DIFFICOLTA TRA CONIUGI

Antonio M. Alessi EDITRICE «I FRATELLI DIMENTICATI» Via Indipendenza, 34 35013 Cittadella (PD) Tel. 049/940.11.05 

Problemi da affrontare

Si dice: "al matrimonio come alla morte pochi arrivano preparati". L'esperienza di tanti anni mi assicura come realmente tante coppie si trovano, senza un'adeguata formazione ad affrontare problemi che sovente rendono difficile la convivenza e mettono in crisi la loro unione sacrale.

Le coppie veramente felici formano oggi una eccezione, anche se dovrebbe essere una realtà da tutte raggiungibile. La situazione si è gravemente deteriorata in questi ultimi decenni per il radicale cambiamento in cui è venuta a trovarsi particolarmente la donna, che ha conquistato, non senza fatica, nuovi spazi e una dignità e responsabilità pari all'uomo.

Oltre al movimento "femminista", la maggiore libertà di cui gode è dovuta al suo inserimento a tempo pieno o parziale, nell'ambiente del lavoro. Questo ha comportato frequenza di ambienti al di fuori del breve raggio familiare; disponibilità di denaro, guadagnato con il suo lavoro; responsabilità nel campo economico, politico, sociale, prima quasi preclusi alle donne.

Stampa, cinema, televisione, hanno continuato a sfruttare, sotto tutti gli aspetti, l'immagine femminile, sicuri di un più alto interesse e rendimento. Praticamente sono crollate tutte le barriere a difesa della donna, compresa la riservatezza, il pudore, la dignità, per cui oggi è più esposta a tanti pericoli che insidiano e minacciano anche i valori fondamentali della sua personalità, esponendola a situazioni che attentano al suo equilibrio, mettono in pericolo la missione altissima a cui Dio chiama ogni donna, particolarmente nella missione di sposa e di madre.

Alla maggiore cultura in tutti i campi, non fa riscontro una conoscenza adeguata, di tanti delicati problemi riguardanti la sua femminilità, i diritti e doveri di quante sono chiamate al matrimonio.

Ne presentiamo solo qualcuno dei più comuni che affrontano oggi i coniugati, pur desiderosi di una convivenza serena e felice, secondo i disegni di Colui che li ha chiamati a realizzare i suoi progetti e consacrato il loro amore.

 

L'amore coniugale

Vorrei conoscere il fondamento sicuro della nostra vita matrimoniale.

è sicuramente l'amore, il primo e più grande dono di Dio, il quale partecipa alle sue creature quello che è il fondamento di ogni rapporto con Dio e con le creature. Tutto l'universo e particolarmente, l'uomo, capolavoro del creato, sono un dono di amore del datore di ogni bene.

Il Signore dopo aver creato l'uomo e la donna "a immagine e somiglianza di Dio" li benedisse e disse loro: "Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra, soggiogatela" (Gn 1,2728). Il matrimonio realizza e consacra questa comunità di amore tra l'uomo e la donna, ordinata al bene dei coniugi e alla procreazione ed educazione dei figli, chiamati a partecipare con Dio al suo più grande atto creativo: donare la vita. Per questo la Chiesa ha elevato il matrimonio alla dignità di Sacramento, arricchendolo di grazie e aiuti particolari. San Paolo lo chiama "il grande Sacramento" (Ef 5,32) per la missione che svolge.

L'intima comunione di vita e di amore coniugale, voluta dal Creatore per il bene di tutta l'umanità, è strutturata da leggi proprie e ha in Dio stesso l'autore del matrimonio; Gesù lo afferma chiaramente: "Coloro che Dio ha congiunto, l'uomo non separi" (Mt 19,6). Per questo presso tutte le religioni e culture si celebra, con particolari riti e solennità, l'unione matrimoniale da cui dipende la vita e il benessere della famiglia e dell'intera società.

 

Diritti e doveri

Quali sono i limiti dei diritti e doveri nei nostri rapporti intimi?

Nessun limite quando servono a mantenere e accrescere l'amore tra i coniugi. Oltre alla finalità primaria dell'unione coniugale, non minore importanza hanno le effusioni affettive, le quali, mentre soddisfano i sensi, accrescono quell'unione fisicomorale che fanno di due creature "un solo corpo e un solo spirito". Quindi ogni atto che prepara, acuisce il desiderio, dona la piena soddisfazione, non solo è lecito, ma persino meritorio.

Dio ci ha donato cinque sensi per godere le bellezze del creato: vista, tatto, gusto, udito, odorato..Il Creatore ha voluto non mancasse nei rapporti matrimoniali la soddisfazione dei sensi, voluta appunto per le altissime finalità per cui fin dalla creazione il Signore stabilì che "l'uomo lasci suo padre e sua madre, si unisca alla sua donna e i due formino una cosa sola" (Gn 2,24).

 

In tre per amare

Praticamente quali sono gli effetti del matrimonio che abbiamo ricevuto?

Anzitutto a convivere in unità di amore con Dio e con gli uomini. Le grazie particolari ricevute nel Sacramento rendono santi e santificanti i vostri rapporti per mantenere sempre viva quella fiaccola di amore che Dio ha acceso nei vostri cuori. Egli è sempre presente nella vostra vita, aiutandovi a vivere nella reciproca fedeltà, a superare contrasti, difficoltà e anche prove e sofferenze che segnano il nostro cammino terreno verso l'eternità. L'amore coniugale esige una totale dedizione di sentimenti, aspirazioni, affetti, per unire due creature in una stupenda unità.

Il dono reciproco di tutto voi stessi, rafforza il vincolo della indissolubilità, dona sicurezza e felicità a quanti sono chiamati a realizzare i suoi progetti di amore per la salvezza propria e altrui, particolarmente dei figli, tesori di valore infinito, che Dio dona agli sposi, per prolungare la loro vita oltre la morte e averli un giorno accanto nella felicità senza fine del cielo.

 

Il dovere rimane sempre

Ho già raggiunto l'età in cui non e più possibile avere figli, ma mio marito è pieno di vitalità, esige i suoi diritti. Come devo comportarmi?

Per ottenere una grazia, ho fatto voto di castità, ma mio marito non è d'accordo...

La menopausa femminile può anche indurre a una certa avversione e persino sofferenza al dovere coniugale, ma questo non esime dall'obbligo di donarsi a chi esige un suo preciso diritto.

Il vero amore è disponibile fino al sacrificio per difendere il valore supremo del matrimonio e rendere felice la persona amata. Nessun voto è valido quando è contrario a un preciso dovere di giustizia. Non può essere gradito a Dio, un dono che si oppone a quanto è stato sancito da un Sacramento voluto da Dio, dove diritti e doveri devono essere sempre rispettati. Se deside

ra ringraziare il Signore, senza coinvolgere altri, cambi il voto con qualche opera di pietà o di carità, sicuramente più gradita a Dio.

 

Da chi l'iniziativa?

Mio marito è freddo, insensibile, non ci tiene ai nostri rapporti intimi; io non oso chiedere quello che pur fa parte di un mio diritto. Non so come comportarmi.

Generalmente è l'uomo che provoca, chiede; per natura tende a essere un conquistatore; la donna subisce, accetta, partecipa.

Un matrimonio ben riuscito deve portare costantemente i coniugi al dono reciproco per rafforzare la loro unione, rendere più solido e sicuro il loro amore. La donna ha molti modi per conquistare e provocare l'uomo che ama, a cominciare dalla cucina secondo il detto: "gli uomini si prendono per la gola". Deve curare tutto il suo comportamento, per rendersi sempre attraente, piacevole, desiderabile.

Pur avendo gli stessi diritti del marito, l'amore è capace di escogitare tanti modi, fino agli afrodisiaci per realizzare il suo desiderio. In casi estremi si può ricorrere a un sessuologo, a un consultorio matrimoniale, per conoscere e rimuovere le cause che possono determinare un raffreddamento nei vostri rapporti.

 

Posso rifiutarmi?

Vorrei sapere quando ho diritto di rifiutarmi al dovere coniugale.

Il dovere di donarsi al coniuge rimane sempre, durante tutta la vita, anche quando la procreazione non è più possibile. Rifiutarsi, oltre a mancare a un preciso dovere, ci si renderebbe responsabili di mettere il coniuge nel pericolo di cercare e soddisfare, al di fuori del matrimonio, ciò che è parte integrante dei rapporti mptrimoniali. Ci sono tuttavia casi in cui uno può rifiutarsi a questo dovere, come in caso di malattia, nell'attesa imminente di una parto per cui si potrebbe mettere in pericolo la vita del nascituro o quando il richiedente è in stato di ubriachezza o esige rapporti contrari al rispetto e alla dignità della persona.

Nessuno può essere trattato come un oggetto di cui usufruire e abusare a piacimento, magari con violenza, umiliando e facendo soffrire chi invece dovrebbe sempre proteggere e amare.

 

Incontri proibiti

Siamo felicemente sposati e abbiamo anche dei figli, io però non posso dimenticare "il primo amore" e ogni tanto ci incontriamo...

La fedeltà è un diritto e un dovere reciproco, impegna entrambi durante tutta la vita. Che diresti e come giudicheresti il marito se mantenesse una relazione con un'altra donna? "Non fare agli altri quello che non desideri altri facciano a te", dice Gesù.

Se l'incontro con una persona cara è soltanto un segno di amicizia, nessuno ha il diritto di impedirlo, ma se questo ha uno scopo ben diverso e si traduce in manifestazioni affettive, sensuali, rappresenta ovviamente una colpa, un tradimento alla reciproca promessa di fedeltà assoluta del matrimonio.

Certi incontri, particolarmente con persone di altro sesso, finiscono quasi sempre per dare occasione a manifestazioni contrarie alla morale e in questo caso alla giustizia, sancita da un giuramento fatto davanti a Dio e alla comunità. Gesù ammonisce chiaramente: "Chi ama il pericolo perirà in esso".

 

Rapporti impossibili

Siamo sposati da tanti anni, un matrimonio felice, ma ora un invervento chirurgico rende impossibile i nostri rapporti normali.

Quando vi siete sposati il sacerdote ha sottolineato come la vita matrimoniale "vi unisce nella buona e nella cattiva sorte".

La croce, la sofferenza, sono parte integrante nella vita di tutti. Gesù ne ha fatto anzi la condizione insostituibile per essere suoi seguaci: "Chi vuol essere mio discepolo prenda la sua croce e mi segua". Certo è grande sofferenza per chi non può ricevere e forse anche più grande per chi non può dare, le manifestazioni dell'amore, parte integrante dell'unione coniugale. Occorre però sottolineare come l'amore non è legato solamente al sesso, che a una certa età perde la sua forza. Ci sono tanti modi per manifestare l'affetto alla persona amata, anzi quanto più costa sacrificio e rinuncia, tanto più si rafforza. Amare vuol dire donarsi, sacrificarsi per l'essere amato.

 

Falso pudore

Mia moglie è molto religiosa, ha sempre paura di commettere peccato, se deve fare la comunione non accetta un rapporto intimo.

Una falsa educazione può essere altrettanto deleteria quanto una cattiva. Il corpo umano non è diviso in parti contrapposte, buone e cattive. Non vi è nulla nel nostro organismo, capolavoro del creato, che non sia nobile, santo. Solo la volontà perversa, l'abuso rende peccaminoso l'uso dei nostri sensi. Ognuno di essi, compresa la sessualità, ha un fine altissimo, voluto dal Creatore.

Il mutuo dono dell'amore coniugale è un atto naturale, non solo lecito, ma meritorio, quando asseconda la duplice finalità: la procreazione o anche semplicemente il piacere per rendere più forte e sicura l'unione dei coniugi.

Per questo essi devono trattare con grande libertà il problema dei loro rapporti intimi, parte integrante del vincolo indissolubile che li lega per tutta la vita.

 

Separazione consensuale

La nostra vita è diventata impossibile, non andiamo più d'accordo, litighiamo in continuazione, cosa dobbiamo fare?

La coabitazione, quando manca l'armonia, l'accettazione e sopportazione reciproca, diventa un tormento. Sovente nella vita matrimoniale è assente colui che rende possibile anche l'impossibile, Dio, il quale solo può darci la forza di perdonare, amare, fare del bene anche a chi ci fa del male.

Prima di rompere definitivamente il vostro rapporto, provate, con la forza della ragione, a discutere i punti di contrasto, a mettere in evidenza, non solo gli aspetti negativi, ma anche quelli positivi che un giorno vi hanno portato a giurarvi fedeltà per tutta la vita. Vagliate anche le conseguenze di una rottura, soprattutto se avete dei figli, le prime vittime, ai quali negate il diritto di avere accanto a sè un padre e una madre sempre insostituibili.

Saranno loro a pagare il prezzo più alto dei vostri disaccordi. Tuttavia di fronte all'impossibilità di una pacifica convivenza, la Chiesa ammette la separazione fisica degli sposi e della coabitazione, anche se rimangono davanti a Dio marito e moglie e non sono liberi di contrarre un altro matrimonio, finché uno dei due è in vita.

 

No al divorzio

Oggi anche in Italia è ammesso il divorzio e sono molti i cattolici praticanti che vi ricorrono. Perché la Chiesa è tanto intollerante? In questo modo essa ci allontana da Dio...

La Chiesa ha il compito di predicare la verità, difendere i diritti inalienabili di ogni persona, cercare in tutti i modi la salvezza dei suoi figli, ma non può andare contro un preciso comando del Signore: "Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un'altra, commette adulterio contro di lei; se la donna ripudia il marito e ne sposa un altro, commette adulterio" (Mc 10,1112).

Non può riconoscere valida una unione finché sussiste il primo matrimonio. Se conservano la fede, desiderano educare cristianamente i figli, la Chiesa continua a considerarli come suoi figli, bisognosi di aiuto e di preghiere. Li invita a coltivare lo spirito di pietà, la preghiera, a partecipare al sacrificio Eucaristico, anche se non può ammetterli al banchetto divino; li esorta ad esercitare opere di carità. Il Battesimo ricevuto li rende per sempre figli di Dio, membri della sua Chiesa, chiamati come tutti alla felicità eterna del Paradiso.

 

Contrasti con i parenti

I nostri rapporti sono tesi, al limite della rottura. Non riesco a tollerare mia suocera, devo dipendere da lei e dai parenti che pretendono comandare a casa mia...

Si sà, tra nuora e suocera l'accordo è sempre difficile e generalmente l'uomo ne è la vittima, combattutto tra l'amore e il rispetto verso la madre e la sposa. La tolleranza è una virtù che tutti dovrebbero sforzarsi di praticare per la pace in casa; l'armonia tra parenti va coltivata da tutti. Nessuno ha il diritto di interferire e tantomeno intromettersi nella vita di una famiglia, creando situazioni pericolose, contrasti che potrebbero creare divisioni, odio.

L'autonomia di una famiglia, la libertà di gestire la propria vita, sono beni da tutelare a ogni costo. è sommamente desiderabile mantenere sempre buoni rapporti tra i parenti dei due sposi e in caso di necessità offrire loro assistenza e aiuto.

Nella scala delle amicizie questi dovrebbero occupare sempre il primo posto, particolarmente in certe occasioni: una nascita, un matrimonio, un compleanno, un onomastico; in occasione del Natale, della Pasqua... Costa tanto poco essere gentili e rende sempre molto.

 

Matrimonio civile e religioso

Per vari motivi noi abbiamo ritenuto fare prima il matrimonio civile, ma ora desideriamo regolare la nostra unione anche davanti alla Chiesa. Che cosa dobbiamo fare?

Tra battezzati l'unico matrimonio valido è quello religioso. Per la legge concordataria esso ha anche tutti gli effetti civili e viene trascritto nei registri dello stato.

Il matrimonio religioso, l'unico valido per la Chiesa, è sempre un Sacramento e quindi soggetto a tutti gli obblighi che comporta. Oltre a espletare le pratiche per la sua celebrazione, esige una adeguata preparazione per conoscere e accettare i valori e gli impegni della vocazione al matrimonio.

Può essere fatta seguendo un corso per fidanzati o anche privatamente. I nubendi devono presentarsi al parroco per un esame atto a verificare l'integrità e la libertà del loro consenso, l'assenza di impedimenti o condizioni che lo renderebbero invalido, l'accettazione dei fini del matrimonio: l'amore reciproco, la procreazione e l'educazione della prole.

Adempiuti questi doveri la celebrazione potrà essere fatta con solennità liturgica, durante la Santa Messa e in caso particolare in forma privata, davanti al ministro della Chiesa e ai testimoni.

Per regolare la vostra posizione, occorre fare domanda all'ordinario (il vescovo), esponendo i motivi che hanno determinato la scelta del matrimonio civile, allegando anche la richiesta del parroco; si potrà anche richiedere la dispensa dalle pubblicazioni canoniche.

 

Matrimoni misti

Sono sposata con un musulmano, per questo abbiamo fatto solo il matrimonio civile, ma ora lui è disponibile ad abbracciare e vivere la fede cattolica. Quali passi devo fare?

La preparazione al matrimonio cattolico tra un battezzato e uno appartenente a una religione diversa, deve essere accurata. Pur nel rispetto alla libertà di coscienza, il coniuge credente, aiutato anche dal parroco o da persona da lui designata, deve istruirlo bene sui doveri che importa la vita di fede, gli impegni coniugali, la promessa dell'educazione religiosa dei figli.

I due contraenti devono fare domanda, tramite il parroco, all'ordinario (il vescovo) del luogo e presentare la dichiarazione scritta di accettare quanto la chiesa prescrive per questi matrimoni.

Al rito sacramentale, se la parte non cattolica è preparata e desidera far parte della comunità dei credenti, si deve premettere la recezione dei Sacramenti dell'iniziazione cristiana: Battesimo, Cresima, Confessione e Comunione.

 

Sacramento invalido

Ci siamo sposati in chiesa, per evitare lo scandalo, non dare dispiacere a parenti e amici, ma sia io, come mia moglie eravamo intenzionati a conservare la nostra libertà nel caso uno o tutti e due avessimo riscontrato l'impossibilità della convivenza. è valido il nostro matrimonio?

Assolutamente no perché contrario a uno dei principi fondamentali del Sacramento: uno solo con una sola persona per tutta la vita.

L'indissolubilità del vincolo coniugale non ammette eccezione perché voluto direttamente da Cristo. è questo uno dei casi in cui, adducendo prove e testimonianze, si può ottenere dai tribunali ecclesiastici l'annullamento del matrimonio, anche con il gratuito patrocinio, quando la coppia non fosse in grado di sostenere le spese legali.

Se invece volete veramente vivere il vostro reciproco impegno, ricevere le grazie connesse alla vita sacramentale, dovete rifare anche privatamente il rito per mettervi in sintonia di amore con Dio e con la comunità dei fedeli.

 

L'accettazione dei figli

Prima di sposarci ci siamo messi d'accordo di evitare assolutamente di avere dei figli, per vivere più interamente e liberamente i nostri rapporti matrimoniali. è vero che questa condizione invalida il Sacramento?

Il fine primario dell'unione matrimoniale è la procreazione, secondo il comando del Signore. Nessuno di noi esisterebbe se i nostri genitori non avessero obbedito a questo invito, partecipando al suo atto creativo. Se esistono prove, testimonianze di questa vostra volontà, antecedenti al matrimonio, è possibile introdurre la causa presso il tribunale ecclesiastico per il suo annullamento.

Se invece entrambi recedete da questa scelta invalidante, è doveroso rifare il matrimonio, evitando ogni pubblicità e relativi scandali, per partecipare alla vita della Chiesa e ricevere le tante grazie connesse con il matrimonioSacramento.

 

Sterilità permanente

Mi sono sposato allo scopo di avere figli, abbiamo consultato medici e attuato diversi suggerimenti, ma mia moglie è risultata assolutamente sterile. Posso chiedere l'annullamento del matrimonio?

Solo l'impotenza assoluta o relativa da parte dell'uomo o della donna all'unione coniugale rende invalido il matrimonio. La sterilità invece, sia maschile come femminile, non lo invalida, a meno che uno dei due non sia ricorso a inganni per ottenere il consenso, nascondendo questa sua impossibilità.

Oggi però la scienza anche in questo campo ha fatto grandi progressi, per cui è possibile, almeno in alcuni casi, togliere questo ostacolo alla gioia e felicità dei coniugi.

Vogliamo anche ricordare alle famiglie desiderose di avere dei figli, la possibilità di adottare creature abbandonate, tanto bisognose di trovare persone generose, disponibili ad aiutarli a vivere e crescere in una famiglia di cui hanno assoluto bisogno.

 

Fecondità responsabile

Abbiamo già tre figli, la mia salute, le stesse condizioni economiche ci impediscono di averne altri. Facciamo peccato a non volerli?

I coniugi devono sentirsi sempre liberi e responsabili di accettare o rifiutare il dono della vita, anche se ogni bimbo che nasce ha un valore infinito: creato a immagine di Dio, redento dal sacrificio di Cristo, destinato alla gloria e alla felicità del paradiso.

Nella procreazione si può peccare per difetto e per eccesso. Spetta ai genitori valutare i pro e i contro prima di mettere al mondo una creatura. La salute, le difficoltà economiche, le responsabilità educative, devono essere tenute presenti e trovare gli sposi pienamente consenzienti nelle loro decisioni. Ovviamente quando seri motivi suggeriscono di sospendere o distanziare la vita, deve rimanere integro l'impegno della mutua donazione per mantenere e accrescere l'amore.

Oggi ci sono vari metodi scientifici per evitare una maternità non voluta, ricorrendo ai così detti "periodi infecondi"; voluti appunto dalla natura per mantenere vivo il rapporto coniugale; tenendo anche presente come la continenza è una virtù raccomandabile e praticabile anche dai coniugati.

 

Il marito o i figli

Mio marito non vuole altri figli, anzi si lagna perché lo trascuro per dedicarmi totalmente a loro.

Il compito di una donna, sposa e madre è duplice. Due doveri che non devono interferire e tanto meno trovarsi in contrasto tra loro.

L'equilibrio, il buon senso, l'aiuterà ad assolvere nel migliore dei modi il duplice impegno. Certo non si possono amare i figli, trascurando l'amore, la dedizione dovuta sempre al compagno della propria vita, al padre dei propri figli.

Tra l'altro i figli cresceranno, ad un dato momento seguiranno una loro strada e vi ritroverete nuovamente soli come all'inizio della vostra unione.

Per questo l'amore coniugale va difeso, mantenuto e accresciuto durante tutta la vita. Bisogna inoltre tenere presente come l'educazione stessa dei figli ha bisogno di questo calore familiare, di questa testimonianza dei genitori, uno dei ricordi più cari per la loro vita. L'esempio dei genitori è un aiuto insostituibile per inculcare principi e valori che formeranno la migliore eredità da offrire loro per prepararli ad affrontare la vita.

 

Due redini per guidare

Mio marito ha un carattere impossibile: marito e padre padrone. Lui ha sempre ragione, tutti i diritti sono suoi, noi solo doveri. Anche nell'educazione dei figli abbiamo idee opposte, causa di litigi continui.

Diritti e doveri sono uguali come sposi e genitori. L'educazione dei figli è un obbligo grave per entrambi, dopo averli messi al mondo.

Per guidare un cavallo occorrono due redini, guai se uno tira a destra e l'altro a sinistra. Lo sbandamento dei figli è dovuto il più delle volte al disaccordo dei genitori, primi e insostituibili educatori.

Le scenate, la violenza, non convincono mai, creano anzi stati di insofferenza e di ribellione. Davanti ai figli i genitori devono mantenere intatta la loro autorità.

Nulla è più antieducativo che il padre o la madre diano ragione ai figli, mettendo in cattiva luce le disposizioni prese dall'uno o dall'altra. Discutete in privato, cercate le soluzioni migliori, ma sostenete sempre la vostra autorità, un valore irrinunciabile sul processo educativo.

Ricordate che gli animali si domano sovente con la violenza, gli uomini si educano con la razionalità. Diceva il santo gentiluomo Francesco di Sales: "Si prendono più mosche con una goccia di miele che con un barile di aceto" e nei rapporti familiari conviene usare molto miele e poco aceto.

 

Gelosia, brutta malattia

Ho un marito geloso, mi rende la vita insopportabile. Scenate che sfociano in violenze fisiche. Mi sorveglia continuamente, inventa colpe mai commesse; guai se mi vede parlare con un uomo. Penso finirò per andarmene con i figli e cominciare una nuova vita.

La gelosia è una malattia veramente pericolosa, guai se non viene curata in tempo, finisce per rovinare la vita, avvelenare l'esistenza, distruggere i più grandi valori. Non è lecito dare corpo a fantasie malsane, vivere come un cane da guardia, sempre disposto ad abbaiare e mordere, anche quando uno tenta di accarezzarlo.

Sia l'uomo che la donna devono chiarire subito i loro problemi, mettere in chiaro diritti e doveri, prima che il male incancrenisca.

Nessuno ha diritto dubitare, peggio accusare una persona senza prove convincenti. Gesù dice chiaramente: "Non giudicate e non sarete giudicati, perdonate e sarete perdonati".

Un comando sempre valido, anche se uno dei due sposi avesse commesso un errore. La separazione, l'abbandono del coniuge colpevole deve rimanere l'ultima risorsa, dopo avere provato tutte le vie per mantenere l'unità e la pace familiare, necessaria non solo a voi, ma anche e soprattutto all'educazione dei figli.

 

Non uccidere!

Sto attendendo un altro bambino; ho già avuto un aborto naturale, ora tutti mi consigliano di ricorrere a questo mezzo per evitare ulteriori guai. Sono indecisa e preoccupata...

L'aborto, anche se leggi permissive lo consentono, rimane sempre un delitto, contrario a un preciso comandamento di Dio: "Non uccidere" che nessuna legge umana potrà mai mutare o abrogare.

L'aborto dovuto a fattori naturali non è mai una colpa, ma l'uccisione diretta di una creatura rimane sempre una colpa gravissima perché mira a uccidere un innocente, privo di ogni difesa, negandogli il diritto fondamentale di vivere. Meglio un bimbo tra le braccia che sulla coscienza.

Non ci possono essere motivi validi e neppure attenuanti per fare un peccato a cui non si potrà mai rimediare in alcun modo, anche se, come tutte le colpe, Dio perdona sempre quando si è veramente pentiti.

Lo stesso peccato lo commette non solo chi uccide, ma anche coloro che istigano, consigliano il delitto. La vita umana è sacra, appartiene a Dio, dal suo concepimento al termine naturale dell'esistenza. Non mancino mamme eroiche, che accettano anche il rischio accertato di morte pur di salvare la creatura concepita. Ogni atto va giudicato alla luce dell'eternità e in base alle leggi di Dio.

 

Il peccato si confessa a Dio

Mio marito in un momento di intimità mi ha confidato un tradimento, giurando che si è trattato di un momento di debolezza, promettendo che non accadrà mai più. Ma per me è crollato tutto un mondo di certezze, di gioia, ho chiesto addirittura di vivere in camere separate.

Ogni persona deve rendersi conto della fragilità umana, delle tentazioni e passioni che talvolta scoppiano improvvise come un fulmine a ciel sereno e non esiste peccato che una persona non possa commettere.

Nel caso specifico ha sbagliato l'uomo nel confidare alla creatura amata la sua colpa, distruggendo, senza un motivo valido, l'ideale altissimo con cui lo riteneva degno del suo amore.

I peccati si confessano a Dio, il quale solo perdona e tiene conto di tutte le attenuanti di una colpa. Ma più colpevole è chi non sa e non vuole perdonare, anzi è decisa a vendicarsi, per quello che ritiene un affronto, un'ingiustizia di estrema gravità.

La separazione minacciata non risanerebbe una situazione, ma la peggiorerebbe e aggraverebbe la sua responsabilità, costringendo la persona pentita a ricadere nell'errore e forse a commettere colpe anche più gravi. Il vero amore esige sempre e in ogni caso la disponibilità, non solo a perdonare, ma anche a fare del bene a chi ci ha procurato sofferenze e dispiaceri.

 

Limiti invalicabili

Possiamo ricorrere a una procreazione artificiale, data l'impossibilità di avere un figlio seguendo il metodo naturale?

Oggi si parla molto di "fecondazione artificiale", "banca del seme", "affitto di un utero"... Le manipolazioni genetiche, per assecondare il desiderio di coppie, bramose di avere un figlio, si stanno moltiplicando, anche con esperimenti audaci, per determinare preventivamente il sesso del nascituro e avere figli più sani, più belli, più quotati. Una vera selezione per un miglioramento della "razza", costata tante sofferenze e sangue come l'esperimento di Hitler di infausta memoria. L'atto coniugale, la procreazione di un figlio è sempre un atto di amore, un dono di immenso valore trasmesso dai coniugi, chiamati da Dio a donare la vita. Non potrà mai essere un esperimento biologico, tecnologico, disumanizzante e perciò immorale.

L'unico intervento ammissibile è quello di facilitare a condurre a buon fine l'atto naturale dei coniugi desiderosi di prolungare la loro vita, oltre la morte, donandola ai figli.

è sempre possibile, anzi doveroso, aiutare la natura, non agire contro o al di fuori delle sue leggi.

 

Costretta a rubare

La mia vita è fatta di privazioni, umiliazioni, sofferenze. Sono costretta a sotterfugi, persino a rubare per ottenere qualcosa, necessaria a me o ai miei figli.

In certe famiglie la donna è trattata peggio delle persone di servizio, deve svolgere ogni attività senza alcun diritto e compenso.

Pochi uomini pensano come la felicità di una donna non può consistere soltanto nel faticoso lavoro di ogni giorno: pulizie, rifare i letti, preparare da mangiare, fare il bucato, stirare, se poi ci sono i bambini, il lavoro si moltiplica senza limiti. Ogni lavoratore ha diritto al giorno di libertà, alle pause del lavoro. Quanti mariti danno, senza lesinare, quanto una donna ha diritto per provvedere alle sue necessità personali e a quelle della casa per renderla più confortevole e accogliente?

Andare dal parrucchiere, comprarsi un vestito nuovo, una boccetta di profumo, comperare un piccolo regalo, un mazzo di fiori... per una donna sono esigenze che hanno la stessa importanza che per l'uomo spendere per fumare, per bere con gli amici, andare alla partita...

Non farti scrupolo di quello che appartiene anche a te e forse con maggiore diritto per il superlavoro che spesso ti sobbarchi. L'ideale che ogni sposa possa disporre di un suo peculio da amministrare liberamente e saggiamente.

 

Suora no!

Abbiamo una figlia, l'abbiamo seguita con tanto amore, fatta studiare, ora è laureata, avrebbe anche un posto sicuro, di prestigio. Sognavamo per lei una vita felice, un matrimonio degno della nostra famiglia. Invece vuole farsi suora. Non sono servite le preghiere, lacrime... Siamo credenti ma questo proprio non ce lo meritavamo!

Mi permetto solo alcune osservazioni. I genitori sono custodi, non proprietari dei figli che Dio affida loro, perché li aiutino a realizzare il suo progetto che ha come finalità la gioia, la pace, la salvezza di ogni creatura. Il loro compito è curarli, educarli, aiutarli a raggiungere una piena maturità perché possano seguire liberamente la strada che desiderano intrapprendere. La scelta della professione, come della vocazione, dalla quale dipende il loro avvenire deve essere assolutamente libera, un diritto inviolabile, che tutti devono rispettare. Compito dei genitori è pertanto indirizzare, aiutarli, consigliare in una scelta di così vitale importanza, senza mai imporre la propria volontà.

Gli uomini non sono fabbricati in serie, ognuno ha la sua personalità ben distinta, con gusti, tendenze, inclinazioni diverse, solo seguendole possono raggiungere equilibrio e sicurezza.

Non c'è di peggio nella vita di essere obbligato a una vita o a un lavoro contrario alle proprie aspirazioni. Quante volte ho sentito maledire i propri genitori per essere stati costretti a scegliere una strada sbagliata, dove hanno incontrato difficoltà di ogni genere, fino a sentirsi dei falliti. Invece, anche se hanno sbagliato, ma con scelte personali, magari contro il parere dei genitori, avranno per loro sempre un grato ricordo, con il dispiacere di non aver seguito i loro consigli.

Ma vorrei ancora aggiungere: ritenete che diventare sposa di Dio, anziché di un uomo, sia veramente una scelta sbagliata, un disonore per la vostra famiglia? Siete sicuri che l'uomo che avevate scelto per lei, fosse quello adatto per renderla felice? Non vi dice nulla il fallimento di tanti, troppi matrimoni, celebrati con tanta esteriorità, che durano lo spazio di un mattino? Non tutto quello che luccica è oro e sotto l'orpello di grandi uomini, si nascondono spesso dei poveri uomini!

Dirò di più e so fare una sicura profezia, quella figlia che rifiutate di dare al Signore, a parte il dirittodovere di disobbedire, raggiunta la maggiore età, sarà la vostra più grande consolazione durante la vita e una caparra e garanzia per vivere con lei eternamente felici in cielo.

 

Non ci capiamo più...

Siamo a metà del cammin di nostra vita. Sistemati i figli, siamo rimasti soli e la nostra convivenza si è fatta difficile.

Purtroppo molte coppie, dopo un grande impegno di vita e attività, si ritrovano soli, con il fardello dei loro caratteri, dove l'età acuisce i contrasti; coppie che dopo anni di convivenza serena e felice, tendono a separarsi. L'impegno di lavoro e dei figli aveva assopito i contrasti; ora raffiorano, crescono, ingigantiscono.

Rifiutate decisamente di essere vittime di voi stessi. La solitudine deve accrescere il vostro dono reciproco in una nobile, santa gara di accettazione, donazione, amore, vissuto in tanti reciproci gesti.

Fuggite l'ozio che tarpa le ali, invecchia precocemente, isterilisce la vita. Impegnatevi in qualche attività di carattere sociale, culturale, religioso. Dio ha ancora bisogno di voi, per arricchirvi di gioia e di meriti infiniti!