GESU’ AL CUORE DELLE MAMME

don Dolindo Ruotolo - Casa Mariana Editrice

PRESENTAZIONE

Consapevole che la salvezza delle fa­miglie dipende oggi, come sempre, prin­cipalmente dalle mamme, l'Autore, in questo terzo volume della piccola collana di spiritualità, rivolge al cuore delle mamme l'appello accorato del Signore, col solito stile sobrio, avvincente, col so­lito ragionamento, serrato di logica divi­na ed umana.

Lette in spirito di umiltà e di fede, que­ste parole penetrano nel cuore con la dol­cezza di una luce che ristora, con la for­za di una lama affilata, che toglie quanto va tolto di egoismo e di capriccio dal cuore di una donna, perché sia degno del­la sua altissima missione d'amore.

La madre è il perno da cui dipende l'e­quilibrio di una famiglia e, dalla famiglia, cellula della società, l'equilibrio del mondo. Il mondo di oggi, tanto squinter­nato, tanto pazzo e tanto deplorevole in campo morale, per una strana legge di contrasti - che è permessa peraltro dalla Divina Provvidenza - è esigente nella sua pretesa di perfezione. Più è squinternato, più esso esige la purezza degli angeli e getta rabbiosamente a terra chi vorrebbe vedere in alto: i genitori, i sacerdoti, l'autorità, comunque intesi.

Li getta a terra perché non li vede - troppo spesso, ahimé! - nel loro posto di perfezione!

Solo che qualcuno si levi a contestare la stolta follia di molti e la mediocre esi­genza dei più (la santità è autentica con­testazione), ecco che sulla follia aleggia una nostalgia di sano equilibrio, sulla me­diocrità, un entusiasmo mai sentito di san­to ideale.

Si levi dunque la mamma a contestare nel bene la società che oggi l'ha buttata giù dal suo piedistallo, perché l'ha vista esitante nel suo cammino. sfiduciata nel­la sua missione; l'ha vista diventare una povera donna, ignara della sua grande vocazione d'amore, intristita e chiusa in un egoismo che l'ha resa infelice.

Per lei, l'Autore ha interrogato il Cuo­re di Dio e ne ha tratto i motivi di una rin­novata promessa di aiuto. Da queste pa­gine, luminose ed ispirate, rifulge chiara e santa la sofferta missione della sposa e della madre.

Che tante care anime ne sappiano trarre l'insegnamento necessario: che ciascuna vi legga il suo personale mes­saggio.

Lo legga in umiltà; lo accetti con ge­neroso coraggio; vi rimanga fedele e si faccia santa così, sulla via che ha deside­rato percorrere, nel suo cammino verso il Cielo.

Il venerato autore, Don Dolindo Ruoto­lo, morto in concetto di santità a Napoli il 19 Novembre 1970 all'età di 88 anni, nel momento in cui veniva pubblicato questo suo volumetto, non mancherà dal Cielo di continuare la sua missione e di avvalo­rarla con la sua intercessione a favore e conforto di quanti ne seguiranno i consi­gli e gli insegnamenti qui raccolti.

Napoli, 8 Dicembre 1970 Festa dell'Immacolata Madre Maria Santissima.

Nina Scotti di Uccio e le Figlie spirituali di Padre Dolindo

 

A te che vai sposa

Gesù all'anima:

Tu, figlia mia, fondi oggi la tua nuova famiglia e la fondi con un Sa­cramento, nel nome della Santissima Trinità, nel nome e con la benedizione mia e di Maria Santissima. Ricorda quel che fece Dio al principio del mondo. Egli creò l'uomo ad immagine e somiglianza sua e poi dall'uomo creò la donna, come aiuto, unendoli: due in una sola vita. Anche oggi è l'uomo che sceglie la donna, come ca­vandola dal suo costato, dal suo cuore, e sono due in una sola vita per la gra­zia sacramentale. Tu ed il tuo sposo, col Sacramento, mettete la base alla più perfetta unione posta da Dio e dovete mantenere quest'armonia mirabile: uniti per la Fede e la pratica della Fe­de. Uniti nei pensieri e nelle aspira­zioni: due in uno, nell'amore sopran­naturale e nel connubio. Sarebbe ed è, purtroppo, un assurdo un uomo senza fede unito con una donna religiosa o viceversa; un uomo vizioso ed una donna santa o vicever­sa. Come possono essere due in uno? Non si sposano le corde in un unico suono armonico? Sì, una è più grande, una più picco­la, ma debbono essere accordate per non essere una stonatura urtante. E co­me si accordano? Un suono più basso si eleva, uno più elevato si abbassa: è una cessione scambievole, dalla quale nasce l'ar­monia. E voi, col cedere qualche cosa dei vostri pensieri e della vostra vo­lontà, sarete una sola armonia. Non litigate, non vogliate avere pre­dominio, armonizzatevi nell'amore, nel rispetto scambievole, nel compati­mento, nella dolcezza, nella condi­scendenza e nella pace. E se accades­se un dissenso, toglietelo subito con un atto di umiltà e di dolcezza, ricor­dando le Parole Divine: Il sole non tramonti sulla vostra ira (Ef 4,26). Fonte di pace e di armonia sono lo Sacramentato; perciò comunicati spes­so insieme al tuo sposo, senza rispetto umano e recita ogni giorno con lui il Rosario. Pensate tutti e due ai figli che avre­te e che dovrete educare nel Divino Amore; nel vostro stesso interesse, perciò, togliete dalla casa ogni figura sconcia ed adornatela di me Crocifisso e di Maria Santissima. Ogni figura impura alle pareti o al televisore vi attira una dissonanza di peccato. Ogni parola turpe vi degrada. Vinci le difficoltà della tua vita con la mansuetudine e la preghiera.

 

O buona mamma, niente irruenze...  O buona mamma, niente irruenze... Quando hai bisogno di usare della tua energia, o buona mamma, devi condir­la con la bontà e con la preghiera, per­ché l'irruenza è come uno scoppio che produce rovine e dissidi, mentre la bontà e la preghiera sono come la for­za ordinata di una macchina, che pro­duce, raffina, ordina e ricama. Quanti tesori di Amore Divino puoi raccogliere ogni giorno con la tua pre­ghiera e col tuo sacrificio umile e pa­ziente! Si può raccogliere il grano bruciandone lo stelo? No, perché la fiamma invece con­sumerebbe anche la spiga. Si taglia, invece, con la falce e la spiga rimane intatta.

 

In automobile o a piedi? Non confidare un po' in me e molto negli uomini! Se ti affidi all'automobile per esse­re trasportata, ma vuoi tenere un piede nell'auto e uno a terra, allora o l'auto­mobile fugge e tu rimani travolta o si adatta a te e tu cammini a passo d'uo­mo, pur avendo a tua disposizione l'automobile... Tante volte credi di avere fede e ti lamenti di non avere grazie, ma guar­da quante volte invece di confidare in me tu confidi principalmente negli aiuti e nelle forze umane!

 

Donna, vuoi vincere? Sii calma e mansueta, perché la pa­ce vale più del mobile elegante di una casa sfarzosa. Sono più belli i volti sorridenti nella pace che le pareti ara­bescate di fiori senza profumo. La tua vittoria non sta nel prevalere, ma nel cedere rimanendo tranquilla. L'essere padrona non sta nel coman­dare, ma nel condiscendere. Il tuo giudizio non vale quando lo imponi, ma quando lo cedi per amore della pace. Il tuo ordine non sta nel rimprove­rare, ma nell'ordine della carità. Una cosa che ti sembra storta è nulla di fronte all'armonia dell'amore, che tut­to intona.

 

Uno squarcio d'azzurro Un raggio di amorosa misericordia sia su di te e sulla tua famiglia. Perché la tempesta si dilegui, figlia mia, occorre un vento forte che la dis­sipi. Vento serenatore nelle tribolazio­ni è la preghiera, fatta con fiducia. La fiducia è come uno squarcio di azzurro in un cielo fosco di nubi, è co­me un sostegno nelle vie ripide e sco­scese. Sta' in pace!

 

Un po' di pazienza... La pazienza è la virtù che porta la pace. Nella propria giornata c'è sem­pre da sopportare qualche contrarietà, ma la pazienza l'addolcisce. Se si sopporta subendo ciò che non si può fare a meno di sopportare, l'amarezza si fa più profonda. Se, in­vece, si sopporta con pazienza, per amor mio, allora l'amarezza prende la dolcezza di un dono fatto a me... Arricchisci l'anima tua di questi doni d'amore.

 

Oltraggio a pubblico ufficiale... Abbi sempre una grande calma, fre­nando l'agitazione dei tuoi nervi e comprimendo gli scatti di carattere. L'agitazione dei venti muta in tempe­sta la brezza purificatrice delle acque, e l'agitazione dei nervi può mutare in maggiore sconvolgimento la purifica­zione che danno le pene e le contrarietà. L'anima deve meritare soffrendo. Se rifiuta il dolore, non solo non merita, ma accresce i debiti che ha verso Dio; come quando, per una contravvenzio­ne, ci si adira contro l'esattore, lace­rando per dispetto la carta monetata. Non solo allora non si paga, ma si ag­giunge la condanna per oltraggio a pubblico ufficiale. Sta' dunque calma e soffri con pazienza.

 

Tu sposa, tu madre... Tu soffri, figlia mia. Che cosa hai raccolto dalla vita e dalla terra? Delu­sioni e dolori. Tu soffri, come sposa e come ma­dre... Sei scoraggiata. Ecco, io ti ven­go incontro per consolarti: vieni a me, accostati a me, nel Sacramento eucaristico. E invece del povero amo­re umano, tu trovi l'amor mio infinito. Riposa sul mio Cuore e troverai in me la tua vita, pur vivendo nelle tue mansioni di sposa e di madre.

 

Un bulbo di fiore o un povero sterpo? Custodisci la pace come il tesoro più ricco della casa. Dove regna la pa­ce regno io, Re di pace. È più bello il rinnegamento del pro­prio giudizio e della propria volontà che il penoso sacrificio di un dissenso familiare. Ogni condiscendenza è un bulbo che fiorisce. Ogni ostinazione è uno sterpo che genera un roveto pungente.

 

Una verga da raddrizzare Compatire è un atto di sapienza, volersi imporre è un atto di stoltezza. Pretendi di raddrizzare una verga? La spezzi...

 

Se si spegne il sole della fede La fede in un'anima è come il sole: può sorgere, può giungere al meriggio e può avere anche, dopo il tramonto, le grige ore crepuscolari... Allora si for­mano lunghe, lunghe, lunghissime ombre. Ciò che era fulgore di luce ti sem­bra illusione; ogni dubbio di fede si al­lunga e prende dimensioni mostruose: pensa allora che la tua fede sta tra i crepuscoli di un doloroso tramonto. Umiliati: chiedi aiuto a Dio. Se in una mamma si spegne il sole della fede per la famiglia è la rovina.

 

Quello che ti circonda è orto seminato da te Abbi rispetto degli altri ed avrai ri­spetto. La delicatezza nell'educare ge­nera la delicatezza, come la durezza e l'ineducazione generano la durezza e l'ineducazione, perciò non ti lamenta­re degli altri, ma piuttosto vedi che co­sa ha prodotto e produce il tuo cuore. Tu non ti accorgi che quello che ti circonda è orto seminato da te e non vedi te stessa nello specchio di quello che ti circonda. Sii buona, sii dolce, sii compassio­nevole e il tuo ambiente sarà buono, dolce e compassionevole.

 

Se non è valido il tuo intervento taci e prega Ricostruisci la pace nella tua fami­glia e ripara con la preghiera, la pru­denza e la bontà a quell'educazione e formazione che, per tua negligenza, i tuoi figli non hanno avuto. Attraili ora al tuo amore con la bon­tà, ora che sei ricca di me, ed espandi su di loro l'amore che attingi da me Sacramentato, portando in casa la mia benedizione. Non essere dura e non essere debo­le: la durezza inasprisce e la debolez­za imbaldanzisce. Invoca sui tuoi figli la misericordia e la grazia di Dio, e quando prevedi di non poter vincere col tuo intervento una loro miseria, taci; attendi un tem­po migliore e prega. Non temere di venire a me, dopo aver compiuto i tuoi doveri di sposa e di madre, perché io ti tutelerò e non permetterò che avvengano complica­zioni inutili. Manifesta la tua pietà con semplicità, perché sia a tutti di esem­pio.

 

C'è un calendario i cui fogli non cadono... Gli anni passano, figlia mia, ma so­no come un razzo vettore, che si di­stacca dalla terra, per andare verso il cielo. Esso non corre velocemente nel vuoto lasciando un vuoto, ma si avvi­cina rapidamente alla meta. Non perde ma acquista. Ogni compleanno può essere anche triste, se si guarda al tempo che passa e si rivolge il pensiero al calendario che, ogni giorno, perde ad uno ad uno i suoi fogli, che cadono come giorni perduti. C'è un calendario i cui fogli non ca­dono ma si accrescono, perché è il ca­lendario dell'eternità.

 

Dolore santificatore Il dolore di Maria addolorata ai pie­di della Croce fu dolore di vita, perché Essa l'offrì tutto per la Redenzione del mondo. Riposa nel tuo dolore, come essa ri­posò nel suo immenso dolore. Abbandonati alla Divina Volontà e il tuo dolore ti santificherà e sarà san­tificatore di tutta la tua famiglia.

 

Una mamma non può essere né vile né spregevole Sii forte nel vincere il mondo, per­ché lo spirito del mondo rende vili e una mamma non può essere vile e spregevole. Sii forte nel vincere te stessa, poi­ché la povera natura e il proprio carat­tere sono pesi che traggono giù, e una mamma deve elevarsi per elevare. Impara a rimanere calma nelle con­trarietà, perché la mamma deve essere pace nella famiglia. Impara a saper accogliere nella cal­ma anche un'umiliazione, poiché l'u­miltà è la vittoria sul proprio io che lo ridimensiona nella verità. E tu devi essere sempre verità dinanzi ai tuoi fi­gli.

 

Perdonare è vincere Chi subisce un'operazione chirurgi­ca deve star fermo anche soffrendo. Ogni dolore è come l'incisione di un'ascesso, di qualcosa che non va e devi accettarlo con calma. Non ti ac­corgi che quelli che ti circondano ti raffinano con i loro urti? La pazienza è un atto di interiore fortezza. Il perdono è una vittoria. La dolcezza è un trionfo di carità. Invoca lo Spirito Santo perché ti dia la forza di vincerti e di vincere il male in ciascuno dei tuoi familiari.

 

Miope o presbite? Tu a volte sei presbite e a volte sei miope... Le persone vicine le vedi male, e quelle lontane le vedi bene; oppure, nella miopia, le persone vicine le vedi bene e le lontane le vedi come in om­bra. Guarda tutto e tutti nella luce di Dio e avrai più carità per le persone vicine a te nella casa e le considererai meglio come tuo sangue, senza urti e senza egoismi. La carità infinita di Gesù ti darà la misura della carità con tutti.

 

Quando senti solitudine e abbandono Io voglio ripagarmi di tante profa­nazioni dell'amore umano e di tante offese che si fanno al mio Cuore. Of­frimi quindi tutte le pene della tua condizione di particolare sofferenza. Quando senti, pur nella tua fami­glia, solitudine e abbandono, pensa a quelli che per una creatura mi lasciano solo e mi abbandonano, e di' a Dio con tutta l'anima: "Sia per te questa pena, in riparazione di quelli che per i sensi si dimenticano di te", ed espanditi in pieno e silenzioso amore con me Sa­cramentato. O figlia mia, di quante sozzure e miserie sono ripieni i coniugati, e quanta gloria danno a Dio, in te, la mortificazione dei tuoi sensi e l'im­molazione del tuo povero amore! Sii grata a chi ti apparta da sé e amalo di amore più vero: dimentica di te, tu lo salverai e, nel rinnegamento di ogni soddisfazione umana, ti arricchirai di me e sarai santa.

 

Quando lo sposasti vedevi l'uomo buono e attraente Abbi sempre dolcezza con chi sof­fre, e non ti agitare. Vedi? Quando la donna si sposa, vede l'uomo attraente nel fisico e buono nel cuore. Allora lo ama pur tra le inevitabili incompren­sioni familiari. Essa guarda più l'uo­mo che me, rappresentato dall'uomo. Poi l'età declina, i lineamenti fisici si alterano e le sofferenze producono una certa intolleranza; è allora che de­vi vedere nel tuo uomo me sofferente e, con lui, per amor mio, devi essere piena di delicatezza.

 

La confidente dei tuoi figli Educa i tuoi figli nella Fede, nella preghiera, nello spirito di obbedienza e di amore reciproco. Non essere dura, ma non essere neppure debole. Fatti amare dai tuoi figli ed ispira loro tan­ta fiducia così che non ti nascondano nulla. Devi essere tu la loro confiden­te e non le persone estranee o gli ami­ci e le amiche. Un'amicizia non vigilata da te, nel­la luce della purezza e della fede, può essere come un parassita che s'abbar­bica all'anima e la isterilisce a poco a poco, come un bruco viscido che arre­sta la vita di un germoglio che stava per fiorire. Abbi devozione a san Michele Ar­cangelo, per discacciare dai tuoi figli le insidie del demonio, che infuria og­gi più che mai contro la gioventù.

 

Le immagini sacre Abbi in casa immagini sacre per porre la tua famiglia sotto la mia protezione e sotto la protezione di Maria Santissima. Quelle immagini parleranno al cuore dei tuoi figli, al cuore vostro. Come si studiano le stelle nello specchio di riflessione del telescopio e se ne misurano la bellezza e la gran­dezza, così si possono meditare le co­se celesti anche attraverso le immagi­ni sacre. La fede è come il telescopio dell'anima; le immagini sacre sono specchi di riflessione delle cose cele­sti. Non tollerare in casa tua nessuna immagine impura né farti illudere dal­l'inganno dell'arte. L'impurità non è arte, ma e spec­chio ottenebrato che concentra in sé le fiamme dei sensi; è vento che attizza il fuoco nascosto nella sensibilità dei piccoli e dei grandi.

 

Il cinema Il cinema, com'è oggi, è riflesso dell'inferno, sarabanda degli spiriti in­fernali che allettano al male per perde­re le anime. Esso eleva le tristi illusio­ni della vita a sistema di vita, esaspera il sesso, esalta la violenza e crea nelle anime forme ossessive, tragicamente maniacali. Oh, per quanto puoi, tieni lontano i tuoi figli da questi spettacoli del male: ne tutelerai, così, la salute fisica e mo­rale.

 

La preghiera La preghiera è l'armonia più bella della casa, e tu fa' che in casa tua si preghi e si acquisti il gusto della pre­ghiera. Come uno strumento scordato non può dare il gusto della musica, così una preghiera mal fatta o acciabattata, induce il disgusto della preghiera. Nella preghiera, ricordalo, si parla con Dio.

 

Ti piacciono il cielo nero, il fulmine, la tempesta? Hai piacere di ricevere sgarbi? No, certo. E perciò abbi sempre buone ma­niere con tutti. Ti piacciono il tempo tempestoso, il cielo nero, il fulmine che solca le nubi? Così, e anche peggio, sei tu, quando ti arrabbi: diventi tempesta, il tuo volto si oscura, i tuoi insulti sono folgori. Sta' in pace. Non è più bello il cie­lo sereno? Se splende in te la mia ca­rità, sarai cielo sereno e luminoso. Tu preghi e la grazia tarda ancora... Se tu desideri ardentemente una grazia e la tua preghiera ti pare inesau­dita, non ti sconvolgere ma umiliati, pensando che la tua indegnità vi ha posto ostacolo. A volte, però, figlia mia carissima, una grazia temporale è commutata con una spirituale più ne­cessaria e più bella. Tu domandi il miracolo di una guarigione? E Dio ti dà quello di una grande rassegnazione, quando la guarigione non è opportuna per la Vi­ta eterna. A volte la grazia ritarda per la poca fede di chi deve riceverla. A volte sfu­ma, perché cade in un cuore immolato silenziosamente per amore. Lo Spirito Santo ti faccia intende­re i misteri della Grazia e ti riempia di vita.

 

Come una palla elastica Abbi molta pazienza, perché non puoi ammansire un carattere duro con la forza e l'irruenza. Compatisci le mi­serie altrui e perdona gli sgarbi che ti danno dolore.

Se vuoi reagire, tu fai come la palla elastica che, urtata con forza contro il suolo, rimbalza e può anche ferirti in un occhio...

 

Non risentimento, ma bontà Una mamma è sempre il perno fon­damentale della casa, è sempre una lampada che rischiara con la luce sere­na del suo amore materno. Ma se nel­l'amore materno si mescolano risenti­menti e reazioni, allora il perno non sostiene, e la lampada forma le ombre che annebbiano la luce... L'amore materno unisce la famiglia con la benedizione, il risentimento la divide, e allora ogni suo membro di­venta egoista e prepotente. Non sono le parole violente che vincono le dissensioni, ma la preghie­ra e la bontà.

 

Nell'amarezza di tante contrarietà Considera i miei dolori, e i tuoi do­lori saranno confortati dal mio amore. Io ho sofferto per salvarti, e tu accogli i tuoi dolori come prezzo dato da te per cooperare alla tua salvezza. Il dolore è per te come il solco in cui cade il Sangue della mia Passione, seme di eterna Vita. O figlia mia, quante volte vieni a me Sacramentato e piangi silenziosa­mente! Le tue lacrime diventano allo­ra rugiada che cade sul seme del mio amore e saranno il segreto di una mes­se ubertosa di grazie per tutta la tua fa­miglia. Quante volte la tua amarezza strin­ge l'anima tua in una morsa di gelo, e il dolore serra la tua vita nell'oppres­sione di mille contrarietà! La neve che ammanta un campo coltivato rafforza le radici del grano, costringendo la pianticella ad espandersi nella terra fe­conda... Le tue aridità nel dolore ti fanno af­fondare nell'umiltà e, quando verrà il tepore della primavera del mio amore, tu ti eleverai nel sole divino che ti av­volge e fiorirai nell'eterna speranza del Paradiso.

 

Il ferro è ferro Come puoi mutare un carattere dif­ficoltoso e duro? Il ferro è ferro, ma se usi prudenza nel trattarlo, non ti ci urti e non ti fai del male. Prega, perché il grido elevato a me ri­cade su di te come rugiada di grazie, mentre il grido elevato alle creature rica­de su di te come grandine di tempesta.

 

O figlia mia, coronata di spine O figlia mia, tu vivi con me il Get­semani delle tue pene interiori e sei con me esposta alla contraddizione, coronata di spine con me, nel pretorio del mondo. Il mondo non è diverso dal Pretorio di Pilato: espone alla derisio­ne il giusto e condanna con i giudizi dell'opportunismo e della viltà la virtù e la nobiltà dell'anima, che esso non può capire. Soffri con me, e le tue pene si mu­teranno in salvezza per te e per i tuoi cari.

 

Sei serva o regina? La tua casa esige un lavoro incessan­te: sei stanca e ti sembra di non farcela più. Tuo marito, i tuoi figli, ciascuno reclama la tua assistenza, il tuo aiuto. Ti sembra di essere diventata la serva di tutti. Se sbuffi, se brontoli, se ti adi­ri, si... Se ami e ti doni con infinita abne­gazione non sei la serva, ma la regina di casa tua.

 

Guardami! Guardami nella grotta di Betlem, e vedi che mi sono fatto piccolo per tuo amore. Puoi dubitare di me? Se un re per beneficarti si facesse servo e, ridotto in estrema povertà, si umiliasse per arricchirti, potresti dubi­tare del suo amore?

Guardami nel mio nascondimento di Nazaret, ridotto ad operaio... Inten­di che, avendo creato il mondo con un fiat, mi sono ridotto ad operaio per sollevarti nelle angustie del tuo lavo­ro? Puoi lamentarti del tuo stato di umiltà, quando io ho scelto uno stato di umiliazione per confortarti?

Guardami sulla Croce, tutto pia­ghe, nudo come un verme per salvarti: puoi dubitare di un amore che per te s'è immolato?

Guardami risorto e asceso al Cielo, dove sono andato per prepararti il luo­go di eterna felicità: puoi sospirare ad altro che alla Patria eterna?

Se tu avessi tutti i beni della terra, non dovresti lasciarli? E se invece di una modesta casa avessi un palazzo reale, potrebbe essere questo per sem­pre la tua dimora? Vanità delle vanità, figlia mia, è tut­to vanità fuorché il vivere di Dio e amarlo sopra tutte le cose! (cf Qo 1,1).

Vivi alla giornata, come pellegrina solitaria, unisciti alle mie umiliazioni e alla mia povertà, ricevimi nell'Ostia d'amore, riguardami come tuo amico, vieni a visitarmi, parlami, sfogati con me, e l'anima tua sarà piena di pace.

 

Se la caldaia che deve bollire... Non ti scoraggiare nelle avversità, ma ricorri alla preghiera ed opera. Ci sono grazie che richiedono tempo per averle. L'attesa è un atto di misericor­dia, perché serve a mantenere l'anima nell'esercizio della preghiera. Tu per­ciò sii perseverante e non dire: non ot­tengo nulla, non prego più! Se la caldaia che deve bollire non bolle ancora, tu che fai? Spegni il fuo­co? No, tu lo accresci. Persevera e sarai esaudita.

 

Una madre non è mai una creatura sorpassata Sii sempre l'angelo della casa e, co­me hai dato la vita ai tuoi figli, conti­nua a darla loro, ora che sono adulti, non col sacrificio del tuo corpo e col latte del tuo petto, ma con l'immola­zione della tua anima nei dolori della tua vita, che offri per la loro salvezza e per la loro fedeltà a Dio. Una madre non può considerarsi mai come una creatura sorpassata per l'età, non è mai un albero disseccato, ma, donata a me, nella preghiera e nel­l'offerta di sé, è un albero sempre pe­renne, che dà i frutti incorruttibili del­l'amore.

 

Mamma, i tuoi figli sono te stessa! Nella tua casa io debbo raccogliere i gigli, e i gigli debbono essere i tuoi figli. Tu li hai piantati e tu devi colti­varli. Se ti scoraggi e te ne annoi, tu non li coltivi ma, senza volere, li ina­ridisci e li spezzi. I tuoi figli sono te stessa, gigli sboc­ciati dalla tua vita, e sono pure me stes­so, anime redente dal mio amore; guar­dali dunque come te stessa, e dona lo­ro tutta la vita del tuo amore. Guardali come me stesso e dona loro tutte le cu­re e l'amore che daresti a me. Dona loro il tuo amore, coi tuoi sguardi, coi tuoi baci, con la tua pre­ghiera. Invoca su di loro lo Spirito Santo, affidali a Maria, guidali con la soave dolcezza del mio amore.

 

Ripara le bestemmie Considera la Divina Maestà e ado­rala profondamente, riparando le be­stemmie degli empi. Pensa all'orrore di una bestemmia e pensa come sono infette e maledette le mura tra le quali risuona! Benedici il nome di Dio, e, nelle incertezze dell'anima tua, adora la sua potenza esalta la sua sapienza e benedici il suo amore. Temi Dio amandolo, amalo con profondo rispetto alla sua infinita grandezza, riconoscilo tutto, ricono­sciti nulla. Induci con la tua dolcezza quelli della tua famiglia a benedire Dio, per­ché la bontà e la carità sono armonie e profumi che traggono a Dio. Chiama in te lo Spirito Santo coi suoi doni.

 

Alla fine, devi pure tacere per prudenza Mantieni il tuo cuore nella pace e non dar corso mai ai tuoi nervi, perché se ti sconvolgi, distruggi la pace intor­no a te e impedisci il dilagare delle grazie in te e nella tua famiglia. Puoi tu dare corso e sfogo ai tuoi nervi interamente? Anche nell'alterco viene il momento in cui, per prudenza e per evitare mali maggiori, tu devi fi­nire per tacere ed assentire. E non è più bello che tu taccia ed assenta per amor di Dio?

 

I fili del telefono, il martello, il fuoco... L'amor mio è la tua felicità senza confini; amami, dunque, e ti sentirai sicura in questa vita. Se tu vai a vedere una stazione tele­fonica vedrai un groviglio di fili senza capire la loro destinazione, eppure ogni filo o coppia di fili deve racco­gliere e trasmettere messaggi. Così, dinanzi ai vostri occhi, ap­paiono gli avvenimenti umani; ma, per la mia Provvidenza, dal groviglio na­sce l'ordine, e tutto è diretto ad un fi­ne preciso. Non guardare, dunque, al­la vita come ad un groviglio disordina­to, ma considera al di sopra degli eventi le disposizioni della mia Volon­tà e riposa in me. Guarda il lavoro umano e vedi che in ogni arte ci sono come strumenti di pena: il martello, lo scalpello, il fuoco, l'acido, la corrente elettrica. Da urti, abrasioni, da strette di leve e di viti, da polvere e calcinacci vengono su gli edifici e le opere d'arte, le macchine e gli strumenti stessi del lavoro. Tutto è penoso nella vita, perché tutto serve a lavorarti e a cesellarti per renderti de­gna della Vita eterna.

 

Mai scostante con i tuoi figli... Come sul Cuore di Maria, così sul tuo cuore materno si rifugi l'anima dei tuoi figli e trovi in te il conforto. Non ti rendere mai scostante. Non essere per loro oggetto di critica: essi devono vedere in te la sapienza, l'e­quilibrio, la maestà, il rifugio di pace, l'amore più puro. Dona loro in retaggio il ricordo del­la tua fede e della tua preghiera: sono i brillanti più fulgidi della tua vita.

 

Solo nella santità l'equilibrio perfetto Unisciti ai dolori di Maria Santissi­ma nei dolori della tua giornata e sii calma e serena, diffondendo pace nel­la tua famiglia. Questo gran bene del­la pace deve scaturire dalla tua anima, piena di amore a me Sacramentato. Non devi dimenticare che ogni giorno mi ricevi e sei tempio vivo del mio amore. Non devi dimenticare di fare appel­lo a me, tua Vita, perché io dia ai tuoi la misericordia che li converta. Sii santa, perché solo la santità si impone ai disordini ed alle dissensioni e solo la santità è l'equilibrio perfetto della vita.

 

Nessuno ti può capire Io solo posso scrutare il tuo cuore e l’anima tua, perché tu sei come una miniera che sopra ha il terriccio e in fondo ha il filone d'oro. Non ti può capire nessuno, perché il tuo cuore dissimula quando sente, sor­ride quando piange e sembra agitato quando è in pace o in pace quando è agitato. La tua anima è come un mare inquieto, perché non si appaga di nul­la e si urta. Tu come flutto flagelli la riva e, nell'agitazione stessa, vorresti sconfinare nell'infinito. Per questo ti prendo io: se ti doni a me, io compirò nella tua famiglia un ricamo di riparazione e di grazie...

 

Una matassa arruffata Le complicazioni dello spirito sono come gli arruffamenti di una matassa: fanno perdere il filo. O buona mamma, le pene tue sono il pagamento giornaliero dei vostri de­biti con Dio, ed il lavoro che produce il guadagno della Vita eterna: per te e per i tuoi cari.

 

La tua presenza serena è un canto nella tua casa Il cammino della perfezione comin­cia dalle virtù domestiche, dalla tua maternità. Tu hai amato ed ami i tuoi figli d'intenso amore, ma devi far sentire loro la tua maternità nella dol­cezza. Non sai che sei un raggio di sole nella tua casa? Non sai che la sola tua presenza serena è come un canto, un gorgheggio, una melodia che allieta? Se tu mancassi, che desolazione sa­rebbe la casa, che vuoto nelle stanze, che buio al posto del tuo letto, che ca­ligine nella stessa luce del sole! Tu dunque hai il dovere di conservarti ai tuoi figli, hai il dovere di riempire di te la tua casa.

 

Non essere strana e capricciosa Sii luce, amore e vita. Non può av­venire né deve avvenire mai che i tuoi figli ti sentano come diminuita. Non devi far nulla che possa farti credere fuori sesto, nulla di strano, di violento, di capriccioso. Se tu lasci un po' me per aver cura del tuo sposo, dei tuoi figli, amandomi in loro, io sono contento.

 

La tua pazienza dona la pace Nel tuo dolore e nella tua solitudi­ne, sii come lampada del mio Taberna­colo che arde anche nella notte e, guizzando placidamente, dà, nelle om­bre del giorno che declina, un'espres­sione di pace. Nella tristezza di certe ore, che sol­cano di ombre la tua vita, la tua pa­zienza doni alla tua casa la luce di una placida serenità. La tua vita sia una totale immola­zione per me e per la tua famiglia.

 

Se sei virtuosa sei la regina di casa tua Non dare mai corso all'ira, ma con la preghiera, la bontà e l'autorità ma­terna ripiglia il dominio e le redini del­la tua casa. Nella casa devi essere sempre come regina, senza esporti mai al motteggio, al compatimento e peg­gio all'ostilità altrui. Devi importi con la virtù, in modo che tutti abbiano per te una profonda venerazione. Devi importi con l'equilibrio, in modo che nessuno possa giudicarti strana. Devi condurre tutti alla pratica cri­stiana ed orientarli alla Vita eterna.

 

La prima anima che devi conquistarmi Sei maritata, è vero, ma per lo stes­so Sacramento che ti unisce a tuo ma­rito, questi rappresenta me, come tu rappresenti la Chiesa. Guarda tuo marito nella mia luce e, come avresti pietà di una statua tutta mutilata che mi rappresentasse, abbi pietà di quella creatura che è tutta mu­tilata nell'anima. Avvolgilo nella tua carità materna, con la delicatezza che avresti nel co­prire una piaga. Vivi per me per trasfondergli per me la tua vita di amore. Santifica in me ogni tua espansione con lui, fa' che risorga dal suo torpore spirituale. È questa la prima anima che devi conquistarmi.

 

Figurar bene innanzi al mondo... Non ti far vincere dallo spirito del mondo e tieni lontano dall'anima tua e dalla tua famiglia le sue massime. Non ti far vincere dal rispetto uma­no, che è come una paralisi della san­ta libertà che Dio ti ha dato. Il mondo esige la libertà del male: tu opponi la più energica libertà del bene. Preoccupati dell'occhio di Dio, non di quello del mondo, preoccupati della figura che devi fare innanzi a Dio, non di quella che puoi fare innanzi al mon­do, non seguendo le sue pazzie! Le leggi del mondo sono le tisi del­l'anima: a poco a poco fanno le caver­ne nei polmoni dell'anima, che non respira più la vita soprannaturale. Se cadi in qualche colpa, vieni a me che sono pieno di misericordia e rialzati, rinnovata dalla santa Confessione.

 

Ricorri a Maria Sei bisognosa di grazie? Ricorri a Maria che ne ha piene le mani, ricorri con fede viva, senza dubi­tare. Se dubiti o confidi poco, la Grazia si arresta, perché essa passa solo per i canali della fede e della fiducia.

 

Tu sei l'aiuto del tuo sposo Sei maritata e sei, per Legge Divi­na, l'aiuto di tuo marito. Non solo l'aiuto nella vita del corpo, ma molto di più in quella dell'anima. Abbi cura che venga a me Sacramentato, che preghi e che sia lontano dal peccato. Non essere nervosa, ma sempre dolce con lui, compatiscilo nelle sue debolezze e sostienilo nella sua stan­chezza. E tu, pellegrina sulla terra, compirai così la tua missione. Affidati a Maria Santissima, Stella del tuo cammino e Porta del Cielo. Non temere né per il tempo né per l'eternità, quando stai nel mio Cuore e sotto la protezione di Maria.

 

Impara da me Impara da me la dolcezza e la man­suetudine. Discesi dal Cielo e mi feci Bambi­no; nella casa di Nazaret fui sottomes­so a Maria e a Giuseppe. Nella vita di apostolato passai be­neficando. Nella mia Passione tacqui, soffrii e perdonai. Fa' anche tu così nella tua vita e avrai un tesoro di grazie.

 

Non essere tutta spine Chi mai va a cogliere fiori da uno spineto? Tu sei mamma, e come vuoi che da te si colgano i fiori della bontà, se sei tutta spine? Strappa, dunque, da te le spine del tuo carattere e sii tutta dolcezza.

 

Con la bontà testimonia la tua fede Vivi nella mia Volontà, compiendo per amor mio tutti i tuoi doveri, e sarà questa la tua preghiera. Se volessi pre­gare sempre come potresti farlo? Ti stancheresti e non ti sarebbe possibile il compimento dei tuoi doveri. Rivestiti di decoro e di pace e testi­monia così la validità del tuo amore a me dinanzi a tuo marito, ai tuoi figli e a chiunque ti passi accanto nella vita di ogni giorno.

 

Un altro figlio... Non temere, è una benedizione Spunta un fiore novello dal tuo se­no materno. Non dire: non ho la forza di portarlo alla luce, sono debole... Mi dolgono i reni... Sono apprensiva, mi agito e dove metto il terzo figlio? Se Dio te lo manda non temere, sboccerà bene e non impedirà la tua attività. Se ti preoccupi t'infiacchisci. Se ti agiti ti deprimi. Se ti sconvolgi, piangi e perché? Vuoi dare al piccolo tuo un augurio di lacrime?

Donagli dalla sua concezione un augurio di benedizione, e prega. Di' con Maria: Ecce ancilla Domini. E non temere.

 

Hai bisogno di un caffé... Porta la croce insieme con me e non ti scoraggiare. Le vittorie sul male non sono im­provvise, ma hanno alti e bassi come in un campo di guerra. Tu vincerai an­che la durezza di tuo marito, ma oc­corre per te molta pazienza, molta pre­ghiera e molta carità. Hai bisogno per lui di un caffé dolce e amaro e devi fargli apprezzare in te la bellezza del­la virtù. Non ti turbare. lo comincerò a re­gnare nella tua casa quando potrò dire di regnare in te.

Amami e consolami: la tua famiglia prospererà!

 

Per non crollare Quale segno ti ho dato del mio anore, figlia mia? Sono morto per te. E tu che segno mi darai del tuo Amore? Soffrendo per amor mio nella pazienza e sopportando con carità le noie che ti vengono dalle persone dif­ficoltose che ti circondano...

Tu sei nel mondo come una pianta ben ferma nel tuo orto. Che importa se la pianta, circondata anche di spine e esposta alle tempeste, è scossa dal vento? Affonda le tue radici nel terre­no della mia Grazia; rimani ferma nel mio Cuore; vivi di me, con me e per me: non crollerai mai.

 

Specchio della gloria di Dio La tua casa è il tuo tempio, è il luo­go dove i tuoi figli crescono e si for­mano. È la tua reggia, è il luogo dove regna il tuo amore. Fa' che vi regni la gloria di Dio e sii tu come lo specchio che la raccoglie. Consacrala a me, consacrala a Maria, e la tua preghiera la profumi d'incenso e di timiama.

 

Non smarrirti nei momenti di dolore Piangi ai piedi della mia Croce, fi­glia mia, ma senti il tocco della mia mano traforata che ti rassicura. Prega e non volere scrutare i miste­ri dell'eternità, ma confida nella mia misericordia. In ogni tua tribolazione, anima ca­ra, preoccupati solo di fare la mia Vo­lontà. Non smarrirti nelle preoccupazioni, nelle pene o nei dolori; non agitarti, non disperarti, ma eleva il tuo, cuore a me. Non crederti vittima di una sorte­ maligna e crudele, ma oggetto delle mie predilezioni e perciò ripeti spesso il tuo atto di amore e di abbandono in me: sia fatta la tua Volontà, o mio Dio, infinitamente misericordioso. Perdo­nami se mi sono lamentata di te, infi­nitamente buono.

 

Ogni giorno una battaglia Appena s'intravede una vita più perfetta comincia l'ostilità del mondo e del demonio, ma questa ostilità non toglie la pace interiore: è agonia, è crocifissione, ma non è agitazione. Riposa in pace nella mia Volontà, pur combattendo la tua battaglia gior­naliera. Sii paziente e, quando sai che non ottieni buon frutto dagli ammonimenti materni, ricorri alla preghiera, ricorri a me Sacramentato.

 

Nessuno ti aiuta! Il mondo ti ruba i figli nel vortice della sua pazzia e non hai più a chi ri­volgerti, per ancorarli alla tua casa da cui fuggono, al tuo amore, che essi non apprezzano, alle tue cure da cui si sentono oppressi. Nessuno ti aiuta, povera mamma: la società ribelle di oggi pone anche te nel numero dei tiranni. Tutti sono tiranni, oggi: i genitori, i maestri, i sacerdoti: quelli, di essi, che sono ancora coerenti all'autentica loro vocazione e non seguono, impazziti, le nuove "mode" dello spirito. Tutti oggi sono considerati tiranni! E nessuno si accorge che un unico tiranno imperversa: il demonio, di cui tutti son diventati i servi infelici! Tu lotta con l'arma della preghiera. fedele ai sacri principi della famiglia, sii esempio di amore coerente, sacrifi­cato nel sorriso di una calma che ti rende veramente forte, ti eleva e ti fa amare anche e soprattutto dai tuoi piccoli ribelli di casa. Accostati ai tuoi figli con intelli­genza d'amore, implorando nella preghiera i lumi necessari; ragiona tu con loro nella luce dello Spirito Santo, ed essi non cadranno nei lacci dei falsi ra­gionatori del mondo. Coraggio, buona mamma: ti aiuto io, ti aiuta Maria.

 

Un brillante al buio Ogni anima è un mondo a sé, che, sembra avere identità con le altre anime e non l'ha, come non l'ha una stella con un meteorite. È un assurdo, figlia mia, capire un'anima, special­mente se si trova innestata dalla Gra­zia in un particolare disegno di Dio.

Come una pietra preziosa, splendi­da nei riflessi di luce che riceve dal so­le, vista in penombra può apparire un misero sassolino, così l'anima, giudi­cata nella penombra dei criteri umani o materialistici, può apparire uno sconcerto nevrastenico, nelle sue ma­nifestazioni più spirituali. Per questo è detto nella Sacra Scrittura che Dio so­lo scruta le reni e i cuori (Ger 20,12).

 

Il Rosario, arpeggio d'amore Ti piace il suono dell'arpa? Ti pia­ce quel dolce e morbido snodarsi di suoni sotto il tocco delle dita, che passano di corda in corda, carezzando­le quasi? Il Santo Rosario è l'arpa dell'ani­ma: i grani della corona sono corde che si toccano e vibrano in toni diver­si e melodiosi, secondo il mistero che si contempla. Tono dolce nei misteri gaudiosi; flebile nei misteri dolorosi; arpeggio vibrante di amore nei misteri gloriosi. Recitate il Santo Rosario insieme, tut­ti di casa, con arte di amore, ed ai toc­chi delle vostre arpe risponderanno le armonie dei cieli stellati che osannano alla Potenza, alla Sapienza, all'Amore Infinito di Dio.

 

Tu prega: la tempesta svanirà Sii prudente, ma non aver timore, perché io sono il padrone dei cuori, dei tempi e della vita. Io ti tutelerò e ti tutelo, vinco la riluttanza e l'ingratitu­dine degli uomini quando voglio. Sii però ferma a non rinunziare alla tua materna autorità e dignità per non es­sere né sopraffatta né schiava, quando difendi il bene della tua casa.

Vinci tuo marito con l'amorevolezza e la bontà, compatendo la sua miseria. Vinci i tuoi figli con l'affettuosità e il ragionamento, vincili soprattutto con la preghiera, e le tempeste svaniranno come si dileguano le nubi di una procella.

 

Attenzione agli squilibri nervosi Stai in pace e non ti turbare mai. Vuoi cedere anche tu allo squilibrio nervoso? Annulli in un momento ogni possibilità di bene... Se deludi i tuoi figli nella fiducia in te, li puoi perdere per sempre: andran­no altrove e si allontaneranno dal tuo amore.

 

La moda di Lilliput Non livellare la tua statura spiritua­le alla statura di un lillipuziano dello spirito. Oggi i criteri della vita spiri­tuale sono tanto meschini, perché si imitano a dimensioni umane e prescin­dono dalla luce dello Spirito Santo. È la "moda" terrestre e pedestre dello spirito: dalle vesti ampie e regali, si è passati alle vesti succinte, corte e in­decorose, e alle esagerazioni di con­trasti, sempre più pazzeschi ed incoe­renti. Dagli ornamenti di broccato, si è passati ai falsi di stoffe poveramente sintetiche che non danno calore né ele­ganza. Tutto, esclusivamente, mette sempre più in evidenza la misera car­-ne. Così lo spirito moderno presume di vestire l'anima di santità. Strettezza di mondo, falsi incoscienti di miserie or­peliate di bene, povertà estrema di vir­tù vera, semplicità errata che non è ab­bandono in Dio, ma è un ostentare il proprio criterio ed il proprio io. Oggi si preferiscono le piccole lam­pade mignon, i libri poco impegnati, che non turbino l'io, secondo i criteri moderni... Approfondisci le verità con i libri pieni della luce dello Spirito Santo: ne avrai la dimensione divina ed eterna, quella autentica, anche in proiezione umana. Non amare le cose superficiali, che ti danno un certo di­letto, ma non ti immergono nella luce di Dio.

 

Puoi mutare il ferro in bambagia? Abbi pazienza, figlia mia, e compa­tisci i caratteri difficili e i momenti nei quali le creature che ti circondano non hanno il dominio dei loro nervi. Puoi mutare il ferro in bambagia per non farti del male? No, puoi solo evitare l'urto col ferro o mettere fra te e il fer­ro la bambagia della tua dolcezza e della tua pazienza. Evita le inutili controversie e gli inutili dissidi, che sono spine che fai spuntare da quelli che vorresti do­mare.

 

La pastorella non opprime il suo gregge... Guida i tuoi figli come la pastorella che spinge il suo gregge al pascolo buono. La pastorella non è opprimente per le sue pecorelle; le conduce col vinca­stro, ma non le percuote. Le raccoglie in ordine con la sua voce, riconducendole all'ovile, ma non le incatena. Raccoglie la loro fi­ducia amandole e le difende dai lupi rapaci. Porta al pascolo della vita i tuoi fi­gli come pecorelle tue; raccoglili nel­la pace della tua casa ordinata come in un ovile tranquillo e sicuro; fa' che godano la pace, perché un campo di pascoli o un ovile non sono campo di guerra. È vero, tu dovresti avere la coope­razione di tuo marito e non l'hai; tuo marito è ancora lontano, tanto lontano. da me... Ma tu devi supplirlo; tu devi riparare le sue deficienze, tu devi cu­mulare in te la sua profanata paternità. Fa' intendere a lui la sua responsabili­tà; se impreca e bestemmia, imponigli; il silenzio con la tua bontà, perché non sia turbata la pace del tuo piccolo regno di amore.

 

Mamma non solo del corpo Sei madre e come madre raccogli in te il raggio più bello del Divino Amore. Come Maria Santissima dandomi il Corpo, non fu Madre solo del Corpo mio, ma di tutta la mia Persona Divina, così tu sei mamma non solo del corpo del tuo piccolo, ma anche dell'anima sua e della sua persona. Maria fu Madre di Dio perché Ma­dre del Verbo di Dio umanato, e tu sei mamma di uno spirito immortale e saresti una contraddizione vivente se non fossi piena di vita spirituale. Il Verbo di Dio è eterno, eppure si fece Figlio di Maria, e Maria fu divi­namente bella di virtù; l'anima è crea­ta da Dio, eppure è fatta tua perché il figlio è tuo, e tu devi essere spirituale e santa se non vuoi essere una nota scordata. La virtù di Maria fu tanto grande da proporzionarsi alla divina grandezza,,, perché in Lei s'incastonò la Gemma Divina, ed Ella ne fu Madre, Immaco­lata conchiglia che generò tale Perla, per l'irradiante virtù dello Spirito San­to. La tua virtù, con la tua spiritualità, deve essere così luminosa, da non di­scordare con l'anima rigenerata nel mio Sangue per il Battesimo. Come potresti raccogliere nelle tue braccia al tuo petto un bimbo che è an­che un'anima, tendendo le braccia al mondo che è sozzura ed avendo nel petto desideri di terra? Il latte che gli dai dev'essere come una comunione della tua spiritualità, della tua preghie­ra, della tua fede e per questo, come tu ti alimenti nel corpo per allattare bene il tuo bimbo, così devi alimentarti nel­l'anima per comunicargli col latte la vita della tua fede e del tuo amore a Dio. Sii santa perciò e vivi di fede, so­prattutto di fede. Non ti avvelenare coi libri frivoli e con la stampa cattiva. Non andare a spettacoli che imprimono nella tua fantasia immagini brutte e nel tuo cuo­re palpiti falsi. Tu li rifletteresti nel tuo bimbo, come su tela vergine le imma­gini di una proiezione. Pensa a nutrire l'anima tua di visio­ni sante, leggi la vita dei santi, istrui­sciti nelle Verità di Fede che dovrai in­segnare al tuo piccolo, e prega, prega, perché la preghiera è come il calore vivo che stampa su quest'anima pura le linee dell'angelo, e lo profuma nel­la nube di un incenso di amore. Un segno di grande equilibrio mentale. Solo Dio conosce i cuori. Non ostinarsi nelle proprie idee, ma valu­tare obiettivamente la possibilità di sbagliarsi, e riconoscerlo lealmente è.,:, segno di grande equilibrio mentale, ol-., tre che di virtù.

 

Non giudicare Ognuno crede che il proprio criterio, e il proprio modo di vedere uomini e cose sia il più giusto e sbaglia, perché il suo giudizio è unilaterale. Anche quando credete di essere spassionati, vi regolate sul vostro pen­siero, che non può conoscere a fondo l'oggetto o il soggetto del giudizio. A volte addirittura vi orientate su quello che vi si dice, e non c'è cosa più mon­ca ed errata di quello che si dice o si riferisce. Come attraverso un vetro rosso tutto è proiettato in rosso, così quello che si dice o si riferisce, prende tutto il colore di chi dice o riferisce a seconda del suo stato di animo. Come, allora, può essere esatto il giudizio? «Non giudicate» (Mt 7,1). Ed io non vi diedi allora, un semplice consi­glio di carità e di saggezza, ma vi ri­chiamai ad una verità assoluta.

 

Un orologio a due quadranti Figliola mia, quando si scende una scala, si passa con facilità dal gradino più alto a quello più basso, sino alla fi­ne quando si sale si fa il cammino in­verso, ma con fatica, ansando. Scen­dendo, la scala sembra breve; salendo, sembra lunga.

Così è la vita. Si avanza con fatica sino al culmine e si declina con rapi­dità, senza quasi che uno se ne accor­ga. L'orologio sembra a due quadranti: uno segna il tempo lungo che non fini­sce mai, l'altro segna il tempo che sfugge.

 

La giovinezza volge al tramonto Non ti addolorare vedendo i primi segni dell'età matura: i capelli imbian­cano, le forze declinano, il volto, sem­pre più stanco, perde la luce della gio­vinezza. O buona mamma, non volerla inse­guire! E non illuderti di potervi rime­diare con la luce falsa dei surrogati del mondo... Accetta il tuo declinare col decoro di una sorridente bontà che sappia esprimere la saggia, la santa giovinezza dell'anima. Guarda in alto e, scendendo, ascen­di, come chi, salendo, si libera a poco a poco dei pesi e diventa più agile. E tu, a poco a poco, liberati di ciò che può far inciampare i tuoi passi ed im­pedisce di giungere all'eterna meta. Fosti bambina, poi fanciulla, poi donna, poi sposa, poi mamma... Sarai nonna, poi vecchierella e, infine, bea­ta, figlia di Dio, sposa nella gloria, do­minatrice della materia, dalla quale sa­rai libera per sempre, pregando innan­zi al trono di Dio. Vivi da santa ora che tutto pare che ti sfugga e sii tutta unita alla mia Vo­lontà in mezzo alle tue pene di sposa e di mamma.

 

Più strumenti: una sola armonia Ecco, un novello fiore spunta da te un fiorellino mio. Ti costa già dolori al corpo ed hai ripugnanza al cibo. Offri queste pene per la santificazione della tua novella creatura. Santifica l'anima tua affinché il piccolo fiore sbocci nei profumi della mia umiltà e della mia mansuetudine. Calma i tuoi nervi e fa' che sia calmo, anche tuo marito, perché il fiore non spunti come una sensitiva. Vieni a me Sacramentato con più amore, ed io fin da ora santificherò la tua creatura. Ricorri alla dolcissima. Mamma Maria. Guardami bimbo nel­le amabili sue braccia, per riporla in Lei. Sii come la placida aurora del. mattino nei cui calmi e sereni fulgori spunta il sole. Raccomando a tutti di casa la calma e la pace. Siete certa mente buoni, e tutti volete esserlo; ma siete come strumenti musicali diversi. Accordatevi tutti su di un solo tono.

 

Se ti agiti sei come il vento... Abbi calma e prudenza, abbi dol­cezza e compassione e prega. Se ti agiti, sei come vento che non calma le onde ma le solleva, che non spazza la pioggia ma la rende turbino­ se. Il tuo carattere è forte e non può darsi con chi è fragile senza produrre un danno... Cerca la pace e per quanto puoi, abbi compassione di chi è cattivo.

 

Il citrato di magnesio Una scatola di citrato di magnesio è tutto granuli bianchi... Come sono bel­li! Se li agiti fanno un simpatico rumo­re, come un giocattolo. È un divertimento. Ma se cadono nell'acqua... Oh, che sbuffare, che frizzare, che schiuma che esce fuori dal bicchiere e bagna tutto! Così è il carattere nervoso: nella quiete è bello, ma nelle occasioni stor­te, ahimè, è effervescente! Sta' in pace. Ti benedico.

 

Ai toni troppo alti poni una sordina Accordatevi tutti nel mio amore che è pazienza e pieno di misericordia. Mettete una sordina ai toni troppo vivi con la carità e il compatimento. Tu vivi tutta per me, figlia mia; vivi in tutta pace per tuo marito, che è un do­no per te. Certo, anche lui hai i suoi nervi, e può sbottare, nell'impeto del­la petulanza altrui, ma i suoi sbotta­menti sono come il fumo di un colpo a salve, che subito si dilegua se sai tace­re ed amare.

Pace, figlia mia, e darai un fiore di gioia; dolcezza, e darai un fiore di miele; condiscendenza e non capricci, e darai un fiore di bontà; preghiera, e darai un giglio profumato. Non teme­re complicazioni; va' avanti e fa' che il tuo fiore spunti al sole della Grazia e nella luce di Maria.

 

È IL SOLE DELLA FAMIGLIA Sì, la sposa e la madre è il sole della fami­glia. E il sole con la sua generosità e dedizio­ne, con la sua costante prontezza, con la sua delicatezza vigile e provvida in tutto ciò che vale a far lieta la vita al marito e ai figli.

Intorno a sé ella diffonde luce e calore. [...] La sposa è il sole della famiglia con la chiarezza del suo sguardo e con la vampa della sua parola; sguardo e parola che pene­trano dolcemente nell'anima, la piegano ed inteneriscono, la sollevano fuori del tumulto delle passioni e richiamano l'uomo alla leti­zia del bene e della conversazione familiare.

[...] Il suo occhio e il suo labbro [...] sono lampi e suoni che balzano dal cuore di madre, creano e vivificano il paradiso della fanciullezza, e sempre irraggiano bontà e soavità, anche quando ammoniscono o rim­proverano, perché gli animi giovanili [...] accolgono i dettami dell'amore. (Pio XII, Agli sposi novelli, 11 marzo 1942)