DEVOZIONE AL VOLTO SANTO DI NOSTRO SIGNORE GESU’ CRISTO
PREFAZIONE
Non
ho avuto la fortuna di conoscere personalmente il P. Gaetano Catanoso, che tanto
ha lavorato e tanto bene ha fatto nella nostra Arcidiocesi.
Dalle
continue dimostrazioni di stima e di venerazione da parte di tutti coloro che
L'hanno conosciuto, soprattutto presbiteri che Lo hanno avuto direttore
spirituale, debbo convenire che ci troviamo davanti ad una eccezionale figura
di prete del nostro tempo.
A
leggere la sua biografia, poi, ci si accorge che l'eccezionalità raggiunge
gradi di eroicità che fanno sperare, come da tutti si auspica, che presto possa
essere proclamato Santo dalla chiesa.
Una
delle sue più fulgide intuizioni, che Lo ha portato anche a fondare una
Congregazione religiosa, le "Suore veroniche del Volto Santo", è
stata quella di impegnarsi a lenire le sofferenze di Cristo perché il Suo
volto, sfigurato dalla passione, potesse risplendere sempre più luminoso per
convertire gli uomini e portarli alla salvezza.
Giustamente
è stato osservato che "Del Volto Santo" è permeato quasi l'intero
apostolato sacerdotale del Servo di Dio, al ‘Volto Santo’ ha ispirato la
sua fondazione religiosa; del `Volto Santo' ha fatto il suo sogno ideale,
realizzato nell'erezione del Santuario al `Volto Santo' di Gesù in Reggio Calabria".
Non
vi è dubbio che la situazione della odierna società, la sua scristianizzazione
e il suo indifferentismo specialmente il comportamento di quanti sono
battezzati ma vivono dimentichi del loro battesimo, rende il Sacro Volto di
Cristo meno splendente.
Proprio
in questo tempo la presenza delle Suore Veroniche è quanto mai importante
se esse sapranno impegnarsi, seguendo il loro fondatore, e come tutti
auspichiamo, in quelle opere che la Chiesa chiama nuova evangelizzazione.
È
necessario, infatti, che esse riscoprano e facciano rivivere nella Chiesa la
preghiera e in modo particolare il culto a Gesù Eucaristico; che sappiano,
attraverso un impegno serio di catechesi agli adulti, aiutare i fratelli a
crescere nella fede per saperla testimoniare con coraggio; che trovino sempre
forme nuove per incontrare l'uomo di oggi nelle sue nuove povertà
diventando, per questi fratelli ultimi, delle buone samaritane.
Tutto
ciò non potrà non portare un rinnovamento ed una crescita nel popolo di Dio
che darà nuovo splendore al Volto Santo di Cristo.
Auguriamo, perciò, che tutti coloro che
avranno in mano questo libretto e lo sapranno utilizzare per la preghiera e il
culto Eucaristico diventino nella Chiesa altrettanti Veroniche che
asciughino il Volto di Cristo per presentarlo agli uomini come il Volto dell'Amore
incarnato per la salvezza di tutta l'umanità. (Vittorio
Mondello)
"Disprezzato,
rifiuto dell'umanità, uomo di dolori, assuefatto alla sofferenza, come uno
davanti al quale ci si copre il volto, vilipeso, e di nessun conto per noi.
Veramente egli si è addossati i nostri mali, si è caricato dei nostri dolori.
Noi lo credevamo trafitto, percosso da Dio ed umiliato, mentre egli fu piagato
per le nostre iniquità, fu calpestato per i nostri peccati. Il castigo, che è
salvezza per noi, pesò su di lui e
le sue piaghe ci hanno guariti." (Isaia,
Cap. 53 - v. 3, 4, S,)
Il
culto reso al Volto doloroso di Nostro Signore Gesù Cristo, quale è
approvato a Roma e che si pratica in tutta la Chiesa, ha cominciato sul
Calvario. Ci proviene da quella pia donna di cui si fa memoria da tempo
immemorabile nella VI Stazione della VIA CRUCIS e che la TRADIZIONE si accorda
a chiamare Veronica.
Prima
di raccontare l'atto eroico che la rese così celebre e di esporre il culto che
ha per oggetto la miracolosa impronta del suo velo, sembra utile narrare in
brevi cenni la storia della sua vita. E dopo come la reliquia da essa lasciata
ai Romani Pontefici sia stata onorata in S. Pietro del Vaticano e religiosamente
conservata sino ai nostri giorni.
I.
Il
nome di Veronica non occorre in alcun luogo del Vangelo; ma secondo ogni probabilità,
è la donna di cui parla S. Luca (cap. 8 - v. 43, 48). La rappresenta colpita da
dodici anni d'una perdita di sangue che nessun medico aveva potuto guarire. - Si
accostò a lui per di dietro, e toccò l'orlo della sua veste: - e immantinente
il flusso del sangue stagnò. Dopo la domanda del Salvatore che le porse
occasione di pubblicare solennemente la sua potenza, meritò di sentire dalla
sua bocca questa parola: - Figlia, la tua fede ti ha salvata: va in pace.
Autori
rispettabili affermano l'identità di questa fervente ebrea con la Veronica. Ciò
che suffraga la sua opinione è un documento tolto da tre Messali
antichissimi, l'uno di Milano, detto Ambrosiano, l'altro di Jaen, nella Spagna,
e il terzo d'Aosta; nella messa del giorno della festa assegnata al 4 febbraio,
nelle Orazioni si invoca S. Veronica che asciugò il Volto di Nostro Signore,
nella Prosa si adora questa Immagine divina, e 1'Evangelo è precisamente
quello dove S. Luca narra la guarigione dell'emoroissa.
È
verosimile, osserva a tal proposito il P. Ventura, che quella che ottenne dal
Salvatore l'insigne favore di tergere colle sue proprie mani il sudore e il
sangue che fluivano dal suo Volto divino, sia quella medesima donna che toccò
le sue vesti con una fede eroica, e rese in tal modo la più bella testimonianza
alla sua divinità. Ella seguì Gesù come Maria Maddalena e le altre pie donne
della Giudea, le quali accompagnavano il divin Maestro e lo assistevano con i
loro beni, mentre Egli con gli Apostoli recavasi di città in città, di borgata
in borgata, predicando il Vangelo e annunziando il regno di Dio.
È
incontrastabile che ella gli mosse incontro sulla strada del Calvario. Uno
storico moderno, il dottor Seppi, riassume la Tradizione con queste parole:
- Una donna, chiamata Berenice, o Veronica, andò incontro a Gesù in atto
compassionevole, gli asciugò con una pezzuola il volto grondante di sudore,
e l'impronta del suo Volto adorabile vi restò impressa in tratti sanguinosi.
Ecco
il medesimo racconto più diffuso nei particolari quanto hanno lasciato scritto
il dotto Piazza ed altri eruditi. - Nel punto nel quale Gesù, uscendo dal
Pretorio di Pilato, saliva l'erta del Calvario, carico della sua croce, tutto
sangue per i colpi ricevuti nella flagellazione e per le ferite recategli dalla
corona di spine, dopo di aver percorso un 450 passi, come si avvicinava ad una
casa che sorgeva ad una svolta, Veronica, scorgendolo di lontano piena di
compassione, corse ad incontrarlo, ed essendosi tolto il velo che portava in
capo, glielo presentò per valersene ad asciugare il suo Volto bagnato di sudore
e di sangue. Il Cristo, avendolo ricevuto benignamente dalle sue mani, glielo
rese, lasciandovi come ricompensa l'impronta del suo Volto con una tale
rassomiglianza che vi si scorge perfino il segno delle dita di colui che gli
diede lo schiaffo sacrilego.
Osserviamo, col Baronio, che non è a confondere il velo che adoperò Veronica e che mise sul Volto del Cristo coperto di sudore e di sangue, col santo lenzuolo che è a Torino, nel quale fu involto e seppellito il corpo adorabile del Salvatore, e neppure con gli altri sudari con i quali gli si coprì il volto e il capo nel santo sepolcro. La parola sudario, sudarium, vuol dire pezzuola per asciugare il sudore. Tale è il primitivo significativo di questa parola, che Bergier nel suo Dizionario teologico definisce: Un pannolino o pezzuola per asciugare il Volto. L'azione della Veronica si spiega con l'uso delle donne giudee di portare sul capo o al collo un velo di lana o di lino, che si affrettavano di offrire alle persone di conoscenza che vedevano arrivare con un volto coperto di sudore o bagnato di lacrime.
Nell'antichità
profana, troviamo lo stesso uso di presentare ai condannati a morte, per
sentimento d'interessamento di compassione, un velo per tergere le loro lacrime
e per coprirsi il capo nel momento dell'ultimo supplizio. Leggiamo nella vita di
S. Paolo, che essendo condotto fuori di Roma per essere decapitato, quando
arrivò alla porta della città con un gran seguito e fra le grida incomposte
del popolo, egli vide una dama, chiamata Plautilla, triste e desolata, le domandò
un velo per bendarsi gli occhi (come si era soliti fare a coloro che erano
decapitati), con promessa di renderglielo. Ciò che ella fece di buon animo; e
l'apostolo, la notte seguente, le apparve e le restituì il suo velo.
Veronica
non fece dunque che conformarsi a un uso comune di allora; ma dovette
affrontare il furore dei soldati e gli insulti della folla. E perciò meritò
che il Salvatore, commosso dalla sua generosità, le lasciasse la sua santa
effige come un pegno d'amore eterno, e l'azione eroica di questa donna sarà
sempre celebrata in tutti i secoli.
Il
luogo dove la Veronica compì l'atto generoso è venerato. Bernardo di Breydenbac,
decano di Magonza, assicura aver percorso il 14 luglio 1483, questa lunga via
per la quale il Cristo fu condotto dal palazzo di Pilato al luogo della
crocifissione, e di essere passato davanti alla casa di S. Veronica lontano
550 passi dal palazzo di Pilato. Adricomio di Cologna descrive i luoghi con
maggior precisione: La casa di Veronica, dice egli, occupava la svolta di una
via. - Dal luogo dal quale mosse incontro a Gesù Cristo fino alla porta
giudiziaria dove cadde la seconda volta sotto la croce corrono 366 passi e
undici piedi.
S.
Veronica morì in Francia dove si recò con Amatore suo sposo.
Il
suo corpo si venera a Bordeaux (Francia).
La
sua festa è il 4 febbraio.
Ella
si chiamava Berenice, e dopo il suo atto pietoso verso il Salvatore, fu chiamata
Veronica, ossia Vittoriosa.
Il
Papa Martino V attesta che Amatore sia proprio Zaccheo, discepolo di Gesù, sposato
a Veronica.
II.
Con
una bolla del 16 agosto 1561 Pio IV conferma e ratifica le indulgenze che si
leggono in un bellissimo elenco custodito presso il S. Sepolcro di Nostro
Signore G.C. - Sisto V, Benedetto XIII, Gregorio XVI le hanno successivamente
riconosciute e pubblicate. Ora su questo elenco, nella nomenclatura dei
luoghi santi ai quali sono annesse queste indulgenze, si legge: Nella casa di
santa Veronica, sette anni e altrettante quarantene. Questa Stazione è stata
conservata nell'esercizio conosciuto sotto il nome di VIA CRUCIS. La Santa Sede,
interrogata intorno a questo argomento, ha risposto che, per alcun pretesto,
è permesso modificare le stazioni, e l'elenco che ne ha pubblicato, determina
in tal modo la SESTA: VERONICA ASCIUGA IL VOLTO A GESU. Ora qual'è la Chiesa
che non abbia la sua Via Crucis e non presenti Veronica come modello di
riparazione e una possente avvocata presso il Volto doloroso di Gesù?
Il
velo miracoloso, improntato dei lineamenti del Salvatore, non doveva restare
una proprietà privata. Era un dono di Gesù Cristo fatto alla sua Chiesa, era
una reliquia destinata al centro della cattolicità. Perciò la Veronica l'ha
recato a Roma.
III.
COME
IL VELO DELLA VERONICA - IL SANTO SUDARIO - SIA STATO PORTATO A ROMA.
Per
ragione della sua importanza e dei suoi curiosi incidenti, il fatto domanda uno
studio speciale.
Dotti scrittori, quali il Sandini, Filippo da Bergamo, e il Piazza, raccontano concordamente il fatto seguente:
L'Imperatore
Tiberio Cesare era infermo, giaceva in letto colpito da grave malattia.
Aveva sentito da Pilato le grandi meraviglie che operava Gesù, ed aveva
mandati ambasciatori in Giudea nella speranza di ottenere la sua guarigione.
Questi
deputati trovarono Gesù già morto, e i nemici di lui cercavano di sedurli,
raccontando la favola del rapimento del suo corpo operato dai suoi
discepoli. Veronica li trasse d'inganno, e, mostrando loro l'immagine del suo
santissimo Volto si esibì di recarsi con loro a Roma, promettendo che a
questa vista l'Imperatore sarebbe stato risanato.
Avendo
dunque collocato in un reliquiario la preziosa impronta, si imbarcò con gli
ambasciatori e arrivò a Roma, dove fu presentata all'Imperatore. Non appena
ebbe ammesso alla sua presenza questa santa donna e toccata l'Immagine del
Cristo, egli si trovò perfettamente guarito.
In
conseguenza di tale miracolo, Veronica fu tenuta in gran conto presso questo
Imperatore, il quale voleva mostrarle il suo animo grato dandole ricchezze, che
essa rifiutò.
Il
Sandini, aggiunge che la malattia dell'Imperatore era la lebbra. Altri storici
molto gravi, quali sono Eusebio, Paolo Orosio e molti altri, raccontano della
condotta di Tiberio per riguardo a Gesù Cristo ed alla sua religione.
Informato, narrano, da Pilato della morte, della risurrezione e dei miracoli di
questo uomo straordinario, volle ascriverlo nel numero degli dei, e avendo
trovato opposizione a ciò nei Senatori, che non erano stati di ciò
avvertiti, rigettarono la proposta e decretarono lo sterminio dei cristiani. Tiberio
se ne vendicò minacciando dell'ultimo supplizio chiunque li avesse denunciati,
e condannando alla morte o all'esilio tutti i Senatori, due soli eccettuati.
Nell'interno del suo palazzo innalzò una statua al Salvatore.
In
quanto all'ufficiale dell'Imperatore incaricato di condurre Veronica a Roma,
l'autore dei Fiori dei Santi, come anche Filippo da Bergamo, lo chiamano
Volusiano, e i prefazi del messale Ambrosiano, ricordando il suo nome,
soggiungono che egli pure trovò toccato il velo miracoloso la guarigione da
una infermità di cui era preso.
Anticamente
si faceva memoria di lui, dice Sualdi, nella Chiesa di Milano, nella festa di
S. Veronica il 4 febbraio. In questo giorno era fatto memoria di Veronica e di
Volusiano, non solamente nelle ore canoniche ma anche nella Messa. Lo stesso
personaggio è ancora rappresentato, nelle pitture, benché moderne, che ora
adornano la cripta di S. Pietro di Roma, e se ne parla in due antichi codici
della biblioteca Vaticana. Nel primo, scritto al tempo di Papa Alessandro III
nel 1160, si racconta che Volusiano era amico di Tiberio, e che mandato da lui a
Gerusalemme, ne aveva, con la Veronica, recato il Sudario.
L'ambasciatore,
qui non occupa che un posto secondario. L'essenziale del fatto, cioè la
traslazione del santo Volto, è attribuito a Veronica degli autori più
accreditati, specialmente da scrittori mistici quali Lanspurgo e Mallonio, da
teologi quali Gretser e Suarez, da storici quali Stengel e Paleoti, da agiografi
o da archeologi quali Galesino, Gervasio.
Calcigno,
citato da Sandini e riprodotto dall'arcidiacono Pamelio, tien conto di questa
opinione con queste parole: L'Immagine del Cristo che la Tradizione narra essere
stata data a Veronica sopra il sudario, esiste ancora ed è in sì grande
venerazione che, non solamente i miracoli, ma alla vista stessa di questa
Immagine non lasciano luogo ad alcun dubbio.
È
innegabile, che il Santo Sudario sia stato portato a Roma dalla Veronica. Molano
dà peso a questa citazione recando il parere d'Alberico il quale nel suo
Dizionario dell'anno 1350, tiene lo stesso linguaggio: Trovasi nella Biblioteca
del Vaticano, soggiunge il dottor belga, una storia della traslazione di
questa Immagine a Roma, compilata seriamente e d'una scrittura antichissima.
Il celebre teologo inglese Tommaso Stapleton ha narrato di aver letta tutta la
storia per intero.
Baronio
conferma l'esistenza di questo prezioso manoscritto, e dice:
Nella
Chiesa di S. Maria ai Martiri, all'Altare del Crocifisso, si conservano preziosamente
i resti tarlati di un cofano di legno che servì al trasporto della santa
reliquia. Monsignor Barbier di Montaut ha copiato nella suddetta Chiesa
l'iscrizione che fa fede come per mezzo di Veronica, il Santo Sudario dalla
Palestina fu portato a Roma.
Colpiti
di un accordo così generale, i Bollandisti formulano queste due conclusioni:
Ciò che si riferisce al Sudario, dato a S. Veronica è fuor di dubbio per i
cristiani ortodossi. Che Veronica abbia portato ella stessa a Roma questa
santa Immagine, è l'opinione unanime di tutti gli scrittori!
IV.
Tutte
le testimonianze che esistono, concordano nel dire che Veronica consegnò il
Sudario a S. Clemente, che allora era collaboratore e coadiutore di S.
Pietro, e che fu poi il suo terzo successore, governò la Chiesa dall'anno 93
al 102. La sacra reliquia che Veronica gli aveva consegnata, fu trasmessa da
lui ai suoi successori che la venerarono e durante i secoli delle
persecuzioni, la tennero nascosta col più grande segreto.
La
Sacra Reliquia, fu prima custodita nelle Catacombe; in seguito quando la Chiesa
ebbe la pace, Costantino edificò una Chiesa sul luogo ove morì S. Pietro, la
Basilica Vaticana, il Santo Sudario fu ivi conservato e dopo aver subito varie
traslazioni nella Rotonda di S. Maria ai Martiri (l'antico Panteon di
Agrippa), nella Chiesa dell'Ospedale di Santo Spirito, in Castel Sant'Angelo e
negli Archivi stessi della Basilica, fu poi sempre custodito nella Basilica
Vaticana. Mentre nella Chiesa di S. Maria ai Martiri si conservano ancora
gli avanzi del cofano, che servì per il trasporto del Santo Sudario.
Il
Pontefice Giovanni VII fece emergere la preziosa Reliquia facendo edificare un
Tabernacolo ornato da colonne di marmo ed una cappella che si chiamò
"Santa Maria del Sudario".
Fra
i Pontefici che maggiormente indissero la Santa Devozione, ricorderemo Adriano
IV, Alessandro III che fece accendere sei lampade che ardevano continuamente
dinanzi alla Santa Effige. Altri Papi furono Celestino III, Innocenzo III,
Nicolò V, che fece fondere le tre piccole campane d'argento che annunziano la
esposizione della Santa Reliquia. Giovanni XII, Sisto IV. Da Urbano VIII la
Santa Immagine fu destinata nel luogo dove si trova attualmente. Nell'anno
1625 avvenne la traslazione della Santa Reliquia, insieme con la Sacra Lancia e
lo stesso Pontefice Urbano VIII volle aggiungere un pezzo della Croce ed
ordinò con una Bolla CHE LE TRE SANTE RELIQUIE venissero esposte in dati
giorni dell'anno concedendo ai fedeli indulgenza plenaria. In ogni tempo Pontefici
e Principi si susseguirono nella adorazione al Volto Santo di Nostro Signore
Gesù Cristo.
Durante
il Pontificato di Pio IX, nell'anno 1849 mentre Egli trovavasi a Gaeta, si
compì un prodigio che durò per ben tre ore. Correvano quei giorni, da Natale
all'Epifania, nei quali si permette di esporre pubblicamente il Santo Volto.
Il terzo di dell'esposizione, il velo della Veronica si colorì da se stesso,
e la figura di Nostro Signore si mostrò quasi viva in mezzo ad una luce. Su
questo velo, la cui impronta è leggerissima, attraverso una lastra di
cristallo che ricopre il Santo Volto, e che impedisce di ben distinguerne i
lineamenti, la figura del Salvatore apparve distintamente, come in rilievo, col
colore di cadavere, con gli occhi infossati e pieni di una espressione profonda
di severità. I Canonici, che erano di guardia alla Santa Reliquia, fecero
subito avvertire tutto il clero della Basilica; si suonarono i due campanoni e
il popolo trasse in folla.
Chiamato
un Notaio Apostolico, si fece il processo per accertare il fatto, e si depositò
nell'Archivio della Basilica Vaticana.
Dopo
vennero applicati sull'Effigie, veli di seta e di lino di cui alcuni furono
inviati in Francia. Invalse l'uso di chiedere a Roma autentiche del Volto Santo.
Per lungo tempo fu proibito di riprodurre in pittura la Santa Immagine, ad
eccezione di due copie; una fu inviata al Monastero di Montreuil-SousSaon, e
la seconda, a Roma, fu regalata dal Papa Gregorio XV nel 1621 ad una dama di
Casa Sforza e questa ne fece a sua volta dono alla Compagnia di Gesù che la
depose nella Cappella dei Gesuiti, detta la Camera di S. Ignazio.
Ai
giorni nostri la Corte Pontificia permette copie del Volto Santo impresse su
lino, cotone e seta.
Fra
i Santi che venerarono in modo particolare la Divina Effigie ricorderemo S. Girolamo,
S. Agostino, S. Bernardo, S. Francesco d'Assisi, S. Geltrude, S. Matilde, S.
Carlo Borromeo, S. Teresa del Bambin Gesù e del Volto Santo, e ferventi
adoratori ne furono, la serva di Dio Suor Marie de SaintPierre, Leone Dupont;
ai giorni nostri in Italia la Venerabile Madre Caterina Volpicelli, il Beato
Annibale Maria di Francia, la Suor Maria Pierina De Micheli, il Venerabile Padre
Gaetano Catanoso, e molti altri.
Il Servo di Dio Gaetano Catanoso non può essere adeguatamente considerato se non nella luce del «Volto Santo». Non ebbe soltanto devozione al Volto di N. Signore Gesù Cristo, sfigurato dolorosamente nella Passione, ma fece del «Volto Santo» la sua ascesi e la sua mistica nell'adorazione eucaristica essenzialmente riparatrice.
Del
«Volto Santo» è permeato quasi l'intero apostolato sacerdotale del Servo di
Dio, al «Volto Santo» ha ispirato la sua fondazione religiosa; del «Volto
Santo» ha fatto il suo sogno ideale, realizzato nell'erezione del Santuario
al «Volto Santo» di Gesù in Reggio Calabria.
È
doveroso, pertanto, esporre:
I
- Brevi notizie storiche sul culto del « Volto Santo».
II
- Inserimento del Servo di Dio Gaetano Catanoso nel culto del « Volto Santo».
III
- II Servo di Dio: Missionario del Volto Santo.
1.
Il Velo della «Veronica»
Il
«Volto Santo» che c'interessa è la sacra Effigie, che si venera nella
Basilica di San Pietro in Roma, impressa in lino, che, per metonimia, viene
chiamato la «Veronica». Non è questa la sede d'illustrare tutta la storia o
tutte le leggende che spiegano l'origine del culto della «Veronica» o «Volto
Santo» in diverse Chiese, nel caso, Santuari del «Volto Santo».
La
tradizione popolare della «Veronica» avrebbe impresso il suo Volto sanguinolento
nel lino con cui una delle donne che Lo seguivano al Calvario gli asciugò
pietosamente il Volto.
Diffusosi
il culto della «Veronica» dopo il medioevo per la venerazione incentrata
in San Pietro di Roma, ove il Sacro Velo veniva mostrato ed esposto in solenne
ostensione alla venerazione dei pellegrini, specialmente giubilari o dei
fedeli romani nel sacro triduo della Settimana Santa, del lino furono fatte
moltissime copie non sempre riuscite perfette dai «pictores Veronicarum».
Nel
secolo XIX era di facile acquisto una «Vera Effigies Sacri Vultus Domini Nostri
Jesu Christi» conservata nella Basilica di S. Pietro in Vaticano.
2.
II Velo della « Veronica» a Tours
Poiché
il Servo di Dio Gaetano Catarroso nella sua pietà e nel suo apostolato del «Volto
Santo» è intimamente legato al culto prestato alla sacra Effigie di Gesù a
Tours (Francia) è necessario illustrare come Tours sia diventata il centro di
questa devozione. A evitare prolissità, la questione è illustrata dalla
seguente cronologia:
-
8 agosto 1843: il Sommo
Ponteficice Gregorio XVI istituì a Roma con un apposito Breve una
Confraternita riparatrice. Con essa si iniziò un movimento devozionale di
riparazione.
-
26 agosto 1843: nel Carmelo
di Tours, Gesù benignò la Suora portinaia, Soeur Marie de Saint Pierre, con
la rivelazione: "Il mio nome è dappertutto bestemmiato; i fanciulli
stessi bestemmiano! Quest'orribile peccato ferisce dolorosamente e più che
tutti gli altri il mio Divin Cuore. Colla bestemmia il peccatore mi maledice in
faccia, mi investe apertamente, annienta la mia Redenzione e pronunzia lui
stesso il suo giudizio e la sua condanna".
-
12 giugno 1845: Gesù
riprese il colloquio in merito alla riparazione e ingiunse a Soeur Marie di
parlarne coll'Arcivescovo di Tours, Mons. Morlot al fine di istituire ufficialmente
l'Opera della Riparazione.
-
27 ottobre 1845: «Un
giorno, mentre attendeva l'ora della Messa...» Gesù insistette: «Io
cerco delle Veroniche per asciugare il mio Divin Volto, poiché Esso ha pochi
adoratori".. Per questo Santo Volto, farai dei prodigi».
-
13 febbraio 1848: Gesù
annunziò a Soeur Marie: «La Chiesa è minacciata d'un orribile tempesta,
prega, prega.... »
-
8 luglio 1848:
Soeur Marie de Saint Pierre, dopo molte sofferenze, morì all'età di appena
31 anni.
Prima che Soeur Marie de Saint Pierre uscisse di scena si inseriscono due avvenimenti decisivi nel movimento della Riparazione.
-
19 settembre 1846 avvennero
le apparizioni della «Madonna piangente» a la Salette, diocesi di
Grenoble, durante le quali venne chiesta riparazione contro la bestemmia e la
profanazione dei giorni festivi.
-
30 luglio 1847. il Sommo
Pontefice Pio IX elevò al grado di Arciconfraternita la Confraternita della
Riparazione eretta da Mons. Parisis, Vescovo di Langres, nella chiesa di S.
Martin de Lanone a Saint Dizier. Mons. Parisis prevenne l'Arcivescovo di Tours,
secondo il desiderio espresso da Gesù a Soeur Marie de Saint Pierre.
Il nesso tra il movimento della Riparazione e 1'Effige del Volto Santo la «Veronica» a Tours si deve al Venerabile Lèon Papin Dupont.
-1849:
il signor Dupont con l'approvazione di Mons. Morlot iniziò a Tours nella
chiesa dei «Preti della Missione» l'Adorazione Notturna per gli uomini.
-
29 febbraio 1851: il
Venerabile Dupont vide la riproduzione del «Velo della Veronica» nel Carmelo
di Tours, arrivata in dono dalle Benedettine d'Arras. Subito espresse alla
Priora il desiderio di averne due esemplari: uno per sè l'altro per la sua
opera dell'Adorazione notturna.
-
16 aprile 1851 (mercoledì santo):
al Ven. Dupont furono rimessi dalla Priora del Carmelo di Tours i due esemplari
che provenivano da Roma dietro ordinazione delle Benedettine d'Arras.
-
Il Ven. Dupont per sua
devozione personale collocò nel salone della sua casa, in posto d'onore,
l'immagine del «Volto Santo» e vi accese dinanzi una lampada perenne. Nei
disegni di Dio nacque in casa Dupont un «Santuario del Volto Santo».
-
1854: il Ven. Dupont curò
l'edizione d'immagini della «Veronica» e ne cominciò la distribuzione ai
visitatori del «Santuario» della sua casa.
-
18 marzo 1876: santa morte
del Ven. Lèon
Papin Dupont.
-
L'arcivescovo di Tours, Mons. Colet
subito dopo la morte trasformò in Cappella il salone, ove il Ven. Dupont aveva
onorato l'Effigie del Volto Santo per 25 anni con una lampada perenne accesa.
-
Lo stesso Mons. Colet eresse
canonicamente nella Cappella la Confraternita Riparatrice «in honorem et
sub titolo Sacri Vultus Domini Nostri Iesu Christi», che Leone XIII elevò ad
Arciconfraternita col Breve del 1° ottobre 1885: «Tam pro Gallia quam ubique».
Questa
Confraternita sorse nel «Santuario del Volto Santo», che già fu la casa del
Ven. Dupont.
L'Oratorio
del Volto Santo divenne la sede di una società di sacerdoti uniti in comunità,
che presero il nome di «Preti del Volto Santo». A questa istituzione dei «Preti
del Volto Santo» Mons. Colet affidò il mandato di continuare l'opera e
l'apostolato del Ven. Dupont.
II.
INSERIMENTO
DEL SERVO DI DIO GAETANO CATANOSO
NEL
CULTO DEL VOLTO SANTO
La
documentazione per illustrare l'azione del Servo di Dio Gaetano Catanoso,
parroco di un sperduto paese dell'Aspromonte in Calabria, se ben studiata e
meditata, convince come sia stato nei piani di Dio che il sacerdote fosse
calamitato dal carisma del «Volto Santo». Carisma che, è bene dirlo fin da
principio, se ha il punto focale nel Volto appassionato del Signore, ha nei
contorni una luce e una tonalità squisitamente mariana.
All'avanzarsi
della senilità, P. Catanoso in ambedue i testamenti, conclude quella che può
dirsi la sinfonia della sua vita: «Alle Figlie di S. Veronica raccomando un
culto di amore e di riparazione a N. S. Gesù Cristo appassionato ed alla
Madonna delle Salette riconciliatrice dei peccatori».
Ad
attrarre il Servo di Dio nell'orbita del «Volto Santo» e della riparazione è
stata un'anima eletta, già favorita di un prodigio della Madonna de «La
Salette»: Elena Naldi. Quest'anima congiunse all'esortazione riparatrice della
Madonna de «la Salette» gli aneliti e i desideri rivelati da Gesù a Soeur
Marie de Saint Pierre, accolti e concretizzati dal Venerabile Lèon Papin
Dupont.
La
Naldi, attraverso l'apostolato dei Sacerdoti del Volto Santo di Tours, tramite
la sede italiana di Bussana, venne a conoscenza dell'opuscolo «Il Volto Santo
di Gesù e la Riparazione».
Dalle
note biografiche della Madre - così era chiamata meritatamente Elena Naldi -
si apprende come sia stata lei il canale attraverso il quale la Provvidenza
investì con la sua grazia tre Sacerdoti della Diocesi Reggina: Salvatore De
Lorenzo, parroco della Purificazione - «Candelora» di Reggio Calabria,
Giovanni Calabrò, parroco di Condera e il nostro Servo di Dio, parroco-dittereo
di Pentidattilo.
Fu
il Sac. De Lorenzo a chiedere a Tours l'aggregazione come Missionari di tutti e
tre i sacerdoti.
III.
P.
GAETANO CATANOSO MISSIONARIO DEL VOLTO SANTO
L'8
ottobre 1918 il Servo di Dio, mentre era parroco-dittereo di Pentidattilo venne
iscritto all'Arciconfraternita «In honorem et sub titulo Sacri Vultus Domini
Nostri Jesu Chiristi» di Tours.
Dopo l'iscrizione il Servo di Dio si affrettò a erigere nella sua parrocchia di Pentidattilo la Confraternita del Sacro Volto, che fu canonicamente confermata dall'Arcivescovo di Reggio Calabria, Mons. Rinaldo Camillo Rousset il 24 ottobre 1919 con la commenda per l'aggregazione alla sede Primaria di Tours, che fu concessa con Lettera Patente del 17 marzo 1920.
«A
Pentidattilo, piccola terra di meno che 1000 anime, Comune di Melito Porto
Salvo, provincia di Reggio Calabria, fu eretta una Confraternita del Santo
Volto, aggregata all'Arciconfraternita di Tours, in Francia, collo scopo di
combattere la bestemmia e di soccorrere le vocazioni di poveri giovanetti,
aspiranti allo stato ecclesiastico.
Il
Vessillo adorabile, e più sacro e venerando per la santa crociata contro la
bestemmia, si alza, ora anche agli estremi lidi d'Italia. Deh che in tante
città e paesi della nostra penisola, lo si inalberi presto, sull'esempio di
Francia, per la riparazione, che sola trattiene ancora i fulmini dell'ira
divina provocata atrocemente, nefandamente, dalla bestemmia».
Deceduti
gli amici di Mons. Salvatore De Lorenzo (1921) e Don Giovanni Calabrò (1929),
il Servo di Dio rimase l'apostolo del Volto Santo e l'animatore dell'Opera Riparatrice
nella diocesi di Reggio Calabria. L'iscrizione all'Arciconfraternita del Volto
Santo per P. Catanoso fu come una «Pentecoste». Confermò e fomentò, dette
calore e vita alla spiritualità del Servo di Dio pienamente cosciente del suo
sacerdozio. I suoi ideali, improntati sulla devozione eucaristica da animare
in zone sprovviste di Tabernacoli per la penuria di sacerdoti e sulla
consapevolezza di una campagna-reclutamento di vocazioni sacerdotali per
arginare l'ignoranza religiosa dei lavoratori della terra contagiati dal
tremendo vizio della bestemmia, divennero motivo di intenso apostolato
sacerdotale e missionario.
Il
Sacro Volto oltraggiato e sanguinante di Gesù divenne la bandiera del suo apostolato
di:
-
riparazione contro la bestemmia e la profanazione dei giorni festivi,
-
sostegno ai chierici poveri,
-
opere per asciugare il Volto di Gesù sofferente nel prossimo: fondazione Suore
Veroniche del Volto Santo,
-
glorificazione e lode perenne del Volto Santo: Santuario.
Le
sintetizzate e accennate forme di apostolato abbracciano l'attività
sacerdotale e pastorale del Servo di Dio finché la salute e le forze
resistettero. Per esse il Servo di Dio, oltre la sua parola suadente,
espressione della costante tensione del suo cuore e della sua anima, si servì
della stampa, pioniere in tempi e luoghi affatto propizi e ideò fin da Pentidattilo
un foglietto dal titolo «Il Volto Santo».
Il
primo foglietto di «Il Volto Santo» uscì nel mese di giugno 1920 con sul
frontespizio il cliché del Volto Santo, e, sotto, la scritta in latino: «Ostende,
Domine, faciem tuam et salvi erimus». (S. 79,8).
Questo
bollettino diretto dal Servo di Dio fino al 1943 sarà il portavoce della devozione,
dell'apostolato e dell'impegno del Servo di Dio nel promuovere la Riparazione
e l'Opera dei Chierici poveri.
È
una cattedra, che permette al Servo di Dio di dar sfogo al suo zelo e di far
conoscere le molte iniziative che intende svolgere a bene della Chiesa
calabrese. Già nel bollettino di ottobre-novembre 1920, sotto il titolo «Memento»
presenta la Confraternita del Volto Santo: scopi, obblighi, vantaggi ed
avvertenze.
-
Riparazione
La
devozione al Volto appassionato di Gesù per il Servo di Dio non restò uno sfogo
di devozione particolare, ma divenne una spinta per lottare contro la bestemmia
e soprattutto per riparare.
Per
il Natale 1920 il suo cuore si infiamma e proclama a tutti di essere «riparatori
della bestemmia ai dolcissimi nomi di Gesù e Maria». Per ultimo giorno
dell'anno (1920) celebra una giornata eucaristica «con lo scopo di riparare
le offese fatte a Nostro Signore con la bestemmia».
La
Riparazione, secondo P. Gaetano, aveva per oggetto il Volto Santo di Gesù realmente
presente nel Tabernacolo.
Quando
nel 1919 dall'amico Can. De Lorenzo venne iscritto come Missionario del Volto
Santo a Tours, P. Catanoso fa subito il rapporto teologico tra la devozione al
Volto Santo e l'Eucarestia:
«La
devozione del Volto Santo si concentra nel sacro Velo della Veronica dove nostro
Signore impresse col suo preziosissimo Sangue i lineamenti della sua Faccia
divina. È una reliquia preziosissima che la Chiesa conserva e che noi
veneriamo. Ma se vogliamo adorare il Volto Santo di Gesù e non l'immagine
sola, questo Volto noi lo troviamo nella divina Eucarestia, ove col Corpo e
Sangue di G. C. si nasconde sotto il bianco velo dell'ostia il Volto di Nostro
Signore. Dunque l'ostia è per noi anco un velo; con questa differenza: che il
Velo di S. Veronica mostra a noi i lineamenti, l'immagine del Volto di Gesù,
mentre il velo eucaristico, se noi per poco penetriamo con la fede attraverso
le sacre specie, ci mostra non i lineamenti, ma vivo e vero tutto Gesù e
specie il suo Volto Santissimo. E molte volte Gesù Sacramentato ha voluto
mostrare al suo popolo devoto che lo adorava nella Eucarestia le fattezze del
suo santo Viso. Uno di questi miracoli è avvenuto un paio di anni fa nella
Spagna. Mentre il popolo devoto adorava l'Ostia solennemente esposta
nell'Ostensorio, le Sacre Specie sparirono ed apparve allo sguardo di tutti il
Volto adorabile di Gesù coronato di spine e grondante di sangue. È inutile
ripetere l'impressione enorme che ha prodotto questo prodigio.
Noi
da questo fatto prendiamo argomento d'invitare i devoti e gli iscritti al Volto
Santo di adorare l'Eucarestia, dove realmente il Sacro Volto si nasconde sotto
il velo dell'Ostia.
Fu
questo pensiero che c'inspirò d'istituire nella nostra Chiesa le giornate
settimanali d'adorazione Eucaristica. Questa idea lanciata in un momento di
entusiasmo venne accolta dai fedeli e l'adorazione ebbe già principio e
continua con un crescendo meraviglioso nella nostra Chiesa della Candelora.
Fin
dal mattino di ogni giovedì e d'ogni prima domenica, alle otto, si celebra la
Messa dell'Esposizione, e l'Adorazione continua fino a mezzodì nella quale
ora viene pure celebrata una messa, e prosegue fino un'ora di notte, chiudendosi
con l'Ora Santa, divozione già istituita dal nostro compianto Predecessore
Canonico De Lorenzo.
È
bello vedere nelle ore del giorno in cui ha luogo l'adorazione darsi il cambio i
fedeli e gli iscritti e gli istituti di educazione maschili e femminili
della città. Tra questi si sono segnalati il Seminario diocesano, l'Educandato
delle Suore di Carità delle scuole Pio X e dell'opera Pia della Provvidenza,
l'Asilo infantile diretto dalle suore di Don Orione, il Circolo S. Paolo.
Intendiamo dare a questi istituti una lode ed incoraggiarli sempre più alla
manifestazione pubblica e solenne di adorazione a Gesù Sacramentato.
Qualche
confratello ci ha fatto delle osservazioni circa i mezzi finanziari che occorrono
per preparare questo trono settimanale di luce e di amore al divin
Prigioniero. Ma questo non ci preoccupa. Gesù Sacramentato ispirerà alle
anime adoratrici di concorrere alla spesa e a tal'uopo abbiamo già lanciato
l'idea di aggregazione Eucaristica, i cui membri, oltre l'obbligo di adorare a
turno Gesù Sacramentato, s'impongono di pagare una tassa di lire sei annue per
concorrere alle spese dell'adorazione e per partecipare alla stessa Messa
dell'esposizione che verrà celebrata per tutti gli iscritti.
Ai
devoti di Gesù Sacramentato e del Volto Santo affidiamo la propaganda dell'aggregazione.
Se essi sapranno lavorare con zelo e disinteresse speriamo con l'aiuto divino
di arrivare all'Adorazione quotidiana. In seguito faremo noti altri benefici a
favore degli iscritti; all'opera dunque o devoti del Volto Santo e dell'Eucarestia;
prepariamo a Gesù Sacramentato il suo trono di gloria, di amore e
riparazione.
Viva
Gesù Sacramentato! Viva il Volto Santo!
("Il
Volto Santo", novembre 1921) La devozione in P. Catanoso è riparazione e
la riparazione è azione. Colpito dal Volto del Signore non può rimanere
inerte, ma deve trasmettere la fiamma e suscitare devoti ed apostoli. Il
segreto e la sintesi della sua vita sono: essere - diventare - far fare! Nel
Natale 1956, facendo un riassunto dell'argomento tante volte presentano ai lettori
del bollettino «Il Volto Santo», ritorna al tema della riparazione:
«Il
Volto di Gesù è oggetto di profonda meditazione e di fruttuosa devozione.
(…) Il Natale richiama l'Umanità redenta a meditare il giorno della nascita
di Gesù, le Sue prime ore di vita, ci richiama a contemplare il medesimo
Volto Santo e a concludere con compunzione che la causa della trasfigurazione
dell'Ecce homo, è "l'opera delle nostre colpe e l'empietà della ingratitudine
umana".
Uniamoci
quindi nella Devozione al Volto Santo.
1°
Per riparare i nostri peccati.
2°
Per riparare la bestemmia e la profanazione della Festa.
3°
Per la conversione dei peccatori.
Vogliono
placare la collera di Dio, diventare anime riparatrici, contribuire al trionfo
della Chiesa e partecipare alle sublimi ricompense promesse da Nostro Signore
Gesù Cristo».
Quando
il 7 marzo 1959 il Servo di Dio, per la ricorrenza del suo 80° compleanno, fu
invitato a celebrare la santa Messa a Chorio di S. Lorenzo, sua terra natale,
rivelò l'estasi della sua anima: «Io sono missionario del Volto Santo, e
quindi devoto di Santa Veronica. Una copia del Volto Santo di Roma si trova a
Tours, dove ci sono i preti del Volto Santo. E per questo io ho pensato: se ci
sono i preti del Volto Santo, perché non ci debbono essere le Suore del Volto
Santo, che portino la devozione riparatrice, specialmente dei peccati di
bestemmia e della profanazione della festa?
Ed
ecco le Suore del Volto Santo! Lo ripeto: Siate devoti al Volto Santo.
Guardatelo! La fronte è coronata di spine; gli occhi sono aggrumati di sangue.
Gesù è dissetato con aceto e fiele. Il Volto di Gesù è coperto di sputi, è
schiaffeggiato. Eppure Gesù, di sulla Croce, secondo una rivelazione del
venerabile S. Beda, si sforzava di aprire gli occhi, per guardare i poveri
peccatori, i suoi crocifissori, che lo bestemmiavano. Ebbene, nel Volto Santo
che si conserva a Roma, noi abbiamo diciamo così, il sudore di nostro
Signore Gesù Cristo. Gesù ha lavorato per trent'anni povero operaio. Era
considerato il figlio dell'operaio, il figlio dell'operaio per trent'anni! E
c'è il sudore della fatica di nostro Signore. Ci sono ancora le lacrime e il
sudore di Gesù, quando andava in cerca della pecorella smarrita. Ci sono le
lacrime di Nostro Signore Gesù che piange! Come avere il coraggio di farlo
piangere ancora, di non riparare con le nostre comunioni, con la nostra vita
santa? Col santo timore di Dio, con l'osservanza del decalogo, dei precetti
della Chiesa? Come si può avere il coraggio di continuare a far piangere Nostro
Signore? Nessuno ha compassione adesso per Lui?
Ci
sono le lacrime di Gesù. Gesù ha pianto sulle rovine di Gerusalemme, Gesù ha
pianto sulla morte del suo amico Lazzaro. Asciughiamo quelle lacrime,
asciughiamo quel pianto! Ripariamo anzitutto con una vita santa, con una vita
timorata di Dio, senza imprecazioni, senza bestemmie. Consoliamo Gesù! Sarà
grande la gioia di quando noi vedremo, un giorno, bello, risplendente il volto
di Gesù in Paradiso!".
"Che
la devozione al Volto Santo si affermi! Che la devozione al Volto Santo sia
davvero un'opera di riparazione! Non lasciate Gesù Sacramentato solo! Fatelo
venire nei vostri cuori! Portatelo dopo, portatelo nelle vostre case, portatelo
per le vostre strade. E ritornate alla pietà antica, alla fede delle vostre
mamme, alla fede delle vostre nonne. Il rosario in mano dovete tenere come lo teneva
e lo faceva recitare il nostro santo protettore S. Pasquale. Vi raccomando la
devozione a Gesù Sacramentato! Che Gesù non resti solo nella santa Custodia!
Che il vostro cuore sia come la lampada, una lampada che si consuma a poco a
poco davanti all'altare e il vostro cuore sia come la candela che si consuma.
Amatelo, amatelo sempre nostro Signore, e fatelo amare!".
Il
servo di Dio, con ultimo sforzo, rivela che il volto Santo di Gesù era
davvero il sole della sua vita. Era presente quando scriveva sulla SS.
Eucarestia, sul Sacerdozio, sulla Madre di Gesù e Madre nostra. Ispirava la
fondazione del nuovo Istituto, perché la devozione al Volto Santo si estendesse
su tutta la Calabria, su tutta l'Italia, su tutto il mondo. Ha scolpito il suo
testamento nel cuore dei bambini, dei giovani, dei genitori che ascoltavano la
sua ultima e più bella predica. Questa predica déve ora arrivare a tutto il
mondo, ed abbiamo viva speranza che ciò avverrà molto presto.
Il
Magistero della Chiesa nutre in noi questa speranza, mentre, dopo il culto del
Sacro Cuore, raccomanda il culto del Volto Santo (cf. sopra, pp. 130-131). Il
Magistero Liturgico completa la voce del Magistero dogmatico, mentre inserisce
nella Liturgia delle Ore la bella preghiera di S. Anselmo, Vescovo e Dottore
della Chiesa; forse la pagina più bella della letteratura patristicoscolastica,
indirizzata al Volto Santo di Dio. Non troviamo parole migliori per terminare il
presente volume.
(Dal
II v. —Il servo di Dio Gaetano Catanoso, nella luce dei Suoi scritti" di
P. Tito Szabd O.F.M., 1989)
"Orsù,
misero mortale, fuggì via per breve tempo dalle tue occupazioni; lascia per un
po' i tuoi pensieri tumultuosi. Allontana in questo momento i gravi affanni e
metti da parte le tue faticose attività.
Attendi
un poco a Dio e riposa in Lui! Entra nell'intimo della tua anima; escludi
tutto tranne Dio e quello che ti aiuta a cercarlo. O mio cuore, dì ora con
tutto te stesso, di ora a Dio: Cerco il tuo volto. "Il tuo volto,
Signore, io cerco" (Sal. 26,8). Orsù, dunque, Signore Dio mio, insegna
al mio cuore dove e come cercarti, dove e come trovarti. Signore, se tu non sei
qui, dove cercherò te assente? Se poi sei dappertutto, perché mai non ti
vedo presente? Ma tu certo abiti in una luce inaccessibile. E dov'è la luce
inaccessibile, o come mi accosterò ad essa? Chi mi condurrà, chi mi guiderà
a essa sì che in essa io possa vederti? Inoltre con quali segni, con quale
volto ti cercherò? O Signore Dio mio, mai io ti vidi, non conosco il tuo
volto.
Che
cosa farà, o altissimo Signore, questo esule, che è così distante da te, ma
che a te appartiene? Che cosa farà il tuo servo tormentato dall'amore per te e
gettato lontano dal tuo volto? Anela a vederti e il tuo volto gli è troppo
discosto. Desidera avvicinarti, e la tua abitazione è inaccessibile. Brama
trovarti e non conosce la tua dimora. Si impegna a cercarti e non conosce il tuo
volto.
Signore,
tu sei il mio Dio, tu sei il mio Signore e io non ti ho mai visto. Tu mi hai
creato e ricreato, mi hai donato tutti i miei beni, e io ancora non ti conosco.
Io sono stato creato per vederti ancora non ho fatto ciò per cui sono stato
creato.
Ma
tu, Signore, fino a quando ti dimenticherai di noi, fino a quando distoglierai
da noi il tuo sguardo? Quando ci guarderai e ci esaudirai? Quando illuminerai i
nostri occhi e ci mostrerai la tua faccia? Quando ti restituirai a noi?
Guarda,
Signore, esaudiscici, illuminaci, mostrati a noi! Ridonati a noi, perché ne
abbiamo bene: senza di te stiamo tanto male! Abbi pietà delle nostre fatiche,
dei nostri sforzi verso di te: non valiamo nulla senza di te.
Insegnami
a cercarti e mostrati quando ti cerco: non posso cercarti se tu non mi insegni,
nè trovarti se non ti mostri. Che io ti cerchi desiderandoti e ti desideri
cercandoti: che io ti trovi amandoti e ti ami trovandoti" (S. Anselmo,
Proslògion, cap. 1; cit. in Liturgia delle Ore, Prima settimana di avvento,
Venerdì, Seconda Lettura).
Così
pregano i santi innamorati del Volto Santo di Dio e di Cristo, e che attendono
"con amore la sua venuta" (2 Tim. 4,8). Uno di questi è Padre
Catanoso, mandato da Dio per riaccendere questa fiamma nel nostro secolo.
-
Missionario del Volto Santo - Emerge nel Servo di Dio, un particolare amore al
Volto Santo di Gesù come effetto del suo centrarsi in Cristo sacerdote e
vittima presente nell'Eucarestia, dove continua a stare in mezzo agli uomini
sconosciuto, spesso beffeggiato, oltraggiato dalle bestemmie e dai sacrilegi e
dall'indifferenza. Da qui l'impegno del Servo di Dio per riparare le bestemmie
e i sacrilegi che caratterizza la sua spiritualità eucarestica e al Volto
Santo.
Ma
l'attenzione al Volto Santo lo portava anche a riparare gli oltraggi che si
fanno al Volto di Cristo impresso nei fratelli e nelle sorelle con i quali
Cristo solidarizza ritenendo compiuto o non compiuto a se quanto si fa o non
si fa in favore dei bisognosi. (cfr. Mt. 25, 40.45).
Mons.
Ferro afferma: «Ricordo bene che il Padre rifacendosi al gesto della Veronica
voleva che le sue Suore continuassero misticamente il servizio della
Riparazione con la preghiera riparatrice andando incontro a Gesù detergendo il
suo Volto Santo».
Riparazione
che si concretizzava anche nei servizi sociali compiuti nei piccoli paesi.
Il
Servo di Dio, dai Tabernacoli abbandonati per mancanza di clero, che supplisce
con l'opera dei Chierici poveri, nel fervore effervescente della sua carità,
passa a contemplare il Volto Santo presente nei fratelli sofferenti,
abbandonati, malati, moribondi nei tuguri e nelle grotte dell'Aspromonte.
Concepisce fin dal 1920 sorelle altrettante Veroniche per lenire e asciugare
il volto dei fratelli sofferenti.
Esse
costituiranno un «cenacolo di Riparazione» che prolungherà nel tempo: «Il
nobile e santo scopo di riparare le bestemmie ed gli oltraggi rivolti contro nostro
Signore Gesù Cristo. [...] di portare, anche nei più piccoli paesi, un
soffio potente e vivificatore di carità in mezzo ai poveri, con asili
infantili, laboratori, scuole di catechismo, ecc.».
«Il
Volto Santo di Gesù è così appassionato nel volto bisognoso di tanta gente
da sollecitare nuove Veroniche per consolare e asciugare tanto pianto».
Fu
l'inizio della fondazione delle Suore Veroniche del Volto Santo.
L'iter
della Congregazione fondata da P. Catanoso fu lungo e come diceva lui stesso «sempre
in alto mare» con sofferenze e difficoltà di ogni sorte, ma il Servo di Dio
fu sempre fiducioso nel suo «Fiat - in Domino» fino a poter dire di cuore «Deo
gratias» il 25 marzo 1958 - dopo 24 anni di molteplici e dure prove - quando
ricevette l'approvazione canonica da Mons. Giovanni Ferro, Arcivescovo di
Reggio Calabria.
Nella
festa dell'Immacolata 1958, cosciente dell'opera da lui iniziata, il Padre
scrisse: «La mia Congregazione, canonicamente eretta [...] è desiderosa di
formare questo esercito di anime «Missionarie del Volto Santo» appunto per
portare aiuto in tante parrocchie, per la protezione della gioventù e
dell'infanzia».
«LE
FIGLIE DI SANTA VERONICA» CHI SONO
Sono
una nuova Famiglia Religiosa, chiamata Congregazione delle «Figlie di Santa
Veronica», missionarie del Volto Santo, che la mano di Dio ha voluto
recentemente suscitare tra noi.
Oltre
lo scopo primario, che è la consacrazione di ciascuna religiosa nella propria
congregazione a Dio per mezzo dei tre voti semplici di povertà-castità-obbedienza,
le «Figlie di Santa Veronica» hanno per missione speciale la propagazione
della divozione al
Santo
Volto di Gesù, con conseguente riparazione delle bestemmie e delle profanazioni
contro il nome Santo di Dio.
Ed
a tal fine, il loro apostolato operoso, perché la fede senza le opere è
morta, viene svolto fra la gente più umile, nei paesi remoti e nelle
borgate di campagna con catechismi, asili per l'infanzia, laboratori, assistenza
ai moribondi, cura delle biancherie delle Chiese e delle Cappelle, e in tutte
quelle altre forme che la divina carità di nostro Signore sa suscitare per il
ministero di anime votate al suo servizio.
È
una istituzione nuova, che si adatta alle condizioni speciali delle nostre genti
di campagna, assistendole nel miglior modo ad esse possibile.
E
appunto perché istituzione nuova ha bisogno di essere sorretta ed alimentata
dalla carità e dalla benevolenza di tutte le persone buone, che sentono la
bellezza del sacrificio e l'alta dignità del lavoro fatto unicamente a
gloria di Dio ed alla salute delle anime.
Vi
è estrema necessità di far rivivere l'amore, la fraterna carità in mezzo a
tanta gente; di far sentire l'afflato dello spirito di Dio, che è di pace e
non di afflizione, che è di mutua comprensione e non di freddo egoismo. O
carità divina che tutto sopporti, che tutto sostieni, che tutto innalzi, che
tutto sublimi e divinizzi, che tutto raggiungi, poiché l'amore è più
forte di tutti gli ostacoli e fin dalla morte stessa; o carità divina, sii la
caratteristica e il segno distintivo delle «Figlie di Santa Veronica!». O
carità divina avvampa e incendia le fibre di ogni cuore, perché in tutti i
cuori, regni nostro Signor Gesù Cristo!
Ecco,
affido alla carità vostra, o devote e divoti del Volto Santo, le «Figlie di
Santa Veronica». Aiutatele con le vostre preghiere, col benigno compatimento,
con la generosità propria di questa nostra terra calabrese, sempre pronta e
in piedi all'appello di sante iniziative.
Nostro
Signore Gesù Cristo vi conforti e vi ricompensi largamente.
Le
preghiere mie e delle «Figlie di Santa Veronica» vi ottengano ogni grazia ed
ogni benedizione.
In
Maria Santissima, nostra Madre di Consolazione, dev.mo ed obb.mo. Umilissimo
vostro Can. Gaetano Catanoso Missionario del Volto Santo («Volto Santo»,
gennaio 1937)
1.
Il Carisma della Congregazione "Suore Veroniche del Volto Santo" è
quello della RIPARAZIONE alla Santità di Dio offesa dai peccati dell'umanità,
in particolare dall'iniquo insulto della bestemmia e dalla profanazione del
giorno festivo.
Ed
è in special modo al VOLTO SANTO del Signore sfigurato dalla Passione (Is,
52, 14).
2.
A questo scopo, consapevoli
che ogni dolore umano è dolore del Cristo e che nei poveri e sofferenti
continua la sua Passione e morte, le Suore veroniche del Volto Santo,
prestano il loro servizio, con preferenza tra la gente più umile e bisognosa,
nei luoghi più disagiati, mediante le opere educative e assistenziali, detergendo
il Volto di Cristo nei fratelli, continuando nella Chiesa il coraggioso
"gesto" della Veronica sulla via dolorosa del Calvario.
La loro presenza è soprattutto in Calabria, a Salerno, a Roma, a Manila Filippine.
Guidate
dall'ardente Fede del Venerabile Padre Catanoso, loro Fondatore, animate dal
suo amore filiale per la Chiesa, con nel cuore e sulle labbra il VOLTO SANTO
vanno "avanti sempre" e "In Domino!".
Il
25 marzo 1958 l'Arcivescovo Mons. Giovanni Ferro emanò il decreto con cui la
Congregazione veniva riconosciuta di diritto diocesano.
L'8
dicembre 1980 la Congregazione per i Religiosi costituisce la Congregazione
delle Suore Veroniche del Volto Santo in Istituto di diritto pontificio.
Il
25 dicembre 1981 ne approva le Costituzioni.
La
Congregazione delle Suore Veroniche del Volto Santo fu e resta il monumento
operante della mistica del Servo di Dio incentrata sul Volto Santo. Ma, fin
dal 1934, in concomitanza con la fondazione delle Suore, il Servo di Dio
concepì la costruzione di una altro monumento, il tempio-santuario del Volto
Santo, luogo di glorificazione e lode perenne.
Nell'attesa,
mentre era in costruzione il modesto edificio della casa madre, vuole costruita
anche una Cappellina - oratorio semipubblico, dedicata al Volto Santo, ove
vuole iniziata la vagheggiata «laus perennis». Finché la salute lo
assistette, cercò di provvedere al progetto del grande Santuario e in pari
tempo di sollecitare le offerte da parte dei fedeli.
Per
il Natale del 1960 rivolgeva il primo appello ai devoti del Volto Santo: «Sorgerà
il Tempio del Volto Santo!» L'infinita bontà di Gesù chiama i suoi devoti per
far sorgere in Reggio Calabria "Il Tempio del Volto Santo".
Dobbiamo
sentirci tutti strumenti della divina Provvidenza per la costruzione di questo
Tempio e per la diffusione e il trionfo della devozione al Volto Santo.
Il
Tempio che sorgerà fra breve al Rione Spirito Santo presso la Casa
generalizia delle Suore Veroniche dovrà diventare il centro dell'Adorazione
perpetua per propagare la devozione eucaristica e la riparazione contro la
bestemmia e la profanazione della festa.
Il
grande desiderio dei devoti del Volto Santo sarà dunque presto appagato. Ma bisogna
pregare affinché la Madonna, Madre della Divina Provvidenza, ci mandi molti benefattori
con molti aiuti».
Per
il Natale del 1962, suo ultimo Natale in questa terra, scriveva: «Tutti vi
ricordo e vi porto nel mio cuore sacerdotale! Nutro per voi affetto e riconoscenza
e vi penso tutti.
[...]
Come da tanti anni ho desiderato, è giunto il tempo per la realizzazione del
nuovo Santuario del Volto Santo, cenacolo eucaristico, ove tutte le anime
pie, come a sorgente di conforto e di fortezza, nell'adorazione e nella
preghiera, troveranno impulso e ispirazione per diventare sempre più fervorose
anime riparatrici.
Cari
Benefattori, che con tanto bontà e generosità mi avete aiutato a costruire il
nuovo Orfanotrofio del Volto santo, aiutatemi ora a costruire il nuovo
Santuario per la Riparazione, per l'Adorazione perpetua!" Desidero
incominciare i lavori al più presto.
[...]
La Madonna vi ricompensi e vi benedica sempre! »
Il
Servo di Dio, per la sopravvenuta morte non poté seguire la realizzazione dell'opera.
Attesta Mons. Giovanni Ferro, l'Arcivescovo che l'assistette in morte: «Affidò
a me, Arcivescovo di Reggio, l'esecuzione del tempio ed io ricevetti come un
testamento questa sua volontà. Dal Servo di Dio io non ricevetti alcuna
somma. L'Opera fu portata a compimento fidando pienamente nella Divina
Provvidenza, che è intervenuta attraverso libere offerte».
Il
12 aprile 1969 Mons. Ferro benediva la cripta; la consacrazione della Chiesa già
ultimata è avvenuta il 2 gennaio 1972.
Con
decreto del 4 aprile 1988 S. E. Mons. Aurelio Sorrentino ha elevato alla dignità
di Santuario la chiesa del Volto Santo.
Si
è compiuto così l'avveramento del diuturno sogno di P. Gaetano Catanoso.
(La
Parte II —Il Volto Santo e Padre Gaetano Catanoso" (pagg. 20-48) è stata
tratta dagli scritti esaminati dalla Congregazione per la Cause dei Santi in
occasione della proclamazione a "Venerabile Padre Gaetano Catanoso)
Nella
sua grande pietà P. Gaetano Catanoso sognava anche l'erezione di un Santuario
dedicato al Volto Santo, che fosse come un rifugio per le anime stanche, in
cui si potesse incontrare il Signore e trovare la pace, come centro di
riparazione: «Costruiremo il Santuario del Volto Santo, con adorazione
quotidiana, e sarà il Santuario di tutta la Calabria, lì si pregherà e si
riparerà». (Pensieri, p. 148).
Crediamo
sia ora giunto il momento di realizzare il desiderio di P. Catanoso. Pertanto,
nella speranza che l'erezione a Santuario della Chiesa del Volto Santo annessa
alla Casa Generalizia della Congregazione delle Suore Veroniche del Volto Santo,
nella cui cripta si conserva il corpo mortale del Servo di Dio P. Catanoso,
contribuisca a far conoscere la devozione al Volto santo e richiami molti
alla pietà riparatrice, visto i cann. 1230 - 1234
col
presente decreto erigiamo a Santuario diocesano la Chie
sa
del Volto Santo, annessa alla Casa Generalizia della Congregazione Religiosa
delle Suore Veroniche del Volto Santo in via P. Catanoso, 2 e ne approviamo il
relativo regolamento - statuto che fa parte integrante di questo decreto.
Reggio
Calabria, 4 aprile 1988
Il
Cancelliere G. Latella - Aurelio
Sorrentino Arcivescovo
Tutta
la spiritualità di P. Gaetano Catanoso può essere ricondotta nella categoria
della riparazione. La riparazione fu l'idea - centrale che illuminava e ispirava
la sua vita, la incarnò nel servizio alla Chiesa e ai fratelli. «La
riparazione è il desiderio delle anime che amano Gesù, è potente bisogno
del cuore, è sentimento di gratitudine, è dovere di giustizia». Così
scriveva nel suo periodico Il Volto Santo, del dicembre 1937, che portava il
sottotitolo: Bollettino mensile di azione religiosa e riparatrice.
A
questa spiritualità ispirò la Congregazione delle Suore Veroniche del Volto
Santo, da lui fondata il 2 dicembre 1934, che le costituzioni definiscono «comunità
di riparazione» e che nella riparazione riconosce il proprio carisma.
Per
P. Catanoso la riparazione aveva due note caratteristiche: da una parte ricercare
e scoprire il volto di Dio in se stesso e dall'altra ricercare e difendere il
volto di Dio nei fratelli.
Scoprire
il volto di Dio in se stesso significava per lui scoprire la sua identità, il
suo amore, il suo disegno di salvezza, quale si è rivelato nel Figlio Suo Gesù
Cristo. Scoprirlo nei fratelli significava per lui riconoscere che ogni uomo
è il volto umano di Dio, come dice S. Gregorio di Nissa, facendo eco a Gen
1,26. Un volto a volte sfigurato dal male, a volte sofferente, ma sempre anelante
a scoprire il volto di Dio. Il salmo 27 (vv. 7-9) è l'espressione accorata di
questa esigenza profonda.
Gesù
Cristo, «immagine del Dio invisibile» (Col. 1,15), ci ha rivelato il volto
del Padre e si riconosce nel volto di ogni uomo: «Chi vede me, disse Gesù a
Filippo, vede il Padre mio» (Gv. 14,9); «Ogni volta che avete fatto queste
cose a uno dei miei fratelli più piccoli l'avete fatto a me» (Mt 25,40).
Allo
scopo di favorire l'incremento della fede cristiana e far conoscere la
spiritualità di P. Catanoso;
visti
il can. 312, par. 1, n. 2 e il can. 305, par. 1 col presente decreto.
1
- erigiamo l'Associazione diocesana degli Amici del Volto Santo;
2
- e approviamo il relativo statuto, che fa parte integrante del presente
decreto.
Reggio
Calabria, 4 aprile 1988
Aurelio
Sorrentino Arcivescovo
L'Associazione
degli Amici del Volto Santo ha lo scopo di aggregare quanti si impegnano a
informare la propria vita alla spiritualità del Servo di Dio. P. Gaetano Catanoso
e a mantenere viva la sua memoria.
L'Associazione
è aperta a tutti. L'ammissione avviene, dietro domanda, mediante iscrizione
in un apposito registro e rimettendo ai richiedenti un esemplare dello Statuto
e una apposita pagella.
I
membri dell'Associazione si impegnano:
a)
a coltivare e a propagare la devozione al Volto Santo di Gesù;
b)
a offrire quotidianamente le preghiere, le azioni, il lavoro e le sofferenze
come sacrifici spirituali in spirito di espiazione e di riparazione;
c)
a praticare la carità come dono di sé in servizio ai fratelli;
d)
a considerare l'Eucaristia come fonte, centro e vertice della propria vita e a
coltivare il culto eucaristico (Quarantore, veglie eucaristiche, adorazione
individuali e comunitarie, primi venerdì del mese, ecc.);
e)
a praticare una solida devozione alla Madonna, Madre di Cristo e della Chiesa,
particolarmente col Rosario;
f)
a pregare per le vocazioni sacerdotali e religiose;
g)
a partecipare, secondo le proprie possibilità, agli incontri periodici, ai
corsi di preghiera e di studio, ai ritiri mensili e agli esercizi spirituali
annuali.
L'Associazione
si articola in gruppi, che a loro volta si possono articolare in sezioni secondo
l'età degli aderenti (fanciulli, ragazzi, giovani, adulti, coniugi).
Quando
il gruppo ha raggiunto un notevole numero di aderenti si costituisce il
Consiglio di gruppo, formato da una Suora Veronica, dal sacerdote Assistente,
dall'Animatrice, dal segretario dal Cassiere e da due soci.
Il
Consiglio di Gruppo si riunisce ordinariamente ogni tre mesi e ogni volta che
se ne presenta l'occasione per la programmazione e per la verifica delle
attività svolte. Articolo 7
Dopo
un congruo periodo di formazione, da semplici aderenti di diventa membri
effettivi dell'Associazione.
Il
riconoscimento giuridico dei gruppi è riservato alla Superiora Generale delle
Suore Veroniche del Volto Santo, sentito il parere del Consiglio Generale
dell'Associazione.
La
Suora di cui al precedente art. 5 è designata dal Consiglio Generale dell'Associazione.
È
suo compito:
a)
sostenere la fedeltà alla spiritualità di cui all'art. 1.
b)
promuovere l'attività, la vitalità e l'unità del gruppo
c) organizzare gli incontri formativi d) coordinare le varie attività. Articolo 10 L'Associazione ha un Consulente ecclesiastico generale, nominato, su presentazione della Superiora Generale della Congregazione delle Suore Veroniche, dall'Ordinario di Reggio Calabria.
È
suo compito:
a)
promuovere la spiritualità dei soci e fornire gli aiuti spirituali più adatti;
b)
prendere parte agli incontri, ai convegni e ai corsi.
Ogni
gruppo ha un Consulente, nominato, su richiesta della Superiora Generale delle
Suore Veroniche, dalle Autorità religiose competenti, diocesane o regionali.
L'Associazione
ha un Consiglio Generale, formato dalla Superiora Generale delle Suore
Veroniche, dal Consulente Ecclesiastico di cui all'art. 10, dalla Suora responsabile
generale dell'Associazione e da due membri effettivi dell'Associazione.
L'Animatore,
di cui all'art. 5, ha il compito di:
a)
favorire la formazione spirituale dei membri;
b)
promuovere la comunione fra i singoli componenti del gruppo e tra i vari
gruppi;
c)
assicurare la regolare attività del gruppo;
d)
suscitare opportune iniziative.
La
Superiora Generale delle Suore Veroniche nomina, sentito il Consiglio generale
dell'Associazione, la Suora incaricata per ogni gruppo e la Suora responsabile
generale dell'Associazione.
Sono
eletti dai soci effettivi:
a)
l'Animatore del Gruppo
b)
il Segretario
c)
il Cassiere
d)
due membri effettivi che facciano parte del Consiglio di gruppo e del Consiglio
Generale.
Gli
iscritti all'Associazione collaborano alle attività parrocchiali e diocesane,
dando testimonianza di disponibilità, di amore alla Chiesa e di comunione.
L'Associazione
ha la sede presso la Casa Generalizia delle Suore Veroniche del Volto Santo,
sita in via P. Gaetano Catanoso, n. 2 - Reggio Calabria.
L'Associazione
ha un foglio di coordinamento, di formazione e di informazione, intitolato Il
Volto Santo.
Gli
associati godono dei seguenti vantaggi spirituali:
a)
una Messa al primo giovedì di ogni mese, celebrata nella Chiesa del Volto Santo
in Reggio Calabria, secondo le loro intenzioni;
b)
una Messa in occasione della morte celebrata entro un mese dalla notifica
dell'avvenuto decesso;
c)
una Messa celebrata durante il mese di novembre di ogni anno in suffragio degli
associati defunti;
d)
la partecipazione alle preghiere che ogni giorno fanno le Suore Veroniche nelle
loro case.
L'Associazione
celebra con particolare devozione le feste religiose proprie della Congregazione
Veroniche del Volto Santo. N.B. Il presente Statuto ricalca le linee dello
Statuto della Confraternita del Volto Santo, canonicamente eretta nella
parrocchia della Candelora di Reggio Calabria, riportato su II Volto Santo -
Bollettino mensile di azione religiosa e riparatrice, dicembre 1932.
«La
riparazione è il desiderio delle anime che amano Gesù, è potente bisogno del
cuore, è sentimento di gratitudine, è dovere di giustizia» (P. Gaetano
Catanoso, in II Volto Santo - Bollettino mensile di azione religiosa e
riparatrice, dicembre 1937).
canonicamente
eretta fin dal 24 ottobre 1919 a Pentidattilo (RC) poi trasferita nella
Parrocchia della Candelora (RC) dicembre 1932. Infine, con Decreto del 4 aprile
1988, nella Parrocchia dello "Spirito Santo" Santuario Volto Santo
Il
Signor............................................ è stato iscritto alla
Confraternita
Il
.......................................... 19
.... col N. ........................ d'ordine
Confraternite
del Volto Santo aggregate alla Primaria di Tours.
1.
Susa - Parrocchia di S. Ambrogio di Torino: M. R. Don Stefano Croce, Parroco.
Decreto di S. E. Mons. Castelli.
2.
Mondovì Breo – Parrocchia S. Pietro M. R. Don Giovanni Griseri, Parroco.
Decreto di S. E. Mons. G. B. Ressia.
3.
Alassio - Collegiata di S. Ambrogio.
M.
R. Don Podestà Bartolomeo, Parroco. Decreto di S. E. Mons. Angelo Cambiaso.
4.
Bussana - Santuario del Sacro Cuore.
M.
R. Don Lombardi Francesco, Parroco. Decreto di S. E. Mons. Ambrogio Daffra.
5.
Domodossola - Collegiata SS. Gervaso e Protaso.
M.
R. Canonico Pietro Tettoni, Arciprete. Decreto di S. E. Card. Giuseppe Gamba.
6.
Torino - R. Chiesa di S. Cristina.
M.
R. Can. Giorgio Gallina,
Rettore. Decreto di S. E. il Cardinale Richelmy.
7.
Vigone - Parrocchia di S. Maria del Borgo. M. R. Don Giuseppe Vallero, Prevosto.
Decreto di S. E. il Card. Richelmy.
8.
Taggia - Santuario Collegiata S. Filippo.
M.
R. Mons. Dionigi Cardon,
Prevosto. Decreto di S. E. Mons. Ambrogio Daffra.
9.
Vicenza - Cattedrale.
M.
R. Don Bortolan D.co, Parroco. Decreto di S. E. Mons. Rodolfi
10
Bisasquino - Parrocchia.
M.
R. Don Baccile, Parroco. Decreto di S. E. Mons. Intreccialaghi.
11.
Cettaro (Cosenza) `- Parrocchia.
M.
R. Don Ilario De Carlo, Parroco. Decreto di S. E. Mons. Rinaldo Rousset.
12.
Condera (Reggio Calabria) - Parrocchia. M. R. Don Calabrò, Parroco.
Decreto
di Mons. Rinaldo Rousset.
13.
Pentidattilo (Reggio Cal.) - Parrocchia.
M.
R. Don Gaetano Catanoso, Parroco. Decreto di S. E. Mons. Rousset.
14.
Reggio Calabria - Cattedrale.
Missionari
del Volto Santo col Diploma di Tours.
I.
R. Monsignor Eugenio Vallega.
2.
R. Don Lombardi Francesco, Prevosto di Bussana.
3.
R. Don Barbano Giuseppe, Oblato di S. Giuseppe.
4.
R. Mons. Vallero Giuseppe, Parroco di Vigone.
5.
R. Don Pier Giovanni Semeria, Parroco a Ventimiglia.
6.
R. Padre Alessio Pistarino dei Servi di Maria, Alessandria.
7.
R. Don Osanna Tommaso, Parroco ad Albenga.
8.
R. Don Gaetano Catanoso, Parroco a Pentidattilo.
9.
R. Can.co Salvatore di Lorenzo, Parroco a Reggio.
10.
R. Don Calabrò Giovanni, Parroco a Condera.
Fondazione
di Messe perpetue al Volto Santo, di riparazione e suffragio.
Torino
- Santuario Sacro Cuore di Gesù. N. 3 Messe perpetue.
Col.
S. Giovanni (Valle di Lanzo): Messa annua perpetua al V. S. 6 Agosto. Messa
annua perpetua al V. S. 30 Agosto.
Torino
- S. Francesco d'Assisi: Messa annua perpetua al V. S. 6 Agosto.
S.
Gioacchino: Messa annua perpetua il Martedì di carnevale.
Mondovì - Parrocchia di S. Pietro:
Messa
annua perpetua il 4 Venerdì di Luglio
Messa
annua perpetua il 4 Venerdì di Agosto
Messa
annua perpetua il 4 Venerdì di Nov.
È
la nostra festa; di noi devoti del Volto Santo. Dice S. Leone che «Cristo si
è trasfigurato per farci comprendere tutta l'economia della Passione».
La
Trasfigurazione fa cessare lo scandalo della Passione.
Betlemme
e Nazaret ci mostrano Gesù povero ed umile: nella sua passione lo vediamo
debole, saturato di obbrobri, coperto di ignominie: S. Paolo dovrà dire che il
mistero della croce è stato uno scandalo per i giudei, e una follia per i
gentili.
Ora
la Trasfigurazione del Tabor illumina e spiega tutta la vita di Gesù, ma soprattutto
il Calvario. Previene e toglie lo scandalo della Passione e della morte di Gesù,
svelandoci per un istante la sua divinità! Il volto di Cristo, che sarà
sputacchiato e percosso, sul Tabor diventa sfolgorante come il sole. Il suo
corpo, che sarà ridotto ad una piaga, sul Tabor si fa risplendentissimo. Le
sue vesti, che saranno gittate in sorte, sul Tabor hanno il bianco della neve.
Sul Calvario sarà crocifisso in mezzo a due ladroni, sul Tabor è adorato dai
due venerandi personaggi dell'antico Patto, Mosé ed Elia. Nella Passione
Cristo sarà schernito da tutti, abbandonato dai discepoli e perfino dal Padre
suo; sul Tabor il Padre celeste lo proclama suo Figliolo bene amato e dice a
tutti di ascoltarlo. Dunque il Tabor toglie lo scandalo della Croce e del
Calvario, è vero; ma ci mostra anche l'amore infinito delle sofferenze di Gesù
Cristo. La sua Trasfigurazione, mostrandocelo nello stato naturale in cui
doveva essere per tutta la sua vita, ci fa meglio comprendere, per via del
sacrificio e dell'abnegazione che s'impose, l'amor suo per noi, l'ardente
desiderio, che aveva, di soffrire per i nostri peccati: e, quindi il merito
infinito di così tante umiliazioni, ignominie, dolori, che liberamente,
volontariamente tollerò.
Pertanto
la Trasfigurazione ci deve rendere più generosi, onde partecipare alle pene
che Gesù sostenne nella sua Passione. Dice San Bonaventura essendo Gesù nostro
Dio, nostro Creatore, nostro Redentore noi dobbiamo essere tutti di Gesù. Noi
dobbiamo essere disposti ad umiliarci, a crocifiggere il nostro corpo coi
suoi vizi e colle sue cupidigie, a tutto soffrire in unione con Gesù e per Gesù.
La gloria di cui rifulse sul Tabor è un riverbero di quella che promette a'
suoi veri seguaci: a condizione di essere pazienti nelle prove e generosi nelle
pene.
La
via della perfezione, della salvezza e della gloria è questa: credere in Gesù,
osservare la sua legge, amarlo, patire con lui e per lui.
Pensiamo
sovente al Cielo; procuriamo di diventare cristiani trasfigurati; questa nostra
spirituale trasfigurazione sarà il pegno di quella gloriosa che ci attende in
Cielo, e che noi otterremo per i meriti di Gesù Cristo.
Diario
Liturgico del Santuario:
Giorni
feriali:
S.
Messa: ore 7,15 (Periodo invernale)
7,30 (Periodo estivo)
Giorni
festivi:
S.
Messa: ore 9,30 (Periodo invernale ed estivo) Ogni primo giovedì di mese -
dalle ore 8 alle ore 16: ADORAZIONE EUCARISTICA
Tutti
i giorni: Preghiera Liturgica:
ore
7 - Recita a LODI
ore
18 - Recita a VESPRI
RICORRENZE:
4
Febbraio S. Veronica
4
Aprile Anniversario della morte di Padre Catanoso
6
Agosto Trasfigurazione di Nostro Signore Gesù Cristo
7
Agosto S. Gaetano
19
Settembre SS. Vergine
de La Salette
"Il
Tuo volto, Signore, io cerco". (Sal.
26,8)
"Cercate
il Signore e la sua potenza: Cercate sempre il suo volto" (Sal. 104,4)
La
spiritualità di Padre Gaetano Catanoso, il suo programma di vita fu:
-
una ricerca costante del Volto di Dio;
-
una ricerca costante perché ogni creatura rifletta il Volto di Dio.
(Mons.
Sorrentino, Scritti e Testimonianze pag. 20)
"SIGNORE
MOSTRATECI IL VOSTRO VOLTO, E SAREMO SALVI!" (Sal. 79, 4.8.20)
Padre
Catanoso, soleva esprimere con una esclamazione a lui abituale, al punto da
farne la formula di saluto con cui accoglieva o congedava chiunque, piccolo o
grande gli capitasse d'incontrare:
"IN
DOMINO - DEO GRATIAS!
SIGNORE
MOSTRATECI IL VOSTRO VOLTO, E SAREMO SALVI!"
(Mons.
V. Lembo, 1984)
"Il
Volto Santo è la mia vita, Lui è la mia forza!".
(P.
Gaetano Catanoso, 4.8.1942)
Signore,
la luce del Tuo Volto è scolpita in noi. Tu hai fatto nascere la gioia nel mio
cuore.
(Sal.
IV, v. 7)
Ora,
Signore, noi ti seguiamo con tutto il cuore, ti temiamo e cerchiamo il Tuo
Volto.
(Dan.
III, 41)
"Di
tutto ringrazio, a mani giunte e in umiltà grande, il Signore, dando a Lui
soltanto, ogni onore e lode". (P. Catanoso)
CONGREGAZIONE
SUORE VERONICHE DEL VOLTO SANTO
Via
Padre Gaetano Catanoso n. 2
Tel.
22957 (0965)
89100
REGGIO CALABRIA
Nato
a Chorio di S. Lorenzo (RC) il 14 febbraio 1879, entrò nel Seminario
arcivescovile ove compì tutti gli studi sino all'ordinazione sacerdotale
ricevuta dal Cardinale Arcivescovo Gennaro Portanova il 20 settembre 1902.
Nel
1904 venne nominato parroco di Pentidattilo - un caratteristico villaggio
montano sulle falde dell'Aspromonte - ove rimase sino al 1921. In questi anni
rifulsero le virtù peculiari del servo di Dio, maturarono gli ideali e i
progetti che poi via via egli realizzerà. Nel 1921 venne trasferito alla
parrocchia della Purificazione (Candelora) in Reggio Calabria, divenuta ben
presto un centro irradiante per tutta la Diocesi di vita eucaristica e di opere
apostoliche.
Missionario
del Volto Santo, iscritto sin dal 1919 all'Arciconfraternita di Tours (Francia),
ne divulgò appassionatamente e con ogni mezzo la devozione ben oltre i confini
della Diocesi e della stessa Calabria, creando un vasto sodalizio coordinato
da un giornalino - "Il Volto Santo" - diffuso ben presto in tutta la
Penisola. Fu nel contempo, via via, Cappellano in aiuto delle carceri e
dell'Ospedale, P. Spirituale del Seminario arcivescovile, confessore di
istituti religiosi, Canonico Penitenziere della Cattedrale.
Promosse
nell'immediato dopoguerra l'opera dei "Chierici poveri" per favorire
le vocazioni ecclesiastiche, fu accanto a Don Orione nello sviluppo dell'Opera
Antoniana delle Calabrie nel territorio della sua parrocchia, finché, a cominciare
dal 1934, impegnò tutte le sue energie per dar vita e sviluppo all'Istituto
delle Suore Veroniche, Missionarie del Volto Santo. Il Signore lo chiamò in
Cielo il 4 Aprile del 1963.
Gli
ultimi anni di vita P. Catanoso, già afflitto da inevitabili malanni fisici,
li trascorse in una piccola stanzetta dell'Istituto delle Suore Veroniche al
rione cittadino dello Spirito Santo, dove sacerdoti e laici accorrevano per la
confessione (era considerato nella Diocesi il "Padw Spirituale"),
per consigli o solo per la gioia interiore di vederlo ed ascoltarlo.
Povero,
umile, mite come Gesù, col cuore sempre in festa per l'ardore di carità e la
sconfinata fiducia nella misericordia e nella Provvidenza divina, aveva
consumato uno ad uno i suoi giorni sul cammino della santità, a totale servizio
delle anime, in filiale ed incondizionata obbedienza ai Pastori della Chiesa.
Visse
in pienezza il Mistero della Salvezza, congiungendo mirabilmente, senza mai uno
squilibrio, la più intima unione col Signore - in gioioso rapporto di
partecipazione alla Passione di Gesù - con l'ardore inesausto dell'apostolato
esterno. Tale dimensione e sintonia unitaria del suo sacerdozio P. Catanoso
soleva esprimere con una esclamazione a lui abituale, al punto da farne la
formula di saluto con cui accoglieva
o
congedava chiunque, piccolo o grande che gli capitasse d'incontrare: "IN
DOMINO - DEO GRATIAS".
Alla
sua morte migliaia di persone, anche da fuori i confini della Diocesi, accorsero
a venerare e baciare la sua Salma. Una apoteosi i funerali nella Cattedrale
di Reggio, un coro unanime il commento della opinione pubblica e della stampa
locale "ERA UN SANTO!".
Le
spoglie mortali del Servo di Dio, dopo la traslazione dal cimitero cittadino il
22 aprile 1972, furono composte in un severo sarcofago di granito nella cripta
del Tempio del Volto Santo, méta ogni giorno di visite e pellegrinaggi.
La
Congregazione delle Cause dei Santi con Decreto del 3 marzo 1990 lo ha
proclamato VENERABILE. Santo nel 2005.
"Il
mio passato, o Signore, alla Tua misericordia.
Il
mio presente al Tuo amore.
Il
mio avvenire alla Tua Provvidenza".
Padre
GAETANO CATANOSO (da un foglio manoscritto)
O Dio che Ti sei degnato di elargire al Venerabile Padre Gaetano Catanoso grazie così abbondanti a favore della Tua Chiesa e hai fatto di lui un apostolo della Tua misericordia e una guida illuminata e paziente delle anime, degnaTi di coronare il Tuo umile servo della gloria che la Chiesa accorda ai suoi Santi, e concedi a noi di seguire con fedeltà e costanza le sue orme, imitandone le virtù. Amen. Un Pater - Ave - Gloria Con approvazione ecclesiastica
Raccolta di Preghiere e suppliche al Volto Santo di Gesù che si recitano nella Congregazione "Suore Veroniche del Volto Santo"
(esaminate e approvate da Sua Eccellenza Rev.ma Mons. Giovanni Ferro, Arcivescovo di Reggio Calabria in data 11.3.1977).
AL MATTINO
Inizio:
Sia
lodato e ringraziato ogni momento I
l
Santissimo e Divinissimo Sacramento.
G.
- Signore Dio nostro,
A.
- noi crediamo fermamente che Tu sei realmente e corporalmente presente nel
santo Sacramento dell'Altare. Noi Ti adoriamo dal più profondo del nostro
cuore, e veneriamo la tua Santa Presenza con tutta umiltà.
Donaci
di iniziare lietamente questo giorno, accompagnaci oggi con la Tua grazia, perché
non deviamo mai verso il peccato, ma ad osservare sempre la tua legge tendano le
nostre parole; siano da Te diretti i nostri pensieri e le nostre azioni,
perché tutta la nostra vita sia un rendimento di grazie a Te, e per il dono
della tua chiamata nel generoso servizio tuo e dei nostri fratelli, fà che
oggi e sempre, con il tuo aiuto, possiamo servirti con fedeltà e perseveranza.
Ricolma
della tua Sapienza e della tua Grazia coloro che hai proposto a guida della
Congregazione.
Aumenta
la Carità in ciascuna di noi e in tutte le Consorelle, perché sull'esempio
del nostro Venerato Padre Fondatore, possiamo sempre "Cercare il Tuo
Volto, o Signore!". Cercare e riconoscere il Tuo Volto in ogni creatura,
soprattutto nei fratelli più poveri e bisognosi, ed a servirti in ciascuno
di essi, in umile disponibilità di riparazione e di servizio apostolico per
l'Avvento del tuo Regno, e che dopo aver adorato quaggiù la Tua Santa Presenza
in que
sto
mirabile Sacramento e in ogni creatura, riflesso del Tuo Volto, La possiamo
adorare in eterno sù nel cielo, assieme alla Madonna. AMEN.
ANGELUS
DOMINI...
L'angelo
del Signore (durante l'anno)
V
L'angelo del Signore portò l'annunzio a Maria.
R
Ed ella concepì per opera dello Spirito Santo. Ave, o
Maria.
V
Io sono la serva del Signore.
R
Si compia in me la tua parola. Ave, o Maria.
V
E il Verbo, si è fatto carne.
R
E venne ad abitare in mezzo a noi. Ave, o Maria.
V Prega per noi, santa Madre di Dio.
R
Rendici degni delle promesse di Cristo.
Preghiamo:
Infondi nel nostro spirito la tua grazia, o Padre, tu che all'annunzio
dell'angelo ci hai rivelato l'incarnazione del tuo Figlio, per la sua passione e
la sua croce guidaci alla gloria della resurrezione.
Tre
Gloria al Padre... con l'invocazione: SS.ma Trinità, unico Dio abbi pietà di
noi.
Angelo
di Dio... L'eterno riposo
Regina
del cielo (durante il tempo Pasquale)
Regina
dei cieli, rallegrati, alleluia: Cristo, che hai portato nel grembo, alleluia,
è
risorto, come aveva promesso, alleluia. Prega il Signore per noi, alleluia.
V
Rallegrati, Vergine Maria, alleluia.
R
Il Signore è veramente risorto, alleluia.
Preghiamo:
O Dio, che nella gloriosa risurrezione del tuo Figlio hai ridato la gioia al
mondo intero, per intercessione di Maria Vergine concedi a noi di godere la
gioia della vita senza fine. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Tre
Gloria al Padre ... con l'invocazione: SS.ma Trinità, unico Dio abbi pietà di
noi.
Angelo di Dio...
L'eterno riposo....
PRIMA DELLA MEDITAZIONE
Vieni
Spirito Santo, riempi i cuori dei fedeli, accendi in essi il fuoco del tuo
Amore.
V.
Manda il Tuo Spirito e tutto è creato. R. E rinnovi la faccia della terra.
(segue
la MEDITAZIONE per mezz'ora)
DOPO LA MEDITAZIONE
Preghiamo.
O
Dio che hai ammaestrato i cuori dei tuoi fedeli con la luce dello Spirito Santo,
concedici di gustare nello stesso Spirito le cose rette e di godere sempre
della sua consolazione. Per Cristo nostro Signore. Amen.
LODI
DOPO LE LODI.
(PREGHIERA
PROPRIA DEL GIORNO AL VOLTO SANTO...)
Sotto
la tua protezione cerchiamo rifugio, santa Madre di Dio:
non
disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, e liberarci da ogni
pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta.
Santa
Veronica, prega per noi.
Preghiera
dell'Apostolato della preghiera. Cuore Divino di Gesù, io ti offro, per mezzo
del Cuore Immacolato di Maria, Madre della Chiesa, in unione al Sacrificio Eucaristico,
le preghiere e le azioni, le gioie e le sofferenze di questo giorno, in
riparazione dei peccati e per la salvezza di tutti gli uomini, nella grazia
dello Spirito Santo, a gloria del divin Padre, in particolare:
Per
le intenzioni affidate dal Papa e dall'Episcopato Italiano all'Apostolato
della Preghiera. Pater - Ave - Gloria.
(tutte
le pratiche di pietà si chiudono con queste tre invocazioni):
Signore,
mostraci il Tuo Volto e saremo salvi!
Nostra
Signora della Salette, riconciliatrice dei peccatori; prega per noi.
Sia
lodato e ringraziato ogni momento. Il Santissimo e divinissimo Sacramento.
(corrette
e approvate da Sua Eccellenza Rev.ma Mons. Giovanni Ferro Arcivescovo di Reggio
Calabria - in data 11-3-1977).
(Da
recitarsi ogni giorno dopo la recita delle LODI)
(Domenica
a LODI)
PREGHIAMO
Padre
Eterno, io Ti offro ciò che Gesù ha sofferto nel suo Volto. Per pagare i nostri
debiti, e calmare la Tua collera, la sua Fronte ha portato le spine dei nostri
peccati, e il suo Volto adorabile si è fissato come una roccia sotto i colpi
della Tua giustizia.
Guarda
quelle divine Piaghe: esse Ti domandano incessantemente misericordia.
Pietà
di noi, pietà dei poveri peccatori. Amen.
(Lunedì
a Lodi)
PREGHIERA
O
Santa Veronica, che avesti da Gesù l'inestimabile favore di esser penetrata dal
Suo Sguardo Divino, che fece di te un'anima compassionevole e riparatrice, fà
che il Volto Adorabile del Salvatore penetri altresì l'anima nostra, ed
aiutaci a camminare con coraggio e generosità sulla via della Riparazione,
incoraggiate dal tuo nobile esempio. Amen.
(Martedì
a Lodi)
INNO
Salve,
Santo Volto del nostro Redentore, ove si riflette come in un puro specchio lo
splendore di Dio!
Impresso
su di un velo di nivea bianchezza, fosti dato a Veronica in segno d'amore.
Salve,
ornamento del mondo, specchio dei Santi, che gli Spiriti desiderano contemplare!
Purificaci
di ogni macchia, ed uniscici alla compagnia dei Beati. Amen.
(Inno
al Volto Santo di Giovanni XXII)
(Mercoledì
a Lodi)
PREGHIERA
O
mio Gesù, guardateci con misericordia, volgete il vostro Volto verso ciascuno
di noi, come l'avete fatto per la Veronica, non perché lo si veda cogli occhi
del corpo, noi non lo meritiamo, ma fate che lo veda il cuore, affinché
ricordandovi, ci sia dato di sempre attingere a questa sorgente di forza il
vigore necessario ai combattimenti che ci si preparono. Così sia.
(Preghiera
di Pio IX al Santo Volto 11 dicembre 1876)
(Giovedì
a Lodi)
PREGHIERA
DI GESÙ
(Cap.
17 - v. 11 - S. Giov.) "Padre santo, custodisci nel tuo Nome coloro che hai
dato a me perché siano una cosa sola come noi; perché abbiano in se stessi
la pienezza della mia gloria".
Io
ho dato loro la tua parola e il mondo li odia perché non sono del mondo come
io non lo sono. Non chiedo che tu li tolga dal mondo ma che li salvi dal
Maligno. Santificali nella verità; la tua parola è verità. Come tu hai
mandato me nel mondo, così io ho mandato loro nel mondo. E per loro sacrifico
me stesso affinché anch'essi siano consacrati nella verità.
"Non
prego per loro soltanto ma anche per quelli che crederanno in me mediante la
loro parola, perché tutti siano una sola cosa. Come tu Padre sei in me ed io
in te, così anch'essi siano in noi perché il mondo creda che tu mi hai
mandato. Ho trasmesso loro la gloria che tu mi hai dato affinché siano una
cosa sola con noi. lo in loro e tu in me perché siano perfetti nell'unità, e
così il mondo conosca che tu mi hai mandato e che hai amato loro come hai amato
me.
Padre,
voglio che dove sono io siano anche quelli che mi hai dato per contemplare la
mia gloria".
(Venerdì
a Lodi)
PREGHIERA
Amato
mio Signore, voglio compiere il pietoso ufficio della Veronica, non solo con
l'amore ed il coraggio di questa donna, ma con la tenera compassione della Tua
desolata Madre.
Dammi
grazia di camminare costantemente alla luce del Tuo Volto divino, per non
lasciarmi
abbattere dai miei nemici spirituali e di stare a Te intimamente unita, offrendoTi
riparazione d'amore.
Imprimi
nel mio cuore il Tuo Volto adorabile insanguinato per amor mio, e concedimi
di vederLo un giorno sfavillante di gloria nell'eterna felicità. Amen.
(Sabato
a Lodi)
INNO
O
Madre afflitta, le vostre Sante lagrime mi riempiono di dolore! Sono io che le
faccio colare; sono io che ho ridotto all'agonia il vostro caro Figlio. Sono
le mie infedeltà, il mio orgoglio, le tendenze immortificate del mio
spirito e dei miei sensi che rendono i suoi passi vacillanti, e feriscono le
sue sacre membra. Detesto le mie colpe e voglio ripararle. Madre abbandonata da
cuori ingrati, ottenetemi lo spirito di penitenza.
Ant.
Mia Madre ha parlato agli uomini della mia collera (*) Ella vuole placarla.
V.
Ella è discesa piena di misericordia sulla terra; abbiate dunque confidenza in
Essa.
(*)
Sulla montagna della Salette.
Quotidiana
(ore 14)
G.
- Gesù dolcissimo,
A.
- prostrate davanti al Tuo Volto Santo che è lo specchio della Divinità, noi
Ti adoriamo!
Come
la Veronica vogliamo passare un bianco lino sul Tuo Volto adorabile che le
bestemmie, i peccati nostri, hanno velato di tanta tristezza; come la Veronica
vogliamo tergere le Tue lacrime, il Tuo sudore, le Tue pene!
Noi
vogliamo ricompensarTi con il nostro amore, adorandoTi e ringraziandoTi. Ti
chiediamo perdono per i nostri e altrui peccati, e Ti chiediamo grazie per mezzo
della Madonna, per tutta l'umanità: per la pace universale, per tutti
coloro che vivono nelle tenebre dell'errore.
Per
quanti soffrono a causa dell'oppressione, della miseria, della fame. Ti raccomandiamo
le nostre famiglie, tutte le necessità dei parenti, amici, di coloro che hanno
fatto del bene a noi o ad altri per tuo amore; e di tutti coloro che si sono
raccomandati alle nostre preghiere; per tutti coloro che si trovano in
difficoltà spirituali e fisiche, affinché tutti sentano il conforto della tua
consolazione, e liberati da tutti i mali ti rendano con gioia inni di
ringraziamento. Soccorri e proteggi gli agonizzanti.
Ti
chiediamo grazie particolarmente per coloro che hanno responsabilità di governo,
perché promuovono il progresso nella giustizia e nella pace. E aiutaci a
riconoscerti ed amarti nei fratelli più umili ed emarginati, e ad amare anche i
nemici e a pregare per coloro che ci affliggono.
Ti
chiediamo grazie particolarmente per il Papa, i Vescovi, per i Sacerdoti, i Religiosi,
i Missionari, per tutta la Chiesa militante. Ti chiediamo di ammettere presto
alla visione del TUO VOLTO le Anime del Purgatorio, e fà che un giorno
possiamo ritrovarci insieme nella gloria del tuo regno.
E
infine, Ti chiediamo una speciale Benedizione per la nostra Congregazione, perché
i suoi membri abbiamo a crescere sempre più nel Tuo amore, ed anche con molte
e sante vocazioni, per diffondere ovunque il culto al Tuo Volto Santo,
affinché tutta l'umanità dopo averti cercato nella sofferenza della fede,
possa un giorno contemplare il Tuo Volto splendente di Luce e cantare in eterno
le Tue lodi insieme alla Madonna.
PATER.
AVE. GLORIA
-
Signore, mostraci il Tuo Volto, e saremo salvi!
-
Nostra Signora della Salette, Riconciliatrice dei peccatori, (prega per noi)
Sia
lodato e ringraziato ogni momento.
Alla
Madonna
"O
Mamma cara, Tu sai le grazie di cui abbiamo bisogno per la pace della Congregazione
e per la maggior gloria di Dio. Donaci ogni spirituale conforto - la più
grande
consolazione.
Perdona
ed illumina tutti coloro che, certo in buona fede, ci hanno fatto del male ed
insistono nei loro propositi".
(Padre
Gaetano Catanoso) (14.4.1958)
1.
Recita dei Salmi
2.
S. Rosario
3.
Meditazione
-
Dopo il Vespro
-
Preghiera propria del giorno al Volto Santo... S.
ROSARIO.
(con
la sola invocazione: "O Gesù mio perdona"...)
(Per
chi non ha fatto o potuto fare la MEDITAZIONE al mattino la faccia ora. Reciti
l'invocazione allo Spirito Santo come sta sul "Mattino". La
Meditazione (mezz'ora ogni giorno) è obbligatoria nella nostra Congregazione,
e così pure la recita delle Ore
(Lodi,
Vespri, Compieta), per cui ogni Religiosa senta non soltanto l'obbligo altresì
la necessità di vivere più intimamente con il Signore per trarne profitto
per il proprio spirito e per essere testimonianza autentica ai fratelli).
(Domenica
a Vespro)
O
Gesù, contemplo, adoro e lodo il tuo Volto Santo, divinamente bello.
Si
specchia in esso il mio volto, che fu fatto ad immagine e somiglianza di Dio. Lo
vedo, ahimé, deformato dalla malizia che intorbida il mio spirito e la mia
vita, rendendomi schiavo del male e del peccato. Ne sento pena. Ma il tuo Volto,
tutta bontà e misericordia, mi ispira confidenza. Ti prego, o Signore, rifletti
il tuo volto sul mio. La sua luce penetri nel profondo della mia coscienza e
la purifichi, la rettifichi, la ricrei, sicché sia sempre orientata al vero, al
bello, al bene.
Che
tutti scorgano il tuo volto nel mio. E vi leggano verità e grazia, giustizia,
amore, libertà e pace, mai più sensualità, odio, ira, malignità, violenza
e tristezza.
Dammi
di sentire la nostalgia della mia innocenza battesimale e di ricorrere spesso al
sacramento della riconciliazione con Dio, con la Chiesa e con i fratelli, per
rinnovarmi sempre più radicalmente, vincendo il peccato e vivendo in
comunione con Dio e col prossimo.
Non
nascondermi il tuo volto, qualora, per la umana debolezza, io venissi sedotto
dal male. Si spegnerebbe il sole per me!
Il
tuo spirito mi aiuti ad espiare i miei peccati, a dominare i miei istinti e le
passioni, a risorgere a vita nuova, ad impegnare tutte le mie energie per
rinnovare il volto della mia famiglia e della società, conformandolo al tuo
volto, a costruire per quanto è in me, la civiltà dell'Amore.
La
tua Mamma, l'Immacolata, che ti ha dato il volto umano, da cui traspare tutto il
divino, vegli su di me con sollecitudine materna, perché non cada mai più
nelle spire del serpente tentatore.
O
Gesù, io cercherò sempre il tuo volto, per non smarrirmi nei miei pensieri,
nei miei affetti, nelle mie imprese, nei miei dubbi e nelle mie sofferenze.
E
tu ammettimi a godere nel cielo la gloria del tuo volto.
Confido
nel tuo paziente amore. Ti ringrazio. Amen
(Preghiera
al Volto Santo del Cardinale Corrado Ursi)
(Lunedì
a Vespro)
O
Santa Veronica, Tu che avesti il coraggio di sfidare il branco sguinzagliato sui
passi del Salvatore, E di superare l'invisibile frontiera che separa il
condannato dal resto dei viventi, Dona, anche a noi, il coraggio di riconoscere
e di avvicinare la Verità, offesa, misconosciuta e bandita dalla società
degli uomini, Tu che, tra le grida della calca che non comprendeva nemmeno il
furore; non hai inteso che l'invincibile mormorio della tua pietà, Non
consentirci di restare sordi al lamento di quelli che stanno per morire; O
Santa Veronica, Tu che hai preso nelle tue mani il volto del Salvatore, in un
gesto di cui la tradizione non ha mai dimenticato la bellezza.
Prega
per i tuoi fratelli, abbi compassione della loro debolezza, della loro poca
fede e del loro poco amore, Tu che non conoscevi la paura, e che, correndo ad
asciugare col tuo velo il sangue ed il sudore della sofferenza, Hai raccolto il
volto straziato della divina carità! Amen.
(Martedì
a Vespro)
O
Gesù, divino pastore delle anime, che hai chiamato gli apostoli per farne
pescatori di uomini, attrai a te ancora anime ardenti e generose di giovani, per
renderli tuoi seguaci e tuoi ministri; falli partecipi della tua sete di
universale Redenzione, per la quale rinnovi sugli altari il tuo Sacrificio, Tu,
o Signore, «sempre vivo ad intercedere per noi» (Eb 7,25) dischiudi loro gli
orizzonti del mondo intero, ove il muto supplicare di tanti fratelli chiede luce
di verità e calore di amore; affinché, rispondendo alla tua chiamata,
prolunghino quaggiù la tua missione, edifichino il tuo Corpo Mistico, che è la
Chiesa, e siano «sale della terra», «luce del mondo» (Mt 5, 13). Estendi, o
Signore, la tua amorosa chiamata anche a molte anime di donne illibate e
generose, e infondi loro l'ansia della perfezione evangelica, e la dedizione al
servizio della Chiesa e dei fratelli bisognosi di assistenza e di carità. Così
sia. Paolo V1 (1976)
(Mercoledì
a Vespro)
PREGHIERA
A S. GIUSEPPE
A
te, o beato Giuseppe, stretti dalla tribolazione ricorriamo, e fiduciosi
invochiamo il tuo patrocinio, insieme con quello della tua santissima Sposa.
Deh! per quel sacro vincolo di carità che ti strinse all'Immacolata Vergine
Madre di Dio, e per l'amore paterno che portasti al fanciullo Gesù, riguarda,
te ne preghiamo, con occhio benigno la cara eredità che Gesù Cristo acquistò
col suo sangue, e col tuo potere ed aiuto soccorri ai nostri bisogni. Proteggi,
o provvido custode della divina Famiglia, l'eletta prole di Gesù Cristo;
allontana da noi, o Padre amantissimo, la peste di errori e di vizi che ammorba
il mondo; assistici propizio dal cielo in questa lotta col potere delle tenebre,
o nostro fortissimo protettore; e come un tempo salvasti dalla morte la
minacciata vita del bambino Gesù, così ora difendi la santa Chiesa di Dio
dalle ostili insidie e da ogni avversità, e copri ciascuno di noi con il tuo
continuo patrocinio, affinché con il tuo esempio e con il tuo soccorso
possiamo virtuosamente vivere, piamente morire e conseguire l'eterna
beatitudine in cielo. Amen.
(Giovedi
a Vespro)
A GESÙ SACERDOTE ETERNO
O
Padrone divino della messe, deh! manda operai nel tuo campo!
O
Gesù, donaci Sacerdoti secondo il Cuor tuo, e rendici fedeli ai loro
insegnamenti!
O
Gesù, donaci Sacerdoti santi, per aumentare la nostra fede, per sostenere la
Tua Chiesa, per predicare la Tua dottrina, per combattere l'errore, per
sostenere la verità, per dirigere le anime nostre, per sradicare i vizi, per
far conoscere le ricchezze del Tuo Cuore.
O
Gesù, che nessuno si perda di coloro, che Tu ti sei prescelti e consacrati!
Siano santi, o Signore, i tuoi Sacerdoti, perché santo sei Tu! Fà che tutti i
Tuoi ministri siano la luce del mondo e il sale della terra.
Perdona,
o Signore, al tuo popolo, e rendilo degno di molti Sacerdoti santi!
O
Gesù, Sacerdote Santo. Ti domandiamo con tutto l'ardore dell'animo di accrescere
di giorno in giorno il numero degli aspiranti al sacerdozio, e di formarli
secondo i disegni del Tuo Cuore amantissimo, affinché lavorino efficacemente,
a far del mondo un solo ovile sotto un solo Pastore. Amen.
(Dai
giornalini "Il Volto Santo" dicembre 1921- settembre 1930)
(Venerdì
a Vespro)
PREGHIERA
DI S. TERESA DEL B. GESÙ al Volto Santo
O
Gesù, che nella tua crudele passione divenisti «l'obbrobrio degli uomini e
l'uomo dei dolori», io venero il tuo Volto Divino, sul quale splendevano altra
volta la bellezza e la dolcezza della divinità e che ora è divenuto per me
come il volto di un lebbroso!
Ma
io riconosco sotto quei tratti sfigurati il Tuo infinito amore, e mi consumo
dal desiderio di amarTi e di farTi amare da tutti gli uomini. Le lagrime che
sgorgano con tanta abbondanza dagli occhi Tuoi mi appariscono come perle
preziose, che mi è caro raccogliere, per riscattare col loro infinito valore
le anime dei poveri peccatori.
O
Gesù, il cui Volto adorabile rapisce il mio cuore, Ti supplico di imprimere in
me la Tua somiglianza divina, e di infiammarmi del Tuo amore, affinché possa
giungere a contemplare in Cielo il Tuo Volto glorioso. Amen. (Dal Giornalino
"Il Volto Santo" luglio 1936.)
(Sabato
a Vespro)
"Risplenda,
o Maria, la luce dei Tuoi occhi misericordiosi nelle tenebre che offuscano le
menti e opprimono i cuori, risplenda sulla vita e sulla via di ognuno di noi,
che pellegrini di questa terra, che non è ferma dimora, con gemiti, sospiri e
lagrime a Te aneliamo, in Te speriamo.
Le
angosce di tante vite stanche, le ansie di tante vite umane, i martirii di
molte anime tradite, a Te offriamo per avere in cambio, vera vita di amore,
dolcezza di pace, e speranza di Cielo.
Mostraci,
o Maria, ora il volto dolorante del Tuo Gesù, perché con le Sue sofferenze
siano le nostre e mostraci, dopo questo esilio nello splendore dei Cieli,
svelati, il Volto glorioso del Tuo Figlio. Amen.
(Padre
Gaetano Catanoso)
Dal
Giornalino "n Volto Santo" agosto 1940
Accogli,
Signore, al tramonto di questo giorno, il nostro umile ringraziamento e nella
tua misericordia dimentica le colpe da noi commesse per la fragilità della
condizione umana, e scenda su di noi la tua benedizione, perché oggi e sempre
possiamo gustare il dono della tua salvezza. Amen.
Si
inizia la COMPIETA, inserendo l'esame di coscienza. Terminata questa, si recita
la preghiera propria del giorno al Volto Santo e quella per la glorificazione
del Servo di Dio Padre Gaetano Catanoso.
PREGHIERA
O
Dio che Ti sei degnato di elargire al Venerabile Padre Gaetano Catanoso grazie
così abbondanti a favore della Tua Chiesa e hai fatto di Lui un apostolo della
Tua misericordia e una guida illuminata e paziente delle anime, degnaTi di
coronare il Tuo umile servo della gloria che la Chiesa accorda ai suoi Santi, e
concedi a noi di seguire con fe` delta e costanza le sue orme, imitandone le
virtù. Amen. Un Pater - Ave - Gloria.
con l'invocazione: Padre, pregate per noi che ricorriamo a Voi.
Si
concludono le preghiere della sera con l'antifona della Veronica:
In
nome del servizio che Ti rese la pia Veronica, o Gesù, concedi ai poveri peccatori,
una perfetta costrizione all'ora della morte. Gloria Patri.
O
San Giuseppe, padre putativo di Gesù Cristo, vero sposo di Maria Vergine, prega
per noi e per i poveri agonizzanti di questa notte, L'Eterno Riposo.
(Domenica
a Compieta)
CONSOLIAMO
GESÙ
O
Gesù! o buon Gesù! Si, è vero, enorme è il delitto di chi con la bestemmia
oltraggia Voi che tanto ci amate e tanto soffriste per riacquistarci il
Paradiso perduto! Ma, o Signore, se avete dei figli ingrati, molti pure vi amano
e sono pronti a dare la vita per voi.
O
Gesù, noi vi promettiamo di lavorare con ardore per ricondurre pentiti ai Vostri
piedi i nostri fratelli traviati.
Oh
mio Dio Vi amo! Convertite molti bestemmiatori, Madre mia! Io vi amo; convertite
molti bestemmiatori. Ave Maria.
Dal Giornalino "Il Volto Santo" (marzo 1926)
(Lunedì
a Compieta)
PREGHIERA
G.
- O Santa Veronica.
A.
- pia, umile e coraggiosa donna che con gesto pietoso, asciugasti e poi contemplasti
sul sacro lino il Santo Volto di Gesù, deturpato dagli sputi, dai pugni,
dall'intima sofferenza del suo Cuore, intercedi per noi presso il trono di Dio,
perché possiamo ogni giorno scoprire, adorare e servire il Volto Santo di Gesù
dei nostri fratelli e nelle necessità della Chiesa, con la Carità, con la riparazione,
con la testimonianza della nostra vita. Amen.
(Martedì
a Compieta)
PREGHIERA
O
Gesù il cui Volto Adorabile si chinava così misericordiosamente nel giorno
della Passione per la salvezza del mondo, oggi ancora per pietà chinatevi
verso di noi poveri peccatori, ed accoglieteci nel bacio della pace. Amen.
Cuor
di Gesù abbiate pietà di noi.
(Mercoledì
a Compieta)
PREGHIERA
O
Salvatore Gesù, alla vista del vostro Santo volto sfigurato dal dolore, alla
vista del vostro Sacro Cuore così pieno d'amore, io esclamo con S. Agostino:
Signore, imprimete nel mio Cuore le vostre Sacre Piaghe, perché vi legga nel
medesimo tempo il vostro dolore ed il vostro amore: il vostro amore, affine
di per soffrire per Voi ogni dolore; il vostro amore, affine per di
disprezzare per Voi ogni altro amore. Così sia. Preghiera
del Sig. Dupont
(Giovedì a Compieta)
PREGHIERA
In onore del Volto Santo e per le vocazioni
O
Volto adorabile di Gesù, che il dolore ha sfigurato e la tua bontà ha impresso
sul velo della Veronica, accogli, te ne preghiamo, l'umile offerta dei nostri
cuori per le mani della Vergine Addolorata, a riparazione dei molti peccati e
delle bestemmie. Concedici di perseverare nella Vocazione che ci fa tue
spose e fa che altre giovani sentano il fascino della tua chiamata perché il
"gesto" della pia Veronica continui nella Chiesa e nel mondo a gloria
Tua ed a salvezza e santificazione di molti. Amen.
(Venerdì
a Compieta)
Per
le spine che trapassarono la Tua fronte, per le lagrime che versarono i Tuoi
occhi, per il fiele che amareggiò le tue labbra, per gli schiaffi che
percossero le Tue guance, per gli scherni che coprirono il Tuo Volto: dolcissimo
Gesù non essermi Giudice, ma Salvatore.
E
nell'ora della mia agonia guardami con misericordia, come guardasti il ladro
pentito. Amen.
(Sabato
a Compieta)
PREGHIERA
A N.S. DELLA SALETTE
Ricordatevi,
o N.S. della Salette, vera Madre addolorata, delle lacrime che versaste per me
sul Calvario; ricordatevi altresì della cura che avete di me ognora per sottrarmi
alla giustizia di Dio, e vedete se, dopo aver fatto tanto per questo vostro
figlio, possiate abbandonarlo. Rianimato da tale consolante pensiero, mi
getto ai vostri piedi, nonostante le mie infedeltà ed ingratitudini. Non
respingete la mia preghiera, o Vergine Riconciliatrice, ma convertitemi, fatemi
la grazia di amare Gesù sopra ogni cosa e di consolare Voi pure con una santa
vita, affinché io possa un giorno contemplarvi in Cielo. Così sia.
V.N.S.
della Salette, Riconciliatrice dei peccatori.
R.
Pregate sempre per noi che ricorriamo a Voi.
(Dal
Giornalino "Il Volto Santo settembre 1930)
PREGHIERE
VARIE:
Angelus
Domini
S.
Rosario
Litanie
alla Madonna
Litanie al Sacro Cuore
Coroncina
al Sacro Cuore
Preghiera
riparatrice
L'angelo
del Signore (durante l'anno)
V
L'angelo del Signore portò l'annunzio a Maria.
R
Ed ella concepì per opera dello Spirito Santo. Ave, o
Maria.
V
Io sono la serva del Signore.
R
Si compia in me la tua parola. Ave, o Maria.
V
E il Verbo, si è fatto carne.
R
E venne ad abitare in mezzo a noi. Ave, o Maria.
V Prega per noi, santa Madre di Dio.
R
Rendici degni delle promesse di Cristo.
Preghiamo:
Infondi nel nostro spirito la tua grazia, o Padre, tu che all'annunzio
dell'angelo ci hai rivelato l'incarnazione del tuo Figlio, per la sua passione e
la sua croce guidaci alla gloria della resurrezione.
Tre
Gloria al Padre... con l'invocazione: SS.ma Trinità, unico Dio abbi pietà di
noi.
Angelo
di Dio... L'eterno riposo
Regina
del cielo (durante il tempo Pasquale)
Regina
dei cieli, rallegrati, alleluia: Cristo, che hai portato nel grembo, alleluia,
è
risorto, come aveva promesso, alleluia. Prega il Signore per noi, alleluia.
V
Rallegrati, Vergine Maria, alleluia.
R
Il Signore è veramente risorto, alleluia.
Preghiamo:
O Dio, che nella gloriosa risurrezione del tuo Figlio hai ridato la gioia al
mondo intero, per intercessione di Maria Vergine concedi a noi di godere la
gioia della vita senza fine. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Tre
Gloria al Padre ... con l'invocazione: SS.ma Trinità, unico Dio abbi pietà di
noi.
Angelo di Dio...
L'eterno riposo....
IL ROSARIO IN FAMIGLIA
«Il Rosario torni ad essere la preghiera abituale di quella "Chiesa domestica" che è la famiglia cristiana». È l'invito che il Papa ha rivolto al termine del suo messaggio, dopo la recita del Rosario in mondovisione il 6 giugno.
È
un invito che presuppone una riflessione. Forse non tutti hanno simpatia per
questo "pio esercizio". Forse si lasciano andare alla ripetitività,
alla noia, anche perché il Rosario è affidato al gusto e alla sensibilità
di ognuno.
È
vero: ci sono tanti altri modi per esprimere la pietà filiale verso Maria.
Tuttavia per una prolungata tradizione, il Rosario appartiene a larga parte
dei fedeli e di solito i più semplici vi trovano l'appuntamento quotidiano
con la preghiera personale, comunitaria, familiare.
Diceva
Newman: «Il Rosario è il credo fatto preghiera». Gli elementi teologici su
cui ' si fonda il Rosario sono i seguenti:
a)
E’ preghiera evangelica.
Dal vangelo vengono desunti i testi delle preghiere: la formulazione dei
misteri; il Padre nostro, preghiera insegnata da Gesù; l'Ave Maria, che
combina il saluto dell'Angelo con le parole di Elisabetta; il Gloria, una lode
trinitaria, che ricorda Matteo 28,19. I quindici misteri ci presentano le tappe
fondamentali della storia di Cristo: incarnazione, passione, morte e
glorificazione.
b)
E’ preghiera cristocentrica.
Invocando Maria con il Rosario, in effetti non si fa altro che annunciare e
proclamare la grazia per la quale ella è Madre di Dio. Cristo rimane la
figura centrale del Rosario: nei misteri gaudiosi è contemplato nella sua
vita nascosta; in quelli dolorosi nella sua passione e morte; in quelli
gloriosi nella sua esaltazione, partecipata alla Madre e alla Chiesa.
c)
E’ preghiera ecclesiale.
Il rosario offre la conoscenza di Gesù Cristo e del mistero della salvezza;
sollecita l'adesione umile e grata di tutto il popolo cristiano ai disegni di
Dio. Valori spirituali
a) Preghiera semplice. Attraverso le preghiere più conosciute (Pater, Ave, Gloria), il Rosario conduce al centro stesso del mistero cristiano. È la preghiera dei poveri sopratutto perché insegna l'itinerario verso la semplicità e la povertà di spirito.
b)
Preghiera contemplativa. Il
Rosario è una scuola di contemplazione, perché ci abitua a guardare, di volta
in volta, un episodio della vita del Salvatore, in un atteggiamento che
produce gioia, sofferenza ed esaltazione semplice e profonda che nutre il cuore
e l'intelligenza.
c)
Preghiera didascalica e catechistica.
Il Rosario è un modo semplice e popolare di predicazione e di presentazione
della fede. È la riproduzione del nucleo essenziale della fede. È un predicare
che sollecita l'assenso dell'uomo, come l'annunzio dell'angelo sollecitò
l'assenso di Maria.
La
meditazione dei misteri del Rosario, rendendo familiari alla mente e al cuore
dei fedeli i misteri di Cristo, può costituire un'ottima preparazione alla
celebrazione liturgica di questi stessi misteri e divenire un'eco prolungata.
Anche
il Venerabile Padre Gaetano Catanoso nutrì una grande devozione verso la
Madonna, alla cui protezione affidò se stesso e tutte le sue opere. Ogni
predica, in ogni scritto, non trascurava mai di raccomandare ai fedeli e alle
Suore la devozione filiale e l'affidamento alla Madonna.
Nel
marzo 1959, recatosi nel paese natale di Chorio di S. Lorenzo per celebrare il
suo 80° compleanno, si concedeva dai suoi compaesani con questa accorata
esortazione: ".... Amate la Madonna e nella vostra vita sarete felici. Le
benedizioni divine non vi mancheranno mai.
Andiamo
alla Madonna. Amiamola ed onoriamola sempre. Consoliamo il cuore della Mamma.
Pregate la Madonna, pregatela sempre; preghiera e penitenza, Rosario, Rosario,
il Santo Rosario".
Nel
nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
O
Dio, vieni a salvarmi.
Signore,
vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre...
MISTERI GAUDIOSI (Lunedì e giovedì)
1.
Maria riceve l'annuncio della nascita del Salvatore (Luca 1,26-38).
2.
Maria visita la cugina Elisabetta e canta il suo «Magnificat» (luca 1,39-45).
3.
Gesù nasce in una povera capanna di Betlemme (Luca 2,1-7).
4.
Gesù è presentato al tempio (Luca 2,22-34).
5.
Gesù è ritrovato tra i dottori del tempio.
MISTERI DOLOROSI (martedì e venerdì)
1.
Gesù prega e soffre l'agonia nell'orto degli ulivi (Luca 22,39-46).
2.
Gesù è flagellato (Marco 15,6-15).
3.
Gesù è deriso e coronato di spine (Marco 15,16-20).
4.
Gesù, condannato a morte, porta la croce sulla via del Calvario (Luca
23,26-33).
5.
Gesù viene crocifisso e muore per noi(Giovanni 19,25-30).
MISTERI GLORIOSI (mercoledì, sabato e domenica)
1.
Gesù risorge e appare ai suoi discepoli (Giovanni 20,19-22).
2.
Gesù ascende al cielo (Marco 16,15-20).
3.
Gesù dona lo Spirito Santo agli apostoli radunati nel Cenacolo assieme a
Maria Santissima (Atti 2,14).
4.
Maria è assunta in cielo (Luca 1,46-49).
5.
Maria è incoranota regina del cielo e della terra tra gli angeli e i santi
(Apocalisse 12, 1-10-12).
V
O Dio, vieni in mio aiuto.
R
O Signore, affrettati ad aiutarmi.
V
Gloria al Padre e al Figlio e allo spirito santo.
R
Com'era nel principio, ora, e sempre nei secoli dei secoli. Amen.
MISTERI
GAUDIOSI (per il Lunedì e Giovedì)
l.
Nel primo mistero gaudioso si contempla l'annunciazione dell'Angelo a Maria
SS. 1 Pater, 10 Ave, 1 Gloria.
O
Gesù, perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell'inferno, porta in
cielo, tutte le anime, specialmente le più bisognose della tua
misericordia.
2.
Nel secondo mistero gaudioso si contempla la visita di Maria SS. a santa Elisabetta.
1 Pater, 10 Ave, 1 Gloria - O Gesù, perdona ecc.
3.
Nel terzo mistero gaudioso si contempla la nascita di Gesù Bambino nella
grotta di Betlemme. 1 Pater ecc.
4.
Nel quarto mistero gaudioso si contempla la presentazione di Gesù Bambino al
Tempio e la purificazione di Maria SS. 1 Pater ecc.
5.
Nel quinto mistero gaudioso si con-
templa
la disputa del fanciullo Gesù con i Dottori nel Tempio. 1 Pater ecc.
MISTERI
DOLOROSI (per il Martedì e Venerdì)
1.
Nel primo mistero doloroso si contempla l'agonia di N. S. Gesù Cristo
nell'orto degli ulivi. 1 Pater, 10 Ave, 1 gloria - O Gesù perdona ecc.
2.
Nel secondo mistero doloroso si contempla la flagellazione di N.S. Gesù
Cristo. 1 Pater ecc.
3.
Nel terzo mistero doloroso si contempla l'incoronazione di spine di N. S. Gesù
Cristo. 1. Pater ecc.
4.
Nel quarto mistero doloroso si contempla Gesù, che, condannato a morte porta
la croce sulle spalle. 1 Pater ecc.
5.
Nel quinto mistero doloroso si contempla la morte di Gesù in croce. 1 Pater
ecc.
MISTERI
GLORIOSI (per il Mercoledì, Sabato e Domenica)
1.
Nel primo mistero glorioso di contempla la resurrezione di N. S. Gesù Cristo.
1 Pa
ter,
10 Ave, 1 Gloria - O Gesù, perdona ecc.
2.
Nel secondo mistero glorioso si contempla l'ascensione al cielo di N. S. Gesù
Cristo. 1 Pater ecc.
3.
Nel terzo mistero glorioso si contempla la discesa dello Spirito Santo sopra
gli Apostoli con Maria SS. nel Cenacolo. 1 Pater ecc.
4.
Nel quarto mistero glorioso si contempla l'assunzione di Maria SS.ma in cielo.
1 Pater.
5.
Nel quinto mistero glorioso di contempla l'incoronazione di Maria SS. e la gloria
degli angeli e dei Santi. 1 Pater ecc.
SALVE
REGINA
Salve,
o Regina, Madre di misericordia; vita, dolcezza e speranza nostra, salve. A te
ricorriamo, noi esuli figli di Eva: a te sospiriamo gementi e piangenti in
questa valle di lacrime. Orsù dunque, Avvocata nostra, rivolgi a noi quegli
occhi tuoi misericordiosi. E mostraci dopo questo esilio Gesù, il frutto
benedetto del tuo seno, o clemente, o pietosa, o dolce Vergine Maria.
Signore,
pietà Signore pietà
Cristo,
pietà Cristo pietà
Signore,
pietà Signore pietà
Cristo,
ascoltaci Cristo ascoltaci
Cristo,
esaudiscici Cristo esaudiscici
Padre
del Cielo, che sei Dio abbi pietà di noi
Figlio,
Redentore del Mondo, che sei Dio abbi pietà di noi
Spirito
Santo, che sei Dio abbi pietà di noi
Santa
Trinità, unico Dio abbi pietà di noi
Santa
Maria prega per noi
Santa
Madre di Dio prega per noi
Santa
Vergine delle vergini prega per noi
Madre
di Cristo prega per noi
Madre
della Chiesa prega per noi
Madre
della divina grazia prega per noi
Madre
purissima prega per noi
Madre
castissima prega per noi
Madre
sempre vergine prega per noi
Madre
immacolata prega per noi
Madre
degna d'amore prega per noi
Madre
ammirabile prega per noi
Madre
del buon consiglio prega per noi
Madre
del Creatore prega per noi
Madre
del Salvatore prega per noi
Madre
di Misericordia prega per noi
Vergine
prudentissima prega per noi
Vergine
degna di onore prega per noi
Vergine
degna di lode prega per noi
Vergine
potente prega per noi
Vergine
clemente prega per noi
Vergine
fedele Specchio della santità divina prega per noi
Sede
della sapienza prega per noi
Causa
della nostra letizia prega per noi
Tempio
dello Spirito Santo prega per noi
Tabernacolo
dell'eterna gloria prega per noi
Dimora
tutta consacrata a Dio prega per noi
Rosa
mistica prega per noi
Torre
di Davide prega per noi
Torre
d'avorio prega per noi
Casa
d'oro prega per noi
Arca
dell'alleanza prega per noi
Porta
del cielo prega per noi
Stella
del mattino prega per noi
Salute
degli infermi prega per noi
Rifugio
dei peccatori prega per noi
Consolatrice
degli afflitti prega per noi
Aiuto
dei cristiani prega per noi
Regina
degli Angeli prega per noi
Regina
dei Patriarchi prega per noi
Regina
dei Profeti prega per noi
Regina
degli Apostoli prega per noi
Regina
dei Martiri prega per noi
Regina
dei veri cristiani prega per noi
Regina
dei Vergini prega per noi
Regina
di tutti i Santi prega per noi
Regina
concepita senza peccato originale prega per noi
Regina
assunta in cielo prega per noi
Regina
del Santo Rosario prega per noi
Regina
della pace prega per noi
Regina
della famiglia prega per noi
Agnello
di Dio, che togli i peccati del mondo perdonaci,
Signore
Agnello
di Dio, che togli i peccati del mondo esaudiscici, Signore
Agnello
di Dio, che togli i peccati del mondo abbi pietà di noi.
P.
Prega per noi, Santa Madre di Dio.
A.
E saremo degni delle promesse di Cristo.
PREGHIAMO
- O Dio, il tuo unico Figlio Gesù Cristo ci ha procurato i beni della salvezza
eterna con la sua vita, morte e risurrezione; a noi che, con il santo Rosario
della Beata Vergine Maria, abbiamo meditato questi misteri concedi di imitare ciò
che essi contengono e di raggiungere ciò che promettono. Per Cristo nostro
Signore. Amen.
Signore,
pietà.
Signore,
pietà.
Cristo,
pietà.
Cristo,
pietà.
Signore,
pietà.
Signore,
pietà.
Cristo,
ascoltaci.
Cristo,
ascoltaci.
Cristo,
esaudiscici.
Cristo,
esaudiscici.
Padre
Celeste, che sei Dio abbi pietà di noi
Figlio
Redentore del mondo, che sei Dio abbi pietà di noi
Spirito
Santo, che sei Dio abbi pietà di noi
Santa
Trinità, unico Dio abbi pietà di noi
Cuore
di Gesù, Figlio dell'Eterno Padre abbi pietà di noi
Cuore
di Gesù, formato dallo Spirito Santo nel seno della Vergine Maria abbi pietà
di noi
Cuore
di Gesù, unito alla Persona del Verbo di Dio abbi pietà di noi
Cuore
di Gesù, tempio santo di Dio abbi pietà di noi
Cuore
di Gesù, tabernacolo dell'Altissimo abbi pietà di noi
Cuore
di Gesù, casa di Dio e porta del cielo abbi pietà di noi
Cuore
di Gesù, fonte di giustizia e di carità abbi pietà di noi
Cuore
di Gesù, pieno di bontà e di amore abbi pietà di noi
Cuore
di Gesù, abisso di ogni virtù abbi pietà di noi
Cuore
di Gesù, degno di ogni lode abbi pietà di noi
Cuore
di Gesù, re e centro di tutti i cuori abbi pietà di noi
Cuore
di Gesù, tesoro inesauribile di sapienza e di scienza abbi pietà di noi
Cuore
di Gesù, in cui il Padre si compiacque abbi pietà di noi
Cuore
di Gesù, paziente e misericordioso abbi pietà di noi
Cuore
di Gesù, generoso verso tutti quelli che ti invocano abbi pietà di noi
Cuore
di Gesù, fonte di vita e di santità abbi pietà di noi
Cuore
di Gesù, colmato di insulti abbi pietà di noi
Cuore
di Gesù, propiziazione per i nostri peccati abbi pietà di noi
Cuore
di Gesù, annientato dalle nostre colpe abbi pietà di noi
Cuore
di Gesù, trafitto dalla lancia abbi pietà di noi
Cuore
di Gesù, vita e risurrezione nostra abbi pietà di noi
Cuore
di Gesù, pace e riconciliazione nostra abbi pietà di noi
Cuore
di Gesù, vittima per i peccatori abbi pietà di noi
Cuore
di Gesù, salvezza di chi spera in te abbi pietà di noi
Cuore
di Gesù, speranza di chi muore in te abbi pietà di noi
Cuore
di Gesù, gioia di tutti i santi abbi pietà di noi
Agnello
di Dio, che togli i peccati del mondo perdonaci, Signore.
Agnello
di Dio, che togli i peccati del mondo esaudiscici, Signore.
Agnello
di Dio, che togli i peccati del mondo abbi pietà di noi.
Gesù,
mite e umile di cuore, Rendi il nostro cuore simile al tuo.
Preghiamo.
O Dio Padre, che nel Cuore
del tuo dilettissimo Figlio ci dai la gioia di celebrare le grandi opere del
suo amore per noi, fa' che da questa fonte inesauribile attingiamo
l'abbondanza dei tuoi doni. Per Cristo nostro Signore. Amen.
I.
O mio Gesù, che hai detto: «in verità vi dico, chiedete ed otterrete, cercate
e troverete, picchiate e vi sarà aperto! », ecco che io picchio, io cerco,
io chiedo la grazia...
Pater,
Ave, Gloria.
S.
Cuore di Gesù, confido e spero in te.
II.
O mio Gesù, che hai detto: «in verità vi dico, qualunque cosa chiederete al
Padre mio, nel mio nome, Egli ve la concederà! », ecco che al Padre tuo,
nel tuo nome, io chiedo la grazia... Pater, Ave, Gloria.
S.
Cuore di Gesù, confido e spero in te.
III.
O mio Gesù, che hai detto: «in verità vi dico, passeranno il cielo e la
terra, ma le mie parole mai! », ecco che appoggiato all'infallibilità delle
tue sante parole io chiedo la grazia... Pater, Ave, Gloria.
S.
Cuore di Gesù, confido e spero in te.
Preghiera:
O Sacro Cuore di Gesù, cui una cosa sola è impossibile, cioé quella di non
avere compassione degli infelici, abbi pietà di noi miseri peccatori, ed
accordaci le grazie che ti domandiamo per mezzo dell'immacolato Cuore di Maria,
tua e nostra tenera madre.
S.
Giuseppe, amico del S. Cuore di Gesù, prega per noi.
Salve Regina...
In riparazione delle bestemmie
Dio sia benedetto.
Benedetto
il suo santo nome.
Benedetto
Gesù Cristo vero Dio e vero uomo.
Benedetto
il nome di Gesù.
Benedetto
il suo sacratissimo Cuore.
Benedetto
il suo preziosissimo Sangue.
Benedetto
Gesù nel santissimo Sacramento dell'altare.
Benedetto lo Spirito Santo Paraclito.
Benedetta la gran Madre di Dio, Maria santissima.
Benedetta
la sua santa e immacolata concezione.
Benedetta
la sua gloriosa assunzione.
Benedetto
il nome di Maria, vergine e madre.
Benedetto
san Giuseppe, suo castissimo sposo.
Benedetto
Dio nei suoi angeli e nei suoi santi.
Novena al Volto Santo
Consacrazione
alla Madonna della Salette
1)
Volto Santo di Gesù, unico mio bene, a Te ricorro con fiducia ed imploro questa
grazia.... Per le tue sante lacrime consolami, o Gesù, ed esaudiscimi per
l'intercessione di Maria Santissima e di S. Giuseppe. Pater - Ave -
Gloria.
2)
Volto Santo di Gesù, mio amore e mio tutto, a Te ricorro con viva fede, non sarò
delusa. La soavità dei Tuoi occhi divini mi attira e di Te m'innamora,
guardami, o Gesù e concedimi questa grazia.... Pater - Ave - Gloria.
3)
Volto Santo di Gesù, mia gioia e mio tesoro, a Te ricorro piena di fiducia
nelle Tue infinite misericordie. Sono indegna è vero di essere esaudita, eppure
spero, o Gesù dalla Tua bontà questa grazia che umilmente Ti chiedo... Pater
- Ave - Gloria.
PREGHIERA:
Divin Salvatore che Ti degnasti lasciare impresso sul velo della Veronica i
lineamenti del Tuo Adorabile Volto, concedici, Te ne supplichiamo la
contrizione dei nostri e degli altrui peccati, specialmente della bestemmia, e
rendeci Tue ardenti Apostole e Tue pie Veroniche, Amen.
Eterno
Padre, noi Ti offriamo il Volto Adorabile di Gesù e Tu concedici questa grazia.
(Dal
Giornalino "Il Volto Santo" luglio 1921)
Al
Venerabile Padre Gaetano Catanoso, Missionario del Volto Santo
1°
giorno. «Ascolta, Signore,
la mia voce. Io grido: "Abbi pietà di me!". Rispondimi. Di te ha
detto il mio cuore: "Cercate il suo volto". Il tuo volto, Signore,
io cerco. Non nascondermi il tuo volto, non respingere con ira il tuo servo.
Sei tu il mio aiuto, non lasciarmi, non abbandonarmi, Dio della mia salvezza».
Signore Gesù, mostraci il tuo volto e noi saremo salvi.
2°
giorno.
Signore Gesù, il tuo volto è l'irradiazione della Gloria del Padre e
l'immagine del suo volto. Sulle tue labbra - diffusa la grazia; Tu sei il più
bello tra i figli dell'uomo. Chi vede te vede il Padre tuo che ti ha mandato a
noi per essere nostra sapienza, giustizia, santificazione e redenzione. Signore
Gesù, noi ti adoriamo e ti ringraziamo.
3°
giorno.
Signore Gesù, nell'incarnazione hai assunto il volto di ciascuno di noi, nella
passione hai voluto umiliarti fino alla morte e alla morte in croce, donando
tutto te stesso per il nostro riscatto. Il tuo volto non aveva apparenza né
bellezza. Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che conosce il
soffrire, sei stato trafitto per i nostri peccati e schiacciato per le nostre
iniquità. Signore Gesù, fa che possiamo asciugare il tuo volto
asciugando il volto sofferente dei nostri fratelli.
4°
giorno.
Signore Gesù, che mostrasti compassione e tenerezza verso tutti fino a
piangere sulle sventure e sulle sofferenze umane, fa splendere ancora su di noi
il tuo volto durante il nostro terreno pellegrinaggio finché un giorno
potremo contemplarti faccia a faccia per sempre. Signore Gesù, che sei
la pienezza di verità e di grazia, abbi pietà di noi.
5°
giorno.
Signore Gesù, che guardasti con occhio di misericordia Pietro inducendolo a
piangere amaramente il suo peccato, guarda con benevolenza anche noi: cancella
le nostre colpe, rendici la gioia di essere salvati. Signore Gesù, presso di
te è il perdono e grande è la tua misericordia.
6°
giorno.
Signore Gesù, che accettasti il bacio traditore di Giuda e sopportasti di
essere schiaffeggiato e sputato in faccia, aiutaci a fare della nostra vita un
sacrificio a te gradito, portando, ogni giorno, la nostra croce. Signore
Gesù, aiutaci a completare quanto manca alla tua passione.
7°
giorno.
Signore Gesù, noi sappiamo che ogni uomo è il volto umano di Dio, che con le
nostre colpe sfiguriamo e nascondiamo. Tu, che sei la misericordia, non guardare
ai nostri peccati, non nasconderci il tuo volto. Il tuo sangue scenda su di
noi, ci purifichi e ci rinnovi. Signore Gesù, che fai festa per ogni peccatore
che si converte, abbi pietà di noi.
8°
giorno.
Signore Gesù, che nella trasfigurazione sul monte Tabor hai fatto brillare il
tuo volto come il sole, fà che anche noi, camminando allo splendore della tua
luce, possiamo trasformare la nostra vita e ed essere luce e fermento di verità
e di unità. Signore Gesù, che con la tua risurrezione hai vinto la
morte e il peccato, cammina con noi.
9°
giorno.
O Maria, tu che contemplasti con affetto materno il volto del fanciullo Gesù
e con profonda commozione baciasti il suo volto insanguinato, aiutaci a
collaborare con te all'opera della redenzione perché si instauri nel mondo il
regno del tuo Figlio, che è regno di verità e di vita, di santità e di
grazia, di giustizia, di amore e di pace. O Maria, Madre della Chiesa,
intercedi per noi.
Reggio
calabria, 8 dicembre 1990
Aurelio
Sorrentino Arcivescovo
COMMENTO
ASCETICO-PASTORALE ALLA NOVENA DEL VOLTO SANTO DI N.S. GESÙ CRISTO
Scrive Pavel Nikolaevic Evdokimov in
Teologia della bellezza (Edizioni Paoline, p. 21): «Dopo l'Incarnazione del
Verbo tutto è dominato dal volto, dal Volto umano di Dio». Cristo, infatti, è
la prima, l'unica vera icona di Dio, è il grande sacramento del Padre, che
rivela attraverso la sua umanità. Se ogni volto è, in qualche modo, rivelatore
della personalità e degli atteggiamenti interiori dell'uomo, in quanto
esprime la gioia e la sofferenza, la tristezza e le speranze, gli impeti
dell'ira e dell'amore, tanto più il volto di Cristo rivela la sua identità e
il suo rapporto essenziale col Padre.
1.
Il primo punto è come un preludio, un'introduzione a tutta la preghiera della
novena. Le ispirate parole del Salmo 26 esprimono con alto lirismo la
continua ricerca del volto del Padre.
A
me quelle parole sembrano il sospiro dell'uomo di tutti i tempi, stanco
pellegrino della vita, che, smarrito, cerca la via del ritorno. Riporto qui
una specie di salmo che scrissi a conclusione della mia Lettera Pastorale del
20 febbraio 1980 Dio è Padre:
Padre,
l'uomo, da te e per te creato, è fuggito lontano da te, come Adamo, il primo
figlio prodigo, abbandonando la casa paterna, calda di affetto e ricca di beni.
Fuggito
lontano, in cerca di vana libertà. fino a dimenticare il tuo volto, Signore. Ma
presto il giorno si tramutò in una notte fonda e senza stelle. Tradimenti di
amici, brandelli di anima, delusioni e miseria.
Ma
il Padre è sempre il Padre: dimentica e perdona, perdona e attende, perché sei
buono e grande nell'amore. Mille volte fuggito, mille volte tornato, mille e
mille volte perdonato, perché sei buono e grande nell'amore.
Ora,
sbandato e stanco pellegrino, nel deserto, senza strade e senza stelle, grida
a te la sua disperazione.
Nel
suo grido c'è bisogno di te, nella sua angoscia c'è esigenza di te, nel suo
pianto c'è nostalgia di te.
Ascolta,
Signore, la mia voce. Io grido: Abbi pietà di me! Rispondimi.
Di
te ha detto il mio cuore: «Cercate il suo volto».
Il
tuo volto, Signore, io cerco. Non nascondermi il tuo volto, non respingere con
ira il tuo servo. Sei tu il mio aiuto, non lasciarmi, non abbandonarmi, Dio
della mia salvezza». Abbà! Padre! Grido come fanciullo smarrito che ha paura
del buio. Abbà! Padre! Rafforza la mia fede: son tuofiglio ed erede. Tu sei
buono e grande nell'amore.
E
concedi che all'ultimo giorno possa sentire la consolante parola: « Vieni,
benedetto dal Padre mio, ricevi il regno, per te preparato».
E
tu, Maria, Madre del Cristo e della Chiesa, guidami alla casa del Padre.
2.
Il secondo punto riporta alcune frasi dell'inno cristologico di Col. 1,5-20. Commentando
queste parole la Novissima Versione della Bibbia delle Edizioni Paoline (Il
Nuovo Testamento, vol. II, p. 605-606) scrive: «Brano particolarmente ricco;
sviluppa il primato di Cristo nell'ordine della creazione naturale e
nell'ordine della rigenerazione spirituale. Cristo è l'immagine di Dio, il primogenito
di tutta la creazione. Cristo è l'immagine di Dio, il primogenito di tutta la
creazione. Cristo è il mediatore della creazione e della redenzione. Ma la
redenzione è possibile e attuabile perché il Redentore è una sola cosa col
Creatore. La redenzione avviene in lui ed è un ritorno del mondo alla sua origine,
a quando era in pace con Dio».
Ogni
uomo è immagine e gloria di Dio (Gen. 1,26-27; I Cor 11,7: S. Ireneo: L'uomo
vivente è la gloria di Dio). Per comprendere l'ampiezza della nozione di
immagine bisogna rifarsi alla concezione greco-ellenistica. Contrariamente
alla concezione moderna l'immagine partecipava in modo effettivo del suo
archetipo, pur restando distinta. Era, cioé, concepita come una irradiazione,
uma manifestazione visibile della sua essenza. Dio, inaccessibile ai sensi,
diviene visibile in Cristo.
Il
Salmo 44, di cui si riportano alcune frasi, è un salmo regale, è un epitalamio
che canta le nozze di un re d'Israele con una principessa.
Nell'interpretazione messianica richiama il rapporto dell'alleanza, concepita
come un rapporto nuziale di Dio con l'umanità, di Cristo con la sua Chiesa,
sposa di Cristo, che Cristo ha amato e per la quale ha dato se stesso al fine di
santificarla (Ef. 5,26).
3.
Il punto terzo richiama il mistero pasquale. Cristo, facendosi uomo, ha
rivelato il mistero del Padre e del suo Amore e svela anche l'uomo all'uomo.
Incarnandosi «si è unito in certo modo ad ogni uomo» (Gaudium et spes,
n.22). Ricorda ancora che Cristo ha assunto su di sé i nostri peccati. Ma la
sua passione non è terminata, continua nella passione del suo corpo mistico,
che è la Chiesa, e nella passione di ogni uomo. l'impegno di asciugare le
lacrime ai fratelli sofferenti fa riferimento alla pia credenza della Veronica
che asciuga il volto di Gesù, ma soprattutto è richiamo a Mt 25,31-46, dove
Cristo si identifica col malato, col pellegrino, con l'affamato.
4-5-6.
I punti quarto, quinto e sesto fanno riferimento ad alcuni episodi in cui il
volto di Cristo ha manifestato tutta la sua misericordia e la sua
partecipazione compassionevole con l'uomo caduto e sofferente.
7.
Il punto settimo fa riferimento al peccato e alle devastazioni che esso
produce a livello individuale e sociale (cfr. Giovanni Paolo II, Esort. Ap.
Reconciliatio et Paenitentia, n. 16). È evidente nella preghiera il richiamo
alla parabola del figlio prodigo.
8.
Il punto ottavo ricorda la trasformazione redicale dell'uomo che accetta di
diventare seguace di Cristo: diventa luce, nuova creatura. e come tale si deve
comportare come figlio della luce, il cui frutto è in ogni bontà,
giustizia e verità (Ef. 5,8-9). Una trasformazione che raggiunge il massimo
della realizzazione nell'Eucaristia, con la quale l'uomo diventa ciò che
mangia, cioé Cristo. «La partecipazione al corpo e al sangue del Signore non
fa altro che trasformarci in ciò che mangiamo» (S. Leone Magno, Sermo, PL
54,375).
9. Il punto nono ricorda che Maria maternamente e continuamente intercede per noi; che sul suo esempio, dobbiamo fedelmente collaborare al mistero della redenzione. Maria non delude le attese profonde degli uomini ed offre il modello compiuto del vero discepolo del Signore: «Artefice della città terrena e temporale, ma pellegrino solerte verso quella celeste ed eterna; promotore della giustizia che libera l'oppresso e della carità che soccorre il bisognoso, ma soprattutto testimone operoso dell'amore che edifica Cristo nei cuori» (Paolo VI, esort. Apostolica Marialis cultus, n. 37).
Reggio
Calabria, 8 dicembre 1990
Aurelio
Sorrentino Arcivescovo
Il
Volto insanguinato di Cristo, che per alcuni pub essere interpretato come lo
scacco di Dio, o, peggio, come la manifestazione della sua impotenmza, per la
fede è invece la risposta, sia pure fasciata di mistero, di un Dio che si è
fatto solidale con noi, condividendo la nostra sofferenza Cristo la sofferenza
si fa redenzione, purificazione, riparazione.
Pascal
ha scritto che «Gesù sarà in agonia fino alla fine del mondo» (Pensieri, Ed.
Paoline, Milano 1969, pensiero 553, p. 416). Secondo Paolo chi soffre completa
la passione del Signore (Col. 1,4). Dice Mario Pomilio: «La storia del!e
vittime è di per se la storia di Dio... ogni qualvolta un innocente è
chiamato a soffire, egli recita la Passione... è la Passione. È Cristo
stesso a crocifiggersi con lui. Potrà apparirvi disperante questo Dio
disarmato. E invece che cosa c'è di più consolante che questa solidarietà non
di forza e di giustizia, ma di compassione e d'amore? e in verità è questo:
la croce di Dio ha voluto essere il dolore di ciascuno; e il dolore di ciascuno
è la croce di Dio» (M. Pomilio, II Natale del 1833, pp. 128-129). Questa è la
Theologia crucis.
«Sarò
in agonia sino alla fine dei tempi» di Dio. Sarò crocifisso fino alla fine dei
tempi.
Sembra
che i Cristiani, Miei figli, non se ne accorgano. Sono flagellato,
schiaffeggiato, squartato, crocifisso; muoio davanti ai loro occhi ed essi non
lo sanno, non vedono niente, sono ciechi. Non sono veri cristiani, altrimenti
non potrebbero più vivere mentre Io muoio.
Signore,
dice l'uomo, non capisco; non è possibile, [state esagerando. Vi difenderei se
Vi attaccassero.
Sarei
al Vostro fianco se foste in agonia. Signore, Vi amo!
Non
è vero, dice Dio. Gli uomini si ingannano. Dicono di amarmi, lo credono, spesso
sono sinceri, lo ammetto; ma si ingannano tragicamente.
Non
comprendono, non vedono.
Lentamente
hanno deformato, disseccato, svuotato tutto. Pensano di amarmi perché una volta
al mese [onorano il Mio Sacro Cuore; come se Io non li amassi che dodici volte
all'anno. Pensano di amarmi perché sono regolari nelle
loro
devozioni, vanno a benedizione, non mangiano carne al venerdi, accendono un cero
e dicono una preghiera davanti alla immagine del Mio Sacro Cuore.
Ma
lo non sono di gesso, dice Dio, né di pietra, né di bronzo, Sono di carne
viva, palpitante, sofferente.
Sono
in mezzo a loro ed essi non Mi hanno riconosciuto. Sono pagato male, sono
disoccupato, vivo in
una
baracca, sono tubercolotico, dormo sotto i ponti, sono in prigione, sono
sfruttato. Eppure ho detto loro «quel che fate al più piccolo dei Miei,
l'avrete fatto a Me ...» È chiaro.
Il
peggio si è che lo sanno. Ma non lo prendono sul serio. «'Hanno spezzato il
mio cuore, dice Dio, ed ho atteso che qualcuno avesse compassione di Me, ma non
vi fu alcuno.» Ho freddo, dice Dio, ho fame, sono nudo.
Sono
imprigionato, schernito, umiliato.
Ma
non è che una passione minore, per abituarmi. Perché, dice Dio, gli uomini
hanno inventato prove più terribili. Armati della loro libertà, terribilmente
armati della loro libertà,
Hanno
inventato...
«Perdonate
loro, Signore, non sanno quel che fanno». Hanno inventato la guerra, quella
vera.
Hanno
inventato la Passione, quella vera.
Perché
lo sono ovunque sono gli uomini, dice Dio... Ed ora sono fra loro, con loro, uno
di loro, loro. Ecco, guardate che hanno fatto di Me...
Mi
flagellano, Mi squartano, Mi crocifiggono. Mi sbranano, sbranandosi fra loro;
Mi
uccidono ammazzandosi tra loro. Gli uomini hanno inventato la guerra... Salto in
aria con le mine, rantolo in una fossa, Gemo crivellato di schegge di bombe,
crollo sotto le [raffiche di mitra, Sudo sangue d'uomini su tutti i campi di
battaglia, lancio grida d'uomini nella notte degli scontri. Oh! Terra di lotta,
immensa croce su cui gli uomini [ogni giorno Mi stendono. Non bastava il legno
del Golgota?
Occorreva
ancora questo immenso altare per il Mio [sacrificio d'amore. Mentre attorno a me
gli uomini ridono, cantano, danzano, e pazzi, mi Crocifiggono, in una grande
risata! Basta, Signore! Abbiate pietà.
Io
non voglio! Non sono io. Si, ragazzo Mio, sei tu.
Sei
tu e tutti i tuoi fratelli, perché occorrono molti colpi di martello per
configgere un [chiodo, occorrono molti colpi di frusta per solcare le spalle,
occorrono molte spine per formare una corona, e tu fai parte di questa umanità
che, unita, Mi condanna.
Non
ha importanza che tu sia di quelli che colpiscono o di quelli che guardano, di
quelli che eseguono o di [quelli che lascian fare. Siete tutti colpevoli: attori
e spettatori.
Soprattutto,
ragazzo Mio, non essere di quelli che dormono, di quelli che possono ancora
addormentarsi ... in pace. Dormire!...
È
terribile dormire.
«Non
potete dunque vegliare un'ora con Me»! Suona la campana - inizia la Messa
Dio
muore per te, Crocifisso dagli uomini. M. Quoist
(da
rinnovarsi il 19 d'ogni mese)
O
Vergine Addolorata, nella ricorrenza mensile della tua misericordiosa Apparizione
sui monti de La Salette, a Te leviamo le nostre menti e i nostri cuori, nella
certezza della tua singolare manifestazione di un tempo, nella fiducia della
tua materna intercessione di sempre.
Animati
dal desiderio di dare gloria a Dio e di aiutarti a trattenere il braccio del tuo
divin Figlio, giustamente adirato contro i peccatori, noi ci consacriamo a Te:
Ti offriamo l'innocenza dei piccoli, i generosi slanci dei giovani, i sinceri
propositi dei grandi, la sofferenza degli infermi e di tutti i poveri
bisognosi.
Guarda
con particolare attenzione la rinnovata offerta delle famiglie religiose, la
filiale e zelante dedizione dei Sacerdoti, la totale e irrevocabile
consacrazione della Nostra Parrocchia e dell'intera Chiesa locale al tuo Cuore
Addolorato e Immacolato.
Vergine
Santa, Vergine degli umili e dei diseredati, Regina del Cielo e Madre della
Chiesa, stendi su di noi la tua mano materna e benedicente e rendici degni,
con la tua incessante preghiera presso il trono di Dio, di cooperare alla
Riconciliazione dei peccatori, alla dilatazione del Regno di Cristo, a gloria
del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
A
S. Veronica (Triduo)
A
S. Giuseppe (Triduo)
Anime
riparatrici, che io amo chiamare Piccole Veroniche Missionarie del Sacro
Volto, e voi tutti cari abbonati del "Volto Santo" rammentatevi che il
4 febbraio è la Festa della grande Veronica di Gerusalemme, la cara Santa,
che sulle vie del Golgota col suo candido velo inalberò forse senza rene
dersene conto, il primo Vessillo della riparazione al Sacro Volto,
compiendo col suo amore e col suo coraggio l'atto gentile e pietoso, che le
meritò dal Paziente divino sublime ricompensa la Effige da Lui medesimo
impressa su quel velo; effige di quel Volto sovrumano, in cui, intender non osan
gli sguardi gl'incolpabili figli del ciel.
In
un pio amoroso Triduo, rinnoviamoci nello spirito riparatore; soprattutto
della bestemmia e della profanazione della festa. Ripetiamo spesso con la Ss.ma
Vergine: O Gesù, ti adoro e dopo la S. Comunione del Giorno 4 domandiamo
umilmente: O Volto divino che volete ch'io faccia?... (Dal Giornalino "Il
Volto Santo" febbraio 1930)
PREGHIERA
A SANTA VERONICA (triduo per il 4 febbraio)
O Santa Veronica, che avesti da Gesù l'inestimabile favore di esser penetrata dal Suo Sguardo Divino, che fece di te un'anima compassionevole e riparatrice, fà che il Volto Adorabile del Salvatore penetri altresì l'anima nostra, ed aiutaci a camminare con coraggio e generosità sulla via della Riparazione, incoraggiate dal tuo nobile esempio. Amen.
(Torino,
11 Ottobre 1934
M.
Card. Fossati, Arciv.)
PREGHIERA
A S. GIUSEPPE (triduo per il 19 marzo)
A
te, o beato Giuseppe, stretti dalla tribolazione ricorriamo, e fiduciosi
invochiamo il tuo patrocinio, insieme con quello della tua santissima Sposa.
Deh! per quel sacro vincolo di carità che ti strinse all'Immacolata Vergine
Madre di Dio, e per l'amore paterno che portasti al fanciullo Gesù, riguarda,
te ne preghiamo, con occhio benigno la cara eredità che Gesù Cristo acquistò
col suo sangue, e col tuo potere ed aiuto soccorri ai nostri bisogni. Proteggi,
o provvido custode della divina Famiglia, l'eletta prole di Gesù Cristo;
allontana da noi, o Padre amatissimo, la peste di errori e di vizi che ammorba
il mondo; assistici propizio dal cielo in questa lotta col potere delle
tenebre, o nostro fortissimo protettore; e come un tempo salvasti dalla morte
la minacciata vita del bambino Gesù, cosi ora difendi la santa Chiesa di Dio
dalle ostili insidie e da ogni avversità, e copri ciascuno di noi con il tuo
continuo patrocinio, affinché con il tuo esempio e con il tuo soccorso
possiamo virtuosamente vivere, pianamente morire e conseguire l'eterna
beatitudine in cielo. Amen.
La
«Via Crucis» è una pia pratica relativamente recente, dovuta alla pietà di
un religioso del XVIII secolo, San Leonardo da Porto Maurizio.
Essa
ricorda ai cristiani la successione degli avvenimenti, di una rapidità e di
una violenza inaudite, che segnano le ultime ore di Gesù sulla terra.
Questa
parabola di sangue e di sofferenza va dal tribunale di Pilato fino al Golgota,
per un cammino sinuoso di alcune centinaia di metri, durante il quale il
condannato dovette portare la sua croce, circondato da soldati e, dice il
Vangelo, da una «grande moltitudine di popolo». Gli Apostoli si nascondevano.
Soltanto Maria, sua Madre, Giovanni l'Evangelista e Maria Maddalena
l'accompagnarono fino alla fine, raccolsero il suo corpo straziato e lo
seppellirono nella tomba di Giuseppe d'Arimatea.
Questo
ultimo episodio della vita di Gesù è il punto culminante della storia degli
uomini.
Ogni
Venerdì Santo al Colosseo, il Papa, portando la croce, ripercorre le
quattordici «stazioni» della via dolorosa. Egli è quasi solo, serba il silenzio:
egli è l'immagine del Cristo. Andrè
Frossard
Signore
Gesù che hai amato gli uomini fino alla morte in Croce, voglio venire con Te,
accompagnandoTi con la mente e col cuore sulla via del Calvario.
Voglio
seguirTi per piangere i miei peccati, causa della Tua crocifissione per darti
prova del mio amore riconoscente, per attingere al Tuo esempio la forza di
accettare la sofferenza con generosa rassegnazione. Illumina la mia mente,
scuoti la mia indifferenza e insensibilità. Fa' che possa acquistare per me
e per i miei morti, le indulgenze che meritiamo.
I
Stazione
GESÙ
È CONDANNATO A MORTE
Noi
ti adoriamo, Gesù, e ti benediciamo tu hai redento il mondo per mezzo della tua
croce
Dopo
averlo arrestato, i giudei condussero Gesù al pretorio di Pilato, perché
fosse condannato a morte. Pilato non trovò in lui nessuna colpa e voleva liberarlo.
Ma i giudei gridavano: «Crofiggilo!». Disse loro Pilato: «Che male ha
fatto?». Essi risposero gridando ancora più forte: «A morte! sulla croce!».
Pilato,
visto che il tumulto della folla cresceva, si lavò le mani di fronte al popolo,
dicendo: «Io sono innocente del sangue di quest'uomo! Prendetelo voi, e
mettetelo in croce». E consegnò loro Gesù.
G
Abbi pietà di noi, Signore
T Abbi pietà di noi, Signore!
G
Tu che non sei venuto per condannare, ma per salvare:
T Abbi pietà di noi, Signore!
G
Tu che hai dato la vita per i tuoi amici:
T Abbi pietà di noi, Signore!
G
Vittima innocente per i nostri peccati:
T Abbi pietà di noi, Signore!
Pater - Ave - Gloria
O
Padre, che hai tanto amato il mondo, da dare per noi il tuo unico Figlio,
concedici di comprendere la gravità del peccato e le esigenze dell'amore. Per
Cristo nostro Signore. Amen.
Santa Madre, deh! Tu fai che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.
CANTO
STABAT MATER: 1) Mentre pende dalla croce, presso il Figlio sta la Madre,
desolata in lacrime.
II
Stazione
GESÙ
PRENDE LA CROCE
Noi
ti adoriamo, Gesù, e ti benediciamo tu hai redento il mondo per mezzo della tua
croce
Dopo la condanna a morte, i soldati si fecero attorno a Gesù e gli misero sulle Spalle un manto rosso; intrecciarono una corona di spine e gliela posero in capo: gli misero una canna nella mano destra, come uno scettro regale.
Poi,
piegando il ginocchio, lo deridevano dicendo: «Salve, o re dei giudei!». E
gli sputavano addosso e lo percuotevano sulla testa.
Quando
l'ebbero schernito, gli levarono il manto, gli misero sulle spalle una pesante
croce e lo condussero via per crocifiggerlo.
G
Abbi pietà di noi!
T Abbi pietà di noi!
G
Cuore di Gesù, disprezzato e umiliato.
T Abbi pietà di noi!
G
Cuore di Gesù, straziato dai nostri peccati,
T Abbi pietà di noi!
G
Cuore di Gesù, paziente e misericordioso,
T Abbi pietà di noi!
Pater - Ave - Gloria
Dio
onnipotente, per i meriti della passione e morte del tuo Figlio, concedi a noi
la forza di prendere la nostra croce ogni giorno e di seguire il nostro Salvatore.
Lui che vive e regna nei secoli. Amen.
Santa
Madre, deh! Tu fai che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.
CANTO:
2) Tutta colma di tristezza, sta gemendo ed una spada le trafigge l'anima.
III
Stazione
GESÙ
CADE PER LA PRIMA VOLTA SOTTO LA CROCE
Noi
ti adoriamo, Gesù, e ti benediciamo tu hai redento il mondo per mezzo della tua
croce
Il
profeta Isaia aveva visto il salvatore degli uomini carico dei nostri peccati e
delle nostre debolezze, sfigurato dalle nostre brutture, schiacciato dal peso
delle nostre colpe.
Umiliato
e sopraffatto dal peso di tante iniquità, più ancora che sfinito dai patimenti
della flagellazione e coronazione di spine, Gesù cade al suolo privo di forze.
G Perdona, Signore!
T Perdona, Signore!
G
Le nostre cadute nel peccato
T Perdona, Signore!
G
Le mancanze di carità:
T Perdona, Signore!
G
Le debolezze e le impurità:
T Perdona, Signore!
G
Le negligenze dei nostri doveri:
T Perdona, Signore!
G
I tradimenti al tuo santo amore:
T Perdona, Signore!
Pater - Ave - Gloria
O
Dio onnipotente, tu per primo hai amato noi, mentre eravamo ancora peccatori.
Concedi a noi la tua forza, per sollevarci dal peccato e vivere nella tua
grazia. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Santa
Madre, deh! Tu fai che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.
CANTO:
3) O gran Madre benedetta, quando è grande il tuo dolore, per il Figlio unico.
IV
Stazione
GESÙ
INCONTRA SUA MADRE
Noi
ti adoriamo, Gesù, e ti benediciamo tu hai redento il mondo per mezzo della tua
croce
Il
vecchio Simeone aveva predetto alla madre di Gesù i momenti dolorosi della sua
passione: «Una spada ti trapasserà il cuore!». La Madonna ricordò quelle
parole quando incontrò il sùo divin Figlio, reso tutto una piaga.
Ma
accettò questa sofferenza per amore nostro, per contribuire alla nostra salvezza:
essa è divenuta così la corredentrice, madre nostra che ci ha generato nel
dolore.
G
Prega per noi, Maria!
G
Perché possiamo conservarci fedeli al tuo Gesù,
T Prega per noi, Maria!
G
Perché sappiamo condividere le sofferenze dei fratelli,
T Prega per noi, Maria!
G
Perché le nostre prove ci facciano crescere nell'amore,
T Prega per noi, Maria!
Pater - Ave - Gloria
O
Padre, che hai voluto associare la vergine Maria alla passione del tuo unico
Figlio, concedi a noi, per il ricordo del suo dolore, di partecipare con lei
alla gioia della risurrezione. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Santa
Madre, deh! Tu fai che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.
CANTO: 4) Chi nel cuore non è affranto
del mirarti, o Madre in pianto per tanto supplizio.
V
Stazione
GESU’
È AIUTATO DAL CIRENEO
Noi
ti adoriamo, Gesù, e ti benediciamo tu hai redento il mondo per mezzo della tua
croce
Nell’uscire
dell'uscire dalla città per salire al Calvario, i soldati che conducevano Gesù
si
imbatterono
in un uomo di Cirene, chiamato Simone, e lo requisirono perché aiutasse Gesù
a portare la croce.
G O Gesù, aiutaci a portare la tua croce!
T O Gesù, aiutaci a portare la tua
croce!
G Quando sopraggiunge lo scoraggiamento,
T O Gesù, aiutaci a portare la tua croce!
G
Perché possiamo aiutarti a salvare il mondo,
T O Gesù, aiutaci a portare la tua croce!
G
Perché possiamo rimanere fedeli alla nostra missione,
T O Gesù, aiutaci a portare la tua croce!
Pater - Ave - Gloria
Signore
Gesù, che hai accolto con riconoscenza l'aiuto di Simone il Cireneo nel
portare la croce del tuo supplizio, concedi a noi la grazia di portare con
gioia la croce del tuo servizio e di confortare con la nostra carità le
sofferenze dei fratelli. Tu che vivi e regni nei secoli. Amen.
Santa
Madre, deh! Tu fai che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.
CANTO:
5) Pei peccati di sua gente, vede il Figlio tra i tormenti di percosse lacero.
VI
Stazione
GESÙ
RICEVE L'OMAGGIO DELLA VERONICA
Noi
ti adoriamo, Gesù, e ti benediciamo tu hai redento il mondo per mezzo della tua
croce
Il
volto del Signore è tutto coperto di sangue, di sputi, di sudore e di polvere.
Così lo aveva visto il profeta Isaia: «è disprezzato come il più miserabile
degli uomini, uomo dei dolori, sfinito dalla sofferenza; sembra un lebbroso,
umiliato e percosso dalla giustizia di Dio». Alla vista di questo doloroso
spettacolo una donna commossa esce dalla folla, si avvicina a Gesù e terge il
suo volto con un candido lino.
G
Ti vogliamo consolare, Signore!
T Ti vogliamo consolare, Signore!
G
Della noncuranza e del disprezzo degli uomini,
T Ti vogliamo consolare, Signore!
G
Delle bestemmie e dell'indifferenza,
T Ti vogliamo consolare, Signore!
G
Del tuo volto sfigurato nei poveri e oppressi,
T Ti vogliamo consolare, Signore!
G
Del tuo volto sfigurato in noi peccatori,
T Ti vogliamo consolare, Signore!
Pater - Ave - Gloria
Dio
di infinita misericordia, che hai mandato il tuo Figlio come un vero uomo per
vincere il nostro peccato, per la sua morte e risurrezione concedi a noi la
somiglianza del suo volto di gloria. Lui che vive e regna nei secoli. Amen.
Santa
Madre, deh! Tu fai che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.
CANTO:
6)Vede il dolce suo Nato sospirare desolato, mentre rese l'anima.
VII
Stazione
GESÙ
CADE LA SECONDA VOLTA
Noi
ti adoriamo, Gesù, e ti benediciamo tu hai redento il mondo per mezzo della tua
croce
Gesù ha veramente preso su di sé i nostri peccati e l'iniquità di tutti gli uomini. Su di lui Dio ha addossato il nostro castigo; per le sue piaghe noi siamo guariti.
Ma
ora la sua anima è triste fino alla morte, le sue forze sono venute meno, ed
egli cade sotto il peso del dolore!
G
Signore, vieni in nostro aiuto!
T Signore, vieni in nostro aiuto!
G
Perché possiamo lottare e vincere nelle tentazioni,
T Signore, vieni in nostro aiuto!
G
Perché possiamo risorgere quando abbiamo peccato,
T Signore, vieni in nostro aiuto!
G
Perché possiamo sostenere quelli che sono scoraggiati,
T Signore, vieni in nostro aiuto!
G
Perché possiamo amare i fratelli che sono caduti,
T Signore, vieni in nostro aiuto!
Pater - Ave - Gloria
Signore
Gesù, che ci hai lasciato l'esempio, perché anche noi seguiamo la tua
strada, conferma in noi i buoni propositi e sostienici con la speranza della
gioia promessa. Tu che vivi e regni nei secoli. Amen.
Santa
Madre, deh! Tu fai che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.
CANTO:
7) D'amor fonte, o Maria, fà ch'io senta il tuo patire e possa con te piangere.
VIII
Stazione
GESÙ
INCONTRA LE PIE DONNE
Noi
ti adoriamo, Gesù, e ti benediciamo tu hai redento il mondo per mezzo della tua
croce
Sulla
strada del Calvario, Gesù era accompagnato da molta gente e da alcune donne
che lo compassionavano e che piangevano per lui. Gesù si rivolse ad esse e
disse: «Non piangete su di me, ma su voi stesse e sui vostri figli, perché si
avvicina il tempo in cui riceverete il castigo per i vostri peccati! Se è così
dura la pena che Dio ha inflitto a me che sono innocente, che cosa sarà di
voi, che siete nel peccato?».
G
Abbi pietà, Signore!
T Abbi pietà, Signore!
G
Di tutti gli uomini peccatori,
T Abbi pietà, Signore!
G
Degli apostati e degli infedeli,
T Abbi pietà, Signore!
G
Degli sfruttatori e dei bggiardi,
T Abbi pietà, Signore!
G
Dei poveri e degli innocenti,
T Abbi pietà, Signore!
G
Di noi e di tutti i nostri cari,
T Abbi pietà, Signore!
Pater - Ave - Gloria
O
Dio, che non vuoi la morte, ma la conversione e la vita dei peccatori, ascolta
la nostra preghiera, e per la sofferenza del tuo Figlio concedi a noi la tua
pace. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Santa
Madre, deh! Tu fai che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.
CANTO:
8) Fà, che il cuore mio divampi nell'amare Cristo Dio e il suo beneplacito.
IX
Stazione
GESÙ
CADE PER LA TERZA VOLTA
Noi
ti adoriamo, Gesù, e ti benediciamo tu hai redento il mondo per mezzo della tua
croce
Gesù
sale al Calvario come un agnello innocente, che non oppone resistenza a chi gli
dà
la
morte.
Lui che non ha fatto torto a nessuno, e non ha mai detto parole di menzogna, porta le colpe di tutta l'umanità e paga per noi peccatori. Ma l'intima tristezza di vedersi abbandonato da tutti, anche dagli amici più cari, è divenuta insopportabile, e Gesù ancora una volta si accascia al suolo.
G
Abbi pietà, Signore!
T Abbi pietà, Signore!
G
Di chi è senza speranza,
T Abbi pietà, Signore!
G
Di chi è tradito dagli amici,
T Abbi pietà, Signore!
G
Di chi è solo nella vita,
T Abbi pietà, Signore!
G
Di chi soffre per un mondo più giusto,
T Abbi pietà, Signore!
G
Di chi è perseguitato per la sua fede,
T Abbi pietà, Signore!
Pater - Ave - Gloria
O
Dio, conforto di chi soffre e libertà degli oppressi, infondi in noi lo spirito
del tuo Figlio e fa' che ogni uomo sperimenti la forza e la dolcezza della tua
mano paterna. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Santa
Madre, deh! Tu fai che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.
CANTO:
9) Santa Madre, deh! Tu fai che le piaghe del Signore io mio cuor trafiggano.
X
Stazione
GESÙ
È SPOGLIATO DELLE SUE VESTI
Noi
ti adoriamo, Gesù, e ti benediciamo tu hai redento il mondo per mezzo della tua
croce
Giunti sul Calvario, i soldati diedero da bere a Gesù vino mescolato con mirra, perché sentisse meno il dolore. Gesù lo assaggiò, ma non ne volle bere, per soffrire in piena coscienza fino alla morte. Poi gli strapparono di dosso le vesti, riaprendo con terribile spasimo le piaghe della flagellazione, e se le divisero tra loro, tirando a sorte la tunica.
G
Perdona, Signore!
T Perdona, Signore!
G
La nostra mancanza di generosità,
T Perdona, Signore!
G
Le nostre immodestie e gelosità,
T Perdona, Signore!
G
L'immoralità della stampa e degli spettacoli,
T Perdona, Signore!
G
I nostri cattivi esempi,
T Perdona, Signore!
Pater - Ave - Gloria
Signore
Gesù, che hai amato la tua Chiesa e hai dato te stesso per santificarla,
purificandola col lavacro del battesimo, fa' che ci svestiamo di tutto ciò che
è male, per rivestirci di te. Tu che vivi e regni nei secoli. Amen.
Santa
Madre, deh! Tu fai che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.
CANTO:
10) Voglio star presso la croce, con te, Madre e le tue pene teco condividere.
XI
Stazione
GESÙ
INCHIODATO SULLA CROCE
Noi
ti adoriamo, Gesù, e ti benediciamo tu hai redento il mondo per mezzo della tua
croce
Era l'ora terza e lo crocifissero. E sulla croce posero la scritta: «Gesù Nazareno, Re dei Giudei». Con lui crocifissero pure due malfattori, uno a destra e l'altro a sinistra I giudei che passavano di là e i sommi sacerdoti lo insultavano. dicendo: «Hai salvato gli altri, ora salva te stesso! Discendi dalla croce e ti crederemo!». Ma Gesù ripeteva: «Padre perdona loro, perché non sanno quello che fanno!»
G
Dio, santo e immortale, abbi pietà di noi!
T Dio, santo e immortale, abbi pietà di noi!
G
O mio popolo, che male ti ho fatto? Rispondimi!
T Dio, santo e immortale, abbi pietà di noi!
G
lo ti ho liberato dal peccato: e tu hai preparato la croce al tuo salvatore.
T Dio, santo e immortale, abbi pietà di noi!
G
lo ti ho reso figlio di Dio nel battesimo e tu mi hai tradito e consegnato alla
morte
T Dio, santo e immortale, abbi pietà di noi!
G
lo ti ho nutrito con il mio corpo e sangue, e tu mi hai dato da bere mirra e
aceto!
T Dio, santo e immortale, abbi pietà di noi!
Pater - Ave - Gloria
O
Dio, che hai accolto la morte di tuo Figlio come sacrifcio a te gradito, accoglici
nel nostro spirito pentito e non lasciarci separare da te. Per Cristo nostro
Signore. Amen
Santa
Madre, deh! Tu fai che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.
CANTO:
11) Rendi fervido il cuor mio nell'amor di Cristo Dio e per Lui solo palpiti
XII
Stazione
GESÙ
MUORE IN CROCE
Noi
ti adoriamo, Gesù, e ti benediciamo tu hai redento il mondo per mezzo della tua
croce
Verso Mezzogiorno il sole si oscurò, e le tenebre scesero sulla terra fino alle tre del pomeriggio. Presso la croce stava Maria, madre di Gesù, alcune pie donne, e Giovanni. Gesù, vedendoli, dice a sua madre: «Donna, ecco tuo figlio!». E al discepolo prediletto: «Ecco: tua madre!» E da quel momento Giovanni la prese con sè. Poi Gesù gridò a gran voce: «Padre, nelle tue mani affido il mio spirito!» E reclinato il capo, spirò.
G
Anima di Cristo, santificami!
T Anima di Cristo, santificami!
G
Corpo di Cristo, salvami!
T Corpo di Cristo, salvami!
G
Passione di Cristo, confortami!
T Passione di Cristo, confortami!
G
Morte di Cristo, liberami!
T Morte di Cristo, liberami!
G
Ricordati di me, Signore nel tuo regno!
T Ricordati di me, Signore nel tuo regno!
Pater - Ave - Gloria
O
Dio onnipontente ed eterno guarda con amore questa tua famiglia per la quale il
nostro Signore Gesù Cristo non esitò a dare nelle mani dei carnefici e a
subire il tormento della croce. Lui che vive e regna nei secoli. Amen
Santa
Madre, deh! Tu fai che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.
CANTO:
12) Fà, ch'io porti in me la morte e del Cristo in gran patire e le piaghe
veneri
GESÙ
È DEPOSTO DALLA CROCE
Noi
ti adoriamo, Gesù, e ti benediciamo tu hai redento il mondo per mezzo della tua
croce
Si
era alla vigilia della festa di Pasqua. I giudei chiesero a Pilato che fossero
spezzate le gambe ai condannati e ne venissero tolti i cadaveri, perché non
rimanessero esposti in quel giorno solenne. Un soldato, avvicinatosi a Gesù,
e visto che era già morto, non gli spezzò le gambe, ma con un colpo di
lancia gli trafisse il cuore, e subito ne uscì sangue e acqua.
Poi
gli amici di Gesù vennero e staccarono il suo corpo dalla croce.
G
Acqua del costato di Cristo, lavami!
T Acqua del costato di Cristo, lavami!
G
Sangue di Cristo, donami la tua forza!
T Sangue di Cristo, donami la tua forza!
G
O buon Gesù, esaudiscimi!
T O buon Gesù, esaudiscimi!
G
Per le tue ferite, difendimi!
T Per le tue ferite, difendimi!
G
Nell'ora della mia morte, chiamami a te!
T Nell'ora della mia morte, chiamami a te!
G
E donami la gioia dei tuoi santi!
T E donami la gioia dei tuoi santi!
Pater - Ave - Gloria
Signore
Gesù, noi riconosciamo nell'acqua e sangue il simbolo dei tuoi sacramenti
di salvezza. Concedi a noi, salvati dalla morte eterna, di servirti con gioia
in tutta la nostra vita. Tu che vivi e regni nei secoli. Amen
Santa
Madre, deh! Tu fai che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.
CANTO:
13) di Sue piaghe anch'io ferito, io m'inebri di quel Sangue che ci dà di
vivere.
XIV
Stazione
GESÙ
È DEPOSTO NEL SEPOLCRO
Noi
ti adoriamo, Gesù, e ti benediciamo tu hai redento il mondo per mezzo della tua
croce
Giuseppe
di Arimatea chiese a Pilato il permesso di seppellire il corpo del Signore.
Allora prese il corpo di Gesù, lo avvolse con aromi in un bianco lenzuolo, e
lo collocò in un sepolcro nuovo scavato nella roccia. Poi chiuse il sepolcro
rotolando una grossa pietra all'imboccatura. Vennero pure i capi del popolo,
sigillarono il sepolcro e vi misero un picchetto di guardia.
G
Abbi pietà di noi!
T Abbi pietà di noi!
G
O Gesù, fonte di ogni consolazione.
T Abbi pietà di noi!
G
O Gesù, nostro rifugio e nostra pace.
T Abbi pietà di noi!
G
O Gesù, salvezza di quelli che operano in te.
T Abbi pietà di noi!
G
O Gesù, nostra vita e resurrezione.
T Abbi pietà di noi!
Pater - Ave - Gloria
Dio
onnipotente ed eterno, guarda al cuore del tuo amatissimo Figlio Gesù e alle
lodi e alle suppliche che ti offre a nome di noi peccatori: concedi il perdono
a noi che invochiamo la tua misericordia. Per Cristo nostro Signore. Amen
Santa
Madre, deh! Tu fai che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.
CANTO:
14) Quando giungerà quell'ora fà, o Gesù, che per Maria, colga la vittoria.
PREGHIERE
DI CONCLUSIONE
La
passione di Gesù non è finita: egli continua a soffrire nell'umanità sofferente
per il peccato e per l'ingiustizia e anelante alla vera libertà.
Oggi,
siamo noi, la sua Chiesa, membri del suo corpo mistico, che dobbiamo «completare
in noi la sua passione» per la redenzione del mondo, portando nel nostro cuore
e nella nostra carne la sofferenza di tutti gli uomini.
La
morte di Gesù non è la fine, ma si apre sulla risurrezione: la nostra vita è
illuminata dalla speranza che noi, e tutto il mondo con noi, saremo trasformati
per essere partecipi della vita gloriosa del Signore risorto.
O
Signore Gesù, insegnaci a portare la nostra croce ogni giorno e a seguirti, con
volontà generosa di riparare i nostri peccati e quelli dell'umanità.
Tu
che ci hai salvato, rendici salvatori dei nostri fratelli; come tu hai dato la
vita
per
noi, così fà che doniamo la vita per gli altri.
Rendici
gioiosi testimoni della tua resurrezione, e mantieni viva in noi la speranza
della gioia che hai promesso ai tuoi fedeli, o Cristo Gesù nostro Signore.
Amen.
Canto
finale
(Domenica
dopo il Vespro)
(Raccomandata
tanto dal Venerabile Padre Gaetano Catanoso per suffragare le Anime Sante del
Purgatorio)
È
formata di dieci poste. S'incomincia con la preghiera:
Anime
Sante del Purgatorio, pregate Iddio per me, che io lo prego per voi, affinché
presto vi doni la gloria del Paradiso.
Un
Padre nostro. (si ripete dopo 10 requiem) Per ogni grano della corona:
invocazione: Gesù mio, misericordia (si ripete dal coro) L'eterno riposo dona
loro, o Signore
E
splenda ad essi, la luce perpetua Riposino in pace. Amen.
Salmo
129 - Dal profondo a te
grido
Egli salverà il suo popolo dai suoi peccati (Matteo 1, 21).
1.
Dal profondo a te grido, o Signore; Signore ascolta la mia voce.
2.
Siano i tuoi orecchi attenti alla voce della mia preghiera.
3.
Se consideri le colpe, Signore, Signore, chi potrà sussistere?
4.
Ma presso di te è il perdono, perciò avremo il tuo timore.
5.
Io spero nel Signore, l'anima mia spera nella sua parola.
6.
L'anima mia attende il Signore più che le sentinelle l'aurora.
7.
Israele attenda il Signore, perché presso il Signore è la misericordia, grande
è presso di lui la redenzione;
8.
Egli redimerà Israele da tutte le sue colpe. L'eterno riposo dona loro, o
Signore, ecc.
Per un defunto
Ascolta,
o Dio, la preghiera che la comunità dei credenti innalza a te nella fede del
Signore risorto, e conferma in noi la beata speranza che insieme al nostro
fratello N. risorgeremo in Cristo a vita nuova. Per il nostro Signore.
O
Dio, il cui unico figlio nel mistero della Pasqua è passato da questo mondo
alla gloria del tuo regno, concedi ai nostri defunti (N. e N) di condividere
il suo trionfo sulla morte e di contemplare in eterno te, Padre, che li hai
creati e redenti. Per il nostro Signore.
O
Dio, che ci hai creato a tua immagine e hai voluto che il tuo Figlio morisse
per noi, fà che viviamo sempre vigilanti nella preghiera, perché liberi dal
peccato nell'ora della morte, passando da questo mondo a te, possiamo riposare
fra le braccia della tua misericordia.
IV
PARTE
1
Nel deserto camminava il tuo
popolo Signore; assetato d'acqua e ombra tutto insieme a te gridò. Il tuo
volto noi cerchiamo camminando sulla terra ogni uomo che incontriamo ti somiglia
o Signor.
2
E un giorno sei apparso con
un volto come noi e hai pianto e hai sorriso vero uomo sei Signor. Il tuo
volto noi cerchiamo camminando sulla terra ogni uomo che incontriamo ti somiglia
o Signor.
3
Dal tuo volto a noi traspare
l'infinito che tu sei ogni volto d'un fratello è un frammento del tuo amore. Il
tuo volto noi cerchiamo camminando sulla terra ogni uomo che incontriamo ti
somiglia o Signor.
4
Ti vedremo a faccia a faccia come sei tu, o Signor; questo è il senso della
vita, il vederti come sei. Il tuo volto noi cerchiamo camminando sulla terra
ogni uomo che incontriamo ti somiglia o Signor.
5
Siamo oggi la tua Chiesa la tua tenda è in mezzo a noi il tuo pane ti rivela la
parola parla a te. Il tuo volto noi cerchiamo camminando sulla terra ogni
uomo che incontriamo ti somiglia o Signor.
1
Gesù, ch'io veda, il tuo
Volto Santo e t'ami in tutti e t'ami tanto. Ch'io veda impresso tuo volto stesso
sia notte e giorno intorno a me.
Gesù sol questo, sol questo anelo: vederti, amarti, in terra e in cielo!
2
Nell'ostia
candida, su quell'Altare veder ti voglio, ti voglio amare! raggiante esposto, o
umil nascosto, ovunque e sempre, nel mondo inter! Gesù sol questo, sol
questo anelo: vederti, amarti, in terra e in cielo!
3
Vederti ovunque quale Tu sei nei buoni amarti, anche nei rei, in chi Ti prega,
in chi Ti nega, in chi m'allieta o affligge ognor! Gesù sol questo, sol
questo anelo: vederti, amarti, in terra e in cielo!
4
Vederti,
amarti e farti amare, Tuo dolce amore nel cuore portare, nel cuore che teme, nel
cuore chè geme nel cuore che lotta, in ogni cuor! Gesù sol questo, sol
questo anelo: vederti, amarti, in terra e in cielo!
5
Tra
gaudi o pene, Gesù vederti a me vicino sempre averti! Amarti tanto, amarti
quanto in ogni ora, Maria Ti amò. Gesù sol questo, sol questo anelo:
vederti, amarti, in terra e in cielo!
1
O Volto sacrosanto m'inchino
a Te dinanzi; Vorrei che tutto quanto il mondo amasse Te; Tolto da esso il vizio
della bestemmia insana di lode un sacrificio ognuno levasse a Te.
Volto Sacro di Gesù Ch'io ti onori sempre più
2
Ispiri pace all'anima la fronte tua serena e doni a tutti calma in mezzo a tanti
duol. Feriscano ogni cuore gli sguardi Tuoi pietosi il giusto e il peccatore Si
volgan tutti a Te. Volto Sacro di Gesù Ch'io ti onori sempre più
3
Intente ai nostri hai le orecchie Tue pietose stanche non sian mai ai prieghi
dei mortai al Padre Onnipossente Tua sacra bocca parli ed Ei sarà clemente A prò
dei Tuoi fedel. Volto Sacro di Gesù Ch'io ti onori sempre più
4
Nell'ora di mia morte di pure all'alma mia; "Verrai nella mia Corte Mio
Volto a contemplar" E Ti vedrò svelato, Bel volto del mio Bene, da tutti
ognor lodato in ciel senza fin. Volto Sacro di Gesù Ch'io ti onori sempre più
O VOLTO SANTO GLI ANGELI
1 O Volto Santo, gli angeli t'adorano svelato. Noi t'adoriam celato. nell'Ostia sotto il vel.
O
Volto Santo, il gaudio Tu sei del Paradiso Rivolgi il tuo sorriso Al popolo
fedel.
2
Volto del Re dei secoli Raggiante di splendore Accetta il nostro amore Gesù,
dolce Signor! Volto di Cristo amabile Dagli empi schiaffeggiato Dai tristi
beffeggiato Abbi di noi pietà.
3
Tu l'Astro degli Apostoli Sei, Volto sacrosanto, Tu, rorido di pianto Conforti
ogni dolor. La forza sei dei martiri Bel Volto insanguinato Di spine perforato O
gran Trionfator.
4
Sposo di caste Vergine Sei fonte di purezza Comunichi dolcezza A chi ti bacia, o
Amor! O Volto che la Vergine Colmò di baci ardenti Or sputano frementi I vili
su di Te!...
5
Ma tu pietoso, volgiti Verso di chi t'accora Verso di chi dolora Chiendendoti
mercé. Volto Divin, deh! aprici Del cielo un dì le porte Rendendoci la morte
Serena e senza duol.
SIGNORE,
DOLCE VOLTO
(LDC)
1
Signore, dolce volto di pena e di dolor,
o
volto pien di luce colpito per amor.
Avvolto
nella morte perduto sei per noi.
Accogli
il nostro pianto, o nostro Salvator,
2
Nell'ombra della morte resistere non puoi
O
Verbo, nostro Dio, in croce sei per noi.
Nell'ora
del dolore ci rivolgiamo a te.
Accogli il nostro pianto, o nostro Salvator.
3 O capo insanguinato del dolce mio Signor
di spine incoronato, trafitto dal dolor.
Perché son sì spietati gli uomini con te?
Ah, sono i miei peccati! Gesù, pietà di me!
SUL TUO VOLTO
1
Sul tuo volto soave, o mio Dio Veggo impressi la pace e l'amore Ma le tracce del
grave dolore Fan più caro il tuo volto, o Gesù!
2
Vago specchio d'eterna bellezza vibri al cuore i tuoi dardi celesti
Tu ricolmi di giubilo i mesti nella vita e nel duro cammin.
3
Tu bel Volto nei p tti riaccendi quell'amor che fa l'uomo beato quell'amor che
dal cielo hai portato per unire la terra col ciel.
4
Benedetto tra splendidi faci che T'accendono i figli d'attorno Tu sfavilli nel
mesto soggiorno dell'amor sul candido vel.
5
Deh! pietoso le sante pupille volgi all'empio che T'osa insultare che pentito Ti
venga a baciare con quel labbro che offesa Ti diè
6
Tu ci accogli, o bel Volto e sorridi a noi mesti ed affranti mortali finché
l'alma d'amore sull'ali sia felice nel cielo con Te.
SALMO
66
Fà splendere su di noi il tuo volto,
Signore.
1
Dio abbia pietà di noi e ci benedica.
Su
di noi faccia splendere il suo Volto Perché si conosca sulla terra la tua via,
fra tutte le genti la tua salvezza.
Fà splendere su di noi il tuo volto,
Signore.
2
Ti lodino i popoli, o Dio ti
lodino i popoli tutti. Esultino le genti e si rallegrino Perché giudichi i
popoli con giustizia, governi le nazioni sulla terra.
Fà splendere su di noi il tuo volto,
Signore.
3
Ti lodino i popoli, o Dio. ti lodino i popoli tutti.
La
terra ha dato il suo frutto Ci benedica Dio, il nostro Dio. Ci benedica Dio e lo
temano tutti i confini della terra.
Fà splendere su di noi il tuo volto,
Signore.
1
L'anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l'umiltà della sua serva D'ora in poi tutte le generazioni
mi chiameranno beata.
2
Grandi cose ha fatto in me
l'Onnipotente e Santo è il suo nome: di generazione in generazione la sua
misericordia si stende su quelli che lo temono.
3
Ha spiegato la potenza del suo braccio ha disperso i superbi nei pensieri del
loro cuore, ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili;
4
ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha
soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia,
5
come aveva promesso ai nostri padri ad Abramo e alla sua discendenza, per
sempre. Gloria, al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo come era nel principio,
e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.
INNO
ALLO SPIRITO SANTO
(CD)
1
O Spirito Paracleto, vieni, le menti visita, di grazia colma l'anima, di chi
creasti provvido.
2
Consolatore ottimo, Dono del Dio Altissimo, sorgente, fuoco, carità,
consacrazione intima.
3
O Donator Benefico, di sette doni mistici, sul labbro degli Apostoli, le lingue
Tu moltiplichi.
4
O nostri sensi illumina, d'amore i cuori penetra, rafforza i corpi deboli, col
Tuo potente impeto.
5
Le forze ostili dissipa, dona la pace all'anima, con Te e per guida, o Spirito,
scampiamo dal pericolo.
6
A noi rivela, o Spirito, il Padre e L'Unigenito, uniti a Te nell'intimo, d'amore
inestinguibile.
7
Sia gloria al Padre
Altissimo, al Vincitor degli inferi, all'Increato Spirito
negli
infiniti secoli. Amen.
1
Veni, creator Spiritus, mentes tuorum visita, imple superna gratia, quae tu
creasti,
pectora.
2
Qui diceris Paraclitus, altissimi donum Dei, fons vivus, ignis, caritas, et
spiritualis uctio.
3
Tu septiformis munere digitus paternae dexterae tu rite prossimum Patris,
sermone
ditans guttura.
4
Accende lumen sensibus, infunde amorem cordibus, infirma nostri corporis virtute
firmans perpeti.
5
Hostem repellas longius pacemque dones protinus; ductore sic te praevio vitemus
omne noxium
6
Per te sciamus da Patrem noscamus atque Filium, teque utriusque Spiritum
credamus omni tempore. Amen.
Noi
ti lodiamo, o Dio, ti proclamiamo Signore. O eterno padre - tutta la terra ti
adora.
A
te cantano gli angeli - e tutte le potenze dei cieli.
A
te i cherubini i serafini - acclamano con voci infinite: santo, santo, santo il
Signore: - Dio dell'universo.
I
cieli e la terra - sono pieni della tua gloria.
Ti
acclama il coro degli apostoli; e la candida schiera dei martiri.
Le
voci dei profeti si uniscono nella tua lode: la santa chiesa proclama la tua
gloria. Padre: - di immensa maestà.
Adora
il tuo unico figlio: - e lo Spirito Santo Paraclito.
O
Cristo, re della gloria: - eterno figlio del Padre.
Tu
nascesti dalla vergine madre: - per la salvezza del mondo.
Vincitore
della morte: - hai aperto ai credenti il regno dei cieli.
Tu
siedi alla destra di Dio: - nella gloria del padre.
Verrai
a giudicare il mondo: - alla fine dei tempi.
Soccorri
i tuoi figli, Signore: - che hai redento col tuo sangue prezioso.
Accoglici
nella tua gloria: - nell'assemblea dei Santi.
Salva
il tuo popolo, Signore: - guida e proteggi i tuoi figli.
Ogni
giorno ti benediciamo, - lodiamo il tuo nome per sempre.
Degnati,
oggi Signore: - di custodirci senza peccato.
Sia
sempre con noi la tua misericordia: - in te abbiamo sperato. -
Pietà
di noi, Signore: pietà di noi.
Tu
sei la nostra speranza, - non saremo confusi in eterno.
5
Adoriamo il Sacramento
che
Dio Padre ci donò. Nuovo patto, nuovo rito nella fede si compì
Al
mistero è fondamento la parola di Gesù.
6
Gloria al Padre onnipotente gloria al Figlio Rendentor lode grande, sommo onore
all'eterna Carità.
Gloria
immensa, eterno amore alla santa Trinità. Amen