GESU’ E SATANA
Don Giuseppe Tomaselli
Per richieste: OPERA CARITATIVA SALESIANA DON GIUSEPPE TOMASELLI – Viale Regina Margherita 27, 98121 MESSINA – Offerta libera – ccp: 12047981
PROEMIO
COSÌ
LA VITA!
Alcune
navi avevano attraversato lo Stretto di Messina e costeggiavano l'estremità
delle Calabrie. Il mare tranquillo ed il cielo sereno non lasciavano
intravvedere alcuna prossima sciagura. Ma si era già dichiarata la guerra,
nel 1940, e bisognava stare preparati alle sorprese.
Nelle
vicinanze di Capo Stilo, dall'alto della torre di comando della nave fu avvistata
la fotta nemica. Fu dato l'ordine: Accorciare le distanze ed aprire il fuoco!
- Durante il combattimento una bomba nemica colpì la Santa Barbara di una nave
italiana, cioè il reparto del deposito delle munizioni.
Lo
scoppio fu tremendo! Esplosione di bombe, pioggia di proiettili, incendio della
nave.
Quelli
che sfuggirono alla morte, feriti più o meno gravemente, furono trasportati a
Messina e ricoverati nel grande Istituto Don Bosco.
Andai
a far visita a quegl'infelici. Che pena! ... Soldati nel fior degli anni ridotti
come cenci! Le facce bruciate, quasi nere; chi era privo di una gamba, chi di un
braccio, chi aveva la spina dorsale rotta.
La
nave ospedaliera in un secondo tempo, di notte, portò a Messina sessanta
casse funebri. In ognuna c'erano le ossa appartenenti a più soldati.
La
cittadinanza, commossa, accompagnò al cimitero la lunga fila di bare. Al
passaggio del Viale San Martino si ebbe la delicatezza di osservare l'assoluto
silenzio, dovendo il corteo passare davanti all'Istituto Don Bosco. Non si
riuscì allo scopo. Fu avvistato il corteo e la notizia subito si sparse tra i
ricoverati. Grida, pianti, esclamazioni dolorose. - Passano i nostri
fratelli! Vogliamo vederli!... Addio, fratelli!... Consoleremo noi le vostre
mamme!... -
Una
guerra dichiarata, combattimenti, morti e feriti, vinti e vincitori! Così la
vita! La vita dell'uomo sulla terra è un combattimento.
Il
mondo è un mare agitato, spesso in tempesta; noi dobbiamo attraversarlo nel
corso della vita. Conviene stare vigilanti per non farci sorprendere dal nemico
ed andare incontro alla morte eterna.
La
guerra morale è la lotta tra il bene - ed il male; due grandi eserciti sono
schierati l'uno contro l'altro: l'esercito dei buoni e quello dei cattivi. Chi
ne sono i comandanti?
In
luogo solitario, tra pietre e cespugli, passeggia lentamente un uomo; ha il
volto dignitoso, ma dimagrito. Da quaranta giorni e quaranta notti sta nel
deserto, intento alla preghiera e praticando il digiuno più rigoroso; ormai
ha fame. Con la preghiera ed il digiuno si è preparato alla missione della sua
vita pubblica.
E’
Gesù, il Figlio di Dio fatto Uomo, il Redentore dell'umanità.
Ma
ecco apparire un altro personaggio, misterioso. E’ Satana, il principe delle
potenze infernali; per natura è puro spirito, ma prende momentaneamente forma
umana e si avanza verso Gesù. Gl'interessa conoscere se Egli sia 1'Aspettato
Messia, il suo grande nemico. Gli fa tre proposte: Se sei il Figlio di Dio, di'
che queste pietre diventino pane!... Gettati giù, poichè sta scritto che
agli Angeli suoi ha affidato la cura di te; ti porteranno sulle mani, affinché
non inciampi il tuo piede nella pietra... Tutto quanto vedi io ti darò, se
prostrandoti mi adorerai! -
Gesù
risponde col tono autorevole del Figlio di Dio: Non di solo pane vive l'uomo, ma
di ogni parola che procede dalla bocca di Dio... Non tenterai il Signore Dio
tuo. - In fine lo scaccia, dicendo: Va' via, Satana, poiché sta scritto:
Adorerai il Signore Dio tuo e servirai a Lui solo! (S. Matteo, IV-3).
I
condottieri dei due grandi eserciti del mondo, Gesù e Satana, sono stati a
colloquio; tutti e due sono potenti, ma non nella stessa misura: entrambi
hanno un compito da esplicare. Ma quale differenza tra loro due e quale diversità
di missione!
Gesù
viene a raccogliere le pecorelle d'Israele, che sono disperse, ed intende
formare un unico gregge nel mondo. È il Re dei secoli e, facendosi uomo,
vuole costituire il regno di Dio sulla terra.
E’
il Re pacifico; è il pastore che dà la vita per le pecorelle; è la Verità
Eterna; è la felicità dei suoi sudditi, nel tempo e nell'eternità. Beati
coloro che ascoltano la sua parola e la mettono in pratica!
Satana
è la menzogna. Cacciato dal Paradiso per superba ribellione, costretto a
stare nel luogo dei tormenti, ardendo di odio verso Dio e di gelosia verso
l'uomo, lavora senza posa per perdere le anime.
Pur
condannato all'Inferno, non ha perduto la sua eminente intelligenza e la sfrutta
nel tendere insidie. Molti, attratti dalle sue lusinghe, lo seguono in terra,
vivendo in peccato, e lo seguiranno nell'altra vita nella dimora infernale.
Un
uomo compiva i cento anni. Con la vita sobria e le attenzioni amorose dei figli
sperava di vivere ancora qualche tempo.
Non
si volle lasciare inosservata quella data. Figli, nipoti e pronipoti si
raccolsero per presentargli gli auguri. Finiti i complimenti e chiusa la
bicchierata, il vecchietto fu invitato ad affacciarsi al balcone.
Al
suo apparire la banda musicale del paese intonò una marcia; sparavano intanto i
mortaretti e si lanciavano i coriandoli. Il festeggiato guardava e sorrideva.
Rientrato
poi incamera, uno dei presenti gli rivolse questa domanda: Cosa ne pensa del
suo lungo passato, di cento anni di vita?
-
La mia vita, rispose, non è stata altro che un affacciarmi per un istante al
balcone. Tutto è passato come un sogno. -
Sapiente
risposta! La vita, per lunga che sia, è sempre breve. Pare un sogno il passato,
ma non è un puro sogno, perché resta la responsabilità degli atti umani
compiuti, sia con la mente che con le opere.
La
vita è un gran dono di Dio ed è certo che Dio non vuole sprecati i suoi
doni. Siamo stati creati e messi nel tempo per guadagnarci l'eternità felice.
Sono
perciò in errore e degni di commiserazione coloro che prendono la vita alla
leggera, come un periodo di piacere. La vita è prova, è lotta, è faticosa
salita verso l'eternità.
Vivere
su questa terra, morire e cessare di esistere è la sorte delle bestie. Per
l'uomo e per la donna, avvenuta la morte del corpo,
comincia
la vera vita, l'eternità. È da stolti ed è segno di malvagità lo sforzarsi
di convincersi che con la morte tutto finisce.
I
seguaci di Gesù aspirano al Paradiso, lavorano per arricchirsi di beni celesti
e vivono in una dolce speranza, che un giorno sarà dolce realtà.
I
seguaci di Satana, accecati dalle passioni, vivono in un'alternativa
tormentosa di piaceri e di amarezze intime, hanno paura di un'altra vita e
cercano di godere momentaneamente sulla terra, senza avere un ideale supremo.
Satana, il principe delle tenebre, ha interesse che i suoi schiavi vivano in
tale buio.
PARTE
PRIMA
CELLA
DELLA MORTE
Nel
1941, nel campo di concentramento di Oswiecim, in Polonia, avveniva un fatto
edificante.
I
tedeschi maltrattavano i prigionieri e non pochi ne uccidevano. Ogni giorno
c'era l'appello. Guai se qualcuno fosse stato assente! Il comando militare
supremo aveva stabilito: Se qualche prigioniero non risponde all'appello,
perché è riuscito a scappare, in punizione saranno uccisi dieci uomini del suo
reparto.
Alla
fine di luglio nel reparto 14 mancava un prigioniero. Il capo Fritsch,
irritato,
disse:
Dieci uomini. morranno; saranno chiusi nella cella della morte e vi resteranno
senza mangiare e senza bere sino all'ultimo respiro!
L'indomani
fece disporre in fila il plotone e scelse dieci. Gl'infelici, singhiozzando,
si staccarono dalla fila, dovevano rassegnarsi a quella triste fine.
Uno
dei condannati cominciò a gridare disperatamente: povera moglie mia! ... Poveri
miei bambini! ... Non vi vedrò mai più!... -
Tra
i prigionieri di quel plotone c'era un Sacerdote, che non era stato scelto tra i
dieci. Di vita esemplare, forte nel dolore,
ardente
di carità, si commosse alle grida di quel padre. Conosceva bene gl'insegnamenti
di Gesù: Ama il prossimo tuo come te stesso! ... Ciò che avrete fatto
all'ultimo dei miei fratelli, l'avrete fatto a me! ...
Usci
dalla fila, risoluto e sereno, e disse al capo: Poiché devono morire dieci,
domando di essere condannato io a posto di quell'uomo! -
Intanto
i suoi occhi lampeggianti di santa carità fissarono il capo. Uno degli agenti
esclamò: Abbassa quegli occhi!
-
Morire l'uno o l'altro, disse Fritsch, è la stessa cosa, purché siano dieci. -
Padre Massimiliano Kolbe, oggi già Beato, lietamente entrò nella cella della
morte, pensando: Per amore di Gesù ho salvato la vita ad un mio fratello. -
Una
sera, in mezzo alla via, era avvenuto un diverbio tra due uomini. Uno rimase
offeso nell'amor proprio. Satana, esempio tipico di superbia, tentò di
sobillare quel cuore: Ti ha offeso! ... Questo è troppo! . . . Ricambia
l'insulto, anzi da' il doppio, il triplo e più ancora! -
Guai
se si dà retta al maligno! Quell'uomo andò a casa; la moglie ed i figli si
accorsero che era turbato, ma conoscendone il carattere e non immaginando il
suo fosco disegno, non gli dissero parola.
Prese
il coltello ed uscì di casa; rintracciò l'offensore e gli conficcò il
coltello nel petto. Mi diceva la Superiora dell'ospedale: Il medico stentò poi
ad estrarre l'arma dal petto, tanto il coltello era penetrato! -
Un
padre di famiglia ucciso, una donna vedova ed i figli orfani; un altro padre di
famiglia nella galera, la moglie ed i figli nel dolore e nell'umiliazione, ...
senza contare i danni spirituali!
Quale
differenza tra la condotta di Padre Massimiliano, animato dallo spirito di Gesù
Cristo, e la condotta di un assassino, guidato dallo spirito satanico!
Il
mondo è così:
Chi
dà la vita per il prossimo e chi gliela toglie; chi prega e chi bestemmia;
chi dà buon esempio e chi semina scandalo; chi vive nell'umiltà, pur avendo
grandi talenti, e chi smania di comparire e di primeggiare; chi dà del suo al
bisognoso e chi ruba; chi si rassegna nel dolore e chi si dispera.
Nel
mondo ci sono i buoni e ci sono i cattivi; i figli di Dio e gli schiavi di
Satana si riconoscono dalle opere.
Per
divina disposizione devono stare assieme buoni e cattivi; hanno forse da cibarsi
alla stessa tavola, lavorare nello stesso ufficio e dormire sotto lo stesso
tetto. Gesù narrò a proposito una parabola.
Un
uomo seminò del buon seme nel suo campo. Ma mentre gli uomini dormivano, il suo
nemico andò a seminare il loglio nel suo campo e se n'andò.
Come
poi il seminato germogliò ed ingrani, allora apparve anche il loglio.
I
servi del padrone di casa andarono a dirgli: Signore, non hai seminato buon seme
nel tuo campo? Come mai dunque c'è il loglio?
Ed
egli rispose: L'uomo nemico ha fatto questo. - Ed i servi gli dissero: Vuoi
che andiamo a sradicarlo? - Ma egli soggiunse: No, perché togliendo il loglio
non abbiate a sradicare anche il grano. Lasciate che l'uno e l'altro crescano
sino alla mietitura; al tempo della messe dirò ai mietitori:
Raccogliete
prima il loglio e legatelo in fasci per bruciarlo; il grano invece riponetelo
nel mio granaio (S. Matteo, XIII-24).
Il
grano rappresenta i buoni ed il loglio i cattivi; su questa terra hanno da stare
assieme gli uni e gli altri.
La
Sacra Scrittura è parola divina. Attraverso le istruzioni che ci dà il Libro
dell'Ecclesiastico, procuriamo di conoscere cosa siamo noi con il timore di
Dio e senza il timore di Dio, e poiché è la donna che influisce tanto sulla
vita dell'uomo, consideriamo principalmente la donna (Ecclesiastico, XXV-17
... XXVI-1).
«
Felice il marito della donna virtuosa, poiché sarà doppio il numero dei suoi
giorni. La donna forte è la gioia del marito e riempirà di pace gli anni
della sua vita.
«
Una donna virtuosa è una fortuna e toccherà a chi teme Dio; sarà data
all'uomo per le buone azioni. L'uomo, sia ricco sia povero,, avrà il cuore
contento ed il volto sarà allegro.
`;« La donna gelosa è per l'uomo dolore e strazio del cuore; ha il
flagello della lingua e lo fa sentire a tutti.
«
Come giogo di buoi che si muove, .così è la donna cattiva. Chi la prende, è.
come chi prende uno scorpione.
«
L'immoralità della donna si riconosce dallo sguardo sfacciato e dalle sue
palpebre. « Veglia attentamente, o uomo, sopra la figliuola immodesta, se non
vuoi che essa, trovata l'occasione, si rovini. Ti faccia sospettare
l'immodestia dei suoi occhi e non ti meravigliare se essa non si cura di te.
Come viandante assetato, vicino alla fonte apre la bocca e berrà dell'acqua più
vicina, comunque sia.
«
La grazia della donna diligente rallegrerà il marito e ne impolperà le ossa;
la sua buona condotta è dono di Dio.
«
Se la donna è di buon senso ed amante del silenzio, nulla può paragonarsi
alla sua anima educata. Grazia sopra grazia è la donna santa e modesta. Non c'è
prezzo che uguagli un'anima pura. Come il sole che s'innalza al mondo
nell'altissima dimora di Dio, tosi la bellezza della donna virtuosa è l'ornamento
della casa.
«
Colonne d'oro su basi d'argento sono i piedi che posano sopra le piante di donna
incrollabile. Fondamenti eterni gettati sopra salda pietra sono i comandamenti
di Dio nel cuore di una donna santa.
«
La più grande piaga \ è la tristezza del cuore; la più grande malizia è
quella della donna. L'uomo sopporterà qualunque piaga, ma non la piaga del
cuore, e qualunque malizia, ma non la malizia della donna ...
«
Non c'è veleno peggiore del veleno del serpente e non c'è sdegno peggiore
dello sdegno della donna. Meglio stare con un serpente e con un dragone, che
con una donna malvagia.
«
La malvagità della donna ne cambia il volto. In mezzo ai vicini il suo marito
geme ... Ogni malizia è piccola in paragone di quella di una donna. Come è
una salita sabbiosa per i piedi di un vecchio, così è la donna linguacciuta
per l'uomo tranquillo ...
«
E’ grande l'ira della donna, la sua spudoratezza e la sua vergogna.
«
La donna, se ha il comando, è contraria al marito.
«
Animo abbattuto, volto triste, cuore piagato; ecco la donna cattiva! ...
«
Dalla donna ebbe principio il peccato e per la donna viene la morte ».
Questi
brani della Sacra Scrittura mettono in evidenza il bene ed il male della
donna. Ma quanto si è detto, per analogia, si deve applicare anche all'uomo. In
tal modo si comprende che nel mondo c'è il buon grano e c'è anche l'erba
cattiva; hanno da crescere assieme. Si faccia attenzione affinché il loglio
non soffochi il buon grano.
I
buoni, che vivono alla luce degl'insegnamenti di Gesù, non si lascino influenzare
dalla condotta dei cattivi, per non fare poi come loro la triste fine.
Al
tempo della mietitura, cioè nel giorno del Giudizio, quando saranno raccolti in
due schiere i seguaci di Gesù e quelli di Satana si assisterà ad una scena,
che è bene meditare. La descrive Dio stesso nel Libro della Sapienza.
«
Allora i giusti staranno con grande baldanza contro coloro che li oppressero e
rapirono le loro fatiche.
«
I cattivi a tal vista saranno agitati da orribile spavento e resteranno
meravigliati dall'inaspettata e repentina salvezza; e diranno tra sè, tocchi
da pentimento e gementi per l'affanno del loro spirito:
-
Ecco quelli che una volta erano l'oggetto delle nostre derisioni, l'esempio
dell'ignominia! Noi insensati, stimavamo la loró'vita una pazzia e la loro
fine senza onore ed ora ecco che sono annoverati tra i figli di Dio ed hanno il
loro posto tra i Santi! Dunque, siamo stati noi che abbiamo sbagliate, lungi
dalla via della verità; per noi noti brillò la luce della giustizia e non
sorse il sole dell'intelligenza.
«
Ci stancammo nella via dell'iniquità e della perdizione; camminammo per vie difficili
e non arrivammo a conoscere la via del Signore.
«
A che cosa ci è servita la superbia? Quale utile ci ha apportato la boria delle
ricchezze? Tutte queste cose sono passate
come
un'ombra ... Noi restammo consumati dalla nostra malvagità » (Sapienza, V-l).
Era
ebreo ed abbondava di ricchezze. La sua spiccata intelligenza gli permetteva di
comporre molti libri, che purtroppo erano immorali. Tutto ciò che la vita gli
presentava di piacere, era suo; potè appagare anche la voglia dei lunghi
viaggi.
Cercava
la felicità e non poteva trovarla; ricchezza, gloria e spassi momentaneamente
gli apportavano piacere, ma subito sottentrava in lui l'agonia dello spirito.
Tutto cercava, tranne che Dio; ma Dio guardava lui con occhio di compassione e
voleva tirarlo a sè. Il pescatore prende i pesci con l'amo e Dio prende le
anime con il dolore.
Mentre
l'ebreo si trovava in Cina, avvertì i sintomi del cancro.
Andò
a Roma per curarsi nella primaria clinica, la « Sanatrix ».
Un
grande e notorio peccatore gravemente inferno! Quale caso più pietoso! Il
Gesuita Padre Cappello, molto rinomato per la sua virtù e per la sua scienza,
brigò per entrare in intimità con il celebre scrittore. Riuscì a convertirlo
ed a fargli ritrattare i libri immorali già pubblicati.
A
sessantadue anni quell'ebreo ricevette il Battesimo e la Prima Comunione.
La
malattia faceva il suo corso e l'infermo giunse agli estremi. Un giorno sembrava
entrato nello stato comatoso; stava sul letto quasi immobile e gli occhi
socchiusi. Nel frattempo entrò nella camera Padre Cappello, desideroso di
assistere al trapasso della sua preda spirituale. Una Suora, che stava al
capezzale, dubitando che l'infermo avesse ancora la conoscenza, gli chiese: Professore,
ha visto chi è entrato?
-
Sì; è entrato chi mi ha aperto la porta della felicità! -
Queste
parole di Curzio Malaparte sono una prova che se nella vita c'è felicità, questa
è riservata solo a chi vive con Gesù, facendo parte del suo regno spirituale.
Stando
lontano da Gesù, la vita è malinconia, amarezza e spesso tormento.
Una
giovane francese, Fracçoise Sagan, a diciotto anni ha pubblicato un libro, che
subito ha fatto il giro del mondo. Descrive la sua vita gaudente, svolta nelle
spiagge e nelle città; parla anche dei corteggiamenti goduti. Chiude il libro
con questo pensiero:
«
Dopo una notte di buio, la mia stanza s'illumina lentamente. È la prima luce
del giorno. Io dò il saluto alla nuova giornata: Buon giorno, «tristezza!». Sì,
ogni nuovo giorno è una nuova tristezza! ».
Non
c'è pace per gli empi!
Chi
sta sotto Satana, deve confessare la sua infelicità.
Gabriele
D'Annunzio, empio, blasfemo ed immorale, dotato da Dio di un pennino d'oro, che
bagnava nel fango, potè avere nella vita i piaceri più agognati dell'uomo.
Chiude il suo ultimo libro con questi versi: « Tutta la vita è senza
mutamento; Ha un solo volto: la malinconia. L'amore è legato al tradimento.
Ed
il pensier per cima ha la follia! - ». Dunque per D'Annunzio, che spese la vita
a servizio di Satana, la vita fu malinconia e non di raro orribile rimorso.
Chi
visita la sua villa a Gardone Riviera, vi scorge una statua di San Rocco. Pittori
e scultori sogliono raffigurare questo Santo con un cane.
D'Annunzio
fece scrivere alla base della statua:
«
Rocco, tu per divina misericordia avesti un cane, che ti lambiva le piaghe.
Fa' tacere questo cane ... che mi rimorde la coscienza e non mi dà pace, nè
dì nè notte! ».
Gli
episodi narrati fanno rilevare che chi sta vicino a Gesù trascorre felicemente
la vita; chi sta invece alla dipendenza di Satana, vive nell'agonia dello
spirito.
Conviene
dunque considerare il regno di Gesù Cristo per apprezzarlo e per gioire di
appartenervi. È bene pure considerare il regno di Satana, per sentire orrore
di appartenervi e per essere invogliati a liberarne gli schiavi.
Gesù
fu accusato dai Giudei presso l'autorità romana quale nemico dell'imperatore,
quasi volesse divenire re. Difatti il pretore Ponzio Pilato così l'interrogò:
-
Sei tu il Re dei Giudei? -
Gesù
rispose: Questo lo dici da te stesso o altri te l'hanno detto di me?
-
Sono forse Giudeo? - soggiunse Pilato. - La tua nazione ed i capi dei
Sacerdoti ti hanno messo nelle mie mani. Cosa hai
fatto?
- Gesù allora rispose: Il mio regno non è di questo mondo; se fosse di questo
mondo, i miei soldati certamente lotterebbero perché io non fossi dato in
mano dei Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù. - Dunque, sei Re?
-
Tu lo dici! Io sono Re. Sono nato per questo e per questo son venuto al mondo a
rendere testimonianza alla verità. Chi è per la verità, ascolta la mia voce -
(S. Giovanni, VIII-33).
Gesù
dichiara di essere Re. Ed a chi meglio di Lui compete questo titolo? Egli è
il Figlio di Dio, è lo splendore della Corte Celeste, è il Redentore del
genere umano. È il Re dei Re. La Santa Chiesa onora la sua regalità con una
festa particolare, fissata all'ultima domenica dell'anno liturgico.
In
detta festa la Sacra Liturgia innalza a Gesù un inno di gloria, attribuendogli
i titoli più eccelsi. Lo chiama: Re Pacifico, il cui Regno sarà fermissimo
in eterno. Dice anche: Egli domina tutto e porta la pace ai popoli. E’ nostro
Padrone e nostro Giudice. E’ nostro Re e ci salverà. Ha ogni potere in cielo
e in terra. Regnerà in eterno e il suo Regno non avrà mai fine. Sulle sue vesti
è scritto: Rei dei Re e Dominante dei Dominanti. A Lui la gloria e l'impero
per tutti i secoli. Egli è il Re della gloria e tutto gli sta soggetto. Tutti i
popoli si piegheranno davanti alla sua potenza. Il suo trono è come un sole
splendente.
L'Apostolo
San Paolo dice: Fratelli, ringraziamo Dio Padre, che ci ha fatti degni di
partecipare alla sorte dei Santi nella luce, e, liberandoci dall'impero delle
tenebre (da Satana), ci ha trasformati nel regno del suo diletto Figlio. - (Colossesi,
I-12).
Gesù
durante la vita terrena volle costituire il suo regno nel mondo e nelle singole
anime. Operò miracoli, fece bene a tutti, annunziò la buona novella ed invitò
tutti a seguirlo: Venite a me tutti! - (S. Matteo, XI-28) - Chi viene a me,
non avrà più fame; e chi crede in me, non avrà più sete ... Tutto quanto il
Padre mi dà verrà a me, nè io scaccerò chi viene a me - (S. Giovanni,
VI-35 ... ).
-
In verità, in verità vi dico: Chi ascolta la mia parola e crede in Colui che
mi ha mandato, ha la vita eterna e non incorre nella condanna, ma passa da
morte a vita - (S. Giovanni, V-24). Chi segue me, non cammina nelle tenebre -
(S. Giovanni, VIII-12). - Il mio giogo è soave ed il mio peso è leggero - (S.
Matteo, XI-30).
Gesù
è Verità Eterna; invitando le anime a seguirlo, non vuole illuderle. Presenta
loro il piano della Redenzione: Dio Padre non ha mandato il suo Figlio al
mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di Lui -
(S. Giovanni, III-17).
Gesù
come ha salvato l'umanità? Con la sofferenza; difatti, dopo risorto da morte,
lo confermò ai discepoli di Emmaus: Non doveva forse il Cristo patire tali cose
(passione e morte) e così entrare nella sua gloria? - (S. Luca, XXIV-26).
Come
ha sofferto il capo, Gesù, così devono soffrire le membra, cioè i suoi
seguaci, se vogliono far parte del suo regno sulla terra e poi far parte del suo
regno in Cielo.
Per
la qual cosa Gesù dice: Chi vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda
la sua croce ogni giorno e mi segua! - (S. Luca, IX,23).
Dunque
la sorte riservata ai seguaci di Gesù è il patire? ... La vita su questa terra
sarà per gli amanti di Gesù una continua amarezza, una specie di agonia o di
Purgatorio anticipato? ... Tutt'altro! ...
Nel
cuore dell'inverno, in gennaio, molte macchine si dirigono verso l'Etna.
Man
mano che la strada sale, il percorso si fa più difficile per l'abbondanza
della neve; l'opera dello spazzaneve è indispensabile. Andando su, scendono
dalle macchine i numerosi sportmans, uomini e donne. E’ necessario
affrontare una rapida salita, o a piedi o sul carrello della filovia. Si
giunge a circa tremila metri di altezza; tutto lassù è neve; il freddo è
intensissimo.
Sul
così detto « piano del lago » gli sciatori, spesso internazionali, danno
inizio alle gare di corsa.
Domandiamo
agli sciatori: - Sentite freddo?
-
No! - rispondono.
-
Ma data l'altezza, il rigido inverno e l'abbondanza della neve, non può non sentire
il freddo!
-
Noi invece sentiamo calore. L'aria fredda è per noi come una brezza fresca gradevole.
Con il moto e con qualche sorso di liquore si sviluppa nel corpo tanto calore,
da non fare avvertire il freddo. Noi sciatori resteremmo intirizziti, se ci
fermassimo a lungo accoccolati sulla neve. -
Sembrerebbe
cosa strana, eppure è naturale: può starsi in mezzo alla neve, ad una grande
altezza, e non sentire il freddo!
Così
è nella vita spirituale.
Gesù
dice di seguirlo portando la croce e rinnegando se stessi. Chi lo segue con
amore, chi gli domanda il suo aiuto nelle tribolazioni, chi si nutre e si
fortifica con il suo Corpo Eucaristico, pur trascorrendo la vita in questa valle
di lacrime, prova tanta gioia nel suo spirito da non sentire quasi il peso della
croce e più aumenta l'amore per Gesù, più aumenta la felicità dell'anima.
L'autore
di queste pagine ha quasi settant'anni; nella sua vita ha potuto conoscere
intimamente molte persone e può affermare che le più felici sono quelle che
stanno più vicine a Gesù. Non è vero che la croce è tutta amarezza! La
croce è anche fonte di grande gioia, quando si abbraccia per amore di Gesù e
con la viva speranza del premio eterno.
Gesù
fa scaturire dalla croce la felicità e non solo nell'altra vita, ma anche in
questa.
Conosco
un'anima buona, che da più di ventotto anni è paralizzata e sta sempre a
letto; mai in tanti anni è uscita dalla sua cameretta. Oltre alla paralisi ha
parecchie altre sofferenze. L'ho esortata a soffrire per Gesù ed è felice.
Ecco qualche suo sentimento:
«
Che serenità, che gaudio e pace c'è nell'anima mia! Quale gioia profonda e divina
provo in me! Nell'anima mia c'è il
Cielo.
Signore, Sapienza infinita, ti sento e ti adoro. Tu sei il mio tutto! Dammi
sempre la pace e la gioia nel dolore! ».
Fu
presentato a Gesù un indemoniato, cieco e muto, e lo guarì da farlo vedere e
parlare. Tutti restarono meravigliati e dissero: Non è costui il Figlio di
David? -
Ma
i Farisei che udirono, dissero: Costui caccia i demoni per opera di Beelzebub,
principe dei demoni. -
Gesù,
conosciuti i loro pensieri, disse: Ogni regno diviso in se stesso sarà devastato
ed ogni città e casa divisa in se stessa non potrà reggersi. Se dunque Satana
caccia Satana, egli è in discordia con se stesso. Come allora potrà durare
il suo regno? ... Se io caccio i demoni per virtù di Dio, è dunque giunto a
voi il regno di Dio - (S. Matteo, XII-22).
Gesù
afferma che nel mondo c'è il regno di Satana' e che esso durerà.
Osserviamo
ora Satana. Egli è la menzogna. Se presentasse la verità, cioè che c'è un
Dio buono e giusto, che dopo di questa vita ce n'è un'altra eterna, che è
riservato ai buoni un premio ed ai cattivi un castigo ... allora non avrebbe
che qualche rarissimo suddito. Per riuscire nell'intento adopera la sua
arma: la menzogna.
Il
primo esempio si ha al principio della generazione umana, quando, volendo spingere
Adamo ed Eva alla violazione del comando divino, disse loro che, se avessero
mangiato il frutto proibito, non sarebbero morti, anzi sarebbero divenuti simili
a Dio. Dopo il peccato i nostri progenitori si accorsero della menzogna;
difatti, quando Dio disse ad Eva: Perché hai fatto questo? - essa rispose: Il
serpente mi ha ingannata ed io ho mangiato il frutto. -
Quantunque
Satana abbia perduto l'amicizia di Dio, non ha perduto però la sua grande
intelligenza; per ognuno sa trovare
la
via più adatta per trarlo in errore e si richiede vigilanza ed accortezza per
non cadere nella sua rete.
Presenta
il calice del piacere, nascondendo il veleno che sta nel fondo; inebria il
cuore umano ed eccita le più basse passioni, offuscando l'intelligenza; quando
è riuscito a far commettere il peccato, sa che via tenere per non lasciare
scappare la preda. A lui importa che si offenda Dio, che il peccatore persista
nel male e che muoia in peccato.
In
seno ad una famiglia cristiana viveva una giovane; non era un modello di perfezione
religiosa, ma si comportava bene; in casa e fuori godeva stima.
Guai
quando Satana mette lo zampino nel cuore di una donna! È difficile svincolarsene.
Il
cuore della giovane non fu custodito bene. Un forte amore cominciò a turbarne
la serenità. Il maligno approfittò, lavorò nell'immaginazione di lei
presentandole la felicità della vita, ma a colori così vivi e attraenti, che
la giovane si decise a calpestare la legge di Dio; difatti peccò.
Il
calice del piacere, presentato da Satana, fu bevuto. Ma subito ci fu l'effetto
del veleno.
L'infelice
senti grande rimorso: l'onore perduto, la famiglia disonorata!
Non
rassegnandosi all'umiliazione, qualche giorno dopo si avviò al vicino
passaggio a livello e stette lì ferma ad attendere. Nessuno avrebbe mai
sospettato del suo tragico disegno. Appena apparve il treno, la giovane spiccò
un salto e si gettò sul binario. Dopo qualche istante era stritolata.
Quando
'i parenti si rivolsero a me perchè celebrassi delle Messe di suffragio, pensai:
Questa donna si sarà salvata?... Avrà
avuto
il tempo di rimettersi in grazia di Dio, almeno col pensiero?...
Dio
solo può giudicare. Ed intanto Satana cantò vittoria!
Nel
mondo ci siamo circa tre miliardi e più di persone, appartenenti o al regno di
Gesù o a quello di Satana. Non è ammissibile il dire: lo non voglio
appartenere a nessuno dei due regni; resto neutrale. -
Come
si conoscono i seguaci di Gesù e quelli del demonio? Dalle opere. Dal frutto si
conosce l'albero.
Nella
Sacra Scrittura i buoni sono chiamati « figli della luce » ed i cattivi «
figli delle tenebre ».
Consideriamo
la differenza che c'è tra i figli della luce e quelli delle tenebre.
La
Basilica di Maria Ausiliatrice, a Torino, è in festa. C'è la funzione
dell'annuale partenza dei Missionari Salesiani e delle Figlie di Maria
Ausiliatrice. Canti, musica, discorso d'occasione, consegna del Crocifisso,
preghiere, auguri ... tutto tocca il cuore dei presenti. $ una dolce commozione.
Missionari
e Missionarie dopo vanno a Roma. Sono ricevuti dal Papa e prendono l'Apostolica
Benedizione.
Dopo
qualche giorno sono sulle navi e si dirigono chi al lontano Oriente, chi all'Australia
e chi alle Americhe.
I
volti dei partenti sono lieti; sentono il sacrificio dell'abbandono della patria
e dei propri cari, ma nel cuore hanno tanto gaudio.
Da
anni hanno sospirato quel giorno per attuare il loro ideale: portare la luce del
Vangelo ai pagani, far conoscere ed amare Gesù.
In
un'esplosione di gioia, appena la nave si muove, intonano in coro una lode
sacra: « O Cristo, vinci! O Cristo, regna! O Cristo, impera! Eterna gloria a Te
doniam! ».
I
passeggeri osservano la scena e commentano: Sono i pioneri di Cristo! –
Nel
porto di Trapani è in partenza la nave « Argentina » e si dirige all'isola di
Favignana.
Gli
occhi dei passeggeri sono rivolti ad una schiera di uomini ammanettati. Sono i
galeotti che vengono relegati al domicilio coatto di Favignana. Ci sono
anziani ed anche giovani. Parecchi hanno qualche cicatrice in faccia,
ricordo perenne di qualche coltellata.
A
Favignana trovano centinaia di compagni di sventura e là, sotto il controllo
continuo dei poliziotti, trascorrono gli anni o la vita tutta.
Sono
infelici! Spinti dalle passioni, ubbidienti ai suggerimenti di Satana, si sono
- comportati male in Società, rubando, ferendo e commettendo omicidi, ed ora
sono ripagati secondo le loro opere.
Oh,
se avessero osservati gl'insegnamenti di Gesù Cristo!
E’
sera. La buona signora si è accorta che la figlia si è ritirata nella sua
cameretta. Dopo circa un'ora non vedendola comparire, apre la porta per
assicurarsi di ciò che fa. Si accorge che ha qualche lacrima agli occhi.
-
Figlia mia, perché piangi? - Mamma, ... è un segreto.
-
A me puoi dire tutto. Io sola posso consigliarti il bene. Ti è capitata qualche
cosa di male? Ti è pervenuta qualche lettera, che ti abbia turbato?
-
Niente di ciò. Sai che la mia vita si svolge tra casa e Chiesa; lavoro, prego e
canto. Non ho altri fastidi. Ma poiché insisti, ti confido tutto. Sono stata
qui un'ora raccolta in preghiera, intendendo riparare Gesù dei peccati che si
fanno nel mondo. Ho pregato con fervore, sicura di piacere a Gesù.
All'improvviso mi. sono sentita invasa da un'ondata di gioia interna. Non
saprei dirti ciò che io abbia provato. Spontaneamente mi sono uscite delle
lacrime ... ma lacrime di felicità! Oh, com'è bello amare Gesù e ripararlo! -
La
madre non chiese altro; uscì dalla cameretta, dicendo tra sè: Che perla di figlia!
Mai mi ha dato un dispiacere! -
Lo
scrivente, che conosce la giovane, l'ha incoraggiata a perseverare nella pia
pratica dell'ora di preghiera riparatrice:
Dopo
un paio di ore spese nell'abbigliamento, la giovane è pronta ad uscire.
-
Mamma, tu non vieni a questa serata di ballo?
-
Preferisco stare al televisore, in casa; tuo padre è fuori città e ritornerà
domani. Un po' di solitudine non dispiace. -
La
signora mentiste; ha vergogna di dire la verità: Io, a pinquant'anni, andare ad
una serata di ballo ... a fianco di mia figlia, giovane e avvenente! Tutti
guarderebbero lei, e non me! ... Preferisco restare in casa!
A
che estremi può arrivare la superbia e la vanità di una donna, anche nei
rapporti con i figli!
La
giovane gaudente, bramosa di divertirsi, va da sola; ritorna anche da sola, a
notte avanzata. È gongolante di gioia, non trova parole per esprimere la sua
felicità.
--.
Dunque, figlia mia, ti sei divertita? - Molto! Avessi visto, mamma! Ero la
stella della sala! A vedermi in abito elegante, molto scollata, con capigliatura
capricciosa, tutti guardavano me, tutti mi invitavano a ballare, tutti mi
corteggiavano! Anche un colonnello mi strinse fortemente la mano e poi la baciò
... Oh, che felicità!
-
Comprendo, comprendo! - esclama la mamma! ... Ora pensa a cenare.
-
Potrei farne a meno; sono già sazia. E poi ... devo limitarmi nel mangiare, se
no il corpo perde la linea! -
Niente
preghiera, niente istruzione religiosa e niente Chiesa; soltanto moda, passeggi,
balli e cinema.
Una
sera la giovane non ritorna a casa. Dopo due settimane una lettera dall'estero
spiega tutto: Ho trovato il compagno della mia vita. La mia fuga non vi
sorprenda; anche voi, miei genitori, faceste da giovani questo passo. Il mio
uomo è sposato da quattro anni; ma ha già abbandonato la moglie e l'unico
bambino. Ora è tutto mio. -
Il
padre irritatissimo invita la figlia al ritorno; riceve questa risposta: Sono
maggiorenne, quindi padrona di me. Tra me e te non c'è legame; i vincoli del
sangue restano rotti davanti alla vita di piacere, che il destino mi ha
preparato. -
Dopo
qualche anno di convivenza la giovane cessava di vivere, uccisa dalla prima
moglie di quell'uomo.
Fattaccio
di cronaca nera! Tutti i giorni i giornali pubblicano simili avventure.
La
coppa del piacere, che Satana offre ai suoi schiavi, contiene al fondo
amarissimo assenzio.
Parte
l'autopullman « Gita Turistica ». Più di cento signorine allegre iniziano il
viaggio con una lode alla Vergine. La meta è una visita alla Madonna di
Siracusa.
Il
tragitto è benedetto da Dio; nessun inconveniente.
Davanti
al quadro miracoloso della Madonna delle Lacrime quella folta schiera di
signorine ascolta la Messa e riceve la S. Comunione. Dopo si visita la casa
ove il quadro lacrimò, in Via degli Orti. Seguono altre visite, al mare,
all'Anfiteatro, all'Orecchio di Dionisio ... Giornata lieta, con Gesù nel
cuore, condita da canti e da buon umore giovanile.
A
sera il ritorno è sereno.
La
sana gioventù, animata dallo spirito di Gesù Cristo, sa divertirsi, dare buon
esempio e non sentire il pungolo del rimorso.
Le
spiagge moderne sono l'anticamera dell'Inferno, ove Satana regna. Costumi scostumati,
libertà di ballo, parlare libero, ozio prolungato; tutto è incentivo
all'immoralità. L'incoscienza dei genitori, che per lo più assistono ed
approvano con la loro presenza, è la rovina di tanta incauta gioventù, la la
quale più non è sana e fresca, ma appassita o bruciata.
Si
adduce il pretesto: Il mondo ormai è così! ... Tutti fanno così! ... E poi
che male c'è? -
I
gaudenti delle spiagge e tanta altra gente dissoluta, a sera sogliono riempire
le sale cinematografiche. Non sono i films educativi e morali che chiamano gli
spettatori, bensì i riservati agli adulti ed i proibiti ai minorenni. La
spudoratezza, la vendetta, il sangue, tutto ciò che sollecita le malvagie
passioni, tengono inchiodati gli spettatori per ore ed ore nelle sale
cinematografiche e televisive.
Satana
presenta il suo calice ed i cattivi bevono, secondo loro, i sorsi della felicità.
Ma
il nemico delle anime aspetta i frutti: giovani scandalizzati, infedeltà
matrimoniali, suicidi, vendette efferate, furti ingegnosi, avversione
agl'insegnamenti del Vangelo. E poi ci si lamenta: Ma il mondo va proprio
male! -
Una
sposa, seguendo la corrente odierna, dava ascolto a Satana.
Per
qualche tempo le cose andarono lisce. Però il demonio che fa la pentola, non
sempre fa il coperchio. Un giorno il marito le scaricò la pistola e la uccise.
Mentre scrivo queste pagine, vedendo la figlioletta dell'uccisa, le ho
chiesto: Tu eri presente quando avvenne il delitto?
-
Sì, ero presente, anzi ero vicino alla mamma ed una pallottola mi ferì il
braccio! - e mi ha mostrato la cicatrice. Ed ora dov'è tuo padre? - In
galera, a Sulmona! -
Davanti
a certi fatti, anche nei semplici riguardi della vita presente, vale proprio
la pena di seguire i suggerimenti di Satana? Altro che felicità!
Un
ragazzo, intelligente, ma vivace all'eccesso e tenace nelle sue idee, faceva
trepidare per il suo avvenire.
Più
volte era stato cacciato da scuola. Chiuso in un Istituto correzionale, ne fu
allontanato perché ribelle ad ogni tentativo
di
miglioramento. In paese era additato come la pecora nera e le mamme dicevano
ai figli: Se non ubbidisci, diverrai come quel tale!... -
Un
giorno quel ragazzo, che da due anni aveva abbandonato la scuola, alla presenza
dei familiari, uscì in questa affermazione: Ho pensato ed ho deciso. Mi farò
Prete! -
La
sorella maggiore esclamò: Tu Prete? ... Giuro che se diverrai Prete, quel
giorno mangerò un topo, coda e baffi conpresi! -
Forte
di volontà, assistito dalla grazia di Dio, giunse per lui il giorno dell'Ordinazione
Sacerdotale. Di buona memoria, presentatosi alla sorella disse: Ogni promessa
è un debito. Oggi sono Sacerdote; tu devi mangiare un topo.
-
Lo mangerò! -
E
quel giorno a tavola fu portato un grazioso topolino di pasta zuccherata. Quel
Sacerdote mi ha narrato l'episodio. È ancora vivente. $ un ottimo
conferenziere; Sacerdoti e Vescovi sono bramosi di ascoltare la sua parola. $
un bravo scrittore di libri catechistici. E’ sempre pronto a tutte le iniziative
dell'apostolato, in qualunque ramo.
Nelle
Missioni ha messo più volte in pericolo la sua vita.
Un
giorno io senti il bisogno di dirgli: Meno male che lei si è messo a servizio
di Gesù. Ha trovato la felicità in terra e la troverà in Paradiso. Ma se si
fosse messo a servizio di Satana, chi sa quanto male avrebbe fatto e come
sarebbe stata infelice la sua vita. -
Mi
rispose: Sono grato a Dio! Scopo della mia vita è far conoscere Gesù e farlo
amare; nel frattempo combattere contro il regno di Satana. -
Il
Profeta Davide, ispirato da Dio, compose il Libro dei Salmi. Il Salmo trentaseesimo,
che è chiamato « collana di perle », risolve il problema della prosperità
dei cattivi e delle tribolazioni dei buoni. Si riporta nei brani principali.
«
Non ti arrabbiare a causa dei malvagi e non invidiare coloro che fanno il male,
perchè presto seccano come il fieno e presto cadono come fili d'erba.
«
Tu spera nel Signore e fa' il bene. « Fa' del Signore la tua delizia ed Egli
soddisferà i desideri del tuo cuore. Esponi al Signore il tuo stato e spera in
Lui, che provvederà. Farà risplendere la tua giustizia come la luce ed il
tuo diritto come il sole nel meriggio.
«
Sta' sottomesso al Signore e pregalo. « Cessa dall'ira, lascia lo sdegno e non
t'irritare sino a fare il male, perché i malvagi saranno sterminati e coloro
che aspettano con pazienza il Signore possederanno la terra.
«
Ancora un po' e l'empio non ci sarà più; cercherai la sua dimora e non potrai
trovarla.
«
Il peccatore osserva il giusto e digrigna i suoi denti contro di lui. Ma il
Signore si ride di lui, perché vede che il suo giorno (della morte) è
vicino.
«
1 peccatori hanno sguainata la spada ed hanno teso il loro arco per abbattere il
povero, il miserabile e per trucidare i retti di cuore. La loro spada trapasserà
i loro stessi cuori ed il loro arco sarà spezzato. « Meglio il poco del
giusto, che le grandi ricchezze dei peccatori, poiché le braccia dei
peccatori saranno spezzate, essendo il Signore la forza dei giusti.
«
Il Signore conosce la vita degli uomini senza macchia; la loro eredità sarà
eterna. Non saranno delusi nel tempo della sventura; nei giorni di carestia
saranno saziati. « Ma i peccatori periranno; i nemici del Signore, non appena
onorati ed esaltati, svaniscono.
<«
Chi benedice il Signore, possederà la terra; chi lo maledirà, andrà in
perdizione. « Vidi l'empio superbamente esaltato, alto alto come i cedri del
Libano; ripassai ed egli non c'era più.
«
La salvezza dei giusti viene dal Signore. È Lui il loro protettore nel tempo
della tribolazione. Il Signore li aiuterà, li libererà, li strapperà dalle
mani dei malvagi e li salverà, perché essi hanno sperato in Lui ». (Salmo,
XXXVI-1 ... ).
PARTE
SECONDA
Giova conoscere la condotta che segue Gesù per conservare nel suo servizio i buoni, per farli fruttare molto per la vita eterna, per rafforzare i deboli e la condotta che tiene verso i cattivi, per ritrarli dal regno di Satana e salvarli.
Dopo
vedremo il lavoro che compie il demonio per non lasciarsi sfuggire le prede e
per tirare altre anime alla sua servitù.
Il
regno di Dio è dentro di noi.
C'era
una signorina, appartenente a modestíssima famiglia, di poca istruzione, ma
dotata
di senso pratico. Volle iscriversi tra le Orsoline di Famiglia e ne osservava il
regolamento. La sua occupazione era la cura delle bambine dell'asilo e di un
gruppo di giovanette. Non le mancavano le contrarietà, non esclusa una
calunnia. A vederla, si sarebbe detto: È una buona signorina che sa tenere un
asilo. -
Ma
chi avrebbe immaginato il meraviglioso lavorio di Gesù in quell'anima? Nulla
appariva all'esterno. Mi diceva un Sacerdote: Quante volte la signorina,
quando visitavo l'asilo, mi portava il caffè e s'intratteneva in sereno
colloquio! Ma ero ben-lungi dal pensare che fosse un'anima della portata di
S. Caterina da Siena! -
Colei
di cui si parla, è la Serva di Dio Lucia Mangano. Si pubblicò il primo volume
della sua vita; dopo quindici anni di studio l'Autorità Ecclesiastica approvò
anche il secondo volume; altri scritti vengono pubblicati, ad esempio « Il
terzo Cielo di Lucia Mangano ».
Una
strettissima cerchia di persone era a conoscenza dei fatti mistici che avvenivano
a San Giovanni La Punta (Catania); Gesù non voleva pubblicità mentre Lucia era
in vita.
Mi
diceva una signora: Eravamo una diecina di persone a conoscenza dello stato
della Mangano. Si conservava assoluto silenzio.
La
direttrice delle scuole « S. Angela Merici » di Catania mi confidò: Un giorno
Lucia venne a trovarmi. Parlammo delle nostre cose. Poi mi abbracciò; era
commossa e piangeva. - Cosa hai, Lucia? - Sono venuta a licenziarmi. $ l'ultima
volta che vengo a trovarti. Gesù mi ha detto che sta per portarmi in Cielo.
Sono prossima a morire! -
Questo
breve accenno su Lucia Mangano, vittima straordinaria, lascia intravedere come
Gesù lavori nel silenzio delle anime, senza che il mondo se ne accorga.
Il
lavorio del Signore nelle anime privilegiate è un lavorio eccezionale, proporzionato
alla missione che è assegnata ad ognuna di esse: grandissime sofferenze, ineffabili
gioie, visioni illustrative e profetiche.
Sono
pochissime le anime straordinarie; sono invece a grandi schiere le anime pie,
che vivono molto vicine a Gesù. In ciascuna di loro si svolge un lavorio
divino, vario e sapiente.
Il
Signore sa che le anime fedeli dovranno ricevere un premio eterno,
proporzionato al bene operato in terra; perciò fa loro acquistare meriti con
le tribolazioni, dando però la forza di sopportarle; dà la necessaria dose di
gioia spirituale per rafforzare la loro debolezza; presenta mille occasioni di
meritare, compiendo piccoli e continui atti di virtù. A tal fine Gesù suole
preparare il martellino, provvidenziale, affinché ogni anima possa essere
lavorata e possa riprodurre in qualche modo la sua immagine divina.
Per
ricevere conforto e consiglio una tale mi confidava le sue pene:
-
Vivo in comunità, faccio di tutto per compiere bene il mio dovere, tutto il
gior
no
faccio attenzione per non dispiacere ad alcuno. Chi dovrebbe apprezzare le mie
fatiche, mi rimprovera, mi umilia pubblicamente, mi tratta con asprezza.
-
Lavoro per Gesù. Tuttavia si resta male davanti all'incomprensione.
-
Come si chiama questa persona che la fa soffrire?
-
Si chiama N. N....
-
No; deve dire: Si chiama « martellino di Gesù ». Siccome Gesù vuole a lei
molto bene, desiderando che si distacchi da tutto, bramando che si arricchisca
di tesori celesti, si serve del carattere di questa persona affinché lei
pratichi l'umiltà, la pazienza, il compatimento e tante altre virtù. Ogni
amarezza che lei riceve, è un colpo di martellino che dà Gesù, il quale si
serve di questa o di quella persona. Più grande è la santità a cui è
chiamata un'anima, più pesante suole essere il martello. Santa Caterina da
Siena aveva sua madre; San Francesco d'Assisi, suo padre; San Giovanni Bosco
aveva il suo Arcivescovo; S. Teresa del Bambino Gesù, Madre Gonzaga; e così può
dirsi di tutti i Santi e di tutte le anime più care a Gesù. Nelle famiglie i
martelli potrebbero essere: lo sposo per la sposa, un figlio per la madre, una
sorella per un'altra sorella, la nuora per la suocera. Lei desidera un
consiglio: Guardi tutto all'occhio della fede; in ciò che avviene in lei o
attorno a lei, veda sempre il lavorio di Gesù, il quale vuole o permette
quella data sofferenza; reciti ogni giorno un'Ave Maria per il suo «
martellino » e quando riceve la S. Comunione dica: Gesù, benedici il mio martellino,
che mi rende sempre più bella agli occhi tuoi! -
Gesù
coltiva le anime con i buoni pensieri e le sante ispirazioni. Più l'anima si
conserva nell'umiltà, nella semplicità e nel distacco del mondo e più Gesù
abbonda di luce divina.
Il
cuore allora è attratto fortemente al bene e la mente ha delle illustrazioni meravigliose.
Quante anime semplici, pervase da questa luce, se sapessero scrivere ci darebbero
capolavori di ascetica e di mistica! Talune si contentano di dire: Oh, se
potessi esprimere i bei pensieri che invadono spesso la mia mente! ... Se
potessi dire ciò che sento nel mio cuore!... -
Questi
sogliono essere pensieri di amore di Dio, di fiducia illimitata in Gesù, di
slancio verso la perfezione cristiana, di dolore dei peccati propri e degli
altrui.
Un
fanciullo di dodici anni, ricoverato in un Ospizio, una sera si appartò dai compagni
e rimase in un cantuccio.
Sollevava
di tratto in tratto gli occhi al cielo e poi li abbassava; poi cominciò a piangere.
Il Superiore se ne accorse; gli si avvicinò e gli chiese:
-
Perché questa sera non giuochi? - Non ne ho voglia.
-
E perché piangi?
-
Ma ... guardando il cielo, sento il bisogno di piangere.
-
Cosa pensi?
-
Penso che le stelle, la luna e tutti gli astri sono sempre ubbidienti a Dio,
com-
piono
i movimenti che Dio ha loro assegnati. Ed io invece... per tanti anni ho disubbidito
a Dio, ho calpestata la sua legge ed ho peccato!
-
Ma ormai Gesù ti ha perdonato; hai fatta la Confessione generale; non pensare
più al passato. -
Il
Superiore era Don Bosco ed il fanciullo era Magone Michele.
Don
Bosco seguì il lavoro di Gesù in quest'anima, ne ammirò la bellezza e poi,
avvenuta la morte, ne scrisse la vita.
Una
pia signora narrava con semplicità: - All'età di tre o quattro anni i miei
genitori la sera mi mettevano a letto. Io mi sforzavo di non dormire. Quando mi
accorgevo che papà e mamma si erano addormentati, piano piano scendevo dal
lettino, m'inginocchiavo a terra e pregavo. Dicevo a Gesù e alla Madonna: Fate
divenire buoni i cattivi! Non mandateli all'Inferno! Vi prego con tutto il
cuore! - Ora ho cinquantacinque anni, sono madre di famiglia e dico a me
stessa: Ma a quell'età come potevo comprendere l'importanza della preghiera e
il dovere di pregare per i peccatori? Certamente era Gesù che suscitava in me
tali sentimenti, superiori alla mia età. Gesù ha lavorato in me sin dai primi
anni. -
Gesù
fa sentire la sua dolce voce a tutte le sue pecorelle; non ne trascura una sola;
vive di loro, come il buon pastore vive del suo gregge.
Se
una pecorella rallenta il passo, Gesù la sollecita a camminare; se si
smarrisce, fa di tutto per ritrovarla; gioisce il suo Cuore Divino quando può
riabbracciarla.
D'ordinario
Gesù ritrova le pecorelle smarrite per mezzo del dolore e del rimorso. Allora
l'anima peccatrice, memore delle tenerezze divine, esclama: Ritornerò a Gesù!
Gli dirò: Ho peccato! ... Egli non mi rigetterà, anzi mi abbraccerà come il
padre abbraccíò il figliuolo prodigo! -
Un
tale era un cattolico praticante; in seguito prevaricò; la sua bella
intelligenza gli fu di rovina. Insegnò in diverse Università d'Italia. Alcune
sue idee in fatto di Cristianesimo furono false. La Santa Sede lo richiamò;
egli non volle retrocedere ed ebbe la scomunica.
Per
più di quarant'anni rimase fuori della Chiesa Cattolica. Chi scrive, potè
avvicinare questo professore. Cominciai a pregare per lui ed esortai altri a
pregare. Avevo fiducia del suo ritorno a Dio, tanto più che avevo saputo della
sua carità. Infatti, quando percepiva il mensile dell'insegnamento
universitario, ne mandava una parte alla sorella, dicendo: Questo denaro dàllo
ai poverelli, ma non sappiano che lo mando io. -
Proprio
oggi 17 settembre 1961, mentre scrivo questa pagina, ho saputo quanto segue:
Il
professore... si è convertito. Tempo addietro fu ricoverato in una clinica ed
ebbe amputata una gamba. Nel dolore e nella riflessione trovò la salvezza.
Senti il rimorso del male fatto, apri il cuore alla fiducia in Gesù e rientrò
nell'ovile del Signore. Al presente sta a letto e soffre ed ha detto: Scriverò
un libro dal titolo « Come mi sono convertito! » -
Quante
conversioni prodigiose avvengono, forse tutti i giorni, di cui s'ignora la
storia; però tutte sono frutto del lavorio che Gesù di continuo svolge in ogni
cuore, anche se peccatore.
Gesù,
come fu vicino alla città di Gerusalemme, a vederla, pianse sopra di lei e
disse:
«
Oh, se conoscessi anche tu, e proprio in questo giorno, quello che giova alla
tua pace! Ora invece è celato agli occhi tuoi,
perchè
verranno per te i giorni nei quali i nemici ti stringeranno con trincee, ti
chiuderanno e ti stringeranno da ogni parte e distruggeranno te ed i tuoi
figli che sono in te e non lasceranno in te pietra sopra pietra, perché non hai
riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata » (S. Luca, XIX-41).
Commentiamo
questo tratto di Vangelo. Gesù guardò Gerusalemme e pianse. Solo tre volte
riferiscono gli Evangelisti che il Divin Maestro abbia pianto. Non pianse quando
Pilato gli diede la sentenza di morte, ne quando i soldati lo inchiodarono
alla Croce e neppure quando spasimava tra i dolori dell'agonia.
Ma
davanti alla città di Gerusalemme, ingrata ai suoi benefici, ostinata nel male
e disposta al deicidio, il delicato Cuore di Gesù fu tocco da amara
compassione e pianse. Il pianto di compassione è segno di bontà; e Gesù,
che aveva prescelto Gerusalemme tra le mille città per donarle i suoi tesori
e la sua pace, non vedendosi, riconosciuto per il Messia predetto dai Profeti,
manifestò in quel pianto la sua divina perfezione: la bontà.
Gesù
è infinitamente buono; ma è anc he infinitamente giusto. Quando si vede mal
corrisposto, quando scorge l'ostinazione nel male, quando i cuori non si
lasciano commuovere dalla sua bontà, allora presenta la sua giustizia.
Difatti,
dopo aver pianto sopra Gerusalemme in segno di bontà, subito dopo disse:
Poichè non mi hai riconosciuto per Messia, sarai distrutta tu ed i tuoi
abitanti! -
Il
castigo di Dio colpi la città santa ed è rimasta celebre nella storia la
distruzione di Gerusalemme.
Gesù
guarda coloro che lo servono e lo amano e li benedice. Egli pensa: Voi oggi fate
parte del mio regno sulla terra e presto farete parte del mio regno celeste,
per sempre. -
Ma
guarda anche quelli che sono nel regno di Satana. Come pianse un giorno . su
Gerusalemme, così piange oggi a vedere le anime sotto la schiavitù del nemico
infernale.
Gesù
pensa: Voi preferite Satana a me.
Correte
all'eterna rovina e non aprite gli occhi per riflettere, per tornare sulla buona
via e salvarvi. Voi vi dannerete! Eppure vi ho creato io e vi ho redento con il
mio Sangue! A caro prezzo vi ho riscattato, poiché vi amo e sono desideroso
di darvi l'eterna felicità! A vedervi sotto il giogo di Satana, già
infelici sin da questa vita, a pensare che io, proprio io, vostro Divin Giudice,
dovrò condannarvi all'Inferno, mosso a compassione del vostro triste stato,
ripeto ciò che dissi a Gerusalemme: Oh, se conosceste, e proprio in questo
giorno della vita mortale, quello che giova alla vostra pace! ... Gerusalemme,
Gerusalemme, convertiti al Signore, tuo Dio! -
O
anime schiave di Satana, se non vi commuove il grido amoroso di un Dio Crocifisso
che muore per voi, tremate almeno alla minaccia di un Dio sdegnato! Gerusalemme
fu distrutta sin dalle fondamenta. La vostra vita, che ogni giorno va consumandosi,
presto sarà recisa da me, com'è reciso il filo della tela del tessitore. Vi
attendono gli spasimi dell'agonia senza alcun conforto; vi attende la
dissoluzione del sepolcro e vi attende la comparsa davanti a me, Re di
tremenda giustizia! Le potenze dei cieli si commoveranno e la terra tremerà
alla mia venuta e voi sarete allora nella schiera dei dannati, sotto la
bandiera del vostro re, Satana. Con lui siete stati in vita; con lui sarete in
eterno nel luogo dei tormenti!
Ciò
che i cattivi non sanno, o non vogliono sapere, cioè quello che li attende subito
dopo la morte, lo sa bene e lo pensa Satana. Al maligno interessa che i suoi sudditi
pensino solo alla vita presente: godere, godere ... sfruttare il piacere
dell'attimo fuggente.
Affinché
i cattivi non gli sfuggano, il demonio toglie loro il pensiero della vita di
oltre tomba e per riuscirvi ottenebra la loro mente con la veemenza delle
passioni; fa di tutto affinché non meditino le grandi verità rivelate da Dio;
suscita la noia e poi la ripugnanza e l'avversione a tutto ciò che sa di
spirituale; attutisce il pungolo del rimorso, sino a non farlo più sentire;
lavora affinché il male si moltiplichi, consapevole che ogni nuovo peccato è
una catena che li lega a se; tende ogni insidia affinché nessun'anima gli
sfugga sul letto di morte e, se qualcuno è in procinto di darsi a Dio
nell'ultima ora, dà il tremendo assalto della disperazione: Dio non ti perdonerà!
I
FIGLI DELLE TENEBRE
Come
si è considerata l'opera di Gesù nelle anime, così si consideri quella di Satana.
Prima
di tutto vediamo chi appartiene al regno del demonio:
1.
- Gli atei, gli eretici e tutti quelli che per colpa propria restano fuori della
Chiesa Cattolica.
2.
- I bestemmiatori ed i nemici della Religione, che d'ordinario sono i nemici
dei Sacerdoti.
3.
- Gli omicidi, i violenti o sanguinari, e specialmente coloro che uccidono i
bambini prima che vedano la luce.
4.
- I ladri di professione, gl'imbroglioni del commercio, gli usurai ed i cultorí
del «dio oro».
5.
- I cattivi Cristiani, che senza tanto scrupolo e senza motivi veramente gravi
trascurano la Messa domenicale e lavorano nei giorni festivi e facilmente
tralasciano o fanno male la Comunione Pasquale.
6.
- Coloro che sposano con il proposito di evitare il peso dei figli.
7.
- 1 genitori trascurati nell'educazione religiosa e morale dei figli, non dandosi
pensiero della loro Prima Comunione e della loro istruzione religiosa.
8.
- I vendicativi, i portatori di odio implacabile ed i calunniatori.
9.
- Coloro che peccano con facilità e frequenza contro la purezza; uomini e
donne che convivono senza il legame del matrimonio cristiano; chi propaga o
desidera che ci sia il divorzio; chi manca di fedeltà coniugale.
10.
- Gli scandalosi, o seminatori d'immoralità; gli scrittori pornografici ed i
loro lettori; gli artisti e le artiste del cinema e della televisione, che
calpestano la legge del pudore; coloro che seguono la moda invereconda e
provocante al vizio; le lingue impure, profanate dal turpiloquio, ecc....
Riflettendo
su queste categorie di anime sventurate, si rileva che Satana adopera tre
grosse corde per tenere legate le sue prede: la superbia, il denaro e la
disonestà.
E’
abilità di un capo di governo conoscere i bisogni del suo popolo, i gusti e
le aspirazioni e trovare il modo di soddisfarne le esigenze.
Il
capo del regno infernale, Lucifero, conosce le tendenze della natura umana, ferita
dalla colpa originale, sa adattarsi ai bisogni di ognuno, è disposto a dare
uno pur di guadagnare dieci e sa trasformarsi anche in angelo di luce per
ingannare i buoni. Tuttavia non può fare tutto ciò che vorrebbe, perché il
suo potere è limitato dalla mano dell'Onnipotente; non può violentare la
libertà umana, ma trova mille mezzi per adescarla al male.
Un
tale diceva ad un Sacerdote:
Io
prego, mi sforzo di osservare la legge di Dio, non faccio male al prossimo, anzi
cerco di aiutarlo. Intanto in famiglia ho tante tribolazioni. Vicino casa mia c'è
un uomo, che mai va in Chiesa, bestemmia, vive scandalosamente e tutto gli va
bene. Come si spiega ciò? -
La
risposta fu: Lei porta la croce con Gesù e cammina a suo fianco, sorretto dalla
divina grazia; però non trascuri la preghiera, per essere più assistito dal
Signore; alla fine del viaggio terreno entrerà nella gloria con Gesù. Il
suo vicino di casa invece è portato sulle spalle da Satana; però dopo il
viaggio terreno il demonio lo scaricherà dalle spalle e lo precipiterà
nell'Inferno. Quando si fa male e si prospera, allora bisogna tremare, perché
si è nell'abbandono di Dio.
Per
completare la risposta, si può agil male quanto il bene. Ed allora, il vedere
giungere: Dio è giusto e ricompensa tanto prosperare chi serve Satana, vuol
dire che il Signore, non potendogli dare nell'altra vita la ricompensa di
qualche opera buona compiuta, lo ricompensa con qualche bene in questa vita. -
Il
demonio briga affinché i cattivi godano. Suscita in loro la smania dei
piaceri; fa gustare quello che è possibile gustare.
Egli
sa che finché si gode, non ci si dà pensiero dell'altra vita, non si sente il
bisogno della preghiera e si crede di bastare a se stessi.
Ma,
passato il momento del piacere, i cattivi sentono il vuoto del cuore, sono senza
pace e cadono nell'abbattimento. Allora Satana viene in aiuto e presenta la
possibilità di un altro piacere. Nell'attesa di qualche altra soddisfazione
e nell'alto e basso delle disillusioni, passa la vita. dei servi del demonio.
Satana
è superbo e presenta ai suoi sudditi le soddisfazioni dell'orgoglio: credersi
qualche cosa di grande, disprezzare gli altri, volere eccellere, cercare il
lusso, appigliarsi alle frivolezze della vanità e delle belle comparse,
bramare i corteggiamenti, calpestare i deboli, vincere nei puntigli, non
abbassarsi a perdonare, ecc....
Il
demonio della superbia illude gl'incauti, facendo spesso pagare cara una
soddisfazione dell'amor proprio.
Nel
1917, durante la guerra, erano stati chiamati alle armi gli uomini dai diciassette
anni sino ai quarantacinque. I giovani studenti presto divenivano ufficiali.
In
prossimità di grandi feste molti militari andavano in licenza a riabbracciare
i cari.
Una
sera un giovane ufficiale, passeggiando pettoruto lungo le vie del suo paese,
facendo sfoggio dei galloni, si accorse che un militare passandogli vicino non
gli aveva rivolto il saluto. Era questi un padre di famiglia, intento a
conversare con la sposa ed i figli.
L'ufficiale,
pieno d'orgoglio, lo richiamò a dovere davanti ai passanti: Sta' sull'attenti!...
Non conosci i tuoi superiori?... Perché non hai fatto il saluto passando vicino
a me?
Gli
fece una paternale così forte, da impressionare i presenti. Credeva il
superbo ufficiale di avere avuto una bella soddisfazione, mentre chi assisteva
alla scena lo compativa o lo disprezzava.
Il
padre di famiglia, umiliato in tal modo davanti ai familiari, volle vendicarsi,
colpendolo a morte.
La
superbia è un serpente, che morde se stesso.
Una
delle corde più forti con cui Satana lega, è l'amore disordinato al denaro.
Col « mammona d'iniquità » (così Gesù chiama la ricchezza) si possono
procurare le soddisfazioni della vita e tenere la sofferenza più lontana che
sia possibile.
Il
necessario è necessario; non può farsi a meno del denaro nei bisogni della
vita. Ma il superfluo sregolato, la cupidigia di ammassare denaro, il culto del
« dio oro », tutto ciò proviene dal demonio.
I
servi di Satana sognano denaro e parlano di ricchezze; per guadagnare di più,
frodano la giusta mercede all'operaio e lavorano nei giorni festivi; molti
registi ed impresari del cinema se ne ridono della moralità e presentano al
pubblico films scandalosi, convinti che più disonestà c'è nelle scene, più
aumenta il numero degli spettatori e più cresce l'incasso. Gli assetati
dell'oro sogliono essere larghi nello spendere e sogliono chiudere la borsa
davanti ai bisognosi.
Quante
liti e cause civili! Quanti odi! Quante ingiustizie e delitti si commettono per
il denaro, per quel denaro che morendo dovrà lasciarsi, senza sapere chi ne
godrà!
Stava
per morire un ebreo. Un Sacerdote tentò di salvarlo almeno nell'ultima ora.
L'infermo
non parlava e sembrava che fosse entrato nello stato comatoso. Il Sacerdote
gli parlava a voce alta all'orecchio, sperando di riscuoterlo da quel letargo,
gli suggeriva pie invocazioni, ma tutto era inutile. L'ebreo non parlava e non
dava segno di udire.
Al
Ministro di Dio balenò un'idea geniale: Se costui è ebreo ed è banchiere,
forse potrebbe riscuotersi ad un suono particolare. - Difatti, mise sulla
mano parecchie monete e cominciò ad agitarle.
Al
suono del denaro l'infermo aprì gli occhi, mosse il capo e prese a parlare: Di
che si tratta?... -
Quanti
sono simili. a quest'ebreo! Solo il denaro può riscuoterli, interessarli e
preoccuparli. Tutto il resto per loro è nulla.
Nella
vita di Sant'Antonio di Padova si legge un episodio.
Era
morto un ricco; il cadavere era in Chiesa. Finite le Esequie, si aspettava l'oratore
per l'elogio funebre; ma questi ritardava a venire.
Nel
frattempo entrò in Chiesa Sant'Antonio, che era riconosciuto quale grande predicatore.
Fu invitato lui a tenere il discorso d'occasione.
Il
Santo montò sul palpito. La luce divina gl'invase lo spirito e vide lo stato
del defunto. Si limitò a dire: L'anima del morto è all'Inferno; il suo cuore
è dentro la cassaforte e palpita ancora. Andate a vedere! - Ciò detto,
scese dal pulpito.
I
parenti vollero verificare le parole di Sant'Antonio; aprirono lo scrigno e vi
trovarono un cuore umano.
Superbia
e denaro sono la felicità dei figli di Satana. Ma c'è ancora la terza corda,
la più forte, la più terribile, la corda dell'impurità. Di questa si serve
il nemico infernale per fare la più grande strage nel mondo; con questa corda
lega per tutta la vita i suoi schiavi ed allora è soddisfatto quando li avrà
sepolti nell'Inferno.
Chi
è nell'Inferno, o vi si trova per il peccato dell'impurità o anche con questo
peccato.
Una
signorina era in clinica; una mattina fu trovata in lacrime. L'infermiera ne
chiese la ragione: Perché piange? $ aumentato il dolore alla gamba?
-
No; il dolore è leggero. Piango perché fra qualche ora mi porteranno nella
sala operatoria e chi sa quali spasimi mi attendono! Temo di morire sotto i
ferri. Si dovrà tagliare il muscolo e poi tagliare un pezzo d'osso.
-
Si faccia coraggio! Non sentirà niente; mentre si farà l'operazione, lei
potrà anche chiacchierare.
-
Possibile?
-
Certo! Le faranno la puntura lombare e lei non avvertirà nulla. -
Difatti
la signorina fu operata e non avverti i tagli; dopo parecchie ore, quando finì
l'effetto dell'anestesia cominciò ad avvertire il dolore.
L'anestesia
di cui si serve Satana per afferrare le anime e per legarle fortemente e per
sempre, è l'impurità. Quando riesce a far commettere questo peccato, facilmente
lo fa ripetere; poco per volta non fa sentire più il rimorso; rende
insensibili a tutto ciò che dovrebbe far tremare; non fa temere la Divina
Giustizia; fa disprezzare il pensiero dell'Inferno; suscita il disprezzo di
tutto ed anche sul letto di morte, d'ordinario, non fa detestare il peccato
d'impurità. Le persone immorali vivono nel peccato e sogliono morire nel
peccato.
Senza
un miracolo della misericordia di Dio, difficilmente si rompe questa catena
diabolica.
Ci
sono però dei mezzi efficaci per liberarsi dal demonio dell'impurità. Satana
li conosce bene e s'industria affinché i suoi servi non vi si appiglino.
Il
primo mezzo è la preghiera. Chi prega, si salva; chi non prega, si danna.
Coloro che bruciano nell'Inferno o non hanno pregato, o non hanno pregato
abbastanza.
La
preghiera è il primo passo verso Dio e rimane il passo decisivo. Importanza particolare
ha la preghiera rivolta alla Madonna, Regina delle anime vergini e Madre ed
Avvocata dei peccatori.
La
preghiera alla Vergine Santissima, fatta con fede e perseveranza, può
strappare al demonio innumerevoli anime.
Pregare
è la cosa più facile che possa farsi sulla terra: in qualunque momento, in
qualunque luogo ed in qualunque modo, con le labbra o con la mente o con il
cuore. A questa cosa tanto facile, alla preghiera, Dio ha legato la salvezza di
ognuno.
A
chi prega con perseveranza il Signore dà a poco a poco tanta luce e tanta
fortezza, che alla fine anche l'anima peccatrice più immorale potrebbe
rialzarsi definitivamente. È interesse di Satana che i suoi seguaci non
preghino. Guai se pregassero, quanto e come si deve! Il suo regno si spopolerebbe.
Chi
è sotto il peso dell'impurità non prega; dice di non averne voglia; considera
perduto il tempo impiegato nell'orazione; giunge anche ad indispettirsi se vede
pregare gli altri.
In
un vagone della « Freccia del Sud » stavano molti viaggiatori. Viaggiava anche
una Suora, che per occupare il tempo di tanto in tanto estraeva la corona e
privatamente recitava il Rosario.
Non
dava molestia ad alcuno.
Un
operaio, che veniva dalla Germania, a vederla con la corona, cominciò a bestemmiare.
- La smetta! - gridò. Non faccia ridere la gente con quella cosa in mano!
Pregare! Stupidaggini! -
La
Suora non rispose e non sapeva cosa rispondere.
Ma
uno dei presenti prese la parola: Che male fa la Suora se dice il Rosario? Forse
cava a lei gli occhi? ... E poi, non è libera di fare ciò che vuole, non
offendendo alcuno? Piuttosto, impari lei a viaggiare e non offenda i presenti
con le sue bestemmie! Se si permette di dire ancora una bestemmia, chiamo la
Polizia Ferroviaria! ... Vergogna! ... Bestemmiare, perché una Suora prega! -
Quell'empio
operaio non parlò più; comprese di avere agito male.
Qualche
cosa di simile, se non della stessa portata, "avviene anche nelle
famiglie, ove c'è qualche servo di Satana.
Coloro
che sono legati ai cattivi piaceri, sogliono essere molto attaccati alla radio,
per udire trasmissioni e canzonette indecenti; sono smaniosi della
televisione, per vedere balli e scene poco corrette; sono sempre pronti a
prendere parte ai balli ed ai ritrovi; in tutto ciò che sa di mondano, sono competenti
e non badano nè a tempo nè a denaro. Ma in fatto di preghiera . . . sono la
negazione!
Il
fratello si arrabbia contro il fratello che prega; la sorella insulta la
sorella, perché prega e frequenta la Chiesa. Si criticano e si mettono in
ridicolo coloro che al suono della campana lasciano la casa e vanno ad
ascoltare la Messa.
Chi
eccita nell'animo delle persone impure tanta avversione alla preghiera ed alle
cose sante? È proprio Satana, colui che ha tanta paura della preghiera.
Si
domandi alle donne perdute, alle giovani libertine, agli uomini dissoluti:
Quanto tempo al giorno voi impiegate nella preghiera? - Risponderanno: Che
domanda sciocca! Chi ha tempo da perdere in queste ridicolaggini? -
Dunque,
la ragione per cui chi è nell'impurità non lascia il male, è la mancanza di
preghiera.
Il
secondo mezzo per liberarsi dagli artigli di Satana è la riflessione. Se i
cattivi fanno il male, è perché non riflettono sul lacrimevole loro stato.
Dio
è sole di misericordia, che riversa la sua luce sulle anime. Se all'azione
illuminante del sole si pone un ostacolo, che le impedisce di estendere il
suo raggio benefico, qualunque oggetto rimane nel buio; così la mancanza di
riflessione è un grande ostacolo, che intercetta il divino raggio di luce.
Chi si sottrae all'influsso dell'Eterna Luce, resta avvolto nelle tenebre
spirituali e si attacca a ciò che seduce, al momentaneo piacere.
Conoscendo
i frutti della riflessione, Satana impedisce che i suoi sudditi rientrino in se
stessi, che meditino le verità eterne e che approfondiscano il grande perché
della vita.
I
cattivi riflettono, e molto seriamente, sul guadagno quotidiano e sulle spese,
fanno bene i loro calcoli sugli affari che intraprendono, sanno trovare le
sfumature per piacere a questa o a quella persona, sono accorti e riflessivi
per giungere là ove hanno mirato. Per la vita spirituale ... nessuna riflessione
... e non si accorgono che agiscono così perché sono sotto l'influsso di
Satana.
Gesù
misericordioso, volendo salvare questi infelici, spesso presenta delle occasioni
per farli riflettere.
Una
giovane zelante, conoscendo la leggerezza di una signorina, le dice: Vuoi acquistare
questo libretto religioso?
-
Oh, non ho denaro! - invece per comprare romanzi cattivi e riviste indecenti
trova sempre il denaro.
-
Beh, se non puoi comprarlo, te lo regalo.
-
È inutile questo regalo, perché non ho tempo di leggere! - mentre ha il tempo
da sprecare in altre letture, da dedicare al cinema ed ai passatempi.
-
Tu accettalo, tienilo in casa; forse avrai modo di leggerlo.
-
Insomma, i libri dei Preti mi annoiano!
-
Ti assicuro che è bello, istruttivo, letto con piacere da tante buone
signorine!
-
Ed allora, regàlalo a chi lo vuole leggere! -
Il
libro buono è rifiutato.
Nessuna
meraviglia. Quella signorina è sotto la potenza diabolica. Satana sa che se
essa leggesse quel libro e lo meditasse, potrebbe sfuggirgli per sempre; le
toglie perciò l'occasione di riflettere.
La
signorina non pensa che è stato Gesù a stendere la mano per farla rialzare
dal fango. Ma se avrà la disgrazia di cadere nell'Inferno, allora rifletterà,
ma inutilmente: Quel giorno rifiutai quel libro! ... A quella lettura era legata
una catena di grazie e quindi eran legata la mia salvezza eterna! Oh, avessi
riflettuto! . . . -
Si
fa una gita di piacere; avviene uno scontro automobilistico e quasi tutti muoiono.
La
notizia del disastro giunge all'orecchio di una giovane, la quale resta
sbalordita: Quasi tutti morti coloro che erano nella macchina di mio cugino!
Ero stata invitata anch'io ad andare alla gita; avevo un altro impegno e non
sono andata. Se mi fossi decisa ad andare, a quest'ora forse sarei cadavere.
E l'anima mia come si sarebbe trovata davanti a Dio? ... Ho la coscienza per
niente serena! -
Intanto
la giovane si siede pensierosa per riflettere. D'un colpo si alza: Ma che
malinconie! Sono morti gli altri; basta che sia viva io! Via questi lugubri
pensieri! - Si mette alla radio, ascolta delle canzonette, le accompagna con
la sua voce e si distrae, sforzandosi di tenere lontano il ricordo di quel
disastro.
Povera
giovane! Avrebbe potuto riflettere sulla vanità della vita e sul dovere di
stare preparati al passaggio all'eternità; ed invece ha lasciata inefficace
un'occasione che Dio le ha offerta!
Satana,
geloso di quest'anima, ha impedito che riflettesse seriamente. La giovane
incosciente, dedita ai piaceri, non ha avvertito l'insidia del suo eterno
nemico.
Un
mezzo provvidenziale, di cui si serve Gesù per liberare le anime dal demonio
impuro, è il dolore.
Quando
si soffre, si ragiona diversamente di quando si gode. Gesù vede ritornare tra
le sue braccia tante pecorelle smarrite, dopo averle toccate o con una malattia
o con qualche disgrazia.
Ma
Satana, per non perdere i suoi, quando li vede sotto il peso della
tribolazione, li spinge a ribellarsi alla volontà di Dio, ad imprecare contro
il destino o a troncarsi la vita. Quanti che vivono male, chiudono poi la vita
con il suicidio.
Abbiamo
considerato le arti che adopera il demonio per non lasciarsi sfuggire i cattivi.
Ci
sono però nel mondo tanti che non sono cattivi, ma sono assai deboli nella virtù.
Costoro, d'ordinario, appartengono al regno di Gesù, perchè vivono nella sua
grazia. Qualche volta cadono nel peccato mortale e passano momentaneamente nel
regno di Satana; ma subito se ne liberano, ricorrendo al Sacramento della
Confessione e rinnovando il proposito di vita migliore.
Se
grande è il lavorio diabolico sui cattivi, maggiore è quello sui deboli, in
quanto i primi sono già nella rete, mentre i secondi ne stanno fuori.
Satana
comprende che il grave peccato non è facilmente commesso da chi suole stare nel
regno di Gesù; per riuscire comincia con il poco, poi chiede di più, infine
ottiene lo scopo; insensibilmente porta sull'orlo del precipizio e poi con una
spinta fa precipitare nell'abisso del male.
Negli
anni della mia giovinezza, quando andai per la prima volta a Roma, volli spingermi
sino alla città di Ostia Tiberina, cioè sino al Lido Romano.
Ebbi
il desiderio di vedere la foce del Tevere. Uscî dalla città e mi fermai sulle
alture circostanti. Cominciai a meditare: In questo fiume furono gettati dagli
imperatori romani molti Cristiani. Questa foce avrà visto passare tanti corpi
di Martiri...
Mentre
ero assorto in tali pensieri, dalle erbe che mi stavano attorno snodò un
lungo serpente. Fu un attimo; io presi la fuga verso la città ed il serpente
verso il fiume. Io avevo paura del brutto rettile ed esso aveva paura di me.
L'uomo
suole avere paura del serpente e ne sente orrore, forse in conseguenza della
maledizione che Dio gli diede nel paradiso terrestre; però anche il serpente
ha paura dell'uomo.
Ma
il serpente infernale, il demonio, non ha paura di nessuno; teme solo la mano
punitrice
di Dio. Egli perciò si avvicina a tutti per tentare; cattivi, buoni, Santi...
tutti subiscono il suo influsso malefico.
Chi
è debole, se non fa attenzione, potrebbe facilmente cadere. Più aumenta la
debolezza e più aumenta la probabilità della caduta.
La
tattica del demonio è questa: indebolire sempre più i deboli, affinchè
quando dà un forte assalto,- facilmente possano cadere. La forza viene
all'anima mediante i Sacramenti, la preghiera, la meditazione e la pia lettura.
Satana, quando prende di mira un'anima per rovinarla, la fa rallentare nella
vita spirituale: meno Confessioni e meno Comunioni, poca preghiera e fatta con
dissipazione, trascuratezza nella meditazione.
Intensifica
poi le insidie: Questo atto, questo piacere, non è peccato; ciò che Dio ha
fatto, è tutto bene . . . Perchè non fare ciò che quasi tutti fanno? ...
Perchè vivere con tanti scrupoli? ... Questa mancanza è una piccolezza; basta
un segno di Croce e tutto è cancellato! ... Fare il grave peccato, no; ma tu
quando sarai in procinto di commetterlo, dirai: No! Mi fermo qui! Non voglio
cadere! Basta volerlo e tu non cadrai!... -
Man
mano che l'anima cede alle insidie diaboliche, quasi insensibilmente si avvia all'abisso.
Non resta poi a Satana che presentare un'occasione propizia, forte, attraente;
se l'anima incauta si mette volontariamente in tale occasione, dato lo stato di
debolezza, facilmente cade nella grave colpa. Chi ama il pericolo, cadrà in
esso.
Attraversavo
la piazza Stesicoro di Catania, verso mezzogiorno; era un via vai di persone e
di macchine. Mi accorsi che due operai guidati da un commesso portavano a
braccio un grande specchio da armadio. Si facevano largo chiedendo permesso ed
erano sicuri di attraversare la piazza senza inconvenienti.
Mi
venne spontaneo il pensare: Come si azzardano a portare questo specchio fra
tanto movimento? -
Avevo
fatto pochi passi e senti un colpo. Il magnifico specchio era andato in frantumi,
proprio ai piedi della statua di Bellini.
Quante
anime, più belle e più preziose di quello specchio vanno in rovina in questo
tempo di paganesimo e d'immoralità!... Non riflettendo sulla loro debolezza, si
mettono nel pericolo e poi cadono miseramente! Satana ama le occasioni
pericolose e con astuzia le presenta ai deboli. Ma sapessero almeno profittare
della triste esperienza coloro che sono rimasti vittima anche per una sola
volta!
Nel
periodo estivo mi ero stabilito per qualche tempo in montagna.
Un
giorno m'intrattenni a colloquio con un muratore; nel frattempo il suo cane gli
stava vicino. All'improvviso la bestia si diede a precipitosa fuga, quantunque
zoppicasse.
-
Cosa è avvenuto? - chiesi al muratore. Non c'è nessuno, c'è perfetto
silenzio. Perchè il cane scappa?
-
È bestia, ma ha buona memoria. Due mesi fa una macchina gli pestò un piede.
D'allora in poi, appena sente il rumore di qualche motore, scappa. Difatti, se
lei osserva, si sente il rumore di un camion che viene su.
-
Ma guarda, conclusi tra me, il cane è più giudizioso degli uomini! Certamente
nessuna macchina più gli pesterà un piede o la coda! -
Quanti,
uomini e donne, sono rimasti feriti mortalmente in certe occasioni pericolose!
Eppure non si sanno decidere a fuggire il pericolo, anzi lo cercano, non
riflettendo che la tattica per non cadere nella rete di Satana è la fuga
delle occasioni.
Nelle
guerre sono prese d'assalto le fortezze. Si combatte in tutto il fronte, ma le
battaglie più aspre si svolgono là dove c'è maggiore resistenza.
Nel
mondo, pur tanto cattivo, ci sono molte anime belle; il mondo non è degno di
averle. Un giorno splenderanno nel firmamento del Paradiso. Son queste schiere
elètte che trattengono la mano della Divina Giustizia e che attirano tante
grazie sull'umanità perversa. Costoro vivono abitualmente nella grazia di
Dio; osservano la purezza verginale o matrimoniale sino all'eroismo; spesso o
quasi giornalmente si accostano a Gesù Sacramentato; pregano per se e per gli
altri; zelano la gloria di Dio con l'apostolato, o della preghiera, o
dell'azione, o del sacrificio; pensano al corpo ed alle cose temporali tanto
quanto è necessario, ma il loro pensiero dominante è la perfezione cristiana,
la riparazione dei peccati e la salvezza dei peccatori. Anche queste anime hanno
i loro difetti, effetto più di fragilità che di malizia, e si servono delle
loro miserie per conservarsi nell'umiltà.
Satana
guarda con occhio torvo chi appartiene al regno di Gesù; ma la sua rabbia
infernale è rivolta di preferenza a chi, facendo dell'apostolato ed offrendo
dei sacrifici a Dio, gli strappa le anime.
Più
si è vicini a Dio, più s'intensifica l'opera diabolica.
Conviene
che si sia a conoscenza delle astuzie del demonio, per non restarne impigliati.
-
Prima
di tutto non si abbia paura di Satana, convinti che l'opera sua è moderata
dalla Divina Sapienza e che Dio non permette che l'assalto sia superiore alle
forze di .chi è tentato. Inoltre si abbia la sicurezza che Dio, se sarà
invocato, verrà subito in aiuto. L'anima è più forte di Satana, perché può
pregare; pregando, ha con sè la forza divina.
Non
riuscendo il demonio a far commettere il peccato mortale, presenta le
occasioni affinché l'anima pia commetta peccati veniali; quando riesce,. è
un trionfo per lui, perché ogni colpa, anche piccola, è uno strappo alla
gloria di Dio.
Certi
difetti ed imperfezioni per lo più non sono peccati veniali, perché si commettono
distrattamente e quindi manca la colpa morale; perciò le persone delicate di
coscienza non si allarmino.
Santa
Teresina era delicatissima; avrebbe preferito qualunque sofferenza, pur di non
dare a Gesù un dispiacere. Malgrado l'attenzione, cadeva in certi difetti.
Per qualche tempo si affliggeva di ciò, ma poi non più, perché ascoltò una
predica che la rasserenò. Scrisse infatti nella sua autobiografia: Quanta
gioia mi ha dato il sapere che ci sono difetti che non recano dispiacere a Gesù!
-
Chi
vuole dare molto piacere a Gesù, vigili per evitare le colpe piccole
volontarie.
Un'astuzia
di Satana è anche questa: fare tralasciare qualche opera buona. Come ogni
venialità è uno strappo alla gloria di Dio, così ogni opera buona, anche
piccola, è un aumento della sua gloria. Per riuscire il maligno dice
all'anima: Questa preghiera ... questa buona parola ... questo sacrificio ...
puoi farlo più tardi; c'è sempre tempo! -
Intanto
passa di mente, cambiano le circostanze e quell'opera buona non si fa. È
avvenuta l'omissione di un bene e Satana è soddisfatto.
Parlavo
di autosuggestione con un chirurgo e questi mi narrò un caso curioso: - Una
signorina avvertiva dolore al fianco destro; era convinta di avere l'appendicite.
La rassicurai, dicendole di non pensare ai disturbi, provenendo il dolore da
altre cause. -
La
giovane non la pensava come me; veniva all'ambulatorio e mi sollecitava a togliere
l'appendice.
-
Ma non posso operarla! Non ha niente! Lei si è fissata su questo male e sente
il dolore!
-
Non è così! - mi rispondeva. Mi deve operare! -
Fu
tanto insistente, che dovetti dirle: Domani la opererò! -
L'indomani
infatti venne ed io agii con prudenza. Dopo alcuni mesi la signorina m'incontrò
e mi disse festante: Ha visto, dottore, che avevo ragione? Da che mi ha tolto
l'appendice, il dolore è cessato completamente!
-
Eh, signorina, vuol sapere la verità? Lei l'appendice l'ha avuta sempre sana e
l'ha ancora. Quel giorno le feci un piccolo taglio superficiale, ma non tagliai
l'appendice. Feci questo soltanto per accontentarla! - Non glielo avessi mai
detto! Appena seppe che non avevo fatta l'operazione, ricominciò a sentire
dolore.
La
poveretta provava tali spasimi al fianco destro, che fui costretto ad operarla
davvero.
La
fissazione sui mali corporali, che si chiamano mali immaginari, esiste ed è un
disastro per chi ne è affetto. Ma esiste anche la fissazione spirituale e
questa suole essere la malattia di certe anime.
In
cinquant'anni di vita sacerdotale ho potuto constatare che la fissazione
spirituale si riscontra quasi esclusivamente nelle persone di coscienza
delicatissima, tanto uomini quanto donne, ma di più in queste, perchè hanno il
sistema nervoso più debole.
In
questa malattia spirituale Satana guadagna molto, perchè riesce a far
commettere un numero stragrande di omissioni di opere buone.
Come
comincia la , fissazione spirituale? Un'anima delicata, fervente, vive nella
gioia della pace di Gesù: Comunioni, preghiere, opere di apostolato; moltiplica
ogni giorno il bene e dà gloria a Dio.
Non
commette peccati mortali ed ordinariamente neppure veniali.
Nell'esame
di coscienza, non trovando colpe positive, si ferma a sottilizzare sui pensieri,
sui sentimenti e sulle inclinazioni al male. Si meraviglia di riscontrare in sè
i latrati delle passioni, non riflettendo che neanche i più grandi Santi ne
sono stati esenti.
Esagerando
nell'esame di coscienza, s'indebolisce il sistema nervoso cerebrale ed allora
le cose si cominciano a vedere alterate: si vede il male dove non c'è, si sente
il rimorso senza aver fatto il male e si moltiplicano i dubbi; nella mente si
forma un labirinto.
L'anima
resta oppressa dalla tristezza; la spada che la trafigge è questo pensiero: Sono
in grazia di Dio? ... Se morissi ora, mi salverei?... -
In
tale stato fa ancora il bene, ma senza slancio; comincia a tralasciare qualche
volta, e poi sovente, la Santa Comunione. Per andare dietro alle sue fantasie,
rallenta o tralascia certe opere di apostolato.
Satana
canta vittoria!
Quella
signorina si era fissata sull'appendicite; certe anime si fissano o sulla fede
o sul giudicare il prossimo o sulla bestemmia o molto sovente sulla purezza.
Credono di fare continuamente peccati, e peccati gravi, mentre in realtà
non ne commettono.
Nella
loro mente c'è tale confusione, che solo esperti direttori di spirito riescono
a comprenderle. Chi ha la fissazione spirituale, sappia:
1.
- La memoria non può commettere il peccato.
2.
- La fantasia e la viva immaginazione non costituiscono il peccato.
3.
- L'intelligenza non può mai peccare.
4.
- Il peccato si può commettere soltanto con la volontà. Quando un'anima, nella
piena conoscenza di ciò che fa, davanti ad una colpa grave, dice: Questo è
un male, è un male grave, perdo l'amicizia di Dio, andrò all'Inferno ... e con
tutto ciò voglio deliberatamente
commetterlo!
- in questo caso realmente pecca. Ma finché non si arriva a tanto, manca la
colpa mortale.
Si
domandi alle anime scrupolose, fissate spiritualmente: Volete offendere apposta
Iddio? - Risponderanno: Giammai! - Dunque, state tranquille che siete in
grazia di Dio. - Ma nell'anima ci sono tanti dubbi! - Disprezzateli. Con il
dubbio voi non siete tenute a confessare le vostre fissazioni; con il dubbio
potete comunicarvi ogni giorno. Piuttosto, nutritevi meglio, riposate di più,
non fate esami di coscienza... e cantate, a dispetto di Satana che ride alle
vostre spalle. Non avete gravi colpe e già vi sentite tizzoni d'Inferno, mentre
realmente siete tanto care a Gesù!
Quando
entrarono gli Alleati in Sicilia, nell'ultima guerra, mi trovavo a Modica, con
un centinaio di Salesiani. Ci furono poche vittime ed un discreto numero di
feriti.
Passando
in quei giorni davanti all'ospedale civile, vidi un giovane militare; gli mancava
una mano e metà dell'avambraccio. Gli domandai: Cosa ti è capitato?
--
Mi sono trovato nella lotta contro gli Alleati. Avvistai tra gli alberi un neozelandese
e pensai di lanciargli una bomba a mano. Prima del lancio, appena accesa la
miccia, avrei dovuto aspettare parecchi secondi; nel fervore della lotta non
ci badai e subito feci il lancio. Il nemico ebbe il tempo di prendere da terra
la bomba non ancora esplosa e la rilanciò contro di me; mi colpì alla mano ed
ora sono mutilato.
-
Cosa strana! Tu volevi colpire lui; invece lui colpi te, con la tua stessa
bomba!
Tra
Satana e l'anima timorata di Dio si svolge una guerra senza armistizio; gli
assalti possono venire in qualunque luogo, di giorno e di notte. Il nemico
infernale lancia la bomba o la freccia, nella speranza di uccidere o di ferire.
È
necessario saper lottare spiritualmente, cioè conoscere come si possono
ritorcere contro Satana i suoi stessi assalti: rispondere con la stessa arma.
Un'anima
avverte una tentazione contro la carità. L'assale il ricordo di un'offesa ricevuta,
con le umiliazioni subite. Il cuore si accende di sdegno; sorgono nella mente
disegni di vendetta. Il demonio si ripromette che l'anima ceda alla tentazione
contro la carità; ha lanciato la bomba.
Subito
si risponda con la stessa arma: Compiere un generoso atto di carità. Si dica:
Gesù, tu sei tanto misericordioso con me ed io voglio essere misericordioso
verso chi mi ha offeso. Benedici quella persona; non imputarle a peccato il male
che mi ha fatto. Domani mi comunicherò per essa. - Satana ha perduto il colpo;
voleva ferire ed è rimasto ferito.
Lo
stesso si dica degli assalti contro le altre virtù.
Nell'assalto
contro la purezza basta recitare una giaculatoria e poi distrarsi subito,
disprezzando l'assalto e non facendone caso.
L'anima
nostra è in tutto il corpo, ma ha la sua sede principale nella mente. Satana
assale per lo più alla mente. Talvolta si avverte nella mente una specie di tempesta;
si è presi da forte sfiducia, da abbattimento morale, da strana tristezza, di
cui non ci si sa dare ragione.
In
questi casi è bene fare con fede un piccolo segno di Croce sulla fronte, dicendo:
Dalle insidie del diavolo liberami, o Signore!
È
anche efficace portare per qualche istante alla fronte il Crocifisso o la
medaglietta della Vergine e fare qualche breve preghiera. Fatto questo, si suole
avvertire un senso di serenità.
Se
Satana assale con frequenza e forza nel corso della vita, è da immaginare con
quanta veemenza si scagli nell'ora della morte! Egli sa che, avvenuta la morte,
non può far più nulla e perciò lotta disperatamente. Il Sacerdote,
consapevole che il demonio è presso il letto dei moribondi, prima di
amministrare gli ultimi Sacramenti, asperge con l'Acqua Benedetta la camera e
specialmente l'infermo ed il letto.
Se
si potesse vedere con gli occhi del corpo ciò che in modo invisibile avviene
attorno agli agonizzanti!
Basta
leggere la vita di certi Santi per comprendere quali sforzi faccia il demonio
nell'ora estrema.
Ai
primi di agosto, 1961, venne a visitarmi la Madre Generale di un Ordine di
Suore. Era sotto l'impressione di un fatto, avvenuto il 25 luglio, e volle
raccontarlo a me per udire il mio parere.
Lo
riporto come mi fu narrato.
-
In questi giorni, Reverendo, sono terminati gli Esercizi Spirituali in una mia
Comunità. Durante il corso degli Esercizi mori una Suora.
Questa
era tanto buona. Era stata in clinica, ma vista la gravità del caso, io la feci
riportare in Comunità. Meglio morire in casa propria.
L'inferma
era rassegnata al volere di Dio. Pregava, soffriva e voleva soffrire ancora di
più.
Più
di una volta l'ammalata disse alla Consorella che l'assisteva:
Se
sapessi che cose belle ho visto quest'oggi! Quanta luce abbagliante mi circonda!
-
Negli
ultimi giorni fu.presa da spavento e gridava, guardando fissa: Com'è brutto!
... Cacciatelo! ... Va' via, Satana! -
Nelle
ultime ore chiamai il Sacerdote per assisterla. Ero presente io e parecchie
Suore.
Ad
un tratto l'inferma rivolse lo sguardo atterrito verso la porta, come se
vedesse qualche cosa di spaventoso. La porta cominciò ad agitarsi, senza che
alcuno la toccasse. Credetti bene far ritirare le Suore e rimasi nella stanza io
ed il Sacerdote. Il movimento strano della porta, verso cui sempre guardava
l'inferma, mi spinse ad assicurarmi.
Non
c'era corrente d'aria, perché erano chiuse tutte le finestre della stanza e del
corridoio. Sospettando di qualche cosa di non naturale, poggiai le mani
fortemente ed a lungo sulla porta, per impedire che si agitasse. Ma che! Il
fenomeno continuava lo stesso. Il Sacerdote intanto aspergeva con l'Acqua.
Benedetta e pregava. Appena la Suora emise l'ultimo respiro, sull'istante la
porta cessò di agitarsi.
-
Lei, Reverendo, continuò la Superiora, che ne pensa?
-
La spiegazione potrebbe essere questa: La morente era una buona Religiosa;
l'ultima malattia l'aveva purificata e resa più cara a Dio. Satana
indispettito, vedendola prossima a volare al Cielo, sfogò la sua rabbia
facendosi vedere dalla morente in modo spaventoso; però si sarà fermato
presso la porta ed, appena spirata l'anima, partì sconfitto. -
Invito
a riflettere sopra un punto di vita pratica.
Il
demonio non sta mai in ozio; utilizza il suo tempo più e meglio che può per
fare del male; tende insidie finissime, specialmente contro coloro che si
dedicano all'apostolato; così si spiegano gli ostacoli e le incomprensioni,
di cui sogliono essere bersaglio coloro che zelano la gloria di Dio. Satana, non
potendo impedire direttamente l'apostolato, mette il bastone tra le ruote ed
intralcia la via per rallentare, per diminuire o per far omettere il bene.
Si
raccomanda, specialmente quando si vuole attuare una santa iniziativa, di pregare
molto, affinché Gesù renda vane le insidie di Satana.
Ci
si rivolge anche, e con frequenza, al proprio Angelo Custode, che ha il compito
di difendere l'anima dalle insidie del maligno.
Quando
gli anni pesavano di meno, volentieri facevo delle escursioni, specialmente
sul vulcano siculo.
Un
giorno d'estate ero giunto all'Osservatorio Vulcanologico; pensavo di
riposarmi un poco e d'iniziare dopo la salita del cratere.
Improvvisamente
si oscurò il cielo; il vulcano si era messo in discreta attività. E’
pericoloso trovarsi in simile circostanza, perché non può sapersi come
potrebbe finire. Talvolta viene giù la cenere vulcanica, lanciata in grandi
quantitativi; qualche volta avviene una pioggia di ghiaia e di pietruzze, che
vengono giù da chilometri di altezza; può effettuarsi il lancio di lapilli,
cioè la pioggia di grosse pietre infuocate. Visto il pericolo, fu mia premura
trovare un riparo. Potei assistere alla pioggia della ghiaia.
Guai
a trovarsi all'aperto, senza alcun rifugio, quando avvengono questi fenomeni
vulcanici!
Nella
nostra vita spirituale possono esserci dei momenti critici e pericolosi; pare
talvolta che sia giunta l'ora di Satana. Si moltiplicano gli assalti ed
aumentano le tentazioni. È allora il caso di correre al rifugio. Si dica con
fede: Gesù, mi metto nelle tue Sante Piaghe! Vergine Madre, coprimi col tuo
manto! Angelo mio custode, assistimi!
Chi
si rifugia in tal modo, ha poco da temere.
PARTE
TERZA
GLI
ABISSI
Sul
fondo del mare, nella baia di San Fruttuoso (Genova), fu posta una grande statua
di Gesù Redentore. Si volle così rendere omaggio al « Cristo degli Abissi
».
Nel
quarto anniversario della posa, alcuni gruppi di sportivi idearono un pellegrinaggio
sott'acqua.
Prima
ascoltarono la Messa a bordo di una nave e poi si tuffarono nell'acqua.
I
nuotanti erano in divisa strana e sembravano uomini-rana.
Potevano
nuotare serenamente e stare a lungo sott'acqua; taluni portavano corone di
alloro ed altri specie di torce.
Giunti
in fondo al mare, posarono le corone ai piedi della statua e rimasero un poco
a pregare, contemplando il bel volto del « Cristo degli. Abissi ».
Delicato
omaggio a Gesù, Re dell'eterna gloria!
Com'è
chiamato abisso la profondità del mare, ove vanno a finire migliaia di riaùfraghi,
così è chiamato abisso il regno di Satana, abisso d'iniquità, ove vanno a
finire gl'infelici che si allontanano da Dio.
È
necessario che Gesù regni in quest'abisso spirituale, cioè che il suo regno
si estenda anche tra i figli delle tenebre.
Nessun
battezzato può restare indifferente davanti al problema della salvezza dei
peccatori.
Nella
mia camera campeggia un bel Crocifisso, che ispira molta devozione. Più volte
al giorno lo contemplo. Gesù noli parla, ma si fa sentire:
Quelle-
Piaghe sanguinanti é quel santo volto così espressivo dicono a chi guarda: «
Sono morto in Croce per le anime. Ma quante anime sono sotto Satana e si danneranno
se non ci sarà chi sia disposto a salvarle!
«
O voi, che mi amate, ravvivate la fede e fate vostro il mio desiderio! Salvate i
peccatori! Oh, se poteste comprendere la preziosità delle anime! Se fosse
necessario, mi farei crocifiggere di nuovo pur di salvarne una sola! ».
Il
pensiero della salvezza dei peccatori è per me Sacerdote un continuo martello
nella mente; e se mi son deciso a scrivere questo libretto, è per effetto di
tale pensiero assillante.
Quanti
ragazzini e ragazzine ricevono il veleno dello scandalo!
Quanti
giovanotti e signorine sono sotto la servitù del demonio impuro! Quanti
vivono nel peccato, nella massima indifferenza!
Ed
intanto si muore! Ogni giorno, senza tregua, tanti passano all'eternità: o Paradiso,
o Inferno! Si è preparati al gran passo? Conviene salvare i peccatori, almeno
in fin di vita.
Quest'ultima
parte si propone d'incoraggiare all'apostolato, mostrandone l'importanza,
l'urgenza e la maniera pratica.
In
quest'epoca di disorientamento morale l'unica cosa preziosa nel mondo per
moltissimi è il denaro.
Qualche
artista, « diva del cinema », è contesa dagli impresari.
Una
serata di qualche « stella del cinema », può assicurare un incasso
sbalorditivo. L'artista accetta gl'inviti, ma non può accontentare tutti i
registi e gl'impresari; però domanda come compenso dei milioni per ogni serata
e le vengono dati senz'altro.
Una
giovane artista che guadagna dei milioni in una sera! Quanti tesori può ammassare!
Com'è preziosa la sua vita agli occhi del mondo!
Ma
agli occhi della fede sono nulla i milioni; con la morte tutto si lascia e tutto
passa; ciò che passa è nulla; ciò che rimane in eterno, sì che vale.
Un
peccatore che si toglie a Satana, liberandolo così dall'Inferno, questo s3
che è il vero tesoro per chi ha fede!
Cosa
può paragonarsi alla preziosità di un'aníma? Nulla! È un Dio che la crea direttamente,
formandola a sua immagine e somiglianza; è il Figlio di Dio, Gesù Cristo, che
per redimerla sparge tutto il suo Sangue; è lo Spirito Santo che la vivifica,
l'illumina e la fortifica; essa è destinata ed una felicità senza limiti,
per dare gloria in eterno alla Divinità.
Gesù
nella vita terrena cercava anime e continua a cercarle istante per istante, applicando
loro i meriti della sua Redenzione. Quando Gesù si manifesta a taluni, come si
manifestava a Santa Caterina da Siena, a Santa Teresa d'Avila e ad altri,
esprime sempre il suo vivo desiderio: Salvate anime!
Nelle
apparizioni della Vergine a certe anime predilette, si rinnova la supplica: Salvate
i peccatori! Liberate dal fuoco eterno i traviati! Pregate per le anime più
bisognose della Divina Misericordia.
I
Santi sono tutti presi da questo pensiero: Salvarsi e salvare!
San
Francesco Saverio smaniava per la brama di salvare i peccatori e per portare
qualcuno a Dia non risparmiava fatiche e pene.
San
Giovanni Bosco diceva ai suoi figli spirituali: Cercate anime e non danari, nè
onori, ne dignità. - Quando parlava intimamente a qualcuno, diceva: Di anima
come stai? ... Aiutami a salvare l'anima tua! ... Prega per me, a$inchè io
salvi l'anima mia! -
Se
Iddio, per ipotesi, dicesse ai Beati del Cielo: Ciò che chiederete vi sarà
concesso! - molto probabilmente tutti chiederebbero di tornare in terra
temporaneamente per salvare qualche peccatore. Se ne adduce la ragione: la
volontà dei Beati è così aderente alla volontà di Dio, che non vogliono
altro se non quello che Dio vuole. L'Eterno Padre, come dice Gesù, non vuole
che perisca una sola anima (S. Matteo, XIII-14).
Il
Figlio di Dio, per il suo compito di Redentore, va in cerca della pecorella
smarrita. Anche i Beati vorrebbero salvare i peccatori, affinché aumenti la
gloria di Dio. Il loro desiderio è appagato in quanto, per mezzo della
Comunione dei Santi, possono pregare per la salvezza delle anime; però non
possono compiere direttamente sulla terra il loro apostolato.
Questo
privilegio, vera eccezione, fu concesso a Santa Caterina da Síena. Costei era
morta; il suo cadavere da sei ore stava adagiato sul letto; l'anima sua era in
Cielo. Alla vista degli splendori celesti, disse a Gesù: O Sposo mio, quando
ero sulla terra mi promettesti che avresti appagato ogni mio desiderio. Deh,
permettimi che io ritorni sulla terra per salvarti ancora anime! - Scrive il
biografo, il Beato Raimondo da Capua: Caterina risuscitò e riprese la sua
vita di apostolato; quando un peccatore ostinato resisteva alla grazia di
Dio, Caterina gli disse: Se tu sapessi ciò che ho lasciato per venirti a
salvare! Ho lasciato il Paradiso per te. Convertiti, fratello! - Il peccatore
si convertiva.
Quello
che non possono fare i Beati del Cielo e che per privilegio fece Santa Caterina,
possiamo farlo noi finché siamo sulla terra.
Perché
non approfittare e non ringraziare Dio di tanta possibilità?
Cosa
ne guadagna chi avrà salvata anche un'anima sola?
Assicura
la propria salvezza eterna. Sant'Agostino dice: Hai salvata un'anima? Hai
predestinata la tua! -
Infatti
il peccatore, salvato per cooperazione altrui, giunto in Paradiso prega: O
Dio, da' la gloria eterna a chi mi ha liberato da Satana! Avrei dovuto penare
negli abissi infernali e maledirti in eterno ed invece ho conseguito l'eterno
gaudio e posso lodarti per sempre. O Dio, giusto e misericordioso, non
permettere che si danni chi ha salvato me! -
Più
sono i peccatori salvati, più sono gl'intercessori in Cielo.
Quando
giunge in Paradiso un'anima apostolica, che ne ha salvate altre, sarà al
centro del loro gaudio; tutte le faranno corona.
Vista
l'importanza dell'apostolato, se ne consideri l'urgenza.
La
morte può colpire il peccatore da un momento all'altro
Pochi
giorni or sono dalla stesura di queste pagine, un signore era entrato in un
salone per farsi radere. Era il sindaco di un paese della mia provincia. Il
barbiere, mentre radeva, senti il bisogno di richiamarlo: Signor sindaco, non
dorma; è pericoloso dormire sotto l'azione del rasoio. -
Ma
il sindaco non apriva gli occhi: era morto!
Quante
morti improvvise! Quanti infortuni! Infelici coloro che non si trovano in
grazia di Dio!
Attraversavo
un sentiero di campagna ed incontrai un contadino. Non volli perdere l'occasione
di dirgli una buona parola:
-
Le raccomando di pensare che c'è Dio e faccia qualche preghiera al mattino e
alla sera. Il Signore l'aiuterà nei bisogni.
-
Eh, Padre, io credo che c'è Dio; e come prego! Da tempo avrei dovuto essere
morto, eppure sono ancora in vita.
-
Cosa le è capitato?
-
Durante la guerra facevo il servizio militare in una zona pericolosa. Io ed
altri tre compagni fummo presi dai nemici. Avremmo dovuto essere condotti in
prigionia; invece, chi sa per quale rappresaglia, fu dato ordine di fucilarci.
Lei pensi al mio dolore ed anche allo spavento! Alcuni armati ci condussero ai
pali.
-
Che sentimenti si hanno in quel momento?
-
Piangevamo come bambini, chiamando mamma e babbo ... ! Poi ci abbracciammo
tutti e quattro e fummo legati al palo. Mi raccomandai a Dio, che mi aiutasse.
Mentre i nemici si disponevano a fucilarci, apparve in alto un apparecchio
italiano, che subito
cominciò
a mitragliare. I nemici scapparono e noi restammo legati al palo; poi vennero
alcuni soldati e ci liberarono. Chi mi salvò in quel momento? Fu Dio, che io
pregavo piangendo! Se l'aereo avesse ritardato a venirci in aiuto, io e gli
altri tre saremmo morti sotto la mitraglia! -
Fin
qui il contadino.
Riflettiamo:
Un po' di ritardo ... ed ogni aiuto sarebbe stato inutile!
Così
per la salvezza dei peccatori! Poiché la morte può colpire all'improvviso chi
è in peccato, è necessario andare in aiuto con urgenza. Il ritardare
l'apostolato a vantaggio di certe anime bisognose, potrebbe essere fatale, perché
potrebbe mancare il tempo di salvarle.
Il
primo mezzo dell'apostolato è la preghiera.
La
preghiera è utile a chi la fa ed a coloro per i quali si fa. Nessuna orazione,
per piccola che sia, perde il suo frutto.
Quando
si prega per un peccatore in particolare o per tutti in generale, si ottengono
questi frutti:
1)
Per lo più avviene la conversione, se non subito, almeno in punto di morte.
2)
Se eventualmente non avvenisse la conversione, si otterrebbe quest'altro
frutto: viene riparata la Divina Giustizia del male operato dal peccatore impenitente.
3)
Gesù, ché ha versato il Sangue per i peccatori, viene consolato nelle amarezze
che gli cagionano gli ostinati nel male.
Tutte
le preghiere sono buone, purché fatte con fede, con amore e con perseveranza.
Ma suole avere un'efficacia particolare la preghiera a Gesù Crocifisso.
L'Eterno Padre, pregato per i peccatori, quando gli si presentano le Piaghe
del suo Divin Figlio, facilmente usa misericordia.
I
fedeli ne hanno fatta la consolante esperienza e per questo sono numerosissimi
coloro che recitano le preghiere in onore delle Sante Piaghe. La preghiera più
semplice è la recita di cinque Pater Noster quotidiani.
Ho
visto un Crocifisso con la Croce di legno; era il tesoro di una madre di
famiglia. Sul legno, vicino alle Piaghe, erano scritti dei nomi.
-
Signora, e questi nomi?
-
Sono dei miei figli. Ad ogni Piaga ne ho affidato uno. Essendo i figli più di
cinque, in qualche Piaga ne ho messo due. Nella Piaga del Costato ho messo un
figlio traviato. Quanti baci do ogni giorno a queste Piaghe e quanto prego! Ho
fiducia che Gesù Crocifisso darà la salvezza dell'anima a tutti i miei figli.
Assieme viviamo sulla terra, assieme dovremo essere in Cielo!
Dalla
corrispondenza epistolare mi risulta che più di una madre agisce in tal modo.
Nella
sacra storia si racconta un fatto, che ha lasciato in me un'ottima impressione.
Credo bene riportarlo.
Un'anima,
che godeva delle confidenze di Gesù, aveva l'abitudine di baciare le Sante
Piaghe parecchie volte al giorno, pregando per i più bisognosi della Divina
Misericordia.
Un
giorno domandò a Gesù: Quando bacio le tue Piaghe, o amato Signore, cosa
avviene nelle anime? Ti prego rispondermi con una scena, che mi resti
fortemente impressa, affinché io sia sempre più invogliata a baciare le tue
ferite. -
Gesù
si degnò risponderle: Guarda! - Apparve allora Gesù Crocifisso, come disteso
sopra un letto; il suo Corpo era sanguinante e ricoperto di lividure, le
labbra erano arse dalla sete, gli occhi erano semispenti, quasi fosse prossimo
a morire. Attorno a Gesù stavano miriadi di persone, ricoperte di ferite e di
piaghe ributtanti; sembravano prossime a morire.
Davanti
a tale scena, quell'anima baciò con devozione le Divine Piaghe. Subito Gesù
atteggiò le labbra al sorriso, gli occhi si aprirono dolcemente e cominciò a
risollevarsi. Intanto dalle Piaghe uscivano dei raggi luminosi che si
dirigevano verso quelle schiere di sofferenti.
Al
contatto di quella luce, si risanavano le piaghe di quelle persone e ritornava
il sorriso e la vita.
Gesù
allora disse: Quando si baciano le mie Piaghe, in quel momento dimentico le
sofferenze che mi procurano i cattivi e tutte le anime ne avvantaggiano, chi
più chi no. -
Quanta
gloria potrebbe darsi a Dio, se ogni fedele baciasse le Sante Piaghe almeno una
volta al giorno, implorando misericordia per coloro che sono sotto il dominio di
Satana!
L'atto
più eccellente che compie il Sacerdote è la celebrazione della Messa.
Durante il Santo Sacrificio Dio è largo dei suoi doni.
Lo
scrivente, che per divina bontà è Sacerdote, consapevole della preziosità
della Messa, approfitta tutti i giorni di questo tesoro per sé e per gli
altri.
All'Offertorio,
quando sollevo il calice per presentarlo all'Eterno Padre, dico mentalmente: O
Dio, metto in questo calice tutti quelli che sono nel regno di Satana. Pietà di
loro! -
Così
al tempo della Consacrazione, sollevando il calice, dico:
Scenda,
Gesù, il tuo Sangue su coloro che appartengono al demonio! -
I
fedeli non possono celebrare la Messa, ma vi possono assistere. Potrebbero
compiere un grande apostolato, dicendo all'inizio della Messa: O Signore,
metto sul Santo Altare le anime che sono nel regno di Satana, per riparare i
loro peccati e per ottenere la loro conversione! -
È
cosa degna di lode il fare celebrare, di tanto in tanto, qualche Messa a tale
scopo, anche con la cooperazione di parecchi. In tal modo s'indebolisce il regno
di Satana e si rafforza sempre più il regno di Gesù Cristo. Si chiude
l'argomento della preghiera esortando alla recita di una breve invocazione,
pubblicata in un periodico cattolico: « Gesù, Maria, metto nei vostri Sacri
Cuori
le
anime che sono sotto la schiavitù del demonio. Salvatele! ».
Al
primo mezzo dell'apostolato, ch'è la preghiera, deve unirsi il secondo:
l'azione, cioè il lavorare per portare anime a Dio.
Quest'apostolato
può compiersi in molti modi, perché ognuno ha le proprie iniziative di bene.
Forse, tu che leggi, sei rientrato nel regno di Gesù per opera di qualche anima
apostolica, la quale con l'esempio e con la parola è stata la tua salvezza.
Salva anche tu gli altri bisognosi! Forse tu hai rapito delle anime a Gesù e
le hai date a Satana o con il cattivo esempio o con i consigli poco buoni. Sei
in dovere di compiere un più denso apostolato, per riparare il male fatto.
L'apostolato
più efficace che oggi possa compiersi è la diffusione della buona stampa.
Manca l'istruzione religiosa; l'ignoranza delle verità dalla Fede e della
morale cattolica ingrossa le file del regno di Satana.
Per
chi non va al catechismo e non ascolta prediche, un gran mezzo di salvezza è
la lettura del buon libro, convincente e formativo.
Non
tutti comprendono questa verità; ci sono però di quelli che diffondono, e non
con poco sacrificio, la buona stampa, facendo anche economia nelle spese, per
avere modo di regalare dei libri.
Potrei
citare tante conversioni, operatesi attraverso la santa lettura.
L'anno
scorso fu ricoverato nell'ospedale Santa Marta di Catania un signore, ch'era
miscredente. Dall'ospedale presto o tardi sarebbe uscito morto; il male, da
cui era stato colpito, era inesorabile.
Le
Suore non sapevano cosa fare per convertirlo; non osavano dirgli nulla, per non
irritarlo di più.
Dio
permise, che andasse a fare visita in quell'ospedale una giovane propagandista
di buona stampa. Informata del caso, trovò la maniera d'introdursi.
-
Lei, signore, da molto tempo è in quest'ospedale?
-
Da una quindicina di giorni.
-
E non si annoia a stare così a far niente? Perché non legge qualche cosa?
-
Cosa potrei leggere? Mi annoia tutto! - Se le portassi un libretto, semplice e
bello, lo leggerebbe? L'assicuro che non si stancherà a leggerlo.
-
Che titolo ha? - Abbasso i Preti!
-
Abbasso i Preti? ... Me lo porti; lo voglio leggere! -
Mi
disse poi la propagandista: Gli portai subito il libretto. Credeva quel
massone di trovare chi sa che cosa contro i Preti e trovò tutt'altro. Finita la
lettura, era già convinto di tante cose. Domandò la visita di un Prete, fece
l'abiura della massoneria, ricevette i Sacramenti e dopo qualche tempo mori da
buon Cristiano.
Quella
giovane per mezzo di un libro tolse un'anima a Satana e la consegnò a Dio.
Ero
andato a San Giovanni Rotondo a trovare Padre Pio. Nell'albergo ove posai, ebbi
un colloquio con una propagandista del luogo, la quale mi raccontò: Avevo dato
a leggere ad un'amica il libretto “L'anima onesta al confessionale”. Passato
qualche tempo, glielo richiesi. Mi rispose: Per quanto abbia cercato, non mi è
stato possibile tro-iare in casa il libretto. -
Dopo
non molto mori improvvisamente il marito di quest'amica.
Il
suo dolore fu grande per il lutto, ma fu maggiore perché il marito da dodici
anni non si accostava alla Confessione ed alla Comunione.
Presa
d'angoscia, si rivolse al Parroco: Non trovo pace! Mio marito è morto all'improvviso;
da tanti anni non si confessava. Temo che sia all'Inferno!
-
Signora, rispose il Parroco, stia serena; quattro giorni prima di morire suo
marito venne da me, si confessò e ricevette la Comunione.
-
Possibile? Eppure lui non mi disse nulla! Ma come si sarà deciso a confessarsi,
mentre era così restio? -
Consolata,
la signora ritornò a casa. Inavvertitamente, tirando il cassetto del comodino
presso il letto del defunto marito, trovò il libretto « L'anima onesta al
confessionale ». Comprese tutto: - Provvidenza di Dio! Mio marito vide questo
libretto, lo lesse, lo meditò e poi andò a confessarsi! - Concludeva la
propagandista: Io rimasi lieta di aver cooperato alla salvezza di quel
peccatore. –
Ricevetti
una lettera da una pia donna: La prego spedire alcuni libretti religiosi al tale
indirizzo ... È un medico; non voglio dargli a mano della stampa buona, temendo
che la rifiuti. -
Essendo
l'apostolato-stampa il mio campo di lavoro, subito esegui la spedizione.
In
seguito, viaggiando, incontrai la zelante signorina, che mi disse: Volli
assicurarmi se quel medico avesse letto i libretti fattigli pervenire per
posta e domandai alla sua signora: Suo marito ha ricevuto un pacchettino di
libretti religiosi?
-
Sì, l'ha ricevuto.
-
Ne ha letto qualcuno?
-
Non saprei. Però ho constatato che, mentre prima non andava in Chiesa e non si
accostava ai Sacramenti, dopo d'allora cominciò ad andare in Chiesa ed anche
si è confessato e comunicato. -
Questi
episodi personali, che ho riportato fedelmente, dimostrano lo zelo di certe
anime ed i grandi frutti dell'apostolatostampa.
Un
Sacerdote di santa vita, che speriamo poter vedere sugli Altari, Don Orione, era
andato a predicare in un paesetto. Finita la predica, andò alla distante
stazione ferroviaria per far ritorno. Il treno era partito. Rassegnato al
volere di Dio, vedendo in ogni evento i disegni della Provvidenza, lentamente
rifece la strada, attraversando la campagna.
Giunto
presso un torrente, al chiarore della luna scorse sul parapetto del ponticello
un uomo. Non ebbe paura, però si fermò
a
qualche passo, quando quell'uomo con voce cupa e scandendo le parole disse:
Ancorché tu abbia messo il veleno nel piatto di tua madre, Dio ti perdona! -
Don
Orione aveva detta questa frase nella predica; quell'uomo l'aveva udita e la
ripeteva ora in modo tragico.
-
Chi è lei? - domandò Don Orione. - Sono quel tale che ha messo il veleno nel
piatto di sua madre e così è morta! ... Da quel giorno il rimorso mi divora!
Il mio delitto non merita perdono! ... Questa sera lei ha detto che Dio perdona!
... Finita la predica, sono venuto qui, lontano da tutti, indegno di. avvicinare
persona! -
Don
Orione gli apri il cuore alla fiducia, lo abbracciò e poi, lì presso il
torrente ne ascoltò la Confessione- e lo assolse.
Una
frase di una predica tolse a Satana una grossa preda e la pose nelle mani di Gesù.
Dovendo
suggerire norme per l'apostolato, suggerisco anche questa: invitare alle
prediche coloro che ne hanno maggiore bisogno.
Rivolgendo
inviti, potrebbero aversi dei rifiuti e forse delle umiliazioni; non importa;
ancorché l'invito sia accolto da una sola anima, converrà tentare
ugualmente.
In
occasione di Esercizi Spirituali, di brevi corsi di predicazione, di tridui e di
ritiri mensili, si lavori per condurvi persone, specialmente la gioventù di
ambo i sessi. Quanti potrebbero spezzare le catene di Satana!
A
proposito di predicazione, quando si svolge in città o in una borgata una
Missione o un corso di Esercizi Spirituali, è santo apostolato offrire a Dio
preghiere, sacrifici
e
fare celebrare qualche Messa, affinché il frutto della predicazione sia
abbondante e duraturo.
Trovandomi
nella via principale della mia città, passò vicino a me un ragazzetto; mi
guardò con disprezzo, pronunziò una bestemmia e poi soggiunse: Io non voglio
credere a Dio! -
Non
reagî, però mi afflissi molto, pensando: Così piccolo e di già appartiene
a Satana! Se nessuno ne avrà cura, che fine farà questo ragazzetto? -
Poichè
molti genitori sono trascurati nell'educazione religiosa dei figli, è fiore
di apostolato interessarsi affinchè frequentino il Catechismo i fanciulli e
le fanciulle della parentela e del vicinato.
Nei
cuori dei piccoli che regni sempre Gesù e non si permetta che vi entri il demonio.
ANCORA
UN ISTANTE E POI.
Nei
tempi moderni negl'Istituti d'Educazione si danno le rappresentazioni cine-_
matografiche; si scelgono i films più morali e, se occorre, si fanno i dovuti
tagli. Prima erano curate le rappresentazioni teatrali. Molti anni or sono,
accudendo ai giovani, avevo preparato un dramma missionario « Raggio di sole
». Occorreva in una scena la rivoltella. Mi rivolsi ad un amico, dicendogli
espressamente: Prima di portare l'arma, assicurati che sia scarica. -
Poco
prima che si aprisse il sipario, fu portata la rivoltella e consegnata
all'attore. Nell'intermezzo del teatro mi accorsi che un giovane si divertiva a
sparare sul petto di un altro; il grilletto scattava a salve. Fu mia premura
ritirare l'arma e soggiunsi: Anche quando si sa che un'arma da fuoco è scarica,
non si deve puntare mai sugli altri! - Mi agghiacciò il sangue quando, osservando
bene il tamburo della rivoltella, vi scorsi una palla! Ancora un colpo a salve e
poi sarebbe uscito il proiettile.
Ringraziai
Dio e la Madonna dello scampato pericolo.
Il
padrone dell'arma si scusò dicendo: È stata una svista; non ho colpa. -
Se
io avessi ritardato ancora qualche minuto a richiamare quel giovane, sarebbe
avvenuto un omicidio, con le tristi conseguenze della procedura penale.
Quanto
male può evitare una parola, detta in tempo opportuno!
$
apostolato eccellente il saper dire una buona parola o il dare un buon
consiglio, quando qualcuno ne avesse bisogno.
Quante
ragazze non andrebbero in bocca al lupo, se loro si dicesse una buona parola,
prudente e persuasiva! Quanti giovani si ritirerebbero dal male, se una voce
amica mostrasse loro le funeste conseguenze del libertinaggio!
Impedire
che qualcuno pecchi, è più che liberare un petto umano da una palla di
rivoltella.
Il
terzo mezzo dell'apostolato è il sacrificio.
L'offerta
a Dio delle proprie sofferenze, in unione ai dolori di Gesù e della Madonna, è
uno dei più grandi segreti per portare i peccatori alla salvezza.
Fortunati
coloro che, illuminati e mossi dallo Spirito Santo, si offrono al Signore come
vittima per i peccatori! Tutta la loro vita è una pesca continua di anime,
perché Gesù utilizza tutto a vantaggio di quegl'infelici che sono nel regno
di Satana.
Si
racconta che un'anima si era offerta vittima a Dio in questi termini:
«
Gesù mio, mi offro a te! Fa' di me quello che vuoi. Intendo con quest'offerta
riparare la gloria che ti rapiscono i cattivi e consolare il tuo Cuore; intendo
inoltre ottenere la grazia della buona morte a quelli che vivono in peccato.
Ti raccomando specialmente i peccatori moribondi dei singoli giorni. Se
qualche peccatore rigettasse la tua grazia nell'ora della morte, ricordati di
me!
Manda
a me qualche sofferenza, affinché chi è ostinato nel male muoia nella tua
grazia ». Gesù gradi molto tale offerta, specialmente perché diretta alla
buona morte dei peccatori, i quali gli stanno tanto a cuore. Avvenne che una
notte quest'anima vittima ebbe a soffrire; non poteva riposare come al solito
e la mattina si levò stanca. Nella preghiera chiese a Gesù quale frutto avesse
recato quella notte agitata. Poiché Gesù di tanto in tanto si manifestava a
tale anima, rispose:
Questa
notte stavano per morire due grandi peccatori; non volevano convertirsi,
malgrado le premure dei parenti. Ho applicato a loro il frutto della tua
sofferenza notturna e si sono convertiti; difatti hanno ricevuto i
Sacramenti con grande edificazione dei presenti e sono morti nella mia amicizia.
Un giorno ti farò conoscere chi sono coloro che tu hai salvato. -
Questo
episodio, degno di essere meditato, manifesta quanto Gesù gradisca l'offerta
di vittima e come utilizzi le sofferenze, specialmente a bene dei peccatori
moribondi
della
giornata. Che aumenti il numero delle anime generose, le quali si offrono a Dio
per l'abbattimento del regno di Satana.
Un
giovane vide un grazioso fanciullo e gli chiese:
-
Chi sei?
-
Non occorre dirti il mio nome; tu già lo conosci. L'ho scritto tre volte. La
prima volta l'ho scritto a lettere d'oro sulla culla di Betlem; la seconda a
lettere di sangue sulla Croce; la terza volta l'ho scritto a lettere d'amore
sulla porta dei Tabernacoli. - Ed ora Gesù, cosa vuoi da me?
-
Dammi il tuo cuore! In cambio ti darò il mio. Appena qualcuno mi dà il suo
cuore, io metto il mio al posto di quello che mi ha dato e da quel momento egli
vive della mia vita. -
Il
giovane, che era San'Antonio di Padova, rispose: Sì, o Gesù, io ti dono il
mio cuore! -
Da
quel momento cominciarono per il Santo le grazie meravigliose e le carezze di
Gesù.
Sant'Antonio,
amando Gesù, ebbe la felicità in terra e la felicità in Cielo.
Chi
appartiene al regno di Gesù e lo serve con fedeltà e generosità, sarà felice
in questa e nell'altra vita.
(La seguente preghiera ha lo scopo di dare a Dio la gloria che gli negano i peccatori, di consolare il Cuore di Gesù e di ottenere la misericordia a chi vive nel peccato).
PREGHIERA
O
Dio, che ci hai creati per amarti e lodarti in eterno, degnati ascoltare la preghiera,
che di cuore ti rivolgo per coloro ché al presente sono sotto la schiavitù del
demonio.
Eterno
Padre, ti offro la gloria che Gesù ti ha dato con la sua Incarnazione, per
riparare la gloria che ti negano quelli che sono nel regno di Satana. Gloria
Patri.
Eterno
Padre, ti offro le lodi della Madonna e di tutta la Corte Celeste, per
supplire alle lodi che non ti danno i poveri traviati. Gloria
Patri.
Eterno
Padre, ti offro tutte le Messe e le opere buone che si fanno nel mondo, per
riparare il male che fanno i seguaci di Satana. Gloria
Patri.
Gesù,
Figlio di Dio, che ci hai redenti con il tuo Sangue, pietà di coloro che non
stanno nel tuo regno. Gloria Patri.
Gesù,
Vittima Divina, salva i peccatori, almeno nell'ultima ora, come il buon ladrone.
Gloria Patri.
Gesù,
che hai agonizzato sulla Croce, pietà dei traviati, che oggi sono prossimi a
morire. Gloria Patri.
Divino
Spirito, illumina i figli delle tenebre, affinché si distacchino dal male. Gloria
Patri.
Divino
Spirito, dà ai peccatori la forza di spezzare le catene, che li legano a Satana.
Gloria Patri.
Divino
Spirito, accendi di santo ardore i cuori dei cattivi, affinché detestino i piaceri
illeciti. Gloria Patri.
Dallo spirito di fornicazione libera, o
Signore, i cuori impuri. Gloria Patri.
Dalla tua collera libera, o Signore, i peccatori più ostinati: Gloria Patri.
Dalla
cattiva morte libera, o Signore, i seguaci di Satana. Gloria
Patri.
Dalla
morte eterna libera, o Signore, gli operatori di iniquità. Gloria Patri.
Dalle
pene dell'Inferno libera, o Signore, coloro che danno scandalo e resistono alla
tua grazia. Gloria Patri.
Gesù,
che con la tua onnipotenza dicesti: Satana, ritirati e si adori il solo Dio! -
per i meriti di tale vittoria, concedimi la grazia che io non sia mai preda
delle sue diaboliche suggestioni e metti sempre nei miei pensieri di volere
piuttosto la morte che aderire ai suggerimenti del maligno infernale.
Signore
Gesù, per il tuo SS. Nome aiutami a trionfare delle mie passioni, che sono e
danno motivo a Satana di tormentarmi.
Io,
fiduciosa nel tuo aiuto e in quello della Madre tua Divina, trionferò di sicuro
e sarò salvo in eterno.