I DIECI COMANDAMENTI

Quali sono i dieci Comandamenti? Io sono il Signore Dio tuo:

1) Non avrai altro Dio fuori di me.

2) Non nominare il nome di Dio invano.

3) Ricordati di santificare le feste.

4) Onora il padre e la madre.

5) Non uccidere.

6) Non commettere atti impuri.

7) Non rubare.

8) Non dire falsa testimonianza.

9) Non desiderare la donna d'altri.

10) Non desiderare la roba d'altri.

 

Chi ha dato i dieci Comandamenti?

I dieci Comandamenti sono stati dati da Dio per mezzo di Mosè.

 

I dieci Comandamenti sono validi an­che oggi?

Certamente. Al giovane che gli chie­deva che cosa dovesse fare per ottenere la vita eterna Gesù rispose: «Se vuoi entrare nella vita eterna osserva i Comandamen­ti» (Mt 19,16-17). Fedele alla Scrittura e in conformità all'esempio di Gesù, la Tra­dizione della Chiesa ha riconosciuto ai dieci Comandamenti, o Decalogo, un'im­portanza e un significato fondamentali.

 

I Comandamenti sono indipendenti l'uno dall'altro?

Il Decalogo costituisce un'unità orga­nica, in cui ogni «parola» o «Comanda­mento» rimanda a tutto l'insieme. Tras­gredire un Comandamento è infrangere tutta la Legge.

 

Il Decalogo si riferisce solo all'Al­leanza fra Dio e il suo popolo o anche al­la legge naturale?

Il dono del Decalogo è accordato nel­l'ambito dell'Alleanza conclusa da Dio con il suo Popolo, e i Comandamenti rice­vono il loro vero significato in e per mez­zo di questa Alleanza. Però il Decalogo, come si è già ricordato, costituisce anche un'espressione privilegiata della legge na­turale. Lo conosciamo attraverso la Rive­lazione divina e con la ragione umana.

 

I Comandamenti obbligano sotto pe­na di peccato grave?

I dieci Comandamenti enunciano, nel loro contenuto fondamentale, obbligazio­ni gravi. Tuttavia l'obbedienza a questi pre­cetti comporta anche obblighi la cui ma­teria, in se stessa, è leggera.

 

Come osservare i Comandamenti?

Dio rende possibile con la sua Grazia ciò che comanda.

 

In che modo Gesù ha riassunto i Co­mandamenti?

Gesù ha riassunto i dieci Comanda­menti nei due precetti della carità:

1) Ame­rai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta l'anima, con tutte le forze;

2) Amerai il prossimo tuo come te stesso.

Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta l'anima, con tutte le forze

 

IL PRIMO COMANDAMENTO:

NON AVRAI ALTRO DIO FUORI DI ME

Che cosa ci ordina il primo Coman­damento?

Il primo Comandamento chiama l'uo­mo a credere in Dio, a sperare in lui, ad a­marlo al di sopra di tutto. Esso ci richiama alla virtù della religione.

 

Quali sono gli atti della virtù della religione?

Sono: adorare Dio, pregarlo, rendergli il culto dovuto, mantenere le promesse e i voti a lui fatti.

 

Il dovere di rendere culto a Dio riguar­da solo i singoli individui?

No, riguarda l'uomo sia individual­mente che socialmente, per cui l'uomo de­ve poter professare liberamente la religio­ne in forma sia privata che pubblica.

 

Che cos'è la superstizione?

La superstizione è una deviazione del culto che rendiamo al vero Dio. Ha la sua massima espressione nell'idolatria, come nelle varie forme di divinazione e di magia.

 

Ci sono altri peccati contro il primo Comandamento?

L'azione di tentare Dio con parole e at­ti, il sacrilegio, la simonia (cioè la compra­vendita di cose sacre) sono peccati di irre­ligione proibiti dal primo Comandamento. E lo è pure l'ateismo, in quanto respinge o rifiuta l'esistenza di Dio.

 

Il culto delle immagini sacre non va contro il primo Comandamento?

No, il culto delle immagini sacre è fondato sul mistero dell'Incarnazione del Verbo di Dio e non è in opposizione al primo Comandamento.

 

IL SECONDO COMANDAMENTO:

NON NOMINARE IL NOME DI DIO INVANO

Che cosa prescrive il secondo Co­mandamento?

Il secondo Comandamento prescrive di rispettare il nome del Signore, perché il nome del Signore è santo.

 

Che cosa proibisce il secondo Co­mandamento?

Il secondo Comandamento proibisce ogni uso sconveniente del nome di Dio e soprattutto la bestemmia, che consiste nell'usare il nome di Dio, di Gesù Cristo, della Vergine Maria e dei Santi in un mo­do ingiurioso. Proibisce poi il falso giura­mento, con il quale si prende Dio come te­stimone di una menzogna, e lo spergiuro.

 

Dobbiamo ricordare spesso il nome di Dio?

Il cristiano incomincia le sue preghie­re e le sue azioni con il segno della croce «Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo».

 

IL TERZO COMANDAMENTO:

RICORDATI DI SANTIFICARE LE FESTE

Quali sono i giorni di festa?

Innanzitutto la domenica, che è il pri­mordiale giorno festivo di precetto, e poi i giorni del Natale, dell'Epifania, dell'A­scensione, del Santissimo Corpo e San­gue di Cristo, della Santa Madre di Dio, della sua Immacolata Concezione e As­sunzione, di San Giuseppe, dei Santi Apo­stoli Pietro e Paolo e infine di tutti i Santi.

 

Come si devono santificare questi giorni?

Alla domenica e nelle altre feste di pre­cetto i fedeli sono tenuti all'obbligo di par­tecipare alla Messa. Si devono poi astene­re da quei lavori e da quegli affari che im­pediscono di rendere culto a Dio e turbano la letizia propria del giorno del Signore, o il dovuto riposo della mente e del corpo.

 

L'istituzione della domenica ha an­che un significato sociale?

Senza dubbio: essa contribuisce a dare a tutti la possibilità di godere di un suffi­ciente riposo e del tempo libero che per­metta loro di curare la vita familiare, cul­turale, sociale e religiosa. Ogni cristiano perciò deve evitare di imporre, senza ne­cessità, ad altri ciò che impedirebbe loro di osservare il giorno del Signore.

Amerai il prossimo tuo come te stesso

 

IL QUARTO COMANDAMENTO:

ONORA IL PADRE E LA MADRE

Qual è il significato di questo Coman­damento?

Con il quarto Comandamento Dio ha voluto che, dopo di lui, onoriamo i nostri genitori e coloro che egli, per il nostro be­ne, ha rivestito di autorità.

 

Quali sono i doveri dei figli verso i ge­nitori?

I figli devono ai genitori rispetto, rico­noscenza, giusta obbedienza e aiuto. Il ris­petto filiale favorisce l'armonia di tutta la vita familiare.

 

Quali sono i doveri dei genitori verso i figli?

I genitori sono i primi responsabili del­l'educazione dei propri figli alla fede, alla preghiera e a tutte le virtù. Essi hanno il dovere di provvedere, nella misura del pos­sibile, ai loro bisogni materiali e spirituali.

 

Quali sono i doveri della pubblica au­torità?

La pubblica autorità è tenuta a rispet­tare i diritti fondamentali della persona u­mana e le condizioni per l'esercizio della sua libertà.

 

Quali sono i doveri dei cittadini?

È dovere dei cittadini collaborare con i poteri civili all'edificazione della società in uno spirito di verità, di giustizia, di soli­darietà e di libertà.

 

Il cittadino deve obbedire alle leggi in ogni caso?

È obbligato in coscienza a non seguire le prescrizioni delle autorità civili quando tali precetti si oppongono alle esigenze dell'ordine morale: «Bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini» (At 5,29).

 

La società civile può prescindere dal Vangelo?

Ogni società ispira i propri giudizi e la propria condotta a una particolare visione dell'uomo e del suo destino. Al di fuori del­la luce del Vangelo su Dio e sull'uomo, è facile che le società diventino totalitarie.

 

IL QUINTO COMANDAMENTO:

NON UCCIDERE

Perché è proibito uccidere?

Perché ogni vita umana, dal momento del concepimento fino alla morte, è sacra, dato che la persona umana è stata voluta per se stessa a immagine e somiglianza del Dio vivente e santo. L'uccisione di un essere umano è gravemente contraria alla dignità della persona e alla santità del Creatore.

 

È lecita la difesa personale?

La proibizione dell'omicidio non abro­ga il diritto di togliere, a un ingiusto ag­gressore, la possibilità di nuocere. La le­gittima difesa è un dovere grave per chi ha la responsabilità della vita altrui o del bene comune.

 

Che cosa pensare dell'aborto?

Fin dal concepimento il bambino ha di­ritto alla vita. L'aborto diretto, cioè voluto come un fine o come un mezzo, è una pra­tica vergognosa, gravemente contraria alla legge morale. La Chiesa condanna con una pena canonica di scomunica questo delitto abominevole contro la vita umana.

 

Quale deve essere il trattamento del­l'embrione?

Dal momento che deve essere conside­rato come una persona fin dal concepi­mento, l'embrione deve essere difeso nella sua integrità, curato e guarito come ogni altro essere umano.

 

Che cosa pensare dell'eutanasia?

L'eutanasia volontaria, qualunque ne siano le forme e i motivi, costituisce un o­micidio. È gravemente contraria alla di­gnità della persona umana e al rispetto del Dio vivente, suo Creatore.

 

Che cosa pensare del suicidio?

Il suicidio è gravemente contrario alla giustizia, alla speranza e alla carità. È proi­bito dal quinto Comandamento.

 

Che cos'è lo scandalo?

Lo scandalo è un atteggiamento o un comportamento che induce altri a compie­re il male. È peccato grave se induce deli­beratamente a colpe gravi.

 

Che cosa si deve pensare della guerra?

Si deve fare tutto ciò che è ragionevol­mente possibile per evitare la guerra, dati i mali e le ingiustizie di cui è causa. La Chiesa prega: «Dalla fame, dalla peste e dalla guerra liberaci, Signore».

 

In caso di guerra valgono ancora le leggi morali?

La Chiesa e la ragione umana dichiara­no la permanente validità della legge mo­rale durante i conflitti armati. Le pratiche contrarie al diritto delle genti e ai suoi princìpi universali, deliberatamente messe in atto, sono dei crimini.

 

Come giudicare la corsa agli arma­menti?

La corsa agli armamenti è una delle piaghe più gravi dell'umanità e danneggia in modo intollerabile i poveri.

 

IL SESTO COMANDAMENTO:

NON COMMETTERE ATTI IMPURI

Che cos'è la virtù della castità?

La castità è quella virtù che esprime la positiva integrazione della sessualità nella persona, e conseguentemente l'unità inte­riore dell'uomo nel suo essere corporeo e spirituale. È strettamente dipendente dalla virtù cardinale della temperanza, che mira a sottomettere alla ragione le passioni e gli appetiti della sensibilità umana.

 

Quali sono i principali peccati grave­mente contrari alla castità?

Sono la ricerca solitaria del piacere sessuale, i rapporti prematrimoniali o ex­tramatrimoniali, le pratiche omosessuali, la pornografia.

 

Che cosa implica l'alleanza libera­mente contratta dagli sposi?

Implica l'indissolubilità del matrimo­nio, la fedeltà e l'apertura alla fecondità.

 

Come va considerata la fecondità nel matrimonio?

La fecondità è un bene, un dono, un fi­ne del matrimonio. Donando la vita, gli sposi partecipano della paternità di Dio.

 

È lecita la regolazione delle nascite?

La regolazione delle nascite rappre­senta uno degli aspetti della paternità e della maternità responsabili. La legittimità delle intenzioni degli sposi non giustifica però il ricorso a mezzi inaccettabili, quali la contraccezione o la sterilizzazione.

 

Come realizzare allora tale regola­zione?

Con la continenza e il ricorso ai periodi infecondi.

 

Quali sono le principali offese alla di­gnità del matrimonio?

Sono l'adulterio e il divorzio, la poli­gamia e la libera unione.

 

IL SETTIMO COMANDAMENTO:

NON RUBARE

Che cosa prescrive il settimo Coman­damento?

Il settimo Comandamento prescrive la pratica della giustizia e della carità nella gestione dei beni terreni e dei frutti del lavoro umano.

 

A chi appartengono i beni della crea­zione?

I beni della creazione sono destinati al­l'intero genere umano. Il diritto alla pro­prietà privata non abolisce la destinazione universale dei beni.

 

Che cosa proibisce il settimo Coman­damento?

Il settimo Comandamento proibisce il furto, che consiste nell'usurpare il bene al­trui contro la volontà ragionevole del pro­prietario. Ma ogni modo di prendere e u­sare ingiustamente i beni altrui è contrario al settimo Comandamento. L'ingiustizia commessa esige riparazione. La giustizia commutativa esige la restituzione di ciò che si è rubato.

 

Che pensare della schiavitù?

La legge morale proibisce gli atti che, a scopi mercantili o totalitari, provocano l'asservimento di esseri umani, il loro acquisto, la loro vendita, il loro scambio, come fossero merci.

 

L'uomo ha un dominio assoluto sulla natura?

Il dominio accordato dal Creatore al­l'uomo sulle risorse minerali, vegetali e a­nimali dell'universo non può essere dis­giunto dal rispetto degli obblighi morali, compresi quelli che riguardano le genera­zioni future.

 

Come si devono trattare gli animali?

Gli animali sono affidati all'uomo, il quale dev'essere benevolo verso di essi. Possono però servire alla giusta soddisfa­zione dei suoi bisogni.

 

La Chiesa si occupa anche dei proble­mi economici e sociali?

La Chiesa dà un giudizio in materia e­conomica e sociale quando i diritti fonda­mentali della persona o la salvezza delle anime lo esigono. Essa si interessa del be­ne comune temporale degli uomini in fun­zione del suo ordinamento al Bene su­premo, ultimo nostro fine.

 

Qual è il rapporto fra l'uomo e l'eco­nomia?

L'uomo è l'autore, il centro e il fine di tutta la vita economica e sociale. Il nodo decisivo della questione sociale è che i be­ni creati da Dio per tutti arrivino effet­tivamente a tutti, secondo la giustizia e con l'aiuto della carità.

 

Qual è il valore primario del lavoro?

Il valore primario del lavoro riguarda l'uomo stesso, il quale ne è l'autore e il de­stinatario. Mediante il lavoro l'uomo par­tecipa all'opera della creazione. Compiuto in unione con Cristo, il lavoro può essere redentivo.

 

Qual è il vero sviluppo economico e sociale?

Il vero sviluppo è quello che riguarda l'uomo nella sua integralità. Si tratta di far crescere la capacità di ogni persona a ris­pondere alla propria vocazione, e quindi alla chiamata di Dio.

 

Qual è il valore e il significato dell'e­lemosina?

L'elemosina fatta ai poveri è una testi­monianza di carità fraterna: è anche un'o­pera di giustizia che piace a Dio.

 

Con quale sguardo dobbiamo guarda­re i poveri?

Nella moltitudine di esseri umani sen­za pane, senza tetto, senza fissa dimora, come non riconoscere Lazzaro, il mendi­cante affamato della parabola? Come non sentire la voce di Gesù: «Non l'avete fat­to a me» (Mt 25, 45)?

 

L'OTTAVO COMANDAMENTO:

NON DIRE FALSA TESTIMONIANZA

In che cosa consiste la virtù della ve­racità?

La verità o veracità è la virtù che con­siste nel mostrarsi veri nelle proprie azioni e nell'esprimere il vero nelle proprie paro­le, rifuggendo dalla doppiezza, dalla simu­lazione e dall'ipocrisia.

 

Quale testimonianza deve dare il cri­stiano?

Il cristiano non deve vergognarsi della «testimonianza da rendere al Signore» (2 Tm 1,8) in atti e parole. Il martirio è la su­prema testimonianza resa alla verità della fede.

 

Quali sono i principali peccati contro l'ottavo Comandamento?

Sono la menzogna, la maldicenza, la calunnia e il giudizio temerario.

 

Che cos'è la menzogna?

La menzogna consiste nel dire il falso con l'intenzione di ingannare il prossimo che ha diritto alla verità. Se non reca grave danno al prossimo è solo peccato veniale.

 

Che cos'è la maldicenza?

È il rivelare senza un motivo oggettiva­mente valido i difetti e le mancanze altrui a persone che li ignorano.

 

Che cos'è la calun­nia?

È un'affermazione contraria alla verità, che nuoce alla reputazione altrui.

 

Che cos'è il giudizio temerario?

È il ritenere il pros­simo colpevole senza sufficiente fondamento.

 

Bisogna sempre os­servare il segreto?

Il sigillo sacramenta­le è inviolabile. I segreti professionali vanno os­servati. Le confidenze pregiudizievoli per altri non devono essere di­vulgate.

 

Quali sono i diritti della società nel campo dell'informazione?

La società ha diritto a un'informazione fondata sulla verità, sulla libertà, sulla giustizia. È poi op­portuno imporsi mode­razione e disciplina nel­l'uso dei mezzi di comu­nicazione sociale.

 

Che cosa comporta una colpa commessa contro la verità?

Esige la riparazione.

 

Perché la Chiesa incoraggia le opere d'arte?

Le belle arti, ma soprattutto l'arte sacra, per loro natura, hanno relazione con l'infi­nita bellezza e verità divina, che deve es­sere in qualche modo espressa dalle opere dell'uomo, e sono tanto più orientate a Dio e all'incremento della sua lode e della sua gloria, in quanto nessun altro fine è loro assegnato se non di contribuire quanto più efficacemente possibile a indirizzare pie­namente le menti degli uomini a Dio.

 

IL NONO COMANDAMENTO:

NON DESIDERARE LA DONNA D'ALTRI

Che cosa ci prescrive il nono Coman­damento?

Il nono Comandamento ci mette in guardia dal desiderio smodato o concu­piscenza della carne.

 

Come si può lottare contro la concu­piscenza della carne?

Con la purificazione del cuore e la pra­tica della temperanza.

 

Perché è importante la purezza del cuore?

Perché ci farà vedere Dio, e fin d'ora ci consente di vedere ogni cosa secondo Dio.

 

Come si può giungere alla purezza del cuore?

Con la preghiera, la pratica della ca­stità, la purezza dell'intenzione e dello sguardo.

 

Che cosa ci ricorda ancora il nono Comandamento?

Ci ricorda l'importanza del pudore, che consiste nel rifiuto di svelare ciò che deve rimanere nascosto. Ispira la scelta del mo­do di vestire. È pazienza, modestia, discre­zione. Custodisce l'intimità della persona.

 

IL DECIMO COMANDAMENTO:

NON DESIDERARE LA ROBA D'ALTRI

Che cosa ci proibisce il decimo Co­mandamento?

Il decimo Comandamento ci proibisce la sfrenata cupidigia generata dalla brama smodata delle ricchezze e del potere insito in esse.

 

Che cos'è l'invidia?

È la tristezza che si prova davanti ai beni altrui, è l'irresistibile desiderio di ap­propriarsene.

 

Come si può combattere l'invidia?

Con la benevolenza, l'umiltà e l'abban­dono alla Provvidenza di Dio.

 

È necessario il distacco dalle ric­chezze?

Il distacco dalle ricchezze è indispen­sabile per entrare nel Regno dei Cieli: «Beati i poveri in spirito» (Mt 5, 3).

 

Quale deve essere il vero desiderio dell'uomo?

Il vero desiderio dell'uomo deve essere quello di vedere Dio. La sete di Dio è es­tinta dall'acqua della vita eterna.

Tratto dalla rivista: “GRANDE OPERA MARIANA – Gesù e Maria” 3/2008