DEVOZIONE AL VOLTO SANTO DI NOSTRO SIGNORE GESU’ CRISTO

Al Santo PADRE GAETANO CATANOSO Missionario del Volto Santo e Fondatore le Suore Veroniche del Volto Santo con filiale devozione dedicano Reggio Cal. 4 aprile 1991

 

PREFAZIONE

Non ho avuto la fortuna di conoscere personalmente il P. Gaetano Catanoso, che tanto ha lavorato e tanto bene ha fatto nella nostra Arcidiocesi.

Dalle continue dimostrazioni di stima e di venerazione da parte di tutti coloro che L'hanno conosciuto, soprattutto presbiteri che Lo hanno avuto direttore spirituale, deb­bo convenire che ci troviamo davanti ad una eccezionale figura di prete del nostro tempo.

A leggere la sua biografia, poi, ci si ac­corge che l'eccezionalità raggiunge gradi di eroicità che fanno sperare, come da tutti si auspica, che presto possa essere proclamato Santo dalla chiesa.

Una delle sue più fulgide intuizioni, che Lo ha portato anche a fondare una Congregazione religiosa, le "Suore veroniche del Volto Santo", è stata quella di impegnarsi a lenire le sofferenze di Cristo perché il Suo volto, sfigurato dalla passione, potesse ri­splendere sempre più luminoso per conver­tire gli uomini e portarli alla salvezza.

Giustamente è stato osservato che "Del Volto Santo" è permeato quasi l'intero apo­stolato sacerdotale del Servo di Dio, al ‘Volto Santo’ ha ispirato la sua fondazione religio­sa; del `Volto Santo' ha fatto il suo sogno ideale, realizzato nell'erezione del Santuario al `Volto Santo' di Gesù in Reggio Cala­bria".

Non vi è dubbio che la situazione della odierna società, la sua scristianizzazione e il suo indifferentismo specialmente il compor­tamento di quanti sono battezzati ma vivo­no dimentichi del loro battesimo, rende il Sa­cro Volto di Cristo meno splendente.

Proprio in questo tempo la presenza del­le Suore Veroniche è quanto mai importan­te se esse sapranno impegnarsi, seguendo il loro fondatore, e come tutti auspichiamo, in quelle opere che la Chiesa chiama nuova evangelizzazione.

È necessario, infatti, che esse riscopra­no e facciano rivivere nella Chiesa la preghie­ra e in modo particolare il culto a Gesù Eu­caristico; che sappiano, attraverso un impe­gno serio di catechesi agli adulti, aiutare i fra­telli a crescere nella fede per saperla testimo­niare con coraggio; che trovino sempre for­me nuove per incontrare l'uomo di oggi nel­le sue nuove povertà diventando, per questi fratelli ultimi, delle buone samaritane.

Tutto ciò non potrà non portare un rin­novamento ed una crescita nel popolo di Dio che darà nuovo splendore al Volto Santo di Cristo.

Auguriamo, perciò, che tutti coloro che avranno in mano questo libretto e lo sapran­no utilizzare per la preghiera e il culto Eu­caristico diventino nella Chiesa altrettanti Ve­roniche che asciughino il Volto di Cristo per presentarlo agli uomini come il Volto dell'A­more incarnato per la salvezza di tutta l'u­manità. (Vittorio Mondello) 

"Disprezzato, rifiuto dell'umanità, uomo di dolori, assuefatto alla sofferenza, come uno davanti al quale ci si copre il volto, vilipeso, e di nessun conto per noi. Veramente egli si è addossati i nostri mali, si è caricato dei nostri dolori. Noi lo credevamo trafitto, percosso da Dio ed umiliato, mentre egli fu piagato per le nostre iniquità, fu calpestato per i nostri peccati. Il castigo, che è salvezza per noi, pesò su di lui e le sue piaghe ci hanno guariti." (Isaia, Cap. 53 - v. 3, 4, S,)

 

I PARTE

Cenni storici sulla devozione al Volto Santo di N.S. Gesù Cristo

IL SANTO VOLTO DEL VATICANO

Il culto reso al Volto doloroso di No­stro Signore Gesù Cristo, quale è approvato a Roma e che si pratica in tutta la Chiesa, ha cominciato sul Calvario. Ci proviene da quella pia donna di cui si fa memoria da tem­po immemorabile nella VI Stazione della VIA CRUCIS e che la TRADIZIONE si ac­corda a chiamare Veronica.

Prima di raccontare l'atto eroico che la rese così celebre e di esporre il culto che ha per oggetto la miracolosa impronta del suo velo, sembra utile narrare in brevi cenni la storia della sua vita. E dopo come la reliquia da essa lasciata ai Romani Pontefici sia sta­ta onorata in S. Pietro del Vaticano e reli­giosamente conservata sino ai nostri giorni.

I.

Il nome di Veronica non occorre in al­cun luogo del Vangelo; ma secondo ogni pro­babilità, è la donna di cui parla S. Luca (cap. 8 - v. 43, 48). La rappresenta colpita da dodici anni d'una perdita di sangue che nessun medico aveva potuto guarire. - Si accostò a lui per di dietro, e toccò l'orlo della sua veste: - e immantinente il flusso del sangue stagnò. Dopo la domanda del Salvatore che le porse occasione di pubblicare solennemen­te la sua potenza, meritò di sentire dalla sua bocca questa parola: - Figlia, la tua fede ti ha salvata: va in pace.

Autori rispettabili affermano l'identità di questa fervente ebrea con la Veronica. Ciò che suffraga la sua opinione è un documen­to tolto da tre Messali antichissimi, l'uno di Milano, detto Ambrosiano, l'altro di Jaen, nella Spagna, e il terzo d'Aosta; nella messa del giorno della festa assegnata al 4 febbraio, nelle Orazioni si invoca S. Veronica che asciugò il Volto di Nostro Signore, nella Pro­sa si adora questa Immagine divina, e 1'E­vangelo è precisamente quello dove S. Luca narra la guarigione dell'emoroissa.

È verosimile, osserva a tal proposito il P. Ventura, che quella che ottenne dal Sal­vatore l'insigne favore di tergere colle sue proprie mani il sudore e il sangue che flui­vano dal suo Volto divino, sia quella mede­sima donna che toccò le sue vesti con una fede eroica, e rese in tal modo la più bella testimonianza alla sua divinità. Ella seguì Ge­sù come Maria Maddalena e le altre pie don­ne della Giudea, le quali accompagnavano il divin Maestro e lo assistevano con i loro beni, mentre Egli con gli Apostoli recavasi di città in città, di borgata in borgata, pre­dicando il Vangelo e annunziando il regno di Dio.

È incontrastabile che ella gli mosse in­contro sulla strada del Calvario. Uno stori­co moderno, il dottor Seppi, riassume la Tra­dizione con queste parole: - Una donna, chiamata Berenice, o Veronica, andò incon­tro a Gesù in atto compassionevole, gli asciu­gò con una pezzuola il volto grondante di su­dore, e l'impronta del suo Volto adorabile vi restò impressa in tratti sanguinosi.

Ecco il medesimo racconto più diffuso nei particolari quanto hanno lasciato scritto il dotto Piazza ed altri eruditi. - Nel punto nel quale Gesù, uscendo dal Pretorio di Pi­lato, saliva l'erta del Calvario, carico della sua croce, tutto sangue per i colpi ricevuti nella flagellazione e per le ferite recategli dalla corona di spine, dopo di aver percorso un 450 passi, come si avvicinava ad una casa che sorgeva ad una svolta, Veronica, scorgendolo di lontano piena di compassione, corse ad in­contrarlo, ed essendosi tolto il velo che por­tava in capo, glielo presentò per valersene ad asciugare il suo Volto bagnato di sudore e di sangue. Il Cristo, avendolo ricevuto be­nignamente dalle sue mani, glielo rese, la­sciandovi come ricompensa l'impronta del suo Volto con una tale rassomiglianza che vi si scorge perfino il segno delle dita di co­lui che gli diede lo schiaffo sacrilego.

Osserviamo, col Baronio, che non è a confondere il velo che adoperò Veronica e che mise sul Volto del Cristo coperto di su­dore e di sangue, col santo lenzuolo che è a Torino, nel quale fu involto e seppellito il corpo adorabile del Salvatore, e neppure con gli altri sudari con i quali gli si coprì il volto e il capo nel santo sepolcro. La parola suda­rio, sudarium, vuol dire pezzuola per asciu­gare il sudore. Tale è il primitivo significati­vo di questa parola, che Bergier nel suo Di­zionario teologico definisce: Un pannolino o pezzuola per asciugare il Volto. L'azione della Veronica si spiega con l'uso delle don­ne giudee di portare sul capo o al collo un velo di lana o di lino, che si affrettavano di offrire alle persone di conoscenza che vede­vano arrivare con un volto coperto di sudo­re o bagnato di lacrime.

Nell'antichità profana, troviamo lo stes­so uso di presentare ai condannati a morte, per sentimento d'interessamento di compassione, un velo per tergere le loro lacrime e per coprirsi il capo nel momento dell'ultimo supplizio. Leggiamo nella vita di S. Paolo, che essendo condotto fuori di Roma per es­sere decapitato, quando arrivò alla porta del­la città con un gran seguito e fra le grida in­composte del popolo, egli vide una dama, chiamata Plautilla, triste e desolata, le do­mandò un velo per bendarsi gli occhi (come si era soliti fare a coloro che erano decapi­tati), con promessa di renderglielo. Ciò che ella fece di buon animo; e l'apostolo, la notte seguente, le apparve e le restituì il suo velo.

Veronica non fece dunque che confor­marsi a un uso comune di allora; ma dovet­te affrontare il furore dei soldati e gli insulti della folla. E perciò meritò che il Salvatore, commosso dalla sua generosità, le lasciasse la sua santa effige come un pegno d'amore eterno, e l'azione eroica di questa donna sa­rà sempre celebrata in tutti i secoli.

Il luogo dove la Veronica compì l'atto generoso è venerato. Bernardo di Breyden­bac, decano di Magonza, assicura aver per­corso il 14 luglio 1483, questa lunga via per la quale il Cristo fu condotto dal palazzo di Pilato al luogo della crocifissione, e di esse­re passato davanti alla casa di S. Veronica lontano 550 passi dal palazzo di Pilato. Adri­comio di Cologna descrive i luoghi con mag­gior precisione: La casa di Veronica, dice egli, occupava la svolta di una via. - Dal luogo dal quale mosse incontro a Gesù Cri­sto fino alla porta giudiziaria dove cadde la seconda volta sotto la croce corrono 366 passi e undici piedi.

S. Veronica morì in Francia dove si re­cò con Amatore suo sposo.

Il suo corpo si venera a Bordeaux (Fran­cia).

La sua festa è il 4 febbraio.

Ella si chiamava Berenice, e dopo il suo atto pietoso verso il Salvatore, fu chiamata Veronica, ossia Vittoriosa.

Il Papa Martino V attesta che Amatore sia proprio Zaccheo, discepolo di Gesù, spo­sato a Veronica.

II.

Con una bolla del 16 agosto 1561 Pio IV conferma e ratifica le indulgenze che si leggono in un bellissimo elenco custodito presso il S. Sepolcro di Nostro Signore G.C. - Sisto V, Benedetto XIII, Gregorio XVI le hanno successivamente riconosciute e pub­blicate. Ora su questo elenco, nella nomen­clatura dei luoghi santi ai quali sono annes­se queste indulgenze, si legge: Nella casa di santa Veronica, sette anni e altrettante qua­rantene. Questa Stazione è stata conservata nell'esercizio conosciuto sotto il nome di VIA CRUCIS. La Santa Sede, interrogata intor­no a questo argomento, ha risposto che, per alcun pretesto, è permesso modificare le sta­zioni, e l'elenco che ne ha pubblicato, deter­mina in tal modo la SESTA: VERONICA ASCIUGA IL VOLTO A GESU. Ora qual'è la Chiesa che non abbia la sua Via Cru­cis e non presenti Veronica come modello di riparazione e una possente avvocata presso il Volto doloroso di Gesù?

Il velo miracoloso, improntato dei linea­menti del Salvatore, non doveva restare una proprietà privata. Era un dono di Gesù Cri­sto fatto alla sua Chiesa, era una reliquia de­stinata al centro della cattolicità. Perciò la Veronica l'ha recato a Roma.

III.

COME IL VELO DELLA VERONICA - IL SANTO SUDARIO - SIA STATO PORTATO A ROMA.

Per ragione della sua importanza e dei suoi curiosi incidenti, il fatto domanda uno studio speciale.

Dotti scrittori, quali il Sandini, Filippo da Bergamo, e il Piazza, raccontano concor­damente il fatto seguente:

L'Imperatore Tiberio Cesare era infer­mo, giaceva in letto colpito da grave malat­tia. Aveva sentito da Pilato le grandi mera­viglie che operava Gesù, ed aveva mandati ambasciatori in Giudea nella speranza di ot­tenere la sua guarigione.

Questi deputati trovarono Gesù già mor­to, e i nemici di lui cercavano di sedurli, rac­contando la favola del rapimento del suo cor­po operato dai suoi discepoli. Veronica li trasse d'inganno, e, mostrando loro l'imma­gine del suo santissimo Volto si esibì di re­carsi con loro a Roma, promettendo che a questa vista l'Imperatore sarebbe stato risa­nato.

Avendo dunque collocato in un reliquia­rio la preziosa impronta, si imbarcò con gli ambasciatori e arrivò a Roma, dove fu pre­sentata all'Imperatore. Non appena ebbe am­messo alla sua presenza questa santa donna e toccata l'Immagine del Cristo, egli si tro­vò perfettamente guarito.

In conseguenza di tale miracolo, Vero­nica fu tenuta in gran conto presso questo Imperatore, il quale voleva mostrarle il suo animo grato dandole ricchezze, che essa ri­fiutò.

Il Sandini, aggiunge che la malattia del­l'Imperatore era la lebbra. Altri storici molto gravi, quali sono Eusebio, Paolo Orosio e molti altri, raccontano della condotta di Ti­berio per riguardo a Gesù Cristo ed alla sua religione. Informato, narrano, da Pilato della morte, della risurrezione e dei miracoli di questo uomo straordinario, volle ascriverlo nel numero degli dei, e avendo trovato op­posizione a ciò nei Senatori, che non erano stati di ciò avvertiti, rigettarono la proposta e decretarono lo sterminio dei cristiani. Ti­berio se ne vendicò minacciando dell'ultimo supplizio chiunque li avesse denunciati, e condannando alla morte o all'esilio tutti i Se­natori, due soli eccettuati. Nell'interno del suo palazzo innalzò una statua al Salvatore.

In quanto all'ufficiale dell'Imperatore incaricato di condurre Veronica a Roma, l'autore dei Fiori dei Santi, come anche Fi­lippo da Bergamo, lo chiamano Volusiano, e i prefazi del messale Ambrosiano, ricordan­do il suo nome, soggiungono che egli pure trovò toccato il velo miracoloso la guarigio­ne da una infermità di cui era preso.

Anticamente si faceva memoria di lui, dice Sualdi, nella Chiesa di Milano, nella fe­sta di S. Veronica il 4 febbraio. In questo giorno era fatto memoria di Veronica e di Volusiano, non solamente nelle ore canoni­che ma anche nella Messa. Lo stesso perso­naggio è ancora rappresentato, nelle pittu­re, benché moderne, che ora adornano la cripta di S. Pietro di Roma, e se ne parla in due antichi codici della biblioteca Vaticana. Nel primo, scritto al tempo di Papa Alessan­dro III nel 1160, si racconta che Volusiano era amico di Tiberio, e che mandato da lui a Gerusalemme, ne aveva, con la Veronica, recato il Sudario.

L'ambasciatore, qui non occupa che un posto secondario. L'essenziale del fatto, cioè la traslazione del santo Volto, è attribuito a Veronica degli autori più accreditati, special­mente da scrittori mistici quali Lanspurgo e Mallonio, da teologi quali Gretser e Suarez, da storici quali Stengel e Paleoti, da agiografi o da archeologi quali Galesino, Gervasio.

Calcigno, citato da Sandini e riprodot­to dall'arcidiacono Pamelio, tien conto di questa opinione con queste parole: L'Imma­gine del Cristo che la Tradizione narra esse­re stata data a Veronica sopra il sudario, esi­ste ancora ed è in sì grande venerazione che, non solamente i miracoli, ma alla vista stes­sa di questa Immagine non lasciano luogo ad alcun dubbio.

È innegabile, che il Santo Sudario sia stato portato a Roma dalla Veronica. Mo­lano dà peso a questa citazione recando il pa­rere d'Alberico il quale nel suo Dizionario dell'anno 1350, tiene lo stesso linguaggio: Trovasi nella Biblioteca del Vaticano, sog­giunge il dottor belga, una storia della tra­slazione di questa Immagine a Roma, com­pilata seriamente e d'una scrittura antichis­sima. Il celebre teologo inglese Tommaso Stapleton ha narrato di aver letta tutta la sto­ria per intero.

Baronio conferma l'esistenza di questo prezioso manoscritto, e dice:

Nella Chiesa di S. Maria ai Martiri, al­l'Altare del Crocifisso, si conservano prezio­samente i resti tarlati di un cofano di legno che servì al trasporto della santa reliquia. Monsignor Barbier di Montaut ha co­piato nella suddetta Chiesa l'iscrizione che fa fede come per mezzo di Veronica, il San­to Sudario dalla Palestina fu portato a Ro­ma.

Colpiti di un accordo così generale, i Bollandisti formulano queste due conclusio­ni: Ciò che si riferisce al Sudario, dato a S. Veronica è fuor di dubbio per i cristiani or­todossi. Che Veronica abbia portato ella stes­sa a Roma questa santa Immagine, è l'opi­nione unanime di tutti gli scrittori!

IV.

Tutte le testimonianze che esistono, con­cordano nel dire che Veronica consegnò il Su­dario a S. Clemente, che allora era collabo­ratore e coadiutore di S. Pietro, e che fu poi il suo terzo successore, governò la Chiesa dal­l'anno 93 al 102. La sacra reliquia che Ve­ronica gli aveva consegnata, fu trasmessa da lui ai suoi successori che la venerarono e du­rante i secoli delle persecuzioni, la tennero nascosta col più grande segreto.

La Sacra Reliquia, fu prima custodita nelle Catacombe; in seguito quando la Chiesa ebbe la pace, Costantino edificò una Chiesa sul luogo ove morì S. Pietro, la Basilica Va­ticana, il Santo Sudario fu ivi conservato e dopo aver subito varie traslazioni nella Ro­tonda di S. Maria ai Martiri (l'antico Pan­teon di Agrippa), nella Chiesa dell'Ospeda­le di Santo Spirito, in Castel Sant'Angelo e negli Archivi stessi della Basilica, fu poi sem­pre custodito nella Basilica Vaticana. Men­tre nella Chiesa di S. Maria ai Martiri si con­servano ancora gli avanzi del cofano, che ser­vì per il trasporto del Santo Sudario.

Il Pontefice Giovanni VII fece emerge­re la preziosa Reliquia facendo edificare un Tabernacolo ornato da colonne di marmo ed una cappella che si chiamò "Santa Maria del Sudario".

Fra i Pontefici che maggiormente indis­sero la Santa Devozione, ricorderemo Adria­no IV, Alessandro III che fece accendere sei lampade che ardevano continuamente dinan­zi alla Santa Effige. Altri Papi furono Cele­stino III, Innocenzo III, Nicolò V, che fece fondere le tre piccole campane d'argento che annunziano la esposizione della Santa Reli­quia. Giovanni XII, Sisto IV. Da Urbano VIII la Santa Immagine fu destinata nel luo­go dove si trova attualmente. Nell'anno 1625 avvenne la traslazione della Santa Reliquia, insieme con la Sacra Lancia e lo stesso Pon­tefice Urbano VIII volle aggiungere un pez­zo della Croce ed ordinò con una Bolla CHE LE TRE SANTE RELIQUIE venissero espo­ste in dati giorni dell'anno concedendo ai fe­deli indulgenza plenaria. In ogni tempo Pon­tefici e Principi si susseguirono nella adora­zione al Volto Santo di Nostro Signore Ge­sù Cristo.

Durante il Pontificato di Pio IX, nel­l'anno 1849 mentre Egli trovavasi a Gaeta, si compì un prodigio che durò per ben tre ore. Correvano quei giorni, da Natale all'E­pifania, nei quali si permette di esporre pub­blicamente il Santo Volto. Il terzo di dell'e­sposizione, il velo della Veronica si colorì da se stesso, e la figura di Nostro Signore si mo­strò quasi viva in mezzo ad una luce. Su que­sto velo, la cui impronta è leggerissima, at­traverso una lastra di cristallo che ricopre il Santo Volto, e che impedisce di ben distin­guerne i lineamenti, la figura del Salvatore apparve distintamente, come in rilievo, col colore di cadavere, con gli occhi infossati e pieni di una espressione profonda di severi­tà. I Canonici, che erano di guardia alla Santa Reliquia, fecero subito avvertire tutto il clero della Basilica; si suonarono i due cam­panoni e il popolo trasse in folla.

Chiamato un Notaio Apostolico, si fe­ce il processo per accertare il fatto, e si de­positò nell'Archivio della Basilica Vaticana.

Dopo vennero applicati sull'Effigie, veli di seta e di lino di cui alcuni furono inviati in Francia. Invalse l'uso di chiedere a Roma autentiche del Volto Santo. Per lungo tem­po fu proibito di riprodurre in pittura la San­ta Immagine, ad eccezione di due copie; una fu inviata al Monastero di Montreuil-Sous­Saon, e la seconda, a Roma, fu regalata dal Papa Gregorio XV nel 1621 ad una dama di Casa Sforza e questa ne fece a sua volta do­no alla Compagnia di Gesù che la depose nel­la Cappella dei Gesuiti, detta la Camera di S. Ignazio.

Ai giorni nostri la Corte Pontificia per­mette copie del Volto Santo impresse su li­no, cotone e seta.

Fra i Santi che venerarono in modo par­ticolare la Divina Effigie ricorderemo S. Gi­rolamo, S. Agostino, S. Bernardo, S. Fran­cesco d'Assisi, S. Geltrude, S. Matilde, S. Carlo Borromeo, S. Teresa del Bambin Ge­sù e del Volto Santo, e ferventi adoratori ne furono, la serva di Dio Suor Marie de Saint­Pierre, Leone Dupont; ai giorni nostri in Ita­lia la Venerabile Madre Caterina Volpicelli, il Beato Annibale Maria di Francia, la Suor Maria Pierina De Micheli, il Venerabile Pa­dre Gaetano Catanoso, e molti altri. 

II PARTE

Il Volto Santo e Padre Gaetano Catanoso

Il Servo di Dio Gaetano Catanoso non può essere adeguatamente considerato se non nella luce del «Volto Santo». Non ebbe sol­tanto devozione al Volto di N. Signore Ge­sù Cristo, sfigurato dolorosamente nella Pas­sione, ma fece del «Volto Santo» la sua ascesi e la sua mistica nell'adorazione eucaristica essenzialmente riparatrice.

Del «Volto Santo» è permeato quasi l'intero apostolato sacerdotale del Servo di Dio, al «Volto Santo» ha ispirato la sua fon­dazione religiosa; del «Volto Santo» ha fat­to il suo sogno ideale, realizzato nell'erezio­ne del Santuario al «Volto Santo» di Gesù in Reggio Calabria.

È doveroso, pertanto, esporre:

I - Brevi notizie storiche sul culto del « Volto Santo».

II - Inserimento del Servo di Dio Gae­tano Catanoso nel culto del « Volto Santo».

III - II Servo di Dio: Missionario del Volto Santo. 

I.

BREVI NOTIZIE STORICHE SUL «VOLTO SANTO»

1. Il Velo della «Veronica»

Il «Volto Santo» che c'interessa è la sa­cra Effigie, che si venera nella Basilica di San Pietro in Roma, impressa in lino, che, per metonimia, viene chiamato la «Veronica». Non è questa la sede d'illustrare tutta la storia o tutte le leggende che spiegano l'o­rigine del culto della «Veronica» o «Volto Santo» in diverse Chiese, nel caso, Santuari del «Volto Santo».

La tradizione popolare della «Veroni­ca» avrebbe impresso il suo Volto sanguino­lento nel lino con cui una delle donne che Lo seguivano al Calvario gli asciugò pietosamen­te il Volto.

Diffusosi il culto della «Veronica» do­po il medioevo per la venerazione incentra­ta in San Pietro di Roma, ove il Sacro Velo veniva mostrato ed esposto in solenne osten­sione alla venerazione dei pellegrini, special­mente giubilari o dei fedeli romani nel sacro triduo della Settimana Santa, del lino furo­no fatte moltissime copie non sempre riuscite perfette dai «pictores Veronicarum».

Nel secolo XIX era di facile acquisto una «Vera Effigies Sacri Vultus Domini No­stri Jesu Christi» conservata nella Basilica di S. Pietro in Vaticano.

2. II Velo della « Veronica» a Tours

Poiché il Servo di Dio Gaetano Catarro­so nella sua pietà e nel suo apostolato del «Volto Santo» è intimamente legato al cul­to prestato alla sacra Effigie di Gesù a Tours (Francia) è necessario illustrare come Tours sia diventata il centro di questa devozione. A evitare prolissità, la questione è illu­strata dalla seguente cronologia:

- 8 agosto 1843: il Sommo Ponteficice Gregorio XVI istituì a Roma con un appo­sito Breve una Confraternita riparatrice. Con essa si iniziò un movimento devozionale di riparazione.

- 26 agosto 1843: nel Carmelo di Tours, Gesù benignò la Suora portinaia, Soeur Ma­rie de Saint Pierre, con la rivelazione: "Il mio nome è dappertutto bestemmiato; i fanciul­li stessi bestemmiano! Quest'orribile pecca­to ferisce dolorosamente e più che tutti gli altri il mio Divin Cuore. Colla bestemmia il peccatore mi maledice in faccia, mi investe apertamente, annienta la mia Redenzione e pronunzia lui stesso il suo giudizio e la sua condanna".

- 12 giugno 1845: Gesù riprese il collo­quio in merito alla riparazione e ingiunse a Soeur Marie di parlarne coll'Arcivescovo di Tours, Mons. Morlot al fine di istituire uf­ficialmente l'Opera della Riparazione.

- 27 ottobre 1845: «Un giorno, mentre attendeva l'ora della Messa...» Gesù insistet­te: «Io cerco delle Veroniche per asciugare il mio Divin Volto, poiché Esso ha pochi ado­ratori".. Per questo Santo Volto, farai dei prodigi».

- 13 febbraio 1848: Gesù annunziò a Soeur Marie: «La Chiesa è minacciata d'un orribile tempesta, prega, prega.... »

- 8 luglio 1848: Soeur Marie de Saint Pier­re, dopo molte sofferenze, morì all'età di appena 31 anni.

Prima che Soeur Marie de Saint Pierre uscisse di scena si inseriscono due avvenimen­ti decisivi nel movimento della Riparazione.

- 19 settembre 1846 avvennero le appari­zioni della «Madonna piangente» a la Salet­te, diocesi di Grenoble, durante le quali ven­ne chiesta riparazione contro la bestemmia e la profanazione dei giorni festivi.

- 30 luglio 1847. il Sommo Pontefice Pio IX elevò al grado di Arciconfraternita la Confraternita della Riparazione eretta da Mons. Parisis, Vescovo di Langres, nella chiesa di S. Martin de Lanone a Saint Di­zier. Mons. Parisis prevenne l'Arcivescovo di Tours, secondo il desiderio espresso da Ge­sù a Soeur Marie de Saint Pierre.

Il nesso tra il movimento della Ripara­zione e 1'Effige del Volto Santo la «Ve­ronica» a Tours si deve al Venerabile Lèon Papin Dupont.

-1849: il signor Dupont con l'approva­zione di Mons. Morlot iniziò a Tours nella chiesa dei «Preti della Missione» l'Adorazio­ne Notturna per gli uomini.

- 29 febbraio 1851: il Venerabile Dupont vide la riproduzione del «Velo della Veroni­ca» nel Carmelo di Tours, arrivata in dono dalle Benedettine d'Arras. Subito espresse al­la Priora il desiderio di averne due esempla­ri: uno per sè l'altro per la sua opera dell'A­dorazione notturna.

- 16 aprile 1851 (mercoledì santo): al Ven. Dupont furono rimessi dalla Priora del Carmelo di Tours i due esemplari che pro­venivano da Roma dietro ordinazione delle Benedettine d'Arras.

- Il Ven. Dupont per sua devozione per­sonale collocò nel salone della sua casa, in posto d'onore, l'immagine del «Volto San­to» e vi accese dinanzi una lampada perenne. Nei disegni di Dio nacque in casa Du­pont un «Santuario del Volto Santo».

- 1854: il Ven. Dupont curò l'edizione d'immagini della «Veronica» e ne cominciò la distribuzione ai visitatori del «Santuario» della sua casa.

- 18 marzo 1876: santa morte del Ven. Lèon Papin Dupont.

- L'arcivescovo di Tours, Mons. Colet subito dopo la morte trasformò in Cappella il salone, ove il Ven. Dupont aveva onorato l'Effigie del Volto Santo per 25 anni con una lampada perenne accesa.

- Lo stesso Mons. Colet eresse canoni­camente nella Cappella la Confraternita Ri­paratrice «in honorem et sub titolo Sacri Vul­tus Domini Nostri Iesu Christi», che Leone XIII elevò ad Arciconfraternita col Breve del 1° ottobre 1885: «Tam pro Gallia quam ubi­que».

Questa Confraternita sorse nel «Santua­rio del Volto Santo», che già fu la casa del Ven. Dupont.

L'Oratorio del Volto Santo divenne la sede di una società di sacerdoti uniti in co­munità, che presero il nome di «Preti del Vol­to Santo». A questa istituzione dei «Preti del Volto Santo» Mons. Colet affidò il manda­to di continuare l'opera e l'apostolato del Ven. Dupont. 

II.

INSERIMENTO DEL SERVO DI DIO GAETANO CATANOSO

NEL CULTO DEL VOLTO SANTO

La documentazione per illustrare l'azio­ne del Servo di Dio Gaetano Catanoso, parroco di un sperduto paese dell'Aspromonte in Calabria, se ben studiata e meditata, con­vince come sia stato nei piani di Dio che il sacerdote fosse calamitato dal carisma del «Volto Santo». Carisma che, è bene dirlo fin da principio, se ha il punto focale nel Volto appassionato del Signore, ha nei contorni una luce e una tonalità squisitamente maria­na.

All'avanzarsi della senilità, P. Catano­so in ambedue i testamenti, conclude quella che può dirsi la sinfonia della sua vita: «Alle Figlie di S. Veronica raccoman­do un culto di amore e di riparazione a N. S. Gesù Cristo appassionato ed alla Madonna delle Salette riconciliatrice dei peccatori».

Ad attrarre il Servo di Dio nell'orbita del «Volto Santo» e della riparazione è sta­ta un'anima eletta, già favorita di un prodi­gio della Madonna de «La Salette»: Elena Naldi. Quest'anima congiunse all'esortazione riparatrice della Madonna de «la Salette» gli aneliti e i desideri rivelati da Gesù a Soeur Marie de Saint Pierre, accolti e concretizza­ti dal Venerabile Lèon Papin Dupont.

La Naldi, attraverso l'apostolato dei Sa­cerdoti del Volto Santo di Tours, tramite la sede italiana di Bussana, venne a conoscen­za dell'opuscolo «Il Volto Santo di Gesù e la Riparazione».

Dalle note biografiche della Madre - così era chiamata meritatamente Elena Nal­di - si apprende come sia stata lei il canale attraverso il quale la Provvidenza investì con la sua grazia tre Sacerdoti della Diocesi Reg­gina: Salvatore De Lorenzo, parroco della Purificazione - «Candelora» di Reggio Ca­labria, Giovanni Calabrò, parroco di Con­dera e il nostro Servo di Dio, parroco­-dittereo di Pentidattilo.

Fu il Sac. De Lorenzo a chiedere a Tours l'aggregazione come Missionari di tutti e tre i sacerdoti.  

III.

P. GAETANO CATANOSO MISSIONARIO DEL VOLTO SANTO

L'8 ottobre 1918 il Servo di Dio, men­tre era parroco-dittereo di Pentidattilo ven­ne iscritto all'Arciconfraternita «In honorem et sub titulo Sacri Vultus Domini Nostri Je­su Chiristi» di Tours.

Dopo l'iscrizione il Servo di Dio si af­frettò a erigere nella sua parrocchia di Pen­tidattilo la Confraternita del Sacro Volto, che fu canonicamente confermata dall'Arcive­scovo di Reggio Calabria, Mons. Rinaldo Camillo Rousset il 24 ottobre 1919 con la commenda per l'aggregazione alla sede Pri­maria di Tours, che fu concessa con Lettera Patente del 17 marzo 1920.

«A Pentidattilo, piccola terra di meno che 1000 anime, Comune di Melito Porto Salvo, provincia di Reggio Calabria, fu eretta una Confraternita del Santo Volto, aggregata all'Arciconfraternita di Tours, in Francia, collo scopo di combattere la bestemmia e di soccorrere le vocazioni di poveri giovanetti, aspiranti allo stato ecclesiastico.

Il Vessillo adorabile, e più sacro e ve­nerando per la santa crociata contro la be­stemmia, si alza, ora anche agli estremi lidi d'Italia. Deh che in tante città e paesi della nostra penisola, lo si inalberi presto, sull'e­sempio di Francia, per la riparazione, che so­la trattiene ancora i fulmini dell'ira divina provocata atrocemente, nefandamente, dalla bestemmia».

Deceduti gli amici di Mons. Salvatore De Lorenzo (1921) e Don Giovanni Calabrò (1929), il Servo di Dio rimase l'apostolo del Volto Santo e l'animatore dell'Opera Ripa­ratrice nella diocesi di Reggio Calabria. L'iscrizione all'Arciconfraternita del Volto Santo per P. Catanoso fu come una «Pentecoste». Confermò e fomentò, dette calore e vita alla spiritualità del Servo di Dio pienamente cosciente del suo sacerdozio. I suoi ideali, improntati sulla devozione euca­ristica da animare in zone sprovviste di Ta­bernacoli per la penuria di sacerdoti e sulla consapevolezza di una campagna-recluta­mento di vocazioni sacerdotali per arginare l'ignoranza religiosa dei lavoratori della terra contagiati dal tremendo vizio della bestem­mia, divennero motivo di intenso apostola­to sacerdotale e missionario.

Il Sacro Volto oltraggiato e sanguinan­te di Gesù divenne la bandiera del suo apo­stolato di:

- riparazione contro la bestemmia e la profanazione dei giorni festivi,

- sostegno ai chierici poveri,

- opere per asciugare il Volto di Gesù sofferente nel prossimo: fondazione Suore Veroniche del Volto Santo,

- glorificazione e lode perenne del Vol­to Santo: Santuario.

Le sintetizzate e accennate forme di apo­stolato abbracciano l'attività sacerdotale e pastorale del Servo di Dio finché la salute e le forze resistettero. Per esse il Servo di Dio, oltre la sua parola suadente, espressione della costante tensione del suo cuore e della sua anima, si servì della stampa, pioniere in tem­pi e luoghi affatto propizi e ideò fin da Pen­tidattilo un foglietto dal titolo «Il Volto San­to».

Il primo foglietto di «Il Volto Santo» uscì nel mese di giugno 1920 con sul fronte­spizio il cliché del Volto Santo, e, sotto, la scritta in latino: «Ostende, Domine, faciem tuam et salvi erimus». (S. 79,8).

Questo bollettino diretto dal Servo di Dio fino al 1943 sarà il portavoce della de­vozione, dell'apostolato e dell'impegno del Servo di Dio nel promuovere la Riparazio­ne e l'Opera dei Chierici poveri.

È una cattedra, che permette al Servo di Dio di dar sfogo al suo zelo e di far cono­scere le molte iniziative che intende svolgere a bene della Chiesa calabrese. Già nel bol­lettino di ottobre-novembre 1920, sotto il ti­tolo «Memento» presenta la Confraternita del Volto Santo: scopi, obblighi, vantaggi ed avvertenze.

- Riparazione

La devozione al Volto appassionato di Gesù per il Servo di Dio non restò uno sfo­go di devozione particolare, ma divenne una spinta per lottare contro la bestemmia e so­prattutto per riparare.

Per il Natale 1920 il suo cuore si infiam­ma e proclama a tutti di essere «riparatori della bestemmia ai dolcissimi nomi di Gesù e Maria». Per ultimo giorno dell'anno (1920) celebra una giornata eucaristica «con lo sco­po di riparare le offese fatte a Nostro Signore con la bestemmia».

La Riparazione, secondo P. Gaetano, aveva per oggetto il Volto Santo di Gesù real­mente presente nel Tabernacolo.

Quando nel 1919 dall'amico Can. De Lorenzo venne iscritto come Missionario del Volto Santo a Tours, P. Catanoso fa subito il rapporto teologico tra la devozione al Volto Santo e l'Eucarestia:

«La devozione del Volto Santo si con­centra nel sacro Velo della Veronica dove no­stro Signore impresse col suo preziosissimo Sangue i lineamenti della sua Faccia divina. È una reliquia preziosissima che la Chiesa conserva e che noi veneriamo. Ma se voglia­mo adorare il Volto Santo di Gesù e non l'immagine sola, questo Volto noi lo trovia­mo nella divina Eucarestia, ove col Corpo e Sangue di G. C. si nasconde sotto il bianco velo dell'ostia il Volto di Nostro Signore. Dunque l'ostia è per noi anco un velo; con questa differenza: che il Velo di S. Veronica mostra a noi i lineamenti, l'immagine del Volto di Gesù, mentre il velo eucaristico, se noi per poco penetriamo con la fede attra­verso le sacre specie, ci mostra non i linea­menti, ma vivo e vero tutto Gesù e specie il suo Volto Santissimo. E molte volte Gesù Sa­cramentato ha voluto mostrare al suo popolo devoto che lo adorava nella Eucarestia le fat­tezze del suo santo Viso. Uno di questi mi­racoli è avvenuto un paio di anni fa nella Spagna. Mentre il popolo devoto adorava l'Ostia solennemente esposta nell'Ostensorio, le Sacre Specie sparirono ed apparve allo sguardo di tutti il Volto adorabile di Gesù coronato di spine e grondante di sangue. È inutile ripetere l'impressione enorme che ha prodotto questo prodigio.

Noi da questo fatto prendiamo argo­mento d'invitare i devoti e gli iscritti al Vol­to Santo di adorare l'Eucarestia, dove real­mente il Sacro Volto si nasconde sotto il ve­lo dell'Ostia.

Fu questo pensiero che c'inspirò d'isti­tuire nella nostra Chiesa le giornate settima­nali d'adorazione Eucaristica. Questa idea lanciata in un momento di entusiasmo ven­ne accolta dai fedeli e l'adorazione ebbe già principio e continua con un crescendo me­raviglioso nella nostra Chiesa della Cande­lora.

Fin dal mattino di ogni giovedì e d'o­gni prima domenica, alle otto, si celebra la Messa dell'Esposizione, e l'Adorazione con­tinua fino a mezzodì nella quale ora viene pure celebrata una messa, e prosegue fino un'ora di notte, chiudendosi con l'Ora San­ta, divozione già istituita dal nostro compianto Predecessore Canonico De Lorenzo.

È bello vedere nelle ore del giorno in cui ha luogo l'adorazione darsi il cambio i fe­deli e gli iscritti e gli istituti di educazione ma­schili e femminili della città. Tra questi si so­no segnalati il Seminario diocesano, l'Edu­candato delle Suore di Carità delle scuole Pio X e dell'opera Pia della Provvidenza, l'Asi­lo infantile diretto dalle suore di Don Orio­ne, il Circolo S. Paolo. Intendiamo dare a questi istituti una lode ed incoraggiarli sem­pre più alla manifestazione pubblica e solen­ne di adorazione a Gesù Sacramentato.

Qualche confratello ci ha fatto delle os­servazioni circa i mezzi finanziari che occor­rono per preparare questo trono settimana­le di luce e di amore al divin Prigioniero. Ma questo non ci preoccupa. Gesù Sa­cramentato ispirerà alle anime adoratrici di concorrere alla spesa e a tal'uopo abbiamo già lanciato l'idea di aggregazione Eucaristi­ca, i cui membri, oltre l'obbligo di adorare a turno Gesù Sacramentato, s'impongono di pagare una tassa di lire sei annue per con­correre alle spese dell'adorazione e per par­tecipare alla stessa Messa dell'esposizione che verrà celebrata per tutti gli iscritti.

Ai devoti di Gesù Sacramentato e del Volto Santo affidiamo la propaganda del­l'aggregazione. Se essi sapranno lavorare con zelo e disinteresse speriamo con l'aiuto divi­no di arrivare all'Adorazione quotidiana. In seguito faremo noti altri benefici a favore degli iscritti; all'opera dunque o de­voti del Volto Santo e dell'Eucarestia; pre­pariamo a Gesù Sacramentato il suo trono di gloria, di amore e riparazione.

Viva Gesù Sacramentato! Viva il Volto Santo!

("Il Volto Santo", novembre 1921) La devozione in P. Catanoso è ripara­zione e la riparazione è azione. Colpito dal Volto del Signore non può rimanere inerte, ma deve trasmettere la fiamma e suscitare de­voti ed apostoli. Il segreto e la sintesi della sua vita sono: essere - diventare - far fare! Nel Natale 1956, facendo un riassunto dell'argomento tante volte presentano ai let­tori del bollettino «Il Volto Santo», ritorna al tema della riparazione:

«Il Volto di Gesù è oggetto di profonda meditazione e di fruttuosa devozione. (…) Il Natale richiama l'Umanità reden­ta a meditare il giorno della nascita di Gesù, le Sue prime ore di vita, ci richiama a con­templare il medesimo Volto Santo e a con­cludere con compunzione che la causa della trasfigurazione dell'Ecce homo, è "l'opera delle nostre colpe e l'empietà della ingratitu­dine umana".

Uniamoci quindi nella Devozione al Volto Santo.

1° Per riparare i nostri peccati.

2° Per riparare la bestemmia e la pro­fanazione della Festa.

3° Per la conversione dei peccatori.

Vogliono placare la collera di Dio, di­ventare anime riparatrici, contribuire al trionfo della Chiesa e partecipare alle subli­mi ricompense promesse da Nostro Signore Gesù Cristo».

Quando il 7 marzo 1959 il Servo di Dio, per la ricorrenza del suo 80° compleanno, fu invitato a celebrare la santa Messa a Chorio di S. Lorenzo, sua terra natale, rivelò l'estasi della sua anima: «Io sono missionario del Volto Santo, e quindi devoto di Santa Veronica. Una co­pia del Volto Santo di Roma si trova a Tours, dove ci sono i preti del Volto Santo. E per questo io ho pensato: se ci sono i preti del Volto Santo, perché non ci debbono essere le Suore del Volto Santo, che portino la de­vozione riparatrice, specialmente dei pecca­ti di bestemmia e della profanazione della fe­sta?

Ed ecco le Suore del Volto Santo! Lo ripeto: Siate devoti al Volto Santo. Guardatelo! La fronte è coronata di spine; gli occhi sono aggrumati di sangue. Gesù è dissetato con aceto e fiele. Il Volto di Gesù è coperto di sputi, è schiaffeggiato. Eppure Gesù, di sulla Croce, secondo una rivelazio­ne del venerabile S. Beda, si sforzava di apri­re gli occhi, per guardare i poveri peccatori, i suoi crocifissori, che lo bestemmiavano. Ebbene, nel Volto Santo che si conser­va a Roma, noi abbiamo diciamo così, il su­dore di nostro Signore Gesù Cristo. Gesù ha lavorato per trent'anni povero operaio. Era considerato il figlio dell'operaio, il figlio del­l'operaio per trent'anni! E c'è il sudore del­la fatica di nostro Signore. Ci sono ancora le lacrime e il sudore di Gesù, quando anda­va in cerca della pecorella smarrita. Ci sono le lacrime di Nostro Signore Gesù che pian­ge! Come avere il coraggio di farlo piangere ancora, di non riparare con le nostre comu­nioni, con la nostra vita santa? Col santo ti­more di Dio, con l'osservanza del decalogo, dei precetti della Chiesa? Come si può avere il coraggio di continuare a far piangere No­stro Signore? Nessuno ha compassione ades­so per Lui?

Ci sono le lacrime di Gesù. Gesù ha pianto sulle rovine di Gerusalemme, Gesù ha pianto sulla morte del suo amico Lazzaro. Asciughiamo quelle lacrime, asciughiamo quel pianto! Ripariamo anzitutto con una vi­ta santa, con una vita timorata di Dio, sen­za imprecazioni, senza bestemmie. Consolia­mo Gesù! Sarà grande la gioia di quando noi vedremo, un giorno, bello, risplendente il volto di Gesù in Paradiso!".

"Che la devozione al Volto Santo si af­fermi! Che la devozione al Volto Santo sia davvero un'opera di riparazione! Non lascia­te Gesù Sacramentato solo! Fatelo venire nei vostri cuori! Portatelo dopo, portatelo nelle vostre case, portatelo per le vostre strade. E ritornate alla pietà antica, alla fede delle vostre mamme, alla fede delle vostre nonne. Il rosario in mano dovete tenere come lo te­neva e lo faceva recitare il nostro santo pro­tettore S. Pasquale. Vi raccomando la devo­zione a Gesù Sacramentato! Che Gesù non resti solo nella santa Custodia! Che il vostro cuore sia come la lampada, una lampada che si consuma a poco a poco davanti all'altare e il vostro cuore sia come la candela che si consuma. Amatelo, amatelo sempre nostro Signore, e fatelo amare!".

Il servo di Dio, con ultimo sforzo, rive­la che il volto Santo di Gesù era davvero il sole della sua vita. Era presente quando scri­veva sulla SS. Eucarestia, sul Sacerdozio, sul­la Madre di Gesù e Madre nostra. Ispirava la fondazione del nuovo Istituto, perché la devozione al Volto Santo si estendesse su tut­ta la Calabria, su tutta l'Italia, su tutto il mondo. Ha scolpito il suo testamento nel cuore dei bambini, dei giovani, dei genitori che ascoltavano la sua ultima e più bella predica. Questa predica déve ora arrivare a tut­to il mondo, ed abbiamo viva speranza che ciò avverrà molto presto.

Il Magistero della Chiesa nutre in noi questa speranza, mentre, dopo il culto del Sa­cro Cuore, raccomanda il culto del Volto Santo (cf. sopra, pp. 130-131). Il Magistero Liturgico completa la voce del Magistero dogmatico, mentre inserisce nella Liturgia delle Ore la bella preghiera di S. Anselmo, Vescovo e Dottore della Chiesa; forse la pa­gina più bella della letteratura patristicosco­lastica, indirizzata al Volto Santo di Dio. Non troviamo parole migliori per terminare il presente volume.

(Dal II v. —Il servo di Dio Gaetano Catanoso, nella luce dei Suoi scritti" di P. Tito Szabd O.F.M., 1989)

"Orsù, misero mortale, fuggì via per breve tempo dalle tue occupazioni; lascia per un po' i tuoi pensieri tumultuosi. Allontana in questo momento i gravi affanni e metti da parte le tue faticose attività.

Attendi un poco a Dio e riposa in Lui! Entra nell'intimo della tua anima; esclu­di tutto tranne Dio e quello che ti aiuta a cer­carlo. O mio cuore, dì ora con tutto te stes­so, di ora a Dio: Cerco il tuo volto. "Il tuo volto, Signore, io cerco" (Sal. 26,8). Orsù, dunque, Signore Dio mio, inse­gna al mio cuore dove e come cercarti, dove e come trovarti. Signore, se tu non sei qui, dove cercherò te assente? Se poi sei dapper­tutto, perché mai non ti vedo presente? Ma tu certo abiti in una luce inaccessibile. E do­v'è la luce inaccessibile, o come mi accoste­rò ad essa? Chi mi condurrà, chi mi guiderà a essa sì che in essa io possa vederti? Inoltre con quali segni, con quale volto ti cercherò? O Signore Dio mio, mai io ti vidi, non co­nosco il tuo volto.

Che cosa farà, o altissimo Signore, que­sto esule, che è così distante da te, ma che a te appartiene? Che cosa farà il tuo servo tormentato dall'amore per te e gettato lon­tano dal tuo volto? Anela a vederti e il tuo volto gli è troppo discosto. Desidera avvici­narti, e la tua abitazione è inaccessibile. Bra­ma trovarti e non conosce la tua dimora. Si impegna a cercarti e non conosce il tuo volto.

Signore, tu sei il mio Dio, tu sei il mio Signore e io non ti ho mai visto. Tu mi hai creato e ricreato, mi hai donato tutti i miei beni, e io ancora non ti conosco. Io sono sta­to creato per vederti ancora non ho fatto ciò per cui sono stato creato.

Ma tu, Signore, fino a quando ti dimen­ticherai di noi, fino a quando distoglierai da noi il tuo sguardo? Quando ci guarderai e ci esaudirai? Quando illuminerai i nostri oc­chi e ci mostrerai la tua faccia? Quando ti restituirai a noi?

Guarda, Signore, esaudiscici, illumina­ci, mostrati a noi! Ridonati a noi, perché ne abbiamo bene: senza di te stiamo tanto ma­le! Abbi pietà delle nostre fatiche, dei nostri sforzi verso di te: non valiamo nulla senza di te.

Insegnami a cercarti e mostrati quando ti cerco: non posso cercarti se tu non mi in­segni, nè trovarti se non ti mostri. Che io ti cerchi desiderandoti e ti desideri cercando­ti: che io ti trovi amandoti e ti ami trovan­doti" (S. Anselmo, Proslògion, cap. 1; cit. in Liturgia delle Ore, Prima settimana di av­vento, Venerdì, Seconda Lettura).

Così pregano i santi innamorati del Vol­to Santo di Dio e di Cristo, e che attendono "con amore la sua venuta" (2 Tim. 4,8). Uno di questi è Padre Catanoso, mandato da Dio per riaccendere questa fiamma nel nostro se­colo.

- Missionario del Volto Santo - Emerge nel Servo di Dio, un particolare amore al Volto Santo di Gesù come effetto del suo centrarsi in Cristo sacerdote e vittima pre­sente nell'Eucarestia, dove continua a stare in mezzo agli uomini sconosciuto, spesso bef­feggiato, oltraggiato dalle bestemmie e dai sacrilegi e dall'indifferenza. Da qui l'impe­gno del Servo di Dio per riparare le bestem­mie e i sacrilegi che caratterizza la sua spiri­tualità eucarestica e al Volto Santo.

Ma l'attenzione al Volto Santo lo por­tava anche a riparare gli oltraggi che si fan­no al Volto di Cristo impresso nei fratelli e nelle sorelle con i quali Cristo solidarizza ri­tenendo compiuto o non compiuto a se quan­to si fa o non si fa in favore dei bisognosi. (cfr. Mt. 25, 40.45).

Mons. Ferro afferma: «Ricordo bene che il Padre rifacendosi al gesto della Veronica voleva che le sue Suo­re continuassero misticamente il servizio della Riparazione con la preghiera riparatrice andando incontro a Gesù detergendo il suo Vol­to Santo».

Riparazione che si concretizzava anche nei servizi sociali compiuti nei piccoli paesi. 

LE SUORE VERONICHE DEL VOLTO SANTO

Il Servo di Dio, dai Tabernacoli abban­donati per mancanza di clero, che supplisce con l'opera dei Chierici poveri, nel fervore effervescente della sua carità, passa a con­templare il Volto Santo presente nei fratelli sofferenti, abbandonati, malati, moribondi nei tuguri e nelle grotte dell'Aspromonte. Concepisce fin dal 1920 sorelle altrettante Ve­roniche per lenire e asciugare il volto dei fra­telli sofferenti.

Esse costituiranno un «cenacolo di Ri­parazione» che prolungherà nel tempo: «Il nobile e santo scopo di riparare le bestemmie ed gli oltraggi rivolti contro no­stro Signore Gesù Cristo. [...] di portare, anche nei più piccoli pae­si, un soffio potente e vivificatore di carità in mezzo ai poveri, con asili infantili, labo­ratori, scuole di catechismo, ecc.».

«Il Volto Santo di Gesù è così appas­sionato nel volto bisognoso di tanta gente da sollecitare nuove Veroniche per consolare e asciugare tanto pianto».

Fu l'inizio della fondazione delle Suore Veroniche del Volto Santo.

L'iter della Congregazione fondata da P. Catanoso fu lungo e come diceva lui stesso «sempre in alto mare» con sofferenze e dif­ficoltà di ogni sorte, ma il Servo di Dio fu sempre fiducioso nel suo «Fiat - in Domino» fino a poter dire di cuore «Deo gratias» il 25 marzo 1958 - dopo 24 anni di moltepli­ci e dure prove - quando ricevette l'appro­vazione canonica da Mons. Giovanni Ferro, Arcivescovo di Reggio Calabria.

Nella festa dell'Immacolata 1958, co­sciente dell'opera da lui iniziata, il Padre scrisse: «La mia Congregazione, canonicamente eretta [...] è desiderosa di formare questo esercito di anime «Missionarie del Volto San­to» appunto per portare aiuto in tante par­rocchie, per la protezione della gioventù e dell'infanzia». 

«LE FIGLIE DI SANTA VERONICA» CHI SONO

Sono una nuova Famiglia Religiosa, chiamata Congregazione delle «Figlie di San­ta Veronica», missionarie del Volto Santo, che la mano di Dio ha voluto recentemente suscitare tra noi.

Oltre lo scopo primario, che è la consa­crazione di ciascuna religiosa nella propria congregazione a Dio per mezzo dei tre voti semplici di povertà-castità-obbedienza, le «Figlie di Santa Veronica» hanno per mis­sione speciale la propagazione della divozione al

Santo Volto di Gesù, con conseguente ri­parazione delle bestemmie e delle profana­zioni contro il nome Santo di Dio.

Ed a tal fine, il loro apostolato opero­so, perché la fede senza le opere è morta, vie­ne svolto fra la gente più umile, nei paesi re­moti e nelle borgate di campagna con cate­chismi, asili per l'infanzia, laboratori, assi­stenza ai moribondi, cura delle biancherie delle Chiese e delle Cappelle, e in tutte quel­le altre forme che la divina carità di nostro Signore sa suscitare per il ministero di ani­me votate al suo servizio.

È una istituzione nuova, che si adatta alle condizioni speciali delle nostre genti di campagna, assistendole nel miglior modo ad esse possibile.

E appunto perché istituzione nuova ha bisogno di essere sorretta ed alimentata dal­la carità e dalla benevolenza di tutte le per­sone buone, che sentono la bellezza del sa­crificio e l'alta dignità del lavoro fatto uni­camente a gloria di Dio ed alla salute delle anime.

Vi è estrema necessità di far rivivere l'a­more, la fraterna carità in mezzo a tanta gen­te; di far sentire l'afflato dello spirito di Dio, che è di pace e non di afflizione, che è di mu­tua comprensione e non di freddo egoismo. O carità divina che tutto sopporti, che tut­to sostieni, che tutto innalzi, che tutto subli­mi e divinizzi, che tutto raggiungi, poiché l'a­more è più forte di tutti gli ostacoli e fin dalla morte stessa; o carità divina, sii la caratteri­stica e il segno distintivo delle «Figlie di San­ta Veronica!». O carità divina avvampa e in­cendia le fibre di ogni cuore, perché in tutti i cuori, regni nostro Signor Gesù Cristo!

Ecco, affido alla carità vostra, o devo­te e divoti del Volto Santo, le «Figlie di Santa Veronica». Aiutatele con le vostre preghie­re, col benigno compatimento, con la gene­rosità propria di questa nostra terra calabre­se, sempre pronta e in piedi all'appello di san­te iniziative.

Nostro Signore Gesù Cristo vi conforti e vi ricompensi largamente.

Le preghiere mie e delle «Figlie di San­ta Veronica» vi ottengano ogni grazia ed ogni benedizione.

In Maria Santissima, nostra Madre di Consolazione, dev.mo ed obb.mo. Umilissimo vostro Can. Gaetano Catanoso Missionario del Volto Santo («Volto Santo», gennaio 1937)  

CARISMA

1. Il Carisma della Congregazione "Suore Veroniche del Volto Santo" è quello della RIPARAZIONE alla Santità di Dio of­fesa dai peccati dell'umanità, in partico­lare dall'iniquo insulto della bestemmia e dalla profanazione del giorno festivo.

Ed è in special modo al VOLTO SAN­TO del Signore sfigurato dalla Passione (Is, 52, 14). 

TIPO DI IMPEGNO APOSTOLICO

2. A questo scopo, consapevoli che ogni do­lore umano è dolore del Cristo e che nei poveri e sofferenti continua la sua Pas­sione e morte, le Suore veroniche del Vol­to Santo, prestano il loro servizio, con preferenza tra la gente più umile e biso­gnosa, nei luoghi più disagiati, mediante le opere educative e assistenziali, deter­gendo il Volto di Cristo nei fratelli, con­tinuando nella Chiesa il coraggioso "ge­sto" della Veronica sulla via dolorosa del Calvario.

La loro presenza è soprattutto in Cala­bria, a Salerno, a Roma, a Manila ­Filippine.

Guidate dall'ardente Fede del Venerabi­le Padre Catanoso, loro Fondatore, ani­mate dal suo amore filiale per la Chiesa, con nel cuore e sulle labbra il VOLTO SANTO vanno "avanti sempre" e "In Domino!".

Il 25 marzo 1958 l'Arcivescovo Mons. Giovanni Ferro emanò il decreto con cui la Congregazione veniva riconosciuta di diritto diocesano.

L'8 dicembre 1980 la Congregazione per i Religiosi costituisce la Congregazione delle Suore Veroniche del Volto Santo in Istituto di diritto pontificio.

Il 25 dicembre 1981 ne approva le Costi­tuzioni. 

IL SANTUARIO DEL VOLTO SANTO

La Congregazione delle Suore Veroni­che del Volto Santo fu e resta il monumento operante della mistica del Servo di Dio in­centrata sul Volto Santo. Ma, fin dal 1934, in concomitanza con la fondazione delle Suo­re, il Servo di Dio concepì la costruzione di una altro monumento, il tempio-santuario del Volto Santo, luogo di glorificazione e lo­de perenne.

Nell'attesa, mentre era in costruzione il modesto edificio della casa madre, vuole co­struita anche una Cappellina - oratorio se­mipubblico, dedicata al Volto Santo, ove vuole iniziata la vagheggiata «laus perennis». Finché la salute lo assistette, cercò di prov­vedere al progetto del grande Santuario e in pari tempo di sollecitare le offerte da parte dei fedeli.

Per il Natale del 1960 rivolgeva il pri­mo appello ai devoti del Volto Santo: «Sorgerà il Tempio del Volto Santo!» L'infinita bontà di Gesù chiama i suoi devoti per far sorgere in Reggio Calabria "Il Tempio del Volto Santo".

Dobbiamo sentirci tutti strumenti della di­vina Provvidenza per la costruzione di que­sto Tempio e per la diffusione e il trionfo del­la devozione al Volto Santo.

Il Tempio che sorgerà fra breve al Rio­ne Spirito Santo presso la Casa generalizia delle Suore Veroniche dovrà diventare il cen­tro dell'Adorazione perpetua per propagare la devozione eucaristica e la riparazione con­tro la bestemmia e la profanazione della fe­sta.

Il grande desiderio dei devoti del Volto Santo sarà dunque presto appagato. Ma bi­sogna pregare affinché la Madonna, Madre della Divina Provvidenza, ci mandi molti be­nefattori con molti aiuti».

Per il Natale del 1962, suo ultimo Na­tale in questa terra, scriveva: «Tutti vi ricordo e vi porto nel mio cuo­re sacerdotale! Nutro per voi affetto e rico­noscenza e vi penso tutti.

[...] Come da tanti anni ho desiderato, è giunto il tempo per la realizzazione del nuo­vo Santuario del Volto Santo, cenacolo eu­caristico, ove tutte le anime pie, come a sor­gente di conforto e di fortezza, nell'adorazione e nella preghiera, troveranno impulso e ispirazione per diventare sempre più fer­vorose anime riparatrici.

Cari Benefattori, che con tanto bontà e generosità mi avete aiutato a costruire il nuovo Orfanotrofio del Volto santo, aiuta­temi ora a costruire il nuovo Santuario per la Riparazione, per l'Adorazione perpetua!" Desidero incominciare i lavori al più presto.

[...] La Madonna vi ricompensi e vi be­nedica sempre! »

Il Servo di Dio, per la sopravvenuta morte non poté seguire la realizzazione del­l'opera. Attesta Mons. Giovanni Ferro, l'Ar­civescovo che l'assistette in morte: «Affidò a me, Arcivescovo di Reggio, l'esecuzione del tempio ed io ricevetti come un testamento questa sua volontà. Dal Ser­vo di Dio io non ricevetti alcuna somma. L'Opera fu portata a compimento fidando pienamente nella Divina Provvidenza, che è intervenuta attraverso libere offerte».

Il 12 aprile 1969 Mons. Ferro benediva la cripta; la consacrazione della Chiesa già ultimata è avvenuta il 2 gennaio 1972.

Con decreto del 4 aprile 1988 S. E. Mons. Aurelio Sorrentino ha elevato alla di­gnità di Santuario la chiesa del Volto Santo.

Si è compiuto così l'avveramento del diuturno sogno di P. Gaetano Catanoso.

(La Parte II —Il Volto Santo e Padre Gaetano Catanoso" (pagg. 20-48) è stata tratta dagli scritti esaminati dalla Congregazione per la Cause dei Santi in occasione della proclamazione a "Venerabile Padre Gaetano Catanoso) 

Decreto di erezione a Santuario della Chiesa del Volto Santo in Reggio Calabria

Nella sua grande pietà P. Gaetano Ca­tanoso sognava anche l'erezione di un San­tuario dedicato al Volto Santo, che fosse co­me un rifugio per le anime stanche, in cui si potesse incontrare il Signore e trovare la pace, come centro di riparazione: «Costrui­remo il Santuario del Volto Santo, con ado­razione quotidiana, e sarà il Santuario di tut­ta la Calabria, lì si pregherà e si riparerà». (Pensieri, p. 148).

Crediamo sia ora giunto il momento di realizzare il desiderio di P. Catanoso. Pertanto, nella speranza che l'erezione a Santuario della Chiesa del Volto Santo an­nessa alla Casa Generalizia della Congrega­zione delle Suore Veroniche del Volto San­to, nella cui cripta si conserva il corpo mor­tale del Servo di Dio P. Catanoso, contribui­sca a far conoscere la devozione al Volto san­to e richiami molti alla pietà riparatrice, visto i cann. 1230 - 1234

col presente decreto erigiamo a Santuario diocesano la Chie­

sa del Volto Santo, annessa alla Casa Gene­ralizia della Congregazione Religiosa delle Suore Veroniche del Volto Santo in via P. Catanoso, 2 e ne approviamo il relativo re­golamento - statuto che fa parte integrante di questo decreto.

Reggio Calabria, 4 aprile 1988

Il Cancelliere G. Latella  -  Aurelio Sorrentino Arcivescovo  

Decreto di Erezione dell'Associazione «Amici del Volto Santo»

Tutta la spiritualità di P. Gaetano Ca­tanoso può essere ricondotta nella categoria della riparazione. La riparazione fu l'idea - centrale che illuminava e ispirava la sua vi­ta, la incarnò nel servizio alla Chiesa e ai fra­telli. «La riparazione è il desiderio delle ani­me che amano Gesù, è potente bisogno del cuore, è sentimento di gratitudine, è dovere di giustizia». Così scriveva nel suo periodi­co Il Volto Santo, del dicembre 1937, che portava il sottotitolo: Bollettino mensile di azione religiosa e riparatrice.

A questa spiritualità ispirò la Congre­gazione delle Suore Veroniche del Volto San­to, da lui fondata il 2 dicembre 1934, che le costituzioni definiscono «comunità di ripa­razione» e che nella riparazione riconosce il proprio carisma.

Per P. Catanoso la riparazione aveva due note caratteristiche: da una parte ricer­care e scoprire il volto di Dio in se stesso e dall'altra ricercare e difendere il volto di Dio nei fratelli.

Scoprire il volto di Dio in se stesso si­gnificava per lui scoprire la sua identità, il suo amore, il suo disegno di salvezza, quale si è rivelato nel Figlio Suo Gesù Cristo. Sco­prirlo nei fratelli significava per lui ricono­scere che ogni uomo è il volto umano di Dio, come dice S. Gregorio di Nissa, facendo eco a Gen 1,26. Un volto a volte sfigurato dal male, a volte sofferente, ma sempre anelan­te a scoprire il volto di Dio. Il salmo 27 (vv. 7-9) è l'espressione accorata di questa esigen­za profonda.

Gesù Cristo, «immagine del Dio invisi­bile» (Col. 1,15), ci ha rivelato il volto del Padre e si riconosce nel volto di ogni uomo: «Chi vede me, disse Gesù a Filippo, vede il Padre mio» (Gv. 14,9); «Ogni volta che avete fatto queste cose a uno dei miei fratelli più piccoli l'avete fatto a me» (Mt 25,40).

Allo scopo di favorire l'incremento della fede cristiana e far conoscere la spiritualità di P. Catanoso;

visti il can. 312, par. 1, n. 2 e il can. 305, par. 1 col presente decreto.

1 - erigiamo l'Associazione diocesana degli Amici del Volto Santo;

2 - e approviamo il relativo statuto, che fa parte integrante del presente decreto.

Reggio Calabria, 4 aprile 1988

Aurelio Sorrentino Arcivescovo 

Statuto dell'Associazione «Amici del Volto Santo»

Articolo 1

L'Associazione degli Amici del Volto Santo ha lo scopo di aggregare quanti si im­pegnano a informare la propria vita alla spi­ritualità del Servo di Dio. P. Gaetano Cata­noso e a mantenere viva la sua memoria.

Articolo 2

L'Associazione è aperta a tutti. L'am­missione avviene, dietro domanda, median­te iscrizione in un apposito registro e rimet­tendo ai richiedenti un esemplare dello Sta­tuto e una apposita pagella.

Articolo 3

I membri dell'Associazione si impegna­no:

a) a coltivare e a propagare la devozio­ne al Volto Santo di Gesù;

b) a offrire quotidianamente le preghie­re, le azioni, il lavoro e le sofferenze come sacrifici spirituali in spirito di espiazione e di riparazione;

c) a praticare la carità come dono di sé in servizio ai fratelli;

d) a considerare l'Eucaristia come fon­te, centro e vertice della propria vita e a col­tivare il culto eucaristico (Quarantore, veglie eucaristiche, adorazione individuali e comu­nitarie, primi venerdì del mese, ecc.);

e) a praticare una solida devozione alla Madonna, Madre di Cristo e della Chiesa, particolarmente col Rosario;

f) a pregare per le vocazioni sacerdotali e religiose;

g) a partecipare, secondo le proprie pos­sibilità, agli incontri periodici, ai corsi di pre­ghiera e di studio, ai ritiri mensili e agli eser­cizi spirituali annuali.

Articolo 4

L'Associazione si articola in gruppi, che a loro volta si possono articolare in sezioni secondo l'età degli aderenti (fanciulli, ragaz­zi, giovani, adulti, coniugi).

Articolo 5

Quando il gruppo ha raggiunto un no­tevole numero di aderenti si costituisce il Consiglio di gruppo, formato da una Suora Veronica, dal sacerdote Assistente, dall'A­nimatrice, dal segretario dal Cassiere e da due soci.

Articolo 6

Il Consiglio di Gruppo si riunisce ordi­nariamente ogni tre mesi e ogni volta che se ne presenta l'occasione per la programma­zione e per la verifica delle attività svolte. Articolo 7

Dopo un congruo periodo di formazio­ne, da semplici aderenti di diventa membri effettivi dell'Associazione.

Articolo 8

Il riconoscimento giuridico dei gruppi è riservato alla Superiora Generale delle Suore Veroniche del Volto Santo, sentito il parere del Consiglio Generale dell'Associazione.

Articolo 9

La Suora di cui al precedente art. 5 è designata dal Consiglio Generale dell'Asso­ciazione.

È suo compito:

a) sostenere la fedeltà alla spiritualità di cui all'art. 1.

b) promuovere l'attività, la vitalità e l'u­nità del gruppo

c) organizzare gli incontri formativi d) coordinare le varie attività. Articolo 10 L'Associazione ha un Consulente eccle­siastico generale, nominato, su presentazio­ne della Superiora Generale della Congrega­zione delle Suore Veroniche, dall'Ordinario di Reggio Calabria.

È suo compito:

a) promuovere la spiritualità dei soci e fornire gli aiuti spirituali più adatti;

b) prendere parte agli incontri, ai con­vegni e ai corsi.

Articolo 11

Ogni gruppo ha un Consulente, nomi­nato, su richiesta della Superiora Generale delle Suore Veroniche, dalle Autorità religio­se competenti, diocesane o regionali.

Articolo 12

L'Associazione ha un Consiglio Gene­rale, formato dalla Superiora Generale del­le Suore Veroniche, dal Consulente Ecclesia­stico di cui all'art. 10, dalla Suora respon­sabile generale dell'Associazione e da due membri effettivi dell'Associazione.

Articolo 13

L'Animatore, di cui all'art. 5, ha il com­pito di:

a) favorire la formazione spirituale dei membri;

b) promuovere la comunione fra i sin­goli componenti del gruppo e tra i vari gruppi;

c) assicurare la regolare attività del grup­po;

d) suscitare opportune iniziative.

Articolo 14

La Superiora Generale delle Suore Ve­roniche nomina, sentito il Consiglio genera­le dell'Associazione, la Suora incaricata per ogni gruppo e la Suora responsabile genera­le dell'Associazione.

Articolo 15

Sono eletti dai soci effettivi:

a) l'Animatore del Gruppo

b) il Segretario

c) il Cassiere

d) due membri effettivi che facciano parte del Consiglio di gruppo e del Consi­glio Generale.

Articolo 16

Gli iscritti all'Associazione collaborano alle attività parrocchiali e diocesane, dando testimonianza di disponibilità, di amore al­la Chiesa e di comunione.

Articolo 17

L'Associazione ha la sede presso la Ca­sa Generalizia delle Suore Veroniche del Volto Santo, sita in via P. Gaetano Catanoso, n. 2 - Reggio Calabria.

Articolo 18

L'Associazione ha un foglio di coordi­namento, di formazione e di informazione, intitolato Il Volto Santo.

Articolo 19

Gli associati godono dei seguenti van­taggi spirituali:

a) una Messa al primo giovedì di ogni mese, celebrata nella Chiesa del Volto San­to in Reggio Calabria, secondo le loro inten­zioni;

b) una Messa in occasione della morte celebrata entro un mese dalla notifica dell'av­venuto decesso;

c) una Messa celebrata durante il mese di novembre di ogni anno in suffragio degli associati defunti;

d) la partecipazione alle preghiere che ogni giorno fanno le Suore Veroniche nelle loro case.

Articolo 20

L'Associazione celebra con particolare devozione le feste religiose proprie della Con­gregazione Veroniche del Volto Santo. N.B. Il presente Statuto ricalca le linee del­lo Statuto della Confraternita del Volto Santo, canonicamente eretta nella parrocchia della Can­delora di Reggio Calabria, riportato su II Volto Santo - Bollettino mensile di azione religiosa e riparatrice, dicembre 1932.

«La riparazione è il desiderio delle anime che amano Gesù, è potente bisogno del cuore, è sen­timento di gratitudine, è dovere di giustizia» (P. Gaetano Catanoso, in II Volto Santo - Bolletti­no mensile di azione religiosa e riparatrice, di­cembre 1937). 

Associazione "Amici del volto Santo"

canonicamente eretta fin dal 24 ottobre 1919 a Pentidattilo (RC) poi trasferita nella Parrocchia della Candelora (RC) dicembre 1932. Infine, con Decreto del 4 aprile 1988, nella Parrocchia dello "Spirito Santo" Santuario Volto Santo

Il Signor............................................ è stato iscritto alla Confraternita

Il .......................................... 19   .... col N. ........................ d'ordine

Il Direttore

 

Confraternite del Volto Santo aggregate alla Primaria di Tours.

1. Susa - Parrocchia di S. Ambrogio di Torino: M. R. Don Stefano Croce, Parroco. Decreto di S. E. Mons. Castelli.

2. Mondovì Breo – Parrocchia S. Pietro M. R. Don Giovanni Griseri, Parroco. Decreto di S. E. Mons. G. B. Ressia.

3. Alassio - Collegiata di S. Ambrogio.

M. R. Don Podestà Bartolomeo, Parroco. Decreto di S. E. Mons. Angelo Cambiaso.

4. Bussana - Santuario del Sacro Cuore.

M. R. Don Lombardi Francesco, Parroco. Decreto di S. E. Mons. Ambrogio Daffra.

5. Domodossola - Collegiata SS. Gervaso e Pro­taso.

M. R. Canonico Pietro Tettoni, Arciprete. Decreto di S. E. Card. Giuseppe Gamba.

6. Torino - R. Chiesa di S. Cristina.

M. R. Can. Giorgio Gallina, Rettore. Decreto di S. E. il Cardinale Richelmy.

7. Vigone - Parrocchia di S. Maria del Borgo. M. R. Don Giuseppe Vallero, Prevosto. Decreto di S. E. il Card. Richelmy.

8. Taggia - Santuario Collegiata S. Filippo.

M. R. Mons. Dionigi Cardon, Prevosto. Decreto di S. E. Mons. Ambrogio Daffra.

9. Vicenza - Cattedrale.

M. R. Don Bortolan D.co, Parroco. Decreto di S. E. Mons. Rodolfi

10 Bisasquino - Parrocchia.

M. R. Don Baccile, Parroco. Decreto di S. E. Mons. Intreccialaghi.

11. Cettaro (Cosenza) `- Parrocchia.

M. R. Don Ilario De Carlo, Parroco. Decreto di S. E. Mons. Rinaldo Rousset.

12. Condera (Reggio Calabria) - Parrocchia. M. R. Don Calabrò, Parroco.

Decreto di Mons. Rinaldo Rousset.

13. Pentidattilo (Reggio Cal.) - Parrocchia.

M. R. Don Gaetano Catanoso, Parroco. Decreto di S. E. Mons. Rousset.

14. Reggio Calabria - Cattedrale. 

Missionari del Volto Santo col Diploma di Tours.

I. R. Monsignor Eugenio Vallega.

2. R. Don Lombardi Francesco, Prevosto di Bussana.

3. R. Don Barbano Giuseppe, Oblato di S. Giuseppe.

4. R. Mons. Vallero Giuseppe, Parroco di Vigone.

5. R. Don Pier Giovanni Semeria, Parroco a Ventimiglia.

6. R. Padre Alessio Pistarino dei Servi di Maria, Alessandria.

7. R. Don Osanna Tommaso, Parroco ad Albenga.

8. R. Don Gaetano Catanoso, Parroco a Pentidattilo.

9. R. Can.co Salvatore di Lorenzo, Parro­co a Reggio.

10. R. Don Calabrò Giovanni, Parroco a Condera. 

Fondazione di Messe perpetue al Volto Santo, di riparazione e suffragio.

Torino - Santuario Sacro Cuore di Gesù. N. 3 Messe perpetue. 

Col. S. Giovanni (Valle di Lanzo): Messa annua perpetua al V. S. 6 Agosto. Messa annua perpetua al V. S. 30 Agosto.  

Torino - S. Francesco d'Assisi: Messa annua perpetua al V. S. 6 Agosto.  

S. Gioacchino: Messa annua perpetua il Martedì di carnevale. 

Mondovì - Parrocchia di S. Pietro:

Messa annua perpetua il 4 Venerdì di Luglio

Messa annua perpetua il 4 Venerdì di Agosto

Messa annua perpetua il 4 Venerdì di Nov. 

Bollettino mensile di Azione Religiosa antiblasfema e riparatrice

LA FESTA DELLA TRASFIGURAZIONE

È la nostra festa; di noi devoti del Vol­to Santo. Dice S. Leone che «Cristo si è tra­sfigurato per farci comprendere tutta l'eco­nomia della Passione».

La Trasfigurazione fa cessare lo scan­dalo della Passione.

Betlemme e Nazaret ci mostrano Gesù povero ed umile: nella sua passione lo vedia­mo debole, saturato di obbrobri, coperto di ignominie: S. Paolo dovrà dire che il miste­ro della croce è stato uno scandalo per i giu­dei, e una follia per i gentili.

Ora la Trasfigurazione del Tabor illu­mina e spiega tutta la vita di Gesù, ma so­prattutto il Calvario. Previene e toglie lo scandalo della Passione e della morte di Ge­sù, svelandoci per un istante la sua divinità! Il volto di Cristo, che sarà sputacchia­to e percosso, sul Tabor diventa sfolgorante come il sole. Il suo corpo, che sarà ridotto ad una piaga, sul Tabor si fa risplendentis­simo. Le sue vesti, che saranno gittate in sor­te, sul Tabor hanno il bianco della neve. Sul Calvario sarà crocifisso in mezzo a due la­droni, sul Tabor è adorato dai due veneran­di personaggi dell'antico Patto, Mosé ed Elia. Nella Passione Cristo sarà schernito da tutti, abbandonato dai discepoli e perfino dal Padre suo; sul Tabor il Padre celeste lo pro­clama suo Figliolo bene amato e dice a tutti di ascoltarlo. Dunque il Tabor toglie lo scan­dalo della Croce e del Calvario, è vero; ma ci mostra anche l'amore infinito delle soffe­renze di Gesù Cristo. La sua Trasfigurazio­ne, mostrandocelo nello stato naturale in cui doveva essere per tutta la sua vita, ci fa me­glio comprendere, per via del sacrificio e del­l'abnegazione che s'impose, l'amor suo per noi, l'ardente desiderio, che aveva, di sof­frire per i nostri peccati: e, quindi il merito infinito di così tante umiliazioni, ignominie, dolori, che liberamente, volontariamente tol­lerò.

Pertanto la Trasfigurazione ci deve ren­dere più generosi, onde partecipare alle pe­ne che Gesù sostenne nella sua Passione. Dice San Bonaventura essendo Gesù nostro Dio, nostro Creatore, nostro Redentore noi dob­biamo essere tutti di Gesù. Noi dobbiamo es­sere disposti ad umiliarci, a crocifiggere il no­stro corpo coi suoi vizi e colle sue cupidigie, a tutto soffrire in unione con Gesù e per Ge­sù. La gloria di cui rifulse sul Tabor è un ri­verbero di quella che promette a' suoi veri seguaci: a condizione di essere pazienti nelle prove e generosi nelle pene.

La via della perfezione, della salvezza e della gloria è questa: credere in Gesù, os­servare la sua legge, amarlo, patire con lui e per lui.

Pensiamo sovente al Cielo; procuriamo di diventare cristiani trasfigurati; questa no­stra spirituale trasfigurazione sarà il pegno di quella gloriosa che ci attende in Cielo, e che noi otterremo per i meriti di Gesù Cristo. 

SANTUARIO DEL VOLTO SANTO REGGIO CALABRIA

Diario Liturgico del Santuario:

Giorni feriali:

S. Messa: ore 7,15 (Periodo invernale)

                      7,30 (Periodo estivo)

Giorni festivi:

S. Messa: ore 9,30 (Periodo invernale ed estivo) Ogni primo giovedì di mese - dalle ore 8 alle ore 16: ADORAZIONE EUCARISTICA

 

Tutti i giorni: Preghiera Liturgica:

ore 7 - Recita a LODI

ore 18 - Recita a VESPRI

 

RICORRENZE:

4 Febbraio S. Veronica

4 Aprile Anniversario della morte di Padre Catanoso

6 Agosto Trasfigurazione di Nostro Signore Gesù Cristo

7 Agosto S. Gaetano

19 Settembre SS. Vergine de La Salette

8 Dicembre SS. Vergine Immacolata 

"Il Tuo volto, Signore, io cerco". (Sal. 26,8)

"Cercate il Signore e la sua potenza: Cercate sempre il suo volto" (Sal. 104,4)

La spiritualità di Padre Gaetano Catanoso, il suo pro­gramma di vita fu:

- una ricerca costante del Volto di Dio;

- una ricerca costante perché ogni creatura rifletta il Volto di Dio.

(Mons. Sorrentino, Scritti e Testimonianze pag. 20)

"SIGNORE MOSTRATECI IL VOSTRO VOLTO, E SAREMO SALVI!" (Sal. 79, 4.8.20)

Padre Catanoso, soleva esprimere con una escla­mazione a lui abituale, al punto da farne la formula di saluto con cui accoglieva o congedava chiunque, pic­colo o grande gli capitasse d'incontrare:

"IN DOMINO - DEO GRATIAS!

SIGNORE MOSTRATECI IL VOSTRO VOLTO, E SAREMO SALVI!"

(Mons. V. Lembo, 1984)

"Il Volto Santo è la mia vita, Lui è la mia forza!".

(P. Gaetano Catanoso, 4.8.1942)

 Signore, la luce del Tuo Volto è scolpita in noi. Tu hai fatto nascere la gioia nel mio cuore.

(Sal. IV, v. 7)

Ora, Signore, noi ti seguiamo con tutto il cuore, ti temiamo e cerchiamo il Tuo Volto.

(Dan. III, 41)

"Di tutto ringrazio, a mani giunte e in umiltà grande, il Signore, dando a Lui soltanto, ogni onore e lode". (P. Catanoso) 

CONGREGAZIONE SUORE VERONICHE DEL VOLTO SANTO

Via Padre Gaetano Catanoso n. 2

Tel. 22957 (0965)

89100 REGGIO CALABRIA 

Note biografie del Servo di Dio PADRE GAETANO CATANOSO

Nato a Chorio di S. Lorenzo (RC) il 14 feb­braio 1879, entrò nel Seminario arcivescovile ove compì tutti gli studi sino all'ordinazione sacer­dotale ricevuta dal Cardinale Arcivescovo Gen­naro Portanova il 20 settembre 1902.

Nel 1904 venne nominato parroco di Penti­dattilo - un caratteristico villaggio montano sul­le falde dell'Aspromonte - ove rimase sino al 1921. In questi anni rifulsero le virtù peculiari del servo di Dio, maturarono gli ideali e i progetti che poi via via egli realizzerà. Nel 1921 venne tra­sferito alla parrocchia della Purificazione (Can­delora) in Reggio Calabria, divenuta ben presto un centro irradiante per tutta la Diocesi di vita eucaristica e di opere apostoliche.

Missionario del Volto Santo, iscritto sin dal 1919 all'Arciconfraternita di Tours (Francia), ne divulgò appassionatamente e con ogni mezzo la devozione ben oltre i confini della Diocesi e del­la stessa Calabria, creando un vasto sodalizio coordinato da un giornalino - "Il Volto San­to" - diffuso ben presto in tutta la Penisola. Fu nel contempo, via via, Cappellano in aiuto delle carceri e dell'Ospedale, P. Spirituale del Semi­nario arcivescovile, confessore di istituti religio­si, Canonico Penitenziere della Cattedrale.

Promosse nell'immediato dopoguerra l'ope­ra dei "Chierici poveri" per favorire le vocazio­ni ecclesiastiche, fu accanto a Don Orione nello sviluppo dell'Opera Antoniana delle Calabrie nel territorio della sua parrocchia, finché, a comin­ciare dal 1934, impegnò tutte le sue energie per dar vita e sviluppo all'Istituto delle Suore Vero­niche, Missionarie del Volto Santo. Il Signore lo chiamò in Cielo il 4 Aprile del 1963. 

LA TOMBA DEL SERVO DI DIO

Gli ultimi anni di vita P. Catanoso, già af­flitto da inevitabili malanni fisici, li trascorse in una piccola stanzetta dell'Istituto delle Suore Ve­roniche al rione cittadino dello Spirito Santo, do­ve sacerdoti e laici accorrevano per la confessio­ne (era considerato nella Diocesi il "Padw Spi­rituale"), per consigli o solo per la gioia interio­re di vederlo ed ascoltarlo.

Povero, umile, mite come Gesù, col cuore sempre in festa per l'ardore di carità e la sconfi­nata fiducia nella misericordia e nella Provviden­za divina, aveva consumato uno ad uno i suoi giorni sul cammino della santità, a totale servi­zio delle anime, in filiale ed incondizionata ob­bedienza ai Pastori della Chiesa.

Visse in pienezza il Mistero della Salvezza, congiungendo mirabilmente, senza mai uno squi­librio, la più intima unione col Signore - in gioioso rapporto di partecipazione alla Passione di Gesù - con l'ardore inesausto dell'apostola­to esterno. Tale dimensione e sintonia unitaria del suo sacerdozio P. Catanoso soleva esprime­re con una esclamazione a lui abituale, al punto da farne la formula di saluto con cui accoglieva

o congedava chiunque, piccolo o grande che gli capitasse d'incontrare: "IN DOMINO - DEO GRATIAS".

Alla sua morte migliaia di persone, anche da fuori i confini della Diocesi, accorsero a venera­re e baciare la sua Salma. Una apoteosi i funera­li nella Cattedrale di Reggio, un coro unanime il commento della opinione pubblica e della stam­pa locale "ERA UN SANTO!".

Le spoglie mortali del Servo di Dio, dopo la traslazione dal cimitero cittadino il 22 aprile 1972, furono composte in un severo sarcofago di granito nella cripta del Tempio del Volto San­to, méta ogni giorno di visite e pellegrinaggi.

La Congregazione delle Cause dei Santi con De­creto del 3 marzo 1990 lo ha proclamato VENE­RABILE. Santo nel 2005. 

"Il mio passato, o Signore, alla Tua misericordia.

Il mio presente al Tuo amore.

Il mio avvenire alla Tua Provvi­denza".

Padre GAETANO CATANOSO (da un foglio manoscritto) 

PREGHIERA per la glorificazione del Servo di Dio Padre GAETANO CATANOSO

O Dio che Ti sei degnato di elargire al Venerabile Padre Gaetano Catanoso grazie così abbondanti a favore della Tua Chiesa e hai fatto di lui un apostolo della Tua mi­sericordia e una guida illuminata e paziente delle anime, degnaTi di coronare il Tuo umile servo della gloria che la Chiesa accorda ai suoi Santi, e concedi a noi di seguire con fe­deltà e costanza le sue orme, imitandone le virtù. Amen. Un Pater - Ave - Gloria  Con approvazione ecclesiastica

 

III PARTE

Raccolta di Preghiere e suppliche al Volto Santo di Gesù che si recitano nella Congregazione "Suore Veroniche del Volto Santo"

(esaminate e approvate da Sua Eccellenza Rev.ma Mons. Giovanni Ferro, Arcivesco­vo di Reggio Calabria in data 11.3.1977).

PREGHIERE QUOTIDIANE

AL MATTINO

Inizio:

Sia lodato e ringraziato ogni momento I

l Santissimo e Divinissimo Sacra­mento.

G. - Signore Dio nostro,

A. - noi crediamo fermamente che Tu sei realmente e corporalmente presente nel santo Sacramento dell'Altare. Noi Ti adoriamo dal più profondo del nostro cuore, e veneriamo la tua Santa Presen­za con tutta umiltà.

Donaci di iniziare lietamente questo giorno, accompagnaci oggi con la Tua grazia, perché non deviamo mai verso il peccato, ma ad osservare sempre la tua legge tendano le nostre parole; sia­no da Te diretti i nostri pensieri e le no­stre azioni, perché tutta la nostra vita sia un rendimento di grazie a Te, e per il dono della tua chiamata nel genero­so servizio tuo e dei nostri fratelli, fà che oggi e sempre, con il tuo aiuto, pos­siamo servirti con fedeltà e perseveran­za.

Ricolma della tua Sapienza e della tua Grazia coloro che hai proposto a gui­da della Congregazione.

Aumenta la Carità in ciascuna di noi e in tutte le Consorelle, perché sull'esem­pio del nostro Venerato Padre Fonda­tore, possiamo sempre "Cercare il Tuo Volto, o Signore!". Cercare e ricono­scere il Tuo Volto in ogni creatura, so­prattutto nei fratelli più poveri e biso­gnosi, ed a servirti in ciascuno di essi, in umile disponibilità di riparazione e di servizio apostolico per l'Avvento del tuo Regno, e che dopo aver adorato quaggiù la Tua Santa Presenza in que­

sto mirabile Sacramento e in ogni crea­tura, riflesso del Tuo Volto, La possia­mo adorare in eterno sù nel cielo, as­sieme alla Madonna. AMEN.

ANGELUS DOMINI...

L'angelo del Signore (durante l'anno)

V L'angelo del Signore portò l'annunzio a Maria.

R Ed ella concepì per opera dello Spirito Santo. Ave, o Maria.

V Io sono la serva del Signore.

R Si compia in me la tua parola. Ave, o Maria.

V E il Verbo, si è fatto carne.

R E venne ad abitare in mezzo a noi. Ave, o Maria.

V Prega per noi, santa Madre di Dio.

R Rendici degni delle promesse di Cristo.

Preghiamo: Infondi nel nostro spirito la tua grazia, o Padre, tu che all'annunzio dell'angelo ci hai rivelato l'incarnazione del tuo Figlio, per la sua passione e la sua croce guidaci alla glo­ria della resurrezione.

Tre Gloria al Padre... con l'invocazione: SS.ma Trinità, unico Dio abbi pietà di noi.

Angelo di Dio... L'eterno riposo

Regina del cielo (durante il tempo Pasquale)

Regina dei cieli, rallegrati, alleluia: Cristo, che hai portato nel grembo, alleluia,

è risorto, come aveva promesso, alleluia. Prega il Signore per noi, alleluia.

V Rallegrati, Vergine Maria, alleluia.

R Il Signore è veramente risorto, alleluia.

Preghiamo: O Dio, che nella gloriosa risurrezione del tuo Figlio hai ridato la gioia al mondo inte­ro, per intercessione di Maria Vergine con­cedi a noi di godere la gioia della vita senza fine. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Tre Gloria al Padre ... con l'invocazione: SS.ma Trinità, unico Dio abbi pietà di noi.

Angelo di Dio...  L'eterno riposo.... 

 

PRIMA DELLA MEDITAZIONE

Vieni Spirito Santo, riempi i cuori dei fedeli, accendi in essi il fuoco del tuo Amore.

V. Manda il Tuo Spirito e tutto è creato. R. E rinnovi la faccia della terra.

(segue la MEDITAZIONE per mezz'ora)  

DOPO LA MEDITAZIONE

Preghiamo.

O Dio che hai ammaestrato i cuori dei tuoi fedeli con la luce dello Spirito Santo, concedici di gustare nello stesso Spirito le co­se rette e di godere sempre della sua conso­lazione. Per Cristo nostro Signore. Amen.  

LODI 

DOPO LE LODI. 

(PREGHIERA PROPRIA DEL GIORNO AL VOLTO SANTO...)

Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, santa Madre di Dio:

non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, e liberarci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta.

Santa Veronica, prega per noi.

Preghiera dell'Apostolato della preghiera. Cuore Divino di Gesù, io ti offro, per mezzo del Cuore Immacolato di Maria, Ma­dre della Chiesa, in unione al Sacrificio Eu­caristico, le preghiere e le azioni, le gioie e le sofferenze di questo giorno, in riparazio­ne dei peccati e per la salvezza di tutti gli uo­mini, nella grazia dello Spirito Santo, a glo­ria del divin Padre, in particolare:

Per le intenzioni affidate dal Papa e dal­l'Episcopato Italiano all'Apostolato della Preghiera. Pater - Ave - Gloria.

(tutte le pratiche di pietà si chiudono con que­ste tre invocazioni):

Signore, mostraci il Tuo Volto e saremo salvi!

Nostra Signora della Salette, riconciliatrice dei peccatori; prega per noi.

Sia lodato e ringraziato ogni momento. Il Santissimo e divinissimo Sacramento. 

PREGHIERE TRATTE DAL PICCOLO BREVIARIO DEL VOLTO SANTO

(corrette e approvate da Sua Eccellenza Rev.ma Mons. Giovanni Ferro Arcivescovo di Reggio Calabria - in data 11-3-1977).

(Da recitarsi ogni giorno dopo la recita del­le LODI) 

(Domenica a LODI)  

PREGHIAMO

Padre Eterno, io Ti offro ciò che Gesù ha sofferto nel suo Volto. Per pagare i no­stri debiti, e calmare la Tua collera, la sua Fronte ha portato le spine dei nostri pecca­ti, e il suo Volto adorabile si è fissato come una roccia sotto i colpi della Tua giustizia.

Guarda quelle divine Piaghe: esse Ti do­mandano incessantemente misericordia.

Pietà di noi, pietà dei poveri peccatori. Amen. 

(Lunedì a Lodi)

PREGHIERA

O Santa Veronica, che avesti da Gesù l'inestimabile favore di esser penetrata dal Suo Sguardo Divino, che fece di te un'ani­ma compassionevole e riparatrice, fà che il Volto Adorabile del Salvatore penetri altre­sì l'anima nostra, ed aiutaci a camminare con coraggio e generosità sulla via della Ripara­zione, incoraggiate dal tuo nobile esempio. Amen. 

(Martedì a Lodi) 

INNO

Salve, Santo Volto del nostro Redento­re, ove si riflette come in un puro specchio lo splendore di Dio!

Impresso su di un velo di nivea bian­chezza, fosti dato a Veronica in segno d'a­more.

Salve, ornamento del mondo, specchio dei Santi, che gli Spiriti desiderano contem­plare!

Purificaci di ogni macchia, ed uniscici alla compagnia dei Beati. Amen.

(Inno al Volto Santo di Giovanni XXII)  

(Mercoledì a Lodi) 

PREGHIERA

O mio Gesù, guardateci con misericor­dia, volgete il vostro Volto verso ciascuno di noi, come l'avete fatto per la Veronica, non perché lo si veda cogli occhi del corpo, noi non lo meritiamo, ma fate che lo veda il cuo­re, affinché ricordandovi, ci sia dato di sem­pre attingere a questa sorgente di forza il vigore necessario ai combattimenti che ci si pre­parono. Così sia. 

(Preghiera di Pio IX al Santo Volto 11 di­cembre 1876) 

(Giovedì a Lodi) 

PREGHIERA DI GESÙ

(Cap. 17 - v. 11 - S. Giov.) "Padre santo, custodisci nel tuo Nome coloro che hai dato a me perché siano una cosa sola come noi; perché abbiano in se stes­si la pienezza della mia gloria".

Io ho dato loro la tua parola e il mon­do li odia perché non sono del mondo come io non lo sono. Non chiedo che tu li tolga dal mondo ma che li salvi dal Maligno. San­tificali nella verità; la tua parola è verità. Co­me tu hai mandato me nel mondo, così io ho mandato loro nel mondo. E per loro sa­crifico me stesso affinché anch'essi siano consacrati nella verità.

"Non prego per loro soltanto ma anche per quelli che crederanno in me mediante la loro parola, perché tutti siano una sola co­sa. Come tu Padre sei in me ed io in te, così anch'essi siano in noi perché il mondo cre­da che tu mi hai mandato. Ho trasmesso lo­ro la gloria che tu mi hai dato affinché sia­no una cosa sola con noi. lo in loro e tu in me perché siano perfetti nell'unità, e così il mondo conosca che tu mi hai mandato e che hai amato loro come hai amato me.

Padre, voglio che dove sono io siano an­che quelli che mi hai dato per contemplare la mia gloria". 

(Venerdì a Lodi)

PREGHIERA

Amato mio Signore, voglio compiere il pietoso ufficio della Veronica, non solo con l'amore ed il coraggio di questa donna, ma con la tenera compassione della Tua desola­ta Madre.

Dammi grazia di camminare costante­mente alla luce del Tuo Volto divino, per non

lasciarmi abbattere dai miei nemici spiritua­li e di stare a Te intimamente unita, offren­doTi riparazione d'amore.

Imprimi nel mio cuore il Tuo Volto ado­rabile insanguinato per amor mio, e conce­dimi di vederLo un giorno sfavillante di glo­ria nell'eterna felicità. Amen. 

(Sabato a Lodi) 

INNO

O Madre afflitta, le vostre Sante lagri­me mi riempiono di dolore! Sono io che le faccio colare; sono io che ho ridotto all'a­gonia il vostro caro Figlio. Sono le mie infe­deltà, il mio orgoglio, le tendenze immorti­ficate del mio spirito e dei miei sensi che ren­dono i suoi passi vacillanti, e feriscono le sue sacre membra. Detesto le mie colpe e voglio ripararle. Madre abbandonata da cuori in­grati, ottenetemi lo spirito di penitenza.

Ant. Mia Madre ha parlato agli uomini della mia collera (*) Ella vuole placarla.

V. Ella è discesa piena di misericordia sulla terra; abbiate dunque confidenza in Es­sa.

(*) Sulla montagna della Salette. 

VISITA AL SANTISSIMO SACRAMENTO

Quotidiana (ore 14)

G. - Gesù dolcissimo,

A. - prostrate davanti al Tuo Volto Santo che è lo specchio della Divinità, noi Ti ado­riamo!

Come la Veronica vogliamo passare un bianco lino sul Tuo Volto adorabile che le bestemmie, i peccati nostri, hanno ve­lato di tanta tristezza; come la Veroni­ca vogliamo tergere le Tue lacrime, il Tuo sudore, le Tue pene!

Noi vogliamo ricompensarTi con il no­stro amore, adorandoTi e ringraziando­Ti. Ti chiediamo perdono per i nostri e altrui peccati, e Ti chiediamo grazie per mezzo della Madonna, per tutta l'u­manità: per la pace universale, per tut­ti coloro che vivono nelle tenebre del­l'errore.

Per quanti soffrono a causa dell'oppres­sione, della miseria, della fame. Ti rac­comandiamo le nostre famiglie, tutte le necessità dei parenti, amici, di coloro che hanno fatto del bene a noi o ad al­tri per tuo amore; e di tutti coloro che si sono raccomandati alle nostre pre­ghiere; per tutti coloro che si trovano in difficoltà spirituali e fisiche, affinché tutti sentano il conforto della tua con­solazione, e liberati da tutti i mali ti ren­dano con gioia inni di ringraziamento. Soccorri e proteggi gli agonizzanti.

Ti chiediamo grazie particolarmente per coloro che hanno responsabilità di go­verno, perché promuovono il progres­so nella giustizia e nella pace. E aiutaci a riconoscerti ed amarti nei fratelli più umili ed emarginati, e ad amare anche i nemici e a pregare per coloro che ci affliggono.

Ti chiediamo grazie particolarmente per il Papa, i Vescovi, per i Sacerdoti, i Re­ligiosi, i Missionari, per tutta la Chiesa militante. Ti chiediamo di ammettere presto alla visione del TUO VOLTO le Anime del Purgatorio, e fà che un gior­no possiamo ritrovarci insieme nella gloria del tuo regno.

E infine, Ti chiediamo una speciale Benedizione per la nostra Congregazione, perché i suoi membri abbiamo a cresce­re sempre più nel Tuo amore, ed anche con molte e sante vocazioni, per diffon­dere ovunque il culto al Tuo Volto San­to, affinché tutta l'umanità dopo aver­ti cercato nella sofferenza della fede, possa un giorno contemplare il Tuo Volto splendente di Luce e cantare in eterno le Tue lodi insieme alla Madon­na. 

PATER. AVE. GLORIA

- Signore, mostraci il Tuo Volto, e saremo salvi!

- Nostra Signora della Salette, Riconciliatrice dei peccatori, (prega per noi)

Sia lodato e ringraziato ogni momento.

Alla Madonna

"O Mamma cara, Tu sai le grazie di cui abbiamo bisogno per la pace della Congre­gazione e per la maggior gloria di Dio. Donaci ogni spirituale conforto - la più

grande consolazione.

Perdona ed illumina tutti coloro che, certo in buona fede, ci hanno fatto del male ed insistono nei loro propositi".

(Padre Gaetano Catanoso) (14.4.1958) 

PREGHIERE A VESPRO

1. Recita dei Salmi

2. S. Rosario

3. Meditazione

PREGHIERE A VESPRO

A VESPRORECITA A VESPRI.

- Dopo il Vespro

- Pre­ghiera propria del giorno al Volto Santo... S. ROSARIO.

(con la sola invocazione: "O Gesù mio perdona"...)

(Per chi non ha fatto o potuto fare la ME­DITAZIONE al mattino la faccia ora. Reci­ti l'invocazione allo Spirito Santo come sta sul "Mattino". La Meditazione (mezz'ora ogni giorno) è obbligatoria nella nostra Con­gregazione, e così pure la recita delle Ore  

(Lo­di, Vespri, Compieta), per cui ogni Religio­sa senta non soltanto l'obbligo altresì la ne­cessità di vivere più intimamente con il Signo­re per trarne profitto per il proprio spirito e per essere testimonianza autentica ai fratelli).  

(Domenica a Vespro)

O Gesù, contemplo, adoro e lodo il tuo Volto Santo, divinamente bello.

Si specchia in esso il mio volto, che fu fatto ad immagine e somiglianza di Dio. Lo vedo, ahimé, deformato dalla mali­zia che intorbida il mio spirito e la mia vita, rendendomi schiavo del male e del peccato. Ne sento pena. Ma il tuo Volto, tutta bontà e misericordia, mi ispira confidenza. Ti prego, o Signore, rifletti il tuo volto sul mio. La sua luce penetri nel profondo del­la mia coscienza e la purifichi, la rettifichi, la ricrei, sicché sia sempre orientata al vero, al bello, al bene.

Che tutti scorgano il tuo volto nel mio. E vi leggano verità e grazia, giustizia, amo­re, libertà e pace, mai più sensualità, odio, ira, malignità, violenza e tristezza.

Dammi di sentire la nostalgia della mia innocenza battesimale e di ricorrere spesso al sacramento della riconciliazione con Dio, con la Chiesa e con i fratelli, per rinnovar­mi sempre più radicalmente, vincendo il pec­cato e vivendo in comunione con Dio e col prossimo.

Non nascondermi il tuo volto, qualora, per la umana debolezza, io venissi sedotto dal male. Si spegnerebbe il sole per me!

Il tuo spirito mi aiuti ad espiare i miei peccati, a dominare i miei istinti e le passio­ni, a risorgere a vita nuova, ad impegnare tutte le mie energie per rinnovare il volto della mia famiglia e della società, conformando­lo al tuo volto, a costruire per quanto è in me, la civiltà dell'Amore.

La tua Mamma, l'Immacolata, che ti ha dato il volto umano, da cui traspare tutto il divino, vegli su di me con sollecitudine ma­terna, perché non cada mai più nelle spire del serpente tentatore.

O Gesù, io cercherò sempre il tuo vol­to, per non smarrirmi nei miei pensieri, nei miei affetti, nelle mie imprese, nei miei dubbi e nelle mie sofferenze.

E tu ammettimi a godere nel cielo la glo­ria del tuo volto.

Confido nel tuo paziente amore. Ti rin­grazio. Amen 

(Preghiera al Volto Santo del Cardinale Cor­rado Ursi) 

(Lunedì a Vespro)

O Santa Veronica, Tu che avesti il coraggio di sfidare il branco sguinzagliato sui passi del Salvatore, E di superare l'invisibile frontiera che separa il condannato dal resto dei viventi, Dona, anche a noi, il coraggio di rico­noscere e di avvicinare la Verità, offesa, mi­sconosciuta e bandita dalla società degli uo­mini, Tu che, tra le grida della calca che non comprendeva nemmeno il furore; non hai in­teso che l'invincibile mormorio della tua pie­tà, Non consentirci di restare sordi al la­mento di quelli che stanno per morire; O Santa Veronica, Tu che hai preso nelle tue mani il volto del Salvatore, in un gesto di cui la tradizione non ha mai dimenticato la bellezza.

Prega per i tuoi fratelli, abbi compas­sione della loro debolezza, della loro poca fede e del loro poco amore, Tu che non conoscevi la paura, e che, correndo ad asciugare col tuo velo il sangue ed il sudore della sofferenza, Hai raccolto il volto straziato della divina carità! Amen.  

(Martedì a Vespro)

O Gesù, divino pastore delle anime, che hai chiamato gli apostoli per farne pescatori di uomini, attrai a te ancora anime ardenti e generose di giovani, per renderli tuoi seguaci e tuoi ministri; falli partecipi della tua sete di universale Redenzione, per la quale rinnovi sugli altari il tuo Sacrificio, Tu, o Signore, «sempre vivo ad intercedere per noi» (Eb 7,25) dischiudi loro gli orizzonti del mondo intero, ove il muto supplicare di tanti fratelli chiede luce di verità e calore di amore; affinché, rispondendo alla tua chiamata, prolunghino quaggiù la tua missione, edifichino il tuo Corpo Mistico, che è la Chiesa, e siano «sale della terra», «luce del mondo» (Mt 5, 13). Estendi, o Signore, la tua amorosa chiamata anche a molte anime di donne illibate e generose, e infondi loro l'ansia della perfezione evangelica, e la dedizione al servizio della Chiesa e dei fratelli bisognosi di assistenza e di carità. Così sia. Paolo V1 (1976) 

(Mercoledì a Vespro)

PREGHIERA A S. GIUSEPPE

A te, o beato Giuseppe, stretti dalla tri­bolazione ricorriamo, e fiduciosi invochia­mo il tuo patrocinio, insieme con quello della tua santissima Sposa. Deh! per quel sacro vincolo di carità che ti strinse all'Immacola­ta Vergine Madre di Dio, e per l'amore pa­terno che portasti al fanciullo Gesù, riguar­da, te ne preghiamo, con occhio benigno la cara eredità che Gesù Cristo acquistò col suo sangue, e col tuo potere ed aiuto soccorri ai nostri bisogni. Proteggi, o provvido custo­de della divina Famiglia, l'eletta prole di Ge­sù Cristo; allontana da noi, o Padre aman­tissimo, la peste di errori e di vizi che am­morba il mondo; assistici propizio dal cielo in questa lotta col potere delle tenebre, o no­stro fortissimo protettore; e come un tempo salvasti dalla morte la minacciata vita del bambino Gesù, così ora difendi la santa Chiesa di Dio dalle ostili insidie e da ogni av­versità, e copri ciascuno di noi con il tuo con­tinuo patrocinio, affinché con il tuo esem­pio e con il tuo soccorso possiamo virtuosa­mente vivere, piamente morire e conseguire l'eterna beatitudine in cielo. Amen.

(Giovedi a Vespro) 

A GESÙ SACERDOTE ETERNO

O Padrone divino della messe, deh! manda operai nel tuo campo!

O Gesù, donaci Sacerdoti secondo il Cuor tuo, e rendici fedeli ai loro insegnamenti!

O Gesù, donaci Sacerdoti santi, per aumen­tare la nostra fede, per sostenere la Tua Chiesa, per predicare la Tua dottrina, per combattere l'errore, per sostenere la ve­rità, per dirigere le anime nostre, per sradicare i vizi, per far conoscere le ricchezze del Tuo Cuore.

O Gesù, che nessuno si perda di coloro, che Tu ti sei prescelti e consacrati! Siano santi, o Signore, i tuoi Sacerdoti, perché santo sei Tu! Fà che tutti i Tuoi ministri sia­no la luce del mondo e il sale della terra.

Perdona, o Signore, al tuo popolo, e rendi­lo degno di molti Sacerdoti santi!

O Gesù, Sacerdote Santo. Ti domandia­mo con tutto l'ardore dell'animo di accre­scere di giorno in giorno il numero degli aspi­ranti al sacerdozio, e di formarli secondo i disegni del Tuo Cuore amantissimo, affin­ché lavorino efficacemente, a far del mon­do un solo ovile sotto un solo Pastore. Amen. 

(Dai giornalini "Il Volto Santo" dicembre 1921- settembre 1930)

(Venerdì a Vespro)

PREGHIERA DI S. TERESA DEL B. GESÙ al Volto Santo

O Gesù, che nella tua crudele passione divenisti «l'obbrobrio degli uomini e l'uomo dei dolori», io venero il tuo Volto Divino, sul quale splendevano altra volta la bellezza e la dolcezza della divinità e che ora è dive­nuto per me come il volto di un lebbroso!

Ma io riconosco sotto quei tratti sfigu­rati il Tuo infinito amore, e mi consumo dal desiderio di amarTi e di farTi amare da tut­ti gli uomini. Le lagrime che sgorgano con tanta abbondanza dagli occhi Tuoi mi appa­riscono come perle preziose, che mi è caro raccogliere, per riscattare col loro infinito va­lore le anime dei poveri peccatori.

O Gesù, il cui Volto adorabile rapisce il mio cuore, Ti supplico di imprimere in me la Tua somiglianza divina, e di infiammar­mi del Tuo amore, affinché possa giungere a contemplare in Cielo il Tuo Volto glorioso. Amen. (Dal Giornalino "Il Volto Santo" luglio 1936.) 

(Sabato a Vespro)

"Risplenda, o Maria, la luce dei Tuoi occhi misericordiosi nelle tenebre che offu­scano le menti e opprimono i cuori, risplen­da sulla vita e sulla via di ognuno di noi, che pellegrini di questa terra, che non è ferma dimora, con gemiti, sospiri e lagrime a Te aneliamo, in Te speriamo.

Le angosce di tante vite stanche, le an­sie di tante vite umane, i martirii di molte anime tradite, a Te offriamo per avere in cambio, vera vita di amore, dolcezza di pa­ce, e speranza di Cielo.

Mostraci, o Maria, ora il volto doloran­te del Tuo Gesù, perché con le Sue sofferen­ze siano le nostre e mostraci, dopo questo esilio nello splendore dei Cieli, svelati, il Vol­to glorioso del Tuo Figlio. Amen. 

(Padre Gaetano Catanoso)

Dal Giornalino "n Volto Santo" agosto 1940 

PREGHIERE DELLA SERA

Accogli, Signore, al tramonto di questo giorno, il nostro umile ringraziamento e nella tua misericordia dimentica le colpe da noi commesse per la fragilità della condizione umana, e scenda su di noi la tua benedizio­ne, perché oggi e sempre possiamo gustare il dono della tua salvezza. Amen.

 

Si inizia la COMPIETA, inserendo l'e­same di coscienza. Terminata questa, si re­cita la preghiera propria del giorno al Volto Santo e quella per la glorificazione del Ser­vo di Dio Padre Gaetano Catanoso.  

PREGHIERA

O Dio che Ti sei degnato di elargire al Venerabile Padre Gaetano Catanoso grazie così abbondanti a favore della Tua Chiesa e hai fatto di Lui un apostolo della Tua mi­sericordia e una guida illuminata e paziente delle anime, degnaTi di coronare il Tuo umile servo della gloria che la Chiesa accorda ai suoi Santi, e concedi a noi di seguire con fe­` delta e costanza le sue orme, imitandone le virtù. Amen. Un Pater - Ave - Gloria.

con l'invocazione: Padre, pregate per noi che ricorriamo a Voi.

Si concludono le preghiere della sera con l'antifona della Veronica:

In nome del servizio che Ti rese la pia Veronica, o Gesù, concedi ai poveri pecca­tori, una perfetta costrizione all'ora della morte. Gloria Patri.

O San Giuseppe, padre putativo di Ge­sù Cristo, vero sposo di Maria Vergine, pre­ga per noi e per i poveri agonizzanti di que­sta notte, L'Eterno Riposo. 

(Domenica a Compieta)

CONSOLIAMO GESÙ

O Gesù! o buon Gesù! Si, è vero, enor­me è il delitto di chi con la bestemmia oltrag­gia Voi che tanto ci amate e tanto soffriste per riacquistarci il Paradiso perduto! Ma, o Signore, se avete dei figli ingrati, molti pure vi amano e sono pronti a dare la vita per voi.

O Gesù, noi vi promettiamo di lavora­re con ardore per ricondurre pentiti ai Vo­stri piedi i nostri fratelli traviati.

Oh mio Dio Vi amo! Convertite molti bestemmiatori, Madre mia! Io vi amo; con­vertite molti bestemmiatori. Ave Maria. 

Dal Giornalino "Il Volto Santo" (marzo 1926)

(Lunedì a Compieta)

PREGHIERA

G. - O Santa Veronica.

A. - pia, umile e coraggiosa donna che con gesto pietoso, asciugasti e poi contem­plasti sul sacro lino il Santo Volto di Gesù, deturpato dagli sputi, dai pugni, dall'intima sofferenza del suo Cuore, intercedi per noi presso il trono di Dio, perché possiamo ogni giorno scoprire, adorare e servire il Volto Santo di Gesù dei nostri fratelli e nelle ne­cessità della Chiesa, con la Carità, con la ri­parazione, con la testimonianza della nostra vita. Amen. 

(Martedì a Compieta)

PREGHIERA

O Gesù il cui Volto Adorabile si china­va così misericordiosamente nel giorno del­la Passione per la salvezza del mondo, oggi ancora per pietà chinatevi verso di noi po­veri peccatori, ed accoglieteci nel bacio del­la pace. Amen.

Cuor di Gesù abbiate pietà di noi.  

(Mercoledì a Compieta)

PREGHIERA

O Salvatore Gesù, alla vista del vostro Santo volto sfigurato dal dolore, alla vista del vostro Sacro Cuore così pieno d'amore, io esclamo con S. Agostino: Signore, impri­mete nel mio Cuore le vostre Sacre Piaghe, perché vi legga nel medesimo tempo il vo­stro dolore ed il vostro amore: il vostro amo­re, affine di per soffrire per Voi ogni dolo­re; il vostro amore, affine per di disprezzare per Voi ogni altro amore. Così sia. Preghiera del Sig. Dupont 

(Giovedì a Compieta)

PREGHIERA In onore del Volto Santo e per le vocazioni

O Volto adorabile di Gesù, che il dolore ha sfigurato e la tua bontà ha impresso sul velo della Veronica, accogli, te ne preghiamo, l'umile offerta dei nostri cuori per le mani della Vergine Addolorata, a riparazione dei molti peccati e delle bestem­mie. Concedici di perseverare nella Vocazio­ne che ci fa tue spose e fa che altre giovani sentano il fascino della tua chiamata perché il "gesto" della pia Veronica continui nella Chiesa e nel mondo a gloria Tua ed a sal­vezza e santificazione di molti. Amen. 

(Venerdì a Compieta)

Per le spine che trapassarono la Tua fronte, per le lagrime che versarono i Tuoi occhi, per il fiele che amareggiò le tue labbra, per gli schiaffi che percossero le Tue guance, per gli scherni che coprirono il Tuo Volto: dolcissimo Gesù non essermi Giudice, ma Salvatore.

E nell'ora della mia agonia guardami con misericordia, come guardasti il ladro pentito. Amen. 

(Sabato a Compieta)

PREGHIERA A N.S. DELLA SALETTE

Ricordatevi, o N.S. della Salette, vera Madre addolorata, delle lacrime che versa­ste per me sul Calvario; ricordatevi altresì della cura che avete di me ognora per sot­trarmi alla giustizia di Dio, e vedete se, dopo aver fatto tanto per questo vostro figlio, pos­siate abbandonarlo. Rianimato da tale con­solante pensiero, mi getto ai vostri piedi, no­nostante le mie infedeltà ed ingratitudini. Non respingete la mia preghiera, o Vergine Riconciliatrice, ma convertitemi, fatemi la grazia di amare Gesù sopra ogni cosa e di consolare Voi pure con una santa vita, af­finché io possa un giorno contemplarvi in Cielo. Così sia.

V.N.S. della Salette, Riconciliatrice dei peccatori.

R. Pregate sempre per noi che ricorria­mo a Voi.

 (Dal Giornalino "Il Volto Santo settembre 1930) 

PREGHIERE VARIE:

Angelus Domini

S. Rosario

Litanie alla Madonna

Litanie al Sacro Cuore

Coroncina al Sacro Cuore

Preghiera riparatrice 

L'angelo del Signore (durante l'anno)

V L'angelo del Signore portò l'annunzio a Maria.

R Ed ella concepì per opera dello Spirito Santo. Ave, o Maria.

V Io sono la serva del Signore.

R Si compia in me la tua parola. Ave, o Maria.

V E il Verbo, si è fatto carne.

R E venne ad abitare in mezzo a noi. Ave, o Maria.

V Prega per noi, santa Madre di Dio.

R Rendici degni delle promesse di Cristo.

Preghiamo: Infondi nel nostro spirito la tua grazia, o Padre, tu che all'annunzio dell'angelo ci hai rivelato l'incarnazione del tuo Figlio, per la sua passione e la sua croce guidaci alla glo­ria della resurrezione.

Tre Gloria al Padre... con l'invocazione: SS.ma Trinità, unico Dio abbi pietà di noi.

Angelo di Dio... L'eterno riposo

Regina del cielo (durante il tempo Pasquale)

Regina dei cieli, rallegrati, alleluia: Cristo, che hai portato nel grembo, alleluia,

è risorto, come aveva promesso, alleluia. Prega il Signore per noi, alleluia.

V Rallegrati, Vergine Maria, alleluia.

R Il Signore è veramente risorto, alleluia.

Preghiamo: O Dio, che nella gloriosa risurrezione del tuo Figlio hai ridato la gioia al mondo inte­ro, per intercessione di Maria Vergine con­cedi a noi di godere la gioia della vita senza fine. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Tre Gloria al Padre ... con l'invocazione: SS.ma Trinità, unico Dio abbi pietà di noi.

Angelo di Dio...  L'eterno riposo.... 

IL ROSARIO IN FAMIGLIA

«Il Rosario torni ad essere la preghiera abituale di quella "Chiesa domestica" che è la famiglia cristiana». È l'invito che il Pa­pa ha rivolto al termine del suo messaggio, dopo la recita del Rosario in mondovisione il 6 giugno.

È un invito che presuppone una rifles­sione. Forse non tutti hanno simpatia per questo "pio esercizio". Forse si lasciano an­dare alla ripetitività, alla noia, anche perché il Rosario è affidato al gusto e alla sensibili­tà di ognuno.

È vero: ci sono tanti altri modi per espri­mere la pietà filiale verso Maria. Tuttavia per una prolungata tradizione, il Rosario appar­tiene a larga parte dei fedeli e di solito i più semplici vi trovano l'appuntamento quotidia­no con la preghiera personale, comunitaria, familiare.

I contenuti teologici

Diceva Newman: «Il Rosario è il credo fatto preghiera». Gli elementi teologici su cui ' si fonda il Rosario sono i seguenti:

a) E’ preghiera evangelica. Dal vangelo vengono desunti i testi delle preghiere: la for­mulazione dei misteri; il Padre nostro, pre­ghiera insegnata da Gesù; l'Ave Maria, che combina il saluto dell'Angelo con le parole di Elisabetta; il Gloria, una lode trinitaria, che ricorda Matteo 28,19. I quindici misteri ci presentano le tappe fondamentali della sto­ria di Cristo: incarnazione, passione, morte e glorificazione.

b) E’ preghiera cristocentrica. Invocan­do Maria con il Rosario, in effetti non si fa altro che annunciare e proclamare la grazia per la quale ella è Madre di Dio. Cristo ri­mane la figura centrale del Rosario: nei mi­steri gaudiosi è contemplato nella sua vita na­scosta; in quelli dolorosi nella sua passione e morte; in quelli gloriosi nella sua esaltazio­ne, partecipata alla Madre e alla Chiesa.

c) E’ preghiera ecclesiale. Il rosario offre la conoscenza di Gesù Cristo e del mistero del­la salvezza; sollecita l'adesione umile e grata di tutto il popolo cristiano ai disegni di Dio. Valori spirituali

a) Preghiera semplice. Attraverso le pre­ghiere più conosciute (Pater, Ave, Gloria), il Rosario conduce al centro stesso del mi­stero cristiano. È la preghiera dei poveri so­pratutto perché insegna l'itinerario verso la semplicità e la povertà di spirito.

b) Preghiera contemplativa. Il Rosario è una scuola di contemplazione, perché ci abitua a guardare, di volta in volta, un epi­sodio della vita del Salvatore, in un atteggia­mento che produce gioia, sofferenza ed esal­tazione semplice e profonda che nutre il cuo­re e l'intelligenza.

c) Preghiera didascalica e catechistica. Il Rosario è un modo semplice e popolare di predicazione e di presentazione della fede. È la riproduzione del nucleo essenziale della fede. È un predicare che sollecita l'assenso dell'uomo, come l'annunzio dell'angelo sol­lecitò l'assenso di Maria.

La meditazione dei misteri del Rosario, rendendo familiari alla mente e al cuore dei fedeli i misteri di Cristo, può costituire un'ot­tima preparazione alla celebrazione liturgi­ca di questi stessi misteri e divenire un'eco prolungata.

Anche il Venerabile Padre Gaetano Ca­tanoso nutrì una grande devozione verso la Madonna, alla cui protezione affidò se stes­so e tutte le sue opere. Ogni predica, in ogni scritto, non trascurava mai di raccomandare ai fedeli e alle Suore la devozione filiale e l'af­fidamento alla Madonna.

Nel marzo 1959, recatosi nel paese na­tale di Chorio di S. Lorenzo per celebrare il suo 80° compleanno, si concedeva dai suoi compaesani con questa accorata esortazio­ne: ".... Amate la Madonna e nella vostra vita sarete felici. Le benedizioni divine non vi mancheranno mai.

Andiamo alla Madonna. Amiamola ed onoriamola sempre. Consoliamo il cuore del­la Mamma. Pregate la Madonna, pregatela sempre; preghiera e penitenza, Rosario, Ro­sario, il Santo Rosario". 

IL ROSARIO

PREGHIERA EVENGELICA

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

O Dio, vieni a salvarmi.

Signore, vieni presto in mio aiuto. Glo­ria al Padre...

MISTERI GAUDIOSI (Lunedì e giovedì)

1. Maria riceve l'annuncio della nasci­ta del Salvatore (Luca 1,26-38).

2. Maria visita la cugina Elisabetta e canta il suo «Magnificat» (luca 1,39-45).

3. Gesù nasce in una povera capanna di Betlemme (Luca 2,1-7).

4. Gesù è presentato al tempio (Luca 2,22-34).

5. Gesù è ritrovato tra i dottori del tem­pio.

MISTERI DOLOROSI (martedì e venerdì)

1. Gesù prega e soffre l'agonia nell'or­to degli ulivi (Luca 22,39-46).

2. Gesù è flagellato (Marco 15,6-15).

3. Gesù è deriso e coronato di spine (Marco 15,16-20).

4. Gesù, condannato a morte, porta la croce sulla via del Calvario (Luca 23,26-33).

5. Gesù viene crocifisso e muore per noi(Giovanni 19,25-30).

MISTERI GLORIOSI (mercoledì, sabato e domenica)

1. Gesù risorge e appare ai suoi disce­poli (Giovanni 20,19-22).

2. Gesù ascende al cielo (Marco 16,15-20).

3. Gesù dona lo Spirito Santo agli apo­stoli radunati nel Cenacolo assieme a Maria Santissima (Atti 2,14).

4. Maria è assunta in cielo (Luca 1,46-49).

5. Maria è incoranota regina del cielo e della terra tra gli angeli e i santi (Apocalis­se 12, 1-10-12).

 

IL S. ROSARIO

V O Dio, vieni in mio aiuto.

R O Signore, affrettati ad aiutarmi.

V Gloria al Padre e al Figlio e allo spirito santo.

R Com'era nel principio, ora, e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

 

MISTERI GAUDIOSI (per il Lunedì e Giovedì)

l. Nel primo mistero gaudioso si con­templa l'annunciazione dell'Angelo a Maria SS. 1 Pater, 10 Ave, 1 Gloria.

O Gesù, perdona le nostre colpe, pre­servaci dal fuoco dell'inferno, porta in cie­lo, tutte le anime, specialmente le più biso­gnose della tua misericordia.

2. Nel secondo mistero gaudioso si con­templa la visita di Maria SS. a santa Elisa­betta. 1 Pater, 10 Ave, 1 Gloria - O Gesù, perdona ecc.

3. Nel terzo mistero gaudioso si contem­pla la nascita di Gesù Bambino nella grotta di Betlemme. 1 Pater ecc.

4. Nel quarto mistero gaudioso si con­templa la presentazione di Gesù Bambino al Tempio e la purificazione di Maria SS. 1 Pa­ter ecc.

5. Nel quinto mistero gaudioso si con-

templa la disputa del fanciullo Gesù con i Dottori nel Tempio. 1 Pater ecc.

 

MISTERI DOLOROSI (per il Martedì e Venerdì)

1. Nel primo mistero doloroso si con­templa l'agonia di N. S. Gesù Cristo nell'orto degli ulivi. 1 Pater, 10 Ave, 1 gloria - O Ge­sù perdona ecc.

2. Nel secondo mistero doloroso si con­templa la flagellazione di N.S. Gesù Cristo. 1 Pater ecc.

3. Nel terzo mistero doloroso si contem­pla l'incoronazione di spine di N. S. Gesù Cri­sto. 1. Pater ecc.

4. Nel quarto mistero doloroso si con­templa Gesù, che, condannato a morte por­ta la croce sulle spalle. 1 Pater ecc.

5. Nel quinto mistero doloroso si con­templa la morte di Gesù in croce. 1 Pater ecc.

 

MISTERI GLORIOSI (per il Mercoledì, Sabato e Domenica)

1. Nel primo mistero glorioso di contem­pla la resurrezione di N. S. Gesù Cristo. 1 Pa­

ter, 10 Ave, 1 Gloria - O Gesù, perdona ecc.

2. Nel secondo mistero glorioso si con­templa l'ascensione al cielo di N. S. Gesù Cri­sto. 1 Pater ecc.

3. Nel terzo mistero glorioso si contem­pla la discesa dello Spirito Santo sopra gli Apostoli con Maria SS. nel Cenacolo. 1 Pa­ter ecc.

4. Nel quarto mistero glorioso si con­templa l'assunzione di Maria SS.ma in cielo. 1 Pater.

5. Nel quinto mistero glorioso di con­templa l'incoronazione di Maria SS. e la glo­ria degli angeli e dei Santi. 1 Pater ecc. 

SALVE REGINA

Salve, o Regina, Madre di misericordia; vita, dolcezza e speranza nostra, salve. A te ricorriamo, noi esuli figli di Eva: a te sospi­riamo gementi e piangenti in questa valle di lacrime. Orsù dunque, Avvocata nostra, ri­volgi a noi quegli occhi tuoi misericordiosi. E mostraci dopo questo esilio Gesù, il frut­to benedetto del tuo seno, o clemente, o pie­tosa, o dolce Vergine Maria. 

LITANIE LAURETANE

Signore, pietà Signore pietà

Cristo, pietà Cristo pietà

Signore, pietà Signore pietà

Cristo, ascoltaci Cristo ascoltaci

Cristo, esaudiscici Cristo esaudiscici

Padre del Cielo, che sei Dio abbi pietà di noi

Figlio, Redentore del Mondo, che sei Dio abbi pietà di noi

Spirito Santo, che sei Dio abbi pietà di noi

Santa Trinità, unico Dio abbi pietà di noi

Santa Maria prega per noi

Santa Madre di Dio prega per noi

Santa Vergine delle vergini prega per noi

Madre di Cristo prega per noi

Madre della Chiesa prega per noi

Madre della divina grazia prega per noi

Madre purissima prega per noi

Madre castissima prega per noi

Madre sempre vergine prega per noi

Madre immacolata prega per noi

Madre degna d'amore prega per noi

Madre ammirabile prega per noi

Madre del buon consiglio prega per noi

Madre del Creatore prega per noi

Madre del Salvatore prega per noi

Madre di Misericordia prega per noi

Vergine prudentissima prega per noi

Vergine degna di onore prega per noi

Vergine degna di lode prega per noi

Vergine potente prega per noi

Vergine clemente prega per noi

Vergine fedele Specchio della santità divina prega per noi

Sede della sapienza prega per noi

Causa della nostra letizia prega per noi

Tempio dello Spirito Santo prega per noi

Tabernacolo dell'eterna gloria prega per noi

Dimora tutta consacrata a Dio prega per noi

Rosa mistica prega per noi

Torre di Davide prega per noi

Torre d'avorio prega per noi

Casa d'oro prega per noi

Arca dell'alleanza prega per noi

Porta del cielo prega per noi

Stella del mattino prega per noi

Salute degli infermi prega per noi

Rifugio dei peccatori prega per noi

Consolatrice degli afflitti prega per noi

Aiuto dei cristiani prega per noi

Regina degli Angeli prega per noi

Regina dei Patriarchi prega per noi

Regina dei Profeti prega per noi

Regina degli Apostoli prega per noi

Regina dei Martiri prega per noi

Regina dei veri cristiani prega per noi

Regina dei Vergini prega per noi

Regina di tutti i Santi prega per noi

Regina concepita senza peccato originale prega per noi

Regina assunta in cielo prega per noi

Regina del Santo Rosario prega per noi

Regina della pace prega per noi

Regina della famiglia prega per noi

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo perdonaci, Signore

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo esaudiscici, Signore

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo abbi pietà di noi.

P. Prega per noi, Santa Madre di Dio.

A. E saremo degni delle promesse di Cristo.

PREGHIAMO - O Dio, il tuo unico Figlio Gesù Cristo ci ha procurato i beni della salvezza eterna con la sua vita, morte e risurrezione; a noi che, con il santo Rosario della Beata Vergine Maria, abbiamo meditato questi misteri concedi di imitare ciò che essi contengono e di raggiungere ciò che promettono. Per Cristo nostro Signore. Amen. 

LITANIE DEL SACRO CUORE

Signore, pietà.

Signore, pietà.

Cristo, pietà.

Cristo, pietà.

Signore, pietà.

Signore, pietà.

Cristo, ascoltaci.

Cristo, ascoltaci.

Cristo, esaudiscici.

Cristo, esaudiscici.

Padre Celeste, che sei Dio abbi pietà di noi

Figlio Redentore del mondo, che sei Dio abbi pietà di noi

Spirito Santo, che sei Dio abbi pietà di noi

Santa Trinità, unico Dio abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, Figlio dell'Eterno Padre abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, formato dallo Spirito Santo nel seno della Vergine Maria abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, unito alla Persona del Verbo di Dio abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, maestà infinita abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, tempio santo di Dio abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, tabernacolo dell'Altis­simo abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, casa di Dio e porta del cielo abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, fornace dì carità abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, fonte di giustizia e di carità abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, pieno di bontà e di amo­re abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, abisso di ogni virtù abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, degno di ogni lode abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, re e centro di tutti i cuori abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, tesoro inesauribile di sapienza e di scienza abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, in cui abita tutta la pie­nezza della divinità abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, in cui il Padre si com­piacque abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, dalla cui pienezza noi tutti abbiamo ricevuto abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, paziente e misericordio­so abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, generoso verso tutti quelli che ti invocano abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, fonte di vita e di santità abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, colmato di insulti abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, propiziazione per i no­stri peccati abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, annientato dalle nostre colpe abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, obbediente fino alla morte abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, trafitto dalla lancia abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, vita e risurrezione no­stra abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, pace e riconciliazione nostra abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, vittima per i peccatori abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, salvezza di chi spera in te abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, speranza di chi muore in te abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, gioia di tutti i santi abbi pietà di noi

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo perdonaci, Signore.

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo esaudiscici, Signore.

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo abbi pietà di noi.

Gesù, mite e umile di cuore, Rendi il nostro cuore simile al tuo.

Preghiamo. O Dio Padre, che nel Cuore del tuo di­lettissimo Figlio ci dai la gioia di cele­brare le grandi opere del suo amore per noi, fa' che da questa fonte inesauribi­le attingiamo l'abbondanza dei tuoi doni. Per Cristo nostro Signore. Amen.  

NOVENA IRRESISTIBILE AL S. CUORE DI GESÙ

I. O mio Gesù, che hai detto: «in verità vi dico, chiedete ed otterrete, cercate e tro­verete, picchiate e vi sarà aperto! », ecco che io picchio, io cerco, io chiedo la grazia...

Pater, Ave, Gloria.

S. Cuore di Gesù, confido e spero in te.

 

II. O mio Gesù, che hai detto: «in veri­tà vi dico, qualunque cosa chiederete al Pa­dre mio, nel mio nome, Egli ve la concede­rà! », ecco che al Padre tuo, nel tuo nome, io chiedo la grazia... Pater, Ave, Gloria.

S. Cuore di Gesù, confido e spero in te.

 

III. O mio Gesù, che hai detto: «in ve­rità vi dico, passeranno il cielo e la terra, ma le mie parole mai! », ecco che appoggiato al­l'infallibilità delle tue sante parole io chiedo la grazia... Pater, Ave, Gloria.

S. Cuore di Gesù, confido e spero in te.

Preghiera: O Sacro Cuore di Gesù, cui una cosa so­la è impossibile, cioé quella di non avere compassione degli infelici, abbi pietà di noi miseri peccatori, ed accordaci le grazie che ti domandiamo per mezzo dell'immacolato Cuore di Maria, tua e nostra tenera madre.

S. Giuseppe, amico del S. Cuore di Ge­sù, prega per noi.

Salve Regina...

 

In riparazione delle bestemmie

Dio sia benedetto.

Benedetto il suo santo nome.

Benedetto Gesù Cristo vero Dio e vero uomo.

Benedetto il nome di Gesù.

Benedetto il suo sacratissimo Cuore.

Benedetto il suo preziosissimo Sangue.

Benedetto Gesù nel santissimo Sacra­mento dell'altare.

Benedetto lo Spirito Santo Paraclito.

Benedetta la gran Madre di Dio, Maria santissima.

Benedetta la sua santa e immacolata concezione.

Benedetta la sua gloriosa assunzione.

Benedetto il nome di Maria, vergine e madre.

Benedetto san Giuseppe, suo castissimo sposo.

Benedetto Dio nei suoi angeli e nei suoi santi.

 

PREGHIERE MENSILI

Novena al Volto Santo

Consacrazione alla Madonna della Salette

 

TRIDUO AL VOLTO SANTO DI GESÙ Per implorare qualunque grazia

1) Volto Santo di Gesù, unico mio be­ne, a Te ricorro con fiducia ed imploro que­sta grazia.... Per le tue sante lacrime consolami, o Ge­sù, ed esaudiscimi per l'intercessione di Ma­ria Santissima e di S. Giuseppe. Pater - Ave - Gloria.

2) Volto Santo di Gesù, mio amore e mio tutto, a Te ricorro con viva fede, non sarò delusa. La soavità dei Tuoi occhi divi­ni mi attira e di Te m'innamora, guardami, o Gesù e concedimi questa grazia.... Pater - Ave - Gloria.

3) Volto Santo di Gesù, mia gioia e mio tesoro, a Te ricorro piena di fiducia nelle Tue infinite misericordie. Sono indegna è vero di essere esaudita, eppure spero, o Gesù dalla Tua bontà questa grazia che umilmente Ti chiedo... Pater - Ave - Gloria.

Signore, mostraci il Tuo Volto e saremo salvi!

 

PREGHIERA: Divin Salvatore che Ti degnasti lascia­re impresso sul velo della Veronica i linea­menti del Tuo Adorabile Volto, concedici, Te ne supplichiamo la contrizione dei nostri e degli altrui peccati, specialmente della be­stemmia, e rendeci Tue ardenti Apostole e Tue pie Veroniche, Amen.

Eterno Padre, noi Ti offriamo il Volto Adorabile di Gesù e Tu concedici questa gra­zia.

(Dal Giornalino "Il Volto Santo" luglio 1921)

Al Venerabile Padre Gaetano Catanoso, Missionario del Volto Santo

 

NOVENA AL VOLTO SANTO DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO

1° giorno. «Ascolta, Signore, la mia voce. Io gri­do: "Abbi pietà di me!". Rispondimi. Di te ha detto il mio cuore: "Cercate il suo vol­to". Il tuo volto, Signore, io cerco. Non na­scondermi il tuo volto, non respingere con ira il tuo servo. Sei tu il mio aiuto, non la­sciarmi, non abbandonarmi, Dio della mia salvezza». Signore Gesù, mostraci il tuo volto e noi saremo salvi. 

2° giorno. Signore Gesù, il tuo volto è l'irradia­zione della Gloria del Padre e l'immagine del suo volto. Sulle tue labbra - diffusa la grazia; Tu sei il più bello tra i figli dell'uomo. Chi vede te vede il Padre tuo che ti ha mandato a noi per essere nostra sapienza, giustizia, santificazione e redenzione. Signore Gesù, noi ti adoriamo e ti rin­graziamo. 

3° giorno. Signore Gesù, nell'incarnazione hai assunto il volto di ciascuno di noi, nella pas­sione hai voluto umiliarti fino alla morte e alla morte in croce, donando tutto te stes­so per il nostro riscatto. Il tuo volto non aveva apparenza né bellezza. Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che co­nosce il soffrire, sei stato trafitto per i no­stri peccati e schiacciato per le nostre iniquità. Signore Gesù, fa che possiamo asciugare il tuo volto asciugando il volto sofferente dei nostri fratelli. 

4° giorno. Signore Gesù, che mostrasti compas­sione e tenerezza verso tutti fino a piangere sulle sventure e sulle sofferenze umane, fa splendere ancora su di noi il tuo volto du­rante il nostro terreno pellegrinaggio finché un giorno potremo contemplarti faccia a fac­cia per sempre. Signore Gesù, che sei la pienezza di ve­rità e di grazia, abbi pietà di noi. 

5° giorno. Signore Gesù, che guardasti con oc­chio di misericordia Pietro inducendolo a piangere amaramente il suo peccato, guar­da con benevolenza anche noi: cancella le no­stre colpe, rendici la gioia di essere salvati. Signore Gesù, presso di te è il perdono e grande è la tua misericordia. 

6° giorno. Signore Gesù, che accettasti il bacio traditore di Giuda e sopportasti di essere schiaffeggiato e sputato in faccia, aiutaci a fare della nostra vita un sacrificio a te gra­dito, portando, ogni giorno, la nostra croce. Signore Gesù, aiutaci a completare quanto manca alla tua passione. 

7° giorno. Signore Gesù, noi sappiamo che ogni uomo è il volto umano di Dio, che con le nostre colpe sfiguriamo e nascondiamo. Tu, che sei la misericordia, non guardare ai no­stri peccati, non nasconderci il tuo volto. Il tuo sangue scenda su di noi, ci purifichi e ci rinnovi. Signore Gesù, che fai festa per ogni pec­catore che si converte, abbi pietà di noi. 

8° giorno. Signore Gesù, che nella trasfigurazio­ne sul monte Tabor hai fatto brillare il tuo volto come il sole, fà che anche noi, cam­minando allo splendore della tua luce, possiamo trasformare la nostra vita e ed es­sere luce e fermento di verità e di unità. Signore Gesù, che con la tua risurrezio­ne hai vinto la morte e il peccato, cammina con noi. 

9° giorno. O Maria, tu che contemplasti con af­fetto materno il volto del fanciullo Gesù e con profonda commozione baciasti il suo volto insanguinato, aiutaci a collaborare con te all'opera della redenzione perché si instauri nel mondo il regno del tuo Figlio, che è re­gno di verità e di vita, di santità e di grazia, di giustizia, di amore e di pace. O Maria, Madre della Chiesa, intercedi per noi.

Reggio calabria, 8 dicembre 1990

Aurelio Sorrentino Arcivescovo 

COMMENTO ASCETICO-PASTORALE ALLA NOVENA DEL VOLTO SANTO DI N.S. GESÙ CRISTO

Scrive Pavel Nikolaevic Evdokimov in Teologia della bellezza (Edizioni Paoline, p. 21): «Dopo l'Incarnazione del Verbo tutto è dominato dal volto, dal Volto umano di Dio». Cristo, infatti, è la prima, l'unica ve­ra icona di Dio, è il grande sacramento del Padre, che rivela attraverso la sua umanità. Se ogni volto è, in qualche modo, rivelatore della personalità e degli atteggiamenti inte­riori dell'uomo, in quanto esprime la gioia e la sofferenza, la tristezza e le speranze, gli impeti dell'ira e dell'amore, tanto più il vol­to di Cristo rivela la sua identità e il suo rap­porto essenziale col Padre. 

1. Il primo punto è come un preludio, un'introduzione a tutta la preghiera della no­vena. Le ispirate parole del Salmo 26 espri­mono con alto lirismo la continua ricerca del volto del Padre.

A me quelle parole sembrano il sospiro dell'uomo di tutti i tempi, stanco pellegrino della vita, che, smarrito, cerca la via del ri­torno. Riporto qui una specie di salmo che scrissi a conclusione della mia Lettera Pasto­rale del 20 febbraio 1980 Dio è Padre:

Padre, l'uomo, da te e per te creato, è fuggito lontano da te, come Adamo, il primo figlio prodigo, abbandonando la casa paterna, calda di affetto e ricca di beni.

Fuggito lontano, in cerca di vana libertà. fino a dimenticare il tuo volto, Signore. Ma presto il giorno si tramutò in una notte fonda e senza stelle. Tradimenti di amici, brandelli di anima, delusioni e miseria.

Ma il Padre è sempre il Padre: dimentica e perdona, perdona e attende, perché sei buono e grande nell'amore. Mille volte fuggito, mille volte tornato, mille e mille volte perdonato, perché sei buono e grande nell'amore.

Ora, sbandato e stanco pellegrino, nel deserto, senza strade e senza stelle, gri­da a te la sua disperazione.

Nel suo grido c'è bisogno di te, nella sua angoscia c'è esigenza di te, nel suo pianto c'è nostalgia di te.

Ascolta, Signore, la mia voce. Io grido: Ab­bi pietà di me! Rispondimi.

Di te ha detto il mio cuore: «Cercate il suo volto».

Il tuo volto, Signore, io cerco. Non nascondermi il tuo volto, non respingere con ira il tuo servo. Sei tu il mio aiuto, non lasciarmi, non abbandonarmi, Dio della mia salvezza». Abbà! Padre! Grido come fanciullo smarrito che ha paura del buio. Abbà! Padre! Rafforza la mia fede: son tuofiglio ed erede. Tu sei buono e grande nell'amore.

E concedi che all'ultimo giorno possa sentire la consolante parola: « Vieni, benedetto dal Padre mio, ricevi il regno, per te preparato».

E tu, Maria, Madre del Cristo e della Chiesa, guidami alla casa del Padre. 

2. Il secondo punto riporta alcune frasi dell'inno cristologico di Col. 1,5-20. Com­mentando queste parole la Novissima Ver­sione della Bibbia delle Edizioni Paoline (Il Nuovo Testamento, vol. II, p. 605-606) scri­ve: «Brano particolarmente ricco; sviluppa il primato di Cristo nell'ordine della creazio­ne naturale e nell'ordine della rigenerazione spirituale. Cristo è l'immagine di Dio, il pri­mogenito di tutta la creazione. Cristo è l'im­magine di Dio, il primogenito di tutta la crea­zione. Cristo è il mediatore della creazione e della redenzione. Ma la redenzione è pos­sibile e attuabile perché il Redentore è una sola cosa col Creatore. La redenzione avviene in lui ed è un ritorno del mondo alla sua ori­gine, a quando era in pace con Dio».

Ogni uomo è immagine e gloria di Dio (Gen. 1,26-27; I Cor 11,7: S. Ireneo: L'uo­mo vivente è la gloria di Dio). Per compren­dere l'ampiezza della nozione di immagine bisogna rifarsi alla concezione greco-elle­nistica. Contrariamente alla concezione mo­derna l'immagine partecipava in modo effet­tivo del suo archetipo, pur restando distin­ta. Era, cioé, concepita come una irradiazio­ne, uma manifestazione visibile della sua es­senza. Dio, inaccessibile ai sensi, diviene vi­sibile in Cristo.

Il Salmo 44, di cui si riportano alcune frasi, è un salmo regale, è un epitalamio che canta le nozze di un re d'Israele con una prin­cipessa. Nell'interpretazione messianica ri­chiama il rapporto dell'alleanza, concepita come un rapporto nuziale di Dio con l'uma­nità, di Cristo con la sua Chiesa, sposa di Cristo, che Cristo ha amato e per la quale ha dato se stesso al fine di santificarla (Ef. 5,26). 

3. Il punto terzo richiama il mistero pa­squale. Cristo, facendosi uomo, ha rivelato il mistero del Padre e del suo Amore e svela anche l'uomo all'uomo. Incarnandosi «si è unito in certo modo ad ogni uomo» (Gau­dium et spes, n.22). Ricorda ancora che Cri­sto ha assunto su di sé i nostri peccati. Ma la sua passione non è terminata, continua nella passione del suo corpo mistico, che è la Chiesa, e nella passione di ogni uomo. l'impegno di asciugare le lacrime ai fratelli sofferenti fa riferimento alla pia credenza della Veronica che asciuga il volto di Gesù, ma soprattutto è richiamo a Mt 25,31-46, do­ve Cristo si identifica col malato, col pelle­grino, con l'affamato. 

4-5-6. I punti quarto, quinto e sesto fan­no riferimento ad alcuni episodi in cui il volto di Cristo ha manifestato tutta la sua miseri­cordia e la sua partecipazione compassione­vole con l'uomo caduto e sofferente. 

7. Il punto settimo fa riferimento al pec­cato e alle devastazioni che esso produce a livello individuale e sociale (cfr. Giovanni Paolo II, Esort. Ap. Reconciliatio et Paeni­tentia, n. 16). È evidente nella preghiera il richiamo alla parabola del figlio prodigo. 

8. Il punto ottavo ricorda la trasforma­zione redicale dell'uomo che accetta di diven­tare seguace di Cristo: diventa luce, nuova creatura. e come tale si deve comportare co­me figlio della luce, il cui frutto è in ogni bon­tà, giustizia e verità (Ef. 5,8-9). Una trasfor­mazione che raggiunge il massimo della rea­lizzazione nell'Eucaristia, con la quale l'uo­mo diventa ciò che mangia, cioé Cristo. «La partecipazione al corpo e al sangue del Si­gnore non fa altro che trasformarci in ciò che mangiamo» (S. Leone Magno, Sermo, PL 54,375). 

9. Il punto nono ricorda che Maria ma­ternamente e continuamente intercede per noi; che sul suo esempio, dobbiamo fedel­mente collaborare al mistero della redenzio­ne. Maria non delude le attese profonde de­gli uomini ed offre il modello compiuto del vero discepolo del Signore: «Artefice della città terrena e temporale, ma pellegrino so­lerte verso quella celeste ed eterna; promo­tore della giustizia che libera l'oppresso e del­la carità che soccorre il bisognoso, ma so­prattutto testimone operoso dell'amore che edifica Cristo nei cuori» (Paolo VI, esort. Apostolica Marialis cultus, n. 37).

Reggio Calabria, 8 dicembre 1990

Aurelio Sorrentino Arcivescovo 

RIFLESSIONI SUL VOLTO DI CRISTO

Il Volto insanguinato di Cristo, che per al­cuni pub essere interpretato come lo scacco di Dio, o, peggio, come la manifestazione della sua impotenmza, per la fede è invece la risposta, sia pure fasciata di mistero, di un Dio che si è fatto solidale con noi, condividendo la nostra sofferenza Cristo la sofferenza si fa redenzione, purificazione, riparazione.

Pascal ha scritto che «Gesù sarà in agonia fino alla fine del mondo» (Pensieri, Ed. Paoli­ne, Milano 1969, pensiero 553, p. 416). Secondo Paolo chi soffre completa la passione del Signo­re (Col. 1,4). Dice Mario Pomilio: «La storia del­!e vittime è di per se la storia di Dio... ogni qual­volta un innocente è chiamato a soffire, egli re­cita la Passione... è la Passione. È Cristo stesso a crocifiggersi con lui. Potrà apparirvi disperan­te questo Dio disarmato. E invece che cosa c'è di più consolante che questa solidarietà non di forza e di giustizia, ma di compassione e d'amo­re? e in verità è questo: la croce di Dio ha voluto essere il dolore di ciascuno; e il dolore di ciascu­no è la croce di Dio» (M. Pomilio, II Natale del 1833, pp. 128-129). Questa è la Theologia crucis. 

LA PASSIONE NON È «ULTIMATA»

«Sarò in agonia sino alla fine dei tempi» di Dio. Sarò crocifisso fino alla fine dei tempi.

Sembra che i Cristiani, Miei figli, non se ne accorgano. Sono flagellato, schiaffeggiato, squartato, crocifisso; muoio davanti ai loro occhi ed essi non lo sanno, non vedono niente, sono ciechi. Non sono veri cristiani, altrimenti non potrebbero più vivere mentre Io muoio.

Signore, dice l'uomo, non capisco; non è possibile, [state esagerando. Vi difenderei se Vi attaccassero.

Sarei al Vostro fianco se foste in agonia. Signore, Vi amo!

Non è vero, dice Dio. Gli uomini si ingannano. Dicono di amarmi, lo credono, spesso sono sinceri, lo ammetto; ma si ingannano tragicamente.

Non comprendono, non vedono.

Lentamente hanno deformato, disseccato, svuotato tutto. Pensano di amarmi perché una volta al mese [onorano il Mio Sacro Cuore; come se Io non li amassi che dodici volte all'anno. Pensano di amarmi perché sono regolari nelle

loro devozioni, vanno a benedizione, non mangiano carne al venerdi, accendono un cero e dicono una preghiera davanti alla immagine del Mio Sacro Cuore.

Ma lo non sono di gesso, dice Dio, né di pietra, né di bronzo, Sono di carne viva, palpitante, sofferente.

Sono in mezzo a loro ed essi non Mi hanno riconosciuto. Sono pagato male, sono disoccupato, vivo in

una baracca, sono tubercolotico, dormo sotto i ponti, sono in prigione, sono sfruttato. Eppure ho detto loro «quel che fate al più piccolo dei Miei, l'avrete fatto a Me ...» È chiaro.

Il peggio si è che lo sanno. Ma non lo prendono sul serio. «'Hanno spezzato il mio cuore, dice Dio, ed ho atteso che qualcuno avesse compassione di Me, ma non vi fu alcuno.» Ho freddo, dice Dio, ho fame, sono nudo.

Sono imprigionato, schernito, umiliato.

Ma non è che una passione minore, per abituarmi. Perché, dice Dio, gli uomini hanno inventato prove più terribili. Armati della loro libertà, terribilmente armati della loro libertà,

Hanno inventato...

«Perdonate loro, Signore, non sanno quel che fanno». Hanno inventato la guerra, quella vera.

Hanno inventato la Passione, quella vera.

Perché lo sono ovunque sono gli uomini, dice Dio... Ed ora sono fra loro, con loro, uno di loro, loro. Ecco, guardate che hanno fatto di Me...

Mi flagellano, Mi squartano, Mi crocifiggono. Mi sbranano, sbranandosi fra loro;

Mi uccidono ammazzandosi tra loro. Gli uomini hanno inventato la guerra... Salto in aria con le mine, rantolo in una fossa, Gemo crivellato di schegge di bombe, crollo sotto le [raffiche di mitra, Sudo sangue d'uomini su tutti i campi di battaglia, lancio grida d'uomini nella notte degli scontri. Oh! Terra di lotta, immensa croce su cui gli uomini [ogni giorno Mi stendono. Non bastava il legno del Golgota?

Occorreva ancora questo immenso altare per il Mio [sacrificio d'amore. Mentre attorno a me gli uomini ridono, cantano, dan­zano, e pazzi, mi Crocifiggono, in una grande risata! Basta, Signore! Abbiate pietà.

Io non voglio! Non sono io. Si, ragazzo Mio, sei tu.

Sei tu e tutti i tuoi fratelli, perché occorrono molti colpi di martello per configgere un [chiodo, occorrono molti colpi di frusta per solcare le spalle, occorrono molte spine per formare una corona, e tu fai parte di questa umanità che, unita, Mi condanna.

Non ha importanza che tu sia di quelli che colpiscono o di quelli che guardano, di quelli che eseguono o di [quelli che lascian fare. Siete tutti colpevoli: attori e spettatori.

Soprattutto, ragazzo Mio, non essere di quelli che dormono, di quelli che possono ancora addormentarsi ... in pace. Dormire!...

È terribile dormire.

«Non potete dunque vegliare un'ora con Me»! Suona la campana - inizia la Messa

Dio muore per te, Crocifisso dagli uomini. M. Quoist 

ATTO DI CONSACRAZIONE A NOSTRA SIGNORA DE LA SALETTE

(da rinnovarsi il 19 d'ogni mese)

O Vergine Addolorata, nella ricorren­za mensile della tua misericordiosa Appari­zione sui monti de La Salette, a Te leviamo le nostre menti e i nostri cuori, nella certez­za della tua singolare manifestazione di un tempo, nella fiducia della tua materna inter­cessione di sempre.

Animati dal desiderio di dare gloria a Dio e di aiutarti a trattenere il braccio del tuo divin Figlio, giustamente adirato contro i peccatori, noi ci consacriamo a Te: Ti of­friamo l'innocenza dei piccoli, i generosi slanci dei giovani, i sinceri propositi dei gran­di, la sofferenza degli infermi e di tutti i po­veri bisognosi.

Guarda con particolare attenzione la rinnovata offerta delle famiglie religiose, la filiale e zelante dedizione dei Sacerdoti, la to­tale e irrevocabile consacrazione della No­stra Parrocchia e dell'intera Chiesa locale al tuo Cuore Addolorato e Immacolato.

Vergine Santa, Vergine degli umili e dei diseredati, Regina del Cielo e Madre della Chiesa, stendi su di noi la tua mano mater­na e benedicente e rendici degni, con la tua incessante preghiera presso il trono di Dio, di cooperare alla Riconciliazione dei pecca­tori, alla dilatazione del Regno di Cristo, a gloria del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

 

PREGHIERE ANNUALI

A S. Veronica (Triduo)

A S. Giuseppe (Triduo)

PER IL VOLTO SANTO

Anime riparatrici, che io amo chiama­re Piccole Veroniche Missionarie del Sacro Volto, e voi tutti cari abbonati del "Volto Santo" rammentatevi che il 4 febbraio è la Festa della grande Veronica di Gerusalem­me, la cara Santa, che sulle vie del Golgota col suo candido velo inalberò forse senza ren­e          dersene conto, il primo Vessillo della ripa­razione al Sacro Volto, compiendo col suo amore e col suo coraggio l'atto gentile e pie­toso, che le meritò dal Paziente divino su­blime ricompensa la Effige da Lui medesi­mo impressa su quel velo; effige di quel Volto sovrumano, in cui, intender non osan gli sguardi gl'incolpabili figli del ciel.

In un pio amoroso Triduo, rinnoviamo­ci nello spirito riparatore; soprattutto della bestemmia e della profanazione della festa. Ripetiamo spesso con la Ss.ma Vergine: O Gesù, ti adoro e dopo la S. Comunione del Giorno 4 domandiamo umilmente: O Volto divino che volete ch'io faccia?... (Dal Giornalino "Il Volto Santo" febbraio 1930) 

PREGHIERA A SANTA VERONICA (triduo per il 4 febbraio)

O Santa Veronica, che avesti da Gesù l'inesti­mabile favore di esser penetrata dal Suo Sguardo Divino, che fece di te un'anima compassionevole e riparatrice, fà che il Volto Adorabile del Salvato­re penetri altresì l'anima nostra, ed aiutaci a cam­minare con coraggio e generosità sulla via della Ri­parazione, incoraggiate dal tuo nobile esempio. Amen.

(Torino, 11 Ottobre 1934

M. Card. Fossati, Arciv.)  

PREGHIERA A S. GIUSEPPE (triduo per il 19 marzo)

A te, o beato Giuseppe, stretti dalla tribola­zione ricorriamo, e fiduciosi invochiamo il tuo pa­trocinio, insieme con quello della tua santissima Sposa. Deh! per quel sacro vincolo di carità che ti strinse all'Immacolata Vergine Madre di Dio, e per l'amore paterno che portasti al fanciullo Gesù, ri­guarda, te ne preghiamo, con occhio benigno la cara eredità che Gesù Cristo acquistò col suo sangue, e col tuo potere ed aiuto soccorri ai nostri bisogni. Proteggi, o provvido custode della divina Famiglia, l'eletta prole di Gesù Cristo; allontana da noi, o Pa­dre amatissimo, la peste di errori e di vizi che am­morba il mondo; assistici propizio dal cielo in que­sta lotta col potere delle tenebre, o nostro fortissi­mo protettore; e come un tempo salvasti dalla morte la minacciata vita del bambino Gesù, cosi ora di­fendi la santa Chiesa di Dio dalle ostili insidie e da ogni avversità, e copri ciascuno di noi con il tuo con­tinuo patrocinio, affinché con il tuo esempio e con il tuo soccorso possiamo virtuosamente vivere, pia­namente morire e conseguire l'eterna beatitudine in cielo. Amen. 

LA VIA CRUCIS

La «Via Crucis» è una pia pratica relativamen­te recente, dovuta alla pietà di un religioso del XVIII secolo, San Leonardo da Porto Maurizio.

Essa ricorda ai cristiani la successione degli av­venimenti, di una rapidità e di una violenza inau­dite, che segnano le ultime ore di Gesù sulla terra.

Questa parabola di sangue e di sofferenza va dal tribunale di Pilato fino al Golgota, per un cam­mino sinuoso di alcune centinaia di metri, durante il quale il condannato dovette portare la sua croce, circondato da soldati e, dice il Vangelo, da una «grande moltitudine di popolo». Gli Apostoli si na­scondevano. Soltanto Maria, sua Madre, Giovan­ni l'Evangelista e Maria Maddalena l'accompagna­rono fino alla fine, raccolsero il suo corpo strazia­to e lo seppellirono nella tomba di Giuseppe d'Ari­matea.

Questo ultimo episodio della vita di Gesù è il punto culminante della storia degli uomini.

Ogni Venerdì Santo al Colosseo, il Papa, por­tando la croce, ripercorre le quattordici «stazioni» della via dolorosa. Egli è quasi solo, serba il silen­zio: egli è l'immagine del Cristo. Andrè Frossard 

VIA CRUCIS

Preghiera di inizio

Signore Gesù che hai amato gli uomini fino alla morte in Croce, voglio venire con Te, accompagnandoTi con la mente e col cuore sulla via del Calvario.

Voglio seguirTi per piangere i miei pec­cati, causa della Tua crocifissione per dar­ti prova del mio amore riconoscente, per at­tingere al Tuo esempio la forza di accettare la sofferenza con generosa rassegnazione. Illumina la mia mente, scuoti la mia in­differenza e insensibilità. Fa' che possa ac­quistare per me e per i miei morti, le indul­genze che meritiamo. 

I Stazione

GESÙ È CONDANNATO A MORTE

Noi ti adoriamo, Gesù, e ti benediciamo tu hai redento il mondo per mezzo della tua croce

Dopo averlo arrestato, i giudei condus­sero Gesù al pretorio di Pilato, perché fosse condannato a morte. Pilato non trovò in lui nessuna colpa e voleva libe­rarlo. Ma i giudei gridavano: «Crofig­gilo!». Disse loro Pilato: «Che male ha fatto?». Essi risposero gridando ancora più forte: «A morte! sulla croce!».

Pilato, visto che il tumulto della folla cre­sceva, si lavò le mani di fronte al popo­lo, dicendo: «Io sono innocente del san­gue di quest'uomo! Prendetelo voi, e mettetelo in croce». E consegnò loro Ge­sù.

G Abbi pietà di noi, Signore

T Abbi pietà di noi, Signore!

G Tu che non sei venuto per condannare, ma per salvare:

T Abbi pietà di noi, Signore!

G Tu che hai dato la vita per i tuoi amici:

T Abbi pietà di noi, Signore!

G Vittima innocente per i nostri peccati:

T Abbi pietà di noi, Signore!

Pater - Ave - Gloria 

O Padre, che hai tanto amato il mondo, da dare per noi il tuo unico Figlio, concedici di comprendere la gravità del pec­cato e le esigenze dell'amore. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Santa Madre, deh! Tu fai che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

CANTO STABAT MATER: 1) Mentre pende dalla croce, presso il Figlio sta la Madre, desolata in lacrime. 

II Stazione

GESÙ PRENDE LA CROCE

Noi ti adoriamo, Gesù, e ti benediciamo tu hai redento il mondo per mezzo della tua croce

Dopo la condanna a morte, i soldati si fecero attorno a Gesù e gli misero sulle Spalle un manto rosso; intrecciarono una corona di spine e gliela posero in capo: gli misero una canna nella mano destra, come uno scettro regale.

Poi, piegando il ginocchio, lo derideva­no dicendo: «Salve, o re dei giudei!». E gli sputavano addosso e lo percuoteva­no sulla testa.

Quando l'ebbero schernito, gli levarono il manto, gli misero sulle spalle una pe­sante croce e lo condussero via per cro­cifiggerlo.

G Abbi pietà di noi!

T Abbi pietà di noi!

G Cuore di Gesù, disprezzato e umiliato.

T Abbi pietà di noi!

G Cuore di Gesù, straziato dai nostri pec­cati,

T Abbi pietà di noi!

G Cuore di Gesù, paziente e misericordioso,

T Abbi pietà di noi!

Pater - Ave - Gloria  

Dio onnipotente, per i meriti della pas­sione e morte del tuo Figlio, concedi a noi la forza di prendere la nostra croce ogni giorno e di seguire il nostro Salva­tore. Lui che vive e regna nei secoli. Amen.

Santa Madre, deh! Tu fai che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

CANTO: 2) Tutta colma di tristezza, sta gemendo ed una spada le trafigge l'anima. 

III Stazione

GESÙ CADE PER LA PRIMA VOLTA SOTTO LA CROCE

Noi ti adoriamo, Gesù, e ti benediciamo tu hai redento il mondo per mezzo della tua croce

Il profeta Isaia aveva visto il salvatore degli uomini carico dei nostri peccati e delle nostre debolezze, sfigurato dalle no­stre brutture, schiacciato dal peso delle nostre colpe.

Umiliato e sopraffatto dal peso di tante iniquità, più ancora che sfinito dai pati­menti della flagellazione e coronazione di spine, Gesù cade al suolo privo di forze. G Perdona, Signore!

T Perdona, Signore!

G Le nostre cadute nel peccato

T Perdona, Signore!

G Le mancanze di carità:

T Perdona, Signore!

G Le debolezze e le impurità:

T Perdona, Signore!

G Le negligenze dei nostri doveri:

T Perdona, Signore!

G I tradimenti al tuo santo amore:

T Perdona, Signore!

Pater - Ave - Gloria 

O Dio onnipotente, tu per primo hai amato noi, mentre eravamo ancora pec­catori. Concedi a noi la tua forza, per sollevarci dal peccato e vivere nella tua grazia. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Santa Madre, deh! Tu fai che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

CANTO: 3) O gran Madre benedetta, quando è grande il tuo dolore, per il Figlio unico. 

IV Stazione

GESÙ INCONTRA SUA MADRE

Noi ti adoriamo, Gesù, e ti benediciamo tu hai redento il mondo per mezzo della tua croce

Il vecchio Simeone aveva predetto alla madre di Gesù i momenti dolorosi della sua passione: «Una spada ti trapasserà il cuore!». La Madonna ricordò quelle parole quando incontrò il sùo divin Fi­glio, reso tutto una piaga.

Ma accettò questa sofferenza per amo­re nostro, per contribuire alla nostra sal­vezza: essa è divenuta così la correden­trice, madre nostra che ci ha generato nel dolore.

G Prega per noi, Maria!

T Prega per noi, Maria!

G Perché possiamo conservarci fedeli al tuo Gesù,

T Prega per noi, Maria!

G Perché sappiamo condividere le sofferen­ze dei fratelli,

T Prega per noi, Maria!

G Perché le nostre prove ci facciano cre­scere nell'amore,

T Prega per noi, Maria!

Pater - Ave - Gloria 

O Padre, che hai voluto associare la ver­gine Maria alla passione del tuo unico Figlio, concedi a noi, per il ricordo del suo dolore, di partecipare con lei alla gioia della risurrezione. Per Cristo no­stro Signore. Amen.

Santa Madre, deh! Tu fai che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

CANTO: 4) Chi nel cuore non è affranto del mirarti, o Madre in pianto per tanto supplizio. 

V Stazione

GESU’ È AIUTATO DAL CIRENEO

Noi ti adoriamo, Gesù, e ti benediciamo tu hai redento il mondo per mezzo della tua croce

Nell’uscire dell'uscire dalla città per salire al Cal­vario, i soldati che conducevano Gesù si

imbatterono in un uomo di Cirene, chia­mato Simone, e lo requisirono perché aiutasse Gesù a portare la croce.

G O Gesù, aiutaci a portare la tua croce!

T O Gesù, aiutaci a portare la tua croce!

G Quando sopraggiunge lo scoraggiamen­to,

T O Gesù, aiutaci a portare la tua croce!

G Perché possiamo aiutarti a salvare il mondo,

T O Gesù, aiutaci a portare la tua croce!

G Perché possiamo rimanere fedeli alla no­stra missione,

T O Gesù, aiutaci a portare la tua croce!

Pater - Ave - Gloria 

Signore Gesù, che hai accolto con rico­noscenza l'aiuto di Simone il Cireneo nel portare la croce del tuo supplizio, con­cedi a noi la grazia di portare con gioia la croce del tuo servizio e di confortare con la nostra carità le sofferenze dei fra­telli. Tu che vivi e regni nei secoli. Amen.

Santa Madre, deh! Tu fai che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

CANTO: 5) Pei peccati di sua gente, vede il Figlio tra i tormenti di percosse lacero. 

VI Stazione

GESÙ RICEVE L'OMAGGIO DELLA VERONICA

Noi ti adoriamo, Gesù, e ti benediciamo tu hai redento il mondo per mezzo della tua croce

Il volto del Signore è tutto coperto di sangue, di sputi, di sudore e di polvere. Così lo aveva visto il profeta Isaia: «è disprezzato come il più miserabile degli uomini, uomo dei dolori, sfinito dalla sofferenza; sembra un lebbroso, umiliato e percosso dalla giustizia di Dio». Alla vista di questo doloroso spettacolo una donna commossa esce dalla folla, si avvicina a Gesù e terge il suo volto con un candido lino.

G Ti vogliamo consolare, Signore!

T Ti vogliamo consolare, Signore!

G Della noncuranza e del disprezzo degli uomini,

T Ti vogliamo consolare, Signore!

G Delle bestemmie e dell'indifferenza,

T Ti vogliamo consolare, Signore!

G Del tuo volto sfigurato nei poveri e op­pressi,

T Ti vogliamo consolare, Signore!

G Del tuo volto sfigurato in noi peccatori,

T Ti vogliamo consolare, Signore!

Pater - Ave - Gloria  

Dio di infinita misericordia, che hai man­dato il tuo Figlio come un vero uomo per vincere il nostro peccato, per la sua mor­te e risurrezione concedi a noi la somi­glianza del suo volto di gloria. Lui che vive e regna nei secoli. Amen.

Santa Madre, deh! Tu fai che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

CANTO: 6)Vede il dolce suo Nato sospirare desolato, mentre rese l'anima.  

VII Stazione

GESÙ CADE LA SECONDA VOLTA

Noi ti adoriamo, Gesù, e ti benediciamo tu hai redento il mondo per mezzo della tua croce

Gesù ha veramente preso su di sé i no­stri peccati e l'iniquità di tutti gli uomi­ni. Su di lui Dio ha addossato il nostro castigo; per le sue piaghe noi siamo gua­riti.

Ma ora la sua anima è triste fino alla morte, le sue forze sono venute meno, ed egli cade sotto il peso del dolore!

G Signore, vieni in nostro aiuto!

T Signore, vieni in nostro aiuto!

G Perché possiamo lottare e vincere nelle tentazioni,

T Signore, vieni in nostro aiuto!

G Perché possiamo risorgere quando ab­biamo peccato,

T Signore, vieni in nostro aiuto!

G Perché possiamo sostenere quelli che so­no scoraggiati,

T Signore, vieni in nostro aiuto!

G Perché possiamo amare i fratelli che so­no caduti,

T Signore, vieni in nostro aiuto!

Pater - Ave - Gloria 

Signore Gesù, che ci hai lasciato l'esem­pio, perché anche noi seguiamo la tua strada, conferma in noi i buoni propo­siti e sostienici con la speranza della gioia promessa. Tu che vivi e regni nei secoli. Amen.

Santa Madre, deh! Tu fai che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

CANTO: 7) D'amor fonte, o Maria, fà ch'io senta il tuo patire e possa con te piangere.  

VIII Stazione

GESÙ INCONTRA LE PIE DONNE

Noi ti adoriamo, Gesù, e ti benediciamo tu hai redento il mondo per mezzo della tua croce

Sulla strada del Calvario, Gesù era ac­compagnato da molta gente e da alcune donne che lo compassionavano e che piangevano per lui. Gesù si rivolse ad es­se e disse: «Non piangete su di me, ma su voi stesse e sui vostri figli, perché si avvicina il tempo in cui riceverete il ca­stigo per i vostri peccati! Se è così dura la pena che Dio ha inflitto a me che so­no innocente, che cosa sarà di voi, che siete nel peccato?».

G Abbi pietà, Signore!

T Abbi pietà, Signore!

G Di tutti gli uomini peccatori,

T Abbi pietà, Signore!

G Degli apostati e degli infedeli,

T Abbi pietà, Signore!

G Degli sfruttatori e dei bggiardi,

T Abbi pietà, Signore!

G Dei poveri e degli innocenti,

T Abbi pietà, Signore!

G Di noi e di tutti i nostri cari,

T Abbi pietà, Signore!

Pater - Ave - Gloria 

O Dio, che non vuoi la morte, ma la con­versione e la vita dei peccatori, ascolta la nostra preghiera, e per la sofferenza del tuo Figlio concedi a noi la tua pace. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Santa Madre, deh! Tu fai che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

CANTO: 8) Fà, che il cuore mio divampi nell'amare Cristo Dio e il suo beneplacito. 

IX Stazione

GESÙ CADE PER LA TERZA VOLTA

Noi ti adoriamo, Gesù, e ti benediciamo tu hai redento il mondo per mezzo della tua croce

Gesù sale al Calvario come un agnello innocente, che non oppone resistenza a chi gli dà

la morte.

Lui che non ha fatto torto a nessuno, e non ha mai detto parole di menzogna, porta le colpe di tutta l'umanità e paga per noi peccatori. Ma l'intima tristezza di vedersi abbandonato da tutti, anche dagli amici più cari, è divenuta insoppor­tabile, e Gesù ancora una volta si acca­scia al suolo.

G Abbi pietà, Signore!

T Abbi pietà, Signore!

G Di chi è senza speranza,

T Abbi pietà, Signore!

G Di chi è tradito dagli amici,

T Abbi pietà, Signore!

G Di chi è solo nella vita,

T Abbi pietà, Signore!

G Di chi soffre per un mondo più giusto,

T Abbi pietà, Signore!

G Di chi è perseguitato per la sua fede,

T Abbi pietà, Signore!

Pater - Ave - Gloria 

O Dio, conforto di chi soffre e libertà degli oppressi, infondi in noi lo spirito del tuo Figlio e fa' che ogni uomo speri­menti la forza e la dolcezza della tua ma­no paterna. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Santa Madre, deh! Tu fai che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

CANTO: 9) Santa Madre, deh! Tu fai che le piaghe del Signore io mio cuor trafiggano. 

X Stazione

GESÙ È SPOGLIATO DELLE SUE VESTI

Noi ti adoriamo, Gesù, e ti benediciamo tu hai redento il mondo per mezzo della tua croce

Giunti sul Calvario, i soldati diedero da bere a Gesù vino mescolato con mirra, perché sentisse meno il dolore. Gesù lo assaggiò, ma non ne volle bere, per sof­frire in piena coscienza fino alla morte. Poi gli strapparono di dosso le vesti, ria­prendo con terribile spasimo le piaghe della flagellazione, e se le divisero tra lo­ro, tirando a sorte la tunica.

G Perdona, Signore!

T Perdona, Signore!

G La nostra mancanza di generosità,

T Perdona, Signore!

G Le nostre immodestie e gelosità,

T Perdona, Signore!

G L'immoralità della stampa e degli spet­tacoli,

T Perdona, Signore!

G I nostri cattivi esempi,

T Perdona, Signore!

Pater - Ave - Gloria 

Signore Gesù, che hai amato la tua Chie­sa e hai dato te stesso per santificarla, purificandola col lavacro del battesimo, fa' che ci svestiamo di tutto ciò che è ma­le, per rivestirci di te. Tu che vivi e regni nei secoli. Amen.

Santa Madre, deh! Tu fai che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

CANTO: 10) Voglio star presso la croce, con te, Madre e le tue pene teco condividere. 

XI Stazione

GESÙ INCHIODATO SULLA CROCE

Noi ti adoriamo, Gesù, e ti benediciamo tu hai redento il mondo per mezzo della tua croce

Era l'ora terza e lo crocifissero. E sulla croce posero la scritta: «Gesù Nazareno, Re dei Giudei». Con lui crocifissero pu­re due malfattori, uno a destra e l'altro a sinistra I giudei che passavano di là e i sommi sacerdoti lo insultavano. dicendo: «Hai salvato gli altri, ora salva te stesso! Di­scendi dalla croce e ti crederemo!». Ma Gesù ripeteva: «Padre perdona loro, per­ché non sanno quello che fanno!»

G Dio, santo e immortale, abbi pietà di noi!

T Dio, santo e immortale, abbi pietà di noi!

G O mio popolo, che male ti ho fatto? Ri­spondimi!

T Dio, santo e immortale, abbi pietà di noi!

G lo ti ho liberato dal peccato: e tu hai pre­parato la croce al tuo salvatore.

T Dio, santo e immortale, abbi pietà di noi!

G lo ti ho reso figlio di Dio nel battesimo e tu mi hai tradito e consegnato alla mor­te

T Dio, santo e immortale, abbi pietà di noi!

G lo ti ho nutrito con il mio corpo e san­gue, e tu mi hai dato da bere mirra e ace­to!

T Dio, santo e immortale, abbi pietà di noi!

Pater - Ave - Gloria 

O Dio, che hai accolto la morte di tuo Figlio come sacrifcio a te gradito, acco­glici nel nostro spirito pentito e non la­sciarci separare da te. Per Cristo nostro Signore. Amen

Santa Madre, deh! Tu fai che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

CANTO: 11) Rendi fervido il cuor mio nell'amor di Cristo Dio e per Lui solo palpiti 

XII Stazione

GESÙ MUORE IN CROCE

Noi ti adoriamo, Gesù, e ti benediciamo tu hai redento il mondo per mezzo della tua croce

Verso Mezzogiorno il sole si oscurò, e le tenebre scesero sulla terra fino alle tre del pomeriggio. Presso la croce stava Maria, madre di Gesù, alcune pie donne, e Giovanni. Ge­sù, vedendoli, dice a sua madre: «Don­na, ecco tuo figlio!». E al discepolo pre­diletto: «Ecco: tua madre!» E da quel momento Giovanni la prese con sè. Poi Gesù gridò a gran voce: «Padre, nel­le tue mani affido il mio spirito!» E re­clinato il capo, spirò.

G Anima di Cristo, santificami!

T Anima di Cristo, santificami!

G Corpo di Cristo, salvami!

T Corpo di Cristo, salvami!

G Passione di Cristo, confortami!

T Passione di Cristo, confortami!

G Morte di Cristo, liberami!

T Morte di Cristo, liberami!

G Ricordati di me, Signore nel tuo regno!

T Ricordati di me, Signore nel tuo regno!

Pater - Ave - Gloria 

O Dio onnipontente ed eterno guarda con amore questa tua famiglia per la quale il nostro Signore Gesù Cristo non esitò a dare nelle mani dei carnefici e a subire il tormento della croce. Lui che vive e regna nei secoli. Amen

Santa Madre, deh! Tu fai che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

CANTO: 12) Fà, ch'io porti in me la morte e del Cristo in gran patire e le piaghe veneri 

XIII Stazione

GESÙ È DEPOSTO DALLA CROCE

Noi ti adoriamo, Gesù, e ti benediciamo tu hai redento il mondo per mezzo della tua croce

Si era alla vigilia della festa di Pasqua. I giudei chiesero a Pilato che fossero spezzate le gambe ai condannati e ne ve­nissero tolti i cadaveri, perché non rima­nessero esposti in quel giorno solenne. Un soldato, avvicinatosi a Gesù, e visto che era già morto, non gli spezzò le gam­be, ma con un colpo di lancia gli trafis­se il cuore, e subito ne uscì sangue e ac­qua.

Poi gli amici di Gesù vennero e stacca­rono il suo corpo dalla croce.

G Acqua del costato di Cristo, lavami!

T Acqua del costato di Cristo, lavami!

G Sangue di Cristo, donami la tua forza!

T Sangue di Cristo, donami la tua forza!

G O buon Gesù, esaudiscimi!

T O buon Gesù, esaudiscimi!

G Per le tue ferite, difendimi!

T Per le tue ferite, difendimi!

G Nell'ora della mia morte, chiamami a te!

T Nell'ora della mia morte, chiamami a te!

G E donami la gioia dei tuoi santi!

T E donami la gioia dei tuoi santi!

Pater - Ave - Gloria  

Signore Gesù, noi riconosciamo nell'ac­qua e sangue il simbolo dei tuoi sacra­menti di salvezza. Concedi a noi, salvati dalla morte eter­na, di servirti con gioia in tutta la no­stra vita. Tu che vivi e regni nei secoli. Amen

Santa Madre, deh! Tu fai che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

CANTO: 13) di Sue piaghe anch'io ferito, io m'inebri di quel Sangue che ci dà di vivere. 

XIV Stazione

GESÙ È DEPOSTO NEL SEPOLCRO

Noi ti adoriamo, Gesù, e ti benediciamo tu hai redento il mondo per mezzo della tua croce

Giuseppe di Arimatea chiese a Pilato il permesso di seppellire il corpo del Signo­re. Allora prese il corpo di Gesù, lo av­volse con aromi in un bianco lenzuolo, e lo collocò in un sepolcro nuovo scava­to nella roccia. Poi chiuse il sepolcro ro­tolando una grossa pietra all'imbocca­tura. Vennero pure i capi del popolo, si­gillarono il sepolcro e vi misero un pic­chetto di guardia.

G Abbi pietà di noi!

T Abbi pietà di noi!

G O Gesù, fonte di ogni consolazione.

T Abbi pietà di noi!

G O Gesù, nostro rifugio e nostra pace.

T Abbi pietà di noi!

G O Gesù, salvezza di quelli che operano in te.

T Abbi pietà di noi!

G O Gesù, nostra vita e resurrezione.

T Abbi pietà di noi!

Pater - Ave - Gloria 

Dio onnipotente ed eterno, guarda al cuore del tuo amatissimo Figlio Gesù e alle lodi e alle suppliche che ti offre a no­me di noi peccatori: concedi il perdono a noi che invochiamo la tua misericor­dia. Per Cristo nostro Signore. Amen

Santa Madre, deh! Tu fai che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

CANTO: 14) Quando giungerà quell'ora fà, o Gesù, che per Maria, colga la vittoria. 

PREGHIERE DI CONCLUSIONE

La passione di Gesù non è finita: egli continua a soffrire nell'umanità soffe­rente per il peccato e per l'ingiustizia e anelante alla vera libertà.

Oggi, siamo noi, la sua Chiesa, membri del suo corpo mistico, che dobbiamo «completare in noi la sua passione» per la redenzione del mondo, portando nel nostro cuore e nella nostra carne la sof­ferenza di tutti gli uomini.

La morte di Gesù non è la fine, ma si apre sulla risurrezione: la nostra vita è illuminata dalla speranza che noi, e tut­to il mondo con noi, saremo trasforma­ti per essere partecipi della vita gloriosa del Signore risorto. 

O Signore Gesù, insegnaci a portare la nostra croce ogni giorno e a seguirti, con volontà genero­sa di riparare i nostri peccati e quelli del­l'umanità.

Tu che ci hai salvato, rendici salvatori dei nostri fratelli; come tu hai dato la vita

per noi, così fà che doniamo la vita per gli altri.

Rendici gioiosi testimoni della tua resur­rezione, e mantieni viva in noi la speran­za della gioia che hai promesso ai tuoi fedeli, o Cristo Gesù nostro Signore. Amen.

Canto finale 

(Domenica dopo il Vespro)

CORONA DEI CENTO "REQUIEM"

(Raccomandata tanto dal Venerabile Padre Gaetano Catanoso per suffragare le Anime Sante del Purgatorio)

È formata di dieci poste. S'incomincia con la preghiera:

Anime Sante del Purgatorio, pregate Iddio per me, che io lo prego per voi, affinché presto vi doni la gloria del Paradiso.

Un Padre nostro. (si ripete dopo 10 requiem) Per ogni grano della corona: invocazione: Gesù mio, misericordia (si ripete dal coro) L'eterno riposo dona loro, o Signore

E splenda ad essi, la luce perpetua Riposino in pace. Amen.

Salmo 129 - Dal profondo a te grido

Egli salverà il suo popolo dai suoi peccati (Matteo 1, 21).

1. Dal profondo a te grido, o Signore; Signore ascolta la mia voce.

2. Siano i tuoi orecchi attenti alla voce della mia preghiera.

3. Se consideri le colpe, Signore, Signore, chi potrà sussistere?

4. Ma presso di te è il perdono, perciò avremo il tuo timore.

5. Io spero nel Signore, l'anima mia spera nella sua parola.

6. L'anima mia attende il Signore più che le sentinelle l'aurora.

7. Israele attenda il Signore, perché presso il Signore è la misericordia, grande è presso di lui la redenzione;

8. Egli redimerà Israele da tutte le sue colpe. L'eterno riposo dona loro, o Signore, ecc.

Preghiere

Per un defunto

Ascolta, o Dio, la preghiera che la co­munità dei credenti innalza a te nella fede del Signore risorto, e conferma in noi la beata speranza che insieme al nostro fratello N. ri­sorgeremo in Cristo a vita nuova. Per il nostro Signore.  

Per più defunti

O Dio, il cui unico figlio nel mistero della Pasqua è passato da questo mondo alla glo­ria del tuo regno, concedi ai nostri defunti (N. e N) di condividere il suo trionfo sulla morte e di contemplare in eterno te, Padre, che li hai creati e redenti. Per il nostro Signore.  

Per chiedere la grazia di una buona morte

O Dio, che ci hai creato a tua immagi­ne e hai voluto che il tuo Figlio morisse per noi, fà che viviamo sempre vigilanti nella pre­ghiera, perché liberi dal peccato nell'ora della morte, passando da questo mondo a te, pos­siamo riposare fra le braccia della tua mise­ricordia. 

IV PARTE

Canti al Volto Santo

IL TUO VOLTO NOI CERCHIAMO

1 Nel deserto camminava il tuo popolo Signore; assetato d'acqua e ombra tutto insieme a te gridò. Il tuo volto noi cerchiamo camminando sulla terra ogni uomo che incontriamo ti somiglia o Signor.

2 E un giorno sei apparso con un volto come noi e hai pianto e hai sorriso vero uomo sei Signor. Il tuo volto noi cerchiamo camminando sulla terra ogni uomo che incontriamo ti somiglia o Signor.

3 Dal tuo volto a noi traspare l'infinito che tu sei ogni volto d'un fratello è un frammento del tuo amore. Il tuo volto noi cerchiamo camminando sulla terra ogni uomo che incontriamo ti somiglia o Signor.

4 Ti vedremo a faccia a faccia come sei tu, o Signor; questo è il senso della vita, il vederti come sei. Il tuo volto noi cerchiamo camminando sulla terra ogni uomo che incontriamo ti somiglia o Signor.

5 Siamo oggi la tua Chiesa la tua tenda è in mezzo a noi il tuo pane ti rivela la parola parla a te. Il tuo volto noi cerchiamo camminando sulla terra ogni uomo che incontriamo ti somiglia o Signor.

 

GESÙ CH'IO VEDA IL TUO VOLTO SANTO

1 Gesù, ch'io veda, il tuo Volto Santo e t'ami in tutti e t'ami tanto. Ch'io veda impresso tuo volto stesso sia notte e giorno intorno a me.

Gesù sol questo, sol questo anelo: vederti, amarti, in terra e in cielo! 

2 Nell'ostia candida, su quell'Altare veder ti voglio, ti voglio amare! raggiante esposto, o umil nascosto, ovunque e sempre, nel mondo inter! Gesù sol questo, sol questo anelo: vederti, amarti, in terra e in cielo! 

3 Vederti ovunque quale Tu sei nei buoni amarti, anche nei rei, in chi Ti prega, in chi Ti nega, in chi m'allieta o affligge ognor! Gesù sol questo, sol questo anelo: vederti, amarti, in terra e in cielo! 

4 Vederti, amarti e farti amare, Tuo dolce amore nel cuore portare, nel cuore che teme, nel cuore chè geme nel cuore che lotta, in ogni cuor! Gesù sol questo, sol questo anelo: vederti, amarti, in terra e in cielo! 

5 Tra gaudi o pene, Gesù vederti a me vicino sempre averti! Amarti tanto, amarti quanto in ogni ora, Maria Ti amò. Gesù sol questo, sol questo anelo: vederti, amarti, in terra e in cielo! 

 

VOLTO SACROSANTO

1 O Volto sacrosanto m'inchino a Te dinanzi; Vorrei che tutto quanto il mondo amasse Te; Tolto da esso il vizio della bestemmia insana di lode un sacrificio ognuno levasse a Te.

Volto Sacro di Gesù Ch'io ti onori sempre più

2 Ispiri pace all'anima la fronte tua serena e doni a tutti calma in mezzo a tanti duol. Feriscano ogni cuore gli sguardi Tuoi pietosi il giusto e il peccatore Si volgan tutti a Te. Volto Sacro di Gesù Ch'io ti onori sempre più

3 Intente ai nostri hai le orecchie Tue pietose stanche non sian mai ai prieghi dei mortai al Padre Onnipossente Tua sacra bocca parli ed Ei sarà clemente A prò dei Tuoi fedel. Volto Sacro di Gesù Ch'io ti onori sempre più

4 Nell'ora di mia morte di pure all'alma mia; "Verrai nella mia Corte Mio Volto a contemplar" E Ti vedrò svelato, Bel volto del mio Bene, da tutti ognor lodato in ciel senza fin. Volto Sacro di Gesù Ch'io ti onori sempre più

 

O VOLTO SANTO GLI ANGELI

1 O Volto Santo, gli angeli t'adorano svelato. Noi t'adoriam celato. nell'Ostia sotto il vel.

O Volto Santo, il gaudio Tu sei del Paradiso Rivolgi il tuo sorriso Al popolo fedel.

2 Volto del Re dei secoli Raggiante di splendore Accetta il nostro amore Gesù, dolce Signor! Volto di Cristo amabile Dagli empi schiaffeggiato Dai tristi beffeggiato Abbi di noi pietà.

3 Tu l'Astro degli Apostoli Sei, Volto sacrosanto, Tu, rorido di pianto Conforti ogni dolor. La forza sei dei martiri Bel Volto insanguinato Di spine perforato O gran Trionfator.

4 Sposo di caste Vergine Sei fonte di purezza Comunichi dolcezza A chi ti bacia, o Amor! O Volto che la Vergine Colmò di baci ardenti Or sputano frementi I vili su di Te!...

5 Ma tu pietoso, volgiti Verso di chi t'accora Verso di chi dolora Chiendendoti mercé. Volto Divin, deh! aprici Del cielo un dì le porte Rendendoci la morte Serena e senza duol.

 

SIGNORE, DOLCE VOLTO (LDC)

1 Signore, dolce volto di pena e di dolor,

o volto pien di luce colpito per amor.

Avvolto nella morte perduto sei per noi.

Accogli il nostro pianto, o nostro Salvator,

2 Nell'ombra della morte resistere non puoi 

O Verbo, nostro Dio, in croce sei per noi.

Nell'ora del dolore ci rivolgiamo a te.

Accogli il nostro pianto, o nostro Salvator.

3 O capo insanguinato del dolce mio Signor

di spine incoronato, trafitto dal dolor.

Perché son sì spietati gli uomini con te?

Ah, sono i miei peccati! Gesù, pietà di me!

 

SUL TUO VOLTO

1 Sul tuo volto soave, o mio Dio Veggo impressi la pace e l'amore Ma le tracce del grave dolore Fan più caro il tuo volto, o Gesù!

2 Vago specchio d'eterna bellezza vibri al cuore i tuoi dardi celesti  Tu ricolmi di giubilo i mesti nella vita e nel duro cammin.

3 Tu bel Volto nei p tti riaccendi quell'amor che fa l'uomo beato quell'amor che dal cielo hai portato per unire la terra col ciel.

4 Benedetto tra splendidi faci che T'accendono i figli d'attorno Tu sfavilli nel mesto soggiorno dell'amor sul candido vel.

5 Deh! pietoso le sante pupille volgi all'empio che T'osa insultare che pentito Ti venga a baciare con quel labbro che offesa Ti diè

6 Tu ci accogli, o bel Volto e sorridi a noi mesti ed affranti mortali finché l'alma d'amore sull'ali sia felice nel cielo con Te.

 

SALMO 66

Fà splendere su di noi il tuo volto, Signore.

1 Dio abbia pietà di noi e ci benedica.

Su di noi faccia splendere il suo Volto Perché si conosca sulla terra la tua via, fra tutte le genti la tua salvezza.

Fà splendere su di noi il tuo volto, Signore.

2 Ti lodino i popoli, o Dio ti lodino i popoli tutti. Esultino le genti e si rallegrino Perché giudichi i popoli con giustizia, governi le nazioni sulla terra.

Fà splendere su di noi il tuo volto, Signore.

3 Ti lodino i popoli, o Dio. ti lodino i popoli tutti.

La terra ha dato il suo frutto Ci benedica Dio, il nostro Dio. Ci benedica Dio e lo temano tutti i confini della terra.

Fà splendere su di noi il tuo volto, Signore.

 

CANTICO DELLA B.V. MARIA

1 L'anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l'umiltà della sua serva D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.

2 Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente e Santo è il suo nome: di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono.

3 Ha spiegato la potenza del suo braccio ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore, ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili;

4 ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia,

5 come aveva promesso ai nostri padri ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre. Gloria, al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

 

INNO ALLO SPIRITO SANTO (CD)

1 O Spirito Paracleto, vieni, le menti visita, di grazia colma l'anima, di chi creasti provvido.

2 Consolatore ottimo, Dono del Dio Altissimo, sorgente, fuoco, carità, consacrazione intima.

3 O Donator Benefico, di sette doni mistici, sul labbro degli Apostoli, le lingue Tu moltiplichi.

4 O nostri sensi illumina, d'amore i cuori penetra, rafforza i corpi deboli, col Tuo potente impeto.

5 Le forze ostili dissipa, dona la pace all'anima, con Te e per guida, o Spirito, scampiamo dal pericolo.

6 A noi rivela, o Spirito, il Padre e L'Unigenito, uniti a Te nell'intimo, d'amore inestinguibile.

7 Sia gloria al Padre Altissimo, al Vincitor degli inferi, all'Increato Spirito

negli infiniti secoli. Amen.

 

1 Veni, creator Spiritus, mentes tuorum visita, imple superna gratia, quae tu creasti,

pectora.

2 Qui diceris Paraclitus, altissimi donum Dei, fons vivus, ignis, caritas, et spiritualis uctio.

3 Tu septiformis munere digitus paternae dexterae tu rite prossimum Patris,

sermone ditans guttura.

4 Accende lumen sensibus, infunde amorem cordibus, infirma nostri corporis virtute firmans perpeti.

5 Hostem repellas longius pacemque dones protinus; ductore sic te praevio vitemus omne noxium

6 Per te sciamus da Patrem noscamus atque Filium, teque utriusque Spiritum credamus omni tempore. Amen.

 

TE DEUM

Noi ti lodiamo, o Dio, ti proclamiamo Signore. O eterno padre - tutta la terra ti adora.

A te cantano gli angeli - e tutte le potenze dei cieli.

A te i cherubini i serafini - acclamano con voci infinite: santo, santo, santo il Signore: - Dio dell'universo.

I cieli e la terra - sono pieni della tua gloria.

Ti acclama il coro degli apostoli; e la candida schiera dei martiri.

Le voci dei profeti si uniscono nella tua lode: la santa chiesa proclama la tua gloria. Padre: - di immensa maestà.

Adora il tuo unico figlio: - e lo Spirito Santo Paraclito.

O Cristo, re della gloria: - eterno figlio del Padre.

Tu nascesti dalla vergine madre: - per la salvezza del mondo.

Vincitore della morte: - hai aperto ai credenti il regno dei cieli.

Tu siedi alla destra di Dio: - nella gloria del padre.

Verrai a giudicare il mondo: - alla fine dei tempi.

Soccorri i tuoi figli, Signore: - che hai redento col tuo san­gue prezioso.

Accoglici nella tua gloria: - nell'assemblea dei Santi.

Salva il tuo popolo, Signore: - guida e proteggi i tuoi figli.

Ogni giorno ti benediciamo, - lodiamo il tuo nome per sempre.

Degnati, oggi Signore: - di custodirci senza peccato.

Sia sempre con noi la tua misericordia: - in te abbiamo spe­rato. -

Pietà di noi, Signore: pietà di noi.

Tu sei la nostra speranza, - non saremo confusi in eterno.

 

ADORIAMO IL SACRAMENTO

5 Adoriamo il Sacramento

che Dio Padre ci donò. Nuovo patto, nuovo rito nella fede si compì

Al mistero è fondamento la parola di Gesù.

6 Gloria al Padre onnipotente gloria al Figlio Rendentor lode grande, sommo onore all'eterna Carità.

Gloria immensa, eterno amore alla santa Trinità. Amen