GESU’ E SATANA

Don Giuseppe Tomaselli

Per richieste: OPERA CARITATIVA SALESIANA DON GIUSEPPE TOMASELLI – Viale Regina Margherita 27, 98121 MESSINA – Offerta libera – ccp: 12047981

 PROEMIO

COSÌ LA VITA!

Alcune navi avevano attraversato lo Stretto di Messina e costeggiavano l'estre­mità delle Calabrie. Il mare tranquillo ed il cielo sereno non lasciavano intravvedere alcuna prossima sciagura. Ma si era già di­chiarata la guerra, nel 1940, e bisognava stare preparati alle sorprese.

Nelle vicinanze di Capo Stilo, dall'alto della torre di comando della nave fu avvi­stata la fotta nemica. Fu dato l'ordine: Ac­corciare le distanze ed aprire il fuoco! - Durante il combattimento una bomba nemica colpì la Santa Barbara di una nave italiana, cioè il reparto del deposito delle munizioni.

Lo scoppio fu tremendo! Esplosione di bombe, pioggia di proiettili, incendio della nave.

Quelli che sfuggirono alla morte, feriti più o meno gravemente, furono trasportati a Messina e ricoverati nel grande Istituto Don Bosco.

Andai a far visita a quegl'infelici. Che pena! ... Soldati nel fior degli anni ridotti come cenci! Le facce bruciate, quasi nere; chi era privo di una gamba, chi di un brac­cio, chi aveva la spina dorsale rotta.

La nave ospedaliera in un secondo tem­po, di notte, portò a Messina sessanta casse funebri. In ognuna c'erano le ossa apparte­nenti a più soldati.

La cittadinanza, commossa, accompagnò al cimitero la lunga fila di bare. Al passaggio del Viale San Martino si ebbe la delicatezza di osservare l'assoluto silenzio, dovendo il corteo passare davanti all'Istituto Don Bo­sco. Non si riuscì allo scopo. Fu avvistato il corteo e la notizia subito si sparse tra i ri­coverati. Grida, pianti, esclamazioni dolo­rose. - Passano i nostri fratelli! Vogliamo vederli!... Addio, fratelli!... Consolere­mo noi le vostre mamme!... -

Una guerra dichiarata, combattimenti, morti e feriti, vinti e vincitori! Così la vita! La vita dell'uomo sulla terra è un com­battimento.

Il mondo è un mare agitato, spesso in tempesta; noi dobbiamo attraversarlo nel corso della vita. Conviene stare vigilanti per non farci sorprendere dal nemico ed andare incontro alla morte eterna.

La guerra morale è la lotta tra il bene - ed il male; due grandi eserciti sono schiera­ti l'uno contro l'altro: l'esercito dei buoni e quello dei cattivi. Chi ne sono i coman­danti?

 

I CONDOTTIERI

In luogo solitario, tra pietre e cespugli, passeggia lentamente un uomo; ha il volto dignitoso, ma dimagrito. Da quaranta giorni e quaranta notti sta nel deserto, intento alla preghiera e praticando il digiuno più rigo­roso; ormai ha fame. Con la preghiera ed il digiuno si è preparato alla missione della sua vita pubblica.

E’ Gesù, il Figlio di Dio fatto Uomo, il Redentore dell'umanità.

Ma ecco apparire un altro personaggio, misterioso. E’ Satana, il principe delle po­tenze infernali; per natura è puro spirito, ma prende momentaneamente forma umana e si avanza verso Gesù. Gl'interessa cono­scere se Egli sia 1'Aspettato Messia, il suo grande nemico. Gli fa tre proposte: Se sei il Figlio di Dio, di' che queste pietre diven­tino pane!... Gettati giù, poichè sta scritto che agli Angeli suoi ha affidato la cura di te; ti porteranno sulle mani, affinché non in­ciampi il tuo piede nella pietra... Tutto quanto vedi io ti darò, se prostrandoti mi adorerai! -

Gesù risponde col tono autorevole del Figlio di Dio: Non di solo pane vive l'uomo, ma di ogni parola che procede dalla bocca di Dio... Non tenterai il Signore Dio tuo. - In fine lo scaccia, dicendo: Va' via, Satana, poiché sta scritto: Adorerai il Signore Dio tuo e servirai a Lui solo! (S. Matteo, IV-3).

I condottieri dei due grandi eserciti del mondo, Gesù e Satana, sono stati a collo­quio; tutti e due sono potenti, ma non nella stessa misura: entrambi hanno un compito da esplicare. Ma quale differenza tra loro due e quale diversità di missione!

Gesù viene a raccogliere le pecorelle d'I­sraele, che sono disperse, ed intende forma­re un unico gregge nel mondo. È il Re dei secoli e, facendosi uomo, vuole costituire il regno di Dio sulla terra.

E’ il Re pacifico; è il pastore che dà la vita per le pecorelle; è la Verità Eterna; è la felicità dei suoi sudditi, nel tempo e nell'eternità. Beati coloro che ascoltano la sua parola e la mettono in pratica!

Satana è la menzogna. Cacciato dal Pa­radiso per superba ribellione, costretto a stare nel luogo dei tormenti, ardendo di odio verso Dio e di gelosia verso l'uomo, lavora senza posa per perdere le anime.

Pur condannato all'Inferno, non ha per­duto la sua eminente intelligenza e la sfrut­ta nel tendere insidie. Molti, attratti dalle sue lusinghe, lo seguono in terra, vivendo in peccato, e lo seguiranno nell'altra vita nella dimora infernale.

 

RISPOSTA SAPIENTE

Un uomo compiva i cento anni. Con la vita sobria e le attenzioni amorose dei figli sperava di vivere ancora qualche tempo.

Non si volle lasciare inosservata quella data. Figli, nipoti e pronipoti si raccolsero per presentargli gli auguri. Finiti i compli­menti e chiusa la bicchierata, il vecchietto fu invitato ad affacciarsi al balcone.

Al suo apparire la banda musicale del paese intonò una marcia; sparavano intanto i mortaretti e si lanciavano i coriandoli. Il festeggiato guardava e sorrideva.

Rientrato poi incamera, uno dei presen­ti gli rivolse questa domanda: Cosa ne pen­sa del suo lungo passato, di cento anni di vita?

- La mia vita, rispose, non è stata al­tro che un affacciarmi per un istante al bal­cone. Tutto è passato come un sogno. -

Sapiente risposta! La vita, per lunga che sia, è sempre breve. Pare un sogno il pas­sato, ma non è un puro sogno, perché resta la responsabilità degli atti umani compiuti, sia con la mente che con le opere.

La vita è un gran dono di Dio ed è cer­to che Dio non vuole sprecati i suoi doni. Siamo stati creati e messi nel tempo per guadagnarci l'eternità felice.

Sono perciò in errore e degni di commi­serazione coloro che prendono la vita alla leggera, come un periodo di piacere. La vita è prova, è lotta, è faticosa salita verso l'e­ternità.

Vivere su questa terra, morire e cessare di esistere è la sorte delle bestie. Per l'uomo e per la donna, avvenuta la morte del corpo,

comincia la vera vita, l'eternità. È da stolti ed è segno di malvagità lo sforzarsi di con­vincersi che con la morte tutto finisce.

I seguaci di Gesù aspirano al Paradiso, lavorano per arricchirsi di beni celesti e vi­vono in una dolce speranza, che un giorno sarà dolce realtà.

I seguaci di Satana, accecati dalle pas­sioni, vivono in un'alternativa tormentosa di piaceri e di amarezze intime, hanno pau­ra di un'altra vita e cercano di godere mo­mentaneamente sulla terra, senza avere un ideale supremo. Satana, il principe delle te­nebre, ha interesse che i suoi schiavi vivano in tale buio.

 

PARTE PRIMA

GESÙ

CELLA DELLA MORTE

Nel 1941, nel campo di concentramento di Oswiecim, in Polonia, avveniva un fat­to edificante.

I tedeschi maltrattavano i prigionieri e non pochi ne uccidevano. Ogni giorno c'era l'appello. Guai se qualcuno fosse stato as­sente! Il comando militare supremo aveva stabilito: Se qualche prigioniero non rispon­de all'appello, perché è riuscito a scappare, in punizione saranno uccisi dieci uomini del suo reparto.

Alla fine di luglio nel reparto 14 man­cava un prigioniero. Il capo Fritsch, irritato,

disse: Dieci uomini. morranno; saranno chiu­si nella cella della morte e vi resteranno senza mangiare e senza bere sino all'ultimo respiro!

L'indomani fece disporre in fila il plo­tone e scelse dieci. Gl'infelici, singhiozzando, si staccarono dalla fila, dovevano rassegnarsi a quella triste fine.

Uno dei condannati cominciò a gridare disperatamente: povera moglie mia! ... Po­veri miei bambini! ... Non vi vedrò mai più!... -

Tra i prigionieri di quel plotone c'era un Sacerdote, che non era stato scelto tra i dieci. Di vita esemplare, forte nel dolore,

ardente di carità, si commosse alle grida di quel padre. Conosceva bene gl'insegnamenti di Gesù: Ama il prossimo tuo come te stes­so! ... Ciò che avrete fatto all'ultimo dei miei fratelli, l'avrete fatto a me! ...

Usci dalla fila, risoluto e sereno, e disse al capo: Poiché devono morire dieci, doman­do di essere condannato io a posto di quel­l'uomo! -

Intanto i suoi occhi lampeggianti di san­ta carità fissarono il capo. Uno degli agenti esclamò: Abbassa quegli occhi!

- Morire l'uno o l'altro, disse Fritsch, è la stessa cosa, purché siano dieci. - Padre Massimiliano Kolbe, oggi già Bea­to, lietamente entrò nella cella della morte, pensando: Per amore di Gesù ho salvato la vita ad un mio fratello. -

 

RICAMBIA L'INSULTO

Una sera, in mezzo alla via, era avve­nuto un diverbio tra due uomini. Uno ri­mase offeso nell'amor proprio. Satana, esem­pio tipico di superbia, tentò di sobillare quel cuore: Ti ha offeso! ... Questo è troppo! . . . Ricambia l'insulto, anzi da' il doppio, il tri­plo e più ancora! -

Guai se si dà retta al maligno! Quell'uomo andò a casa; la moglie ed i figli si accorsero che era turbato, ma cono­scendone il carattere e non immaginando il suo fosco disegno, non gli dissero parola.

Prese il coltello ed uscì di casa; rintracciò l'offensore e gli conficcò il coltello nel petto. Mi diceva la Superiora dell'ospedale: Il medico stentò poi ad estrarre l'arma dal pet­to, tanto il coltello era penetrato! -

Un padre di famiglia ucciso, una donna vedova ed i figli orfani; un altro padre di famiglia nella galera, la moglie ed i figli nel dolore e nell'umiliazione, ... senza contare i danni spirituali!

Quale differenza tra la condotta di Padre Massimiliano, animato dallo spirito di Gesù Cristo, e la condotta di un assassino, gui­dato dallo spirito satanico!

 

BUONI E CATTIVI

Il mondo è così:

Chi dà la vita per il prossimo e chi glie­la toglie; chi prega e chi bestemmia; chi dà buon esempio e chi semina scandalo; chi vi­ve nell'umiltà, pur avendo grandi talenti, e chi smania di comparire e di primeggiare; chi dà del suo al bisognoso e chi ruba; chi si rassegna nel dolore e chi si dispera.

Nel mondo ci sono i buoni e ci sono i cattivi; i figli di Dio e gli schiavi di Satana si riconoscono dalle opere.

Per divina disposizione devono stare as­sieme buoni e cattivi; hanno forse da cibar­si alla stessa tavola, lavorare nello stesso uf­ficio e dormire sotto lo stesso tetto. Gesù narrò a proposito una parabola.

Un uomo seminò del buon seme nel suo campo. Ma mentre gli uomini dormivano, il suo nemico andò a seminare il loglio nel suo campo e se n'andò.

Come poi il seminato germogliò ed in­grani, allora apparve anche il loglio.

I servi del padrone di casa andarono a dirgli: Signore, non hai seminato buon se­me nel tuo campo? Come mai dunque c'è il loglio?

Ed egli rispose: L'uomo nemico ha fat­to questo. - Ed i servi gli dissero: Vuoi che andiamo a sradicarlo? - Ma egli sog­giunse: No, perché togliendo il loglio non abbiate a sradicare anche il grano. Lasciate che l'uno e l'altro crescano sino alla mieti­tura; al tempo della messe dirò ai mietitori:

Raccogliete prima il loglio e legatelo in fa­sci per bruciarlo; il grano invece riponetelo nel mio granaio (S. Matteo, XIII-24).

Il grano rappresenta i buoni ed il loglio i cattivi; su questa terra hanno da stare as­sieme gli uni e gli altri.

 

CON DIO E SENZA DIO

La Sacra Scrittura è parola divina. At­traverso le istruzioni che ci dà il Libro del­l'Ecclesiastico, procuriamo di conoscere co­sa siamo noi con il timore di Dio e senza il timore di Dio, e poiché è la donna che influisce tanto sulla vita dell'uomo, consi­deriamo principalmente la donna (Ecclesia­stico, XXV-17 ... XXVI-1).

« Felice il marito della donna virtuosa, poiché sarà doppio il numero dei suoi gior­ni. La donna forte è la gioia del marito e riempirà di pace gli anni della sua vita.

« Una donna virtuosa è una fortuna e toccherà a chi teme Dio; sarà data all'uomo per le buone azioni. L'uomo, sia ricco sia povero,, avrà il cuore contento ed il volto sarà allegro.          `;­« La donna gelosa è per l'uomo dolore e strazio del cuore; ha il flagello della lin­gua e lo fa sentire a tutti.

« Come giogo di buoi che si muove, .co­sì è la donna cattiva. Chi la prende, è. come chi prende uno scorpione.

« L'immoralità della donna si riconosce dallo sguardo sfacciato e dalle sue palpebre. « Veglia attentamente, o uomo, sopra la figliuola immodesta, se non vuoi che essa, trovata l'occasione, si rovini. Ti faccia so­spettare l'immodestia dei suoi occhi e non ti meravigliare se essa non si cura di te. Come viandante assetato, vicino alla fonte apre la bocca e berrà dell'acqua più vicina, comunque sia.

« La grazia della donna diligente ralle­grerà il marito e ne impolperà le ossa; la sua buona condotta è dono di Dio.

« Se la donna è di buon senso ed aman­te del silenzio, nulla può paragonarsi alla sua anima educata. Grazia sopra grazia è la donna santa e modesta. Non c'è prezzo che uguagli un'anima pura. Come il sole che s'in­nalza al mondo nell'altissima dimora di Dio, tosi la bellezza della donna virtuosa è l'or­namento della casa.

« Colonne d'oro su basi d'argento sono i piedi che posano sopra le piante di donna incrollabile. Fondamenti eterni gettati sopra salda pietra sono i comandamenti di Dio nel cuore di una donna santa.

« La più grande piaga \ è la tristezza del cuore; la più grande malizia è quella della donna. L'uomo sopporterà qualunque piaga, ma non la piaga del cuore, e qualunque ma­lizia, ma non la malizia della donna ...

« Non c'è veleno peggiore del veleno del serpente e non c'è sdegno peggiore dello sdegno della donna. Meglio stare con un ser­pente e con un dragone, che con una donna malvagia.

« La malvagità della donna ne cambia il volto. In mezzo ai vicini il suo marito ge­me ... Ogni malizia è piccola in paragone di quella di una donna. Come è una salita sab­biosa per i piedi di un vecchio, così è la donna linguacciuta per l'uomo tranquillo ...

« E’ grande l'ira della donna, la sua spu­doratezza e la sua vergogna.

« La donna, se ha il comando, è contra­ria al marito.

« Animo abbattuto, volto triste, cuore piagato; ecco la donna cattiva! ...

« Dalla donna ebbe principio il peccato e per la donna viene la morte ».

 

IL GIORNO DEL GIUDIZIO

Questi brani della Sacra Scrittura met­tono in evidenza il bene ed il male della donna. Ma quanto si è detto, per analogia, si deve applicare anche all'uomo. In tal mo­do si comprende che nel mondo c'è il buon grano e c'è anche l'erba cattiva; hanno da crescere assieme. Si faccia attenzione affin­ché il loglio non soffochi il buon grano.

I buoni, che vivono alla luce degl'in­segnamenti di Gesù, non si lascino influen­zare dalla condotta dei cattivi, per non fare poi come loro la triste fine.

Al tempo della mietitura, cioè nel giorno del Giudizio, quando saranno raccolti in due schiere i seguaci di Gesù e quelli di Sa­tana si assisterà ad una scena, che è bene meditare. La descrive Dio stesso nel Libro della Sapienza.

« Allora i giusti staranno con grande bal­danza contro coloro che li oppressero e rapi­rono le loro fatiche.

« I cattivi a tal vista saranno agitati da orribile spavento e resteranno meravigliati dall'inaspettata e repentina salvezza; e di­ranno tra sè, tocchi da pentimento e gemen­ti per l'affanno del loro spirito:

- Ecco quelli che una volta erano l'og­getto delle nostre derisioni, l'esempio del­l'ignominia! Noi insensati, stimavamo la lo­ró'vita una pazzia e la loro fine senza onore ed ora ecco che sono annoverati tra i figli di Dio ed hanno il loro posto tra i Santi! Dunque, siamo stati noi che abbiamo sba­gliate, lungi dalla via della verità; per noi noti brillò la luce della giustizia e non sorse il sole dell'intelligenza.

« Ci stancammo nella via dell'iniquità e della perdizione; camminammo per vie dif­ficili e non arrivammo a conoscere la via del Signore.

« A che cosa ci è servita la superbia? Quale utile ci ha apportato la boria delle ricchezze? Tutte queste cose sono passate

come un'ombra ... Noi restammo consumati dalla nostra malvagità » (Sapienza, V-l).

 

CHI È ENTRATO?

Era ebreo ed abbondava di ricchezze. La sua spiccata intelligenza gli permetteva di comporre molti libri, che purtroppo era­no immorali. Tutto ciò che la vita gli pre­sentava di piacere, era suo; potè appagare anche la voglia dei lunghi viaggi.

Cercava la felicità e non poteva trovarla; ricchezza, gloria e spassi momentaneamente gli apportavano piacere, ma subito sottentra­va in lui l'agonia dello spirito. Tutto cerca­va, tranne che Dio; ma Dio guardava lui con occhio di compassione e voleva tirarlo a sè. Il pescatore prende i pesci con l'amo e Dio prende le anime con il dolore.

Mentre l'ebreo si trovava in Cina, av­vertì i sintomi del cancro.

Andò a Roma per curarsi nella primaria clinica, la « Sanatrix ».

Un grande e notorio peccatore grave­mente inferno! Quale caso più pietoso! Il Gesuita Padre Cappello, molto rinomato per la sua virtù e per la sua scienza, brigò per entrare in intimità con il celebre scrittore. Riuscì a convertirlo ed a fargli ritrattare i libri immorali già pubblicati.

A sessantadue anni quell'ebreo ricevet­te il Battesimo e la Prima Comunione.

La malattia faceva il suo corso e l'infer­mo giunse agli estremi. Un giorno sembra­va entrato nello stato comatoso; stava sul letto quasi immobile e gli occhi socchiusi. Nel frattempo entrò nella camera Padre Cap­pello, desideroso di assistere al trapasso del­la sua preda spirituale. Una Suora, che sta­va al capezzale, dubitando che l'infermo avesse ancora la conoscenza, gli chiese: Pro­fessore, ha visto chi è entrato?

- Sì; è entrato chi mi ha aperto la por­ta della felicità! -

Queste parole di Curzio Malaparte sono una prova che se nella vita c'è felicità, que­sta è riservata solo a chi vive con Gesù, facendo parte del suo regno spirituale.

 

UNA SCRITTRICE

Stando lontano da Gesù, la vita è ma­linconia, amarezza e spesso tormento.

Una giovane francese, Fracçoise Sagan, a diciotto anni ha pubblicato un libro, che subito ha fatto il giro del mondo. Descrive la sua vita gaudente, svolta nelle spiagge e nelle città; parla anche dei corteggiamenti goduti. Chiude il libro con questo pensiero:

« Dopo una notte di buio, la mia stanza s'illumina lentamente. È la prima luce del giorno. Io dò il saluto alla nuova giornata: Buon giorno, «tristezza!». Sì, ogni nuovo giorno è una nuova tristezza! ».

 

INFELICE UOMO!

Non c'è pace per gli empi!

Chi sta sotto Satana, deve confessare la sua infelicità.

Gabriele D'Annunzio, empio, blasfemo ed immorale, dotato da Dio di un pennino d'oro, che bagnava nel fango, potè avere nella vita i piaceri più agognati dell'uomo. Chiude il suo ultimo libro con questi versi: « Tutta la vita è senza mutamento; Ha un solo volto: la malinconia. L'amore è legato al tradimento.

Ed il pensier per cima ha la follia! - ». Dunque per D'Annunzio, che spese la vita a servizio di Satana, la vita fu malinco­nia e non di raro orribile rimorso.

Chi visita la sua villa a Gardone Rivie­ra, vi scorge una statua di San Rocco. Pit­tori e scultori sogliono raffigurare questo Santo con un cane.

D'Annunzio fece scrivere alla base della statua:

« Rocco, tu per divina misericordia ave­sti un cane, che ti lambiva le piaghe. Fa' tacere questo cane ... che mi rimorde la co­scienza e non mi dà pace, nè dì nè notte! ».

 

IL RE DEI RE

Gli episodi narrati fanno rilevare che chi sta vicino a Gesù trascorre felicemente la vita; chi sta invece alla dipendenza di Satana, vive nell'agonia dello spirito.

Conviene dunque considerare il regno di Gesù Cristo per apprezzarlo e per gioire di appartenervi. È bene pure considerare il re­gno di Satana, per sentire orrore di appar­tenervi e per essere invogliati a liberarne gli schiavi.

 

REGALITA

Gesù fu accusato dai Giudei presso l'au­torità romana quale nemico dell'imperatore, quasi volesse divenire re. Difatti il pretore Ponzio Pilato così l'interrogò:

- Sei tu il Re dei Giudei? -

Gesù rispose: Questo lo dici da te stes­so o altri te l'hanno detto di me?

- Sono forse Giudeo? - soggiunse Pi­lato. - La tua nazione ed i capi dei Sacerdoti ti hanno messo nelle mie mani. Cosa hai

fatto? - Gesù allora rispose: Il mio regno non è di questo mondo; se fosse di questo mondo, i miei soldati certamente lottereb­bero perché io non fossi dato in mano dei Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù. - Dunque, sei Re?

- Tu lo dici! Io sono Re. Sono nato per questo e per questo son venuto al mondo a rendere testimonianza alla verità. Chi è per la verità, ascolta la mia voce - (S. Gio­vanni, VIII-33).

Gesù dichiara di essere Re. Ed a chi me­glio di Lui compete questo titolo? Egli è il Figlio di Dio, è lo splendore della Corte Celeste, è il Redentore del genere umano. È il Re dei Re. La Santa Chiesa onora la sua regalità con una festa particolare, fis­sata all'ultima domenica dell'anno liturgico.

In detta festa la Sacra Liturgia innalza a Gesù un inno di gloria, attribuendogli i ti­toli più eccelsi. Lo chiama: Re Pacifico, il cui Regno sarà fermissimo in eterno. Dice anche: Egli domina tutto e porta la pace ai popoli. E’ nostro Padrone e nostro Giudice. E’ nostro Re e ci salverà. Ha ogni potere in cielo e in terra. Regnerà in eterno e il suo Regno non avrà mai fine. Sulle sue ve­sti è scritto: Rei dei Re e Dominante dei Do­minanti. A Lui la gloria e l'impero per tutti i secoli. Egli è il Re della gloria e tutto gli sta soggetto. Tutti i popoli si piegheranno davanti alla sua potenza. Il suo trono è co­me un sole splendente.

L'Apostolo San Paolo dice: Fratelli, rin­graziamo Dio Padre, che ci ha fatti degni di partecipare alla sorte dei Santi nella luce, e, liberandoci dall'impero delle tenebre (da Satana), ci ha trasformati nel regno del suo diletto Figlio. - (Colossesi, I-12).

 

SACRIFICIO

Gesù durante la vita terrena volle co­stituire il suo regno nel mondo e nelle sin­gole anime. Operò miracoli, fece bene a tutti, annunziò la buona novella ed invitò tut­ti a seguirlo: Venite a me tutti! - (S. Mat­teo, XI-28) - Chi viene a me, non avrà più fame; e chi crede in me, non avrà più sete ... Tutto quanto il Padre mi dà verrà a me, nè io scaccerò chi viene a me - (S. Gio­vanni, VI-35 ... ).

- In verità, in verità vi dico: Chi ascol­ta la mia parola e crede in Colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non incorre nel­la condanna, ma passa da morte a vita - (S. Giovanni, V-24). Chi segue me, non cammina nelle tenebre - (S. Giovanni, VIII-12). - Il mio giogo è soave ed il mio peso è leggero - (S. Matteo, XI-30).

Gesù è Verità Eterna; invitando le ani­me a seguirlo, non vuole illuderle. Presen­ta loro il piano della Redenzione: Dio Pa­dre non ha mandato il suo Figlio al mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di Lui - (S. Giovan­ni, III-17).

Gesù come ha salvato l'umanità? Con la sofferenza; difatti, dopo risorto da morte, lo confermò ai discepoli di Emmaus: Non doveva forse il Cristo patire tali cose (pas­sione e morte) e così entrare nella sua glo­ria? - (S. Luca, XXIV-26).

Come ha sofferto il capo, Gesù, così de­vono soffrire le membra, cioè i suoi seguaci, se vogliono far parte del suo regno sulla terra e poi far parte del suo regno in Cielo.

Per la qual cosa Gesù dice: Chi vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, pren­da la sua croce ogni giorno e mi segua! - (S. Luca, IX,23).

Dunque la sorte riservata ai seguaci di Gesù è il patire? ... La vita su questa terra sarà per gli amanti di Gesù una continua amarezza, una specie di agonia o di Purga­torio anticipato? ... Tutt'altro! ...

 

FREDDO E CALDO

Nel cuore dell'inverno, in gennaio, mol­te macchine si dirigono verso l'Etna.

Man mano che la strada sale, il percor­so si fa più difficile per l'abbondanza della neve; l'opera dello spazzaneve è indispensabile. Andando su, scendono dalle mac­chine i numerosi sportmans, uomini e don­ne. E’ necessario affrontare una rapida sali­ta, o a piedi o sul carrello della filovia. Si giunge a circa tremila metri di altezza; tut­to lassù è neve; il freddo è intensissimo.

Sul così detto « piano del lago » gli scia­tori, spesso internazionali, danno inizio alle gare di corsa.

Domandiamo agli sciatori: - Sentite freddo?

- No! - rispondono.

- Ma data l'altezza, il rigido inverno e l'abbondanza della neve, non può non sen­tire il freddo!

- Noi invece sentiamo calore. L'aria fredda è per noi come una brezza fresca gra­devole. Con il moto e con qualche sorso di liquore si sviluppa nel corpo tanto calore, da non fare avvertire il freddo. Noi scia­tori resteremmo intirizziti, se ci fermassimo a lungo accoccolati sulla neve. -

Sembrerebbe cosa strana, eppure è na­turale: può starsi in mezzo alla neve, ad una grande altezza, e non sentire il freddo!

Così è nella vita spirituale.

Gesù dice di seguirlo portando la croce e rinnegando se stessi. Chi lo segue con amore, chi gli domanda il suo aiuto nelle tri­bolazioni, chi si nutre e si fortifica con il suo Corpo Eucaristico, pur trascorrendo la vita in questa valle di lacrime, prova tanta gioia nel suo spirito da non sentire quasi il peso della croce e più aumenta l'amore per Gesù, più aumenta la felicità del­l'anima.

L'autore di queste pagine ha quasi set­tant'anni; nella sua vita ha potuto conosce­re intimamente molte persone e può affer­mare che le più felici sono quelle che stan­no più vicine a Gesù. Non è vero che la croce è tutta amarezza! La croce è anche fonte di grande gioia, quando si abbraccia per amore di Gesù e con la viva speranza del premio eterno.

Gesù fa scaturire dalla croce la felicità e non solo nell'altra vita, ma anche in questa.

Conosco un'anima buona, che da più di ventotto anni è paralizzata e sta sempre a letto; mai in tanti anni è uscita dalla sua cameretta. Oltre alla paralisi ha parecchie altre sofferenze. L'ho esortata a soffrire per Gesù ed è felice. Ecco qualche suo senti­mento:

« Che serenità, che gaudio e pace c'è nell'anima mia! Quale gioia profonda e di­vina provo in me! Nell'anima mia c'è il

Cielo. Signore, Sapienza infinita, ti sento e ti adoro. Tu sei il mio tutto! Dammi sempre la pace e la gioia nel dolore! ».

 

SATANA

IL SUO REGNO

Fu presentato a Gesù un indemoniato, cieco e muto, e lo guarì da farlo vedere e parlare. Tutti restarono meravigliati e dis­sero: Non è costui il Figlio di David? -

Ma i Farisei che udirono, dissero: Co­stui caccia i demoni per opera di Beelzebub, principe dei demoni. -

Gesù, conosciuti i loro pensieri, disse: Ogni regno diviso in se stesso sarà deva­stato ed ogni città e casa divisa in se stessa non potrà reggersi. Se dunque Satana cac­cia Satana, egli è in discordia con se stesso. Come allora potrà durare il suo regno? ... Se io caccio i demoni per virtù di Dio, è dunque giunto a voi il regno di Dio - (S. Matteo, XII-22).

Gesù afferma che nel mondo c'è il re­gno di Satana' e che esso durerà.

 

ASTUZIA

Osserviamo ora Satana. Egli è la men­zogna. Se presentasse la verità, cioè che c'è un Dio buono e giusto, che dopo di questa vita ce n'è un'altra eterna, che è riservato ai buoni un premio ed ai cattivi un casti­go ... allora non avrebbe che qualche raris­simo suddito. Per riuscire nell'intento ado­pera la sua arma: la menzogna.

Il primo esempio si ha al principio del­la generazione umana, quando, volendo spin­gere Adamo ed Eva alla violazione del co­mando divino, disse loro che, se avessero mangiato il frutto proibito, non sarebbero morti, anzi sarebbero divenuti simili a Dio. Dopo il peccato i nostri progenitori si ac­corsero della menzogna; difatti, quando Dio disse ad Eva: Perché hai fatto questo? - essa rispose: Il serpente mi ha ingannata ed io ho mangiato il frutto. -

Quantunque Satana abbia perduto l'ami­cizia di Dio, non ha perduto però la sua grande intelligenza; per ognuno sa trovare

la via più adatta per trarlo in errore e si richiede vigilanza ed accortezza per non ca­dere nella sua rete.

Presenta il calice del piacere, nasconden­do il veleno che sta nel fondo; inebria il cuore umano ed eccita le più basse passioni, offuscando l'intelligenza; quando è riuscito a far commettere il peccato, sa che via te­nere per non lasciare scappare la preda. A lui importa che si offenda Dio, che il pec­catore persista nel male e che muoia in pec­cato.

 

CALICE DEL PIACERE

In seno ad una famiglia cristiana vive­va una giovane; non era un modello di per­fezione religiosa, ma si comportava bene; in casa e fuori godeva stima.

Guai quando Satana mette lo zampino nel cuore di una donna! È difficile svinco­larsene.

Il cuore della giovane non fu custodito bene. Un forte amore cominciò a turbarne la serenità. Il maligno approfittò, lavorò nell'immaginazione di lei presentandole la felicità della vita, ma a colori così vivi e attraenti, che la giovane si decise a calpe­stare la legge di Dio; difatti peccò.

Il calice del piacere, presentato da Sa­tana, fu bevuto. Ma subito ci fu l'effetto del veleno.

L'infelice senti grande rimorso: l'onore perduto, la famiglia disonorata!

Non rassegnandosi all'umiliazione, qual­che giorno dopo si avviò al vicino passaggio a livello e stette lì ferma ad attendere. Nes­suno avrebbe mai sospettato del suo tragico disegno. Appena apparve il treno, la gio­vane spiccò un salto e si gettò sul binario. Dopo qualche istante era stritolata.

Quando 'i parenti si rivolsero a me per­chè celebrassi delle Messe di suffragio, pen­sai: Questa donna si sarà salvata?... Avrà

avuto il tempo di rimettersi in grazia di Dio, almeno col pensiero?...

Dio solo può giudicare. Ed intanto Sa­tana cantò vittoria!

 

LUCE E TENEBRE

Nel mondo ci siamo circa tre miliardi e più di persone, appartenenti o al regno di Gesù o a quello di Satana. Non è ammis­sibile il dire: lo non voglio appartenere a nessuno dei due regni; resto neutrale. -

Come si conoscono i seguaci di Gesù e quelli del demonio? Dalle opere. Dal frutto si conosce l'albero.

Nella Sacra Scrittura i buoni sono chia­mati « figli della luce » ed i cattivi « figli delle tenebre ».

Consideriamo la differenza che c'è tra i figli della luce e quelli delle tenebre.

 

PIONIERI DI CRISTO

La Basilica di Maria Ausiliatrice, a To­rino, è in festa. C'è la funzione dell'annuale partenza dei Missionari Salesiani e delle Fi­glie di Maria Ausiliatrice. Canti, musica, di­scorso d'occasione, consegna del Crocifisso, preghiere, auguri ... tutto tocca il cuore dei presenti. $ una dolce commozione.

Missionari e Missionarie dopo vanno a Roma. Sono ricevuti dal Papa e prendono l'Apostolica Benedizione.

Dopo qualche giorno sono sulle navi e si dirigono chi al lontano Oriente, chi al­l'Australia e chi alle Americhe.

I volti dei partenti sono lieti; sentono il sacrificio dell'abbandono della patria e dei propri cari, ma nel cuore hanno tanto gaudio.

Da anni hanno sospirato quel giorno per attuare il loro ideale: portare la luce del Vangelo ai pagani, far conoscere ed amare Gesù.

In un'esplosione di gioia, appena la nave si muove, intonano in coro una lode sacra: « O Cristo, vinci! O Cristo, regna! O Cristo, impera! Eterna gloria a Te doniam! ».

I passeggeri osservano la scena e com­mentano: Sono i pioneri di Cristo! –

 

DOMICILIO COATTO

Nel porto di Trapani è in partenza la nave « Argentina » e si dirige all'isola di Favignana.

Gli occhi dei passeggeri sono rivolti ad una schiera di uomini ammanettati. Sono i ga­leotti che vengono relegati al domicilio coat­to di Favignana. Ci sono anziani ed anche gio­vani. Parecchi hanno qualche cicatrice in fac­cia, ricordo perenne di qualche coltellata.

A Favignana trovano centinaia di com­pagni di sventura e là, sotto il controllo continuo dei poliziotti, trascorrono gli anni o la vita tutta.

Sono infelici! Spinti dalle passioni, ub­bidienti ai suggerimenti di Satana, si sono - comportati male in Società, rubando, feren­do e commettendo omicidi, ed ora sono ri­pagati secondo le loro opere.

Oh, se avessero osservati gl'insegnamen­ti di Gesù Cristo!

 

PERCHÉ PIANGI?

E’ sera. La buona signora si è accorta che la figlia si è ritirata nella sua cameretta. Dopo circa un'ora non vedendola comparire, apre la porta per assicurarsi di ciò che fa. Si accorge che ha qualche lacrima agli occhi.

- Figlia mia, perché piangi? - Mamma, ... è un segreto.

- A me puoi dire tutto. Io sola posso consigliarti il bene. Ti è capitata qualche cosa di male? Ti è pervenuta qualche lettera, che ti abbia turbato?

- Niente di ciò. Sai che la mia vita si svolge tra casa e Chiesa; lavoro, prego e canto. Non ho altri fastidi. Ma poiché in­sisti, ti confido tutto. Sono stata qui un'ora raccolta in preghiera, intendendo riparare Gesù dei peccati che si fanno nel mondo. Ho pregato con fervore, sicura di piacere a Gesù. All'improvviso mi. sono sentita inva­sa da un'ondata di gioia interna. Non saprei dirti ciò che io abbia provato. Spontanea­mente mi sono uscite delle lacrime ... ma lacrime di felicità! Oh, com'è bello amare Gesù e ripararlo! -

La madre non chiese altro; uscì dalla cameretta, dicendo tra sè: Che perla di fi­glia! Mai mi ha dato un dispiacere! -

Lo scrivente, che conosce la giovane, l'ha incoraggiata a perseverare nella pia pratica dell'ora di preghiera riparatrice:

 

VITA GAUDENTE

Dopo un paio di ore spese nell'abbiglia­mento, la giovane è pronta ad uscire.

- Mamma, tu non vieni a questa serata di ballo?

- Preferisco stare al televisore, in casa; tuo padre è fuori città e ritornerà domani. Un po' di solitudine non dispiace. -

La signora mentiste; ha vergogna di dire la verità: Io, a pinquant'anni, andare ad una serata di ballo ... a fianco di mia figlia, giovane e avvenente! Tutti guarderebbero lei, e non me! ... Preferisco restare in ca­sa!

A che estremi può arrivare la superbia e la vanità di una donna, anche nei rapporti con i figli!

La giovane gaudente, bramosa di diver­tirsi, va da sola; ritorna anche da sola, a not­te avanzata. È gongolante di gioia, non trova parole per esprimere la sua felicità.

--. Dunque, figlia mia, ti sei divertita? - Molto! Avessi visto, mamma! Ero la stella della sala! A vedermi in abito elegante, molto scollata, con capigliatura capriccio­sa, tutti guardavano me, tutti mi invitavano a ballare, tutti mi corteggiavano! Anche un colonnello mi strinse fortemente la mano e poi la baciò ... Oh, che felicità!

- Comprendo, comprendo! - esclama la mamma! ... Ora pensa a cenare.

- Potrei farne a meno; sono già sazia. E poi ... devo limitarmi nel mangiare, se no il corpo perde la linea! -

Niente preghiera, niente istruzione re­ligiosa e niente Chiesa; soltanto moda, pas­seggi, balli e cinema.

Una sera la giovane non ritorna a casa. Dopo due settimane una lettera dall'estero spiega tutto: Ho trovato il compagno della mia vita. La mia fuga non vi sorprenda; anche voi, miei genitori, faceste da giovani questo passo. Il mio uomo è sposato da quat­tro anni; ma ha già abbandonato la moglie e l'unico bambino. Ora è tutto mio. -

Il padre irritatissimo invita la figlia al ritorno; riceve questa risposta: Sono mag­giorenne, quindi padrona di me. Tra me e te non c'è legame; i vincoli del sangue re­stano rotti davanti alla vita di piacere, che il destino mi ha preparato. -

Dopo qualche anno di convivenza la gio­vane cessava di vivere, uccisa dalla prima moglie di quell'uomo.

Fattaccio di cronaca nera! Tutti i giorni i giornali pubblicano simili avventure.

La coppa del piacere, che Satana offre ai suoi schiavi, contiene al fondo amarissimo assenzio.

 

GIOVENTÙ SANA

Parte l'autopullman « Gita Turistica ». Più di cento signorine allegre iniziano il viaggio con una lode alla Vergine. La meta è una visita alla Madonna di Siracusa.

Il tragitto è benedetto da Dio; nessun inconveniente.

Davanti al quadro miracoloso della Ma­donna delle Lacrime quella folta schiera di signorine ascolta la Messa e riceve la S. Co­munione. Dopo si visita la casa ove il qua­dro lacrimò, in Via degli Orti. Seguono altre visite, al mare, all'Anfiteatro, all'Orec­chio di Dionisio ... Giornata lieta, con Gesù nel cuore, condita da canti e da buon umore giovanile.

A sera il ritorno è sereno.

La sana gioventù, animata dallo spirito di Gesù Cristo, sa divertirsi, dare buon esem­pio e non sentire il pungolo del rimorso.

 

VITA DI OGGI

Le spiagge moderne sono l'anticamera dell'Inferno, ove Satana regna. Costumi sco­stumati, libertà di ballo, parlare libero, ozio prolungato; tutto è incentivo all'immoralità. L'incoscienza dei genitori, che per lo più as­sistono ed approvano con la loro presenza, è la rovina di tanta incauta gioventù, la la quale più non è sana e fresca, ma appassita o bruciata.

Si adduce il pretesto: Il mondo ormai è così! ... Tutti fanno così! ... E poi che male c'è? -

I gaudenti delle spiagge e tanta altra gente dissoluta, a sera sogliono riempire le sale cinematografiche. Non sono i films edu­cativi e morali che chiamano gli spettatori, bensì i riservati agli adulti ed i proibiti ai minorenni. La spudoratezza, la vendetta, il sangue, tutto ciò che sollecita le malvagie passioni, tengono inchiodati gli spettatori per ore ed ore nelle sale cinematografiche e te­levisive.

Satana presenta il suo calice ed i cat­tivi bevono, secondo loro, i sorsi della fe­licità.

Ma il nemico delle anime aspetta i frut­ti: giovani scandalizzati, infedeltà matrimo­niali, suicidi, vendette efferate, furti inge­gnosi, avversione agl'insegnamenti del Van­gelo. E poi ci si lamenta: Ma il mondo va proprio male! -

Una sposa, seguendo la corrente odier­na, dava ascolto a Satana.

Per qualche tempo le cose andarono li­sce. Però il demonio che fa la pentola, non sempre fa il coperchio. Un giorno il marito le scaricò la pistola e la uccise. Mentre scri­vo queste pagine, vedendo la figlioletta dell'uccisa, le ho chiesto: Tu eri presente quan­do avvenne il delitto?

- Sì, ero presente, anzi ero vicino al­la mamma ed una pallottola mi ferì il brac­cio! - e mi ha mostrato la cicatrice. Ed ora dov'è tuo padre? - In galera, a Sul­mona! -

Davanti a certi fatti, anche nei sem­plici riguardi della vita presente, vale pro­prio la pena di seguire i suggerimenti di Satana? Altro che felicità!

 

TU PRETE?

Un ragazzo, intelligente, ma vivace al­l'eccesso e tenace nelle sue idee, faceva tre­pidare per il suo avvenire.

Più volte era stato cacciato da scuola. Chiuso in un Istituto correzionale, ne fu allontanato perché ribelle ad ogni tentativo

di miglioramento. In paese era additato co­me la pecora nera e le mamme dicevano ai figli: Se non ubbidisci, diverrai come quel tale!... -

Un giorno quel ragazzo, che da due an­ni aveva abbandonato la scuola, alla pre­senza dei familiari, uscì in questa afferma­zione: Ho pensato ed ho deciso. Mi farò Prete! -

La sorella maggiore esclamò: Tu Pre­te? ... Giuro che se diverrai Prete, quel gior­no mangerò un topo, coda e baffi con­presi! -

Forte di volontà, assistito dalla grazia di Dio, giunse per lui il giorno dell'Ordi­nazione Sacerdotale. Di buona memoria, pre­sentatosi alla sorella disse: Ogni promessa è un debito. Oggi sono Sacerdote; tu devi mangiare un topo.

- Lo mangerò! -

E quel giorno a tavola fu portato un grazioso topolino di pasta zuccherata. Quel Sacerdote mi ha narrato l'episodio. È an­cora vivente. $ un ottimo conferenziere; Sa­cerdoti e Vescovi sono bramosi di ascoltare la sua parola. $ un bravo scrittore di libri catechistici. E’ sempre pronto a tutte le ini­ziative dell'apostolato, in qualunque ramo.

Nelle Missioni ha messo più volte in peri­colo la sua vita.

Un giorno io senti il bisogno di dirgli: Meno male che lei si è messo a servizio di Gesù. Ha trovato la felicità in terra e la troverà in Paradiso. Ma se si fosse messo a servizio di Satana, chi sa quanto male avrebbe fatto e come sarebbe stata infelice la sua vita. -

Mi rispose: Sono grato a Dio! Scopo della mia vita è far conoscere Gesù e farlo amare; nel frattempo combattere contro il regno di Satana. -

 

UN PROBLEMA

Il Profeta Davide, ispirato da Dio, com­pose il Libro dei Salmi. Il Salmo trenta­seesimo, che è chiamato « collana di per­le », risolve il problema della prosperità dei cattivi e delle tribolazioni dei buoni. Si ri­porta nei brani principali.

« Non ti arrabbiare a causa dei malvagi e non invidiare coloro che fanno il male, perchè presto seccano come il fieno e pre­sto cadono come fili d'erba.

« Tu spera nel Signore e fa' il bene. « Fa' del Signore la tua delizia ed Egli soddisferà i desideri del tuo cuore. Esponi al Signore il tuo stato e spera in Lui, che provvederà. Farà risplendere la tua giusti­zia come la luce ed il tuo diritto come il sole nel meriggio.

« Sta' sottomesso al Signore e pregalo. « Cessa dall'ira, lascia lo sdegno e non t'irritare sino a fare il male, perché i mal­vagi saranno sterminati e coloro che aspet­tano con pazienza il Signore possederanno la terra.

« Ancora un po' e l'empio non ci sarà più; cercherai la sua dimora e non potrai trovarla.

« Il peccatore osserva il giusto e digri­gna i suoi denti contro di lui. Ma il Signo­re si ride di lui, perché vede che il suo gior­no (della morte) è vicino.

« 1 peccatori hanno sguainata la spada ed hanno teso il loro arco per abbattere il povero, il miserabile e per trucidare i retti di cuore. La loro spada trapasserà i loro stessi cuori ed il loro arco sarà spezzato. « Meglio il poco del giusto, che le gran­di ricchezze dei peccatori, poiché le braccia dei peccatori saranno spezzate, essendo il Si­gnore la forza dei giusti.

« Il Signore conosce la vita degli uomi­ni senza macchia; la loro eredità sarà eterna. Non saranno delusi nel tempo della sventu­ra; nei giorni di carestia saranno saziati. « Ma i peccatori periranno; i nemici del Signore, non appena onorati ed esaltati, sva­niscono.

<« Chi benedice il Signore, possederà la terra; chi lo maledirà, andrà in perdizione. « Vidi l'empio superbamente esaltato, al­to alto come i cedri del Libano; ripassai ed egli non c'era più.

« La salvezza dei giusti viene dal Signo­re. È Lui il loro protettore nel tempo della tribolazione. Il Signore li aiuterà, li libererà, li strapperà dalle mani dei malvagi e li sal­verà, perché essi hanno sperato in Lui ». (Salmo, XXXVI-1 ... ).

 

PARTE SECONDA

LAVORIO DI GESU'

Giova conoscere la condotta che segue Gesù per conservare nel suo servizio i buo­ni, per farli fruttare molto per la vita eter­na, per rafforzare i deboli e la condotta che tiene verso i cattivi, per ritrarli dal regno di Satana e salvarli.

Dopo vedremo il lavoro che compie il demonio per non lasciarsi sfuggire le prede e per tirare altre anime alla sua servitù.

 

LUCIA

Il regno di Dio è dentro di noi.

C'era una signorina, appartenente a mo­destíssima famiglia, di poca istruzione, ma

dotata di senso pratico. Volle iscriversi tra le Orsoline di Famiglia e ne osservava il regolamento. La sua occupazione era la cura delle bambine dell'asilo e di un gruppo di giovanette. Non le mancavano le contrarietà, non esclusa una calunnia. A vederla, si sa­rebbe detto: È una buona signorina che sa tenere un asilo. -

Ma chi avrebbe immaginato il meravi­glioso lavorio di Gesù in quell'anima? Nulla appariva all'esterno. Mi diceva un Sacerdo­te: Quante volte la signorina, quando visi­tavo l'asilo, mi portava il caffè e s'intrat­teneva in sereno colloquio! Ma ero ben-lun­gi dal pensare che fosse un'anima della por­tata di S. Caterina da Siena! -

Colei di cui si parla, è la Serva di Dio Lucia Mangano. Si pubblicò il primo volu­me della sua vita; dopo quindici anni di studio l'Autorità Ecclesiastica approvò anche il secondo volume; altri scritti vengono pub­blicati, ad esempio « Il terzo Cielo di Lucia Mangano ».

Una strettissima cerchia di persone era a conoscenza dei fatti mistici che avveni­vano a San Giovanni La Punta (Catania); Gesù non voleva pubblicità mentre Lucia era in vita.

Mi diceva una signora: Eravamo una diecina di persone a conoscenza dello stato della Mangano. Si conservava assoluto si­lenzio.

La direttrice delle scuole « S. Angela Merici » di Catania mi confidò: Un giorno Lucia venne a trovarmi. Parlammo delle no­stre cose. Poi mi abbracciò; era commossa e piangeva. - Cosa hai, Lucia? - Sono venuta a licenziarmi. $ l'ultima volta che vengo a trovarti. Gesù mi ha detto che sta per portarmi in Cielo. Sono prossima a mo­rire! -

Questo breve accenno su Lucia Manga­no, vittima straordinaria, lascia intravedere come Gesù lavori nel silenzio delle anime, senza che il mondo se ne accorga.

Il lavorio del Signore nelle anime pri­vilegiate è un lavorio eccezionale, propor­zionato alla missione che è assegnata ad ognuna di esse: grandissime sofferenze, inef­fabili gioie, visioni illustrative e profetiche.

Sono pochissime le anime straordinarie; sono invece a grandi schiere le anime pie, che vivono molto vicine a Gesù. In ciascuna di loro si svolge un lavorio divino, vario e sapiente.

Il Signore sa che le anime fedeli dovran­no ricevere un premio eterno, proporzionato al bene operato in terra; perciò fa loro ac­quistare meriti con le tribolazioni, dando però la forza di sopportarle; dà la necessaria dose di gioia spirituale per rafforzare la loro debolezza; presenta mille occasioni di meri­tare, compiendo piccoli e continui atti di virtù. A tal fine Gesù suole preparare il martellino, provvidenziale, affinché ogni ani­ma possa essere lavorata e possa riprodur­re in qualche modo la sua immagine di­vina.

 

COME SI CHIAMA?

Per ricevere conforto e consiglio una ta­le mi confidava le sue pene:

- Vivo in comunità, faccio di tutto per compiere bene il mio dovere, tutto il gior­

no faccio attenzione per non dispiacere ad alcuno. Chi dovrebbe apprezzare le mie fa­tiche, mi rimprovera, mi umilia pubblica­mente, mi tratta con asprezza.

- Lavoro per Gesù. Tuttavia si resta male davanti all'incomprensione.

- Come si chiama questa persona che la fa soffrire?

- Si chiama N. N....

- No; deve dire: Si chiama « martel­lino di Gesù ». Siccome Gesù vuole a lei molto bene, desiderando che si distacchi da tutto, bramando che si arricchisca di tesori celesti, si serve del carattere di questa per­sona affinché lei pratichi l'umiltà, la pazien­za, il compatimento e tante altre virtù. Ogni amarezza che lei riceve, è un colpo di mar­tellino che dà Gesù, il quale si serve di que­sta o di quella persona. Più grande è la santità a cui è chiamata un'anima, più pe­sante suole essere il martello. Santa Cate­rina da Siena aveva sua madre; San Fran­cesco d'Assisi, suo padre; San Giovanni Bo­sco aveva il suo Arcivescovo; S. Teresa del Bambino Gesù, Madre Gonzaga; e così può dirsi di tutti i Santi e di tutte le anime più care a Gesù. Nelle famiglie i martelli po­trebbero essere: lo sposo per la sposa, un figlio per la madre, una sorella per un'altra sorella, la nuora per la suocera. Lei desi­dera un consiglio: Guardi tutto all'occhio della fede; in ciò che avviene in lei o attor­no a lei, veda sempre il lavorio di Gesù, il quale vuole o permette quella data sofferen­za; reciti ogni giorno un'Ave Maria per il suo « martellino » e quando riceve la S. Co­munione dica: Gesù, benedici il mio mar­tellino, che mi rende sempre più bella agli occhi tuoi! -

 

ANIME SEMPLICI

Gesù coltiva le anime con i buoni pen­sieri e le sante ispirazioni. Più l'anima si conserva nell'umiltà, nella semplicità e nel distacco del mondo e più Gesù abbonda di luce divina.

Il cuore allora è attratto fortemente al bene e la mente ha delle illustrazioni me­ravigliose. Quante anime semplici, pervase da questa luce, se sapessero scrivere ci da­rebbero capolavori di ascetica e di mistica! Talune si contentano di dire: Oh, se potessi esprimere i bei pensieri che invado­no spesso la mia mente! ... Se potessi dire ciò che sento nel mio cuore!... -

Questi sogliono essere pensieri di amore di Dio, di fiducia illimitata in Gesù, di slan­cio verso la perfezione cristiana, di dolore dei peccati propri e degli altrui.

Un fanciullo di dodici anni, ricoverato in un Ospizio, una sera si appartò dai com­pagni e rimase in un cantuccio.

Sollevava di tratto in tratto gli occhi al cielo e poi li abbassava; poi cominciò a pian­gere. Il Superiore se ne accorse; gli si av­vicinò e gli chiese:

- Perché questa sera non giuochi? - Non ne ho voglia.

- E perché piangi?

- Ma ... guardando il cielo, sento il bisogno di piangere.

- Cosa pensi?

- Penso che le stelle, la luna e tutti gli astri sono sempre ubbidienti a Dio, com-

piono i movimenti che Dio ha loro asse­gnati. Ed io invece... per tanti anni ho di­subbidito a Dio, ho calpestata la sua legge ed ho peccato!

- Ma ormai Gesù ti ha perdonato; hai fatta la Confessione generale; non pensare più al passato. -

Il Superiore era Don Bosco ed il fan­ciullo era Magone Michele.

Don Bosco seguì il lavoro di Gesù in quest'anima, ne ammirò la bellezza e poi, avvenuta la morte, ne scrisse la vita.

 

UNA BAMBINA

Una pia signora narrava con semplicità: - All'età di tre o quattro anni i miei genitori la sera mi mettevano a letto. Io mi sforzavo di non dormire. Quando mi accor­gevo che papà e mamma si erano addor­mentati, piano piano scendevo dal lettino, m'inginocchiavo a terra e pregavo. Dicevo a Gesù e alla Madonna: Fate divenire buo­ni i cattivi! Non mandateli all'Inferno! Vi prego con tutto il cuore! - Ora ho cin­quantacinque anni, sono madre di famiglia e dico a me stessa: Ma a quell'età come potevo comprendere l'importanza della pre­ghiera e il dovere di pregare per i peccato­ri? Certamente era Gesù che suscitava in me tali sentimenti, superiori alla mia età. Gesù ha lavorato in me sin dai primi an­ni. -

 

LO SCOMUNICATO

Gesù fa sentire la sua dolce voce a tutte le sue pecorelle; non ne trascura una sola; vive di loro, come il buon pastore vive del suo gregge.

Se una pecorella rallenta il passo, Gesù la sollecita a camminare; se si smarrisce, fa di tutto per ritrovarla; gioisce il suo Cuore Divino quando può riabbracciarla.

D'ordinario Gesù ritrova le pecorelle smarrite per mezzo del dolore e del rimor­so. Allora l'anima peccatrice, memore delle tenerezze divine, esclama: Ritornerò a Gesù! Gli dirò: Ho peccato! ... Egli non mi rigetterà, anzi mi abbraccerà come il padre ab­braccíò il figliuolo prodigo! -

Un tale era un cattolico praticante; in se­guito prevaricò; la sua bella intelligenza gli fu di rovina. Insegnò in diverse Università d'Italia. Alcune sue idee in fatto di Cristia­nesimo furono false. La Santa Sede lo ri­chiamò; egli non volle retrocedere ed ebbe la scomunica.

Per più di quarant'anni rimase fuori del­la Chiesa Cattolica. Chi scrive, potè avvici­nare questo professore. Cominciai a pregare per lui ed esortai altri a pregare. Avevo fiducia del suo ritorno a Dio, tanto più che avevo saputo della sua carità. Infatti, quan­do percepiva il mensile dell'insegnamento universitario, ne mandava una parte alla sorella, dicendo: Questo denaro dàllo ai po­verelli, ma non sappiano che lo mando io. -

Proprio oggi 17 settembre 1961, men­tre scrivo questa pagina, ho saputo quanto segue:

Il professore... si è convertito. Tempo addietro fu ricoverato in una clinica ed eb­be amputata una gamba. Nel dolore e nella riflessione trovò la salvezza. Senti il rimor­so del male fatto, apri il cuore alla fiducia in Gesù e rientrò nell'ovile del Signore. Al presente sta a letto e soffre ed ha detto: Scri­verò un libro dal titolo « Come mi sono con­vertito! » -

Quante conversioni prodigiose avvengo­no, forse tutti i giorni, di cui s'ignora la storia; però tutte sono frutto del lavorio che Gesù di continuo svolge in ogni cuore, anche se peccatore.

 

GESÙ PIANGE

Gesù, come fu vicino alla città di Ge­rusalemme, a vederla, pianse sopra di lei e disse:

« Oh, se conoscessi anche tu, e proprio in questo giorno, quello che giova alla tua pace! Ora invece è celato agli occhi tuoi,

perchè verranno per te i giorni nei quali i nemici ti stringeranno con trincee, ti chiude­ranno e ti stringeranno da ogni parte e distruggeranno te ed i tuoi figli che sono in te e non lasceranno in te pietra sopra pietra, perché non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata » (S. Luca, XIX-41).

Commentiamo questo tratto di Vangelo. Gesù guardò Gerusalemme e pianse. So­lo tre volte riferiscono gli Evangelisti che il Divin Maestro abbia pianto. Non pianse quando Pilato gli diede la sentenza di mor­te, ne quando i soldati lo inchiodarono alla Croce e neppure quando spasimava tra i do­lori dell'agonia.

Ma davanti alla città di Gerusalemme, ingrata ai suoi benefici, ostinata nel male e disposta al deicidio, il delicato Cuore di Ge­sù fu tocco da amara compassione e pianse. Il pianto di compassione è segno di bon­tà; e Gesù, che aveva prescelto Gerusalem­me tra le mille città per donarle i suoi te­sori e la sua pace, non vedendosi, ricono­sciuto per il Messia predetto dai Profeti, manifestò in quel pianto la sua divina per­fezione: la bontà.

Gesù è infinitamente buono; ma è an­c he infinitamente giusto. Quando si vede mal corrisposto, quando scorge l'ostinazione nel male, quando i cuori non si lasciano commuovere dalla sua bontà, allora presenta la sua giustizia.

Difatti, dopo aver pianto sopra Gerusa­lemme in segno di bontà, subito dopo dis­se: Poichè non mi hai riconosciuto per Mes­sia, sarai distrutta tu ed i tuoi abitanti! -

Il castigo di Dio colpi la città santa ed è rimasta celebre nella storia la distruzione di Gerusalemme.

 

GIUSTIZIA DIVINA

Gesù guarda coloro che lo servono e lo amano e li benedice. Egli pensa: Voi oggi fate parte del mio regno sulla terra e pre­sto farete parte del mio regno celeste, per sempre. -

Ma guarda anche quelli che sono nel regno di Satana. Come pianse un giorno . su Gerusalemme, così piange oggi a vedere le anime sotto la schiavitù del nemico in­fernale.

Gesù pensa: Voi preferite Satana a me.

Correte all'eterna rovina e non aprite gli occhi per riflettere, per tornare sulla buona via e salvarvi. Voi vi dannerete! Eppure vi ho creato io e vi ho redento con il mio Sangue! A caro prezzo vi ho riscattato, poi­ché vi amo e sono desideroso di darvi l'eter­na felicità! A vedervi sotto il giogo di Sa­tana, già infelici sin da questa vita, a pen­sare che io, proprio io, vostro Divin Giu­dice, dovrò condannarvi all'Inferno, mosso a compassione del vostro triste stato, ripeto ciò che dissi a Gerusalemme: Oh, se cono­sceste, e proprio in questo giorno della vita mortale, quello che giova alla vostra pace! ... Gerusalemme, Gerusalemme, convertiti al Signore, tuo Dio! -

O anime schiave di Satana, se non vi commuove il grido amoroso di un Dio Cro­cifisso che muore per voi, tremate almeno alla minaccia di un Dio sdegnato! Gerusa­lemme fu distrutta sin dalle fondamenta. La vostra vita, che ogni giorno va consuman­dosi, presto sarà recisa da me, com'è re­ciso il filo della tela del tessitore. Vi at­tendono gli spasimi dell'agonia senza alcun conforto; vi attende la dissoluzione del se­polcro e vi attende la comparsa davanti a me, Re di tremenda giustizia! Le potenze dei cieli si commoveranno e la terra tremerà alla mia venuta e voi sarete allora nella schie­ra dei dannati, sotto la bandiera del vostro re, Satana. Con lui siete stati in vita; con lui sarete in eterno nel luogo dei tormenti!

 

INSIDIE

Ciò che i cattivi non sanno, o non vo­gliono sapere, cioè quello che li attende su­bito dopo la morte, lo sa bene e lo pensa Satana. Al maligno interessa che i suoi sud­diti pensino solo alla vita presente: gode­re, godere ... sfruttare il piacere dell'attimo fuggente.

Affinché i cattivi non gli sfuggano, il demonio toglie loro il pensiero della vita di oltre tomba e per riuscirvi ottenebra la loro mente con la veemenza delle passioni; fa di tutto affinché non meditino le grandi verità rivelate da Dio; suscita la noia e poi la ripugnanza e l'avversione a tutto ciò che sa di spirituale; attutisce il pungolo del ri­morso, sino a non farlo più sentire; lavora affinché il male si moltiplichi, consapevole che ogni nuovo peccato è una catena che li lega a se; tende ogni insidia affinché nes­sun'anima gli sfugga sul letto di morte e, se qualcuno è in procinto di darsi a Dio nell'ultima ora, dà il tremendo assalto della disperazione: Dio non ti perdonerà!

 

LAVORIO DI SATANA

I FIGLI DELLE TENEBRE

Come si è considerata l'opera di Gesù nelle anime, così si consideri quella di Sa­tana.

Prima di tutto vediamo chi appartiene al regno del demonio:

1. - Gli atei, gli eretici e tutti quelli che per colpa propria restano fuori della Chiesa Cattolica.

2. - I bestemmiatori ed i nemici della Re­ligione, che d'ordinario sono i nemici dei Sacerdoti.

3. - Gli omicidi, i violenti o sanguinari, e specialmente coloro che uccidono i bambini prima che vedano la luce.

4. - I ladri di professione, gl'imbroglioni del commercio, gli usurai ed i cultorí del «dio oro».

5. - I cattivi Cristiani, che senza tanto scrupolo e senza motivi veramente gravi trascurano la Messa domenicale e lavorano nei giorni festivi e facil­mente tralasciano o fanno male la Co­munione Pasquale.

6. - Coloro che sposano con il proposito di evitare il peso dei figli.

7. - 1 genitori trascurati nell'educazione religiosa e morale dei figli, non dan­dosi pensiero della loro Prima Comu­nione e della loro istruzione religiosa.

8. - I vendicativi, i portatori di odio im­placabile ed i calunniatori.

9. - Coloro che peccano con facilità e fre­quenza contro la purezza; uomini e donne che convivono senza il legame del matrimonio cristiano; chi propaga o desidera che ci sia il divorzio; chi manca di fedeltà coniugale.

10. - Gli scandalosi, o seminatori d'immora­lità; gli scrittori pornografici ed i loro lettori; gli artisti e le artiste del cine­ma e della televisione, che calpestano la legge del pudore; coloro che seguo­no la moda invereconda e provocante al vizio; le lingue impure, profanate dal turpiloquio, ecc....

Riflettendo su queste categorie di ani­me sventurate, si rileva che Satana adopera tre grosse corde per tenere legate le sue prede: la superbia, il denaro e la disonestà.

 

PORTA SULLE  SPALLE

E’ abilità di un capo di governo cono­scere i bisogni del suo popolo, i gusti e le aspirazioni e trovare il modo di soddisfarne le esigenze.

Il capo del regno infernale, Lucifero, conosce le tendenze della natura umana, fe­rita dalla colpa originale, sa adattarsi ai bi­sogni di ognuno, è disposto a dare uno pur di guadagnare dieci e sa trasformarsi anche in angelo di luce per ingannare i buoni. Tuttavia non può fare tutto ciò che vorrebbe, perché il suo potere è limitato dal­la mano dell'Onnipotente; non può violen­tare la libertà umana, ma trova mille mezzi per adescarla al male.

Un tale diceva ad un Sacerdote:

Io prego, mi sforzo di osservare la leg­ge di Dio, non faccio male al prossimo, an­zi cerco di aiutarlo. Intanto in famiglia ho tante tribolazioni. Vicino casa mia c'è un uomo, che mai va in Chiesa, bestemmia, vive scandalosamente e tutto gli va bene. Come si spiega ciò? -

La risposta fu: Lei porta la croce con Gesù e cammina a suo fianco, sorretto dalla divina grazia; però non trascuri la preghie­ra, per essere più assistito dal Signore; al­la fine del viaggio terreno entrerà nella glo­ria con Gesù. Il suo vicino di casa invece è portato sulle spalle da Satana; però dopo il viaggio terreno il demonio lo scaricherà dal­le spalle e lo precipiterà nell'Inferno. Quan­do si fa male e si prospera, allora biso­gna tremare, perché si è nell'abbandono di Dio.

Per completare la risposta, si può ag­il male quanto il bene. Ed allora, il vedere giungere: Dio è giusto e ricompensa tanto prosperare chi serve Satana, vuol dire che il Signore, non potendogli dare nell'altra vi­ta la ricompensa di qualche opera buona compiuta, lo ricompensa con qualche bene in questa vita. -

 

SMANIA DEI PIACERI

Il demonio briga affinché i cattivi goda­no. Suscita in loro la smania dei piaceri; fa gustare quello che è possibile gustare.

Egli sa che finché si gode, non ci si dà pensiero dell'altra vita, non si sente il bi­sogno della preghiera e si crede di bastare a se stessi.

Ma, passato il momento del piacere, i cattivi sentono il vuoto del cuore, sono sen­za pace e cadono nell'abbattimento. Allora Satana viene in aiuto e presenta la possibi­lità di un altro piacere. Nell'attesa di qual­che altra soddisfazione e nell'alto e basso delle disillusioni, passa la vita. dei servi del demonio.

 

L'ORGOGLIO

Satana è superbo e presenta ai suoi sud­diti le soddisfazioni dell'orgoglio: credersi qualche cosa di grande, disprezzare gli al­tri, volere eccellere, cercare il lusso, ap­pigliarsi alle frivolezze della vanità e delle belle comparse, bramare i corteggiamenti, cal­pestare i deboli, vincere nei puntigli, non abbassarsi a perdonare, ecc....

Il demonio della superbia illude gl'incau­ti, facendo spesso pagare cara una soddisfa­zione dell'amor proprio.

Nel 1917, durante la guerra, erano sta­ti chiamati alle armi gli uomini dai dicias­sette anni sino ai quarantacinque. I giova­ni studenti presto divenivano ufficiali.

In prossimità di grandi feste molti mi­litari andavano in licenza a riabbracciare i cari.

Una sera un giovane ufficiale, passeg­giando pettoruto lungo le vie del suo paese, facendo sfoggio dei galloni, si accorse che un militare passandogli vicino non gli ave­va rivolto il saluto. Era questi un padre di famiglia, intento a conversare con la sposa ed i figli.

L'ufficiale, pieno d'orgoglio, lo richiamò a dovere davanti ai passanti: Sta' sull'at­tenti!... Non conosci i tuoi superiori?... Perché non hai fatto il saluto passando vicino a me?­

Gli fece una paternale così forte, da im­pressionare i presenti. Credeva il superbo ufficiale di avere avuto una bella soddisfa­zione, mentre chi assisteva alla scena lo com­pativa o lo disprezzava.

Il padre di famiglia, umiliato in tal modo davanti ai familiari, volle vendicarsi, colpendolo a morte.

La superbia è un serpente, che morde se stesso.

 

IL DENARO

Una delle corde più forti con cui Sa­tana lega, è l'amore disordinato al denaro. Col « mammona d'iniquità » (così Gesù chia­ma la ricchezza) si possono procurare le soddisfazioni della vita e tenere la sofferen­za più lontana che sia possibile.

Il necessario è necessario; non può farsi a meno del denaro nei bisogni della vita. Ma il superfluo sregolato, la cupidigia di ammassare denaro, il culto del « dio oro », tutto ciò proviene dal demonio.

I servi di Satana sognano denaro e par­lano di ricchezze; per guadagnare di più, frodano la giusta mercede all'operaio e la­vorano nei giorni festivi; molti registi ed impresari del cinema se ne ridono della mo­ralità e presentano al pubblico films scan­dalosi, convinti che più disonestà c'è nelle scene, più aumenta il numero degli spettato­ri e più cresce l'incasso. Gli assetati dell'oro sogliono essere larghi nello spendere e soglio­no chiudere la borsa davanti ai bisognosi.

Quante liti e cause civili! Quanti odi! Quante ingiustizie e delitti si commettono per il denaro, per quel denaro che morendo dovrà lasciarsi, senza sapere chi ne godrà!

 

SUONO MAGICO

Stava per morire un ebreo. Un Sacer­dote tentò di salvarlo almeno nell'ultima ora.

L'infermo non parlava e sembrava che fosse entrato nello stato comatoso. Il Sa­cerdote gli parlava a voce alta all'orecchio, sperando di riscuoterlo da quel letargo, gli suggeriva pie invocazioni, ma tutto era inu­tile. L'ebreo non parlava e non dava segno di udire.

Al Ministro di Dio balenò un'idea ge­niale: Se costui è ebreo ed è banchiere, for­se potrebbe riscuotersi ad un suono parti­colare. - Difatti, mise sulla mano parec­chie monete e cominciò ad agitarle.

Al suono del denaro l'infermo aprì gli occhi, mosse il capo e prese a parlare: Di che si tratta?... -

Quanti sono simili. a quest'ebreo! Solo il denaro può riscuoterli, interessarli e preoc­cuparli. Tutto il resto per loro è nulla.

 

ANDATE A VEDERE!

Nella vita di Sant'Antonio di Padova si legge un episodio.

Era morto un ricco; il cadavere era in Chiesa. Finite le Esequie, si aspettava l'ora­tore per l'elogio funebre; ma questi ritar­dava a venire.

Nel frattempo entrò in Chiesa Sant'An­tonio, che era riconosciuto quale grande pre­dicatore. Fu invitato lui a tenere il discorso d'occasione.

Il Santo montò sul palpito. La luce di­vina gl'invase lo spirito e vide lo stato del defunto. Si limitò a dire: L'anima del mor­to è all'Inferno; il suo cuore è dentro la cas­saforte e palpita ancora. Andate a vede­re! - Ciò detto, scese dal pulpito.

I parenti vollero verificare le parole di Sant'Antonio; aprirono lo scrigno e vi tro­varono un cuore umano.

 

L'IMPURITA’

Superbia e denaro sono la felicità dei figli di Satana. Ma c'è ancora la terza corda, la più forte, la più terribile, la corda del­l'impurità. Di questa si serve il nemico in­fernale per fare la più grande strage nel mondo; con questa corda lega per tutta la vita i suoi schiavi ed allora è soddisfatto quando li avrà sepolti nell'Inferno.

Chi è nell'Inferno, o vi si trova per il peccato dell'impurità o anche con questo peccato.

 

ANESTESIA TOTALE

Una signorina era in clinica; una mat­tina fu trovata in lacrime. L'infermiera ne chiese la ragione: Perché piange? $ aumen­tato il dolore alla gamba?

- No; il dolore è leggero. Piango per­ché fra qualche ora mi porteranno nella sa­la operatoria e chi sa quali spasimi mi at­tendono! Temo di morire sotto i ferri. Si dovrà tagliare il muscolo e poi tagliare un pezzo d'osso.

- Si faccia coraggio! Non sentirà nien­te; mentre si farà l'operazione, lei potrà an­che chiacchierare.

- Possibile?

- Certo! Le faranno la puntura lom­bare e lei non avvertirà nulla. -

Difatti la signorina fu operata e non avverti i tagli; dopo parecchie ore, quando finì l'effetto dell'anestesia cominciò ad av­vertire il dolore.

L'anestesia di cui si serve Satana per afferrare le anime e per legarle fortemente e per sempre, è l'impurità. Quando riesce a far commettere questo peccato, facilmen­te lo fa ripetere; poco per volta non fa sen­tire più il rimorso; rende insensibili a tutto ciò che dovrebbe far tremare; non fa teme­re la Divina Giustizia; fa disprezzare il pen­siero dell'Inferno; suscita il disprezzo di tut­to ed anche sul letto di morte, d'ordinario, non fa detestare il peccato d'impurità. Le persone immorali vivono nel peccato e so­gliono morire nel peccato.

Senza un miracolo della misericordia di Dio, difficilmente si rompe questa catena diabolica.

 

ORAZIONE

Ci sono però dei mezzi efficaci per li­berarsi dal demonio dell'impurità. Satana li conosce bene e s'industria affinché i suoi servi non vi si appiglino.

Il primo mezzo è la preghiera. Chi pre­ga, si salva; chi non prega, si danna. Coloro che bruciano nell'Inferno o non hanno pre­gato, o non hanno pregato abbastanza.

La preghiera è il primo passo verso Dio e rimane il passo decisivo. Importanza par­ticolare ha la preghiera rivolta alla Madon­na, Regina delle anime vergini e Madre ed Avvocata dei peccatori.

La preghiera alla Vergine Santissima, fat­ta con fede e perseveranza, può strappare al demonio innumerevoli anime.

Pregare è la cosa più facile che possa farsi sulla terra: in qualunque momento, in qualunque luogo ed in qualunque modo, con le labbra o con la mente o con il cuore. A questa cosa tanto facile, alla preghiera, Dio ha legato la salvezza di ognuno.

A chi prega con perseveranza il Signore dà a poco a poco tanta luce e tanta fortezza, che alla fine anche l'anima peccatrice più immorale potrebbe rialzarsi definitivamente. È interesse di Satana che i suoi seguaci non preghino. Guai se pregassero, quanto e come si deve! Il suo regno si spopole­rebbe.

Chi è sotto il peso dell'impurità non prega; dice di non averne voglia; considera perduto il tempo impiegato nell'orazione; giunge anche ad indispettirsi se vede pre­gare gli altri.

 

LA SMETTA!

In un vagone della « Freccia del Sud » stavano molti viaggiatori. Viaggiava anche una Suora, che per occupare il tempo di tanto in tanto estraeva la corona e priva­tamente recitava il Rosario.

Non dava molestia ad alcuno.

Un operaio, che veniva dalla Germania, a vederla con la corona, cominciò a bestem­miare. - La smetta! - gridò. Non faccia ridere la gente con quella cosa in mano! Pregare! Stupidaggini! -

La Suora non rispose e non sapeva cosa rispondere.

Ma uno dei presenti prese la parola: Che male fa la Suora se dice il Rosario? Forse cava a lei gli occhi? ... E poi, non è libera di fare ciò che vuole, non offendendo alcuno? Piuttosto, impari lei a viaggiare e non offenda i presenti con le sue bestem­mie! Se si permette di dire ancora una be­stemmia, chiamo la Polizia Ferroviaria! ... Vergogna! ... Bestemmiare, perché una Suo­ra prega! -

Quell'empio operaio non parlò più; com­prese di avere agito male.

 

LA NEGAZIONE

Qualche cosa di simile, se non della stes­sa portata, "avviene anche nelle famiglie, ove c'è qualche servo di Satana.

Coloro che sono legati ai cattivi piaceri, sogliono essere molto attaccati alla radio, per udire trasmissioni e canzonette indecenti; so­no smaniosi della televisione, per vedere balli e scene poco corrette; sono sempre pronti a prendere parte ai balli ed ai ritrovi; in tutto ciò che sa di mondano, sono com­petenti e non badano nè a tempo nè a de­naro. Ma in fatto di preghiera . . . sono la negazione!

Il fratello si arrabbia contro il fratello che prega; la sorella insulta la sorella, per­ché prega e frequenta la Chiesa. Si critica­no e si mettono in ridicolo coloro che al suono della campana lasciano la casa e van­no ad ascoltare la Messa.

Chi eccita nell'animo delle persone im­pure tanta avversione alla preghiera ed al­le cose sante? È proprio Satana, colui che ha tanta paura della preghiera.

Si domandi alle donne perdute, alle gio­vani libertine, agli uomini dissoluti: Quan­to tempo al giorno voi impiegate nella pre­ghiera? - Risponderanno: Che domanda sciocca! Chi ha tempo da perdere in que­ste ridicolaggini? -

Dunque, la ragione per cui chi è nel­l'impurità non lascia il male, è la mancanza di preghiera.

 

RIFLESSIONI

Il secondo mezzo per liberarsi dagli ar­tigli di Satana è la riflessione. Se i cattivi fanno il male, è perché non riflettono sul lacrimevole loro stato.

Dio è sole di misericordia, che riversa la sua luce sulle anime. Se all'azione illumi­nante del sole si pone un ostacolo, che le im­pedisce di estendere il suo raggio benefico, qualunque oggetto rimane nel buio; così la mancanza di riflessione è un grande ostaco­lo, che intercetta il divino raggio di luce. Chi si sottrae all'influsso dell'Eterna Luce, resta avvolto nelle tenebre spirituali e si at­tacca a ciò che seduce, al momentaneo pia­cere.

Conoscendo i frutti della riflessione, Satana impedisce che i suoi sudditi rientrino in se stessi, che meditino le verità eterne e che approfondiscano il grande perché del­la vita.

I cattivi riflettono, e molto seriamente, sul guadagno quotidiano e sulle spese, fanno bene i loro calcoli sugli affari che intrapren­dono, sanno trovare le sfumature per piace­re a questa o a quella persona, sono accorti e riflessivi per giungere là ove hanno mirato. Per la vita spirituale ... nessuna riflessio­ne ... e non si accorgono che agiscono così perché sono sotto l'influsso di Satana.

Gesù misericordioso, volendo salvare questi infelici, spesso presenta delle occasioni per farli riflettere.

Una giovane zelante, conoscendo la leg­gerezza di una signorina, le dice: Vuoi ac­quistare questo libretto religioso?

- Oh, non ho denaro! - invece per comprare romanzi cattivi e riviste indecenti trova sempre il denaro.

- Beh, se non puoi comprarlo, te lo re­galo.

- È inutile questo regalo, perché non ho tempo di leggere! - mentre ha il tem­po da sprecare in altre letture, da dedicare al cinema ed ai passatempi.

- Tu accettalo, tienilo in casa; forse avrai modo di leggerlo.

- Insomma, i libri dei Preti mi an­noiano!

- Ti assicuro che è bello, istruttivo, let­to con piacere da tante buone signorine!

- Ed allora, regàlalo a chi lo vuole leg­gere! -

Il libro buono è rifiutato.

Nessuna meraviglia. Quella signorina è sotto la potenza diabolica. Satana sa che se essa leggesse quel libro e lo meditasse, po­trebbe sfuggirgli per sempre; le toglie per­ciò l'occasione di riflettere.

La signorina non pensa che è stato Ge­sù a stendere la mano per farla rialzare dal fango. Ma se avrà la disgrazia di cadere nel­l'Inferno, allora rifletterà, ma inutilmente: Quel giorno rifiutai quel libro! ... A quella lettura era legata una catena di grazie e quindi eran legata la mia salvezza eterna! Oh, avessi riflettuto! . . . -

 

MA CHE MALINCONIE!

Si fa una gita di piacere; avviene uno scontro automobilistico e quasi tutti muo­iono.

La notizia del disastro giunge all'orec­chio di una giovane, la quale resta sbalordi­ta: Quasi tutti morti coloro che erano nella macchina di mio cugino! Ero stata invitata anch'io ad andare alla gita; avevo un altro impegno e non sono andata. Se mi fossi de­cisa ad andare, a quest'ora forse sarei cada­vere. E l'anima mia come si sarebbe trovata davanti a Dio? ... Ho la coscienza per nien­te serena! -

Intanto la giovane si siede pensierosa per riflettere. D'un colpo si alza: Ma che malinconie! Sono morti gli altri; basta che sia viva io! Via questi lugubri pensieri! - Si mette alla radio, ascolta delle canzo­nette, le accompagna con la sua voce e si distrae, sforzandosi di tenere lontano il ri­cordo di quel disastro.

Povera giovane! Avrebbe potuto riflet­tere sulla vanità della vita e sul dovere di stare preparati al passaggio all'eternità; ed invece ha lasciata inefficace un'occasione che Dio le ha offerta!

Satana, geloso di quest'anima, ha impe­dito che riflettesse seriamente. La giovane incosciente, dedita ai piaceri, non ha avver­tito l'insidia del suo eterno nemico.

 

IL DOLORE

Un mezzo provvidenziale, di cui si ser­ve Gesù per liberare le anime dal demonio impuro, è il dolore.

Quando si soffre, si ragiona diversamen­te di quando si gode. Gesù vede ritornare tra le sue braccia tante pecorelle smarrite, dopo averle toccate o con una malattia o con qualche disgrazia.

Ma Satana, per non perdere i suoi, quan­do li vede sotto il peso della tribolazione, li spinge a ribellarsi alla volontà di Dio, ad imprecare contro il destino o a troncarsi la vita. Quanti che vivono male, chiudono poi la vita con il suicidio.

 

I DEBOLI

Abbiamo considerato le arti che adope­ra il demonio per non lasciarsi sfuggire i cat­tivi.

Ci sono però nel mondo tanti che non sono cattivi, ma sono assai deboli nella virtù. Costoro, d'ordinario, appartengono al regno di Gesù, perchè vivono nella sua grazia. Qualche volta cadono nel peccato mortale e passano momentaneamente nel regno di Sa­tana; ma subito se ne liberano, ricorrendo al Sacramento della Confessione e rinnovando il proposito di vita migliore.

Se grande è il lavorio diabolico sui cat­tivi, maggiore è quello sui deboli, in quanto i primi sono già nella rete, mentre i secondi ne stanno fuori.

Satana comprende che il grave peccato non è facilmente commesso da chi suole stare nel regno di Gesù; per riuscire comincia con il poco, poi chiede di più, infine ottiene lo scopo; insensibilmente porta sull'orlo del precipizio e poi con una spinta fa precipitare nell'abisso del male.

 

PRESSO IL TEVERE

Negli anni della mia giovinezza, quando andai per la prima volta a Roma, volli spin­germi sino alla città di Ostia Tiberina, cioè sino al Lido Romano.

Ebbi il desiderio di vedere la foce del Tevere. Uscî dalla città e mi fermai sulle alture circostanti. Cominciai a meditare: In questo fiume furono gettati dagli imperato­ri romani molti Cristiani. Questa foce avrà visto passare tanti corpi di Martiri...

Mentre ero assorto in tali pensieri, dal­le erbe che mi stavano attorno snodò un lungo serpente. Fu un attimo; io presi la fu­ga verso la città ed il serpente verso il fiu­me. Io avevo paura del brutto rettile ed es­so aveva paura di me.

L'uomo suole avere paura del serpente e ne sente orrore, forse in conseguenza del­la maledizione che Dio gli diede nel para­diso terrestre; però anche il serpente ha pau­ra dell'uomo.

Ma il serpente infernale, il demonio, non ha paura di nessuno; teme solo la mano

punitrice di Dio. Egli perciò si avvicina a tutti per tentare; cattivi, buoni, Santi... tut­ti subiscono il suo influsso malefico.

 

DEBOLEZZA ESTREMA

Chi è debole, se non fa attenzione, po­trebbe facilmente cadere. Più aumenta la debolezza e più aumenta la probabilità della caduta.

La tattica del demonio è questa: inde­bolire sempre più i deboli, affinchè quando dà un forte assalto,- facilmente possano ca­dere. La forza viene all'anima mediante i Sacramenti, la preghiera, la meditazione e la pia lettura. Satana, quando prende di mira un'anima per rovinarla, la fa rallentare nella vita spirituale: meno Confessioni e meno Comunioni, poca preghiera e fatta con dis­sipazione, trascuratezza nella meditazione.

Intensifica poi le insidie: Questo atto, questo piacere, non è peccato; ciò che Dio ha fatto, è tutto bene . . . Perchè non fare ciò che quasi tutti fanno? ... Perchè vivere con tanti scrupoli? ... Questa mancanza è una piccolezza; basta un segno di Croce e tutto è cancellato! ... Fare il grave peccato, no; ma tu quando sarai in procinto di commet­terlo, dirai: No! Mi fermo qui! Non voglio cadere! Basta volerlo e tu non cadrai!... -

Man mano che l'anima cede alle insidie diaboliche, quasi insensibilmente si avvia al­l'abisso. Non resta poi a Satana che presen­tare un'occasione propizia, forte, attraente; se l'anima incauta si mette volontariamente in tale occasione, dato lo stato di debolezza, facilmente cade nella grave colpa. Chi ama il pericolo, cadrà in esso.

 

EVITARE IL PERICOLO

Attraversavo la piazza Stesicoro di Ca­tania, verso mezzogiorno; era un via vai di persone e di macchine. Mi accorsi che due operai guidati da un commesso portavano a braccio un grande specchio da armadio. Si facevano largo chiedendo permesso ed era­no sicuri di attraversare la piazza senza in­convenienti.

Mi venne spontaneo il pensare: Come si azzardano a portare questo specchio fra tanto movimento? -

Avevo fatto pochi passi e senti un col­po. Il magnifico specchio era andato in fran­tumi, proprio ai piedi della statua di Bellini.

Quante anime, più belle e più preziose di quello specchio vanno in rovina in que­sto tempo di paganesimo e d'immoralità!... Non riflettendo sulla loro debolezza, si met­tono nel pericolo e poi cadono miseramen­te! Satana ama le occasioni pericolose e con astuzia le presenta ai deboli. Ma sapessero almeno profittare della triste esperienza co­loro che sono rimasti vittima anche per una sola volta!

 

IL CANE INSEGNA

Nel periodo estivo mi ero stabilito per qualche tempo in montagna.

Un giorno m'intrattenni a colloquio con un muratore; nel frattempo il suo cane gli stava vicino. All'improvviso la bestia si die­de a precipitosa fuga, quantunque zoppi­casse.

- Cosa è avvenuto? - chiesi al mura­tore. Non c'è nessuno, c'è perfetto silenzio. Perchè il cane scappa?

- È bestia, ma ha buona memoria. Due mesi fa una macchina gli pestò un piede. D'allora in poi, appena sente il rumore di qualche motore, scappa. Difatti, se lei os­serva, si sente il rumore di un camion che viene su.

- Ma guarda, conclusi tra me, il cane è più giudizioso degli uomini! Certamente nessuna macchina più gli pesterà un piede o la coda! -

Quanti, uomini e donne, sono rimasti feriti mortalmente in certe occasioni perico­lose! Eppure non si sanno decidere a fug­gire il pericolo, anzi lo cercano, non riflet­tendo che la tattica per non cadere nella rete di Satana è la fuga delle occasioni.

 

ANIME BELLE

Nelle guerre sono prese d'assalto le for­tezze. Si combatte in tutto il fronte, ma le battaglie più aspre si svolgono là dove c'è maggiore resistenza.

Nel mondo, pur tanto cattivo, ci sono molte anime belle; il mondo non è degno di averle. Un giorno splenderanno nel firma­mento del Paradiso. Son queste schiere elèt­te che trattengono la mano della Divina Giu­stizia e che attirano tante grazie sull'uma­nità perversa. Costoro vivono abitualmente nella grazia di Dio; osservano la purezza verginale o matrimoniale sino all'eroismo; spesso o quasi giornalmente si accostano a Gesù Sacramentato; pregano per se e per gli altri; zelano la gloria di Dio con l'apo­stolato, o della preghiera, o dell'azione, o del sacrificio; pensano al corpo ed alle cose temporali tanto quanto è necessario, ma il loro pensiero dominante è la perfezione cri­stiana, la riparazione dei peccati e la salvezza dei peccatori. Anche queste anime hanno i loro difetti, effetto più di fragilità che di malizia, e si servono delle loro miserie per conservarsi nell'umiltà.

Satana guarda con occhio torvo chi ap­partiene al regno di Gesù; ma la sua rabbia infernale è rivolta di preferenza a chi, fa­cendo dell'apostolato ed offrendo dei sacri­fici a Dio, gli strappa le anime.

Più si è vicini a Dio, più s'intensifica l'opera diabolica.

Conviene che si sia a conoscenza delle astuzie del demonio, per non restarne im­pigliati. -

Prima di tutto non si abbia paura di Satana, convinti che l'opera sua è moderata dalla Divina Sapienza e che Dio non per­mette che l'assalto sia superiore alle forze di .chi è tentato. Inoltre si abbia la sicurezza che Dio, se sarà invocato, verrà subito in aiuto. L'anima è più forte di Satana, perché può pregare; pregando, ha con sè la forza divina.

 

I DIFETTI

Non riuscendo il demonio a far commet­tere il peccato mortale, presenta le occasioni affinché l'anima pia commetta peccati venia­li; quando riesce,. è un trionfo per lui, per­ché ogni colpa, anche piccola, è uno strappo alla gloria di Dio.

Certi difetti ed imperfezioni per lo più non sono peccati veniali, perché si commet­tono distrattamente e quindi manca la colpa morale; perciò le persone delicate di coscien­za non si allarmino.

Santa Teresina era delicatissima; avrebbe preferito qualunque sofferenza, pur di non dare a Gesù un dispiacere. Malgrado l'at­tenzione, cadeva in certi difetti. Per qualche tempo si affliggeva di ciò, ma poi non più, perché ascoltò una predica che la rasserenò. Scrisse infatti nella sua autobiografia: Quan­ta gioia mi ha dato il sapere che ci sono difetti che non recano dispiacere a Gesù! -

Chi vuole dare molto piacere a Gesù, vigili per evitare le colpe piccole volontarie.

 

OMISSIONE

Un'astuzia di Satana è anche questa: fare tralasciare qualche opera buona. Come ogni venialità è uno strappo alla gloria di Dio, così ogni opera buona, anche piccola, è un aumento della sua gloria. Per riuscire il ma­ligno dice all'anima: Questa preghiera ... questa buona parola ... questo sacrificio ... puoi farlo più tardi; c'è sempre tempo! -

Intanto passa di mente, cambiano le cir­costanze e quell'opera buona non si fa. È avvenuta l'omissione di un bene e Satana è soddisfatto.

 

MALE IMMAGINARIO

Parlavo di autosuggestione con un chi­rurgo e questi mi narrò un caso curioso: - Una signorina avvertiva dolore al fianco destro; era convinta di avere l'appen­dicite. La rassicurai, dicendole di non pen­sare ai disturbi, provenendo il dolore da altre cause. -

La giovane non la pensava come me; veniva all'ambulatorio e mi sollecitava a to­gliere l'appendice.

- Ma non posso operarla! Non ha nien­te! Lei si è fissata su questo male e sente il dolore!

- Non è così! - mi rispondeva. Mi deve operare! -

Fu tanto insistente, che dovetti dirle: Domani la opererò! -

L'indomani infatti venne ed io agii con prudenza. Dopo alcuni mesi la signorina m'incontrò e mi disse festante: Ha visto, dottore, che avevo ragione? Da che mi ha tolto l'appendice, il dolore è cessato com­pletamente!

- Eh, signorina, vuol sapere la verità? Lei l'appendice l'ha avuta sempre sana e l'ha ancora. Quel giorno le feci un piccolo taglio superficiale, ma non tagliai l'appen­dice. Feci questo soltanto per accontentar­la! - Non glielo avessi mai detto! Appena seppe che non avevo fatta l'operazione, ri­cominciò a sentire dolore.

La poveretta provava tali spasimi al fian­co destro, che fui costretto ad operarla dav­vero.

 

FISSAZIONE SPIRITUALE

La fissazione sui mali corporali, che si chiamano mali immaginari, esiste ed è un disastro per chi ne è affetto. Ma esiste anche la fissazione spirituale e questa suole essere la malattia di certe anime.

In cinquant'anni di vita sacerdotale ho potuto constatare che la fissazione spiritua­le si riscontra quasi esclusivamente nelle per­sone di coscienza delicatissima, tanto uomini quanto donne, ma di più in queste, perchè hanno il sistema nervoso più debole.

In questa malattia spirituale Satana gua­dagna molto, perchè riesce a far commettere un numero stragrande di omissioni di opere buone.

Come comincia la , fissazione spirituale? Un'anima delicata, fervente, vive nella gioia della pace di Gesù: Comunioni, preghiere, opere di apostolato; moltiplica ogni giorno il bene e dà gloria a Dio.

Non commette peccati mortali ed ordi­nariamente neppure veniali.

Nell'esame di coscienza, non trovando colpe positive, si ferma a sottilizzare sui pensieri, sui sentimenti e sulle inclinazioni al male. Si meraviglia di riscontrare in sè i latrati delle passioni, non riflettendo che neanche i più grandi Santi ne sono stati esenti.

Esagerando nell'esame di coscienza, s'in­debolisce il sistema nervoso cerebrale ed al­lora le cose si cominciano a vedere alterate: si vede il male dove non c'è, si sente il rimorso senza aver fatto il male e si moltipli­cano i dubbi; nella mente si forma un la­birinto.

L'anima resta oppressa dalla tristezza; la spada che la trafigge è questo pensiero: So­no in grazia di Dio? ... Se morissi ora, mi salverei?... -

In tale stato fa ancora il bene, ma senza slancio; comincia a tralasciare qualche volta, e poi sovente, la Santa Comunione. Per an­dare dietro alle sue fantasie, rallenta o tra­lascia certe opere di apostolato.

Satana canta vittoria!

Quella signorina si era fissata sull'ap­pendicite; certe anime si fissano o sulla fe­de o sul giudicare il prossimo o sulla be­stemmia o molto sovente sulla purezza. Cre­dono di fare continuamente peccati, e pec­cati gravi, mentre in realtà non ne commet­tono.

Nella loro mente c'è tale confusione, che solo esperti direttori di spirito riescono a comprenderle. Chi ha la fissazione spirituale, sappia:

1. - La memoria non può commettere il pec­cato.

2. - La fantasia e la viva immaginazione non costituiscono il peccato.

3. - L'intelligenza non può mai peccare.

4. - Il peccato si può commettere soltanto con la volontà. Quando un'anima, nel­la piena conoscenza di ciò che fa, da­vanti ad una colpa grave, dice: Questo è un male, è un male grave, perdo l'amicizia di Dio, andrò all'Inferno ... e con tutto ciò voglio deliberatamente

commetterlo! - in questo caso real­mente pecca. Ma finché non si arriva a tanto, manca la colpa mortale.

Si domandi alle anime scrupolose, fissate spiritualmente: Volete offendere apposta Id­dio? - Risponderanno: Giammai! - Dun­que, state tranquille che siete in grazia di Dio. - Ma nell'anima ci sono tanti dub­bi! - Disprezzateli. Con il dubbio voi non siete tenute a confessare le vostre fissazioni; con il dubbio potete comunicarvi ogni gior­no. Piuttosto, nutritevi meglio, riposate di più, non fate esami di coscienza... e cantate, a dispetto di Satana che ride alle vostre spalle. Non avete gravi colpe e già vi sentite tizzoni d'Inferno, mentre realmente siete tanto care a Gesù!

 

BOMBA RIGETTATA

Quando entrarono gli Alleati in Sicilia, nell'ultima guerra, mi trovavo a Modica, con un centinaio di Salesiani. Ci furono poche vittime ed un discreto numero di feriti.

Passando in quei giorni davanti all'ospe­dale civile, vidi un giovane militare; gli man­cava una mano e metà dell'avambraccio. Gli domandai: Cosa ti è capitato?

-- Mi sono trovato nella lotta contro gli Alleati. Avvistai tra gli alberi un neo­zelandese e pensai di lanciargli una bomba a mano. Prima del lancio, appena accesa la miccia, avrei dovuto aspettare parecchi se­condi; nel fervore della lotta non ci badai e subito feci il lancio. Il nemico ebbe il tempo di prendere da terra la bomba non ancora esplosa e la rilanciò contro di me; mi colpì alla mano ed ora sono mutilato.

- Cosa strana! Tu volevi colpire lui; invece lui colpi te, con la tua stessa bomba!

 

SAPER RISPONDERE

Tra Satana e l'anima timorata di Dio si svolge una guerra senza armistizio; gli assalti possono venire in qualunque luogo, di giorno e di notte. Il nemico infernale lancia la bomba o la freccia, nella speranza di uccidere o di ferire.

È necessario saper lottare spiritualmente, cioè conoscere come si possono ritorcere contro Satana i suoi stessi assalti: rispon­dere con la stessa arma.

Un'anima avverte una tentazione contro la carità. L'assale il ricordo di un'offesa ri­cevuta, con le umiliazioni subite. Il cuore si accende di sdegno; sorgono nella mente disegni di vendetta. Il demonio si ripro­mette che l'anima ceda alla tentazione con­tro la carità; ha lanciato la bomba.

Subito si risponda con la stessa arma: Compiere un generoso atto di carità. Si dica: Gesù, tu sei tanto misericordioso con me ed io voglio essere misericordioso verso chi mi ha offeso. Benedici quella persona; non imputarle a peccato il male che mi ha fatto. Domani mi comunicherò per essa. - Satana ha perduto il colpo; voleva ferire ed è ri­masto ferito.

Lo stesso si dica degli assalti contro le altre virtù.

Nell'assalto contro la purezza basta re­citare una giaculatoria e poi distrarsi subito, disprezzando l'assalto e non facendone caso.

 

LA FRONTE

L'anima nostra è in tutto il corpo, ma ha la sua sede principale nella mente. Sa­tana assale per lo più alla mente. Talvolta si avverte nella mente una specie di tem­pesta; si è presi da forte sfiducia, da abbat­timento morale, da strana tristezza, di cui non ci si sa dare ragione.

In questi casi è bene fare con fede un piccolo segno di Croce sulla fronte, dicen­do: Dalle insidie del diavolo liberami, o Si­gnore!

È anche efficace portare per qualche istan­te alla fronte il Crocifisso o la medaglietta della Vergine e fare qualche breve preghiera. Fatto questo, si suole avvertire un senso di serenità.

 

LOTTA FINALE

Se Satana assale con frequenza e forza nel corso della vita, è da immaginare con quanta veemenza si scagli nell'ora della morte! Egli sa che, avvenuta la morte, non può far più nulla e perciò lotta disperatamente. Il Sacerdote, consapevole che il demo­nio è presso il letto dei moribondi, prima di amministrare gli ultimi Sacramenti, asper­ge con l'Acqua Benedetta la camera e spe­cialmente l'infermo ed il letto.

Se si potesse vedere con gli occhi del corpo ciò che in modo invisibile avviene attorno agli agonizzanti!

Basta leggere la vita di certi Santi per comprendere quali sforzi faccia il demonio nell'ora estrema.

 

UNA VISITA

Ai primi di agosto, 1961, venne a vi­sitarmi la Madre Generale di un Ordine di Suore. Era sotto l'impressione di un fatto, avvenuto il 25 luglio, e volle raccontarlo a me per udire il mio parere.

Lo riporto come mi fu narrato.

- In questi giorni, Reverendo, sono terminati gli Esercizi Spirituali in una mia Comunità. Durante il corso degli Esercizi mori una Suora.

Questa era tanto buona. Era stata in clinica, ma vista la gravità del caso, io la feci riportare in Comunità. Meglio morire in casa propria.

L'inferma era rassegnata al volere di Dio. Pregava, soffriva e voleva soffrire an­cora di più.

Più di una volta l'ammalata disse alla Consorella che l'assisteva:

Se sapessi che cose belle ho visto que­st'oggi! Quanta luce abbagliante mi circon­da! -

Negli ultimi giorni fu.presa da spavento e gridava, guardando fissa: Com'è brutto! ... Cacciatelo! ... Va' via, Satana! -

Nelle ultime ore chiamai il Sacerdote per assisterla. Ero presente io e parecchie Suore.

Ad un tratto l'inferma rivolse lo sguar­do atterrito verso la porta, come se vedesse qualche cosa di spaventoso. La porta co­minciò ad agitarsi, senza che alcuno la toccasse. Credetti bene far ritirare le Suore e rimasi nella stanza io ed il Sacerdote. Il movimento strano della porta, verso cui sem­pre guardava l'inferma, mi spinse ad assicu­rarmi.

Non c'era corrente d'aria, perché erano chiuse tutte le finestre della stanza e del cor­ridoio. Sospettando di qualche cosa di non naturale, poggiai le mani fortemente ed a lun­go sulla porta, per impedire che si agitasse. Ma che! Il fenomeno continuava lo stes­so. Il Sacerdote intanto aspergeva con l'Ac­qua. Benedetta e pregava. Appena la Suora emise l'ultimo respiro, sull'istante la porta cessò di agitarsi.

- Lei, Reverendo, continuò la Superio­ra, che ne pensa?

- La spiegazione potrebbe essere que­sta: La morente era una buona Religiosa; l'ultima malattia l'aveva purificata e resa più cara a Dio. Satana indispettito, vedendola prossima a volare al Cielo, sfogò la sua rabbia facendosi vedere dalla morente in modo spa­ventoso; però si sarà fermato presso la porta ed, appena spirata l'anima, partì sconfitto. -

 

RENDERE VANE LE INSIDIE

Invito a riflettere sopra un punto di vita pratica.

Il demonio non sta mai in ozio; utilizza il suo tempo più e meglio che può per fare del male; tende insidie finissime, special­mente contro coloro che si dedicano all'apo­stolato; così si spiegano gli ostacoli e le in­comprensioni, di cui sogliono essere bersaglio coloro che zelano la gloria di Dio. Satana, non potendo impedire direttamente l'aposto­lato, mette il bastone tra le ruote ed intralcia la via per rallentare, per diminuire o per far omettere il bene.

Si raccomanda, specialmente quando si vuole attuare una santa iniziativa, di pre­gare molto, affinché Gesù renda vane le in­sidie di Satana.

Ci si rivolge anche, e con frequenza, al proprio Angelo Custode, che ha il compito di difendere l'anima dalle insidie del maligno.

 

IL RIFUGIO

Quando gli anni pesavano di meno, vo­lentieri facevo delle escursioni, specialmente sul vulcano siculo.

Un giorno d'estate ero giunto all'Osser­vatorio Vulcanologico; pensavo di riposarmi un poco e d'iniziare dopo la salita del cra­tere.

Improvvisamente si oscurò il cielo; il vulcano si era messo in discreta attività. E’ pericoloso trovarsi in simile circostanza, per­ché non può sapersi come potrebbe finire. Talvolta viene giù la cenere vulcanica, lan­ciata in grandi quantitativi; qualche volta avviene una pioggia di ghiaia e di pietruzze, che vengono giù da chilometri di altezza; può effettuarsi il lancio di lapilli, cioè la pioggia di grosse pietre infuocate. Visto il pericolo, fu mia premura trovare un riparo. Potei assistere alla pioggia della ghiaia.

Guai a trovarsi all'aperto, senza alcun rifugio, quando avvengono questi fenomeni vulcanici!

Nella nostra vita spirituale possono es­serci dei momenti critici e pericolosi; pare talvolta che sia giunta l'ora di Satana. Si moltiplicano gli assalti ed aumentano le ten­tazioni. È allora il caso di correre al rifugio. Si dica con fede: Gesù, mi metto nelle tue Sante Piaghe! Vergine Madre, coprimi col tuo manto! Angelo mio custode, assistimi!

Chi si rifugia in tal modo, ha poco da temere.

 

PARTE TERZA

CONCLUSIONI PRATICHE

GLI ABISSI

Sul fondo del mare, nella baia di San Fruttuoso (Genova), fu posta una grande statua di Gesù Redentore. Si volle così ren­dere omaggio al « Cristo degli Abissi ».

Nel quarto anniversario della posa, al­cuni gruppi di sportivi idearono un pellegri­naggio sott'acqua.

Prima ascoltarono la Messa a bordo di una nave e poi si tuffarono nell'acqua.

I nuotanti erano in divisa strana e sem­bravano uomini-rana.

Potevano nuotare serenamente e stare a lungo sott'acqua; taluni portavano corone di alloro ed altri specie di torce.

Giunti in fondo al mare, posarono le co­rone ai piedi della statua e rimasero un poco a pregare, contemplando il bel volto del « Cristo degli. Abissi ».

Delicato omaggio a Gesù, Re dell'eterna gloria!

Com'è chiamato abisso la profondità del mare, ove vanno a finire migliaia di riaù­fraghi, così è chiamato abisso il regno di Sa­tana, abisso d'iniquità, ove vanno a finire gl'infelici che si allontanano da Dio.

È necessario che Gesù regni in quest'a­bisso spirituale, cioè che il suo regno si estenda anche tra i figli delle tenebre.

Nessun battezzato può restare indifferen­te davanti al problema della salvezza dei peccatori.

 

GESU’ CROCIFISSO

Nella mia camera campeggia un bel Cro­cifisso, che ispira molta devozione. Più volte al giorno lo contemplo. Gesù noli parla, ma si fa sentire:

Quelle- Piaghe sanguinanti é quel santo volto così espressivo dicono a chi guarda: « Sono morto in Croce per le anime. Ma quante anime sono sotto Satana e si danne­ranno se non ci sarà chi sia disposto a salvarle!

« O voi, che mi amate, ravvivate la fede e fate vostro il mio desiderio! Salvate i pec­catori! Oh, se poteste comprendere la prezio­sità delle anime! Se fosse necessario, mi farei crocifiggere di nuovo pur di salvarne una sola! ».

Il pensiero della salvezza dei peccatori è per me Sacerdote un continuo martello nella mente; e se mi son deciso a scrivere questo libretto, è per effetto di tale pensiero assillante.

Quanti ragazzini e ragazzine ricevono il veleno dello scandalo!

Quanti giovanotti e signorine sono sot­to la servitù del demonio impuro! Quanti vivono nel peccato, nella massima indiffe­renza!

Ed intanto si muore! Ogni giorno, sen­za tregua, tanti passano all'eternità: o Pa­radiso, o Inferno! Si è preparati al gran passo? Conviene salvare i peccatori, almeno in fin di vita.

Quest'ultima parte si propone d'incorag­giare all'apostolato, mostrandone l'importan­za, l'urgenza e la maniera pratica.

 

VERI TESORI: LE ANIME

In quest'epoca di disorientamento mo­rale l'unica cosa preziosa nel mondo per moltissimi è il denaro.

Qualche artista, « diva del cinema », è contesa dagli impresari.

Una serata di qualche « stella del cine­ma », può assicurare un incasso sbalorditivo. L'artista accetta gl'inviti, ma non può ac­contentare tutti i registi e gl'impresari; però domanda come compenso dei milioni per ogni serata e le vengono dati senz'altro.

Una giovane artista che guadagna dei milioni in una sera! Quanti tesori può am­massare! Com'è preziosa la sua vita agli oc­chi del mondo!

Ma agli occhi della fede sono nulla i milioni; con la morte tutto si lascia e tutto passa; ciò che passa è nulla; ciò che rimane in eterno, sì che vale.

Un peccatore che si toglie a Satana, li­berandolo così dall'Inferno, questo s3 che è il vero tesoro per chi ha fede!

Cosa può paragonarsi alla preziosità di un'aníma? Nulla! È un Dio che la crea di­rettamente, formandola a sua immagine e somiglianza; è il Figlio di Dio, Gesù Cristo, che per redimerla sparge tutto il suo Sangue; è lo Spirito Santo che la vivifica, l'illumina e la fortifica; essa è destinata ed una feli­cità senza limiti, per dare gloria in eterno alla Divinità.

Gesù nella vita terrena cercava anime e continua a cercarle istante per istante, ap­plicando loro i meriti della sua Redenzione. Quando Gesù si manifesta a taluni, come si manifestava a Santa Caterina da Siena, a Santa Teresa d'Avila e ad altri, esprime sem­pre il suo vivo desiderio: Salvate anime!

Nelle apparizioni della Vergine a certe anime predilette, si rinnova la supplica: Sal­vate i peccatori! Liberate dal fuoco eterno i traviati! Pregate per le anime più bisognose della Divina Misericordia.

I Santi sono tutti presi da questo pen­siero: Salvarsi e salvare!

San Francesco Saverio smaniava per la brama di salvare i peccatori e per portare qualcuno a Dia non risparmiava fatiche e pene.

San Giovanni Bosco diceva ai suoi figli spirituali: Cercate anime e non danari, nè onori, ne dignità. - Quando parlava inti­mamente a qualcuno, diceva: Di anima co­me stai? ... Aiutami a salvare l'anima tua! ... Prega per me, a$inchè io salvi l'ani­ma mia! -

Se Iddio, per ipotesi, dicesse ai Beati del Cielo: Ciò che chiederete vi sarà conces­so! - molto probabilmente tutti chiedereb­bero di tornare in terra temporaneamente per salvare qualche peccatore. Se ne adduce la ragione: la volontà dei Beati è così aderente alla volontà di Dio, che non vogliono altro se non quello che Dio vuole. L'Eterno Padre, come dice Gesù, non vuole che pe­risca una sola anima (S. Matteo, XIII-14).

Il Figlio di Dio, per il suo compito di Reden­tore, va in cerca della pecorella smarrita. Anche i Beati vorrebbero salvare i peccatori, affinché aumenti la gloria di Dio. Il loro desi­derio è appagato in quanto, per mezzo della Comunione dei Santi, possono pregare per la salvezza delle anime; però non possono com­piere direttamente sulla terra il loro aposto­lato.

Questo privilegio, vera eccezione, fu con­cesso a Santa Caterina da Síena. Costei era morta; il suo cadavere da sei ore stava ada­giato sul letto; l'anima sua era in Cielo. Alla vista degli splendori celesti, disse a Gesù: O Sposo mio, quando ero sulla terra mi promettesti che avresti appagato ogni mio desiderio. Deh, permettimi che io ritorni sul­la terra per salvarti ancora anime! - Scrive il biografo, il Beato Raimondo da Capua: Ca­terina risuscitò e riprese la sua vita di apo­stolato; quando un peccatore ostinato resi­steva alla grazia di Dio, Caterina gli disse: Se tu sapessi ciò che ho lasciato per venirti a salvare! Ho lasciato il Paradiso per te. Con­vertiti, fratello! - Il peccatore si conver­tiva.

Quello che non possono fare i Beati del Cielo e che per privilegio fece Santa Caterina, possiamo farlo noi finché siamo sulla terra.

Perché non approfittare e non ringraziare Dio di tanta possibilità?

 

GUADAGNO ETERNO

Cosa ne guadagna chi avrà salvata anche un'anima sola?

Assicura la propria salvezza eterna. San­t'Agostino dice: Hai salvata un'anima? Hai predestinata la tua! -

Infatti il peccatore, salvato per coopera­zione altrui, giunto in Paradiso prega: O Dio, da' la gloria eterna a chi mi ha liberato da Satana! Avrei dovuto penare negli abissi in­fernali e maledirti in eterno ed invece ho conseguito l'eterno gaudio e posso lodarti per sempre. O Dio, giusto e misericordioso, non permettere che si danni chi ha salvato me! -

Più sono i peccatori salvati, più sono gl'intercessori in Cielo.

Quando giunge in Paradiso un'anima apo­stolica, che ne ha salvate altre, sarà al centro del loro gaudio; tutte le faranno corona.

 

SALVARE CON URGENZA

Vista l'importanza dell'apostolato, se ne consideri l'urgenza.

La morte può colpire il peccatore da un momento all'altro

Pochi giorni or sono dalla stesura di queste pagine, un signore era entrato in un salone per farsi radere. Era il sindaco di un paese della mia provincia. Il barbiere, men­tre radeva, senti il bisogno di richiamarlo: Signor sindaco, non dorma; è pericoloso dor­mire sotto l'azione del rasoio. -

Ma il sindaco non apriva gli occhi: era morto!

Quante morti improvvise! Quanti infor­tuni! Infelici coloro che non si trovano in grazia di Dio!

Attraversavo un sentiero di campagna ed incontrai un contadino. Non volli perdere l'occasione di dirgli una buona parola:

- Le raccomando di pensare che c'è Dio e faccia qualche preghiera al mattino e alla sera. Il Signore l'aiuterà nei bisogni.

- Eh, Padre, io credo che c'è Dio; e come prego! Da tempo avrei dovuto essere morto, eppure sono ancora in vita.

- Cosa le è capitato?

- Durante la guerra facevo il servizio militare in una zona pericolosa. Io ed altri tre compagni fummo presi dai nemici. Avremmo dovuto essere condotti in prigio­nia; invece, chi sa per quale rappresaglia, fu dato ordine di fucilarci. Lei pensi al mio do­lore ed anche allo spavento! Alcuni armati ci condussero ai pali.

- Che sentimenti si hanno in quel mo­mento?

- Piangevamo come bambini, chiaman­do mamma e babbo ... ! Poi ci abbracciam­mo tutti e quattro e fummo legati al palo. Mi raccomandai a Dio, che mi aiutasse. Mentre i nemici si disponevano a fucilarci, apparve in alto un apparecchio italiano, che subito

cominciò a mitragliare. I nemici scapparono e noi restammo legati al palo; poi vennero alcuni soldati e ci liberarono. Chi mi salvò in quel momento? Fu Dio, che io pregavo piangendo! Se l'aereo avesse ritardato a ve­nirci in aiuto, io e gli altri tre saremmo morti sotto la mitraglia! -

Fin qui il contadino.

Riflettiamo: Un po' di ritardo ... ed ogni aiuto sarebbe stato inutile!

Così per la salvezza dei peccatori! Poiché la morte può colpire all'improvviso chi è in peccato, è necessario andare in aiuto con urgenza. Il ritardare l'apostolato a vantaggio di certe anime bisognose, potrebbe essere fatale, perché potrebbe mancare il tempo di salvarle.

 

LA PREGHIERA

Il primo mezzo dell'apostolato è la pre­ghiera.

La preghiera è utile a chi la fa ed a coloro per i quali si fa. Nessuna orazione, per piccola che sia, perde il suo frutto.

Quando si prega per un peccatore in particolare o per tutti in generale, si otten­gono questi frutti:

1) Per lo più avviene la conversione, se non subito, almeno in punto di morte.

2) Se eventualmente non avvenisse la conversione, si otterrebbe que­st'altro frutto: viene riparata la Divina Giu­stizia del male operato dal peccatore im­penitente.

3) Gesù, ché ha versato il Sangue per i peccatori, viene consolato nelle ama­rezze che gli cagionano gli ostinati nel male.

Tutte le preghiere sono buone, purché fatte con fede, con amore e con perseve­ranza. Ma suole avere un'efficacia particolare la preghiera a Gesù Crocifisso. L'Eterno Pa­dre, pregato per i peccatori, quando gli si presentano le Piaghe del suo Divin Figlio, facilmente usa misericordia.

I fedeli ne hanno fatta la consolante esperienza e per questo sono numerosissimi coloro che recitano le preghiere in onore del­le Sante Piaghe. La preghiera più semplice è la recita di cinque Pater Noster quotidiani.

 

PIAGHE E NOMI

Ho visto un Crocifisso con la Croce di legno; era il tesoro di una madre di famiglia. Sul legno, vicino alle Piaghe, erano scritti dei nomi.

- Signora, e questi nomi?

- Sono dei miei figli. Ad ogni Piaga ne ho affidato uno. Essendo i figli più di cinque, in qualche Piaga ne ho messo due. Nella Piaga del Costato ho messo un figlio traviato. Quanti baci do ogni giorno a queste Piaghe e quanto prego! Ho fiducia che Gesù Crocifisso darà la salvezza dell'anima a tutti i miei figli. Assieme viviamo sulla terra, assieme dovremo essere in Cielo!

Dalla corrispondenza epistolare mi risul­ta che più di una madre agisce in tal modo.

 

BACIO AL CROCIFISSO

Nella sacra storia si racconta un fatto, che ha lasciato in me un'ottima impressione. Credo bene riportarlo.

Un'anima, che godeva delle confidenze di Gesù, aveva l'abitudine di baciare le San­te Piaghe parecchie volte al giorno, pregan­do per i più bisognosi della Divina Miseri­cordia.

Un giorno domandò a Gesù: Quando bacio le tue Piaghe, o amato Signore, cosa avviene nelle anime? Ti prego risponder­mi con una scena, che mi resti fortemente impressa, affinché io sia sempre più invo­gliata a baciare le tue ferite. -

Gesù si degnò risponderle: Guarda! - Apparve allora Gesù Crocifisso, come di­steso sopra un letto; il suo Corpo era san­guinante e ricoperto di lividure, le labbra erano arse dalla sete, gli occhi erano semi­spenti, quasi fosse prossimo a morire. At­torno a Gesù stavano miriadi di persone, ricoperte di ferite e di piaghe ributtanti; sembravano prossime a morire.

Davanti a tale scena, quell'anima baciò con devozione le Divine Piaghe. Subito Ge­sù atteggiò le labbra al sorriso, gli occhi si aprirono dolcemente e cominciò a risolle­varsi. Intanto dalle Piaghe uscivano dei raggi luminosi che si dirigevano verso quelle schiere di sofferenti.

Al contatto di quella luce, si risanavano le piaghe di quelle persone e ritornava il sorriso e la vita.

Gesù allora disse: Quando si baciano le mie Piaghe, in quel momento dimentico le sofferenze che mi procurano i cattivi e tut­te le anime ne avvantaggiano, chi più chi no. -

Quanta gloria potrebbe darsi a Dio, se ogni fedele baciasse le Sante Piaghe almeno una volta al giorno, implorando misericordia per coloro che sono sotto il dominio di Sa­tana!

 

IL SANTO SACRIFICIO

L'atto più eccellente che compie il Sacer­dote è la celebrazione della Messa. Durante il Santo Sacrificio Dio è largo dei suoi doni.

Lo scrivente, che per divina bontà è Sacerdote, consapevole della preziosità della Messa, approfitta tutti i giorni di questo te­soro per sé e per gli altri.

All'Offertorio, quando sollevo il calice per presentarlo all'Eterno Padre, dico men­talmente: O Dio, metto in questo calice tutti quelli che sono nel regno di Satana. Pietà di loro! -

Così al tempo della Consacrazione, sol­levando il calice, dico:

Scenda, Gesù, il tuo Sangue su coloro che appartengono al demonio! -

I fedeli non possono celebrare la Messa, ma vi possono assistere. Potrebbero compie­re un grande apostolato, dicendo all'inizio della Messa: O Signore, metto sul Santo Altare le anime che sono nel regno di Sa­tana, per riparare i loro peccati e per ot­tenere la loro conversione! -

È cosa degna di lode il fare celebrare, di tanto in tanto, qualche Messa a tale scopo, anche con la cooperazione di parecchi. In tal modo s'indebolisce il regno di Satana e si rafforza sempre più il regno di Gesù Cristo. Si chiude l'argomento della preghiera esortando alla recita di una breve invocazio­ne, pubblicata in un periodico cattolico: « Gesù, Maria, metto nei vostri Sacri Cuori

le anime che sono sotto la schiavitù del demonio. Salvatele! ».

 

AZIONE

Al primo mezzo dell'apostolato, ch'è la preghiera, deve unirsi il secondo: l'azione, cioè il lavorare per portare anime a Dio.

Quest'apostolato può compiersi in molti modi, perché ognuno ha le proprie iniziative di bene. Forse, tu che leggi, sei rientrato nel regno di Gesù per opera di qualche ani­ma apostolica, la quale con l'esempio e con la parola è stata la tua salvezza. Salva anche tu gli altri bisognosi! Forse tu hai rapito del­le anime a Gesù e le hai date a Satana o con il cattivo esempio o con i consigli poco buo­ni. Sei in dovere di compiere un più denso apostolato, per riparare il male fatto.

 

LA BUONA STAMPA

L'apostolato più efficace che oggi possa compiersi è la diffusione della buona stampa. Manca l'istruzione religiosa; l'ignoranza del­le verità dalla Fede e della morale cattolica ingrossa le file del regno di Satana.

Per chi non va al catechismo e non ascol­ta prediche, un gran mezzo di salvezza è la lettura del buon libro, convincente e for­mativo.

Non tutti comprendono questa verità; ci sono però di quelli che diffondono, e non con poco sacrificio, la buona stampa, facendo anche economia nelle spese, per ave­re modo di regalare dei libri.

Potrei citare tante conversioni, opera­tesi attraverso la santa lettura.

 

ABBASSO I PRETI

L'anno scorso fu ricoverato nell'ospedale Santa Marta di Catania un signore, ch'era miscredente. Dall'ospedale presto o tardi sa­rebbe uscito morto; il male, da cui era stato colpito, era inesorabile.

Le Suore non sapevano cosa fare per convertirlo; non osavano dirgli nulla, per non irritarlo di più.

Dio permise, che andasse a fare visita in quell'ospedale una giovane propagandista di buona stampa. Informata del caso, trovò la maniera d'introdursi.

- Lei, signore, da molto tempo è in quest'ospedale?

- Da una quindicina di giorni.

- E non si annoia a stare così a far niente? Perché non legge qualche cosa?

- Cosa potrei leggere? Mi annoia tutto! - Se le portassi un libretto, semplice e bello, lo leggerebbe? L'assicuro che non si stancherà a leggerlo.

- Che titolo ha? - Abbasso i Preti!

- Abbasso i Preti? ... Me lo porti; lo voglio leggere! -

Mi disse poi la propagandista: Gli por­tai subito il libretto. Credeva quel massone di trovare chi sa che cosa contro i Preti e trovò tutt'altro. Finita la lettura, era già convinto di tante cose. Domandò la visita di un Prete, fece l'abiura della massoneria, ricevette i Sacramenti e dopo qualche tem­po mori da buon Cristiano.

Quella giovane per mezzo di un libro tol­se un'anima a Satana e la consegnò a Dio.

 

DOPO DODICI ANNI

Ero andato a San Giovanni Rotondo a trovare Padre Pio. Nell'albergo ove posai, ebbi un colloquio con una propagandista del luogo, la quale mi raccontò: Avevo dato a leggere ad un'amica il libretto “L'anima onesta al confessionale”. Passato qualche tempo, glielo richiesi. Mi rispose: Per quanto abbia cercato, non mi è stato possibile tro­-iare in casa il libretto. -

Dopo non molto mori improvvisamente il marito di quest'amica.

Il suo dolore fu grande per il lutto, ma fu maggiore perché il marito da dodici anni non si accostava alla Confessione ed alla Comunione.

Presa d'angoscia, si rivolse al Parroco: Non trovo pace! Mio marito è morto al­l'improvviso; da tanti anni non si confes­sava. Temo che sia all'Inferno!

- Signora, rispose il Parroco, stia serena; quattro giorni prima di morire suo marito venne da me, si confessò e ricevette la Comunione.

- Possibile? Eppure lui non mi disse nulla! Ma come si sarà deciso a confessarsi, mentre era così restio? -

Consolata, la signora ritornò a casa. Inav­vertitamente, tirando il cassetto del comodino presso il letto del defunto marito, trovò il libretto « L'anima onesta al confessionale ». Comprese tutto: - Provvidenza di Dio! Mio marito vide questo libretto, lo lesse, lo me­ditò e poi andò a confessarsi! - Concludeva la propagandista: Io rimasi lieta di aver cooperato alla salvezza di quel peccatore. –

 

GIA’ SULLA BUONA STRADA

Ricevetti una lettera da una pia donna: La prego spedire alcuni libretti religiosi al tale indirizzo ... È un medico; non voglio dargli a mano della stampa buona, temendo che la rifiuti. -

Essendo l'apostolato-stampa il mio cam­po di lavoro, subito esegui la spedizione.

In seguito, viaggiando, incontrai la ze­lante signorina, che mi disse: Volli assicu­rarmi se quel medico avesse letto i libretti fattigli pervenire per posta e domandai alla sua signora: Suo marito ha ricevuto un pac­chettino di libretti religiosi?

- Sì, l'ha ricevuto.

- Ne ha letto qualcuno?

- Non saprei. Però ho constatato che, mentre prima non andava in Chiesa e non si accostava ai Sacramenti, dopo d'allora co­minciò ad andare in Chiesa ed anche si è confessato e comunicato. -

Questi episodi personali, che ho ripor­tato fedelmente, dimostrano lo zelo di certe anime ed i grandi frutti dell'apostolato­stampa.

 

FRUTTO DI UNA FRASE

Un Sacerdote di santa vita, che speriamo poter vedere sugli Altari, Don Orione, era andato a predicare in un paesetto. Finita la predica, andò alla distante stazione ferroviaria per far ritorno. Il treno era partito. Ras­segnato al volere di Dio, vedendo in ogni evento i disegni della Provvidenza, lentamen­te rifece la strada, attraversando la campagna.

Giunto presso un torrente, al chiarore della luna scorse sul parapetto del ponticello un uomo. Non ebbe paura, però si fermò

a qualche passo, quando quell'uomo con voce cupa e scandendo le parole disse: Ancorché tu abbia messo il veleno nel piatto di tua madre, Dio ti perdona! -

Don Orione aveva detta questa frase nella predica; quell'uomo l'aveva udita e la ripeteva ora in modo tragico.

- Chi è lei? - domandò Don Orione. - Sono quel tale che ha messo il vele­no nel piatto di sua madre e così è morta! ... Da quel giorno il rimorso mi divora! Il mio delitto non merita perdono! ... Questa sera lei ha detto che Dio perdona! ... Finita la predica, sono venuto qui, lontano da tutti, indegno di. avvicinare persona! -

Don Orione gli apri il cuore alla fiducia, lo abbracciò e poi, lì presso il torrente ne ascoltò la Confessione- e lo assolse.

Una frase di una predica tolse a Satana una grossa preda e la pose nelle mani di Gesù.

 

UTILIZZARE LA PREDICAZIONE

Dovendo suggerire norme per l'aposto­lato, suggerisco anche questa: invitare alle prediche coloro che ne hanno maggiore bi­sogno.

Rivolgendo inviti, potrebbero aversi dei rifiuti e forse delle umiliazioni; non impor­ta; ancorché l'invito sia accolto da una so­la anima, converrà tentare ugualmente.

In occasione di Esercizi Spirituali, di brevi corsi di predicazione, di tridui e di ritiri mensili, si lavori per condurvi persone, specialmente la gioventù di ambo i sessi. Quanti potrebbero spezzare le catene di Sa­tana!

A proposito di predicazione, quando si svolge in città o in una borgata una Missio­ne o un corso di Esercizi Spirituali, è santo apostolato offrire a Dio preghiere, sacrifici

e fare celebrare qualche Messa, affinché il frutto della predicazione sia abbondante e duraturo.

 

CURARE L'INFANZIA

Trovandomi nella via principale della mia città, passò vicino a me un ragazzetto; mi guardò con disprezzo, pronunziò una bestem­mia e poi soggiunse: Io non voglio credere a Dio! -

Non reagî, però mi afflissi molto, pensan­do: Così piccolo e di già appartiene a Sa­tana! Se nessuno ne avrà cura, che fine farà questo ragazzetto? -

Poichè molti genitori sono trascurati nel­l'educazione religiosa dei figli, è fiore di apo­stolato interessarsi affinchè frequentino il Catechismo i fanciulli e le fanciulle della pa­rentela e del vicinato.

Nei cuori dei piccoli che regni sempre Gesù e non si permetta che vi entri il de­monio.

 

ANCORA UN ISTANTE E POI.

Nei tempi moderni negl'Istituti d'Edu­cazione si danno le rappresentazioni cine-_ matografiche; si scelgono i films più morali e, se occorre, si fanno i dovuti tagli. Prima erano curate le rappresentazioni teatrali. Molti anni or sono, accudendo ai giova­ni, avevo preparato un dramma missionario « Raggio di sole ». Occorreva in una scena la rivoltella. Mi rivolsi ad un amico, dicen­dogli espressamente: Prima di portare l'ar­ma, assicurati che sia scarica. -

Poco prima che si aprisse il sipario, fu portata la rivoltella e consegnata all'attore. Nell'intermezzo del teatro mi accorsi che un giovane si divertiva a sparare sul petto di un altro; il grilletto scattava a salve. Fu mia premura ritirare l'arma e soggiunsi: An­che quando si sa che un'arma da fuoco è sca­rica, non si deve puntare mai sugli altri! - Mi agghiacciò il sangue quando, osser­vando bene il tamburo della rivoltella, vi scorsi una palla! Ancora un colpo a salve e poi sarebbe uscito il proiettile.

Ringraziai Dio e la Madonna dello scam­pato pericolo.

Il padrone dell'arma si scusò dicendo: È stata una svista; non ho colpa. -

Se io avessi ritardato ancora qualche mi­nuto a richiamare quel giovane, sarebbe av­venuto un omicidio, con le tristi conseguen­ze della procedura penale.

Quanto male può evitare una parola, detta in tempo opportuno!

$ apostolato eccellente il saper dire una buona parola o il dare un buon consiglio, quando qualcuno ne avesse bisogno.

Quante ragazze non andrebbero in bocca al lupo, se loro si dicesse una buona parola, prudente e persuasiva! Quanti giovani si ri­tirerebbero dal male, se una voce amica mo­strasse loro le funeste conseguenze del li­bertinaggio!

Impedire che qualcuno pecchi, è più che liberare un petto umano da una palla di rivoltella.

 

SACRIFICIO

Il terzo mezzo dell'apostolato è il sa­crificio.

L'offerta a Dio delle proprie sofferenze, in unione ai dolori di Gesù e della Madonna, è uno dei più grandi segreti per portare i peccatori alla salvezza.

Fortunati coloro che, illuminati e mossi dallo Spirito Santo, si offrono al Signore come vittima per i peccatori! Tutta la loro vita è una pesca continua di anime, perché Gesù utilizza tutto a vantaggio di quegl'in­felici che sono nel regno di Satana.

Si racconta che un'anima si era offerta vittima a Dio in questi termini:

« Gesù mio, mi offro a te! Fa' di me quello che vuoi. Intendo con quest'offerta riparare la gloria che ti rapiscono i cattivi e consolare il tuo Cuore; intendo inoltre ot­tenere la grazia della buona morte a quelli che vivono in peccato. Ti raccomando spe­cialmente i peccatori moribondi dei singoli giorni. Se qualche peccatore rigettasse la tua grazia nell'ora della morte, ricordati di me!

Manda a me qualche sofferenza, affinché chi è ostinato nel male muoia nella tua grazia ». Gesù gradi molto tale offerta, special­mente perché diretta alla buona morte dei peccatori, i quali gli stanno tanto a cuore. Avvenne che una notte quest'anima vit­tima ebbe a soffrire; non poteva riposare come al solito e la mattina si levò stanca. Nella preghiera chiese a Gesù quale frutto avesse recato quella notte agitata. Poiché Gesù di tanto in tanto si manifestava a tale anima, rispose:

Questa notte stavano per morire due grandi peccatori; non volevano convertirsi, malgrado le premure dei parenti. Ho appli­cato a loro il frutto della tua sofferenza not­turna e si sono convertiti; difatti hanno ri­cevuto i Sacramenti con grande edificazione dei presenti e sono morti nella mia amicizia. Un giorno ti farò conoscere chi sono coloro che tu hai salvato. -

Questo episodio, degno di essere medi­tato, manifesta quanto Gesù gradisca l'of­ferta di vittima e come utilizzi le sofferenze, specialmente a bene dei peccatori moribondi

della giornata. Che aumenti il numero delle anime generose, le quali si offrono a Dio per l'abbattimento del regno di Satana.

 

FELICITA’

Un giovane vide un grazioso fanciullo e gli chiese:

- Chi sei?

- Non occorre dirti il mio nome; tu già lo conosci. L'ho scritto tre volte. La pri­ma volta l'ho scritto a lettere d'oro sulla culla di Betlem; la seconda a lettere di sangue sulla Croce; la terza volta l'ho scritto a let­tere d'amore sulla porta dei Tabernacoli. - Ed ora Gesù, cosa vuoi da me?

- Dammi il tuo cuore! In cambio ti darò il mio. Appena qualcuno mi dà il suo cuore, io metto il mio al posto di quello che mi ha dato e da quel momento egli vive della mia vita. -

Il giovane, che era San'Antonio di Pa­dova, rispose: Sì, o Gesù, io ti dono il mio cuore! -

Da quel momento cominciarono per il Santo le grazie meravigliose e le carezze di Gesù.

Sant'Antonio, amando Gesù, ebbe la fe­licità in terra e la felicità in Cielo.

Chi appartiene al regno di Gesù e lo serve con fedeltà e generosità, sarà felice in questa e nell'altra vita.

 

APPENDICE

(La seguente preghiera ha lo scopo di dare a Dio la gloria che gli negano i pecca­tori, di consolare il Cuore di Gesù e di otte­nere la misericordia a chi vive nel peccato).

 

PREGHIERA

O Dio, che ci hai creati per amarti e lodarti in eterno, degnati ascoltare la pre­ghiera, che di cuore ti rivolgo per coloro ché al presente sono sotto la schiavitù del de­monio.

Eterno Padre, ti offro la gloria che Ge­sù ti ha dato con la sua Incarnazione, per riparare la gloria che ti negano quelli che sono nel regno di Satana. Gloria Patri.

 

Eterno Padre, ti offro le lodi della Ma­donna e di tutta la Corte Celeste, per supplire alle lodi che non ti danno i poveri traviati. Gloria Patri.

 

Eterno Padre, ti offro tutte le Messe e le opere buone che si fanno nel mondo, per riparare il male che fanno i seguaci di Sa­tana. Gloria Patri.

 

Gesù, Figlio di Dio, che ci hai redenti con il tuo Sangue, pietà di coloro che non stanno nel tuo regno. Gloria Patri.

 

Gesù, Vittima Divina, salva i peccatori, almeno nell'ultima ora, come il buon ladro­ne. Gloria Patri.

 

Gesù, che hai agonizzato sulla Croce, pietà dei traviati, che oggi sono prossimi a morire. Gloria Patri.

 

Divino Spirito, illumina i figli delle te­nebre, affinché si distacchino dal male. Gloria Patri.

 

Divino Spirito, dà ai peccatori la forza di spezzare le catene, che li legano a Sata­na. Gloria Patri.

 

Divino Spirito, accendi di santo ardore i cuori dei cattivi, affinché detestino i pia­ceri illeciti. Gloria Patri.

 

Dallo spirito di fornicazione libera, o Si­gnore, i cuori impuri. Gloria Patri.

 

Dalla tua collera libera, o Signore, i pec­catori più ostinati: Gloria Patri.

 

Dalla cattiva morte libera, o Signore, i seguaci di Satana. Gloria Patri.

 

Dalla morte eterna libera, o Signore, gli operatori di iniquità. Gloria Patri.

 

Dalle pene dell'Inferno libera, o Signore, coloro che danno scandalo e resistono alla tua grazia. Gloria Patri.

 

INVOCAZIONE

Gesù, che con la tua onnipotenza dice­sti: Satana, ritirati e si adori il solo Dio! - per i meriti di tale vittoria, concedimi la gra­zia che io non sia mai preda delle sue diaboliche suggestioni e metti sempre nei miei pensieri di volere piuttosto la morte che ade­rire ai suggerimenti del maligno infernale.

Signore Gesù, per il tuo SS. Nome aiutami a trionfare delle mie passioni, che sono e danno motivo a Satana di tormentarmi.

Io, fiduciosa nel tuo aiuto e in quello della Madre tua Divina, trionferò di sicuro e sarò salvo in eterno.