GIOIA DEL DONO DI SE’

Di Padre Giorgio Bettan S. J.

1 - USCIRE DALL'AMBIGUITA'

Ogni giorno sei colpito, quasi bombardato da slogans, riviste, programmi radio televisivi, cinema, colleghi di studio, di lavoro che ti promettono con assoluta sicurezza "sarai con­tento quando sfogherai i tuoi istinti, diver­titi e scapricciati godendo in tutti i sensi la tua giovinezza; liberati da ogni tabù, spas­sandotela finchè puoi cogliendo ogni occa­sione per avere dei piaceri.

Leggi il Vangelo e senti un discorso stra­no: si è felici dice Gesù - quando si domina se stessi raggiungendo la purezza del cuore anche a costo di sacrifici (cf. Mt. 5. 8.).

Il primato dello spirito sulla materia è un vero segreto di impagabile gioia.

Sarai felice anche se a te ragazza sembre­rà di non realizzarti, perdendo quel ragazzo che ami perchè non l'accontenti, sofferendo perchè gli anni passano in una attesa che sembrerebbe inutile.

Sarai felice anche se tu ragazzo non sarai capito nel tuo impegno di purezza e il tuo sforzo sarà irriso dai tuoi stessi amici.

Sono due prospettive, due tesi opposte: quale la vera? Quale comportamento placa il tuo animo assetato di gioia?

 

Necessaria la tua presa di posizione

Tu resti perplesso, incerto, non sai deci­derti; preferiresti non affrontare il problema perché troppo impegnativo e ti manca il co­raggio di una presa di posizione... Non potrai però andare avanti molto tempo così, in questo stato di indecisione, perché l'esperien­za insegna che o ci decidiamo noi, in base a motivi chiari e ponderati, o siamo spazza­ti via dalla vita, dalle situazioni che spesso drammaticamente ci sconvolgono. Quanti gio­vani si sono confidati dicendomi: "Non avrei mai pensato che sarei andato a finire così..." Scendendo pian piano per un pendio sdruccio­levole è fatale che tu scivoli nell'abisso. De­vi dunque determinarti, uscire da ogni equi­voco, prendere una decisione di fondo, affron­tando coraggiosamente il problema con mo­tivi ragionevoli e non con impressioni emoti­ve.

Tieni conto che sono tante le maschere che ridono, maschere di persone il cui cuore sanguina. Il giovane che dopo essersi scapric­ciato con una ragazza la sera precedente, ti descrive la sua esperienza esaltandola con mil­le espressioni, alzandosi il mattino seguente si è dovuto dare un'amara patente: "Sono uno straccio, mi vergogno di me stesso". La giovane che nell'euforia inebriante si illu­deva di appoggiarsi su un amico e di donarsi a lui, si accorge di aver sciupato per sempre le sue migliori energie.

D'altra parte, man mano che conoscerai persone e situazioni, ti accorgerai che solo chi è puro, o almeno si sforza seriamente di esserlo, si sente uomo; questi solo si sente a posto e dando uno sguardo al proprio av­venire può dire a se stesso: "Io mi realizzerò nella sanità e nell'equilibrio di energie tra­smettendo una vita sana". Solo chi sa domina­re i propri istinti gusta la gioia di donarsi e gode il vero ottimismo della vita. Questi motivi di buon senso ti devono dare la certez­za: Gesù ha ragione. Ti chiede dei sacrifici, ma sa pagarteli bene. I tuoi amici e, molto spesso, i tuoi falsi amici, ti procurano dei piaceri, ma non compensano l'umiliazione e la vergogna della tua degradazione. Una cosa è il piacere che passa subito, altra cosa è la gioia che resta nel profondo del cuore. Tra mille piaceri e una briciola di gioia la diffe­renza è abissale. Quanti piaceri sono stati pagati a prezzo di un pianto inconsolabile per aver compiuto errori irreparabili.

 

Sii persona

Diceva Dante: "Uomini siate e non peco­re matte". Quando si osservano frotte di gio­vani e di ragazze che si lasciano trascinare dagli istinti, non rispettando le loro finalità, dimenticando le elementari esigenze della razionalità, si ha proprio l'impressione di un branco di pecore matte.

L'uomo è l'insieme di due mondi: è com­posto di cielo e di fango, è fatto di anima e di corpo, tutti sentiamo ogni giorno l'attrattiva per gli ideali più belli, ma riscontriamo anche il richiamo degli impulsi più volgari e grossolani. Gli istinti sono forze provviden­ziali che Dio ha posto con uno scopo ben de­terminato e preciso. Se pensi all'attrazione fisica di te ragazzo verso la ragazza e vicever­sa, ti rendi conto subito come una sapienza infinita abbia disposto questo. Così tu ti pre­pari a formare la tua famiglia di domani, essendo richiamato oggi da una spinta fortis­sima verso l'altro sesso.

L'attrattiva sessuale è un meccanismo stu­pendo che Dio ha inventato perchè tu esca dal tuo guscio egoistico e, valorizzando le tue energie, ti sappia donare. Sentendone il ve­emente richiamo non devi pensare di accon­tentarlo subito, ma capirne la finalità, stu­diarne la funzionalità, osservarne la nobilità, impegnandoti ad interpretare il disegno di Dio, e ad attuarlo con coraggio e coerenza. Perché hai questo istinto e lo senti nella tua adoloscenza prima e giovinezza poi, sei stimolato allo studio, ad aprirti una strada nel lavoro, a sfruttare le doti che Dio ti ha dato.

 

Costruendoti il tuo avvenire

I richiami istintivi che avverti talvolta con violenza, talvolta con dolcezza romantica sono una segnalazione di Dio, perché tu con­servando intatte le tue energie fisiche, psicolo­giche, morali, impari la bellezza del dono di te. Avviene nello istinto sessuale quanto suc­cede con gli istinti della fame. Tu non senti l'appetito solo cinque minuti prima dell'ora del pranzo, ma anche qualche ora prima. Se tu mangiassi ogni qualvolta avessi voglia non gusteresti più il pranzo all'ora fissata, così suc­cede di chi si impiastriccia il cuore soddisfa­cendo i sensi.

Osserva poi come gli istinti negli animali sono regolati dalla natura; sia riguardo al tem­po, alla forma, alla frequenza. Nell'uomo in­vece gli istinti devono essere disciplinati dalla ragione. Quanti giovani alla conclusione di un anno passato nei vizi e nel peccato hanno apertamente confessato quanto diceva Car­ducci all'amico Stecchetti: "Quest'anno sono vissuto come una bestia".

 

Ordina la tua vita

La vita è fatta di regole e di leggi. C'è una legge fisiologica per le piante che espande la sua chioma foliare; c'è una legge biologica per l'occhio che vede bene solo con una de­terminata quantità di luce. L'organismo uma­no come ogni essere vivente sta bene e si svi­luppa nel rispetto di norme precise. Se tu te ne infischiassi pretendendo di andare in alta montagna ad occhio nudo, su un nevaio inon­dato di luce, torneresti a casa accecato.

C'è una serie di leggi meraviglise per la tua vita fisica ed è saggezza rispettarle; c'è pure un codice di leggi morali per la tua in­ telligenza e volontà e sarai uomo, ti sentirai a posto solo quanto ti sforzerai di rispettarle. Chi pretendesse realizzarsi secondo il capric­cio del momento non facendo caso alcuno alle "norme di vita" al "regolamento d'uso" che Dio ha fatto per la "macchina umana" si illuderebbe e presto resterebbe deluso av­vertendo il disagio e la pena del suo fallimen­to, della sua sconfitta.

Le brevi ore di ubriacante follia che talvol­ta hai esperimentato in te stesso e magari ti incantano negli altri sono seguite molto presto da lunghe ore di sconforto e di amarez­za. L'orologio della vita di ogni uomo le segna implacabilmente.

 

Non sciupare energie preziose per te e per la vita che trasmetterai

Sai bene che la purezza è "il rispetto della funzione generativa". Dio, autore della vita, ti ha dato energie, stimoli, attrattive, istinti non perché isteliriscano in te, rinchiudendoti in un piacere egoistico, ma si aprano agli altri. Il sesso è per l'amore, l'amore è per la vita. Ora tu dai quello che hai. Se sciupi frequentemen­te queste forze che non sono indirizzate a te, ma sono destinate alla famiglia che formerai, ai tuoi figli, ai figli dei tuoi figli, dovrai senti­re il rimorso di questo egoismo.

Avrai certamente sentito parlare dei danni fisici o psichici, conseguenze degli abusi ses­suali. In ogni città ci sono medici e cliniche per questo tipo di malattie. Non si va mai con­tro la legge di Dio senza averne nell'organismo umano con contraccolpo. A parte le molte infezioni che si contraggono per mezzo del peccato, compiuto specialmente con donne di strada, o in certi ambienti e situazioni, infe­zioni da cui non si è mai sicuri di essere totalmente guariti, il vizio impuro logora e rovina l'organismo umano. Così certe ragazze sempre disponibili a soddisfare la passione, smaniose di avventure sessuali, sfioriscono miseramente portando nel proprio corpo i segni evidenti del vizio.

Siccome l'impurità giustamente era defini­ta da Dante "una lupa che dopo il pasto ha più fame che prima" quanto più uno l'accon­tenta tanto più la passione pretende di essere accontentata.

Così la volontà diventa uno straccetto di gomma. Non sei più capace di applicarla, ti lascerai condurre come un automa da ciò che colpisce i tuoi sensi e ti piace. Man mano che procederai così, senza lottare, rassegnato alla sconfitta, ti indebolirai sempre più. L'assenza

di volontà caratterizzerà il tuo essere e il tuo agire in una forma sconcertante.

Quando la violenza della passione ti avrà incatenato impedendoti ogni controllo su te stesso tu sprecherai energie umane preziose impoverendo te stesso e rendendoti sempre meno adatto alla missione che Dio ti ha affi­dato. Il piacere diventa tiranno implacabile.

 

Gioia di amare

Solo chi è puro sa amare e ne gusta la vivissima gioia: una fiamma arde tanto più quanto più è pura.

Amare significa voler bene e voler bene significa procurare il bene che si desidera alla persona amata, fino al dono totale di se stesso. Se vuoi offrirti in dono domani non devi sciupare le tue energie oggi. Il rispetto, la stima, la fiducia sono garanzie sicure che cu­stodiscono il vero amore. Questi sentimenti non sorgono spontanei, bisogna educarli e coltivarli. Chi ama sinceramente si sente in dovere di incarnare un altissimo ideale per la persona amata; non è in grado e non potrà es­serlo chi non sa dominare i propri istinti, chi non vive secondo una disciplina impegnan­dosi a regolare le proprie passioni; questi si illude di amare, ma non è capace, non é degno.

Se un ragazzo equivocando tra l'amore e la simpatia si trastullasse nella ricerca di piacevolezze sentimentali, sfruttando l'emoti­vità sua personale e quella della ragazza, si renderebbe sempre meno capace di godere la gioia di donarsi, che esige come condi­zione la sua disponibilità al sacrificio.

Peggio ancora se identificando l'amore e l'attrazione fisica soddisfacesse i propri sen­si contento di approfittare della fragilità della ragazza addizionando così due debolezze, si staccherebbe dalla fonte dell'amore: Dio.

 

Ciò che può bloccare bruscalmente la piena comunione tra due persone che si amano è il tentativo da parte di uno dei partner, di cercare nell'altro, non più il "soggetto" del proprio amore in cui versare tutto se stesso quale dono personale, ma "l'oggetto" di cui appriopriarsi per un ego­istico appagamento...

Una iniziativa questa che "banalizza" im­mediatamente la ricerca del corpo, privandola di ogni carica di amore e di tenerezza, dando al gesto un sapore di possesso e di violenza.

L'amore vero passa per tutte le sfere del­la vita umana: dal mondo dei sensi fino alle più alte vette dello spirito per perfezionare la persona che si ama, renderla un'immagine più viva, più bella di Dio perciò degna della Sua e della tua compiacenza.

Un amore che non aiuta a crescere, a mi­gliorarsi raggiungendo ciò che Dio vuole da ciascuno dei due, non può essere amore. Se poi ti illudessi di intrecciare relazioni amoro­se pronto a lasciarle per farne delle altre, ti rovineresti. Non si cambia un affetto come si cambia una giacca: resterà un trauma, una cicatrice che ti darà rammarico e dolore. Devi imparare ad amare, metterti cioé nelle condizioni di offrire un amore vivo, forte, sa­no, ricco di grandi valori perché da te, giovane oggi, uomo o donna domani, il successo nel­l'amore è il più grande segreto di gioia, come l'insuccesso nell'amore è il motivo delle più amare tristezze. Paragonerei la giostra delle esperienze affettive di tante ragazze alla cadu­ta dei petali della corolla di un fiore; alla fi­ne resta solo lo stecchetto... una paurosa in­capacità di donarsi. E' triste e terribile la so­litudine nell'interno dell'amore! Vorresti spo­sarti perchè ami e vuoi essere amato, mentre la tua insicurezza affettiva ti fa piombare nella più cupa solitudine.

Niente ti può dare tanta certezza di successo nell'amore come un reciproco impegno di purezza: salire insieme verso Dio che è purissi­mo spirito e perciò Amore che si dona.

 

Garanzia di riuscita

Riuscire è una parola magica che richiama e polarizza le energie di un giovane. Per chi vuole riuscire le difficoltà si dissolvono come neve al sole.

Importa voler riuscire non solo nel rag­giungimento di qualche traguardo materiale, tecnico, sportivo, ma sopratutto nella realiz­zazione della propria vocazione e missione, con un impegnativo dominio dei propri istin­ti.

Purtroppo a questo riguardo c'è una passi­va rassegnazione una sconcertante indifferen­za che porta ad un senso di diffuso scorag­giante, deprimente pessimismo.

Chi è rassegnato a registrare sconfitte sen­za vederne una riduzione nel numero ed enti­tà firma la sua perenne insoddisfazione.

Per riuscire occorre rifare la fiducia in se stessi, negli uomini, nella grazia del Signore. Egli è l'Amore l'Onnipotente capace di sa­nare ogni guasto del cuore umano...

Quando invece esperimentassi in te i be­néfici effetti di una volontà sostenuta dalla Grazia e sentissi la forza che viene dall'Alto, cominceresti ad avere fiducia e ad avere co­raggio.

Sai bene che Dio non comanda l'impossi­bile, non lo potrebbe fare, ma quando co­manda una cosa difficile, comanda che tu fac­cia quello che tu puoi e che tu domandi quel­lo che non puoi; Egli ti aiuterà perché lo pos­sa. L'esperienza dei grandi convertiti di tutti i tempi che si sono sollevati da innumerevoli e gravi miserie morali documenta questa ve­rità. Sarai così un giovane carico di speranza, ricco di un gioioso entusiasmo e porterai a coloro che ami un sano ottimismo di vita.

 

2 - "MA IO VI DICO..." (Mt. 5,27)

Gesù ti parla

Tu sei battezzato, vuoi essere e vivere da cristiano, vuoi cioè prendere Cristo Dio come la guida della tua vita, come il Maestro della tua condotta morale. Egli disse di sé: "Io sono la luce del mondo, chi segue Me non cammi­nerà nelle tenebre, ma avrà la Luce della vita" (Giov. 8, 12).

Egli vuole rendere puro non solo il tuo corpo, ma soprattutto il tuo cuore; ti invita quindi ad una limpidezza interiore, non ti pre­senta solo un atteggiamento esterno, quasi si accontentasse di un'etichetta ipocrita, ma vuole purificare la vena profonda dei tuoi af­fetti. Ecco come ti parla: "Avete inteso che fu detto: ‘non commetterai adulterio’; ma lo vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio nel suo cuore" (Mt. 5, 27-28).

Solo in un contesto di forte impegno per­sonale nell'adesione a Cristo, sinceramente amato, ci si sforza sinceramente ed effica­cemente a vivere la castità.

 

Egli interiorizza la legge e ne eleva la fina­lità perchè tu viva da figlio di Dio, mirando a diventare perfetto come è perfetto il Padre che è nei cieli.

Nel Battesimo sei stato fatto veramente figlio di Dio, partecipe della natura divina, perciò realmente santo. Devi quindi con l'aiu­to di Dio mantenere e perfezionare, vivendo­la, la santità che hai ricevuto.

S. Paolo ai primi cristiani di Efeso scrive­va: "Fatevi dunque imitatori di Dio, quali fi­gli carissimi e camminate nella carità, nel mo­do che anche Cristo vi ha amato e ha dato se stesso per noi, affrendosi a Dio in sacrifi­cio di soave odore.

Quanto alla fornicazione e a ogni specie di impurità o cupidigia, neppure se ne parli tra voi come si addice a santi" (Ef. 5, 1-3).

Lo stesso S. Paolo ai primi cristiani di Corinto, città famosa allora per la pubblica immoralità, come vero teologo del cri­stianesimo ti fa una bellissima sintesi dei motivi soprannaturali della castità. Egli dice: "Non illudetevi: né immorali, né idolatri, né adulteri, né effeminati, né sodomiti... ere­diteranno il Regno di Dio. E tali eravate alcuni di voi; ma siete stati lavati, siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo e nello Spirito del nostro Dio" (1 Cor. 6, 9-11).

Ti inviterei a riflettere bene sulle due espressioni: lavàti e giustificàti; si lava chi è sporco, suppone cioè una sporcizia morale; è giustificato colui che era nell'errore, e viveva nel disordine e nella opposizione a Dio.

 

Il tuo corpo non ti appartiene... è di Cristo "...

Il corpo poi non è per l'impudicizia, ma per il Signore, e il Signore è per il corpo. Dio poi che ha risuscitato il Signore, risuscite­rà anche noi con la sua potenza. Non sapete che i vostri corpi sono membra di Cristo? Prenderò dunque le membra di Cristo e ne fa­rò membra di una prostituta? Non sia mai. Non sapete voi che chi si unisce ad una prosti­tuta forma con essa un corpo solo? I due sa­ranno  è detto - un corpo solo. Ma chi si unisce al Signore forma con lui un solo spiri­to. Fuggite la fornicazione: Qualsiasi altro peccato l'uomo commetta, è fuori del suo cor­po; ma chi si dà all'impudicizia pecca contro il proprio corpo. O non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete da Dio e che non appartenete a voi stessi? Infatti siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo" (1 Cor. 6,13-20).

Come vedi, S. Paolo alle persone che vive­vano in un mondo più corrotto del tuo, che si erano impantanati nel vizio da poco tempo, presenta quattro bellissimi ideali:

1) Le meraviglie stupende del tuo corpo nella ricchezza e armonia di tutte le sue parti riflettono la sapiente bontà di Dio che te l'ha formato nel grembo di tua madre.

Egli è il creatore e padrone di ogni tessu­to, di ogni organo della tua vita fisica, te l'ha plasmato non perchè fosse meccanismo pro­duttivo di piacere egoistico ma perchè servisse al tuo spirito e tu, anima e corpo, prendessi voce per lodare in libertà Dio, grande nel­l'amore.

Stima dunque il tuo corpo, considerando­lo degno di onore appunto perchè creato da Dio e destinato alla resurrezione nell'ul­timo giorno anche se ne esperimenti le ribel­lioni perchè è stato purtroppo ferito dal pec­cato.

La tua stessa dignità di uomo postula che tu glorifichi Dio nel tuo corpo e non permette che esso si renda schiavo delle perverse incli­nazioni del cuore.

2) Ricordati del tuo battesimo che ti ha innestato in Cristo Gesù, partecipando alla sua vita di Figlio di Dio. I primi cristiani sentiva­no la nobilità e la fierezza di questa dignità alla quale il Signore li aveva elevati avverten­do la necessità di vivere coerentemente. La condotta morale deve essere all'altezza del­l'ideale al quale Dio ti ha chiamato, della gra­zia che ti ha comunicato, della missione che ti ha affidato. L'impurità ti avvilisce e ti de­grada. Inoltre tu cristiano sei una parte viva di un organismo vivo che è Corpo di Cristo; non bisogna disonorare Cristo insoz­zando il suo Corpo santo che è la Chiesa.

Un figlio ingrato che disonora la sua fa­miglia, gettando discredito sui suoi genitori, merita la riprovazione e lo sdegno. Chi viven­do di carne e di senso - per mancanza di do­minio di sé - non rispetta le leggi del Corpo Mistico di Cristo, di cui fa parte, in cui è inserito, da cui riceve impulso e vita, a cui deve portare il suo contributo, è ingrato e spregevole.

3) Non sapete che il vostro corpo è tem­pio dello Spirito Santo?... insegna con forza S. Paolo.

Sei stato consacrato dalla Santa Trinità fin dal tuo Battesimo, quando le tre divine Persone hanno preso possesso di te. Da allo­ra sei diventato dimora di Dio, che ha fissato in te la sua abitazione, santuario dello Spirito Santo che opera in te, divinizzandotì, tempio della Sua lode in cui Egli è glorificato dalla santità della tua vita che si trasforma in peren­ne liturgia di lode.

Devi perciò usare del tuo corpo non se­condo i capricci di un'estrosità bizzarra avida di piacere egoistico, ma secondo la volontà di Dio che ti ha costruito come la Sua casa, la casa del vero culto degno di Lui.

4) "Voi siete stati comperati da Cristo a caro prezzo, glorificate dunque Dio nel vostro corpo". S. Paolo ricorda il valore, non soltanto dell'anima, ma di tutto l'uomo cristianizzato; il sangue di Gesù che ti ha sal­vato, ti ha redento. L'idea era molto cara anche a S. Pietro, primo Papa: "Siete stati comperati non con oro o con argento ma con il sangue dell'Agnello Immacolato". E' un pensiero che dovrebbe commuoverti perché dice la tua nobilità e l'amore di Gesù per te.

La conclusione è bellissima: "... glorifica Dio nel tuo corpo". Il tuo corpo è santificato dall'azione divina e devi considerare sacre le tue membra: profanarle con la impurità è una inqualificabile meschinità.

La lussuria quindi è un vizio particolar­mente indegno del cristiano perché lo esclude dal Regno dei cieli.

"Questa è la volontà di Dio, la vostra santificazione - ricorda ancora S. Paolo - ... Che vi asteniate dalla impudicizia, che ciascuno sappia mantenere il proprio corpo con santità e rispetto, non come oggetto di passioni e libidine, come fanno i pagani che non conoscono Dio; che nessuno offenda e in­ganni in questa materia il proprio fratello... Dio non ci ha chiamati all'impurità, ma alla santificazione. Perciò chi disprezza queste norme non disprezza un uomo, ma Dio stes­so che vi dona il suo Santo Spirito" (1 Tess. 4, 3-8).

Quale richezza di motivi e quanta forza di ideali in queste espressioni: "Non disprezzi un uomo, ma Dio stesso!".

La differenza che S. Paolo fa tra i pagani e i cristiani merita un'attenzione particolare. Oggi puoi trovare dei pagani accanto a te, amici che pur essendo battezzati, vivono come non lo fossero rinunciando ad ogni orizzonte aperto da Cristo si rinchiudono in una ristret­tezza e povertà miserevole.

Medita e ripeti questa preghiera liturgica che la Chiesa ci suggerisce nella domenica ottava di Pasqua "O Dio di eterna misericor­dia, che nella riccorrenza pasquale ravvivi la fede del tuo popolo, accresci in noi la grazia che ci hai dato, perchè tutti comprendano l'inestimabile ricchezza del Battesimo che ci ha purificati, dello Spirito che ci ha generati, del Sangue che ci ha redenti. Per Cristo nostro Signore".

 

Celibato consacrato

Il rispetto del proprio corpo, il dominio dello Spirito sulla materia, può giungere ad un impegno di totale consacrazione a Dio e ai fra­telli. E' il migliore uso che tu poi fare del tuo corpo, di te stesso, offrendo tutte le tue ener­gie al Regno di Dio. E'ancora S. Paolo che ti insegna questa verità: "Chi non è sposato si preoccupa delle cose del Signore, come pos­sa piacere al Signore; chi è sposato invece si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere alla moglie e si trova diviso. Così la donna non sposata, come la vergine, si preoc­cupa delle cose del Signore per essere santa nel corpo e nello spirito; la donna sposata in­vece si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere al marito. Questo ve lo dico per il vostro bene, non per gettarvi un laccio, ma per indirizzarvi a ciò che è degno e vi tiene uniti al Signore senza distrazioni" (1 Cor. 7, 30).

La verginità consacrata, la perpetua casti­tà abbracciata in vista del Regno dei cieli (Mt. 19,12) è:

- Profonda libertà interiore; infatti essa svincola il cuore dell'uomo da pesanti e in­numerevoli legami perchè si accenda di amore verso Dio e verso i fratelli.

- E' un grande "si" a Dio Amore. Egli che è tutto merita tutto. A prima vista sembrerebbe che un impegno di perpetua castità obbligas­se ad un elenco interminabile di paurose ri­nunce, ed invece è una scelta preferenziale per un amore più grande e più puro. E' l'esperien­za di Dio amato sopra ogni cosa.

- E’ apertura e dono totale di sé ai fratelli. Il semplice confronto dei due tipi di vita, mar trimonio e celibato, evidenzia l'ampiezza e l'intensità dell'amore nella vita consacrata­Gli impegni di famiglia necessariamente re­stringono l'orizzonte del proprio amore a po­che persone, nel celibato ci si apre a tutti, sempre disponibili per ogni necessità.

- E' grandezza d'animo che rivolge la propria attenzione non ai fugaci piaceri del senso, alle affascinanti seduzioni delle bellezze terrene, ma ai veri e perenni valori della vita, metten­doci sul versante dell'eterno, dell'assoluto, dell'infinito. Solo chi sa perdersi totalmente in Dio ritroverà pienamente se stesso.

- E' meravigliosa fortezza di spirito. La casti­tà consacrata esige una forza notevole in una attenzione diuturna, diligente per essere fedeli a Dio che fa di ogni perdita un immenso gua­dagno. "II Regno dei cieli - ci dice Gesù - ­soffre violenza e i violenti soli se ne impadro­niscono" (Mt. 11,12).

- E' grande saggezza di vita. Si gioca spesso sull'equivoco che sarebbe reale solo ciò che è materiale, che esisterebbe veramente solo ciò che viene verificato sensibilmente, che sapreb­be vivere solo chi sa camminare con lo sguar­do fisso alla terra. La realtà invece è incompa­rabilmente più ampia e più ricca e va molto al di là della semplice realtà materiale. Cammina­re attraverso questo mondo senza esserne contagiati, vivere in questo mondo anticipan­do la vita eterna, la gloria della Resurrezione è invidiabile sapienza. Chi abbraccia la castità per tutta la sua vita porta in sè l'immagine dell'uomo celeste: Cristo vergine, che non si è sposato, non si è unito a nessuna donna perché ha sposato in sè tutta l'umanità.

Il celibato quindi scelto per amore di Dio e dei fratelli resta sempre la forma più espres­siva del dono totale di sè perché consacra a Cristo le forze vive del proprio cuore.

 

Primato della verginità sul matrimonio nella dottrina di Giovanni Paolo II

Il Papa così compendia i valori della vergi­nità, del matrimonio e i loro rapporti nella vi­ta cristiana nella "Familiaris consortio" del 22 dicembre 1981 n. 16.

"La verginità e il celibato per il Regno di Dio non solo non contraddicono alla digni­tà del matrimonio, ma la presuppongono e la confermano. Il matrimonio e la verginità sono i due modi di esprimere l'unico Mistero del­l'alleanza di Dio con il suo popolo. Quando non si ha stima del matrimonio, non può esi­stere neppure la verginità consacrata; quando la sessualità umana non è ritenuta un grande valore donato dal Creatore, perde significato il rinunciarvi per il Regno dei Cieli.

Dice infatti assai giustamente S. Giovanni Grisostomo. "Chi condanna il matrimonio pri­va anche la verginità della sua gloria: chi inve­ce lo loda, rende la verginità più ammirabile e splendente. Ciò che appare un bene soltanto a paragone di un male, non è poi un grande bene; ma ciò che è ancora migliore di beni universalmente riconosciuti tali, è certamente un bene al massimo grado" (38).

Nella verginità l'uomo è in attesa, anche corporalmente, delle nozze escatologiche di Cristo con la Chiesa, donandosi integralmen­te alla Chiesa nella speranza che Cristo si doni a questa nella piena verità della vita eterna. La persona vergine anticipa così nella sua car­ne il mondo nuovo della risurrezione futura (39).

In forza di questa testimonianza, la ver­ginità tiene viva nella Chiesa la coscienza del mistero del matrimonio e lo difende da ogni riduzione e da ogni impoverimento.

Rendendo libero in modo speciale il cuore dell'uomo (40), "così da accenderlo maggior­mente di carità verso Dio e verso tutti gli uo­mini" (41), la verginità testimonia che il Re­gno di Dio e la sua giustizia sono quella perla preziosa che va preferita ad ogni altro valore sia pure grande, e va anche cercato come l'uni­co valore definitivo. E' per questo che la Chie­sa durante tutta la sua storia, ha sempre dife­so la superiorità di questo carisma nei confronti di quello del matrimonio, in ragione del legame del tutto singolare che esso ha con il Regno di Dio. (42).

Pur avendo rinunciato alla fecondità fi­sica, la persona vergine diviene spiritualmente feconda, padre e madre di molti, cooperando alla realizzazione della famiglia secondo il di­segno di Dio.

 

3 - SU QUESTA ROCCIA COSTRUIRO (Mt.16,18)

La Chiesa ti indica il cammino

Il 16 gennaio 1976 il Papa ordinava la pubblicazione di un documento chiaro e pre­ciso sulla morale sessuale. In tanta confusione di idee, nel caos di errori innumerevoli, per fortuna abbiamo il Papa che ci traccia il cam­mino da percorrere. Io vedo la sua parola co­me l'indicazione stradale che con i sensi uni­ci, i sensi vietati non ti blocca ma ti porta all'autostrada a correre rapidamente. Per la regolazione del traffico è necessario il disco rosso, il senso vietato, anche se talvolta in­fastidisce.

 

Ti presenta tre sensi proibiti:

a) L'unione sessuale prima del matrimonio

b) l'omossessualità

c) la masturbazione.

Ecco il suo autorevole insegnamento che dovresti meditare seriamente per disintos­sicarti del veleno di tanta stampa corrotta:

 

a) "I rapporti pre-matrimoniali non consen­tono di assicurare nella sua sincerità e fedeltà la relazione interpersonale di un uomo e di una donna e, specialmente, di proteggerla dal­la fantasia e dai capricci. Ora, quella che Gesù ha voluto, è un'unione stabile, che Egli ha restituito alla sua condizione originale, fonda­ta sulla differenza del sesso. "Non avete letto che il Creatore da principio li creò maschio e femmina e disse: per questo l'uomo lascie­rà suo padre e sua madre e si unirà a sua mo­glie e i due saranno una carne sola? Così che non sono più due ma una carne sola. Quello che Dio ha congiunto l'uomo non osi separa­re" (Mt. 19,1-6).

S. Paolo è ancora più esplicito quando insegna che se celibi e vedovi non riescono a vivere in continenza, non hanno altra scel­ta che la stabile unione nel matrimonio. "E' meglio sposarsi che ardere" (1 Cor. 7, 9). L'unione sessuale fuori dal matrimonio è esplicitamente condannata (1 Cor. 5, 1-6, 9; 7, 2;10, 8; Ef. 5, 5;1 Tim.1, 10).

 

b) Per l'omosessualità ecco la sua parola: "Secondo l'ordine morale oggettivo le relazioni omosessuali sono atti privi della loro re­gola essenziale e indispensabile. Esse sono condannate nella Sacra Scrittura come gravi depravazioni e presentate anzi come la funesta conseguenza di un rifiuto di Dio. Leggiamo infatti nella lettera ai Romani: "Perciò Dio li ha abbandonati all'impurità secondo i desi­deri del loro cuore, sì da disonorare tra di lo­ro i loro corpi, poiché essi hanno cambiato la verità di Dio con la menzogna e hanno venera­to e adorato la creatura al posto del Creatore, che è benedetto nei secoli Amen. Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami: le lo­ro donne hanno cambiato i rapporti naturali in rapporti contro natura. Egualmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono accesi di passione gli uni per gli altri, commettendo atti ignominiosi, uo­mini con uomini, ricevendo così in se stessi la punizione che si addiceva al loro traviamento" (Rom. 1, 24-27).

Questo severo giudizio della Sacra Scrittu­ra non permette di concludere che tutti co­loro i quali soffrono di questa anomalia ne siano personalmente responsabili, ma esso attesta che gli atti di omosessualità sono in­trinsecamente e gravamente disordinati e che in nessun caso possono ricevere una qualche approvazione".

 

c) Riguardo alla masturbazione la norma è chiara: "E' un atto intrinsecamente e grave­mente disordinato. La ragione principale è che - qualunque ne sia il motivo - l'uso deli­berato della facoltà sessuale al di fuori dei rap­porti coniugali normali, contraddice essen­zialmente la sua finalità. A tale uso manca la relazione sessuale richiesta dall'ordine mo­rale, quella che realizza in un contesto di vero amore l'integro senso della vera donazione e della procreazione umana. Soltanto a questa relazione regolare deve essere riservato ogni esercizio deliberato della sessualità... Anche se il fenomeno è frequente, anche se sogget­tivamente ci possono essere circostanze che attenuino il grado di responsabilità, l'atto in se stesso è gravamente disordinato".

Giovanni Paolo II nella "Familiaris con­sortio" NN. 80-81 presenta l'inaccettabilità di alcune situazioni irregolari; il matrimonio per esperimento, le "unioni libere".

Il dono del corpo nel rapporto sessuale è il simbolo reale della donazione di tutta la persona: una tale donazione per altro, nell'at­tuale economia non può attuarsi con verità piena senza il concorso dell'amore di carità, dato da Cristo. Dall'altra parte poi, il ma­trimonio fra due battezzati è il simbolo reale dell'unione di Cristo con la Chiesa, una unione non temporanea o "ad esperimento" ma eternamente fedele tra due battezzati, pertanto, non può esistere che un matrimonio indissolubile.

Tale situazione ordinariamente non può essere superata, se la persona umana, fin dall'infanzia, con l'aiuto della grazia di Cristo e senza timori, non è stata educata a domina­re la nascente concupiscenza e ad istaurare con gli altri rapporti di amore genuino. Ciò non si ottiene senza una vera educazione al­l'amore autentico e al retto uso della sessuali­tà tale che introduca la persona umana se­condo ogni sua dimensione, e perciò anche in quello che riguarda il proprio corpo, nella pienezza del mistero di Cristo.

Dobbiamo essere riconoscenti al Papa che parla in nome di Cristo e coraggiosamente in­dica gli scogli da evitare nel cammino per una maturazione umana e cristiana. Il tuo cuore è fatto per l'infinito, ha sete di assoluto, non si può placare con l'esperienza sia pure piacevo­le, ma tanto effimera di una contrazione mus­colare o con l'eccitazione ubriacante di una scossa nervosa!

Guai se si prendesse come criterio dell'agi­re umano, come motivo delle proprie scelte il piacere prescindendo dal dovere. Si rinun­cerebbe ad essere persone.

Nei tuoi comportamenti perciò devi saper distinguere con chiarezza quelli caratteristici propri dei ragazzi "zero", senza ideali e senza impegni, quelli dei ragazzi "canne fesse" o "foglie spazzate via dal vento dell'occasio­ne" e quelli dei ragazzi "persone" che sanno volere decisamente ed efficacemente. Questi soli si realizzano. Il cuore dell'uomo non è contento quando si rinchiude nella sua ego­istica soddisfazione, ma quando si apre in un autentico e sincero dono di sé.

 

4 - GLORIFICA DIO NEL TUO CORPO (Cf. 1 Cor. 6, 20)

La purezza è un dono del Signore, ma an­che una tua conquista e come tale esige che tu l'apprezzi e usi ogni mezzo per conseguirla.

Se stimi una determinata cosa, farai vo­lentieri ogni sacrificio per possederla. Spesso non si fa gran conto della purezza perchè non si esaminano attentamente i suoi pregi, i suoi grandi valori; soltanto quando ti sarai fatto un concetto-valore, un concetto stima, comin­cerai ad impegnarti seriamente e con una cer­ta soddisfazione. Come mai compi talvolta degli eroismi per lo sport, per la fidanzata, per un guadagno, mentre non fai la minima fatica per conquistare il dominio di te stesso e l'equilibrio tra i tuoi istinti e la tua ragione?

 

Attenzione al tuo equilibrio

Tu ti accorgi che nell'arco di un certo tempo cambi facilmente i tuoi stati d'animo, non sei sempre lo stesso. Ti succede qualche alterazione nel tuo organismo che modifica profondamente la tua personalità e quindi il rapporto con il mondo esteriore.

Se sei tranquillo vedi tutto serenamente, se sei inquieto parli e ti comporti agitatamen­te. Così avviene anche nei riguardi della purez­za.

In uno stato di calma, il sesso, l'amore, il matrimonio appaiono al tuo occhio sereno co­me doni meravigliosi della bontà di Dio, ti elevano, ti rendono migliore.

Quando invece ti ecciti con sguardi, lettu­re oscene, discorsi cattivi, sensazioni violente, il tuo stesso organismo fisico viene notevol­mente alterato e tu stesso sei un altro, ti senti portato ad agire come non ti comportesti a mente tranquilla. E' neccessario che tu non disturbi imprudentemente il tuo equilibrio.

Il proverbio dice: "affezione acceca ragio­ne". Turbata la tua pace, il tuo intelletto è of­fuscato, la tua ragione non è più retta, la tua volontà è condizionata dall'attrattiva fascino­sa; il passo è fatale, scegli ciò che al momento ti piace di più, scegli il peccato. E' una specie di meccanismo automatico che ti fa esperi­mentare la giostra delle illussioni e delle de­lusioni. Come si previene una malattia, ci si immunizza contro un virus, così sii molto cau­to per non perdere l'impagabile tesoro della tua pace.

 

Formati altri centri di interesse

Talvolta sei ossessionato da qualche idea che si pianta nella tua testa come un chiodo che non riesci a spiantare più.

Se tu allora richiamassi alla tua fantasia qualche scena piacevole di un mondo che ti interessa particolarmente, per es. dello sport (immagina di arrampicarti sulla roccia, pensa alle partite di calcio che hai perso...), tu sa­resti preso da un altro giro di pensieri che ti aiuterebbe ad allontanare la molestia della tentazione. La suggestione si sbiadisce e tu torni al tuo equilibrio.

Sempre, ma specialmente nell'età giovani­le, è necessaria qualche forte e sana passione che concentri tutte le tue energie, le cristal­lizzi in un punto che diventi la leva potente per realizzare quello che Dio vuole da te. Una passione regolata da una volontà ferma e ret­ta fa il santo, una passione sregolata senza al­cun freno fa il delinquente.

 

Un confidente amico.

Sei giovane, hai molti problemi e molto grossi da risolvere. Da solo non ce la fai. Hai bisogno di un sacerdote amico con cui confidarti e dal quale ti senta compreso ed amato. Non ti devi affatto vergognare anche esponendogli le mancanze più gravi, spesso ripetute.

La fiducia che tu hai in lui suscita la sua fiducia in te; si apre una corrente di simpatia, di amicizia sana e buona, veramente cristiana che è la tua salvezza. Non puoi andare in alta montagna da solo; il sacerdote è la tua guida alpina: per la missione che il Signore gli ha af­fidato, per la preparazione psicologica e peda­gogica, per la vasta esperienza che ha acquista­to in diversi anni di ministero.

Ciò che fa tanta impressione a te, lo fa sorridere di amorevole comprensione aven­dolo constatato in migliaia di casi. Egli poi conosce altri giovani, ti aiuterà a fare amici­zia con molti altri, così nasce l'amicizia di gruppo che è tanto bella e fa incompa­rabile bene. Se poi apri la tua coscienza al Sacerdote nel Sacramento della confessione accostandoti con frequenza, almeno ogni pri­mo venerdì del mese ad onore del Cuore di Cristo, godrai l'immenso beneficio della grazia sacramentale, che che ti aiuterà a dimi­nuire il numero delle colpe, sanando le ferite aperte dalle colpe passate, dandoti una spin­ta al bene per riparare ed amare. Il Sacerdote ti incoraggerà a riprenderti dopo ogni sconfit­ta. E' inevitabile talvolta che ci sia, importa però assicurare la vittoria definitiva... Gesù è sempre pronto a fare un ricamo anche con degli stracci. Il suo Cuore ti ama sempre. Egli è l'amico fedele anche quando noi siamo infedeli.

 

L'amore s'impara dal Cuore di Gesù

Tu vuoi amare e senti il bisogno di essere amato. Purtroppo oggi l'espressione "amore" è caduta nel linguaggio comune in un stato di ambiguità pauroso.

Si dice che si ama anche quando si sfrut­ta una persona al solo scopo di succhiarne una soddisfazione.

L'amore invece è "la qualità più alta e più intensa dell'essere" per cui più alta e intensa è 1'asistenza più estesa e più profondo è il suo contenuto d'amore.

Tu amerai veramente quando parteciperai agli altri tutto ciò che appartiene al tuo essere. Così insegna e fa Gesù morto e risorto; il Suo Cuore palpitante d'amore è l'unica scuola dove impari come si ama.

Se tu leggessi ogni giorno una pagina di Vangelo in chiave di "Cuore di Cristo" me­ditando con quale sentimento, con quale affetto Gesù ha detto quelle espressioni, ha fat­to quelle determinate scelte,... ti educheresti ad amare sviluppando notevolmente la tua personalità perchè tu sarai quello che amerai. Ciascuno di noi è il suo amore.

 

Con Maria, la purissima

Poi non dimenticarti della Madonna; è la Purissima, capolavoro di Dio. L'ideale che hai della fanciulla, ha in Maria un'affascinante e piacevolissima incarnazione. E' la sposa fe­dele del giovane Giuseppe, è la Mamma te­nerissima di Gesù e Mamma tua. Devi guarda­re alla ragazza, alla tua ragazza, se il Signore ti chiama a formare la tua famiglia, con uno sguardo limpido. Essa non è e non deve esse­re una tentazione provocante, è un fiore che Dio ha posto nel giardino della vita. Però bisogna che lo splendore della Madonna il­lumini la tua anima, allora saprai vedere bene, saprai amare meglio.

Paolo VI così ti presenta la donna che ha la sua figura più eccelsa in Maria:

"Per noi `donna' è riflesso di una bellez­za che la trascende, è segno di una bontà che ci appare sconfinata, è specchio dell'uomo ideale quale Dio lo concepì Sua immagine e Sua sembianza.

Per noi ‘donna’ è la visione di originale pu­rezza, che restaura i sentimenti affettivi e mo­rali più alti del cuore umano, per noi è l'appa­rizione, nella solitudine dell'uomo, della sua compagna, che sa le dedizioni supreme dell'amore, le risorse della collaborazione e dell'esistenza, la fortezza della fedeltà e dell'operosità, l'eroismo abituale del sacri­ficio; per noi è la madre, inchiniamoci! la fonte misteriosa della vita umana, dove la natura riceve ancora il soffio di Dio, creatore dell'anima immortale, per noi è l'umanità che porta in sè la migliore attitudine dell'attrazio­ne religiosa e che quando saggiamente la se­gue, eleva e sublima se stessa nella espressione più genuina della femminilità e che perciò cantando e pregando, anelando e piangendo, sembra naturalmente convergere verso una figura unica e somma, immacolata e dolente che una Donna privilegiata, fra tutte la bene­detta, fu destinata a realizzare: la vergine madre di Cristo, Maria" (Paolo VI, A.A.S. 58/1966 pag. 1168; A.A.S. 67 (1975) pag. 37).

Rivolgiti a Lei con la semplicità fiduciosa del fanciullo in ogni tua difficoltà con questa preghiera che ti invito a recitare ogni giorno:

"Santa Maria, Madre di Dio, conservami un cuore di fanciullo, puro e trasparente come l'acqua sorgiva. Ottienimi un cuore sem­plice, che non assapori le tristezze; un cuore magnifico nel donarsi, tenero alla compassio­ne; un cuore fedele e generoso, che non di­mentichi alcun beneficio e non serbi rancore per nessuna offesa. Fammi un cuore dolce e umile, che ami senza chiedere contraccam­bio; felice di sparire in un altro cuore dinan­zi al tuo divin Figlio. Un cuore grande e in­domabile, che nessuna ingratitudine possa chiudere, nessuna indifferenza possa stancare. Un cuore tormentato dalla passione della gloria di Gesù Cristo, ferito del Suo amore e la cui piaga non guarisca che nel cielo" (L. De Grandmaison).

 

RICORDATI che la purezza non si li­mita solo ad evitare le colpe, ma dà un'im­pronta meravigliosa a tutta la personalità, in ogni suo comportamento sia interiore che esteriore. Essa è

- possibile con l'immancabile aiuto di Dio, che manifesta la Sua potenza nella tua debolezza.

- facile quando avrai compreso il suo va­lore e la sua necessaria funzione nella vita degli uomini e delle donne di oggi; quando si ama una méta, ogni fatica per raggiun­gerla si fa volentieri; rende felici. Gesù non si smentisce, ha garantito: "'beati i puri di cuore, perché vedranno Dio" (Mt. 5, 8). Nulla rende più opaco lo sguardo sulle cose divine come l'impurità dei pensieri, dei sensi, del corpo, ma nulla meglio predispone il cuore dell'uomo a capire, amare, contem­plare le realtà umane e divine come la purezza.

E' l'esperienza di molti, spero diventi presto la tua.

 

Ogni giorno offri te stesso al Signore

S. Paolo scriveva ai primi cristiani di Ro­ma: "Vi esorto, fratelli, per la Misericordia di Dio ad offrire i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio; è questo il vostro culto spirituale.

Non conformatevi alla mentalità di questo secolo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a Lui gradito e perfetto" (Rom. 12, 1-2).

Per fare di tutta la tua persona un sacri­ficio gradito a Dio, una perenne liturgia di lode, compi ogni giorno con sincerità e cerca di viverlo con coerenza l'atto di offerta del tuo vissuto quotidiano al Cuore di Gesù nello spirito dell'apostolato della Preghiera:

"Cuore Divino di Gesù, io ti offro per mezzo del Cuore Immacolato di Maria Madre della Chiesa, in unione al sacrificio eucari­stico, le preghiere, le azioni, le gioie e le sof­ferenze di questo giorno, in riparazione dei peccati e per la salvezza di tutti gli uomini, nella grazia dello Spirito Santo, a gloria del divin Padre in particolare secondo le inten­zioni mensili del Papa."

E' un gesto che qualifica il tuo agire e ti impegna a renderlo degno del Signore.

Di tutta la tua vita - averlo sempre pre­sente - ha valore, rimane, si salva solo ciò che offri a Dio con amore; il resto cade come foglia secca e si perde per sempre.

Mimep-Docete – 20060 Pessano (MI)