AVETE
RICEVUTO LO SPIRITO SANTO?
“Non
appena Paolo ebbe loro imposto le mani, scese su di loro lo Spirito Santo”
(Atti 19,2.6) di
Don Vigilio Covi
Conversazioni
coi ragazzi cresimandi e cresimati
A.
Un soldato bene armato
Caro
ragazzo, cara ragazza, un giorno una persona mi ha detto: "Stai
preparando i ragazzi alla Cresima? Fotografali subito!"
"Perché?"
risposi sorpreso.
"Perché
dopo la Cresima non li vedrai più!"
Era
sicuro che i ragazzi che ricevono il Sacramento della S. Cresima, quando
compiono i tredici o quattordici anni, non hanno più il "coraggio" di
aprire la porta della Chiesa, non riescono più ad andare a Messa, a parlare del
Signore con qualcuno, ad essere cristiani apertamente, ecc.
Forse
quella persona parlava per esperienza. E' vero: conosco anch'io dei giovani che
dopo la Cresima non si sono più presentati agli incontri di catechesi, non li
ho più sentiti bussare alla porta per confessarsi, non li ho più visti
sorridermi con amicizia. Per loro il prete è diventato quasi come un lebbroso,
uno da evitare, e l'assemblea dei cristiani che pregano come una specie di
manicomio.
Ma
spero che non sarà così per te. Non ti faccio la foto. O, se te la farò, sarà
per un altro motivo, poiché credo che tu voglia preparati alla S.Cresima per
diventare un cristiano forte e sicuro, per essere un testimone gioioso di Gesù,
che ti è stato e ti è amico più d'ogni altro.
Ti
avvicini al giorno della S. Cresima col desiderio di essere rivestito, come un
soldato, delle armi di Dio: armi di difesa e armi di conquista.
Armi
spirituali per difenderti dalle tentazioni che sono dentro e fuori di te, e armi
per conquistare il mondo all'amicizia di Gesù. S. Paolo vede il cristiano come
un soldato ben attrezzato: corazza, elmo, cinghia, scarpe grosse, scudo e spada.
Ora
qui non ti spiego queste cose - troverai chi lo fa - ti accenno solo l'ultima di
esse. La spada che devi avere è "la spada dello Spirito che è la
Parola di Dio"! Quella devi amare e conoscere. Leggerai perciò ogni
giorno almeno un brano del Vangelo. Prega prima di leggerlo. Leggilo con
attenzione e con amore a Gesù.
Leggilo
anche se non lo capisci. E' più importante di queste mie pagine.
Se
ami la Parola di Dio e la custodisci nel cuore, avrai forza in te, avrai luce
per la vita, e sarai capace di aiutare altri a trovare o ritrovare Gesù.
Caro
amico, o cara amica, quello che ti scrivo nelle pagine seguenti è come una
lettera, una confidenza come ad un fratello, ad una sorella. Se vorrai potrai
rispondermi, ma ciò che mi aspetto di più è che tu ami Gesù e rispondi a
Lui. don
Vigilio
B.
Ministero Sacerdotale
Oggi
fa freddo e il cielo è nuvoloso.
Decido
di andare a far visita ad un amico. Egli, sicuro di farmi piacere mi propone una
passeggiata in montagna. Partiamo.
C'è
la neve a chiazze sulla strada e ancor più sui pascoli. Dopo aver camminato un
paio d'ore arriviamo in un posto magnifico: una radura circondata da grandi
abeti, una sorgente che gorgoglia la sua acqua fresca senza interruzione, e più
in là, su di una collinetta, una graziosa cappellina.
-
"Come mai una chiesetta quassù? chi l'ha eretta?" domando al mio
amico.
-
"L'hanno voluta gli Alpini".3
-
"Ma perché hanno voluto costruire una chiesetta quassù?"
-
"Se chiedi a loro, - mi spiega il mio amico - ti diranno molti perché. Ma
io ti dico il vero motivo: essi sono cristiani, vivono il loro battesimo e la
loro Cresima: l'erezione di questa cappellina è stato uno dei modi con cui essi
hanno realizzato il ministero sacerdotale del Signore Gesù Cristo."
-
"Che parole grosse, e che spiegazione! non capisco bene."
-
"Essi sono cristiani. Fin qui, capisci?"
Gli
do un'occhiata, come per dirgli: forse meglio di te!
-
"Ebbene, un cristiano, fin dal momento del Battesimo, e poi, in maniera
sempre più cosciente e viva, dal momento della Cresima, è inserito nella vita
di Gesù Cristo, che è "Sacerdote", il vero ed eterno
sacerdote di Dio in mezzo agli uomini. Sai cosa vuol dire la parola
'sacerdote'?"
-
"Sì. Secondo la Bibbia 'sacerdote' è l'uomo autorizzato da Dio ad
offrirgli sacrifici per sé, per il popolo e per le altre persone. Nel popolo
d'Israele erano sacerdoti solo i discendenti di Aronne, fratello di Mosè".
-
"Noi cristiani sappiamo che è Gesù l'unico e vero sacerdote, perché non
offre a Dio sangue di animali, ma il proprio sangue, la propria vita, una volta
per tutte. E così noi abbiamo per suo merito il perdono dei peccati e la vita
di Dio in noi".
-
"E gli alpini?"
-
"Essi sono cristiani, come ho detto, battezzati e cresimati. Purtroppo
qualche volta non ci pensano, ma hanno nel cuore la vita di Gesù. Tutti i
battezzati hanno parte al sacerdozio di Gesù. Anche se essi non ci pensano,
portano in sé il desiderio di offrire sacrifici a Dio Padre: e sentono dentro
di sé che è bene offrigli tutto: il lavoro, le sofferenze, il tempo. Questa è
la preghiera più bella e profonda di ogni cristiano - 'sacerdote' con Gesù.
Essi
vengono talvolta quassù a lavorare nel bosco, e qualche volta a passare un
pomeriggio sereno con la famiglia.
Hanno
costruito qui la chiesetta per ricordarsi sempre, anche durante il lavoro e il
divertimento, che noi siamo consacrati a Gesù; hanno preparato il luogo per
offrire al Padre il memoriale del sacrificio di Gesù, l'Eucarestia. E' durante
la S. Messa infatti che noi viviamo in modo più pieno da 'sacerdoti', perché
in quel momento offriamo al Padre il sacrificio del suo Figlio e uniamo al Suo i
nostri sacrifici, la nostra lode, la nostra preghiera."
-
"E così hanno esercitato il ministero sacerdotale del Signore!"
-
"Sì. Ministero vuol dire servizio, servizio continuo e fedele. Essi
lo hanno espresso in questo modo. Ed ora è facile vedere qualcuno che
s'avvicina alla chiesetta, toglie il cappello, entra, resta un momento in
preghiera, offrendo al Padre - insieme a Gesù - la propria giornata.
Costruendo
la chiesetta essi hanno realizzato un bel servizio: aiutano molti a pregare, a
ricordare che nel cuore dell'uomo c'è posto per Dio.
C.
Ministero Regale
La
salita è sempre più ripida. La neve sempre più profonda. Io, che non fumo,
sembro un fumatore, tanto l'aria è gelida e trasforma il mio alito in soffioni
da locomotiva. Il mio amico sprofonda prima di me nella neve. Io metto i piedi
nelle sue orme.
-
"Ecco, siamo arrivati!" dice il mio amico. Io tenevo la testa bassa
per vedere dove mettere... i passi. A quelle parole l'alzai... e rimasi
stupefatto. Una magnifica croce di metallo lucente, qui, sulla cima del monte!
Dopo aver contemplato anche il magnifico panorama da quella vetta: - "Altri
alpini?" chiesi all'amico.
-
"No. Altri cristiani, di un paese lontano".
-
"Anch'essi col ministero sacerdotale!".
-
"Se vuoi... A me però sembra di vedere un'altra cosa. Alzando la croce
quassù, donde si possono contemplare vari paesi e villaggi sparsi, quei
cristiani hanno messo in evidenza il 'ministero regale' di Cristo!".
-
"Altra parola difficile!".
-
"E' difficile finché non la conosci. Aspetta un po' e poi dirai che è
bella! Gesù è re! Il tentatore ha voluto proporre a Gesù di essere re per
tutto il mondo adorando Satana. Gesù non ha accettato quella proposta. Ma
quando Egli è stato innalzato sulla croce sopra il suo capo c'era proprio la
scritta: Re! Pilato gli ha dato questo titolo per giustificarsi e i soldati
gliel'hanno ripetuto per deriderlo, mentre uno dei ladroni gliel'ha manifestato
con amore, sul serio. Gesù è re di chi lo ama e gli ubbidisce.
Infatti
Egli protegge dal diavolo quelli che lo amano e dà loro capacità interiore di
essere liberi da tutto, persino dai propri desideri e dal proprio egoismo. Chi
ama Gesù diventa 're' come Lui".
-
"E la croce qui sulla vetta?".
-
"La croce piantata quassù è come la bandiera del Re! Le persone che
l'hanno portata e sistemata qui hanno voluto dire che Gesù è il Re di tutto
l'universo. Lo hanno fatto perché anche noi siamo re con Gesù, perché non
vogliamo dominare sugli altri, ma siamo pronti a portare le nostre croci amando.
Chi
vede da lontano questa croce si ricorda che gli uomini sono grandi non quando
fanno soffrire gli altri con la loro avarizia e la loro prepotenza, ma quando
con umiltà sono disposti a morire con Gesù. L'uomo è un vero re quando è
unito a Gesù che muore per poter amare fino alla fine: allora il suo cuore non
è sottomesso alle mode, né ai piaceri, né ai sogni di grandezza!
Il
re Davide, costretto a fuggire per causa di suo figlio Assalonne che aveva fatto
un 'colpo di stato' contro di lui, era oltraggiato da Simèi che gli tirava
pietre e polvere; ebbene, egli, invece che vendicarsi o perlomeno difendersi,
prese quelle offese come una prova di Dio e le sopportò con libertà interiore:
non si lasciò vincere da reazioni violente né da scoraggiamento! Egli era un
vero re!
Io
credo che sei re anche tu!".
-
"Magari fossi re!".
-
"Spiritoso! vuoi dire che hai sogni di grandezza nel cuore? I re di questo
mondo devono circondarsi di filo spinato e di guardie del corpo. Finiscono per
essere dei burattini: devono dire sempre sì a chi è più ricco. Sono
schiavi."
-
"Scusami per la battuta. Hai ragione. Sono re della regalità di Gesù:
insieme a Lui e con la forza del suo Spirito sono libero e non vado dietro a
tutto quello che la televisione o la moda propone. Sono libero di mettermi a
servizio degli altri per essere anch'io un segno di Dio, vero re che vuole
organizzare la vita degli uomini con l'amore, per amare! Sono libero di guardare
a Gesù come amico e Signore della mia vita!".
-
"Il 'nostro' ministero regale è proprio questo: portare la nostra
croce con libertà interiore, vivere uniti a Gesù come figli del Padre e
aiutare i fratelli a portare la loro croce con la forza che solo Gesù ci dà e
con la sua legge, che è l'amore. Così si manifesta e cresce il Regno di
Dio!".
Scendendo
la montagna, sprofondando nella neve, ripenso ad alcune parole dette dal mio
amico, che ora tace, impegnato a... prepararmi le orme. Re, servizio, croce,
legge, dono del Padre!
Servire
è regnare, servire fino alla croce. Il Padre dona al mondo persone che servono:
così Egli guida e difende il suo popolo. E' Lui il Re, è Gesù il Re
di Dio; sono anch'io re con Gesù. E ubbidisco alla sua parola che è legge
per me e mi permette di essere interiormente libero dalle leggi degli uomini che
mi vorrebbero imporre i loro modi di pensare e di agire senza dipendere dal
Padre!
Ministero
regale, servizio da re, con umiltà!
Mi
sto abituando alle parole difficili.
Ce
ne saranno ancora?
Stiamo
allungando i passi nello scendere la montagna per arrivare a casa a pranzo. Non
sento più il freddo perché molte parole occupano la mia mente.
Arriviamo
ad un piccolo pianoro. Una panchina rustica ci invita ad una sosta. Proprio
davanti a noi ecco un tronco, in piedi: lavorato e scavato a mo' di nicchia
offre al mio sguardo una Madonnina!
Mi
pare di aver fatto un pellegrinaggio!
Nasce
in me riconoscenza per le persone che hanno edificato la chiesetta, per quelle
che hanno innalzato la croce e per i ragazzi del campeggio che hanno pensato a
Maria, la mamma di Gesù.
Sto
in silenzio, attendendomi che il mio amico mi dica ancora qualche 'ministero'.
Ma anche lui tace. E dopo un po' inizia la preghiera: "Padre nostro che
sei nei cieli...". Il mio amico, senza pensarci, esercita il ministero
sacerdotale di Gesù per me: mi aiuta ad alzare gli occhi e il cuore al Padre!
Io
lo seguo. Sono contento. Questa preghiera diviene gioia. Sono più contento di
pregare che di sapere qualcos'altro.
Ma
sono contento di aver saputo qualcosa dei due ministeri, perché adesso il mio
ringraziamento è più vero, più maturo, più serio. Lodo e ringrazio Dio
d'aver reso anche me 'sacerdote' con Gesù, di aver messo nel mio
cuore il desiderio di servire e di proteggere gli altri come un 're' che muore
per i suoi sudditi, come Gesù!
Egli
infatti mi fa vivere libero dagli atteggiamenti di violenza, vendetta e vanità
presenti nel mondo.
Sono
contento di sapere che anch'io posso partecipare ai 'ministeri' del Signore. E
vedo che essi sono presenti davvero nella mia vita: spesso offro a Dio le mie
sofferenze e la mia preghiera, spesso offro a lui decisioni di atti di amore e
di povertà. Volentieri servo - gratuitamente e con grande libertà interiore,
cioè anche rischiando di esser deriso - malati e deboli, piccoli e anziani, da
solo o in organizzazioni con altri, per rendere il mondo più umano e più
divino!
Talora
con amore porto qualche croce senza lamentarmi, con Gesù. Lo sguardo
dell'immagine di Maria nella piccola nicchia scavata dai ragazzi aumenta ancor
più la mia gioia.
Lei
prima e più di me ha offerto la vita e la lode, ha servito con la fatica
quotidiana Gesù e poi i suoi discepoli e la comunità cristiana. Anche lei
partecipava al 'ministero sacerdotale e regale' del Signore, come gli alpini,
come gli uomini della croce di metallo, come i ragazzi del campeggio.
Mi
sento dentro una grande famiglia.
In
questa mia famiglia, dove lo sguardo della Madre addolcisce tutti, siamo tutti
fratelli. Alcuni più grandi, altri più piccoli. Alcuni più maturi, altri
meno. Alcuni più ribelli, altri più obbedienti. Alcuni persino scontrosi e con
voglia di star fuori, di star soli: oggi sento anche quelli come miei fratelli.
Sono battezzati, forse in essi il ministero di Gesù Cristo non è stato
svegliato, non sanno d'averlo. Mi vien voglia di portarli tutti sulla montagna,
di far loro percorrere il giro della chiesetta, della croce, della Madonnina!
Mi
viene voglia di andare sulla piazza per dire a tutti... Ma oggi la piazza è
vuota. Fa freddo, saranno tutti tappati in casa.
Comincio
a sognare...
Pianterò
una stazione radio... Farò l'attore televisivo... Diventerò giornalista per
dire a tutti che partecipano al 'ministero...' e che lo devono vivere con Gesù,
perché dà tanta gioia e vita!
Il
mio amico mi sveglia dai sogni. Mi chiama. Andiamo.
Prima
di sprofondare nella neve do' un ultimo sguardo alla colonnina con la piccola
nicchia. Non avevo visto prima? C'è anche una croce intagliata dai temperini
dei ragazzi del campeggio. Ecco come Maria ha vissuto i ministeri, e come li
annuncia oggi: ha portato anche lei una croce.
Niente
radio, niente comparse in televisione, niente firma sui giornali, niente piazza.
Anch'io porterò senza lamentarmi le mie croci, e diventerò un annuncio che
supera i secoli e le montagne!
Ormai
stiamo scendendo velocemente. Non c'è più neve. Gli alberi, le pietre, le
foglie, le orme dei caprioli e i ruscelli sembrano parlare. Sembra che tutte le
cose vogliano dirmi ancora qualcosa. Mi vogliono parlare di Qualcuno, di
qualcuno che essi conoscono e che anch'io conosco!
Sì,
mi vogliono dire qualcosa di importante. Li capisco. Sento le loro parole:
risuonano in fondo al mio cuore. Essi mi dicono: "Sei sacerdote! offri al
Padre anche il nostro grazie! Sei Re: adopera la nostra presenza, adopera tutte
le cose per amare, per servire!
Noi
nel silenzio serviamo il Signore vivendo qui sulla montagna: servilo anche tu
nel silenzio, restando nascosto, senza vanità e desiderio d'esser visto e
lodato dagli uomini!".
Tutto
parla così forte in questo silenzio, di cui solo i passi del mio amico e i miei
spezzano le ali.
Ad
un tratto, dopo una curva del sentiero, si vedono delle orme sul fango della
strada. Il mio amico, noncurante di tutto, soprattutto del mio silenzio e delle
voci degli alberi e delle pietre, mi dice: "Sai che c'è un altro
ministero?".
Io
ormai non me l'aspettavo più. E non ho avuto tempo per rispondere perché
tutt'e due veniamo bruscamente interrotti da una voce. Un uomo, che aveva
lavorato tutto il mattino per raccogliere legna nel bosco, ci chiama:
"Venite a prendere qualcosa di caldo!".
Dietro
una collina ci si presenta una graziosa casetta. Entriamo con gioia. Il freddo
intenso accumulato nello scendere dal monte ci fa desiderare veramente una
bevanda fumante!
Quel
boscaiolo dalla voce grossa, ma serena e accogliente, sta già trafficando con
pentola e tazzine. E mentre versa la bevanda e ci porge la zuccheriera ci
sorprende nuovamente: "Se volete, fermatevi. Farò il pranzo anche per voi.
Ne ho qui abbastanza per tutt'e tre. Preparo subito la bistecca".
Non
ci lascia il tempo di riflettere. Egli è già all'opera, contento di servirci.
Mentre egli esce a prendere la legna per il caminetto, il mio amico mi dice:
"Ecco
il ministero profetico! Di questo ti avrei voluto parlare!" Io lo guardo
incuriosito. "Quest'uomo sta esercitando verso di noi il 'ministero
profetico' di Gesù. Egli ci ha visti infreddoliti e affamati e fa per noi
l'opera di Dio, che ha cura di chi ha fame e di chi ha sete. I profeti, da Isaia
a Giovanni Battista, hanno insistito nel gridare: "chi ha due tuniche,
ne dia una a chi non ne ha; e chi ha da mangiare, faccia altrettanto". In
questo modo essi hanno preparato la strada nei cuori degli uomini al Signore Gesù,
che è venuto a insegnarci e darci la forza di vivere come figli del Padre e
quindi anche come fratelli tra noi.
Quest'uomo
lo sta facendo. E' profeta con la sua ospitalità, col suo amore per noi, coi
suoi gesti concreti. Egli ci fa vedere e gustare l'amore di Dio Padre e ci fa
vedere già realizzata la vera fraternità che Gesù ci mette nel cuore."
Io sto ascoltando in silenzio, meravigliato. E quando quell'uomo rientra con i
grossi pezzi di legno, lo guardo con riconoscenza, con gioia. Egli sta vivendo il
'ministero profetico' per noi. Noi non ci sentiamo i veri 'poveri', ma oggi
possiamo comprendere... Chissà a che ora altrimenti saremmo arrivati a casa a
prepararci il pranzo!
Non
vedo più soltanto un uomo dalla voce grossa e dalle mani decorate con resina
d'abete, vedo qualcosa del Padre, vedo 'Parola' di Dio!
E
quando davanti a me il piatto si riempie di gran forchettate di spaghetti, mi
viene spontaneo dire un grazie grande al Padre, che ora annuncia il suo amore,
invece che con parole di predicatori, con la voce e le mani di un uomo semplice
che ama Gesù.
Dopo
pranzo mi fermo un po' a contemplare il fuoco acceso nel caminetto da quell'uomo
ospitale. Guardo la grande fiamma e le fiammelle che si staccano e scompaiono
nel camino.
Mi
vieni in mente tu, che ti prepari alla Cresima.
Qualcuno
ti ha già parlato dello Spirito Santo? Riceverai il suo sigillo dalle mani del
Vescovo. Devi conoscere lo Spirito Santo, lo Spirito che ti farà esercitare con
gioia il ministero sacerdotale, regale e profetico del Signore! e ti
renderà stabile e maturo in esso. La grande fiamma e le lingue di fiamma che
salgono mi ricordano lo Spirito Santo. San Luca, nel suo secondo libro - gli
Atti degli Apostoli - ci descrive lo Spirito Santo proprio come "lingue
come di fuoco": lingue che si dividono e si posano su ciascun
discepolo.
Dio
parla, e vuol parlare! La lingua di Dio è lo Spirito Santo! E questa lingua
parlerà in modo particolare attraverso gli Apostoli!
Dio
parla con lo Spirito Santo, e questi è come un fuoco che riscalda, brucia e
illumina!
Se
voglio ascoltare Dio devo accogliere lo Spirito Santo, se voglio ripetere le
Parole di Dio devo avere Spirito Santo.
Se
non sono nello Spirito Santo, anche se ascolto una bella predica degli apostoli
di Gesù, o se leggo persino il Vangelo, Dio non mi può parlare, perché io non
sono in grado di ricevere i suoi messaggi. Se leggi, per esempio, il Vangelo con
curiosità o con vanità - per saper rispondere bene agli esami di religione o
per far bella figura di fronte ai compagni di catechesi - o se ascolti una
predica con spirito di lamentela o di critica verso il sacerdote o verso i
genitori che ti hanno proposto di andare a Messa, allora Dio non ti potrà
comunicare nulla, perché in te non lasci spazio alla sua 'lingua', al suo
Spirito!
E
se tu vuoi annunciare il Vangelo a un tuo compagno, e non lo fai restando umile
e mite, cioè non lo fai nello Spirito Santo, ma invece alzi la voce per voler
convincere con i tuoi ragionamenti, allora non parla in te la lingua di Dio, ma
la tua! Le tue discussioni non serviranno a nulla, non comunicano le 'cose' di
Dio! Lo Spirito Santo è "come una lingua come di fuoco"!
Quel
fuoco che sta davanti a me nel caminetto di montagna non lo posso prendere in
mano; esso non si lascia afferrare né fermare. Eppure mi riscalda e mi illumina
il volto e manda la sua luce su tutte le cose che stanno attorno.
Lo
Spirito Santo è luce! Immaginati di trovarti in una stanza buia, completamente
buia. Sei pronto? Ora dimmi: che significato hanno i quadri, i fiori sul tavolo,
i libri, la penna, l'orologio? Non servono a nulla! E le sedie? Vi inciampi. E
se ci fosse qualcuno? Potresti aver timore di lui, perché non vedi ciò che fa:
infatti potrebbe urtarti, darti un calcio, rovesciarti... Diventi diffidente.
Ebbene,
gli uomini che non hanno Spirito Santo sono così: non capiscono il significato
di molte cose, le credono inutili, non immaginano che tutti i fatti della loro
vita e della storia hanno un perché, anche quelli dolorosi: li chiamano
disgrazie. Sono diffidenti, pensando che gli altri li vogliano sfruttare, oppure
danneggiare. Non riescono a stabilire vera amicizia profonda con nessuno; si
sentono soli e sono tristi.
Chi
non ha Spirito Santo vive al buio, come nella tenebra fitta! E' Gesù che porta
la luce, lo Spirito Santo!!
Se
arriva la luce nella stanza buia cambia tutto. Così nella vita di un uomo. Se
arriva lo Spirito Santo si comincia a dir grazie a Dio di tutto, perché lo
Spirito Santo ci fa vedere tutto come dono del Padre, anche le piccole cose. E
anche i fatti dolorosi, - le disgrazie appunto - cominciano ad illuminarsi; si
può vedere nascosto in esse l'amore di Dio! O, se non lo si riesce a vedere,
almeno viene la certezza che esso vi è contenuto, e cercheremo di scoprirlo con
umiltà e con serenità.
Non
hai mai visto cristiani che non si lamentano quando incontrano grosse difficoltà
o 'disgrazie'? Sì, li hai visti: nei loro occhi risplende la luce del fuoco
dello Spirito Santo! Essi non ti considerano mai un nemico, anzi, ti vedono e ti
incontrano con gioia e ti danno fiducia, perché lo Spirito Santo diffonde la
luce di Dio Padre, che vede tutti come dei figli. Essi non hanno paura di te,
perché ti vedono con gli occhi di Dio!
Voglio
raccontarti una storia, perché non so che faccia hai fatto - o come hai
contorto il naso - quando ho detto che le disgrazie non ci sono più per chi ha
la luce dello Spirito Santo.
C'era
un giovanotto grande e robusto. Ai suoi tempi era di moda andare a far la
guerra; una guerra diversa dalle nostre, basti pensare che le bombe dei cannoni
erano grosse palle di pietra. Anche il nostro giovane si fa arruolare: vuol
diventare in fretta capitano, e poi forse generale, e quindi governatore...
Chissà quanti sogni mentr'egli galoppa sul suo destriero alla conquista della
città munita di alte torri! Ma ahimè! Da poco è iniziata la battaglia quando
proprio una di quelle bombe nemiche arriva tra le sue gambe: spezzate tutt'e due
in un sol colpo!
In
un batter d'occhio è fatto prigioniero: disarmato, umiliato, deriso, viene
portato in prigione.
La
prigione è la torre di un castello. Hanno pietà delle sue gambe rotte: lo
fanno stare a letto, in attesa che le ossa si rinsaldino. Quanto ci vuole?
Quaranta giorni? Forse di più, perché la frattura è multipla.
Il
tempo passa. Come passare il tempo?
A
quel giovanotto dai capelli lunghi piace leggere. La lettura lo affascina, ma la
lettura dei libri che conosce lui: avventure fantasiose di guerrieri, anzi
fantascientifiche avventure di cavalli capaci di spiccare il salto sulla luna.
Una
disgrazia aggrava la già pesante disgrazia che ha colpito il nostro amico: nel
castello non ci sono libri del genere! Egli non può fare altro che rassegnarsi,
anche perché non deve dimenticare che è prigioniero di guerra, e non ospite di
una confortevole clinica privata.
Un'altra
disgrazia: le ossa si sono rinsaldate, però malamente. Le gambe risultano
fortemente arcuate. Non si può... che figura farebbe? Bisogna spezzare le
gambe, e poi steccarle in modo che si rinsaldino diritte. L'operazione viene
effettuata con l'anestesia del tempo: una camomilla prima dell'operazione, e una
dopo! Per un prigioniero è sufficiente, no?
Nuova
degenza a letto. Cosa fare?
Nel
castello vengono trovati due libri. Uno più bello dell'altro per i gusti di chi
glieli porge. In mancanza d'altro li apre, li sfoglia, comincia a leggerli. Uno
è la 'Vita di Cristo'. L'altro s'intitola 'Storie di santi'.
Ve
lo immaginate un guerriero con libri simili sul comodino? Sfoglia, legge,
chiude. Riapre, sfoglia, si ferma, chiude. Riprende. Chissà quante volte prima
di decidersi a leggere un capitolo intero!
Passano
i giorni. Ed egli s'accorge che quelle mezze pagine lette di malavoglia gli
mettono in cuore desideri nuovi, gioia, pace. Legge più volentieri. Si ferma a
meditare, a sognare. Dopo qualche settimana si meraviglia di se stesso. Non sta
più sognando cavalli e damigelle, lance e coppe di vittoria, ma persino a occhi
aperti sogna poveri mendicanti da aiutare, ragazzi da istruire, uomini da
illuminare con le parole di Gesù, popoli da battezzare.
Sogna
di entrare in paradiso a far invidia ai santi e a far cantare gli angeli. Sogna
una processione di giovani dietro a sé...
Non
finisce di sognare che è guarito. Lo dimettono, anzi, lo liberano. Si sono
accorti anche i nemici che nelle sue mani non ci staranno più le lance e le
spade. Quei nemici per lui sono diventati i più grandi benefattori. Quella
disgrazia triplice - gambe rotte, prigione, libri da donnicciuole - è diventata
la sua fortuna. Egli ha cambiato vita.
Esce
dalla prigione e comincia ad arruolare giovani per andare alla conquista del
mondo intero! Vuole conquistare tutti per portarli nel Regno di Dio, vuole
conquistare tutti a Gesù.
Al
suo battaglione specialissimo e addestrato in maniera del tutto particolare dà
appunto il nome 'Compagnia di Gesù'! Le sue armi sono la preghiera, la povertà,
il Vangelo e l'obbedienza al papa.
Adesso
ti dico il suo nome: Ignazio di Loyola.
Ora
egli si trova in Paradiso, dove anzitutto ringrazia per le 'disgrazie', e poi
contempla il suo Signore, ma tiene d'occhio anche te, per invitarti a continuare
la conquista del mondo!
E'
venuto in casa mia - una casa grande e silenziosa - un gruppetto
di ragazzi che si preparano alla Cresima. Ragazzi
terribili: la mia casa è diventata subito piccola e per nulla silenziosa!
Pazienza.
Li
faccio sedere in cerchio su belle sedie rosse: e tento di dir loro qualcosa...
Sono
sì terribili, ma svegli: mi precedono con le loro domande, tanto che mi
meraviglio della loro attenzione. E se io domando loro qualcosa, essi hanno già
risposto prima che io finisca di parlare! Ecco le loro domande: "Chi
è lo Spirito Santo?".
Sto
pensando un po' in silenzio per trovare le parole adatte per rispondere, quando
un altro sbotta: "Io so cosa sono gli spiriti. Mio papà ha detto che ci
sono in soffitta. Sono andato a vedere, ma non ho visto nulla." E un altro:
"Mio fratello ha fatto una seduta spiritica. Si muovevano i
bicchieri." Una bella risata interrompe gli interventi.
Allora
comincio io: "Gli spiriti li avete voi nel cuore e nei muscoli." Si fa
un silenzio impressionante. Mi sorprendo, temo di averli spaventati. Ma quel
silenzio mi permette ora di continuare indisturbato.
"La
parola 'spirito' è una parola che viene dal latino e vuole
tradurre un termine ebraico usato da Gesù e riferito poi dagli evangelisti in
greco con la parola 'pneuma'. Conoscete questa parola?" "Nooo..."
tutti in coro!
"Ed
invece sì, la conoscete. Siete venuti qui su quattro pneumatici! Perché si
chiamano così le ruote dell'automobile? Se provate a spingere nella valvola
sentite uscire un soffio, un piccolo vento".
"Psss...
Psss... Tutti i ragazzi provano... quante gomme si sgonfiano! Ognuno ne sistema
quattro. Finalmente posso continuare. No, ancora le gomme di scorta! Psss...
"La
parola 'pneuma' significa appunto soffio, vento leggero. Gli antichi hanno visto
che l'uomo non è fatto solo di corpo e di anima, hanno osservato che ogni
persona muove l'intelligenza e la volontà e le mani e gli occhi e le labbra
come spinta da un... 'non so che' di interiore. Questo 'non so che' lo hanno
chiamato soffio, pneuma. Il soffio, o il vento leggero, cosa fa? Sposta la
polvere, le carte, le foglie secche, i rametti degli alberi, l'erba, tutto, in
una determinata direzione.
Noi
abbiamo addosso un soffio, un'aria leggera invisibile che muove la nostra
memoria, l'intelligenza, la volontà, le palpebre, le labbra... Vi faccio un
esempio.
Siete
mai stati rabbiosi?".
"Siii",
un coro di risposte: tutti i ragazzi mi vogliono raccontare le loro rabbie più
recenti e più violente. Qualcuno ripete le mosse...
"Bene,
bene. Sono contento che vi siete arrabbiati, così potete capire la mia
spiegazione.
Quando
sei rabbioso, cosa succede? La tua memoria va a ricordare torti ricevuti, la tua
intelligenza medita dispetti o offese, la tua volontà decide di fare cose che
fanno soffrire qualcun altro, le tue mani si chiudono fino a diventare pugni, i
muscoli del tuo volto lo trasformano in 'muso lungo' e i tuoi piedi talora si
alzano per divenire calci. E' vero?".
"Sii".
Non faccio più domande, altrimenti non finisco più.
"Ecco,
avete capito che la rabbia è..."
"Un
vento", dice svelto il più piccolo.
"Sì,
la rabbia è come un vento che muove le facoltà della nostra anima e del
nostro corpo. Anche la bontà è un 'vento': questo fa ricordare le cose belle,
porta a pensare i favori ricevuti, muove la volontà ad aiutare e a rallegrare
gli altri, fa aprire le mani al dono, fa rilassare i muscoli del volto al
sorriso... ecc... ecc. E ci sono altri venti dentro di noi, belli e brutti: c'è
quello di impazienza e quello di vanità, quello di fretta e quello di voler
aver ragione a tutti i costi, quello di critica e quello di impurità, quello di
avarizia e quello di superbia. Continuate voi, dopo, l'elenco completo.
E
c'è il vento della generosità e quello della mitezza, quello dell'umiltà e
della riconoscenza, quello della povertà e del dominio della lingua, degli
occhi, dei sentimenti, quello del perdono... Fate un altro elenco; provate a
farlo su di un pezzo di carta. Poi sottolineate quelli che vi muovono più spesso.
Vedrete quanti "spiriti" ci sono nel vostro cuore e nei vostri
muscoli!
Non
andate in soffitta... né sui tavolini coi bicchieri che si muovono: lì semmai
c'è lo 'spirito' menzognero del diavolo.
Avete
capito cosa vuol dire 'spirito'?".
"Siii!
vuol dire pneuma!".
Questi
ragazzi terribili hanno proprio capito!
I. La
parola “santo”
"Ci
rimane da spiegare la parola 'santo'. Dobbiamo cercare il significato anche di
questo termine nelle lingue antiche. Esso vuol dire “che sta sopra la terra,
al di fuori, non dipende da ciò che avviene sulla terra”.
"Non
ha i piedi per terra", sussurra uno dei miei amichetti! "Ha la testa
tra le nuvole", completa un altro.
"Proprio
così. Gli uomini hanno detto anche ai santi - e non solo ai distratti - queste
frasi. Ma lasciatemi finire. Vedete questo tavolo? Se io lo muovo, si muove
anche tutto quello che c'è sopra di esso, il libro, il vaso di fiori, la
matita. Se il tavolo si rovescia, tutto si rovescia. Ma se ci fosse una farfalla
che vola sopra il tavolo, al di fuori di esso, anche se il tavolo si sfasciasse,
essa non ne risentirebbe, perché non dipende dai movimenti del tavolo che sta
sotto. Così anche noi possiamo dipendere da ciò che avviene sulla terra oppure
da ciò che avviene in Cielo!
Quando
tu t'arrabbi perché piove e non puoi uscire con gli amici stai dipendendo da ciò
che avviene sulla terra, dal cattivo tempo appunto. Se invece dici dentro di te:
“Il Signore mi vuol bene ugualmente, io sono contento perché Gesù mi ama
anche se non posso uscire”, allora non dipendi dalla terra, ma dal Cielo. In
quel momento il tuo cuore è 'santo'!
Quando
un compagno ti dà un calcio, cosa fai?".
"Gliene
do due!" "E io lo butto a terra ... ".
"Piano,
piano... Tu dipendi allora da qualcosa che è avvenuto sulla terra. Se un calcio
ricevuto riesce a muovere il tuo cuore e le tue mani, tu sei influenzato da ciò
che avviene sulla terra! Invece tu puoi dire: “il mio amico mi ha offeso, ma
io sto dalla parte del Padre che è nei cieli: Egli ama buoni e cattivi, Egli
fa sorgere il sole sui giusti e sugli ingiusti e fa piovere alla stessa ora
sull'orto dei buoni e su quello dei peccatori.
Io
faccio come Lui e continuo ad amare il mio amico/nemico”. In quel momento tu
sei 'santo', non dipendi da ciò che avviene sulla terra".
"Com'è
facile essere santi" dice uno dei ragazzi! "Mica tanto" gli
risponde il vicino, "provaci durante la partita di calcio questo
pomeriggio!"
Io
continuo: "Gesù ha voluto insegnare queste cose. Ma chi lo ascolta? Ha
detto: se uno ti dà uno schiaffo, tu porgi l'altra guancia. Voleva dire
di continuare a sorridere a chi ti fa soffrire, perché tu sai che il Padre ti
ama anche se uno ti offende! Gesù ha detto ancora: 'se uno ti vuol prendere
il mantello, tu donagli anche la tunica'. Credo che Gesù pensava così: gli
uomini ti chiedono qualcosa, ma il Padre può chiederti di essere ancora più
generoso: tu ubbidisci al Padre! 'E se uno ti costringe a fare con lui un
miglio, tu fanne con lui due'. Cioè, gli uomini ti parlano con violenza e
pretendono, ma tu segui i cenni del Padre e vinci il male col bene.
Chi
agisce così è 'santo', dipende dall'Alto, non dal basso.
La
parola 'santo' è proprio bella. Essa appartiene del tutto solo a Gesù. Gesù
è davvero santo, perché non si lascia muovere il cuore alla vendetta,
all'odio, alla violenza, ma continua ad amare come il Padre.
Ricordi
quando Gesù è stato condotto nel pretorio e poi sul Calvario? Non rispondeva
male a nessuno, né a Pilato, né ai soldati che lo torturavano, né al ladrone
che lo offendeva. Nel suo cuore non è entrato l'odio che c'era attorno a lui;
il diavolo non è riuscito a dominare i sentimenti di Gesù, che è rimasto
continuamente 'dipendente' dal Padre. Egli sapeva che il Padre amava quei
soldati e quegli uomini dal cuore duro: egli moriva proprio per salvarli, e
perciò li amava mentre essi lo inchiodavano al legno.
Gesù
è santo! In lui vediamo operare lo Spirito Santo, il "soffio" che
porta in noi l'amore del Padre e porta noi ad amare e obbedire al Padre.
Su
Gesù è sceso lo Spirito Santo e vi è rimasto. Nella sua vita in mezzo agli
uomini noi vediamo come lo Spirito Santo agisce e quali frutti porta. Ogni volta
che vediamo Gesù, ogni volta che osserviamo i suoi modi di fare, vediamo come
lo Spirito Santo è capace di muovere il cuore di un uomo!".
I
miei amici sono contenti, ma un po' stanchi. Andiamo a giocare. Nel gioco faremo
attenzione a lasciar agire in noi lo Spirito Santo!
L. La
colomba: distacco da ciò che passa
Dopo
il gioco e dopo un bel momento di preghiera e di lode al Signore Gesù per la
sua 'santità' e al Padre per aver dato anche a noi Spirito Santo, i ragazzi
ritornano nella saletta con le sedie rosse. Sono tutti più tranquilli. Lo
Spirito Santo li ha trasformati? Oppure hanno sgranchito le gambe? Posso
raccontare loro serenamente ciò che ora dico a te.
"Quando
Gesù è sceso nella pianura del Giordano e s'è avvicinato a Giovanni che stava
battezzando chi si riconosceva peccatore, è successo un fatto meraviglioso. Gli
evangelisti ce lo descrivono così: “Quando tutto il popolo fu battezzato e
mentre Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si
aprì e scese su di lui lo Spirito Santo in apparenza corporea come di colomba,
e vi fu una voce dal cielo: 'Tu sei il mio figlio prediletto, in te mi sono
compiaciuto'”.
Ci
fermiamo solo sulla riga centrale: “scese su di lui lo Spirito Santo in
apparenza corporea come di colomba”.
Avete
visto spesso disegnata la colomba".
"Sì,
nella nostra chiesa, sul soffitto". "Anche sopra il battistero"
dice una ragazzina fino ad ora rimasta silenziosa.
"E
perché mai il Signore ha scelto la colomba per mostrare lo Spirito
Santo?".
I
miei amici rimangono pensierosi, e muti.
"Dio,
quando vuole comunicare con gli uomini, sceglie parole e figure per loro
comprensibili, usa un linguaggio adatto alla cultura e all'esperienza di chi
ascolta. Coi bambini parla a un modo, con gli adulti a un altro.
Che
persone c'erano là attorno a Giovanni Battista sulla sponda del fiume
Giordano?".
"Gli
ebrei, vedendo la colomba, non si sono nemmeno fermati a pensare che essa è un
uccello. Essi hanno subito intuito che si trattava di un grande messaggio di
Dio.
Ci
rechiamo sulla riva del fiume Giordano ad ascoltare direttamente dalla bocca di
tre uomini quanto avevano compreso. Essi si sentivano rinnovati nel loro cuore,
pentiti dei peccati e desiderosi di piacere a Dio: erano stati battezzati da
Giovanni.
La
prima persona che ci rilascia l'intervista è un uomo attempato e serio. Dal suo
sguardo si può capire che è un uomo abituato a riflettere.
“Mi
chiamo Ruben. Quando ho visto la colomba scendere sulle acque del fiume e andare
a posarsi su Gesù ho pensato subito alla prima pagina della Bibbia: 'La
terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l'abisso e lo Spirito di
Dio aleggiava sulle acque'.
Lo
Spirito di Dio aleggiava... muoveva le ali sopra le acque! Lo Spirito di Dio era
presente alla creazione del mondo e alla creazione dell'uomo come un uccello che
muove le ali!
Ora
quello stesso Spirito muove le ali verso Gesù.
Io
ho capito che è Gesù il vero uomo, creato proprio come Dio intendeva crearlo!
Noi tutti siamo poco 'uomini', perché la nostra umanità è mescolata con
l'egoismo, col peccato e spesso con la menzogna. Noi non siamo uomini completi.
L'uomo vero, che esce dall'acqua come Dio lo ha pensato e voluto, è Gesù. Lo
Spirito Santo ce lo ha indicato! E' lui il vero uomo, e io cercherò di
conoscerlo per imitarlo e per amarlo!”.
La
seconda persona che interroghiamo è un ebreo studioso. Egli stesso si presenta
come uno che frequenta la sinagoga tutti i sabati e anche a casa legge qualche
pagina del libro Sacro. Ma ascoltiamolo!
“Mi
chiamo Ezechia. Al vedere la colomba m'è venuto subito alla mente Noè. Il
grande patriarca, com'è narrato nel primo libro della Bibbia, stava ancora
nella grande arca che l'ha salvato dal diluvio. Terminate le piogge voleva
sapere se fosse giunto il tempo di uscire sulla terra: fece volare fuori dalla
finestra, che aveva fatto, una colomba, e la colomba tornò a lui sul far
della sera; ecco, essa aveva nel becco un ramoscello di ulivo. Noè comprese che
le acque si erano ritirate dalla terra'.
La
colomba dà a Noè questo messaggio: sulla terra si può vivere! Non c'è più
soltanto la morte che fa paura, che rovina i giorni dell'uomo.
Io
ho capito che Gesù è colui che rende la vita degli uomini vivibile, bella,
possibile! Gesù dà la vita eterna, la vita senza paura della morte. Gesù
permette di vivere senza timore. Dove c'è Gesù c'è amicizia vera, comunione
tra gli uomini, vita serena, pace! E' bello vivere dove c'è Gesù e insieme con
Lui.
Lo
Spirito Santo ci indica sempre Gesù come la persona su cui possiamo contare per
vivere insieme tra di noi nella pace e nell'unità”.
Il
terzo personaggio che avviciniamo è un giovane semplice e povero. Non ci pensa
due volte e risponde con immediatezza: “Io sono Andrea, discepolo di Giovanni.
Quando ho visto la colomba discendere su Gesù mi è venuto in mente il mio
pellegrinaggio dell'anno scorso al grande tempio di Gerusalemme.
Volevo
chiedere perdono a Dio dei miei peccati. Mi hanno fatto comprare una colomba,
dato che non avevo denaro sufficiente per acquistare una pecora. Poi ho dovuto
consegnare la colomba al sacerdote, che l'ha uccisa, le ha tolto il sangue
spargendolo attorno all'altare fatto di dodici pietre, e poi l'ha messa tra le
fiamme che crepitavano su di esso.
Adesso,
dopo aver visto la colomba posarsi su Gesù, so che per chiedere perdono a Dio e
avere la sua pace non devo più uccidere animali: vado da Gesù, amo Lui e gli
obbedisco. Sono sicuro che così Dio mi vuol bene, perché Gesù è colui che
porta i peccatori al Padre, è l'amico che si offre vittima anche per i miei
peccati e per quelli di tutto il mondo. Egli li porta sulle sue spalle per
alleggerire le mie. Così ha detto anche il mio maestro Giovanni il Battezzatore
quando lo ha visto venire.
Sento
un grande amore per Gesù e una gran voglia di ascoltarlo. Benedetta quella
colomba che è venuta dal cielo!”.
Un
altro uomo, che sta ascoltando, senza essere intervistato, dice a voce alta:
“E io ho pensato al popolo d'Israele! I profeti lo chiamano 'Colomba',
'Colomba mia', messaggero di Dio per tutti i popoli! Ho visto la colomba
venire su Gesù.
Lo
Spirito Santo ci dice che è Lui il nuovo Israele, quello che dura nei secoli!
E' Lui il capostipite del nuovo popolo di Dio. Io lo seguirò, perché voglio
far parte del popolo amato da Dio!”.
Questi
ebrei mi meravigliano. Quante cose imparo da loro! Lo Spirito Santo mi indica
Gesù come il vero uomo, come colui che ci fa vivere insieme nella pace, come
colui che si offre in sacrificio per riconciliarci col Padre, come il nuovo
popolo di Dio!".
I
miei ragazzi non mi interrompono più. Si sono addormentati? No, anzi! Qualcuno
sta persino prendendo appunti. Approfitto di quest'attenzione per continuare.
"Spirito significa vento leggero. Gesù stesso parlando con Nicodemo, il
fariseo che va a trovarlo di notte, dice: “Il vento soffia dove vuole e ne
senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va: così è di chiunque è nato
dallo Spirito”.1
Quando
c'è il vento te ne accorgi dal rumore. Anche quando c'è lo Spirito
Santo nel tuo cuore te ne accorgi. Egli non fa rumore, ma parla, ti parla di Gesù,
ti orienta ad essere amico suo. Se non c'è in te questa voce che ti trascina e
ti spinge a Gesù è brutto segno: hai chiuso le porte al 'soffio' dello Spirito
Santo!
Il
vento entra se una finestra è aperta. Se tutto fosse chiuso, come farebbe
ad entrare? Non può. Ma se entra, sconvolge un po' le cose che trova. Così lo
Spirito Santo, quando entra nel cuore di un ragazzo lo sconvolge un po', non lo
lascia come prima.
Se
c'era al primo posto la squadra di calcio, poi lo studio, quindi i poster,
poi... quando arriva lo Spirito Santo tutte queste cose restano, ma si spostano
un po': fanno largo a Gesù.
Anzitutto
la lettura del Vangelo e le preghiere, poi il gruppo di catechesi e la S. Messa.
Dopo resta posto anche per il calcio, il nuoto, i poster e lo studio. Anzi, lo
studio prima del calcio e del nuoto. Quando c'è quest'ordine c'è anche
armonia, serenità e serietà. E qualcuno ti dà maggior fiducia. E tu sei più
contento.
Ma
il vento ci dice ancora qualcosa. Quando c'è vento ed io apro la porta o
la finestra esso entra in casa. Se poi chiudo porta e finestra, posso dire che
c'è vento in casa perché l'ho chiuso dentro?".
"Noo!
bisogna esser deficienti a dir così!" afferma sicuro il ragazzo che fino a
poco fa masticava gomma americana.
"Proprio
così; se qualcuno dice: “adesso ho ricevuto lo Spirito Santo. Io ce l'ho. Io
sono a posto”, egli è come colui che ha chiuso la finestra ed è convinto
d'avere il vento in camera!
Chi
si ripiega su se stesso e guarda a sé ritenendosi un arrivato, uno che è a
posto col Signore, non ha lo Spirito Santo: perché Questi ci sia in noi è
necessaria l'apertura continua a Gesù!
Ti
raccomando, caro ragazzo. Non ritenerti mai un arrivato. Rimani sempre rivolto a
Gesù, tieni aperto a Lui il tuo cuore, dialoga sempre con Lui, fa di tutto per
ascoltarlo. Allora il suo Soffio entra in te, ed entrando continua a rinnovarti
e a tenerti nell'amore! La vita non è più monotona, i giorni non sono più
uguali. Il Soffio di Gesù ti ricorda tutto ciò che Egli ha detto quando ciò
è utile per la tua vita o per parlare con gli altri.
Lo
Spirito di Gesù ti “guida alla verità tutta intera”, ti difende
dalle menzogne che il mondo continua a inventare e a tramare per far credere che
il male che fa è bene.
Tu,
guidato dallo Spirito di Gesù, conoscerai che Dio è Amore e perciò potrai
difenderti dalle false immagini di Dio con cui tanti uomini vorrebbero trarti in
inganno.
C'è
chi ti vuol far credere che Dio è potenza, e ti vende le polverine per divenire
un superuomo.
C'è
chi ti vuol far credere che Dio è salute e ti insegna ginnastiche per divenire
centenario con un po' di insalata e di farina grigia.
C'è
chi ti vuol far credere che Dio è scienza, e ti insegna meditazioni e
concentrazioni e fatiche che ti isolano dalla famiglia e dalla società.
C'è
chi ti vuol far credere che Dio è miracolo continuo, e ti porta a sedute
magiche.
Gli
uni e gli altri ti farebbero diventare matto, stanco, deluso, sfruttato per i
loro interessi di gloria umana o di denaro. Tenendoti unito a Gesù lo Spirito
Santo ti dà luce agli occhi, forza e certezza nel cuore per vedere sempre
l'unico vero Dio che è amore, che è Papà buono e forte! E tu sarai capace di
amare e di essere anche tu - amando - un segno della Presenza di Dio."
Dopo
un breve dialogo i ragazzi se ne vanno. Mi chiedono se possono tornare ancora.
Li
benedico nel Nome di Gesù.
Le
catechiste che li hanno accompagnati sono stupite. Quei ragazzi non sono più i
terribili di prima! Torneranno!
Un
parroco mi ha invitato a parlare ai genitori e ai padrini dei ragazzi che nella
sua parrocchia tra un mese saranno "confermati".
Mi
presento. Non ci sono solo i 'grandi'. Stavolta i genitori vengono a due a due
accompagnati dai figli, che si piazzano proprio davanti a me. Occhi furbi, come
dicessero: adesso sentiamo cosa vien detto ai nostri genitori! A chi devo
parlare? ai grandi o ai piccoli?
Proverò
a dire qualcosa agli uni e qualcosa agli altri.
"I
grandi hanno imparato quand'erano piccoli, che lo Spirito Santo è la terza
persona della SS.ma Trinità. Erano piccoli, non si poteva dire loro
nient'altro. Ma quando sono diventati grandi non sono più andati a catechesi, e
lo Spirito Santo è rimasto il numero tre. E qualcuno di loro s'è lasciato
scappare persino qualche frase così: “che siano tre o quattro per me fa lo
stesso”! Per me invece no".
A
questo punto tiro fuori dalla tasca della mia giacca a vento un piccolo cero che
ho portato con me. Mi guardano tutti con curiosità. "Vedete questo cero?
di che cos'è fatto? Di cera e di stoppino. Se la cera dicesse: “non voglio
consumarmi”, e lo stoppino dicesse altrettanto, quel cero non sarebbe buono a
nulla. Ma se invece la cera dicesse: “Io mi lascio consumare per donarmi allo
stoppino e far luce a qualcuno”, e lo stoppino accettasse, allora inizierebbe
un movimento di dono e accoglienza, di amore che si offre".
Con
un fiammifero accendo il cero.
"Inizia
un movimento di dono reciproco che produce luce e calore! La fiamma è una terza
realtà che è frutto del dono-accoglienza fra la cera e lo stoppino, e nello
stesso tempo garantisce la fedeltà e continuità dello sciogliersi della cera e
dell'intenerirsi dello stoppino!
La
fiamma è la terza realtà, quella utile agli altri, quella per cui esistono le
altre due. Essa non ci sarebbe se fra la cera e lo stoppino non si stabilisse il
rapporto di donazione - accoglienza.
Avete
compreso qualcosa?".
Mi
guardano tutti come per dirmi: "E' tutto chiaro!".
"Così
è il nostro Dio, come il cero. Dio è Amore. L'amore si dona. Donandosi genera
un altro Amore, che risponde amando. Noi chiamiamo il nostro Dio Padre e Figlio.
Essi si amano l'un l'altro donandosi e accogliendosi! Questo loro amore è la
fiamma, è la lingua di fuoco, è il vento, è la colomba. Questo loro Amore è
un fuoco che ci illumina e ci riscalda, ci coinvolge entrando in noi come forza
d'amore.
La
candela accesa è una cosa sola. Sono tre cose che sono una sola perché il
movimento dono-accoglienza le fa essere una sola cosa.
Il
nostro Dio è uno, perché l'amore fa sì che Padre e Figlio si amino nello
Spirito Santo, che entra anche in me e mi fa amare come Dio ama!".
I
grandi sono soddisfatti. I ragazzi guardano il piccolo cero acceso. "Lo
Spirito Santo è la terza persona. Esiste come relazione tra Padre e Figlio. E'
molto importante saperlo! Se io amo il Padre allora c'è in me lo Spirito Santo.
Se io obbedisco a Gesù, se sono pronto ad aprirgli il cuore, c'è in me lo
Spirito Santo.
Se
invece non volessi più aver a che fare con Gesù e con il Padre rimarrei solo.
Se io non mi offro ad una seconda Persona non può esserci la Terza! E lo si
vede. Quando un uomo o una donna decide di tagliare i rapporti con Gesù e col
Padre ci s'accorge subito. Il suo volto diviene duro, triste, superbo.
Non c'è più in lei la Fiamma che illumina e riscalda, non c'è più il frutto
dello Spirito, Terza Persona.
E
quando qualcuno invece riprende ad amare il Padre e a obbedire a Gesù sul suo
volto torna il sorriso, l'armonia, la dolcezza, e prima ancora la gioia e la
serenità nel suo cuore.
Non
è lo stesso, essere o non essere nello Spirito Santo! C'è una differenza
enorme".
Con
le ultime parole mi sono già introdotto a parlare del frutto dello Spirito.
"Volete
sapere, voi ragazzi, come diventerete quando avrete lo Spirito Santo nel
cuore?".
I
ragazzi, curiosi, mi fanno capire che sono proprio contenti di sapere in
anticipo. Non si azzardano a dire nulla perché ci sono i genitori di tutti, e
anche i padrini. Sanno che dietro, in fondo, c'è, seduto, anche il Parroco.
Essi non vedono che egli si sta addormentando. Io non mi meraviglio: la notte
scorsa si è dovuto alzare alle due: l'hanno chiamato per pregare con una
persona che stava per morire.
"Quando
c'è lo Spirito Santo in una persona, quella persona porta frutto! oh, non
diventa un albero! Di questo frutto s'è accorto persino S. Paolo che l'ha
scritto in una lettera confidenziale ai cristiani della Galazia:“Il frutto
dello Spirito è: amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà,
mitezza, dominio di sé.” Sono nove parole che imparerete a memoria. E'
facile, non spaventatevi. Imparatele a tre a tre: amore, gioia, pace!
pazienza, benevolenza, bontà! fedeltà, mitezza, dominio di sé!
Ora
guardiamo meglio, più da vicino questo frutto.
L'amore
lo conoscete. Ma qui si
parla di quello che viene dallo Spirito, dal fuoco di Dio. E' l'amore che ama
senza aspettarsi niente, l'amore che ama per primo e perciò è capace di voler
bene anche ai nemici. E' l'amore che c'è nel cuore di Dio. Con lo Spirito Santo
diventiamo capaci di amare così.
Gioia:
Non è la gioia del gelato,
né quella del regalo di Natale. E' la gioia di Dio. Il Padre è contento di Gesù,
della sua obbedienza, del suo amore grande. Gesù è contento del Padre, del suo
amore ai piccoli e ai peccatori. Lo Spirito Santo ci fa esser contenti d'avere
un Padre e di avere Gesù nel cuore, anche quando non c'è il gelato, anche
quando non c'è il regalo.
Pace:
La
pace vera è condivisione. Questa è la pace: Dio ci dona ciò che ha di più
caro, il Figlio! Egli condivide la ricchezza della sua vita. Quando Gesù dice
“Pace a voi!” accompagna le parole con un dono: il perdono, la
partecipazione al suo mandato, lo Spirito Santo. Anch'io dono pace quando ti do'
quel che è mio, quando posso dire: “Godi anche tu della mia gioia”.
Pazienza:
Un
altro frutto dello Spirito che vorremmo lo avessero gli altri! Qual è la
pazienza che riceviamo? Quella che ha avuto Gesù: ha atteso la conversione dei
suoi discepoli fin dopo la propria morte.
Benevolenza:
Gesù
pensa bene e vuole il bene di tutti, persino del ladrone. Benevolenza è
l'atteggiamento del Padre del figlio prodigo. Non penso male e non parlo male di
nessuno, perché tutti sono amati da Dio Padre e per tutti Gesù è morto.
Voi
diventerete così benevoli ricevendo lo Spirito Santo!
Bontà:
Dio solo è buono! Con lo
Spirito Santo viene in noi la bontà di Dio. Ciò che Dio vuole è buono! Io
obbedisco a Lui e divento buono come Lui.
Fedeltà:
lo Spirito Santo mi rende
fedele, capace di esser perseverante nei miei compiti, presente dove mi sono
impegnato a servire. Dio è fedele: posso sempre contare su di lui e sulle sue
promesse!
Mitezza:
un uomo mite è uno che è
presente, disponibile, pronto e attento alle necessità, ma non s'impone. Quando
non lo adoperi quasi non t'accorgi che c'è! Dio è mite: c'è, ti sostiene, ti
ama, e tu rischi di non accorgerti della sua Presenza!
Dominio
di sé: lo Spirito Santo fa
fatica a mantenere in noi questo frutto; Egli adopera anche la nostra
collaborazione. Dominio di sé vuol dire tener a posto la lingua, vincere i
desideri della gola, distogliere gli occhi dalle cose che sconvolgono il cuore,
allontanare i desideri delle cose degli altri e delle curiosità di figure
oscene, tener a freno i sentimenti di vendetta o di antipatia...
I
ragazzi mi guardano contenti. I grandi hanno abbassato gli occhi e sono
pensierosi.
Q.
Gesù “soffia” lo Spirito, che ci rende “servi” per tutta la vita (ci
realizza!)
Davanti
a me stanno ancora i piccoli e i grandi. Temo d'averli un po' amareggiati.
Vedono i frutti dello Spirito come un traguardo troppo lontano!
"Niente
paura! Non preoccupatevi. Dio sostiene la vostra fatica. Tutto questo lo farà
lo Spirito Santo".
"Allora
noi cosa dobbiamo fare?". E' una mamma che pone la domanda.
"State
del tempo con Gesù. Prendetevi del tempo e state con Gesù, in casa vostra o in
chiesa, amandolo e ringraziandolo. Coraggio, provate tutti i giorni per almeno
un quarto d'ora.
Gesù
continua a fare quello che ha fatto il giorno della sua Risurrezione. Allora
Egli ha alitato sui suoi apostoli lo Spirito Santo.
Quando
stiamo con Lui Egli continua a soffiare il suo Spirito. Se stiamo davanti al
Tabernacolo in chiesa, o in casa riposando seduti davanti a un crocifisso o a un
bel volto di Gesù, senza dire nulla e senza aspettarci che Egli dica nulla,
quando andremo via ci accorgeremo che in noi è aumentato il frutto dello
Spirito! E' cresciuta la gioia, la benevolenza e la mitezza!
Lo
Spirito Santo non porta in noi solo dei frutti. Egli ci fa pure dei doni. I doni
dello Spirito sono specialissimi: non sono cose da godere, ma mezzi con cui
diventiamo noi stessi dono, disponibili e capaci a servire la comunità
cristiana e tutti gli uomini. Uno di questi doni è la capacità di parlare di
Gesù, di dire agli altri che Egli è il Salvatore.
Un
altro dono è la forza di credere che Dio fa miracoli con la nostra preghiera.
Altro dono ancora è l'attenzione ai malati, la capacità di star loro vicini
consolandoli con la parola del Signore e curandoli con amore.
Un
altro dono è l'amore ai bambini e ai ragazzi, la volontà di star con loro a
giocare o a far catechesi.
Altro
dono ancora è la capacità di organizzare gruppi per occuparsi di feste e
servizi e raccolte di denaro o di cibo per terremotati o per altri popoli che
soffrono carestia o fame o altre disgrazie.
Sono
tantissimi i doni dello Spirito Santo, tutti dati a noi per fare della nostra
vita un dono, per farci vivere in comunione come una sola vera famiglia.
Anche
voi ragazzi vi accorgerete d'avere uno o più doni. Vi accorgerete piano piano.
Sentirete forse un desiderio nel cuore o qualcuno vi chiamerà a servire la
comunità.
Siate
contenti. Lo Spirito Santo vi fa essere un segno dell'amore del Padre per altre
persone.
Sapeste
com'è bello servire il Signore!
Egli
vi fa dei doni, vi dà delle capacità, perché anche voi collaboriate con Lui.
Poi vi chiama a esercitarle in tanti modi. Vi può chiamare a formare delle
belle famiglie cristiane, dove Gesù è al centro, dove si prega insieme e
insieme si cerca di aiutarsi ad ascoltare e a fare la Volontà del Padre.
Fortunati
quei giovani che vengono chiamati dal Signore a formare una famiglia cristiana:
i due sposi, prima da soli e poi con i figli, vivono la vita di Dio, che è
comunione! Per questo vengono benedetti e tutta la comunità prega per loro e
poi riceve grande gioia dalla loro unità. I giovani cristiani che si preparano
a formare una famiglia cristiana cominciano presto a imparare ad amare, a
donarsi, a non vivere pensando a sé cercando solo divertimenti.
Ma
il Signore chiama sempre qualcuno anche a dare a Lui tutta la vita senza nemmeno
pensare a una propria famiglia. E lo Spirito Santo fa sorgere nel cuore di
alcuni ragazzi e di alcune ragazze il desiderio di essere del tutto suoi,
vivendo poveri e a disposizione di tutti. A loro il Signore dona dei fratelli e
delle sorelle, una famiglia più grande dove vivere nell'ubbidienza e nell'amore
di Gesù. Li chiamerete frati o suore, che vuol dire fratelli e sorelle.
Lo
Spirito Santo fa il dono grande ad altri ragazzi di prepararli per offrirsi a
diventare sacerdoti, a servizio di Gesù per annunciare la sua Parola e
celebrare i suoi Sacramenti.
State
in ascolto dello Spirito Santo. La sua voce è chiara. Fatevi aiutare da qualche
buon sacerdote: chiedetegli che ascolti anch'egli il Signore per voi e vi dica
poi quale possa essere la 'chiamata' di Dio per voi, la vostra vocazione."
Ti
ricordi il gruppetto di ragazzi 'terribili'? Ebbene, hanno costretto la loro
catechista a portarli di nuovo nella mia casa grande e silenziosa. Sono
arrivati. Stavolta la casa è rimasta silenziosa!
Anzitutto
li accompagno nella grande chiesa della Parrocchia. Dopo la genuflessione, una
breve preghiera. Ed eccoci davanti a una nicchia dove tengo custoditi dei
vasetti d'argento. Tre vasetti uguali sono là, dietro le inferriate, sopra un
piccolo vassoio dorato.
"Sono
gli oli santi", dice la ragazzina dell'altra volta.
"Sì,
vedete incise delle lettere sui vasetti. Quello è l'Olio dei Catecumeni, quello
di fianco è l'Olio degli Infermi e questo davanti è il Sacro Crisma".
Uno
mi guarda con un punto interrogativo sulla punta del naso! Ho capito, devo
spiegare.
"Il
Sacro Crisma è un Olio come gli altri, ma su di esso il Vescovo ha pronunciato
una preghiera speciale. L'ultimo Giovedì Santo il Vescovo ha alzato le mani
insieme a tutti i sacerdoti per consacrare quest'Olio. E ora con esso
consacriamo i bambini battezzati, e con esso ancora il Vescovo consacra le
chiese nuove e gli altari e le mani dei sacerdoti novelli. Ed è l'Olio che il
Vescovo o il suo delegato - userà per segnare il segno della Croce sulla vostra
fronte quando vi 'cresimerà'. Il Sacramento della Cresima si chiama così
appunto perché per esso viene usato il 'Crisma'. Vi viene 'confermata' la
Consacrazione che il sacerdote vi ha dato subito dopo il Battesimo. Allora
eravate addormentati, e troppo piccoli. Sono stati i vostri genitori ad
esprimere il desiderio che voi foste accolti da Gesù. Ora che siete cresciuti e
potete prendere delle decisioni - infatti avete già scelto quale professione
imparare e quale scuola superiore frequentare - siete voi a 'confermare' la
vostra Consacrazione a Gesù. Voi 'confermate' e Gesù 'conferma' la vostra unità
a Lui. Cresima e Confermazione sono due parole che dicono il vostro incontro
cosciente con l'amore fedele del Signore".
"E
lo schiaffo del Vescovo?".
"Aspetta,
altrimenti te lo do io adesso uno schiaffetto!
Prima
che voi vi avviciniate al Vescovo, egli fa una solenne preghiera alzando le mani
sopra tutti voi cresimandi: è quello il gesto e il segno Più importante, è
allora che lo Spirito Santo entra in voi. E poi ciascuno di voi si presenta
personalmente per ricevere il "sigillo" dello Spirito (il Vescovo dirà
proprio questa parola). Sarete 'sigillati' dal Crisma e dalla mano sul capo.
E'
il gesto tipico che trasmette lo Spirito Santo! Anche gli Apostoli facevano così:
per donare lo Spirito Santo ai battezzati essi ponevano loro le mani sul
capo, pregando!
"Cosa
vuol dire che sono 'sigillato'?" dice il ragazzo che l'altra volta
masticava gomma.
"Vuol
dire che sei diventato proprietà dello Spirito di Dio, consacrato a Gesù e con
Lui al Padre. Vuol dire che diventi testimone di..."
"Mia
sorella ha fatto la testimone al matrimonio della sua amica"!
"E
mio zio è stato chiamato a fare il testimone in tribunale!".
"Piano,
piano. Vi dirò dopo, nella saletta, chi è il testimone di Gesù. Torniamo alla
mano del Vescovo sul vostro capo. In quel momento anche il vostro padrino o la
madrina poserà la sua mano destra sulla vostra spalla. Anche il padrino, al
posto e a nome di tutta la comunità cristiana, partecipa col Vescovo a donarvi
lo Spirito Santo. Il vostro parroco, a suo tempo, vi ha detto di scegliere un
padrino o una madrina che sia buon cristiano, che vi dia buon esempio di fede e
di amore al Signore, che vada a Messa tutte le domeniche con fedeltà, che sia
buono e caritatevole. Perché il parroco vi ha detto così? E' semplice: il
vostro padrino deve vivere nello Spirito Santo per poter porre la sua mano su di
voi insieme al Vescovo: egli vi deve comunicare e trasmettere Spirito Santo e
non spirito di amore al denaro, alla moda, alla vanità o ai piaceri. Egli deve
far parte della chiesa, comunità che è unita dallo Spirito Santo, deve avere
nel cuore amore a Gesù. Voi dovete diventare forti e incrollabili nella fede.
Il vescovo vi dà poi uno 'schiaffo' per rendere evidente che siete diventati
forti e coraggiosi.
Ma
state tranquilli, non sarà uno schiaffo. Sarà una dolce carezza. Provo io a
mostrarvi come farà il Vescovo?". Il mio amichetto si avvicina per la
carezza, e io ne approfitto per dargli un bel... colpetto! Mi diverto anch'io un
pochino a fare... il vescovo!
Andiamo
ora nella saletta dalle sedie rosse. Prima ancora che tutti prendano posto mi
sento dire: "Devi dirci chi è il testimone!"
"E'
proprio ciò che volevo fare!
Gesù,
durante l'ultima Cena con i suoi Dodici, ha parlato a lungo e ha detto molte
cose importanti anche riguardo allo Spirito Santo, il Paraclito, che viene dal
Padre. Tra il resto disse così: “Egli mi renderà testimonianza; e anche
voi mi renderete testimonianza ... ”.
Lo
Spirito Santo è il testimone di Gesù.
Credo
di non aver capito nemmeno io tutto il significato di questa affermazione: nel
testo greco del Vangelo scritto da Giovanni, il termine 'testimone' si dice con
la parola 'martire'. Per capire del tutto... dovrei essere martire!
Quello
che vi dico è solo un po', e un po' troppo poco. Lo Spirito è testimone di Gesù.
Egli cioè ci assicura - senza sbagliare e senza mentire - che Gesù è davvero
“Gesù”, cioè il Salvatore che Dio Padre ha mandato per salvare gli
uomini, l'unico che dà salvezza.
Gli
uomini sono egoisti, peccatori, tutti capaci di fare il male e incapaci di
evitarlo del tutto. Questo provoca sofferenze a sé e agli altri. Tutti
soffriamo e talora ci disperiamo per i peccati nostri o degli altri.
Abbiamo
bisogno di qualcuno che ci salvi, che ci porti ad avere nel cuore l'amore del
Padre, a sentire il suo amore per noi.
Molte
persone soffrono perché non sanno che Dio ci ama e ha mandato un Salvatore.
Molti cercano da sé salvezza e pensano di riuscire a salvarsi con le proprie
forze o di riuscire a inventare gesti e religioni per salvare gli altri.
E
così c'è chi pensa che per esser salvi sono necessarie leggi nuove e nuovi
partiti politici, oppure formule magiche e polverine - e vanno da maghi italiani
o indiani -; altri dicono che si salvano solo quelli che fanno parte di un
gruppo speciale di gente pura che non pecca mai, altri pensano di salvarsi
continuando ad accusare gli altri dei loro sbagli.
Ma
tutto questo moltiplica le sofferenze. Quando un uomo cerca di salvarsi da sé
non fa che peggiorare la situazione.
Lo
Spirito Santo è testimone nel nostro cuore che la persona di Gesù è davvero
ciò che dice il suo Nome: “salvezza di Dio”! Gesù è colui che il
Padre ci ha mandato per salvare l'uomo da tutte le situazioni di infelicità in
cui si trova. Chi ubbidisce a Gesù infatti comincia a godere la pace nel suo
cuore e a diffondere pace attorno a sé.
Lo
Spirito Santo mi fa guardare sempre a Gesù:
quando
sono peccatore, per avere il perdono di Dio;
quando
sono tentato di peccare, per aver la forza di resistere;
quando
soffro a causa del peccato degli altri, per saper perdonare e per non accettare
sentimenti di odio o di vendetta in me;
quando
soffro a causa della malattia, per offrire quel dolore al Padre e farne un atto
d'amore;
quando
ho paura della morte o quando la morte viene per davvero, a donare a Dio la vita
ed essere così sicuro di vivere per sempre nel cuore del Padre!
Gesù
mi salva sempre. E' Lui il Salvatore.
Seguendo
lo Spirito Santo pongo la mia speranza in Gesù: ricevo gioia e consolazione.
Ricevo persino forza e gioia per consolare altri e portarli a ricevere la
salvezza di Gesù. “Anche voi mi renderete testimonianza”.
Adesso,
mentre vi dico queste cose, io sono testimone di Gesù per voi. Più che con le
parole lo sono con la sicurezza della voce e con la pace e gioia che vedete in
me. Anche voi avete molte occasioni per rendere testimonianza a Gesù.
Quando
sarete contenti per l'amicizia del Signore, anche se prendete un brutto voto a
scuola, quando accetterete - per amore di Gesù - senza lamentarvi una malattia
che vi fa stare a letto, quando avrete fiducia nel Padre per il futuro e
rinuncerete perciò a seguire i consigli di chi vi vuol accompagnare da un mago
o da una maga, quando vi presenterete alla S. Messa anche se dovete passare in
mezzo al gruppo di 'amici' che vi deride, allora siete testimoni di Gesù, salvezza
di Dio.
Lo
Spirito Santo vi ha illuminati, e vi fa essere luce di Verità: la Verità, cioè
il vero amore di Dio, è Gesù!".
Il
più piccolo dei ragazzi, che non è il più addormentato, mi domanda:
"Prima hai detto una parola come para... para..." "parapendìo!"
completa un altro. Tutti si mettono a ridere. E anch'io. "Ho detto “Paraclito!
” S. Giovanni, nel suo Vangelo scritto in greco, usa questo termine per
tradurre le parole dette da Gesù. “Paraclito”, in greco, significa
'chiamato vicino'. Lo Spirito Santo è chiamato vicino. Vicino a chi? Vicino
all'uomo che è peccatore, distratto, ammalato, sofferente...
Quando
uno di noi ha bisogno d'aiuto chiama vicino chi lo possa assistere. Lo Spirito
Santo è 'il chiamato vicino'.
Gesù
intendeva dire che lo Spirito Santo che Egli ci dona ci assiste in tutte le
circostanze.
Sei
triste e sofferente? Egli ti consola, è il consolatore.
Sei
accusato? Egli ti difende e ti rende sicuro.
Sei
distratto? Egli ti richiama alle cose più importanti.
Sei
pigro? Egli ti esorta e ti spinge a seguire Gesù.
Sei
disorientato? Egli ti mostra la via sicura, la Volontà del Padre.
Sei
dimenticone? Egli ti ricorda al momento giusto le parole di Gesù e ti
suggerisce anche che cosa devi dire ad altri.
Hai
delle responsabilità? Egli ti sostiene e ti incoraggia e ti illumina a viverle
in serenità.
Lo
Spirito Santo è un vero assistente in tutti i momenti".
"Anche
agli esami?". Da dove viene questa domanda birichina? E' la ragazza dai
capelli lunghi che sta pensando al terribile appuntamento!
"Sì,
anche agli esami. Perché no? Tu continua la tua amicizia a Gesù, e il Suo
Spirito ti assisterà anche durante gli esami. Ti può assistere sia per
rispondere bene ed essere promossa, sia per sopportare con serenità
l'umiliazione della bocciatura".
"Ohhh!"
Un bisbiglio confuso di protesta ... !
"Allo
Spirito di Dio preme il Regno di Dio. Ora al Regno di Dio può essere utile la
tua promozione, oppure, - chi lo sa? - la tua bocciatura! Ora tu non lo sai. Lo
sa il Signore. A te basta sapere che Lui lo sa, e allora resti serena e contenta
in ogni caso (qualche lacrima è concessa...).
La
tua serenità è già un dono per molti. E poi, come ripetente, potrai essere
testimone di Gesù per i ragazzi più piccoli dell'altra classe! Pensa che
bello!".
"Ci
facciamo bocciare tutti!".
"No,
no! Fate il vostro dovere. Anzitutto lo Spirito Santo vi assiste per questo, per
svolgere bene la vostra 'missione', per continuare a fare il vostro dovere.
Questo
discorso mi fa venire in mente un'altra cosa. Talvolta, nel libro degli Atti
degli Apostoli, la venuta dello Spirito Santo è accompagnata dal terremoto.
Certamente con questa parola S. Luca ci vuol dire qualcosa di particolare!
Di
solito noi usiamo la nostra casa con molta sicurezza come il luogo più adatto:
quando piove ci ritiriamo in casa; quando fa caldo, lo stesso. Se in piazza ci
sono disordini ci chiudiamo in casa e così se girano curiosi o ladri... La casa
è il luogo più sicuro. Se viene il terremoto... via tutti, fuori di casa! Il
terremoto cambia i nostri modi normali di proteggerci.
Anche
lo Spirito Santo cambia i nostri modi normali di comportarci, di reagire: è
come un terremoto!
S.
Paolo dice: “Insultati, benediciamo; perseguitati, sopportiamo; calunniati,
confortiamo”.
Come
mai? Di solito una persona insultata maledice; una perseguitata o calunniata
cerca di difendersi e di andare dall'avvocato. I cristiani invece fanno un “terremoto”
in queste cose: in loro agisce lo Spirito Santo che li fa reagire sempre
secondo l'amore di Dio. Dal loro cuore, anche se... strizzati come una spugna,
esce sempre l'amore che lo Spirito di Dio vi ha riversato!" .
"Ci
mettiamo ora per un attimo alla scuola di S. Paolo, l'apostolo che ha molto
viaggiato e sofferto per portare ovunque il Nome di Gesù. Mentr'egli si trovava
a Corinto scrisse una lettera ai Romani, cioè ai cristiani che vivevano a Roma.
La lettera è molto lunga. A metà circa dice: “Lo Spirito viene in aiuto
alla nostra debolezza, perché nemmeno sappiamo che cosa sia conveniente
domandare, ma lo Spirito stesso intercede con insistenza per noi, con gemiti
inesprimibili, - e colui che scruta i cuori sa quali sono i desideri dello
Spirito, poiché egli intercede per i credenti secondo i disegni di Dio”.
In
pratica S. Paolo ci rivela che lo Spirito Santo è colui che ci insegna la
preghiera più vera, anzi, è lui stesso che prega in noi. Quando noi preghiamo
diciamo tante cose al Signore, qualche volta ci lamentiamo con lui, spesso gli
insegnamo quel che Egli deve fare! Ma tutto quello che noi vorremmo e per cui
preghiamo è proprio per il nostro vero bene? è quello che ci vuole? è la cosa
migliore per la nostra salvezza o per quella degli altri? ciò che noi chiediamo
ci aiuta ad andare in Paradiso? Noi non lo sappiamo. Lo sa solo il Signore.
Lo
Spirito viene in aiuto alla nostra ignoranza... Se noi teniamo Spirito Santo nel
nostro cuore sarà lui stesso ad intercedere, cioè sarà lui che chiede e
ottiene dal Padre ciò che serve al nostro vero bene e al bene di tutti. Il
Padre lo ascolta, perché lo Spirito Santo non chiede nulla di egoistico o di
superficiale".
"Allora
noi come dobbiamo pregare?".
Mi
aspettavo questa domanda. Non immaginavo che l'avrebbe espressa la ragazzina che
finora non ha mai parlato. "Se lo Spirito Santo prega in noi, noi non
dobbiamo pregare più?".
"Se
Egli prega in noi, noi possiamo fare due cose:
primo:
cercare di restare sempre nello Spirito Santo, non rattristarlo mai perché non
se ne vada dal nostro cuore; per far questo cercheremo di stare tanto con Gesù,
che soffia su di noi il Suo Spirito. Lo ascoltiamo, lo lodiamo, lo ringraziamo,
lo adoriamo, facciamo quel che dice. Vedi quanta preghiera? Preghiera di lode e
di adorazione, di ascolto e di desiderio di sapere la sua Volontà.
Secondo:
proveremo ad ascoltare la preghiera dello Spirito per farla nostra!"
Come
si fa.
'Si
può stare alcuni minuti in silenzio, con gli occhi chiusi, seduti o in
ginocchio, in un luogo senza rumori. Forse gli stessi desideri dello Spirito
diventano i tuoi. Ascolta con amore e senza fretta. E se non senti nulla non ti
rattristare. Lo Spirito prega in te ugualmente. E poi, a lungo andare, se ti
abitui ad ascoltare, sentirai la voce della preghiera dello Spirito anche senza
impegnarti tanto!
S.
Paolo dice ancora almeno due cose riguardo alla preghiera dello Spirito in noi: “Dio
ha mandato nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio che grida: Abbà, papà!”.
Quando
c'è Spirito Santo in noi ce ne accorgiamo, perché ci viene molta confidenza
con Dio, tanto da chiamarlo Abbà, che vuol dire 'papà'. Avremo con Lui la
confidenza che hanno i bambini con la loro mamma e col loro papà. Ci sentiremo
amati e benvoluti, sicuri e protetti. Non avremo paura di Dio, proprio nulla, ma
un grande amore, una grande confidenza e una continua obbedienza fiduciosa.
Ai
Cristiani di Corinto poi S. Paolo dice che “nessuno può dire 'Gesù è
Signore' se non sotto l'azione dello Spirito Santo”.
Anche
il nostro amore rispettoso per Gesù e il nostro desiderio di fare la sua Volontà
e servirlo come Signore è opera dello Spirito Santo presente in noi.
Egli
è la Terza Persona che ci porta alle altre Due! E' il Paraclito che ci tiene
continuamente immersi dentro l'amore che il Padre dona al Figlio e che il Figlio
rivolge al Padre!".
I
ragazzi sembrano contenti, perché essi hanno ubbidito molte volte a Gesù, e
perciò possono riconoscere che lo Spirito Santo è già presente nella loro
vita.
Io
ho finito, per ora, di parlare con loro. Non ho detto tutto ciò che si potrebbe
dire dello Spirito Santo, ma confido che essi continueranno a lasciarsi condurre
e illuminare da Lui!
Egli
li istruirà ancora!
Qualche
giorno dopo la celebrazione della Cresima mi vengono in mente questi ragazzi,
per i quali ho pregato e offerto le mie giornate al Padre. Mi vien voglia di
scrivere loro una breve lettera con qualche raccomandazione.
"Caro
ragazzo,
sono
contento di averti aiutato a prepararti alla celebrazione della S. Cresima. Ti
voglio scrivere qualcosa che possa ancora esserti utile: cerca di rimanere nello
Spirito Santo!
Se
qualche volta ti accorgi di averlo rattristato, chiedi subito perdono, va' dal
sacerdote a domandare la remissione del tuo peccato: lo Spirito Santo stesso,
fiamma che purifica, ti rimette in comunione col Padre e con Gesù!
Se
non ci si pente e non ci si lascia perdonare i peccati da quelle persone che Gesù
ha incaricato per questo, non si riceve nemmeno il dono dello Spirito Santo!
Se
lo Spirito rimane in te non avrai né vergogna né paura di partecipare al
ministero sacerdotale, regale e profetico di Gesù. Te li ricordi ancora? No?
Allora va' a rileggere le prime pagine!
Anche
tu, vivendo unito a Gesù come il tralcio è unito alla vite, porterai ovunque
andrai un po' del suo Spirito. Lo farai senza bisogno di parlare, perché parlerà
da sé il tuo atteggiamento umile e disponibile, serio e gioioso.
Distribuendo
- senza accorgerti - Spirito Santo attorno a te sei anche tu missionario: sei
cioè 'mandato' “come agnello in mezzo a lupi”, “mandato” come
Gesù è mandato dal Padre.
"Porterai
nel mondo ciò che nel mondo non si trova né si può comprare, porterai il
'soffio' divino, lo Spirito di Dio. Lo farai anche senza parlare. Ma se qualcuno
ti interrogherà, lo Spirito stesso del Padre ti metterà nel cuore un amore
grande e le parole vere e sapienti per rispondere!
L'amore
vero per gli uomini non li inganna e non li imbroglia!
Se
tu ami qualcuno, gli vuoi dare quella cosa che per te è più preziosa, ciò che
per te è fonte di gioia vera e di comunione: gli darai lo Spirito Santo, quello
Spirito che tiene l'uomo unito a Gesù e lo fa conoscere e amare, quello Spirito
che ci unisce con piena confidenza al Padre.
Un
cresimato è missionario!
Anche
tu sarai aiutato dall'esempio e dalla comunione con gli altri cristiani. Qualche
volta invece potrai trovare un ostacolo negli altri, che, anche se battezzati e
cresimati, e anche se sposati col Sacramento santo del Matrimonio, e anche se
'presbiteri', possono essere vinti da qualche tentazione. Tu resterai
missionario: non parlerai male dei tuoi 'fratelli', perché ne sarebbe
danneggiato il Regno di Dio e rattristato lo Spirito Santo in te. Continuerai ad
amarli, a dar loro l'aiuto del buon esempio e della preghiera o anche
dell'ammonimento. Ma non parlerai male di loro, né della Chiesa: ci sono già
troppi che ne parlano male perché odiano Gesù! Parlar male della Chiesa - che
è il Corpo di Cristo' - è offesa al suo Capo, che è il tuo amico più
grande!
Se
anche tu ti aggreghi a chi denigra la Chiesa, ostacolerai il cammino di quanti
potrebbero ricevere da essa la conoscenza di Gesù, il suo perdono e i segni del
suo amore!"
Parlar
male della Chiesa è come parlar male della propria famiglia: non lo faresti
mai! Se nella tua famiglia succede qualcosa di brutto tu cerchi di tenerlo
nascosto e di rimediarvi. Così farai per i difetti e i peccati di chi è
cristiano con te nella Chiesa. Lo farai per amore di Gesù, perché Egli possa
ancora, nonostante tutto, donare il suo amore agli uomini attraverso l'unico
strumento che ha messo sulla terra: la Chiesa!
Tutto
il tuo agire e il tuo vivere diventerà impegnato a far risplendere l'amore del
Signore, a comunicare a tutti la gioia di avere Gesù come amico.
Anche
quando sceglierai la tua professione sarai capace di scegliere quella che ti
permette di essere un segno dell'amore del Padre per gli uomini!
Vivi
nel mondo pregando e offrendo tutto al Padre, vincendo tentazioni e menzogne,
trasformando tutto il tuo agire in servizio e distribuendo l'amore di Dio,
soprattutto ai piccoli, ai poveri e ai sofferenti.
Lo
Spirito Santo entri in te e ti santifichi!
Ci
conosceremo in Paradiso e faremo una gran festa senza fine!
PER
LA PREGHIERA:
ti
suggerisco alcune preghiere allo Spirito Santo:
Preghiera
del Vescovo sui cresimanti:
(adattata
perché tu la possa pregare prima della Cresima, o anche dopo!)
Dio
onnipotente,
Padre
del Signore nostro Gesù Cristo,
che
mi hai rigenerato dall'acqua e dallo Spirito Santo liberandomi dal peccato,
infondi
in me il tuo santo Spirito Paraclito: spirito di sapienza e di intelletto,
spirito di consiglio e di fortezza, spirito di scienza e di pietà, e riempimi
dello spirito del tuo santo timore. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Veni
Sancte Spiritus: (preghiera
della liturgia romana)
Vieni
Santo Spirito,
manda
a noi dal cielo
un
raggio della tua luce!
Vieni
padre dei poveri,
vieni
datore dei doni,
vieni
luce dei cuori.
Consolatore
perfetto,
ospite
dolce dell'anima,
dolcissimo
sollievo!
Nella
fatica riposo,
nella
calura riparo,
nel
pianto conforto.
O
luce beatissima,
invadi
nell'intimo
il
cuore dei tuoi fedeli.
Senza
la tua forza,
nulla
è nell'uomo,
nulla
senza colpa.
Lava
ciò che è sordido,
bagna
ciò che è arido,
sana
ciò che sanguina.
Piega
ciò che è rigido,
scalda
ciò che è gelido,
drizza
ciò ch'è sviato.
Dona
ai tuoi fedeli,
che
solo in te confidano,
i
tuoi santi doni.
Dona
virtù e premio,
dona
morte santa,
dona
gioia eterna.
Amen,
alleluia!
Vieni,
Santo Spirito,
riempi
i cuori dei tuoi fedeli
e
accendi in essi
il
fuoco del tuo amore!
Preghiera
in uso presso una comunità evangelica:
Spirito
Santo del Dio vivente, mediante la fede, posso, ora, riconoscere con
gratitudine, che Tu sei presente in me.
Hai
posto la tua dimora nel profondo del mio essere e vi sei penetrato più
intimamente dei miei pensiero, dei miei sentimenti, della mia volontà.
Ti
lodo, ti adoro, ti amo,
ti
ringrazio di esserti abbassato tanto, da rendere il mio corpo tua dimora e da
eleggerlo così tuo tempio.
Ti
ringrazio soprattutto di avermi rivelato il mio Salvatore, il Signore Gesù
Cristo,
e
di avermi elargito tutte le benedizioni della sua morte.
In
questo nuovo giorno, voglio rendermi disponibile ai tuoi progetti su di me
e
mettermi completamente sotto la tua guida.
Preparami
ad ogni evento,
in
esso conducimi, e toccherò con mano la tua potenza. Perché Gesù possa vivere
in me, caricami della mia croce e donami capacità di rinunciare al mio io e
morire a me stesso. Rendimi strumento di amore, di forza, di benedizione e di
salvezza per ogni persona che Tu porrai oggi sulla mia strada. Tutto ciò
avvenga, o Spirito Santo, affinché l'amato Padre celeste sia glorificato e
conservi su di me il suo sguardo compiaciuto. Amen.
Preghiera
della B. Myriam di Gesù Crocifisso55
Spirito
Santo, illuminami! Che cosa devo fare, e come devo comportarmi per trovare Gesù?
I discepoli erano molto ignoranti; vivevano con Gesù, e non lo intendevano.
Anch'io
vivo con Gesù e non intendo Gesù. La più piccola difficoltà mi turba e mi
sconcerta. Sono troppo sensibile. Mi manca la generosità per fare sacrifici per
Gesù.
Spirito
Santo, quando tu donasti ai discepoli un raggio della tua luce, essi furono
trasformati; non si ritrovarono più quelli di prima. Attinsero nuove forze;
divenne facile per loro offrire sacrifici; conobbero Gesù meglio di quando Egli
dimorava con loro.
Sorgente
di pace e di luce, vieni e illuminami.
Ho
fame, vieni e nutrimi;
ho
sete, vieni e dissetami;
sono
povera, vieni e arricchiscimi; sono ignorante, vieni e istruiscimi.
Spirito
Santo, io mi abbandono completamente a te.