FATIMA RISPOSTA MISERICORDIOSA ALL'ATEISMO

Di tutti gli interventi della Madonna, segnati dalla storia, uno degli ultimi nell'ordine cronologico è stato quello di Fa­tima. Nell'ordine d'importanza, invece, esso va collocato al primo posto perché non solo ci ammonisce contro il pericolo più grave che abbia mai minacciato l'umanità, ma ce ne indi­ca anche la via di salvezza. Questo pericolo è l'ateismo mili­tante, comunista.

Ma che cosa è questo ateismo comunista contro il quale i Papi ci mettono in guardia ricorrendo spesso ai riferimenti biblici?

Il comunismo (che Cafaro definisce « la quintessenza del­l'ateismo ») può essere conosciuto bene soltanto se lo si esamina in rapporto alla Chiesa, Madre e Maestra di Verità, Sposa dello Spirito di Dio, Continuatrice dell'opera divina nel mondo.

La Chiesa è il Regno di Dio nel mondo, è la divinizzatrice dell'umano. Essa ha il compito di cristianizzare e di evange­lizzare tutti gli uomini; è la presenza visibile e quasi tangi­bile di Dio nel mondo, è il Corpo di Cristo vivo ed operante nel nome del Padre.

« Come il Padre ha mandato me, così anch'io mando voi... ».

Il comunismo ateo è l'opposto assoluto della Chiesa di Cri­sto; è ciò che Gesù aveva definito con il nome di « principe di questo mondo ».

Il comunismo ateo vuole debellare ogni idea di Dio, can­cellare ogni sua traccia, distruggere ogni diritto divino e in tal modo impedire l'opera salvifica di Cristo. Vuole estirpare dai cuori e dalle anime ogni impronta di Dio Creatore e di Cristo Salvatore per imprimervi il proprio marchio satanico ed imporre la menzogna al posto della verità, l'odio al posto dell'amore.

Non vi fu mai un sistema, un'idea-forza che fosse così diametralmente opposta a Dio e al suo piano, come lo è il comunismo ateo. Lo hanno confermato tutti i Vicari di Cristo succedutisi in questo secolo; la loro profetica voce si è al­zata più di cinquecento volte per dare l'allarme ed esortare l'umanità alla difesa contro il pericolo che la minaccia.

La definizione più giusta del comunismo ateo ce la dà San Paolo nella sua Lettera ai Tessalonicesi quando dice: «... co­lui che si contrappone e si innalza sopra ogni essere che viene detto Dio o è oggetto di culto, fino a sedere nel tem­pio di Dio, additando se stesso come Dio » (2 Tess. 2,4).

La lotta del comunismo ateo contro Dio, contro la Chiesa e contro il cristianesimo è un fatto universalmente noto, ben­chè lo sia non sotto tutti i suoi aspetti (vedi ad es. l'oppres­sione della Chiesa del Silenzio di cui si sa poco). Vi è però un aspetto particolare del comunismo, generalmente ignora­to, sebbene rappresenti il suo tratto fondamentale: è la vo­lontà di « assidersi sul trono di Dio ».

Il voler essere uguale a Dio è stato il primo peccato di Lucifero: il peccato satanico per eccellenza. Nel Cielo egli, angelo superbo e ribelle, ha voluto mettersi al posto di Dio: è riuscito a sedurre una parte degli angeli, ma è stato cac­ciato dall'Arcangelo Michele che lo ha vinto nel nome del­l'unico vero Dio, al grido « OUIS UT DEUS? ». Nel paradiso terrestre, egli aveva sedotto i primi uomini promettendo loro che sarebbero divenuti uguali a Dio, volendosi sostituire a Lui, e contagiando così di nefasta superbia il mondo e l'uma­nità. Per la terza volta Satana ha cercato di indurre in tenta­zione lo stesso Salvatore: « Tutto questo ti darò, se ti pro­stri e mi adori ». Anche qui tentava sostituirsi a Dio, come lo confermano le parole di Gesù: «Vattene Satana, sta scritto: Adora il Signore Dio tuo e a Lui solo rendi culto » (Mt. 4,9).

Il tentativo estremo, con cui Satana tenterà di mettersi al posto di Dio, è stato predetto dall'Apocalisse: « ... e Satana uscirà... per sedurre le nazioni, che sono ai quattro angoli della terra... (Ap. XX.,8). « ... fino a sedere nel tempio di Dio, additando se stesso come Dio » (2 Tess. 2,4).

Già nel Paradiso Satana è riuscito, seducendo i nostri pro­genitori Adamo ed Eva, a rompere l'amicizia originale tra Dio e l'umanità, ma non è riuscito a spingere l'umanità contro Dio.

Oggi, con l'ateismo istituzionalizzato, scientifico e militan­te, sembra che abbia già dato origine a questa lotta apoca­littica, molto più agguerrito e più che mai deciso nel mettere tutta l'umanità contro Dio e così sostituirsi a Lui e lo con­fermano i Sommi Pontefici.

Pio XII dice che l'umanità intera è in pericolo « di rica­dere in una barbarie peggiore di quella in cui ancora giaceva la maggior parte del mondo all'apparire del Redentore » (Divini Redemptoris, 1937, nr. 2).-,

Questo pericolo tanto minaccioso è il comunismo ateo che, animato dall'odio contro tutto ciò che è divino, sta intaccan­do « il midollo della società umana » per condurla alla rovina dell'apostasia. Pio XIII definisce l'odio contro Dio il delitto più grande di cui l'uomo possa macchiarsi, delitto SATANICO fino ad ora sconosciuto e di cui il mondo non era capace di macchiarsi perchè era contro la sua natura. L'uomo, come dice Plutarco, e come conferma Tertulliano, è un essere reli­gioso per sua natura, sempre in cerca di Dio. Cercare Dio e servirlo in qualche modo era istinto primordiale dell'uomo, da cui non sapeva e non poteva liberarsi. Plutarco conferma il bisogno di Dio, comune a tutti gli uomini, quando dice: « Andando per la terra, tu puoi trovare città prive di mura, prive di scienza, senza dominatori, senza zecche, senza ginnasi e senza teatri, ma una città senza tem­pio di Dio, senza giuramenti e senza profezie - una simile città non l'ha vista ancora nessun mortale e non la vedrà mai ».

Il Vicario di Cristo, più d'ogni altro uomo assistito dallo Spirito Santo e pertanto altamente qualificato all'insegnamen­to delle verità rivelate da Dio, dice che per la prima volta si è verificata una cosa quasi «naturaliter impossibile». Le parole del Sommo Pontefice risuonano come un grido: -Vediamo quello che mai vide la storia: spiegate al vento le sataniche bandiere della guerra contro Dio e contro la re­ligione » in mezzo a tutti i popoli e in ogni parte della terra. « Mai », vuol dire neanche prima di Cristo, neanche nel Vec­chio Testamento. Ovunque è al potere, il comunismo ateo si appropria dei diritti divini sul corpo, sull'anima e sulla co­scienza dell'individuo, sulla famiglia, sulla società, sulla na­zione. Tutti devono accettare l'ideologia ateista, non solo pas­sivamente, ma aderendovi con l'intelletto, con la volontà, coll'anima; mostrandosi pienamente soddisfatti di quest'ideo­logia, addirittura entusiasti. Hanno l'obbligo di testimoniare in favore dell'ateismo; sono chiamati ad essere - per for­za - apostoli dell'ateismo. E' in continuo aumento, purtrop­po, Il numero di tali « apostoli » volontari, pionieri e propa­gandisti dell'ateismo formati negli appositi « seminari » e accademie: nell'Unione Sovietica se ne contavano nel 1974 due milioni, mentre a 19 milioni ammontava il numero dei giovani costretti a frequentare speciali corsi sull'ateismo. Per tutti costoro esiste espresso obbligo di aiutare il Partito a eliminare i « residui della religione ». Questa massiccia, brutale ateizzazione di milioni di creature, costrette a deri­dere Dio prima di conoscerlo, costituisce una mostruosità senza riscontro nella storia del genere umano.

Tra i Paesi « satelliti », il primo posto in questo campo è tenuto dalla Cecoslovacchia, dove l'esercito di « missionari dell'ateismo » contava nel 1974 circa 130 mila unità.

Trattando dell'ateismo, il Concilio Vaticano II, lo ha anno­verato «fra le cose più gravi del nostro tempo » che vanno « esaminate con diligenza ancora maggiore » (Costituzione Pastorale « Gaudium et Spes », nr. 19). A tale proposito ci sia lecito osservare che l'ateismo non va annoverato sem­plicemente « fra le cose più gravi », ma dichiarato esplicita­mente per quello che è in realtà, e cioè la cosa più grave, e non soltanto « dei nostro tempo », ma di tutti i tempi che l'umanità ricordi.

Non si tratta, infatti, di una dottrina filosofica o di un movimento politico-sociale, ma di una concezione del mondo ateistico-materialista, una pseudo-religione che, sotto il falso manto della giustizia sociale, della uguaglianza e della fra­tellanza universale, promette agli uomini il paradiso sulla terra con lo scopo ultimo di staccarli da Dio. Visto con gli occhi della fede, l'ateismo marxista non è altro che il « brac­cio secolare » dell'anti-Cristo, di -Lucifero, il proseguimento della sua ribellione contro Dio, la continuazione del suo « non serviam »: è una minaccia apocalittica che incombe, oramai da vicino, sull'umanità e sul mondo intero.

Ed è così, difatti, che lo hanno visto, riconosciuto, identifi­cato e definito i Sommi Pontefici del nostro secolo:

Pio XII: « ... in questa lotta (lotta contro l'ateismo) si di­scute il problema fondamentale dell'universo e si tratta la più importante decisione proposta alla libertà umana: per Iddio o contro Dio, è questa dinuovo la scelta che deve de­cidere le sorti di tutta l'umanità... » (Enc. « Caritate Christi Compulsi », 3-V-1932, nr. 6).

Pio XII: « ... satanico flagello (che spiega) una propaganda veramente diabolica quale forse il mondo non ha mai ve­duto... per la prima volta nella storia stiamo assistendo ad una lotta freddamente voluta e accuratamente preparata dal­l'uomo contro "tutto ciò che è divino" (cfr. II Tess. 11,4) ». (Enc. « Divini Redemptoris », 19-III-1937, nr. 7, 17, 22).

Pio XII: « ... le macchinazioni degli uomini empi, i quali più che per il passato, sembrano eccitati dal nemico stesso infernale nel loro implacabile ed aperto odio contro Dio... l'odio contro Dio... è il delitto più nefando di cui si possa macchiare l'uomo... » (Ene. Haurietis Aquas in Gaudio», 15-V-1956).

Vent'otto anni dopo, Paolo VI parla già « ...dello SPA­VENTOSO PERICOLO CHE INCOMBE SULL'UMANITA' IN­TERA, E CIOE' L'ATEISMO... la più terribile empietà mili­tante, che non si limita a negare l'esistenza di Dio col giudizio del pensiero e la condotta di vita, ma impugna le amni contro il deismo per sradicare ogni sentimento e valore religioso... » (Alla XXXI Congregazione Generale della Compa­gnia di Gesù, 7-V-1965; Ed. Paoline, vol. VI, p. 38).

Contro questo pericolo, così chiaramente definito dai Papi come emanazione satanica, si è alzata dal Cielo la Voce di Maria, Madre di Cristo e Madre nostra, per cercare ancora una volta di salvare il genere umano dalla perdizione, da una Cafarnaum di Satana. Il suo monito - forse l'ultimo - assu­me oggi significato risolutivo.

Oggi, fra i credenti nessuno più dubita dell'importanza del « Messaggio » di Fatima nella sua formulazione generale. E non ne dubita neppure la Chiesa. Ce lo dimostrano sia le conclusioni del Processo canonico di Leiria del 13-V-1930, sia le dichiarazioni collettive dell'Episcopato portoghese, sia gli atti e le parole dei Sommi Pontefici.

Primo ad accennare alle apparizioni di Cova da Iria (Fa­tima) è stato Pio XI° nella sua Lettera Apostolica del 10-XII-1933; Pio XII° ha parlato di Fatima in dieci documenti e, adempiendo il voto del « Messaggio », ha consacrato il mondo e la Russia al Cuore Immacolato di Maria. Giovan­ni XXIII, parla di Fatima in quattro documenti e in due allo­cuzioni. Paolo VI, ne ha parlato, fino ad ora, in quattro docu­menti e in una decina di discorsi; ha inviato al Santuario di Fatima la « Rosa d'Oro », nel 1965, e nel 1967 si è recato egli stesso, pellegrino, a Fatima.

Anche l'assiduità, con cui i fedeli frequentano il luogo prescelto dalla Madonna dimostra quale importanza attribui­sce alle apparizioni di Fatima il senso comune dei credenti. Si pensi a milioni di pellegrini che giungono a Fatima ogni anno da tutto il mondo; si pensi alla grandiosa manifesta­zione di fede del 13 maggio 1967 che ha raccolto nella Con­ca da Iria quasi due milioni di fedeli.

Confermata così la credibilità del « Messaggio » di Fatima e stabilito il valore che ad esso vien attribuito dalla Chiesa e dall'opinione pubblica mondiale, si può passare ora al suo significato intrinseco e, in particolare, all'importanza che es­so acquista nei confronti dell'ateismo contemporaneo.

Che cosa aveva rivelato la Vergine durante le sue appari­zioni ai tre poveri pastorelli: Lucia di Gesù, di dieci anni, e ai suoi cuginetti Francesco, di nove anni, e Giacinta di sette anni?

Per maggiore chiarezza, è bene dividere il tema in due parti: 1) quel che la Vergine a Fatima ci ha detto di temere e di fuggire; 2) quel che ci ha chiesto di fare per scon­giurare la catastrofe che minaccia l'umanità intera.

Nella prima parte Ella ci insegna che per sfuggire all'in­ferno bisogna fuggire il peccato. II peccato è causa della dannazione eterna, è causa della guerra (in questo senso si è pronunciato anche il Concilio Vaticano II°: « Gli uomini, in quanto peccatori, sono e saranno sempre sotto la minaccia della guerra, fino alla venuta di Cristo, ma in quanto riesco­no, uniti nell'amore, a vincere il peccato, essi vincono anche la violenza... » « Gaudium et Spes », 78).

Nella seconda parte la Madonna ci parla degli errori che la Russia diffonderà; essi saranno causa di guerre e di per­secuzioni alla Chiesa, vale a dire saranno peccato e gene­reranno peccato. Questi errori nascono, tutti, dall'errore più grande, dall'ateismo militante comunista: essi portano al­l'apostasia totale da Dio, all'odio verso Dio, alla lotta con­tro Dio.

Le parole del « Messaggio » di Fatima ed i testi dei Pon­tefici, da noi citati, ci inducono a considerare il mondo e l'ateismo nella luce della teologia, che è l'unica giusta. Il marxismo ateo ha contribuito in modo decisivo ad intossi­care il mondo di materialismo. La sua grande vittoria consi­ste appunto nell'aver saputo imporre alle coscienze dei cri­stiani il problema materiale della vita, come questione di primo piano, spostando su piani secondari la vita spirituale e soffocando così la voce stessa di Cristo:

« Cercate prima il Regno di Dio e la sua giustizia e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta ».

Ma il male prodotto dall'ateismo marxista non consiste sol­tanto nella sua erronea concezione ideologica e sociologica, nè nel fatto di essere la causa diretta del martirio e delle sofferenze di milioni di esseri umani, innocenti: il suo male maggiore ed essenziale è il peccato dell'apostasia, alla quale educa e conduce il genere umano... La Bibbia ci racconta che gli Israeliti d'una volta non piangevano tanto le loro case e le loro famiglie distrutte, quanto il loro tempio di Dio profa­nato e raso al suolo. Così anche noi, oggi, dovremmo preoc­cuparci anzitutto di quegli innumerevoli TEMPLI VIVI DI DIO, che vengono continuamente e sistematicamente profanati, devastati e distrutti dalla « più terribile empietà militante ».

L'umanità, sottratta alla paternità divina, privata della fede in Dio e dell'amore, sta per sprofondare sempre più nel caos babelico in cui prolificano odii e discordie. I valori della pace, della dignità umana, della libertà e fratellanza, che il comu­nismo ateo pretende di propagare e difendere, sono i più misconosciuti e calpestati proprio là, dove esso è al potere.

Il « Messaggio » di Fatima difende anche questi valori, in­dica la via per salvarli, e acquista pertanto, anche sotto que­sto aspetto, un'importanza universale.

 

QUEL CHE MARIA CI HA CHIESTO A FATIMA

« Colui che disse NO a Dio è sceso in campo contro colei che disse SI'» (Card. Suenens).

La Madonna mobilita oggi coloro che seguono quel « Sì »; mobilita il suo seme, ma non per condurlo alla guerra, alla distruzione, bensì per salvarlo; non per turbare, ma per pa­cificare. Paolo VI, si è recato in pellegrinaggio a Fatima non alla Nostra Signora della guerra fredda » - come si è espresso un quotidiano cattolico (!) olandese -, ma da Co­lei « che per l'incolumità di questo mondo moderno ha ancora mostrato il Suo materno volto, dolce e luminoso » (dal di­scorso di Paolo VI all'udienza generale del 3-V-1967).

E' singolare e significativo il modo nel quale la Madonna svolge questa mobilitazione del suo seme.

Nel 1917, nel momento in cui il comunismo ateo si mate­rializza in una potenza politica che gli consentirà di or­ganizzare la diffusione dell'errore nel mondo intero, la Ver­gine preannuncia (a Fatima) i pericoli che ne deriveranno e indica i mezzi di salvezza. Promuove non « una guerra fredda », ma un'offensiva di preghiera, di sacrificio e di carità, come l'unico mezzo per fermare la diffusione dell'er­rore così perfettamente organizzata.

Il 13 luglio 1917 Maria, nel suo « Messaggio » ai tre pa­storelli, avverte l'umanità del pericolo che nasce in Oriente - esattamente quattro giorni dopo, il 17 luglio, Lenin solleva a Pietrogrado un'insurrezione armata contro il governo de­mocratico di Kerenskij, e il 7 novembre (25 ottobre secondo il calendario russo) - dodici giorni dopo l'ultimo monito di Fatima - riesce a sconfiggere Kerenskij, chiama in vita un regime ateo-marxista e, invece della tanto sospirata emanci­pazione, impone al popolo russo il giogo di una schiavitù satanica, mai fino ad allora conosciuta. Lo stesso giorno, il 7 novembre Lenin dichiara ai suoi collaboratori:

« ...Io sulla Russia ci sputo. Questa non è che una fase da sorpassare per giungere alla rivoluzione mondiale, al DOMI­NIO SUL MONDO... Ora saremo spietati con tutti. Distruggeremo ogni cosa e sulle rovine innalzeremo il NOSTRO TEMPIO ».

Si può constatare così, che la sovversione ateista in Russia e gli avvenimenti di Fatima non solo appartengono allo stesso anno, ma che esiste tra di essi una coincidenza molto stretta e che - fatto essenziale - i secondi hanno sempre prece­duto i primi.

Nei documenti di Fatima la parola « Russia » figura lo stes­so numero di volte della parola « pace », il che si connette anche cogli eventi storici profetizzati dal « Messaggio » e già avveratisi. E' una constatazione di fatto questa: il risul­tato di fredda analisi delle cose del mondo in cui viviamo.

A Fatima, Maria ci ha detto: « ... ALTRIMENTI LA RUSSIA, NON CONVERTENDOSI, DIFFONDERA' I SUOI ERRORI NEL MONDO... ».

Oramai, la diffusione di questi errori ha assunto dimensioni tragicamente allarmanti. Infatti, mentre dieci anni fa l'atei­smo marxista estendeva il suo potere soltanto ad un sesto della terra, oggi domina già, praticamente non contrastato, PIU' DELLA TERZA PARTE DELL'UMANITA'.

L'avanzata dell'ateismo nel mondo libero e la sua capacità di penetrazione sono sconcertanti (ancor più sconcertante, però, è l'incapacità di quel mondo ad opporvisi!). Affiancan­dosi a varie correnti ideologiche, politiche, culturali e sociali, l'ateismo è riuscito ad infiltrarsi contemporaneamente nel mondo cristiano - cattolico, ortodosso e protestante - in quello musulmano, e in quello scintoista, israelita, induista e buddista. Ma il suo obiettivo principale resta pur sempre la distruzione del mondo cristiano e, anzitutto, di quello cat­tolico.

Quali risultati, numerici, ha raggiunto sino ad oggi que­st'offensiva dei senza-Dio? E' impossibile, purtroppo, rispon­dere citando qui dati statistici completi e particolareggiati. Sono eloquenti, comunque, quelli non completi, ma sicuri, che si possono riassumere in modo seguente: nel 1917, al­lorchè Lenin salì al potere in Russia, il numero di comunisti atei in tutto il mondo si aggirava sui 250.000; nel 1937, ai tempi della « Divini Redemptoris » e della istituzionalizzazio­ne dell'ateismo in Russia, tale numero era già salito a 4 mi­lioni; nel 1956 aveva raggiunto 30 milioni; nel 1961 40 mi­lioni e nel 1966 ha superato 46 milioni.

Secondo un'inchiesta del Dipartimento di Stato USA, am­pliata poi da fonti inglesi, alla fine del 1972 il comunismo ateo disponeva nel mondo di un potenziale numerico pari a: 87 partiti comunisti nazionali; 42 partiti comunisti più o meno clandestini; 52.600.000 di iscritti ai partiti nazionali. In ogni Paese dell'area ateista funzionano i cosiddetti « seminari u dell'ateismo (in Russia vi sono anche due accademie del­l'ateismo) che hanno il compito di alimentare i quadri dei pionieri ateisti sempre meglio qualificati. Nel 1972 nell'Unione Sovietica il rapporto tra la popolazione ed i pionieri dell'atei­smo si esprimeva in queste cifre: un pioniere ogni quaranta abitanti. Una statistica, incompleta, pubblicata a cura del « Museo della Storia delle Religioni e dell'Ateismo di Le­ningrado rende noto che nel biennio 1969-1970 sono stati registrati nell'URSS ben 973 titoli di nuove opere scientifiche sull'ateismo stampate in 12 lingue. La tiratura di queste pub­blicazioni, in gran parte destinate all'estero, si conta a cen­tinaia di milioni. Un altro esempio della rapidità con cui si diffonde l'ateismo ci offre la Cecoslovacchia, dove nel 1971 agivano 44.000 pionieri dell'ateismo (su una popolazione di circa 14 milioni di abitanti) ; secondo il quotidiano « Pravda » di Bratislava (7-IX-1971) il numero dei pionieri era destinato a crescere continuamente per raggiungere nel 1974 cento­trentamila unità. Ci risulta che tale record è stato già rag­giunto. L'Annuario statistico cecoslovacco elenca nel 1972 le testate di 1.213 giornali, la cui tiratura globale allo scader del 1971 ammontava a ben 1.770.000.000 copie delle quali il 92% era di contenuto ateistico. Erano passati allora non più di venti anni dalla introduzione in Cecoslovacchia di un orga­nizzato sistema di propaganda antireligiosa.

Le persecuzioni, di cui il teatro è stata ed è tuttora l'intera area marxista, ci riportano irresistibilmente al presagio di Fatima: « LA RUSSIA SUSCITERA' PERSECUZIONI ALLA CHIESA; MOLTI BUONI SARANNO MARTIRIZZATI... ».

Nella prospettiva storica, la Rivoluzione ateo-marxista, det­ta d'Ottobre (1917), con il successivo corollario di rivolgimenti in tutto il mondo, ha segnato, ovunque si è realizzata, l'inizio di una specie di sterminata vendemmia di sangue, decretata dagli uomini e dagli sviluppi dialettici degli avve­nimenti, il cui scopo finale è il dominio del mondo e la tra­sformazione dell'umanità in una massa fisica inerte, spiri­tualmente morta, « in materiale da costruzione e strumento di produzione».

Quanti morti ha inghiottito fino ad oggi il Moloch rosso? Fonti occidentali, qualificate, affermano: in mezzo secolo, 85 milioni in tutto il mondo, Cina compresa».

Stalin stesso calcolava in sei milioni i soli kulaki » (colti­vatori diretti, piccoli proprietari terrieri) fucilati o fatti mo­rire d'inedia, e in dieci milioni gli « eliminati - durante i mas­sacri in massa che, secondo lui, « sono stati necessari per attuare integralmente il marxismo-leninismo nelle fabbriche e nelle campagne».

Nel periodo della persecuzione violenta, 1917-1939, furono soppressi in vari modi nell'URSS circa 40 mila sacerdoti e religiosi ortodossi, tra i quali due Metropoliti e 300 fra Ve­scovi e Prelati. Nello stesso periodo furono distrutte o adi­bite a scopi non religiosi 46.500 chiese ortodosse e 21.000 Cappelle.

La Chiesa cattolica nell'URSS fu distrutta completamente; furono martirizzati due Vescovi e 200 sacerdoti; molti sacer­doti morirono nei luoghi di deportazione; alcune decine riu­scirono a porsi in salvo riparando all'estero.

Attualmente, nell'Unione Sovietica e nei Paesi da essa soggiogati è in corso una persecuzione religiosa non vio­lenta, ma perfida e ai fini ultimi assai più esiziale. Essa mira a soffocare la vita religiosa, dove si può, per mezzo delle misure e vessazioni d'ordine amministrativo; mentre altrove cerca di impadronirsi dell'organizzazione ecclesiastica per farla diventare docile strumento nelle mani dei regimi atei.

“... NAZIONI SARANNO ANNIENTATE...”.

Negli anni 1944-45 furono strappati dai loro Paesi natii (fa­centi parte dell'URSS) e deportati nelle regioni gelide della Siberia interi gruppi etnici dl ceceni, di tartari, di ingusci, di calmuchi, di cabardini e di caraciani. Più della metà di quegli infelici morì durante la forzata migrazione o nei primi mesi della vita in esilio. Nelle carte geografiche, stampate nel 1947 dall'Istituto geografico statale « Geodesia » di Mosca, queste nazioni non figurano più nè come « Repubbliche au­tonome », come figuravano fino a quell'anno, nè come provin­cie autonome. Sono state cancellate dalla faccia della terra. La stessa sorte toccò poi alle nazioni baltiche: l'Estonia, la Lituania e la Lettonia.

IL 13 LUGLIO 1917 LA MADONNA HA PREDETTO ANCHE LA FAME. E la fame venne nel 1929 e colpì tutta la Russia, ma particolarmente le sue regioni meridionali e l'Ucraina, quel­l'Ucraina che fino a pochi anni prima veniva chiamata, giu­stamente, « il granaio d'Europa ». La fame e la carestia arri­vavano dovunque, fino nei villaggi più lontani. Nel 1929, pri­ma della carestia, vivevano sulle terre meridionali della Rus­sia ventisei milioni di famiglie contadine con una media di quattro-cinque persone a famiglia: nel 1936 esse erano ri­dotte a venti milioni, cioè circa sei milioni di famiglie di meno, il che significa che almeno venticinque milioni di per­sone erano sparite; non tutte debbono considerarsi perite perchè molti contadini emigrarono dalle campagne nelle città, ma certamente una notevole proporzione, forse dieci, forse dodici milioni di contadini erano finiti per fame.

E così, anche questa parte del presagio di Fatima si è già avverata. Ma è appunto l'avverarsi di questa parte che - contrariamente al pessimismo di molti - deve infonderci la speranza in una futura realizzazione anche dell'ultima par­te del presagio:

« Finalmente il mio Cuore Immalolato trionferà... La Russia si convertirà, e sarà concesso al mondo un tempo di pace ». Certo, la conversione, la evangelizzazione e la ri-cristianiz­zazione del mondo ateo rappresenta il più grande e il più arduo compito missionario di tutti i tempi. Ma, se l'umanità accogliesse l'appello di Maria e se noi tutti cominciassimo ad agire secondo quello che Ella ci chiede, mettendo in atto il nostro personale « fiat », la realizzazione di tale compito diverrebbe possibile.

Per salvare l'umanità dal flagello mortale dell'ateismo non servono lotte politiche e ancor meno azioni militari: ci vuole un mezzo, una potenza d'ordine spirituale. Un tale mezzo esiste. Esso non è umano. E' stato dato all'umanità da Dio stesso: si chiama MARIA.

« Il portento grande che l'apostolo San Giovanni vide nel cielo: una donna ravvolta dal sole, non senza fondamento la sacra Liturgia lo interpreta come riferentesi alla Beatissima Vergine Maria, Madre di tutti gli uomini per la grazia di Cristo Redentore ».

Con questo esplicito riferimento all'Apocalisse, il Santo Padre Paolo VI inizia l'Esortazione Apostolica « SIGNUM MAGNUM » del 13-V-1967, in occasione del suo pellegrinag­gio a Fatima per il cinquantesimo anniversario delle appari­zioni della Madre di Dio.

In questa Esortazione, l'alta autorità che proviene dalla Cattedra di Pietro, indica uno stretto rapporto fra gli avve­nimenti di Fatima e quelli annunciati dall'Apocalisse, fino ad ora avvolti nel mistero.

L'ultimo libro del Nuovo Testamento predice, infatti, in modo misterioso quello che sarà l'avvenimento più grande degli ultimi tempi: la lotta finale fra coloro che appartengono a Dio, guidati dalla « Donna vestita di sole » e da suo Fi­glio, e quelli che, militando nel campo opposto, fanno un sol corpo col Drago che essi rappresentano e di cui sono ciechi servitori.

Lo stesso riferimento biblico alla Madonna, impegnata nel­la lotta contro il dragone, lo troviamo nella lettera che il Santo Padre aveva inviato prima (il 15-IV-1967) al Cardinale José da Costa Nuries, suo legato a latere al Santuario di Fatima. In detta lettera il Pontefice sottolinea che la Chiesa: « ha oggi più che mai bisogno dell'aiuto di Colei, che con il suo virgineo piede schiacciò e sempre schiaccia il capo del serpente antico. Lei, la conciliatrice della pace, la mediatrice dell'intemerata vittoria, la ministra del trionfo »,

Ripetendo le parole di S. Ambrogio, il Papa ci invita ad essere sempre più simili alla Madre Celeste, per essere più forti nella battaglia contro il nemico:

« Vi sia in ciascuno l'anima di Maria; vi sia in ciascuno lo spirito di Maria, perchè ognuno possa esultare in Dio ».

 

UN APPELLO: DOBBIAMO DIVENTARE MARIANI

Il monito che la Madre di Dio, e Madre nostra, ci ha rivolto a Fatima, ed i rimedi che nella sua misericordia Ella è venuta a portarci, ci devono spingere verso il più grande campo di missione che oggi si è aperto davanti alla Chiesa: la conversione degli atei.

Se vogliamo seguire l'insegnamento di Maria, se vogliamo aiutarLa nella Sua materna opera per la salvezza nostra e la salvezza dell'umanità, dobbiamo trasformarci in missionari, dobbiamo imparare a convertire gli atei, per poter così de­bellare il male più grande di tutti i mali che hanno mai in­sidiato l'umanità: l'ateismo.

Dobbiamo diventare MARIANI!

Ci attende un'opera che supera le nostre povere forze umane, perchè si tratta di una lotta contro il primo ed il più grande nemico di Dio: Satana.

Ma Dio misericordioso ci ha dato i mezzi validi per com­battere questa battaglia:

- la Sua Madre stessa,

- col suo esempio,

- col suo insegnamento,

- col suo aiuto.

Ed Ella ci ha portato il suo aiuto sin da quando il nemico aveva cominciato a manifestarsi.

« II suo piede ti schiaccerà la testa... Il suo seme combat­terà contro il tuo seme... ».

Rivolgiamo perciò un appello a tutti i « MARIANI », al « seme » di Maria, affinchè partecipino attivamente a questa missione. Anime desiderose di collaborare per la salvezza dei fratelli: più bisognosi, più poveri, più inermi ed impotenti. Più bisognosi: « ...O Gesù mio, perdona le nostre colpe, pre­servaci dal fuoco dell'inferno, porta in cielo tutte le anime, specialmente le più BISOGNOSE della tua mise­ricordia »; così ci ha insegnato a pregare, nel Rosario, il Cuore Immacolato di Maria.

Più poveri: La più grande povertà, l'unica povertà è essere senza Dio, non essere amici di Dio. Inoltre, la Madre di Dio ci ha detto: « ... molte anime vanno all'inferno per­chè non c'è chi prega e si sacrifica per loro... ».

Più inermi ed impotenti: Gli atei odiano Dio, sono contro Dio. Sono apostoli quanto mai attivi e generosi al servizio di Satana, per estendere il suo regno. Perciò essi stessi non possono far nulla per la loro salvezza: sono impotenti.

Nell'attività di questi « nuovi Missionari di Maria » si deli­neano tre modi d'impegno:

Il primo modo:

Elevare almeno ogni giorno una preghiera a Dio per la conversione di un ateo. Recitare a propria scelta: un Padre Nostro, un'Ave Maria, una corona del Rosario; offrire la San­ta Messa, la santa Comunione e altre pratiche religiose. Rite­niamo che, essendo cristiani, abbiamo il dovere di essere missionari per la gloria di Dio e la salvezza dei nostri fra­telli, per mezzo della Chiesa. Di fronte all'ateismo comunista e alla sollecitudine della Vergine a Fatima per noi, nessun cristiano può rimanere indifferente, ma deve impegnarsi.

Secondo modo:

Offrire generosamente a Maria TUTTO: sacrífici, preghiere, azioni, lavoro, meriti, secondo lo spirito di San Luigi M. Gri­gnon de Monfort, per la conversione degli atei, dei senza Rio.

Ricordiamo che sostanzialmente la Madre di Dio ha indica­to, come rimedio e mezzo d'azione, in primo luogo: la nostra propria conversione e il dovere compiuto in unione con Dio, da realizzarsi con la preghiera e la penitenza.

I compiti principali di questo « modo d'impegno » sono: - convertire i nostri fratelli per mezzo della preghiera: san­to Rosario, Eucarestia, Riparazione;

- conoscere e approfondire sempre più il problema della nostra missione e, nella misura del possibile, istruire e sensibilizzare per questo genere di missione il proprio ambiente;

- farsi apostoli, in special modo illuminando e correggendo gli atei comunisti e marxisti.

Terzo modo d'impegno:

Dono totale di sè a Dio per mezzo del Cuore Immacolato di Maria. Coloro che scelgono questo modo d'impegno, ac­cettano come programma di vita il « Messaggio », di Fatima con la consacrazione a Dio attraverso i voti religiosi e la vita in comune, offrendosi per la conversione degli atei e della Russia.

VITA DEL TUTTO CONTEMPLATIVA, realizzando una sempre più intima unione con Dio, strettamente unita al sacrificio del Redentore in spirito di espiazione e di riparazione uni­versale per i senza Dio, per glorificare il Signore e impe­trarne misericordia.

VITA MISTA, contemplativa e limitatamente attiva. Con­templativa, come sopra, e per lo stesso fine; attiva, nell'am­bito di questo vasto campo missionario, con tutte le opere che entrino nello spirito della missione: stampa - contatti con i Fratelli che collaborano nel mondo e sussidi per loro - altrettanto con e per i Fratelli perseguitati.

Per il ramo femminile già un gruppo di Religiose, di re­cente fondazione, vive questo ideale e prega, affinchè altre anime generose si uniscano a loro per la Gloria di Dio e il bene dei fratelli.

Fiduciosi nell'aiuto di Maria, dobbiamo accingerci a que­st'opera missionaria - di gran lunga superiore alle sole forze umane - animati dall'amore verso gli erranti e dal deside­rio della loro salvezza. Dobbiamo «agire contro l'errore su­bito... perchè domani potrebbe essere tardi... » (Paolo VI*, Alla città di Frascati, 1-1X-1963).

Per eventuali richieste potete rivolgervi anche a:

SUORE OBLATE DEL CUORE IMMACOLATO DI MARIA via Po, 30 - 10036 Settimo Torinese Tel. (011) 800.18.75