“HO SETE DI VOI”

PARTE I

IL DOLORE-AMORE DI GESU' NELLA PASSIONE

L'ora di Gesù

1 "E’ giunta la mia ora: vado a morire. Parto, ma resto con voi".

E il Cuore divino di Gesù ardeva di amore. Passavano le ore.

L'orrore per la sofferenza aumentava, ma anche l'a­more cresceva. (08-08-47)

2 Sentivo in me due mari immensi: uno di dolore, l'altro di amore. (18-06-48)

3 L'amore vibrava, l'amore cresceva, vinceva. Copriva il dolore. (02-07-48)

4 Il mondo era tutto tenebre e guerra; era come un mare immenso scatenato contro di me.

Io mi sentivo assalita e ferita da tutti. Ma il cuore amava.

E amava tanto che, per liberare dalle tenebre quan­ti mi ferivano, andavo a dare la vita (18-05-51)

5 Dal mio cuore uscivano verso la città (Gerusalem­me) i più dolci e teneri sguardi di invito, sguardi di compassione.

Ma oh, cosa io vedevo uscire da là, quale rivolta contro di me! (08-03-45)

6 Piansi, o meglio, pianse la mia anima.

Le mie lacrime erano lacrime di padre: erano un incessante invito al pentimento.

Era l'ora della grazia, che non sarebbe più torna­ta. (28-03-52)

7 Il Cielo pareva respingermi.

Ma vi era in me una forza che non badava a ciò che dovevo soffrire.

E io aprivo le braccia per accogliere l'immensità di quel dolore.

Immersa in esso, volevo dare la vita alla Terra, vole­vo dare luce.(19-12-47)

8 Avevo aneliti infiniti di darmi: di essere ostia per alimento e sangue per bevanda. (09-03-51)

 

La Cena

9 Fu doloroso e raccapricciante leggere la falsità, le cattive intenzioni nel cuore di Giuda, ed essere guardato dai suoi sguardi velenosi!

Giuda, imponendoselo, fissava Gesù per dissimu­lare, ma lo fissava con malizia.

Gesù lo guardava con dolcezza e bontà, per attirarlo a Sé. (31-10-47).

Gli offriva il Cuore con la volontà di abbracciarlo. (27-02-48)

Dolci inviti ad un cuore di pietra, ad una roccia che non si lascia smuovere. (15-03-45)

10 Come Gesù amò! Come ama!

Non desidera altro se non che viviamo di Lui e per Lui. (19-12-47)

11 Sentii che il dolce Amore diffondeva gioia, anche se intanto soffriva amaramente. (01-09-50)

 

Verso il monte degli ulivi

12 Tutto il cammino è spinoso [spiritualmente]: grossi rami di spine intrecciati mi feriscono.

Ansie e sete di amore si estendono a tutto il mondo. (14-06-46)

13 La mia anima avanza verso l'Orto trascinata dal­l'amore.

Il cuore sta abbarbicato strettamente a tutta la sof­ferenza. (29-03-46)

14 Di tanto in tanto Gesù si voltava a fissare la città [Gerusalemme] che restava là in basso.

I suoi sguardi divini scrutavano tutto, nonostante l'oscurità.

E dal Cuore gli usciva il dolce lamento: "Non bado alla tua ingratitudine: vado a morire per te". (03-05-46)

 

L'agonia nell'Orto degli ulivi

15 L'amore mi obbligava al dolore.

Ad occhi chiusi, labbra mute, mi consegnai a tutto. Andai verso la morte. (08.02.45)

16 Si lanciò su di me, con il suo peso, tutto quanto di brutale è nell'umanità. Mi schiacciò, mi tolse la vita. Ma un'altra Vita, superiore, sublime, molto subli­me, diede accesso nel Cuore a tutta l'umanità e la avvolse in un incendio di amore.

Fu tale l'irradiazione, tale la follia d'amore, che fece dimenticare la crudeltà umana.

Trionfò sulla morte ed abbracciò tutta 1'ingratitu­dine.(31-01-47)

17 Questo abbraccio fu eterno.

Gesù, con la sua luce, mi fece vedere e compren­dere che questo era il suo abbraccio eterno alle anime: era per loro la sua vita eterna d'amore. (09-11-51)

18 In questo momento culminante sentii Gesù che fis­sava il mondo. Con profonda tristezza nel suo cuore diceva: "Tanta ingratitudine verso tanto amore!"

Non erano accetti i suoi patimenti, il suo divin san­gue, la sua morte! (14-11-47)

19 Le stelle scintillanti erano come lumi che veniva­no ad illuminare l'Orto oscurato.

Ma per Gesù non scintillavano, non davano luce: a Lui non rispondeva l'Eterno Padre!

Però la sua anima parlava infinitamente e il suo cuore infinitamente amava.(02-01-48)

 

Dalla cattura alla condanna

20 Gesù uscì dall'Orto, circondato da molti soldati con armi e da uomini con bastoni [lo conducono ai tri­bunali] (04-04-47).

In quel triste tragitto Gesù non parlò mai. Soltan­to il suo divin cuore parlò sempre.

Era un libro eterno: il libro dell'amore.

Non lo leggevo, ma lo comprendevo. Il mio divin Maestro in quel momento mi fece comprendere tutta l'ampiezza del suo amore infinito. (17-06-49)

21 Sotto lo scroscio di staffilate e di calci, il suo divin cuore sussurrava sempre: "Io vi amo, io vi amo e vado a morire per voi!"(07-03-47)

22 [Gesù dice all'anima] "Io, per tuo amore, mi lasciai catturare.

E dall'amore rimango ancora catturato [nei taber­nacoli] (14-10-49)

23 [Nel carcere, in attesa che unisca la notte, per condurlo ai tribunali] Egli, che vedeva e sapeva tutto, mentre l'anima piangeva di dolore e di amarezza, chiede­va perdono per tutti.

Il suo divin cuore, che sentiva compassione, vole­va possedere tutti. Pareva dimenticarsi del suo dolo­re per amarci solamente. (22-12-44)

24 [Nel tragitto da un tribunale all'altro] Sentivo la sof­ferenza per il tradimento e per tutte quelle da esso derivate.

Fra i maltrattamenti, il frastuono, gli scherni, il cuore sentiva un amore folle, un affetto indicibile, persino per il traditore!

Oh, se egli volesse ritornare a questo cuore! Se volesse riconciliarsi! (23-03-45)

25 Gesù, innocentissimo, non ebbe una parola contro quel popolo [che aveva gioito all'udire la condanna]. Soffriva in silenzio. Tutto accettava, mentre il suo divin cuore amava ancor più follemente.(20-02 48)

 

La salita al Calvario

26 Andavo, cieca nella direzione del dolore, ma vede­vo chiaramente nella direzione dell'amore.

Era l'amore che mi obbligava a camminare e a vin­cere. (15-06-45)

27 Il cuore amava più di quanto era ferito (...)

Le labbra stavano serrate, ma il cuore pareva par­lasse a tutti e a tutti mostrasse il suo amore. Aveva amore per tutti, per gli amici e per gli ingrati. (07-07-50)

28 Ad uno strattone brutale delle corde, che pareva più infernale che terreno, caddi in avanti. Le spine del capo si confissero più profondamente, il mio viso si ferì sino a mostrare le ossa.

Le labbra mi si aprirono sanguinanti, e baciarono la terra che mi feriva. (13-09-46)

29 Gli sguardi della mia anima si estesero sull'uma­nità.

Quali sguardi! Quante cose esprimevano! A quante cose la invitavano! (03-08-45)

30 Caddi sotto il peso della croce. Un braccio di essa mi colpì il petto e mi ferì il cuore. Rimasi svenuta per alcuni istanti.(...) Un nuovo furore mi trascinò con forza [l'avevano legato con corde] facendomi urtare contro le pietre della strada. Nuove fonti di sangue furono aperte dalle spine nel mio capo. Ma, anche così, dal mio cuore sgorgavano soltan­to amore e compassione per gli aguzzini. (24-05-46)

31 Le labbra stavano serrate, ma il cuore pareva par­lare a tutti per mostrare a tutti il suo amore. (07-07-50)

32 Amava chi, nel viaggio, mi confortava e dava prove di affetto; amava chi mi maltrattava e disprezzava. (05-05-50)

33 La sete del cuore, sete di morire, sete di aprire il Cielo per far apparire e splendere il sole nelle anime, cresceva, si faceva sempre più viva quanto più si avvicinava la cima, il momento di dare la vita. Sete insopportabile, sete indicibile ... (14-03-47)

34 La sete ardente che portavo nel cuore era la forza del mio camminare. (14-09-45)

35 Un amore irresistibile mi legava sempre più alla croce.

L'amore oltrepassava tutti i dolori. (13-04-45)

36 Era croce di trionfo che splendeva più del sole. (07-11-52)

37 In questa follia d'amore si avvicinava la cima. Era montagna di morte, ma stava per diventare montagna di vita per l'umanità.

Il dolore aumentava insieme all'amore. (04-07-47)

 

Sulla cima

38 In ginocchio, alzai gli occhi all'Eterno Padre. Gli diedi il mio segno di accettazione a tutto. Abbassai gli occhi, mi raccolsi in me e, nell'ab­braccio più intimo, strinsi tutto al cuore. Mi consegnai alla morte. (19-01-45)

39 Sulla cima della montagna sentii come se aprissi le braccia e la abbracciassi tutta in un abbraccio inti­mo e la baciassi con il più dolce bacio.

Abbracciare ciò che mi causa tedio e nausea; baciarlo con tanto amore, e nel più grande dolore! (02-07-54)

40 Il cuore di Gesù era tutto amore.

Aveva una sete divorante di sofferenza perché vede­va che soltanto questa, con la morte, poteva dare vita ed aprire il Cielo. (09-02-51)

41 Il cuore divino di Gesù non cessava in me di amare. Era dentro al mio cuore, che amava l'umanità inte­ra.

E io non potevo cessare di amare la croce: vedevo e sentivo che soltanto la croce era la Vita. (10-01-52)

42 A braccia aperte e occhi al Cielo, mi offersi al Padre come vittima, e all'umanità offersi il cuore e l'a­more. (27-03-53)

43 Con gli occhi dell'anima al Cielo e il cuore in Dio, accettai tutto: amavo e, poiché amavo, soffrivo. (16-02-51)

44 Erano tanti coloro che Lo disprezzavano e fuggi­vano via a passi da gigante!

E Gesù, folle d'amore, senza poter staccare le brac­cia dalla croce li chiamava e li invitava ad entrare nel suo divin cuore aperto. (27-07-45)

45 Desiderava liberare le braccia per mostrarlo al mondo e dirgli:

"Prima di essere trafitto dalla lancia è aperto dal­l'amore: è per accoglierti!" (02-11-45)

46 Il cuore era aperto in un abisso infinito di amore e di perdono. (29-08-52)

47 Gesù amò, Gesù ama. Gesù perdonò, Gesù perdona. Bontà incomparabile! (20-02-48)

48 La sua risposta a tutto era ed è: amare, amare di un amore infinito. (12-08-49)

49 E sulla cima lo stesso sangue si disponeva in gran­di lettere che parevano d'oro, le quali dicevano: amore, amore.

Sentivo che Gesù, dall'alto della croce, si chinava col cuore e con l'anima verso l'umanità: voleva abbracciarla, perdonarla e darle i suoi divini baci. E quei cuori duri nulla accettavano! Disprezzava­no tutto quanto era di Gesù.

Oh, che agonia fu la sua! (25-10-46)

50 Il cuore divino amava tanto: pareva lanciarsi ai piedi di ogni creatura per chiedere di lasciarsi conqui­stare.(31-03-50)

51 Sentii che Gesù voleva offrire il suo divin cuore aperto dalla lancia dell'amore a ciascuna anima che stava sul Calvario e a tutta l'umanità, per farla entra­re in esso.

Egli vedeva che la sua offerta non era accettata! Per questo la sua agonia aumentò. (25-07-47)

52 Sentii [Alexandrina riviver un impulso tale che mi parve di staccare le braccia dalla croce per bene­dire tutta l'umanità.

E il cuore si aprì in un abisso infinito di amore e di perdono. (29-08-52)

53 "Padre, perdona loro, che non sanno ciò che fanno! "(30-11-51)

54 Sentii che Gesù, dal Calvario, estendeva gli sguar­di su tutta l'umanità. (06-06-47)

Palpitava d'amore per il mondo indurito e colpe­vole;

palpitava di dolore nel chiedere compassione al Padre.(31-10-47)

55 Amò tanto tanto che non ricusò di rivestirsi di tutto il fango immondo per consumarlo in sé e farlo scomparire.

Amò tanto tanto che si consegnò al Padre come reo di colpa, per ripararla.

Amò follemente fino a dare la vita, perché noi pos­sedessimo l'eterna vita del Cielo. (25-01-52)

56 Il mondo, come risposta, dava crudeltà più crudel­tà, ingratitudine più ingratitudine.(02-01-48)

57 "Figli miei, ho sete di voi!

È così che mi saziate? (08-11-46)

58 Il grido continuava: "Non è la sete delle mie labbra che voglio saziata, ma quella del cuore: ho sete di anime". (27-04-45)

59 Era sete tanto ardente, che soltanto l'amore dei cuori del mondo intero poteva saziare. (17-05-46)

60 Fino all'ultimo momento, fu questa sete la vita di tutto il mio soffrire. (14-03-47)

61 Il suo divin cuore diceva: "Figli miei, figli miei! Vi amo tanto, sino a morire per voi". (11-10-46)

62 "È giunta l'ora dell'amore: muoio per voi, non posso fare di più". (19-09-47)

63 Sentii che Gesù dava le sue ultime gocce di sangue. Fervevano: era l'amore che le faceva fervere. (05-11-48)

64 Si esaurivano le sue forze, gli veniva meno la vita. Ma non si esauriva né veniva meno il suo divino amore: si diffondeva per tutto il Calvario, e dal Cal­vario al mondo, come soffio, come profumo deli­zioso. (28-03-47)

65 Fu la vita divina che vinse nel corpo piagato e cada­verico.

L'amore, unito alla Grazia e alla Vita divina, trion­fò sul dolore e sulla morte. (27-02-53)

 

PARTE II

IL DOLORE - AMORE DI GESU', OGGI

I brani di questa Parte sono molto più numerosi, anche se, con tanto rimpianto, è stato necessario scartarne parec­chi, belli quanto quelli scelti. Questo per evitare una lungag­gine che avrebbe affievolito la forza incisiva.

Si è poi ritenuto opportuno ordinarli suddividendoli in varie categorie, perché resti meglio focalizzato quel determi­nato messaggio presente in ogni categoria; naturalmente, la classificazione non può essere rigorosa, perché ogni brano contiene anche sfumature comuni ad altri.

Una seconda motivazione: forse qualche lettore potreb­be desiderare di sfogliare il libretto alla ricerca di qualche mes­saggio su un certo specifico argomento; così può scegliere il capitoletto adatto.

Notiamo che i vari capitoli sono diversi per lunghezza; questo a scapito di una certa armonia di composizione; ma il materiale presentato non ci ha permesso una uniformità in que­sto senso.

 

Sommario

1 - MARIA MEDIATRICE AMA E SOFFRE CON GESU'

2 - IL COMPITO DELLE ANIME AMICHE DI GESU'

3 - IL PARADISO E L'INFERNO SONO REALTA'

4 -TENEREZZA ACCORATA!

5 - ABISSO DI AMORE- ABISSO DI DOLORE

6 - L'ORA È GRAVE: LA GIUSTIZIA DIVINA INCOMBE

7 - CONVERTITEVI: VENITE A ME!

8 - EUCARISTIA E ROSARIO: ECCO LA SALVEZZA!

9 - LA MISSIONE DELLE ANIME-VITTIME

 

1- MARIA MEDIATRICE SOFFRE E AMA CON GESU'

1 [Alexandrina in estasi sente Gesù dire]:

"Vieni, Madre mia benedetta, a farti vedere e con­forta con le tue carezze la nostra figliolina".

Mi apparve la Mammina, tristissima nell'aspetto, con il suo santissimo Cuore cinto di spine, nel cen­tro del petto, ma all'esterno le spine parevano fatte di fuoco e di sangue.

"Vedi, figlia mia, cosa fa il mondo criminoso? Quanto soffro io e quanto soffre Gesù!

Soffri sempre con gioia, amaci con tutta la purez­za e l'ardore. Solo così puoi consolare ed allietare Gesù e la tua Mammina.

Soffri, soffri: le anime sono di Gesù, il Cielo è tuo". (05-09-50)

2 "Vieni, Madre mia benedetta, Vergine, Immacolata Concezione [è il giorno 6 dicembre, primo sabato e pros­simo alla festa dell'Immacolata, dell'8 dicembre] vieni a rendere fissi al Cielo gli occhi della nostra figlia, come lo sono i tuoi, al trono dell'Altissimo.

Madre mia benedetta, dalle il tuo candore, la tua purezza, il tuo amore, vestila di tutto ciò che è tuo: fa di lei il più grande dei nostri fascini".

"Figlia mia, mia cara figlia, accetta il mio Cuore immacolato; ti appartiene come quello di Gesù (...) Fa' che la mia purezza e Immacolata Concezione sia amata come la ami tu. Fa' che molte anime mi imitino; soprattutto, figlia mia, i sacerdoti come esempio e guida di tutte le anime. Gesù è triste, io sono triste!... Ve ne sono così pochi puri e imma­colati! (...) Consola i nostri cuori e dona tutta la riparazione che ti chiediamo".

"Mammina, o Mammina, come sei bella! (*) Fate, Mammina, fate, Mammina, che anch'io sia bella, e che questa bellezza e questa purezza io le possa dare alle anime, ma soprattutto, sì, soprattutto a quelle che più mi si raccomandano". (06-12-52)

(*) Alle volte, nello slancio d'amore, Alexandrina dà del "tu" a Gesù e a Maria. (n.d.t.)

3 [Gesù dice] "Presto, presto, molte anime si prostri­no davanti al tabernacolo! Presto, presto, presto, molti cuori consolino e riparino il Signore del taber­nacolo! Figlia mia, mia diletta figlia, ahi, quanti cri­mini, quanti sacrilegi commessi nel tabernacolo contro il Signore, contro il Re del tabernacolo! Vengano anime, anime, molte anime! Gesù lo chie­de. Vengano a gruppi per mezzo di Maria a ripara­re il Signore del tabernacolo.

Figlia mia, figlia mia, mia sposa diletta, vittima pre­diletta di questo Calvario (*), nessuna prece mi può esser più gradita di quella che viene dalle labbra di mia Madre benedetta.

Vengano le anime, vengano le anime a Gesù, tra­mite Maria, vengano a riparare tramite Maria e a ricevere grazie, tramite Maria! "(06-02-53)

(*) Il nome della frazione di Balasar dove abita Alexandri­na. (n.d.t.)

4 "Soffri, soffri, offrimi il tuo dolore [in quanto anima ­vittima] tanto urgente e necessario per il mondo. I peccatori, i peccatori corrono verso l'abisso della perdizione eterna.

Conducili tutti a me, per mezzo della mediazione di mia Madre benedetta". (02-05-53)

5 "Figlia mia, mia diletta figlia, parla del mio amore divino, parla dell'amore folle folle del mio Cuore amantissimo e dell'amore folle folle di mia Madre benedetta. (...)

Tu parlerai, parlerai sempre durante il poco tempo di vita che ti resta sulla Terra. Parlerai con entu­siasmo, con amore dei nostri amori: dirai quanto ama il Cuore divino di Gesù, dirai quanto ama il Cuore immacolato di Maria.

Il mondo, il mondo non conosce questi amori in un solo amore. E un grande numero di quelli che lo conoscono, amano di più le vanità, i piaceri, i godi­menti della vita.

Invita, invita le anime ad amare Gesù, ad amate Maria.

Dì loro, ripeti loro che questo invito è l'invito del Signore, è la chiamata del Padre, del Padre che vuole aiutare, del Padre che vuole perdonare". (04-12-53)

6 "Non vi è dolore simile al mio dolore; non vi è dolo­re simile a quello di mia Madre benedetta: il suo, immacolato Cuore soffre nel vedere soffrire il mio. Non vi è dolore, non vi è dolore simile al mio dolo­re. Soffro per i luridi crimini del mondo, soffro per­ché non sono amato, vengo sempre offeso, sem­pre offeso. Quale cecità, quale cecità quella del­l'umanità, quella della povera umanità!

Basta, basta con i crimini, basta, basta con tanto peccare! L'iniquità, l'iniquità del mondo, la fiam­ma del crimine ha raggiunto la massima altezza. Oh, quanto soffre, oh, quanto soffre il mio divin Cuore, e soffre quello di mia Madre immacolata! (...) Ella soffre in unione con me, come sul Calvario". (18-12-53)

7 Improvvisamente si illuminò il luogo in cui mi tro­vavo.

Davanti a me apparvero Gesù e Mammina tenen­dosi per mano. Staccarono le mani ed entrambi, con gli occhi fissi al Cielo - scena che giammai dimen­ticherò - mi additarono con la mano destra i loro Cuori, che avevano visibili al centro del petto. Tanto quello di Gesù come quello di Mammina erano cer­chiati con molte grandi spine dalle quali cadevano tante tante gocce di sangue.

La mia ansia di raccogliere nel mio petto tutte quel­le gocce di sangue era infinita.

"Gesù, Mammina, non voglio che cada al suolo nessuna di queste gocce di valore infinito!"

Gesù parlò: "Figlia mia, ti abbiamo additato i nostri Cuori sofferenti, così sofferenti per farti compren­dere la crudeltà degli uomini, la gravità dei loro cri­mini.

Fissiamo il Cielo per mostrarti che stiamo anche noi chiedendo all'Eterno Padre l'allontanamento della sua giustizia e ancora una volta il perdono e la misericordia per l'umanità".(...)

Mammina disse: "Figlia mia, soffri con noi, assò­ciati al nostro dolore, fa' tutto ciò che Gesù ti dirà. Ahi, i nostri figli! Ahi, l'umanità! Oh, se Gesù regnasse nei cuori, se Gesù e io fossimo amati!" (...) (06-08-54)

8 Mi apparve Gesù insieme a Mammina, in gran­dezza naturale. I loro vestiti e i loro manti viola scuro, i loro volti tristissimi e i loro aspetti pure tri­stissimi mi causarono la più profonda e la più gran­de agonia.

I loro Cuori emettevano una luce che mi faceva vedere tutto. Attraverso la cima (cimo) dei Cuori entravano delle lance che li trafiggevano da una parte all'altra; dai vertici (pelos vértices) dei Cuori sgorgava sangue in abbondanza, ma sangue che fer­veva come acqua che bolle sul fuoco. (...)

"Figlia mia - dice Gesù - stiamo contemplando il mondo: guardiamo il Portogallo, guardiamo le Nazioni. Che corruzione, che iniquità, che veleno criminoso!

Ho tanto chiesto, ho tanto invitato attraverso le tue labbra (*) a venire al mio divin Cuore in una com­pleta emenda di vita! Ho chiesto io, ha chiesto mia Madre benedetta: non siamo stati ascoltati!" (13-08-54)

(*) Siamo già nel tempo in cui Alexandrina ha le estasi pub­bliche, alle quali assiste molta gente; sta rivivendo la fase della vita pubblica di Gesù. Però, anche durante i colloqui tra Gesù e lei, riceveva messaggi da trasmettere a tutto il mondo. Molte volte Gesù la chiama "mia portavoce" (n.d.t.)

9 Improvvisamente apparve la Mammina Addolora­ta; portava sulle braccia Gesù morto.

Lo pose sul mio grembo, mi accarezzò leggermente e si sedette al mio fianco.

I miei occhi non cessavano mai di contemplare Gesù, mentre udivo ciò che Mammina mi diceva: "Accetta, figlia mia, a somiglianza di me sul Cal­vario! A me fu dato Gesù, morto per l'umanità; a te do l'umanità, morta per il peccato; ma in essa vi è sempre Gesù.

Vedilo in tutte le anime, contemplalo in tutti i pec­catori, contemplalo nell'umanità intera!

Accetta le mie frecce, accetta le mie spine! Soffri, figlia, soffri! Abbi coraggio! Io, insieme al tuo Gesù, non ti abbandono. Sei la prediletta del Cielo".

"O Mammina, o Mammina, aiutatemi! Tutto mi vien meno! Voglio consolarvi e dare a Gesù tutte le anime".

Ella, senza un sorriso, senza una carezza, scom­parve, così come Gesù morto.

Io rimasi nella più grande angoscia a ripetere il mio "credo" e il mio "confido". (03-09-54)

 

2 - IL COMPITO DELLE ANIME AMICHE DI GESU'

1 "Andate, anime dilette, andate, anime amate, alla conquista delle anime. Ho fame, ho sete: condu­cetele al mio divin Cuore! Chiedete, chiedete loro che io non venga offeso; non voglio essere offeso. Formate nuovi cenacoli. Insegnate, conquistate, predicate la vita di Cristo.

Io sono il Signore, il Signore Gesù venuto sulla Terra per compiere la volontà del Padre: è in suo nome che chiedo riparazione e amore".(02-03-51)

2 "Io sono amore, mi do tutto in amore e chiedo amore. Sono amore perché amo, mi do in amore perché sono soltanto amore, chiedo amore perché voglio essere amato.

Amatemi, amatemi, o cuori puri e fate che io sia amato! Ho sete, ho sete, e vi sono così pochi che vogliono amarmi! Voglio essere amato e voglio che le anime mi posseggano interamente.

Lavorate, lavorate, o anime amate dal mio Cuore! Conducete a me milioni e milioni di anime, tutte le anime, tutti gli uomini. (...)" (09-11-51)

3 "Figlia mia, figlia mia, le anime amiche del Signo­re non possono dormire né riposare. Il mondo, il mondo sta sulla bocca dell'abisso, per non dire sulla bocca dell'inferno.

Allerta, allerta! Le anime amiche di Gesù sorga­no, si sveglino!

O figlia mia, figlia mia, dammi il tuo amore, la tua riparazione. Dammi il tuo amore, e fa' che le anime mi amino; dammi la tua riparazione e fa' che mi riparino pure loro.(...)" (07-03-52)

4 "Io voglio anime, molte anime! Andate, andate alla loro ricerca e conducetele tutte, in gran numero, al mio divin Cuore.

Mi sono immolato, ho dato la vita per salvarle; immolo e faccio che ad ogni istante si immoli que­sta vittima del mio divin Cuore [Alexandrina] e vada perdendo la vita istante per istante per dare la vita alle anime (...)". (25-04-52)

5 "Io sono Padre e voglio perdonare; sono Signore e voglio essere servito. Servite la legge del Signo­re! Conducete le anime a Gesù!

Ho sete, la sete di questo Cuore amoroso: datemi anime, andate alla ricerca, andate alla conquista delle anime!" (12-09-52)

 

3 - IL PARADISO E L'INFERNO SONO REALTA'

Veramente, tali realtà traspaiono da ogni pagina; infat­ti l'angoscioso tormento nell'anelito di salvare anime è il tema dominante, anzi unico si può dire di tutto l'insieme.

Qui sono raccolti alcuni brani nei quali vien fatto espli­cito riferimento.

1 "Figlia mia, figlia mia, il mondo, il mondo non cor­risponde al mio amore, non corrisponde alle mie grazie: quale depravazione, quale corruzione! Cor­rono pazzi, pazzi verso l'inferno".

Gesù incrociò le braccia in segno di afflizione. "L'inferno - dice Alexandrina -, l'inferno, mio Dio! Non posso vederlo, Gesù! Io non posso guardar­lo! E come possono vivere là eternamente le anime?! Datemi, datemi sofferenze perché io ripari per loro".

"E’ questa la disperazione del demonio: è la ragio­ne per cui egli tenta di divorarti. Egli sa bene quan­te anime gli hai strappato".

"Io sono disposta, Gesù, a strappargliele tutte, tutte, Gesù, a costo di tutte le sofferenze. L'inferno, l'in­ferno, ah, quanto è orrendo l'inferno! Oh, se Voi, Gesù, lo mostraste a tutte le anime che cammina­no nel peccato e persino a quelle che sono in gra­zia, perché evitassero di più le loro cadute!"

"Figlia mia, figlia mia, se esse non credono in me né temono la mia giustizia, come crederebbero alla visione dell'inferno?

Io parlo tramite la mia Chiesa, io parlo tramite le mie vittime. Invano, invano: tutto è disprezzato, tutto è dimenticato!"

"Perdonate, perdonate, Gesù! Perdonate al Porto­gallo, perdonate al mondo intero! Datemi tutto il dolore". (14-09-51)

2 "Oh, se il mondo conoscesse l'amore del mio divin Cuore! Oh, se tutti comprendessero quanto mi feri­scono con la gravità dei loro peccati! (...) Tutto ciò che vedo e il dolore che sento sono frutto di tanti e tanto orrendi sacrilegi: letto di passioni, letto di inferno!" (07-03-52)

3 "Alcuni mi rigettano perché sono pervertiti: le loro coscienze incallite mi rifiutano completamente; altri non mi dànno ancora retta perché vogliono conti­nuare nelle loro passioni disordinate: l'inferno, l'in­ferno è aperto per loro; altri mi rifiutano perchè non mi conoscono, altri, di più ancora, non mi lascia­no entrare perché non vogliono soffrire: vogliono fiori, ma senza spine, vogliono gioie senza che siano intercalate da tristezze..(...)" (02-05-52)

4 "Piango, piango, figlia mia, per milioni e milioni di anime, piango per quelle anime che non meri­tano di avere la carità del Signore, per quelle anime per le quali ti chiedo tanto dura riparazone, quelle anime che l'inferno vuole ingoiare, quelle anime che si accostano al Signore e sono demoni vivi, e hanno l'inferno nel cuore.

Io voglio perdonare, voglio perdonare, ma voglio emenda di vita, non voglio più essere offeso.

Dì, di al mondo, figlia mia, che il mio Eterno Padre vuol piombare su di lui con tutto il rigore della sua giustizia". (13-06-52)

5 "È piagato il mio Cuore divino, è pugnalato e cer­chiato di spine. Osservate, osservate bene, osser­vate e dite chi preferite: volete Gesù o Satana? Desiderate ansiosamente il Cielo con il suo gau­dio e amore infinito, oppure Satana, con il suo infer­no, tormento spaventoso?

Gesù è piagato, profondamente piagato. Il suo divin Cuore è sangue, solo sangue.

O figli miei, figli miei, volete il mio amore, volete il Paradiso?

Venite a me, venite a me, lasciate il peccato, cam­biate strada!

Satana non cessa la sua impresa e voi, figli miei, figli miei cedete ai suoi inganni: preferite che regni lui nei vostri cuori, espellete me, il dolce Gesù!" (25-07-52).

6 "Il mondo dorme in un sonno profondo, in un sonno spaventoso: i peccatori dormono nel sonno dei vizi e delle passioni, i peccatori dormono nel sonno della perdizione, il sonno che li porta all'inferno. (...) Figlia mia, figlia mia, abbi coraggio, abbi corag­gio! Il tuo dolore è indispensabile. Sveglia, sveglia, scuoti i peccatori da questo sonno di perdizione! Guai a loro, guai a loro, figlia mia!

Soffri, soffri, allieta il mio divin Cuore, ripara il mio divin Cuore. Io voglio offrire al mio Eterno Padre una riparazione che plachi la sua giustizia divina". (19-09-52)

7 "Piango, piango e quasi nessun'anima ha compas­sione delle mie lacrime (...) Piango sempre, pian­go continuamente: vedo le anime correre verso l'a­bisso, le vedo in pericolo imminente di cadere nel­l'inferno (...)

Soffri, soffri, figlia mia, soffri, mia colomba bella, fiorellino eucaristico. Soffri, soffri, perché il tuo dolo­re è prezzo di riscatto: è con il valore della tua sof­ferenza che le anime sono strappate a Satana, all'in­ferno, e vengono a me, al Paradiso" (24-10-52)

8 "Vedo il mondo, vedo il mondo perduto precipitarsi nell'abisso; vedo le anime pazze, pazze fuggire con Satana e condannarsi all'inferno, perdersi eterna­mente.

Il mio Cuore di Dio, il mio Cuore di padre non può cessare di soffrire. Ho dato il sangue, ho dato la vita, ho aperto il Cielo, ho aperto il Cielo, la mia dimo­ra, l'ho offerto, l'ho offerto a tutta l'umanità.

Poveri figli, ingrati figli! Sperperano il mio sangue! Rifiutano la mia offerta: non vogliono il Cielo, ma vogliono l'inferno, preferiscono Satana" (06-03-53)

9 "Figlia mia, figlia mia, ripara il mio divin Cuore, ripara il Cuore di mia Madre immacolata.

La carne, la carne, ahi, il peccato della carne! Tanti crimini, tanti crimini. La giustizia di mio Padre è sfidata notte e giorno. Consola la Trinità divina, consola mia Madre benedetta e soccorri, soccorri, soccorri i peccatori, che in tanti, in molti sono pros­simi a cadere nell'inferno". (21-08-53)

10 "Io voglio luce, voglio luce, voglio che si faccia luce, quella luce che non è data da me [attraverso manifestazioni mistiche]; quella luce che doverosa­mente deve essere data dai rappresentanti della mia Chiesa.

Attenzione, attenzione! Che la persecuzione sata­nica non avvenga per mancanza del compimento del dovere! (28-08-53)

11 "Soffri, vittima diletta, soffri, sposa prediletta di Gesù, soffri perché il mondo pazzo, il mondo smar­rito ha bisogno della tua sofferenza, del tuo pro­lungato martirio.

Figlia mia, o fiorellino eucaristico, la tua vita, tutta la tua vita è misteriosa. Tu soffri l'eternità delle anime (non in grazia): passi attraverso a tutto ciò che le condanna all'inferno. Tu vivi l'eternità orri­bile, affinchè esse vivano l'eternità di gaudio (...)" (18-09-53)

12 "Quanto si pecca!... Quanto si offende Dio!.. Quan­to si sfida la giustizia del Signore!...

Avanti, avanti, o uomini del potere, provate la vostra fede e il vostro grande coraggio. Le spiagge, le spiagge, i casinò, i cinematografi! Satana si è incar­nato nelle vanità, nella lussuria, nella disonestà. Vi è Satana nella donna e nell'uomo di oggi che vivono senza pudore una vita provocante. Avanti, avanti, o uomini del potere! (...)

La giustizia è schiacciante. Per combattere questo mare di passioni è necessario un mare di dolore e di sangue, un mare di riparazione continua" (22-07-55)

13 [dopo la Comunione] "Come è bello, come è bello il Cielo, figlia mia! Parlane alle anime. Dì loro quanto devono soffrire, quanto devono evitare il peccato ed amare il mio divin Cuore, per meritar­lo. È bello il Cielo, figlia mia, oh, come è bello!... Con quale dolore, con quale pena io dico che il Cielo è bello, perché i miei figli, i miei cari figli non vogliono goderlo! La mia tristezza è grande, il mio dolore è infinitamente grande: i miei figli, i miei cari figli non vogliono il Cielo, non vogliono gode­re di me!

Le passioni, le passioni sregolate li portano al rifiu­to di un Cielo bello, di un Cielo tronfante, di una eternità di gaudio.

Parla alle anime, mia colomba bella, istruiscile nelle cose del Signore. Metti nei loro cuori l'orrore al peccato, quanto più ti è possibile. Parla, parla loro molto del mio amore. Dì loro che le voglio per me: è la missione che ti ho scelta, è per tutto questo che tu sei stata creata da Dio. Tu sei la gioia, la gloria, l'incanto del Paradiso". (06-12-52)

 

4 - TENEREZZA ACCORATA!

1 [Gesù dice:] "Gesù vorrebbe che tutti parlassero degli atti di bontà del suo divin Cuore, con tutta semplicità ed amore. Gesù vorrebbe che tutti par­lassero degli atti di bontà del suo divin Cuore [la ripetizione è nel testo; sono frequenti queste ripetizio­ni di Gesù, quando vuole richiamare con forza l'atten­zione; per es. "In verità, in verità vi dico"], della sua tenerezza, della sua compassione, del suo perdono. Gesù è folle d'amore per tutti i suoi figli. Gesù li ama appassionatamente e a tutti vuol dare i tesori inesauribili del suo divin Cuore, degno di amore". (04-06-42)

2 "Gesù ha aperto i suoi cammini con tutto lo splen­dore.(...) Vedete, ascoltate il suo richiamo: mira­colo, miracolo! [verificata la veridicità del digiuno totale, dopo i 40 giorni di osservazione rigorosa nel­l'Ospedale di Oporto Nd. Biografia in Appendice] Gesù regna, Gesù trionfa! Quale dolcezza ha il Cuore tenerissimo di Gesù! Quale follia, quella del suo amore!

Si condannano quelli che non vogliono salvarsi. Ecco il richiamo di Gesù; e per molti l'ultimo!" (11-06-43)

3 "Ho sete, ho sete, figlia mia, sete che consuma il mio divin Cuore. E sai, sposa amata, che sete è que­sta? È sete di anime. Sono così poche quelle che mi amano! (...) Fino a che vedono rose e grandi con­solazioni, vogliono soltanto me; quando le spine le feriscono, la croce pesa su di loro, i cammini sono sassosi, gettano a terra tutto, fuggono, disprezza­no le mie grazie.

Quale amarezza, quale amarezza per il mio Cuore, Cuore di Sposo [per le anime-vittime], Cuore di Padre [per tutte] (02-03-46)

4 Oh, con quale avidità quel Cuore riceve tutti colo­ro che vogliono andare a lui! Pare che abbia brac­cia per abbracciare, occhi per fissare ed attrarre, labbra per sorridere e baciare.

Quale Cuore, quale Cuore, che è amore e solo amore! Il mio è tanto piccolino; è nulla, proprio tanto nulla, in confronto a Quello. (31-10-47)

5 "Io non voglio che le anime siano richiamate (cha­madas) con la severità e col timore. Povere anime! Basta loro il rimorso e il timore di aver offeso. Vi sono tanti sacerdoti che vogliono portare le anime (a me) - a forza di severità e grandi timori, ma nulla ottengono.

Oh, se sapessero parlare loro delle tenerezze, della misericordia e dell'amore del mio divin Cuore!" (04-12-48)

6 "Figlia mia, non sono morto [finita la Passione]. Ora sono qui nel tuo cuore a darti vita, a darti luce, a darti amore. Ora non sono morto, ma sto qui a deli­ziarmi nel tuo cuore; mi delizio con tutti quelli che mi amano e sono miei.

Vengo a darti amore affinchè con esso tu mi ami e tu lo dia alle anime e lo infonda nei cuori. (...)" (23­09-49)

7 "Ho fame, ho sete, venite a saziarmi! È fame, è sete di amore che mi divora il Cuore. Ho sete, ho sete! lo dirò come in un'altra ora, nel mio passaggio sulla Terra: <Se sapeste chi vi chiede da bere!>

Io chiesi acqua alla Samaritana presso il pozzo, ora chiedo amore presso i cuori. Se sapeste chi è que­sto mendico d'amore! È Gesù che chiede di esse­re amato. Credetemi! Ho sete di amore, ho sete di purezza, ho sete di anime-vittime" (21-07-50)

8 [imita la Passione] "Ascoltate, figli miei, la voce di Gesù che vi chiama! (*) Vi chiama perché vi ama. Ascoltate e state attenti: è l'ora della grazia che passa. Ricevetela, badatele bene e accettatela! Batto con insistenza e chiedo con tutto l'ardore del mio divin Cuore: Venite a me! Vi chiamo con amore di padre.(...)" (24-11-50)

(*) Siamo alla fine del 50; sono estasi pubbliche; Gesù si rivolge a coloro che assistono, oltre che all'umanità. (n-d-t)

9 [dopo la Passione] "Guardate e riflettete bene, se Gesù è degno di essere amato... guardate e riflet­tete quanto Gesù ha fatto per le vostre anime e quanto merita l'amore dei vostri cuori (...) (15-06-51)

10 [dopo la Comunione] "Figlia mia, tremo di freddo e mi sono seduto qui per riscaldarmi al calore del tuo amore.

A raggelarmi così sono state le anime tiepide che si accostarono alla mia Eucaristia, e il numero fu tanto grande!

Il mio divin Cuore non è lacerato soltanto dai pugna­li di coloro che si comunicano sacrilegamente, che mi offendono con ogni varietà di crimini, ma è anche lacerato da quelle anime gelide che non avanzano, che non avanzano per nulla nel cammino della virtù e della perfezione, anzi, indietreggiano e a poco a poco deviano dal giusto cammino.

Soffro tanto per queste anime! Riparami per que­sta freddezza; dammi il tuo amore al loro posto". (07-07-51)

11 [dopo la Passione] "Ascoltate, ascoltate: vi è Gesù tra voi; ascoltate, ascoltate, state attenti: è Lui che sta per parlarvi.

Gesù è tutto dolcezza, tutto amore, tutto carità. Gesù usa misericordia verso tutti coloro che lo offendono. Io sono bontà, sono misericordia, sono perdono.

Ascoltate, ascoltate: io sono perdono e sono giu­stizia.

Venite a me tutti, venite al mio divin Cuore. Non peccate, non peccate, per non essere condannati eternamente. (...)

Ho tanta fame, tanta fame e sete delle anime. Sazia­temi, saziatemi! Riempite il mio divin Cuore con il vostro amore così come io con il mio amore riem­pio il vostro cuore, mi do tutto alle anime. Incen­dio nelle mie fiamme (d'amore) i cuori assetati del mio amore. (02-11-51)

12 [Alexandrina rivive i sentimenti di Gesù]

Il mio cuore è come un pozzo senza fondo. Io voglio, sospiro, desidero ansiosamente che l'uma­nità intera venga a questo pozzo con tutti i cuori infiammati d'amore ad inabissarsi in questo abisso che giammai avrà fine.

Io so, comprendo e sento, che questo pozzo è il Cuore divino di Gesù, che questo abisso è Dio. Infatti queste ansie non sono mie: sono infinite, sono superiori alle mie forze. Sono di Gesù: è Gesù che vince, è Lui che soffre, è Lui che ama, è Lui che vive.

Io, da me, sono miseria, tenebre e morte (...) "Figlia mia, figlia mia, come sempre io sono nel tuo cuore, ma ora in un modo più sensibile. Tu vivi la mia vita, soffri con il mio dolore, ami con il mio amore: vivi con la mia vita perché con essa ti fac­cio vivere [dal 42 si alimenta con la sola Eucaristia, e siamo nel 51! ], soffri con il mio dolo­re perché te lo faccio sentire, perché sei vittima, per ripararmi, ami con il mio amore perché te l'ho infu­so nel cuore, affinchè tu con esso mi ami e faccia che io sia amato" (...) (23-11-51)

13 [dopo la Passione] "Gesù viene, Gesù si manifesta, Gesù si mostra chiaramente. Che cosa viene Egli a fare nel cuore della sua sposa e vittima? Viene a parlare mediante le sue labbra, viene a chiedere, viene a mendicare.

Badate, badate, state attenti: è l'amore di Gesù, sono inviti celesti; vengo a chiedere amore, vengo ad invitare tutti ad amare il mio divin Cuore. Vengo, sì, in questi tempi in cui le iniquità, i luridi crimi­ni hanno raggiunto la massima altezza.

Amate, amate il Cuore divino di Gesù: riparate, riparate per tutte le iniquità. (...)" (29-02-52)

14 "Venite a me voi tutti che soffrite ed entrate nel mio divin Cuore, venite a me voi tutti che desiderate ansiosamente amarmi e bevete in questa fonte che non si esaurisce! Io sono amore, amore, infinita­mente amore, eternamente amore. Venite, venite a me voi tutti, e anche consolate il mio divin Cuore! Ditemi continuamente che mi amate e chiedetemi continuamente il mio amore. Il mio divin Cuore vuole darsi, darsi, vuole volare a tutti i cuori.

Figlia mia, mia cara figlia, fa' che io sia amato! Soffro tanto; ricevo offese ininterrottamente. Sono cru­delmente maltrattato, sacrilegamente offeso. (14-03-52)

15 [Alexandrina rivive i sentimenti di Gesù]

Ho fame, ho sete infinite, fame e sete insopporta­bili.

Voglio darmi, darmi a tutti i cuori, a tutte le anime. Voglio darmi in modo tale che quei cuori siano il mio cuore e le anime siano la mia anima. Voglio vivere in esse, voglio possederle, voglio che siano una sola vita: la mia vita (l'inabitazione).

Parlate, angeli e santi del Cielo, parlate per me. Dite voi il dolore infinito che penetra tutto il mio esse­re, dite la infinità di questa fame, di questa sete, per­ché io non so parlare di tale grandezza, di tali sen­timenti: la mia ignoranza mi porta a tutto questo.(...) "Chi ama siete Voi, Gesù, tutti i buoni sentimenti sono vostri: chi vive siete Voi" (06-02-53)

16 "Ascoltate, ascoltate! Oh, come è tenera e dolce la voce che vi chiama! Ascoltate, ascoltate! È Gesù che vi chiama, è Gesù che vi fa richieste.

Io sono tenerezza, dolcezza e amore. Ascoltate ascol­tate! Dopo tanto amare, dopo tanto bussare e chie­dere, non sono accontentato: non cedono alle istan­ze del mio Cuore. Datemi amore, datemi amore! Riparate questo divin Cuore che è tutto ricchezza, ricchezza infinita, ricchezza che vuol darsi per arric­chire tutte le anime, tutti i cuori. (...) (09-05-52)

17 "Gesù è qui; in questo cuore ha le sue delizie. Sono qui, figlia mia, e sto qui per amore: sto qui a chia­mare per salvare. Questo Calvario è Calvario della misericordia del Signore. Ho fatto di questo Calvario un Calvario di salvezza, come in un'altra ora fu il mio. È da questo Calvario che io grido, attraverso le labbra della mia vittima: <Venite a me, venite a me, figli miei! Venite a me che solo per amore vi ho creati, solo per amore vi ho dato il Cielo.

Io sono il Gesù della Galilea, io sono il figlio della Vergine Maria, io sono il Gesù che fu immolato, io sono il Gesù che per voi diede tutto il sangue. Ho creato questo Calvario, ho collocato in esso la mia vittima per la continuazione della stessa opera di redenzione, della stessa opera di salvezza. I peccatori, i peccatori, figlia mia, come mi feri­scono i peccatori! "(03-04-53)

18 "Il Cuore divino di Gesù è tenero e vuol darsi, darsi a tutti i cuori affamati. Voglio essere saziato con l'a­more degli uomini: ho fame, ho sete dell'amore del­l'umanità. Sono così pochi i cuori e le anime che hanno fame e sete di me, fame e sete vere, senza deformazioni, senza ipocrisia.

Vi sono molti cuori e molte anime, molti cuori e molte anime infette e malate: il loro amore, le loro ansie sono pericolose, sono malsane.

Io voglio essere amato, voglio essere amato con amore puro e vero". (07-08-53)

19 "Il mio Cuore è tenero, molto tenero; il mio amore è dolce, molto dolce: parlare di esso è dire tutto. L'amore deve essere corrisposto; chiunque ama non offende la persona amata. Io amo, amo e chiedo amore. Se io fossi amato, non sarei offeso.

O figlia mia, figlia mia, in quale agonia sta il mio divin Cuore! Soffro, soffro, soffro!

Coraggio, coraggio nella tua sofferenza! Il tuo dolo­re, il tuo dolore strappa molte anime dagli artigli di Satana. Il tuo dolore fa' sì che io sia amato, molto amato da tanti cuori; il tuo dolore soccorre molti molti peccatori sul punto di cadere nell'infer­no. (...)" (04-09-53)

20 "Sono venuto a portare la pace al mondo. Vi do la pace, figli miei, vi do il mio amore, tutto l'amore del mio divin Cuore. (...) State attenti, bene atten­ti! Sono sceso dal Cielo, sono entrato in questo cuore non per questo cuore, ma per i vostri cuori: è tramite questo canale che io comunico con voi, è tramite questa vittima che io mi do a voi. Sono sceso, sono sceso per le anime, non per te, sposa diletta. Il colloquio con te è di dolore. La vita che io do attraverso te è la vita di perdono e di amore. (...) (16-10-53)

21 "Gesù è sceso dal Cielo e sta parlando attraverso la sua portavoce. Udite, figli miei: Sarete miei figli, se mi amerete e seguirete la mia legge; sarete bene­detti dal Padre mio. Ardete nel mio amore! Vi darò tutte le grazie.

Sarete miei figli, se professerete la mia legge. Sarete miei figli, se per amore a me porterete la vostra croce.

Sarete miei figli, se per amore a me sarete aposto­li del bene (...) (30-10-53)

22 "Imparate da me, imparate dal mio divin Cuore, imparate come ha imparato questa discepola e cro­cifissa del Signore.

Oh, come è bello, oh, come è bello l'amore, l'a­more puro puro, l'amore folle folle e ardente! Imparate, imparate tutti dal mio divin Cuore e stu­diate in esso: quante istruzioni divine, quanta sapienza, quante prove d'amore, dell'amore di Gesù per i suoi figli! (11-12-53)

23 "Figlia mia, guarda il mio divin Cuore! Vedi e accetta ciò che esso ti dà. Distribuisci : è amore, è misericordia, è perdono. Ah, se il mondo volesse accettare tornerebbe immediatamente a me".

Dalla parte inferiore del Cuore di Gesù usciva una fiamma di fuoco e altre cose in una miscela che tra­boccava tutta: veniva al mio povero cuore, ma die­tro a me tutta l'umanità nuotava in tanta luce, in tanto splendore e ricchezza.

Pareva che quel Cuore divino non si esaurisse mai nel dare, e mai cessava di dare.

Scomparve questa ricchezza che mi lasciò confor­tata.

Solo la voce di Gesù si faceva udire: "Dona, figlia mia: il mondo diventa ricco, perché tu lo arricchisci con la mia ricchezza. Ah, se esso ascoltasse la mia voce! Se desse retta alle mie riche­ste, in questo anno della mia Madre benedetta! [è il 54, centenario della dichiarazione del dogma dell'Im­macolata] In questo anno suo e tuo, tuo, tuo, sì,sì, tuo!..

Ah, se fossero comprese queste parole e fosse fatta la mia volontà!... Quale pena, per il mio divin Cuore!" (03-12-54)

 

5 - ABISSO DI AMORE, ABISSO DI DOLORE

1 Sento un mondo (mundo) di amore sul mio cuore. (...) è il mondo del Cuore di Gesù; è un mondo immenso, ed è per l'umanità. Che aneliti tanto grandi di volerla possedere! Quali tenerez­ze, dolcezze e quale amore!

Un altro Cuore di lacrime si è collocato nel mio. Que­ste lacrime sono versate sull'umanità intera, la coprono. Sono lacrime di dolore perché è disprez­zato l'Amore. Sono lacrime di agonia, perché è dis­prezzato questo Cuore colmo di ricchezze. (07-06-45)

2 "Figlia mia, dove si potrà trovare nel mondo un padre tanto tenero, tanto pieno di compassione, tanto amabile, misericordioso e pieno d'amore come me?

E dove si potranno trovare figli tanto ingrati, tanto crudeli e criminali come i miei?

Sono tanto ferito! Il mio divin Cuore sanguina; scorre a fiotti il sangue da tanto grande ferita. Ma, anche così, procuro tutti i mezzi di salvezza, fac­cio di tutto per condurli a me e dar loro entrata in questo Cuore divino che tanto li ama". (14-06-46)

3 Mi pare di mostrare al mondo le mie piaghe [Ale­xandrina impersona Gesù] aperte, il Cuore tutto san­guinante, il capo cinto di spine e dirgli: "Vedi come io ti amo, vedi cosa soffro per te! Vieni al mio Cuore che vuole riceverti".

Ma il mondo è cieco, non vede le mie ferite; è sordo, non ode la mia voce. E schiaccia, e pesta il mio povero Cuore, senza compassione né pietà. Il Cuore, piagato e sanguinante, è un cencio per l'umanità intera, è la polvere, è il fango che essa cal­pesta.

Ma vi è in me un amore che ama e dimentica, un Cuore che va alla ricerca con ansie di desiderio, un Cuore che è folle d'amore, che vuol dare la vita a tutta l'umanità che è morta.

Che grande agonia, quella della mia anima! Quan­to è doloroso il mio soffrire! In tutto io vedo la croce, ma la vedo con il Cuore sempre ardente, sempre in ansie di amare. (22-08-47)

4 "Figlia mia, figlia mia, gli uomini non conoscono né vogliono conoscere il mio divino amore, non sanno né vogliono sapere quanto io soffrii per loro. È per questo che continuamente giorno e notte, senza smettere un istante mi maltrattano, mi cro­cifiggono. Guardami!" Mentre Gesù mi parlava, io lo vedevo inchiodato sulla croce.

Da tutte le piaghe versava sangue, ma da quella del divino Cuore il sangue usciva con tanta forza ed abbondanza che andava a cadere a grande distan­za dalla croce. Non si poteva sostenere la vista della sofferenza di Gesù! (...)

"Figlia mia, la tua immolazione con la continua cro­cifissione (*) è per il mondo crudele, è per il mondo crudele e forsennato. Lasciami fuggire via da lui e riposare nel tuo cuore!"

Egli entrò e rimase in silenzio. Poi, rompendo il silenzio, disse: "Come si sta bene al calore d'amo­re delle vergini! (...)" (16-01-48)

(*) Siamo nel 48. Dal 42 Gesù le ha cambiato il modo di rivi­vere la Passione: non più solo al venerdì con una minica com­prensibile dagli spettatori autorizzati (per lo più sacerdoti e

medici), ma una partecipazione tutta intima ai dolori fisici, morali e spirituali di Gesù, vissuta nei vari giorni della setti­mana. Ecco perché "continua crocifissione". (n.d.t)

5 "( ...) Io vivo la vita divina - dice Gesù -, la vita del­l'amore; ma la ferita, il dolore causatomi dai pec­catori stà là nell'intimo a farsi sentire in mezzo all'amore.

È la ragione per cui tu senti la grandezza del mio amore divino e la gravità delle offese, le ansie e le tenerezze del mio amore infinito, e la nausea per tante miserie, mentre ti senti nel medesimo tempo la miseria stessa, il veleno di tutto: sei vittima. Pos­siedi il mio divin Cuore, senti ciò che esso sente, senti la tua miseria, senti la miseria degli uomini. Perché tu sentissi tutto questo, tu sentissi un tale martirio, io ho fuso il mio Cuore con il tuo.

Non trovar strano di non saper vivere (nào sabe­res viver); non è tua questa vita (...) (24-06-49)

6 "( ...) Io voglio - dice Gesù - io voglio con la luce dello Spirito Santo far sapere che questa piaga [del Cuore] è ravvivata in ogni istante del giorno e della notte dai crimini, dalle iniquità dei peccatori. Io traggo profitto in te da tutte le sofferenze, dalle più grandi alle più piccole, per salvarli.

Sei signora di questa piaga, di questo Cuore con tutte le sue ricchezze e i suoi tesori: distribuisci, arricchisci le anime. Le amo tanto!

Questo mio amore tanto folle è così mal corrispo­sto!

Consolami, consolami, vittima e sposa mia!" (22-07-49)

7 "Udite, figli miei, udite il grido del Cuore divino che vi ama! Sono assetato di amore e non posso essere amato, essendo offeso come sono.

Udite, figli miei, udite e state attenti: voglio amore, voglio amore, voglio emenda di vita! (...)" (03-11-50)

8 "Sono tanto dolci e nello stesso tempo estrema­mente dolorosi gli inviti di Gesù. Ascoltatelo! È lui con tutto il suo amore, con tutta la tenerezza del suo divin Cuore.

Voglio il vostro amore, voglio ed esigo che andia­te alla conquista delle anime; voglio ed esigo per me l'amore dei cuori, voglio ed esigo tutta la ripa­razione.

Lavorate, lavorate perché vi sia una riforma com­pleta, una vita nuova, vita totalmente di Cristo. (...)" (09-02-51)

9 "Ascoltate, ascoltate, state attenti. È Gesù che parla, è Gesù che chiede, è Gesù che piange. Parla per essere ascoltato, chiede di essere esaudito, piange affrnchè le sue lacrime commuovano.

Non vi è dolore uguale al mio dolore e a quello di mia Madre benedetta. (...)" (13-04-51)

10 "Figlia mia, figlia mia, sono ben presente nel tuo cuore. Figlia mia, o figlia diletta, se io potessi stare così in tutti i cuori!

Le anime, le anime, i peccatori sono tanto lontani da me! Voglio avvicinarmi, voglio entrare nei loro cuori e non posso: sono chiusi, sono legati con gros­se catene infernali.

Che cosa è mai il mondo, figlia mia, cosa sono le passioni e i crimini! Allontanano Gesù, Creatore di tutte le cose; e per tanti, per tanti, questa separa­zione è eterna.

Vedi, figlia mia, se il mio divin Cuore può cessare sì o no di sanguinare, se non sanguina continua­mente il tuo" [in quanto anima-vittima]".

"Può, Gesù, o mio Amore, può il vostro divin Cuore non sanguinare, perché io sono disposta a lasciare che sanguini il mio fin che vivrà nel mondo. (...)" (11-05-51)

11 "Sapete chi sono io? Sapete chi vi parla da questo trono tanto delizioso, per mezzo delle labbra di que­sta vittima tanto cara? È Gesù, il Re d'amore, il Signore dei cuori. Ascoltate, ascoltate, udite le paro­le tristi e addolorate del Cuore divino, del Cuore amorosissimo di Gesù!

Sono triste, triste, triste potrei dire, come lo ero sulla croce. Sono triste, triste per l'amara ingratitudine, per la crudeltà del mondo. Non vi è dolore pari al mio dolore, non vi è offesa uguale a quella fatta al mio divin Cuore "(13-07-51)

12 "Il mondo, il mondo, le anime, le anime sono tanto lontane dal conoscere ed amare Gesù! Il mio dolo­re, figlia mia, è infinito, come infinito è il mio divi­no amore. Amai, amai, amai tanto fino a dare il san­gue e la vita, e non sono corrisposto! Sono così poche le anime che soffrono di buona volontà, che si abbracciano alla croce; sono così poche le anime che battono i cammini sassosi e calcano le mie spine! (os meus espinhos) (...)" (19-10-51)

13 "Affrettatevi, affrettatevi a venire a riparare il Cuore divino di Gesù! Che cosa passa mai nel mondo! Quale incendio si propaga! ... I crimini riempiono la Terra e raggiungono il Cielo: fu un mare di ini­quità che si innalzò. O figlia mia, figlia mia, guar­da il mio divin Cuore: vedi fino a che punto è arri­vata la crudeltà degli uomini!"

"O Gesù, che abisso tanto grande, che abisso tanto profondo è il vostro divin Cuore! È abisso di dolo­re, ma lo è pure di amore. lo sento, Gesù, e com­prendo che in questo abisso è contenuto il mondo intero. Oh, sì, Gesù! Lasciate che vi vengano giu­sti e peccatori, grandi e piccoli, ignoranti e sapien­ti. Sono certa, Gesù, che li tutto è in salvo, che lì tutti i cuori vi amano".

"Chiedi, chiedi, innamorata amata, innamorata del­l'Eucaristia, innamorata della croce e dei peccato­ri. Chiedi, chiedi, perché tu vinci il Cuore divino di Gesù.

Io lascio che tutti vengano, e tu fai (fazes) sì che essi non diano un diniego, non rifiutino questa entrata." (21-12-51)

14 "Ascoltate, ascoltate bene: sta alla porta il Mendi­co. Gesù bussa, Gesù chiede, Gesù vuole entrare nei vostri cuori: lasciate, lasciate che entri e lascia­tegli occupare il trono di regalità. Io sono Re, figlia mia, e come Re voglio regnare in tutti i cuori. Sono così pochi quelli che mi lasciano regnare, sono così pochi quelli che mi amano, e sono tanti quelli che mi scacciano dai loro cuori! Come sono crude­li e ingrati! Non vogliono possedere il loro Dio. Non vogliono amarmi né ricevere il mio amore.

O figlia mia, figlia mia, quanto dolore, quanta affli­zione per il mio Cuore divino! (...)

Figlia mia, fiorellino eucaristico, fa' che io sia amato nella divina Eucaristia: sono tanti e tanto gravi i sacrilegi!

Dammi riparazione, figlia mia! Amami e fa' che io sia amato, fa' che io sia consolato.

È un Dio che chiama, è un Dio che chiede, è un Dio che vuol salvare". (21-03-52)

15 "Le tenebre di oggi sono le tenebre del peccato. Il mio grido di oggi è di agonia nel vedere i miei figli fuggirmi. Io piango e grido perché il peccato ha rag­giunto il suo massimo; le onde nere dei vizi sono salite alla più grande altezza.

Io piango e grido; è dal tuo cuore, per mezzo delle tue labbra, che io vengo ad invitare tutti coloro che mi amano ad amarmi di più, e quelli che vanno fug­gendo, ad avvicinarsi a me. È dal tuo cuore che io imploro: <Figli miei, figli, miei, Gesù vi implora di non peccare più, di non peccare più! Il Cielo fu creato per voi>".(11-04-52)

16 "Il mio divin Cuore è amore, amore, solo amore per gli uomini. La ricompensa da parte loro è ingrati­tudine, iniquità e crimini. Io sono amore e vengo a chiedere amore. (...)

Come la farfalletta impazzita (gira) attorno alla fiamma, così il mio cuore va attorno ai cuori a bus­sare alla loro porta. La farfalletta ama tanto tanto sino a consumarsi, a dare la vita.

Io amo di più, molto di più, infinitamente di più; e soffro, soffro tanto perché non mi vengono aperte le porte dei cuori, perché non mi danno posto nelle loro dimore.

Se non fossi Dio, morirei di dolore. (02-05-52)

17 "Io sono triste, triste, piango di dolore: sono ferito dai peccati del mondo. Il mio divin Cuore sangui­na, sanguina molto.

Si parla tanto dell'amore di Gesù, della sua dottri­na, della sua opera, ma amarlo, obbedirgli, com­piere fedelmente i precetti del Signore!... non è cosa tanto frequente, che avviene spesso come par­rebbe: è pietà inquinata (infecciosa), è amore nau­seante, è amore criminoso, criminoso, criminoso, figlia mia!" (23-05-52)

18 "Venite a me, venite a me senza timore: voglio abbracciare tutti i peccatori, voglio perdonare tutti i loro peccati. Venite a me, venite a me: sto a brac­cia aperte, voglio abbracciarvi" (...)

"Figlia mia, mia figlia diletta, è grande la mia pena, è infinito il mio dolore: do alle anime, do al mondo tutte le prove d'amore, mostro chiaramente la mia misericordia infinita e quanto voglio perdonarle. Il mondo mi odia, i cuori si dimenticano di me, non accettano le mie manifestazioni d'amore, non vogliono vivere per me, non vogliono comprende­re quanto il mio Cuore sanguina. È grande la mia tristezza, è infinito il mio dolore.

Io sono venuto al mondo a mostrare e a predicare la carità.

Sono il Signore, sono Gesù, sono infallibile. Se così non fosse, non userei ora la mia carità, quella cari­tà che voglio e desidero ardentemente che sia pra­ticata.(...)" (13-06-52)

19 "Qui c'è Dio, qui c'è il Cielo, qui c'è Gesù, qui c'è l'amore. Ho amato tanto, ho amato infinita­mente, ho amato senza limiti.

Ho amato e non sono amato, ho amato e non sono ricambiato! Vengo a chiedere amore, vengo a chie­dere amore, vengo a chiedere amore: è Gesù l'im­plorante, è Gesù il mendicante. Chiedo amore per amore. Voglio essere amato, perché il mio Eterno Padre perdoni. Egli è adirato, adirato contro la Terra; la sua indignazione è giusta, è santa, è divina.

Il mondo, il mondo, figlia mia, il mondo, i pecca­tori sono la causa del tuo martirio, della tua immo­lazione dolorosa, della tua crocifissione cruenta (sangrenta) [le stimmate rimasero invisibili, ma san­guinavano nell'interno].

Ascoltate, ascoltate! Dà retta, o mondo crudele! Ascoltate, ascoltate e date retta, o peccatori ingrati! È il Signore che vi chiama, è il Signore della terra e del Cielo, il Signore che ha creato tutto, il Signo­re cui dovete render conto di tutta la vostra vita". (05-09-52)

20 "Figlia mia, figlia mia, sono qui nel tuo cuore. Ascolta il Gesù della tristezza, il Gesù del dolore, il Gesù della compassione, il Gesù dell'amore, il Gesù del perdono. (...)

Io amo, io amo l'umanità infinitamente, divina­mente. Io amo e non sono amato. (...) Io sono il Gesù offeso, io sono il Gesù oltraggiato e vengo al tuo cuore a chiedere amore, amore, l'amore di molti cuori, di milioni di cuori, l'amore di un universo di cuori. Ho sete, ho sete, ho sete di amore, sete di riparazione.

Conquista, figlia mia, conquista molte anime a me. Chiedi che io sia amato e sia riparato. Voglio pre­sentare al mio Eterno Padre corpi e anime ripara­trici, cuori trasformati in tabernacoli vivi, con ostie immolate ardenti d'amore. (...)

Vengo a chiederti dolore, sempre più dolore, affin­chè questo dolore accenda nei cuori aneliti di sof­ferenze, aneliti di riparazione, aneliti di amore più elevato. (...)

O mondo, mondo ingrato e crudele! Che cosa Gesù può fare di più per te, per salvarti? Non ho entrata diretta nei cuori impietriti: cerco di entrarvi median­te la mia vittima, fiore eucaristico, mediante la cro­cifissa di questo doloroso Calvario, ma tanto cara, la più cara al mio divin Cuore". (17-10-52)

21 "Se il mondo, se i peccatori non opponessero tanta resistenza alla voce e alle richieste del loro Dio! Dove c'è un padre che ama come Gesù? Quale padre potete trovare che perdoni come Gesù? Siccome io non posso essere uguagliato da nessun altro padre, soffro come nessun altro padre della Terra; soffro, soffro, soffro e il mio Cuore sangui­na" (13-02-53)

22 "È sceso il Cielo, è sceso il Signore su questo Cal­vario di salvezza. La morte, la corruzione del mondo sono la causa del tuo soffrire. I peccatori, morti per il peccato e corrotti dalla lebbra dei loro vizi, ti portano, figlia mia, alla massima immola­zione, al massimo martirio.

Ascoltate, ascoltate, badate bene! È il Signore che vi chiama (...) Guai al mondo, guai ai peccatori, guai alle anime che non dànno retta al loro Dio! (...) Date retta, date retta al Cuore tenerissimo di Gesù! È il padre che chiama e vuole avvisare tutti i suoi figli; è il padre che chiama e vuole stringerli al suo Cuore. Figli miei, figli miei, oh, se conosceste il mio amore! ... Vi mostro il mio divin Cuore piagato, feri­to, tutto sanguinante! ... Siete stati voi, siete stati voi, figli amati, che mi avete ferito così!" (10-04-53)

23 "Udite la voce di Gesù soffocata e rotta dal peso dei crimini della povera umanità! Gesù soffre attraverso le sue vittime. Gesù immola notte e giorno la vit­tima di questo Calvario. È l'amore, solo l'amore che porta Gesù a questa immolazione. Voglio sal­vare il mondo, voglio salvare i figli miei. (...) (24-04-53)

24 "Sono sceso dal Cielo e sono qui per l'ultima volta nel cuore della mia sposa, per parlare attraverso le sue labbra. Sono sceso dal Cielo, sono venuto in questo cuore per lasciarlo nel dolore, nel dolore, in più dolore, per i peccatori.

Grande saggio! La maggiore saggezza ha quell'a­nima che sa soffrire per Gesù; grande saggezza, la maggior saggezza è amare molto e molto soffri­re. E la saggezza che io ricerco, è la saggezza che io desidero ardentemente. È rara, tanto rara; non la trovo quasi mai.

Colloquio per le anime, colloquio per i peccatori, l'ultimo colloquio per le anime, l'ultimo colloquio per i peccatori. Coraggio, figlia mia, coraggio!" (25-12-53)

 

6 - L'ORA È GRAVE: LA GIUSTIZIA DIVINA INCOMBE

1 "Figliolina, il mondo è in grande pericolo! Presto, resto a preavvisarlo di questo.

E la voce di Gesù attraverso la sua vittima. È Gesù che lo chiama e lo vuole salvare". (06-07-45)

2 "Figlia mia, sono qui con il mio divin Cuore aper­to, aperto dai peccatori, aperto dalla iniquità del mondo. È tuo (questo Cuore), è in esso la tua dimo­ra. Io vivo in te e tu in me.

Entra e porta con te l'umanità che è tua, te l'ho affi­data [gliela ha affidata perché la salvi, con la sua ripa­razione di vittima].

Solo io conosco il pericolo in cui si trova, le insi­die che le preparano con falsità. Figlia mia, mia amata figlia, oh, quanta malizia!

Il mio divin Cuore non ha ora, come sul Calvario, un solo soldato che lo apra, che gli configga la lan­cia: ora sono milioni e milioni i peccatori che mi feriscono così.

Soffri, soffri e ripara; ripara e soffri per amore: è Gesù, il tuo Sposo che te lo chiede" (...) (27-09-46)

3 "Soccorri il mondo! Io continuo a dire che è in peri­colo, in grave pericolo, in imminente pericolo. L'i­niquità sfida la giustizia dell'Eterno Padre. Ascol­ta il Mendìco che bussa: dà l'elemosina a Gesù che te la chiede; accetta la croce, portala con gioia, offri­mi il tuo dolore, dammi il frutto del tuo calvario. (...) (17-10-47)

4 "(...) Figlia mia, la giustizia divina, l'ira di Dio incombe sull'umanità. Quale rivolta, quella di mio Padre contro i miei figli! Io voglio salvarli. Il mio divin Cuore sanguina; non può soffrire di più". (12-08-49)

5 "( ...) Figlia mia, soffri, soffri con gioia, perché io dimentichi le mie tristezze. Non ne posso più per i crimini dei peccatori: se ne vanno traviati seguen­do il cammino della perdizione.

Il mio Eterno Padre è adirato contro la Terra: su di essa cade la sua giustizia". (30-09-49)

6 "Offrimi il tuo dolore, figlia mia, lasciati immola­re sempre e fa' che io sia amato. Solo il dolore e l'amore saranno la salvezza del mondo, la sal­vezza delle anime".

"O Gesù, e così si salvano tutte le anime e al mondo viene risparmiato il castigo?"

"No, no, figlia mia! Al mondo non sono risparmiati i rigori della giustizia divina, perché esso non vuole ascoltare la voce del Signore, non vuole essere puro, non vuole orazione, non vuole penitenza. Ma le anime vengono sottratte ai castighi, ai rigori del­l'inferno.

Ho dato tutto il mio divin sangue, ho dato la mia vita per la povera umanità, ed essa non vuole sal­varsi. (...)" (21-07-50)

7 Oggi le sofferenze del corpo furono e sono indici­bili. Gesù venne a soavizzarle con la sua divina pre­senza. (...)

"Io accetto - le dice Gesù - la tua offerta di soffri­re tutto tu perché non soffra io (*). E tutto, figlia mia fu e continuerà ad essere necessario per riparare il mio Eterno Padre e per la salvezza del mondo". Gesù, mentre parlava così, si scioglieva in lacrime.

"Perché piangete, mio Gesù? Non piangete! Io non posso udirvi piangere. Voglio piangere io pure". Gesù, continuando a singhiozzare, mi disse: "Io piango, figlia mia, nel contemplare la povera umanità che si perde. Io piango nel vedere la giu­stizia del mio Eterno Padre che si abbatte su di essa. Il mondo, il mondo, ah, in quale stato si trova il mondo! Ho versato il mio divino sangue, immolo le mie vittime per salvarlo, ed esso mi fugge, mi fugge!­

Va', figlia mia, va', pastorella del Re d'amore a dare alle anime questo amore: fa' loro sentire e com­prendere le tenerezze e le dolcezze ineffabili di que­sto Cuore amante. (...)" (04-08-50)

(*) Gesù soffrirebbe per la perdita di anime che Alexandrina salva con la sua sofferenza, in quanto anima-vittima. (n.d.t.)

"Figlia mia, figlia mia, ascolta il mio grido addo­lorato, ascolta il mio lamento di grande dolore. Sono stanco di aspettare la riconciliazione del mondo, sono stanco di sostenere il braccio del mio Eterno Padre. O figlia, figlia mia, quali tristi gior­ni, quali giorni spaventosi aspettano la povera uma­nità! Oh se non fosse per questo Calvario, se non fosse per le anime-vittime, non avrei aspettato tanto: il mio Eterno Padre non avrebbe ceduto alle mie richieste. (...)" (06-04-51)

9 "( ...) L'umanità, la povera umanità! Peccatori, pove­ri peccatori! Desiderereste non aver occhi per non vedere, orecchi per non udire, cuore per non sen­tire, né ragione per comprendere. Preparatevi, preparatevi, se volete salvarvi!

O figlia mia, figlia mia, quanto è doloroso questo sfogo!"

Il volto di Gesù si bagnava di lacrime e tutte cade­vano nel mio cuore: sentivo in esso come un pozzo infinito di acqua.

"O Gesù, o Gesù, non piangete più! Il mio cuore è pieno delle vostre lacrime. Non piangete: fate che le pianga tutte io ( ...) sono pronta a piangere io, sono pronta a soffrire sempre (...)"

"Sai perché piango, figlia mia? Guarda, guarda!" "È il cielo disfatto in fiamme; non so che cosa vedo, non so che cosa sento cadere".

Mi causava terrore vedere tutto il cielo aperto in spaccature di fuoco che cadeva sulla Terra, come nubi di fumo.

"È la giustizia divina di mio Padre: cade, cade per venire a punire. È il castigo per i crimini, per le ini­quità".

"Perdono, Gesù, perdono! Io ho ancora fiducia, Gesù, nonostante abbia visto tutto questo. Ho anco­ra fiducia: Voi perdonerete, l'Eterno Padre perdo­nerà.

Fate, Gesù, che invece di questo fuoco di giustizia cada il vostro fuoco d'amore!" (13-04-51)

10 "Figlia mia diletta, ascoltami: i crimini del mondo hanno raggiunto il loro massimo, hanno raggiunto il loro massimo. Oh, la gravità del pericolo! La giu­stizia cade, la giustizia cade: il mio Eterno Padre non ne può più. La giustizia cade sul mondo inte­ro, non risparmia il Portogallo [era stato risparmia­to durante la 2° guerra mondiale].

"O Gesù, o Gesù, dirvi che non credo è un crimi­ne, ma dirvi che confido in Voi è un eroismo. Con­fido, confido, confido!

La vostra divina misericordia è tanto grande quan­to la vostra infinita giustizia, Gesù. Castigate sì, Gesù, castigate, ma con un castigo d'amore, un castigo solo per richiamare, un castigo solo per far meritare il perdono". (29.06.51)

11 "Abbiate compassione, abbiate compassione dei Cuori addoloratissimi di Gesù e di Maria! Abbiate pietà, abbiate pietà! Il loro dolore è infinito. Ripa­rate, riparate per tanti crimini e iniquità!

O figlia mia, figlia mia, il mio Eterno Padre è tri­ste. Egli vuole scaricare sulla Terra la sua giustizia; lo vuole perché vuol richiamare: castiga perché vuol salvare. (...)" (14-12-51)

12 "Chiedi, chiedi, figlia, mia, chiedi ancora una volta a Sua Santità al Papa, al mio rappresentante sulla Terra che la sua voce echeggi nell'umanità intera come squillo celeste che viene ad avvisare, che viene a preavvertire che tra poco, tra molto poco cadrà sul mondo colpevole tutta la giustizia, tutto il castigo del Signore; chiedi che ancora una volta echeggi la sua voce di Padre: < Figli miei, ve lo chiede Gesù: fate orazione, fate penitenza, convertitevi, abban­donate i vostri crimini, le vostre iniquità!>

Figlia mia, figlia mia, ogni padre che avvisa ama, ogni padre che riprende compie il suo dovere ed è fedele alla legge del Signore, così come io sono fedele alla legge di mio Padre". (22-02-52)

13 "Il mondo non ascolta la voce del Signore, i pec­catori non temono le terribili minacce del mio Eter­no Padre: la giustizia sta per punirli.

Anche a castigare è sempre il mio amore, il mio amore infinito. (...)" (27-06-52)

14 "Figli miei, figli miei, amate, amate Gesù, amate, amate Maria: avvicinatevi. È urgente Riparate, riparate i nostri divini Cuori!

Povero mondo, povero mondo, che tanto offende il Signore! Il mondo, il povero mondo non può sfi­dare la giustizia del mio Eterno Padre con maggiore iniquità.

L'ora è grave, l'ora è grave: la giustizia si appros­sima!" (22-08-52)

15 "Attenzione, attenzione! È Gesù che avverte, è Gesù che preavvisa, è Gesù che chiede. Attenzione, atten­zione! Non rilassatevi, figli miei, non avete tempo di guardare indietro!

Il Padre che vi avvisa vi ama più di tutti i padri della Terra, il Signore che vi chiama vuol darvi il suo regno. (...) (26-09-52)

16 "Ho freddo, sono gelato: è caduto su di me il gelo dei cuori tiepidi, sono cadute su di me le onde delle passioni e dei vizi. Quale rivolta, quale rivolta con­tro il Cielo: l'iniquità contro Dio, i figli contro il loro Padre!

È necessario, è urgente porre termine alle tempeste dei vizi.

Povero mondo, povero mondo! Non ascolta la voce del suo Dio, non accoglie le richieste di Gesù!" (27­02-53)

17 "Il mondo, il mondo! Come si trova il mondo! La Terra la colpevole: il cimitero delle anime. Svegliale, figlia mia, svegliale, figlia mia! Falle risvegliare alla Grazia, a Dio, al Cielo. Il mondo, il mondo, i peccatori sono sordi. Guariscili tu con le tue sofferenze, dà loro il balsamo della tua croce.

È urgente, è urgente! ...È già tardi, molto tardi!... È urgente una vita pura, è urgente una vita di riconciliazione della Terra con il Cielo. È tardi, è tardi, è già molto tardi. Da quanto tempo io chia­mo!

Ai corpi non può esser risparmiata la giustizia del Signore, la meritata, milioni di volte meritata giu­stizia per tanti, tanti crimini! La giustizia cade, la giustizia cade. Soccorri le anime, figlia mia! Salva le anime, sposa mia!" (13-03-51)

18 "L'ira, l'ira, l'ira del Signore! ... Io sono triste, molto triste, figlia mia, per il giorno della giustizia di mio Padre, il giorno dell'ira, il giorno dell'ira, il gior­no dell'ira si avvicina, figlia mia! Guai al mondo, guai al Portogallo che non ha saputo né sa trarre profitto dalle grazie di Gesù. lo sono triste, triste, molto triste, sposa mia. Tanti inviti, tanti avvisi! E la povera umanità non dà retta. Sono ore, sono gior­ni di lacrime, di molte lacrime e non di allegria, di falsa allegria.

Parla alle anime, parla alle anime per le quali sei stata creata. Parla alle anime, parla alle anime fin che c'è tempo, tu che sei madre (*). Non lasciare che si perdano! Conducile sempre al mio divin Cuore e a quello di mia Madre benedetta. Io sono triste, molto triste, tristissimo, figlia mia, per tante cose". (17-07-53)

(*) Gesù le ha affidato le anime perché le salvi con le sue sofferenze di vittima espiatrice; per questo le ha dato anche il titolo di "madre", in quanto le genera alla vita eterna. (n.d.t)

19 "Allerta, allerta, peccatori! Allerta, allerta, umani­tà intera! Allerta, cuori che mi amate! Allerta, cuori che mi offendete! Allerta, allerta perché il Signore sta per punirvi!

Coraggio, fortezza e amore, da parte di coloro che mi amano!

Penitenza, penitenza, emenda di vita, da parte di coloro che tanto mi offendono, che tanto mi offen­dono! " (13-11-53)

20 "( ...) Il Cielo viene, discende sulla Terra per puni­re la Terra, per castigarla per tutti i suoi crimini. Presto, presto, figlia mia, non tardare a comunicarlo alla Casa Madre dell'umanità, al Papa, al Papa, al mio beneamato, beneamato, beneamato. Sono desi­deri miei, sono ansie mie, esigenze del mondo col­pevole.

Presto, presto! La giustizia del Signore cade sulla Terra. Si faccia penitenza, grande penitenza, ora­zione fervorosa e con tutto l'amore.

Presto, presto! Ah, se la giustizia del Signore cade, il mondo ha da essere atterrito dallo spavento. Persino le anime giuste dovranno sentire questo; ma sarà perché io colga da loro riparazione, perché molte altre anime possano salvarsi" (23-07-54).

21 "Dì, figlia mia, Gesù ti ordina di dire:

< Mai l'umanità vide, mai il Cielo contemplò tale incendio di vizi, malvagità e crimini, mai si peccò così! >

Tutta la riparazione è poca. Avanti, avanti sempre a fare orazione e penitenza. È necessario tenere sospesa la giustizia di mio Padre: Il suo braccio cade, il suo braccio cade! (...)" (06-05-55)

Questo capitolo finisce con una esperienza terrificante che Alexandrina vive e che descrive con immagini simboliche.

22 Io ero l'umanità. Mio Dio, che sciame di anime, che formicaio, come erano ammassate! Fra di loro cominciarono ad uscire delle fiamme che le incen­diarono tutte. Quale terrore, mio Dio, quale terro­re! Come volevano salvarsi!

Nella mia mano destra qualcuno, non so chi, mi metteva una dopo l'altra delle pallottole (bolas) che io di volta in volta lanciavo sulla Terra per maggior martirio, spargendole da un polo all'altro fino a che tutto rimase carbonizzato.

E io pure a morire di terrore, tutta sola, senza udire né vedere Gesù!

Egli arrivò, fece scomparire tutto; il sole splendet­te.

La prima cosa fu di iniettarmi la Sua vita dal Suo divin Cuore al mio [inietta vita, non sangue, perché la trasfusione di sangue avverrà poco dopo]. Poi, con dol­cezza e con fermezza mi disse: "Coraggio, coraggio, figlia mia! Ricevi la mia vita, fortificati. Tu hai contemplato questa scena con dolore e con sgomento; io l'ho contemplata con dolore e con giustizia.

Le pallottole che lanciavi sul mondo erano quelle della giustizia degli uomini: sono strumenti nelle mani di Dio. Le fiamme di fuoco erano quelle della giustizia di mio Padre che completavano quelle della giustizia degli uomini, sino a che tutto rima­se carbonizzato.

È questo che attende il mondo! O figlia mia, o figlia mia! Esso, cieco e pazzo per le passioni, non mi dà retta, non ascolta la mia voce. Quanto pecca l'u­manità! (...)

Dì subito ai tuoi Superiori che facciano giungere in fretta in fretta, con urgenza, alla Casa Madre del­l'umanità, al mio caro prediletto Papa, il mio appel­lo affinchè si faccia penitenza sentita, penitenza mondiale. Presto, presto!

Sono esigenze del Cielo. È Gesù, folle d'amore, che vuole salvare i suoi figli.

Penitenza, penitenza, orazione sentita, orazione con amore, con amore! (...)

Il Cuore divino di Gesù scoppiava, si lacerava di dolore.

Io lo sentivo e lo amavo. (16-07-54)

 

7 - "CONVERTITEVI: VENITE A ME!"

1 "Chiedi, chiedi, figlia mia, chiedi orazione, peni­tenza, emenda di vita. Chiedi ciò che devono chie­dere coloro che desiderano vedere il regno del mio divin Cuore.

Oh, cosa mai attende il mondo, se non si rialza e non si riconcilia con me!" (23-02-45)

2 Va', figlia mia, di al mondo che si salverà solo con un completo cambiamento di vita. Mai, mai, figlia mia, si peccò come oggi. Non vi sono giusti sulla Terra per estinguere tanta iniquità, tanta gravità di crimini. Questa è una lagnanza piena d'amore del mio divin Cuore al tuo. Vi sia penitenza, si faccia peniten­za! (...)" (27-07-45)

3 "Guai al mondo, se non si converte! (...) L'odio, la vendetta, la superbia, l'ambizione perdurano anco­ra nei cuori degli uomini. Pensano a nuove lotte e si preparano.

Io vorrei prostrarmi davanti ad ogni uomo per chie­dergli di non offendermi.(...)" (14-06-46)

4 "Figlia mia, annuncia che io voglio che la voce del Santo Padre sia per il mondo come una campana che suona con vigore e dà l'allarme.

Si faccia penitenza, vi sia emenda di vita, tornino a Gesù!

Se non sarà così, presto ci sarà una grande disfat­ta, una grande distruzione che lascerà (sopravvive­re) appena un piccolo numero di abitanti.

Voglio un mondo nuovo: un mondo di purezza" (20-12-46)

5 "Dammi le anime, soccorrile!

Fa' tuo il mio dolore, fa' tuoi i miei sospiri, fa' tuo il mio amore e fa' tuoi gli aneliti del mio Cuore! Voglio anime.

Parla al mondo, digli che io lo amo, che io lo voglio: chiedigli che si converta!" (17-10-47)

6 "Figlia mia, mia cara figlia, il mio divin Cuore chie­de amore. (...).

Le iniquità dei peccatori sfidano la giustizia del mio Eterno Padre. Io vengo a chiederti, figlia mia, ciò che in mio nome venne a chiedere a Fatima mia Madre benedetta: penitenza, orazione, emenda di vita. (...)" "Offrimi il tuo dolore, placa la giustizia di mio Padre, ripara il mio divin Cuore. Lo esigono i pec­cati di lussuria, le iniquità degli sposi e delle anime pie e consacrate a me. Lo esigono le vanità: a quale scopo tanto sperpero? Io posso dire con tutta ragio­ne ciò che Giuda disse a me: <A quale scopo tanto sperpero?>

Questo sperpero grida al Cielo! Ciò che si spreca in vanità estinguerebbe la fame a tutti gli affama­ti, vestirebbe tutti gli ignudi.

Dillo al mondo, figlia mia, diffondi le mie lamen­tele". (05-05-50)

7 "Il mondo è pieno di crimini. Chiamalo, chiamalo a me, invitalo ad amare il mio divin Cuore e quel­lo di mia Madre benedetta. Chiedi alle madri che La imitino nella sua missione di educatrice, e di ai giovani e alle giovani che la imitino nella sua mode­stia, purezza e candore; esorta i padri alla fedeltà e all'autorità caritativa di San Giuseppe.

Dì al mondo intero che non pecchi, che sia puro". (06-05-50)

8 "Dammi la tua riparazione ed ascolta il mio urgen­te messaggio.

È Gesù che chiama. è Gesù che chiede, è il padre che vuol perdonare ai propri figli e averli nel suo divin Cuore.

Orazione, orazione e penitenza, rinnovamento di vita, vita nuova, vita pura!

Il mondo, ah, il mondo, figlia mia, non sa cosa lo aspetta! Non ascolta la voce del Signore, non teme le sue minacce, la sua giustizia.(...)" (28-07-50)

9 "Voglio dare il Cielo, la mia patria, alle anime, ed esse la ricusano fuggendo per cammini errati. (...) O figlia mia, come può il mio divin Cuore trovare consolazione, come possono le mie divine labbra avere un sorriso, vedendo correre così le anime a perdersi eternamente?"

Gesù sospirava con profondo dolore e dai suoi divi­ni occhi cadevano rotolando lungo le gote abbon­danti lacrime. (...)

"Figlia mia, figlia mia, puntello saldo della giusti­zia divina, luce delle anime, purezza e amore dei cuori, salvezza dei peccatori, chiedi loro che ven­gano a me, che mi amino. Dì al mondo che lasci le vanità, i piaceri e tutti i suoi crimini; chiedigli che faccia orazione, penitenza, molta penitenza.(...) (29-09-50)

10 "Figlia mia, figlia mia, come sono tristi le ore che l'umanità attraversa! Come sono tristi e dolorose le agonie del mio divin Cuore! Soffri, soffri con gioia, perché soffri per Gesù e per le anime" (...)

"Io vorrei, figlia mia, che le mie lacrime cadesse­ro sul mondo intero, come in un'altra ora sulla città ingrata [Gerusalemme].

Grida, grida e chiedi che gridino in tuo nome, per­ché è nel nome di Gesù, che si faccia orazione, molta orazione e continua penitenza.. (29-12-50)

11 Udii la voce divina che mi diceva:

"Udite chi parla, udite chi vi vuole (vos quer): è Gesù che è la vostra vita. Venite tutti a me! Vi chia­ma, vi ama (quer-vos) il mio divin Cuore: venite tutti a me! Amatemi! Non peccate più! Presto, pre­sto! Questo invito è di Gesù. Presto, presto, più ora­zione, più penitenza. Presto, presto a rinnovare la vita e i costumi. Presto, presto, figli miei!

Ahi, per quanti questo invito arriva troppo tardi! Io ho chiamato, ho invitato, ho preavvisato a tempo. Quanti e quanti hanno già ricevuto la giustizia di mio Padre! E perché? Perché non hanno prestato attenzione alla voce divina, all'invito di Gesù.

Già cadde la giustizia divina e più ancora cadrà; già milioni di peccatori sono stati castigati e altri milio­ni di peccatori stanno per esserlo". (19-01-51)

12 "Figlia mia, il mondo non vuole possedere Gesù: i cuori dei peccatori mi rigettano. Il mondo, il mondo, il povero mondo! Oh, se si convincesse che deve cambiare il suo cammino e si affrettasse a venire al mio divin Cuore!

Io sono padre e come padre ho dato il sangue, e ho dato la vita, io sono padre e, come padre, castigo per richiamare, castigo per salvare. (...)" (18-05-51)

13 "Ascoltate. ascoltate! udite la voce afflitta di Gesù: vi sia orazione, si faccia molta orazione e immensa peni­tenza. Il cielo si squarcia, la giustizia divina cade. Date ascolto, date ascolto, abbiate compassione del Cuore divino di Gesù! Emendatevi, emendatevi!

Gesù ve lo chiede: lasciate la lussuria, la vanità e tutti i crimini! Il cielo si apre e dalle sue spaccatu­re cade la giustizia vindice. Quanti avvisi, quanti richiami di Gesù!" (19-10-f,2(?)

14 "Ascoltate, ascoltate, accogliete la richiesta di Gesù! Non peccate più! Evitate attorno a voi, più che potete, tutto ciò che è offesa fatta a Gesù e a sua Madre benedetta. Ascoltate, ascoltate: non pecca­te più! Amate, amate questo divin Cuore cerchiato da spine, trafitto da tanti pugnali!" (28-12-51)

15 "Cercate Gesù, cercate le sue cose, la sua legge; lasciate il peccato. (...) Andate incontro a Gesù: Egli va, corre sempre sempre alla vostra ricerca.

Gesù avverte, Gesù parla nel cuore e sulle labbra della sua vittima; sta fra voi come in un'altra ora fra gli apostoli: riempitevi delle sue grazie, dei suoi tesori, del suo amore. (...)" (23-05-52)

16 "Allerta, allerta, ascoltate. ascoltate! (...)

Gesù ha sete delle vostre anime, Gesù vuol posse­dere i vostri cuori. Voglio cuori puri, voglio cuori pieni di amore. (...) Lasciate il peccato, lasciate il peccato e le false illusioni del mondo!

Mi feci vostro fratello, mi feci uno di voi, vissi come voi, morii sulla croce per darvi il Cielo. E in cambio, quale ricompensa ricevette il mio divin Cuore? Una lancia, il rinnovarsi della mia Passio­ne, una ingratitudine continua.

Il mio petto fu squarciato, il mio Cuore fu trafitto. Fu così sulla cima del Golgota; la stessa cosa con­tinua ad essere in ogni istante:"

"( ...) Non peccate più, non peccate più! Venite a Gesù che vi chiama, che vi vuole, e per voi ha ansie e sospiri (...)" (27-06-52)

17 "( ...) Gesù vuol salvare gli uomini e impiega tutti i mezzi per questa opera di redenzione.

Sono venuto a questo Calvario attraverso la mia vit­tima diletta: è la continuazione dell'opera del Cal­vario di 20 secoli fa.

Sono qui per chiamare, sono qui per chiedere: veni­te, figli miei, venite a me voi tutti, venite al mio divin Cuore a prendere balsamo per tutte le vostre ferite. Voglio guarirvi e dimenticarmi del molto che mi avete offeso. (...)

Ascoltate, ascoltate! Preparatevi per la battaglia; riempitevi di Gesù per essere forti.

L'Eterno Padre, l'Eterno Padre sta per applicare la sua giustizia sulla Terra con tutto il rigore. Povero mondo, che non dà ascolto alla voce di Gesù e alla voce della sua Madre benedetta!" (11-07-52)

18 "Il Cuore divino di Gesù viene ad implorarvi, ad implorarvi col suo amore infinito.(...) Gesù vi chie­de con insistenza: non peccate più, non peccate più! Calpestate le vanità, i piaceri, tutto ciò che è pec­caminoso.

È Gesù che parla, è Gesù che implora con tutto l'a­more, con tutta la tenerezza del suo Cuore divino: cambiate strada, cambiate strada, seguite il Signo­re!(...)" (18-07-52)

19 "Affrettatevi, affrettatevi a lasciare il mondo con le sue false lusinghe; affrettatevi, affrettattevi ad amare Gesù, a soffrire per Gesù, a dare la vita per Lui, se fosse necessario! Il mondo, il mondo, il povero mondo! Lo attende la vendetta, l'ira del Signore (...)

Venite a me, cuori freddi, venite a me, cuori impie­triti, venite a riscaldarvi, venite ad incendiarvi nella fornace ardente del mio divin Cuore! Venite a riscaldarvi, venite a modellarvi nel divino model­lo, che è Gesù!" (01-08-52)

20 "È grande, molto grande, infinitamente grande la misericordia del Signore. È severa, infinitamente severa la sua giustizia. È misericordia infinita, è severità infinita. Badate, badate, state bene atten­ti: Gesù perdona, il Signore vuole perdonare, (ma) il Signore vuole il vostro pentimento. Gesù verrà a giudicarvi. Allerta, allerta! Il Signore vi avvisa: non peccate, non peccate! È severa, molto severa la giustizia di Dio. (...)" (28-11-52)

21 "Io vedo la morte in milioni e milioni di anime. Si faccia orazione, si faccia penitenza, vi sia emenda di vita!

Gesù chiede, Gesù avvisa perché ama molto, ama infinitamente" (26-12-52)

22 "Gloria, gloria al Signore! Ascoltate, ascoltate: chi vi parla è Gesù. Badate, badate bene a ciò che Egli chiede. Vengo a chiedere la purezza e l'amore dei vostri cuori, vengo a chiedervi una vita perfetta nel compiere il vostro dovere verso il vostro Creatore. Vengo a chiedere; date retta, figli miei!

Voglio l'amore dei vostri cuori, voglio la purezza della vostra vita. Fate, fate che io sia amato; fate, fate che tutti gli uomini siano puri, che tutti i cuori mi amino e mi servano fedelmente (...)" (02-01-53)

23 "Venite a me, venite a me, figli miei, venite a me, figliolini del mio sangue divino! Figliolini, figlio­lini, parola tenera! Figliolini, figliolini, parola d'a­more uscita dal Cuore di Dio, attraverso le labbra della grande vittima di questo Calvario, della più grande vittima che Gesù ha scelto sulla Terra, per­ché fosse immolata in questo secolo dei più gran­di vizi, dei più grandi crimini, della più grande inon­dazione di iniquità.

Sono triste, tristissimo. Sono triste e piango, figlia mia, diletta figlia mia, colomba bianca che svolaz­zi sopra i miei tabernacoli, fiore profumato che li adorni con le varietà delle tue virtù". (20-02-53)

24 "Gloria, trionfo, amore e salvezza: ecco il frutto di questo Calvario. Gloria per Dio, trionfo e soprat­tutto amore per Gesù, salvezza, salvezza per le anime. (...)

Venite a me! Voglio essere amato! Ascoltate, ascol­tate, state attenti: lasciate il peccato, lasciate le vani­tà, venite al vostro Dio! Vi parla Gesù che è sceso dal Cielo per amore, per avvertirvi, per salvarvi. Morii sul Calvario, morii per dare la vita, e fu solo per amore. Voglio salvare il mondo, voglio salva­re gli uomini, voglio salvare i figli miei. (...)" (27-03-53)

25 "Che cosa ha da dirvi Gesù? Dice che vi ama, vi ama, ama e vuole il vostro amore. Ascoltate, ascol­tate, accettate il mio invito: venite al mio divin Cuore. Siete figli miei, siete figli miei! Date retta, date retta al padre che vi invita: lasciate le cose della Terra, lasciate le cose del mondo, passate alle cose del Cielo, vivete per il Cielo! (...)

Vi chiama il Signore, figli miei, figli miei! L'ora è grave, l'ora è grave! (19-06-53)

26 "Gesù scende dal Cielo in Terra, scende per amore, con tutta la follia d'amore per voi. Sono pochi, molto pochi coloro che traggono profitto dalle mie grazie.

Io sono sceso per amore e tutto faccio per amore alle vostre anime.

Guai a chi non trae profitto dalle mie grazie! Guai a coloro che lasciano passare la mia divina voce come soffio d'aria che sparisce!

Smettete, smettete tutti di peccare! Venite ora, veni­te presto al mio divin Cuore.(...) 26-06-53)

27 "Guarda, guarda, guarda bene come il mio divin Cuore versa sangue: l'hanno ferito le lanciate e le pugnalate di peccatori gravissimi. Mi feriscono la vanità e la disonestà sulle spiagge, nei cinemato­grafi e nei balli; si pecca orribilmente nei casinò e nelle case di vizio; si pecca nella famiglia, si pecca in tutte le categorie. Ah, quanto soffre il mio divin Cuore!

Date retta, date retta alla voce tenerissima del Signore! Ascoltate, ascoltate il grido amorosissimo del suo Cuore!

Venite a me tutti voi che avete errato, venite a me tutti voi che siete freddi: voglio perdonarvi, voglio riscaldarvi. Venite a me, venite a me tutti voi che siete malati : voglio guarirvi, voglio sanarvi le vostre anime" (04-09-53)

28 "È qui Gesù, il Gesù delle anime, il Gesù dei pec­catori (...) Tanti, tanti colloqui sono stati per i pec­catori [estasi pubbliche]; tanti insegnamenti, tante prove dell'amore di Gesù! Venite a me, figli miei! E il mio divin Cuore che vi parla, è il mio Cuore pieno d'amore che vi vuole. (...)

Il mio divin Cuore è folle, folle, folle di dolore: sof­fre perché ama, ama perché soffre (ama porque sofre).

Il dolore, il dolore, figli miei, il dolore è pungente per il mio divin Cuore; l'amore è folle, l'amore è folle.

Cambiate strada, cambiate strada! Ascoltate la voce tenera e dolce di Gesù, ascoltate la voce addolora­ta, la voce costernata, costernata dell'amantissimo Gesù! (...) (06-11-53)

29 "Imparate, imparate da questo Calvario! Imparate da Gesù che è puro, mansueto ed umile di Cuore. Imparate, imparate, figli miei, imparate ad amare, imparate a soffrire, imparate a portare la vostra croce! Io sono il Maestro, io sono il Modello che dovete imitare. Imparate da me! (...)

Vuoi il Paradiso? Segui, segui i miei passi, non pec­care più. Vieni presto, vieni fin che c'è tempo. Vieni al mio Cuore! Ormai non posso, ormai non posso tenere sospesa per altro tempo la giustizia di mio Padre. Dura, dura frase: non può nulla il Signore, non può nulla Gesù con la giustizia vindice del suo Eterno Padre!" (27-11-53)

30 Parla alle anime, eroina forte. Dà loro la mia vita divina, incendiale nel mio amore.

Vigilanza, vigilanza nella Chiesa! Vigili il Capo, vigilino i Capi della Chiesa! La Chiesa, la Chiesa, cominci la Chiesa! Oh, quale dolore per il mio divin Cuore e per il Cuore immacolato di mia Madre benedetta!

Vigili il Capo della Nazione. Quale veleno, quale tradimento!

Penitenza, penitenza e orazione! Vita nuova per il mondo, vita nuova rivolta a Dio! (24-09-54)

 

8 - EUCARISTIA E ROSARIO: ECCO LA SALVEZZA!

1 [dopo la Comunione, Gesù le dice] "( ...) Soffri, soffri; il dolore ripara e cancella i crimini della povera umanità. Il mondo!..(...)"

"Vieni, Madre mia benedetta [è il 1° sabato di ottobre], la nostra figliolina ha bisogno del tuo conforto". Venne la Mammina del Rosario. Si sedette. Mi tras­se dalla croce alle sue santissime braccia, mi coprì con il suo manto, avvolse le mie mani nella coro­na del Rosario che pendeva dalle sue (e mi disse): "Figlia mia, fa' che tutti coloro che si avvicinano a te preghino il Rosario, almeno una terza parte, per soccorrere il mondo. (06-10-51)

2 "( ...) Ascoltate la voce del misericordiosissimo Gesù! (...) Ah, il mondo, povero mondo! Presto, resto a riconciliarsi col suo Dio! Presto, presto! E urgente placare la giustizia del Signore! Ascol­tate, ascoltate, date retta all'appello di Gesù!

Vengo a chiedere amore, vengo a chiedere la fre­quenza all'Eucaristia, vengo a chiedere la recita del Rosario, la devozione pura e santa a mia Madre benedetta.

Il mio Cuore si dà tutto in amore (...)" (23-01-53)

3 "Lontani dal Cielo, lontani da Gesù sono tutti quelli che sono lontani dal tabernacolo. (...) Poveretti colo­ro che non vogliono riconoscere ed amare il Signore del tabernacolo! Poveretti coloro che non vogliono vedere con quella luce prodotta dal tabernacolo! (...) Io voglio anime eucaristiche, ma veramente euca­ristiche, e non anime che profanano e oltraggiano il mio divin Cuore. Parla, parla alle anime: è questa la tua missione. Sei stata creata per loro: parla loro del mio amore eucaristico e invitale a venire a me. Parla al mondo, parla al mondo che è tuo: te l'ho consegnato perché tu lo salvassi. [è chiaro in questo brano l'accostamento Eucaristia-salvezzza, anche se non è esplicitamente dichiarata] (11-09-53)

4 "Figlia mia, figlia mia, il mondo, il mondo, i pec­catori, i peccatori non si convertono, non mi ascol­tano, non mi danno retta!"

In questo momento i miei orecchi udirono un tre­mendo squillo, terrificante. La terra era in convul­sioni, nelle tenebre più spaventose.

"O Gesù, o Gesù, che cosa è questo, Amore mio?" "È lo squillo della voce di Dio, sono le convulsio­ni dovute alla sua giustizia, sono le tenebre dovu­te al peccato.

Parla alle anime, figlia mia, parla alle anime. Madre mia, o mia diletta Madre, vieni, vieni, non tardare, vieni a parlare alla nostra figliolina". Venne la Mammina del Rosario.Vestiva in azzurro e bianco; portava nelle sue mani la corona del Rosa­rio che terminava con una grande croce dorata.

Si sedette, mi mise sul suo grembo, mi intrecciò nelle mani la corona del Rosario e sopra il cuore mi mise la croce.

Gesù era scomparso. Ella Lo chiamò con dolcezza: "Figlio mio, figlio mio, Gesù, vieni presso di noi!" Gesù venne subito, si sedette a fianco di Mammi­na ed Ella continuò: "Figlia mia, vieni con me: andiamo a salvare il mondo, andiamo a convertire i peccatori!

Sul tuo cuore ho messo questa croce per farti sen­tire che è la croce di salvezza: abbraccia, abbrac­cia! Nelle tue mani ho intrecciato la corona del Rosario: parlane, parlane!

Oh, se tu sapessi quanto mi hai consolata! Parla alle anime, parla loro dell'Eucaristia, parla loro del Rosario. Che si alimentino della Carne, del Corpo di Cristo e dell'alimento dell'orazione, del mio Rosario quotidiano!"

Mi coprì di carezze e disse a Gesù: "Parla, Figlio mio, parla!"

"Madre mia, Madre mia, il mondo non mi dà retta, non si converte!"

Fu tale il dolore con cui Gesù disse queste parole, che le lacrime spuntarono nei suoi occhi divini, in quel­li di Mammina e nei miei. Io asciugai quelle di Gesù e quelle di Mammina, e Mammina asciugò le mie. "Tentiamo, Figlio mio, tentiamo con l'Eucaristia, con il Rosario e con l'immolazione della nostra vit­tima!"

Mammina scomparve. Rimase Gesù [segue la tra­sfusione di sangue] (08-10-54)

5 "Ti ho preparata molto bene e tu hai corrisposto molto bene. Il tuo amore a Gesù, il tuo amore alle anime ti ha portata a tutto. Tu ami Gesù, tu ami Mammina e sei da noi amata.

Lascia che la croce che hai sul cuore e la corona del Rosario nelle mani, poste da Lei, io te le cinga sem­pre più.

O figlia mia, dolore e croce, l'Eucaristia e il Rosa­rio! Mia Madre santissima e la vittima di questo Calvario. Coraggio, andiamo a salvare il mondo! Parla, parla alle anime del tabernacolo, affmchè io venga ricevuto molte volte; parla del Rosario, del­l'amore del mio divin Cuore, come mezzo di sal­vezza" (15-10-54)

6 Gesù mi diede nelle mani la croce che pendeva dalla corona del Rosario, la quale, questa volta, non rima­se intrecciata nelle mani, ma rimase distesa e aper­ta. Qualcuno dal lato opposto la sosteneva. Gesù si mise nel mezzo della corona aprendola sempre di più e disse: "Tieni salda nelle tue mani la croce, stringila bene al tuo cuore: l'umanità intera rimar­rà dentro alla corona del Rosario.

Parla alle anime, figlia mia, parla loro del Rosario e dell'Eucaristia! Un terzo del Rosario [i misteri di un gruppo, o della gioia, o del dolore, o della gloria; quo­tidianamente non si pregano tutti i 15 misteri. I Portoghesi chiamano "o ter_Co" appunto ognuna delle tre parti del­l'intero Rosario], un terzo del Rosario, un terzo del Rosario, l'Eucaristia, il mio Corpo e il mio Sangue! L'Eucaristia, l'Eucaristia con le mie vittime: ecco la salvezza del mondo!

Oh, se io avessi molte anime generose, se io aves­si molte vittime come quella di questo Calvario, con tutta la generosità, con tutto l'eroismo, in un abban­dono totale! ... Ma non le ho, non le ho!"

In questo momento, senza saper come, fui solleva­ta in alto. La croce che avevo nelle mani rimase die­tro a me, come se io fossi inchiodata su di essa; il mio cuore divenne un vaso che custodiva sangue. Ai due lati si innalzarono due scale che andavano a ter­minare sui bracci della croce [ai due estremi del brac­cio orizzontale]. Quella a destra era la scala del Rosa­rio, quella a sinistra era la scala dell'Eucaristia. Quella dell'Eucaristia aveva, più o meno a metà, un mazzo di spighe bionde e due grappoli di pura uva [(dois cachos de puras uvas = senza foglie?].

Le anime salivano, salivano in fretta, riempiendo tutta la larghezza delle scale, passavano dai bracci della croce al vaso che conteneva il sangue; lì si bagnava­no, volavano più in alto ed entravano nel Cielo.

Oh, come mi piacerebbe che tutti vedessero questo! Gesù disse: "Figlia mia, la tua vita è una predica continua: quando parli, quando sorridi, quando piangi e gemi più sovraccarica del peso della croce. E un vero esempio per i grandi, per gli umili, per i saggi e per i dottori della Chiesa.

Il tuo dolore porta le anime al Rosario, all'Eucari­stia. Con il tuo dolore esse salgono lungo queste due scale di salvezza: dolore e sangue, dolore e san­gue, dolore e sangue, dolore e croce, croce di sal­vezza. Esse, già in alto, passano attraverso il cro­giolo del tuo martirio; dopo di essersi purificate, dal braccio della croce volano al Paradiso".

Questo quadro scomparve. Tutto rimase in silenzio e tenebre.

"Dove siete, Gesù? Io credo, io credo in Voi che siete la Verità infallibile e non mi ingannate, Amore mio!" Venne di nuovo Gesù:

"Non ti inganno, figlia mia. Io sono con te e con te si trova mia Madre benedetta. Era Lei dalla parte opposta a sostenere la corona del Rosario. Andiamo dunque a salvare il mondo, a salvare i peccatori!" (29-10-54)

7 "Figlia mia, allerta, allerta! (...) È il mondo lussu­rioso, ostile, vanitoso, è il mondo con tutti i suoi luridi crimini ad esigere da te tale agonia [siamo nel novembre del 54; il martirio di Alexandrina, che inve­ste tutti i campi, fisico, morale, spirituale, ed è sempre in un crescendo continuo, ha raggiuno un massimo ele­vatissimo!], incomparabile agonia. Coraggio, figlia mia, guarda alle anime che sono costate il mio san­gue divino (...)"

Subito dopo queste parole, Gesù mi apparve nel tabernacolo con la porticina del tabernacolo aperta. "Ascolta, innamorata folle delle anime, ascolta, inna­morata folle dell'Eucaristia! Sto qui (nel tabernaco­lo) solo per amore. Gli uomini non comprendono que­sto amore. Sto qui per essere alimento e vita; gli uomi­ni non vogliono alimentarsi vivendo della mia vita. Parla loro del mio amore, comunica loro il mio amore! Tu, che sei stata creata per essere la distri­butrice di tutto ciò che è mio, parla, parla, mia inna­morata, parla, mia sposa, parla della mia Eucari­stia. Chiedi alle anime di venire al tabernacolo e di vivere del tabernacolo".

Mostrandomi la corona del Rosario, mi fece sen­tire come se me la intrecciasse nelle mani e conti­nuò: "Parla del Rosario, di mia Madre benedetta, parla alle anime dei grandi mezzi di salvezza".

Io vidi che Gesù irradiava amore, sentii che Egli era tutto dolcezza e carità e vidi che le sue piaghe ver­savano sangue vermiglio, molto vermiglio. (...) "Questo sangue è sangue versato per amore; sono piaghe ravvivate giorno e notte da tante, tante anime che mi ricevono nell'Eucaristia sacrilegamente. Venite al tabernacolo, veniteci in grazia e ardenti d'amore!" (26-11-54)

8 "Vieni, figlia mia, violetta nascosta, vieni, vieni, piccola che sei grande agli occhi di Dio! Ripeti il tuo <credo> [Alexandrina sta vivendo anche la tene­brosa notte dello spirito, con tormentosi dubbi di fede come abbiamo già detto], vivi di fede! (...)" Apparve un tabernacolo. La porta del tabernacolo era aperta, le bianche Ostie erano nella pisside.

Gesù si sedette a fianco dell'altare e fece sì che dall'altra parte mi sedessi io pure. Non vidi i sedi­li su cui ci sedemmo [si noti la scrupolosità nella descrizione, fatta per obbedienza al direttore spirtiua­le]. Gesù pose la sua mano (destra) sull'altare e su di essa il suo sacrosanto capo e fece fare ugual­mente a me: la mia mano destra rimase unita alla sua sinistra.

Dall'interno del tabernacolo, da quelle Ostie tanto bianche uscivano raggi dorati più splendenti del sole; passarono tra noi. Gesù, pieno di dolcezza, mi diceva: "Figlia mia, gioiello eucaristico, io sono lì nel tabernacolo in quell'Ostia pura, in Corpo, Anima e Divinità, tale e quale sono qui. Confida, figlia mia e sposa diletta!

Parla al mondo di questo amore, dì agli uomini che si accostino a me: voglio darmi a loro molte volte, tutti i giorni, se è possibile.

Vengano con i loro cuori puri, molto puri ed asse­tati! Se verranno al tabernacolo con le dovute dis­posizioni e pregheranno il Rosario, o una parte di esso, cioè la terza parte, tutti i giorni, di null'altro avranno bisogno per allontanare la giustizia di Dio. Il Rosario, il tabernacolo e le mie vittime, la vit­tima di questo Calvario, sono sufficienti perché al mondo siano dati il perdono e la pace.

Chi viene al tabernacolo vive puro, chi vive all'om­bra di mia Madre benedetta, vive, della sua purez­za; e così l'umanità vive la vita nuova, pura, santa, tante volte raccomandata da me in questa came­retta". (10-12-54)

9 [Le apparvero Gesù e Maria coi Cuori visibili sul petto]. Dai loro Cuori tenerissimi, cerchiati di spine, usci­vano raggi luminosi che si incontravano gli uni con gli altri, lampeggiando come nubi che cozzano tra loro.

Dal mezzo usciva (pelo meio saìa) la corona del Rosario e pareva passare per i centri dei Cuori. Il mio cuore partecipò a tutto questo.

"O Mammina, cosa significa la corona del Rosa­rio nei vostri Cuori?"

Mammina mi parlò baciandomi e prendendomi per mano: "Parla di esso, figlia mia; Gesù te lo ha chiesto e io pure te lo chiedo. Ti abbiamo chiesto di parlare del Rosario e ti abbiamo chiesto di parlare del­l'Eucaristia, amori dei nostri Cuori.

L'Eucaristia, il Rosario, le tue sofferenze insie­me a quelle delle altre vittime: ecco i mezzi da noi indicati per la salvezza dell'umanità perduta.

Tu sei la portavoce, tu porti al mondo intero i desi­deri di Gesù e di Maria, ciò che chiedono per sal­varlo: Tabernacolo, Rosario, dolore senza pari della grande vittima di questo Calvario, vita nuova, vita nuova, vita santa.

Coraggio, coraggio, grande eroina! Molto presto ti conduco per mano in Paradiso.(...) (24-12-54)

10 "Coraggio, coraggio! Il Cielo ti contempla con gioia per la riparazione che gli dài, ma quasi con compassione, sì, è quasi una compassione per il tor­mento in cui ti trovi.

Le anime, le anime, il mondo, il mondo che ti ho affidato, oh, come corre verso l'abisso eterno! Oh, come esso notte e giorno con i suoi vizi al massi­mo arma la giustizia di suo (seu)Padre! (...)"

Gesù in questo momento fece sì che io vedessi (la scena).

Apri la porta del tabernacolo, vi entrò e disse: "Entra, mia innamorata folle! La tua vita è solo vita del Cielo: tu vivi qui con me. Parla, parla dell'Eu­caristia, invita le anime a venire all'Eucaristia, a venire con vita, purezza e amore, e non morte per il peccato, per il sacrilegio. Parla della mia Euca­ristia, parla della devozione del Rosario di mia Madre benedetta. Se tutto questo fosse fatto con perfezione, sarebbe sufficiente per la salvezza del mondo". (01-07-55)

 

9- LA MISSIONE DELLE ANIME-VITTIME

Le anime-vittime si offrono, si immolano in totale olo­causto; accettano con una letizia sublime ogni sofferenza, ogni dolore, alfine di continuare l'opera della redenzione, rivi­vendo in sé la Passione di Gesù per la salvezza delle anime. Ricordiamo la famosa affermazione di San Paolo: "Completo in me quello che manca alla Passione di Cristo" (Col 1,24)

1 "Figlia mia, riémpiti del mio amore (...). Io ti chie­do dolore, molto dolore e tu non me lo neghi, lo so. Io venni al mondo a portargli la pace, a dargli la vita, ad aprirgli il Cielo. Le anime, i peccatori per­sero di nuovo quella vita, chiusero nuovamente la loro Patria. Io non posso più morire né dare per loro il mio sangue. Voglio il tuo dolore, vittima diletta, voglio il tuo sangue, il calvario e la vita, affmchè le anime tornino alla vita della Grazia, abbiano aper­te le porte del Paradiso. Abbi coraggio! Il Cielo non ti vien meno". (14-05-48)

2 "Io voglio il tuo martirio continuo, e sai perché? Perché tu soccorra le anime, perché tu soccorra il mondo incendiato dalle passioni, pazzo di piaceri, in un abisso di iniquità.

Guai a lui! Quale tremenda, quale spaventosa giu­stizia lo aspetta!

Io sono padre che ama con amore, con un amore infinitamente più grande dell'amore di tutti i geni­tori. Il mio divin Cuore soffre, non ha piacere di vederti soffrire, di crocifiggereti. Ma io approfitto della tua generosità, del tuo amore folle alla croce per soccorrere i peccatori e salvare tante anime dis­solute. Offrimi il tuo dolore, la continuazione del tuo dolore" (15-04-49)

3 "Figlia mia, mia cara figlia, io non sono morto e tu non sei morta. [finita la Passione]. Ciò che passa in te è il rinnovarsi della mia santa Passione sino al momento di spirare.

lo non posso, sposa mia, morire ora, perché in tal caso non morirei una sola volta ad ogni momento, ma migliaia e milioni di volte, incessantemente, perché sono milioni e milioni i crimini che si com­mettono non solo ad ogni momento ma ad ogni secondo del giorno e della notte.

Abbi coraggio! (...) I peccatori tentano di lacerar­mi il Cuore; è per questo che io ti faccio sentire tale sofferenza, tanto grande crudeltà: sei la mia vitti­ma, la mia vittima amata. (...) (06-05-49)

4 "Tu sei vittima (...) Oh, se tu potessi vedere il mio sforzo, la mia infaticabilità nella ricerca dei cuori chiedendo di entrare in essi!

È per questo che tu soffri, per quelle ansie di anda­re a chiedere a tutti di non offendermi e di venire a me. lo non sono accettato, sono respinto: tu sof­fri il mio dolore.(...)" (27-05-49)

5 "( ...) Ascolta il tuo Gesù. lo ho trovato in questo Calvario un'anima folle d'amore per me e per le anime; ho trovato in questo Calvario un'anima molto folle d'amore al dolore, solo con lo scopo di darmi anime. Calvario meraviglioso, Calvario di prodigi.

E Calvario di dolore infinito perché tu soffri il mio dolore, sei rivestita di infinito. Questo Calvario di spine e di dolore senza pari si trasforma in un giar­dino stupendo che fa salire al Cielo il profumo dei pe­tali che formano il puntello con il quale tengo sospe­so il braccio della giustizia del mio Eterno Padre.

Tu senti che le tue sofferenze e tutto il tuo vivere non valgono nulla; ma in me, unite ai meriti della mia santa Passione, valgono proprio tutto. Confida: nulla della tua vita va perduto, anche delle cose più piccole e persino anche di quelle che tu giudichi che mi feriscono. Confida: tutto è permesso da me, tutto è raccolto nel vaso sacro del mio divin Cuore, per salire da esso al Cielo presso il trono divino.

I peccatori sono ostinati nella loro vita di crimini; poveri loro, senza la vittima di questo Calvario! Povere anime, che in gran numero sarebbero eter­namente perdute! Povera umanità, disgraziata uma­nità, senza le tue sofferenze! Che cosa sarebbe già stato di lei!

Il mondo pecca, il mondo pecca! Oh, quanto è feri­to il mio divin Cuore!" (01-07-49)

6 "Figlia mia, (...) è con questa luce [ha ricevuto raggi d'amore dal Cuore di Gesù] che puoi vedere quanto bisogno hai di offrire al tuo Sposo Gesù dolore, molto dolore per grande riparazione. I crimini non diminuiscono, i crimini non cessano di aumenta­re. O figlia, tanti sacrilegi, tante iniquità!

Io voglio che molte anime amanti del mio divin Cuore mi amino unite e unite mi diano sollievo. Fa' che io sia riparato per tanti crimini, fa' che sia placata la collera di Dio sulla Terra.

E grande l'enormità delle offese, sia grande il numero delle anime amanti e riparatrici del mio divin Cuore! Fa' tutto questo, mia vittima diletta". (19-08-49)

7 "Figlia mia, non sono morto. [finita la Passione] Ora sono qui nel tuo cuore a darti vita. a darti luce, a darti amore. Ora non sono morto, ma sto qui deli­ziato nel tuo cuore; mi delizio con tutti quelli che mi amano e sono miei.

Vengo a darti amore affinchè con esso tu mi ami, tu lo dia alle anime e lo infonda nei cuori. (...) Offrimi il tuo corpo per la maggior crocifissione, af­finchè io continui in te l'opera della mia redenzio­ne, rinnovando sempre in te la mia Passione e Morte. O sposa mia, lasciati immolare per mio amore e per le anime. Il mondo pecca tanto! Abbi pietà di me: come sono ferito! (...)" (23-09-49)

8 "Figlia mia, figlia mia, sono io che soffro, sono io che amo, sono io che vivo, non vivi tu: è Cristo che vive in te, [va Appendice] (...)

Non stancarti di soffrire, figlia mia, affinchè mio Padre non si stanchi di perdonare e di lasciar sem­pre cadere sul mondo la sua misericordia. Offrimi dolore, offrimi dolore, figlia mia (...) Figlia mia, figlia mia, ahi, il mondo, il povero mondo che tanto mi fa soffrire, che tanto ferisce questo Cuore divino, il quale tanto gli vuol bene, tanto lo ama!" (27-01-50)

9 "Figlia mia, mia colomba bella, in me, per me e con me ogni dolore è soave, ogni peso è leggero. Riempiti, prendi conforto, preparati per altro dolo­re. Dammi riparazione, chiedi al mondo riparazio­ne per il mio divin Cuore e per Quello di mia Madre benedetta.

Chiedi al mondo riparazione per placare la giusti­zia divina del mio Eterno Padre: questa è prossi­ma a cadere sulla Terra.

I peccatori, il mondo quasi intero, con i suoi luridi crimini, con le grandi iniquità, la sfida giorno e notte. Offrimi il tuo dolore, offrimi la tua riparazione!" (19-05-50)

10 [dopo la Passione] Venne Gesù con la sua vita, tutto illuminato e mi disse: "Figlia mia, figlia mia, il mio divin Cuore è fornace, il mio divin Cuore è fuoco, fuoco che brucia, fuoco che consuma; il mio divin Cuore è amore: ama e non è amato, ama e chiede amore, ama ed è mendico d'amore.

Non sono ascoltato: chiedo dolore, chiedo amore. Sono così poche le anime che accettano la soffe­renza! Sono così poche quelle che mi amano con amore puro e degno di me!

Se la mia vita nelle anime non portasse loro spine e desse loro solo consolazione, io sarei amato da un maggior numero di anime.

Quale dolore per il mio divin Cuore chiedere amore e non ricevere amore, chiedere dolore e non esse­re ascoltato in questo appello!

Io voglio amore da presentare al mio Eterno Padre dicendogli: <Padre, se molti peccatori mi offen­dono tanto gravemente, molti cuori mi amano con amore generoso, puro, forte, ardente>

Il voglio dolore da offrire al Padre dicendogli: < Padre mio, ho qui la riparazione di molte anime­ vittime per riparare tutti i crimini commessi contro la tua Maestà, per placare la tua giustizia. Accetta, o Padre, e dà ai figli del mio sangue la tua miseri­cordia, il tuo perdono!>" (23-06-50)

11 "Si riuniscano le anime pie in orazione, si accosti­no al tabernacolo le anime che mi amano: voglio l'amore dei loro cuori, le loro preghiere fervorose e ardenti, e continua riparazione.

Voglio vittime, voglio vittime. È adirata la giuti­zia divina: castighi spaventosi sono nell'imminen­za di cadere sulla povera umanità. (...)

Non può più essere trattenuta la giustizia del Signo­re. Affrettati, figlia mia, a diffondere il messaggio di afflizione di Gesù.

Che l'umanità si prostri con fervore davanti all'im­magine della Regina del Cielo, della Regina del mondo, chiedendole che sia ancora una volta la Regi­na della pace, la Signora della vittoria". (28-07-50)

12 "( ...) Come premio dell'amore che hai per me, guar­dalo (il mio Cuore) ora ardente d'amore, senza nes­suna ferita".

Dal centro del Cuore del mio Gesù uscivano lingue di fuoco. Mi immersi in esse: rimasi ad ardere in quelle fiamme.

"O mio Gesù, molte grazie! Le vostre fiamme hanno incendiato il mio cuore".

'Fortificati, figlia mia, per il dolore, per il martirio. Ricevi questo conforto per te e per le anime. Va' a continuare la tua missione di vittima, la tua missio­ne di salvezza. Soccorri le anime affmchè si salvino. 1 corpi non possono essere risparmiati dai rigorosi castighi del mio Eterno Padre; non possono essere risparmiati perché non accolgono le richieste di Gesù". "Gesù, misericordia e perdono per la povera uma­nità! lo sono la vostra vittima". (18-08-50)

13 "(...) Figlia mia, figlia mia, portavoce del Cielo, meraviglia degli angeli, fascino di tutta la Corte celeste, gioisci nella croce, gioisci nel martirio.

Le anime vivono perchè tu le fai vivere con le tue sofferenze, le anime vivono perché per mezzo tuo viene comunicata a loro la vita divina. Tu vivi del dolore, vivi della croce, vivi di amore".

"O Gesù, dite che io vivo, e io confido. Ma per me, per quanto io sento, vi direi che non vivo, che non amo, ma che soffro. Sento che soffro, ma è un dolo­re... Che martirio il mio! ... Accettatelo per amore a Voi, accettatelo perché le anime vivano, accettate­lo perché venga la pace, perché regni la pace!" [siamo nel 51, è finita la 2° guerra mondiale, ma non si può dire che c'è la pace!].

"Figlia mia, figlia mia, gli uomini non vogliono la pace, gli uomini non vogliono il perdono; gli uomi­ni vogliono il loro godimento completo, il godi­mento di tutti i piaceri disordinati. È per questo, è questa la ragione per cui il mio divin Cuore è feri­to" (09-02-51).

14 [dopo la Comunione] "Figlia mia, figlia mia, quali lavori, quali meraviglie divine io opero qui! Mi delizio nell'aroma di tutti i fiori di virtù.

Ricevi il conforto del mio divin Cuore; aggiungi il mio amore a questi incantevoli fiori. Le virtù sono armi che allontanano il male, che combattono tutti i crimini, tutte le iniquità e attraggono a me le anime. Prendi conforto per poter soffrire.

Le anime si guariscono con le virtù, il dolore e l'a­more: escono dalla morte del peccato, rinascono alla grazia, a Dio".

In questo momento mi attraversò un mare di fuoco; non dico un mare immenso, ma più ancora: un mare infinito che mi trascinò non so dove. Io ero tutta fuoco, tutta amore di Gesù; mi sono immersa, mi sono perduta in esso; non potevo resistere più a lungo (...)

"Figlia mia, questo amore divino è dato per mezzo tuo alle anime, al mondo.(...)" (03-03-51)

15 "Ho sete, ho sete, ho sete di cuori! Sono così pochi, sono così rari i cuori ardenti, i cuori assetati del mio divino amore! Nel mondo, figlia mia, ve ne sono così pochi che mi amano, ve ne sono così pochi che riparano il mio divin Cuore! Tu che sei stata scel­ta da me fa' che io, per mezzo tuo, sia amato fol­lemente e follemente riparato.

Ti ho scelta, figlia mia, ti ho scelta e collocata in questo Calvario per essere vittima e scuola: vitti­ma dei peccatori, vittima di tutta l'umanità". "Ah, mio Gesù, io non so soffrire né amare. E come posso essere scuola, se non so insegnare? O mio Gesù, o mio Amore, io voglio, io voglio amarvi e fare la vostra divina volontà. Io voglio, voglio sof­frire perché il vostro Cuore lo esige e lo merita (...)" "Soffri, soffri, figlia mia! Fa' come fino ad ora: non hai dato a Gesù nessun diniego. Soffri e chiedi che soffrano: voglio dolore, molto dolore.

Il dolore fu, è, e sarà il più grande mezzo di sal­vezza : con il dolore, il sangue e la vita fu aperto il Cielo; con il dolore, il sangue e la vita delle mie vittime, le anime sono salve.

Sono salve le anime, ma non è risparmiato il mondo. La giustizia di Dio cade sulla Terra; i corpi devono soffrire. Ma le anime, se vi sarà una gran­de riparazione, le anime troveranno le mie divine braccia aperte per riceverle tutte". (09-03-51)

16 "Sono qui, sono qui. Quante lacrime, quanti sospi­ri per il mio divin Cuore! Il mondo, i peccatori rin­novano il mio Calvario.

O figlia mia, offrimi la tua riparazione, dammi il tuo amore di sposa e di vittima. O figlia mia, sono stanco di soffrire per i crimini dell'umanità.

Il mio Eterno Padre non può più tener sospeso il braccio della sua giustizia. Il mio divin Cuore sospi­ra, i miei santissimi occhi piangono. Io non ne posso più per tante ferite, non posso più tener sospe­sa la giustizia dalla quale il mondo sta per essere castigato.

O figlia mia, quante confessioni nulle, quante Comunioni sacrileghe! (...)

"O Gesù, o Gesù, non piangete! (...) Non posso sop­portare di vedere piangere il mio Dio, il mio Sposo e Signore! Muoio, muoio di dolore".

"Non muori, no, figlia mia, perché io ti mantengo in vita, Il tuo dolore, come il mio, è infinito; la tua vita è la vita di Cristo, è la Passione di Cristo. Vinci e vincerai sempre fino all'ultimo respiro, perché in te vince Gesù.

L'aumento del tuo dolore mi ha asciugato le lacri­me; il fuoco de tuo cuore ha fatto cessare i miei sospiri= Confida, confida, figlia mia. Chi ti parla è Gesù (...)" (16-03-51)

17 "Che pena, che pena, che vi siano così pochi disce­poli miei che comprendono la mia vita nelle anime! Mai, in nessun altro tempo il mondo ebbe tanto bisogno che questa vita fosse conosciuta. Mai, in nessun altro tempo si peccò tanto! Mai, come ora, sono state necessarie le anime-vittime, le anime riparatrici" (04-05-51)

18 "Figlia mia, figlia mia, il tuo Gesù è triste, molto triste; è il suo Cuore aperto che regna nel tuo cuore. Sai perché sono triste, sposa mia? Stanno negli arti­gli di Satana delle anime, molte anime. Solo a costo di molto dolore, di molto sangue, di molta immo­lazione possono essere liberate.

Sono così pochi coloro che hanno compassione del mio dolore! È tanto piccolo il numero delle anime che vogliono consolarmi! Consolami, consolami almeno tu. Offrimi il tuo amore puro, il tuo amore ardente, il tuo amore folle, offrimi il tuo dolore, il tuo grande dolore che ha raggiunto il massimo. Così deve essere, figlia mia, perché anche i crimini hanno raggiunto il loro massimo.

È necessaria una riparazione equivalente alle offese". "O Gesù, che cosa potrò io darvi, che cosa potrò io fare? Guardate la mia vita piena di miserie (...) Se troverete qualche cosa, prendetela, applicatela, Gesù, come vi piace e per chi vi piace.

Ho tanta pena per le anime! Chi potrà strapparle dagli artigli del demonio? Solo Voi, Gesù, solo Voi avete potere per far questo".

"Gioisci, gioisci, figlia mia: accetto il tuo dolore, accetto il tuo martirio.

Prendo la tua mano e vado con te, io sono nasco­sto in te, a strapparle a Satana, ma solo col tuo aiuto, con la tua collaborazione" (...) (03-08-51)

19 "Il Cielo, la dimora celeste fu creata da Dio per tutte le anime, e sono così poche quelle che si sacrificano e cercano di meritare questa celeste dimora! ... Quale pena, quale dolore per il mio divin Cuore! Il mondo disprezza le mie grazie, non ascolta il mio richiamo, i peccatori sono ingrati, sono crudeli.

Ho fatto del tuo cuore, figlia mia, un Cielo, una dimora somigliante a quella del Paradiso.

O figlia mia, figlia mia, fa' che molti cuori siano puri, fa che molti cuori siano tabernacoli e templi della Santisima Trinità.

Il dolore, il dolore, la tua immolazione è la purifi­cazione e la santificazione di molte anime; il dolo­re, il dolore, la immolazione è la salvezza di milio­ni e milioni di peccatori". (05-10-51)

20 "( ...) Se tutte le anime che si dicono "pie" lo fos­sero, sarebbe questo sufficiente perché la giustizia di mio Padre non cadesse sulla Terra.

Ma il numero di quelle che mi amano con purezza e sincerità è tanto piccolino! E il numero delle mie vittime non arriva a riparare tanti e tanto gravi cri­mini.

Soffri, soffri, figlia mia, soffri. Io voglio che il tuo cuore soffra molto, che viva continuamente in tur­bamento per condurre alla pace le anime che sono in rivolta contro di me Salvale, consolami!" (23-11-51)

21 "Ascoltate! Gesù parla, Gesù piange, Gesù si con­fida con la sua vittima.

Vengo fuggitivo, figlia mia, i malvagi mi attacca­rono, mi ferirono. Sono entrato nel tuo cuore, in esso mi sono rifugiato.

Voglio entrare e rifugiarmi in molti e molti cuori. Ah, se fosse possibile, vorrei entrare, vorrei rifu­giarmi in tutti i cuori, possederli tutti.

Ascoltate, ascoltate il Mendico d'amore: Gesù men­dica amore, Gesù mendica dolore, molto dolore. In queste ore, in questo tempo di angoscia per il mio divin Cuore io voglio, sì, io voglio che tutta la ripa­razione mi sia data.

Io voglio, sì, figlia mia, presentare al mio Eterno Padre la riparazione che mi dài e la riparazione che, grazie a te, mi dànno molte anime.

La tua vita, figlia mia, è una scuola di amore, è una scuola di dolore. lo voglio, io voglio, grido ben forte, che tutta l'umanità apprenda dalla tua vita: è una scuola di sapienza, è una scuola sublime, è una scuola tutta tutta della vita divina. (...)" (28-03-52)

22 "La guerra delle passioni si è scatenata: il mondo, il mondo crudele non cessa di offendermi. La dis­onestà, le passioni, l'ambizione, l'avarizia, i balli, i cinematografi! Ah, figlia mia, ah, figlia mia, non posso dire di più, non voglio rattristare oltre il tuo cuore tanto sofferente. Basta, basta! Sono io che dico "basta". Non puoi essere crocifissa con maggiore intensità". (09-05-52)

23 "La tua vita arriverà da un polo all'altro del mondo, come il regno di Cristo crocifisso.

Offrimi dolore, offrimi dolore, figlia mia: quel dolo­re che placa la giustizia del Padre, quel dolore che estingue il suo fuoco vindice, quel dolore che dà al mondo una vita nuova, quel dolore che strappa agli artigli di Satana migliaia, milioni, milioni, milioni di perversi grandi peccatori.

Attenzione, attenzione, udite, anime vittime, udite, anime amanti del Signore! Venite presto, venite con urgenza prima che echeggi il tuono della distru­zione!

Salvate le anime, salvate le anime, consolate Gesù, placate la giustizia del Signore!" (10-10-52)

24 "( ... ) I peccatori, i peccatori di tutte le classi e con­dizioni! Li richiamo attraverso te [Alexandrina] E attraverso te do loro il perdono. Le tue sofferenze, il tuo calvario li portano al pentimento, li portano ad una confessione ben fatta.

Confida, confida, figlia diletta: se tu non soffrissi così, non andrebbero a gruppi al tribunale della penitenza.

Il dolore, unito all'amore, è l'arma più potente, è il puntello più saldo che mantiene sospeso il brac­cio del Signore (...)

Orazione, penitenza, emenda di vita! Parlino colo­ro che possono parlare, avvisino coloro che pos­sono avvisare. (...)" (28-11-52)

25 "( ...) In quest'ora gravissima in cui si trova il mondo, in questi momenti di tanta perdizione, è necessaria la luce di questo Calvario per illumina­re, sono necessarie, sono urgenti tutte queste sof­ferenze.

Il mondo è pazzo; oh, le anime si perdono! Illu­minale, illuminale; dà la luce al mondo, illumina le anime! La luce che tu possiedi è la luce del Sole, la vita che vivi è la vita del Signore, è la vita di Cri­sto.

Fa' che le anime che ti stanno attorno, che vengo­no presso di te, vivano questa stessa vita. Coraggio, coraggio! Avanti sempre, fiorellino eucaristico! Avanti, avanti, avanti sempre, innamorata folle delle anime, innamorata folle di Gesù!" (02-01-53)

26 'Figlia mia, mia diletta sposa, ho bisogno di esse­re consolato, ho bisogno di deliziarmi in questo giardino profumato, ho bisogno di dimenticarmi dei crimini del mondo.

Soffri, soffri, consola Gesù, consola Maria; ripara il Suo e il mio divin Cuore. Amaci, amaci inces­santemente. Fa' che io possa dimenticare tanti e tanto svariati crimini.

L'amore vince, l'amore trionfa, l'amore fa l'eroi­smo delle vittime.

Figlia mia, è tanto profondo il dolore del mio Cuore! Dimmi, dimmi: sei disposta a soffrirlo tu? So che non mi dài un rifiuto: so fin dove arriva la tua follia d'amore per me, so fin dove arriva il tuo amore per le anime. (...)"

"( ...) Io soffro e accetto tutto. Datemi quanto vi pia­cerà; ma è sempre solo per amore, affinchè non sof­fra più il vostro divin Cuore né quello di Mammi­na, affinchè le anime si salvino e non vadano all'in­ferno".(07-03-53)

27 "Il dolore è fuoco che riscalda, il dolore è sole che splende, il dolore è vita, è elevazione dell'anima a Gesù, il dolore è vita, il dolore è salvezza. Corag­gio, coraggio, figlia mia!

Il dolore risuscita le anime a Gesù e le salva. Il dolo­re ha ogni potere, il dolore, il dolore porta salvez­za.

Ogni anima che soffre con amore vive unita al suo Dio. (...)

(...) Che mondo, che mondo, che orribile mondo di vizi!

Il mio divin Cuore soffre attraverso il tuo cuore, il mio divin Cuore ama attraverso il tuo amore. Amo io e ami tu; tu ami con il mio amore, tu ti dài per mio amore, tu ti logori, tu ti consumi per amore a me e per amore alle anime. Tu soffri, e io soffro in te. Perché soffro? Perché amo. Perché ho dato la vita solo per dare vite, solo per dare vite.

Soffro in te senza soffrire (sofro em ti, sem soffrr). Io sono in te la tua forza. Tu soffri perché non sof­fra io, tu ami perché io sia sempre più amato. Tutto il dolore rimane nel tuo cuore e la consola­zione e la gioia vanno nel mio Cuore" (18-09-53)

28 "( ...) Figlia mia, la tua generosità eroica di dona­zione totale mi spinse a portarti al massimo della sofferenza, perché ho poche, pochissime vittime che accettino la croce, che si lascino crocifiggere, che si immolino giorno e notte per amore a me e per la salvezza delle anime.

Il mondo pazzo e ingrato, corrotto dalle sue pas­sioni, esige da te il massimo del tuo tanto tanto grande martirio (...)

Salazar, Salazar, allerta! È tanto il veleno che si dif­fonde!... Da una parte e dall'altra sorgono tradi­menti. Questa panoramica è celeste: chi avvisa è Gesù. (27-08-54)

29 "Figlia mia, voglio dare la pace, ma gli uomini, i peccatori, il mondo rifiuta la pace. Voglio dare il mio amore, e non è accettato questo amore.

I balli, i balli, le spiagge, le spiagge, le mode, le mode indecenti, i cinematografi, i teatri, i casinò, tutto eccita al piacere, alla carne, alla lussuria. Che incendio, che incendio, figlia mia!

Tutto il tuo martirio ha raggiunto il massimo, per­ché i vizi, i crimini luridi l'hanno pure raggiun­to. (...)" (03-09-54)

30 "Vieni, figlia mia, al mio Cuore di sposo, al mio Cuore di padre. Rialzati, coraggio, coraggio! Vieni a questo Cuore che ti ama follemente e che tu ami follemente. Vieni a questo Cuore che ti chiede: fa', fa' che io sia amato! Parla del mio amore, distri­buisci il mio amore.

Vieni, innamorata folle, vieni, pescatrice delle anime. Osserva nel mare i pescatori che lanciano le loro reti per guadagnare il loro pane, per l'ali­mento corporale dell'umanità.

Le tue reti sono altre, o pescatrice di Gesù, guarda a me: tu hai lanciato le reti del dolore e dell'amo­re in questo mare infinito di tanto martirio.

Io tiro a me le reti: le anime salgono a me".

Vidi i due mari: il mare dei pesci e il mare delle anime; in questo vi era solo Gesù. Come Egli tira­va la reti! ...Quale differenza con gli altri pescatori! La sua (pesca) si moltiplicava all'infinito.

"Il mondo pecca, il mondo è pazzo. È necessario, è urgente tenere sospeso il braccio di mio Padre. Ripara, pescatrice!

Soffri nel tuo mare inaudito, perché le anime si sal­vino a milioni". (03-06-55)

31 La voce di Gesù mi chiamò: "Figlia mia, figlia mia, Alexandrina, mia Alexan­drina, esci dai tuoi abissi e vieni a me, piccola vio­letta, violetta nascosta!

Soffri, soffri, ripara, figlia mia. Il mondo è tuo per­ché a mio; tu sei mia e con lui mi appartieni. Sal­valo, salvalo!

Quanto ti deve l'umanità, quanto ti deve il Porto­gallo! ...Se tu non soffrissi così, l'ira del Cielo si sarebbe scaricata sulla Terra in altro modo : l'ira, l'ira, l'ira del Signore!

Ripara per tutte le disonestà, ripara per tutta la lus­suria, ripara per tutti i crimini; sono tanti, tanti! Oh, come il mio divin Cuore è ferito!"

(...) "O Gesù, io voglio guarirvi questo Cuore feri­to; forse che non soffro io, affinchè non soffriate voi?

Invece di ardere di sofferenza, ardete d'amore! Invece di dolore, abbiate perdono!"

Gesù ebbe un sorriso doloroso, ma fece la mia volontà. La sua sofferenza scomparve. Allora, ardente d'amore, unì al mio il suo Cuore [segue la trasfusione di sangue] (19-08-55)

32 Non posso dire nulla di quanto mi avviene nell'a­nima.

Per sopportare il dolore bisogna spremersi in amore.

Sto a vedere se riesco a dire qualche parola del mio incontro con Gesù.

Egli mi chiamò e mi strappò dai miei profondi abis­si: "Figlia mia, figlia mia, per mondi di dolori sono necessari mondi e mondi di amore infinito. Corag­gio, per mondi, mondi di crimini senza fine! Dico "mondi" perché si pecca, figlia mia, come se ci fos­sero mondi e mondi di crimini. Come si pecca, come si pecca! ...Quale incendio che tanto si pro­paga!..Coraggio, coraggio, figlia!...

E necessario dare all'Eterno Padre una riparazio­ne che superi tanta malvagità senza fine". (...) (26-08-55)

Abbiamo visto già (nr 7, Parte II, capi) che Gesù, con Maria, esercita un ruolo di mediatore tra la povera umanità e l'Eterno Padre. Il seguente brano ci presenta un commovente dialogo in questo senso, tra Gesù e il Padre, udito da Ale­xandrina in estasi.

33 "( ...) Il mondo pecca, figlia mia, coraggio! Ah, cosa lo attende! Il mondo pecca, non mi dà retta! Che sarà di lui?

Non posso più trattenere la giustizia di mio Padre". In questo momento scese l'Eterno Padre: scese severo, scese in mezzo a nubi nere. La mano destra alzata con la falce vindice, la mano sinistra con un globo che si disfaceva in fuoco. Le nubi si disfa­cevano esse pure in brandelli di fuoco.

Era infinito il peso che mi schiacciava, infinito lo sgomento che mi torturava.

Gesù non permise che il suo Eterno Padre si acco­stasse molto alla Terra e a Sé. Gesù, con la mano alzata, gli diceva:

"Fermatevi, Padre mio, fermatevi! Ancora un poco di attesa, ancora misericordia per le anime!"

Oh, voce terribile, quella dell'Eterno Padre! Ma, nonostante tutto, ebbi il piacere di udire il dialogo tra i Due.

"Non posso, figlio mio, non posso! Il mondo, i pec­catori abusano delle mie grazie; non posso vederti così tanto ferito!"

"Padre, Padre mio, perdonate, perdonate per amore di (de) mia Madre e vostra Figlia!

Aspettiamo ancora, aspettiamo ancora!"

"Non posso, Figlio mio, non posso. Non posso vedere nel mondo tanta iniquità! Non posso vede­re la tua Passione e Morte rinnovate giorno e notte!" Gesù, a mani alzate, si avvicinava sempre più a Lui e gli diceva: "Avete ragione, Padre mio, ma io Vi offro questa vittima che abbiamo scelto e collocata in questo Calvario: è figlia vostra, è mia beneamata sposa. È pronta per essere immolata giorno e notte. Allontanatevi, allontanatevi! Aspettiamo ancora un poco; perdoniamo, perdoniamo, Padre mio!

E nostra questa vittima, ed ella ci ama; sono nostre alcune altre vittime che abbiamo nel mondo e che ci amano. Perdoniamo, perdoniamo, aspettiamo, aspettiamo, Padre mio!"

La giustizia dell'Eterno Padre si placò (*) ed Egli si allontanò dicendo:

"Parla, Figlio mio, alla nostra vittima, dille i nostri desideri, manifestale la nostra volontà".

Gesù si avvicinò di più a me, unì i nostri cuori: rimasero i due in una sola massa [segue la trasfu­sione di sangue] (10-09-54)

(*) Questo avvenne il 10 settembre 1954. È passato mezzo secolo.

Quante anime-vittime nascoste sono state e sono all'opera! (n.d.t.)

Dio è amore, sempre, anche quando si presenta come Padre che minaccia per richiamare, per indirizzare alla sal­vezza.

"Anche a castigare è sempre il mio amore, il mio amore infinito!" (vd. Cap.6, nr 13)

Perché non resti, del nostro Dio, l'immagine distorta di un Terribile vindice senza pietà, animato sola dalla colle­ra della sua Maestà offesa, terminiamo con l'esporre come Alexandrina sente che tutta la Santissima Trinità è coinvolta nel vortice dell'amore-dolore.

Mio Dio, quanto Gesù soffre!

O mio Eterno Padre, quanto soffrite Voi, con il vostro Figlio e lo Spirito Santo, essendo un solo Dio!

Sento che lo siete, sento che Voi amate in Uno solo; sento che, come Uno solo, tutto soffrite. Io soffro con Voi, e non ne posso più per tanto dolore! (11-11-49)

Kyrie eléison, Kyrie eléison, Kirye eléison!