DODICI TESI A CUI OGNI CATTOLICO DOVREBBE SAPER RISPONDERE
"12
Claims Every Catholic Should Be Able to Answer." - Crisis e-letter (Giugno
2003)
La
libertà di espressione è una grande cosa. Purtroppo ciò ha un suo prezzo:
quando i cittadini sono liberi di dire ciò che vogliono, a volte usano tale
libertà per dire cose piuttosto insensate. E' questo il caso delle 12 tesi che
andremo a elencare.
Alcune di esse sono molto conosciute, altre sono rare. In ogni caso, se i
divulgatori di questi errori sono liberi di promuoverli, noi come cattolici
abbiamo il dovere di rispondere.
1.
"Non esiste una verità assoluta. Quello che è vero per te può non essere
vero per me."
Le persone usano spesso questo argomento
quando non concordano con una dichiarazione e non hanno altro modo per difendere
la loro idea. Dopotutto, se niente è vero per tutti, allora essi possono
credere quello che vogliono e non c'è nulla che puoi dire per far cambiare loro
idea.
Ma consideriamo un attimo questa affermazione: "Non esiste una verità
assoluta". Non è questa, in sé stessa, una dichiarazione fatta in modo
assoluto? In altre parole, applica alcune regole o criteri validi per tutti -
esattamente ciò che i relativisti sostengono essere impossibile. Hanno
confutato la loro stessa argomentazione semplicemente esponendola.
Un
altro problema riguardo questa dichiarazione è che nessun relativista ci crede
realmente. Se qualcuno ti dicesse: "Non c'è una verità assoluta" e
tu gli dessi un pugno nello stomaco, probabilmente si offenderebbe. Ma per
coerenza dovrebbe accettarlo, poiché dare un pugno nello stomaco a
qualcuno può essere sbagliato per lui ma non per te.
E'
per questo motivo che ritorneranno sui loro passi dicendo: "Finché non
danneggi gli altri, sei libero di fare e credere quello che vuoi". Ma
questa è una distinzione arbitraria (oltre ad essere un'altra dichiarazione
assoluta). Chi dice che non posso danneggiare gli altri? Cosa significa
"danneggiare"? Da dove viene questa norma?
Se
questa dichiarazione si basa su preferenze personali, non significa niente per
nessuno. "Non danneggiare" è in sé stesso un appello a qualcosa di
più grande - a una dignità universale della persona umana. Ma di nuovo la
domanda è: da dove viene questa dignità?
Come
puoi vedere, più ti inoltri in queste questioni, più comprendi che il nostro
concetto di giustizia e verità non è arbitrario, ma è basato su una verità
universale al di fuori di noi - una verità scritta nella stessa natura del
nostro essere. Noi possiamo non conoscerla nella sua interezza, ma non possiamo
negare che esista.
2. "Il cristianesimo non è migliore di qualsiasi altra fede. Tutte le religioni portano a Dio"
Se
non hai sentito questa affermazione almeno una dozzina di volte vuol dire che
non esci spesso di casa. Triste a dirsi, la persona che fa questa affermazione
molto spesso è un cristiano (almeno di nome).
I
problemi riguardo questa tesi sono piuttosto semplici. Il cristianesimo fa una
serie di affermazioni su Dio e sull'uomo: Gesù di Nazareth era Dio, morì e
risuscitò - tutto questo perché noi potessimo essere liberati dai nostri
peccati. Qualsiasi altra religione al mondo nega questi punti. Se il
cristianesimo è giusto, proclama al mondo una verità essenziale - una verità
che tutte le altre religioni rifiutano.
Questo
da solo rende unico il cristianesimo.
Ma non finisce qui. Ricordiamo le parole di Gesù nel vangelo di Giovanni:
"Io sono la Via, la Verità e la Vita; nessuno può venire al Padre se non
per mezzo di me". Nel cristianesimo abbiamo la piena rivelazione di Dio
all'umanità. E' vero che tutte le religioni contengono una misura di verità -
la cui quantità varia da religione a religione. Tuttavia, se vogliamo
seriamente seguire e adorare Dio, non dovremmo farlo nel modo che Lui ha
prescritto?
Se
Gesù è veramente Dio, allora solo il cristianesimo contiene la pienezza della
verità.
3. "Il Vecchio e il Nuovo Testamento si contraddicono l'un l'altro in più punti. Se un Dio onnipotente avesse ispirato la Bibbia, non avrebbe permesso questi errori".
Questa
è un'affermazione piuttosto comune, diffusissima su internet ( specialmente sui
siti atei). Un articolo sul sito web degli atei americani sostiene che "ciò
che è incredibile riguardo la Bibbia non è la sua provenienza divina; è che
qualcuno possa credere che un tale miscuglio di insensatezze e contraddizioni
siano state scritte da un Dio onnisciente".
Una
tale tesi è spesso seguita da un elenco delle "contraddizioni"
bibliche. Tuttavia, queste affermazioni sono il frutto di alcuni semplici
errori. Ad esempio, i critici non leggono i vari libri della Bibbia considerando
il genere in cui sono stati scritti. La Bibbia è, dopotutto, una raccolta di
vari generi di scritti....storia, teologia, poesia, materiale apocalittico ecc.
Se cerchiamo di leggere questi libri rigidamente nello stesso modo in cui
leggiamo i giornali moderni, rimarremo tremendamente confusi.
E
la lista delle "contraddizioni" bibliche conferma tutto questo.
Prendiamo, ad esempio, la prima citazione contenuta nell'elenco degli Atei
Americani:
"Ricordati
del giorno di sabato per santificarlo" Es 20,8
Contrapposta a
"C'è chi distingue giorno da giorno, chi invece li giudica tutti uguali,
ciascuno però cerchi di approfondire le sue convinzioni personali." Romani
14,5
Ecco!Una
chiara contraddizione, gridano gli atei! Ma i critici si dimenticano di
dire quello che tutti i cristiani sanno: quando Cristo ha istituito la Nuova
Alleanza, le prescrizioni cerimoniali del Vecchio Testamento sono state
completate (e superate). E' quindi perfettamente logico che le norme cerimoniali
del Vecchio Testamento non valgano più per il popolo della Nuova Alleanza.
Se chi obietta avesse compreso questo semplice principio del cristianesimo, non
sarebbe caduto in un errore così madornale.
La successiva obiezione nella lista degli Atei Americani è ugualmente
infondata:
"...la
terra resta sempre la stessa." Qoèlet 1,4
contrapposta a
"...gli elementi si scioglieranno con fuoco ardente, anche la terra e le
opere che vi si trovano verranno incendiate."
Il
Vecchio Testamento sostiene che la terra durerà per sempre, il Nuovo
Testamento dice che sarà infine distrutta. Come si conciliano queste due
affermazioni? Per la verità è piuttosto semplice e, ancora una volta, bisogna
considerare il genere in cui sono stati scritti questi due libri.
Il
Qoélet, ad esempio, contrappone il punto di vista secolare a quello religioso -
e gran parte di esso è scritto partendo da un punto di vista secolare. E' per
questo motivo che troviamo passi come "Per stare lieti si fanno banchetti e
il vino allieta la vita: il denaro risponde a ogni esigenza"(Qo 10,19)
Tuttavia,
alla fine del libro, l'autore ci offre uno sviluppo imprevisto, fa a meno di
tutta la "sapienza" che aveva comunicata e ci dice "temi Dio e
osserva i suoi comandamenti, perché questo per l'uomo è tutto." (Qo
12,13)
Se il lettore si ferma prima dell'epilogo rimane confuso. Tuttavia, poiché il
punto di vista che ha dato origine al concetto di una terra eterna è rifiutato
negli ultimi passi del libro, ovviamente non c'è contraddizione con ciò che
successivamente sarà rivelato nel Nuovo testamento.
Le altre "contraddizioni" tra Vecchio e Nuovo Testamento possono
essere spiegate nello stesso modo. I critici che le usano confondono il
contesto, ignorano il genere e rifiutano di dare spazio a interpretazioni
ragionevoli.
Nessun
cristiano pensante dovrebbe inquietarsi per queste critiche.
4. "Non ho bisogno di andare in Chiesa. Quello che conta veramente è che io sia una brava persona."
Questo
argomento è usato spesso ed è piuttosto disonesto. Quando qualcuno dice di
essere una "brava persona", vuole dire in realtà che "non è una
cattiva persona" - intendendo per cattive persone coloro che uccidono,
rubano, rapiscono ecc. La maggior parte della gente non deve fare molti sforzi
per evitare questi peccati ed è sottintesa l'idea: vogliamo fare il minimo
necessario per cavarcela. Non è molto cristiano tutto questo, non ti sembra?
Ma
a parte questa mentalità, c'è una ragione molto più importante per cui i
cattolici vanno in Chiesa senza che questo sia uno sforzo particolare. La Messa
è la pietra angolare della nostra vita di fede perché al suo centro vi è l'Eucarestia.
E' la fonte della vita per i cattolici che credono che il pane e il vino
diventano il vero corpo e il vero sangue di Gesù. Non è il simbolo di Dio, ma
Dio che si fa fisicamente presente a noi in un modo che non possiamo
sperimentare attraverso la sola preghiera.
Gesù
ha detto: "In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del
Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita. Chi
mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò
nell'ultimo giorno." (Gv 6,53-54). Noi onoriamo il comando di Gesù e
confidiamo in quella promessa ogni qualvolta andiamo alla Messa.
E c'è di più. L'eucarestia - con tutti gli altri sacramenti - è disponibile
solo per chi sta nella Chiesa. Come membri della Chiesa, il corpo visibile di
Cristo qui sulla terra, le nostre vite sono intimamente legate a quelle degli
altri. La nostra relazione personale con Dio è essenziale, ma abbiamo anche la
responsabilità di vivere come membra fedeli del corpo di Cristo. Essere solo
una "brava persona" non basta.
5. "Non hai bisogno di confessare i tuoi peccati a un prete. Puoi rivolgerti direttamente a Dio."
Come
ex ministro Battista posso capire l'obiezione dei Protestanti alla confessione
(hanno una diversa concezione del sacerdozio). Ma per un cattolico dire qualcosa
del genere....è deludente. Essendo la natura umana quella che è, io sospetto
che alla gente non piaccia raccontare ad altri i propri peccati e così trova
giustificazioni per non doverlo fare.
Il
sacramento della confessione è presente nella Chiesa sin dall'inizio e si basa
sulle parole stesse di Gesù:
"Gesù
disse loro di nuovo: Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch'io mando
voi". Dopo aver detto questo, alitò su di loro e disse: "Ricevete lo
Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li
rimetterete, resteranno non rimessi." (Giovanni 20,21-23).
Da
notare che è Gesù a dare ai suoi apostoli il potere di perdonare i peccati.
Naturalmente non avrebbero saputo quali peccati perdonare se non gli fosse stato
detto cosa costituiva peccato.
La
pratica della confessione è evidente anche nella Lettera di Giacomo:
"Chi
è malato, chiami a sé i presbiteri della Chiesa e preghino su di lui, dopo
averlo unto con olio, nel nome del Signore. E la preghiera fatta con fede salverà
il malato: il Signore lo rialzerà e se ha commesso peccati, gli saranno
perdonati. Confessate perciò i vostri peccati gli uni agli altri e pregate gli
uni per gli altri per essere guariti." (Giacomo 5,14-16)
E'
interessante notare che da nessuna parte Giacomo (o Gesù) ci dicono di
confessare i nostri peccati solo a Dio. Sembrano pensare, invece, che il perdono
venga attraverso una confessione pubblica.
E non è difficile comprendere perché. Vedi, quando noi pecchiamo, rompiamo la
nostra relazione non solo con Dio, ma anche con il Suo Corpo, la Chiesa (poiché
tutti i cattolici sono uniti come figli ad un Padre comune). Così quando noi
chiediamo perdono, dobbiamo farlo verso tutte le parti coinvolte - Dio e la
Chiesa.
Prova a immaginarlo in questo modo. Immagina di entrare in un negozio e di
rubare qualche mercanzia. In seguito provi rimorso e dispiacere per quel
peccato. Ora, tu puoi pregare Dio che ti perdoni per aver infranto il Suo
comandamento. Ma c'è anche un'altra parte coinvolta; dovrai quindi riportare la
mercanzia e risarcire il male fatto.
E'
la stessa cosa con la Chiesa. Nel confessionale il sacerdote rappresenta Dio e
la Chiesa, poiché noi abbiamo peccato contro entrambi. E quando egli pronuncia
le parole di assoluzione, il nostro perdono è completo.
6. "Se la chiesa seguisse veramente Gesù venderebbe le sue opere d'arte, le sue proprietà e i suoi edifici per dare il ricavato ai poveri".
Quando
la gente pensa alla Città del Vaticano, la prima cosa che gli viene in mente è
un regno magnificente, dotato di sontuose comodità per il Papa con scrigni
d'oro in ogni angolo, per non menzionare la favolosa collezione di opere d'arte
e manufatti. E' facilmente comprensibile, allora, che alcune persone si
indignano di fronte a quello che ritengono essere un'ostentazione di ricchezza.
Ma la verità è un pò diversa. Anche se l'intero edificio è chiamato
"Palazzo Vaticano", non è stato costruito per essere la fastosa
dimora del Papa. In realtà, la parte abitata del Vaticano è relativamente
piccola. La parte più grande del Vaticano è destinata all'arte e alla scienza,
all'amministrazione e alla gestione del Palazzo in generale.
Per
quanto riguarda la favolosa collezione artistica, una delle più belle al mondo,
il Vaticano la considera come "un insostituibile tesoro", ma non in
termini monetari. Il Papa non è proprietario di queste opere d'arte e non
potrebbe venderle se volesse; esse sono solamente sotto la responsabilità della
Santa Sede. L'arte non fornisce ricchezza alla Chiesa; in realtà è proprio
l'opposto. La Santa Sede investe un bel pò delle sue risorse per il
mantenimento della collezione.
La
verità è che la Santa Sede ha un budget finanziario piuttosto ristretto. Perché
allora tenere le opere d'arte? Questo si spiega con la nozione di missione della
Chiesa (una delle tante) come forza civilizzatrice nel mondo. Proprio come i
monaci medievali che trascrissero attentamente antichi testi perché fossero
disponibili per le generazioni future - testi che altrimenti sarebbero andati
perduti per sempre - la Chiesa continua a curare l'arte perché non venga
dimenticata con il passare del tempo. Nell'odierna cultura della morte in cui il
termine "civilizzazione" può essere usato solo in modo
approssimativo, la missione civilizzatrice della Chiesa è oggi importante più
che mai.
7. "Il dissenso è una cosa realmente positiva, poiché dovremmo tutti avere la mente aperta a nuove idee."
Oggi
puoi sentire spesso questo argomento, specialmente sulla scia dello scandalo
degli abusi sessuali nella Chiesa. Tutti vogliono trovare una soluzione al
problema e per fare questo alcuni stanno difendendo idee estranee alla fede
cattolica (sacerdozio femminile, esseri aperti all'omosessualità ecc.) Molti
rimproverano la Chiesa di essere troppo rigida nei suoi insegnamenti e di non
voler provare nulla di nuovo.
La
verità è che molte delle idee riformatrici che oggi circolano non sono affatto
nuove e la Chiesa le ha già considerate. In realtà la Chiesa ha speso la sua
intera vita a esaminare attentamente le idee e a determinare quali sono in linea
con la legge di Dio e quali non lo sono. Ha scartato una eresia dopo l'altra
mentre formulava attentamente i dogmi della Fede. Non dovrebbe sorprendere che
oggi esistono migliaia di chiese cristiane - tutte hanno avuto "nuove
idee" che la Chiesa ha giudicato estranee al deposito della fede.
La
Chiesa ha un importante responsabilità nel proteggere l'integrità della nostra
Fede. Non rifiuta mai a priori le idee, come sostengono alcuni dissenzienti, ma
ha duemila anni di preghiera e di studio dietro i principi che ritiene essere
veri.
Questo
non significa che non possiamo mai essere in disaccordo su niente. C'è sempre
spazio per discutere su come approfondire la nostra comprensione della verità -
ad esempio, come possiamo migliorare i nostri seminari o le relazioni
clero/laici - rimanendo dentro i binari della nostra Fede.
8. "Se interpretata correttamente, la Bibbia non condanna l'omosessualità. Piuttosto, si esprime contro la promiscuità, sia omosessuale che eterosessuale. Quindi, non c'è alcun motivo per opporsi alle relazioni omosessuali."
Poiché
la pratica omosessuale ottiene sempre maggiore accettazione nella nostra
cultura, i cristiani saranno sempre più costretti a dare spiegazione della
chiara proibizione dell'omosessualità contenuta nella Bibbia. C'è una corrente
di pensiero oggi diffusa secondo la quale la Bibbia, se interpretata
correttamente, non proibisce l'attività omosessuale.
Ma
questa tesi si scontra con passaggi chiari sia del Nuovo che dell'Antico
Testamento. In quest'ultimo c'è la famosa storia di Sodoma e Gomorra. Se
ricordi, due angeli furono inviati da Dio a Sodoma per visitare Lot:
"Non
si erano ancora coricati, quand'ecco gli uomini della città, cioè gli abitanti
di Sodoma, si affollarono intorno alla casa, giovani e vecchi, tutto il popolo
al completo. Chiamarono Lot e gli dissero: "Dove sono quegli uomini che
sono entrati da te questa notte? Falli uscire da noi, perché possiamo
abusarne!". Lot uscì verso di loro sulla porta e, dopo aver chiuso il
battente dietro di sé, disse: "No, fratelli miei, non fate del male!
Sentite, io ho due figlie che non hanno ancora conosciuto uomo; lasciate che ve
le porti fuori e fate loro quel che vi piace, purché non facciate nulla a
questi uomini, perché sono entrati all'ombra del mio tetto". Ma quelli
risposero: "Tirati via! Quest'individuo è venuto qui come straniero e vuol
fare il giudice! Ora faremo a te peggio che a loro!". E spingendosi
violentemente contro quell'uomo, cioè contro Lot, si avvicinarono per sfondare
la porta. Allora dall'interno quegli uomini sporsero le mani, si trassero in
casa di Lot e chiusero il battente." (Gen 19,4-10)
Il
messaggio di questo passaggio è piuttosto chiaro. Gli uomini di Sodoma erano
omosessuali che volevano avere rapporti con gli uomini all'interno della casa.
Lot offrì loro le sue due figlie, ma essi non erano interessati. Poco dopo,
Sodoma fu distrutta da Dio per i peccati dei suoi abitanti - cioé per i loro
atti omosessuali. Questo fatto è confermato dal Nuovo Testamento.
"Così
Sodoma e Gomorra e le città vicine, che si sono abbandonate all'impudicizia
allo stesso modo, e sono andate dietro a vizi contro natura, stanno come esempio
subendo le pene di un fuoco eterno." (Giuda 7)
Ma
questi non sono gli unici passaggi in cui la Bibbia condanna la pratica
omosessuale. L'Antico Testamento contiene un'altra netta condanna: "Non
giacerai con un uomo così come con una donna; è un abominio." (Levitivo
18,22)
E queste affermazioni non sono limitate all'Antico Testamento.
"Per
questo Dio li ha abbandonati a passioni infami; le loro donne hanno cambiato i
rapporti naturali in rapporti contro natura. Egualmente anche gli uomini,
lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono accesi di passione gli uni
per gli altri, commettendo atti ignominiosi uomini con uomini, ricevendo così
in sè stessi la punizione che si addiceva al lor traviamento." (Romani
1,26-27)
E'
impresa ardua per un cristiano progressista dare spiegazione di questi passi.
Semplicemente qui non c'è alcuna menzione di promiscuità gay o stupro;
piuttosto, Paolo alza la voce contro qualsiasi relazione omosessuale (che è
descritta come "innaturale", "infame",
"ignominiosa".)
I
cristiani progressisti sono in un vicolo cieco. Come si fa a conciliare
l'omosessualità con la Bibbia? La loro soluzione è di spogliare la Bibbia
della sua carica morale e di ricorrere a esercizi retorici cercando di svicolare
il suo chiaro messaggio.
9. "I cattolici dovrebbero seguire la loro coscienza in tutte le cose....sia che si tratti di aborto, di controllo delle nascite o di sacerdozio femminile".
E'
vero - il Catechismo recita "L'uomo ha il diritto di agire in coscienza e
libertà, per prendere personalmente le decisioni morali. L'uomo non deve essere
costretto "ad agire contro la sua coscienza. Ma non si deve neppure
impedirgli di operare in conformità ad essa, soprattutto in campo
religioso." (1782) Questo insegnamento focalizza ciò che si intende per
libero arbitrio.
Ma questo non significa che la nostra coscienza sia libera da ogni responsabilità
o che possa ignorare la legge di Dio. E' questo ciò che intende il Catechismo
quando parla di "coscienza ben formata".
Il
Catechismo attribuisce grande responsabilità alla coscienza di una persona:
"Presente
nell'intimo della persona, la coscienza morale le ingiunge, al momento
opportuno, di compiere il bene e di evitare il male. Essa giudica anche le
scelte concrete approvando quelle che sono buone, denunciando quelle cattive.
Attesta l'autorità della verità in riferimento al bene supremo, di cui la
persona umana avverte l'attrattiva ed accoglie i comandi. Quando ascolta la
coscienza morale, l'uomo prudente può sentire Dio che parla." (1777)
In
altre parole, la nostra coscienza non è semplicemente "ciò che sentiamo
giusto"; è quello che riteniamo giusto basandoci su quello che conosciamo
dell'insegnamento di Dio e della Chiesa. E per arrivare a questo giudizio
abbiamo la responsabilità di studiare e pregare seriamente su tali
insegnamenti. Il Catechismo ha una sezione dedicata interamente alla prudente
formazione delle nostre coscienze - ciò fa comprendere quanto questo sia
importante nel prendere le decisioni giuste.
E
alla fine, giusta o sbagliata che sia la nostra decisione, siamo ritenuti
responsabili delle nostre azioni: "La coscienza permette di assumere la
responsabilità degli atti compiuti" (1781). Quando è propriamente
formata, ci aiuta a vedere quando abbiamo sbagliato e dobbiamo chiedere perdono
per i nostri peccati.
Nel
tendere a una coscienza ben formata, noi sperimentiamo realmente una grande
libertà, perché ci avviciniamo alla infinita verità di Dio. Non è un peso o
qualcosa che ci impedisce di fare quello che vogliamo; è una guida che ci aiuta
a fare ciò che è giusto. "L'educazione della coscienza garantisce la
libertà e genera la pace del cuore" (1784).
10. "La procreazione responsabile è solo la versione cattolica del controllo delle nascite".
La
procreazione responsabile ha nemici dappertutto. Alcuni credono che sia
un'alternativa non realistica al controllo delle nascite (che comunque non
ritengono una pratica peccaminosa) mentre altri pensano che non sia peggio del
controllo delle nascite. La procreazione responsabile ha dovuto percorrere una
sottile linea fra i due estremi.
Prima
di tutto, il problema principale con il controllo delle nascite è che agisce
contro la natura dei nostri corpi - e contro la natura in generale. Si prefigge
di separare l'atto sessuale dalle sue conseguenze (gravidanza), fondamentalmente
riducendo la sacralità del sesso al mero raggiungimento del piacere.
La procreazione responsabile, quando è usata per motivi giusti, non è solo uno
strumento per discernere se una coppia ha i mezzi (finanziari, fisici o emotivi)
per accettare un figlio. Include la conoscenza del proprio corpo, la valutazione
prudente della propria situazione di vita discutendo l'argomento con l'altro
coniuge e soprattutto, la preghiera. La procreazione responsabile ti introduce a
una migliore comprensione di tutti gli aspetti della sessualità.
Le
persone che sono a favore del controllo delle nascite portano a esempio quelle
persone che non possono permettersi altri bambini o che correrebbero rischi per
la salute se affrontassero altre gravidanze. Ma questi sono motivi più che
legittimi per i quali la Chiesa consente l'uso della procreazione
responsabile.
Altre
persone pensano che regolare la misura della propria famiglia sia come giocare a
fare Dio, piuttosto che lasciare che sia Lui a provvedere ai nostri bisogni. E'
vero che dobbiamo confidare in Dio e accettare sempre le vite che Egli ci manda,
ma non dobbiamo essere completamente passivi a questo riguardo.
Ad esempio, invece di disperdere il denaro dicendo "Dio provvederà",
le famiglie fanno un budget attento delle loro finanze e cercano di non superare
i loro mezzi. La procreazione responsabile è come quel budget che ci aiuta,
nella preghiera, a considerare la nostra situazione di vita e ad agire di
conseguenza. Fa parte della nostra natura di esseri umani comprendere noi stessi
e usare la nostra intelligenza e la nostra libertà, piuttosto che aspettare
passivamente che Dio si prenda cura di ogni cosa. Siamo chiamati a essere buoni
amministratori dei doni che abbiamo; dobbiamo stare attenti a non trattare mai
quei doni in modo imprudente.
11: "Qualcuno può essere favorevole all'aborto e cattolico al tempo stesso."
Se
da una parte questo è uno degli equivoci più comuni riguardo la fede dei
cattolici, dall'altra è anche quello che può essere più facilmente
combattuto. Il catechismo parla chiaro in tema di aborto: è considerato
omicidio ed è un peccato contro il quinto comandamento "non
uccidere".
I
passaggi seguenti non lasciano ombra di dubbio: "La vita umana deve essere
rispettata e protetta in modo assoluto fin dal momento del concepimento"
(2270). "Fin dal primo secolo la Chiesa ha dichiarato la malizia morale di
ogni aborto provocato. Questo insegnamento non è mutato. Rimane
invariabile." (2271) " La cooperazione formale a un aborto costituisce
una colpa grave. La Chiesa sanziona con una pena canonica di scomunica questo
delitto contro la vita umana (2272).
Non potrebbe essere più chiaro di così. Alcuni potrebbero obiettare, tuttavia,
che essere favorevoli all'aborto non significhi volerlo praticare; molti
ritengono che l'aborto sia sbagliato, ma non vogliono imporre questa opinione
agli altri.
Abbiamo
il solito ritornello "quello che è vero per te potrebbe non essere vero
per me". La Chiesa ha una risposta anche a questo: "I diritti
inalienabili della persona dovranno essere riconosciuti e rispettati da parte
della società civile e dell'autorità politica; tali diritti dell'uomo non
dipendono né dai singoli individui, né dai genitori e neppure rappresentano
una concessione della società e dello stato: appartengono alla natura umana e
sono inerenti alla persona in forza dell'atto creativo da cui ha preso
origine" (2273).
La
santità della vita è una verità universale che non può essere mai ignorata.
Consigliare a qualcuno l'aborto, o votare per un uomo politico che appoggerebbe
la causa abortista, è un peccato grave, perché porta altri al peccato mortale
- è quello che il Catechismo definisce "dare scandalo" (2284).
12. "Il ricordo di vite passate dimostra che la reincarnazione è vera....e che la visione cristiana del paradiso e dell'inferno non lo è."
Poiché
la società è sempre più affascinata dal paranormale, possiamo attenderci di
udire sempre più spesso dichiarazioni di questo tenore. Ci sono organizzazioni
che ti aiutano a rivivere le tue precedenti vite attraverso l'ipnosi.
Se questo può anche convincere qualcuno, certamente non ha nulla a che fare con
la tecnica dell'ipnosi. Quasi sin dall'inizio i ricercatori hanno notato
che pazienti in ipnosi profonda frequentemente producevano storie elaborate
e memorie che successivamente si rivelavano false. I terapisti seri sono ben
consapevoli di questo fenomeno e valutano attentamente ciò che il paziente dice
sotto ipnosi.
Purtroppo
non è il caso di coloro che sono interessati a trovare "prove" della
reincarnazione. Forse l'esempio più grande di questa superficialità è il
famoso caso Bridey Murphy. Nel 1952 una casalinga del Colorado di nome Virginia
Tighe fu messa sotto ipnosi. Cominciò a parlare con accento irlandese e
sostenne di essere stata una donna di nome Bridey Murphy vissuta a Cork,
Irlanda.
La
sua storia si trasformò in un libro di success,o “The Search For
Bridey Murphy,” e ricevette molta attenzione popolare. I giornalisti
setacciarono l'Irlanda cercando ogni persona o dettaglio che potesse confermare
la verità di questa vita passata. Sebbene non fosse emerso niente, il caso
Bridey Murphy continua a essere usato per sostenere la verità della
reincarnazione.
E'
una vergogna poiché Virginia Tighe è stata denunciata per frode alcuni decenni
fa. I compagni d'infanzia di Virginia ricordavano la sua attiva immaginazione e
la sua abilità a inventare storie complesse (spesso raccontate con accento
irlandese che imitava alla perfezione). Non solo, ma aveva una grande passione
per l'Irlanda, dovuta in parte a un'amicizia con una donna irlandese il cui nome
da nubile era - indovinate un pò - Bridie.
Inoltre
Virginia riempiva i suoi racconti con numerosi elementi tratti dalla sua vita.
Ad esempio, Bridey descrisse uno "zio Plazz" (Uncle Plazz) che gli
entusiasti ricercatori ritennero una corruzione del gaelico "Uncle Blaise".
Il loro entusiasmo fu freddato quando si scoprì che Virginia aveva un amico
d'infanzia che lei era solita chiamare "Uncle Plazz".
Quando una Virginia sotto ipnosi cominciò a danzare una giga irlandese, i
ricercatori rimasero sbalorditi. Come avrebbe potuto, una casalinga del
Colorado, imparare la giga? Il mistero fu risolto quando venne fuori che
Virginia aveva appreso la danza da piccola.
Come
dimostra il caso Bridey Murphy, sostenere l'esistenza di vite passate fa
più colpo della realtà. Ad oggi non esiste un solo esempio di persona che sia
regredita a una vita precedente. Certamente sono state raccontate molte storie
sotto ipnosi, ma nonostante questo, continua a sfuggirci la prova della
reincarnazione.