AVETE RICEVUTO LO SPIRITO SANTO?

"Non appena Paolo ebbe loro imposto le mani, scese su di loro lo Spirito Santo" (Atti 19,2.6)   di Don Vigilio Covi

Conversazioni coi ragazzi cresimandi e cresimati  

A. Un soldato bene armato 

Caro ragazzo, cara ragazza, un giorno una persona mi ha detto: "Stai preparando i ragazzi alla Cresima? Fotografali subito!"

"Perché?" risposi sorpreso.

"Perché dopo la Cresima non li vedrai più!" 

Era sicuro che i ragazzi che ricevono il Sacramento della S. Cresima, quando compiono i tredici o quattordici anni, non hanno più il "coraggio" di aprire la porta della Chiesa, non riescono più ad andare a Messa, a parlare del Signore con qualcuno, ad essere cristiani apertamente, ecc.

Forse quella persona parlava per esperienza. E' vero: conosco anch'io dei giovani che dopo la Cresima non si sono più presentati agli incontri di catechesi, non li ho più sentiti bussare alla porta per confessarsi, non li ho più visti sorridermi con amicizia. Per loro il prete è diventato quasi come un lebbroso, uno da evitare, e l'assemblea dei cristiani che pregano come una specie di manicomio.

Ma spero che non sarà così per te. Non ti faccio la foto. O, se te la farò, sarà per un altro motivo, poiché credo che tu voglia preparati alla S.Cresima per diventare un cristiano forte e sicuro, per essere un testimone gioioso di Gesù, che ti è stato e ti è amico più d'ogni altro.

Ti avvicini al giorno della S. Cresima col desiderio di essere rivestito, come un soldato, delle armi di Dio: armi di difesa e armi di conquista.

Armi spirituali per difenderti dalle tentazioni che sono dentro e fuori di te, e armi per conquistare il mondo all'amicizia di Gesù. S. Paolo vede il cristiano come un soldato ben attrezzato: corazza, elmo, cinghia, scarpe grosse, scudo e spada. 

Ora qui non ti spiego queste cose troverai chi lo fa ti accenno solo l'ultima di esse. La spada che devi avere è "la spada dello Spirito che è la Parola di Dio"! Quella devi amare e conoscere. Leggerai perciò ogni giorno almeno un brano del Vangelo. Prega prima di leggerlo. Leggilo con attenzione e con amore a Gesù.

Leggilo anche se non lo capisci. E' più importante di queste mie pagine.

Se ami la Parola di Dio e la custodisci nel cuore, avrai forza in te, avrai luce per la vita, e sarai capace di aiutare altri a trovare o ritrovare Gesù.

 

Caro amico, o cara amica, quello che ti scrivo nelle pagine seguenti è come una lettera, una confidenza come ad un fratello, ad una sorella. Se vorrai potrai rispondermi, ma ciò che mi aspetto di più è che tu ami Gesù e rispondi a Lui. don Vigilio

 

B. Ministero Sacerdotale  

Oggi fa freddo e il cielo è nuvoloso.

Decido di andare a far visita ad un amico. Egli, sicuro di farmi piacere mi propone una passeggiata in montagna. Partiamo.

C'è la neve a chiazze sulla strada e ancor più sui pascoli. Dopo aver camminato un paio d'ore arriviamo in un posto magnifico: una radura circondata da grandi abeti, una sorgente che gorgoglia la sua acqua fresca senza interruzione, e più in là, su di una collinetta, una graziosa cappellina.

"Come mai una chiesetta quassù? chi l'ha eretta?" domando al mio amico.

"L'hanno voluta gli Alpini".3

"Ma perché hanno voluto costruire una chiesetta quassù?"

"Se chiedi a loro, mi spiega il mio amico ti diranno molti perché. Ma io ti dico il vero motivo: essi sono cristiani, vivono il loro battesimo e la loro Cresima: l'erezione di questa cappellina è stato uno dei modi con cui essi hanno realizzato il ministero sacerdotale del Signore Gesù Cristo."

"Che parole grosse, e che spiegazione! non capisco bene."

"Essi sono cristiani. Fin qui, capisci?"

Gli do un'occhiata, come per dirgli: forse meglio di te!

"Ebbene, un cristiano, fin dal momento del Battesimo, e poi, in maniera sempre più cosciente e viva, dal momento della Cresima, è inserito nella vita di Gesù Cristo, che è "Sacerdote", il vero ed eterno sacerdote di Dio in mezzo agli uomini. Sai cosa vuol dire la parola 'sacerdote'?"

"Sì. Secondo la Bibbia 'sacerdote' è l'uomo autorizzato da Dio ad offrirgli sacrifici per sé, per il popolo e per le altre persone. Nel popolo d'Israele erano sacerdoti solo i discendenti di Aronne, fratello di Mosè".

"Noi cristiani sappiamo che è Gesù l'unico e vero sacerdote, perché non offre a Dio sangue di animali, ma il proprio sangue, la propria vita, una volta per tutte. E così noi abbiamo per suo merito il perdono dei peccati e la vita di Dio in noi".

"E gli alpini?"

"Essi sono cristiani, come ho detto, battezzati e cresimati. Purtroppo qualche volta non ci pensano, ma hanno nel cuore la vita di Gesù. Tutti i battezzati hanno parte al sacerdozio di Gesù. Anche se essi non ci pensano, portano in sé il desiderio di offrire sacrifici a Dio Padre: e sentono dentro di sé che è bene offrigli tutto: il lavoro, le sofferenze, il tempo. Questa è la preghiera più bella e profonda di ogni cristiano 'sacerdote' con Gesù.

Essi vengono talvolta quassù a lavorare nel bosco, e qualche volta a passare un pomeriggio sereno con la famiglia.

Hanno costruito qui la chiesetta per ricordarsi sempre, anche durante il lavoro e il divertimento, che noi siamo consacrati a Gesù; hanno preparato il luogo per offrire al Padre il memoriale del sacrificio di Gesù, l'Eucarestia. E' durante la S. Messa infatti che noi viviamo in modo più pieno da 'sacerdoti', perché in quel momento offriamo al Padre il sacrificio del suo Figlio e uniamo al Suo i nostri sacrifici, la nostra lode, la nostra preghiera." 

"E così hanno esercitato il ministero sacerdotale del Signore!"

"Sì. Ministero vuol dire servizio, servizio continuo e fedele. Essi lo hanno espresso in questo modo. Ed ora è facile vedere qualcuno che s'avvicina alla chiesetta, toglie il cappello, entra, resta un momento in preghiera, offrendo al Padre insieme a Gesù la propria giornata.

Costruendo la chiesetta essi hanno realizzato un bel servizio: aiutano molti a pregare, a ricordare che nel cuore dell'uomo c'è posto per Dio. 

 

C.  Ministero Regale

La salita è sempre più ripida. La neve sempre più profonda. Io, che non fumo, sembro un fumatore, tanto l'aria è gelida e trasforma il mio alito in soffioni da locomotiva. Il mio amico sprofonda prima di me nella neve. Io metto i piedi nelle sue orme.

"Ecco, siamo arrivati!" dice il mio amico. Io tenevo la testa bassa per vedere dove mettere... i passi. A quelle parole l'alzai... e rimasi stupefatto. Una magnifica croce di metallo lucente, qui, sulla cima del monte! Dopo aver contemplato anche il magnifico panorama da quella vetta: "Altri alpini?" chiesi all'amico.

"No. Altri cristiani, di un paese lontano".

"Anch'essi col ministero sacerdotale!".

"Se vuoi... A me però sembra di vedere un'altra cosa. Alzando la croce quassù, donde si possono contemplare vari paesi e villaggi sparsi, quei cristiani hanno messo in evidenza il 'ministero regale' di Cristo!".

"Altra parola difficile!".

"E' difficile finché non la conosci. Aspetta un po' e poi dirai che è bella! Gesù è re! Il tentatore ha voluto proporre a Gesù di essere re per tutto il mondo adorando Satana. Gesù non ha accettato quella proposta. Ma quando Egli è stato innalzato sulla croce sopra il suo capo c'era proprio la scritta: Re! Pilato gli ha dato questo titolo per giustificarsi e i soldati gliel'hanno ripetuto per deriderlo, mentre uno dei ladroni gliel'ha manifestato con amore, sul serio. Gesù è re di chi lo ama e gli ubbidisce.

Infatti Egli protegge dal diavolo quelli che lo amano e dà loro capacità interiore di essere liberi da tutto, persino dai propri desideri e dal proprio egoismo. Chi ama Gesù diventa 're' come Lui".

"E la croce qui sulla vetta?".

"La croce piantata quassù è come la bandiera del Re! Le persone che l'hanno portata e sistemata qui hanno voluto dire che Gesù è il Re di tutto l'universo. Lo hanno fatto perché anche noi siamo re con Gesù, perché non vogliamo dominare sugli altri, ma siamo pronti a portare le nostre croci amando. 

Chi vede da lontano questa croce si ricorda che gli uomini sono grandi non quando fanno soffrire gli altri con la loro avarizia e la loro prepotenza, ma quando con umiltà sono disposti a morire con Gesù. L'uomo è un vero re quando è unito a Gesù che muore per poter amare fino alla fine: allora il suo cuore non è sottomesso alle mode, né ai piaceri, né ai sogni di grandezza!

Il re Davide, costretto a fuggire per causa di suo figlio Assalonne che aveva fatto un 'colpo di stato' contro di lui, era oltraggiato da Simèi che gli tirava pietre e polvere; ebbene, egli, invece che vendicarsi o perlomeno difendersi, prese quelle offese come una prova di Dio e le sopportò con libertà interiore: non si lasciò vincere da reazioni violente né da scoraggiamento! Egli era un vero re!  

Io credo che sei re anche tu!".

"Magari fossi re!".

"Spiritoso! vuoi dire che hai sogni di grandezza nel cuore? I re di questo mondo devono circondarsi di filo spinato e di guardie del corpo. Finiscono per essere dei burattini: devono dire sempre sì a chi è più ricco. Sono schiavi."

"Scusami per la battuta. Hai ragione. Sono re della regalità di Gesù: insieme a Lui e con la forza del suo Spirito sono libero e non vado dietro a tutto quello che la televisione o la moda propone. Sono libero di mettermi a servizio degli altri per essere anch'io un segno di Dio, vero re che vuole organizzare la vita degli uomini con l'amore, per amare! Sono libero di guardare a Gesù come amico e Signore della mia vita!".

"Il 'nostro' ministero regale è proprio questo: portare la nostra croce con libertà interiore, vivere uniti a Gesù come figli del Padre e aiutare i fratelli a portare la loro croce con la forza che solo Gesù ci dà e con la sua legge, che è l'amore. Così si manifesta e cresce il Regno di Dio!".

Scendendo la montagna, sprofondando nella neve, ripenso ad alcune parole dette dal mio amico, che ora tace, impegnato a... prepararmi le orme. Re, servizio, croce, legge, dono del Padre!

Servire è regnare, servire fino alla croce. Il Padre dona al mondo persone che servono: così Egli guida e difende il suo popolo. E' Lui il Re, è Gesù il Re di Dio; sono anch'io re con Gesù. E ubbidisco alla sua parola che è legge per me e mi permette di essere interiormente libero dalle leggi degli uomini che mi vorrebbero imporre i loro modi di pensare e di agire senza dipendere dal Padre!

Ministero regale, servizio da re, con umiltà!

Mi sto abituando alle parole difficili.

Ce ne saranno ancora?

 

D. Comunione dei Santi

Stiamo allungando i passi nello scendere la montagna per arrivare a casa a pranzo. Non sento più il freddo perché molte parole occupano la mia mente.

Arriviamo ad un piccolo pianoro. Una panchina rustica ci invita ad una sosta. Proprio davanti a noi ecco un tronco, in piedi: lavorato e scavato a mo' di nicchia offre al mio sguardo una Madonnina!

Mi pare di aver fatto un pellegrinaggio!

Nasce in me riconoscenza per le persone che hanno edificato la chiesetta, per quelle che hanno innalzato la croce e per i ragazzi del campeggio che hanno pensato a Maria, la mamma di Gesù.

Sto in silenzio, attendendomi che il mio amico mi dica ancora qualche 'ministero'. Ma anche lui tace. E dopo un po' inizia la preghiera: "Padre nostro che sei nei cieli...". Il mio amico, senza pensarci, esercita il ministero sacerdotale di Gesù per me: mi aiuta ad alzare gli occhi e il cuore al Padre!

Io lo seguo. Sono contento. Questa preghiera diviene gioia. Sono più contento di pregare che di sapere qualcos'altro.

Ma sono contento di aver saputo qualcosa dei due ministeri, perché adesso il mio ringraziamento è più vero, più maturo, più serio. Lodo e ringrazio Dio d'aver reso anche me 'sacerdote' con Gesù, di aver messo nel mio cuore il desiderio di servire e di proteggere gli altri come un 're' che muore per i suoi sudditi, come Gesù!

Egli infatti mi fa vivere libero dagli atteggiamenti di violenza, vendetta e vanità presenti nel mondo.

Sono contento di sapere che anch'io posso partecipare ai 'ministeri' del Signore. E vedo che essi sono presenti davvero nella mia vita: spesso offro a Dio le mie sofferenze e la mia preghiera, spesso offro a lui decisioni di atti di amore e di povertà. Volentieri servo gratuitamente e con grande libertà interiore, cioè anche rischiando di esser deriso malati e deboli, piccoli e anziani, da solo o in organizzazioni con altri, per rendere il mondo più umano e più divino!

Talora con amore porto qualche croce senza lamentarmi, con Gesù. Lo sguardo dell'immagine di Maria nella piccola nicchia scavata dai ragazzi aumenta ancor più la mia gioia.

Lei prima e più di me ha offerto la vita e la lode, ha servito con la fatica quotidiana Gesù e poi i suoi discepoli e la comunità cristiana. Anche lei partecipava al 'ministero sacerdotale e regale' del Signore, come gli alpini, come gli uomini della croce di metallo, come i ragazzi del campeggio.

Mi sento dentro una grande famiglia. 

In questa mia famiglia, dove lo sguardo della Madre addolcisce tutti, siamo tutti fratelli. Alcuni più grandi, altri più piccoli. Alcuni più maturi, altri meno. Alcuni più ribelli, altri più obbedienti. Alcuni persino scontrosi e con voglia di star fuori, di star soli: oggi sento anche quelli come miei fratelli. Sono battezzati, forse in essi il ministero di Gesù Cristo non è stato svegliato, non sanno d'averlo. Mi vien voglia di portarli tutti sulla montagna, di far loro percorrere il giro della chiesetta, della croce, della Madonnina!

Mi viene voglia di andare sulla piazza per dire a tutti... Ma oggi la piazza è vuota. Fa freddo, saranno tutti tappati in casa.

Comincio a sognare...

Pianterò una stazione radio... Farò l'attore televisivo... Diventerò giornalista per dire a tutti che partecipano al 'ministero...' e che lo devono vivere con Gesù, perché dà tanta gioia e vita!

Il mio amico mi sveglia dai sogni. Mi chiama. Andiamo.

Prima di sprofondare nella neve do' un ultimo sguardo alla colonnina con la piccola nicchia. Non avevo visto prima? C'è anche una croce intagliata dai temperini dei ragazzi del campeggio. Ecco come Maria ha vissuto i ministeri, e come li annuncia oggi: ha portato anche lei una croce.

Niente radio, niente comparse in televisione, niente firma sui giornali, niente piazza. Anch'io porterò senza lamentarmi le mie croci, e diventerò un annuncio che supera i secoli e le montagne!

 

E. Ministero Profetico

Ormai stiamo scendendo velocemente. Non c'è più neve. Gli alberi, le pietre, le foglie, le orme dei caprioli e i ruscelli sembrano parlare. Sembra che tutte le cose vogliano dirmi ancora qualcosa. Mi vogliono parlare di Qualcuno, di qualcuno che essi conoscono e che anch'io conosco!

Sì, mi vogliono dire qualcosa di importante. Li capisco. Sento le loro parole: risuonano in fondo al mio cuore. Essi mi dicono: "Sei sacerdote! offri al Padre anche il nostro grazie! Sei Re: adopera la nostra presenza, adopera tutte le cose per amare, per servire!

Noi nel silenzio serviamo il Signore vivendo qui sulla montagna: servilo anche tu nel silenzio, restando nascosto, senza vanità e desiderio d'esser visto e lodato dagli uomini!".

Tutto parla così forte in questo silenzio, di cui solo i passi del mio amico e i miei spezzano le ali.

Ad un tratto, dopo una curva del sentiero, si vedono delle orme sul fango della strada. Il mio amico, noncurante di tutto, soprattutto del mio silenzio e delle voci degli alberi e delle pietre, mi dice: "Sai che c'è un altro ministero?".

Io ormai non me l'aspettavo più. E non ho avuto tempo per rispondere perché tutt'e due veniamo bruscamente interrotti da una voce. Un uomo, che aveva lavorato tutto il mattino per raccogliere legna nel bosco, ci chiama: "Venite a prendere qualcosa di caldo!".

Dietro una collina ci si presenta una graziosa casetta. Entriamo con gioia. Il freddo intenso accumulato nello scendere dal monte ci fa desiderare veramente una bevanda fumante!

Quel boscaiolo dalla voce grossa, ma serena e accogliente, sta già trafficando con pentola e tazzine. E mentre versa la bevanda e ci porge la zuccheriera ci sorprende nuovamente: "Se volete, fermatevi. Farò il pranzo anche per voi. Ne ho qui abbastanza per tutt'e tre. Preparo subito la bistecca".

Non ci lascia il tempo di riflettere. Egli è già all'opera, contento di servirci. Mentre egli esce a prendere la legna per il caminetto, il mio amico mi dice:

"Ecco il ministero profetico! Di questo ti avrei voluto parlare!" Io lo guardo incuriosito. "Quest'uomo sta esercitando verso di noi il 'ministero profetico' di Gesù. Egli ci ha visti infreddoliti e affamati e fa per noi l'opera di Dio, che ha cura di chi ha fame e di chi ha sete. I profeti, da Isaia a Giovanni Battista, hanno insistito nel gridare: "chi ha due tuniche, ne dia una a chi non ne ha; e chi ha da mangiare, faccia altrettanto". In questo modo essi hanno preparato la strada nei cuori degli uomini al Signore Gesù, che è venuto a insegnarci e darci la forza di vivere come figli del Padre e quindi anche come fratelli tra noi.

Quest'uomo lo sta facendo. E' profeta con la sua ospitalità, col suo amore per noi, coi suoi gesti concreti. Egli ci fa vedere e gustare l'amore di Dio Padre e ci fa vedere già realizzata la vera fraternità che Gesù ci mette nel cuore." Io sto ascoltando in silenzio, meravigliato. E quando quell'uomo rientra con i grossi pezzi di legno, lo guardo con riconoscenza, con gioia. Egli sta vivendo il 'ministero profetico' per noi. Noi non ci sentiamo i veri 'poveri', ma oggi possiamo comprendere... Chissà a che ora altrimenti saremmo arrivati a casa a prepararci il pranzo!

Non vedo più soltanto un uomo dalla voce grossa e dalle mani decorate con resina d'abete, vedo qualcosa del Padre, vedo 'Parola' di Dio!

E quando davanti a me il piatto si riempie di gran forchettate di spaghetti, mi viene spontaneo dire un grazie grande al Padre, che ora annuncia il suo amore, invece che con parole di predicatori, con la voce e le mani di un uomo semplice che ama Gesù.

 

F. Lo Spirito Santo lingua di Dio e di fuoco

Dopo pranzo mi fermo un po' a contemplare il fuoco acceso nel caminetto da quell'uomo ospitale. Guardo la grande fiamma e le fiammelle che si staccano e scompaiono nel camino.

Mi vieni in mente tu, che ti prepari alla Cresima.

Qualcuno ti ha già parlato dello Spirito Santo? Riceverai il suo sigillo dalle mani del Vescovo. Devi conoscere lo Spirito Santo, lo Spirito che ti farà esercitare con gioia il ministero sacerdotale, regale e profetico del Signore! e ti renderà stabile e maturo in esso. La grande fiamma e le lingue di fiamma che salgono mi ricordano lo Spirito Santo. San Luca, nel suo secondo libro gli Atti degli Apostoli ci descrive lo Spirito Santo proprio come "lingue come di fuoco": lingue che si dividono e si posano su ciascun discepolo. 

Dio parla, e vuol parlare! La lingua di Dio è lo Spirito Santo! E questa lingua parlerà in modo particolare attraverso gli Apostoli!

Dio parla con lo Spirito Santo, e questi è come un fuoco che riscalda, brucia e illumina!

Se voglio ascoltare Dio devo accogliere lo Spirito Santo, se voglio ripetere le Parole di Dio devo avere Spirito Santo.

Se non sono nello Spirito Santo, anche se ascolto una bella predica degli apostoli di Gesù, o se leggo persino il Vangelo, Dio non mi può parlare, perché io non sono in grado di ricevere i suoi messaggi. Se leggi, per esempio, il Vangelo con curiosità o con vanità per saper rispondere bene agli esami di religione o per far bella figura di fronte ai compagni di catechesi o se ascolti una predica con spirito di lamentela o di critica verso il sacerdote o verso i genitori che ti hanno proposto di andare a Messa, allora Dio non ti potrà comunicare nulla, perché in te non lasci spazio alla sua 'lingua', al suo Spirito!

E se tu vuoi annunciare il Vangelo a un tuo compagno, e non lo fai restando umile e mite, cioè non lo fai nello Spirito Santo, ma invece alzi la voce per voler convincere con i tuoi ragionamenti, allora non parla in te la lingua di Dio, ma la tua! Le tue discussioni non serviranno a nulla, non comunicano le 'cose' di Dio! Lo Spirito Santo è "come una lingua come di fuoco"!

Quel fuoco che sta davanti a me nel caminetto di montagna non lo posso prendere in mano; esso non si lascia afferrare né fermare. Eppure mi riscalda e mi illumina il volto e manda la sua luce su tutte le cose che stanno attorno.

Lo Spirito Santo è luce! Immaginati di trovarti in una stanza buia, completamente buia. Sei pronto? Ora dimmi: che significato hanno i quadri, i fiori sul tavolo, i libri, la penna, l'orologio? Non servono a nulla! E le sedie? Vi inciampi. E se ci fosse qualcuno? Potresti aver timore di lui, perché non vedi ciò che fa: infatti potrebbe urtarti, darti un calcio, rovesciarti... Diventi diffidente.

Ebbene, gli uomini che non hanno Spirito Santo sono così: non capiscono il significato di molte cose, le credono inutili, non immaginano che tutti i fatti della loro vita e della storia hanno un perché, anche quelli dolorosi: li chiamano disgrazie. Sono diffidenti, pensando che gli altri li vogliano sfruttare, oppure danneggiare. Non riescono a stabilire vera amicizia profonda con nessuno; si sentono soli e sono tristi.

Chi non ha Spirito Santo vive al buio, come nella tenebra fitta! E' Gesù che porta la luce, lo Spirito Santo!!

Se arriva la luce nella stanza buia cambia tutto. Così nella vita di un uomo. Se arriva lo Spirito Santo si comincia a dir grazie a Dio di tutto, perché lo Spirito Santo ci fa vedere tutto come dono del Padre, anche le piccole cose. E anche i fatti dolorosi, le disgrazie appunto cominciano ad illuminarsi; si può vedere nascosto in esse l'amore di Dio! O, se non lo si riesce a vedere, almeno viene la certezza che esso vi è contenuto, e cercheremo di scoprirlo con umiltà e con serenità.

Non hai mai visto cristiani che non si lamentano quando incontrano grosse difficoltà o 'disgrazie'? Sì, li hai visti: nei loro occhi risplende la luce del fuoco dello Spirito Santo! Essi non ti considerano mai un nemico, anzi, ti vedono e ti incontrano con gioia e ti danno fiducia, perché lo Spirito Santo diffonde la luce di Dio Padre, che vede tutti come dei figli. Essi non hanno paura di te, perché ti vedono con gli occhi di Dio!

 

G. Non ci sono disgrazie

Voglio raccontarti una storia, perché non so che faccia hai fatto o come hai contorto il naso quando ho detto che le disgrazie non ci sono più per chi ha la luce dello Spirito Santo.

C'era un giovanotto grande e robusto. Ai suoi tempi era di moda andare a far la guerra; una guerra diversa dalle nostre, basti pensare che le bombe dei cannoni erano grosse palle di pietra. Anche il nostro giovane si fa arruolare: vuol diventare in fretta capitano, e poi forse generale, e quindi governatore... Chissà quanti sogni mentr'egli galoppa sul suo destriero alla conquista della città munita di alte torri! Ma ahimè! Da poco è iniziata la battaglia quando proprio una di quelle bombe nemiche arriva tra le sue gambe: spezzate tutt'e due in un sol colpo!

In un batter d'occhio è fatto prigioniero: disarmato, umiliato, deriso, viene portato in prigione.

La prigione è la torre di un castello. Hanno pietà delle sue gambe rotte: lo fanno stare a letto, in attesa che le ossa si rinsaldino. Quanto ci vuole? Quaranta giorni? Forse di più, perché la frattura è multipla.

Il tempo passa. Come passare il tempo?

A quel giovanotto dai capelli lunghi piace leggere. La lettura lo affascina, ma la lettura dei libri che conosce lui: avventure fantasiose di guerrieri, anzi fantascientifiche avventure di cavalli capaci di spiccare il salto sulla luna.

Una disgrazia aggrava la già pesante disgrazia che ha colpito il nostro amico: nel castello non ci sono libri del genere! Egli non può fare altro che rassegnarsi, anche perché non deve dimenticare che è prigioniero di guerra, e non ospite di una confortevole clinica privata.

Un'altra disgrazia: le ossa si sono rinsaldate, però malamente. Le gambe risultano fortemente arcuate. Non si può... che figura farebbe? Bisogna spezzare le gambe, e poi steccarle in modo che si rinsaldino diritte. L'operazione viene effettuata con l'anestesia del tempo: una camomilla prima dell'operazione, e una dopo! Per un prigioniero è sufficiente, no?

Nuova degenza a letto. Cosa fare?

Nel castello vengono trovati due libri. Uno più bello dell'altro per i gusti di chi glieli porge. In mancanza d'altro li apre, li sfoglia, comincia a leggerli. Uno è la 'Vita di Cristo'. L'altro s'intitola 'Storie di santi'.

Ve lo immaginate un guerriero con libri simili sul comodino? Sfoglia, legge, chiude. Riapre, sfoglia, si ferma, chiude. Riprende. Chissà quante volte prima di decidersi a leggere un capitolo intero!

Passano i giorni. Ed egli s'accorge che quelle mezze pagine lette di malavoglia gli mettono in cuore desideri nuovi, gioia, pace. Legge più volentieri. Si ferma a meditare, a sognare. Dopo qualche settimana si meraviglia di se stesso. Non sta più sognando cavalli e damigelle, lance e coppe di vittoria, ma persino a occhi aperti sogna poveri mendicanti da aiutare, ragazzi da istruire, uomini da illuminare con le parole di Gesù, popoli da battezzare.

Sogna di entrare in paradiso a far invidia ai santi e a far cantare gli angeli. Sogna una processione di giovani dietro a sé...

Non finisce di sognare che è guarito. Lo dimettono, anzi, lo liberano. Si sono accorti anche i nemici che nelle sue mani non ci staranno più le lance e le spade. Quei nemici per lui sono diventati i più grandi benefattori. Quella disgrazia triplice gambe rotte, prigione, libri da donnicciuole è diventata la sua fortuna. Egli ha cambiato vita.

Esce dalla prigione e comincia ad arruolare giovani per andare alla conquista del mondo intero! Vuole conquistare tutti per portarli nel Regno di Dio, vuole conquistare tutti a Gesù.

Al suo battaglione specialissimo e addestrato in maniera del tutto particolare dà appunto il nome 'Compagnia di Gesù'! Le sue armi sono la preghiera, la povertà, il Vangelo e l'obbedienza al papa.

Adesso ti dico il suo nome: Ignazio di Loyola.

Ora egli si trova in Paradiso, dove anzitutto ringrazia per le 'disgrazie', e poi contempla il suo Signore, ma tiene d'occhio anche te, per invitarti a continuare la conquista del mondo! 

 

H. La parola "spirito"

E' venuto in casa mia una casa grande e silenziosa un gruppetto di ragazzi che si preparano alla Cresima. Ragazzi terribili: la mia casa è diventata subito piccola e per nulla silenziosa! Pazienza. 

Li faccio sedere in cerchio su belle sedie rosse: e tento di dir loro qualcosa...

Sono sì terribili, ma svegli: mi precedono con le loro domande, tanto che mi meraviglio della loro attenzione. E se io domando loro qualcosa, essi hanno già risposto prima che io finisca di parlare! Ecco le loro domande: "Chi è lo Spirito Santo?".

Sto pensando un po' in silenzio per trovare le parole adatte per rispondere, quando un altro sbotta: "Io so cosa sono gli spiriti. Mio papà ha detto che ci sono in soffitta. Sono andato a vedere, ma non ho visto nulla." E un altro: "Mio fratello ha fatto una seduta spiritica. Si muovevano i bicchieri." Una bella risata interrompe gli interventi.

Allora comincio io: "Gli spiriti li avete voi nel cuore e nei muscoli." Si fa un silenzio impressionante. Mi sorprendo, temo di averli spaventati. Ma quel silenzio mi permette ora di continuare indisturbato.

"La parola 'spirito' è una parola che viene dal latino e vuole tradurre un termine ebraico usato da Gesù e riferito poi dagli evangelisti in greco con la parola 'pneuma'. Conoscete questa parola?" "Nooo..." tutti in coro!

"Ed invece sì, la conoscete. Siete venuti qui su quattro pneumatici! Perché si chiamano così le ruote dell'automobile? Se provate a spingere nella valvola sentite uscire un soffio, un piccolo vento".

"Psss... Psss... Tutti i ragazzi provano... quante gomme si sgonfiano! Ognuno ne sistema quattro. Finalmente posso continuare. No, ancora le gomme di scorta! Psss...

"La parola 'pneuma' significa appunto soffio, vento leggero. Gli antichi hanno visto che l'uomo non è fatto solo di corpo e di anima, hanno osservato che ogni persona muove l'intelligenza e la volontà e le mani e gli occhi e le labbra come spinta da un... 'non so che' di interiore. Questo 'non so che' lo hanno chiamato soffio, pneuma. Il soffio, o il vento leggero, cosa fa? Sposta la polvere, le carte, le foglie secche, i rametti degli alberi, l'erba, tutto, in una determinata direzione.

Noi abbiamo addosso un soffio, un'aria leggera invisibile che muove la nostra memoria, l'intelligenza, la volontà, le palpebre, le labbra... Vi faccio un esempio.

Siete mai stati rabbiosi?".

"Siii", un coro di risposte: tutti i ragazzi mi vogliono raccontare le loro rabbie più recenti e più violente. Qualcuno ripete le mosse...

"Bene, bene. Sono contento che vi siete arrabbiati, così potete capire la mia spiegazione.

Quando sei rabbioso, cosa succede? La tua memoria va a ricordare torti ricevuti, la tua intelligenza medita dispetti o offese, la tua volontà decide di fare cose che fanno soffrire qualcun altro, le tue mani si chiudono fino a diventare pugni, i muscoli del tuo volto lo trasformano in 'muso lungo' e i tuoi piedi talora si alzano per divenire calci. E' vero?".

"Sii". Non faccio più domande, altrimenti non finisco più.

"Ecco, avete capito che la rabbia è..."

"Un vento", dice svelto il più piccolo.

"Sì, la rabbia è come un vento che muove le facoltà della nostra anima e del nostro corpo. Anche la bontà è un 'vento': questo fa ricordare le cose belle, porta a pensare i favori ricevuti, muove la volontà ad aiutare e a rallegrare gli altri, fa aprire le mani al dono, fa rilassare i muscoli del volto al sorriso... ecc... ecc. E ci sono altri venti dentro di noi, belli e brutti: c'è quello di impazienza e quello di vanità, quello di fretta e quello di voler aver ragione a tutti i costi, quello di critica e quello di impurità, quello di avarizia e quello di superbia. Continuate voi, dopo, l'elenco completo.

E c'è il vento della generosità e quello della mitezza, quello dell'umiltà e della riconoscenza, quello della povertà e del dominio della lingua, degli occhi, dei sentimenti, quello del perdono... Fate un altro elenco; provate a farlo su di un pezzo di carta. Poi sottolineate quelli che vi muovono più spesso. Vedrete quanti "spiriti" ci sono nel vostro cuore e nei vostri muscoli!

Non andate in soffitta... né sui tavolini coi bicchieri che si muovono: lì semmai c'è lo 'spirito' menzognero del diavolo.

Avete capito cosa vuol dire 'spirito'?".

"Siii! vuol dire pneuma!".

Questi ragazzi terribili hanno proprio capito! 

 

I. La parola "santo"

"Ci rimane da spiegare la parola 'santo'. Dobbiamo cercare il significato anche di questo termine nelle lingue antiche. Esso vuol dire "che sta sopra la terra, al di fuori, non dipende da ciò che avviene sulla terra".

"Non ha i piedi per terra", sussurra uno dei miei amichetti! "Ha la testa tra le nuvole", completa un altro.

"Proprio così. Gli uomini hanno detto anche ai santi e non solo ai distratti queste frasi. Ma lasciatemi finire. Vedete questo tavolo? Se io lo muovo, si muove anche tutto quello che c'è sopra di esso, il libro, il vaso di fiori, la matita. Se il tavolo si rovescia, tutto si rovescia. Ma se ci fosse una farfalla che vola sopra il tavolo, al di fuori di esso, anche se il tavolo si sfasciasse, essa non ne risentirebbe, perché non dipende dai movimenti del tavolo che sta sotto. Così anche noi possiamo dipendere da ciò che avviene sulla terra oppure da ciò che avviene in Cielo!

Quando tu t'arrabbi perché piove e non puoi uscire con gli amici stai dipendendo da ciò che avviene sulla terra, dal cattivo tempo appunto. Se invece dici dentro di te: "Il Signore mi vuol bene ugualmente, io sono contento perché Gesù mi ama anche se non posso uscire", allora non dipendi dalla terra, ma dal Cielo. In quel momento il tuo cuore è 'santo'!

Quando un compagno ti dà un calcio, cosa fai?".

"Gliene do due!" "E io lo butto a terra ... ".

"Piano, piano... Tu dipendi allora da qualcosa che è avvenuto sulla terra. Se un calcio ricevuto riesce a muovere il tuo cuore e le tue mani, tu sei influenzato da ciò che avviene sulla terra! Invece tu puoi dire: "il mio amico mi ha offeso, ma io sto dalla parte del Padre che è nei cieli: Egli ama buoni e cattivi, Egli fa sorgere il sole sui giusti e sugli ingiusti e fa piovere alla stessa ora sull'orto dei buoni e su quello dei peccatori.

Io faccio come Lui e continuo ad amare il mio amico/nemico". In quel momento tu sei 'santo', non dipendi da ciò che avviene sulla terra".

"Com'è facile essere santi" dice uno dei ragazzi! "Mica tanto" gli risponde il vicino, "provaci durante la partita di calcio questo pomeriggio!"

Io continuo: "Gesù ha voluto insegnare queste cose. Ma chi lo ascolta? Ha detto: se uno ti dà uno schiaffo, tu porgi l'altra guancia. Voleva dire di continuare a sorridere a chi ti fa soffrire, perché tu sai che il Padre ti ama anche se uno ti offende! Gesù ha detto ancora: 'se uno ti vuol prendere il mantello, tu donagli anche la tunica'. Credo che Gesù pensava così: gli uomini ti chiedono qualcosa, ma il Padre può chiederti di essere ancora più generoso: tu ubbidisci al Padre! 'E se uno ti costringe a fare con lui un miglio, tu fanne con lui due'. Cioè, gli uomini ti parlano con violenza e pretendono, ma tu segui i cenni del Padre e vinci il male col bene.

Chi agisce così è 'santo', dipende dall'Alto, non dal basso.

La parola 'santo' è proprio bella. Essa appartiene del tutto solo a Gesù. Gesù è davvero santo, perché non si lascia muovere il cuore alla vendetta, all'odio, alla violenza, ma continua ad amare come il Padre.

Ricordi quando Gesù è stato condotto nel pretorio e poi sul Calvario? Non rispondeva male a nessuno, né a Pilato, né ai soldati che lo torturavano, né al ladrone che lo offendeva. Nel suo cuore non è entrato l'odio che c'era attorno a lui; il diavolo non è riuscito a dominare i sentimenti di Gesù, che è rimasto continuamente 'dipendente' dal Padre. Egli sapeva che il Padre amava quei soldati e quegli uomini dal cuore duro: egli moriva proprio per salvarli, e perciò li amava mentre essi lo inchiodavano al legno.

Gesù è santo! In lui vediamo operare lo Spirito Santo, il "soffio" che porta in noi l'amore del Padre e porta noi ad amare e obbedire al Padre.

Su Gesù è sceso lo Spirito Santo e vi è rimasto. Nella sua vita in mezzo agli uomini noi vediamo come lo Spirito Santo agisce e quali frutti porta. Ogni volta che vediamo Gesù, ogni volta che osserviamo i suoi modi di fare, vediamo come lo Spirito Santo è capace di muovere il cuore di un uomo!". 

I miei amici sono contenti, ma un po' stanchi. Andiamo a giocare. Nel gioco faremo attenzione a lasciar agire in noi lo Spirito Santo! 

 

L. La colomba: distacco da ciò che passa

Dopo il gioco e dopo un bel momento di preghiera e di lode al Signore Gesù per la sua 'santità' e al Padre per aver dato anche a noi Spirito Santo, i ragazzi ritornano nella saletta con le sedie rosse. Sono tutti più tranquilli. Lo Spirito Santo li ha trasformati? Oppure hanno sgranchito le gambe? Posso raccontare loro serenamente ciò che ora dico a te.

"Quando Gesù è sceso nella pianura del Giordano e s'è avvicinato a Giovanni che stava battezzando chi si riconosceva peccatore, è successo un fatto meraviglioso. Gli evangelisti ce lo descrivono così: "Quando tutto il popolo fu battezzato e mentre Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e scese su di lui lo Spirito Santo in apparenza corporea come di colomba, e vi fu una voce dal cielo: 'Tu sei il mio figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto'".

Ci fermiamo solo sulla riga centrale: "scese su di lui lo Spirito Santo in apparenza corporea come di colomba".

Avete visto spesso disegnata la colomba".

"Sì, nella nostra chiesa, sul soffitto". "Anche sopra il battistero" dice una ragazzina fino ad ora rimasta silenziosa.

"E perché mai il Signore ha scelto la colomba per mostrare lo Spirito Santo?".

I miei amici rimangono pensierosi, e muti.

"Dio, quando vuole comunicare con gli uomini, sceglie parole e figure per loro comprensibili, usa un linguaggio adatto alla cultura e all'esperienza di chi ascolta. Coi bambini parla a un modo, con gli adulti a un altro.

Che persone c'erano là attorno a Giovanni Battista sulla sponda del fiume Giordano?".

"Gli ebrei, vedendo la colomba, non si sono nemmeno fermati a pensare che essa è un uccello. Essi hanno subito intuito che si trattava di un grande messaggio di Dio.

Ci rechiamo sulla riva del fiume Giordano ad ascoltare direttamente dalla bocca di tre uomini quanto avevano compreso. Essi si sentivano rinnovati nel loro cuore, pentiti dei peccati e desiderosi di piacere a Dio: erano stati battezzati da Giovanni.

La prima persona che ci rilascia l'intervista è un uomo attempato e serio. Dal suo sguardo si può capire che è un uomo abituato a riflettere.

"Mi chiamo Ruben. Quando ho visto la colomba scendere sulle acque del fiume e andare a posarsi su Gesù ho pensato subito alla prima pagina della Bibbia: 'La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l'abisso e lo Spirito di Dio aleggiava sulle acque'.

Lo Spirito di Dio aleggiava... muoveva le ali sopra le acque! Lo Spirito di Dio era presente alla creazione del mondo e alla creazione dell'uomo come un uccello che muove le ali!

Ora quello stesso Spirito muove le ali verso Gesù.

Io ho capito che è Gesù il vero uomo, creato proprio come Dio intendeva crearlo! Noi tutti siamo poco 'uomini', perché la nostra umanità è mescolata con l'egoismo, col peccato e spesso con la menzogna. Noi non siamo uomini completi. L'uomo vero, che esce dall'acqua come Dio lo ha pensato e voluto, è Gesù. Lo Spirito Santo ce lo ha indicato! E' lui il vero uomo, e io cercherò di conoscerlo per imitarlo e per amarlo!".

La seconda persona che interroghiamo è un ebreo studioso. Egli stesso si presenta come uno che frequenta la sinagoga tutti i sabati e anche a casa legge qualche pagina del libro Sacro. Ma ascoltiamolo!

"Mi chiamo Ezechia. Al vedere la colomba m'è venuto subito alla mente Noè. Il grande patriarca, com'è narrato nel primo libro della Bibbia, stava ancora nella grande arca che l'ha salvato dal diluvio. Terminate le piogge voleva sapere se fosse giunto il tempo di uscire sulla terra: fece volare fuori dalla finestra, che aveva fatto, una colomba, e la colomba tornò a lui sul far della sera; ecco, essa aveva nel becco un ramoscello di ulivo. Noè comprese che le acque si erano ritirate dalla terra'.

La colomba dà a Noè questo messaggio: sulla terra si può vivere! Non c'è più soltanto la morte che fa paura, che rovina i giorni dell'uomo.

Io ho capito che Gesù è colui che rende la vita degli uomini vivibile, bella, possibile! Gesù dà la vita eterna, la vita senza paura della morte. Gesù permette di vivere senza timore. Dove c'è Gesù c'è amicizia vera, comunione tra gli uomini, vita serena, pace! E' bello vivere dove c'è Gesù e insieme con Lui.

Lo Spirito Santo ci indica sempre Gesù come la persona su cui possiamo contare per vivere insieme tra di noi nella pace e nell'unità".

Il terzo personaggio che avviciniamo è un giovane semplice e povero. Non ci pensa due volte e risponde con immediatezza: "Io sono Andrea, discepolo di Giovanni. Quando ho visto la colomba discendere su Gesù mi è venuto in mente il mio pellegrinaggio dell'anno scorso al grande tempio di Gerusalemme.

Volevo chiedere perdono a Dio dei miei peccati. Mi hanno fatto comprare una colomba, dato che non avevo denaro sufficiente per acquistare una pecora. Poi ho dovuto consegnare la colomba al sacerdote, che l'ha uccisa, le ha tolto il sangue spargendolo attorno all'altare fatto di dodici pietre, e poi l'ha messa tra le fiamme che crepitavano su di esso.

Adesso, dopo aver visto la colomba posarsi su Gesù, so che per chiedere perdono a Dio e avere la sua pace non devo più uccidere animali: vado da Gesù, amo Lui e gli obbedisco. Sono sicuro che così Dio mi vuol bene, perché Gesù è colui che porta i peccatori al Padre, è l'amico che si offre vittima anche per i miei peccati e per quelli di tutto il mondo. Egli li porta sulle sue spalle per alleggerire le mie. Così ha detto anche il mio maestro Giovanni il Battezzatore quando lo ha visto venire. 

Sento un grande amore per Gesù e una gran voglia di ascoltarlo. Benedetta quella colomba che è venuta dal cielo!".

Un altro uomo, che sta ascoltando, senza essere intervistato, dice a voce alta: "E io ho pensato al popolo d'Israele! I profeti lo chiamano 'Colomba', 'Colomba mia', messaggero di Dio per tutti i popoli! Ho visto la colomba venire su Gesù.

Lo Spirito Santo ci dice che è Lui il nuovo Israele, quello che dura nei secoli! E' Lui il capostipite del nuovo popolo di Dio. Io lo seguirò, perché voglio far parte del popolo amato da Dio!". 

Questi ebrei mi meravigliano. Quante cose imparo da loro! Lo Spirito Santo mi indica Gesù come il vero uomo, come colui che ci fa vivere insieme nella pace, come colui che si offre in sacrificio per riconciliarci col Padre, come il nuovo popolo di Dio!".

 

N. Il vento Lo Spirito guida alla Verità

I miei ragazzi non mi interrompono più. Si sono addormentati? No, anzi! Qualcuno sta persino prendendo appunti. Approfitto di quest'attenzione per continuare. "Spirito significa vento leggero. Gesù stesso parlando con Nicodemo, il fariseo che va a trovarlo di notte, dice: "Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va: così è di chiunque è nato dallo Spirito".1

Quando c'è il vento te ne accorgi dal rumore. Anche quando c'è lo Spirito Santo nel tuo cuore te ne accorgi. Egli non fa rumore, ma parla, ti parla di Gesù, ti orienta ad essere amico suo. Se non c'è in te questa voce che ti trascina e ti spinge a Gesù è brutto segno: hai chiuso le porte al 'soffio' dello Spirito Santo!

Il vento entra se una finestra è aperta. Se tutto fosse chiuso, come farebbe ad entrare? Non può. Ma se entra, sconvolge un po' le cose che trova. Così lo Spirito Santo, quando entra nel cuore di un ragazzo lo sconvolge un po', non lo lascia come prima.

Se c'era al primo posto la squadra di calcio, poi lo studio, quindi i poster, poi... quando arriva lo Spirito Santo tutte queste cose restano, ma si spostano un po': fanno largo a Gesù.

Anzitutto la lettura del Vangelo e le preghiere, poi il gruppo di catechesi e la S. Messa. Dopo resta posto anche per il calcio, il nuoto, i poster e lo studio. Anzi, lo studio prima del calcio e del nuoto. Quando c'è quest'ordine c'è anche armonia, serenità e serietà. E qualcuno ti dà maggior fiducia. E tu sei più contento.

Ma il vento ci dice ancora qualcosa. Quando c'è vento ed io apro la porta o la finestra esso entra in casa. Se poi chiudo porta e finestra, posso dire che c'è vento in casa perché l'ho chiuso dentro?".

"Noo! bisogna esser deficienti a dir così!" afferma sicuro il ragazzo che fino a poco fa masticava gomma americana.

"Proprio così; se qualcuno dice: "adesso ho ricevuto lo Spirito Santo. Io ce l'ho. Io sono a posto", egli è come colui che ha chiuso la finestra ed è convinto d'avere il vento in camera!

Chi si ripiega su se stesso e guarda a sé ritenendosi un arrivato, uno che è a posto col Signore, non ha lo Spirito Santo: perché Questi ci sia in noi è necessaria l'apertura continua a Gesù!

Ti raccomando, caro ragazzo. Non ritenerti mai un arrivato. Rimani sempre rivolto a Gesù, tieni aperto a Lui il tuo cuore, dialoga sempre con Lui, fa di tutto per ascoltarlo. Allora il suo Soffio entra in te, ed entrando continua a rinnovarti e a tenerti nell'amore! La vita non è più monotona, i giorni non sono più uguali. Il Soffio di Gesù ti ricorda tutto ciò che Egli ha detto quando ciò è utile per la tua vita o per parlare con gli altri.

Lo Spirito di Gesù ti "guida alla verità tutta intera", ti difende dalle menzogne che il mondo continua a inventare e a tramare per far credere che il male che fa è bene.

Tu, guidato dallo Spirito di Gesù, conoscerai che Dio è Amore e perciò potrai difenderti dalle false immagini di Dio con cui tanti uomini vorrebbero trarti in inganno.

C'è chi ti vuol far credere che Dio è potenza, e ti vende le polverine per divenire un superuomo.

C'è chi ti vuol far credere che Dio è salute e ti insegna ginnastiche per divenire centenario con un po' di insalata e di farina grigia.

C'è chi ti vuol far credere che Dio è scienza, e ti insegna meditazioni e concentrazioni e fatiche che ti isolano dalla famiglia e dalla società.

C'è chi ti vuol far credere che Dio è miracolo continuo, e ti porta a sedute magiche.

Gli uni e gli altri ti farebbero diventare matto, stanco, deluso, sfruttato per i loro interessi di gloria umana o di denaro. Tenendoti unito a Gesù lo Spirito Santo ti dà luce agli occhi, forza e certezza nel cuore per vedere sempre l'unico vero Dio che è amore, che è Papà buono e forte! E tu sarai capace di amare e di essere anche tu amando un segno della Presenza di Dio."

Dopo un breve dialogo i ragazzi se ne vanno. Mi chiedono se possono tornare ancora.

Li benedico nel Nome di Gesù.

Le catechiste che li hanno accompagnati sono stupite. Quei ragazzi non sono più i terribili di prima! Torneranno!  

 

O. La Terza Persona

Un parroco mi ha invitato a parlare ai genitori e ai padrini dei ragazzi che nella sua parrocchia tra un mese saranno "confermati".

Mi presento. Non ci sono solo i 'grandi'. Stavolta i genitori vengono a due a due accompagnati dai figli, che si piazzano proprio davanti a me. Occhi furbi, come dicessero: adesso sentiamo cosa vien detto ai nostri genitori! A chi devo parlare? ai grandi o ai piccoli?

Proverò a dire qualcosa agli uni e qualcosa agli altri.

"I grandi hanno imparato quand'erano piccoli, che lo Spirito Santo è la terza persona della SS.ma Trinità. Erano piccoli, non si poteva dire loro nient'altro. Ma quando sono diventati grandi non sono più andati a catechesi, e lo Spirito Santo è rimasto il numero tre. E qualcuno di loro s'è lasciato scappare persino qualche frase così: "che siano tre o quattro per me fa lo stesso"! Per me invece no".

A questo punto tiro fuori dalla tasca della mia giacca a vento un piccolo cero che ho portato con me. Mi guardano tutti con curiosità. "Vedete questo cero? di che cos'è fatto? Di cera e di stoppino. Se la cera dicesse: "non voglio consumarmi", e lo stoppino dicesse altrettanto, quel cero non sarebbe buono a nulla. Ma se invece la cera dicesse: "Io mi lascio consumare per donarmi allo stoppino e far luce a qualcuno", e lo stoppino accettasse, allora inizierebbe un movimento di dono e accoglienza, di amore che si offre".

Con un fiammifero accendo il cero.

"Inizia un movimento di dono reciproco che produce luce e calore! La fiamma è una terza realtà che è frutto del donoaccoglienza fra la cera e lo stoppino, e nello stesso tempo garantisce la fedeltà e continuità dello sciogliersi della cera e dell'intenerirsi dello stoppino!

La fiamma è la terza realtà, quella utile agli altri, quella per cui esistono le altre due. Essa non ci sarebbe se fra la cera e lo stoppino non si stabilisse il rapporto di donazione accoglienza.

Avete compreso qualcosa?".

Mi guardano tutti come per dirmi: "E' tutto chiaro!".

"Così è il nostro Dio, come il cero. Dio è Amore. L'amore si dona. Donandosi genera un altro Amore, che risponde amando. Noi chiamiamo il nostro Dio Padre e Figlio. Essi si amano l'un l'altro donandosi e accogliendosi! Questo loro amore è la fiamma, è la lingua di fuoco, è il vento, è la colomba. Questo loro Amore è un fuoco che ci illumina e ci riscalda, ci coinvolge entrando in noi come forza d'amore.

La candela accesa è una cosa sola. Sono tre cose che sono una sola perché il movimento donoaccoglienza le fa essere una sola cosa.

Il nostro Dio è uno, perché l'amore fa sì che Padre e Figlio si amino nello Spirito Santo, che entra anche in me e mi fa amare come Dio ama!".

I grandi sono soddisfatti. I ragazzi guardano il piccolo cero acceso. "Lo Spirito Santo è la terza persona. Esiste come relazione tra Padre e Figlio. E' molto importante saperlo! Se io amo il Padre allora c'è in me lo Spirito Santo. Se io obbedisco a Gesù, se sono pronto ad aprirgli il cuore, c'è in me lo Spirito Santo.

Se invece non volessi più aver a che fare con Gesù e con il Padre rimarrei solo. Se io non mi offro ad una seconda Persona non può esserci la Terza! E lo si vede. Quando un uomo o una donna decide di tagliare i rapporti con Gesù e col Padre ci s'accorge subito. Il suo volto diviene duro, triste, superbo. Non c'è più in lei la Fiamma che illumina e riscalda, non c'è più il frutto dello Spirito, Terza Persona.

E quando qualcuno invece riprende ad amare il Padre e a obbedire a Gesù sul suo volto torna il sorriso, l'armonia, la dolcezza, e prima ancora la gioia e la serenità nel suo cuore.

Non è lo stesso, essere o non essere nello Spirito Santo! C'è una differenza enorme".

 

P. Il Frutto dello Spirito

Con le ultime parole mi sono già introdotto a parlare del frutto dello Spirito.

"Volete sapere, voi ragazzi, come diventerete quando avrete lo Spirito Santo nel cuore?".

I ragazzi, curiosi, mi fanno capire che sono proprio contenti di sapere in anticipo. Non si azzardano a dire nulla perché ci sono i genitori di tutti, e anche i padrini. Sanno che dietro, in fondo, c'è, seduto, anche il Parroco. Essi non vedono che egli si sta addormentando. Io non mi meraviglio: la notte scorsa si è dovuto alzare alle due: l'hanno chiamato per pregare con una persona che stava per morire.

"Quando c'è lo Spirito Santo in una persona, quella persona porta frutto! oh, non diventa un albero! Di questo frutto s'è accorto persino S. Paolo che l'ha scritto in una lettera confidenziale ai cristiani della Galazia:"Il frutto dello Spirito è: amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé." Sono nove parole che imparerete a memoria. E' facile, non spaventatevi. Imparatele a tre a tre: amore, gioia, pace! pazienza, benevolenza, bontà! fedeltà, mitezza, dominio di sé!

Ora guardiamo meglio, più da vicino questo frutto.

L'amore lo conoscete. Ma qui si parla di quello che viene dallo Spirito, dal fuoco di Dio. E' l'amore che ama senza aspettarsi niente, l'amore che ama per primo e perciò è capace di voler bene anche ai nemici. E' l'amore che c'è nel cuore di Dio. Con lo Spirito Santo diventiamo capaci di amare così.

Gioia: Non è la gioia del gelato, né quella del regalo di Natale. E' la gioia di Dio. Il Padre è contento di Gesù, della sua obbedienza, del suo amore grande. Gesù è contento del Padre, del suo amore ai piccoli e ai peccatori. Lo Spirito Santo ci fa esser contenti d'avere un Padre e di avere Gesù nel cuore, anche quando non c'è il gelato, anche quando non c'è il regalo. 

Pace: La pace vera è condivisione. Questa è la pace: Dio ci dona ciò che ha di più caro, il Figlio! Egli condivide la ricchezza della sua vita. Quando Gesù dice "Pace a voi!" accompagna le parole con un dono: il perdono, la partecipazione al suo mandato, lo Spirito Santo. Anch'io dono pace quando ti do' quel che è mio, quando posso dire: "Godi anche tu della mia gioia". 

Pazienza: Un altro frutto dello Spirito che vorremmo lo avessero gli altri! Qual è la pazienza che riceviamo? Quella che ha avuto Gesù: ha atteso la conversione dei suoi discepoli fin dopo la propria morte. 

Benevolenza: Gesù pensa bene e vuole il bene di tutti, persino del ladrone. Benevolenza è l'atteggiamento del Padre del figlio prodigo. Non penso male e non parlo male di nessuno, perché tutti sono amati da Dio Padre e per tutti Gesù è morto.

Voi diventerete così benevoli ricevendo lo Spirito Santo!

Bontà: Dio solo è buono! Con lo Spirito Santo viene in noi la bontà di Dio. Ciò che Dio vuole è buono! Io obbedisco a Lui e divento buono come Lui.

Fedeltà: lo Spirito Santo mi rende fedele, capace di esser perseverante nei miei compiti, presente dove mi sono impegnato a servire. Dio è fedele: posso sempre contare su di lui e sulle sue promesse!

Mitezza: un uomo mite è uno che è presente, disponibile, pronto e attento alle necessità, ma non s'impone. Quando non lo adoperi quasi non t'accorgi che c'è! Dio è mite: c'è, ti sostiene, ti ama, e tu rischi di non accorgerti della sua Presenza!

Dominio di sé: lo Spirito Santo fa fatica a mantenere in noi questo frutto; Egli adopera anche la nostra collaborazione. Dominio di sé vuol dire tener a posto la lingua, vincere i desideri della gola, distogliere gli occhi dalle cose che sconvolgono il cuore, allontanare i desideri delle cose degli altri e delle curiosità di figure oscene, tener a freno i sentimenti di vendetta o di antipatia...

I ragazzi mi guardano contenti. I grandi hanno abbassato gli occhi e sono pensierosi.

 

Q. Gesù "soffia" lo Spirito, che ci rende "servi" per tutta la vita (ci realizza!)

Davanti a me stanno ancora i piccoli e i grandi. Temo d'averli un po' amareggiati. Vedono i frutti dello Spirito come un traguardo troppo lontano!

"Niente paura! Non preoccupatevi. Dio sostiene la vostra fatica. Tutto questo lo farà lo Spirito Santo".

"Allora noi cosa dobbiamo fare?". E' una mamma che pone la domanda.

"State del tempo con Gesù. Prendetevi del tempo e state con Gesù, in casa vostra o in chiesa, amandolo e ringraziandolo. Coraggio, provate tutti i giorni per almeno un quarto d'ora.

Gesù continua a fare quello che ha fatto il giorno della sua Risurrezione. Allora Egli ha alitato sui suoi apostoli lo Spirito Santo.

Quando stiamo con Lui Egli continua a soffiare il suo Spirito. Se stiamo davanti al Tabernacolo in chiesa, o in casa riposando seduti davanti a un crocifisso o a un bel volto di Gesù, senza dire nulla e senza aspettarci che Egli dica nulla, quando andremo via ci accorgeremo che in noi è aumentato il frutto dello Spirito! E' cresciuta la gioia, la benevolenza e la mitezza!

Lo Spirito Santo non porta in noi solo dei frutti. Egli ci fa pure dei doni. I doni dello Spirito sono specialissimi: non sono cose da godere, ma mezzi con cui diventiamo noi stessi dono, disponibili e capaci a servire la comunità cristiana e tutti gli uomini. Uno di questi doni è la capacità di parlare di Gesù, di dire agli altri che Egli è il Salvatore.

Un altro dono è la forza di credere che Dio fa miracoli con la nostra preghiera. Altro dono ancora è l'attenzione ai malati, la capacità di star loro vicini consolandoli con la parola del Signore e curandoli con amore.

Un altro dono è l'amore ai bambini e ai ragazzi, la volontà di star con loro a giocare o a far catechesi.

Altro dono ancora è la capacità di organizzare gruppi per occuparsi di feste e servizi e raccolte di denaro o di cibo per terremotati o per altri popoli che soffrono carestia o fame o altre disgrazie.

Sono tantissimi i doni dello Spirito Santo, tutti dati a noi per fare della nostra vita un dono, per farci vivere in comunione come una sola vera famiglia.

Anche voi ragazzi vi accorgerete d'avere uno o più doni. Vi accorgerete piano piano. Sentirete forse un desiderio nel cuore o qualcuno vi chiamerà a servire la comunità.

Siate contenti. Lo Spirito Santo vi fa essere un segno dell'amore del Padre per altre persone.

Sapeste com'è bello servire il Signore! 

Egli vi fa dei doni, vi dà delle capacità, perché anche voi collaboriate con Lui. Poi vi chiama a esercitarle in tanti modi. Vi può chiamare a formare delle belle famiglie cristiane, dove Gesù è al centro, dove si prega insieme e insieme si cerca di aiutarsi ad ascoltare e a fare la Volontà del Padre.

Fortunati quei giovani che vengono chiamati dal Signore a formare una famiglia cristiana: i due sposi, prima da soli e poi con i figli, vivono la vita di Dio, che è comunione! Per questo vengono benedetti e tutta la comunità prega per loro e poi riceve grande gioia dalla loro unità. I giovani cristiani che si preparano a formare una famiglia cristiana cominciano presto a imparare ad amare, a donarsi, a non vivere pensando a sé cercando solo divertimenti.

Ma il Signore chiama sempre qualcuno anche a dare a Lui tutta la vita senza nemmeno pensare a una propria famiglia. E lo Spirito Santo fa sorgere nel cuore di alcuni ragazzi e di alcune ragazze il desiderio di essere del tutto suoi, vivendo poveri e a disposizione di tutti. A loro il Signore dona dei fratelli e delle sorelle, una famiglia più grande dove vivere nell'ubbidienza e nell'amore di Gesù. Li chiamerete frati o suore, che vuol dire fratelli e sorelle.

Lo Spirito Santo fa il dono grande ad altri ragazzi di prepararli per offrirsi a diventare sacerdoti, a servizio di Gesù per annunciare la sua Parola e celebrare i suoi Sacramenti.

State in ascolto dello Spirito Santo. La sua voce è chiara. Fatevi aiutare da qualche buon sacerdote: chiedetegli che ascolti anch'egli il Signore per voi e vi dica poi quale possa essere la 'chiamata' di Dio per voi, la vostra vocazione."

 

R. Il Sacro Crisma L'imposizione delle mani Il padrino

Ti ricordi il gruppetto di ragazzi 'terribili'? Ebbene, hanno costretto la loro catechista a portarli di nuovo nella mia casa grande e silenziosa. Sono arrivati. Stavolta la casa è rimasta silenziosa!

Anzitutto li accompagno nella grande chiesa della Parrocchia. Dopo la genuflessione, una breve preghiera. Ed eccoci davanti a una nicchia dove tengo custoditi dei vasetti d'argento. Tre vasetti uguali sono là, dietro le inferriate, sopra un piccolo vassoio dorato.

"Sono gli oli santi", dice la ragazzina dell'altra volta.

"Sì, vedete incise delle lettere sui vasetti. Quello è l'Olio dei Catecumeni, quello di fianco è l'Olio degli Infermi e questo davanti è il Sacro Crisma".

Uno mi guarda con un punto interrogativo sulla punta del naso! Ho capito, devo spiegare.

"Il Sacro Crisma è un Olio come gli altri, ma su di esso il Vescovo ha pronunciato una preghiera speciale. L'ultimo Giovedì Santo il Vescovo ha alzato le mani insieme a tutti i sacerdoti per consacrare quest'Olio. E ora con esso consacriamo i bambini battezzati, e con esso ancora il Vescovo consacra le chiese nuove e gli altari e le mani dei sacerdoti novelli. Ed è l'Olio che il Vescovo o il suo delegato userà per segnare il segno della Croce sulla vostra fronte quando vi 'cresimerà'. Il Sacramento della Cresima si chiama così appunto perché per esso viene usato il 'Crisma'. Vi viene 'confermata' la Consacrazione che il sacerdote vi ha dato subito dopo il Battesimo. Allora eravate addormentati, e troppo piccoli. Sono stati i vostri genitori ad esprimere il desiderio che voi foste accolti da Gesù. Ora che siete cresciuti e potete prendere delle decisioni infatti avete già scelto quale professione imparare e quale scuola superiore frequentare siete voi a 'confermare' la vostra Consacrazione a Gesù. Voi 'confermate' e Gesù 'conferma' la vostra unità a Lui. Cresima e Confermazione sono due parole che dicono il vostro incontro cosciente con l'amore fedele del Signore".

"E lo schiaffo del Vescovo?".

"Aspetta, altrimenti te lo do io adesso uno schiaffetto!

Prima che voi vi avviciniate al Vescovo, egli fa una solenne preghiera alzando le mani sopra tutti voi cresimandi: è quello il gesto e il segno Più importante, è allora che lo Spirito Santo entra in voi. E poi ciascuno di voi si presenta personalmente per ricevere il "sigillo" dello Spirito (il Vescovo dirà proprio questa parola). Sarete 'sigillati' dal Crisma e dalla mano sul capo.

E' il gesto tipico che trasmette lo Spirito Santo! Anche gli Apostoli facevano così: per donare lo Spirito Santo ai battezzati essi ponevano loro le mani sul capo, pregando!

"Cosa vuol dire che sono 'sigillato'?" dice il ragazzo che l'altra volta masticava gomma.

"Vuol dire che sei diventato proprietà dello Spirito di Dio, consacrato a Gesù e con Lui al Padre. Vuol dire che diventi testimone di..."

"Mia sorella ha fatto la testimone al matrimonio della sua amica"!

"E mio zio è stato chiamato a fare il testimone in tribunale!".

"Piano, piano. Vi dirò dopo, nella saletta, chi è il testimone di Gesù. Torniamo alla mano del Vescovo sul vostro capo. In quel momento anche il vostro padrino o la madrina poserà la sua mano destra sulla vostra spalla. Anche il padrino, al posto e a nome di tutta la comunità cristiana, partecipa col Vescovo a donarvi lo Spirito Santo. Il vostro parroco, a suo tempo, vi ha detto di scegliere un padrino o una madrina che sia buon cristiano, che vi dia buon esempio di fede e di amore al Signore, che vada a Messa tutte le domeniche con fedeltà, che sia buono e caritatevole. Perché il parroco vi ha detto così? E' semplice: il vostro padrino deve vivere nello Spirito Santo per poter porre la sua mano su di voi insieme al Vescovo: egli vi deve comunicare e trasmettere Spirito Santo e non spirito di amore al denaro, alla moda, alla vanità o ai piaceri. Egli deve far parte della chiesa, comunità che è unita dallo Spirito Santo, deve avere nel cuore amore a Gesù. Voi dovete diventare forti e incrollabili nella fede. Il vescovo vi dà poi uno 'schiaffo' per rendere evidente che siete diventati forti e coraggiosi.

Ma state tranquilli, non sarà uno schiaffo. Sarà una dolce carezza. Provo io a mostrarvi come farà il Vescovo?". Il mio amichetto si avvicina per la carezza, e io ne approfitto per dargli un bel... colpetto! Mi diverto anch'io un pochino a fare... il vescovo!

 

S. Lo Spirito "testimone" di Gesù, e anche noi

Andiamo ora nella saletta dalle sedie rosse. Prima ancora che tutti prendano posto mi sento dire: "Devi dirci chi è il testimone!"

"E' proprio ciò che volevo fare!

Gesù, durante l'ultima Cena con i suoi Dodici, ha parlato a lungo e ha detto molte cose importanti anche riguardo allo Spirito Santo, il Paraclito, che viene dal Padre. Tra il resto disse così: "Egli mi renderà testimonianza; e anche voi mi renderete testimonianza ... ".

Lo Spirito Santo è il testimone di Gesù.

Credo di non aver capito nemmeno io tutto il significato di questa affermazione: nel testo greco del Vangelo scritto da Giovanni, il termine 'testimone' si dice con la parola 'martire'. Per capire del tutto... dovrei essere martire!

Quello che vi dico è solo un po', e un po' troppo poco. Lo Spirito è testimone di Gesù. Egli cioè ci assicura senza sbagliare e senza mentire che Gesù è davvero "Gesù", cioè il Salvatore che Dio Padre ha mandato per salvare gli uomini, l'unico che dà salvezza.

Gli uomini sono egoisti, peccatori, tutti capaci di fare il male e incapaci di evitarlo del tutto. Questo provoca sofferenze a sé e agli altri. Tutti soffriamo e talora ci disperiamo per i peccati nostri o degli altri.

Abbiamo bisogno di qualcuno che ci salvi, che ci porti ad avere nel cuore l'amore del Padre, a sentire il suo amore per noi.

Molte persone soffrono perché non sanno che Dio ci ama e ha mandato un Salvatore. Molti cercano da sé salvezza e pensano di riuscire a salvarsi con le proprie forze o di riuscire a inventare gesti e religioni per salvare gli altri.

E così c'è chi pensa che per esser salvi sono necessarie leggi nuove e nuovi partiti politici, oppure formule magiche e polverine e vanno da maghi italiani o indiani ; altri dicono che si salvano solo quelli che fanno parte di un gruppo speciale di gente pura che non pecca mai, altri pensano di salvarsi continuando ad accusare gli altri dei loro sbagli.

Ma tutto questo moltiplica le sofferenze. Quando un uomo cerca di salvarsi da sé non fa che peggiorare la situazione.

Lo Spirito Santo è testimone nel nostro cuore che la persona di Gesù è davvero ciò che dice il suo Nome: "salvezza di Dio"! Gesù è colui che il Padre ci ha mandato per salvare l'uomo da tutte le situazioni di infelicità in cui si trova. Chi ubbidisce a Gesù infatti comincia a godere la pace nel suo cuore e a diffondere pace attorno a sé.

Lo Spirito Santo mi fa guardare sempre a Gesù:

quando sono peccatore, per avere il perdono di Dio;

quando sono tentato di peccare, per aver la forza di resistere;

quando soffro a causa del peccato degli altri, per saper perdonare e per non accettare sentimenti di odio o di vendetta in me;

quando soffro a causa della malattia, per offrire quel dolore al Padre e farne un atto d'amore;

quando ho paura della morte o quando la morte viene per davvero, a donare a Dio la vita ed essere così sicuro di vivere per sempre nel cuore del Padre!

Gesù mi salva sempre. E' Lui il Salvatore.

Seguendo lo Spirito Santo pongo la mia speranza in Gesù: ricevo gioia e consolazione. Ricevo persino forza e gioia per consolare altri e portarli a ricevere la salvezza di Gesù. "Anche voi mi renderete testimonianza".

Adesso, mentre vi dico queste cose, io sono testimone di Gesù per voi. Più che con le parole lo sono con la sicurezza della voce e con la pace e gioia che vedete in me. Anche voi avete molte occasioni per rendere testimonianza a Gesù.

Quando sarete contenti per l'amicizia del Signore, anche se prendete un brutto voto a scuola, quando accetterete per amore di Gesù senza lamentarvi una malattia che vi fa stare a letto, quando avrete fiducia nel Padre per il futuro e rinuncerete perciò a seguire i consigli di chi vi vuol accompagnare da un mago o da una maga, quando vi presenterete alla S. Messa anche se dovete passare in mezzo al gruppo di 'amici' che vi deride, allora siete testimoni di Gesù, salvezza di Dio.

Lo Spirito Santo vi ha illuminati, e vi fa essere luce di Verità: la Verità, cioè il vero amore di Dio, è Gesù!".

 

T. Paraclito Il terremoto

Il più piccolo dei ragazzi, che non è il più addormentato, mi domanda: "Prima hai detto una parola come para... para..." "parapendìo!" completa un altro. Tutti si mettono a ridere. E anch'io. "Ho detto "Paraclito! " S. Giovanni, nel suo Vangelo scritto in greco, usa questo termine per tradurre le parole dette da Gesù. "Paraclito", in greco, significa 'chiamato vicino'. Lo Spirito Santo è chiamato vicino. Vicino a chi? Vicino all'uomo che è peccatore, distratto, ammalato, sofferente...

Quando uno di noi ha bisogno d'aiuto chiama vicino chi lo possa assistere. Lo Spirito Santo è 'il chiamato vicino'.

Gesù intendeva dire che lo Spirito Santo che Egli ci dona ci assiste in tutte le circostanze.

Sei triste e sofferente? Egli ti consola, è il consolatore.

Sei accusato? Egli ti difende e ti rende sicuro.

Sei distratto? Egli ti richiama alle cose più importanti.

Sei pigro? Egli ti esorta e ti spinge a seguire Gesù.

Sei disorientato? Egli ti mostra la via sicura, la Volontà del Padre.

Sei dimenticone? Egli ti ricorda al momento giusto le parole di Gesù e ti suggerisce anche che cosa devi dire ad altri.

Hai delle responsabilità? Egli ti sostiene e ti incoraggia e ti illumina a viverle in serenità.

Lo Spirito Santo è un vero assistente in tutti i momenti".

"Anche agli esami?". Da dove viene questa domanda birichina? E' la ragazza dai capelli lunghi che sta pensando al terribile appuntamento!

"Sì, anche agli esami. Perché no? Tu continua la tua amicizia a Gesù, e il Suo Spirito ti assisterà anche durante gli esami. Ti può assistere sia per rispondere bene ed essere promossa, sia per sopportare con serenità l'umiliazione della bocciatura".

"Ohhh!" Un bisbiglio confuso di protesta ... !

"Allo Spirito di Dio preme il Regno di Dio. Ora al Regno di Dio può essere utile la tua promozione, oppure, chi lo sa? la tua bocciatura! Ora tu non lo sai. Lo sa il Signore. A te basta sapere che Lui lo sa, e allora resti serena e contenta in ogni caso (qualche lacrima è concessa...).

La tua serenità è già un dono per molti. E poi, come ripetente, potrai essere testimone di Gesù per i ragazzi più piccoli dell'altra classe! Pensa che bello!".

"Ci facciamo bocciare tutti!".

"No, no! Fate il vostro dovere. Anzitutto lo Spirito Santo vi assiste per questo, per svolgere bene la vostra 'missione', per continuare a fare il vostro dovere.

Questo discorso mi fa venire in mente un'altra cosa. Talvolta, nel libro degli Atti degli Apostoli, la venuta dello Spirito Santo è accompagnata dal terremoto. Certamente con questa parola S. Luca ci vuol dire qualcosa di particolare!

Di solito noi usiamo la nostra casa con molta sicurezza come il luogo più adatto: quando piove ci ritiriamo in casa; quando fa caldo, lo stesso. Se in piazza ci sono disordini ci chiudiamo in casa e così se girano curiosi o ladri... La casa è il luogo più sicuro. Se viene il terremoto... via tutti, fuori di casa! Il terremoto cambia i nostri modi normali di proteggerci.

Anche lo Spirito Santo cambia i nostri modi normali di comportarci, di reagire: è come un terremoto!

S. Paolo dice: "Insultati, benediciamo; perseguitati, sopportiamo; calunniati, confortiamo".

Come mai? Di solito una persona insultata maledice; una perseguitata o calunniata cerca di difendersi e di andare dall'avvocato. I cristiani invece fanno un "terremoto" in queste cose: in loro agisce lo Spirito Santo che li fa reagire sempre secondo l'amore di Dio. Dal loro cuore, anche se... strizzati come una spugna, esce sempre l'amore che lo Spirito di Dio vi ha riversato!" .

 

U. Lo Spirito prega in noi Abbà! Gesù è Signore!

"Ci mettiamo ora per un attimo alla scuola di S. Paolo, l'apostolo che ha molto viaggiato e sofferto per portare ovunque il Nome di Gesù. Mentr'egli si trovava a Corinto scrisse una lettera ai Romani, cioè ai cristiani che vivevano a Roma. La lettera è molto lunga. A metà circa dice: "Lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché nemmeno sappiamo che cosa sia conveniente domandare, ma lo Spirito stesso intercede con insistenza per noi, con gemiti inesprimibili, e colui che scruta i cuori sa quali sono i desideri dello Spirito, poiché egli intercede per i credenti secondo i disegni di Dio".

In pratica S. Paolo ci rivela che lo Spirito Santo è colui che ci insegna la preghiera più vera, anzi, è lui stesso che prega in noi. Quando noi preghiamo diciamo tante cose al Signore, qualche volta ci lamentiamo con lui, spesso gli insegnamo quel che Egli deve fare! Ma tutto quello che noi vorremmo e per cui preghiamo è proprio per il nostro vero bene? è quello che ci vuole? è la cosa migliore per la nostra salvezza o per quella degli altri? ciò che noi chiediamo ci aiuta ad andare in Paradiso? Noi non lo sappiamo. Lo sa solo il Signore.

Lo Spirito viene in aiuto alla nostra ignoranza... Se noi teniamo Spirito Santo nel nostro cuore sarà lui stesso ad intercedere, cioè sarà lui che chiede e ottiene dal Padre ciò che serve al nostro vero bene e al bene di tutti. Il Padre lo ascolta, perché lo Spirito Santo non chiede nulla di egoistico o di superficiale".

"Allora noi come dobbiamo pregare?".

Mi aspettavo questa domanda. Non immaginavo che l'avrebbe espressa la ragazzina che finora non ha mai parlato. "Se lo Spirito Santo prega in noi, noi non dobbiamo pregare più?".

"Se Egli prega in noi, noi possiamo fare due cose:

primo: cercare di restare sempre nello Spirito Santo, non rattristarlo mai perché non se ne vada dal nostro cuore; per far questo cercheremo di stare tanto con Gesù, che soffia su di noi il Suo Spirito. Lo ascoltiamo, lo lodiamo, lo ringraziamo, lo adoriamo, facciamo quel che dice. Vedi quanta preghiera? Preghiera di lode e di adorazione, di ascolto e di desiderio di sapere la sua Volontà.

Secondo: proveremo ad ascoltare la preghiera dello Spirito per farla nostra!"

Come si fa.

'Si può stare alcuni minuti in silenzio, con gli occhi chiusi, seduti o in ginocchio, in un luogo senza rumori. Forse gli stessi desideri dello Spirito diventano i tuoi. Ascolta con amore e senza fretta. E se non senti nulla non ti rattristare. Lo Spirito prega in te ugualmente. E poi, a lungo andare, se ti abitui ad ascoltare, sentirai la voce della preghiera dello Spirito anche senza impegnarti tanto!

S. Paolo dice ancora almeno due cose riguardo alla preghiera dello Spirito in noi: "Dio ha mandato nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio che grida: Abbà, papà!".

Quando c'è Spirito Santo in noi ce ne accorgiamo, perché ci viene molta confidenza con Dio, tanto da chiamarlo Abbà, che vuol dire 'papà'. Avremo con Lui la confidenza che hanno i bambini con la loro mamma e col loro papà. Ci sentiremo amati e benvoluti, sicuri e protetti. Non avremo paura di Dio, proprio nulla, ma un grande amore, una grande confidenza e una continua obbedienza fiduciosa.

Ai Cristiani di Corinto poi S. Paolo dice che "nessuno può dire 'Gesù è Signore' se non sotto l'azione dello Spirito Santo".

Anche il nostro amore rispettoso per Gesù e il nostro desiderio di fare la sua Volontà e servirlo come Signore è opera dello Spirito Santo presente in noi.

Egli è la Terza Persona che ci porta alle altre Due! E' il Paraclito che ci tiene continuamente immersi dentro l'amore che il Padre dona al Figlio e che il Figlio rivolge al Padre!".

I ragazzi sembrano contenti, perché essi hanno ubbidito molte volte a Gesù, e perciò possono riconoscere che lo Spirito Santo è già presente nella loro vita.

Io ho finito, per ora, di parlare con loro. Non ho detto tutto ciò che si potrebbe dire dello Spirito Santo, ma confido che essi continueranno a lasciarsi condurre e illuminare da Lui!

Egli li istruirà ancora!

 

V. Il cresimato è missionario

Qualche giorno dopo la celebrazione della Cresima mi vengono in mente questi ragazzi, per i quali ho pregato e offerto le mie giornate al Padre. Mi vien voglia di scrivere loro una breve lettera con qualche raccomandazione.

 

"Caro ragazzo,

sono contento di averti aiutato a prepararti alla celebrazione della S. Cresima. Ti voglio scrivere qualcosa che possa ancora esserti utile: cerca di rimanere nello Spirito Santo!

Se qualche volta ti accorgi di averlo rattristato, chiedi subito perdono, va' dal sacerdote a domandare la remissione del tuo peccato: lo Spirito Santo stesso, fiamma che purifica, ti rimette in comunione col Padre e con Gesù!

Se non ci si pente e non ci si lascia perdonare i peccati da quelle persone che Gesù ha incaricato per questo, non si riceve nemmeno il dono dello Spirito Santo!

Se lo Spirito rimane in te non avrai né vergogna né paura di partecipare al ministero sacerdotale, regale e profetico di Gesù. Te li ricordi ancora? No? Allora va' a rileggere le prime pagine!

Anche tu, vivendo unito a Gesù come il tralcio è unito alla vite, porterai ovunque andrai un po' del suo Spirito. Lo farai senza bisogno di parlare, perché parlerà da sé il tuo atteggiamento umile e disponibile, serio e gioioso.

Distribuendo senza accorgerti Spirito Santo attorno a te sei anche tu missionario: sei cioè 'mandato' "come agnello in mezzo a lupi", "mandato" come Gesù è mandato dal Padre.

"Porterai nel mondo ciò che nel mondo non si trova né si può comprare, porterai il 'soffio' divino, lo Spirito di Dio. Lo farai anche senza parlare. Ma se qualcuno ti interrogherà, lo Spirito stesso del Padre ti metterà nel cuore un amore grande e le parole vere e sapienti per rispondere! 

L'amore vero per gli uomini non li inganna e non li imbroglia!

Se tu ami qualcuno, gli vuoi dare quella cosa che per te è più preziosa, ciò che per te è fonte di gioia vera e di comunione: gli darai lo Spirito Santo, quello Spirito che tiene l'uomo unito a Gesù e lo fa conoscere e amare, quello Spirito che ci unisce con piena confidenza al Padre.

Un cresimato è missionario!

Anche tu sarai aiutato dall'esempio e dalla comunione con gli altri cristiani. Qualche volta invece potrai trovare un ostacolo negli altri, che, anche se battezzati e cresimati, e anche se sposati col Sacramento santo del Matrimonio, e anche se 'presbiteri', possono essere vinti da qualche tentazione. Tu resterai missionario: non parlerai male dei tuoi 'fratelli', perché ne sarebbe danneggiato il Regno di Dio e rattristato lo Spirito Santo in te. Continuerai ad amarli, a dar loro l'aiuto del buon esempio e della preghiera o anche dell'ammonimento. Ma non parlerai male di loro, né della Chiesa: ci sono già troppi che ne parlano male perché odiano Gesù! Parlar male della Chiesa che è il Corpo di Cristo' è offesa al suo Capo, che è il tuo amico più grande!

 

Se anche tu ti aggreghi a chi denigra la Chiesa, ostacolerai il cammino di quanti potrebbero ricevere da essa la conoscenza di Gesù, il suo perdono e i segni del suo amore!"

Parlar male della Chiesa è come parlar male della propria famiglia: non lo faresti mai! Se nella tua famiglia succede qualcosa di brutto tu cerchi di tenerlo nascosto e di rimediarvi. Così farai per i difetti e i peccati di chi è cristiano con te nella Chiesa. Lo farai per amore di Gesù, perché Egli possa ancora, nonostante tutto, donare il suo amore agli uomini attraverso l'unico strumento che ha messo sulla terra: la Chiesa!

Tutto il tuo agire e il tuo vivere diventerà impegnato a far risplendere l'amore del Signore, a comunicare a tutti la gioia di avere Gesù come amico.

Anche quando sceglierai la tua professione sarai capace di scegliere quella che ti permette di essere un segno dell'amore del Padre per gli uomini!

Vivi nel mondo pregando e offrendo tutto al Padre, vincendo tentazioni e menzogne, trasformando tutto il tuo agire in servizio e distribuendo l'amore di Dio, soprattutto ai piccoli, ai poveri e ai sofferenti.

Lo Spirito Santo entri in te e ti santifichi!

Ci conosceremo in Paradiso e faremo una gran festa senza fine!

 

PER LA PREGHIERA:

ti suggerisco alcune preghiere allo Spirito Santo:

Preghiera del Vescovo sui cresimanti:

(adattata perché tu la possa pregare prima della Cresima, o anche dopo!)

Dio onnipotente,

Padre del Signore nostro Gesù Cristo,

che mi hai rigenerato dall'acqua e dallo Spirito Santo liberandomi dal peccato,

infondi in me il tuo santo Spirito Paraclito: spirito di sapienza e di intelletto, spirito di consiglio e di fortezza, spirito di scienza e di pietà, e riempimi dello spirito del tuo santo timore. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

Veni Sancte Spiritus: (preghiera della liturgia romana)

Vieni Santo Spirito,

manda a noi dal cielo

un raggio della tua luce!

Vieni padre dei poveri,

vieni datore dei doni,

vieni luce dei cuori.

Consolatore perfetto,

ospite dolce dell'anima,

dolcissimo sollievo!

Nella fatica riposo,

nella calura riparo,

nel pianto conforto.

O luce beatissima,

invadi nell'intimo

il cuore dei tuoi fedeli.

Senza la tua forza,

nulla è nell'uomo,

nulla senza colpa.

Lava ciò che è sordido,

bagna ciò che è arido,

sana ciò che sanguina.

Piega ciò che è rigido,

scalda ciò che è gelido,

drizza ciò ch'è sviato.

Dona ai tuoi fedeli,

che solo in te confidano,

i tuoi santi doni.

Dona virtù e premio,

dona morte santa,

dona gioia eterna.

Amen, alleluia!

 

Vieni, Santo Spirito,

riempi i cuori dei tuoi fedeli

e accendi in essi

il fuoco del tuo amore!

 

Preghiera in uso presso una comunità evangelica:

Spirito Santo del Dio vivente, mediante la fede, posso, ora, riconoscere con gratitudine, che Tu sei presente in me.

Hai posto la tua dimora nel profondo del mio essere e vi sei penetrato più intimamente dei miei pensiero, dei miei sentimenti, della mia volontà.

Ti lodo, ti adoro, ti amo,

ti ringrazio di esserti abbassato tanto, da rendere il mio corpo tua dimora e da eleggerlo così tuo tempio.

Ti ringrazio soprattutto di avermi rivelato il mio Salvatore, il Signore Gesù Cristo,

e di avermi elargito tutte le benedizioni della sua morte.

In questo nuovo giorno, voglio rendermi disponibile ai tuoi progetti su di me

e mettermi completamente sotto la tua guida.

Preparami ad ogni evento,

in esso conducimi, e toccherò con mano la tua potenza. Perché Gesù possa vivere in me, caricami della mia croce e donami capacità di rinunciare al mio io e morire a me stesso. Rendimi strumento di amore, di forza, di benedizione e di salvezza per ogni persona che Tu porrai oggi sulla mia strada. Tutto ciò avvenga, o Spirito Santo, affinché l'amato Padre celeste sia glorificato e conservi su di me il suo sguardo compiaciuto. Amen.

 

Preghiera della B. Myriam di Gesù Crocifisso55

Spirito Santo, illuminami! Che cosa devo fare, e come devo comportarmi per trovare Gesù? I discepoli erano molto ignoranti; vivevano con Gesù, e non lo intendevano.

Anch'io vivo con Gesù e non intendo Gesù. La più piccola difficoltà mi turba e mi sconcerta. Sono troppo sensibile. Mi manca la generosità per fare sacrifici per Gesù.

Spirito Santo, quando tu donasti ai discepoli un raggio della tua luce, essi furono trasformati; non si ritrovarono più quelli di prima. Attinsero nuove forze; divenne facile per loro offrire sacrifici; conobbero Gesù meglio di quando Egli dimorava con loro.

Sorgente di pace e di luce, vieni e illuminami.

Ho fame, vieni e nutrimi;

ho sete, vieni e dissetami;

sono povera, vieni e arricchiscimi; sono ignorante, vieni e istruiscimi.

Spirito Santo, io mi abbandono completamente a te.