"Vi
supplico: lasciatevi riconciliare con Dio!"
GUIDA
PRATICA AL SACRAMENTO DELLA CONFESSIONE
PRESENTAZIONE
"Vi supplico: lasciatevi riconciliare con Dio". Dal 1995 queste parole risuonano con particolare forza persuasiva nella chiesetta parrocchiale di S. Agostino in Pantano (Civitavecchia). Il 17 giugno di quell'anno affidai solennemente a questa piccola chiesa parrocchiale il compito di custodire gelosamente e amorevolmente una prodigiosa statuetta della Madonna. Questa statua aveva lacrimato sangue per ben quattordici volte alla presenza di numerosi e qualificati testimoni. La quattordicesima lacrimazione era avvenuta addirittura mentre la statua si trovava tra le mie mani.
Da
quel sabato 17 giugno la chiesa parrocchiale di S. Agostino è divenuta per le
numerose folle di pellegrini la chiesa della Madonnina delle Lacrime o più
semplicemente la chiesa della Madonnina.
In
questo luogo di culto, visitato in modo così straordinario dalla Divina
Misericordia, si possono facilmente ascoltare nell'intimo del proprio cuore
affettuose parole materne, che ripetono dolcemente: "Vi
supplico: lasciatevi riconciliare con Dio".
La riconciliazione con il Dio Vivo si compie solo ed unicamente mediante il lavacro rigeneratore nel Sangue Preziosissimo di Gesù, l'unico Redentore e Salvatore dell'uomo. È nel suo Sangue - il Sangue di Dio, come scrive S. Ignazio di Antiochia - che veniamo purificati dai peccati, riconciliati con il Padre ricco di misericordia e restituiti al suo abbraccio. Questa immersione purificatrice e santificatrice nel Sangue Divino di Gesù, ordinariamente si compie nell'umile e semplice celebrazione del Sacramento del Battesimo e del Sacramento della Riconciliazione o Penitenza, comunemente chiamato Sacramento della Confessione. I peccati commessi dopo il Battesimo vengono infatti perdonati con il Sacramento della Confessione che così si rivela come il "luogo" dove si manifestano i grandi miracoli della Divina Misericordia.
È
lo stesso Gesù che lo spiega a Santa Faustina Kowalska, l'apostola della Divina
Misericordia: «Scrivi,
parla della Mia Misericordia. Dì alle anime dove debbono cercare le
consolazioni cioè nel tribunale della Misericordia, lì avvengono i più
grandi miracoli che si ripetono continuamente. Per ottenere questo miracolo non
occorre fare pellegrinaggi in terre lontane né celebrare solenni riti
esteriori, ma basta mettersi con fede ai piedi di un Mio rappresentante e
confessargli la propria miseria ed il miracolo della Divina Misericordia si
manifesterà in tutta la sua pienezza. Anche se un'anima fosse in decomposizione
come un cadavere ed umanamente non ci fosse alcuna possibilità di risurrezione
e tutto fosse perduto, non sarebbe così per Dio: un miracolo della Divina
Misericordia risusciterà quest'anima in tutta la sua pienezza. Infelici coloro
che non approfittano di questo miracolo della Divina Misericordia! Lo
invocherete invano, quando sarà troppo tardi!»
(Santa Faustina Kowalska, Diario, V Quaderno, 24.X11.1937).
«Figlia,
quando vai alla Confessione, sappi che Io stesso ti aspetto in confessionale, Mi
copro soltanto dietro il sacerdote, ma sono Io che opero nell'anima. Lì la
miseria dell'anima s'incontra col Dio della Misericordia. Dì alle anime che da
questa sorgente della Misericordia possono attingere le grazie unicamente col
recipiente della fiducia. Se la loro fiducia sarà grande, la Mia generosità
non avrà limiti. I rivoli della Mia grazia inondano le anime umili. I superbi
sono sempre nell'indigenza e nella miseria, poiché la Mia grazia si allontana
da loro e va verso le anime umili»
(Santa Faustina Kowalska, Diario, VI Quaderno, 13.11.1938).
La Madonnina, la Madre di Dio e dell'umanità, con le sue lacrime di sangue supplica accoratamente tutti a lasciarsi riconciliare con il Dio Vivente. E soprattutto non cessa di invitare i suoi figli che hanno ricevuto il dono del Battesimo a ricorrere frequentemente e con fiducia al Sacramento della Confessione, per godere delle insondabili meraviglie dell'Amore Misericordioso ed esserne sempre più i testimoni nel mondo contemporaneo, così grandemente bisognoso della Divina Misericordia.
Offriamo
questa Guida pratica al Sacramento della Confessione (*) con il desiderio di
contribuire umilmente alla missione riconciliatrice della Madonnina.
+
Girolamo Grillo, Vescovo
1.
Che cos'è il peccato?
Il
peccato è «una parola, un atto o un desiderio contrari alla Legge eterna»
(sant'Agostino). È un'offesa a Dio, una disobbedienza a Lui, alla sua Legge d'amore.
Esso ferisce la natura dell'uomo e attenta alla solidarietà umana. Cristo nella
sua Passione svela pienamente la gravità del peccato e lo vince con la sua
Misericordia.
2.
Come si distingue il peccato da noi commesso?
Si
distingue in peccato mortale (o grave) e veniale.
3.
Quando si commette il peccato mortale?
Si
commette il peccato mortale quando ci sono nel contempo materia grave, piena
consapevolezza e deliberato consenso. Questo peccato rompe l'amicizia con Dio,
ci priva della grazia santificante, distrugge in noi la carità, ci conduce alla
morte eterna dell'inferno se non ci si pente. Viene perdonato in via ordinaria
mediante i Sacramenti del Battesimo e
della
Penitenza o Riconciliazione (comunemente chiamato Sacramento della Confessione).
4.
Quando si commette il peccato veniale?
Il peccato veniale, che si differenzia essenzialmente dal peccato mortale, si commette quando si ha materia leggera, piena consapevolezza e deliberato consenso, oppure quando si ha materia grave, ma senza piena consapevolezza o deliberato consenso. Il peccato veniale non rompe l'amicizia con Dio, non priva della grazia santificante, ma indebolisce la carità, manifesta un affetto disordinato per i beni creati, ostacola i progressi dell'anima nell'esercizio delle virtù e nella pratica del bene. Il peccato veniale esige una purificazione temporale (pena temporale).
5.
Come prolifera in noi il peccato?
Il
peccato trascina al peccato, e la sua ripetizione genera il vizio.
6.
Che cosa sono i vizi?
I
vizi, essendo il contrario delle virtù, sono cattive abitudini che ottenebrano
la coscienza e inclinano al male. I vizi possono essere collegati ai sette
peccati cosiddetti capitali, che sono: superbia,
avarizia, invidia, ira, lussuria, golosità, pigrizia spirituale o accidia.
7.
Esiste una nostra responsabilità nei peccati commessi da altri?
Esiste una nostra responsabilità nei peccati commessi da altri quando vi cooperiamo: prendendovi parte direttamente e volontariamente; comandandoli, consigliandoli, lodandoli o approvandoli; non denunciandoli o non impedendoli quando si è tenuti a farlo; proteggendo coloro che commettono il male.
1.
Disperare di
salvarsi.
2.
Presunzione di
salvarsi senza merito.
3.
Impugnare la
verità conosciuta.
4.
Invidia della
grazia altrui.
5.
Ostinazione
nei peccati.
6.
Impenitenza
finale.
1.
Omicidio volontario.
2.
Peccato impuro
contro natura.
3.
Oppressione dei
poveri.
4.
Defraudare del
giusto salario gli operai.
8.
Che cos'è la Confessione?
La
Confessione è il sacramento istituito da Gesù Cristo per rimettere i peccati
commessi dopo il Battesimo (Gv 20, 19-23).
9.
Quante e quali cose si richiedono per fare una buona Confessione?
Per
fare una buona Confessione si richiedono cinque cose:
1°
esame di coscienza;
2°
pentimento o dolore dei peccati;
3°
proposito di non commetterne più;
4°
accusa dei peccati;
5°
soddisfazione o penitenza.
10.
Come si fa l'esame di coscienza?
L'esame
di coscienza si fa richiamando alla mente i peccati commessi in pensieri,
parole, opere ed omissioni, contro i Comandamenti di Dio, i precetti della
Chiesa e gli obblighi del proprio stato (per esempio, gli obblighi di sposo, di
genitore, di figlio, di lavoratore, di studente, etc.), a cominciare
dall'ultima confessione ben fatta.
I
DIECI COMANDAMENTI, O DECALOGO lo sono il Signore Dio tuo:
1.
Non avrai altro Dio fuori di me.
2.
Non nominare il nome di Dio invano.
3.
Ricordati di santificare le feste.
4.
Onora il padre e la madre.
5.
Non uccidere.
6.
Non commettere atti impuri (*).
7.
Non rubare.
8.
Non dire falsa testimonianza.
9.
Non desiderare la donna d'altri.
10.
Non desiderare la roba d'altri.
(*) Riportiamo un brano di un discorso di Giovanni Paolo II ai Vescovi degli Stati Uniti d'America:
«Con
la schiettezza del Vangelo, la compassione di Pastori e la carità di Cristo,
voi avete affrontato la questione dell'in dissolubilità del matrimonio,
affermando giustamente: «Il patto tra un uomo e una donna uniti in matrimonio
cristiano è tanto indissolubile e irrevocabile quanto l'amore di Dio per il
suo popolo e l'amore di Cristo per la sua Chiesa». Esaltando la bellezza del
matrimonio voi avete giustamente preso posizione sia contro la teoria della
contraccezione sia contro gli atti contraccettivi, come fece l'enciclica Humanae
vitae. Ed io stesso oggi, con la stessa convinzione di Paolo VI, ratifico
l'insegnamento di questa enciclica, emessa dal mio Predecessore "in virtù
del mandato affidatoci da Cristo ". Descrivendo l'unione sessuale tra
marito e moglie come una speciale espressione del loro
patto d'amore,
voi avete giustamente affermato: "Il rapporto sessuale è un bene umano e
morale soltanto nell'ambito del matrimonio: fuori del matrimonio esso è
immorale ".
Come
uomini che hanno `parole di verità e la potenza di Dio " (2 Cor 6,7), come
autentici maestri della legge di Dio e Pastori compassionevoli, voi avete anche
giustamente affermato: 'Il comportamento omosessuale (che va distinto
dall'orientamento omosessuale) è moralmente disonesto "». «...Sia il
magistero della Chiesa, nella linea di una tradizione costante, sia il senso
morale dei fedeli hanno affermato senza esitazione che la masturbazione è un
atto intrinsecamente e gravemente disordinato» (Dichiarazione della sacra
Congregazione per la dottrina della fede circa alcune questioni di etica
sessuale, 29 dicembre 1975, n. 9).
1.
Partecipare alla Messa la domenica e le altre feste comandate e rimanere liberi
da lavori e da altre attività che potrebbero impedire la santificazione di tali
giorni.
2.
Confessare i propri peccati almeno una volta all'anno.
3.
Ricevere il sacramento dell'Eucaristia almeno a Pasqua.
4.
Astenersi dal mangiare carne e osservare il digiuno nei giorni stabiliti dalla
Chiesa.
5.
Sovvenire alle necessità materiali della Chiesa stessa, secondo le proprie
possibilità.
11.
Che cos'è il pentimento?
Il
pentimento è il dispiacere o dolore dei peccati commessi, che ci fa proporre di
non peccare più. Può essere perfetto o imperfetto.
12.
Che cos'è il pentimento perfetto o contrizione?
Il
pentimento perfetto o contrizione è il dispiacere dei peccati commessi, perché
sono offesa a Dio nostro Padre, infinitamente buono e amabile, e causa della
Passione e Morte di Gesù Cristo, Figlio di Dio e nostro Redentore.
13.
Che cos'è il pentimento imperfetto o attrizione?
Il
pentimento imperfetto o attrizione è il dispiacere dei peccati commessi, per il
timore della pena eterna (Inferno) e delle pene temporali, o anche per la bruttezza
del peccato.
14.
Che cos'è il proposito?
Il
proposito è la volontà risoluta di non commettere mai più peccati e di
fuggirne le occasioni.
15.
Che cos'è l'occasione del peccato?
L'occasione
del peccato è ciò che ci mette in pericolo di peccare.
16.
Siamo obbligati a fuggire le occasioni dei peccati?
Siamo
obbligati a fuggire le occasioni dei peccati, perché siamo obbligati a fuggire
il peccato: chi non le fugge, finisce per cadere, poiché "chi ama il pericolo
in esso si perderà" (Sir 3, 27).
17.
Che cos'è l'accusa dei peccati?
L'accusa
dei peccati è la manifestazione dei peccati fatta al Sacerdote confessore, per
ricevere l'assoluzione.
18.
Di quali peccati siamo obbligati ad accusarci?
Siamo
obbligati ad accusarci di tutti i peccati mortali (con numero e circostanze) non
ancora confessati o confessati male. La Chiesa raccomanda vivamente di
confessare anche i peccati veniali per formare la propria coscienza, lottare
contro le cattive inclinazioni, lasciarsi guarire da Cristo e progredire nella
vita dello Spirito.
19.
Come deve essere l'accusa dei peccati?
L'accusa
dei peccati deve essere umile, intera, sincera, prudente e breve.
20.
Quali circostanze si devono manifestare, perché l'accusa sia intera?
Perché
l'accusa sia intera, si devono manifestare le circostanze che mutano la specie
del peccato:
1.
quelle per le quali un'azione peccaminosa da veniale diventa mortale;
2.
quelle per le quali un'azione peccaminosa contiene due o più peccati mortali.
21. Chi non ricorda precisamente il numero dei suoi peccati mortali, che cosa deve fare?
Chi
non ricorda precisamente il numero dei suoi peccati mortali, deve accusarne il
numero, perlomeno, approssimativo.
22. Perché non dobbiamo farci vincere dalla vergogna e tacere qualche peccato mortale?
Non
dobbiamo farci vincere dalla vergogna e tacere qualche peccato mortale, perché
ci confessiamo a Gesú Cristo nella persona del confessore, e questi non può
rivelare nessun peccato, a costo anche della vita (sigillo sacramentale); e
perché, altrimenti, non ottenendo il perdono saremo condannati.
23. Chi per vergogna tacesse un peccato mortale, farebbe una buona Confessione?
Chi
per vergogna tacesse un peccato mortale, non farebbe una buona Confessione, ma
commetterebbe un sacrilegio (*).
(*)
Il sacrilegio consiste nel profanare o nel trattare indegnamente i sacramenti e
le altre azioni liturgiche, come pure le persone, gli oggetti e i luoghi
consacrati a Dio. Il sacrilegio è un peccato gravissimo , soprattutto quando è
commesso contro l’Eucaristia, perché, in questo Sacramento, è presente
Nostro Signore Gesù Cristo in modo vero, reale, sostanziale; con il suo Corpo e
il suo Sangue, con la sua Anima e la sua Divinità.
24. Che cosa deve fare chi sa di non essersi confessato bene?
Chi
sa di non essersi confessato bene, deve rifare le confessioni fatte male e
accusarsi dei sacrilegi commessi.
25. Chi senza colpa ha tralasciato o dimenticato un peccato mortale, ha fatto una buona Confessione?
Chi
senza colpa ha tralasciato o dimenticato un peccato mortale (o grave), ha
fatto una buona Confessione. Qualora se ne ricordasse, gli resta l'obbligo di
accusarsene nella Confessione seguente.
26. Che cos'è la soddisfazione o penitenza?
La
soddisfazione, o penitenza sacramentale, é il compimento di certi atti di
penitenza che il confessore impone al penitente per riparare il danno causato
dal peccato commesso e per soddisfare alla giustizia di Dio.
27. Perché nella Confessione s'impone la penitenza?
Nella
Confessione s'impone la penitenza perché l'assoluzione toglie il peccato, ma
non porta rimedio a tutti i disordini che il peccato ha causato (*).
Molti peccati recano offesa al prossimo. Bisogna fare il possibile per riparare
(ad esempio, restituire cose rubate, ristabilire la reputazione di chi è stato
calunniato, risanare le ferite). La semplice giustizia lo esige. Ma, in più,
il peccato ferisce e indebolisce il peccatore stesso, come anche le sue
relazioni con Dio e con il prossimo. Risollevato dal peccato, il peccatore
deve ancora recuperare la piena salute spirituale. Deve dunque fare qualcosa
di più per riparare le proprie colpe: deve "soddisfare" in maniera
adeguata o "espiare" i suoi peccati.
(*)
Il peccato ha una duplice conseguenza. Il peccato mortale (o grave) ci priva
della comunione con Dio e perciò ci rende incapaci di conseguire la vita
eterna, la cui privazione è chiamata la "pena eterna" del peccato.
D'altra parte, ogni peccato, anche veniale, provoca un attaccamento malsano alle
creature, che ha bisogno di purificazione, sia quaggiù,
sia dopo la morte, nello stato
chiamato Purgatorio. Tale purificazione libera dalla cosiddetta "pena
temporale" del peccato. Queste due pene non devono essere concepite come
una specie di vendetta, che Dio infligge dall'esterno, bensì come derivanti
dalla natura stessa del peccato. Una conversione, che procede da una fervente
carità, può arrivare alla totale purificazione del peccatore, così che non
sussista più alcuna pena.
Il
perdono del peccato e la restaurazione della comunione con Dio comportano la
remissione delle pene eterne del peccato. Rimangono, tuttavia, le pene
temporali del peccato. Il cristiano deve sforzarsi, sopportando pazientemente le
sofferenze e le prove di ogni genere e, venuto il giorno, affrontando
serenamente la morte, di accettare come una grazia queste pene temporali del
peccato; deve impegnarsi, attraverso le opere di misericordia e di carità,
come pure mediante la preghiera
e varie pratiche di penitenza, a spogliarsi completamente dell'«uomo
vecchio» e a rivestire l’uomo nuovo».
28. Quando si deve fare la penitenza?
Se
il confessore non ha prescritto alcun tempo, la penitenza si deve fare al più
presto.
1.
Dar da mangiare agli affamati.
2.
Dar da bere agli assetati.
3.
Vestire gli ignudi.
4.
Alloggiare i pellegrini
5.
Visitare gli infermi.
6.
Visitare i carcerati.
7.
Seppellire i morti.
1.
Consigliare i dubbiosi.
2.
Insegnare agli ignoranti.
3.
Ammonire i peccatori.
4.
Consolare gli afflitti.
5.
Perdonare le offese.
6.
Sopportare pazientemente le persone moleste.
7.
Pregare Dio per i vivi e per i morti.
29. Quando si deve fare la santa Comunione?
La
Chiesa raccomanda ai fedeli che partecipano alla santa Messa di ricevere con le
dovute disposizioni anche la santa Comunione, prescrivendone l'obbligo almeno a
Pasqua.
30. Che cosa si richiede per ricevere la santa Comunione?
Per
ricevere la santa Comunione si deve essere pienamente incorporati alla Chiesa
Cattolica ed essere in stato di grazia, cioè senza peccati mortali. Chi è
consapevole di aver commesso un peccato mortale (o grave) deve accostarsi al
Sacramento della Confessione prima di ricevere la santa Comunione. Importanti
sono anche lo spirito di raccoglimento e di preghiera, l'osservanza del digiuno
prescritto dalla Chiesa (*)
e l'atteggiamento umile e modesto del corpo (nei gesti e nell'abbigliamento),
in segno di rispetto a Gesù Cristo.
(*)
A riguardo del digiuno che si deve osservare per ricevere la santa Comunione,
le disposizioni della Sacra congregazione per il Culto divino del 21 giugno 1973
stabiliscono quanto segue:
1
- Per ricevere il Sacramento dell'Eucaristia i comunicandi devono essere da
un'ora digiuni di cibi solidi e di bevande, fatta eccezione per l'acqua.
2
- Il tempo del digiuno eucaristico o dell'astinenza dal cibo e dalle bevande
viene ridotto a un quarto d'ora circa:
a)
per i malati degenti all'ospedale o a domicilio, anche se non costretti a letto;
b)
per i fedeli avanzati in età, sia nella loro abitazione che in casa di riposo;
c)
per i sacerdoti malati, anche se non costretti a degenza, o per quelli anziani,
sia che celebrino la Messa o che ricevano la santa Comunione;
d)
per le persone addette alla cura dei malati o degli anziani e per i congiunti
degli assistiti, che desiderano fare con essi la santa Comunione, quando non
possono, senza disagio, osservare il digiuno di un'ora.
31. Chi si comunicasse in peccato mortale riceverebbe Gesù Cristo?
Chi si comunicasse in peccato mortale, riceverebbe Gesù Cristo, ma non la sua grazia, anzi commetterebbe un orribile sacrilegio (cfr. 1 Cor 11, 27-29).
32. In che cosa
consiste la preparazione prima della Comunione?
La
preparazione prima della Comunione consiste nel soffermarsi per qualche momento
a considerare Chi andiamo a ricevere e chi siamo noi, facendo atti di fede, di
speranza, di carità, di contrizione, di adorazione, di umiltà e di desiderio
di ricevere Gesù Cristo.
33. In che cosa consiste il ringraziamento dopo la Comunione?
Il
ringraziamento dopo la Comunione consiste nello stare raccolti ad adorare dentro
di noi, con fede viva, il Signore Gesù, manifestandogli tutto il nostro affetto,
la nostra riconoscenza e presentandogli con fiducia le nostre necessità,
quelle della Chiesa e del mondo intero.
34. Dopo la santa Comunione quanto tempo resta in noi Gesù Cristo?
Dopo
la santa Comunione Gesù Cristo resta in noi con la sua grazia finché non si
pecca mortalmente e con la sua presenza vera, reale e sostanziale resta in noi
finché non si sono consumate le specie eucaristiche.
35. Quali sono i frutti della santa Comunione?
La
santa Comunione accresce la nostra unione con Gesù Cristo e con la sua Chiesa,
conserva e rinnova la vita di grazia ricevuta nel Battesimo e nella Cresima e ci
fa crescere nell'amore verso il prossimo. Fortificandoci nella carità,
cancella i peccati veniali e ci preserva dai peccati mortali.
-
Hai fatto sempre bene le tue confessioni passate?
-
Hai ricevuto la S. Comunione con la certezza di essere in peccato mortale senza
prima esserti confessato?
-
Hai confessato i tuoi peccati almeno una volta all'anno?
-
Hai ricevuto la S. Comunione almeno a Pasqua?
-
Hai dubitato (o peggio negato), volontariamente, di qualche verità della fede?
-
Hai accettato o appoggiato dottrine condannate dalla Chiesa: divorzio, aborto,
eutanasia, ecc.?
-
Hai votato per partiti o candidati contrari ai principi cristiani e alla
Chiesa?
-
Hai avuto vergogna di professare la tua fede cristiana cattolica?
-
Hai mancato di rispetto a luoghi, persone o cose sacre?
-
Hai contribuito alle necessità materiali della Chiesa, secondo le tue
possibilità?
-
Hai prestato fede alla superstizione, agli scongiuri, ai maghi, ai cartomanti,
agli oroscopi? Hai partecipato a sedute spiritiche?
-
Hai recitato con devozione le preghiere del mattino e della sera?
-
Hai pregato volontariamente in modo distratto e superficiale?
-
Hai trascurato di istruirti nelle verità della fede cattolica?
-
Hai bestemmiato il Nome di Dio, della Vergine Maria o dei Santi?
-
Hai nominato invano o con poco rispetto il loro nome?
-
Hai giurato per cose da poco, o peggio, hai giurato il falso?
-
Hai perso la S. Messa alla domenica e nelle feste di precetto senza un grave
motivo, ma per negligenza o pigrizia o cattiva volontà?
-
Hai fatto il possibile perché i tuoi figli e i tuoi sottoposti non perdessero
la S. Messa in tali giorni?
-
Hai lavorato o fatto lavorare gli altri in tali giorni senza un grave motivo?
-
Hai osservato l'astinenza dalle carni e il digiuno stabiliti dalla Chiesa?
-
Hai partecipato attivamente alla vita della Chiesa, collaborando secondo le tue
possibilità alle iniziative di apostolato e di carità?
-
Hai amato, rispettato e obbedito ai genitori e ai superiori?
-
Hai dato loro gravi dispiaceri?
-
Hai dato una buona educazione e un buon esempio ai tuoi figli?
-
Hai provveduto affinché i tuoi figli ricevessero una formazione cristiana (per
esempio la catechesi) e i Sacramenti?
-
Hai accolto e rispettato la vocazione dei figli o l'hai ostacolata o impedita?
-
Hai provveduto affinché i tuoi familiari o amici, gravemente malati,
ricevessero gli ultimi Sacramenti (Confessione, Viatico e Unzione degli
Infermi)?
-
Hai compiuto con diligenza i doveri del tuo stato?
-
Hai salvaguardato l'indissolubilità del matrimonio?
-
Hai commesso adulterio?
-
Hai trattato male i tuoi dipendenti?
-
Hai osservato le leggi civili?
-
Hai fatto obiezione di coscienza alle leggi civili contrarie alla Legge di Dio?
-
Hai procurato o favorito o consigliato l'aborto?
-
Hai mancato di rispetto verso i più deboli?
-
Hai soccorso i poveri, i bisognosi, i malati ecc. ?
-
Hai odiato il tuo prossimo; gli hai desiderato o augurato il male?
-
Hai lasciato che l'ira avesse il sopravvento nelle tue parole e azioni?
-
Hai rancore verso qualcuno?
-
Hai esagerato nel mangiare e nel bere, ubriacandoti?
-
Hai fatto uso di droghe pesanti o leggere?
-
Hai fumato troppo?
-
Hai guidato con imprudenza mettendo a repentaglio la vita tua o altrui?
-
Hai nutrito volontariamente pensieri di gelosia e di invidia?
-
Hai acconsentito volontariamente a pensieri, desideri e sguardi contrari alla
castità?
-
Hai letto libri immorali o riviste pornografiche?
-
Hai assistito a spettacoli immorali?
-
Hai frequentato compagnie pericolose?
-
Hai fatto o ascoltato discorsi cattivi o maliziosi?
-
Hai dato scandalo, provocando al peccato, con il parlare, con il tuo modo di
vestire o in qualche altro modo?
-
Hai cercato volontariamente occasioni di peccato?
-
Hai commesso atti impuri da solo o in compagnia?
-
Hai impedito in qualche modo il concepimento nell'atto coniugale?
-
Hai fatto ricorso alla sterilizzazione?
-
Hai rubato? Il valore era esiguo o elevato?
-
Hai restituito quanto hai rubato o trovato?
-
Hai imbrogliato nel vendere, nel comperare o nel lavoro?
-
Hai riparato il danno recato al prossimo?
-
Hai pagato i tuoi debiti?
-
Hai retribuito con giustizia ed equità i tuoi dipendenti?
-
Hai usato male il denaro?
-
Hai detto bugie?
-
Hai gravemente pregiudicato gli altri con la menzogna?
-
Hai violato i segreti ricevuti?
-
Hai avuto contegni ipocriti o poco trasparenti con il tuo prossimo?
-
Hai pensato o parlato male degli altri?
-
Hai calunniato qualcuno?
-
Hai tenuto un contegno superbo, ambizioso, orgoglioso, vanitoso ed egoista?
-
Hai il cuore attaccato alle cose di questo mondo?
Formule
che il fedele può utilizzare per esprimere il proprio atto di pentimento
durante la celebrazione della Confessione.
ATTO
DI DOLORE - Mio Dio, mi
pento e mi dolgo con tutto il cuore dei miei peccati, perché peccando ho
meritato i tuoi castighi, e molto più perché ho offeso Te, infinitamente buono
e degno di essere amato sopra ogni cosa. Propongo col tuo santo aiuto di non
offenderti mai più e di fuggire le occasioni prossime di peccato. Signore,
misericordia, perdonami.
O
Gesù d'amore acceso, non ti
avessi mai offeso! O mio caro e buon Gesú, con la tua santa grazia non ti
voglio offender più né mai più disgustarti, perché ti amo sopra ogni cosa.
Gesú mio, misericordia, perdonami.
O
Gesù mio, misericordia,
perdonami!
Gesù,
Figlio di Davide, abbi pietà
di me peccatore.
Agnello
di Dio, che togli i peccati
del mondo, lavami nel tuo Sangue da ogni peccato.
Gesù
ti amo, perdonami!