ed è Maria che maternamente ce li fa vivere come Sposa dello Spirito Santo.

Breve preghiera silenziosa: insegnaci, o Madre, ad accogliere e vivere con te la presenza dello Spirito Santo operante in noi.

 

TERZO MISTERO GAUDIOSO

La Nascita di Gesù nella Grotta di Betlemme (Vangelo di S. Luca 2, 1 - 20)

1. La sua Nascita avvenne così

A quel tempo, la Palestina era sottomessa all'imperatore romano Augusto, il quale per esaltare la sua potenza ordinò il censimento di tutto l'impero. Ogni suddito doveva recarsi alla città natale del proprio capostipite. Giuseppe e Maria, della stirpe di Davide, andarono a Betlemme, città del loro antenato. Mentre si trovavano là, nacque Gesù. La Vergine lo fasciò e lo depose nella mangiatoia di una grotta d'animali, perché non avevano trovato ospitalità in nessuna casa. Così povero volle nascere il Figlio di Dio, venuto a vivere sulla terra! Volle esse­re povero per insegnarci ad essere umili e a non riporre la feli­cità nelle ricchezze, negli onori e nei piaceri del mondo.

In compagnia della Mamma celeste

L'arcangelo Gabriele nell'annunciazione ha detto a Maria: "Colui che nascerà da te sarà Santo e chiamato Figlio di Dio" (Le 1, 35). Gesù è il Verbo, il Figlio di Dio, generato dal Padre da tutta l'eternità e perciò seconda Persona divina.

Prendendo da Maria la nostra umanità non ha cessato di essere Dio (Dio è eterno ed immutabile!) ed è diventato anche uomo: Egli è 1'Emmanuele, Dio-con-noi.

Maria è perciò vera Madre di Dio!

Questa verità, definita solennemente dalla Chiesa e inserita nell'Ave Maria: "Madre di Dio, prega per noi peccatori", da due mila anni è ripetuta dalla Chiesa cattolica che è la vera Chiesa di Cristo.

Breve preghiera silenziosa: Benedetta la gran Madre di Dio, Maria Santissima.

 

2. D canto degli Angeli

Gli uomini non hanno avuto una casa da offrire a Gesù, il Figlio di Dio, il Creatore di tutte le cose, venuto dal Cielo per noi; però alla povertà della grotta non mancarono gli onori del Cielo. In quella regione vi erano dei pastori che vegliavano il gregge e un Angelo del Signore apparve loro, avvolgendoli di luce divina.

L'Angelo disse loro: "Non temete: ecco vi annunzio una grande gioia che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è Cristo Signore. Troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia". E subito apparve con l'Angelo una moltitudine dell'esercito cele­ste che lodava Dio dicendo: "Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama".

Quando gli angeli risalirono al cielo, i pastori si dissero tra loro: "Andiamo imo a Betlemme, vediamo questo avvenimento che Dio ci ha fatto conoscere. Andarono dunque senza indugio e trovarono Maria, Giuseppe e il Bambino che giaceva nella mangiatoia. E, dopo averlo visto, riferirono ciò che del Bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udirono si stupi­rono delle cose che i pastori dicevano".

In compagnia della Mamma celeste

L'Arcangelo Gabriele spiegò anche a Maria "come" si sarebbe compiuta la sua Maternità divina: "Lo Spirito Santo scenderà su di te": sarai cioé madre esclusivamente per opera di Dio, al quale nulla è impossibile (cfr. Lc 1, 37).

La Chiesa cattolica, guidata dallo Spirito, Spirito Santo, come le ha promesso Gesù (cfr. Gv 16, 13) ha insegnato la per­petua Verginità di Maria: Ella è Madre di Dio e Vergine:

"Doppio miracolo, doppio privilegio, inaudito, ma conveniente. Una Vergine non poteva aver per figlio che un Dio, ed un Dio non poteva avere per madre che una Vergine" (S. Bernardo).

Come il sole passando nel firmamento azzurro non ne dimi­nuisce lo splendore ma lo accresce, così Gesù, Sole divino, ha fatto risplendere di nuova luce divina la Verginità della sua Madre Santa.

Breve preghiera silenziosa: Benedetto il nome di Maria, Vergine e Madre.

 

QUARTO MISTERO GAUDIOSO

La Presentazione di Gesù bambino al tempio

(Vangelo di S. Luca 2, 22 - 38)

1. La presentazione di Gesù al tempio

La legge ebraica prescriveva che ogni figlio primogenito, quaranta giorni dopo la nascita, fosse portato al tempio di Gerusalemme e venisse consacrato al Signore.

Questo, per ricordare al popolo ebreo un grande favore divino.

Mille trecento anni circa prima della nascita di Gesù, gli Ebrei si trovavano in Egitto. Vi erano andati con il patriarca Giacobbe, costretti da una grande carestia (cfr. Gn 46, ss.) ed in quattrocento anni erano diventati tanto numerosi che il faraone intimorito decise di sterminarli.

Dio per salvare il suo popolo colpi l'Egitto con gravi casti­ghi (le dieci piaghe d'Egitto), dei quali l'ultimo, il più terribile e decisivo, la morte di tutti i primogeniti egiziani. Nella notte passò l'Angelo sterminatore mandato da Dio e seminò la morte nelle case egiziane, risparmiando quelle degli Ebrei, le cui porte erano state segnate con il sangue dell'agnello pasquale. Gli Ebrei poterono così finalmente partire per la terra promes­sa, la Palestina, e Dio, a ricordo dell'avvenimento, ordinò per mezzo di Mosè che tutti i figli primogeniti del suo popolo, fos­sero consacrati al servizio divino.

Più tardi, essendo molto cresciuto il numero dei primogeni­ti, il servizio religioso fu riservato ad una sola delle dodici tribù d'Israele, quella di Levi (i Leviti). Rimase tuttavia l'obbligo di presentare ogni primogenito al Tempio e di offrire un sacrificio per il suo riscatto.

In compagnia della Mamma celeste

"Tutte le cose furono create per mezzo di lui (il Figlio) e in vista di lui" (Col 1, 16): tutto ci viene dal Padre per mezzo di Cristo e quindi tutto deve ritornare al Padre per mezzo suo. Maria riconosce questa verità divina e, in Gesù, si offre e ci offre al Padre per la nostra salvezza e la nostra comunione con Lui.

Simeone conferma il suo gesto materno con la profezia: "Egli (Gesù) è qui per la risurrezione di molti in Israele" (Lc 2, 34): quanti sono uniti a Lui saranno salvi.

Breve preghiera silenziosa: Madre divina, uniscimi con te a Gesù per la gloria del Padre.

 

2. Il profeta Simeone

Mentre la Sacra Famiglia si trovava nel tempio, avvenne questo fatto straordinario. Un vecchio, molto religioso, di nome Simeone, il quale nulla sapeva della nascita di Gesù, ed era

andato al tempio a pregare Dio perché affrettasse l'invio del Salvatore, riconobbe per divina ispirazione che l'atteso Messia era proprio quel bambino che si trovava nelle braccia della Madre! Con il cuore colmo di gioia divina, lo volle prendere nelle sue braccia, innalzando a Dio un cantico di fede e di amore; questo cantico viene ripetuto nella preghiera liturgica di ogni giorno a Compieta.

Il Santo Simeone ebbe poi anche parole di benedizione per la Vergine e San Giuseppe. Riponendo il Bambino nella brac­cia della Madre, fece un'ispirata profezia: "Questo Fanciullo sarà per molti in Israele salvezza o rovina: salvezza per quanti lo accoglieranno, rovina per quelli che lo rifiuteranno; ed anche a te, disse alla Vergine, una spada trafiggera l'anima".

In compagnia della Mamma celeste

Ricordiamo sempre: Maria ha vissuto tutti i misteri di Gesù per farli vivere a noi: Ella porta ciascuno di noi nel suo seno materno per formarci a immagine di Gesù, nutrendoci del suo amore per Lui.

È Lei che ci unisce come membra a Cristo, nostro Capo; ci fa vivere la sua vita, perché possiamo fare con Lui un'unica offerta a Dio Padre, nell'unità dello Spirito Santo.

Breve preghiera silenziosa: Madre mia, vivi in me: voglio vive­re di te come Gesù.

 

QUINTO MISTERO GAUDIOSO

Gesù smarrito e ritrovato nel tempio di Gerusalemme

(Vangelo di S. Luca 2, 41 - 52)

1. Gesù smarrito a Gerusalemme

Erode, il re crudele e sanguinario che aveva cercato di ucci­dere il bambino Gesù costringendo la Sacra Famiglia a fuggire in Egitto, finì la sua vita roso dai rimorsi e anche già dai vermi. Allora l'Angelo apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: "Prendi il Fanciullo e sua Madre e va' nella terra di Israele (cfr. Mt 2, 19 - 23).

La Sacra Famiglia poté così ritornare a Nazaret, dove Gesù visse trent'anni. Di questo lungo periodo della sua vita il Vangelo ci ricorda un solo episodio: lo smarrimento a Gerusalemme.

Ogni paese della Palestina aveva il suo piccolo tempio, la Sinagoga, dove i pii Israeliti si raccoglievano tutti i sabati per la preghiera pubblica. Il cuore e la mente degli Ebrei erano però rivolti al maestoso Tempio di Gerusalemme, centro reli­gioso di tutto il popolo di Dio.

La Legge prescriveva che tutti gli uomini, dall'età di dodici anni, vi si recassero tre volte all'anno, per le principali solen­nità: Pasqua, Pentecoste e la festa dei Tabernacoli.

Il viaggio di oltre cento chilometri richiedeva quattro - cin­que giorni di cammino. Fu in occasione del primo pellegrinag­gio di Gesù maggiorenne al Tempio che la Vergine e Giuseppe lo smarrirono a Gerusalemme e lo cercarono ansiosamente per tre giorni.

In compagnia della Mamma celeste

"Angosciati ti cercavamo" (Lc 2, 48): chi può dire l'ango­scia di quei tre giorni per Maria e Giuseppe?... Niente però è a caso nella vita di chi ama Dio: tutto Egli dispone per il suo bene (cfr. Rm 8, 28).

Non sempre riusciamo a comprenderlo; imitiamo la Mamma celeste che nella preghiera fiduciosa ha saputo atten­dere la luce di Dio e il suo aiuto misericordioso.

Breve preghiera silenziosa: Madre mia, fiducia mia!

 

2. Gesù ritrovato tra i dottori

I riti religiosi pasquali si protraevano per otto giorni e molto probabilmente la Sacra Famiglia rimase a Gerusalemme fino alla fine. Trascorsi gli otto giorni, le carovane si ricomponeva­no per il ritorno.

I fanciulli a dodici anni diventavano maggiorenni: a Gesù era perciò concesso di unirsi liberamente al gruppo dei pelle­grini. Alla sera le carovane sostavano per il riposo notturno e le famiglie si riunivano. Fu allora che Maria e Giuseppe s'accor­sero dell'assenza di Gesù... Dolorosamente sorpresi, lo cerca­rono presso i parenti e i conoscenti, ma non avendolo trovato, si rimisero in cammino verso Gerusalemme.

Inutilmente lo cercarono per tutta la notte e il giorno seguente; finalmente il terzo giorno con grande sorpresa e gioia lo trovarono nel Tempio tra i maestri d'Israele: Egli li ascoltava e li interrogava su argomenti della Bibbia, con tanta sapienza da stupirli grandemente.

Maria non poté fare a meno di rivolgergli un materno e accorato rimprovero: "Figlio, perché ci hai fatto così?".

Gesù le rispose in modo molto misterioso: "Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?".

Il Vangelo chiude l'episodio con queste parole: "Gesù tornò con loro a Nazaret e stava loro sottomesso".

In compagnia della Mamma celeste

Dio commisura sempre la grazia al dolore accettato con fede e amore: preghiamolo e ci farà sentire il suo amore di Padre. La dolorosa prova del Tempio ha ridonato Gesù a Maria e a Giuseppe in una dimensione "nuova" e cioè nella sua qua­lità di Figlio di Dio, com'Egli si è autoproclamato nella sua età maggiorenne (cfr. Lc 2, 49. 51).

A sua imitazione Gesù vuole che noi siamo sottomessi a Maria e a Giuseppe per ricevere da loro i tesori infiniti di Grazia che dalla Famiglia del cielo ha portato nella Sacra Famiglia di Nazaret.

Breve preghiera silenziosa: O Spirito Santo, donami un totale abbandono al Cuore materno di Maria, perché in Lei, Tu possa formare in me Gesù Cristo, vivo e vero.

 

I MISTERI DELLA LUCE E LA RIPARAZIONE

I° MISTERO

GESU’ RICEVE IL BATTESIMO DA GIOVANNI NEL FIUME GIORDANO

Giovanni diceva a Gesù: “Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me?” Ma Gesù gli disse: “Lascia fare per ora, poiché conviene che così adempiamo ogni giustizia”. Allora Giovanni acconsentì. (Mt 3,14-15) Padre nostro, Ave Maria (10 volte). Gloria al Padre, Gesù mio…

 

II° MISTERO

GESU’ CAMBIA L’ACQUA IN VINO DURANTE UNO SPOSALIZIO A CANA DI GALILEA.

Così Gesù diede inizio ai suoi miracoli in Cana di Galilea, manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui. (Gv 2,11) Padre nostro, Ave Maria, (10 volte) Gloria al Padre, Gesù mio…

 

III° MISTERO

GESU’ ANNUNCIA IL REGNO DI DIO E INVITA ALLA FEDE E ALLA CONVERSIONE.

Gesù si recò nella Galilea predicando il Vangelo di Dio e diceva: “Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al Vangelo” (Mc 1,14-15) Padre nostro, Ave Maria (10 volte), Gloria al Padre, Gesù mio…

 

IV° MISTERO

GESU’ SI TRASFIGURA E MANIFESTA LA SUA GLORIA A TRE DISCEPOLI

Gesù prese con sé Pietro Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte su un alto monte, e fu trasfigurato davanti a loro; il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. (Mt 17,1-2) Padre nostro, Ave Maria (10 volte), Gloria al Padre, Gesù mio

 

V° MISTERO

GESU’ ISTITUISCE L’EUCARESTIA DURANTE L’ULTIMA CENA.

Prese il pane… lo spezzò e lo diede ai discepoli dicendo: “Prendete e mangiate; questo è il mio corpo che è dato per voi” …allo stesso modo …prese il calice dicendo: “Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue della nuova alleanza, versato per tutti in remissione dei peccati. Fate questo in memoria di me”. (Mt 26,26-28; Lc 22,19-20) Padre nostro, Ave Maria (10 volte), Gloria al Padre, Gesù mio, Salve Regina.         

 

I MISTERI DOLOROSI E LA RIPARAZIONE

"Per me vivere è Cristo e morire un guadagno" (Fil 1, 21).

L'Immacolata Concezione è stata voluta da Dio per essere l'unione vitale, materna, tra il Creatore e la creazione; ma poi­ché questa unione doveva compiersi, nel piano divino, per la Redenzione della creatura "peccatrice", di conseguenza la sua maternità comportava la sua partecipazione corredentrice.

Se il Figlio di Dio ci ha redenti, facendosi carne (cfr. Gv 1, 14), prendendo cioé la nostra umanità dalla Vergine, questo mostra chiaramente la parte essenziale, attiva, "materna", che Ella ha avuto nella nostra redenzione. Se poi Gesù ce l'ha lasciata per Madre, questo dice chiaramente che Egli voleva farci partecipi della sua redenzione per mezzo di Lei, farci cioé vivere quanto Ella aveva maternamente vissuto con Lui.

Cristo non ci vuole spettatori della sua Passione, come erro­neamente insegnano i protestanti, ma consapevolmente parteci­pi, affinché possiamo condividere ancora con Lui la gloria del Cielo (cfr. Col 1, 24; Rm 8, 17).

I Misteri Dolorosi ci guidano passo passo al Calvario, a morire con Gesù in croce (cfr. Ef 5, 1). Essi sono un program­ma evidente e completo di mortificazione cristiana, propostoci da Lui, per divenire perfettamente conformi alla sua morte e anche veramente partecipi della sua fecondità redentrice (cfr' Gv 12,24).

Questo insegnamento della Chiesa ha fatto i Santi nei quali ci offre esempi sublimi: basti pensare a S. Francesco d'Assisi e oggi a S. Padre Pio.

 

PRIMO MISTERO DOLOROSO

L'agonia di Gesù nell'Orto del Getsémani (Vangelo di S. Luca 2, 29 - 53)

1. Gesù prega e suda sangue

Il Figlio di Dio si è fatto uomo per portarci la vita divina; vita che ci ha acquistata con la sua passione e morte. L'uomo con il peccato originale, si era privato di questa vita: aveva perso l'amore di Dio e si era condannato ad una infelicità eter­na. Gesù ha voluto morire per ridonarci l'amore del Padre e ria­prirci le porte del Cielo.

Il Getsémani, dove Gesù iniziò la sua passione, è un campo piantato di ulivi, su una collina ad est di Gerusalemme; Egli era solito andarvi con i discepoli a pregare, passandovi l'intera notte. Quando vi andò la sera del Giovedì Santo, dopo l'ultima Cena, gli Apostoli erano ben lontani dal pensare quello che sarebbe avvenuto al Maestro, anche se li aveva preavvertiti: "Verrà l'ora, anzi è già venuta, in cui vi disperderete ciascuno per conto proprio e mi lascierete solo" (Gv 16, 32). E lo lascia­rono solo nel suo dolore...

In preda ad una tristezza mortale, Gesù previde tutti gli stra­zi della sua passione: l'odio feroce dei nemici, l'ingratitudine del suo popolo tanto beneficato, l'indifferenza di tanti al suo amore divino... E, per la veemenza del dolore, sudò sangue!

In compagnia della Mamma celeste

Gesù ha sofferto due agonie: la prima,quella del Getsémani, nella sua Anima; la seconda nel suo Corpo, sulla Croce.

Che cosa ha fatto tanto soffrire Gesù nel Getsémani? Il pen­siero del peccato! Il peccato è il rifiuto dell'amore di Dio e per­ciò la morte di Dio nell'uomo!

Gesù portava nella sua umanità tutti i peccati degli uomini, da Adamo fino all'ultimo suo discendente: quale strazio per la sua sensibilità divina!

Breve preghiera silenziosa: Mamma celeste, il peccato è la lan­cia crudele che ha trafitto il Cuore divino di Gesù e anche il tuo Cuore materno: fammi morire al peccato affinché io possa vivere d'amore per Te e per Gesù.

 

2. Gesù è arrestato dai suoi nemici

Mentre gli Apostoli dormono, Giuda, il traditore, sta trat­tando con i Giudei l'arresto del Maestro. Gli danno trenta dena­ri ed egli, messosi alla loro testa, li guida a catturarlo.

Prega intanto Gesù: "Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà".

Dio Padre gli manda dal cielo un Angelo a confortarlo: gli uomini, per i quali Gesù soffre, non hanno compassione per il suo dolore; l'hanno però gli Angeli buoni e, prima fra tutti la sua Madre: l'amore non ha distanze e Maria vive il dolore di Gesù nell'intimo del suo cuore materno.

Ella ben sapeva che Gesù era venuto a Gerusalemme per essere crocifisso; gli Apostoli non avevano saputo e voluto cre­dere quando il Signore, pochi giorni innanzi l'aveva loro annunziato: "Ecco, noi stiamo salendo a Gerusalemme e il Figlio dell'uomo sarà consegnato ai sommi sacerdoti e agli scribi, che lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani perché sia schernito e flagellato e crocifisso; ma il terzo giorno risusciterà (Mt 20, 18 - 19). Solo chi veramente ama, crede. Imitiamo la Mamma di Gesù.

In compagnia della Mamma celeste

Ciò che ha fatto soffrire tanto Gesù nella sua prima agonia è stato anche il pensiero che molti avrebbero rifiutato il suo amore, il suo perdono e sarebbero finiti all'inferno!

La Mamma celeste ha fatto suo questo dolore immenso di Gesù e l'ha manifestato ai Veggenti di Fatima: "Molte, molte anime vanno all'inferno" ed ha aggiunto: "Perché nessuno prega e si sacrifica per loro", invitando con tanto amore i tre fanciulli ad "offrirsi per la loro salvezza".

Breve preghiera silenziosa: Mamma celeste, Tu soffri la Passione dolorosa di Gesù per darmi la salvezza eterna: unisci­mi al tuo dolore perché possa salvare con te tanti miei fratelli.

 

SECONDO MISTERO DOLOROSO

Gesù è crudelmente flagellato (Vangelo di S. Luca 23, 12 - 16)

1. Le accuse dei Giudei contro Gesù

Nell'orto del Getsémani Gesù pregò e soffrì per circa due ore, dalle undici all'una dopo mezzanotte, quando arrivò Giuda con una gran turba di nemici per arrestarlo.

Ferocemente catturato come un malfattore, fu condotto dal sommo sacerdote Caifa, capo del Sinedrio - il tribunale ebrai­co -; intorno a Caifa c'erano tutti i capi e gli anziani del popo­lo. Gesù si era dichiarato il Figlio di Dio (cfr Gv 10, 30 ss.), doveva quindi essere condannato come bestemmiatore...

Fatto un sommario processo, i capi si ritirarono e lasciarono Gesù nelle mani dei servi che si presero gusto a maltrattarlo per tutta la notte.

Il mattino, appena giorno, Gesù venne condotto dal preside romano, Ponzio Pilato; ai capi ebrei non era lecito eseguire sentenze di morte, da quando si trovavano sotto la dominazione romana che se ne era riservato il diritto.

I Giudei inventarono quindi accuse di carattere politico: Gesù era un perturbatore del popolo... un nemico di Roma che proibiva di pagare il tributo a Cesare...

Il preside romano non faticò molto a riconoscere l'innocen­za di Gesù; tuttavia non ebbe il coraggio di opporsi alla prepo­tenza dei Giudei e afflisse il Signore con una sanguinosa flagel­lazione.

In compagnia della Mamma celeste

Condannato dai capi dei Giudei, perché si è detto Figlio di Dio, (cfr. Mt 26, 63) e perciò Dio come il Padre, Gesù deve subire la morte! Ma non aveva Egli dato tante prove della sua Divinità? Ricordiamo le principali: il compimento nella sua Persona delle profezie dell'Antico Testamento (cfr. Gv 5, 39); i suoi grandi miracoli (cfr. Gv 11, 7 ); la santità della sua vita (cfr. Gv 8, 46); la perfezione del suo insegnamento (cfr. Gv 7, 46). Gesù però doveva scontare il rifiuto che l'uomo aveva fatto di Dio, da Adamo all'ateismo moderno e fino alla fine del mondo...

Breve preghiera silenziosa: Mamma celeste, il peccato è la morte di Dio nell'uomo! Gesù va alla morte di Croce per rido­nare Dio al peccatore: non è più giusto che muoia io al peccato, invece di continuare a dare la morte a Gesù.

 

2. Gesù è flagellato

La flagellazione era un supplizio così atroce che la vittima sovente vi perdeva la vita. Il paziente, spogliato delle vesti, veniva legato con le mani al basso di una colonna, in modo che il dorso fosse ben curvo e la pelle tesa; poi i soldati incomincia­vano a percuoterlo con i flagelli, funicelle dì cuoio terminanti in uncini di metallo, in pallottoline di piombo; sotto quei colpi spietati le carni cadevano a brandelli e il sangue scorreva imo a terra.

Gesù venne flagellato pubblicamente, davanti al pretorio di Pilato. Dalla Sindone si rileva che il suo Corpo era stato ridotto tutto ad una piaga.

Il Salmo 21 aveva profetizzato di Lui: "Un branco di cani mi circonda,... posso contare tutte le mie ossa".

In compagnia della Mamma celeste

Perché tanto strazio delle carni innocenti di Gesù? Il Figlio di Dio è venuto a redimerci, a liberarci dal peccato ori­ginale e dalle sue tristi conseguenze, le quali, come ci insegna S. Giovanni, hanno causato nell'uomo tre concupiscenze (istinti disordinati): la concupiscenza della carne: la carne è stato lo strumento di satana per rendere l'uomo indipendente da Dio nella generazione umana; conseguentemente nel voler provvedere a se stesso con il dominio sfrenato sulla creazione la concupiscenza degli occhi; e per ultimo la superbia della vita, voler essere come Dio! (cfr. 1 Gv 2, 15 - 16; Mt 4, 1 - 10; Gn 3, 5).

Breve preghiera silenziosa: Mamma celeste, Tu hai chiesto ai fanciulli di Fatìma mortificazioni penose in riparazione degli ignominosi peccati di impurità; insegnami a mortificare il mio corpo per renderlo tempio più degno di Te che lo abiti con lo Spirito Santo.

 

TERZO MISTERO DOLOROSO

Gesù è coronato di spine (Vangelo S. Marco 15, 16 - 20)

1. Gesù re di burla

Quando i soldati romani furono stanchi di flagellare Gesù, lo condussero nell'interno del pretorio, chiamarono gli uomini della coorte romana i quali sfogarono su di Lui tutto l'odio che portavano ai rivoltosi Giudei.

Durante il processo, Pilato aveva domandato a Gesù: "Tu sei il re dei Giudei?". Egli aveva risposto: "Lo sono, ma il mio regno non è di questo mondo".

Ora la soldataglia, vedendolo flagellato per ordine del presi­de, prese gusto a burlarsi di Lui: un aspirante al regno in quello stato!... Non poteva essere che un povero illuso... un pazzo!

Lo spogliano quindi delle sue vesti, riaprendogli le ferite della flagellazione, lo coprono con un manto rosso, la clamide regale, gli mettono sul capo una corona di grosse spine e in mano una canna, per scettro... "Salve, re dei Giudei!", gli gridano, genuflettendogli davanti; gli sputano addosso e con la canna gli percuotono il capo che sanguina per le trafitture delle spine...

Così viene trattato il nostro Dio, venuto sulla terra per nostro amore, a riportarci quella vita divina rifiutata dai proge­nitori col peccato di superbia!

In compagnia della Mamma celeste

Dio aveva creato l'uomo a sua immagine e somiglianza, dominatore perciò del suo essere e della creazione (cfr. Gn 1, 26) sempre però nella dipendenza filiale da Lui, Creatore e Signore di tutte le cose.

Il rifiuto della dipendenza da Dio ha reso l'uomo schiavo di se stesso e delle creature, costringendolo a subirne il dominio doloroso (cfr. Gn 3, 16 - 19).

Gesù sconta su di Sé lo stolto orgoglio umano e si lascia fare re di burla, come di fatto si era fatto l'uomo, al fine di ristabilirci nella nostra vera regalità di figli di Dio.

Maria, condividendo maternamente l'umiliazione di Gesù, diviene con Lui la vera Regina dell'universo.

Breve preghiera silenziosa: Mamma celeste: il peccato di superbìa, peccato di indipendenza da Dio e dai suoi Comandamenti, ha tanto umiliato Gesù e Te, sua Madre Santa! Insegnami a mortificare la mia volontà, a renderla cioè sotto­messa a Dio, purificandola da ogni falso orgoglio. Madre umi­lissima, prega per me.

 

2. Gesù, l'Uomo del dolori

Isaia, il più grande dei profeti, settecento anni prima della venuta del Salvatore, aveva profetizzato di Lui: "Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire e non ne avevamo alcuna stima. Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze, e noi lo giudicavamo castigato da Dio e umi­liato".

"Egli è stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su dì Lui, per le sue piaghe noi siamo stati guariti".

"Maltrattato si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca; era come agnello condotto al macello... per l'iniquità del popolo fu percosso a morte" (Isaia, 53, 3 ss.).

Quanto amore e quanto dolore! Ma crediamolo: Gesù non soffriva tanto per le umiliazioni e le piaghe inflitte al suo Corpo, quanto per l'offesa che il peccato fa al Padre, 1'índíffe­renza degli uomini al suo amore, la dannazione eterna di quanti avrebbero nei secoli rifiuato la salvezza...

E Gesù, pensava anche a me, desideroso solo del mio amore.

In compagnia della Mamma celeste

Il peccato originale ha corrotto e sviato le inclinazioni divi­ne date all'uomo nella creazione: il dominio della natura, nella dipendenza dal Creatore, è divenuto avidità sfrenata ed egoisti­ca di possesso della terra; il denaro un duro padrone che si fa servire al posto di Dio (cfr. Mt 6, 24); l'ambizione di potere una passione cieca, fonte di grandi mali personali e sociali. Sono le spine che trafiggono il Capo divino di Gesù e il Cuore della sua Madre Santa.

Breve preghiera silenziosa: Mamma celeste, Gesù ha voluto essere povero con Te per insegnarmi che Dio solo è la mia ric­chezza vera, eterna: libera il mio cuore da ogni falso attacca­mento al denaro e alle comodità terrene.

 

QUARTO MISTERO DOLOROSO

Gesù porta la Croce al Calvario (Vangelo di S. Luca 23, 26 - 32)

1. Gesù deve essere crocifisso

Gesù, flagellato e coronato di spine, fu presentato dal presi­de romano ai Giudei e ai loro capi che attendevano fuori del pretorio: "Ecco il vostro re!". Ma quelli gridarono: "Via, via, crocifiggilo!".

Il tumulto cresceva e Pilato, incapace di opporsi, si fece portare dell'acqua e si lavò le mani dinanzi al popolo, dicendo: "Io sono innocente del sangue di questo giusto: pensateci voi...".

Tutto il popolo gridò: "Il suo sangue scenda su di noi e sui nostri figli!...".

Pilato decretò la morte di Gesù:"Sia crocifisso!".

I condannati a morte dovevano essere giustiziati fuori dalle porte della città e dovevano portarsi la croce. Così fece anche Gesù.

Quattro soldati, sotto il comando di un centurione a cavallo, furono incaricati della crocifissione. Attorniato da una turba immensa, tumultuosa e furibonda, Gesù si avvia al Calvario: una piccola collina, ripida e pietrosa, a nord-ovest di Gerusalemme.

In compagnia della Mamma celeste

Il terzo istinto cattivo scatenato nell'uomo dal peccato ori­ginale è la superbia della vita (cfr. 1 Gv 2, 16) e cioé: l'indi­pendenza da Dio, il rifiuto della sua autorità, la disobbedienza alla sua Legge; e ne vediamo le conseguenze: il disfacimento delle famiglie e della società, il disordine pubblico, il disorien­tamento personale...

Gesù, il Figlio di Dio, è venuto dal Cielo ad insegnarci con l'esempio e la parola l'obbedienza a Dio e agli uomini, l'amore alla Volontà divina, infinitamente sapiente e divinizzante (cfr. Gv 4, 34): è stata la sua prima parola all'incarnazione e sarà ancora l'ultima sulla Croce (cfr. Gv 19, 30): l'intero insegna­mento della sua vita.

Breve preghiera silenziosa: Mamma celeste, Dio è Bene infini­to ed unico mio vero Bene, ora sulla terra e poi nell'eternità; con il peccato l'uomo ha voluto essere l'idolo di se stesso,

rifiutando la Volontà di Dio per fare la propria. Insegnami a mettere Dio al primo posto nella mia vita a imitazione tua e di Gesù.

 

2. Il viaggio al Calvario

Verso le undici del mattino, Gesù iniziò la sua dolorosa Via Crucis.

Sfinito dalle sofferenze, fisiche e morali, Egli andava avanti penosamente a stento, portando la pesante Croce.

Temendo che non giungesse vivo al luogo del supplizio, i soldati costrinsero un certo Simone (detto il Cireneo perché della città libica di Cirene) a portare la Croce di Gesù.

La devozione cristiana ha dedicato una delle quattordici sta­zioni della Via Crucis, la quarta, all'incontro di Gesù con la sua Santa Madre. Chi sarà corso ad annunziare a Lei quanto era accaduto a Gesù? Possiamo pensare all'apostolo Giovanni, il quale nella notte aveva seguito Gesù arrestato, fino alla casa di Caifa e fu poi sul Calvario con Maria vicino a Gesù morente.

Pensa all'incontro doloroso di Gesù con la sua Madre... Quale pena per Lui vederla in tanta desolazione! Quale strazio per Lei vedere il suo Gesù quasi irriconoscibile, tanto odiato dagli uomini ai quali non aveva dato che amore!...

In compagnia della Mamma celeste

Gesù, il Figlio di Dio, è venuto dal Cielo ad insegnare all'uomo, follemente ribelle al suo Creatore, l'amore alla Volontà del Padre, nella quale "solo" sta tutta la felicità delle creature. Ci voleva però Qualcuno che condividesse con Lui questa Sapienza divina, per farla sua e poterla amorosamente donare all'umanità.

E questo questo "Qualcuno" non poteva essere che un Cuore di Madre. Tutto, il Padre ci ha donato in Gesù (cfr. Rm

8, 32) e Gesù tutto ha donato a noi nel Cuore Immacolato di Maria, lasciandocela per Madre prima di morire sulla Croce. Breve preghiera silenziosa: Mamma celeste, a imitazione di Gesù Tu hai fatto della Volontà di Dio il tuo cibo divino, dicendoti umilmente la serva del Signore (cfr. Le 1, 38); ora Tu vivi in me per darmi maternamente il tuo desiderio di Dio. Ti prego: distruggi, sradica, annienta in me tutto ciò che dispiace a Lui, pianta innaffia e fa crescere tutto ciò che a Te piace (Atto di consacrazione).

 

QUINTO MISTERO DOLOROSO

Gesù muore crocifisso (Vangelo di S. Giovanni 19, 17 - 34)

1. La crocifissione

Quando Gesù giunse sul Calvario, i soldati gli offrirono da bere del vino mescolato con mirra: questa bevanda amara era data ai condannati per stordirli, affmchè soffrissero di meno; Gesù la gustò appena, ma non la bevve: voleva soffrire fino in fondo per darci tutto il suo amore.

I quattro soldati gli tolsero le vesti per poi dividersele; lo distesero sulla Croce e a colpi di martello gli conficcarono i grossi chiodi nelle mani e nei piedi. Innalzarono la Croce e Gesù iniziò la sua penosissima agonia che si protrasse per tre ore.

Al dolore fisico i suoi nemici, i Giudei, vollero aggiungere la sofferenza morale: passando beffardi sotto la Croce, lo insultavano, dicendo: "Se sei Figlio di Dio, scendi dalla Croce e ti crederemo!".

Anche i capi ebrei lo schernivano ironicamente: "Ha salva­to gli altri e non può salvare se stesso...".

Gesù rispose al loro odio con una preghiera al Padre: "Perdonali, perché non sanno quello che fanno!...".

In compagnia della Mamma celeste

La crocifissione fu introdotta dai Romani in Palestina ed era il supplizio riservato agli schiavi e ai rivoluzionari politici, il supplizio più umiliante e crudele.

Gesù ben sapeva (era Dio!) con quale morte avrebbe termi­nato la sua vita (cfr. Gv 12, 32) ed ha accettato la morte più dolorosa per poter versare il suo Sangue redentore fino all'ulti­ma goccia (cfr. Gv 19, 34) e anche per confortare la nostra morte, fosse pure la più penosa.

Vicino a Lui la Madre sua, perchè ne potesse ricevere nel Cuore tutto il dolore e tutto l'amore per poterlo poi riversare in conforto a tutti noi suoi figli.

Breve preghiera silenziosa: Mamma celeste, per essere un vero cristiano, un vero figlio di Dio, devo fare di Gesù la mia vita: Egli vuole vivere e crescere in me fino alla perfezione (cfr. Rm 8, 28) ed io devo diminuire (cfr. Gv 3, 30), fino al totale annientamento del mio io peccaminoso. Madre Santa, come hai maternamente assistito Gesù nella sua morte, così fa' ancora con me, nella morte al mio io.

 

2. Gesù ci dona la sua Madre

Dal mezzogiorno alle tre si fece buio su tutta la terra: la natura piangeva la morte del suo Creatore.

Vicina alla Croce, con il cuore straziato, unita al Figlio in totale adesione alla volontà divina, la Mamma Addolorata. Quali ore di immenso dolore e di infinita Grazia per tutta l'umanità!

Intorno alla Madre, un piccolo gruppo di anime fedeli, tra le quali Giovanni, l'apostolo prediletto da Gesù. E Gesù premiò la sua fedeltà: rivolse lo sguardo alla Madre e le disse: "Donna, ecco il tuo figlio!". Poi disse a Giovanni: "Ecco, la tua Madre!".

Fu l'ultimo dono di Gesù a noi. E quale dono! Il Signore aveva detto che era venuto a portare il fuoco sulla terra e cioè il suo amore divino: questo amore, raccolto tutto nel Cuore della Madre, lo volle dare a noi in Lei! (cfr. Lc 12, 49)

Gesù disse infine: "Tutto è compiuto". E, chinato il capo spirò"(Gv 19, 30). Egli consegnava così al Padre la sua Anima ricca di meriti infiniti, meriti che nel corso dei secoli avrebbe distribuiti alla sua Chiesa e a tutti quelli che credono al suo amore.

In compagnia della Manuna celeste

"Donna ecco il tuo figlio!": Gesù invita la sua divina Madre a dare ad ogni uomo, rapprasentato da Giovanni, l'amore materno che ha dato a Lui!

"Ecco la tua Madre!": e invita pure Giovanni (e ciascuno di noi) ad amarla come Egli (Gesù) l'ha amata!

L'Apostolo conclude l'episodio con queste parole: "E da quel momento il discepolo la prese per ogni suo bene" (Gv 19, 27) "I "Tre" (la Trinità divina) sono in Gesù, Gesù vive in Maria: trovare Maria mi basta" (Servo di Dio, Fr. Leonardo, S.C.).

Preghiamo per capire.

Breve preghiera silenziosa: Mamma celeste, ringrazia per me Gesù che ha voluto farti vivere maternamente tutti i suoi miste­ri di Redentore, perché con il medesimo amore con cui li hai vissuti con Lui avessi a viverli ancora in me. Il Battesimo mi ha configurato a Gesù nella sua morte per farmi vivere della sua vita divina(cfr. Rm 6, 3 - 4): aiutami a morire al peccato per vivere della sua vita gloriosa.

 

I MISTERI GLORIOSI E LA RIPARAZIONE

Le vie di Dio sono perfette. Egli ha scelto la via dell'incar­nazione del suo Figlio per farci partecipi della sua vita divina, la via più confaciente alla sua sapienza e al suo amore.

Il Padre ha dato suo Figlio a noi peccatori, non solo perché lo conoscessimo e lo predicassimo, ma perché lo vivessimo, imitandolo (cfr. 2 Pt 1, 4).

A questo fine è stata creata Maria, Concezione Immacolata, imitazione perfetta dello Spirito Santo, Amore del Padre per il Figlio e del Figlio per il Padre. A Lei, Sposa divina dello Spirito Santo, Mediatrice "materna" fra la Trinità SS.ma e la creazione, è stato dato di vivere "maternamente" il Figlio di Dio (cfr. Lc 1, 35), perché ancora "maternamente" lo facesse vivere a noi (cfr. Gv 19, 27).

Predestinata ad essere la MADRE di GESÙ, il Salvatore (cfr. Gn 3, 15), Ella doveva esserne la CORREDENTRICE "materna" e conseguentemente la MEDIATRICE, sempre materna, per formare i suoi fratelli (cfr. Rm 8, 29), membra vive del suo Corpo Mistico: il Cristo totale.

Come chiaramente fa notare il Montfort, il suo titolo di MADRE doveva essere corredato da quello di REGINA, affrn­chè potesse esercitare in pienezza la sua Maternità (cfr. Trattato nn. 37 - 38).

Gli eretici, travisatori e negatori del Divino, con il falso pretesto di dare maggior gioria a Cristo, rifiutano di riconosce­re la Mediazione materna di Maria; ma in questo modo non possono essere veri imitatori di Cristo che l'ha chiamata "Mamma". RIPARIAMO, il modo più gradito a Gesù e a Maria è vivere la sua Maternità di Grazia con la Consacrazione, tutta fondata sulla loro unione umana e divina, per immedesimarci con la Loro unione vitale nello Spirito Santo.

RIPARIAMO, conoscendo e vivendo la verità proposta a noi dalla Chiesa nella persona del Papa "Totus tuus" e facendo­la conoscere ai fanciulli, anche attraverso le immagini sacre, purtroppo così sovente insignificanti e diseducative. Questo ce l'ha chiesto Gesù, proprio per la riparazione al Cuore trafitto di sua Madre: vogliamo ascoltarlo! Presentiamo la Madre di Dio come Ella stessa si presenta a noi nelle sue apparizioni e come desideriamo vederla in Cielo, nostra Madre e Regina!

 

PRIMO MISTERO GLORIOSO

Gesù riscuscita da morte (Vangelo di S. Luca 24, 1 - 12)

1. Gesù è risorto!

Il giorno dopo la crocifissione, cioé il sabato, i capi Giudei andarono da Pilato e gli dissero: "Ci siamo ricordati che quell'impostore (Gesù)..., mentre era ancora vivo, aveva detto che sarebbe risuscitato dopo tre giorni. Ordina dunque che sia custodito il suo sepolcro per tre giorni, affinché non vadano i suoi discepoli a rapire il suo corpo e poi dicano al popolo che è risorto". Pilato, stanco ed irritato da tanta ostinazione, rispose: "Avete le vostre guardie, andate e custodite il sepolcro come vi piace".

Così fecero: posero anche i sigilli alla pietra della tomba; ma tutta la loro astuzia sarà inutile, servirà anzi a meglio testi­moniare la risurrezione del Signore.

Il giorno dopo il sabato, di buon mattino, alcune donne fedeli presero degli aromi e andarono al sepolcro per imbalsamare il Corpo di Gesù, come si usa nei paesi d'oriente. Strada facendo, si domandavano preoccupate: "Come potremo toglie­re la pesante pietra che chiude il sepolcro?".

Improvvisamente sentirono un grande rumore come di ter­remoto: un Angelo disceso dal Cielo aveva ribaltato la pietra e vi stava seduto sopra, il suo aspetto era folgorante, la sua veste bianca come la neve.

A quel rumore e alla vista dell'Angelo, le guardie del sepol­cro fuggirono terrorizzate; ma egli disse alle donne: "Non temete, voi. So che cercate Gesù crocifisso. Non è più qui: è risorto, come aveva predetto. Andate ad annunziarlo ai suoi discepoli". Ed esse, con gioia e timore, scesero in fretta dal Calvario a portare la grande notizia.

In compagnia della Mamma celeste

Avendo concepito Gesù per opera dello Spirito Santo, necessariamente Maria rimane unita a Lui in tutti i misteri della vita terrena, fino al Calvario, dove Egli le affida l'incarico di maternamente vivere in noi quanto ha vissuto con Lui (cfr. Gv 19,27).

È ovvio che Maria, sempre nello Spirito Santo, continua ad essere unita a Gesù anche dopo la sua risurrezione: la Grazia che maternamente ci ha acquistata, come Corredentrice, mater­namente deve darcela come Mediatrice, fino alla pienezza della vita gloriosa.

Breve preghiera silenziosa: Mamma celeste, grazie che hai tanto sofferto con Gesù per darmi la felicità della risurrezione gloriosa: fa' che unito a te la possa raggiungere perfettamente per la gloria del vostro amore.

 

2. Gesù risorto appare agli Apostoli

Tra le molte apparizioni di Gesù risorto, ricordiamo la sua

prima agli Apostoli nel Cenacolo, dove aveva fatto con loro l'ultima Cena e istituito l'Eucaristia. Sempre timorosi dell'odio dei Giudei, il giorno stesso della risurrezione, essi se ne stava­no rinchiusi, con le porte sbarrate. Improvvisamente, a porte chiuse, apparve loro Gesù e disse: 'Pace a voi; sono lo, non temete!".

Essi però grandemente impauriti, credevano di vedere un fantasma; ma Gesù li rassicurò: "Perché siete turbati? Guardate e toccate le mie mani e i miei piedi aperti dai chiodi; gli spiriti non hanno carne e ossa come vedete in me. Per tranquillizzarli maggiormente, chiese loro del cibo: gli portarono del pesce arrostito e del miele ed Egli ne mangiò alla loro presenza.

Al dolore e al timore subentrò la gioia. Poveri Apostoli, essi avevano creduto in Gesù; per seguirlo avevano lasciato tutto, mettendosi anche in aperto contrasto con i diffidenti e perfino con l'autorità religiosa e politica...

Essi l'avevano anche tanto amato Gesù! E mai avrebbero potuto pensare alla sua umana fine, così umiliante e dolorosa... Con la morte di Gesù erano umanamente cadute tutte le loro speranze e il mondo li avrebbe ora considerati dei poveri illusi, dei falliti per sempre...

Certo non fu così per la Mamma di Gesù: con la sua fede incrollabile Ella ben sapeva che era necessaria la morte del Figlio suo per trionfare del peccato e portarci alla vita gloriosa. In compagnia della Mamma celeste

Maria è presente maternamente in noi per farci vivere anche i misteri gloriosi di Gesù e, con questi, incoraggiarci a seguirlo in tutti i misteri dolorosi della sua vita terrena: solo pregustan­do nella speranza la gioia della meta, si possono amare le diffi­coltà del cammino. (cfr. Col 3, 1 - 3).

La gloria della risurrezione è già in atto in noi: Maria ce la fa vivere maternamente, aiutandoci ad operare quella purificazio-

ne penosa, che prepara la nostra visione di figli di Dio (cfr. Rm 8, ss.; Mt 5, 8; 1 Gv 3, 2).

Breve preghiera silenziosa: grazie, Mamma celeste, per la tua presenza materna nella mia vita: aiutami a comprenderla ed a collaborare fiduciosamente con Te alla mia risurrezione gloriosa.

 

SECONDO MISTERO GLORIOSO

Gesù ascende al Cielo (Atti 1, 6 - 11)

1. L'addio agli Apostoli e Discepoli

Trascorsi quaranta giorni dalla risurrezione, Gesù raccolse per l'ultima volta gli Apostoli e i Discepoli nel Cenacolo, pre­sente anche la sua Madre Santissima. Stando insieme a mensa, il Signore raccomandò loro di rimanere in Gerusalemme in attesa dello Spirito Santo che avrebbe mandato dal Cielo.

Dando loro gli ultimi consigli, uscirono insieme dalla città e si avviarono al monte degli Ulivi: dall'alto del monte, potevano abbracciare con un solo sguardo tutta Gerusalemme, la città ingrata che aveva rifiutato il suo Salvatore, dopo averne per tre anni sentito la Parola e visto i miracoli.

Gesù rivide ancora il luogo dove, la notte della Passione, aveva pregato e sudato sangue.

La sua missione terrena era finita... Egli aveva seminato nel pianto e nelle umiliazioni, gli Apostoli avrebbero mietuto le sue fatiche con tanta gloria: "Andate - disse a loro - in tutto il mondo; predicate il mio Vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato, sarà salvo; ma chi non crederà sarà condannato". Benedisse ancora tutti i presenti, poi sotto i loro sguardi si levò in alto, finché una nube luminosa lo nascose alla terra. In compagnia della Mamma celeste

Gesù è asceso al Cielo; gli apostoli e i discepoli l'hanno visto salìre e scomparire nella nube luminosa: Egli però è rima­sto presente nelle loro anime e nei loro cuori, traboccanti d'amore per Lui.

Maria, unita maternamente al Figlio, vive nello Spirito Santo il mistero della sua glorificazione: ne gioisce divinamen­te e fa propria questa gioia celeste, per darla a vivere già fin d'ora a noi suoi figli, fratelli di Gesù.

Breve preghiera silenziosa: Mamma celeste, quanto ho bisogno che Tu viva in me la tua unione di fede e di amore a Gesù glorio­so! Egli qualche volta si sottrae al mio sguardo ed io ne sono tur­bato... Sii Tu, presente nella mia anima, a farmi attendere fidu­ciosamente il suo ritorno, per un più gioioso e grande amore.

 

2. Nel Cenacolo in attesa dello Spirito Santo

Gli Apostoli e la Vergine rimasero con lo sguardo fisso a Gesù che saliva, portando con sè i loro cuori... Quando fu scomparso, ecco due Angeli in bianche vesti, i quali con tanta affabilità dicono: "Uomini di Galilea, perché state ancora qui mirando il cielo? Quel Gesù che vi è salito al cielo ritornerà un giorno allo stesso modo in cui l'avete visto andare in cielo".

Con l'anima inebriata di gioia dal trionfo del Signore, gli Apostoli discesero dal monte. Gesù aveva detto loro di restare in Gerusalemme fino alla venuta dello Spirito Santo ed essi obbe­dienti si riunirono nel Cenacolo con Maria in gioiosa attesa.

E, senza dubbio, la gioia più grande era dell'apostolo Giovanni, al quale Gesù morente aveva affidata la sua Mamma divina: poter vivere con Lei nella stessa casa, sentirsi chiamare e poterle dire "Mamma", poter attingere da Lei, Sposa dello Spirito Santo, e Sede della Sapienza divina, quelle profondità del mìstero di Crìsto delle quali Ella sola aveva conoscenza ed esperienza materna...

Gli scritti dell'Apostolo prediletto: il IV Vangelo, le sue Lettere e l'Apocalisse sono l'eco meravigliosa del Magnificat, risonante in tutte le generazioni.

In compagnia della Mamma celeste

Tra i numerosi "frutti" dello Spirito Santo, S. Paolo ci ricor­da la gioia e la pace (cfr. Gal 5, 22): chi non le desidera?. Lo Spirito Santo, il dolce ospite dell'anima, è in noi per farcele vivere; perché non riusciamo facilmente a gustarle? Che cosa ce lo impedisce?

Chiediamo la grazia di capirlo: è solo il peccato, causa prima di tristezza e di agitazione (cfr. Is 48, 22); togliamolo radicalmente dalla nostra vita con la Confessione e un vero, filiale amore all'Immacolata.

Breve preghiera silenziosa: Mamma celeste, perdona la mia durezza di cuore nel credere alla felicità del Cielo; insegnami a guardare con gioia insieme a Te Gesù, che sale al Padre e va a prepararmi un posto di pace e di gioia senza fine (cfr. Gv 14, 1-2).

 

TERZO MISTERO GLORIOSO

Lo Spirito Santo discende nella Chiesa (Atti degli Apostoli 2, 1 - 13)

1. Il Fuoco dal Cielo

Dieci giorni durò l'attesa degli Apostoli raccolti in preghie­ra, insieme alla Madre di Gesù.

Il giorno di Pentecoste (50° dopo la Pasqua); "Venne all'improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbat­te gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano. Apparvero lingue come di fuoco che si dividevano e si posaro­no su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito Santo dava loro il potere d'esprimersi".

Questi segni sensibili dovevano richiamare l'attenzione degli Apostoli sull'avvenimento eccezionale ed anche quella dei Giudei presenti in Gerusalemme.

Gesù aveva versato il suo Sangue per dare agli uomini la vita divina: Dio è amore ed è per questo che lo Spirito Santo, la Persona-Amore della Trinità discende nel Cenacolo per dare ufficialmente inizio alla sua Chiesa.

Il vento impetuoso causato dalla venuta dello Spirito Santo voleva significare la sua potenza divinamente operante nella Chiesa. Come il fuoco sprigiona luce ed energia, così la Grazia è per ogni cristiano luce di verità, forza che muove la volontà ad operare il bene.

In compagnia della Mamma celeste

Lo Spirito Santo è disceso su Maria all'annunciazione (cfr. Lce 1, 35) per formare con Lei l'Umanità del Verbo, Figlio di Dio, il quale ha così vissuto "umanamente" lo Spirito Santo. Salito al Cielo, Egli ci manda lo Spirito Santo da Lui vissuto come uomo, sulla terra ed ora anche in Cielo: si tratta quindi dello Spirito Santo, pienamente adattato alla nostra condizione di peccatori e maternamente assimilato da Maria, la quale lo fa ora vivere a noi per farci partecipi della vita gloriosa di Gesù e sua.

Breve preghiera silenziosa: Madre divina della Chiesa, vivi in me il tuo amore materno a Gesù, perché io lo possa vivere con Te nei fratelli e condividere così la tua Maternità di Grazia.

 

2. Maria, la Madre della Chiesa

Gesù ha voluto che alla discesa dello Spirito Santo fosse presente la sua divina Madre. Sul Calvario Egli ce l'aveva data per Madre nella persona dell'apostolo Giovanni che rappresen­tava tutti i redenti.

Senza madre non c'è vita. Come per la vita naturale abbia­mo un padre ed una madre, così per la vita divina abbiamo un Padre che è Dio ed una Madre che è Maria SS.ma, la Madre di Gesù.

La Chiesa è la famiglia dei figli di Dio, il cui primogenito è Gesù e noi siamo i suoi fratelli, le membra del suo Corpo Mistico, formate, come insegna il Montfort, nel medesimo stampo materno in cui fu formato Gesù: Lui umanamente per opera dello Spirito Santo; noi spiritualmente, ma sempre per opera sua nella medesima Madre. (cfr. Trattato n. 140).

La Madre di Gesù è divenuta personalmente nostra Madre il giorno del Battesimo: inseparabile dallo Spirito Santo, Ella fa vivere a noi tutti i misteri di Gesù, come Lei maternamente li ha vissuti, nella pienezza della perfezione.

La preghiera allo Spirito Santo che troviamo a pagina 69 ci insegna questa ineffabile verità e l'Atto di Consacrazione dello stesso Montfort è un prezioso programma di vita per tutti i con­sacrati desiderosi di lasciarsi formare maternamente da Lei, a imitazione di Gesù.

In compagnia della Mamma celeste

Ogni vero cristiano desidera possedere e vivere lo Spirito di Cristo (cfr. Rm 8, 9), nella pienezza dei suoi Doni e delle sue Virtù. Ricordiamo però che lo Spirito Santo, e proprio per ren­derceli più accessibili, ce li comunica "solo" vissuti materna­mente dall'Immacolata, sua divina Sposa; non sceglie altre vie (cfr. Trattato n. 36), perché questa è la sua! Coltiviamo in noi l'Immacolata come ci insegna l'Atto di Consacrazione, (vedi pag. 70), perché lo Spirito Santo possa operare pienamente nella nostra vita.

Breve preghiera silenziosa: Mamma celeste, Tu sei l'Immacolata Concezione; la Sposa divina dello Spirito Santo, divinamente immedesimata con Lui per la generazione del Figlio di Dio nell'umanità: immedesimami con Te, perché io possa vivere Gesù in tutta la sua perfezione.

 

QUARTO MISTERO GLORIOSO

Maria è assunta al Cielo in corpo ed anima

1. È verità di Fede

Il 1° novembre dell'Anno Santo 1950, davanti ad una folla immensa, piccola rappresentanza della grande famiglia cristia­na unita col pensiero e col cuore a Roma, il S. Padre Pio XII ha proclamato verità di Fede l'Assunzione di Maria SS.ma al Cielo, con queste memorabili parole:

"... Dopo aver innalzato a Dio supplici istanze, ed aver invocato la luce dello Spirito di Verità, a gloria di Dio Onnipotente, che ha riversato in Maria Vergine la sua speciale benevolenza, ad onore del suo Figlio, Re immortale dei secoli e vincitore del peccato e della morte, a maggior gloria della sua augusta Madre ed a gioia ed esultanza di tutta la Chiesa, per l'autorità di Nostro Signore Gesù Cristo, dei Santi Apostoli

 

QUINTO MISTERO GLORIOSO

Maria è incoronata Regina del Cielo e della Terra

1. Regina di tutta la creazione

Siamo giunti all'ultimo mistero del S. Rosario, il mistero che tutti li compendia e li rende operanti nella Chiesa.

Gesù Cristo è il Verbo di Dio, creatore e Signore di tutte le cose, insieme con il Padre e con lo Spirito Santo.

Con il peccato, la creazione è caduta sotto il dominio di Satana (cfr. Romani 8, 19 ss.); la redenzione l'ha riconquistata al suo Creatore e Cristo ne è divenuto il Re divino, universale. Egli però non ha voluto fare tutto da solo: ha voluto invece associare alla sua conquista l'umanità intera nella persona dell'Immacolata sua Madre, costituita per questo Regina, insie­me con Lui di tutto l'Universo.

Maria, unita maternamente al Figlio in tutti i misteri della Redenzione, dalla incarnazione alla gloria, rimane materna­mente unita a Lui anche nella comunicazione della vita divina che insieme con Gesù ci ha meritata come Corredentrice.

Insegna il Montfort: "Dio Figlio ha comunicato a sua Madre tutto quanto ha acquistato con la sua vita e la sua morte... Maria è il suo canale misterioso, l'acquedotto per cui fa passare con soavità e abbondanza le sue misericordie" (Trattato n. 24).

Dante ha espresso questa verità ineffabile nei bei versi che merita sempre ricordare: Donna, se' tanto grande e tanto vali che qual vuol grazia e a Te non ricorre, sua disianza vuol volar senz' ali.

In compagnia della Mamma celeste

La nostra umanità che, con il rifiuto dell'Amore divino, aveva perso in Adamo ed Eva il dominio su se stessa e sulla creazione ricevuto da Dio (cfr. Gn 1, 26), riacquista questo dominio in Cristo per la redenzione da Lui operata e in forza della sua Divinità (cfr. F12, 8 - 11).

La Regalità universale di Cristo conquistata con la collabo­razione materna di Maria, è da Lei condivisa in cielo e da Lei maternamente partecipata a noi suoi figli, perché possiamo vin­cere il male e fare trionfare in noi il bene. (cfr. Trattato, nn. 37 -38).

Breve preghiera silenziosa: nell'Atto di consacrazione (vedi pagina 70) noi diciamo all'Immacolata; "Tuo è il dominio sovrano sugli angeli, gli uomini e i demoni". Poiché Ella "è tutta nostra", come ancora ci insegna l'Atto di consacrazione, potremo anche noi vivere il suo celeste potere vivendo la con­sacrazione.

 

2. Maria, nostra Madre e Regina

Il peccato originale non ha solo privato l'uomo della vita divina, ma l'ha anche reso ribelle a Dio e dominato dall'istinto del male (cfr. Rm 7, 14 ss.).

Insieme con Gesù, l'Immacolata ci ha riconquistata la vita divina e maternamente ce la dona; inoltre Ella ci partecipa il suo dominio totale su Satana. Le diciamo infatti nell'Atto di Consacrazione: "Tuo è il dominio sovrano sugli angeli, gli uomini e i demoni".

"Maria, insegna il Montfort, ha ricevuto da Dio un grande dominio sulle anime degli eletti.... Ella infatti non potrebbe formare Gesù Cristo in loro ed essere la compagna indissolubi­le dello Spirito Santo per tutte le operazioni di Grazia, se non

avesse tale dominio dall'Altissimo, il quale avendole dato pote­re sopra il proprio Figlio Divino, glielo ha dato anche sopra i suoi figli adottivi" (Trattato n. 37).

È quanto l'Immacolata ha voluto ricordarci nella sua appa­rizione a Santa Caterina Labouré nella quale noi vediamo che Ella ci stringe maternamente al Cuore nel piccolo globo d'oro che tiene nelle sue mani, mentre schiaccia il serpente sotto i suoi piedi. Nel rovescio della medaglia "Miracolosa" ci fa conoscere e ci offre la sua Regalità nella corona delle dodici stelle che circondano il suo Cuore e il Cuore di Gesù. Baciamo sovente la sua Medaglia, dicendo: "Immacolata, mia cara Madre e mia Potente Regina".

In compagnia della Mamma celeste

L'Immacolata, nel Messaggio di Parigi (1830), ha voluto unire nella sua Medaglia le più alte prerogative di cui è stata insignita da Dio: la Maternità (nell'immagine); la Corredenzione (nella croce e i due Cuori); la Mediazione (nei raggi); la Regalità (nelle stelle e dominio sul serpente).

Nei Messaggi seguenti: La Salette, Lourdes, Fatima, Medjugorje, Ella ha sviluppato questi contenuti, amorosamente insegnandoci come viverli per farli nostri. Poteva fare di più? Breve preghiera silenziosa: "O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a Te": è la giaculatoria della Medaglia Miracolosa; portiamo con amore fiducioso questa Medaglia; baciamola con fede, dicendo: Immacolata, mia buona Madre e potente Regina.

 

PARTE TERZA

LA CONSACRAZIONE AL CUORE IMMACOLATO DI MARIA

"Sant'Agostino chiama la Vergine Santa forma Dei, stampo di Dio: chi è gettato in questo stampo divino, viene presto forma­to e modellato in Gesù Cristo, e Gesù Cristo in lui".

(Trattato n. 219)

I. DUE PREGHIERE PER VIVERE LA CONSACRAZIONE AL CUORE IMMACOLATO DI MARIA

II. PREGHIERA ALLO SPIRITO SANTO

III. PREGHIERA DI CONSACRAZIONE IV. INNO E SEQUENZA ALLO SPIRITO SANTO

 

DUE PREGHIERE PER VIVERE LA CONSACRAZIONE AL CUORE IMMACOLATO DI MARIA

È nota la grande esperienza spirituale di S. Luigi Maria di Montfort, profeta e apostolo della Vera Devozione a Maria. Sulle orme di S. Paolo, divinamente appassionato nella ricerca del vero amore a Gesù Cristo "potenza e sapienza di Dio" (1 Cor 1, 24), ebbe dallo Spirito Santo l'ispirazione di cercarlo e di viverlo in Maria, Colei che per prima l'aveva ricevuto da Dio e vissuto per tutta l'umanità (cfr. L'amore dell'Eterna Sapienza, nn. 203 ss.).

Di qui i suoi ispirati capolavori: "Il Segreto di Maria" e il "Trattato della Vera Devozione" che spiegano e insegnano a vivere la Consacrazione al suo Cuore Immacolato, voluta dal Cielo e proposta dai Sommi Pontefici a gloria di Cristo.

Le due PREGHIERE che seguono ci indicano il modo sicu­ro per fare nostra la sua esperienza sublime e così introdurci nell'Era dello Spirito Santo, vivendo la Consacrazione all'Immacolata, sua divina Sposa.

 

PREGHIERA ALLO SPIRITO SANTO

1. O Spirito Santo, pianta, innaffia e coltiva nell'anima nostra l'amabile Maria, vero albero di vita, perché cresca, fiorisca e porti frutti di vita in abbondanza.

2. O Spirito Santo, donaci una grande devozione e un filiale amore a Maria, tua divina Sposa: un totale abbandono al suo Cuore materno e un continuo ricorso alla sua misericor­dia.

3. Affinchè il lei, vivente in noi, Tu possa formare nell'anima nostra Gesù Cristo vivo e vero, nella sua grandezza e poten­za, fino alla pienezza della sua perfezione. Amen.

Breve commento

Come si vede, la PREGHIERA consta di tre parti:

1. L'Immacolata è la Sposa divina dello Spirito Santo, Gli appartiene, ed è quindi "dono suo" all'anima che umilmente e devotamente glielo chiede. (cfr. Trattato n. 119).

2. Lo Spirito Santo ha formato Gesù Cristo nell'Immacolata, sua divina Sposa, e continua perciò a formarlo spiritual­mente nelle anime che s'impegnano sotto la sua guida a coltivarne la vera devozione che consiste nella Consacrazione vissuta. (cfr. Trattato n. 35).

3. A queste anime Egli dona la pienezza dell'amore a Cristo, amore che lo Spirito Santo ha vissuto e vive in Lei per tutta la Chiesa e l'umanità (cfr. Trattato n. 36).

 

PREGHIERA DI CONSACRAZIONE

Questa PREGHIERA la troviamo nell'opera "Il Segreto di Maria" ed è un compendio luminoso della Vera Devozione, ampiamente sviluppata nei due libri citati.

Una breve spiegazione - Dio Padre crea tutto per mezzo del Figlio nello Spirito Santo: la Trinità divina ci "raggiunge" perciò nella terza Persona.

"Dio è amore" (1 Gv 4, 8) e come lo Spirito Santo è l'Amore che unisce vitalmente il Padre e il Figlio, così ancora unisce vitalmente la Trinità divina con la creazione.

Maria è l'Immacolata Concezione: la Creatura universale, tutto l'amore creato: "In Te s'aduna quantunque in creatura è di bontate" (Dante); Ella è stata voluta da Dio per unire in unità di vita il Creatore e la creazione, nella umanità che ne è il vertice (cfr. Gn 1, 26 - 2, 1).

Da notare che questa unione è stata voluta da Dio per l'umanità peccatrice: quindi l'Immacolata, nostra Corredentrice materna ha il compito di purificarci prima dal peccato per immedesimarci con Lei nella vita di Cristo (cfr. Trattato n. 79).

 

PREGHIERA A MARIA

1. Ave, o Maria, Figlia prediletta dell'eterno Padre; ave, o Maria, Madre ammirabile del Figlio di Dio; ave, o Maria, Sposa Immacolata dello Spirito Santo.

Ave, o Maria, mia cara Madre, mia amabile Signora e potente Regina. Ave, o Maria, mia gioia, mia gloria, cuore mio ed anima mia.

2. Tu sei tutta mia per misericordia ed io sono tutto tuo per giu­stizia; però non lo sono quanto dovrei e quanto Tu desideri; per questo Ti rinnovo la mia offerta come schiavo eterno, nulla riservando a me o a qualsiasi creatura.

Ti supplico, o mia Signora, se Tu scorgi in me qualcosa che ancora non Ti appartiene, prenditelo e sii Tu assoluta Padrona di tutto. Distruggi, sradica, annienta in me tutto ciò che dispiace a Dio, pianta e fa' crescere tutto ciò che a Te piace.

La luce della tua fede dissipi le tenebre del mio spirito; la tua umiltà profonda si sostituisca al mio orgoglio; la tua sublime contemplazione mi liberi dalle distrazioni della mia immaginazione vagante; la tua visione ininterrotta di Dio riempia la mia mente della tua presenza operante; l'incendio amoroso del tuo Cuore dilati ed infiammi il mio così freddo ed insensibile; le tue virtù sublimi prendano il posto dei miei difetti; lo splendore della tua grazia adorni la mia anima e mi renda accetto agli occhi di Dio.

Ti chiedo infine, o Madre mia amatissima, di darmi il tuo spirito per conoscere Gesù e quanto da me desidera; la tua anima per lodare e glorificare il Signore; il tuo cuore per amare Dio con puro ed ardente amore come lo ami Tu.

3. Io non ti chiedo nè visioni, nè rivelazioni e neppure godi­menti spirituali. Tua è la visione chiara di Dio; tuo il puro godimento di Lui; tua la gloria alla destra del Figlio tuo nel cielo; tuo il dominio sovrano sugli angeli, gli uomini e i demoni; tuo il potere di disporre a piacimento di tutti i beni di Dio. Questa, o divina Maria, è la tua condizione celeste e il mio cuore di schiavo ne gioisce immensamente.

4. Per me altro non chiedo se non quanto Tu avesti sulla terra: credere, senza gustare e vedere; soffrire con gioia senza il conforto di alcuna creatura; morire costantemente a me stesso; lavorare senza posa per Te fino alla morte senza alcuna ricompensa, come il più inutile dei tuoi schiavi.

5. La sola cosa che per pura misericordia Ti chiedo è questa: dire ad ogni istante tre volte AMEN: Amen a quanto hai fatto sulla terra; Amen a quello che fai ora in cielo; Amen a tutto ciò che fai nell'anima mia: perché sii Tu sola in me a glorificare pienamente Gesù nel tempo e nell'eternità. AMEN.

Breve commento

L'ATTO DI CONSACRAZIONE, come è facile vedere, si può dividere in cinque parti.

Prima parte: l'Immacolata nel piano divino della-nostra eleva­zione alla vita trinitaria: le sue relazioni personali con le tre Persone divine e con ciascuno di noi, suoi figli. (cfr. Trattato nn. 16 - 21; 22 - 38).

Seconda parte: Maria ci è stata data per madre da Gesù (cfr. Gv 19, 27): Ella quindi ci appartiene totalmente, come la madre appartiene al figlio che genera e al quale desidera dare il meglio di se stessa.

Noi dobbiamo quindi essere gioiosamente disponibili a ricevere da Lei quella vita divina che possiede in pienezza (cfr. Le 1, 28).

Ne siamo però impediti dalle tristi conseguenze del peccato originale e dei nostri peccati personali. L'Immacolata deve per­ciò purificarci prima da tutto ciò che ostacola in noi la vita divina per poterci dare se stessa e la sua unione totale con Dio. Terza parte: il nostro amor proprio ci porta a ricercare più i doni di Dio che il Dio dei doni: si è più bramosi di carismi che di carità divina (cfr. 1 Cor 13, 1 - 13). L'Immacolata, per farci vivere Dio solo come Lei l'ha vissuto, ci vuole liberare radical­mente dalle nostre inclinazioni egoistiche (cfr. Trattato nn. 205 - 206): solo così noi potremo possederlo perfettamente in Cielo, come richiede la nostra vocazione di figli di Dio (cfr. Ef. 1, 4; 4, 13).

Quarta parte: l'Immacolata, divina Sposa dello Santo è maternamente operante in noi per farci vivere il suo Sposo Divino come Lei l'ha vissuto: viverlo cioè nel suo essere (cfr. Le 1, 28) e nel suo operare (cfr. Le 1, 35): viverlo come Amore del Padre che ci fa figli nel Figlio; viverlo come Amore del Figlio che ci riporta filialmente al Padre (cfr. Gal 4, 6).

Quinta parte: l'Immacolata è stata programmata da Dio per realizzare il suo piano eterno: fare di noi uomini i suoi figli in Cristo (cfr. Pr 8, 22; Ef 1, 4).

 

INNO ALLO SPIRITO SANTO

Vieni, o Spirito Creatore, Visita le nostre menti, riempi della tua grazia

i cuori che hai creato. O dolce Consolatore, dono del Padre altissimo, acqua viva, fuoco, amore, santo crisma dell'anima. Dito della mano di Dio, promesso dal Salvatore, irradia i tuoi sette Doni, suscita in noi la parola. Sii luce all'intelletto, fiamma ardente nel cuore, sana le nostre ferite col balsamo del tuo amore. Difendi dal nemico,

reca in dono la pace, la tua guida invincibile ci preservi dal male. Luce d'eterna Sapienza, svelaci il grande mistero di Dio Padre e del Figlio uniti in un solo amore. Amen.

 

SEQUENZA ALLO SPIRITO SANTO

Vieni, Santo Spirito, manda a noi dal Cielo

un raggio della tua luce. Vieni Padre dei poveri, vieni Datore dei doni, vieni, luce dei cuori. Consolatore perfetto, Ospite dolce dell'anima, dolcissimo sollievo. Nella fatica, riposo, nella calura, riparo, nel pianto conforto. O luce beatissima, invadi nell'intimo il cuore dei tuoi fedeli. Senza la tua forza, nulla è nell'uomo, nulla senza colpa.

Lava tutto ciò che sordido bagna ciò che è arido. sana ciò che sanguina. Piega ciò che è rigido, scalda ciò che è gelido, drizza ciò che è sviato. Dona ai tuoi fedeli che solo in Te confidano i tuoi santi Doni.

Dona virtù e premio, dona morte santa, dona gioia eterna. Amen.