CINQUE MESSAGGI MARIANI
PER L’ERA DELLO SPIRITO SANTO
DA PARIGI A MEDJUGORJE CINQUE MESSAGGI MARIANI PER L'ERA DELLO SPIRITO SANTO
"In
quel tempo accadranno cose mirabili su questa misera terra, perché lo Spirito
Santo vi troverà la sua cara Sposa come riprodotta nelle anime e quindi scenderà
su di esse con l'abbondanza e la pienezza dei suoi doni" (Trattato V.D.
n. 217).
I
CINQUE MESSAGGI MARIANI DELLA CONSACRAZIONE
AL
CUORE IMMACOLATO DI MARIA
1.
Parigi, 1830: il Messaggio introduttivo
2.
La Salette, 1846: il Messaggio della conversione
3.
Lourdes,1858: il Messaggio della purificazione
4.
Fatima, 1917: il Messaggio della Consacrazione
5. Medjugorje, 1981...: il Messaggio della attuazione "In questi ultimi tempi, Dio vuole rivelare e manifestare Maria, capolavoro delle sue mani, perché Ella è l'aurora che precede e annuncia il sole di giustizia Gesù Cristo, e quindi deve essere conosciuta e svelata, se si vuole che lo sia Gesù Cristo" (Trattato V.D. n. 50).
1.
Parigi 1830: il Messaggio introduttivo
Nelle
apparizioni a Parigi Maria appare su un globo, il mondo, avvolto dalle spire
del Serpente che ella schiaccia sotto i suoi piedi. Tiene nelle mani,
all'altezza del Cuore, un altro globo d'oro sormontato da una croce: questo
rappresenta il mondo intero e ogni anima in particolare.
Poi
il globo scompare e le sue braccia si allargano maternamente verso la terra,
mentre dalle sue mani escono raggi luminosi: le grazie che lei accorda a chi
le si affida, porta la sua Medaglia e recita la giaculatoria da lei insegnata.
Il
significato di questa apparizione è evidente: il mondo, per opera di Satana, è
avvolto dal male. Per avere salvezza occorre affidarsi alle sue mani,
consacrarsi a lei e invocare con fiducia il suo potente aiuto.
Queste
apparizioni ebbero pure l'effetto di opporsi al clima di razionalismo e di
materialismo che si stava sviluppando fra i credenti.
Il
Can. Barthas scrisse che le manifestazioni mariane, a cominciare dal 1830 a
Parigi, hanno dato come rilevante la progressiva rivelazione del Cuore
Immacolato di Maria, quale antidoto ai falsi misticismi del XIX e XX secolo.
In modo particolare egli dimostra che prima Parigi e poi Lourdes furono un
rimedio al razionalismo: Pio IX aveva colto il legame esistente tra il dogma
mariano e le alterazioni e le negazioni del razionalismo, così proclamò il
dogma dell'Immacolata, facendo eco ai desideri più profondi e alle aspirazioni
più forti di tutto il mondo cattolico.
Con
le apparizioni di Rue du Bac e con la sua Medaglia, Maria ha voluto anticipare
la definizione del suo immacolato concepimento e ha preannunziato la devozione
al suo Cuore Immacolato poi sviluppata più ampiamente a Fatima.
A
Parigi e a Lourdes suggerì di invocarla con il titolo di Immacolata e sulla
Medaglia volle che il suo Cuore apparisse accanto a quello del Figlio; a
Fatima volle che si diffondesse la devozione e consacrazione al suo Cuore
Immacolato. Tutto questo perché le apparizioni della Madonna sono sempre in relazione
ai bisogni dei suoi figli e servono a porre un argine agli errori del tempo.
Anche
oggi, quando il materialismo pratico rischia di sommergere i più grandi
valori, occorre rivolgersi con particolare fiducia a Maria, ascoltare le sue
raccomandazioni e ripetere con amore e con fede: "O Maria concepita senza
peccato, prega per noi che ricorriamo a te!".
Recitiamo
con calma e meditiamo i misteri del Santo Rosario per la salvezza di tutti gli
uomini.
Ave
Maria.... O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te!
2.
La Salette 1846: il Messaggio della conversione
A
La Salette, la Bella Signora affida a due pastorelli, Massimino e Melania, il
compito di essere portavoce del suo richiamo, del suo accorato appello alla
conversione. I due diventano, a costo di grandi sofferenze personali, di
incomprensioni e di vere persecuzioni, i testimoni delle lacrime di Maria perché
esse possano fecondare ancora molti cuori.
Le
lacrime di Maria fecondano la vita dell'uomo e non resteranno senza frutto. I
disegni sul mondo si realizzeranno, non vincerà il male, il peccato, il rifiuto
di Dio, l'egoismo. Il bene sarà sempre più forte.
Ma
da soli non possiamo fare niente. Ecco allora che la Madonna ci viene ad
aprire gli occhi sui pericoli che ci sovrastano e ci offre il suo aiuto per
vincerli.
A
La Salette ci ricorda che le conseguenze del peccato sono terribili e ce lo ha
detto con toni forti. A tanti le sue parole sono sembrate dure, ma l'amore di
una Mamma non può tenere chiusa la bocca, non può nascondere il pericolo,
non può smettere di chiamare e richiamare i suoi figli al bene e all'unico
necessario, Dio.
Il
messaggio è quello della conversione. Così dice la Bella Signora: "Se si
convertono, le pietre e le rocce si cambieranno in mucchi di grano e le patate
si troveranno seminate nei campii„.
È
un linguaggio semplice per farsi capire, ma con altre parole richiama al
valore della Messa, dell'osservanza dei precetti della Chiesa, al valore della
preghiera fatta non tanto di parole, ma di amore, di fiducia, di abbandono.
A
La Salette la Vergine è venuta per ricordarci che il Padre pensa a noi e che
nulla mancherà mai ai figli che pongono in Lui la loro speranza.
Impegnamoci
a vivere col cuore e con la vita l'insegnamento di Gesù e della Chiesa, in
tutti i campi, mettendo al centro della nostra vita spirituale la
partecipazione alla Santa Messa.
Ave
Maria.... Nostra
Signora de La Salette, prega per noi.
3.
Lourdes 1848: il Messaggio della purificazione
Nel
1858 l'Immacolata sceglie di nuovo un luogo della Francia, fino ad allora
piccolo e sconosciuto, per rivelare la sua presenza e portarci un altro
messaggio di fede, di penitenza e di conversione. La Madonna insiste... e
insisterà ancora, fino ai nostri giorni!
Quando
sceglie Lourdes, nel cielo della Chiesa da poco si era accesa una grande luce:
nel 1854 il Papa Pio IX aveva solennemente proclamato il dogma dell'Immacolata
Concezione.
Ma
l'eco di tanta grazia non aveva certo ancora raggiunto, nel piccolo e sperduto
paese, tanta gente semplice, per la maggior parte incapace a leggere e
scrivere, ma di fede solida e pura, spesso alimentata dalla povertà e dalla
sofferenza.
Durante
l'autunno del 1855 Lourdes era stata devastata da un'epidemia di colera. In
certi giorni i morti si contavano a dozzine e venivano posti in fosse comuni.
Inoltre nuove teorie filosofiche avevano portato la società ad una grande
irreligiosità. La Madonna viene a portare l'invito alla Penitenza. Gesù ci
ha salvati dal peccato con una vita di sofferenza e Maria ha generosamente
partecipato al suo patire. Non vi può essere vera vita cristiana senza una
volontaria partecipazione alle sofferenze di Gesù e di Maria.
Se
vogliamo essere veri figli di Dio, ad imitazione di Gesù, se vogliamo
rassomigliare alla nostra Mamma Celeste, dobbiamo saper soffrire con amore.
La
ricerca del piacere e la fuga del dolore non dicono cristianesimo, ma
paganesimo. Chi non vuole accettare il sacrificio arricchente della terra,
dovrà subire, anche se si salva, il sacrificio purificatore del purgatorio.
La
Madonna a Lourdes ci ha ricordato che le penitenze che dobbiamo saper accettare
sono l'obbedienza ai comandamenti di Dio, la diligenza nei doveri quotidiani del
nostro stato. Chi li accetta bene accetta anche le croci permesse dal Signore
per la nostra crescita spirituale e trova il gusto alle penitenze volontarie.
Così hanno fatto i santi, così ha fatto anche Bernadette.
Amiamo
la penitenza: senza di essa non si può essere veri devoti dell'Immacolata e
tantomeno vivere da veri consacrati a lei. Con la penitenza collaboriamo con
la Madonna alla nostra purificazione e alla salvezza delle anime a lei tanto
care.
Ave
Maria.... Nostra Signora di Lourdes, prega per noi.
4.
Fatima 1917: il Messaggio della Consacrazione
Fatima
è la meta luminosa di questo cammino di grazia. Tutta la storia delle
apparizioni mariane ci parla di un'unica cosa: dell'amore di Maria per noi,
della sua premura materna, del suo desiderio più grande: quello di unirci
sempre più a Gesù e formare in noi i suoi stessi sentimenti. A Gesù, allora,
chiediamo di saper rispondere a questo amore speciale e tenero, a Maria
chiediamo di insegnarci ad essere tutti di Gesù e tutti suoi.
La
Chiesa ci invita continuamente a guardare a lei come alla stella luminosa del
nostro cammino, alla guida sicura verso il Cielo, alla protettrice potente
contro ogni assalto del nemico, all'avvocata presso il trono di Dio. A lei,
Madre e Regina, offriamo fin da ora il nostro cuore.
Mettiamoglielo
nelle mani con tutto ciò che lo riempie, con le gioie e i dolori della vita,
con le paure, i dubbi, le speranze. Affidiamole ciò che ci è più caro,
sentiamoci amati di particolare amore e commossi ringraziamo per questo dono
di predilezione che caratterizza la nostra vita spirituale. Questa sarà una
gioia per Gesù e il sorriso di Maria illuminerà ogni nostra giornata, fino
al giorno in cui, presi per mano da Lei, arriveremo alla meta, lì dove il
sole non tramonta mai.
O Maria, Madre mia, io ti ringrazio perché in tutto e sempre tu ti prendi cura di me. Ti ringrazio perché tu mi ami di un amore speciale e pensi solo il bene per me e per tutti i tuoi figli. Per dimostrarti che ti amo anch'io oggi mi dono a te con tutto quello che sono e che ho. Ti offro la mia anima perché tu la modelli secondo la volontà di Dio, perché sia il luogo dell'intimità mia con Lui e del suo riposo in me.
Ti offro il mio cuore e tutto ciò che lo riempie, la mia mente con i dubbi, le paure, i desideri, le speranze. Ti offro il mio corpo perché sempre dia gloria a Dio. Ti offro la mia vita, perché testimoni e canti la bellezza di appartenerti.
Mi
impegno a vivere secondo i tuoi desideri, a prendere sul serio la Parola di Dio
e quello che tu sei venuta a dirci per salvarci. Rinnova in me lo spirito della
confidenza, della preghiera e della penitenza. Dammi un grande amore all'Eucarestia,
alla Chiesa, al prossimo. E fammi amare sempre di più il Rosario, «catena
dolce» che mi unisce a te e porta il Cielo nella mia vita.
Usami
per i tuoi disegni di pace, di unità, di amore: fammi sentire con te l'ansia
per la salvezza di ogni uomo e fa' che questo caratterizzi la mia vita
spirituale, la mia consacrazione a te.
E
adesso benedicimi, Madre, insieme a tutti quelli che io ho nel cuore e che hai
nel cuore anche tu! Amen.
Offriamo
a Maria qualcosa che ci sosta perché lei lo trasformi in bene per chi ne ha più
bisogno.
Ave
Maria.... Cuore Immacolato di Maria, venga il tuo Regno.
5.
Medjugorje 1981...: il Messaggio dell'attuazione
La
Madonna più volte ha detto che queste di Medjugorje saranno le sue ultime
apparizioni, perché sta per venire un tempo in cui il cuore dell'uomo
finalmente tornerà a Dio.
Questo
è un periodo di preparazione ad un tempo nuovo e a questa preparazione la
Vergine si sta dedicando ormai da molti anni offrendo al mondo i suoi accorati
messaggi.
La
devozione a Maria, infatti, è necessaria negli ultimi tempi. Di questo aveva
già scritto San Luigi Maria Grignion di Montfort nel Trattato della Vera
devozione, del quale riportiamo qui alcuni brani: "L'Altissimo e la sua
Santa Madre intendono plasmare dei santi. Queste grandi anime colme di grazia
e di zelo saranno prescelte da Dio a opporsi ai suoi nemici che frementi si
leveranno da ogni parte. Saranno devotissime alla Madonna, illuminate nelle
ispirazioni, nutrite col suo latte, guidate dal suo spirito, fortificate dal
suo braccio" (48).
La
salvezza del mondo ebbe inizio per mezzo di Maria; per mezzo di Maria dovrà
avere anche il suo compimento" (1). Continua il Montfort: "Nella prima
venuta di Gesù, Maria quasi non compare... nella seconda venuta invece, Maria
sarà conosciuta, sarà rivelata dallo Spirito Santo allo scopo di far conoscere,
amare e servire Gesù per mezzo di lei. Lo Spirito Santo non avrà più motivo
di nasconderla, come durante la sua vita e dopo la prima evangelizzazione"
(49).
"Negli
ultimi tempi Dio desidera rivelare e manifestare Maria come suo capolavoro...
Maria è stata la via della prima venuta di Gesù e lo sarà anche della sua
seconda venuta, benché in modo diverso. Maria è il mezzo sicuro, la via
diritta e immacolata per andare a Gesù e trovarlo in pienezza: per mezzo suo
arrivano a possederlo i grandi santi chiamati a risplendere in santità"
(50).
"Chi
trova Maria trova la vita, cioè Gesù che è via, verità e vita. Non si trova
però senza cercarla, non la si può cercare senza conoscerla, perché non si
cerca e non si desidera ciò che non si conosce. Bisogna dunque che Maria sia più
conosciuta che mai, per la conoscenza e per la gloria della Trinità. Maria deve
risplendere più che mai in questi ultimi tempi, in misericordia, potenza e
grazia. In misericordia per ricondurre e accogliere amorosamente i peccatori e i
lontani che si convertiranno e ritorneranno alla Chiesa. In potenza, contro i
nemici di Dio" (50).
"Maria
sventerà i loro tentativi di sedurre e di far cadere con promesse e minacce i
loro oppositori. Deve infine risplendere in grazia per animare e sostenere i
valorosi soldati e i fedeli servi di Gesù, zelanti nella diffusione del suo
regno. Maria inoltre deve essere "terribile come schiere a vessilli
spiegati" (Ct 6,3) di fronte al diavolo e ai suoi satelliti, soprattutto in
questi ultimi tempi, perché il diavolo "ben sapendo che gli resta poco
tempo" (Ap 12,12) e poco più che mai, per rovinare le anime, raddoppia
ogni giorno i suoi sforzi e le sue offensive" (50).
"I
figli di Maria, (negli ultimi tempi) conosceranno la grandezza di questa
Regina, si dedicheranno totalmente al suo servizio come figli schiavi d'amore.
Potranno così sperimentare le sue dolcezze e la sua bontà materna, l'ameranno
teneramente come figli di predilezione. Conosceranno allora la misericordia di
cui essa è colma, la necessità del suo soccorso, ricorreranno in ogni cosa a
lei, come a loro cara avvocata e mediatrice presso Gesù. Essi sperimenteranno
che Maria è la via più facile, più sicura, più breve, più perfetta, per
raggiungere Gesù. Si offriranno a lei anima e corpo, senza alcuna riserva,
per essere totalmente di Gesù" (55).
La
Madonna è l'eterno dono di Gesù agli uomini: lei cammina con noi e ci guida
verso la meta.
Scegliamo
di appartenere completamente a lei e attraverso di lei a Gesù, vivendo sempre
più intensamente la nostra Consacrazione.
Ave
Maria... Regina della Pace, prega per noi.
CAPITOLO
SECONDO
IL
MESSAGGIO INTRODUTTIVO
L'IMMACOLATA
NEL PIANO DI DIO
1.
II Messaggio di Parigi 1830
2.
La Madonna del Globo
3.
I raggi e la giaculatoria
4.
Simbolismo della Medaglia
5.
Diffusione e potenza della Medaglia
6.
S. Caterina Labouré, la Messaggera della Madonna
"Il
Signore mi ha creata all'inizio della sua opera. Dall'eternità sono stata
costituita. Io ero con lui come architetto ed ero la sua delizia. Ora, figli,
ascoltatemi: beato l'uomo che mi ascolta, vegliando ogni giorno alle mie
porte. Chi trova me trova la vita, e ottiene favore dal Signore" (Proverbi,
8).
LA
MEDAGLIA DELL'IMMACOLATA, segno della sua presenza materna.
"O
Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a Te".
"Tutte
le persone che la porteranno (e reciteranno la preghiera insegnata
dall'Immacolata) riceveranno grazie abbondanti". (Parigi - Messaggio)
1.
Il Messaggio di Parigi 1830
Con
l'Umanesimo la lotta contro Dio si è espressa in tre tappe: la contestazione
della Chiesa (Protestantesimo), la negazione della divinità di Cristo (gesuismo)
e il rifiuto definitivo di Dio (ateismo marxista).
Il
demonio, sapendo di avere poco tempo (Ap 12,12) e poco più che mai, per
trascinare le anime alla rovina eterna, ha raddoppiato in questi ultimi secoli
i suoi sforzi contro i figli della Vergine. Ma gli effetti della maternità di
Maria si intensificano adeguandosi alle necessità della Chiesa. Ogni messaggio
mariano contiene il rimedio divino ai mali dell'umanità.
Così,
nel 1830, nelle apparizioni di Parigi, notiamo un intervento straordinario
della Vergine nel mondo: prima non vi erano mai state Apparizioni mariane di
risonanza mondiale. Santa Caterina Labouré, novizia delle Figlie della Carità,
così racconta la prima apparizione avvenuta durante la notte tra il 18 e il
19 luglio 1830: "Verso le undici e mezza di notte mi sento chiamare per
nome. Mi sveglio e guardo verso la parte da cui proviene la voce; tiro la tenda
e vedo un bambino (era il suo angelo custode) vestito di bianco, di quattro o
cinque anni, tutto splendente, che mi dice: "Vieni in cappella, la
Madonna ti aspetta". Pensai subito che mi avrebbero sentita: ma il bambino
che era rimasto in piedi ad attendermi, oltre la spalliera del letto, mi rispose:
"Sta tranquilla, tutti dormono, vieni che ti aspetto!".
Mi
sono vestita in fretta e sono andata dietro al bambino che era rimasto in piedi
ad attendermi dietro la spalliera del letto. Dappertutto, dove passavamo noi, i
lumi erano accesi e questo mi sorprendeva molto. Ancora di più mi meravigliai
all'ingresso della cappella dove la porta si aprì appena il bambino la toccò
con la punta di un dito. Anche lì tutte le candele erano accese, come alla
Messa di mezzanotte.
Però
la Madonna non la vedevo ancora. Il bambino mi condusse nel presbiterio e là
mi sono inginocchiata. Ogni tanto lo guardavo mentre il tempo passava, ma
finalmente arrivò il momento tanto desiderato quando egli mi disse:
"Ecco la Santa Vergine, eccola!".
Ho
sentito allora un fruscio come vesti di seta. Era la Vergine! Si sedette sulla
poltrona del Direttore (dove il Direttore Spirituale teneva le istruzioni alle
novizie).
Dire
ciò che provai in quel momento è impossibile! La guardai, spiccai un salto
verso di lei e, inginocchiatami sui gradini dell'altare, ho appoggiato le mie
mani sulle sue ginocchia: quello è stato il momento più dolce della mia vita!
La santa Vergine mi disse come dovevo comportarmi con il mio Direttore
Spirituale e tante altre cose. Poi scomparve, come qualcosa che si spegne".
Con
tanta fede e tanto amore, spiritualmente appoggiamo anche noi le mani sulle
ginocchia di Maria: parliamole di tutto e cerchiamo di far silenzio per
ascoltare la sua voce, le sue raccomandazioni, i suoi desideri.
Ave
Maria... O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te!
2.
La Madonna del Globo
Da
quella notte di luglio passò del tempo, fino a quando, il 27 novembre 1830, la
Vergine tornò ancora dalla sua piccola figlia. "Verso le cinque e trenta
di sera, mentre facevo la meditazione, vidi la SS. Vergine. Era di una
bellezza indescrivibile.
Aveva
una veste di color bianco aurora e il velo le arrivava fin quasi ai piedi. Il
viso era abbastanza scoperto, i piedi poggiavano su un mezzo globo. Le sue
mani, alzate all'altezza della cintura, tenevano sollevato un globo più
piccolo, d'oro, sormontato da una croce, pure d'oro. I suoi occhi erano
rivolti al Cielo e il suo volto divenne splendente mentre presentava il globo a
Nostro Signore.
Mentre
ero intenta a contemplarla, la SS. Vergine abbassò gli occhi verso di me e una
voce interiore mi disse: "Questo globo che vedi rappresenta il mondo intero
e ogni persona in particolare".
Questa
prima fase dell'apparizione ci invita alla pace, alla fiducia, a guardare con
speranza il nostro tempo e anche il nostro futuro: il mondo e ogni anima
riposa sul Cuore di Maria. Lei ci ama e si prende cura di noi, mentre ci offre
al Padre. Maria è la Madre e la Regina dell'Universo. È lei, l'Immacolata,
che si erge fra Cielo e terra e sconfigge con la sua stirpe, Gesù, il serpente
che vuole assediarci e vincerci.
Riposiamo
in questa immagine di potenza, di vittoria e di dolcezza. Con lei niente potrà
farci male. La Madre si prende cura di noi, siamo preziosi più dell'oro per lei
che continuamente ci offre al Padre. La Madonna del Globo ci ricorda proprio
questo: noi le apparteniamo, siamo nelle sue mani materne e attraverso quelle
mani il Signore ci accoglie e ci protegge.
Sentiamoci
fra le mani di Maria. Alle sue mani affidiamo tutto quello che ci sta a cuore,
tutto quello che siamo e che abbiamo e allora non temeremo più nulla!
3.
I raggi e la giaculatoria
Santa
Caterina continua la sua relazione: "Tutto ad un tratto le sue dita si
riempirono di anelli ornati di pietre preziose dalle quali partivano molti raggi
di luce che si allargavano riempiendo tutta la parte inferiore del corpo. La
voce interiore mi disse ancora: "I raggi sono il simbolo delle grazie che
io spargo sulle persone che me le chiedono". Ed ecco formarsi attorno alla
sua figura un quadro ovale sul quale a semicerchio si potevano leggere queste
parole, scritte a lettere d'oro: "O Maria concepita senza peccato, prega
per noi che ricorriamo a te".
Così
Maria si presenta come l'Immacolata e prepara in questo modo il mondo alla
definizione di questo Dogma nel 1854. Le mani di Maria sono piene dei tesori di
Dio che Ella desidera concedere ai suoi figli, ma vuole essere pregata,
specialmente col Santo Rosario, i cui misteri, quindici, sono raffigurati nei
quindici anelli, tre per ogni dito, emettenti raggi divini. Santa Caterina
dice: "La Vergine mi fece comprendere quanto è dolce pregarla e quanto lei
è generosa con chi la invoca. Io provavo una gioia indicibile. Notai che
alcuni anelli non emettevano luce. La Madonna mi spiegò: "Queste sono le
grazie che io non posso concedere perché non sono pregata abbastanza".
Facciamo
in modo che ogni anello possa brillare di luce e di grazia per noi e per il
mondo! Preghiamo Maria, preghiamola tanto, preghiamola di più, affidiamole ciò
che abbiamo di più prezioso e di più caro, fidiamoci del suo cuore di Madre
che ci ama così tanto e che non vuole, non sa deluderci! Rivolgiamoci a lei in
ogni bisogno, in ogni necessità: Maria mostrandoci le sue mani piene di luce ci
assicura che avremo luce anche noi, che lei non vuole tenere solo per sé i
grandi doni che Dio le fa: vuole essere Madre per noi, in ogni aspetto della
nostra vita. Quale delusione per lei vedersi trascurata da figli che tanto ama!
Nelle
successive apparizioni la Santa Vergine riprenderà costantemente il tema
della preghiera e del Rosario in particolare, come mezzo efficacissimo per
ottenere le sue grazie materne. L'anima consacrata a Maria deve recitare il
Rosario, possibilmente intero. Non diciamo di non avere tempo. Impariamo a risparmiarlo
e a darlo alla preghiera. Proviamoci e riconosceremo che chi prega trova il
tempo per fare meglio e di più.
Recitiamo
il nostro Rosario contemplando la bellissima visione di Santa Caterina Labouré
e lasciamoci illuminare da questa luce celeste che ha il potere di trasfigurare
tutta la nostra vita.
Ave
Maria.... O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te!
4.
Simbolismo della Medaglia
Sempre
nell'apparizione del 27 novembre, ad un certo punto, il globo che la Vergine
teneva nelle mani scompare, le mani si abbassarono sotto il peso degli anelli e
i suoi occhi si rivolsero al globo che aveva sotto i piedi, quindi si formò
intorno a lei un quadro di forma ovale incorniciato da una iscrizione a lettere
d'oro: O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te.
Poi
il quadro si voltò e nel rovescio suor Caterina vide una grande M sormontata da
una croce, sotto la M vi erano i Cuori di Gesù e di Maria. Il Cuore di Gesù
circondato di spine e sormontato da fiamme, il Cuore di Maria trafitto dalla
spada. Nella cornice del rovescio si distribuirono dodici stelle risplendenti.
La
Santa Vergine disse alla Veggente: 'Fa' coniare una Medaglia su questo modello.
Tutte le persone che la porteranno e reciteranno devotamente questa preghiera
godranno di una specialissima protezione della Madre di Dio e riceveranno
grandi grazie, portandola al collo. Le grazie saranno più abbondanti per le
persone che la porteranno con fiducia".
La
Medaglia ci presenta l'amore e il dolore di Maria uniti per la nostra
redenzione. La lettera M è l'iniziale del suo nome. Da lei è nato Gesù,
crocifisso per amore nostro. Così la M sormontata dalla croce ci mostra Maria
come piedistallo della Croce di suo Figlio: più lei è innalzata, amata,
onorata, più è visibile, più è amato e adorato Gesù!
Le
stelle raffigurano le virtù di Maria che noi siamo chiamati a vivere per
incontrarla in Cielo, accanto al Signore, e sono il segno che Maria è la donna
dell'Apocalisse verso la quale tende tutta la storia. La Medaglia ci rivela
Maria come Madre e Regina. Come Madre ci ama e ci vuole sottrarre alle insidie
del Serpente e vuole nutrirci con il latte della grazia divina. Come Regina
vuole che le apparteniamo totalmente e lavoriamo per la sua gloria che è una
cosa sola con la gloria di Dio. L'anima che si affida alle sue mani con la
consacrazione è da lei liberata dal peccato ed è vivificata dai divini
influssi del suo Cuore materno. Nelle successive apparizioni la Madonna
svilupperà questi contenuti insegnandoci a vivere la consacrazione come l'omaggio
più perfetto di devozione che esprime il nostro rapporto di figli suoi e ci dà
la possibilità di ricevere in pienezza i tesori infiniti del Cuore di Gesù,
racchiusi nel suo Cuore Materno.
Portiamo
con amore e riconoscenza la Medaglia Miracolosa e, se non l'abbiamo,
procuriamocene subito alcune per noi e per i nostri cari, lodando e
ringraziando la Vergine per questo grande dono.
5.
Diffusione e potenza della Medaglia
Quale
sia stata e continui ad essere la diffusione e l'importanza della Medaglia,
detta Miracolosa per i suoi prodigi, lo sapremo solo in Cielo. Tutti i santi
l'hanno amata e diffusa e San Massimiliano Kolbe ha fatto di essa un mezzo
potente per le sue conquiste apostoliche.
Lo
stile della Madonna è sempre quello stesso di Dio il quale sceglie "ciò
che nel mondo è debole per confondere i forti, ciò che nel mondo è
disprezzato e ciò che è nulla per ridurre al nulla le cose che sono"
(1Cor 1, 27-28).
Le
prime 1500 Medaglie furono pronte il 30 giugno 1832 dopo che suor Caterina aveva
insistito più volte sul fatto che la Madonna era molto dispiaciuta che si
trascurasse di far coniare la Medaglia. Una delle prime Medaglie la ricevette
proprio la suora che disse che l'avrebbe portata sempre con devozione,
aggiungendo: "Ora bisogna diffonderla!". A questa diffusione santa
Caterina si dedicò con tanto amore per tutta la vita e questo specifico
apostolato ha formato la seconda parte della sua missione, dopo quella del
servizio ai malati. Milioni e milioni di medaglie furono subito coniate in
Francia e all'estero e diffuse in tutto il mondo.
Si
può davvero affermare che la Medaglia fu ed è miracolosa anche per la sua
celere e grande diffusione, non diminuita mai col passare degli anni, anzi,
considerevolmente aumentata specialmente dopo le celebrazioni del centenario
delle apparizioni. Non è difficile dunque credere che la più grande apostola
della Medaglia sia proprio la Vergine stessa che non si è accontentata di
darcene il modello e di insistere perché fosse coniata e diffusa largamente, ma
con tanti miracoli ha pensato lei stessa a farla conoscere e desiderare sempre
di più.
Si
cominciò a chiamarla "Miracolosa" fin dal 1833 e questo è spiegabile
pensando allo straordinario numero di prodigi che attraverso di essa il Signore
operava e continua ad operare tuttora. Portarla al collo, come la santa aveva
raccomandato in una relazione, non ha molta importanza. E' importante, comunque,
il portarla. I miracoli sono tantissimi per chi la porta con fiducia!
Ciò
che conta è la fede nella bontà e nella potenza della Madonna che tutto può
sul Cuore di Dio. Per sperimentare miracoli l'importante è credere
nell'origine celeste della Medaglia e nella fedeltà di Maria nell'adempiere
alle sue promesse. Se portiamo la Medaglia al collo l'immagine dei Cuori di
Gesù e di Maria poggerà sul nostro cuore e sarà un segno per ricordarci a
quale unione d'amore noi siamo chiamati.
Impegnamoci
a seguire l'insegnamento di Maria e a procurarci tante medaglie da diffondere
per collaborare con la Vergine Immacolata al bene dell'umanità.
6
- Santa Caterina Labouré, la messaggera della Madonna
Il
Signore chiama a collaborare alle sue grandi opere specialmente i suoi figli
più semplici e poveri. Gesù ha scelto dei pescatori come apostoli, per
evangelizzare il mondo. Egli non guarda a ciò che invece guardiamo noi, alla
cultura umana e ai titoli, guarda al cuore e non alle apparenze. Così fa anche
Maria affidando ai piccoli e agli umili i suoi messaggi d'amore materno che
richiamano l'umanità a tornare a Dio, alla sua parola, a convertirsi e ad
avere fiducia nel suo soccorso di Madre. Per portare sulla terra il prezioso
dono della sua Medaglia ha scelto un'umile contadina quasi analfabeta, nata
nel 1806 a Fain Les Moutiers, un paesino della Borgogna, vicino a Digione, in
Francia.
Caterina
Zoe Labouré a ventiquattro anni, nell'aprile del 1830, entra nel noviziato
delle Figlie della Carità di San Vincenzo de' Paoli a Parigi, in Rue du Bac,
140. È qui che avviene l'incontro con la Vergine ed inizia la sua grande
missione di apostola della Medaglia Miracolosa.
Le
apparizioni sono state più di una, durante il tempo del noviziato e poco dopo e
sono avvenute nella Cappella della Casa Madre. Dopo il noviziato suor Caterina
viene mandata ad Enghien, in un ospizio per poveri vecchi e a loro si dedicherà
per tutta la vita servendoli, curandoli, compiendo i servizi più umili e
faticosi, con pazienza, dedizione e carità eroica. Per lunghi anni sarà per
tutti solo la suora del pollaio, della stalla, della cucina, della portineria e
nessuno, tranne i suoi più diretti superiori, ha mai saputo, durante la sua
vita, che proprio lei era la veggente della Medaglia Miracolosa. Solo dopo la
morte, avvenuta nel dicembre del 1876, fu svelato il suo segreto durato 46
anni e vissuto nell'umiltà e nell'obbedienza. Santa Caterina è la "Santa
del silenzio".
Papa
Pio XI l'ha beatificata nel 1933 e Papa Pio XII l'ha proclamata santa nel 1947,
non perché ha visto la Madonna (questo è un dono gratuito che non è in
relazione con i meriti umani), ma perché ha creduto e ha vissuto eroicamente il
Vangelo, ha amato Dio e Maria sopra ogni cosa e, in loro, tutti i "più
piccoli", i prediletti del Signore.
Preghiamo
Santa Caterina Labouré perché ci aiuti ad amare sempre di più la Vergine
Maria e ad essere apostoli del suo messaggio e della sua Medaglia.
Ave
Maria.... O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te.
CAPITOLO
TERZO
LA
SALETTE -1846
IL
MESSAGGIO DELLA CONVERSIONE
MARIA
NOSTRA CORREDENTRICE
1.
Le apparizioni e il Messaggio
2.
Le lacrime della Bella Signora
3.
Maria Corredentrice
4.
I Comandamenti di Dio e la preghiera
5.
Uniti a Lei nella riparazione
6.
Il Messaggio vissuti dai veggenti
"Dio
ha voluto che noi ricevessimo tutto per mezzo di Maria. Se dunque abbiamo una
qualche speranza, una qualche grazia, una qualche salvezza, riconosciamo che
tutto ci proviene da Lei" (S. Bernardo).
1.
Le apparizioni e il Messaggio
Il
giorno 19 settembre 1846, fin dal mattino, Massimino e Melania erano al pascolo
sulla montagna La Salette. Nel primo pomeriggio, in mezzo ad una luce più
splendente del sole vedono una Bella Signora seduta su un masso, con la testa
fra le mani.
Melania
testimonia: "La Signora piangeva e ha pianto per tutto il tempo che ci ha
parlato. Ho visto bene scendere le sue lacrime!". E questo è il messaggio
che la Vergine ha affidato ai due pastorelli: "Se il mio popolo non vuole
sottomettersi a Dio, sono costretta a lasciar libero il braccio di mio Figlio.
Esso è così forte e così pesante che non posso più trattenerlo.
Da
quanto tempo soffro per voi! Se voglio che mio Figlio non vi abbandoni sono
incaricata da Dio stesso di pregarlo incessantemente. E voi non ci fate caso.
Voi avete un bel pregare, un bel fare: mai potrete compensarmi per la pena che
mi prendo per voi. Vi ho dato sei giorni per lavorare e mi sono riservato il
settimo e voi non me lo volete concedere (la Madonna qui non parla a nome
proprio, ma in nome di Colui che l'ha mandata). È questo che aggrava tanto il
braccio di mio Figlio. Coloro che conducono i carri non sanno che ingiuriare il
Nome di mio Figlio! Queste sono le due cose che fanno pesare tanto il braccio
di mio Figlio! Se il raccolto si guasta la colpa è vostra, ma voi non ci avete
fatto caso. Anzi, quando trovavate patate guaste, bestemmiavate il nome di mio
Figlio. Esse continueranno a marcire e quest'anno a Natale non ve ne saranno più!".
Dopo
aver aggiunto altre cose la Madonna continua: "Se si convertono, le pietre
e le rocce si cambieranno in mucchi di grano e le patate si troveranno seminate
nei campi! Figli miei, bisogna pregare bene, sera e mattina. Quando non avete
tempo dite almeno un Pater e un'Ave Maria, quando potete, ditene di
più.
A Messa non vanno che alcune donne anziane, gli altri lavorano tutta l'estate;
e l'inverno, quando non sanno che fare, vanno a Messa per burlarsi della
religione... Ebbene, figli miei, fatelo sapere a tutti".
Come
è bello e come ci consola il capire che la nostra Mamma Celeste, lei, la
Regina del Cielo, si china sui bisogni dei suoi figli e nulla di ciò che ci
preoccupa e ci fa soffrire sfugge al suo Cuore materno!
È
forte il richiamo alla conversione ed è ancora molto attuale. Ascoltiamo la
voce della Madonna!
Chiediamo
perdono a Gesù e a Maria per tutte le volte che non abbiamo santificato le
feste e, se non abbiamo bestemmiato, però abbiamo taciuto di fronte a chi lo
faceva, rinunciando così a metterci apertamente dalla parte di Dio. Recitiamo
come riparazione il "Dio sia benedetto".
Ave
Maria.... Nostra Signora de La Salette, prega per noi.
2.
Le lacrime della Bella Signora
Il
motivo del pianto di Maria sono l'offesa a Dio, il peccato e le sue conseguenze
e vogliono esprimere il suo più accorato richiamo alla conversione.
Melania
così scrive: "Mentre mi parlava la Vergine SS. piangeva ininterrottamente.
Le sue lacrime cadevano una dopo l'altra, lentamente, fin sopra le sue ginocchia
e poi, come scintille di luce, sparivano: erano splendide e piene di amore, io
avrei voluto consolarla e non farla piangere più, ma mi sembrava che ella
avesse bisogno di mostrare le sue lacrime per meglio manifestare il suo amore
dimenticato dagli uomini. Avrei voluto gettarmi fra le sue braccia e dirle:
"Mia buona Madre, non piangete! Io voglio amarvi per tutti gli uomini della
terra". Ma sembrava che mi rispondesse: "Ve ne sono molti che non mi
conoscono!"
"Ero
tra la morte e la vita, vedendo da un lato tanto amore, tanto desiderio di
essere amata e dall'altro tanta indifferenza, tanta freddezza... Oh Madre mia,
tutta bella e tanto amabile, amore mio e cuore del mio cuore!"
"Le
lacrime di Maria, lungi dal diminuire la sua maestà di Regina, sembravano
invece renderla più bella, più potente, più piena d'amore, più materna, più
attraente. Veder piangere una Madre e una tale Madre senza adoperare tutti i
mezzi possibili per consolarla, per cambiare i suoi dolori in gioia, si può comprendere?
Gli occhi di Maria sembravano mille e mille volte più belli dei brillanti, dei
diamanti, delle pietre più preziose. Brillavano come due soli ed erano dolci
come la stessa dolcezza, limpidi come uno specchio. In quei suoi occhi si
vedeva il Paradiso. Più la guardavo e più desideravo guardarla e più la
guardavo e più l'amavo, l'amavo con tutte le mie forze".
Le
parole di Melania traboccano di sentimenti che non si riesce ad esprimere, di
sensazioni che non si possono descrivere, ma ci aiutano almeno un po' a vedere
con gli occhi del cuore la bellezza divina di cui il Signore ha rivestito Maria,
una Madre che piange per noi!
La
Vergine piange su noi suoi figli perché ci rifiutiamo di riconoscere Dio come
Dio e ci allontaniamo dalla legge che Gesù è venuto a portarci; ma di fronte
ai nostri no anche la sua sollecitudine e la sua tenerezza materna diventa
inutile. Scegliamo perciò di essere fra coloro che accolgono le sue parole e
asciugano il suo pianto!
Chiediamo
a Maria di darci il suo cuore per amare Dio con tutto il cuore, con tutta
l'anima, con tutta la mente e il nostro prossimo come noi stessi, per essere così
rivestiti di un raggio della sua bellezza e poter asciugare le sue lacrime.
Ave
Maria.... Nostra Signora de La Salette, prega per noi.
3.
Maria Corredentrice
La
descrizione di Melania: "La Vergine portava una Croce sospesa al collo.
Questa Croce sembrava d'oro. Su questa bella Croce piena di luce era Cristo con
le braccia distese sulla Croce. Quasi alle due estremità della Croce c'erano
da una parte un martello e dall'altra una tenaglia. Il Cristo era color carne
naturale, ma risplendeva e la luce che usciva da tutto il corpo mi infiammava
il cuore nel desiderio di perdermi in lui. A volte Cristo sembrava morto,
aveva la testa inclinata e il corpo rilassato quasi cadesse se non fosse
trattenuto dai chiodi, altre volte sembrava vivo, aveva la testa diritta, gli
occhi aperti e pareva che parlasse, per attirarci al suo amore. La Vergine aveva
un grembiule giallo, più luminoso del sole. Aveva due catene, una un po' più
larga dell'altra. A quella più stretta era sospesa la Croce. Le scarpe erano
bianche, argentee, brillanti e intorno vi erano rose. Avevano un fermaglio
d'oro, ma non di oro di questo mondo, bensì di Paradiso".
"La
Beata Vergine se ne stette ai piedi della croce soffrendo profondamente col suo
Unigenito e associandosi con animo materno al sacrificio di Lui" (Concilio
Vaticano II). A La Salette Maria ci ricorda che ha sofferto per causa nostra:
per la nostra salvezza, sotto la croce ha sopportato i dolori più strazianti.
San
Bernardino da Siena ha detto che, se il suo dolore fosse distribuito fra tutte
le creature, esse morirebbero all'istante. Avendo ricevuto sul Calvario dal
Figlio e nel Cenacolo dallo Spirito Santo la pienezza della maternità
spirituale, Maria svolge sulla terra la funzione di Corredentrice e nel Cielo
quella di Mediatrice presso il suo Figlio Divino.
È
mediante il sì di Maria che Cristo diventa Uomo fra gli uomini, perché solo
incarnandosi può salvarci. La fusione di Maria alla volontà di Dio la eleva,
così, alla missione di Corredentrice. È perciò unico il ruolo di Maria
nella nostra salvezza. Ella ci guiderà alla via della sofferenza e ci condurrà
ai piedi della croce dalla quale Cristo farà scendere nelle nostre anime il
Sangue dell'amore e del perdono.
La
Madonna de La Salette si mostra così come nostra Corredentrice, unita al
dolore di Dio per il mondo che si allontana da lui, ma unita anche al suo amore
che vuole salvarlo. Perciò Maria insiste, prega e piange perché non ci sia più
nessuno che le passi accanto senza accorgersi del tesoro di grazie che Dio le ha
messo fra le mani per noi, per farci felici e per condurci al Cielo. Sotto la
croce, Maria, tu stavi come Madre che offre suo Figlio al Padre. Donaci la
grazia di raccogliere nel nostro cuore il suo sangue e le tue lacrime!
Consoliamo
Gesù e Maria stando anche noi accanto alla croce di chi soffre la malattia,
l'abbandono, la solitudine, asciugando le lacrime di chi piange e ringraziando e
affidandoci con fiducia a Maria Corredentrice.
Ave
Maria.... Nostra Signora de La Salette, prega per noi.
4.
I comandamenti di Dio e la preghiera
Nostra
Signora de La Salette in particolare ci ricorda uno dei dieci comandamenti:
"Ricordati di santificare le feste". Il settimo giorno, la domenica,
è il giorno di riposo di Dio al termine della Creazione. Questo riposo egli
vuole condividere con l'uomo. È il giorno della festa, della gioia, della pace,
è il giorno della Resurrezione di Gesù, è la Pasqua settimanale del popolo
di Dio. Noi non siamo fatti solo per produrre e consumare. Abbiamo bisogno di
sollevare il capo e fissare gli occhi lì dov'è la nostra vera meta. Il Signore
è venuto a liberarci e vuole garantirci nella nostra dignità di uomini
liberi, chiamati con Gesù Risorto a diventare "figli e eredi".
La
Vergine poi riporta la nostra attenzione sul grave peccato della bestemmia:
"Non nominare il nome di Dio invano". Ci chiama ad amare e ad adorare
il Nome di Gesù, Nome nel quale siamo stati salvati, siamo protetti e liberati
in ogni momento della nostra vita. Il Nome di Gesù che significa "Dio
salva" esprime la realtà della sua persona e della sua missione nel
mondo, ma questo Nome può salvarci solo se lo vogliamo. Spesso per
superficialità e per ignoranza, se non per disprezzo e per odio, usiamo il Nome
di Gesù come oggetto di derisione, di ira, di ribellione, di scherno. Non lo
difendiamo dagli attacchi dei suoi nemici, non ci schieriamo a difenderlo con
coraggio, costi quel che costi. Ci riguarda da vicino, perciò, ciò che dice la
Sacra Scrittura: "Per causa vostra il mio nome è bestemmiato fra le nazioni"
(Ez 36,20). Quanto dovremmo riflettere su questo messaggio che la Madonna ha
sottolineato con le sue lacrime!
Poi
la Madonna ci richiama alla fedeltà, alla preghiera. La viviamo ogni giorno
come un particolare, intimo incontro con il Signore e traiamo da essa la forza e
il coraggio per vivere e per testimoniare il Vangelo?
La
preghiera è per noi un vero dialogo, libero e costante, pieno di amore, con
"Colui dal quale sappiamo di essere amati"? E' soprattutto un modo
per comprendere e fare la sua Volontà? La preghiera è un impegno: essere
credenti senza voler cambiare vita, senza cercare di essere sempre meglio e di
più come Gesù ci vuole, non significa altro che prendersi gioco della Parola
di Dio e di tutti i richiami che la Mamma Celeste è venuta a farci in tante
apparizioni. Senza la preghiera dimentichiamo chi siamo e dove andiamo,
diventiamo estranei a Dio e a noi stessi e tutto ci sembra difficile, pesante,
senza senso.
Maria
è venuta per indicarci di nuovo la strada che ci porta fino al Cuore di Dio.
Ringraziamola commossi e promettiamole di darle ascolto, non solo oggi, ma in
ogni momento della nostra vita. Con il nostro modo di vivere riconosciamo la
sovranità di Dio: Egli ci ha dato i suoi Comandamenti solo per il nostro
bene. Essi sono la via verso la felicità eterna e la gioia piena anche in
questa vita.
Con
l'aiuto del direttore spirituale o del confessore tracciamoci un breve programma
di vita al quale essere fedeli ogni giorno per vivere una vita rinnovata.
Ave
Maria.... Nostra Signora de La Salette, prega per noi.
5.
Uniti a Lei nella riparazione
Unendoci
a Gesù nel sacrificio di noi stessi, noi ci uniamo a Maria e, entrando nel suo
spirito, ci uniamo a Gesù stesso. Nell'apparizione de La Salette Maria ci ha
invitato alla riparazione. Contempliamola prima che cominci a parlare: guardiamo
le sue lacrime e il grande Crocifisso che porta sul petto.
Tutto
ci parla di oblazione, di immolazione, di sacrificio per la gloria di Dio e per
il bene delle anime. Oblazione e immolazione, ecco lo spirito proprio della
devozione a Nostra Signora de La Salette, vissuta attraverso i mezzi che ce ne
favoriscono lo spirito: La pratica frequente della confessione, la preghiera,
l'osservanza dei Comandamenti.
Questa
è l'oblazione: è accettare sempre, in ogni momento, con serenità e con
fiducia, la sua Volontà, i suoi disegni, tutte le sue disposizioni che sono
sempre e solo buone. Amare la Volontà di Dio più di ogni cosa, sopra ogni
cosa, come Maria ha fatto in tutta la sua vita, in un sì incondizionato e
innamorato!
Chi
si offre così al Signore si considera in tutto sua proprietà e si abbandona
con gioia di figlio fra le sue braccia perché Dio possa operare nel mondo e
nel cuore di ogni uomo.
L'immolazione
è il perfetto compimento in noi di ciò che manca alla Passione di Cristo.
Perciò, se vogliamo essere veri figli di N.S. de La Salette, uniti a Gesù, in
spirito di riparazione, saremo disposti ad entrare in tutte le vie dolorose in
cui Dio vorrà farci passare, per poter realizzare fedelmente i disegni di Gesù
e della sua S. Madre per la redenzione degli uomini.
In
questo spirito saremo pronti a superare tutte le prove inviate direttamente da
Dio o permesse da Lui attraverso le creature.
I
veri devoti della Madonna de La Salette avranno in cuore un grande desiderio di
riparare alle tante offese che riceve, un grande amore per il Signore, uno zelo
ardente per la sua gloria, per l'espansione del suo Regno. Vivranno in spirito
di adorazione, di lode, di ringraziamento e di supplica, di preghiera abituale
con la Mamma Celeste.
Questo
desidera da noi la Bella Signora. Per questo è venuta a parlarci, per questo ha
pianto, perché non vada perduto neppure uno dei suoi figli. Guardiamo a lei,
facciamoci guidare da lei, restiamo in ascolto delle sue ispirazioni, facciamo sì
che la sua voce risuoni sempre nel nostro cuore e allora avremo la gioia di
veder sorridere Maria, perché di noi gioirà il Signore! In spirito di
riparazione e di offerta guardiamo alla nostra croce, a quella che ci pesa di più
e, invece di portarla con fatica sulle spalle, appogiamocela, per amore, sul
cuore.
Ave
Maria.... Nostra Signora de La Salette, prega per noi.
6
- Il Messaggio vissuto dai veggenti
Tornando
sulla terra a La Salette, Maria sceglie come messaggeri delle sue parole e
delle sue lacrime due pastorelli analfabeti, poveri, semplici, che non avevano
sperimentato niente altro che una vita dura, spoglia di tutto, specialmente di
amore. Bambini abituati alla fatica, al sacrificio, ma con un cuore tanto puro
da attirare il suo sguardo e la sua predilezione.
I
due pastorelli, Massimino di undici anni e Melania di quasi quindici, si erano
conosciuti solo due giorni prima dell'apparizione, per caso, sui monti dove
avevano portato a pascolare gli animali dei padroni presso i quali erano a
servizio.
Massimino
era un ragazzino allegro, vivace ma superficiale, incostante e ignorante che
parlava solo il dialetto. Melania aveva alle spalle una vita già piena di
privazioni, di dolori, di rifiuti specialmente provenienti dal carattere duro di
sua madre che fin da piccola l'aveva considerata una "muta selvaggia".
Il suo carattere era chiuso, taciturno, rude, scostante, però il suo cuore
aveva già fatto esperienze mistiche ancora nascoste a tutti, ma splendenti agli
occhi di Dio. Maria la guida teneramente in quel suo difficile cammino mentre i
dolori, le umiliazioni e le sofferenze di ogni tipo la preparano ad essere un
segno profetico di contraddizione nel portare avanti il messaggio che la Vergine
le affida.
La
vita dei due pastorelli, specie dopo l'apparizione, fu tutt'altro che facile.
Massimino non riuscì a realizzarsi in nessun lavoro e morì nella più
completa povertà, non ancora quarantenne, ma fu sempre animato da una fede
profondissima, da una purezza cristallina, da un amore tenero verso la Bella Signora
che aveva contemplato sulla montagna e che fu per lui sempre un'ancora di
speranza e un raggio di sole che gli dava gioia specialmente quando vivere era
così difficile.
Melania
ha avuto una vita più lunga e più complessa, piena di prove e di sofferenze,
caratterizzata dal rifiuto di molti, dall'incomprensione, dalla calunnia,
dall'abbandono. Ma ha vissuto una spiritualità intensissima, ricca di grazie e
di doni, peregrinando da un luogo all'altro, sempre fedele al suo compito di
messaggera della Bella Signora, per quanto questo le potesse costare.
È
morta in concetto di santità in Italia, ad Altamura dove è sepolta. Questi
brevi cenni ci fanno comprendere che accanto alle lacrime di Maria ci sono state
anche quelle sparse dai due pastorelli che così sono diventati i collaboratori
di Colei che tanto ci ama e vuole far di tutto perché nessuno si perda.
Nei
momenti più particolari della storia Maria ci viene accanto e non teme di
lasciarsi vedere così com'è, triste, piangente, al pensiero di quel che ci
aspetta se non torniamo con prontezza e con fiducia a lasciarci salvare e
lavare dal Sangue di Gesù e dalle sue lacrime.
Riconosciamo
che abbiamo bisogno dell'aiuto di Maria per cambiare, riconoscendo che tante
cose nella nostra vita, forse, non la fanno ancora felice e, con rinnovato
amore, promettiamole un serio e fiducioso esame di coscienza.
Ave
Maria.... Nostra Signora de La Salette, prega per noi.

CAPITOLO
QUARTO
LOURDES
- 1848
IL
MESSAGGIO DELLA PURIFICAZIONE
1.
Breve racconto delle apparizioni
2.
"Io sono l'Immacolata Concezione"
3.
L'Immacolata e la nostra purificazione
4.
L'Immacolata ci vuole puri
5.
I mezzi della grazia: la penitenza
6.
Il Messaggio vissuto da Bernardetta
"È
importantissimo vuotarci di quanto in noi c'è di male, se si vuole acquistare
la perfezione che si trova soltanto nell'unione con Gesù Cristo" (Trattato
V.D. n. 78) L'Immacolata è presente in noi per comunicarci maternamente la sua
unione purissima a Gesù.
1. Breve racconto delle apparizioni
Giovedì
11 febbraio 1858: L'incontro Accompagnata da sua sorella e da una sua amica,
Bernadette va a Massabielle, lungo il Gave, per raccogliere della legna secca.
Mentre si toglie le calze per attraversare il ruscello, sente un brusio simile
ad un colpo di vento; alza lo sguardo verso la Grotta: "HO VISTO UNA
SIGNORA VESTITA DI BIANCO: AVEVA UN VESTITO BIANCO, UN VELO BIANCO, UNA CINTURA
CELESTE E UNA ROSA GIALLA AI PIEDI". Bernadette fa il segno della croce e
comincia a recitare il rosario insieme alla Signora. Alla fine della
preghiera, la Signora scompare all'improvviso.
Bernadette
sente dentro di sé una forza che la spinge a ritornare alla Grotta, nonostante
la proibizione dei genitori. Vista la sua insistenza la madre glielo permette.
Dopo la prima decina di rosario vede apparire la stessa Signora. Bernadette
getta verso questa figura dell'acqua benedetta. La Signora sorride e china il
capo. Di nuovo, terminata la preghiera, la Signora scompare.
Per
la prima volta la Signora parla. Bernadette le porge carta e penna chiedendole
di scrivere il suo nome. La Signora allora le dice: "Non è
necessario!" E aggiunge: "Non ti prometto di renderti felice in
questo mondo ma nell'altro. Vuoi farmi il favore di venire qui per quindici
giorni?".
Bernadette
va alla grotta con una candela benedetta e accesa. Da questo gesto deriva la
tradizione di accendere delle candele alla grotta.
La
Signora le ha insegnato una preghiera personale. Alla fine della visione
Bernadette prova una grande tristezza. Domenica 21 febbraio: "Aquero"
La
Signora appare a Bernadette di buon mattino, molto presto. Un centinaio di
persone l'accompagnano; successivamente il commissario di polizia Jacomet la
interroga per farsi raccontare ciò che ha visto; Bernadette non gli parla
d'altro che di "Aquero" (quella lì).
Circondata
da circa cinquecento persone, Bernadette va alla Grotta. L'Apparizione le rivela
un segreto "SOLO PER LEI".
Messaggio
della Signora: "Penitenza! Penitenza! Penitenza! Prega per la conversione
dei peccatori! Bacia per terra per la conversione dei peccatori!".
Sono
presenti circa trecento persone. Bernadette racconta: "MI HA DETTO DI
ANDARE A BERE ALLA SORGENTE (...) NON VEDEVO CHE UN PO' D'ACQUA FANGOSA. ALLA
QUARTA VOLTA SONO RIUSCITA A BERLA. MI HA FATTO ANCHE MANGIARE DELL'ERBA CHE ERA
Lì VICINO. POI LA VISIONE SCOMPARE E 10 ME NE ANDAI VIA". La folla le
diceva: "Non sai che la gente ti crede pazza quando fai questi
gesti?". Lei rispondeva: "È PER I PECCATORI!".
Silenzio.
Vi sono quasi ottocento persone. L'Apparizione è silenziosa. Bernadette beve
l'acqua della sorgente e compie gli stessi gesti di penitenza.
Più
di mille persone assistono all'estasi. Bernadette prega, bacia per terra,
cammina sulle ginocchia in segno di penitenza. Sarà successivamente portata dal
giudice Ribes che la minaccia di prigione.
Tra
le numerose persone presenti, più di mille e cinquecento, c'è per la prima
volta un sacerdote. Di notte una donna di Lourdes, Caterina Latapie, va alla
Grotta, immerge il suo braccio paralizzato nell'acqua della sorgente: il
braccio e la mano ritrovano la loro scioltezza.
La
folla aumenta sempre più. La Signora chiede a Bernadette: "Va' a dire ai
sacerdoti che si venga qui in processione e che si costruisca una
cappella". Bernadette ne parla a Don Peyramale, parroco di Lourdes, ma
questi vuole sapere una sola cosa, il nome della Signora, ed esige inoltre un
segno come prova: veder fiorire in pieno inverno le rose selvatiche della
Grotta.
Verso
le sette del mattino Bernadette va alla Grotta; ci sono già tre mila persone ad
attenderla, ma la visione non appare. Dopo la scuola Bernadette sente un invito
interiore della Signora; scende alla Grotta e le chiede nuovamente il suo nome.
La risposta è un sorriso. Il parroco Don Peyramale le ripete: "Se la
Signora domanda veramente una cappella, dica prima il suo nome e faccia
fiorire il roseto alla Grotta!".
La
folla sempre più numerosa (circa otto mila persone) aspetta un miracolo alla
fine di questi quindici giorni. La visione è silenziosa. Il parroco è fermo,
irremovibile sulle sue posizioni.
Per
venti giorni Bernadette non scende alla Grotta, non ne sente più la spinta
interiore.
La
visione infine rivela il suo nome, ma il roseto, su cui posava i suoi piedi
durante le apparizioni, non fiorisce. Bernadette racconta: "ALZÓ GLI
OCCHI AL CIELO IN SEGNO DI PREGHIERA UNÌ LE MANI CHE ERANO DISTESE E APERTE
VERSO LA TERRA E MI DISSE: "QUE SOY ERA IMMACULADA COUNCEPCIOU". La
veggente parte veloce, corre ripetendo quelle parole che lei non comprende. Sono
parole che sconvolgono il Parroco. Bernadette non conosce questa espressione
teologica che indica la Santa Vergine. Quattro anni prima, il Papa Pio IX
aveva dichiarato l'Immacolata Concezione di Maria un dogma, cioè una verità
della fede cattolica.
Durante
questa Apparizione, Bernadette teneva in mano un cero acceso. La fiamma ne
lambì la mano per molto tempo senza lasciare alcun segno di bruciatura. Questo
fatto fu immediatamente constatato da un medico, il dottor Dozous.
Bernadette
sente un misterioso appello a scendere alla Grotta, ma l'accesso è vietato e
sbarrato da una palizzata. Allora va dall'altra parte del fiume, di fronte alla
Grotta. "MI SEMBRAVA DI ESSERE PROPRIO ALLA GROTTA, ALLA STESSA DISTANZA
DELLE ALTRE VOLTE; VEDEVO SOLO LA MADONNA; MAI L'AVEVO VISTA COSÌ BELLA!".
Ripensiamo
a quante volte la Vergine Maria è "apparsa" cioè è intervenuta
nella nostra vita, all'aiuto, alla protezione, all'amore che ci ha dimostrato e
ringraziamola con tutto il cuore.
Ave
Maria.... Nostra Signora di Lourdes, prega per noi.
2
- "Io sono l'Immacolata Concezione"
"Mentre
pregavo, racconta Bernadette, mi venne il pensiero di domandarle il suo nome e
mi si fissò nel capo con tanta insistenza che mi fece dimenticare ogni altra
cosa. Temevo di essere importuna a ripetere una domanda lasciata sempre senza
risposta e tuttavia qualcosa era dentro di me che mi spingeva a parlare, finché
per un movimento che non potei contenere, le dissi: "Signora, volete avere
la bontà di dirmi chi siete?". Ma come le altre volte che avevo fatto
questa richiesta, inchinò il capo, sorrise con molta benevolenza e non rispose.
Non so perché io mi sentivo più coraggiosa e tornai a domandarle il suo
nome. Ma ella continuò a tacere. Una terza volta, ricominciai con la mia
preghiera. La Signora, stando in piedi sul rosaio, alla mia terza domanda,
allargò le braccia verso terra, come si vede nella Medaglia Miracolosa, si
compose ad un'aria grave e parve umiliarsi; alzò poi gli occhi verso il Cielo e
nel medesimo tempo, elevando le mani e giungendole all'altezza del seno,
disse: "Io sono l'Immacolata Concezione".
Con
queste luminose parole, commenta San Massimiliano Kolbe, ella afferma di essere
non solamente concepita senza peccato, ma di essere l'Immacolata Concezione.
Allo stesso modo come, ad esempio, altro è un oggetto bianco e altro è la
stessa bianchezza; altro è un oggetto perfetto e altro è la sua perfezione.
Parlando di sé a Mosè Dio disse: " Io sono colui che sono" (Es
3,13), cioè: "Alla mia essenza appartiene il fatto che, per mia natura, io
esista sempre da me stesso, senza principio. La Vergine Immacolata, invece, trae
la sua origine da Dio, è una creatura, è una concezione, ma Concezione
Immacolata. Quali profondi misteri sono nascosti in queste parole!".
Le
apparizioni di Lourdes fanno brillare davanti al nostro sguardo l'incanto
celestiale dell'Immacolata. L'anima che accetta l'invito materno di Maria e a
lei si consacra, vivendo con generosità il suo impegno di totale appartenenza e
di abbandono alla sua azione di grazia, viene da questa Madre gradualmente
"immacolatizzata" fin nel profondo del suo essere e vive così più
intensamente la sua comunione filiale e divina.
Con
affetto e con fede invochiamo la Vergine Maria col titolo che più le è caro:
Immacolata Concezione e chiediamole per noi e per il mondo la purezza del corpo
e dei cuore.
Ave
Maria... Nostra Signora di Lourdes, prega per noi.
3
- L'Immacolata e la nostra purificazione
Tutti
i Papi, seguendo gli appelli rivolti dalla Vergine nelle varie apparizioni
riconosciute ufficialmente come vere, hanno incoraggiato e sostenuto la
consacrazione dei singoli fedeli e di tutta la Chiesa a Maria, riconoscendola
come la via speciale che ci porta a Gesù.
"Con
la vera devozione a Maria ci si consacra nello stesso tempo alla Madonna e a Gesù:
a Maria come al mezzo perfetto che Gesù ha scelto per unirsi a noi e unire noi
a lui e al Signore come nostro fine ultimo al quale dobbiamo tutto ciò che
siamo. Egli infatti è il nostro Redentore e il nostro Dio.
"La
consacrazione può essere definita una rinnovazione perfetta delle promesse
battesimali. Con essa rinunciamo al demonio, al mondo, al peccato, a noi
stessi e ci diamo interamente a Gesù Cristo per le mani di Maria. Anzi, si fa
ancora di più: ci si offre a Gesù personalmente, con piena coscienza. Nel
Battesimo non ci diamo a Gesù Cristo per le mani di Maria, almeno in forma
esplicita, ma con questa consacrazione (la vera devozione) noi Gli consacriamo
tutta la nostra vita attraverso Maria!... mentre siamo ancora peregrinanti e
posti in mezzo a pericoli e affanni, fino a che non siano condotti nella Patria
beata. Concili, i santi Padri, molti autori antichi e moderni parlano di consacrazione
a Gesù Cristo intesa come rinnovazione delle promesse battesimali, come una
pratica antichissima e la consigliano a tutti i cristiani" (cfr TVD
127-131).
Maria
è davvero un segno di salvezza nella nostra vita. In ogni apparizione è come
se si affanni per indicarci la via sicura che ci porta a Gesù!
"Con
la sua molteplice intercessione Maria continua ad ottenerci le grazie per la
salvezza eterna. Con la sua materna carità si prende cura dei fratelli di suo
Figlio" (Lumen Gentium 62).
Così
è evidente che un vero cristiano si riconosce dalla sua devozione umile, solida
e fedele a Maria. Lo stesso Papa Giovanni Paolo II che ha scelto come suo
motto "TOTUS TUUS" riferendosi a Maria: "Tutto tuo", ha
detto e continua a ripetere l'importanza di Maria nella vita di ogni credente ed
esorta alla consacrazione a lei specialmente nello spirito del Montfort, come
lui stesso ha fatto fin da giovane. Così, tra l'altro, ha detto attraverso la
Radio Vaticana: "Carissimi fratelli e sorelle, perseverate nella
devozione alla Vergine SS. lasciandovi da Lei guidare in ogni circostanza della
vita. Mettetevi in ascolto di questa Maestra impareggiabile che vi parla di Gesù,
in particolare attraverso i misteri vissuti del Rosario, sintesi suggestiva ed
efficacissima dell'intero Vangelo".
Con
la consacrazione "non sarà più l'anima che dovrà prendere le
iniziative, dopo essersi faticosamente liberata da tanti lacci che le impedivano
di elevarsi. Sarà la Divina Formatrice, ormai, che farà tutto. E l'anima si
sentirà condurre per mano dolcemente, ma anche decisamente e velocemente.
Questo non ci distoglierà dal tributare a Dio solo ogni onore e gloria. Maria,
infatti, è come una cetra divina che innalza di continuo al trono di Dio le
armonie soavi del suo Magnificat formato dalle adorazioni e dagli omaggi suoi
e di quelli che direttamente si rivolgono a lei". (Ragazzini: Maria, vita
dell'anima).
Chiediamo
a Maria la grazia di farci comprendere la grandezza e la bellezza della
consacrazione a lei e di farla, viverla o rinnovarla con fiducia e con amore,
a gloria di Dio. Se ci sentiamo pronti, facciamo la nostra consacrazione a Maria
oppure rinnoviamola oggi cercando di viverla fino in fondo in ogni giorno della
nostra vita.
Ave
Maria.... Nostra Signora di Lourdes, prega per noi.
4
- L'Immacolata ci vuole puri
Noi
siamo peccatori. Questa è una realtà. Ma, se lo vogliamo, siamo perdonati
redenti! Gesù, con la sua Morte e Resurrezione, ci ha riscattati e ci ha
riaperto le porte del Cielo. Ogni peccato perdonato scompare nel mare
dell'infinita misericordia di Dio. Resta però il fatto che il peccato
originale ha corrotto la nostra natura e noi ne sperimentiamo ogni giorno le
conseguenze.
Con
l'aiuto di Maria dobbiamo allora svuotarci di tutto ciò che non è buono in noi
e riempirci di Lui, se vogliamo essere felici già qui e poi per tutta l'eternità.
Maria ha scelto per sé proprio questo compito e in ogni apparizione ci indica
il modo per vincere noi stessi. Il messaggio di Lourdes è il messaggio della
Penitenza. Per apprezzarlo e per viverlo fino in fondo convinciamoci del fatto
che ne abbiamo bisogno per rinnovarci davvero!
"Ordinariamente
le nostre azioni anche migliori sono macchiate dalle nostre cattive
inclinazioni. L'acqua pura e limpida posta in un vaso che non sa di buono o il
vino messo in una botte sporca, si guastano, prendono facilmente cattivo
odore. Capita così quando Dio mette le sue grazie e i suoi favori celesti o
il vino delizioso del suo amore nella nostra anima corrotta dal peccato
originale e attuale. Il cattivo lievito e il fondo guasto lasciati in noi dal
peccato, deteriorano i suoi doni. Le nostre azioni ne risentono, anche se sono
ispirate dalle virtù più sublimi. Dobbiamo perciò ad ogni costo svuotarci dal
male che c'è in noi, se desideriamo acquistare la perfezione che si trova
soltanto nell'unione con Gesù. In caso contrario Egli, che è infinitamente
puro e odia anche la più piccola macchia di peccato, non può unirsi a noi.
"Se il chicco di grano caduto a terra non muore, rimane solo" dice
Gesù.
"Così
anche le nostre devozioni rimarranno inutili e tutto sarà macchiato dall'amor
proprio e dalla propria volontà. Sarà difficile in questo modo avere in cuore
una scintilla di quel puro amore che viene comunicato soltanto alle anime
morte a se stesse, la cui vita è nascosta con Cristo in Dio". (cfr
Trattato V.D. 78-80).
Sempre
più abbiamo bisogno di lei, allora, della Tutta Santa, della Tutta Pura,
dell'Immacolata! Uniti a lei anche noi cambiamo e questa conversione intima,
radicale, profonda, sarà davvero il più grande miracolo che potremo
sperimentare nel nostro cammino di fede!
Maria
sa che uniti a lei noi siamo più belli, più splendenti di grazia, più forti e
più felici. Sa che può fare grandi cose per noi rendendoci più simili a suo
Figlio Gesù e più vicini al Cuore del Padre. È per questo che ogni
apparizione, nel corso della storia, è un programma di Consacrazione a lei, un
invito a fidarci di più del suo amore e della sua maternità di grazia, una
guida a vivere più integralmente, come ha fatto lei, la Parola di Dio.
Maria
viene dal Cielo e porta il Cielo sulla terra: quante volte l'ha fatto e ancora
continua a farlo! Noi corriamo il rischio di sottovalutare questa sua presenza,
questi suoi interventi; corriamo il rischio di abituarci ad una Madre che ci
viene accanto perché vuole richiamarci con un linguaggio d'amore. Possiamo
allora trascurare i suoi richiami, i suoi appelli, magari dicendo: "Ci
basta la Bibbia, ci basta l'insegnamento della Chiesa". È vero, questo
basta. Questo è fondamentale per la nostra salvezza. Ma Maria è la "via
breve", è la "scorciatoia"! Viene a portarci un aiuto
particolare, viene a sottolineare qualcosa che abbiamo dimenticato, viene a
ravvivare un fuoco che è spento o rischia di spegnersi... e allora perché non
ascoltarla questa Madre che nemmeno in Cielo si riposa se vede ancora un suo
figlio in lotta, qui sulla terra? Ogni apparizione, quindi, è una tappa e un
invito ad un rinnovato rapporto d'amore con lei, è una proposta di
consacrazione "a Gesù per Maria".
Recitiamo
con calma e fede il Rosario e chiediamo la grazia di vivere la Consacrazione,
insieme a quella di conoscere di più e di vivere meglio i messaggi che lei è
venuta a portarci in queste apparizioni.
Ave
Maria.... Nostra Signora di Lourdes, prega per noi.
5
- I mezzi della grazia: la penitenza
Il
messaggio che la Vergine Maria ha affidato a Santa Bernardetta a Lourdes ha
come centro l'invito alla purificazione, al pentimento per la conversione dei
peccatori. Su questo vogliamo soffermarci in queste ultime pagine proprio per
far sì che le parole della Vergine non scivolino via sul nostro cuore, ma lo
rendano fertile, pronto a dar frutti di conversione, perché il mondo trovi la
vera pace che viene solo dalla riconciliazione e dall'unione con Dio.
Leggiamo
cosa scrive a questo proposito R. Laurentin nel libro "Lourdes, cronaca di
un mistero": "Il messaggio della penitenza ha radici profonde
proprio nella vita sofferente e generosa di Bernardetta e si iscrive quasi in
un quadro liturgico. Le prime quindici apparizioni coincidono con l'inizio della
Quaresima. È l'indomani del mercoledì delle Ceneri, il 18 febbraio 1858
quando la Vergine dichiara: "Non ti prometto di renderti felice in questo
mondo, ma nell'altro". È una introduzione discreta al proseguimento del
suo messaggio. La fase penitenziale propriamente detta irrompe verso la metà
dei quindici incontri. Senza preliminari, gli esercizi di penitenza si fanno
presenti nella trama gioiosa delle apparizioni. Gli spettatori ne sono
sconcertati. E tutto questo serviva anche per mettere a freno l'entusiasmo delle
folle... Resta da capire il senso di quelle parole e di quei gesti austeri che
ancora oggi ci sconcertano.
"Bacia
la terra in penitenza per i peccatori... per la conversione dei
peccatori", dice la Vergine il 24 febbraio, e queste espressioni vengono
ripetute nei giorni seguenti. Bernardetta mangia anche un po' d'erba colta qua e
là.
"Emergono
due parole: conversione e penitenza. Che cos'è la conversione penitenza nella
Sacra Scrittura? È l'atto in cui l'uomo si distoglie dal peccato per rivolgersi
a Dio, è un dietrofront, un cambiamento d'animo, è un dispiacere per il
peccato commesso, una "riparazione d'amore, per amore".
"Allora,
più ancora che una terra di miracolì, Lourdes è una terra di conversioni: la
guarigione del cuore, soprattutto, è offerta a tutti e a ciascuno al suo
livello, perché la vita cristiana è fatta di successive e progressive
conversioni a partire dalla prima che coincide col Battesimo".
"A
Lourdes, come nel Vangelo, il miracolo che salva i corpi è un segno teso a
manifestare concretamente la potenza divina capace di salvare l'uomo intero per
la via dello spirito".
"Questo
atto difficile che è la penitenza, cioè dispiacere del peccato e conversione a
Dio, ha bisogno di essere preparato con esercizi anche esteriori la cui funzione
è multipla: vincere l'inerzia del peccato e impegnare ìl corpo che è parte
sostanziale dell'essere umano, nell'atto della conversione".
"Qui
come altrove l'uomo, che non è un angelo, normalmente non accede alle realtà
spirituali che attraverso i segni sensibili. Nella Chiesa, come nella Bibbia, la
penitenza-segno (esercizi di penitenza) è la via normale che conduce alla
penitenza-realtà (conversione del cuore). Il gesto di Bernardetta che bacia la
terra umida e scava non senza disgusto, si iscrive proprio nella tradizione
biblica e riporta l'uomo alle sue sorgenti: "Fare penitenza in polvere e
cenere" (Gb 42,6) e "Ricordati uomo che sei polvere e in polvere rìtomerai"
(Liturgia delle Ceneri).
"Ma
questi esercizi che urtano la natura non tardano a portare frutti. Dal gesto
penitenziale di Bernardetta sgorga una fonte dì acqua viva dall'interno della
grotta, sìmbolo delle grazie inesauribili donate a Lourdes. Sgorga a poco a
poco e trascina via il fango che ancora contamina il suo primo nascere. Da
torbida, l'acqua diventa chiara. È così: l'austera penitenza apre la via alla
grazia di Dio nel cuore ricoperto dal fango dei peccati".
"Ma
né Bernardetta né i pellegrini si sono fermati a questa "materialità dei
gesti". Tutto è stato reso più spirituale, quindi più profondo, ad
iniziare dalla vita della veggente di Lourdes. Bernardetta non ha mai fatto
penitenze straordinarie, non consentendogliele né la salute né l'obbedienza.
È stata invece chiamata a una penitenza più interiore, all'accettazione del
giogo scelto per lei dal Signore: prove morali, dolori fisici atroci e incessanti:
Bernardetta, in tutto, è rimasta semplicemente umana: né stoicismo, né
dichiarazioni infiammate sulla felicità di soffrire o sulle attrattive della
croce. Si è anche lamentata qualche volta, umilmente, nel senso dei Salmi, ma
sempre in un abbandono pieno di amore, senza ombra di ripensamento, a Dio e al
prossimo", attraverso la sua dolce Signora che non l'ha lasciata mai e ha
mantenuto tutte le sue promesse.
In
spirito di penitenza e in segno di conversione, offriamo a Dio per le mani di
Maria, qualcosa che ci costa, un sacrificio, una rinuncia.
Ave
Maria.... Nostra Signora di Lourdes, prega per noi.
6
- Il Messaggio vissuto da Bernardetta
Bernardetta
ha vissuto e ha testimoniato il messaggio ricevuto dalla Vergine a Lourdes,
lungo tutta la sua vita, anche se in modi diversi, lasciandosi modellare sempre
più da Colei che l'ha formata ad immagine del Figlio suo, trasformandola, nel
cuore e nel corpo, nell'immagine del Crocifisso.
"A
Lourdes la sua vita era consacrata alla testimonianza. Non si era voluto
sottrarla a questo compito insostituibile e necessario e per qualche anno
l'aveva adempiuto da sola. Anche presso le suore dell'Ospizio, in un ambiente più
regolamentato, dove il contatto con i visitatori era accompagnato da tante umiliazioni,
lei rimaneva a disposizione quotidiana di persone di ogni genere.
Quando
lascia Lourdes, il fenomeno è ormai consolidato e lì la sua missione è
conclusa. Bernardetta ne è pienamente cosciente. A Never è andata "per
nascondersi": e questo non è solo un modo di dire! Bernardetta non ama
mettersi in mostra, preferisce passare inosservata... Ma l'orientamento di tutta
la sua vita viene sempre dalle apparizioni: esse non sono per lei una norma
esteriore da seguire, ella le vive come uno stimolo interno, vivificato dalla
grazia quotidiana.
Il
suo confessore così ha testimoniato di lei: "Bernardetta attingeva nel
ricordo delle parole, raccomandazioni e nei segreti comunicati dall'Immacolata
Concezione, poi nell'intelligenza degli atti misteriosi compiuti alla grotta, le
norme di una condotta capace di guidarla verso l'ideale della santità.
Inoltre, simile ai profeti dell'antica legge, le cui azioni e la cui vita rappresentavano
una conferma tangibile delle grandi verità annunciate, ella non avrà come
unica missione quella di trasmettere la volontà celeste, ma praticherà delle
opere eloquenti. Il suo abituale stato di sofferenza farà conoscere alle anime
la via e la necessità della penitenza, per essere felici non in questo mondo,
ma nell'altro".
In
una parola, la missione di Bernardetta consiste nella realizzazione intima del
messaggio, non con le parole, ma con le azioni" (Laurentin: Bernardetta vi
parla).
Sono
queste "le opere eloquenti" di cui parla il confessore della Santa!
Anche noi siamo chiamati a questo e allora il messaggio di Lourdes vivrà
davvero nella nostra vita, dandole il senso più profondo e più vero,
guidandola sul cammino della santità.
Chiediamo
a Santa Bernardetta di farci amare e seguire la volontà di Dio e i messaggi di
Maria, non a parole, ma in spirito e verità.
Ave
Maria.... Nostra Signora di Lourdes, prega per noi.
CAPITOLO
QUINTO
FATIMA
- 1917
IL
MESSAGGIO DELLA CONSACRAZIONE MARIA
NOSTRA
MEDIATRICE DI GRAZIA
1.
Le apparizioni
2.
Consacrazione e mezzi di Grazia
3.
Consacrazione e privilegi che le fanno corona
4.
La Consacrazione del mondo e i Primi Cinque Sabati del mese
5.
Il significato della Consacrazione personale al Cuore Immacolato di Maria
6.
La devozione al Cuore Immacolato di Maria
7.
Il Messaggio vissuto dai veggenti
"Quando
verrà questo tempo felice di Maria, nel quale non poche anime elette che Ella
avrà ottenuto dall'Altissimo, s'immergeranno nel suo Cuore e diventeranno copie
viventi di Maria, per amare e glorificare Gesù Cristo! (Trattato V.D. n. 217)
1.
Le apparizioni
Il
13 maggio del 1917 tre bambini pascolavano un piccolo gregge nella Cova da Iria,
frazione di Fatima, comune di Villa Nova de Ourém, oggi Diocesi di
Leiria-Fatima. Si chiamavano Lucia de Jesus, di 10 anni, i suoi cugini,
Francesco e Giacinta Marto, di 9 e 7 anni.
Verzo
mezzogiorno, dopo aver recitato il rosario, come facevano abitualmente, si
intrattenevano a costruire, una piccola casa con pietre raccolte sul luogo, dove
oggi sorge la Basilica.
All'improvviso
videro una grande luce e, pensando che si trattasse di un lampo, decisero di
andarsene; ma sopraggiunse un altro lampo che illuminò lo spazio e videro sopra
un piccolo elce (dove ora si trova la Cappellina delle Apparizioni) una "Signora
più splendente del sole" dalle cui mani pendeva un bianco rosario.
La
Signora disse ai tre Pastorelli che. era necessario pregare molto e li invitò a
tornare alla Cova da Iria per cinque mesi di seguito nel giorno 13 e a quell'ora.
I bambini così fecero e nei giorni 13 giugno, luglio, settembre e ottobre la
Signora tornò ad apparire e a parlare con loro nella Cova da Iria; il 19 agosto
l'apparizione ebbe luogo nella località "dos Valinhos" a circa 500
metri da Aljustrel, perché il giorno 13 i bambini erano stati portati dal
sindaco a Villa Nova de Ourém.
Nell'ultima
apparizione, il 13 ottobre, alla presenza di circa 70.000 persone, la Signora
disse che era "La Madonna del Rosario" e chiese che venisse
costruita in quel luogo una Cappella in suo onore. Dopo l'apparizione, tutti i
presenti furono testimonī del mīracolo promesso ai tre bambini nei
mesi di luglio e di settembre: il sole, simile ad un disco d'argento, poteva
essere fissato senza difficoltà, girava su se stesso come una ruota di fuoco e
sembrava che volesse precipitare sulla terra.
Più
tardi, quando Lucia era già Religiosa di S. Dorotea, la Madonna le apparve
nuovamente, in Spagna (il 10 dicembre del 1925 e il 15 febbraio del 1926, nel
Convento di Pontevedra e ancora nella notte dal 13 al 14 giugno del 1929 nel
Convento di Tuy) chiedendo la devozione dei primi Cinque Sabati (pregare il
rosario, meditarne i misteri, confessarsi e ricevere la S. Comunione, in
riparazione dei peccati commessi contro il Cuore Immacolato di Maria) e la
consacrazione della Russia allo stesso Cuore Immacolato. Questa richiesta,
l'Apparizione l'aveva già annunciata il 13 luglio del 1917 inclusa nel così
detto "Segreto di Fatima".
Alcuni
anni più tardi, Lucia rivelò ancora che tra l'aprile e l'ottobre del 1916, ai
tre Veggenti era apparso un Angelo per tre volte: due volte alla "Loca do
Cabeço" e una volta al pozzo nell'orto della casa paterna. In queste
Apparizioni l'Angelo li aveva invitati alla preghiera e alla penitenza. Dal
1917, in un progressivo crescendo, giungono a Fatima migliaia e migliaia di
pellegrini di tutto il mondo. All'inizio, nei giorni 13 ogni mese, in seguito
durante le ferie dell'anno e attualmente anche a ogni fine settimana, e in modo
più ridotto, in tutti i giorni dell'anno, il numero totale di pellegrini si
aggira sui quattro milioni ogni anno.
Chiediamo
a Maria il dono della semplicità di cuore per accogliere con disponibilità e
amore le sue parole che vogliono portarci al cuore del Vangelo e della missione
che Gesù ci affida.
Ave
Maria.... Cuore Immacolato di Maria, venga il tuo regno.
2.
Consacrazione e mezzi di Grazia
Le
apparizioni, fin dal primo giorno, avevano cambiato la vita dei tre pastorelli.
Insieme
allo spirito di sacrificio non era meno visibile il progresso nelle altre virtù,
specialmente nell'umiltà, che era in tutti e tre come innata e spesso eroica,
nell'obbedienza e nello spirito di preghiera...: la Madonna li esaudiva
visibilmente.
Con
le loro lacrime e preghiere ottenevano guarigioni e conversioni. Fin dalla
prima apparizione facevano progressi stupendi nella strada della virtù. La
loro intuizione religiosa era molto semplice e piuttosto rudimentale. Eppure da
quel giorno sembravano conoscere sempre più chiaramente i più alti segreti
della perfezione cristiana e, giorno per giorno, ora per ora, lavoravano per
acquistarla.
Non
hanno perduto niente del loro carattere infantile, fatto di innocenza e di
allegria. Come prima parlano, giocano, ridono. Un occhio superficiale
stenterebbe a scorgere qualche differenza, tanto più che essi nascondono
gelosamente gli atti di virtù, i sacrifici, tutto quello che potrebbe
richiamare su di loro l'attenzione. Da soli parlavano senza posa; quando
qualcuno si avvicinava a loro, abbassavano la testa e ammutolivano... Eppure,
chi è riuscito a leggere in quei piccoli cuori o ad avere notizia della loro
vita intima, ne è restato stupito.
Loro
Maestra è unicamente la celeste Apparizione e l'intima azione dello Spirito
Santo. Ecco uno dei colloqui di cui sono protagonisti. Giacinta diceva a
Lucia: "Mi manca poco per andare in Paradiso: tu rimani quaggiù per far
sapere che il Signore vuole stabilire nel mondo la devozione al Cuore Immacolato
di Maria. Quando dovrai parlarne, non ti nascondere! Di' a tutti che Dio concede
le sue grazie per mezzo del Cuore Immacolato di Maria, che le chiedano a lei,
che il Cuore di Gesù vuole che col suo Cuore sia venerato il Cuore Immacolato
di Maria, che domandino la pace al Cuore Immacolato di Maria, perché il
Signore l'ha affidata a lei.
Se
io potessi metter nel cuore di tutti il fuoco che sento qui dentro, che mi fa
tanto gustare il Cuore di Gesù e il Cuore di Maria!». Lucia dandole una
immaginetta del Cuore di Gesù assai bella, le domandò: «Vuoi questa
immaginetta?». Giacinta la prese, la esaminò con attenzione e poi esclamò: «
È tanto brutto... Non somiglia per niente a Nostro Signore che è tanto bello,
ma la voglio: è sempre lui». E la portava sempre con sé: durante la notte e
poi nella malattia, la metteva sotto il cuscino fino a che non fu lacera. La
baciava frequentemente e diceva: «Bacio il Cuore che è quello che più mi
piace, vorrei anche il Cuore di Maria, per averli tutti e due insieme».
Semplici cose, queste, apparentemente insignificanti, ma quanta virtù rivelano!»
(cfr. Da Fonseca).
I
pastorelli di Fatima sono proprio un esempio della vera Consacrazione a Gesù
attraverso il Cuore di Maria. Questa disposizione, questa offerta del cuore li
ha fatti camminare in fretta sulla via della santità. La consacrazione infatti
non sostituisce, ma insegna a valorizzare i mezzi della Grazia che in modo
speciale sono i sacramenti. E uno dei Sacramenti che maggiormente ha
caratterizzato la vita dei veggenti è stata l'Eucarestia. L'Angelo ha loro
mostrato e li ha fatti accostare all'Eucarestia infondendo nei loro piccoli
cuori un grande amore per colui che chiamavano il «Gesù nascosto».
Quante
preghiere, quanti sacrifici, quante prostrazioni intense e profonde per
adorare e dare amore e riparazione a Gesù presente in tutti i tabernacoli del
mondo e innamorato del tabernacolo più prezioso che è ogni anima in grazia!
La vita di quei bambini era davvero trasfigurata dall'Eucarestia, dal fascino di
quel Gesù sempre presente e tanto abbandonato, tanto poco amato!
Quante
volte si fermavano davanti al tabernacolo rammaricandosi di non potervi
restare mai troppo a lungo, perché sempre cercati dai curiosi e dai tanti
visitatori. I piccoli volevano nascondersi per stare vicino a Gesù e da lui non
si sarebbero staccati mai! La Vergine aveva formato in loro un cuore sensibile
e generoso e il riparare le offese fatte a Gesù e a Maria era diventato lo
scopo principale della loro semplice vita.
Tutto
questo ci richiama ad una conversione. Rivediamo la nostra vita eucaristica, a
volte abitudinaria, spesso tiepida e con poco cuore... Quante comunioni fatte
con superficialità. E quante profanazioni dell'Eucarestia, specialmente in
questi tempi... Questo è il momento di amare di più, di adorare di più, di
riparare di più. La Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria è un mezzo
privilegiato per sostenere la nostra vita spirituale e per alimentare in noi
un rinnovato e più profondo amore all'Eucarestia.
Oggi,
o appena possibile, in unione con Maria, facciamo una visita a Gesù Eucarestia
e ricevendolo in noi chiediamo alla Vergine di prepararci a questo incontro
con la confessione e la preghiera.
Ave
Maria.... Cuore Immacolato di Maria, venga il tuo regno.
3.
Consacrazione e privilegi che le fanno corona
Il
XX secolo è stato il secolo dell'Assunzione, come il secolo XIX è stato il
secolo dell'Immacolata.
Il
privilegio dell'Assunta, disse Papa Pio XII risplendette di nuovo fulgore fin da
quando il nostro predecessore Pio IX definì solennemente il dogma
dell'Immacolata Concezione di Maria. Questi due privilegi, infatti sono
strettamente connessi tra loro. Ella per privilegio del tutto singolare, ha
vinto il peccato con la sua Concezione Immacolata, perciò non fu soggetta
alla legge di restare nella corruzione del sepolcro, né dovette attendere la
redenzione del suo corpo sino alla fine del mondo" (Munificentissimus
Deus).
La
mattina del 1° novembre 1950 il Santo Padre Pio XII in Piazza San Pietro,
circondato da oltre 600 fra Cardinali, patriarchi, Arcivescovi e Vescovi, fra
la gioia incontenibile di tutto il mondo cattolico, aveva l'onore eterno di
"ornare la fronte della Vergine Deipara di questa fulgida gemma".
La
salvezza che Gesù ci ha portato dal cielo riguarda tutto il nostro essere e
perciò anche il nostro corpo. Come il corpo di Gesù e il corpo della sua Madre
vivono glorificati in Dio, così sarà per il nostro corpo il quale, come dice
San Paolo, diventerà spirituale, non più legato alle leggi della materia, vivrà
con l'anima in perfetta comunione con la Trinità divina e potrà con la velocità
del pensiero, immerso in Dio, percorrere l'universo in tutti i sensi.
L'Assunzione
di Maria in cielo in anima e corpo proclama in modo sicuro il trionfo dello
spirito anche sulla morte e riempie i nostri cuori della divina certezza di
essere un giorno glorificati con tutto il nostro essere, per restare
eternamente con Gesù e l'Immacolata. Giorno per giorno compiamo l'opera della
nostra glorificazione vincendo le seduzioni della carne e del mondo.
Fu
in un'altra giornata speciale, il 1 novembre 1954 che il Papa ha incoronato la
Madonna come Regina. Ecco alcuni tratti della sua preghiera di quel giorno.
"Regna, o Madre e Signora, mostrandoci il cammino della santità,
dirigendoci e assistendoci affinché non ce ne allontaniamo giammai. Regna
sulle nostre
intelligenze,
affinché cerchino solo il vero, sulle volontà affinché seguano solo il
bene, sui cuori, affinché amino unicamente ciò che voi stessa amate".
Maria
è Regina dei cuori e del nostro cuore: noi abbiamo il privilegio di
appartenerle, con la Consacrazione: questa sia sempre più il nostro unico vanto
e la nostra gioia più grande! Ricerchiamo i motivi di lode e di ringraziamento
a Maria nella nostra vita e chiediamole di essere sempre la Regina dei cuori e
del nostro cuore.
Ave
Maria.... Cuore Immacolato di Maria, venga il tuo regno.
4.
La Consacrazione del mondo e i Primi cinque Sabati del mese
Il
10 Dicembre 1925 Lucia ricevette l'apparizione della Madonna e del Bambino Gesù
nella sua cella presso le Dorotee. La Madonna le mostrò il Suo Cuore circondato
di spine e le disse:
"Guarda
figlia mia, il mio Cuore coronato di spine, che gli uomini ingrati ad ogni
momento mi infiggono con bestemmie e ingratitudini. Tu, almeno, cerca di
consolarmi e assicura a tutti coloro che:
•
Per 5 mesi consecutivi, nel primo sabato del mese si confesseranno con
l'intenzione di riparare le offese al Cuore Immacolato,
•
riceveranno la Santa Comunione con la stessa intenzione, sempre nel primo sabato
del mese,
•
reciteranno il Rosario, almeno una terza parte con la stessa intenzione,
•
e mi faranno compagnia per un quarto d'ora meditando i 15 misteri del Rosario
con lo scopo di offrirmi riparazione,
Io
prometto di assisterli nell'ora della morte con tutte le grazie necessarie per
la salvezza delle loro anime".
La
Madonna disse nell'apparizione del 13 Luglio 1917, "Verrò a chiedere la
consacrazione della Russia" e fece questo il 13 Giugno 1929, quando apparve
a Lucia nella cappella delle Dorotee nella città di Tuy.
Così
racconta Lucia: "Avevo chiesto ed ottenuto dai miei superiori e dal
confessore di fare l'Ora Santa dalle 11 a mezzanotte il giovedì e il venerdì
notte. Essendo da sola, di notte, mi inginocchiai vicino alla balaustra
dell'altare e prostrata pregai le preghiere dell'Angelo. Mi sentii stanca;
allora mi alzai e dissi le preghiere con le braccia a forma di croce. L'unica
luce era quella della lampada. Improvvisamente l'intera cappella fu illuminata
da una luce soprannaturale, e sopra l'altare apparve una croce di luce che
raggiungeva il soffitto. In una luce più chiara sulla parte superiore della
croce si poteva vedere il viso di un uomo e il suo corpo fino alla vita; sul suo
petto vi era una colomba di luce; inchiodato alla croce c'era il corpo di un
altro uomo. Un po' sotto la vita potei vedere un calice e una larga ostia
sospesa nell'aria, su cui cadevano gocce di sangue dal viso di Gesù
crocifisso e dalla ferita del costato. Queste gocce cadevano giù sull'ostia e
riempivano il calice. Alla destra della croce vi era la Madonna e nella sua mano
il suo Cuore Immacolato: (era la Madonna di Fatima, col suo Cuore Immacolato
sulla mano sinistra, senza spade o rose, ma con una corona di spine e
fiamme). Sotto la sinistra della croce, a grandi lettere come se fossero di
acqua cristallina, cadevano sull'altare e formavano queste parole "Grazia e
Misericordia". Capii che era il mistero della Santissima Trinità che mi
era mostrato, e ricevetti luce su quel mistero che non mi è permesso rivelare.
La Madonna mi disse: "Il momento è venuto in cui Dio chiede al Santo
Padre, in unione con tutti i vescovi del mondo, di consacrare la Russia al mio
Cuore Immacolato, promettendo così di salvarla in questo modo. Ci sono così
tante anime che sono condannate dalla giustizia di Dio per i peccati commessi
contro di me, che sono venuta a chiedere riparazione: fai sacrifici per questa
intenzione e prega".
Papa
Pio XI non fece la consacrazione che chiese la Madonna. Pio XII non consacrò
la Russia ma il mondo intero al Cuore Immacolato di Maria; fece qualcosa di
simile nel 1942 e più tardi consacrò il popolo russo nel 1952.
Il
13 Maggio 1982, un anno dopo il tentativo dell'assassinio, Papa Giovanni Paolo
II andò a Fatima per ringraziare la Madonna di averlo salvato.
In
seguito il Papa richiese la statua della Madonna della Capelinha di Fatima a
Roma, e in unione collegiale coi Vescovi della Chiesa, consacrò il mondo al
Cuore Immacolato di Maria, il 25 Marzo 1984, menzionando le nazioni care alla
Madonna, come la Russia.
Proponiamoci
di ascoltare il desiderio di Maria, di pregare per il mondo intero e di vivere
e diffondere la devozione ai Primi cinque Sabati del mese.
Ave
Maria.... Cuore Immacolato di Maria, venga il tuo regno.
5.
II significato della nostra Consacrazione personale al Cuore Immacolato di Maria
Come
ci ricorda S. Luigi M. da Montfort, la consacrazione consiste nel darsi
completamente come schiavo a Maria e, per mezzo di Maria, a Gesù. E poi nel far
tutto con Maria, in Maria, per mezzo di Maria. Quando la Madonna ha messo le sue
radici in un'anima, vi produce meraviglie, quali Lei sola può compiere.
La
cosa più importante, dunque, è il totale abbandono di sé fra le mani di
Maria. Dobbiamo affidarci a Lei completamente, in maniera totale e perenne,
perché Lei possa disporre di noi secondo il volere di Dio.
Dobbiamo
affidarci e consacrarci in modo completo, donandole tutto ciò che possediamo.
Quindi sacrificare il proprio corpo e la propria anima, i propri beni
materiali, (la casa, la famiglia, il lavoro...) e i propri beni spirituali (i
meriti, le grazie, le virtù...). Non dobbiamo donarle qualcosa e tenere ancora
qualcos'altro per noi: dobbiamo essere veramente e solamente tutti suoi. E per
sempre.
Con
la Consacrazione si offrono tutte le opere buone a Nostro Signore per le mani
della sua santa Mamma. E Maria le purifica, le abbellisce, le presenta e le fa
accettare da suo Figlio. "Immaginate un contadino che per cattivarsi la
simpatia e la benevolenza del re va dalla regina e le presenta una mela -
tutta la sua ricchezza! - perché la offra al re. La regina accetta il povero
e piccolo dono del contadino, pone la mela al centro di un grande e bel vassoio
d'oro e l'offre così al re a nome del contadino stesso. Avviene che la mela,
sebbene non degna di essere presentata a un re, diventa un dono degno di sua
Maestà, in considerazione del vassoio d'oro su cui si trova e della persona che
la presente" (Trattato della V.D.).
La
pratica essenziale della consacrazione consiste nel fare tutte le proprie azioni
con Maria, cioè nel prendere la nostra Santissima Mamma come modello perfetto
di tutto ciò che si deve fare. Trasformarsi piano piano in lei... giorno dopo
giorno, abbandonati sul Suo Cuore.
"Consacriamoci
a Lei completamente, senza alcuna limitazione, per divenire in certo qual modo
Ella stessa, vivente, parlante, operante in noi" (S. Massimiliano Maria
Kolbe).
Maria
ci prende come siamo, con i nostri limiti, con i nostri difetti e peccati, con
la nostra fragilità, ma poi ogni giorno ci trasforma, per condurci ad essere
secondo il disegno che Dio ha su ciascuno di noi.
Per
essere vicini a Maria, dobbiamo avere fiducia in Lei: è necessario il nostro
completo abbandono. Vinciamo le tentazioni della paura, dello scoraggiamento,
della tristezza. La sfiducia paralizza le nostre attività. Nel Suo Cuore
Immacolato saremo sereni e nella gioia. Il Suo Cuore di Mamma sarà per noi il
luogo della nostra pace, mentre fuori potrà infuriare anche la più grande
tempesta.
Essere
consacrati alla Madonna vuol dire lasciarsi condurre da Lei, vuol dire fidarsi
di Lei, come un bambino che si lascia condurre dalla propria mamma. Allora siamo
chiamati ad abituarci ad un altro modo di pensare, ad un altro modo di agire.
Non
tocca a noi pensare quello che è per il nostro bene, fare progetti per il
domani. Stando con Maria, Lei stessa ci dirà ogni momento quello che Lei
desidera e allora il nostro agire sarà sempre secondo il Suo volere. Ci prenderà
per mano e faremo assieme ogni cosa. In questo modo diverremo tutti simili a
Lei, veri suoi figli.
La
Consacrazione richiede responsabilità. Per mezzo della Consacrazione si
comincia una vita nuova offerta interamente a Dio per la sua gloria per mezzo
della Mamma Celeste. Chi vive la Consacrazione vive nel Cuore della Mamma
Celeste occupando un posto tutto speciale.
Impegnamoci
a far conoscere a molti i Messaggi della Madonna e il suo invito alla
Consacrazione, chiedendole di aiutarci a viverla profondamente in prima
persona.
Ave
Maria... Cuore Immacolato di Maria, venga il tuo regno.
6.
La devozione al Cuore Immacolato di Maria
"Nell'attuale
emergenza i fondamenti teologici per la Consacrazione all'Immacolato Cuore di
Maria sono incontestabili, subordinati e perfettamente rispondenti a quelli
magistralmente esposti da Leone XIII nella Enciclica Annum sacrum per la
Consacrazione al Cuore di Gesù. A sollecitarne l'attuazione sospingevano le
suppliche sempre più numerose dei fedeli e più ancora la crisi che tormenta
l'umanità, sempre più grave e tale che senza una speciale grazia del Cielo è
ormai impossibile risolverla nella pace e nella verità, nella giustizia e
nella carità, capace di sanare tante rovine. Sono queste ragioni più che sufficienti
per giustificare un nuovo ricorso al Cielo per intercessione di quella a cui
il Signore ha affidato la chiave dei suoi tesori. Di fronte agli avvenimenti
moderni gravi di incognite per il domani una domanda angosciosa viene dal cuore
di tutti: "Chi ci salverà?" Non l'abilità dei politici, non
l'eloquenza degli oratori, non l'oro dei banchieri e neppure la spada dei
soldati; ma Dio solo può salvarci e ci salverà se ricorreremo al Cuore Immacolato
di Maria Madre nostra.
Maria
a Fatima ha dichiarato che "essa soltanto può venirci in aiuto"
intercedendo per noi presso la Divina Misericordia e quale pegno solenne disse:
"Il mio Cuore trionferà". A noi spetta, con la nostra generosa
risposta al suo Messaggio, cooperare al trionfo del suo Cuore Immacolato"
(Da Fonseca).
Perché
tutto questo accada, perché possiamo vedere sempre di più e sempre meglio i
frutti del Messaggio di Fatima e scoprire quant'è grande la materna
intercessione di Maria per noi, continuiamo a guardare alla vita dei tre
pastorelli, al loro modo di pregare, di sacrificarsi, di essere fedeli alle
parole della Vergine. Guardiamo a tutto ciò che hanno fatto, senza
risparmiarsi, mettendosi interamente nelle mani della celeste Signora. A loro,
che sono il modello di una vera consacrazione a Maria, affidiamoci anche noi
perché, per la loro intercessione, ci ottengano la grazia di vivere secondo i
desideri del Cuore Immacolato di Maria, l'unico Cuore che custodisce fedelmente
il progetto di Dio per l'umanità.
"La
salvezza del mondo ebbe inizio per mezzo di Maria e per mezzo di Maria dovrà
avere anche il suo compimento. Nella prima venuta di Gesù, Maria quasi non
compare. Gli uomini, non ancora abbastanza istruiti e illuminati sulla persona
di Gesù, avrebbero corso il pericolo di allontanarsi dalla verità con un
attaccamento troppo forte e troppo grossolano a lei, a causa del meraviglioso
fascino conferitole da Dio (...). Nella seconda venuta di Gesù, invece, Maria
sarà conosciuta, sarà rivelata dallo Spirito Santo allo scopo di far
conoscere, amare e servire Gesù per mezzo di lei. Lo Spirito Santo non avrà
più motivo di nasconderla, come durante la sua vita e dopo la prima
evangelizzazione. Infatti, negli ultimi tempi, Dio desidera rivelare e
manifestare Maria, suo capolavoro (...) perché è il mezzo sicuro, la via
diritta e immacolata per andare a Gesù e trovarlo in pienezza: per mezzo suo
arrivano a possederlo i grandi santi chiamati a risplendere in santità. Chi
trova Maria trova la vita cioè Gesù che è via, verità e vita. Non la si
trova, però, senza cercarla, non la si può cercare senza conoscerla, perché
non si cerca e non si desidera ciò che non si conosce. Bisogna dunque che Maria
sia più conosciuta che mai, per la conoscenza e la gloria della Trinità.
Maria
deve risplendere più che mai in questi ultimi tempi; in misericordia, potenza e
grazia. In misericordia, per ricondurre e accogliere amorosamente i peccatori
e i lontani che si convertiranno e ritorneranno alla Chiesa. In potenza,
contro i nemici di Dio, in grazia per animare e sostenere i valorosi soldati e
i fedeli servi di Gesù, zelanti nella diffusione del regno. (...).
Dio
vuole che la sua santa Madre sia più conosciuta, più amata, più onorata. E
questo avverrà sicuramente se con la grazia e la luce dello Spirito Santo i
suoi devoti si impegneranno nella pratica interiore e perfetta di questa
devozione (la consacrazione).
Allora
vedranno chiaramente per quanto lo permette la fede, questa bella stella del
mare e sotto la sua guida giungeranno in porto malgrado le tempeste e i pirati.
Conosceranno la grandezza di questa regina, si dedicheranno interamente al suo
servizio come figli schiavi d'amore. Potranno sperimentare le sue dolcezze e
la sua bontà materna, l'ameranno teneramente come figli di predilezione.
Conosceranno allora la misericordia di cui ella è colma, la necessità del suo
soccorso, ricorreranno in ogni cosa a lei come a loro avvocata e mediatrice
presso Gesù.
Essi
sperimenteranno che Maria è la via più facile, più sicura, più breve, più
perfetta per raggiungere Gesù. Si offriranno a lei anima e corpo, senza alcuna
riserva, per essere totalmente di Gesù. (TVD cfr. 47-59). Ecco il programma, le
promesse e la gioia che derivano dalla Consacrazione a Maria, così come lei
stessa l'ha chiesta in tutte le apparizioni più importanti della storia.
Rinnoviamo
con amore e con filiale abbandono la Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria.
Ave
Maria.... Cuore Immacolato di Maria, venga il tuo regno.
7.
Il Messaggio vissuto dai veggenti
Gli
episodi che ci mostrano come e quanto i pastorelli avessero compreso il
significato della penitenza per riparare le tante offese che il Signore riceve e
per la conversione dei peccatori, sono innumerevoli. Qui ne citiamo solo
qualcuno, invitando tutti a leggere le Memorie di Lucia.
«Un
giorno trovarono per strada i bambini di due famiglie poverissime che vivevano
di elemosina. "Vogliamo dare la nostra merenda a quei poverini per la
conversione dei peccatori?" domandò Giacinta; e senz'altro corse a
portarla loro. Poi decisero di fare sempre così ogni qualvolta avessero
incontrato quei bambini. Questi, contenti per l'inaspettata fortuna, non mancavano
mai di andare incontro ai loro piccoli benefattori nelle strade in cui erano
soliti passare, così i giorni del digiuno, per i piccoli amici dei peccatori,
diventarono quasi continui.
Quando
verso sera la fame si faceva sentire, essi la ingannavano alla meglio
mangiando radici, more o ghiande degli elci. Ma anche qui la piccola Giacinta
trovò modo di fare un nuovo sacrificio. La prima volta che Francesco salì su
un elce per cogliere le ghiande, la bambina suggerì che potevano mangiare
quelle delle querce perché erano amare. Poi ripeté spesso, per conto proprio,
questa mortificazione. «Giacinta, lascia quelle ghiande, suggerisce Lucia, non
senti che sono troppo amare?». «Le mangio proprio perché sono amare, così si
convertiranno più peccatori».
Se
invece si trattava di frutta o di qualche ghiottoneria, l'occasione non era
meno propizia per fare un sacrificio. Una volta, invitati a servirsi da una
cesta di fichi freschi, mentre stavano per assaggiarli, Giacinta esclama: «Oggi
non abbiamo fatto ancora alcun sacrificio per i peccatori. Bisogna fare
questo...» E subito, giungendo le mani, a nome di tutti e tre, fece l'offerta
al Signore.
Non
mancavano neppure i sacrifici fisici. Mentre un pomeriggio si divertivano a
raccogliere fiori, Giacinta inavvertitamente, toccò delle ortiche: sentendone
le punture, strinse la pianta fra le mani dicendo: «Guardate! Guardate! Ho
trovato un'altra cosa con la quale possiamo fare penitenza». E adottarono
anche questo genere di sacrificio, di coprirsi ogni tanto le gambe con le
ortiche» (cfr. Da Fonseca).
La
devozione a Gesù e a Maria non è egoistica: chi ama davvero sa sacrificarsi,
sa dare la vita, sull'esempio di Gesù che non ci ha amati per scherzo, ma ha
scelto di morire per darci la vita. Anche noi possiamo imparare a morire... alle
nostre comodità, ai nostri piaceri, ai nostri gusti, ai nostri modi di vedere,
per far posto a quelli di Dio, e per collaborare con lui a salvare tanti che
ancora sono nell'ombra della morte.
Morire
significa spesso saper tacere o saper parlare, con coraggio, scegliere la
fedeltà, l'onestà, la generosità, il perdono, a tutti i costi. E questo che
sembra un morire perché costa, diventa vita, per noi e per chi il Signore
vuole salvare anche con i nostri sacrifici.
Se
bambini di quell'età ne hanno capito tutto il valore e la necessità, come mai
noi a queste cose non ci pensiamo mai? Come mai le parole della Vergine
rimangono ancora così poco ascoltate? Noi, oggi, che cosa abbiamo offerto a Dio
per la conversione dei peccatori?
Meditiamo
sulla sensibilità dei tre pastorelli, guardiamo al loro cuore, a quella grande
capacità di vivere la sofferenza con amore e per amore; pensiamo a che cosa
erano capaci di fare e di pensare per rispondere al desiderio di Maria! Quanti
sacrifici, conosciuti soltanto dal Signore, hanno saputo offrire quei bambini!
Suor Lucia, invitata dal Vescovo di Leira a contribuire con i suoi ricordi
personali alla compilazione della biografia della piccola Giacinta, si decise
per obbedienza a rompere discretamente il segreto di tanti anni. «Ma perché
non volevate parlare delle vostre penitenze?». «Perché non volevamo che ci si
domandasse quali facevamo». Incantevole umiltà, contrassegno infallibile
delle opere di Dio! Ma non meno commovente quella sete di patire per le anime.
Beati fanciulli, che in pochi giorni impararono tanto perfettamente il mistero
della Croce, la parte più difficile e sublime della scienza dei Santi! (cfr. Da
Fonseca).
Offriamo
al Signore per le mani di Maria qualcosa che ci costa, un sacrificio che non
siamo ancora mai riusciti a fare, e facciamolo per la conversione dei peccatori.
Ave
Maria.... Cuore Immacolato di Maria, venga il tuo regno.
CAPITOLO
SESTO
MEDJUGORJE
-1981...
IL
MESSAGGIO DELL'ATTUAZIONE MARIA
MADRE
E REGINA DELLA CHIESA
1.
Le apparizioni e i veggenti
2.
Consacrazione e amore
3.
Consacrazione e Era dello Spirito Santo
4.
Il Messaggio che spiega e insegna a vivere i precedenti
5.
I mezzi tradizionali della grazia vissuti con Maria
6.
La Consacrazione e l'amore a Dio e ai fratelli
7.
La presenza di Maria in noi
8.
L'Atto di Consacrazione che ci insegna a vivere la sua presenza operante
"Quando
lo Spirito Santo, suo sposo, trova Maria in un'anima, vola ed entra con pienezza
in quest'anima, e le si comunica tanto più abbondantemente quanto maggior
posto essa fa alla sua sposa. Uno dei grandi motivi per cui lo Spirito Santo non
opera meraviglie sorprendenti nelle anime, è perché non vi trova un'unione
abbastanza salda con la sua Sposa fedele e indissolubile". 76 (Trattato V.D. n. 36)
1.
Le apparizioni e i veggenti
Il
24 giugno 1981, a passeggio in una stradina ai piedi del Podbro, sei ragazzi
videro una signora che poi si rivelò essere la Madonna. I ragazzi fuggirono
spaventati. Tutti dissero la cosa in casa: i più pensavano ad una
allucinazione, ma nessuno pensò che i ragazzi volessero ingannare perché erano
da tutti ritenuti sinceri e onesti. I veggenti sono Vicka, nata nel 1964,
Marjana, nata nel 1965, Maria nel 1965, Ivan nel 1965, Ivanka nel 1966, Jakov
nel 1971.
Tornarono
il giorno dopo e la Madonna apparve ancora, così pure nei giorni seguenti. Si
presentò come Regina della Pace. La cosa fu risaputa in tutta la zona e venne
alle orecchie della polizia che circondò la collina in modo che nessuno,
compresi i veggenti, vi poterono salire.
Dopo
di allora le apparizioni avvennero in una cappella nella chiesa parrocchiale.
Poi seguirono ogni giorno nella canonica, in seguito nel coro della chiesa. È
da notare che la Madonna appare dove sono i veggenti.
Al
gruppo dei sei veggenti si aggiungono due ragazze: Jelena e Marijana che dal
1983 ricevono le locuzioni interiori, cioè sentono la voce della Madonna nel
cuore e la vedono, ma in modo diverso dagli altri. Per mezzo di loro la Madonna
conduce un gruppo di preghiera. Nei primi anni le apparizioni duravano
molto, poi si fecero via via più brevi.
Ai
sei ragazzi la Vergine ha dato messaggi da trasmettere alla gente, dei segreti
che saranno svelati a suo tempo, delle cose personali e altre notizie che
riguardano il futuro del mondo e della Chiesa.
A
Vicka la Madonna ha raccontato la sua vita a Nazareth. Tale racconto, scritto su
un quaderno, è stato terminato nel 1985. La Madonna le ha indicato a quale
sacerdote consegnare il racconto e quando potrà essere pubblicato. Anche ciò
che riguarda il futuro della Chiesa e del mondo per ora rimane segreto.
Questi
ragazzi, ora adulti, sono stati sottoposti a moltissimi esami da medici,
psichiatri, psicologi e teologi e sono sempre stati trovati normali, sani e
sinceri. Le apparizioni di cui godono i veggenti sono tridimensionali: essi
hanno rapporti con la Madonna così come li hanno con altre persone: possono
toccarla, le parlano, la ascoltano, ma quando la toccano provano un senso
diverso da quando toccano un'altra persona: sentono come una dolce corrente
che attraversa tutto il corpo. Il corpo non presenta resistenza. Essi dicono che
scivola via.
Mentre
vedono la Madonna sono in stato estatico. La sua voce è come una musica ma non
si riesce a spiegarne l'armonia. I veggenti dicono che la Vergine è
bellissima, radiosa, immersa in un alone di luce, e qualche volta intorno al
capo ha una corona di stelle splendenti. Jelena una volta le ha chiesto:
"Madonna mia, perché sei così bella?" E la Madonna le ha risposto:
"Sono bella perché amo".
Ha
i capelli scuri, un poco ricci, la carnagione scura, i pomelli rosati, gli
occhi azzurri. Dimostra circa venti anni. Indossa una lunga veste grigia e un
manto bianco. Nelle solennità gli abiti e il velo sono più splendenti. I suoi
modi sono molto familiari. Si presenta con un "Sia lodato Gesù
Cristo" che è il saluto tipico dei cattolici croati e si congeda con una
benedizione.
Accoglie
qualche richiesta di grazie e reagisce con lieta spontaneità alla spontaneità
dei veggenti. Parla in lingua croata e comunica sempre pace e gioia, che i
veggenti sanno trasmettere a coloro che incontrano. Le apparizioni durano da
anni. Mai si era verificata una cosa del genere. Sappiamo solo quello che ha
detto la Madonna: "Queste sono le ultime apparizioni per l'umanità. Quando
l'umanità sarà rinnovata, perché si dovrà rinnovare, non avrà più bisogno
di apparizioni perché crederà come un tempo".
Regina
della Pace. Con questo nome la Madonna si è presentata ai veggenti e questo
è in verità il tema di tutta la sua azione riguardante le apparizioni e i
messaggi a Medjugorje. Comunque si dispongano e si enumerino gli elementi dei
messaggi, la pace ha il posto centrale fra di loro. La pace è il messaggio
più importante della Signora perché la fede, che la Madonna molto
sottolinea, in fondo è soltanto la radice su cui matura la pace. La
conversione, la preghiera, il digiuno sono in rapporto con la fede e questa
genera la salvezza che si risolve nella pace, culmine di tutte le promesse
messianiche e di ogni azione di Cristo.
Una
veggente così racconta. "Abbiamo chiesto alla Signora come si chiamava.
Tutti noi sappiamo che è la Madonna, ma ha il suo nome e aveva promesso di
dircelo. Ma prima che lei ce lo dicesse, noi glielo abbiamo chiesto. Allora lei
ha risposto: Io sono la Regina della pace. Esattamente queste parole". E il
6 agosto 1981 sul cielo di Medjugorje stava scritto a chiare lettere MIR che
significa Pace. Chiunque a quell'ora si trovava all'aperto e guardava in alto,
ha visto la parola. Tutti hanno confermato di aver visto la stessa cosa.
La
Vergine si è fatta vedere con una grande Croce scura in mano mentre diceva
"Pace, Pace, Pace e solo Pace!". Poi ha ripetuto per ben due volte:
"La Pace deve regnare tra Dio e l'uomo e tra gli uomini". A noi
interessa molto la pace in senso politico, che le armi tacciano. Anche alla
Madonna sta a cuore questa pace, ma essa dice che questa pace può essere
ottenuta solo con un'altra pace, quella che si trova nel cuore dell'uomo. Il
mondo deve camminare sulla via della conversione per raggiungere la pace. La
Madonna dice: "Io sono venuta a dire al mondo che Dio esiste e che in Dio
c'è la vita. Quelli che troveranno Dio, troveranno la pace e la vita: perciò
chiedo la conversione".
La
pace del cuore, dello spirito, della coscienza. La pace con Dio, col prossimo,
con le cose e le situazioni della vita. Tutti i messaggi ci indicano la via che
dobbiamo percorrere per ottenere la grazia della Pace. La pace di Dio esclude
non soltanto la guerra, ma anche l'ingiustizia, la paura, l'angoscia, la miseria,
la malattia e la stessa morte. È esperienza della storia e testimonianza di
Dio che solo può darcela. Dio stesso è pace e in Gesù è diventato la nostra
pace. Per questo la pace è opera di Dio e dono di Dio al mondo attraverso la
mediazione materna di Maria.
Scegliamo
di fare un'opera di pace, di riconciliazione, di comunione, in ascolto
dell'insegnamento di Maria. Con il cuore ringraziamo la Madonna per questa lunga
e continua presenza fra noi e invochiamola spesso come Regina della pace.
Ave
Maria.... Regina della Pace, prega per noi.
2.
Consacrazione e amore
Direttamente
la Madonna, a Medjugorje, comincia a parlare della Consacrazione nel 1988, ma
tutto il suo messaggio, presenza, atteggiamento, contenuto, non ci mostra
altro che lei è venuta e continua a venire per insegnarci che cosa è la consacrazione
e come si vive.
La
Consacrazione al suo Cuore è il mezzo, la via per vivere l'Amore, per vivere
tutti i mezzi di grazia con amore, per portare l'amore nella vita e
raggiungere Dio-Amore: "Cari figli vi invito a consacrarvi al mio Cuore
Immacolato. Desidero che vi consacriate personalmente, come famiglie e come
parrocchie, in modo che tutto appartenga a Dio attraverso le mie mani"
(ottobre 1988).
La
consacrazione non è solo una formula, una preghiera, ma è un cambiamento
radicale. Nella Messa, con la consacrazione, pane e vino cambiano e diventano
Corpo e Sangue di Gesù. Nella nostra vita, con la consacrazione, tutto il
nostro modo di vivere deve cambiare e da naturale deve diventare soprannaturale.
Non solo ci impegnamo a vivere in grazia di Dio, ma tutto quello che facciamo
vogliamo farlo per compiere la volontà di Dio, per fargli piacere, per amore
suo, e tutto offriamo a lui.
C'è
una consacrazione personale che impegna il singolo individuo; c'è una
consacrazione familiare che vuole elevare e santificare tutta la vita della
famiglia, i rapporti degli sposi tra loro, ispirati a reciproco rispetto, umiltà,
benevolenza, comprensione, e i rapporti tra genitori e figli. C'è poi la
consacrazione di una famiglia più estesa come può essere la parrocchia, che
impegna tutti i membri ad aiutarsi a vicenda a vivere in Dio e per Dio.
Facendo
la nostra consacrazione a Maria e per mezzo di Maria, la Madonna esercita la sua
missione di Mediatrice di tutte le grazie e ci aiuta a vivere in Dio e per
Dio. Noi ci consacriamo al Cuore materno di Maria con il nostro amore di figli
che ci porta necessariamente ad imitarla non già nei suoi privilegi che sono
unici e irripetibili, ma nelle sue virtù di creatura umana che ebbe una vita
umile e modesta, come la nostra, quindi perfettamente imitabile.
Ci
consacriamo a Maria per appartenere a Dio attraverso di lei, con l'impegno di
imitarla nel suo atteggiamento di apertura a Dio, di ascolto attento della sua
Parola, custodita, meditata nel cuore e vissuta. Cerchiamo di vivere la sua
disponibilità e prontezza nel compiere sempre e in tutto la volontà di Dio,
ripetendo col cuore: "Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me
quello che hai detto" (Lc 1,38).
Ci
consacriamo al Cuore di Maria con la generosità e il fervore nell'accogliere
i suoi materni inviti ripetuti nel corso dei secoli e specialmente nelle
apparizioni di questi ultimi tempi a Medjugorje.
Affidiamo
a Lei la nostra vita, mettiamoci nelle sue mani e nel suo Cuore, lasciamoci
guidare qui sulla terra perché ogni passo ci renda più vicino il Cielo. Amiamo
Dio col Suo Cuore e vivremo eternamente la gioia che lei ci promette.
Ringraziamo
per il dono della nostra Consacrazione a Maria o prepariamoci a farla con
gioia, aiutando anche altri a raggiungere questa meta di amore.
Ave
Maria.... Regina della Pace, prega per noi.
3.
Consacrazione e Era dello Spirito Santo
"La
salvezza del mondo ebbe inizio per mezzo di Maria; per mezzo di Maria dovrà
avere anche il suo compimento. Nella prima venuta di Gesù Maria quasi non
compare. Gli uomini, non ancora abbastanza istruiti e illuminati sulla persona
di Gesù, avrebbero corso il pericolo di allontanarsi dalla verità con un
attaccamento troppo forte e troppo grossolano a lei, a causa del meraviglioso
fascino conferitole da Dio. Nella seconda venuta di Gesù, invece, Maria sarà
conosciuta, sarà rivelata dallo Spirito Santo allo scopo di far conoscere,
amare e servire Gesù per mezzo di lei.
Lo
Spirito Santo non avrà più motivo di nasconderla come durante la sua vita e
dopo la prima evangelizzazione. Negli ultimi tempi Dio desidera rivelare e
manifestare Maria, suo capolavoro:
-
perché nella sua profonda umiltà si è nascosta durante la vita, si è posta
più in basso della polvere, ha sollecitato da Dio, dagli Apostoli e dagli
Evangelisti il favore di nasconderla;
-
perché il Signore desidera ricevere dagli uomini gloria e lode di questo
capolavoro nell'ordine della grazia e della gloria;
-
perché Maria, aurora che precede e annunzia il sole di giustizia che è Gesù,
deve essere conosciuta e manifestata allo scopo che Egli lo sia.
-
Maria è stata la via della prima venuta di Gesù. Benché in modo diverso, sarà
anche la via della seconda venuta.
-
Maria è il mezzo sicuro, la via diritta e immacolata per andare a Gesù e
trovarlo in pienezza. Chi trova Maria trova la vita, cioè Gesù che è Via,
Verità e Vita (Gv 14,6). Non la si trova, però, senza cercarla, non la si può
cercare senza conoscerla perché non si cerca e non si desidera ciò che non si
conosce. Bisogna dunque che Maria sia più conosciuta che mai, per la conoscenza
e la gloria della SS. Trinità.
-
Maria deve risplendere più che mai in questi tempi, in misericordia, potenza
e grazia...".
È
allora importante rispondere presto all'appello di Maria alla Consacrazione. E
la Consacrazione consiste nel fare tutte le azioni con Maria, in Maria, per
mezzo di Maria e per Maria. "Non basta donarsi a lei una volta, non basta
nemmeno farlo ogni mese o ogni settimana. Sarebbe una devozione troppo fugace e
non eleverebbe l'anima alla perfezione a cui è capace di portare... Bisogna
entrare nel suo spirito che è quello di rendere l'anima interiormente
dipendente dalla SS. Vergine e da Gesù, per mezzo di lei" (cfr. Segreto
di Maria 44).
Tutti
i Papi hanno sostenuto e incoraggiato la Consacrazione a Maria. Giovanni Paolo
II, consacrato fin da giovane a Maria nello spirito del Montfort, ha scelto
come stemma papale la frase "TOTUS TUUS", dichiarando al mondo il suo
completo abbandono nelle mani di Maria e nel 1984, unito a tutti i vescovi del
mondo, ha consacrato al Cuore Immacolato di Maria tutta l'umanità "in
particolare quegli uomini e quelle nazioni che di questo affidamento e di questa
consacrazione hanno particolarmente bisogno" rispondendo così alla
richiesta della Vergine a Fatima.
Scegliamo
di appartenere completamente a lei e attraverso lei a Gesù, vivendo più
intensamente la nostra Consacrazione.
Ave
Maria.... Regina della Pace, prega per noi.
4.
Il Messaggio che spiega e insegna a vivere i precedenti
Maria
non lascia mai i suoi figli. Il suo Paradiso lo passa pensando a noi, a portarci
fin lassù, a darci tutti i mezzi per non perderci, a richiamarci all'amore e
alla vera vita. Le apparizioni, piccole e grandi, sono state innumerevoli,
nella storia. A volte si è trattata di un'unica apparizione, altre volte di
ripetute apparizioni che hanno portato avanti un messaggio articolato e
dettagliato, uno legato all'altro, uno propedeutico all'altro, per insegnarci la
pedagogia di Maria, tutta volta alla nostra formazione spirituale. Qui
ricordiamo brevemente le principali apparizioni, rimandando
all'approfondimento di ognuna.
Ripensiamo
alla manifestazione della Madonna della Medaglia Miracolosa, a Parigi: qui la
Vergine ha insegnato una breve preghiera di affidamento a lei: O Maria
concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te. Con questo ci
ha invitato a ricorrere a lei, a guardarla come la dispensatrice delle grazie,
ad accogliere il dono speciale di una Medaglia che la raffigura con le braccia
aperte pronta a inondarci di grazie che la sua onnipotenza supplice ottiene
continuamente per noi.
Sulla
Medaglia vediamo anche il suo cuore strettamente unito a quello di Gesù: due
Cuori palpitano di amore per noi e in essi noi possiamo trovare la nostra
salvezza.
Poi
a La Salette, Maria ci ha ricordato l'importanza della conversione, della
santificazione della festa, del tempo da dedicare alla lode e al
ringraziamento di Dio pur in mezzo agli impegni di ogni giorno. Ha predetto
gravi mali nel mondo che dimentica il suo Dio e vuole andare avanti da solo,
rinnegandolo. Ma su tutto ha fatto trionfare la promessa di aiuto e di sostegno,
se ci pentiamo e confidiamo in lei nella lotta contro il peccato.
A
Lourdes si è mostrata come l'Immacolata Concezione, la Sposa dello Spirito
Santo, Colei che possiede, vive e fa vivere l'amore, invitando alla preghiera e
alla penitenza per vincere le tentazioni e per vivere secondo il piano salvifico
di Dio.
A
Fatima ci ha mostrato il suo Cuore che richiede unione d'amore al suo dolore e
partecipazione, con la penitenza e i sacrifici, alla redenzione di Gesù. Qui
ha detto a Lucia: "Gesù vuole servirsi di te per farmi conoscere e amare.
Egli vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato". Poi
fece vedere il suo Cuore coronato di spine, amareggiato per i peccati dei figli
e per la loro dannazione eterna. Ecco allora, ancora, un accorato richiamo
all'amore, alla fede, al pentimento.
Questo
messaggio, sotto varie forme e sottolineature, è sempre lo stesso e continua
a Medjugorje, insistente, accorato, pieno di preoccupazione materna e di amore
tenero per noi suoi figli: "Anche oggi vi invito tutti alla preghiera.
Sapete, cari figli, che Dio concede grazie speciali nella preghiera. Perciò
cercate e pregate perché possiate comprendere tutto ciò che qui vi offro. Io
vi invito, cari figli, alla preghiera del cuore. Sapete che senza preghiera non
potete comprendere tutto ciò che Dio vuole realizzare attraverso ciascuno di
voi. Perciò pregate! Desidero che attraverso ognuno di voi si realizzi il
disegno di Dio: che si accresca tutto ciò che Dio vi ha dato nel cuore. Perciò
pregate perché la benedizione di Dio possa proteggere ognuno di voi da tutto il
male che vi minaccia. Io vi benedico, cari figli!" (aprile 1987).
Sì,
la nostra crescita spirituale avviene principalmente nella preghiera, grazie
alla preghiera. Chi prega bene sarà "come un albero piantato lungo corsi
d'acqua, che darà frutti a suo tempo e le sue foglie non cadranno mai,
riusciranno tutte le sue opere" (Salmo 1,3). Nella preghiera la benedizione
di Dio ci dà forza contro il male e la benedizione di Maria ci assicura l'aiuto
della sua intercessione.
Dedichiamo
oggi un tempo speciale alla preghiera per avere la grazia di comprendere i
disegni di Dio su di noi.
Ave
Maria.... Regina della Pace, prega per noi.
5.
I mezzi tradizionali della Grazia vissuti con Maria
La
Madonna ripetutamente ha detto che la pace è frutto della nostra conversione.
Finché persisteremo nella negazione di Dio e in un modo di vivere contrario
alla sua legge, non potremo avere la pace. La Madonna dice: "Convertitevi.
Dite a tutti i miei figli, a tutte le mie figlie, dite a tutto il mondo e al più
presto che io desidero la conversione. L'unica parola che vi dico è
convertitevi!".
Questo
messaggio, tanto ripetuto, è per tutti, ma specialmente per coloro che
pensano di essere già convertiti per il fatto che compiono qualche pratica
religiosa. È sulla strada della conversione chi tenta ogni giorno di regolare
la sua vita sul Vangelo. In questo cammino di conversione è importante dare il
giusto valore al Sacramento della confessione. Fin dall'inizio delle apparizioni
la Madonna ha consigliato di introdurre nella parrocchia la consuetudine della
confessione mensile.
La
parrocchia ha recepito l'indicazione: ogni mese si celebra la giornata della
riconciliazione, preceduta da giornate di preparazione: qui si insiste molto
sulla preparazione alla confessione. Perché tante confessioni non ci
convertono? Perché le nostre confessioni non sono sufficientemente preparate.
Purtroppo tanti cristiani vanno alla confessione soltanto per elencare i
propri peccati e i propri problemi.
In
che cosa consiste allora la preparazione? Consiste nella riflessione sulla
Parola di Dio, nella preghiera fatta col cuore, nel chiedere la luce per vedere
lo stato della propria coscienza e i propri problemi. Prepararsi è chiedere la
forza della volontà per decidere di farla finita col peccato. Consiste nel
preparare il proprio intimo ad accogliere l'assoluzione per essere totalmente
liberati dal peccato. Cosa disse Gesù alla Maddalena? Le sono stati rimessi i
suoi molti peccati perché ha molto amato. La preparazione è la nostra
decisione a convertirci.
Altri
mezzi per vivere la pace sono la preghiera, il digiuno, la Messa, il Rosario, la
Consacrazione. I mezzi che la Madonna propone sono mezzi tradizionali di vita
cristiana. La novità sta nel viverli uniti a lei, uniti al suo amore, col suo
cuore, consacrandoci a lei che conosce la strada per farci arrivare alla meta
della pace e dell'intima unione con Dio.
Proponiamoci
di fare una confessione mensile dopo una approfondita preparazione.
Ave
Maria.... Regina della Pace, prega per noi.
6.
La Consacrazione e l'amore a Dio e ai fratelli
Scegliendo
ancora una volta di tornare fra noi apparendo a Medjugorje la Vergine Maria è
venuta ad insegnarci a vivere la consacrazione, a vivere l'amore, come più
volte ha affermato ai veggenti. Dio è amore e l'amore è da Dio (1Gv 4,8.7).
Egli solo, quindi può darci e farci vivere l'amore perché la nostra vita ne
sia trasformata, vivificata, trasfigurata e noi possiamo riversare sul mondo
l'amore stesso che Dio ci dona.
Ma
in questo piano di speciale predilezione, Dio stesso ha scelto, incarnandosi in
Maria, di fare di lei la nostra maestra, la nostra mamma. Maria ha accettato
questo compito nei confronti di ognuno di noi, sotto la croce. E da allora non
si è mai stancata di intervenire, in tutti i modi, nella nostra storia, per
permearla, appunto, di amore divino. Maria desidera darci amore e farci vivere
di amore e per amore. Sa che noi non ne possiamo fare a meno. Senza amore non si
vive e il mondo ha bisogno di amore per affrontare e superare le sue tentazioni,
le crisi, i conflitti, le lontananze, per ritrovare la radice del suo esistere.
Siamo
all'inizio del terzo Millennio: siamo arrivati all'Era dello Spirito Santo, in
un'era in cui Maria ha un ruolo speciale e determinante nel formare i suoi figli
ad immagine del Figlio. "Cari figli, oggi vi invito all'amore: Figlioli,
senza l'amore non potete vivere né con Dio né con i fratelli. Perciò vi
invito tutti ad aprire i vostri cuori all'amore di Dio che è tanto grande e
aperto per ognuno di voi. Dio, per amore dell'uomo, mi mandò in mezzo a voi per
mostrarvi la via della salvezza, la via dell'amore. Se prima non amate Dio, non
potete amare il prossimo, né colui che odiate. Perciò, figlioli, pregate! E
attraverso la preghiera, scoprirete l'amore" (aprile 1995).
Mettiamoci
in ascolto di Maria, aprendo il cuore al suo invito, lasciandoci prendere
docilmente per mano. Facciamolo con fiducia e con umiltà. Il giudizio sulle
apparizioni di Medjugorje spetta certamente alla Chiesa. Il criterio
fondamentale di tale giudizio saranno i frutti di conversione, perciò è
necessario che il popolo cristiano possa fare esperienza di questi messaggi e
provare ciò che essi suscitano nella vita di ognuno. Per fare questa esperienza
il cristiano deve essere informato dei fatti e deve conoscere i messaggi. Questo
piccolo libro è un invito a farlo ancora, di nuovo e a non abituarci alle
parole della Vergine che, dopo vari anni, rischiano di scivolare sulle nostre
anime. Lasciamo, invece, che vi incidano ancora aprendoci ad un amore sempre
più grande e puro.
Dedichiamo
oggi il nostro rosario alle intenzioni della Vergine Maria e per ognuno di noi,
perché impariamo ad amare di più Dio e il prossimo.
Ave
Maria. Regina della Pace, prega per noi.
7.
La presenza di Maria in noi
Il
messaggio più profondo della Madonna non sono solo le sue parole, ma la sua
continua presenza. Essa imita la presenza viva e operante di Dio in mezzo al suo
popolo e la presenza incarnata del Verbo. Maria si fa straordinariamente
presente nella nostra vita e la sua prolungata presenza ci indica l'importanza
della sua pedagogia, tutta tesa nell'insegnarci a fare la volontà di Dio
amandolo e mettendolo al primo posto nella nostra vita.
È
così, stando a lungo fra noi, che lei ci introduce nel terzo millennio,
nell'era che la vedrà protagonista della storia umana, in unione con lo Spirito
Santo, vivificatore e perfezionatore dei cuori.
Ma
questa continua e materna presenza dà molto fastidio a Satana, il personale
nemico di Maria e dei suoi figli. L'Apocalisse ci dice che Satana vomita un
fiume di acqua dietro alla Donna per poterla travolgere. Questo fiume è il
simbolo di tutte le opposizioni a lei, alla sua presenza e al suo ruolo nella
Chiesa e nella vita dei cristiani, è il simbolo delle opposizioni alla
devozione mariana del popolo cristiano, dell'opposizione, specialmente, al
Rosario.
Ma
la Madonna è Madre e la Madre si trova sempre dove i figli sono in pericolo!
Consacrarsi alla Madonna allora significa accogliere con gioia e con
riconoscenza questa presenza e dirle: "Io ti prendo come mia madre e ti
affido la mia vita". E lasciare a Maria la propria vita vuol dire lasciarsi
condurre a Gesù. È questo che vuole la Madonna! Si comporta come a Cana di Galilea
quando la sua premurosa e attenta presenza ha cambiato le cose e ha riportato la
gioia. Oggi come allora ella ci ripete: "Fate tutto quello che Egli vi
dirà".
È
allora molto importante fare quello che anche Maria ci dice, lei che è l'eco
della voce di Gesù! Se la ascoltiamo non rendiamo vana la sua presenza tra noi.
La Madonna sta davanti ad ogni famiglia, davanti alla Chiesa, davanti al mondo e
vuole condurci a Gesù. Ma non costringe nessuno, ci invita soltanto. A tutti la
continua presenza di Maria dice: "Pregate perché il mondo accetti il mio
amore": questo è molto importante perché accettare la Madonna come Madre
significa anche consacrarsi a lei. Consacrarsi vuol dire questo: accettare Maria
come Madre, accettarla nella famiglia, accettarla in tutte le situazioni della
vita e far passare tutto attraverso il suo Cuore. Ogni sua parola, e tutta la
sua presenza, ha un solo scopo. Ella vuole educarci.
Non
sappiamo quando finiranno le apparizioni, ma la scuola dell'amore non finisce
mai. Le apparizioni private sono sempre date alla Chiesa, durante la storia,
quando gli uomini dimenticano qualcosa. Le apparizioni vengono e ci ricordano
ciò che è necessario per vivere di Dio e con Dio. Ecco perché la presenza di
Maria è un dolce e forte continuo richiamo. A tornare a lei e attraverso di lei
al Signore, perché la nostra vita abbia un senso e la meta divenga più vicina.
Leggiamo
ora con attenzione, soffermandoci su ogni parola che è un tesoro di grazia,
l'atto di consacrazione a Maria del Montfort, approfondiamone e viviamone
intensamente il significato e siamo grati di tanto bene che questa
Consacrazione porta a noi e al mondo.
Ringraziamo
Maria per la sua presenza accanto a noi offrendole ogni giorno il dono della
nostra giornata e di tutta la nostra vita.
Ave
Maria.... Regina della Pace, prega per noi.
8.
Preghiere guida per l'Era dello Spirito Santo
O
Spirito Santo! pianta, innaffia e coltiva nell'anima mia, l'amabile Maria, vero
Albero di vita, perché cresca, fiorisca e porti frutti di vita in abbondanza.
O
Spirito Santo! donami una grande devozione e un filiale amore a Maria, tua
divina Sposa; un totale abbandono al suo Cuore materno e un continuo ricorso
alla sua misericordia; affinché in Lei, vivente in me, Tu possa formare
nell'anima mia Gesù Cristo, vivo e vero, nella sua grandezza e potenza, fino
alla pienezza della sua perfezione. Amen.
Ave,
o Maria, Figlia prediletta dell'Eterno Padre,
Ave,
o Maria, Madre ammirabile del Figlio di Dio,
Ave,
o Maria, Sposa Immacolata dello Spirito Santo,
Ave,
o Maria, mia cara Madre, mia amabile Signora e potente Regina.
Ave,
o Maria, mia gioia, mia gloria, cuore mio ed anima mia.
Tu
sei tutta mia per misericordia ed io sono tutto tuo per giustizia; però non lo
sono quanto dovrei e quanto Tu desideri; per questo Ti rinnovo la mia offerta
come schiavo eterno, nulla riservando a me o a qualsiasi creatura.
Ti
supplico, o mia Signora, se Tu scorgi in me qualcosa che ancora non ti
appartiene, prenditelo e sii Tu assoluta Padrona di tutto.
Distruggi,
sradica, annienta in me tutto ciò che dispiace a Dio; pianta e fa' crescere
tutto ciò che a Te piace.
La
luce della tua fede dissipi le tenebre del mio spirito; la tua umiltà profonda
si sostituisca al mio orgoglio; la tua sublime contemplazione mi liberi dalle
distrazioni della mia immaginazione vagante; la tua visione ininterrotta di
Dio riempia la mia mente della tua presenza operante; l'incendio amoroso del tuo
Cuore dilati ed infiammi il mio, così freddo ed insensibile; le tue virtù
sublimi prendano il posto dei miei difetti; lo splendore della tua grazia
adorni la mia anima e mi renda accetto agli occhi di Dio.
Ti
chiedo infine, o Madre mia amatissima, di darmi il tuo spirito per conoscere Gesù
e quanto da me desidera; la tua anima per lodare e glorificare il Signore; il
tuo cuore per amare Dio con puro ed ardente amore, come lo ami Tu.
Io
non ti chiedo né visioni, né rivelazioni e neppure godimenti spirituali. Tua
è la visione chiara di Dio; tuo il puro godimento di Lui; tua la gloria alla
destra del Figlio tuo, nel Cielo; tuo il dominio sovrano sugli angeli, gli
uomini e i demòni; tuo il potere di disporre a piacimento di tutti i beni di
Dio.
Questa,
o divina Maria, è la tua condizione celeste e il mio cuore di schiavo ne
gioisce immensamente. Per me altro non chiedo se non quanto Tu avesti sulla
terra: credere, senza gustare e vedere; soffrire con gioia, senza il conforto di
alcuna creatura; morire costantemente a me stesso; lavorare senza posa per Te,
fino alla morte, senza alcuna ricompensa, come il più inutile dei tuoi schiavi.
La
sola cosa che per pura misericordia Ti chiedo è questa: dire ad ogni istante
tre volte Amen:
Amen
a quanto hai fatto sulla terra,
Amen
a quello che fai ora in Cielo,
Amen
a tutto ciò che fai nell'anima mia,
perché
sii Tu sola in me a glorificare pienamente Gesù, nel tempo e nell'eternità.
Amen.