CON MARIA VERSO IL NATALE

 UN BAMBINO È NATO FRA NOI

Ogni qual volta nasce un bambino, il mondo si trasforma. Tutti si dedicano a questo piccolo essere, e la gioia che irradia da lui vince quel distacco che gli uomini inal­berano per tenersi lontani a vicenda. Si crea una sorta di sentimento di fratellanza di tutti verso tutti. Lasciamo sen­za invidia ai genitori la loro felicità, ma il suo scintillio si proietta anche sulla nostra vita. Il bambino, anche figlio di estranei, ci appartiene. Sì, ogni bambino appartiene all'umanità. Essa stessa, la razza umana nel suo comples­so, si ridesta quando un bambino vede la luce. Che cosa è accaduto? La nascita di un bambino equi­vale a una promessa. Ci dice che non è vero che il mondo, è alla fine: può continuare a esistere. Nuove spalle si fanno avanti a sostenere il peso della nostra terra, che già co­mincia a fiaccarci. È vero che questa tenera creatura sta lì dinanzi a noi inerme e incapace di esprimersi, ma proprio per questo tutte le possibilità sono ancora aperte, nessuna è ancora stata sprecata, nessuna via è preclusa. Ed è sem­pre così l'inizio della vita per tutti noi, nella nascita di ogni uomo il mondo rinasce alla speranza. "Puer natus est nobis", un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio. Si potrebbe esultare così dinanzi a ogni culla. Ma sull'e­sultanza si allunga presto l'ombra del disincanto. La pro­messa di salvezza che un bambino ci reca non può infatti essere mantenuta. L'intrico di colpa è travaglio di cui la raz­za umana è preda: non si riesce a districare. Tutto ciò se non fosse nato questo Bambino, che fu chiamato e man­dato proprio per questo: per adempiere la promessa che la nascita di ogni essere umano reca per noi. Dio stesso, il Creatore dell'uomo ha nascosto nella nascita umana que­sta parola, questo Verbo di promessa. Si tratta certo della nascita di un uomo, ma soprattut­to della nascita dell'uomo, di una nascita diversa da tutte le altre. Pura e intatta risuona in essa la Parola in cui Dio originariamente concepì e pronunziò la nascita e l'essere dell'umanità. E così Colui che nasce a Natale, è l'uomo, il "padre del futuro", il progenitore della nuova progenie umana. Ma la Parola, che a Natale in questo bambino ci viene detta di Dio, è la stessa Parola di Dio, e questa sua Parola, in cui noi e tutto ciò che esiste siamo stati creati, Dio non se la riprende, perché abita in mezzo a noi: è Lui che si è fatto carne e ha eretto la sua tenda in mezzo a noi. Questo bambino ci appartiene, è uomo con noi uomi­ni e per noi uomini, ma in lui ci appartiene la Parola stes­sa di Dio. Dio sta dalla nostra parte, e lo fa con la serietà più estrema e con la massima intimità. Una è la parola con cui egli si chiama e abita presso di noi, si rivolge a noi, e abita in mezzo a noi. Il Bambino, il nostro piccolo fratello Gesù, è il Figlio Eterno dell'Eterno Padre. Il      rapporto tra Dio e uomo è ristabilito, Colui che è nato a Betlemme è lui stesso il legame. Viene incontro a noi dalla storia del genere umano, e il peso di questa storia, la sua colpa e il suo travaglio, sono sulle sue spalle. Ma al tempo stesso il Bambino nella mangiatoia viene a noi dalla volontà amorevole, dal progetto e dalla fedeltà del Padre. In tal modo Gesù diviene il ponte, la via che ren­de possibili entrambi i percorsi: Dio che incontra l'uomo e l'uomo che incontra Dio. Un bambino è apertura al mondo, guarda con occhi franchi, è amico di tutti: così Dio ci guarda nel Bambino fattosi figlio. E il bambino è apertura al padre, del cui aiu­to ha bisogno, a lui si affida e si rimette, consegnando a lui la sua povertà. Così noi guardiamo il Padre con gli occhi del Figlio e per mezzo di lui l'umanità recupera il rappor­to con il Padre. Gesù fa presente l'uomo la sua colpa e il suo travaglio al cuore del Padre; è il Figlio che tocca il cuo­re del Padre, e il Padre accoglie noi per l'eternità. Il dialogo con Dio, che noi per mancanza di parole rinunciamo a portare avanti, è divenuto in Gesù Cristo, fratello nostro, dialogo di Dio con Dio. Gesù parla per noi, al posto nostro, con il Padre. Ma non gli bastava ancora. Noi dovevamo diventare interlocutori, partecipi del dia­logo con Dio, e per questo egli ci ha dato lo Spirito del Figlio, nel quale possiamo gridare: "Abbà! Padre!". Il Bambino nella mangiatoia non è solo lieta novella che ci viene recata, diviene legge per la vita di ciascuno di noi: "Chi non accoglie il regno di Dio come un bambino, non vi entrerà!". Dobbiamo trasformare la nostra volontà e le nostre azioni secondo lo spirito dei bambini, dobbia­mo imparare l'audacia del bambino, che non dissimula la propria debolezza, ma sa, proprio perché è debole, che il padre avrà cura di lui. Ma il Bambino nella mangiatoia esige da noi anche un altro atteggiamento: che siamo bambini con lui tra i nostri fratelli e le nostre sorelle, nei confronti dell'uma­nità tutta. E il nostro piccolo essere, non più ripiegato su se stesso, ma amorevolmente disponibile al suo amore, diviene dono che Dio stesso fa ai nostri fratelli. Lo spirito dell'infanzia, però, è tutt'altro che inoffensivo. L'apice dell'abnegazione altro non è che questo sem­plice essere bambini al cospetto di Dio. Proprio questo è ciò che Gesù ha portato a compimento nel suo estremo trava­glio sulla croce: si è gettato incondizionatamente, come un bambino, nelle mani del Padre, e in tal modo ha annuncia­to e donato al mondo la sua immensa gloria e il suo immen­so amore per gli uomini di tutte le razze e di ogni continente.

 

29 NOVEMBRE: MADRE DEL SALVATORE

E’ veramente bello iniziare a fine novembre la Novena all' Immacolata, pensando di poterci rivolgere alla Madre del Salvatore Gesù. A lei va sin dalla più tenera età il nostro sguardo fiducioso, la nostra supplica, la nostra venerazione. Maria, la sola creatura umana, che per divino disegno, in virtù dei meriti di Cri­sto, unica sorgente della nostra salvez­za, fu preservata da ogni imperfezione, da ogni contagio della colpa originale, da ogni deformazione del primo modello dell'umanità; la sola perciò in cui l'idea creatrice di Dio si rispecchia fedelmente e in cui la definizione intat­ta ed autentica dell'uomo si realizza: immagine di Dio!

L'Immacolata è figura unica di Donna, nella quale l'umanità ricompare nella sua nativa innocenza, quale Dio aveva pensato e voluto che fosse l'uomo, immagine e similitudine sua. Noi abbiamo perfino perduto la capacità di farci l'idea adeguata dell'umanità intatta e pura. Ma in Maria questa visione riappare in tutto il suo splendore. Pen­siamo allo splendore trasparente nella Donna Tuttasanta, fra tutte benedetta: quale sintesi di bellezza spirituale. Di bontà. Di santità. Maria è esempio vivo per ogni essere umano.

Preghiamo: Dio fonte di misericordia, con l'Immacolata Concezione della Vergine hai preparato al tuo Figlio una degna dimora, e in previsione della morte di lui, l'hai preservata da ogni macchia; concedi anche a noi, per sua intercessione, di giungere fino a te, in purezza di spirito. Per Cristo nostro Signo­re. Amen.

PAROLE DEL PADRE: Vengo per bandire il timore eccessivo che le mie creature hanno di me e per far loro capire che la mia gioia consiste nell'essere conosciuto ed amato dai miei figli, cioè da tutta l'umanità presente e futura. ( dal Messaggio del Padre  scarica )

 

30 DICEMBRE: NOVENA ALL’IMMACOLATA

I° GIORNO: INVOCAZIONE D'AIUTO A MARIA

O Vergine Immacolata, primo e soave frutto di salvezza, noi ti ammiriamo e con Te celebriamo le grandezze del Signore che ha fatto in Te mirabili prodigi. Guardando Te, noi possiamo capire ed apprezzare l'opera sublime della Redenzio­ne e possiamo vedere nel loro risultato esemplare le ricchezze infinite che Cristo, con il suo Sangue, ci ha donato. Aiutaci, o Maria, ad essere, come Te, salvato­ri insieme con Gesù di tutti i nostri fratelli. Aiutaci a portare agli altri il dono ricevuto, ad essere "segni" di Cristo sulle strade di questo nostro mondo assetato di verità e di gloria, bisognoso di redenzione e di salvezza. Amen. 3 Ave Maria

 

 

1 DICEMBRE: NOVENA ALL’IMMACOLATA

GIORNO: TI SALUTO, O MARIA

Ti saluto, o Maria, tutta pura, tutta irre­prensibile e degna di lode. Tu sei la corredentrice, la rugiada del mio arido cuore, la serena luce della mia mente confusa, la riparatrice di tutti i miei mali. Compatisci, o purissima, l'infermità dell'a­nima mia. Tu puoi ogni cosa perché sei la Madre di Dio; a Te nulla si nega, perché sei la Regina. Non disprezzare la mia preghiera e il mio pianto, non deludere la mia attesa. Piega il Figlio tuo in mio favore e, finché durerà questa vita, difendimi, proteggimi, custodiscimi. 3 Ave Maria

 

2 DICEMBRE: NOVENA ALL’IMMACOLATA

GIORNO: OTTIENIMI UN CUORE FEDELE

 anta Maria, Madre di Dio, conservami un cuore di fanciullo, puro e limpido come acqua di sorgente. Ottienimi un cuore semplice che non si ripieghi ad assaporare le proprie tristezze: un cuore magnanimo nel donarsi, facile alla compassione; un cuore fedele e generoso, che non dimentichi alcun bene e non serbi rancore di alcun male. Formami un cuore dolce e umile che ami senza esigere di essere riamato; un cuore grande e indomabile così che nessuna ingratitudine lo possa chiudere e nessuna indifferenza lo possa stancare; un cuore tormentato dalla gloria di Gesù Cristo, ferito dal suo grande amore con una piaga che non rimargini se non in Cielo. 3 Ave Maria

   

3 DICEMBRE: NOVENA ALL’IMMACOLATA

GIORNO: AIUTACI, O MADRE

Regina nostra, inclita Madre di Dio, ti preghiamo: fa' che i nostri cuori siano ricolmi di grazia e risplendano di sapienza. Rendili forti con la tua forza e ricchi di virtù. Su noi effondi il dono della misericordia, perché otteniamo il perdono dei nostri peccati. Aiutaci a vivere così da meritare la gloria e la beatitudine del Cielo. Questo ci conceda Gesù Cristo, tuo Figlio, che ti ha esaltata al di sopra degli Angeli, ti ha incoronata Regina, e ti ha fatto assidere in eterno sul fulgido trono. A Lui onore e gloria nei secoli. Amen. 3 Ave Maria

   

4 DICEMBRE: NOVENA ALL’IMMACOLATA

5° GIORNO: SALVACI, O MARIA!

O Vergine, bella come la luna, delizia del Cielo, nel cui volto guardano i beati e si specchiano gli Angeli, fa' che noi, tuoi figli, ti assomigliamo, e che le nostre anime ricevano un raggio della tua bellez­za che non tramonta con gli anni, ma che rifulge nell'eternità. O Maria, Sole del Cielo, risveglia la vita dovunque è la morte e rischiara gli spiriti dove sono le tenebre. Rispecchiandoti nel volto dei tuoi figli, concedi a noi un rifles­so del tuo lume e del tuo fervore. Salvaci, o Maria, bella come la luna, fulgi­da come il sole, forte come un esercito schierato, sorretto non dall'odio, ma dalla fiamma dell'amore. Amen. 3 Ave Maria

   

5 DICEMBRE: NOVENA ALL’IMMACOLATA

GIORNO: TU, O MARIA

Ave Maria! Piena di grazia, più Santa dei Santi, più elevata dei cieli, più glo­riosa degli Angeli, più venerabile di ogni creatura. Ave, celeste Paradiso! Tutto fra­granza, giglio che olezza soave, rosa profu­mata che si schiude a salute dei mortali. Ave, tempio immacolato di Dio costruito santamente, adorno di divina magnificen­za, aperto a tutti, oasi di mistiche delizie. Ave purissima! Vergine Madre! Degna di lode e di venerazione, fonte d'ac­que zampillanti, tesoro d'innocenza, splendore di santità. Tu, o Maria, guidaci al porto della pace e della salvezza, a gloria di Cristo che vive in eterno con il Padre e con lo Spirito Santo. Amen. 3 Ave Maria

 

   

6 DICEMBRE: NOVENA ALL’IMMACOLATA

GIORNO: RICORDATI DEI TUOI FIGLI

Vergine Maria, Madre della Chiesa, a Te raccomandiamo la Chiesa tutta. Tu che sei chiamata "aiuto dei Pastori", proteggi e assisti i vescovi nella loro missio­ne apostolica, e quanti, sacerdoti, religiosi, laici, li aiutano nella loro ardua fatica. Ricordati di tutti i tuoi figli; avvalora pres­so Dio le loro preghiere; conserva salda la loro fede; fortifica la loro speranza; aumenta la carità. Ricordati di coloro che versano nelle tribo­lazioni, nelle necessità, nei pericoli; ricordati di coloro soprattutto che soffrono perse­cuzioni e si trovano in carcere per la fede. A costoro, o Vergine, concedi la forza e affretta il sospirato giorno della giusta libertà. 3 Ave Maria

 

 

7 DICEMBRE: NOVENA ALL’IMMACOLATA

GIORNO: O PADRE MISERICORDIOSO

Padre di misericordia, datore di ogni bene, noi ti ringraziamo perché dalla nostra stirpe umana hai eletto la beata Ver­gine Maria ad essere Madre del Figlio tuo fatto uomo. Ti ringraziamo perché l'hai preservata da ogni peccato, l'hai riempita di ogni dono di grazia, l'hai congiunta all'opera di redenzione del tuo Figlio e l'hai assunta in anima e corpo al Cielo. Ti preghiamo, per sua intercessione, di poter realizzare la nostra vocazione cristia­na, di crescere ogni giorno nel tuo amore e di venire con Lei a godere per sempre nel tuo regno beato. Amen. 3 Ave Maria

   

8 DICEMBRE: NOVENA ALL’IMMACOLATA

GIORNO: CHINATI SU DI NOI

Ascolta, o prediletta da Dio, l'ardente grido che ogni cuore fedele innalza verso di Te. Chinati sulle nostre piaghe dolo­ranti. Muta le menti dei malvagi, asciuga le lacrime degli afflitti e degli oppressi, custo­disci il fiore della purezza nei giovani, pro­teggi la Chiesa santa, fa' che gli uomini tutti sentano il fascino della cristiana bontà... Accogli, o Madre dolcissima, le nostre umili suppliche e ottienici soprattutto che possiamo un giorno ripetere dinanzi al tuo trono l'inno che si leva oggi sulla terra intorno ai tuoi altari: tutta bella sei, o Maria! Tu gloria, Tu letizia, Tu onore del nostro popolo. Amen. 3 Ave Maria.

 

 

 

9 DICEMBRE: UN GRANDE PRIVILEGIO

“Piena di grazia” appare addirittura come il nuo­vo nome di Maria, che, in seguito alla scelta di Dio, diventa come una creatura nuova, incamminata su una via nuova, tutta dedita alla volontà divina. Il privilegio dell'Immacolata Concezione e della pie­nezza di ogni grazia sembra allontanare all'infinito Maria da noi; in realtà, essa resta vicinissima e nostra, una crea­tura vera, che portò il peso della sua grandezza nella umiltà della sua condizione terrena. Maria è una creatura come noi, vissuta come noi, nostra perché per noi. In lei tutto è anticipo di virtù e di vittoria; con lei il Cielo cominciò a spalancarsi all'umanità. "Apparve nel cielo un grande portento: una donna ve­stita di sole, con la luna sotto i suoi piedi, e sul suo capo una corona dì dodici stelle". Chi è? È Maria, quella Donna vesti­ta di sole. Fermiamo il nostro pensiero sul significato del­l'abbagliante visione; e diciamo a noi stessi, con l'inten­zione celebrativa del mistero dell'Immacolata Concezione: così è Maria! Il suo aspetto è celeste e trionfale; ma, a ben guardarlo, esso è di Donna "umile ed alta più che creatura": anzi così umile che discioglie ogni nostro trepidante riguar­do, e quasi ci invita a ravvisare in lei una dilettissima Sorel­la, alla quale, nell' atto stesso che noi usiamo rivolgere una confidente parola, altra parola non viene alle nostre lab­bra, che quella evangelica: o Te, beata! (Paolo VI).

Preghiamo: Dio di bontà, che con l'annuncio di un ange­lo hai voluto che la tua Parola ricevesse la carne dal grembo della Vergine Maria, a noi che ti supplichiamo e crediamo che lei è veramente la Madre del Salvatore, concedi di essere aiu­tati nelle nostre necessità per la sua intercessione presso di Te. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

PAROLE DEL PADRE: Vengo a portare la speranza agli uomini e alle nazioni. Quanti l'hanno già perduta da molto tempo! Questa speranza li farà vivere nella pace e nella sicurezza lavorando per la loro salvezza. ( dal Messaggio del Padre  scarica )

10 DICEMBRE: UNA GRANDE VITTORIA

Con Maria inizia la lotta tra la stirpe della Donna e la stirpe del serpente; lotta dichiarata fin dalla prima origine della Vergine, essendo questa concepita senza alcuna macchia di pec­cato e quindi in completa opposizione a Satana. L'ostilità si farà poi gigantesca e si risolverà in vittoria quando Gesù, "la stirpe" di Maria, appa­rirà nel mondo e con la sua morte distruggerà il peccato. Il privilegio dell'Immacolata non consiste però sol­tanto nell'assenza del peccato di origine, ma più ancora nella pienezza di grazia. "La Madre di Gesù, la quale ha dato al mondo la Vita stessa che tutto rinnova... da Dio è stata arricchita di doni consoni a tanto ufficio... adornata fin dal primo istante della sua concezione dagli splendo­ri di una santità tutta singolare" (LG 56). Il saluto di Gabriele: "Salve, piena di grazia, il Signo­re è con te" è la più valida testimonianza dell'Immacola­ta concezione di Maria, la quale non sarebbe in senso tota­le "piena di grazia" se anche per un solo istante fosse sta­ta sfiorata dal peccato. La Vergine ha cominciato così la sua esistenza con una ricchezza di grazia che supera im­mensamente quella che i più grandi santi conseguono al­la fine della loro vita. Se poi si considera la sua assoluta fedeltà, la sua totale disponibilità a Dio, si può intuire a quali altezze di amore e di comunione con l'Altissimo sia giunta, precedendo "di gran lunga tutte le altre creature celesti e terrestri" (LG 53).

Preghiamo: Dio vivo e vero, mandaci il tuo Spirito perché trasformi i nostri cuori, e con il soccorso della Vergine Maria, madre nostra e della Chiesa, possiamo portare frutti abbon­danti di bene e di amore per noi e per la vita  del mondo. Per Cristo nostro Signore. Amen.

PAROLE DEL PADRE: Vengo per farMi conoscere così come sono. Perchè la fiducia degli uomini aumenti contemporaneamente al loro amore per Me, loro Padre, che non ho che una sola preoccupazione: quella di vegliare su tutti gli uomini e di amarli come miei figli. ( dal Messaggio del Padre  scarica )

 

11 DICEMBRE: L’ATTESA DELLA VERGINE

“Hai udito, Vergine, che concepirai e par­torirai un figlio; hai udito che questo avverrà non per opera di un uomo, ma per opera dello Spirito Santo”. L'angelo aspetta la risposta: deve fare ritorno a Dio che l'ha inviato. Aspet­tiamo, o Signora, una parola di compassione anche noi, noi oppressi miseramente da una sen­tenza di dannazione. Ecco che ti viene offerto il prezzo della nostra salvezza: se tu acconsenti saremo subito liberati. Noi tutti fummo creati nel Verbo eterno di Dio, ma ora siamo soggetti alla morte: per la tua breve risposta dobbiamo essere rinnovati e richiamati in vita... Tutto il mondo è in attesa, prostrato alle tue ginocchia: dal­la tua bocca dipende la consolazione dei miseri, la reden­zione dei prigionieri, la liberazione dei condannati, la sal­vezza di tutti i figli di Adamo, di tutto il genere umano. O Vergine, da' presto la risposta. Rispondi sollecitamente all’angelo, anzi, attraverso l'angelo, al Signore... Apri, Vergine beata, il cuore alla fede, le labbra all’assen­so, il grembo al Creatore. Ecco che colui al quale è volto il desiderio di tutte le genti, batte fuori alla porta. Non sia che mentre tu sei titubante, Egli passi oltre e tu debba, do­lente, ricominciare a cercare Colui che ami. Lévati su, cor­ri, apri. Lévati con la fede, corri con la devozione, apri con il tuo assenso: "Eccomi, sono la serva del Signore, av­venga di me quello che hai detto". (San Bernardo, "Omelie sulla Madonna")

Preghiamo: Dio, creatore di verità e di luce, guarda noi tuoi figli riuniti nel tuo tempio; infondi nel nostro spirito, per i meriti della Vergine Immacolata, lo splendore della tua san­tità, perché possiamo giungere felicemente alla pienezza del­la tua gloria. Per Cristo nostro Signore. Amen.

PAROLE DEL PADRE: L'uomo commette il peccato, ma è proprio allora che si manifesta la mia infinita bontà. per vivere tra gli uomini che avevo creato, scelsi nell'Antico testamento dei profeti ai quali comunicai i miei desideri, le mie pene e le mie gioie, perchè le trasmettessero a tutti. ( dal Messaggio del Padre  scarica )

 

12 DICEMBRE: LA NOSTRA FEDE

Il genere umano era caduto per istigazione dia­bolica, per il consenso della donna ingannata e per la generazione naturale, che trasfonde il peccato origi­nale anche nei discendenti. Bisognava allora che scendesse un angelo buono a persuadere il bene, e una vergine credesse e consentisse al bene suggerito, e la carità dello Spirito Santo santificasse e fecondasse il concepi­mento immacolato di Gesù, perché gli antichi mali trovas­sero conveniente medicina. Come una donna, sedotta dal diavolo, trasfuse in tutti la colpa, l'infermità e la morte, così una Donna - questa volta istruita dall'angelo, santificata e fecondata dalla virtù dello Spirito Santo - ha generato, sen­za corruzione della mente e del corpo, quel Figlio, capace di concedere salvezza e vita a quanti gliela chiedono... L'angelo Gabriele è il messaggero dell'eterno Padre, la Vergine Immacolata è il tempio dello Spirito Santo, il Figlio concepito è la stessa persona del Verbo divino. In tal maniera si ha, nella comune riparazione di tutti gli es­seri, il concorso comune di tre persone della triplice ge­rarchia: divina, angelica e umana. Così viene ricordata non soltanto la Trinità di Dio, ma anche l'universalità del be­neficio redentore e la benignità del Dio salvatore. E poi­ché particolarmente convengono allo Spirito Santo la be­nignità e la santificazione della Vergine, dalla quale fu con­cepito il Verbo di Dio, ecco perché - sebbene l'in­carnazione sia opera di tutta la Trinità - per appropriazio­ne si dice che la Vergine Maria concepì per opera dello Spirito Santo". (San Bonaventura, "Breviloquium",4)

Preghiamo: Compatisci, o purissima, l'infermità dell'a­nima mia. Tu puoi ogni cosa perché sei la Madre di Dio; a te nulla si nega, perché sei la Regina, Non disprezzare la mia pre­ghiera e il mio pianto, non deludere la mia attesa. Piega il Fi­glio tuo in mio favore e,finché durerà questa vita, difendimi, proteggimi, custodiscimi. (S. Efrem).

PAROLE DEL PADRE: Avevo promesso al mondo il Messia. Che cosa non ho fatto per preparare la sua venuta, mostrandoMi nelle figure che Lo rappresentavano persino mille e mille anni prima della Sua venuta! ( dal Messaggio del Padre  scarica )

   

13 DICEMBRE: UNA MADRE PREMUROSA

Nell’economia della salvezza, Maria la madre del Verbo incarnato, per disposizione di Dio, è pure la madre spirituale dell'umanità. Ella diede alla luce Gesù Cri­sto, che Dio Padre costituì primogenito fra molti fra­telli, cioè fratello maggiore degli uomini alla cui rigenera­zione soprannaturale la Madonna coopera con materna sol­lecitudine. Se vogliamo essere di Cristo, dobbiamo essere di Maria, cioè dobbiamo riconoscere il rapporto essenziale che unisce la Madonna a Gesù, e che apre a noi la via che a lui ci conduce. Maria la madre del Redentore ha un preciso posto nel piano della salvezza, perché "quando giunse la pie­nezza del tempo" Dio mandò suo Figlio nato da donna, nato sotto la legge, perché ricevessimo l'adozione a figli". Questa pienezza definisce il momento fissato da tutta l'eternità, in cui il Padre mandò suo Figlio, "perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna". Essa denota il momento beato, in cui "il Verbo, che era pres­so Dio... si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi", fa­cendosi nostro fratello. Essa segna il momento, in cui lo Spi­rito Santo, che già aveva infuso la pienezza di grazia in Maria di Nazareth, plasmò nel suo grembo verginale la natura uma­na di Cristo. Il mistero di Cristo è inserito nel disegno divino di partecipazione umana, egli è venuto fra noi, seguendo la via della generazione umana. Ha voluto avere una Madre; ha vo­luto incarnarsi mediante il mistero vitale di una donna, della donna benedetta fra tutte (Redemptoris Matei; n. 1-2)

Preghiamo: Ricordati, o Vergine Maria, che non si è mai udito che alcuno sia ricorso al tuo patrocinio, abbia implo­rato il tuo aiuto, chiesto la tua protezione, e sia stato ab­bandonato. Sorretto da tale fiducia ricorro a te, Madre San­ta, e mi umilio davanti a te, peccatore pentito, e ti supplico di accogliere ed esaudire la mia preghiera. Amen.

PAROLE DEL PADRE: Perché, chi è questo messia? Donde viene? Che farà sulla terra? Chi viene a rappresentare? Il Messia è Dio. ( dal Messaggio del Padre  scarica )

 

14 DICEMBRE: UN CUORE DI MADRE

Dal momento dell'Annunciazione il cuore materno della Vergine Santa Maria, sotto la particolare azione dello Spirito San­to, segue l'opera del suo Figlio e va verso tutti coloro, che Cristo Gesù chiama e abbraccia nel suo inesauribile amore. Per­ciò, questo cuore deve essere anche mater­namente inesauribile. Allo stesso modo Maria si trova su tutte le vie della vita quotidiana della Chiesa uni­versale. Mediante la sua materna presenza, la Chiesa prende certezza che vive veramente la vita del suo Maestro e Signore, Gesù Cristo, che vive il mistero della benedizione in tutta la sua pienezza.  Maria è Madre della Chiesa, perché in virtù dell'i­neffabile elezione dello stesso eterno Padre e sotto la par­ticolare azione dello Spirito d'Amore, ella ha dato la vita umana al Figlio di Dio, per il quale e dal quale sono tutte le cose e da cui tutto il popolo di Dio assume la grazia e la dignità dell'elezione. Il suo proprio Figlio volle espli­citamente estendere la maternità di sua Madre - ed esten­derla in modo facilmente accessibile a tutte le anime e i cuori - additandole dall'alto della croce il suo discepolo prediletto come figlio. (Redemptor Hominis - n. 22)

Preghiamo: Dio di misericordia ineffabile, il cui Figlio U­nigenito, confitto alla croce, ci ha donato come madre nostra la sua stessa Madre, fa'che la tua Chiesa, sorretta dall'esem­pio della Vergine Maria, si allieti ogni giorno della santità dei credenti e attiri alla luce e all'amore del Vangelo tutti i popoli della terra. Amen.

PAROLE DEL PADRE: - Chi è Dio? Dio è il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. ( dal Messaggio del Padre  scarica )

 

15 DICEMBRE: I DONI DI DIO

E’ stato scritto: "Io vorrei definire la Vergine un mare di candore, per esprimere la sua integrale pie­nezza posseduta dall'Amore". I doni di Dio non hanno mai un carattere neutro. Il candore di Maria non è qualcosa di negativo: non semplice assenza di male, ma pienezza ardente di virtù; non comoda rinunzia, ma dedizione incondizionata; non indif­ferenza, ma equilibrio di tutte le potenze dell'anima, rego­late e unificate da un Amore supremo, sempre vittorioso. Come nell’alba del giorno brilla l'oro delle stelle, co­sì in Maria alle virtù delicate si aggiungono le virtù forti: alla bellezza argentea della luna si unisce il fulgore ar­dente del sole. Il peccato originale, rompendo il contatto con la sorgen­te prima d'ogni grazia, aveva portato nell'anima scompiglio e divisione. La purezza di Maria sarà quindi, in senso com­pleto, la rettitudine perfetta di chi vede tutto alla luce di Dio e tutto orienta al suo servizio d'amore: il senso di un' anima che viene attratta in linea retta verso il suo divino centro di gravità. In questo, il valore profondo del suo "sì" all'Ange­lo dell'annunzio, l'intimo segreto della sua grandezza. Quando tre volte al giorno suona l'Angelus, a ricordo dell'ora più decisiva della storia, sappiamo dire anche noi - per mezzo di Maria - il nostro "si" ai disegni di Dio, in amoroso abbandono alla sua paterna bontà.

Preghiamo: Ti offriamo le preghiere e il sacrificio, o Signo­re Gesù Cristo, supplicandoti umilmente: a noi che celebria­mo in preghiera i dolori che hanno trafitto lo spirito dolcissi­mo della santissima tua Madre Maria, per i meriti della tua morte e per l'amorosa e continua intercessione di lei e dei San­ti che le erano accanto ai piedi della croce, concedi di parteci­pare al premio dei Beati. Per Cristo nostro Signore. Amen.

PAROLE DEL PADRE: - Da dove viene o meglio chi Gli ha ordinato di venire tra gli  uomini? Sono Io suo Padre, Dio. ( dal Messaggio del Padre  scarica )

   

16 DICEMBRE: MARIA CI HA PRECEDUTO

Noi viviamo protesi al futuro, ma non dimentichiamo il passato, nostra matrice. E ci interessa la storia. Come pos­siamo distinguere la storia sacra dell'umanità? C'è chi la ve­de in tre tempi: quello anteriore alla venuta del Salvatore o tem­po dell'attesa; quello del compimento delle promesse messia­niche o della Redenzione; e quello della "pienezza", quando Dio sarà il tutto in tutti (1Cor 15, 28). Di quella "attesa" Maria è il culmine e ne è insieme il com­pimento. Se tutto Israele era il popolo a cui Dio aveva promesso che avrebbe portato il Seme dell'Atteso, Maria fu il fiore di I­sraele che portò e maturò in sé quel Seme. Infatti, quando ven­ne la pienezza dei tempi, "il Verbo si fece carne" da una don­na, da Maria! E dall'Incarnazione alla Pasqua, alla Pentecoste, all'Assunzione, Maria è divenuta la "Creatura nuova", il tipo di ogni altra creatura e di tutta la Chiesa; e ora in cielo è anche il compimento anticipato e, quasi, di garanzia, della pienezza di Cristo e di Dio che si realizzerà in ogni anima e in tutta la Chiesa, alla fine dei tempi. Maria ha già vissuto in modo esemplare il nostro futuro. La possiamo quindi imitare. E possiamo confidare nel suo aiuto. Animandoci con entusiasmo a vivere il nostro tempo di attesa della gloria futura con la virtù della speranza, viviamo il tem­po della Redenzione con la virtù della fede e la fruttuosa par­tecipazione al mistero di Cristo nei Sacramenti. Nella Vergine Madre, preservata dal peccato originale, colmata di grazia dal­lo Spirito Santo, Dio ci offre l'immagine dell'umanità nuova, che partecipa in pienezza alla vittoria di Cristo.

Preghiamo: O Signore, trasformaci in creature nuove in modo che la Chiesa, primizia dell'umanità redenta e della nuo­va creazione, viva in pienezza il dono di Dio e si apra all'effu­sione rinnovatrice dello Spirito Santo. La tua potenza, o Signore, tolga dalla nostra vita il peso e la tristezza del peccato e ci faccia gustare la vera libertà dei figli di Dio. Amen.

PAROLE DEL PADRE: - Chi rappresenterà sulla terra? Suo Padre: Dio. ( dal Messaggio del Padre  scarica )

NOVENA DI NATALE 1° giorno In principio Dio creò il cielo e la terra. Ora la terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l'abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque. Dio disse: "Sia la luce!". E la luce fu. Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre e chiamò la luce giorno e le tenebre notte. E fu sera e fu mattina: primo giorno... (Gen 1,1-5).

Il primo giorno di questa novena vogliamo ricordare proprio il primo giorno della creazione, la nascita del mondo. La prima creatura voluta da Dio potremmo definirla molto natalizia: la luce, come fuoco che illumina, è uno dei simboli più belli del Natale di Gesù.

Impegno personale: pregherò perché in tutto il mondo creato e amato da Dio possa giungere, la luce della fede in Gesù.

   

17 DICEMBRE: GERMOGLI IL SALVATORE

“Stillate dall’alto, o cieli, la vostra ru­giada e dalle nubi scenda a noi il Giusto; si apra la terra e germogli il Salvatore. L 'Atte­so dei popoli verrà senza tardare, non ci sarà più timore sulla nostra terra: egli è il nostro Salvatore. O Germoglio della radice di Iesse, che t'innalzi come segno per i popoli, vieni a liberarci, non tardare".

Procuriamo di contemplare il quadro, cioè la scena di Betlemme, in trasparenza. Questo momento di attenzione è del tutto conforme allo stile mentale del nostro tempo, avido di sapere il significato reale dei fatti e delle cose, di conoscere la realtà di un avvenimento tanto importante e centrale, qual è la nascita di Colui, che si chiama Salva­tore. Gesù vuol dire Salvatore; Cristo vuol dire Messia, cioè colui nel quale si incontrano e si compiono i disegni divini relativi ai destini dell'umanità. Dobbiamo allora considerare il Natale come un'apparizione. E’ una rivela­zione. Quale apparizione? Ce lo dice San Paolo: "Appar­ve la bontà e l'amore di Dio salvatore nostro verso gli uo­mini". È il segreto di Dio, che s'è svelato in Gesù Cristo: Dio è bontà, Dio è Amore. Questo è il Natale! Il Natale nella fede. (Dai discorsi di Paolo VI)

La prima condizione per fare bene il Natale è quella di conservargli la sua autenticità religiosa. Bisogna guarda­re al Natale con fede. Quel Bambino che giace nella grep­pia di una vecchia grotta, avvolto in poche fasce, è il Ver­bo eterno di Dio, è il rivelatore del Padre, è il Salvatore del mondo. Quel Bambino ci dice che Dio si è fatto uomo perché ha amato l'uomo e ha voluto salvarlo. Se noi ci chiediamo quale è la via scritta che ci por­ta a quell'umanità di Cristo, nella quale trovia­mo la rivelazione di Dio e la nostra salvezza, la risposta è pronta: quella via è la Madonna, è la Madre di Cristo, e perciò Madre di Dio e Madre nostra. Questa è la migliore stagione liturgica del culto alla Vergine. Il Natale dura in noi se Cri­sto nasce e vive in noi per via di fede, la quale non è semplice nozione di Cristo, ma è una for­ma misteriosa e vitale, che lo porta a vivere in noi. San Paolo ce lo dice: il cristiano, cioè l'uo­mo giusto nel senso biblico, vive di fede.

PAROLE DEL PADRE: - Che farà sulla terra? Farà conoscere e amare il Padre: Dio. ( dal Messaggio del Padre  scarica )

NOVENA DI NATALE 2° giorno Cantate al Signore un canto nuovo, cantate al Signore da tutta la terra. Cantate al Signore, benedite il suo nome, annunziate di giorno in giorno la sua salvezza. In mezzo ai popoli raccontate la sua gloria, a tutte le nazioni dite i suoi prodigi. Gioiscano i cieli, esulti la terra, frema il mare e quanto racchiude;
esultino i campi e quanto contengono, si rallegrino gli alberi della foresta davanti al Signore che viene, perché viene a giudicare la terra. Giudicherà il mondo con giustizia e con verità tutte le genti (Sal 95,1-3.15-13).

È il salmo responsoriale del giorno di Natale. Il libro dei salmi nella Bibbia costituisce la nascita della preghiera di un popolo. Gli autori sono poeti "ispirati", cioè guidati dallo Spirito a trovare le parole per rivolgersi a Dio in atteggiamento di supplica, di lode, di ringraziamento: attraverso la recita del salmo, si innalza la preghiera di un singolo o di un popolo che come vento, leggero o impetuoso a seconda delle circostanze, raggiunge il cuore di Dio.

Impegno personale: sceglierò oggi un salmo per rivolgermi al Signore, a partire dallo stato d'animo che sto vivendo in questo momento. Chiederò suggerimento al don o ai catechisti per scegliere il salmo più adatto.  

 

18 DICEMBRE: VIENI E SALVA L’UOMO

“Il Signore viene, non tarderà: svelerà i segreti delle tenebre, si farà conoscere a tutti i popoli. Il Signore nostro Dio verrà con potenza, riempirà di luce i suoi fedeli. O Re delle genti e pietra angolare della Chiesa: vieni, e salva l'uo­mo che hai tratto dalla terra”.

Questo è il Natale! Il Natale della fede. Compreso que­sto, possiamo comprendere qualche cosa di molto bello anche circa l'altro aspetto. Il Natale della vita, della no­stra vita. La nascita verginale di Cristo nel mondo diffonde in tutta l'umanità un'onda rigeneratrice: tutta la vita umana è toccata da questa presenza, anche sul piano naturale. Un tale fratello illumina divinamente il volto di ogni morta­le: ogni uomo riflette la faccia di Cristo. La generazione umana è sublimata alla dignità di veicolo d'una vita chia­mata a diventare umanità di Cristo. La famiglia trova nel Natale la propria festa. Se la famiglia poi è cristiana, è un fiume di grazia, di letizia, di pace, che la invade. Si, fate festa, famiglie cristiane, nel giorno in cui Gesù Cristo è venuto ad abitare in una famiglia umana; a formare un fo­colare, a santificarlo di sé. (Dai discorsi di Paolo VI).

Non si ringrazierà mai a sufficienza il Signore del do­no della vita: un dono mirabile, il dono più meraviglioso! L'impegno della Chiesa è sempre quello di aspirare ad u­na umanità nuova, guidata verso uno sviluppo ordinario ed armonioso, che celebri la vita nella sua progressiva a­scensione e la educhi alla sua vocazione soprannaturale, e che sia così mo­dellata su Cristo Signore, da risol­vere in lui i suoi problemi, in lui valorizzare i suoi sforzi ed i suoi do­lori, ed in lui poi trovare la sua pie­nezza e la sua fe­licità. Le famiglie riprendano coscienza della loro dignità e della loro mis­sione, s'impegnino alla professione delle virtù specifiche che caratterizzano la società domestica, e ritrovino nelle purificate sorgenti dell'amore cristiano la loro forza e la loro felicità.

PAROLE DEL PADRE: Non ha detto:

"Non sapete che è necessario che Mi occupi delle cose del Padre mio?" ( dal Messaggio del Padre   scarica )

NOVENA DI NATALE  3° giornoUn germoglio spunterà dal tronco di Iesse, un virgulto germoglierà dalle sue radici. Su di lui si poserà lo spirito del Signore, spirito di sapienza e di intelligenza, spirito di consiglio e di fortezza, spirito di conoscenza e di timore del Signore. Si compiacerà del timore del Signore. Non giudicherà secondo le apparenze e non prenderà decisioni per sentito dire; ma giudicherà con giustizia i miseri e prenderà decisioni eque per gli oppressi del paese (Is 11,1-4).

Come i salmisti, così anche i profeti sono uomini ispirati da Dio, che aiutano il popolo eletto a vivere la loro storia come grande vicenda di amicizia col Signore. Attraverso di loro la Bibbia testimonia la nascita dell'attesa della visita di Dio, come fuoco che consuma il peccato di infedeltà o che scalda la speranza di liberazione.

Impegno personale: voglio individuare i segni del passaggio di Dio nella nostra storia, trovando una notizia significativa sul giornale o considerando un'esperienza particolare vissuta dalla mia comunità parrocchiale. Ne farò un'occasione di preghiera lungo questa giornata.

19 DICEMBRE: ATTESA DEI POPOLI

“Nascerà per noi un bambino, sarà chiamato Dio onnipotente, e saranno in lui benedette tutte le nazioni del mondo. Benedetto il Signore, Dio di Israele, perché ha visitato e redento il suo popolo. O Ema­nuele, Dio con noi, attesa dei popoli e nostro liberatore, vieni a salvarci con la tua presenza”.

Natale è vicino, e Natale è pace. Vuol dire pace con Dio, col quale Cristo ci ha riconciliati, e vuol dire pace in­teriore, dentro noi stessi, nelle coscienze, nei cuori: l'ab­biamo noi questa pace? Vuol dire pace nelle famiglie. Non è il Natale la festa dell'intimità domestica? Vuol dire pa­ce sociale. Non siamo tutti fratelli? Vuol dire ancora: pa­ce fra le Nazioni, della quale abbiamo ancora, dopo l'ul­tima guerra mondiale, l'alto e ansioso ideale, ma lo an­diamo tradendo e perdendo, con nuove interminabili guer­re locali, con la gara di armamenti sempre più costosi e formidabili, con l'insorgenza delle ideologie irriducibil­mente avversarie, dei razzismi esclusivisti ed egoisti e con il facile ricorso alla oppressione e alla violenza. Per que­sta pace internazionale dobbiamo particolarmente prega­re. (Dai discorsi di Paolo VI)

“Gloria a Dio nel più alto dei cieli, e pace in terra agli uomini che egli ama”. È il canto degli Angeli sulla grot­ta di Betlemme. E’ un canto di pace. La pace è un dono che viene dall'alto: solo quando si è in pace con Dio ci sarà pace con i fratelli. La pace che dobbiamo cercare, anche rispetto agli altri, è la pace del cuore, è quello stato d'a­nimo di giustizia, di bontà, di serenità, che ci rende ri­spettosi e benevoli verso tutti, e toglie dal nostro animo quei sentimenti che interrom­pono la circolazione dell'amore del prossimo. Prima di essere sociale, la pace è per­sonale. Ed è proprio questo spirito di pace, che è dovere di ogni vero seguace di Cristo. È un frutto della carità. Se veramente desideriamo essere cristiani, dobbiamo amare la pace, dobbiamo meditare sul significato reale della pace, dobbiamo conformare la nostra mente a pensieri di pace.

PAROLE DEL PADRE: (…) Poiché è venuto per glorificare il Padre e farLo conoscere agli uomini, dice: "Chi vede Me, vede il Padre mio." "Io sono nel Padre e il Padre è in Me." "Nessuno viene al Padre se non per Me." "Chiunque è con Me è anche col Padre mio"…( dal Messaggio del Padre  scarica )

NOVENA DI NATALE 4° giorno In quel tempo l'angelo disse a Maria: "Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio". Allora Maria disse: "Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto". E l'angelo partì da lei (Lc 1,35-38).

Lo Spirito Santo, quando incontra la risposta obbediente e disponibile dell'uomo, diventa fonte di vita, come vento che soffiando sui campi porta in giro vita per nuovi fiori. Maria, con il suo sì, ha consentito la nascita del Salvatore e ha insegnato a noi ad accogliere la salvezza.

Impegno personale: se ne ho la possibilità, parteciperò oggi alla S. Messa e riceverò l'Eucaristia, facendo nascere Gesù dentro di me. Stasera nell'esame di coscienza metterò di fronte al Signore l'obbedienza ai miei impegni di fede.

 

20 DICEMBRE: VIENI A REDIMERCI, SIGNORE

“Canterò senza fine le grazie del Signore, con la mia bocca annunzierò la tua fedeltà nei secoli, perché hai detto: "La mia grazia rimane per sempre"; la tua fedeltà è fondata nei cieli. "Ho stretto un'alleanza con il mio eletto, ho giurato a Davide mio servo: stabilirò per sempre la tua discendenza, ti darò un trono che du­ri nei secoli". Egli mi invocherà: Tu sei mio padre, mio Dio e roccia della mia salvezza. Gli conserverò sempre la mia grazia, la mia alleanza gli sarà fedele” (Sal 88).

L'uomo è un essere ordinato a trascendere se stesso; è un essere proiettato verso Dio, è ordinato essenzialmente a Dio; se questo suo fondamentale rapporto è rinnegato, non il mi­stero luminoso di Dio che si fa uomo (il mistero del Natale) sarà la festa della letizia e della pace per la nostra vita, ma il mistero tenebroso dell'uomo che si fa Dio sarà il tragico dramma, carico d'interminabili rovine. Ritorniamo, uomini fratelli, nel giorno in cui, con la nascita di Cristo, Dio e uo­mo, sono state ristabilite - e quali? - relazioni vitali fra la Di­vinità e l'umanità; ritorniamo all'umile e nobile sforzo reli­gioso, della ricerca di Dio, della fede in Dio, della fiducia in Dio, della preghiera a Dio; avremo la prima gloria del Nata­le, quella di cantare anche noi, come una intima poesia per­sonale, come un solenne inno cosmico, la gloria di Dio! (Dai discorsi di Paolo VI).

Nessuno è escluso dalla gioia portata dal Signore. La gran­de gioia annunciata dall'Angelo, nella notte di Natale, è dav­vero per tutto il popolo, per quello d'Israele che attendeva al­lora ansiosamente un Salvatore, come per il popolo innume­revole di tutti coloro che, nella successione dei tempi, ne ac­coglieranno il messaggio e si sforzeranno di viverlo. Quanto più il cristiano accoglie con amore il messaggio del Salvatore per incarnarlo nella vita di ogni giorno, tanto più nel suo cuo­re crescerà la gioia, perché Cristo Signore è la pienezza della vita e quindi la pienezza della gioia. La gioia di essere cristia­no, strettamente unito alla Chiesa, "nel Cristo", in stato di gra­zia con Dio, è davvero capace di riempire il cuore dell'uomo. Cristo Signore dona ai suoi veri discepoli la gioia di vivere o­gni giorno la loro vocazione particolare nella pace e nella spe­ranza, che sorpassano le delusioni e le sofferenze, e porta que­sti suoi fedeli verso il servizio umile e gioioso dei più biso­gnosi. Poiché la gioia non si può dissociare dalla partecipa­zione. In Dio stesso tutto è gioia poiché tutto è dono. Imparia­mo a donare per essere sempre più ricchi di gioia.

PAROLE DEL PADRE: (…) Ecco dunque in breve il racconto del mio Amore fino alla mia venuta, mediante il Figlio mio, in mezzo agli uomini. La maggior parte degli uomini conosce tutti questi avvenimenti, ma ne ignora l'essenziale: che è stato cioè l'Amore a condurre tutto! ( dal Messaggio del Padre  scarica )

NOVENA DI NATALE 5° giorno In quel tempo Giovanni diceva alle folle: "Io vi battezzo con acqua; ma viene uno che è più forte di me, al quale io non son degno di sciogliere neppure il legaccio dei sandali: costui vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco... Quando tutto il popolo fu battezzato e mentre Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e scese su di lui lo Spirito Santo in apparenza corporea, come di colomba, e vi fu una voce dal cielo: "Tu sei il mio figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto" (Lc 3,16.21-22).

Ognuno di noi è diventato figlio prediletto del Padre, quando ha ricevuto il primo dono dello Spirito Santo nel Battesimo, come fuoco capace di accendere nel cuore il desiderio di annunciare il Vangelo. Gesù, grazie all'accoglienza dello Spirito e in obbedienza alla volontà del Padre, ha indicato a noi la via per la nascita del Vangelo, cioè della buona notizia del Regno, in mezzo agli uomini.

Impegno personale: è lo stesso del cammino del T 12: mi recherò in chiesa, al fonte battesimale, per fare memoria riconoscente al Padre del dono di essere suo figlio e rinnoverò la volontà di essere suo testimone in mezzo agli altri.

   

21 DICEMBRE: LA SALVEZZA VIENE DA DIO

"Il Signore nostro Dio verrà con potenza e riempirà di luce i suoi fedeli. Il Signore viene, non tarderà: svelerà i segreti delle tenebre, si farà cono­scere a tutti i popoli. O Re delle genti e pietra angolare della Chiesa: vieni e salva l’uomo che hai tratto dalla terra".

Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio". Tutta la li­turgia di questi giorni prossimi al Natale, vibra di attesa per l'imminente venuta del Signore, facendo trepidare, co­me ogni anno, il nostro cuore, nella gioia che sempre si rinnova per questa venuta, che ha trasformato il mondo. È la certezza della salvezza, apportata all'uomo dal Figlio di Dio e Figlio di Maria Vergine. È la consolazione della visita che il Verbo del Padre fa all'umanità, finalmente vicina alla liberazione dal pecca­to e dalla schiavitù del maligno; è la letizia che scaturisce dal sapere che "si sono manifestati la bontà di Dio, salva­tore nostro, e il suo amore per gli uomini". (Dai discorsi di Giovanni Paolo Il)

Avvento significa vicinanza salvifica di Dio, "il qua­le vuole che tutti... siano salvi e arrivino alla conoscenza della verità". La presenza di Dio è una presenza salvifica. Essa è la sorgente del rinnovamento dello spirito mediante l'amore. La vicinanza di Dio, la sua presenza tra gli uomi­ni, manifesta il suo amore e lo attua. L'amore vince ogni male. Dio, che vuole tutti salvi, chiama l'uomo alla con­versione, al rinnovamento della vita; ecco perché tutta la sollecitudine dell'Avvento si concentra sul cuore umano: un cuore che si apre alla venuta di Cristo Signore. La salvezza dell'uomo è strettamente legata alla santità di Dio, poiché dipende dal suo eterno, infini­to Amore. Dio è santità perché è amore. Amore si­gnifica volere il bene, aderire al bene. Da questa vo­lontà del bene scaturisce l'infinita bontà di Dio nei riguardi dell'uomo. Dio vuole la salvezza dell'uo­mo, di tutti gli uomini. Ma questa salvezza non si realiz­za senza la nostra collaborazione, senza il nostro quoti­diano impegno di santificazione.

PAROLE DEL PADRE: Oh, come il mio Amore di Padre è stato dimenticato dagli uomini! Eppure vi amo teneramente! In mio figlio, cioè nella persona del Figlio fatto Uomo, che cosa non ho fatto ancora! La divinità in questa umanità si è velata, piccola, povera, umiliata. Io conducevo con mio Figlio Gesù una vita di sacrificio, di lavoro. Ricevevo le sue preghiere perché l'uomo avesse un cammino tracciato, per camminare sempre nella giustizia, al fine di giungere al sicuro fino a Me! ( dal Messaggio del Padre  scarica )

NOVENA DI NATALE 6° giorno Era verso mezzogiorno, quando il sole si eclissò e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio. Il velo del tempio si squarciò nel mezzo. Gesù, gridando a gran voce, disse: "Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito". Detto questo spirò (Lc 23,44-46).

Il mistero del Natale è legato misteriosamente al mistero della Passione di Gesù: egli comincia a conoscere da subito la sofferenza, per il rifiuto ad essere accolto che lo farà nascere in una povera stalla e per l'invidia dei potenti che scatenerà la furia omicida di Erode. Ma esiste anche un misterioso legame di vita tra i due momenti estremi dell'esistenza di Gesù: il soffio di vita che fa nascere il Signore è lo stesso soffio dello Spirito che Gesù sulla Croce riconsegna a Dio per la nascita della Nuova Alleanza, come vento vitale che spazza via l'inimicizia tra gli uomini e Dio sorta col peccato.

Impegno personale: risponderò con un gesto di generosità al male che purtroppo è diffuso intorno a noi o che addirittura nasce da me. Se poi sono io a subire un'ingiustizia, perdonerò di cuore e stasera ricorderò al Signore la persona che mi ha causato questo torto.

 

22 DICEMBRE: TU SEI IL DIO VERO

“Tu sei il Dio vero, dal quale tutte le cose furono fatte. Tutto ciò che è bello, attesta che Tu sei sovranamente bello; Tutto ciò che è eletto, attesta che Tu stai sopra ogni cosa creata; Tutto ciò che è forte, attesta che Tu sei fortissimo; Tutto ciò che è amabile, infine, atte­sta che Tu sei incomparabilmente più amabile. Salute e gloria a Te, Verbo Incarnato, che oggi, inclinando i cieli, discendi a salvare l’uomo”. (San Lorenzo Giustiniani)

Dio ha tanto amato il mondo, da dare il suo Figlio U­nigenito. E’ apparsa la Grazia. La Grazia è il manifestarsi di Dio, l'aprirsi di Dio all'uomo. La Grazia è Dio quale "Padre nostro". È il Figlio di Dio quale Figlio della Ver­gine. È lo Spirito Santo, operante nel cuore dell'uomo con la ricchezza infinita dei suoi doni. La Grazia è, insieme, l'uomo: l'uomo nuovo, nuovamente creato. E’ l'uomo vi­sitato da Dio nelle profondità stesse della sua essenza u­mana. È l'uomo chiamato, nel mistero dell'immagine e somiglianza, alla partecipazione della Natura divina. La Grazia, allora, è Dio in noi: in ognuno, in tutti. La Grazia, allora, è noi in Dio. (Dai discorsi di Giovanni Paolo VI)

“E’ nato un bambino, un figlio ci è donato”. Ci è stato dato nella notte di Betlemme. La grazia è appunto dono. È il "donarsi" di Dio alla creatura, all'uomo: il "donarsi" di ciò che è divino e ciò che è umano. Nella notte di Na­tale la grazia è diventata palese. Si è manifestata nella sua dimensione definitiva. Dio "dona se stesso" nel Figlio. Dona se stesso per opera dello Spirito Santo, che la Ver­gine di Nazaret ha ricevuto nell'annunciazione. Dio dona se stesso grazie al suo infinito amore. La grazia ci esorta a vivere "con sobrietà", giustizia e pietà". Come dice San Paolo: Il cri­stiano cammina verso la gioia piena del Cie­lo, quando combatte il consumismo, quando vince l'egoismo, quando si apre a Dio. In tal modo rinasce l'uomo, rinasce il cristiano nuo­vo, ricco della grazia divina, ricco della vita di Dio. Tut­to questo è una risposta di amore all'infinito amore di Dio per noi; tutto questo è un donarsi a quel Dio che si è do­nato a noi per la nostra pace e per la nostra gioia.

PAROLE DEL PADRE: (…) Perciò ho chiesto a mio Figlio di donar loro dei mezzi per rialzarsi dalle loro cadute. Questi mezzi li aiuteranno a purificarsi dal loro peccato, affinché siano ancora i figli del mio Amore.

Sono principalmente i sette Sacramenti e, soprattutto, il grande messo per salvarvi, nonostante le vostre cadute, è il Crocifisso, è il Sangue del Figlio mio che ad ogni istante si riversa su di voi, purché voi lo vogliate, sia con il Sacramento della Penitenza, sia anche con il Santo Sacrificio della Messa. ( dal Messaggio del Padre   scarica )

NOVENA DI NATALE 7° giorno Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all'improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano. Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere d'esprimersi (At 2,1-4).

Avrai riconosciuto certamente il brano della Pentecoste che la Pastorale Giovanile propongono per quest'anno a tutti i ragazzi. Proprio qui ritroviamo le immagini ormai familiari del vento e del fuoco, che dicono la realtà viva e diversificata dello Spirito. La nascita della Chiesa, che avviene nel Cenacolo dove sono riuniti gli apostoli insieme con Maria, dà inizio a una storia ininterrotta fino ad oggi, come fuoco che arde senza consumarsi per trasmettere l'amore di Dio a tutte le generazioni.

Impegno personale: ricorderò oggi con gratitudine il giorno della mia Cresima, se l'ho già ricevuta, quando sono diventato per mia scelta un discepolo responsabile nella vita della Chiesa. Affiderò al Signore, nella mia preghiera, il mio vescovo, successore degli apostoli, che cura la trasmissione della fede nella nostra diocesi.

 

23 DICEMBRE: LA FEDE CI GUIDA A BETLEMME

“Venite fedeli, l'angelo ci invita, venite, venite a Betlemme. Nasce per noi Cristo Salvatore. Venite, a­doriamo il Signore Gesù! La luce del mondo brilla in una grotta: la fede ci guida a Betlemme. Nasce per noi Cristo Salvatore. La notte risplende, tutto il mondo at­tende: seguiamo i pastori a Betlemme. Nasce per noi Cri­sto Salvatore. il Figlio di Dio, Re dell'universo, si è fatto bambino a Betlemme. Nasce per noi Cristo Salvatore. "Sia gloria nei cieli, pace sulla terra", un angelo annuncia a Be­tlemme. Nasce per noi Cristo Salvatore”.

Natale è la festa dell'uomo. Nasce l'Uomo. Uno dei miliardi di uomini che sono nati, nascono e nasceranno sulla terra. L'uomo, un elemento componente della gran­de statistica. Non a caso Gesù è venuto nel mondo nel pe­riodo del censimento; quando un imperatore romano vo­leva sapere quanti sudditi contasse il suo paese. L'uomo, oggetto del calcolo, considerato sotto la categoria della quantità; uno fra miliardi. E nello stesso tempo, uno, uni­co e irripetibile. Se noi celebriamo così solennemente la nascita di Gesù, lo facciamo per testimoniare che ogni uo­mo è qualcuno, unico e irrepetibile. Per Dio e di fronte a lui, l'uomo è sempre unico e irripetibile: qualcuno eter­namente ideato ed eternamente prescelto; qualcuno chia­mato e denominato con il proprio nome. Così come quel primo uomo, Adamo; e come quel nuovo Adamo, che na­sce dalla vergine Maria nella grotta di Betlemme: "Lo chiamerai Gesù". (Dai discorsi di Giovanni Paolo Il)

Dio si è avvicinato. È in mezzo a noi. È l'Uomo. Dio si è compiaciuto dell'uomo per Cristo. Nella nascita ter­restre di Dio tutta l'umanità viene elevata. La natura u­mana è assunta dalla divina persona del Figlio. La nasci­ta del Verbo incarnato è l'inizio di una nuova forza del­l'umanità stessa; la forza aperta ad ogni uomo, secondo le parole di San Giovanni: "Ha dato potere di diventare figli di Dio". L'uomo è un valore; nell'uomo c'è lo stam­po di Dio; ogni uomo è figlio di Dio. Dignità mirabile! In nome di questa dignità, l'uomo non lo si può distrug­gere; non è permesso umiliarlo. Il mistero della nascita terrena di Cristo svela lumino­samente la piena dimensione dell'uomo e l'eterno desti­no di gloria che è riservato all'umanità.  

PAROLE DEL PADRE: Quante mie creature, divenute figlie del mio Amore per mezzo di mio Figlio, si sono gettate molto rapidamente nell'abisso eterno! In verità, non hanno conosciuto la mia infinità Bontà. Io vi amo così tanto! Almeno voi, che sapete che vengo Io stesso per parlarvi, per farvi conoscere il mio Amore, per pietà di voi stessi, non gettatevi nel precipizio. Sono vostro Padre! ( dal Messaggio del Padre  scarica )

NOVENA DI NATALE 8° giorno Mentre essi stavano celebrando il culto del Signore e digiunando, lo Spirito Santo disse: "Riservate per me Barnaba e Saulo per l'opera alla quale li ho chiamati". Allora, dopo aver digiunato e pregato, imposero loro le mani e li accomiatarono. Essi dunque, inviati dallo Spirito Santo, discesero a Selèucia e di qui salparono verso Cipro. Giunti a Salamina cominciarono ad annunziare la parola di Dio nelle sinagoghe dei Giudei, avendo con loro anche Giovanni come aiutante (At 13,1-4).

Il libro degli Atti degli Apostoli ci testimonia la nascita della missione, come vento che soffia incessantemente da un estremo all'altro del mondo portando ai quattro angoli della terra il Vangelo.

Impegno personale: pregherò con molto affetto per il Papa, che ha la responsabilità della diffusione del Vangelo in tutto il mondo, e per i missionari, infaticabili viaggiatori dello Spirito.

24 DICEMBRE: IMPLORATO PER SECOLI

“Che magnifica notte di stelle t'irradia il cammino!

E quale pace divina e solenne hai prescelto, o Bambino!

È implorato per secoli eterni con lungo dolore,

a redimere scendi i mortali, divin Redentore.

Ninna, nanna, ninna, nanna. Oh! riposa nel quieto dormir;

Bambinello venuto a soffrir.

Ninna, nanna, ninna, nanna. O celeste Bambino, al tuo amor

tutto avvampa il mio cuor”.

Per tutti gli uomini, di ogni epoca, di ogni paese, di o­gni continente, è nato una volta per sempre il Figlio di Dio, come figlio dell'uomo: è nato Gesù. E’ questo il grande dono che ci ha fatto il Padre celeste. E questo grande do­no si ripete, continua in perseveranza, e noi lo celebriamo ogni anno, liturgicamente il giorno di Natale e il periodo natalizio, per far rivivere questo dono del Padre celeste nelle nostre anime, nei nostri cuori, nella nostra umana consapevolezza. Questa nascita di Gesù a Betlemme ci di­ce che cosa siamo noi se il Figlio di Dio si è fatto uomo, e che cosa deve dire l'uomo, che cosa significa l'uomo se Dio si è fatto uomo. (Dai discorsi di Giovanni Paolo VI)

Tutto in questi giorni ci parla dell'ineffabile mistero, che la Chiesa sta per celebrare e rivivere: la nascita del Verbo di Dio fatto Uomo. Dio si è fatto uomo - commenta S. Agostino - per comunicare all'uomo la sua vita divina. Que­sta verità deve illuminare tutta la vita del cristia­no e guidarlo in ogni sua scelta. Da essa deriva un nuovo modo di vedere persone e cose, una mag­gior capacità di accettare e amare i fratelli, la for­za per affrontare e superare le prove e le difficoltà della vita, la giusta direzione per non lasciarsi sviare dalle molteplici forme di secolarismo del mondo circostante. Il Verbo si fa uomo per porta­re l'uomo all'altezza di Dio, per comunicargli la sua vita. Questo fatto così stupendo e così grande deve indurci ad a­prire il nostro cuore a Cristo Signore che viene. Deve spin­gerci e lavorare di più perché la sua venuta porti davvero l'umanità a vivere nella direzione che Egli ha impresso nel­la storia del mondo. Dopo la nascita di Cristo, tutto è cam­biato: "Ecco faccio nuove tutte le cose".

PAROLE DEL PADRE: "TUTTI QUELLI CHE MI CHIAMERANNO CON IL NOME DI PADRE, NON FOSSE CHE UNA VOLTA SOLA, NON PERIRANNO, MA SARANNO SICURI DELLA LORO VITA ETERNA IN COMPAGNIA DEGLI ELETTI." ( dal Messaggio del Padre  scarica )

NOVENA DI NATALE 9° giorno Pietro stava ancora parlando, quando lo Spirito Santo scese sopra tutti coloro che ascoltavano il discorso. E i fedeli venuti con Pietro si meravigliavano che anche sopra i pagani si effondesse il dono dello Spirito Santo; li sentivano infatti parlare lingue e glorificare Dio. Allora Pietro disse: "Forse che si può proibire che siano battezzati con l'acqua questi che hanno ricevuto lo Spirito Santo al pari di noi?". E ordinò che fossero battezzati nel nome di Gesù Cristo. Dopo tutto questo lo pregarono di fermarsi alcuni giorni (At 10,44-48).

Come oggi noi possiamo inserirci nella vita della Chiesa e nascere a tutte le novità che il Signore ha preparato per noi? Attraverso i sacramenti, che segnano ancor oggi ogni successiva nascita della fede. I sacramenti, come fuoco che trasforma, ci introducono sempre di più nel mistero di comunione con Dio.

Impegno personale: pregherò per tutti coloro che nella mia comunità o anche nella mia famiglia stanno per ricevere un dono dello Spirito attraverso un sacramento e affiderò di cuore al Signore i miei genitori che col matrimonio hanno fatto nascere me e la famiglia di cui faccio parte.

   

25 DICEMBRE: VIENI BAMBINO GESU’

Fratelli e sorelle di ogni parte della terra! Se Dio ci ha tanto amati da farsi uomo con noi, dobbiamo a­marci a vicenda, fino a condividere con gli altri ciò che a ciascuno è dato per la gioia di tutti! Solo l'amore che si fa dono, ci ricorda Giovanni Paolo Il, può trasformare il no­stro pianeta, volgendo le menti e i cuori a pensieri di fra­ternità e di pace. Uomini e donne di tutto il mondo, Cristo ci chiede di amarci. Questo è il messaggio del Natale, que­sto è l'augurio che a tutti rivolgo dal profondo del cuore". “Per noi e per la nostra salvezza si è fatto uomo”. Quan­do ci inginocchiamo durante la liturgia del Natale pronun­ciando le suddette parole del Credo, diventiamo simili ai pastori di Betlemme. Loro per primi si sono trovati nel rag­gio di questo mistero, che illumina le tenebre della storia dell'uomo sulla terra... Mediante questa luce si è svelato, davanti a loro il mistero inscrutabile. Essi lo hanno accol­to. Sono andati nella sua direzione, si sono avvicinati ad esso. Hanno trovato "un bambino avvolto in fasce, che gia­ce in una mangiatoia": nel visibile hanno riconosciuto l'invisibile. Sono diventati i primi testimoni del Mistero. Da questa prima testimonianza fluisce ampiamente verso il mondo l'invito: "Cristo è nato per noi, venite adoriamo". Venite. Adoriamo. Invita all'adorazione il mistero di Dio, che si è fatto uomo. (Dai discorsi di Giovanni Paolo Il)

Dio si è fatto uomo. Tutta la Chiesa si unisce a Maria e Giuseppe. Si unisce ai pastori e ai Magi. Venite adoriamo. Davanti al Bambino di Betlemme ci si inginocchia. Noi ri­petiamo a Lui solennemente, come nostra, la confessione di Pietro, e la ripetiamo in ginocchio: "Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente". In adorazione, noi gli dicia­mo ancora, come Pietro: "Signore, da chi andre­mo? Tu solo hai parole di vita eterna". Davanti al Bambino di Betlemme si sta in silenzio, deve par­lare solo la fede adorante. Venite, adoriamo. Ma perché ci sia vera adorazione è necessario cono­scere sempre di più il mistero di Cristo Signore. La venuta di Cristo nel mondo genera per noi il pro­blema e il dovere di conoscerlo. Come conoscerlo? Ecco la domanda che ciascuno deve porre a se stesso: conosco il Cristo Gesù? Lo conosco davvero? Lo conosco abba­stanza? Come posso conoscerlo meglio? Bisogna che ci mettiamo alla ricerca di Gesù, cioè allo studio di quanto possiamo sapere su di lui.

PAROLE DEL PADRE: " ....Ed a voi che lavorerete per la mia Gloria e che vi impegnerete a farMi conoscere, onorare ed amare, assicuro che la vostra ricompensa sarà grande, poiché conterò tutto, anche il minimo sforzo che farete e vi renderò tutto al centuplo nell'eternità." ( dal Messaggio del Padre  scarica )

 

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