DUBBI TRA FIDANZATI

di Padre Antonio M. Alessi

Ogni persona è chiamata a seguire una vocazione e scegliere una professione.

Sono come il perno centrale, la ruota maestra da cui dipende tutto. Sbagliate queste, tutto l'ingranaggio si in­ceppa, non funziona, crea danni irreparabili.

Fra le varie vocazioni una delle più importanti e im­pegnative è sicuramente il matrimonio, anche perché im­pegna a convivere per tutta la vita con una persona di altro sesso, con esigenze, gusti, mentalità diverse.

Ogni professione esige una lunga preparazione, spes­so con anni di studio e di esperienza. Nessuno si im­provvisa maestro, medico, sarto, falegname; sovente in­vece si arriva al matrimonio senza una adeguata cono­scenza e preparazione.

Poiché la famiglia è il fondamento naturale della vita, il principio insostituibile della formazione della persona, è facile intuire, quanto sia importante questa scelta per i coniugi e per i figli, ai quali trasmettono i valori positivi e negativi della loro personalità.

Oggi constatiamo come la famiglia viva una crisi profonda, che si ripercuote su tutta la società, in incal­colabili conseguenze.

Per questo tanti giovani hanno paura di affrontare il matrimonio, sono pervasi da dubbi, problemi di ogni ge­nere, difficoltà che non riescono a superare, per affron­tare sereni una scelta tanto importante.

Ai più comuni e diffusi cercherò di dare una breve risposta, rimandando a trattati più completi come il mio 'Preparazione al matrimonio". Mi auguro siano convincenti ed esaurienti, capaci di fugare incertezze e perplessità.

 

Conoscersi per amarsi

Sono innamorato di una ragazza coltissima, laurea­ta, io ho fatto la terza media. Quando ci sono altre per­sone non oso aprire bocca...

Per una vera intesa e comunione tra i coniugi l'ide­ale sarebbe che tra loro non ci fosse una grande diffe­renza culturale. Importantissimo almeno che, chi ha una cultura superiore, non faccia pesare sul coniuge tale superiorità, in privato e soprattutto in pubblico.

Nulla è più mortificante per una persona sentirsi dire: "Quando parlo io devi stare zitto!"

Tenere anche presente come, nel campo pratico, una cultura mediocre, ma ricca di buon senso e di esperien­za, può rendere piacevole una conversazione e dare con­sigli più saggi e utili di un superdotato.

 

Siamo fidanzati da tanti anni e ci vediamo raramen­te per i suoi impegni di lavoro. Quando cerco di intavo­lare un discorso su problemi seri, riguardanti il nostro avvenire, cambia discorso.

Il periodo di fidanzamento è il tempo più adatto per conoscersi profondamente e affrontare insieme la futu­ra vita a due.

Dalla conoscenza nasce la stima, l'accettazione reci­proca, l'autentico amore. Ognuno di voi ha la sua per­sonalità distinta e diversa. Solo aprendovi reciproca­mente con grande sincerità: desideri, aspirazioni, diffi­coltà; programmando insieme la vita che vi attende, po­trete affrontare un impegno che dura l'intera vita. Ognuno deve conoscere e accettare gli aspetti positivi e negativi che costituiscono due diverse personalità. Troppi sposi scoprono troppo tardi di avere sposato una persona diversa da quella a cui intendevano legare la propria vita.

 

Lui appartiene a una famiglia nobile e ricca, io in­vece sono figlia di operai. Temo di trovarmi a disagio entrando a far parte del loro ambiente.

Tante sognano il "principe azzurro", ma la favola di cenerentola, come tutte le fiabe, non corrisponde alla realtà. Il partito ricco non sempre è il migliore e il più fortunato.

Ogni persona porta sempre con se un po' della terra in cui ha affondato le proprie radici. Sicuramente abi­tudini e tendenze si possono correggere, migliorare con la buona volontà, anche se è difficile cambiarle radical­mente.

La felicità è fatta di piccole cose, di tanti gesti quo­tidiani. Anche il galateo, il modo di comportarsi in casa, a tavola, con le persone, ha una grande importan­za. Chi sale più in alto deve sforzarsi di adattarsi alle abitudini della nuova famiglia, eliminando ogni volgari­tà e grossolanità, per evitare disagi e disprezzo.

 

I miei genitori sono decisi di impedirmi ad ogni co­sto di sposare l'uomo che amo, perché di condizione so­ciale inferiore. Piango, non so cosa fare...

I genitori hanno il diritto, anzi il dovere di consiglia­re i figli nelle scelte più importanti e questi di ascoltarli, rispettarli, amarli, anche se in contrasto con le loro aspirazioni.

Ma non sono i padroni dei figli, fino a disporre del­la loro vita in base ai loro gusti e alle loro preferenze. La scelta matrimoniale non potrà in ogni caso essere imposta o impedita. I genitori corrono verso il tramon­to, i figli invece sono l'avvenire. Il matrimonio, come ogni altra vocazione, è una scelta da cui dipende la loro vita, per cui deve essere matura, ma perfettamente li­bera. Tocca ai genitori sacrificarsi per il bene dei figli, non viceversa.

Anche se sbagliano, non potranno imputare ad altri l'errore, anzi ricorderanno sempre con gratitudine chi li aveva consigliati per il loro bene.

Chi invece avesse imposto o impedito una scelta tan­to importante, si rende responsabile di contrasti, sepa­razioni, maledizioni, che amareggiano e avvelenano la vita dei figli e dei genitori stessi.

 

Mi ha lasciata dopo tre anni di fidanzamento. Io gli avevo dato tutto, gli chiedevo persino scusa anche se avevo ragione. Vorrei morire...

Invece devi vivere, riprendere in mano la tua liber­tà e la tua vita che ha un valore infinito. Ringrazia Dio che non ha permesso arrivassi al matrimonio con un uomo che ha preteso tutto, senza dare nulla. Avresti in­contrato solo umiliazioni e sofferenze di ogni genere.

Vedi, l'errore che commettono tante ragazze per con­quistare un uomo, è concedergli tutto, condiscendere a ogni suo desiderio, umiliarsi fino ad annullare la pro­pria personalità.

Il vero amore è rispetto, donazione reciproca, favori­re la crescita della personalità altrui, per accettarsi e aiutarsi vicendevolmente. "Ti voglio bene" non è una frase senza significato, implica amare una persona fino alla disponibilità di sacrificare il proprio egoismo per la felicità della persona amata.

Da fidanzati e anche da sposati, ognuno dei due deve sempre poter dare qualcosa all'altro. Chi dà tutto, non ha più nulla da offrire.

Ora hai riacquistato la tua libertà, arricchita di una preziosa esperienza, anche se negativa; Dio ti aiuterà a trovare una persona adatta, degna del grande amore che porti nel cuore e Dio non delude mai le nostre at­tese!

 

Lui è tutto preso dal suo lavoro. I suoi progetti, l'at­tività che svolge hanno la preferenza su tutto. Non gli interessa minimamente il lavoro che faccio, quello che vorrei realizzare...

È fondamentale che ognuno rispetti la personalità dell'altro, le sue aspirazioni, il modo di organizzare e realizzare la propria vita.

Ognuno tuttavia dovrebbe sposare un po' l'attività del coniuge, interessarsi ai suoi problemi, senza voler interferire sulla sua attività, o imporre i propri gusti. Ognuno dovrebbe essere di sostegno all'altro, nei limiti del possibile, per aiutarlo a superare le difficoltà, favo­rire lo sviluppo della sua personalità.

Quattro occhi vedono più di due, una mano lava l'al­tra, l'aiuto reciproco è sempre un grande incoraggia­mento.

Spesso servono poche parole, che costano poco e aiutano molto: "Come ti è andata oggi?... Ti vedo stanco e preoccupato, posso fare qualcosa per te?... Ti è riuscito quel progetto?..." Incoraggiare sempre, rimproverare poco, accusare mai. "Si prendono più mosche con una goccia di miele che con un barile di aceto", diceva il santo gentiluomo Francesco di Sales e nella vita a due, è meglio usare molto miele e poco aceto.

 

Il mio fidanzato gelosissimo non vuole esca di casa da sola. Se mi vede parlare con qualcuno fa scenate spaventose. Cosa devo fare?

La gelosia maschile e femminile è una brutta malat­tia, difficile da guarire; sovente anzi diventa cronica, aumenta con l'età e rende la vita impossibile.

Dio ci ha creati liberi e tutti devono rispettare que­sto dono divino, ovviamente senza abusare. Non puoi accettare una vita da reclusa, privarti del diritto di esprimere la tua personalità, in casa e fuori casa.

L'amore deve basarsi sulla reciproca fiducia, per of­frire sicurezza, gioia, non trasformarsi in uno strumen­to di tortura, con accuse assurde, basate spesso su fan­tasie farneticanti, che finiscono per avvelenare la vita. Da notare come sovente chi dubita e accusa gli altri, è per nascondere le proprie malefatte.

 

Problemi fisici ed economici

I miei genitori sono contrari al mio fidanzamento con una ragazza che amo. Dicono che è brutta e provie­ne da una famiglia non sana...

Il bello come il brutto sono giudizi soggettivi; ciò che piace a uno, dispiace a un altro. Guai se tutti avessero gli stessi criteri nella scelta dei vestiti, del cibo, della casa, delle persone. Ogni persona ha gusti e preferenze diverse.

Non è poi vero che le superdotate, le stelle del cine­ma e delle copertine dei rotocalchi facciano matrimoni felici, anzi le cronache quotidiane garantiscono il con­trario. La tua futura sposa deve piacere a te, non agli altri.

Per quanto riguarda la salute il problema va affron­tato con serietà. Se si temono tare ereditarie, malattie infettive, conseguenze nei rapporti tra marito e moglie o nella vita dei figli, è consigliabile accurate visite spe­cialistiche, per conoscere in antecedenza difficoltà e pe­ricoli a cui potreste andare incontro. Il male conosciuto fa sempre meno paura e cure preventive possono evita­re pericoli e difficoltà. Una visita medica può anche darvi preziosi consigli sul modo di comportarvi per af­frontare con maggiore tranquillità e sicurezza la vita matrimoniale.

 

Il mio futuro marito non vuole figli, teme che il loro arrivo sottragga l'amore per lui. Penso sia molto egoista.

È una posizione contraria a uno dei fini primari del matrimonio: "Crescete e moltiplicatevi", ha detto il Cre­atore ai nostri progenitori. Il proposito di escludere i fi­gli è causa di nullità del matrimonio, perché l'istituto stesso del matrimonio e l'amore coniugale sono ordinati alla procreazione e alla educazione della prole. (Gau­dium et Spes). Se i nostri genitori avessero accettato questa condizione, io, tu, lui e tanti altri, non esistereb­bero.

In realtà è vero il contrario, l'arrivo dei figli è un rinnovato impegno che rinsalda e aumenta il vostro amore. Vi sentite rivivere in ciascuno di loro, che diven­tano così il completamento e il prolungamento dell'amo­re che vi unisce. È ben noto il detto: "Chi non ha figli non conosce noie, ma neppure gioie".

Hai mai pensato quanto diventi monotona, noiosa la vita di due sposi, che, soprattutto con l'avanzare del­l'età, sentono il vuoto della casa e di una convivenza senza scopo. Senza contare l'amarezza e la solitudine del coniuge che rimane solo dopo la morte di uno dei due.

La sterilità, quando è voluta, specialmente se impo­sta da uno degli sposi, è sempre causa di dissapori, in­comprensioni, contrasti, che conducono sovente all'indif­ferenza e al tradimento. Ogni vita vegetale, animale, umana, tende naturalmente a superare la morte, per sopravvivere nei figli, germogli di un amore fecondo.

 

Con il mio fidanzato litighiamo spesso, non andiamo d'accordo su molti punti importanti. Sono preoccupata per quando saremo sposati.

Due caratteri opposti rendono difficile la convivenza. Due poli positivi sprizzano scintille a ogni contatto. È anche vero però come due caratteri eguali non sono l'ideale per creare armonia. Due melanconici, pessimi­sti per natura, rendono la vita un funerale a lungo me­traggio, come due caratteri focosi, sanguigni, trasforma­no la vita in una lotta continua.

L'ideale che ognuno abbia qualcosa da offrire all'al­tro, aiutandolo a superare carenze costituzionali, ten­denze abitudinarie, per arricchirsi vicendevolmente. Im­portante che tra i due non esistano contrasti fondamen­tali su diritti e doveri della vita matrimoniale.

Il fidanzamento serve a una conoscenza profonda delle due personalità, con uno sforzo costante e recipro­co di smussare le angolosità per creare quell'armonia capace di donare serenità e gioia.

 

Sono innamorata di un giovane malato incurabile. Mi fa tanta pena. I miei sono contrari, ma io sono de­cisa a sposarlo.

Il matrimonio non è una vocazione missionaria e neppure una professione di assistente sanitaria. Certo la scelta del coniuge è perfettamente libera, ma deve essere sempre razionale. "Dove vola il cuore, striscia la ragione", dice un saggio proverbio e soprattutto nel tuo caso devi usare molto la razionalità, valutando i pro e i contro.

Sposando un malato da curare, rifletti sulla respon­sabilità che ti attende: molti sacrifici, rinunce di ogni genere, preoccupazioni in continuazione.

E se dovessero nascere dei figli in quali condizioni cresceranno? Penso avrai valutato tutti i problemi di una decisione, che rappresenta un atto di autentico ero­ismo. Ma se è una scelta sicura e matura, vai avanti con coraggio. Dio ti darà l'aiuto per essere fedele agli impegni assunti. Te lo auguro di cuore!

 

La nostra amicizia è diventata amore. Siamo ancora molto giovani e dovremo attendere a lungo. Cosa dob­biamo fare per non rompere questo legame?

L'amicizia, come l'amore, è uno dei doni più preziosi, una realtà meravigliosa a tutte le età e a tutti i livelli. Lo assicura lo Spirito Santo: "Chi trova un amico, trova un tesoro", ma perle e tesori non si trovano facilmente, a ogni angolo di strada. Sono una immensa ricchezza, che può aiutarvi a maturare a realizzare sempre meglio la vostra personalità.

Per questo dovete coltivare questo "tesoro" con grande sincerità e difenderlo con reciproco rispetto. L'amicizia è l'anticamera dell'amore, l'una e l'altro sono continuamen­te insidiati dall'egoismo, profondamente radicato in ogni persona, che preferisce ricevere anziché donare. L'amore a sua volta è insidiato dai sensi, dalla passione, che tal­volta esplode improvvisa e violenta, fino a fare del male alla persona amata. Per questo occorre essere molto vigi­lanti come ammonisce ancora lo Spirito Santo: "Chi ama il pericolo perirà in esso". Chi si avvicina troppo al fuoco finisce per scottarsi e magari suscitare un incendio diffi­cile da spegnere, che lascia cicatrici profonde. La prima­vera esige una lunga preparazione per maturare i frutti.

 

Lui ha quindici anni più di me. Ha una solida posi­zione economica, una bella casa arredata secondo il suo gusto, senza mai consultarmi. Io posso solo accettare o rifiutare: una scelta difficile.

D'accordo, non è facile rinunciare ai propri gusti, alle proprie vedute, anche in fatto di arredamento di una casa. Devi valutare bene se sarai sempre capace di so­stare e amare un marito-padrone, che decide tutto lui.

Il vero amore non viene da una casa ammobiliata, dalla sicurezza economica, ma dall'armonia di due ca­ratteri, di due personalità, che vivono in sintonia di sentimenti, in una costante collaborazione sotto tutti gli aspetti.

Uno non deve avere il predominio sull'altro, ma ri­spettare gusti, desideri, tendenze diverse, sempre arric­chenti, se accettate con amore.

Certo la grande differenza di età e la sua sicura po­sizione economica, ti mette in uno stato di inferiorità. Vedi se sarai sempre capace di sopportare e accettare tutto, rinunciando anche ai tuoi legittimi desideri.

 

Siamo stati fidanzati per nove anni, ora lui mi ha lasciato per un'altra. Sono disperata, la mia vita non ha più scopo.

Un fidanzamento che si prolunga per tanti anni, non sempre ha un esito felice, subentra spesso il dubbio, la stanchezza, lo scoraggiamento, oltre al pericolo che lui o lei trovino una soluzione diversa. È pericoloso brucia­re le tappe, ma altrettanto imboccare una strada senza una meta precisa.

Non si possono sprecare tanti anni di vita in un'at­tesa estenuante, con il pericolo che ad un dato momen­to finisca tutto. Importante però non lasciarsi prendere dallo scoraggiamento, peggio dalla disperazione. "Finché c'è vita, c'è speranza", dice un saggio proverbio. Duran­te l'esistenza dobbiamo essere pronti ad affrontare contrasti, intoppi, fallimenti. Quando ci si accorge di avere imboccato una strada sbagliata dobbiamo trovare la for­za di cercare quella giusta.

Devi trovare il coraggio di cominciare da capo; un briciolo di fede ti aiuterà. Se Dio, Padre tenerissimo, che ti ama sempre, che vuole solo il tuo bene, ha per­messo che questo tuo amore non trovasse corrisponden­za, è perché quell'uomo non era degno di te, non ti avrebbe resa felice.

Meglio la separazione oggi che l'abbandono domani, con incalcolabili conseguenze. Non è mai troppo tardi per cominciare da capo, sicura che il Signore ti farà in­contrare l'uomo adatto o ti additerà una strada diversa dove realizzare meglio le tue aspirazioni.

 

Difficoltà morali

Con la mia fidanzata abbiamo molte cose in comu­ne, ma ci sono alcuni punti che non riesco ad accettare. Lei non vuole figli, dice che sono un peso, dobbiamo pri­ma goderci la vita, poi ci penseremo.

Così si frustra lo scopo primo del matrimonio e si corre pericolo di non averne mai, o magari accoglierne uno nell'età quando potreste essere nonni.

Anche sotto l'aspetto fisiologico solo da giovani, nel­la pienezza delle forze, si può trasmettere una vita sana e godere della presenza dei figli, oggetto delle vo­stre tenerezze, che vi spinge a sacrificarvi per aiutarli a crescere sani, sicuri, buoni. La famiglia è il fattore insostituibile per la loro educazione e preparazione alla vita. Crescendo diventano il vostro conforto e sovente anche il vostro sostegno nella vecchiaia.

Quante volte ho visto coppie seguire la vostra teoria e poi pentirsi amaramente, quando non c'è più tempo per rimediare. Quanta tristezza ho notato in coniugi vo­lutamente sterili, che si preparano una vecchiaia da trascorrere chiusi in un gretto egoismo.

 

Quanto devo durare il periodo di fidanzamento? Quando parlo di matrimonio e gli chiedo di fissare una data, sfugge come un'anguilla.

Il brodo troppo lungo non è mai saporito. Non si può vivere di promesse vaghe, di attese estenuanti e illusio­ni amare.

Purtroppo oggi le mutate condizioni sociali: la neces­sità di un doppio stipendio, hanno allungato molto il periodo di fidanzamento con il pericolo che tutto finisca nel nulla.

Quando uno o tutti e due non vogliono fissare una data, è preferibile ciascuno riprenda la propria libertà, anche per non perdere altri incontri favorevoli.

È vero, la vita oggi ha tante esigenze, "una capanna e il tuo cuore" è una gran bella canzone ma irrealizza­bile nei tempi moderni. Ricordiamo però il saggio pro­verbio: "Chi si accontenta gode". Pretendere tutto e su­bito, è una esigenza sbagliata, anche perché non esiste gioia più grande tra due che si amano di costruire in­sieme, poco a poco, la propria casa. L'automobile, il bar-frigorifero, il televisore... non sono assolutamente indispensabili per la felicità di due sposi.

Quanto più costa raggiungere una meta, con rinun­ce e sacrifici vicendevoli, tanto maggiore è la gioia quando si raggiunge. La natura ci insegna, gli uccelli costruiscono insieme, pagliuzza su pagliuzza, il loro nido.

 

Sono innamorato di due ragazze, anzi sono ufficial­mente fidanzato con ciascuna, all'insaputa l'una dell'al­tra. Non so cosa fare.

Non si può giuocare con i sentimenti e la vita degli altri. Che diresti se la tua ragazza fosse innamorata anche di un altro. Non fare agli altri quello non desi­deri sia fatto a te. Un dovere che vale sempre e per tutti.

L'amore, se è vero amore, è sempre esclusivo. Non si trattano le persone come oggetti; quando compri un paio di scarpe o provi un vestito, se non ti piace lo cambi tranquillamente. Un metodo che non è lecito usa­re con le persone, calpestando sentimenti, che fanno soffrire crudelmente e possono avere gravi conseguenze per tutta la vita.

È un giuoco meschino quello del rubacuori, semina­tore di cuori infranti, indegno di una persona onesta. Non immagini quanto farai soffrire la ragazza che ave­vi detto di amare, di portare all'altare e alla quale do­vrai pur dire di no perché ne preferisci un'altra.

È un'autentica vigliaccheria continuare a dire "ti amo", pur sapendo come a un dato momento dovrai dir­le "non ti amo più!".

 

Io e la mia famiglia vogliamo il matrimonio religio­so, ma lui si oppone. Non crede alla sua indissolubili­tà. Dice che lo accetterà solo per accontentarmi.

Il matrimonio religioso è un Sacramento che lega co­loro che lo contraggono per tutta la vita: uno solo con una sola. Negare il valore dell'indissolubilità lo rende invalido.

Non si può fingere con Dio e non è onesto neppure farlo con i parenti e la società, per salvare le apparen­ze. Rifletti anche sul risvolto che può avere nella tua vita una simile decisione. La vostra diventa conviven­za, anche se sancita davanti allo stato, con un matri­monio civile, ma ti rimarrà sempre il dubbio della sua instabilità, data anche la permissività delle nostre leg­gi, dove è facile ottenere il divorzio.

Vivrai sempre con il dubbio che un bel giorno possa lasciarti perché ne ha incontrata una più giovane, più ricca, più attraente... Il matrimonio religioso è sicura garanzia di stabilità, sicurezza e felicità.

Comunque piuttosto di fare un atto contrario alle sue convinzioni, che lo renderebbe nullo, meglio evitare il matrimonio religioso.

 

Il mio fidanzato ha fatto tante esperienze negative, ma mi promette che sposato sarà fedele.

Un vecchio proverbio dice che "il lupo perde il pelo, non il vizio". Un ubriaco non smette di bere solo per­ché si è già ubriacato tante volte.

Chi non ha saputo controllarsi da giovane, non ha mai negato nulla al suo egoismo, alle sue passioni, sarà capace di mantenere promesse che costano così poco a parole, senza una convalida effettiva di cambiare modo di vivere?

Una legge fondamentale fisica afferma che "ogni effetto è proporzionato alla causa che lo produce". Da ge­nitori viziosi difficilmente nascono figli virtuosi. Quanti malati e squilibrati dovrebbero levarsi per maledire chi li ha messi al mondo, dopo avere sperperato nel vizio preziose energie da trasmettere a coloro che chiamano alla vita.

E quante malattie incurabili, contagi, sterilità, impo­tenza e infelicità negli stessi rapporti tra i coniugi pro­vengono da questi abusi.

 

Siamo fidanzati, cosa è lecito per esprimere il nostro reciproco amore?

L'affetto, l'amore, hanno bisogno di esternarsi, stare insieme, parlarsi per programmare insieme la propria vita. Molte volte è sufficiente guardarsi per esprimere sentimenti più profondi delle parole.

Un abbraccio, una carezza, un bacio, se dettati da vero affetto, sono manifestazioni gratificanti, capaci di esprimere quello che uno prova per l'altro.

Ma ci sono anche carezze e baci che stimolano la sensualità, provocano sensazioni capaci di soddisfare piaceri sensuali, fino a turbare profondamente la per­sona amata, scatenando sovente reazioni violente che nulla hanno a che fare con l'amore.

Per questo occorre molta prudenza, vigilanza, domi­nio di se stessi, evitando occasioni pericolose quando è facile perdere il controllo di se stessi.

 

È stato un amore fulmineo e abbiamo bruciato le tappe, ma la meta è ancora lontana. Non sappiamo cosa fare.

Un fulmine può provocare gravi danni, talvolta irre­parabili. Una casa si costruisce mattone su mattone e ben saldati tra loro. Un amore basato solo sui sensi, su attrattive fisiche, non è mai stabile, anche perché sensi e passioni sono mutevoli come il vento.

D'altra parte quando si è provato tutto, si corre pe­ricolo di andare incontro a un amore stanco, noioso, monotono. Anche il cibo più squisito, se si mangia ogni giorno, finisce per nauseare.

Un consiglio, provate a staccarvi, ad allontanarvi per un po' di tempo, per provare se vi amate veramente o se sono soltanto soddisfazioni di una passione.

Il vero amore è una conquista reciproca, in un cre­scendo costante, fino al termine della vita.

 

Attendo un figlio, il mio fidanzato e i miei genitori vogliono che abortisca, per salvare l'onore, io non vorrei...

Certo l'onore ha un grande valore, ma non si salva, nè si ripara uccidendo un innocente, sarebbe un delitto di cui portereste tutti una grande responsabilità, un peso che forse ti seguirà per tutta la vita.

Penso potrete trovare molte soluzioni: anticipare il matrimonio; recarti presso parenti e persone amiche, lontano da casa, in attesa della maternità, se proprio i tuoi pretendono di salvare il così detto "onore".

Ci sono inoltre molti istituti religiosi, disponibili ad accoglierlo, molte famiglie sarebbero felici di adottarlo.

Ma se il bambino è frutto del vostro amore, come puoi pensare di disfartene, come potrete essere vera­mente felici pensando che una vostra creatura non po­trà mai conoscere coloro che gli hanno dato la vita?

 

Sono affetto da una malattia infettiva ed ho paura di contagiare la mia futura sposa ed i miei figli. Devo dirglielo?

Se è accertato che si tratta di una malattia eredita­ria o comunque in grado di contagiare la sposa e i fi­gli, hai il dovere di rendere edotta la comparte. Sareb­be una grande, imperdonabile responsabilità mettere in pericolo la vita degli altri. Se poi la tua futura sposa ti accetta con tutte le conseguenze che possono derivarne, nessuno ha il diritto di impedire il matrimonio, anche se vi esorto di consultare prima qualche specialista, particolarmente per quanto riguarda la procreazione. Potrà darvi preziose indicazioni eugenetiche.

 

Ho subito un intervento chirurgico che mi impedisce di avere figli. Sono obbligata a dirlo al mio futuro ma­rito?

Sicuramente. Il matrimonio implica diritti e doveri, che devono essere conosciuti ed accettati da entrambi, particolarmente per quanto riguarda i problemi fonda­mentali dei rapporti tra coniugi.

Per questo, se ci sono dubbi è consigliabile consulta­re persone di assoluta competenza e fiducia. Oggi esistono ovunque "consultori matrimoniali", creati appun­to per aiutare i fidanzati ad affrontare, sereni, proble­mi di tanta importanza.

 

Il mio fidanzato ha un impegno militare che gli proi­bisce il matrimonio per non compromettere la sua car­riera, noi desideriamo sposarci in chiesa. È possibile fare il matrimonio privatamente, senza pubblicazioni?

È necessario chiedere l'autorizzazione all'autorità re­ligiosa, per gravi motivi si può ottenere.

Parlane con il tuo parroco, presentando i motivi che vi costringono a chiedere questa dispensa. La Chiesa è sempre disponibile a favorire i suoi figli, particolarmen­te quando ci sono gravi motivi come il vostro.

 

Il mio fidanzato mi ha rivelato di avere già un fi­glio con un'altra donna, sono rimasta sconcertata e non so cosa decidere...

Certo una sorpresa amara, quasi alla vigilia del ma­trimonio. La soluzione migliore, se lo ami veramente, è accettare questo figlio come parte integrante della tua famiglia, ovviamente se la vera madre è disponibile ad accettare.

In caso contrario il padre, se lo ha riconosciuto, ha l'obbligo di provvedere al suo mantenimento ed alla sua educazione. Importante che tu, al corrente di questo suo dovere, non gli faccia mai pesare quanto è accadu­to, anzi favorisca con lui la crescita di questa creatura che ha il diritto di vivere serena e sicura come tutti i bambini.

Dio benedica anche questo tuo atto di amore verso lo sposo e verso un innocente.

 

L'uomo che sto per sposare ha un impegno di lavoro che lo costringe a vivere all'estero la maggior parte del tempo. Posso accettare questa situazione?

Comprendo come questa forzata separazione esiga da entrambi un grande sacrificio, che solo un profondo amore rende accettabile.

L'ideale sarebbe che anche tu ti trasferissi nell'am­biente in cui è costretto a vivere, accettando il sacrifi­cio della separazione dai tuoi cari e dall'ambiente in cui sei cresciuta. Diversamente, organizza la tua vita di sposa fedele accanto ai genitori, fratelli o sorelle, che potranno darti aiuto e conforto.

Il vero amore è capace di accettare anche i sacrifici e le separazioni che talvolta la vita impone ai coniugi. Il Signore non abbandona mai coloro che ripongono in lui fiducia e speranza.

 

PREGHIERA

Signore, ascolta la mia preghiera.

Tu sei fedele: accogli la mia supplica. Tu sei giusto: rispondimi.

Nora mettermi sotto accusa: davanti a te nessuno è innocente.

Fammi scoprire la tata bontà, perché in te, Signore, io confido.

Mostrami il camminoo da seguire, perché a te innalzo la mia preghiera.

Dai miei nemici liberami, Signore: presso di te io mi rifugio.

Insegnami a fare la tua volontà, perché tu sei il mio Dio.

Con bontà mi guidi il tuo spirito su terra piana e sicura.

Tu sei il Signore: fammi vivere.

Sei fedele: liberami dall'angoscia.

(Dal Salmo 113)