CON MARIA VERSO IL NATALE
Ogni
qual volta nasce un bambino, il mondo si trasforma. Tutti si dedicano a questo
piccolo essere, e la gioia che irradia da lui vince quel distacco che gli uomini
inalberano per tenersi lontani a vicenda. Si crea una sorta di sentimento di
fratellanza di tutti verso tutti. Lasciamo senza invidia ai genitori la loro
felicità, ma il suo scintillio si proietta anche sulla nostra vita. Il bambino,
anche figlio di estranei, ci appartiene. Sì, ogni bambino appartiene all'umanità.
Essa stessa, la razza umana nel suo complesso, si ridesta quando un bambino
vede la luce. Che cosa è accaduto? La nascita di un bambino equivale a una
promessa. Ci dice che non è vero che il mondo, è alla fine: può continuare a
esistere. Nuove spalle si fanno avanti a sostenere il peso della nostra terra,
che già comincia a fiaccarci. È vero che questa tenera creatura sta lì
dinanzi a noi inerme e incapace di esprimersi, ma proprio per questo tutte le
possibilità sono ancora aperte, nessuna è ancora stata sprecata, nessuna via
è preclusa. Ed è sempre così l'inizio della vita per tutti noi, nella
nascita di ogni uomo il mondo rinasce alla speranza. "Puer natus est nobis",
un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio. Si potrebbe esultare così
dinanzi a ogni culla. Ma sull'esultanza si allunga presto l'ombra del
disincanto. La promessa di salvezza che un bambino ci reca non può infatti
essere mantenuta. L'intrico di colpa è travaglio di cui la razza umana è
preda: non si riesce a districare. Tutto ciò se non fosse nato questo Bambino,
che fu chiamato e mandato proprio per questo: per adempiere la promessa che la
nascita di ogni essere umano reca per noi. Dio stesso, il Creatore dell'uomo ha
nascosto nella nascita umana questa parola, questo Verbo di promessa. Si
tratta certo della nascita di un uomo, ma soprattutto della nascita dell'uomo,
di una nascita diversa da tutte le altre. Pura e intatta risuona in essa la
Parola in cui Dio originariamente concepì e pronunziò la nascita e l'essere
dell'umanità. E così Colui che nasce a Natale, è l'uomo, il "padre del
futuro", il progenitore della nuova progenie umana. Ma la Parola, che a
Natale in questo bambino ci viene detta di Dio, è la stessa Parola di Dio, e
questa sua Parola, in cui noi e tutto ciò che esiste siamo stati creati, Dio
non se la riprende, perché abita in mezzo a noi: è Lui che si è fatto carne e
ha eretto la sua tenda in mezzo a noi. Questo bambino ci appartiene, è uomo con
noi uomini e per noi uomini, ma in lui ci appartiene la Parola stessa di
Dio. Dio sta dalla nostra parte, e lo fa con la serietà più estrema e con la
massima intimità. Una è la parola con cui egli si chiama e abita presso di
noi, si rivolge a noi, e abita in mezzo a noi. Il Bambino, il nostro piccolo
fratello Gesù, è il Figlio Eterno dell'Eterno Padre. Il
rapporto tra Dio e uomo è ristabilito, Colui che è nato a Betlemme è
lui stesso il legame. Viene incontro a noi dalla storia del genere umano, e il
peso di questa storia, la sua colpa e il suo travaglio, sono sulle sue spalle.
Ma al tempo stesso il Bambino nella mangiatoia viene a noi dalla volontà
amorevole, dal progetto e dalla fedeltà del Padre. In tal modo Gesù diviene il
ponte, la via che rende possibili entrambi i percorsi: Dio che incontra l'uomo
e l'uomo che incontra Dio. Un
bambino è apertura al mondo, guarda con occhi franchi, è amico di tutti: così
Dio ci guarda nel Bambino fattosi figlio. E il bambino è apertura al padre, del
cui aiuto ha bisogno, a lui si affida e si rimette, consegnando a lui la sua
povertà. Così noi guardiamo il Padre con gli occhi del Figlio e per mezzo di
lui l'umanità recupera il rapporto con il Padre. Gesù fa presente l'uomo la
sua colpa e il suo travaglio al cuore del Padre; è il Figlio che tocca il cuore
del Padre, e il Padre accoglie noi per l'eternità. Il dialogo con Dio, che noi
per mancanza di parole rinunciamo a portare avanti, è divenuto in Gesù Cristo,
fratello nostro, dialogo di Dio con Dio. Gesù parla per noi, al posto nostro,
con il Padre. Ma non gli bastava ancora. Noi dovevamo diventare interlocutori,
partecipi del dialogo con Dio, e per questo egli ci ha dato lo Spirito del
Figlio, nel quale possiamo gridare: "Abbà! Padre!". Il Bambino
nella mangiatoia non è solo lieta novella che ci viene recata, diviene legge
per la vita di ciascuno di noi: "Chi non accoglie il regno di Dio come un
bambino, non vi entrerà!". Dobbiamo trasformare la nostra volontà e le
nostre azioni secondo lo spirito dei bambini, dobbiamo imparare l'audacia del
bambino, che non dissimula la propria debolezza, ma sa, proprio perché è
debole, che il padre avrà cura di lui. Ma il Bambino nella mangiatoia esige da
noi anche un altro atteggiamento: che siamo bambini con lui tra i nostri
fratelli e le nostre sorelle, nei confronti dell'umanità tutta. E il nostro
piccolo essere, non più ripiegato su se stesso, ma amorevolmente disponibile al
suo amore, diviene dono che Dio stesso fa ai nostri fratelli. Lo spirito
dell'infanzia, però, è tutt'altro che inoffensivo. L'apice dell'abnegazione
altro non è che questo semplice essere bambini al cospetto di Dio. Proprio
questo è ciò che Gesù ha portato a compimento nel suo estremo travaglio
sulla croce: si è gettato incondizionatamente, come un bambino, nelle mani del
Padre, e in tal modo ha annunciato e donato al mondo la sua immensa gloria e
il suo immenso amore per gli uomini di tutte le razze e di ogni continente.
29 NOVEMBRE: MADRE DEL SALVATORE
E’
veramente bello iniziare a fine novembre la Novena all' Immacolata, pensando
di poterci rivolgere alla Madre del Salvatore Gesù. A lei va sin dalla più
tenera età il nostro sguardo fiducioso, la nostra supplica, la nostra
venerazione. Maria, la sola creatura umana, che per divino disegno, in virtù
dei meriti di Cristo, unica sorgente della nostra salvezza, fu preservata da
ogni imperfezione, da ogni contagio della colpa originale, da ogni deformazione
del primo modello dell'umanità; la sola perciò in cui l'idea creatrice di Dio
si rispecchia fedelmente e in cui la definizione intatta ed autentica
dell'uomo si realizza: immagine di Dio!
L'Immacolata
è figura unica di Donna, nella
quale l'umanità ricompare nella sua nativa innocenza, quale Dio aveva pensato e
voluto che fosse l'uomo, immagine e similitudine sua. Noi abbiamo perfino
perduto la capacità di farci l'idea adeguata dell'umanità intatta e pura. Ma
in Maria questa visione riappare in tutto il suo splendore. Pensiamo allo
splendore trasparente nella Donna Tuttasanta, fra tutte benedetta: quale sintesi
di bellezza spirituale. Di bontà. Di santità. Maria è esempio vivo per ogni
essere umano.
Preghiamo:
Dio fonte di misericordia, con l'Immacolata
Concezione della Vergine hai preparato al tuo Figlio una degna dimora, e in
previsione della morte di lui, l'hai preservata da ogni macchia; concedi anche a
noi, per sua intercessione, di giungere fino a te, in purezza di spirito. Per
Cristo nostro Signore. Amen.
30 DICEMBRE: NOVENA ALL’IMMACOLATA
I° GIORNO: INVOCAZIONE
D'AIUTO A MARIA
O
Vergine
Immacolata, primo e soave frutto di salvezza, noi ti ammiriamo e con Te
celebriamo le grandezze del Signore che ha fatto in Te mirabili prodigi.
Guardando Te, noi possiamo capire ed apprezzare l'opera sublime della Redenzione
e possiamo vedere nel loro risultato esemplare le ricchezze infinite che Cristo,
con il suo Sangue, ci ha donato. Aiutaci, o Maria, ad essere, come Te, salvatori
insieme con Gesù di tutti i nostri fratelli. Aiutaci a portare agli altri il
dono ricevuto, ad essere "segni" di Cristo sulle strade di questo
nostro mondo assetato di verità e di gloria, bisognoso di redenzione e di
salvezza. Amen. 3 Ave Maria
1 DICEMBRE: NOVENA ALL’IMMACOLATA
2° GIORNO: TI SALUTO, O MARIA
Ti
saluto, o Maria, tutta pura, tutta irreprensibile e degna di lode. Tu sei la
corredentrice, la rugiada del mio arido cuore, la serena luce della mia mente
confusa, la riparatrice di tutti i miei mali. Compatisci, o purissima,
l'infermità dell'anima mia. Tu puoi ogni cosa perché sei la Madre di Dio; a
Te nulla si nega, perché sei la Regina. Non disprezzare la mia preghiera e il
mio pianto, non deludere la mia attesa. Piega il Figlio tuo in mio favore e,
finché durerà questa vita, difendimi, proteggimi, custodiscimi. 3 Ave
Maria
2 DICEMBRE: NOVENA ALL’IMMACOLATA
3° GIORNO: OTTIENIMI UN CUORE FEDELE
anta Maria, Madre di Dio, conservami un cuore di
fanciullo, puro e limpido come acqua di sorgente. Ottienimi un cuore semplice
che non si ripieghi ad assaporare le proprie tristezze: un cuore magnanimo nel
donarsi, facile alla compassione; un cuore fedele e generoso, che non dimentichi
alcun bene e non serbi rancore di alcun male. Formami un cuore dolce e umile che
ami senza esigere di essere riamato; un cuore grande e indomabile così che
nessuna ingratitudine lo possa chiudere e nessuna indifferenza lo possa
stancare; un cuore tormentato dalla gloria di Gesù Cristo, ferito dal suo
grande amore con una piaga che non rimargini se non in Cielo. 3 Ave Maria
3 DICEMBRE: NOVENA ALL’IMMACOLATA
4° GIORNO: AIUTACI, O MADRE
Regina
nostra, inclita Madre di Dio, ti preghiamo: fa' che i nostri cuori siano ricolmi
di grazia e risplendano di sapienza. Rendili forti con la tua forza e ricchi di
virtù. Su noi effondi il dono della misericordia, perché otteniamo il perdono
dei nostri peccati. Aiutaci a vivere così da meritare la gloria e la
beatitudine del Cielo. Questo ci conceda Gesù Cristo, tuo Figlio, che ti ha
esaltata al di sopra degli Angeli, ti ha incoronata Regina, e ti ha fatto
assidere in eterno sul fulgido trono. A Lui onore e gloria nei secoli. Amen. 3
Ave Maria
4 DICEMBRE: NOVENA ALL’IMMACOLATA
5° GIORNO: SALVACI,
O MARIA!
O
Vergine, bella
come la luna, delizia del Cielo, nel cui volto guardano i beati e si specchiano
gli Angeli, fa' che noi, tuoi figli, ti assomigliamo, e che le nostre anime
ricevano un raggio della tua bellezza che non tramonta con gli anni, ma che
rifulge nell'eternità. O Maria, Sole del Cielo, risveglia la vita dovunque è
la morte e rischiara gli spiriti dove sono le tenebre. Rispecchiandoti nel volto
dei tuoi figli, concedi a noi un riflesso del tuo lume e del tuo fervore.
Salvaci, o Maria, bella come la luna, fulgida come il sole, forte come un
esercito schierato, sorretto non dall'odio, ma dalla fiamma dell'amore. Amen. 3
Ave Maria
5 DICEMBRE: NOVENA ALL’IMMACOLATA
6° GIORNO: TU, O MARIA
Ave
Maria! Piena di grazia, più Santa dei Santi, più elevata dei cieli, più gloriosa
degli Angeli, più venerabile di ogni creatura. Ave, celeste Paradiso! Tutto fragranza,
giglio che olezza soave, rosa profumata che si schiude a salute dei mortali.
Ave, tempio immacolato di Dio costruito santamente, adorno di divina magnificenza,
aperto a tutti, oasi di mistiche delizie. Ave purissima! Vergine Madre! Degna di
lode e di venerazione, fonte d'acque zampillanti, tesoro d'innocenza,
splendore di santità. Tu, o Maria, guidaci al porto della pace e della
salvezza, a gloria di Cristo che vive in eterno con il Padre e con lo Spirito
Santo. Amen. 3 Ave Maria
6 DICEMBRE: NOVENA ALL’IMMACOLATA
7° GIORNO: RICORDATI DEI TUOI FIGLI
Vergine
Maria, Madre della Chiesa, a Te raccomandiamo la Chiesa tutta. Tu che sei
chiamata "aiuto dei Pastori", proteggi e assisti i vescovi nella loro
missione apostolica, e quanti, sacerdoti, religiosi, laici, li aiutano nella
loro ardua fatica. Ricordati di tutti i tuoi figli; avvalora presso Dio le
loro preghiere; conserva salda la loro fede; fortifica la loro speranza; aumenta
la carità. Ricordati di coloro che versano nelle tribolazioni, nelle necessità,
nei pericoli; ricordati di coloro soprattutto che soffrono persecuzioni e si
trovano in carcere per la fede. A costoro, o Vergine, concedi la forza e
affretta il sospirato giorno della giusta libertà. 3 Ave Maria
7 DICEMBRE: NOVENA ALL’IMMACOLATA
8° GIORNO: O PADRE MISERICORDIOSO
Padre
di misericordia, datore di ogni bene, noi ti ringraziamo perché dalla nostra
stirpe umana hai eletto la beata Vergine Maria ad essere Madre del Figlio tuo
fatto uomo. Ti ringraziamo perché l'hai preservata da ogni peccato, l'hai
riempita di ogni dono di grazia, l'hai congiunta all'opera di redenzione del tuo
Figlio e l'hai assunta in anima e corpo al Cielo. Ti preghiamo, per sua
intercessione, di poter realizzare la nostra vocazione cristiana, di crescere
ogni giorno nel tuo amore e di venire con Lei a godere per sempre nel tuo regno
beato. Amen. 3 Ave Maria
8 DICEMBRE: NOVENA ALL’IMMACOLATA
9° GIORNO: CHINATI SU DI NOI
Ascolta,
o prediletta da Dio, l'ardente grido che ogni cuore fedele innalza verso di Te.
Chinati sulle nostre piaghe doloranti. Muta le menti dei malvagi, asciuga le
lacrime degli afflitti e degli oppressi, custodisci il fiore della purezza nei
giovani, proteggi la Chiesa santa, fa' che gli uomini tutti sentano il fascino
della cristiana bontà... Accogli, o Madre dolcissima, le nostre umili suppliche
e ottienici soprattutto che possiamo un giorno ripetere dinanzi al tuo trono
l'inno che si leva oggi sulla terra intorno ai tuoi altari: tutta bella sei, o
Maria! Tu gloria, Tu letizia, Tu onore del nostro popolo. Amen. 3 Ave
Maria.
9 DICEMBRE: UN GRANDE PRIVILEGIO
“Piena
di grazia” appare addirittura come il nuovo nome di Maria, che, in seguito
alla scelta di Dio, diventa come una creatura nuova, incamminata su una via
nuova, tutta dedita alla volontà divina. Il privilegio dell'Immacolata
Concezione e della pienezza di ogni grazia sembra allontanare all'infinito
Maria da noi; in realtà, essa resta vicinissima e nostra, una creatura vera,
che portò il peso della sua grandezza nella umiltà della sua condizione
terrena. Maria è una creatura come noi, vissuta come noi, nostra perché per
noi. In lei tutto è anticipo di virtù e di vittoria; con lei il Cielo cominciò
a spalancarsi all'umanità. "Apparve nel cielo un grande portento: una
donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi, e sul suo capo una
corona dì dodici stelle". Chi è? È Maria, quella Donna vestita di
sole. Fermiamo il nostro pensiero sul significato dell'abbagliante visione; e
diciamo a noi stessi, con l'intenzione celebrativa del mistero dell'Immacolata
Concezione: così è Maria! Il suo aspetto è celeste e trionfale; ma, a ben
guardarlo, esso è di Donna "umile ed alta più che creatura": anzi
così umile che discioglie ogni nostro trepidante riguardo, e quasi ci invita
a ravvisare in lei una dilettissima Sorella, alla quale, nell' atto stesso che
noi usiamo rivolgere una confidente parola, altra parola non viene alle nostre
labbra, che quella evangelica: o Te, beata! (Paolo VI).
Preghiamo:
Dio di bontà, che con l'annuncio di un angelo hai
voluto che la tua Parola ricevesse la carne dal grembo della Vergine Maria, a
noi che ti supplichiamo e crediamo che lei è veramente la Madre del Salvatore,
concedi di essere aiutati nelle nostre necessità per la sua intercessione
presso di Te. Per Cristo nostro Signore. Amen.
PAROLE DEL PADRE:
Vengo
a portare la speranza agli uomini e alle nazioni. Quanti l'hanno già perduta da
molto tempo! Questa speranza li farà vivere nella pace e nella sicurezza
lavorando per la loro salvezza. ( dal
Messaggio del Padre
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10 DICEMBRE: UNA GRANDE VITTORIA
Con
Maria inizia la lotta tra la stirpe della Donna e la stirpe del serpente; lotta
dichiarata fin dalla prima origine della Vergine, essendo questa concepita senza
alcuna macchia di peccato e quindi in completa opposizione a Satana. L'ostilità
si farà poi gigantesca e si risolverà in vittoria quando Gesù, "la
stirpe" di Maria, apparirà nel mondo e con la sua morte distruggerà il
peccato. Il privilegio dell'Immacolata non consiste però soltanto
nell'assenza del peccato di origine, ma più ancora nella pienezza di grazia.
"La Madre di Gesù, la quale ha dato al mondo la Vita stessa che tutto
rinnova... da Dio è stata arricchita di doni consoni a tanto ufficio...
adornata fin dal primo istante della sua concezione dagli splendori di una
santità tutta singolare" (LG 56). Il saluto di Gabriele:
"Salve, piena di grazia, il Signore è con te" è la più valida
testimonianza dell'Immacolata concezione di Maria, la quale non sarebbe in
senso totale "piena di grazia" se anche per un solo istante fosse
stata sfiorata dal peccato. La Vergine ha cominciato così la sua esistenza
con una ricchezza di grazia che supera immensamente quella che i più grandi
santi conseguono alla fine della loro vita. Se poi si considera la sua
assoluta fedeltà, la sua totale disponibilità a Dio, si può intuire a quali
altezze di amore e di comunione con l'Altissimo sia giunta, precedendo "di
gran lunga tutte le altre creature celesti e terrestri" (LG 53).
Preghiamo:
Dio vivo e vero, mandaci il tuo Spirito perché
trasformi i nostri cuori, e con il soccorso della Vergine Maria, madre nostra e
della Chiesa, possiamo portare frutti abbondanti di bene e di amore per noi e
per la vita del mondo. Per Cristo
nostro Signore. Amen.
11 DICEMBRE: L’ATTESA DELLA VERGINE
“Hai
udito, Vergine, che concepirai e partorirai un figlio; hai udito che questo
avverrà non per opera di un uomo, ma per opera dello Spirito Santo”. L'angelo
aspetta la risposta: deve fare ritorno a Dio che l'ha inviato. Aspettiamo, o
Signora, una parola di compassione anche noi, noi oppressi miseramente da una
sentenza di dannazione. Ecco che ti viene offerto il prezzo della nostra
salvezza: se tu acconsenti saremo subito liberati. Noi tutti fummo creati nel
Verbo eterno di Dio, ma ora siamo soggetti alla morte: per la tua breve risposta
dobbiamo essere rinnovati e richiamati in vita... Tutto il mondo è in attesa,
prostrato alle tue ginocchia: dalla tua bocca dipende la consolazione dei
miseri, la redenzione dei prigionieri, la liberazione dei condannati, la salvezza
di tutti i figli di Adamo, di tutto il genere umano. O Vergine, da' presto la
risposta. Rispondi sollecitamente all’angelo, anzi, attraverso l'angelo, al
Signore... Apri, Vergine beata, il cuore alla fede, le labbra all’assenso,
il grembo al Creatore. Ecco che colui al quale è volto il desiderio di tutte le
genti, batte fuori alla porta. Non sia che mentre tu sei titubante, Egli passi
oltre e tu debba, dolente, ricominciare a cercare Colui che ami. Lévati su,
corri, apri. Lévati con la fede, corri con la devozione, apri con il tuo
assenso: "Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai
detto". (San Bernardo, "Omelie sulla Madonna")
Preghiamo:
Dio, creatore di verità e di luce, guarda noi tuoi
figli riuniti nel tuo tempio; infondi nel nostro spirito, per i meriti della
Vergine Immacolata, lo splendore della tua santità, perché possiamo giungere
felicemente alla pienezza della tua gloria. Per Cristo nostro Signore. Amen.
12 DICEMBRE: LA NOSTRA FEDE
Il
genere umano era caduto per istigazione diabolica, per il consenso della donna
ingannata e per la generazione naturale, che trasfonde il peccato originale
anche nei discendenti. Bisognava allora che scendesse un angelo buono a
persuadere il bene, e una vergine credesse e consentisse al bene suggerito, e la
carità dello Spirito Santo santificasse e fecondasse il concepimento
immacolato di Gesù, perché gli antichi mali trovassero conveniente medicina.
Come una donna, sedotta dal diavolo, trasfuse in tutti la colpa, l'infermità e
la morte, così una Donna - questa volta istruita dall'angelo, santificata e
fecondata dalla virtù dello Spirito Santo - ha generato, senza corruzione
della mente e del corpo, quel Figlio, capace di concedere salvezza e vita a
quanti gliela chiedono... L'angelo Gabriele è il messaggero dell'eterno Padre,
la Vergine Immacolata è il tempio dello Spirito Santo, il Figlio concepito è
la stessa persona del Verbo divino. In tal maniera si ha, nella comune
riparazione di tutti gli esseri, il concorso comune di tre persone della
triplice gerarchia: divina, angelica e umana. Così viene ricordata non
soltanto la Trinità di Dio, ma anche l'universalità del beneficio redentore
e la benignità del Dio salvatore. E poiché particolarmente convengono allo
Spirito Santo la benignità e la santificazione della Vergine, dalla quale fu
concepito il Verbo di Dio, ecco perché - sebbene l'incarnazione sia opera
di tutta la Trinità - per appropriazione si dice che la Vergine Maria concepì
per opera dello Spirito Santo". (San Bonaventura, "Breviloquium",4)
Preghiamo:
Compatisci, o purissima, l'infermità
dell'anima mia. Tu puoi ogni cosa perché sei la Madre di Dio; a te nulla si
nega, perché sei la Regina, Non disprezzare la mia preghiera e il mio pianto,
non deludere la mia attesa. Piega il Figlio tuo in mio favore e,finché durerà
questa vita, difendimi, proteggimi, custodiscimi. (S. Efrem).
13 DICEMBRE: UNA MADRE PREMUROSA
Nell’economia
della salvezza, Maria la madre del Verbo incarnato, per disposizione di Dio, è
pure la madre spirituale dell'umanità. Ella diede alla luce Gesù Cristo,
che Dio Padre costituì primogenito fra molti fratelli, cioè fratello
maggiore degli uomini alla cui rigenerazione soprannaturale la Madonna coopera
con materna sollecitudine. Se vogliamo essere di Cristo, dobbiamo essere di
Maria, cioè dobbiamo riconoscere il rapporto essenziale che unisce la Madonna a
Gesù, e che apre a noi la via che a lui ci conduce. Maria la madre del
Redentore ha un preciso posto nel piano della salvezza, perché "quando
giunse la pienezza del tempo" Dio mandò suo Figlio nato da donna, nato
sotto la legge, perché ricevessimo l'adozione a figli". Questa pienezza
definisce il momento fissato da tutta l'eternità, in cui il Padre mandò suo
Figlio, "perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita
eterna". Essa denota il momento beato, in cui "il Verbo, che era presso
Dio... si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi", facendosi nostro
fratello. Essa segna il momento, in cui lo Spirito Santo, che già aveva
infuso la pienezza di grazia in Maria di Nazareth, plasmò nel suo grembo
verginale la natura umana di Cristo. Il mistero di Cristo è inserito nel
disegno divino di partecipazione umana, egli è venuto fra noi, seguendo la via
della generazione umana. Ha voluto avere una Madre; ha voluto incarnarsi
mediante il mistero vitale di una donna, della donna benedetta fra tutte (Redemptoris
Matei; n. 1-2)
Preghiamo:
Ricordati, o Vergine Maria, che non si è mai udito
che alcuno sia ricorso al tuo patrocinio, abbia implorato il tuo aiuto,
chiesto la tua protezione, e sia stato abbandonato. Sorretto da tale fiducia
ricorro a te, Madre Santa, e mi umilio davanti a te, peccatore pentito, e ti
supplico di accogliere ed esaudire la mia preghiera. Amen.
14 DICEMBRE: UN CUORE DI MADRE
Dal
momento dell'Annunciazione il cuore materno della Vergine Santa Maria, sotto la
particolare azione dello Spirito Santo, segue l'opera del suo Figlio e va
verso tutti coloro, che Cristo Gesù chiama e abbraccia nel suo inesauribile
amore. Perciò, questo cuore deve essere anche maternamente inesauribile.
Allo stesso modo Maria si trova su tutte le vie della vita quotidiana della
Chiesa universale. Mediante la sua materna presenza, la Chiesa prende certezza
che vive veramente la vita del suo Maestro e Signore, Gesù Cristo, che vive il
mistero della benedizione in tutta la sua pienezza.
Maria è Madre della Chiesa, perché in virtù dell'ineffabile
elezione dello stesso eterno Padre e sotto la particolare azione dello Spirito
d'Amore, ella ha dato la vita umana al Figlio di Dio, per il quale e dal quale
sono tutte le cose e da cui tutto il popolo di Dio assume la grazia e la dignità
dell'elezione. Il suo proprio Figlio volle esplicitamente estendere la
maternità di sua Madre - ed estenderla in modo facilmente accessibile a tutte
le anime e i cuori - additandole dall'alto della croce il suo discepolo
prediletto come figlio. (Redemptor Hominis - n. 22)
Preghiamo:
Dio di misericordia ineffabile, il cui Figlio Unigenito,
confitto alla croce, ci ha donato come madre nostra la sua stessa Madre, fa'che
la tua Chiesa, sorretta dall'esempio della Vergine Maria, si allieti ogni
giorno della santità dei credenti e attiri alla luce e all'amore del Vangelo
tutti i popoli della terra. Amen.
15 DICEMBRE: I DONI DI DIO
E’
stato scritto: "Io vorrei definire la Vergine un mare di candore, per
esprimere la sua integrale pienezza posseduta dall'Amore". I doni di Dio
non hanno mai un carattere neutro. Il candore di Maria non è qualcosa di
negativo: non semplice assenza di male, ma pienezza ardente di virtù; non
comoda rinunzia, ma dedizione incondizionata; non indifferenza, ma equilibrio
di tutte le potenze dell'anima, regolate e unificate da un Amore supremo,
sempre vittorioso. Come nell’alba del giorno brilla l'oro delle stelle, così
in Maria alle virtù delicate si aggiungono le virtù forti: alla bellezza
argentea della luna si unisce il fulgore ardente del sole. Il peccato
originale, rompendo il contatto con la sorgente prima d'ogni grazia, aveva
portato nell'anima scompiglio e divisione. La purezza di Maria sarà quindi, in
senso completo, la rettitudine perfetta di chi vede tutto alla luce di Dio e
tutto orienta al suo servizio d'amore: il senso di un' anima che viene attratta
in linea retta verso il suo divino centro di gravità. In questo, il valore
profondo del suo "sì" all'Angelo dell'annunzio, l'intimo segreto
della sua grandezza. Quando tre volte al giorno suona l'Angelus, a ricordo
dell'ora più decisiva della storia, sappiamo dire anche noi - per mezzo di
Maria - il nostro "si" ai disegni di Dio, in amoroso abbandono alla
sua paterna bontà.
Preghiamo:
Ti offriamo le preghiere e il
sacrificio, o Signore Gesù Cristo, supplicandoti umilmente: a noi che
celebriamo in preghiera i dolori che hanno trafitto lo spirito dolcissimo
della santissima tua Madre Maria, per i meriti della tua morte e per l'amorosa e
continua intercessione di lei e dei Santi che le erano accanto ai piedi della
croce, concedi di partecipare al premio dei Beati. Per Cristo nostro Signore.
Amen.
16 DICEMBRE: MARIA CI HA PRECEDUTO
Noi
viviamo protesi al futuro, ma non dimentichiamo il passato, nostra matrice. E ci
interessa la storia. Come possiamo distinguere la storia sacra dell'umanità?
C'è chi la vede in tre tempi: quello anteriore alla venuta del Salvatore o
tempo dell'attesa; quello del compimento delle promesse messianiche o della
Redenzione; e quello della "pienezza", quando Dio sarà il tutto in
tutti (1Cor 15, 28). Di quella "attesa" Maria è il culmine e
ne è insieme il compimento. Se tutto Israele era il popolo a cui Dio aveva
promesso che avrebbe portato il Seme dell'Atteso, Maria fu il fiore di Israele
che portò e maturò in sé quel Seme. Infatti, quando venne la pienezza dei
tempi, "il Verbo si fece carne" da una donna, da Maria! E
dall'Incarnazione alla Pasqua, alla Pentecoste, all'Assunzione, Maria è
divenuta la "Creatura nuova", il tipo di ogni altra creatura e di
tutta la Chiesa; e ora in cielo è anche il compimento anticipato e, quasi, di
garanzia, della pienezza di Cristo e di Dio che si realizzerà in ogni anima e
in tutta la Chiesa, alla fine dei tempi. Maria ha già vissuto in modo esemplare
il nostro futuro. La possiamo quindi imitare. E possiamo confidare nel suo
aiuto. Animandoci con entusiasmo a vivere il nostro tempo di attesa della gloria
futura con la virtù della speranza, viviamo il tempo della Redenzione con la
virtù della fede e la fruttuosa partecipazione al mistero di Cristo nei
Sacramenti. Nella Vergine Madre, preservata dal peccato originale, colmata di
grazia dallo Spirito Santo, Dio ci offre l'immagine dell'umanità nuova, che
partecipa in pienezza alla vittoria di Cristo.
Preghiamo:
O Signore, trasformaci in creature
nuove in modo che la Chiesa, primizia dell'umanità redenta e della nuova
creazione, viva in pienezza il dono di Dio e si apra all'effusione
rinnovatrice dello Spirito Santo. La tua potenza, o Signore, tolga dalla nostra
vita il peso e la tristezza del peccato e ci faccia gustare la vera libertà dei
figli di Dio. Amen.
NOVENA
DI NATALE
1° giorno
In principio Dio creò il cielo e la terra. Ora la terra era informe e deserta e
le tenebre ricoprivano l'abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque. Dio
disse: "Sia la luce!". E la luce fu. Dio vide che la luce era cosa
buona e separò la luce dalle tenebre e chiamò la luce giorno e le tenebre
notte. E fu sera e fu mattina: primo giorno... (Gen 1,1-5).
Il
primo giorno di questa novena vogliamo ricordare proprio il primo giorno della
creazione, la nascita del mondo. La prima creatura voluta da Dio potremmo
definirla molto natalizia: la luce, come fuoco che illumina, è uno dei simboli
più belli del Natale di Gesù.
Impegno
personale: pregherò perché in tutto il mondo creato e amato da Dio possa
giungere, la luce della fede in Gesù.
17 DICEMBRE: GERMOGLI IL SALVATORE
“Stillate
dall’alto, o cieli, la vostra rugiada e dalle nubi scenda a noi il Giusto;
si apra la terra e germogli il Salvatore. L 'Atteso dei popoli verrà senza
tardare, non ci sarà più timore sulla nostra terra: egli è il nostro
Salvatore. O Germoglio della radice di Iesse, che t'innalzi come segno per i
popoli, vieni a liberarci, non tardare".
Procuriamo
di contemplare il quadro, cioè la scena di Betlemme, in trasparenza. Questo
momento di attenzione è del tutto conforme allo stile mentale del nostro tempo,
avido di sapere il significato reale dei fatti e delle cose, di conoscere la
realtà di un avvenimento tanto importante e centrale, qual è la nascita di
Colui, che si chiama Salvatore. Gesù vuol dire Salvatore; Cristo vuol dire
Messia, cioè colui nel quale si incontrano e si compiono i disegni divini
relativi ai destini dell'umanità. Dobbiamo allora considerare il Natale come
un'apparizione. E’ una rivelazione. Quale apparizione? Ce lo dice San Paolo:
"Apparve la bontà e l'amore di Dio salvatore nostro verso gli uomini".
È il segreto di Dio, che s'è svelato in Gesù Cristo: Dio è bontà, Dio è
Amore. Questo è il Natale! Il Natale nella fede. (Dai discorsi di Paolo VI)
La
prima condizione per fare bene il Natale
è quella di conservargli la sua autenticità religiosa. Bisogna guardare al
Natale con fede. Quel Bambino che giace nella greppia di una vecchia grotta,
avvolto in poche fasce, è il Verbo eterno di Dio, è il rivelatore del Padre,
è il Salvatore del mondo. Quel Bambino ci dice che Dio si è fatto uomo perché
ha amato l'uomo e ha voluto salvarlo. Se noi ci chiediamo quale è la via
scritta che ci porta a quell'umanità di Cristo, nella quale troviamo la
rivelazione di Dio e la nostra salvezza, la risposta è pronta: quella via è la
Madonna, è la Madre di Cristo, e perciò Madre di Dio e Madre nostra. Questa è
la migliore stagione liturgica del culto alla Vergine. Il Natale dura in noi se
Cristo nasce e vive in noi per via di fede, la quale non è semplice nozione
di Cristo, ma è una forma misteriosa e vitale, che lo porta a vivere in noi.
San Paolo ce lo dice: il cristiano, cioè l'uomo giusto nel senso biblico,
vive di fede.
PAROLE DEL PADRE:
- Che
farà sulla terra? Farà conoscere e amare il Padre:
Dio. ( dal Messaggio del Padre scarica )
esultino i campi e quanto contengono, si rallegrino gli alberi della foresta
davanti al Signore che viene, perché viene a giudicare la terra. Giudicherà il
mondo con giustizia e con verità tutte le genti (Sal 95,1-3.15-13).
È il salmo responsoriale del giorno di Natale. Il libro dei salmi nella Bibbia costituisce la nascita della preghiera di un popolo. Gli autori sono poeti "ispirati", cioè guidati dallo Spirito a trovare le parole per rivolgersi a Dio in atteggiamento di supplica, di lode, di ringraziamento: attraverso la recita del salmo, si innalza la preghiera di un singolo o di un popolo che come vento, leggero o impetuoso a seconda delle circostanze, raggiunge il cuore di Dio.
Impegno personale: sceglierò oggi un salmo per rivolgermi al Signore, a partire dallo stato d'animo che sto vivendo in questo momento. Chiederò suggerimento al don o ai catechisti per scegliere il salmo più adatto.
18 DICEMBRE: VIENI E SALVA L’UOMO
“Il
Signore viene, non tarderà: svelerà i segreti delle tenebre, si farà
conoscere a tutti i popoli. Il Signore nostro Dio verrà con potenza, riempirà
di luce i suoi fedeli. O Re delle genti e pietra angolare della Chiesa: vieni, e
salva l'uomo che hai tratto dalla terra”.
Questo
è il Natale! Il Natale della fede. Compreso questo, possiamo comprendere
qualche cosa di molto bello anche circa l'altro aspetto. Il Natale della vita,
della nostra vita. La nascita verginale di Cristo nel mondo diffonde in tutta
l'umanità un'onda rigeneratrice: tutta la vita umana è toccata da questa
presenza, anche sul piano naturale. Un tale fratello illumina divinamente il
volto di ogni mortale: ogni uomo riflette la faccia di Cristo. La generazione
umana è sublimata alla dignità di veicolo d'una vita chiamata a diventare
umanità di Cristo. La famiglia trova nel Natale la propria festa. Se la
famiglia poi è cristiana, è un fiume di grazia, di letizia, di pace, che la
invade. Si, fate festa, famiglie cristiane, nel giorno in cui Gesù Cristo è
venuto ad abitare in una famiglia umana; a formare un focolare, a santificarlo
di sé. (Dai discorsi di Paolo VI).
Non
si ringrazierà mai a sufficienza il Signore del dono della vita: un dono
mirabile, il dono più meraviglioso! L'impegno della Chiesa è sempre quello di
aspirare ad una umanità nuova, guidata verso uno sviluppo ordinario ed
armonioso, che celebri la vita nella sua progressiva ascensione e la educhi
alla sua vocazione soprannaturale, e che sia così modellata su Cristo
Signore, da risolvere in lui i suoi problemi, in lui valorizzare i suoi sforzi
ed i suoi dolori, ed in lui poi trovare la sua pienezza e la sua felicità.
Le famiglie riprendano coscienza della loro dignità e della loro missione,
s'impegnino alla professione delle virtù specifiche che caratterizzano la
società domestica, e ritrovino nelle purificate sorgenti dell'amore cristiano
la loro forza e la loro felicità.
"Non sapete che è necessario
che Mi occupi delle cose del Padre mio?" ( dal Messaggio del Padre
scarica
)
NOVENA
DI NATALE
3° giornoUn
germoglio spunterà dal tronco di Iesse, un virgulto germoglierà dalle sue
radici. Su di lui si poserà lo spirito del Signore, spirito di sapienza e di
intelligenza, spirito di consiglio e di fortezza, spirito di conoscenza e di
timore del Signore. Si compiacerà del timore del Signore. Non giudicherà
secondo le apparenze e non prenderà decisioni per sentito dire; ma giudicherà
con giustizia i miseri e prenderà decisioni eque per gli oppressi del paese (Is
11,1-4).
Come
i salmisti, così anche i profeti sono uomini ispirati da Dio, che aiutano il
popolo eletto a vivere la loro storia come grande vicenda di amicizia col
Signore. Attraverso di loro la Bibbia testimonia la nascita dell'attesa della
visita di Dio, come fuoco che consuma il peccato di infedeltà o che scalda la
speranza di liberazione.
Impegno personale: voglio individuare i segni del passaggio di Dio nella nostra storia, trovando una notizia significativa sul giornale o considerando un'esperienza particolare vissuta dalla mia comunità parrocchiale. Ne farò un'occasione di preghiera lungo questa giornata.
19 DICEMBRE: ATTESA DEI POPOLI
“Nascerà
per noi un bambino, sarà chiamato Dio onnipotente, e saranno in lui benedette
tutte le nazioni del mondo. Benedetto il Signore, Dio di Israele, perché ha
visitato e redento il suo popolo. O Emanuele, Dio con noi, attesa dei popoli e
nostro liberatore, vieni a salvarci con la tua presenza”.
Natale
è vicino, e Natale è pace. Vuol dire pace con Dio, col quale Cristo ci ha
riconciliati, e vuol dire pace interiore, dentro noi stessi, nelle coscienze,
nei cuori: l'abbiamo noi questa pace? Vuol dire pace nelle famiglie. Non è il
Natale la festa dell'intimità domestica? Vuol dire pace sociale. Non siamo
tutti fratelli? Vuol dire ancora: pace fra le Nazioni, della quale abbiamo
ancora, dopo l'ultima guerra mondiale, l'alto e ansioso ideale, ma lo andiamo
tradendo e perdendo, con nuove interminabili guerre locali, con la gara di
armamenti sempre più costosi e formidabili, con l'insorgenza delle ideologie
irriducibilmente avversarie, dei razzismi esclusivisti ed egoisti e con il
facile ricorso alla oppressione e alla violenza. Per questa pace
internazionale dobbiamo particolarmente pregare. (Dai discorsi di Paolo VI)
“Gloria
a Dio nel più alto dei cieli, e pace
in terra agli uomini che egli ama”. È il canto degli Angeli sulla grotta di
Betlemme. E’ un canto di pace. La pace è un dono che viene dall'alto: solo
quando si è in pace con Dio ci sarà pace con i fratelli. La pace che dobbiamo
cercare, anche rispetto agli altri, è la pace del cuore, è quello stato d'animo
di giustizia, di bontà, di serenità, che ci rende rispettosi e benevoli
verso tutti, e toglie dal nostro animo quei sentimenti che interrompono la
circolazione dell'amore del prossimo. Prima di essere sociale, la pace è personale.
Ed è proprio questo spirito di pace, che è dovere di ogni vero seguace di
Cristo. È un frutto della carità. Se veramente desideriamo essere cristiani,
dobbiamo amare la pace, dobbiamo meditare sul significato reale della pace,
dobbiamo conformare la nostra mente a pensieri di pace.
NOVENA
DI NATALE
4° giorno In
quel tempo l'angelo disse a Maria: "Lo Spirito Santo scenderà su di te, su
te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà
dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente,
nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei,
che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio". Allora Maria
disse: "Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai
detto". E l'angelo partì da lei (Lc 1,35-38).
Lo
Spirito Santo, quando incontra la risposta obbediente e disponibile dell'uomo,
diventa fonte di vita, come vento che soffiando sui campi porta in giro vita per
nuovi fiori. Maria, con il suo sì, ha consentito la nascita del Salvatore e ha
insegnato a noi ad accogliere la salvezza.
Impegno
personale: se ne ho la possibilità, parteciperò oggi alla S. Messa e riceverò
l'Eucaristia, facendo nascere Gesù dentro di me. Stasera nell'esame di
coscienza metterò di fronte al Signore l'obbedienza ai miei impegni di fede.
20 DICEMBRE: VIENI A REDIMERCI, SIGNORE
“Canterò
senza fine le grazie del Signore, con la mia bocca annunzierò la tua fedeltà
nei secoli, perché hai detto: "La mia grazia rimane per sempre"; la
tua fedeltà è fondata nei cieli. "Ho stretto un'alleanza con il mio
eletto, ho giurato a Davide mio servo: stabilirò per sempre la tua discendenza,
ti darò un trono che duri nei secoli". Egli mi invocherà: Tu sei mio
padre, mio Dio e roccia della mia salvezza. Gli conserverò sempre la mia
grazia, la mia alleanza gli sarà fedele” (Sal 88).
L'uomo
è un essere ordinato a trascendere se stesso; è un essere proiettato verso
Dio, è ordinato
essenzialmente a Dio; se questo suo fondamentale rapporto è
rinnegato, non il mistero luminoso di Dio che si fa uomo (il
mistero del Natale) sarà la festa della letizia e della pace per la nostra
vita, ma il mistero tenebroso dell'uomo che si fa Dio sarà il tragico dramma,
carico d'interminabili rovine. Ritorniamo, uomini fratelli, nel giorno in cui,
con la nascita di Cristo, Dio e uomo, sono state ristabilite - e quali? -
relazioni vitali fra la Divinità e l'umanità; ritorniamo all'umile e nobile
sforzo religioso, della ricerca di Dio, della fede in Dio, della fiducia in
Dio, della preghiera a Dio; avremo la prima gloria del Natale, quella di
cantare anche noi, come una intima poesia personale, come un solenne inno
cosmico, la gloria di Dio! (Dai discorsi di Paolo VI).
Nessuno
è escluso dalla gioia portata dal Signore. La grande gioia annunciata
dall'Angelo, nella notte di Natale, è davvero per tutto il popolo, per quello
d'Israele che attendeva allora ansiosamente un Salvatore, come per il popolo
innumerevole di tutti coloro che, nella successione dei tempi, ne accoglieranno
il messaggio e si sforzeranno di viverlo. Quanto più il cristiano accoglie con
amore il messaggio del Salvatore per incarnarlo nella vita di ogni giorno, tanto
più nel suo cuore crescerà la gioia, perché Cristo Signore è la pienezza
della vita e quindi la pienezza della gioia. La gioia di essere cristiano,
strettamente unito alla Chiesa, "nel Cristo", in stato di grazia con
Dio, è davvero capace di riempire il cuore dell'uomo. Cristo Signore dona ai
suoi veri discepoli la gioia di vivere ogni giorno la loro vocazione
particolare nella pace e nella speranza, che sorpassano le delusioni e le
sofferenze, e porta questi suoi fedeli verso il servizio umile e gioioso dei
più bisognosi. Poiché la gioia non si può dissociare dalla partecipazione.
In Dio stesso tutto è gioia poiché tutto è dono. Impariamo a donare per
essere sempre più ricchi di gioia.
NOVENA
DI NATALE
5° giorno
In quel tempo Giovanni diceva alle folle: "Io vi battezzo con acqua; ma
viene uno che è più forte di me, al quale io non son degno di sciogliere
neppure il legaccio dei sandali: costui vi battezzerà in Spirito Santo e
fuoco... Quando tutto il popolo fu battezzato e mentre Gesù, ricevuto anche lui
il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e scese su di lui lo Spirito
Santo in apparenza corporea, come di colomba, e vi fu una voce dal cielo:
"Tu sei il mio figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto" (Lc
3,16.21-22).
Ognuno
di noi è diventato figlio prediletto del Padre, quando ha ricevuto il primo
dono dello Spirito Santo nel Battesimo, come fuoco capace di accendere nel cuore
il desiderio di annunciare il Vangelo. Gesù, grazie all'accoglienza dello
Spirito e in obbedienza alla volontà del Padre, ha indicato a noi la via per la
nascita del Vangelo, cioè della buona notizia del Regno, in mezzo agli uomini.
Impegno
personale: è lo stesso del cammino del T 12: mi recherò in chiesa, al fonte
battesimale, per fare memoria riconoscente al Padre del dono di essere suo
figlio e rinnoverò la volontà di essere suo testimone in mezzo agli altri.
21 DICEMBRE: LA SALVEZZA VIENE DA DIO
"Il Signore
nostro Dio verrà con potenza e riempirà di luce i suoi fedeli. Il Signore
viene, non tarderà: svelerà i segreti delle tenebre, si farà conoscere a
tutti i popoli. O Re delle genti e pietra angolare della Chiesa: vieni e salva
l’uomo che hai tratto dalla terra".
Ogni
uomo vedrà la salvezza di Dio". Tutta la liturgia di questi giorni
prossimi al Natale, vibra di attesa per l'imminente venuta del Signore, facendo
trepidare, come ogni anno, il nostro cuore, nella gioia che sempre si rinnova
per questa venuta, che ha trasformato il mondo. È la certezza della salvezza,
apportata all'uomo dal Figlio di Dio e Figlio di Maria Vergine. È la
consolazione della visita che il Verbo del Padre fa all'umanità, finalmente
vicina alla liberazione dal peccato e dalla schiavitù del maligno; è la
letizia che scaturisce dal sapere che "si sono manifestati la bontà di
Dio, salvatore nostro, e il suo amore per gli uomini". (Dai discorsi
di Giovanni Paolo Il)
Avvento
significa vicinanza salvifica di Dio, "il quale vuole che tutti... siano
salvi e arrivino alla conoscenza della verità". La presenza di Dio è una
presenza salvifica. Essa è la sorgente del rinnovamento dello spirito mediante
l'amore. La vicinanza di Dio, la sua presenza tra gli uomini, manifesta il suo
amore e lo attua. L'amore vince ogni male. Dio, che vuole tutti salvi, chiama
l'uomo alla conversione, al rinnovamento della vita; ecco perché tutta la
sollecitudine dell'Avvento si concentra sul cuore umano: un
cuore che si apre alla venuta di Cristo Signore. La salvezza dell'uomo è
strettamente legata alla santità di Dio, poiché dipende dal suo eterno, infinito
Amore. Dio è santità perché è amore. Amore significa volere il bene,
aderire al bene. Da questa volontà del bene scaturisce l'infinita bontà di
Dio nei riguardi dell'uomo. Dio vuole la salvezza dell'uomo, di tutti gli
uomini. Ma questa salvezza non si realizza senza la nostra collaborazione,
senza il nostro quotidiano impegno di santificazione.
NOVENA
DI NATALE
6° giorno
Era verso mezzogiorno, quando il sole si eclissò e si fece buio su tutta la
terra fino alle tre del pomeriggio. Il velo del tempio si squarciò nel mezzo.
Gesù, gridando a gran voce, disse: "Padre, nelle tue mani consegno il mio
spirito". Detto questo spirò (Lc 23,44-46).
Il
mistero del Natale è legato misteriosamente al mistero della Passione di Gesù:
egli comincia a conoscere da subito la sofferenza, per il rifiuto ad essere
accolto che lo farà nascere in una povera stalla e per l'invidia dei potenti
che scatenerà la furia omicida di Erode. Ma esiste anche un misterioso legame
di vita tra i due momenti estremi dell'esistenza di Gesù: il soffio di vita che
fa nascere il Signore è lo stesso soffio dello Spirito che Gesù sulla Croce
riconsegna a Dio per la nascita della Nuova Alleanza, come vento vitale che
spazza via l'inimicizia tra gli uomini e Dio sorta col peccato.
Impegno
personale: risponderò con un gesto di generosità al male che purtroppo è diffuso
intorno a noi o che addirittura nasce da me. Se poi sono io a subire
un'ingiustizia, perdonerò di cuore e stasera ricorderò al Signore la persona
che mi ha causato questo torto.
22 DICEMBRE: TU SEI IL DIO VERO
“Tu
sei il Dio vero, dal quale tutte le cose furono fatte. Tutto ciò che è bello,
attesta che Tu sei sovranamente bello; Tutto ciò che è eletto, attesta che Tu
stai sopra ogni cosa creata; Tutto ciò che è forte, attesta che Tu sei
fortissimo; Tutto ciò che è amabile, infine, attesta che Tu sei
incomparabilmente più amabile. Salute e gloria a Te, Verbo Incarnato, che oggi,
inclinando i cieli, discendi a salvare l’uomo”. (San Lorenzo Giustiniani)
Dio
ha tanto amato il mondo, da dare il suo Figlio Unigenito. E’ apparsa la
Grazia. La Grazia è il manifestarsi di Dio, l'aprirsi di Dio all'uomo. La
Grazia è Dio quale "Padre nostro". È il Figlio di Dio quale Figlio
della Vergine. È lo Spirito Santo, operante nel cuore dell'uomo con la
ricchezza infinita dei suoi doni. La Grazia è, insieme, l'uomo: l'uomo nuovo,
nuovamente creato. E’ l'uomo visitato da Dio nelle profondità stesse della
sua essenza umana. È l'uomo chiamato, nel mistero dell'immagine e
somiglianza, alla partecipazione della Natura divina. La Grazia, allora, è Dio
in noi: in ognuno, in tutti. La Grazia, allora, è noi in Dio. (Dai discorsi di
Giovanni Paolo VI)
“E’
nato un bambino, un figlio ci è donato”. Ci è stato dato nella notte di
Betlemme. La grazia è appunto dono. È il "donarsi" di Dio alla
creatura, all'uomo: il "donarsi" di ciò che è divino e ciò che è
umano. Nella notte di Natale la grazia è diventata palese. Si è manifestata
nella sua dimensione definitiva. Dio "dona se stesso" nel Figlio. Dona
se stesso per opera dello Spirito Santo, che la Vergine di Nazaret ha ricevuto
nell'annunciazione. Dio dona se stesso grazie al suo infinito amore. La grazia ci esorta a vivere "con sobrietà", giustizia e pietà".
Come dice San Paolo: Il cristiano cammina verso la gioia piena del Cielo,
quando combatte il consumismo, quando vince l'egoismo, quando si apre a Dio. In
tal modo rinasce l'uomo, rinasce il cristiano nuovo, ricco della grazia
divina, ricco della vita di Dio. Tutto questo è una risposta di amore
all'infinito amore di Dio per noi; tutto questo è un donarsi a quel Dio che si
è donato a noi per la nostra pace e per la nostra gioia.
Sono principalmente i sette
Sacramenti e, soprattutto, il grande messo per salvarvi, nonostante le vostre
cadute, è il Crocifisso, è il Sangue del Figlio mio che ad ogni istante si
riversa su di voi, purché voi lo vogliate, sia con il Sacramento della
Penitenza, sia anche con il Santo Sacrificio della Messa. ( dal Messaggio del Padre
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NOVENA
DI NATALE
7° giorno
Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme
nello stesso luogo. Venne all'improvviso dal cielo un rombo, come di vento che
si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano. Apparvero loro
lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; ed
essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre
lingue come lo Spirito dava loro il potere d'esprimersi (At 2,1-4).
Avrai
riconosciuto certamente il brano della Pentecoste che la Pastorale Giovanile
propongono per quest'anno a tutti i ragazzi. Proprio qui ritroviamo le immagini
ormai familiari del vento e del fuoco, che dicono la realtà viva e
diversificata dello Spirito. La nascita della Chiesa, che avviene nel Cenacolo
dove sono riuniti gli apostoli insieme con Maria, dà inizio a una storia
ininterrotta fino ad oggi, come fuoco che arde senza consumarsi per trasmettere
l'amore di Dio a tutte le generazioni.
Impegno
personale: ricorderò oggi con gratitudine il giorno della mia Cresima, se l'ho già
ricevuta, quando sono diventato per mia scelta un discepolo responsabile nella
vita della Chiesa. Affiderò al Signore, nella mia preghiera, il mio vescovo,
successore degli apostoli, che cura la trasmissione della fede nella nostra
diocesi.
23 DICEMBRE: LA FEDE CI GUIDA A BETLEMME
“Venite
fedeli, l'angelo ci invita, venite, venite a Betlemme. Nasce per noi Cristo
Salvatore. Venite, adoriamo il Signore Gesù! La luce del mondo brilla in una
grotta: la fede ci guida a Betlemme. Nasce per noi Cristo Salvatore. La notte
risplende, tutto il mondo attende: seguiamo i pastori a Betlemme. Nasce per
noi Cristo Salvatore. il Figlio di Dio, Re dell'universo, si è fatto bambino
a Betlemme. Nasce per noi Cristo Salvatore. "Sia gloria nei cieli, pace
sulla terra", un angelo annuncia a Betlemme. Nasce per noi Cristo
Salvatore”.
Natale
è la festa dell'uomo. Nasce l'Uomo. Uno dei miliardi di uomini che sono nati,
nascono e nasceranno sulla terra. L'uomo, un elemento componente della grande
statistica. Non a caso Gesù è venuto nel mondo nel periodo del censimento;
quando un imperatore romano voleva sapere quanti sudditi contasse il suo
paese. L'uomo, oggetto del calcolo, considerato sotto la categoria della quantità;
uno fra miliardi. E nello stesso tempo, uno, unico e irripetibile. Se noi
celebriamo così solennemente la nascita di Gesù, lo facciamo per testimoniare
che ogni uomo è qualcuno, unico e irrepetibile. Per Dio e di fronte a lui,
l'uomo è sempre unico e irripetibile: qualcuno eternamente ideato ed
eternamente prescelto; qualcuno chiamato e denominato con il proprio nome. Così
come quel primo uomo, Adamo; e come quel nuovo Adamo, che nasce dalla vergine
Maria nella grotta di Betlemme: "Lo chiamerai Gesù". (Dai discorsi
di Giovanni Paolo Il)
Dio
si è avvicinato. È in mezzo a noi. È l'Uomo. Dio si è compiaciuto dell'uomo
per Cristo. Nella nascita terrestre di Dio tutta l'umanità viene elevata. La
natura umana è assunta dalla divina persona del Figlio. La nascita del
Verbo incarnato è l'inizio di una nuova forza dell'umanità stessa; la forza
aperta ad ogni uomo, secondo le parole di San Giovanni: "Ha dato potere di
diventare figli di Dio". L'uomo è un valore; nell'uomo c'è lo stampo di
Dio; ogni uomo è figlio di Dio. Dignità mirabile! In nome di questa dignità,
l'uomo non lo si può distruggere; non è permesso umiliarlo. Il mistero della
nascita terrena di Cristo svela luminosamente la piena dimensione dell'uomo e
l'eterno destino di gloria che è riservato all'umanità.
PAROLE DEL PADRE:
Quante
mie creature, divenute figlie del mio Amore per mezzo di mio Figlio, si sono
gettate molto rapidamente nell'abisso eterno! In verità, non hanno conosciuto
la mia infinità Bontà. Io vi amo così tanto! Almeno voi, che sapete che vengo Io
stesso per parlarvi, per farvi conoscere il mio Amore, per pietà di voi stessi,
non gettatevi nel precipizio. Sono vostro Padre! ( dal Messaggio del Padre
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NOVENA
DI NATALE
8° giorno
Mentre essi stavano celebrando il culto del Signore e digiunando, lo Spirito
Santo disse: "Riservate per me Barnaba e Saulo per l'opera alla quale li ho
chiamati". Allora, dopo aver digiunato e pregato, imposero loro le mani e
li accomiatarono. Essi dunque, inviati dallo Spirito Santo, discesero a Selèucia
e di qui salparono verso Cipro. Giunti a Salamina cominciarono ad annunziare la
parola di Dio nelle sinagoghe dei Giudei, avendo con loro anche Giovanni come
aiutante (At 13,1-4).
Il
libro degli Atti degli Apostoli ci testimonia la nascita della missione, come
vento che soffia incessantemente da un estremo all'altro del mondo portando ai
quattro angoli della terra il Vangelo.
Impegno personale: pregherò con molto affetto per il Papa, che ha la responsabilità della diffusione del Vangelo in tutto il mondo, e per i missionari, infaticabili viaggiatori dello Spirito.
24 DICEMBRE: IMPLORATO PER
SECOLI
“Che
magnifica notte di stelle t'irradia il cammino!
E
quale pace divina e solenne hai prescelto, o Bambino!
È
implorato per secoli eterni con lungo dolore,
a
redimere scendi i mortali, divin Redentore.
Ninna,
nanna, ninna, nanna. Oh! riposa nel quieto dormir;
Bambinello
venuto a soffrir.
Ninna,
nanna, ninna, nanna. O celeste Bambino, al tuo amor
tutto
avvampa il mio cuor”.
Per
tutti gli uomini, di ogni epoca, di ogni paese, di ogni continente, è nato
una volta per sempre il Figlio di Dio, come figlio dell'uomo: è nato Gesù.
E’ questo il grande dono che ci ha fatto il Padre celeste. E questo grande dono
si ripete, continua in perseveranza, e noi lo celebriamo ogni anno,
liturgicamente il giorno di Natale e il periodo natalizio, per far rivivere
questo dono del Padre celeste nelle nostre anime, nei nostri cuori, nella nostra
umana consapevolezza. Questa nascita di Gesù a Betlemme ci dice che cosa
siamo noi se il Figlio di Dio si è fatto uomo, e che cosa deve dire l'uomo, che
cosa significa l'uomo se Dio si è fatto uomo. (Dai discorsi di Giovanni
Paolo VI)
Tutto
in questi giorni ci parla dell'ineffabile
mistero, che la Chiesa sta per celebrare e rivivere: la nascita del Verbo di Dio
fatto Uomo. Dio si è fatto uomo - commenta S. Agostino - per comunicare
all'uomo la sua vita divina. Questa verità deve illuminare tutta la vita del
cristiano e guidarlo in ogni sua scelta. Da essa deriva un nuovo modo di
vedere persone e cose, una maggior capacità di accettare e amare i fratelli,
la forza per affrontare e superare le prove e le difficoltà della vita, la
giusta direzione per non lasciarsi sviare dalle molteplici forme di secolarismo
del mondo circostante. Il Verbo si fa uomo per portare l'uomo all'altezza di
Dio, per comunicargli la sua vita. Questo fatto così stupendo e così grande
deve indurci ad aprire il nostro cuore a Cristo Signore che viene. Deve spingerci
e lavorare di più perché la sua venuta porti davvero l'umanità a vivere nella
direzione che Egli ha impresso nella storia del mondo. Dopo la nascita di
Cristo, tutto è cambiato: "Ecco faccio nuove tutte le cose".
NOVENA
DI NATALE
9° giorno
Pietro stava ancora parlando, quando lo Spirito Santo scese sopra tutti coloro
che ascoltavano il discorso. E i fedeli venuti con Pietro si meravigliavano che
anche sopra i pagani si effondesse il dono dello Spirito Santo; li sentivano
infatti parlare lingue e glorificare Dio. Allora Pietro disse: "Forse che
si può proibire che siano battezzati con l'acqua questi che hanno ricevuto lo
Spirito Santo al pari di noi?". E ordinò che fossero battezzati nel nome
di Gesù Cristo. Dopo tutto questo lo pregarono di fermarsi alcuni giorni (At
10,44-48).
Come
oggi noi possiamo inserirci nella vita della Chiesa e nascere a tutte le novità
che il Signore ha preparato per noi? Attraverso i sacramenti, che segnano ancor
oggi ogni successiva nascita della fede. I sacramenti, come fuoco che trasforma,
ci introducono sempre di più nel mistero di comunione con Dio.
Impegno
personale: pregherò per tutti coloro che nella mia comunità o anche nella mia
famiglia stanno per ricevere un dono dello Spirito attraverso un sacramento e
affiderò di cuore al Signore i miei genitori che col matrimonio hanno fatto
nascere me e la famiglia di cui faccio parte.
25 DICEMBRE: VIENI BAMBINO GESU’
Fratelli
e sorelle di ogni parte della terra! Se Dio ci ha tanto amati da farsi uomo con
noi, dobbiamo amarci a vicenda, fino a condividere con gli altri ciò che a
ciascuno è dato per la gioia di tutti! Solo l'amore che si fa dono, ci ricorda
Giovanni Paolo Il, può trasformare il nostro pianeta, volgendo le menti e i
cuori a pensieri di fraternità e di pace. Uomini e donne di tutto il mondo,
Cristo ci chiede di amarci. Questo è il messaggio del Natale, questo è
l'augurio che a tutti rivolgo dal profondo del cuore". “Per noi e per la
nostra salvezza si è fatto uomo”. Quando ci inginocchiamo durante la
liturgia del Natale pronunciando le suddette parole del Credo, diventiamo
simili ai pastori di Betlemme. Loro per primi si sono trovati nel raggio di
questo mistero, che illumina le tenebre della storia dell'uomo sulla terra...
Mediante questa luce si è svelato, davanti a loro il mistero inscrutabile. Essi
lo hanno accolto. Sono andati nella sua direzione, si sono avvicinati ad esso.
Hanno trovato "un bambino avvolto in fasce, che giace in una
mangiatoia": nel visibile hanno riconosciuto l'invisibile. Sono diventati i
primi testimoni del Mistero. Da questa prima testimonianza fluisce ampiamente
verso il mondo l'invito: "Cristo è nato per noi, venite adoriamo".
Venite. Adoriamo. Invita all'adorazione il mistero di Dio, che si è fatto uomo.
(Dai discorsi di Giovanni Paolo Il)
Dio si è fatto uomo. Tutta la Chiesa si unisce a Maria e Giuseppe. Si
unisce ai pastori e ai Magi. Venite adoriamo. Davanti al Bambino di Betlemme ci
si inginocchia. Noi ripetiamo a Lui solennemente, come nostra, la confessione
di Pietro, e la ripetiamo in ginocchio: "Tu sei il Cristo, il Figlio del
Dio vivente". In adorazione, noi gli diciamo ancora, come Pietro:
"Signore, da chi andremo? Tu solo hai parole di vita eterna".
Davanti al Bambino di Betlemme si sta in silenzio, deve parlare solo la fede
adorante. Venite, adoriamo. Ma perché ci sia vera adorazione è necessario conoscere
sempre di più il mistero di Cristo Signore. La venuta di Cristo nel mondo
genera per noi il problema e il dovere di conoscerlo. Come conoscerlo? Ecco la
domanda che ciascuno deve porre a se stesso: conosco il Cristo Gesù? Lo conosco
davvero? Lo conosco abbastanza? Come posso conoscerlo meglio? Bisogna che ci
mettiamo alla ricerca di Gesù, cioè allo studio di quanto possiamo sapere su
di lui.
PAROLE
DEL PADRE:
" ....Ed a voi che lavorerete per la mia Gloria e che vi
impegnerete a farMi conoscere, onorare ed amare, assicuro che la vostra
ricompensa sarà grande, poiché conterò tutto, anche il minimo sforzo che
farete e vi renderò tutto al centuplo nell'eternità." ( dal
Messaggio del Padre
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ascoltarlo dove meglio desideri sia in italiano che in inglese.